franz bardon e la pratica dell`evocazione magica

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franz bardon e la pratica dell`evocazione magica
Senciner
FRANZ BARDON E LA PRATICA
DELL’EVOCAZIONE MAGICA
Rivelazioni su un libro “cifrato”
2 – QUADERNI DI ADOCENTYN - 2
1
Senciner: MAGIA TRASMIGRATORIA l’immortalità naturale in teoria e pratica - « Lasciamo stare se l’amico di
Kremmerz o Cagliostro o anche il Saint-Germain fossero veramente in grado di operare questo tipo di magia o non
fossero, invece, dei ciarlatani di grossa taglia unicamente al corrente della teoria. Sta di fatto che il parlare di magia
avatarica poteva significare che, da qualche parte, questa magia si praticasse davvero. Si è espresso molto bene Julius
Evola riferendosi all’attività di autentici adepti invisibili, scrivendo che “dietro le quinte della coscienza degli uomini e
della loro storia, là dove lo sguardo fisico non giunge e il dubbio non osa portarsi, può esservi qualcuno”. Per
raggiungere l’ambito di questi maestri invisibili, di questi Erranti, bisogna tornare indietro proprio ai tempi dei citati
Cagliostro, Casanova e Saint-Germain e forse, oltre le figure di tali grandi avventurieri si potranno scorgere le terre
stabili di qualche organizzazione arcana. Naturalmente il termine magia avatarica è inadeguato e d’ora in avanti
utilizzeremo quello più pertinente di magia trasmigratoria, poiché di questo si tratta: trasferire la propria coscienza e
memoria di corpo in corpo lungo il tempo».
Senciner: ARBATEL, LA MAGIA DEGLI ANTICHI sommo amore di sapienza (Basilea 1575), con i sigilli
originali. « Magia ovvero Pneumatica, già degli antichi maghi del popolo di Dio e dei maghi pagani, ora per la prima
volta tratta dalle tenebre alla luce contro i maghi neri e gli spregiatori dei doni celesti per l’utilizzo e il piacere di tutti
quelli che si compiacciono delle creature di Dio. Contiene nove tomi e sette settenari di Definizioni: Il primo tomo è
detto ISAGOGE o Libro di Magia pratica o Πνευματικής, che contiene 49 Definizioni di precetti generali di tutta l’arte
magica. Il secondo tomo è detto di MAGIA MICROCOSMICA, che tratta di come il microcosmo possa agire
magicamente per virtù sua e dei geni che gli sono assegnati con la nascita. Il terzo è di MAGIA OLIMPICA su come
l’uomo agisca e venga agito tramite lo Spirito dell’Olimpo. Il quarto tratta di MAGIA ESIODEA e OMERICA, che
mostra le operazioni dei cosiddetti spiriti calodemoni non ostili al genere umano. Il quinto tratta di MAGIA ROMANA
o SIBILLICA che agisce e opera attraverso gli spiriti tutelari e signori così come sono ripartiti su tutta la terra; e questa
è certamente una magia straordinaria, cui è riferibile anche la Magia dei Druidi. Il sesto tomo tratta di MAGIA
PITAGORICA che opera solo attraverso gli spiriti che presiedono alle arti umane. Il settimo tratta della MAGIA di
APOLLONIO e simili in relazione a quella Romana e Microcosmica ed è peculiare contro gli spiriti ostili al genere
umano. L’ottavo tratta di MAGIA ERMETICA o EGIZIANA non molto dissimile dalla Magia di Dio. Essa crea gli Dei
che abitano in ogni genere di templi. Il nono tratta di MAGIA PROFETICA, sapienza che deriva dalla parola di Dio ».
Remo Mangialupi: IL CATTIVO ZELO Virgilio e il segreto dell’Eneide - «E’ nostra intenzione dimostrare che anche
nell’Eneide di Virgilio – tramite il segreto che M.V. Agrippa chiamò del cattivo zelo – è stato portato avanti il tentativo
di difendere quell’altra romanità, cioè la concezione ellenica della vita. Da troppo tempo infatti la storia di Roma
appresa pedissequamente sui libri di scuola grava come una cappa di falsità sulle coscienze di tutti coloro che vogliono
andare al fondo delle cose. I libri scolastici ci hanno insegnato che Roma fu un tutt’uno, quanto a idealità e condotta
ideologica. Ebbene le cose stanno molto diversamente e si comincia a scoprire e a capire che nel mondo romano vi
furono DUE ANIME, in perenne lotta fra loro: potremmo chiamarle, con Orazio, l’anima di Remo e l’anima di Romolo.
La prima incarnava il sostrato protomediterraneo, legato al culto della Natura, ad un ideale di vita se non pacifico
almeno edonistico, alla ricerca del destini dell’uomo attraverso la comunione con la propria madre tellurica. La seconda,
generata dall’irruzione di stirpi extra-mediterranee nelle sedi altrui, propugnava ideali di sopraffazione, di una
spiritualità avulsa dalla realtà e autocastrante. Queste due anime le troviamo presenti fin dalle origini e lungo tutto il
corso della romanità e oltre il suo epilogo, quando nella prima Roma dei Papi l’anima remia dava ancora segni di vita
nella celebrazione degli ultimi orgiastici Saturnali. Il conflitto, se così si può dire, è ancora in corso, seppure attraverso
percorsi che ormai non emergono direttamente alla luce del sole».
Giuliano Kremmerz: LO SPUTO DELLA LUNA, dossier segreti di Ermetismo e Alchimia – nuova edizione (3ª)
rifatta sotto forma di Dizionario. Una inedita raccolta di termini ermetici tratti dal corpus di scritti riservati di un alto
ermetista. Strumento indispensabile per una comprensione più immediata delle dottrine arcane che, nello stile di questo
iniziato, sono invece diffuse in modo prolisso. - “Presentazione: Lo Sputo della Luna Luna 10 anni dopo - Acque
stagnanti, Analogia magica, Angeli e Demoni, Ascendente, Aspetto dei Corpi sottili, Castità, Chiaroveggenza, Colori
alchemici, Concepimento, Controfattura, Corpi sottili, Corpo di Gloria, Cristo, Elementali, Esteriorizzazione della
Coscienza, Evocazioni, Fasi luni-solari, Fluidi corporei, Fuoco alchemico, Guida, Immaginazione plastica, Ingestioni
coobatorie, Immortalità cosciente, Iniziazione, Intelligenza di Luna, Interpretazione dei Sogni, Istinti, Lingua, Magia
avatarica, Magia sessuale, Magnetismo, Moltiplicazione alchemica, Necessità dell’uso dei Poteri Magici, Numero Tre,
Nutrizione, Oscurità e Luminosità, Ossa, Paura, Post-mortem, Potere delle passioni, Pratica alchemica, Preghiera,
Regime del Fuoco, Respirazioni, Sangue e Sangue mestruale, Segni del Separando mercuriale, Segreto alchemico,
Segreto dell’eremita, Separando, Sigillografia e scritture magiche, Silenzio, Specchio magico, Sperma, Spiriti, Stella
polare, Talismani, Tempi magici, Trasmutazione, Uovo, Vampirismo” .
© by Vittorio Fincati, casella postale 31 – 36055 Nove ITALIA
http://remomangialupi.googlepages.com - [email protected]
2
Franz Bardon nel 1947
NEL CINQUANTESIMO ANNIVERSARIO
DELLA MORTE
1958 - 2008
3
INDICE DEL LIBRO
« LA PRATICA DELL’EVOCAZIONE MAGICA »
Prefazione
Introduzione
PARTE PRIMA: LA MAGIA
Cap. I
GLI STRUMENTI MAGICI
Il Cerchio – il Triangolo – il Bruciaprofumi – lo Specchio – la Lampada
La Bacchetta – la Spada, la Daga e il Tridente – la Corona, la Cuffia e la Benda –
La Tunica – la Cintura – Altri strumenti magici: il Pentacolo, il Sigillo, il Pettorale,
il Talismano e il Libro delle Formule Magiche
Cap. II
IL REAME DEGLI ESSERI SPIRITUALI
La Sfera astrale della Terra – Considerazioni generali sulle Sfere planetarie
Cap. III
VANTAGGI E INCONVENIENTI DELLA MAGIA EVOCATORIA
Cap. IV
GLI « SPIRITI FAMILIARI » O SPIRITI-SERVENTI
Cap. V:
UNA EVOCAZIONE MAGICA
Cap. VI:
ESEMPIO DI UN RITUALE DI EVOCAZIONE
PARTE SECONDA: LA GERARCHIA
Cap. I:
ENTITA’ DEI QUATTRO ELEMENTI
Cap. II:
LA SFERA ASTRALE DELLA TERRA
Alcune Entità originali di questa Sfera - I 360 Governatori della Sfera astrale della Terra
Cap. III:
LE INTELLIGENZE DELLA SFERA LUNARE
Cap. IV:
I 72 GENI DELLA SFERA DI MERCURIO
Cap. V:
LE INTELLIGENZE DELLE SFERE AL DI LA’ DI MERCURIO
Venere – Sole – Marte – Giove – Saturno
Cap. VI
LE SFERE AL DI LA’ DI SATURNO E LA MAGIA DELLE SFERE PER VIAGGIO MENTALE
Le sfere di Urano e Plutone – Contatti con Esseri e Intelligenze di tutte le Sfere mediante viaggio mentale
Cap. VII
LA TALISMANIA IN MAGIA
Epilogo
PARTE TERZA: LE ILLUSTRAZIONI E I SIGILLI
4
Franz Bardon nacque nella regione dei Sudeti – oggi Repubblica Ceca – vicino Troppau, nel 1909.
Sua madre racconterà poi alla futura nuora che questi era nato morto e che solo dopo numerosi
tentativi di rianimazione la levatrice sarebbe riuscita a restituirlo alla vita. Era figlio di un mistico,
Viktor, a sua volta discepolo del teosofo Karl Weinfurter – fondatore nel 1891 con Gustav Meyrink
della praghese Loggia della Stella Blu –. L’influsso teosofista non abbandonerà più Bardon, come si
nota dal suo costante richiamo, nei suoi scritti, alla « Divina Provvidenza » e a molti termini indù.
Tra gli anni ’20 e ’30 del secolo scorso si fece conoscere in Germania come prestidigitatore e
illusionista in spettacoli popolari, forse sulla scia dei successi ottenuti dal noto illusionista Erik Jan
Hanussen. Viaggiò con frequenza tra Praga, l’Austria e la Germania, dove fece le sue conoscenze
più importanti in campo esoterico, principalmente i gruppi di Friedrich Quintscher e Franz Sättler, il
primo dei quali era stato influenzato dagli insegnamenti di Pascal Beverly Randolph e dall’Ordo
Templi Orientis1. La signora praghese Otti Votavova2, già discepola di Weinfurter e poi fedele
segretaria di Bardon, che ebbe il compito di trascrivere i libri che quest’ultimo dettava al
magnetofono – per propria scelta non voleva scrivere nulla di suo pugno – è la responsabile della
diffusione di alcune notizie inverosimili e leggendarie, tuttora propalate dal gruppo teosofista che
detiene i diritti commerciali dei suoi libri, che riteniamo giusto citare en passant. Per motivi che ci
sfuggono, la Votavova ha voluto creare la leggenda di oscuri legami tra Adolf Hitler e il gruppo
esoterico di Quintscher e Bardon. Quest’ultimo naturalmente viene fatto passare come il più
importante dei due dalla Votavova, a cui lo stesso Führer avrebbe voluto conferire importanti
incarichi nel III° Reich in cambio della collaborazione magica del Bardon agli eventi bellici. Ma
egli si rifiutò pur venendo atrocemente torturato; dopo una lunga detenzione in campo di
concentramento sarebbe riuscito a fuggire grazie a un bombardamento alleato. Non è escluso che
Bardon stesso abbia voluto “parlare male” con i suoi intimi nel dopoguerra del gruppo di amici
tedeschi cui aveva appartenuto con lo scopo di nascondere la provenienza di molti documenti
magici che poi avrebbe spacciato per propri. In effetti nei suoi tre libri non c’è alcun cenno
biografico. Ma in realtà è molto più probabile che la Votavova si sia fatta prendere la mano
galoppando di fantasia (scrisse anche che Quintscher paralizzò i nazisti che lo stavano torturando
con un incantesimo…3). Non risponde a verità il fatto che il maestro e amico di Bardon, Quintscher,
fosse morto in campo di concentramento. Questi morì e fu sepolto in Slesia l’8 Maggio 1945 a
Seichau an der Jauer (oggi in Polonia) non certo come prigioniero di un campo di concentramento,
poiché il di lui figlio, Wilhelm, lo dichiarò perentoriamente all’esoterista tedesco Ralf Tegtmeier
(ieronimo: Frater U∴ D∴ ) nel corso di un colloquio, denunciando le contraffazioni operate da Otti
Votavova. La maggiore contraffazione di quest’ultima fu però quella di avere voluto identificare il
gruppo di Quintscher con la ormai famosa F.O.G.C. (Der Freimaurer Orden des Goldenen
Centuriums - Ordine Muratorio delle Centurie d’Oro), una confraternita segreta di 99 Logge di 99
membri ciascuna, dedite a pratiche di Magia Nera, la cui esistenza per una di esse sarebbe storica
tra il 1840 e il 1933, e di cui avrebbe fatto parte lo stesso Adolf Hitler. Pur non facendo riferimenti
diretti a Quintscher, la Votavova scrisse – facendo naturalmente parlare Bardon in prima persona –
che questa confraternita possedeva una straordinaria macchina elettronica, il Tepaphon, con la quale
erano in grado di uccidere a distanza, elettro-magicamente, chiunque volesse. Il figlio di Quintscher
Secondo una notizia riferita dallo studioso svizzero Peter König (Das OTO-Phänomen, 100 Jahre
Maghische Geheimbünde und ihre Protagonisten vom 1895-1994), negli anni ‘30 il Bardon avrebbe
scritto a Aleister Crowley per chiedere il permesso di tradurre in lingua ceca Magick in Theory and
Practice. La corrispondenza inedita di Bardon è attualmente in possesso di uno studioso austriaco.
2
Fu lei l’autrice del racconto attribuito a Franz Bardon: « Frabato ». Questo libro, piuttosto
travagliato come storia redazionale, nella sua prima edizione, conteneva alcune parti che sono state
eliminate nell’edizione successiva, tra cui il capitolo « Alta magia », un plagio da uno scritto di
Georg Lomer. L’unica concessione che si può fare ad una paternità bardoniana, è che Bardon dette
l’idea, senza scrivere nulla. Cosa del resto ammessa dallo stesso Editore attuale di Frabato.
3
Le modalità operative si trovano in Bardon, senza nessun riferimento al fatto, parlando di un’entità
della Sfera astrale della Terra: Kiliosa.
1
5
dichiarò al Tegtmeier che questa macchina, il cui vero nome era semplicemente Tepa, era stata
inventata proprio da suo padre ed era più semplicemente « un dispositivo elettrico per
manipolazioni magiche a distanza avente come bersaglio la fotografia di una persona »!4 Inoltre il
figlio di Quintscher dichiarò – sempre al Tegtmeier – di avere una testimonianza attendibile in base
alla quale, allorchè Franz Bardon visionò il manoscritto di Frabato ne rimase talmente indisposto
che ne vietò decisamente la pubblicazione! La presunta avversione tra Hitler e Bardon potrebbe
essere smentita da un confronto fotografico, recentemente proposto da uno studioso francese
(ieronimo: Evisul) ed in base al quale il Bardon avrebbe addirittura appartenuto al Partito
Nazionalsocialista! Si considerino i simboli sui baveri sinistri delle giacche di Bardon e di Hitler
(vedi foto alla pagina seguente).
Il simbolo della F.O.G.C.
da un disegno dell’esoterista Guido Wolther (ieronimo: Frater Daniel)
Tornato nel paese d’origine, Bardon si fece conoscere come guaritore e praticante di medicine
alternative mentre ufficialmente svolgeva il ruolo di perito grafologo. Non mancava tuttavia di
intrattenere rapporti con persone d’Oltrecortina – specie la signora Maria Pravica di Graz, la quale
era stata anch’essa discepola di Weinfurter e fu colei che diffuse per prima in Occidente gli scritti di
Bardon5 - e di recarsi spesso a Praga, dove incontrava gli appartenenti del gruppo mistico che si
rifaceva a Weinfurter6, presso i quali era noto come Maestro Arion. Qui Bardon, nella cucina
dell’appartamento in cui ci si riuniva, evocava le entità di cui poi avrebbe scritto ne La Pratica
Su Internet: Letter from Germany n°. 1, by Frater U∴ D∴ In realtà, aggiungiamo noi, questa
macchina o “batteria magica” era stata inventata in Germania ben un secolo prima. L’esoterista
Walter Jantschik ha scritto addirittura un libro sul Tepa: Bapho-magische Forschungen.
5
Assieme a Rudolf Pravica pubblicò nel 1967 a Graz una versione inglese di Die Praxis der
Magischen Evokation.
6
In una lettera del 2-7-1964 a un corrispondente americano (Jim Morrison, creatore di una The
Franz Bardon Foundation), Otti Votavova scriveva: « non solo ci sono qui [a Praga] suoi seguaci,
ma si sono anche diffusi all’estero e molti di loro non solo hanno messo in pratica i tre libri
pubblicati di F.B. ma hanno anche realizzato una serie di Carte di Tarocchi sulla cui sapienza erano
stati istruiti personalmente da F.B.». La Votavova si riferisce indubitabilmente alle illustrazioni che
corredano i libri di Bardon.
4
6
dell’Evocazione Magica. Era solito tracciare nell’aria con la mano i sigilli delle entità, le quali
davano luogo a una serie di fenomeni di carattere più spiritistico che trascendente.
In occasione dell’evocazione Bardon strabuzzava gli occhi ed entrava in uno stato semicosciente.
Del resto si disse che gli esercizi che praticava in solitario fossero di genere fakiristico più che
7
esoterico7. Questi vari contatti insospettirono alla fine la polizia del regime comunista al potere che
nel 1958 lo imprigionò. Durante i brevi mesi passati in prigione le sue condizioni di salute si
aggravarono (soffriva di pancreatite); morì nell’ospedale di Brno dov’era stato condotto. La sua
morte ha dato origine ad un’altra leggenda, secondo la quale si sarebbe suicidato facendosi spedire
in carcere dalla famiglia un bel pezzo di prosciutto cotto che gli avrebbe cagionato il coma
pancreatico. Ciò allo scopo di evitare di venire condotto (o ricondotto) in Russia dove il KGB era
molto interessato ai fenomeni paranormali. E’ certo però che alla famiglia non vennero restituiti
importanti oggetti e documenti sequestrati all’atto dell’arresto, e gli oltre 960 libri che questi
possedeva – a detta della moglie - tra cui un suo inedito8. Infine, il corpo sarebbe stato riesumato
per una seconda autopsia e la polizia costrinse la famiglia a dare notizia della morte ad esequie
avvenute. La sua tomba è visibile nel cimitero di Troppau, oggi Opava. Ecco l’elenco originale
delle sue opere, compresa l’ultima, spuria:
Der Weg zum Wahren Adepten. 1ª ed. 1956, Herman Bauer.9
Die Praxis der Magischen Evokation 1ª ed. 1956, Herman Bauer.
Der Schluessel zur Wahren Qabalah 1ª ed. 1957, Herman Bauer.
Frabato: Ein Okkulter Roman 1ª ed. 1979, Herman Bauer.
Dell’opera di Franz Bardon non tutto è stato pubblicato. Mancano moltissime lettere, conservate in
originale da un nostro conoscente austriaco, lettere che potrebbero fare luce su molti punti ancora
oscuri, come la probabile appartenenza alla praghese H’abrat zerech or boh’er (Discendenti della
Luce Primordiale) che non praticava l’ebraismo ma utilizzava l’ebreo come lingua sacra per le
invocazioni e le cerimonie, per rimediare alle presunte mancanze iniziatiche delle lingue
occidentali. Un fatto che spiegherebbe molto certe affermazioni di Bardon a riguardo della Kabbala
fatte nel suo 3° volume.
§§§
Poiché da importanti riscontri si può affermare che la parte grafica e le descrizioni delle Entità
contenute nella sua seconda opera, « La Pratica dell’Evocazione Magica », sono state volutamente
contraffatte, abbiamo deciso di rendere noti questi fatti a vantaggio di tutti coloro che apprezzano il
lavoro teorico di Franz Bardon. Infatti i sigilli delle Entità e la descrizione di quest’ultime pare che
provengano in parte dall’insegnamento del suo amico Friedrich Wilhelm Quintscher (1893-1945)10
Questa ed altre notizie sono ricavate da un’intervista all’esoterista viennese Emil Stejnar - il quale
ebbe modo di parlare con diversi personaggi citati, specie Pravica, Votavova e la moglie di Bardon pubblicata sulla rivista tedesca Gnostica, Zeitschrift für Wissenschaft und Esoterik, III, 9, 1999.
8
Frammenti di questo libro sono poi stati pubblicati in « Fragen an Master Arion », Rüggeberg,
Wüppertal, 1997. Questo libro contiene principalmente una serie di appunti presi dai discepoli
praghesi di Bardon, prima che quest’ultimo componesse i suoi libri.
9
Questa è l’unica opera tradotta in italiano col titolo « Iniziazione all’Ermetica », AstrolabioUbaldini, Roma 1978, più volte ristampata. Il libro è manifestamente debitore degli insegnamenti di
alcune scuole esoteriche germaniche, in particolar modo di certi scritti del massone J.B. Kerning
(1774-1851), anche se Bardon è apparentemente critico con alcune sue pratiche; e di un testo scritto
nel 1930 da Georg Lomer: « Lehrbriefe zur Geistigen Selbstschulung ». Nei confronti del Kerning
si espresse criticamente, ma con più fondatezza, anche Gustav Meyrink: «la Via più pura che porta
al Sé profondo è dolce; voi credete dunque che il Sé divino sia sordo, che si debba apostrofarlo per
ore urlando, alla Kerning?» (lettera al Signor Müller del 20-6-1917).
10
Ieronimi: Rha Omir, Ram Ophias, Chakum Kabbali e Fredo von der Welt. Fondatore di numerosi
gruppi occultistici come l’Arbeiter Freimaurerbund, l’Afrikanische Bauherren, il Johannisbrueder e
altri ancora. Scrisse Denu val gumas, das ist die Magie des Willens oder das sagenhafte
Geheimbuch der Bauherren (Denu val gumas, o della volontà magica o leggendario libro segreto
dei Costruttori), Das Buch der magischen Praktik (Il Libro della Magia Pratica).
7
8
da destra: la moglie di Bardon; Franz Bardon; la figlia di Bardon; Maria Pravica. Ultima a sinistra Otti Votavova
che li ottenne con l’aiuto del medium Joseph Schuster (ieronimo: Silias) non oltre il 1931. Il noto
occultista tedesco Adolf Hemberger (ieronimo: Klingsor) aveva infatti trovato tra le carte di
Quintscher un manoscritto con l’intestazione « František11 Bardon »; la prova che quest’ultimo
riceveva in prestito appunti da Quintscher. Quest’ultimo era stato la personalità più influente del
gruppo occultistico denominato « Ordine dei Costruttori Mentali », e che per alcuni anni aderì
anche alla « Società Adonista »12 di Franz Sättler “Musallam” (1884- ?), della quale Quintscher fu
entusiasto collaboratore, incentrata fondamentalmente su pratiche magico-medianico-evocatorie e
sessuali. Per dotare il proprio Ordine di un sistema organizzato di studi, finalizzato alla pratica,
Quintscher compose una serie di testi più o meno riservati, ora liberamente acquistabili nel mercato
assieme alle opere del Sättler. La sigillografia utilizzata dai Costruttori Mentali è, in larga parte,
frutto del lavoro medianico di Schuster (« Adonistische Kabbalistik »). Bardon, membro del gruppo
di Quintscher, non fece altro che utilizzare il materiale che gli era stato passato, per redigere i suoi
scritti.13
František è il corrispondente in lingua ceca del tedesco Franz.
Fondata l’1 Maggio 1925 come branca europea di un’orientale Nizâm el-Khâf, aveva una rivista,
Dido, che si ispirava al nome della regina di Cartagine. Franz Sättler, aveva viaggiato nella regione
persiana del Nuristan, dove nella città e nel tempio di Bit-Nur (Ateschga) apprese importanti
dottrine di origine gnostica. L’opera principale di Sättler fu la « Zauberbilel » (Bibbia Magica) che
affermava di contenere i segreti delle iniziazioni misteriche antiche. Su Sättler si veda: Hans
Thomas Hakl: Der Adept. Die zwölf Stufen des magischen Einweihungsweges von Dr. Franz
Sättler-Musallam. AAGW, München 2004. Dello stesso autore l’intervento al convegno della
Fondazione Giorgio Cini di Venezia (Forme e correnti dell’esoterismo occidentale; 30 ottobre
2007): Worshipping Adonis and Dido. The Intriguing Story of a Pagan Cult in Austria and
Germany in the 20th Century.
13
Per molte di queste informazioni cfr.: Horst E. Miers: Lexikon des Geheimwissens (Lessico della
Conoscenza Segreta). Goldman, München 1986.
11
12
9
Franz Sättler (ieronimo: Musallam)
Desideriamo informare il Lettore che le contraffazioni di cui ora daremo conto non sono di alcun
pregiudizio per l’applicazione pratica delle istruzioni iniziatiche date da Franz Bardon, come si può
intuire dalle sue precedenti dichiarazioni e da quelle di un altro importante ermetista:
« 100 - Come comprendere il valore dei segni antichi? Il mezzo è semplicissimo: appena ti sarai
separato, con la lettura delle volontà accumulate sui segni tradizionali. Alcuni hanno tentato coi
sensibili in istato di magnetizzazione positiva di trovare la chiave di molti dei disegni che
ultimamente si sono trovati nelle scoperte delle antichità egizie e babilonesi e vi sono riusciti in
parte sinteticamente.
175 - Ora chiarifico al discepolo cosa intendesi per consacrazione di un sigillo o carattere o cifra.
Questo lavorìo di tracciamento con materiali, colori, ore appropriate e tutto il resto altro potere non
ha né avrebbe se non di animizzare entro il discepolo stesso - intendesi nell’astrale suo - esso
carattere o sigillo o cifra. Se non che parimenti all’operazione fisica della costruzione si ritiene per
certo il risveglio, per così dire, della forza astrale latente legata a quel preciso segno comechè
uguale virtualizzazione non si otterrebbe se non ripetendo alla lettera quella somma di accorgimenti
stabiliti una volta per tutte da chi ha costruito il sigillo - e questo per sua potestà o sotto istruzione
di forze celesti o potenze divine. Ma il lavorìo manuale in sé non ha virtù di infondere questo
risveglio al sigillo ché altrimenti un profano ne potrebbe abusare a proprio comando solo che lo
tracciasse, né si pensi che minuziosamente rispettando ore e forme e colori tanto basti, ché un esatto
doppione di questo sigillo lo sforzo del discepolo deve avere potestà di ricreare nell’astrale »14.
Per quanto riguarda i nomi delle entità di molte « Sfere », essi sono tutti pre-bardoniani, nel senso
che Franz Bardon comunicò privatamente ai suoi discepoli un cifrario col quale essi potevano
interpretare correttamente i nomi delle entità. Questo cifrario potrebbe essere più ingegnoso di
quello che sembra, poiché da un diverso confronto abbiamo scoperto che traduce egregiamente
delle parole in lingua tedesca! Per esempio, applicato alle Invocazioni o Richieste da rivolgere alle
72 entità dell’ « Adonistische Kabbalistik » del Silias, traducono il linguaggio misterioso di quelle
invocazioni appunto in tedesco. Ma ciò dimostra che tale cifrario non era di Bardon bensì era stato
escogitato dai suoi Confratelli. Ecco il cifrario segreto denominato PAYOAB (a sinistra la lettera
“falsa” e alla sua destra la traduzione):
14
Giuliano Kremmerz: “LO SPUTO DELLA LUNA” dossier segreti di Ermetismo e Alchimia.
Nuova edizione (3ª) rifatta sotto forma di dizionario. Primordia, Milano 2007.
10
A⇒E F⇒V LH⇒SCH R⇒T
V⇒D
B⇒R G⇒W
M⇒L
S⇒N
W⇒P
CH⇒H I⇒O
N⇒G
T⇒B
Y⇒J
D⇒M K⇒Z
O⇒U
TZ⇒K ZH⇒CH
E⇒A L⇒S
P⇒F
U⇒I
Z⇒C
Tra l’altro, un libro del Quintscher dal titolo strano, come « Denu val gumas », era intitolato proprio
con quel linguaggio cifrato: la sua traduzione è Magi[e] des Wil[l]en, cioè in tedesco Magia della
Volontà. E’ vero che l’autore l’aveva tradotto come sottotilo ma senza spiegare che quel titolo era la
stessa frase in linguaggio cifrato!
Il libro del Quintscher sulla Magia della Volontà
Quest’ultimo, a sua volta tradotto (Payoab), significava linguaggio del fuoco (Feuer).15 La notizia
del cifrario segreto venne divulgata nel 1988 dallo studioso austriaco Emil Stejnar sulla rivista
esoterica Anubis (n°10. Vedi immagine seguente).
15
Pare che la lettera y fosse muta e usata come riempitivo.
11
12
Comunque, in base a quello che ci è dato conoscere, si è scoperto che i nomi “decrittati” delle
Entità della Sfera del Sole sono quelli stessi che gli Arabi hanno dato alle 45 Stelle fisse del cielo
(a sinistra i nomi dati da Bardon, a destra quelli decodificati. Si noti che la decrittazione non è
perfettamente identica al nome conosciuto di tutte le Stelle Fisse, causa forse l’imperfezione del
linguaggio cifrato):
1. EMNASUT⇒ ALGENIB
2. LUBECH⇒ SIRAH
3. TERAS⇒ RATEM KAITOS
4. DUBEZH⇒ MIRACH
5. AMSER⇒ EL NATH
6. EMEDETZ⇒ ALAMAK
7. KESBETZ⇒ ZAURAK
8. EMAYISA⇒ ALKYONE
9. EMVETAS⇒ ALDEBARAN
10. BUNAM⇒ RIGEL
11. SERYTZ⇒ NATH
12. WYBIOL⇒ PROPUS
13. LUBUYIL⇒ SIRIUS
14. GELER⇒ WASAT
15. WYBITZIS⇒ PROCYON
16. WYBALAP⇒ PRAESEPE
17. TZIZHET⇒ KOCHAB
18. DABETZ⇒ MERAK
19. BANAMOL⇒ REGULUS
20. EMUYIR⇒ ALIOTH
21. DUBEK MIZAR
22. EMTZEL⇒ ALKOR
23. TASAR⇒ BENET
24. FUSRADU⇒ VINDEMIATRIX
25. FIRUL⇒ BOOTIS
26. EBYTZYRIL⇒ ARCTURUS
27. LOHMTAB⇒ SCHALE
28. TZYBAYOL⇒ KREUZ
29. GENA ⇒ WAAGE
30. KASREYOBU⇒ ZENTAURI
31. ETZYBETH⇒ AKRAB
32. BALEM⇒ RAS ALGETHI
33. BELEMCHE⇒ RASAL HAGUE
34. ARESUT⇒ ETAMIN
35. TINAS⇒ BOGEN
36. GANE⇒ WEGA
37. EMTUB⇒ ALBIRIO
38. ERAB⇒ ATAIR
39. TYBOLYR⇒ BRUST
40. CHYBIS⇒ HORN
41. SELHUBE⇒ SAD NASCHIRA
13
42. LEVUM⇒ SADALMELEK
43. VASAT⇒ DENEB
44. EZHABSAB⇒ ACHERNAR
45. DEBYTZET⇒ MARJKAB
Per quanto riguarda i Sigilli di queste 45 stelle fisse, ci permettiamo di dubitare che essi siano anche
solo lontanamente correlabili ad esse. Sono probabilmente derivati dal medium Silias e la loro
evocazione potrebbe mettere in contatto l’incauto operatore con entità di natura quantomeno
erronea.
Anche nel caso delle Intelligenze della Sfera lunare, si applica il cifrario segreto che Bardon ha
dato per interpretare i veri nomi delle Intelligenze della Sfera del Sole. Si scopre così che i nomi
delle entità in questione corrispondono ai nomi arabi delle Stazioni della Luna che si trovano nella «
Filosofia Occulta » di Cornelio Agrippa (II, 33 e 46). Diamo quindi direttamente i nomi originali
(stazione, grado zodiacale, nome in Bardon, nomi in Agrippa):
1. 0° Ariete EBVAB⇒ ALNATH
2. 12° 51' 22'' Ariete EMTIRCHEYUD⇒ ALBOTHAIM o ALBOCHAM
3. 25° 42' 51'' Ariete EZHESEKIS⇒ ACHOMAZONE o ATHORAYE
4. 8° 34' 17'' Toro EMVATIBE⇒ ALDEBTDORAM o ADELAMEN
5. 21° 25' 43'' Toro AMZHERE⇒ ALCHATA(YA) o ALBACHAYA
6. 4° 17' 9'' Gemelli ENCHEDE⇒ ALHAMA o ALHANNA ALCHAYA
7. 17° 8' 34'' Gemelli EMRUDUE⇒ ALDIMIACH o ALARZACH
8. 0° Cancro ENEYE⇒ ALKAYA o ALNAZA o ANATRACHYA
9. 12° 51' 22'' Cancro EMZHEBYP⇒ ALCHARF o ALCHARPH ARCHAAM
10. 25° 42' 51'' Cancro EMNYMAR⇒ ALGLETH o AGLEBH AGELIACHE
11. 8° 34' 17'' Leone EBVEB⇒ ARDARPH o ARDAF AZOBRA
12. 21° 25' 43'' Leone EMKEBPE⇒ ALZARPHA
13. 4° 17' 9'' Vergine EMCHEBA⇒ ALHAYRE
14. 17° 8' 34'' Vergine EZHOBAR⇒ ACHURET o ARIMETH
15. 0° Bilancia EMNEPE⇒ ALGARPHA o ALGRAPHA
16. 12° 51' 22'' Bilancia ECHOTASA⇒ AHUBENE o AZUBENE
17. 25° 42' 51'' Bilancia EMZHOM⇒ ALCHAS o ALCHIL
18. 8° 34' 17'' Scorpione EMZHIT⇒ ALCHOB o ALTOB ALCHAS
19. 21° 25' 43'' Scorpione EZHEME⇒ ALCHALA o ALLATHA
20. 4° 17' 9'' Sagittario ETSACHEYE⇒ ABNAHAYA
21. 17° 8' 34'' Sagittario ETAMREZH⇒ ALBELDACH(I) o ABEDA
22. 0° Capricorno RIVATIM⇒ ZODEBOLUCH o ZANDELDENA
23. 12° 51' 22'' Capricorno LITEVICHE⇒ SOBADOLA o SEBADOLA ZOBRACH
24. 25° 42' 51'' Capricorno ZHEVEKIYEV⇒ CHADEZOAD o SADABATH
25. 8° 34' 17'' Acquario LAVEMEZHU⇒ SADALACHIA o SADALABRA
26. 21° 25' 43'' Acquario EMPEBYN⇒ ALPHARG o PHTAGAL MOCADEN
27. 4° 17' 9'' Pesci EMZHABE⇒ ALCHARYA o ALHALGALMOAD
28. 17° 8' 34'' Pesci EMZHER⇒ ALCHAT o ALCHAL ALBOTHAM
Le Intelligenze della Sfera di Giove sono in realtà tutte entità di Saturno, compresi i sigilli, come
si evince dal documento « Adonistische Kabbalistik, erste teil, Saturn-Zone, 12+12 Genius u.
14
Gegengenius » del 25 Giugno 1931 di Joseph Anton Schuster (Silias) 16. Schuster fornisce i sigilli
anche delle intelligenze negative. Tuttavia nel testo del Schuster-Silias c’è un “imbroglio”, poiché
queste entità positive di Saturno non sono altro, invece, che i 12 Arcangeli Governatori zodiacali
dati da Agrippa (II, XIV) che nulla c’entrano con la Sfera di Saturno! I sigilli di queste entità, dati
uguali sia da Bardon che da Silias, sono indubbiamente saturniani, ma solo nell’immaginazione
grafica del medium Silias, poiché sono chiaramente “umani”. Infatti, analizzandoli attentamente,
sembra di potervi leggere delle indicazioni di carattere astrale, cioè dei riferimenti astronomici per
la pratica evocatoria. Eccone due esempi:
Ecco quindi la lista dei 12 data da Bardon (in chiaretto) e dei 12+12 data da Silias (in neretto) 17, da
confrontare con i 12 Arcangeli Governatori zodiacali di Agrippa e cioè: Malchidiel – Asmodel –
Ambriel – Muriel – Verchiel – Amaliel – Zuriel – Barbiel – Adnachiel – Hanael – Gabriel –
Barchiel. E’ chiaro che il primo governa sull’Ariete e l’ultimo sui Pesci.
1 MALCHJDAEL(+)
1 MALCHJDAEL (+) AMIEL (-)
2 ASMODEL(+)
2 PHOBIFEL (+) ASMODEL (-)
16
17
Si noterà che in Bardon, Asmodel da entità negativa viene corretta e diventa positiva.
Silias, rispetto ad Agrippa, mette Asmodel come entità negativa anziché positiva.
15
3 AMBRIEL (+)
3 AMARIEL (+) QUIOCENEL (-)
4 MURIEL (+)
4 MURJEL (+) DIVIRON (-)
5 VERCHIEL (+)
5 HAMALIEL (+) NAFEKEL (-)
6 HAMALIEL (+)
6 VERCHIEL (+) HAMMAIAH (-)
7 ZURIEL (+)
7 ZURIEL (+) LIGERION (-)
8 CARBIEL (+)
8 CARBIEL (+) DARVEGUDOM (-)
9 ADUACHIEL (+)
9 ADNACHIEL (+) HEILULON (-)
10 HANAEL (+)
10 HANAEL (+) KOQUIAEL (-)
11 CAMBRIEL (+)
11 CAMBRIEL (+) VOBADEL (-)
12 JOPHANIEL (+)
12 BARCHIEL (+) CASIMON (-)
Per quanto riguarda i sigilli – Silias fornisce anche quelli delle entità negative –, in Bardon sono, al
pari delle entità, attribuiti alla Sfera di Giove, allorchè, trattando della Sfera saturniana lo scrittore
afferma perentoriamente di non volere fornire nomi e sigilli di entità di Saturno, data la loro grande
pericolosità per l’evocatore. E’ difficile pernsare che Bardon abbia commesso degli errori, più
probabile che abbia voluto confondere le acque per i lettori profani, lasciando ai discepoli le chiavi
esatte di interpretazione, alcune delle quali sono saltate fuori con la pubblicazione del materiale del
suo Confratello Quintscher e della riedizione a cura del Dehn del Libro di Abramelin.
Un sigillo di entità Adonista (Quintscher-Sättler)
Copiato sfacciatamente da Bardon col nome di EMNEPE, 15ª entità della Luna
16
In quest’ultimo18, gli otto spiriti dell’Aria dati da Bardon (1-Parahim, 2-Apilki, 3-Erkeia, 4-Dalep,
5-Capisi, 6-Drisophi, 7-Glisi, 8-Cargoste) si trovano, con leggere variazioni, come esclusivi « spiriti
serventi » del Duca dell’Inferno o Sotto-Principe Amaymon (a sua volta dipendente del Principe
Belial che, assieme a Lucifer, Leviatan e Satan, compone la più alta gerarchia demoniaca. Diamo i
nomi di tutti e venti i serventi di Amaymon dall’edizione citata (numerati, quelli che Bardon ha
utilizzato) e di seguito i sigilli degli otto:
Ramiuson
Akesely
Akorok
2Apilki
Sirgilis
3Erkaya
Maraos
4Dalep
Bariol
Bemerot
7Glysy
6Drisoph
1Tarahim
Kilikim
Quision
8Cargosik
Burnahas
5Labisi
Efrigis
Nilima
Ecco adesso i nomi delle 360 entità della Sfera della Terra che Bardon ha tratto, cambiandone
l’ordinamento, dal Capitolo XIX del Terzo Libro di Abramelin, edizione tedesca di Peter Hammer.
In pratica Bardon ha “rimescolato” gli originari 12 gruppi di demoni, serventi gli otto Duchi
infernali (Astaroth, Magoth, Asmodi, Beelzebub, Oriens, Paymon, Ariton e Amaymon) creando 30
gruppi, ognuno composto da 12 demoni (per un totale di 360). Per creare questi 30 gruppi, Bardon
ha preso dall’elenco di Abramelin un demone ogni dodici, cominciando con Morech, e il seguente è
il prospetto di questi suoi 30 gruppi:
The Book of Abramelin, a new Translation, by John Dehn e Steven Guth. Ibis Press, Lake Worth
(Florida) 2006. Questo testi riprende un originale tedesco: Peter Hammer: Die egyptischen großen
Offenbarung ... Köln 1725. Ristampato da J. Scheibel, Stuttgart, ca. 1850. Tuttavia anche queste
due edizioni, riportano numerosissimi errori circa i nomi delle entità, rispetto ad una sconosciuta
edizione-madre (forse del 1608). Pertanto tutti i nomi contenuti nelle edizioni antiche e moderne di
Abramelin (compresa quella del McGregor Mathers e dell’Ambelain) sono da considerarsi erronei.
Il loro etimo corretto è stato ricostruito solo nel Marzo 2007 dallo studioso Aaron Leitch
(Abramelin’s Magickal Word Squares Compiled and Corrected for the First Time).
18
17
1 Morech, Serap, Proxones, Nablum, Kosem, Peresch, Thirana, Aluph, Neschamah, Milon, Frasis, Haja.
2 Malacha, Molabeda; Yparcha, Nutadoni, Methaera, Bruahi, Apollyon, Schaluah, Myrmo, Melamo, Pother,
Schad.
3 Ecdulon, Manmes, Obedomah, Iachil, Ivar, Moschel, Peekah, Hasperim, Kathim, Porphora,
Badet, Kohen.
4 Lurchi, Faluna, Padidi, Helali, Mahra, Rascheä, Nogah, Adae, Erimites, Trapi, Naga, Echami.
5 Aspadit, Nasi, Peralit, Emfalion, Paruch, Girmil, Tolet, Helmis, Asinel, Ionion, Asturel, Flabison.
6 Nascela, Conioli, Isnirki, Pliroki, Aslotama, Zagriona, Parmasa, Sarasi, Geriola, Afolono, Liriell, Alagill.
7 Opollogon, Carubot, Morilon, Losimon, Kagaros, Ygilon, Gesegos, Ugefor, Asoreg, Paruchu,
Siges, Atherom.
8 Ramara, Jaiaregi, Golema, Kiliki, Romasara, Alpaso, Soteri, Amillee, Ramage, Pormatho,
Metosee, Porascho.
9 Anamil, Orienell, Timiran, Oramos, Anemalon, Kirek, Batamabub, Ranar, Namalon, Ampholion,
Abusis, Egention.
10 Tabori, Concario, Golemi, Tarato, Tabbata, Buriuh, Omana, Caraschi, Dimurga, Kogid, Panfodra, Siria.
11 Igigi, Dosom, Darachin, Horomor, Ahahbon, Yraganon, Lagiros, Eralier, Golog19, Cemiel, Hagus,
Vollman.
12 Bialode, Galago, Bagoloni, Tmako, Akanejohano, Argaro, Afrei, Sagara, Ugali, Erimihala,
Hatuny, Hagomi.
13 Opilon, Paguldez, Paschy, Nimalon, Horog, Algebol, Rigolon, Trasorim, Elason, Trisacha,
Gagolchon, Klorecha.
14 Irachro, Pafessa, Amami, Camalo, Texai, Karasa, Riqita, Schulego, Giria, Afimo, Bafa,
Baroa.
15 Golog, Iromoni, Pigios, Nimtrix, Herich, Akirgi, Tapum, Hipolopos, Hosun, Garses,
Ugirpon, Gomognu.
16 Argilo, Tardoe, Cepacha, Kalote, Ychniag, Basanola, Nachero, Natolisa, Mesah, Masadu,
Capipa, Fermetu.
17 Barnel, Ubarim, Urgivoh, Ysquiron, Odac, Rotor, Arator, Butharusch, Harkinon, Arabim,
Koreh, Forsteton.
Nell’edizione originale e seguenti, le entità Golog e Camalo sono ripetute erroneamente due volte.
Abbiamo sottolineato in neretto l’errore. Occorre pertanto riferirsi nuovamente all’edizione 1725 di
Abramelin per ripristinare l’ordine corretto delle entità.
19
18
18 Sernpolo, Magelucha, Amagestol, Sikesti, Mechebbera, Tigrapho, Malata, Tagora, Petuno,
Amia, Somi, Lotogi.
19 Hyris, Chadail, Debam, Abagrion, Paschan, Cobel, Arioth, Panari, Caboneton, Kamual, Erytar,
Nearah.
20 Hahadu, Charagi, Kolani, Kibigili, Corocona, Hipogo, Agikus, Nagar, Echagi, Parachmo,
Kosirma, Dagio.
21 Oromonas, Hagos, Mimosah, Arakuson, Rimog, Iserag, Cheikaseph, Kofan, Batirunos,
Cochaky, Ienuri, Nephasser.
22 Bekaro, Hyla, Eneki, Maggio, Abbetira, Breffeo, Ornion, Schaluach, Hillaro, Ybario, Altono,
Armefia.
23 Belifares, Camalo, Corilon, Dirilisin, Eralicarison, Elipinon, Gariniranus, Sipillipis, Ergomion,
Lotifar, Chimirgu, Kaerlesa.
24 Nadele, Baalto, Ygarimi, Akahimo, Golopa, Naniroa, Istaroth, Tedea, Ikon, Kama,
Arisaka, Bileka.
25 Yromus, Camarion, Jamaih, Aragor, Igakis, Olaski, Haiamon, Semechle, Alosom, Segosel,
Boreb, Ugolog.
26 Hadcu, Amalomi, Bilifo, Granona, Pagalusta, Hyrmiua, Canali, Radina, Gezero, Sarsiee,
Soesma, Tmiti.
27 Balachman, Gagison, Mafalach, Zagol, Ichdison, Sumuram, Aglasis, Hachamel, Agasoly,
Kiliosa, Ebaron, Zalones.
28 Jugula, Carahami, Kaflesi, Mennolika, Takarosa, Astolitu, Merki, Anadi, Ekore, Rosora,
Negani, Cigila.
29 Secabmi, Calamos, Sibolas, Forfasan, Andrachor, Notiser, Fìlakon, Horasul, Saris, Ekorim,
Nelion, Ylemis.
30 Calacha, Sapasani, Seneol, Charonthona, Carona, Regerio, Megalogi, Irmano, Elami, Ramgisa,
Sirigilis, Boria.
Con questi 30 gruppi Bardon ha poi creato 12 sottogruppi (segni zodiacali) di 30 entità, cioè le
Intelligenze Reggenti la sua « Sfera Astrale della Terra », utilizzando lo stesso procedimento di
prima ma senza più ripescare dall’originale di Abramelin, bensì dalle sue innovative trenta
ripartizioni. Per esempio: per creare i 30 Reggenti del primo sottogruppo (segno dell’Ariete),
Bardon ha preso il primo spirito del primo gruppo (Morech); poi il primo spirito del secondo
gruppo (Malacha), poi il primo spirito del terzo gruppo (Ecdulon). Per la costellazione seguente,
quella del Toro, ha fatto lo stesso (Serap, Molabeda, Manmes) e così di seguito. Questo curioso
“ordito” forse serviva a far scordare di aver derivato il tutto da Abramelin. Riassumendo, le 360
entità Reggenti o Governatori della Sfera Astrale della Terra, date da Franz Bardon, non sono altro
che demoni-serventi dei Duchi infernali contenuti nell’edizione tedesca del 1725 del Libro di
Abramelin. Si può supporre che Bardon, dando al lettore la descrizione delle caratteristiche di
queste entità originariamente negative, abbia voluto offrire l’aspetto positivo o angelico di quelle
19
che in fondo vanno considerate come le due facce di una stessa medaglia, in base alle intenzioni e
alla purezza di spirito dell’operatore. Si può dunque azzardare l’ipotesi che Bardon abbia voluto
“depurare” una certa letteratura magica troppo incline verso l’aspetto egoistico e infero, operando
una trasvalutazione della Demonologia, in linea con le inclinazioni teosofiste del gruppo praghese
in cui si era formato lui e suo padre Viktor. Un intento lodevole ma che allo stato attuale resta solo
un’ipotesi. Sta di fatto che in questo tentativo di attribuire delle caratteristiche positive a nomi e
sigilli di entità demoniche si è costruito un edificio grossolano e grottesco. Ne diamo alcuni esempi:
ALPASO (8ª entità della Vergine) – Entità protettrice dei poveri e degli afflitti. Veglia sul destino
degli schiavi, dei mendicanti, degli zingari dei senzatetto. Aiuta i drogati. Tutti questi sventurati
sono protetti nell’attraversare le loro difficili prove esistenziali.
ARATOR (17ª entità della Bilancia) – Entità che fin dai primordi dell’Umanità ha ispirato all’uomo
l’utilizzo e l’invenzione di ogni sorta di bevanda alcoolica: vino, idromele, birra, superalcolici.
Bevande che avevano il compito di apportare agli esseri umani una certa ebrezza per meglio fargli
sopportare il destino.20 Tutti quelli che producono e commerciano in alcoolici sono sotto la
protezione di Arator.
NATOLISA (16ª entità dello Scorpione) – protegge le api e sovrintende alla produzione di miele e
zuccheri. Ha ispirato la scoperta dello zucchero di canna e della barbabietola da zucchero. Fa
scoprire i migliori trattamenti medici circa la carenza o l’eccesso di zuccheri nel sangue.
HELMIS (5ª dello Scorpione) sovrintende al latte e ai…formaggi!
BUTHARASCH (17ª dello Scorpione) sovrintende alle ricette di cucina e alla pasticceria!
NAMALON (9ª entità del Sagittario) – protegge tutti i dementi e tra loro tutti quelli che non devono
subire avvenimenti nefasti a causa del loro proprio Karma; durante le loro crisi non gli potrà
accadere nulla di male. In questa categoria di protetti rientrano coloro che sono affetti dal Ballo di
San Vito, dall’epilessia ecc.
LOTOGI (18ª entità dei Pesci) - « Una volta fui accompagnato, in occasione di un mio viaggio
mentale sul mondo di Venere, da questo Reggente ed ho potuto così contemplare la vita e le opere
dei Venusiani [di evoluzione umana]. Questi hanno una pelle di color argento chiaro e sono molto
più avanzati, quanto a sviluppo spirituale, degli esseri umani che vivono sulla Terra, sono molto più
in là di noi anche sul piano tecnologico e, grazie alle loro conoscenze del settore, sono in grado di
lasciare il loro pianeta senza fatica e visitare altre Sfere mentre l’uomo terrestre non è ancora in
grado di superare la stratosfera21. In altezza, i Venusiani sono più piccoli di noi mentre su altre
Sfere, come quella di Saturno, gli esseri umani [di evoluzione umana] hanno l’altezza di giganti;
cosicchè, basandoci sui nostri ordini di misura, ci vorrebbe una scala di nove metri di altezza per
raggiungere l’alluce di un saturniano. Se il mago vuole dunque visitare mentalmente Saturno, deve
allungare il suo corpo mentale fino a raggiungere la testa di uno dei suoi abitanti ».
Ma la più curiosa di tutte le entità è FLABISON (5ª dei Pesci). Essa si occupa di creare divertimenti
e passatempi per l’iniziato affaticato dagli studi ermetici…
A proposito di Arator, Bardon si lascia sfuggire un’importante affermazione: “non bisogna
confondere questo reggente con l’Antigenio (Gegengenie) della Sfera astrale della Terra che ispira
gli ubriaconi incalliti” ma, così dicendo, dimostra che Genio e Antigenio sono una sola cosa. Tra
l’altro ciò testimonia dell’imprestito operato dal Silias, poiché è lui a menzionare il termine
Antigenio.
21
All’epoca in cui Bardon scriveva, naturalmente.
20
20
Per quanto riguarda i Sigilli, essi non corrispondono certo, di massima, a quelli delle entità descritte
dal Bardon ma casomai proprio alle entità negative, poiché molti di essi, come appunto quello di
Armefia, è formato da linee spezzate, è quindi un sigillo demonico. Scrisse infatti il Kremmerz:
« 53 - Nelle cifre e nei simboli della magia operante, qualsiasi triangolo rappresenta la trinità
iniziale pura, come il quadrato rappresenta la discesa della trinità pura nella Creazione, la stessa
rappresenta il tetragrammaton nella sua realizzazione umana, cioè la umanizzazione di Geova.
Tutte le linee spezzate di questo segno stellare sono segni demoniaci, cioè segni di disordine o di
perturbazione animale come per esempio: FAON (Ban dei Caldei) demone lussurioso. La linea
invece di raggiungere un vertice e salire si ferma all'organo della generazione e abortisce. ROTH
(Gaaz dei Caldei) demone della paura. La linea raggiunge il vertice inferiore e non monta al
superiore. Impotenza. GAMAOTH (Lemel dei Caldei) demone della dissoluzione. Le cinque linee
sono ridotte a 4 e si allacciano in maniera differente, opponendo triangolo a triangolo. L'uomo non è
degno di tal nome se non nel suo completo equilibrio, cioè nella completa manifestazione stellare
anche nel campo della visione astrale o oscura come in seguito indicheremo. »22
Inoltre molti sigilli sono la stilizzazione di organi sessuali in atto di copulare, come nel caso di
Aposto ed Ermot, spiriti dell’elemento Acqua o di Pomanp, intelligenza di Venere:
Quindi sono un evidente attributo di demoni; altri provengono da antiche ierografie mesopotamiche,
come Laosa, Intelligenza femminile della Sfera astrale della Terra, iniziatrice ai viaggi astrali e
mentali, il cui sigillo raffigura un insetto nell’atto di volare via attraverso una serie di “livelli”: «
insegna come muoversi liberamente e senza alcun pericolo nelle varie ripartizioni di densità
differenziata di questa sfera ». Il Sigillo parla da solo:
Altri sigilli chiaramente “umani” sono Isaphil, sempre un’entità dell’Acqua, che raffigura il volto e
il copricapo di una divinità egiziana, e molti nella Sfera astrale della Luna, come Eneye, entità che
ispira la Pace, raffigurata come una colomba che becchetta dei semi, o Emnymar, entità della
fertilità, raffigurata da una spiga e da un frutto maturo, oppure Ebvep, uno scarabeo; Emnepe, un
serpente (si veda prima il sigillo adonista che gli corrisponde e che Bardon ha copiato).
22
Giuliano Kremmerz, cit. sub voce: Sigilli e scritture magiche.
21
Emzhom, una brocca da cui cade un liquido sopra a un serpente che striscia; Ezheme, un vulcano
che erutta; Etamrezh, una palma da datteri; Rivatim, pioggia che scende da una nuvola e si raccoglie
in un vaso. Per non parlare di un plateale Zhevekiyev, il famoso serpente della Genesi che si
involge attorno all’albero del Bene e del Male (simile al citato Emnepe) o, infine, Emzhabe, un
pesce preso all’amo. I Sigilli delle entità di Mercurio sono gli stessi di quelli di Silias. Tra essi ve ne
sono di davvero poco angelici, come Menadel e Manakel, un edificio o una torre su cui incombe
una gigantesca falce. Nel primo pare che la falce minacci un fallo in erezione.
L’esame comparato delle caratteristiche delle entità, dei loro Nomi, dei loro Sigilli, fa seriamente
pensare che non si tratti di Sfere planetarie ma di una sola Sfera, quella Astrale della Terra, in cui si
muovono tutta una sequela di Entità abbastanza simili tra loro, le quali si ripartiscono il Mondo
terrestre in una specie di gioco ad incastro dall’Alto al Basso, con entità che presiedono alle
Costellazioni, ai Decani fino in fondo ai singoli Gradi zodiacali ed ognuna di esse evocabile in un
determinato periodo dell’anno. Cio, del resto, è evidente persino nella prosa stessa di Bardon,
poiché nella Pratica dell’Evocazione Magica egli scrive, nel capitolo concernente la Bacchetta
magica: « Il sambuco è particolarmente adatto per controllare i demoni o gli spiriti degli elementi,
poiché quest’albero corrisponde, vibratoriamente, alla Sfera di Saturno». Quindi, se la Sfera di
Saturno controlla gli Spiriti degli Elementi essa non è altro che la Sfera astrale della Terra!
Nel grosso ammasso di entità negative in veste positiva, trapelano delle informazioni che Bardon
non poteva dare per sbaglio ma – riteniamo – intenzionalmente a favore di un’eletta schiera di
discepoli. Si tratta di indicazioni di carattere magico operativo. Innanzitutto segnaliamo che molte
di queste entità sono in grado di mettere in contatto con determinati spiriti elementali, Gnomi,
Ondine, Salamandre; il chè è già di per se sospetto. Inoltre tra le 24 entità « originali » della sfera
astrale della Terra, alcune sembrano essere propri la deformazione ortografica di alcune importanti
entità demoniache: Aschmunadai (Asmodeo), Lilitha (Lilith), Asamarc (Asamarac; quest’ultimo
presente in un vecchio pentacolo evocatorio. Figura seguente).
22
Il Tetramorfo demoniaco, da Schemahni: Magie et Magnetisme. Brenet, Paris 1923
ARMEFIA (22ª entità dei Pesci) – Dopo aver sempre scritto di non volere dare alcun indizio per il
lettore circa le entità negative, Franz Bardon ci viene a dire che Armefia aiuta persone immature o
spiritualmente non sviluppate, cioè fa quello che fanno tutte le entità negative: offre un patto.
ECDULON (3ª dell’Ariete) – con un opportuno caricamento dello specchio magico si può accedere
al reame delle Salamandre.
Se si contatta l’Antigenio di DOSOM – cioè DOSOM stesso!!! – si possono vedere soddisfatti i
propri « scopi ignobili ». Bardon subito dopo scrive che allo scopo di prevenire ogni uso nefasto di
questi contatti sottili egli ha omesso di dare la descrizione di quelle entità che « canalizzano le forze
negative ». Come abbiamo visto, non è affatto come lui dice.
SAPASANI insegna come contattare gli spiriti elementali dell’Acqua mediante « un semplice
pizzico di sale ». A cosa corrisponda il Sale nel simbolismo, gli studiosi lo sanno…
A riguardo di PERALIT, Bardon adombra la famosa dottrina della magia dell’incarnazione
avatarica, come influire sul feto umano per condizionarne lo sviluppo: « …istruzioni realtive al
destino e al karma dell’essere, che dimora ancora nell’astrale della Terra, e sta per incarnarsi ». Il
concetto viene ribadito parlando dei poteri di JONION: « nel mondo invisibile, là dove vivono i
23
deceduti, indica a quest’ultimi il luogo e l’ambiente familiare della loro prossima nascita e li
istruisce sul modo di creare un legame armonico tra essi e il frutto che cresce nel seno materno ».
Qui è interessante riferire quanto la segretaria di Bardon amava propalare e cioè che il suo Maestro
si sarebbe incarnato in un ragazzo di 14 anni, Franz Bardon appunto. Probabilmente è una
distorsione di quanto invece riferì la madre di Bardon, che il figlio fosse nato “morto”. Notizia che,
peraltro, si presta a interrogativi non banali sull’argomento della magia (nera) incarnativa sui feti
delle donne incinte. Sull’argomento sembra che Bardon voglia insistere. Parlando di CERMIEL
scrive: « egli sa quanto tempo un individuo deve risiedere nel mondo invisibile prima di poter
rinascere ». La cosa sembra connessa con le entità che “sorvegliano” coloro che si sono suicidati. Di
queste è detto che impediscono al suicida di riprendere coscienza nel mondo astrale per un periodo
corrispondente alla vita che gli sarebbe restata da vivere sulla Terra. La cosa è di per sé illogica,
poiché il tempo non esiste nell’astrale a detta dello stesso Bardon, ma può essere compresa da un
punto di vista più inquietante, quello del “travaso di coscienza”.
Se in molti passi Bardon ha sottolineato il fatto che i maghi neri cercano di mantenere in vita il più a
lungo il corpo astrale e quello eterico dopo morti – cioè contro le naturali leggi dello sviluppo
animico – ecco che parlando di KIREK, scrive che si può, contattandolo, fare proprio quello che lui
biasima: « …rivela metodi che permettono di rinforzare il legame tra il corpo astrale e quello
mentale e rendere invulnerabile il corpo astrale nei confronti dell’azione distruttrice degli Elementi
».
A riguardo di HYRMIUA, Bardon associa la notizia che i suicidi non sono in grado di recuperare la
propria coscienza nel post-mortem -, con la nozione che l’entità in questione può insegnare come
operare un “travaso di coscienza” mediante la magia di Abisheka o Ankhour.
Parlando del potere dell’entità SIRIGILIS rivela al lettore quali siano i due fondamentali ingredienti
dei Grandi Misteri dell’Alchimia: « sperma e sangue umano ».
Per quanto riguarda le 72 entità della Sfera di Mercurio —
Vehuiah, Yeliel, Sitael, Elemiah, Mahasiah, Lelael, Achaiah, Cahetel, Haziel, Aladiah, Laviah,
Hahaiah, Yezalel, Mebahel, Hariel, Hakamiah, Loviah, Caliel, Levviah, Pahaliah, Nelchael, Yeiaiel,
Melahel, Haiuiah, Nithhaiah, Haaiah, Yerathel, Saeehiah, Reiaiel, Omael, Lecabel, Vasariah,
Yehuiah, Lehahiah, Chauakiah, Manadel, Aniel, Haamiah, Rehael, Yeiasel, Hahahel, Michael,
Vevaliah, Yelahiah, Sealiah, Ariel, Asaliah, Mihael, Vehvel, Daniel, Hahasiah, Imamiah, Nanael,
Nithael, Mebahiah, Poiel, Nemamiah, Yeialel, Harahel, Mizrael, Umabel, Yahhael, Anauel, Mehiel,
Damabiah, Manakel, Eiael, Habuiah, Roehel, Yabamiah, Haiaiel, Mumiah
— Bardon le ha riprese esattamente dal testo di Joseph Schuster (Silias), dando una descrizione
sommaria dei poteri. Il testo originale di Silias23 invece fornisce tutte le informazioni non solo
sull’entità positiva ma anche sul “Gegengenie”, sull’Antigenio, l’entità o demone negativo, dando
di entrambi l’invocazione di chiamata, il periodo di chiamata e altri dettagli importanti.
Bardon poi afferma che
« Numerosi autori di Kabbala considerano erroneamente le 72 Intelligenze di Mercurio come lo
Schemhamphorasch, cioè l’impronunciabile Nome di Dio costituito di 72 Lettere. Tuttavia lo
Schemhamphorasch è le quattro lettere sillabiche YOD-HÉ-VAU-HÉ, il cosiddetto
Tetragrammaton o Adonai (…) Le 72 Intelligenze di Mercurio sono citate in numerose opere di
Kabbala ma vi vengono descritte come Entità indipendenti, senza alcun rapporto con le altre Sfere.
23
Che si rifà comunque, per questo settore, all’« Edipus Aegyptiacus » di Athanasius Kircher…
24
Nessuno tra gli autori che se ne sono occupati conosce il ruolo vero di questi Esseri né è mai entrato
in contatto con loro. Il Nome che è attribuito ad ognuna di queste Intelligenze, è quello giusto, ma i
relativi Sigilli pubblicati sono così deformati che è assai dubbio perfino che siano stati copiati dagli
autentici originali. Non essendo mai stato soddisfatto da pure ipotesi e volendo sempre evitare agli
altri ogni perdita di tempo circa le successive esperienze, io ho contattato personalmente le 72
Intelligenze di Mercurio e rivelo qui il vero Sigillo di ognuna di esse così come una descrizione
delle loro singole competenze ».
E’ evidente qui che Bardon mescola le carte. Non si capisce infatti come possa dire che le entità di
Mercurio non siano lo Shemhamphorasch, quando nello stesso tempo scrive che
« Il Nome che è attribuito ad ognuna di queste Intelligenze [dagli scrittori di Kabbala], è quello
giusto ».
Ora i loro Nomi sono tratti proprio dallo Schemhamphorasch, come dimostrò nel 1517 un luminare
degli studi kabbalistici, Johannes Reuchlin:
« Se noi aggiungiamo al totale delle lettere le 50 porte [dell’Intelligenza] ecco che scopriamo la
serie beata dei 72 angeli di cui si dice che formino lo Šem hameforaš, cioè lo sviluppo completo
del grande Nome di Dio sommo. Infatti 22 sommato a 50 genera 72. Essi sono i potenti angeli di
tutta la Terra (…) Vi sono dunque 72 nomi sacri che vanno a formarne uno solo, lo Šem hameforaš
cioè il nome che sviluppa il santissimo Tetragramma ».
Questi Nomi si ricavano secondo tradizione dai versetti 19, 20 e 21 dell'Esodo, ciascuno composto
di 72 lettere. Si prende la prima lettera [ebraica] del v. 19, l'ultima del v. 20, la prima del v. 21. Si
ottiene la prima radicale alla quale si aggiunge iah. Si ha il nome del primo Angelo della serie. Si
continua così con tutti gli altri, aggiungendo i termini el o iah che esprimono Dio, al maschile o al
femminile. Con sistema analogo (invertendo le tre lettere dei nomi angelici) si ottengono anche i
Nomi dei 72 Geni Negativi che, secondo Silias, sono i seguenti:
Rurralel
Dithedljah
Sadohel
Nathophel
Phamugiah
Thathumel
Jbrah
Jbodel
Cabue1
Ahloiah
Wygel
Sasyel
Fajuviah
Jburiah
Robafel
Rebuiah
Ruhiah .
Vuxapel
Uguon
Ygumiah
Wugiah
Erhaliah
Zuquel
Ququel
Vobipon
Povevel
Rizobiah
Nivazol
Zerozel
Dehuvel
Lebakel
Hariasa
Ahihuje
Jahahel
Ahikavek
Ledamen
Ahamiah
Leaher
Jesaia
Lehaha
Likami
Janiel
Habivue
Hihaleja
Lahisea
Lirea
Hilaasa
Lahemi
Luheve
Lineda
Hasiahah
Ahima mi
Laenan
Lahetin
Jahabem
Jelop
Hamiman
Lelajai
Haleraha
Ralezim
Lebamu
Elhiah
Elnujna
25
Hihem
Hawamad
Elkanam
Jelaje
Hajubah
Elhor
Jha mabai
Lejah
Hamium
A meno di non volere mettere in dubbio l’autorità di un personaggio come Johannes Reuchlin,
bisogna proprio dire che Bardon ha stravolto i significati di questo specifico argomento, attribuendo
un’analogia con i Tarocchi (inventata da Eliphas Levi) e dando come Intelligenze di Mercurio gli
Angeli della Sfera astrale della Terra.24
Le Intelligenze della Sfera di Marte sono in realtà anch’esse entità della Sfera della Terra, come
dimostra il fatto che sono ripartite in base ai Decani zodiacali. Eccone i nomi:
ARIETE
Rarum – Gibsir – Rahol
TORO
Adica – Agricol – Fifal
GEMELLI
Imini – Kolluir – Ibnahim
CANCRO
Itiz – Urodu – Irkamon
LEONE
Oksos – Otobir – Kutruc
VERGINE
Idia – Abodir – Idida
BILANCIA
Cibor – Asor – Abodil
SCORPIONE
Skorpia – Vilusia – Koroum
SAGITTARIO
Sagitor – Agilah – Boram
CAPRICORNO
Absalom – Istriah – Abdomon
ACQUARIO
Anator – Ilutria – Obola
PESCI
Pisiar – Filista – Odorom
Le Intelligenze della Sfera di Venere descritte da Bardon sono 90, raggruppate in 12 gruppi
rispettivamente di 8,7,8,7,8,7,7,8,8,7,8,7 entità che non vengono descritte singolarmente, ma
collettivamente per gruppo di appartenenza, in poche righe. Tutte queste entità sono ripartite in base
alla lettera iniziale del loro nome, nel modo seguente: 1° lettera O, 2° lettera O, 3° lettera A, 4°
lettera A, 5° lettera I, 6° lettera I, 7° lettera O, 8° lettera O, 9° lettera G, 10° lettera G, 11° lettera P,
12° lettera P. Prendendo i gruppi a due a due, si nota che hanno anch’essi le iniziali comuni e nei
gruppi 7 e 8 addirittura si ripete la lettera O. Andando a vedere i sigilli venusiani, si nota che essi
governano quattro gradi ciascuno di ogni Costellazione: i primi 7 sigilli all’Ariete, poi altri 8 al
Toro, e di seguito 7 ai Gemelli, 8 al Cancro, 7 al Leone, 8 alla Vergine, 7 alla Bilancia, 8 allo
Johannes Reuchlin: L’Arte Cabbalistica (de arte cabalistica) a cura di G. Busi e S. Campanini.
Firenze, Opus Libri 1975.
24
26
Scorpione, 8 al Sagittario25, 8 al Capricorno, 8 all’Acquario26 e 8 ai Pesci. E’ un insieme di
singolarità che certamente racchiude la chiave per decifrare la vera natura di queste entità! Del resto
lo stesso Bardon parla di sue « allusioni » che dovrebbero servire al mago esperto. Dal punto di
vista grafico i sigilli sono apparentemente inintelligibili, tranne uno, POMAMP, che governa sui
gradi 3-6 dei Pesci, il quale ha una forma inequivocabilmente fallica (vedi il suo Sigillo dato più
sopra). Del gruppo cui Pomamp appartiene, Bardon scrive che « Iniziano anche alla magia
kabbalistica dell’Amore propria di questa Sfera. E’ così che il mago impara a creare delle
condizioni di piacere e di estasi amorosa usando Kabbala e magia venusiana ». E’ perlomeno una
coincidenza.
Bisogna aggiungere che i nomi di alcune delle entità venusiane ricordano curiosamente termini
linguistici dell’Africa equatoriale: il gruppo di Quintscher e Silias si proclamava infatti continuatore
delle « Logge dei Costruttori Africani »:
Omah – Odujo – Obideh – Onami – Osphe – Orif – Obaneh – Odumi
Orula – Osoa – Owina – Obata – Ogieh – Obche – Otra
Alam – Agum – Albadi – Aogum – Acolom – Achadiel – Adimil – Aser
Aahum – Acho – Arohim – Ardho – Asam – Astoph – Aosid
Iseh – Isodeh – Idmuh – Irumiah – Idea – Idovi – Isill – Ismee
Inea – Ihom – Iomi – Ibladi – Idioh – Ischoa – Igea
Orro – Oposah – Odlo – Olo – Odedo – Omo – Osaso
Ogego – Okaf – Ofmir – Otuo – Ohoah – Ocher – Otlur – Ogileh
Gega – Gema – Gegega – Garieh – Gesa – Geswi – Godeah – Guru
Gomah – Goldro – Gesdri – Gesoah – Gescheh – Gehela – Gercha
Purol – Podme – Podumar – Pirr – Puer – Pliseh – Padcheh – Pehel
Pomanp – Pitofil – Pirmen – Piomal – Piseh – Pidioeh – Pimel
25
26
L’ultimo del Sagittario però è attribuito anche al Capricorno fino al secondo grado.
L’ultimo dell’Acquario però è attribuito anche ai Pesci fino al secondo grado.
27
Il sigillo di Sata-Pessajah che Bardon ha copiato dal manoscritto di Quintscher
Ove risulta che Sata-Pessajah è il Genio della stella fissa Sirio
e non una entità « originale» della sfera astrale della Terra…
In conclusione, abbiamo riconosciuto le seguenti contraffazioni in Franz Bardon (a sinistra il
valore di Bardon e a destra quello originale):
8 Spiriti Elementari dell’Aria ⇒ demoni serventi del Duca infernale Amaymon
360 Intelligenze della Sfera della Terra ⇒ I Demoni di Abramelin (+ 24 spiriti « originali » sospetti
demoni storici)
72 Interlligenze della Sfera di Mercurio ⇒ Gli Angeli della Terra di Reuchlin
36 Intelligenze della Sfera di Marte ⇒ Intelligenze della Terra
90 Intelligenze della Sfera di Venere ⇒ (probabilmente tratti da un elenco “adonista” di Franz
Sättler Musallam)
12 Intelligenze della Sfera di Giove ⇒ I 12 Arcangeli Governatori Zodiacali
49 Intelligenze della Sfera di Saturno ⇒ (non sono menzionati da Bardon)
28 Intelligenze della Sfera della Luna ⇒ Le 28 Stazioni della Luna
45 Intelligenze della Sfera del Sole ⇒ Le 45 Stelle Fisse del Cielo
Poiché lo studioso avrà certamente notato come, per uno stesso riferimento, cambino nomi e
funzioni delle Intelligenze lungo la storia umana a seconda delle società e degli autori che ne hanno
trattato, dai Sumeri fino a Bardon… e non è finita; egli si sarà reso conto che questi nomi, compresi
i loro sigilli, non hanno nulla di genuino, di autentico, di originario, ma sono creazioni dello spirito
umano. Ciò significa che la Magia di tutti coloro che ne hanno trattato è falsa? No, ma lo studioso
deve capire che oggi si è giunti ad un punto in cui deve cessare l’attitudine religiosa e cominciare
quella scientifica nei confronti della Magia e dello studio delle fenomenologie dell’Intelligenza.
Forse volgendo il capo verso il Cielo stellato qualcuno finalmente scorgerà nei Gradi o Monomeri
28
zodiacali (detti finora spirito di questo o di quel pianeta, Intelligenza di quell’altro, demone di
questo, eccetera) dei punti di appoggio e delle convenzioni per un atto dello spirito umano affinchè
non si perdesse nel Grande Chaos Magico dell’Universo27.
Ci rendiamo conto dell’imperfezione di questo nostro breve saggio, dovuto alla mancata
conoscenza della lingua tedesca. Ci auguriamo che i vuoti da questo lasciati possano essere colmati
da chi questa lingua conosca, poiché tutti i testi riservati di Quintscher e di Sättler, sono in
commercio. Desideriamo infine esprimere il nostro ringraziamento allo studioso francese
DEVISUL per alcune immagini riportate dal suo Forum elettronico sull’Adonismo.
La nuova edizione del Libro di Abramelin, basata sul testo del 1725
che ha permesso a Georg Denn di scoprire il trucco di Franz Bardon
27
Cornelio Agrippa nel suo De Occulta Philosophia (II, 53) riporta alcuni sigilli che altro non sono se non la
stilizzazione di alcuni gruppi di stelle…
29
Vittorio Fincati: I MOSTRI DI FIRENZE E L’ALCHIMIA – «Vittorio Fincati sostiene che Firenze ha una forte
tradizione di magia nera. Ricorda il maestro di pratiche cruente Francesco Prelati, vissuto nel XV secolo, che fu
chiamato a corte da Gilles de Rais (colui dal quale derivò il feroce personaggio di Barbablù). Ricorda l'atroce novella
del Decamerone che racconta di una fanciulla trafitta e sventrata dal cavaliere fiorentino Guido degli Anastagi. Ricorda
l'uso del sangue nell'alchimia di laboratorio, secondo le pratiche dei Rosa+Croce d'Oro. E si domanda: «Queste
prescrizioni alchemiche riesumate dal profondo del tempo... sono lettera morta... oppure c'è chi le mette in pratica?»
(“Repubblica” del 25/7/2001 col titolo All'ombra del mostro la "schola" dei misteri - Nuova ipotesi sul secondo livello
all'origine dei duplici delitti”, a firma di Franca Selvatici) - “Firenze Città nera? - Alchimia di laboratorio e uso del
sangue - Crimini rituali e Magia sessuale - I mandanti di Pacciani sono Alchimisti? Appendici: una dottrina inquietante
- “Jack lo sventratore” - La distillazione del sangue - L’elixir di vita di F. Prelati - I tintori della Luna - La Palingenesìa.
– Questo testo è stato letto all’epoca delle indagini dal Dott. Michele Giuttari, che indagava a capo della squadra
antimostro.
Jean Lignieres: MESSE NERE E SESSUALITA’ Cerimonie rituali di Belfagor – prima traduzione italiana di V.
Fincati - “Premessa - Tradizione rossa e Tradizione nera - Le due Polarità e il mistero del Tre - Gnosi libertina - La
Tradizione nera: Albigesi e Stregoni - La Tradizione nera: I Templari - La Tradizione nera: La Massoneria - La Messa
nera sessuale - Il Potere della Nudità - I 7 Plessi nervosi - Il Potere degli Elementali - F.A. Mesmer e l’Inferno a
convulsioni- Metodi orientali e adorazione del Fallo - Dai Templari alle 27 Proposizioni di Mesmer: Il Segreto del
Grande Arcano - Le Tabelle analogiche di Auger Ferrier - La Spiegazione completa del Rito di Belfagor” - «La
questione delle Messe nere ha sempre incuriosito molto i non iniziati. Alcuni hanno trovato la causa nell’erotismo, altri
nell’impulso sacrilego. Noi pensiamo con questo semplice studio di avere ricondotto la questione nei suoi giusti termini.
Ci siamo anche sforzati di dimostrare che si è trattato della deformazione di una vera cerimonia magica. Cerimonia che
appartiene di diritto ai riti occulti delle antiche tradizioni giunte fino a noi, di età in età, per tramite delel varie società
segrete che hanno formato gli anelli di una catena ininterrotta. I tempi moderni, tuttavia, si sono allontanati da questa
Tradizione, per ritornarvi da altre direzioni: la scienza analitica, lo spiritismo, il magnetismo. Tramite queste vie noi
riusciremo a risalire la corrente fino al segreto supremo delle civilizzazioni rosse e nere che ci hanno preceduto. Le
Messe nere non furono pertanto una manifestazione di erotismo, ma un’operazione di magnetismo, destinata a procurare
dei soddisfacimenti materiali, immediati e pienamente voluti».
Schémahni: MAGIA E MAGNETISMO traduzione italiana del primo tomo (1923) dei Précis des Sciences Magiques
di Schémahni, pseudomino dietro cui dovrebbe celarsi Jean Lignieres, autore di Les Messes Noires – la sexualité dans
la Magie. 55 pagine con 7 illustrazioni e 16 tabelle. “Premessa del traduttore. 1 Generalità, Magia, Teurgia, Divinazione
2 prove dell’esistenza di una scienza antica 3 la Legge Principio, la Tri-Unità 4 i tre mondi 5 significato dell’analogia 6
tabelle analogiche, i Pianeti, i Metalli ecc. 7 polarità umana, pentacolo di Agrippa, i Segni 8 pentacolo di Salomone,
polarità universale, i quattro elementi, tabella delle stagioni ecc. 9 pentacoli invocatorii, pentacoli planetari 10 tabella
dei mesi, corrispondenze dell’alfabeto ebraico, tabella di H. de Charencey 11 riduzioni e addizioni teosofiche, i
talismani 12 magnetismo animale, allenamento al fakirismo 13 il santuario e gli strumenti del mago 14 quadrati magici,
pentacoli”.
John Dee: IL PICCOLO LIBRO DI VENERE NERA (Londra 1580) detto Corno di Venere o anche Chiamata dei
sei Spiriti posti sotto il dominio di Venere, dove si insegna il modo di costruire il Sigillo di Venere e il suo Corno,
Cerchio, Disposizione, Nomi propri degli Spiriti, loro Invocazione e Sigilli e loro Preparazione. Consacrazione del
Libro, Rito operativo, Congedo degli Spiriti, inoltre con molte altre cose da osservarsi nell’esecuzione. Traduzione dal
latino a cura di Senciner, p. 18 con sigilli, figure e fotografie. « Se tutto quanto detto finora è stato preparato con regola
ed è a disposizione e se l’operatore si ritiene sufficientemente preparato e pronto, nonché coraggioso (dal momento che
tutto ciò richiede un uomo impavido e assolutamente equilibrato), che egli si rechi nei già detti tempi, giorni e ore di
Venere in un qualsiasi luogo libero dalla presenza di persone o in case o meglio ancora nei boschi o presso incroci
isolati e deserti. Qui allestisca il Cerchio e si metta al collo il sigillo di Venere, bruci gli aromi e cominci a chiamare uno
degli Spiriti tra quelli presenti nell’elenco. Fatta poi l’invocazione, con il corno di Venere pronunci e chiami lo Spirito
col suo nome ».
Joseph von Hammer Purgstall: DUE SCRIGNI TEMPLARI studio sugli gnostici medievali prima traduzione italiana
con aggiunta di varie illustrazioni, dell’edizione francese del 1832: Mémoire sur deux coffrets gnostiques du moyen age
du cabinet de M. le duc de Blacas, par M. Joseph de Hammer. Paris 1832. Per agevolare il Lettore si sono tradotti in
italiano anche quei brani che l’Autore ha mantenuto nel testo originale in latino. Si dimostra, attraverso l’analisi
dettagliata di due piccoli scrigni dalle incisioni simboliche, come le sette gnostiche si sono perpetuate ben oltre la fine
del mondo antico, per giungere fino al XIII secolo con l’Ordine dei Templari.
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