Area - Studio Ricatti Pierpaolo

Transcription

Area - Studio Ricatti Pierpaolo
Diesel
Headquarters
architectural design
Pierpaolo Ricatti
engineering design
Jacobs Italia
supplemento di
area n°115 anno XXII
2011 marzo/aprile
rivista bimestrale
bimonthly magazine
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del 10 dicembre 2001
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translations
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stampa
printing
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Diesel Headquarters
presentazione introduction
Luca Molinari
04
progetto architettonico architectural design
Studio Ricatti
10
project & construction management
intervista a Gianpietro Monfredini, Jacobs
38
sicurezza safety
Claudio Meroni, Jacobs
42
strutture structures
Pietro Boerio, Jacobs
44
impianti meccanici mechanical systems
Oliviero Arniani, Jacobs
46
impianti elettrici electrical systems
Carlo Andreoni, Jacobs
47
supervisione sito monitoring system
Siemens e Walter Amati, Jacobs
48
involucro edilizio the building envelope
Schüco-AVZ
50
certificazione energetica energy certification
Giuliano Dall‘O’
54
diario di cantiere diary of the building site
Carron, Andrea Maraschin, Alberto Agnoli
56
crediti credits
62
presentazione introduction
“There is still a place not so fucked up. Welcome to Diesel
Island. Land of the stupid, home of the brave”
Queste sono le parole che ti accolgono nella home-page del
sito diesel.com, l’interfaccia più immediata e usuale per le
decine di milioni di utenti e compratori sparsi in tutto il mondo,
che rappresenta perfettamente la filosofia del Gruppo e del
suo vulcanico fondatore. Viaggiare nel sito ti offre visioni,
sorprese, provocazioni ben mirate, scoperte che dimostrano la
qualità aggressivamente contemporanea e globale di un brand
che riesce, ad ogni campagna pubblicitaria o lancio di nuovo
prodotto, a fare parlare di sé, e, in qualche modo a spostare
l’asticella un po’ più in alto, dove l’aria è rarefatta e per i pochi
che ne hanno forza e coraggio.
Poi ti aggiri tra gli spazi reali, da poco inaugurati del nuovo
“villaggio Diesel” a Breganze, luogo a metà strada tra Thiene
e Bassano del Grappa nel cuore della marca vicentina, e scopri
l’altra faccia, quella costruita, di questo Gruppo globale che
fattura 1,3 miliardi di euro, ed è oggi presente in oltre 80 paesi
al mondo con oltre 5.000 dipendenti, di cui più di 500 nella
sede centrale. L’azienda controlla inoltre 18 filiali internazionali,
una rete distributiva di 5.000 punti vendita di cui i monomarca
superano le 500 unità.
I due spazi, quello digitale e quello reale, pur rappresentando
lo stesso Gruppo e la sua evidente voglia di qualità diffusa,
descrivono contemporaneamente i due “paesaggi” con cui si
devono confrontare quotidianamente: un orizzonte globale
che muta instancabilmente provando a parlare in simultanea
a centinaia di milioni di persone diverse, e un luogo fisico
preciso, fondato nel cuore di una terra d’origine amata e
riconosciuta, di cui non si vuole fare a meno.
Quello che in questo ultimo decennio è sempre stato liquidato
come l’eterno dualismo tra globale e locale, in realtà negli
ultimi anni ha dilatato e reso più ambigua e intrigante questa
relazione, che si rappresenta molto bene in questa bella storia
italiana.
Camminare tra le corti aperte e trasparenti di un luogo pensato
per accogliere una comunità stabile e, insieme, necessariamente
fluida di almeno 1000 persone come è appunto il “villaggio
Diesel” disegnato da Pierpaolo Ricatti, che ha interpretato
il pensiero aziendale e creativo di Renzo Rosso, ti porta
inevitabilmente a interrogarti su come potrebbero diventare le
nuove aziende evolute italiane.
Non è un caso che, a pochi chilometri di distanza e solo pochi
anni fa, un’altra grande realtà produttiva come la Nardini abbia
investito nell’architettura di qualità per dare forma a una visione
spiazzante ed evoluta del futuro, chiamando Fuksas a disegnare
le famose bolle di cristallo immerse nel verde del giardino
aziendale.
“There is still a place not so
fucked up. Welcome to Diesel
Island. Land of the stupid,
home of the brave”
These are the words that
greet you on the diesel.com
homepage, the most popular
immediate interface for the
tens of thousands of users
and customers spread around
the world. This perfectly
reflects the ethos of the Diesel
Group and its fiery founder.
A trip through the web site
offers sights, surprises and
well-aimed provocations,
discoveries that speak to
the brand’s aggressively
contemporary, global nature.
With every advertising
campaign or new product
launch, this brand knows how
to make itself talked about
and somehow move the bar
a little higher, where the air
is rarefied, made for the few
who have the strength and
daring.
Then you can explore the
recently-opened real spaces
of the new ”Diesel Village”
in Breganze, halfway
between Thiene and Bassano
del Grappa in the heart of
Vicenza-based brand. Here,
you’ll discover the other side,
the architectural one, of this
global group with revenues of
1.3 billion euro, currently in
80 countries around the world
with over 5,000 employees,
including over 500 in its
headquarters. The company
also controls 18 international
subsidiaries and a distribution
network of 5,000 stores,
including over 500 singlebrand stores.
The two spaces, the digital
one and the real one, while
representing the same group
and its evident desire for
wide-spread quality, are
simultaneous descriptions
of two ”landscapes” that
we encounter every day.
One is the global horizon
that is ever changing, trying
to simultaneously speak
to hundreds of millions of
different people. The other
is a specific physical place,
based in the heart of a
beloved, well-known land
of origin that we don’t want
to lose. What has been oversimplified over the last decade
as a dualism between global
and local, in recent years
has expanded and made this
relationship more ambiguous
and intriguing, as shown quite
well in this nice Italian story.
You can walk through the
open, transparent courtyards
of this place designed to
hold a community of at least
1000 people that is both
stable and, by its nature,
fluid. The ”Diesel Village”
designed by Pierpaolo Ricatti
understanding Renzo Rosso’s
creative and business ideas,
will make you wonder what
new, forward-thinking Italian
companies could become.
North view of the
Diesel Headquarters.
E osservando con calma i nuovi spazi Diesel mi vengono in
mente le parole di Giuseppe Nardini quando, raccontando il
progetto che ormai li rappresenta, disse che solo dalle grandi
aziende venete sarebbe potuto partire il riscatto estetico di un
territorio massacrato e consumato in maniera dissennata da
decenni di boom economico capillare e diffuso.
Anche se il progetto Diesel sembra fare un’ulteriore passo in
avanti, non nella direzione di cercare a tutti i costi un’icona
architettonica forte e provocatoria che ti rappresenti, quanto
piuttosto nella costruzione di una qualità diffusa, che permei
ogni ambiente, affermando la filosofia di un Gruppo in cui la
creatività e la ricerca debbano essere accolti in un sistema di
luoghi a misura d’uomo, in un dialogo sottile tra benessere
e qualità naturale dei luoghi in cui abitare e lavorare.
L’architettura di questo nuovo intervento è sofisticata
e contemporanea, ma non è urlata ed autoriale come potresti
erroneamente aspettarti.
Le architetture costruite sono pensate per durare nel tempo,
hanno una razionale e consapevole capacità di accogliere
tutte le forme di flessibilità, mobilità e fluidità dei saperi che un
luogo del lavoro attuale richiede, ma, contemporaneamente,
affermano la necessità di vivere in spazi che abbiano una
loro calma, pacata qualità rispettosa dei paesaggi in cui sono
insediate.
Il complesso Diesel è pensato seguendo una visione chiara
e fortemente razionale grazie a un sistema di corpi rettangolari
composti intorno a una serie di corti organizzate su più livelli
di sezione. Gli edifici si appoggiano a una leggera pendenza
che scorre lungo le corti portando verde e acqua fino all’interno
del cuore del villaggio. La sequenza dei flussi pedonali è ben
tracciata e porta il visitatore all’interno del complesso dove
è organizzata l’area più pubblica e di servizio composta
dall’accoglienza, il ristorante e l’area fitness, mentre il centro
congressi e l’asilo rimangono leggermente spostati rispetto
al corpo principale. Il piano terra di tutto il villaggio Diesel
rappresenta perfettamente la filosofia aziendale con cui si
è voluto dare forma a questo insediamento, mentre i piani
superiori, destinati alle diverse aree ricerca e direzionali hanno
un trattamento delle facciate perfettamente in linea con la
migliore architettura terziaria internazionale.
Anche i materiali scelti per i diversi rivestimenti dei tanti corpi
di fabbrica indicano questa voglia di stabilità e qualità diffusa
e consolidata, dal rame al legno che invecchieranno lentamente
offrendo cromie e colori oggi inaspettati, oppure al dialogo
costante tra interni/esterni, luce e ombra naturale, luoghi del
lavoro e spazi di verde e acqua, per scoprire un’architettura
in forma di villaggio che non ha il panico da invecchiamento
precoce, ma che, invece, si appresta ad essere un luogo che
sarà bello vedere cambiare negli anni.
Not coincidentally, a few
kilometers away and only
a few years ago, Nardini,
another large business,
invested in quality architecture
to give form to an advanced,
broad vision of the future,
bringing in Fuksas to design
the famous glass bubbles
set in the green space of
the company garden. As I
quietly observe the new Diesel
spaces, I am reminded of the
words of Giuseppe Nardini,
telling about the design that
now defines them. He said that
only large Venetan companies
would be able to aesthetically
redeem a place that has been
senselessly hacked up and
corroded by decades of a
wide-ranging economic boom.
While the Diesel project seems
to take a step forward in
another direction, away from
desperately seeking a strong,
provocative architectural icon
to represent itself, working to
build all-embracing quality,
permeating every space,
affirming the Group’s ethos in
which creativity and research
must be accommodated in a
system of places on a human
scale, in a subtle dialogue
between wellbeing and the
natural quality of places where
we live and work.
This new project’s architecture
is sophisticated and
contemporary, but it does not
shout and is not self-referential,
like we might wrongly expect.
The buildings are designed
to last over time. They have
a well-devised, intentional
ability to accommodate those
forms of flexibility, mobility
and fluidity of knowledge that
modern work places require.
Yet, at the same time, it affirms
the need to be in places that
have a calm, peaceful quality
that respects the landscapes
around them.
The Diesel complex is
designed with a clear,
considered approach using
a system of rectangular
structures arranged around a
series of courtyards organized
on several levels. The buildings
lie on a slight slope that runs
along the courtyards, bringing
plant life and water within
the heart of the village. The
sequence of pedestrian routes
is well delineated, taking
visitors within the complex
where the more public, service
area is organized, including
the reception, a restaurant and
a fitness area. The conference
center and day care center are
slightly set apart from the main
building. The ground floor
of the whole Diesel Village
is a perfect reflection of the
company ethos intended to
shape this site. Meanwhile, the
upper floors for research and
administrative areas feature
a facade treatment in line
with the finest international
commercial architecture.
The materials chosen for the
various claddings of its many
buildings show this desire
for stability as wide-ranging,
firmly-established quality.
They range from copper to
wood that will slowly age,
presenting colors that are
unexpected today.
5
Daniele Domenicali
Luca Molinari
Shu He
Aerodata
7
6
West Panoramic view.
In the previews page:
South-East Panoramic
view.
Between the ’30s and the
’60s, Olivetti’s business and
architectural model was
a standard setter for the world
as it perfectly expressed
the quality of its products,
including in the quality of
the places where they were
designed and built. Throughout
that historic period, design
and big industry spoke the
same language and offered
us highly innovative projects.
Then the conversation was
interrupted, partly because big
industry stopped growing and
innovating. Now we are in
a seemingly different situation,
but with a new client that
has rediscovered the cultural,
economic and communicative
value of quality architecture
as a medium to represent its
identity while being a place
needed to give substance to
its research. In my opinion,
this is one of the challenges
that forward-thinking Italian
industry should set its country,
providing progressive
models of spaces that offer a
poetic reaction to the havoc
wreaked on our land, while
offering new architectural and
manufacturing frameworks
that courageously suggest new
horizons to which we can look
without fearing the future.
9
The constant dialogue between
inside and outside, light and
natural shade, work spaces
and spaces for plant life and
water lets us discover an
architectural project in the
form of a village that doesn’t
fear premature aging. Instead,
it presents itself a place that
will be pleasant to see change
over the years.
This uncommon ”Diesel Island”
offers us new images of how
Italian production places
could be in the near future,
alternating two seemingly
antithetical images, a
”village” from our long history,
interwoven with the dynamics
and situations spawned from
absolutely contemporary,
global worlds.
Clearly, one of the paths our
economy can take to survive
is a constant, aggressive
approach based on quality
and aesthetic vision, our
foundations for which we
have been known for over two
thousands years. No one has
managed yet to completely
squander this legacy!
In order to create industrial
excellence, bolstering it
with the many talents that a
forward company can attract,
we will need more and more
quality places where we can
grow it with care.
Aerodata
E allora questa inedita “isola Diesel” ci offre altre immagini
di come potrebbe diventare un luogo per la produzione italiana
del prossimo futuro, alternando appunto due visioni così
apparentemente antitetiche tra di loro, quella del “villaggio”
appunto, del borgo di antica memoria, intrecciato con le
dinamiche e gli scenari figli della massima contemporaneità
e globalità.
Sicuramente una delle strade da cui la nostra economia può
sopravvivere è quella di una sfida costante e aggressiva sul
concetto di qualità e di visionarietà estetica, matrice che ci viene
riconosciuta da almeno duemila anni, e che ancora nessuno
è riuscito, per ora, a dilapidare completamente!
E per produrre eccellenza industriale, rafforzandola con le tante
intelligenze che un’azienda evoluta può riuscire ad attrarre,
ci vorranno sempre di più luoghi di qualità in cui farla crescere
con attenzione.
Tra gli anni Trenta e i Sessanta il modello aziendale
e architettonico di Olivetti è stato indicato come modello in tutto
il mondo perché raccontava perfettamente la qualità dei suoi
prodotti anche come qualità dei luoghi in cui erano pensati
e realizzati, e fino a quel periodo storico design e grande
industria parlarono spesso la stessa lingua regalandoci opere
fortemente innovative. Poi il dialogo si è interrotto, anche perché
la grande industria ha smesso di crescere e innovare.
Oggi ci troviamo in una situazione apparentemente diversa, ma
con una committenza nuova che ha riscoperto il valore culturale,
economico e comunicativo dell’architettura di qualità come
medium per rappresentare la propria identità e insieme come
luogo necessario in cui dare corpo alle proprie ricerche.
Questa credo sia una delle sfide che la grande industria evoluta
italiana deve offrire al proprio Paese, offrendo modelli evoluti di
spazio che reagiscano poeticamente ai troppi scempi che hanno
massacrato il nostro territorio, ma insieme proponendo nuove
matrici architettoniche e produttive che indichino con coraggio
orizzonti a cui guardare senza avere più paura del futuro.
progetto architettonico architectural design
Studio Ricatti
Daniele Domenicali
Il territorio
Siamo nel territorio della Pedemontana Veneta, nel segmento
dell’alto vicentino, dove lo sviluppo insediativo è contraddistinto
dalla dispersione e quello produttivo dalla forma distrettuale
assunta. Il territorio vede la presenza delle pendici delle Prealpi,
caratterizzata da ecosistemi naturalistici variamente antropizzati,
e di un sistema collinare nel quale persistono caratteri tipici
dell’antico paesaggio agrario veneto. Ciò che contraddistingue
la Pedemontana è il ritmo sincopato con cui si susseguono case
isolate su lotto, ville più o meno antiche, lacerti del vecchio
e storico paesaggio agrario, strade urbanizzate, aree produttive.
Lo spazio aperto fatica a farsi paesaggio se non laddove la forma
del suolo muta e fa emergere colline, altopiani, oppure si apre per
far spazio ai corsi d’acqua: è il caso dell’area di Breganze dove
ha sede il nuovo Headquarters Diesel.
L’idea del progetto
Il progetto recepisce i contrasti del paesaggio contemporaneo nel
tentativo di superarli. L’idea dell’edificio nasce da colloqui diversi,
prima di tutto con il luogo di cui si è detto e poi con le richieste
della committenza, che voleva non si trattasse di un banale edificio
per uffici e magazzino. Si doveva favorire una riconoscibilità della
personalità aziendale. Estetica e funzionalità degli spazi lavorativi
erano gli elementi di attrattività richiesti per realizzare uno dei
migliori “great place to work”. Luoghi capaci di interpretare
contemporaneità e innovazione.
Progettazione come processo integrato
Diesel è riuscita a coinvolgere lo Studio Ricatti (progetto
architettonico) e Jacobs Italia (ingegneria) in un programma dove
progetto e realizzazione sono stati monitorati da un proprio project
manager. Tutte le decisioni, dalla dimensione delle diverse unità
funzionali alla scelta dei materiali, alla contiguità
e interdipendenza delle diverse attività sono state discusse con
il Diesel Creative Team. La strategia dell’architetto è dovuta
penetrare nel profondo dell’identità del cliente e accettare la sfida
dei paradigmi vigenti all’interno di una progettazione aziendale.
Fra questi l’individuazione di un appropriato “livello”
architettonico, l’elencazione e l’integrazione di tutti i punti
di contatto dell’incarico al progettista con le altre attività che
creano l’immagine aziendale. L’architetto, insomma, diviene
uno dei partecipanti al regno dei segni e dei segnali con la
consapevolezza di non essere l’unico a creare segni e spazi.
Può essere rivendicato, pertanto, un metodo di progettazione
integrata in cui un lavoro corale vede coinvolti, assieme
all’architetto, strutturisti, impiantisti, organizzatori del lavoro.
Nelle realizzazioni a questa scala si intrecciano competenze
tecniche piuttosto complesse dove non esistono soluzioni
predeterminate, sia per quanto riguarda gli impianti, sia per
quanto riguarda l’organizzazione del lavoro.
The place
We are in the foothills of
Veneto, in the upper part of
Vicenza, where residential
development is marked
by sprawl and industrial
development by its district
organization. The area
includes the slopes of the
Prealps, featuring natural
eco-systems that bear the
mark of human development
to varying degrees, and a
hill system which still has the
features of the historic Venetan
rural landscape. The foothills’
distinguishing quality is the
syncopated rhythm of the
succession of isolated houses
on lots, houses from different
historic eras, fragments of the
old rural landscape, urban
roads and industrial areas.
The open space strains to
become landscape, except for
where the form of its land shifts
and gives rise to hills, plateaus,
or opens up to make room for
rivers. This describes the part of
Breganze where the new Diesel
Headquarters is located.
The design concept
The design reflects the
contrasts of the contemporary
landscape in an attempt to
overcome them. The building’s
concept was the result of
many conversations, first with
the place described and then
with the client’s requests,
as they wanted to avoid it
being an anonymous office
and warehouse building.
The recognizability of the
company’s personality had to
be fostered. The workspaces’
appearance and functionality
were points of attraction
requested to create a ”great
place to work.” The places
should convey contemporary
style and innovation.
Design as an integrated
process
Diesel involved Studio Ricatti
(architectural design) and
Jacobs Italia (engineering) in a
program in which the design
and construction were overseen
by its own project manager.
All decisions were discussed
with the Diesel Creative Team,
from the size of the various
functional units to the choice
of materials, proximities
and mutual relationships of
its various operations. The
architect’s strategy needed
to reach the innermost part
of the client’s identity and
take on the challenge of the
existing paradigms within its
company design. One of these
tasks was finding the right
architectural ”level”, listing and
integrating all the points of
contact between the architect’s
job and other operations that
create the corporate image.
In other words, the architect
became one of the participants
in a realm of signs and signals,
aware of not being the only
one to create signs and
spaces. It could lay claim to an
integrated design method in
which there was a many-voiced
project, including, alongside
the architect, structural
engineers, plant engineers and
project managers. In projects
on this scale, quite complex
technical skills are intertwined
and there are no preset
solutions both for the building
systems and for the project
management. It’s a matter
of inventing anew each time.
11
text by Pierpaolo Ricatti
executive departments
creative departments
marketing departments
staff department
clothing conservation archive
warehouse facilities
kindergarten
auditorium
cafeteria
fitness centre
training area
reception
Shu He
axonometric sections
functional diagram
13
Aerodata
thermal power plant
Si tratta ogni volta di inventare e, quando ci si siede attorno
ai tavoli dove i singoli saperi tecnici confrontano le proprie
soluzioni, l’architetto ha un ruolo decisivo. È la convergenza
degli apporti specifici, secondo una logica di team.
Il programma
Il nuovo Diesel Headquarters è stato realizzato in un’ex area
industriale (fabbricato Moto Laverda) recuperando il terreno
occupato da un’industria meccanica del luogo, in un lotto di
terreno di circa 90.000 mq. Si compone essenzialmente di cinque
complessi edilizi: edificio uffici, edificio magazzino/museo, edificio
auditorium, edificio asilo, edificio centrale tecnologica/guardiania.
Le attività principali ubicate sono:
- Magazzino ricevimento e spedizione materie prime e campionari
- Magazzino archivio storico (“Museo”)
- Parcheggi privati coperti e scoperti
- Blocco uffici su tre livelli fuori terra ed un livello tecnico al piano
interrato
- Fitness center, campo da squash e campi di calcetto
- Ristorante aziendale e cucina
- Showroom
- Auditorium multifunzionale e foyer per eventi
- Centro Elaborazione Dati (CED)
- Asilo nido e scuola materna
- Guardiania ed ingresso principale
- Centrali tecnologiche
La pianificazione è diventata un atto strategico dell’azienda nella
definizione del programma funzionale, uno dei fattori che hanno
configurato il progetto, oltre alle componenti urbanistiche e alle
connotazioni dell’ambiente fisico, il luogo.
Lo studio propedeutico di space planning e dell’analogo
studio logistico è stato finalizzato alla raccolta, all’analisi e al
trasferimento all’architetto delle esigenze Diesel, da considerare
come base per la predisposizione del Master Plan e le successive
fasi di progettazione.
When professionals gather
around tables where with their
individual technical knowledge,
they consider their solutions,
the architect’s role is decisive.
There is a convergence of
specific contributions following
a team approach.
The program
The new Diesel Headquarters
was built in a former industrial
area (the Moto Laverda
building), recovering land used
by a local mechanical industry
on a plot of about 90,000
square meters. It consists
primarily of five building
complexes: an office building,
a warehouse/museum
building, an auditorium
building, a day care building,
and a technology center/guard
house building. The primary
operations located here
include:
- Warehouse for receiving and
shipping raw materials and
samples
- Historic archive warehouse
(”Museum”)
- Private covered and outdoor
parking
- Office units on three floors
above ground and a technical
floor in the basement
- Fitness center, squash court
and soccer fields
- Company restaurant and
kitchen
- Showroom
first floor plan
15
14
Aerodata
ground floor plan
third floor plan
0
10
20
Shu He
South elevation
0
5
10
Daniele Domenicali
Daniele Domenicali
A glimpse on the
entrance (left), South
courtyard (right).
L’idea ispiratrice e guida è stata che il nuovo complesso non
fosse solo una risposta adeguata alla sua utilizzazione, ma si
aprisse anche alle situazioni esistenti sul luogo che sono state
deliberatamente assunte e anzi riscattate, enfatizzando l’identità
del progetto in senso urbano.
Tramite una complessa articolazione di spazi autonomi,
ma al contempo collegati secondo un impianto planimetrico
razionale e rigoroso che gerarchizza gli spazi di natura
comunitaria e quelli di natura privata, ci si ritrova attorno a
un’idea di benessere fondata su un migliore contesto di vita.
A tale gerarchia corrisponde una articolazione di pieni e vuoti
che consente il contenimento dei volumi e delle masse a favore
di un’architettura leggera, in cui quel che si costruisce – innanzitutto
con luce ed ombra – sono i luoghi di mediazione tra spazio
esterno ed interno.
Si è lavorato sulla sezione del terreno dell’area, abbassandosi
rispetto alla quota media dell’asse di penetrazione a sud,
di 3,50 m, ottimizzando le altezze dei volumi in riferimento alle
massime ammesse dai parametri urbanistici e modellando il terreno
per un’articolata morfologia: corti interne quali luoghi di relazione,
fulcro energetico e insieme luoghi contemplativi; definizione del
margine quale mediazione col contesto attraverso relazioni visive
e filtro protettivo; campi sportivi per svago e dinamicità integrati
col contesto; infine ricchezza vegetazionale, caratterizzazione
degli ambiti dei rapporti percettivi; giardini pensili con valore
contemplativo, ma anche ecologico degli edifici.
To the east is the office area,
though on the second and
third floors, the offices extend
with two aerial connections
to the north and to the south,
overlapping part of the
warehouse buildings. The
guiding idea was that the new
complex would not be merely
an appropriate response for its
use, but that it would also open
itself to local situations that
it intentionally reflected and
redeemed, emphasizing the
design’s identity in an urban
sense. Through a complex
organization of spaces that
are autonomous yet connected
in a well-considered, precise
site plan, giving a hierarchical
order to the common spaces
and private spaces, it revolves
around the idea of wellbeing
based on a better living
environment. This hierarchy
corresponds to an arrangement
of solids and voids that reduces
the volumes and masses
in favor of a lightweight
architecture. Here, that which is
built (first and foremost by light
and shadow) are places of
mediation between inside and
outside.
The design worked on the
section of the area’s land,
lowering it from the average
level of the axis moving south
by 3.50 m, optimizing the
heights of the volumes based
on the maximum height
allowed by the urban planning
criteria and shaping the
land with complex features,
including internal courtyards
as gathering places, dynamic
hubs that are also places of
contemplation; defining their
edges as points of mediation
with the surroundings through
visual relationships and as
a protective filter; athletic
fields for recreation and
dynamic movement merged
with the surroundings;
lastly, a wealth of plant life,
defining the spaces by their
perceptual relationships; roof
gardens that have both a
contemplative quality and are
of environmental importance
for the buildings.
Shu He
Daniele Domenicali
Shu He
In sintesi, sono stati definiti i piani industriali e orizzonti temporali
di riferimento, organigrammi, spazi, fabbisogni, aree di lavoro,
ausiliarie, ancillari insieme ai criteri d’uso dello spazio, standards
d’occupazione e criteri funzionali quali adiacenze, schemi di
flusso, funzionali e relazionali.
Lo studio, trasmesso al progettista, si è spinto fino a proporre i
criteri di modularità e di flessibilità, obbligando un modulo di
pianificazione, comune denominatore degli standard d’uso dello
spazio, pari a 135x135 cm.
Il fabbisogno totale dello spazio, calcolato nel progetto, è stato
direttamente collegato a questo modulo, su cui si è anche verificato
il budget di investimento. Tale modulo ha influenzato lo sviluppo
tipologico dei corpi di fabbrica a tripla manica degli uffici per la
sua efficienza, flessibilità d’uso e ripartizione ottimale fra spazi di
lavoro e di supporto ancillare.
Il progetto architettonico
Forma e dimensione del lotto, vincoli prescritti dalle norme
urbanistiche ed edilizie, dati di input, hanno indirizzato
l’impostazione generale del complesso edilizio, la cui disposizione,
rispetto al lotto, è originata dal grande asse di penetrazione
a sud, che si stacca dalla strada provinciale che perimetra l’area
ad est. Su quest’asse si organizzano gli ingressi carrabili e
pedonali. L’accesso mediano imposta un percorso in direzione
sud-nord che divide le due aree del sistema organizzativo
aziendale: a ovest quella dei magazzini con i relativi piazzali
di manovra, a est quella degli uffici, anche se al secondo e al terzo
livello gli uffici si estendono con due collegamenti aerei a nord
e a sud, sovrapponendosi in parte ai volumi dei magazzini.
- Multipurpose auditorium and
event foyer
- Data processing center
- Day care center and
kindergarten
- Guard house and main
entrance
- Technology centers.
Planning became a strategic
action for the company in
creating its functional program.
This was among the factors that
shaped the project, along with
urban planning aspects and
the suggestions of the physical
environment, the place.
A preliminary study of space
planning and a logistics study
aimed to collect and analyze
Diesel’s needs, conveying
them to the architect to take as
the foundation for the master
plan and later design stages.
Essentially, the study defined
industrial plans and time
frames, staff organization,
spaces, needs, work areas,
auxiliary areas, support areas,
along with the criteria for the
space’s usage, occupancy
standards and functional
criteria such as adjacency, and
flow, functional and relational
diagrams. The study, sent to
the architect, went so far as to
suggest criteria of modularity
and flexibility, requiring
the use of a 135x135 cm
planning module, the common
denominator of the space
usage standards. The total
space usage, calculated
in the design, was directly
connected to this module, on
which the investment budget
was also based. This module
influenced the development of
the triple extension building
type for the offices, because of
its efficiency, flexibility of use
and excellent division between
workspaces and auxiliary
services.
The architectural design
The lot’s shape and size, the
restraints set by urban and
building regulations, the input
data, directed the general
layout of the building complex.
Its arrangement in relationship
to the lot originated from
the large axis pushing to the
south that separates from the
provincial road that bounds
the area to the east. Vehicular
and pedestrian entrances are
arranged on this axis. The
median access sets up a route
on the south-north direction,
which divides the two areas of
the company’s organizational
system. To the west is the area
of the warehouses and their
turning areas.
2
1
4
5
3
21
4
5
1. motorized sunshades
2. extruded aluminium section bar
Schüco type
3. steel treading grid
hot zinc-coated 30x100 mm
4. larch Thermowood staves
25 mm thick
5. motorized brise-soleil
6. false ceiling in metal sheet staves
2
3
4
bcnxzbcn czx cxcx
cbzx cnznzxcz
Studio Ricatti
Frames detail
of the South courtyard.
6
23
Shu He
Daniele Domenicali
22
Shu He
Daniele Domenicali
Interior views and
perspective section
on the reception area.
Daniele Domenicali
Daniele Domenicali
Daniele Domenicali
Views of the North
courtyard and cross
section.
cross section
0
5
10
The layout of the site and
volumes that organizes the
grouping of new multi-purpose
buildings overlaps and orders
the systems of flows to and
from areas with different
specific purposes. On the
ground floor, it has the highest
degree of complexity, given
the differentiated system of
entrances and exits, divided
for pedestrian or vehicle,
visitors/customers, employees,
trucks, goods, with indoor
and outdoor parking areas,
and areas for loading and
unloading. These areas, which
have different specific features,
are integrated in shaping
the land (e.g. courtyards that
can help orient and distribute
flows and define clear access
hubs), forming the basis that
relates with the site. It crosses
environmental sustainability
and landscape quality, while
the volumes move freely,
many suspended from the
ground, as requested by the
functional program. Simple
with a ”lot of planning and
minimal architecture”, they are
assembled and juxtaposed,
giving rise to a dynamic that
is also one of perception,
softening the effect of the
horizontal mass.
The project scale, which is
such to meet all the needs that
rise on an individual level, as
well as the spatial conditions
requested for about a thousand
employees, rediscovers the
building’s iconic value, which
expresses from a distance that
of the program and configures
the surrounding landscape.
Each point is different from the
others. Each station has its own
view and those who work here
move within a landscape.
The facades’ treatments
involve a diversity of cladding
materials with a relationship
between solids and voids
that create a powerful fluidity
and large windows. The
copper cladding, the seethrough or translucent glazed
polycarbonate surfaces
and the cement cladding
add to the architecture’s
immediacy, making it direct
and perceptible through the
kinesthetic experience of those
who are viewing it (in its
shape, color, space). It seems,
before all else, to express itself
by the absolute material quality
of its volumes that are layered
and overlapped according to
its materials.
The VIP dining room
from the courtyard. In the
following page: interior
views and perspective
section on the canteen.
Daniele Domenicali
Daniele Domenicali
26
Daniele Domenicali
L’impianto planivolumetrico che organizza l’agglomerato
dei nuovi volumi multifunzionali, si sovrappone, ordinandola,
alla rete dei flussi per e da le aree a specificità diversa, che
al piano terra presenta il più alto livello di complessità, dato
il sistema differenziato delle entrate e uscite, suddivise in pedonale
e carrabile, per visitatori/clienti, dipendenti, Tir e merci, con aree
di parcheggio coperte e scoperte, aree di carico e scarico.
Queste aree, a specificità diverse, sono integrate nella
modellazione del terreno (cortili capaci di facilitare l’orientamento
e i flussi di distribuzione e di determinare chiare polarità di
accesso) costituendo la base che si relaziona con il sito e diventa
incrocio tra sostenibilità ambientale e valore paesaggistico, mentre
i volumi si muovono liberi, in buona parte sospesi sul suolo, come
richiesto dal programma funzionale. Semplici con “massimo
di programma e minimo di architettura”, questi sono montati
e accostati innestando una dinamica anche percettiva che ne
diluisce l’effetto della massa orizzontale. La scala dell’intervento,
che è quella di soddisfare tanto le necessità che si producono a
livello individuale, quanto le condizioni spaziali richieste per circa
un migliaio di addetti, recupera la valenza iconica dell’edificio che
da lontano offre al visitatore una complessità spaziale che riflette
quella del programma e che compone il paesaggio circostante.
Ogni punto è diverso dall’altro, ogni postazione ha una sua visuale
e chi vi lavora si muove dentro un paesaggio.
Il trattamento delle facciate coinvolge un’articolazione di materiali
per rivestimenti con rapporto tra pieni e vuoti a formare una forte
fluidità ed ampie vetrate. Il rivestimento in rame, le superfici vetrate
visive o traslucide in policarbonato e il rivestimento in fibrocemento
fanno in modo che l’architettura sia molto più immediata, diretta,
percepibile, attraverso la sperimentazione cinestetica di chi la
contempla (geometria, colore, spazio), in quanto essa sembra
imporsi in primo luogo per la rigorosa materialità dei suoi volumi
che si stratificano e sovrappongono a seconda dei suoi materiali.
East elevation
0
5
10
Daniele Domenicali
29
Daniele Domenicali
Daniele Domenicali
Shu He
Daniele Domenicali
Auditorium foyer (top),
perspective section on
the auditorium (bottom),
interor views of the
auditorium, seatings can
be hidden in the thickness
of walls (right).
Studio Ricatti
Daniele Domenicali
Daniele Domenicali
View from the North
and façade details.
33
Daniele Domenicali
M N
M N
section MM
section NN
0
5
10
Studio Ricatti
Daniele Domenicali
Daniele Domenicali
2
1
1
2
2
Daniele Domenicali
1. Rodeca polycarbonate panel
40 mm thick
2. finning in extruded aluminium
section bar
3. coverage in polycarbonate sheets
4. extruded aluminium section bar
2
View of the warehouse
facilities.
Shu He
4
section CC
0
5
10
warehouse detail
project & construction management
Jacobs Italia
interview with Gianpietro Monfredini, Project Manager Jacobs Italia
edited by Ilaria Brogi
Ilaria Brogi: What was
Jacobs’ role in the building’s
construction and design
process?
Gianpietro Monfredini: Jacobs
created the space planning,
doing interviews within the
various company departments
and collecting information
about present and future needs.
The issue of adjacency was
carefully considered. We then
presented these factors to
Pierpaolo Ricatti to develop the
architectural design.
I.B.: Could you explain more
about the issue of adjacency?
G.M.: We considered
operations that had to be close
together and that interact with
each other. For example, the
areas for designers, creative
professionals who design and
present the product, were
placed on the top floor near the
museum, the historical archive
of Diesel products.
I.B.: How were the different
phases of project management
organized and how were the
different areas of responsibility
structured?
G.M.: Diesel chose its own
project manager, who
coordinated relationships
between the company and
the professionals. Jacobs
oversaw the engineering
of the architectural design.
For the interior design, its
own consultant was used.
Other tasks were given to
outside specialists, such as
for landscaping, lighting
and acoustics. The project
management involved the
architect, Pierpaolo Ricatti,
throughout.
I.B.: In terms of its plant, the
design has a great many
special features. Which criteria
let Class A certification be
issued by Prof. Dall’O’?
G.M.: The objective of
achieving a high energy
class proved its effectiveness;
in order to reach this
goal, the project designers
brought to the table the best
technological, building system
and construction solutions on
the market, managing their
integration effectively. The
inspector conducted constant
reviews, during the final design
as well as construction phases,
through scheduled on-site
inspections that made for an
independent assessment of the
consistency between the design
and the implementation.
I.B.: What choices were made
for indoor comfort?
G.M.: We used chilled beams,
meaning without internal
fans, making them quiet. Air
is well distributed and varies
according to local needs.
For example, the administration
works with printed materials,
whereas other areas work
with textiles, so they have
different temperature needs.
Then a different temperature
regulation is needed depending
on exposure. The building
system is designed for this
flexibility. Ambient air quality
was achieved by an HVAC
system that can provide an air
exchange rate of least 40m3/h
per person.
I.B.: Did you have any
certification inspectors or
consultants for the facades?
G.M.: We worked with the
support of a specialized firm.
For review and sizing of
structural elements, we drew
on their expertise. Schüco was
brought in by the contractor.
Daniele Domenicali
Ilaria Brogi: Qual è il ruolo della Jacobs nel processo compositivo
e costruttivo dell’edificio?
Gianpietro Monfredini: Jacobs ha sviluppato lo space planning,
facendo le interviste all’interno dei vari dipartimenti dell’azienda
e raccogliendo le informazioni legate alle necessità presenti
e future; è stato approfondito il tema delle adiacenze.
Successivamente abbiamo fornito questi elementi a Pierpaolo Ricatti
per lo sviluppo del progetto architettonico.
I.B.: Potrebbe chiarire il tema delle adiacenze?
G.M.: Si considerano le attività che devono stare vicine ed hanno
rapporti di interazione. Per esempio quelle destinate agli stilisti,
ai creativi che studiano il prodotto e lo propongono, sono state
collocate all’ultimo piano in prossimità del museo, l’archivio storico
dei prodotti della Diesel.
I.B.: Come sono state impostate le varie fasi della gestione del
progetto e come si sono articolate le varie competenze?
G.M.: Diesel ha individuato un proprio project manager, che
coordinasse i rapporti tra azienda e professionisti incaricati, Jacobs
ha gestito l’ingegnerizzazione del progetto architettonico, e per
l’interior design si è avvalsa di un proprio consulente.
Sono stati affidati altri incarichi a specialisti esterni per il verde,
per l’illuminazione e per l’acustica.
Il management del progetto ha sempre visto coinvolto il progettista
Pierpaolo Ricatti.
I.B.: A livello impiantistico il progetto presenta tantissime
particolarità, quali sono i criteri che hanno permesso il rilascio
della certificazione di classe A da parte del prof. Dall’O’?
G.M.: L’obiettivo della classe energetica elevata ha dimostrato la
sua efficacia: per raggiungerla, è stato messo in campo il meglio
delle soluzioni tecnologiche, impiantistiche ed edilizie offerte
dal mercato, gestendone in modo efficace la loro integrazione.
Da parte del certificatore c’è stata una continua verifica, non
solo durante la progettazione esecutiva ma anche durante la
realizzazione, attraverso sopralluoghi programmati che hanno
permesso di verificare, la coerenza tra progetto e realizzazione.
I.B.: Quali scelte sono state fatte per il comfort ambientale?
G.M.: Abbiamo utilizzato delle travi fredde cioè prive di ventilatore
al loro interno e quindi silenziose. L’aria è molto ben distribuita
e varia secondo le esigenze delle zone: l’amministrazione lavora
con materiali cartacei, altre zone con i tessuti quindi le necessità
termiche sono differenti. Poi c’è bisogno di una regolazione di
temperatura diversa rispetto all’esposizione. L’impianto è progettato
per questa flessibilità e il livello della qualità dell’aria ambiente
è stato raggiunto prevedendo un impianto HVAC in grado di
garantire almeno 40m3/h di ricambio d’aria a persona.
RICCARDO GANDA
Construction Manager
SERGIO BALTUZZI
Direttore Lavori
ALESSANDRA ALZETTA
Site HSE Engineer
LUIGI CARERI
FABIO MANTICA
Civil Site Supervisor
PIETRO BOERIO
Direttore Lavori Strutture
PIERLUIGI CALZIGHETTI
UMBERTO FORTUNATI
Electrical Site Supervisor
STEFANO GERARDINI
EMILIO NEBULONI
Mechanical Site Supervisor
WALTER AMATI
BAS Site Supervisor
I.B.: Avete avuto dei certificatori o consulenti per le facciate?
G.M.: Abbiamo lavorato col supporto di una ditta specializzata.
Per la verifica ed il dimensionamento degli elementi costruttivi ci
siamo avvalsi della loro competenza.
Schüco è stata coinvolta dall’Appaltatore. È un percorso che
seguiamo regolarmente quando progettiamo: ai costruttori
chiediamo garanzie sui prodotti.
I.B.: Come si è concretizzato il lavoro di collaborazione con
l’architetto Ricatti e per quali ambiti?
G.M.: Abbiamo collaborato già nella fase dello space planning,
del dimensionamento strutturale, degli impianti e della scelta degli
interpiano. In pratica abbiamo fissato la griglia comune all’interno
della quale sviluppare il progetto nella sua impostazione generale,
individuando le sagome di questi volumi molto massivi dal punto di
vista dimensionale, ma alleggeriti dalla trasparenza delle superfici.
I.B.: Da chi è stata progettata la parete verde nella hall di ingresso?
G.M.: È un progetto nato in un secondo momento da un’idea
di Renzo Rosso. Per la realizzazione è stata scelta un’azienda
specializzata e dopo alcune prove in laboratorio Renzo Rosso
ha scelto personalmente le essenze più adatte.
I.B.: E invece per gli interni chi se ne è occupato?
G.M.: È stato un grande lavoro di team, svolto prevalentemente
in cantiere, tra Jacobs con il consulente Paolo Mantero, il Diesel
Creative Team coordinato da Alessandro Giannavola con Lars
Schwartz Hansen, Cristian Rampazzo, Silvia D’Amico, i consulenti
per il verde Land con Leonardo Oprandi, l’acustica con Enrico
Moretti di Biobyte e l’illuminazione con Jacopo Acciaro di Voltaire.
Le maggiori difficoltà, vista la complessità del progetto, si sono
verificate durante le fasi di approvazione, man mano che le
proposte venivano avanzate con i relativi mock-up era necessario
programmare tempestivamente gli acquisti con l’occhio attento alla
programmazione dei lavori che avanzavano velocemente.
I.B.: Come sono state impostate le fasi della gestione del cantiere
e come si sono articolate le varie competenze sotto il controllo
di Jacobs?
G.M.: Nella fase di cantierizzazione la sicurezza in fase di
esecuzione è stata seguita, per Jacobs, da Claudio Meroni,
con lui abbiamo fatto un lavoro enorme di coordinamento dei
vari appaltatori, subappaltatori, dei tantissimi operai di diversa
nazionalità.
This is an approach we
regularly take when we design;
we ask manufacturers for
product guarantees.
I.B.: How did the collaborative
work with the architect Ricatti
take shape and in which
realms?
G.M.: We already worked
together on the space planning,
structural sizing, the building
systems and the choice of the
floor heights. In effect, we
determined a common grid
within which to develop the
project in its general layout,
identifying the contours of
these volumes, which were
very massive in terms of size,
but made lightweight by the
transparency of their surfaces.
I.B.: Who designed the green
wall in the entrance hall?
G.M.: This project came about
later on, based on Renzo
Rosso’s idea. A specialized
company was chosen to make
it and after a few laboratory
tests, Renzo Rosso personally
chose the most suitable plants
for it.
I.B.: And who designed the
interiors?
G.M.: It was a major team
effort, mainly done on site,
with Jacobs and the consultant
Paolo Mantero, the Diesel
Creative Team coordinated by
Alessandro Giannavola with
Lars Schwartz Hansen, Cristian
Rampazzo, Silvia D’Amico,
Land landscaping consultants
with Leonardo Oprandi,
acoustics with Enrico Moretti
of Biobyte and lighting with
Jacopo Acciaro of Voltaire.
The greatest challenge, given
the project’s complexity, came
up during the approval phases,
as proposals and their mockups were gradually presented
and had to be planned in a
timely manner with careful
attention to scheduling
construction that progressed
quickly.
I.B.: How were the different
phases of construction
management organized and
how were they separated
into the different areas of
responsibility under Jacobs’
supervision?
G.M.: During construction, site
safety during implementation
was overseen by Claudio
Merino for Jacobs. With
him we undertook the
enormous task of coordinating
the different contractors,
subcontractors and the huge
number of workers of various
nationalities. Part of the
construction management
phase was reviewing the
construction site’s organization
and supervising the operational
structure, technical assistance,
reviewing final designs
by contractors, controlling
materials and quality of work
done and their compliance
with contractual agreements.
Construction site’s
organization (top),
interior views of the
creative department
(right).
Il construction management ha visto rientrare in questa fase anche
la verifica dell’organizzazione di cantiere e la supervisione della
struttura operativa, l’assistenza tecnica, la verifica dei progetti
esecutivi redatti dagli appaltatori, il controllo dei materiali e della
qualità delle opere eseguite e la loro rispondenza ai documenti
contrattuali; il controllo dei tempi, la verifica dell’avanzamento
nella contabilità dei lavori, il controllo dei costi di progetto, l’esame
di eventuali richieste di varianti, la verifica ed approvazione
dei pagamenti, modifiche o deroghe ai progetti, infine
l’organizzazione e l’assistenza ai collaudi e alle procedure di fine
lavori, compresa la raccolta dei disegni ”as built”, dei manuali
e certificazioni di legge. Nella fase di realizzazione dell’opera,
la direzione artistica dell’architetto Ricatti è consistita nel controllo
e verifica di tutto quanto atteneva agli aspetti architettonici, con
il compito di segnalare a Jacobs e al committente le difformità
che si riscontravano durante il suo svolgimento.
Con tutte le difficoltà del caso, dalla posa della prima pietra
che fu a fine luglio 2007, le prime consegne sono state effettuate
a marzo 2010 e l’inaugurazione della nuova sede Diesel
il 15 settembre 2010.
Reviewing time frames,
reviewing progress in recordkeeping of work, controlling
project costs, reviewing
requests for modifications,
reviewing and approving
payments, changes or
exceptions to designs, and
finally, organizing and
assisting tests and construction
completion procedures,
including gathering ”as built”
drawings, manuals and
legal certifications. During
the construction work, the
creative direction of Arch.
Ricatti involved controlling and
reviewing everything that tad
to do with the architectural
aspects, with the responsibility
for calling to the attention
of Jacobs and the client any
divergences found during
its progress. Despite all of
these challenges, from the
moment the first stone was
laid in late July 2007, the first
deliveries were made in March
2010, and the new Diesel
Headquarters was opened on
September 15, 2010.
41
CLAUDIO MERONI
Coordinatore della Sicurezza
Daniele Domenicali
GIANPIETRO MONFREDINI
project manager
sicurezza safety
Jacobs Italia
Objective: ”Zero Accidents”,
a challenging goal, but
necessary, both morally and
for the success of the whole
project. The difficulty and
efforts required to manage
the safety of the construction
site can be easily grasped by
considering a few facts:
a) to complete all the
construction work, 20 lead
contractors were chosen, which
used 209 subcontractors;
b) 1590 workers worked on
the site (with a peak of 350
workers/day), who were on
site for an average of only two
and a half months;
c) 60% of the workers were of
foreign origin from 16 different
countries (Italy, Bosnia,
Romania, Albania, Tunisia,
Moldova, Morocco, Brazil, the
Ivory Coast, Kosovo, Algeria,
Ukraine, Finland, Cuba,
Dominican Republic and
Poland).
Therefore, a safety
management system was
implemented to achieve the
high safety goals that had
been set, based on four
main phases: 1) training/
information; 2) planning,
3) monitoring, 4) assessing
safety performance and then
modifying/supplementing
the system. There were a few
accidents in the first months
of construction, though not
with serious injury.
They called attention to
needs to improve the
involvement of workers in
safety management, ensure
a consistent level of adhesion
to the safety program, to
ensure consistency in planned
safety measures, and to
proceed in implementing only
activities that were previously
planned without space for
improvisation.
Training-information
Before work started, all the
major contractors and their
first level subcontractors
participated in a meeting to
clarify the safety management
system that would be applied.
An initial training session
specified the site rules, clarified
everyone’s responsibility
and each worker’s mode
of participation, according
to their roles, in managing
site safety. Workers exposed
to particular risks attended
special informational sessions.
The managers (team leaders)
also participated in a targeted
informational session that
highlighted their key roles in
supervising and described the
tools available for an effective
implementation of their
responsibilities.
An example of the site
plan drafted weekly to
analyze and resolve
interferences, specifically
for work in outdoor areas.
Pianificazione
La pianificazione della sicurezza è stata garantita, oltre che dagli
strumenti previsti per Legge, PSC e POS, dal sistema di gestione
della sicurezza. I responsabili di cantiere e sicurezza delle Imprese
principali, coordinavano analizzando tutte le attività da compiere nel
corso della settimana, cercando di risolvere le principali interferenze
tra le diverse lavorazioni, e individuavano le lavorazioni più delicate
per le quali era necessario redigere specifiche procedure operative
(Safe Plan of Action, di seguito SPA). Gli SPA erano redatti dai
capi cantiere direttamente in campo con adeguato anticipo rispetto
all’inizio dei lavori, e condivisi con i preposti.
Monitoraggio
A tutti i responsabili al controllo e vigilanza del cantiere era
richiesto di segnalare eventi pericolosi, anche senza infortuni
(mancati incidenti), in modo che dall’analisi delle cause si potessero
intraprendere le dovute azioni correttive.
Il personale inadempiente alle regole della sicurezza era richiamato
dapprima verbalmente, quindi per iscritto ed, a fronte di reiterate
infrazioni, allontanato dal cantiere. Tale azione è stata intrapresa
solo nei confronti di un’impresa esecutrice e di 4 lavoratori (tra
cui un capo cantiere). Parallelamente, grazie alla disponibilità del
Committente, è stato creato un programma per premiare con oltre
500 prodotti di moda Diesel i lavoratori che si fossero distinti per
senso di responsabilità o contributo al miglioramento della sicurezza.
Infine, il personale aveva la possibilità di riportare delle osservazioni
circa lo stato di sicurezza del cantiere. Sono state registrate più di
500 osservazioni (di cui 36% da capi cantiere e operai) che hanno
portato ad altrettante azioni correttive.
Valutazione livello sicurezza
Periodicamente, attraverso l’analisi delle statistiche di cantiere
(ore lavorate, numero di SPA redatti, incidenti, richiami) e attraverso
l’analisi delle principali non conformità, si valutava il livello di
funzionamento del sistema di gestione della sicurezza.
Information was also provided
to all workers through visual
communication, with safety
bulletins distributed throughout
the construction site to
encourage improvement (e.g.
goggle use, the importance
of boundary markings)
and weekly meetings (tool
boxes) held by all the major
contractors with their workers.
Planning
Safety planning was enacted
both by the tools required by
law, such as the SCP and SOP,
and by a safety management
system.
The Construction Site and
Safety Managers of the main
contractors coordinated and
analyzed all the work to be
done in the week, seeking to
solve the major interferences
between the different processes
and identifying the most
sensitive processes for which
specific Safe Plans of Action
(SPA, hereafter) were to be
prepared. The SPAs were
drafted by the foremen directly
on site well in advance of the
start of the work and shared
with the team leaders.
Monitoring
All managers of monitoring
and safety were asked to
report hazards, including when
there were no accidents (near
misses) in order to study their
causes and undertake proper
corrective measures.
Personnel who did not
follow safety rules were first
reprimanded verbally and then
in writing, and if there were
repeated offenses, they were
removed from the site. This
action was taken against only
one of the contractors and four
workers (including a foreman).
Diesel’s support also made it
possible to create an incentive
program to reward the workers
with over 500 Diesel fashion
products for distinguishing
themselves for their sense of
responsibility or having made
a contribution to improving
site safety. In addition, the
personnel had the chance to
report their observations about
the site’s safety. Over 500
observations were made
(36% from foremen and
workers) that led to an equal
number of corrective actions.
Safety level assessment
Periodically, through an
analysis of site statistics
(hours worked, number
of SPAs drafted, accidents,
reprimands, etc.) and of
major non-compliances, it was
evaluated how well the safety
management system
was working.
43
Obiettivo “Zero Infortuni”, il risultato impegnativo da raggiungere
ma necessario sia moralmente sia per il successo dell’intero progetto.
Le difficoltà e gli sforzi compiuti nella gestione della sicurezza del
cantiere sono ben comprensibili elencando alcuni dati:
a) per la realizzazione di tutte le opere sono stati selezionati 20
appaltatori principali i quali hanno ricorso al lavoro di ben 209
imprese subappaltatrici;
b) nel cantiere hanno lavorato 1590 maestranze (con una punta di
350/giorno lavoratori), con una presenza media in cantiere di solo
due mesi e mezzo;
c) il 60 % delle maestranze era di origine straniera in rappresentanza
di 16 differenti nazionalità (italiana, bosniaca, romena, albanese,
tunisina, moldava, marocchina, brasiliana, ivoriana, kosovara,
algerina, ucraina, finlandese, cubana, domenicana, polacca).
Per garantire il raggiungimento degli alti standard di sicurezza
prefissati, è stato attuato un sistema di gestione della sicurezza,
basato su quattro momenti principali: 1) la formazione-informazione;
2) la pianificazione; 3) il monitoraggio; 4) la valutazione del livello di
sicurezza raggiunto e quindi la modulazione-integrazione del sistema
applicato.
I primi mesi di cantiere sono stati segnati da alcuni incidenti che,
seppur con prognosi non gravi, hanno evidenziato la necessità
di migliorare il coinvolgimento delle maestranze nella gestione
della sicurezza, assicurare la consistenza delle misure di sicurezza
pianificate, procedere alla realizzazione delle sole opere
precedentemente pianificate senza margini di improvvisazione.
Formazione-informazione
Prima dell’inizio dei lavori, ogni impresa principale, con i suoi
subappaltatori di primo livello, ha partecipato ad un incontro
di allineamento al fine di chiarire e di illustrare il programma di
gestione della sicurezza che si sarebbe applicato. Con un incontro
di indottrinamento iniziale venivano descritte le regole di cantiere,
chiarite le responsabilità di ognuno e le modalità di partecipazione
di ogni lavoratore, secondo le proprie competenze, alla gestione
della sicurezza. I lavoratori esposti a rischi particolari seguivano
specifici incontri informativi. I preposti, ovvero i capi squadra,
partecipavano inoltre ad uno specifico momento informativo durante
il quale erano evidenziati il loro ruolo chiave nella vigilanza,
e gli strumenti disponibili per un efficace attuazione delle proprie
responsabilità.
L’informazione avveniva anche attraverso la comunicazione visiva,
con bacheche della sicurezza distribuite nel cantiere per sollecitare
ambiti di miglioramento (uso occhiali, importanza delimitazioni…),
con riunioni settimanali (tool box) tenuti da tutte le imprese principali
con le proprie maestranze.
Abstract
text by Claudio Meroni
Office Building
The office complex is arranged
into seven blocks that enclose
two internal courtyards. There
are also two raised bridging
elements that connect to the
warehouse/museum building.
There is a basement and three
above ground floors, in addition
to a roof floor. A technical
passage at the basement level
connects the energy production
systems with the technological
spaces in the office complex.
All the buildings are based on
three standard grids with the
proportions: 10.80 x 4.60
m/10, 80 m/10 x 8.50, 80 x
13.10 m; these grids also define
the sequence of the vertical
structural elements (columns).
The grid proportions may vary
locally based on the buildings’
overall configuration.
There are also numerous
stairwells/elevators and small
courtyards for building systems
that are the buildings’ bracing
rigid cores, given the task of
absorbing all the horizontal
loads (wind and earthquake)
transmitted from the floor slabs
that are considered infinitely
rigid in their level. The structure
of the floor slabs locally is
integrated with ribs that are
extrados or intrados to the depth
of the floors slabs.
As noted, the basement is
bounded around its perimeter
by a double row of cast-in-situ
reinforced concrete walls, which
also form a continuous air gap.
The structures of the office
buildings were designed not to
require structural joints inside
the complex. There are structural
joints only at the point of
meeting with the warehouse on
one side and the auditorium on
the other.
The structure has certain unique
characteristics, including:
- Large spans and overhangs
in the floor slabs, successfully
resolved by using lightweight flat
slabs;
- Quite tall, slender inclined
pillars of reinforced concrete,
which required taking
precautions in calculation and
execution;
- Floor slabs hanging from the
above levels by high yield steel
rods;
- Metal structures with
particularly complex structural
designs.
Warehouse/Museum Building
The foundations are direct,
consisting of simple or multiple
isolated plinths or of ribbonshaped foundations.
On the extrados of the
foundations, at the prefabricated
pillars, a spigot was built in
situ to house the pillars. The
building’s bearing structures are
made of precast concrete pillars,
80x80 cm, supporting the floor
beams, directly or through a
series of brackets and capitals.
The pillars serve as the
building’s cross bracing against
possible horizontal loads (such
as wind, destabilizing effects
and earthquakes). This function
is supplemented by a series of
concrete partitions to brace the
structure’s first elevation, limiting
the forces on the pillars. On the
south side there is an office unit
whose roof is made of a metal
structure of circular steel columns
and top sections.
Edificio Magazzino/Museo
Le fondazioni sono di tipo diretto, costituite da plinti isolati, semplici
o multipli o da fondazioni nastriformi.
All’estradosso delle fondazioni, in corrispondenza dei pilastri
prefabbricati, è previsto un bicchiere per l’alloggiamento dei
medesimi, realizzato in opera. Le strutture portanti del fabbricato sono
costituite da pilastri prefabbricati in calcestruzzo di dimensioni 80x80
cm che sostengono le travi di impalcato, direttamente o tramite una
serie di mensole e capitelli.
I pilastri costituiscono l’irrigidimento trasversale dell’edificio atto
a presidiare i carichi orizzontali previsti (vento, effetti instabilizzanti,
sisma). Tale funzione è integrata da una serie di setti in c.a. che
irrigidiscono la prima elevazione della struttura, limitando
le sollecitazioni prodotte sui pilastri. Sul lato sud è prevista una
manica uffici, la cui copertura è realizzata con una struttura metallica
formata da colonne circolari in acciaio e profili di sommità. Verso
Nord è prevista una manica uffici (denominata “manica stilisti”),
la cui copertura è realizzata con una struttura metallica formata
da colonne circolari in acciaio e profili di sommità.
Edificio Auditorium
L’edificio ha dimensioni in pianta di 45x47 m, circa e si sviluppa
verticalmente su un livello con due differenti altezze: gli ambienti
“back-stage”, “corridoio” e “servizi” hanno un’altezza netta di 380
cm al rustico, mentre il locale “auditorium” di 825 cm sotto tegolo.
La struttura è interamente realizzata con pareti portanti in calcestruzzo
armato, che svolgono la funzione di sostegno dei carichi verticali
e la funzione di controventamento alle azioni orizzontali di vento
e sisma. Il solaio degli ambienti con altezza netta di 380 cm (solaio
basso) è realizzato con soletta in c.a. gettato in opera alleggerito
con elementi sferici in polietilene riciclato ad alta densità; in
corrispondenza dei pilastri i solai presentano adeguate zone piene
per assorbire gli sforzi di taglio e punzonamento; il solaio del locale
auditorium (solaio alto) è in tegoli “pi greco” prefabbricati.
Sul solaio basso grava, oltre gli altri carichi, il carico della terra delle
sistemazioni a verde, mentre su quello alto viene realizzato un “tetto
verde”.
The building under
construction.
On the north side there is an
office unit (called the ”designer
unit”), whose roof is made of
a metal structure of circular steel
columns and top sections.
Auditorium Building
The building’s site plan is
approx. 45x47 m. It extends
vertically on one level with two
different heights. The ”backstage” spaces, the ”corridor”
and ”services” have a net height
of 380 cm, without plaster, and
the ”auditorium” space is 825
cm, under the roof.
The structure is made entirely
of reinforced concrete loadbearing walls, which serve as
a support for vertical loads and
provide bracing against the
horizontal actions of wind and
earthquakes.
The floor of the rooms has
a net height of 380 cm
(lower slab). It is made with
an in-situ reinforced concrete
slab with spherical elements
of lightweight, high density
recycled polyethylene. In line
with the pillars, the floor slabs
have adequate buffer zones
to absorb shear and punching
stresses; the floor slab of the
auditorium space (top floor)
is made of prefabricated ”pi”
tiles. The lower floor slab, in
addition to other loads, bears
the load of the earth from the
landscaping, and on the top
floor slab there is a ”garden
roof”.
45
Edificio Uffici
Il complesso uffici risulta articolato in sette blocchi disposti a
racchiudere due corti interne. Si hanno poi due elementi sopraelevati
a ponte di collegamento verso il corpo magazzino/museo. Sono
presenti un piano interrato e tre piani fuori terra, più il solaio di
copertura. Al livello del piano interrato si sviluppa un cunicolo
tecnico che collega le centrali di produzione dell’energia con le aree
tecnologiche ubicate nel complesso uffici.
Tutti i corpi di fabbrica sono impostati su tre maglie tipiche aventi
le seguenti dimensioni: 10,80 x 4,60 m/10,80 x 8,50 m/10,80 x
13,10 m; tali maglie scandiscono anche la sequenza degli elementi
strutturali verticali (pilastri).
Localmente le dimensioni della maglia possono variare, in funzione
della conformazione complessiva degli edifici.
Sono poi presenti diversi vani scale/ascensori e cavedi per impianti
che rappresentano i nuclei rigidi controventanti dei corpi di fabbrica,
ai quali è demandato il compito di assorbire tutte le azioni orizzontali
(vento e sisma) trasmesse dai solai considerati infinitamente rigidi nel
loro piano. Localmente la struttura dei solai è integrata con nervature
estradossate o intradossate rispetto allo spessore dei solai stessi.
Il piano interrato, come già detto, è delimitato perimetralmente da un
doppio ordine di murature in calcestruzzo armato gettato in opera,
che formano anche una intercapedine continua.
Le strutture dei corpi di fabbrica degli uffici sono state progettate
in modo da non necessitare di giunti strutturali internamente al loro
complesso. Tali giunti sono previsti solamente all’interfaccia, da un
lato, con il magazzino e, dall’altro, con l’auditorium.
La struttura si connota per alcune caratteristiche peculiari:
- presenza di grandi luci e sbalzi nelle solette di impalcato,
felicemente risolti mediante l’adozione dei solai a piastra alleggeriti;
- presenza di pilastri in calcestruzzo armato inclinati e di notevole
altezza e snellezza, che hanno comportato l’adozione di particolari
cautele di calcolo e di esecuzione;
- presenza di impalcati appesi ai piani sovrastanti per mezzo di tiranti
in acciaio con elevate caratteristiche di snervamento;
- presenza di strutture in carpenteria metallica di concezione
strutturale particolarmente complessa.
Abstract
text by Pietro Boerio
Abstract
strutture structures
Jacobs Italia
impianti meccanici mechanical systems
impianti elettrici electrical systems
The technological solutions
adopted aimed to create
systems that met expectations
of excellence both in terms of
function and energy use.
The central heating system
produces the thermal energy
needed to air condition/
heat the complex with two
cogeneration units, each with
an electric output of 469
kW and a thermal output of
729kW (plus approximately
90 kW available at a low
temperature from intercooler
recovery), two condensing
boilers with a useful thermal
output of 1300 kW.
The cogenerators operate
parallel to the boilers and
their use is prioritized over the
boilers.
The water is sent to the systems
at 80°C and comes back from
them at 40°C.
- the central cooling system
produces the cooling power
needed for cool the complex
with:
1 absorption chiller with
a cooling capacity of 957
kW (chilled water 7-12°C)
produced by 1402 kW
of thermal energy from
cogenerators (90-80°C
hot water)
2 water-cooled centrifugal
tower chillers with 1500 kW
chillers each (7-12°C chilled
water), with inverters.
The absorber works in parallel
to the chiller units, and its use
is prioritized over the chillers.
- circulation pumps with
inverters; high efficiency (EFF1)
electric motors for fans and
pumps;
- fans with inverters; exhaust air
recycling systems.
- solar-thermal system:
approximately 60 square meters
of flat solar collectors on the
roof of the warehouse and two
boilers/accumulators with a
total capacity of 5,000 liters
cover 50% of the complex’s
sanitary hot water needs. There
are timed thermal legionella
disinfection cycles.
- solar PV system: Amorphous
silicon photovoltaic solar panels
built into the complex’s roof
over 5,000 square meters can
produce electricity of 200 kW
peak.
- rainwater collection to reduce
use of potable water, there
are two rainwater collection
tanks. One has a capacity
of approximately 430 m3 for
irrigating the landscaping. The
other has a capacity of about
480 m3 to fill the toilet flush
tanks.
L’energia in media tensione, viene trasportata via cavo, ad un
cabina di trasformazione, all’interno delle centrali tecnologiche.
È composta da 4 unità di trasformazione isolate in resina da
1,25 MVA ciascuna, che riducono la tensione a 400 V e la
convogliano, mediante condotti sbarre, ad un quadro elettrico
generale di distribuzione.
Per le situazioni di emergenza, sono stati previsti due gruppi
elettrogeni da 1,6 MVA ciascuno. È stato previsto inoltre un
sistema di cogenerazione, costituito da due motori endotermici
alimentati a gas metano, accoppiati a generatori sincroni di
potenza nominale pari a 469 kVA, anch’essi interconnessi,
mediante linee in cavo, al quadro elettrico generale di
bassa tensione. Non è prevista cessione di energia alla rete
nazionale, ma contrariamente è richiesta alla rete quella quota
di energia necessaria a compensare la fornitura dei gruppi di
cogenerazione.
Il quadro generale di bassa tensione ha il compito di distribuire
l’energia elettrica ai quadri secondari di zona, dai quali vengono
alimentate le utenze finali.
Un’ulteriore fonte di produzione di energia elettrica,
è assicurata dall’installazione di un sistema fotovoltaico
realizzato mediante l’utilizzo di celle in silicio amorfo, integrate
nell’impermeabilizzazione di parte delle coperture degli edifici.
La potenza di picco prevista è pari a 198 kWep.
Per garantire una continuità di servizio all’edificio uffici, oltre alla
distribuzione dell’energia fornita da rete o dai gruppi elettrogeni
di emergenza, è stato previsto un UPS statico da 800 kVA che
alimenta quella parte di carichi per i quali è necessaria una
continuità assoluta di funzionamento. Tale UPS, accoppiato ad
un gruppo di accumulatori, consente di ricevere un’alimentazione
stabilizzata e depurata da eventuali buchi di tensione.
Per quanto riguarda le aree dedicate al CED, considerando
la criticità delle apparecchiature installate e l’importanza del
funzionamento della rete trasmissione dati, sono stati previsti
due gruppi UPS da 500 kVA, ognuno in grado di supportare
l’alimentazione elettrica ai carichi installati. Per le utenze più
critiche sono previsti dei commutatori statici (STS), ai quali
fanno capo le linee di alimentazione provenienti da ciascun
UPS. In tal modo, in caso di fuori servizio di uno dei due gruppi
di continuità, l’altro garantisce, a tempo zero, la continuità di
servizio alla rete di alimentazione dei quadri.
Medium-voltage power is
delivered via cable to a
transformer substation inside
the technological central
systems. It consists of four resininsulated transformers, 1.25
MVA each, which reduce the
voltage to 400 V and send it
through busbars to a general
electrical distribution board.
For emergency situations,
there are two generators, 1.6
MVA each. There is also a
cogeneration system with two
internal combustion engines
fueled by natural gas, coupled
with synchronous generators
with a nominal voltage of
469 kVA, which are also
interconnected through cable
lines to the low-voltage general
electrical board. There is
no transfer of energy to the
national grid. On the contrary,
the grid is used for the energy
needed to compensate the
supply of the cogeneration
units.
The low-voltage general board
serves to distribute electricity
to the area secondary boards,
from which the end usages
get power.
An additional source of
electricity production is
from the installation of a
photovoltaic system made
using amorphous silicon cells,
built into the weatherproofing
on part of the buildings’ roofs.
The planned peak voltage is
198 kWep.
To ensure continuity of service
to the office building, as well
as the distribution of energy
from the grid or emergency
generators, there is an 800VA static UPS that powers
the parts of loads for which
complete operational continuity
is necessary. This UPS, coupled
with a group of accumulators,
can receive power that is
made stable and safe from any
interruption of supply voltage.
For the areas dedicated to CED,
considering the critical nature
of the equipment installed and
the importance that the data
transmission network functions,
there are two UPS units, 500
kVA each, each able to support
the electric power to installed
loads. For the most critical uses,
there are static transfer switches
(STS), headed by the power
lines from each UPS. Therefore,
if one of the two continuity
units is out of service, the other
immediately ensures continuity
of service to the boards’ power
grid.
47
Le soluzioni tecnologiche adottate sono state rivolte a realizzare
impianti rispondenti alle aspettative di eccellenza sia dal punto
di vista funzionale che energetico.
La Centrale termica produce l’energia termica necessaria al
condizionamento/riscaldamento del complesso mediante:
n. 2 gruppi di cogenerazione, aventi ciascuno una resa elettrica
di 469 kW e una resa termica di 729kW (+ circa 90 kW
disponibile a bassa temperatura da recupero intercooler), n. 2
caldaie a condensazione di potenza termica utile pari a 1300
kW. I cogeneratori lavorano in parallelo alle caldaie e il loro uso
è privilegiato rispetto alle caldaie.
L’acqua viene inviata agli impianti a 80°C e ritorna dai medesimi
a 40°C.
La centrale frigorifera produce l’energia frigorifera necessaria al
condizionamento del complesso mediante:
n. 1 gruppo frigorifero ad assorbimento di capacità frigorifera
pari a 957 kW (acqua refrigerata 7-12°C) prodotti tramite
1402kW di energia termica prelevata dai cogeneratori (acqua
calda 90-80°C), n. 2 gruppi frigoriferi centrifughi condensati
ad acqua di torre da 1500 kW frigoriferi ciascuno (acqua
refrigerata 7-12°C), dotati di inverter.
L’assorbitore lavora in parallelo ai gruppi frigoriferi e il suo uso
è privilegiato rispetto ai gruppi frigoriferi.
- pompe di circolazione fluidi con inverter; motori elettrici dei
ventilatori e delle pompe ad alta efficienza (EFF1);
- ventilatori dei condizionatori con inverter; recuperatori sull’aria
di espulsione.
- impianto solare-termico: circa 60 metri quadrati di collettori
solari piani collocati sulla copertura del magazzino e due
bollitori/accumulatori di capacità totale pari a 5.000 litri
assicurano la copertura del 50% del fabbisogno di acqua calda
sanitaria del complesso. Sono previsti cicli di sanificazione
antilegionella temporizzati tramite shock termico.
- impianto solare fotovoltaico: pannelli solari fotovoltaici in silicio
amorfo integrati nella copertura del complesso per una superficie
di 5.000 metri quadrati sono in grado di produrre energia
elettrica pari a 200 kW di picco.
- raccolta delle acque meteoriche: per ridurre i consumi di
acqua potabile sono state previste due vasche di raccolta delle
acque meteoriche, una con una capacità di circa 430 m3 per
l’irrigazione delle zone a verde e una con capacità pari a circa
480 m3 per il riempimento delle cassette di risciacquo dei servizi
igienici.
text by Carlo Andreoni, Jacobs Italia
Daniele Domenicali
text by Oliviero Arniani, Jacobs Italia
Termigas Bergamo SpA - Gelmini Cav. Nello SpA
Daniele Domenicali
Termigas Bergamo SpA - Gelmini Cav. Nello SpA
supervisione sito monitoring system
Siemens
produzione
acqua sanitaria
circuiti uffici
assorbitore
SOTTOSTAZIONE
UFFICI
GAS
text by Walter Amati, Jacobs Italia
Il nuovo insediamento Diesel di Breganze ha rappresentato una sfida
per la progettazione e la realizzazione del sistema di supervisione
e controllo degli impianti sia tecnologici che speciali: le dimensioni
del sito e le diverse destinazioni d’uso sono tali che si è rivelato
necessario avere un sistema integrato molto complesso, che
garantisse allo stesso tempo funzionalità concentrate dal punto di
vista operativo (gestione di tutte le variabili da un’unica postazione),
ma decentrate dal punto di vista delle funzionalità (apparecchiature
“stand alone”). L’Headquarter Diesel monitora 15.000 punti fisici
e 40.000 punti software e il sistema scelto è Desigo Insight™ di
Siemens. Le unità periferiche di controllo (controllori locali e centrali
antincendio/antintrusione) sono collegate tra loro tramite la rete
ethernet aziendale, ma funzionano in modalità “stand alone”, cioè
indipendentemente dall’operabilità della rete stessa sono in grado
di garantire il funzionamento delle apparecchiature.
Questa architettura consente una gestione ottimizzata del sito sia
localmente (dalle centrali e dai pannelli di controllo dedicati e dalle
postazioni di controllo ubicate nei punti strategici dell’azienda) sia
da remoto tramite accesso web. Inoltre eventuali allarmi classificati
“gravi” vengono remotizzati tramite combinatore telefonico su
cellulari per organizzare rapidi interventi. Il sistema realizzato
gestisce pertanto numerosi sottosistemi grazie a una serie di
implementazioni e innovazioni tecnologiche richieste sul sistema
Desigo™ Insight. Il sistema di controllo accessi e rilevazione presenze
utilizza badge con tecnologia di trasmissione dati MIFARE, che
consente di utilizzare la smart card anche per le altre funzioni quali
l’utilizzo delle vending machines e la gestione dei pasti mensa.
I lettori di badge sono stati personalizzati con il logo Diesel.
Per regolare il transito in ingresso e uscita di circa 800 veicoli ogni
giorno (accessi dai varchi veicolari) è stato utilizzato un sistema
di tipologia “telepass”: a ogni dipendente è stato assegnato un “tag”
da tenere in auto, che aziona la sbarra a una distanza di circa
5 metri. Il perimetro dell’insediamento è protetto da un sistema
antintrusione elettronico di protezione: si tratta di rilevatori di tipo
piezometrico che segnalano tentativi di arrampicamento, taglio o
sfondamento della recinzione. Il sistema adottato ha la peculiarità
di poter rimanere attivo 24 ore/giorno per 365 giorni/anno.
I varchi sono monitorati dalle telecamere a circuito chiuso (TVCC).
Per schermare l’edificio uffici dall’irraggiamento solare nei mesi
estivi è stato messo a punto un sistema che, tramite stazione meteo
installata sul tetto dell’edificio, movimenta le tende esterne
e i frangisole in funzione dell’irraggiamento solare e della posizione
del sole rilevata in ogni momento della giornata.
Given the size of the facility
and its diverse uses, developing
the monitoring and control
system for the technological and
special building systems was a
quite complex undertaking. Its
goal is to provide concentrated
operational functionality
(managing all variables from
a single station), which is also
decentralized (with ”stand-alone”
equipment).
The Desigo Insight™ system by
Siemens was chosen to monitor
15,000 physical points and
40,000 software points. The
peripheral control units (local
controllers and fire/intrusion
prevention central systems) are
linked to each other through the
company Ethernet. However,
they work in ”stand alone”,
meaning that they can operate
the equipment independently of
the network.
This structure optimally
manages the site both locally
(from the central systems and
the dedicated control panels
and control stations placed in
strategic points in the company)
or remotely via web access.
In addition, alarms identified as
”serious” are remote-controlled
via a dial-up to cell phones to
organize quick responses.
The system for access control
and presence detection uses
a badge with MIFARE data
transmission technology. This
lets smart cards be used for
other functions such as the
use of vending machines and
managing cafeteria meals.
I benefici sono: risparmio energetico e confort del personale.
Il microclima degli ambienti è gestito da oltre 300 sonde di
temperatura wireless con tecnologia EnOcean dotate di cella
solare, quindi autoalimentate. Questa soluzione ha semplificato le
installazioni, e consentirà una eventuale rimodulazione futura degli
ambienti semplicemente spostando le sonde stesse.
Numerose innovazioni presenta anche la gestione energetica: i dati
relativi ai consumi provenienti dagli analizzatori di energia elettrica
(multimetri) e termica (contacalorie) installati sugli impianti, vengono
raccolti e convogliati in un software della piattaforma Desigo™ Insight
che analizza i dati e fornisce all’utente gli strumenti per ottimizzare
i consumi. Sui tetti dell’edificio uffici e del magazzino sono installati
i pannelli fotovoltaici che consentono di autoprodurre parte del
fabbisogno di energia elettrica degli edifici. L’impianto realizzato
è composto di elementi fotovoltaici flessibili, con celle fotovoltaiche
in “silicio amorfo”. L’integrazione dell’impianto di supervisione con
l’impianto fotovoltaico è di sola lettura, cioè, tramite collegamento
con gli inverter e le string box, il sistema di supervisione è in grado
di monitorare il funzionamento dell’impianto fotovoltaico
e contabilizzare l’energia prodotta.
L’impianto di trigenerazione – particolare campo dei sistemi
di cogenerazione che, oltre a produrre energia elettrica, consente
di utilizzare l’energia termica recuperata dalla trasformazione anche
per produrre energia frigorifera, ovvero acqua refrigerata per
il condizionamento – è costituito da due cogeneratori alimentati
a gas metano, un assorbitore che utilizza l’energia termica prodotta
dai due cogeneratori per produrre acqua refrigerata ed una torre
evaporativa. Il sistema di controllo si interfaccia con i dispositivi
sopraelencati tramite punti fisici e integrazioni seriali con i PLC
package dei cogeneratori e dell’assorbitore che consentono
all’operatore una visione chiara, intuitiva e puntuale sullo stato
di funzionamento di tali package, dei loro carichi di lavoro e dei
rendimenti; quindi, tramite il software di gestione, il sistema consente
l’analisi delle potenze erogate in funzione dei carichi richiesti
ottimizzando così il prelievo di potenza dalla rete Enel nell’ottica
di risparmio energetico ed economico.
Refrigerator power
plant (left) and thermal
power plant schemes
(right).
Badge readers are customized
with the Diesel logo.
To control the entrance and exit of
approximately 800 vehicles a day
(access from vehicle entrances),
an automated pass system was
adopted. Each employee is
assigned a tag to keep in his or
her car, which opens the bar from
about 5 meters away.
The facility’s boundary is
protected by an electronic
intrusion prevention system of
piezometric sensors that detect
attempts to climb, cut or break
the fence. The system used has
the special feature of being able
to stay active 24 hours a day,
365 days a year. The gates
are monitored by closed circuit
television (CCTV).
A system was developed, which
uses a weather station installed
on the building’s roof, to control
the motion of the outside shades
and sunbreakers based on
sun exposure. Benefits include
energy savings and employee
comfort. The rooms’ microclimate
is managed by over 300
wireless temperature sensors with
EnOcean technology equipped
with solar cells, making them selfpowering. This solution simplified
installations, and makes it possible
to reconfigure spaces in the future
by simply moving the sensors.
There are also many innovations
in energy management,
including usage data from
electric energy analyzers
(multi-meters) and thermal
energy analyzers (joulemeter)
installed on the building systems,
collected and sent to a software
on the Desigo™ Insight platform
that analyzes the data and gives
the user the tools to optimize
consumption. The monitoring
system’s integration with the
photovoltaic system is read-only,
meaning that by connecting
with the inverters and string
boxes, the monitoring system
can monitor the operation of the
photovoltaic system and keep
track of the energy produced.
The control system of the
trigeneration plant interfaces
with the above devices through
physical points and serial
integrations with the PLC
packages of the co-generators
and the absorber, which gives
the operator a clear, user-friendly
and accurate view of these
packages’ operational status,
workloads and yields. Then,
with the operating software, the
system can analyze the output
powers based on the requested
loads to optimize the power
drawn from the power grid, with
the goal of saving energy and
money.
49
48
centrale
termica
involucro edilizio the building envelope
Schüco – AVZ (Aghito, Vega Systems, Zambonini)
text by Gianluca Bortot
Edificio uffici
L’involucro è costituito da tamponamenti con molteplici stratigrafie
vetrate e metalliche su diversi supporti. La facciata continua
a moduli indipendenti ha chiusure in vetrocamera selettivo
a controllo solare con dimensioni considerevoli coprendo, per
la più parte dei fronti, l’interpiano. Le facciate continue dell’edificio
presentano le specchiature apribili perfettamente integrate con
i profili portanti. Non vi è differenzione di sagoma tra specchiature
fisse ed apribili. Aperture a sporgere realizzano la ventilazione nelle
varie dimensioni fino a raggiungere sempre con larghezza
1350 mm i 3800 mm di altezza. Le specchiature in vetrocamera
spandrel retro coibentato sono sui toni del verde. Sottostrutture
direttamente in aggetto sui moduli di facciata continua realizzano
le sporgenze del fronte est e nord completamente rivestite in rame
e legno, legno che da rivestimento diventa pavimentazione nelle
zone calpestabili. Le ampie vetrate del piano terra, su modulo
singolo e doppio, sono connotate da elementi metallici portanti
con sezione architettonica omogenea con il resto dell’involucro.
L’andamento in pianta differisce dai piani superiori con continui
cambi di direzione prima interni poi esterni a realizzare interessanti
aggetti raccordati all’estradosso con elementi di registro tra
tamponamento superiore e cappelli in sommità. Le vetrate di accesso
al Foyer e all’Auditorium, sono state realizzate a doppio modulo
con altezza di circa 4000 mm con lastre accostate sigillate senza
montanti verticali ed inserimenti a scomparsa in corrispondenza
di pavimento e soffitto.
The new Diesel Headquarters’
structure is defined by fluid
architectural volumes and
transparent materials. The
underlying compositional theme
is a unique interpretation of
the volumes in terms of the
skin and the skin in terms
of the volumes, forging a
dialogue and relationships
with the surroundings. These
interfaces become a menu of
possible modes of relationships,
syntactically coordinated in the
design “story“. The building
envelopes play an important
role within the design,
alternating sections clad in
folded copper designing
the horizontal openings and
glazed sections that give
full visibility to the interior,
drawing on a harmonious
balance between natural
light and indoor artificial
lighting. The design of the
buildings uses light as a central
architectural and symbolic
element. Large glass windows
allow natural light to enter
and spread in every room.
Light sources merge in wellbalanced elegance to create
optimal visibility at all times of
day. The buildings’ facades
are designed with top-notch
technological strategies, born
of the partnership between
Schüco and AVZ (Aghito, Vega
Systems, Zambonini) Scarl,
which developed innovative
solutions to achieve impressive
architectural transparency,
without losing sight of the goal
of optimal energy savings.
Office building
The building envelope has
infill panels of multiple glazed
and metal layers on different
supports. The curtain facade
with independent sections
has quite large closures with
selective solar control glazing,
covering the floor height on
most of its sides.
The building’s curtain walls
have operable windows that
are completely integrated with
the bearing sections. There is
no difference in the profiles
of the fixed and operable
windows. Projecting windows
provide ventilation, in different
sizes up to 1350 mm wide
and 3800 mm high. The
back-insulated windows are
Spandrel double-glazed in
shades of green. Substructures
directly overhanging the
curtain facade modules create
projections on the eastern and
northern facades fully clad in
copper and wood. The wood
turns from wall cladding to
flooring for the floor areas. The
large windows on the ground
floor, on single and double
sections, are defined by metal
load-bearing elements with an
architectural section consistent
with the rest of the envelope.
The floor plan’s configuration
differs from the upper floors
with constant changes in
direction first inside and then
outside, creating interesting
projections connected on
the outer side with register
elements between the upper
in-fill and the top capitals.
The glazings accessing the
foyer and auditorium were
made of double sections with
a height of about 4000 mm
with juxtaposed sealed panes
without vertical uprights and
concealed insertions at the
floor and ceiling levels. On
the first courtyard to the south
of the entrance, a specially
designed and built sunbreaking
element was added, resolving
the architectural need for
continuity with the blades.
Daniele Domenicali
Il nuovo Diesel Headquarter prevede una struttura caratterizzata
dalla fluidità dei volumi architettonici e dall’utilizzo di materiali
trasparenti. Il tema compositivo portante è una singolare lettura
dei volumi in termine di pelle e di pelle in termine di volumi,
che costruiscono occasioni di dialogo e relazione con l’intorno.
Queste interfacce si pongono come elencazione di modi di relazione
possibile, sintatticamente coordinate nel “racconto” progettuale.
Gli involucri degli edifici occupano quindi un ruolo importante
all’interno della progettazione e alternano sezioni rivestite in rame
aggraffato che definiscono i tagli orizzontali e sezioni vetrate che
permettono la piena visibilità dello spazio interno, grazie anche
ad un armonioso equilibrio tra luce naturale ed illuminazione
artificiale interna. La scelta progettuale degli edifici è caratterizzata
dalla centralità della luce come elemento architettonico e simbolico.
Le ampie superfici vetrate permettono alla luce naturale di entrare
e diffondersi in ogni ambiente. Le fonti luminose si fondono con
armonia ed eleganza e consentono di avere condizioni ottimali
di visibilità in ogni momento della giornata. Le facciate degli edifici
sono state progettate con accorgimenti tecnologici di alto livello,
grazie alla perfetta sinergia tra Schüco e l’azienda partner AVZ
(Aghito, Vega Systems, Zambonini) Scarl, che hanno messo a
punto soluzioni innovative per ottenere le sorprendenti trasparenze
architettoniche, pur senza perdere di vista l’obiettivo del pieno
risparmio energetico.
Curtain Wall con costruzione speciale Schüco-AVZ a moduli e vetrazione ad incollaggio strutturale
Curtain wall with Schüco-AVZ section construction and structural sealant glazing
Curtain Wall con costruzione Schüco-AVZ montanti e traversi e vetrazione a ritegno meccanico a scomparsa
Curtain Wall with Schüco-AVZ mullion/transom construction and glazing with concealed mechanical seal
3.600 mq
3,600 sqm
Coperture con costruzione montanti e traversi Schüco con aperture motorizzate
Roofs with Schüco mullion/transom construction with motorized openings
1.500 mq
1,500 sqm
Curtain Wall Schüco SFC85 con costruzione montanti e traversi e vetrazione ad incollaggio strutturale
Schüco SFC85 curtain wall with mullion/transom construction and structural sealant glazing
1.600 mq
1,600 sqm
Rivestimento metallico in rame aggraffato
Metal cladding of folded copper
Brise soleil ed elementi grigliati in rame pressopiegato
Sunbreaker and press-formed copper grate elements
11.500 mq
11,500 sqm
650 mq
650 sqm
Rivestimento in materiale termoplastico
Thermoplastic cladding
2.600 mq
2,600 sqm
Rivestimento in fibrocemento
Cement cladding
2.450 mq
2,450 sqm
Rivestimento in listelli di larice thermowood
ThermoWood larch strip cladding
1.500 mq
1,500 sqm
Sulla prima corte a sud di ingresso è stato inserito un elemento
frangisole appositamente progettato e realizzato risolvendo
l’esigenza architettonica di continuità delle pale. Per il volume
sospeso della corte nord che è al centro del ristorante e domina
la corte con un fronte di dodici metri aggettando per sette verso
l’esterno il materiale di rivestimento, listelli verticali di rovere a tutta
altezza con sottostruttura a scomparsa realizza un frangisole con
effetto vedo non vedo che dona al volume la privacy richiesta.
Il volume è chiuso da vetrate a tutta altezza senza montanti in
vista sui lati ed aperture a scorrere per accedere alla terrazza.
Un tamponamento vetrato chiude la sala ristorante a doppia altezza.
Magazzino / Museo storico
52
850 mq
850 sqm
L’involucro del magazzino presenta i tamponamenti vetrati
e rivestimenti in fibrocemento con cromie che si staccano dal resto
del complesso. Le vetrate sono realizzate con strutture in alluminio
della serie Schüco SFC85 con modifiche agli estrusi per adattarsi
alle esigenze architettoniche. Le specchiature di larghezza 2700 mm
hanno vetrazioni pirolitiche di colore grigio visive e spandrel con
aperture motorizzate a sporgere. Una griglia a lamelle in alluminio
estruso di colore argento segna il marcapiano tra vetro
e rivestimento in fibrocemento anch’esso di colore grigio scuro.
Tale rivestimento è presente sui tre lati nord, est e sud complanare
con le superfici vetrate, e ad ovest incornicia la pensilina metallica
a protezione delle baie di carico il cui fronte vetrato è costituito da
un reticolo a montanti e traversi della serie Schüco FW50+ con
passo di 4050 mm di larghezza e vetrocamera opalino a bassa
emissività. È stato messo a punto un sistema di apertura a sporgere
motorizzato di 4050 mm di larghezza. La facciata riceve
i portoni sezionali che sono stati integrati con portali termici.
Un tamponamento in materiale termoplastico riveste il Museo.
L’estradosso del suo volume si allinea a quello dell’edificio uffici
collegandosi attraverso un ponte interamente rivestito con lamiera
stirata colore argento. Alla base una griglia che riprende quella
del marcapiano del magazzino, ha la funzione di permettere
la ventilazione naturale delle intercapedini che isolano
perimetralmente il Museo.
Guardiania / Centrale Tecnologica
La guardiania è realizzata in facciata strutturale con vetrazione
camera basso emissiva a controllo solare. L’edificio Centrale
Tecnologica è interamente rivestito con doghe di rame aggraffato
posato mediante sottostruttura continua in lamiera grecata di
acciaio su pannellatura di prefabbricato cementizio. Particolare la
integrazione nel lato nord, di un fronte realizzato da ante apribili
di modulo 1350 mm per 3600 mm di altezza, interamente grigliati
costruiti artigianalmente, che tamponano le aperture dei locali
dedicati ai macchinari elettrici ed elettromeccanici.
For the suspended volume
in the northern courtyard, at
the center of the restaurant,
overlooking the courtyard, with
a 12-meter front projecting
seven meters, the cladding
material was full height vertical
oak strips with a concealed
substructure, making a
sunbreaker with a partially
hidden effect that gives the
volume the needed privacy.
The volume is enclosed by full
height glazings without uprights
visible on the sides and sliding
openings to access the terrace.
A glazed in-fill closes the
double height dining area in
the restaurant.
Warehouse/Historic Museum
The warehouse’s envelope
has glazed in-fills and cement
cladding whose colors diverge
from the rest of the complex.
The windows are made with
aluminum structures from
the Schüco SFC85 line with
modifications to the extruded
sections to fit architectural
requirements. The 2700 mm
wide panes have transparent
gray pyrolytic glazing and
Spandrel with motorized
projecting openings. A silvercolored extruded aluminum
slatted grate marks the string
course between the glass and
cement cladding, which is also
dark gray. This cladding is on
all three sides, north, east and
south, flush with the glazed
surfaces. To the west,
it frames the metal cantilever
roof protecting the loading
bays. This side’s glazed front
is made up of a grid of mullions
and transoms from the Schüco
FW50+ line with a 4050 mm
wide span and low-emissivity
opal double glass.
A system of motorized
projecting opening was
developed, which is 4050
mm wide. The facade has
sectional entry doors that were
integrated with thermal doors.
A thermoplastic material clads
the museum. The external
side of its volume is aligned
with that of the office building
through a connecting bridge
completely clad with silvercolored expanded metal.
At the base, there is a grid that
echoes that of the string course
on the warehouse, designed
to allow natural ventilation in
the air gaps that insulate the
museum’s perimeter.
Guard house/Technology
Center
The guard house is made of
a structural facade with low
emissivity solar glazing. The
technology center is completely
clad with folded copper
strips laid with a continuous
corrugated steel substructure
on precast concrete structures.
The addition on the northern
side is unique, made with a
front of opening sashes with
a 1350 mm x 3600 mm high
section, entirely of hand-built
gratings, covering the openings
of the rooms for electrical and
electromechanical equipment.
Kindergarten
The building that runs along the
road north of the lot features
an entrance front entirely
clad with folded copper with
insulating layers for excellent
thermal insulation performance.
Summary of the
complex’s surface
claddings (left),
horizontal section of the
curtain detail (right).
Edificio Asilo
L’edificio che si sviluppa lungo la strada a nord del lotto presenta
il fronte di accesso interamente rivestito in rame aggraffato con
stratigrafie isolanti per ottenere prestazioni eccellenti in termine
di isolamento termico. La compresenza di rame, legno e vetro
connota le altre fronti. Unico taglio vetrato del fronte nord,
l’ingresso principale incastonato in rientranza con spalle rivestite
in rame.
Note tecniche/prove di laboratorio
Le facciate continue dell’edificio presentano le specchiature apribili
perfettamente integrate con i profili portanti. Non vi
è differenziazione di sagoma tra specchiature fisse ed apribili.
Le specchiature apribili, con l’adozione di compassi autobilancianti,
risultano di facile manovrabilità anche nelle dimensioni in altezza
di 3800 mm. Nella facciata del piano terra le motorizzazioni degli
apribili a sporgere sono inserite all’interno del traverso metallico.
Il profilo estruso è stato customizzato per poter alloggiare il motore
elettrico a più punti di spinta ed i cablaggi elettrici risiedono
all’interno delle tubolarità metalliche in guaine predisposte.
Il sistema è congegnato per assicurare la ispezionabilità degli
attuatori e delle schede di collegamento in bus. Il sistema è stato
testato nel nuovo laboratorio prove allestito all’interno della
sede Schüco. Tale laboratorio offre, in fase di allestimento dei
nuovi sistemi, la possibilità di eseguire le prove di tenuta acqua
aria e vento secondo quanto previsto dalla norma di prodotto
EN13830:2005. In questo particolare caso è stato approntato
un campione reale delle dimensioni di 2700 mm di larghezza
e 6200 di altezza. Sono state ricostruite le situazioni di attacco
a solaio e sono state realizzate 8 specchiature (4 trasparenti
e 4 spandrell). In particolare due specchiature centrali presentavano
antello apribile e fisso di dimensioni 1350 x 3050 (misura ricorrente
nella realizzazione dello stabile). Le prove sono state condotte
dal personale interno del laboratorio Schüco ed i tecnici di Avz
Scarl coordinati dai funzionari dall’ente certificatore abilitato
Istituto Giordano SpA di Bellaria. Preliminarmente sono state
eseguite le analisi intensimetriche secondo la ISO 15186 parte 2 –
”Misurazione mediante intensità sonora dell’isolamento acustico in
edifici e di elementi di edifici – Misurazione in campo”. I risultati di
prova hanno espresso un indice di potere fonoisolante pari a 44 dB.
Alla fine delle prove sopraelencate il campione è stato sottoposto
alla prova per la determinazione della resistenza all’urto secondo
la norma UNI EN 14019:2004. La facciata continua a moduli
indipendenti è infine stata marcata CE. Particolare attenzione
è stata posta nella elaborazione ed emissione del manuale di uso
e manutenzione dell’involucro edilizio, superando abbondantemente
quanto previsto dalla norma di riferimento entrando nel dettaglio
delle attrezzature e mezzi necessari per il mantenimento dello stato
di pulizia ed efficienza garantendo longevità e durabilità delle
aperture, delle tende esterne e dei frangisole fissi e mobili.
The combined use of copper,
wood and glass define the
other facades. The only glazed
opening on the north front is
the main entrance, inserted
in a recessed position with its
sides clad in copper.
Technical notes/Laboratory
tests
The building’s curtain walls
have operable windows that
are completely integrated with
the bearing sections. There is
no difference in the profiles
of the fixed and operable
windows. The openable
windows, with the use of selfbalancing hinges, are easy to
maneuver, even in sizes 3800
mm high. On the ground floor
facade, the motorization units
for the openable projecting
windows are set in the metal
beam. The extruded section
was customized to house an
electric motor with several thrust
points and the electric wiring
is housed inside the metal
tubing in prepared sheathes.
The system was designed
make it easy to inspect the
actuators and bus connection
modules. The system was tested
in the new testing laboratory
in the Schüco headquarters.
During the phase of building
new systems, this laboratory
can perform tests for tightness
against water, air and wind
as required by the EN13830:
2005 product standard. In this
particular case, an actual-size
test model was built, 2700
mm wide and 6200 high. The
floor attachment conditions
were recreated and 8 panes
were built (4 and 4 transparent
Spandrels).
Specifically, two central panes
had openable and fixed
sashes, 1350 x 3050 cm
(a recurring size in the
building’s construction).
The tests were conducted
by the in-house staff of the
Schüco laboratory and AVZ
Scarl’s technicians. They
were coordinated by officials
of the authorized certifying
agency, Istituto Giordano SpA,
Bellaria. Preliminarily, intensity
measuring tests were performed
according to ISO 15186 Part
2 – “Measurement of sound
insulation in buildings and of
building elements using sound
intensity – Field measurements.“
The test results showed a
44 dB sound insulation power.
At the end of the tests listed
above, the test model was
tested to determine impact
resistance according to UNI
EN 14019:2004. The curtain
facade with independent
sections then received the CE
mark. Special attention was
given to preparing and issuing
a manual for the use and
maintenance of the building
envelope. It went far beyond
regulatory requirement to
provide details about the tools
and equipment needed to
maintain it, keeping it clean
and efficient to ensure the
durability of the windows,
outside shades and fixed
and mobile sunbreakers.
53
Curtain Wall Schüco FW50+ con costruzione montanti e traversi
Schüco FW50+ curtain wall with mullion/transom construction
Shu He
11.900 mq
11,900 sqm
certificazione energetica energy certification
ATTESTATO DI CERT IFICAZIONE ENERGET ICA
ATTESTATO DI CERT IFICAZIONE ENERGET ICA
Edifici non residenziali
Edifici non residenziali
1. INFORMAZIONI GENERALI
Giuliano Dall‘O‘, Politecnico di Milano
Codice Certificato
Validità
Riferimen ti catastali
(1)
1. INFORMAZIONI GENERALI
Fino al 15/11/2020
Codice Certificato
FOGLIO 10 PARTICELLA 759
Indirizzo edificio
Via dell’industria, 4/6 Breganze (VI)
X
Nuova costruzione
Proprie tà
O
Passaggio di proprietà
Indirizzo
Telefono
Proprie tà
E-mail
Via dell’industria, 4/6 Breganze
A+
L IMITE DI L EGGE
PRESTAZIONE RISCAL DAMENTO
0 kWh/m3anno
Giuliano Dall‘O‘ is Associate Professor of Environmental
Technical Physics at the Polytechnic of Milan, energy inspector.
PRESTAZIONE RISCAL DAMENTO
2,97. kWh/m3anno
PRESTAZIONE ACQUA CAL DA
0 kWh/m3anno
II
III
IV
PRESTAZIONE RAFFRESCAMENTO
………. kWh/m3anno
4. Q UA LIT A’ I NVO LUCRO
V
(RA F FRES C AMENT O)
(3)
PRESTAZIONE ACQUA CAL DA
1,4 kWh/m3anno
I
II
III
IV
V
Metodo di calcolo di progetto come prescritto dalle norme UNI/TS 11300
5. Metodologie di calcolo ado tta te
5. Metodologie di calcolo ado tta te
(4)
There was a reason behind
this choice; a high quality
technical/scientific organization
could ensure better, impartial
assessments.
From the beginning, energy
certification was organized on
a parallel, though independent
path, with constant back and
forth communication with the
design directors, who suggested
technical solutions, assessing
their performance, and the
inspector who independently
verified whether they had
achieved the objectives of the
energy class that was then to
be certified. Everything had
the single goal of achieving the
highest energy class.
We understood from the
first energy simulations that
achieving excellence would
not be easy. Energy efficiency
efforts have had to do with
residential buildings in which
the building system and
construction features are simple
and easy to control. Only in a
very few cases have they been
about commercial buildings
for which the needs to meet
for their building systems are
diversified and complex.
Nonetheless, the driver of
achieving a high energy class
proved its effectiveness; in order
to reach this goal, the project
designers brought to the table
the best technological, building
system and construction
solutions on the market, and
showed how to manage their
integration effectively. The
inspector brought constant
reviews, during the final design
and during construction phases,
through scheduled on-site
inspections that made for an
independent assessment of the
consistency between the design
and the implementation.
1
L’attrattore della classe energetica elevata ha tuttavia dimostrato
la sua efficacia: per raggiungerla, infatti, i progettisti non solo hanno
messo in campo il meglio delle soluzioni tecnologiche, impiantistiche
ed edilizie offerte dal mercato, ma hanno dimostrato di gestire
in modo efficace la loro integrazione. Da parte del certificatore
c’è stata una continua verifica, non solo durante la progettazione
esecutiva ma anche durante la realizzazione, attraverso
sopralluoghi programmati che hanno permesso di verificare,
in modo indipendente, la coerenza tra progetto e realizzazione.
Data la complessità dell’intervento, il processo di realizzazione
dell’opera ha subito delle varianti anche di dettaglio, finalizzate
spesso a ricercare una soluzione sempre migliore. La valutazione
ai fini della certificazione energetica ha dovuto perciò adattarsi alle
diverse modifiche, validando il risultato obiettivo, ossia la classe
energetica. L’evoluzione dei riferimenti legislativi e normativi è stato
un elemento di criticità nello svolgimento di questo percorso.
Le prestazioni che hanno poi portato alla classificazione attuale
hanno riportato fedelmente le indicazioni contenute nelle linee guida
nazionali sulla certificazione energetica che, oltre a definire i criteri
di classificazione, indicano come norme di riferimento per il calcolo
delle prestazioni le UNI TS 11300.
Gli attestati di certificazione emessi sono attestati ufficiali ossia
rispettosi della normativa in vigore nella Regione Veneto. Rispetto
ai processi di certificazione energetica cogenti, tuttavia, quello
dell’Headquarter Diesel ha un valore aggiunto: il coinvolgimento
di SACERT, il primo Ente nazionale accreditato ad ACCREDIA
(già SINCERT) ha consentito di ottenere un attestato di conformità
secondo la procedura di qualità delle attività ClassEnergia®.
Non abbiamo dubbi nel ritenere che questo edificio, nel settore
terziario, sia il più efficiente in Italia e con buona probabilità in
Europa: una qualità energetica certificata.
Energy certificates,
”A+” category for
the kindergarten,
”A” category for the
main building.
Given the project’s complexity,
the process of building it
underwent modifications,
including in its details, often
with the goal of finding an even
better solution. Evaluation for
energy certification then had to
adapt to these modifications,
verifying their objective result,
i.e. the energy class. Changing
laws and regulations were
a critical element of this
process’s development. The
performances that led to the
current classification faithfully
hewed to the specifications
in the national guidelines on
energy certification, which, in
addition to setting classification
criteria, designate the UNI TS
11300 standards as the basis
for calculating performances.
The certificates issued are
official, meaning they respect
the current regulations of the
Region of Veneto. Compared to
mandatory energy certification
processes, those for the Diesel
headquarters had an extra
contribution in the involvement
of Sacert, the first national
organization accredited for
Accredia (formerly Sincert),
which allowed it to receive
a certification of compliance
with the quality procedures of
ClassEnergia®.
We can say, without question,
that, in the commercial sector,
this building is the most efficient
in Italy, and very likely in
Europe. Certified top energy
rating.
55
Energy Class A with 2.97
kWh / m3 a year for Diesel’s
headquarters as a complex,
and Zero Energy, meaning
complete energy self-sufficiency
for the in-house daycare.
These results bespeak this
project’s excellent energy
performance. The brand-new
European Directive 31/10
states that new buildings must
be near zero energy, but only
starting in 2020. The new
Diesel headquarters shows
that high quality architectural,
technological and building
system choices can let us
reach goals today that many
think are pure Utopia. Having
achieved the goal, we think it
might interest our readers to
know the reasons behind this
success and the dynamics that
linked the energy certification
process to the quality process
from the start. The goal of
energy excellence came out
of the client’s specific desire
to conceive this project as
an important example of
sustainable architecture. This
sustainability is not just one
of words; it consists of real
sustainability like the balanced
fusion of building system and
construction technologies, which
work together to express the
architectural style.
Evidence of the client’s
far-sightedness is the fact
that when this project was
designed, new regulations
had not yet been passed,
and there were therefore no
requirements to meet minimal
energy performances. It was
a voluntary choice, which
makes it worth more. Energy
certification was made the
responsibility of a group of
researchers from the BEST
Department at the Polytechnic
of Milan, which was involved
from the earliest design phases.
Metodo di progetto UNI TS 11300
(4)
1
Classe energetica A con 2,97 kWh/m3 anno per l’Headquarter
Diesel nel suo insieme e Zero Energy, quindi completa
autosufficienza energetica, per l’asilo interno: sono questi i risultati
raggiunti che testimoniano prestazioni di eccellenza di quest’opera.
La recentissima Direttiva europea 31/10 prevede che i nuovi
edifici debbano essere a energia quasi zero, ma solo a partire dal
2020. La nuova sede Diesel dimostra che scelte architettoniche,
tecnologiche e impiantistiche di qualità possono consentirci fin da
oggi il raggiungimento di traguardi che ai molti sembrano pura
utopia. A traguardo raggiunto, ci sembra utile riportare al lettore
le motivazioni che sono state alla base di questo successo e le
dinamiche che nel tempo hanno legato il processo di certificazione
energetica al percorso di qualità.
L’esigenza di raggiungere un obiettivo di eccellenza energetica
nasce da una precisa volontà della committenza di concepire
quest’opera come importante esempio di architettura sostenibile.
Non una sostenibilità fatta di parole ma una sostenibilità concreta
come sintesi armonica di tecnologie impiantistiche ed edilizie che,
insieme, interpretano il linguaggio architettonico.
Una riflessione che testimonia la lungimiranza della committenza
è considerare che quando è stato concepito questo progetto non
era ancora stata approvata la nuova normativa e, pertanto, non
era richiesto il rispetto di requisiti prestazionali energetici minimi.
Una scelta volontaria quindi, e per questo di maggiore valore.
La certificazione energetica è stata affidata ad un gruppo di
ricercatori del Dipartimento BEST del Politecnico di Milano che
è stato coinvolto fin dalle prime fasi della progettazione. Una scelta
che ha una motivazione: una struttura tecnico-scientifica qualificata
può garantire una funzione di controllo migliore e super partes.
La certificazione energetica, quindi, si è configurata da subito
come un percorso parallelo, anche se indipendente, con una
continua interrelazione tra i responsabili della progettazione, che
proponevano soluzioni tecniche valutandone le prestazioni, ed il
certificatore che validava in modo indipendente il raggiungimento
o meno degli obiettivi di qualità energetica che avrebbero dovuto
essere poi certificati. Il tutto con un unico obiettivo, quello di
raggiungere la classe energetica più elevata.
Si è capito fin dalle prime simulazioni energetiche che raggiungere
l’eccellenza non sarebbe stato semplice. Le sfide sull’efficienza
energetica, infatti, hanno riguardato edifici residenziali nei quali
le caratteristiche edilizie ed impiantistiche sono semplici e facili
da governare ma in pochi pochissimi casi per edifici del terziario
nei quali le esigenze da soddisfare, in termini impiantistici, sono
diversificate e complesse.
(2)
PRESTAZIONE ENERGETICA
RAGGIUNGIBILE
--. kWh/m3anno
PRESTAZIONE ENERGETICA
GL OBAL E
4,37 kWh/m3anno
PRESTAZIONE RAFFRESCAMENTO
………. kWh/m3anno
I
A
3. GR AFI CO D EL LE PRE ST AZIO NI E NER GE TIC HE GL OBAL E E PAR ZIA LI
EMISSIONI D I CO 2
0,87 kgCO2/m3anno
L IMITE DI L EGGE
4. Q UA LIT A’ I NVO LUCRO
0424.477555
E-mail
Edificio di classe:
(2)
PRESTAZIONE ENERGETICA
RAGGIUNGIBILE
kWh/m3anno
PRESTAZIONE ENERGETICA
GL OBAL E
0 kWh/m3anno
(RA F FRES C AMENT O) (3)
O
Riqualificazione energetica
Telefono
Via dell’industria, 4/6 Breganze
2. CLASSE ENERGETICA GLOBALE DELL’EDIFICIO
3. GR AFI CO D EL LE PRE ST AZIO NI E NER GE TIC HE GL OBAL E E PAR ZIA LI
EMISSIONI D I CO 2
O kgCO2/m3anno
O
Passaggio di proprietà
DIESEL S.p.A.
Indirizzo
2. CLASSE ENERGETICA GLOBALE DELL’EDIFICIO
Edificio di classe:
Via dell’industria, 4/6 Breganze (VI)
X
Nuova costruzione
0424.477555
(1)
Fino al 15/11/2020
FOGLIO 10 PARTICELLA 758
Indirizzo edificio
O
Riqualificazione energetica
DIESEL S.p.A.
Validità
Riferimen ti catastali
diario di cantiere diary of the building site
Carron SpA
Andrea Maraschin, Alberto Agnoli
text by Mario Anton Orefice
Gennaio-Marzo 2008
Tre mesi trascorsi veloci con molte giornate nuvolose e un paio
in cui la pioggia era così forte che abbiamo dovuto sospendere
i lavori. Gli operai presenti in cantiere erano circa cinquanta
ed erano tutti impegnati nella prosecuzione delle elevazioni
della palazzina uffici e nella realizzazione del magazzino con
strutture prefabbricate. Sin da questi primi mesi di cantiere il
Programma Sicurezza Jacobs era al centro delle attenzioni di
capicantiere e operai.
Aprile-Settembre 2008
Nelle mattine di aprile guardiamo sempre il cielo con una certa
preoccupazione. Diverse piogge improvvise ci costringono
a fermare le lavorazioni anche per una giornata intera.
Gli interventi comunque procedono a ritmo serrato. Si continua
con l’edificazione dei solai e delle strutture prefabbricate
del magazzino.
August-December 2007
The adventure begins under
the midday sun on a scorching
Summer’s day in 2007. The
thermometer outside the site
offices reads 38 degrees.
When the special transport
with the crane’s components
to be assembled arrives, the
yellow metal of our giant site
machinery is scorching and
can only be touched with
protective gloves. In 48 hours
we position the three cranes in
the corners of the building site,
which covers an area of about
90,000 square metres of bare
terrain and stones. We have
three years to build the new
Diesel Headquarters, a volume
of 350,000 cubic metres. It will
take 624,000 hours of work
with an average presence of
270 people per day. A village
of skills and professions that
will live alongside one another
for almost one thousand
days. From an operative
point of view, the building
site has been divided into
five areas corresponding with
the main building elements
of the Headquarters: Offices,
Warehouse, Technological
power plant, Auditorium,
Refuge.
The cranes with their 60- and
70-metre long jibs move like
great flamingos as they place
the iron bars, joined and
assembled non-stop by forty
steel fixers. At the same time,
the The works of casting the
foundation concrete bed –
which is three metres high
and will require 60,000 cubic
metres of concrete in all –, and
the construction of the plinths
and the pillars are performed
as if we were on a big
chessboard.
We proceed by micro-areas
making sections of concrete
bed, columns and walls. The
completion of the first floor
slab comes a little earlier than
Christmas. At the same time,
the foundation work has been
going on since November, as
well as the casting and the
crewing of plinths and sleeves
for the pre-fabricated pillars
on the area of 10,000 square
metres of the Warehouse.
January-March 2008
Three months have slipped
away with many cloudy days
and a couple of them with
such heavy rain that we had
to suspend working. There
were some fifty workmen
present on the building site,
all busy erecting the elevations
of the office building and the
warehouse with prefabricated
structures.
Since the very first months of
building, one of the themes
at the centre of numerous
conversations among foremen,
workmen was that of the
Jacobs Security Programme.
57
L’avventura comincia sotto un sole a picco in una calda giornata
dell’estate 2007. Il termometro esterno agli uffici di cantiere
segna 38 gradi. Quando arriva il trasporto speciale con i
componenti delle gru da montare, il metallo giallo dei nostri
giganti è bollente, si può toccare solo con i guanti di protezione.
In 48 ore posizioniamo le tre gru agli angoli dell’area di
cantiere, circa 90.000 metri quadrati sui quali ora non c’è nulla,
solo nuda terra e sassi. In tre anni dobbiamo realizzare il nuovo
Headquarters Diesel, un volume di 350.000 metri cubi.
Ci vorranno 624.000 ore di lavoro con una presenza media
di 270 persone al giorno. Un villaggio di competenze e
professionalità che vivrà gomito a gomito per quasi mille
giorni. Dal punto di vista operativo il cantiere è stato diviso
in cinque aree corrispondenti ai principali corpi di fabbrica
dell’Headquarters: Uffici, Magazzino, Centrale Tecnologica,
Auditorio, Asilo.
Le gru con i loro bracci di 60 e 70 metri si muovono come
grandi fenicotteri per posare i ferri che quaranta ferraioli
congiungono e montano senza sosta.
Contemporaneamente vengono collocate le tavole dei casseri
di contenimento. I lavori di getto della platea di fondazione
– alta tre metri e che richiederà complessivamente 60.000
m3 di calcestruzzo –, la realizzazione dei plinti e dei pilastri
si svolgono come su una grande scacchiera. Si procede per
microaree realizzando sezioni di platea, colonne e pareti.
Il completamento del primo solaio avviene poco prima di Natale.
Parallelamente da novembre sono iniziati i lavori
per le fondazioni, e il getto e l’armo di plinti e dei bicchieri
per i pilastri prefabbricati sull’area di 10.000 metri quadrati
del magazzino.
April – September 2008
In the April mornings, we
always look at the sky with
a certain concern. Several
sudden downpours prevent
us from working even for as
long as a whole day. However
the building work proceeds
at an incredibly fast pace.
We continue to build the floor
slabs and the prefabricated
structures of the warehouse.
The building in progress
and cranes in action.
Abstractimage
Agosto-Dicembre 2007
In ottobre, mentre le giornate più corte annunciano che andiamo
incontro all’inverno, terminiamo la posa in opera del solaio
del magazzino, completiamo l’impermeabilizzazione della
copertura delle centrali tecnologiche e la verniciatura dei
soffitti del magazzino. Proseguono le opere propedeutiche
all’impermeabilizzazione della copertura del magazzino, così
come le opere strutturali per il completamento dell’auditorium,
dell’asilo e delle fognature. Il 27 novembre stappiamo delle
ottime bottiglie di Prosecco alla fine del turno: festeggiamo la
premiazione di tre operai che hanno redatto i migliori Safety
Observation Report (le note sulle situazioni non a norma
notate durante i lavori). Si intensificano le attività preparatorie
all’installazione degli impianti nel fabbricato uffici.
Gennaio-Maggio 2009
È stato un inverno molto piovoso e verso fine gennaio, facciamo
un bilancio soprattutto per quanto riguarda le lavorazioni
esterne. Il ritardo viene quantificato in 18 giorni e insieme
alla direzione lavori elaboriamo un piano per recuperare.
A metà febbraio prendono il via i doppi turni per realizzare i
pavimenti industriali del parcheggio e del magazzino. Si fissano
sul calendario le date di arrivo dei macchinari per le centrali
tecnologiche in modo da approntare le opportune misure e
i percorsi di sicurezza. Cominciano i lavori per la posa dei
pacchetti di copertura di cucina, palestra e prototipia.
Si predispongono anche i layout per l’impianto di irrigazione
dei tetti verdi in copertura.
We build the foundations of
the technologic power station
and start outlining and digging
those of the auditorium, also
beginning the preliminary
works for the refuge. The 29th
of May is an important date.
In fact we celebrate 100,000
hours without accidents. On the
22nd of September we finish
the floors of the office building.
The building site is evolving.
With the completion of the
floors of the offices and the
imminent completion of those
of the warehouse, numerous
companies will be entering
the building site, and it will
be necessary to move a great
quantity of materials: bricks,
benches, cable coils, pipelines,
pipes, caissons, mechanical
tools. With Jacobs’ technicians,
we draw up a plan for storage
and the execution of lifting
procedures which, for height
and straddles, could be critical.
October – December 2008
In October, as the days get
shorter, reminding us that
Winter is approaching, we
complete the laying of the
warehouse floor, we complete
the waterproof layer of the
roof of the technologic power
stations, as well as the painting
of the warehouse’s ceilings.
We proceed with the
preliminary works for
the warehouse roof’s
waterproofing, as well as
the structural works for the
completion of the Auditorium,
the refuge and the sewers.
On the 27th of November,
at the end of our shift, we
uncork some excellent bottles
of Prosecco: We celebrate the
awarding of prizes to the three
workers who have drawn up
the best Safety Observation
Report (the notes on situations
not in accordance with the
standards observed during the
works).
The preliminary activities for
the installation of plants in the
office building are multiplying.
January-May 2009
It has been a very rainy
Winter and, towards the
end of January, we draw up
a balance mostly for what
concerns the outside works.
The delay is quantified in 18
days. Together with the site
management, we work out a
plan to make up for lost time.
In mid-February, we start doing
double-shifts in order to build
the industrial floors of the
parking lot and the warehouse.
We fix the dates of arrival of
machinery for the technological
power stations on the calendar
in order to get the appropriate
measures and security routes
ready. The works for the
laying of the roof packages of
kitchen and gymnasium and
for the prototype start. We also
arrange the layouts for the
irrigation system for the green
roofs.
A Carron technician
checking the right
placement of the
reinforcement rod
of the lighten attic (left).
Lightweight floor in
construcion (right).
A marzo il montaggio delle prime facciate. Nel frattempo la
presenza delle maestranze e delle ditte in cantiere è notevolmente
aumentata sia per la parte impiantistica che per i primi allestimenti
delle finiture interne.
Giugno-Agosto 2009
Si terminano: le tinteggiature antipolvere, la posa di porte
tagliafuoco e portoni, i sottoservizi, la posa della fibra ottica.
Si montano i cartongessi al piano interrato degli uffici e si collauda
il funzionamento degli ascensori. Si procede alle sigillature dei
lucernari dello showroom, mentre nell’auditorium si completa
il getto del massetto del backstage. Continua a ritmo serrato la
posa dei cappelli di chiusura delle facciate e si realizzano gli
scavi per la rete antincendio. Nei primi due piani degli uffici si
predispongono le staffature per le travi fredde dell’impianto di
condizionamento. Per quanto riguarda il tema della sicurezza,
tutti i protagonisti del cantiere ricevono una conferma importante:
Jacobs certifica che “le aree di lavoro sono ben separate, tutti gli
operatori su piattaforme aeree sono imbracati, i ponteggi sono
ben eseguiti, il livello di ordine e pulizia è buono”. Una data che
non dimenticheremo è il 31 agosto, la data del water tichtness, in
sintesi è il giorno in cui sono state completate in modo definitivo
tutte le impermeabilizzazioni delle coperture, realizzate parte
con tetti verdi e parte con un impianto fotovoltaico e la posa delle
facciate in rame e vetro.
Settembre-Dicembre 2009
Il traffico dei camion e dei Tir continua ad intensificarsi.
La programmazione per le finiture interne mette il turbo.
Elaboriamo dei veri e propri piani della viabilità per il carico
e lo scarico delle merci. Procediamo alla posa di un pavimento
industriale nella zona reception, mentre proseguono le stesure del
laminato fenolico per la protezione dei pavimenti sopraelevati.
Si lavora febbrilmente ma con molta attenzione per non creare
situazioni di confusione nocive sia per la tempistica che per
la sicurezza. Terminiamo l’area archivio al piano interrato e
la zona CED. Il nostro obiettivo è quello di permettere un primo
trasferimento delle maestranze Diesel entro marzo 2010.
In March, the installation of
the first façades begins. In
the meantime, the presence
of the skilled workers and of
the firms on the building site
has considerably increased
both for the plant design and
installation, and for the initial
internal finishes.
June-August 2009
We finish: the anti-dust
painting, the insertion of fire
exits and main doors, the
underground utilities, and the
laying of the optic fibres. We
assemble the plasterboards
on the basement floor of
the Offices, and we test the
functioning of the lifts. We
proceed to the sealing of the
skylights of the showroom,
while in the auditorium, we
complete the casting of the
backstage screed.
The sealing of the façades
continues rapidly, and we carry
out the digging for the fireproof
mesh. On the first two floors
of the offices, we prepare the
clamping for the cooling beams
of the conditioning system.
With regard to the theme of
security, all the protagonists
of the building site receive an
important confirmation: Jacobs
certificates that ”the work areas
are well separated, all the
workers on overhead platforms
are secured with a slings,
scaffolds are well made, the
level of order and neatness
is good”.
A date we will not forget is
the 31st of august, the date of
the water tightness: in short,
it is the day in which all the
waterproofing of the roof
coverings, some realised with
green roofs and some with a
photovoltaic installation, and
the laying of the façades in
copper and glass have been
finally completed.
September-December 2009
The traffic of trucks and lorries
continues to increase. The
design of the interior finishes
speeds up.
We draw up plans of road
networks for loading and
unloading goods. We proceed
to lay an industrial floor in
the reception area, while the
spreading of the phenolic roll
for the protection of raised
floors continues.
We work feverishly, but
paying a lot of attention not to
create situations of confusion
which might be detrimental
both to timing and to safety.
We finish the archive area at
the basement and the CED
area. Our objective is that
of allowing a first transfer
of Diesel mastery by March
2010.
59
Ottobre-Dicembre 2008
Abstractimage
Abstractimage
Si realizzano le fondazioni della centrale tecnologica e iniziano
i tracciamenti e gli scavi delle fondazioni dell’auditorium
e i lavori preparatori per l’asilo. Il 29 maggio è una data
importante, infatti festeggiamo le 100.000 ore senza infortuni.
Il 22 settembre terminiamo i solai della palazzina uffici. Il
cantiere evolve. Con il completamento dei solai degli uffici e la
prossima conclusione di quelli del magazzino ci sarà l’ingresso
di numerose ditte ed anche la necessità di movimentare una
grande quantità di materiali: mattoni, bancali, bobine di cavi,
tubazioni, canali, cassoni, attrezzature meccaniche.
Con i tecnici Jacobs predisponiamo un piano per lo stoccaggio
e per l’esecuzione dei sollevamenti che per quote e sbracci
risultino critici.
Abstractimage
Abstractimage
Gennaio-Marzo 2010
Molte le giornate fredde caratterizzate da un cielo piatto
e bianco. Siamo alle strette finali: si lavora dalle 6.30 alle 18.30
con picchi di 300 persone al giorno. Ci prepariamo
ad affrontare una fase complessa che vedrà convivere personale
dell’azienda Diesel e maestranze impegnate nell’ultimazione
dell’intervento. Montiamo le scale e le passerelle della reception
ed entro fine gennaio termineremo la parte centrale dei
parapetti. Si procede con la posa di serramenti, controsoffitti,
pavimenti, impianti elettrici. A febbraio viene collaudata con
esito positivo la centrale tecnologica e completato l’impianto
antincendio nella zona magazzino e museo. Vengono completate
anche le sottocentrali uffici e raggiungiamo l’obiettivo
del 1°marzo, giorno di consegna del primo piano all’azienda.
Marzo-Settembre 2010
La primavera passa in un lampo: vengono ultimati gli impianti
e le finiture dello showroom, della cucina, della reception,
dell’auditorium e il foyer. A giugno tutto il personale Diesel
è ospitato nel building. In estate si procede con le opere esterne,
fra cui la modellazione del terreno, e piccole opere interne.
Il 15 settembre l’inaugurazione ufficiale in concomitanza con il
compleanno di Renzo Rosso. Il cantiere Diesel è stato per tutti noi
un’eccezionale avventura umana e professionale.
Abstract
60
A Carron hard-hat
installing the retaining
structure of an attic (top).
Pillars with reinforced
rods for the elevation
structures (bottom),
formworks placement for
the perimeter walls
(right).
January-March 2010
There are many cold days
characterised by a flat and
white sky. We are under
pressure: we work from 6.30
am till 6.30 pm, with peaks
of 300 people per day. We
get ready to face a complex
stage which will see Diesel
company’s staff and workers
working alongside to complete
the intervention.
We assemble the staircases
and the platforms of the
reception and by the end of
January, we will finish the
central part of the parapets.
We proceed to lay joineries,
counter-ceilings, floors,
electrical systems. In February,
the technological power
station is tested with success
and the fireproof system in the
warehouse and museum area
is completed. Understation
offices are completed as well.
The objective of the 1st of
march, day of consigning of
the first floor to the company,
has been achieved.
March-September 2010
Spring passes with lightning
speed: the systems and the
finishes of the showroom, the
kitchen, the reception, the
auditorium and the foyer are
completed.
In June, all the Diesel staff
are given hospitality in the
building. During the summer,
we proceed to the external
works, among which the
modelling of the land, as well
as to little internal works. On
the 15th of September, the
Headquarters are officially
inaugurated, on the same day
as Renzo Rosso’s birthday.
The building of the Diesel
Headquarters has been
an exceptional adventure,
both from a humane and
professional point of view,
for all of us.
crediti credits
crediti credits
Breganze (VI) - Italia
committente client
Diesel SpA
cronologia progetto e realizzazione
project and realization chronology
2006-2010
progetto architettonico architectural design
direzione artistica art direction
capo progetto chief architect
collaboratori collaborators
Pierpaolo Ricatti
Pierpaolo Ricatti
Marco Chilese
Laura Canazza, Giulia Gallo, Anna Griggio,
Paolo Omodei Salè, Diego Rossi, Marco Saterini
progetto ingegneria engineering design
Jacobs Italia SpA
Mario Ghellini (project sponsor)
Gianpietro Monfredini (project management)
Stefano Quaroni (project engineering)
Oliviero Arniani (progetto impianti termo-meccanici)
Carlo Andreoni (progetto impianti elettrici)
Giuseppe Lacerenza (progetto impianti elettrici)
Pietro Paganini (progetto impianti elettrici)
Alberto Rovatti (impianti speciali)
Walter Amati (BAS)
Pietro Boerio (progetto strutture e direzione lavori)
Sergio Baltuzzi (direzione Lavori)
Claudio Meroni (responsabile sicurezza)
Riccardo Ganda (construction manager)
Marta Marchionni (progettazione civile)
Maurizio Morici (progettazione civile)
Maurizio Boerchi (progettazione civile)
Claudio Seregni (progettazione civile)
Mattia Franchin (progettazione civile)
Alfredo De Flora (progettazione civile)
Fabrizio Terraneo (programmazione progetto)
Renzo Vailati, Monica Lotta (procurement)
Paolo Lombardi (prevenzione incendi)
certificazione energetica energy certification
Prof. Giuliano Dall’O’ – Politecnico di Milano – Dipartimento BEST
progetto interior design interior design
Jacobs Italia SpA
Paolo Mantero, Diesel Creative Team
Biobyte (acustica)
Voltaire (illuminotecnica)
progetto spazi aperti e verde landscape design
Jacobs Italia SpA
Land
Diesel project manager
Alessandro Giannavola
general contractor strutture, opere civili, facciate
structures, civil works, façades general contractor
Carron Cav. Angelo SpA
general contractor strutture, opere civili, facciate
structures, civil works, façades general contractor
Carron Cav. Angelo SpA
ditta subappaltatrice involucro edilizio
building envelope subcontractor
AVZ Scarl, Aghito, Vega Systems, Zambonini
(subcontractor from Carron company)
sistemi facciate alluminio-vetro
façades systems aluminium-glass
Schüco
impianti meccanici ed elettrici uffici, auditorium, asilo
mechanical and electrical systems offices, auditorium, kindergarten
Gelmini Cav. Nello SpA
impianti meccanici ed elettrici magazzino/museo, C.T.
mechanical and electrical systems warehouse/museum/C.T.
Termigas Bergamo SpA
building automation system building automation system
Siemens SpA Milano
dati dimensionali dimensional data
superficie fondiaria land surface
87.000 mq
87,000 sqm
superficie coperta roofing surface
27.300 mq
27,300 sqm
volume fuori terra above ground volume
350.000 mc 350,000 cum
superficie complessiva uffici office total surface
35.500 mq
35,500 smq
superficie complessiva magazzino/museo
warehouse/museum total surface
12.500 mq
12,500 sqm
superficie parcheggio coperto covered parking surface
10.500 mq
10,500 sqm
superficie auditorium/asilo/C.T. auditorium/kindergarten/C.T.
4.850 mq
4,850 sqm
postazioni di lavoro workstations
1.000 mq
1,000 sqm
63
localizzazione location
L’attività dello Studio Ricatti riflette una vasta gamma di interessi e si estende
dalla progettazione di abitazioni, scuole, industrie, ai restauri, alle sistemazioni
paesaggistiche e alla pianificazione. Incaricato della progettazione di numerosi
edifici scolastici, organizza la propria struttura in forma associata (SBR PROGETTI)
dal 1976 al 1982 alla quale collabora l’Arch. Franco Stella, realizzandone diversi
nella provincia di Vicenza: alcuni sono stati pubblicati nelle principali riviste di
architettura italiane e straniere: L’Architecture d’Aujourd’hui (aprile 1977 e ottobre
1980), Guida all’Architettura moderna. Italia, Zanichelli 1988, Architetti Veneti
1° Volume, Biblioteca dell’Immagine 1993.
Parallelamente conduce esperienze specifiche di pianificazione tra le quali il Piano
di Sviluppo della C.M. Leogra-Timonchio, pubblicato su “Spazio e Società”
n. 15/16 1981 e il Progetto-Guida per il Recupero delle Contrade, segnalazione
INARCH 91/92 pubblicato sulla rivista ‘Architettura’ dic. 1992 n. 446.
Nel 1991-1992, Presidente dell’Associazione Architetti Vicentini, Pierpaolo Ricatti
promuove due cicli di seminari sul restauro con l’Associazione Artigiani della
provincia di Vicenza e l’Ordine degli Architetti della provincia di Vicenza, cui
partecipano, tra gli altri, l’Arch. Massimo Carmassi, il Prof. Salvatore Di Pasquale,
il Prof. Paolo Marconi, l’Arch. Mario Piana, l’Arch. Paolo Portoghesi.
Nel restauro gli impegni professionali più significativi sono quelli del trecentesco
Palazzo del Capitano a Soave (Vr), ora sede comunale (1985); il restauro del
complesso storico monumentale di Villa Cà Priuli a Bassano del Grappa (Vi),
(1993-1999). Ancora nel 2004 la Ristrutturazione degli annessi di Villa Caldogno
a Caldogno (VI). Dal 1994 al 2004 lavora in raggruppamento temporaneo con
lo Studio dell’Arch. Umberto Riva su alcuni progetti e concorsi: primo premio nel
Concorso nazionale ad inviti per la sistemazione della Piazza della Farnesina
a Roma, cui è seguito l’incarico del progetto esecutivo, realizzato (pubblicato su
Area n. 48 gen-feb 2000); il Concorso ad inviti per una ipotesi di sviluppo del
Complesso Fieristico Immobiliare Fiera di Vicenza; il concorso di progettazione per
il restauro del Complesso del Pio Loco delle Penitenti a Venezia, il cantiere navale
Fincantieri a Castellammare di Stabia, realizzato (pubblicato su Lotus International
n. 116, marzo 2003; premiato nel maggio 2003 dalla Triennale di Milano con la
Medaglia d’oro all’architettura italiana); il progetto di ristrutturazione degli annessi
a Villa Caldogno, a Caldogno (Vi), realizzato (pubblicato in Paesaggio Urbano
n. 6, dicembre 2009); il progetto preliminare e definitivo per il riassetto di Piazza
Matteotti a Vicenza. Negli ultimi anni progetta alcuni insediamenti industriali per
il gruppo Diesel SpA, tra cui la nuova Sede Diesel Kids Diesel Props a Marostica
(Vi), recensito in Architetti n. 11 novembre 2008 e in Quaderni del Territorio.
Pedemontana Veneta, Il Poligrafo, giugno 2009 e il nuovo Diesel Headquarters,
ultimato nel settembre 2010.
Studio Ricatti’s work reflects its extensive range of interests, running the gamut from
designing homes to schools, industrial sites, restorations, landscape design and
urban planning. The Studio has been hired to design numerous school buildings,
forming a partnership as (SBR PROGETTI) from 1976 to 1982, working with Arch.
Franco Stella. It completed numerous schools in the Vicenza area, some of which
have been published in leading Italian and international architecture magazines,
including L’Architecture d’Aujourd’hui (April 1977 and October 1980), Guida
all'Architettura Moderna. Italy, Zanichelli 1988, Architetti Veneti, Volume 1,
Biblioteca dell’Immagine 1993.
At the same time, it gained experience in urban planning with projects such as the
Development Plan of C.M. Leogra-Timonchio, published in ”Spazio e Società”,
no. 15/16 1981 and the Guideline Design for Restoring the Contradas, INARCH
91/92 honorable mention, published in ‘Architettura’ magazine, Dec. 1992 no.
446. In 1991-1992, as President of the Association of Architects of Vicenza,
Pierpaolo Ricatti organized two restoration seminars with the Artisan Association
of the province of Vicenza and the Order of Architects of the province of Vicenza,
whose participants included Arch. Massimo Carmassi, Prof. Salvatore Di Pasquale,
Professor Paolo Marconi, Arch. Mario Piana, Arch. Paolo Portoghesi.
In the field of restoration, its most significant professional works have been on the
the fourteenth-century Palazzo del Capitano in Soave (Verona), now the town hall
(1985), and the restoration of the historical monuments of Villa Cà Priuli in Bassano
del Grappa (Vicenza), (1993-1999). Also in 2004, it restored the outbuildings
of Villa Caldogno in Caldogno (Vicenza).
From 1994 to 2004, it worked in a temporary association with the studio of
architect Umberto Riva on several projects and competitions. They won first prize in
a national competition by invitation for the development of Piazza della Farnesina in
Rome, followed by the working design, then built (published in Area no. 48 JanuaryFebruary 2000); a closed competition for a development concept for the Trade Fair
Complex in Vicenza; a design competition for restoring the Complesso del Pio Loco
delle Penitenti in Venice, and the Fincantieri shipyard in Castellammare di Stabia,
then built (published in Lotus International No. 116, March 2003; awarded in
May 2003 by the Triennale di Milano with the Gold Medal for Italian architecture),
renovation project for the outbuildings of Villa Caldogno, in Caldogno (Vicenza),
then built (published in Paesaggio Urbano No. 6 December 2009); preliminary
and final design for the redevelopment of Piazza Matteotti in Vicenza.
In recent years, it has designed several industrial facilities for the Diesel SpA group,
including the new Diesel Kids Diesel Props headquarters in Marostica (Vicenza),
reviewed in Architetti No. November 11, 2008 and in Quaderni del Territorio.
Pedemontana Veneta, Il Poligrafo, June 2009 and the new Diesel Headquarters,
completed in September 2010.