21x28_podologo_176 definitiva-1 - Associazione Italiana Podologi

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PODOLOGO
il
N.176
in medicina
RIVISTA TRIMESTRALE DELL’ASSOCIAZIONE ITALIANA PODOLOGI
Dal Congresso Mondiale
la conferma dello sviluppo
della Podologia Italiana
ottobre/novembre/dicembre 2013
PODOLOGO
il
in medicina
RIVISTA TRIMESTRALE DELL’ASSOCIAZIONE ITALIANA PODOLOGI
DIRETTORE RESPONSABILE
Mauro Montesi, Presidente A.I.P.
VICE DIRETTORE
Giovanni Pepè, Presidente Onorario A.I.P.
DIRETTORE SCIENTIFICO
Arcangelo Marseglia, Vice Presidente A.I.P.
Antonio D’Amico, Consigliere A.I.P.
VICE DIRETTORE SCIENTIFICO
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Facoltà di Medicina e Psicologia Università Sapienza di Roma
DIRETTORE EDITORIALE
Benedetto Leone, Responsabile Comunicazione A.I.P.
COORDINAMENTO EDITORIALE
Rocco Menechella, Coordinatore Editoriale A.I.P.
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Francesco Papa, Guglielmo Pranteda, Antonella Tammaro.
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Mauro Montesi
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Mauro Montesi
Arcangelo Marseglia
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Caterina Vajani
COLLEGIO DEI PROBIVIRI
Isabella Bianco
Carlo Bruziches
Katia Filippi
Stefano Mella
Gerardo Russo
COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI
Renzo Renzi
Alessandra Pausania
Magdalena Skorupska
Ferruccio Montesi
COMUNICAZIONE E
RAPPORTI ISTITUZIONALI
Benedetto Leone
INDIRIZZO SITO AIP
www.associazionepodologi.it
email: [email protected]
SOMMARIO
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Editoriale......................................................................................................................... 5
News
Proficuo incontro del Presidente AIP con il Ministro della Salute........................................................ 6
Il ruolo delle associazioni nella nuova normativa ECM: ecco cosa cambia......................................... 25
Congresso Mondiale 2013
Chiuso a Roma il Congresso Mondiale di Podologia.......................................................................... 7
Forum e Convegni
Piede diabetico: una grande esperienza sul territorio...................................................................... 14
L’AIP presente a Portonovo........................................................................................................... 26
La voce dell’AIP all’8° Forum Risk Management in Sanità.............................................................. 29
Dermatologia e Podologia............................................................................................................. 31
A.I.P.
La genesi del Trattato di Podologia................................................................................................ 20
Congresso Annuale, Assemblea dei Soci, nomina nuovo Consiglio Direttivo...................................... 23
Università
Novembre 2013. Sono otto i neo laureati in podologia.................................................................... 24
Medicina
Il podologo, figura indispensabile nel S.S.N.................................................................................... 33
26
29
33
EDITORIALE
Editoriale
C
ongresso mondiale, incontro con il Ministro Lorenzin, una grande esperienza sul
territorio (San Donà di Piave), il nuovo Trattato di Podologia. Questi i temi che in
chiusura dell’anno hanno costituito, se ce ne fosse bisogno, la testimonianza dell’impegno
dell’ A.I.P. per la crescita della Podologia, unanimamente riconosciuta, anche dai nostri
Partner stranieri. Ma ciò che più occorre evidenziare è che anche il Ministro ha mostrato
grande interesse per le opportunità che la nostra professione è in grado di offrire alla
Sanità Italiana. Si può affermare che, nonostante la grave crisi economica e sociale che
in questi mesi attraversa il nostro Paese, possiamo registrare sicuri segnali di un forte
sviluppo della Podologia, che man mano va acquistando una sua ben marcata fisionomia
e un ruolo ormai analogo a quello raggiunto negli altri Paesi dove la professione era fino
ad ora più sviluppata.
È questo il messaggio che intendiamo mandare alle Istituzioni, alla classe medica e soprattutto alla gente che Vi deve ricorrere. E auguri all’intera famiglia dei Podologi, i quali
con il loro impegno, con la loro professionalità, con la grande esperienza ormai acquisita,
hanno consentito una svolta determinante per il futuro della Professione. E auguri agli
Studenti di Podologia, che sempre più si appassionano agli studi che vanno facendo e
al tirocinio che stanno praticando, nella consapevolezza del grande valore, anche sotto
l’aspetto sociale, della professione che si accingono a svolgere. n
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PODOLOGO in medicina
n.176 ottobre/novembre/dicembre 2013
NEWS
Assicurato dall’0n.le Lorenzin, l’interessamento per i problemi della Podologia
Proficuo incontro del Presidente
AIP con il Ministro della Salute
Benedetto
Leone
Responsabile
Comunicazione A.I.P.
“O
ccorre porgere un grande sentito ringraziamento al Ministro Beatrice Lorenzin per l’interesse dimostrato nel corso dell’incontro, oltre ad
esprimerle una profonda stima, certamente non formale e di facciata, per la competenza dimostrata”.
Così si è espresso il Presidente Mauro Montesi al
termine dell’incontro del 31 ottobre, ripromettendosi
un’ampia relazione al Consiglio Direttivo convocato
per il 23 novembre.
Né poteva essere diversamente, se si tiene conto
dei temi discussi, d’altra parte esposti anche in un
apposito promemoria che il Ministro, dopo l’esame,
ha passato agli uffici competenti, assicurando il suo
personale interessamento.
Si tratta di temi sui quali si gioca il futuro sviluppo
della Podologia in Italia. Vediamoli insieme.
Il profilo professionale: è stato richiesto l’adeguamento a quello vigente negli altri Paesi più evoluti
anche per consentire la libera circolazione negli Stati
membri UE.
Il progetto di assistenza podologica al paziente diabetico: sono state proposte adeguate iniziative per
la pratica attuazione a quanto previsto dal Ministero
della Saluta nel “Piano della malattia diabetica” che
fa esplicito riferimento al “Podologo, considerata la
specialità del piede diabetico”.
Nuovo programma informatico (Podium): è stata fatta
rilevare l’importanza che esso assume non solo nella
gestione dello studio e ai fini della cartella clinica, ma
anche per i dati statistici che saranno resi disponibili
per il Ministero.
La medicina del territorio: è stata dimostrata la fondamentale importanza che rivestono gli studi podologici al fine di valorizzare il territorio rispetto all’ospedale.
Il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin
L’impiego dei giovani: è stato sottolineato l’interesse
per l’impiego dei giovani che sempre più numerosi
frequentano il Corso di Laurea in Podologia.
Il tavolo tecnico: è stato richiesto con l’obiettivo di
valutare le iniziative proposte ed eventualmente realizzarle sul territorio.
“Studieremo a fondo le proposte avanzate dall’AIP,
che trovo estremamente interessanti.
È evidente che esse hanno a cuore gli interessi del
paziente e per questo mi auguro che gli uffici possano attuarle nei tempi brevi”.
Sono le parole con le quali il Ministro ha concluso
l’incontro. n
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n.176 ottobre/novembre/dicembre 2013
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CONGRESSO MONDIALE 2013
Chiuso a Roma il
Congresso Mondiale di Podologia
Benedetto
Leone
Responsabile
Comunicazione A.I.P.
1
200 congressisti provenienti da più di
30 Paesi; 8 sedute plenarie per discutere i più importanti temi all’ordine del giorno;
30 workshop tenuti dai più noti specialisti
della materia; 28 poster raffiguranti le più
gravi patologie podaliche; 55 espositori con
le più recenti innovazioni farmacologiche e
tecniche: queste le cifre del World Congress
of Podoiatry organizzato dalla FIP (Federazione Internazionale Podologi e Podoiatri)
e dall’AIP ( Associazione Italiano Podologi),
che si è concluso a Roma lo scorso 19 ottobre dopo tre giorni di intenso lavoro. Si è
trattato di un evento di straordinario rilievo
che ha costituito una svolta nella crescita
della Podologia Mondiale in termini di ricerca, studio e formazione.
La scelta di tenerlo in Italia ed in particolare
a Roma costituisce un’importante testimonianza dello sviluppo attuale della Podologia
italiana. Ma l’interesse del Congresso deriva
proprio dall’opportunità che offre di capire
che cosa avviene negli altri Paesi, quali siano
le più importanti novità nel campo della diagnosi, della prevenzione, della cura e della
riabilitazione, quale ruolo rivesta la Podologia
nei sistemi sanitari degli altri Paesi. E’ sempre più frequente, infatti, la necessità di cure
podologiche a causa dell’aumento dell’età (il
70% degli anziani soffre di patologie podaliche), dell’aumento della malattia diabetica
e quindi della complicanza del piede diabetico, delle
trasformazioni sociali e quindi delle mutate abitudini (si
pensi al gioco del calcio praticato dai bambini, a quanti
soggetti pratichino lo jogging e a quante signore seguano la moda, dando la massima importanza all’altezza dei
Due legionari romani accompagnano i delegati della FIP
I delegati di tutti i paesi della FIP sul palco
tacchi). Quindi, proprio da questa considerazione balza
evidente l’interesse per una specialità che va sempre più
sviluppandosi in Italia.
Nel corso della cerimonia di apertura hanno portato il
loro saluto Joseph Caporusso, Presidente della FIP e
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n.176 ottobre/novembre/dicembre 2013
CONGRESSO MONDIALE 2013
Il discorso del Presidente della FIP, Joe Caporusso
L’intervento di saluto del Prof. Vincenzo Ziparo
Il Prof. Mauro Montesi durante il suo discorso
Mauro Montesi, Presidente dell’AIP. Ai saluti ha
fatto seguito un’interessante relazione di Vincenzo Ziparo, Preside della Facoltà di Medicina
e Psicologia della “Sapienza”, che, in qualità di
speaker ufficiale dell’Italia, si è soffermato sui
problemi connessi alla formazione universitaria
dei Podologi.
“La forte identificazione con la professione” ha
sottolineato nel suo intervento Montesi “in qualche caso purtroppo si accompagna a una marcata percezione di insufficiente riconoscimento”.
Così il Presidente dell’AIP ha voluto richiamare,
in un contesto Internazionale, la mancanza, sentita in alcuni Paesi tra i quali l’Italia, di una cultura
che riconosca e rinforzi il ruolo del Podologo
nei sistemi sanitari. I temi trattati, dal piede dello sportivo al piede artritico, dalla dermatologia
podalica al piede geriatrico, dalla prevenzione e
cura del piede diabetico all’utilizzo del laser nelle
patologie podaliche, dalla biopsia cutanea alla
medicina preventiva - per citarne solo alcuni testimoniano il rilievo che ha assunto l’evento,
non solo in termini di ricerca podologica, ma anche nell’interesse della gente che deve ricorrere
all’assistenza del Podologo. Un segnale importante sui progressi, unanimamente riconosciuti,
della Podologia Italiana è venuto dalla relazione
di Montesi sul nuovo sistema informatico, denominato Podium, che l’AIP ha inviato ai podologi
associati. “In un momento in cui si parla tanto
della necessità di una maggiore diffusione in Italia della digital technology” ha sottolineato il Presidente Montesi “l’AIP non è stata a pensarci sopra e ha realizzato uno strumento fondamentale
per la gestione dello studio e per la compilazione della cartella clinica di ciascun paziente, ma
anche per comunicare con le altre professioni
sanitarie e in particolare con i Medici di Medicina
Generale, nonché per fornire alle Istituzioni Sanitarie informazioni statistiche di fondamentale
importanza”. Le tre giornate di lavoro sono state
chiuse con il bilancio dell’evento e con i saluti di
rito dei Presidenti della FIP e dell’AIP. n
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n.176 ottobre/novembre/dicembre 2013
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CONGRESSO MONDIALE 2013
n Il discorso del Presidente della FIP, Dott. Joe Caporusso
B
envenuti a Roma per il ventunesimo congresso mondiale della FIP. È veramente un piacere vedervi tutti qui presenti
oggi e vedere tutti questi posti occupati, grazie mille per essere parte del nostro congresso mondiale. Quello che
vedete oggi è il frutto di moltissimi giorni, mesi e anni di duro lavoro di molte persone tutte riunite per rendere questo
il miglior congresso mondiale di sempre. Ho il grande piacere di farvi sapere che questo sarà il congresso con la più
alta partecipazione sia di espositori che di podologi mai registrata fino ad oggi. Penso che ciò meriti un applauso.
Spero solamente che nel 2016 a Montreal in Canada riusciremo a migliorare questi numeri e non vediamo l’ora che
questo accada, ma come vi ho già detto questo non è stato ottenuto con il lavoro di una sola persona in quanto molte
persone sono state coinvolte in questo progetto e mi piacerebbe nominarne alcune ora: in primo luogo il comitato della
FIP. Mi piacerebbe anche nominare il comitato dell’AIP, il comitato dei podologi italiani. Mille grazie. Vorrei ringraziare il
professore Mauro Montesi co-presidente del congresso.
Vorrei poi ringraziare le seguenti persone che hanno preso parte al comitato organizzativo del congresso mondiale: io e
il professor Montesi siamo i co-presidenti, il dottor Chelin l’organizzatore del congresso, Jayne Jeneroux organizzatrice
del congresso, Margreet Van Putten che è stata la presidentessa del congresso del 2010 che ci ha aiutato incredibilmente per la preparazione di questo congresso, Vince Hetherington il presidente scientifico e anche Angelo Marseglia
del comitato scientifico. Grazie a tutti voi per il vostro lavoro. Vorrei anche ringraziare il comitato scientifico del congresso
mondiale: di nuovo il presidente Vince Hetherington, Fernando De Francisco Peñalva dalla Spagna, Alan M. Borthwick
della SOCAP, Janet McInnes della FIP, Mauro Montesi dall’Italia, Günther Fuhrer dalla Germania, Angelo Marseglia di
nuovo dall’Italia e Margreet Van Putten dall’Olanda.
Grazie di nuovo a tutti per il vostro aiuto. Ringrazio tutte le persone che hanno ricontrollato tutti i sommari i nomi sono
troppi da ricordare ma sono importantissimi per la qualità del programma accademico e lo vedrete nei prossimi due
giorni e mezzo. Un programma accademico, che ho appena nominato, che non è secondo a nessuno al mondo. Abbiamo raccolto le informazioni per le persone di tutto il mondo.
Non importa quale livello e in quale posto pratichiate la podologia c’è qualcosa per tutti qui e siamo veramente contenti
di avervi qui oggi. Vorrei sempre ricordare qualcosa del passato della nostra bellissima associazione: la FIP. Abbiamo
la fortuna di avere tre ex presidenti della nostra associazione qui con noi oggi e mi piacerebbe menzionarli in questo
momento. Per prima la signora Gwen French, in secondo luogo il signor Paul Sheldon, e infine il nostro Dottor Robert
Chelin. Vorrei avere ora il privilegio personale di raccontarvi delle persone speciali che ci hanno aiutato per questo
congresso mondiale.
Come ho già detto prima questo congresso mondiale non è secondo a nessuno. Non è secondo nessuno per quanto
riguarda i partecipanti, gli sponsors, le aziende e il programma scientifico. Il signore che sto per presentare ha lavorato giorno e notte per rendere il programma quello che è oggi. Il dottor Vince Hetherington preside della “Kenstate
università” in Ohio ha lavorato freneticamente per far in modo che tutto fosse perfetto fino al piccolo dettaglio. Vi ha
portato espositori da tutto il mondo così che fosse raggiunto lo scopo di questo programma accademico. Con immenso
piacere chiedo a Vince di venire un secondo per ricevere un piccolo regalo da parte della famiglia FIP. La prossima
è una persona che negli ultimi tre anni ha avuto a che fare non solo con il Congresso mondiale ma anche con altre
problematiche della FIP, con le operazioni giornaliere della nostra associazione che sono moltiplicate incredibilmente
nell’ultimo anno e mezzo/ due anni.
Jayne Jenereoux, il nostro direttore esecutivo, è stata a nostra disposizione durante: le notti, le mattine, i sabati, le
domeniche, le vacanze e qualsiasi altro periodo. L’unica cosa da fare era una chiamata via telefono o skype e lei era li
pronta ad aiutarci per qualsiasi cosa avessimo bisogno e il successo di questo programma e anche molto merito suo.
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n.176 ottobre/novembre/dicembre 2013
CONGRESSO MONDIALE 2013
Jayne per favore vieni e accetta un piccolo regalo. Negli Stati uniti abbiamo un modo di dire che dice che la colla è ciò
che ci tiene uniti.
Abbiamo qualcuno fra noi oggi che è il nostro collante. Non solo il collante che tiene unita la famiglia FIP ma anche colui
che ha lavorato senza soste per rendere il congresso quello che vedete oggi. Il dottor Robert Chelin che sono fiero di
definire mio amico, è veramente un pioniere, un uomo che ha dato anima e corpo a questa organizzazione e anche a
questo congresso. Io e Robert ci sentiamo via Skype quasi ogni sera e parliamo del congresso mondiale e cose che
riguardano la FIP. Non vi dirà mai di no, ma solo come e quando vogliamo fare le cose. Il successo di questo congresso
è dovuto in gran parte al lavoro di Robert Cherlin.
Bob potresti salire e accettare un piccolo dono. In seguito dobbiamo avere dei partner in giro per il mondo, partner che
ci possano aiutare ad ottenere i nostri obbiettivi e quest’anno questo partner è stato Mauro Montesi. Conosco Mauro
più o meno dal 1989. Sono stato alla sua scuola, a casa sua con la sua famiglia e la sua bellissima moglie è qui con
noi oggi e la ringrazio.
È veramente stata una buona partnership lavorare con l’AIP quest’anno e negli ultimi due anni per sviluppare questo
congresso mondiale. Apprezzo l’atteggiamento e il contributo del professore e lo apprezzo per aver reso il congresso
mondiale quello che è oggi. Professore per favore accetti un piccolo regalo da parte della FIP. Senza soffermarmi oltre
vorrei lasciarvi alle parole del professor Mauro Montesi.
n Il saluto del Presidente AIP, Prof. Mauro Montesi
I
n qualità di Presidente dell’Associazione Italiana Podologi desidero innanzitutto esprimere un grande ringraziamento
alle Autorità presenti, che hanno voluto testimoniare con la loro presenza l’importanza della nostra professione nei sistemi sanitari di tutti i Paesi. Un particolare ringraziamento per la scelta di Roma al Presidente della FIP, Joe Caporusso,
e ai membri del Comitato organizzatore. Un particolare grazie rivolgo infine ai componenti del Consiglio Direttivo AIP per
l’impegno profuso nella collaborazione con la FIP.
Inoltre desidero, anche a nome di tutti i Podologi Italiani, esprimere ai Congressisti qui riuniti il mio più fervido saluto e
augurio di buon lavoro.
Quello mio è un benvenuto non di facciata, ma di grande consapevolezza circa il rilievo di questo evento che, ne sono
certo, segnerà un’importante svolta nella nostra professione verso il completamento dello sviluppo già in atto.
Non mi soffermerò sul programma, di cui già conoscete la validità. Desidero invece fare un cenno alla città di Roma,
che è orgogliosa della scelta della FIP.
Ebbene, Roma è ben liete di ospitare tante persone unite fra loro dalla meravigliosa professione che svolgono e provenienti da tanti Paesi, anche lontani e lontanissimi.
Ma auguro a tutti che anche per voi la permanenza a Roma costituisca un prezioso momento di cultura, di svago ed
anche di confronto, certo come sono che alle ore dedicate all’apprendimento e alla formazione alternerete altri momenti
dedicati alle meraviglie della “città eterna”, alle molteplici opportunità che essa offre, ai rapporti e agli scambi tra di voi
sui temi culturali, scientifici e professionali.
Voi tutti, anche perché presenti qui, avete dimostrato una forte identificazione con la professione, identificazione che in
qualche caso, purtroppo, si accompagna a una marcata percezione di insufficiente riconoscimento. Lasciatemi allora
sperare che un evento come questo, che andiamo a inaugurare, costituisca un importante segnale di forte rivalutazione
nei confronti della Società Italiana, delle Istituzioni e della Politica.
È con l’ottimismo del fare e con la grande fiducia che ripongo nella nostra professione, che rinnovo il ringraziamento alle
Autorità e a voi tutti il saluto più caloroso dell’Italia, di Roma, dei Podologi Italiani ed anche mio personale.
A voi tutti un abbraccio e buon lavoro!
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CONGRESSO MONDIALE 2013
n Il saluto del Preside, Prof. Vincenzo Ziparo
B
uongiorno ai presidenti del congresso, il dottor Caporusso e il professor Montesi, ai distinti delegati e alle signore e
i signori presenti. È un piacere e un privilegio essere qui per fare questo intervento che non sarà un discorso ma un
semplice saluto di benvenuto a questo congresso mondiale. Ho appena detto che sarà un piacere e un privilegio. Un
privilegio in quanto sono preside di una scuola medica e l’essere stato invitato dimostra l’attenzione speciale data alla
parte educativa della vostra professione e un piacere in quanto questa è una buona occasione per rendere omaggio a
Mauro Montesi. Conosco Mauro Montesi da circa 30 anni e devo dire che la sua dedizione per questa professione in
questo paese è veramente una cosa eccezionale. Il suo entusiasmo, la sua competenza e la sua integrità hanno creato
questa professione in Italia e ancora oggi è la figura che sprona tutti, me incluso.
Abbiamo iniziato la storia 30 anni fa quando in Italia la podologia non esisteva a livello educativo nelle università. Era
insegnata in scuole regionali con il conseguimento di un diploma e veniva insegnata da professionisti dell’associazione
italiana podologi. Per esempio a Roma insegnava Mauro. Poi negli anni 90, con esattezza 20 anni fa nel 1994, a
causa della legislazione europea che permetteva la libera pratica di professioni sanitarie attraverso i confini, ora non
più tali, dell’Europa abbiamo ottenuto l’ammissione per gli studenti di podologia al corso universitario. A Roma c’è stato
uno dei primi, se non il primo, corso di podologia e così abbiamo iniziato questo corso di 3 anni con un esame finale
e il conseguimento della laurea in podologia. Da allora molti lavori sono stati fatti con alcuni master specialmente nella
difficile cura di ferite concentrate sul piede diabetico. Questo di certo non è il posto per spiegare il ruolo che ha oggi la
podologia a livello sanitario in quanto siete tutti professionisti ed esperti del campo. È un ruolo sempre più importante a
causa dell’aumento dell’età media della popolazione e della lunga aspettativa di vita per persone con malattie croniche
come il diabete, l’artrosi, l’artrite reumatoide.
Ha un ruolo importante nel rendere le persone consapevoli e assicurarle una buona salute, nel prevenire gravi handicap
in modo da ridurre o contenere i costi della sanità pubblica che è un tema molto importante in Europa,ma non solo,
in quanto credo che lo sia ancora di più negli Stati Uniti. Stiamo crescendo nell’istruzione della podologia e speriamo
presto di arrivare ad un seconda laurea in podologia di altri due anni cosi da arrivare ad un corso di cinque anni per
chiunque lo volesse fare. Per questo dobbiamo creare una categoria di insegnanti di podologia a livello universitario.
Inoltre stiamo pianificando nel nostro programma di riservare un’attenzione speciale nell’ istruire i giovani anche alla
ricerca in quanto senza la ricerca non esiste l’istruzione e non c’è alcun futuro per le professioni. Quindi questi saranno
i due obiettivi principali per questa laurea di secondo livello: insegnamento e ricerca. Grazie a Mauro abbiamo inoltre
avuto l’opportunità di iniziare un altro corso in un’altra zona d’Italia, una zona molto speciale in quanto bilingue, che è
Bolzano in Alto Adige in cui l’insegnamento avviene sia in tedesco che in italiano e ciò attrae soprattutto studenti di paesi
vicini di madrelingua tedesca. Voglio ricordare e sottolineare che la maggior parte di tutto ciò non è fatto da me ma da
Mauro Montesi. Grazie Mauro penso che questo incontro dimostri quanto sei stimato in tutto il mondo.
Importante nomina per il Prof. Vincenzo Ziparo
Il Preside della Facoltà di Medicina e Psicologia della “Sapienza” è stato nominato presidente della Commissione di esperti per la riorganizzazione della sanità nel Lazio. L’organismo, che è composto da 45 esperti,
avrà il compito di facilitare l’individuazione dei bisogni e, nello stesso tempo, dare un contributo per valutare le
opportunità in ambito sanitario, nonché le carenze, le inefficienze e le eventuali duplicazioni. Questa importante
commissione tecnico-scientifica del servizio sanitario regionale è stata voluta dal governatore Zingaretti per
dotare la sanità del Lazio di un organismo indipendente in grado di assicurare al processo di riorganizzazione
il supporto scientifico da parte di esperti di alto profilo scelti tra i professionisti della regione. Al Prof. Ziparo le
più vive congratulazioni da parte del Presidente Montesi e dell’intera famiglia AIP.
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FORUM E CONVEGNI
A San Donà di Piave, a fine settembre, visite gratuite
dei podologi A.I.P. ai pazienti diabetici
Piede diabetico: una grande
esperienza sul territorio
Benedetto
Leone
Responsabile
Comunicazione A.I.P.
1
63 pazienti diabetici, 8 podologi A.I.P. impegnati gratuitamente per due giornate intere e per la
mattinata di domenica (21/21/22 settembre), sono
queste le cifre che hanno caratterizzato un evento
che costituisce una vera e propria nuova esperienza,
nata da una proposta di Giovanni Franchin, presidente
dell’Associazione diabetici Basso Piave, di intesa con
Carmela Vinci, Direttore del reparto di Diabetologia
dell’Ospedale civile di San Donà di Piave.
La locandina dell’evento
Il gruppo di podologi AIP
La disponibilità del Presidente Mauro Montesi e degli
altri podologi A.I.P. ad effettuare le visite gratuite è stata comunicata alla popolazione con manifesti e articoli
di giornale, cosicché si è verificata una massiccia adesione, oltre ogni aspettativa.
Le visite e, laddove fosse necessario, le cure prestate
sono state oltremodo scrupolose ed occorre dare atto
all’Ospedale Civile di aver reso disponibili ambulatori
ben attrezzati, così da facilitare il lavoro dei Podologi.
Se sussistevano dubbi sull’effettiva utilità per i pazienti
e per il personale sanitario di poter disporre di un Podologo presso i reparti specializzati, tali dubbi sono
stati definitivamente rimossi dalla soddisfazione dimostra dai pazienti stessi, stanchi di peregrinare da un
ospedale all’altro, con scarsi o nulli risultati.
Gli interventi volti a prevenire la complicanza, come
anche le medicazioni alle ulcere iniziali o in stato già
avanzato hanno reso possibile, con ogni probabilità, di
evitare le amputazioni maggiori o minori.
Sembra inutile proseguire nella descrizione dell’iniziativa in quanto abbiamo preferito lasciare spazio (vedi
di seguito) ai commenti di Giovanni Franchin e del Direttore di Medicina Generale Dott. Giovanni Mazzanti.
Anche la Dott. ssa Carmela Vinci ha più volte espresso
il proprio convincimento sull’esigenza, per il suo reparto di Diabetologia, di poter disporre almeno di un
Podologo.
Occorre però ancora una volta sottolineare i risultati
derivanti dall’impegno dell’ A.I.P. a favore di tutti i podologi.
Non può sussistere alcun dubbio, quindi, che la crescita della Podologia in Italia è dovuta proprio all’attività e
alle iniziative dell’Associazione, ai sacrifici di numerosi
associati, a quanti hanno compreso che solo con il
“fare” e non con le chiacchiere si possono ottenere
risultati utili. n
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il
PODOLOGO in medicina
FORUM E CONVEGNI
Un caso emblematico
S
arebbe interessante raccontare tutti i casi che si sono presentati e soprattutto la gratitudine dimostrata dai pazienti.
Poiché lo spazio non ce lo permette, ci limitiamo a descrivere quello che più ha interessato
ed anche emozionato l’intera equipe. Dunque, il Sig. Boeretto Eris si presenta in carrozzella,
accompagnato dalla moglie, infatti non può camminare perché affetto da diabete mellito di
tipo2, piede di Charcoat, ipertensione e frattura del metatarso.
E’ così ridotto quando entra nell’ambulatorio dove si impegnano Mauro Montesi e i suoi collaboratori.
In corridoio si è intanto creato un forte clima di sconforto, oltre che di attesa. Passa circa
un’ora e i presenti sono testimoni dell’altissima professionalità dimostrata dal team podologico insieme alla dottoressa Carmela Vinci. Si apre la porta dell’ambulatorio e il Sig. Boeretto
compare CAMMINANDO e , quel che più commuove, PIANGENDO copiosamente e dicendo ripetutamente “GRAZIE A TUTTI VOI CHE MI AVETE RIDATO LA GIOIA DI VIVERE”.
“Nulla di eccezionale” ci ha detto Mauro Montesi “solo la dimostrazione che è ora di finirla
di far andare peregrinando la gente presso specialisti, sicuramente bravissimi, ma che non
conoscono il PIEDE e che non conoscono altro rimedio che amputare”.
Riflettete!!! Signori che sapete delle 7000 amputazioni ogni anno, ma che ancora non promuovete le iniziative necessarie a riconoscere in maniera definitiva il ruolo del Podologo nella
malattia diabetica. Riflettete!!!
B.L.
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PODOLOGO in medicina
n.176 ottobre/novembre/dicembre 2013
FORUM E CONVEGNI
R: Alla cortese attenzione del Prof. Mauro MONTESI
Medicina Sandona - ULSS10 “Veneto Orientale
mercoledì 02/10/2013 19.09
Associazione Italiana Podologi
Illustre Prof. Montesi,
mi scuso se Le rispondo con qualche giorno di ritardo e mi scuso ancor di più per non essere stato
con Voi nei tre giorni di lavoro, duro e appassionato.
So bene che avete riscosso grande attenzione ed apprezzamento tra i numerosi Pazienti che hanno
affollato gli ambulatori della Diabetologia. L’ iniziativa è stata molto gradita dalla Cittadinanza (tra gli
Utenti in modo anonimo c’erano anche personaggi della Politica locale) ed ha posto in grande risalto
l’ importanza della Podologia.
So anche quanti vantaggi potremmo offrire ai nostri Diabetici (e non solo) se disponessimo di un
servizio di Podologia. E’ inutile che lo ribadisca.
Sappia che cercheremo i modi per rappresentare la necessità di dotarci, nell’ ambito della Diabetologia, di un Podologo e per questo conto anche sull’ aiuto del Presidente dell’ Associazione Giovanni
Franchin. Nel rinnovarLe i miei più sentiti ringraziamenti, esprimo la speranza di averLa prossimamente di nuovo con noi.
Dr. Giovanni MAZZANTI
R: Alla cortese attenzione del Prof. Mauro MONTESI
Carmela Vinci
martedì 01/10/2013 14.24
Associazione Italiana Podologi
Mi scuso del ritardo col quale rispondo, ma rientro oggi da un Congresso internazionale ove ho presentato un abstract in collaborazione con l’ Università di Padova.
Ringrazio ancora tanto tutti voi ed in particolare il Prof. Montesi per la dedizione e l’ impegno dedicato
ad un così gran numero di pazienti.
Riporto anche la grande soddisfazione per l’ iniziativa da parte del Direttore Generale e del mio Reponsabile, dottor Mazzanti.
Io non sono però responsabile del Cad ove lavoro anche se vi passo la maggior parte della mia attività
lavorativa. Ho chiamato quel paziente del quale mi accennava il Prof. Montesi, ho saputo che è andato
ad Abano ed ha messo un gambaletto di gesso.....
Comunque la soddisfazione generale dei pazienti è stata grande.
Sperando in una futura collaborazione le porgo i miei più cordiali saluti
Dott.ssa Vinci
Ringrazio moltissimo, sempre gentile.
Diversi pazienti ringraziano. Uno oggi mi ha detto che per 5 gg. ha camminato senza bastone.
Cordiali saluti
Dott.ssa Carmela Vinci
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n.176 ottobre/novembre/dicembre 2013
il
PODOLOGO in medicina
FORUM E CONVEGNI
ASSOCIAZIONE DIABETICI BASSO PIAVE
San Donà di Piave, 23.09.2013
llustre Prof. Mauro Montesi
Presidente A.I.P.
Roma
Illustre Professore
Desidero innanzi tutto esprimerLe, a nome dell’Associazione Diabetici Basso Piave, il più vivo ringraziamento per l’iniziativa delle visite gratuite che Lei e il suo gruppo avete effettuato all’Ospedale Civile
di San Donà di Piave a quanti soffrono del piede diabetico. Un grande ringraziamento va ovviamente
a chi a San Dona di Piave, ha consentito e reso possibile l’iniziativa:
al D.G. della ULSS 10 Veneto Dott. Carlo Bramezza, al Direttore di medicina generale dott Giovanni
Mazzanti, alla dott.ssa Carmela Vinci, stimatissima diabetologa, a tutto il gruppo infermieristico che
hanno fatto l’impossibile per favorire l’iniziativa. La professionalità dimostrata dai podologi, il tatto
profondamente umano con cui avete curato i casi anche gravi che si sono presentati, l’impegno nel
portare avanti l’iniziativa nell’esclusivo interesse dei partecipanti, rimarranno un ricordo indelebile
per l’Associazione e soprattutto per gli associati che hanno potuto verificare quanto possa essere utile l’assistenza podologica. Assistenza che, proprio in virtù delle visite dei giorni scorsi si è dimostrata
fondamentale sia sotto l’importantissimo aspetto della prevenzione, sia sotto quello delle cure delle
lesioni. Occorre quindi che le istituzioni centrali e periferiche capiscano il valore dell’assistenza podologica per evitare le amputazioni e quindi le sofferenze e i disagi della gente, ma anche il risparmio
che si può realizzare evitando i ricoveri ospedalieri che si prolungano per queste malattie.
Voglio dire, insomma, nella mia responsabilità come Presidente dell’Associazione Diabetici Basso
Piave, come coordinatore delle 34 Associazioni Diabetici della Regione Veneto, e come rappresentante dei diabetici veneti in età adulta nella Commissione Regionale per le Attività Diabetologiche, di
perseguire tenacemente che nelle cure più efficaci per la malattia, è indispensabile la presenza di un
podologo nella organizzazione ospedaliera e soprattutto vengano accreditati gli studi podologici sul
territorio al fine di evitare, ove è possibile, l’ospedalizzazione.
In conclusione, veramente un grazie di cuore da estendere a tutta la squadra di podologi (persone
veramente preparate, squisite, e sensibili verso chi soffre) arrivati a San Donà di Piave :
Dott. Gorizio Furno
Podologo a Roma
Dott. Luca Rizzi
Podologo a Mantova
Dott. Edoardo Zucchi
Podologo a Mantova
Dott.ssa Giovanna Legori
Podologo a Brescia
Dott.ssa Silvana Giovita
Podologo a Brescia
Dott. Leonardo Moretto
Podologo a Treviso
Dott. Lorenzo Gallina
Podologo a San Giovanni Lupatoto (VR)
Dott.ssa Scortichini Lucia
Podologo a Fano (AN)
che con la loro impagabile capacità professionale, unitamente alla sua, hanno ridato la speranza a
tanti pazienti diabetici. Illustrerò questa esperienza agli altri presidenti di associazioni diabetici della
Regione Veneto che coordino in modo che si possa ripetere in altre associazioni.
Voglia gradire i nostri migliori auguri per l’Associazione che lei presiede e i miei cordiali saluti.
Grazie
il presidente: Associazione Diabetici Basso Piave
Franchin Giovanni
Tel.042143331 cell. 3394968104
mail: [email protected]
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il
PODOLOGO in medicina
n.176 ottobre/novembre/dicembre 2013
AIP
La genesi del
Trattato di Podologia
Antonio
D’Amico
Podologo
A.I.P.
I
l Trattato di Podologia presentato a Roma nel corso
del Congresso Mondiale di Podologia targato FIP e
che viene pubblicizzato sia sul portale web dell’Associazione, sia sulla nostra rivista associativa, se da una
parte rappresenta un indubbio punto di arrivo, dall’altra
vorrebbe costituire un punto di partenza verso nuovi
orizzonti.
Colgo l’occasione delle pagine della rivista “il Podologo
in medicina” per spiegare la genesi di questa opera la
cui elaborazione mi è stata affidata dal presidente Mauro Montesi e dal Direttivo dell’A.I.P. L’idea di un testo
rivivere circostanze ed esperienze che si sono dipanate
nell’arco di quasi trent’anni. Quando arrivai a Roma
negli anni Ottanta, con l’entusiasmo di chi si appresta
a vivere un’esperienza nuova e stimolante, credevo di
dovermi confrontare con una realtà consolidata, ben
radicata nel panorama sanitario italiano.
La frequenza della scuola triennale regionale di Roma
e la partecipazione alla vita associativa fecero ben
presto affievolire questa convinzione.
La Podologia, malgrado gli sforzi dell’A.I.P, era in gran
parte da costruire: a prescindere dalla situazione legi-
Presentazione del Trattato di Podologia al Congresso Mondiale
di Podologia svoltosi a Roma il 16-17 ottobre 2013: da sinistra il
Vicepresidente dell’AIP Arcangelo Marsiglia, Antonio D’Amico, il
Presidente dell’AIP Mauro Montesi e l’inglese Paul Shenton.
Nella sede di Firenze dell’Editore Tassinari
si stanno mettendo a punto le ultime correzioni
al Trattato di Podologia AIP
per procedere al Visto-si-Stampi.
dedicato ad alcuni argomenti relativi alla professione
del Podologo viene da lontano, anche se non nell’insperata forma ed estensione che ha assunto. Rintracciare le motivazioni che ne stanno alla base vuol dire
per me fare un tuffo nel passato, rivedere mentalmente
molte persone, alcune delle quali non sono più tra noi, e
slativa, ciò di cui sentivo maggiormente la mancanza
erano i testi scritti da podologi per i podologi, che racchiudessero le loro esperienze e strutturassero teoricamente la professione. A noi studenti non mancavano
certo dei riferimenti teorici, rappresentati per lo più da
libri di settore o da quelli di Podologia stranieri e tra-
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n.176 ottobre/novembre/dicembre 2013
il
PODOLOGO in medicina
AIP
dotti o dagli appunti che i nostri insegnanti ci fornivano. L’esperienza dei colleghi più anziani, i loro consigli,
la possibilità di vederli all’opera e di iniziare a mettere
in pratica i loro insegnamenti erano preziosi, ma non
sufficienti a colmare quel desiderio di dare un’impostazione razionale, meditata alla professione. Si sentiva
cioè la mancanza di un’opera sistematica, entro cui far
convergere queste esperienze professionali. Quando
divenni insegnante nella stessa scuola che avevo frequentato da studente, e successivamente docente del
Corso di Laurea in Podologia, l’esigenza di disporre di
un patrimonio bibliografico che fosse riferimento per
un insegnante divenne ancora più sentita e stringente.
Inoltre, il confronto con alcune realtà internazionali acuiva ancora di più tale disagio. Da questo stato d’animo
nasce la prima motivazione che mi ha spinto a prendere
la penna in mano e a scrivere.
Nel corso degli anni vissuti a Roma, ho avuto poi l’opportunità di rappresentare la mia Associazione in varie
sedi istituzionali (Consulta per le professioni socio-sanitarie del Lazio, CNEL, Università, FIP e altro ancora)
e di confrontarmi con molti esponenti delle altre professioni sanitarie che si battevano ugualmente per il
riconoscimento giuridico delle loro professioni.
Ciò che mi colpiva in questi incontri era la preparazione
con cui sapevano affrontare le problematiche sanitarie.
Si capiva che interpretavano un ruolo dirigenziale a cui
erano stati preparati, si intuiva l’appartenenza ad una
lunga tradizione assaporata e costruita anche, se non
soprattutto, su libri dedicati alle loro discipline.
Da queste sensazioni, impalpabili per certi versi ma ben
chiare nella mia mente, scaturisce la motivazione a voler fornire una base culturale più ampia a coloro che
in futuro avrebbero seguito i miei passi, una base che
andasse oltre la nostra professione e comprendesse
un panorama più ampio ed esaustivo delle esperienze
sanitarie maturate nel nostro Paese.
Pensare ad un Podologo moderno, non solo preparato
nel suo specifico campo, ma sensibile alle tematiche
sociali ed etiche connesse al mondo sanitario, dinamicamente proteso a interpretare le istanze professionali,
ma anche in grado di intercettare le problematiche di
altre professioni sanitarie e, più in generale, della so-
cietà. Di qui l’impostazione di alcuni capitoli del Trattato
che partendo da un’analisi generale del problema, solo
in un secondo tempo approdano alla realtà podologica,
inserendola in un contesto più ampio di cui essa rappresenta a buon diritto un tassello importante. L’ultima
motivazione è nata invece da una personale sensibilità
verso la cultura in genere, che si è tuttavia coniugata
con il desiderio di caratterizzare il percorso formativo
del Podologo di domani anche con contenuti culturali.
Tale aspirazione ha trovato anche un sostegno in molte riflessioni sviluppatesi negli ultimi anni in seno alla
comunità accademica. Mi è stata, ad esempio, d’incoraggiamento in questo senso l’impostazione di Vito Cagli, un medico autore del libro intitolato Malattie come
racconti in cui esamina le descrizioni delle malattie e
dei medici presenti nelle opere dei grandi romanzieri
degli ultimi due secoli. Cagli è convinto – lo dice nell’introduzione della sua opera – che il sapere umanistico
debba giocare un ruolo di centrale importanza nella formazione di un medico e, aggiungo io, di un qualsiasi
operatore sanitario. Egli afferma che “La letteratura e
ogni altra forma d’arte dovrebbero far parte del corredo
formativo del medico e lo aiuterebbero ad accostare
i pazienti come esseri umani e a sapersi confrontare
con la malattia e la morte”. Ecco perché a suo dire è
importante far comprendere agli studenti “già nella fase
della loro formazione, che leggere un romanzo o frequentare un teatro non è soltanto una ‘distrazione’, ma
è anche un completamento della propria educazione”
che contribuirà a renderli migliori.
D’altra parte, il dibattito sulla necessità di introdurre insegnamenti di valenza umanistica, i cosiddetti medical
humanities, si è aperto, tanto in Europa quanto negli
Stati Uniti, da circa trent’anni. In molte università di
medicina sono stati infatti introdotti tali insegnamenti:
sono entrati a far parte del curriculum di studi, oltre
alla storia della medicina, anche la bioetica e perfino
la letteratura, l’antropologia, la sociologia, la musica e
l’architettura.
Secondo questo nuovo approccio, per altro non da tutti
condiviso, lo scopo è di far acquisire al futuro medico quelle dimensioni psicologiche ed etico-sociali del
rapporto con il paziente che, secondo alcuni, la sola
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il
PODOLOGO in medicina
n.176 ottobre/novembre/dicembre 2013
AIP
formazione scientifica di tipo eminentemente clinico non sarebbe in grado
di fornire.
Il problema è complesso e non è
certamente questa la sede per affrontarlo. Io condivido la posizione
di Gilberto Corbellini che “un insegnamento, per così dire, umanistico
debba innanzitutto fornire ai futuri
medici coordinate tematiche e un inquadramento storico-epistemiologico
utili per raccordare contenuti apparentemente scollegati del sapere medico, nonché per definire la cornice
all’interno della quale possono trovare
una collocazione più pertinente anche
le dimensioni etico-sociali ed eticoeconomiche della medicina”.
Ecco perché nel Trattato di Podologia
ho voluto ricercare per ogni argomento affrontato i presupposti storici
e filosofici che ne sono stati alla base
e che lo hanno caratterizzato, per evidenziare come ogni risultato che la
scienza ha raggiunto, come ogni decisione maturata nelle sedi istituzionali
siano il risultato di un processo lungo
e laborioso che si avvale del contributo di più persone e di più idee. La
conoscenza di tale travaglio teorico è
utile, a mio parere, per far sviluppare
in ognuno di noi una consapevolezza
professionale matura e meditata.
Mi auguro che questa opera, pur con
i suoi numerosi limiti, possa incontrare le aspettative degli studenti dei vari
Corsi di Laurea di Podologia, degli
insegnanti e dei colleghi. Se troverà
gradimento, allora si potrà pensare
di dare continuità a questa iniziativa
editoriale per affrontare tematiche più
specificamente cliniche e vicine alla
quotidiana attività podologica. n
22
n.176 ottobre/novembre/dicembre 2013
il
PODOLOGO in medicina
AIP
Grosso impegno dell’AIP per mettere a punto l’organizzazione
Congresso Annuale,
Assemblea dei Soci,
nomina nuovo Consiglio Direttivo
Benedetto
Leone
Responsabile
Comunicazione A.I.P.
C
i avviamo ormai verso il 2014 e quindi verso il
Congresso Annuale AIP, che in primavera riprenderà il ritmo normale dopo l’interruzione del 2013,
dovuta al Congresso Mondiale. Come di consueto
nell’ambito del Congresso si terrà l’Assemblea annuale dei Soci, che quest’ anno riveste grande interesse
per la scadenza, dopo tre anni, dell’attuale Consiglio
Direttivo.
Ma andiamo con ordine, iniziando proprio da questa
scadenza. Come già scritto in altra occasione, al Consiglio che rimane in carica fino alla primavera prossima
va dato atto di un grande contributo in termini di impegno e di professionalità.
Tuttavia il Presidente Montesi ha ritenuto utile, come a
suo tempo espresso in apposita circolare, che i podologi più giovani e più attenti allo sviluppo della professione presentino la loro candidatura al fine di portare
nuove idee, nuovo slancio, rinnovata energia, grande
entusiasmo.
E’ necessario infatti porre una grande attenzione alle
opportunità che la professione può dare alla Sanità
Italiana. Basta leggere l’articolo di apertura di questo
numero sul recente incontro Montesi-Lorenzin per capire quale e quanto impegno occorra per conseguire
obiettivi fondamentali, sui quali si gioca il futuro sviluppo della Podologia.
La revisione del profilo professionale; l’assistenza podologica al paziente diabetico soprattutto dopo l’esplicito riferimento al podologo contenuto nel piano della
malattia diabetica; la capillare diffusione della tecnologia informatica (PODIUM) anche in relazione allo
sviluppo della comunicazione con i Medici e gli Specialisti; la Medicina del territorio rinforzando il ruolo degli studi podologici sul territorio; l’impiego dei giovani
laureati; lo sviluppo della comunicazione verso la gente e verso le istituzioni; la formazione sia universitaria,
Il Convention Center di Bolzano
sia sul paziente nel tirocinio e sia attraverso i master
professionalizzanti. Sono questi i temi di maggiori
rilievo sui quali un rinnovato Consiglio Direttivo dovrà battersi con il massimo impegno. Per
questo, anche da queste pagine parte un invito
a mettersi in gioco.
E veniamo al XXVIII Congresso Nazionale. Al momento di andare in stampa apprendiamo che il Consiglio
Direttivo ha deliberato nel corso della riunione del 23
Novembre che si tenga a Bolzano dall’1 al 4 Maggio
2014, con modalità diverse da quelle dei precedenti
Congressi. Il taglio innovativo prevede infatti l’interattività della formazione che verrà erogata sul paziente
presso veri e propri ambulatori. Il partecipante al Congresso deve sentirsi parte integrata della formazione
partecipando a veri e propri workshop/ laboratori.
Quanto al programma i temi oggetto dell’evento sono
in fase di elaborazione e a breve verrà diffuso il programma preliminare. Una cosa è certa. Ancora una
volta l’Associazione renderà disponibile per i podologi
italiani un evento di grande rilievo sotto l’aspetto della
formazione, non escludendo peraltro momenti di relax
che consentiranno anche lo scambio di informazioni
tra i colleghi sulle difficoltà e i vincoli della professione, ma anche sui successi conseguiti nell’esercizio
della professione stessa. E’ per questo che fin d’ora
contiamo su una massiccia partecipazione che segni
il successo anche del XXVIII Congresso Nazionale. n
23
il
PODOLOGO in medicina
n.176 ottobre/novembre/dicembre 2013
UNIVERSITÀ
Novembre 2013.
Sono otto i neo laureati
in podologia
Rocco
Menechella
Coordinatore
Editoriale A.I.P.
H
a avuto luogo lo scorso 28 novembre 2013 la
sessione invernale delle lauree in Podologia della
Facoltà di Medicina e Psicologia dell’Università “Sapienza”. Un qualificato numero di neo dottori e dottoresse in Podologia che sapranno sicuramente portare
un ulteriore impulso alla professione.
I neo laureati con alcuni componenti
della Commissione d’esame
Hanno dimostrato nel corso del proprio percorso di
studio una forte preparazione sia sotto l’aspetto scientifico che pratico.
Non a caso si sono registrati diversi voti alti, tra i quali
alcuni comprensivi della lode della commissione esaminatrice.
Le più vive felicitazioni vanno quindi rivolte a chi si
accinge a svolgere la professione, forte di un percorso formativo in cui non è mai mancato l’apporto dei
professori durante lezioni di grande spessore, ma soprattutto di un tirocinio pratico svolto direttamente sul
paziente ed altamente professionalizzante.
Vediamo allora, oltre ai nomi dei laureati, le tesi che
hanno discusso (naturalmente in stretto ordine alfabetico).
• Di Venanzio Michela:
Valutazione dell’efficacia di 1 Primary Wound
Dressing sulle lesioni del piede.
• Durante Eleonora:
Protocollo terapeutico sperimentale ecograficamente guidato della capsulite metatarsofalangea
del secondo dito.
• Grippa Rosa:
L’arteriopatia obliterante degli arti inferiori. Il ruolo del Podologo.
• Muti Donato:
I rischi di ulcerazione del piede diabetico.
• Palazzetti Sara:
Prevenzione e cura delle patologie podaliche nel
bambino.
• Pitotti Valentina:
Il Podologo nel team multidisciplinare.
• Quinque Fabio:
Approccio a botton up e a top down.
• Rana Maria Serena:
Applicazione del taping neuromuscolare in ambito podologico: risultati e limiti, nostra esperienza.
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n.176 ottobre/novembre/dicembre 2013
il
PODOLOGO in medicina
NEWS
L’AIP è stata rappresentata dal consigliere Linda Passaro e dal legale Marco Croce.
Il ruolo delle associazioni
nella nuova normativa ECM:
ecco cosa cambia
I
l 23 ottobre si è svolto presso la sede del Ministero
della Salute l’incontro informativo e di approfondimento tra il Ministero della Salute e le rappresentanze
degli Ordini/Collegi e Associazioni professionali per discutere le novità sull’ECM in tema di accreditamenti,
esoneri, esenzioni, tutoraggio individuale, formazione
all’estero e autoapprendimento, già oggetto della determina della CNFC del 17 luglio 2013. Hanno preso
parte per la nostra Associazione, la Dott.ssa Linda Passaro, componente del Consiglio direttivo con delega
per l’ECM, e l’Avvocato Marco Croce.
Per il nuovo triennio 2014-2016, cambia e si rafforza
il ruolo degli Ordini, Collegi e Associazioni professionali, non più solo organi di rappresentanza ma garanti in
prima linea della qualità formativa e certificatori della
formazione e della crescita professionale dei propri
membri.
Saranno infatti gli Ordini, i Collegi e le Associazioni professionali a provvedere alla registrazione nella banca
dati Co.Ge.A.P.S. della posizione dei propri iscritti in riferimento non soltanto alle questioni relative a esoneri,
esenzioni, crediti ottenuti tramite attività di tutoraggio
e formazione all’estero, ma anche relativamente alla
certificazione dei crediti ECM acquisiti e alla valutazione della coerenza con gli obiettivi formativi dichiarati
in fase di presentazione del dossier formativo, dietro
presentazione ovviamente della documentazione completa (ad es. attestato di frequenza corsi di formazione
post-base, documentazione comprovante il periodo di
sospensione dell’attività professionale, attestazione di
svolgimento dell’attività di tutoraggio, etc.).
Diverse le condizioni per i professionisti sanitari non
iscritti a Ordini, Collegi e Associazioni, che dovranno
provvedere in primo luogo alla registrazione tramite il
portale Co.Ge.A.P.S. e successivamente ad inoltrare
alla CNFC le varie richieste inerenti esonero, esenzione
Rocco
Menechella
Coordinatore
Editoriale A.I.P.
o certificazione di acquisizione dei crediti ECM, opportunamente documentate. La competenza al riconoscimento degli stessi avverrà rispettivamente:
• in capo alla sezione IV della CNFC per le questioni
inerenti esoneri, esenzioni e tutoraggio;
• in capo alla sezione V della CNFC per crediti conseguiti all’estero;
• in capo al Gruppo liberi professionisti della CNFC
per autoapprendimento (attraverso materiali durevoli e sistemi di supporto per la formazione continua
forniti da provider accreditati o attraverso attività di
lettura di riviste scientifiche, monografie fino ad un
massimo di 15 crediti nell’arco del triennio).
Le varie sezioni e il gruppo liberi professionisti si avvarranno inoltre del componente della commissione
dell’area sanitaria di riferimento ed eventualmente di
una esperto della professione sanitaria del richiedente,
o in caso di criticità, dell’associazione più rappresentativa e riconosciuta dal SSN.
Altro argomento all’ordine del giorno è stato la riduzione dell’obbligo formativo per il triennio 2011-2013,
sulla base dei crediti effettivamente acquisiti nel triennio 2008-2010. Nello specifico la riduzione seguirà
un criterio proporzionale:
• riduzione di 15 crediti nel triennio 2011-2013 se
il professionista ha acquisito da 30 a 50 crediti nel
triennio 2008-2010
• riduzione di 30 crediti nel triennio 2011-2013 se il
professionista ha acquisito da 51 a 100 crediti nel
triennio 2008-2010
• riduzione di 45 crediti nel triennio 2011-2013 se il
professionista ha acquisito da 101 a 150 crediti nel
triennio 2008-2010 n
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PODOLOGO in medicina
n.176 ottobre/novembre/dicembre 2013
FORUM E CONVEGNI
Approvate e subito operative le nuove linee guida per la prova finale dei corsi di laurea
L’AIP presente a Portonovo alla
Conferenza Permanente delle Classi
di Laurea delle Professioni Sanitarie
Rocco
Menechella
Coordinatore
Editoriale A.I.P.
S
i è svolto a Portonovo (AN) dal 12 al 13 settembre 2013 il meeting d’autunno della Conferenza
Permanente delle Classi di Laurea delle Professioni
Sanitarie (CPCLPS), l’organo istituzionale che riunisce i
Presidenti dei Consigli di Corso di Laurea/Laurea spe-
Il tavolo della presidenza
La sala della conferenza
cialistica e i Coordinatori degli
insegnamenti
professionalizzanti di ogni
sede universitaria, oltre ai
rappresentanti
delle singole
professionalità alle quali i
Corsi di Laurea universitari
sono rivolti, e
La locandina dell’evento
che da sempre
persegue obiettivi di coordinamento, di promozione
dei rapporti e di collaborazione fra Università, Sanità
e Professioni.
A rappresentare la podologia italiana anche questo
anno è stato il vice-presidente Arcangelo Marseglia,
unico rappresentate non solo della categoria ma anche
dei vari atenei, in quanto assenti.
Argomento centrale dell’incontro è stato l’approvazione da parte dell’Assemblea del documento di indirizzo
per la prova finale dei Corsi di Laurea afferenti alle
classi delle professioni sanitarie (secondo il DIM del 19
febbraio 2009), avente valore di esame di stato per
l’esercizio sanitario. Dall’analisi del documento finale
emergono le seguenti valutazioni:
Finalità e caratteristiche della prova finale
La prova finale, che si compone di una prova pratica
e della redazione e successiva esposizione di un elaborato scritto, ha l’obiettivo ultimo di valutare l’effettiva
acquisizione da parte del candidato delle seguenti capacità:
26
n.176 ottobre/novembre/dicembre 2013
il
PODOLOGO in medicina
FORUM E CONVEGNI
•conoscenze e capacità di comprensione applicate:
ovvero la capacità del candidato di applicare le conoscenze acquisite per risolvere problemi nel proprio campo di studio;
•autonomia di giudizio: ovvero la capacità di prendere
decisioni in grado di risolvere efficacemente problemi e situazioni complesse;
•abilità comunicative: ovvero la capacità di attivare
una comunicazione efficace su temi clinici, sociali,
scientifici ed etici;
•capacità di apprendere in autonomia e di interpretare dati per formulare personali giudizi professionali
su tematiche tanto scientifiche, quanto sociali ed etiche.
In particolare la prova pratica sarà incentrata sulla verifica di tali competenze applicate allo specifico ambito
di studio e potrà assumere modalità diversificate, dalla
prova scritta (quiz su conoscenze sia teoriche che pratiche), al colloquio con discussione di casi reali o di un
elaborato/progetto, dalla discussione di contesti clinici
simulati in laboratorio, all’ esame strutturato delle competenze cliniche. L’elaborato di tesi verificherà invece
la capacità del candidato di realizzare, sotto la supervisione di un docente del Cds, un lavoro di progettazione
e ricerca, che contribuisca al completamento della sua
formazione professionale e scientifica.
Composizione e caratteristiche
della Commissione d’esame
La Commissione sarà composta da un numero di
membri compresi tra 7 e 11, nominati dal Rettore
su proposta del Consiglio di Corso di Laurea e dal
Dipartimento di competenza, e comprenderà almeno
2 membri scelti dal Collegio Professionale o in alternativa dalle Associazioni Professionali maggiormente
rappresentative.
A questi si aggiungeranno 2 rappresentanti di nomina
ministeriale con funzione di vigilanti esterni.
Per garantire la massima trasparenza ed assicurare l’effettivo controllo sulla qualità della preparazione
degli studenti, i Relatori di tesi non rientreranno a far
parte della Commissione se non nominati dal Rettore;
allo stesso modo i membri delle Rappresentanze Professionali (Collegi e Associazioni) non dovranno aver
ricoperto il ruolo di docenti o tutor nello stesso corso
di studio per il quale sono chiamati in qualità di commissione d’esame.
Raccomandazioni e valutazioni finali
Ciò che è stato messo in luce in particolare dalla
CPCLPS e che costituisce il filo conduttore dell’intero
documento è la necessità di realizzare un esame finale abilitante per l’esercizio della professione sanitaria,
la cui strutturazione e le cui modalità di svolgimento
possano da un lato garantire valutazioni obiettive dei
candidati e ridurre al minimo la variabilità di giudizio
dei valutatori, dall’altro valutare i candidati sulla base
delle competenze core attese dal Sistema Sanitario
Nazionale da parte di un neolaureato.
Anche per questo motivo la CNCLPS auspica l’attivazione di un monitoraggio nazionale su modalità e criteri
di conduzione degli esami finali (con particolare focus
sui tirocini professionalizzanti) e l’attivazione di sperimentazioni di prove nazionali a valenza applicativa per
arrivare quanto prima a definire sistemi di valutazione
delle competenze raggiunte dai laureandi indipendenti
e standardizzati. n
CIAO MANUELA
Una di quelle notizie che non avremmo mai voluto pubblicare. Lo scorso 4 novembre a causa di una terribile
malattia ci ha lasciati Manuela Zili. Studentessa modello e ragazza solare dal sorriso contagioso. La tremenda
notizia ha scosso tutti gli studenti e l’intero corpo docente del corso di Podologia della Sapienza.
Alla famiglia di Manuela le più sentite condoglianza dal Presidente dell’AIP, dal Consiglio Direttivo e dalla redazione de “Il Podologo in Medicina” .
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Auguri di
Buon Natale e di
Felice Anno Nuovo
dal Presidente
Mauro Montesi
e dal Consiglio Direttivo
FORUM E CONVEGNI
Francesco
Delle Monache
Paolo Grilli
Stefano
Massimiani
Simone Moroni
La voce dell’AIP all’8° Forum
Risk Management in Sanità
Studenti II anno Corso
di Laurea in Podologia,
“Sapienza”
A
pprezzato l’intervento del presidente dell’Associazione italiana podologi Prof. Mauro Montesi durante la terza giornata dell’8° Forum Risk Management
tenutosi al Centro Fiere e Congressi di Arezzo in data
25-29 novembre 2013, a cui ha partecipato una delegazione di studenti del secondo anno Corso di laurea
in Podologia "La Sapienza" di Roma.
Evento particolarmente rilevante per la trattazione di
temi quali l’assistenza domiciliare ai non autosufficienti; la crisi dello stato sociale; l’invecchiamento della
popolazione; l’equipe multidisciplinare; il riordino della rete sanitaria; e per la prima partecipazione attiva
dell’Associazione Italiana Podologi.
Nella Sala Auditorium i coordinatori Augusto Battaglia
(Fondazione Policlinico Tor Vergata) e Mirella Ricci
(Vice Presidente Provincia di Arezzo), dopo un discorso introduttivo, hanno incentrato la questione sulla
“Rete integrata dei servizi e sviluppo della domiciliarità”
e sulle idee per un Nuovo Patto per la Salute dopo la
spending review dettata dal Ministero.
Secondo dati ISTAT dal 2001 al 2011 la percentuale
di popolazione di 65 anni ed oltre è passata dal 18,7%
(10.645.874 persone) al 20,8% (12.384.963 persone); quella degli ultra 85enni è passata dal 2,2% del
2001 al 2,8% del 2011; quella nella classe 95-99
anni registra un aumento del 78,2% e del 138,9%
quella degli ultracentenari.
Si prevede che tali statistiche aumenteranno e sarà
dunque una necessità provvedere alla contestualizzazione di una nuova politica del Welfare che si adegui
ai cambiamenti dello stato di salute della società e vi
sarà bisogno di un nuovo modello ospedale - territorio
sullo sfondo di una integrazione socio sanitaria.
A tal proposito l’intervento del Presidente Montesi ha
sottolineato come sia importante la collaborazione tra
L’intervento del Prof. Mauro Montesi
Gli studenti di podologia presenti ad Arezzo
il Podologo ed il Medico di Medicina Generale per
attuare il decentramento dell’assistenza sanitaria sul
territorio, sia attraverso l’assistenza podologica in studi
accreditati ed attrezzati con apparecchiature adeguate,
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sia attraverso la prestazione dello stesso nelle RSA e
nei Centri Diabetologici, a condizione che queste strutture siano dotate di ambulatori podologici, nonostante
al caso di specie la normativa 16 marzo 1987 n. 115
non sia attuata.
Inoltre il Prof. Montesi ha dato rilievo a quanto si ridurrebbe drasticamente il numero delle ospedalizzazioni
per amputazione maggiore o minore agli arti inferiori, con contestuale abbattimento dei costi della spesa
pubblica, attraverso l’appropriatezza terapeutica del
Podologo inserito in un’equipe multidisciplinare.
Questo tema tra gli altri, ha detto Montesi, è stato sottolineato anche dal Governatore della Sicilia Crocetta,
che ha evidenziato con i 1.249 casi di amputazioni
nel 2012 presso il territorio dell'isola un dramma che
può e deve essere arginato.
E’ dunque necessario che tali propositi vengano attuati
secondo una appropriatezza delle cure e razionalizzazione della Spesa Pubblica, nonché la valorizzazione
del Professionista in un sistema di cura incentrato sulla
Salute del paziente. n
BIBLIOGRAFIA
1) http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2013/07/20/13A06313/
sg
2) http://censimentopopolazione.istat.it/_res/doc/pdf/censimento_in_pillole.pdf
3)http://www.noidiabetici.it/document/legge16marzo87.pdf
4) http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/sicilia/2013/11/
16/Sicilia-Crocetta-troppe-amputazioni-arti_9632687.html
Un video ed un libro al Congresso Mondiale
Grande successo ha riscosso lo stand dell’AIP sia
in termini quantitativi (si stima che tutti i partecipanti si sono quanto meno avvicinati), sia soprattutto
in termini qualitativi per l’interesse mostrato per i
prodotti esposti. In testa a tutto abbiamo registrato
l’interesse per il video “La nostra storia”, proiettato
di continuo presso lo stand. Grande curiosità quindi per l’avvio della podologia in Italia, di pari passo
con l’istituzione dell’AIP. E’ una sequenza, giorno per
giorno, anno per anno, che testimonia la crescita
Lo stand dell’AIP
della podologia in 40 anni di attività. Quanti non erano al congresso mondiale potranno vedere il filmato sul nostro portale e rendersi conto del ruolo e dell’impegno
della nostra Associazione. Ma un ringraziamento particolare deve essere rivolto a chi ha lavorato sul progetto
con grande intelligenza e passione. Ci riferiamo alla studentessa, ormai laureata, Sara Palazzetti che è partita da
un fornitissimo archivio per dare ad esso ordine, sequenza e significato. Un ringraziamento anche a chi ha collaborato con lei prestando la voce narrante: Ilaria Taranto. Oltre al video, grande interesse ha suscitato il “Trattato di
Podologia” presentato proprio per l’occasione, avvalendosi anche della presenza allo stand dell’autore: Antonio
D’Amico (vedi pag. 20). Ciò che più ha colpito è la grande ammirazione dimostrata dai podologi di numerosi
altri paesi, che hanno anche chiesto di poterne disporre, pur essendo in una lingua, l’italiano, a loro sconosciuta.
Un video ed un libro, dunque. Due strumenti di grande valore che hanno contribuito in modo determinante a
rinforzare in Italia ed all’estero l’immagine della nostra Associazione.
B.L.
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Anche quest’anno l’AIP presente al Convegno di Dermatologia Militare
Dermatologia
e Podologia
N
ella suggestiva cornice di Palazzo Salvati all’interno
del Centro Alti Studi della Difesa, si è svolta l’VIII
edizione del Convegno di Dermatologia Militare organizzato come ogni anno dal Policlinico Militare Celio di
Roma, grazie al prezioso coordinamento del Responsabile Scientifico dell’evento, Col. Stefano Astorino.
In mattinata i lavori sono iniziati con il saluto delle Autorità e con varie relazioni che hanno trattato le molteplici esperienze a confronto in tema di attualità in
dermatologia.
La sessione del pomeriggio dedicata alla Podologia e
alla casistica dermatologica si è aperta con la relazione
della Dott.ssa Simoni che ha trattato il tema della “cute e
sport”. In seguito sono seguite altre relazioni molto interessanti soprattutto su un’ampia casistica dermatologica
e oncologica, tema sul quale sono intervenuti vari specialisti come la Dott.ssa Proietti, il Col. Sacerdoti e il Cap.
Di Nunno. Il Prof. Pranteda ha presentato una relazione
sulle “Patologie dermatologiche del piede” nella quale
ha portato vari esempi di patologie che potrebbero indurci in inganno e ha spiegato in maniera molto chiara
e esaustiva come è possibile fare diagnosi differenziale.
Successivamente è stato il turno del Presidente dell’Associazione Italiana Podologi, Prof. Mauro Montesi- anche moderatore della seconda sessione-, che con la
sua relazione “La Podologia nel sistema sanitario: attualità e prospettive nella cura podologica del piede diabetico” ha illustrato i vantaggi che deriverebbero alla Sanità
Italiana dal riconoscimento delle prestazioni podologiche
da parte del SSN.
Infatti si è soffermato sui dati sconvolgenti delle amputazioni negli ultimi anni in Italia (in media 7.000 ogni anno)
e ha fatto notare come si potrebbero ridurre i costi dei ricoveri ospedalieri (1.233.083 negli ultimi nove anni) se
il Medico di Medicina Generale o il Diabetologo indirizzassero i soggetti interessati ad uno studio Podologico.
Sara
Palazzetti
Podologo
Nella interessante e
articolata relazione
il Prof. Montesi ha
sottolineato l’importanza di creare
una collaborazione
tra le varie professioni nell’interesse
Il tavolo della presidenza
del paziente ed ha
anche illustrato il
nuovo programma
informatico, messo
a punto dall’AIP, e
distribuito gratuitamente a tutti gli
studi podologici
per mezzo del qua- L’intervento del M.llo Carlo Bruziches, Podologo AIP
le è possibile creare una fattiva collaborazione comunicando in tempo
reale. Tale relazione è stata seguita con molta attenzione
da tutti i partecipanti presenti sia Podologi che Dermatologi che Chirurghi Plastici. I lavori sono continuati con
altre interessanti relazioni tra cui quella del T. Col. Serra
“ Patologie ortopediche del piede che hanno risvolti in
dermatologia”, con la quale è stata sottolineata l’importanza di creare una collaborazione tra Ortopedici, Podologi e Dermatologi. La sessione si è conclusa con una
relazione del M.llo Bruziches, anch’egli Podologo, su “La
Podologia in collettività militare: attualità e prospettive”
con la quale ha sottolineato l’importanza di disporre di
una figura podologica all’interno del Servizio Militare.
Vogliamo concludere ricordando che l’Associazione
Italiana Podologi è sempre stata chiamata ai convegni
di dermatologia militare, a testimonianza dell’importanza che assume l’informazione e la collaborazione tra le
varie professioni sanitarie. n
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MEDICINA
Il podologo,
figura indispensabile nel S.S.N.
P
iù di 7000 le amputazioni annue del piede diabetico; 31.000,00 € di spesa media per ogni singola
amputazione minore; il 70% dei pazienti diabetici muore
entro 5 anni dall’amputazione. Questi sono gli inquietanti
dati a carico del nostro S.S.N., che descrivono l’attuale
scenario che peraltro si prospetta in tutto l’Occidente.
Ma “il 60% delle amputazioni podaliche posso essere evitate” ci urlano a gran voce i nostri colleghi dagli
USA; sostanzioso taglio percentuale che si ricava grazie
all’intervento preventivo e terapeutico del Podologo. Anche in Italia, dopo l’approvazione del “Piano Nazionale
Diabete”, vedrebbe coinvolto il Podologo Laureato in
una necessaria collaborazione con il Medico di Famiglia
e il Medico Diabetologo, al fine di raggiungere questo
auspicabile traguardo. In qualità di studenti, consapevoli
della scelta universitaria e del percorso formativo in es-
Simone
Moroni
Stefano
Massimiani
Studenti II anno CdL in
Podologia, “Sapienza”
sere, ci chiediamo quindi:
• Che posto occupa il podologo nel nostro sistema sanitario?
• Qual è il suo ruolo nella prevenzione e nella cura del
piede diabetico?
• Quale è lo stato dell’arte dei servizi territoriali podologici dei vari SSR per i pazienti non autosufficienti?
In Italia, pur esistendo leggi al riguardo (Decreto Balduzzi) non ancora opportunamente applicate, la nostra
figura sanitaria viene marginalmente inclusa nel sistema
di cura del paziente diabetico, e comunque esclusivamente a carico del cittadino.
A sostegno di quanto appena detto riportiamo di seguito
un caso, ma se ne potrebbero citare migliaia, di un paziente in cura dal mese di giugno 2013 presso lo studio
professionale del dott. F. Montesi, Podologo.
Il paziente, ottantenne, affetto da diabete di tipo 2 riportava, all'esame obiettivo del piede, ulcerazione apicale
della falange distale del secondo dito del piede sinistro.
Dopo l’intervento del dott. F. Montesi, secondo i moderni protocolli di medicazione avanzata, si è cercato di
evitare e con successo il rischio di necrosi, osteomielite
ed eventuale amputazione. In seguito a complicazioni
sistemiche il paziente veniva ricoverato in un reparto
ospedaliero di diabetologia nell’ultima decade del mese
di luglio. Dopo una degenza di 15 giorni, durante la quale veniva stabilizzata la condizione sistemica del paziente, non si è tenuto conto dell’ulcerazione, che fa parte,
a tutti gli effetti, delle complicazioni del piede diabetico.
La mancanza di conoscenza specifica da parte degli
operatori del suddetto reparto, ha portato gli stessi alle
dimissioni del paziente non prevedendo l’invio ad un Podologo esperto in “Wound Care”.
La vicenda ci è stata riferita dal paziente in questione,
quando, trascorso un mese abbondante dal termine
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MEDICINA
della degenza ospedaliera, e guidato da uno stato doloroso invalidante, si ripresentava volontariamente presso
lo studio podologico. Vista la criticità della situazione,
e preso atto dello stato avanzato dell’infezione, il dott.
Montesi interveniva nuovamente sulla lesione, di concerto con il Medico di Medicina Generale, realizzando
inoltre un’ortesi digitale con scarico selettivo, al fine di
evitare un’amputazione certa. Quel che si può trarre da
questo spaccato di sanità contemporanea, che non prevede l’assistenza specifica podologica sul territorio per i
pazienti fragili e non autosufficienti e le relative dimissioni
protette, pongono noi studenti, ma anche i Podologi,
e ad una serie di riflessioni sulla qualità del S.S.N. e il
“modus operandi” delle istituzioni e della politica.
Inoltre è necessario ribadire l’importanza e il ruolo specifico della figura del Podologo, professionista laureato con specifico profilo professionale ai sensi del D.M.
666/1994, e relative integrazioni quali legge 42/1999
e legge 251/2000. Si può infine concludere che tale
condizione è inaccettabile considerata l’inviolabilità del
diritto alla salute di ogni cittadino. All’attenzione degli studenti del cdl in Podologia e dei nostri futuri colleghi. n
BIBLIOGRAFIA
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McGill M, Molyneaux L, Yue DK. Diabetes Centre, Royal
Prince Alfred Hospital, Sydney, New South Wales, Australia.
[email protected]
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