Esperienza

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Esperienza
n. 1/2010 Anno 60° - Poste Italiane S.P.A. - spedizione in abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in l. 27/02/2004 n. 46) art. 1 comma1,
DCB Roma - € 2,20 - Organo ufficiale dell’Anla, Associazione nazionale Seniores d’Azienda - Contiene IP Tassa pagata
COP 1/10
21-12-2009
9:46
Pagina 1
Esperienza
Mensile di attualità, cultura e informazione
L’INTERVISTA: Giulio Andreotti
PREVIDENZA: Tuttopensioni 2010
GIOIELLI D’ITALIA: Castel dell’Ovo UOMINI E AZIENDE: Abitare
IN QUESTO NUMERO IL VADEMECUM 2010
crociera II cop
18-12-2009
15:35
Pagina 13
CROCIERA “GRANDI ORIZZONTI” 2010
STATI UNITI E CANADA
13 GIORNI CON “COSTA ATLANTICA”
Partenza: da Roma e Milano 21 settembre 2010
L’
itinerario: volo da Roma e Milano per New York – New York – Newport (Rhode Island
–USA) – Boston (Massachusetts – USA) – Bar Harbour (Maine – USA) – Halifax (Canada) – Sydney (Canada) – Charlottetown (Canada) – Saguenay (Canada) e navigazione
nel Fiordo di Saguenay – Quebec City (Canada) – da Quebec, volo di rientro a Roma e Milano.
Crociera lungo la costa atlantica di Stati
Uniti e Canada per ammirare il suggestivo
fenomeno del “foliage” quando le chiome
degli alberi assumono tonalità strabilianti e
dipingono veri e propri quadri en plein air …
oltre naturalmente alla visita delle grandi
metropoli in itinerario.
Pensione completa (bevande escluse); cocktail di benvenuto del Comandante; serata di
Gala; utilizzo di tutte le attrezzature della
nave: animazione di bordo per tutte le età
(giochi, concorsi, cacce al tesoro, tornei,
feste, karaoke, serate a tema, ecc.); spettacoli musicali o di cabaret nel teatro di bordo, balli e
feste in programma tutte le sere durante la crociera; corsi di ginnastica con istruttori qualificati; facchinaggio dei bagagli nei porti; assicurazione medico/bagaglio e contro le penalità di
annullamento viaggio; mance e
quote di servizio a bordo nave per
PREZZI PER PERSONA IN CABINA DOPPIA
partenza da MILANO
tutto il personale; tasse portuali;
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E1
Documenti: passaporto a lettura
ottica rilasciato o rinnovato fino al
26/10/05 o passaporto con foto
digitale emesso tra il 26 ottobre
2005 ed il 26/10/06 oppure passaporto elettronico rilasciato a partire
dal 26/10/06
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SEGRETERIA GENERALE ANLA
TEL.
06.86321128
Sommario corretto 1/10
21-12-2009
17:45
DIRETTORE RESPONSABILE
Franco Panzolini
CONSULENTE EDITORIALE Raffaello Uboldi
SERVIZI Martine O. Belhadi (Personaggi del
passato), Paola Giovetti, Elena Grazini, Ettore Nuara (Lo sport), Riccardo Tucci jr, Raffaello Uboldi, Nora Villa (Made in Italy).
AFFARI SOCIALI Franco Panzolini (Previdenza), Marco Curri (Fisco), Mauro Masini
(Giustizia), Lotario Paladini (Noi e gli altri),
Igor Uboldi (Economia).
OPINIONI Franco Panzolini (Editoriale), Riccardo Tucci (L’angolo del Presidente), Igor
Uboldi (Visti da fuori), Maria Venturi (Vizi e
virtù).
R UBRICHE Fabio Bonacina (Francobolli),
Carlo Pieracci (Scienza), Raffaele C. Costa
(Monete), Il Cruscante (Non dite ma dite),
Wolfi Ferrero (Cultura), Mamma Giovanna
(Cucina), Terenzio Grazini (Posta Condominiale), Iolanda Proietti (Civiltà della Tavola),
Gianna Vannucchi (Collezionismo), Clemy
(Ambiente (e scoperte) - Animali), Carlo
D’Onofrio (Piante e non solo), Giuliana Valci (Oroscopo).
HANNO COLLABORATO Roberto Antognozzi,
Dedy Ferrari Clerici, Alberto U. Rogi, Corrado Sansa, Giorgio Torres, Maria Luisa Urbano.
GRAFICA Annalisa Gatti
IMPAGINAZIONE Roberta Greco
SEGRETERIA DI REDAZIONE Elena Buccini
EDITORE A.N.L.A.
Associazione Nazionale Seniores d’Azienda
Via Monte delle Gioie, 13 - 00199 Roma
Tel. 06/86321128 r.a.
Fax 06/86322076
e-mail: [email protected]
www.anla.it
PUBBLICITÀ DIRETTA
FOTOLITO G.S.A. s.r.l. - 00040 Ariccia (Rm)
STAMPA Punto Web s.r.l. - 00040 Ariccia (Rm)
AUTORIZZAZIONE TRIBUNALE ROMA
19/5/1977 n. 16824
RESPONSABILE DELLE ATTIVITÀ EDITORIALI
Terenzio Grazini
ABBONAMENTI - Annuo euro 20,00 (estero
euro 32,00 ). Una copia euro 2,20 (estero
euro 3,50). I versamenti vanno effettuati a
mezzo di c/c postale n. 77884005 intestato a: Anla, Via Monte delle Gioie, 13 00199 Roma. Iva assolta dall’Editore ai
sensi dell’art. 74, 1° comma lett. c) Dpr
633/1972 e successive modificazioni.
Tiratura media copie 120.000
Finito di stampare il 07-01-2010
Federazione Italiana
Editori Giornali
A.N.L.A.
Iscritta al n. 22 del registro delle
Associazioni di Promozione Sociale
Codice Fiscale: 80031930581
PRESIDENTE NAZIONALE Riccardo Tucci
COMITATO ESECUTIVO Alberto Urbinati, Lorenzo Cafferati, Vincenzo D’Angelo, Marcello Lamioni, Teresa Spampanato, Gino
Toffoli, Terenzio Grazini, Lotario Paladini,
Franco Panzolini.
Pagina 3
SOMMARIO
OPINIONI
Editoriale – Non si vive di solo Pil .............................................................................. 5
Vizi e virtù – Il lusso è finito ....................................................................................... 6
Visti da fuori – La Siria paese chiave per la pace in Medio Oriente ........................... 7
Primo piano – Troppi in Italia i morti sull’asfalto ....................................................... 9
AFFARI SOCIALI
Dai lettori .............................................................................................................. 10-13
Il fatto • Internet e cellulari favoriscono i rapporti • Non dite… ma dite…
• Troppo alti i nostri mutui • L’inquinamento colpisce il cuore
Previdenza - Tuttopensioni 2010 .................................................................... 14-15-16
Sanità - Il Patto per la salute ...................................................................................... 15
Fisco - Finanziaria maxiemendata ............................................................................. 17
Legale - E’ l’ora della class action ............................................................................. 18
Economia - Quanto rende il no-profit ........................................................................ 19
VIAGGI
Gioielli d’Italia – Castel dell’Ovo ........................................................................ 20-21
I grandi fiumi – Il Reno........................................................................................ 22-23
L’ITALIA CHE LAVORA
Uomini e Aziende - Abitare .................................................................................. 24-26
NOTIZIE ANLA................................................................................................. 27-37
Alas-Sarpom, Associazione Seniores Gruppo Finmeccanica (Seniores Alenia
Aeronautica-Area Sud, Gruppo Seniores Selex Sistemi Integrati/Mbda Fusaro,
Gruppo Seniores Galileo Avionica), Circolo Anziani del Lavoro Electrolux
Zanussi, Fincantieri, Gruppo Seniores Alfa Romeo, Gruppo Seniores TelecomItalia, Ina Assitalia, Magneti Marelli. Anla Brescia. Lettere, arte, storia e via via.
Rinnovo Cariche e Organizzazione.
Made in Italy - La moda ai tempi della crisi.............................................................. 38
STORIE
L’intervista - Giulio Andreotti ............................................................................. 39-41
Personaggi del passato - Fausto Coppi ................................................................ 42-43
Il Centenario del Premio Nobel a Guglielmo Marconi ............................................... 44
Italia per bene - Da cinquant’anni marionette d’autore ........................................... 45
ATTUALITÀ
Scienza e tecnica - L’Acqua sulla Luna ..................................................................... 47
Sport - Il Giro d’Italia 2010 ................................................................................. 48-49
Dalle stelle alle stalle ............................................................................................ 50-51
Cultura….............................................................................................................. 52-54
“Genio futurista” all’Ara Pacis - Il libro del mese - Le grandi Mostre
ESPERIENZA FAMIGLIA
Consigli per la casa ................................................................................................... 55
Medicina – Lo scompenso cardiaco ........................................................................... 56
Posta condominiale.................................................................................................... 57
Monete – Anche la numismatica per l’Abruzzo colpito............................................. 58
Francobolli – Programmi incrociati........................................................................... 59
Computer – Facebook cresce e si stila la netiquette
degli utenti modello ............................................................................................... 60-61
Collezionismo – Il Bisquit oggi rivalutato .................................................................61
Civiltà della tavola – Attenzione ai cibi crudi...................................................... 62-63
Storia e tradizioni del poliedrico mondo del vino (1) ....................................... 62-63
Cuciniere – Ricette per un anno, di mamma Giovanna ............................................. 64
Animali – Tra i Sassi di Matera prospera il falco “grillino”....................................... 65
Auto – Jaguar, tartufi e cioccolato .............................................................................. 65
Oroscopo ................................................................................................................... 66
RCS 2010 pag4
23-12-2009
8:20
Pagina 4
Associazione Nazionale
Seniores d'Azienda
READING CLUB
Iscritta al n. 22 del registro
delle Associazioni di Promozione Sociale
gli amici della lettura
Validità dell’offerta 2010
RCS RIZZOLI
Amica
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Anna + Amica biennale
Bravacasa
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35,00
35,00
EDITORIALE
18-12-2009
11:49
Pagina 5
OPINIONI
EDITORIALE
di Franco Panzolini
NON SI VIVE DI SOLO PIL
S
dell’Inghilterra, Dalla grande mostra di Forlì, “Fiori: naeppure è pacifico tura e simbolo dal Seicento a Van
che si trova in una Gogh”, riproduciamo sulla copertina di
Esperienza questo quadro di Henri Fansituazione miglio- tin la Tour “Mazzo di rose e nasturzi in
re in termini di di- un vaso”. Un modo per augurare Buon
soccupazione e Anno a tutti i nostri amici e lettori
ricchezza netta
delle famiglie.
Certo, il Pil non è da scartare, ma non va preso come oro
colato. La commissione europea presieduta dal Nobel
dell’economia Stiglitz e di cui ha fatto parte il nostro Enrico Giovannini, presidente dell’Istat, ha concluso i lavori dichiarando ormai giunto il tempo di abbandonare il Pil
come unico indice del benessere e invitando governi e
studiosi a rivedere gli strumenti d’indagine su crescita e
società, non limitandosi alla modifica delle tecniche di rilevazione del Pil, ma allargando l’indagine alla qualità
della vita, come sanità, istruzione, casa, ambiente. Ha detto Giovannini: «E’fondamentale che il focus si sposti dalla produzione, come accade oggi, al benessere. Va bene
l’attenzione alla Borsa, al prezzo del petrolio e ai tassi di
cambio, ma la scuola e la sanità non sono meno importanti. Il focus sul benessere riflette la necessità di abbinare rilevazioni sulla condizione soggettiva oltre che oggettiva
della popolazione».
Superare il Pil non è facile e presuppone un accordo internazionale per la definizione di una serie di nuovi indicatori. Il Pil è troppo dentro ai problemi economici e finanziari: i parametri di Maastricht in Europa e i rapporti deficit e debito in tutti gli Stati si riferiscono al Pil. Le vicende della crisi planetaria hanno tuttavia insegnato che il Pil
non rappresenta più il termometro adatto a misurare la ricchezza né il benessere di un Paese. Ci sono altri fattori che
rendono la vita più “ricca” di quella garantita dai soldi,
come la possibilità di godere liberamente della natura, di
abitare nella propria casa, di leggere, di studiare, di curare la propria salute, di partecipare gratuitamente o quasi
ad attività culturali, sportive e ricreative.
Da simile riforma dell’indice di benessere, la posizione
dell’Italia nei confronti degli altri Paesi riceverebbe un
enorme vantaggio: basti pensare al suo straordinario patrimonio artistico e culturale e alla sua vasta rete di rapporti associativi e no-profit.
C’è un altro indice di benessere, forse quello più importante, ma non commisurabile: vivere in pace con gli altri
e soprattutto con la propria famiglia.
ta per finire il dominio del Pil, il prodotto interno lordo che, in ogni Paese, misura il valore
complessivo dei beni e dei servizi prodotti a livello nazionale in un determinato periodo di
tempo, generalmente un anno, vale a dire il
reddito e la ricchezza. Infatti, nel pieno di un controverso
processo di globalizzazione e di una crisi mondiale, ci si
è accorti che una cifra non può da sola rappresentare l’indice di progresso di un Paese.
Il primo al mondo a introdurre un nuovo misuratore
della ricchezza è stato il Bhutan, piccolo Stato montuoso dell’Asia incastrato tra Cina e India. Il re del
Bhutan decise trent’anni fa di sostituire il Pil con il Fil
per misurare la “felicità interna lorda” dei propri sudditi: oltre al reddito pro-capite, il Fil considera il tempo libero dei cittadini, le vacanze e la disponibilità dei
parchi in cui potersi ristorare a contatto con la natura
ed anche la dimensione religiosa.
Più recentemente gli esperti di economia hanno messo a
punto alcune proposte alternative al Pil: l’Isu, indice di
sviluppo umano, che misura le tre cose più importanti nella vita delle persone, quindi di un Paese, ossia la possibilità di avere una vita lunga e sana, di essere istruiti in modo adeguato e di avere risorse sufficienti per vivere serenamente, cioè lavoro, casa, medicine, ospedali. Ci sono
poi l’Isew, indice del benessere economico sostenibile e
l’Ef, somma delle “impronte sostenibili”, ossia l’impatto
che l’uomo esercita sull’ambiente circostante.
C’è anche il “superindice Ocse”, che misura l’andamento
del ciclo economico di un Paese in termini di produzione
di beni e servizi, cioè ricchezza prodotta dalle imprese,
con un anticipo di tre trimestri.
Forse il concetto di puntare tutto su indici numerici, è sbagliato. Come si può misurare la felicità delle persone?
Non è possibile, perché la felicità è uno stato dell’anima,
soggettivo, che può variare molto nel corso della vita, e
non esiste la felicità collettiva. E’ meglio puntare sul benessere di un popolo, quindi ricercare indici con cui misurare il progresso economico unitamente a quello sociale, utilizzando tecniche psicologiche e sociologiche, non
solo statistiche oltre che economiche, come invece è il Pil.
Dall’esame dei dati del Pil di questi anni di recessione
mondiale, è risultato provato che la gravità della crisi e le
sue conseguenze sulle economie nazionali non sono misurabili in termini di caduta del Pil. Per esempio, l’Italia
chiude il 2009 con un Pil inferiore a quelli della Spagna e
5
VIZI E VIRTù 6
21-12-2009
8:49
Pagina 6
OPINIONI
di Maria Venturi
VIZI E VIRTU’
IL LUSSO E’ FINITO
R
istoranti pieni, famiglie in coda nelle
pizzerie in attesa di un tavolo libero,
lunghe file (e ingresso numerato) per accedere alle vendite promozionali e ai
grandi saldi, paradisi delle vacanze presi d’assalto.
Tutto questo avveniva soltanto un anno fa e, benché
la recessione economica fosse già iniziata, costituiva l’argomentazione più valida per i “negazionisti”:
dov’è, questa crisi? Tutti continuano la vita di sempre! La risposta era evidente: in una città con centomila abitanti, bastano cinquemila benestanti per
affollare ristoranti, negozi e agenzie di viaggi.
Che oggi il peggio sia stato scongiurato oppure debba ancora arrivare, una cosa è certa: da decenni non
si assisteva a uno scenario tanto desolante. Milione
in più o in meno, i ricchi esistono sempre e mantengono il loro potere d’acquisto: eppure non bastano
più a salvaguardare l’immagine delle città opulente
e spendaccione.
Chiudono negozi e ristoranti storici, paninerie e tavole calde hanno soppiantato l’alta cucina, il “Made in Italy” è quasi totalmente in mano all’azionariato straniero, i piccoli capolavori del nostro artigianato hanno lasciato il passo ai mercatini etnici e
gli unici segnali di vita notturna sono rimasti i centri della “movida” giovanile, con due birre e quattro
schiamazzi.
I pessimisti vedono in questo scenario la prova conclamata di una crisi in atto e ben lontana dalla fine.
E’ indubbio che la disoccupazione, il precariato, le
pensioni inadeguate persino
ai parametri di
sopravvivenza,
lasciano poco
spazio all’ottimismo (termine che per milioni di nuovi
poveri può ad-
dirittura risultare offensivo). Tuttavia, se si vuol fare un’analisi che vada oltre le statistiche, le previsioni e le indagini di mercato, da queste desolanti
realtà emerge una tendenza positiva: la fine del lusso inteso come ostentazione, sperpero, oltraggio alla miseria. L’improvviso crollo del Dubai, l’emirato con gli alberghi più sfarzosi del Pianeta, simbolo
stesso del lusso più sfrenato, ci fa capire che si sta
ridimensionando anche una fascia di utenza erroneamente ritenuta inestinguibile: quella dei nuovi
ricchi provenienti dalle economie e dalle mafie
emergenti, affamata di status symbol da ricercarsi
nelle suite da trecentomila euro a notte, nelle aste di
Sotheby’s, nel brillante da venti carati, nella rubinetteria d’oro massiccio.
Soffermandoci su casa nostra, questo ridimensionamento è già concretamente in atto. Gli abiti e gli accessori griffati hanno ancora il loro zoccolo duro,
ma la vera snob è la signora che va a caccia di abiti vintage, sfoggia il gioiellone da cinque euro acquistato nel negozietto dei cinesi, aborrisce le pellicce (anche ecologiche!), si tinge i capelli in casa.
Non occorrono prenotazioni di venti giorni (e oltre!) per accedere alle suite dei cinquestelle e sono
in crisi i ristoranti “mitici” dove una tavolata di sei
persone lasciava mediamente trecentomila euro per
una cena (vini esclusi).
Rispetto per il danaro? Comune senso della decenza? Voglia di distinguersi dai nuovi ricchi o dai coatti del consumismo? Qualunque sia la motivazione, l’era dello
sperpero sta
dando gli ultimi colpi e alla
fine di questa
crisi avremo
ritrovato anche un senso
dell’etica per■
duto.
6
visti da fuori 7
18-12-2009
9:15
Pagina 7
OPINIONI
VISTI DA FUORI
LA SIRIA PAESE CHIAVE
PER LA PACE IN MEDIO ORIENTE
L
a Siria paese chiave per la pace in Medio Oriente? In tanti lo pensano, soprattutto a Washington. Fino a ieri in
testa nell’elenco dei Paesi canaglia,
quelli che George W. Bush avrebbe voluto democratizzare a colpi di bazooka. E bisogna
ammettere che la Siria ci aveva messo del suo nel
meritarsi una simile collocazione. Per esempio la
“porosità” della frontiera con l’Iraq, dalla quale
passano non pochi degli attentatori contro l’attuale
governo irakeno. O l’uccisione del premier libanese Rafic Hariri, attribuita ai moukhbarat, i servizi
segreti siriani. Ma su un altro piatto della bilancia
c’è da mettere il ritiro dei siriani dal Libano, dopo
quasi vent’anni di occupazione, e la conclamata volontà di Damasco di ritagliarsi in futuro una posizione “degna” sullo scacchiere mondiale. A conferma il respiro di sollievo col quale in Siria è stata accolta la vittoria di Obama. O il dialogo in atto con
la Francia.
Un dialogo che si è tradotto nel viaggio ufficiale di
Bachar-al-Assad a Parigi, accompagnato dalla
sua splendida consorte.
Paese non privo di contraddizioni, la Siria è
dominata, politicamente
parlando, dagli alauit,
una setta islamica in assoluto minoritaria, il 10
per cento della popolazione contro il 70 sunnita. Non ha mai nascosto
il suo appoggio agli
Hezbollah libanesi o ai
palestinesi di Hamas,
ma all’interno reprime duramente ogni movimento
islamista che si riveli anche solamente un po’ ribelle. Con 20 milioni di abitanti vive di agricoltura, industria petrolifera e tessile, turismo, con un reddito
per abitante pari a un decimo dei Paesi sviluppati.
Ma di recente a smuovere le acque c’è stato l’invito rivolto ad Obama a venire a Damasco, una sorta
di seguito logico alla rinnovata politica di intesa.
E Washington non ha fatto orecchie da mercante,
dapprima annunciando la nomina di un ambasciatore, dopo quattro anni di sede vacante. In seguito
spedendo in Siria tutta una serie di emissari incaricati di stendere la bozza di un possibile piano di pace con Israele. Grande oggetto del contendere è il
possesso delle alture del Golan, strappate dagli
israeliani alla Siria nel corso della guerra cosiddetta dei Sei Giorni, e che Tel Aviv giudica di importanza strategica. Recuperarle, consentirebbe a elAssad di confermare ai suoi che si può ottenere
molto di più con la pace che con la guerra. Per altro
verso non sarebbero pochi i vantaggi per l’Occidente nell’annoverare fra i
Paesi
“ragionevoli”
una Siria araba capace
di avere buoni rapporti
sia con l’Iran che con la
Turchia che arabi non
sono e militano su lati
opposti della barricata.
Una Siria che non sarebbe più il rifugio privilegiato dei terroristi
di ogni genere e specie.
La sfida è difficile. Ma
mette conto di tentare.
I.U.
7
ventidalmondoviaggi-8
18-12-2009
14:25
Pagina 8
PROPOSTE RISERVATE AI SOCI
ANLA
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DA MOSCA A SAN PIETROBURGO
LA
VOLGA
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LUNGO LA
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11 giorni - partenze 12 luglio e 1 agosto 2010
da Milano, Roma e Venezia
Navigazione sui fiumi Volga e Neva da Mosca a San Pietroburgo. La
navigazione fluviale rappresenta il modo più bello e rilassante per
esplorare un paese come la Russia, dove il sistema di canali ha
sempre svolto un’importante ruolo nella vita sociale ed economica.
Il sogno dello zar Pietro il Grande, creare una via d’acqua navigabile che collegasse Mosca a San Pietroburgo, poté essere realizzato
soltanto a distanza di tre secoli: scavando canali navigabili, creando bacini idrici, costruendo ben 18 chiuse per superare i 162 metri
di dislivello lungo i 1400 chilometri che uniscono l’una all’altra le
due città.
Quote di partecipazione secondo la cabina richiesta
Quota di partecipazione
con voli diretti da
Roma/Milano
25 partecipanti
€ 3.850,00
Tasse aeroportuali (al 10 settembre 2009) € 120,00.
Possibilità di partenze da
altre città via Roma o Milano.
Pensione completa - Accompagnatore dall’Italia
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Partenza: 15 maggio 2020 - 19 giorni
Perth (la città più isolata della Terra); il deserto dei Pinnacoli nel Nambung National Park; Melbourne,
città Regina del Sud ordinata ed elegante; gli spettacolari scenari della Great Ocean Road fino ai “12
Apostoli”; Sidney (3 giorni nella più bella città del mondo) con crociera nella splendida baia dove nel
1770 capitan Cook gettò l’ancora della sua nave; Ayers Rock ed il parco nazionale di Uluru per ammirare
il famoso “Monolito” all’alba ed al tramonto; Port Douglas e la barriera corallina; Cairns: i segreti della
foresta pluviale più antica del mondo, l’esplorazione della barriera corallina con un semi-sommergibile
panoramico e, per finire, il “Kuranda Scenic” a bordo di un caratteristico treno attraverso la foresta e
le spettacolari cascate fino al parco culturale Aborigeno di Tjapukai per assistere agli spettacoli sulla
storia della cultura aborigena. L’arrivo in Australia ... dopo una sosta rilassante con visite a Hong Kong
ed il rientro in Italia dopo una altrettanto rilassante sosta a Bangkok
Quota di partecipazione da Roma/Milano – 20 partecipanti - € 5.720,00
Tasse aeroportuali - al 30 novembre 2009 - € 560,00
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LE CITTA’ IMPERIALI E LA VIA DELLE KASBAH OLTRE IL MEDIO E BASSO
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ATLANTE
Alla scoperta di un Marocco fuori dai sentieri più battuti: dalle favolose oasi verdeggianti della vallata
del Draa alle prime dune scolpite dai venti del Sahara, senza tralasciare le invitanti città di Ouarzazate
e di Marrakech. Casablanca con la famosa Corniche ed il monumento più famoso della Moschea Hassan
II - Rabat, moderna capitale del Marocco – Meknes con la Bab Mansour, la porta più bella del Marocco
– il sito archeologico romano di Volubilis, patrimonio UNESCO - Fes, la più antica e nobile delle città
imperiali – attraverso la suggestiva via delle 1000 Kasbahs fino a Ouarzazate, naturale set cinematografico e Marrakech, la millenaria, con la famosa piazza, la Jemaa el Fna … infine le ultime tappe, Essaouria e El Jadida che riportano a Casablanca
Quota di partecipazione da Roma– minimo 30 partecipanti - € 1.560,00
Tasse aeroportuali: € 110,00
Partenza da altre città collegate con voli Alitalia via Roma: nessun supplemento. Partenza da Milano
Linate via Madrid: nessun supplemento. Pensione completa - Accompagnatore dall’Italia
PER
INFORMAZIONI RIVOLGERSI ALLA
SEGRETERIA GENERALE ANLA
TEL.
06.86321128
primo piano 9
18-12-2009
15:49
Pagina 9
di Alberto U. Rogi
L
e cifre sono impressionanti. Ben 14 morti al
giorno per incidenti
stradali. Un costo sociale pari al 2 per cento del Pil. E quasi sei incidenti su
dieci causati dall’abuso di alcool.
Da qui la richiesta di leggi più severe contro i pirati della strada (oltre a degli interventi a monte affidati per esempio all’educazione
scolastica). La manifestazione più
eclatante si è avuta a Roma con cinquemila “dissuasori” sdraiati sull’asfalto di via dei Cerchi a cinque
metri di distanza gli uni dagli altri:
cinquemila come le persone che
ogni anno muoiono in Italia negli
incidenti stradali. E’ la manifestazione organizzata dalla Fondazione
Ania; la prima volta, come dice il
suo segretario generale, Umberto
Guidoni, che in Europa si svolge
una coreografia del genere per sensibilizzare l’opinione pubblica sul
tema della sicurezza stradale. In
Italia, si sa, ne abbiamo più bisogno
che altrove: cinquemila morti fanno un bilancio nazionale assai più
tragico che in altri Paesi. Perciò i
“dissuasori” (giovani volontari dell’Ania e cittadini comuni) si sono
adoperati, al suono delle trombe e
al rullio dei tamburi, nel “dissuadere” l’opinione pubblica dalla guida
pericolosa.
Il presidente dell’Ania, Sandro Salvati, è convinto che servano «progetti sistematici a breve, medio e
lungo termine, come l’inserimento
di un’ora di educazione stradale
nelle scuole, più controlli e più risorse alle Forze dell’Ordine», e ovviamente pene più severe contro i
killer della strada. Cose che ha anche ripetuto davanti alla Commissione Lavori pubblici del Senato,
nel corso della sua audizione. E
Mario Calducci, presidente della
Commissione Trasporti della Camera, che il disegno di legge ora in
discussione al Senato ha “licenziato” nello scorso luglio, ha ribadito
OPINIONI
OPINIONI
PRIMO
PRIMO PIANO
PIANO
TROPPI IN ITALIA
I MORTI SULL’ASFALTO
Almeno 14 vittime al giorno. Da qui la richiesta di nuove
leggi e di altre iniziative correttive
nella cornice di via dei Cerchi (era
presente anche lui alla manifestazione) alcuni dei capisaldi della
nuova legge: tasso alcolemico zero
per i neopatentati e i professionisti
della guida come i camionisti, un
centro unico di raccolta dati presso
il ministero dei Trasporti per avere
un aggiornamento sul numero di incidenti più periodico di quanto avviene ora e il 50 per cento delle
multe da destinare alla sicurezza
stradale, alla formazione scolastica,
alla manutenzione delle strade e a
intensificare i controlli. «Chi guida
– ha detto Calducci – deve essere
soggetto a più controlli e a maggior
severità, ma al contempo non deve
essere considerato un bancomat. I
Comuni non devono fare dei controlli che a volte sono dei trabocchetti come gli autovelox nascosti:
molti Comuni, specie in provincia,
ne fanno un uso scriteriato».
E’ molto probabile che il testo della
legge, così come è stato trasmesso
dalla Camera al Senato, non subisca
9
stravolgimenti a Palazzo Madama. I
senatori della Commissione Lavori
pubblici sono impegnati in questi
giorni in un ampio giro di audizioni
per sentire tutti i pareri e i suggerimenti delle organizzazioni che ruotano intorno alla sicurezza stradale.
Si indovina facilmente che il contenzioso più forte sarà comunque con la
Fipe (Federazione dei pubblici esercizi) e con i gestori di discoteche e
locali pubblici per quanto concerne
l’ora in cui sarà vietato vendere alcolici, oggi fissata alle 2 di notte. Un
orario contrastato soprattutto dai gestori delle discoteche. Ma come dice
Giuseppe Cassaniti Mastroini, presidente dell’Associazione italiana familiari delle vittime della strada:
«Non si può barattare il guadagno
dei gestori di discoteche con i troppi
ragazzi che muoiono o uccidono perché in preda all’alcool».
Fondamentale infine il problema
delle pene. Oggi troppo leggere per
chi uccide – colpevolmente – al vo■
lante.
dai lettori 10-13
18-12-2009
9:17
Pagina 10
AFFARI SOCIALI
DAI LETTORI
▼ USURANTI,
ANCORA
IN ATTESA
Premesso che il sottoscritto opera come volontario del Caf e Patronato
Ital-Uil, gradirei avere un
chiarimento in base alle
vostre conoscenze, ad un
quesito che nel suo sviluppo mi lascia perplesso.
Dunque: nel novembre
2008 abbiamo presentato
all’Inps domanda di prepensionamento per un lavoratore chiedendo l’applicazione della legge
247 e Dl 08/2003 n. 66
(lavori usuranti e notturni), la domanda è stata respinta in quanto il soggetto non aveva maturato
l’età anagrafica necessaria (57 anni) e questo lo
sapevamo. Essendo il lavoratore in procinto di
maturare i requisiti necessari, abbiamo contattato
l’Inps per eventualmente
avviare la pratica. L’istituto risponde che non esiste più l’agevolazione
prevista. Chiedo:
1) la legge 247 del 24-122007 e il Dl 08/2003 n. 66
sono state abrogate?
2) come e quando? Ed
eventuale alternativa.
Giovanni Stanglini
Novara
La legge 247-2007 aveva
previsto una delega legislativa per varare la normativa per il pensionamento anticipato dei soggetti che svolgono lavori
usuranti, di riforma del
precedente D.lgs n. 347
del 1993, che all’art. 2
prevedeva benefici previdenziali.
IL FATTO
INTERNET E CELLULARI FAVORISCONO I RAPPORTI
Internet e cellulari favoriscono le relazioni sociali. Lo sostiene uno studio del centro di ricerche Pew International, il primo a indagare il collegamento tra uso delle nuove tecnologie e isolamento sociale.
Postare, chattare, digitare, chiacchierare al telefono, insomma, farebbero
un gran bene alla socialità. Per dirla tutta, sottolinea lo studio, il volume dei rapporti sociali è in media più alto del 12 per cento tra chi usa il cellulare e del 9 per cento tra chi
prende parte a photo-sharing e invia e-mail. Tra gli intervistati solo il 45 per cento confessa di affrontare questioni intime o importanti con familiari e amici: lo fa il 55 per cento dei
“tecnologici”. Chi scambia foto on-line ha il 61 per cento in più di possibilità rispetto alla
media di incontrare interlocutori con interessi politici
differenti, i blogger hanno il
95 per cento di opportunità
di avere relazioni multietniche. E a chi sostiene che il
web confini il cielo dietro
un monitor, fate sapere che
gli internauti sono per il 42
per cento più numerosi di
chi frequenta parchi o bar,
rispetto ai casalinghi e pantofolai.
C.U.
La Finanziaria 2001 (legge n. 288/2000) previde
una disciplina transitoria, i cui effetti si sono già
esauriti. Peraltro il D.lgs
attuativo della 247/2007
non è stato emesso e
quindi la norma che agevolava l’uscita anticipata
dal lavoro, prevista nella
stessa 247 sul Welfare è
rimasta lettera morta.
Per le agevolazioni previdenziali sui lavori usuranti erano previste nuove regole con il decreto
legge n. 112 del 2008, secondo le quali, chi rientrava nella lista degli addetti ad attività usuranti
poteva fruire di un anticipo massimo di tre anni
sull’età minima prevista
per la pensione di anzianità, a condizione di aver
compiuto i 57 anni di età,
da combinare con almeno
35 anni di contributi; ma
poi, in sede di conversione della legge (n.
133/2008) la norma è stata stralciata e sostituita
con il “collegato” in materia di lavoro alla Finanziaria 2009, che ha
delegato il Governo ad
adottare uno o più decreti legislativi di riassetto
normativo per il diritto al
pensionamento anticipato in conformità dei criteri stabiliti con la legge
247/2007.
Il testo del “collegato”,
disegno di legge n. 1167
di delega in materia di lavori usuranti, controversie di lavoro e ammortizzatori sociali, dopo un
esame durato 13 mesi (fu
approvato dalla Camera
il 28 ottobre 2008), alla
fine dello scorso novembre è stato approvato dal
Senato ed è ora all’esame
dell’altro ramo del Par10
lamento per il varo definitivo “in terza lettura”,
previsto (salvo ulteriori
modifiche) ai primi di
questo gennaio. Successivamente, ossia entro tre
mesi, il Governo dovrà
intervenire sulle attività
usuranti.
Per ora, dunque, per gli
addetti ai lavori usuranti,
non si parla di pensionamento anticipato, anche
se la norma prevede (con
decorrenza 1° gennaio
2008, come stabiliva la
247/2007?) la possibilità
di conseguire, su domanda, il diritto alla pensione
con requisiti inferiori a
quelli previsti per la generalità dei lavoratori dipendenti. Nella delega al
Governo tuttavia è stato
inserito un “meccanismo
della priorità nella decorrenza dei trattamenti
pensionistici, qualora,
dai lettori 10-13
18-12-2009
9:18
Pagina 11
ANTISTANTE E RETROSTANTE
nell’ambito della funzione di accertamento del
diritto al beneficio, emergano scostamenti tra il
numero di domande accolte e la copertura finanziaria a disposizione”. Il che vuol dire verifica dei limiti di bilancio,
in particolare nella definizione della platea dei
beneficiari e delle aliquote contributive per la copertura dei conseguenti
oneri.
▼ INVALIDITA’
PER I PUBBLICI
Sono un dipendente pubblico. Un mio collega, più
giovane di me, dopo aver
fatto diverse analisi ed
esami diagnostici e aver
superato una visita fiscale
presso una Commissione
medica militare, è stato
collocato in quiescenza
anticipata. Premesso che,
secondo il mio parere, le
mie condizioni di salute a
causa del lavoro che svolgo non sono migliori del
collega, vorrei sapere come avviare la mia pratica
per ottenere il pensionamento anticipato per motivi di salute.
Fabrizio Condemi
Napoli
I dipendenti pubblici devono presentare la domanda di pensionamento
per motivi di salute all’amministrazione di appartenenza, depositando
la documentazione richiesta e rispondendo alle domande dell’apposito
modulo, la cui seconda
▲
segue a pag. 12
Un lettore romano, il signor AdelmoTraccanelli, chiede:
“Se antistante, retrostante, sovrastante, sottostante, circostante significano ‘che sta davanti a, che sta dietro a,
eccetera’, perché si dice ‘antistante il palazzo, retrostante il palazzo, eccetera, sopprimendo la preposizione a?
Lo dicono alla radio, alla televisione, eccetera”. Caro signor Traccanelli, è vero che si sente dire indifferentemente ‘antistante il palazzo’ e ‘antistante al palazzo’, e
lo stesso avviene nella scrittura, ma questo dipende dall’uso, perché non c’è una regola certa. Sullo Zingarelli,
alla voce antistante, oltre a spiegare che si tratta del participio presente del verbo antistare, si avverte che il termine è anche un aggettivo, e che significa ‘che sta davanti’. Si forniscono infine
due esempi d’uso: “il giardino
antistante alla villa; il piazzale antistante il municipio”. Se
si volesse cercare una spiegazione, si potrebbe osservare che antistante non significa propriamente ‘che sta davanti a’,
ma soltanto ‘che sta davanti’, e infatti può essere usato anche senza complementi: ‘il palazzo antistante’. Per i complementi, poi, ognuno può scegliere il complemento di termine oppure il complemento oggetto.
NON DITE...MA DITE…
LE NOVITÀ DELLO ZINGARELLI
Ho citato, per la risposta, lo Zingarelli, e questo mi permette di dare qualche notizia sull’ultima ristampa del più diffuso dizionario della lingua italiana. Si tratta della revisione del
2010 della dodicesima edizione, che presenta alcune novità. Compare per esempio, per
la prima volta, un simbolo grafico rappresentante un fiore stilizzato. Questo simbolo è posto davanti a circa duemilaottocento parole, definite parole da salvare. Si sono voluti indicare i termini che appartengono alla lingua italiana con piena legittimità, ma di cui si teme la sopravvivenza, perché insidiati, o addirittura minacciati da sinonimi maggiormente
usati da un parlar comune sempre più sciatto e approssimativo.
Ma il motivo principale che fa finire ogni anno questo vocabolario sui giornali è costituito dalle parole nuove e dai nuovi significati che hanno acquisito vecchi vocaboli.
Quest’anno le novità sono circa milleduecento, e tra loro, come sempre, sono elencate le parole straniere ormai diventate d’uso comune anche nella nostra lingua. Prima di
citare qualcuna di queste novità, c’è da osservare preliminarmente che queste parole
nuove sono in realtà termini già in uso, che il vocabolario registra certificandone la diffusione nella lingua scritta. Un uso che può essere anche lontano nel tempo. Prendiamo per esempio il termine apocrifia, caratteristica di un libro o di un testo apocrifo, ossia non riconosciuto come canonico (vangeli apocrifi), oppure falsamente attribuito a
qualcuno o a una determinata epoca; ebbene, questa voce risale al 1846, ma è entrata solo quest’anno nello Zingarelli: frutto delle recenti polemiche relative all’ormai famoso ‘papiro di Artemidoro’, della cui autenticità sono ormai parecchi a dubitare. Ma
se l’apocrifia è di non difficile comprensione, che dire invece di un aggettivo nuovo come elicito, datato addirittura prima del 1498? È un termine di difficile comprensione
per i non specialisti, anche con il soccorso dell’etimologia: deriva infatti dal latino elicitu(m), verbo elicere, composto da ex (da oppure fra) e lacere (estrarre oppure strappare). Solo gli studiosi di filosofia adoperano elicito per indicare una manifestazione di
volontà ‘che si produce senza alcuna mediazione razionale’. Vorrei adesso scegliere alcune parole, tra le milleduecento, che mi sono parse significative oppure soltanto curiose. A cominciare da acchiappo, sostantivo che indica – nella locuzione da acchiappo – una situazione o una persona seducenti. La bravetta è un carrello a due ruote per
il trasporto di piccoli carichi. La elaioteca è un locale per l’esposizione, la degustazione e talora la vendita di oli d’oliva. Il finger food è un cibo che si mangia usando direttamente le mani. Il foliage è quel fenomeno autunnale consistente nel progressivo trascolorare dal giallo al rosso vinaccia delle foglie degli alberi prima della loro caduta.
L’urtista è un venditore ambulante di souvenir e oggetti sacri. Le altre parole le lascio
alla vostra ricerca sul vocabolario.
(il Cruscante)
11
dai lettori 10-13
18-12-2009
9:19
AFFARI SOCIALI
DAI LETTORI
▲
parte deve essere compilata dal loro medico di fiducia. Una volta completato il procedimento che
accerta e riconosce la invalidità del lavoratore,
questi ha diritto ad uno
dei seguenti trattamenti
previdenziali.
Pensione di inabilità
permanente alle mansioni svolte: è l’invalidità meno grave, può essere concessa a chi possiede almeno 19 anni, 6 mesi e un giorno di servizio
e viene liquidata in base
all’anzianità acquisita
senza
maggiorazioni.
Pensione di inabilità a
qualsiasi proficuo lavoro: per invalidità di grado inferiore al 100 per
cento, per chi possiede
almeno 14 anni, 6 mesi e
un giorno; anche qui la
liquidazione non comporta
maggiorazioni.
Pensione di inabilità assoluta: spetta a chi non è
più in grado di svolgere
qualsiasi attività di lavoro, dipendente o autonomo, ed ha almeno 5 anni
di contributi, di cui 3 versati nell’ultimo quinquennio, considerando
validi anche i periodi ricongiunti o riscattati.
Pensione diretta di privilegio: spetta a chi ha
subito una inabilità, accertata
dall’apposita
Commissione medica come dipendente da causa
di servizio. Il trattamento
è pari alla pensione ordinaria maturata, con la
maggiorazione di un decimo; comunque l’importo non può essere inferiore ai due terzi dell’ultima
retribuzione percepita.
Pagina 12
IL FATTO
TROPPO ALTI I NOSTRI MUTUI
Per 230 mila famiglie italiane la rata del mutuo per la prima casa ha raggiunto una “soglia critica” per l’equilibrio del bilancio familiare: lo ha detto il capo del servizio Supervisione intermediari specializzati della Banca
d’Italia, Roberto Rinaldi, durante un’audizione alla Commissione Finanze
alla Camera. Le famiglie “a rischio” sono quelle
con basso reddito, che fino al 2006 spendevano il
17 per cento del reddito per pagare il mutuo, e
che oggi arrivano a spendere il 32 per cento, un
terzo del bilancio familiare. Come dire: su 1.000
euro, 320 se ne vanno solo per il mutuo, e l’equilibrio economico va a farsi benedire.
D’altra parte l’indebitamento delle famiglie italiane è cresciuto negli ultimi decenni a ritmi elevati,
rileva Bankitalia; a spingere le famiglie a contrarre mutui per l’acquisto della casa è stata anche la
discesa dei tassi di interesse. Ma ora sorgono “preoccupazioni, per la capacità delle famiglie, in
particolare quelle a basso reddito, di sostenere gli oneri del debito”. I timori, ha spiegato
Rinaldi, si sono ovviamente accentuati con la crisi finanziaria.
R.T.jr
▼ STRESS
TELEFONICO
so a vedere quando mi
daranno il telefono Telecom e mi dicono che la
domanda non serviva perché il mio numero non
esisteva più e che me
l’avrebbero dato entro il
mese, ma di mandare una
disdetta alla Società X, e
così feci.
Passa qualche mese, le
fatture della Società X
continuo a pagarle, torno
dai Carabinieri a fare
un’altra denuncia. Poi mi
reco a Rivarolo Canavese
all’ente consumatori a
spiegare il mio caso e mi
fanno fare un’altra disdetta perché non andava bene la prima. Allora spedisco la disdetta per via fax
e qui siamo ai primi di luglio, ad agosto 2009 telefono alla Società X che
non mi mandassero più le
fatture perché avevo spedito la disdetta: mi risposero che non accettavano
il fax ma solo la raccomandata e così la feci.
Oggi, 8 ottobre 2009, non
sono ancora riuscito a liberarmi di questa situazione. Chiedo a voi se potete aiutarmi ad uscirne e
Nel marzo 2008 mi telefona la Società X per informarmi della convenienza di non pagare il
canone Telecom, io subito non accettai, ma poi mi
stressarono di telefonate e
un bel giorno accettai.
Non l’avessi mai fatto!, il
29 marzo mi levarono la
linea e per me il telefono
finisce.
Comunque passano i mesi, continuo a pagare le
bollette della Società X
che arrivano ogni bimestre, telefonando per
chiedere quando mi daranno la linea e niente è
successo. Arrivo al mese
di ottobre, mi faccio sentire con una raccomandata r.r., spiegando che era
da molto tempo che ero
senza telefono, e niente
accade. Nel gennaio 2009
faccio denuncia ai Carabinieri e nello stesso mese vado al punto 187 di
Telecom a fare la domanda per avere il telefono,
ma anche loro se la presero comoda. A marzo pas12
cosa posso fare per non
continuare a pagare.
Giovanni Buffo
Front (To)
Nella giungla delle offerte
nel settore delle telecomunicazioni, il cittadino deve
essere sempre più accorto
per non incappare nei
guai come il nostro socio.
Intanto bisognerebbe liberarsi dal credere alla favoletta del “No canone Telecom”, quando poi ci si accorge di pagare un altro
canone, che alla fine dei
conti non è meno di quello
della Telecom. Il nostro
suggerimento è che, per liberarsi da un contratto telefonico non voluto, quando il nuovo gestore non rispetta la disdetta data o
spedisce bollette con addebito di servizi non fruiti,
ci sono due vie: la denuncia alla Autorità per le Comunicazioni, il ricorso al
giudice di pace. Per il nostro lettore la prima via è
di inviare una denuncia
per raccomandata alla sede regionale della Autorità
(Corecom Piemonte, via
Lascaris 10, 10121 Tori-
dai lettori 10-13
18-12-2009
9:19
no), l’altra è rivolgersi all’Ufficio del giudice di pace di Rivarolo Canavese,
competente per territorio,
e prendere appuntamento
con il magistrato “di turno”, al quale si può proporre la domanda ed ottenere assistenza gratuita ai
sensi dell’art. 316 del
Cod. proc. civile.
▼ IN LABORE
FIDELITAS
Da tempo immemorabile
sono iscritto all’Anla (da
ben più di trent’anni) e,
quindi, sono affezionato
lettore di Esperienza. Invero, più volte la “nostra”
rivista ha dato spazio anche a qualche mio scritto
o poesia. Ho raccolto tutte
queste testimonianze nella memoria del computer.
Riordinando l’archivio
del pc ho ritrovato il file
dedicato ad Anla. Ebbene, riguardando il logo
della nostra associazione,
ho sentito il desiderio di
fare una riflessione sulla
“fedeltà” che è, sicuramente, un valore molto
caro ad Anla.
Mi permetto di allegare lo
scritto, non so se è meritevole di essere pubblicato.
“La fedeltà, nelle sue
molteplici espressioni, è
ancora considerata un valore, oggi? Nella vita di
ogni giorno, purtroppo,
sembra abbia perso parte
della sua caratura. Il
provvisorio, il precario, si
sta sempre più imponendo come “moderna” filosofia da anteporre ai nuovi e vecchi problemi dell’esistere. La famiglia, il
Pagina 13
IL FATTO
L’INQUINAMENTO COLPISCE IL CUORE
Troppo freddo, troppo caldo e troppo smog spaccano il cuore. A dirlo è
uno studio pubblicato sulla rivista Eart.
Insomma. Nei centri urbani dove si registrano almeno dieci casi di infarto
pro die, se ne aggiungono, nei
giorni più caldi e in quelli più freddi, da uno a
quattro in più. Anche l’inquinamento atmosferico fa la sua parte sebbene, precisa lo studio,
non sembri esserci una “soglia di sicurezza” al
di sotto della quale il cuore non ne risente.
Smog sotto accusa anche per i ricercatori dell’Università di San Paolo, Brasile. In uno studio
presentato alla conferenza annuale dell’American Society of Reproductive Medicine ad
Atlanta, negli Usa, sostengono che “l’inquinamento atmosferico influenza negativamente
lo sviluppo embrionale, rendendo l’aborto più probabile di due volte e mezzo rispetto al
normale”. Attenzione: “anche quei livelli di inquinamento contrassegnati come sicuri dall’Oms potrebbero essere sufficienti ad aumentare il rischio di aborto”.
Al capoluogo lombardo spetta il primato in Europa di concentrazione di Pm10: 51 microgrammi/metro cubo. La media giornaliera stabilita dalla legislazione europea per la
protezione della salute umana è di 50microgrammi/mc e non può essere superata più
di 35 volte l’anno.
E.G.
lavoro, le relazioni umane, risentono di un clima
che sta sempre più mutando (non in meglio),
quasi che l’inquinamento
stia contaminando non
soltanto l’atmosfera ma
anche l’uomo. Come anziano, posso fare un confronto tra presente e passato. Mi limiterò a restringerlo al mondo del
lavoro, alla mia vicenda
personale condivisibile
con quella di tanti altri
anziani da tempo in pensione. Si dirà che l’anziano spesso si fa trascinare
dalla nostalgia dei ricordi
e, quindi, rimpiange il
passato più di come andrebbe rimpianto. Sì, forse è vero. Tuttavia, per
cercare di capire mi sono
fatto una domanda: se oggi fossi giovane e non
avessi un lavoro, oppure
fossi un “precario” a vita,
riuscirei a fare il percorso
che ho fatto?”.
Paolo Bassani
La Spezia
Lo scritto del nostro affezionato lettore (e socio) è
ben meritevole di essere
pubblicato. Ma, come
sempre dobbiamo precisare, non abbiamo lo spazio sufficiente. Perciò ci
siamo volutamente fermati al punto interrogativo: siamo convinti possa
essere il motivo perché
ciascuno di noi ci rifletta
sopra e, alla fine, darsi
una risposta che lo tranquillizzi di fronte alla
propria coscienza.
▼ SE CERCATE UN
DINOSAURO...
Ricevo sempre la bella rivista della vostra associazione a cui mia moglie è
iscritta.
Vi scrivo in merito all’articolo “Dinosauri al
supermercato” apparso
sul n. 9/2009 per segnalarvi che qui vicino a
noi, a Desio, c’è una sorta di negozio, anche se il
termine “negozio” è
molto riduttivo visto che
l’attività è situata all’interno di quella che una
13
volta era una chiesa, in
cui è possibile acquistare
minerali e fossili a prezzi, a parer mio, veramente modici.
Un’idea molto approssimativa, nonché riduttiva
(e non so spiegarmene il
motivo) di quanto vi si
può trovare, la si può avere visitando il loro sito
www.la-miniera.it.
Vi assicuro però che ciò
che si trova in vendita online è nulla rispetto a
quello che è possibile acquistare sul posto, specialmente riguardo ai fossili di trilobiti, piante e
pesci. Nel piccolo museo
adiacente si trovano parecchi fossili di piante,
rettili e minerali anche di
una certa dimensione.
Vittorio Gorini
Carate Brianza (Mb)
Abbiamo pubblicato questo amichevole invito a
beneficio degli amanti
della preistoria “naturale”, che volessero rifornirsi di fossili a buon
■
mercato.
affari sociali 14-19
18-12-2009
14:45
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AFFARI SOCIALI
di Franco Panzolini
PENSIONE DI VECCHIAIA
L’età pensionabile, per i dipendenti
del settore privato, rimane la solita,
se ne riparlerà nel 2015: 65 anni per
gli uomini e 60 per le donne, con un
minimo di 20 anni di contribuzione
(15 se maturati entro il 1992).
Per la decorrenza restano in vigore le
quattro finestre di uscita: 1° luglio
2010 per coloro che possiedono i requisiti entro il 31 marzo 2010; 1° ottobre 2010 per chi ha i requisiti entro
il 30 giugno 2010; 1° gennaio 2011
per chi avrà maturato i requisiti entro
il 3° trimestre 2009; 1° aprile 2011
per coloro che avranno raggiunto i
requisiti entro il 31 dicembre 2010.
Per i dipendenti del settore pubblico,
sia uomini che donne, valgono gli
stessi limiti dei privati, ma per le
donne è previsto l’allungamento dell’età pensionabile a 65 anni, gradualmente, a partire dal 1° gennaio di
quest’anno, per il quale occorrono
61 anni per andare in pensione; inoltre per tutti i dipendenti pubblici è
obbligatorio andare in pensione al
compimento di 40 anni di contributi,
compresi i figurativi e quelli legati al
riscatto della laurea, salvi solo i professori universitari, i primari e i magistrati.
PENSIONE DI ANZIANITÀ
Per il periodo dal 1° luglio 2009 al
31 dicembre 2010 la pensione di anzianità spetta a chi ha raggiunto la
quota 95, che cioè può far valere 59
anni di età e 36 anni di contribuzione oppure 60 anni di età e 35 di contributi.
Nel conteggio dei contributi non sono considerati i contributi figurativi
per malattia e disoccupazione, tranne
pochi casi.
Se il lavoratore ha maturato almeno
40 anni di contribuzione (purché 35
di contribuzione effettiva) può ottenere la pensione anticipata indipendentemente dall’età anagrafica.
Finestre di uscita
Con meno di 40 anni di contributi,
sono due:
PREVIDENZA
TUTTOPENSIONI 2010
La normativa è cambiata solo per le donne del pubblico
impiego. Per il resto, si vedrà nel 2015
- 1° gennaio 2010, per coloro che, alla data del 30 giugno 2009, possono
far valere quota 95;
- 1° luglio 2010, per coloro che, alla
data del 31 dicembre 2009, sono a
quota 95, ma di età pari o superiore a
57 anni.
Con almeno 40 anni di contributi,
sono quattro:
- 1° luglio 2010, per coloro che hanno maturato 40 anni di contributi entro il 31 marzo 2010, ma con almeno
57 anni di età entro il 30 giugno;
- 1° ottobre 2010, per coloro che
hanno 40 anni di contributi entro il
30 giugno 2010, ma con almeno 57
anni compiuti entro il 3 settembre;
- 1° gennaio 2011, per coloro che
hanno 40 anni di contributi entro il
30 settembre 2010;
- 1° aprile 2011, per coloro che i 40
anni di contributi li hanno maturati
entro il 31 dicembre 2010.
LA PENSIONE CONTRIBUTIVA
Com’è noto, qui non esiste la pensione di anzianità, ma solo di vecchiaia,
che viene liquidata elusivamente secondo il sistema contributivo. I requisiti per l’accesso sono di almeno
5 anni di anzianità contributiva e
anagrafici di 60 anni per le donne e
65 per gli uomini.
14
Anche per la contributiva valgono le regole dei requisiti
stabiliti per l’anzianità con il sistema
retributivo: per il periodo dal 1° luglio
2009 al 31 dicembre
2010 la pensione
spetta a chi ha raggiunto la quota 95,
che cioè può far valere 59 anni di età e
36 anni di contribuzione oppure 60
anni di età e 35 di contributi; si prescinde dall’età se il lavoratore ha acquisito 40 anni di contribuzione.
In ogni caso l’accesso al pensionamento è subordinato alla condizione
che l’importo della pensione non sia
inferiore a 1,2 volte l’importo dell’assegno sociale (ossia maggiore
del 20 per cento).
PENSIONI CON CLAUSOLA
DI SALVAGUARDIA
Anzianità
Per coloro che hanno maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2007 resta confermato quanto previsto dalla
legge n. 243-2004 (cosiddetta “certezza dei diritti”), vale a dire la possibilità di accesso al pensionamento
anticipato sulla base dei requisiti vigenti prima dell’entrata in vigore
delle legge medesima.
La legge 247-2007 consente il pensionamento anticipato all’età di 57
anni e 35 anni di contribuzione a chi,
entro il 20 luglio 2007, è stato autorizzato al versamento dei contributi
volontari.
Vecchiaia
L’età minima resta ferma a 57 anni,
sia uomini che donne, se è stata raggiunta entro il 31 dicembre 2007 per
affari sociali 14-19
18-12-2009
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AFFARI SOCIALI
SANITA’
IL PATTO PER LA SALUTE
F
orse in passato non c’è stato un confronto così serrato e travagliato tra governatori e Governo sul nuovo Patto della salute, che i primi vogliono triennale e il secondo biennale,
come in quello in vigore da quest’anno.
I governatori, pur di diverse linee politiche, hanno fatto
quadrato e, con una sola voce (quella del loro presidente
Vaco Errani) hanno chiesto un consistente aumento degli
stanziamenti, dichiarati disponibili dal ministro dell’Economia, e ruoli più forti all’insegna del federalismo fiscale.
Dopo infinite riunioni tecniche, superate le differenziazioni tra Nord e Sud e tra virtuosi e spreconi, il documento regionale è stato presentato al Governo, accompagnato dalla pretesa che la trattativa si sposti dal tavolo con il
Welfare e l’Economia a quello della Conferenza StatoRegioni. In sintesi le richieste delle Regioni sono: aumento di 3,5 miliardi nel finanziamento del Fondo sanitario per il 2010, considerato che il 2,5 per cento in più è
dovuto per il recupero dell’inflazione e l’aumento della
popolazione, mentre il 3,5 per cento rappresenta l’incremento medio dello scorso triennio; garanzia di copertura
agli investimenti in edilizia sanitaria, già ripartiti nel precedente Patto (mancano 6 miliardi di euro); finanziamento a fronte delle esigenze di riorganizzazione delle strutture sanitarie, con una quota extra per programmi aggiuntivi per la sicurezza sismica; per le Regioni inadempienti, le procedure di accompagnamento e sostegno devono essere attivate dalla Conferenza delle Regioni, ferma restando l’applicazione della disciplina di diffida e
commissariamento, comunque il commissario può essere esclusivamente il presidente della Regione; abolizione
della ritenuta del 3 per cento del Fondo sanitario al momento del riparto in attesa delle verifiche di spesa, l’importo va ripartito tutto, salvo poi recuperare l’1 per cento
l’anno successivo in caso di disavanzo.
cento della retribuzione). Chi perciò
è rimasto al lavoro, può andare in
pensione fin dal mese successivo alla presentazione della domanda.
Lavoratori in mobilità ordinaria
A norma dell’art. 18 comma 1 della legge n. 243-2004, per 10.000 lavoratori collocati in mobilità da
aziende ubicate nelle aree del Mezzogiorno viene applicata la previgente normativa di favore, a condizione che siano in mobilità sulla
▲
coloro che hanno maturato il diritto
alla pensione di vecchiaia nel sistema contributivo con i requisiti fissati con la riforma di cui alla legge n.
335-1995.
Lavoratori del superbonus
L’uscita dal lavoro con il sistema
delle finestre non si applica ai lavoratori dipendenti che, nel periodo
2004-2007, hanno rinviato il pensionamento di anzianità in cambio del
pagamento in busta paga dell’equivalente dei contributi dovuti (33 per
In attesa del rinnovo del contratto di lavoro, ci sono poi
da risolvere le questioni dei medici, ossia della cosiddetta “rottamazione” dei camici bianchi (risoluzione automatica del rapporto di lavoro con 40 anni di contributi, v.
Esperienza n. 10/09 pag. 14) e della governance sanitaria, per la quale c’è un disegno di legge all’esame della
Camera, che tra l’altro prevede l’innalzamento dell’età
pensionabile dei medici a 70 anni, la liberalizzazione della professione anche all’interno delle strutture sanitarie e
la permette anche agli infermieri. Argomenti questi che,
prima delle decisioni del Parlamento, secondo i governatori che vi individuano gravi lesioni delle competenze regionali in punto di federalismo, devono essere portati alla discussione in seno alla Conferenza Stato-Regioni.
Nell’incontro di metà novembre tra governatori e ministri
del Welfare e dell’Economia è stata trovata un’intesa sul
nuovo Patto, ma la versione finale dell’accordo c’è stata
solo dopo l’inclusione dei nuovi stanziamenti nella Finanziaria 2010, nella quale sono confluiti i costi sanitari.
La spesa sanitaria del triennio è dunque fissata in 332 miliardi di euro, con previsione di aumenti di 1,6 miliardi
per il 2010, 1,7 per il 2011 e 2,8 per il 2012.
La Finanziaria ha però fissato al 5 per cento il disavanzo
standard sanitario strutturale, superato il quale scatta
l’obbligo del “piano di rientro”, e prevista una serie di
provvedimenti “anti-disavanzo” per le Regioni che sono
o passano al deficit nel bilancio sanitario: blocco del
turn-over del personale e delle spese non obbligatorie,
scatto automatico delle addizionali Irpef nella misura
dello 0,3 per cento oltre il tetto massimo se il piano di
rientro del debito è insufficiente o se addirittura non è
stato presentato, taglio di posti letto negli ospedali, diminuzione del personale, riduzione delle cure in ospedale
previo trasferimento al day hospital o all’ambulatorio.
F.P.
segue a pag. 16
15
affari sociali 14-19
23-12-2009
8:10
Pagina 16
AFFARI SOCIALI
PREVIDENZA
▲
base di accordi stipulati anteriormente al 1° marzo 2004 e che maturino i requisiti per la pensione di
anzianità entro il termine di fruizione dell’indennità di mobilità. La
legge n. 247 ha confermato l’aggiunta di altri 5.000 lavoratori, a
condizione che gli accordi siano
stati stipulati anteriormente al 15
luglio 2007 e che i requisiti siano
maturati successivamente al 31 dicembre 2007 ed entro il periodo di
fruizione dell’indennità di mobilità.
Al riguardo l’Inps ha provveduto a
redigere la graduatoria nazionale
dei soggetti potenzialmente beneficiari sulla base della data di cessazione del rapporto di lavoro, dalla
quale ha avuto origine la mobilità.
Al lavoratore interessato, collocatosi in posizione utile, è stata inviata una certificazione del diritto acquisito per consentirgli di presentare la domanda di pensione; in mancanza della certificazione, non si
procede alla liquidazione della pensione in deroga.
Lavoratori addetti ad attività usuranti e lavoratori notturni
Entro il limite delle risorse finanziarie di apposito Fondo e per un numero complessivo non superiore a
5.000 unità, i lavoratori che svolgono attività particolarmente usuranti
(previste dal decreto ministeriale del
19 maggio 1999), i lavoratori notturni (come definiti dall’art. 1 del D.lgs
n. 66-2003), i lavoratori addetti alla
catena di montaggio e i conducenti
di mezzi pubblici pesanti per trasporto persone, possono accedere al pensionamento anticipato con un requisito anagrafico minimo ridotto rispetto a quello previsto per la generalità dei lavoratori dipendenti, comunque con almeno 57 anni di età e
fermo restando il requisito minimo
di anzianità contributiva di 35 anni;
anche per costoro valgono le finestre
di uscita. Peraltro, per avere la certezza dei termini e della modalità per
ottenere la pensione di anzianità con
requisiti inferiori a quelli previsti per
gli altri dipendenti, occorrerà attendere l’approvazione del disegno di
legge n. 1167 “collegato alla Finanziaria 2009”, ancora all’esame del
Parlamento.
PEREQUAZIONE AUTOMATICA
La percentuale di variazione per il
calcolo della “scala mobile” delle
pensioni per l’anno 2010, con effetto
dal 1° gennaio di quest’anno, è risultata pari ad un incremento dello 0,7
per cento, determinato in via provvisoria dal decreto ministeriale del 19
novembre 2009, salvo conguaglio da
effettuarsi, in via definitiva, al momento che scatterà la perequazione
per l’anno successivo.
Pertanto, per la prima volta dall’entrata in vigore della perequazione automatica, l’aumento del 3,3 per cento delle pensioni, assegnato in via
provvisoria per il 2009, è risultato
maggiore di quello dovuto in via definitiva, pari al 3,2 per cento, per cui
l’applicazione della normativa in vigore comporta che:
- l’incremento per il 2010 è calcolato su un importo inferiore, ricalcolato con il valore del 3,2 per cento e
non su quello della pensione oggi in
pagamento;
- sulla pensione di gennaio 2010 grava il conguaglio negativo dello 0,1
per cento, corrisposto in più nel corso
del 2009; vale a dire che la rata della
pensione in pagamento a gennaio
2010 avrà, ma solo per questo mese,
un importo leggermente inferiore a
quella di dicembre 2009, salvo un intervento in extremis del Governo.
Conseguentemente, tutte le pensioni
Inps e quelle a carico di un fondo
esclusivo o sostitutivo dell’assicurazione generale obbligatoria (compresi Stato e Inpdap), verranno perequate sulla base della percentuale di aumento per la variazione Istat del costo della vita nelle seguenti misure:
- 0,7 per cento sulla fascia di pensione mensile fino a 2.291,00 euro, pari
a cinque volte il trattamento minimo
di dicembre 2009;
16
- 0,53 per cento (75 per cento di 0,7)
sulla quota mensile eccedente l’importo di 2.291,00 euro.
MINIMI DELLE PENSIONI
Dal 1° gennaio 2010 è di 461,40 euro l’importo mensile per tredici mensilità (5.998,20 euro) del trattamento
minimo a carico dell’assicurazione
generale obbligatoria dei lavoratori
dipendenti (privati e pubblici).
L’assegno sociale è dal 1° gennaio di
411,91 euro mensili, per tredici mensilità (5.354,83 euro), mentre la pensione sociale è di 339,47 euro (annui
4.413,43 euro).
MAGGIORAZIONE
PER I PENSIONATI
A BASSO REDDITO
La legge 3 agosto 2007, n. 127, con
l’art. 5 ha stabilito una maggiorazione della pensione in favore dei
soggetti con età pari o superiore a
64 anni, che siano titolari di uno o
più trattamenti previdenziali, il cui
reddito annuo complessivo individuale (non familiare) non superi
una volta e mezza il minimo Inps.
Tale importo è al lordo delle ritenute di legge e comprende lo stesso
reddito della pensione e gli altri
redditi personali di qualsiasi natura
(da lavoro, da pensioni estere, da
capitale, interessi, ecc.), sempre al
lordo, con le sole eccezioni della
casa di abitazione, della eventuale
indennità di accompagnamento e
degli assegni familiari.
Per l’anno 2010, l’importo del minimo più la maggiorazione è, per i
pensionati da lavoro dipendente, di
586,04 euro ai sensi dell’art. 38 della legge 448/01 e di 598,80 euro ai
sensi dell’art. 5 della 127-07.
La legge n. 127-07 ha previsto anche
un aumento sotto forma di maggiorazione per coloro che percepiscono
assegni sociali o trattamenti assistenziali perché invalidi civili, ciechi o
sordomuti. Potranno beneficiarne i
soggetti con almeno 70 anni di età,
ridotta a 60 per invalidi civili totali,
■
sordomuti e ciechi assoluti.
affari sociali 14-19
18-12-2009
14:49
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AFFARI SOCIALI
di Marco Curri
FISCO
FINANZIARIA MAXIEMENDATA
E
ra partita “leggera” come la precedente, poi
nel percorso ad ostacoli
del Parlamento si è irrobustita, crescendo fino
a quasi 9 miliardi di euro in termini
di saldo netto da finanziare. Le coperture sono assicurate per 3,7 miliardi dal gettito dello “scudo fiscale”, per 3,7 miliardi dal trasferimento del Tfr nella disponibilità del Tesoro e per il resto a carico del bilancio statale.
Con riserva di approfondimento di
alcuni punti della Finanziaria di interesse per i nostri lettori, di seguito gli interventi più significativi già
approvati.
Banca del Mezzogiorno: è il nuovo
istituto destinato, con le speciali obbligazioni bancarie fiscalmente agevolate, a canalizzare il risparmio degli italiani per migliorare l’erogazione del credito e l’occupazione nel
Sud. La nuova banca opererà nei primi cinque anni di attività come istituzione finanziaria di secondo livello
(cioè non abilitata a raccogliere direttamente depositi e ad aprire conti
correnti con i privati). Gli speciali
“bond”, emessi dalla nuova Banca o
da parte di qualsiasi altra banca, sono garantiti dallo Stato e godono di
un regime fiscale di favore, con ritenuta del 5 per cento invece del 12,50
per cento per i sottoscrittori privati,
che però non ne possono acquistare
per un importo superiore a 100 mila
euro e dovranno tenerli in portafoglio per almeno un anno.
Enti locali: per effetto del taglio di
229 milioni di euro in tre anni dei
trasferimenti erariali, Comuni e Province dovranno ridurre il numero degli assessori e dei consiglieri, nonché
cancellare una serie di istituti, quali i
consorzi di funzioni e i difensori civici. A regime è prevista l’abolizione
di 35.127 politici; saranno inoltre
aboliti i consigli di quartiere, cioè i
consiglieri circoscrizionali.
Risparmi sugli immobili dello Stato: sono accentrate all’Agenzia del
Demanio l’accertamento dell’esistenza di immobili di proprietà dello Stato idonei ad essere dati in affitto a ministeri ed enti pubblici, la
congruità dei canoni delle locazioni
passive già pagate dalle amministrazioni e la stipula dei nuovi contratti di locazione con oneri a carico dello Stato. E’ prevista la nullità
dei contratti sottoscritti direttamente dalle amministrazioni.
Grandi opere: le opere per le infrastrutture nazionali saranno approvate
dal Cipe solo per lotti, con la conseguenza che si perderà l’unitarietà tipica della “legge obiettivo”. Il fondo infrastrutture viene ridotto di 600 milioni, ma il progetto del ponte sullo
Stretto procederà come già previsto.
Occupazione e controlli: i provvedimenti del Welfare adottati prima della crisi e quelli antirecessione sono
confermati: detassazione salario di
produttività con aliquota secca del
10 per cento; proroga ammortizzatori in deroga e portabilità dell’indennità di disoccupazione (per i nuovi
assunti); aiuti ai co.co.pro., in caso di
mancato rinnovo del contratto; sconti alle imprese che assumono lavoratori in cassa integrazione; premi alle
agenzie che collocano lavoratori in
cassa integrazione o in mobilità;
17
controllo falsi invalidi (100 mila
nuove verifiche Inps).
Costi della giustizia: aumenta il
“contributo unificato” per l’iscrizione delle cause a ruolo, salvo per
le controversie di lavoro in Cassazione; è invece richiesto il contributo unificato per i ricorsi contro le
multe stradali. Il ministero della
Giustizia dovrà stipulare una o più
convenzioni per la gestione e la riscossione dei crediti derivanti a
spese di giustizia. Sono stanziati
500 milioni di euro per l’edilizia
penitenziaria, cioè nuovi edifici
carcerari o ampliamento degli esistenti. I risparmi e le maggiori entrate realizzati sono destinati a finanziare un piano straordinario per
lo smaltimento dei processi civili e
di potenziare i servizi istituzionali
dell’amministrazione giudiziaria.
Incentivi alla ricerca: 400 milioni di
euro sono stanziati per il biennio
2010-2011 in aumento del Fondo di
finanziamento del credito di imposta
per gli investimenti nella ricerca e
sviluppo. Viene inoltre rifinanziato il
Fondo di solidarietà nazionale per gli
interventi di gestione dei rischi in
agricoltura e vengono prorogate al
31 luglio 2010 le agevolazioni contributive per i datori di lavoro agricolo di zone svantaggiate.
- Sanità: finanziato il Patto per la salute 2010-2012, ne parliamo nella
■
rubrica riservata alla “Sanità”.
affari sociali 14-19
18-12-2009
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AFFARI SOCIALI
di Mauro Masini
LEGALE
E’ l’ORA DELLA CLASS ACTION
Solo contro le imprese, in attesa di quella “pubblica”
C
on l’art. 49 della legge “sviluppo” n. 99
del 23 luglio 2009, è
stata finalmente data
attuazione all’azione
di classe o collettiva, che potrà essere proposta a partire dal 1° gennaio 2010, ma gli illeciti cui si riferirà potranno essere anche quelli
commessi a partire dal 15 agosto
2007, data di entrata in vigore della
nuova legge.
L’art. 140 bis del Codice del consumo, che era stato introdotto dalla Finanziaria 2008 per la nuova forma
di tutela dei diritti dei consumatori è
ora definitivamente operante. La definizione di “classe”, tratta dalla legge, è quella di una pluralità di consumatori o utenti che si trovano in
una medesima situazione nei confronti di una impresa produttiva di
beni o servizi, accusata di provocare
loro danni identici. I comportamenti
illeciti potranno riguardare i diritti
contrattuali, compresi quelli relativi
a contratti conclusi attraverso moduli e formulari, i diritti spettanti ai
consumatori finali di un determinato
prodotto, anche a prescindere da un
diretto rapporto contrattuale, e i diritti che nascono da pratiche commerciali scorrette o da atti anticoncorrenziali.
Coloro che intendono avvalersi della class action possono aderire all’azione collettiva senza l’obbligo di
essere assistiti da un proprio difensore. L’adesione comporta rinuncia
a ogni azione restitutoria o risarcitoria individuale fondata sul medesimo titolo.
L’azione collettiva si svolge in tre
fasi:
a) proposizione della domanda. E’
depositata alla cancelleria del tribunale ordinario compente per territo-
rio (non tutti, ne sono indicati undici) ove ha la sede legale l’impresa.
All’esito della prima udienza, il tribunale decide con ordinanza sulla
ammissibilità della domanda; può
sospendere il giudizio se su fatti rilevanti ai fini della decisione è in
corso un’istruttoria davanti a
un’autorità indipendente oppure un
giudizio davanti al giudice amministrativo. La domanda è inammissibile quando: è manifestamente infondata, sussiste un conflitto di interessi, non si ravvisa l’identità dei
diritti individuali tutelabili, il proponente non appare in grado di curare adeguatamente l’interesse della classe. Con l’ordinanza di inammissibilità il giudice decide sulle
spese e dispone che alla decisione
sia data ampia pubblicità; il proponente che ha agito in mala fede o
colpa grave può essere condannato
al risarcimento dei danni, oltre che
alle spese. Contro l’ordinanza è
possibile presentare reclamo presso
la Corte d’appello;
b) adesione degli appartenenti alla
classe. Nell’ordinanza con la quale
ammette l’azione di classe, il tribunale fissa modalità e termini della
pubblicità per consentire la tempestiva adesione degli appartenenti al18
la classe. Con la stessa ordinanza il
giudice: definisce i caratteri dei diritti individuali oggetto del giudizio
in base ai quali gli aderenti sono inclusi o esclusi; fissa un termine perentorio (non più di 120 giorni successivi alla pubblicità) entro il quale
gli atti di adesione sono depositati in
cancelleria; trasmette copia dell’ordinanza al ministero dello Sviluppo
per ulteriore pubblicità, anche sul
relativo sito Internet;
c) lo svolgimento del giudizio e la
sentenza. Con la stessa ordinanza
di ammissione, il tribunale determina il corso della procedura assicurando, nel rispetto del contraddittorio, l’equa, efficace e sollecita gestione del processo, regola l’istruzione probatoria e ogni altra questione di rito. Se accoglie la domanda, il tribunale pronuncia sentenza di condanna dell’impresa: liquida le somme dovute a chi ha
aderito all’azione o stabilisce il criterio di calcolo per la liquidazione;
la sentenza diviene esecutiva decorsi 180 giorni dalla sua pubblicazione. Non sono proponibili ulteriori azioni di classe per i medesimi
fatti e nei confronti della stessa impresa dopo la scadenza del termine
per l’adesione; le rinunce e le transazioni intervenute tra le parti non
pregiudicano i diritti degli aderenti
che non vi hanno espressamente
consentito.
Per la class action nella pubblica amministrazione sarà necessaria una regolamentazione apposita che disciplini l’esercizio dell’azione collettiva di tipo inibitorio contro le inefficienze della P.a. e dei concessionari
di servizi pubblici. Ne parleremo
non appena approvata la nuova legge, tuttavia già si prevede non ci sa■
ranno “condanne” per lo Stato.
affari sociali 14-19
18-12-2009
14:50
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AFFARI SOCIALI
di Igor Uboldi
ECONOMIA
QUANTO RENDE IL NO-PROFIT
Si intende all’insieme del mondo italiano della produzione
N
o-profit. Un termine
che fin troppo spesso
è inteso quasi come
sinonimo di povertà,
o quantomeno di gente che rinuncia ad una carriera a favore di uno stile di vita fatto di
scarsezza di mezzi e materiali, di
grandi sacrifici, e di piccoli miracoli quotidiani. Un mondo, insomma,
fatto di volontariato e di tanto coraggio perché, come dice appunto il
termine inglese, i “profit”, ovvero
gli utili, la grande dinamo del capitalismo, qui non ci sono.
Niente di più sbagliato. L’economia
no-profit, anche definita come altra
economia, è ben più solida di quanto
si possa immaginare, ed è in crescita
a ritmi quasi vertiginosi. Commercio
equo, energie rinnovabili, turismo
responsabile: parole che evocano
piccoli settori di nicchia, per sporadici idealisti. Ed ecco la sorpresa: se
mettiamo tutte in fila le imprese e le
associazioni no-profit italiane arriviamo a costituire il 3,82 per cento
del pil (prodotto interno lordo) nostrano, con il 6 per cento di tutti gli
occupati del Paese per un valore aggiunto alla nostra economia da centosessantasettemila aziende pari a 60
miliardi di euro.
Insomma, nelle aziende che operano senza fini di lucro ci sono i volontari, ovvio, e sono poco più di
660.000, ma ci sono anche persone
regolarmente remunerate: quasi un
milione e mezzo.
Molti sono i tratti caratterizzanti di
queste aziende che crescono a creano ricchezza nel nostro Paese. I valori fondanti sono l’assenza di scopo di lucro (nel senso che il surplus, il guadagno, viene reinvestito
nell’impresa stessa, dal miglioramento delle condizioni di lavoro,
alla riduzione dell’impatto ambientale), e poi efficienza, trasparenza,
partecipazione, responsabilità sociale e ambientale.
Insomma, un universo variegato di
aziende e cooperative, reti e comitati, per i quali il profitto non è
l’unico fine, ma che producono, in
maniera consistente, utili e occupazione. Un quadro in cui c’è spazio
per l’agricoltura biologica, il commercio equo e solidale, e ancora finanza equa e credito cooperativo,
energie rinnovabili, riuso e riciclo,
software libero, cioè accessibile a
tutti, a differenza dei programmi
cosiddetti “proprietari”, che bisogna pagare.
Il mondo no-profit, insomma, comincia a invadere sempre più la nostra vita quotidiana, basti pensare ai
ridotti “fair trade” (commercio equo
e solidale) che entrano nelle mense
scolastiche: la percentuale, nel 2008,
è aumentata del 158 per cento.
Ma insieme ai soliti “noti”, sia pure visti in chiave innovativa, nel ritratto di famiglia dell’altra economia ci sono anche protagonisti sorprendenti, come per esempio le
quasi 6 mila aziende che lavorano
19
con il software libero, un settore
che i non addetti ai lavori faticano a
ricollegare a un’idea di ritorno economico. E invece, stando ai dati
Istat, il 12,9 per cento delle nostre
imprese usa già sistemi operativi liberi, e dove ci sono più di 250 dipendenti si sfonda il 42 per cento.
La ragione è semplice, la licenza
per l’utilizzo di un sistema per
computer proprietario scade dopo
un numero di anni, mentre un software libero si può adattare, farlo
durare molto di più. Con l’avvento
della crisi economica, questo si traduce in un risparmio molto importante per le aziende, e gli operatori
di settore sono letteralmente subissati dalle richieste.
Mancano tuttavia, come spesso accade in Italia, norme specifiche per
la regolamentazione e il riconoscimento del settore. Con una sola eccezione, perlomeno a livello regionale, il Lazio, che l’estate scorsa ha
approvato la prima legge-quadro
sull’altra economia in Italia. Tra i
punti centrali, la nascita di un distretto dell’altra economia in ogni
provincia, l’introduzione di incenti■
vi e di un marchio.
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VIAGGI
di Giorgio Torres
GIOIELLI D’ITALIA
CASTEL DELL’OVO
• Uno degli aspetti più tipici, e più affascinanti, del Golfo partenopeo
• Una antica leggenda lo lega al nome di Virgilio
• Nelle sue sale delle vivacissime attività culturali
I
n latino si chiama Castrum
Ovi, dopo il Castel Capuano è
il più antico di Napoli, ed è
uno degli aspetti che maggiormente spiccano nel panorama
del golfo partenopeo. Il nome di Castel dell’Ovo deriva da una antica leggenda, secondo la quale il poeta Virgilio – che nel Medioevo era considerato anche un mago - avrebbe nascosto nelle più segrete parti del castello
un uovo capace di mantenere in piedi
l’intera fortezza. La sua rottura poteva provocare non solamente il crollo
del castello, ma addirittura una serie
di rovinose sciagure alla città di Napoli. Tenendoci alla realtà, Castel dell’Ovo sorge sull’isolotto di tufo di
Megaride, propaggine naturale del
monte Echia. Si ritiene che sia stato
quello il punto d’approdo dei cumani
che giunti nel VII secolo a.C. avrebbero fondato il primo nucleo di Paleopoli, la futura Napoli. Nel I secolo
a.C. il poeta Lucullo acquisì nella zona un fondo assai vasto per costruirvi
una splendida villa.
Basti dire che c’era una ricchissima
biblioteca, un allevamento di murene,
piante di peschi importati dalla Persia,
e di ciliegi fatti arrivare da Cerasunto.
In tempi più recenti venne fortificata
dall’imperatore Valentiniano III, e le
toccò in sorte di ospitare l’ultimo, deposto imperatore romano, Romolo
Augusto. Sul finire del V secolo vi si
insediò una comunità di monaci giunti dalla Pannonia con le reliquie dell’abate Severino, adottando più avanti la regola benedettina. Il complesso
venne però raso al suolo nel X secolo
dai duchi di Napoli per evitare che i
20
pirati saraceni ne facessero una base
per il saccheggio della città. Ruggero
il Normanno al contrario, conquistata
Napoli nel 1140, fece dell’isolotto la
propria sede, iniziando un programma di sistematica fortificazione che
ebbe nella torre Normanna il primo
baluardo, quello sul quale sventolavano le bandiere.
Con gli svevi la costruzione venne
ulteriormente fortificata. Federico II
ne fece (1222) la sede del tesoro reale, costruendovi le torri di Culeville,
Torre Maestra e Torre di Mezzo.
Carlo I d’Angiò sposta altrove la
Corte, pur mantenendovi i beni della
Corona e la residenza della famiglia,
e apportandovi non poche modifiche. Fu in questo periodo che gli
venne definitivamente attribuito il
nome di Castel dell’Ovo. In questo
gioielli.d'italia 20-21
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Accanto, l’isolotto di tufo di Megaride
propaggine naturale del monte Echia su cui
sorge il castello. In basso e in apertura, due
immagini panoramiche
tempo diventò anche prigione: vi furono rinchiusi Corradino di Svevia
prima d’essere decapitato sulla piazza del Mercato, e i figli di Manfredi
e della regina Elena Ducas. Un evento sismico nel 1370 fece crollare parte dell’istmo che lo collega alla terraferma. La regina Giovanna lo fece ricostruire in muratura, restaurando
anche gli edifici normanni. Più avanti le toccò di venire imprigionata dal
nipote Carlo di Durazzo, prima di finire in esilio a Muro Lucano.
Alfonso V d’Aragona, iniziatore della
dominazione aragonese a Napoli apportò al Castello ulteriori ristrutturazioni, arricchendo il palazzo reale, ripristinando il molo, e potenziando le
strutture difensive. Nel 1503 tuttavia
Ferdinando il Cattolico pose l’assedio
a Castel dell’Ovo, demolendo gran
parte delle torri e ristrutturando nuovamente e massicciamente l’insieme
quale lo vediamo oggi. Dalle armi da
lancio e da getto si passò alle bombarde, furono ispessite le mura, e le strutture difensive vennero orientate non
più verso il mare, ma verso terra. Si
apre più avanti il periodo dei vicerè
spagnoli, il castello perde la funzione
di residenza reale, e viene adibito ad
avamposto militare e a
prigione. E’ da Castel dell’Ovo che
gli spagnoli bombardano Napoli
durante i moti di Masaniello. E’ qui
che vengono rinchiusi Tommaso
Campanella prima della condanna a
morte, e più avanti i carbonari Poerio
e Settembrini.
Nel 1826 G.B. De Ferrari e Mariano
Vasi nella loro “Guida di Napoli, e
dei contorni di Procida, Ischia e Capri” parlano così di Castel dell’Ovo:
“In un’isoletta di forma ovale, della
lunghezza di 250 tese, è stato costruito questo castello, al quale si va
per mezzo di un gran ponte. Siccome… quest’isola si distaccò dalla
collina di Pizzofalcone per causa
d’un terremoto, essa è chiamata Megaris da Plinio, e Megalia da Stazio,
e, secondo i nostri antiquari, si crede
21
che Lucullo… vi avesse una deliziosa villa, e che perciò il medesimo castello abbia portato a lungo il nome
di Castrum Lucullanum”. Quanto all’esilio di Romolo Augustolo è descritto così da un ignoto autore medioevale: “Augustolo venne dal padre Oreste ordinato imperatore a Ravenna, in seguito avendo il barbaro
Odoacre occupato l’Italia venne cacciato dal regno ed esiliato in un castello campano”.
Il peggio viene comunque con l’unità d’Italia, nel periodo del cosiddetto
“risanamento” che cambia il volto di
Napoli. Un progetto elaborato nel
1871 dall’Associazione degli Scienziati, Letterati e Artisti prevedeva
nientemeno che l’abbattimento di
Castel dell’Ovo per far posto a un
nuovo rione. Per fortuna il progetto
fu abbandonato e il castello rimase in
possesso del demanio seppure in stato di abbandono fino all’inizio dei restauri nel 1975. Oggi fa parte dello
storico rione di Santa Lucia, ed è visitabile. Nelle sue ampie sale si svolgono mostre, convegni e manifestazioni. Alla sua base sorge il porticciolo turistico di Borgo Marinari, animato da ristoranti e bar, sede storica di
alcuni tra i più prestigiosi circoli
nautici napoletani. All’ombra
protettiva di un castello che fa
parte integrante, e ineguagliabile, di un golfo fra i più bel■
li del mondo.
I Grandi Fiumi 22-23
18-12-2009
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Pagina 22
VIAGGI
Con il numero di novembredicembre di Esperienza abbiamo
concluso la storia, molto apprezzata dai nostri lettori, dei grandi
caffé letterari. Parliamo da oggi in
avanti dei maggiori fiumi del
mondo, augurandoci che anche
questo argomento appassioni gli
amici della nostra rivista
P
ochi altri fiumi come il Reno hanno alimentato altrettante vicende storiche e leggende, si rammenti tra l’altro l’opera di Wagner che si
intitola: “L’oro del Reno”. Segna i confini di molti Paesi, per esempio quello
meridionale tra la Germania e la Francia.
Sulle sue rive, e comunque nel bacino
del Reno, sorgono alcuni dei maggiori
complessi produttivi dell’Europa comunitaria. E quando alla fine si getta nel
Mare del Nord può dire a giusto titolo di
aver segnato, con lo scorrere maestoso
delle sue acque, una parte determinante
del vecchio Continente. Il Reno, con
1.326 chilometri di percorso, è in effetti
uno dei fiumi più lunghi d’Europa. Ha
un nome che deriva da una radice celtica che significa, non a caso, “scorrere”.
E col Danubio più ad est segnava la
maggior parte del confine a Settentrione
dell’impero romano. Un confine liquido
che in una certa misura è stato da sempre
il più vitale dei corsi d’acqua.
Un fiume largamente navigabile, usato
per il commercio e il trasporto delle merci nel cuore pulsante del nostro Continente. Nasce nelle Alpi svizzere, nel
Canton dei Grigioni, dove i suoi principali tributari iniziali vengono chiamati
Vorderrhein e Hinterrhein, cioè Reno
Anteriore e Reno Posteriore, col primo
che sgorga dal lago Tuna e il secondo dai
ghiacciai del gruppo dell’Adula, finché
non si incontrano vicino a Reichenau.
Uno dei suoi rami secondari è poi costituito dal torrente Reno che nasce in Italia dal Pizzo Stella, e scorre in territorio
italiano per circa quindici chilometri per
confluire infine nel Reno Posteriore. Da
qui il Reno, chiamato adesso Alpenrhein
(Reno Alpino) scorre verso nord fino a
costituire la frontiera orientale con il
Liechtenstein e l’Austria prima di gettarsi nel lago di Costanza. All’uscita dal
grande lago si dirige ad ovest.
I GRANDI FIUMI
di Alberto U. Rogi
IL RENO
• Segna i confini di molti Paesi d’Europa
• Sulle sue rive alcuni dei maggiori
concentramenti industriali
• E tante le leggende legate al suo nome
22
I Grandi Fiumi 22-23
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A des. e in basso, due scorci della Valle
Renana. In apertura, il fiume all’inizio
del suo corso nel Canton dei Grigioni.
In basso, le celebri cascate
Ed è qui che dopo il salto delle cascate –
chiamate appunto del Reno - riceve le
acque del fiume Aar che ne aumentano
la portata di oltre la metà, con una media
di mille metri cubi al secondo. Segna
adesso il confine tra la Svizzera e la Germania prima di svoltare a nord presso
Basilea e costituire, una volta superata
questa città, la parte meridionale del
confine tra Germania e Francia, scorrendo in una maestosa vallata fintanto che
non entra interamente in territorio tedesco nei pressi di Karlsruhe, per confluire
con il Meno a Magonza. Viene di seguito la parte fra Bingen e Coblenza, dove
il fiume entra in una valle più stretta nota anche come Gola del Reno, una formazione geologica creata dall’erosione
delle acque e da un sollevamento tettonico. E’ in questa valle che si levano, lungo le sue rive, o poco lontano, degli straordinari castelli medioevali, e non pochi
vigneti sulle alture circostanti.
Un panorama di rara bellezza, tale da
meritargli d’essere nominato dall’Unesco “patrimonio dell’umanità”. Il fiume
si allarga nuovamente a sud di Colonia, e
se anche parecchie industrie si trovano
lungo il Reno fin dal suo corso svizzero,
è attraversando la Rhur, da Colonia fino
a Dusseldorf e Duisburg, che la concentrazione produttiva si fa più densa. Non è
un caso se a Duisburg si trova il più grande porto fluviale di tutta Europa. Ovvio
che il tasso d’inquinamento sia notevole,
anche se molte industrie hanno chiuso o
ridotto l’emissione di scarichi nocivi,
specialmente alla confluenza con l’Emscher utilizzato in passato come un vero
e proprio canale di scolo delle fabbriche.
Da qui il Reno gira ad ovest, nei Paesi
Bassi, dove insieme alla Mosa forma una
sorta di enorme delta. E’ a questo punto
che, oltrepassato il confine olandese, raggiunge la sua massima ampiezza.
Ma è proprio nel momento della sua gloria maggiore, come se si pentisse di avere osato tanto, che il fiume si divide in tre
rami principali, ovvero il Ijssel, il Waal, e
il Basso Reno, per una condizione quanto mai complicata nella misura in cui il
nome “Reno” non coincide più con il suo
corso principale. Gran parte delle acque
scorre infatti
da questo momento in avanti attraverso il
Waal, unendosi con l’Holland Diep e l’Haringvliet, fino a sfociare
nel mare del
Nord. Il ramo
dell’Ijssel porta dal canto suo l’acqua a
nord fino a confluire nell’Ijsselmeer. Laddove il Basso Reno scorre ad ovest, parallelo al Waal. Tra l’altro più avanti quest’ultimo corso d’acqua cambia nome per
diventare il Lek, finché non si riunisce al
ramo principale. Il che non significa che
il nome “Reno” venga del tutto abbandonato. Viene usato per fiumi più piccoli
che scorrono verso nord.
Dei corsi d’acqua che un tempo, in epoca romana, denominavano l’ultimo tratto del fiume, e che oggigiorno vengono
utilizzati per drenare le terre circostanti.
Sono il Kromme Rijn (“Reno storto”), e
dopo la storica città di Utrecht il Oude
23
Rijn (“Vecchio Reno”) che scorre attraverso Leida in un complesso di chiuse
finché le sue acque non si scaricano, esse pure, nel mare del Nord. Enorme il
contributo che un tale fiume ha reso alla
civiltà del mondo, talvolta segnando i
confini di un Paese con l’altro, altre volte consentendo a popoli e nazioni di
moltiplicarsi e di unirsi lungo le sue rive.
Non è sbagliato affermare che senza il
Reno la storia del nostro Continente sarebbe stata sicuramente diversa. Si capisce perché in molti guardino al Reno come a un dio benevolo, che tanto ha fatto
nel passato, e continua oggigiorno a fare
per noi.
■
uomini e aziende 24-26
18-12-2009
14:53
di Raffaello Uboldi
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L’ITALIA CHE LAVORA
UOMINI E AZIENDE
• Per case costruite
all’insegna del nuovo
• In collaborazione
con la vicina Slovenia
• Ne parlano i titolari,
Andrea Franceschini
e Osvaldo Viaggi
U
n’azienda con un
nome che sa di programma, “Abitare”.
Come e perché nasce?
Andrea Franceschini: «Nasce in
rapporto al mondo delle case prefabbricate».
E come mai vi siete avvicinati a
questo mondo?
«Inizialmente per i loro tempi di
montaggio molto bassi, e per il costo, che è fuor di dubbio conveniente. Su questa base è nato un interesse ancora più approfondito, soprattutto dopo l’incontro con l’amico e architetto Osvaldo Viaggi. Abbiamo avuto in seguito un primo incarico per la costruzione di dieci
case di questo tipo, e non è stato
difficile reperire il terreno. Dopodiché si trattava di trovare le migliori
soluzioni possibili, e di individuare
chi queste case poteva costruirle.
Così, guardandoci attorno, siamo
arrivati in Slovenia, alla impresa
Lumar, che da parecchi anni è in
commercio, e che ci sembrava potesse fare al nostro caso».
ABITARE
Osvaldo Viaggi: «Debbo aggiungere
che dapprima abbiamo girato non
poche Fiere, al fine di essere certi di
compiere la scelta ottimale, osservando, e nel caso criticando il loro
approccio a quella che io chiamo, e
non sono il solo, la bioarchitettura,
per intenderci coloro che utilizzano
in assoluto dei materiali naturali».
Quindi non solo il prefabbricato,
ma anche il prefabbricato di un
certo tipo…
Osvaldo Viaggi e Andrea Franceschini
24
«Assolutamente sì. In questo sta la
forza di questo tipo di casa, la capacità di abbinare un insieme di fattori quali l’utilizzo di materiali ecocompatibili, il che significa per
esempio abbandonare il cemento a
favore del legno, poi garantire forme di vita all’interno che siano le
più confortevoli, abbinando alla
nostra casa clima sistemi alternativi
di energia quali pannelli solari,
geotermia, ecc. ».
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18-12-2009
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Case standard o case secondo il
desiderio del committente?
Andrea Franceschini: «Case realizzate secondo un progetto che ovviamente tiene conto desideri del committente, in seguito la casa prende vita, pezzo per pezzo, se si preferisce
segmento per segmento».
Se ho ben capito sommate le richieste individuali, diciamo i desideri del committente, con la
realizzazione di un nuovo tipo di
unità abitativa…
«Oltretutto garantendo tempi rapidi
di costruzione, costi certi, che è un
aspetto sicuramente importante,
l’utilizzo di materiali naturali, e
non ultimo aspetto la certificazione, a termini di legge, in classe A».
Torniamo ai materiali che compongono questo tipo di casa…
Osvaldo Viaggi: «Sono materiali naturali in grado di garantire una tutela
della salute al massimo grado».
Per esempio?
«Il fatto che la costruzione portante
▲
segue a pag. 26
Pagina 25
C’
erano, e ci sono, un geometra, di nome Andrea Franceschini, e un
architetto, Osvaldo Viaggi, entusiasti del proprio lavoro, vogliosi
di realizzare qualcosa di nuovo, stanchi di progettare quel genere
di casermone abitativo che deturpa le nostre città. Desiderosi inoltre di costruire le case del domani, ecocompatibili, con materiali naturali, in primo
luogo il legno, una casa dove l’uomo, dei figli, una famiglia si sentano più
che mai a loro agio. Da qui la nascita di “Abitare” (Piazza Cavour 11, Aulla, tel.-fax 0187-421527, [email protected]), e la ricerca di un partner
esecutivo, scoperto nella vicina Slovenia, dove c’è una impresa, la Lumar,
capace di realizzare, su progetto, case prefabbricate, come è detto in un depliant pubblicitario: “Case speciali per persone speciali”.
Case in grado di offrire tutto un insieme di garanzie che così vengono riassunte:
1) Ci rendiamo conto che per la maggior parte dei clienti la strada da percorrere dall’acquisto del terreno alla costruzione è piena di incognite e di
insidie. Ma con la nostra esperienza e la nostra professionalità il vostro investimento sarà sicuro;
Forniamo dei materiali di qualità, e una esecuzione scrupolosa, con ben 35
anni di garanzia per la costruzione;
Assecondare le richieste dei clienti per noi è una sfida. Qualcuno può pensare che le case prefabbricate non abbiano vita. Ma questo non vale per noi;
Ci rendiamo ben conto di come sia importante l’istallazione di materiali di
qualità, perché l’acquisto di una casa rappresenta un investimento a lungo
termine, dove i possibili errori e riparazioni sono molto costosi. Anche per
questo abbiamo previsto uno speciale rapporto qualità-prezzo, dove l’una
non va a detrimento dell’altro;
La professionalità dei nostri dipendenti assicura una esecuzione di qualità,
e delle costruzioni orientate al futuro. Quello che per altri è ancora di là da
venire, per noi è già una realtà:
Garantiamo la qualità e il prezzo concordato. Il tempo di costruzione breve, il prezzo concordato e la qualità sono aspetti che vengono rispettati soprattutto da chi sa che cosa significhi costruire case;
Costruiamo case per voi, per la vostra famiglia, per la vostra felicità di viverci. E così intendiamo continuare a fare, come abbiamo fatto ieri, e come facciamo oggi, e faremo domani.
Stando così le cose non c’è da stupirsi del successo in crescendo che incontra sulla propria strada il binomio Abitare e Lumar.
25
uomini e aziende 24-26
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L’ITALIA CHE LAVORA
UOMINI E AZIENDE
▲
in legno viene isolata termicamente
ed acusticamente mediante l’utilizzo
di cellulosa, così come la facciata
viene composta di pannelli in fibra
legno. E’ una casa dove il consumo
energetico è molto basso, dato che
l’eccellente protezione termica dell’involucro garantisce perdite di calore davvero minime. Dove viene
garantito un flusso continuo di aria
fresca. Dove ogni dettaglio viene
progettato nel modo più attento, sia
in fase di studio che di esecuzione.
Una casa giovane, caratterizzata e
personalizzata secondo il progetto ed
esigenze del committente».
So che la chiamate anche casa
“prestige”…
Andrea Franceschini: «Perché
ognuna ha una ispirazione individuale. Perché ognuna di esse ha locali grandi, luminosi, balconi e terrazze, e materiali di qualità superiori alla media. Le piante sono
aperte, i passaggi da un locale al-
l’altro sono liberi, i raggi del sole
illuminano ogni angolo».
Insomma, una casa dell’avvenire?
«In un certo senso, sì. Direi ancora
una casa che sia davvero il tuo rifugio, la casa di una vita, la casa della tua famiglia, il riflesso di quello
che sei. Una casa attraente, razionale, flessibile».
I costi?
Osvaldo Viaggi: «Inferiori ai costi
delle costruzioni tradizionali che conosciamo, tenendo anche presente
che per costruirla non occorre il tempo che di solito richiede un cantiere,
che può anche risultare molto lungo».
Il tempo di istallazione?
«Diciamo che la casa, segmento
per segmento, vi arrivi di venerdì.
Per il martedì successivo può essere già montata».
Si potrebbero costruire in questo
modo anche dei grattacieli?
Andrea Franceschini: «La nostra è
una tipologia di case fino a tre pia-
26
ni fuori terra ed è il mercato a cui ci
rivolgiamo».
Diciamo una casa di tipo inglese…
«In un certo qual modo è così».
E c’è lo spazio in Italia per dei
quartieri fatti di case di questo
genere, oppure debbono essere limitate a villette di campagna, intendo di vacanze?
Osvaldo Viaggi: «Certamente, è
possibile pensare a degli interi
quartieri. Si tratta poi dalla parte
del cittadino/committente di scegliere o richiedere questo tipo di
prodotto e di sensibilizzare le varie
amministrazioni verso case di qualità certificate».
Avete molte richieste delle vostre
case?
«E’ un mercato in espansione che
risponde ottimamente al nostro
prodotto con persone sempre più
interessate ad investire in questo ti■
po di casa».
notizieanla 28-39
18-12-2009
15:10
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ANLA NOTIZIE
ASSOCIAZIONE SENIORES GRUPPO FINMECCANICA
1
2
3
rappresentata dai colleghi di
Alenia Aeronautica. Il Gruppo Seniores Napoli ha regalato una statua di Pulcinella
con la chitarra (opera di
un’artista napoletana) al manager della squadra, Pasquale Corbisiero.
Sono poi saliti sul palco i giovani neoassunti provenienti
dai vari stabilimenti Alenia
Aeronautica Area Sud. A seguire sono stati premiati i
Maestri del Lavoro e sei giovani neolaureati con il Premio
Laurea, istituito dal Gruppo
Seniores Napoli di Alenia Aeronautica. Tra i giovani laureatisi con 110 e lode si cita
la dr.ssa Bianca Pignatiello
che alla lode ha aggiunto anche la menzione.
Si è infine proceduto alla premiazione vera e propria per i
dipendenti con 20, 25 e 30
anni di servizio aziendale. I
maestri del lavoro 2009 hanno ricevuto dal presidente,
Dario Cicatiello, il distintivo d’oro offerto
dal
Gruppo Seniores.
Nelle foto: 1, il tavolo di Presidenza composto da: Ferdinando De Falco, Marotta,
Rondine, Bertolone, Romiti,
Vincenzo De Falco, Cicatiello;
2, al microfono Cicatiello che
consegna la statuina di Pulcinella al dr. Pasquale Corbisiero, responsabile Personale
Area Sud Alenia Aeronautica; 3, Vincenzo De Falco
consegna il distintivo di socio
onorario all’ing. Daniele Romiti; (nelle pagine seguenti) 4
i neolaureati; 5, i neoassunti;
6, una rappresentanza dei dipendenti con 20 anni di servizio; 7, i maestri del lavoro.
Questi i premiati:
25 anni
Giuseppe Ambrosanio, Michele Anastasio, Stefania Ave27
na, Francesco Bosco, Giovanni Luigi Calabrese, Giovanni
Calalaluna, Aldo Caputo, Filippo Augusto Caronia, Pasquale Carotenuto, Roberto
Cefariello, Rosario Chinnici,
Alfredo Cianciulli, Daniele
Ciardiello, Bruno Coppola,
Alfredo Cornelio, Nicola Costagliola, Domenico Cozzolino, Giovanni Cusano, Alberto Carlo Datena, Aldo De Fino, Mariano De Martino, Luigi De Santis, Umberto Di Maro, Giovanni Falconi, Daniela
Fantoni, Antonio Ferrari, Stefano Ferranti, Mario Formica,
Pasquale Frallicciardi, Domenico Intilla, Felice Leone, Ciro
Marchetti, Silvia Marchi, Michele Marotta, Giuseppe
Mazzella, Nicola Miani, Car-
▲
SENIORES ALENIA
AERONAUTICA
– AREA SUD
A Pomigliano, cerimonia di
premiazione dei “Seniores
2009”, giunta alla sua trentaquattresima edizione. Anche
quest’anno l’azienda ha voluto dare un forte segnale di
continuità attraverso la partecipazione di una rappresentanza di 17 neoassunti.
Presenti inoltre dieci “Maestri
del Lavoro”, dipendenti di
Alenia Aeronautica della
Campania e del Lazio insigniti della Stella al Merito del Lavoro. I partecipanti alla premiazione sono arrivati a Pomigliano d’Arco accompagnati dai loro familiari; prima
di entrare nel capannone 29,
dove si è svolta la cerimonia,
hanno potuto visitare una mostra statica dei nostri prodotti
principali tra i quali facevano
bella mostra di sé le fusoliere
del C27J e dell’ATR 72.
Dopo l’incontro fra i diciassette neoassunti e il vertice
aziendale è iniziata la cerimonia di premiazione introdotta dagli interventi del presidente del Gruppo Seniores
Napoli di Alenia Aeronautica, Dario Cicatiello, di Ferdinando De Falco, presidente
regionale Anla, di Salvatore
Marotta, console regionale
della Federmaestri della Campania, di Vincenzo De Falco,
vicepresidente Associazione
Seniores Gruppo Finmeccanica, del direttore delle Risorse
Umane, Carlo Rondine, del
direttore generale, Daniele
Romiti, e infine dell’amministratore delegato, Giovanni
Bertolone.
Molto apprezzato il filmato
che ha raccontato la storia
dei 40 anni di Aeritalia e Alenia, di cui quest’anno ricorre
l’anniversario.
La premiazione è iniziata con
la presentazione dei calciatori vincitori del torneo di calcio
Finmeccanica 2009, la squadra della Regione Campania
segue a pag. 28
notizieanla 28-39
18-12-2009
15:11
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4
5
▲
mine Orsi, Salvatore Panico,
Vincenzo Panico, Adolfo Papoff, Vito Perrupato, Enrico
Piedimonte, Salvatore Rusciano, Bruno Sabatelli, Claudio
Sabatino, Pasquale Saladino,
Maurice Salamè, Salvatore
Scafaro, Mario Scandone, Ciro Tammaro, Domenico Tanzillo, Pietro Tartigro, Ciro Vigorito.
30 anni
Romeo Abbate, Vincenzo
Afeltra, Alfredo Affatato, Giuseppe Albachiara, Vincenzo
Alicastro, Vincenzo Aliperti
Salardo, Gabriele Allocca,
Giuseppe Allocca, Giovanni
Altea, Salvatore Amodio, Arcangelo Raffaele Angelillo,
Antonio Antignani, Vincenzo
Antignani, Salvatore Ardolino, Amalia Arfuso, Aniello
Auriemma, Alberto Balestrieri,
Raffaele Barone, Carmine Basile, Luciano Bellocchio, Ernesto Benetti, Felice Biricchini,
Angelo Boschetti, Alberto Brugo, Michele Bruno, Pasquale
Chaiazzo, Salvatore Calabrese, Giuseppe Caldarelli, Domenico Calise, Gabriele Nunzio Capasso, Salvatore Capo-
mine Del Prete, Guglielmo Del
Vecchio, Ciro Della Torre,
Oscar Di Leo, Salvatore Di Lorenzo, Antonio Di Marzo, Salvatore Di Napoli, Luigi Di Nota, Francesco Di Santo, Domenico Esposito, Luigi Esposito, Luigi Esposito, Matteo
Esposito, Vincenzo Esposito,
Cesare Falanga, Enrico Falcone, Ciro Fernandes, Antonio
Fico, Giuseppe Fico, Francesca Fiore, Andrea Foglia, Domenico Forino, Alfonso Galeotalanza, Aniello Gallucci,
Aniello Gammella, Antonietta
Gammella, Aldo Gastaldon,
Espedito Gentile, Ferdinando
Gentile, Ciro Gesuele, Pasquale Giansante, Ciro Giglio, Rinaldo Giuditta, Vincenzo Giuliani, Angelo Giuliano,
Biagio Giustezza, Giuseppe
Gragnano, Luciano Grasso,
Giovanni Grimaldi, Ciro Guadagni, Ciro Guadagni, Raffaele Guadagni, Tommaso
Guarino, Gennaro Iaquino,
Carmine Iasevoli, Giovanni
Iasevoli, Salvatore Iasevoli,
Tommaso Iasevoli, Antonio
Iengo, Domenico Ilardi, Giacomo Ilardi, Felice Intoccia,
bianco, Giuseppe Caprioli,
Carmine Caputo, Virginio Caputo, Antonio Carfora, Anna
Maria Castaldo, Ciro Castaldo, Ferdinando Castiello, Pasquale Cerciello, Gianfranco
Chevalley De Rivaz, Angelo
Antonio Chiuchiolo, Carmine
Antonio Ciccarelli, Carmine
Colella, Salvatore Contini,
Francesco Coppola, Nunzio
Coppola, Salvatore Corbi,
Angelo Coretti, Giovanni Corrado, Gennaro Correale Aliperta, Francesco Corsuto,
Gennaro Cristiano, Luigi Cristofaro, Luigi Cuorvo, Giovanni D’Ambrosio, Armando
D’Andrea Esposito, Massimo
D’Aquino, Catello D’Arco,
Antonio D’Auria, Domenico
Gennaro D’Auria, Caterina
D’Avanzo, Raffaele D’Onofrio, Salvatore D’Onofrio,
Rocco Daniele, Marcello Davide, Giuseppina De Angelis,
Aniello De Cicco, Angelo De
Falco, Ciro De Falco, Raffaele
De Falco, Rodolfo De Falco,
Manrico De Leo, Antonio De
Luca, Raffaele De Maria, Giovanni De Mase, Pasquale De
Silva, Giulio De Stefano, Car28
Marco Patrizio Iorio, Pietro Iorio, Raffaele Iossa, Biagio La
Gatta, Pasquale La Gatta,
Raffaele La Gatta, Nicola La
Manna, Felice La Montagna,
Nilla La Montagna, Antonio
La Penna, Carlo La Vecchia,
Giuseppe Laperuta, Vincenzo
Leone, Camillo Lettieri, Nicola
Liguori, Michele Lo Regio,
Giorgio Lombardi, Adolfo
Longano, Antonio Maiello,
Mauro Maietta, Salvatore
Maietta, Ciro Manenti, Antonio Manna, Pasquale Manna,
Vincenzo Manna, Carmine
Manzone, Angelo Marinelli,
Felice Marinelli, Carmine Maro, Paolo Marsiglia, Benedetto Martiniello, Eugenio Maturo, Giulio Mauro, Raffaele
Mele, Alfredo Melillo, Umberto Mercogliano, Giuseppe
Merolla, Domenico Migliaccio, Pasquale Minichino, Bernardino Molaro, Giovanni
Mollo, Raffaele Mollo, Nicola
Monda, Giovanni Montagna,
Salvatore Montanino, Carmine Moscatiello, Pietro Mustacchia, Salvatore Napoletano,
Antonio Napolillo, Ferdinando Napolitano, Salvatore Napolitano, Vincenzo Nappa,
Pasquale Nappo, Fortunato
Nardone, Ciro Nocerino,
Giovanni Nocerino, Francesco Pacchiano, Francesco Palumbo, Giovanni Panico, Mario Panico, Santolo Paparo,
Giuseppe Pappacena, Eduardo Parente, Rosario Peluso,
Saverio Perna, Cosimo Perrone, Andrea Petrella, Nunziata
Pirozzi, Aniello Piscitelli, Giovanna Polito, Antonio Ferdinando Pugliese, Raffaele Pugliese, Antonio Quercia, Gennaro Radice, Angelo Ragosta,
Giovanni Rao, Rosa Rea,
Santo Rea, Vincenzo V. Rea,
Giovanni Rega, Vincenzo Restaino, Corrado Ricciardi,
Giacomo Riccio, Lorenzo Rinaldi, Antonio Romano, Felice
Romano, Michele Romano,
Salvatore Romano, Saverio
Romano, Riccardo Rovere,
Paolo Ruggiero, Ciro Russo,
Giovanni Russo, Ortensio
Saccone, Cataldo Salvatore,
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ANLA NOTIZIE
Pagina 29
6
Giovanni Salzano, Procolo
Sannino, Francesco Sansone,
Gaetano Sapio, Sebastiano
Sasso, Claudio Ronaldo Savarese, Gennaro Scialò, Eugenio Selvaggi, Carmine Sepe, Domenico Sepe, Giovanni Sepe, Raffaele Sepe, Vitaliano Serpico, Giuseppe Sica,
Andrea Siniscalchi, Carmine
Sodano, Carmine Sodano,
Ciro Sodano, Felice Sodano,
Giuseppe Sodano, Roberto
Sodano, Luigi Sorrentino, Armando Staffa, Roberto Tamburis, Gennaro Tarallo, Vincenzo Tardi, Ferdinando Terracciano, Michele Terracciano, Luigi Tizzano, Giuseppe
Toscano, Raffaela Toscano,
Giovanni Tufano, Luca Vaia,
Francesco A. Verdicchio, Domenico Vigliotti, Luigi Viola,
Antonio Vitalone, Santolo Zarobbi, Francesco Biagio Zero,
Luciano Zizolfi, Antonio Giovanni Zotti.
7
GRUPPO SENIORES SELEX SISTEMI INTEGRATI/MBDA FUSARO
Premiazione dei soci di Fusaro e di Giugliano con 20, 25
e 30 anni di anzianità aziendale e consegna delle Borse
di Studio per i figli dei dipendenti per l’anno 2009.
Nelle foto: 8, il tavolo della
Presidenza, partendo da destra, Eduardo Merone, presidente Gruppo Seniores SelexSI/Mbda Fusaro, ing. Paolo
De Lucia, direttore Operazioni Selex Sistemi Integrati, dr.
8
9
Maurizio Corselli, direttore Risorse Umane e Organizzazione Selex Sistemi Integrati
SpA, c.te Aldo Calvello, direttore generale Selex Sistemi Integrati SpA, dr. Antonio Perfetti, amministratore delegato
Mbda Italia, Anna Illiano, responsabile Risorse Umane e
Organizzazione Mbda Italia,
Vincenzo De Falco, presidente Raggruppamento Seniores
Alenia Finmeccanica, ing.
▲
segue a pag. 30
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ANLA NOTIZIE
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10
▲
Lanfranco Pambuffetti, responsabile Operazioni Mbda Italia; 9 (vedi p. precedente), la
premiazione con Borse di Studio ai figli dei dipendenti;
10, i giovani neoassunti.
Questi i premiati:
20 anni
Gaetano Bibita, Sabatino Borrelli, Settimio Caprini, Carlo
Capuano, Salvatore Capuano, Tommaso Cerrato, Ivanpaolo Chegai, Angelo Costagliola, Giovanni Cristiano,
Giuseppe Della Ragione, Giuseppe Della Ragione, Maurizio Fucito, Tommaso A. Greco, Biagio A. Guardascione,
Gerardo Imperatore, Nicola
Lubrano, Giuseppe Maresca,
Antonio Mecca, Giacomo
Perreca, Alessandro Persico,
Paolo F. Rucher, Giuseppe Vastarella, Rosario Vivenzio.
25 anni
Pasquale Alicante, Salvatore
Bove, Ernesto Capuano, Umberto Concilio, Ciro Gherardelli, Nicola Iacolare, Salvatore Lavino, Bianca Liccardo,
Giuseppe Lucci, Salvatore Luce, Michele Maggiulli, Nicola
Penna, Salvatore Perreca,
Paolo Perrone, Raffaele Rito,
Rosario Russo, Giacomo Sabino, Francesco Salvati, Tommaso Scotto Di Minico, Sabatino Scotto Di Santolo, Andrea Tornincasa, Carmine
Travaglione, Roberto Ulisse,
Arcangelo Vacca.
30 anni
Raimondo Agus, Ciro Baiano, Salvatore Bosco, Mario
Camminatiello, Biagio Antonio Capuano, Ciro Ciccarelli, Giovanni Colonna, Luigi
Concilio, Giovanni Coppola, Vincenzo Corini, Antonio
Costagliola, Salvatore Costagliola, Ernesto Costigliola, Ciro Antonio D’Angelo,
Antonio De Alteriis, Giovanni De Alteriis, Antonio Di Girolamo, Vincenzo D’Onofrio, Luigi D’Oriano, Ciro
Esposito, Antonio Faro, Pasquale Iacuaniello, Nunzia
Ippolito, Giosuè Liccardo,
Tullio Lubreto, Luigi Mallardo, Bruno Massa, Elio Melillo, Luigi Miele, Adriano
Montesano, Raffaele Mormile, Luigi Ortino, Antonio Palma, Antonio Palumbo, Antonio Paragliola, Patrizia Peluso, Carmine Pennacchio,
Domenico Pennacchio, Vincenzo Petito, Aristide Petringa, Pasquale Pirozzi, Salvatore Pirozzi, Pasquale Princi-
pe, Ciro Ramazio, Maria
Rega, Nicola Riccardo, Antonio Riccardo, Giuseppe Risi, Pasqualino Ronga, Lucio
Savino, Gennaro Schiano
Di Cola, Fortunato Zampini.
Borse di studio
Media inferiore
Mariateresa Cantone, Andrea
Costagliola, Ilaria Longobardi, Sara Schiano Di Cola, Lorenza Veca.
Media superiore
Laura Alessio, Francesco Alessio, Gioacchino Ambrosino
Di Miccio, Laura Arpino, Anna Gaia Attardi, Martina Bellizzi, Angelo Bibita, Francesca Biondi, Martina Boccola,
Jolanda Brando, Claudia
Cantarelli, Antonella Capuano, Maria Rita Capuano, Giuseppe Carannante, Giuseppina Carannante, Paola Carrozza, Federica Caruso, Teresa Chiappetta, Biagio Coppola, Miriam Costa, Teresa Costagliola, Raffaele Costagliola, Filomena Costanzo, Maria
Costigliola, Damiano D’Espo-
sito, Debora D’Esposito, Roberta De Viti, Francesca De
Viti, Francesca Di Biase, Roberta Di Donna, Angelina Di
Girolamo, Francesca Di Meo,
Enzo Di Meo, Gennaro Di
Meo, Leonardo Di Razza, Antonio D’Onofrio, Cristiana
Esposito, Gianluca Esposito,
Giuseppina Esposito, Rosario
Ferrigno, Lorenzo Giannini,
Anna Guardascione, Antonio
Guarino, Emanuele Illiano,
Valeria Illiano, Salvatore La
Montagna, Antonietta La
Montagna, Domenico Lucci,
Sarah Maresca, Marika Mecca, Federica Mosca, Alberto
Paone, Italia Pastore, Danilo
Perretta, Francesca Ramazio,
Melania Ricci, Giuseppe Salemme, Cristina Santopaolo,
Roberta Schiano Di Cola, Luigi Scotto Di Vetta, Marianna
Scotto Rosato, Francesca Vacca, Carmine Vicedomini, Fabiola Vitiello, Alessia Vitiello,
Alessandra Zaza.
Maturità con 100/100
Giuseppe Schiano Di Cola,
Ernesto Erra, Luca Giugliano,
Valentina Panico.
Laurea con 110 e lode
Stefania Brancaccio, Valerio
Carandente, Chiara Cella,
Roberto Cielo, Raffaele Coppola, Genoveffa Mazzarella,
Vincenza Orabona, Roberta
Pinelli, Davide Porzio, Angelo
Rizzo, Vincenzo Sciorio, Daniela Scotto Di Luzio.
GRUPPO SENIORES GALILEO AVIONICA
SEZIONI DI FIRENZE, TORINO
E NERVIANO
Un autunno sul Mar Rosso –
al villaggio El Quseir di Marsa Alam - per un gruppo di
soci seniores della Galileo
Avionica di Firenze e Nerviano.
Tanta la varietà di pesci nella barriera corallina, indimenticabili le escursioni nel
villaggio e nella Tobia’s island.
Non poteva mancare una foto di gruppo (11).
SEZIONI DI FIRENZE, TORINO
RONCHI DEI LEGIONARI
Infine un gruppo Seniores
Galileo Avionica di Firenze,
Torino e Ronchi dei Legionari per un tour in Irlanda. Il
tour è iniziato con la visita
di Dublino con il Trinity College, il parco con i cervi, la
fabbrica della birra Guinness e il Molly Malone; è
proseguito verso Sligo, Connemara con i suoi muretti di
pietra, poi verso la baia di
Galway con le sue splendide vedute sui laghi, e Kyle-
E
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15:27
Pagina 31
1
MAGNETI
MARELLI
Raduno annuale e cerimonia
di premiazione dei dipendenti con 20, 30 e 40 anni di
servizio della Magneti Marelli, alla presenza del dr. Livio
Milano, responsabile delle Risorse Umane, di molti altri dirigenti d’azienda, dell’assessore di Varzi, Massimo Tamburelli, dei consiglieri-fiduciari
del Gruppo Seniores Anla.
Erano al tavolo della Presidenza: Massimo Tamburelli,
Livio Milano, Gennaro Casadei presidente del Gruppo seniores, Salvatore Di Mauro e
Antonio Messina, vicepresidenti, Nino Calenzani segretario, Maurizio Pontiggia
(consigliere e coordinatore
dei soci anziani dello stabilimento di Corbetta e dintorni),
Giovanni Taini (consigliere e
coordinatore delle manifestazioni e raduni), i consiglieri e
i fiduciari delle varie sezioni
del Gruppo anziani.
Il presidente Casadei ha aperto la manifestazione. Ha fatto
seguito il dr. Livio Milano illustrando i risultati conseguiti
dall’azienda nel corso dell’ultimo anno, e i problemi che si
sono dovuti affrontare.
Nelle foto: 1, il tavolo della
Presidenza; 2, una panoramica della sala.
Questi i premiati:
2
20 anni
Laura Boerci, Salvatore Giuffrè, Roberto Terzi.
30 anni
Giuseppe Airaghi, Ornella Airaghi, Francesca Alletto, Rosa
Maria Antonini, Rita Anzalone, Ezio Barbaglia, Mirella
Bardella, Daniela Baroni, Milena Bertani, Alberto Bestetti,
Pietro Boiocchi, Tiziana Bollini, Carlo Bonacina, Maria Teresa Borghetti, Caterina Brizzi, Francesca Bruno, Ninfa
Bucceri, Carmen Cardani, Luciana Castiglioni, Neva Chiodi, Anna Cirillo, Agnese Cislaghi, Mara Cislaghi, Maurizio Colombo, Bruno Contente, Isa Cornacchini, Pasquali-
na D’Acunto, Giorgio
D’Avanzo, Francesca De Maria, Giovanna De Min, Rossella Enrica De Vecchi, Antonio
Delmonte, Giulia Di Dio, Francesca Dimonte, Maria Grazia
Duro, Giuseppe Esposito,
Claudio Farinazzo, Liliana M.
Fenini, Vincenza Fierro, Carla
Fileni, Maria Fruci, Maria Rosa Gambirasio, Ombretta
Gessi, Girolama Giofrè, Emilia Gramaglia, Enrica Atonia
Grassi, Giuseppe Grassi, Gesualda Iatrino, Claretta Introini, Erika Knollseisen, Oriana
La Mattina, Rita Lo Biondo,
Gisella Lorenzelli, Vittorina
Magistroni, Nadia Magnaghi, Giuseppe Maiorino, Car-
verso the Burren.
E ancora le scogliere di Moher. Poi la visita al Castello
Bunratty, verso il Ring of Ker-
ry, attraversando i villaggi di
Killorglin e Waterville.
Anche qui era d’obbligo una
foto (12) di gruppo.
12
more
Abbey
dimora
dell’800. Il viaggio è proseguito con il battello verso le
suggestive Isole Aran e poi
31
lo Maldifassi, Livio Marinoni,
Pierluigi Martellozzo, Francesca Massera Artini, Doloretta
Massidda, Dalmazio Meda,
Claudio Mereghetti, Adele Iride Moiraghi, Lucia Antonietta
Mongelluzzi, Vincenza Montalbano, Antonina Nurra, Silvana Palmisano, Rita Panizza,
Mafaldina Penna, Giulia Petruzzelli, Angela Piccioli, Giuseppina Pinciroli, Lorenzina
Pinciroli, Claudia Pirocco, Leonardo Pistillo, Gloria Pobbiati,
Giacomo Popolizio, Franca
Porta, Vito Rapolla, Rosanna
Ravanelli, Tiziana Re, Laura
Resentera, Marisa Restelli,
Franca Riccò, Anna Chiara
Riggi, Pierangelo Rolfi, Patrizia Rondena, Alberta Rovelli,
Giancarlo Rovera, Patrizia Rovini, Giuseppina Rullo, Giuseppina Sala, Anna Santillo,
Maria Saporito, Giovanna
Scalia, Mariangela Scurati,
Giuliana Selis, Irena Sicilia,
Ernestina Sormani, Antonietta
Spadea, Antonina Spatola,
Rosina Spilotro, Enrica Stampini, Rosa Stasolla, Enrico Strada, Rosa Surace, Lucia Tomasin, Antonella Trevisan, Maria
Grazia Virga, Anna Zambetti.
40 anni
Romualdo Arcodia, Cosimo
Convertini, Luigi Lamanuzzi,
Carlo Paroni, Giorgio Rigamonti, Rodolfo Zaffaroni.
Sono stati anche premiati i seguenti studenti, figli dei dipendenti, per la migliore votazione scolastica:
Diploma
Alessandro Bona, Nicolò
Composto, Silvia Delmonte,
Dania Lo Cascio, Silvia Mazzucchel, Andrea Rocca, Stefano Vergani, Ilenia Vitale.
Licenza scuola media
Federico Luigi Giannotta.
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ANLA NOTIZIE
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1
CIRCOLO
ANZIANI
DEL LAVORO
ELECTROLUX
ZANUSSI
Visita alla Grandi Motori
(ora Wartsila Italia SpA), società finlandese con sede a
Bagnoli della Rosandra-Trieste. Lo stabilimento produce
motori per navi e per impianti
energetici. In seguito tappe in
Slovenia e visita alla tenuta di
Angoris a Cormons.
Il gruppo dei soci era accompagnato dal presidente della
sezione Centrale di Sede, Livio Della Flora.
Nelle foto: 1, il gruppo allo
stabilimento Wartsila; 2, presso la villa di Angoris.
2
3
il presidente Carla Barazza. Il
vicepresidente Bruno Carrer,
e i consiglieri Ermanno Pavan
e Roberto Pompeo.
SEZIONE FREDDO SUSEGANA
• Gara di pesca nel laghetto
“Da Domen Ico” a Lovadina.
Sono stati premiati:
1° Maurizio Spagnol, 2°
Carlo Poser, 3° Gianfranco
Roveda.
Nella foto 3, oltre ai premiati,
• Ancora, gara di bocce nel
bocciodromo di Cordignano.
La classifica delle premiazioni
per gli uomini ha visto:
1° Domenico Saccon-Enzo
Pertossi; 2° Angelo FornasierLuigino Collodel; 3° Leone
Longo-Silvio Cao.
Nella foto 4, insieme ai premiati, Carla Barazza, il socio
onorario Gino Toffoli, ed i consiglieri Roberto Pompeo, Luciano Corsini, Ermanno Pavan.
Questa la classifica per le
premiazioni donne:
1ª Lia Giust-Bruna Corrocher,
2ª Gabriella Lovisotto-Domenica Privitera, 3ª Anny Da DaltTeresa Onagro.
Nella foto 5, oltre alle premiate, Carla Barazza, il socio
onorario Gino Toffoli, ed i
consiglieri Silvio Cao, Roberto Pompeo, Luciano Corsini,
Ermanno Pavan.
4
5
• Gita a Cremona di un folto
gruppo di nostri soci (una foto-ricordo, 6, della visita al
Duomo era d’obbligo).
• E ancora… gita a Perugia
in occasione dell’Eurochocolat, con tappa ad Assisi e visita al Duomo (v. foto 7).
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6
7
8
GRUPPO ANZIANI ZML
INDUSTRIES SPA - MANIAGO
• I soci del G.A. ZML di Maniago hanno trascorso tre
giorni in Piemonte e in Valle
d’Aosta, visitando la reggia
sabauda di Venaria Reale, i
castelli di Issogne e di Fenis e
percorrendo la Valtournenche
e poi in funivia fino a Chamois, per ammirare la vetta
del Cervino (v. foto 8 e 9).
• E ancora, visita ad Aquileia
e a Grado con tappe alla Basilica di S. Eufemia, al Battistero,
e alla Basilica di Santa Maria
delle Grazie (v. foto 10).
Non è mancata una puntata
all’interno della cittadina fortificata di Palmanova per raggiungere poi la SS. Napoleonica.
9
▲
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10
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LETTERE, ARTE, STORIA E VIA VIA
tra i fiumi e le esalazioni di
zolfo, che copre la terra arsa
e vulcanica, il mito delle divinità infernali e, infine, la leggenda Virgiliana e il culto
della Sibilla Cumana.
Pozzuoli è il centro più importante, le sue origini risalirebbero alla colonia greca
nota come Dikearchia, fondata col beneplacito dei potenti Cumani da fuggiaschi
provenienti dalla cittadina
greca di Samo (530 a.C.),
che contribuirono negli anni
alla crescita economica e urbanistica dell’abitato.
Poco distante da Pozzuoli, alle spalle del lago di Lucrino e
del Monte Nuovo, si trova il
lago d’Averno, anch’esso
una caldera vulcanica, splendida area protetta considerata dagli antichi l’ingresso dell’Oltretomba.
Più oltre, Baia, rappresentava il luogo di soggiorno prediletto dell’aristocrazia
romana e di
diversi impe-
La nostra socia Rosa Coppeto continua, con bella assiduità, a organizzare le manifestazioni dell’associazione
culturale NapoliInternos. Ci manda oggi a questo proposito
un bell’articolo sui Campi Flegrei che saranno oggetto di
una prossima visita di questa associazione. Lo spazio, tiranno, ci obbliga purtroppo a pubblicare solo parte di questo articolo, augurandoci di non aver troppo tradito il pensiero dell’autrice.
“Benvenuti nei Campi
Flegrei terra della natura e del mito”
Siamo nel regno del mito e
della leggenda. Una terra
suggestiva e incantevole: i
Campi Flegrei, definiti “la diletta patria” della civiltà ellenolatina, che fecero dire a
Goethe: “E’ qui che si resta
sbalorditi fra gli avvenimenti
della storia e della natura”.
I Campi Flegrei sono un vasto e complesso insieme di
circa 24 crateri, alcuni dei
quali presentano manifestazioni gassose effusive (area
Solfatara) o idrotermale
(Agnano, Pozzuoli, Lucrino),
nonché causa del fenomeno
del bradisismo, riconoscibile
per la sua entità nel passato
nel “Tempio di Serapide” a
Pozzuoli. Di derivazione greca “flegreo” vuol dire ardente, di fuoco, bruciato. È la regione vulcanica ad occidente
di Napoli, delimitata dalla
collina di Posillipo, da Miseno e Cuma, che comprende i
territori di Pozzuoli, Bacoli,
Monte di Procida e Quarto,
le isole di Ischia e Procida e
gli isolotti di Vivara e Nisida.
Qui nascono il mito di Ulisse,
il culto di Kalypso, il mito di
Tifeo e di Encelado, il culto
di Ercole che “giunge con i
buoi rapiti a Gerione” e innalza la grande diga per separare il Lucrino dal mare,
l’oracolo avernale dei morti
11
▲
segue a pag. 33
12
SEZIONE COTTURA FORLÌ
Un gruppo di seniores Electrolux
Zanussi di Forlì ha visitato Torino con tappe al Museo Egizio e
alla Basilica di Superga. Nella
foto 11, i partecipanti alla gita.
SEZIONE DI SOLARO
Gita alla Reggia di Venaria e
Superga. Nella foto 12 i nostri
soci davanti alla Basilica di Superga
34
ratori che qui venivano a dilettarsi tra mare e otium. Ed
eccoci a Miseum, villaggio
sorto in epoca romana, sede
dell’importante flotta pretoria
dell’imperatore. La vicina
spiaggia di Miliscola a tutt’oggi conserva nel suo nome
il ricordo degli allenamenti
che vi svolgevano i marinai
romani (militum schola).
Proseguendo, vi è l’antica città di Cuma che è la colonia
più antica della Magna Grecia, famosa sin dalle origini in
quanto sede dell’oracolo, la
famosa Sibilla Cumana. Ma
sono ancora tanti i siti da scoprire disseminati nel territorio
dei Campi Flegrei (basti pensare alla Piscina Mirabilis e
alle antiche Terme di Baia),
ove la fertilità del territorio e le
complesse vicende geomorfologiche hanno determinato
uno strano connubio tra insediamento urbano e natura...
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21-12-2009
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ANLA NOTIZIE
1
GRUPPO SENIORES ALFA ROMEO
• Tour della Croazia organizzato dal Gruppo Seniores Alfa Romeo, con tappe a Opatia, nell’isola di Krm e a Dubrovnick, alle cascate di Plitvice e per finire la visita alla
Madonna di Mandugoje (v. foto 1).
2
• Inoltre, soggiorno di un
gruppo di soci nel caldo sole di Sharm el Sheikh.
Non sono mancate alcune
escursioni al Monastero del
Monte Sinai, al parco marino e alle barriere cristalline
(v. foto 2).
ALAS – SARPOM
2
L’Alas, Associazione Lavoratori Anziani
Sarpom, ha tenuto l’annuale pranzo sociale. Erano presenti l’ing. Gianni Murano, direttore della raffineria, e altri
dirigenti della stessa.
Nelle foto: 1, l’ing. G. Murano che ha
portato i saluti dell’ing. G.B. Merlo,
presidente della Exxon Mobil Mediterranea e della Esso Italiana, illustrando
inoltre ai presenti le attività della raffineria nell’anno in corso; 2, i consiglieri
Alas con al centro l’ing. G. Murano.
1
RINNOVO CARICHE
E ORGANIZZAZIONE
CONSIGLI REGIONALI
CONSIGLIO REGIONALE ANLA SICILIA
E' stato creato il sito ufficiale dell'Anla Sicilia sul quale
saranno pubblicate tutte le notizie ed informazioni per i soci
che vorranno collegarsi. Per accedere a tale sito basta
digitare: www.anlasicilia.it.
VARIAZIONI
• Il Gruppo Interaziendale ex Dipendenti
Italimpianti ha trasferito la propria sede presso il
Consiglio Regionale Anla Liguria: Piazza della Vittoria
14-33; 16121 Genova; tel. 010-593595;
fax 010-542159. Presidio: tutti i giovedì dalle ore 15,00
alle ore 17.30. Presidente, Cesare Calzolari.
35
notizieanla 28-39
18-12-2009
15:24
Pagina 36
ANLA NOTIZIE
1
GRUPPO
SENIORES
TELECOM-ITALIA
SEZIONE ALATEL LIGURIA
• Viaggio di un folto gruppo
di soci Alatel di Genova a
Mosca e San Pietroburgo. Immancabile una foto di gruppo
a San Pietroburgo, davanti
ad una delle tante residenze
degli zar (v. foto 1).
2
• Numerosi i soci Alatel
giunti in Sicilia in occasione
del 37° Convegno Anla (v.
foto 2); nella foto 3, il gruppo dei partecipanti davanti
alla cattedrale di Cefalù.
3
4
Museo Stradivari (v. foto 4,
5).
Al termine, la visita presso il
Caseificio “Ca De Stefani”,
dove si è potuto conoscere
la lavorazione del Grana
Padano e del Provolone Val
Padana .
5
SEZIONE ALATEL
BIELLA-VERCELLI
Tradizionale pranzo sociale,
con meta a Cremona. Accompagnati dalla guida, Anna Adami, la comitiva ha visitato il centro storico della
città, col Battistero, il Torrazzo, la Loggia dei Militi, la
Cattedrale e la Piazza del
Comune; inoltre con l’audizione di violini e la visita al
36
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18-12-2009
15:25
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1
INA ASSITALIA
Visita di un gruppo di soci
seniores della Ina Assitalia
alla Caserma di Coppito
della Guardia di Finanza (v.
foto 1); nella foto 2, una esibizione dei cani antidroga.
2
ANLA BRESCIA
Il Comitato Provinciale Anla,
in collaborazione con il
gruppo Seniores Alatel di
Brescia, ha organizzato un
soggiorno di due settimane
a Djerba, isola turistica per
eccellenza, la località di vacanza numero uno della Tunisia.
Nella foto a des., il presidente Bruno Iukich (in basso
a sinistra) con alcuni partecipanti al soggiorno.
FINCANTIERI
Alla presenza del direttore
dello stabilimento di Monfalcone, ing. Paolo Capobianco, e del direttivo Anla, cerimonia della consegna delle
“Prore d’oro” ai dipendenti
con 30 anni di servizio nel
cantiere.
Questi i premiati: Alessandra Giollo, Elisabetta Visintin, Sergio Bozza, Marino
Zanetti, Franco Apostoli, Sergio Viezzoli, Adriano Grauner, Ezio Ermacora, Sergio
Penko, Umberto Giollo, Angelo Butera, Franco Patrono,
Sergio Ugrin, Maurizio German. Nella foto accanto, i
presenti alla cerimonia.
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Made in italy 38
18-12-2009
9:52
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L’ITALIA CHE LAVORA
di Nora Villa
MADE IN ITALY
LA MODA AI TEMPI DELLA CRISI
Tanti i progetti per uscire dal tunnel. E per esempio le vendite su Internet
L
a moda al tempo della crisi. Un rilevante settore
della nostra economia,
quello del tessile, abbigliamento, accessori, che si riconosce nello slogan: “Bello, Ben fatto,
Italiano”, è in difficoltà, ma per aiutare l’intera filiera ha adottato delle
misure a contrasto. «La situazione
attuale è caratterizzata da una
ripresa debole e lenta», ha
commentato di recente Mario
Boselli, presidente di Cnmi,
Camera Nazionale Moda italiana. «E’ quindi importante
fare ogni sforzo per irrobustirci e accelerare l’uscita dalla
crisi».
Parole d’ordine: movimentare
il mercato e creare nuove strategie, al di là delle prime, inevitabili misure, prese dalle Case di Moda per ridurre i costi,
e lo si è visto alle ultime sfilate.
Niente più top model dai cachet
esorbitanti, ma ragazze giovani, belle, sconosciute, che costano molto
meno. Tutto ridimensionato, budget
dimezzati anche ai fotografi e alle
truccatrici. Allineato pure il Milano
Fashion Center, che gestisce le locations per le sfilate, e che da due anni
non ritocca il listino prezzi degli spazi espositivi per non aggravare il bilancio delle Case di Moda. Ma un
settore come questo non può sopravvivere pensando solo a ridurre i costi, ha la necessità di rilanciare la
propria forza propulsiva tenacemente radicata nella tradizione, essenziale per il sistema manifatturiero. Per
movimentare il mercato è nata dunque l’iniziativa “Pre-Collezioni” che
si svolge due volte all’anno.
Nell’occasione le Case di Moda
aprono i loro show room tra novembre e dicembre e tra maggio e giu-
Mario Boselli,
presidente di Cnmi,
Camera Nazionale
Moda italiana
gno, per
un mese,
alla stampa e ai
compratori, titolari
di boutique, direttori di grandi magazzini, in modo
che possano approvvigionarsi e attualizzare il campionario, senza attendere le sfilate ufficiali che si svolgono nei mesi successivi.
Lo scopo è quello di favorire una
maggiore visibilità delle Case e incentivare gli acquisti, gli ordini da
parte dei clienti. All’iniziativa partecipano nomi di punta del Made in
Italy, come Armani, Versace, Loro
Piana, Roberto Cavalli, Moschino e
via declinando. Altro meccanismo
atto a dinamicizzare il mercato si sta
rivelando il commercio elettronico,
l’e-commerce. Vendere via Internet
comincia a dare risultati soddisfacenti e prospetta un futuro ricco di
sviluppi positivi anche per il settore
moda. Il bilancio globale delle vendite via web, che include numerose
merceologie, e riguardante l’anno
appena concluso, presenta la ragguardevole cifra di circa 6 miliardi di
38
euro, con una crescita costante rispetto all’anno precedente.
In un momento come questo è apprezzabile e va aggiunto che in particolare il segmento abbigliamento ha
totalizzato un incremento del 40 per
cento.
Sicuramente una via da seguire (sono dati rilevati da un’indagine svolta
dal Politecnico di Milano). Sta inoltre arrivando in porto l’iniziativa voluta dal ministro delle Politiche Comunitarie, Andrea Ronchi, nata per
proteggere le merci prodotte nel nostro Paese, che concernono molto da
vicino la moda. A breve cambierà il
noto logo “Made in Italy”, al quale
verrà aggiunta la dicitura “100 per
cento italiano”, oppure “interamente
italiano”. Sarà riservato alle imprese
dove il disegno, la progettazione, la
lavorazione e la confezione vengono
eseguite completamente sul territorio italiano. La rispondenza a queste
regole sarà disciplinata da precisi
criteri legali e non più rimessa alla
personale valutazione del produttore. Una garanzia per l’acquirente che
si porterà a casa un vero prodotto
Made in Italy, frutto di un patrimonio artigianale e di uno scenario culturale come pochi altri al mondo. ■
Intervista 39-41
18-12-2009
10:01
Pagina 39
STORIE
di Raffaello Uboldi
L’INTERVISTA
GIULIO ANDREOTTI
• Qualche giudizio, e qualche
ricordo sui tanti personaggi
che ha conosciuto
• De Gasperi, Moro, Togliatti
e altri ancora
• E la conferma che “il potere
logora chi non ce l’ha”
O
della sua formazione il Trentino e
Vienna erano un po’ diversi da quelli di molti di noi, però credeva in
quello che diceva, non aveva due vite, quella dell’uomo pubblico e quella dell’uomo privato.
Lei ha imparato molto da De Gasperi?
In effetti De Gasperi era un uomo
veramente eccezionale. Non è solo
l’affetto che gli porto a dire questo,
ma è anche che aveva avuto il vantaggio di una preparazione in posti
diversi, in comparazioni antitetiche.
Se mi guardo in giro di De Gasperi
non ne vedo.
Lei mi disse un giorno che al Referendum del 2 giugno del ’46 lei votò per la monarchia e si è sempre
detto convinto che invece De Gasperi abbia votato Repubblica,
perché queste due scelte diverse?
39
Io, probabilmente anche per la mia
impreparazione, ero un po’ frastornato da alcuni accenti e toni della
propaganda repubblicana. Nenni: o
la Repubblica o il caos, sicché dava
la sensazione che con lui le avremmo avute tutte e due, sia la Repubblica che il caos. De Gasperi sapeva
guardare lontano, io non sapevo né
tuttora so guardare lontano, veramente aveva ragione lui nella posizione che prese e che aiutò anche ad
orientarsi coloro che erano dubbiosi
e non vedevano con molta chiarezza
la situazione.
C’era forse anche il fatto che De
Gasperi aveva conosciuto un altro
tipo di monarchia, quella austroungarica?
Certo c’è un dato di fatto, ormai è
passato parecchio tempo, ma le im-
▲
ltre 90 anni di età, ma
la mente sempre vigile, i giudizi precisi. E
oltretutto un bello
scrittore (per questo
ha ottenuto a Santa Margherita Ligure il Premio Tigulliana). In questa intervista esclusiva ricorda molti dei
personaggi della Prima Repubblica,
dove egli pure ebbe incarichi di
grande rilievo.
Lei ha alle spalle una lunga carriera politica, ed è anche uno scrittore, ricordo alcuni suoi libri molto
belli: “Ore 13, il ministro deve morire”, “Operazione via Appia” ecc.
ecc. E una galleria di personaggi
che ovviamente ha incontrato,
partendo da De Gasperi. Ricordo
una frase di un suo libro: “Ogni
tanto vado a trovare il presidente”
nella chiesa Della Minerva dove è
sepolto. Ecco, De Gasperi come
uomo com’era?
Era attraente, nel senso che era un
uomo sempre lo stesso, molti di noi,
anche la generalità degli uomini, sono fatti un po’ a compartimenti stagni, c’è l’uomo al lavoro, l’uomo di
famiglia, l’uomo sportivo, l’uomo
delle amicizie. De Gasperi aveva
questa sua ricca personalità, una serietà che fra l’altro, proprio perché si
imponeva culturalmente non era noiosa, perché se non avesse avuto la
compiutezza di doti che aveva sarebbe stato forse meno facile essere attratti da lui; perché anche i luoghi
segue a pag. 40
Intervista 39-41
18-12-2009
10:02
Pagina 40
STORIE
L’INTERVISTA
▲
magini di quell’epoca sono ancora
vive dentro di me, il che vuol dire
che erano portatori di qualche cosa
di superiore con De Gasperi in prima
fila
Parliamo degli uomini politici che
lei ha conosciuto. Pietro Nenni:
che giudizio ne dà?
La dote maggiore che aveva era
l’oratoria, era affascinante come
venditore di idee, di programmi, però a me scandalizzava un poco la sua
duttilità, sentendo due discorsi fatti
da Nenni, erano due discorsi completamente diversi, delle volte anche
contrapposti, quindi era un uomo
senza dubbio affascinante, un uomo
che come vita personale aveva pagato di persona, quindi aveva anche
questa attrazione di carattere morale,
però io lo consideravo un po’ troppo
duttile come realtà programmatica.
Palmiro Togliatti?
Era una persona molto chiusa, indubbiamente meritava il rispetto che
si doveva ad uno che aveva pagato di
persona, era stato in esilio, aveva
sofferto, certamente aveva una comunicativa forte per i suoi, ma verso
gli altri direi un po’ meno.
Indubbiamente era rispettato per
quello che era stata la sua vita, era
ammirato anche per le sue doti oratorie, ma direi per esempio che una
vacanza insieme non ce l’avrei passata volentieri.
Lo incontrava spesso?
Bè, lo incontravo nel senso che si faceva vita comune, sia a Montecitorio, sia nelle riunioni dei partiti, sia
nel Transatlantico. Sicuramente era
un uomo molto superiore alla media,
però di non facile comprensione.
Berlinguer?
Berlinguer aveva alcune doti di simpatia, esprimeva un po’ un senso giovanile delle cose ed era anche molto
simpatico nel privato. Poi direi che ci
sono persone che sono simpatiche in
Aula ma non nel Transatlantico. Berlinguer lo era, io ne conservo un’immagine molto buona, positiva.
Parliamo dei cosiddetti due cavalli
di razza della
DC. Fanfani
com’era?
Fanfani era una
persona molto
preparata, tra
l’altro anche
nel campo economico, cosa
che molti di noi
non lo erano,
però
dava
l’idea, forse per
quello spirito
un po’ aggressivo dell’aretino,
di voler imporre quello che
lui credeva e
che quello che
lui credeva fosse necessariamente giusto,
mentre quello che credevi tu non lo
era. Quindi, essere fanfaniano in effetti significava militare in una parte
dell’azione politica. E’ un’altra delle
persone, ripeto, con cui non avrei
passato volentieri le vacanze.
Moro?
Moro io l’avevo conosciuto bene alla Fuci, anzi fu lui quando lasciò la
Presidenza che suggerì a mons.
Montini di caldeggiare la mia candidatura. Una persona di grandissima
intelligenza e di grandissima comunicativa, anche se era eccezionale
proprio per le sue doti di cultura. I
suoi scritti per esempio avevano dei
periodi di 25 righe, 30 righe, si faceva una certa fatica a collegare la prima parte alla seconda, però indubbiamente era persona di un fascino
facilmente acquisibile.
Lei resse il Governo della non sfiducia. Ovvero il Governo di Unità
Nazionale. Ricordo una sua frase
al Senato, cito a memoria: “Vi ringrazio della fiducia o della non sfiducia che vorrete accordarmi”.
Pensò che Moro potesse essere salvato?
Ritengo che in quel momento erava40
mo umiliati da uno stato di necessità
che poteva piacere o no nei suoi particolari, ma che non era facilmente
alternativo.
Si fece di tutto per salvarlo?
Io direi assolutamente di sì, nel senso che purtroppo le nostre risorse
erano limitate e la forza opposta era
di una tenacia e di una volontà micidiale.
Lo uccisero nel momento in cui si
cominciava a trattare la liberazione di un brigatista. Come mai una
tale determinazione ad uccidere
Moro?
Questo è difficile dirlo, perché anche
i suoi assassini - alcuni hanno parlato, ma anche quelli che sono vivi non
parlano molto volentieri - certamente pensavano che rimosso Moro non
ci sarebbero stati più ostacoli e che
noi avremmo contato assolutamente
poco.
Dei papi che lei ha conosciuto, Pio
XII, Paolo VI cosa mi dice?
Ogni papa è diverso dagli altri, nel
senso che alcuni si impongono per la
loro autorevolezza. Come comunicativa umana, almeno nell’immediato,
non ne hanno molta, sono più in tro-
Intervista 39-41
23-12-2009
8:21
Pagina 41
A sin., Aldo Moro; sotto, Palmiro Togliatti.
Nella pagina accanto Andreotti
con De Gasperi
no che alla scrivania con te di fronte.
Però nonostante che la simpatia
umana di Giovanni XXIII fosse ben
nota, fosse quasi illimitata, devo dire
che rimane sempre Pio XII al centro
della autorevolezza, quando dici il
papa, il papa è Pio XII.
Passando agli uomini politici stranieri, lei incontrò Kennedy?
Kennedy sì, ho avuto occasione di
incontrarlo quando fece la sua visita
a Roma, però in modo superficiale.
Si sentiva tuttavia la grande attrazione del personaggio.
Krusciov?
Krusciov era veramente un tipo singolare. Apparteneva ad un mondo
opposto al nostro, però aveva qualche lato di vantaggio, non era antipatico sul piano personale. Anche se
uno si scordava novantanove cose su
cento di quelle che lui diceva.
Gheddafi?
Bisogna tener conto che è libico, noi
diciamo alle volte un po’ levantino,
nel senso non buono. Ma levantino
vuol dire anche che ha un suo modo
di ragionare, che è un po’ diverso,
che dà forse più importanza agli aggettivi che al sostantivo.
Lei è sempre stato contrario all’uso della forza nei suoi confronti,
favorevole al negoziato…
Forse c’è una certa diffidenza istintiva, anche un po’ di superbia romana
che distingue la mia preparazione, e
che ci fa essere, nell’ipotesi migliore, cauti.
Nella sua lunga carriera politica
qual è stato il momento migliore
secondo lei?
La politica dà soddisfazioni, qualche
volta può dare anche gloria, questo
termine usiamolo tra virgolette, però
è sempre vivo il senso che è più
quello che non riesci a fare che quello che riesci a fare, quello che vorresti fare, hai sempre delle limitazioni
41
obiettive. Una cosa è scrivere un trattato politico altra cosa è dover assolvere ad un mandato politico.
Il momento che lei giudica peggiore di questa sua carriera, il momento di cui lei si rimprovera
qualcosa.
Ho avuto momenti buoni e momenti
difficili. Il momento peggiore secondo me fu quello della morte di De
Gasperi, io ho sentito la morte di De
Gasperi più della morte di mia madre. Si spegneva qualcosa che ti portava via con sé.
Presidente, lei guarda questo Paese da tanti anni, come giudica
l’Italia e gli italiani?
Abbiamo delle doti costanti, tra l’altro l’attitudine a non drammatizzare
che qualche volta, vista dall’esterno,
può sembrare scetticismo. Io poi sono romano e a mio avviso è una
grande risorsa, perché le cose in sé
camminano delle volte nel senso
giusto, secondo quello che tu vorresti, molte volte, anzi il più delle volte no. Così ti porta ad avere questo
vantaggio, il non vedere mai un
dramma irreversibile, sapere che le
cose possono essere migliori.
C’è una sua frase famosa: il potere logora chi non ce l’ha…
Lo confermo, perché senza dubbio
in una posizione esclusivamente culturale uno può conoscere i precedenti, la storia, la geografia, ma se non
hai gli strumenti in mano tu conti poco, magari conterai fra dieci anni,
quando si ricorderanno di te, ma per
il momento no.
Sta scrivendo qualcosa adesso?
No, di importante no, faccio sempre
il mio diario, ma ci sono settimane
intere che non c’è nulla da annotare
di rilievo.
Non si annoia?
No, questo no, perché nella vita, anche quando ero ragazzo, non è che
non mi piacesse giocare, ma per
esempio leggere mi piaceva più che
fare una attività fisica o scalare una
montagna o fare una traversata atlan■
tica.
personaggi 42-43
18-12-2009
10:08
Pagina 42
STORIE
di Martine O. Belhadi
“
Un uomo solo al comando, la sua maglia è bianco-celeste, il suo nome è
Fausto Coppi”. Così il
radiocronista Mario Ferretti dava il via alla leggenda di un
imbattibile campione, parlando del
concludersi della terzultima tappa
del Giro d’Italia del 1949. Eccellente passista e scalatore, era molto
forte anche in volata, risultando un
corridore completo, adatto ad ogni
tipo di strada. Tolto il suo amiconemico Gino Bartali, che si avvantaggiava sugli altri delle sue qualità
di scalatore, Coppi non ebbe mai, o
quasi mai, degli avversari degni di
lui. Vinse cinque volte il Giro d’Italia, due volte il Tour de France, fu
campione del mondo, e per due
volte fu campione del mondo nell’inseguimento, oltre che primatista
dell’ora dal 1942 al 1956. Ma si
impose anche nelle maggiori competizioni di un solo giorno, quali il
Giro di Lombardia, la Milano San
Remo, la Parigi-Roubaix o la Freccia Vallone. In altre parole uno dei
più grandi e popolari atleti, nell’epoca d’oro del ciclismo.
E tuttavia a guardarlo il suo fisico
poteva sembrare poco atletico. In
realtà era dotato di una notevole
agilità muscolare e di un sistema
cardiorespiratorio fuori dal comune
(una capacità polmonare di 6,5 litri
e 44 pulsazioni cardiache al minuto
a riposo). Tutte qualità che ne esaltavano la resistenza sotto sforzo. La
struttura ossea molto fragile, e le ripetute fratture, lo costrinsero tuttavia a delle pause forzate durante
l’intero arco della sua attività sportiva. Allo stesso modo la seconda
guerra mondiale ne condizionò la
carriera. La sospensione delle competizioni a causa del conflitto giunse infatti dopo le sue prime, importanti vittorie. Leggendaria la sua rivalità con Bartali. Celebre nell’immortalare una intera epoca sportiva, tanto da entrare nell’immaginario collettivo degli italiani, è la foto
PERSONAGGI DEL PASSATO
FAUSTO COPPI
• Chiamato il Campionissimo, o anche l’Airone
• Capace di vincere nel ciclismo tutto quello
che si poteva vincere
• Morto per una forma di malaria,
non riconosciuta dai medici come tale
che ritrae i due campioni mentre si
passano una bottiglietta d’acqua
durante una dura salita al Tour de
France del 1952. Un avvenimento
che parve ricordare lo spirito di fratellanza dei paladini di Francia.
Seppure non venisse mai chiarito
chi abbia davvero passato la bottiglietta, col suo prezioso liquido, all’altro, anche perché gli stessi protagonisti contribuirono a preservare
il mistero (nel film realizzato dalla
42
Rai nel 2006 e dedicato alla figura
di Bartali si dice tuttavia che fu
questi a passare la borraccia a Coppi). Era nato – Coppi - il 15 settembre 1919 a Novi Ligure, cominciando a lavorare come garzone in
una salumeria. Ma l’incontro con
un famoso massaggiatore cieco, e
“santone” del ciclismo italiano,
Biagio Cavanna, ne cambia il destino. E’ Cavanna, dopo averlo visto
correre in gare di poco conto, che
personaggi 42-43
18-12-2009
10:08
Pagina 43
Accanto, la famosa foto dello scambio
di borraccia tra Coppi e Bartali durante
una tappa del Tour de France del 1952.
Sotto, il ciclista con Giulia Occhini
nel 1956
lo raccomanda a Giovanni Rossignoli della Bianchi. Coppi come
previsto vince alcune gare, per poi
passare al professionismo come
gregario di Bartali nella squadra
della Legnano. Una caduta di Bartali che lo mette quasi subito fuori
gioco per la vittoria finale, lascia
Coppi libero di fare ciò che vuole.
E lui si impone di forza nella tappa
Firenze Modena, con una fuga incredibile iniziata sull’Abetone.
E conquistando la maglia rosa, che
terrà fino al termine del Giro. La
guerra gli tarpa al momento le ali.
Spedito in Africa con la divisione Ravenna
viene fatto prigioniero dagli
inglesi, rientrando in Italia
nel 1945 come
attendente di un
capitano britannico. Passa alla
Bianchi, dove
subito conferma
di quale stoffa
sia fatto, vincendo la Milano–San Remo con
una incredibile fuga e ben 14 minuti di vantaggio, tanto da far dire a
un radiocronista: “Primo classificato Coppi Fausto, in attesa del secondo classificato trasmettiamo
musica da ballo”. Da quel momento in avanti passa di vittoria in vittoria, avendo quale avversario soltanto Gino Bartali. Lo acclamano
dovunque. A Parigi, dopo l’arrivo
trionfale a un Tour de France, nasce
il mito di “Fostò”. La sorte si accanisce contro di lui nel 1950 quando
cade durante la nona tappa del Giro
d’Italia, riportando una frattura tripla del bacino che lo costringe al riposo per il resto della stagione. E
nel 1951 allorché in seguito ad una
caduta muore il fratello Serse.
Egli pure un corridore di talento. E
c’è uno scandalo alle porte, per la
relazione extraconiugale di Coppi
con Giulia Occhini, chiamata la
“dama bianca” per il colore del
montgomery che è solita indossare.
Ambedue sposati, la relazione viene fortemente osteggiata dall’opinione pubblica, persino il pontefice
Pio XII giunge a condannarla apertamente. Denunciata dal marito per
adulterio, la Occhini passa quattro
giorni in carcere, costretta in seguito a recarsi in domicilio coatto ad
Ancona, mentre a Coppi viene ritirato il passaporto. Al processo del
1955 lui viene condannato a due
mesi di carcere e lei a tre, pur usufruendo ambedue della sospensione
condizionale. Altri tempi, altra Italia. I due si sposeranno in Messico
– un matrimonio non riconosciuto
in Italia - mettendo alla luce un figlio, Angelo, Fausto, Maurizio,
detto Faustino, e ci vorranno parecchi anni di attesa prima che Coppi
43
possa riconoscerlo come suo.
Nel dicembre del 1959, subito dopo
essere stato ingaggiato nella squadra costituita dall’amico ed ex rivale Bartali, Fausto Coppi con alcuni
ciclisti francesi – Raphael Geminiani e Jacques Anquetil – prende
parte ad una corsa nell’Alto Volta
in occasione dei festeggiamenti per
l’indipendenza di questo Paese
africano. Nei giorni seguenti partecipa ad una battuta di caccia contraendo la malaria. Al ritorno in Italia
poco prima del Natale è febbricitante. Il 29 è assalito da febbre altissima e brividi. Nel pomeriggio
del 1° gennaio le sue condizioni si
aggravano ulteriormente. Lo curano con dosi intense di antibiotici e
cortisone, ma Coppi non reagisce,
entra in coma. Non riprende più conoscenza, e muore il 2 gennaio
1960 alle 2.45, a poco più di quarant’anni. Il fatto è che i medici
hanno sbagliato diagnosi, ritenendo
Coppi affetto da una influenza più
grave del consueto, e non dalla malaria che poteva essere curata col
chinino. Così se ne va un grande
■
campione, mai dimenticato.
storie di 44
18-12-2009
10:09
Pagina 44
STORIE
VISTI DA FUORI
di Igor Uboldi
IL CENTENARIO DEL PREMIO NOBEL
A GUGLIELMO MARCONI
I
n occasione dei 100 anni dall’assegnazione
del Premio Nobel per la fisica a Guglielmo
Marconi sono state indette, a cura della Fondazione Ugo Bordoni e sotto l’alto Patronato
del Presidente della Repubblica, le Giornate di Studio Marconiane sul tema “La Radio, il Nobel e i
100 anni che hanno sconvolto il mondo”. La prima
giornata si è tenuta il 9 novembre scorso nella Biblioteca del Senato il cui presidente, sen. Schifani,
ha aperto i lavori. Il primo intervento è stato del
presidente della Fondazione Bordoni, Enrico Manca, che ha richiamato il tema assegnato a questa prima giornata su “Le sfide del futuro delle telecomunicazioni”, anche paragonando il piccolo laboratorio personale di Marconi nella casa paterna ai garage ed ai laboratori dei più giovani Bill Gates, Steve
Jobs, Larry Page e Sergey Brin, i creatori dell’era
informatica e di Internet; da Marconi, comunque, è
iniziata la fine della distanza.
Poi il sen. Gasparri ha constatato che queste celebrazioni marconiane si possono anche sposare con
le prossime celebrazioni per il 150° dell’Unità
d’Italia considerato l’enorme contributo fornito da
Marconi all’immagine del nostro Paese che appoggia tuttora la propria identificazione a quella del genio dello scienziato, ai primi posti tra i più illustri
tra i grandi italiani.
L’on. Gentiloni ha richiamato il principio di diritto
universale per l’accesso all’informazione per assicurare il quale il nostro Paese deve con urgenza stabilire gli opportuni investimenti indicando anche la
strada da seguire per l’utilizzazione della banda larga secondo lo studio in corso del quale si attendono
risultati certi.
Dopo la presentazione di dati riguardanti la Società
dell’Informazione e lo sviluppo economico da parte del prof. Sandro Frova dell’Università Bocconi,
particolare interesse ha destato l’intervento del
prof. Angelo Maria Petroni nel contestualizzare
l’operato e la figura di Marconi, anche sottolineando con particolare verve le difficoltà che avrebbe
incontrato il giovane inventore qualora i suoi studi
ed esperimenti fossero stati portati avanti al giorno
d’oggi: il suo laboratorio attrezzato in una soffitta
del casolare di campagna avrebbe potuto incontrare
ostacoli nella necessità di denunciare il cambio di
destinazione d’uso al Comune, da agricolo ad artigianale o commerciale – e magari pagare anche
l’Irap, ha suggerito l’on. Gentiloni. Il contadino che
l’aiutò ad accertare l’arrivo del segnale al di là della collina nella proprietà paterna avrebbe potuto
avanzare richiesta di un diverso inquadramento sindacale; la circostanza che Marconi non ritenne mai
necessario arrivare ad un diploma scolastico – non
gli parvero adatti né l’Istituto tecnico né i Licei poteva farlo incorrere in una denuncia per l’uso
abusivo di una professione non certificata; ed altre
contestuali ipotesi che avrebbero comportato una
giusta osservanza di regolamenti e disposizioni, ma
magari un Marconi di meno per tutta l’umanità.
Le Giornate Marconiane hanno avuto e avranno seguito in altre date, l’11 dicembre al Campidoglio,
con intervento del Capo dello Stato, di ministri e
personalità tecniche e politiche e il 28 gennaio presso la Camera dei Deputati il cui presidente, Gianfranco Fini, aprirà i relativi lavori.
Guglielmo Carretti
44
storie di un'italia 45
18-12-2009
10:15
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STORIE
ITALIA
PERFUORI
BENE
VISTI DA
di Igor Uboldi
di Elena Grazini
DA CINQUANT’ANNI
MARIONETTE D’AUTORE
Così lavora la Compagnia dei pupari Teatroarte Cuticchio di Palermo
S
embrano persone vere, in carne e ossa, con
tutte le emozioni e i sentimenti umani,
eppure sono solo marionette. Ma come si fa
a definirle solo marionette? Impossibile.
Impossibile soprattutto dopo aver visto lo spettacolo
della Premiata Compagnia dei pupari Teatroarte
Cuticchio di Palermo, fondata nel 1971, diretta dal
maestro Girolamo Cuticchio e che vanta un’attività
artistica più che cinquantenaria. Si tratta di uno dei
pochi operanti girovaghi viventi che hanno fatto la
storia del teatro dei pupi siciliani.
«Ha iniziato mio nonno», racconta Franco
Cuticchio, 45 anni. «Il fratello maggiore di mio
padre, Giacomo Cuticchio, aveva un teatrino ed una
sera mio padre, all’età di 12 anni, sostituì lo zio che
ebbe un malore durante lo spettacolo. Bisogna
considerare che prima gli spettacoli duravano 365
giorni l’anno e rappresentavano, due ore ogni sera,
le storie del ciclo cavalleresco carolingio, che erano
e sono lo zoccolo duro del repertorio dei pupi. Da lì
iniziò l’avventura della nostra famiglia».
Oggi a portare avanti questa tradizione di famiglia,
dichiarata dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità, ci
sono, insieme a Franco, i fratelli Giacomo, Teresa e
Mimmo e anche il figlio di Franco, Girolamo (per
informazioni www.teatroartecuticchio.com/flash/italia/ingresso.htm
e tel. 091-8146919).
«Mio padre attualmente si occupa di costruire i
pupi», spiega Franco Cuticchio. «Una volta c’era
invece una suddivisione nelle mansioni dei pupari.
C’era chi costruiva l’armatura, chi la testa, chi
faceva solo lo spettacolo. Oggi le cose sono molto
cambiate, anche perché con l’avvento della
televisione il teatro dei pupi cominciò a morire.
L’unica famiglia che ha mantenuto nel tempo la
tradizione, non vendendo nulla e portando avanti la
storia senza perdere le radici, siamo stati noi».
Pupari si nasce. Non si tratta solo di abilità nella
manovra, ma bisogna anche saper recitare e nella
recita il timbro della voce è importante, così come la
cadenza.
Lo spettacolo dei pupari, che può essere realizzato
da un minino di 4 persone ad un massimo di 10,
ha i suoi segreti. Ad esempio si pensa che siano i
fili a condurre il gioco, in realtà muovendo la testa
si muovono anche i piedi. Sta alla bravura dei
pupari non far accorgere il pubblico di questo
“trucco”.
Tra gli spettacoli che si possono annoverare nella
storia di questa famiglia la performance di fronte al
presidente della Repubblica, Sandro Pertini, che li
esortò a proseguire nella tradizione.
Molte soddisfazioni vengono inoltre dall’estero dove
la Premiata Compagnia Teatroarte Cuticchio si reca
regolarmente. Allo stato attuale in cantiere ci sono la
Colombia e la Cina.
«Il tipo di lavoro ce l’ho nell’anima», conclude
Franco Cuticchio. «La mia famiglia è il pubblico.
Quando recito non guardo il pupo, ma il pubblico, e
sono contento perché le persone percepiscono i pupi
■
come essere umani».
45
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21-12-2009
9:28
Pagina 46
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E TECNICA
LESCIENZA
PIAZZE DEL
MONDO
L
a Luna, unico satellite naturale della Terra, non
smette di suscitare l’interesse di alcuni Paesi, specialmente di quelli che, come India e
Cina, solo di recente sono entrati a
far parte del ristretto club delle
Agenzie spaziali. Di recente la sonda
indiana, battezzata Chandrayaan 1
(Chandra, luna; yaan, viaggio), munita di uno strumento della Nasa, il
Moon Mineralogic Mapper, in grado
di captare le radiazioni elettromagnetiche emesse dai minerali, avrebbe confermato la presenza di acqua
sulla Luna, già rilevata in precedenti
missioni; il che ribalta l’immagine
del nostro satellite come un mondo
arido e desolato. Non si tratta ovviamente di oceani o corsi d’acqua, ma
di molecole d’acqua e di idrossile
(una molecola di acqua priva di uno
ione di idrogeno) presenti nelle rocce. L’acqua lunare sembra concentrata specialmente ai Poli e sarebbe
sia di origine esogena, ossia portata
dalle comete, sia endogena, proveniente dall’interno.
Già la sonda statunitense Deep Impact in viaggio verso una cometa,
dopo avere sfiorato la Luna lo scorso
giugno, e la Cassini-Huygens (missione congiunta italiana, europea e
statunitense), che le passò vicino nel
1999, avevano “fiutato” l’acqua grazie a strumenti simili al Moon Mineralogic Mapper.
L’acqua, secondo alcuni scienziati,
non si troverebbe soltanto a due-tre
centimetri sotto la superficie lunare,
poiché recenti dati lasciano pensare
che possa essercene ancora a maggiore profondità.
Si è infatti calcolato che ogni tonnellata di rocce lunari potrebbe contenere fino al 25 per cento di acqua.
Alla Cassini si deve inoltre la scoperta di acqua lunare anche a latitudini più basse dei Poli, grazie al
Vims, spettroscopio ad immagini costruito dall’Agenzia spaziale italiana
e dalla Nasa.
La presenza di acqua ad altre latitu-
L’ACQUA SULLA LUNA
Esiste. A conferma le sonde indiane, Usa e italiane
dini, sebbene più scarsa, è stata di recente confermata dalla Epoxi, una
sonda della Nasa.
Sembra inoltre che l’acqua lunare sia
rinnovata ciclicamente grazie all’azione del vento solare che deposita continuamente atomi di idrogeno
sulla superficie; atomi che, combinati con l’ossigeno formano molecole
d’acqua, oppure l’idrossile se combinati con minerali ricchi di ossigeno.
L’ulteriore conferma della presenza di
acqua sulla Luna potrebbe mettere fine alla disputa, incominciata fin dalle
missioni Apollo, allorché l’equipaggio di Apollo 14 fece ritorno con 43
chili di rocce contenenti anche qualche minerale considerato raro sulla
Terra. Analizzando i campioni lunari,
gli scienziati ipotizzarono la presenza
di acqua, che tuttavia non fu mai
completamente confermata, poiché i
reperti vennero contaminati dall’atmosfera terrestre nonostante fossero
stati posti in contenitori stagni.
Lo scorso 9 ottobre, proprio allo scopo di trovare l’acqua, la sonda della
Nasa Lcross ha lanciato un missile
all’interno del cratere Cabeus, situato al Polo sud. L’impatto ha originato una nube alta circa 50 chilometri
poi analizzata dagli strumenti di
Lcross che, a sua volta, è stata fatta
precipitare sulla Luna.
I dati raccolti dalla sonda hanno ulteriormente confermato la presenza di
acqua ghiacciata in quantità maggiori rispetto a quanto visto finora.
Per il futuro, dunque, si potrebbe riaprire la partita per la colonizzazione
umana del satellite mediante la costruzione di basi permanenti, impiegando l’ossigeno ottenuto dall’acqua
lunare.
Di ciò parlò nel gennaio del 2004
l’allora presidente George Bush: il
progetto “Moon Base” consisteva
nell’installazione di basi vicino alle
47
zone polari più ricche di acqua, ossigeno e idrogeno, ottenuti dall’acqua
lunare, sarebbero serviti per la respirazione, oppure come propellente
per i razzi impiegati per il collegamento dal satellite alla Terra. Le cupole ricoperte di regolite, ossia il terriccio lunare da impiegare come difesa dai raggi cosmici, avrebbero anche consentito le coltivazioni in serra. Le basi lunari non solo sarebbero
servite come trampolino di lancio
per le missioni marziane, ma anche
come base di estrazione di nuove
fonti di energia da esportare sulla
Terra come l’elio-3 (un isotopo dell’elio), considerato raro sul nostro
pianeta. Infatti alcuni ricercatori ritengono che questo isotopo possa essere usato come fonte di energia per
le centrali elettriche a fusione di seconda generazione.
Ora, però, i fondi scarseggiano e la
nuova amministrazione guidata da
Barack Obama, ha chiesto di rivedere il programma della Nasa proprio
nell’anno di celebrazioni del quarantesimo anniversario dello sbarco dell’uomo sulla Luna.
Così rimane come un punto interrogativo il programma Constellation
che prevedeva la costruzione di nuovi vettori della serie Ares e di navicelle Orion per riportare l’uomo sulla luna e poi portarlo su Marte.
Ciononostante gli studi continuano
nei laboratori sparsi qua e là per il
mondo.
Ricercatori britannici dell’Università
di Cambridge hanno annunciato di
aver messo a punto un metodo per
ottenere ossigeno dalle rocce lunari,
tramite un processo elettrochimico
impiegato qualche anno fa dal professor Derek Fray per ottenere metalli puri da ossidi metallici (minerali composti da ossigeno e metallo)
presenti anche sulla Luna.
■
sport nuara 48-49
18-12-2009
10:19
Pagina 48
ATTUALITA’
SPORT
di Ettore Nuara
IL GIRO D’ITALIA 2010
Dall’8 al 30 maggio partendo dall’Olanda
S
i parte da Amsterdam e si arriva all’Arena di Verona, dopo aver percorso 3.418,10 chilometri: è
la cavalcata che dovranno compiere i corridori
del 93° Giro ciclistico d’Italia 2010 in calendario dall’8 al 30 maggio. Un Giro d’Italia adatto
agli scalatori, uomini dai garretti forti, dai nervi saldi, spericolati acrobati con lo sguardo rivolto alle nuvole che corteggiano montagne maestose, una delle quali, il Terminillo, si presenta all’ottava tappa, troppo presto per saggiare
le possibilità agonistiche dei partecipanti. E vi è il finale
che è da brivido, con un percorso che riserva all’ultima settimana le tappe che determineranno la classifica finale,
scalando in un paio di giorni cime leggendarie come il
Monte Grappa (m. 1.676), lo Zoncolan (m. 1.703), Plan de
Corones (m. 2.273), il Mortirolo (m. 1.854), Forcola di Livigno (m. 2.315), Passo di Eira (m. 2.211), Foscagno (m.
2.291), e Gavia (m. 2.618).
Tre le tappe a cronometro e una cronosquadre per 69,1 km
in tutto, delizioso impegno per gli specialisti. Sette tappe
per i velocisti: Utrecht, Middleburg, Novi Ligure, Cava dei
Tirreni, Bitonto, Porto Recanati, e Brescia. Cinque le frazioni di media montagna con arrivi a Carrara, Montalcino,
l’Aquila (tappa voluta dal presidente della Repubblica,
Giorgio Napolitano, per affetto e solidarietà alla popolazione abruzzese colpita dal terremoto), Cesenatico e Pejo.
Quattro gli approdi in salita: Zoncolan, Pejo Terme, Aprica e Tonale.
Il tappone dolomitico (178 km) prevede la Forcola di Livigno, Eira, Foscagno, Gavia e Tonale. E infine la gara a
cronometro di Verona, solo 15,3 km sull’impegnativo e
duro percorso delle Torricelle.
Il Giro celebra l’Europa partendo dall’Olanda con tre tappe, una delle quali a cronometro con base ad Amsterdam,
la città delle biciclette. L’Ultima tappa olandese a detta degli esperti come Tony Lo Schiavo, può essere insidiosa
perché si percorre addirittura sotto il livello del mare, lungo la costa oceanica e quindi fortemente battuta dal vento.
Si ritorna in territorio italiano a Savigliano, da dove si
raggiunge Cuneo con la cronosquadre di 32,5 km: tappa
per specialisti, senza tanti sconvolgimenti. Si approda in
Toscana (sesta tappa) dopo aver ricordato, a Novi Ligure, Fausto Coppi nel cinquantenario della morte, e raggiunta Fidenza si toccano Carrara e le strade sterrate che
portano a Montalcino. E’ l’occasione per studiare le strategie di coloro che possono essere i protagonisti della
corsa, che dovrebbero rivelarsi il 16 maggio con l’ascesa
verso il Terminillo, 16 chilometri con una punta massima
del 12 per cento e qui si attende spettacolo e un accentua-
to fervore agonistico.
Via via il Giro passando per Cava dei Tirreni, Avellino,
Bitonto e Lucera, si ferma all’Aquila l’11 maggio dopo una tappa lunga (256 km) per cogliere in un clima,
si spera festoso, l’abbraccio degli aquilani, in modo da
far dimenticare loro almeno per un giorno i tormenti
del vivere quotidiano. E’ una tappa, la Lucera-Aquila,
che presenta alcune difficoltà nell’affrontare le cime
appenniniche di Rionero, Roccaraso e Capo di Valle, e
guai a distrarsi e a prendere queste salite con noncuranza e superficialità. Ora, dopo l’Aquila, si va verso
l’Adriatico, puntando su Porto Recanati e Cesenatico,
ove nella tratta romagnola vi sono due insidie da superare: Perticara e Barbotto, due strappi non indifferenti,
che costringeranno i corridori a tenere i nervi saldi. La
tappa di Asolo con la scalata di Monte Grappa pari a 19
km e quella dello Zoncolan, a conclusione di una cavalcata di 218 chilometri, propone negli ultimi 90 km
il Sella Chianzulan (955 metri), il Passo Duron (1.069)
e il Sella Valcada (958).
Dopo il riposo del 24 maggio ecco le ultime sei giornate
nel corso delle quali dovranno spendersi tutte le energie. Il
25 maggio la cronoscalata di Plan de Corones porterà allo
scoperto chi ha saputo gestire al meglio la sua condizione
atletica e il suo impegno agonistico, e chi ha messo in pratica una strategia di corsa più convincente. Lo si vedrà all’arrivo di Pejo Terme (quota 1.393), nella volata di Brescia, nel grande finale (la tappa di Mortirolo con la conclusione ad Aprica), e nella terribile arrampicata sul Gavia (la
cima più alta del Giro) dopo aver spezzato le reni e assorbito la fatica nel salire le tre cime sopra i duemila metri:
Forcola di Livigno, Passo di Eira e Foscagno.
Chi indosserà in quel momento la maglia rosa dovrà essere molto attento e concentrato, farsi tutelare e proteggere
dai suoi compagni di squadra soprattutto nell’affrontare il
Tonale e l’ultima tappa della cronometro che concluderà il
Giro all’Arena di Verona.
E’ un Giro d’Italia studiato guardando alla tradizione: di
media difficoltà nella prima parte, con lo scoglio del Terminillo appannaggio dei velocisti; di grande rilievo tecnico per il finale duro e impegnativo, ove gli scalatori saranno sempre alla ribalta per contendersi le prime posizioni e
dare battaglia alla maglia rosa del momento.
Da qui a maggio c’è il tempo di formare le squadre e conoscere i ciclisti che parteciperanno a questa 93a edizione.
Molto probabilmente non ci saranno Armstrong, Andy
Schleek, Carlos Sastre, Leipheimer, Kloeden, e Cadel
Evans, ma l’organizzatore Zomegnan farà di tutto per por48
sport nuara 48-49
18-12-2009
10:19
Pagina 49
LE
TAPPE
–––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––
8 maggio
9 “
10 “
11 “
12 “
13 “
14 “
15 “
16 “
17 “
18 “
19 “
20 “
21 “
22 “
23 “
24 “
25 “
26 “
27 “
28 “
29 “
39 “
1a tappa
2a “
3a “
Amsterdam-Amsterdam / cronometro ind.
Amsterdam-Utrecht
Amsterdam-Middelburg
riposo
Savigliano-Cuneo / cronom. a squadre
Novara-Novi Ligure
Fidenza-Carrara
Carrara-Montalcino
Chianciano Terme-Terminillo
Frosinone-Cava dei Tirreni
Avellino-Bitonto
Lucera-L’Aquila
Città Sant’Angelo-Porto Recanati
Porto Recanati-Cesenatico
Ferrara-Asolo
Mestre-Monte Zoncolan
riposo
San Vigilio-Plan de Corones / cronometro
Brunico-Pejo Terme
Levico Terme-Brescia
Brescia-Aprica
Bormio-Ponte di Legno Tonale
Verona-Verona / cronometro ind.
Km
8,4
“ 209
“ 209
tarli al Giro. Alberto Contador, cui il
Giro piace molto, vuole pensarci, ma
“
32,5
4a “
oltre al Tour non vuole lasciarsi sfuga “
5
“
168
gire la suggestione e il carisma di que6a “
“ 166
sta corsa italiana. Il russo Menchov,
a “
7
“ 215
vincitore dello scorso anno, prima di
8a “
“ 189
aderire intende consultarsi con i suoi
9a “
“ 188
sponsor per stilare un programma, ma
10a “
“ 220
certo è suo desiderio riproporsi per le
11a “
“ 256
strade d’Italia per bissare il successo
12a “
“ 191
del 2009.
13a “
“ 222
Ed ecco alcuni pareri di corridori sul
14a “
“ 201
Giro rilasciati all’Ansa e alla Gazzetta
15a “
“ 218
dello Sport.
Ivan Basso: «E’strutturato con criterio
16a “
“
12,9
17a “
“ 173
e ha tutte le componenti perché vinca
18a “
“ 151
il più forte. Mi ricorda quello del 2006
a
19
“
“
195
che ho vinto. Alla Liquigas oltre al
a “
20
“
178
sottoscritto ci sono altri corridori in
a “
21
“
15,3
grado di vincerlo, come Pellizzotti,
–––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––
Nibal e Kreuziger».
Per un totale di km
3.418,10
Damiano Cunego: «Dopo il Centenario siamo tornati alla tradizione,
con grandi salite nel finale. Mi piace molto».
Vincenzo Nibali: «Sono convinto di essere competitivo.
Pensavo più al Tour, ma dopo aver visto il tracciato di questo Giro, vale la pena parteciparvi».
Stefano Garzelli: «E’ un Giro che vincerà uno scalatore
con tutte quelle montagne nella parte finale».
Alessandro Ballan: «In sette anni da professionista non ho
mai fatto parte della carovana del Giro d’Italia. Questa volta voglio esserci e penso che la tappa di Montalcino e la
tappa di Asolo sono gli obiettivi cui punto maggiormente».
Filippo Pozzato: «E’ bello questo Giro e ha il sapore della
Roubaix. Anch’io intendo essere protagonista».
Alessandro Petacchi: «Sì, sulla carta sette volate ci sono, ma se sarò bravo, troverò anche l’ottava occasione.
Indossare di nuovo la maglia rosa sarebbe stupendo,
ma credo che sarà molto difficile per via della cronometro iniziale: per me sarebbe stato meglio una cronosquadre. Comunque l’importante sarà vincere una tappa prima possibile, perché ti sblocca. L’ideale già a
Utrecht, il secondo giorno».
Riccardo Riccò torna all’attività il 18 marzo di quest’anno dopo la squalifica di due anni per doping al Tour. Dice:
«Ho bisogno di ristabilirmi. Spero d’essere invitato insieme alla mia squadra. Ci tengo ad essere protagonista di
questo magnifico Giro d’Italia dove le difficoltà sono alla
penultima tappa con 5 mila metri di dislivello e cinque
gran premi della montagna, tra cui Forcola di Livigno, Gavia e l’arrivo al Tonale. E’ una tappa da brivido, ma anche
la 15a non scherza. E’ dura, con il traguardo sullo Zonco■
lan, dopo altre tre salite. Un Giro super».
49
sport tucci 50-51
21-12-2009
9:44
Pagina 50
ATTUALITA’
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E’ quello che è successo a Eldrick Tont
Woods, detto Tiger, miglior golfista
del decennio e unico vero erede di
Jack Nicklaus, costretto al ritiro dopo gli scandali che lo hanno visto recentemente protagonista. «Ho deciso
di prendermi una pausa di durata indefinita nel golf professionale. Ora
ho solamente bisogno di concentrare
tutte le mie attenzioni sull’essere un
miglior marito, un miglior padre ed
una persona migliore», queste le sofferte parole della “Tigre” che chiede
scusa anche a tifosi e avversari e
spiega inoltre che la decisione di lasciare il golf non è stata assolutamente semplice, ma figlia di una lunga e tormentata lotta interiore. E così lo sportivo più pagato in assoluto
(basti pensare che nel 2009 tra premi, pubblicità e videogiochi a lui
ispirati ha guadagnato la bellezza di
67 mln di euro!) assiste inerme allo
spegnersi della sua popolarità come
un osservatore davanti a un disastro
naturale, come un uomo incapace di
svegliarsi da un incubo senza fine.
Un incubo che comincia il 27 novembre, in una giornata come tante,
50
quando Tiger si trova ad Isleworth,
in Florida, al volante del suo Suv Cadillac nero. Sono passate da poco le
2.00 di notte quando il campione
esce di strada e colpisce un idrante
su un marciapiede per poi schiantarsi contro l’albero del suo vicino di
casa. La moglie Elin, sentito il botto,
esce di corsa di casa e tira fuori il
marito, spaccando il finestrino posteriore con una mazza da golf: un oggetto che in casa Woods non si fa fatica a trovare, ovviamente. Tiger viene ricoverato d’urgenza all’Health
Central Hospital di Orlando per essere poi dimesso subito dopo senza
lesioni gravi.
Questa almeno è la versione dei fatti
che i coniugi Woods raccontano inizialmente alla polizia stradale.
Ma in realtà questo racconto attira
subito molti dubbi che spingono la
polizia stradale ad indagare più a
fondo.
Innanzitutto l’incidente sembra abbastanza immotivato visto che Woods
non guidava in stato d’ebbrezza e non
procedeva a forte velocità perché
l’airbag non si è attivato e il dispositivo si innesca solamente sopra i 48
chilometri orari. Appare strano inoltre
che la moglie abbia dovuto spaccare
un finestrino per tirare fuori il marito,
sport tucci 50-51
21-12-2009
17:47
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A sin., il campione in
compagnia della
moglie Elin
Nordegren. Sotto,
Rachel Uchitel, una
delle donne coinvolte
nello scandalo
dal momento che l’automobile non
era così distrutta da impedire l’apertura di una delle portiere.
Ecco allora spuntare l’ipotesi che si
rivelerà poi quella veritiera: una lite
domestica per gelosia.
L’incidente è stato procurato da Elin
Nordegren, la consorte, che avrebbe
inseguito e picchiato il marito con
una mazza da golf. Una reazione
violenta agli articoli dei tabloid che
raccontavano delle notti d’amore tra
Tiger e Rachel Uchitel, una vistosa
Pr di night club. Costretto alla fuga,
il campione di golf è salito sul suo
Suv Cadillac, ma dopo neppure cento metri ha preso in pieno un idrante.
Erano le 2.25 della notte tra giovedì
e venerdì. Tre minuti dopo un vicino,
udito il frastuono, chiama la polizia.
Quindi esce in strada e scorge Tiger
a terra ferito. Alle 2.33 arriva la prima pattuglia alla quale i coniugi Woods raccontano la storiella prima
enunciata. Ecco dunque svelato l’arcano. Ed ecco che, da questo momento in poi, inizia l’inevitabile declino di Tiger Woods.
A cominciare dagli sponsor e dalle
istituzioni che progressivamente lo
abbandonano. Joe Baca, un deputato
del Congresso che aveva presentato
una proposta di legge per conferire al
campione la massima onorificenza
civile, ha ritirato l’iniziativa perché
giudicata inopportuna alla luce dei
fatti; gli spot televisivi in cui appare
Woods improvvisamente scompaiono; la Gatorade annuncia il ritiro dal
mercato della bevanda a lui intitolata, la Tiger Focus. Danni questi, economici e morali, di notevole entità.
Intanto la vicenda si arricchisce di un
ulteriore colpo di scena.
E’ l’8 dicembre e l’ambulanza torna
nei pressi di casa Woods. Ma questa
volta non è il golfista a finirci dentro,
bensì la suocera, la politica svedese
Barbro Holmberg, corsa in America
per stare vicina alla figlia. I bollettini medici parlano di non meglio definiti “dolori di stomaco’’. La donna
viene comunque dimessa qualche
ora più tardi.
Nel frattempo, negli States la stampa
scandalistica è un fiume in piena. Il
New York Post rivela che Tiger
avrebbe vuotato il sacco alla moglie
raccontando ogni piccolo dettaglio,
pur di riconquistare la sua fiducia. E
51
mentre sale almeno a dieci il conto
delle sue amanti, comprese un paio
di escort e una pornostar, emergono
nuovi particolari piccanti sulla sua
intensa vita sessuale. Una famosa
maitresse di Hollywood, Michelle
Brown, ha raccontato al Daily News
che raramente Woods chiedeva di far
sesso con una sola ragazza alla volta.
Tra le sue favorite nei giochi a tre ci
sarebbe stata Loredana Jolie, probabilmente il nome d’arte di una ragazza siciliana, modella di playboy trasferitasi in America dall’età di 14 anni. Per la moglie di Tiger la misura è
colma: si parla ormai di un divorzio
milionario.
Alla vigilia delle nozze i due promessi sposi avevano firmato un contratto nel quale Tiger si impegnava a
dare alla moglie 20 milioni di dollari dopo dieci anni di matrimonio.
Carta straccia, sembra, perché ora le
indiscrezioni indicano altre quote:
75 milioni in cambio dell’impegno a
non rivelare mai la sua versione dei
fatti. Un’ingenuità, perché a raccontare i dettagli intimi ci stanno pensando le altre: gli sms sconci che
Woods inviava a tutte le amanti sono
finiti (al costo di un migliaio di dollari l’uno) in mano ai giornalisti, che
subito li hanno pubblicati.
Per ora comunque l’unica cosa certa è
che Elin Woods ha fatto le valigie e le
ha fatte fare anche ai due figli: destinazione Svezia, la sua patria natia.
Ora Tiger sta provando, tramite questo disperato ritiro, a salvare il salvabile. Il golf, e lo sport intero, perdono così un grandissimo campione capace di vincere nel 1997 il torneo
Masters in Georgia (il più giovane a
riuscirci, forte di 21 anni e 3 mesi) e
di trionfare in tutti i quattro grandi
tornei consecutivamente, oltre a portare a casa ben undici campionati.
Non ce ne vogliano i giornali scandalistici, ma noi amanti dello sport
preferiamo ricordarlo soprattutto
per i suoi meriti in campo piuttosto
che per le sue scappatelle extraco■
niugali.
cultura 52-54
18-12-2009
15:31
Pagina 52
ATTUALITA’
di Dedy Ferrari Clerici
CULTURA
L’
anno del Centenario del Manifesto
Futurista si chiude
con l’eccezionale
incontro di due
opere simbolo, di epoche diverse,
da cui scaturiscono significati inediti che annullano, quasi, il tempo
che le separa.
“Genius”, “Genio Futurista” e l’Ara
Pacis: duemila anni separano l’Ara
Pacis dal Genio Futurista, ma possono essere nulla se letti con gli occhi
di un artista, quale Balla, che vuole
“dare corpo all’invisibile”: oltre
l’apparenza, l’altare romano rende
visibile l’essenza del “genius” augusteo, la pienezza dei tempi augustei,
“GENIO FUTURISTA” ALL’ARA PACIS
l’età dell’oro, così come Balla vuole
catturare l’immagine dinamica del
“genio” italiano incarnato dal futurismo. Nei personaggi ritratti in processione sull’Ara Pacis è raffigurata
la gens Julia, la stirpe di Cesare e
Augusto destinata a traghettare Roma dalla Repubblica all’Impero ed
assicurarle il dominio del mondo.
Lo spirito di quest’opera d’arte celebrativa è l’ottimismo del potere, la
certezza della supremazia nel mondo che si esprime nel tempo ciclico,
reso visibile dai tralci di acanto alla
base dell’Ara, che crescono a spirale e tornano su se stessi come il tempo delle stagioni e della natura, all’infinito.
L’ottimismo del Genio italiano e
futurista di Giacomo Balla appare
invece fissato nell’attimo dell’apparizione, nel suo esplosivo manifestarsi. E’ energia giovane, colta
alla sorgente, che si espande e si riversa all’esterno. Il Genio Futurista
parla alla sua generazione della forza “del qui e dell’ora” agli albori
del Novecento.
Due modi di rendere visibile, a
duemila anni di distanza, l’essenza
del “genio”: la pura forma del clas-
sico, la fuga dinamica dell’avanguardia.
“Genio Futurista”, ora esposto tra la
luce abbagliante dei marmi oggi
candidi (in origine colorati), e la
splendida “luce romana” che l’inonda attraverso le vetrate e perfettamente visibile anche dall’esterno
dell’Ara Pacis, è la più grande opera
mai realizzata da Giacomo Balla
(olio su tela d’arazzo, cm. 279x381).
52
E’ sempre stata ritenuta unanimemente e in primo luogo dall’artista
stesso, l’opera cardine della sua
presenza all’Esposizione di Parigi
del 1925, una presenza altamente
simbolica per l’origine e gli sviluppi dell’Art Déco, ma anche perché
consente al pubblico di avvicinarsi
e riscoprire il fascino di una collezione personalissima, emozionante
e prestigiosa, costruita con passione e pazienza da Laura Biagiotti e
Gianni Cigna. La mostra parigina
sancisce la larghissima e ormai capillare diffusione internazionale
delle idee dei Futuristi che, interpretando le teorie di Filippo Tommaso Marinetti, avevano già nel
precedente decennio dato voce allo
slancio concettuale e creativo che
aprirà la strada alle avanguardie internazionali. Il mito della velocità,
del dinamismo, si lega ad un nuovo
concetto di arte che i Futuristi intendono non più come semplice
rappresentazione, ma come azione
concreta sul mondo, che nei temi
affrontati si traduce in un inno alla
modernità, al progresso, incarnando la visione ottimista e progressiva dell’inizio del secolo.
cultura 52-54
21-12-2009
9:15
Pagina 53
ATTUALITA’
LE GRANDI MOSTRE
A sin., “Genio Futurista” in basso,
un ritratto di Giacomo Balla.
A des., Giuseppe Pennasilico:
“La giardiniera”
Il grande arazzo del “genio Futurista” è impostato sui colori italiani
(rosso, bianco, verde) su un fondo
blu e azzurro, con una composizione prismatica incentrata su una
Schematica figura d’uomo, la testa
a stella, le braccia tese a formare
una sorta di M (iniziale di Marinetti inventore del Futurismo), le gambe due cunei rossi. Da questa figura astratta e vagamente antropomorfa (una sorta di autoritratto di
Giacomo Balla) si irradiano formerumore che condensano le diverse
esperienze pittoriche futuriste.
L’arazzo Genio Futurista è quindi
anche rappresentazione precisa e
riassuntiva di un processo geniale
che porta l’artista alla coscienza dei
rapporti dinamici dell’universo, a
rappresentarli come forme e colori
puri, avanguardia non solo di forme, ma anche e soprattutto di intuizioni intellettuali, di dimensioni
che superano il visibile e danno
corpo all’invisibile. Proprio come
affermava Balla nel Manifesto della Ricostruzione Futurista dell’Uni■
verso (1915).
di Wolfy Ferrero
FIORI: NATURA
E SIMBOLO DAL SEICENTO
A VAN GOGH
opo la mostra sul Canova, Forlì
ospita una mostra tutta dedicata
ai fiori. A partire dal dipinto della
“Fiasca fiorita” ancora di dubbia attribuzione (le ipotesi oscillano tra
Caravaggio e Cagnacci), verranno
raccolte opere incentrate sul tema dei
fiori di pittori illustri come Rembrandt, Cagnacci, Gentileschi, Dolci,
Delacroix, Hayez, così come Monet,
Manet, Cezanne, Renoir, fino a Van
Gogh. Verranno ripercorsi tre secoli
di pittura che ha per protagonista
l’elemento floreale, con il suo rilievo
simbolico e la sua intensità. La mostra intende (fino al 20 giugno) narrare la storia della pittura dei fiori, creando un percorso che va dal Naturalismo caravaggesco di fine ‘500 alle
valenze simboliche del Romanticismo, Realismo, Impressionismo fino
al Simbolismo. Ma l’esposizione
cerca di approfondire l’elemento floreale anche all’interno delle avanguardie storiche alle soglie del XIX
secolo. La mostra “Fiori: Natura e
D
IL LIBRO DEL MESE
S
celto da Esperienza per i suoi lettori: “La rizzigliata”, di Andrea Camilleri, Sellerio Edit., pagg. 210, euro 16,00.
Non può esserci posto per un commissario alla Montalbano nella Palermo di questo romanzo. Montalbano è, qui e ora, un’icona proverbiale distratta nei paesaggi remoti della giubilazione. Viene evocato, ma solo a
sproposito. “Non è che ora ti devi mettiri a fari il commissario Montalbano”, si dice; e l’iperbole è riservata alla vocazione investigativa di una
segretaria, che è una “vera e propria minera di sparlerie, curtigliarate,
maledicenze». Il romanzo si colloca nelle vicinanze della cronaca e dà
una rappresentazione storicamente ravvicinata del generale insordidamento politico: delle occulte geometrie e delle segrete intese fra poteri
forti trasversali alle colorazioni stinte dei partiti; degli strusciamenti della corruzione; delle collusioni mafiose; dei vari gradi di perversione del
linguaggio velato o atteggiato, elusivo o reticente, ossequioso o intimidatorio. Le apparenze abbagliano. Ed è sconsigliato denudare le parole
e interpretare i fatti.
Sullo sfondo di una Sicilia dolce e amara, quale solo Camilleri è capace
di descrivere.
(a cura di Riccardo Tucci jr)
53
Simbolo dal Seicento a Van Gogh” è
curata da Antonio Paolucci, presidente del Comitato Scientifico del
Museo San Domenico, da Daniele
Benati, Fernando Mazzocca e Alessandro Morandotti.
Il percorso espositivo si articola all’interno delle grandi sale che costituirono la biblioteca del Convento di
San Domenico e nelle stanze del piano terra dove si sono tenute le precedenti mostre.
Ufficio stampa: Studio Esseci di Sergio Campagnolo (tel. 049-663499,
[email protected]).
ANTONI TÀPIES:
MATERIA E TEMPO
opo il successo ottenuto dalla
personale di Alex Katz, il Marca,
Museo delle Arti di Catanzaro, ha riaperto la stagione invernale con la mostra dedicata a Antoni Tàpies “Materia e Tempo” che si articola come un
vero e proprio omaggio al maestro
spagnolo.
La rassegna, che si può visitare sino al
14 marzo, presenta un gruppo di lavori monumentali, in gran parte mai visti in Italia, focalizzati sull’indagine
degli ultimi tre decenni. Sono opere
che dimostrano l’attualità di una ricerca che, rinnovandosi, ha attraversato
tutta l’arte del dopoguerra ponendosi
come elemento di costante autocoscienza. In tal senso appare emblematica la straordinaria serie di “muri” degli anni Ottanta nati dalla riflessione
sugli antichi graffiti.
E’ parte integrante della mostra
un’ampia introduzione storica con rilevanti testimonianze degli anni Cinquanta e Sessanta.
D
cultura 52-54
21-12-2009
9:17
Pagina 54
ATTUALITA’
LE GRANDI MOSTRE
MAURICE HENRY POETA DELL’UMORISMO
U
Maurice Henry,
L’ile vierge (1944)
na grande antologica dedicata alla complessa produzione artistica di
Maurice Henry, surrealista e disegnatore umoristico, è aperta alla Galleria Gruppo Credito Valtellinese fino al 14 marzo. La sua avventura di poeta,
disegnatore, pittore, scrittore e uomo di mondo, segna la vita di Milano sin dal
1964, data in cui frequenta la capitale lombarda con assiduità.
Maurice Henry, surrealista per vocazione, aderisce al gruppo Le Grand Jeu nel
1927 (con i suoi amici Harfaux, Daumal, Vailland, Gilbert-Lecomte). Il gruppo
vuole rappresentare, con la sua attività innovatrice, “un folle tentativo di ridare
senso ad un mondo che non ne aveva più”. La Galleria Gruppo Credito Valtellinese a Milano dedica adesso a questo artista una grande retrospettiva antologica con oltre trecento opere, disegni ora surrealisti, disegni umoristici, oggettisculture e dipinti su tela, avvalendosi di un parterre curatoriale internazionale di
altissimo livello: Arturo Schwarz, Alain Jouffroy, Daniel Abadie, George Fall,
Nelly Feuerhahn, François Dufrêne e Dominique Stella, e con opere provenienti dal Centre Pompidou di Parigi, dal Musée Tomi Ungerer di Strasburgo e da
collezioni straniere e italiane, da Guido Peruz e dall’Archivio Maurice Henry.
LE ORE DELLA DONNA
S
ono in mostra storie e immagini
nella collezione di ceramiche attiche e magnogreche di Intesa Sanpaolo (a Vicenza, Gallerie di Palazzo Leoni Montanari, fino all’11 aprile 2010, ingresso libero).
L’esposizione si articola in tre sezioni, su quattro sale.
La prima sezione, introduttiva, è dedicata alla collezione Intesa Sanpaolo e ripercorre le tappe della sua formazione: dagli scavi ottocenteschi di
Ruvo di Puglia, fiorente centro indigeno ellenizzato, alla collezione storica Caputi. In questa sede si forniscono quindi gli strumenti necessari
per una corretta lettura del vaso antico, concepito come entità polifunzionale e vitale alla stregua del corpo
umano. Nella seconda sezione si ripercorrono le ore della donna secondo la suddivisione dello spazio interno ed esterno della casa: luogo privilegiato e apparentemente esclusivo
della sua vita e delle sue attività l’interno, luogo della socialità l’esterno,
aperto solo a specifiche categorie
femminili, o in particolari occasioni.
L’immagine che si viene a delineare
è quella di una donna la cui esistenza si presenta come attesa delle nozze, tempo fondamentale della vita
che comporta un netto cambiamento
del suo ruolo sociale: le ore che precedono tale evento sono scadenzate
dalla sua preparazione e dall’attenzione dedicata alla bellezza, mentre
le successive passano tra abitudinari
lavori domestici e la cura dei figli, sino all’ora della morte.
Nella terza sezione, a rompere tale
apparente routine sono le donne
“particolari”, considerate “sovversive” e quindi ai margini della società,
come le Menadi e le Amazzoni, che
con la loro anticonvenzionalità mostrano la reale complessità del mondo femminile greco.
PORCELLANE IMPERIALI dalle collezioni dell’Ermitage
L
a mostra presenta tre importanti servizi da tavola
in porcellana del Settecento, provenienti dal Museo dell’Ermitage di San Pietroburgo. I servizi sono
stati realizzati dalle più famose manifatture europee,
Berlino, Sèvres e Wedgwood, ricevuti in dono dagli zar
o da loro commissionati per le residenze imperiali e per
offrirli a influenti personaggi della Corte. L’esposizione coincide con l’anniversario della visita dello zar Nicola II in Piemonte, nel 1909, quando fu stipulato l’Accordo segreto di Racconigi relativo alla situazione politica dei Balcani, visita che il Castello Reale di Racconigi ricorderà con la mostra “Aspettando lo Zar”.
Protagonista della mostra è Caterina la Grande, principessa tedesca che aveva sposato lo zar Pietro III, sostituendosi a lui nel governo del Paese con l’appoggio di una
parte della Corte. Colta e vivace, Caterina promosse una
grande riforma del sistema giudiziario e amministrativo
russo, rese l’Impero una potenza dominante nel Medio
Oriente e sul piano culturale strinse rapporti diretti con i
protagonisti dell’Illuminismo europeo, Diderot, Voltaire e
D’Alembert. La sua attenzione alla cultura europea ben si
manifesta nello straordinario gruppo di servizi da tavola
esposti in mostra, nei quali sono rappresentate le più importanti manifatture europee di porcellana del momento.
L’allestimento ricreerà la suggestione delle tavole imbandite nelle Corti europee nel Settecento, apparecchiate con
il servizio detto “alla francese”. Ogni pranzo era infatti
articolato in “servizi”, che consistevano in imponenti sequenze di piatti disposti tutti insieme sulla tavola e dai
quali i commensali si servivano. Al termine di ogni sequenza la tavola veniva sgomberata, ad eccezione del
centrotavola, e apparecchiata con un nuovo insieme. Il
momento del pranzo rappresentato nella mostra è l’ultimo, quello calmo e raffinato nel quale si gustavano i gelati, le creme, le composte di frutta e, infine, il caffè.
(Elena Grazini)
54
esperienza famiglia 55
18-12-2009
10:22
Pagina 55
Esperienza
famiglia
In casa… c’è sempre tanto, tantissimo da fare. Esperienza, su queste pagine,
vi racconta qualche aneddoto e vi offre alcuni, sommessi, consigli
MAL DI GOLA
BICCHIERI
LA SCELTA DELLE PIANTE
Per curare il primo mal di gola,
basterà semplicemente far bollire
due bastoncini di liquirizia in poca
acqua, assieme a due foglie di alloro.
Bevete questo infuso tiepido, dopo
aver aggiunto un cucchiaio di miele.
Il numero di bicchieri apparecchiati può variare da due fino a quattro
nel caso in cui si servano, oltre
all’acqua, due tipi di vino e il vino
da dessert. Vanno posti in alto sulla
destra del piatto allineati o raggruppati, ma posizionando sempre quello dell’acqua più a sinistra degli
altri (di solito è il più grande);
seguono quello per il vino rosso,
più panciuto e bombato, e quello
per il vino bianco. Il quarto bicchiere va posto dietro i due calici
per il vino e si può portare in tavola al momento del dessert per non
ingombrare. Il bicchiere appropriato per un vino liquoroso è un calice
piccolo. Spumante e moscato
d’Asti vanno serviti in un bicchiere
a forma di coppa, mentre per lo
champagne il bicchiere adatto è il
flûte.
Le più resistenti: nessuna pianta
per quanto robusta può durare a
lungo se posta in una posizione
poco adatta o se non riceve le
debite cure. Tuttavia alcune varietà resistono meglio di altre in condizioni difficili, ad esempio la
chenzia, la clivia, la dieffenbachia, l’edera, il filodendro, il ficus
e le palmette. La chenzia, il ficus
e le palme sono piante che si adattano anche ad ambienti poco luminosi.
L’ACQUA OSSIGENATA
A 12 VOLUMI
Decolora e sbiadisce le macchie;
innocua su lana e seta va utilizzata
invece con cautela su tessuti colorati
e sintetici. Si può preparare una soluzione leggera con uno o due cucchiai
per litro di acqua, oppure più concentrata con una parte di acqua ossigenata e quattro di acqua. Evapora
facilmente e va tenuta al riparo dalla
luce. Si usa per macchie di erba, fiori
e frutta su fibre animali e vino, sangue, cioccolato, colla e biro su quelle sintetiche. Toglie o attenua gli
aloni delle bruciature. Tamponate la
macchia prima sul rovescio, oppure
lasciate i capi in ammollo per dodici
ore nella soluzione leggera, prima
del bucato.
CETRIOLI
Se sono leggermente spinosi sono
freschissimi. Scegliete i bitorzoluti,
sodi e di colore brillante, non troppo grossi perché sarebbero maturi e
indigesti. Per renderli più leggeri
pelateli oppure affettateli e lasciateli riposare, cosparsi di sale, per una
decina di minuti prima di asciugarli e condirli.
55
L’ACETO COME ANTICALCARE
Con poche gocce di aceto caldo
versato su una spugna si possono
togliere le macchie di calcare dai
lavandini e dai rubinetti. Se è presente molto calcare è necessario
svitare le griglie dei rubinetti o il
bulbo della doccia e immergerli
nell’aceto fino a quando il calcare
non inizia a sciogliersi.
L’aceto serve anche a togliere il
calcare dal ferro da stiro. Basta
riempirlo di una soluzione composta per metà di acqua e per metà di
aceto, farlo scaldare e fare uscire
un poco di vapore. Poi va spento e
lasciato raffreddare in posizione
verticale. Infine va svuotato e
sciacquato con acqua. Per eliminare il calcare dalla lavatrice si devono versare quattro litri di aceto
allungato con acqua e programmare un lavaggio, naturalmente a
vuoto, a 90°.
medicina 56
18-12-2009
10:23
Pagina 56
ESPERIENZA FAMIGLIA
di Roberto Pellicciari
MEDICINA
I
l cuore è un organo situato al
centro del torace delle dimensioni pari ad un pugno di una
mano e di struttura muscolare.
Esso, contraendosi ad ogni battito,
svolge un’azione di “pompa meccanica” garantendo la circolazione del
sangue che, a sua volta, fornisce all’intero organismo l’ossigeno e le altre sostanze necessarie per il corretto
funzionamento delle cellule. Lo
scompenso cardiaco è una condizione patologica caratterizzata dalla
perdita di efficienza dell’azione di
pompa del cuore. La diretta conseguenza dello scompenso è il peggioramento della circolazione sanguigna con sofferenza di tutti gli organi
e tessuti. I sintomi sono caratterizzati da: stanchezza, mancanza di forze,
affanno, disturbi a respirare da sdraiati (infatti questi pazienti dormono
con due o più cuscini), tosse con
espettorazione schiumosa, vertigini,
deterioramento delle capacità cognitive con episodi confusionali e perdita della memoria, ansia e depressione. L’aumento del peso, la diminuzione della diuresi, il turgore delle
vene giugulari e le gambe gonfie sono altri segni caratteristici. La causa
principale di scompenso cardiaco è
la malattia aterosclerotica ostruttiva
delle arterie coronarie. In questa patologia parti del cuore possono non
riceve più l’ossigeno in modo adeguato perché una arteria coronarica
si è ostruita in toto, o in una sua diramazione, e possono andare incontro
all’infarto. In questo caso quella parte di muscolo cardiaco non sarà più
in grado di contrarsi bene come prima e l’efficacia dell’azione di pompa globale del cuore diminuirà.
Altre patologie in grado di danneggiare la struttura del cuore e comprometterne la funzione sono: la
cardiopatia ipertensiva, le valvulopatie, le cardiomiopatie dilatative, le
aritmie, le miocarditi virali, le cardiopatie congenite, l’abuso di alcol,
gli effetti tossici di alcuni farmaci
(esempio antitumorali) e di droghe,
anni: pertanto si consiglia ai pazienti già in trattamento da molto tempo
di rivalutare con il medico la propria
terapia. Oltre alle cure farmacologiche è necessario applicare una serie
di norme comportamentali come: il
limitare l’assunzione di liquidi, seguire una dieta iposodica (2.000 mg
di sodio/die), svolgere una attività
fisica controllata e regolare, smettere di fumare, ridurre i livelli di
stress, dimagrire se necessario, controllare la pressione, il colesterolo e
la glicemia. Ma la grande novità nel
LO SCOMPENSO CARDIACO
ma anche le malattie croniche del
polmone. Cosa fare? In caso di
anamnesi cardiologica positiva e
sintomi di scompenso iniziare un
percorso diagnostico e terapeutico
con il medico curante. Gli accertamenti preliminari sono caratterizzati
dall’esecuzione di una visita medica, di esami del sangue (con l’assetto lipidico ed il NT-proBNP - marker specifico di scompenso), una radiografia del torace, un ECG (elettrocardiogramma), un ecocardiogramma e da una visita cardiologica. Se necessario possono essere
eseguiti altri esami di approfondimento come un ECG dinamico nelle 24 ore, un ECG da sforzo, la scintigrafia e l’ecografia durante stress
farmacologico o fisico, la coronarografia. Inoltre, nei casi più complessi, ci si può rivolgere al “superspecialista”: lo scompensologo. Oggi la
terapia per lo scompenso è ricca, articolata ed in grado di incidere significativamente sulla mortalità e la
qualità di vita. La terapia farmacologica annovera molte classi di farmaci (ace-inibitori, sartani, beta-bloccanti e inotropi positivi di ultima generazione, diuretici, nitrati, anticoagulanti). Nuovi prodotti farmaceutici sono stati introdotti negli ultimi
56
trattamento dello scompenso è sicuramente rappresentata dalla “terapia
della risincronizzazione cardiaca”.
Essa consiste nell’impiantare un pacemaker sofisticato in grado di far
contrarre le varie parti del cuore in
modo più sincronizzato ed efficiente. Questo trattamento è però riservato in casi specifici e gravi.
Infine, in presenza di scompenso
cardiaco gravissimo e non altrimenti curabile, se sussistono i criteri selettivi, il paziente può essere candidato al trapianto cardiaco. 80 battiti
al minuto x 24 ore x 365 giorni x 80
anni fanno qualcosa come
3.363.840.000 miliardi di battiti per
garantire la vita! Il nostro cuore è
una macchina da lavoro formidabile con una affidabilità incredibile. I
principali fattori di rischio per la
nostra salute e per il nostro cuore
(esempio ipertensione, diabete,
obesità, ipercolesterolemia, fumo)
sono ampiamente controllabili con
la volontà di sottoporsi ad accertamenti ed eventuali terapie mediche
e con uno stile di vita salutare. Allora dobbiamo imparare ad amare e
rispettare di più il nostro cuore perché, se lo teniamo in forma, lui ci
porterà molto avanti negli anni ed in
■
buona salute.
condominio 57
18-12-2009
10:29
Pagina 57
ESPERIENZA FAMIGLIA
POSTA CONDOMINIALE
di Terenzio Grazini
CONDOMINIO E LAVORO OCCASIONALE
Può accadere che per la gestione condominiale si debbano richiedere prestazioni minute quali il cambio di una
lampadina, la raccolta di foglie, la piccola riparazione di
un serramento, di un portone e quant’altro di piccola
consistenza per i quali, all’occasione, si provvede in
economia senza ricorrere a ditte specializzate nei singoli settori, con interventi cosiddetti in nero.
Ho appreso che per queste esigenze vi è una particolare
regolamentazione (legge Biagi?) che ne semplifica e regolarizza la gestione.
Può il condominio rientrare tra quegli enti senza scopo
di lucro che possono avvalersi di tale regolamentazione,
ben inteso nei limiti ivi previsti di cui ho preso visione?
Lorenzo Cesco - Marghera (Ve)
In riferimento all’articolo pubblicato sulla rubrica
“Posta condominiale” del n. 9-2009 di Esperienza,
invio la presente per chiedere, cortesemente, informazioni in merito agli adempimenti da compiere al fine di conferire ad un condomino l’incarico
di curare il giardino condominiale.
Particolarmente, essendo chiaro il contenuto della
risposta fornita al lettore, gradirei ricevere notizie
circa i riferimenti normativi regolanti la materia.
Gianmarco Obinu - Cagliari
Il problema della giustificazione delle “piccole spese” condominiali si pone quando non si tratta di acquisti, per i quali è sufficiente lo scontrino fiscale, bensì di prestazioni di lavoro, per le quali assolutamente non è lecito ricorrere a interventi “in nero”.
Il problema delle “prestazioni occasionali di tipo accessorio” non è nato con i condomini, ma per le attività agricole
di carattere stagionale e precisamente se ne parlò in occasione delle vendemmie 2008, svolte da extracomunitari, pensionati e studenti. Il decreto-legge n. 112/2008, convertito
nella legge 133/2008 (la cosiddetta manovra d’estate) ha regolamentato le prestazioni di lavoro occasionale assegnando all’Inps il ruolo di concessionario del servizio. Con la circolare n. 104 del 1° dicembre 2008, l’Istituto ha
esteso l’ambito di applicazione del lavoro accessorio ai settori del commercio, del turismo e dei servizi.
Tra i “committenti”, cioè coloro che utilizzano prestatori di lavoro occasionale, sono previsti anche “enti senza fini
di lucro”, tra i quali si può individuare il condominio. I prestatori di lavoro occasionale accessorio possono essere
pensionati, studenti in periodo di vacanza, inoccupati, disoccupati, extracomunitari con permesso di soggiorno. Infine, prestazioni di lavoro accessorio, per quanto riguarda il condominio, sono considerati: il lavoro domestico, i lavori di giardinaggio, la pulizia, la piccola manutenzione dell’edificio.
I limiti del ricorso al lavoro occasionale sono: per il committente, 10.000 euro per anno fiscale; per il prestatore di
lavoro, 5.000 euro netti per anno solare.
Ed eccoci al pagamento della prestazione. Qualunque sia l’importo, il pagamento deve essere effettuato in “buoni”,
detti “voucher” in lingua inglese, il cui valore nominale è di 10 euro. Sono inoltre disponibili i tagli da 50 e da 20
euro, equivalente a cinque o due buoni non separabili.
I buoni si possono acquistare presso tutte le sedi Inps e uffici postali ed è in programma una convenzione con la
Federazione dei tabaccai per agevolarne la vendita. Il valore nominale del voucher comprende: il 13 per cento
a favore della gestione separata Inps, che viene accreditata sulla posizione individuale contributiva del prestatore; il 7 per cento in favore dell’Inail per l’assicurazione infortuni; il 5 per cento per contributo spese in favore del concessionario Inps. Pertanto il netto tascabile per il lavoratore è pari a 7,50 euro per ogni buono (15 per
il buono doppio, 37.50 per il multiplo da 50).
Il prestatore del lavoro può incassare il netto del voucher presso qualsiasi ufficio postale italiano, curando di indicare
tutte le informazioni richieste dal buono, necessarie per il corretto accredito dei contributi previdenziali e assistenziali.
L’utilizzo dei buoni lavoro da parte del committente - nel nostro caso il condominio - consente di pagare le prestazioni di lavoro occasionale, in piena sicurezza e nel pieno rispetto della normativa fiscale e previdenziale. Con i voucher si possono pagare le piccole spese di manutenzione e, entro i limiti annui sopra indicati, il compenso al giardi■
niere, anche se è un pensionato condomino, a condizione che si tratti di lavoro occasionale.
57
franco-monete 58-59
18-12-2009
di Raffaele C. Costa
I
l terremoto che il 6
aprile ha distrutto
l’Aquila e danneggiato paesi e villaggi
dell’Abruzzo, si fa moneta. Si tratta di una emissione straordinaria, non prevista quindi nel programma a suo tempo ufficializzato da parte dell’Istituto
Poligrafico e Zecca dello
Stato. D’argento, nel nominale da 10 euro, la moneta è modellata a quattro
mani da Maria Angela
Cassol e Annalisa Masini.
Sul diritto, Maria Angela
Cassol ha plasmato la Basilica di Santa Maria di
Collemaggio. Meglio la
facciata della basilica considerata il massimo capolavoro dell’arte abruzzese.
Iniziati nella seconda metà
del XIII secolo, i lavori di
costruzione proseguirono
negli anni e nei secoli, così che alla fine l’edificio
religioso si presenta come
uno straordinario intreccio
d’architettura ed archi decorativi, che “trova i suoi
vertici espressivi nei fondamentali capisaldi romanici e gotici, senza per
questo trascurare riferimenti rinascimentali e financo barocchi”.
«Poco si potrebbe comprendere della multiforme
ragion d’essere e della
sfolgorante esteriorità della Basilica», sottolineano a
L’Aquila, «se non si tenesse conto delle vicende storiche e spirituali di San
Pietro Celestino, l’unico
papa ad essersi dimesso,
che ne fu il fondatore e
che, con il deposito dei
suoi resti mortali, ne costituisce la gemma più preziosa nonché l’attrattiva
10:34
Pagina 58
ESPERIENZA FAMIGLIA
MONETE
ANCHE LA NUMISMATICA
PER L’ABRUZZO COLPITO
Una moneta per l’Aquila. D’argento e nel valore da 10 euro il conio monetato è stato aggiunto al programma numismatico a suo
tempo ufficializzato dal ministero dell’Economia e delle Finanze
fondamentale, per via della sua perdurante fama di
grande taumaturgo e della
straordinaria indulgenza
della “Perdonanza”, da lui
stesso istituita».
Al centro del fianco sinistro del corpo basilicale
campeggia la Porta Santa,
che viene aperta soltanto
una volta l’anno, dalla sera
del 28 agosto alla sera seguente, per l’indulgenza
della “Perdonanza”; è incorniciata da un prezioso
portale di fine Trecento,
sormontato dall’insegna
municipale di pietra a tutto
tondo e racchiudente una
lunetta affrescata all’inizio
del Quattrocento da Antonio di Atri. Si tratta della
“Madonna con Bambino”
affiancata dai Santi Giovanni Battista e Celestino;
quest’ultimo raffigurato
IN
con la bolla della “Perdonanza”.
Al retro Annalisa Masini
ha modellato uno scorcio
della Fontana delle 99 cannelle, dalle quali sgorga
l’acqua. Secondo la tradizione le maschere con la
cannella rappresenterebbero i novantanove castelli che nel 1254 parteciparono alla fondazione della
città de L’Aquila.
La fontana venne eretta
nel 1272 su progetto dell’architetto Tancredi da
Pentima. A pianta trapezoidale la fontana è di notevole impatto prospettico. Inizialmente i mascheroni e le relative cannelle erano su due lati, ai
quali nel 1582 ne venne
aggiunto un terzo, ad
opera di Alessandro Ciccarone. Sul lato aperto, la
Fontana guarda la medievale chiesa di San Vito,
seriamente danneggiata
dal sisma del 6 aprile. ■
BREVE
Alla fine gli eredi di Giacomo Balla l’hanno avuta vinta. Ma l’aver tolto dalla moneta da 10
euro chiamata a celebrare il Futurismo un’opera dell’artista, è stata una sconfitta fondamentalmente per il Futurismo. Sia pure nell’ambito del collezionismo, la moneta - che resta essenzialmente un simbolo dello Stato, anche se qualcuno la intende come un semplice souvenir, se non un oggetto commerciale - avrebbe contribuito a far meglio conoscere l’opera
di Balla. Un’opera che è ormai da tempo patrimonio di tutti.
Sul diritto della moneta, che i lettori di Esperienza hanno avuto modo di vedere qualche mese fa in anteprima, è stata di conseguenza eliminata la Compenetrazione iridescente n.4 realizzata intorno al 1912 da Giacomo Balla, e al suo posto è stato inciso un particolare della
Città Nuova, che l’architetto comasco Antonio Sant’Elia realizzò tra il 1913 e il 1914. Quasi una risposta alla Città che sale di Umberto Boccioni.
Nessun cambiamento, invece, per quel che riguarda il rovescio della moneta sulla quale è
raffigurato un particolare dello Sviluppo di una bottiglia nello spazio, la scultura in bronzo
del 1913 di Umberto Boccioni.
(R.C.C.).
58
franco-monete 58-59
18-12-2009
10:35
Pagina 59
ESPERIENZA FAMIGLIA
di Fabio Bonacina
FRANCOBOLLI
L
a globalizzazione arriva anche
sulle scrivanie
di chi mette a
punto i calendari delle
nuove emissioni. Sempre
più spesso, infatti, si assiste ad una uniformità nelle
scelte che rivelano qualcosa di più di una semplice
combinazione. E c’è chi
insinua, persino, una mancanza di fantasia.
I programmi 2010 ne sono
una prova, pur restando
soltanto a sud delle Alpi.
Già alcune voci risultano
da anni fisse e bloccate.
Come le uscite per l’associazione continentale PostEurop (questa volta, il tema da affrontare riguarda i
libri per i bambini) e per il
Natale. A tale proposito c’è
da segnalare la novità vaticana, che riprende un’idea
introdotta nel 1969 e poi
accantonata: sottolineare
anche la Pasqua, la festa
più importante della liturgia cattolica.
Il 2010 è un anno pari, per
cui avremo Olimpiadi (nel
caso specifico invernali,
sottolineate da Italia e San
Marino) e Campionati di
calcio (solo San Marino),
mentre il Belpaese, oltre al
solito tributo per la squadra di pallone che vincerà
il torneo di serie “A”, ricorderà i primi Giochi
olimpici della gioventù in
calendario a Singapore, il
mezzo secolo di “Roma
1960” e - ancora con il
monte Titano - i Mondiali
di pallavolo maschile.
Ricorrenze incrociate pure
fra i personaggi, a cominciare dal Caravaggio, morto quattro secoli fa. Figura
negli elenchi dei tre Paesi,
PROGRAMMI INCROCIATI
Il 2010 di Italia, Vaticano e San Marino a confronto
Tra novità e ripescaggi, San Marino citerà Gino Bartali, ricordato in ottobre dall’Italia (qui, nel giorno del debutto, Silvana Zeppieri di Poste
Italiane con la moglie del ciclista Adriana e il figlio Andrea)
mentre San Marino e Vaticano condividono gli
omaggi al pittore Sandro
Botticelli e ai compositori
Fryderyk Franciszek Chopin e Robert Alexander
Schumann. Più originali
sono altre scelte, come
quelle tricolori per il mercante
quattrocentesco
Francesco di Marco Datini
(il suo archivio di 150 mila lettere, fortunosamente
conservatosi, rappresenta
il più importante fondo
esistente al mondo per la
storia economica del Medioevo), gli scrittori Ennio
Flaiano e Leonardo Sciascia (l’unico che non ha un
anniversario specifico), il
poliziotto Joe Petrosino, il
giornalista Mario Pannunzio, il “giusto fra le nazioni” Giorgio Perlasca,
l’astronomo Giovanni Virginio Schiaparelli. L’antica Repubblica intitolata al
santo scalpellino propone,
fra l’altro, i pittori Giorgione ed Henri Julien Félix Rousseau, mentre ap-
paiono superati (soltanto
perché l’Italia ci ha già
pensato nel 2009) il politico don Luigi Sturzo, il tenore Luciano Pavarotti e il
ciclista Gino Bartali (questi sarà, giustamente, in
coppia con l’antagonista
Fausto Coppi). Da oltre
Tevere arriveranno, inoltre, le citazioni per il pontefice Leone XIII, il missionario Matteo Ricci e
san Francesco negli otto
secoli della “Regola”
(l’Italia, sbagliando, l’ha
commemorata nel 2008).
A proposito di ritorni, la lista stilata dal ministro
Claudio Scajola si caratte59
rizza per citare un’altra
volta la spedizione dei Mille, ma anche l’ostensione
della Sindone e l’Alfa Romeo, Casa ormai centenaria. Tra le voci nuove, il
quotidiano “Il corriere
adriatico”, il “Premio internazionale Asiago d’arte
filatelica”, l’Associazione
fra le società italiane per
azioni, la Confindustria, la
Scuola enologica di Conegliano, l’Autorità garante
della concorrenza e del
mercato, la Federacciai.
Per il turismo saranno ricordati Courmayeur (Aosta), Todi (Perugia), Viggiano (Potenza), le isole
Tremiti (Foggia) nonché
un manifesto dell’Enit.
Poteva essere un’iniziativa
coordinata con la Svizzera
- ma i tempi dei partner sono decisamente diversi - il
dentello per il secolare
“trenino rosso” che raggiunge Tirano (Roma ricorderà pure il completamento dell’alta velocità tra
Torino e Salerno), mentre
si parla di iniziative congiunte tra San Marino da
una parte e Giappone e poi
■
Gibilterra dall’altra.
computer-collez 60-61
23-12-2009
8:15
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ESPERIENZA FAMIGLIA
di Maria Luisa Urbano
A
ltro che moda passeggera:
la crescita di Facebook a
livello mondiale è un fenomeno che non mostra
crisi. Il social network più utilizzato
in Italia e nel globo ha raggiunto i 350
milioni di utenti, 50 milioni dei quali
si sono iscritti negli ultimi due mesi e
mezzo. Se il sito fosse una nazione sarebbe la terza più popolosa dopo Cina
e India. Per adeguarsi alla sua dimensione, l’azienda di Palo Alto si prepara ad apportare alcuni cambiamenti
legati alla privacy dei suoi membri.
In una lettera aperta, comparsa in testa al sito a tutti gli iscritti e consultabile anche sul blog ufficiale, il fondatore Mark Zuckenberg ha annunciato l’introduzione di modifiche
nella gestione dei contenuti dei
membri. Innanzitutto sarà eliminata
una parte delle “reti”, i gruppi geografici a cui si veniva associati al
momento dell’iscrizione e che permettevano, ad esempio, di conoscere
quale altro collega o compagno utilizzava Facebook.
“L’attuale modello di privacy che gravita intorno alle reti, comunità scolastiche, aziendali o geografiche, funzionava bene quando Facebook era
utilizzato principalmente da studenti,
spiega nella lettera Zuckenberg, perché era ragionevole pensare che uno
studente volesse condividere contenuti con i propri compagni. Con il
tempo, gli utenti ci hanno chiesto di
aggiungere reti aziendali e geografiche, tanto che oggi esistono reti che
coprono intere nazioni, come l’India e
la Cina”.
Sono proprio le dimensioni delle reti
geografiche ad aver portato alla necessità di eliminarle: “Alcune reti
contano oggi milioni di membri, continua il fondatore, e per questo siamo
giunti alla conclusione che il modello
attuale non sia più il modo migliore
per consentire agli utenti di controllare la propria privacy”.
La gestione dei contenuti e delle informazioni diffuse dai suoi iscritti è
da sempre il tallone d’Achille del so-
COMPUTER
FACEBOOK CRESCE
E STILA LA NETIQUETTE
DEGLI UTENTI MODELLO
cial network. La crescente quantità di
link, post e foto condivise all’interno
di Facebook rende sempre più complesso “trovare” quello che si cerca e
l’aggiornamento del marzo scorso,
con l’introduzione dei filtri, non si è
rivelato del tutto in grado di rispondere alle esigenze dei navigatori. A questo problema si affianca poi il controllo sui contenuti e la gestione della privacy, regolata attraverso un sistema
fin troppo complesso e ignorato da
larga parte degli utenti.
Tra poco sarà possibile decidere chi
può vedere una nostra foto o il nostro
status con un semplice clic. Già da
tempo su Facebook si possono inserire dei limiti, ma l’operazione è possibile solo impostando una rigida divisione in gruppi con relativi accessi.
Una procedura troppo complessa da
realizzare per buona parte dei navigatori.
Chi inoltre credeva che Facebook fosse un terreno libero, estraneo alla netiquette, commetteva un errore di ingenuità. Le regole da rispettare ci sono eccome. Lo sanno forse un po’meno quelle persone che ogni giorno si
collegano postando video volgari e
taggando gli amici in foto impietose.
Ma quali sono le regole da rispettare
60
per diventare un utente modello del popolare social network?
Al primo posto c’è quella di
non aggiornare il proprio status con messaggi criptici, dedicati a una persona in particolare e incomprensibili al
resto degli amici. La tesi di
Sherweb, il sito web che si è
preoccupato di stilare le regole del giusto comportamento,
è questa: se proprio volete dire qualcosa a una persona, perché non
lo fate con un messaggio privato?
E a proposito di messaggi privati, ecco la regola numero due: basta con
l’invio di e-mail a dieci, venti, trenta
persone contemporaneamente. Primo
perché è frustrante illudersi di aver ricevuto un nuovo messaggio per poi
scoprire che è stato indirizzato anche
a un’altra ottantina di persone, e poi
perché tutti quelli che risponderanno
intaseranno la vostra posta con e-mail
di cui a voi non importa assolutamente nulla.
Regola numero tre: evitare il “diffondi per favore”. E’molto triste che centinaia di piccole foche vengano uccise ogni giorno, ma questo non significa che la bacheca dei vostri amici
debba diventare la grancassa del vostro attivismo ecologista. Al quarto
posto Sherweb colloca poi una questione spinosa: foto di mamme col
pancione sì, o foto di mamme col
pancione no? A quanto pare no, non
sarebbe conveniente pubblicare immagini di donne incinte o che allattano, anche se dalle proteste dei mesi
scorsi risulta che le mamme del web
la pensino diversamente.
Quinta regola d’oro è quella di non
ammorbare ogni domenica mattina i
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23-12-2009
8:31
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ESPERIENZA FAMIGLIA
COLLEZIONISMO
di Ida Spada
IL BISQUIT
OGGI
RIVALUTATO
vostri amici con le immagini dei vostri bagordi del sabato sera, aggiornando lo status con frasi che lasciano
intendere che la vostra vita è pazzesca, divertente, sempre al limite dell’eccesso. Siete proprio sicuri che sia
interessante?
Al sesto posto c’è il divieto più banale, ma anche quello più frequentemente infranto: mai pubblicare foto in
cui i vostri amici sembrano personaggi di un film comico o horror. Pensate un po’ se lo facessero a voi. Stesso
discorso per le foto osé e per quelle
che ritraggono voi o altri in atteggiamenti sessualmente provocanti: il
web è un luogo pubblico, dunque il
divieto di atti osceni vale anche qui.
La settima regola consiglia, per il vostro bene, di non pubblicare frasi relative al lavoro se fra i contatti c’è anche il capo o qualche collega pettegolo, e l’ottava condanna duramente chi
porta avanti lunghe conversazioni a
due utilizzando la bacheca pubblica
come fosse una chat.
Sempre sul fronte del cattivo gusto, ci
sono utenti che danno pubblicamente
notizie importanti, magari relative alla nascita o alla morte di una persona,
invece che chiamare gli amici personalmente: anche questo rientra tra i
comportamenti da evitare.
Per non parlare di chi flirta attraverso
Facebook dimenticando che del network fa parte anche la propria fidanzata. Qualche mese fa il Daily Mail
dedicò un lungo articolo alle coppie
scoppiate per questo motivo, dunque
si tratta di un problema reale.
Ultima regola d’oro, forse la più importante, è quella di non aggiungere
persone delle quali non siete amici o
che conoscete appena, giusto per il
■
gusto di “fare numero”!
Se firmato può raggiungere
i 100 mila euro di quotazione
B
iscuit candido e zuccheroso. Era il 1700, in Europa esplodeva la febbre della porcellana, dura, resistente, preziosa. Fu una gara estenuante
a fondare fabbriche e laboratori, alcuni dei quali, nel breve volgere del
tempo, diventarono famosi in Germania, in Francia, in Italia, nei Paesi nordici. Ninnoli, statuine, vasi, coppe, scatoline, tazze entravano nei palazzi
reali e nei salotti dell’aristocrazia. Ma è una storia che inizia molto tempo prima,
in Oriente. Il termine porcellana si riferisce appunto ad una conchiglia orientale e
venne adottato per indicare un prodotto duro, impermeabile, traslucido. In Cina
la porcellana era nota già tremila anni fa, e per noi la scoprì Marco Polo nei suoi
viaggi in quelle contrade. Nel nostro Continente bisognò poi aspettare di trovare
la materia prima necessaria per la lavorazione, il caolino, e ciò avvenne ai primi
del ‘700, dopo un secolo, il XVII, fatto di esperimenti negativi.
Fu in seguito un tedesco, J. Bottger, a scoprire il giusto impasto di ingredienti, e nacque la fabbrica di Maissen, in Sassonia, che adottò il logo delle due spade intrecciate. Quasi contemporaneamente seguirono quella di Sèvres in Francia, molto aiutata
da Madame Pompadour che usò la sua influenza sul re affinché concedesse il titolo
di Fabbrica Reale al laboratorio, e tante altre.
In fatto di decorazioni, agli inizi, vennero copiate le porcellane cinesi, poi trionfò il gusto europeo del momento, lo stile rococò, e si affermarono i fiori, le scene idilliache, l’Arcadia, e successivamente i motivi classici allorché si diffuse
lo stile impero con l’avvento di Napoleone.
Vennero riprodotti in porcellana gruppi e statue di ispirazione greca e romana dotati
di assoluta forza e plasticità. In Italia nasceva a Doccia la manifattura Ginori, a Napoli si accreditò la Capodimonte, che aveva l’appoggio del re Carlo II di Borbone, alla quale collaboravano artisti come il Canova e Thorwaldsen. Nel Nord Italia nacquero la Nove di Bassano e in Piemonte l’innovatore Vinovo introdusse il
silicato di magnesio nell’impasto, un passo avanti verso la perfezione, mentre il
termine biscuit restava a indicare il prodotto ottenuto di prima cottura, quella più
elevata. A Roma erano pregiatissimi i biscuit di Volpato e in Inghilterra la Wedgwood si specializzava nella tipica lavorazione detta a cammeo, in due soli colori,
il bianco e il blù. Il secolo seguente non fu altrettanto brillante. Alcune manifatture italiane chiusero. La rivoluzione industriale era in corso e adottava nuovi criteri di lavorazione; ma con l’arrivo dell’industrial design è stato ripreso slancio. Oggi la riscoperta di quel periodo aureo torna ad attrarre l’attenzione non solo dei
collezionisti, ma anche del pubblico più in generale. Si organizzano mostre, si affrontano ricerche approfondite e studi di settore. Oggi l’antiquariato del biscuit
procede in avanti registrando un progressivo apprezzamento dei pezzi. Per fare un esempio, una statuina della Manifattura Volpato che valeva qualche anno
fa circa 4 mila euro, oggi ha visto il suo valore salire attorno ai 15 mila. Se poi
l’oggetto è di grandi dimensioni, il valore può arrivare anche a 100 mila euro.
Naturalmente i manufatti devono possedere una qualità superiore e la prove■
nienza certa, meglio se dotati di firma prestigiosa.
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Cucina e vini 62-64
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ESPERIENZA FAMIGLIA
di Jolanda Proietti
I
l generale inverno è
entrato nel nuovo
anno con il suo consueto esercito di
sciarpe, berretti, giubbotti
imbottiti, nasi gelati, e un
carosello di mal di gola,
raffreddori, tosse, per non
parlare di influenza. Inutile consolarsi dicendo che
la fine del tunnel si avvicina, mancano solo un paio
di mesi alla primavera, il
peggio è alle spalle.
Resistiamo e se possibile
con ottimismo, continuiamo a mettere in pratica i
consigli aggiornati dei guru, in linea sia con le condizioni atmosferiche che
cambiano, sia con i virus
che mutano. Tra le strate-
di Roberto Antognozzi
CIVILTA’ DELLA TAVOLA
ATTENZIONE AI CIBI CRUDI
Non a caso i giapponesi li surgelano per ventiquattro
ore prima di mangiarli
gie per affrontare questi
microscopici ma combattivi nemici viene suggerita
l’attivazione del nostro si-
stema immunitario dotandolo di difese da fortezza
medioevale, ricorrendo a
farmaci, integratori e a un
certo tipo di alimenti. Così, sostengono gli esperti,
come una volta si munivano gli spalti del castello di
spingarde e pece bollente
da rovesciare sui malcapitati che tentavano di arrampicarsi sopra, oggi bisogna fornire il nostro intestino di un equilibrio a
prova di virus.
Recenti ricerche hanno assodato che alcuni cibi possono dare una mano a tenere fuori dalla porta le
malattie legate al freddo,
STORIA E TRADIZIONI DEL POLIEDRICO
Quest’anno cercheremo di focalizzare le nostre curiosità
riguardanti il poliedrico mondo del vino attraverso la
storia e le tradizioni ad essa derivanti, che hanno condotto a noi, arricchita dal sedimento del tempo, una cultura
che, come uno scrigno, è contenitore non solo del vino a
se stesso, ma di ogni singolo evento storico, apparentemente estraneo a tale mondo, che invece ne costituisce gli
ingredienti base che compongono la realtà di quello che
dovremmo scoprire e trovare in una bottiglia
L’Italia è il Paese con la più importante produzione vinicola mondiale e quella con le radici storiche più antiche.
Gli etruschi, già nell’VIII secolo a. C. coltivavano la
vite in modo sistematico, mentre in Francia la viticoltura arrivò solo nel VI secolo a. C. quando fu introdotta
dai greci nella loro colonia di Massaia, l’attuale
Marsiglia.
Con l’avvento dell’impero romano le tecniche e le
conoscenze nella coltura delle viti e della produzione di
vino si diffusero in tutta l’Europa centrale e occidentale; Pompei, il porto ai piedi del Vesuvio, diventò la città
del mondo antico più importante nel commercio del
vino e la sua distruzione in seguito all’eruzione vulcanica aprì la strada all’istituzione di centri vinicoli regiona62
li in tutto l’impero romano.
La diffusione del vino che ne seguì contribuì forse al
fatto che il divieto assoluto delle orge dei Baccanali,
variante romana dei culti dionisiaci della Grecia, ordinato già nel 186 a. C., fosse violato più spesso di quanto non fosse rispettato.
Con il diffondersi del cristianesimo e il suo riconoscimento come religione di Stato nel IV secolo, il consumo del vino nell’ambito delle attività di culto registrò
una riduzione.
La caduta dell’impero romano d’Occidente nel 476
segnò in Italia l’inizio di un periodo di cambiamenti
radicali e l’instabilità dovuta alle invasioni barbariche
ebbe conseguenze negative su tutte le attività che richiedono un contesto di pace e tranquillità: la coltivazione e
la produzione vinicola e in particolare la creazione di
vini di pregio caddero in declino.
Quando il mercato vinicolo riemerse con il fiorire delle
città mercantili di Genova, Firenze e Venezia e con l’aumento della ricchezza dei suoi abitanti, il commercio dei
vini provenienti da Bordeaux, dalla Borgogna, dal Reno
e dal Danubio tornò ad essere un’attività remunerativa.
Alcuni dei nomi tuttora ben conosciuti nel mondo del
vino si affermarono già nel XIII e XIV secolo; tra que-
Cucina e vini 62-64
18-12-2009
senza fare troppa fatica.
Basta mettersi a tavola, ad
esempio davanti a un piatto di pesce azzurro, usare
olio d’oliva extra vergine,
gustarsi una manciata di
noci, e tante arance, agrumi, preziosi alleati. A ciò
aggiungere una buona
quantità di patate, carote,
spinaci, che contengono
betacarotene. E, sempre
gli esperti, raccomandano
di non dimenticare una
certa presenza di carboidrati, pane, pasta, riso e
via via, che forniscono
l’energia per studiare, lavorare, sbrigare tutte le
faccende della vita. E’ importante consumare yogurt, quello che contiene i
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fermenti lattici vivi, che
sembra essere al top della
classifica dei prodotti probiotici, in grado di erigere
una barriera contro i non
graditi ospiti, bilanciando
la flora intestinale. Dal
2007 la Comunità Europea
esercita un controllo sui
prodotti probiotici per verificare l’autenticità e l’effettiva validità dei loro
componenti, e soltanto do-
po viene rilasciata l’autorizzazione alla vendita.
Restando in argomento di
virus influenzali, gli addetti ai lavori richiamano l’attenzione sull’abitudine,
entrata ormai a far parte
dei nostri menù, di mangiare cibo crudo: sushi,
tartare, carpaccio. E’ una
moda stabilizzata e apprezzata, ma il virus, il
batterio, è pronto a tuffarsi
nel piatto.
Giovanni Ballarini, presidente dell’Accademia Italiana della Cucina, afferma:
«Tutti i cibi crudi presentano qualche rischio, e questo
vale per ogni periodo dell’anno». Dovremmo quindi
imparare dai giapponesi, inventori di questo modo di
mangiare il sushi, rotolini di
pesce crudo farciti di riso e
spezie, che per neutralizzare il parassita che si annida
al suo interno lo surgelano
per 24 ore. Attenzione anche all’hamburger. Il consiglio dei nutrizionisti è di
cuocerlo bene a fuoco vivo,
perché i germi distrutti dal
calore forte non possano
■
causare seri guai.
MONDO DEL VINO (1)
sti troviamo gli Antinori, che avevano inizialmente
costruito la loro ricchezza sul commercio delle sete, e i
Frescobaldi, i quali finanziavano il vivace commercio
fra Bordeaux e la Corona britannica e riscuotevano le
tasse a Londra per conto dei papi.
Mentre i banchieri e i mercanti italiani traevano buoni
profitti dalle importazioni del vino, nel Paese la viticoltura sopravviveva solo come attività di sussistenza
della colazione rurale, in genere molto povera.
In alcune regioni italiane, essa si conservava solo grazie ai monasteri e il declino continuò fino al XIX secolo quando in Piemonte e Toscana si ebbero i primi segni
di una rinascita.
Seguendo i modelli francesi e con il coinvolgimento
attivo di enologi d’Oltralpe, si svilupparono vigneti da
cui si produssero vini quali il Barolo, il Brunello e il
Chianti, che nel giro di 150 anni diventarono fra i
migliori e più ricercati nel mondo; le scuole di enologia
e Case vinicole famose ancora oggi furono fondate proprio in questo periodo.
In Italia la catastrofe della fillossera riuscì quasi a
segnare la fine della nascente coltura vinicola e un arresto allo sviluppo venne anche dai due conflitti mondiali del XX secolo.
Durante i difficili anni seguiti alla seconda guerra mondiale si affermò poi un approccio che favorì dei vigneti altamente produttivi e la selezione di viti dalla resa
elevata, preferite a piante di alta qualità.
Questa tendenza fu anche incoraggiata dall’industria
vinicola francese che costituiva un mercato in continua
espansione per il vino italiano di scadente qualità destinato a tagliare i vini da tavola francesi dopo la caduta
delle forniture provenienti dall’ex colonia dell’Algeria.
E non finisce qui. Al prossimo numero pertanto.
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ESPERIENZA FAMIGLIA
di Mamma Giovanna
CUCINIERE
RICETTE PER UN ANNO
GNOCCHI AI BROCCOLI PICCANTI
Per 4 persone
Ingredienti: 500 g di gnocchi di patate, 1 mazzetto di
broccoli, 1 spicchio d’aglio, 2 cucchiai di formaggio
pecorino grattugiato, 2 cucchiai di olio d’oliva extra
vergine, peperoncino, sale.
Mondare i broccoli, lavarli e lessarli in acqua leggermente salata finché sono teneri.
Scolarli e frullarli (si possono anche schiacciare con la
forchetta).
Sbucciare l’aglio, tritarlo e farlo rosolare in un tegame
con 2 cucchiai di olio.
Unire i broccoli, salare e insaporire con peperoncino a
piacere.
Cuocere gli gnocchi in abbondante acqua salata. Scolarli
man mano che vengono a galla e trasferirli nel tegame
con i broccoli. Mescolate in modo da insaporire bene il
tutto. Servire ben caldo con il formaggio a parte.
CHUTNEY DI ZUCCA
(Il chutney è un contorno tipicamente inglese fatto di frutta - o certe verdure - cotta con zucchero, aceto e spezie,
che accompagna magnificamente carni e formaggi)
Ingredienti: 1 kg di zucca, 500 grammi di cipolle tritate, 3/4
di cucchiaio di semi di senape, 0,8 dl di aceto, 3/4 di cucchiaio di zenzero tritato, 3/4
di cucchiaio di pepe di caFILETTO DI MAIALE
yenna, 5 chiodi di garofano,
AL CUMINO
250 grammi di zucchero.
Per 4 persone
Tagliare la polpa di zucca in
Ingredienti: 8 fette di figrandi pezzi, aggiungere il
letto di maiale, 450 g di
sale e lasciar riposare per
cavolo cinese, 25 g di
una notte. Il giorno dopo toburro, 1 spicchio d’aglio,
gliere il succo e mettere i
1 cucchiaino di cumino,
pezzi di zucca con le cipol10 steli di erba cipollina,
le tritate e i semi di senape
sale, pepe.
in una pentola. Versare
Far dorare l’aglio in 15 g
l’aceto in una tazza e agdi burro in una padella,
giungere le altre spezie.
unire il cavolo tagliato a
Mescolare bene e unire il
listarelle, salare, pepare e
miscuglio alla zucca. Far
far saltare il tutto per tre
cuocere la zucca e gli altri
minuti. Spegnere il fuoingredienti e aggiungere,
co, eliminare l’aglio, coquando bolle, lo zucchero.
spargere di erba cipollina
Lasciar cuocere per un’ora
tagliuzzata e tenere in
a fuoco lento. Togliere poi i
caldo. Salare e pepare la
chiodi di garofano e il pepe.
carne, cospargerla di cuLasciar raffreddare il chutmino e cuocerla nel burney e metterlo poi in un varo rimasto. Disporre il
so di vetro.
cavolo nei piatti individuali, adagiarvi sopra i
AGRUMI GRATINATI
Per 6 persone
filetti e servire.
Ingredienti: 3 arance, 3
pompelmi gialli, 3 pompelmi rosa, zucchero di canna.
MERLUZZO AL POMPELMO
Per 4 persone
Sbucciare tutta la frutta toIngredienti: 8 filetti di merluzzo, 80 g di burro,
gliendo bene la parte bianca
mezza tazza di panna liquida, alcune foglie di
amara, quindi con un coltelmaggiorana, farina, mezzo pompelmo, sale e
lino dalla punta ben acumipepe.
nata incidere la pellicola di
Lavare e asciugare i filetti, passarli nella fariogni spicchio in modo da lina. Mettere sul fuoco una padella con 40 g di
berarlo da questa. Adagiate
burro e quando soffrigge farvi dorare i filetti.
gli spicchi, a seconda del loQuando saranno cotti, salarli, accomodarli in un piatto da portata e tenerli in calro colore, su di una pirofila
do. Mettere in una casseruola il rimanente burro, farlo scaldare sul fuoco basso,
rotonda in modo che risulti
quindi aggiungere la panna e lasciare cuocere per 5 minuti.
un grande fiore. Cospargere
Unire le foglioline di maggiorana, salare, pepare e per ultimo amalgamare il succon abbondante zucchero di
co di pompelmo. Versare la salsa così ottenuta sul pesce e servire.
canna che farete caramellare sotto il grill del forno.
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ambiente-auto 65
18-12-2009
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ESPERIENZA FAMIGLIA
ANIMALI
AUTO
di Clemy
di Giulio Conter
TRA I SASSI DI MATERA
PROSPERA IL FALCO
“GRILLINO”
La nuova Jaguar XJ
T
ra i Sassi di Matera, specie al tramonto, è facile vedere dei piccoli rapaci che solcano il
cielo e fanno ritorno ai nidi dopo aver cacciato delle prede sull’altopiano che fronteggia la
città. Si tratta dei falchi grillini, molto simili al gheppio, solo un po’ più piccoli, con un comportamento
gregario e sufficientemente fiducioso nei confronti dell’uomo. Sono i più piccoli rapaci europei, che a Matera oscillano sulle settecento coppie nidificanti, per un
insieme – forse – di 3.000 esemplari. Non sono l’unica
colonia italiana, ma di certo la più imponente. Contarli è possibile perché prima di raggiungere i nidi si riuniscono sopra due grandi pini, uno nei pressi della stazione, e l’altro fra i condomini della periferia. Cosa
hanno di particolare? Il fatto che mentre nel resto d’Europa sono una specie a rischio di estinzione, tra i Sassi
di Matera i grillini ci vivono alla grande. Come mai?
Come uccello è relativamente adattabile, può nidificare non importa dove. Esige però ambienti aperti, erbacei, solo parzialmente coltivati, sui quali cacciare. Le
sue prede sono grossi insetti, cavallette, grillitalpa e
grilli, ma anche lucertole, o piccoli mammiferi. E di
tutto questo c’è abbondanza nelle campagne di Matera,
dato che l’ambiente attorno ha il pregio di non essere
stato sottoposto a trasformazioni radicali, com’è avvenuto invece in altre parti d’Italia o in Europa. Il tavolato calcareo che si erge di fronte ai Sassi mantiene
l’aspetto di secoli fa: una distesa di graminacee punteggiate da cardi, ferule, pochi arbusti, e pochissimi alberi (qualche mandorlo, l’olivo, e il magnifico frangio,
la quercia balcanica dal fogliame lucido e dalla ghianda ricciuta). E questo rappresenta per i grillini un terreno di caccia ideale. Il che significa una notizia positi■
va, in controtendenza con quanto accade altrove.
JAGUAR, TARTUFI
E CIOCCOLATO
S
i sono messi d’accodo tre produttori di élite per
stuzzicare la fantasia del potenziale acquirente di
un’auto prestigiosa come la nuova Jaguar XJ.
Ovviamente il produttore di tartufi è la zona intorno ad Alba che l’Ente Turismo Langhe e Roero ha
l’ambizione di far conoscere nel mondo. Come se non
bastasse dire Barolo, Barbaresco e, appunto, tartufo per
identificare quella parte di Piemonte baciata dalla fortuna! La presentazione della nuova Jaguar è avvenuta nel
Castello di Grinzane che fu dimora di Camillo Benso
Conte di Cavour, ma come si comporti questa “ammiraglia” quando scatena la cavalleria, fino a 510 CV, nessuno lo sa. Si è trattato infatti di una presentazione statica
(sul mercato arriverà l’anno prossimo) destinata alla
stampa, ai concessionari e soprattutto a quella moltitudine di vip che ha partecipato all’asta del tartufo nella sala
delle Maschere. La XJ è un’auto di lusso dal design attraente. Tecnologia intuitiva, c’è da crederci. Una ventina di colori della carrozzeria fra cui il cashmere, altrettante qualità di pelle per i rivestimenti, cordoncini e cuciture a contrasto, inserti in radica di noce americano e
altro. Nella lista degli accessori figurano particolari come
le pedane antisdrucciolo illuminate, pedali griffati, copriretrovisori cromati e terminale di scarico rifinito. Ma chi
vuole togliersi lo sfizio di viaggiare con la nuova Jaguar
senza dover vendere la casa, rinunci a tutto il superfluo e
si accontenti della versione con un buonissimo 6 cilindri
3.0 diesel da 275 CV, coppia a 2.000 giri, velocità autolimitata a 250 Km/h. E il cioccolato? Quello di queste
parti, Venchi, naturalmente. Nelle sale del Castello cioccolatini dappertutto finanche in cucina, addirittura nella
casseruola della faraona presentata nel menù con gocce
■
di cioccolato.
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oroscopo
★
Gennaio 2010
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18-12-2009
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ESPERIENZA FAMIGLIA
OROSCOPO
di Giuliana Valci
ARIETE 21 marzo - 19 aprile
Attività – stimolanti energie vi faranno rinnovare interessi e prospettive. Intuizioni da non sottovalutare.
Affetti – soddisfazioni e rivincite in amore, ma le questioni domestiche hanno bisogno di più attenzioni.
Salute – generalmente buona; da evitare gli sbalzi di
temperatura.
Incontri positivi con: Gemelli, Leone, Acquario.
TORO 20 aprile - 20 maggio
Attività – sarete costretti a risolvere una faccenda in sospeso, procedete con cautela e non avanzate richieste
pretenziose.
Affetti – divergenze familiari in primo piano ritarderanno la conclusione desiderata. Prudenza al volante.
Salute – energie psicofisiche da gestire meglio.
Incontri positivi con: Cancro, Bilancia, Vergine.
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BILANCIA 23 settembre - 23 ottobre
Attività – la situazione economica esige maggiore prudenza; Saturno richiederà qualche sacrificio passeggero.
Affetti – rapporti affettivi in ripresa; occasioni per ricucire gli strappi e cancellare le tensioni accumulate.
Salute – possono insorgere nevralgie o emicranie.
Incontri positivi con: Toro, Scorpione, Pesci.
SCORPIONE 24 ottobre - 22 novembre
Attività – Mercurio favorevole vi darà la concentrazione
necessaria per programmare un ambizioso progetto di lavoro.
Affetti – aspetti planetari propensi ad elargire piacevoli
imprevisti. Non sono esclusi colpi di fulmine.
Salute – recupero di energie.
Incontri positivi con: Leone, Capricorno, Pesci.
GEMELLI 21 maggio - 21 giugno
Attività – concentrazione e idee chiare saranno il vostro
punto di forza, ma non siate precipitosi.
Affetti – una delicata situazione sentimentale potrà risolversi a vostro vantaggio usando l’arma della sincerità.
Salute – mese propenso a infastidire le articolazioni.
Incontri positivi con: Ariete, Scorpione, Acquario.
SAGITTARIO 23 novembre - 21 dicembre
Attività – saprete gestire al meglio le vostre risorse creative; darete il via a un’iniziativa coraggiosa destinata al
successo.
Affetti – verranno a galla tensioni nascoste che metteranno alla prova la solidità della vostra relazione.
Salute – lieve calo di energia fisica.
Incontri positivi con: Ariete, Capricorno, Acquario.
CANCRO 22 giugno - 22 luglio
Attività – periodo impegnativo durante il quale sarà necessario rimboccarsi le maniche e rinunciare a una piccola cosa.
Affetti – momenti critici in amore; non drammatizzate
un piccolo imprevisto; non tutto il male vien per nuocere. Una sorpresa a fine mese.
Salute – lievi disturbi gastrici, regolate i pasti.
Incontri positivi con: Toro, Vergine, Pesci.
CAPRICORNO 22 dicembre - 20 gennaio
Attività – attenti alle distrazioni, possono causare equivoci e malintesi nella cerchia del vostro entourage.
Affetti – Venere nel segno saprà ispirarvi il modo e il
momento giusto per togliervi da un impaccio sentimentale.
Salute – energie in lieve calo; controllate la vista.
Incontri positivi con: Toro, Scorpione, Pesci.
LEONE 23 luglio - 22 agosto
Attività – situazione astrale favorevole ai cambiamenti e
alle nuove imprese; possibilità di investire con vantaggio.
Affetti – clima tranquillo ma un po’ freddino in amore; una
piccola innocua follia rinnoverà sentimenti e desideri.
Salute – tenete sotto controllo pressione e circolazione.
Incontri positivi con: Toro, Bilancia, Capricorno.
ACQUARIO 21 gennaio - 19 febbraio
Attività – l’opposizione di Marte farà emergere la parte
ribelle del vostro temperamento. Evitate i confronti.
Affetti – i vostri sentimenti potranno arricchirsi di nuove
forme di espressione. Non rimandate un incontro.
Salute – non trascurate l’attività fisica.
Incontri positivi con: Ariete, Gemelli, Sagittario.
VERGINE 23 agosto - 22 settembre
Attività – vi sarà facile trattare una questione familiare
piuttosto complicata; presto una positiva conclusione.
Affetti – si profila un mese all’insegna dell’armonia e
della complicità, clima ideale per progetti importanti.
Salute – arricchite la dieta di vitamine.
Incontri positivi con: Ariete, Cancro, Scorpione.
PESCI 20 febbraio - 20 marzo
Attività – con sicurezza e disinvoltura mostrerete la parte
migliore delle vostre capacità. Riconoscimenti in arrivo.
Affetti – periodo favorevole alle aspirazioni sentimentali;
lunedì 18 si profila un giorno particolarmente fortunato.
Salute – meno indulgenza nel mangiare e nel bere.
Incontri positivi con: Cancro, Vergine, Capricorno.
★
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ventidalmondoviaggi IIIcop
18-12-2009
15:36
Pagina III
PROPOSTE RISERVATE AI SOCI
ANLA
IN PREPARAZIONE
STATI UNITI
scoprendo l’America, un iaggio lungo … un sogno
Partenza nella 3^ decade di settembre 2010 - 18 giorni
Dalle grandi città del potere americano (New York e Washington)
alla western beauty (Los Angeles - Salt Lake City - Bryce Canyon Park - Lake
Powell; la Riserva Indiana Navajo nella Monument Valley - Kayenta e il Grand
Canyon - Las Vegas - la Death Valley - Yosemite Valley e ...San Francisco):
that’s America!
SIRIA, GIORDANIA, GERUSALEMME & BETLEMME
Partenza: ottobre 2010 - 14 giorni
da Aleppo a Palmira, dalla Castelli del Deserto a Petra, dal Mar Morto ai luoghi
di Gerusalemme… fino alla Chiesa della natività di Betlemme
ARGENTINA E PIANETA PATAGONIA (cilena e argentina)
Partenza nella seconda metà di ottobre 2010 – 14 giorni
La Patagonia come non l’avete mai vista, in tutta la sua belleza, richezza e
varietà.
Buenos Aires e la collina del Tigre - Penisola Valdes - navigazione vicino alle
balene - Ushuaia - Canale di Beagle – Isla de los Lobos – Terra del Fuoco - El
Calafate - Lago Argentino e i Ghiacciai Upsala, Onelli e Spegazzini – Ghiacciaio
del Perito Moreno – le vette eterne e mozzafiato di Torres del Paine
BRASIL MARAVILHOSO: “VIVI QUESTA PASSIONE”
Partenza nella prima decade di novembre 2010 – 15 giorni
Salvador (oltre le favelas e i misteri del Comdoblè) – Manaus e Foresta
Amazzonica – Iguassù (cascate lato brasiliano e lato argentino) – Rio de
Janeiro e le favelas, le scuole di samba e... tanto altro
Doc. ok
18-12-2009
11:07
Pagina 1

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