Novembre 2007

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Novembre 2007
Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n.46) art.1 comma 1 - DRCB - Roma
Mensile dell’A.N.A.C.T. - Associazione Nazionale Allevatori del Cavallo Trottatore
• IDOLE DI POGGIO
LA FIGLIA DI VARENNE
CON ENRICO BELLEI TRIONFA
NELLE OAKS
• INFINITIF
CONTRO TUTTO E TUTTI VINCE,
CON PIETRO GUBELLINI, IL DERBY
ELEZIONI ANACT
SABATO 1 DICEMBRE 2007
• MASSIMO
COMPAGNO
SOGNI DI GLORIA
CON LESSON MAST
11
anno LV - n. 11- Novembre 2007
• ALLEVAMENTO
FANS
MUCHACHA MALA CON L’ULTIMO
NATO DA VARENNE
11
Mensile dell’A.N.A.C.T. - Associazione Nazionale Allevatori del Cavallo Trottatore
anno LV - n. 11 - Novembre 2007
VITA SOCIALE
2
ELEZIONI ANACT
3
LETTERA DI BRISCHETTO
3
SOTTILE PRESIDENTE UNIRE
5
LETTERA CARAVITA MOSCATI
8
RASSEGNA PALERMO
40
LETTERE
PRIMO PIANO
6
ASTA ROMA
4
GARIGLIANO: MR MAX GAR
14
CAVALLI E PERSONAGGI (Daniele Franceschi)
21
TURILLI A OPAL VIKING (Luigi Migliaccio)
AVVENIMENTI
17
DERBY (Luigi Migliaccio)
62
GRAN PREMI
ATTUALITÀ
10
ALLEVAMENTO FANS (Sandro Camerani)
• INFINITIF
48
MASSIMO COMPAGNO (Walter Cesaron)
CONTRO TUTTO E TUTTI VINCE, CON PIETRO GUBELLINI, IL DERBY p.17
53
CERTIFICAZIONE DI QUALITÁ (Ezio Cipolat)
54
LICINDA (Vieri Berti)
ELEZIONI ANACT
SABATO 1 DICEMBRE 2007
LA STORIA
34
EBSERO... MORI (Lucio Celletti)
43
CREVALCORE (Danilo Iovenali)
p.19
p. 48
p. 10
• IDOLE
DI POGGIO
• MASSIMO
COMPAGNO
• ALLEVAMENTO
LA FIGLIA DI VARENNE
CON ENRICO BELLEI TRIONFA
NELLE OAKS
SOGNI DI GLORIA
CON LESSON MAST
MUCHACHA MALA CON L’ULTIMO
NATO DA VARENNE
IL TROTTO NEL MONDO
58
LORD IN DOPPIO PETTO (Ezio Cipolat)
CAVALLI
24
MAGICO RED (Ezio Cipolat)
30
INFINITIF (Ezio Cipolat)
36
FARNESE FONT (Daniele Franceschi)
DA NON PERDERE
52
FANS
NONSOLOTROTTO (Ezio Cipolat)
Pubblicazione mensile dell’A.N.A.C.T. Associazione Nazionale Allevatori del Cavallo Trottatore Iscrizione n.218/2004 nel Registro del Tribunale di Roma in data 27/05/2004
Direttore Responsabile: Roberto Brischetto
Comitato di Redazione: Sandro Moscati, Adriano Ioan, Ciro Cesarano, Antonio Torciere
Testi e coordinamento: Luigi Sangregorio
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Foto: Antonio Barzelogna, Vieri Berti, Claudio Caldani, Mauro Castelluccio, Gerard Forni, Piera Grella, Sophie Lanca,
Marcello Perucci, Enrico Querci, Società di Corse, Studio Rosellini
Redazione e Amministrazione: Viale del Policlinico, 131 - 00161 Roma - Tel. 06.4416421 - Fax 06.44164237 - www.anact.it - [email protected]
Progetto Grafico e Impaginazione: Tubiuan Comunicazione / Stampa: Legall Industria Grafica S.r.l.
Poste Italiane s.p.a. - La presente rivista è spedita per abbonamento 70% DCB Roma. Finito di stampare nel mese di Novembre 2007 Anno LV.
quarta di copertina: 700,00€ +iva 20%
Pubblicità e Tariffe:
per 12 numeri 6.500,00€ +iva 20%
1 pagina 350,00€ +iva 20%
per 12 numeri 3.500,00€ +iva 20%
(Impianto Fotolito a parte)
mezza pagina: 200,00€ +iva 20%
per 12 numeri 2.000,00€ +iva 20%
seconda di copertina: 500,00€ +iva 20%
per 12 numeri: 5.000,00€ +iva20%
terza di copertina: 400,00€ +iva 20%
per 12 numeri: 4.000,00€ +iva 20%
VITA SOCIALE
ELEZIONI ANACT
SABATO 1 DICEMBRE
Il Collegio Sindacale preso atto delle dimissioni irrevocabili di dieci Consiglieri che
hanno determinato la decadenza dell’intero Consiglio ha individuato in sabato 1°
dicembre 2007 il primo giorno utile per la tenuta dell’assemblea elettiva
Il giorno 18 ottobre 2007 si è tenuta presso la sede dell’ANACT
la riunione del Collegio Sindacale, presenti il Dr. Carlo Righini,
Presidente, la Dott.ssa Maria Pia Zamparelli e il Dr. Maurizio
Soverchia, componenti.
Il Collegio prende atto che le dimissioni irrevocabili presentate
in data 16/10/2007 da n. 10 Consiglieri
hanno determinato la decadenza dell’intero
Consiglio ai sensi dell’art. 20 dello statuto
sociale. Tale atto rappresenta l’epilogo di una
contrapposizione tra Presidente e maggioranza
dei Consiglieri che ha comportato la paralisi
dell’attività del Consiglio stesso.
Peraltro i singoli episodi riguardanti le
richieste di convocazione del C.D. non accolte
e la richiesta di convocazione di un’assemblea
da parte del Presidente, da ritenersi impropria,
e comunque non più eseguita, risultano ora Maurizio Soverchia
superati dagli eventi.
Ai sensi del già citato art.
20 dello statuto e 2386 u.c.
C.C. il Collegio Sindacale
assume la gestione ordinaria
dell’ANACT dando al Segretario
le seguenti indicazioni, al fine
di non paralizzare l’attività
dell’associazione:
- L’asta già deliberata dal
Consiglio si terrà regolarmente
il giorno 22/10/2007 presso
l’Ippodromo del Garigliano sulla
base del regolamento vigente.
Carlo Righini
- Verrà data comunicazione alle
banche in cui sono allocati i c/c
dell’Associazione della decadenza dall’ incarico del Presidente.
- Sono autorizzati il pagamento degli stipendi al personale, nonché
i pagamenti delle spese correnti ed indispensabili, compresi
il versamento agli allevatori dei corrispettivi incassati nelle
precedenti aste.
- Spese ulteriori dovranno essere espressamente autorizzate dal
Presidente del Collegio Sindacale.
- Non potranno essere ammesse a rimborso le spese sostenute dal
2
Presidente e dai Consiglieri dopo la data del 16/10/2007.
Il Collegio ritiene che le dimissioni presentate dai Consiglieri
non comportino automaticamente il venir meno della loro carica
di delegati regionali, permanendo così il loro ruolo fino alla
sostituzione o conferma, al fine di
assicurare il regolare funzionamento a
livello locale delle attività associative,
con particolare riferimento alla
organizzazione delle
riunioni
assembleari finalizzate anche alle
prossime elezioni.
A tal riguardo si precisa che
resteranno a carico dell’ANACT le sole
spese strettamente necessarie alla
convocazione e allo svolgimento delle
assemblee, con specifica esclusione
del rimborso di spese conviviali e di
viaggi e trasferimenti.
In merito alla pubblicazione della rivista “Il Trottatore”, la stessa
dovrà essere attuata con i contenuti fino ad oggi pervenuti,
invitando il Comitato di redazione ad assicurare un’equilibrata
esposizione delle vicende che hanno caratterizzato la vita
dell’associazione, evitando, in
particolare, la pubblicazione di
articoli che possano danneggiare
l’immagine del giornale e
dell’associazione, ed a garantire
parità di trattamento a tutti i Soci,
soprattutto in funzione delle
prossime elezioni.
Queste indicazioni andranno
osservate anche nei contenuti del
sito internet e di ogni altra attività
di divulgazione.
Il Collegio, d’accordo con la
struttura operativa dell’Associazione, Maria Pia Zamparelli
ha individuato nella data
del 1° dicembre 2007 il
primo giorno utile per la tenuta dell’assemblea elettiva.
Alle ore 18,30, esaurite le operazioni, si dichiara chiusa la
riunione.
CARI
ALLEVATORI,
A tutti gli Allevatori un affettuoso saluto, un grazie e l’augurio di
un grande futuro, un futuro del quale tutti noi saremo artefici con
le nostre scelte.
ROBERTO BRISCHETTO
dal 16 ottobre 2007 con le dimissioni presentate da 10 Consiglieri,
a termini di Statuto, il Consiglio Direttivo è decaduto e si dovrà
quindi tornare al voto.
Una congiura di palazzo ordita dai soliti poteri forti che non
hanno mai smesso di tramare per un ritorno al passato, ha di fatto
interrotto il percorso di questo Consiglio, che aveva già raggiunto
diversi obiettivi ed aveva, tra l’altro, effettuato tagli di spese
dell’Associazione per oltre ¤ 300.000,00 (Trecentomila Euro)
annui.
Nel momento in cui si stavano per affrontare temi “caldi” come
la difesa dell’italianità dell’Allevamento, la riforma dell’Albo
allevatori, la revisione dei parametri per l’iscrivibilità delle fattrici
estere nel nostro Libro Genealogico, si è preferito far saltare il
banco, e non affrontare nell’Assemblea Generale, che avevo
convocato a Bologna il 17 novembre 2007, il giudizio sovrano degli
Allevatori.
Si è di fatto impedito a ciascuno di voi di esprimere liberamente
le proprie idee in un’ assemblea democratica, si è impedita quella
dialettica assembleare che significa prendere coscienza delle
problematiche del settore e cercare insieme soluzioni positive
per il futuro dell’ippica.
Io, consapevole di aver fatto il possibile per espletare l’incarico
che mi era stato affidato, ed aver agito in sintonia con il nuovo
corso dell’Unire, con l’obiettivo di un profondo cambiamento di un
settore ormai sull’orlo del collasso, passo il testimone ad altri con
l’augurio che possa seguirne un percorso più sereno.
Voglio rivolgere un ringraziamento a tutto il Consiglio ed in
particolare ai Consiglieri Dalla Libera, Ioan, Puggina e Turrini, che
hanno lealmente e fattivamente collaborato per raggiungere gli
obiettivi che ci eravamo prefissi.
GOFFREDO SOTTILE
PRESIDENTE UNIRE
La Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati ha approvato (17
voti favorevoli e 8 astensioni), intorno alle ore 11 di giovedì 25 ottobre, la nomina del dottor Goffredo Sottile a Presidente dell’Unire.
L’attuale Prefetto di Torino, dopo i tempi tecnici relativi al perfezionamento della nomina, dovrebbe prendere in mano il timone dell’Ente
entro un mese.
Il compito che attende Goffredo Sottile sarà fra i più impegnativi per le
gravissime problematiche settoriali.
Al dottor Goffredo Sottile l’augurio di buon lavoro da parte nostra, dell’Anact e di tutti i Soci Allevatori.
3
PRIMO PIANO
MR MAX GAR
L’ULTIMO TOP PRICE AL GARIGLIANO
Lunedì 22 ottobre al Garigliano si è svolta l’ultima Asta yearling della stagione. Come quelle che l’hanno preceduta, non si può certo
esaltare l’esito della compra-vendita che è stata di 40 acquistati per 229.000 Euro, ma sotto certi aspetti nemmeno parlare di negatività in
quanto parecchia gente è stata partecipe anche alle trattative di acquisto di puledri ben presentati.
Il top price è risultato Mr Max Gar, un bel sauro, il solito Varenne (mamma Perla Prince), presentato dall’Allevamento Garigliano e strappato
da Peppe Maisto alla concorrenza a 27.000 Euro.
Buon seguito hanno avuto Megagilltor (Supergill e TNT), presentato dalla Scuderia San Filippo Neri ed acquistato per ¤ 22.000 dalla Scuderia
Super Galaxi e My Way Gar (Toss Out e Collier St Kathy) presentata dall’Allevamento Garigliano e passata a Peppe Maisto per ¤ 15.000.
TUTTI I VENDUTI
IPPODROMO DEL GARIGLIANO – SS COSMA
E DAMIANO - LUNEDÌ 22 OTTOBRE 2007
PRODOTTI ACQUSTATI: 40 – PRODOTTI RITIRATI: 50 – PRODOTTI PRESENTATI: 90 – VOLUME VENDITE: ¤ 229.000 – PREZZO MEDIO: ¤ 5.725
PRESENTATORE
N. CAT.
AZ. AGR. ALLEV. CANF SRL
JAUNE AVION DI PATRONE EDOARDO & C.
MOROZZI ALFREDO
AZ. AGR. PURLARI SRL
SCUD. O.M. SRL
ALLEV. LUISE SRL
ALLEV. LUISE SRL
ALLEV. LUISE SRL
ALLEV. LE FONTANETTE SRL
ALLEV. LUISE SRL
ALLEV. LUISE SRL
CESARANO CIRO
SCUD. O.M. SRL
BELVISI RACHELA
LA FAVORITA BOWLING
MAGALDI RENATO
AZ. AGR. IEMMA MARINELLA
ALLEV. GARIGLIANO SRL
SCUD. DEL PITIN SNC
ALLEV. ALISEA
ALL. SCUD. SAN FILIPPO NERI SAS
BELVISI RACHELA
SCUD. DEL PITIN SNC
ALLEV. GARIGLIANO SRL
RIGLIARI PAOLO
AZ. AGR. SAIANO
AZ. AGR. IEMMA MARINELLA
EREDI ERMINIO LASAGNA SS
LETIZIA PASQUALE
AZ. AGR. ALLEV. CANF SRL
AZ. AGR. ALLEV. CANF SRL
AZ. AGR. IEMMA MARINELLA
ALLEV. LUISE SRL
VASTANO GERARDO
PUNZO MICHELE
AZ. AGR. PURLARI SRL
ALLEV. MARRAZZA S.S.
EREDI ERMINIO LASAGNA SS
AZ. AGR. SAIANO
AZ. AGR. ALLEV. CANF SRL
4
2
4
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98
100
NOME
MAHDI’ CANF
MR TEA JA
MARISA
MEGAN BREED
MAGGIE OM
MACARIO LUIS
MADAMA LUIS
MARCELLINO LUIS
MILLEMIGLIA FONT
MISTERO LUIS
MABEL LUIS
MISERERE CANF
MENORCA OM
MILTON
MATT BOSS
MAGO
MIRO’ LJ
MR MAX GAR
MR PITIN
MYSELF KRIS
MEGAGILLTOR
MARSILIO
MAMBO DEL PITIN
MY WAY GAR
MALARNESE
MEDIUM LOD
MEDORO LJ
MINU’ LASER
MAGIC SHOW LF
MASLOW CANF
MAN CANF
MAYA LJ
MARIUS LUIS
MANUEL REK
MIKE SEA
MY HOPE BREED
MEDEA ALLMAR
MY LADY LASER
MOMENTO LOD
MOMSETE CANF
SESSO
m.b.
m.b.
f.b.
f.b.
f.bo.
m.b.
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f.b.
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m.bo.
f.bo.
m.b.
m.b.
m.b.
m.bo.
m.s.
m.b.
m.b.
m.bo.
m.b.
m.s.
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m.b.
m.b.
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f.b.
m.s.
m.b.
f.b.
m.b.
m.b.
m.b.
f.b.
f.b.
f.b.
m.b.
m.bo.
PADRE
MADRE
PREZZO
YOURWORSTNIGHTMARE
CC’S CHUCKIE T
INDRO PARK
GENERAL NOVEMBER
BRANDY DEI FIORI
UBRESSON LUIS
UBRESSON LUIS
UBRESSON LUIS
UMBRO DI GRANA
UBRESSON LUIS
UBRESSON LUIS
POWER TO CHARM
ARMBRO GOAL
MR VIC
CIRKUS KALL
MR VIC
BRADS PHOTO
VARENNE
ENJOY LAVEC
LEGENDARY LOVER K
SUPERGILL
BRADS PHOTO
WAIKIKI BEACH
TOSS OUT
BOSS DI JESOLO
ATAS FIGHTER L.
OLEGGIO PARK
YANKEE PACO
SUGARCANE HANOVER
ZUCCHERO OM
INDRO PARK
CR TRACK MASTER
UBRESSON LUIS
LEGENDARY LOVER K
KRAMER BOY
GENERAL NOVEMBER
C R COMMANDO
BARTALI OK
ROCK DEGLI DEI
PARK AVENUE JOE
DIMMI DI SI CANF
DOMIZIA TOP
FABIA EGRAL
HELLUVA BREED
PAMELA HAWK
PRIMADONNA OK
SAMOA LUIS
TAGGIA LUIS
THE BEST DEL PRI
TOLOSA LUIS
TURANIA SED
UCKA OM
UCLA OM
UDINE PRINCE
DIAMOND BOSS
EVEN KRIS
FARADIBA
PERLA PRINCE
POULE DE LUXE
SANDY EFFE
TNT LJ
ZEAMAIS
AMBARABACICICOCO’
COLLIER ST KATHY
UZZION GIANFI
VENISE PANT
VERBANIA LJ
ZANICA LASER
ZELEDRIA
ZONA BREAK PINK
ANWAY DIAMANT
APRILIA LJ
AURUNCA LUIS
BABY CHAMP BLUE
BINERA MO
BOBISSIMA PARK
BOLEGRAF
BONITA LASER
CARTAGHENA BLUE
CHIARO DI LUNA
2.100
3.200
3.300
8.000
3.000
8.500
2.000
3.500
2.500
8.500
2.000
4.500
5.000
5.000
5.000
5.000
5.000
27.000
10.000
6.200
22.000
6.000
7.000
15.000
2.500
4.000
2.000
2.500
3.500
4.500
2.000
1.500
3.000
5.000
5.000
9.000
4.000
3.200
2.500
5.500
ACQUIRENTE
TUFANO
SCUD. SONNINO ANNUNZIATA
FRATELLI SILVESTRO
SCUD. ANGELS 2
BARBIERI FRANCESCO
ESPOSITO
COLANTONIO
MOSCHINO
ESPOSITO
SCUD. LUCIA
MOSCHINO
SCUD. WAMAS
IANNACO NICOLA
SCUD. BAFFONE
LA PIETRA SOFIA
SCUD. TOTO CI
DE CRISTOFORO
MAISTO GIUSEPPE
PALUMBO
SCUD. BAFFONE
SCUD. SUPER GALAXI
SCUD. LUCIA
PALUMBO
MAISTO
MOSCHINO MAURO
SCUD. BAFFONE
SCUD. FERRILLO
SCUD. VOLLA
DE CRISTOFORO
SCUD. WAMAS
CAPPABIANCA FRANCA
DE ROSA
SCUD. BONAVENTURA
MEROLA NICOLA
SCUD. GIUSEPPE THE BOY
SCUD. GIALESAN
MAISTO
FERRILLO PIETRO
BORRINO
CAVAGNUOLO
VITA SOCIALE
CARI
ALLEVATORI,
dopo i contatti avuti con Voi
nell’espletamento delle nostre
funzioni, ci rivolgiamo a Voi per un
saluto di fine mandato.
Un mandato che ha avuto fine
anticipatamente per volontà nostra
e di otto delegati regionali.
Perché abbiamo ritenuto giusto
porre fine al Consiglio nominato
Sandro Moscati
nelle scorse elezioni?
Non come si cerca di far credere perché c’è stata una congiura:
le congiure vengono ordite da minoranze, in questo caso chi si
è dimesso è la maggioranza dell’intero consiglio e lo ha fatto
per far rispettare lo Statuto; uno Statuto in cui si afferma che
“il presidente cura la fedele attuazione delle deliberazioni
dell’Assemblea, del C.D. e del C.E.”, dettato questo più volte
infranto, come rilevabile dalla lettura di parecchi verbali del
C.D..
Inoltre le nostre dimissioni sono divenute obbligatorie nel
momento in cui l’Unire ci ha privato
del 20% sulle corse con dotazione
pari o inferiore a ¤ 2.800, senza che
il C.D. ne venisse preventivamente
informato e vista l’esultanza del
presidente
dell’Associazione
all’annuncio di questa “svolta
epocale”.
Noi due, e con noi la maggioranza
dei Delegati (ben otto su dodici e Alberto Caravita
cioè Daniele Franceschi, Antonio Diana, Giovanni Govoni,
Ciro Cesarano, Francesco Cioccoloni, Tommaso Marrazza,
Gianfranco Fabbri, Natale Lo Cicero), riteniamo quindi di
essere stati leali nei confronti di chi rappresentavamo e cioè
tutti coloro che ci avevano accordato la loro fiducia nelle scorse
elezioni, e, ringraziandoli ancora per tale fiducia, formuliamo
a loro e all’Associazione gli auguri per un pronto rilancio,
fondato sulla correttezza comportamentale, sulla trasparenza,
sul dire la verità e soprattutto sull’unità dell’Associazione,
perché solo con questi requisiti potremo in futuro contribuire
in modo determinante alla rinascita del nostro settore.
ALBERTO CARAVITA
SANDRO MOSCATI
SPECIALE
IL TROTTATORE STALLONI
NON PERDETE L’OPPORTUNITÀ!
PUBBLICIZZATE IL VOSTRO STALLONE SULLA NOSTRA TESTATA
IL VANTAGGIO È DOPPIO!
Il vostro STALLONE avrà modo di essere analizzato sul primo numero de’ “IL TROTTATORE” di Gennaio 2008 (verranno distribuite 8.000
copie) e sarà visibile on-line sul sito dell’Associazione www.anact.it per l’intero anno solare.
Telefonate, mandate un fax o una mail:
ANACT: Telefono 06 4416421 – Fax 06 44164237 - e-mail: [email protected]
Oppure contattate direttamente:
LUIGI SANGREGORIO: Cell. 339 7829955 e-mail: [email protected]
MANUELA DE LEONARDIS: Tel. 06 44164233 e-mail: [email protected]
A.N.A.C.T.
Associazione Nazionale Allevatori del Cavallo Trottatore
Viale del Policlinico, 131 - 00161 ROMA
Telefono 06 4416421 - Fax 06 44164237
E-mail: [email protected] - www.anact.it
5
PRIMO PIANO
ASTA YEARLING A ROMA
MR TIVOLI IL TOP PRICE
Reduci da una due giorni di avvenimenti di rilevanza internazionale,
diversa gente si è presentata nel tendone appositamente allestito
all’Ippodromo di Tor di Valle per l’asta Selezionata e Qualificata.
Discreta la compra-vendita che ha prodotto un movimento di affari
per ¤ 328.400, a fronte di 50 puledri acquistati sui 106 presentati per
una media a capo di ¤ 6.568.
Mr Tivoli (Mr Vic e Zerbaglia Om, da Royal Prestige) è risultato il top
price della sessione unica, presentato dagli allevatori Maurizio Tocci e
Alvaro Pallante e acquistato per ¤ 25.000 dalla Scuderia Tittà.
TUTTI I VENDUTI
IPPODROMO TOR DI VALLE
LUNEDÌ 8 OTTOBRE 2007
PRODOTTI ACQUISTATI: 50 – PRODOTTI RITIRATI: 56 – PRODOTTI PRESENTATI: 106 – VOLUME VENDITE: ¤ 328.400 – PREZZO MEDIO: ¤ 6.568
PRESENTATORE
N. CAT.
MARSICANO G. E CACCIAPUOTI N.
LETIZIA PASQUALE
D’AMICO GIUSEPPE
A. GI. AGRICOLA GIANFILIPPO SRL
MARTELLINI GIOVANNI
S.A.F.I. SAS
PERCIBALLI GIUSEPPINA
PATUELLI SERAFINO
PETTINARI NAZZARENO
IEMMA ANTONELLA
AZ. AGR. LIVERANI
PALOMBO S. E MIOLI M.
PERCIBALLI GIUSEPPINA
ITALIANI YON
PERCIBALLI GIUSEPPINA
AZ. AGR. ALLEV. CANF SRL
AZ. AGR. SANTI FRANCESCO
SC. DEL BARONETTO E ALL.FONTANETTE
SC. DEL BARONETTO E ALL.FONTANETTE
SC. DEL BARONETTO E ALL.FONTANETTE
SC. DEL BARONETTO E ALL.FONTANETTE
IOVIENO ALFONSO
CASTALDO CRESCENZO
AVERSA GIOVANNI
AZ. AGR. IL POGGETTONE
AZ. AGR. SANTI FRANCESCO
AZ. AGR. IL POGGETTONE
TOCCI M. E PALLANTE A.
SC. DEL BARONETTO E TRIPOTI R.
SC. DEL BARONETTO E ALL.FONTANETTE
A.GI AGR. GIANFILIPPO
SC. DEL BARONETTO E TRIPOTI R.
IOVINO MICHELE JR.
AVERSA GIOVANNI
LE QUERCE DEI CHIARI SNC
LE QUERCE DEI CHIARI SNC
A. GI. AGRICOLA GIANFILIPPO SRL
SC. DEL BARONETTO E TODAY WINNER
6
7
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17
20
24
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27
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77
78
79
84
85
87
88
89
90
93
NOME
MELBURY
MAGIC SPIRIT LF
MERKEL BIO
MEFISTO GIANFI
MODELLO
MULIN ROUGE
MICROPER
MAIBOY
MARTE PETT
MALVA ROSA
MONSTER CUB
MILES RUN
MOJTOPER
MONTE MARIO
MAGICPER
MANDRAGATA CANF
MATRIX DEI SANTI
MIAMI FONT SM
MOMBASA FONT SM
MUSCADET FONT SM
MARIELLA FONT SM
MISTERO AI
MUSTAFA’ CAS
MARSHAL DOC
MIMOSA D’ALFA
MITO DEI SANTI
MALIA D’ALFA
MR TIVOLI
MACK GRACE SM
MIA FONT SM
MELISSA GIANFI
MARISOL SM
MEDINA
MISTRAL DOC
MATE’ DECHIARI
MALIK DECHIARI
MARZIA GIANFI
MISS YANKEE BSM
SESSO
m.bo.
f.b.
m.bo.
m.bo.
m.b.
m.s.
m.bo.
m.b.
m.b.
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m.bo.
m.b.
m.b.
m.b.
f.bo.
m.bo.
f.b.
f.b.
m.b.
f.b.
m.b.
m.b.
m.b.
f.b.
m.b.
f.b.
m.b.
m.b.
f.b.
f.bo.
f.b.
f.b.
m.b.
m.b.
m.bo.
f.b.
f.b.
PADRE
MADRE
PREZZO
GANYMEDE
INDRO PARK
AIR FORCE BLUE
GENERAL NOVEMBER
STALLONE JET
DEFI D’AUNOU
POWER TO CHARM
INDRO PARK
INDRO PARK
CROWNING CLASSIC
SUGARCANE HANOVER
JOIE DE VIE
ZAMBESI BI
BON VIVANT
GANYMEDE
GIDDE PALEMA
PROFUMO OM
CC’S CHUCKIE T
YANKEE SLIDE
YANKEE PACO
CC’S CHUCKIE T
BARTALI OK
TOSS OUT
GANYMEDE
YANKEE SLIDE
MR VIC
GANYMEDE
MR VIC
CC’S CHUCKIE T
TOSS OUT
GENERAL NOVEMBER
CC’S CHUCKIE T
PINE CHIP
ZATOPEK OK
IGLOS DECHIARI
PROFUMO OM
BARTALI OK
YANKEE PACO
ELDORA
EVIL TIGER LF
FIFTY FIFTY BLUE
LUNA D’ASSIA
NIRVANA OM
OMBRA TROTTER
PETRA AS
PUPA PARK
RIANNA MED
SCOZIA OR
SOFORA PL
TATTOO LG
TIMBERLAND OM
TWIST AND SHOUT
ULADORA
UPSALIN LUIS
DADA DI AZZURRA
EFI ROYAL SM
EMON VERITA’ SM
HOT TIME HALL
ROYAL LACE SM
SERENA LUIS
TAPIOCAZ
UNABOMBA
VIOLA D’ALFA
ZEBRANA TAND
ZENA GUASIMO
ZERBAGLIA OM
AMBRO GRACE SM
AMERIQUE TOP
BALLERINA GIANFI
CANTICA SOL
CARMEN BIGI
VALTOURNANCHE
VANTERIA DECHIARI
VAVORNA DECHIARI
VEDRETTA RL
VESTE PETRAL
6.500
5.500
1.500
10.000
4.000
1.500
3.200
7.500
7.000
4.200
7.500
1.500
4.000
4.500
6.000
2.000
8.000
9.000
11.000
7.500
6.000
11.000
15.000
5.000
8.000
8.000
8.000
25.000
13.000
19.000
6.000
10.000
20.000
1.500
2.000
2.200
1.500
6.000
ACQUIRENTE
ALLEV. SCUD. DUPONT
STORTI MASSIMILIANO
DI PORTO GIANFRANCO
CAPASSO
SCUD. DEI MASSIMI
QUARNETI DANIELE
MORRA LUIGI
VALLEFUOCO LUIGI
PIELMAR
PERILLO ALFONSO
ANGELETTI MAUTO
BATTISTINI GIORDANO
SCUD. BOVILLESE
MEROLA NICOLA
SCUD. BOVILLESE
MORRA L.
BATTISTINI DARIO
MINICHINO MAURIZIO
SCUD. UCCI RICCITELLI
MONACO MARCO
SCUD. SARA
FREE FOR ALL
AMATO VINCENZO
GUARINO SALVATORE
CARLISI SILVESTRE
D’AMBROGIO WALTER
CICOGNANI GLAUCO
SCUD. TITTA’
SCUD. DUPONT
J.J. STABLE
GULLI VINCENZO
CASTALDO
J.J. STABLE
SCUD. DOPPIA G
GRECO MARIA ROSARIA
PALAZO SERGIO
MORRA L.
ANGELINI NADIA
PRESENTATORE
N. CAT.
D’AMICO GIUSEPPE
AZ. AGR. SANTI FRANCESCO
SC. DEL BARONETTO E TODAY WINNER
MARSICANO G. E CACCIAPUOTI N.
LETIZIA PASQUALE
AZ. AGR. IEMMA MARINELLA
AZ. AGR. SOTTO IL MONTE
FRACASSO GIUSEPPE
LE QUERCE DEI CHIARI SNC
S.A.F.I. SAS
ALLEV. LE FONTANETTE SRL
LE QUERCE DEI CHIARI SNC
96
99
104
106
111
112
114
116
117
119
121
122
NOME
SESSO
MACARIO BIO
MORGAN DEI SANTI
MA GRIFFE BSM
MIXON
MAGIC WALK LF
MORTIMER LJ
MINNIE MONT
MANFREDIANO
MOON DECHIARI
MALVASIA
MATISSE FONT
MARISOL DECHIARI
m.b.
m.b.
f.b.
m.b.
f.b.
m.b.
f.b.
m.b.
f.s.
f.bo.
m.b.
f.b.
PADRE
MADRE
BARTALI OK
MR VIC
YANKEE SLIDE
GANYMEDE
BUVETIER D’AUNOU
DULAL
INDRO PARK
C TOJ FROKJAER
DIAMOND WAY
BON VIVANT
CC’S CHUCKIE T
ZAMBESI FLASH
VIPERA D’ALMA
ZANESVILLE
ZUGINA D’HILLY
ANDREINA
BATIDA BIEFFE
BEGONIA LJ
BENITA SIB
BLUE EYES
BRAVA PAL
CASTA DIVA
CATY DI JESOLO
CIBREA DECHIARI
PREZZO
3.500
7.500
4.000
3.000
2.200
4.000
3.500
1.500
6.000
1.700
9.200
3.200
ACQUIRENTE
MALLOZZI
D’AMBROGIO WALTER
LANZILLOTTO VINCENZO
DUPONT SRL
QUARNETI DANIELE
RUOCCO GIUSEPPE
STORTI ANTONIO
VOLPE SALVATORE
VITALI DONATO
VALENTINI PAOLO
PALIO VITO
BETTINI LU
GLI STALLONI TOP
STALLONE
MR VIC
CC’S CHUCKIE T
GANYMEDE
TOSS OUT
BARTALI OK
INDRO PARK
POWER TO CHARM
SUGARCANE HANOVER
PROFUMO OM
GENERAL NOVEMBER
YANKEE PACO
DEFI D’AUNOU
BRANDY DEI FIORI
BON VIVANT
AIR FORCE BLUE
STALLONE JET
VARENNE
DULAL
ZAMBESI BI
C TOJ FROKJAER
SOLAR EFFE
IGLOS DECHIARI
ZATOPEK OK
JOIE DE VIE
PINE CHIP
YANKEE SLIDE
ENJOY LAVEC
LEMON DRA
URONOMETRO
GIDDE PALEMA
DIAMOND WAY
CROWNING CLASSIC
BUVETIER D’AUNOU
BIESOLO
ATTESTATO
BRADS PHOTO
ZAMBESI FLASH
KEYSER LOBELL
ALLISON HOLLOW
MASCHI
TOTALE
MEDIA
3
2
4
1
2
2
3
2
2
1
1
2
1
1
2
1
1
1
1
2
1
1
1
1
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
40.500
22.200
20.500
15.000
14.500
14.500
13.200
11.000
10.200
10.000
7.500
6.500
5.000
4.500
4.500
4.000
4.000
4.000
4.000
3.000
2.500
2.000
1.500
1.500
13.500
11.100
5.125
15.000
7.250
7.250
4.400
5.500
5.100
10.000
7.500
3.250
5.000
4.500
2.250
4.000
4.000
4.000
4.000
1.500
2.500
2.000
1.500
1.500
FEMMINE
0
3
1
3
1
2
0
0
1
1
2
0
0
1
1
0
0
0
0
2
0
0
0
0
2
4
3
1
2
2
1
2
2
1
1
1
1
1
1
TOTALE
MEDIA
25.000
8.000
40.000
1.500
9.000
8.333
8.000
13.333
1.500
4.500
2.000
6.000
9.500
2.000
6.000
4.750
1.700
1.700
1.700
1.700
6.500
3.250
30.000
28.000
12.500
12.000
10.000
7.000
6.000
5.700
5.200
5.000
5.000
5.000
3.200
2.000
1.500
15.000
7.000
4.167
12.000
5.000
3.500
6.000
2.850
2.600
5.000
5.000
5.000
3.200
2.000
1.500
VENDUTI
TOTALE
MEDIA
3
5
5
4
3
4
3
2
3
2
3
2
1
2
3
1
1
1
1
4
1
1
1
1
2
4
3
1
2
2
1
2
2
1
1
1
1
1
1
40.500
47.200
28.500
55.000
16.000
23.500
13.200
11.000
12.200
16.000
17.000
6.500
5.000
6.200
6.200
4.000
4.000
4.000
4.000
9.500
2.500
2.000
1.500
1.500
30.000
28.000
12.500
12.000
10.000
7.000
6.000
5.700
5.200
5.000
5.000
5.000
3.200
2.000
1.500
13.500
9.440
5.700
13.750
5.333
5.875
4.400
5.500
4.067
8.000
5.667
3.250
5.000
3.100
2.067
4.000
4.000
4.000
4.000
2.375
2.500
2.000
1.500
1.500
15.000
7.000
4.167
12.000
5.000
3.500
6.000
2.850
2.600
5.000
5.000
5.000
3.200
2.000
1.500
7
VITA SOCIALE
PULEDRI DI BUONA GENEALOGIA
ALLA RASSEGNA DI PALERMO
Domenica 14 ottobre la “Rassegna”
dei puledri nati nel 2006, lettera “M”
è tornata a svolgersi all’Ippodromo La
Favorita di Palermo, grazie alla fattiva
collaborazione della I.R.E.S. che
intende rilanciare il trotto a Palermo
facendosi promotrice di una serie di
manifestazioni tendenti a promuovere
la nascita di nuovi proprietari che
possano acquistare i cavalli.
Infatti la I.R.E.S. ha già
effettuato opere di ristrutturazione
dell’Ippodromo creando servizi idonei
all’accoglienza confortevole dei
frequentatori e ha in programma la
realizzazione a breve di un ristorante
in tribuna e di un parco giochi.
Gli allevatori della Sicilia hanno
iscritto alla Rassegna 39 puledri
di buona genealogia fra i quali
spiccavano diversi fratelli di ottimi
cavalli in attività a Palermo e in altri Roberto Brischetto e Natale Lo Cicero premiano i coniugi Melloni, titolari dell’Azienda Agricola Vinzeria
ippodromi.
La manifestazione prevedeva la
Vincenzo Franco, da Gimmy D’Arpa e dal guidatore Antonino
premiazione dei primi tre puledri classificati nella sessione
Buttitta, che ha valutato assegnando un punteggio a n° 9 indici
maschile e femminile, nonché una targa ricordo a tutti gli
di valutazione della morfologia e del movimento.
Allevatori che hanno iscritto i puledri.
Alcuni Allevatori e Guidatori hanno richiesto per il prossimo anno
Il punteggio per determinare la classifica finale è stato
l’organizzazione di un’Asta con la partecipazione di allevamenti
determinato dal giudizio della commissione, composta dal dottor
di tutta l’Italia per valorizzare la manifestazione e consentire
Tanta gente è stata partecipe all’Ippodromo della Favorita alla presentazione dei puledri
8
Brischetto e Lo Cicero consegnano la targa a Guglielmo Melloni, a sinistra la presentatrice della
manifestazione Maria Macchiarella
Grazie alla collaborazione di Salvatore Macchiarella della Ires (a destra alle spalle Roberto Brischetto mentre consegna la targa a Larosa, titolare della Scuderia Emmelarosa) la Rassegna ha avuto
grande successo ed ai numerosi presenti è stato offerto un buffet (a sinistra)
agli acquirenti di Palermo di acquistare in loco i puledri anziché
in altre sedi per ridurre i costi dei viaggi degli acquirenti e di
trasporto dei puledri.
Ai numerosi presenti è stato offerto durante la manifestazione un
buffet e la degustazione di prodotti tipici, che sono stati molto
graditi.
Alla particolare giornata è intervenuto il Presidente dell’Anact
Roberto Brischetto, che ha salutato gli intervenuti e ha premiato
i vincitori in collaborazione col Delegato Reginale Natale Lo
Cicero, che ha organizzato la Rassegna.
M.M.
CLASSIFICHE FINALI DEI PREMIATI
SESSIONE MASCHILE
1° MIRABILIS EST
nato nel 2006 da ALLISON HOLLOW e VAZZOLA DRA - Allevatore: Azienda Agricola Vinzeria
2° MUP BEAT MILAR
nato nel 2006 da THUNDER KRONOS e UP BEAT - Allevatore: Scuderia Emmelarosa
3° MODUS EST
nato nel 2006 da SILVER PINE e DELENDA EST - Allevatore: Azienda Agricola Vinzeria
SESSIONE FEMMINILE
1° MINERVA EST
nata nel 2006 da C TOJ FROKJAER e VARVARA PL - Allevatore: Azienda Agricola Vinzeria
2° MANAGUA MILAR
nata nel 2006 da THUNDER KRONOS e CYRENIX - Allevatore: Scuderia Emmelarosa
3° MARILÙ MILAR
nata nel 2006 da THUNDER KRONOS e BIANCANEVE UM - Allevatore: Scuderia Emmelarosa
9
ATTUALITÀ
UN ALLEVAMENTO
CON TANTI…
FANS
In primo piano la fattrice Zanica (Indro Park e Nice Star) con accanto l’erede da Mr Vic nel paddock dell’Allevamento ubicato a Padova e crocevia di tante considerevoli collaborazioni
10
Il cosiddetto passaggio generazionale della Victory Fans fra Sonia Perazzolo ed il figlio Nicolò Noventa, che ha accanto la sorella Francesca
La passione di Nicolò Noventa, prossimo gentleman ma
attuale allevatore, sta facendo velocemente lievitare le azioni
dell’Allevamento Victory Fans, ubicato a Padova e crocevia di tante
e considerevoli collaborazioni con altre importanti realtà del trotto
nostrano. “Il suffisso Fans – spiega Nicolò – viene dalle iniziali di
mia sorella Francesca e di mia madre Sonia, oltre al mio. È, come
si vede, un affare di famiglia che è iniziato in sordina ma che,
nel corso degli anni, si è man mano ingrandito fino ad assorbirci
completamente. Io, poi, sto facendo il corso gentlemen perché
prima o poi scenderò direttamente in pista: a questo proposito ho
acquistato Fuggitiva: una cavallina brava, come si conviene per
queste situazioni dove imparare a guidare ed a stare in pista è la
prima necessità”.
Noventa non può fare il corso con cavalli allevati in proprio
perché tutti i puledri hanno grande mercato e partono quindi
immediatamente: “Ci sono alcuni cavalli da corsa sotto i nostri
colori ma si tratta naturalmente di una grande minoranza rispetto
a quelli che alleviamo e poi vendiamo”.
FATTRICI
E STALLONI
DI QUALITÀ
Scorrendo l’elenco delle fattrici dell’allevamento veneto sono
due i dati che balzano subito agli occhi: l’estrema qualità della
selezione ed il fatto che la maggior parte delle mamme targate
Fans provengano dagli Stati Uniti: “È una scelta, appunto, che
abbiamo fatto per privilegiare in modo assoluto la qualità. Negli
Stati Uniti possiamo scegliere tra una varietà eccellente di fattrici
e quindi concentrarci sulla qualità. Come ad esempio abbiamo
fatto con Muchacha Mala, da Donerail ed Hail Mary, per Nivelle
Hanover, da Speedy Crown e Nivea Hanover (Super Bowl) e per
tutte le altre fattrici di proprietà della Victory Fans. È invece
indigena Antares Gar, che nasce da Supergill e Clarabow Hanover
e che si sta dimostrando una vera e propria garanzia in razza. Le
genealogie, come si può vedere, nella maggior parte dei casi sono
certamente migliori rispetto a quanto si può trovare in Italia, in
particolare quando si persegue l’obiettivo della qualità”.
Lo stesso discorso va fatto per gli stalloni utilizzati, molti dei quali
sono in parte di proprietà…
“Abbiamo alcune quote di New York Yank e poi, dopo la cessione
al Grifone, abbiamo ottenuto una serie di monte a vita di Mr Vic.
Come si vede, qualità assoluta anche da questo punto di vista. Il
tutto, come si diceva, favorito anche da una gestione familiare
dell’allevamento che ci permette di non trascurare nulla e di
sfruttare la grande passione che tutti noi abbiamo nei confronti
di questo mestiere”.
11
I PEZZI
PREGIATI
“Il primo cavallo - seguita Nicolò - in assoluto nato alla Victory
Fans è stato Enjoywinner, allevato però assieme al Grifone e
quindi senza il suffisso “Fans”. Il figlio di Nivelle Hanover è un
combattente nato che offre sempre il meglio di sé in categorie
discrete e vanta un record di 1.13.1 colto a Montegiorgio ma pure
un 1.13.7 altrettanto probante in quanto fatto segnare a Tordivalle
e quindi senza racchetta. Stesso discorso va fatto per Irhon
As, che ha appena disputato le batterie del Derby e che è stato
allevato in collaborazione con la Serenissima. Il figlio di Cassidy
sta progressivamente limando i problemi caratteriali di gioventù e
dopo un bel successo in 1.14 a Milano ha appunto provato le batterie
del Derby e conta di installarsi saldamente nei quartieri alti della
generazione, non disdegnando affatto le occasioni classiche che
capiteranno, soprattutto in pista grande. Dopo queste partnership
con altri e prestigiosi allevamenti è poi cominciata a pieno regime
la dinastia dei “Fans”, che gode di grande stima in tutta Italia e che
ha attualmente come fiore all’occhiello Ginlemon Fans, una figlia di
Lemon Dra e Nivelle Hanover che si è aggiudicata il Palio dei Comuni
del Garigliano, manifestazione davvero sentita a quelle latitudini,
provando poi anche il Continentale Filly (fu sesta al Mangelli Filly,
in precedenza) ma senza troppa fortuna alla luce del pessimo
numero sorteggiato. La cavalla, abitualmente guidata da Minnucci e
Wewering, vanta un record di 1.12.3 che ne fa sin da ora una fattrice
con i fiocchi, ma farà senz’altro parlare di sé in pista nel prossimo
futuro, ora che ha scalato velocemente le categorie. A proposito di
record, l’1.13.7 fatto segnare da Gengis Fans a Siracusa rende molto
interessante anche il futuro avvio in razza di questa figlia di Kick Tail
ed Atlantis Gar”.
Scorrendo l’elenco delle fattrici dell’allevamento veneto balza agli occhi la qualità: sopra Allamericanmarilyn (American Winner e Meadow Marilyn) con l’ultimo nato da Lindy Lane
12
Lane ed Allamericanmarilyn,
una femmina baia da Kick Tail ed
Antares Gar, un maschio baio da
Mr Vic e Cassidy, un maschio baio
da Varenne e Muchacha Mala, una
femmina baia da Mr Vic e Zanica.
Per quanto riguarda le attese per
il 2008 la situazione vede poi
Allamericanmarilyn gravida di
Uronometro, Cassidy gravida di
New York Yank, Muchacha Mala
gravida di New York Yank, Nivelle
Hanover gravida di Cantab Hall,
Snippy Hanover gravida di Mr Vic,
Zanica gravida di Mr Vic. Come si
vede, un elenco impressionante a
conferma che la qualità da queste
parti è sempre di casa.
Una gran bella casa, che potete
visitare di persona, passando dalle
parti di Padova, oppure limitandovi
a collegarvi sul web al sito
www.allevamentovictoryfans.com.
SANDRO CAMERANI
Dopo un’ottima carriera in pista Snippy Hanover (Florida Pro e Sissy Spur) si è rivelata anche una buona madre
NATI
E NASCITURI
Alle Aste 2006 l’allevamento veneto ha
ceduto l’unico dei 4 puledri prodotti
rimasti disponibili, visto che tutti gli
altri erano stati venduti direttamente
dalla Victory Fans, una realtà che ha
già una serie di affezionati clienti.
Tra i due anni, poi, si attendono da
un momento all’altro i debutti di tre
interessanti puledri mentre non è
più inedita Lady Victory Fans (Credit
Winner e Muchacha Mala), che è di
stanza a Divignano dal team Baroncini
e che ha colto tre piazzamenti nelle tre
corse finora disputate con un record
personale di 1.17.3 colto a Torino. Tutto
ciò va evidentemente a conferma di una
regolarità eccellente e di una crescita
graduale che la porterà più prima che
poi a cogliere il primo, meritato alloro
della carriera.
Nel 2007 all’allevamento Victory Fans
sono nati un maschio baio da Lindy
Muchacha Mala (Donerail e Hail Mary) con a fianco il nato di quest’anno da Varenne
13
PRIMO PIANO
NELLA SPLENDIDA CORNICE DI SAN ROSSORE
TRE GIORNI PIENI
DI CAVALLI E PERSONE
Alla manifestazione organizzata dalla Filiera Ippica Toscana con lo scopo di promuovere le attività equestri presenti nella Regione ha aderito anche l’Anact
Non ci sono dubbi che la Toscana
sia una terra dove il cavallo ha
sempre rivestito un’importanza
rilevante fin dall’antichità. Si
ammirano nei dipinti le splendide cavalcature dei Medici ed i
sontuosi attacchi dei Lorena, e
fra le nostre razze ricordiamo il
Maremmano, il Monterufolino
ed il Bardigiano che per secoli ci
hanno trasportato ed aiutato nel
nostro lavoro.
Oggi oltre a queste specie autoctone, vengono allevati in
Toscana molti altri tipi di cavalli
fra i quali Arabi, Trottatori e Purosangue, ponendo la Regione
come leader per le strutture
legate al cavallo in quanto ad
allevamenti, centri di addestramento, maneggi ed ippodromi. I
numeri parlano di 30 mila equini Centinaia i cavalli presentati e migliaia le persone intervenute ad assistere alle prove di lavoro: sopra il gruppo di Butteri maremmani
censiti ed oltre il doppio risultano i praticanti iscritti alle varie
tare tutte le Associazioni toscane che abbiano interessi nel campo
categorie.
degli equini, e vi hanno già aderito molte fra le APA, i Circoli, gli
Molti di questi si sono trovati dal 14 al 16 settembre alla Rassegna
Ippodromi ed anche la nostra ANACT. Centinaia i quadrupedi preorganizzata nella splendida cornice della Tenuta di San Rossore dalsentati e migliaia gli intervenuti ad assistere alle prove di lavoro, ai
la Filiera Ippica Toscana, che è un’associazione nata con lo scopo di
concorsi di salto e di dressage, ed ad ammirare cavalli di ogni tipo,
promuovere le attività equestri presenti nella Regione, ma anche di
dai graziosi Pony ai superbi Olandesi, dai nevrili Arabi ai docili Avesalvaguardare la cultura del cavallo sviluppatasi nei secoli.
lignesi, impegnati a mostrare il loro grado di addestramento.
Da poco costituitasi, la Filiera ha l’obbiettivo di riunire e rappresenL’ippodromo pisano ha aperto i suoi cancelli a tutti e la manifestazione ha assunto anche la connotazione di una sagra, con
presentazione e vendita di prodotti tipici locali. L’iniziativa
era patrocinata dall’Assessorato Regionale all’Agricoltura ed
il nastro inaugurale è stato tagliato da Claudio Del Re, il responsabile del Settore Zootecnico della Toscana. “Un plauso
per questa festa - ha esordito Del Re - che rappresenta l’inizio vero e proprio del lavoro di questa Filiera, che ritengo,
dopo l’adesione futura di altre associazioni, potrà diventare
per la Regione un importante interlocutore, ed in quanto
referente unico del mondo del cavallo toscano, verrà a coUn superbo cavallo Olandese ed una bellissima coppia di Bardigiani
14
L’assessore Susanna Cenni ha alla sua destra Andrea Paul Gros e a sinistra Stefano Meli
Il gruppo di appassionati improvvisatisi catch driver prima di scendere in pista
Seppur sulla pista d’erba di un ippodromo del galoppo non è mancata una corsa dimostrativa di trotto
stituire un valido strumento di organizzazione e confronto ma soprattutto
di concertazione ed attuazione delle
politiche di sviluppo che sottoporremo alla Pubblica Amministrazione”.
Grande interesse da parte della Regione. “Ho notato già molto interesse
ed attenzione negli Uffici Regionali
per questa iniziativa - ha concluso Del
Re - ed esprimo la mia soddisfazione
per l’ottima organizzazione e credo La sfilata sotto la torre pendente
che queste giornate siano destinate
ad avere una giusta eco”.
Nel vasto programma (anche Tavole Rotonde imperniate su diversi
aspetti sia imprenditoriali che funzionali e Convegni di carattere più
scientifico) riguardante il benessere e la riproduzione del cavallo,
molto seguite le dimostrazioni degli antichi mestieri della mascalcia, fabbricazione dei finimenti e delle selle. Grande ammirazione
ha suscitato la presenza di un gruppo di Butteri maremmani che
hanno dato vita ad un vero e proprio spettacolo facendo vedere
quello che è il loro lavoro quotidiano svolto fra cavalli e mucche. Ed
ancora sfilate e gare, ed infine, seppur sulla pista d’erba di un ippodromo di galoppo, non è mancata una corsa dimostrativa di trotto
dove cinque agguerriti partecipanti, sospinti dal tifo della tribuna
gremita, hanno dato vita ad una retta d’arrivo al fulmicotone.
Ad ulteriore riprova dell’attenzione che l’Amministrazione Regionale rivolge al settore dell’ippica, non è mancata nella giornata
conclusiva la gradita visita dell’Assessore all’Agricoltura Susanna
Cenni, che ha presenziato ai convegni nei quali ha ribadito il suo interesse ed il suo impegno per la valorizzazione del cavallo e del suo
utilizzo nel conteso delle imprese agricole, confermando quindi il
ruolo dell’Allevatore-Agricoltore come parte integrante di un progetto di più ampio sviluppo agricolo regionale. L’Assessore Cenni
è apparsa molto interessata
alle esposizioni ed alle sfilate dei cavalli, assicurando
di sentirsi molto vicina al
nostro mondo ed ha auspicato, anche con la collaborazione della nuova Filiera,
di poter meglio individuare
e superare i problemi del
settore in modo da poterli
risolvere il più velocemente
possibile.
Sono stati tre giorni pieni
di cavalli e di persone fra
le quali alcune si sono accostate per la prima volta al
mondo del cavallo, quindi
una manifestazione che dovrebbe essersi garantita un
futuro.
DANIELE FRANCESCHI
15
16
AVVENIMENTI
CONTRO TUTTO E TUTTI…
INFINITIF
Il Pine Chip di casa Dubois ha vinto da dominatore un Derby poco spettacolare, ma il
risultato non è mai stato in discussione. Il peccato originale di Roberto Andreghetti
Infinitif e Pietro Gubellini sul traguardo dell’ottantesimo Derby staccando Impeto Grif e Igor Font
Quarto successo nel Derby per Pietro Gubellini che riceve da Melzi d’Eril la coppa d’oro
successo con conseguente “pass” in 1.14.2 non senza accusare
“Non ha mai lavorato… ha problemi ai tendini… se lo attacqualche piccolo problemino nel finale, ma facendo comunque
cano non regge…” a girare con un registratore per le scudemeglio di Ilaria Jet che ha dominato il proprio “heat” molto più
rie di mezza Italia nei giorni prima del Derby se ne potevano
comodamente del suo antagonista, ma con un tempo di un deciveramente raccogliere di tutti i colori sul conto di Infinitif. Il
mo superiore 1.14.3. Questo è stato il peccato originale di Roberrisultato finale però non fa una grinza, non ammette repliche
to Andreghetti, quello che poi lo avrebbe costretto a una prova
anche se per parlare dell’80° Derby del trotto con cognizione di
certamente non all’altezza nella finale con tanto di conclusiocausa non si può non pensare a quanto è accaduto quindici giorne polemica del rapporto con
ni prima del suo atto conclusivo
la scuderia Bivans. Si, perché
nelle batterie. Anzi a detta di
per come ha vinto la batteria
molti, e noi siamo tra questi,
la figlia di Pine Chip avrebbe
l’esito della corsa si è deciso
potuto tranquillamente fare
proprio nel suo atto prelimimeglio sul piano cronometrico
nare. Che abbia vinto Infinitif
del suo antagonista e nell’atto
con tutto il suo corollario di
conclusivo, a numeri invertiti,
polemiche lo sapete ormai tutforse le cose sarebbero potute
ti, ma l’analisi di questa corsa
andare diversamente.
prende necessariamente le sue
Il secondo evento che ha reso
mosse da lontano e precisaInfinitif imbattibile è stata la
mente dall’assegnazione dei
rottura di Ismos Fp nella finale
numeri della finale. In batteria
allo stacco della macchina. Per
il cavallo della “connection”
guidare il portacolori di casa
Dubois-Grosso ha ottenuto il Pietro Gubellini festeggia con i figli Edoardo e Gaia ed il padre Edoardo il successo nel Nastro Azzurro
17
ROMA – Domenica 7 ottobre
80° DERBY DEL TROTTO Gr. I
gnori, è un elemento assolutamente da non
sottovalutare e che dal punto di vista dell’at¤ 770.000, metri 2100
tività futura gratifica non poco il figlio di Pine
1. INFINITIF m.b. 3 Pine Chip e Island Dream (Coktail Jet). Allev.: sc. Bolgheri. Prop.:
Chip. Bisogna poi dare la giusta gloria al sesc. Bolgheri (2100 P. Gubellini) 1.15
condo arrivato, ovvero Impeto Grif nonché a
2. Impeto Grif (2100 M. Smorgon) 1.15.2; 3. Igor Font (2100 A. Guzzinati) 1.15.3;
Marco Smorgon. Anche lui ha costruito il suo
4. Ilaria Jet (2100 R. Andreghetti) 1.15.3; 5. In Dix Huit (2100 J.P. Dubois) 1.15.4
brillante risultato da lontano. Prima in batteria con una chiusa da 40 e pochi spicci, come
direbbe Salvio Cervone, che gli ha consentito
di piazzarsi al secondo posto dietro Ilaria Jet e
poi con la sapiente scelta del numero nove in
finale e la capacità del suo driver di rimanere
saldamente incollato alla schiena di Infinitif.
Un gran piazzamento quello di Impeto specie
se si rammenta che si tratta dello stesso cavallo che a luglio del 2006 è stato portato negli States per un’avventura molto importante
dal punto di vista dell’immagine, ma massacrante sul piano fisico. Ebbene quattordici
mesi dopo Impeto è ancora li. Complimenti.
Infine il driver, quarto Derby per Pietro Gubellini che da quando il Nastro Azzurro si
disputa con la formula delle qualificazioni e
Pastore era stato ingaggiato, c’è chi dice anche con qualche
della
finale
ne
ha
vinti il 50%. E secondo anno consecutivo che
smorfia di disappunto, nientemeno che Jos Verbeeck. Fatto sta
la
corsa
vede
vincere
un catch driver ingaggiato appositamente
che il momento del “diavolo belga” sulle nostre piste è davvero
per la finale.
negativo e anche in quest’occasione la sfortuna ci ha messo lo
Lo scorso anno toccò a Roberto Andreghetti con Glen Kronos,
zampino. Ismos allo stacco è andato giù con il posteriore finendo
proprio il grande sconfitto di quest’anno. La vita,anche quella
con lo sbagliare “Cosa mai accaduta sinora” avrebbe confessato
ippica, è fatta a scale…
sconsolato Claus Hollmann nel dopo corsa. Venuto a mancare,
però, l’unico in grado di cercare di contendere la leadership a
Infinitif, la corsa è filata via su un binario soporifero. Né si poteVARENNE C’È
va chiedere a Pietro Gubellini, di ravvivare lui, dal comodo posto
di comando, la contesa.
Lo spettacolo che non ha dato il Derby è arrivato sicuramente
Il resto è noto: marcia di trasferimento nel primo chilometro da
dalle Oaks, antipasto del sabato nella due giorni di Tor di Valle,
1.19 o giù di li e poi fuoco alle polveri nell’ultima parte della
gara. Chi ha avuto ha avuto e così via.
La domanda che per giorni ha ronzato nelle orecchie di
tutti è facilmente immaginabile. Si poteva fare di più?
ROMA – Sabato 6 ottobre
Si poteva evitare una corsa poco spettacolare, ci poteva
OAKS DEL TROTTO Gr. I
essere un kamikaze votato al sacrificio. In quest’ultima
¤ 200.200, metri 1600
frase c’è anche la risposta. Ci sarebbe voluto davvero un
1. IDOLE DI POGGIO f.b. 3 Varenne e Lotus Dragon (Tarport Devlin). Allev.:
kamikaze perché con Inifinitif al comando e il compagno
Lotus. Prop.: sc. Lotus (1600 E. Bellei) 1.13.3
di scuderia In Dix Huit di fuori non c’era in effetti alcuna
2. Iuma Ek (1600 P. Gubellini) 1.13.4; 3. Immensite (1600 J. Verbeeck) 1.13.5;
chance di poter attaccare e poi sperare minimamente
4. Ieanine Cam (1600 Mass. Castaldo) 1.13.7; 5. Ioss Court Sm (1600 H. Wewering) 1.13.7
di venire a casa e allora quello non sarebbe più stato
sport. Bisognava forse cercare di fare qualcosa prima,
anticipare In Dix Huit e porsi di fianco al battistrada.
Mossa probabilmente nelle corde solo di Ilaria Jet, ma
anche in quel caso siamo sicuri che l’esito sarebbe stato
diverso?
Meglio archiviare il Derby con alcune annotazioni che
tutto sommato ne nobilitano l’essenza anche se all’atto
pratico non è stata certamente una gran corsa.
Anzitutto ha vinto un cavallo imbattuto e questo, si-
18
La premiazione delle Oaks vinte da Idole di Poggio con Enrico Bellei che festeggia
dalla vincitrice con una prestazione che vale a dir poco un 1.55.
Seconda sul tabellone è invece giunta Iuma Ek, un’altra alla
quale la sfortuna ha sicuramente tolto qualcosa, prima con l’assegnazione di un numero otto assai scomodo per lei che è notoriamente una gran partitrice e poi in arrivo quando, all’atto di
chiudere la briglia, il paraocchi di destra non è sceso disorientandola quel tanto che basta per farle perdere qualche metro
risultato poi fatale. Onore comunque alla varennina del Poggio
perché la sua prova è stata comunque superlativa e perché in
ogni caso anche senza contrattempi le altre avrebbero dovuto
penare non poco per averne ragione. Rimandata In Wise As, ma
non dite che ha corso male. Non succede davvero tutti i giorni di
fare un miglio in testa da 1.58 e finire NP. Verrà il tempo delle
rivincite!
L’ISLE FELICE…
O QUASI
La retta d’arrivo delle Oaks con Idole di Poggio all’esterno di In Wise As
Il sabato del Derby ci ha regalato anche un’altra impresa, quella
di Isle Of Tino nello sfollamento. Una grande prestazione quel-
idea ottima se programmata e
promozionata in maniera diversa. Il Derby al femminile ha
proposto una corsa bella vivace
e ricca di colpi di scena con una
vincitrice sul campo e una reginetta morale che non può essere ignorata. Il traguardo ha visto
giungere per prima la testa di
Idole di Poggio che ha regalato L’affondo di Isle of Tino ed Andrea Lombardo al battistrada I Love Again ed il driver toscano, festeggiato dal team dei “Poeti”
a papà Varenne il primo gruppo
1 della sua carriera da stallone
ROMA – Sabato 6 ottobre
(primo nelle Oaks, secondo nel Derby, il Capitano alla fine qualcosa ha dato), e a Enrico
SFOLLAMENTO-DERBY Gr. III
Bellei il 27° Gran Premio del 2007, ma la prova
¤ 44.000, metri 1600
di Island Effe, finita sul tabellone degli squa1. ISLE OF TINO c.s. 3 Uronometro e Tea Simon (Host Of Waverly).
lificati a corsa arrivata, ha quasi dell’incrediAllev.: Pasquale Tommaseo. Prop.: sc. Golfo dei Poeti (1600 A. Lombardo) 1.13.3
bile e ha strappato parole di ammirazione allo
2. Idolo del Nord (1600 E. Bellei) 1.13.4; 3. Ilyasmar (1600 A. Guzzinati) 1.13.9; 4. Iago d’Asolo (1600 P. Carta)
stesso driver della vincitrice reale.
1.14.1; 5. Ice Tea (1600 F. Ciulla) 1.14.2.
Basti pensare che se Idole di Poggio ha portato a casa il “Nastro Rosa” al termine di una
gara che l’ha vista costantemente in seconda
corsia allo scoperto e capace comunque di
andare da 1.57.3 (1.13.3 al Km) a Tor di Valle,
pista che notoriamente regala poco al cronometro, la femmina di casa Baroncini ha rotto
allo stacco perdendo ben oltre trenta metri;
è risalita in terza ruota fino ad appaiare quasi Idole di Poggio che a sua volta gravitava ai
fianchi della battistrada In Wise As; ha accusato un nuovo errore, forse per via di un
inciampone, e ha chiuso in piena spinta nel
finale giungendo seconda a mezza lunghezza
19
la del castrone sauro da UronoROMA – Domenica 7 ottobre
metro che ha confermato la sua
CONSOLAZIONE-DERBY Gr. III
grande caratura. Del resto molti
¤ 44.000, metri 2100
dei protagonisti del Derby e delle
1. IULIUS DEL RONCO m.b. 3 Viking Kronos e Cynthia del Ronco (Sugarcane Hanover). Allev.: allev.
Oaks lui li aveva battuti nel corso
Del Ronco. Prop.: sc. Breva e Tivan (2100 P. Gubellini) 1.14.1
della stagione classica. Isle Of
2. Iceman By Pass (2100 Gp. Maisto) 1.14.4; 3. Infatti November (2100 E. Adielsson) 1.14.5;
Tino ha vinto una corsa capola4. Idalgo Jet (2100 P. Esposito jr) 1.14.6; 5. Irhon As (2100 R. Andreghetti) 1.14.6
voro, partendo con un micidiale
numero 15, dopo aver fatto il giro
non della pista, ma dell’intero
raccordo anulare che circonda la
capitale. Seconde e terze ruote
per superare gli avversari che
mano a mano calavano per via
del ritmo infernale imposto dai
battistrada Iambe prima e I Love
Again dopo.
Un 44 scarso per gli ultimi 600
metri e giù a giustiziare Idolo
del Nord con un Andrea Lombardo che concedeva, giustamente,
anche qualcosa alla platea per la
gioia del popolo della community
internettiana di Macks presente
in massa ancora una volta sulle
tribune come sempre, del resto,
quando scende in pista il suo beniamino. Rammarico per la mancata partecipazione al Derby,
ma i regolamenti ci sono, vanno
rispettati e vietano ai castroni di gareggiare per il Nastro Azzurro.
Peccato perché questo sarebbe stato un sicuro protagonista.
…E PIPPO
SI È PURE
CONSOLATO
In batteria Pietro Gubellini si era lamentato parecchio del danGruppo schierato a ventaglio a metà retta d’arrivo della Consolazione
neggiamento subito da Iulius del Ronco ad opera di Eric Adielsson con Infatti November e a conti fatti forse qualche ragione
ce l’aveva visto come ha corso il Viking Kronos del Ronco nella
Consolazione. Partenza prudente, frazione da prima serie per i
secondi 400 metri (28.1) per sfondare e imporre il proprio ritmo
con arrivo isolato grazie anche a un 57.9 per gli ultimi 800 metri
che non ha ammesso alcuna replica.
Una bella consolazione, specie considerando quello che sarebbe
accaduto un paio d’ore più tardi…
LUIGI MIGLIACCIO
Pippo Gubellini ed i proprietari di Iulius del Ronco ricevono il premio sotto lo sguardo
del gran cerimoniere della manifestazione Salvio Cervone, della madrina Barbara Bouchet
e degli allevatori del vincitore della Consolazione Vincenzo e Rino Marelli
20
PRIMO PIANO
EL NINO SI ARRENDE CON ONORE A OPAL VIKING E AL FRANCESE OISEAU DE FEUX
TURILLI
DA RECORD
Vittoria in 1.12.5 sui 2100 metri di Tor di Valle per Jorma Kontio, ma gran finale
di Ghibellino
partiti e alla stessa maniera sono arrivati. Vero, ma solo dal punto di vista delle posizioni. L’intera corsa è stata una lunga interminabile battaglia vissuta sul piano delle frazioni. Al traguardo
sono arrivati i tre cavalli più attesi. El Nino partendo dall’uno non
è riuscito a mantenere la testa su Opal Viking. Kontio, come già
a Napoli nel Lotteria, si è confermato un po’ la bestia nera del
nostro top driver. È schizzato via al comando come una molla lasciando di fuori Jean Michel Bazire con Oiseau de Feux che non
si è limitato ad accompagnare, ma fidando sulla stamina tipicaLa fase finale del Turilli con Opal Viking e Jorma Kontio che staccano Oiseau de Feux ed El Nino
Sulla carta era la corsa più bella e più riuscita di
tutta la due giorni di Tor di Valle e all’atto pratico il Gran Premio Gaetano Turilli non ha deluso le
aspettative. Due svedesi dall’estero Opal Viking e
Hovding Lavec e una di casa nostra Alexia As; un
francese, Oiseau de Feux; la finlandese terribile,
Passionate Kemp; un tedesco di ferro come Unforgettable; l’ultimo grido americano Algiers Hall e il
meglio dei nostri free for all da El Nino a Ghibellino
passando per Frullino Jet con la sola eccezione di
Equinox Bi. E di guide vogliamo parlarne? Da Jorma Kontio a Enrico Bellei, passando per JM Bazire,
Andreghetti,Verbeeck, Gubellini, Kolgjini e Andrea
Guzzinati senza far torto agli altri. Il menù era assolutamente di prim’ordine e alla resa dei conti la
corsa non ha affatto deluso. Ne volete una prova? Il
tempo del vincitore di 1.12.5 al chilometro equivale
non solo al record della corsa, ma anche a quello
della pista di Tor di Valle sui 2.100 metri. Cancellato
un mostro sacro del trotto mondiale come Victory
Tilly.
Qualcuno potrebbe obiettare che in fondo è andata come nel soporifero Derby di Infinitif: così sono
ROMA – Domenica 7 ottobre
PREMIO GAETANO TURILLI Gr. I
¤ 330.000, metri 2100
1. OPAL VIKING m.b. 7 Tumpike Taylor e Zippelina Coeur (Lord off All). Allev.:
in Svezia. Prop.: Golden Viking Ab (2100 J. Kontio) 1.12.5;
2. Oiseau de Feux (2100 J.M. Bazire) 1.12.6; 3. El Nino (2100 E. Bellei) 1.12.9; 4. Ghibellino (2100 R.
Andreghetti) 1.13; 5. Frullino Jet (2100 A. Guzzinati) 1.13.1.
21
Gaetano Papalia e Maurizio Soverchia premiano Jorma Kontio e Nils Enqvist
mente francese del suo allievo, ha pungolato costantemente il
battistrada che negli ultimi 800 metri, dopo quasi un chilometro e mezzo percorso già a buona lena, per rimanere davanti ha
dovuto sfoderare un 55.6 da brivido ottenendo così un successo
veramente importante che lo consacra ai vertici del trotto continentale. Il ragionier Bellei ha capito presto che con quei due la
davanti c’era poco da fare e ha corso per il terzo, mentre dalle
retrovie nel finale è spuntato un razzo dal nome di Ghibellino.
Se davanti hanno fatto 55.6, quello di cui è stato capace il Pine
Chip di Erik Bondo merita assolutamente considerazione. Quarto con onore e la convinzione che se riuscirà a fornire di nuovo
prestazioni in linea con questa, le soddisfazioni non tarderanno
ad arrivare. Male Passionate Kemp, ma non era la sua corsa e un
po’ lo si sapeva vista la condizione precaria e l’otto di partenza.
Rimandato Algiers Hall anche se l’impressione è che i 2.100 metri, specie in pista grande e ad inseguire non siano proprio il suo
pane. Benino Frullino Jet al quale manca sempre qualcosa per la
grande impresa, da rivedere in un altro contesto Hovding Lavec.
Un 10 e lode allo spettacolo e a chi ha allestito la corsa.
L.M.
MONDANITÀ A
BRACCETTO CON
LA SOLIDARIETÀ
E TRA I MINI
DRIVERS SPUNTA
UN FIGLIO D’ARTE
Come sempre l’appuntamento del Derby di trotto ha fatto si che
una volta tanto alle corse si siano accompagnatre alcune maniAndrea Ferrara (alle spalle il padre Mario) riceve il premio dei vincitori da Luigi Filabozzi
festazioni collaterali. Importanti
quelle legate alla solidarietà con
Proprio i bambini sono stati poi
la Onlus Trame Africane per la coprotagonisti in pista grazie al
struzione di un ospedale in Kenia.
Gran Premio dei Pony che si è
Testimonial d’eccezione il giornadisputato nell’immediata vigilia
lista, inviato Rai, Franco Di Mare,
del Derby. A vincere quest’anno
madrina Barbara Bouchet e poi
è stato un figlio d’arte, ovvero
tutta una serie di manifestazioni
Andrea Ferrara che ha portato con
collaterali, dalla sfilata delle auto
successo al traguardo un outsider,
d’epoca alla fanfara del reggimenTrono Svarten che ha preceduto i
to dei carabinieri a Cavallo, alla
più “famosi” e attesi Billy the Kid
mostra di arte contemporanea a
e Smedens Fanfar. Per papà Masfondo ippico denominata “Equus
rio un motivo d’orgoglio in più, o
Semper” e allo spazio riservati ai
una… minaccia per il futuro?
bambini che hanno anche parteci- Andrea Ferrara porta al successo Trono Svarten nel Gran Premio dei Pony
pato a una gara di pittura.
L.M.
22
ELECTROLYTE
GOLD
I cavalli riescono ad
abbassare la loro
temperatura corporea sudando. Questo però comporta
non solo la perdita
di grosse quantità di
acqua, ma anche di
elettroliti essenziali.
E’ molto importante
che sia l’acqua che
gli elettroliti vengano immediatamente re-integrati per prevenire la disidratazione e alcuni problemi muscolari come acido
lattico e crampi. Il caldo e l’esercizio aumentano questi problemi, e quindi la somministrazione regolare di
elettroliti diventa fondamentale.
Electrolyte Gold di TRM è un prodotto scientificamente
studiato per garantire il massimo assorbimento degli
elettroliti da parte dei cavalli. Questo grazie al suo
contenuto di elettroliti essenziali, vitamine a base di
glucosio e all’aminoacido Glicina,
Nel prodotto si trovano anche alte concentrazioni di vi-
tamine antiossidanti come la vitamina E e C. Entrambe
proteggono il tessuto muscolare riducendo i radicali
liberi, una sostanza nociva prodotta dal troppo esercizio.
By replenishing essential electrolytes lost through
sweating, premium quality Electrolyte Gold delivers
potency, palatability and high absorption, ‘refreshing’ horses in training and aiding consistent top
performance as a result.
Re-integrando gli elettroliti persi durante l’allenamento, Electrolyte Gold fornisce quei supporti fondamentali come palatabilità, aumento della forza e
alto livello di assorbimento che, rinfrescando i cavalli
durante l’allenamento, aiutano a mantenerli costanti
nelle loro performance.
TRM raccomanda che l’Electrolyte Gold non venga semplicemente diluito in acqua, ma sia aggiunto al mangime prima di ogni competizione Questo assicura il
miglior rendimento.
ELECTROLYTE GOLD È DISPONIBILE IN SCATOLE DA 30 O
200 SACCHETTI DA 50G CIASCUNO.
23
CAVALLI
MAGICO RED MILE
SNOW WHITE, DONATO HANOVER E GIANT DIABLO NUOVI RECORDER A LEXINGTON
Quest’anno il meeting proposto dal Red
Mile di Lexington ha regalato una serie
di prestazioni fuori dalle righe, complice
anche un inizio autunno mite per il Kentucky. Nello spazio di meno di una settimana sono infatti caduti tre vertici “assoluti”, ad opera della 2 anni Snow White,
espressasi in 1.52.4, e della 7 anni Giant
Diablo e del 3 anni Donato Hanover, scesi
entrambi ad uno staordinario 1.50.1.
La femmina Snow White, martedì 2 ottobre, ha cancellato Muscle Mass (1.53.4 lo
scorso agosto a Springfield) dal vertice
dei 2 anni, vincendo a media di 1.10.1
una delle tre divisioni dell’International
Stallion Stakes. Le altre serie sono andate
a Na Pain Non Gain (da Muscles Yankee)
in 1.56 e a Timeless Winner (da Broadway Hall) in 1.55, questa precedendo di
tre lunghezze l’”italiana” Muscovite, che
in agosto a The Meadowlands aveva vinto
la finale delle Marrie Annabelle. Gli altri
due exploit sono stati realizzati sabato 6
ottobre. Ha aperto nella prova open per
gli anziani la 7 anni svedese Giant Diablo
che ha tallonato lo scatenato Vivid Photo, il quale ha dovuto subire l’attacco del
favorito Corleone Kosmos. La svedese,
rimasta in terza posizione, quando ha
operato lo scatto ha trovato campo libero,
fermando il cronometro sull’1.50.1, che
ha migliorato il precedente assoluto di
1.50.2 detenuto in coabitazione dal 3 anni
Tom Ridge (nel 2004 a Du Quoin) e da Vivid Photo (nel 2006 a Colonial Downs).
Spettatori e operatori non hanno fatto a
tempo ad assimilare la stravolgente prestazione della svedese che l’attesissimo
Donato Hanover, annunciata star del Kentucky Futurity, nel secondo heat (aveva
già vinto il primo in 1.51.1) ha spaziato
in quello che è diventato l’atto decisivo
DONATO HANOVER
3, 1.50.1
Maschio Baio nato in USA il 3 maggio 2004
Allevatore: Hanover Shoe Farms - Proprietario: D. Scharf, Golden Touch Stable, S. Arnold
GARLAND LOBELL
3, 1.55.3
ANDOVER HALL
3, 1.51.3
Maschio Baio
nato in USA nel 1999
ABC FREIGHT
3, 1.56.3
NOBLE VICTORY 4, 1.55.3
GAMIN LOBELL
3, TT2.05
SPEEDY CROWN 3, 1.57.1
MAGNA FORCE
AMOUR ANGUS
3, 2.03.1
KENWOOD SCAMPER
DONERAIL
2, 1.55.4
D TRAIN
Femmina Baio
nata in USA nel 1998
ALDYTH HANOVER
2, Q2.00.4
24
VALLEY VICTORY
3, 1.55.3
AC’S PRINCESS 3, 2.04.3
GENYA HANOVER
FLORIDA PRO 3, 1.55
ROSEMARY 3, 1.57.2
TEXAS 3, 1.57.3
LINDY’S SPEEDY LADY
BALTIC SPEED 3, 1.56
VALLEY VICTORIA 3, 2.00.3
BEDELL
3, Q2.06.2
SPEEDY CROWN 3, 1.57.1
GIANT VICTORY
3, 1.54.4
SUPER BOWL 3, 1.56.2
ANOTHER GEISHA
3, Q2.00.1
SO BLESSED
PINK CHEEKS 2, TT2.05
PRAKAS 3, 1.53.2
GEISHA LOBELL
La volata mozzafiato di Donato Hanover (Ron Pierce) a Lexington nel Kentucky Futurity al vertice mondiale di 1.50.1 (1.08.5)
(la corsa prevedeva la formula di vincere due prove) eguagliando
Giant Diablo.
Donato, dopo 800 percorsi da Flirtin Man in 54.3, ha affiancato il
battistrada per scivolare in avanti in breve con terzo quarto in 28,
cui ha fatto seguire altri 400 metri in 27.3. Dietro il vincitore, ma
ben intervallati, sono giunti i castroni Arch Madness e Green Day
(la madre di quest’ultimo è ora fattrice in Italia). Con questa volata mozzafiato Donato Hanover, oltre ad eguagliare Giant Diablo
all’assoluto della velocità, ha tolto a Tom Ridge il mondiale dei 3
anni e lo ha affiancato al record sui due heat con 3.41.2. Inoltre il
figlio di Andover Hall, rimasto inbattuto quest’anno in 11 uscite,
ha così portato a 19 le vittorie in carriera in 20 tentativi (ha fallito
solo l’esordio, in cui fu terzo). Infine, l’allievo di Steve Elliott ha
sostituito Glidemaster, il vincitore della Triple Crown dello scorso
anno, al record di somme vinte in una singola stagione arrivando
a 2.256.740 dollari; vincite destinate a crescere visto che Donato
Hanover ha ora in programma, in novembre, la Breeders Crown.
Nello stesso super convegno di sabato 6 ottobre a Lexington, in un
confronto riservato alle femmine anziane, la 6 anni Mystical Sunshine (da Yankee Glide) si è espressa in 1.50.3, misura che, senza
l’exploit di Giant Diablo di qualche minuto prima, le avrebbe valso
l’assoluto delle femmine e degli “aged” in pista da miglio.
Tra tanti straordinari protagonisti del meeting di Lexington ha
trovato modo di ritagliarsi un suo spazio anche la 3 anni Falls For
You, di cui sono comproprietari i fratelli Farina. La figlia di Yankee
Glide venerdì 5 ottobre è andata a segno alla race-off nel Kentucky Futurity Filly, dopo che Vulcanize e Flash Lightning avevano
vinto le due eliminatorie e Falls For You il secondo heat. All’atto
decisivo non ha però parte Vulcanize, apparsa stremata dopo il
secondo heat, mentre Flash Lightning, evidentemente anch’essa
molto stanca, ha sbagliato in partenza lasciando così campo libero alla nostra portacolori che ha onorato il suo solitario percorso, con in sulky Brian Sears, esprimendosi in 1.58. Vulcanize
Donato Hanover in passerella con la coperta quale vincitore dell’Hambletonian
(da Muscles Yankee) aveva vinto da favorita la prima eliminatoria
in 1.54. Nella seconda, anch’essa da favorita, Flash Lightning (da
Dream Vacation) aveva prevalso in percorso di testa in 1.53.4 davanti a Southvind Serena e a Falls For You. La quale ha poi risolto il
secondo heat in 1.53.2 agendo in progressione, mentre Flash Lightning ha rotto al via e Vulcanize, leader, è crollata alla distanza.
Dopo aver descritto quanto siano stati capaci di mettere in campo
questi davvero eccellenti protagonisti del meeting di Lexington
(che, tra l’altro, ha ospitato anche una sessione d’asta particolarmente frizzante, con gli operatori del nord Europa scatenati
su tutti i fronti) merita di approfondire l’aspetto genealogico di
questi campioni, anche perché tutti hanno degli agganci con il
nostro trotto. Donato Hanover, ennesimo soggetto di vertice del
giovane ma ormai imprescindibile Andover Hall, è il secondo prodotto di D Train, da Donerail, inespressa in pista, ma già capace
25
GIANT DIABLO 7, 1.50.1
Femmina Baio nata in Svezia il 20 febbraio 2000
Allevatore: Stal Spediablo AB - Proprietario: Stall Zenith HB
SUPER BOWL
3, 1.56.2
SUPERGILL
3, 1.53.3
Maschio Baio
nato in USA nel 1985
WINKY’S GIRL
3, 1.55.2
VALLEY VICTORY
3, 1.55.3
GIANT RHYTM
3, 2.00.1
Femmina Baio
nata in USA nel 1992
SERENADE HANOVER
2, 2.04
STAR’S PRIDE
5, 1.57.1
WORTHY BOY 3, 2.02.5
PILLOW TALK
3, 2.11.1
RODNEY 5, TT1.57.2
BONEFISH
3, 1.58.1
STARDRIFT 3, 2.03
BEWITCH 4, TT2.03.4
NEVELE PRIDE 4, TT1.54.4
EXCITING SPEED 3, 2.04.2
LASSIE BLUE CHIP
3, 1.58.1
SPEEDY SCOT 3, 1.56.4
BALTIC SPEED
3, 1.56
SPEEDY SOMOLLI 3, 1.55
VALLEY VICTORIA
3, 2.00.3
LADY JAMIE 3, 2.04
SUGAR FROSTING 2, 2.13
BONEFISH 3, 1.58.1
VICTORIOUS LOU 3, TT1.59
BRISCO HANOVER
2, 1.57
SUPER BOWL 3, 1.56.2
SCOTCH MUSIC
SPEEDSTER 4, 1.59.4
BRIEF ROMANCE
SCOTCH LOVE 2, TT2.04.3
Frusta alzata da parte di Johan Untersteiner in sulky a Giant Diablo in vista del traguardo che tagliano al primato mondiale di 1.50.1 (1.08.5)
26
di partire con il piede giusto
sin dall’esordio in razza. Il
suo primo figlio, da Credit
Winner, è Here Comes Herbie, che è stato tra gli assoluti protagonisti del Grand
Circuit dello scorso anno,
vincitore di un heat dell’Hambletonian, nella cui finale è giunto sesto. D Train,
a sua volta, è sorella dei
validi Aldo Hanover, Arctic
Hanover e Adriatic Hanover
(quest’ultima esportata in
Svezia). D Train rappresenta
una linea femminile di antica data, quella che viene da
Glory Lobell, assai ramificata anche in Italia, in quanto
questa fattrice ha concluso
madre di Gigin Hanover e Gironde Hanover) e Gambit Lobell
che è stato anch’esso
importato in Italia.
Una sorella di Glory
Lobell, Gutsy Lobell,
è la madre del castrone primaserie Supergrit (per lui quasi
un milione e mezzo
di dollari di vincite)
nonché di Pan Fare
approdato in Italia,
ma appartengono a
Falls For You (Brian Sears), portacolori dei fratelli Farina, è andata a segno alla race-off nel Kentucky Futurity Filly
questa linea anche
Garland Lobell, Chief
Litigator e il nostro
la propria carriera di mamma entrando nel parco fattrici della ScuDerbywinner Profumo Om la cui madre (Gamin Lobell) nasce da
deria Biasuzzi, per la quale ha prodotto cinque figli, tra i quali Real
una sorella di Glee Hanover, che è la mamma di Glory Lobell. Glory
Bi (da cui Eiffel Bi) e Topkapi Bi. In America, Glory Lobell aveva
Lobell è anche la terza madre di Snow White. La neo primatista
prodotto, in precedenza, la campionessa Ginger Belle (a sua volta
FALLS FOR YOU 3, 1.53.4
Femmina Baio nata in USA nel 2004
Allevatore: Kentuckiana Farm - Proprietario: Allevamento Farina, Fairwinds Farm, T. Gewertz, W. Pond LLC
VALLEY VICTORY
3, 1.55.3
YANKEE GLIDE
3, 1.55.1
Maschio Baio
nato in USA nel 1994
GRAMS YANKEE
2, 2.03
BALANCED IMAGE
3, 1.58.4
BALTIC SPEED
3, 1.56
VALLEY VICTORIA
3, 2.00.3
SUGAR FROSTING 2, 2.13
BONEFISH 3, 1.58.1
VICTORIOUS LOU 3, TT1.59
SPEEDY CROWN
3, 1.57.1
SPEEDY SCOT 3, 1.56.4
YANKEE FLIGHT
2, 2.05.3
HICKORY PRIDE 5, TT1.59.2
NOBLE GESTURE
2, 1.59.1
NOBLE VICTORY 4, 1.55.3
WELL MOLDED
ARMBRO NIAGARA
Femmina Baio
nata in USA nel 1992
SPEEDY SOMOLLI 3, 1.55
SPEEDY CROWN
3, 1.57.1
ARMBRO FLORI
ARMBRO WHIRL
MISSILE TOE 3, 2.05.2
YANKEE DUCHESS
IMPORTANT
SPEEDSTER 4, 1.59.4
TARPORT FARR 2, TT2.04
SPEEDY SCOT 3, 1.56.4
MISSILE TOE 3, 2.05.2
SUPER BOWL 3, 1.56.2
CATHERINE LOBELL
27
SNOW WHITE 2, 1.52.4
Femmina Baio nata in USA nel 2005
Allevatore: Moni Market Breeders - Proprietario: Nort State Street Stable e Harness the Power
VICTORY DREAM
3, 1.53.2
SELF POSSESSED
3, 1.51.3
Maschio Baio
nato in USA nel 1996
FEELING GREAT
3, 1.57.3
PINE CHIP
4, TT1.51
MOM’S MILLIONAIRE
Femmina Baio
nata in USA nel 2000
VALLEY VICTORY
3, 1.53.3
VALLEY VICTORIA 3, 2.00.3
CROWN DREAM
3, 2.02
SPEEDY CROWN 3, 1.57.1
MYSTIC PARK
3, 1.57
NOBLE GESTURE 2, 1.59.1
KATIE ALMAHURST
3, 1.59.1
SPEEDY SOMOLLI 3, 1.55
ARNDON
3, TT1.54
ARNIE ALMAHURST 3, TT1.57.2
PINE SPEED
3, 2.08.1
SPEEDY SOMOLLI 3, 1.55
SPEEDY CROWN
3, 1.57.1
GRACIOUS LOBELL
GLORY LOBELL
mondiale dei 2 anni si aggancia a questa madre-base passando
per Mon’s Millionaire e Gracious Lobell.
Valley Victory fa da denominatore comune tra Donato Hanover
(e la stessa Snow White, quale figlia di Self Possessed) e l’altra
primatista Giant Diablo. Il grande sire, che negli Anni Novanta ha
dato una svolta al trotto americano, è presente nella linea femminile di entrambi: nel 3 anni come padre di Donerail, da cui D
Train, in quello della svedese direttamente come papà di Gyant
Rhythm, la mamma di Giant Diablo. Inoltre, Steve Elliott, il trainer
del vincitore dell’Hambletonian e del Kentucky Futurity, ha anche
allenato Valley Victory. Giant Diablo è il primo prodotto di Gyant
Rhytm, che ha svolto una breve carriera di corse in Europa (1.13.2
di record, 7 successi in 26 uscite). Dopo la campionessa allenata
da Roger Walmann, la fattrice americana ha generato altri 5 figli,
2 dei quali, entrambe femmine da Pine Chp,hanno corso: Vicky
Diablo (esportata in Norvegia) 1.14.8 e Scarlet Diablo 1.15.4.
La madre di Gyant Rhytm, Serenade Hanover, nasce da Scotch Music che è una sorella di Speedy Scot, grande sia in corsa (cavallo
dell’anno a 2 e 3 anni e vincitore della Triplice Corona) sia in razza
(è il padre di Speedy Crown). Ed è questo il punto di forza della linea femminile di Giant Diablo, una linea che ha anche degli
agganci in Italia. Due figlie di Scotch Music sono state infatti in-
28
BALTIC SPEED 3, 1.56
VIVA HILL 2, 2.12.1
MYSTIC SIGN
GISELA ALMAHURST
ROYDON GAL
PINEY HANOVER 6, 2.05.4
SPEEDY SCOT 3, 1.56.4
MISSILE TOE 3, 2.05.2
NOBLE VICTORY 4, 1.55.3
GUEE HANOVER 3, 2.05.1
serite nel nostro parco fattrici: Barrows (da Super Bowl) e Scamp
Hanover (da Super Bowl). La prima ha dato quattro femmine (Regina di Mar, Sovrana di Mar, Venice di Mar e Zidien di Mar), l’altra
11 prodotti, i migliori dei quali sono Fujo Ans 1.15.7, Daytona Ans
1.16.3, Balilla Ans 1.16.3 e Amleto Ans 1.16.9.
Anche Falls For You presenta nel pedigree Valley Victory, che è
il padre di Yankee Glide, lo stallone che ha prodotto questa buonissima 3 anni, che già nel 2006 quando era in training a Mario
Zuanetti si era messa in rilievo in primissima categoria. Molto
forte il quadro femminile di Falls, la cui madre Armbro Niagara ha
prodotto anche il buon Vie Agra 1.58.1. Armbro Niagara nasce dalla campionessa Armbro Flori 1.57 e oltre mezzo milione di dollari
di somme vinte e madre anche dello stallone Armbro Laser, ora in
Italia, Armbro Monarch 1.54.3 e Armbro Officier 1.55, soggetti con
oltre 600 mila dollari di somme vinte.
La quarta madre di Falls For You è Catherine Lobell che nasce da
Canny Imp ed è pertanto consanguinea della basilare Impish (la
mamma di Pay Dirt) e per linea derivata con Balanced Image. È la
linea di Crown’s Invitation, nonché di Regent Lb, Santra Lb e della
primaserie giovanile Gilly Lb.
EZIO CIPOLAT
29
CAVALLI
INFINITIF
LINEA MONTESSON
L’analisi genealogica dell’imbattuto figlio di Pine Chip e Island Dream
e Rebelle (2005, da Défi d’Aunou), è stata la prima leader della leva francese 1996, come vincitrice dei classici Capucine e Prix
de Vincennes (al montato) e di altre sei prove di selezione (Ozo,
Gélinotte, Roquépine, Masina, Guy Deloison a Vincennes e Henri Cravoisier ad Enghien), nonché terza nel Critérium des Jeunes e
quarta nel Critérium des 3 Ans. A 4 anni Island Dream ha tentato per
due volte la fortuna fuori dalla Francia, sbagliando a San Siro nel
Gran Premio d’Europa (di cui era la favorita) e giungendo seconda
della connazionale Ivory Pearl a Solvalla nell’Elite delle femmine di
Infinitif e Pietro Gubellini nella fase di riscaldamento sulla pista di Tor di Valle
Infinitif, oltre ad essere il primo vincitore di Derby (se sarà confermato tale in quanto pende su di lui l’”accusa” di una non esatta
registrazione della madre allo Stud Book italiano) uscito dalla classicissima romana ancora imbattuto (8 i suoi successi, dall’esordio),
è il quinto laureato, negli ottant’anni di storia della nostra massima
prova per i 3 anni, ad essere stato concepito da una fattrice francese di nascita, dopo Navazzo (Foreign Office), Sharif di Iesolo (Odile
de Sassy), Nevaio (Quelle Belle Brune) e Daguet Rapide (Hangone,
anch’essa accoppiata a Pine Chip).
Il pedigree di Infinitif è però impostato per larga parte sul sangue
americano e non solo per il fatto di avere come padre Pine Chip.
Anche la madre Island Dream dà il suo contributo all’americanizzazione del quadro genealogico del cavallo allevato dalla Scuderia
Bolgheri. È infatti una figlia di Coktail Jet, la cui madre è la canadese
Armbro Glamour, che nasce da Super Bowl e Speedy Sug (da Speedy
Count). La linea femminile, di contro, è normanna, di puro stampo
Montesson risalente alla madre base Orgueilleuse, del 1985, dalla
quale derivano due vincitori di Amérique, Venutar (nel 1943) e Ténor de Baune (nel 1985), nonché l’altro fuoriclasse Jardy, a segno
per tre volte nel Prix de Paris. Island Dream, che per l’allevamento
francese ha prodotto Not Dot Disturb (2001, da Défi d’Aunou), On
My Heart (2002, da Ganymede), Petit Jean (2003, da Kaisy Dream)
30
La stupenda testa di Infinitif con il Nastro Azzurro, l’emblema del successo
Infinitif (Jean-Pierre Dubois) è uscito dalla classicissima romana ancora imbattuto: otto i suoi successi, dall’esordio
4 anni attingendo il proprio record
di 1.13.2. Prestazioni che le hanno
permesso di guadagnare oltre 550
mila euro. Infinitif è da considerare il miglior figlio di Island Dream,
anche se gode di molta reputazione
il suo primo prodotto, Not Disturb
(soprattutto ora come stallone assai richiesto e piuttosto caro, 10
mila euro il tasso di monta 2007),
vincitore e pluripiazzato semiclassico a Vincennes dai 3 ai 5 anni. Nel
2004 Not Disturb ha preso parte a
San Siro al Gran Premio Paolo e Orsino Orsi Mangelli, ottenendo un
secondo posto in batteria e il quinto
in Finale, esprimendosi entrambe
le volte a media di 1.12.6, che allora
rappresentava il vertice sulla breve
per un 3 anni nato in Francia. È anche molto promettente l’attuale 2
INFINITIF 3, 1.12.3
Maschio Baio Oscuro nato il 9 maggio 2004
Allevatore e Proprietario: Scuderia Bolgheri
ARNDON
3, TT1.54
ARNIE ALMAHURST
3, TT1.57.2
ROYDON GAL
PINE CHIP
4, TT 1.51,
Maschio Baio
nato in USA nel 1990
PINE SPEED
3, 2.08.1
COKTAIL JET
5, 1.11.2
BAMBINA
1.16.8
AMBITIOUS BLAZE
SUPER BOWL 3, 1.56.2
BLYTHESOME
SPEEDY SOMOLLI
3, 1.55
SPEEDY CROWN 3, 1.57.1
PINEY HANOVER
6, 2.05.4
HARLAN DEAN 3, 1.58.2
QUOUCKY WILLIAMS
1.14.2
ARMBRO GLAMOUR
ISLAND DREAM
4, 1.13.2
Femmina Baio
nata in Francia nel 1996
SPEEDY SCOT 3, 1.56.4
QUIOCO
1.16
QUOUETTE
1.24
SOMOLLI
POSEY HANOVER 4, 2.11.1
FAKIR DU VIVIER 1.14
DOLLY WILLIAMS 1.19
SUPER BOWL 3, 1.56.2
SPEEDY SUG 1.17
VERMONT 1.25
BEATRIX II 1.26
BEAU LUDOIS L. 1.17
MADRAGUE
31
Il momento della passerella d’onore di Infinitif con il suo lad a raccogliere l’applauso della Tribuna di Tor di Valle
anni Rebelle, imbattuta in tre uscite, una all’esordio - in provincia, le altre a Vincennes. Island Dream ha come madre Bambina
1.16, quasi un milione di franchi all’attivo,
solida figlia di Quioco che ha battagliato al
massimo livello in entrambe le specialità,
vincendo al sulky Roquépine e d’Ambert e
al montato il Prix René Palyart.
A questi successi Bambina aggiunge il
terzo posto nel Critérium Continental e il
quarto nel Triossi, oltre ai terzi alla sella nei Prix des Centaures, de Vincennes e
Louis Tillaye. Bambina, una volta in razza,
ha però saputo illustrarsi con la sola Island
Dream. La terza madre di Infinitif è Quouette, che può vantare una sola vittoria in
carriera (però a Vincennes), ma che ha comunque saputo farsi valere in razza, quale
mamma di Vermouth, 1.15 di record, ottimo performer sulle piste di provincia e poi
esportato in Germania, Bambina appunto,
e di Kouette Bleu 1.18 e Le First Blue 1.19,
soggetti di buon livello. Meno rimarchevole la madre di Quouette, Madrague, che ha
prodotto inoltre la sola Romalyne, da cui il
buon Flipper Jiel 1.16, vincitore del Prix de
Picardie. È da considerare di consistente
livello, invece, Violette VI, vale a dire la
quinta madre di Infinitif. Oltre ad essere stata una buonissima cavalla da corsa,
questa Violette VI può vantare una vasta
e valida produzione. Sono suoi figli Iena
1.16 (ha vinto i Prix Constant Hervieu e des
Volges e si è piazzata nel Marne e nel Bois
de Vincennes ed è la madre dello stallone
Génois de Pouline 1.14, terzo nel Centaures), Ninon Rose (da cui Texanita che è la
madre di Galopin du Ravary 1.13, secondo
nell’Amérique e primo nel Paris, e di Magot du Ravary 1.11, vincitore di tre corse di
Gruppo, nonchè mamma di quella dell’eccellente castrone Eclat du Marzy 1.14).
Nascono poi da Violette VI le altre femmine
Vera (da cui il pluripiazzato classico e ora
stallone Iossef 1.16) e Courtisane (mamma del primaserie Jardy,
vincitore di 20 prove di
vertice, tra cui tre Paris
e Ballière e al montato i
classici Président de la
Republique, Saint-Léger
des Trotteurs e Vincennes, secondo nell’Amérique) e del razzatore Drag
1.15, unico continuatore
in razza del poco prolifico
Potin d’Amour.
Scambio di impressioni fra Jean-Pierre Dubois e Maurizio Grosso prima del Derby
A pochi metri dal traguardo del Prix de Faulquemon Infinitif e Jean-Pierre Dubois sono ormai padroni della situazione e chiudono in totale controllo su Inaco Dei
32
EZIO CIPOLAT
33
[email protected]
LA STORIA - MEMORIE DEL TROTTATORE
EBSERO… MORI
Questa volta vogliamo ricordare Ebsero Mo, il figlio di Beret e Serale che nel 1985 stupì l’Europa con un volo nel gelo novembrino
di Monaco di Baviera, imponendosi nel Campionato Europeo dei
tre anni. Un’affermazione per certi versi inattesa, ma il potenziale
di Ebsero Mo non era stato ancora espresso pienamente, salvo un
brillante secondo posto nel prenatalizio Premio Allevatori 1984,
appena dietro a Window W.
In realtà la vittoria bavarese nasce alcuni giorni prima alla… Fiera
di Verona. È un mercoledì, la Fiera è appena cominciata (quell’anno durava cinque giorni) ma i padiglioni sono deserti, il Verona sta
giocando un famoso ottavo di Coppa dei Campioni, a porte chiuse
contro la Juventus al Comunale di Torino. Logico quindi che l’attenzione, sempre desta degli scaligeri per l’appuntamento della
Fiera, è rinviata ormai ai giorni successivi. Solo nel padiglione
dell’Anact, situato di fronte a quello dell’Unire, c’è Ermanno Mori,
curatore dello stand Anact, ma in quel frangente soprattutto allevatore di Ebsero Mo, che discute animatamente al telefono con
alti responsabili dell’Encat, non troppo orientati a “convocare”
Ebsero Mo in Germania Ovest, in rappresentanza del trotto italiano. “Guardate – insiste Mori – con il suo modo di urlare squillante, senza mai peraltro arrivare alle invettive – che a Monaco deve
andarci Ebserooooooo!”.
Come leggeremo più avanti, il Capitano Mori ed Ebsero vanno a
Monaco. Mori arricchisce il suo già ricco bagaglio culturale nei
non pochi musei monacensi, Ebsero stravince nell’Europeo, che si
svolge esattamente dieci giorni dopo quel lungo conciliabolo fra
la Fiera di Verona e gli uffici Encat di Via Catania, le corsie paralleli
alla pista sono completamente piene di neve. Non era ancora nato
lo sprint dello sci di fondo ma quel giorno una batteria composta
da Gunde Svan, Vladimir Smirnov e Maurilio De Zolt sarebbe stato
uno spettacolo alternativo di grande interesse.
Il successo di Ebsero Mo è tanto importante al punto che il Tg1
nella consueta retrospettiva sportiva di fine anno destinata a tutti
gli sport, dedica un minuto esatto all’affermazione del portacolori
dell’Allevamento San Marone, al ritmo delle suadenti note di una
famosa ballata al piano di Richard Clayderman intitolata “Dolannes Melody”, interrotte dal sottofondo finale dello speaker tedesco “Ebsero sieger!”.
Di quella trasferta rievochiamo il ricordo della corsa di Ermanno
Mori nel duplice ruolo di allevatore del fuoriclasse e di direttore della nostra rivista, incarico che ha ricoperto per 20 anni (dal
1983 al 2003) con immutato slancio, contribuendo ad ampliare
le conoscenze delle origini della nostra disciplina. Un benemerito della cultura sportiva (proprio in quegli anni nasce il Museo
Storico del Trotto a Civitanova Marche Alta), ma anche un grande
allevatore (Atod Mo, Sec Mo, Tinak Mo, due derby consecutivi con
questi ultimi due a cavallo degli Anni Novanta) nonchè un avveduto dirigente.
Approfittiamo pertanto della nostra rubrica, anche ispirata dai
suoi scritti storici, per mandare un caro saluto ad Ermanno Mori
ed alla sua famiglia, non senza tralasciare un commosso pensiero
alla compianta consorte, signora Luisa Bulfon, che per tanti anni
ha sofferto e gioito per le imprese dell’Allevamento San Marone.
LUCIO CELLETTI
[email protected]
EBBY
È UN PERSONAGGIO
PARTICOLARE
(Dal Trottatore n. 11-12 - Dicembre 1985)
Permettetemi, quale allevatore e proprietario di EBSERO MO, di
poter dire anch’io qualcosa di EBBY. Così infatti ha battezzato EBSERO, mio figlio Paolo di 6 anni, che quando torna da scuola, va a
trovarlo in paddock e gli porta le carote.
Undici mesi prima della grande affermazione tedesca, il secondo posto per Ebsero Mo (Paolo Carta) nel Premio Allevatori al seguito di Window W
34
EBBY è un personaggio particolare:
sempre allegro, affettuoso, quasi viziato dalla lad svedese, Elisa, che lo
coccola di continuo e quando mi inquieto dicendo che esagera, mi afferma che la dolcezza cura la psiche del
cavallo. EBBY da piccolo fu operato di
ernia ombelicale e stava per morire,
anche da ciò la particolare premura che
si è avuta sempre nei suoi riguardi. È
cresciuto su fino a 18 mesi con avena,
mangimi bilanciati, fieno e pascolo,
per un complessivo del 20% di proteine
digeribili. Il suo allenamento è cominciato con un po’ di ritardo, ma il cavallo
si è dimostrato subito ottimo perché
nel Premio Allevatori del 23 dicembre
1984, a Roma, se riusciva a sgabbiarsi
forse poteva vincere.
Un adolescente Paolo Mori, figlio di Ermanno, fa compagnia ad Ebby con indosso la gualdrappa dell’Europeo
Arrivò infatti secondo, a un corto muso
ma venendo con progressione molto
so in 1.15.2 giunse in gruppo con i primi.
forte e dopo il palo, stava mezzo metro davanti al vincitore, WINE poi per la verità andare a Monaco, attraverso la foresta bavarese
DOW W.
con la neve, poter far visita ad un amico che dirige il museo di arte
La trasferta tedesca fu contrastata quanto mai. Poiché il Campiopopolare a Monaco, mi attirava particolarmente.
nato dei tre anni prevedeva la partecipazione dei due migliori per
Il cavallo stava benissimo: certo il numero 8 avuto in assegnazione
ogni nazione.
mi aveva tolto l’illusione di vincere, contavo però su di una bella
L’ENCAT aveva segnato ERCOLE AC ed ESOTICO PRAD. Avendo io letto
prova e su di un piazzamento.
che Mazzarini aveva delle perplessità sulla trasferta in Germania
Poi andò come andò: un frullo leggero dietro le ali dello start ed
di ERCOLE AC feci includere quasi di prepotenza EBSERO, come riEBSERO piombò come un falchetto su tutti i concorrenti della prima
serva.
fila per volare in testa all’inizio della prima curva.
All’ultimo momento, sorse la candidatura del cavallo ESIODO LB
Dopo non ho visto la corsa, me ne ha fatto la cronaca Pirovano,
che in America, contro il tempo, aveva raggiunto un record ecceproprietario di ODERISI che era venuto con il clan dei Guzzinatizionale, 1.13.7, ma che in Italia non aveva mai corso.
Cazzaniga.
Gli amici con i quali ero in maggior confidenza mi dicevano bello e
In retta d’arrivo Pirovano mi ha urlato: “EBSERO è ancora in testa,
chiaro che mandare EBSERO a Monaco era una pazzia, quelli con i
ha allungato, vince di sicuro!”.
quali il rapporto era più formale, mi guardavano con compatimenSolo allora mi sono voltato trattenendo il fiato, senza preoccuparto. Ma io sono un po’ testardo ed avevo ricontrollato in replay la
mi delle vergate che Berggreen rifilava al povero EBBY temendo
batteria finale del Mangelli insieme a Giovanni Zacconi e a Luciasolo la fiondata poderosa di ESOTICO PRAD, che partito ultimo, stano Romagnoli, constatando che EBSERO dopo aver perso 60 metri,
va progredendo in modo impressionante, finendo terzo.
dico 60 perché li ho controllati sugli avversari che avevano concluLa neve, le luci che inondavano la pista facendo brillare i ghiaccioli tra gli abeti rendevano un clima natalizio particolarmente festoso, e l’inno di Mameli faceva
venire le lacrime agli occhi.
EBBY che aveva avuto carezze, aveva ricompensato me, ma soprattutto il trotto italiano che non
vinceva all’estero dal 1977, con un grossissimo
regalo di Natale.
Da tipo spiritoso e prammatico, avendo una gran
fame, mentre si svolgevano le calorose cerimonie della premiazione, non trovò di meglio che
divorare completamente la corona, l’alloro che
gli avevano messo al collo!
Il trionfale Europeo di Ebsero Mo e Leif Berggreen che resistono al serrate di Julius Royal Canin e Esotico Prad
ERMANNO MORI
35
CAVALLI
FARNESE FONT
IL CARNEADE
Il cinque anni nato a Le Fontanette è passato dalle corse dei brocchi al successo nel
Gran Premio di Taranto e in Francia: il capolavoro del driver Manuele Matteini e del
proprietario Alessio Di Basco, velocista, ventitre vittorie da professionista fra le quali
una tappa del Giro d’Italia
l’acquisto di Farnese Font mi aveva accompagnato Roberto Moretti, un mio amico, che
per la prima volta vedeva un cavallo da vicino, restandone anche lui affascinato, consigliandomi di acquistarlo, non sapendomi
dare precise spiegazioni, ma lo riteneva un
cavallo simpatico. Ero poco convinto, ma
solo per non contraddire i miei amici quel
giorno diventai il proprietario di Farnese
Font. In ogni caso mi consolai, pensando
di poterlo guidare in qualche corsa gentlemen”.
Farnese Font (Manuele Matteini) piega Muscle Bound sul traguardo del Due Mari di Taranto al record della pista di 1.11.8
“Carneade, chi era costui?”. Così inizia un capitolo dei Promessi
Sposi con don Abbondio che si spreme le meningi per cercare di
ricordare a quale filosofo minore dell’antica Grecia potesse appartenere questo nome che a lui non faceva venire in mente proprio
nessuno. Così in molti vedendo il vincitore del tarantino Premio Due
Mari, si sono domandati chi fosse Farnese Font, che ai più risultava
un illustre sconosciuto.
In effetti stiamo parlando di un cavallo che fino all’anno scorso si
divideva fra matinee e reclamare fino al giorno in cui ha legato la
sua sorte ad Alessio Di Basco. “Una mattina – ci racconta Di Basco mi chiamò Bjorn Lindblom e mi disse che aveva visto un cavallo che
avrei dovuto comprare. Andai a vederlo ed il proprietario mi chiese
un prezzo che giudicai esageratamente alto. A Lindblom piaceva
molto Farnese Font, insistette per farmelo acquistare sostenendo
che non sarebbe diventato un cavallo solo da corse centrali, ma con
le potenzialità per un inserimento nel circuito classico. A trattare
36
Alessio Di Basco,
toscano,
da velocista
professionista
a proprietario
e gentleman
Alessio ha iniziato a correre ad otto anni come ciclista. “A quel
tempo – spiega Di Basco - nel paese dove sono nato, Migliarino
Pisano, tutti i miei coetanei giocavano a calcio ed io decisi di fare
qualcosa di diverso ed iniziai a correre in bicicletta. Dapprima solo
per la voglia di non seguire la massa e di distinguermi, in seguito,
essendosi rivelata una mia attitudine per il pedale, ho scalato tutte
le categorie fino a diventare professionista. Nella carriera maggiore ho vinto 23 corse importanti fra cui tappe al Giro d’Italia e della
Svizzera, alla Vuelta in Spagna, in Portogallo e persino in Australia e
Stati Uniti. Ricordo che proprio mentre ero impegnato nel Giro del
Portogallo mi telefonò un mio carissimo amico e mi annunciò che
quel giorno aveva comprato un cavallo con l’intenzione di cedermene la metà. Al momento rimasi sorpreso: a quel tempo non avevo
neanche un’idea precisa di come fossero fatti i cavalli, ma subito
dopo mi stimolò l’opportunità di poter fare qualche cosa di nuovo
ed acconsentii. Fu così che entrai nel mondo del trotto”.
Vantage di Già, quel suo primo cavallo (non era certo un fenome-
Manuele Matteini e la lad di Farnese Font Linda Grew festeggiano sulla pista di Cagnes sur Mer in attesa di ricevere la coppa dei vincitori
no), Di Basco non riuscì a seguirlo molto perchè ancora impegnato
nella sua professione di ciclista, ma quando decise di chiudere
la carriera agonistica, non impiegò molto tempo per diventare
proprietario e poi gentleman. “La sorte - precisa Alessio - mi ha
portato a legarmi fin quasi dall’inizio con quello che io chiamo
“l’uomo che sussurra ai cavalli”. Parlo di Bjorn Lindblom, che conobbi al tempo in cui allenava qui a Migliarino, un professionista
speciale nel suo lavoro, un vero amico che mi è stato sempre vicino e mi ha guidato negli esordi della mia avventura di ippico.
Bjorn mi propose l’acquisto di Circe di Piaggia, una cavallina dal
carattere d’oro che è stata una delle mie prime grosse soddisfazioni nel trotto. Poi un giorno Lindblom decise di trasferirsi per un
periodo a Bologna per seguire il materiale della scuderia Trio e per
me era troppo distante, per cui decisi di allenare personalmente i
miei cavalli”.
- ricorda Di Basco - mi sono
trovato per combinazione a
fare footing con Manuele
Matteini, che da poco si era
trasferito nel centro di allenamento vicino a casa mia.
Ci conoscevamo solo di vista,
ma parlando mentre correvamo, gli dissi che avevo acquistato Farnese Font da pochi
giorni e che l’indomani sarei
passato dalla sua scuderia
per farglielo vedere. Da quel
giorno, fra alti e bassi, è incominciata la bella favola che
ci ha portato al traguardo del
Gran Premio di Taranto ed al
successo in Francia”.
Manuele Matteini,
da maniscalco sulle
orme del padre,
nonno e bisnonno
al primo Gran Premio
con Farnese Font
Manuele Matteini, 36 anni, driver dal 1992, intraprese da ragazzo la
professione di maniscalco seguendo le orme del padre, del nonno
e del bisnonno. “Già a quel tempo – il racconto di Manuele - sentivo di essere più attratto dall’allenamento
dei cavalli, ma avevo l’impressione che la
maggior parte dei guidatori non navigasse
nell’oro, mentre i maniscalchi perlomeno
La voglia di uscire
riuscivano a mangiare. Non perdevo mai
dal convenzionale,
l’occasione di salire su un cavallo, magari
dagli schemi
con la scusa di vedere se era ferrato bene,
ed ho frequentato anche qualche pista
del luogo comune
privata per correre con i dilettanti. Poi un
e l’incontro
giorno la decisione di cambiare ed andai a
con Manuele
lavorare in scuderia con Renato Ciano, che
in quel periodo si era trasferito in Toscana.
Matteini
Quando Ciano terminò il suo rapporto con
Linda Grew e Farnese Font nel Centro di allenamento
la scuderia Finauto continuai da solo e mi
Una scelta di vita quella di Alessio Di
misi in proprio. Ho sempre ritenuto che il
Basco che sembra delinearsi come gosegreto per riuscire in questo mestiere sia lavorare sempre e convernata dalla voglia di uscire dal convenzionale e dagli schemi del
tinuamente, quindi anche le poche vacanze che mi sono concesso
luogo comune, intraprendente, attivo, soprattutto determinato,
in questi anni le ho utilizzate per andare all’estero a vedere come i
tenace, quando si pone un obiettivo non si preoccupa se per raggrandi allenatori curano i cavalli”.
giungerlo dovrà fare qualche sacrificio. Da come ci narra il suo
Un caso l’incontro con Alessio Di Basco?
passato potrebbe sembrare che tutto quanto gli è accaduto sia
“Confermo. Ci siamo conosciuti un pomeriggio lungo l’argine del
solo frutto del destino e che i cambiamenti nella sua vita siano
fiume che scorre quì vicino mentre facevamo footing e l’indomani
solo una serie di avvenimenti fortuiti, derivati da situazioni ocAlessio si è presentato in scuderia con Farnese Font. “Questo cavalcasionali di incontri con persone conosciute per caso. “Una volta
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chi anche su di noi, ed a Taranto finalmente la corsa
è venuta come piace a Farnese Font con chilometro
della testa in 1.11 e facendo la chiusa in 58, ci siamo
presi una bella soddisfazione vincendo con record di
1.11.8. Sull’onda della buona forma trovata, abbiamo
portato Farnese Font a Cagnes sur Mer dove ha vinto in 1.13.2 sui 2100 metri, senza stapparlo, con del
buono ancora in mano”.
Come avete maturato la decisione di questa trasferta
oltre confine?
“L’idea venne a me – interviene Di Basco – ma non sapevo come dirlo a Manuele, perchè le decisioni, come
detto, le prende solo lui. Una mattina in scuderia iniAmedeo Menale per la Società SIFJ di Taranto premia Manuele Matteini dopo il successo di Farnese Font
ziai a parlargli delle corse in Francia, sottolineandogli
che le dotazioni delle corse sono cospicue e che un
lo si guida come una bicicletta”, asserì Di Basco. Può darsi, gli rispocavallo
si
può
valorizzare
molto con una vittoria in una corsa estera.
si, ma se è una bicicletta gli mancano le ruote. Infatti ad una prima
Lui
mi
ascoltò,
poi
guardandomi
negli occhi comprese il mio desiderio
occhiata mi sembrò che il cavallo avesse dei problemi agli arti. Di
ed ora possiamo dire di essere soddisfatti e felici entrambi”.
Basco a quel punto mi chiese se volevo prendere in custodia il cavallo
lasciandomi piena autonomia per quanto riguardava l’allenamento ed
accettai. Ci volle un po’ di tempo, ma con ferrature particolari ed un
metodo di lavoro adatto a Farnese Font, siamo riusciti a risolvergli i
problemi fisici e così dalle corse a reclamare siamo arrivati a poter
correre i Gran Premi. Il primo tentativo a Firenze nel Ponte Vecchio,
dove siamo terzi, con una retta d’arrivo a velocità doppia, poi un errore in partenza nel Padovanelle ed una brutta corsa a Torino che ci
ha lasciato con l’amaro in bocca. Infine la fortuna ha posato gli oc-
“Collaboriamo
con la Squadra Nazionale
Ciclistica Italiana
e con Bettini abbiamo
vinto i due Campionati
Mondiali”
Alessio Di Basco con in mano uno dei trofei del Gran Premio di Taranto ha alla sua sinistra Raimondo Runsas (vincitore del giro di Lombardia e terzo classificato al Tour) e Manuele Matteini
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Cagnese sur Mer 24 agosto 2007: Farnese Font e Manuele Matteini in totale controllo a pochi metri dal traguardo del Prix Crevalcore
abbiamo partecipato. Abbiamo un contratto
Tornando alla tua carriera di ciclista, come è
di collaborazione anche per il Mondiale e
avvenuto il distacco da una disciplina che pur
per le Olimpiadi dell’anno prossimo e ci auti aveva dato dalle soddisfazioni?
guriamo di proseguire su questo livello”.
“Non mi sono mai distaccato – spiega Di
La tua esperienza nel ciclismo ti è di aiuto con
Basco -, ho solo abbandonato l’agonismo
i cavalli?
quando mi accorsi di non avere più stimoli.
“Certamente. Il cavallo è un atleta come lo
Avevo 33 anni e correvo per la Saeco che era
è l’uomo, l’unica differenza è che non paruna squadra molto importante, ma cominciai
la e non può dirti dove ha un dolore, ma le
ad avere l’impressione che il ciclismo stesse
cambiando e non in meglio. Quelli
che io reputavo i migliori, parlo di
Moser, Saronni e Panizza, avevano
concluso la loro carriera e soprattutto mancava chi potesse continuare a rivestire il loro ruolo, cioè
non c’era il personaggio trainante,
di quelli che riempiono il video e
le pagine dei giornali ed animano
le discussioni degli appassionati.
Oggi continuo ad occuparmi di ciclismo come responsabile dell’immagine della Gensan, un’azienda
pisana produttrice di integratori
alimentari, che si rivolse a me
perchè intenzionata a sponsorizzare una formazione ciclistica
a scopo pubblicitario. Ritenni di Alessio Di Basco si coccola la figlia Dea
dover puntare subito al massimo
e da due anni collaboriamo con la
nozioni e le tecniche che ho sperimentato
Squadra Nazionale Ciclistica Italiana e siamo
nel ciclismo le ho trasferite ed applicate ai
molto soddisfatti perchè con Bettini abbiacavalli. Lavoriamo abitualmente usando il
mo vinto i due Campionati Mondiali a cui
cardiofrequenzimetro e ci preoccupiamo
di scoprire subito quale sia la cosiddetta
Soglia Aerobica del cavallo, cioè quel limite oltre il quale un lavoro troppo pesante
procura l’iperproduzione di acido lattico
che poi porta alla distruzione della massa
muscolare anzichè aumentarla. Dobbiamo
sempre lavorare sotto tale soglia e teniamo presente che per costruire un atleta tre
sono le cose essenziali: un allenamento appropriato, una corretta alimentazione ed un
giusto riposo”.
Ma oltre a questo: hai un segreto particolare?
“Ho trovato una coperta giapponese veramente portentosa. Ha all’interno dei minerali che hanno la capacità di agevolare
la circolazione del sangue, la respirazione
ed inoltre scompaiono le infiammazioni e
si leniscono i dolori. Basta tenerla mezz’ora
al giorno sulla schiena ed i cavalli sembrano
rinascere”.
Vogliamo crederci? Alessio Di Basco, un
personaggio un po’ fuori dalle righe, certamente eclettico, ha vissuto la vita seguendo passioni ed istinto. Noi Pisani, cresciuti
all’ombra di una Torre che pende da oltre
otto secoli siamo fatti così, la cosiddetta
normalità la consideriamo un optional non
di serie.
DANIELE FRANCESCHI
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VITA SOCIALE - LETTERE
RIFLESSIONI SULLA CRISI DELL’IPPICA
Sono un piccolo allevatore e saltuariamente un piccolo proprietario. Sono Socio ANACT, premiato per trent’anni di attività. In quanto
tale, scrivo queste riflessioni, perché penso di avere non tanto il
diritto, quanto il dovere, di esprimere il mio pensiero.
Provate a pensare, per un attimo, cosa sarebbe l’ippica senza i piccoli proprietari e i piccoli allevatori: un mondo surreale, nel quale
una decina di persone si sfiderebbero la domenica, per vedere chi
ha il cavallo più veloce. Niente più mercato, niente più soldi che
girano, niente più allenatori e guidatori. Resterebbero soltanto le
scommesse, ma se le farebbero tra loro, giusto per dare un po’ di
sapore a tutta la faccenda.
Immaginate lo squallore di una situazione del genere, acuito dal
fatto che qualcuno di loro incontrerebbe grosse difficoltà ad attaccare un cavallo al sulky (e meno male che hanno inventato i ganci).
Penso che uno scenario del genere non farebbe piacere a nessuno, a meno che, ai vertici delle Associazioni, non ci siano persone
che pensano soltanto a spremere la mucca quanto più è possibile
e finché è possibile e poi, quando non darà più latte, investiranno
altrove i loro soldi. E al diavolo passione, allevamento, selezione,
ecc. ecc.! Ma, poiché ad una ipotesi del genere io non posso e non
voglio credere, mi limito ad offrire qualche spunto di riflessione
alle persone di buona volontà, se ce ne sono. Prima di entrare in
argomento, ritengo giusto e doveroso condannare fermamente
l’inqualificabile aggressione subita dal Presidente Brischetto, che
non trova giustificazione alcuna. Le persone civili possono essere in
disaccordo, discutere, contestare, accalorarsi nel discorso, alzare
anche il tono della voce, ma non debbono mai offendere la dignità
altrui, né con le parole né con le azioni. E veniamo in medias res.
Immissione in razza all’età
di 6 anni (sic!) delle cavalle
che non raggiungano
determinati parametri,
allo scopo di far diminuire
il numero delle nascite
Si tratta di una soluzione tecnicamente assurda. E mi spiego: un
elevato numero di nascite non è un handicap, ma un fattore positivo, in quanto fa aumentare la probabilità che vengano fuori buoni
cavalli. Se gli Stati Uniti fanno incetta di medaglie alle Olimpiadi è
proprio perché possono pescare in un numero di praticanti cento
volte superiore a quello dell’Italia. La conferma viene dall’Unione
Sovietica, il cui palmares è diventato vicino al nostro da quando si
è ridotta alla sola Russia. Nessuno al mondo è in grado di stabilire,
prima ancora di farla accoppiare, se una cavalla è in grado o meno di
trasmettere velocità. Soltanto la pista lo può stabilire e nemmeno in
tempi brevi. Altrimenti, vi pare che un uomo di cavalli come Dubois
avrebbe venduto Varenne?
Su questo tema vogliamo fare qualche riflessione. Non saremmo qui
a dire che l’allevamento italiano è fra i migliori al mondo, se in pas-
40
sato qualcuno, in Italia o all’estero, avesse avuto la medesima idea
di selezione dell’attuale Consiglio direttivo dell’ANACT. Mi limito a
qualche esempio:
• Oriolo, Tornese e Delfo sono nati da fattrici immesse in razza
giovanissime, senza alcun parametro oggettivo di qualità.
• Speedy Somolli è figlio di Somolli, fattrice che non ha mai corso;
con i parametri indicati dal Consiglio direttivo non sarebbe mai nato
lui e, di conseguenza, non sarebbe mai nato Varenne.
• Tra gli stalloni, i cui prodotti vengono maggiormente richiesti
alle aste e che hanno un tasso di monta elevato ci sono Toss Out e
Daguet Rapide, le cui madri non hanno corso e sono entrate in razza
giovani.
• Il 90% dei cavalli che attualmente calcano le piste discende da
Peter The Great, figlio di Pilot Medium, stallone che non era stato
neanche domato, perché sciancato.
Abolizione della percentuale
all’allevatore nelle matinee
per trasferire le somme
sul monte premi
Non credo che un cavallo sia un asino di Pantelleria se corre al mattino e divenga improvvisamente un prodotto di selezione mirata se
corre di pomeriggio. Le corse, fatta salva la differenza di dotazione,
sono tutte uguali. Non solo, ma sarebbe stato opportuno far parlare i numeri e rendere noto l’importo dei premi all’allevatore nelle
matinee e verificare quante corse con quella somma si possono finanziare. Con i premi all’allevatore di una intera giornata di corse al
mattino non si riesce a finanziare una sola corsa di categoria G. Cito
da Sportsman di oggi:
- importo totale dei premi all’allevatore dell’intera giornata di matinee del 25 settembre a Trieste:
¤ 3.720; montepremi della Prima Corsa di mercoledì 26 settembre a
Torino (cat. G) ¤ 4.620.
Stando così le cose, non mi pare che abbiamo fatto felici i proprietari, penso piuttosto che abbiamo soltanto tentato di prenderli per
il fondo delle braghe, cosa che non mi sembra molto corretta.
Scommesse
L’ippica trae i suoi proventi dalle scommesse, che però sono costantemente in calo. Avrò un’intelligenza limitata, ma non riesco
a capire come si possa parlare di Montepremi stabile, se le entrate
non ci sono. Soluzioni del tipo di quelle che ho precedentemente
analizzato non sono risolutive, somigliano al gioco delle tre carte e
scatenano soltanto una guerra tra poveri. È opportuno perseguire
altre strade, partendo da un’analisi oggettiva. Lo scommettitore è una persona psicologicamente diversa dal giocatore: mentre
quest’ultimo rischia somme relativamente piccole con il miraggio
di vincere miliardi, il giocatore associa al piacere della vincita la
soddisfazione di aver fatto un ragionamento giusto, valutando elementi diversi come guida, distanza, numero, categoria, ecc. L’ampliamento della rete di raccolta delle scommesse fa aumentare gli
introiti solo in minima parte, perché chi scommette è la stessa persona che gioca e, sia che faccia l’uno o l’altro, non sfonda il tetto del
suo budget. È indifferibile quindi inventare altri tipi di scommesse,
che diano vincite molto alte, anche se meno probabili. Soprattutto è
necessario incrementare il numero degli appassionati di ippica.
Promozione
E qui veniamo al punto più importante. Oggi si parla tanto di concertazione, parola bellissima che significa “ottenere, con il contributo di tutte le parti interessate, un risultato di buon livello e
che valorizzi ciascuna componente”. Ben venga quindi un tavolo
intorno al quale far sedere tutte le componenti dell’ippica, ma con
la consapevolezza generale che ciascuna di esse non esiste senza
l’altra. La strategia consiste in pochi punti fermi: rispettare l’allevatore, perché produce la materia prima (il cavallo); rispettare
il proprietario, perché compra quella materia prima; rispettare
l’allenatore, perché trasforma la materia grezza in un soggetto da
competizione; rispettare il guidatore, perché sa come impiegare il
soggetto; rispettare le Società di Corse, perché offrono le strutture
senza le quali non si potrebbero disputare le gare; rispettare i punti vendita delle scommesse, perché raccolgono i fondi necessari al
sostentamento di tutto l’apparato. Sono strategie già perseguite
con alterno successo e che non vanno abbandonate, nonostante le
difficoltà. Tutti i tentativi risulteranno però sterili, fino a quando i
politici non si decideranno anche loro a perseguire la strada della
concertazione. L’ippica ha bisogno di visibilità: su 57 milioni di italiani, 56 soltanto sanno chi sono El Nino, Equinox Bi o Ilaria Jet; la
stessa percentuale è applicabile a chi conosce Bellei, Baldi, Minnucci, ecc. Se si vuole incrementare il gettito delle scommesse,
bisogna incrementare il numero degli appassionati.
L’ippica, da quando Varenne ha smesso di correre, è completamente scomparsa dagli schermi televisivi, eppure la RAI ha nel suo or-
Spett. le
ASSEMBLEA SOCI EMILIA ROMAGNA
di Lunedì 15/10/2007 ore 20.00
c/o Mulino Rosso-Imola
e.p.c. Dott. Roberto Brischetto Presidente
e.p.c. Sig. Alberto Caravita Vice Presidente
e.p.c. Sig. Sandro Moscati Vice Presidente
e.p.c. Sig. Sig. Giovanni Govoni Delegato Regionale
e.p.c. a tutti i Sigg. Soci intervenuti e presenti all’Assemblea
e.p.c. alla Rivista Il Trottatore
LETTERA APERTA
La presente unicamente per informarVi che non sarò presente all’Assemblea di cui sopra, in quanto dopo 35 anni (dico trentacinque
ganico un cronista bravo e competente come Claudio Icardi.
È mai possibile che il “nostro” Ministro De Castro non incontri mai
il suo collega delle Comunicazioni e, se lo incontra, non gli sia mai
venuto in mente di concertare insieme a lui un progetto e un programma di visibilità dell’ippica? Si potrebbero fare trasmissioni
stupende sul mondo dei cavalli e delle corse. Ho sessant’anni e
quindi i miei ricordi cominciano ad essere numerosi: penso che
negli archivi RAI dovrebbe esserci ancora un film bellissimo realizzato dall’indimenticato (almeno per me) Alberto Giubilo, intitolato
“Poesia del trotto”. Mandiamolo in onda in un orario decente. Realizziamo programmi, fatti bene, nei quali il pubblico possa vedere
cosa succede dal momento in cui un puledro muove i suoi primi
traballanti passi a quello in cui va verso il traguardo con la criniera
al vento, le froge dilatate e gli occhi iniettati di sangue.
Ho volutamente usato un linguaggio un po’ retorico in quest’ultima frase, perché, a mio giudizio, se vogliamo salvare l’ippica,
dobbiamo portare quanta più gente è possibile negli ippodromi,
a vivere un’emozione, a nutrire una passione, perché, senza emozioni e passione, non c’è sport, ma solo affarismo e l’affarismo non
ha interessi se non per se stesso.
Chiedo scusa per la lunghezza dello scritto, ma penso ugualmente
che possa trovare spazio nella nostra rivista. Spero di essere riuscito a non offendere la sensibilità di nessuno, ma di aver soltanto
contribuito ad aprire una discussione serena, perché se è vero che
il momento è grave, è anche vero che non possiamo prendere decisioni che non colpiscono il bersaglio o, peggio ancora, starcene
a rigirare i pollici come si è fatto con la promozione, che non è
mai partita. Le trasmissioni su SKY al riguardo lasciano il tempo
che trovano, perché vengono viste soltanto da chi è già impegnato
nell’ippica.
Cordialmente.
FRANCESCO NAPPI
(Azienda Agricola Silvana)
Lauro, 25 settembre 2007
anni) di ininterrotta iscrizione all’Anact, non ho creduto opportuno
intervenire, onde evitare spiacevoli e sterili discussioni.
Sono semplicemente deluso ed amareggiato, non avrei mai creduto che il nostro “vertice” arrivasse a tanto, siamo caduti molto in
basso, e sono convinto di interpretare il pensiero di tanti piccoli ed
onesti allevatori lasciati in questo momento allo sbaraglio.
Mi viene spontaneo dire “andava meglio, ma molto meglio quando
andava peggio”.
Abbiate il coraggio di dire ai piccoli allevatori che è giunta l’ora di
smettere e di andare a casa, pertanto con questa politica i “grossi”
sempre più grossi ed i piccoli sempre più piccoli.
Tanto Vi dovevo, fate Voi!!!
Carpi, 15 ottobre 2007
GIOVANNI PALMIERI
(Socio Anact dal 1972)
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42
LA STORIA
CREVALCORE
E QUEL NAZIONI
CAPOLAVORO
Mezzo secolo fa William Casoli imponeva l’alt a Tornese e Gélinotte con una partenza
volante e con un perfetto percorso all’avanguardia
La potente azione di Crevalcore ripreso in sgambatura con in sulky William Casoli
30 novembre 1952. L’Italia é uscita da pochi anni da un terribile
conflitto, ci sono ancora da ricostruire case, strade, fabbriche e
soprattutto un futuro. C’é però tanta voglia di ripartire, e tutto il
paese lavora sodo. Il nostro trotto non perde tempo. Il movimento
e le strutture sono da rifondare, ma le basi sono rimaste solide.
Mistero, attraverso mille peripezie, arriva a Enghien ed è il primo
indigeno a conquistare l’Amérique (1947) nelle mani di Romolo
Ossani. L’americano Mighty Ned regala altri due Amérique a Orsi
43
Mangelli con Vincenzo Antonellini (1948) e Alessandro Finn
(1951). Anche le società di corse, gli ippodromi sono in prima linea. Nel 1951 Agnano lancia la prima edizione della sua fortunatissima Lotteria che vede emergere Bayard, figlio di Mistero. San
Siro non vuol essere da meno. Milano significa grandi industrie,
fiera, borsa, commercio, denaro. Gli illuminati dirigenti della Sire
pensano a una corsa “free for all” di respiro europeo. Nel 1952
nasce così il Gran Premio delle Nazioni, 2100 metri, esteri e indigeni alla pari. Il Nazioni é una sfida lanciata alle nostre scuderie,
al nostro allevamento. Il progresso nasce dal confronto e il Nazioni deve essere, e sarà, la corsa che misura la forza del trotto
italiano.
La prima edizione sembra segnata: da Parigi arriva Cancanniére,
la campionessa di Jonel Chyriacos che ha già impresso il suo marchio al Gran Premio della Fiera davanti a Mar Jonio e Birbone.
Arriva anche Frances Bulwark, messaggera di un trotto svedese
che in qualche anno farà passi da gigante. Orsi Mangelli, invece,
spunto micidiale e volevo giocarmelo proprio all’ultimo. Cancannière ha macinato Mighty Fine e in retta è passata. Con Hit Song,
dopo aver aggirato tre o quattro avversari sull’ultima curva, sono
piombato allora sulla francese che ha tentato di difendersi, ma
a una trentina di metri dal traguardo é saltata via. Hit Song l’ha
imitata, ma dopo aver toccato il palo. Io sono matematicamente
sicuro che il muso di Hit Song aveva superato il filo del traguardo
prima di rompere. Il giudice d’arrivo, il colonnello Antonini, ha
deciso invece che era rottura traguardo e ci ha negato una vittoria che sarebbe rimasta negli annali. Un mio caro amico, il dottor
Gatto, riuscì a procurarsi il filmato della corsa che confermava la
mia sensazione: Hit Song non doveva essere squalificato”.
Passa un anno (1953) e Cancannière, a sette anni, si prende la
rivincita e anticipa il successo di un’altra francese di rango: la
4 anni Gélinotte (1954) che Charlie Mills porta a prevalere sugli
importati Hit Song e Morse Hanover. La prima vittoria per i colori
italiani arriva nel 1955: é un americano di Orsi Mangelli, Scotch
Gran Premio della Fiera 1957: Crevalcore conquista a San Siro il suo primo successo di prestigio davanti a Tornese e all’americano Home Free
decide di buttare nella mischia l’ultima importazione dagli Usa,
il tre anni Hit Song. Il giovane americano ha un’origine superba (Darnley e Evensong, quindi fratellastro di Victory Song e Gay
Song), è stato secondo nell’Hambletonian, ma è da poco in Italia
e ancora in fase di ambientamento. “Hit Song era apparso brillate
in lavoro – racconta William Casoli – e perciò abbiamo deciso di
correre. D’altronde la giubba di Orsi Mangelli non poteva mancare nella prima edizione del Nazioni. Affrontare con un tre anni
un mostro come Cancannière poteva sembrare un azzardo, eppure
solo per una fatalità non siamo riusciti a conquistare una vittoria
storica. Me lo sogno ancora quel finale. Ho fatto partenza, poi
mi sono tirato fuori e in testa é andato Mighty Fine. Come tutti
si aspettavano, in breve é venuta avanti la francese. Io sono rimasto lì, a metà gruppo. Sapevo che il mio americano aveva uno
44
Harbor, a prevalere con Hans Frömming davanti ai kyriani Oriolo
e Assisi.
Tornese conquista
la prima vittoria
per gli indigeni
nelle mani
di Mario Santi
Gli indigeni sono forti e all’orizzonte sta per spuntare il campione
che segnerà per molti anni la storia del nostro trotto: Tornese.
Passaggio del Nazioni 1957: Crevalcore é al comando e controlla l’avanzata della francese Gélinotte. Secondo in corda Tornese
Luigi Gianoli, con la sua penna magica, ha scritto: “Quando si
giunse al Nazioni 1956 e Oriolo, che aveva già sfiorato nel 1955
l’ambito premio, partì favorito anche di fronte ai francesi Gi e
Idéaliste, agli americani Scotch Harbor e Home Free e alla svedese Smaragd, dal gruppo, che tentava di riprendersi dopo la
battaglia prematura scatenata dai francesi, si vide spuntare un
cavallo nuovo, preparato in silenzio, Tornese, una gran criniera
bionda, un trotto facile, che se ne filò via tutto solo per vincere
tra lo stupore e la commozione della folla di fronte a Smaragd e
Oriolo. Fu un vero delirio e Mario Santi, che aveva portato il sauro
a quel vertice, ritenne di aver toccato il cielo”.
“Era un cavallone
tutto da costruire
e aveva anche
un problema
a un garretto...”
Il proprietario, Sebastiano Manzoni, di lì a poco affida invece il
cavallo a Sergio Brighenti. Ed é proprio con il Pilota che il nuovo
asso del nostro trotto si presenta nel 1957 per puntare a un’immediata replica nel Nazioni. Mezzo secolo fa - 1957-2007 - la corsa
decreta ancora il successo di un made in Italy. Ma non è Tornese,
ormai diventato un beniamino della gente, non è biondo ma nero
come il carbone: Crevalcore. William Casoli, che ha vinto migliaia
di corse e oltre 140 gran premi, conserva quel successo fra i ricor-
di più preziosi e lo considera, a giusta ragione, un capolavoro.
Prima di arrivare a quel Nazioni, bisogna tornare un pò indietro,
quando Frömming lascia Orsi Mangelli per la Catselverde e William torna a casa. “Frömming era un grande – ricorda Casoli – ma
quel cavallone un po’ scucito forse non l’aveva capito. Io me lo
sono studiato bene e mi sono reso conto che aveva problemi a
un garretto. Nella mia vita ho avuto la fortuna di fare una grossa
esperienza con Finn e il mister mi ha rivelato delle cure e degli
accorgimenti che a quel tempo conoscevano in pochi. Ho convinto
perciò Antonellini a curare Crevalcore in una certa maniera. Gli
sistemo il garretto, comincio a attaccarlo e il cavallo mi cresce in
mano, viene bellissimo. Inizio a correre e devo far fronte a un’altra difficoltà: la partenza, perché il cavallo non riesce a mettersi
subito sulle gambe. Al conte Paolo questa cosa non andava giù,
tanto che lo voleva dar via a tutti i costi. Io però dicevo al conte
Orsino: guardi che ha mezzi eccezionali, bisogna almeno provarci. L’ho convinto e il cavallo si é messo a andare. Era un Mighty
Ned di ottimo carattere, un bonaccione, ma quando era lanciato
esprimeva una potenza esplosiva”.
Crevalcore non prende parte alle classiche, nelle quali Orsi Mangelli si affida a Cellini che si afferma nel Nazionale. Crevalcore
entra però in scena in autunno e sui 3000 del Premio San Siro
non c’è storia. La generazione 1953 scopre così il suo autentico alfiere. A 4 anni Crevalcore esce a testa alta dall’Europa ma
deve arrendersi al francese Jariolain che Orlando Zamboni porta
a prevalere al nuovo record della corsa. Poche settimane e Crevalcore offre una dimostrazione della sua maturità agonistica con
il trionfo in una meravigliosa edizione del Gran Premio della Fiera
davanti a Tornese e all’importato Home Free. Crevalcore sigla
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anche il Triossi, deve cedere invece a Jamin nel Continentale dopo
aver perso una ventina di metri in avvio e dopo un formidabile
recupero con un km finale da 1.14 che costringe Riaud a alzare la
frusta per salvare il successo. Intascato il triestino Presidente
della Repubblica, arriva per Crevalcore l’esame di laurea: il Gran
Premio delle Nazioni 1957.
“Il conte Paolo
ci ha telefonato
che eravamo matti
a darlo partente
nel Nazioni...”
La parola torna a William Casoli che rivive la vigilia e la corsa
come fossero ieri e non cinquant’anni fa. “Come faccio a dimenticare quel Nazioni? Crevalcore non doveva nemmeno correrlo e
meno che mai sembrava poterlo vincere. Quando il conte Paolo a
Sanremo ha saputo che avevamo dato partente Crevalcore, ha telefonato al figlio Orsino e gli ha chiesto se eravamo diventati tutti
matti. Il conte Orsino – sorride William – non ha avuto neppure il
coraggio di dirgli che Crevalcore aveva il numero al largo di tutti
contro avversari che si chiamavano Gélinotte, Tornese e Icare IV...
ogni fase della corsa, ho ragionato dal primo all’ultimo metro e
non ho sbagliato una mossa”.
“Sergio mi urlava
di andar via
ma io non potevo
liberare Tornese
dalla corda...”
Una pausa, e William prosegue: “Gélinotte, che aveva già vinto
un Amèrique, era favoritissima e si é presentata al largo con l’aria
di chi vuol risolvere subito la partita. Io però non ho fermato, ho
tenuto andatura ma lei era sempre lì, a mezza lunghezza, una incollatura. Quando siamo arrivati alla Coca Cola, come si chiamava
allora l’ultima curva, sento che Charlie Mills comincia a sollecitare
la cavalla. Con la coda dell’occhio mi accorgo che Gélinotte rimane lì, ma non viene più avanti. Allora Sergio, che era su Tornese,
comincia a urlarmi di andare. Vai, vai continuava a gridarmi, ma io
non lo ascolto, anzi rallento, lo tengo bloccato. Sai allora cosa ha
fatto Sergio? Ha iniziato a darmi delle ginocchiate nella schiena.
È stata una scena incredibile, quasi comica, perché io per evitare
le botte sono andato tutto avanti sul sulky. A 150 metri dal palo
Una foto rovinata dal tempo dell’Arrivo del Nazioni 1957: Tornese si é liberato troppo tardi e non riesce a rimontare Crevalcore che mantiene (fotonish) un vantaggio decisivo
Quell’ultimo numero in prima fila, in realtà è stata la mia fortuna. Quando la macchina si é messa in moto, mi accorgo di avere
Crevalcore perfetto sulle gambe e allora decido all’istante di giocarmi la grande carta. La macchina va via liscia, più veloce del
solito, e Crevalcore parte lanciatissimo, li ho presi tutti in contropiede e sono volato in testa davanti a Tornese. Oggi posso rivelare un piccolo segreto: quando c’erano i gran premi io diventavo
freddissimo. Non per nulla il mister, Finn, mi aveva battezzato
testa di ghiaccio. Anche in quel Nazioni sono stato lucidissimo in
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ho visto che Gélinotte non aveva più nulla da spendere e allora
sono scappato, Tornese si è liberato, mi è finito addosso ma non
ha potuto battermi. Sergio dopo la corsa me ne ha dette di tutti
i colori, non tanto perchè aveva perso ma perché l’avevo messo in trappola. Il pubblico di San Siro qualche volta mi ha anche
contestato, ma era il mio pubblico e mi ha voluto bene. Anche se
avevo battuto Tornese, quel giorno ha capito che mi ero inventato
quella vittoria e mi ha ripagato con un applauso che mi è rimasto
nel cuore”.
Tornese tenta l’estremo attacco a Crevalcore che mantiene però una incollatura di vantaggio e conquista il Nazioni 1957
Crevalcore l’anno dopo, a inizio 1958, sui 3000 di San Siro, sbaglia, perde quasi 100 metri, insegue avversari di rango come Assisi e implacabile riesce ancora a batterli di fronte a una tribuna
che esplode d’entusiasmo e con i driver che nella tribunetta delle scuderie non credono ai loro cronometri. In marzo Crevalcore
affronta il Criterium de Vitesse a Nizza e sfiora un’altra impresa.
“Non me ne parlare – esclama William – perché in quella occasione sono stati i francesi a giocare me. Mi sono trovato bloccato
alla corda a centro gruppo e non ho mai avuto la destra scoperta.
Quando in retta finalmente mi si è aperto un varco, Crevalcore volava ma Jariolain era ormai scappato e ho potuto fare solo il secondo. Non dico che l’avrei battuto di sicuro, però ci avrei potuto
provare”.
Orsi Mangelli
vende Crevalcore
alla “Val Serchio”
e inizia così
un’altra storia...
Crevalcore attraversa quindi un periodo di alti e bassi, anche perché sulla sua strada trova sempre più spesso un Tornese nel pieno
del suo fulgore agonistico. A Firenze, sui 1600 metri del Duomo,
torna a sbagliare, insegue, ma non va oltre il quarto posto e Torne-
se fila al traguardo in 1.15.7, primato assoluto delle piste italiane.
Fu proprio quel 18 maggio 1958 che Vivaldo Baldi si innamora di
Crevalcore e Nereo Lugli in un suo bel libro definisce “d’una regale
fierezza nel suo lucido mantello nero, la grande criniera al vento, la
coda fluente solllevata a campana, il più bel cavallo uscito dalla fucina mangelliana...”. Il conte Paolo insiste per vendere Crevalcore,
non sopporta più quelle rotture e quelle sconfitte. “Era fatto così
– spiega Casoli – se si metteva in testa una cosa alla fine la spuntava
sempre lui. D’altronde era difficile dargli torto visto quanto aveva
saputo realizzare nella sua vita e con le sue idee. Io e il conte Orsino
avremmo voluto tenerlo. E a me sarebbe piaciuto provare Crevalcore come stallone proprio per il fuoco che aveva dentro, in realtà ho
dovuto ricredermi, perché in razza non é riuscito gran che. Vivaldo
ha mandato sotto la signorina Licia Giusti e batti e ribatti anche il
conte Orsino ha accettato di venderlo. La mia splendida avventura
con Crevalcore é finita lì”.
Crevalcore indossa la giubba della “Val Serchio” e passa nelle mani
di Vivaldo, diventa il rivale giurato di Tornese. I due campioni hanno
in sulky due driver geniali e orgogliosi e danno vita a duelli infuocati, talora autodistruttivi, come nel Nazioni 1960, quando si staccano in lotta con cinquanta metri sul gruppo, Tornese schianta la
resistenza di Crevalcore, ma alla fine deve cedere il passo a Nievo e
Erro. Ma quella di Crevalcore e di Vivaldo è un’altra bella storia del
nostro trotto.
DANILO IOVENALI
47
ATTUALITÀ
MASSIMO
COMPAGNO
SOGNI DI GLORIA CON LESSON MAST
Massimo Compagno e Lesson Mast dopo il secondo (al debutto il due anni ha fornito una prestazione da 1.14.5 ponendosi ai vertici europei della generazione 2005) successo a San Siro
La campagna veste i classici colori dell’estate polesana, quest’anno
invero precoce nei raccolti, con il giallo del frumento ormai
mietuto che lascia il passo al granoturco, mentre il caldo umido
che contraddistingue la zona risente della favorevole vicinanza
con le rive maestose del fiume Po, giunto quasi alla fine del
suo lungo viaggio. Siamo a Papozze, nel buen retiro di Massimo
Compagno e dei suoi numerosi e qualitativi Mast, acronimo che
riunisce la grande passione e competenza del professionista di
48
scuola padovana, all’amore per i trottatori di un veneziano dalla
vista lunga e dal grande coraggio negli investimenti, il dottor
Stefano Manzolli.
Sullo sfondo, una bella casa padronale di un bellissimo colore
rosso veneziano, restaurata con tutti i crismi, intorno 20 ettari
di paddock (in predicato di arrivare a 35) perfettamente irrigati.
Due sono le piste, una tonda da chilometro e un rettilineo di
seicento metri dal fondo morbido nel quale stanno rifinendo la
stalloni dal nome altisonante, Freddy
e Nevele Major e osservavo Remigio e
Lorenzo Talpo allenare i primi prodotti
acquistati dall’allevamento Toniatti,
tra gli altri il promettente Cavrato, o
soggetti dalle mire classiche da sempre
ai loro ordini come Vivaz di Jesolo”.
Apprendistato
da Remigio Talpo
e la collaborazione
con Roberto Iuliano
E poi?
“E poi, finite le scuole dell’obbligo,
il lungo e appagante apprendistato
presso Remigio Talpo e l’Allevamento
La Perla, con i box della Gardesana ad
Massimo Compagno porta Lesson Mas ad un facile assunto mentre alle loro spalle Lovely Kronos sopravanza Leopardia per il secondo posto
ospitare soggetti come Super Freddie,
Issandro, Nevele Olimpian e Jermyn
preparazione un paio di portacolori del team che nella notte del
Street, il corso allievi e le prime vittorie.
17 luglio ha fatto tanto parlare di sé per la prestazione monstre di
A seguire, la collaborazione come trainer e driver per l’appassionato
Lesson Mast, il quale, nel tapis roulant di San Siro, ha fornito un
proprietario triestino, Roberto Iuliano, i successi di Oriele d’Este,
debutto di eccezionale portata, ascrivendosi un facile successo a
per passare all’Allevamento d’Orient e ai sogni di gloria cullati con
media di 1.14.5 e ponendosi ai vertici europei della generazione
l’incompiuto Scudo d’Orient, le vittorie di Nerinda As, e soprattutto
2005.
la fondamentale amicizia nata con Stefano Manzolli. I progetti
con lui erano ancora in embrione, lasciai il Veneto per collaborare
con un altro personaggio emblematico per la mia carriera, Giulio
La passione
Scrocca, trainer di talento con il quale ho a tutt’oggi un rapporto di
per i cavalli
stima e amicizia, senza dimenticare il periodo con Antonio Merola,
nata a Calcroci
ultima tappa prima del ritorno a casa”.
di Camponogara
Incontriamo il deus ex machina della compagine rodigina, Massimo
Compagno, classe 1970, e tanta esperienza maturata in un lungo e
produttivo girovagare tra le
varie realtà del mondo del
trotto. “Vero, la passione
per i cavalli – spiega
Massimo Compagno - e più
nel dettaglio per i trottatori,
sembra nata con me a
Calcroci di Camponogara,
nelle cui vicinanze, Cesare
Favaro e Danilo Boscaro
crearono un
centro di
allenamento all’avanguardia
già nella seconda metà
degli anni settanta. Era un
periodo di grande fulgore
per il trotto veneto, in
cui bambino ai primi anni
delle elementari, ammiravo
Primo piano di Massimo Compagno
Il driver veneto fa scaldare i muscoli a Lesson Mast sul tapis roulant di San Siro
49
MASSIMO
COMPAGNO
SOGNI DI GLORIA CON LESSON MAST
Si scioglie
l’Orient Express
e nasce la Mast
Sull’argine del Po nasce l’allevamento con il suffisso Mast…
“Si scioglie l’Orient Express e ritrovo Stefano Manzolli, il quale,
alla luce di una vecchia promessa che ci lega, mi propone una
società ad ampio raggio, con la gestione delle fattrici, la scelta
delle monte, la doma dei puledri e l’attività agonistica, tutto
sotto la mia responsabilità in un rapporto di assoluta fiducia
da realizzarsi nei pressi di questo imponente argine del Po che
caratterizza la Tenuta di Papozze. Attualmente sono sette le
fattrici, un numero ottimale”.
Arrivano i risultati
con i nati 2002
e il grande exploit
di Lesson Mast
Scorcio di Papozze, il buen retiro di Massimo Compagno, con sullo sfondo la bella casa padronale
lo fanno sognare…
“Per Lesson Mast i progetti prevedono un’altra corsa e poi, se
sarà possibile, uno sguardo interessato al panorama classico,
che per un puledro precoce come lui pare foriero di soddisfazioni,
toccando ferro naturalmente. Ma non sarà un’annata solo nel
nome di Lesson Mast, perché alle sue spalle spingono speranze
che portano il nome di Lethal Mast (Supergill e Upsala d’Orient),
Locomotive Mast (Sierra Kosmos e Reina Nilema) e Legend
I risultati in pista dei nati a Papozze non si
fanno attendere…
“Bellissima l’annata 2002, con soggetti
come Firepower (1.13.9), Forziere
(1.13.1), Firelight (1.13.6.) e Firefly
(1.13), veloci e ai quali è mancato solo un
risalto di spessore classico, e perché no,
quella successiva, con Gran e Gigant. Le
nostre scelte allevatorie sono votate alla
precocità e premiate anche con i nati nel
2004, la lettera I per intenderci, tra i quali
si segnalano Impossing Mast, caratteriale
figlia di Viking Kronos dai mezzi ancora
inesplorati, Imperial Mast e l’amletico
Imperatore Sco e poi, con il grande exploit
di Lesson Mast, il migliore sino ad ora tra i
nati nel 2005, siamo alla notorietà”.
Sogni
e progetti classici
per il primatista
dei 2 anni
Non solo Lesson Mast nei progetti classici di
Massimo Compagno, altri sono i 2 anni che
50
Massimo Compagno chiede l’allungo a Locomotive Mast, in azione sulla pista del Savio di Cesena
Mast (Pine Chip e Bora d’Asolo), ottimi in qualifica e da
verificare dietro le ali della macchina”.
Sfruttare al meglio
le linee
allevatorie
intraprese,
ricche di classe
e precocità
I tuoi metodi di lavoro?
“Ho cercato, nel corso della mia carriera, di apprendere
il meglio in tutte le realtà nelle quali mi sono trovato
ad operare, arrivando alla convinzione che nulla più di
una prestazione cronometrica di gran livello appaga il
lavoro, certo la cassetta è importante, le vittorie anche,
ma lo scopo è sfruttare al meglio le linee allevatorie
intraprese, ricche di classe e precocità nonché di sangue
americano”.
Lesson Mast ed il suo lad passeggiano nelle scuderie di San Siro dopo l’esibizione vittoriosa
Il tuo trotto è fatto di lavoro, sacrifici ma anche di rapporti: con
chi trovi particolare sintonia?
“Vado d’accordo con tutti, guardo e cerco di mettere a frutto,
ma una particolare stima c’è per trainer stranieri poco avvezzi
alle chiacchiere e molto al lavoro, quello di qualità, nel quale
i risultati arrivano copiosi perché c’è impegno quotidiano e
metodo. Mi riferisco a Bondo, Heikki Korpi e Holger Ehlert, che
comunque non hanno bisogno di sponsor, le vittorie parlano in
vece loro”.
WALTER CESARON
FATTRICI
Mack Mast (da Supergill e Reina Nilema) uno dei quattro nati nel 2006 a Papozze
RIKA NILEMA (Mack Lobell e Jambo Lisa )
gravida di Pine Chip con redo da Sugarcane Hanover
REINA NILEMA (Mack Lobell e Elsa )
gravida di Pine Chip con redo da Lindy Lane
BORA D’ASOLO (Downtown Man e Ilene’s Best)
vuota
ELITE LUNG (Sugarcane Hanover e Usually Ok )
gravida di Cobol con redo da Stallone Jet
FIREFLY (Profumo Om e Urui Costa Luis)
vuota
FIREPOWER (Profumo Om e Reina Nilema)
gravida di Love You
URUI COSTA LUIS (Bon Vivant e Garadona)
vuota con redo da Muscles Yankee
Sono venti gli ettari di paddock (nell’immagine sopra alcuni puledri) a Papozze
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DA NON PERDERE
NONSOLOTROTTO
L’ultimo mese dell’anno offre opportunità che non sono però da saldo di
fine stagione, perché il calendario propone ancora due corse di Gruppo I
(Allevatori e Gala del Trotto) e un confronto per i migliori tre anni (Mediterraneo alla Favorita), oltre ad altri appuntamenti di buon richiamo.
L’asse dell’attività, in questo mese, si sposta comunque verso il Centro
Sud. Tra gli impianti del Nord è interessato soltanto quello di San Siro,
con il Premio d’Inverno programmato nel giorno di
Sant’Ambrogio, il santo protettore di Milano. Poi
l’attenzione è catalizzata, in particolare, da Tor di
Valle ed Agnano, entrambe con un doppio turno.
Sull’asse Milano-Roma-Napoli ruota anche gran
parte dell’attività culturale che il nostro Paese
propone nel periodo: ad ottobre si è infatti aperta
la stagione delle grandi mostre, una stagione che
prosegue a ritmo incalzante. Milano propone Vasarely e David Linch, Roma risponde con Rothko,
Gauguin e Emilio Vedova, mentre Napoli fa l’ago
della bilancia con l’omaggio a Capodimonte e la Femmes Tahiti di Gauguin
rassegna su Alma-Tadema.
Victor Vasarely è stato uno dei pionieri dell’arte
ottica (la Op Art), sorta assieme alla Pop Art negli Anni Sessanta e basata sull’ipotesi che il pittore, creando effetti ottici, possa indurre chi
guarda a scorgere immagini illusorie. La Triennale Bovisa (via Lambruschini 31 a Milano) sino al 27 febbraio ospita “Victor Vasarely. L’artista
non ha che una scelta giusta: annullarsi come persona in favore della
sua opera e offrirla con amore all’umanità astratta”. Dietro questo titolo
che sembra coniato da Lina Wertmüller un’antologia dedicata al grande
artista di origine ungherese trasferitosi a Parigi nella Anni Trenta, dove
è scomparso proprio dieci anni fa. La mostra, composta da 108 tele, 5
arazzi, nunerose tempere, disegni e immagini, documenta la carriera,
il rigore e la personale sulla luce, il dinamismo e i materiali di un artista
che quarant’anni fa era una star.
Di tutt’altro genere, ma egualmente molto interessante, la rassegna di
cui abbiamo già parlato in una delle precedenti “puntate” di Nonsolotrotto, che alla Triennale di Milano (via Alemagna) dedica a David Lynch,
il quale prima di essere un grande cineasta (Eraserhead, The Elephant
Man, Velluto Blu, Mulholland Drive) è un artista di grande talento, an-
che se la sua tematica (uccisioni, corpi che esplodono, toni cupi) può
apparire un po’ eccessiva.
Paul Gauguin è artista di fama universale. La mostra che gli riserva la
città di Roma, presentandola nelle sale del Vittoriano (via San Pietro in
Carcere) sino al 6 febbraio è divulgativa e di facile comprensione. Sono
esposte 150 opere (tra disegni, sculture e ceramiche) dagli esordi impressionisti agli ultimi capolavori dipinti a Tahiti
e alle Isole Marchesi. Gauguin, con le sue forme
semplici e i colori violenti che vogliono creare
un’emozione, personificò l’aspirazione diffusa
alla fine dell’Ottocento del ritorno ad un’idea romantica della vita.
Se la grande retrospettiva su Mark Rothko (l’artista recorder: un suo quadro è stato venduto
all’asta per 72,8 milioni di dollari) vi è sfuggita,
un viaggio a Roma per l’Allevatori o per il Gala del
Trotto può colmare la lacuna: le sale del Palazzo
delle Esposizioni ospitano una settantina di opere del celebre protagonista della stagione dell’espressionismo astratto. Ad un anno dalla scomparsa del pittore veneziano la Gam di Roma, sino al 6 gennaio, propone
in mostra 150 opere di Emilio Vedova. Sono esposti i disegni giovanili di
architetture veneziane, i dipinti del periodo geometrico della fine degli
Anni Quaranta, i Plurimi Binari che sono delle tele dipinte su entrambi i
lati e montate su basi in acciaio, sino ai successivi Carnevali e Dischi.
Passiamo a Napoli per la bella mostra che il Museo Archeologico ha allestito per presentare l’opera di Alma-Tadema, un’artista olandese ma
inglese d’adozione vissuta a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento, che
è considerata il massimo esponente della pittura neopompeiana. Ai
dipinti sono accostati alcuni reperti archeologici raffigurati nelle opere. Continua intanto al Museo di Capodimonte la mostra con la quale si
festeggia il cinquantesimo anniversario della sua inaugurazione. Sono
esposte una cinquantina di opere di artisti come Caravaggio, Rubens,
Cézanne, Van Gogh, Picasso, Francis Bacon e Basquiat.
EZIO CIPOLAT
GLI APPUNTAMENTI DI DICEMBRE SULLE PISTE ITALIANE
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7 dicembre - MILANO
Inverno Gr. III (indigeni e internazionali di 4
anni ed oltre, metri 2100)
17 dicembre - PALERMO
Mediterraneo Gr. II
(indigeni di 3 anni, metri 1600)
8 dicembre - ROMA
Allevatori Gr. I (indigeni di 2 anni, castroni
esclusi, metri 2100)
22 dicembre - AVERSA
Criterum Cirigliano Gr. III
(indigeni di 2 anni, metri 1660)
8 dicembre - ROMA
Allevatori Filly Gr. II
(femmine indigene di 2 anni, metri 1600)
23 dicembre - NAPOLI
Royal Mares Gr. II (femmine indigene e internazionali di 4 anni ed oltre, metri 1600)
15 dicembre - NAPOLI
Golfo Gr. II (indigeni e internazionali di 5
anni ed oltre, metri 1600)
26 dicembre - ROMA
Gala del Trotto Gr. I (internazionali di 4 anni
ed oltre, metri 2100)
ATTUALITÀ
CERTIFICAZIONE
DI QUALITÀ
L’allevamento del cavallo trottatore ha come fine il produrre cavalli sempre più veloci, sani e ben strutturati. Ma la strada del
miglioramento della razza, oltre che affidarsi alla selezione genetica, passa anche attraverso la “qualità” del modo in cui si alleva.
La filiera, che va dal concepimento al momento in cui il soggetto lascia l’allevamento per iniziare quel cammino che lo porterà
ad intraprendere la carriera di atleta, dovrebbe essere curata nei
minimi particolari, non lasciando nulla al caso.
Sicché, mediando un procedimento ormai collaudato da anni in
tutti i settori dell’economia, la delegazione dell’Anact Friuli-Venezia Giulia ha lanciato, in collaborazione con il professor Bruno
Stefanon, docente presso la facoltà di medicina veterinaria dell’università di Udine, un progetto
pilota, che può accedere a fondi
comunitari e regionali.
L’idea è quella di stabilire un percorso certificativo in grado di attestare la correttezza del processo
di allevamento.
Per mettere in pratica questa idea
Adriano Ioan, consigliere regionale, e il professor Stefanon si sono
affidati all’esperienza di SiCura, una società con sede a Udine,
operante nel settore della consulenza aziendale. L’amministratore
delegato di SiCura, il dottor Carmine Iannece, basandosi su norme
UNI EN ISO già esistenti e definite,
in particolare facendo riferimento alla ISO 22.000 che è quella di
riferimento per la produzione animale, ha predisposto un protocollo ad hoc, che se seguito correttamente, porterà poi ad una
certificazione del prodotto. Il professor Bruno Stefanon, che ha
anche fatto parte della commissione antidoping dell’Unire, ci ha
spiegato quali sono i punti cardine del protocollo. «Riguardano
soprattutto il benessere dell’animale, con cure specifiche in caso
di malattie, misurazioni, corredate da fotografie, per attestare le
fasi di crescita e il piano vaccinazioni, con ogni intervento realizzato nei modi e nei tempi giusti e puntualmente registrato. Al
termine di questo percorso, quando il puledro è yearling e pros-
simo alle aste o comunque prossimo a lasciare l’allevamento,
tutta la documentazione relativa al cavallo sarà data in visione ad
un ente terzo, cioè all’organo certificatore. Un altro cardine del
protocollo è quello che entra nel merito della struttura stessa in
cui si alleva. Una struttura che deve avere determinate caratteristiche e specifiche attrezzature, con particolare cura alla bontà
della terra, all’ampiezza dei paddock dove i puledri vivono assieme alla madre per gran parte dei loro primi mesi».
«L’ente terzo - spiega il dottor Iannece - che ci seguirà in questo
nostro progetto è la SGS Italia, che è la branca italiana di una Società svizzera che è la leader mondiale del settore certificazioni.
SGS è una Società di assoluto prestigio e della massima serietà. Sino
ad un paio di anni fa l’amministrava
Sergio Marchionne, le cui capacità manageriali si sono evidenziate
in questi ultimi mesi a capo della
Fiat».
Il progetto, che è stato anche presentato alle aste di Settimo Milanese, sta incontrando l’interesse
di altri delegati e anche dell’associazione allevatori del galoppo. Per
poter aderire all’iniziativa, però,
c’è un vincolo. «Bisogna che gli
allevamenti interessati siano delle
aziende agricole, e questo perché i
fondi eventualmente a disposizione
vengono dal settore dell’agricoltura
- spiega Adriano Ioan -. Potrebbero
sussistere delle differenze di erogazione da una regione all’altra, ma
il protocollo è “esportabile” in qualsiasi realtà. L’iniziativa agli
allevatori friulani è piaciuta e già una decina di loro fanno parte
del progetto. Io, per quanto mi compete, il professor Stefanon e
Carmine Iannece in maniera più specifica, siamo coinvolti in prima persona, perché ci siamo impegnati, almeno in queste prime
fasi, a seguire gli allevatori, consigliandoli, in modo che siano
rispettati tutti i punti previsti dal protocollo».
Gli allevatori interessati al progetto possono contattare Adriano
Ioan.
EZIO CIPOLAT
53
ATTUALITÀ
“LO SGHERRI”
E LICINDA
IL RE E LA REGINA DI BUTI
L’incontro con Majer Art determinante nella storia della saura, ma anche il grande e
prezioso lavoro di un uomo che vive per i suoi cavalli
negli anni che vanno dal ’79 al ’96. E scorrendo l’albo d’Oro della
Sulle pendici orientali dei Monti Pisani c’è un paesino di cinquemila
manifestazione si trova un altro nome legato al trotto toscano, quello
anime la cui esistenza pare risalga ai tempi dei romani ma sulle cui
di Eugenio Rosaspina, altro “butese” doc, papà di Ulderigo, Giacomo
origini le prime testimonianze certe partono dall’anno mille. Su queste
e Rolando e nonno di Alessandro. Eugenio vinse il Palio nel 1922. Ma
colline, situate immediatamente sotto al Monte Serra che, con i suoi
questa è un’altra storia… E un’altra storia ancora, ma legatissima alla
917 metri, è la vetta più alta della provincia pisana, Vasco Sgherri,
camionista in pensione ma, da
sempre, come tutti i “butesi”,
con la passione per i cavalli nel
sangue, svolge la sua attività di
allevatore.
Nella famiglia Sgherri il cavallo
è sempre stato protagonista sin
da quando nonno Giovacchino,
di Pontedera, aveva un servizio
di posta e, con la sua scuderia,
svolgeva attività di trasporto a
cavallo, per intendersi quello che
corrisponde agli attuali corrieri
e taxisti; ma era molto richiesta
la sua presenza e quella dei suoi
amici a quattro zampe anche per
gli sposalizi. Il figlio Renzo lavorò
con lui finché, sposatosi con
una ragazza della vicina Buti, si
trasferì in questo piccolo comune
della provincia pisana dove,
manco a dirlo, aprì un’attività
analoga a quella del padre. Ma
Renzo, che nel 1925, a 21 anni,
era diventato campione nazionale
vincendo a Roma le “Gare Militari Vasco Sgherri mostra fiero all’obiettivo del fotografo i suoi due gioielli, Licinda e il suo ultimo prodotto, Nonno Vasco
di Addestramento Ippico”, con i
famiglia Sgherri, era la grande amicizia che correva tra Renzo Sgherri
cavalli non ha soltanto lavorato, ma ci si è divertito, eccome… L’albo
e Rinaldo Bacci, babbo di Elda Bacci Bellei e nonno di Enrico Bellei.
d’Oro del Palio di Buti, uno dei più importanti in Italia dopo quello
Rinaldo Bacci, infatti, era un commerciante di bestiame e, quando
di Siena, porta per nove volte il suo nome nel periodo che va dal
andava ai mercati a Pontedera, “staccava” a Buti da Renzo per far
1923 al 1950, un record eguagliato dal solo Vincenzo Foglia, vincitore
54
famiglia, ma subito dopo la bicicletta
e i cavalli. Vasco, infatti, è sposato
con la signora Lorita e ha due figli,
Erika e Mirko, entrambi “contagiati”
dall’amore per i cavalli, tanto che
Erika ha sposato uno dei figli di
Salvatore Matarazzo jr., Paolo, che fa
il maniscalco, ha avuto due splendidi
ragazzini, Eleonora e Gabriele, ed è
sempre all’ippodromo. Per quanto
riguarda, invece, lo sport a due ruote,
al quale è rimasto molto legato, tanto
da dare a tutti i suoi puledri nomi
che ricordano grandi ciclisti, Vasco
è stato campione italiano allievi
mezzofondo nel 1959, ma un vero
campione “lo Sgherri” si è rivelato
con i cavalli, in particolare per la sua
attività di allevatore. Uno, massimo
due prodotti all’anno escono dalla
“fucina” del vulcanico Vasco che, da
buon artigiano toscano, preferisce
Un’immagine del grande Alberto Giubilo, al centro del gruppo, presente nelle vesti di speaker al Palio di Buti del 1983
una “bottega” piccola, ma dove le
cose vengano fatte come si deve.
<Io se bevo il vino, lo bevo schietto! –
riposare i cavalli e si fermava a pranzo, ospite fisso della famiglia
attacca Vasco – Le mezze misure non mi piacciono e se una cosa la si fa,
Sgherri.
la va fatta bene, sennò è meglio lasciar perdere! L’ho sempre pensata
E Vasco?
Verso la fine degli anni cinquanta papà Renzo dovette smettere con
l’attività di trasporto a cavallo perché ormai incombeva la presenza
di altri mezzi decisamente più moderni e Vasco, classe 1941, appena
diventato giovanotto, proseguì l’attività del genitore, ma con i camion.
Ma intanto c’erano da coltivare altre passioni, prima fra tutte la
Licinda, serena vicino a Nonno Vasco e a… nonno Vasco
Il piccolo Nonno Vasco combattuto fra curiosità e circospezione esita un po’ prima di avvicinarsi
così e inevitabilmente ragiono così anche per i cavalli: voglio che
abbiano tutti i giorni la loro avena con il calcio lattato, e poi a questo
aggiungo sempre dalle 10 alle 12 mele e un chilo di pane. Tutto ciò va
fatto due volte al giorno. E da novembre gli do anche il miele scaldato
e battuto nell’avena. E poi con i puledri bisogna starci, maneggiarli,
dargli sicurezza e tranquillità. Sennò come farebbe un puledro di dieci
mesi come questo (di fronte a noi c’è Nonno Vasco) a stare in libertà
senza darti alcun problema? Insomma, ci vuole passione e pazienza,
io sono solo e non voglio che diventi un pensiero, ma neanche che
finiscano per essere trascurati. E poi, parliamoci chiaro,con una
55
Una veduta panoramica delle colline sulle quali trascorre le sue giornate Licinda con la sua prole
fattrice così, che vo a cercare?>.
Già, una fattrice così… È ovvio che il “nostro” si sta riferendo a Licinda,
la mamma di Cipollini Mario, ma anche di altri cinque soggetti mica da
poco…
<A tre anni era da Alessandro Rosaspina e mi piaceva, per cui mi
presentai
per
acquistarla
con
l’idea di metterla
subito in razza.
Alessandro fece un
po’ di resistenza,
poi alla fine riuscii
a prenderla, con
l’accordo,
però,
di lavorarci un po’
per vedere se si
Il Diploma, con un refuso nel nome, che fu consegnato a Vasco
riusciva a risolverle
Sgherri per la sua vittoria nel Campionato Toscano Allievi del 1959
i problemi di
passaggi che aveva
e quindi a riprovarla in corsa. La mattina mi alzavo prestissimo e
tutti i santi giorni la lavoravo con la sella sulle colline qui a Buti. L’ho
fatto per quattro mesi, poi l’ho riportata da Alessandro e la cavalla
lavorò 2.05. Sembrava che fosse a posto e, invece, poi, i problemi si
ripresentarono tanto che decidemmo di destinarla alla razza>.
Licinda… posa per il fotografo vicino al suo box
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Mai scelta fu più azzeccata… Due volte Our Dream of Mite, poi Gil del
Lupo, Mammolo e, alla fine, l’incontro magico con Majer Art…
<Una storia incredibile. Con il campione dei Matarazzo “Cinda” non ha
sbagliato un colpo. Sei prodotti e tutti ottimi cavalli da corsa, con la
ciliegina di Cipollini Mario, che non ha certo bisogno di presentazioni.
E ti dirò di più! Cipollini Mario è stato davvero un cavallo buonissimo,
ma Gastone Nencini io ero convinto che fosse ancora meglio. Da
puledro aveva addosso una cattiveria… Era difficile da gestire, ma
aveva una grinta da far paura, e infatti ha combinato anche qualche
guaio…>.
Cioè?
<Una volta si fece male da puledro qui da me. Ci volle un bel po’ per
rimetterlo… Poi è risuccesso dai suoi attuali proprietari: saltò una
recinzione ed entrò in un paddock di fattrici: quante ne ha prese da
quelle cavalle... Insomma, è incontenibile, anche un po’ cattivo, ma
io quando ne parlo mi esalto, perché a me i cavalli piacciono così,
quando dimostrano forza, energia, voglia di vivere e, perché no,
anche un po’ di cattiveria…>.
Le colline alle pendici del Monte Serra dove crescono i puledri di Vasco Sgherri
Come Occhiobello?
<Grande cavallino è stato quello! Era un pony, ma di taglia abbastanza
grande. Era cattivello, ma aveva una forza da far paura e con lui, un
giorno, nei primi anni Settanta, vinsi una corsa a Montecatini>.
Al Sesana?
<Nooo! Figuriamoci! Si corse in città! Si partiva dalla rotonda che c’è
in fondo a via Marruota e si arrivava al Bar Ilio, mèta a quei tempi di
tutti gli appassionati del Sesana che, dopo le corse, si ritrovavano lì
a discutere della serata appena passata. Quella che vinsi era la terza
edizione del Trofeo Napoleone Cecchi, una manifestazione che si
articolava in batterie e finale. Ricordo che fui premiato con un cavallo
di bronzo e me lo consegnò il sindaco Enrico Del Rosso>.
E poi c’è stata anche una sfida con un cavallo di Salvatore Matarazzo…
<Non ci voleva credere che avrei potuto rendergli 50 metri e
batterlo. Lui aveva Tre Non, un cavallo nero e molto grande, che a
quei tempi andava regolarmente da 1.18. Gli dissi che Occhiobello,
che ovviamente viaggiava di galoppo, lo avrebbe battuto facile
rendendogli la penalità. Non ci credeva e dovetti dimostrarglielo. Alla
fine si convinse…>.
Ma “lo Sgherri” è stato anche un precursore degli “AP”…
<Un giorno, nell’aprile del 1978, con Occhiobello feci una sfida con un
pony di un facoltoso industriale di Buti, Eunisio Tognarini. Per battermi
richiamarono anche Baldino, uno che aveva molto mestiere e la cosa
divenne un vero e proprio avvenimento. C’era tantissima gente, io
ci tenevo tantissimo a vincere ed ero sicuro che, togliendogli i ferri,
sarebbe partito più forte. Così lo feci correre scalzo, andai davanti e
vinsi facile>.
Ok, ma ora torniamo a Licinda…
<È diciotto anni che è qui da me e ormai è la regina di Buti! Vive allo
stato brado in un podere nel quale ci sono tremila olivi. Attualmente
è gravida di Calypso Capar e con lei per il momento c’è anche Nonno
Vasco… No, non mi riferisco a me… Nonno Vasco è il puledro da
Brandy dei Fiori nato quest’anno e che ha già trovato un acquirente
in Edoardo Baldi>.
E da Edoardo ci sono altri due “bimbi” di Licinda, uno dei quali ancora
figlio di Majer Art, il “grande amore” di Licinda…
<Sì, è Ivan Basso: sta andando molto bene e da lui Edoardo si aspetta
molto. E poi c’è Maspes, che ha una struttura stupenda e nasce da
Allison Hollow: speriamo che tutto proceda per il meglio e non ci siano
intoppi, perché in quel puledro io ci credo incondizionatamente>.
La visita è finita, è ora di andare per Vasco Sgherri
prodotto uscito dalla “bottega” dello “Sgherri”. E se questa non è
passione con la “P” maiuscola, cosa mai può essere?
VIERI BERTI
Buti non è solo una località fatta di gente industriosa ed ingegnosa, ma da sempre
esiste anche la passione per la poesia. Questo che riportiamo è un componimento
che un anonimo butese ha dedicato a Vasco Sgherri in occasione della sua vittoria con
Occhiobello nell’aprile del 1978, quando “alla Croce”, un paesino immediatamente a
fianco di Buti, battè la stimatissima baia presentata da Eunisio Tognarini.
POESIA SULLE CORSE DEI CAVALLI ALLA “CROCE”
Fu organizzata una festa, il due di Aprile
nella borgata “case popolari”
con quel brusio che ancora ronza in testa
che in fatto tradizione non ha uguali.
Mi riferisco, è chiaro, a Sant’Antonio
quest’anno assurta a mitici splendori
che gli amici alla “Croce” in pinzimonio
hanno cercato di copiar gli arbori.
Sono stati chiamati a cimentarsi
in una gara quanto mai sentita
i “pony” del paese! e con da farsi
sono riusciti a combinar partita.
Perché altri cavalli hanno portato
capaci sì di completar programma
ma per due soli, il resto era scontato
d’essere in grado accendere la fiamma.
L’uno “roano” di Vaschino Sgherri
recato in corsa all’apice di forma,
l’altra di Nisio “baia”, seppur coi ferri
con Baldino alla guida che ritorna.
Un bel primo piano della ventunenne Licinda. Lo direste che ha superato i vent’anni?
E con la lettera “L”?
<Luois Bobet. Anzi, a dire il vero avevo richiesto il nome di Louison
Bobet, il vincitore del Tour de France degli anni 1953, 1954 e 1955, ma
quando a Roma lo hanno registrato lo hanno modificato. Lui nasce da
Tome de Sousa, è in scuderia da Sari Del Rosso e siamo in attesa che
faccia la prova di qualifica>.
E nell’attesa che anche Luois Bobet inizi la sua carriera, Vasco e
la signora Lorita vanno in giro per gli ippodromi a vedere le loro
creature. Già, perché anche questo è uno dei motivi che ha spinto il
“nostro” a tenere una sola fattrice: vuole essere libero di andare in
giro per l’Italia a seguire le imprese, piccole o grandi che siano, dei
suoi prodotti. Il giorno del Derby era a Roma, ma mica per il Derby…
All’ultima, infatti, correva Gastone Nencini. Fu una delusione, perché
il cavallo sbagliò quasi subito… Niente di male, pernottamento nella
capitale e poi, il lunedì, a Pontecagnano a vedere Italo Zilioli, un altro
Son volate scommesse consistenti
tra Succhio, Vasco ed altri sconosciuti
che in breve anche i più aspri reticenti
si son trovati coinvolti, in quel di Buti.
Giunti così al giorno della festa
davvero molto bene organizzata
tanta gente è venuta, perché in testa
aveva di passar bella giornata.
Presto siamo arrivati alla finale
tra una cornice di plaudente folla
e chi taglia il traguardo? sempre uguale,
la razza degli Sgherri non ti molla.
Immaginate l’ira di Baldino
con Nisio, Succhio e molti altri amici
che oltre aver messo mano al borsellino
non han dormito! altro che felici.
È desolante davvero, e dico poco
preparare una festa in tal maniera,
aver cavallo miglior e rivar dopo
pur pettinando a festa la criniera.
Ora in paese si è diffusa voce,
lo dicono Parigi e Raffaello
è la guida che conta, e suona atroce:
Vasco vinceva guidando questa o quello!
Un anonimo Butese
Buti, 2 aprile 1978
57
TROTTO NEL MONDO - FRANCIA E DINTORNI
UN
LORD
IN DOPPIO PETTO
Tra i sei successi italiani nel mese di ottobre sulle piste europee due ottenuti dal
fratello di Calypso Capar
Lord Capar, da Varenne e Foxy’n
Rowdy, allevato da Silvano Caparrini, merita la “copertina”
per il mese d’ottobre tra gli italiani che si sono espressi sulle
piste europee.
Il fratello uterino di Calypso Capar, allenato da Sven Andersson
e guidato da Örjan Kihlström,
nel periodo ha vinto due volte,
il giorno 7 a Farjestad a media
di 1.15.9 sui 1640 metri con
i nastri in una qualificazione
della E3, e il 18 a Bergsaker in
1.17.9 sui 2140 lasciando a otto
lunghezze il primo degli avversari. Lord Capar a Farjestad ha
attaccato sull’ultima curva per
fare il vuoto, la volta succes- Una delle cinque vittorie consecutive di Lord Capar (al centro della pista), allenato da Sven Andersson e guidato da Örjan Kihlström
siva ha invece agito all’avanpiù prestigioso di Vincennes, la sera del 19 ottobre la 5 anni Fitzgeguardia. Il puledro, che detiene a media di 1.14.6 sui 1640 (misura
rald Bigi ha centrato il successo nel Prix Klyméne, dotato di 65 mila
realizzata a Solvalla il 7 settembre) il vertice delle piste svedesi per
franchi sui 2100 metri, autostart. La figlia di S J’s Photo, con in sulky
un due anni, ha allungato la striscia di successi, sono ora cinque le
Andrea
Guzzinati, dopo un avvio cauto di fronte ha iniziato la provittorie sulle quali resta, nelle sette corse disputate in carriera. Lord
gressione
e sulla curva finale si è portata a ridosso della terziglia di
Capar è ora atteso in Italia, per Gran Criterium e Allevatori, corsa che
testa, composta da Pin Up de la Loge, dalla favorita Premiere Steed
ha già vinto il fratello maggiore Calypso, anch’esso allievo di Sven
e da Passion de Loisir. All’ingresso
Andersson.
della retta d’arrivo Premiere Steed
Sono quattro gli altri traguardi
ha preso la meglio ma la nostra
italiani in ottobre sulle piste del
portacolori dell’Allevamento Cristal
vecchio continente. Il primo giorl’ha folgorata a fil di palo, 1.12.7 la
no del mese Eusebio Car ha rotto
media molto indicativa della vinciil ghiaccio in Francia, dove è statrice, un decimo in più per la sconto dirottato dalla Scuderia Niro. Il
fitta.
neo allievo di Jean Uroz è andato
Andrea Guzzinati ha approfittato
a segno sul tracciato di 1200 medell’occasione per fare effettuare
tri di Hyeres, nel dipartimento sud
un lavoro pubblico a Express Road,
orientale del Var, segnando la meassente dalla batteria del Lotteria,
dia di 1.16.6 sui 2750. Sempre in
per una serie di problemi fisici. Il
Francia, ma sul palcoscenico ben Festa in pista per Örjan Kihlström e Lord Capar dopo aver segnato il record dei 2 anni in Svezia
figlio di Passionnant, che nei mesi
58
La quinta vittoria “made in Italy” del mese è venuta da Garland Kronos (sopra con in sulky Lutfi Kolgjini) impegnato ad Oslo nell’Axel Jensen Minnelop
notturna, Forbante Dei, pur correndo benissimo, non è riuscito ad
scorsi era tornato in Francia dal proprietario-allevatore Alain Rousandare più in là del terzo posto nel Prix Bohemia, 2100 autostart.
sel, ha coperto l’ultimo chilometro sul ritmo dell’1.13 lasciando pieL’allievo di Mauro Baroncini, condotto da Giuseppe Lombardo jr, è
namente soddisfatto il sui guidatore.
rimasto costantemente nelle posizioni d’avanguardia, ma senza però
La quinta vittoria “made in Italy” del mese è venuta dal 4 anni Garland
poter impensierire il 4 anni tedesco Sir Karan (da Pink Diamond) che
Kronos, impegnato ad Oslo il 25 ottobre nell’Axel Jensen Minnelop
è andato a segno a media di 1.13.5. Forbante, 1.13.6 la sua misura,
sui 1609 metri, corsa di Gruppo III proposta nel convegno incentrato
ha dovuto cedere il secondo a Paradis Cordière. Nel mese, sempre
sulla finale del Grand Prix de l’Uet. Il figlio di Viking Kronos, alliein Francia, hanno poi tentato, ma senza fortuna, Edif del Ronco,
vo di Lutfi Kolgjini che lo ha guidato nell’occasione, ha graduato al
comando per allungare nel secondo
giro, 1.13.2 la media per precedere
abbastanza nettamente la favorita
canadese Pure Ivory. È stata poi la
volta di Gift Kronos (da Viking Kronos) ad andare a segno, sempre per
Lutfi Kolgjini, sabato 27 a Jägersro in
un confronto di Gruppo II riservato ai
4 anni. Il figlio di Zamia Fc ha potuto graduare al comando per imporsi
facilmente a media di 1.14.1 su Foretta e Nisse Lenson. Per Gift Kronos
quinto successo nel 2007 in tredici
uscite.
Farifant, impegnato a Tolosa il 14 ottobre, ha perso di misura in un ben
dotato confronto sui 2950 metri. Richard Denéchère, che ha improvvisato il 5 anni di Maurizio Grosso/Dubois, ha allungato in retta d’arrivo,
ma il favorito Orateur lo ha stampato
a fil di palo.
Due giorni prima, a Vincennes in Fitzgerald Bigi e Andrea Guzzinati centrano il successo nel Prix Klyméne sul palcoscenico di Vincennes superando Premiere Steed
59
Simb Chaplin (nell’immagine a centro pista con in sulky Markku Nieminem), ha vinto una delle tre batterie del Uet
non piazzato il giorno 11 in “semiserale”
ad Enghien nel Prix des Gobelins sui 2875
vinto da Makoum Makoum, Dishmar (quarto a traguardo) e Eclisse Domar (settimo) a
Saint Galmier il 23 e soprattutto Exploit Caf,
che - assente dal successo nel Lotteria di
Agnano di inizio maggio - il 20 sulla pista di
1954 metri di Caen ha effettuato la prova di
rientro. Il 6 anni allenato da Fabrice Souloy,
che nell’occasione lo ha anche interpretato,
si è limitato a seguire in coda e ad allungare
solo in retta d’arrivo concludendo al decimo posto; poco più avanti di lui, all’ottavo,
ha concluso l’altro rientrante Késaco Phédo; molto prudente anche Oiseau de Feux.
Questo Prix de la Ville de Caen (sui 4400
metri) è andato al penalizzato castrone Kito
du Vivier che Franck Nivard ha condotto a
media di 1.15.6 per precedere My Love Lady
e New des Landes.
Infine, in queste note europee con agganci
italiani, può trovare posto anche il 2 anni
tedesco Bagley, che l’8 ottobre a Daglfing,
la pista di Monaco, ha vinto una buona prova sui 1609 metri esprimendosi a media di
1.16.1. Bagley, allievo di Arnold Mollema,
nasce dal nostro Bartali Ok.
Il principale appuntamento di ottobre sulle piste europee era il Grand Prix de l’Uet,
riservato ai 4 anni, con formula in batterie
e finale.
La fase eliminatoria si è sdoppiata, come
da regolamento della manifestazione: a
Vincennes, la sera di martedì 9, si sono affrontati i cavalli in allenamento nell’Europa
continentale, il giorno dopo a Bjerke è stata la volta di quelli in training nei Paesi del
Nord. Una sola eliminatoria sui 2100 metri
sulla pista parigina per quattro posti nella
60
fase finale. Il netto favorito Prince d’Espace ha deluso (settimo a traguardo) con
chiara evidenza per l’olandese Virgill Boko
(da Express Ride e Ine P Boko, da Ride The
Wawe), Derbywinner fratello di altri due
vincitori del Derby olandese.
L’allievo dei Langeweg, con in sulky Hugo
jr, nonostante un pessimo avvio che lo ha
relegato nelle posizioni di coda, in arrivo ha preso la meglio di giustezza (1.12.9
la media) su Private Love (da Goetmal
Wood), agli altri posti Princess Foot (da
Arnaqueur) e Power Jet (da Ganyméde). Le
tre le batterie dell’Uet a Bjerke sono state
risolte dai favoriti. Ha aperto Simb Chaplin
(da Pearsall Hanover), svedese in training
in Finlandia, 1.14 sull’italiano Glen Kronos
che in arrivo lo ha impegnato duramente.
Poi è stata la volta di Megamen Meo (da
Super Anie), svedese allenato in Norvegia.
Il fratello pieno di Gigant Neo ha speso frazione velocissima per assumere l’iniziativa,
ma poi non ha avuto più problemi, 1.13.8,
sul connazionale Beanie M.M (anch’esso
da Super Arnie). Infine lo svedese Express
Merett (da Express It, con mamma italiana
da Indro Park) ha piegato di forza in 1.15
Loy Lavec.
L’atto conclusivo del Grand Prix de l’Uet è
andato in scena sempre a Bjerke, l’ippodromo di Oslo, la sera del 24 ottobre, sui
2100 metri e con una dotazione di 460 mila
euro. Non ha fallito l’obiettivo il favorito
Virgill Boko, agevolato anche da sbagliate
scelte tattiche di alcuni dei più forti rivali
e alle precarie condizione di salute di Simb
Chaplin e Megaman Meo, due dei vincitori
delle eliminatorie nordiche, eliminatisi in
rottura sin dalla prima curva. Hugo Langeweg jr ha subito portato Virgill in seconda
ruota, dietro la francese Private Love. Poi
al passaggio davanti alle tribune Kolgjini
ha mosso Glen Kronos che ha scavalcato i
rivali all’esterno per portarsi direttamente
sul battistrada Loy Lavec. Virgill ha atteso
l’ultima curva per attaccare in terza ruota e
prendere la meglio in arrivo, dove ha controllato, a media di 1.14, gli estremi outsider Staro Almab e Simb Luke, poi Private
Love, quinto Express Merett, rimasto bloccato dietro Loy Lavec, ottavo Glen Kronos.
Tante le altre proposte nel mese, tra le
quali bisogna fare necessariamente una
cernita. In Francia va segnalato il successo
di Olimede (da Ganymede), la sera del 19
Prix Reynolds: Olimede, con in sella Nathalie Henry, conclude al nuovo record della corsa di 1.12.7 precedendo Mage du Martellier
Esulta Hugo Langeweg jr in sulky a Virgil Boko sul traguardo del Gran Prix de l’Uet: successo agevolato anche da sbagliate scelte tattiche di alcuni dei più forti rivali
Viking Kronos) nel Kriterium danese (il 7 a
Charlottenlud) 1.17.6 sui 2500, i due successi del “Juliano Star” Commander Crowe
(il 7 a Farjestad e il 22 ad Halmstad) rimasto
così imbattuto in 13 uscite e le belle affermazioni il 13 a Göteborg di Camilla Highness (da Super Arnie) e di Torvald Palema
(da Alf Palema), la femmina in 1.12.5 sui
2140 nello Sto SM (il campionato nordico
delle femmine), il maschio nello Svensk
Masterskap in 1.14.1 sui 2640.
EZIO CIPOLAT
Hugo Langeweg jr ancora visibilmente emozionato in premiazione dopo il successo con Virgil Boko
a Vincennes nel Prix Reynolds al montato,
con in sella Nathalie Henry: 1.12.7 la media
dell’allievo di Lutfi Kolgjini, nuovo record
della corsa migliorando l’1.13.2 di Mage du
Martellier, secondo quest’anno. Bella poi,
sempre al Plateau de Gravelle, la vittoria
del portacolori italiano Otello Pierji (da Buvetier d’Aunou) nel Prix Pierre van Troyen
sui 2850 (il 23 ottobre), impostosi con
buon margine a media di 1.14.9 guidato dal
trainer Michel Lenoir. Il 5 anni portacolori
di Alessandro Amorena potrebbe venire a
Milano per il Gran Premio delle Nazioni. Infine, domenica 20 a Laval nel
Prix de Saint Germain sui 2875 sono
rientrati L’Amiral Mauzun e Pearl
Queen: il vincitore dell’Elitlopp, dal
quale ricompariva, è giunto quarto,
la campionessa di Duvaldestin quinta
in un confronto vinto dalla 6 anni Nazia Valière (da Balou Boy) a media di
1.15.8 sui 2900.
Per il trotto nordico vanno segnalate
le vittorie del 3 anni Mega Viking (da
Giro d’onore per Hugo Langeweg jr e Virgil Boko
61
AVVENIMENTI
GRAN PREMI
BOLOGNA – Giovedì 4 ottobre
CRITERIUM ARCOVEGGIO Gr. III ¤ 29.700, metri 1660
1. LEGIER MB m.b. 2 Lemon Dra e Speed Dance (Speedy Somolli). Allev.: sc. Emmebi. Prop.: sc. Gina Biasuzzi (1660 J. Nordin) 1.15.2
2. Laurel America (1660 A. Guzzinati) 1.15.6; 3. Le Touquet (1660 A. Farolfi) 1.16; 4. Lyndemar Trio (1660 R. Andreghetti) 1.16.2; 5. Lampo Bybo (1660 P. Esposito sn) 1.16.2
TRIESTE – Sabato 20 ottobre
PREMIO REGIONE FRIULI
VENEZIA GIULIA Gr. II
¤ 55.000, metri 1660
1. ISMOS FP m.b. 3 Uronometro e Udometre (Solomon Hanover). Allev.:
allev. Rio Grande. Prop.: sc. Tecnica Nella Luce (1660 E. Bellei) 1.15.2
2. In Wise As (1660 G. Lombardo jr) 1.15.3; 3. Impetuoso Trio (1660 R. Andreghetti) 1.15.6;
4. Illinois Bi (1660 M. Biasuzzi) 1.16; 5. Insole Bi (1660 F. Ciulla) 1.16
TRIESTE – Sabato 20 ottobre
PREMIO CITTÀ DI TRIESTE Gr. III ¤ 39.600.000, metri 1660
1. GHIACCIO DEL NORD m.b.o. 4 Bon Vivant e Toga del Nord (Ghenderò). Allev.: allev. Brianteo-Luisa Tagliabue. Prop.: sc. Royal Sport (1660 E.
Bellei) 1.15.5; 2. Filipp Roc (1660 D. Nuti) 1.15.8; 3. Guendalina Bar (1660 M. Smorgon) 1.16.3; 4. Expo Bi (1660 R. Andreghetti) 1.16.4; 5. Giuseppe Bi (1660 M. Biasuzzi) 1.16.4
62
NAPOLI – Domenica 21 ottobre
CRITERIUM PARTENOPEO/MASCHI Gr. III ¤ 44.000, metri 1600
1. LENDEMAIN m.b.o. 2 Daguet Rapide e Jolie Reve (Lindy Lane). Allev.: sc. Bolgheri. Prop.: Atos Lombardini & C. (1600 A. Farolfi) 1.16.9
2. Laird (1600 R. Andreghetti) 1.16.6; 3. Look Mp (1600 L. Panico) 1.17.1; 4. Lorenz del Ronco (1600 Gior. D’Alessandro) 1.18.3; 5. Laurito (1600 R. Ossani) 1.19.8
NAPOLI – Domenica 21 ottobre
CRITERIUM PARTENOPEO/FEMMINE Gr. III ¤ 44.000, metri 1600
1. LENA DI AZZURRA f.b. 2 Lemon Dra e Cometa di Azzurra (Baltic Speed). Allev.: Az.Agr. Valle Azzurra. Prop.: sc. San Giuliano (1600 E. Bellei) 1.16.9
2. Lolly Kronos (1600 G. Pistone) 1.17.3; 3. Laurel America (1600 A. Guzzinati) 1.17.4; 4. Liù La Sol (1600 C. Belluomo) 1.17.4; 5. La Rochelle (1600 V.P. Dell’Annunziata) 1.18
NAPOLI – Domenica 21 ottobre
GRAN PREMIO FRECCIA D’EUROPA Gr. I ¤ 165.000, metri 1600
1. OPAL VIKING m.b. 7 Tumpike Taylor e Zippelina Coeur (Lord off All). Allev.: in Svezia. Prop.: Golden Viking Ab (1600 J. Kontio) 1.14.1
2. Algiers Hall (1600 E. Bellei) 1.14.5; 3. Gruccione Jet (1600 L. Baldi) 1.14.6; 4. Farnese Font (1600 Man. Matteini) 1.14.9; 5. Hovding Laveec (1600 L. Kolgjini) 1.15
63
TORINO – Domenica 28 ottobre
CRITERIUM VINOVO Gr. III
¤ 44.000, metri 1600
1. LEONARDO GRIF m.b. 2 Varenne e Ciliegia Caf (Supergill).
Allev.: allev. il Grifone. Prop.: sc. Vitenzo (1600 L. Baldi) 1.14.4
2. Lesson Mast (1600 M. Compagno) 1.14.6; 3. Leroy Bar (1600 E. Bellei) 1.14.6;
4. Leoner Of Brown (1600 A. Guzzinati) 1.14.7; 5. Lancaster Sas (1600 P. Romanelli) 1.14.7
TORINO – Domenica 28 ottobre
CRITERIUM VINOVO-FILLY Gr. III
¤ 44.000, metri 1600
1. LOVELY BI f.b. 2 Pine Chip e Meadowbranch Emily (Prakas). Allev.:
az.agr. Biasuzzi. Prop.: sc. Gina Biasuzzi (1600 A. Guzzinati) 1.16.1
2. Lelia del Ronco (1600 L. Becchetti) 1.16.6; 3. Lollypop Wise (1600 M. Baroncini) 1.16.7;
4. Leticia Bi (1600 E. Moni) 1.16.9; 5. Lady Men (1600 R. Mazzarini) 1.17
64

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