febbraio 2011 - Il Portale di Guidonia Montecelio e Dintorni

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febbraio 2011 - Il Portale di Guidonia Montecelio e Dintorni
Registrazione al Tribunale di Treviso n. 1101/2-12-99 - Iscrizione al Roc n. 6223 - Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, DCB TV - Anno 13° • N° 2 - Febbraio 2011 • Tassa pagata/Taxe perçue • € 3,00
N. 2 FEBBRAIO 2011
Il manager Fabrizio Giannini (a destra) in compagnia di Tiziano
Ferro e un amico
Il Ministro Giorgia Meloni
Elisabetta Fantone artista, cantante e attrice
Affresco etrusco
Elena Bonelli
Riccardo Bacchelli
Giorgio Buzzavo e il Presidente del Coni Petrucci
Appuntamenti a teatro, concerti e spettacoli
per il mese del Carnevale 2011
Febbraio 2011
Arte
a cura di
Diego A. Collovini
Ennio Finzi. Dal nero al non colore
(opere 1950-2010)
Secondo importante appuntamento con l’arte contemporanea a Villa Contarini di
Piazzola sul Brenta, considerata la Reggia
delle Ville Venete. L’anno scorso ha esposto il pittore portogruarese Pope (cfr. nostro
numero mi pare il primo del 2010 o l’ultimo
del 2009) ora, in quei bellissimi spazi, sono
visibili le opere del veneziano Ennio Finzi.
La mostra, dal titolo Dal nero al non colore (opere 1950-2010) – visitabile fino al 20
marzo 2011 –, comprende un centinaio di
opere ed è stata curata da Michele Beraldo
e Dino Marangon. L’evento gode del patrocinio della Regione Veneto con il concorso
del gruppo Euromobil dei fratelli Lucchetta.
“Il colore è quel suono che rincorro affannosamente. È la ragione prima del mio fare,
l’ebbrezza, la follia, la catarsi. Il colore è il
mio verbo, la ragione prima e forse unica
di ogni possibile significato dell’essere:
esso risponde in nome dell’oscurità della
luce, al tutto del nulla”, così lo stesso Finzi
descrive la sua esposizione e aggiunge che:
“Per me il nero è un colore estremamente
allegro. Vaglielo a far capire al prossimo
che il nero ti dà felicità, ti dà distensione.”
Ennio Finzi (Venezia, 1931) ha da sempre
fatto dialogare due passioni la pittura e la
musica, ma è quest’ultima la guida passio-
Ennio Finzi con Manlio Onorato
nale ed emotiva che ha accompagnato sia
il suo fare pittura sia il suo modo di far dialogare i colori sulla superficie. Nel suo ordine cromatico-compositivo è sempre bel
visibile un imprevedibile atto pittorico,
un’espressione fortemente individuale che
va a interrompere quell’apparente armonia
cromatica. Un segno, un tratto, una macchia di colore, una gocciolatura alternati-
Scorcio delle opere in mostra
–– 3 ––
vamente scardinano la certezza percettiva
che ogni spettatore si aspetta. Infatti, “dall’uniformità all’emergenza segnica, dal lucido all’opaco, dalla più assoluta oscurità alle
sue innumerevoli modalità di reagire alla
luce sempre diversamente filtrata, catturata,
intensificata, modulata, talora ricorrendo
persino all’inserimento di pungenti frammenti vetrosi, il nero diventa una sconfinata tastiera sulla quale avanzare sempre nuove ipotesi di superamento degli stessi confini del visibile.” (Marangon)
Una mostra dunque che vuole abbinare la
visione con l’ascolto. È vero che il nero,
proprio nella sua dimensione infinita, è un
non colore nel quale vengono assorbiti la
luce e il calore, un non colore che toglie
lucentezza e ingloba in sé tutti i colori, un
non colore che fagocita tutto spazio. Proprio
per queste sue caratteristiche tende a diventare la metafora del vuoto, del nulla, ma
anche del possibile. È l’idea di uno spazio
infinito nel quale tutto si perde e tutto si
annulla. Ma è proprio dal nulla che le passioni dell’uomo trovano un riverbero; come
dal silenzio escono le note musicali, le parole, i suoni o ancora i rumori.
È questa la sensazione che Finzi ha voluto
esprimere in questa sua esposizione. Non
Febbraio 2011
Arte
Febbraio 2011
Arte
Il volto dell’ Ottocento
Sono state proposte diverse mostre
sul ritratto per altri secoli, ma per
quanto riguarda l’Ottocento l’impresa, sino a questa esposizione,
non era mai stata tentata. Ancora: è
la prima volta che vengono messi a
confronto ritratti dipinti e ritratti in
scultura, mettendo in rilievo le affinità e le profonde differenze tra le
due tecniche. Ed è ancora la prima
volta che viene offerta l’opportunità
di ammirare molti dipinti inediti, o
mai visti, di pittori importanti, come
Appiani, Hayez, Piccio, Signorini,
Corcos, Modigliani. Ma anche le
tante sorprese che vengono da artisti
Scorcio della mostra di Ennio Finzi
si tratta propriamente di un’antologica,
come più volte è stato affermato dai relatori, ma le tracce di un percorso iniziato nei
lontani anni cinquanta, quando l’artista frequentava il prolifico gruppo degli spazialisti, periodo nel quale si è andata formando l’identità dell’artista prima e dell’uomo
poi. E per questa ragione che non ci pare
sia possibile, osservando le opere di Finzi,
pensare a un mondo estraneo alle sue esperienze.
Queste esperienze e la sua storia si possono
cogliere direttamente dalla sua voce in un
video opportunamente realizzato per l’oc-
casione. E sono le sue parole e le sue
espressioni a suggerirci di guardare la
mostra non con gli occhi ma attraverso i
suoni che il costante dialogo del nero mantiene con i colori. La dialettica pittorica,
dove i colori si percepiscono sia isolati che
proposti in spessori di diversa materia, permette l’emersione di momenti di luce con
dissonanze cromatiche quali espressione di
un timbro che dà colore al suono e scandisce il ritmo che la pittura; suono e colore
fanno così da contrappunto alle campiture
cromatiche dalle quale affiorano movimenti
materici dalle diverse lucentezze.
Dall’opaco emergono tracce di un nero
lucido, come a trafiggere la materia stessa,
creando alterni spazi e illusorie profondità
che riportano alle giovanili esperienze spazialistiche e a una personale pittura quale
“attività all’insegna di un’inconfondibile
coerenza formale pur nella varietà delle
diverse offerte.” (Toniato).
Fenomenologie del colore opera di Toni
Toniato Matteo Editore.
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Umberto Boccioni, Autoritratto, 1908. Olio su
tela, 70 x 100 cm. Milano, Pinacoteca di Brera.
Su concessione del Ministero per i Beni Culturali
E’ la mostra delle “grandi novità” quella che
Fondazione Bano e Fondazione Antonveneta
propongono per la stagione autunnale di
Palazzo Zabarella. “Da Canova a Modigliani.
Il volto dell’800”, che si potrà ammirare fino
al 27 febbraio 2010, è, innanzitutto, la prima
rassegna a prendere in considerazione il ritratto lungo tutto il corso dell’Ottocento italiano.
Amedeo Modigliani, Ritratto di Hanka
Zborowska, 1917. Olio su tela, 55 x 38 cm
Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna e
Contemporanea. Su concessione del Ministero
per i Beni Culturali
Giacomo Grosso
Ritratto all’aria aperta, 1902
Olio su tela, 230 x 100 cm
Piacenza, Galleria Ricci Oddi
Giacomo Trécourt, Lord George Gordon Byron a Missolungi, 1850 circa. Olio su tela, 114,5 x
153. Pavia, Musei Civici
meno noti e che nel ritratto hanno raggiunto risultati eccezionali. Tra i dipinti inediti
c’è una nuova versione, che sarà messa in
confronto con quella nota, di un capolavoro
del Piccio Il ritratto del conte Giuseppe
Manara con il suo servitore nero, dimostrazione come uno stesso soggetto può essere
trattato in maniera completamente diversa.
Quest’opera fondamentale, eseguita nel
1842, rappresenta per l’Ottocento italiano
quello che la celeberrima Olympia di Manet,
del 1863, dove la donna è raffigurata insieme con la serva nera, significherà vent’anni
dopo per l’Ottocento francese. Oscar Wilde,
nel celebre romanzo Il ritratto di Dorian
Gray, affermò che: “…ogni ritratto dipinto
con passione è il ritratto dell’artista, non del
modello. Il modello non è che il pretesto,
l’occasione. Non è lui che viene rivelato dal
pittore, ma piuttosto il pittore che sulla tela
dipinta rivela se stesso”. “Questo credo sia
vero, afferma Fernando Mazzocca, che con
Carlo Sisi, Francesco Leone e Maria Vittoria
Marini Clarelli cura la grande esposizione
padovana. Ed è vero quanto più il pittore è
grande e in questa mostra ci sono solo capolavori scelti all’interno della vasta produzione degli artisti considerati”. “Questo
genere artistico, il ritratto, è stato scelto
come un punto di osservazione particolare
che ci permette di verificare tutta una serie
di cambiamenti avvenuti nel corso del secolo: nel gusto, nei canoni della bellezza, nel
modo di rappresentare la figura umana, di
dare al ritratto il valore di uno status simbol, di proporre una vasta gamma di soluzioni iconografiche una diversa dall’altra.
Ci sono autoritratti e ritratti degli artisti nei
loro studi, ritratti di giovani e ritratti di vecchi, ritratti singoli e ritratti in gruppo, ritratti in vesti mitologiche e ritratti in abiti contemporanei, ritratti di personaggi celebri,
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come Napoleone, Cimarosa, Canova,
Manzoni, Verdi, ritratti di famiglie, che rappresentano una caratteristica del secolo,
ritratti di persone note e di persone sconosciute, ma rese immortali per il modo con
cui sono state rappresentate, ritratti che isolano la figura e ritratti che la rappresentano
sullo sfondo di un ambiente, ritratti dove il
pittore si concentra sul volto e ritratti dove
l’attenzione è invece catturata dagli abiti,
ritratti di fumatori e di fumatrici, ritratti con
i cani, moltissimi”.
La mostra è un’occasione unica per poter
confrontare i movimenti che si sono succeduti nel corso del secolo e hanno inaugurato
il Novecento: ai ritratti neoclassici seguono
quelli romantici, i ritratti macchiaioli, i ritratti veristi, quelli scapigliati, quelli simbolisti,
sino ai ritratti futuristi di Balla, Boccioni,
Severini e quelli unici per l’originalità del
loro stile, di Boldini e di Modigliani.
Ma l’Ottocento è stato anche il secolo in
cui, un nuovo mezzo, la fotografia, irrompe
nel ritratto, esercitato anche una influenza
decisiva sulla pittura. Addirittura il pittore
bolognese Alessandro Guardassoni si è fatto un Autoritratto con accanto la macchina
fotografica. Spesso i pittori non facevano
più posare il modello come prima, per sedute che potevano essere molto lunghe e estenuanti per la loro frequenza (per realizzare
il celebre Ritratto di Manzoni Hayez dovette sottoporlo a ben 15 sedute in 15 giorni
diversi). I saggi del catalogo Marsilio sono
illustrati da fotografie d’epoca e uno è riservato proprio al ritratto fotografico. Prima
della fotografia i ritratti che per il loro formato potevano essere portati con sé, erano
quelli in miniatura, una tecnica preziosa e
complicatissima, e la mostra ne offre, in una
stanza apposita, una sorta di scrigno, una
campionatura davvero straordinaria.
Febbraio 2011
Visti in Galleria
a cura di
Diego A. Collovini
Jim Goldberg - Premio Cartier Bresson
Jim Goldberg – fotografo statunitense della Magnum, recente vincitore del Premio Cartier Bresson – ha inaugurato a Pordenone una
delle due sedi (quella di via Bertossi) della nuova Galleria d’Arte di
Pordenone (PArCo). La sistemazione della nuova galleria Comunale
è opera di Thomas Herzog che ha voluto recuperare gli edifici storici
creando uno spazio che compenetra armonia e funzionalità a un forte significato storico-ambientale. Nella mostra di Goldberg sono presenti più di trecento opere tra foto, video, oggetti, testi, per condensare tutte le principali tappe della carriera artistica del fotografo nato in
California nel 1953. Una raccolta di circa trecento fotografie che illustrano l’intero percorso artistico e ne mostrano la forte capacità comunicativa. Ricordiamo i tre progetti “Rich and Poor”, “Raised by
Wolves” e “Open See”. Opere che descrivono luoghi, situazioni e
realtà umane, spesso legate a paesaggi o ambientazioni o scenografie
che danno identità sociale alle persone ritratte. Non è però un reportage
di viaggio. Le foto di Golberg, come per altro lui stesso ha dichiarato
nel suo breve intervento, vogliono “raccontare delle storie”. Storie
umane fatte di atteggiamenti, di volti, di corpi. Un’umanità che scaturisce in tutta la sua forza esistenziale. “I soggetti delle foto sono
gente povera, persone senza tetto o profughi” uomini e donne che
vanno alla ricerca di un luogo nel quale vivere e nel quale trapiantare
la loro storia, la loro esistenza, la loro umanità. Le fotografie dell’artista americano descrivono questa necessità raccontando anche la delusione e la difficoltà del loro esistere diversamente. Vi si legge, nella
maggior parte delle foto, la volontà “di dare voce a chi non ce l’ha” con
la speranza di “esserci riuscito”. La logica che lega l’esposizione, riassunta da Marco Minuz – curatore della mostra assieme a Valerie
Fougeirol – è la contrapposizione dei concetti esistenziali di stabile e
di instabile, dove nella prima categoria stanno le persone ricche, quelle che si possono permettere un’esistenza appunto stabile, nella seconda invece sono incluse le persone povere, emarginate o dei profughi,
la cui realtà è in continua mutazione e diversificazione.
Pur essendo la prima mostra personale in Italia, l’artista non è sconosciuto, è stato il fotografo ufficiale di Dolce e Gabbana. Questo propone una lettura verso i due filoni della sua ricerca: il ritratto di moda
e l’indagine sociale. Due forme espressive che si compenetrano nella loro duplice specificità; ciò permette all’artista di registrare le mutazioni sociali (la moda) e le espressioni delle persone dell’upper class
made in USA alla ricerca di una difficile identità.
Orfeo Olivato alla galleria Trevisoarte
A Treviso, presso la galleria Trevisoarte, inaugurata nel settembre
2009 e gestita da Antonio Pezzella, espone l’artista Orfeo Olivato,
veneto. Sono presenti opere di diversi periodi (dal 1995 al 2007)
e di diversa natura, dalle pitture, alle sculture di carta, ceramica o
plexiglass. Un periodo che definisce la quasi totalità del percorso
creativo dell’artista.
A testimoniare il lavoro di Olivato sono però le opere di pittura.
Queste esprimono una ricerca essenzialmente imperniata nelle
diverse opportunità offerte dal colore; c’è però una seconda finalità nel suo fare: mettere in evidenza il rapporto esistente tra il
colore, la luce e il piano pittorico. Il colore è la pura espressione
della luce, mentre i diversi accostamenti cromatici, dialogando tra
loro, danno origine a variegate tonalità e a conseguenti vibrazioni cromatiche. Per questo motivo ci pare che Olivato proponga
una pittura sempre attenta alla sintonia tra i diversi colori, ma non
seguendo una scontata armonia; va alla ricerca di effetti che inducono alla riflessione e stimolano la visione. Così i diversi colori,
in una superficie decisamente bidimensionale, definiscono fantasiose armonie politoniche.
L’apparente assenza dello spessore materico invece stimola lo spettatore all’individuazione di una luminosità indefinibile, che va
gradualmente spegnendosi in quell’orizzonte su cui si smorza ogni
illusorietà spaziale. L’artista rende così palese la certezza di una
seconda fase, fugace e piacevole, ma nello stesso tempo interiore,
perché vincolata alla soggettività dell’autonoma percezione del
singolo. La pittura segue un suo preciso percorso senza dipendere da un preordinato ordine cromatico che rimanda a scontate
espressioni coloristiche di tipo naturalistico; anzi il suo “maneggiare” il colore lo porta a creare delle composizioni cromatiche
originali. La soggettività, presente in ogni sua opera, origina però
da un non luogo, da uno stato progettuale, per realizzarsi nell’alternanza dei linguaggi. L’artista propone nello stesso tempo un
deciso rimando alla memoria, una citazione fugace, a volte onirica. Non passano quindi indifferenti né le ricerche sulla luce di
Romani o di Balla, né le ampie riflessioni sull’identità del monocromo, né ancora le mai terminate ricerche sul colore di Dorazio.
Non è certo una sintesi, ma certamente il suo lavoro può contribuire all’identità fenomenologica del colore.
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Febbraio 2011
Arte
Mandela e il Dalai Lama ritratti
da Angelo Pasquarelli
L’artista Angelo Pasquarelli si racconta a
Duemila rispondendo ad alcune nostre domande: “La mia avventura artistica” - dice- “ha il
suo concepimento lo scorso ottobre 2009,
quando durante un viaggio di piacere a Berlino
con un mio carissimo amico, visitando varie
gallerie di arte contemporanea mi imbattevo
nelle opere dei grandi interpreti della Pop-art
mondiale quali Roy Lichtenstein, Rauchenbergh, i loro dipinti pieni di sensazioni, colori ed emozioni mi colpiscono in tal modo da
spingermi, appena tornato, ad iniziare a dipingere, e i primi soggetti che vengono da me rappresentati sono due premi Nobel: Nelson
Mandela e Sua Santità il 14esimo Dalai
Lama. Di getto ho poi avuto l'impulso di donare a questi due grandi personaggi l'opera da
me realizzata, e dopo aver trovato i loro contatti
ho scritto loro e comunicato il mio desiderio.
Il risultato è stato sorprendente, i loro rappresentanti mi hanno subito risposto e scritto che
erano tutti e due felici ed entusiasti di questo
mio dono. L'ambasciata sudafricana in Roma
ha voluto presentare il quadro di Mandela
durante la commemorazione della strage di
Soweto il 16 giugno al Fifa Fan Fast di Piazza
di Siena, questa notizia è stata pubblicata sia
sul quotidiano City con un bella intervista, e
con un articolo sulla rivista nazionale
Millionaire di luglio.
Ho provato una gioia immensa nel ricevere i
ringraziamenti da parte del Dalai Lama con
una toccante mail nella quale mi rendeva partecipe del piacere che aveva avuto nel ricevere questo pensiero da parte mia.
Altri personaggi si sono susseguiti, tra cui il noto show man
Renzo Arbore, il chitarrista
americano Joe Satriani e il cantante vincitore del festival di
San Remo 1982 Riccardo Fogli. Attualmente sto lavorando
ad un progetto che ha a che
fare con il corpo in movimento. In cantiere anche altri personaggi che parlano di me e
delle mie passioni. Preferisco
riservare, soprattutto data la
mia giovane età artistica, più tempo all'attività di pittura piuttosto che alle esposizioni.
Comunque l'ultima esposizione è stata fatta presso il Circolo Canottieri Lazio di
Roma nel novembre scorso”.
Per il 2011 le cose a cui pensare per lui: “Sono
molte e belle, davanti a me ho molto da lavorare, crescere, maturare e, molto importante,
continuare a comunicare le mie emozioni attraverso i colori”.
“L'arte” - dice il maestro Pasquarelli- “è il mezzo che mi permette di manifestare e comunicare le mie emozioni, esperienze e passioni,
che mi permette di arrivare a toccare gli animi
delle persone con un immagine che esprime
suoni, parole, significati, un strumento in grado di annullare le barriere tra popoli e società
diverse, uno strumento in grado di portarti
dove nient'altro potrebbe. Quello che si prova
è molto difficile da descrivere, innanzitutto
credo sia totalmente soggettivo, per quanto mi
riguarda poiché quello che dipingo è parte di
me, sempre, il coinvolgimento emotivo è molto intenso, nel caso di personaggi cerco sempre, mentre li dipingo, di ascoltare la loro musica o vedere film a loro dedicati e visto che
realizzo le mie opere prevalentemente di notte l'atmosfera è assicurata dalla quiete notturna. Qualche volta il processo di realizzazione
è in un certo senso doloroso in virtù delle scelte creative da affrontare durante la realizzazione. Comunque un’esperienza avvolgente
ed estraniante senza eguali”.
Ma come avviene la scelta di soggetti e personaggi da ritrarre? Risponde: “La scelta di
ritrarre un personaggio è strettamente emotiva,
deve stimolare i miei sentimenti, colpire per
una sua qualità, toccare determinati tasti, quali l'umanità, l'umiltà, la generosità, l'estro. Una
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volta ricevuto questo impulso, il vulcano delle mie emozioni inizia ad eruttare, non lava
ma colori su tela”.
Considerando concetti come "bellezza",
"verità", "bruttura", "ignominia" Angelo
Pasquarelli risponde: “Tra questi concetti quello che mi colpisce di più è sicuramente la
verità, è per me una pietra preziosa e rara, la
verità è scomoda e sgradita a volte ma onorevole come poche se la dovessi rappresentare con un colore userei un giallo chiarissimo.
Poi segue la bellezza, che per me è un cielo
pieno di sfumature come gli occhi espressivi
di una persona o due anziani che si tengono
per mano, molto soggettiva e costantemente in
discussione nella quotidianità contemporanea, in special modo nei pensieri di un artista, il colore sarebbe un rosa, sempre chiaro.
L'ignominia mi fa provare una sensazione
molto triste, se posso usare un colore direi un
verde molto scuro. La bruttura invece la vedo
come un colore sempre cupo e sinistro, direi
un vinaccio”.
Per quanto riguarda commenti e opinioni,
risponde: “Sono molto felice di ricevere sia
critiche che complimenti, quest'ultimi sono
gratificanti per un artista e le prime ti aiutano
a capire se stai andando nella direzione in cui
vuoi andare e se il messaggio che vuoi trasmettere viene recepito o meno da chi si accosta alla tua arte”.
“Il mercato dell'arte” - dice Pasquarelli- “è
molto particolare e misterioso, io personalmente sono del tutto nuovo in questo campo. È
un pensiero che mi sfiora solo in quanto il
poco tempo che ho preferisco spenderlo tutto
per creare e non per pensare a dove o come
possano le mie creature trovare una collocazione nel mercato”.
Febbraio 2011
Cultura&Società
Febbraio 2011
Cultura&Società
“Progetto Zefiro”: una presa di coscienza e molti progetti
“Zefiro è un Dio dell’antica Grecia nonché
personificazione del vento di ponente.
La sua caratteristica è di essere impetuoso
alla nascita e sereno al suo culmine, come
un’arte che agli inizi s’impone per la sua
unicità, ma sa anche esser terreno per sperimentazioni artistiche con lo scorrere del
tempo. Il “Progetto Zefiro” nasce dalla
voglia di creare un elemento di eguale visibilità, un fenomeno di promozione di artisti
che escono dal loro laboratorio, dalle accademie d’arte, da luoghi di ritrovo, portandoli alla luce del sole. L’obiettivo degli ideatori di Zefiro è di creare un sistema di promozione artistica dei giovani talenti tramite mostre, esposizioni, performance in realtà
comuni: caffè storici, librerie, luoghi di
grande passaggio. Tale obiettivo sarà raggiunto grazie alla Città di Rivoli, la quale
sarà trasformata in un luogo artistico diffuso, senza barriere o spazi prestabiliti.
La collaborazione è l’elemento fondante
di Zefiro; il Progetto intensifica il suo sforzo in cinque settori diversi: pittura, fotografia, installazione, street art, video arte.
Ognuno di essi è seguito da persone competenti e affini per interessi e formazione
professionale.
Il progetto si avvale inoltre di collaboratori
dislocati in diverse città italiane; il loro
compito è di sondare il mercato alla ricerca
di giovani promesse. I criteri di selezione?
Il quesito è assai banale quanto veritiero:
gli artisti sono la base del progetto e sono
selezionati con attenzione ed inoltre, gli elementi di valutazione quali sono?
Fermo restando che non esistono termini di
valutazione univoci, il punto nodale di tutte le scelte è stato e sarà la sensazione che
l’opera comunica.
La selezione degli artisti è a carico di tre
persone (Moitre Alessio, Andrea Marchese ed Elisa Sozzi), le quali visioneranno il book di ogni performer.
Gli artisti saranno selezionati in merito
al tema artistico scelto dagli organizzatori; si verrà dunque a creare un ricambio degli espositori. Il Comune di Rivoli
riveste un ruolo importante: non solo è il
promotore più importante e il principale “polo” artistico della manifestazione,
ma è anche la città di partenza per la
creazione di un circuito d’arte che nell’immaginario degli organizzatori interesserà inoltre Città limitrofe e non.
L’intento dei promotori di Zefiro è,
infatti, quello di testare la manifestazione
nel Comune di Rivoli per poi esportarla in
altre Città; a tal proposito, sono attivi da
qualche tempo contatti e collaborazioni con
giovani curatori, appassionati d’arte e artisti al fine di individuare performer emergenti in altre realtà piemontesi, italiane ed
estere. L’impatto del Comune di Rivoli per
quel che riguarda la prima rassegna espositiva è di tipo comunicativo e promozionale, nonché logistico vista la presenza di
allestimenti localizzati in spazi messi a
disposizione dal Comune stesso.
Gli organizzatori sono in fase di trattativa
con altri sponsor: giovani marche del settore artistico e dell’abbigliamento, nomi e
soggetti creativi che hanno intenzione di
investire in un Progetto di promozione,
ricerca e creazione di nuovi talenti nel campo dell’arte visuale. Insomma, per farla breve, cerchiamo artisti di ogni campo, aspettiamo i vostri book, le vostre proposte o
semplicemente attendiamo un primo contatto con voi.”
Progetto “Zefiro” una curiosità per quale motivo avete scelto questo nome?
La scelta è stata dettata dalla figura di
Zefiro nell’antichità classica. Infatti non
solo è un Dio ma soprattutto un vento che a
seconda della giornata può essere impetuoso o sereno, a seconda della situazione. Non
è facilmente controllabile ed è capace di
sconvolgere ma anche di costruire. In somma era adattissimo per un progetto
come il nostro.
Qual è la storia del Progetto Zefiro?
Come è nato e come sta procedendo?
Il Progetto è nato circa un anno or sono,
dopo una serie di serate attorno ad una bir-
Foto in questa pagina di Claudia Panarello
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ra. Eravamo e siamo tutt’ora in quattro:
Elisa Sozzi, Andrea Marchese, Valentina
Gottardi e il sottoscritto, Alessio Moitre.
La nostra è una lunga storia, infatti siamo
stati anche compagni di liceo ma poi c’eravamo un po’ persi di vista. Il destino e gli
interessi comuni ci hanno riunito. Abbiamo
cominciato a pensare come strutturare il
Progetto e ci siamo divisi equamente i compiti, con un occhio di riguardo soprattutto
per la pittura, la scultura, la fotografia, la
street art, l’installazione e la videoarte. La
prima esposizione con il marchio Zefiro è
nata ad ottobre 2010, una mostra fotografica per le vie di Rivoli, la città dove siamo
“nati” artisticamente.
Ad oggi i progetti sono molti, stiamo infatti portando avanti delle esposizioni fotografiche, di street art e di pittura, con un
paio di idee che stanno piano piano trovando forma, soprattutto nel campo dell’installazione specifica.
Se doveste rispondere a una persona che
non vi conosce e vi chiedesse “Perché
Progetto Zefiro è importante?” come
rispondereste?
Non so se Progetto Zefiro è importante,
però posso rispondere che nelle realtà cittadine odierne, il ruolo dell’arte non può e
non deve essere marginale, in quanto insieme alla musica è probabilmente il campo
umanistico con maggiore presa sui giovani, quello per intenderci che gli aiuta ad
esprimersi e a sfogarsi.
Sicuramente Zefiro può essere importante
come presa di coscienza e alle volte, valvola di sfogo per giovani artisti che aiutano se stessi e tutti noi a vedere il mondo
con occhi diversi.
Sono stati maggiori i momenti in cui
avete ottenuto delle grandi soddisfazioni o in cui in qualche modo avete
riscontrato non pochi ostacoli?
È inutile fingere, all’inizio abbiamo trovato non poche difficoltà, soprattutto perché non eravamo conosciuti e poi perché
le varie amministrazioni comunali non
sono quasi mai attente all’arte contemporanea.
Nel complesso a Rivoli siamo stati fortunati, dopo un paio di mesi abbiamo
riscontrato l’interesse dell’Assessorato
alla Cultura, che poco alla volta ci ha
accettati. Ora stiamo cominciando a rac-
cogliere le nostre soddisfazioni, c’è ancora
molto da fare e noi abbiamo ancora tanti
progetti in mente, ci vorrà tempo ma la cosa
che conta sono le motivazioni.
Le persone cosa pensano di voi e di ciò
che fate? Voi come vi valutate e considerate ciò che fate?
All’inizio le persone sono un po’ intimorite e si fanno prendere dai vari stereotipi sull’arte contemporanea.
Dopo qualche incontro però rimangono colpiti e se vogliamo affascinati da ciò che facciamo, domandano, riflettono e alle volte
si arrabbiano pure, però ti accettano.
Noi quando vediamo questo ne rimaniamo contenti e cerchiamo spesso e volentieri di parlare con loro per trovare anche
delle possibili collaborazioni, perché noi
consideriamo importante il nostro lavoro,
soprattutto in chiave futura. Non abbiamo
la tracotanza di cambiare il mondo, vorremmo solo migliorarlo culturalmente, non
ci pare poco!
Le istituzioni sono lontane dalla vostra
realtà, se ne tengono alla larga oppure
invece dimostrano interesse?
Diciamo semplicemente che se non richiami le istituzioni almeno tre o quattro volte,
di sicuro non ti vengono a cercare!
Anche dopo varie discussioni e incontri
rimangono sempre fredde e distaccate, per
fortuna però troviamo molto appoggio dalle associazioni culturali e gruppi di privati
della città in cui andiamo. Loro sono il vero
motore della collettività!
Quali sono i vostri progetti per il 2011?
Come lo considerate? Un anno più tosto
del precedente oppure chissà succederanno “miracoli”?
I progetti sono vari. Di sicuro avremmo due
esposizioni molto interessanti, la prima a
giugno-luglio, dove prenderemo una piccola cappella del settecento, affacciata proprio sul Castello di Rivoli e la useremo per
un installazione specifica.
La cappelletta è all’interno di un Parco denominato
San Grato, che ci piacerebbe trasformare in un
piccolo luogo d’arte per i
mesi estivi, questa però è
un idea ancora da definire.
La seconda iniziativa sarà
nei mesi di maggio o al massimo di giugno
2011, dove nell’Ecomuseo del Colle del
Lys, un luogo dove riflettere sulla resistenza e la Seconda Guerra Mondiale, proporremo a quattro artisti di realizzare nel corso della loro visita al complesso, un’opera,
tenendo sempre presente le tematiche e
l’importanza del posto.
Per quanto concerne la fotografia, nel mese
di aprile avremo una collettiva dal titolo “In
quattro scatti” e nel mese di ottobre una personale di un giovanissimo artista napoletano che si chiama Angelo Formato.
Vi sono anche altre idee ma per ora sono in
cantiere.
Come si vede di progetti c’è ne sono e non
neghiamo che il 2011 sarà un anno cruciale per il nostro Progetto, lo consideriamo
un anno fondamentale, anche in virtù dei
molti contatti e collaborazioni che stiamo
mettendo in cantiere, anche in previsione
per il 2012.
Sappiamo che l’anno che ci attende sarà difficile, però per ora non ci fasciamo la testa
prima del tempo!
Si parla spesso di stigmatizzazione da
parte della “società”, ne siamo proprio
sicuri? Non c’è più un lavarsi le mani alla
Ponzio Pilato?
Purtroppo la seconda ipotesi.
Spesso e a tratti volentieri, le istituzioni non
sono attente ai fenomeni culturali, alle volte anche per personale tornaconto.
C’è una gara a fare il meno possibile, la
scusa è il bilancio, la situazione mondiale, la mancanza d’interesse da parte del
pubblico e via dicendo. Molte iniziative
culturali sono spesso lasciate ai privati, che
così facendo assumono il controllo della
vita cittadina, riuscendo alle volte a strumentalizzarla.
Avete mai pensato di prendere contatti
con l’estero e propogandare meritatamente il vostro lavoro?
Per la verità è un idea che abbiamo sondato da tempo. Stiamo cercando in Italia luo–– 9 ––
Foto in questa pagina di Marco Donatiello
ghi, gallerie, istituzioni o anche semplici
privati che siano interessati ad ospitare alcune delle nostre esposizione.
Nello stesso tempo abbiamo cominciato a
buttare un occhio fuori dal Belpaese, soprattutto in Francia, visto la vicinanza, per ora
abbiamo idee e come al solito, qualche progetto. Vedremo il da farsi durante il 2011.
Ci sono esperienze che rifareste con soddisfazione ed entusiasmo? I progetti
come il vostro che rispondono a una sempre più ampia richiesta di “pro sociale”
saranno sempre di più oppure..?
Sarà banale, ma francamente io rifarei tutto e posso parlare a nome anche di tutti gli
altri. Sono esperienze che ti danno una
grande carica ed una personale soddisfazione, nonostante tutto. Fortunatamente
constatiamo che di progetti come il nostro
ne stanno nascendo, e quindi un pizzico di
ottimismo c’è sempre.
C’è qualcosa che vorreste assolutamente trasmettere ai lettori di Duemila?
Prima di tutto che esiste un Progetto che si
chiama Zefiro, è questo l’hanno capito da
questa intervista direi!
La seconda di fare un giro in Piemonte e in
modo particolare a Torino e in Valle di Susa,
quest’ultima famosa in questi anni solo per
la vicenda della Tav, ma che sa offrire ben
altre bellezze.
Febbraio 2011
Cultura&Società
Febbraio 2011
Cultura&Società
Il “Diritto al futuro”: intervis ta al Ministro Giorgia Meloni
Giorgia Meloni è nata a
Roma il 15 gennaio del
1977. E’ giornalista professionista dal 2006. Cresciuta nel popolare quartiere romano della Garbatella, si è diplomata in
lingue presso l’ex istituto Amerigo Vespucci. Ha
iniziato il suo impegno
politico a 15 anni fondando il coordinamento
studentesco “Gli Antenati”, principale motore della contestazione contro il
progetto di riforma della
pubblica istruzione dell’allora ministro Iervolino.
Nel 1996 è divenuta dirigente nazionale di Azione
Studentesca, rappresentando tale movimento in
seno al Forum delle associazioni studentesche istituito dal ministero della
Pubblica Istruzione.
Nel 1998 è stata candidata da Alleanza
Nazionale al Consiglio della Provincia di
Roma nel collegio della Garbatella. Eletta,
è stata membro della commissione Cultura,
scuola e politiche giovanili fino allo scioglimento della consiliatura nel 2003.
Nel 2000 è divenuta dirigente nazionale di
Azione Giovani e nel febbraio 2001
Gianfranco Fini, presidente di An, l’ha
nominata coordinatrice del comitato di reggenza nazionale del movimento giovanile.
Nel 2004, candidata a capo della lista “Figli
d’Italia”, ha vinto il congresso nazionale di
Viterbo ed è diventata la prima presidente
donna dell’organizzazione giovanile della
destra nazionale.
Nell’aprile del 2006 è eletta alla Camera
dei Deputati nella lista di Alleanza Na zionale nel collegio Lazio 1. Pochi giorni
dopo viene eletta Vicepresidente dell’aula
di Montecitorio. Nella XV legislatura è stata componente della VII Commissione (cultura, scienze ed istruzione).
Nel 2008, in occasione delle elezioni per la
XVI legislatura, è divenuta parlamentare
per la seconda volta.
L’8 maggio dello stesso anno giura come
ministro della Gioventù del governo guidato da Silvio Berlusconi. A 31 anni,
Giorgia Meloni è il ministro più giovane
smo, perché tanto le istituzioni quanto il
mondo del lavoro devono arrivare a comprendere che esiste un patrimonio inestimabile nei giovani italiani sul quale occorre essere pronti ad investire.
Quanto è difficile oggi, per un giovane,
accedere al mercato del lavoro? E una
volta entrati, rimanerci?
della storia della Repubblica d’Italia.
L’abbiamo intervistata per conoscere il suo
punto di vista sulla gioventù di oggi e l’attuale situazione:
I giovani il loro futuro e il lavoro. Gli
organi d’informazione descrivono sempre più spesso una realtà fatta di pessimismo e sconforto. Dalle vostre analisi, è
realmente così?
Indubbiamente i giovani risultano essere la
fascia più colpita in questo difficile frangente di crisi: la ricerca di un lavoro sicuro,
in grado di garantire la stabilità economica
necessaria a conquistare la propria indipendenza e la possibilità di costruirsi una
famiglia, sta rischiando di diventare sempre più un miraggio. E l’orizzonte si rannuvola ulteriormente quando si prova a pensare a che tipo di previdenza sociale potranno aspirare quei tanti, tantissimi giovani che
oggi si arrabattano tra un contratto a termine e una collaborazione continuativa.
Tuttavia sono convinta che sia proprio nei
momenti di maggiore difficoltà che la creatività, l’energia visionaria e il talento dei
giovani italiani possano svolgere un ruolo
fondamentale nell’ottica del rilancio. Non
si tratta di retorica: quello che occorre oggi
all’Italia è una nuova ondata di mecenati–– 10 ––
E’ una questione complessa, che comincia
dal momento della formazione: oggi
l’Università italiana, anche attraverso le
facoltà con vocazione più improntata verso le materie economiche, sforna quasi
esclusivamente lavoratori dipendenti, a caccia di un “posto fisso” che non è più quello di un tempo e che anzi, spesso, bisognerebbe sapersi costruire da sé, e stimola
pochissimo la cultura d’impresa. Questo
rappresenta un handicap, ma non è sicuramente a questo handicap che si deve imputare la colpa di una realtà particolarmente
ostica ai giovani che si affacciano al mondo
del lavoro.
Spesso accade poi che a un giovane che si è
brillantemente laureato e parla tre lingue
venga offerto un contratto a tempo determinato da 15 mila euro lordi l’anno, una
cifra con la quale non puoi fare una vita
dignitosa fuori dal nucleo familiare. Anche
per questo la generazione dei giovani di
oggi non solo ha più difficoltà che qualunque altra in passato a trovare un impiego,
ma anche a raggiungere quell’indipendenza
economica indispensabile, lo si è detto, per
progettare l’acquisto di una casa o la costruzione di una famiglia. E questa situazione è
il frutto non solo della crisi economica, ma
anche delle scelte fatte nei decenni passati
da una politica poco lungimirante che ha
preferito scaricare i costi sulle generazioni
future perché tornava utile in termini di consenso immediato.
In Italia bisogna realizzare una rivoluzione
del merito che, sostituendo l’egualitarismo
sessantottino e la sua devastante corsa al
ribasso e all’appiattimento per garantire a
tutti, anche ai non meritevoli, lo stesso traguardo, permetta invece agli Italiani, giovani o adulti, donne o uomini, di avere l’opportunità di dimostrare quello che valgono
indipendentemente dalla condizione dalla
quale provengono, e di conquistarsi di conseguenza la propria posizione. Ma questo è
un lavoro lungo e delicato, che non si può
fare in un anno o due, e per il quale è
necessaria un’alleanza generazionale: un
patto di serena collaborazione che, mettendo da parte le disparità create da decenni di mala politica, veda le generazioni
adulte lavorare con le giovani leve per trasferire loro esperienza e garantire serie
opportunità di crescita.
Ministro Meloni, nel nostro Paese cosa si
sta facendo di concreto a favore delle
politiche giovanili? Cosa si sta facendo
per dare ai giovani un po’ più di certezza
e di serenità?
Sono tanti i fronti su cui ci siamo mossi per
cercare di fare qualcosa di importante per
la gioventù italiana: abbiamo lavorato
soprattutto per dare proprio quell’opportunità di emergere che manca a tanti giovani.
In primis vorrei citare il pacchetto di iniziative che abbiamo chiamato “Diritto al
futuro”, un insieme di azioni del Ministero
della Gioventù rivolte alle nuove generazioni sui temi del lavoro, della casa, della
formazione e dell’autoimpiego. “Diritto al
futuro” è la fiducia in una generazione che
non è fatta di “bamboccioni”, ma di giovani uomini e donne determinati a costruire
il proprio futuro e quello dell’Italia. Si tratta di un impegno concreto da parte del
Governo e del Ministero, così come dimostrano le cifre: 216 milioni messi in campo
dal Ministro della Gioventù, che diventano
300 milioni grazie al cofinanziamento pubblico e privato: 10mila posti di lavoro a tempo indeterminato per giovani genitori con
contratti atipici; 10mila mutui concessi a
giovani coppie di precari; 100 milioni per
l’impresa giovanile, il talento e l’innovazione tecnologica; 20mila tra i migliori neolaureati d’Italia messi a contatto con il mon-
do produttivo; 30mila giovani meritevoli
che potranno investire sul proprio futuro e
completare la propria formazione grazie a
un prestito garantito;
oltre 68 milioni di
spesa coordinata con
gli enti locali a favore delle giovani generazioni.
Sempre sul fronte dell’occupazione, abbiamo messo in campo
progetti volti alla promozione della cultura
d’impresa, in collaborazione con il mondo
universitario, per aiutare i ragazzi che hanno una buona idea
imprenditoriale
a
superare la difficile
fase dello start up e a
conquistarsi da sé il
tanto agognato posto
fisso. Per premiare la
creatività dei giovani
italiani, il Ministero
della Gioventù ha poi
indetto un bando chiamato “giovani protagonisti” che ha come obiettivo quello di
promuovere progetti presentati da giovani
fino a 35 anni, in modo da dare un sostegno concreto a coloro che in questo
momento di crisi hanno la forza e il coraggio di mettere in gioco la propria creatività
e la propria voglia di protagonismo giovanile. Abbiamo sottoscritto protocolli d’intesa con gli ordini professionali, come ad
esempio quelli con notai e consulenti del
lavoro, per offrire ai giovani il supporto e
la collaborazione di chi con tanti anni di
esperienza alle spalle può offrire, a chi si
appresta ad iniziare un cammino professionale, il supporto necessario a superare i primi grandi, e per tanti ragazzi insormontabili, ostacoli.
Una pagina significativa e toccante del
nostro lavoro è stata
poi scritta all’indomani del terremoto
abruzzese. Tantissimi
ragazzi e ragazze da
tutta Italia ci chiedevano cosa fare in
quelle ore per essere
d’aiuto alle famiglie
colpite dal terribile
terremoto. Siamo stati colpiti dalla volontà
che emergeva da parte di tanti giovanissimi di mobilitare energie e professionalità,
donare un po’ di sé
stessi e del proprio
tempo. L’emergenza
poteva essere gestita
solo da soccorritori
esperti e la protezione civile non aveva risposte immediate da
dare ai ragazzi. Sono oggi circa 4.500 i
ragazzi che hanno riempito il modulo e che
ora fanno parte di una banca dati alla quale le associazioni possono attingere. È la
dimostrazione che quando apri un canale di
comunicazione con i ragazzi, questi rispondono: quella dei giovani di oggi non è una
generazione così priva di valori e di ideali
come troppo spesso la si dipinge.
Ulteriori informazioni su:
http://www.gioventu.gov.it/
Diritto al futuro: è un insieme di azioni del Ministero della Gioventù rivolte alle nuove generazioni, sui temi del lavoro, della casa, della formazione e dell’autoimpiego. “Diritto al futuro” è parte integrante dell’opera più vasta svolta dal Governo Berlusconi in favore delle nuove generazioni raccontata nel volume “Il governo dei giovani” e nell’omonimo sito www.governodeigiovani.it, in continuo
aggiornamento. "Diritto al futuro" è la fiducia in una generazione che non è fatta di “bamboccioni”, ma di giovani uomini e donne
determinati a costruire il proprio futuro e quello dell’Italia. 216 milioni messi in campo dal Ministro della Gioventù, che diventano 300
milioni grazie al cofinanziamento pubblico e privato :
http://www.gioventu.gov.it/diritto-al-futuro/diritto-al-futuro-300milioni-di-euro-oggi-per-il-domani-dei-giovani-italiani.aspx
Buon lavoro! I giovani e l’ingresso nel mondo del lavoro: www.ipotesidilavoro.it
La Giovane Impresa: nato su iniziativa del Dipartimento della Gioventù e finanziato attraverso il Fondo delle Politiche Giovanili, il portale Giovane Impresa ha l’obiettivo di diffondere, consolidare e sviluppare la cultura d’impresa tra i giovani, presupposto indispensabile per incentivare la nascita di nuove iniziative imprenditoriali e creare nuove opportunità di lavoro: www.giovaneimpresa.it
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Febbraio 2011
Cultura&Società
Febbraio 2011
Cultura&Società
“Lo sport? più di una moda, uno stile di vita. Adatto a tutti”
Giorgio Buzzavo e l’impegno di Verde Sport: “Da 20 anni promuoviamo lo sp ort nella sua valenza sociale. Il futuro? Lavorare per i bambini, le famiglie e
... gli stadi del futuro”
A fianco veduta aerea del parco
Nazionale di basket 3contro3 Join The Game
(vi giocano 35.000 atleti under 14 in tutta Italia),
i Camp estivi de La Ghirada sia per i ragazzi
che per “addetti ai lavori”, la Summer League
internazionale di basket e svariate attività di
comarketing che coinvolgono ben 300 aziende
partner locali e nazionali. Sempre nell’ottica di
alimentare le attività che legano il mondo sportivo alla sfera sociale, VerdeSport si è fatta promotrice dal 2005 del Master in Strategie per il
Business dello Sport, un master post lauream
unico nel suo genere nel panorama italiano, che
coniuga la fervida attività didattica nel “campus” de La Ghirada a Treviso alla fase di stage,
sostenuta da un network di 100 aziende, per la
maggior parte appartenenti allo sport business.
Quanto è fondamentale la pratica sportiva nei tempi attuali? E' davvero possibile ricavarsi del tempo per fare attività
fisica? La pratica sportiva porta un
benessere solo fisico?
Giorgio Buzzavo, trevigiano, classe 1947, un
passato da giocatore professionista di basket ai
massimi livelli (con una lunga militanza nelle
file della Virtus Bologna) ed in seguito di manager di aziende di prodotti sportivi come
Spalding, Lotto e Caber, dal 1991 è Amministratore Delegato di VerdeSport, braccio
operativo del gruppo Benetton in ambito sportivo. Successivamente riveste la carica di
Presidente di Benetton Basket e Sisley Volley
e di Amministratore Delegato di Asolo Golf
Club. Durante la sua gestione la bacheca delle
squadre del gruppo si è arricchita di 51 trofei:
infatti, la Benetton Basket ha vinto 5 scudetti, 8
Coppe Italia e 2 Coppe Europee, la Sisley Volley
9 scudetti, 5 Coppe Italia e 4 Coppe dei
Campioni, uniti ad una decina di altri trofei in
ambito italiano e continentale ed ai 9 tricolori
del Benetton Rugby.
VerdeSport, oltre alla gestione degli impianti
de La Ghirada, del Palaverde e di Asolo Golf
Club, si è distinta come uno dei gruppi sportivi
più importanti nel panorama europeo, modello di organizzazione e fucina inesauribile di iniziative, volte a sviluppare una dimensione al
contempo professionistica e sociale: come ad
esempio il Pool “Crescere Insieme nello Sport
a Treviso”, che da 15 anni coordina l’attività
sportiva di 100 società e di oltre 4.000 bambini
Under 11 della Provincia, o ancora il Torneo
Praticare sport è importante da sempre, non solo
al giorno d’oggi: questo è un messaggio che mi
sento di trasmettere e che vale per tutti, dalla
prima infanzia alla cosiddetta terza età. E’ vero
che, nei tempi attuali, la pratica sportiva spesso
viene vista come un ‘must’ vuoi per ragioni di
benessere fisico, vuoi per questioni di moda e
tendenza. Al di là delle mode, lo sport non deve
essere visto soltanto come un’attività utile per la
cura del proprio corpo, anzi, è un modo per
imparare e trasmettere valori che varcano i muri
della palestra o del campo di gioco e che sono
fattori chiave nella vita di tutti i giorni: il sacrificio, lo spirito e la vocazione per il gruppo,
l’importanza della vittoria e della sconfitta. Tutti
aspetti che circondano la nostra vita quotidiana e che lo sport aiuta a capire, valorizzare, concretizzare fin da quando si è bambini. ‘Lo sport
nobilita l’uomo’ non è un vecchio detto ma è
attualissimo e non ha a che fare con le mode
del momento.
muovere la pratica sportiva a tutti i livelli presso la comunità, sia essa locale o nazionale. E’
vero, i nomi delle squadre di basket, volley e
rugby sono conosciuti in tutto il mondo e tanti
sono i trofei che riempiono le loro bacheche,
ma le vittorie passano, come i grandi campioni
che hanno vestito le maglie delle nostre tre squadre. Quel che resterà sempre è il significato
profondo che la Famiglia Benetton ha voluto
dare al suo investimento nello sport, ovvero
regalare qualcosa di importante alle famiglie ed
ai giovani: parlo de La Ghirada, il centro sportivo polifunzionale che riunisce basket, volley e
rugby e che rappresenta un modello unico nel
suo genere a livello europeo, un’area aperta a
tutti tutto l’anno per praticare sport in libertà.
E, proprio La Ghirada, dagli Anni Ottanta ad
oggi, è diventata una fucina di attività dedicate
proprio alla promozione dello sport e dei suoi
valori, a 360 gradi.
Adesso l’attenzione di VerdeSport si concentrerà su due grandi progetti che abbracciano
sport e sociale, presente passato e futuro de
La Ghirada: da un lato il Master SBS, un corso di alta specializzazione per 35 neolaureati
all’anno che vogliono provare a lavorare nell’affascinante, ma complesso, mondo dello
sport business. Dall’altro il progetto “Laboratorio 0246”, che nasce dall’esperienza del
parco giochi Primo Sport dedicato allo sviluppo senso-motorio della prima infanzia e
che punta a sensibilizzare tutta Italia sui temi
scottanti nell’età prescolare, come obesità e
sedentarietà, attraverso la pubblicazione di un
libro dedicato alle famiglie, la creazione di un
portale web che sia il faro dei genitori di bambini nella fascia 0-6 anni e, cosa più importante, la promozione e replica della struttura
costruita a La Ghirada in altri comuni italiani. Il tutto con il sostegno delle principali istituzioni nazionali, come il CONI ed il Ministero
del Welfare, sensibili a queste tematiche.
Lo sport non è solo spettacolo ad alto livello,
ma molto altro e Verde Sport sembra aver
capito questo messaggio da molto tempo …
Quali sono gli obiettivi fondamentali per chi
decide di impegnarsi a tutto campo in una
disciplina sportiva? Per realizzare i propri
sogni e trovare qualcosa in cui credere?
L’impegno del gruppo Benetton nello sport è
ormai ultraventennale e, attraverso l’opera di
VerdeSport, il suo braccio operativo in questo
ambito, si concretizza proprio in questo: pro-
La passione per la disciplina è qualcosa che non
può mancare, specialmente all’inizio quando
magari si è giovanissimi e la si pratica soprattutto per divertimento. Se poi si punta al pro-
–– 12 ––
giochi inaugurato alla Ghirada
fessionismo, e lo dico essendoci
passato da giovane, ci vuole grande spirito di sacrificio e forza di
volontà, perché le vittorie si ottengono solo col sudore della fronte,
lavorando tutti i giorni per migliorarsi. Ecco, senza volerlo siamo
tornati al punto di partenza: lo
sport, a tutti i livelli, è prima di
tutto passione e poi una vera
‘palestra’ di vita.
Volley, basket, rugby... vedono
forse una certa concorrenza nuova dal golf?
Nel 2011 assisteremo finalmente a una valutazione del "non-calcio" in maniera soddisfacente o proficua?
Il golf vive anch’esso di grandi personaggi e da
questo punto di vista il movimento italiano, con
i fratelli Molinari e Manassero, è sulla cresta
dell’onda: tuttavia, resta uno sport particolare,
non ha la vocazione ad essere una disciplina di
massa e penso che per questo rappresenterà
sempre una nicchia. Quanto al calcio, è e resterà
lo sport più popolare in Italia ed in Europa, oltre
che la disciplina più importante per il business
che riesce a muovere. Basket, volley e rugby
rappresentano altri ‘pianeti’, altri modi di concepire e vivere lo sport, non riusciranno a strappare il grande palcoscenico al calcio. Tuttavia,
penso che in Italia il calcio sia arrivato a un bivio
importante: il tema delle infrastrutture, di stadi
che siano moderni, accoglienti e funzionali alle
esigenze del pubblico, dovrà essere affrontato
e risolto a breve, pena la perdita di una grande
occasione di rilancio. E Verde Sport si propone di studiare anche questo tema, con il Master
SBS che dalla prossima edizione dedicherà agli
studenti un’area didattica interamente dedicata
alle infrastrutture sportive.
Il Master in Strategie per il Business dello
Sport forma i dirigenti del futuro:
nato sulla scorta della richiesta sempre crescente
da parte del mondo dello sport business di figure professionali, il Master in Strategie per il
Business dello Sport (SBS) ha come scopo la
formazione e la preparazione ogni anno di futu-
ri dirigenti, in grado di diventare protagonisti
di una realtà così vasta ed in costante sviluppo
come quella dello sport system.
Master SBS è un’iniziativa di VerdeSport, braccio
operativo in ambito sportivo del gruppo Benetton,
in collaborazione con Università Ca’ Foscari di
Venezia, partner scientifico e didattico.
Con 80 corporate partner, la maggior parte
dei quali legati direttamente all’industria dello sport, tra i quali trova un posto di eccezione Intesa Sanpaolo , il Master SBS da sempre
attua un approccio vicino al mondo delle
imprese e del lavoro.
A settembre si parte con la fase d’aula che
dura fino alla fine di febbraio 2011 con lezioni frontali la mattina ed il pomeriggio, dal
lunedì al venerdì, presso il campus de La
Ghirada a Treviso.
I masterini (un massimo di 35 laureati), scelti
dopo una rigida selezione, avranno un approccio didattico con i principali temi riguardanti di
management aziendale, integrato dalla presentazione delle più interessanti case history aziendali dalla viva voce di dirigenti del mondo dello sport business, testimoni d’eccezione che
sempre più numerosi raggiungono La Ghirada
per confrontarsi con questo progetto ed i suoi
principali attori.
Stage - Da marzo a giugno 2011 la seconda
parte, lo stage presso le aziende partner del
Master SBS: i ragazzi avranno quindi un ampio
raggio di scelta tra enti, federazioni, società sportive ed aziende che operano nello sport.
Follow up - La prima settimana di giugno sarà
dedicata al follow up in cui si traccerà il bilancio dell’annata, quindi il 10 giugno 2011 chiusura ufficiale con la consegna dei diplomi alla
sesta classe.
–– 13 ––
I primi 5anni del Master Sbs in cifre
6: borse di studio massime residenziali che
ogni anno vengono messe a disposizione presso il Campus de La Ghirada, 3 per italiani e 3
per stranieri (negli anni scorsi provenienti da
Giappone, Grecia, Messico, Tunisia, Belgio,
Brasile e Ungheria)
30%: la quota femminile (dalle 5 ragazze della 1° edizione, alle 16 della 4°)
80%: fascia d’età compresa tra i 23 ed i 27 anni
25%: studenti dal Centro e Sud Italia
53%: studenti laureati in Economia e Scienze
della Comunicazione
35: atenei italiani di provenienza
65: aziende che hanno ospitato stagisti e/o
offerto placement
Tra le aziende che hanno accolto stagisti e inserito nel loro organico diplomati SBS ricordiamo, tra gli altri: Assosport, Baker&McKenzie,
Benetton Basket, Calcio.com, Campagnolo,
Cisalfa, Decathlon, Diadora, DNA Sport
Consulting, Dolomite, Euroleague, Federazione Italiana Pallacanestro, Ferrino, F.C.
Inter, F.lli Campagnolo, Festival del Fitness,
Gatorade, Ladbrokes, Lauta Communication,
Lega Basket Maschile, Lega Volley Femminile,
Lega Volley Maschile, Lotto Sport Italia,
Luxottica Group, FGS Organisation, Macron,
Marsh, Milan Junior Camp, Milano City
Marathon, Milleeventi, Nike, Nordica, OVS,
PepsiCo Italia, Personal Time, Playlife, Perugia Calcio, Pinarello, Radio e Reti,
RaiTrade, Reyer Basket, RCS Sport, Scorpion
Bay, Sisley Volley, Sky, Stageup, Studio Ghiretti,
Tamoil, Tecnica, Teramo Basket, Treviso
Calcio, United Colors of Benetton, Venice
Marathon, Verde Sport, Vicenza Calcio, Virgin
Active Italia, ecc...
S
8
12
O
M
M
A
R
ARTE
MOSTRE
6
3
APPUNTAMENTI
25 I tesori di Belgrado
30 Calendario d’arte e
Goldberg e Olivato
Il “non colore” di Ennio
Finzi
MUSICA
16 Opera Giocosa Italiana 7
60 Il manager dei big:
Fabrizio Giannini
I VIP mondiali ritratti
da Angelo Pasquarelli
18 Edvard Munch
e “Nel Paesaggio”
finalmente in mostra a
Padova
70 Il Palazzetto Bru Zane
72 Giovani in musica
FOTOGRAFIA
26 I Parchi del Veneto
LEZIONI D’ARTE
19 L’Ottocento a Rovigo
27 Eliseo Mattiacci e il
Cosmo a Verona
73 A Oslo con Michele
di Patrizia Belsito
CULTURA&SOCIETA’
8
UN LIBRO DA NON
DIMENTICARE
22 L’opera di Riccardo
Bacchelli
52 La moda
Fazio
“Progetto Zefiro”
62 Artista nel mondo:
mostre
44 Calendario di teatro,
28 Il Dada(ismo)
70
7
O
Visti in Galleria
(seconda parte)
26
I
VACANZE & LAVORO
58 Nel Regno Unito in
vacanza per... lavoro
musicale e incontri
ITINERARI ARCHEOLOGICI
65 Il realismo
12 Giorgio Buzzavo e la
di Eliana Petrizzi
50 Oderzo, molto più di
una semplice vetrina
52
74 Flash notizie
SPORT
64 Le vittorie sugli sci
di Magda Genuin
66 Patrizia Salviato:
campionessa e...
scrittrice
54
SPETTACOLO
68 Elena Bonelli...
“Tanto pe’ cantà”
Elisabetta Fantone
10 “Diritto al futuro”
64
CINEMA
62
54 La banda dei Babbi
Natale
missione di Verde Sport
53 “Culturalmente”: a
Padova voce ai giovani
66
DUEMILA
Anno XIII - Numero 2 Febbraio 2011
Iscrizione al Roc n. 6223 - Partita IVA
00444570261
Edizione Matteo Editore s. r. l.
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LETTERATURA
20 Il genio poetico
di Cristina Campo
Abbonamento annuale a 11 numeri:
Italia € 25,00; Europa € 60,00; America/Australia
€ 75,00
1 copia arretrata Italia € 7
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Direttore Editoriale:
Maria Gabriella Tarolo
Direttore Responsabile:
Simone Soldera
(e-mail: [email protected])
In redazione: Simone Soldera
CARTOON
55 Un altro mondo
42 Altan: da Cipputi
alla Pimpa
Collaboratori:
Flavia Benvenuto Strumendo, Luigina Bortolatto,
Francesca Brandes, Boris Brollo, Elena Callegaro, Andrea
De Candido, Martina D’Adamo, Licio Damiani, Marina
Grasso, Elio Jodice, Francesca Marini, Rosella Mezzani,
Carla Piro, Ennio Pouchard, Corrado Premuda, Fabiana
Romanutti, Bruno Rosada, Pier Luigi Scarpa, Giorgio
Segato, Cesare Serafino, Donato Sinigaglia, Toni Toniato,
Paola Treppo, Renzo Stefanel, Virna Trivellato, Daniela
Zamburlin, Piero Zanotto, Myriam Zerbi
Hanno collaborato a questo numero:
Anna Barina, Flavia Benvenuto Strumendo, Stefano
Carlini, Lorella De Bon, Diego A. Collovini, Edoardo
Collovini, Federico Fontanella, Daniele Rubboli,
Piero Zanotto, Matteo Zoin
56 The tourist
Redazione DUEMILA
Via E. Mattei, 17 - 31030 Dosson di Casier (TV)
Tel. 0422 491876 - Fax 0422 492007
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Fotografie, manoscritti, dattiloscritti e articoli anche
se non pubblicati non si restituiscono.
In copertina: il Ministro Giorgia Meloni ad un convegno, Fabrizio Giannini con Tiziano Ferro e un amico, la
cantante Elena Bonelli, l’artista Elisabetta Fantone, fotoritratto di Riccardo Bacchelli, un affresco etrusco in
mostra in Toscana e Giorgio Buzzavo insieme al
Presidente del Coni Petrucci
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16
Febbraio 2011
Musica
Febbraio 2011
Musica
L’Opera Giocosa Italiana protagonista tra il Barocco ed il Protoromanticismo
Seconda parte
“Cherubini suddivide certe melodie di declamazione e chiarezza straordinaria tra linea di
canto del personaggio e tra voce di sezione
istrumentale d’orchestra. L’unica debolezza
dell’Intermezzo di Cherubini è secondo me la
mancanza fin dalle prime battute, ed in ottemperanza alla consuetudine dell’Intermezzo, di
qualcosa di introduttivo che era tipico nel tardo
Settecento: un ritratto in musica, anche un ritratto ossessivo perché no, che pur nel totale ossequio alla musica concertante non abbandonasse quasi mai il personaggio. Vien meno così
l’atmosfera, il “climax” che lo spettatore, secondo il mio parere, deve vivere prima dello svolgersi della vicenda. Vi è inoltre la mancata unità
dell’invenzione musicale, quindi lo squilibrio
chiaramente avvertibile nelle fasi di trapasso
dall’uno all’altro aspetto rappresentativo del
“dramma” pur essendo Intermezzo buffo,
quando cioè la protagonista a volta a volta
incombe sulla scena o ne scompare e Cherubini
a volta a volta innalza od abbassa precipitosamente la intensità del canto... la moglie ripudiata è già in scena come lo sarà poi in
“Medea”, ma la mano del giovane Cherubini
non si è esercitata in compiti di composizione
polifonica e ci propone assaggi di insiemi e di
concertati di futura cattedratica sapienza.
Il marito Bacocco si propone di mentire e
banalmente lo dice e ridice, ma il sentimento
espresso da tutti gli elementi musicali, dalle
melodie alle armonie, dai ritmi alla strumentazione, non ha nulla di torbido, di tortuoso,
bensì è accorato, schietto, sincero, senza ombra
di inganno.
La moglie Serpilla è, quale persona umana
divenuta il centro di speculazione filosofica e
fine delle... aspirazioni politiche, che si pone
come protagonista dell’Intermezzo. In essa è il
rancore della donna ingannata, abbandonata, e
l’autore, come poi farà in “Medea” ed artisticamente in modo superbo, coglie già molto
bene la lotta singolare che avviene nel rispetto dell’amore e del vincolo matrimoniale.
Ne “Il giocatore” vi si trovano inoltre il germe della pomposa solennità ed il gusto popolare con tinte forti, colpi di scena, pennacchietti
e mantelli autoritari, lo spiegamento della danza: tutte anticipazioni di quello che all’ennesima potenza in Francia sarà il Grand-Opéra!
Ciò che lega Cherubini al suo giovanile tempo
“italiano”, ma con nuova ed ancor oggi sconvolgente consapevolezza e stringente capacità
di portare fino in fondo quel che potrebbe dirsi un’”assedio musicale dei personaggi e del-
la situazione drammatica”, è l’eleganza e la raffinatezza compositiva. Cherubini fin dalla giovane età ci mostra di essere in
radicale riforma del linguaggio
musicale dell’epoca al fine di
renderlo aderente agli stati affettivi ed alle instabili fluttuazioni
della vita dei personaggi.
Ho ricercato e spero esser riuscito a proporre una esecuzione
che toccasse quel livello nobile
che ci vuole per Cherubini: il
quale trovava il punto dello stile
tragico come la musica italiana
forse non aveva mai sin ad allora conosciuto.”
Cherubini, artista italiano di gusto che fu
detto cosmopolita, uomo dalle molte esperienze, forse troppo vincolato a circostanze
ed indotto così ad alternare pagine riuscite
a cadute nei luoghi comuni del suo tempo?
“Cherubini può essere pesante e noioso per i
nostri tempi. I compositori del Settecento non
si proponevano di esprimere stati d’animo, ma
di fare musica secondo canoni autonomi e
determinati. Pergolesi nella Commedia di
carattere “La serva padrona”, come da concezione settecentesca, intende lo spettacolo come
passatempo musicale fondato principalmente
sulla bravura dei cantanti. Ne “Il giocatore”
invece non si esce ancora dalla razionalistica
retorica settecentesca, il brano è alieno dai
melismi e dall’ornamentazione, ma sovente ci
si invola per entrare in un clima più appassionato ed ardente, amando diversamente che nel
melodramma serio di quel tempo, con proposto prontamente ciò che
sarà appunto il tema dominante del melodramma
nell’ Ottocento: l’amore.
La forza dell’opera di
Cherubini, come di molti
altri compositori, non è
però nelle arie ma nei recitativi. I recitativi dall’originale in forma “secca”
con accompagnamento di
continuo sono stati elaborati e proposti, come anticamente destinato al
Teatro Feydeau di Parigi e
nello stile d’Opéra-comique, in recitato parlato.
Non vi abbiamo fatto tro–– 16 ––
lizzazione. Come in Pergolesi ed altri compositori geniali, la musica, parola e gesto unitariamente concorrono alla realtà scenica: è un
continuo ed affascinante gioco musicale leggero e raffinatissimo, senza un solo momento
di stasi o di stanchezza, e le inflessioni della
musica seguono con vivace aderenza le alternative della vicenda.”
vare insomma in modo tradizionale quella
forma ibrida con funzione di tessuto connettivo proprio del melodramma italiano. Se
avessimo proposto “Il giocatore” nello stile
tradizionale, non l’avremmo mai resuscitato
per tutti!”
Molti titoli d’opere ebbero successo per poi
finire dimenticati e sono rimasti in oblio per
secoli. Come vede il futuro de “Il giocatore” nel repertorio?
“Penso che “Il giocatore” sia opera che ha
dinanzi a sé, senza dubbio, ancora un avvenire sia grazie al contenuto, alla qualità artistica ed all’esiguità dei mezzi richiesti per la sua
realizzazione. Che sia poi un’opera di difficile interpretazione è implicito e bisogna dir
subito che ogni difficoltà debba esser superata per merito di tanti fattori uniti ad una rilevante interpretazione vocale ed efficacia interpretativa di prosa. La sobrietà ed il “buon
gusto” devono regnare sovrani nella sua rea-
Maestro, quanto crede sia importante oggi
la riproposizione di musiche composte da
Cherubini o da compositori non conosciuti,
di titoli d’opera riesumati, anche attraverso
giovani interpreti?
“Oggi più che mai serve la preparazione, l’onestà verso il compositore e brano eseguito,
l’entusiamo che i nostri Maestri nella storia
hanno sempre avuto ed insegnatoci come
esempi da emulare, come in atto di devozione.
Ma credo serva ora molto più coraggio e coerenza nel proporre musica colta ed anche non
conosciuta. Questo in Italia; all’estero invece si
cercano e propongono già di buon grado brani non conosciuti, anche per dare un valore
meritorio e senso a chi avrebbe motivazione
di pagare un biglietto a teatro.
Robert Schumann asseriva ai giovani: “Nulla
riesce bene nell’Arte senza entusiasmo”. In
clima culturale assai mutato ma con un “revival” cherubiniano ed una rivalutazione in pieno atto iniziata a metà del secolo scorso grazie
allo sforzo nobile di alcuni musicologi ed alla
benemerita iniziativa di organizzatori ed interpreti, è presumibile ed auspicabile che il ritorno sulle scene italiane di un musicista forse
non ancora conosciuto a fondo, dalla drammatica ed unitaria creazione, possa servire a
porre in migliore e più precisa prospettiva storica la portata della sua opera, del significato e
della tematica da lui trattata, al quale erano
rimasti estranei od ostili i nostri conterranei
del secolo scorso. Come vede, la storia si ripete... Brahms amava paragonarsi al Cherubini
come estremo e rassegnato “guardiano” di una
civiltà ormai presso la fine. Ma penso che
l’Arte rimarrà sempre tale, quale valore umano educativo edificante e sociale. Comunque,
veda, chiedere ai compositori d’epoca cosa ne
pensino purtroppo non è possibile ma chiederlo oltre a me agli interpreti ed anche alcuni giovani sì. Pertanto a loro la... voce!”
Incontriamo pertanto alcuni fra gli interpreti
della serata. Il soprano barese Tiziana Falco
(interprete ne “La serva padrona” ed in incisioni discografiche barocche per la Dynamic)
ed il mezzosoprano veneto Alessandra Va-
vasori (interprete ne “Il giocatore”, diplomatasi
anche in organo e composizione organistica,
canto gregoriano, musica prepolifonica e clavicembalo, specialista in ruoli di opere barocche). “Quando il M° Carlini mi ha proposto
“Il Giocatore”- dice la Vavasori - sono stata
contenta d’accettare poiché è sempre bello
reinterpretare opere riscoperte. A dir il vero il
ruolo mi è stato proposto anche perchè
Serpilla, ovvero la moglie “bacchettona” dell’opera, un po’ mi somiglia: è esigente, vuole
le cose fatte per bene, non ammette le bugie...
ma in realtà questo gran d’affare è solo per
amore. Un altro motivo per cui ho accettato è
che i recitativi erano da proporsi in prosa, e
così ho potuto anche fare omaggio di alcuni
motti dialettali nella mia lingua d’origine, quella veneziana. Trovo che l’opera buffa sia un
buon modo musicale-didattico per attrarre i
giovani, sperando che il loro interesse cresca
fino ad incuriosirsi per altre forme musicali
quale l’opera, il concerto sinfonico ma anche
la musica da camera, visto l’organico con cui
viene allestita. Spero venga ripresa molto presto e per molte recite, visto lo spasso fornito
anche questa volta a giovani ed adulti ed il gradimento constatato.”
Signora Falco, come ha pensato di proporre il personaggio interpretato?
“Serpina è un personaggio che suscita diverse
reazioni nel pubblico, simpatia poiché è capace di raggirare Uberto ma con grazia, bellezza
e seduzione ma anche antipatia poiché ha un
modo di comportarsi non proprio da serva.
Già dall’inizio dell’opera è padrona e la sua
–– 17 ––
vittoria sta nel riuscire a rendere ufficiale ciò
che già è ufficiosamente.”
Lei è alla prima collaborazione con l’Opera
Giocosa Italiana.
Come ha trovato Sig.ra Falco il clima ed il
lavoro effettuato in O.G.I. ?
“La compagnia dell’Opera Giocosa Italiana è
fatta da persone appassionate del loro lavoro,
che vogliono produrre spettacoli e musica di
qualità e che basano tutto questo su un bel clima efficiente e cooperativo. E’ stato per me
un piacere conoscerla e poter avere occasione
di collaborarvi.”
Come ritiene sia utile ad i giovani l’attività
svolta da O.G.I. ?
“Sicuramente l’Opera Giocosa Italiana offre
un ambiente in cui cominciare ad approcciare
il lavoro di artista lirico; spesso chi studia non
ha la percezione di ciò che realmente sia il
lavoro in teatro, dei tempi, della collaborazione coi colleghi, del lavoro con il direttore d’orchestra, col regista, con l’orchestra. Il maestro
Carlini è una persona seria e competente che
ha tantissimo da insegnare ai giovani, ha creato una realtà molto accogliente e molto esigente dal punto di vista artistico che non può
che stimolare la crescita musicale ma anche
quella personale di tutti. Ringrazio lui e tutta la
compagnia per avermi invitato a lavorare insieme e spero in prossime occasioni.”
a cura della Redazione
(Foto di Giampietro Zamolo)
Febbraio 2011
Arte
Munch e lo spirito del Nord.
Scandinavia nel secondo Ottocento
La locandina ufficiale della mostra che si
tiene a Villa Manin
Villa Manin che propone il progetto “Geografie dell’Europa”, dopo la prima tappa
inaugurale costituita dall’evento che si prefiggeva di indagare le relazioni tra la pittura francese della seconda metà del XIX
secolo e la contemporanea pittura in altre
nazioni dell’Europa, vede il via di una nuova rassegna. E lo fa occupandosi della pittura europea compresa tra il 1850 e il 1910.
Titolo dell’esposizione “Munch e lo spirito
del Nord. Scandinavia nel secondo Ottocento” giunto per la prima volta in Italia,
permette al pubblico di ricostruire la storia
dello “spirito del Nord” raccontando la pittura nei paesi quali Norvegia, Svezia, Finlandia e Danimarca. In mostra in cinque
“capitoli” della storia ben 122 dipinti provenienti dai musei scandinavi ma anche dal
Museum of Fine Arts di Boston.
Le prime quattro parti della rassegna sono
riservate alle scuole artistiche nazionali degli
Stati prima menzionati, mentre la sezione di
chiusura viene dedicata al grande maestro
norvegese Edvard Munch, con un totale di
35 opere. La parte finale dedicata proprio a
lui, espone anche una decina di sue opere su
carta e raggiunge il suo senso più profondo
nella scelta che dei dipinti è stata compiuta,
per dimostrare la relazione di altri artisti con
il maestro che precedono. In mostra sarà possibile apprezzare opere forse mai viste prima realizzate da “artisti del Nord” come
Ring, Philipsen, Syberg, Gottschalk Nielsen,
Backer, Thaulow, Krohg, Skredvig, Larrsson,
Zord, Jansson, Prince Eugen e molti altri.
Le loro immagini spesso e volentieri ritraggono la persona umana in maniera romantica, anche desolante, malinconica o simbolica, rappresentando un’umanità che vive
o sopravvive in una dimensione di natura,
vasta e sconfinata, come nel caso delle opere del finldandese Akseli Gallen-Kallela.
A Pieve di Soligo “Nel paesaggio”
Giorgio Dario Paolucci: Monfumo, 1967,
Olio su tela 70 x 100
“Nel Paesaggio. Il secondo Novecento tra
Venezia e le Dolomiti. Springolo, de Pisis,
Cadorin, Barbisan, Pizzinato, Music, Zigaina…” è un nuovo capitolo dell’indagine
che si tiene a Villa Brandolini Centro Culturale
F. Fabbri a Pieve di Soligo (a Solighetto, piazza Libertà 7) fino al 27 febbraio, nella bellezza naturalistica delle colline trevigiane meglio
conosciute per il Prosecco.
Un luogo caratteristico, dove si tiene un’esposizione che ricerca, questa volta sul versante
figurativo, quell’incontro tra l’arte e il ritratto
del paesaggio creato da artisti intimi per residenza, attività, ispirazione ad un particolarissimo territorio che dalle Alpi discende fino
alla Laguna veneziana.
Non un posto qualunque, ma un
territorio italiano che, grazie anche
alla Biennale, è punto di incontro
privilegiato, per e con il mondo.
Tempo addietro, sempre a Villa
Brandolini, “Oltre il paesaggio”
aveva affrontato la tematica della
sublimazione e superamento artistico della visione del reale.
“Nel paesaggio” offre degli utili
spunti per permettere a chi volesse di conoscere “diverse ipotesi creative e
le molteplici indagini contemporaneamente sviluppatesi proprio a partire da un più
ravvisabile rapporto con il mondo fenomenico concepito come spunto e occasione di
sempre nuove e diverse possibilità di invenzione e di interpretazione”.
Tra le cento opere, molte inedite e con importanti prestiti provenienti da Ca’ Pesaro e
dall’Accademia dei Concordi, descrivono e
documentano il rapporto tra stili creativi differenti, la nascita e l’evoluzione di realtà lin–– 18 ––
guistiche e idee nuove per l’immaginazione,
talvolta non palesemente connesse a quella
che è la grande pittura di tradizione.
Nuove idee e proposte che interessano anche
maestri famosi, come evidenzia il gioco di
colori della pittura di Filippo De Pisis, mentre
Guido Cadorin utilizza quasi luci artificiali e
Giuseppe Cesetti fa uso di nuove e più fantasiose variazioni coloristiche.
Nino Springolo invece utilizza con forte considerazione e ragione, la poesia del vivere di
tutti i giorni, mentre Pio Semeghini crea forme
cromatiche, quasi esprimendo la loro difficoltà ad emergere ed apparire.
Realizzata nell’ambito PaesAgire (una serie
di convegni, eventi e incontri sui differenti
aspetti del paesaggio promossi dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Pieve di
Soligo) “Nel Paesaggio” è destinata a coloro
che volessero riflettere su questa particolare
tematica artistica, studiando e affrontando una
considerazione più creativa, convinta e consapevole dell’ambiente e del territorio e di
come è stato ritratto, interpretato e visto da
noti artisti del Novecento.
Informazioni e prenotazioni: tel. 0438.985335
www.studioesseci.net
Febbraio 2011
Arte
Arte in Italia 1860-1890 l’Ottocento
in mostra a Rovigo
Palazzo Roverella a Rovigo ospita “L’Ottocento elegante. Arte in Italia nel segno di
Fortuny, 1860 - 1890” esposizione visitabile
fino al 12 giugno 2011.
Ben otto sono le parti di quella che potremmo
definire una mostra di alto interesse, rivolta
interamente all’arte del XIX secolo:
Nella prima sezione intitolata “Italia-Parigi
tra Meissonier e Fortuny, si viaggia partendo
da Giuseppe De Nittis e Giovanni Boldini
ammirando tutta una serie di scene raffinate e
galanti con una scelta di colori e tonalità morbide per ritrarre secondo i canoni che nella
Francia del tempo maestri quali Meissonier e
Fortuny avevano imposto non senza fortuna;
la seconda sezione “La scuola meridionale
sulle orme di Fortuny” trova un punto di riferimento nel 1874 con l’arrivo di Fortuny a
Portici descrivendo la partenza di molti napoletani alla volta di Parigi, che fecero proprie
la grafica di moda di Meissonier e Fortuny, tra
questi spicca Edoardo Dalbono.
Con “Il fortunysmo a Roma” la terza sezione
si occupa di un periodo storico compreso tra
gli anni Settanta dell’Ottocento facendo di
Roma imperatrice e regnante dello stile tanto
acclamato al tempo di Fortuny, volgendo attenzione nei confronti dell’Accademia di Spagna
ed artisti italiani come Achille Vertunni che
trasforma paesaggi e ambientazioni in opere
che raccolgono dettagli, colori e sfumature
tipiche dell’Oriente, meta di benestanti e
appassionati di sete e broccati del tempo.
Lo stile napoletano definito anche come
“impero del bianco”, fa risaltare su tela la
luce e gli “effetti speciali luminosi”, tra i
nomi dell’artista in mostra viene menzionato il romano Pio Joris.
Ma non mancano i rapporti difficili con i
potenti dell’epoca, viene menzionato infatti il caso Michetti documentato dalla condanna nel 1877 della sua Processione del
Corpus Domini ad opera di Adriano
Cecioni: “non può esser mai un artista
quello che approva l’arte dei seguaci di
Fortuny, cioè Michetti e compagni, perché in questi pittori tutto è fatto per l’occhio, sola e unica preoccupazione di quella pittura”. Sebbene vi siano stati non
pochi problemi a portare avanti una corrente artistica quasi “illuminata”, che celebrava la realizzazione di “fantasie da sogno”,
“donne leggiadre” e una visione della realtà
tutto sommato poco diversa da un soggetto originale, la fortuna di questa “nuova” corrente
artistica trova un rinnovato splendore nella
quarta sezione: “Esotismi e Revival” in cui
vengono mostrati al pubblico personaggi esotici, orientaleggianti, già introdotti dalle opere e dalle concezione di moda fortunyane superando per qualità dell’immagine e cromismo
parte della pittura dell’Ottocento Italiano, nell’esposizione vengono portati allo spettatore
Domenico Morelli, Mosè Bianchi, Giovanni
Muzzioli, che molta cura prestano al dettaglio,
alle pieghe dei vestiti, dando vita a scene e
figure già visibili in alcuni cartelloni del tempo, ma più definite.
La quinta sezione “I dettagli del genere” tratta un percorso ideale compreso tra il nord,
Veneto incluso fino ad arrivare al sud: una collezione di opere che ritraggono in modo del
tutto particolare; mercati, vedute urbane, botteghe di antiquari, rifacendosi in qualche modo
ai gusti artistici della Spagna.
Molto venivano apprezzate queste creazioni
dal collezionismo italiano e internazionale, che
avrebbe mosso anche la critica d’arte di altri
paesi. Con la sesta sezione “L’Ottocento in
costume” con una sorta di “nostalgia” dei tempi della storia romana o neopompeiana, classicheggiante, si assiste alla trasformazione di
una scenografia che recupera spesso e volentieri anche le ere medioevale e rinascimentale,
visibili nelle opere di Giovanni Boldini a
Giovanni Battista Quadrone.
Si affronta invece nella settima sezione “Il neo-
Vincenzo Capobianchi: Venditore di antichità collezione privata, courtesy Phidias
Antiques and Interiors, Reggio Emilia
–– 19 ––
Giuseppe De Nittis: Ritorno dal ballo 1870
olio su tavola, 23 x 16,5 cm. Collezione privata, courtesy Enrico Gallerie d’Arte, Milano
settecentismo” che raccoglie il risultato di una
ricerca oltre il Mediterraneo, riflettendo il gusto
per il viaggio dell’epoca, tra gli artisti più attivi Giuseppe De Nittis e Giovanni Boldini che
uniscono i fasti neosettecenteschi facendo un
diligente uso del colore e uscendo dalla ripetività accademica. “La vita contemporanea”,
l’ultima sezione, guarda con interesse alla
realtà “fuori dalla tela” come l’inquadramento sociale del tempo, il periodo, la moda e la
vita intorno all’artista. Ecco che compaiono
donne di classe, dell’alta società, gli ippodromi, incontri tra i membri dell’artistocrazia, della politica, della cultura, la donna con un
“fascino rinnovato”, il pubblico di un teatro e un design degli interni di locali preziosi. Di questo se ne occuperanno maggiormente Giovanni Boldini, Giuseppe
De Nittis, Giacomo Favretto, Edoardo
Tofano, Carlo Pittara, Riccardo Pellegrini.
A Fratta Polesine nella sede di Villa
Badoer fino al al 12 giugno 2011 si trova invece “A Villa Badoer l’altro
Fortuny”. Mentre a Palazzo Roverella
si studia il Fortuny, a Villa Badoer si
tratta del Fortuny figlio.
Ma lasciamo a chi volesse visitare
entrambe le mostre quello che comprende un vasto ciclo pittorico di opere
di indubbia qualità.
Per informazioni: tel. 0425.21530
www.ottocentoelegante.it
Febbraio 2011
Letteratura
Febbraio 2011
Letteratura
Cristina Campo, preghiera e poesia. L’en ergia solitaria di un’intellettuale italiana
crologio sul Cor riere della Sera”.
Dalla fine degli
anni ’80 del secolo scorso sono
riemersi, dopo un
lungo silenzio, l’interesse e l’attenzione per il pensiero e l’opera letteraria di questa
straordinaria poetessa e traduttrice
Cristina Campo muore l’11 gennaio del
1977; da un decennio era già una presenza silenziosa, emarginata dalla scena culturale per l'atteggiamento intransigente ed estremo che aveva assunto
contro le riforme liturgiche promulgate
dal Concilio Vaticano II nel 1965 e la
difesa del rito latino e del Gregoriano.
Con la conversione alla religione cattolica (1964) l’indole mistica e contemplativa di Cristina aveva scoperto la
potenza espressiva della preghiera e la
bellezza dei “perfetti cerimoniali gregoriani” che la fecero approdare dapprima alla Abbazia Benedettina di
Sant’Anselmo a Roma, dove si cantava
il Gregoriano, e, successivamente, alla
chiesa cattolico-russa del Pontificio
Collegium Russicum. Da ciò come
afferma Elémire Zolla “... la proibizione di menzionare Vittoria. Fece eccezione Calesso che osò scrivere un ne-
italiana dallo
stile raffinatissimo, che
scrisse poco
e avrebbe
voluto scrivere ancor
meno e che visse la
scrittura come un’impresa etica, una
sorta di ascesi verso il punto in la
“parola è il corpo visibile di un’anima
invisibile”.
Cristina Campo ovvero Vittoria
Guerrini è una solitaria ed appartata testimone del novecento letterario. Donna
complessa, enigmatica, “ricercatrice di
bellezza”, “lettrice europea” poetessa,
lucida saggista... scrisse autografandosi
con svariati pseudonimi (tra i tanti
“Puccio Quaratesi” “Ber nardo Trevisano”); una pratica, questa, stravagante e
misteriosa, con aspetti inquietanti.
–– 20 ––
Scelse ogni pseudonimo con accuratezza, lasciando trapelare da ogni “maschera” un aspetto della sua personalità avida di conoscenza e di perfezione. Dal
1956 volle essere Cristina Campo e lo
fu fino alla fine dei suoi giorni.
“L’avere” numerosi nomi sembrava
inscritto nel suo destino dacché al battesimo gliene attribuirono ben quattro:
Vittoria, Maria Angelica, Marcella,
Cristina.
Vittoria Guerrini, in una straordinaria
autobiografia venata di elementi visionari, “La noce d’oro”, racconta che i
suoi nomi erano incisi nella medaglietta
d’oro che la madrina
le aveva appeso al
collo nel giorno del
battesimo. Quei nomi,
da bambina, quando
si recava con la madre
al Cimitero della Certosa di Bologna, li ritrovava scolpiti nei
marmi della tomba di
famiglia. Allora essi
prendevano voce, davano linfa alla sua già fervida immaginazione; le
parlavano dentro misteriosamente e - come
album di immagini - snodavano il passato familiare dandole il senso della continuità.
Figlia di Emilia Putti, discendente da un’illustre
famiglia bolognese che, per generazioni, ha nobilitato la città di artisti, scienziati, medici, uomini politici e di Guido
Guerrini compositore e musicista originario di Faenza, Vittoria consuma la
sua infanzia dentro le pareti domestiche, in un mondo ovattato, popolato
esclusivamente da adulti. Per una congenita malformazione cardiaca che rende precaria la sua salute non può frequentare la scuola. Cresce quindi isolata dai coetanei e dai loro giochi, coccolata ed incantata dai racconti di fia-
be e di storie sacre; seguita nella istruzione con amorosa attenzione dai genitori e da insegnanti privati che, in giovanissima età, le fanno apprendere le
lingue straniere e la introducono alla
lettura dei classici.
Nell’adolescenza, a Firenze, Vittoria
stabilisce la sua prima vera amicizia
con Anna Cavalletti coetanea dal precoce talento letterario con affini passioni letterarie. Il loro sodalizio è interrotto bruscamente dalla prematura morte di Anna, nel bombardamento di
Firenze del 1943. Insieme le due giovani avevano coltivato l’idea di “fare
critica in modo nuovo, lieve, come in
una conversazione”; dopo la morte di
Anna il loro progetto diviene fonte fondamentale della scrittura di Vittoria:
una scrittura intesa come dialogo che
può esistere solo se radicato nella affinità del sentire, e “in una maniera affine di vivere la letteratura”. All’interno
del rapporto affettivo, la condivisione
dell’esperienza - spirituale ed
estetica - della letteratura ha
un’importanza primaria. La formazione da autodidatta della
Guerrini è infatti alimentata da
incontri e da amicizie rilevanti a
cominciare da quella con il germa-
nista e traduttore Leone Traverso con
cui avrà una tormentata relazione. E’
lui che le fa “conoscere” Hoffmannsthal
e la letteratura tedesca; è con lui che
comincia a tradurre in modo professionale versi sparsi, estratti di prose dagli
autori più cari e un volume di poesia di
Mörike. Grazie a Traverso conosce
anche Mario Luzi “il grande amore e
l’unico della sua vita” (secondo Margherita Dalmati). Luzi, per primo, le fa
conoscere il pensiero di Simone Weil.
Nella Weil ritrova la sua ansia di assoluto, la sua intransigenza, il suo rigore;
da lei apprende l’idea di “attenzione”
come ascolto, lucida partecipazione ma
anche compassione; attenzione è “aver
l’anima vulnerabile alle ferite di ogni
carne senza eccezione, come a quelle
della propria carne, né più né meno”.
Nel 1955 Vittoria Guerrini si trasferisce a Roma dove conosce nuovi amici
come Margherita Dalmati, Maria
Zambrano e lo studioso delle culture
orientali e scrittore Elémire Zolla a cui
si lega sentimentalmente, dopo il definitivo distacco con Traverso. Nel 1956
pubblica il suo primo libro di versi
“Passo d’addio”:
un commiato
alla giovinezza, uno stacco
dal passato e
nel contempo
l ’ av v i o a l
mondo della
religione e
dell’ascesi
che la farà
approdare,
negli anni
sessanta,
alla conversione
e alla mistica, alla predilezione
delle
forme
devozionali
–– 21 ––
dell’Oriente cristiano.
“Passo d’addio” è la sua prima opera
firmata come Cristina Campo che di sé
disse “Ha scritto poco e vorrebbe aver
scritto ancor meno”, un’affermazione
“celebre, tagliente ed epigrafica …” che
“se applicata alla poesia diventa quasi
paradossale” dato che i versi occupano
una parte esigua rispetto alle prose, di
per sé non numerose.
“Passo d’addio” infatti è una raccolta
costituita da undici poesie pubblicate
presso Sabeiwiller.
Il titolo, secondo Leone Traverso che nel
1957 recensì i versi, rimanda alla “prova
di danza che un’allieva usa offrire staccandosi dalle compagne al termine del
corso comune”. E’ insomma un’educazione all’addio “ti insegnerò, mia anima
/ questo passo d’addio”. Il leit-motiv del
libello è lo stacco, la separazione, il congedo che si intreccia al tema del tempo
esterno ed interiore “Moriremo lontani /
sarà molto / se poserò la guancia nel tuo
palmo / a Capodanno”.
A questi motivi si affiancano il fascino
del notturno, la religione del silenzio, l’attesa, l’Oriente come luogo dell’Oltre.
Nella decima poesia della raccolta
dichiara di voler essere folgorata sulla
via di Damasco per accogliere la gioia
della croce. E’ un annuncio del suo
desiderio di rinnovamento che diventa
esplicito nelle poesie religiose degli
anni settanta nelle quali il linguaggio
stesso si fa rito. Oltre a “Passo d’addio” il corpus poetico di Cristina
Campo comprende sei poesie recuperate dal quadernetto donato nel Natale
del 1954 all’amica Margherita Pieracci
Harwell e da undici poesie sparse: tutti testi brevi ad eccezione del Diario
Bizantino (versi 199).
Questi componimenti in versi unitamente alle traduzioni compongono “La Tigre
Assenza” (1991) opera che ci permette
di “seguire le stazioni dolorose e giubilanti” dell’itinerario stilistico della
Campo e il suo cammino di traduttrice.
Flavia Benvenuto Strumendo
Febbraio 2011
Un libro da non dimenticare
“Il diavolo al Pontelungo”
di Riccardo Bacchelli
Bacchelli?
Ma chi diamine è costui?
No, spero proprio che i nostri lettori non si
pongano una simile domanda.
E neppure che ricordino questo nome, soltanto perché legato alla famosa legge 8
agosto 1985 n° 440, che istituiva un assegno vitalizio a favore di cittadini che avessero illustrato la Patria, e che versassero in
stato di particolare necessità.
Infatti il primo beneficiario di tale legge
sembra essere stato proprio Riccardo
Bacchelli, per non dire che le sue vicende
personali costituirono l’occasione prima e la
spinta sostanziale per il varo e per la promulgazione di una tale legge, la quale, da
allora, viene, ancor oggi, comunemente
ricordata come “Legge Bacchelli”.
Benché, figuriamoci, il Bacchelli abbia
goduto i benefici della “ sua “ legge, solo
da Natale a Santo Stefano, si fa per dire,
dal momento che egli finì di vivere un mese
dopo che la stessa era divenuta esecutiva
nei suoi confronti.
“ Appena vidi il sol che ne fui privo ...... “.
Al di là di codesti curiosi e tristi rilievi,
rimane il fatto che il Bacchelli ( 1891 1985 ) può essere considerato come uno tra
i più importanti e significativi romanzieri
italiani del secolo scorso.
Vastissima fu la sua produzione, per cui
un critico lo ebbe a chiamare, e a mio
modo di vedere, abbastanza a ragione, “il
Balzac italiano”.
E precisamente egli scrisse
più di una ventina di romanzi, volumi di novelle, saggi
critici e letterari, due volumi
densi di teatro, alcuni volumi di poesie, e altro ancora.
Si dice questo, per dare una
prima, approssimativa idea
della consistenza della sua
opera, benché, ovviamente,
sia chiaro che la mole quantitativa delle opere poco o
nulla abbia a che fare con
l’importanza, che è data
esclusivamente dal livello
qualitativo.
E sotto questo aspetto, credo che particolarmente due,
quanto meno, tra i suoi molti romanzi
abbiano titolo per restare nell’interesse dei
posteri: “ Il diavolo al Pontelungo “, che è
il volume di cui vogliamo occuparci questa volta, e poi, il grande romanzo fluviale “Il mulino del Po”, che è il suo riconosciuto ed intramontabile capolavoro, trasportato, in anni ormai lontani, anche dal
Bolchi in uno sceneggiato televisivo di
grande successo.
Proprio in forza di queste due opere, il bolognese Bacchelli ha potuto costruire la sua
fama di cantore della sua terra: l‘EmiliaRomagna, l’Emilia, Bologna, in primis, ma
anche la Romagna.
“ La Romagna - dice il Bacchelli - è terra
troppo grata e piacente, e i suoi l’amano di
un affetto municipale, sensuale e fazioso.
Non ha perciò ricevuto una capitale, e ricorre all’emiliana Bologna, tutta diversa.
Emigrare a pochi romagnoli riesce senza
che si sperdano, ma cotesti pochi, l’esilio
li forma. Altrimenti molti ingegni di
Romagna si logorano nella vita del caffè di
piazza e in certi enfatici e sonori motti e
vezzi di vanagloria locale. Ma di assai cose
può farsi padrone un romagnolo, che si sia
fatto padrone di sè e della propria natura”.
Nato da padre bolognese e da madre tedesca, il Bacchelli sembra abbia ereditato,
dalla madre, il rigore e la precisione di
una costruzione e di una architettura intellettuale teutonica, e, dal padre, una fantasia svagata ed ariosa, gioviale ed insieme
con spiccate propensioni
carnali, unita alle doti per
cui va famoso l’animo emiliano, imbevuto cioè di una
lieta e grassa, ilare fecondità, e di una giocosa felicità d’animo, tra l’ariostesco
ed il goldoniano.
E se ci fosse uno scrittore italiano, che il Bacchelli abbia
tenuto d’occhio, pur senza
mai voler darlo a vedere, credo che questi sia il lombardo
Manzoni, cui forse il Bac chelli tendeva ad ispirarsi,
con la sua prosa ampia e
distesa, direi saporosa e per
così dire completa, sì da non
–– 22 ––
tralasciare nelle descrizioni nessun particolare importante, e con il suo amichevole
intrufolarsi nel racconto, per direttamente
esprimere, volta a volta, un parere, un
commento, una sua eventuale divergenza
di opinione rispetto a quelle professate da
un suo personaggio, e quasi per far comprendere al lettore come egli sia costantemente accompagnato dallo spirito critico
dell’autore.
E che la “ regia “ del tutto rimane sempre
saldamente nelle mani di colui che sta dipanando le fila del racconto.
Io personalmente il Bacchelli lo considero
sì come un sanguigno emiliano, ma soprattutto come un Maestro di vita, come uno
scrittore sapido dal periodare lento e solenne, ma anche placido e scorrevole, simile
all’andare maestoso del fiume Po, che “ nel
tempo volge e rivolge coi giorni e con noi
ogni cosa nel segreto di Dio “.
Perché malgrado il suo attardarsi più volte ed il suo indulgere a situazioni sicuramente grassocce, il che farebbe indubbiamente parte della componente emiliana
della sua psiche, la di lui concezione di
vita, la di lui visione del mondo è decisamente religiosa, come lo stanno a testimoniare innumerevoli sue pagine, e come
lo provano le parole che poco sopra sono
Febbraio 2011
Un libro da non dimenticare
state citate, e che son quelle
che chiudono l’epico poema
in prosa del Mulino del Po.
(Da notarsi a questo riguardo, che il Bacchelli venne
più e più volte proposto come
candidato ufficiale dell’Italia
al Premio Nobel, fin dal
1940, da parte della Acca demia dei Lincei e da parte
della Accademia della Crusca, ma sempre inutilmente,
e ciò, è molto probabile, a
causa del suo essere scrittore
di fede cattolica, tant’è che fu
lo stesso Bacchelli a pregare
di non insistere più sul suo
nominativo).
E sono convinto che questo capolavoro del
Mulino del Po, questa gigantesca saga di
una famiglia italiana, che va dalla campagna
napoleonica di Russia ( 1812 ) sino alla fine
della Prima Guerra Mondiale ( 1918 ),
resterà come una pietra miliare nella storia
letteraria italiana, come un qualche cosa che
unisce davvero gli abitanti della penisola,
alla pari dei Promessi sposi, delle Confessioni del Nievo, e del Piccolo mondo
antico del Fogazzaro.
Ma torniamo al volume di cui si vuol parlare, cioè torniamo al Diavolo al Pon telungo.
Esso venne pubblicato nel 1927, col sottotitolo di Romanzo storico ( così come anche
il Mulino del Po, del resto, che invece vide
la luce nel biennio 1939/1940 ), e godette
subito di un largo successo, che non gli
manca, in certa misura, anche adesso, visto
che è tra i romanzi del Bacchelli più frequentemente ristampati.
Che cosa narra questo romanzo ?
E perché questo titolo così curioso ?
Il romanzo descrive i preparativi, e poi lo
svolgersi e quindi il naufragare di una sorta di insurrezione armata che venne effettuata, nel bolognese, dal famoso anarchico
ed agitatore russo Michele Bakùnin, insieme ad un gruppo di anarchici italiani, tra
cui anche, siamo allora nel periodo
1873/74, da Andrea Costa, più tardi divenuto socialista.
Come gli eventi successivi ebbero a dimostrare, si trattava di una specie di Armata
Brancaleon ante litteram, con tutto il rispetto dovuto a pochi tra gli organizzatori, i
quali almeno ci mettevano di proprio la
buona fede e la disponibilità a sacrificare
tutto alle loro idee.
Ma il Bacchelli annota mestamente che questo non
possa essere considerato un
merito, quando l’idea sia
sbagliata.
Io credo che il Bacchelli
proprio non avesse né la
stoffa, né l’animo dell’agitatore anarchico, ma tuttavia
si deve riconoscere che egli
sia riuscito ad entrare nell’atmosfera di quei circoli, e
ad assimilare la loro mentalità ed il loro linguaggio, sì
da rendere verosimili i loro
farneticanti dialoghi ed i
loro strampalati programmi.
Siamo nei primi anni del
nuovo Regno d’Italia, e la ideologia anarchica è in pieno fermento.
Siamo ancora ai tempi eroici del socialismo
e dell’anarchia.
Perfino il giovanissimo socialista Giovanni
Pascoli finirà per alcuni mesi in carcere, a
Bologna, sul finire del 1879, per aver protestato pubblicamente contro l’arresto di
alcuni compagni i quali, a loro volta, avevano protestato contro la condanna a vita
del cuoco Passanante, che, l’anno prima,
aveva tentato di uccidere il re d’Italia,
Umberto Primo.
L’anarchico Lucheni ucciderà, di lì a poco
più di vent’anni (1898), l’Imperatrice Sissi,
la moglie di Francesco Giuseppe, e due
anni dopo (1900), l'altro anarchico Gaetano Bresci, a Monza, colpirà a morte
Umberto Primo.
Siamo quindi in anni turbolenti, dove l’ideologia anarchica figura tra le più importanti e le più drammaticamente attive.
Il romanzo dapprima descrive la vita di un gruppo di
anarchici, provenienti da
mezza Europa, riunitisi intorno alle figure del Bakùnin e
dell’italiano Carlo Cafiero,
in una villona “La Baronata”,
di sostanziale proprietà di
quest’ultimo, a Locarno, in
terra svizzera.
Come se stessimo assistendo ad una trasmissione dell’odierno “ Grande Fratello “,
si snodano sotto i nostri occhi le giornate,
vuote e velleitarie, di questo gruppo di personaggi, uomini e donne, in cui si trovano
poveri esseri esaltati, uniti ad altri, che col–– 23 ––
tivano i minimi interessi dei poveri diavoli,
una sorta di strana compagnia dove alcuni
Don Chisciotte convivono con i loro Sancho
Panza, gli uni senza riuscire a capire il mondo degli altri, e forse nemmeno il proprio.
La prima parte del romanzo “ La Baronata
“, segue questa combriccola di mestatori
mentre, in terra svizzera, vagheggiano e
preparano a modo loro la futura insurrezione. La seconda parte del romanzo, invece, si svolge in terra emiliana, e descrive il
verificarsi appunto di tale insurrezione, ed
il suo quasi squallido naufragare, o meglio,
il suo sgonfiarsi, come se si trattasse di una
bolla di sapone, scioltasi nell’aria.
Il punto nodale della tentata insurrezione si
svolge sul Pontelungo, un ponte sul Reno,
che congiunge Bologna a Borgo Panigale.
Dobbiamo anche sapere che proprio attorno a tale Ponte si era sviluppata, più di
cent’anni prima, tutta una leggenda, del
diavolo cioè, che sarebbe apparso all’arciprete del Borgo, mentre si trovava a percorrere quel Ponte.
Nulla di più facile pensare ad una sorta di
profezia, per cui su quel Ponte il diavolo
avrebbe tentato nel futuro una sua sortita.
Ma se c’è una cosa che salta agli occhi in
maniera più che evidente, è il salto e il divario tra l’accuratezza dei particolari, per cui
poteva sembrare che ogni minimo aspetto
pratico dell’impresa fosse stato pesato e
considerato a priori, e l’assoluta inadeguatezza dei risultati concreti, e il conseguente
banale fallimento di un’operazione tanto
vanamente sognata e meditata.
Perciò quello che stupisce
sta proprio in questo contrasto tra la apparente
serietà dei preparativi ed il
ridicolo dell’esito, per cui
non può che discenderne la
velleitarietà e la pochezza
di tali preparativi.
E pensare che quanto sto
affermando può andar bene
egualmente per tanta parte
dei moti insurrezionali che
travagliarono la nostra
penisola durante tutto l’Ottocento.
Forse che furono meglio preparati i vari
moti del ‘21, del ’31, quello di Pisacane o
quello dei Fratelli Bandiera?
O forse che ottennero un miglior successo?
Ma il denominatore comune che costituiva
la debolezza di tali progetti, stava forse nel
falso presupposto che allo scoppio dell’in-
Febbraio 2011
surrezione, il popolo
sarebbe scattato, come
un sol uomo, in difesa
degli insorgenti.
Miopia politica quindi di questi ultimi, i
quali non avevano
capito, né sospettato
che il popolo non
solo non li avrebbe
seguiti, ma semmai,
si sarebbe sollevato,
non già per aiutarli,
ma, al contrario, proprio per respingerli.
E tale errore, nonostante le amare esperienze di tutto un secolo fu comune, ancora nell’anno 1900, cioè allo spirare del
medesimo secolo, persino al caso del povero Bresci, il quale riteneva e sperava che
una volta ucciso Umberto Primo, il popolo sarebbe insorto, liberandolo dalla prigione, ed abbattendo lo stesso istituto
monarchico.
Folli farneticazioni di poveri esaltati!
La maestria del Bacchelli sta proprio nell’aver saputo rendere verosimili i dialoghi
tra questi anarchici, come se avesse potuto
udirli e registrarli, tanto essi sono conformi alle loro vedute ed al loro animo.
Leggendo queste rievocazioni di anni così
lontani e di mentalità così diverse dalla
nostra, il pensiero non può non andare a
situazioni che anche noi abbiamo vissuto
Un libro da non dimenticare
sia pure come spettatori,
e che hanno profondamente inciso sul nostro
animo, e quindi ci riporta
ad anni che non potremo
mai dimenticare.
Alludo al tempo delle
Brigate rosse.
Uguale la faciloneria ed il
fumo dialettico, uguale
quell’essere sostanzialmente al di fuori della
realtà, e semmai di differente, possiamo trovare
oggi una maggiore disponibilità
di denaro e di mezzi, uguale comunque
invece il prevedibile insuccesso finale.
Eppure anch’essi, i Brigatisti rossi, così
come Bakùnin e gli altri, pensavano davvero ad una concreta possibilità di realizzo
delle loro tragiche utopie .......
Tanto, nel cuore umano, la speranza può
vincerla sulla chiara visione della
ragione !
E il romanzo ( conforme al giudizio che su
Bacchelli ha dato l’insigne critico Carlo Bò:
“ l’ultimo classico, il solo che potesse vantare qualche titolo sull’eredità manzoniana”) si chiude con una pagina dal sapore
veramente manzoniano, di cui riportiamo
la parte finale.
Sono brani di un’omelia che l’arciprete di
Borgo Panigale tenne ai suoi fedeli, subito
dopo la fallita insurrezione:
“ ..... colla presunzione
viene l’inquietudine, se
ne vanno pazienza e
discrezione; e si vede
gente agra, buia e malcontenta, che per farsi
venir a noia la salute, va
a cercare le idee strampalate e i rischi mortali
ai quattro venti, come se
in casa non ce ne fossero abbastanza. Mettetevi
in testa che per essere
onestamente felici bisogna far così: ama quello
che è tuo, conosci quel che ti occorre, e fa
quel che fai. Non c’è altra regola, dopo
quella dell’amor di Dio.
Così disse l’arciprete, e per concludere
anche noi, è una sentenza che ad alcuni
finirà (di piacere) e ad altri no, ma la storia del diavolo al Pontelungo non ebbe mai
meno di cento anni.
E però, se i nipoti la riseppero dai nonni dei
nonni, i nonni la tramanderanno ai nipoti
dei nipoti.
E nulla sarà che non sia già stato”.
E pensando alle odierne Brigate rosse, emule dei fatti di Michele Bakùnin e compagni,
bisogna convenire che quest’ultima frase è
verissima, ed anzi in certo modo profetica:
nulla sarà che non sia già stato.
Federico Fontanella
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–– 24 ––
Febbraio 2011
Mostre
A Padova storici e antichi tesori provenienti
dal Museo Nazionale di Belgrado in mostra
Placca d’oro, Mitré, oro, VI-V sec. a.C.
Serbia Novi Pazar
“Il magnifico cratere e il suo restauro. Antichi
tesori dal Museo Nazionale di Belgrado” è
la grande mostra allestita a Padova negli spazi rinnovati di Palazzo del Monte dove saranno esposti i tesori delle Tombe principesche di
Trebenište e di Novi Pazar dal 13 febbraio
fino al 13 marzo 2011. Tutto ha inizio nel
1931 quando a Trebenište, nei pressi di
Ocrida, nell’attuale Macedonia, veniva rinvenuto un cratere bronzeo definito come
capolavoro assoluto realizzato verso la fine
del VI secolo avanti Cristo. L’opera classificato tra i Tesori della Nazione dal Museo
Nazionale della capitale serba è stata anche
esposta al Quirinale.
Padova propone una occasione unica per
ammirare, dopo il restauro, lo straordinario
capolavoro. Il prestito dell’opera, sia per un
solo mese, è un segno di gratitudine alla
Fondazione Cariparo dal Museo Nazionale di
Belgrado e della Serbia. Proprio l’istituzione
padovana ha sostenuto l’onere per il restauro
in Italia del preziosissimo manufatto.
La Fondazione aveva favorito l’arrivo di questo capolavoro d’arte greca arcaica ad Adria
dove nel 2007 fu tra le meraviglie esposte nella fortunata mostra “Balkani. Antiche civiltà
tra il Danubio e l’Adriatico”, allestita presso il
Museo Archeologico Nazionale.
Sorprendenti e rivoluzionari sono gli esiti
scientifici del restauro, inerenti l’identificazione dell’area culturale di pertinenza del cratere e l’ubicazione dell’officina bronzistica in
cui è stato prodotto. Gli indicatori, provenienti dalle analisi scientifiche eseguite su
campioni delle terre di fusione presenti ancora in alcune parti delle anse del manufatto, ci
dirigono alla piccola isola di Egina, nel golfo
Saronico, e non, come si pensava in precedenza, a Corinto o a Sparta. A Padova il
Magnifico Cratere sarà esposto insieme ai
reperti, non meno preziosi, che lo accompagnavano nella cosiddetta Tomba 8 di
Trebenište. Si tratta di un importante corredo
militare di un principe guerriero di cui si ignora il nome. Tra i reperti rinvenuti nella celebre tomba, figurano uno splendido elmo bronzeo, di manifattura greca, decorato da applicazioni in oro raffiguranti due cavalieri, altri
preziosi oggetti: un corno potorio, o rython,
e bicchieri in argento di raffinatissima fattura,
insieme a due straordinarie lamine auree in
foggia di sandalo, decorate a sbalzo con elementi geometrici e figurati. A documentare
le multiformi relazioni esistenti tra le popolazioni indigene abitanti gli attuali territori
della Serbia e dell’area balcanica centrale e
la Grecia, saranno esposti al Palazzo del
Monte anche gli stupefacenti ritrovamenti della Tomba 9 di Trebenište.
Dal tumulo principesco di Novi Pazar ci arrivano straordinari cinturoni e pettorali in oro
di fattura indigena, insieme a vasi in bronzo e
argento e a manufatti in ambra provenienti dalla Grecia, a dimostrare ancora una volta i molteplici contatti intercorsi tra VI e V secolo a.C.
tra diverse cultura in area medio Balcanica,
forieri di molte novità in più campi.
Idria, Novi Pazar Serbia - bronzo VI-V sec.a.C.
Caravaggio e gli Impressionisti a Milano
A partire dal 15 febbraio fino al 30 giugno 2011 a Milano, nella storica sede del Museo Diocesano a cura di Vittorio Sgarbi si darà il via alle danze di un’esposizione per ripercorrere gli anni della formazione di Caravaggio tra Veneto e Lombardia attraverso la raccolta e l’esposizione di circa cinquanta opere che l’artista ha potuto ammirare nelle chiese e negli studi dei pittori tra i 14 e i 20 anni, prima della partenza per Roma.
In mostra opere degli artisiti che hanno influenzato maggiormente il giovane Caravaggio tra i quali Giorgione, Moretto
da Brescia, G.B. Moroni, Tiziano, Vincenzo e Antonio Campi, Simone Peterzano, Arcimboldi Ortolano, Tintoretto,
Lorenzo Lotto, Giovanni Ambrogio Figino, Jacopo da Bassano e molti altri.
A marzo tempo de “Gli Impressionisti. I capolavori della Clark Collection” per la prima volta in Italia.
Dopo 11 anni sempre Milano apre nuovamente le porte agli straordinari capolavori della pittura impressionista esponendo le opere dallo Sterling & Francine Clark Art Institute nelle sale di Palazzo Reale. La mostra presenterà circa settanta dipinti dei più grandi maestri dell’Impressionismo francese tra cui Monet, Pissarro, Gauguin, Manet, Degas e
uno straordinario gruppo di oltre venti dipinti di Renoir. Si tratta di un percorso esaustivo attraverso i capolavori che
hanno rivoluzionato la storia dell’arte del secolo scorso e che continuano ad affascinare il pubblico di ogni tempo.
Le opere esposte costituiscono il nucleo principale della collezione del Clark Institute, una delle più importanti e
prestigiose collezioni degli Stati Uniti, mai esposte prima nel nostro paese.
–– 25 ––
Febbraio 2011
Fotografia
I parchi del Veneto visti da Marco B. Peccoz
Con sensibilità di artista, Marco Beck Peccoz
ha interpretato quell’Eden tra cielo e mare
che sono i parchi del Veneto.
Su iniziativa della Regione Veneto, Assessorato all’Agricoltura, Parchi e Aree
Protette, le immagini dei sei parchi saranno
esposte dall’8 ottobre al 21 marzo, primo
giorno di Primavera, in un luogo davvero
emblematico, che da solo meriterebbe il viaggio: Ca’ Vedramin a Taglio di Po, sede del
Museo regionale della Bonifica nel Parco del
Delta del Po.
Quest’impianto è una testimonianza, perfettamente restaurata, della complessa rete di
strutture create tra fine Ottocento e primi del
Novecento per offrire all’agricoltura porzioni ampie di quell’immenso reticolo di acqua,
di fiume e salmastra, e di terre paludose che
era il delta del Po. Le sei imponenti caldaie a
vapore collegate ad una ciminiera alta sessanta metri, alimentavano un sistema di idrovore in grado di sollevare e convogliare al
mare 11 mila litri di acqua al secondo, garan-
tendo così la possibilità di continuare
ad essere terraferma all’Isola di Ariano.
Tra questi mastodonti della tecnologia,
finalmente a riposo, le immagini di
Marco Beck Peccoz aprono squarci di
paradiso: raccontano di acque, terre,
colline e vette dove la natura è sovrana,
luoghi del passato che è futuro, un’altra faccia del Veneto, terra di industrie
e di città diffuse.
Parchi a loro modo singolari, unici.
A partire degli immensi orizzonti del
Delta, la terra più giovane d’Italia. I
sui meravigliosi meandri si sono in gran
parte formati (e continuano a formarsi)
negli ultimi secoli per gli apporti del Grande
Fiume. Un territorio in continua mutazione perché connesso tra un Adriatico, che
tende ad invadere un ambiente che la subsidenza tende ad abbassare, e l’avanzamento
di limi portati dal Po, che qui si ramifica in
grandi e piccoli corsi.
Un poco più a nord incontriamo un altro unicum: il Parco dei Colli Euganei, il parco termale più esteso d’Europa, colline che hanno
l’aspetto di coni vulcanici sotto e intorno alle
quali scorrono le acque calde che alimentano
le celebri terme di Abano e Montegrotto.
Un poco più ad est il Parco del Sile, il fiume di sorgiva più esteso d’Italia che prende
vita da infinite polle che sgorgano nella pianura trevigiana, per via via rinvigorirsi con
altre sorgenti, diventare navigabile e sfociare in Laguna.
Una miniera tra le più preziose al mondo,
molto più che quelle di oro e diamanti, è
Alcune vedute panoramiche del Veneto
–– 26 ––
preservata dal Parco della Lessinia, nel
veronese. Le viscere di questo verdissimo
altopiano imprigionano per sempre un mare
di 50 milioni di anni fa, una laguna tropicale, popolata da infinti pesci che guizzavano tra palmeti rigogliosi. Ora fossili tra i
più belli al mondo.
Poi le grandi montagne del bellunese, le
Dolomiti, oggi Patrimonio Universale
dell’Umanità. Due i parchi che le preservano in territorio veneto: il grandioso Parco delle Dolomiti Bellunesi, un Parco Nazionale,
che all’imponenza delle cime unisce la presenza di ben 1700 specie botaniche, un quarto della flora dell’intero territorio italiano. A
nord di Cortina, nel territorio delle antiche
Regole di origine celtica, il sesto parco, quello Regionale delle Dolomiti d’Ampezzo con
le altissime vette, le praterie di quota e le folte foreste di conifere.
Di questi luoghi, Marco Beck Peccoz ha colto l’anima, riconducendoli con maestria a
visioni, atmosfere, storie, emozioni come solo
un grande interprete della fotografia sa fare.
Dopo la prima a Ca’ Vendramin la mostra è
destinata ad una lunga itineranza in altri parchi e sedi espositive, in Italia e all’estero.
Orario: sino al 30 ottobre e dal 1 al 21 marzo
dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.00
escluso il lunedì.
Nel periodo dal primo novembre al 28 febbraio la visita è possibile su prenotazione
rivolgendosi all’Ente Parco Delta del Po:
Ingresso libero.
info: www.parcodeltapo.org
[email protected]
Febbraio 2011
Arte
Eliseo Mattiacci e “la Fabbrica del Cosmo”
Galleria dello Scudo di Verona fino al 30 aprile 2011
E. Mattiacci, Cosmogonia 1985
Cosmo, pianeti, campi magnetici che aggregano e modificano la materia hanno sempre
esercitato una profonda suggestione nell’immaginario di Eliseo Mattiacci, divenendo temi
ricorrenti già nei lavori dei primi anni ’60 così
come nelle azioni e nelle installazioni alla
Tartaruga e all’Attico a Roma o, in seguito,
nelle gallerie di Alexander Iolas a Parigi,
Milano e New York. Tappe fondamentali di
una vicenda espositiva scandita dalla presenza dell’artista in contesti di rilievo internazionale sono le sale personali alla Biennale di
Venezia nel 1972 e nel 1988, le mostre al
Kunstforum Städtische Galerie im Lanbachhaus a Monaco di Baviera nel 1984, al
Museo di Capodimonte a Napoli nel 1991, ai
Mercati di Traiano a Roma nel 2001, e la realizzazione del progetto Danza di astri e di stelle a Reggio Emilia nel 2006 con imponenti
sculture collocate all’aperto. La Galleria dello Scudo, dopo la mostra site specific dell’inverno 2002, torna ora a rendere omaggio a
Mattiacci proponendo una selezione di opere
di grande formato realizzate tra il 1976 e il
2010, imperniate sul tema delle possibili relazioni tra terra, spazio e corpi astronomici,
oggetto delle sue riflessioni da più di trent’anni. La “fabbrica del cosmo” è stata e continua
ad essere il luogo immaginario in cui l’artista,
in un costante rinnovamento, cattura le forme
e le forgia in un dialogo continuo con gli elementi dell’universo e con le forze che lo governano. La rassegna si apre con il dittico Sole e
luna concepito nel 1976, quando la ricerca dell’artista, ancora di forte valenza concettuale,
presenta frequenti rimandi a culture antiche.
C’è, alla base, la consapevolezza che ogni pensiero e ogni processo creativo si compiano
entro le coordinate del giorno e della notte;
“la vita stessa è la manifestazione di un’energia di cui il sole, la luna e il cosmo intero sono
dinamo attive; è infatti a essi che le civiltà antiche hanno sempre guardato lasciando testimonianze imperiture del rapporto dell’uomo
con gli astri” (Bruno Corà, 1991).
Nel polittico Predisporsi a un capolavoro
cosmico astronomico datato 1981-82, composto da cinque grandi elementi su cui trovano un ordine apparente lembi di carte disegnate e strappate, veloci pianeti e piccoli, guizzanti satelliti attraversano, percorrendo traiettorie impossibili, cieli rosa e azzurri, la cui trasparenza è esaltata dalla raffinata tecnica esecutiva del frottage. “Mattiacci disegna molto.
Procede per sequenze, dotate d’un ordine
interno incodificabile ma preciso. Disegna
perché il suo tatto vorace innesca uno scambio
anche fisico con la carta, con la grafite, con
il colore (penso… alla nascita elaborante di
Predisporsi a un capolavoro)… Disegna ciò
che saranno, o potrebbero essere, i lavori.
Astraendo d’un colpo dalla spinta sensoriale
dei materiali, delle forme, delle situazioni: ma
mantenendo inalterato – e ritrovando tenacemente nel segno, nella sua basculante velocità
di registrazione e metamorfosi – il valore complesso ed erratico di quel rapporto, fatto d’umori sapori e bave d’una sintassi continuamente sotto scacco” (Flaminio Gualdoni,
1985). Negli anni ‘80 Mattiacci riprende tematiche degli esordi, rilanciando con più vigore
la sfida alle leggi della fisica. Il fascino di questi nuovi lavori risiede soprattutto nello scarto
tra la pesantezza dei corpi e la leggerezza dell'effetto visivo prodotto dalla loro precaria
combinazione. Come in Sfera del 1965 non
trionfano masse compatte ma un groviglio di
filo spinato tramato di vuoto, così in
Cosmogonia, concepita nel 1985, è la levità
al centro della composizione. La grande spirale, tracciata da un tondino d’acciaio che si
alza da terra per protendersi verso l’infinito,
nell’ambito ristretto di una stanza disegna l’orbita dei pianeti nel loro gravitare perenne.
Fulcro della mostra è Carro solare del
Montefeltro, il primo lavoro realizzato dopo
la metà degli anni ’80 nell’intento di codificare forme pensate per stabilire un contatto
ideale con il mondo celeste. Un binario sor–– 27 ––
regge due grandi dischi attraversati da un asse
che seguita incurvandosi verso l’alto a sorreggere un elemento straniante, un terzo corpo discoidale, più piccolo di diametro e inclinato trasversalmente come un “fulmineombrello”. È proteso verso il cielo, quasi attendesse un lampo per captarne l’energia, quell’energia che Mattiacci “sente ovunque attorno a sé e con la quale, come pochi altri scultori
del nostro tempo, ha imparato a dialogare”
(Fabrizio D’Amico, 2002). Se il movimento
è quello stesso del primo mitico carro, come
del primo passo umano, e la sua origine ideativa e iconografica scende dalla composizione
pierfrancescana dell’allegoria trionfale retrostante il ritratto del Duca Federico da
Montefeltro, la grande scultura assomma in
sé l’immagine di una processione laica e il
senso dello sconfinamento oltre lo spazio definito. Proprio a ribadirne la forte valenza simbolica, Mattiacci decide di collocarla al centro
di una delle più apprezzate sale alla XLIII
Biennale di Venezia nel 1988, accanto ad altri
suoi lavori di analoga ispirazione, quali Lente
solare del 1987 ed Esplorazione magnetica
dell’anno successivo. Il percorso prosegue
quindi con lavori dei decenni successivi.
Collisione del 1995-1996 accoglie in sé motivi ispiratori di interventi in contesti paesaggistici e architettonici di particolare suggestione,
come l’immenso disco sospeso nell’azioneinstallazione Un ascolto di vuoto al Passo del
Furlo nei dintorni di Pesaro nel 1992 o il
gigantesco Gong del 1992-1993 che catturava
lo sguardo ai Mercati di Traiano a Roma nel
2001. Scrutare il cosmo del 2004 è ancora una
volta una macchina per captare segnali da molto lontano. Tempo globale, anch’esso del 2004,
rinnova la tensione ad annullare la forza di
gravità, tramutando il peso di un corpo celeste,
in orbita dalla notte dei tempi, in aerea leggerezza. Chiude la rassegna Ricerca intenzionale di meteoriti, un’installazione concepita
espressamente per questa mostra veronese.
Blocchi di pietra lavica di varia grandezza
sono proposti così come appaiono in natura,
quindi non alterati dalla mano dell’uomo.
Fotografie di Claudio Abate, interprete di primo piano della scena artistica contemporanea
e autore di scatti memorabili, affiancano le
opere esposte, stabilendo una serie di confronti
con altri lavori di Mattiacci fermati dall’obiettivo, in un originale cortocircuito tra passato e presente.
Febbraio 2011
Lezioni d’arte
Il Dadaismo: tra ironia e provocazione
Nel 1916, a Zurigo, un gruppo di artisti,
tra cui il poeta rumeno Tristan Tzara
(1896-1963), il pittore Marcel Janco
(1895-1984), il poeta Hugo Ball (18861927), il pittore e scultore Hans Arp
(1887-1966) e il poeta e scrittore Richard
Huelsenbeck (1892-1974), dà vita al
movimento Dada (o Dadaismo) sicuramente l’esperienza più eversiva all’interno delle Avanguardie europee.
La Svizzera, paese neutrale e terreno di
incontro di esuli, pacifisti, disertori, emigrati politici, rappresenta una sorta di isola felice lontana dagli orrori della guerra
e la città di Zurigo con il suo Cabaret
Voltaire , diventa la sede di manifestazioni trasgressive volte a condannare ogni
azione e intenzione bellica. Dada , come
si legge nel Manifesto del 1918, “non
significa nulla”: il nome è stato inventato aprendo a caso un vocabolario tedesco-francese. In russo significa due volte sì, in tedesco due volte questo, in italiano e in francese rappresenta l’allitterazione di due sillabe pronunciate dai
bambini nella fase pre-verbale con le quali indicano tutto, dalle cose alle persone.
Quindi Dada è tutto e niente. È gioco e
paradosso, non è neppure un gruppo: è
piuttosto un modo di essere e di sentire, è
la reazione alla follia omicida della guerra, è la negazione dell’arte tradizionale e
di avanguardia in quanto funzionale ai
valori del sistema borghese che hanno
prodotto guerra e distruzione. Diventa
necessario quindi azzerare ogni
ideologia, ogni politica, ogni forma
estetica: l’unica possibilità progettuale è la demolizione delle abitudini e degli stereotipi sociali e culturali. Si assiste così al rifiuto polemico del concetto di bellezza, di
progresso, di Modernismo e di
nazionalismo.
Dada promuove la totale libertà, la
spontaneità, l’irrazionalità, l’ironia,
l’antimilitarismo. Sul piano operativo, il movimento si traduce in una
serie di azioni, performance, manifesti, riviste e oggetti capaci di
“aggredire” la realtà e provocare
reazioni diversificate.
I luoghi di massima espansione di
questo movimento-atteggiamento
sono le città di Berlino, Colonia,
Hannover e Parigi; gli esponenti più
rappresentativi il fotografo-artista
americano Man Ray, i francesi
Marcel Duchamp e Francis Picabia,
i tedeschi Kurt Schwitters e Max Ernst.
Nelle arti visive Dada si concretizza in
un forte sperimentalismo tecnico che
include, accanto al tradizionale dipinto
a pennello, la pittura ad aerografo, il collage, l’assemblaggio, il fotomontaggio.
L’utilizzo del collage spiega, in modo
particolare, la volontà dadaista di immergersi nella realtà frantumata dalla guerra
e di reimpiegarne le parti scomposte non
tanto per creare arte, quanto per realiz-
Tristan Tzara a Zurigo nel 1917
Man Ray ritratto nel 1934
–– 28 ––
La famosa Gioconda coi baffi di Marcel
Duchamp
zare oggetti nati dalle “scorie” di materiali diversi (pezzi di legno, frammenti
di corda, biglietti del tram) tratti dal quotidiano e in quanto tali non immediatamente vendibili come i prodotti dell’arte
borghese.
Tuttavia l’invenzione più significativa e
spiazzante, capace di una radicale critica al tradizionale concetto di opera d’ar-
M. Duchamp, Ruota di bicicletta (1913)
Febbraio 2011
Lezioni d’arte
Nel 1917 Duchamp
par tecipa alla mostra
promossa dalla Società
degli artisti indipendenti di New York con
Fontana : un orinatoio
in porcellana bianca,
capovolto e collocato
su un piedistallo di
legno, firmato dall’artista con lo pseudonimo “Richard Mutt”.
L’evento suscita grande scandalo e l’opera
viene rifiutata perché
ritenuta una volgare
provocazione non es sendo una reale creazione artistica ma “un
puro e semplice pezzo
d’idraulica”. Fontana
si conf igura come un
esempio eccellente di
ready-made in quanto
un banale oggetto quotidiano viene destituito
dalla sua funzione oriCollezione di moda di Gaultier del 1983 ispirata al Dada ginaria e dopo minime
manipolazioni, inserito
te come rappresentazione e riproduzione in spazi espositivi tradizionali, come un
del reale, sarà il ready-made (letteral- importante “pezzo da museo”.
Ironia, provocazione, riflessione sulla
mente “già pronto”) di Duchamp.
L’operazione messa in atto dall’artista relazione arte-vita, distinguono altre
francese consiste nel prelevare un ogget- memorabili opere duchampiane come lo
to dal suo contesto ed elevarlo a dignità Scolabottiglie e la Gioconda coi baffi.
artistica, stravolgendo ogni nostra
possibile aspettativa. Si tratta di
un’operazione completamente mentale, attraverso la quale un oggetto
passa da una collocazione semantica
ad un’altra, senza alcuna pretesa
estetica. Arte non significa più fare
(dunque mostrare una certa abilità e
una competenza tecnica), ma sceglier e (cioè agire a livello di puro
intelletto.) In questa direzione, chiunque può essere artista e tutto può elevarsi a statuto artistico. Il primo
intervento di questo tipo fatto da
Duchamp è Ruota di bicicletta
(1913) nato dall’unione di una ruota
di bicicletta montata su uno sgabello
da cucina: la ruota è rovesciata e
libera di girare sullo sgabello, trasformato in una sorta di basamento
ligneo per una originalissima “scultura”, acuta parodia del mito moderno della macchina.
M. Duchamp, Fontana 1917
–– 29 ––
291 copertina della rivista di Francis Picabia
Sulla stessa linea si colloca Man Ray con
il suo Cadeau (1921): sulla piastra di un
improbabile ferro da stiro, la saldatura di
ben quattordici chiodi d’acciaio ribadisce
l’annullamento della funzione primigenia
dell’oggetto in questione con la conseguente, beffarda, azione di “ridurre
un abito in brandelli”.
Tra il 1917 e il 1922, i principali esponenti dell’avventura dada si trasferiscono a Parigi. Con l’arrivo di Tzara
(1920) inizia una fase nuova di manifestazioni, mostre e serate poetiche
sempre accompagnate da evidenti note
di scandalo e provocazione che affascinano in modo particolare André
Breton e Louis Argon, futuri protagonisti del Surrealismo.
Nel 1922, conclusasi un’importante
mostra, il Dadaismo perde il suo spirito propulsore e la maggior parte
degli esponenti confluisce in altri
movimenti. Le sue principali istanze
vengono in parte riprese e rivitalizzate negli anni ’50 dal movimento neodada.
Lorena Gava
CALendArio d’Arte e MoStre
BELLUNO
CORTINA D’AMPEZZO
Cherchez la femme / La grande discesa
Museo Rimoldi - Ciasa De Ra Regoles
Corso Italia, 69
Dalle origini degli sport invernali all’arte figurativa di grandi personaggi come Sironi, Carrà, De Chirico e
Mafai, declinata al femminile: così
Cortina omaggia due grandi filoni caratteristici del suo dna di località turistica e non solo, l’arte e lo sport.
Info: www.musei.regole.it
[email protected]
fino al 25 aprile 2011
FELTRE
L'Associazione Ars Sacra, la diocesi di Belluno-Feltre, il Ministero per
i Beni e le Attività Culturali, l'Archivio di Stato di Belluno e la Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici
ed Etnoantropologici per le Province
di Venezia, Belluno, Padova e Treviso, con la collaborazione del Comune di Feltre, nell'ambito del progetto
"Feltre città d'arte e di natura", della
Comunità Montana Feltrina e della
Provincia di Belluno presentano la
mostra " Il Medioevo delle Dolomiti - codici, sculture e dipinti dagli ospizi della Val Cordevole ", allestita al
Museo diocesano di Arte Sacra di
via Paradiso 19 a Feltre. L'esposizione
si protrarrà fino al 30 agosto 2011. Saranno presentate conferenze ed eventi culturali di rilievo durante tutto il periodo di apertura.
Info: tel. 0439 844082
IAT Feltre tel. 0439 2540
[email protected]
BOLZANO
Valie Export - Tempo e Controtempo
Museion
Via Dante, 6
Info: tel. 0471312448
[email protected]
www.museion.it
dal 18 febbraio al primo maggio 2011
SAN CANDIDO
Sepp Hackhofer - Stille Landschaften. Landmanalaugar | Islanda
Kunstraum Cafe Mitterhofer
Via Peter Paul Rainer, 4
Info: tel. 0474913259
[email protected]
fino all'undici marzo 2011
GORIZIA
Dipingere in piccolo
Scuderie di Palazzo Coronini
Attraverso trentacinque opere, comprese in un arco cronologico che va
dal XVII al XX secolo e riferibili ad
artisti francesi, italiani, russi, austriaci e indiani, il percorso espositivo si propone anzitutto di illustrare l’origine e la storia della pittura in miniatura. Nata come decorazione dei
manoscritti in pergamena di epoca
medievale, divenuta arte indipendente a partire dal XVI secolo, la miniatura si sviluppò nel corso dei secoli attraverso l’uso di diversi materiali e di diverse tecniche pittoriche:
dall’olio su rame, allo smalto all’acquerello su avorio.
Organizzato da:
Fondazione Palazzo Coronini Cronberg Onlus
viale XX Settembre, 14
tel. 0481.533485
Sito web: www.coronini.it
fino al 27 febbraio 2011
Inaugurazione Spazio Giovani alla
Frontiera “Galleria Dora Bassi”
Galleria Dora Bassi dell’Auditorium della Cultura Goriziana
Via Roma, 5
Mostra sui lavori e premiazione dei
vincitori del concorso di idee “Spazio Giovani alla Frontiera”- Concorso Internazionale di idee per la riqualificazione dell'area dell' ex Ospedale Civile di Via Vittorio Veneto.
Spazio Giovani alla Frontiera è un
progetto finanziato con un accordo tra
il Ministero della Gioventù e la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, implementato dal Comune di
Gorizia con il supporto tecnico del
Centro di Servizi e Documentazione
per la Cooperazione Economica Internazionale - Informest.
giovedì 10 marzo 2011, ore 11.00
Si arricchisce di un ulteriore importante tassello il panorama espositivo
di inediti disegni, fotografie e cartoline che mettono in luce la personalità artistica e umana di Carlo Michelstaedter a Gorizia nella sede
della Fondazione Cassa di Risparmio
in occasione dei cento anni della sua
scomparsa. E’ stata infatti inaugurata a fine gennaio alle 18 nella storica sede di via Carducci la mostra “Intorno a Carlo”, curata da Antonella
Gallarotti, promossa e realizzata
dalla Fondazione Carigo in collaborazione con la Biblioteca statale isontina e il Comune al piano terra di Palazzo Della Torre, accanto alla mostra “Far di se stesso fiamma”.
Info: tel. 0481537111
[email protected]
www.fondazionecarigo.it
fino al 27 febbraio 2011
CORMONS
Armellin, De Menis, Frullani - 3 artisti e un contadino. Vin che dorme
Cantina Edi Keber
Zegla, 17
Info: tel. 0481.61184
[email protected]
fino al primo maggio 2011
MARIANO DEL FRIULI
“Presentazione”
Centro di Documentazione - Studio
Luciano Chinese
Via Giuseppe Verdi, 20
Per la Giornata del Contemporaneo
la Galleria “Nuovo Spazio” apre, su
appuntamento, il proprio Centro di
Documentazione, a Mariano del Friuli (Gorizia). E’ possibile, sempre su
appuntamento, visitare lo studio di Luciano Chinese.
fino al 31 maggio 2011
PADOVA
Laurina Paperina - Neither use nor
ornament
Perugi Arte Contemporanea
Via Giordano Bruno, 24b
Info: tel. 0498809507
[email protected]
www.perugiartecontemporanea.com
fino al 25 febbraio 2011
–– 30 ––
CALendArio d’Arte e MoStre
"Il senso della biodiversità"
Un viaggio nella Foresta Amazzonica
Info: Associazione Amici dei Popoli
di Padova
telefono e fax 049 600313
[email protected]
sito www.padovanet.it/adp
fino al 23 febbraio 2011
Il volto dell’Ottocento. Da Canova a
Modigliani
Palazzo Zabarella
Via San Francesco, 27
Cento ritratti, cento storie, cent’anni
di straordinaria arte, da Canova a Modigliani.
Ulteriori informazioni:
tel. 049.8753100
[email protected]
www.palazzozabarella.it
fino al 27 febbraio 2011
ABANO TERME
“Che più di Terra, che di Villa, il
nome si merita”
Museo Comunale - Villa Roberto
Bassi Rathgeb
Via Appia Monterosso, 56
Info: tel. 0498245277
[email protected]
fino al 1 giugno 2011
PIAZZOLA SUL BRENTA
Ennio Finzi - Dal nero al non colore
Villa Contarini
Via Luigi Camerini, 1
Il nero da felicità e distensione. Ne è
convinto Ennio Finzi che per la grande esposizione che gli dedica Villa
Contarini a Piazzola sul Brenta, “la
Reggia delle Ville Venete”, ha scelto
opere tutte “Dal Nero al non colore”.
Un centinaio le opere proposte, molte di grande dimensione, a coprire un
percorso che va dagli anni ‘50 ad oggi.
Info: www.villacontarini.com
[email protected]
fino al 20 marzo 2011
Terza edizione della mostra di fotografia e video su Padova e il suo territorio attraverso immagini e filmati di taglio giornalistico; un modo per
vedere la nostra città in modo diverso attraverso l'occhio esperto di fotografi e teleoperatori.
La mostra espone le opere di professionisti che hanno immortalato, at-
traverso i propri strumenti di lavoro,
eventi accaduti a Padova e nella sua
provincia nell'ultimo anno.
Centro culturale Altinate/San Gaetano, via Altinate, 71 - Padova
dall'11 febbraio al 10 marzo 2011
PORDENONE
I Magredi del Cellina
Spazio Foto Casa Studente
Via Concordia, 7
Mostra inserita all'interno del progetto
“Fotografare per conoscere”.
Alcune immagini presenti in mostra
sono accompagnate da particolari
poesie che esprimono a parole le suggestioni emotive scaturite dalla visione
del paesaggio magredile.
Info: tel 0434 365387
www.centroculturapordenone.it
[email protected]
dal 21 febbraio al 17 aprile 2011
Imparare sperimentando
Ex Convento di S. Francesco
Piazza della Motta
L’iniziativa, giunta alla sua sesta edizione, affronta quest’anno il tema dell’acqua. La mostra permetterà, attraverso la sperimentazione, il gioco ed
il divertimento, di comprendere fenomeni fisici e scientifici che circondano il nostro vivere quotidiano.
Verranno inoltre organizzate, come di
consueto, una serie di conferenze con
illustri relatori che operano nel panorama della ricerca e della didattica attuali.
Organizzato da:
Segreteria della Sezione AIF di Pordenone - tel. 0434 91.88.28
[email protected]
www.impararesperimentando.it
dall’1 al 28 febbraio 2011
Silvano Zucchiatti - Viaggi in Lazistan.
Spazi Espositivi
via Bertossi
Una mostra fotografica ricorderà
alla città il professor Silvano Zucchiatti Ufficiale degli Alpini, fondatore del Soccorso Alpino nella provincia di Pordenone, alpinista ed
esploratore di fama nazionale ed internazionale.
Il professor Zucchiatti è stato uno stimatissimo Presidente della sezione di
Pordenone del CAI: in questa veste ha
curato l’organizzazione di numerose
iniziative culturali e di promozione.
Fra le sue imprese alpinistiche e le
esplorazioni, appaiono particolarmente interessanti ed importanti quelle compiute in Caucaso ed in particolare in Lazistan. Del viaggio compiuto in Lazistan nel 1975 esistono
molte immagini, che documentano
non solo i paesaggi e le esplorazioni,
ma anche aspetti della vita materiale e culturale delle genti visitate.
Le foto furono scattate da Gianluigi
Colin che partecipò alla spedizione ed
è oggi “art director” del Corriere della Sera, e da Roberto Ive, esploratore triestino ed autore di molti libri e
servizi giornalistici.
Info: tel. 0434.392916
[email protected]
www.artemodernapordenone.it
dal 19 febbraio al 6 marzo 2011
Il fumetto di Giulio De Vita e il suo
mondo
PARCO Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea “Armando
Pizzinato”
Viale Dante, 33
Mostra dedicata al celebre fumettista
ed illustratore Giulio De Vita e alle sue
collaborazioni con noti fumettisti di
spessore internazionale.
Info: tel. 0434 523780
www.artemodernapordenone.it
[email protected]
dal 12 febbraio al 6 marzo 2011
Mostra personale di Marco Ferri
Ass.ne Culturale La Roggia
Viale Trieste, 19
Info: tel. 0434 552174
www.laroggiapn.it
dal 5 febbraio al 3 marzo 2011
sandro Milesi (1856-1945), con
una ventina di opere che caratterizzano fortemente l'autore: da un
lato scene che raccontano la vita
umile popolare e la quotidianità veneziana, dall'altro la ritrattistica di
cui Milesi fu grande maestro.
Info: tel. 0434 233118
per tutto l’anno 2011
Alessandro Milesi
Mostra dedicata al pittore veneziano
FriulAdria - Palazzo Cossetti
Piazza XX Settembre, 2
fino al 28 febbraio 2011
AVIANO
Mostra fotografica di Stefano e
Giorgio Gislon
"Dove l’aria si fa più fina" a Piancavallo
Piancavallo - TurismoFVG
Via Collalto, 1
Organizzato da:
Agenzia TurismoFVG
tel 0434 655191
fino al 27 marzo 2011
TRENTO
Condini, Filippi, Lunardelli
“Circa Diem”
Cosbi
Piazza Giannantonio Manci, 17
Info: tel. 0461.882811
[email protected]
www.cosbi.eu
fino al 30 marzo 2011
Donald Baechler - Girls Girls Girls
Studio d’Arte Raffaelli - Palazzo
Wolkenstein
Via Livio Marchetti, 17
Info: tel. 0461.982595
[email protected]
www.studioraffaelli.com
fino al 26 febbraio 2011
CORDOVADO
Mostra personale di Cvetka Hojnik
Palazzo Cecchini
Piazza Cecchini, 27
Info: tel. 0434690265
dal 5 al 26 febbraio 2011
ROVIGO
BADIA POLESINE
Alessandro Milesi (1856-1945).
L'anima nel colore, l'eleganza nel
ritratto
Banca Popolare FriulAdria
Piazza XX Settembre, 19/b
Prosegue il progetto "Segni da un
territorio" per la valorizzazione e riscoperta dei pittori di fine Ottocento
e primo Novecento veneto-friulani
che ha visto protagonisti presso
gli spazi di Palazzo Cossetti opere
di importanti artisti fra cui Sartorelli,
Cargnel, Pomi, e da ultimo Laurenti.
La mostra allestita da FriulAdria in
occasione delle festività natalizie è
dedicata al pittore veneziano Ales-
Loc. Ca’ Vendramin
Con sensibilità di artista, Marco
Beck Peccoz ha interpretato quell’Eden tra cielo e mare che sono i parchi del Veneto.
Info: tel. 0426.81219
[email protected]
www.parcodeltapo.org
fino al 21 marzo 2011
Il secondo sabato di ogni mese torna
in Via degli Estensi, Piazza Vittorio
Emanuele II, Teatro Sociale, Via San
Giovanni: “Rumando tra le corti
sconte”, una ricca mostra scambio
cose del passato antiquariato, collezionismo e hobbismo.
Info: http://www.comune.badiapolesine.ro.it
fino al 12 marzo 2011
TAGLIO DI PO
Marco Beck Peccoz - Eden tra cielo e mare
Museo Regionale Bonifica - Parco
Del Delta Del Po’
–– 31 ––
Antiche Madonne d’Abruzzo
Castello del Buonconsiglio
Via Bernardo Clesio, 5
Info: tel. 0461.492803
[email protected]
www.buonconsiglio.it
fino al primo maggio 2011
BORGO VALSUGANA
Chris Drury - Cloud-Sky Mountain
Chamber
Arte Sella
Corso Ausugum, 55/57
Malga Costa
Info: tel. 0461.751251
[email protected]
www.artesella.it
fino al 21 marzo 2011
Spaventapasseri - Scarecrow 2010
Fiorucci-Giuliani
Spazi Livio Rossi
Corso Augusum, 55
Sei artisti e designer, personalità nel
campo della moda e dell’architettura invitati dal curatore Enrico Leonardo Fagone hanno abbandonato il
proprio abituale terreno di lavoro e accolto la sfida di reinterpretare uno dei
CALendArio d’Arte e MoStre
più semplici artefatti della tradizione
contadina.
Info: tel. 0461.751251
www.artesella.it/spazi_spazirossi.html
fino al 27 marzo 2011
ROVERETO
Amedeo Modigliani - Modigliani
Scultore
MART
Corso Angelo Bettini, 43
Info: tel. 0464438887
www.mart.trento.it
fino al 27 marzo 2011
Conceptual Art. The Panza Collection
MART
Corso Angelo Bettini, 43
Info: tel. 0464.438887
[email protected]
www.mart.trento.it
fino al 27 febbraio 2011
Jacopo Mazzonelli. “Camera inversa/Reverse room”
Paolo Maria Deanesi Gallery
Via San Giovanni Bosco, 9
Info: tel. 0464.439834
[email protected]
www.paolomariadeanesi.it
fino al 25 febbraio 2011
TREVISO
Atlante Trevigiano
Fondazione Benetton Studi Ricerche - Spazi Bomben
Via Cornarotta 7-9
Cartografie e iconografie di città e territorio dal XV al XX secolo
Info: tel. 04225121
[email protected]
www.fbsr.it
fino al 17 aprile 2011
Il pittore e la modella.
Da Canova a Picasso
Casa dei Carraresi
Via Palestro, 33/35
Fondazione Cassamarca e il suo Presidente On. Dino De Poli accolgono,
per la prima volta in Italia, una grande mostra dedicata a uno tra i più affascinanti argomenti che si intrecciano
con la storia dell’arte: il pittore e la
modella.
L’esposizione intende rifare il percorso
che ha portato la donna, modella per
artisti, dall’anonimato e quindi dai
margini della società e dalla cultura,
al centro dell’attenzione dei pittori e
della vita artistica europea, a partire
dall’epoca neoclassica fino agli anni
‘60 del Novecento.
Info: tel. 0422 513150
www.fondazionecassamarca.it
www.ilpittoreelamodella.it
fino al 13 marzo 2011
Via Barbaro, 4
Progetto che vede il De Gusto protagonista di un a scelta di campo importante: mettere un locale giovane a
servizio dell’arte e della cultura.
Info: [email protected]
fino al 12 marzo 2011
PIAVON DI ODERZO
Giotto Loris
Associazione Ca’ Lozzio Incontri
via Maggiore, 23 Piavon di Oderzo
(Treviso)
Info: tel. 0422/752111
[email protected]
dal 6 febbraio 2011 fino al 6 marzo
Info: Giotto Loris via borgo San
Martino 17 Falzè di Piave(TV).
Tel. 0438 895371.
ASOLO
Ti amo da vivere
Galleria Browning
Via Robert Browning, 167
info: tel. 042355320
[email protected]
www.galleriabrowning.com
fino al 28 febbraio 2011
CAPPELLA MAGGIORE
PIEVE DI SOLIGO
Terzo ciclo di incontri d’arte
Dialoghi Impossibili
Autori e temi a confronto
Centro sociale di Anzano di Cappella Maggiore (Treviso)
2 febbraio 2011
La figura
Caravaggio (1571-1610)
Bacon (1909-1992)
9 febbraio 2011
La veduta
Canaletto (1697-1768)
Hopper (1882-1967)
16 febbraio 2011
Il ritratto
Hayez (1791-1882)
Warhol (1928-1987)
Nel Paesaggio
Villa Brandolini
Piazza Libertà, 7
Cento opere, molte inedite e con importanti prestiti da Ca’ Pesaro e dall’Accademia dei Concordi, per documentare l’intrecciarsi di differenti
filoni creativi, il formarsi ed evolversi
di universi linguistici e spunti immaginativi nuovi, talvolta sotterraneamente collegati alla grande pittura di tradizione.
Info: tel. 0438.985335
[email protected]
fino al 27 febbraio 2011
VITTORIO VENETO
23 febbraio 2011
Gino Rossi (1884-1947)
Eccezionale artista veneto nel panorama della pittura del Novecento.
Relatrice: Lorena Gava
Ore 20.30
Informazioni: Biblioteca Comunale di
Cappella Maggiore (TV)
tel. 0438-580960
Ingresso libero
MASER
Amniotica - Chiara Franceschi
Galleria d’Arte Temporanea De
Gusto
Mostra Collettiva di pittura
a cura di Platinum Collection
Chiesa di San Paolo al Piano
Piazza Giovanni Paolo I
fino al 13 febbraio 2011
TRIESTE
Guareschi e Laureni: segni dai Lager. Testimonianze di due internati militari
Risiera di San Sabba
via Palatucci, 5
Info: tel.: 040 6754480
[email protected]
dal 26 febbraio a l2 giugno 2011
Curvature
Studio Tommaseo
–– 32 ––
CALendArio d’Arte e MoStre
via del Monte, 2/1
Info: tel.: 040 639187
e-mail: [email protected]
dal 19 febbraio al 9 aprile 2011
Autoritratti triestini. La donazione
Hausbrandt
Museo Revoltella
via Diaz, 27
Info: tel.: 040 6754350
http://www.museorevoltella.it/
[email protected]
fino al 6 Marzo 2011
Mostra “I primi 100 anni di fotografia a Trieste”
Itis - Galleria San Giusto
Via Conti, 1/2
Info: tel. 0402240591
[email protected]
www.itis.it
fino al 6 marzo 2011
Il Liberty a Trieste
Salone degli Incanti - Ex Pescheria
Riva Sauro, 1
Lo stile e il movimento “Liberty”,
colto nelle dimensioni spaziali italiana
e centro-europea, nelle sue varie
manifestazioni artistiche, dall’architettura alla cartellonistica, quale tema
di una mostra che ha l’obiettivo
principale di valorizzare quella caratteristica di Trieste, della quale, accanto al neoclassico, la città conserva notevoli testimonianze.
Questo stile artistico, conosciuto internazionalmente come Art Nouveau, interessò le arti figurative, l'architettura e le arti applicate tra il 1890
e il primo decennio del Novecento, intanto che la città di Trieste vive una
forte espansione e segna uno dei
momenti più prosperi della sua crescita economica e commerciale. Per
far fronte all'intenso fenomeno di urbanizzazione sorsero molti edifici Liberty nei quali i fondamenti della creatività architettonica possono essere ricondotti a una specie di mediazione
fra il nuovo linguaggio dell'Art Nouveau e quello della tradizione.
Il repertorio di applicazione fu vastissimo; esempi di questa arte, nelle sue varie forme, selezionati nell’ambito delle collezioni dei Civici
Musei di Trieste, verranno esposti in
mostra unitamente ad immagini degli edifici Liberty.
Info: tel.: 040 3226862
www.retecivica.trieste.it/triestecultura
dal 1° marzo al 1° giugno 2011
La coscienza di Tullio Kezich e le Sue
città: Trieste, Milano, Roma
Sala Attilio Selva
Palazzo Gopcevich
Via Rossini, 4
La mostra vuole essere l’omaggio della sua città natale al grande critico cinematografico - uomo di lettere,
drammaturgo e produttore, a un anno
dalla sua scomparsa.
fino al 13 marzo 2011
Società di Minerva 1810-2010.
200 anni di storia e cultura a Trieste
Civico Museo Sartorio
Largo Papa Giovanni XXIII, 1
Organizzato da:
Società di Minerva
Piazza Attilio Hortis, 4
Info: tel.: 040 661030/660245
www. societadiminerva. i t
www.triestecultura.it
fino al 20 marzo 2011
Giorgio de Chirico - Un maestoso
silenzio
Castello di Miramare
Viale Miramare
Info: tel. 040.224143
[email protected]
www.castello-miramare.it
70 dipinti e 20 tra disegni, acquerelli e inchiostri ripercorreranno la vicenda artistica di uno dei maestri assoluti dell’arte del Novecento.
fino al 27 febbraio 2011
Fabio Mauri - Un sognatore della
ragione
Castello Di Miramare
Viale Miramare
Info: tel. 040.224143
www.castello-miramare.it
fino al 27 febbraio 2011
Il sogno di Massimiliano e Carlotta. Miramare 1860
Per celebrare il 150° anniversario del
Castello di Massimiliano e Carlotta.
Castello di Miramare - Sala della
Rosa dei Venti
Info: www.castello-miramare.it
fino al 29 maggio 2011
Gli specchi dell’enigma. Artisti intorno a De Chirico
Castello Di Miramare
Viale Miramare
In mostra opere di 15 artisti contemporanei, quali Adami, Ceroli, Chia, De
Dominicis, Natham, Schifano e altri,
che hanno reso omaggi più o meno
espliciti a de Chirico e che si richiamano alla sua poetica.
Info: tel. 040.224143
www.castello-miramare.it
fino al 27 febbraio 2011
Museo Dreher
L’Associazione Birrofila Triestina nasce nel 2001 con lo scopo di promuovere la cultura birraria, ovvero conoscere le varie tipologie di birre,
come versarle e come berle.
E per ricercare documentazioni e
oggettistica di vecchie birrerie italiane e, ovviamente, della storica birreria Dreher di Trieste. In una sala di
30 mq. sono visibili oggetti e documenti risalenti alla fine dell’800
come alcuni boccali, medaglie, lettere,
per proseguire nel ‘900, fino al 1978
anno di chiusura definitiva della fabbrica.
Bicchieri, “stivali”(stiefel), bottiglie,
vassoi, calendari, tabelle smaltate, poster, fotografie, fatture, abiti da lavoro,
che creano un’atmostera di tempi passati e rievocano ricordi. Si invita a visitare il museo, che rappresenta uno
scorcio di quella che è stata un’industria importante e fondamentale per
la città di Trieste con i suoi 113 anni
di attività (dal 1865 al 1978).
Organizzato da:
Associazione Birrofila Triestina
Via Torrebianca, 41 - 3 piano
tel: 3473840061 - 3343295830
[email protected]
Sito web: www.birrofilatriestina.it
fino al 31 dicembre 2011
UDINE
Riprendono “I lunedì alla Gamud”,
quest’anno con una nuova proposta didattica. Con cadenza quindicinale
dal 31 gennaio 2011 si è avviato un
ciclo di sette lezioni curato da Fabio
Belloni e dal titolo Maestri del contemporaneo: la storia dell’arte raccontata in Museo. Si tratta di un corso volto a ripercorrere le vicende della ricerca artistica del Novecento
mediante lezioni frontali e visite mirate alle opere del Museo. Mediante
un linguaggio accessibile, il ciclo si
propone di offrire un panorama organico ed esaustivo a quanti – appassionati, studenti o insegnanti – desiderano approfondire i temi della ricerca estetica succedutisi durante
il secolo passato. La partecipazione
prevede un biglietto cumulativo di
euro 10. L’entrata ai singoli incontri,
altrimenti, è consentita con un biglietto di euro 2,50.
Alcuni degli appuntamenti:
Lunedì 14 febbraio 2011, ore 17
Tragitti eccentrici: Alberto Savinio,
Filippo De Pisis, Luigi Spazzapan
Lunedì 28 febbraio 2011, ore 17
Primigenio, Arcaico, Barbaro: il
passato come strategia
Lunedì 14 marzo 2011, ore 17
Al servizio dell’ideologia: l’arte degli anni difficili
Info: Galleria d’Arte Moderna di Udine - Via Ampezzo, 2 tel. 0432.295891
www.comune.udine.it
[email protected] /
Tito Maniacco
Galleria Tina Modotti
via P. Sarpi
Udine si prepara a celebrare la figura del suo intellettuale più introverso,
Tito Maniacco ad un anno dalla sua
scomparsa. Per l'occasione verrà
inaugurata una mostra intitolata 'Tito Maniacco' con opere della donazione dell'autore e fotografie di Danilo De Marco.
fino al 27 marzo 2011
Udesign. La mappa dell’industria di
Design in Friuli
ex chiesa di San Francesco - Largo
Ospedale Vecchio
Una mostra che raggruppa settori
merceologici diversi, dal food design
all’alta tecnologia, dall’illuminazione al wellness, con l’obiettivo di delineare una prima mappa delle aziende friulane che della cultura del progetto hanno fatto, e fanno tutt’ora, una
delle loro istanze principali.
Ne hanno reso possibile la realizzazione: Moroso, Studio Neom Mp,
Ideaeffe, Nonino imballaggi, Marco
Viola Studio e lo studio grafico Dsegno che, con Graphart, ha curato il numero speciale di Juliet Design Magazine, media partner di “Udesign”.
–– 33 ––
Per informazioni: PuntoInforma,
0432 414717
www.comune.udine.it
fino al 27 febbraio 2011
Intorno al Patriarca Bertrando
Museo del Duomo, piazza Duomo
Intorno al Patriarca Bertrando, mostra
dedicata alla figura del beato Bertrando ai 660 anni dalla sua morte.
La mostra consiste in un percorso tra
le opere della collezione permanente del museo del Duomo con la presenza di manufatti riferiti al corredo
funebre del beato esposti per la prima volta, altri dell’epoca vissuta dal
patriarca e concernenti il suo operato in Friuli, che evidenziano e approfondiscono le diverse tematiche,
quali fonti di lettura della storia, dell’arte e del costume.
Info: prenotazioni e iscrizioni:
[email protected]
www.spaziocultura.it/duomoud
fino al 20 aprile 2011
CODROIPO
Munch e lo spirito del Nord. Scandinavia nel secondo Ottocento
Villa Manin di Passariano
Piazza Manin, 10 - Passariano
Info: tel. 0432.821234
[email protected]
www.villamanin-eventi.it
fino al 6 marzo 2011
GEMONA DEL FRIULI
“Onora il padre e la madre. Badanti”
Dal 29 gennaio al 27 febbraio 2011
Palazzo Elti, Sale Raimondo d’Aronco
Mostra fotografica a cura del Servizio sociale dei Comuni dell’Ambito distrettuale 3.1 “Gemonese, Canale del
Ferro, Val Canale” in collaborazione
con l’Amministrazione Comunale di
Gemona del Friuli e l’Associazione
“Vicino/Lontano”di Udine.
Organizzato da:
Info: Ufficio IAT Pro Glemona
tel. 0432 981441
TOLMEZZO
Re start - L'arte di trasformare
le cose
Palazzo Frisacco - Via del Din,7
Mostra dedicata ai progettisti legati al
recupero del già fatto, alla trasfor-
CALendArio d’Arte e MoStre
CALendArio d’Arte e MoStre
mazione creativa degli oggetti, delle
cose e dei pensieri.
fino al 15 marzo 2011
VENEZIA
Carnevale di Venezia 2011
Ottocento - Da Senso a Sissi - La
città delle donne
Direzione Artistica: Davide Rampello
Venezia riscopre nel 2011 l'anima "a
tema" del suo gran Carnevale. Combattuto tra suggestioni romantiche e
fermenti risorgimentali, elegante in redingote e cilindro o in bustino e crinoline, è "Ottocento" il motivo guida del Carnevale 2011, in programma dal 19 febbraio all'8 marzo.
Nel centocinquantesimo anniversario
dell'Unità d'Italia, Venezia insegue la
sua seducente femminilità nei richiami alle grandi eroine post-romantiche ottocentesche cui è dedicato
il Carnevale, sdrammatizza in chiave popolare e giocosa gli scontri tra
gli ufficiali austriaci e gli italianissimi dei Comitati per l'Unità al Regno
d'Italia, si sposa di nuovo con i Veneziani, nei teatri e nei musei cittadini,
in un tete-a-tete fatto di concerti, spettacoli teatrali, rappresentazioni storiche, gran balli e proiezioni cinematografiche.
Per continui aggiornamenti, consultate il sito: www.carnevale.venezia.it
19 e 20 febbraio, dal 26 febbraio all’8
marzo 2011
Il Giorno della Memoria 2011
In programma un ampio ventaglio di
iniziative, fino al 22 febbraio, a Venezia e Mestre.
Info: http://www.comune.venezia.it
Lino Tagliapietra - Da Murano allo
Studio Glass. Opere 1954–2011
Istituto Veneto di Scienze Lettere ed
Arti - Palazzo Franchetti
Campo Santo Stefano 2842
Prima mostra realizzata in Italia dedicata a Lino Tagliapietra, l’artista veneziano più noto e apprezzato nel
mondo per la sua creatività e l’eccezionale qualità delle sue opere in vetro, autore di forme soffiate di straordinaria eleganza, realizzate con tecniche decorative sviluppate sulla
base della tradizione veneziana, dagli effetti assolutamente moderni.
Info: tel. 0412407711
[email protected]
www.istitutoveneto.it
dal 19 febbraio al 22 maggio 2011
Gino Morandis - Morandis maestro
dello Spazialismo
Galleria Perl’a
Salizada San Samuele 3216
Info: tel. 0412413218
[email protected]
fino al 14 febbraio 2011
L’Avventura del Vetro
Museo Correr
San Marco, 52
Info: tel. 041.2405211
[email protected]
www.museiciviciveneziani.it
fino al 25 aprile 2011
I vorticisti: artisti ribelli a Londra e
New York 1914–1918
Collezione Peggy Guggenheim
Dorsoduro, 701
La Collezione Peggy Guggenheim
presenta, per la prima volta in Italia,
una mostra interamente dedicata al
Vorticismo, movimento caratterizzato da uno stile figurativo astratto che
unisce forme dell’era meccanica con
l’immagine di energia suggerita dal
vortice.
Info: tel. 0412405411
www.guggenheim-venice.it
fino al 15 maggio 2011
Luciano Chinese - Mostra
Nuovo Spazio Edizioni
Via Piraghetto (Mestre), 41
Info: [email protected]
fino al 31 maggio 2011
Sottobosco. An Art Platform. Sharing
the archive
Galleria Contemporaneo
Piazzetta Mons. Giuseppe Olivotti, 2
Sottobosco è un network di connessione, condivisione e archiviazione per
la produzione artistica. Ad un anno
dall’inizio del progetto Sottobosco
apre il suo archivio al pubblico, negli spazi della Galleria Contemporaneo di Mestre.
Info: tel. 041.952010
[email protected]
www.galleriacontemporaneo.it
fino al primo marzo 2011
Mario Ancona
Nuovo Spazio Edizioni
Via Piraghetto (Mestre), 41
La Nuovospazio Edizioni ha pubblicato una collana di letteratura, inaugurata con alcuni libri di Mario Ancona, giornalista, scrittore, poeta.
Nelle copertine alcuni quadri dell’artista Luciano Chinese.
fino al 31 marzo 2011
L’incanto dell’oro bianco. Porcellane dal Museo Marton
Fondazione Querini Stampalia
Campo Santa Maria Formosa, 5252
tel. 041.2711411
[email protected]
www.querinistampalia.it
Sono circa duecento i pezzi realizzati dalle maggiori manifatture europee di porcellane dal Settecento
e agli inizi dell’Ottocento, appartenenti al Museo Marton di Samobor in Croazia e in mostra nel museo della Fondazione Querini Stampalia di Venezia. Ricostruiscono il
gusto del mondo che li ha ideati e
prodotti, facendo assaporare la magia di un tempo ormai lontano.
fino al 27 marzo 2011
JESOLO
“A toea co i artisti”, sei appuntamenti
con la cucina, la cultura, il teatro e la
lingua veneta.
Venerdì 18 febbraio 2011 - ore 20
MEMORIE VENETE - Satiro Teatro
Agriturismo CAVETTA
via Cavetta Marina, 53/A
tel 0421 378082 - www.agriturismocavetta.com
Venerdì 25 febbraio 2011 - ore 20
CANTAR DIVINO - Francesca
Gallo
Agriturismo AL CONFIN
via Ca' Nani, 10
tel 348 6739128 - [email protected]
Venerdì 11 marzo 2011 - ore 20
FAVOE - Teatro dei Pazzi
Agriturismo LA BARENA
via Lio Maggiore, 21
tel 348 3681314 - www.labarena.it
Info: telefono 0421 359359
http://www.comune.jesolo.ve.it
[email protected]
–– 34 ––
Le mostre Aquarium e Reptilarium,
Shark Expo di Jesolo saranno aperte tutte le domeniche dalle 13.30 alle
18.30 (ultimo ingresso 18.00). E'
possibile prenotare visite guidate con
le scuole e gruppi durante la settimana. Le macchine di Leonardo da
Vinci sarà aperta tutte le domeniche
fino al 27 febbraio dalle 13.30 alle
18.30 (ultimo ingresso 17.30).
Aquarium e Reptilarium, Shark Expo:
presso il Palazzo del Turismo (piazza Brescia). Le macchine di Leonardo: via Aquileia, di fronte al Palazzo
del Turismo.
Per informazioni
[email protected]
www.mostradavinci.it
www.aquariumreptilarium.it
www.sharkexpo.it
MIRA
OFF – Oriago Fotografia Festival
2010-2011
Biblioteca Comunale di Oriago
Via Venezia, 171
Oriago - Mira
Al via la manifestazione Oriago fotografia festival 2010-2011 presso
la Biblioteca Comunale di Oriago
(VE) in collaborazione con il Comune di Mira.
Info: tel. 041.429394
fino primo luglio 2011
VERONA
Fino al 27 marzo la Galleria d'Arte Moderna di Verona ospita la mostra Invisibilia VIII a Palazzo Forti,
che propone due nuove esposizioni
costituite esclusivamente da opere presenti nei depositi della Galleria d'Arte Moderna.
Confininfranti nella collezione permanente
Museo di Palazzo Forti
Volto Due Mori, 4
In questo periodo la galleria d'arte moderna di Palazzo Forti espone le opere d’arte raccolte nella propria collezione, proponendo un excursus nella storia dell'arte moderna e contemporanea attraverso un nuovo allestimento ideato e curato da Patrizia Nuzzo. Le sale al piano terra e la zona degli scavi archeologici, recentemente
riaperta al pubblico, accolgono i
nuovi lavori di Diango Hernandez,
Massimo Kaufmann, Polona Maher,
Carla Mattii, Margot Quan Knight,
Matteo Sbaragli, Tetsuro Shimizu, Nicola Vinci. Accanto ad essi quelli degli artisti consolidati nella storia (Sol
Lewitt, Joseph Kosuth, Giulio Paolini, Fabrizio Plessi, ecc), e ancora le ricerche che hanno caratterizzato gli
anni ottanta, novanta e duemila, documentate attraverso le installazioni
di Julia Bornefeld, i video di Bill Viola, le fotografie di Cindy Sherman,
Spencer Tunick, Vanessa Beecroft e
Vik Muniz, le sculture di John Isaacs,
Roberto Barni e altri.
Info: tel. 045.8001903
[email protected]
fino al 30 giugno 2011
Daniele Girardi - I Road
La Giarina Arte Contemporanea
Interrato Acqua Morta, 82
Info: tel. 0458032316
[email protected]
www.lagiarina.it
fino al 30 aprile 2011
Sissi - Abitanti
Fama Gallery
Corso Cavour, 25
Info: tel. 0458030985
[email protected]
www.famagallery.it
dal 4 febbraio al 20 marzo 2011
Eliseo Mattiacci - Fabbrica del cosmo
Galleria Dello Scudo
Vicolo Scudo di Francia, 2
tel. 045.590144
[email protected]
www.galleriadelloscudo.com
fino al 30 aprile 2011
Hema Upadhyay
Studio La Città
Lungadige Galtarossa, 21
Info: tel. 045.597549
[email protected]
www.studiolacitta.it
fino al 19 febbraio 2011
[email protected]
www.comune.vicenza.it
fino al 6 marzo 2011
La tradizione della lavorazione del
vetro di Venezia
ViArt - Centro espositivo di Artigianato Artistico
Contra’ del Monte, 13
Proseguono le esposizioni a ViArt in
centro storico a Vicenza di Artigianato
Artistico Vicentino, in particolare la
Sartoria Daniela al piano Mezzanino
assieme a “Vicenza: città dell’oro,
città dell’argento” con Bagalà Oroscultura, Laura Balzelli, Emanuela
Feltrin, Il Crogiolo ed Amy West, Argenteria Adinolfi, Federico Giacobbi, Florart e L’Argentiere; al piano nobile “La magia del vetro” con opere
della Soffieria Parise, le litografie di
Piergiacomo Gallupo ed Alessandro
Bedin per la Litografia Busato, le opere in carta di Arbos e le ceramiche di
Diego Polloniato e Linea Sette; al piano terra Astrazioni in legno di Giorgio Guasina.
Info: tel. 0444 545297
fino al 12 aprile 2011
Vicenza: città dell’oro città dell’argento
Viart - Artigianato Artistico Vicentino
Contrà Del Monte, 13
Esposizione di orafi ed argentieri Vicentini al piano mezzanino di ViArt,
un excursus tra le varie tecniche di lavorazione dei metalli preziosi.
Info: tel. 0444545297
[email protected]
www.viart.it
fino al 30 aprile 2011
Sperimentale p. - Opere anni ‘60-’70
Valmore Studio d’Arte
Contrà Porta Santa Croce, 14
Info: tel. 0444322557
[email protected]
www.valmore.it
fino al 26 febbraio 2011
i suoi tessuti ricercati all’affermazione
di stilisti come Roberta di Camerino,
scomparsa lo scorso maggio, Salvatore Ferragamo, Franca Polacco, Jole
Veneziani.
fino al 20 febbraio 2011
AGRIGENTO
Piero Guccione - Il Mediterraneo
Fabbriche Chiaramontane
Via San Francesco D'Assisi 1
Info: tel. 092227729
[email protected]
www.ottocentosiciliano.it
fino al 13 marzo 2011
ALESSANDRIA
Passione civile arte e politica. Artisti a Valenza tra gli anni Cinquanta e Ottanta
Palazzo Monferrato
Via San Lorenzo 21
Info: tel. 199199111
[email protected]
www.palazzodelmonferrato.it
fino al 15 marzo 2011
AOSTA
La cultura dell'ospitalità
Mar - Museo Archeologico Regionale
Piazza Pietro Leonardo Roncas 12
Info: tel. 016531572
[email protected]
www.regione.vda.it
fino al 25 aprile 2011
Il Coraggio. Arte contemporanea dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo
Centro Saint Benin
Via Bonifacio Festaz, 27
Info: tel. 0165272687
[email protected]
www.regione.vda.it
fino all'otto maggio 2011
SCHIO
VICENZA
Vicenza città bellissima: souvenir e
memorabilia
Casa del Palladio
Corso Andrea Palladio, 165
Info: tel. 0444222114
BARD
Elda Cecchele - In forma di tessuto
Lanificio Conte
Via XX Settembre
Una mostra dedicata all’attività della tessitrice veneta che, fra gli anni cinquanta e settanta, ha contribuito con
Wildlife Photographer of the Year
2010
Forte
Info: tel. 0125833811
[email protected]
www.fortedibard.it
–– 35 ––
fino al primo maggio 2011
ASCOLI PICENO
Astrattismo italiano: capolavori della collezione Fiocchi: da Balla a Sol
Lewitt
Forte Malatesta
Via Ponte Di Cecco
Info: tel. 0736298213
[email protected]
www.ascolimusei.it
fino al 6 marzo 2011
BARI
TERLIZZI
Giuseppe De Sario - Racconto
Alighieri Eventi
Corso Dante Alighieri, 15
Info: [email protected]
www.alighierieventi.com
fino al 6 marzo 2011
BARLETTA
Incanti e scoperte. L’Oriente nella
pittura dell’Ottocento italiano
Pinacoteca “Giuseppe De Nittis”,
Palazzo Marra
dal 4 marzo al 5 giugno 2011
BERGAMO
Vincere il Tempo. I Collezionisti: la
passione per l’arte e il dono alla città
Palazzo della Ragione
Piazza Vecchia
Il nuovo allestimento della selezione
di opere dalle raccolte dell’Accademia Carrara di Bergamo.
fino al 30 settembre 2011
BOLOGNA
Alessandro Bergonzoni - Proporzioni
occulte (gli antipodi)
Otto Gallery Arte Contemporanea
via D'Azeglio 55
info: tel. 051 6449845
fino al 5 marzo 2011
Mostra dedicata a Josè Munoz e
Vanna Vinci
CALendArio d’Arte e MoStre
CALendArio d’Arte e MoStre
nell'ambito di BilBOlbul Festival
internazionale di fumetto (2 - 6
marzo 2011)
Museo Civico Archeologico
via dell’Archiginnasio, 2
dal 20 febbraio al 15 aprile 2011
Esposizione del Pre-Cinema
Percorso interattivo attraverso le
macchine e i marchingegni ottici che
hanno portato al cinema
Cineteca di Bologna, Via Riva di
Reno, 72.
Info e prenotazioni:
tel. 051 2194830/5329
fino al 22 febbraio 2011
Matthew Day Jackson - In search
of...
MAMbo - Museo d'Arte Moderna
di Bologna, via Don Minzoni 14.
Info: tel. 051 6496611
fino al 1 maggio 2011
Sergio Romiti “La Tentazione del
Colore”
Palazzo - Fondazione del Monte di
Bologna e Ravenna - Palazzo Senatorio Paltroni
Via delle Donzelle, 2
Info: Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna
tel. 051 2962511
fino al 27 febbraio 2011
Dal 2 al 6 marzo 20110 avrà luogo la
5a edizione edizione di Bilbolbul, il
Festival Internazionale di fumetto.
BilBOlbul Festival internazionale di
fumetto è un progetto dedicato al fumetto d’autore che presenta le opere
di grandi artisti e di giovani talenti della scena nazionale e internazionale.
Info:
http://www.bilbolbul.net/it/index.html
BRESCIA
Ercole il fondatore. Dall’antichità al
Rinascimento
Museo Di Santa Giulia
Via dei Musei, 81/b
Info: tel. 0302977834
[email protected]
www.bresciamusei.com
dall'undici febbraio al 12 giugno
2011
Henri Matisse - La seduzione di Michelangelo
Museo Di Santa Giulia
Via dei Musei, 81/b
Attraverso 180 opere - dipinti, sculture, disegni, incisioni, gouaches découpées - che coprono l’intera vicenda
artistica di Matisse, si analizzerà l'opera del grande artista francese da un
punto di vista mai tentato finora in
un'esposizione: la relazione con l'opera di Michelangelo.
Info: tel. 0302977834
[email protected]
www.bresciamusei.com
dall'undici febbraio al 12 giugno
2011
Innocente - Opere dalla collezione
Berardelli
Fondazione Berardelli
Via Milano, 107
Info: tel. 030313888
[email protected]
www.fondazioneberardelli.org
fino al 5 marzo 2011
Marca - Museo delle Arti Catanzaro
Via Alessandro Turco, 63
Info: tel. 0961746797
[email protected]
www.museomarca.com
fino al 27 marzo 2011
CHIETI
Mimmo Paladino - Al di là del tempo
Fondazione Carichieti - Palazzo De
Majo
Largo Martiri Della Libertà, 1
Info: tel. 0871568206
[email protected]
www.fondazionecarichieti.it
fino al 30 aprile 2011
Segni come sogni. Licini Melotti e
Novelli fra astrazione e poesia
Fondazione Puglisi Cosentino Palazzo Valle
Via Vittorio Emanuele II, 120
Info: tel. 0957152228
[email protected]
www.fondazionepuglisicosentino.it
dal 5 febbraio al 12 giugno 2011
Carla Accardi - Segno e trasparenza
Fondazione Puglisi Cosentino Palazzo Valle
Via Vittorio Emanuele II, 120
La mostra di Carla Accardi, a cura di
Luca Massimo Barbero, offre una occasione straordinaria: l’artista ne è infatti doppiamente protagonista, con le
sue opere ma anche con la sua personale interpretazione delle architetture e degli spazi dello storico Palazzo
Valle, capolavoro del Vaccarini.
Info: tel. 0957152228
[email protected]
www.fondazionepuglisicosentino.it
dal 5 febbraio al 12 giugno 2011
CATANZARO
Community. La ritualità collettiva
prima e dopo il web
Dalle icone a Malevich. Capolavori dal Museo Russo di San Pietroburgo
Palazzo Pitti - Galleria D'arte Moderna E Galleria Del Costume
Piazza dei Pitti, 1
Info: tel. 0552388601
[email protected]
www.polomuseale.firenze.it/GAM/
dal 7 febbraio al 30 aprile 2011
Picasso Miró Dalí. Giovani e arrabbiati: la nascita della modernità
Palazzo Strozzi
Piazza Degli Strozzi, 1
Info: tel. 0552776461
[email protected]
www.fondazionepalazzostrozzi.it
dal 12 marzo al 17 luglio 2011
CUNEO
CARAGLIO
CATANIA
fino al primo maggio 2011
Animali reali e fantastici nell’arte europea dal Medioevo al primo Novecento
Il Filatoio
dal 26 febbraio al 5 giugno 2011
FERRARA
CENTO
Guido Cagnacci - Il misticismo del
nudo
Pinacoteca Civica - Civica Galleria
d’Arte Moderna Arnoldo Bonzagni
- Palazzo Del Governatore
Piazza Del Guercino, 39
Capolavori dalle collezioni Molinari Pradelli, Sgarbi, Guidi di Bagno
Info: tel. 0516843390
[email protected]
www.comune.cento.fe.it
fino al 27 marzo 2011
GENOVA
Vanitas. Lotto, Caravaggio, Guercino nella Collezione Doria Pamphilj
Villa del Principe
dal 5 marzo al 25 settembre 2011
Michele Fabbricatore / Emanuele
Luzzati - Calvino–Luzzati: le fiabe
e le città
Museo Luzzati a Porta Siberia
Via Porta Siberia
Info: tel. 0102530328
[email protected]
www.museoluzzati.it
fino al 13 marzo 2011
Giuseppe Bacigalupo - Lo Zodiaco
Illuminista
Galleria Nazionale di Palazzo Spinola
Piazza Di Pellicceria, 1
Info: tel. 0102705300
[email protected]
www.palazzospinola.it
fino al 20 marzo 2011
FIRENZE
Novecento sedotto. Il fascino del Seicento tra le due guerre da Velázquez
a Annigoni
Museo Pietro Annigoni - Villa Bardini
Costa San Giorgio, 2
Info: tel. 055 2638599
www.museoannigoni.it
–– 36 ––
Mediterraneo. Da Courbet a Monet
a Matisse
Palazzo Ducale
Piazza Giacomo Matteotti, 9
Info: tel. 0105574000
[email protected]
www.palazzoducale.genova.it
fino al primo maggio 2011
L'Africa delle Meraviglie. Arti Africane nelle Collezioni Italiane
Castello D'albertis - Museo Delle
Culture Del Mondo
Corso Dogali 18
Info: tel. 0102723820
[email protected]
www.castellodalbertisgenova.it
fino al 5 giugno 2011
Sulle tracce di Darwin
Museo di Archeologia Ligure
Via Ignazio Pallavicini
Info: tel. 0106981048
[email protected]
www.museoarcheologicogenova.it
fino al 17 aprile 2011
Alessandro Magnasco - Feste e trattenimenti in giardino fra XVI e
XVIII secolo
Musei di Strada Nuova - Palazzo
Bianco
Via Giuseppe Garibaldi, 11
Info: tel. 0105572013
[email protected]
www.museopalazzobianco.it
fino al primo maggio 2011
LUCCA
Jean Dubuffet - e l'Italia
Lu.C.C.A. - Lucca Center of Contemporary Art
Via Della Fratta, 36
Info: tel. 0583571712
[email protected]
www.luccamuseum.com
dall'undici febbraio al 15 maggio
2011
VIAREGGIO
Giovanni Fattori - Garibaldi a Palermo
Centro Matteucci per l’Arte Moderna
Via Gabriele D'Annunzio, 28
Info: tel. 0584430614
[email protected]
www.centromatteucciartemoderna.it
fino al 13 marzo 2011
MANTOVA
Maurizio Galimberti - Scatti di luce
Errepi Arte
Via dell'Accademia, 17
Info: tel. 0376366027
[email protected]
www.errepiarte.com
dal 5 febbraio al 6 marzo 2011
Info: tel. 02794889
[email protected]
www.museopoldipezzoli.it
fino al 28 febbraio 2011
Enzo Nenci - Il linguaggio della
scultura
Madonna della Vittoria
Via Domenico Fernelli
fino al 27 febbraio 2011
Happy tech. Macchine dal volto
umano
Triennale Bovisa
Via Raffaele Lambruschini 31
Info: tel. 02724341
[email protected]
www.triennalebovisa.it
dal 22 febbraio al 31 marzo 2011
MILANO
L’eredità della macchia. Dalle incisioni di Giovanni Fattori alla pittura di Giovanni Malesci
Fondazione Luciana Matalon
Foro Buonaparte, 67
Attraverso ben oltre cento opere fra
acqueforti litografie, disegni e dipinti,
interessanti video, fotografie, cataloghi e libri, viene reso omaggio
alla pittura macchiaiola dei due pittori toscani e alla loro testimonianza
artistica del periodo dal Risorgimento alla Prima Guerra Mondiale.
Info: tel. 02878781
[email protected]
www.fondazionematalon.org
fino al 26 febbraio 2011
Terre Vulnerabili #2 - Interrogare ciò
che ha smesso per sempre di stupirci
Hangar Bicocca
Via Chiese, 2
Info: tel. 02853531764
[email protected]
www.hangarbicocca.it
dal 2 febbraio al 10 marzo 2011
Invito al viaggio. Parte 2 - Proposte
dalla collezione del Museo: opere e
ambienti
Museo Pecci Milano
Ripa di Porta Ticinese, 113
Info: www.centropecci.it
dal 17 febbraio al 26 marzo 2011
Il cinema con il cappello. Borsalino
e altre storie
Triennale - Palazzo dell’Arte
Viale Emilio Alemagna, 6
Info: tel. 02724341
[email protected]
www.triennale.it
fino al 6 marzo 2011
Botticelli nelle collezioni lombarde
Museo Poldi Pezzoli
Via Alessandro Manzoni, 12
CINISELLO BALSAMO
Attilio Del Comune - 1960-2000
Museo di Fotografia Contemporanea - Villa Ghirlanda
Via Giovanni Frova, 10
Info: tel. 026605661
[email protected]museofotografiacontemporanea.org
www.museofotografiacontemporanea.org
fino al 20 marzo 2011
LEGNANO
Bruno Cattani - Camille Claudel e
Auguste Rodin. Arte ed eros
Spazi Arte - Banca di Legnano
Largo Franco Tosi, 9
L’esposizione presenta 40 immagini
appartenenti al ciclo che il fotografo
reggiano ha realizzato, nel triennio
1999-2001, per conto del Musée Rodin di Parigi, ritraendo i capolavori di
Camille Claudel (1864-1943) e Auguste Rodin (1840-1917), conservati al suo interno. Gli scatti in bianco
e nero mettono in relazione la vicenda
artistica dei due scultori che, per un
breve periodo, furono anche amanti.
Info: tel. 0331521111
www.bancadilegnano.it
fino al 18 marzo 2011
MONZA
Petala Aurea
Serrone Della Villa Reale
Viale Brianza 2
Info: tel. 0392302192
[email protected]
fino al 20 febbraio 2011
MODENA
Parco Novi Sad - Archeologia di uno
spazio urbano
–– 37 ––
Palazzo dei Musei
Viale Vittorio Veneto, 5
Dopo oltre un anno, si aprono scenari
inediti per la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio storico e
culturale della città.
A scavo ancora in corso, i ritrovamenti archeologici sono oggetto di
questa mostra.
Info: tel. 059200125
www.comune.modena.it/museoarte/
fino al 17 maggio 2011
NAPOLI
Le ore della donna
Palazzo Zevallos Stigliano
Via Toledo, 185
Info: [email protected]
www.palazzozevallos.com
fino al 3 aprile 2011
Ugo Mulas - Verifica dell'arte. Da
Marcel Duchamp a Vitalità del Negativo
Museo Principe Diego Aragona
Pignatelli Cortes
Riviera Di Chiaia, 200
La mostra ripercorre gli ultimi anni
di ricerca di Ugo Mulas e il dialogo
del fotografo con le avanguardie.
Info: tel. 081669675
fino al 28 febbraio 2011
NUORO
Dreamtime. Lo spirito dell’arte
aborigena
Man - Museo d'Arte della Provincia Di Nuoro
Via Sebastiano Satta, 15
Info: tel. 0784252110
[email protected]
www.museoman.it
dall'11 febbraio al primo maggio
2011
PALERMO
PPS Paesaggio e popolo della Sicilia
Riso - Museo d’Arte Contemporanea - Palazzo Belmonte Riso
Via Vittorio Emanuele, 365
Info: tel. 091320532
[email protected]
www.palazzoriso.it
CALendArio d’Arte e MoStre
CALendArio d’Arte e MoStre
fino al 31 marzo 2011
PARMA
Claudio Parmiggiani. Naufragio
Con Spettatore
Palazzo del Governatore
e Chiesa di San Marcellino
prorogata al 20 febbraio 2011
PAVIA
Ezechiele Acerbi e i pittori dell’impressionismo lombardo
Castello Visconteo - Musei Civici
Viale XI Febbraio, 35
Info: [email protected]
www.comune.pv.it/museicivici
fino al 27 febbraio 2011
PERUGIA
L’arte allo specchio. Affreschi e tele
del Rinascimento
Cerp - Centro Espositivo Rocca
Paolina
Piazza Italia 11
Info: tel. 0753681405
[email protected]
www.provincia.perugia.it
fino al 27 febbraio 2011
PESCARA
Donato di Zio
Ex Aurum
Via Francesco Ferdinando D'Avalos
La Città di Pescara dedica una grande mostra antologica a Donato di Zio,
pittore, scenografo, grafico e costumista di nuova generazione e grande
talento, curata da Gillo Dorfles che da
diversi anni segue e promuove la sua
arte. Vengono presentate oltre duecento opere (disegni a inchiostro e china, incisioni, piatti in porcellana,
due servizi da tè e da caffè e cinque
opere con progetti per gioielli) realizzati dal 1995 a aggi.
dal 6 febbraio al 27 marzo 2011
PRATO
Ceramiche e Tessuti. Dialogo tra arti
toscane del Rinascimento
Museo Del Tessuto - Ex Fabbrica
Campolmi
Via Santa Chiara, 24
Info: tel. 0574611503
[email protected]
www.museodeltessuto.it
fino al 28 febbraio 2011
RAVENNA
L’Italia s’è desta: 1945-1953
Mar - Museo d’Arte della Città
Via Di Roma, 13
Arte italiana del secondo dopoguerra, da De Chirico a Guttuso, da Fontana a Burri.
Info: tel. 0544482791
[email protected]
www.museocitta.ra.it
dal 13 febbraio al 26 giugno 2011
così importante che nel museo americano è dedicato proprio al Seicento. Naturalmente originando da quel
capolavoro indimenticabile che è
L’estasi di San Francesco di Caravaggio, primissimo quadro di soggetto
religioso dipinto dal grande artista attorno al 1594.
Info: tel. 054154094
fino al 27 marzo 2011
Parigi. Gli anni meravigliosi
Castel Sismondo
Piazza Malatesta
Impressionismo contro Salon. In mostra circa novanta opere provenienti
da musei e collezioni di tutto il mondo.
Info: tel. 054154094
fino al 27 marzo 2011
ROMA
REGGIO CALABRIA
Come stanno oggi i bronzi di Riace?
Palazzo Campanella
Via Cardinale Portanova
fino al 12 marzo 2011
REGGIO EMILIA
Thomas Scheibitz - Il fiume e le sue
fonti
Collezione Maramotti - Max Mara
Via Fratelli Cervi, 66
Info: tel. 0522382484
[email protected]
www.collezionemaramotti.org
dal 5 febbraio al 10 aprile 2011
Arte svelata. Realismo e astrazione
dagli anni '50 ad oggi
Palazzo Magnani
Corso Giuseppe Garibaldi, 29
Info: tel. 0522454437
[email protected]
www.palazzomagnani.it.
fino al 13 febbraio 2011
RIMINI
Caravaggio e altri pittori del Seicento
Castel Sismondo
Piazza Malatesta
Capolavori dal Wadsworth Atheneum di Hartford. Si tratta di una sublime selezione di quindici dipinti, tutti di grande formato, da quel nucleo
Leonardo Da Vinci – Il genio e le invenzioni
Palazzo della Cancelleria
Piazza Della Cancelleria
Un viaggio interattivo tra le invenzioni
di Leonardo realizzate in scala e
perfettamente funzionanti. I visitatori potranno infatti interagire con le
macchine e metterle in funzione
combinando così l’esperienza diretta del funzionamento con l’esplorazione dei principi fisici e meccanici
utilizzati da Leonardo.
fino al 30 aprile 2011
Teotihuacan. La città degli Dei
Palazzo delle Esposizioni
Via Nazionale 194
Info: tel. 06489411
[email protected]
www.palazzoesposizioni.it
fino al 27 febbraio 2011
Trieste Biedermeier. L'Ottocento
nelle collezioni dei Civici Musei di
Storia ed Arte
Museo Mario Praz
Via Giuseppe Zanardelli, 1
Info: tel. 066861089
fino al 2 maggio 2011
I vini dell’Imperatrice.
La cantina di Joséphine alla Malmaison (1800–1814)
Museo Napoleonico
Piazza di Ponte Umberto, I
–– 38 ––
Info: tel. 0668806286
[email protected]
www.museonapoleonico.it
fino al 27 febbraio 2011
Roma e l’Antico. Realtà e visione nel
‘700
Museo Fondazione Roma - Palazzo Sciarra Colonna
Via Marco Minghetti 22
Info: tel. 06697645599
[email protected]
www.fondazioneromamuseo.it
fino al 6 marzo 2011
Palazzo Farnese. Dalle collezioni rinascimentali ad Ambasciata di Francia
Palazzo Farnese
Piazza Farnese
Oltre 150 opere tra dipinti, statue, disegni, sculture, monete, arazzi e ceramiche, faranno rivivere cinque secoli dell'affascinante storia del Palazzo: dai fasti cinquecenteschi della famiglia Farnese, al periodo moderno, fino a questi ultimi 135 anni
del Palazzo come sede dell'Ambasciata di Francia in Italia e dell'Ecole française de Rome. Una significativa scelta di opere della collezione Farnese verrà riportata nel luogo
dove essa si formò grazie alla passione
di questa famiglia.
fino al 27 aprile 2011
Pablo Echaurren - Crhomo Sapiens
Museo Fondazione Roma - Palazzo Cipolla
Via Del Corso, 320
Info: tel. 066786209
[email protected]
www.fondazioneromamuseo.it
fino al 13 marzo 2011
Luigi Nervi - Architettura come sfida. Roma: ingegno e costruzione
Maxxi - Museo delle Arti del XXI
Secolo
Via Guido Reni, 6
Info: tel. 0639967350
[email protected]
www.fondazionemaxxi.it
fino al 20 marzo 2011
MAXXI Cantiere d’autore
Raffaella Mariniello
Maxxi - Museo delle Arti del XXI
Secolo
Via Guido Reni, 6
Info: www.fondazionemaxxi.it
fino al 6 marzo 2011
Pietro Cascella - Al Planetario. I segreti del cielo
Terme di Diocleziano
Viale Enrico De Nicola, 79
Info: tel. 064880530
www.archeorm.arti.beniculturali.it
fino al 20 marzo 2011
Ori antichi della Romania. Prima e
dopo Traiano
Mercati di Traiano
Via IV Novembre 94
Info: tel. 0669780532
www.mercatiditraiano.it
fino al 3 aprile 2011
Caravaggio - La bottega del genio
Palazzo Venezia
Via Del Plebiscito, 118
Info: tel. 0669994299
[email protected]
fino al 29 maggio 2011
Marc Chagall - Il mondo sottosopra
Museo dell'Ara Pacis
Lungotevere In Augusta
Info: tel. 0682059127
[email protected]
www.arapacis.it
fino al 27 marzo 2011
Fluxus Biennial - Nam June Paik
Auditorium - Parco Della Musica
Viale Pietro De Coubertin 34
INfo: tel. 0680241436
[email protected]
www.auditorium.com
fino al 13 marzo 2011
Europunk. La cultura visiva punk in
Europa 1976-1980
Villa Medici - Accademia di
Francia
Viale Della Trinità Dei Monti, 1
Info: tel. 066761291
[email protected]
www.villamedici.it
fino al 20 marzo 2011
Lorenzo Lotto
Scuderie del Quirinale
Via XXIV Maggio, 16
Info: tel. 0639967500
[email protected]
www.scuderiequirinale.it
dal primo marzo al 12 giugno 2011
Aleksandr Deineka - Il maestro sovietico della modernità
Palazzo delle Esposizioni
Via Nazionale, 194
Info: tel. 06489411
[email protected]
www.palazzoesposizioni.it
dal 9 febbraio al primo maggio 2011
GENAZZANO
Ente Comunale di Consumo
Centro Internazionale per l’Arte
Contemporanea - Castello Colonna
Piazza San Nicola, 4
Info: tel. 069579010
[email protected]
www.castello-colonna.it
fino al 6 marzo 2011
SALERNO
mostra ospitata presso la consueta
sede espositiva di Palazzo Sertoli a
Sondrio, e Casa Quadrio Curzio a Tirano.
Il tema del paesaggio dei collegamenti
ferroviari fra il sud e il nord delle Alpi
centrali verrà raccontato, sotto l’attenta
regia di Roberto Mutti, attraverso l’obiettivo di tre fotografi – l’austriaca
Margherita Spiluttini, la svizzera
Stefania Beretta e l’italiano Francesco Cito – in una mostra documentaristica e fotografica che intende illustrare “a volo d’uccello” l’ardita rete
ferroviaria che da ormai più di un secolo garantisce l’osmosi culturale,
economica e sociale tra Valtellina, Valchiavenna, Alto Lario, Val Poschiavo
ed Engadina.
dall'11 febbraio al 30 aprile 2011
TORINO
Clemente Padin - Oltre il Muro tra
Utopia e Trasgressione
Ophen Virtual Art Gallery
Via Salvatore Calenda, 105/d
info: tel. 0895648159
[email protected]
www.ophenvirtualart.it
fino al 31 marzo 2011
SIENA
CHIUSI
Goti e Longobardi a Chiusi
Museo Nazionale Etrusco di Chiusi
Via Porsenna 93
Info: tel. 0578-20177
fino al 31 marzo 2011
SONDRIO
In viaggio. Strade ferrate, itinerari,
persone per unire le Alpi
Galleria Credito Valtellinese e a
Tirano, Casa Quadrio Curzio
Cogliendo l’occasione dei festeggiamenti per il centenario della ferrovia del Bernina - la cui realizzazione
avvenne appunto tra il 1907 e il
1910 - e il suo inserimento nella lista
World Heritage dell’UNESCO, la
Fondazione Gruppo Credito Valtellinese ha deciso di dedicare ai percorsi ferroviari transalpini un’ampia
L'oro e la seta
Fondazione Accorsi
Via Po 55
Info: tel. 0118129116
www.fondazioneaccorsi.it
fino al 26 giugno 2011
Modernikon. Arte contemporanea
dalla Russia
Fondazione Sandretto Re Rebaudengo
Via Modane 16
Info: tel. 0113797600
[email protected]
www.fondsrr.org
fino al 27 febbraio 2011
Km011. Arti a Torino. 1995-2011
Museo Regionale Di Scienze Naturali
Via Giovanni Giolitti, 36
Info: tel. 0114326354
[email protected]
www.regione.piemonte.it/museoscienzenaturali
dall'undici febbraio al 10 aprile 2011
VERCELLI
1900-1961. Arte italiana nelle Collezioni Guggenheim
Arca - Ex Chiesa di San Marco
Piazza San Marco, 1
Info: tel. 0161596333
[email protected]
–– 39 ––
www.guggenheimvercelli.it
dal 25 febbraio al 2 giugno 2011
BERLINO
Gli Harvard Art Museums hanno
reso possibile questa mostra omaggio
alla pittrice e artista Lyonel Feininger
(1871-1956). visitabile al Kupferstichkabinett (Museum of Prints
and Drawings) dal 26 febbraio 2011
LONDRA
Afghanistan in mostra al British Museum
L’Afghanistan è da secoli il punto di
uninione nel trasporto e nel commercio tra Iran, Asia Centrale, India,
Cina e il Mediterraneo.
dal 3 marzo al 3 luglio 2011
Threads of feeling
The Foundling Museum
40 Brunswick Sq, London
Info: http://www.foundlingmuseum.org.uk/
fino al 6 marzo 2011
12 Star Gallery
Europe House
32 Smith Square
In mostra al pubblico diversi elementi
provenienti da varie culture della
Comunità Europea.
fino al 30 luglio 2011
British Art Show 7
Hayward Gallery
dal 16 febbraio al 17 aprile 2011
VIENNA
Brilliant Times. European Art Nouveau Jewellery
Leopold Museum Wien
Museums Quartier
Museumsplatz, 1
Info: www.leopoldmuseum.org
dal 25 febbraio al 20 giugno 2011
Dynamics!
Cubismo/Futurismo/Cinetismo
Cubism / Futurism / Kineticism
Belvedere - Lower Belvedere
Rennweg, 6
Info: www.belvedere.at
dal 10 febbraio al 29 maggio 2011
Febbraio 2011
Comunicato sociale
Febbraio 2011
Comunicato sociale
Il “Progetto velaterapia” voluto da A rep Onlus e la Lega Navale Italiana
Arep Onlus e la Lega Navale Italiana (sezione di Castelfranco Veneto) propongono a
giovani adulti portatori di disabilità psicocognitiva congenita (ritardo mentale di grado medio) il progetto “Nuovi Orizzonti”.
Quest’ultimo nasce dall’incontro tra Arep
Onlus e Lega Navale Italiana che da molti
anni operano nel campo della ricerca , della sperimentazione e erogazione di attività,
rivolte ad adulti e giovani adulti, di formazione, di educazione e di rafforzamento della propria autonomia - autostima personale. La integrazione delle esperienze tra questi due soggetti ha portato all’idea di sviluppare attività marinaresche con la finalità di favorire, incrementare la propria autostima tramite la presa di coscienza delle
proprie risorse.
L’obiettivo è poter dimostrare l’effetto
terapeutico a livello di benessere psichico percepito di un percorso formativo,
opportunamente studiato per mettere i
destinatari del progetto ad essere in grado di partecipare alla conduzione di una
barca a vela, cioè essere equipaggio e non
dei semplici trasportati, mirando quindi
allo sviluppo e alla implementazione dell’autostima, del potenziamento delle capacità di socializzazione e della risoluzione
dei problemi, delle abilità per la vita, di
autonomia personale.
Condurre una barca a vela implica la stimolazione di tutti i sensi, dall’attenzione al
proprio corpo, dal mantenimento dell’equilibrio all’attenzione allo spostamento e al
bilanciamento dei pesi, fino alla capacità
di far diventare tua una forza che tua non
è, cioè valutare l’intensità e la direzione del
vento, le onde, le correnti, la capacità di
valutare i fenomeni naturali.
Tutto ciò comporta l’apprendimento di alcuni concetti base di arte marinaresca per
essere in grado di confrontarsi con situazioni impreviste ed essere in grado di risolvere il problema.
La barca inoltre è un microcosmo in cui i
rapporti tra gli individui sono
vincolati da regole precise:
c’è un leader riconosciuto da
tutti e ognuno ha un compito
ben definito. Bisogna quindi
acquisire la capacità a collaborare accentando e rispettando i ruoli, tutti ugualmente
importanti, per raggiungere
l’obiettivo comune.
Il team di operatori coinvolge
un ampio ventaglio professionale: psicologo, fisiatra, fisioterapista occupazionale, skipper e vice skipper. Questo
gruppo eterogeneo per competenze tramite opportune riunioni teoriche e pratiche (usci–– 40 ––
te in mare) cercherà una progressiva omogeneità mettendo le rispettive conoscenze e
esperienze a disposizione del
gruppo.
Per le uscite in mare viene
utilizzato un cabinato a vela
(Bavaria 44) di proprietà di
uno dei soci della Lega
Navale. Il tempo minimo previsto dalla sperimentazione, due anni, vedrà una frequenza di circa 15 uscite
all’anno da Marzo a
Novembre, non solo
per fare “crescere” un
equipaggio “molto
speciale”, ma anche
per avere la più vasta
raccolta di dati da
potere essere analizzata dai componenti
del comitato scientifico.
Prevista anche la partecipazione a qualche
regata, come ad esempio la Barcolana di
Trieste e l'organizzazione di mini crociere.
L’obiettivo di inclusione sociale dei diversamente abili viene qui realizzato attraverso una serie di attività gratificanti, in grado
di sviluppare equilibrio, movimento, capacità decisionale, in un ambiente di per sé
vivace e stimolante.
Il coinvolgimento diretto nel raggiungimento di un obiettivo comune, all’interno
di un campo (la barca, l’equipaggio) in cui
Arep-Onlus: Si rivolge alle persone disabili di varie fasce d’età e si impegna quotidianamente a garantire loro l’opportunità
di recuperare identità, autostima e autonomia attraverso interventi di tipo riabilitativo
sanitario e sociale attivando progetti volti a
valorizzare la persona nella sua dimensione
psicofisica e relazionale globale.
Lega Navale Italiana: La Lega Navale
Italiana, fondata a La Spezia nel 1897, è un
ente pubblico preposto a servizi di pubblico
interesse che opera sotto la vigilanza dei
Ministeri della Difesa e dei Trasporti e
il rispetto dei ruoli e la collaborazione
sono fondamentali, sviluppa competenze
di gestione di sé ed implementa l’autostima. Tutto questo è finalizzato, come è stato detto, a migliorare l’inserimento sociale, attraverso lo sviluppo dell’autonomia
personale, una maggiore coscienza di sé
e delle proprie possibilità. Non è possibile quantificare, in termini di inserimenti
lavorativi, la ricaduta occupazionale di
questa iniziativa, ma sicuramente le competenze acquisite, per la loro trasversalità,
possono favorire l’occupabilità dei destinatari. Il Progetto è realizzato in collaborazione con il Prof. Nicola Alberto De
Carlo del Dipartimento di Psicologia
Generale della Università degli studi di
Padova e delegato per la Regione Veneto
della Lega Navale Italiana.
Al termine del percorso, è prevista l’organizzazione di un convegno sui risultati
ottenuti con pubblicazione di una relazione scientifica in cui si vuole dimostrare
attraverso l’osservazione clinica-fenomenologica e l’utilizzo di specifici strumenti testistici l’implemento nei partecipanti
della personale autostima, nella risoluzione dei problemi, nell’abilità di prendere
decisioni autonome, nella negoziazione e
nella relazionalità, il tutto volto a evidenziare come il team building out door (velaterapia) sia un valido strumento di crescita personale e cambiamento.
Comitato Scientifico del Progetto:
Donatella Polo (Tutor)
Cinzia Fontebasso (Tutor)
Dott. Guido Cappellaro (Fisiatra)
Dott. Massimo Zamuner (Fisiatra)
Dott.ssa Raffaella Manente
(Neuropsicologa)
Coordinatrice Antonella Rosato
Comandante Giuseppe Massa
–– 41 ––
Navigazione e sotto l’alto patronato del
Presidente della Repubblica. Ha lo scopo,
in particolare tra i giovani, di diffondere lo
spirito marinaro, l’amore per il mare, la
tutela dell’ambiente marinaro e sviluppa
iniziative promozionali, culturali, sociali,
naturalistiche e didattiche.
Per informazioni:
Arep Onlus – Via Vazzole, 5 – 31050
Villorba – www.arep.it
Antonella Rosato – tel. 0422 628576
antonella.[email protected]
Febbraio 2011
Cartoon
Febbraio 2011
Cartoon
Altan. Da Cipputi in tuta alla cag netta maculata Pimpa
Altan: Pimpa e Armando
“Grazie Altan per tutti i bocconi amari che
ci obblighi a ingoiare”. Così Umberto Eco
chiudeva una sua nota di presentazione nel
catalogo della mostra dei lavori a largo
raggio (tutte le tematiche, sarcastiche e
dolci) del cartoonist satirico trevigiano
(1942) Francesco Tullio Alan che Aquileia,
“patria” d’adozione del disegnatore, volle
dedicargli una diecina di anni fa.
Il titolo di quel testo era già eloquente:
“Un antropologo che racconta le nostre
sconfitte”. Attraverso le laceranti riflessioni dell’operaio in tuta Cipputi e di una
rassegnata umanità allo sbando. A cominciare dai lapidari colloqui tra padre e
figlio. Il primo con le sue domande da
tonto provocatore e il secondo che lo
annienta con risposte d’un cinismo da
lasciare stecchiti.
“Mi mettono in cassa integrazione,
Cipputi”, dice l’operaia. “Beata te che
puoi tornare a svolgere il tuo ruolo nella
famiglia italiana” è la risposta. Oppure il
figlio al padre: “E’ Dio che ha creato gli
umani?”. “Spero per lui che abbia usato
i guanti”.
L’umorismo estremo di un pessimista?
No! L’eloquenza di un uomo che continua a filtrare dalla sua connaturata (fin
dall’infanzia) timidezza le proprie osservazioni su quanto accade quotidiana-
mente intorno a lui.
Si era trovato in una sorta di
bivio Altan quando, lasciata la
facoltà di architettura di
Venezia sul finire degli anni
sessanta si era trasferito a
Roma come scenografo e sceneggiatore, quindi, più tardi,
a Rio de Janeiro impegnato in
ruoli diversi nella produzione
di f ilm so prat tutto di
documentazione etnografica per amici
locali e italiani come Gianni Amico. Poteva cioè proseguire in una
attività cinematograf ica
per lui tematicamente congeniale. Ma
proprio a Rio inizia a disegnare, per diletto (biglietti augurali) e una prima
storia per bambini.
Se ne ricorderà quando,
tornato nel 1975 in Italia,
inizierà una variegata collaborazione con più giornali sulla quale primeggerà la creazione della da
decenni celebrata financo
con un giornale tutto suo
e varie serie animate televisive (firmate da Osvaldo
Cavandoli e Enzo D’Alò,
infine un film lungo con
la sua regia), cagnetta maculata Pimpa. E il suo
compagno di viaggio in
una dimensione fantasiosamente realistica chiamato Armando. Un ometto disposto a rispondere a
tutte le domande di Pimpa: le stesse che i bambini
porgono a getto continuo
agli adulti di famiglia.
Nel corso di un’intervista
disse: “Cominciai a disegnare Pimpa col suo
mondo colorato quando
–– 42 ––
Chicca, mia figlia, ancora doveva nascere,
come se dovessi attrezzarmi a un dialogo.
Per uso… interno. Come anche le mie prime vignette per adulti: le facevo per gli
amici. Monologhi al modo di Pfeiffer, slegati dalla attualità: i personaggi guardavano il lettore, un tratto che mi è rimasto”.
E sul successo di Pimpa dal giorno in cui
esordì sulle pagine del Corriere dei
Piccoli, piace ad Altan ricordare la doman-
Altan: Casanova
Altan per Rodari: Novelle fatte a macchina
da che gli rivolse una bambina nel giro
che lui faceva nelle scuole materne. E cioè
se Armando è fidanzato. Lui rispose (glissando) d’averlo chiesto all’interessato che
diventò però tutto rosso.
Dopo Pimpa, Altan ha creato altre figure
per bambini, ad esempio Kamillo Kromo,
finito anche in teatro. E illustrò con qualche titubanza non essendo i testi suoi,
anche più libri per lettori imberbi di
Gianni Rodari. Ad esempio La gondola
fantasma e Novelle fatte a macchina, i cui
personaggi adulti somigliano fisicamente
agli stessi delle sue vignette, da Cipputi
in poi e quindi a quelli delle sue storie a
fumetti: caratteristica principale il naso
bitorzoluto, appariscente, su visi e corpi
caricaturali, eccessivi.
Qui la sua vena satirica disincantata raggiunge il massimo dell’eloquenza polemica. Una presa per i fondelli esilarante.
Narrativamente originale pone in calce,
esterni ad ogni quadretto della narrazione,
lapidari commenti di rinforzo. Strizzate
d’occhio in più rivolte al lettore. Storie
ambientate in un passato colonialista come
Ada nella jungla
e Macao, oppure
riferite a personaggi entrati nel
nostro immaginario come Sando kan, Co lom bo, Casanova. E
incursioni di
fan tasia in una
realtà vissuta da
molti, come quella nella Venezia
occupata negli
anni quaranta
dai tedeschi intitolata Zago Oliva.
Sarcasmo e sberleffo a piene mani espressi raramente a colori, piuttosto in
un bianconero senza sfumature fatto di
macchie decise. Inimitabili e inconfondibili anche a distanza.
Altan ha anche disegnato, alla sua maniera, Pinocchio. Inedito se non per la pubblicazione nel catalogo di una mostra di
–– 43 ––
Altan per Rodari: La gondola fantasma
disegni ispirati al Burattino eseguiti da illustratori d’una trentina e più di paesi. C’era
da aspettarselo: è un Pinocchio anziano, dall’aria sfatta, che si lamenta dei… tarli che
gli stanno dilaniando un piede.
Piero Zanotto
CALendArio di teAtro, MUSiCA e SpettACoLi
GORIZIA
Sala Convegni dei Musei Provinciali
Borgo Castello, 13
Sabato 19 febbraio 2011 ore17.00
Raffaele D’Aniello, pianoforte
Teatro Comunale Giuseppe Verdi
martedì 8 febbraio 2011
Produzione Just in Time
Last tango in Berlin
Ute Lemper
Vana Gierig, Pianoforte
Tito Castro, Bandoneon
giovedì 17 febbraio 2011
La Contrada-Teatro Stabile di Trieste
- Lo Studio Martini
Daddy blues
Di Bruno Chapelle e Martyne Visciano
Regia: Vincenzo Salemme
Con Marco Columbro e Paola Quattrini e con Adriano Evangelisti,
Roberta Formilli, Adriano Giraldi,
Erika Puddu
martedì 22 febbraio 2011
Ponderosa Music & Art
The solo concert
Ludovico Einaudi
Prima regionale
Sabato 26 febbraio 2011
Incontro con l’autore:
Marcello Veneziani
mercoledì 2 marzo 2011
a.ArtistiAssociati di Gorizia
Non c'è più il futuro di una volta
Di Aicardi, Formicola, Pistarino,
Freyrie
Regia: Andrea Brambilla
Con Zuzzurro&Gaspare
Ideazione scenica e costumi: Pamela
Aicardi
Musiche: Los Chitarones, Lorenzo
Arco
Sabato 5 marzo 2011
Incontro con l’autore:
Arrigo Petacco
MONFALCONE
Teatro Comunale
martedì 15, mercoledì 16 febbraio
2011 ore 20.45
Otello
Premio della Critica 2010
di William Shakespeare
traduzione di Patrizia Cavalli
regia di Arturo Cirillo
con Salvatore Caruso, Arturo Cirillo,
Michelangelo Dalisi, Rosario Giglio,
Danilo Nigrelli, Monica Piseddu,
Luciano Saltarelli, Sabrina Scuccimarra
Teatro Stabile delle Marche / Teatro
Eliseo / Nuovo Teatro
martedì 1, mercoledì 2 marzo 2011 ore
20.45
Il catalogo
di Jean-Claude Carrière
adattamento e regia di Valerio Binasco
con Ennio Fantastichini e Isabella
Ferrari
scene e luci di Massimo Bellando
Randone
costumi di Sandra Cardini
musiche di Arturo Annecchino
Star Dust International
venerdì 18 febbraio 2011 ore 20.45
`900&oltre
Ensemble Italiano di Sassofoni
Federico Mondelci sassofono soprano
Marco Gerboni sassofono contralto
Mario Marzi sassofono tenore
Massimo Mazzoni sassofono baritono
Françaix/Pousseur/Sciarrino/Nyman/Glass
venerdì 25 febbraio 2011 ore 20:45 |
Thomas Zehetmair
direttore e violino solista
Johannes Brahms
Concerto op. 77 per violino e orchestra
Johannes Brahms
Sinfonia n. 4 op. 98
mercoledì 9 marzo 2011 ore 20.45
Giampaolo Pretto
Marino Nicolini
Flauto - Pianoforte
Rietz/Berio/Poulenc/Jolivet/Prokof’ev
venerdì 11 marzo 2011 ore 20.45
Sul confine
Premio Tuttoteatro.com "Dante Cappelletti" 2009
drammaturgia di Gabriele Di Luca
diretto e interpretato da Gabriele Di
Luca, Massimiliano Setti, Alessandro
Tedeschi
Carrozzeria Orfeo
Centro RAT Teatro dell’Acquario
in collaborazione con Questa Nave
PORDENONE
Palazzetto dello Sport
Via Fratelli Rosselli
Venerdì 4 marzo 2011 ore 21.00
Giovanni Allevi. Alien World Tour
Tearo Comunale Giuseppe Verdi
venerdì 18 febbraio ore 20.45
Pasiones Company
Divino Tango
Adrián Aragón, Erica Boaglio & Pasiones Company
Programma: Divino Tango (Pasion del
sér urbano) regia Adrián Aragón
produzione Aragón Boaglio Producciones S.A.
Domenica 20 Febbraio 2011 - 20.45
Franz Di Cioccio e Remo Anzovino
in concerto
giovedì 24 febbraio ore 20.45
venerdì 25 febbraio ore 20.45
150° Anniversario dell’Unità d’Italia: Piazza d’Italia
regia di Marco Baliani
dal romanzo di Antonio Tabucchi
con Patrizia Bollini, Daria Deflorian,
Gabriele Duma, Simone Faloppa,
Renata Mezenov Sa, Mariano Nieddu, Alessio Piazza, Naike Anna Silipo, Alexandre Vella
drammaturgia di Maria Maglietta
scene e costumi di Carlo Sala
musiche di Mirto Baliani
regia di Marco Baliani
Teatro di Roma
sabato 26 febbraio ore 20.45
150° Anniversario dell’Unità d’Italia: La Repubblica di un solo giorno
di Marco Baliani e Ugo Riccarelli
con Patrizia Bollini, Daria Deflorian,
Gabriele Duma, Simone Faloppa,
Renata Mezenov Sa, Mariano Nieddu, Alessio Piazza, Naike Anna Silipo, Alexandre Vella
drammaturgia di Maria Maglietta
scene e costumi di Carlo Sala
luci di Luca Barbati
–– 44 ––
musiche di Mirto Baliani
regia di Marco Baliani
Teatro di Roma
venerdì 4 marzo ore 20.45
sabato 5 marzo ore 16.00
sabato 5 marzo ore 20.45
domenica 6 marzo ore 16.00
Garinei e Giovannini
Aggiungi un posto a tavola
commedia musicale di Garinei e Giovannini
scritta con Jaja Fiastri
liberamente ispirata a ”After me the
deluge” di David Forrest
con Gianluca Guidi, Enzo Garinei
la partecipazione straordinaria di Marisa Laurito
e con Marco Simeoli, Valentina Cenni, Titta Graziano, Andrea Carli
la voce di lassù e di Renato Turi
musiche di Armando Trovajoli
scene e costumi di Giulio Coltellacci
coreografie di Gino Landi
realizzazione luci di Maurizio Fabretti
dal progetto originale di Giancarlo
Bottone
sound designer Maurizio Capitini
regia originale di Pietro Garinei e Sandro Giovannini
ripresa teatrale di Johnny Dorelli
giovedì 10 marzo ore 20.45
Alexander Lonquich
Pianoforte
Programma:
Franz Schubert (1797 –1828)
Sonata D 840 ‘Reliquie’
Franz Liszt (1811 -1886)
Vallée d’Obermann (dagli ‘Anni di
Pellegrinaggio’, Primo Anno, Svizzera)
Robert Schumann (1810 –1856)
Davidsbündlertänze op. 6
domenica 13 marzo ore 15.00 e alle
ore 17.30
30 grandi, comiche e complicatissime marionette a filo. Mini-dlin Marionettes - Russia
Surprise
Sala Prove
Infoline: tel. 0434 247624
[email protected]
SACILE
Fazioli Concert Hall
CALendArio di teAtro, MUSiCA e inContri
Mercoledì 23 febbraio 2011 ore 20.45
Trio Mondrian
Daniel Bard, violino
Hila Karni, violoncello
Ohad Ben-Ari, pianoforte
Recuperi classici e fedeltà al popolare nella musica da camera di Dvorak
Introduce il concerto Roberto Calabretto
Musiche di Beethoven, Debussy,
Dvorak
TREVISO
Appuntamenti
alla Fondazione Benetton
Giovedì 24 febbraio alle ore 21con il
reading “Il segreto del bosco vecchio”
di Dino Buzzati si conclude il ciclo di
incontri, intitolato “La geografia del
tempo. Fra Veneto e veneti con Buzzati, Meneghello e Rigoni Stern”, organizzato dalla Fondazione Benetton
Studi Ricerche in collaborazione con
Zelda - Compagnia Teatrale Professionale. L’interpretazione dei brani sarà
affidata a Filippo Tognazzo, mentre
Ivan Tibolla curerà l’accompagnamento musicale.
Ingresso 5 euro.
mercoledì 9 e mercoledì 23 febbraio
ore 21
Nuovo Cinema Paesaggio
rassegna cinematografica
Nel mese di febbraio riprendono le
proiezioni della rassegna cinematografica Nuovo Cinema Paesaggio, organizzata dalla Fondazione Benetton
Studi Ricerche e curata da Luciano
Morbiato e Simonetta Zanon.
Mercoledì 9 febbraio sarà proiettato
il film Il pianeta azzurro (1982) del regista Franco Piavoli, che converserà,
con il pubblico e con i curatori della
rassegna.
Mercoledì 23 febbraio, all’utopia di
Piavoli si contrappone il crudo realismo di Biùtiful cauntri (Italia, 2007).
Il film documentario di Esmeralda Calabria, Andrea D’Ambrosio e Peppe
Ruggiero affronta il tema dell’emergenza rifiuti e dell’inquinamento in
Campania, luogo emblematico del nostro amato bel paese, nel quale le situazioni di degrado ambientale e di
corruzione sono purtroppo ricorrenti. Di questi argomenti il pubblico e i
curatori della rassegna potranno discutere con Paolo Contò, direttore del
Consorzio Intercomunale Priula, che
sarà ospite alla proiezione.
Giovedì 10 e giovedì 24 febbraio alle
ore 10 gli stessi film saranno proiettati per le scuole secondarie della provincia di Treviso
martedì 22 febbraio ore 18
La biblioteca incontra…
incontro con Andrea Bellieni, architetto, che interverrà sul tema “Le
ville di Treviso”
La Fondazione Benetton Studi Ricerche organizza La biblioteca incontra… un ciclo di incontri in biblioteca per avvicinare gli utenti al ricco patrimonio del suo centro documentazione, che conserva una vasta
raccolta di documenti, principalmente afferenti ai temi del paesaggio, della storia veneta e della storia del gioco. Curiosi e appassionati potranno
meglio conoscere la struttura e il
corpus della biblioteca, attraverso
l’incontro con esperti e addetti ai lavori che, nel corso di piacevoli conversazioni, illustreranno e renderanno viva la conoscenza di alcune sezioni
di un patrimonio di oltre 33.000 volumi. 1.400 testate di periodici e oltre
300 tesi di laurea e dottorato, arricchito
ogni anno attraverso acquisti, doni e
donazioni, alcune delle quali confluite
in fondi speciali, tra i quali Lino
Bianchi Barriviera, Ippolito Pizzetti,
Lionello Puppi, Giampaolo Soranzo,
Giuseppe Stancari, Gaetano Cozzi.
Dopo l’incontro del 25 gennaio scorso con Luigi Latini, si prosegue il 22
febbraio con Andrea Bellieni, architetto, che interverrà sul tema Le ville di Treviso, commentando la ricca sezione sulle ville venete.
Tutti gli incontri si svolgeranno
nella biblioteca della Fondazione,
alle ore 18.
Per informazioni: Fondazione Benetton, tel. 0422.5121, www.fbsr.it.
[email protected]
Teatro Eden e Teatro Comunale
Uri Caine si esibirà in concerto al
pianoforte al Teatro Eden di
Treviso giovedì 24 febbraio alle
ore 20.45.
Tempo di prosa al Teatro
Comunale di Treviso venerdì 25
febbraio e sabato 26 febbraio alle
ore 20.45 con terza replica domenica 27 febbraio alle ore 16.00
con “Il catalogo” di Jean-Claude
Carrière prod. Star Dust
International s.r.l. In scena ci
saranno Ennio Fantastichini,
Isabella Ferrari con la regia di
Valerio Binasco. Le vicende raccontano di Jean-Jacques, giovane
avvocato in carriera, noto Don
Giovanni della Parigi bene, conduce una vita da scapolo esemplare, perfettamente organizzata
tra ufficio, serate mondane e nottate con donne sempre diverse.
Ha però un difetto: non ha memoria, ed è perciò costretto a catalogare in un album tutte le sue conquiste. Ecco alcune anticipazioni
per il mese di marzo: atteso per
mercoledì 2 marzo alle ore 20.45
l’appuntamento “Ccn De Creteil
et Du Val-De-Marne –
Compagnie Käfig Correria Agwa” con coreografia di
Mourad Merzouki, sempre al
Teatro Comunale di Treviso.
Dopo la prima decade di marzo
nei giorni venerdì 11 marzo e
sabato 12 marzo alle ore 20.45,
con ultimo appuntamento domenica 13 marzo alle ore 16.00
“Art” di Yasmina Reza (Prod.
Nuovo Teatro srl) con Alessandro
Haber, Alessio Boni, Gigio
Alberti, regia Giampiero Solari.
La commedia solleva la questione
dell’arte e dell’amicizia, ruotando attorno a tre amici di vecchia
data: Serge, Marc e Yvan. Serge,
assecondando la sua passione per
l’arte moderna, ha acquistato un
dipinto molto costoso intorno al
quale ruoterà il dibattito dei tre
amici sul significato dell’arte
astratta in paragone ad arti più
rappresentative e tradizionali.
ASOLO
Teatro Dei Rinnovati
sabato 19 febbraio 2011 ore 21:00
La bottega del caffé
Ensemble Vicenza Teatro
di Carlo Goldoni
libero adattamento e regia di Roberto Giglio
–– 45 ––
CASTELFRANCO
Teatro Accademico
22 febbraio 2011 ore 20.45
Moni Ovadia.
Shylock. Il mercante di Venezia in
Prova
di William Shakespeare
di Roberto Andò e Moni Ovadia
regia Roberto Andò e Moni Ovadia
con Moni Ovadia e Shel Shapiro
e con Ruggero Cara, Lee Colbert, Roman Siwulak, Maksym Shamkov,
Federica Vincenti e Moni Ovadia
Stage Orchestra: Luca Garlaschelli
(contrabbasso), Massimo Marcer
(tromba), Albert Florian Mihai (fisarmonica), Vincenzo Pasquariello
(pianoforte), Paolo Rocca (clarinetto)
progetto musicale Moni Ovadia Stage Orchestra
regista assistente Gabriele Tesauri
produzione Arena del Sole – Nuova
Scena – Teatro Stabile di BolognaEmilia Romagna Teatro Fondazione in
collaborazione con Estate Teatrale
Veronese
CONEGLIANO
Teatro Accademia
16 febbraio 2011 ore 21.00
Mvula Sungani e la sua Compagnia
Kledi Kadiu ed Emanuela Bianchini
Non Solo Bolero
Carmen, Carmina Burana, Amores
solisti: Ilaria Palmieri, Alessia Giustolisi, Maria Izzo, Enrico Paglialunga, Patrizio Bucci, Ilaria Ostili, Chiara Grella, Elisa Aquilani
Regia e Coreografie Mvula Sungani
Musiche: Orff, Ravell, tradizionali. Costumi: Giuseppe Tramontano
PIEVE DI SOLIGO
Teatro Careni
18 febbraio 2011 ore 20.45
Spettacolo vincitore del Premio “Linutile Del Teatro 2010”
Giunto quest’anno alla sua seconda
edizione, il Premio “Linutile del Teatro” (che si è svolto presso il Teatro de
Linutile a Padova dal 23 ottobre al 26
novembre 2010), si propone di diventare negli anni occasione di confronto e di visibilità per quelle realtà
teatrali professionali che non rientra-
CALendArio di teAtro, MUSiCA e SpettACoLi
no nei circuiti ufficiali dei teatri stabili, pur presentando un livello di qualità elevato. La giuria del Premio era
formata sia dal pubblico generico, sia
da giovani formatisi nel settore delle
arti e/o della comunicazione (Corso di
Laurea DAMS – Università degli
Studi di Padova, Radio Bue, MacAdam, MacAccademia di scrittura e lettura creativa).
20 febbraio 2011 ore 16.00
Compagnia Roberto Anglisani
Topo Federico
racconta
testo e regia di roberto anglisani
musiche di Marco Belcastro
TRIESTE
dal 15 al 20 febbraio 2011
Sala Bartoli
La notte poco prima nella foresta
Di: Bernard-Marie Koltés; traduzione Luca Scarlini
Regia: Juan Diego Puerta Lopez
Con: Claudio Santamaria
dal 17 al 18 febbraio 2011
Sala Assicurazioni Generali
Pooh “Dove comincia il sole - Tour
Teatrale 2011”
Con: i Pooh : Roby Facchinetti, Dodi
Battaglia, Red Canzian.
lunedì 21 febbraio 2011
Sala Assicurazioni Generali
Dalla De Gregori “Work In Progress
Tour”
Con: Lucio Dalla e Francesco De
Gregori
Palazzo del Governo
Venerdì 18 febbraio 2011 ore 18.00
“Il 18 alle ore 18”
Nell'ambito della stagione concertistica
2011 della Chamber Music , Minetti Quartett (quartetto d'archi) . Musiche di Beethoven (quartetto in fa minore op.95 "Serioso")e MendelssohnBarthokly (quartetto in la minore
op.13).
Politeama Rossetti
dal 9 al 13 febbraio 2011
Sala Assicurazioni Generali
Otello
Di: William Shakespeare; traduzione
di Patrizia Cavalli
Regia: Arturo Cirillo
Con: Salvatore Caruso, Arturo Cirillo, Michelangelo Dalisi, Rosario Giglio, Danilo Nigrelli, Monica Piseddu, Luciano Saltarelli, Sabrina Scuccimarra
dal 15 al 16 febbraio 2011
Sala Assicurazioni Generali
Complexions Contemporary Ballet
Di: direttori artistici / fondatori Dwight Rhoden, Desmond Richardson
Con: Desmond Richardson, Natalia
Alonso, Edgard Anido, Peter Chursin,
Christina Dooling, Patricia Hachey,
Gary W. Jeter II, Natiya Kezevadze,
Christie Partelow, Sabra Perry, Juan
Rodriguez, Hiroko Sakakibara, Wendy
White Sasser, Simon Sliva, Clifford
Williams
dal 22 al 27 febbraio 2011
Sala Bartoli
Appuntamento a Londra
Di: Mario Vargas Llosa; traduzione di
Ernesto Franco
Regia: Maurizio Panici
Con: Pamela Villoresi, David Sebasti
dal 23 al 27 febbraio 2011
Sala Assicurazioni Generali
Il misantropo
Di: Molière
Regia: Massimo Castri
Con: Massimo Popolizio, Graziano
Piazza, Sergio Leone, Federica Castellini, Ilaria Genatiempo, Laura Pasetti, Tommaso Cardarelli, Andrea
Gambuzza, Davide Lorenzo Palla,
Miro Landoni
dal 2 al 6 marzo 2011
Sala Assicurazioni Generali
C'era una volta... Scugnizzi
Di: musiche e testi Claudio Mattone;
prosa Claudio Mattone ed Enrico
Vaime
Regia: Claudio Mattone
dal 2 al 6 marzo 2011
Sala Bartoli
Don Chisciotte
Di: Ruggero Cappuccio; liberamente tratto da Miguel de Cervantes
Regia: Nadia Baldi
Con: Roberto Herlitzka, Lello Arena
dall' 8 al 13 marzo 2011
Sala Bartoli
Trittico
Lavoro teatrale composto da tre brevi testi “Torino-Bacau-Roma” “Cara
Medea” “Una casa razzista”
Di: Antonio Tarantino
Regia: Cristina Pezzoli
Con: Gilda Postiglione, Antonio Tarantino, Oreste Valente
dal 9 al 13 marzo 2011
Sala Assicurazioni Generali
Rusteghi - I nemici della società
Tratto da "I Rusteghi" di Carlo Goldoni; traduzione e adattamento di
Gabriele Vacis e Antonia Spaliviero
Regia: Gabriele Vacis
Con: Eugenio Allegri, Mirko Artuso,
Natalino Balasso, Jurij Ferrini e con
Nicola Bremer, Christian Burruano,
Alessandro Marini, Daniele Marmi
UDINE
Teatro Palamostre
mercoledì 9 febbraio 2011, ore 20:30
Martina Frezzotti pianoforte
Musiche di M. Ravel, F. Chopin, J.
Brahms, F. Liszt
Mercoledì 23 febbraio 2011, ore
20:30
Cantus Ensemble (14 musicisti)
Berislav Šipuš, direttore Martina
Gojčeta Silić, mezzo soprano
Musiche di C. Debussy, J. Strauß, I.
Josipović, G. Mahler
Mercoledì 9 marzo 2011, ore 20:30
Viktoria Verbovska, violoncello
Vasilena Verbovska, pianoforte
‘Premio Amici della Musica 2010’VI°
Concorso Internazionale Euroregione. Musiche di F. Mendelssohn, J.S.
Bach, V. Godar, M. Paternoster
Teatro Nuovo Giovanni da Udine
da mercoledì 16 a sabato 19 febbraio
2011 alle 20:45 e domenica 20 febbraio 2011 alle 16:00
Il misantropo
di Molière
traduzione di Cesare Garboli
regia di Massimo Castri
con Massimo Popolizio, Graziano
Piazza, Sergio Leone, Federica Castellini, Laura Pasetti, Ilaria Genatiempo, Tommaso Cardarelli
scene e costumi di Maurizio Balò
una produzione: Teatro di Roma
–– 46 ––
da mercoledì 23 a venerdì 25 febbraio
2011 alle 20:45, sabato 26 febbraio
2011 alle 16:00 e sabato 26 febbraio
2011 alle 20:45
Aggiungi un posto a tavola
commedia musicale di Garinei e
Giovannini
scritta con Jaja Fiastri
liberamente ispirata a After me the deluge di David Forrest
regia originale di Pietro Garinei e Sandro Giovannini
ripresa teatrale di Johnny Dorelli
con Gianluca Guidi e Enzo Garinei
con la partecipazione straordinaria di
Marisa Laurito
e con Marco Simboli e Valentina
Cenni
musiche di Armando Trovajoli
scene e costumi di Giulio Coltellacci
coreografie di Gino Landi
realizzazione luci di Maurizio Fabretti
dal progetto originale di Giancarlo
Bottone
sound designer Maurizio Capitini
una produzione: Teatro Sistina
da martedì 15 a venerdì 18 marzo
2011 alle 20:45
Rusteghi
i nemici della civiltà
da I Rusteghi di Carlo Goldoni
traduzione e adattamento di Gabriele Vacis e Antonia Spaliviero
regia di Gabriele Vacis
con Eugenio Allegri, Mirko Artuso,
Natalino Balasso, Jurij Ferrini
e con Nicola Bremer, Christian Burruano, Alessandro Marini, Daniele
Marmi
regia Gabriele Vacis
composizione scene, costumi, luci e
scenofonia Roberto Tarasco
una produzione: Fondazione del Teatro Stabile di Torino
Teatro Regionale Alessandrino
LIGNANO SABBIADORO
Rassegna Lignano d'inverno
Domenica 27 febbraio 2011 ore 11.00
Sala Darsena
Concerto gratuito con:
Alessandro Cortello (tenore)
Trio Operacento ossia:
Silvia Mazzon (violino)
Antonino Puliafito (violoncello)
Francesca Sperandeo (pianoforte)
Organizzato da:
CALendArio di teAtro, MUSiCA e inContri
Associazione "Insieme per la musica"
Tel. 0431 53114
MALBORGHETTO-VALBRUNA
Se no i xe mati no li volemo
di Gino Rocca
regiaGiuseppe Emiliani
con Virginio Gazzolo, Giancarlo Previati, Lino Spadaro
Palazzo Veneziano
Sabato 19 febbraio 2011 - 20.30
"La musica raccontata in Friuli"
La 6^ rassegna di concerti, propone il
secondo concerto "Simbiosi e talento" con Luca e Franca Cividino (violoncello e pianoforte) Finalista Premio
Amici della Musica 2010
Musiche di Johannes Brahms e Claude Debussy
PADOVA
Auditorium C. Pollini
giovedì 24 febbraio 2011 ore 20:15
giovedì 24 febbraio 2011 ore 10:30
mercoledì 2 marzo 2011 ore 20:15
Thomas Zehetmair
direttore e violino solista
Johannes Brahms
Concerto op. 77 per violino e orchestra
Johannes Brahms
Sinfonia n. 4 op. 98
giovedì 10 marzo ore 20:15
Integrale dei Concerti per pianoforte
e orchestra di Ludwig van Beethoven
Primo concerto
Orchestra di Padova e del Veneto
Howard Shelley
direttore e pianoforte solista
Ludwig van Beethoven
Concerto n. 1 op. 15
Sinfonia n. 4 op. 60
Concerto n. 3 op. 37
venerdì 11 marzo 2011 ore 20:15
Orchestra I Pomeriggi Musicali di
Milano
Andriy Yurkevych direttore
Yossif Ivanov violino
Arvo Pärt
Silouans song per orchestra d'archi
Piotr Il'ich Tchaikovskij
Concerto op. 35 per violino e orchestra
Igor Stravinskij
Pulcinella, Suite
Teatro Giuseppe Verdi
dal 22 al 27 febbraio 2011
dall’8 al 13 marzo 2011
La Ciociara
di Annibale Ruccello
regia di Roberta Torre
con Donatella Finocchiaro, Daniele
Russo
Multisala Pio Decimo
Giovedì 17 febbraio 2011 ore 21:00
Giuseppe Battiston - Gianmaria Testa. 18 mila giorni
testo originale di Andrea Bajani
regia di Alfonso Santagata
musiche originali di Gianmaria Testa
Produzioni Fuorivia – Teatro Stabile
di Torino
Palscoscenico Cinema - 6° edizione
- (Presso Multisala Mpx)
Ore 17:00 Incontro con Giuseppe Battiston e Gianmaria Testa presentazione dello spettacolo 18 mila giorni a seguire proiezione del film “Si può fare”
Mousikè, la XVII edizione di eventi
musicali promossa dalla Fondazione
Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, celebra l’anniversario dei 150
anni dell’Unità d’Italia coinvolgendo
numerose formazioni orchestrali, cameristiche e solisti di grande fama.
La musica, che ha fatto da sfondo a
questo importante periodo storico, e
ha reso famosa l’Italia in tutto il
mondo, dal virtuosismo strumentale
alla musica popolare, sarà protagonista assoluta didiversi appuntamenti nell’ambito della rassegna che si svolge
tra le province di Padova e Rovigo.
La musica strumentale dei grandi
compositori del Settecento e dell’Ottocento italiano sarà affidata a due formazioni di grande prestigio: il Quartetto d’archi del Teatro La Fenice e
l’Orchestra d’Archi Italiana. Il Quartetto si esibirà venerdì 18 febbraio
2011 presso il Teatro Filarmonico di
Piove di Sacco (PD) in un programma che prevede musiche di Gaetano
Donizetti, Giuseppe Verdi e Giacomo
Puccini. L’Orchestra d’Archi Italiana,
diretta da Mario Brunello, violoncello solista, salirà sul palco del Teatro Sociale di Badia Polesine (RO) martedì
17 maggio 2011. Le musiche saran-
no quelle antiche di Alessandro Scarlatti e contemporanee di Giovanni Sollima.
Info: Studio P.R.P.
tel. 049.8753166
[email protected]
CITTADELLA
Teatro Sociale
20 febbraio ore 21:00
I casi sono due
di Armando Curcio
con Angela Pagano, Ernesto Lama,
Carlo Giuffré
scene e costumi di Aldo Terlizzi
musiche di Francesco Giuffre’
regia di Carlo Giuffre’
2 Marzo 2011 ore 21:00
Gianfranco d’Angelo e Eleonora
Giorgi
Suoceri sull’orlo di una crisi di nervi
con Gianfranco D'Angelo e Eleonora Giorgi
di Mario Scaletta
regia di Giovanni de Feudis
e con Nini Salerno e Paola Tedesco
VIGONZA
Teatro Comunale
“Quirino De Giorgio”
Giovedì 17 marzo 2011 ore 21.00
"I Solisti Veneti"
diretti da Claudio Scimone
Antonio Vivaldi 1678 - 1741
Dall’Opera Terza “L’Estro Armonico”
Concerto n. 10 in si minore
per quattro violini, violoncello e archi
Arcangelo Corelli 1653 - 1713
Fuga in re maggiore di Gallario Riccoleno
Giovanni Battista Pergolesi 1710 1736 Concerto in si bemolle maggiore
per mandolino e archi
ROVIGO
Teatro Sociale
15 febbraio 2011 ore 21.00
Isabella Ferrari - Ennio Fantastichini
ne Il Catalogo
di Jean Claude Carrière
adattamento e regia di Valerio Binasco
–– 47 ––
Star Dust International
20 febbraio 2011
Flamen Tango
Compañia Maria Serrano
Musiche Juan Carlo Berlanga, José
Maria Gago Camareno, Luis Caruana
Coreografie Maria Serrano, Antonio Partida Fernandez, Romina Godoy,
Milton Homann
25 / 27 febbraio 2011
Rigoletto
Di Giuseppe Verdi
Maestro Concertatore e Direttore
d’Orchestra Pietro Rizzo
Regia, Scene, Costumi, Coreografia
e Luci Stefanopoda
Orchestra Regionale Filarmonia Veneta
Maestro Del Coro Dino Zambello
Nuovo allestimento del Teatro Sociale di Rovigo in coproduzione con il
Comune di Padova
13 marzo 2011
Lorenzo Il Magnifico
Compagnia Junior Bdt
Musica Autori Vari
Coreografie Arianna Benedetti Eeugenio Scigliano
Ideazione Costumi Eugenio Sciglianoe Arianna Benedetti
Realizzati da Sartoria Taylor’s & Co.
Creazione luci Andrea Narese
ADRIA
Teatro Comunale
15 febbraio 2011 ore 21.00
Compagnia Italiana di Operette
La Principessa della Czarda
libretto di Leo Stein e Béla Jenbach
musica di Emmerich Kàlmàn
principali personaggi e interpreti:
Conte Boni Kanchanu: Umberto
Scida
Sylva Varescu: Elena D’angelo
Feri Di Kerekesch: Armando Carini
Regia e Coreografia:
Serge Manguette
23 febbraio 2011 ore 21:00
La Divina Commedia
Musiche: Marco Frisina
Libretto: Gianmario Pagano
Regia: Maurizio Colombi
CALendArio di teAtro, MUSiCA e SpettACoLi
Coreografie: Manolo Casalino
Proiezioni: Allestimento Nova Ars
Costumi: Allestimento Nova Ars
Creature Fantastiche: Carlo Rambaldi
Realizzate Da: Sergio Stivaletti
PORTOVIRO
Palazzetto dello sport
16 febbraio 2011 - ore 21.20
Gene Gnocchi in “Cose che mi son
capitate a mia insaputa
Di Eugenio Ghiozzi e Francesco
Freyrie, Regia di Massimo Navone
Juraj Valcuha (25, 26, 27/2, 6, 8, 9, 11,
12, 13/3)
Matteo Beltrami (1, 2, 3/3)
regia Francesco Micheli
scene Edoardo Sanchi
costumi Silvia Aymonico
orchestra e coro del Teatro La Fenice
maestro del Coro Claudio Marino Moretti
Piccoli Cantori Veneziani
maestro del Coro Diana D’Alessio
con sopratitoli
nuovo allestimento Fondazione Teatro La Fenice
Teatro Villa dei Leoni
JESOLO
Teatro Antonio Vivaldi
venerdì 18 febbraio 2011 ore 21:00
Anna Valle
Confidenze troppo intime
di Jérôme Tonnerre traduzione di
David Conati
con Anna Valle, Aristide Genovese,
Anna Zago, Ulisse Lendaro
Regia di Piergiorgio Piccoli
produzione Theama Teatro
MIRANO
Teatro La Fenice
14 febbraio 2011 ore 20
Societa' Veneziana di Concerti
Roberto Prosseda Pianoforte
Musiche Di Schumann, Mendelssohn, Liszt
Informazioni:
Società Veneziana Concerti
tel. 041786764
www.societavenezianaconcerti.it
“Spirit”
Coreografie: Stephen Page & Frances
Rings
Musiche: David Page & Steve Francis
prima ed esclusiva regionale
22 febbraio ore 21:00
I casi sono due
di Armando Curcio
con Angela Pagano, Ernesto Lama,
Carlo Giuffré
Scene e Costumi di Aldo Terlizzi
Musiche di Francesco Giuffre’
Regia di Carlo Giuffre’
sabato 26 febbraio ore 20.30
Accademia d’Archi Bolzano Ensemble Orchestrale
Kammerchor Stuttgart
Coro
Frieder Bernius Direttore
Franz Joseph Haydn
Sinfonia in do magg. Hob.I:95
Arnold Schönberg
“Friede auf Erden” op.13 per coro a
cappella
Franz Joseph Haydn
Missa in angustijs “Nelsonmesse”
in re minore
per soli, coro e orchestra Hob.XXII:11
Teatro di Mirano
S. STINO DI LIVENZA
Teatro Toniolo
Teatro Dario Fo
Venerdì 18 febbraio 2011 ore 21:00
Leonardo Manera
Italian Beauty
Viaggio in un paese di mostri
di e con Leonardo Manera
regia di Marco Rampoldi
con la partecipazione dell’illusionista
Walter Maffei
CAVARZERE
Teatro Tullio Serafin
25, 26, 27 febbraio 2011, 1, 2, 3, 6, 8,
9, 11, 12 e 13 marzo 2011
La Boheme di Giacomo Puccini
Direttore: Juraj Valcuha - Matteo
Beltrami
La bohème
scene in quattro quadri
libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi
Illica
dal romanzo Scènes de la vie de
bohème di Henri Murger
musica di Giacomo Puccini
prima rappresentazione assoluta: Torino, Teatro Regio, 1 febbraio 1896
personaggi e interpreti principali
Rodolfo Sébastien Guèze – Gianluca
Terranova
Marcello Seung-Gi Jung - Damiano
Salerno
Colline Luca Dall’Amico – Gianluca Buratto
Mimì Lilla Lee - Serena Farnocchia
Musetta Ekaterina Sadovnikova Beatriz Díaz
Schaunard Armando Gabba - Alessandro Battiato
Benoit Matteo Ferrara
Alcindoro Andrea Snarski
maestro concertatore e direttore
con Simona Baldeschi, Maria Grazia
Fiore, Maurizio Muzzi
Musiche originali di Claudia Campolongo e di autori classici - Pianista
Mirko Carosella
regia di Michelangelo Ricci
MESTRE
CAMPONOGARA
VENEZIA
20 febbraio 2011 ore 16:00
Fondazione Sipario Toscana
Teatro Stabile di Innovazione
Gioco!
liberamente ispirato al racconto “La
palla e la bambola”
di Fabrizio Cassanelli e Guido Castiglia
regia Fabrizio Cassanelli
con Chiara Pistoia e Federico Raffaelli
voce narrante Letizia Pardi
CALendArio di teAtro, MUSiCA e SpettACoLi
sabato 19 febbraio ore 21.00
domenica 20 febbraio ore 17.00
Leonardo Manera
Italian Beauty
Viaggio in un paese di mostri
di e con Leonardo Manera
regia di Marco Rampoldi
con la partecipazione dell’illusionista
Walter Maffei
CHIOGGIA
Auditorium S. Nicolò
sabato 19 febbraio 2011 ore 21:00
Paolo Ghidoni
violino principale e solista
Wolfgang Amadeus Mozart
Divertimento per archi K 137
Joseph Haydn
Concerto n. 4 per violino
Béla Bartók
Danze popolari rumene (versione per
archi)
Stefano Maria Torchio
Nocturno para Violin y Arcoss (2010)
Benjamin Britten
Simple Symphony op. 4 per archi
R.B.R. Dance Company (Italia) in 4
regia Cristiano Fagioli
coreografia di Cristiano Fagioli e
Cristina Ledri
voce di Romina Salvadori
musiche di Romina Salvadori, Stefano Pivato e Massimiliano Lupo
costumi di Cristina Ledri e Donatella Bressan
Progetto supporter:
giovani artisti si esibiscono in una breve creazione coreografica, subito prima di ciascun spettacolo.
A segnalare questi nuovi nomi sono
stati critici, coreografi, direttori di compagnie, maestri, a cui Arteven ha
chiesto di indicare i più recenti talenti incontrati nel corso della loro attività professionale.
dal 16 al 19 febbraio 2011 ore 21.00
giovedì 17 febbraio anche ore 16.30
domenica 20 febbraio ore 16.30
Isabella Ferrari - Ennio Fantastichini
ne “Il Catalogo”
di Jean Claude Carrière
adattamento e regia di Valerio Binasco
Star Dust International
24 e 25 febbraio 2011 ore 21.00
Giuseppe Battiston - Gianmaria Testa
18 mila giorni
testo originale di Andrea Bajani
regia di Alfonso Santagata
musiche originali di Gianmaria Testa
Produzioni Fuorivia – Teatro Stabile
di Torino
–– 48 ––
MIRA
24 febbraio 2011 ore 21.00
Teatri Uniti - Teatro Franco Parenti
Licia Maglietta
La grande occasione
la sua grande occasione e un letto tra
le lenticchie di Alan Bennett
con Licia Maglietta e Nicoletta Maragno
regia Licia Maglietta
luci Cesare Accetta
3 marzo 2011 ore 21.00
Marina Bonfigli
Antonio Salines Virgilio Zernitz
La Bottega Del Caffè
di Carlo Goldoni
Scene Guido Fiorato dai bozzetti di
Emanuele Luzzati
Costumi Guido Fiorato
Musiche Giancarlo Chiaramello
Regia Giuseppe Emiliani
Compagnia del Teatro Carcano fondata da Giulio Bosetti
PORTOGRUARO
Teatro Romano Pascutto
25 febbraio 2011 ore 21.00
Ivana Monti, Rosario Coppolino
L’innocente da Gabriele D’Annunzio
regia Giancarlo Marinelli
con Ivana Monti, Rosario Coppolino,
Anna Vinci, Ruben Rigillo,
e Eleonora Tiberia
Teatro Stabile La Piccionaia - I Carrara e Molise Spettacoli
venerdì 18 febbraio 2011 ore 21:00
Balletto dell’Esperia
coreografia Thierry Malandain
musica Camille Saint-Saëns
Apres-midi d’un faune
coreografia Eugenio Scigliano
musica Claude Debussy
I quattro temperamenti
coreografia Paolo Mohovic
musica Paul Hindemith
Teatro Comunale Luigi Russolo
17 febbraio 2011 ore 21:00
Leonardo Manera
Italian Beauty
Viaggio in un paese di mostri
di e con Leonardo Manera
regia di Marco Rampoldi
con la partecipazione dell’illusionista
Walter Maffei
20 febbraio 2011 ore 17:00
Ribolle, operetta per bolle di sapone
senza parole
di Renzo Lovisolo e Michelangelo
Ricci
venrdì 4 marzo ore 20.30
Massimo Quarta
violino
Giovanni Bellucci
pianoforte
Ludwig van Beethoven
Sonata n. 5 op. 24 in fa magg. “Primavera”
Robert Schumann
Sonata in re minore op. 121
Béla Bartók
Prima Sonata
Teatro Astra
23 febbraio 2011 - ore 21:00
Concerto Lirico
Maria Giovanna Michelini soprano
Riccardo Gatto tenore
Gianluca Tumino baritono
Federico Brunello pianoforte
VICENZA
27 febbraio 2011 ore 17:00
Pantakin Circo teatro
Cirk.
Il Teatro del Circo
Ideazione e Regia di Ted Keijser
Con Emmanuelle Annoni, Giovanna
Bolzan, Emanuele Pasqualini, Benoit
Roland, Francesco Caspani
Musiche originali di Andrea Mazzacavallo,
Scenografie e Costumi di Licia Lucchese
Luci Enrico Maso / Enrico Fabris,
Fonica di Alessandro D’Ambrosi / Angelo Giordano
Assistente alla regia Marianna Fernetich,
Responsabile di produzione Carlotta
Vinanti
SCHIO
1 marzo 2011 ore 21.00
Ccn De Creteil – Compagnie Käfig
(Francia)
Direzione artistica: Mourad Merzouki
Agwa
Coreografia: Mourad Merzouki
prima regionale
SCORZE’
Teatro E. Aldo'
testi e regia di Sergio Manfio
12 febbraio 2011 ore 21.00
Patricia Zanco
Ritratto di Maria Callas. La Vergogna
di Luca Scarlini
regia di Daniela Mattiuzzi
con Patricia Zanco e Chiara D’Ambros
NOVENTA VICENTINA
Teatro Comunale
Teatro Modernissimo
19 febbraio 2011 – ore 21.00
Bangarra Dance Theatre (Australia)
Direzione artistica: Stephen Page
20 febbraio 2011 ore 16:00
Gruppo Alcuni
C’era una volta il panda
Teatro Astra
venerdì 4 marzo 2011 ore 21:00
Alessandro Bergonzoni
Urge
di e con Alessandro Bergonzoni
regia Alessandro Bergonzoni e Riccardo Rodolfi
organizzazione e distribuzione Progetti
Dadaumpa Srl
15 febbraio 2011 ore 20.45
Nuovo Teatro in coproduzione con Gli
Ipocriti
Santos
da un racconto di Roberto Saviano
adattamento teatrale Mario Gelardi e
Giuseppe Miale di Mauro
regia di Mario Gelardi
18 febbraio 2011 - ore 20:45
Dergah Danza Teatro
Il Quattordicesimo Fiore
coreografia Giovanni di Cicco
e Francesca Zaccaria
musiche originali Chiara Cipolli
Tearo Filarmonico
dal 17 al 20 febbraio 2011
22 febbraio 2011
Omaggio a Stravinsky
Spettacolo di balletto in 1 atti di
Igor Fëdorovic Stravinskij
Direttore Wiktor Bockman
Coreografia, scene e costumi Renato Zanella
Interpreti Apollo, Giuseppe Picone,
Uccello di fuoco, Maria Kousouni
Info: http://www.arena.it
SANGUINETTO
Teatro Gaetano Zinetti
THIENE
Teatro Comunale
20 febbraio 2011 ore 18.00
Gruppo Kronos ed Epsedanse
Yantra
coreografie di Ornella Pegoraro, Barbara Canal, Francesca Foscarini, Didier Barbe e Anne Marie Porras musiche originali di Paki Zennaro con
i danzatori della compagnia Kronos e
della compagnia Epsedanse
22, 23 e 24 febbraio 2011 ore 21.00
Ennio Fantastichini - Isabella Ferrari
“Il Catalogo”
di Jean Claude Carrière
adattamento e regia di Valerio Binasco
Star Dust International
VERONA
Teatro Camploy
–– 49 ––
27 febbraio 2011 ore 17.30
Ivana Monti, Rosario Coppolino
L’innocente di Gabriele D'Annunzio
regia Giancarlo Marinelli
con Ivana Monti, Rosario Coppolino,
Anna Vinci, Ruben Rigillo,
e Eleonora Tiberia
Teatro Stabile La Piccionaia - I Carrara E Molise Spettacoli
MILANO
Sala Verdi del Conservatorio
Via Conservatorio, 12
lunedì 28 febbraio 2011 | ore 21:00
Thomas Zehetmair
direttore e violino solista
Johannes Brahms
Concerto op. 77 per violino e orchestra
Johannes Brahms
Sinfonia n. 4 op. 98
Febbraio 2011
itinerari Archeologici
Febbraio 2011
itinerari Archeologici
Oderzo: un valore storico non da semplice vetrina
La prima cosa che si
nota entrando in questa
cittadina, è la straordinaria vivacità commerciale: grandi centri alla
periferia e colorate botteghe nel centro storico,
che vendono gli oggetti
più moderni e in voga
in uno sfondo di temi
passati, alle volte decorato da pregevoli affreschi medievali e rinascimentali. Gente che
compra e vende senza
sosta. Ogni tanto, si
dice, “qualcuno porta il proprio destino nel
nome”, è questo il caso di Oderzo, la quale
porta nel suo nome romano Opitergium (ne
è rimasta traccia sul nome degli abitanti, gli
Opitergini) la radice –terg, che significa
“mercato”, funzione che ha avuto nei secoli e ne ha fatto un centro molto importante
soprattutto in epoca romana, in particolar
modo dopo il 148 a.C, data i cui fu ultimata la via Postumia, che collegava Aquileia
e Genova, toccando importanti centri veneti, coma Concordia e, appunto, Oderzo.
Tuttavia, nonostante i buoni rapporti con
Roma, l’elevazione a municipio non avvenne prima del 49 a.C. con la promulgazione
della Lex de Gallia Cisalpina, da parte di
Giulio Cesare.
Nel portale www.archeoveneto.it, che consiglio a tutti di visitare, nato da una splendida iniziativa della Regione Veneto, che
raccoglie buona parte dei siti archeologici
presenti nel territorio di sua competenza, è
già presente un itinerario riguardante
Oderzo, che, tuttavia, mi permetterei di
capovolgere, facendo partire la visita dall’ultima tappa indicata nel sito web: il
museo civico Eno Bellis.
Perché far partire ogni volta gli itinerari proprio dal museo? Questo, più di altri, mi aiuta a dare una risposta a tale domanda; in
epoca moderna, si è capito che il museo non
è e non deve essere un mero scrigno contenente begli oggetti che rievocano tempi passati e ormai lontani ovvero occuparsi solo
della tutela. Deve affiancare a questa una
finalità anche di valorizzazione, che, parlando di beni culturali, come suggerisce la
parola stessa, ha la sua maggiore espressione nella didattica; in primo luogo attraverso l’esposizione stessa, la quale deve
essere razionale e far intendere al visitatore con immediatezza la collocazione nel
tempo e nello spazio di reperti; in secundis
attraverso le didascalie, sintetiche ma complete di ogni informazione e mediante la
pannellistica, la quale deve essere chiara ed
esaustiva e deve spiegare a grandi linee il
periodo storico di ciò che è contenuto nel
museo e la storia locale. Ultimo ma non
ultimo, è estremamente importante che l’offerta culturale non sia immobile e sempre
uguale a sé stessa, da provare una volta in
vita, ma dinamica e ricca di iniziative sempre nuove, che stimolino l’interesse e l’osservazione, una concreta opportunità di
arricchimento culturale.
Il museo civico Eno Bellis, istituito nel
–– 50 ––
1876, ma trasferito nella nuova sede, la
Barchessa di Palazzo Foscolo in via
Garibaldi, nel 1999, ed essendo stato riallestito con criteri moderni, è fatto molto
bene in questo senso e una volta usciti, si
potranno affrontare le aree archeologiche
esterne con maggiore cognizione di causa.
La visita inizia al piano superiore, che attesta l’antichità della frequentazione umana
nel territorio, esponendo reperti di Età
Neolitica, in particolar modo frammenti
ceramici, industria litica scheggiata e levigata. Sono presenti anche reperti dell’età
del Bronzo, ma il vanto della sala sono sicuramente le testimonianze di età Venetica,
pregevolissime e molto suggestive: le teche
racchiudono bronzetti votivi, elementi decorativi fittili zoomorfi, iscrizioni su pietra e,
nuovo arrivo, la sepoltura di un cavallo della metà del V secolo a.C.: un maschio di
12-15, alto al garrese un metro e trenta, di
quella razza Veneta celebrata da Omero e,
successivamente, nello stesso periodo del
nostro equino, vincitrice delle Olimpiadi
del 440 a.C. La sepoltura, al momento dello scavo, presentava anche gli elementi in
bronzo e in ferro delle briglie, ricostruite
coi reperti originali su un testa di spugna.
Essendo intitolata l’esposizione “sepoltura
di cavallo della necropoli meridionale dell’età del Ferro”, avrei ricollocato i reperti
nella posizione originaria, dal momento che
il corredo è una parte integrante e non irrilevante della sepoltura stessa; c’è da dire,
però, che le foto di scavo sono sia sul pieghevole dedicato fornito all’entrata che sul
pannello illustrativo.
Il breve corridoio tra le due sale al piano
superiore è stato sfruttato per illustrare la
storia di Oderzo e alcune tematiche legate
alla vita quotidiana, come la villa rustica o
l’utilizzo delle anfore. Proprio a queste ultime è dedicata l’altra sala, soprattutto alla
loro seconda vita dopo l’utilizzo per il trasporto delle derrate alimentari: essendo
monouso, venivano reimpiegate moltissimo in edilizia, ed uno degli utilizzi più frequenti era il drenaggio del terreno, riprodotto nella stanza in scala 1:1. L’ultima porzione, invece, trova appese le anfore coi
rispettivi nomi di catalogazione (Dressel
6A, ad esempio).
Scendendo al piano inferiore, si entra nella
sala dove sono custoditi a tutto pavimento i
frammenti di uno splendido mosaico a tessere policrome, che riproduce la quotidianità della villa rustica, come scene di caccia
al cinghiale, buoi al pascolo o una donna
che nutre degli uccelli da cortile. Superata la
fatica di staccare gli occhi da questo pezzo
di maestria, ci si reca nella sala dedicata
alla vita quotidiana e ai piccoli oggetti:
degni di nota i cammei, i bronzetti raffiguranti alcune divinità e le monete. L’ultima
tappa, che coincide con l’atrio del museo,
è dedicata all’arte funeraria, e sono esposte numerose edicole, in marmo o calcare,
in origine poste sulle tombe dei defunti
romani opitergini.
Finita la visita al museo, suggerirei di visitare le aree archeologiche esterne.
Purtroppo non sono sempre accessibili, ma
ampie superfici vetrate permettono di
vederne gli scorci più significativi: i pan-
nelli in loco, infatti, recitano che le ristrutturazioni e le nuove costruzioni hanno tenuto conto e talvolta modificato il progetto,
per salvaguardare il patrimonio archeologico sottostante e in taluni casi renderlo
anche visibile. La prima area è in calle
Pretoria, sotto le ex carceri, e mostra dei
resti della strada romana, delle mura di età
augustea (fine I secolo a.C, inizio I d.C) e di
quelle successive di età Bizantina (VII secolo d.C). Da questo punto, consiglierei di
dirigersi verso Piazza Grande, passando sotto il “Torresin” e fermarsi un attimo ad
osservare il fiume Monticano che esce da
sotto un palazzo affrescato a imitare delle
lastre marmoree. Vale la pena visitare il
Duomo del XIII secolo, ampliato nel XV,
che contiene tele di Pomponio Amalteo,
Palma il Giovane e Antonio Carneo; uscen-
do, consiglierei di imboccare
la stradina tra la chiesa e le
imponenti mura medievali,
dove sono collocati resti di
lastre in calcare alcuni sarcofagi.
Nella piazza Grande, antistante il Duomo, una delle più
caratteristiche del Veneto, non
si può mancare di osservare i
palazzi affrescati e le tre
colonne di epoca romana.
Spostandosi verso Piazza del
Foro Romano, non si può fare
a meno di notare una grande
piramide in vetro, che richiama vistosamente quella posta all’entrata del musèe du
Louvre di Parigi, la quale protegge dalle
intemperie ciò che rimane del Foro romano, di alcune abitazioni, e dei resti della
Basilica, edificio che nulla aveva a che
vedere con la sfera religiosa, ma era legato
soprattutto a quella giuridica. Proprio di
fronte c’è l’ufficio di informazioni turistiche, che ingloba parte delle mura medievali della città: guardandole di scorcio, è molto interessante osservarne la preparazione.
Nei dintorni ci sono anche il punto d’incontro tra il cardo maximus e il decumanus
maximus, spoliato in epoca tardo antica, ma
deducibile da un tratto della fognatura che
sovrastava, segnalato da pannelli esplicativi ben realizzati, e una piazza o un tratto di
strada basolata, quest’ultima sotto un palazzo moderno tenuto rialzato da plinti per renderla visibile.
Conclude l’itinerario la visita a via dei
mosaici, dove belle pavimentazioni in tessellato (la tecnica musiva più conosciuta,
che consiste nell’allettare delle piccole tessere in calcare o, più raramente in marmo,
fino a formare delle figure o dei motivi geometrici) sono protette da tettoie. Qui è possibile vedere anche la parte inferiore di due
pozzi di epoca romana.
Per meglio comprendere le aree archeologiche e il museo suggerirei di approfittare di
una delle visite guidate domenicali, organizzate in alcune date dall’Associazione
Culturale Athena.
Edoardo Collovini
–– 51 ––
Febbraio 2011
Arte
Patrizia Belsito fashion designer
nendo nel mondo dello spettacolo ho
curato il look della scrittrice, attrice, e
conduttrice televisiva del canale E!Sky,
Maruska Albertazzi vestendola tanto
sui set cinematografici quanto nei red
carpet delle più importanti rassegne
cinematografiche (da Los Angeles a
Cannes). Nel 2006 per 9 mesi ho intrapreso una collaborazione, come libero
professionista, con una azienda di abbigliamento-jeanseria del veronese (Jeans
Market International) seguendone sia
la parte stilistica che la produzione.”
Possiamo conoscere un po’ del tuo
passato?
Patrizia Belsito ha accettato di apparire su
Duemila raccontandoci un po’ della sua
storia: “Il mio debutto avviene nel 2000
con la prima sfilata di moda donna: otto
uscite presentate durante un evento di
beneficenza organizzato dai Lions Clubs
della città di Padova a Villa Foscarini Rossi
di Strà (Ve).
Nel 2004 partecipo al concorso per giovani
stilisti “Young Fashion”: sono l’unica partecipante a portare sullo stage due creazioni anziché una. Con questo progetto prendo
parte alla settimana della moda estiva di
Milano nell’ ottobre del 2004 all’ Hotel
Principe di Savoia. Dopo il debutto a
Padova della rassegna approdiamo alle passerelle di Altaroma dove ricevo i complimenti personali di Lorenzo Riva per la mia
“coppia di sposi”. Il 2005 è l’anno delle sfilate in clubs e teatri del triveneto (Treviso,
Albarella, Verona, Mestre, Padova ). Una
delle più importanti di queste sfilate si è
tenuta al Caffè Pedrocchi di Padova dove
ho presentato venti uscite femminili, e dieci maschili. Il 1 ottobre del 2005 ho preso
parte a Milano disegnando cinque uscite
maschili per la collezione estiva di Mario
Borsato che in quella data è stata presentata nel suo atelier di via Montenapoleone.
Nel dicembre dello stesso anno mi è stato
chiesto di partecipare a “Italy comes to
Fortunoff ”, un’ iniziativa natalizia dei
famosi stores americani collegata al Made
in Italy.
Per un paio d’anni ho collaborato con la
cantante italiana Dolcenera che indossava
i miei vestiti in molte occasioni come concerti, videoclips e apparizioni TV incluso
il Concerto di Capodanno 2006 di Rai 2 in
diretta da Rimini e il Festival della canzone
italiana di Sanremo 2006. Sempre rima-
Se intendi dire come ho cominciato la mia
carriera... Avevo più o meno 19 anni, la mia
più cara amica mi prestava spessissimo una
minigonna per andare in discoteca che mi
stava molto bene,un giorno stanca di prenderla in prestito sono entrata in un negozio
di scampoli e ne sono uscita con un bel pezzo di lana blu, una fodera coloratissima e
una manciata di bottoni, sono arrivata a casa
e con da una parte la gonna della mia amica e dall’altra stoffa ago filo e forbici misono detta “non sarà impossibile...” e così è
nata la mia numero uno, fatta interamente a
mano e che ancora esiste!! Quella però è
stata una “scopiazzatura”..la mia prima vera
creazione è arrivata circa un mese
dopo:entusiasta del risultato ho deciso di
regalare a mia madre per Natale un abito
lungo da sera che avrei fatto io, con ago e
filo, e così è stato, e quell’abito che tutt’ora trovo bello nella sua elegante semplicità,
è un pezzo a cui sono molto legata, e che
mia madre indossa ancora, è stata la mia
prima vera creazione!
Gli studi o la preparazione nel tuo lavoro
sono importanti?
Ritengo che non esista lavoro in cui la preparazione sia prescindibile, quello che nel
mio campo forse è un po’ diverso è che
essendo molto elevata la componente creativa, la preparazione ti possa venir data
anche in modi non convenzionali. Io la devo
a mia madre, eclettica artista,lei mi ha sempre portato con se ovunque: mostre, musei,
inaugurazioni, a 10 anni ero capace di riconoscere un affresco del Tiepolo al primo
sguardo, e a 15 ho riprodotto, in dimensioni enormi, sulla parete della mia stanza una
tela di Picasso della collezione permanente
–– 52 ––
del Guggenheim di Venezia.
Quindi certamente mi ha dato una cultura
e ha sviluppato in me una sensibilità che
non sono il bagaglio classico di un fashion
designer, ma ha contribuito alla formazione dei miei canoni estetici, su cui si basa
tutta la armonia e l’equilibro che si ricerca
nella realizzazione di un bell’abito.
Ci sono mai momenti per il riposo?
Certo che ci sono, il mio è un lavoro, e
come tutti i lavori non può e non deve occupare la totalità del tuo tempo, anche perchè
così facendo impedisci agli stimoli esterni
di arricchire il tuo lavoro che pian piano
diventa sterile e autocelebrante
Quanti interessi arricchiscono il tuo tempo? Sono aumentati rispetto al passato?
Forse son diminuiti, perchè il tempo non è tantissimo ma sono una persona che riesce abbastanza a
tenersi i suoi spazi... l’arte è una passione da sempre, che unita al viaggiare
compongono l’oggetto pricipe dei miei desideri, ma
anche la componente più
“agreste di me” si ricarica
molto stando a contatto
con i nostri cani e i nostri
cavalli.
Una passione che forse al
momento ho messo un po’
da parte è la lettura non
più quotidiana ma riservata ai periodi di riposo.
2011... a cosa l’associa?
La realtà di oggi come la
considera?
Il mio lavoro è tutto in divenire e sta attraversando una fase di grosse evoluzioni e
cambiamenti quindi se penso all’anno che
arriva lo associo a.... lavoro lavoro lavoro!
Vedo la realtà contemporanea ancora fortemente immersa nella crisi, ma credo che
questa crisi abbia anche dato spiragli a
realtà nuove che si muovono con dinamiche atipiche che prima non avevano motivo
per essere considerate e che invece adesso
possono rivelarsi vincenti.
Per farvi un’idea delle creazioni:
www.patriziabelsito.com
Febbraio 2011
Cultura&Società
“CulturalMente”: voce ai giovani
Abbiamo rivolto alcune domande al Dott.
Stefano Bisetto (nella foto a fianco),
Presidente dell’associazione “CulturalMente”
di Padova, ecco cosa ci ha risposto.
Prima di tutto cos’è
“CulturalMente”? Chi
ha sentito l’esigenza di
un Associazione come
quella che avete costituito?
CulturalMente è un’associazione no-profit che si
occupa di promozione in
ambito culturale e sociale.
L’idea di fondare l’associazione è venuta a
me ed un gruppo di
altri amici; abbiamo
sentito l’esigenza di
portare un contributo alla diffusione di
tematiche sociali e culturali, in particolare di
dare voce ai giovani.
Quale il passato della vostra attività? Utile
a chiederselo, quanto è stato fatto fino ad
oggi, quanto state costruendo e cosa verrà
realizzato un domani?
Negli anni passati abbiamo realizzato diversi
progetti in ambito culturale e sociale. Tra gli
altri possiamo citare “10 in Salute”, un progetto in collaborazione con l’Assessorato alle
Poliche sociali della Provincia di Padova volto a sensibilizzare i giovani delle scuole patavine sui danni da fumo ed alcol, ed il progetto ArteGiovani.com, uno spazio libero per giovani artisti - e aspiranti tali - in cui potersi promuovere anche senza avere un curriculum o
una galleria alle spalle. In futuro continueremo
a puntare sempre più su iniziative che possano
dare spazio e voce a chi non ha i mezzi per
farlo, rivolgendoci soprattutto ai giovani, ma
non solo.
io personalmente, occupandomi delle relazioni esterne dell’associazione, a prendere contatto con i nostri interlocutori e proporre loro
di collaborare con noi o partecipare a progetti già avviati.
Chi sono le persone che nel tempo si sono
affiancate al vostro lavoro?
Tanti amici, giovani e meno giovani, artisti e
semplici appassionati... molte sono le persone che nel tempo hanno creduto e credono
tutt’oggi in quello che facciamo o che semplicemente vogliono darci una mano partecipando come volontari e dando il loro fondamentale contributo.
Pensando a Padova e provincia di cosa c’è
bisogno veramente? E alla Regione Veneto?
Non credo che Padova in sé viva una situazione particolare, ha un tessuto abbastanza
vivo sia sotto il profilo culturale che sociale.
Sono molte le iniziative che associazioni come
la nostra hanno avviato a Padova e nel resto
del Veneto: nuove forme di espressione culturale, modalità di aggregazione e promozione
della socialità dei giovani, interessanti progetti di sensibilizzazione su tematiche sociali.
Quello che mi sento di evidenziare è però una
situazione comune al resto d’Italia: le associazioni riescono raramente a sviluppare delle iniziative di impatto in autonomia, senza il
contributo delle Istituzioni. E le Istituzioni in
Italia non sono sempre sensibili a tematiche
sociali meno conosciute o alla promozione di
“nuove Culture” o nuove forme di espressione,
perché non possono godere degli immediati
ritorni di immagine che spesso cercano. C’è
una reale esigenza sentita dal mondo delle
associazioni di avere partner istituzionali interessati veramente alle tematiche ed ai contenuti, non possiamo misurare il successo di un
progetto solo con il ritorno di immagine nel
breve termine.
Quali artisti si sono resi disponibili alle
vostre attività? Ci sono stati risultati?
Soddisfazioni o delusioni?
Molti sono stati gli artisti, soprattutto giovani, che si sono appoggiati a CulturalMente
negli anni. Con riferimento all’ultimo progetto culturale già citato e tutt’ora molto attivo,
ArteGiovani, attualmente abbiamo qualcosa
come 300 artisti, e appassionati, iscritti su
www.artegiovani.com, direi che queste sono
grandi soddisfazioni.
Il 2011 per voi come sarà? Si dice che un
anno dispari sia poco fortunato... ha ragione chi lo sostiene?
Non sono superstizioso, credo che ognuno di
noi possa costruire il proprio futuro. Per quanto riguarda il 2011, abbiamo in cantiere proprio in questi giorni un nuovo progetto culturale che prenderà corpo nel 2011 e che mira ad
estendere quanto costruito con ArteGiovani,
ma ora non svelo di più... perché no, magari
nel prossimo numero di “Duemila”.
Che necessità hanno i giovani padovani e le
persone più adulte? Vedremo una fuga all’estero di talenti patavini, in zone abbandonate dal Signore o oltreoceano?
Per quanto riguarda i nostri ambiti, le esigenze dei giovani riguardano soprattutto la creazione di spazi liberi dove potersi esprimere e
confrontare. I meno giovani hanno invece
necessità di poter “creare” qualcosa grazie alle
loro esperienze, cercano quindi un appoggio e
un supporto da parte dell’Associazione per
poter realizzare assieme delle iniziative e dei
progetti. Per quanto detto sopra, all’estero di
sicuro un giovane ha più possibilità di avere
un riscontro ed un supporto reale nella propria produzione artistica, penso ad esempio
alla scena nord-europea dove c’è sempre un
gran fervore culturale.
I privati e le istituzioni pubbliche hanno
un modo differente di entrare in contatto con voi o collaborare a ciò che rendete possibile?
Sia i privati che le amministrazioni pubbliche
che hanno intenzione di sposare una delle
nostre iniziative o collaborare con noi in ambito culturale o sociale solitamente prendono un
contatto diretto, essendo un’associazione giovane non amiamo le formalità. Spesso sono
–– 53 ––
Febbraio 2011
Recensioni a cura di Piero Zanotto
Cinema
La banda dei Babbi Natale
E’ il ritorno in atmosfera natalizia del terzetto di comici italiani
di nuovo alle prese con
la loro simpatica de menziale comicità. Le
cui intenzioni appaiono qui occhieggiare,
fatte le debite (enormi)
distanze, al surreale
trio hollywoodiano degli anni trenta formato
da Groucho, Harpo e
Chico Marx. Mancano
le battute a raff ica
poggiate sul nonsenso
che erano una caratteristica primaria nelle (non) storie dei tre indimenticabili fratelli americani, ma i risultati sono alla
fine di una gradevolezza gentile in contr’altare rispetto alla “grana grossa” visiva e verbale dei cinepanettoni egualmente italiani circolanti nelle sale nei
giorni delle grandi festività.
Aldo, Giovanni e Giacomo vengono presentati come tre bislacchi amici di mezza età
che fanno squadra in un
torneo milanese di bocce, torneo che vogliono
assolutamente vincere.
Ma alla vigilia della notte di Natale vengono
arrestati in flagranza di
reato (furto) vestiti da
Babbo Natale.
Perché?
La loro innocenza emerge poco per volta dai
logorroici racconti che i tre fanno davanti a una commissaria di polizia (una svagata al solito bravissima Angela Fi nocchiaro) delle loro complicate vicende personali: uno, Giovanni, è un veterinario in affanno continuo dovendo dividersi con due famiglie (una oltre confine,
Cinema
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Recensioni a cura di Piero Zanotto
Un altro mondo
fratelli, l’uno italiano di pelle chiara, l’altro africano di pelle scura. Il primo, ventenne, si chiama Andrea. Appartiene alla
Roma ricca. Cullato dal benessere trascorre le sue giornate tra epidermiche amicizie accanto ad una ragazza come lui
totalmente appagata e quindi senza veri
interessi per nulla.
A risvegliare Andrea dal suo insulso torpore è una lettera che gli arriva dal Kenia:
suo padre in Africa da vent’anni sta morendo e lo vuole vedere. Farà appena in tempo.
La banda dei Babbi Natale
di Paolo Genovese
Soggetto e sceneggiatura: Aldo,
Giovanni e Giacomo, Valerio Bariletti,
Morgan Bertacca, Giordano Preda
Fotografia: Giovanni Fiore Coltellacci
Montaggio: Marco Spoletini
Scenografia: Eleonora Ponzoni
Costumi: Bettina Pontiggia
Musica: Massimiliano Pani,
Franco Serafini
Interpreti: Aldo Baglio, Giovanni Storti,
Giacomo Poretti, Angela Finocchiaro,
Giovanni Esposito, Sara D’Amario,
Silvana Follisi, Antonia Liskova, Lucia
Ocone, Mara Maionchi, Cochi Ponzoni
Produzione: Massimo Guerra
Distribuzione: Medusa
Italia 2010, 120’
in Svizzera); il secondo, Giacomo, medico, prigioniero dei ricordi della defunta
moglie; il terzo, Aldo, disoccupato e sempre perdente alle scommesse “ippiche”.
Abbastanza aggrovigliato all’inizio, lo snodo narrativo arriva poco
per volta in corso d’opera. Sempre sull’onda
di una comica vena
(quasi) surreale aperta
alla continua sorpresa.
Come l’atteso lieto fine
che vede alla stessa tavola imbandita la commissaria con i tre prosciolti e ormai non più
Febbraio 2011
Trovandosi davanti un fratellino di otto anni che suo
padre ha avuto da una
keniota: dovrà ora occuparsene lui.
Prevedibile un suo iniziale
rifiuto.
Poi poco per volta, tornato
nel frattempo Andrea a
Roma con quel consanguineo orfano, il rapporto tra i
due si fa più stretto e ne sortirà una consapevolezza che
equivale alla crescita in tutti i sensi del
bamboccione viziato.
Il significato del titolo, un altro mondo, si
moltiplica. Un altro mondo è l’Africa per
Andrea, e così l’Italia per il fratellino. Ma
un altro mondo sta anche nella scoperta
dei due giovani di una esistenza “diver-
Babbi Natale e le loro rispettive compagne, infrangersi al botto dello spumante
dalla comparsa di temuti-attesi intrusi:
suocero e moglie della (nascosta) famiglia d’oltre confine.
Le quattro canzoni della colonna sonora (Mele Kalikimaka, Walking the Town,
Il sogno di Giacomo e Silent Night) sono
state appositamente incise da Mina per
il film.
Ho scelto un argomento da prendersi come
si dice per le pinze.
Silvio Muccino per la sua seconda regia,
che lo vede ancora in veste di protagonista, dopo l’esordio nel 2008 con Parlami
d’amore. Un singolarissimo rapporto tra
–– 55 ––
Un altro mondo
di Silvio Muccino
Soggetto: dal libro omonimo di
Carla Vangelista
Sceneggiatura: Silvio Muccino e
Carla Vangelista
Fotografia: Marcello Monarsi
Montaggio: Cecilia Zanuso
Musica: Stefano Arnaldi
Interpreti: Silvio Muccino, Isabella
Ragonese, Michael Rainey Jr, Maya Sans,
Flavio Prenti, Greta Scacchi
Produzione: Cattleya
Distribuzione: Universal
Italia 2010, 111’
sa” da quella reciprocamente vissuta fino
ad allora.
Come se la cava Muccino regista a confronto con il Muccino attore? La “crescita”
soprattutto interiore del personaggio ch’egli fa suo dal romanzo di Carla Vangelisti
(assieme a lei aveva scritto la storia servita poi per il film “Parlami d’amore”) è
simpaticamente credibile. Dopo un inizio
del film stucchevolmente letterario.
Funzionano insieme i due personaggi che
acquistano spessore via via che la narrazione procede. E la scelta per il fratellino
di colore in Michael Rainey è senza dubbio premiata dalla duttile sensibilità del
ragazzino.
A sorpresa ritroviamo nel cast Greta
Scacchi: l’altera gelida ricchissima madre
di Andrea che vorrebbe opporsi per risentimento verso il marito alla partenza per
l’Africa del viziato ragazzone. E poi c’è
Isabella Ragonese, ineffabile compagna di
Andrea. Suo malgrado coinvolta nel giro
degli accadimenti. In quello che sostanzialmente diventa per tutti un happy end.
Febbraio 2011
Recensioni a cura di Piero Zanotto
Febbraio 2011
Arte
I tanti stili di Claudia Cangini
The Tourist
Lui, lei e Venezia. Assieme a molti
altri. Sto parlando del f ilm “The
Tourist” di Florian von Donnersmark,
lo stesso autore che nel 2007 si guadagnò l’Oscar come migliore opera
straniera per “Le vite degli altri”.
Rigorosa sottile profonda “ricostruzione” di come la Stasi, polizia segreta berlinese negli anni della guerra
fredda, spiava persone sospette di tiepidezza e altro nei confronti del regime. E magari per altri sporchi moti-
vi. Nel caso particolare, un drammaturgo
di successo. E la “simpatia” che questi
suscitò nel funzionario addetto alle intercettazioni fino al punto dall’esserne protetto. Con rischio per la sua stessa
vita. Opera prima di Donnersmark.
Si pensava continuasse sulla stessa
linea di rigore, e invece eccolo dietro la cinepresa con un thriller sentimentale che lascia largo spazio
allo spettacolo avventuroso. Sul
f ilone degli 007. Aff idandone lo
svolgimento ad una accoppiata di
interpreti dal richiamo sicuro:
Angelina Jolie (coinvolta anche nel
dare il suo apporto alla sceneggiatura) e Johnny Depp.
Un incontro fatale sul treno che dalla Francia è diretto a Venezia. Qui
Elise-Jolie con incarico ambiguo dovrebbe incontrare certo riciclatore internazionale di denaro sporco chiamato
Pearce. Cercato sia dalla mafia russa sia
dell’Interpol. Del quale lei sola sa quali
sembianze ha assunto dopo un intervento di chirurgia estetica. Ma invece avvicina con civetteria un ignaro turista in
fuga in laguna per una delusione sentimentale, certo Frank (Depp, per l’appunto). Da questo momento scatta l’a-
Cinema
zione spettacolare. Inseguimenti
sui tetti, sparatorie, fughe in
motoscafo in notturna lungo i
canali. Mentre la Venezia di tutti i giorni, dal ponte di Rialto a
piazza San Marco, sembra stia
tranquillamente a guardare.
La suspense sembra però rallentare il ritmo. Colpevole l’insistenza sul “mistero” che aleggia
sui due protagonisti e sulla loro
reciproca attrazione (attorniati
in piccoli ruoli da una serie di
attori italiani: tra gli altri Frassica come
carabiniere “prestato” dal set televisivo
della serie Don Matteo che finisce suo
malgrado a mollo in un rio, e Christian
The Tourist
di Florian Henckel von Donnersmarck
Soggetto e Sceneggiatura (col regista):
Christopher McQuarrie e Julian Fellowes
Aiuto regista: Alberto Magiante
Fotografia: John Seale
Montaggio: Patricia Rommel
Musica: Gabriel Yared
Interpreti: Johnny Depp, Angelina Jolie,
Paul Bettany, Timothy Dalton e Raoul
Bova, Nino Frassica, Neri Marcorè,
Christian De Sica, Daniele Pecci,
Giovanni Guidelli
Produzione: King Films
Distribuzione: 01 Distribuzione
Stati Uniti 2010, 105’
Scrive così di sé l’artista Claudia Cangini:
“Ho iniziato a lavorare come letterista di
manga. Negli anni successivi ho lavorato
nel campo dell’editoria audiovisiva e a
fumetti occupandomi, tra le altre cose, di
occidentalizzazione di manga, packaging,
grafica per il web e per la stampa, promozione, direzione artistica, corporate identity, editing, project management, stampa
tipografica e illustrazione e scrittura di
fumetti. Sono esperta in illustrazione digitale e nella Creative Suite Adobe, in particolare Photoshop. Sono nata e lavoro a Forlì
collaborando come freelance con alcune ditte italiane e statunitensi. Nel tempo libero
lavoro sui miei progetti personalil o mi trastullo con giochi di ruolo indie, libri e dvd”.
Claudia quando è iniziata la sua carriera,
molto ricca, che la porta da un settore
dell'arte all'altro?
Io ho cominciato a lavorare che ancora stavo studiando all'Accademia di Belle Arti di
Bologna e iniziare a lavorare è stato ciò che
mi ha portato ad interrompere lo studio in
Accademia. Ero al secondo anno, se ben
ricordo. All'inizio ero impegnata con il lettering dei fumetti per Granata Press, poi ho
realizzato adattamenti per i manga, qualche
illustrazione per la rivista di giochi "Kaos".
In seguito alcuni numeri di “Terry's
Angels”, il fumetto che realizzavo con
Michele Gelli, quindi supervisione delle
edizioni di manga, packaging per DVD e
grafica in generale, sempre in ambito anime
e manga prima con Dynamic Italia e poi per
Shin Vision. Dal 2006 sono a tutti gli effetti un freelance e continuo a occuparmi di
illustrazione, fumetto e grafica.
Gli stili che usa sono davvero moltissimi
per essere un'artista “sola”...
De Sica in veste di commissario di polizia pronto
a farsi corrompere per il
vile denaro). Mistero che si scioglierà
solo nel finale in happy end. Quando a
disvelarsi è il tanto ricercato Pearce.
Ci si poteva attendere di più dai due celebri divi di Hollywood? Forse Florian
Henckel von Donnersmarck, che ha ricavato il soggetto da un film francese, ha
puntato troppo su di loro. Restandone in
qualche modo intimidito. Certo che la
formula James Bond legata al primo Sean
Connery rimane tutt’altra cosa.
–– 56 ––
Beh, sì, quando lavoro su un progetto cerco
quanto più è possibile di trasmetterne l'atmosfera, proprio per questo adeguo il mio
stile al materiale che sto illustrando. Per
esempio mi è capitato di fare la copertina
dell'edizione italiana del manga di Jeeg edito da Dynamic Italia e naturalmente mi
sono dovuta adeguare a uno stile preesistente. Questo è un esempio di un caso un
po' estremo, se vogliamo.
Quali sono le sensazioni o emozioni positive o negative che la stimolano a creare
un’opera?
Terry's Angels (Fantasy & SF Illustration Work)
Raramente faccio un'illustrazione a sé stante, così per mio puro piacere. Anche quando creo per me stessa, cerco di dar vita a
progetti più articolati, per esempio nel caso
del fumetto Terry's Angels. A volte disegno
per il puro piacere di farlo ma mi diverte di
più pensare a un progetto più complessivo,
studiarlo e capire quale possa essere la sua
"sede" più appropriata.
Non c'è per esempio una ragazza che
incorpora i suoi desideri, le speranze e i
suoi sogni...
Onestamente no, anche perché in genere
cerco di fare illustrazioni che in qualche
modo raccontino una storia, quindi ogni
volta i personaggi, cerco di farli appropriati e coinvolgenti a modo loro. Mi piacerebbe che chi guarda potesse avere una
sensazione di quello che
può essere il carattere dei
personaggi rappresentati e
sentirsi coinvolto dalle
loro situazioni. I personaggi sono mille, cambiano sempre.
gono necessariamente alla socialità. Si è
vero che il mondo di oggi è cambiato e ha
meno incontri faccia a faccia, predilige contatti telematici.
È un tema vasto e grande e sinceramente
non mi sento neanche qualificata per dare
un'opinione su questo argomento.
La diffusione del fumetto in Italia: ci sarà
un po’ più interessamento a questa
realtà?
Certamente sì perché è un bellissimo mezzo di espressione. Molto positivo è il fatto
che le tecnologie più moderne hanno reso
molto più facile il potersi esprimere attraverso questo mezzo. Perché sia i computer
con il desktop publishing che la stampa
digitale hanno reso molto più facile il permettere una realizzazione concreta anche
per produzioni più piccole, artigianali. Ora
anche opere molto personali possono arrivare sul mercato, ,entre una volta per pubblicare un fumetto c'era bisogno di grandi
tirature di una grande casa
editrice. Al giorno d'oggi è
possibile farlo anche in
maniera più ridotta. Credo che
questo aumenti moltissimo le
potenzialità dell'espressione
personale.
Le persone di oggi come
sono cambiate o diventate
secondo lei?
Francamente mi trovo a
muovermi in ambiti in cui
la socialità io la ritrovo
comunque, forse è solo una
Goldrake (Ufo Robot
fortuna mia. Quando si parGrendizer) (Kids &
la di gioco, uno dei princi- Advertising Work) illustraziopali ambiti che frequento, si ne per copertina di un'edizione home video
tratta di situazioni che spin–– 57 ––
Che consigli darebbe a chi
come lei sta vivendo una
passione nel mondo del
fumetto e dell'arte?
Penso che la cosa migliore sia
sforzarsi, diventare veramente
bravi in quello che ci piace
fare. Credo che, con queste
premesse, venga da sé anche
una successiva applicazione
pratica delle proprie capacità.
Febbraio 2011
Vacanze & Lavoro
Partendo in vacanza in cerca di lavoro
nel Regno Unito/The United Kingdom
La “Queen’s University”
Sicuramente mentre in Italia la crisi ha decimato e decima tuttora posti di lavoro, ci
sono nazioni come la Germania che nonostante tutto sono cresciute economicamente ed industrialmente incrementando occupazione e stipendi, al contrario del nostro
paese in cui gli stessi permangono tra i più
bassi d’Europa ma con costi più alti.
Nonostante il desiderio di cambiare o quanto
meno di tentare l’avventura all’estero, ci troviamo di fronte all’ostacolo spesso insormontabile definito dal termine “emigrare”.
La casa, gli affetti,i genitori, i figli, un contratto a tempo indeterminato, sembrano una
fortuna talmente importante da non lasciare
con leggerezza, nonché l’idea di fare un “salto nel buio” fa desistere molti di noi. Esiste
però un modo per tastare il terreno e perché
no tentare di fare il grande passo senza
rischiare di perdere ciò che ci è più caro, quale? Partendo per una vacanza! Eh sì! Proprio
cercando di unire l’utile al dilettevole è possibile organizzare una vacanza intelligente
La “Bank of England”
durante la quale visitare e
vivere nel paese di destinazione scelto e soprattutto provare a cercare un'occupazione. È evidente che
questo tipo di vacanza non
è una vacanza all’insegna
dello svago, del relax o del
divertimento totale, sarà
piuttosto una vacanza lavoro, una sorta di investimento per il futuro. Essere
un emigrante al giorno
d’oggi significa far parte
del mondo e della cultura
oramai “globalizzata” che
lo contraddistingue, quindi
- non solo a parer mio - non è preclusa a nessuno la possibilità di costruirsi una nuova vita
in un paese estero a patto che non si vada allo
sbaraglio e che ci si adatti rapidamente e
completamente alla nuova realtà. Darwin
sosteneva che: ”non è la più forte delle specie
che sopravvive, né la più intelligente, ma
quella più reattiva ai cambiamenti”.
Come organizzare il proprio viaggio. La
destinazione rappresenta la prima scelta,
chiaramente oltre ad informarsi su posizione
geografica, clima nei diversi periodi dell’anno e soprattutto situazione politica ed
economica è soprattutto fondamentale imparare e studiare la lingua del posto oltre a
prendere conoscenza della cultura locale. È
poi opportuno comprendere se è necessario
o meno approfondire anche la padronanza
della lingua locale: se non riuscirete a comunicare le vostre probabilità di successo diminuiranno drammaticamente anche se siete i
più preparati nella vostra disciplina; a mio
modesto parere chiunque voglia emigrare
deve conoscere abbastanza bene l’inglese.
Altro elemento fondamentale è la cultura del
luogo: leggere in Internet notizie riguardanti la vostra destinazione aiuta a comprendere meglio alcuni aspetti relativi agli usi e
costumi tipici locali; e cercare di stringere
amicizia con persone provenienti da quel luogo ma residenti in Italia, anche invitandoli
per un caffè o una pizza insieme, per poter
così approfondire il loro stile di vita e nel
frattempo esercitarvi a conversare nella loro
lingua. Sotto questo punto di vista consiglio
di fare molta pratica con il parlato cercando
–– 58 ––
qualche amico tramite social forum, social
network e chat, tutto ciò vi possa aiutare a
“farvi l’orecchio”. È di fondamentale importanza prima di partire compilare un curriculum vitae (CV) in inglese e magari anche
uno nella lingua locale, seguendo i modelli
predisposti a livello comunitario (http://europass.cedefop.europa.eu/): siate concisi ed
usate bullet points, verbi di “azione”, percentuali e numeri poiché molto spesso i selezionatori ricercano solo parole chiave.
Preparate una copia per uso generale ma
ricordate che dovrete adattarlo a seconda del
datore di lavoro a cui è rivolto, infatti dovrete presentare la vostra domanda in modo da
combaciare con l’annuncio di lavoro al quale rispondete. Sempre prima di partire sarà
utile pianificare il più possibile, come luoghi da visitare, dove soggiornare e qualunque altra attività. Sicuramente le riviste di
viaggi e le guide sono molto utili ma altrettanto - se non anche di più - lo può essere
Internet, rappresentando la più ampia fonte di
informazioni riguardanti ogni cosa; non
intendo solo i classici siti turistici ma anche
quelli utili per ricercare alloggi presso catene di alberghi, bed&breakfast, case in affitto o addirittura scambio di abitazioni
(http://www.homeexchange.com). Prima di
partire è necessario informarsi su tutto (costo
della vita, trasporti, lavoro, consigli, etc.) su
tantissimi forum, siti e link; ovviamente bisogna imparare a valutare e dare il giusto peso
a tutto ciò che si legge.
Le nazioni anglofone sono tra quelle con il
miglior tenore di vita e spesso occupano le
prime posizioni nelle classifiche di vivibilità. Organizzatevi in modo tale da poter trascorrere almeno un mese in terra inglese, le
prime offerte di lavoro difficilmente arriveranno prima di un paio di settimane, durante le quali potreste essere colti da momenti di
crisi ma cercate comunque di mantenervi
fiduciosi e in ogni caso di godervi il viaggio. Oltrepassato il tempo limite che vi sarete preposti allora non rimarrà altro che ritornare in patria, senza rimpianti e rimorsi, con
il ricordo di un esperienza che vi avrà
comunque arricchito.
Inizio parlandovi di Londra, speciale anzi specialissima, una reale metropoli globale, che
è in grado di offrirvi tutto quello che volete
qualunque siano i vostri interessi. Negozi a
Febbraio 2011
Vacanze & Lavoro
L’Abbazia di Westminster
volontà, famosi magazzini e mercatini per gli
amanti dello shopping; musei e mostre quasi tutti ad ingresso gratuito per gli amanti dell’arte; grandi parchi per gli amanti del relax (e
degli scoiattoli); teatri, cinema, pubs e clubs
ovunque per gli amanti dell’intrattenimento e
della vita notturna. La posta arriva il giorno
dopo; la burocrazia è minore ed i servizi pubblici e di trasporto sono più efficienti rispetto al nostro paese. Ci sono anche i lati negativi, come il costo della vita, ma vi assicuro
che qualsiasi sia il periodo di tempo passato
a Londra vi cambierà la vita. Rimarrete stupiti dal rispetto delle regole e verso il prossimo, cosa a cui in Italia non siamo più abituati da molto tempo, certo anche in
Inghilterra ci sono i “furbi” ma sono veramente pochi e spesso non sono inglesi.
Ricordate ancora una volta che se la vostra
conoscenza dell’inglese è di livello scolastico, le offerte di lavoro saranno limitate al settore ristorazione e a posizioni dove la conoscenza dell’italiano rappresenta un vantaggio: per esempio come guida turistica o venditore via telefono. Sarà quindi utilissimo iniziare la vostra vacanza partecipando ad uno di
quei corsi di lingue che vi terranno impegnati
solo al mattino; in questo modo migliorerete
le vostre capacità linguistiche più rapidamente ed avrete il pomeriggio libero per esercitare e far pratica nella vita reale. Il mercato
del lavoro, in Inghilterra, è di una dinamicità
e flessibilità inconcepibili per un italiano. Le
donne vengono trattate molto più alla pari e è
la situazione ideale per colei che vuol fare
carriera in base alle
proprie qualità e
capacità. L'aspetto
gradevole è che le
offerte di lavoro riportano chiaramente
quanto sarà lo stipendio offerto oltre all'inesistenza di un limite di età massima per
poter svolgere un
impiego: molto spesso al comando ci sono “giovani” quarantenni ed nuovi impiegati sulla cinquantina. Non aspettatevi di
trovare immediatamente un lavoro a
tempo pieno e indeterminato, rischiate di non
essere in sintonia con un mercato del lavoro
che si muove ad una velocità infrenabile.
Dovrete mantenervi al passo con questi cambiamenti soprattutto perché il mercato professionale in Inghilterra è molto competitivo, ma con una buona e forte voglia di impegnarsi, la meritocrazia unita alle qualità personali vi permetteranno di fare molta strada.
Per coloro che sono interessati ad emigrare
nel Regno Unito senza una laurea ma vogliono comunque migliorare le proprie prospettive di lavoro, l’accreditamento da parte del
City and Guilds può aiutare moltissimo a
dimostrare che si è in grado di lavorare al
livello richiesto (http://www.cityandguilds.com).
Per certe posizioni lavorative la laurea non è
necessaria, in più se sei bravo e ti impegni la
carriera sarà più facile rispetto all’Italia. La
ricerca dell'occupazione oramai è basata da
tempo su Internet, che in UK ha veramente
un peso notevole e utilità in moltissimi settori; infatti sono ormai rare le aziende che
pubblicano offerte di lavoro in prima persona.
Potrete rivolgervi ad agenzie di recruitment,
i cui recruiters molto spesso vi potrebbero
contattare telefonicamente per sostenere
un’intervista.
Lo stesso governo inglese offre un servizio
di ricerca lavoro tramite i Job Centers
(http://www.jobcentreonline.com).
Su Directgov troverete informazioni per
quello che riguarda le varie tasse, i sussidi,
le pensioni, il lavoro, la sanità, l’assistenza
ai genitori, scuole e istruzione fino al livello universitario, diritti dei cittadini, le ultime notizie su tematiche governative e tantissimo altro (http://www.direct.gov.uk).
Oltre alla classica Londra - potrebbero essere
le città del nord, che sono in gran parte centri
industriali riconvertiti in città universitarie o
–– 59 ––
Il BBC Television Centre
nodi finanziari. Questo le rende città estremamente ricche, piene di attività e iniziative volte a rendere più piacevole la vita in un posto
dove ahimè il cielo è per lo più grigio e spesso piovoso. Mi sento di consigliarvi Leeds che
è posizionata geograficamente nel centro esatto della Gran Bretagna, essendo a metà strada tra Londra ed Edimburgo, ha un aeroporto
internazionale. Manchester è senza dubbio una
città dinamica e vivace che offre molto: musei,
gallerie d’arte, teatri, pubs, ristoranti e luoghi
di divertimento in genere; è una località particolarmente adatta ai più giovani per via della
presenza di un'università tra le migliori al mondo. Letchworth è la prima Garden City costruita al mondo. Per “Garden City” si intende una
Il “Ben Nevis” in Scozia
città tutta salute, natura e niente fabbriche.
Brighton è una località stupenda per i giovani.
Buxton è una bellissima cittadina del
Derbyshire ai confini con il Peak District
National Park e a 50 minuti di treno da
Manchester. Provate a visitare il sito rightmove (www.rightmove.co.uk), troverete un'ampia selezione di case, alloggi ed appartamenti
in tutto il Regno Unito; qui le offerte sono sicuramente più abbordabili perché non vengono
utilizzati i classici agenti immobiliari.
Matteo Zoin
Musica
Febbraio 2011
Musica
Febbraio 2011
Intervista con il manager degli artisti della musica Fabrizio Giannini
Abbiamo avuto l’occasione di parlare per i
lettori di Duemila con Fabrizio Giannini.
La sua carriera discografica comincia nell’ottobre 1980 alla CGD Messaggerie
Musicali, dove ricopre varie posizioni, prima
come responsabile Pubbliche Relazioni
Radio/Stampa/Tv poi come assistente
all’Ufficio Artistico. Nel settembre del 1985
lascia l’azienda per una Multinazionale, la
CBS Dischi dove inizia a muovere i primi
passi nella produzione del repertorio italiano
e ricopre la posizione di Local Product
Manager & A&R Manager. A giugno del
1988 lascia la CBS e accetta la posizione di
Vice Direttore Artistico alla EMI Music per
dedicarsi totalmente alla sua vera passione:
la ricerca e lo sviluppo di nuovi artisti. In questo periodo scopre i Ladri di Biciclette ed inizia ad avere le prime soddisfazioni professionali. La band viene esclusa dal Festival di
Sanremo, ma l’album diventa un grande successo di vendita e raggiunge il Disco D’Oro.
Dopo due anni ricchi di esperienze, sia personali che professionali, accetta la proposta
della WEA Italiana dove viene nominato
Direttore Artistico.
Nel febbraio 1990 inizia un periodo d’oro. A
un mese dal suo arrivo alla WEA, firma
appena ascoltato il primo contratto discografico di Luciano Ligabue, che era stato rifiutato da tutte le case discografiche. È subito
un successo clamoroso e il segno tangibile di
una grande scommessa vinta. Nel frattempo
la WEA acquista la CGD e gli viene proposta
la Direzione Artistica nell’azienda dove aveva iniziato la sua carriera. E qui avviene il
secondo incredibile “colpo”: è dicembre del
1992 quando scopre Laura Pausini, si batte
per presentarla al Festival di Sanremo e inizia
una delle storie più belle della sua vita professionale, ma in generale una delle storie più
belle della musica italiana. Oltre che vincere
il Festival, Laura diventa un’artista Internazionale e vende milioni di dischi in tutto il mondo. Nel 1994 scopre e lancia Irene
Grandi e nel 1996 viene nominato Direttore
Generale della C.G.D.
Dopo 10 anni di grandi successi in Warner,
decide di lasciare l’azienda per avere nuovi
stimoli e accetta la proposta della EMI Music.
Qui si ripete la fortunata tradizione del primo artista scoperto appena arrivato nella nuova azienda: è la volta di Tiziano Ferro. Anche
per lui è immediatamente “successo internazionale” che lo vede scalare le classifiche e
vincere premi in tutto il mondo. Inizia a cir-
colare la voce che ha “fortuna”, all’inizio la
cosa lo faceva arrabbiare poi un suo amico
gli disse”Fabrizio nella vita bravi si può
diventare, fortunati no”, da allora è il complimento più bello che gli si possa fare. Viene
nominato Deputy Managing Director &
General Manager Music Division, scopre e
lancia Sergio Cammariere, Amalia Grè,
Mondo Marcio e i Finley.
A questo punto, giugno 2007, consapevole
del momento difficile che stava attraversando
la discografia e soprattutto il cambiamento
nel modo di lavorare, decide di lasciare la
EMI e di mettersi in proprio aprendo la A&R
Management, società di Produzioni
Discografiche e Management.
A ottobre 2007 firma un contratto in esclusiva di Management con Tiziano Ferro che si
affida a lui per l’intera gestione delle sue attività artistiche. La Benetton è tra le prime
aziende che gli chiede una consulenza e gli
affida la Produzione Esecutiva del progetto
Musicale “Birima”, con la partecipazione di
Youssou N’Dour, Patti Smith, Simphiwe
Dana, Francesco Renga e Irene Grandi, per
promuovere e sostenere un fondo di finanziamento di Micro Credito per il lavoro in
Senegal. A maggio 2008, colpito dalla personalità interpretativa e vocale di Giusy
Ferreri, la rivelazione di X Factor, firma con
lei un contratto di Produzione Esecutiva e
chiede a Tiziano Ferro e Michele Canova di
seguirne la Produzione Artistica.
Giusy diventa il personaggio dell’anno 2008
e il suo album d’esordio “Gaetana” raggiunge 5 volte disco di platino con oltre 400 mila
copie vendute. L’album, inoltre, è stato pubblicato in Spagna (in lingua spagnola),
Germania, Belgio e Francia (in italiano) ed
è stato presente nella classifica Fimi-Nielsen
dei dischi più venduti in Italia per 50 settimane consecutive. A settembre 2009 si interrompe la collaborazione tra Giusy e Fabrizio
–– 60 ––
che non si occuperà più della sua
Produzione Esecutiva e del suo
Management. Questa decisione è stata
presa di comune accordo al fine di permettere a Giusy di seguire un suo percorso artistico. L’album “Alla mia età” di
Tiziano Ferro è stato attestato dalla Fimi
Nielsen, come il “Disco più venduto del
2009” superando le 500.000 copie vendute in Italia. Un’anno incredibile per
Tiziano Ferro, ricco di successi e primati.
A febbraio 2010 firma un contratto di
Management in esclusiva con l’artista
Nina Zilli. Nina diventa al suo esordio la rivelazione dell’anno 2010, un successo di vendite e concerti sold out. L’album di debutto
“Sempre Lontano”, ha ampiamente superato il Disco d’Oro e il suo primo tour ha collezionato una lunga serie di concerti esauriti
davanti ad un crescente numero di spettatori.
A luglio 2010 firma un accordo con la DDC
Dischi Di Cioccolata srl. Nello specifico si
occuperà di tutta la parte Manageriale di
Giorgia Todrani, in arte Giorgia.
Leggendo della tua vasta attività e del
tuo impegno notevole da dove possiamo cominciare pensando a spunti utili
da cui partire?
Io ho lavorato per 27 anni come discografico,
facendo carriera come dirigente in varie multinazionali, questa è una parte della mia vita
molto importante. Dopo di ciò dal 2007 ho
in un certo senso cambiato vita, faccio lo stesso lavoro ma adesso lo faccio per me. Sono
diventato manager per gli artisti, mettendo a
loro disposizione la mia esperienza da discografico, soprattutto nella ricerca e lo sviluppo di talenti ed artisti italiani.
Quello che fai possiamo dire sia pari al
lavoro di quaranta, cinquanta persone in
un’agenzia americana?
Non esageriamo. Quaranta o cinquanta mi
sembra un po’ tanto. Io sono una persona che
preferisce lavorare su pochi progetti ma su
quelli in cui crede. Questo per potergli dedicare il tempo necessario e la passione, ho iniziato questa mia carriera da manager con
Tiziano Ferro artista che avevo messo sotto
contratto per la Emi. Dopo di che negli anni
ho prodotto il primo album di Giusy Ferreri,
dopo il grande successo con il disco d’esordio, abbiamo iniziato a vedere la sua carriera
artistica in due direzioni diverse e avendo
due mentalità contrastanti con lei ci siamo
salutati. Sono una persona che non si lega ai
contratti ma ai rapporti, i primi servono solo
per litigare. Io rispetto la personalità e le idee
degli artisti, ma se non si va d’accordo è
meglio lasciar perdere. Cerco sempre di convincerli a fare le scelte migliori. Quest’anno
ho iniziato a lavorare su Nina Zilli una giovane che ci sta dando delle forti soddisfazioni, è nuova, ha pubblicato il suo album da
poco tempo e ha vinto il Disco di Platino,
facendo un tour tutto esaurito nei clubs. E’
l’unica che è uscita alla ribalta senza far uso
di talent show. Giorgia l’ho da sempre voluta “firmare”, per me è bravissima, a luglio
2010 c’è stato finalmente un accordo con lei
per il management. Seguo Eros Ramazzotti
dai primi di dicembre, ha appena finito la
promozione del suo ultimo album e ha voglia
di cambiare tante cose, mi ha chiesto un aiuto, una consulenza a livello organizzativo, di
pianificazione del lavoro. Se tutti questi artisti dovessero uscire tutti allo stesso tempo
per me sarebbe un dramma! Con loro se
capita ci vado anche a giocare a pallone per
dire, in giro in vacanza, ma soprattutto c’è
un rapporto professionale. Con la situazione che c’è oggi, mega-strutture, promesse
che non saranno mantenute, si sbaglia, bisogna avere i piedi per terra, comunicare direttamente con gli artisti, essere consiglieri sulla programmazione, sul business e star loro
vicino un po’ in tutto.
to è stato i “Ladri di biciclette”. Ci sono alcuni generi musicali che mi appassionano più
di altri, il “pop” è uno di questi. Mi piacciono il talento, la personalità della voce di chi
canta che mi danno un’emozione.
Il primo grande artista che ho scoperto e che
ha avuto successo è Luciano Ligabue, poi
Laura Pausini, Irene Grandi e Tiziano Ferro.
quando Ligabue lo sentii per la prima volta
mi colpì moltissimo, lui ha avuto successo a
trent’anni. Altro artista che ho scoperto è
Sergio Cammariere davvero bravissimo.
Comunque non è che esista una regola in base
alla quale “scovi” i talenti. E’ importante il
“timing”, il momento in cui questi talenti vengono scoperti, Ligabue mi arrivava in un
periodo in cui i Litfiba erano al top, la Pausini
in un periodo in cui piacevano Vallesi e
Masini, ma che cantava il suo mondo nel suo
modo. Credo sia importante capire quando è
il momento in cui lanciare certi artisti. Ho
sempre lavorato e continuerò a farlo in futuro solo con cantanti, artisti veri, perché sono
tutte persone che hanno una forte personalità
e si esprimono, questo non vuole dire escludere i cantanti meno bravi, ma dare la priorità
a ciò che arriva con la voce e la musica. Il
carisma poi fa il resto, riesce a conquistarti,
sul palco è fondamentale.
Mai capitato di fare lo psicologo per gli
artisti in un loro stato depressivo o di
ansia?
La vita dell’artista non è facile, perché in un
attimo la fama ti cambia la vita. Poi la popolarità fa soffrire o distrugge in alcuni casi un
cantante. Come il fatto di non poter andare a
fare la spesa sereni o passare come una persona qualunque diventa difficile. Ci sono
quelli che fuggono dalla “normalità”, andare
al ristorante con gli amici è bello ma per loro
diventa troppo, un continuo firmare autografi e fare foto con altri e gli artisti perdono la
loro privacy. C’è chi scappa e va all’estero,
anche per viverci, altri vivono bene il rapporto con il pubblico senza questo genere di
“problematiche”.
Sì, perché purtroppo il lavoro del cantante è
molto bello ma non è tutto oro quello che
luccica. Il mondo loro è un po’ come quello del calcio, in cui puoi avere a che fare
con dei talenti giovanissimi, ventenni . Il
confronto è difficile talvolta, quando le cose
vanno bene sono tutti contenti e va tutto in
maniera discreta, ma mi sono trovato in
situazioni e momenti negativi, in cui questi artisti hanno bisogno di avere vicino delle persone che credono in loro anche nelle
sconfitte e gli vogliono bene.
Come talent scout quali sono gli indizi o le
tracce che ti fanno pensare “questo o questa diventerà famoso/famosa”?
Ho avuto la fortuna di una certa varietà, ho
“svariato”.Il primo progetto in cui ho credu-
Quando arriva il successo... queste persone non perdono il rapporto con il mondo,
gli altri, la realtà..?
Secondo il tuo parere Fabrizio come mai
si verificano questi episodi di rincorsa alla
star da parte del fan?
In Italia e nel mondo è normale, poi va da
città a città. Mi rendo conto che nel nord Italia
il rapporto con il personaggio famoso è diverso rispetto al sud, in cui i rapporti e le perso–– 61 ––
Fabrizio Giannini con Nina Zilli
ne sono più caldi, però questo accade un po’
a tutti i personaggi famosi, dal calciatore,
all’attore, al personaggio che diventa pubblico. Alle persone piace parlare con queste persone, farsi scattare una foto, conoscere il loro
punto di vista, poi oggi per quanto riguarda la
musica contrariamente a molti anni fa, i cantanti, un’evoluzione molto positiva, sono dei
personaggi che comunicano, lanciano dei
messaggi e i testi sono diventati preziosi. La
gente cerca valori non canzonette che forse
dureranno sì e no poco tempo.
Oggi si traducono i testi di canzoni internazionali, ci si chiede quale sia il messaggio
che un cantante trasmette, non siamo più in
un tempo di canzonette, ma di testi impegnati
e impegnativi.
Politica e cantanti in politica..?
Uno può avere degli schieramenti o preferenze, in passato i famosi cantautori avevano certe simpatie, io oggi non vedo l’artista
politicamente schierato, potrebbe essere un
simpatizzante però non è più come una volta.
Il cantante fa il suo mestiere.
Progetti, sogni e intenzioni per il 2011?
Ho un anno durissimo in arrivo, tre dischi
che usciranno, Nina Zilli, Giorgia e Tiziano
Ferro, e mi aspetto molto da questi album,
la collaborazione con Eros andrà avanti e nel
2012 ci sarà il suo nuovo album.
Voglio fare un disco pazzesco con Giorgia e
prendermi del tempo non per “comprare a
questi artisti il motorino” ma per creare più
affiatamento con loro.
Febbraio 2011
Arte
Febbraio 2011
Arte
Sentirsi cittadina del mondo: Elisabetta Fan tone e le abilità di una sola artista
che fa chi si è. Penso che chi sei è più determinato dall’ambiente e dal modo in cui si viene cresciuti ed educati.
Quante carriere ha? Come ci si sente a raggiungere così tanti traguardi?
Elisabetta Fantone fotograta da Paul Misciagno
Italiana di nascita, ma cittadina del mondo,
Elisabetta Fantone è una superstar del jet-set
multi-sfaccettato pronta per la stima internazionale. Nel 2006 ha conquistato il Canada
con la sua bellezza mozzafiato e la sua recitazione di innegabile bravura, quattro anni
poco dopo, diventa anche una celebre pittrice
di pop-art e cantante di successo.
Le abbiamo rivolto alcune domande.
Elisabetta può dirci qualcosa del suo passato
italiano? Si sente più americana o europea?
Nel 1986 i miei genitori decisero di trasferirsi
con tutti noi (i miei tre fratelli ed io) in Italia.
Per i successivi 4 anni sono cresciuta in un
paesino chiamato Macchiagodena.
L’italiano era la mia prima lingua e fino ad
oggi lo parlo ancora in famiglia, con parenti e
amici. Anche se ho vissuto in Italia in età molto giovane, devo dire che è una parte importante di ciò che sono oggi. I miei ricordi più
preziosi sono di quel tempo. Un ricordo che
sarà per sempre impresso nella mia mente è il
giorno in cui la mia famiglia ha deciso di
lasciare l’Italia per tornare in America e in quel
momento mi ha influenzato moltissimo. Per
fortuna abbiamo ancora la casa in cui sono
cresciuta così ho sempre un posto nel quale
andare quando sono in viaggio per l’Italia. Mi
piace considerare me stessa più italiana che
altro. Non credo che sia il luogo dove si nasce
E ‘vero che ho molte carriere. Ho avuto un
singolo che ha raggiunto il top delle classifica,
ho scritto un libro, ho lavorato come conduttrice radiofonica, sono stata in televisione e ho
una carriera di successo nella pittura, ma il
mio vero amore sarà sempre la recitazione.
Non mi sento come se avessi raggiunto i miei
obiettivi in modo trionfante ... ancora! Anche
se sono molto orgogliosa di quello che sono
riuscita a realizzare fino ad oggi, cerco sempre
di mettere tutte le mie energie e la passione in
quello che faccio. Al momento, mi dedico
principalmente alla mia pittura e alla recitazione perché credo che sia importante per un
artista diversificare.
Penso che sia importante per me esplorare continuamente e imparare perché mi dà un senso
di direzione .
Grande o piccolo schermo... qual è il migliore secondo lei? Quali sono i suoi pensieri
sulla realtà radiofonica oggi?
come un trampolino di lancio per arrivarea al
grande schermo, anche se oggi gran parte dello stigma associato con la Tv non c’è più.
Invece molti attori del grande schermo stanno cercando la sfida del piccolo schermo con
le serie prodotte da registi di fama. Sono sempre stata attratta dal cinema, dove la sceneggiatura richiede di più da un attore, come
aumentare i suoi limiti emotivi. Sono fortunata ad avere avuto la possibilità di farlo nel mio
ultimo progetto “Il mio nome è Sandy” un film
diretto da Marco Iammatteo dove interpreto
una prostituta francese di nome “Sandy” nella città di New York. Per essere in grado di
comprendere appieno il personaggio dovevo
diventare emotivamente “Sandy”. Il film uscirà
nella primavera del 2011 e io sono entusiasta
di vedere la storia su pellicola.
Come creativa i soggetti ed i colori preferiti?
Sono stimolata da alcune delle più grandi icone del mondo di ieri e di oggi.
Creo famosi ritratti e le mie immagini sono
spesso influenzate dalla cultura pop art degli
anni 1950, 1960 e 1970. Sono sempre stata
affascinata dalla speranza di condividere la
mia visione personale del mondo del cinema,
bellezza, glamour e celebrità mentre sogno di
viverlo come loro. Creo lavori che ora sono
motivati dalle mie esperienze legate al mondo affascinante dell’ animazione. I miei quadri
Ascolto ancora la radio quando sono in macchina, ma per me, non è quella di una volta. Mi
sembra che il lato digitale della musica stia
prendendo il sopravvento soprattutto ora che siamo in grado di creare le
nostre liste di brani e saltare tutta la conversazione e la pubblicità.
La maggior parte degli
attori ha cominciato in
televisione prima di
andare sul grande
schermo. Fare televisione può risultare difficile per alcuni attori.
Quando un attore televisivo ha la possibilità
di passare al grande
schermo deve dimostrare a sé stesso per
perdere l’etichetta di
Klhoe e Kourtney Kardashian dal famoso reality show “Keeping up
attore televisivo. Anche
oggi molti attori stanno with the Kardashians” a fianco dei ritratti commissionati a Elisabetta
Fantone (Klhoe, Kim e Kourtney)
cercando di usare la tv
–– 62 ––
vole come dicono?
immortalano aspettative preconcette della bellezza. Ho scelto di
riempire ogni tela con accuratamente orchestrate brillanti tonalità e colori, creando immagini
che lasciano un senso di rilassante piacere all’osservatore.
Ci sono così tante differenze
tra Europa e America. Dai
governi alla televisione, dai
tempi di cottura ai pasti.
Dallo sport alla guida ... la
lista potrebbe continuare!
Per esempio in America si
I sentimenti principali che vive
può parlare una sola lingua,
quando lavora? Felicità, tristezza,
l’inglese e si riesce a trovare
incomprensione, finzione..?
la strada e òa direzione intorno. D’altra parte, l’Europa
I sentimenti sono una parte molto
ha più lingue e nazioni!
grande di tutto quello che faccio.
Un’altra grande differenza
Che si tratti di pittura o recitaziotra America ed Europa sono
ne entrambe le carriere coinvoli grandi spazi. In America ce
gono l’espressione delle emozion’è tanto per muoversi, parni in modi diversi. La differenza
chi e spiagge. L’America ha
per me è che la pittura può essere
più di un metodo di pura espres- Angelo Dundee (coach e manager di Muhammad Ali) davanti al ritratto commis- autostrade enormi e spesso
si ha bisogno di una macchisione. Una volta che le emozioni sionato a Elisabetta Fantone (a destra) dipinto per il campione
na per arrivare dove si vuole
sono vissute io le trasferisco in un
andare.
display corporeo. Queste immagini vengono zione”. Penso che potrebbe essere il mio prosIl Quebec per esempio è cinque volte più granpoi interpretate in modo diverso da ogni sin- simo ciclo di lavori!
de della Francia e ha dieci volte meno persone.
golo spettatore. La pittura mi porta una certa
pace interiore. Vedo le mie emozioni trasposte Un’agenzia per il turismo chiede le sue opi- Tutto è molto più grande qui! In America, l’inin colori e forme. Tuttavia, nella recitazione ho nioni per delle vacanze da sogno ... cosa vor- trattenimento è una parte importante della
società. Per dire, abbiamo più di 400 canali
bisogno di creare le emozioni richieste. Per far- resti dire loro?
TV tra cui scegliere a casa. Tuttavia, credo che
lo devo talvolta cercare un’emozione specifica
già vissuta e riviverla in quel momento. Altre Questo è probabilmente la più semplice l’America sia stata erroneamente interpretata
volte creo semplicemente quella emozione e domanda che mi ha chiesto finora. A Miami in TV. Dovete visitarla per crearvi la vostra
ho la fortuna di svegliarmi con l’oceano, tutti opinione. Anche se in America è possibile trole cause che l’hanno creata.
i giorni e tuttavia, vorrei ancora dire che la mia vare qualsiasi cosa e tutto è possibile, qui io
Riceve un gallerista che le chiede di creare vacanza da sogno ideale sarebbe ... da qual- continuo a pensare che l’Europa in qualche
modo sia più raffinata.
una collezione dal titolo “Società: 1900-2000 che parte con una spiaggia e il sole ...
e oltre” ... Quanti quadri creerebbe, i coloQuello che la gente non manca nella loro Una casa editrice la contatta e le chiede un
ri, le sensazioni che vorrebbe esprimere?
vita non visitare Usa o in Canada? suo nuovo libro, in copertina “2011” ...
Si tratta di una gamma piuttosto ampia di tem- America del Sud è così caldo e conforte- quante pagine scriverebbe? Ci sarebbero
più speranze, progetti o meglio non parpo. Pensate a quanto è stato fatto negli ultimi
lare del futuro..?
30 anni! Stiamo vivendo il futuro! Comunque,
se dovessi dipingere una collezione, sarebbe
Sì, sono d’accordo, non mi piace parlare di
probabilmente una collezione che rappresenquello che potrebbe essere. Nella mia espeta l’evoluzione delle donne nella nostra società
rienza, ogni volta che ho parlato di qualcosa
negli ultimi cento anni. Rappresentando l’inche sognavo accadesse, non è mai avvenuta.
feriorità intellettuale e fisica delle donne per la
Come se quello lassù volesse solo tenermi
conquista di diritti e di potere.
coi piedi per terra. Così ho deciso da tempo
Rappresentando la trasformazione delle dondi non parlare del futuro. Cerco sempre di
ne in ogni aspetto. Vorrei scegliere donne che
vivere nel presente. Se dovessi scrivere un
hanno avuto un impatto importante nella evolibro, sarebbe sul mio passato e presente, su
luzione della storia. Io probabilmente dipinquanta fortuna sono a trovarmi dove sono
gerei una ventina di pezzi. Vorrei iniziare con
oggi e su come potevo solo sperare che il
ritratti in bianco e nero fino a opere dai colofuturo fosse brillante come il mio passato
ri desaturati muovendomi lentamente in avan- Gretchen Rossi famoso personaggio del “Real
ti nel tempo con l’aggiunta di più colore. Il Housewives of Orange OC” con Elisabetta effettivamente è stato. Forse per dare ispirazione ad altri.
titolo sarebbe: “‘Donne: al limite dell’evolu- Fantone e il ritratto commissionato all’artista
–– 63 ––
Febbraio 2011
Sport
Le vittorie di Magda Genuin
scendibili per chi pratica sport..l' una
implica l' altra....E anche dalla sconfitta imparo molto e vivo emozioni forti
quanto nelle vittorie..., chiramente nelle sconfitte si soffre ma a me sono servite per crescere come atleta e come
persona...forse sono cresciuta più con
le sconfitte che con le vittorie!!
Magda nasce ad Agordo il 17 giugno
1979 e vive a Falcade, piccolo paese nel
cuore delle Dolomiti Agordine in provincia di Belluno. Pratica lo sci di fondo
fin da bambina, complice il padre Angelo
e la sorella Fabiana che prima di lei hanno gareggiato in questo sport. Magda
ama questo sport e si dedica con grande
passione e dedizione, ripagate con i risultati ottenuti in Coppa del Mondo nelle
ultime stagioni!
Maestra di sci dal 2001, nel 2004 diventa istruttrice ed entra a far parte dell’
Esercito, il corpo militare che le ha permesso a tutti gli effetti di essere un’ atleta professionista garantendole una sicurezza economica.
Sale sul podio in Coppa del Mondo 5
volte nelle sprint (3 terzi posti individuali e 2 volte sul gradino più alto nel team
sprint), 1 volta terza in staffetta e mette
nel cassetto due titoli italiani assoluti sia
a tecnica libera che in tecnica classica.
Il 12 dicembre 2008 si laurea in Scienze
dell’ Educazione all’ Università di
Padova, nel tempo libero le piace andare
in montagna, esplorare nuove cime e lo
sci d’alpinismo.
La scelta di essere una sportiva a tutti
gli effetti le ha aperto una nuova strada nella vita oppure l'attività fisica è
secondaria in questo?
Sicuramente la scelta di essere sportiva ha
aperto una nuova strada....e oggi come oggi l'
attività fisica è la cosa principale della mia
giornata...e quindi tutto- tanto si svolge in
funzione di questo.... sono contenta della scelta che ho fatto, consapevole del fatto che questa è una parentesi della mia vita, mi sento
una privilegiata per aver avuto la fortuna di
poter essere un' atleta professionista a tutto
gli effetti..grazie al mio gruppo sportivo militare l' esercito!
Posti e i paesi che l'hanno impressionata
positivamente e in cui ci farebbe ritorno
sicuramente?
Senza ombra di dubbio l' America e in particolar modo il Canada, paese di cui sono innamorata e guarda caso il luogo dove ho fatto il
mio primo podio in Coppa del Mondo...Mi
piace per l' immensità dei luoghi e la natura
selvaggia che regna sovrana!!
Anche se come fondista il Nord e in particolar
Ci sono persone con cui si è creata
anche una bella amicizia, tra sfide, gare
e competizioni? E' importante la condivisione di interessi?
modo la Norvegia mi affascina, forse più per
come viene vissuto il mio sport e per il rispetto che i nordici hanno verso il fondo!!...cosa
che qui da noi manca, del resto lì lo sci nordico è a tutti gli effetti lo sport nazionale!!
Che emozioni sono collegate al tenere in
mano una medaglia scintillante e al non
arrivare nei primi tre posti? Vittoria e sconfitta sono qualcosa di "abnorme" per chi
pratica sport?
Ho sempre festeggiato le medaglie e i podi
come per voler lasciar scritto qualcosa di
importante e l' ho sempre fatto con le persone a me care e vicine.
Sono emozioni uniche che fanno venire i brividi. Una confidenza la notte dopo il mio primo podio in carriera non ho chiuso occhio!
Oggi vivo i podi con minor intensità forse perchè sono nove i miei podi conquistati in
Coppa del Mondo e magari mi sono abituata e
mi dispiace un po' non sentire più emozioni
così forti, ma credo sia normale!!
Vittoria e sconfitta sono elementi impre–– 64 ––
Sicuramente si sono persone con cui si è
creato un bel rapporto d' amcizia...anche
se una volta credevo e ricercavo un rapporto d' amicizia con tutti...oggi forse con
l' età seleziono le persone con cui vale la
pena essere amiche...Il mio sport è uno
sport individuale, dove la competizione e
la rivalità sono elementi importanti per
conseguire gli obbiettivi che ti sei prefissato...non è facile creare rapporti d' amicizia veri quando sul campo si è una contro l' altra...Ho sofferto molto per amicizie
che credevo vere e in realtà non si sono
rivelate tali.
Oggi sono contenta di aver chiaro che le
amicizie vere sono poche e queste vale la
pena di vivere davvero!!
...la condivisione d' interessi è per me
fondamentale...ma non è così facile in un
ambiente sportivo.Quando vivi molto tempo insieme alla squadra spesso l' interesse
che ci unisce è lo sport...il resto magari lo
condividi nelle vita privata.
Suoi pensieri sulla contemporaneità?
Mi spaventa un po' il mondo in cui viviamo e
quello che sta succedendo...non mi piace!!
Credo che manchino valori quelli che io ho
avuto la fortuna di imparare facendo sport!
I valori dello sport insegnano nella vita: accettare le sconfitte, rialzarsi e ripartire in momenti difficili, essere costanti e tenaci, credere in
quello che stai facendo, soffrire, fare sacrifici
che poi ti permettono di vivere emozioni intensi nel momento in cui sali sul podio, il mettersi in gioco con gli altri, il rispettare l' avversario e gli altri, conoscere l' umilità.
A me lo sport sta insegnando tanto e mi piacerebbe dire ai giovani di praticarlo perchè credo davvero sia un insegnamento di vita e di
valori....che oggi nella vita normale faccio fatica ad incontrare!!
Febbraio 2011
Arte
Tele e realismo di Eliana Petrizzi
Questo mese abbiamo avuto il piacere di
prendere contatti con la giovane pittrice e
artista Eliana Petrizzi che ha risposto a molte nostre domande, vi riportiamo le parti più
interessanti dell’intervista.
Guardando ai risultati e ai successi nello
studio, un 60/60 all'artistico non è per
niente poco.
Ti ringrazio, ma non sono certo questi i successi nella vita. Il grado di riuscita in ogni
cosa corrisponde al livello di piacere che ci
ha procurato il farle. Io ho sempre amato lo
studio delle discipline artistiche ed umanistiche, per cui non mi è costato nulla riuscirvi. Peraltro, il Liceo Artistico non è la
Facoltà di Ingegneria nucleare. E’ stata una
scuola completa e ben strutturata, ma non
direi particolarmente complessa.
Richiede molta volontà la sua carriera?
In che maniera programma una delle sue
giornate? C'è spazio per il tempo libero?
Il mio lavoro è come la danza classica.
Richiede una disciplina ferrea, regole precise ed estremo rigore, esercizio continuo,
umiltà e fatica. Molti credono a torto che
l’artista sia una persona disordinata. Io invece ho imparato con gli anni che si può essere più liberi tra regole che si conoscono e
rispettano che bradi tra regole che si ignorano. La volontà intesa come determinazione,
poi è fondamentale. Io vivo e lavoro in casa,
a volte anche più di dieci ore al giorno, quindi più della media, ma ciò nonostante il pittore continua ad essere considerato un fantasmagorico nullafacente.
Le mie giornate si programmano da sole in
base al lavoro. Ho una vita regolare che, se
non fosse per l’amore immenso che nutro
per ciò che faccio, non esiterei a definire
noiosa. Dipingo ogni giorno e finché dura
la luce naturale. Mi prendo una pausa per le
attività domestiche, poi ricomincio. Frequento pochissimo le persone e la vita sociale. Mi interessano poco: spesso mi annoiano, il più delle volte mi deludono. Mi capita
lo stesso se resto in compagnia di me stessa. In fondo, io non sto veramente bene da
nessuna parte.
La sua attività in quanti e quali vesti la
vede impegnata? Riesce a trovare del tempo per leggere, scrivere o avere un po’ di
tempo da dedicarsi?
Senza tempo libero non riuscirei ad attinge-
re energie per ciò che faccio. Per cui, paradossalmente, direi che il tempo libero è parte integrante del mio lavoro. Cosa faccio nel
tempo libero? Moltissimo sport ed in particolare ciclismo. Sono l’unica donna di una
squadra di cicloamatori, la Polisportiva
Comunale Team ANNALISA-CPS. Temo la
forza di gravità e la floridezza delle donne
più giovani. Per questo mi tengo in forma
con massacranti circuiti di allenamento. I lati
buoni del mio corpo cerco di valorizzarli,
quelli così così li perdono. Faccio il punto
della situazione: la vita è breve ed ho una
piccola ruga d’espressione tra le sopracciglia. Mi convinco che alla mia età dovrei
rendermi conto che, per esempio, la mia
vanità non risponde a nessuna esigenza biologica essenziale. E’ quindi inopportuno che
io perda tempo a preoccuparmi del mio
aspetto, quando farei meglio a chiedermi a
che grado di “risveglio” sono giunta oggi
fondamentalmente.
A parte questo, adoro passeggiare per i
boschi, stendermi in primavera sotto gli alberi, stare da sola e sentire intorno a me
l’Universo. Oppure sdraiarmi sul letto nella
posizione del cadavere: i pensieri evaporano uno ad uno come bolle. A quel punto,
ogni cosa si vede e si comprende meglio.
Amo moltissimo scrivere, ordinare cose,
guardare libri di fotografia, leggere autori
come Seneca, Peter Handke, Emile Cioran,
Fernando Pessoa, Pablo Neruda. Scrivere
soprattutto, molto più che dipingere, mi aiuta ad essere profondamente la donna che non
riesco ad apparire.
La sua produzione artistica annovera opere fotografiche e dipinti solamente oppure ci sono anche sue creazioni non ufficiali? Come convivono questi due interessi peculiari?
Credo sia importante per un artista sperimentare linguaggi diversi, fermo restando
le proprie poetiche di fondo. Talvolta capita che una tecnica sconosciuta suggerisca
temi inediti all’artista stesso. E’ sempre
bene accogliere il nuovo con curiosità e
fiducia. Non esistono mie creazioni non
ufficiali. Oltre alla pittura ed alla fotografia, con cui principalmente opero, disegno
una linea di gioielli artistici che realizzo a
mano e per i quali ho creato il marchio
RACCONTIDEIROS. Realizzo inoltre una
linea di oggettistica design per la casa. Il
motivo è che mi annoia concentrarmi su un
–– 65 ––
unico aspetto del fare, per questo mi alleggerisco diversificando.
Da Avellino a Salerno, a Bari, Genova, da
Vicenza a Padova, come ha visto e considera il Veneto? Ci sono località dove sono
state allestite mostre dedicate alle sue opere in cui ha vissuto particolarmente bene?
Francamente, ovunque tranne che in Irpinia
ed in Campania più in genere, e mi dispiace ammetterlo. Qui non esiste ancora il
rispetto per la figura professionale e soprattutto culturale dell’Artista. Il pittore è ancora concepito come una figura romantica di
nessuna utilità pubblica. Di fatti, qui tutti i
miei colleghi sono stati costretti negli anni a
svolgere una seconda attività di sostegno.
Non esiste nelle Amministrazioni Pubbliche
alcuna attenzione alla valorizzazione degli
artisti del territorio. E non è solo a causa dei
recenti tagli alla Cultura. Non c’è mai stata
neanche prima. Domina a troppi livelli una
paurosa ignoranza estetica che genera cattivo gusto ed indifferenza nell’approccio alle
urgenze espressive della contemporaneità.
Altrove, mi sono sempre trovata bene: ho
visto il mio lavoro sostenuto, promosso, valorizzato sia nel pubblico che nel privato. Di
contro, faccio fatica a ricordare negli ultimi
anni un solo collezionista nella mia provincia
o una sola mostra decente organizzata da un
Ente Pubblico. Mi sono arresa: oramai non
chiedo nemmeno più.
Più in generale, devo ammettere che il
momento artistico italiano non è dei migliori: troppo spettacolo, troppa farsa, troppa presunzione, troppo mercato, troppo prezzo e
poco valore.
Febbraio 2011
Sport
Febbraio 2011
Sport
Patrizia Salviato, scrittrice e personal trainer con 20 anni di carriera nel fitness
Patrizia Salviato è senza dubbio una delle più
grandi star dello sport. E’ la prova che chiunque ha un sogno e un po' di perseveranza può
raggiungerlo.
Nata a Camposampiero (Padova) classe ‘72,
a 18 anni si diploma presso l'Istituto
Commerciale “E.U.RUZZA” a Padova.
Effettua corsi di marketing ed inizia il mestiere di segretaria presso uffici commerciali
d'Aziende leader nel settore delle telecomunicazioni con ruoli diversi. A 21 anni Patrizia
decide, insoddisfatta da questo tipo d'attività
impiegatizia, impostale dalla famiglia, di allenarsi presso la palestra più attrezzata di Padova:
il New Olympia Club. Nel Campionato 2002
conquista il podio al Campionato Italiano di
Miss Fitness Italia NABBA e al Campionato di
Miss Fitness Europa IBFA, nel Campionato
2003 riconquista il titolo di Miss Fitness
Europa IBFA. La sua passione per il fitness
la spinge oltre ad allenarsi con costanza,
partecipando alle competizioni più importanti in Italia, a collaborare con le riviste
più importanti del settore, essendo considerata un esempio da seguire, che le dedicano diverse copertine e spazio per la pubblicazione di articoli sportivi. E' invitata
come special guest da molteplici organizzazioni sportive, negozi per il fitness e Tv
nazionali come Rai, Mediaset e altre.
Inizia così a raggiungere una visibilità che le
permette di stringere contratti come testimonial
con i più notevoli marchi d'integratori del settore fitness.
Nel 2000 darà una svolta definitiva alla sua
attività professionale abbandonando definitivamente il lavoro di commerciale nel settore
delle telecomunicazioni, iscrivendosi all'International Sports Sciences Association
(ISSA), riconosciuta come leader mondiale
nelle Certificazioni Fitness, che ha formato
45.000 studenti come operatori qualificati nel
campo dello sport (fitness trainer, istruttori e
allenatori). ISSA si avvale di un supporto
didattico eccellente e frequentando i programmi di specializzazione per essere continuamente aggiornata, Patrizia acquisisce l'esperienza tecnica e professionale completa che
le permetterà di intraprendere la carriera di
Personal Trainer con la certificazione riconsciuta a livello internazionale. Nel 2007 attiva un Centro Fitness a Pontedera (PI) con
Marco Bolognesi (suo compagno attuale) e
nel 2008 entra in Fitness First Padova come
Personal Trainer professionista. Nel 2010
Patrizia Salviato è riconosciuta dall'EREPS
(Europea Register of Exercise Professionals).
EREPS è regolamentato dal Consiglio per gli
Standards dell' European Health and Fitness
Association (EHFA) usando un sistema europeo ufficiale di idoneità che stabilisce la conoscenza, le abilità e le competenze che i professionisti dell'esercizio fisico devono ottenere per la registrazione.
Patrizia, come è entrata a far parte del mondo del bodybuilding, c'è stato un momento
o un evento particolare che l'ha portata a
questa scelta? Aveva dei presentimenti che
la palestra sarebbe diventata importante
nella sua vita?
La rottura di una relazione sentimentale a 23
anni mi portò ad iscrivermi in palestra, un
classico! Prima non sapevo nemmeno che
cosa fosse una palestra anche se avevo praticato pattinaggio artistico, nuoto agonistico e
atletica fino a 13 anni. Non avrei mai immaginato che diventasse la mia professione la
palestra, contavo di non dover
passare la vita seduta dietro ad
una scrivania a fare amministrazione ma di fare la giornalista o
la ballerina di danza classica. Ci
sono andata vicina!!
Campionato Italiano di Miss
Fitness Italia NABBA 1° classificata, Miss Fitness Europa
IBFA 1° classificata; sono state molte le gare, le competizioni
a cui hai preso parte? Che sensazioni ed emozioni prova uno
sportivo nella vittoria e nella
sconfitta, le persone al di fuori
possono realmente comprende–– 66 ––
o donna, giovane o anziano, come
Personal Trainer quali sono le preoccupazioni, i pensieri o il sentire che più la
impegnano al momento? Ha mai avuto
dei casi disperati?
re ciò che sente o cosa pensa chi è arrivato
primo o terzo sul podio?
Ho iniziato nel 1988 a gareggiare, partecipavo a 4 gare l'anno, poi, una volta vinti i
campionati italiani ed europei nel 2002 ho
deciso di partecipare alla gara più importante in Italia che è il Grand Prix 2 Torri a
Bologna ed a gare internazionali. Inoltre
negli ultimi 15 anni mi sono dedicata alla
mia formazione di Personal Trainer e nel
2005 ho attuato questa professione.
Cos'è la "International Sports Sciences
Association (ISSA)"? Può dirci qualcosa di
questa realtà?
ISSA Italia è il distaccamento nazionale della sede americana ISSA America, fondata
negli anni '80 e leader mondiale del settore
delle Certificazioni inerenti al Fitness. ISSA
America nasce dalla volontà di Frederick
Hatfield (dr. Squat) e di Sal Arria di introdurre una codifica ed una seria specializzazione nel settore, dando la possibilità agli
operatori ed ai tecnici di usufruire di un percorso culturale, di un aggiornamento professionale continuo.
In Italia, dalla fine degli anni '90, Adriano
Borelli (Presidente ISSA Italia) ha voluto portare ed adattare al nostro Paese il medesimo
percorso formativo.
ISSA Italia promuove la cultura del Benessere,
del Fitness e della Prevenzione intesi come
corretto stile di vita dal punto di vista dell'alimentazione, dell'attività fisica e dell'integrazione, organizzando eventi culturali su tutto il
territorio nazionale dal 1997. Lo sviluppo che
ha fatto registrare in questi ultimi anni il settore
Fitness ha richiesto una crescente domanda di
professionalità: in più di dieci anni oltre 5.000
studenti hanno partecipato ai nostri corsi e circa 3.500 hanno conseguito e mantenuto le certificazioni acquisite, aggiornandosi ogni anno.
Ad oggi i certificati ISSA Italia collaborano
in centinaia di Centri Fitness e Centri
Benessere tra i più importanti d’Italia.
Ogni anno il numero di persone interessate
alla formazione in ambito fitness aumenta: la
consapevolezza delle proprie competenze
acquisite si riflette in una maggiore capacità
di soddisfare i propri bisogni e quelli dei propri clienti, spiegando e motivandoli a perseguire obiettivi, incrementando così la loro fidelizzazione e la loro fitness.
Quando si trova con una persona, uomo
Con l'esperienza maturata in 20 anni sul campo del fitness riesco ad entrare nella persona e
a capire se viene da me per sé stessa o perché
qualcuno l'ha obbligata o per piacere agli altri.
I casi più disperati sono le persone in sovrappeso e gli obesi, che dopo aver dialogato ed
investito tempo e soldi con me, dopo soli 2
mesi abbandonano, perché ovviamente non
era una loro spontanea scelta quella di venire
in palestra e rivolgersi al Personal Trainer!
Le persone in sovrappeso e obese non patologiche, innanzitutto devono curare la mente (che
rispecchia il loro corpo) e poi saranno in grado di decidere loro stesse a curare il loro corpo in palestra. Prima la mente e poi il corpo. Il
contrario non dà nessun risultato.
Poi ci sono alcuni che solo perché pagano si
arrogano il diritto di non fare ciò che io consiglio e poi si lamentano con me per gli scarsi risultati ottenuti, fortunatamente sono solo il
2%. Questi 2 tipi di persone devono rivolgersi ad altri tipi di professionisti in grado di aiutarli psicologicamente.
Il suo tempo come lo impiegherebbe? Il
lavoro, il tempo "economico" invece cosa
"pretende" o "esige" da lei? Interessi e hobbies? Arte, letteratura, matematica... cosa
preferisce?
Per me stessa prediligo tutto ciò che è cultura, spettacolo, gioco e sport individuali.
Collaboro con riviste specializzate di fitness,
sono spesso ospite in TV locali e nazionali.
Scrivere è il mio hobby.
Come atleta tende a dar peso all'aspetto
sociale dell'umanità oppure meglio non
fidarsi troppo di chi dice di interessarsi ai
meno fortunati oggi come oggi..?
L'umanità ha bisogno di amore, di rigenerarsi
e di ossigeno ed io ho comunicato sempre
qualcosa di positivo sia nello sport sia durante i colloqui con le persone che veramente hanno grossi problemi. Le persone che si dedicano ai meno fortunati sono ammirevoli e lo fanno, perché evidentemente era il loro destino.
L'alimentazione, il sonno, le abitudini di tutti i giorni: le persone di oggi hanno molti
problemi più di anni fa forse?
–– 67 ––
Lo stile di vita è totalmente cambiato: inizialmente l'uomo si svegliava, correva, si arrampicava, lavorava fisicamente e lottava per mangiare e costruire la propria casa, quindi l'uomo mangiava sano e consumava. Oggi tutti
sono inattivi fisicamente: l'uomo si sveglia, si
siede in auto, si siede in tram, in treno, si siede in ufficio si siede a tavola, quindi fisicamente l'uomo non fa nulla, soltanto chi va in
palestra è attivo. Ecco perché l'umanità è sempre più malata e grassa.
Febbraio 2011
Spettacolo
Febbraio 2011
Spettacolo
Elena Bonelli, artista internazionale, voce ufficiale dell’Inno di Mameli
ai Mondiali in Corea e il progetto di canto tradizionale “Tanto pe’ cantà”
Attrice e Cantante Internazionale si è esibita nei teatri più prestigiosi di oltre 130
paesi del mondo, dalla Carnegie Hall di
New York al teatro degli Champs-Élysées,
dal Palazzo dell’Onu all’Auditorium di
Tokyo, da Sidney a Città del Messico, da
Islamabad a Rio de Janeiro da Kuala
Lumpur all’Europa tutta etc.
Il Maestro Carlo Lizzani l’ha definita
la nuova Anna Magnani, indicata dalla stampa italiana come l’erede di
Gabriella Ferri con lo spettacolo
“Roma in the world”, si è poi esibita
in tutti i maggiori teatri di Roma:
Teatro Romano di Ostia Antica, Teatro
dell’Opera, all’Auditorium Parco della Musica, al Teatro Olimpico, Teatro
Argentina, Salone Margherita e per 5
anni ha toccato teatri nei 5 continenti
chiudendo il tour con grande successo e standing ovation nel tempio mondiale della musica la prestigiosissima
Carnegie Hall di New York. La voce
ufficiale dell’Inno di Mameli interpretato ai Mondiali in Corea in mondovisione e inciso, in 1 milione e mezzo di copie, per la Presidenza della
Repubblica e per la Presidenza del
Consiglio dei Ministri, distribuite il 2
giugno dal Corriere della Sera. Ha
cantato nei teatri operativi di guerra a favore della Pace in Kosovo, in Pakistan e a
Kabul per il concerto di Natale 2002.
Oltre al Cd Inno di Mameli, ha inciso: “La
douce France di Juliette Grèco” con classici dell’esistenzialismo francese; “Napoli.
Nà!” con le più belle melodie della tradizione napoletana.
Elena Bonelli lancia il grande progetto di
rilancio della canzone romana nel mondo
con il film “Tanto pe’ cantà (Lazio è musica)”: i più bei brani della tradizione romana
e del Lazio interpretati da Elena accompagnata dall’Orchestra Sinfonica di Roma e
del Lazio diretta dal Maestro Pippo Caruso.
Con la regia di Carlo Lizzani, la fotografia
di Blasco Giurato, le coreografie di Franco
Miseria, i costumi di Graziella Pera, le
ambientazioni sceniche e la collaborazione
alla regia di Maria Teresa Elena e la direzione artistica di Sergio Bardotti il film sarà
diffuso in tutto il mondo.
Le canzoni del film sono contenute nel Cd
Inoltre con il progetto “Inno di Mameli” sono diventata la voce ufficiale
del nostro inno nazionale che ho
esportato nel mondo.
Se ho un’attività segreta? Beh non la
definirei proprio così…piuttosto un
ulteriore capitolo che si aggiunge alla
mia lunga storia artistica: come saprete nell’ultimo anno e mezzo mi sono
dedicata alla mia opera prima cinematografica “A Sud di New York”, in
uscita nelle sale prossimamente.
Che genere di film?
“Tanto pe’ cantà – Canzoni Romane” distribuito da Rai Trade.
La tradizione romana rivive nello spettacolo “Gran Gala della canzone romana” che
ha debuttato a Budapest il 1 e il 2 giugno,
con l’Orchestra Sinfonica Ungherese diretta dal Maestro Pippo Caruso e presto partirà
per una tournée mondiale.
Info: www.elenabonelli.net
Elena come preferisce definirsi: attrice,
cantante..? Ha un'attività segreta magari di artista, compositrice, scrittrice di
cui pochi o nessuno sa?
Penso che non esista un’unica categoria in
cui posso essere inserita…nella mia carriera ho vestito i panni di attrice, cantante,
interprete, autrice di testi musicali e di sceneggiature teatrali e cinematografiche…il
mio impegno artistico può essere descritto
come “na passione…chiu forte e na catena”, parafrasando una canzone napoletana.
–– 68 ––
E’ una commedia musicale, girata tra
New York e il Sud Italia, che vede un
cast di ottimi attori come Francesco
Paolantoni, Franco Neri, Luca Napolitano, Fioretta Mari e tanti giovani
esordienti.
E’ un film che alla genuina commedia
all’italiana aggiunge l’effervescenza
del musical americano. Jenny, interpretata da me, è una donna da un passato di successo e ora alla ricerca di
riscatto, punta tutte le sue carte su
Carmelina (l’esordiente Carmen
Napolitano), una giovane ragazza del
Sud Italia con tanti sogni nel cassetto
ma senza i mezzi per avverarli. La loro storia le rende protagoniste di una serie di esilaranti gag e inattesi imprevisti che garantiscono un intrattenimento sano ed originale. Insieme all’amicizia, i sogni e la musica
non poteva mancare l’amore, ulteriore punto di forza del film, che vede protagonista
Carmelina e il suo amato Marco (Luca
Napolitano). “A Sud di New York” è un film
adatto a tutte le età perché intrattiene il pubblico con la freschezza esaltando i sognatori e riscattando i disillusi.
Come si è trovata nei panni di regista?
Era la prima volta che mi mettevo alla prova
nell’arte della regia. L’esperienza, sebbene
faticosa e totalizzante, mi ha dato una
immensa soddisfazione. Difatti ora sto lavorando sul progetto di un nuovo film, una
coproduzione italo-francese sul personaggio
di Juliette Gréco, la famosissima attrice e
cantante francese musa degli esistenzialisti.
Com'è la sensazione di aver viaggiato
davvero moltissimo e essersi esibita nei
teatri del mondo?
Un grandissimo dono che mi ha fatto la mia
carriera di artista.
E’ dal 1996 che porto nel mondo la mia
cultura, la mia nazione, i suoi suoni e le sue
canzoni. Soprattutto grazie alla musica, un
veicolo di emozioni che non conosce barriere, ho potuto toccare più di 130 paesi nel
mondo, assaporandone la cultura e le tradizioni. Esperienze memorabili, uniche che
mi hanno arricchito personalmente e dal
punto di vista professionale.
Le canzoni e gli autori moderni che sono
più in sintonia con lei? Ci sono persone
con cui le piacerebbe esibirsi o anche
competere in un concorso canoro o di
recitazione?
Altroché: Ligabue, Pausini, Bocelli…grandi talenti, grandi energie…grandi!!!!
E' cambiato molto rispetto al suo passato? La situazione odierna è diversa da
quella che l'ha vista farsi conoscere spettacolo dopo concerto?
Totalmente! Quando ho debuttato lasciai la
televisione con cui ero partita alla grande
con Proietti, Trapani e Falqui per andare a
fare la protagonista con De Simone.
La situazione del teatro in Italia..?
Dobbiamo preoccuparci?
E’ evidente che attualmente la cultura in
genere stia attraversando un momento poco
felice, con i numerosi tagli dei finanziamenti che rappresentano un indebolimento
del nostro patrimonio. Quando vedo in altri
paesi dove investono il 60-70% nella cultura e noi il 4-7% inorridisco!
A parer suo qual è il motivo che ogni giorno
nascono nuovi artisti musicali, bands... Può
essere una svista considerare che c'è molto
desiderio di musica nei tempi attuali?
Non penso che il bisogno di musica sia
cambiato molto rispetto al passato. Il desi-
derio di esprimersi attraverso le
sette note è sempre esistito e
sempre esisterà., per fortuna
nostra.
Certo è che oggi i modi e gli strumenti per fare musica si sono moltiplicati così come i canali per
diffonderla (si pensi a quante canzoni vengono lanciate su internet).
Senza dimenticare che la televisione, attraverso i numerosi reality show, ha dato negli ultimi anni
a molti giovani artisti la possibilità di realizzare progetti musicali.
Tuttavia questa velocità nell’immettere nel mercato nuovi nomi
fa anche si che il successo si stemperi in pochi mesi o al massimo
in un anno. Il successo di chi invece si è affermato in passato dura
ancora oggi e durerà in eterno.
Ci sono persone che le sono state accanto nei momenti solari e
meno piacevoli non solo della
sua vita?
Fortunatamente ho avuto una carriera sempre in discesa, ho guardato sempre avanti
crescendo di giorno in giorno. Di errori per
contro se ne fanno tanti, ma il bilancio è
molto positivo.
Sono riuscita a realizzare il sogno che avevo dai sette anni in poi: cantare di fronte al
grande pubblico teatrale! Ho avuto una persona, il grande Claudio, che mi è sempre
stato a fianco con grande attenzione e devozione, facendomi sognare e portandomi
esattamente laddove volevo. Una straordinaria persona con cui riesco pienamente ad
essere me stessa e a cui voglio molto bene.
damentale essere ricettivi verso i pareri e i
suggerimenti di chi ti sta intorno, per arricchirsi e dare maggiore forza alle proprie
iniziative.
2011: anno dispari... Secondo lei come sarà?
Credo ottimo, meraviglioso come non mai.
Sono di natura una persona ottimista, credo
nella forza di volontà e nella qualità dei progetti non nella scaramanzia. Pari o dispari
non fa differenza, io lavorerò come sempre
per offrire qualcosa di bello ed emozionante al mio pubblico.
Gli amici, i familiari, i conoscenti... le
danno mai delle opinioni su ciò che fa?
E' più importante ciò che lei considera
della sua attività?
Se la sentirebbe di dare dei consigli a chi
vorrebbe far carriera? Come si può fare per
conoscere le proprie capacità e "virtù"?
Ho sempre creduto in me stessa e nella forza delle mie idee ma allo stesso tempo ho
sempre dato importanza ai consigli delle
persone che mi circondano.
Sono solita condividere i miei progetti artistici con il mio staff innanzitutto. E’ fon-
Quello che posso suggerire sono i principi
a cui mi sono sempre ispirata e che mi
hanno portato ad essere quello che sono
oggi. Fiducia in se stessi, tenacia, forza di
volontà e spirito di sacrificio. Umiltà, non
sentirsi mai arrivati e lavoro lavoro lavoro tanto lavoro.
–– 69 ––
Febbraio 2011
Musica
La storia del Palazzetto Bru Zane
Anche Mozart si esibì tra le sue mura.
Leggenda o verità, si racconta che un appena quindicenne Wolfgang Amadeus, in uno
dei viaggi italiani, fece tappa a Venezia
durante il Carnevale del 1771 e suonò nella Sala da concerti del Casino Zane.
Posizionato nel quartiere di San Stin, vicino alla Basilica dei Frari e alla Scuola
Grande di S.Giovanni Evangelista, il Casino
Zane venne costruito alla fine del 1600
come luogo di svago del vicino Palazzo
Zane, oggi sede dell’Istituto Sanudo, e a
questo collegato da un giardino alla francese. Fu Domenico Zane ad affidarne il
progetto all’architetto Baldassare Loghena,
ma morì prima della fine dei lavori lasciandone la gestione al nipote Marino.
Quest’ultimo lo adibì anche a luogo di studio e concerti per la giovane figlia violinista. Il Palazzo, tutelato dalla Sovrintendenza
delle Belli Arti, è ritornato a quasi tre secoli di distanza alla sua antica funzione grazie
alla lungimiranza di una magnate francese,
Nicole Bru. Erede di una nota casa farmaceutica, innamorata della città dei Dogi e
appassionata di musica, Madame Bru acquistò Palazzetto Zane, oggi Bru-Zane, nel
2007. Gli importanti lavori di restauro hanno restituito alla città le sedici stanze che
costituiscono gli 800 metri quadri distribuiti
su tre piani. Un intervento che ha permesso
di riscoprire la splendida balaustra in legno
dello scultore bellunese Andrea Brustolon,
sovrastante la sala principale al centro dell’edificio utilizzata come sala da concerti, e
gli affreschi attribuiti a Sebastiano Ricci.
Palazzetto Bru Zane Festival - foto del soffitto della sala da musica con balaustra di Andrea
Brustolon
La volontà di Madame, signora dell’aristocrazia francese, era renderlo fucina di riscoperta e valorizzazione della musica francese a cavallo tra XVIII e XIX secolo, soprattutto quella meno nota al grande pubblico.
Luogo migliore per farlo non poteva essere
che Venezia, il cui fascino decadente fu culla d’ispirazione per molti artisti romantici.
É la stessa Nicole Bru a ricordarlo, facendo
sue le parole di Friedrich Nietzsche in Ecce
Homo: «quando cerco una parola per mu-
Febbraio 2011
Musica
sede del Centre de musique romantique
française, emanazione della Fondazione Bru
dove la parola d’ordine è studiare, riscoprire, rivalutare svelandone gli aspetti più
diversi e inattesi la parte meno conosciuta
del repertorio musicale romantico francese, sia attraverso stagioni di concerti sia con
seminari, edizioni e incisioni discografiche.
L’attività è iniziata nell’autunno 2009 e ha
visto, nel suo primo anno di vita, il susseguirsi di tre festival: Le origini del romanticismo francese, quindici appuntamenti
attraverso il genere sinfonico, da camera e
d’opera in Francia tra il 1780 e il 1830, Le
salon romantique, che ha lasciato spazio
all’espressione di giovani e talentuosi gruppi di musica da camera, e Il Pianoforte
romantico, percorso musicale per esplorare
lo straordinario sviluppo di cui lo strumento fu oggetto nel periodo romantico.
L’attività concertistica 2010/2011, iniziata
lo scorso autunno con una rassegna dedicata a Luigi Cherubini in occasione del
250° anniversario della nascita del musicista, prosegue nel mese di febbraio con il
Altra foto della balaustra del Brustolon
sta seconda rassegna invernale la proposta
artistica è delle più eterogenee e vuole dedicare spazio al talento di interpreti dalla promettente carriera. Carta bianca quindi a una
decina di gruppi e giovani musicisti che
sica, trovo sempre soltanto la parola
Venezia». Palazzetto Bru Zane è diventato
Il Quartetto Mosaïques nel Palazzetto Bru Zane
Madame Bru con il direttore scientifico
Alexandre Dratwicki
Il Quartetto Varese
–– 70 ––
festival “Le Salon Romantique”.
Riecheggiano così a quasi tre secoli di
distanza le note del loro illustre predecessore, Mozart, i trenta diversi artisti che
saranno protagonisti dei tredici appuntamenti. Come lo scorso anno, anche per que-
muovono i primi passi ma anche ad artisti
dalla carriera già affermata.
I programmi musicali, elaborati a quattro
mani dall’equipe del Palazzetto e dagli stessi esecutori, presentano al pubblico un
ampio ventaglio di opere celebri affiancate
–– 71 ––
a rarità totalmente sconosciute. Sul palcoscenico saliranno le più diverse formazioni
da camera: dall’ensemble vocale e strumentale – domenica 6 febbraio con Les
Nouveaux Caractères diretto da Sébastian
d’Hérin, unico concerto che avrà luogo
presso la Scuola Grande San Giovanni
Evangelista - al quartetto d’archi – martedì
22 febbraio con il Quartetto Satie e domenica 27 con il Quartetto Varèse – al trio,
con Cyrielle Eberhardt (violino), Thomas
Duran (violoncello) e Frédéric Sendra (fortepiano).
La formazione di duo sarà declinata in molteplici varianti: voce e tastiera – il baritono
Stéphane Degout e la pianista Hélène Lucas
che giovedì 3 febbraio inaugurano la rassegna e il soprano Francesca Boncompagni
con il fortepiano di Francesco Corti sabato
5 febbraio – violino e pianoforte – domenica 13 con il violinista Thomas Lefort e il
pianista Alexandre Grelot e venerdì 18 con
Vanessa Szigeti e Lorène de Ratuld – viola
e pianoforte – sabato 12 febbraio ClaireMarie Le Guay e Lise Berthaud – violoncello e pianoforte - Yan Levionnois e Paul
Montag venerdì 25 – flauto e pianoforte mercoledì 16 febbraio Fabio Franco e Gino
Brunello – e pianoforte solo con il recital
di Geoffroy Couteau mercoledì 9 febbraio.
Visitare Palazzetto Bru Zane e ascoltare un
concerto nella sua sala da musica è senza
dubbio una buona ragione in più per recarsi a Venezia durante il Carnevale. Per informazioni dettagliate sui programmi e per i
biglietti www.bru-zane.com.
Anna Barina
Febbraio 2011
Giovani in musica
Febbraio 2011
Musica
Baroque torinesi DOC
I Baroque sono apparsi misteriosamente dalle nebbie delle colline e dalle montagne torinesi nel 2003, ma nessuno saprebbe con certezza indicarne il dove e soprattutto il come.
Gli anziani delle “9 del mattino davanti ad un bianco” blaterano che siano stati inviati
indietro nel tempo da una avanzata civiltà silvestre per insegnare all'umanità del terzo
millennio la fonte inesauribile di energia nascosta nella terra, ma che quasi immediatamente
abbiano preferito, imbracciati gli strumenti e accesi agli amplificatori, darsi al flirt con le
ragazze della città. Dopo un album d’esordio distribuito dalla Musea Records (2007),
dopo diverse esperienze “live” (Nick Cave, Primal Scream, Blonde Redhead) e “on air”
(AllMusic, LifeFM London, Radio JWave Tokyo, RadioRAI) nell’Aprile 2010 i Baroque
ora danno alla luce il ROCQ. Forse il fine ultimo dei druidi quando li hanno inviati tra noi
era proprio questo.
I Gr3TA.
La musica di GR3TA è un nuovo punk per un nuovo millennio. GR3TA è musica apocalittica. Primordiale. L’intento è quello di coniugare universi musicali differenti quali l'elettronica, l'alternative rock, la nu-wave, il post-punk e le sperimentazioni, creando un ibrido sonoro di sicuro impatto, dove le contaminazioni e le influenze si susseguono come in un gioco di specchi deformanti. L'unica
strada per produrre musica nuova ed interessante passa per la contaminazione. GR3TA lo chiama “UglyPop”: “Pop” in quanto melodica ed orecchiabile ed “Ugly” perché sporco e cattivo come dovrebbe essere il rock alternativo. Il nuovo album di GR3TA, intitolato semplicemente “Gr3ta”, sarà pubblicato a
fine gennaio da Bagana Records, ed estremizza ed amplia il concetto alla base del progetto: una raccolta
di canzoni, ognuna a suo modo diversa, ma funzionale ad una band che fà della libertà di espressione il
suo credo. GR3TA sarà in tour in Italia ed Europa da gennaio: un’occasione da non perdere!
Le Scimmie
A distanza di tre anni dal primo EP (“L’origine”), Xunah e Mario Serrecchia tornano con il primo disco vero e proprio, un concept album strumentale, intitolato
“Dromomania”. Disco quasi d’esordio dunque, ma a sentire questo monolite di riff,
rumori, doom e devastazione strutturati in maniera ineccepibile, non si direbbe. Già
perché i due, uno alla chitarra, l’altro alla batteria, come prima parola d’ordine
hanno la scarnificazione del suono. Come seconda parola d’ordine… Nessuna
parola. Niente voci in questo disco. Psiconoise strumentale con in testa cose ben
precise del passato (Melvins, Kyuss, Nirvana, gli anni 70), ma con un approccio
per cui tutto quello che è passato è passato. Il presente è ora, nelle mani di band
come Le Scimmie, che tirano dritti per la loro strada, con la loro formula sonora..
senza timori referenziali.. senza guardare in faccia a niente e nessuno.
“Resurrextion” hip hop partenopeo
Rap ed elettronica si fondono in “Elettro Sud”, nuovo disco del gruppo Hip Hop
Partenopeo Resurrextion in uscita in tutti i negozi e store digitali il 17 Febbraio per la
Relief Records EU.
Dj Spider si è occupato della parte musicale del disco facendo ampio uso di drum
machine e synth, ottenendo così un suono elettronico, cattivo alcune volte, che accompagna le liriche dei rappers. Uno sfondo forte e contemporaneo sul quale Jen One e
Marsu, i due mc, scrivono testi altrettanto forti e di sicuro impatto emotivo sulla realtà
che li circonda: in modo crudo e reale dipingono il disagio, ma anche la voglia di rivalsa e genuinità della loro terra, dipingendola così
nelle sue varie sfaccettature. Il tutto per un prodotto finale di ampio respiro, ben strutturato e che può sicuramente trovare il consenso
di un pubblico trasversale che vada oltre le nicchie e le barriere del genere, criticate dal gruppo che vuole diffondere a quante più teste
possibili il forte messaggio del loro "Elettro Sud". I siti: www.facebook.com/resurrextion - www.myspace.com/resurrex
Il buon rock di una volta
I Deadpeach sono un trio rock-psichedelico della provincia di Rimini; sono Steve al basso,
Giovanni chitarra/voce e Federico alla batteria.
Usano vecchia strumentazione, per viaggiare nel tempo ed il fuzz è l'astronave preferita.
Ogni 4 o 5 anni erogano dischi in vinile per portare i passeggeri con loro, ma non li troverete facilmente al centro commerciale o dal vostro vicino di casa.
Il loro è un suono fatto di riff energici, ed atmosfere psichedeliche che a tratti diventano
colate laviche. Sono in giro dalla metà degli anni '90 con pubblicazioni sia in italia che
all'estero. Nel 2011 è uscito il loro ultimo lavoro intitolato “2”, canzoni dirette dal timbro
passatista dove rock, stoner e progressive si fondono in una miscela fatta di fuzz e liriche illuminate e potenti. Se vi capita di ascoltarli potreste essere disipnotizzati da quella che è la vita
dormiente. Info: www.deadpeach.com
–– 72 ––
Il valore della musica per Michele Fazio
Michele Fazio classe 1963 pianista e compositore tra le sue prime esperienze studia jazz e compone colonne sonore per il teatro. Collabora con vari cantanti
in tour, tra i più importanti: Patty
Pravo dal 1996 al 2000, suona in
due suoi dischi live, “Bye bye
Patty”' e “Patty live 2000”; con
Teo Teocoli come pianista dal
2002 al 2004, tra tours teatrali,
trasmissioni televisive e dvd dello spettacolo. Con Gianluca
Grignani dal 2005 al 2007.
Inoltre ha suonato con Ronnie Jones, Gatto
Panceri, Yoice Yuille, St. Clair.. etc...
E’ autore della colonna sonora del film di
Sergio Rubini, “Tutto l’amore che c’é” prodotto da Cecchi Gori e tre cortometraggi del
regista Mino de Cataldo, vincitori di premi nel
2002 e 2003 al Festival di Bolzano e
Montecatini, tra le sue produzioni più importanti come autore e pianista, “Groove espresso”
prodotto dalla Emi con il suo gruppo i “Groove
Six”, “Percorsi” di Fazio/Petruzzelli/Di
Modugno e l'ultima produzione “Waves” di
Michele Fazio e Damiano Marino della
Panastudio production. Ha suonato con Fabio
Concato, Alessandra Amoroso, Federica
Camba.
Chi non conoscesse Michele Fazio e la sua
musica chi si perde?
Domanda difficile direi... sicuramente la mia
musica è sincera e quindi magari si perde quello, ma per me è proprio difficile stabilirlo.
Sono in arrivo anche tuoi ultimi lavori se
non sbaglio...
Certo a fine gennaio è uscito il mio primo
disco con “Klang” per la Irma Records, un
progetto musicale con i Logreco Bros. contrabbasso e batteria e la cantante Dagmar
Segbers un progetto di pezzi inediti e cover di
canzoni internazionali famose rivisitate in
chiave jazz mentre a fine febbraio esce anche
il mio primo disco solo pianoforte registarato a Oslo in uno degli studi più importanti al
mondo, ed è stata una esperinza bellissima
ed emozionante.
uno tra i più importanti in quella città, si trova il “Rainbow
Studio”.
La mia musica è un tentativo
di scrivere melodie legate alle
emozioni, alla capacità di trasmettere per me quei sentimenti a chi mi ascolta... E avevo bisogno di avere un grande
suono di pianoforte. Ecco perché sono andato a Oslo e lì ho
trovato tutto quello di cui avevo
bisogno: il suono e un ingegnere del suono che aveva visto
passare davanti a lui la musica degli ultimi 30
anni, è stato bellissimo.
Quante persone ti hanno dato un appoggio
fino ad oggi? almeno tra musicisti si è ancora solidali?
Diciamo che nella ipotesi più generale si i
musicisti sono solidali...io ho avuto la fortuna
di avere persone intorno che mi hanno sempre supportato e aiutato a credere sempre alle
cose che faccio e sono stati sempre sinceri...
ma non solo i musicisti amici amanti della
musica che sono piu uno specchio e piu importanti...e a loro soprattutto che la musica deve
arrivare chi la fa è sempre in qualche modo
troppo coinvolto
Gli strumenti musicali di cui non potresti
proprio fare a meno.
Credo il pianoforte.
Le donne e l'artista. Come reagisce il sesso
“f” a Michele e la sua persona oltre che il
suo sound?
(Ride ndr) Bene non posso saperlo, con così
precisione, ma credo bene... spero.
Beh, spezzo una lancia a mio favore, la cosa
più sicura di me è che sono sincero sia nella
muisica che nel mio modo di essere e questo
spero mi aiuti ad arrivare alle persone.
Che canzoni hanno ancora un significato per te speciale sia tue che anche di altri
artisti?
Questa domanda è difficile. Le mie sono tante come quelle degli altri e poi dipende anche
dai periodi per esempio io per un anno ho
ascoltato almeno una volta al giorno “Over the
rainbow” suonata da Keith Jarrett, un po’ folle direi ma è così. Per quanto mi riguarda credo che ci sia bisogno di ascoltare Pat Metheny
per la sua continua ricerca e perché ha scoperto lui un nuovo modo di comunicare;
mescolando jazz, emozione, grande semplicità e grandi melodie, poi Keith Jarrett, la sua
potenza musicale infatti non è solo tecnica ma
capace di entrare il più possibile negli animi.
Per me la cosa più importante e più difficile,
che sto cercando di fare da anni.
Il futuro della musica e anche della tua professione come lo immagini?
Arriveranno tempi duri o, anzi, qualche
occasione buona e redditizia non mancherà
di certo?
(Ride ndr) Arriveranno tempi duri? Rido perché i tempi sono sempre duri in questa nazione sicuramente non vedo un buon futuro...
Penso che tutti sono abbastanza lontani da
capire le esigenze di chi fa la musica, in altri
stati della comunità europea è completamente
diverso.
Le istituzioni almeno nel nostro paese come
si confrontano con chi fa musica? Pensano
a non lasciare loro anche una certa libertà
o autonomia anche economica?
In questo paese da almeno 10 anni la musica è
solo il superfluo più di come era prima, non
ci sono leggi non ci sono protezioni per chi la
fa, ancora oggi quando ti chiedono che fai
nella vita e rispondi il musicista loro ti chiedono: “si ma di lavoro che fai?”
Conservatori, accademie... ma la “facoltà
di musica” come mai non attira molto i
giornalisti?
Forse non attira i giornalisti proprio per il
motivo di cui parlavo prima non sono importanti ora in Italia, né la musica né la cultura
anzi come si dice: “più sei ignorante e più
non costituisci un problema”.
Perché all’estero?
Sono andato a Oslo perché da quando ho 15
anni ascoltavo i dischi prodotti da un’etichetta
tedesca Ecm e tra gli studi di registrazione,
–– 73 ––
Febbraio 2011
Flash
L’incanto dell’oro bianco.
Porcellane dal Museo Marton
Statuine, tazze e piattini, servizi da tè, caffè e cioccolata risalenti al Settecento e agli inizi
dell’Ottocento tramandano il “profumo di un’epoca passata”, ricostruiscono il gusto del
mondo che li ha ideati e prodotti, facendo assaporare la magia di un tempo ormai lontano.
Sono circa duecento i pezzi realizzati dalle maggiori manifatture europee di porcellane,
appartenenti al Museo Marton di Samobor in Croazia e in mostra nelle sale del museo della Fondazione Querini Stampalia di Venezia fino al 27 marzo 2011.
Veri capolavori di uso quotidiano che arricchiscono le collezioni di una casa patrizia veneziana del XVIII secolo. “L’incanto dell’oro bianco. Porcellane dal Museo Marton”, organizzata dalla Fondazione Querini Stampalia e dal Museo Marton, vede esposta una selezione delle più preziose porcellane della collezione croata. Fondato nel 2003 dall’imprenditore Veliko Marton, il Museo Marton conserva oltre mille opere: dipinti, arredi, argenti,
orologi, vetri di Boemia e una ricchissima collezione di porcellane del Settecento e Ottocento:
da Sèvres a San Pietroburgo, da Meissen a Parigi, a Vezzi, a Doccia, con una predilezione
per Vienna. Dalla collezione di “porcellana viennese” si possono ammirare oggetti della
manifattura austriaca dell’epoca di Du Paquier e del periodo di Maria Teresa. Durante il
regno della prima donna imperatrice del Sacro Romano Impero, la vita di corte raggiunse
il suo apogeo, pervasa dallo spirito del tardo barocco, del rococò e dell’inizio dell’illuminismo.L’allestimento dell’esposizione è opera del giovane artista croato Sasa Sekoranja,
che ha realizzato le vetrine dopo aver vissuto l’atmosfera settecentesca delle sale di Palazzo
Querini Stampalia.
Il Tesoro di Spilamberto e i Longobardi
“Il Tesoro di Spilamberto. Signori Longobardi alla frontiera”, è un’interessante
mostra allestita nello Spazio Eventi “L. Famigli” di Spilamberto (Modena) fino al
25 aprile di reperti di una necropoli celata per quasi 1500 anni dalle argille del fiume Panaro, fibule, pettini, collane, raffinati manufatti in vetro o in bronzo fuso,
gioielli di rara fattura ma soprattutto armi, di tutti i tipi: spade a doppio taglio, coltelli, cuspidi di lancia, punte di freccia, umboni di scudi.
Info: Ufficio Cultura - tel. 059.789.964, Ufficio Eventi - tel. 059.789929
www.comune.spilamberto.mo.it - www.comune.spilamberto.mo.it
www.archeobologna.beniculturali.it
Il fascino della civiltà etrusca in Toscana
“Etruschi, il fascino di una civiltà” è la nuova iniziativa culturale della Fondazione
Giuseppe Lazzareschi di Porcari (LU) che
insieme alla Fondazione Antica Zecca di
Lucca darà vita fino al 27 marzo 2011 ad
una suggestiva mostra, realizzata in collaborazione con il Museo Archeologico
Nazionale di Firenze, che racconterà l’eccellenza del popolo etrusco, la prima grande civiltà sorta in Italia, proprio in Toscana.
La vita di tutti i giorni, i territori, i luoghi, i
riti, ma anche gli orientamenti culturali, la
religione e il rapporto con l’aldilà, l’economia e la grande produzione artistica, il rapporto con le divinità, la
magia, l’architettura e il design etruschi saranno raccontati attraverso una ricca collezione di oggetti, manufatti e volumi attraver-
so i quali sarà possibile scoprire i misteri
di questa antica e sapiente civiltà che fiorì
a partire dal X secolo a.c. Per la prima volta l’evento avrà una ulteriore ubicazione
oltre al Palazzo di Vetro. La prestigiosa
Fondazione Antica Zecca di Lucca nella
casermetta di S. Donato sulle mura urbane ospiterà infatti la sezione dedicata alle
monete, mentre nella sede centrale della
Cassa di Risparmio di Lucca, Pisa,
Livorno nel cuore della città di Lucca, sarà
possibile avere un piccolo “assaggio” dell’iniziativa culturale, grazie all’esposizione di alcuni degli oggetti della collezione.
Info: tel. 0583.298163 - [email protected]
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scarica il pdf possono essere ingannati, esclamare tra sé e sé che quella certa mostra deve essere davvero importante e da non perdere, perbacco, in considerazione del tanto spazio che le viene dedicato dall’orga...

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