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BUSINESS PLAN
ISS “Achille Mapelli” Monza
Classe 5B Liceo Sc. Tecnologico
Anno scolastico 2013 2014
Prof. Claudio Teruzzi
Prof.ssa Laura Colombo
CON IL PATROCINIO
AZIENDA TUTOR
P.O.B.C. Fermentum S.r.l.
Piazza Carrobiolo, 6
20052 Monza (MB)
www.birradelcarrobiolo.it
2
O-I Sales and Distribution S.r.l
Via 1 Maggio 18 - 21040 ORIGGIO(VA)
www.GlassIsLife.com
Birrificio Rurale S.r.l.
via Del Commercio 2, 20832 Desio (MB)
www.birrificiorurale.it
3
Fattoria Sant'Antonio
www.fattoriasantantonio.it
AZNOM SRL
Via A. Visconti, 43
20900 - Monza (MB)
www.aznom.it
4
Via Passerini, 13
20900 - Monza (MB)
www.consorzioexit.it
5
INDICE
1. PREMESSA E STORIA
1.1 LA CLASSE
1.2 BUSINESS IDEA
2. CONTESTO ITALIANO
3. ANALISI DEL SETTORE
3.1 MICROBIRRIFICIO, BREWPUB, BEERFIRM, BIRRIFICI AGRICOLI
3.2 MATERIE PRIME: MALTO e LUPPOLO
3.3 CONSUMI DI BIRRA IN ITALIA
3.4 ACCISE E DECRETO LEGGE SCUOLA 2013
3.5 AVVIO ATTIVITA’
4. RICERCA DI MERCATO
4.1 CONSUMI E NUOVE TENDENZE
4.2 SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE
4.3 SEGMENTAZIONE DEL MERCATO
4.4 EXPORT
5. ANALISI DELLA CONCORRENZA
5.1 ETICHETTE CONCORRENZA
6. ANALISI DEL PRODOTTO
6.1 DIMENSIONAMENTO LOCALI
6.2 PRODOTTO OFFERTO
6.3 MATERIE PRIME
6.4 SCHEMA DI PRODUZIONE
6.5 PROCESSO PRODUTTIVO
6.6 SCHEMA IMPIANTO
6.7 DIMENSIONAMENTO IMPIANTO
6.8 PRINCIPALI ATTREZZATURE
7. LA COMUNICAZIONE DEL PRODOTTO
7.1 COMUNICATO STAMPA
7.2 BUDGET DEL PIANO COMUNICAZIONALE
7.3 IL LOGO
7.4 IL BIGLIETTO DA VISITA
7.5 LA CARTA INTESTATA
8. STRUTTURA GIURIDICA E ORGANIZZATIVA
8.1 ORGANIGRAMMA
9. OBIETTIVI E STRATEGIE
9.1 BREVE TERMINE
9.2 MEDIO E LUNGO TERMINE
10. PREVISIONI ECONOMICHE-FINANZIARIE
7
8
9-11
12
12-13
13-14
15
15-16
17-18
19
19-20
21-22
22-23
23-24
25-26
27
28
28-29
29-30
31
32
33
34
35
35-36
37
37-40
41
42
42
43
44
45
46
46
47
48-57
6
1 PREMESSA E STORIA
1.1 LA CLASSE
La 5b liceo scientifico tecnologico ha intrapreso nel corso degli anni approfonditi
studi in chimica e biologia sviluppando capacità pratiche di laboratorio . Sono minori le
competenze economiche dato l’indirizzo di studi. L’idea di aderire a IMPRESA
FORMATIVA SIMULATA è dettata dalla comprensione che essa è un valido
strumento per apprendere concetti economici sperimentandoli.
Grazie a IFS e ai concorsi: “conoscere e partecipare la città” dell’associazione CIVIS
e “le scuole della Lombardia verso EXPO 2015”; intendiamo integrare i differenti
prodotti formativi e contribuendo con la nostra azione a modificare il territorio
Monzese. Al nostro istituto scolastico, in vista dell’apertura nel 2014 del nuovo
indirizzo AGRARIO AGROALIMENTARE e AGROINDUSTRIA, dedichiamo tali
attività al fine di poter dotare il Mapelli di un impianto didattico per la caseificazione
e la birrificazione.
La PRODUZIONE DELLA BIRRA è argomento delle scienze BIOTECNOLOGICHE, la
sua preparazione reale permetterà di verificare i principali processi enzimatici di
trasformazione delle biomolecole (come la conversione dei polisaccaridi in zuccheri).
Durante la produzione della birra avremo modo di verificare i processi di
fermentazione operati da lieviti e la determinazione del grado alcolico. Grazie all’idea
del MICROBIRRIFICIO simulato e grazie a IFS avremo modo di osservare su scala
impiantistica-industriale fenomeni che in natura avvengono in un ordine di dimensione
molecolare, apprezzandone il valore economico reale.
7
1.2 BUSINESS IDEA
Il Birrificio “SAPHIREA-15” è il progetto imprenditoriale degli studenti della classe
5b liceo, inserito nel contesto di EXPO 2015: “NUTRIRE IL PIANETA-ENERGIA PER
LA VITA”.
Il nome dell’impresa è ispirato alla chimica antiquaria, il termine “saphirea” denota la
materia pura, incorruttibile, l’essenza angelica. 1
Il nome celebra il valore estetico e morale dato dall’uomo alle fatiche dell’operare
sulla materia per trasformarla. Il numero 15 e’ un riferimento a EXPO e un buon
auspicio per il futuro dell’Italia.
Lo scenario nel quale “SAPHIREA15” si inserisce è certamente positivo in termini di
domanda: il consumo della birra artigianale in Italia è in crescita anche se occupa un
mercato di nicchia.
La presenza di birrifici artigianali sul territorio è limitata per numero, capacità
produttiva e distributiva e l’importazione di prodotti stranieri risulta trascurabile. La
birra artigianale è un mercato che possiede ancora spazi in cui inserirsi sia
localmente che nella nascente esportazione. Il mercato si mostra: giovane, caotico e
lontano dall'aver raggiunto la maturità.
I principali investimenti che l’azienda dovrà affrontare saranno relativi all’acquisizione
di locali e macchinari utili alla produzione ed al confezionamento della birra.
“SAPHIREA-15” è intesa come occasione di START UP per i GIOVANI che pur non
disponendo di elevati capitali possono, da artigiani, realizzare a tutti gli effetti una
microindustria. In tale contesto inseriremo il prodotto in ambito expo con l’idea più
ampia di modificare il territorio agricolo monzese.
1
Gino Testi. Dizionario di chimica antiquaria . Ed. Mediterranee Roma. 1980. Pag.163
8
2. CONTESTO ITALIANO
2
La birra artigianale italiana è una parte importante del “made in Italy” agroalimentare.
Produce ricchezza per il nostro paese e crea imprenditorialità e posti di lavoro per i
giovani. È una grande fonte di entrate per lo Stato ma il forte onere fiscale, fra
imposte e accise, grava sulla birra italiana penalizzandola rispetto al prezzo di molte
birre europee.
Tra i paesi produttori l’Italia è in decima posizione (3,5% del totale rispetto al 3,4%
del 2011). In testa alla graduatoria è la Germania, che totalizza il 25% del totale di
produzione, seguita da Gran Bretagna (10,8%) e Polonia (10%). Nella graduatoria dei
Paesi produttori, vengono dopo l’Italia, paesi di consolidata tradizione birraria come
Austria, Danimarca e Irlanda.
L'Italia è tra i pochi paesi europei dove il consumo di birra tende ad avere una piccola
crescita. Questo è dovuto sia al fattore “moda”, attribuibile alla birra artigianale, sia
alla diminuzione dei consumi di superalcolici e del vino a causa di un consumo più
responsabile , ma anche al fattore negativo del ridotto potere di acquisto degli
italiani.
In Italia si ha un consumo totale di birra attestato sui 18milioni di hl che per il 97,5%
è prodotto dai grandi gruppi industriali lasciando il restante 2,5% ai circa 500 piccoli
produttori artigianali presenti nel paese.
Calcolando il 2,5% dei consumi nazionali otteniamo 450.000 hl che, suddivisi per i circa
500 microbirrifici, danno una media di 900 hl annui; esso è un valore medio ideale che
non tiene conto della dimensione reale dei diversi impianti. Nel mondo della birra sono
comunque valori molto piccoli. Un piccolo stabilimento industriale può coprire da solo il
quintuplo del volume prodotto da tutti i microbirrifici italiani. Difficile fare una stima
del fatturato complessivo dei microbirrifici, ma con buona probabilità potrebbe
essere tra i 90 e i 150 milioni di euro. Un valore di tutto rispetto per un attività che
fino al 1996 non esisteva
Difficile fare previsioni ma nei prossimi anni si potrà avere un ulteriore espansione
della birra artigianale con conseguente erosione di quote di mercato storicamente di
competenza industriale.
2
Fonte: Annual Report 2012 .AssoBirra.
9
TAB. 1 PRINCIPALI DESCRITTORI
DESCRITTORE
QUANTITA’
Birra prodotta
13.482.000 ettolitri
ANDAMENTO
+0,5% comparato al 2011
segna il ritorno ai valori
pre crisi del 2009.
L’Italia è il decimo
produttore europeo.
Domanda interna di Birra
17.636.000 ettolitri
-0,5% rispetto al 2011.
Birra importata
6.144.000 ettolitri
-3,9% rispetto al 2011.
Birra esportata
1.990.000 ettolitri
In linea con il record 2011.
Stabilimenti industriali
16 impianti
Solo due impianti per la
produzione di malto.
Microbirrifici
500 impianti a volumi
variabili
144,000 addetti
Molti aperti di recente
Occupati diretti
Entrate per lo stato
4 miliardi di euro (Iva,
Irap, Imu, ecc) di cui 484
milioni di Accise.
Produzione di malto
649.140 quintali
+4% comparato al 2011
+3,1% comparato al 2011.
10
Tab. 2 ALCOL CONSUMI PRO CAPITE in Italia (Litri)
Anno
Spiriti (40% vol.)
Birra (5% vol.)
2003
2004
2005
2006
2007
2008
2009
2010
2011
2012
2,3
2,3
2,3
2,1
1,8
1,8
1,8
1,8
1,8
1,7
30,1
29,6
29,7
30,3
31,1
29,4
28,0
28,6
29,8
29,5
Tab. 3 STRUTTURA DELL’OFFERTA 2008-2012
Aziende birrarie
2009
%
Heineken Italia Spa
Birra Peroni Srl
Carlsberg Italia Spa
Birra Forst Spa
Birra Menabrea Spa
Birra Castello Spa
Hausbrandt Trieste
1892 Spa
Anheuser-Busch InBev
Italia Spa
Vino (11% vol.)
50,5
46,2
43,7
42,6
42,8
40,4
39,4
39,6
39,4
39,0
2010
%
2011
%
2012
%
30,5
19,8
6,0
3,7
0,9
5,3
29,9
18,9
5,7
3,5
0,9
5,2
29,8
18,0
5,8
3,4
1,0
5,0
29,8
18,8
6,0
3,4
1,0
5,9
0,1
0,1
0,1
0,2
7,4
7,4
7,4
7,3
1,6
2,5
2,8
2,63
24,6
25,9
26,6
24,9
16.855
17.249
17.715
17.636
Microbirrifici
(e aziende non associate AssoBirra)
Importazioni
(terzi non associati AssoBirra)
TOTALE (volume in 000 hl)
3
Volume = 450.000 hl
11
3. ANALISI DEL SETTORE
A fine 2012 si è stimata la presenza in Italia di circa 496 tra microbirrifici, brewpub
e beerfirm. La Lombardia possiede 88 realtà produttive 4 che vedono coinvolte
diverse figure professionali dal birraio al gestore di pub al tecnologo alimentare.
I microbirrifici sono nati nel 1996 con l’apertura in Piemonte di: “Le Baladin” e “Beda”;
in Lombardia il “Birrificio Italiano” e il “Birrificio di Lambrate”. Il prodotto ha
incontrato i favori di media e consumatori,il risultato è stato una moltiplicazione dei
microbirrifici e delle birre artigianali nei più vari luoghi di consumo. Inizia ad
assumere una certa importanza anche l’esportazione.
3.1 MICROBIRRIFICIO, BREWPUB, BEERFIRM, BIRRIFICI AGRICOLI.
Per MICROBIRRIFICIO si intende un'azienda che produce birra che non viene
consumata in locali attigui alla produzione ma viene venduta all'esterno.
Per BREWPUB si intende una birreria che produce e serve direttamente ai clienti la
propria birra. Un brewpub ha il vantaggio economico legato al minor tempo richiesto
per recuperare il capitale investito e di fornire da subito cash flow.
Con BEERFIRM si identificano le aziende che non dispongono di proprio impianto di
produzione e realizzano le proprie birre presso altri impianti. Attualmente, secondo
alcuni, il fenomeno rappresenta circa il 15% delle etichette presenti sul mercato.5
Con il DM 212/2010 in Italia è stato introdotto il concetto di “birra agricola”; nascono
così i BIRRIFICI AGRICOLI cioè aziende agricole che producono orzo (da cui
ricavare malto per birrificazione) nella misura di almeno il 51% del proprio fabbisogno.
Da un punto di vista fiscale esistono vantaggi ma da un punto di vista pratico i costi
che si sostengono per la maltazione dell’orzo in specifici impianti sono elevati.
4
5
www.microbirrifici.org
L. Botero “Guida all’apertura di un microbirrificio”.
12
Attualmente si presentano sul mercato diversi tipi di birrificio agricolo:6
1) Birrifici che tramite contratti di “affitto terreni” si trasformano in aziende
agricole. L'orzo viene inviato ad una malteria che restituisce il prodotto finito.
2) Aziende agricole che coltivano il proprio orzo e poi lo maltano e lo birrificano
presso terzi.
3) Aziende agricole che creano un birrificio e provvedono alla coltivazione con
maltazione esterna.
4) Aziende agricole che avviano un proprio impianto di maltazione e birrificazione.
3.2 MATERIE PRIME: MALTO E LUPPOLO.
7
In Italia gli impianti di maltazione dell’orzo sono solo due: Saplo Spa – Pomezia; Agro
Alimentare Sud Spa – Melfi; non necessariamente eseguono lavorazioni per terzi.
I produttori di orzo per birra italiani si rivolgono a malterie tedesche o belghe per
ottenere l’orzo maltato. Le malterie estere lavorano grandi quantitativi e non
restituiscono malto proveniente dallo stesso orzo ricevuto, pertanto non è possibile
produrre birra con ingredienti completamente del territorio e poter accedere ad un
marchio di tipizzazione.
Tab.1 PRODUZIONE ITALIANA DI MALTO
anno
Quintali
2009
589.138
2010
664.505
2011
629.681
2012
649.140
Tab. 2
IMPORTAZIONI DI MALTO IN ITALIA 2009-2012 (Quintali)
Anno
torrefatto
non torrefatto
2009
7.684
892.631
2010
15.044
994.116
2011
14.474
1.132.177
2012
23.319
1.104.745
6
7
www.agrinotizie.com
Dati nelle tabelle 1, 2, 3, 4, 5 :fonte “Annual report 2012” AssoBirra.
13
Mentre per la coltivazione dell'orzo in Italia si ha esperienza e competenza, sul
luppolo solo negli ultimi anni si sono avviati studi, la sua coltivazione non è mai riuscita
a superare la fase pioneristica8 nonostante vi sia a differenza di altri paesi dove viene
coltivato da secoli, il miglior compromesso per clima e fertilità’. Tale mancanza è
dovuta a differenti fattori come:
- l’ inesistenza di adeguate strutture di trasformazione della materia prima;
- l’inesistenza dei consorzi per il conferimento del raccolto;
- la resa economica del raccolto che si ha al terzo anno.
Le infiorescenze del LUPPOLO vengono utilizzate per l’amaricazione della birra, esso
è utilizzato in percentuali così basse da non poter essere significativo per
l’acquisizione del titolo di birrificio agricolo.
In Italia l’industria della birra importa completamente il proprio fabbisogno di
luppolo, valutabile in oltre 15.000 quintali l’anno.
Tab. 3
IMPORTAZIONI DI LUPPOLO IN ITALIA 2009-2012
Anno
(Quintali)
2009
13.004
2010
8.330
2011
15.815
2012
22.241
Il luppolo presenta un’ampia variabilità genetica nel territorio italiano esistono
innumerevoli ecotipi non identificati che potrebbero presentare caratteristiche di
pregio . Un progetto di ricerca potrebbe prevedere la raccolta e lo studio di specie
autoctone per individuare i campioni migliori in produttività e per elevato contenuto in
α-acidi rispetto a quelli importati.9
Data la crescente ricerca, da parte dei consumatori, di prodotti tipici legati al
territorio; la sfida è di creare una filiera produttiva italiana delle materie prime.
8
Gaetano Pasqui a metà dell’800, iniziò a coltivare per la prima volta il luppolo e avviò una fabbrica artigianale di
birra, la prima prodotta con il luppolo italiano.
9
www.rivistadiagraria.org
14
3.3 CONSUMI DI BIRRA IN ITALIA
Il settore birrario italiano ha registrato un piccolo aumento produttivo nel 2012
mentre i consumi, dopo tre anni di crescita, segnalano un lieve arretramento
attestandosi a 17.636.000 milioni di ettolitri (-0,4% rispetto al 2011).
Ciò ha fatto lievemente abbassare anche il consumo procapite: dai 29,8 litri del 2011
ai 29,5 litri del 2012.10
Il prosieguo della crisi economica nel 2012 ha comportato uno spostamento degli
acquisti verso prodotti più economici e una dimensione più domestica del consumo.
Si è ridotto il consumo in bar, ristoranti, mentre è aumentato il numero di coloro che
acquistano birra per berla a casa.
Tab. 4 MERCATO BIRRA IN ITALIA (migliaia di HL)
anno
Produzione
Importazione Esportazione Consumo
2011
2012
13.410
13.482
6.391
6.144
2.086
1.990
17.715
17.636
3.4 ACCISE e DECRETO LEGGE SCUOLA 2013
Un ostacolo nel commercio italiano di birra è la forte pressione fiscale (imposte e
accise) che penalizza il prodotto italiano rispetto ad altre birre europee.
Quando un consumatore italiano acquista una bottiglia da 66 cl al prezzo di 1 euro, 40
centesimi vanno di tasse.
Il settore birrario nel 2012 ha versato di sole accise 484 milioni di euro.
Attualmente l’accisa sulla birra è stata aumentata per garantire la copertura per il
decreto legge sulla scuola n. 104/2013. Le associazioni di categoria sostengono che
ciò provocherà un sensibile calo dei consumi.
10
Dati: “Annual report 2012” AssoBirra.
15
Tab. 5 ACCISE MEDIE PER ETTOLITRO DI BIRRA NEI PAESI EUROPEI11
PAESE
Austria
EURO/hl
24,0
Belgio
Bulgaria
Cipro
Danimarca
Estonia
Francia
Germania
Grecia
Italia
Lettonia
Lituania
Lussemburgo
Malta
Olanda
Polonia
Portogallo
Rep. Ceca
Romania
Slovacchia
Slovenia
Spagna
Svizzera
Ungheria
Irlanda
20,5
9,2
6,0
42,3
28,8
34,5
9,4
31,2
28,2
14,9
11,8
9,5
18,0
35,9
18,6
14,9
9,8
17,2
22,5
52,8
9,9
20,6
26,1
91,8
Norvegia
Regno Unito
Svezia
Portogallo
Rep. Ceca
282,2
108,4
93 ,2
24,0
20,5
11
Dati: “Annual report 2012” AssoBirra.
16
3.5 AVVIO ATTIVITA’
Il “Quadro Normativo” di riferimento è il DECRETO 27 MARZO 2001, N. 153 e le
successive modifiche e integrazioni. Costituiscono la base comune a livello della UE
per la produzione di tutti gli alimenti:



Regolamento CE 852/2004 del Parlamento Europeo ,29 aprile 2004.
Regolamento CE 178/2002 del 28 gennaio 2002.
Regolamento CE 882/2004 del 28 luglio 2008.
Nella fase di avvio sono richieste le seguenti dotazioni minime:
PC, linea ADSL , casella PEC , firma digitale, dispositivo di firma digitale con lettore,
oppure Token USB.
La Carta Nazionale dei Servizi CNS è uno strumento di identificazione in rete che può
contenere un certificato di firma digitale. Essa consente al cittadino la fruizione di
tutti i servizi in rete erogati dalla Pubblica Amministrazione. Per dotarsi di firma
digitale è necessario avere 18 anni, essere in possesso di codice fiscale e di carta di
identità valida. E' necessario rivolgersi ai certificatori accreditati, le Camere di
Commercio rilasciano la CNS insieme al servizio di Firma Digitale.
La PEC (Posta Elettronica Certificata) è il sistema di trasmissione via e-mail di
documenti con certificazione di invio e di ricezione. Essa possiede valore legale
analogo alla raccomandata A/R tradizionale. La dotazione della PEC rientra tra i
requisiti di base per l'accreditamento nazionale dei SUAP.12
Per le planimetrie e alcune pratiche è indispensabile l'appoggio di un geometra, o di
uno studio tecnico; necessario è il commercialista. Le documentazioni richieste
tipicamente per l’apertura dell’attività sono:13
Autorizzazione ASL
“idoneità dei locali”, gli interventi devono riguardare:
pavimentazioni, muri, servizi igienici, scarichi, stoccaggio prodotti, idoneità
dell'impianto elettrico, smaltimento rifiuti, norme antincendio.
12
Informazioni sulla PEC e gestori accreditati sono reperibili presso il sito: DigitPA. Si può richiedere una casella
PEC gratuita attraverso il portale: [email protected]
13
L. Botero “Guida all’apertura di un microbirrificio”
17
Intervento dell'ARPA che deve fornire parere circa lo smaltimento delle acque reflue,
e degli scarti di lavorazione .
Stesura del manuale haccp per l’adozione delle buone pratiche di fabbricazione ,
Unionbirrai, Coldiretti, etc. mettono a disposizione
certificazione e di un tecnico.
un servizio di consulenza e
Iscrizione alla camera di commercio o Agenzia delle Entrate per il rilascio della
partita IVA.
Agenzia delle Dogane l'autorizzazione va richiesta durante la fase di progetto
dell'impianto per il posizionamento del conta-volumi. Il contatore del gas e
dell'energia elettrica sono di loro competenza. L'Agenzia delle Dogane richiede:





locale idoneo per lo stoccaggio di materie prime
registri di carico e scarico relativi alle produzioni ed al grado plato.
magazzino fiscale relativo il luogo in cui si conserva la birra prodotta.
comunicazioni quindicinali e mensili
deposito cauzionale atto a garantire i pagamenti dell'accisa.
18
4. RICERCA DI MERCATO
Per verificare la validità dell’idea imprenditoriale e di delinearne le previsioni
economiche, è stata svolta una ricerca basata sull’ analisi e la rielaborazione dei dati
emersi dal report annuale 2012 di AssoBirra (vedi note) considerando i seguenti
temi: consumi e nuove tendenze, sostenibilità ambientale, segmentazione del
mercato,export.
Il microbirrificio Sapirea-15 si inserisce in un mercato in crescita, verrà prodotta
birra destinata alla vendita all’ingrosso con bottiglie da 0,75L meno soggette a rischio
di rottura dovuta alla rifermentazione in bottiglia. Verrà progressivamente aumentato
l’impiego di fusti in alluminio a minor impatto ambientale. Verranno prodotte cinque
tipologie di birre che si inseriranno nel segmento di mercato delle birre “Speciali”.
Particolare attenzione verrà posta all’export. Dalla analisi del settore emerge che in
Brianza è completamente assente la filiera corta di produzione dei cereali da malto e
del luppolo. La sua introduzione associata ad una micro malteria potrebbe introdurre
le materie prime per birra prodotta con il marchio “made in Brianza”.
4.1 CONSUMI E NUOVE TENDENZE
TAB. 1 Consumi in casa e fuori casa (%)
2007
2011
2012
Consumo fuori
casa (off trade)
45,5%
41,8%
41%
Consumo in casa
(on trade)
54,5%
58,2%
59%
Il consumo di birra fuori casa è diminuito privilegiando una dimensione domestica.
A causa della diminuzione del potere d’acquisto degli italiani, si riduce il consumo in
bar, ristoranti, pub, ecc. In atto è uno spostamento degli acquisti verso prodotti più
economici.
19
Malgrado la crisi, 7 italiani su 10 dichiarano di consumare birra. In estate, fra le
bevande alcoliche è la più presente in frigorifero, seconda soltanto all’acqua.Quasi 6
italiani su 10 indicano in 0,33 cl il volume di birra ideale da consumare a pasto.
Le donne dicono di apprezzare la birra (in una scala da 1 a 10) perché è una bevanda
naturale (7), meno alcolica del vino (6,4) e conveniente (6,8). Gli uomini premiano gli
aspetti edonistici e gratificatori: rinfresca, disseta (7,4) ed è amara (7).
L’apprezzamento della birra cresce ulteriormente tra chi si orienta verso uno stile
di vita ecosostenibile. Molti italiani affermano di bere birra e di farlo perché ha la
stessa ricetta da migliaia di anni (7,8), usa ingredienti naturali (6,7), è prodotta con
attenzione all’ambiente (6,8).
+20% rispetto al 2008
44% donne
2012
36 MILIONI DI ITALIANI
BEVONO BIRRA
il 59% della birra è consumata
in casa
17.64 milioni di ettolitri consumati
29,5 litri di consumo pro capite
+4,4% rispetto al 2007
-1% rispetto al 2011
-0,4% rispetto al 2011
20
4.2 SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE
Il settore birrario italiano è stato definito “amico dell’ambiente” perché impegnato a
ridurre il proprio impatto ambientale. I produttori di birra hanno migliorato le
proprie performance ambientali attraverso la ricerca dell’efficienza nell’impiego di
energia, acqua e materie prime riducendo emissioni e sprechi.
La birra è sostenibile a partire dalle materie prime utilizzate, tutte naturali (acqua,
cereali, luppolo e lievito). Rispetto a vent’anni fa si è ridotta di circa i due terzi la
quantità di acqua consumata per produrre la birra.
pari alla quantità assorbita in un anno da 600 ettari di bosco
62.000 tonnellate di CO2 non immesse in atmosfera
SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE 2012 vs 1992
meno 9 miliardi di litri di acqua
utilizzata
pari al fabbisogno idrico annuo di una
regione come la Valle d'Aosta
660.000 MJ di energia risparmiata
equivalente al consumo energetico annuo
di 180.000 persone ( abitanti di Parma )
21
Dal 1990 ad oggi, a fronte dell’aumento dei volumi produttivi e della percentuale di
birra in bottiglia, il quantitativo di vetro è diminuito del 20% grazie alla riduzione
dello spessore. Riducendo il peso delle lattine, il quantitativo di alluminio impiegato è
sceso del 40%.
Nel 2012 il 14% della birra venduta in Italia è stata distribuita in fusti, il sistema a
minore impatto ambientale, una percentuale che pochi altri settori possono vantare.
Nel 2012, circa 200 mila tonnellate di trebbie, invece di essere state smaltite in
discarica, sono state destinate all’ alimentazione animale.
4.3 SEGMENTAZIONE DEL MERCATO
Nel mercato della birra i segmenti in crescita, sono le birre dette “Specialità” ed
“Economy” , il dato conferma la crescente diffusione di una cultura birraria più
articolata.
Nei consumi le “Specialità” sono aumentate dal 12,76% del 2011 al 13,40% del 2012, le
“Premium” hanno perso dal 32,65% al 30,34%;. Le “Main Stream” hanno segnato un
lieve calo, pur continuando a rappresentare quasi metà dell’intero mercato. Tutto ciò a
22
vantaggio delle “Economy” (dal 2,12 al 2,23%) e, soprattutto, delle “Private Label” che
hanno aumentato di quasi il 50% la propria quota: dal 4,30% al 6,42%.
Le “Private label” o marche private, sono prodotte da società terze e vendute con il
marchio della società che vende il prodotto. Le birre “Economy” sono di qualità minore,
vendute soprattutto nei supermercati e possiedono un prezzo basso. Le “Premium”
sono caratterizzate da una fascia alta di prezzo, viene maggiormente curata
l’immagine e il packaging, generalmente sono birre di importazione straniera.
Rientrano nella categoria delle “Speciali” le birre che si differenziano dalla classica
lager chiara a media gradazione. Quindi ne fanno parte, ad esempio, tutte le birre ad
alta fermentazione, le birre di colore differente (ambrate, scure..) e i prodotti che
prevedono l’utilizzo di un cereale come il frumento.
4.4 EXPORT
Le principali indicazioni che emergono dall’Annual Report 2012 di AssoBirra mostrano
che nel 2013 è rimasto invariato il valore dell’export che nel 2011 aveva toccato il
record storico di 2 milioni di ettolitri.
Il settore birrario continua a vendere, tanto in Italia (dove la nostra quota ha
superato la soglia del 65%) quanto all’estero (un po’ meno in Europa, un po’ di più
oltreoceano.
1.990.000 ettolitri esportati nel 2012 costituiscono un valore tuttora doppio di
quello registrato nel 2007 (1.068.000 ettolitri). Segno che la birra prodotta in Italia
si pone ormai sul mercato mondiale come un valido rappresentante del apprezzato,
“Made in Italy” agroalimentare.
In termini di destinazioni, rispetto al 2011 è diminuita la quota assorbita dal mercato
UE dal 74% al 66%, fra i Paesi extra-europei, da segnalare le performance di Stati
Uniti (oltre 217.000 ettolitri,+16% sul 2011), Australia (più di 20.000 ettolitri,
+53,8%) e Sudafrica (quasi 205.000 ettolitri, +66%): tutti paesi anglofoni dalla
grande tradizione birraria.
23
Tab. 1 ESPORTAZIONI ITALIANE DI BIRRA (HL)
Regno Unito
2010
2011
2012
1.016.934,82
1.253.491,33
1.040.014,99
7.322,98
6.232.02
Germania
/
Francia
171.346,03
91.183,64
50.703,65
Paesi Bassi
4.694,22
6.559,47
20.536,65
USA
176.545,20
186.946.70
217.472,44
Australia
47.850,98
13.010,13
20.011,41
Sud Africa
67.257,53
130.454,61
204.889,87
24
5. ANALISI DELLA CONCORRENZA
Dopo un’attenta analisi è emerso che gran parte dei birrifici artigianali ubicati in
Lombardia, producono birra ad alta fermentazione. Successivamente è stata
focalizzata l’attenzione su una tipologia di concorrenza “diretta” nell’ambito della
provincia di Monza e Brianza. E’ stata quindi predisposta una scheda di analisi per
conoscere le caratteristiche delle produzioni concorrenti sul nostro territorio.
Si ritiene che Saphirea-15 presenti un’offerta ampia e diversificata che bene si
inserisce nel segmento di mercato delle birre artigianali.
Tab. 1 SCHEDA CONCORRENZA
ANNO DI FONDAZIONE
Birra Gaia
Via Beato Angelico 6
20851 Lissone (MI) - Lombardia
2013
TIPOLOGIA
SITO WEB
Birrificio artigianale
www.birragaia.com
NOME
UBICAZIONE
ANNO DI FONDAZIONE
Brianzabeer
Via Don Luigi Sturzo, 9
20844 Triuggio (MI) - Lombardia
2012
TIPOLOGIA
SITO WEB
Beer Firm
www.brianzabeer.it
NOME
UBICAZIONE
Birrificio Rurale
Via del Commercio 2
20832 Desio (MI) - Lombardia
2009
NOME
UBICAZIONE
ANNO DI FONDAZIONE
TIPOLOGIA
SITO WEB
Birrificio Artigianale
www.birrificiorurale.it
ANNO DI FONDAZIONE
Railroad Brewing Company
Via Gioacchino Rossini, 13
20851 Lissone (MI) - Lombardia
2013
TIPOLOGIA
SITO WEB
Beer Firm
www.drinkrailroad.com
NOME
UBICAZIONE
25
ANNO DI FONDAZIONE
Eretica
Via Libero Grassi 19
20876 Ornago (MI) - Lombardia
2011
TIPOLOGIA
SITO WEB
Birrificio Artigianale
www.birraeretica.it
NOME
UBICAZIONE
ANNO DI FONDAZIONE
Fermentum
Piazza Carrobiolo, 6
20052 Monza (MI) - Lombardia
2009
TIPOLOGIA
SITO WEB
Birrificio Artigianale
www.birradelcarrobiolo.it
NOME
UBICAZIONE
ANNO DI FONDAZIONE
Il Birrino
Via Andrea Doria, 14
20047 Brugherio (MI) - Lombardia
2009
TIPOLOGIA
SITO WEB
Birrificio Artigianale
www.birrino.com
NOME
UBICAZIONE
ANNO DI FONDAZIONE
Irrenhaus
Viale Europa, 84
20832 Desio (MI) - Lombardia
2012
TIPOLOGIA
SITO WEB
Brew Pub
www.birrificioirrenhaus.it
NOME
UBICAZIONE
ANNO DI FONDAZIONE
Manaresta
P.za Risorgimento, 1
20048 Carate Brianza (MI) - Lombardia
2012
TIPOLOGIA
SITO WEB
Birrificio Artigianale
www.birrificiomenaresta.com
NOME
UBICAZIONE
26
5.1 ETICHETTE CONCORRENZA:
Nessuna etichetta della concorrenza utilizza il volto di una persona come la famosa
birra: “baffo d’oro” Moretti. Pertanto utilizzeremo il volto stilizzato di alcuni soci di
Saphirea-15 per le etichette delle birre prodotte.
27
6. ANALISI DEL PRODOTTO
6.1
DIMENSIONAMENTO LOCALI
SAPHIREA-15 è situata a Monza in Via Parmenide 18. L’attività si connota come
microbirrificio di sola produzione e si sviluppa in mq 550.
- La parte interna è suddivisa in aree di seguito dimensionate in base alla capacità
della sala cottura da 5 HL con possibile doppia produzione (tecnica della doppia cotta)
fino a 10 HL per giornata di produzione:
• ZONA MOLITURA: 4 MQ
• ZONA PRODUZIONE MOSTO: 50 MQ
• FERMENTATORI: 150 MQ
• CELLE RIFERMENTAZIONE: 80 MQ
• MAGAZZINO MATERIE PRIME: 70 MQ
• MAGAZZINO NON ALIMENTARE : 30 MQ
• MAGAZZINO PRODOTTO FINITO: 90 MQ
• CENTRALE TERMICA : 5 MQ
• ZONA SERVIZI : 10 MQ
• SALA CONFEZIONAMENTO : 20 MQ
• STANZA ANALISI : 10 MQ
• UFFICI: 10 MQ
• AREA SPILLATURA: 15 MQ
• SPOGLIATOIO: 3 MQ
• BAGNO CON ANTIBAGNO: 3 MQ
METRATURA TOTALE DEL LOCALE = 550 MQ
Lo spazio deve essere ben sfruttabile in altezza in modo da sovrapporre pallet,
malto eccetera. I tank di fermentazione e le stesse sale cottura tendono ad avere
sviluppi in verticale tanto maggiori quanto è più grande la loro capacità.
- La parte esterna comprende:
- PARCHEGGIO CLIENTI, DIPENDENTI, FORNITORI
- PARCHEGGIO COPERTO FURGONE AZIENDALE
- PIAZZALE CARICO E SCARICO
- DEPOSITO COPERTO PER SCARTI DI PRODUZIONE
28
I locali dovrebbero rispettare le seguenti caratteristiche :
– PAVIMENTI LAVABILI
– PARETI LAVABILI
– CANALINE DI SCOLO
– SGUSCIA TRA PAVIMENTI E PARETI
– AREAZIONE ≥ 1/8 SUPERFICIE O FORZATA
– ILLUMINZAIONE IDONEA
– LAVELLO CON PEDALINA IN ZONA DI PRODUZIONE
– BAGNO CON ANTIBAGNO ATTIGUA ALLA ZONA DI PRODUZIONE
– SPOGLIATOIO CON ARMADIETTI
– MAGAZZINO MATERIE PRIME SEPARATO DALLA ZONA DI PRODUZIONE
- ALTEZZA SUPERIORE A 2,5 MT MEGLIO SE ≥ 3 MT
- FORNITA DI ACQUA POTABILE
- FORNITA DI SCARICHI CON FOSSA DI RACCOLTA
6.2 PRODOTTO OFFERTO
La Legge 1354/1962 suddivide le birre in 5 categorie, corrispondenti al grado
saccarometrico, che indica la quantità di zucchero (estratto) sciolto in 100 grammi di
mosto prima della sua fermentazione.
Grado saccarometrico e titolo alcolometrico volumico sono strettamente collegati:
moltiplicando il grado di fabbricazione per circa 0,4, si ottiene il grado alcolico
approssimativo della birra.
Tipi
di birra
Grado
di fabbricazione
Titolo
Alcolometrico
Birra analcolica
Birra leggera
(light)
Birra
Birra speciale
Birra doppio
malto
3-8
5-10,5
> 10,5
> 12,5
> 14,5
<1,2
1,2-3,5
> 3,5
> 3,5 (in genere > 5)
> 3,5 (in genere > 6/6,5)
29
Di seguito una illustrazione degli stili di birra:
-Abbazia. Belghe e olandesi nate nelle abbazie hanno in comune il doppio malto.
Distinte per il numero di fermentazioni subite, sono in genere corpose e di forte
contenuto alcolico.
-Ale. Stile prodotto soprattutto in Gran Bretagna, da malto d’orzo con lieviti ad alta
fermentazione, di moderato contenuto alcolico.
-Blanche. Primi produttori furono i monaci del Brabante che impiegarono orzo,
frumento e avena. Trovandosi a contatto con i commercianti olandesi utilizzavano
ingredienti provenienti dal Nuovo Mondo, fra cui il coriandolo e la buccia di arancia.
-Bock. E’ una birra a bassa fermentazione, doppio malto chiara e forte che si ritrova
nell’area germanico alpina e in Olanda.
-Lager. E’ un insieme di stili comprendenti le birre a bassa fermentazione.
Il nome deriva dal termine tedesco“Lager” deposito, cantina. La Lager è una birra
chiara di media alcolicità,
-Pils. Prende il nome dalla città boema di Plzen. Birra a bassa fermentazione che si
caratterizza per l’aroma floreale e la schiuma abbondante.
-Weizen. Popolarissima in Baviera, la Weizen è una birra fresca e dissetante, a base di
malti d’orzo e di frumento. Le Weizenbier sono dette anche Weissbier (birre bianche)
per l’aspetto torbido lattiginoso causato dai lieviti che rimangono in sospensione.
Saphirea-15 produrrà cinque tipi di birra artigianale:
- CITRYNITAS: tipo Ale. La gradazione varia dal 3 al 4 % di volume alcolico.
- NIGREDO: tipo Bock scura. La gradazione varia dal 6 al 7 % di volume alcolico.
- ALBEDO: tipo Weizen. La gradazione è circa il 5% di volume alcolico.
- RUBEDO: viene utilizzato il farro. La gradazione è circa il 4 % di volume alcolico.
- 95 SPECIAL: tipo speciale di colore chiaro ad alta gradazione alcolica.
30
6.3 MATERIE PRIME
La birra è il risultato della fermentazione alcolica del mosto che contiene gli
zuccheri estratti dal malto d'orzo o altri cereali. Le materie prime sono:
Acqua: la sua presenza nella birra finita oscilla fra il 90 e il 93%.
Cereali: il più utilizzato è l’orzo ma vengono impiegati anche frumento, riso,
segale e mais. Da esso si ricava il malto d’orzo, sostanza base ottenuta dalla
germinazione dell’orzo e successiva essicazione.
Luppolo: pianta i cui fiori femminili contengono sostanze aromatiche e resinose
che conferiscono alla birra il caratteristico amaro. Il luppolo contiene tannini,
oli, alfa acidi;con proprietà antisettiche e conservanti.
Lieviti: funghi unicellulari responsabili della trasformazione degli zuccheri in
alcol e anidride carbonica.
Esistono due tipologie di birra e modi di produzione: le birre ad alta
fermentazione e a bassa fermentazione. Il processo viene determinato dal tipo
di lievito utilizzato:
Per l’alta fermentazione si usa saccharomyces cerevisiae attivo fra T °C tra 16°
e 23° C. Durante il processo i lieviti salgono in superficie.
La bassa fermentazione è prodotta dal saccharomyces carlsbergensis che
fermenta fra T °C 5 e 8°. I lieviti si depositano sul fondo e l’anidride carbonica
rimane nella birra.
31
6.4
14
SCHEMA DI PRODUZIONE (1 HL DI BIRRA)14
“Annual report 2012” AssoBirra.
32
6.5
PROCESSO PRODUTTIVO
Il malto d'orzo viene macinato in un mulino e
trasferito nel tino di
ammostamento che contiene acqua calda il rapporto di miscelazione è di circa
1:4. Si porta la temperatura dai 40 °C iniziali a circa 75 °C e durante il
riscaldamento si rispettano pause di temperatura necessarie per l’attività degli
enzimi.
Si trasferisce il mosto nel tino di filtrazione per trattenere le trebbie solide.
Il mosto limpido va al tino di bollitura. Si porta ad ebollizione per 2 ore
(sterilizzazione) e si aggiunge in momenti diversi il luppolo.
Si procede con il Whirlpool che mettendo in movimento circolare il mosto,
permette ai solidi in sospensione (proteine coagulate) di depositarsi al centro
del tino di bollitura.
Il mosto è trasferito al tino di fermentazione e viene raffreddato nel più breve
tempo possibile (per evitare batteri indesiderati) fino a circa T= 25 °C (nel
caso bassa fermentazione T=10 °C). Si procede all'inoculo dei lieviti.
Il processo di trasformazione degli zuccheri in alcol deve avvenire a
temperatura controllata tramite sistemi di raffreddamento del fermentatore.
In circa 7 giorni avviene la fermentazione principale a cui deve seguire un
periodo di maturazione detto fermentazione secondaria che può durare da
pochi giorni ad alcune settimane e che può avvenire in un altro tino, detto
maturatore. La birra pronta può essere diretta all’imbottigliamento,
all'infustamento o la mescita diretta.
Se si utilizzano tini di fermentazione a “tenuta” l'anidride carbonica che si
sviluppa durante la fermentazione non si perde. Se si utilizzano tini di
fermentazione “aperti” l’anidride carbonica si libera nell'atmosfera passando
attraverso un gorgogliatore. In questo caso occorre “carbonatare” (gasare) la
birra ricorrendo ad una “rifermentazione” in bottiglia o fusto.
33
6.6
SCHEMA IMPIANTO
Legenda: D1 silo malto e cereali; D2 caldaia di miscela; D3 tino di filtrazione; D4 caldaia di cottura
e luppolazione; D5 sedimentatore; R fermentatore; D6 serbatoio di maturazione; DF filtro a piatti;
Pv vaglio; PM mulino a cilindri; PJ eiettore per trasporto pneumatico; G pompe; EP scambiatore a
piastre; G pompa; P ventilatore.
6.7
DIMENSIONAMENTO IMPIANTO
Settimane produttive annue: 48
Capacità caldaia di cottura (per cotta): 5 HL
Numero di cotte settimanali: 2 (incrementabili come da business plan allegato)
Volume di produzione annua e volume di produzione annua al netto dell’evaporazione
sono consultabili nel business plan.
Tipo di fermentazione: alta 18/22°C, 4-10 giorni.
Maturazione : a freddo 7 giorni.
Numero di fermentatori considerando il possibile ampliamento produttivo: 15 da 1,2
HL tipo combitank (fermentatore e maturatore).
Si quantifica lo stazionamento massimo della birra prodotta all’interno del
fermentatore in un tempo di 4 settimane.
POSSIBILITA DI AUMENTO PRODUTTIVO:
Tramite la tecnica della doppia cotta, consultabile nel business plan.
34
6.8
PRINCIPALI ATTREZZATURE
- mulino a cilindri (Fig. 1)
-eiettore per trasporto pneumatico
- silo malto e cereali; (Fig.2)
- caldaia di miscela; (Fig. 2)
- tino di filtrazione; (Fig. 3 dx)
- caldaia di cottura ; (Fig. 3 dx)
- sedimentatore Whirlpool; (Fig. 3 dx)
- fermentatori/maturatori; (Fig.5 sx)
- pompe;
- scambiatore a piastre; (Fig. 4)
-ventilatore
- generatore di vapore
- centrale frigorifera
- gruppo trattamento acqua
- aria compressa
- linea imbottigliatrice
-linea infustatrice
-cella frigorifera (Fig. 6)
-tubi flessibili, fissi
- strumenti di misura e controllo(termometri, ph metro, densimetri, manometro)
Fig. 1
Fig. 2
35
Fig. 3
Fig.5
Fig. 4
Fig. 615
Fig. 1-6: Per gentile concessione del: “BIRRIFICIO RURALE” via del commercio 2,
Desio (MB). Foto scattate durante la visita della 5BLT.
15
36
7. COMUNICAZIONE DEL PRODOTTO
Il piano commerciale e promozionale è indirizzato ad un target differenziato di
conseguenza sono stati creati mezzi informativi di differenti tipologie. Gli strumenti
individuati per far conoscere la struttura e il prodotto sono:







Volantini
Pieghevoli
Manifesti
Biglietti da visita
Comunicati stampa
Quotidiani locali
Sito WEB
7.1 COMUNICATO STAMPA
E’ stato predisposto dal socio Tommaso Scalchi una bozza di testo che riassume la
storia della nostra idea da utilizzare come possibile comunicato stampa:
Come ogni giovedì la classe 5B liceo scientifico dell'Istituto Mapelli di Monza si recò nel
laboratorio di Chimica . Si prospettava un'ordinaria lezione di Biologia: Il professore si avviò
alla postazione da dove solitamente spiega il lavoro da svolgere nell'ora, in attesa di istruzioni
non potemmo che notare una luce nei suoi occhi: capimmo che non sarebbe stata una lezione di
Biologia come tutte le altre. "Ragazzi, vi va di fare una IFS?". " Dai ragazzi, vuol dire Impresa
Formativa Simulata!": una grande opportunità che si profilava davanti ai nostri occhi.
Noi studenti rimanemmo affascinati da questo progetto, soprattutto quando sapemmo che
avremmo prodotto birra! Produrre birra artigianale tutti insieme ma tutti con compiti diversi:
una vera azienda. C'è chi è stato incaricato di stendere il business plan, il comunicato stampa,
l'organigramma, ideare il design delle etichette ecc.
Il professore contattò vari artigiani locali, trovando in loro un forte interesse nel vedere
iniziative nel settore agro-alimentare da parte di una scuola che ha deciso di avviare l'omonimo
corso di studi.
Immediata e appassionata fu la collaborazione di Pietro Fontana, mastro birraio del birrificio
artigianale Carrobiolo di Monza.
Alcuni valorosi studenti della 5B andarono in due birrifici artigianali per scoprire trucchi e
segreti del mestiere. Da queste esperienze ricavammo grandi quantità di materiale fotografico
e cognitivo, utile per comprendere nel dettaglio le procedure di produzione della birra.
Organizzammo incontri formativi con esperti del settore per redarre il business plan.
37
L'intera iniziativa ebbe grande eco nell'ambiente giornalistico locale. "Mapelli, la 5B va a tutta
birra. Quando farla è meglio che berla" e "L'istituto Mapelli va a tutta birra, ma solo
artigianale" e "A scuola si insegnerà a fare anche la birra", titolavano i giornali locali.
"Saphirea 15" è il nome della nostra IFS, è stata un'occasione di crescita professionale e
umana, con studenti che hanno appreso nozioni di economia aziendale e non e che, pur
conoscendosi ormai da 5 anni, hanno avuto modo di stare ancora una volta a stretto contatto e
supportarsi in un'esperienza nuova per tutti.
(Tommaso Scalchi)
Inoltre per verificare praticamente la strategia abbiamo indetto una conferenza
stampa presso il nostro istituto dando notizia della nostra idea che ha portato
all’uscita di articoli sui principali giornali locali:16
16
Quotidiani locali di Monza e Brianza: “Cittadino” e “Il Giornale” del 26/11/2013, “Il Giorno,” 21/11/2013.
38
39
40
7.2
BUDGET DEL PIANO COMUNICAZIONALE17
VOCE
COSTI (euro)
PROGETTAZIONE GRAFICA
(immagine coordinata aziendale e logo)
3000
PROGETTAZIONE ETICHETTA
3000
Stampa 100 copie
50
VOLANTINI A4
Stampa 100 copie
20
PIEGHEVOLI
Stampa 100 copie
80
BIGLIETTI DA VISITA
Stampa 100 copie
25
COMUNICATI STAMPA
Composizione grafica
autoprodotto
Pubblicazione (mezza pagina) su giornali locali
300
SITO INTERNET
gratuito
Composizione grafica
2500
Dominio (scuola)
gratuito
TOTALE
17
8975
Fonte quotazioni: AZNOM srl Monza.
41
7.3 IL LOGO
7.4 IL BIGLIETTO DA VISITA
42
7.5 LA CARTA INTESTATA
43
8. STRUTTURA GIURIDICA E ORGANIZZATIVA
La classe 5BLS ha deciso di dar vita a una società a responsabilità limitata (SRL) dopo
un’attenta analisi degli aspetti economico/finanziari della idea di impresa e di
riscontro della concorde volontà delle parti di privilegiare la limitazione delle
responsabilità patrimoniali dei soci.
Rappresentando la forma più flessibile e diffusa tra le società di capitali, destinata ad
imprese di dimensioni ridotte, come disciplinato nel Codice Civile dagli articoli 24622483.
Tale modello di S.r.l gode di massima autonomia statutaria, in quanto manca un modello
precedente alla legge di riferimento per tali società.
Il nuovo modello di S.r.l. si colloca infatti al confine tra le società di persone e le
società per azioni non quotate, in sostanza la nuova Srl condivide i vantaggi delle
società personali in termini di snellezza e semplicità, senza, rinunciare al beneficio
della limitazione della responsabilità dei soci.
Sono state definite le seguenti cariche societarie:
Presidente: Federico Zangari
Vicepresidente: Federico Corso
Consiglio di Amministrazione: Lorenzo Ferrari, Luca Sala, Roberta Vadruccio
Revisore: Francesco Taddia
Responsabile sicurezza: Marco Malegori
Sono state inoltre individuate le diverse attività funzionali ed i relativi responsabili:
Funzione Commerciale e Comunicazione: Tommaso Scalchi
Funzione Amministrativa e Approvvigionamento: Alessandro Comi
Funzione Personale: Cristian Armiero
Funzione Produzione: Michele Brambilla
Controllo qualità: Matteo Nava, Alessandro Taddia
44
8.1 ORGANIGRAMMA
45
9. OBIETTIVI E STRATEGIE
9.1 BREVE TERMINE (1° esercizio di attività)
OBIETTIVI
Le aspettative per il primo esercizio sono nel complesso molto soddisfacenti; si
prevede di conseguire un risultato operativo positivo di circa 60.000 € attraverso
l’utilizzo ottimale delle risorse finanziarie ed umane (soci lavoratori)
ma,
soprattutto, grazie alla previsione di distribuire 1.133 bottiglie già dal primo anno per
un totale di 408 HL.
L’obiettivo principale dovrà quindi essere quello di raggiungere i “clienti campione”,
ovvero quella fascia di mercato che, sulla base di accurata indagine, ha manifestato
interesse al prodotto.
STRATEGIE
Per raggiungere gli obiettivi prefissati nel breve termine verrà adottata un’efficace
strategia di comunicazione per diffondere un’immagine “vincente” del prodotto,
Il piano di comunicazione si prefigge l’obiettivo di evidenziare le peculiarità che
differenziano il prodotto rispetto alle produzioni industriali ma anche rispetto alle
altre birre artigianali già presenti sul mercato e creare le premesse per soddisfare e
fidelizzare la potenziale clientela.
Le linee guida del piano di comunicazione prevedono attività brillanti, che emergano,
che diano alla marca una spinta ed abbiano un impatto cumulativo nel corso del tempo;
il tutto, ovviamente, con il vincolo delle risorse finanziarie. Si cercherà di mettere a
frutto soprattutto le potenzialità del web (social network, social media).
46
9.2 MEDIO E LUNGO TERMINE
OBIETTIVI
L’obiettivo principale per il secondo e il terzo esercizio gestionale è di incrementare il
e consolidare il fatturato garantendo livelli di redditività tali da consentire sia la
copertura dei costi fissi , sia una adeguata remunerazione ai soci lavoratori.
Sulla base del business plan elaborato, di seguito riepiloghiamo il risultato operativo
lordo atteso.
Risultato operativo atteso
Secondo anno
Terzo anno
153.000
243.000
Gli obiettivi a lungo termine sono finalizzati ad incrementare i ricavi gestionali
attraverso un ampliamento e diversificazione sia dei prodotti base che dei servizi
aggiuntivi al cliente che consentano di migliorare il posizionamento sul territorio
non solo di Monza ma anche della Lombardia. L’incremento dei risultati gestionali
potranno così garantire un buon livello di remunerazione del capitale investito.
STRATEGIE
Le strategie previste per il medio e lungo termine saranno innanzitutto finalizzate a
diversificare i prodotti più richiesti dalla clientela “ascoltando” il cliente ed i suoi
gusti, ovvero offrire prodotti che rafforzano il marchio; ad esempio “produzioni”
limitate.
47
10. PREVISIONI ECONOMICHE-FINANZIARIE
Le previsioni economico-finanziarie per i primi tre anni, relative a SAPHIREA 15,
risultano essere le seguenti:
(importi in migliaia di €)
Voce
Primo anno
Secondo anno
Terzo anno
Fatturato Netto
270
406
541
Costi di produzione
-92
-133
-176
Costi Fissi
-118
-120
-121
60
153
244
Reddito operativo
Le previsioni, sia dei costi di produzione che dei costi fissi, si basano su stime
derivanti da informazioni acquisite o su valutazioni ottenute in base a valori correnti.
Negli esercizi successivi si prevede una crescita del fatturato totale che riflette la
tipologia del prodotto offerto e che vede un incremento maggiore da primo al secondo
anno pari al 50 % e un consolidamento dal terzo anno che si attesta sul 33 %.
La previsione economica evidenzia un andamento superiore a quello denotato dal
fatturato grazie alla sostanziale invariabilità dei costi fissi e quindi ad un sempre
migliore impiego delle potenzialità dei fattori produttivi fissi (impianti, ecc.).
Infatti si registra un incremento dal primo al secondo anno pari al 155 % e un risultato
consolidato al 59 % per il terzo anno.
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