Osservatorio dell`Industria Italiana dell`Automazione e Misura

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Osservatorio dell`Industria Italiana dell`Automazione e Misura
Osservatorio
dell’Industria Italiana
dell’Automazione e Misura
Maggio 2013
ANIE Automazione
Osservatorio
dell’Industria Italiana
dell’Automazione e Misura
Maggio 2013
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Osservatorio dell’industria italiana dell’Automazione e Misura
Cari Lettori,
il 2012 che ci lasciamo alle spalle è stato un anno
difficile e quello attuale non sembra orientato ad una inversione di tendenza. Ciononostante, il comparto dell’Automazione industriale, manifatturiera e di processo mostra appieno
la sua vitalità in termini di innovazione e tecnologia, due concetti che le nostre aziende associano costantemente e doverosamente. I mercati su cui operiamo sono d’altra parte il
riflesso di una situazione economica ed industriale difficile, di
una produzione industriale in continuo calo rispetto non solo
alle punte del 2008 ( -25%) ma ancora significativamente al
di sotto del 2005 ( -15%ca); l’export, che pur sempre è stato
un elemento trainante negli ultimissimi anni, ha visto una forte contrazione nell’ultimo semestre in particolare verso i maturi mercati europei e l’estremo oriente,
mentre più sostenuto è stato l’andamento nelle Americhe. In questo contesto difficile, instabile e
fortemente competitivo le nostre aziende hanno operato con successo, contribuendo alla tenuta del
comparto con un calo medio del fatturato di circa il 7%, ugualmente modesto se confrontato con la
situazione al contorno o con altri mercati affini come, ad esempio, le infrastrutture. Una fase di assestamento era in ogni caso prevedibile dopo due anni di forte crescita complessiva superiore al 30%
anche se manteniamo una giusta preoccupazione sull’evoluzione del corrente anno auspicando una
contenuta ma probabile ripresa nel 2014.
Alcune tematiche che hanno sostenuto la ripresa del comparto e di cui ci siamo occupati anche negli
scorsi Osservatori - come ad esempio il solare - hanno mostrato i limiti di una politica energetica lacunosa, mentre altre, come le tecnologie riguardanti l’efficienza energetica e le smart grid, oggi non
rappresentano ancora un consistente elemento del mercato cui ci rivolgiamo anche per la estrema
difficoltà di accedere a risorse finanziare ed investimenti pubblici. E’, invece, sempre più marcato il
trend che evidenzia la richiesta dei mercati e dell’utilizzatore finale di “prodotti” industriali, come un
automobile, o “prodotti” di uso quotidiano, come la pasta o semplicemente un oggetto di plastica,
maggiormente personalizzabili e dedicati, attraverso l’evoluzione tecnologica di linee di produzione
sempre più flessibili, modulari, efficienti, con rapido time-to-market. Questo comporta mantenere alti
gli investimenti in innovazione tecnologica da parte di tutte le aziende del nostro settore per garantire
al mercato ed alla sua clientela una innovazione accompagnata alla competitività e alla produttività
necessaria. Come Associazione è quindi importante concentrare gli sforzi, lavorando come comparto,
al fine di supportare la nostra filiera nel suo sviluppo, rafforzare il legame tra le differenti realtà dell’impresa “Automazione” che diano contributo all’evoluzione tecnologica atta alla gestione di processi
produttivi flessibili e veloci. Con determinazione stiamo quindi operando l’allargamento del perimetro
di ANIE Automazione dando vita, dopo la meccatronica, al nuovo gruppo sul controllo di processo che
include la strumentazione, la sensoristica di processo ed i sistemi di controllo a logica distribuita, considerando anche la naturale evoluzione sempre più vicina dei PLC e delle architetture aperte. Non ultimo
vorremmo affrontare le tematiche relative all’Industrial software che maggiormente consentiranno, in
un ottica di virtual manufactoring, il legame tra la progettazione e la simulazione e la realizzazione in
termini meccatronici ed elettronici dei processi produttivi. Questa è a nostro avviso la nuova frontiera
dell’Automazione a cui ben volentieri - siamo convinti - tutte le nostre aziende contribuiranno attraverso il loro percorso di innovazione tecnologica.
Giuliano Busetto
Presidente ANIE Automazione
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Osservatorio dell’industria italiana dell’Automazione e Misura
INDICE
Introduzione 7
01. I principali comparti dell’Automazione Industriale in Italia
Il punto di vista delle aziende di ANIE Automazione
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02. L’industria italiana dell’Automazione e Misura
Principali tendenze nel 2012
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03. Note di approfondimento 41
L’automazione e il controllo di processo
04. Soci di ANIE Automazione
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Osservatorio dell’industria italiana dell’Automazione e Misura
Introduzione
Ad ANIE Automazione aderiscono le imprese, piccole medie e grandi, produttrici di beni e di servizi operanti nel campo dell’automazione dell’industria manifatturiera, di processo e delle reti di
pubblica utilità. ANIE Automazione è una delle 11 Associazioni di settore di ANIE – Federazione
Nazionale delle Imprese Elettrotecniche ed Elettroniche, aderente a Confindustria.
L’Associazione attraverso i suoi Gruppi rappresenta, sostiene e tutela le aziende che svolgono
attività nei seguenti comparti merceologici:
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Automazione di processo
Azionamenti Elettrici
Componenti e Tecnologie per la misura e il controllo
HMI-IPC-SCADA
Meccatronica
PLC-I/O
Telecontrollo, Supervisione e Automazione delle Reti
Telematica applicata a Traffico e Trasporti
UPS – Gruppi Statici di Continuità
ANIE Automazione si propone di favorire lo sviluppo delle imprese e, in particolare:
• svolge un’azione di tutela e di rappresentanza delle imprese nei confronti delle Istituzioni,
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della Pubblica Amministrazione e della società in generale;
risponde in maniera qualificata a quesiti legali e tecnico-normativi grazie alla competenza
degli esperti dei Servizi Centrali Legale, Ambiente e Tecnico-Normativo di ANIE. Per quanto
riguarda le normative internazionali, ANIE Automazione è iscritta al CEMEP (European Committee of Manufactures of Electrical Machines and Power Electronics);
fornisce ai propri Soci un servizio di raccolta ed elaborazione dei dati di mercato in collaborazione con il Servizio Centrale Studi Economici di ANIE.
incentiva la ricerca e l’innovazione quale fattore indispensabile allo sviluppo del Sistema
Paese;
promuove la visibilità del settore nel più ampio contesto economico e fornisce un servizio
di informazione e assistenza sui temi strategici di interesse del comparto anche attraverso
eventi, fiere, convegni e corsi di formazione.
supporta l’internazionalizzazione delle imprese tramite le iniziative del Servizio Centrale
Internazionalizzazione di ANIE
realizza pubblicazioni di carattere tecnico-divulgativo e di approfondimento sui mercati di
riferimento.
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ANIE Automazione
Automazione di processo
L’industria di processo comprende tutte le applicazioni che provvedono alla trasformazione chimico-fisica della materia prima, cioè tutto quanto attiene alla produzione di materiali e di servizi
di base. Il Gruppo rappresenta le aziende specializzate nella strumentazione industriale di misura
e di controllo in campo, in analizzatori di gas e liquidi, sistemi di controllo di processo, attività di
consulenza e ingegneria e Service.
Azionamenti Elettrici
Presidente: Paolo Colombo
Il Gruppo Azionamenti Elettrici riunisce le principali aziende operanti nel settore dei convertitori,
inverter e servoazionamenti.
Tra le principali attività, si segnalano le iniziative volte alla promozione della cultura dell’efficienza
energetica e dell’innovazione tecnologica; la definizione della normativa tecnica; il costante monitoraggio del mercato sia italiano che europeo e la partecipazione al Working Group Variable Speed
Drives del CEMEP.
Componenti e Tecnologie per la misura e il controllo
Presidente: Andrea Bianchi
Il Gruppo Componenti e Tecnologie per la misura e il controllo è composto da aziende specializzate nel settore della sensoristica e del controllo.
Il Gruppo è suddiviso nei Sottogruppi Encoder, RF-ID, Safety, Sistemi di Visione e Wireless Industriale le cui attività si articolano su aree tematiche, quali l’analisi del mercato, gli aspetti tecnici
connessi alla tecnologia, la promozione e la comunicazione.
HMI-IPC-SCADA
Presidente: Mauro Galano
Al Gruppo HMI-IPC-SCADA aderiscono le aziende operanti nel campo delle soluzioni che permettono all’operatore di avere il controllo del sistema attraverso la visualizzazione delle informazioni
dello stato macchina, la gestione delle emergenze, l’impostazione di parametri atti a definire i cicli
di lavorazione e la reportistica dei dati.
Oltre alle attività di promozione che si concretizzano nella realizzazione di documentazione tecnica e convegni, il Gruppo dedica particolare attenzione alla rilevazione del mercato.
Meccatronica
La meccatronica, area di convergenza tra le tecnologie dell’elettronica, della meccanica e dell’in-
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formatica, rappresenta un comparto trasversale di grande interesse per i Soci ANIE Automazione.
Al Gruppo Meccatronica aderiscono le aziende che realizzano componenti e soluzioni meccatroniche destinate ai produttori di macchine. All’interno del Gruppo è quindi rappresentato un ampio
ventaglio di prodotti, hardware e software, con particolare attenzione al mondo del motion control.
PLC-I/O
Presidente: Roberto Motta
Al Gruppo PLC-I/O aderiscono le aziende che rappresentano il settore dei Controllori Logici Programmabili, delle reti industriali e bus di campo, dei sistemi di connessione; interfacce e moduli
d’ingresso uscita digitali/analogici; software di configurazione, programmazione, debug e diagnostica.
In particolare, il Gruppo monitora l’evoluzione del mercato e promuove la tecnologia attraverso la
realizzazione di pubblicazioni e la partecipazione ad eventi.
Telecontrollo, Supervisione e Automazione delle Reti
Presidente: Antonio De Bellis
Al Gruppo Telecontrollo, Supervisione e Automazione delle Reti aderiscono le principali e più qualificate aziende impegnate nella realizzazione di sistemi di telecontrollo per le reti di pubblica utilità
(distribuzione elettrica e del gas, ciclo completo delle acque: idropotabile, reflue-depurazione,
irrigazione, monitoraggio ambientale).
Il Gruppo organizza da oltre vent’anni il convegno nazionale biennale del Telecontrollo e opera al
fine di presidiare e promuovere lo sviluppo dei temi tecnologici e di mercato propri del settore.
Telematica applicata a Traffico e Trasporti
Presidente: Roberto Moro
La missione del Gruppo è orientata allo sviluppo e alla diffusione della conoscenza dei sistemi,
delle tecnologie e dei dispositivi applicabili al controllo e alla sicurezza del traffico stradale e dei
trasporti passeggeri e merci. Qualità dell’ambiente e gestione ottimizzata degli impianti e delle
infrastrutture di traffico sono due tra i principali obiettivi delle aziende del Gruppo.
Gruppi statici di Continuità - UPS
Presidente: Alberto Sciamè
Il Gruppo UPS di ANIE Automazione è costituito dai principali e più qualificati costruttori di sistemi
di continuità. Tra le iniziative del Gruppo, per lo sviluppo del settore, si ricorda la pubblicazione di
diverse guide tecniche nazionali ed europee per la scelta dell’UPS ed il monitoraggio del mercato
nazionale ed europeo, quest’ultimo attuato attraverso la partecipazione al Working Group UPS del
CEMEP.
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Osservatorio dell’industria italiana dell’Automazione e Misura
I principali comparti dell’automazione industriale
Il punto di vista delle Aziende di ANIE Automazione
01
Questo capitolo arricchisce l’Osservatorio con alcune considerazioni emerse nell’ambito dei gruppi
di lavoro di ANIE Automazione ed è pertanto il risultato della professionalità e dell’esperienza di
chi opera quotidianamente nel settore.
I temi presi in esame, poiché ritenuti di particolare interesse e attualità, sono le reazioni del mercato di appartenenza alla crisi economica e i segmenti tecnologici in grado di trainare la ripresa; la
disoccupazione e i presupposti per tornare ad investire in capitale umano. Ai Presidenti dei diversi
Gruppi, inoltre, è stata chiesta una sintesi delle principali attività svolte e in fase di realizzazione.
Paolo Colombo
Presidente Gruppo Azionamenti Elettrici
Il 2012 si è chiuso per il nostro settore con una contenuta
flessione rispetto all’anno precedente, a fronte di previsioni
che a fine 2011 non erano per nulla ottimistiche. Il mercato degli azionamenti e, più in generale, dell’automazione
industriale nel 2012 ha tenuto quindi meglio del previsto
e il leggero calo è da considerarsi piuttosto normale, visti i
livelli record di fatturato raggiunti nel 2011.
Questo conferma ancora una volta quanto fare previsioni
sia ormai un esercizio davvero complicato, in un quadro generale che resta difficile e con scarsa visibilità sui mesi a venire.
Per una stima dell’andamento nel 2013, le incognite che si profilano sono il rallentamento delle
economie dei Paesi BRIC (Brasile, Russia, India e Cina) che hanno sostenuto finora la domanda con
tassi di crescita a due cifre; una situazione europea ancora molto statica e una situazione italiana
che appare sempre più critica. A questo aggiungiamo la ormai costante difficoltà di accesso al
credito, che affligge in modo particolare le PMI.
La previsione, o meglio la speranza, per la maggior parte degli attori nel nostro mercato è una
sostanziale stabilità nel 2013, con un moderato ottimismo per gli ultimi mesi dell’anno. Resteranno fondamentali come mercati di sbocco i settori della meccanica strumentale, in particolare il
packaging e le macchine utensili, dove la tecnologia italiana consente di mantenere una posizione
di leadership nel mondo.
A fronte dell’instabilità economica e dell’incertezza politica che ancora caratterizzano i primi mesi
del 2013, appare molto arduo che si metta mano, nel corso dell’anno, a riforme incisive sul mercato del lavoro o ad interventi, come ad esempio sul cuneo fiscale, che possano ridare fiato alle
aziende e permettere loro di investire in capitale umano.
Crediamo quindi che in questa fase sarà ancora più importante per le aziende concentrarsi sul miglioramento e la formazione continua del personale ed intervenire sui propri modelli organizzativi,
per poter rispondere al meglio alle esigenze della globalizzazione. In questo le iniziative formative
di ANIE si propongono come un’utile integrazione alle attività di training interno.
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ANIE Automazione
Le rilevazioni di mercato sono senza dubbio tra le principali attività del Gruppo che vanta una
rappresentatività molto elevata, che permette di stimare con ottima approssimazione il mercato
italiano degli inverter e dei servo azionamenti. Dal 2013 anche la rilevazione dei motori brushless,
considerati parte integrante di un sistema “servo”, viene condotta all’interno del Gruppo Azionamenti, completando e rendendo ancora più precisa la stima dei trend nei diversi settori di mercato, per tipologia di prodotto, per canale di vendita e per distribuzione geografica.
Sempre riguardo all’attività di monitoraggio del mercato, sono già stati avviati dei gruppi di lavoro per ricalibrare le rilevazioni sui prodotti, a fronte delle evoluzioni tecnologiche comuni a tutti
i grandi costruttori: l’affermazione sul mercato dell’inverter “universale” (utilizzabile per sistemi
asincroni e servo), le opzioni “safety” integrate, la sempre maggiore offerta di soluzioni modulari
con la presenza di componenti anche decentralizzati richiedono una revisione delle rilevazioni statistiche, per fotografare meglio il mercato nelle sue componenti. Tali presupposti consentiranno
senz’altro, nel tempo, di allargare il panel anche ad altri operatori del mercato.
Resta alta l’attenzione e l’impegno dell’Associazione in materia di “Energy Saving” anche in vista dell’approssimarsi del 2015, data di entrata in vigore della seconda tranche di provvedimenti
previsti dal Regolamento europeo sull’efficienza energetica. Questa fase, che vedrà l’utilizzo degli inverter obbligatoriamente associati ai motori di efficienza “IE2” (attualmente lo standard di
mercato), richiederà dei chiarimenti in sede CEMEP e di Commissione Europea sulle modalità di
applicazione e una successiva informazione verso il mercato.
Proseguirà, sulla scia dei lavori iniziati dalla precedente presidenza del Gruppo, la collaborazione
con le principali Associazioni dei costruttori di macchine finalizzata alla realizzazione ed implementazione di iniziative di interesse comune.
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Osservatorio dell’industria italiana dell’Automazione e Misura
Andrea Bianchi
Presidente Gruppo Componenti e Tecnologie
per la misura e il controllo
Instabilità politica ed economica: un concetto che sentiamo
ripetere sempre più spesso. La crisi purtroppo continua a
mordere anche il settore dell’automazione e dei processi
automatizzati, che pure sta conquistando settori applicativi sempre più diversificati, affermandosi come uno degli
ingredienti strategici di una prossima ripresa. Ma la crisi segna ancora profondamente alcuni Paesi europei, dove più
che altrove si registra un’offerta del credito ancora asfittica,
un mercato del lavoro ingessato, e una domanda interna stagnante.
Nel 2012 accanto ai persistenti segnali di crisi si intravedeva anche una dinamicità sull’attività
verso l’estero, il 2013 conferma questa capacità di internazionalizzazione del comparto ma anche
il languire della domanda interna e la perdita di marginalità sui prodotti. Per quanto sia difficile ad
oggi formulare previsioni accurate in merito agli andamenti dell’anno in corso, ben difficilmente il
settore nel suo complesso potrà andare incontro a scenari di crescita. Secondo un recente Focus
economico di ANIE, le proiezioni per il primo semestre 2013 danno un fatturato interno ancora in
calo per le piccole medie imprese, che costituiscono la spina dorsale del sistema Italia.
Pure in queste condizioni difficili, il nostro comparto non è stato a guardare, alla costante ricerca di
nuovi sbocchi commerciali, alleanze nella filiera produttiva e investimenti nei segmenti tecnologici
più promettenti, nel marketing, nella formazione e nella ricerca e sviluppo. Al punto che quasi
la metà del campione delle imprese del comparto elettrotecnico ed elettronico dichiara di voler
investire nel primo semestre di quest’anno più del corrispondente semestre dell’anno scorso. Un
segnale positivo, che testimonia la voglia di uscire dallo stallo che ormai perdura dal 2009.
La prima reazione in molte realtà produttive del nostro Gruppo (costituito dai settori Encoder, Safety, Visione e Wireless) è stata di darsi una valenza più internazionale. Nonostante la situazione,
infatti, alcuni spunti positivi arrivano dalla capacità delle nostre imprese di aggiudicarsi commesse
e clienti esteri. Solo operando in mercati in crescita, come il Sud America o una parte dell’Asia,
si riesce a contrastare la crisi. Non potendo fronteggiare con la sola arma del prezzo i costruttori
asiatici, si cerca di far leva sull’aumento del gap tecnologico. Certo la valutazione di poter accedere
a nuovi mercati non è affatto semplice: le variabili da tenere in considerazione per gli andamenti
di mercato sono ormai troppe e con dinamiche in buona parte imprevedibili.
Quanto all’individuazione dei segmenti tecnologici che potrebbero trainare la ripresa, è senz’altro
possibile indicare l’Industrial Ethernet in senso lato (bus di campo, infrastruttura di rete, security…)
e, a livello di potenzialità non ancora totalmente espresse, anche l’e-mobility e la tecnologia Wireless a cui, a dispetto della debole contrattura nel 2012, si continua ad accreditare uno sensibile
sviluppo (oltre il 15%) dell’intero mercato Industrial Networking Infrastructure entro il 2015. Decisamente di frontiera, ma con ricadute nel breve termine ancora difficili da quantificare sono poi i
settori “Internet delle cose” (Internet of things) e “Città intelligenti” (Smart cities), che prevedono
una straordinaria interconnessione fra oggetti e sistemi, grazie alle tecnologie di comunicazione e
automazione, in diversi ambiti: dalla vita quotidiana ai processi industriali, dai controlli ambientali,
alla gestione della mobilità e dell’energia.
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ANIE Automazione
Una prospettiva questa che apre nuovi scenari e che sta, sia pure con il contagocce, dando vita a
nuove opportunità d’investimento soprattutto a livello europeo. Centrali restano poi, per la specificità del nostro Paese, i tradizionali settori alimentare ed enologico, la cui relativa tenuta si
riverbera su settori a forte contenuto di automazione come l’imballaggio, l’imbottigliamento e
l’etichettatura.
Tutto sarebbe ancora più soddisfacente se non ci trovassimo ancora in una congiuntura caratterizzata da bassa redditività e da una crescente disoccupazione. In realtà ci sono buone possibilità
che l’automazione made in Italy possa tornare rapidamente a dare un contributo significativo alla
ripresa occupazionale, tornando a investire in modo più significativo in capitale umano.
A favore del nostro settore gioca il fatto di essere riconosciuto a livello mondiale per le sue capacità di problem solving, l’estrema flessibilità e la rapidità di reazione nell’adattarsi alle nuove
domande del mercato, dal design dei macchinari alle modalità di fornitura.
Ma per dare pieno corso a queste potenzialità bisogna superare il deficit di credibilità internazionale di cui il sistema paese ha patito in questi anni. Solo così è possibile recuperare la fiducia degli
investitori e dei clienti stranieri sul prodotto made in Italy, portandoli anche a sviluppare le attività
in Italia. Poiché il mercato del settore dell’automazione industriale è principalmente B2B (business
to business), per dare più risorse alle aziende del comparto occorre stimolare la domanda da parte
dei clienti.
Questo fattore è spesso condizionato dall’accesso al credito, sempre più difficile, e dalla possibilità
di aggiudicarsi commesse internazionali. Se da un lato, quindi, la ripresa dei consumi e la conseguente crescita produttiva sono l’aspetto imprescindibile per generare una concreta inversione di
tendenza, è chiaro che aspetti quali la diminuzione del peso fiscale sulle aziende e la disponibilità di strumenti più flessibili nella contrattazione tra azienda e dipendenti possono contribuire in
modo decisivo a nuovi investimenti in risorse umane.
Il Gruppo Componenti e Tecnologie per la Misura e il Controllo che rappresento, e che copre una
vasta tipologia di tecnologie e soluzioni nell’ambito dell’automazione industriale, si sta muovendo
con una serie d’iniziative di monitoraggio e scouting di nuovi ambiti applicativi e mercati. Il sottogruppo Encoder traccia in maniera sistematica il mercato degli encoder rotativi.
Importante da segnalare in questo gruppo la realizzazione di una guida specifica sulla tecnologia,
che viene costantemente aggiornata. Inoltre, questo sottogruppo è stato uno dei promotori della
costituzione del nuovo gruppo “Meccatronica”, che ha mosso i primi passi lo scorso anno.
Il gruppo encoder dovrà invece rafforzare la sua valenza di riferimento nei vari mercati coinvolgendo nelle proprie file ulteriori produttori italiani.
Nell’anno passato il sottogruppo Wireless ha continuato la sua attività istituzionale di monitoraggio
del mercato, relativamente nuovo per le applicazioni factory e processi industriali, con aggregazione su base semestrale dei dati forniti dalle aziende che fanno parte del Gruppo.
Ha redatto anche una guida introduttiva sulla tecnologia, arricchita dall’analisi di casi pratici di applicazioni realizzate dalle aziende del gruppo.
La mission del sottogruppo Safety è divulgare presso gli utilizzatori e i costruttori di macchine la
cultura della sicurezza. A questo fine vengono organizzati incontri di aggiornamento sulla normativa e sulle modalità da utilizzare per mettere in sicurezza le macchine. E’ in programma inoltre la
creazione di un documento che illustri in modo sintetico l’attuale quadro legislativo e normativo.
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Osservatorio dell’industria italiana dell’Automazione e Misura
Per quanto riguarda il sottogruppo dedicato ai Sistemi di visione, che ha l’obiettivo di coinvolgere i
principali attori del comparto in un progetto comune, ha realizzato una guida che illustra gli aspetti
fondamentali delle tecnologie e alcune delle possibili applicazioni attraverso case history aziendali.
In fase di costituzione infine il gruppo Networking che si occuperà di analizzare il mercato di alcuni apparati delle reti di comunicazione industriale attualmente non rilevati in ANIE Automazione,
come per esempio gli switch e i router.
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ANIE Automazione
Mauro Galano
Presidente Gruppo HMI-IPC-SCADA
Il 2012 ha confermato i timori espressi alla fine del 2011.
L’auspicata tenuta del mercato c’è stata, ma l’automazione
ha registrato una contrazione rispetto all’anno precedente.
Il mercato dell’HMI, tradizionalmente legato a quello dei
PLC e dei costruttori di macchine (OEM), ha registrato una
flessione inferiore al trend medio degli altri comparti, grazie
al Software di Supervisione che ha chiuso l’anno con una
timida crescita e i Pannelli operatore trainati dai Terminali
grafici touch screen a colore. I Computer industriali invece
sono in linea con l’andamento medio dell’automazione e al
loro interno tiene bene la categoria dei modulari.
L’incidenza dell’export, nettamente predominante rispetto alla produzione destinata al mercato
interno, ha fondamentalmente tenuto anche se alcuni Paesi emergenti come la Cina hanno registrato una crescita più contenuta rispetto al passato; il mercato interno, che rappresenta una
piccola parte sul totale, ha avuto una ulteriore contrazione a causa di una sfiducia diffusa ed una
conseguente riduzione degli investimenti.
Le previsioni per il 2013 sono di un lento miglioramento ma la ripresa vera e propria sembra ancora lontana: i segnali da Cina e Stati Uniti sono positivi mentre per l’Eurozona, e l’Italia in particolare,
gravano ancora situazioni di incertezza e di sfiducia legate anche ad uno scarso coordinamento di
politiche di sviluppo e rilancio dell’economia.
Nel comparto HMI, IPC & SCADA, il risparmio energetico e l’efficienza delle macchine potrebbero
fare da traino alla ripresa, in termini di produttività e qualità della produzione. Queste soluzioni
sono ampiamente supportate dalle tecnologie offerte dall’automazione: nello specifico la visualizzazione non è più il semplice terminale per il controllo del funzionamento della macchina, ma
sta diventando lo strumento per gestire le informazioni presenti nell’applicazione o nell’impianto.
Il pannello operatore e la supervisione rappresentano gli strumenti di supporto per ottimizzare la
produzione, valutare le prestazioni del sistema e ridurre i costi di produzione. L’integrazione di funzionalità di storicizzazione, reportistica e indici di produttività nello SCADA permettono di integrare
il sistema con le applicazioni di e-business, mettendo a disposizione degli operatori le informazioni
utili per prendere decisioni rapide in funzione delle richieste del mercato.
Nell’Eurozona gravano ancora situazioni di incertezza: la situazione economica particolarmente critica in alcuni paesi, ha diffuso una generale sfiducia all’interno del continente con un conseguente
indebolimento dei consumi e degli investimenti. Tuttavia il calo dello spread sui debiti sovrani ha
portato ad una iniezione di fiducia nei mercati. Fondamentale per la ripartenza dell’economia del
nostro Paese è una situazione politica stabile, con una maggioranza solida che sia in grado di definire politiche economiche e di crescita a medio e lungo termine, unita ad una razionalizzazione
della spesa pubblica attraverso riforme strutturali. Solo attraverso la fiducia nel futuro, la domanda
interna può ripartire con maggiore occupazione, investimenti ed incremento dei consumi.
Nell’ambito di un ampio progetto di revisione della struttura di ANIE Automazione con l’obiettivo
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Osservatorio dell’industria italiana dell’Automazione e Misura
di abbinare all’Associazione una merceologia più coerente con l’attuale configurazione del mercato, il gruppo HMI&Software ha modificato la propria denominazione in HMI, IPC & SCADA mettendo meglio in evidenza i prodotti che vengono rappresentati.
Oggi il software di cui si parla è essenzialmente quello destinato alla supervisione ma il progetto
associativo prevede in un prossimo futuro di ampliare il concetto introducendo altri software usati
nel settore dell’automazione industriale come MES, PLM e applicativi per la progettazione e la
simulazione. Si deciderà poi se formare un gruppo ad-hoc o se riferire ciascun tipo di applicativo
software ad un gruppo hardware specifico come fatto appunto per la supervisione e l’interfaccia
uomo-macchina.
Al fine di dare maggiore visibilità al Gruppo e alle singole aziende è continuata la collaborazione
con la stampa specializzata, grazie alla quale durante lo scorso anno sono state effettuate diverse
pubblicazioni di articoli tecnici e di andamento del mercato. Questa attività di promozione è stata
completata con la partecipazione alla fiera SPS Italia di Parma 2012.
Nell’anno in corso proseguirà la collaborazione con la stampa specializzata per la realizzazione di
articoli relativi alle nuove tecnologie.
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ANIE Automazione
Roberto Motta
Presidente Gruppo PLC-I/O
Lo scenario internazionale mantiene forti elementi di incertezza che alcuni analisti auspicano possa attenuarsi nella
seconda metà del 2013. Nell’Area Euro, anche nel nostro
comparto, si stanno avendo ripercussioni su economie che
avevano mostrato fino a poco tempo addietro una maggiore solidità come Francia e Germania. Il comparto PLC risente purtroppo da tempo la fragilità della domanda interna
(sia nella componente pubblica che in quella privata) solo
in parte compensata dall’andamento delle esportazioni dei
nostri costruttori (OEM) principalmente verso gli USA e le
economie emergenti in America Latina e Asia. In particolare, fra le economie avanzate, negli Stati Uniti il comparto manifatturiero mostra un moderato
consolidamento della ripresa, mentre si prevede che quello cinese si assesterà su ritmi di crescita
più contenuti. Guardando al 2012 il comparto ha chiuso con una perdita rispetto all’anno precedente di circa il 6%, rimanendo comunque in grado di generare un fatturato di quasi 400 milioni
di Euro. Resta difficile nella attuale situazione economica fare delle previsioni sul futuro anche se,
grazie ad un andamento più positivo ipotizzato per gli scambi globali in ragione di una maggiore
vivacità delle economie emergenti nella seconda metà dell’anno e al superamento del così detto
“fiscal cliff” negli Stati Uniti, il comparto potrebbe mantenersi su livelli non troppo distanti dal 2012.
Una ripresa della domanda interna, magari agevolata dal passaggio da manovre fiscali di rigore
(varate dalla maggior parte dei Paesi europei) ad altre più indirizzate allo sviluppo, unitamente ad
un accesso agevolato al credito per le imprese, restano elementi indispensabili per contribuire ad
abbassare gli elevati livelli di disoccupazione con cui le nostre economie stanno facendo i conti.
Questo clima economico di incertezza, infatti, limita la spesa per investimenti in macchinari e nuovi impianti, come anche quelli in capitale umano mantenendo Il tasso di disoccupazione ai livelli
più elevati della nostra storia recente.
Il gruppo ha partecipato il 24-25 ottobre 2012 al SAVE di Verona con una conferenza dal titolo “Lo
sviluppo dei sistemi di automazione per il Motion Control avanzato e la Meccatronica: prestazioni, standard, efficienza energetica” e ha contribuito all’organizzazione della terza edizione del IA
Forum (Industrial Automation Forum), tenutasi il 12 dicembre e dedicata al tema della sicurezza
delle macchine e degli impianti. L’evento, organizzato in collaborazione con la rivista Automazione
e Strumentazione, si è collocato all’interno della nuova manifestazione di Fiera Milano Media “Machine Automation” presso il Centro Congressi Cosmo Palace di Cinisello Balsamo.
Anche per l’edizione 2013, gli organizzatori del SAVE di Verona hanno rinnovato l’invito al Gruppo a
partecipare alla manifestazione con una conferenza tematica relativa all’automazione industriale.
Obiettivo del Gruppo è anche quello di fornire un costante monitoraggio del mercato. La rilevazione viene effettuata semestralmente e si raccolgono dati di prodotto ma anche informazioni sui
canali di vendita, sui mercati di destinazione e sulla ripartizione geografica dei fatturati.
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Osservatorio dell’industria italiana dell’Automazione e Misura
Antonio De Bellis
Presidente Gruppo Telecontrollo, Supervisione e Automazione delle Reti
L’andamento del mercato nel 2012, caratterizzato da una
flessione della domanda interna, continua a manifestarsi
in questi primi mesi dell’anno. La principale causa è il ridimensionamento degli investimenti nel comparto Utility,
che ha colpito ordinato e fatturato: in quest’ultimo caso rallentando o terminando l’esecuzione di ordini già chiusi. Le
aziende del settore compensano la situazione negativa del
mercato interno incrementando i servizi e le attività mirate
alla manutenzione dei sistemi e degli impianti.
Inoltre, continua l’incremento dell’esportazione, ricercando le aziende sbocchi diretti ed indiretti
all’estero, soprattutto verso i mercati dove sono presenti investimenti in infrastrutture. L’adattamento ad una domanda interna più orientata ai servizi e lo sbilanciamento verso l’estero, dovrebbero limitare la flessione per il 2013, con una forchetta di riduzione per il fatturato nell’intorno del
10%-20%.
Nel corso dell’anno, qualora le incertezze che incombono su Italia ed Europa dovessero affievolirsi
è ipotizzabile una graduale ripresa, con un effetto principalmente sull’ordinato trascinato dallo
sblocco di investimenti a carattere di urgenza e priorità.
Guardando alle reti di pubblica utilità, le aree dove sono ipotizzabili interventi riconducibili al settore del Telecontrollo sono quelle dell’ottimizzazione delle prestazioni dell’impianto, la gestione
ottimale dell’asset, la riduzione dei costi operativi e di manutenzione, la convergenza tra le tecnologie di controllo e di processo con quelle informatiche e delle telecomunicazioni per migliorare i
processi e la qualità delle informazione sulla base delle quali prendere decisioni.
L’eventuale sblocco di risorse pubbliche da destinarsi all’avvio di progetti, significativi e diffusi, di
efficienza energetica e sostenibilità, per la realizzazione delle infrastrutture alla base della smart
community potrebbe essere l’innesco per una ripresa significativa. Rientrano in quest’area le
tematiche relative all’integrazione delle fonti rinnovabili, la creazione di una mobilità di merci e
persone sostenibile, l’uso razionale dell’energia, dell’acqua, del tempo.
Le aree di sviluppo identificate in precedenza prevedono la creazione di nuovi modelli di business
e la comparsa di nuovi attori nella filiera tra gli stakeholder coinvolti.
Il Gruppo Telecontrollo riflette questo cambiamento in tre modi: si sono modificate le competenze
e le tematiche che le aziende storicamente presenti nel Gruppo, portano in dote; stanno aderendo al Gruppo aziende ANIE che, pur originariamente provenienti da altri comparti industriali, sono
oggi attive nel Telecontrollo; e, infine, il Gruppo sta raccogliendo l’adesione di nuove aziende che
si stanno proponendo sul mercato con idee e soluzioni in risposta all’evoluzione del Telecontrollo.
Tutto questo implicherebbe per il comparto una crescente domanda occupazionale, di alto livello
specialistico, ma questa non è sostenuta dalla certezza sulla sostenibilità e sul ritorno finanziario
per le aziende, soprattutto per quelle che puntano al mercato nazionale. Al momento, soprattutto
per le PMI, si tratta di una scommessa che ricade esclusivamente sulla propensione al rischio da
19
ANIE Automazione
parte del comparto industriale, nelle figure dell’imprenditore e dell’azionista. Rischio industriale
che, in Italia negli ultimi anni, ha spesso coinciso con una propensione del settore a fungere da
finanziatore per le attività commissionate, ciò non solo per una penalizzante politica dei termini
di pagamento, ma soprattutto per la completa incertezza sul ritorno di investimento in Ricerca e
Sviluppo.
Pertanto, malgrado le premesse, ci sono le avvisaglie di un impoverimento del comparto dal
punto di vista occupazionale. Infatti, oltre agli effetti che potrebbero determinarsi a causa delle
dinamiche occupazionali legate ad un ciclo economico in flessione, preoccupa il fatto che comincia a farsi sentire una propensione alla migrazione all’estero di figure professionali di alto livello
specialistico.
Per disinnescare il problema e riacquistare una posizione di leadership internazionale, è necessario superare i fraintendimenti su ruoli e rischi nella filiera industriale e dare avvio ad un piano di
investimenti come illustrato in precedenza. Con qualche certezza in più il comparto è in grado di
assumersi i rischi per contribuire ad invertire il trend occupazionale.
Nel 2013 l’evento principale gestito dal Gruppo sarà la Tredicesima Edizione del Forum del Telecontrollo, che si terrà a Bologna il 6-7 Novembre (www.forumtelecontrollo.it).
Nel processo di continuo rinnovamento che ha sempre caratterizzato le attività del Gruppo e il
Forum in particolare, questa edizione si avvale di Messe Frankfurt Italia quale partner per l’organizzazione dell’evento, quale ponte virtuale tra l’automazione industriale di processo e le reti di
pubblica utilità, alla base di tutti i processi industriali. E in questo senso, la fiera SPS Italia (Parma,
21-23 maggio) organizzata da Messe Frankfurt, sarà preludio al Forum, guardando alle tematiche
del telecontrollo dal punto di vista dell’industria.
Inoltre, abbiamo attivato delle collaborazioni con il mondo della Pubblica Amministrazione per
aumentare le sinergie con il comparto industriale al fine di meglio indirizzare gli investimenti infrastrutturali e nella smart community.
L’edizione 2013 del Forum si caratterizza quindi per un maggior coinvolgimento, fin dalle fasi preparatorie, di tutti gli attori, e da una speciale attenzione all’aspetto informativo e comunicazionale.
Il Call for Paper ha nuovamente dato un riscontro positivo, garantendo un alto livello qualitativo
delle memorie che saranno presentate in risposta alla tematica proposta quest’anno: “Competitività e Sostenibilità - Progetti e tecnologie al servizio delle reti di pubblica utilità”.
Tra le attività lanciate nel 2012 e che si concretizzeranno nel 2013 va rilevata la creazione di un
marchio “Telecontrollo – ANIE Automazione” per contraddistinguere l’appartenenza al Gruppo
delle aziende, evidenziando la qualità delle proposte, anche frutto del lavoro di dialogo e confronto in seno al Gruppo di Lavoro stesso. In parallelo, per dare maggiore visibilità al comparto e a
quanto fatto dal Gruppo nel corso degli anni, si sta lavorando alla definizione di “Telecontrollo” per
la pubblicazione su Wikipedia, con l’obiettivo di chiarirne con orgoglio la paternità, ma soprattutto
condividere un riferimento comune dove accogliere i contributi di tutti per tenere traccia delle
innovazioni e delle evoluzioni nel Telecontrollo.
20
Osservatorio dell’industria italiana dell’Automazione e Misura
Roberto Moro
Presidente Gruppo Telematica applicata a Traffico e
Trasporti
Purtroppo le previsioni generali sul risultato dell’industria
nazionale sono di flessione anche per il 2013. La soluzione della crisi, evidentemente sistemica, sconta il deficit di
efficacia della politica economica finora messa in atto sia
dalla Comunità europea sia in sede nazionale. Il mercato
dei sistemi dedicati ai “trasporti intelligenti” non è esente
dalle ripercussioni di questi avvenimenti anche se, paradossalmente ma comprensibilmente, il maggior “costo”
della mobilità privata sospinge la crescita della domanda di
trasporto pubblico. Questo “spostamento” della domanda di mobilità, se assecondato da maggiori investimenti pubblici nei sistemi di trasporto di massa, potrebbe riequilibrare il conto economico
dell’intera filiera associata. La possibile alternativa ad un finanziamento interamente pubblico,
difficile da realizzare in tempi di taglio degli investimenti strutturali, potrebbe essere lo schema di
finanziamento misto, pubblico-privato.
Questo è però subordinato al ritorno dell’investimento privato ed ai vari rischi che, in sede di realizzazione delle opere, potrebbero modificarne i costi. Tali sarebbero, ad esempio, le variazioni
di tracciato, i tempi tecnici e burocratici, la valutazione di impatto dell’opera, la condivisione del
progetto da parte delle popolazioni interessate.
A causa di queste incertezze il mercato interno esprime una domanda tendenzialmente debole
che ha spinto e, presumibilmente, spingerà le aziende verso il mercato estero e la delocalizzazione produttiva anche nel nuovo anno. La capacità dimostrata da altri stati UE di saper sostenere
efficacemente la propria filiera industriale nei settori di alta tecnologia e nel contesto internazionale deve essere acquisita anche dall’Italia. La tendenza del mercato nazionale per il 2013 potrebbe segnare per alcuni segmenti molto specifici, collegati ai sistemi di pagamento elettronico
(i cosiddetti congestion charge, parking pricing, fare collection) e al rilevamento automatico delle
infrazioni stradali, un risultato ragionevolmente migliore della media generale di settore. La chiave
di questo risultato è nel fatto che gli interventi collegati all’esercizio di “servizi tariffati” trovano più
facilmente la disponibilità dei fondi necessari.
Per i sistemi e la strumentazione destinati al monitoraggio e controllo del traffico la domanda
è ancora una volta limitata dai noti vincoli di spesa ma incide anche una certa saturazione di
mercato proveniente dal decennio appena trascorso. Il corrispondente mercato di rimpiazzo degli
impianti obsolescenti potrebbe determinare un rilancio del settore, quantunque la decisione di
procedere dipenda fortemente da obblighi connessi al rinnovo di un contratto di concessione o
dalla adozione di normative di sicurezza. Casi tipici riguardano i Concessionari Autostradali e la
Rete Ferroviaria, in particolare in tema di sicurezza dei tunnel e dei passaggi a livello. Probabilmente, per mantenere un livello di fatturato quantomeno allineato a quello 2012, le aziende della
filiera tecnologica ed impiantistica dovranno ancora puntare sull’export e, dove sia possibile, diversificare la proposta in modo trasversale su quei segmenti di mercato in cui si possa esercitare
un trasferimento di conoscenze e tecnologie nel breve. Questa scelta, dettata dalla necessità, può
decretare una tenuta temporanea alla crisi, nell’attesa di una reale inversione di tendenza.
21
ANIE Automazione
La disoccupazione, figlia delle ristrutturazioni aziendali, colpisce ormai anche i livelli più alti di
professionalità e questo causa un grave impoverimento delle aziende, giustificato solo in parte
da esigenze di riduzione dei costi nel breve termine. Se gli effetti immediati sono relativamente
poco visibili è nel medio-lungo termine che le conseguenze strutturali ed i relativi costi da pagare
appaiono nella loro reale dimensione: forte dipendenza da know how importati a caro prezzo,
accresciuta debolezza operativa, prodotti obsolescenti e non competitivi; in poche parole marginalizzazione dell’impresa. Le imprese medio/piccole maggiormente interessate dalle restrizioni
nell’accesso al credito potrebbero essere le più colpite dal fenomeno. Gli effetti sarebbero però
sentiti anche da imprese di interesse nazionale per le quali l’autonomia operativa e finanziaria
verrebbero messe in discussione da inevitabili tentativi di acquisizione.
La condizione per riattivare investimenti sul capitale umano risiede nella capacità aziendale di
programmare un’espansione fondata su contenuti tecnici fortemente identitari e riconosciuti dal
mercato. Se e come ripresa ed occupazione debbano essere stimolate da politiche industriali e
di sostegno dell’impresa è materia di un dibattito tra scuole di pensiero liberiste o riformatrici
in economia. Al netto del confronto teorico resta l’evidenza che il governo dell’economia di un
Paese moderno non può prescindere da una base produttiva solida e diffusa nel territorio e che
coltivare solo eccellenze di settore non è sufficiente a costruire una tale base.
Il Gruppo “Telematica applicata a Traffico e Trasporti” è numericamente limitato ma molto
rappresentativo delle diverse anime del settore. Nondimeno negli anni la realtà dei trasporti intelligenti si è oltremodo ampliata e segmentata, sotto l’effetto di una progressiva “smaterializzazione” dei prodotti e di una chiarissima convergenza, quasi una “ibridazione”, con le
tecnologie di rete e comunicazione mobile. Il Gruppo ha fin qui perseguito due obiettivi, principalmente lavorando ai rapporti con il mondo associativo del settore trasporto intelligente:
• Sviluppare relazioni stabili con le Associazioni degli operatori del traffico e dei trasporti e
delle amministrazioni pubbliche (ASSTRA,ANCI,…).
• Sistematizzare i nuovi segmenti di mercato, nell’intento di integrare la propria realtà di gruppo con le nuove emergenti e, dove possibile, ampliare la partecipazione associativa.
Queste azioni saranno ancora la base del rinnovato programma per il 2013. Sarà infatti discussa
ed eventualmente finalizzata un’ipotesi di “interazione” con le Associazioni degli operatori e le
amministrazioni che esercitano o programmano forme di “trasporto intelligente”. L’ipotesi nasce
come attività condivisa con tali Associazioni ed è rivolta alla creazione e diffusione di metodi e
indici di valutazione e validazione delle architetture di sistema e delle caratteristiche di prodotto.
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Osservatorio dell’industria italiana dell’Automazione e Misura
Alberto Sciamé
Gruppi statici di Continuità - UPS
Il 2012 è stato un anno abbastanza critico per il settore
dei gruppi di continuità. Il risultato economico che hanno
ottenuto le imprese rappresentate nel Gruppo UPS di ANIE
Automazione non è stato particolarmente preoccupante, il
dato congiunturale vede anzi una leggera crescita, ma alcuni segnali al contorno fanno propendere per una lettura
comunque negativa del periodo. In particolare, la situazione di stallo politico in cui versa tutt’oggi il Paese ha provocato un blocco quasi totale dell’investimento pubblico e di
conseguenza anche quello privato ne ha risentito. Questa
situazione perdura e probabilmente non si sbloccherà molto presto facendo intravedere anche
per il 2013 uno scenario complicato. Altro problema che sta progressivamente accentuandosi è
quello dei ritardi nei pagamenti presente in particolar modo nei rapporti con la pubblica amministrazione ma, in maniera sempre più diffusa, anche nelle transazioni tra privati.
Altro fenomeno negativo del 2012, che perdura quest’anno, è quello dell’allungamento dei tempi
necessari per la chiusura dei contratti che nel nostro settore sono sempre legati a fornitura e
successive attività di manutenzione; paradossalmente i clienti sono piuttosto ricettivi in termini di
offerte ma la fase di valutazione delle proposte tende ad essere sempre più lunga.
Con il perdurare di queste condizioni la previsione per il 2013 non può che essere negativa, al
massimo ci si può attendere un anno flat in termini di fatturato. Per provare a rimettere in moto
il mercato si dovrebbe quantomeno applicare la Direttiva europea sui ritardi di pagamento recentemente recepita dal nostro Governo e provare a fornire qualche stimolo alla domanda per
esempio tornando ad incentivare l’efficienza energetica che anche per il gruppo di continuità è
un tema in continua evoluzione.
Il problema occupazionale nell’automazione, così come in altri settori industriali, è legato a diversi
fattori. L’automazione è un settore molto globalizzato ormai, e un primo grosso tema è quello
dell’attrattività del Sistema Paese verso le imprese straniere, affinché possano continuare ad investire in Italia. Purtroppo da questo punto di vista la pressione fiscale e il costo dell’energia sono
due ostacoli molto forti che incidono sulla competitività dell’impresa. Ovviamente lo stesso problema esiste anche per le aziende italiane che spesso sono portate a delocalizzare la manifattura
altrove con il rischio di esportare il know-how relativo.
Anche il mondo delle banche dovrebbe fare di più specialmente per aiutare la piccola e media
impresa italiana, così come sarebbe auspicabile una generale semplificazione del sistema agendo
sulle pratiche burocratiche e sulle loro tempistiche. Altro tema è quello dei debiti della Pubblica
Amministrazione verso le imprese private che se pagati porterebbero a tutto il sistema, un enorme iniezione di ricchezza e quindi permetterebbero di investire anche sulle persone. Esiste poi un
tema “education” legato alla necessità di avere giovani pronti all’ingresso in azienda nel momento
in cui escono dalla scuola.
Su questo argomento è importante la collaborazione delle imprese con le Università ma anche
con gli Istituti tecnici. E’ chiaro che l’inserimento in azienda di giovani porta sempre del valore ed
23
ANIE Automazione
è auspicabile che si trovino anche delle formule flessibili per l’azienda, ma comunque interessanti
per i ragazzi, per facilitare questo processo.
Il Gruppo UPS di ANIE Automazione opera da diversi anni e vi partecipano le principali aziende italiane e multinazionali del settore. Il gruppo è molto attivo per quanto riguarda l’attività
tecnico-normativa per la quale sono stati realizzati diversi documenti indirizzati agli utilizzatori e
agli installatori di UPS per aiutarli nella scelta della macchina adeguata alle proprie esigenze, per
risolvere i principali dubbi tecnici relativi all’installazione e per fornire la corretta interpretazione
della normativa del prodotto. Inoltre particolare attenzione viene riposta sul tema della corretta
manutenzione dell’UPS considerate anche le implicazioni legali legate a tale attività.
La manutenzione dei prodotti deve essere svolta da personale specializzato, devono essere utilizzati ricambi originali e non materiale di dubbia provenienza al fine di garantire le prestazioni originali dei prodotti acquistati. Fare corretta e periodica manutenzione significa ridurre le possibilità
di guasti, estendere la vita operativa delle apparecchiature e ottenere così risparmio energetico e
superiore efficienza dell’impianto.
Il Gruppo partecipa attivamente alle attività di normazione nazionali ed internazionali tramite i
suoi rappresentanti.
Di grande interesse anche la rilevazione statistica del mercato italiano che viene poi condivisa
a livello dell’associazione europea di categoria (CEMEP) dove viene elaborato il dato di mercato
europeo. La partecipazione attiva al CEMEP consente poi di essere sempre aggiornati su tutti i
principali temi tecnologici e normativi in discussione nel mondo.
Infine, è sempre attiva la ricerca di nuovi soci anche se il gruppo può già oggi ritenersi piuttosto
rappresentativo del settore.
24
Osservatorio dell’industria italiana dell’Automazione e Misura
Nuovi Gruppi ANIE Automazione
La veloce evoluzione della tecnologie e i repentini cambiamenti nel mercato di riferimento hanno
accelerato nel corso del 2012 la fase di revisione ed ampliamento dei Gruppi di ANIE Automazione
con il duplice obiettivo di:
- dare all’Associazione una struttura merceologica più coerente con l’attuale configurazione del
settore ponendo attenzione anche alle probabili future evoluzioni del comparto;
- rendere più attrattiva l’Associazione per i potenziali nuovi membri ampliando così la propria rappresentatività anche in settori sempre meno marginali.
A fronte di tale processo sono stati costituiti tra la metà del 2012 e l’inizio del 2013 due nuovi
Gruppi: il Gruppo Meccatronica e il Gruppo Automazione di processo.
Attorno ad essi si stanno aggregando le principali aziende dei comparti, condividendo competenze
ed esperienze applicative.
Nei due neo-costituiti Gruppi non si è ancora proceduto all’elezione di un Presidente; pertanto
non è stato possibile raccogliere dei commenti puntuali sui temi d’interesse individuati. Nel seguito si riporta un breve approfondimento su confini di operatività, attività e progetti per il prossimo
periodo.
Gruppo Automazione di processo
Il perimetro di riferimento del Gruppo Automazione di Processo è costituito dai seguenti prodotti/
servizi:
• Strumentazione industriale di misura in campo (strumenti di misura/sensori, trasmettitori di
grandezze fisiche).
• Strumentazione industriale di controllo in campo (valvole, attuatori).
• Analizzatori di gas e liquidi.
• Sistemi di controllo di processo (continuo e batch).
• Attività di consulenza e ingegneria.
• Service (messa in servizio, collaudo, manutenzione).
Le rilevazioni statistiche annuali saranno basate sui fatturati Italia e oltre al dato di prodotto si studieranno anche: canale di vendita (oem, end user, system integrator, società ingegneria, distribuzione, ecc); applicazione/mercato (oil-gas, chimico, food-beverage, farmaceutico, vetro, cemento,
ecc); area geografica di esportazione del progetto di automazione.
Altre attività previste sono:
• iniziative di alfabetizzazione sulle tecnologie (manuali, seminari, articoli su riviste di settore,
ecc.);
• approfondimenti normativi (tecnico e ambientale) e legislativi;
• relazioni con associazioni dei clienti;
• internazionalizzazione;
• partecipazione alle fiere
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ANIE Automazione
Gruppo Meccatronica
Il Gruppo Meccatronica è un gruppo trasversale ad ANIE Automazione. E’ stato costituito con la finalità di aggregare i dati raccolti dai gruppi di prodotto dell’Associazione e di studiare le dinamiche
dei mercati a valle. Si vuole sostanzialmente monitorare la penetrazione dell’automazione nella
costruzione delle macchine automatiche soprattutto per quanto riguarda i temi più di frontiera nel
settore come ad esempio il controllo del moto.
Altro tema centrale è quello dell’education, sono stati avviati diversi contatti con l’Università per
proporre la visione meccatronica dei fornitori di tecnologie agli studenti. E’ stata realizzata una
presentazione articolata che spiega, in termini semplici e molto operativi, cosa significa progettare una macchina industriale sottolineando l’interdisciplinarietà della materia e la coesistenza dei
mondi meccanico, informatico ed elettronico.
Sono stati attivati contatti con le associazioni dei produttori di macchine con l’obiettivo di divulgare
presso i potenziali clienti la cultura meccatronica dal punto di vista dei fornitori di componenti e
sistemi.
E’ in atto, inoltre, la mappatura dei Poli Tecnologici sulla meccatronica con l’obiettivo di avviare
collaborazioni anche in quelle sedi.
Sono state intraprese attività con la stampa specializzata per la realizzazione di articoli sul settore
e con le principali società che organizzano eventi fieristici sul tema per organizzare partecipazioni
collettive.
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Osservatorio dell’industria italiana dell’Automazione e Misura
L’industria italiana dell’Automazione e Misura1
02
Principali tendenze nel 2012
• Il quadro macroeconomico internazionale ha mantenuto nel 2012 forti elementi di instabilità.
Fra le Economie avanzate l’Area Euro continua a mostrare una minore capacità di recupero,
soffrendo gli effetti di una prolungata fase recessiva. Nella seconda parte dell’anno anche le
economie europee più solide come la Germania, che avevano contribuito nel 2011 in misura
rilevante alla tenuta dell’area, hanno evidenziato indicazioni di crescente sofferenza. Tali tendenze sono intercettate dai dati relativi alla produzione industriale, che segnano a fine 2012
un risultato aggregato cumulato annuo negativo per l’Area Euro. La difficile fase congiunturale,
condizionando al ribasso consumi e investimenti, si riflette negativamente sulla domanda
rivolta al manifatturiero che resta essenziale motore della crescita economica. Il nodo della
debolezza del mercato interno pregiudica al ribasso le potenzialità di sviluppo del settore industriale nel breve e nel più lungo periodo. L’economia statunitense ha, al contrario, acquisito
Andamento della produzione industriale nelle principali Economie avanzate
variazione % a/a, indice 2000=100 dati in volume
Fonte: elaborazioni Servizio Centrale Studi Economici ANIE su dati CPB
1 A cura del Servizio Centrale Studi Economici di ANIE
27
ANIE Automazione
nuovo slancio, beneficiando dei primi segnali di stabilizzazione nel mercato immobiliare e del
lavoro. Hanno favorito tali dinamiche anche i nuovi investimenti industriali programmati dagli
operatori. Con riferimento ai Paesi emergenti, pur in un quadro di debolezza nel 2012 hanno
continuato a fornire un maggiore contributo alla crescita economica mondiale. Molti Paesi
emergenti, in particolare nell’Europa orientale, hanno sofferto gli effetti della forte interdipendenza commerciale con il mercato europeo. Sono emersi andamenti differenziati fra le regioni
che compongono l’aggregato, mantenendosi il primato di sviluppo dell’Asia emergente.
Andamento della produzione industriale nelle principali Economie emergenti
variazione % a/a, indice 2000=100 dati in volume
*Le principali economie dell’Asia emergente: Afghanistan, Bangladesh, Bhutan, Brunei, Cambogia, Cina, India, Indonesia, Laos, Malesia, Myanmar, Nepal, Pakistan, Filippine, Sri Lanka, Tailandia, Vietnam
Fonte: elaborazioni Servizio Centrale Studi Economici ANIE su dati CPB
• Nel corso del 2012 l’incertezza di scenario si è riflessa sull’andamento dell’industria manifat-
turiera italiana, già in sofferenza dalla prima metà del 2011. La quasi totalità degli indicatori
congiunturali - dalla produzione industriale agli ordinativi, dal fatturato ai livelli occupazionali
- hanno registrato variazioni di segno negativo. Le tendenze ribassiste sono state accentuate
dalla contrazione della domanda nei principali mercati esteri di riferimento. Tali dinamiche
soffrono la stretta connessione fra crescita del manifatturiero ed export che continua a caratterizzare anche questa fase della crisi. A fronte di un canale interno in perdurante sofferenza,
in presenza di una diffusa instabilità nel contesto macroeconomico si riducono notevolmente
i margini di intervento degli operatori industriali. La quasi totalità dei settori manifatturieri ha
mostrato in corso d’anno criticità. I produttori di beni di consumo hanno continuato a risentire
della forte riduzione della domanda nel mercato interno che ha coinvolto anche molti beni
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Osservatorio dell’industria italiana dell’Automazione e Misura
di prima necessità. Maggiori segnali di sofferenza hanno interessato la componente dei
beni durevoli, in particolare elettrodomestici e automotive. In questi settori, caratterizzati
da forti pressioni concorrenziali, sono prevalsi meccanismi di rinvio nella sostituzione dei
prodotti. I produttori di beni intermedi hanno invece sofferto della debolezza del ciclo delle
scorte a livello internazionale. I flussi di commercio mondiale sono stati ridimensionati in
particolare dalla caduta della domanda nell’area europea. I produttori di beni strumentali hanno beneficiato delle ampie strategie di diversificazione dei mercati serviti portate avanti nell’ultimo decennio in ambito extra UE e che hanno permesso una moderata
tenuta delle esportazioni. Il rallentamento della ripresa in molti mercati esteri ha ridotto
le opportunità di crescita offerte all’industria nazionale, che si confronta al contempo sul
fronte domestico con una forte caduta degli ordini.
Evoluzione del fatturato nazionale ed estero dell’industria manifatturiera italiana per principali
raggruppamenti di industrie nel 2012
variazioni % a/a, indice 2010=100
Fonte: elaborazioni Servizio Centrale Studi Economici ANIE su dati ISTAT
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ANIE Automazione
L’industria italiana della meccanica strumentale
variazioni % a/a
Fonte: Federmacchine
• Nel corso del 2012 il peggioramento dello scenario ha avuto conseguenze rilevanti anche sulle
dinamiche espresse dall’industria Elettronica italiana, comprensiva delle tecnologie per l’ICT.
In presenza di una ripresa internazionale in netto indebolimento, l’apertura ai mercati esteri testimoniata da un’incidenza dell’export sul fatturato totale che supera il 50 per cento in molti
segmenti dell’offerta - non ha potuto contrastare pienamente il significativo calo della domanda interna. La quasi totalità dei comparti hanno mostrato tendenze in ridimensionamento. Nel
2012 l’industria fornitrice di tecnologie per l’ICT ha continuato a risentire della fragilità della
domanda nazionale, compensata solo in parte da fenomeni di sostituzione tecnologica verso
sistemi e prodotti più evoluti. Continua a mantenersi debole soprattutto la componente business, ostacolata dall’incertezza di scenario nel programmare investimenti in nuove tecnologie.
Anche la componentistica elettronica ha risentito della fase congiunturale più critica nei principali mercati di riferimento, penalizzata dalla debolezza del ciclo delle scorte nei settori clienti
a valle. Pur in uno scenario difficile nel 2012 il comparto della Sicurezza e Automazione Edifici
ha mostrato una maggiore tenuta, beneficiando della crescente domanda di sicurezza e del
rinnovamento tecnologico nella componente building.
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Osservatorio dell’industria italiana dell’Automazione e Misura
Andamento del fatturato interno ed estero nell’industria Elettronica italiana*
indice 2005=100, media mobile centrata a 12 termini
*incluse le tecnologie ICT
Fonte: elaborazioni Servizio Centrale Studi Economici ANIE su dati ISTAT
Andamento della produzione industriale nell’industria Elettronica italiana*
variazioni % a/a, da dati in volume indice 2010=100
*incluse le tecnologie ICT
Fonte: elaborazioni Servizio Centrale Studi Economici ANIE su dati ISTAT
31
ANIE Automazione
• All’interno dell’Elettronica italiana, nel 2012 l’industria dell’Automazione e Misura ha eviden-
ziato un andamento in linea con la media settoriale, registrando un calo del fatturato totale
del 7,0 per cento a valori correnti. Il rallentamento della ripresa nei principali mercati di riferimento non ha permesso al comparto di mantenere il ritmo di recupero sostenuto mostrato nel biennio precedente (+20,0 per cento la crescita media annua del volume d’affari nel
periodo 2010-2011). Tale flessione ha ampliato ulteriormente nel comparto la forbice con i
livelli pre-crisi, non pienamente recuperati nella prima fase della ripresa. A fine 2012 l’industria
italiana fornitrice di tecnologie per l’automazione e misura è espressione di un volume d’affari
complessivo di 3,5 miliardi di euro. In corso d’anno la quasi totalità dei segmenti merceologici
ha sperimentato un andamento di segno negativo. Hanno mostrato i cali più accentuati i segmenti inverter e le tecnologie per il telecontrollo, per effetto della debolezza degli investimenti
nelle reti e per le sofferenze emerse nel solare fotovoltaico. Ha mostrato una moderata tenuta
il segmento degli UPS, che ha beneficiato delle opportunità legate alla crescente necessità di
immagazzinamento dati nei sistemi gestionali e nelle infrastrutture di rete. L’incertezza del
quadro economico ha ridotto drasticamente la propensione a investire degli operatori pubblici
e privati anche nei settori più innovativi e strategici, creando una pericolosa fase di stallo. Il calo
degli investimenti non ha risparmiato il mercato dell’energia, alla prese negli anni più recenti
con un importante processo di trasformazione verso una maggiore sostenibilità ed efficienza.
L’andamento complessivo di comparto ha risentito in misura rilevante del rallentamento della
domanda espressa dai settori manifatturieri a valle, in particolare dai produttori di macchine
che ne rappresentano una quota parte significativa. Nella prima fase della ripresa questi settori
avevano mostrato un ritmo di recupero più dinamico, nel confronto con la media del comparto
industriale italiano, beneficiando dell’elevata esposizione ai mercati esteri. Nell’ultimo decennio l’affrancamento dal mercato domestico e la ricerca di nuovi spazi anche nelle regioni più
remote è stato per molte imprese della meccanica strumentale un processo necessario per
garantire continuità all’attività aziendale. Nel corso del 2012 tali tendenze sono state frenate da
un profilo congiunturale più incerto in molte aree di sbocco delle produzioni nazionali, che ha
minato il potenziale di crescita fin qui mostrato dal canale estero e ha avuto ripercussioni lungo
tutta la catena del valore. Le dinamiche espresse dal comparto Automazione e Misura non
sono state immuni a questi andamenti. La brusca frenata del mercato interno resta un forte
ostacolo all’ingresso in un nuovo percorso di crescita continuativo. Fra le principali criticità con
cui si confrontano le imprese in questa nuova fase recessiva si annoverano crisi di liquidità, difficile accesso al credito e ritardati pagamenti. Nonostante le difficoltà di scenario, per l’industria
italiana fornitrice di tecnologie per l’automazione è proseguito il percorso di esplorazione di
nuove nicchie di mercato, rese possibili dalla crescente innovazione tecnologica e dall’ampliamento delle applicazioni ad ambiti non tradizionali. Fra queste si ricorda il ruolo degli inverter
a sostegno dell’energy storage nelle reti. La crisi impone una maggiore efficienza delle risorse
e l’adozione di soluzioni flessibili e integrate. La costante attenzione all’innovazione a supporto
della trasformazione del manifatturiero nazionale è fra l’altro testimoniata dal primato del Cluster Fabbrica Intelligente per punteggio ottenuto nell’ambito del Bando pubblicato dal MIUR a
metà 2012 e dedicato ai Cluster tecnologici. Si mantiene pertanto essenziale il contributo delle
tecnologie per l’automazione nel rispondere alla domanda di innovazione nei principali mercati
di riferimento, consolidati ed emergenti. Su queste linee evolutive potranno inserirsi anche nel
più lungo periodo i principali driver di crescita del comparto.
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Osservatorio dell’industria italiana dell’Automazione e Misura
L’industria dell’Automazione e Misura in Italia
2010
2011
2012
2011/2010
milioni di euro a prezzi correnti
2012/2011
variazioni %
MERCATO INTERNO
3.458
4.010
3.651
16,0
-8,9
FATTURATO TOTALE
3.261
3.848
3.579
18,0
-7,0
ESPORTAZIONI
906
1.029
1.058
13,6
2,8
IMPORTAZIONI
1.102
1.191
1.130
8,0
-5,1
BILANCIA COMMERCIALE
-197
-162
-72
Fonte: ANIE
•
crescita del fatturato
comparto.dell’Automazione e Misura per singoli segmenti
Andamento
variazioni %, anno 2012
Fonte: ANIE Automazione
33
ANIE Automazione
Andamento degli investimenti fissi lordi in Italia
variazione % a/a
Fonte: elaborazioni Servizio Centrale Studi Economici ANIE su dati ISTAT
Andamento degli investimenti in macchinari e attrezzature in Italia
variazione % q/q
Fonte: elaborazioni Servizio Centrale Studi Economici ANIE su dati ISTAT
34
Osservatorio dell’industria italiana dell’Automazione e Misura
Evoluzione dei prestiti alle imprese in Italia
consistenze di fine periodo, milioni di euro
Fonte: elaborazioni Servizio Centrale Studi Economici ANIE su dati Banca d’Italia
Graduatoria delle domande ammissibili al Bando MIUR “Cluster tecnologici” D.D. n. 257
del 30 maggio 2012
ranking dei cluster tematici per punteggio ottenuto
Fonte: MIUR
35
ANIE Automazione
• Pur in ridimensionamento per le difficoltà di scenario, la domanda estera ha continuato a forni-
re anche nel 2012 un contributo positivo alla crescita del comparto Automazione e Misura. In
chiusura d’anno le esportazioni di tecnologie per l’automazione hanno segnato un incremento
annuo del 2,8 per cento (+13,6% l’analoga variazione nel 2011). Mantenendosi elevata la quota di esportazioni indirette, il comparto ha risentito delle criticità riscontrate nei mercati esteri
dai principali settori clienti a valle. Sulla performance esportativa complessiva di comparto si è
riflessa negativamente la difficile situazione nell’Unione europea. Nonostante le forti strategie
di diversificazione geografica portate avanti dalle imprese negli ultimi anni, l’Unione europea
mantiene il primato di principale mercato di sbocco delle tecnologie nazionali. A fronte della
significativa caduta della domanda europea, si è evidenziato un ritmo di crescita sostenuto
delle esportazioni verso il Medio Oriente e l’Asia orientale. Fra i mercati tradizionali segnali di
vitalità della domanda sono emersi negli Stati Uniti, che ricoprono un ruolo importante come
quarto Paese di destinazione delle tecnologie nazionali. La caduta della domanda interna ha
depresso anche le importazioni di tecnologie per l’automazione (-5,1 per cento nel 2012). Le
importazioni mantengono una prevalente origine europea (superiore al 77 per cento sul totale
importato), con una decisa crescita della quota relativa ai Paesi europei extra UE.
Le esportazioni dell’industria italiana dell’Automazione e Misura nel 2012 per i primi cinque
Paesi di sbocco
variazione % a/a
Fonte: elaborazioni Servizio Centrale Studi Economici ANIE su dati ISTAT
36
Osservatorio dell’industria italiana dell’Automazione e Misura
I principali mercati di sbocco dell’industria italiana dell’Automazione e Misura nel 2012
distribuzione %
Fonte: elaborazioni Servizio Centrale Studi Economici ANIE su dati ISTAT
Il commercio estero dell’industria italiana dell’Automazione e Misura nel 2012
dati in milioni di euro
Fonte: elaborazioni Servizio Centrale Studi Economici ANIE su dati ISTAT
37
ANIE Automazione
• Nella prima parte del 2013 lo scenario macroeconomico internazionale continua a mostrare
forti elementi di instabilità, rendendo difficile tracciare un quadro previsionale. La rapida evoluzione del profilo congiunturale - anche per le economie che avevano mostrato fino ad ora
una maggiore capacità di tenuta - si presenta come elemento caratterizzante di questa nuova
fase della crisi. In questo contesto l’economia italiana stenta a mostrare indicazioni di svolta
ciclica. In particolare, gli investimenti totali - che includono la componente relativa a macchinari, attrezzature e tecnologie - si manterranno deboli per tutto l’anno in corso, mostrando
limitati segnali di recupero solo a partire dal 2014. La forte contrazione della domanda interna
si conferma principale ostacolo alla ripresa del settore industriale. La partita della crescita si
giocherà pertanto per le imprese italiane prevalentemente sui mercati esteri, grazie al consolidamento delle maggiori economie emergenti e degli Stati Uniti. Resta più incerta la capacità
di ripresa dell’Unione europea, che mantiene un ruolo importante come area di sbocco delle
esportazioni nazionali. Nel 2013 le potenzialità di recupero per l’industria dell’Automazione e
Misura saranno legate in prevalenza alla capacità del comparto e dei settori clienti della filiera
di intercettare i primi segnali di ripresa sui mercati esteri. Il mancato riavvio del ciclo internazionale potrà avere conseguenze rilevanti sullo sviluppo dell’industria italiana. Si mantengono
molto negative le attese sul fronte domestico, dove la propensione a investire degli operatori
resta frenata dalla bassa fiducia e dalla minore disponibilità di risorse.
Evoluzione degli investimenti fissi lordi nei principali Paesi europei
indice 2005=100, valori concatenati
*dato previsionale
Fonte: elaborazioni Servizio Centrale Studi Economici ANIE su dati Commissione europea
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Osservatorio dell’industria italiana dell’Automazione e Misura
Clima di fiducia delle imprese manifatturiere italiane per principali raggruppamenti di industrie
indice base 2005=100, dati destagionalizzati
Fonte: elaborazioni Servizio Centrale Studi Economici ANIE su dati ISTAT
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ANIE Automazione
40
Osservatorio dell’industria italiana dell’Automazione e Misura
Note di approfondimento
03
L’automazione e il controllo di processo
Il processo industriale
Lo stimolo scientifico e tecnologico originato dalla rivoluzione industriale ha permesso di dare
una definizione più strutturata al concetto di processo industriale e di farne soprattutto materia
sistematica di studio.
I processi sono governati dall’automazione che consente di realizzare operazioni ripetitive, complesse o inattuabili dall’uomo.
Con lo sviluppo delle tecnologie elettriche/elettroniche sono stati introdotti dispositivi in ausilio o
anche in sostituzione di quelli puramente meccanici in grado di fornire una più accurata misura e
controllo del processo.
Non esistono delle definizioni ufficiali ma la comunità che opera nel settore industriale identifica il
processo sulla base delle caratteristiche fisiche e di trattamento delle materie prime, semilavorati
e prodotto. Seguendo questa logica il processo può essere:
Continuo
Normalmente si parla di processo continuo quando i materiali/prodotti sono fluidi e vengono
trattati senza interruzione, seguendo un ciclo tecnologico obbligato (sequenzialmente definito), o
comunque lentamente variabile.
Negli impianti di questo tipo, il flusso continuo della materia prima e del prodotto finito, gli stati
di conversione e il trasporto sono intimamente fusi nelle attrezzature produttive costituenti l’impianto. L’impianto esegue un solo ciclo di lavorazione e fornisce una varietà di prodotto per un
periodo di tempo determinato (raffinerie, impianti chimici, centrali elettriche parte produzione e
cementifici).
Discontinuo
Nel processo discontinuo il trattamento richiede interruzione di funzionamento per cambiare materia prima o attrezzatura (laminatoi e cartiere).
Batch
Ha caratteristiche intermedie tra il processo continuo e quello discontinuo. In un processo batch
la produzione è suddivisa in differenti lotti di prodotto finito, ognuno dei quali richiede un certo
numero di lotti di materie prime e l’esecuzione di un certo numero di passi operativi secondo
una sequenza ben determinata (farmaceutica, alimentare e tessile). Il tipo e la quantità di materie
prime e, soprattutto, la sequenza di lavoro di ogni batch costituiscono la cosiddetta ricetta.
Discreto
E’ un processo in cui una stessa linea può essere destinata alla produzione di una varietà di prodotti diversi (industria manifatturiera).
41
ANIE Automazione
Non industriale
Qualsiasi processo riguardante trasporti, ambiente e comunicazioni.
Da un punto di vista dei mercati di riferimento si possono pertanto individuare i seguenti raggruppamenti:
Industria di processo
Provvede alla trasformazione chimico-fisica della materia prima e comprende tutto quanto dedicato alla produzione di energia elettrica, petrolio e derivati, gas, chimica di base e chimica fine,
farmaceutica, alimentare, carta e cellulosa, metalli e minerali, vetri, cemento, trattamento acque
reflue, ecc.;
Industria manifatturiera
Sottopone la materia prima a modificazioni di foggia e dimensioni e al successivo assemblaggio,
e comprende tutto quanto dedicato alla produzione di beni strumentali e di consumo quali automobili, elettrodomestici, cartotecnica, tessuti, abbigliamento, oggetti di gomma, ceramica, legno,
materiali plastici, macchinari per il confezionamento, macchinari e apparecchiature in genere, ecc.;
Reti di pubblica utilità
A gestione sia pubblica o privata, per il trasporto e la distribuzione di acqua, gas, energia elettrica,
calore, controllo dei trasporti e del traffico, ecc.
42
Osservatorio dell’industria italiana dell’Automazione e Misura
L’automazione e il controllo di processo
Introduzione
I sistemi di controllo nell’industria di processo prevedono un livello di controllo diretto, che gestisce le variabili di processo fondamentali, ad esempio temperatura, pressione, livello, flusso e
concentrazione, mediante opportuni sensori, attuatori, analizzatori trasmettitori, regolatori e RTU
(Remote Terminal Unit). Ai livelli superiori si trovano la supervisione, la programmazione della
produzione per l’ottimizzazione di impianto e l’efficienza energetica. Il controllo di processo è
una attività di ingegneria tra le più complesse in ambito industriale. Bisogna infatti tenere conto
dell’ingegneria generale del processo da controllare a partire dalle specifiche, della determinazione della struttura del sistema di controllo, della definizione del P&I diagram, della determinazione
della legge di controllo (es. algoritmi PID, controllo predittivo, adattativo ecc.), della taratura e
parametrizzazione dei controllori.
I principali sistemi dedicati al controllo di processo sono i DCS (Distributed Control System). Un DCS
è un sistema di controllo utilizzato per gestire processi di grandi dimensioni che hanno la caratteristica di essere distribuiti geograficamente, ad esempio impianti di raffinazione petrolchimica,
di produzione energia elettrica, ecc. Un DCS prevede la gestione dei vari cicli di automazione e
controllo nelle zone dove questi hanno luogo. Caratteristica di fondo del DCS è di essere completamente integrato nel processo controllato. Ciò significa che non è possibile agire sul processo di
produzione se non attraverso il DCS stesso. Una caratteristica importante dei DCS consiste nella
possibilità di modificare la topologia della rete o l’assetto hardware senza fermare l’impianto. I
sistemi di controllo distribuito sono stati sviluppati prevalentemente per le grandi industrie di processo (chimiche, petrolifere, farmaceutiche, termoelettriche, nucleari), conferendo alle applicazioni requisiti di maggior affidabilità e robustezza rispetto ai controlli basati su PLC. Il che però comporta costi maggiori sia per la parte hardware, tipicamente ridondante, sia per la parte software,
solitamente gestita da personale specializzato. Inoltre, benché orientate al controllo digitale, da
alcuni anni le più semplici architetture di controllo basate su PLC, soft PLC e PAC sono considerate,
in alcuni settori, alternative alle complesse architetture DCS. Si va verso soluzioni ibride dove si
tenta di coniugare la potenza e la complessità dei DCS con la flessibilità, l’apertura e il basso costo
dei PLC.
In un sistema distribuito per controllo di processo, le prestazioni ottenibili sono strettamente dipendenti dalle caratteristiche del sistema di comunicazione da cui dipende lo scambio informativo fra i vari processi applicativi. In questo senso l’uso dei fieldbus risponde pienamente a questa
esigenza specie in termini di riduzione dei cablaggi, dell’installazione e della manutenzione. I bus
di campo garantiscono anche migliore accuratezza nelle misure, informazioni tempestive per la
diagnostica dei dispositivi e possibilità di condividere informazioni.
I sistemi di supervisione per il controllo di processo devono anzitutto svolgere il ruolo di sistemi
esperti per supportare l’operatore in presenza di deviazioni dal comportamento programmato e
in concomitanza di allarmi e blocchi. La gestione allarmi è infatti critica rispetto alla capacità di reazione dell’operatore. Per questo gli allarmi ripetuti devono essere evidenziati e vanno assegnati
diversi livelli di priorità. Lo SCADA (Supervisory Control Automation & Data Aquisition) di processo
deve assicurare funzioni di acquisizione dati dal campo, di analisi della conduzione dell’impianto
(trend, rapporti, controllo statistico). Gli strumenti funzionali all’individuazione di anomalie e al
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ANIE Automazione
miglioramento del processo si appoggiano a un database centralizzato. Un aspetto chiave della supervisione è rappresentato dall’HMI (Human Machine Interface) ergonomico. L’interfaccia
uomo-macchina è uno strumento che permette all’operatore di monitorare le condizioni di esercizio e di effettuare manovre sull’impianto. Oltre all’HMI il principale contributo alla gestione di
impianto è dato dalle stazioni di ingegneria dalle quali si effettuano le configurazioni dei controllori
e delle pagine di supervisione. Sulle stesse stazioni di ingegneria possono essere svolte sessioni
di simulazione e addestramento del personale, oltre a quelle di programmazione e supporto alla
manutenzione. Queste ultime si integrano alle funzionalità esterne al controllo di processo in
senso stretto dei sistemi MES (Manufacturing Execution System) e PIMS (Plant Information Management System).
I vantaggi dell’automazione nel controllo di processo
L’automazione e il controllo di processo sono essenziali per il funzionamento sicuro e redditizio di
un impianto. Vi sono alcune motivazioni specifiche legate alla realizzazione di sistemi per il controllo di processo.
Stabilizzare il processo. Molti processi sono caratterizzati da modi instabili, che devono essere
stabilizzati mediante il controllo a retroazione, per evitare che l’impianto entri in condizioni di
funzionamento inaccettabili. La retroazione può risultare necessaria anche quando un disturbo
non misurato ha un effetto sufficientemente grande su una variabile di processo da provocare
variazioni inammissibili nel valore della variabile.
Assicurare la regolarità del processo. Anche se un processo è stabile, il controllo si rende spesso necessario per evitarne un arresto dovuto a condizioni operative indesiderate. Un arresto può
essere determinato da un sistema automatico preposto, ma anche direttamente da un malfunzionamento di un apparato.
Minimizzare l’impatto ambientale. Oltre a garantire una produzione stabile e sicura, il sistema
di controllo dovrebbe assicurare la massima riduzione degli effetti dannosi per l’ambiente. Ciò si
ottiene ottimizzando la conversione delle materie prime e mantenendo condizioni tali da ridurre
quanto più possibile la produzione di qualsiasi sottoprodotto nocivo.
Ottenere la qualità desiderata del prodotto. Il controllo di processo è spesso necessario per
ottenere la qualità desiderata del prodotto e per ridurre le disomogeneità nel livello di qualità.
Ottenere il tasso di produzione voluto. Il controllo di processo serve a ottenere il tasso voluto di
produzione di un impianto. In linea di principio, dovrebbe essere possibile regolare selettivamente
il tasso di produzione per un certo stadio del processo, e il sistema di controllo dovrebbe automaticamente regolare di conseguenza il flusso di produzione a monte o a valle.
Ottimizzare il funzionamento del processo. In alcune tipologie di impianti è frequente l’utilizzo
dell’automazione e del controllo di processo per ottimizzare l’efficienza economica della produzione. A tal fine è necessario identificare, seguire e mantenere condizioni operative ottimali nono-
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Osservatorio dell’industria italiana dell’Automazione e Misura
stante le variazioni a cui sono soggetti il tasso di produzione, la composizione delle materie prime
e le condizioni ambientali (per esempio la temperatura atmosferica o la temperatura dell’acqua
di raffreddamento). L’ottimizzazione del processo implica spesso la stretta coordinazione tra le
diverse componenti e regimi di funzionamento vicini ai limiti imposti al processo stesso.
Evitare il funzionamento manuale. Anche per impianti di modesta complessità, il funzionamento sarebbe praticamente impossibile in mancanza di un controllo di processo. Anche nei casi in
cui fosse possibile un funzionamento completamente manuale, questo probabilmente non risulterebbe economicamente praticabile per la variabilità indotta nella qualità del prodotto e per gli
alti costi di personale, dato che sarebbe necessario un numero elevato di operatori per svolgere
i compiti di cui si occupa normalmente il sistema di controllo.
La struttura dei sistemi di controllo nell’industria di processo
I sistemi di controllo nell’industria di processo hanno solitamente la struttura illustrata nella figura 1.
Figura 1 - Struttura tipica del sistema di controllo per un impianto di grandi dimensioni nell’industria di processo
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ANIE Automazione
Al livello più basso troviamo lo strato di controllo diretto, che controlla in genere le variabili di
processo fondamentali, quali temperatura, pressione, flussi e concentrazioni, mediante opportuni
sensori (in particolare misuratori di concentrazione, di conduttività, di pH, gascromatografi, sonde
infrarosse). In alcuni casi la stessa variabile controllata si può calcolare sulla base di diverse misure;
per esempio il flusso di un componente si può determinare da misure sia della concentrazione
che del flusso globale. La maggior parte dei singoli controllori all’interno dello strato di controllo
diretto è ad anello singolo, realizzata in una struttura a strati e con alcuni controllori multivariati.
Sono disponibili molte procedure euristiche per scegliere in che ordine progettare e realizzare i
singoli controllori. Tipicamente gli anelli di retroazione, il cui scopo consiste nello stabilizzare le
componenti instabili del processo, vengono completati per primi; gli anelli più veloci prima di quelli
più lenti, e quelli non interagenti prima di quelli interagenti; gli anelli che gestiscono le scorte vengono completati prima di quelli preposti al controllo della qualità del prodotto, ecc. (Buckley, 1964;
Luyben e Luyben, 1997). La maggior parte dei controllori dello strato di controllo diretto manipola
direttamente una variabile di processo (per esempio l’apertura di una valvola), ma in qualche caso
la variabile manipolata può essere il valore di riferimento (setpoint) di un controllo a un livello
inferiore. La maggior parte delle funzioni di controllo necessarie per la stabilità e l’integrità del
processo viene svolta nello strato di controllo diretto, per esempio la stabilizzazione del processo
e il mantenimento di condizioni operative accettabili per l’apparato.
Lo strato di controllo supervisivo coordina il controllo di una componente o di alcune componenti
del processo strettamente connesse. Esso coordina l’azione di diversi anelli di controllo, e cerca di
mantenere le condizioni del processo vicine a quelle ottimali, garantendo nel contempo che non
vengano violati i vincoli operativi. Le variabili controllate dai controllori di supervisione possono
essere delle misure dirette sul processo, delle variabili calcolate o stimate da tali misure, o le uscite di un controllore diretto. Le variabili manipolate sono spesso valori di riferimento per controllori diretti, ma le variabili di processo possono anche essere manipolate direttamente. Mentre i
controllori diretti sono spesso progettati e realizzati senza mai formulare uno specifico modello di
processo, i controllori di supervisione includono di solito un modello di processo formulato esplicitamente. Il modello è dinamico, spesso lineare e derivato da esperimenti effettuati sull’impianto.
I controllori di supervisione utilizzano in genere qualche variante del controllo predittivo.
Le condizioni ottimali che i controllori di supervisione cercano di mantenere possono essere determinate da uno strato di controllo di ottimizzazione in tempo reale (RTO, Real Time Optimization). Lo strato RTO identifica tali condizioni ottimali risolvendo un problema di ottimizzazione che
coinvolge modelli dei costi di produzione, dei valori dei prodotti (eventualmente dipendenti dalla
qualità) e del processo stesso. Il modello del processo è spesso statico e non lineare, e viene derivato da relazioni fondamentali di carattere fisico e chimico.
Lo strato di controllo di più alto livello tra quelli illustrati nella fig. 1 è lo strato di pianificazione e
programmazione della produzione, che determina quali prodotti devono essere generati e quando. Questo strato necessita di informazioni dal dipartimento vendite sulle quantità da produrre per
i diversi prodotti, le scadenze per le consegne ed eventualmente i prezzi. Le informazioni circa la
disponibilità e i costi delle materie prime vengono fornite dal dipartimento acquisti. Le informazioni che provengono dall’impianto indicano quali prodotti possono essere fabbricati nelle diverse
condizioni operative, e i tassi di produzione ottenibili.Oltre agli strati illustrati nella fig. 1, può esserci anche un sistema di sicurezza separato in grado di arrestare il processo in modo controllato
e sicuro se si presentano condizioni potenzialmente pericolose.
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Osservatorio dell’industria italiana dell’Automazione e Misura
Vi sono anche livelli decisionali superiori che non sono stati mostrati, come le vendite e gli acquisti, la costruzione di nuovi impianti, ecc. Questi livelli superiori non influenzano la progettazione
dei sistemi di controllo.
Le scale di tempo di esecuzione per i vari strati sono diverse. I controllori diretti hanno tipicamente degli intervalli di campionamento dell’ordine di un secondo (o anche più veloci, per alcuni
apparati), i controllori supervisivi di solito operano sulla scala temporale dei minuti, lo strato RTO
su quella delle ore, e lo strato di pianificazione/programmazione su quella dei giorni (o settimane). Queste differenze nelle scale dei tempi semplificano la costruzione dei modelli per gli strati
superiori. Per esempio, se una variabile controllata dallo strato di controllo diretto risponde molto
più velocemente rispetto alla frequenza di campionamento dello strato di controllo supervisivo,
ai fini di quest’ultimo, per questa variabile, sarà sufficiente un modello statico (tale modello sarà
semplicemente: valore della variabile= valore di riferimento).
Non ha senso dire che uno strato è più importante di un altro, dato che dipendono l’uno dall’altro.
L’obbiettivo per gli strati inferiori non è ben definito in mancanza di informazione dagli strati superiori (per esempio il controllo diretto deve conoscere i punti di controllo determinati dallo strato
di controllo supervisivo), mentre per gli strati superiori è necessario che gli strati inferiori attuino
le azioni di controllo. In alcuni impianti i compiti di alcuni degli strati illustrati nella fig. 1 sono svolti
da operatori umani, ma lo strato di controllo diretto è presente (e altamente automatizzato) praticamente in tutti gli impianti industriali.
È chiaro che questa struttura impone delle limitazioni alle prestazioni ottenibili nel controllo, rispetto a un ipotetico controllo ottimale centralizzato, in grado di coordinare perfettamente tutte
le variabili manipolate disponibili per il raggiungimento degli obiettivi del controllo. Nel passato,
la mancanza di potenza di calcolo adeguata avrebbe reso un tale controllo centralizzato praticamente impossibile da realizzare, ma la crescita continua della potenza di calcolo disponibile potrebbe renderlo fattibile in un futuro non troppo lontano. Ci si potrebbe chiedere se sia questa la
direzione di sviluppo dei sistemi di controllo, in cui cioè un impianto industriale viene controllato
da un controllore centrale unico. Non è così; nei due decenni scorsi, i sistemi di controllo si sono
indirizzati invece sempre più verso una struttura a strati, via via che la maggiore disponibilità di
potenza di calcolo ha reso gli strati di controllo supervisivo e RTO sempre più diffusi. Si riportano
alcune motivazioni per l’utilizzo di tali strutture multistrato.
Convenienza economica. La progettazione di un unico sistema di controllo centralizzato richiederebbe un modello dinamico molto accurato di quasi tutti gli aspetti dell’evoluzione del processo. Il modello richiesto sarebbe anche molto complesso, difficile e costoso da sviluppare e manutenere. D’altra parte, i livelli superiori di un sistema di controllo a strati sfruttano le semplificazioni
rese possibili dalla presenza degli strati inferiori. Il livello di controllo diretto necessita di meno
informazioni dal modello per il suo funzionamento, poiché ricava la maggior parte delle informazioni sul processo dalle misure effettuate sul processo stesso.
Aggiornamento della progettazione e della messa a punto. Il comportamento di un impianto industriale cambia nel tempo a causa del logoramento degli apparati, dei cambiamenti delle
materie prime, di mutate condizioni operative volte a modificare le caratteristiche del prodotto o
la scelta del prodotto da fabbricare, e di modifiche dell’impianto. A causa della complessità di un
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ANIE Automazione
singolo controllore centralizzato, sarebbe difficile e richiederebbe molto tempo aggiornare il controllore per tener conto di tutti questi cambiamenti. Con un sistema di controllo strutturato è più
semplice rendersi conto di quali modifiche sono necessarie, e le modifiche stesse sono in genere
più semplici da effettuare.
Avvio e arresto del sistema di controllo. La prassi operativa comune durante l’avvio è che molti
dei controlli siano posti in modalità manuale. Alcune parti dello strato di controllo diretto possono
essere in modalità automatica, ma raramente saranno operativi gli strati di controllo superiori. Gli
anelli di controllo dello strato di controllo diretto, inizialmente in modalità manuale, vengono posti
in modalità automatica quando gli apparati da loro controllati si avvicinano alle condizioni operative normali. Quando lo strato di controllo diretto diventa operativo per una fase del processo, si
può mettere in funzione il sistema di controllo supervisivo, e così via. L’arresto del sistema viene
effettuato percorrendo la sequenza inversa. Sulla base dell’esperienza, ci può essere margine per
miglioramenti significativi nelle procedure di avvio e di arresto di un impianto, visto che un avvio
e un arresto più rapidi diminuiscono i tempi di fermo dell’impianto. D’altra parte, un modello in
grado di descrivere tutte le condizioni operative, incluso l’avvio e l’arresto, è necessariamente
molto più complesso di uno che copra solo l’ambito limitato di condizioni operative che si incontrano nel funzionamento normale. La costruzione di un tale modello sarebbe difficile e costosa.
Anche l’avvio e l’arresto di un impianto con un solo sistema centralizzato di controllo sarebbero
più complessi rispetto al caso di un sistema di controllo articolato, poiché ne sarebbe più difficile
l’avvio o l’arresto graduale.
Accettazione e comprensione da parte dell’operatore. I sistemi di controllo che non vengono
accettati dall’operatore saranno probabilmente tenuti disattivati. Un unico sistema di controllo
centralizzato sarà spesso complesso e difficile da capire. La comprensione del sistema da parte
dell’operatore ne rende ovviamente più semplice l’accettazione da parte sua, e un sistema di
controllo strutturato, essendo di più facile comprensione, gode spesso di un vantaggio da questo
punto di vista. Operatori con una insufficiente comprensione del sistema di controllo possono
determinare degli arresti dell’impianto, la cui responsabilità viene poi di solito attribuita al sistema
di controllo (o a chi lo ha progettato o installato). Poiché gli operatori sono parte integrante del
funzionamento dell’impianto, durante la progettazione dei sistemi di controllo si dovrebbe tener
conto dell’esigenza che gli operatori comprendano il sistema di controllo abbastanza bene da far
funzionare l’impianto in modo sicuro ed economicamente efficiente.
Malfunzionamenti dell’hardware e del software dei computer. Nei sistemi di controllo strutturati, se si presenta un malfunzionamento dell’hardware o del software ai livelli superiori, agli
operatori resta l’aiuto del sistema di controllo diretto per mantenere in funzione il processo. Un
backup hardware per il sistema di controllo diretto è molto più economico rispetto a uno per i
livelli superiori del sistema di controllo, poiché il sistema di controllo diretto si può scomporre in
funzioni di controllo semplici (principalmente anelli singoli). Un controllore unico centralizzato richiederebbe, invece, un computer potente, e sarebbe quindi più costoso fornire un sistema di backup. Questo problema comunque, con la diminuzione continua dei costi dei computer, potrebbe
diventare meno critico nel tempo.
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Osservatorio dell’industria italiana dell’Automazione e Misura
Robustezza. La complessità di un sistema unico centralizzato di controllo renderebbe difficile
analizzare la robustezza del sistema rispetto alle incertezze associate al modello e alle imprecisioni numeriche. L’analisi della robustezza non è sempre banale, anche per sistemi di controllo strutturati. Il test definitivo di robustezza consiste nel funzionamento stesso dell’impianto. Un sistema
di controllo strutturato si può applicare in modo graduale: per primo il sistema di controllo diretto
e in seguito una sezione per volta del sistema di controllo supervisivo, e così via. Di conseguenza,
se sorge un problema, risulta più facile analizzarne la causa in un sistema di controllo strutturato,
rispetto a un sistema unico centralizzato.
Eliminazione locale delle incertezze. Si è già accennato che un effetto delle funzioni svolte dagli
strati di controllo inferiori consiste nell’eliminare, dal punto di vista degli strati superiori, l’influenza
dovuta alle incertezze associate al modello. L’esistenza degli strati inferiori consente quindi l’uso
di modelli più semplici, ma al tempo stesso più precisi, per gli strati superiori. Un sistema unico
centrale di controllo non gode di questo vantaggio.
Sistemi di controllo preesistenti. Se si dispone già di sistemi di controllo articolati che funzionano ragionevolmente bene, destinare gli sforzi a migliorare il sistema di controllo esistente è economicamente più vantaggioso, e più sicuro, che non prendere la decisione rischiosa di progettarne uno completamente nuovo. Esiste inoltre una vasta esperienza sulla progettazione di sistemi
di controllo strutturati per una varietà di interconnessioni possibili tra apparati di processo, come
reattori e colonne di distillazione collegati a cicli di riciclo. La progettazione di un sistema di controllo strutturato per un impianto industriale nuovo consente all’ingegnere dei controlli di avvalersi dell’esperienza accumulata nella progettazione di diverse componenti dell’impianto, invece di
iniziare da zero la progettazione di un sistema di controllo centralizzato. Inoltre, la progettazione
di qualsiasi sistema di controllo richiede almeno alcune procedure di identificazione del modello
e di validazione sull’impianto reale. Durante questa fase, un minimo di controllo è necessario per
assicurare un funzionamento stabile e sicuro. Lo strato di controllo diretto di un sistema articolato
richiede meno informazione, e può quindi funzionare durante la fase di identificazione e validazione del modello.
Da quanto detto dovrebbe risultare chiaro che i sistemi di controllo continueranno a possedere,
nel futuro prevedibile, un certo numero di strati distinti. Affinché un sistema di controllo strutturato venga sostituito da un sistema unico centralizzato devono essere soddisfatte le seguenti due
condizioni: il sistema di controllo attuale fornisce prestazioni inaccettabili; il processo nella sua globalità deve essere compreso sufficientemente bene da essere in grado di sviluppare un modello
di processo che descriva tutti i comportamenti rilevanti del processo stesso.
Dato che è raro che un sistema di controllo strutturato sia incapace di controllare un processo per
il quale si disponga di una conoscenza dettagliata (a patto di aver investito sforzi e competenze
sufficienti nella progettazione del sistema di controllo), ne dovremmo dedurre che la maggior
parte dei sistemi di controllo continuerà a essere di tipo strutturato tradizionale.
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ANIE Automazione
La normativa di riferimento
Le norme e guide tecniche di riferimento relative alle tecnologie da impiegarsi sono emesse dai
principali organismi mondiali di settore. In Italia, per quelle elettriche/elettroniche, il compito è
svolto dal Comitato Elettrotecnico CEI e nella fattispecie dal Comitato Tecnico CT 65 - Misura, controllo e automazione dei processi industriali - corrispondente IEC TC65.
In particolare si segnalano le seguenti norme:
• CEI EN 61508-1...7, serie di norme riguardanti la sicurezza funzionale dei sistemi elettrici, elettronici ed elettronici programmabili per applicazioni di sicurezza.
• CEI EN 61326, norma riguardante le prescrizioni di compatibilità elettromagnetica degli apparecchi elettrici di misura, di controllo e di laboratorio.
• CEI EN 61069, serie di norme riguardanti la valutazione delle proprietà dei sistemi per il loro
accertamento.
• CEI EN 60770, serie di norme riguardanti i trasmettitori impiegati nei sistemi di controllo dei
processi industriali.
• CEI EN 60534, serie di norme riguardanti le valvole di regolazione per processi industriali.
• CEI EN 6113, serie di norme riguardanti i controllori programmabili.
• CEI EN 61158, serie di norme riguardanti i bus di campo per i sistemi di controllo dei processi
industriali.
• CEI EN 61207, serie di norme riguardanti la valutazione delle prestazioni degli analizzatori di
gas.
Il CT 65 svolge principalmente un’attività di indirizzo e coordinamento dei lavori dei suoi quattro
sottocomitati:
SC 65 A: Aspetti di sistema/IEC 65 A: System Aspects
Prepara norme riguardanti gli aspetti generali dei sistemi usati per la misura, il controllo e l’automazione dei processi industriali, inclusa la definizione delle condizioni di esercizio e le metodologie per la valutazione dei sistemi e la sicurezza funzionale.
SC 65 B: Dispositivi e analizzatori di processo/IEC 65 B: Measurement and control devices/
CENELEC: BTWG 109-2 Straight Thermocouple Thermometers
Si occupa delle norme sui dispositivi (hardware e software) usati per la misura, il controllo e l’automazione dei processi industriali, inclusi gli analizzatori per le misure di processo. Vengono presi
in considerazione dispositivi semplici e complessi e di essi, con riferimento all’intercambiabilità,
alla valutazione delle prestazioni e alla definizione della funzionalità.
SC 65 C: Reti di comunicazioni industriali/IEC 65C: Industrial networks/CENELEC 65CX:
Fieldbus
Appronta norme per le reti di comunicazione industriali in cavo, in fibra ottica e senza fili usate per
la misura, il controllo e l’automazione dei processi industriali, come pure per i sistemi strumentali
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Osservatorio dell’industria italiana dell’Automazione e Misura
usati per ricerca, sviluppo e prove. Sono comprese attività normative per il cablaggio, la coesistenza e la valutazione delle prestazioni.
SC 65 E: Integrazione dei sistemi/IEC 56D: Devices and integration in enterprise systems
Predispone norme in materia di integrazione dei dispositivi nei sistemi di automazione industriale,
dove i modelli sviluppati riguardano le proprietà, la classificazione, la scelta, la configurazione, la
messa in servizio, il monitoraggio e la diagnostica di base dei dispositivi sui seguenti temi, e in
materia di integrazione dei sistemi di automazione industriale con i sistemi aziendali.
Il Mercato dell’automazione per l’industria di processo
I segmenti di mercato presi in considerazione nell’analisi sono:
• Strumentazione industriale di misura in campo (misure di pressione, di temperatura, di livel•
•
•
•
•
lo e di portata)
Analizzatori di gas e analizzatori di liquidi
Valvole di regolazione
Attuatori (pneumatici, idraulici ed elettrici)
Sistemi di controllo (a base DCS)
Service
La stima del mercato complessivo 2012, così come è stato definito sopra, è di 1.220 milioni di euro
con una crescita del +4% in valore rispetto al 2011.
Il mercato della strumentazione industriale ha raggiunto nel 2012 i 215 milioni di euro (con un
incremento rispetto al 2011 del + 4%).
Il mercato dell’analitica è valutato complessivamente in circa 100 milioni di euro. Il segmento più
rilevante in termini di valori è costituito dagli analizzatori di gas, stimato attorno ai 65-70 milioni di
euro. Nel 2012 il mercato registra una flessione del -8%, in controtendenza rispetto all’andamento
degli ultimi anni.
Cala leggermente il mercato delle valvole di regolazione (- 5% circa rispetto al 2011), un business
che si aggira attorno ai 150-155 milioni di euro.
Per il 2012 si stima che il mercato degli attuatori possa raggiungere i 390-400 milioni di euro, con
un incremento rispetto all’anno precedente del + 9-10%. Gli attuatori pneumatici rappresentano
il 60% circa del mercato totale, il restante 40% è suddiviso più o meno equamente tra elettrici
ed idraulici.
Il mercato dei sistemi di controllo DCS è valutato per il 2012 in 187 milioni di euro, di cui quasi 70
milioni sono costituiti da sistemi destinati al power. La crescita rispetto al 2011 è stata del +7%.
Il service riveste un ruolo sempre più importante all’interno del settore. Per il 2012 il mercato del
service è valutato in oltre 150 milioni di euro, con una crescita del +2-3% rispetto all’anno precedente. La maggior parte del service è a supporto dei sistemi di controllo (circa 110 milioni di euro),
ed è indirizzata prevalentemente nel Power e nel Refinery.
51
ANIE Automazione
Bibliografia
• Enciclopedia Treccani – Controllo di processo e automazione
• Dizionario di Automazione e informatica industriale – Armando Martin
• Articoli tratti da:
- Automazione e Strumentazione (Fiera Milano Media)
- Il Perito Industriale (A.P.I.M.)
• Osservatorio Cogent sull’andamento del settore degli strumenti e dei sistemi di automazione e controllo destinati all’industria di processo
52
Osservatorio dell’industria italiana dell’Automazione e Misura
Soci di ANIE Automazione
A.T.I. SRL
ABB SPA - POWER SYSTEMS DIVISION
ABB SPA - ABB SACE DIVISION
AEG POWER SOLUTIONS SPA
ALSTOM POWER ITALIA SPA
ANSALDO ENERGIA SPA
ANSWER DRIVES SRL
APC BY SCHNEIDER ELECTRIC
AUTEC SRL
BONFIGLIOLI RIDUTTORI SPA
BORRI SPA
BOSCH REXROTH SPA
BTICINO SPA
C.E.A.I. ELETTRONICA SRL
CALVI SISTEMI SNC
CARLO GAVAZZI IMPIANTI SPA
CONTROL TECHNIQUES SPA
DANFOSS SRL
DUCATI ENERGIA SPA
EATON INDUSTRIES (ITALY) SRL
EFA AUTOMAZIONE SPA
ELETTRONICA SANTERNO SPA
EMERSON NETWORK POWER SRL
EMERSON PROCESS MANAGEMENT SRL
ENDRESS+HAUSER ITALIA SPA
ESA ELETTRONICA SPA
FAMAS SYSTEM SPA
FAR SYSTEMS SPA
FESTO SPA
FRIEM SPA
GE INTELLIGENT PLATFORMS
GEFRAN SPA
GEOCART SPA
GEWISS SPA
G-TEC EUROPE SRL
HEIDENHAIN ITALIANA SRL
HONEYWELL SRL
I.D.&A. SRL
INTESIS SRL
KEB ITALIA SRL
LACROIX SOFTEC SRL
LAPP ITALIA SRL
LENZE ITALIA SRL
04
LEVER SRL
M.D. MICRO DETECTORS SPA
MITSUBISHI ELECTRIC EUROPE B.V.
MOTIONART SRL
NATIONAL INSTRUMENTS ITALY SRL
NIDEC ASI SPA
OLTREBASE SRL
OMRON ELECTRONICS SPA
PANASONIC ELECTRIC WORKS ITALIA SRL
PARKER HANNIFIN SPA SSD SBC
PHOENIX CONTACT SPA
PHOENIX MECANO SRL
PILZ ITALIA SRL
POWERTRONIX SPA
PRISMA IMPIANTI SPA
PROFACE ITALIA
PROJECT AUTOMATION SPA
REER SPA
RITTAL SPA
ROCKWELL AUTOMATION SRL
RPS SPA
S.D.I. AUTOMAZIONE INDUSTRIALE SPA
SAIA BURGESS CONTROLS ITALIA SRL
SCHNEIDER ELECTRIC SPA
SELEX ES SPA
SELTA SPA
SEW EURODRIVE SAS
SICK SPA
SIEI PETERLONGO ELECTRIC SPA
SIEL SPA
SIEMENS SPA
SODI SCIENTIFICA SPA
STI SRL
TDE MACNO SPA
TECNOWARE SRL
TELESTAR SRL
TELETECNICA SRL
TURCK BANNER SRL
VIPA ITALIA SRL
WEIDMÜLLER SRL
WIT ITALIA SRL
WONDERWARE ITALIA SPA
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NOTE
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55
Federazione ANIE
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