Scarica

Transcription

Scarica
Mensile d’informazione culturale, politica, sportiva e di attualità - Maggio 2009 - numero 16
Trebescheide
Sommario
Cigole. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 3
1) Maleducato.
Come è noto ai nostri lettori, l’Istituto di Studi Locali di Manerbio e la
Pianura organizzano una mostra dal
titolo “Dal primato del disegno alla
supremazia dell’immagine”.
In questo numero i lettori troveranno il programma dettagliato della
mostra.
La mostra ha un alto valore culturale,
considerato che è organizzata in collaborazione con gli archivi di Stato
di Brescia e di Milano, con l’archivio
storico della provincia di Brescia, con
l’università di Firenze, con la Fondazione Civiltà Bresciana e tanti altri
enti e comuni.
In particolare tutti i comuni, sia di
centro destra che di centro sinistra,
nei quali la mostra è ospitata, hanno
dato il patrocinio.
Tutti meno uno: Manerbio.
Il patrocinio richiesto non prevedeva
alcun impegno né finanziario né di
prestito di strutture: solo la condivisione di un progetto di alto contenuto
culturale.
La cosa che però dispiace, soprattutto a tutti coloro che credono che le
istituzioni siano super partes e non
gestite dai risentimenti, è la maleducazione.
Ad una richiesta protocollata il 18
marzo, a tutt’oggi, non si è nemmeno
degnato di rispondere.
Che brutta bestia è la maleducazione!
2) Scialacquatore.
I cittadini di Manerbio sono al corrente che il loro comune è, purtroppo,
nei primi tre posti della classifica provinciale dei comuni più indebitati.
La cosa non ci stupisce e ci saremmo
meravigliati del contrario.
Vi raccontiamo un fatto che è illuminante al proposito.
Nel mese di febbraio 2009 il comune
delibera di spendere oltre 21.000 euro
per pubblicare e spedire Manerbio
Notizie a tutti i cittadini manerbiesi.
Ebbene: vi possiamo dire che a parità
di tiratura (5.000 copie) con quattro
volte le pagine stampate (4 contro 16)
La Pianura costa meno.
E di molto!
Ma questo sarebbe il meno: il classico
esempio di incompetenza.
Non contento di spendere di più del
dovuto, il nostro comune, sempre nel
mese di febbraio 2009, decide di acquistare per 6.480 euro tre pagine per
quattro numeri sul mensile Paese mio.
segue a pag. 16
San Gervasio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 4
Bassano. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 5
L’estimo mercantile del 1750. . . . . . . . . . » 6
Calendario bresciano. . . . . . . . . . . . . . . . . » 8
Manerbio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 10
Pontevico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 12
Offlaga. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 13
Manerbio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 14
Manerbio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 16
Dal primato del disegno alla supremazia
dell’immagine.
Il caso della pianura tra Mella e Oglio.
Si inaugurano sabato 2 maggio le mostre
organizzate dall’Istituto di Studi Locali di
Manerbio e dal nostro giornale a Bassano,
Cigole, Manerbio, Offlaga, Pontevico e
San Gervasio.
Le mostre resteranno aperte fino a domenica 7 giugno.
Direzione: Vania Boglioli
Edizioni “La Pianura”-Via S.Martino,11-Verolanuova (Bs)
Stampa: La Compagnia della Stampa - Roccafranca (Bs)
Pubblicazione mensile
E-mail: [email protected]
Autorizzazione N° 50 del Tribunale di Brescia
del 06/12/2007
Al via le amministrative
L’intervista all’ass. prov. Giampaolo Mantelli
L’Udc rivendica la propria identità. Alle
prossime provinciali ha annunciato la corsa da solo smarcandosi dalla coalizione di
centro destra e scegliendo di non allearsi
con il Pd.
Testimone autorevole della Bassa bresciana,
conoscitore del territorio, delle sue potenzialità e delle sue problematiche è Giampaolo Mantelli (Udc di Pierferdinando
Casini) sindaco di San Gervasio Bresciano,
assessore provinciale alla Pubblica Istruzione, Formazione professionale ed Edilizia
Scolastica, già assessore provinciale all’Agricoltura. Abbiamo avuto modo di incontrarlo e di rivolgergli alcune domande.
Assessore Mantelli, sabato 6 e domenica 7
giugno tutti gli elettori bresciani si troveranno per le mani sia la scheda per elezioni
provinciali sia quella per le europee. Ma alla
maggior parte, compreso i cittadini di San
Gervasio, verrà consegnato anche un terzo
foglio prestampato: quello per le comunali.
Per molti anni è stato alla guida della sua
comunità realizzando strutture e servizi,
come il Bosco del Lusignolo e il lago dello
sci Nautico, inimmaginabili per un piccolo
comune della Bassa bresciana. Opere che
hanno saputo invertire la rotta di un paese
che assisteva al progressivo spopolamento
e chiusura di attività, trasformandolo in
una meta ambita da giovani famiglie che
decidono di metter su casa.
Si riproporrà a sindaco del suo comune?
No. Lo avevo già annunciato cinque anni
fa quando avevo accettato nuovamente la
candidatura a primo cittadino di San Gervasio Bresciano. Già allora avevo detto che
questo sarebbe stato l’ultimo impegno di
cui mi sarei fatto carico a livello comunale.
Oggi a cinque anni di distanza “mantengo la promessa”. Lascio spazio ai giovani.
Sono convinto che ora tocchi a loro amministrare, portare avanti progetti e idee che
concorrano alla crescita, allo sviluppo e al
benessere della nostra comunità.
Mantelli si riproporrà però per le provinciali. Il suo impegno per il nostro territorio
è noto a tutti. Molto ha fatto per il settore
agricolo quando è stato guida dell’assessorato provinciale di viale Bornata. Il lavoro e
i risultati raggiunti sono evidenti agli occhi
di tutti. Tant’è che ancora oggi molti operatori del settore vivrebbero con entusiasmo un suo ritorno in questo ambiente.
Un comparto quello dell’agricoltura mai
abbandonato da Mantelli come testimonia il suo recente interessamento per il
recepimento da parte del Parlamento degli
emendamenti richiesti dalle associazioni di
categoria al decreto sulle quote latte del ministro Zaia e l’appoggio agli allevatori sulla
questione legata all’entrata in vigore della
nuova direttiva nitrati. Così come del resto
è evidente l’impegno profuso in qualità di
assessore alla Pubblica Istruzione, Formazione professionale ed Edilizia Scolastica:
due anni di amministrazione all’insegna
dell’innalzamento della qualità degli istituti scolastici con un occhio di riguardo
per le scuole del nostro comprensorio i cui
progetti, investimenti, interventi di manutenzione, ampliamenti e migliorie hanno
beneficiato di una forte accelerazione.
Assessore, qual è la sua ricetta?
Parlare di territorio e fare sistema: sono
concetti di cui molti parlano, ma che solo
pochi sanno mettere in pratica davvero
e che ora più che mai sono diventati imperativi imprescindibili, se non addirittura le uniche vie possibili per una crescita
reale e per l’ampliamento degli orizzonti
segue a pag. 13
1999
2009
L’anniversario dell’impresa
con più valore sociale
Un elemento importante nel logotipo di Nord Zinc S.p.A. è la rosa dei venti: una rappresentazione simbolica dei
quattro punti cardinali. Quasi un monito per gli ambiziosi intenti del 1999, quando l’avventura era solo all’inizio.
Come una stella del mattino, con innovativi trattamenti superficiali, si è distinta per un metodo di produzione
certificato e garantito, che rispetta l’uomo e l’ambiente.
Da allora sono trascorsi dieci anni.
Questo anniversario importante
vogliamo festeggiarlo insieme a tutti voi
sabato 9 maggio.
2
*22
2
+))
Programma
Ore 14.00
Ore 14.30
Ore 17.00
Ore 18.30
Apertura al pubblico
Visite guidate e attività di divertimento
Spettacolo di cabaret con gli SLAPSUS (direttamente da Zelig - Italia 1)
Saluti
Animazione, parco giochi gonfiabile e servizio di ristoro.
Nord Zinc S.p.A. Via Industriale, 7 – 25020 San Gervasio Bresciano (BS)
Per informazioni: tel. 030.9926000
www.nordzinc.it
Creativitystudios.com
Maggio 2009
Pag. 2
Pianura
Cigole
La
Maggio 2009
Il Palazzo Cigola-Martinoni torna splendente
In meno di due anni completato il recupero
di Palazzo Cigola-Martinoni di Cigole, sede
del municipio.
Era una scommessa, vinta in ventiquattro
mesi come hanno verificato autorità (il vice
presidente della Provincia Peli, e gli assessori
Mantelli e Minini), invitati (i sindaci della
zona) e la popolazione intervenuti a inaugurare la conclusione dei lavori.
Nello spazio un tempo magazzino di cereali
delle campagne, ora trasformato in elegante
salone per riunioni, s’è svolta una tavola ro-
tonda coordinata dal sindaco Cherubini.
Gli elogi sono stati per Riccardo Geminati
che con Giuliano Pegoiani, cinque anni fa
sindaco, ha saputo coinvolgere le istituzioni
in un recupero oneroso che sembrava impossibile per le modeste dimensioni della
comunità di Cigole.
Ultimato il recupero ora si avvia il periodo
della gestione destinato a ridare altri ruoli
all’edificio con una serie di musei che andranno ad insediarsi nelle sale che furono
frequentate da nobili, intellettuali e perso-
naggi di scienza in un
passato da tempo archiviato.
C’è già un calendario
per le visite possibili
nei fine settimana dalle 10 alle 12 e dalle 15
alle 18.
Il 2 maggio prossimo
sarà aperta la sezione
di Cigole della mostra
“Dal primato del disegno alla supremazia
dell’immagine” articolata in un circuito
che comprende i paesi di: San Gervasio Bresciano, Bassano
Bresciano, Manerbio, Offlaga, Pontevico.
Conclusione prevista in giugno al Castello
di Padernello di Borgo San Giacomo.
Il 15 maggio, alle ore 20,30, la conferenza
legata alla mostra sulla storia delle famiglie
Cigola e Martinoni a Cigole.
Il 17 maggio, nell’ambito della manifestazione regionale “Fai il pieno di cultura” a
Cigole, a partire dalle ore 15 organizzate
animazione, letture e sorprese per i bambini
a cura dell’associazione “Mondotondo” in
collaborazione con la ludoteca “Il castello”.
Alle ore 21 nel salone polifunzionale del
palazzo, la compagnia teatrale “il Ventaglio”
allestirà uno spettacolo imperniato sulla tradizione rurale del territorio.
Il 31 maggio, sempre a Cigole, la giornata
mondiale dello storico.
Pag. 3
Pag. 4
Pianura
S. Gervasio
La
Maggio 2009
Consiglieri, Podestà
e Sindaci
E’ imminente l’uscita del volume quarto di
Renato Savaresi dedicato alla storia di San
Gervasio intitolato “Consiglieri, podestà,
sindaci dall’Unità d’Italia ad oggi”.
Un documento storico di grandissima
valenza e importanza che documenta in
maniera attenta e sensibile la storia di uomini, donne che si sono impegnati per la
crescita, lo sviluppo e il benessere della
comunità sangervasina. Ma anche usi,
costumi e tradizioni. E’ la
storia di chi ha amministrato nell’interesse delle
persone, tracciando un
profilo sempre vivo e attuale della comunità, del
territorio, per lo sviluppo
economico e il bene della
collettività.
Sfogliando le pagine ci si
rende conto di avere tra le
mani una sorta di “vademecum” che ha davvero
pochi paragoni, non solo
per i contenuti ma anche
per la precisione con cui
è stato scritto. Un giusto
riconoscimento a tutte
le persone che nei secoli, hanno contribuito alla
comunità. Il loro operato
rimarrà storia indelebile, e nel contempo, uno
strumento, un bagaglio di
esperienze da cui attingere
e imparare.
Nella foto l’inaugurazione
delle scuole elementari del
18-11-1923 col neo sindaco Guido Bonetto.
Il mio amico cavallo
Quando Sport significa educazione, impegno e passione
Fare sport significa crescere: attraverso l’impegno fisico e mentale accumuliamo informazioni sempre nuove e diverse, aumentiamo la conoscenza di noi stessi, dello spazio
che ci circonda, della relazione tra il nostro
corpo e le altre persone.
Lo sport è un’esperienza di vita: uno strumento di integrazione sociale e di dialogo multiculturale, un modello per creare
relazioni serene e significative. Per queste
ragioni Nord Zinc S.p.A., azienda di San
Gervasio Bresciano che si occupa di metodi per la protezione anticorrosiva dei
manufatti realizzati in acciaio, condivide
con l’Amministrazione Comunale di San
Gervasio Bresciano, una nuova iniziativa
legata alle tematiche del territorio e delle
relazioni sociali. Il progetto “Il mio amico
cavallo”, sostenuto da Nord Zinc S.p.A.,
è un corso di equitazione per gli studenti
della scuola primaria e secondaria di San
Gervasio B.no che si terrà presso il Centro
Ippico Scuderia Cascina San Giorgio di Verolanuova. Il corso, accolto con entusiasmo
dalla Direzione didattica e dagli stessi inse-
Giovedì 30 Aprile ore 20,30
gnanti, coinvolge centrotrenta studenti e si
svolge durante gli orari scolastici. Le lezioni
iniziano giovedì 16 aprile e ogni ragazzo
parteciperà a sei lezioni di un’ora ciascuna.
Venerdì 22 maggio, data di chiusura del
progetto, sarà un giorno di festa in occasione del quale studenti, genitori e insegnanti
saranno invitati a partecipare al momento
ufficiale della consegna degli attestati di
“abilitazione equestre I° livello”.
Il calendario di appuntamenti del decennale di Nord Zinc S.p.A. si arricchisce così
di un nuovo impegno rivolto alla comunità
locale, al quale seguirà la “Camminata del
Bosco del Lusignolo” prevista per il prossimo settembre.
Ricordiamo inoltre, che sono in preparazione le celebrazioni ufficiali “Dieci anni
insieme” in programma per sabato 9 Maggio 2009: giornata speciale dedicata in
particolare alla comunità aziendale e alle
famiglie ma anche a tutti coloro che in questi anni hanno partecipato alla crescita e ai
successi della Nord Zinc S.p.A., un’azienda
con tanto valore sociale.
Pianura
Bassano
La
Maggio 2009
Pag. 5
I quarant’anni del Vescovo missionario
Nella domenica di Pasqua la comunità
parrocchiale bassanese si è stretta intorno
al “suo” missionario, padre Giovanni Migliorati, in occasione dei festeggiamenti
per il quarantesimo di sacerdozio. Solenne
celebrazione nella Chiesa Parrocchiale,
dove il corteo è giunto partendo dal vicino
oratorio, con la Santa Messa presieduta da
padre Giovanni e concelebrata dal parroco
don Angelo Scotti e da mons. Giulio Pini.
La cerimonia è stata allietata dal canto
della locale Schola Cantorum diretta dal
maestro Carlo Rivadossi, con l’accompagnamento musicale di Carla Baratti e
Annalisa Filippini. Momenti di grande
emozione per le parole rivolte ai presenti,
dal neo-nominato vescovo, per i ricordi e le
esperienze vissute ed il grazie alla comunità
parrocchiale bassanese per la vicinanza dimostrata in tutti questi anni. Un grazie che
ha trovato eco anche dalla comunità stessa
la quale, attraverso il Consiglio Pastorale,
ha ringraziato padre Giovanni per tutto
quanto ha fatto e per la vita spesa al servizio
dei più poveri, facendo dono a questo suo
illustre figlio di una croce vescovile a perpetuare il legame affettivo e nella fede. Anche
l’Amministrazione Comunale, a seguire,
nella sede municipale ha reso grazie a padre
Giovanni omaggiandolo di una targa ricordo. Una straordinaria esperienza di vita
che inizia, per padre Giovanni Migliorati,
il 12 aprile 1969 con la celebrazione della
prima messa a Bassano in sede di ordinazione sacerdotale a cura dell’allora vescovo
Luigi Morstabilini per poi, nel novembre dello stesso anno, essere destinato in
Etiopia. Nato a Pavone Mella il 24 agosto
1942, entrò nel seminario Comboniano
ad ottobre 1953 mentre l’anno successivo
la famiglia si trasferì a Bassano Bresciano
dove ancora oggi risiede. Una vita spesa
per la sua Africa, così come egli la definisce,
terra che considera la sua seconda patria e
dalla quale non si è mai staccato, ad eccezione di sette anni passati in Polonia dove,
inviato dai superiori, si è occupato della
formazione degli studenti Comboniani.
Rettore del Seminario Maggiore
della Diocesi di Awasa e Segretario Generale del Vicariato ha
ricevuto, il 21 marzo 2009, dal
Santo Padre Benedetto XVI la
nomina di Vicario Apostolico –
ossia Vescovo – di Awasa in Etiopia. Azione apostolica che padre
Giovanni opererà in questa zona
di 118.000 kmq a sud dell’Etiopia che include una popolazione
stimata di 7.500.000 persone
e che, grazie al lavoro pluride-
cennale dei missionari Comboniani, può
sperare in un futuro migliore. Un azione di
evangelizzazione e promozione umana nel
mondo che, orgogliosamente, la comunità
bassanese ha potuto apprezzare nelle opere
compiute dai suoi missionari Giovanni
Migliorati (Etiopia), Savino Mombelli
(Brasile-Amazzonia) e dal compianto Lorenzo Scaglia (Indonesia).
Seniga G.Paolo
VII festival
“Piccoli Grandi Artisti”
Riflettori spenti da sabato 28 marzo, con
la finale nell’Auditorium Balestrieri di Brescia, per la 7a edizione del Festival Provinciale “Piccoli Grandi Artisti”, manifestazione itinerante che quest’anno ha coinvolto i
comuni di Darfo Boario Terme, Orzinuovi,
Toscolano Maderno e Brescia.
L’iniziativa, come dichiarato da Giacomina
Filipponi organizzatrice e presidente del
Gruppo Artistico Culturale Bassanese, ha
coinvolto fin da subito centinaia di bambini e ragazzi, a testimonianza dei contenuti
e della validità della manifestazione che
premia giovani talenti consentendo loro
di mostrare le proprie capacità in appositi
spazi creati su misura.
L’edizione appena conclusa ha visto premiati i seguenti vincitori:
CANTO PICCOLI:
Giulia Pasetti - 8 anni - di Brescia.
MUSICA PICCOLI:
Anna Usardi - 9 anni - di Toscolano Maderno.
DANZA PICCOLI:
Emil Faccoli - 7 anni - di Esine, della New
York Stile Dance School.
CANTO GRANDI:
Clemente Giorgino - 14 anni - di Pavone
Mella.
MUSICA GRANDI:
Chiara Galuppi - 13 anni - di Orzinuovi.
DANZA GRANDI:
Marco Caldana - 14 anni e Roberto Ferrari
- 12 anni - di Bedizzole.
La giuria, composta dal maestro di musica
Dario Mombelli e dalla maestra di danza
Grazia Cavalli, ha inoltre attribuito due
premi speciali, offerti dai maestri scultori
Remo Bombardieri e Raffaele Amoruso, ad
ulteriori due piccoli artisti:
CANTO PICCOLI:
Annalisa Albini - 8 anni - di Bedizzole.
DANZA GRANDI:
Luisa Moscardi - 13 anni - di Esine
Un grazie agli sponsor, ai comuni di Brescia, Orzinuovi, Darfo-Boario Terme, Toscolano Maderno, alla Provincia di Brescia,
alla Regione Lombardia ed al Ministero
dell’Istruzione ed Università per il sostegno
ed il patrocinio concesso.
Seniga G.Paolo.
Pag. 6
Pianura
Manerbio
La
Maggio 2009
L’ estimo mercantile del 1750 a Manerbio
a cura di Michelangelo Tiefenthaler
“Con una deliberazione in data 5 ottobre
1747 (pubblicata in Venezia il 10 ed in
Brescia il 16 ottobre stesso anno) il Consiglio dei Pregadi aveva ravvisato la necessità
di imporre un nuovo «campatico regionale», ossia una imposta sulle proprietà
fondiarie della Terraferma proporzionale
alla superficie e alla qualità di ciascuna
d’esse, distinguendo i terreni in due classi,
arativi nella prima, prativi e boschivi nella
seconda; «ma perché – aveva giudicato il
Consiglio – la suddetta gravezza del campatico non abbraccia tutti generalmente,
come ben si rende necessario, si conosce
dovuto, e proprio estender anco l’aggravio
sopra quelli, che non avendo campi, o in
poca quantità, godono però li comodi
d’altre rendite, e sopra tutto quello, che
proviene dall’industria, professione o traf-
fico» e perciò aveva
decretato il suddetto
Consiglio di unire al
«campatico» un’imposta sulle attività
mercantili, o «tansa» proporzionale
all’estimo di ciascun
contribuente”.
Così
Leonardo
Mazzoldi introduce il suo commento
all’estimo mercantile del 1750.
È palese come la
nuova tassa (tansa)
introdotta da Venezia fosse finalizzata alla
formazione di un “cattastico universale”,
cioè dei ruoli di tutti i contribuenti della
repubblica veneta.
Infatti la nuova tassa colpiva tutti coloro
che avessero “negozio, traffico, ed industria
di qualunque sorte”, con le sole esclusioni
degli ecclesiastici, dei contadini che lavorassero la terra con le proprie mani, delle
Arti e di quanti godessero di privilegi di
esenzione.
Per la redazione dell’estimo furono incaricate apposite commissioni.
Riportiamo di seguito l’estimo mercantile
relativo a Manerbio con la introduzione
generale riferita a tutto il territorio.
Estimo mercantile.
Estimo novamente formato dall’infrascritti
Deputati al Detto estimo dello Spetta-
Offerta formativa 2009/2010 a finanziamento pubblico
Comunicazione a cura dell’Assessorato alla Formazione Professionale della Provincia di Brescia
bile Territorio Bresciano
relativamente alli Sovrani
Commandi per il nuovo
mettodo della tanza, che
comprende le mercanzie,
trafici e negozii, delli Abitanti, ed essistenti nelle Ville del territorio medemo,
e la cattastazione dell’Arti
si liberali, che mecaniche
esercitate in quelle con
avere ommesso quell’altri
negozii, e nomi delli Artisti, che, se bene affetti al
Territorio hanno l’abitatione ed esercizio nella Città, e Chiusure in seguito
delle pubbliche precedenti
Ordinazioni nel proposito,
che commisero di attendere la località per li soggetti
all’aggravio sudetto.
In oltre si dichiara d’aver
fatto a’ negozianti di seta,
che furono stimai nell’estimo precedente col riflesso anco al loro traffico ne’
fornelli di seta, quella detrazione, che si è creduta
convenevole, stante, che
per detti fornelli devono a parte essere caricai in conto della tansa predetta, secondo
le medesime ordinationi.
Si sottomette perfine ai pubblici riflessi ciò,
che nel precedente Estimo Mercantile fu
considerato, essere li trafici, e negozii infrascritti generalmente dipendenti da quelli
di Città, da cui diramano, con ricevere da
essi le merci a lungo respiro di pagamento,
e conseguentemente riuscire di tenuismo
profitto a poveri Abitatori del territorio.
Le osterie pure, come le Arti portano pochissimo utile, mischiando col lavoriero
della campagna il ristretto, ed incertissimo
essercizio, e come si suol dire guadagna
più in un anno un medico, un dosente, un
nodaro, e così pure un sarto, un barbiere,
e simili in Città, che vinti uniti assieme e
quaranta ancora de’ rispettivi Artisti nelle
Ville del Territorio.
E tutto ciò sia senza pregiudicio delle raggioni di questo Corpo verso la Magnifica
Città per il mettodo delli estimi per le
pubbliche gravezze rispetto alle vicendevoli
affezioni delle persone, e delli negozi.
Artisti
Dr. Giacomo Bozzone medico condotto
Dr. Bartolameo Prada medico condotto
Gioseppe Battaiola quondam Francesco
chirurgo
Ludovico Rugosa chirurgo
Mattio Grimelli chirurgo
Vincenzo Gaetano Tenchino nodaro
Lorenzo Revera sarte de’ contadini
Lorenzo Tenchino nodaro
Dai dati riportati emergono alcuni dati
d’interesse.
Manerbio, a quel tempo, contava 2.854
abitanti, mentre gli estimati erano 71, pari
al 2,48% della popolazione.
L’estimo complessivo era di lire 12.410,
mentre gli “artisti” erano 8.
La ripartizione degli estimati secondo il
proprio reddito evidenzia il seguente schema:
19 hanno un reddito da 30 a 50 lire;
23 hanno un reddito da 51 a 100 lire;
13 hanno un reddito da 101 a 200 lire;
6 hanno un reddito da 201 a 300 lire;
Pianura
Manerbio
La
Maggio 2009
3 hanno un reddito da 301 a 400 lire;
2 hanno un reddito da 401 a 500 lire;
2 hanno un reddito da 501 a 600 lire;
2 hanno un reddito da 601 a 700 lire;
2 hanno un reddito da 1001 a 2000 lire.
Su 71 estimati ben 55 hanno un reddito
inferiore a lire 200 e pertanto sono da considerarsi come poveri, 14 denunciano un
reddito tra le 201 e le 700 lire e pertanto
palesano una condizione economica che
può essere definita sufficiente o discreta,
solo 2 dichiarano un reddito molto elevato. Per avere un termine di paragone che
ci aiuti a capire è sufficiente ricordare che
un salariato agricolo di quel tempo aveva
un reddito di poco superiore a 200 lire
annue.
I due maggiori estimati sono il commerciante di panni grossi Geronimo Boninsegna per lire 1.050 ed il pellettiere Domenico Brusinelli per lire 1.500.
Raffrontati ai valori di oggi si ottengono
redditi quasi milionari.
Se ragionassimo per tipologia di professione avremmo che il reddito annuo dei
farmacisti si aggira sulle 600 lire, che i falegnami, assai numerosi (ben 20), hanno un
reddito miserrimo, addirittura di fame, che
i negozianti di alimentari hanno un reddito che oscilla tra le 100 lire e 480 lire, che
tra gli osti eccelle con 400 lire Bartolomeo
Ragosa con l’apporto dei propri fratelli.
Altre annotazioni:
- compaiono i Ruggeri che esercitano l’attività di tintori.
Nel catasto napoleonico l’attività continua
nella casa al Purtù, in angolo tra le attuali
vie Mazzini e Piave;
Lorenzo Tenchino esercita l’attività di alimentarista, attività che la famiglia Tenchini ha esercitato fino ad alcuni decenni fa
nel negozio d’angolo in piazza;
Giovan Battista Fiorentino si segnala come
un ricco commerciante di vino con un
estimo di lire 600.
La sua famiglia manterrà per tutto l’Ottocento un ruolo primario nella nostra
comunità.
È la famiglia che acquisterà pochi anni
dopo la redazione dell’estimo il convento
dei cappuccini;
Compare Antonio Pedraione, pegolotto,
la cui famiglia verrà ammessa, per il tramite di Tomaso, nei vecchi originari nel
1765 dopo oltre 50 anni di permanenza a
Manerbio.
La famiglia Pedraione era proveniente dal
Trentino.
Da lui discendono i Pedrioni di oggi;
Francesco Pederzino (oggi si chiamerebbe
Pedercini) è l’affittuale del Maglio, che poi
verrà condotto dalla famiglia Molteni, che
nell’estimo esercita una professione similare (moleta e venditore di forbici), prima
che al Maglio si insediassero i Bonera.
Le annotazioni potrebbero continuare
all’infinito soprattutto se incrociassimo
i dati dell’estimo mercantile con quelli
dell’estimo del 1734 e con quello napoleonico.
Sull’incrocio di questi dati, ritorneremo in
una prossima puntata.
Piccolo glossario
Bettolinaro = oste
Biavarolo = commerciante in granaglie
Pegolotto = merciaio ambulante
Prestinaro = fornaio
Scorsero = pellattiere, concia pelli.
MODI DI DIRE
I detti latini
Gli estimati nel 1750
a Manerbio
Gio. Battista Barbariga rivende formaggio e grassina Tomaso Oldofredi ut supra
Lorenzo Tenchino ut supra
Gio. Maria Martinella ut supra e traffica di vacche Marco Bonometto vende formaggio Eredi d’Isabetta quondam Costanzo Tenchino vende un poco di ferro
Geronimo Boninsegna vende panni grossi
Dorrotea Astori vende merci
Antonio Pedraione pegolotto Giovanni Visino ut supra Carlo e Gioseppe Visini ut supra
Giovanni Bertolino ut supra
Domenico Brusinelli scorsero
Gioseppe Ragoza speciale di puro medicinale
Andrea Grumello ut supra
Geromino Agnello traffica di riso
Gio. Battista Fiorentino traffica di lino
Giacomo Testa ut supra
Giacomo Molteni moleta e vende forbici
Francesco Bertelli biavarolo
Paolo Cabello ut supra
Paolo e Pietro Ardese ut supra
Isidoro Porari acconcia armi rotte
Antonio Lino falegname
Francesco Zaina ut supra
Pietro Boninsegna quondam Gio. Battista ut supra
Giovanni Lino ut supra
Pietro Boninsegna quondam Lorenzo ut supra
Vincenzo Lino falegname
Giacomo Piccinardi ut supra
Ottavio Marensi ut supra
Lorenzo Loda ut supra
Bortolo Bonisegna ut supra
Gio. Battista Ferabosco ut supra
Gaudenzio Zaila ut supra
Lorenzo e fratelli Guindani ut supra
Domenico Agnello ut supra
Giovanni Barucco ut supra
Giulio Battaiola ut supra
Pietro Freddi quondam Francesco ut supra
Gio. Battista Freddi ut supra
Francesco Travaglia ut supra
Gio. Battista Guindano quondam Pietro ut supra
Costanzo Zani marescalco
Paolo Palazzo ut supra
Gioseppe Picinotto ut supra
Gio. Battista Masello ut supra
Paolo Ruggeri quodam Faustino tintore di robba de’ contadini
Faustino Ruggeri quodam Francesco ut supra
Lorenzo Gasparotto rivende un poco di vino
Giacinto Pino fa scarpe ad uso de’ contadini
Antonio e fratelli Scotussi ut supra»
Gio. Battista Guindano quondam Carlo ut supra
Gio. Battista Scotuzzo ut supra
Francesco Luterano ut supra
Paolo Brusinello quondam Domenico ut supra
Lorenzo Scotusso quondam Giovanni ut supra
Antonio Signorino zuppellaro
Francesco Scotusso capellaro
Francesco Pederzino esercita il maglio del Comune con acqua mancante
Bartolomeo Bassalino masnotto della macinatora d’oglio di raggione ut supra
Gio. Battista Capra affittuale della rasica di raggione ut supra Girolamo Ardese affittuale del molino di tre ruote di raggione ut supra
con aqua mancante al tempo dell’ irrigationi
Gio. Battista Massolari molinaro nel molino di ruote quattro di
raggione ut supra
Francesco Pancera affituale del molino di tre ruote di raggione ut supra Bernardino Chizzola quondam Domenico pestarisi nella pestadora di
raggione ut supra
Gioseppe Grasso quondam Bartolameo torcolotto nell’edificio ut supra Bartolameo e fratelli Ragose osti, e beccari nell’osteria ut supra
Ercole Bergamo oste nell’osteria di sotto di raggione ut supra
Faustino Ardese prestinaro di raggione ut supra
Ignatio Magro bettolinaro di raggione ut supra Pag. 7
L. 100.
» 300.
» 480.
» 430.
» 180.
» 390.
» 1050.
» 150.
» 210.
» 260.
» 110.
» 100.
» 1500.
» 560.
» 680.
» 120.
» 600.
» 220.
» 100.
» 170.
» 120.
» 140.
»
40.
»
90.
»
50.
» 100.
» 120.
»
50.
» 100.
»
40.
»
40.
» 100.
»
40.
»
50.
»
40.
»
50.
»
70.
»
40.
»
50.
»
60.
»
40.
»
30.
»
30.
»
70.
»
60.
»
50.
»
80.
»
80.
»
80.
»
40.
» 120.
»
80.
»
70.
»
50.
»
50.
»
40.
»
80.
»
60.
»
70.
»
90.
» 110.
» 140.
»
250.
»
»
360
250.
» 100.
» 100.
» 400.
» 150.
» 120.
»
60.
L.12410.
Alea iacta est è una locuzione latina che
viene tradotta in lingua italiana come il
dado è tratto. Questa frase - divenuta celeberrima specialmente nella versione in
italiano - viene presa come motto e si cita
quando si prende una decisione dalla quale
non si può più recedere.
Tale frase è tratta da De Vita Caesarum di
Svetonio e si narra venisse pronunciata da
Cesare nell’oltrepassare il Rubicone con
le sue milizie, violazione gravissima delle
leggi del Senato, a causa della quale prese
il via la prima guerra civile. Con ogni probabilità deriva dalla traduzione latina di un
proverbio greco riportato da Plutarco.
Primum vivere, deinde philosophari
ovvero l’attività speculativa deve essere
posposta alle necessità pratiche della vita
quotidiana, letteralmente prima si vive poi
si filosofa. E’ una forma di ammonimento
verso chi teorizza eccessivamente senza
tenere i piedi ben saldi al suolo.
Questa massima viene attribuita a Thomas
Hobbes, ma è di origine aristotelica
Veni, vidi, vici (lett. Venni, vidi, vinsi) è la
frase con cui, secondo la tradizione, Gaio
Giulio Cesare annunciò la straordinaria
vittoria riportata il 2 agosto del 47 a.C.
contro l’esercito di Farnace II a Zela nel
Ponto.
Le parole vengono citate nella Vita di Cesare da Svetonio e da Anneo Seneca il Vecchio, Suasoriarum liber II. Ancora oggi tale
locuzione è utilizzata, spesso ironicamente,
per indicare un’impresa compiuta con
un successo rapido, totale e senza grosse
difficoltà.
Verba volant, scripta manent, letteralmente: le parole volano, gli scritti rimangono.
Si usa per esortare a sancire con lo scritto
quanto detto.
Inizialmente questo proverbio aveva un significato completamente opposto rispetto
a quello che gli si attribuisce in tempi più
recenti.
La maggior parte delle persone era infatti analfabeta e il fatto di f ar circolare le
notizie e i racconti di bocca in bocca permetteva una trasmissione molto più ampia rispetto ai testi scritti che rimanevano
inutilizzati e immobili senza la possibilità
di diffonderne il contenuto. Verba volant,
scripta manent trae origine da un discorso
di Caius Titus presso il Senato Romano ed
insegna la prudenza nel mettere in forma
scritta le parole che, in questo caso, restano
e non possono più essere confutate.
In ogni modo la forma più sicura perché
un accordo venga rispettato è sicuramente
quella scritta.
Pag. 8
Pianura
Manerbio
La
Maggio 2009
CALENDARIO BRESCIANO
a cura di Franco Piovani
Nell’antica Roma Maggio era dedicato alla
dea Maia, madre di Mercurius, dio protettore degli affari. Per i cristiani questo è il
mese dedicato a Maria, madre del Cristo.
Il 13 di questo mese, apparendo a Fatima,
la Madonna ha dato inizio al suo grande
piano per preservare il mondo dall’autodistruzione e per salvare le anime dal fuoco
dell’inferno.
Raccomandata la recita quotidiana del
Santo Rosario, sia personalmente come in
famiglia per rinnovare la tradizione del rosario serale, recitato nelle parrocchie e negli
angoli dei paesi e delle città dove ci sono le
edicole e le immagini della Madonna.
1 VENERDÌ
San Giuseppe Art.
L’amur nöf el va el vè, l’amur vècc el sa
mantè.
L’amore nuovo va e viene, l’amore vecchio si mantiene.
10 DOMENICA
S. Antonino , S. Cataldo
1990 - MANERBIO - Inizia la raccolta
di firme per la presentazione di una lista civica alle elezioni comunali. Bruno
Taglietti tra i promotori ha dichiarato:
Siamo un gruppo di estrazione cattolica
e laica. Ci proponiamo contro il degrado
amministrativo dei gruppi di potere che
hanno ridotto il consiglio comunale a
mero strumento di approvazione di delibere d’urgenza”. Proposito mai andati in
porto, ed è storia che si è sempre ripetuta.
“L’è mèi éser sùi chè mal compagnàcc”
Meglio soli che male accompagnati.
6 MERCOLEDÌ
S. Giuditta Martire
1890 - Il primo maggio viene celebrata in
tutta Italia la festa dei lavoratori.
I lavoratori di tutta Europa erano stati
invitati a partecipare alle manifestazioni
per ottenere la riduzione dell’orario di lavoro dai vari congressi che si erano tenuti
a Parigi nell’anno precedente e da cui era
nata la seconda internazionale.
1891 - Celebrazione della festa del lavoratore nonostante i divieti e il preannuncio
degli interventi delle forze dell’ordine.
Il comizio operaio di Roma, cui prendono parte gli onorevoli Ferrari, Maffi,
Barzilai e Amilcare Cipriani, viene sciolto
al termine di duri scontri.
Incidenti si sono verificati anche a Bologna, a Firenze e a Genova.
7 GIOVEDÌ
S. Flavia , S. Fulvio
2 SABATO
S. Cesare, S. Atanasio
“Sul a balcù, àiva a muntù”
Sole a balcone, acqua a mucchi.
1902 - I 113 soci della Società Operaia cattolica e gli appartenenti alla cooperativa fra
i lavoranti muratori aderiscono all’Ufficio
municipale del lavoro di Brescia.
Per spusass ga ol: lü, lé e anche la borsa de
le palanche
Per sposarsi occorrono: lui, lei e anche la
borsa dei soldi.
1901 = Tremila bifolchi e contadini scendono in sciopero dopo un comizio del
socialista Molinari per richiedere miglioramenti salariali.
A’ sto mond gh’è tre qualità de becch: becch
content, becch ‘n vers, becch innocent.
Al mondo ci sono tre tipi di cornuti: il
contento, il rabbioso e l’ignaro.
1898 - A Milano scendono in sciopero
gli operai e formano lunghi cortei, erigono barricate e fronteggiano le cariche di
squadroni di cavalleria.
Piazza del Duomo, viene occupata dalle
forze militari; frattanto vengono chiusi i
negozi e si registrano i primi morti e un
numero crescente di feriti negli scontri
frequenti che hanno luogo dovunque.
Il potere viene completamente affidato al
generale Fiorenzo Bava-Beccaris, comandante del III Corpo d’Armata.
3 DOMENICA
S. Filippo, S. Giacomo Ritrovamento Della Santa Croce
8 VENERDÌ
S. Desiderato, S. Vittore M.
Mangiàs l’anema (Crema)
Mangiarsi l’anima o rodersi il fegato.
1990 - MANERBIO - Le ragazze del
Basket Uisp ritornano in serie C dopo
due anni di campionato provinciale di
promozione.
Le ha accompagnate il tecnico Aldo Battagliola.
Quand che ‘l piof el de de Santa Crus quaranta dè piuùs
Se piove il girono di Santa Croce, pioverà
per altri quaranta giorni.
1599 - Il vescovo Marino Giorgi giunge a
Manerbio in visita pastorale.
4 LUNEDÌ
S. Silvano, S. Nereo – San Floriano
“San Florià dè la spiga ‘n ma”
A san Fiorano con la spiga in mano
(annuncia l’approssimarsi della maturazione del grano)
1990 - MANERBIO = Intervento di
Giambattista Facchi agricoltore alla, cascina Fedrizze, e Mario Migliorati, presidente della sezione della Coldiretti, a
difesa della categoria che in quegli anni
contava 5 mila piò di terra coltivata, una
quantità ridottasi col tempo per una gran
quantità di costruzioni.
Viviani, Giambattista Peli, Venerio Bodini, Giuliana Treccani, Franco Gazzaretti,
e Lorenzo Manfredini.
5 MARTEDÌ
San Gottardo Festa al Corvione
di Gambara e Alfianello
9 SABATO
San Faustino In Riposo - San Gregorio
Scùa noa scùa bé.
Scopa nuova scopa bene
1990 - MANERBIO - Qualcuno a volte
ritorna. Dalle votazioni per il consiglio
comunale risultati a sorpresa: La Dc riduce a 15 i suoi rappresentanti (non sono
rieletti gli assessori Eugenio Feroldi e Andrea Facchinetti); salgono a due quelli di
Alleanza per Manerbio (Bruno Taglietti e
Alceste Mereghetti), pattuglia avanzata di
Lega Nord; sei i socialisti; un socialdemocratico. I comunisti eleggono: Giuseppe
Dès de Magio, San Catald, desmet el frèt e
tàca ‘l calt
Dieci Maggio, san Cataldo, cessa il freddo comincia il caldo
1945 - Vengono celebrati i funerali di Libero Saldi e Giovanni Ruggeri che erano
stati fucilati a Bergamo.
L’omelia funebre viene tenuta da don Andrea Rodella che assistette i due fucilati
negli ultimi momenti della loro vita.
1746 - Nonostante i severi divieti della Serenissima, la ricerca del consenso e la caccia
al voto non conoscevano scrupoli.
In questo giorno è convocata la vicina di
Manerbio per l’elezione del cappellano di
S. Martino. Benedetto Zambelli, nell’atto stesso che correva la balotatione di don
Antonio Regosa, uno dei concorrenti,
viene avvicinato da un fittabile della famiglia Regosa, all’oggetto gli desse il suo
voto…
…dammi la rua bala, e prometto ti farò
dare 6 o 7 mila lire dal mio padrone.
Il giovedì seguente, lo Zambelli si presenta nell’osteria dell’alfiere Giuseppe
Regosa, che gli consegna soltanto piccole
lire una involata in poco di carta.
11 LUNEDÌ
S. Fabio Martire – Beata Annunciata
Cocchetti
16 SABATO
San Riccardo Pampuri - San Giovani
Nepomuceno
“’n tant che ‘l tò àsen ‘l andàa a scola, el me
‘l turnàa ‘ndré a pieni voti.
Mentre il tuo asino andava a scuola, il
mio tornava indietro a pieni voti
1713 - Fulmine a Manerbio.
Alli 11 Maggio in Domenica, fra le hore
18 e 19 venne un grande temporale con
un diluvio di acqua in un hora, e cadette
una saetta contro la torre grande verso il
cordone in fondo, senza lesione alcuna di
persone (deo dante) con grande spavento.
“Le fòmne le piàns d’èn öcc e le rit dè l’àlter”
Le donne piangono con un occhio
(In latino: Muliebris lacrima condimentum est malitiae” le lacrime delle donne
sono condimento di malizia)
1990 - Manerbio - Incontro in biblioteca
con Luca Goldoni, giornalista, invitato
dall’amico dott. Franco Brunelli, per
presentare il suo libro: “sempre meglio
che lavorare”
12 MARTEDÌ
San Pancrazio – San Costanzo M.
17 DOMENICA
S. Pasquale Conf.
Grant, gròs e ciùla (Milano).
Grande, grosso e stupido.
“Magio söt sa fa dè töt”
Se maggio è asciutto si raccoglie di tutto.
1990 - MANERBIO - Gemellaggio fra
l’Ipf e il Liceo professionale di moda e
sartoria di Parigi. L’ipf appartiene alla
storia (dimenticata) come lo stabilimento
per la produzione di tessuti abbandonato ad un destino ancora da definire nel
2009.
1944 - Primo mitragliamento e prima
vittima.
Due aerei, uno inglese e uno tedesco,
ingaggiano un combattimento nel cielo
di Manerbio.
Alcuni proiettili penetrano nelle aule
dell’asilo Marzotto.
Il bambino Mario Dagani di 5 anni,
mentre era all’asilo, viene colpito e muore
il giorno dopo.
13 MERCOLEDÌ
S. Emma
“Grànt, gròs e bambòs”(Bergamo)
Grande, grosso e bamboccio.
1986 - Il Centro di educazione musicale,
costituito nell’ambito delle iniziative
dell’Oratorio di Manerbio, apre le iscrizioni ai corsi per strumenti a fiato e percussioni.
Nell’iniziativa sono impegnati il maestro
di musica Rodolfo Cominelli, il maestro
Giuseppe Di Stefano, il signor Bruno
Cotelli.
14 GIOVEDÌ
S. Mattia Ap. – San Fedele
“Dulùr dè moér morta èl düra fin a la porta”
Dolore per la moglie morta dura fino alla
porta.
1922 - Nel momento in cui le leghe cattoliche della bassa stanno per raggiungere un
accordo con l’associazione dei conduttori,
scendono in sciopero i contadini aderenti
alla Camera del Lavoro.
15 VENERDÌ
Sant’isidoro - S. Achille
“Lè fòmne e lè sardine i è bèle se picinìne”
Donne e sardine sono belle se piccoline.
18 LUNEDÌ
Sante Bartolomea Capitanio E Voincenza Gerosa
“La fómna sènsa l’òm l’è ‘n angilì; l’òm
sensa la fómna l’è ‘n diaolì”
La donna senza l’uomo è un angioletto,
l’uomo senza la donna è un diavoletto.
1990 - MANERBIO - La Polisportiva
Uisp e l’Agesci hanno promosso un incontro sui temi dell’immigrazione.
Relatori Mariangela Gritta del comitato
“operazione Salaam” e padre Bernardo
Zonta dell’ufficio migranti.
19 MARTEDÌ
S. Pietro Di M. “
L’òm l’è ‘l ciòs, la fòmna la sés”
L’uomo è il campo, la donna la siepe
1990 - MANERBIO - Al Teatro comunale il Museo Civico ha organizzato
l’incontro sul tema: “La terra più lontana:
incontro con l’isola di Pasqua, relatore
Luciano Pocar.
Pianura
Manerbio
La
Maggio 2009
20 MERCOLEDÌ
S. Bernardino Da Siena
“Sèrve dè précc, fiöle dè ostér, caàle dè malghés, lasìle töte al sò paés”
Serve di preti, figlie di osti, cavalli di
mandriani, lasciatele tutte dove sono, al
loro paese.
1943 - Il vescovo di Brescia, sollecitato
dall’Azione Cattolica di Manerbio, invia
una lettera a Gaetano Marzotto circa la
questione del film “immorali” lamentando la mancata collaborazione tra la
direzione del lanificio e l’arciprete, mons.
Bianchi, nella selezione dei film da proiettare.
21 GIOVEDÌ
S. Vittorio Martire
“Dio ‘l mè varde dai padrègn e madrègne”
Dio mi guardi dai patrigni e dalle matrigne
1994 - MANERBIO - All’ospedale via ai
lavori per la ristrutturazione.
Solo un miraggio, però, la nascita della
grande Unità ospedaliera della Bassa nella
quale avrebbe dovuto confluire anche
Orzinuovi.
Lo zampino della politica ha optato per
Desenzano.
22 VENERDÌ
S. Rita Da Cascia - Beato Luigi Palazzolo
“O sa fa ‘l murùs a l’Asènsa, o per töt l’an
sa resta sènsa”,
O ci si fidanza all’Ascensione, o per tutto
l’anno si rimane senza.
1939 - Patto d’acciaio tra Germania e Italia
23 SABATO
S. Desiderio Vescovo
“A L’asensiù Comincia Èl Soleù”
All’Ascensione incomincia il solleone
(inizia il periodo caldo)
1941 - L’Italia si annette Dalmazia, Montenegro e Slovenia occidentale.
24 DOMENICA
Ascensione Del Signore - Sant’afra
“Sè piöf èl dé dè l’ Asènsa per quaranta dé
no sòm sènsa”
Se piove il giorno dell’Ascensione, per
quaranta giorni non siamo senza.
(la pioggia il giorno dell’Ascensione,
che cade quaranta giorni dopo Pasqua,
preluderebbe a più di un mese di tempo
perturbato).
1915 - Scoppia la I Guerra Mondiale e
Manerbio è sede di due ospedali militari
(099 e 088).
Un terzo ospedale da campo venne allestito presso l’asilo infantile Ferrari.
Manerbio pagherà un tributo di circa 200
caduti e moltissimi feriti e mutilati.
25 LUNEDÌ
Sant’urbano I Papa e Martire - S. Erminio
“Èl formènt per l’Asènsa èl pèrt la semènsa”
Il frumento per l’Ascensione perde il seme
1810 Soppressione del convento dei cappuccini di Verolanuova.
11 erano i cappuccini presenti, tra questi fra
Tomaso da Manerbio di anni 68, al secolo,
don Francesco Regosa fu Lodovico.
1990 - MANERBIO – Al Centralcine la
prima delle due serate del festival della
canzone che ha presentato composizioni
selezionate dalla giuria (Roberto Vecchioni, Mario Conter, Lino Franceschetti,
Edmondo Savio, Gianni Scaramella, Elena Nulli e Leonardo Urbinati) tra le quali:
“Dù uzili” di Domenica Pari e Francesco
Androeli; “El me paes” e “Ghera ‘na olta”
di Memo Bortolozzi e Luigi Damiani; ed
altre ancora di Memo Bortolozzi, Angelo
Casalini, Luciana Cominelli.
27 MERCOLEDÌ
S. Agostino
“Idiga öntera le cudidüre”
vedergli volentieri le cuciture (detto camuno)
(equivaleva a esprimere il desiderio che si
togliesse al più presto dai piedi)
1900 - Celebrazione della messa d’oro di don
Antonio Bondioni, arciprete di Manerbio.
Dopo la messa banchetto alla canonica
con presenti, tra gli altri, mons. Giacinto
Gaggia ed i fabbricieri Michele Mosconi
e Giovan Battista Valsecchi.
28 GIOVEDÌ
S. Emilio M., S. Ercole
“Cap grant come chèl de Santa Giulia”
Campo grande come quello di Santa
Giulia (detto camuno).
1994 - MANERBIO - Esercitazione di
Protezione civile per 90 volontari compresi quelli di Verolanuova.
29 VENERDÌ
Madonna Dei Miracoli - San Massimino
“L’asparago se bon da San Giuseppe a Sant’
Anton” (veneto)
L’asparago è buono da san Giuseppe a
Sant’Antonio (13 giugno)
1994 - MANRBIO - nell’anno internazionale della Famiglia all’Oratorio incontro sulla “Politica familiare”
30 SABATO
S. Felice I Papa, S. Ferdinando
“A dés agn l’è ‘n macù, a vint agn l’è ‘n
paù, a trent’agn l’è ‘n liù, a quaranta l’è ‘n
bistiù, a sinquanta l’è ‘n vulpù, a sesanta l’è
‘n capù, a setanta ‘l turna macù, a otanta
l’è ‘n dèl balù”
A dieci anni è un minchione, capisce
poco; a venti anni è un pavone, un ambizioso; a trent’anni è un leone, è pieno
d’energia; a quaranta è un bestione, soprattutto eroticamente; a cinquanta è un
volpone, l’esperienza lo ha fatto furbo; a
sessanta è un cappone, è privo di desideri
sessuali; a settanta torna minchione; a
ottanta è nel pallone, capisce poco.
1888 - Al mercato di Manerbio il granoturco di prima qualità viene venduto a 11
lire al quintale.
I prezzi sono al netto del dazio di consumo.
31 DOMENICA
Pentecoste - Visitazione Di Maria A
Santa Elisabetta
“A laà la cùa a l’àsen sa pèrt l’acqua e ‘1 saù”,
A lavar la coda all’asino si sprecano l’acqua e il sapone.
26 MARTEDÌ
S. Filippo Neri
1989 = MANERBIO - La sera della Festa
della Visitazione divampa l’incendio in
San Lorenzo.
Notevoli i danni. Le fiamme divorano
l’organo di sinistra, decorazioni e mobili
nell’abside, salva la tela del Moretto.
“Iga respet dè le préde dei mür”
Aver vergogna persino delle pietre dei muri
Pag. 9
MODI DI DIRE
Le nostre parole
a cura di PVT
LUPO (dial. LÛF)
Del lupo fin dall’antichità è nota soprattutto la sua fame dal punto che quando anche
un essere umano è veramente affamato si
dice che ha ŒNA FAM DE LÛF (una
fame da lupo) ed è appunto la fame come
simbolo delle nostre necessità che entra
nel detto LA FAM CASA ‘L LÛF FŒRA
DELA TANA (la fame spinge il lupo fuori
dalla tana) vale a dire che chi si trovasse in
difficoltà è bene che esca dalla sua “tana” e
si dia da fare per risolvere i propri problemi
anche reagendo contro tutto ciò che cerchi
di sopraffarlo perché CHI SA FA PERA
EL LÛF SE LA MANGIA(chi si fa pecora
il lupo se la mangia).
Oltre alla fame del lupo si parla anche
della sua cattiveria per cui al lupo vengono
paragonate delle persone note per ma loro
malvagità ma che tra di loro formano dei
sodalizi poiché TRA LÛF E LÛF I SE
MANGIA MAI (tra lupo e lupo non si
mangiano mai).
A volte succede che un riconoscimento viene dato al meno meritevole ecco il detto SE
GHÈ ŒN BÛ BUCÛ EL VA IN BOCA
AL LÛF (se c’è un buon boccone questo va
in bocca al lupo).
Può capitare anche ad alcune persone di
CASCÀ IN BOCA AL LÛF (cadere in
bocca al lupo) quando finiscono preda di
nemici avendone la peggio come colui che
DÀ LE PERE IN GUARDIA AL LÛF
(mette il lupo a guardia del gregge) ricavandone in sicuro danno.
In botanica esiste il FIÛR DE LÛF (fiore
di lupo) che è una specie di cardo (cardus
acanthoides) e la SCOREZA DE LÛF
(scoreggia di lupo) che è un fungo noto
come vescia (lycoperdon) il quale giunto a
maturazione emette una polvere impalpabile composta da spore e ife.
PANE (dial. PA)
Cosa c’è di meglio per placare un certo languorino allo stomaco o se si fanno sentire
i morsi della fame di un bel pezzo di pane
magari accompagnato da un buon companatico e una bevanda che ben accompagna
il tutto e come dicevano i vecchi dicevano
essere PA CHE CANTA, FORMAI CHE
PIANS E VI CHE SALTA (pane che canta,
formaggio che piange e vino che salta) cioè
pane croccante, formaggio con la lacrima
e vino spumeggiante e per ci avesse altri
gusti ecco il PA COT ALA LUNA (pane
cotto alla luna) cioè poco cotto e pertanto
bianchiccio come la luce lunare. Il pane è
sempre stato simbolo di bontà per cui una
persona d’animo gentile e buono con gli
altri è BÛNA COME ‘L PA (buona come
il pane).
Ad indicare tempi duri ecco MANGIÀ PA
SŒT O PA E SPUDA (mangiare pane
asciutto o pane e saliva) giacché come companatico esisteva la sola saliva.
Qualora si volesse intraprendere un’impresa ma ci accorgiamo di non farcela ecco il
detto NO L’È PA PER I ME DENCC (non
è pane per i miei denti) per cui è meglio
desistere per non più tardi di MANGIÀ
‘L PA PENTIT (mangiare il pane pentito)
dovendo pentirsi degli errori commessi.
Di una persona che ha perso la memoria
si può dire che ha MANGIÀ LA MEMORIA COL PA (mangiato la memoria con il
pane) e se di fronte ad un problema ci vengono proposte un paio di soluzioni molto
simili nella sostanza ci viene da esclamare
SE NO L’È SŒPA LE PA MÒI (se non è
zuppa è pan bagnato).
PARLARE (dial PARLÀ)
Quando si vuole un chiarimento di idee
con qualcuno che in precedenza EL GA
PARLAT ‘N DEI DENC (ha parlato fra
i denti) cioè si è espresso per sottintesi od
enigmi allora è il momento di PARLOMSE A LA BRESANA (parliamoci alla bresciana) vale a dire schiettamente senza tanti
giri di parole o l’uso di paroloni ad effetto
affinché non si possa dire che uno PARLÀ
QUNCI E QUINDI (parlare affettatamente) ma si esprime in modo chiaro e
comprensibile tanto di PARLÀ MEI DE
UN LIBER STAMPAT (parlare meglio di
un libro stampato).
Qualora si volesse fare un discorso sulle
cose della vita, delle necessità quotidiane
terrene ecco che SA PARLA DE SOTA
DEI COP (si parla al di sotto del tetto).
Comunque quando si vuol parlare l’importante sarebbe aver qualcosa da dire
veramente e non PARLÀ ‘N FARFOIAT
(parlare confusamente) cioè perdersi in
vaniloqui senza arrivare ad alcuna conclusione come PARLÀ A L’ARIA O AL
VENT parlare all’aria o al vento) che è
l’equivalente di PARLÀ PERCHÉ SA GÀ
LA BOCA (parlare perché abbiamo la
bocca) per non parlare di quelli che esibiscono la loro scarsa conoscenza delle lingue
straniere storpiando la giusta pronuncia al
punto di far dite EL PARLA LATÌ COME
ŒNA VACA SPAGNOLA (parla latino
come una mucca spagnola).
Quando un giovanotto mette gli occhi su
una ragazza e comincia a corteggiarla si
dice che lui EL PARLA A GŒNA (parlare
ad una) ma se lei non è ben disposta nei riguardi di lui avviene sì che lui EL PARLA A
LÉ MA LÉ LA GA DIS …… COR*!! (lui
parla a lei ma lei gli dice… corri via!!)
* gioco di parole tra il verbo DISCOR (parlare, discorre) e DIS COR (dice corri).
Pag. 10
Pianura
Manerbio
La
Maggio 2009
Contributo per un’ipotesi filologica
del nome Minervium
In latino tra i genitivi dipendenti da sostantivo c’è il genitivo dichiarativo o epesegitico che però presenta un’eccezione
quando il nome da specificare è geografico
(urbs, insula, mons, flumen, provincia,
ecc): questi in latino non sono mai seguiti
dal genitivo, ma costituiscono una “apposizione” col nome proprio cui si accompagnano.
Pertanto si dovrebbe avere vicus Minerva,
pagus Minerva, urbs Minerva ecc.
Ora del nome proprio Minerva – ae in
latino derivano due forme aggettivali, una
minervalis-e ed un’altra minervius-va-um
(esiste anche un diminutivo minervinus
(ad esempio: Minervino Murge)): è possibile quindi che la forma neutra “minervium” fosse riferito ad un sostantivo neutro esempio templum (il più verosimile)
oppidum, castrum et sim., aggettivo che
poi si è sostantivato in Minervium, nome
proprio di luogo.
Se questa interpretazione è corretta, quando si usano i termini di vicus, pagus et sim.
l’aggettivo deve declinare in minervius o
minervia, a meno che sia già nome proprio
di luogo.
Cosa ancora più interessante è la traduzione del sostantivo templum-i in italiano ed
il concetto che porta insito.
-- traduzione letterale: spazio o circolo
di osservazione nel cielo come in terra
che l’augure descriveva col suo lituo per
osservare nell’interno del medesimo il
volo degli uccelli.
-- Traduzione traslata A: ogni luogo che
lo sguardo può di colpo abbracciare o
da cui si può avere la vista complessiva
di ogni cosa: a) ogni prospetto, veduta,
distesa (che domina); b) altura.
-- Traduzione traslata B: tratto di terreno
che si dedicava ad una divinità, o sacro
recinto di un tempio (anche faunum)
riferito ad un asilo, cappella per un defunto, curia perché riservato all’augure
o luogo riservato ai tribuni: tribuna.
-- Traduzione in senso figurato: santuario,
luogo consacrato riservato. Esempio:
la mente = tempio, luogo dello spirito,
santuario del pensiero.
-- Architettura: corrente (Vitruvio).
Dopo questa lettura diventa ancor più
evocativo pensare all’elevazione del nostro
centro abitato come al luogo individuabile
come (templum) Minervium racchiuso da
due percorsi collegati: scià alt e scià bas.
Ho detto percorsi e a questo punto necessita un’ulteriore considerazione filologica
legata allo spezzone di parola – nucleo,
quindi fonema “scià” che si ritrova in sostantivi e verbi d’azione e di movimento
che significano appunto continuazione,
linea, tragitto, strada, segno lineare, impronta rettilinea, riga, percorso e questo sia
in senso oggettivo che figurato.
Ecco alcuni esempi:
lasciare in eredità, un messaggio, ecc;
lisciare: movimento rettilineo unidirezionale;
sciare: lo sci scorrendo lascia una traccia
rettilinea sulla neve;
scia: sostantivo che significa appunto una
traiettoria di un motoscafo, di un aereo, di
una luce, ecc;
fasciare
fascia: benda lunga e lineare per avvolgere;
sciame, sciamare (sciame d’api, sismico);
strisciare: un serpente che striscia;
striscia: qualsiasi cosa estesa in senso longitudinale;
biscia
strusciare: movimento lento di avanzamento;
sciabola, sciabolata: colpo fendente;
ascia (colpo): taglio rettilineo.
Ecco che allora Minervium è forse proprio
un’elevazione situata tra due percorsi comunicanti tra di loro.
Si spiega anche come nel Medioevo quando
si costruì la cerchia muraria (il borgoforte)
si dovette procedere ad una profonda escavazione a ovest e a sud ovest per delimitare
il castello e farvi confluire l’acqua a difesa
(fossa), mentre ad est e nord est l’acqua
delle golene (le “morte” e la peschiera)
col fiume Mella costituivano sufficiente
baluardo.
La costruzione del borgoforte tagliò in due
i percorsi citati (scià alt e bas), ma accentuò
il concetto di territorio sopraelevato.
Un geologo descriverebbe certamente meglio questa altura che corre sul destra Mella
fino a Cigole ed oltre e che costituisce certamente esito del paleo-alveo del fiume.
Post scriptum.
Segnalo anche, per completezza, che Virgilio nell’Aeneide parla di una città-rocca
di nome Minervium-ii, con antico e splendido tempio a sud di Idrunto in Calabria,
porto di mare, probabilmente la più antica
residenza dei Salentini.
Dott. Giovanbattista Bisetti
I beni comunali ed il fiume Mella
Il tema principale della sezione manerbiese
della mostra Dal primato del disegno alla
supremazia dell’immagine è duplice: la
rappresentazione grafica degli edifici comunali messi all’asta nel 1816 ed il fiume
Mella.
Il primo argomento è basato sulla trasposizione grafica che, dapprima per le esigenze
finanziarie del periodo napoleonico per far
fronte ai costi derivanti dalle campagne
militari e, successivamente, delle altrettanti
stringenti necessità del periodo austriaco,
la comunità manerbiese fu costretta a cedere a livello perpetuo.
I beni più significativi erano il Maglio e
la Rasega, posti entrambi nell’attuale via
Maglio, i tre mulini di Bellapiana, della
Dogana e di San Martino, le due osterie,
una al Belvedere ed una in piazza, la casa
di San Rocco, la casa del Salnitro ed una
serie di appezzamenti di terra, per lo più
dislocati lungo le rive del fiume Mella.
Il secondo argomento è, invece, riferito
al fiume Mella ed, in particolare, alla sua
azione dirompente sulle rive in occasione
delle piene.
Particolare attenzione è dedicata ai progetti
dei ponti sul fiume, partendo da quello in
cotto e non realizzato in epoca austriaca, a
quello in legno ed, infine, a quello in ferro
realizzato nel 1895.
A questi due temi principali vanno aggiunti altri argomenti che sono stati oggetto di
approfondimento.
Per esempio verrà esposto un progetto di
colombaia a forma cilindrica progettata
per una proprietà manerbiese la cui unicità, da sola, varrebbe la visita, il progetto
datato metà Ottocento dell’allargamento
della strada del Maglio, alcuni progetti di
case d’abitazione di inizio Novecento, il
rilievo della possessione delle Fedrizze e
tanti altri disegni.
Sul versante, invece, della documentazione
fotografica c‘è da sottolineare il grande spazio dedicato al lavoro.
I contadini, i muratori e gli operai tra Ottocento e 1940 sono i protagonisti di questa sezione.
Pure gli album di famiglia, cadenzati dalle
nascite, dai matrimoni e dai funerali, vengono ampiamente documentati.
Altri temi esposti sono la Grande Guerra
con il fronte interno e la stagione dei monumenti ai caduti, gli interni e gli esterni di
Palazzo Ghirardi, il ventennio fascista.
La mostra resterà aperta nei fine settimana
e potrà essere visitabile anche fuori orario
previo accordo con il comitato organizzatore.
Sarà sufficiente mandare una e-mail al nostro giornale per fissare l’appuntamento.
All’interno della mostra ci sarà un altro
appuntamento culturale.
Venerdì 29 maggio alle ore 20.30 si terrà
una conferenza sulla seta.
A Manerbio, come del resto nella bassa, la
bachicoltura è stata una fonte di reddito
importante per le nostre famiglie, soprattutto nella forma di integrazione ai salari
dei contadini.
La stessa nascita nel 1855 dello stabilimento bacologico dei Ghirardi è stata la prima
esperienza industriale del nostro comune.
Sempre in quegli anni Luigi Culturi, che
era sindaco, si distingueva per la sua attività di bachicoltore.
La conferenza cercherà di illustrare le ragioni sia dello sviluppo che del declino di
questa pratica agricola.
Tutti i cittadini sono invitati sia a visitare
la mostra, il cui ingresso è gratuito, che a
partecipare alla conferenza sulla seta.
Pianura
Manerbio
La
Maggio 2009
Pag. 11
Treno Bs-Cr, il centro d’interscambio sarà a Verolanuova
Il trasporto pubblico, in provincia di Brescia, è strutturato secondo livelli che hanno competenze diverse: il livello più alto
permette collegamenti internazionali e di
lungo raggio ed è costituito dagli aeroporti, ferrovia ad Alta Velocità e sistema
autostradale; il livello intermedio prevede la
presenza di linee strutturanti, sia su gomma
che su ferro, che si interfacciano in centri di
interscambio plurimodali o monomodali
e permette collegamenti di medio raggio;
i collegamenti brevi sono permessi da un
servizio di trasporto pubblico locale all’interno di aree definite e tra aree diverse grazie
a centri di interscambio monomodali dislocati sul territorio.
I tre livelli sovrapposti costituiscono una
maglia del trasporto pubblico che consente
di raggiungere ogni angolo del territorio
semplicemente passando da una modalità
all’altra dove questi livelli si incontrano.
Più sono efficienti e fitti i servizi a disposizione di ogni livello, più facile e veloce
risulta essere l’interscambio. I nodi dove si
incontrano le reti del trasporto pubblico
sono definiti centri di interscambio e si dividono in primari, dove è possibile passare
alla rete primaria del trasporto pubblico
e secondari se permettono di giungere ai
servizi di livelli medio.
Pertanto i nodi di interscambio permettono di avere, per il cittadino, opportunità
di raggiungere più velocemente e meglio i
luoghi di destinazione.
Nel nuovo programma di esercizio della
linea ferroviaria S22 (Brescia-Cremona) la
stazione ferroviaria di Verolanuova si configura come punto di incrocio dei convogli
provenienti dalle due direzioni e cioè come
centro di interscambio.
L’occasione è stata la nuova lottizzazione
riguardante le aree immediatamente ad est
della stazione ferroviaria che hanno rappresentato l’opportunità per la realizzazione
di un centro di interscambio ferro-gomma
con la previsione di una riqualificazione del
fabbricato viaggiatori e del piano binari,
oltre che di un adeguato numero di stalli
per autobus, un deposito biciclette, un
nuovo sottopasso pedonale ai binari ed un
parcheggio interrato per auto private.
La mancata considerazione di Manerbio,
come centro di interscambio è dovuta,
essenzialmente, al fatto, che la stazione
ferroviaria della nostra cittadina è di difficile accessibilità da parte degli automezzi
del trasporto pubblico locale (certi bus
misurano oltre 10 metri). In particolare, i
tempi biblici della fase di costruzione della
cosiddetta tangenzialina, con il relativo
I Gambara al museo
Il museo civico territoriale di Manerbio si
è arricchito di un nuovo reperto.
E’ lo stemma delle famiglie Gambara e
Maggi proveniente da quella che fu una
loro proprietà al Campazzo di Pontevico.
Lo stemma risale al secolo XVI, periodo nel
quale due donne del nobile casato Maggi
convolarono a nozze con dei Gambara.
La consegna al museo di Manerbio è avvenuta durante l’incontro di sabato scorso
nella sala del comune, in coincidenza con
la settimana della cultura.
Un nutrito gruppo di iscritti all’associazione amici Fondazione Civiltà Bresciana
della Bassa e del parco dell’Oglio, guidato
dall’arch. Dezio Paoletti, presidente, è stato ricevuto dall’assessore alla Cultura, Alberto Cherubini e dal
presidente del gruppo
archeologico, Maurizio Cavaciocchi, presente il conservatore
del museo, Francesca
Morandini.
Brevi discorsi per dire del significato
dell’incontro.
Poi la consegna dello stemma in comodato
d’uso gratuito, donato all’associazione
Amici Fondazione Civiltà Bresciana dalla
signora Francesca Bertazzoli di Pontevico,
grazie all’interessamento del geom. Lino
Moro.
Lo storico Angelo Locatelli, esperto in
araldica, socio del sodalizio, ha predisposto la descrizione dello stemma, scolpito
a bassorilievo su pietra quadrangolare di
Botticino, del tipo “a scudo sagomato a
punte con volute”.
Prosegue Locatelli: “La sua raffigurazione,
spaccato semipartito, indica la fusione
degli stemmi delle due nobili famiglie con
pezza onorevole di prim’ordine consistente
nel capo dell’impero in comune o con prevalenza Gambara.
cavalcavia, non ancora terminato hanno
fatto perdere un’altra opportunità per la
nostra città: all’origine del programma il
punto di incrocio era stato individuato in
Manerbio.
Anche il nuovo Piano di Governo del Territorio non è ancora in vigore
Si pensi che per Verolanuova, a fronte di
investimenti previsti per il miglioramento
della viabilità, del parcheggio sotterraneo,
dell’ammodernamento della stazione e
altre opere, per un importo indicativo di
1,5 milioni di euro, la Provincia di Brescia
contribuirà, a fondo perduto, con 0,75 milioni di euro, cioè la metà. Invece Manerbio
per trovare la copertura alle proprie opere
ricorre solamente all’indebitamento. Anche
per questa, ennesima, figuraccia amministrativa la giunta del sindaco pro-tempore
Trebeschi si merita il capolinea.
1000 Miglia
Non passa più
da Manerbio
Nel semipartito destro il gambero o meglio “gambaro”, stemma parlante dei conti
Gambara, rosso su fondo oro nella lettura
araldica; in quello di sinistra, lo stemma
Maggi, d’azzurro e d’argento, fasciato erroneamente di cinque pezzi invece dei
canonici sei.
L’aquila, simbolo dell’impero, della potenza e della detenzione del potere, della
vittoria, venne conferita ai nobili Gambara
da un riconoscimento imperiale”.
Lo stemma, privo di simboli nobilitanti
esteriori (elmi, cimieri, svolazzi , ecc. )
aveva il compito di segnalare proprietà
minori appartenenti alla famiglia Gambara
o in essa confluiti. Conclude Locatelli: “La
mano del lapicida è esperta ma non accurata: esperta per la decisione dell’inciso,
non accurata per la mancanza dell’ultima
fascia d’argento assimilata in parte alla
precedente”.
In 375 il 14 maggio partiranno da Brescia
per la Mille Miglia 2009. Erano 1.303
le vetture per le quali era stata richiesta
l’iscrizione. Tutti modelli che hanno fatto
la Mille Miglia storica. L’iscrizione costa
5.775 euro. Una “Sam” è stata candidata
dell’Esercito, una macchina che ha preso
parte alla Mille Miglia del 1927 e poi non si
era più rivista.Cosa cambia quest’anno per
i concorrenti? Le prove speciali man mano
che ci si avvicinerà a Brescia saranno più
difficili rispetto al passato. A Modena, dove
storicamente sono posizionate le ultime
prove, è prevista una selezione durissima e
probabilmente si deciderà la corsa. I grandi
marchi hanno confermato la loro presenza, e
dopo il dominio dell’Alfa Romeo quest’anno è atteso il grande rientro del gruppo
Mercedes e della squadra ufficiale Bmw.
Ci sarà il gruppo Fiat, che ha sempre fatto
sentire la sua vicinanza alla manifestazione
bresciana. Dopo il boom dell’anno scorso
quest’anno si attende l’apertura al pubblico
del paddock al Brixia Expo. Per quanto riguarda il pubblico con Brixia Expo accordi
per gestire la prevedibile folla.
Pag. 12
Pianura
Pontevico
La
Maggio 2009
Il Cardinale Re per i 400
anni dell’abbazia
“L’augurio cordiale è che questo quattrocentesimo anniversario rafforzi i valori della Fede così che nella comunità prosegua il
cammino religioso e sociale che nei secoli ha
caratterizzato Pontevico come comunità viva
e generosa”.
E’ il messaggio del cardinale Giovanni
Battista Re, che ha avviato le manifestazioni organizzate a Pontevico per celebrare i
quattrocento anni dell’abbazia, titolo con
la bolla pontificia di Paolo V il 7 settembre
1609.
Il porporato è giunto a Pontevico accolto,
domenica scorsa in municipio dal sindaco Primo Generali e dall’abate Antonio
Tomasoni presente il clero della zona, i
comandanti provinciale e locale dei carabinieri, esponenti delle
associazioni e sodalizi
del paese.
La concelebrazione
nella chiesa splendente
di luci con le musiche
eseguite dalla corale
locale, con il pensiero
rivolto al terremoto
d’Abruzzo è stata seguita con intensità dalla gente che ha circondato calorosamente il
card. Re nella chiesa
della Disciplina dov’è
allestita, fino al 12 maggio, la mostra degli
arredi sacri della parrocchia ed in serata
ha partecipato alla rassegna di cappelle
musicali.
Nel calendario delle iniziative è ora l’appuntamento di sabato 2 maggio: nel teatro
dell’Istituto Cremonesini, il vescovo di
Brescia, mons. Luciano Monari tratterà il
tema: “La vita e la sofferenza nella Bibbia”;
al termine la presentazione a cura del prof.
Marini del libro “Filantropia e Carità” di
don Giuseppe Fusari.
Domenica 3 maggio, la cerimonia in abbazia presieduta da mons. Bruno Foresti,
vescovo emerito di Brescia e nel pomeriggio il concerto pianistico del maestro
Piergiuseppe Genalizzi.
Il quarto centenario
dell’abbazia
Papa Paolo V in data 7 settembre 1609
emana una bolla pontificia con la quale
erigeva in Abbazia la chiesa parrocchiale di
Pontevico.
Si celebra quest’anno, pertanto, il quarto
centenario della bolla papale.
All’interno delle celebrazioni e della mostra
organizzata dal nostro giornale in collaborazione con
l’Istituto di Studi Locali di
Manerbio e con il patrocinio
del comune di Pontevico, degli Archivi di Stato di Brescia
e Milano, della Fondazione
Bertarelli di Milano, e di altri numerosi enti, si terrà in
data 8 maggio alle ore 20.30
una conferenza sul tema.
In questa occasione verranno
analizzati i progetti originari
della chiesa ritrovati nell’archivio Gambara depositato
presso l’Archivio di Stato di
Brescia.
Mentre è già stato pubblicato
in passato un contributo di
Valentino Volta su Giuseppe
Dattari, detto il Pizzafuoco,
architetto cremonese e autore della chiesa di Pontevico,
nulla è stato finora edito su-
gli elaborati di progetto e sui rapporti tra la
casa Gambara e la chiesa di Pontevico.
È questa l’occasione per cercare di colmare
questa lacuna della storia locale pontevichese.
Ricordiamo che l’ingresso alla mostra è
gratuito.
A Padernello la biblioteca
di Mina Mezzadri
I libri di Mina Mezzadri, regista bresciana
scomparsa nell’agosto del 2008 sono stati
raccolti nella biblioteca del Castello di
Padernello.
Sono circa 5.000 volumi, oltre ai manoscritti, ai copioni e ad alcuni nastri magnetici. L’intesa nasce all’indomani della presentazione nel Ridotto del Teatro Grande
del libro “Mina Mezzadri - Il segreto di
un altrove” di Eleonora Firenze, presenti
Paolo Bosisio, Sandro Fontana, Franco
Sangermano, Lina Wertmüller e Renato
Borsoni.
Al castello di Padernello viene così a costituirsi il “Centro Studi sul Teatro Brescia-
no” che sigla la già solida collaborazione
fra il Ctb - Teatro Stabile di Brescia e la
Fondazione Nymphe - Fondazione Castello di Padernello.
L’acquisizione del “Fondo Mezzadri” (denominato “Foppa 3”) è avvenuta grazie
all’interessamento di Giuseppina Turra e
Giacomo Andrico, ed al sostegno convinto
della BCC Pompiano e Franciacorta, che
nell’ambito del vasto progetto centrato
sul Castello di Padernello contribuisce alle
iniziative legate al teatro.
Oggi il Castello ha in corso nove progetti,
due dei quali centrati sul teatro e sugli
archivi storici.
Pianura
Offlaga
La
Maggio 2009
Acqua, bene
prezioso
Ragazzi attenti all’ambiente sono quelli
delle classi quarte A e B della scuola primaria di Offlaga.
“L’acqua è un bene prezioso.
Non sprecarla!”
Così hanno titolato il volantino diffuso
in paese in questi gironi con una serie di
avvertimenti:
1) Utilizza l’acqua solo quando serve.
2) Riutilizza l’acqua quando è possibile.
3) Non inquinare l’acqua.
4) Preferisci la doccia al bagno.
Consumi meno acqua.
5) Usa sapone e shampoo in quantità adeguate.
6) Chiudi il rubinetto mentre ti lavi mani
e denti.
7) Non dimenticare mai rubinetti aperti.
8) Versa in un bicchiere solo l’acqua che
intendi bere.
9) Usa la lavatrice e la lavastoviglie solo a
pieno carico.
10) Applica ai rubinetti i frangigetti.
E’ un decalogo chiaro, conciso e puntuale,
sull’esempio delle tavole consegnate a Mosè
dal Creatore sul monte Sinai per il popolo
ebraico passate nella religione cristiana nella formulazione che fece sant’Agostino.
Un decalogo vincolante non perché la
coscienza suggerisca o imponga comportamenti diversi o perché arrivi a vietare particolari atteggiamenti, ma per invogliare al
rispetto dell’ambiente e di quanto la natura
mette a disposizione dell’uomo.
Pag. 13
segue da pag. 1 (intervista)
Le acque delle seriole
Offlaga, per la sua collocazione geografica,
è la terra delle seriole originate dal fiume
Mella.
Le più importanti seriole che attraversano
la pianura bresciana centrale derivano dal
Mella tra Corticelle e Manerbio ed attraversano il territorio offlaghese.
Per questa particolarità, la mostra di Offlaga dal titolo Dal primato del disegno alla
supremazia dell’immagine è imperniata sul
tema dell’acqua.
Verranno esposti disegni di grande interesse quali, ad esempio, il tracciato della seriola Luzzaga del 1708 per il tratto da Offlaga fino al confine manerbiese, i progetti
dell’ing. Zanardelli, padre di Giuseppe, lo
statista, circa le travate sul fiume Mella.
Per meglio esplicitare il senso di questa
scelta, si è deciso di organizzare una con-
ferenza che si terrà venerdì 5 giugno alle
ore 20.30 presso la sede della mostra che
è ospitata nella galleria del palazzo comunale, sul tema proprio dell’acqua, del suo
utilizzo agricolo e delle seriole.
Essendo duplice il tema della mostra, largo
spazio viene riservata alla documentazione
fotografica, la cui articolazione interna permette una lettura originale dei mutamenti
sociali che hanno caratterizzato la nostra
società da fine Ottocento fino allo scoppio
della Seconda Guerra Mondiale.
Ogni sezione della mostra sarà introdotta
da alcuni brevi testi che meglio espliciteranno il senso della scelta della documentazione esposta.
Tutti i cittadini sono invitati a visitare la
mostra il cui ingresso è gratuito ed a partecipare alla conferenza.
commerciali, artigianali, imprenditoriali,
sociali, per il benessere in generale di tutte
le realtà territoriali. In questi anni ho lavorato sodo per creare sinergie, e ho sperimentato le difficoltà del “fare” sistema e di
mantenerlo in vita promuovendo il dialogo
e la valorizzazione di tutte le singole realtà
senza perdere la visione d’insieme.
Stiamo vivendo un momento di crisi economica senza precedenti. Le istituzioni a
suo avviso che cosa possono fare?
E’ innegabile che questo sia un periodo di
profonda depressione che colpisce a 360
gradi tutte le realtà del territorio. Il comparto agricolo si trova in una situazione di
grande sofferenza, il tessuto artigianale e
imprenditoriale è messo a dura prova dalla
carenza di liquidità e dagli insoluti. Il commercio risente a sua volta delle difficoltà.
Già in passato il nostro territorio ha dovuto
attraversare e risollevarsi da momenti particolarmente difficili, basti pensare al settore tessile e calzaturiero. Oggi tutti i settori
economici sono messi ulteriormente alla
prova. Credo allora che sia indispensabile
l’impegno di tutti: istituzioni, aziende, artigiani e privati. La politica deve tornare ad
occuparsi delle problematiche del mondo
che lavora trovando gli incentivi e i giusti
sostegni a settori di vitale importanza, ma
tutti dobbiamo rimboccarci le maniche e
lavorare insieme, ognuno con la propria
responsabilità e la propria competenza.Personalmente non mi sottrarrò all’impegno.
Il collegio elettorale di Giampaolo Mantelli è composto dai seguenti comuni: San
Gervasio Bresciano, Pontevico, Manerbio,
Offlaga, Alfianello, Bassano Bresciano. Per
esprimere la preferenza basterà apporre la
croce sul simbolo Udc.
“Adi 24 settembre 1708Io Gerolamo Chiciani Pubblico Perito ed Agrimensore della Città di Brescia”Mappa della seriola Luzzaga tra i territori di Offlaga e Manerbio. Fondo Architetti
b°727. Acquerello ed inchiostro 57x204 cm.
Pag. 14
Pianura
Manerbio
La
Maggio 2009
Pascal: si rifà il parcheggio
Il valore dell’affido familiare
Cantieri all’Istituto B. Pascal di Manerbio
per i lavori di rifacimento del parcheggio.
Da circa un mese gli uomini della Vallan
Infrastrutture s.p.a. di Goito, l’impresa
che si è aggiudicata l’appalto indetto dalla
Provincia di Brescia - settore Edilizia Scolastica – (per un importo di 263.500 euro),
stanno operando per provvedere alla riqualificazione del parcheggio e dell’ingresso
dell’Istituto.
Il Rotary Club Bs Manerbio ha promosso
un progetto Affido Familiare, con il patrocinio e contributo della Provincia di
Brescia, in collaborazione con i Comuni di
Manerbio, Pontevico e Verolanuova con la
partecipazione delle classi quarte delle scuole elementari delle direzioni Didattiche dei
tre comuni più importanti e popolosi della
Bassa bresciana.
Già prima di Natale a circa 2000 famiglia
era stato pervenire un pieghevole in cui si
spiegava che cos’è l’affidamento familiare, al fine di sensibilizzare i genitori degli
alunni delle elementari ad avvicinarsi a tale
problematica.
Per un maggiore ed ulteriore coinvolgimento delle famiglie è stato bandito un
concorso di disegno sul tema dell’affido
per i bambini frequentanti la classe quarta
elementare, al quale hanno partecipato ben
224 alunni su 281 frequentanti: una vera
adesione e coinvolgimento di tutto il corpo
docente della zona.
Come atto finale, il convegno.
Con la partecipazione delle autorità locali e
provinciali il presidente Nedo Brunelli del
Rotary club Manerbio ha aperto i lavori
sottolineando quanto il Presidente Internazionale ha inteso trasmettere a favore della
tutela del minore e della lotta alla mortalità
infantile.
E’ toccato al past governatore del distretto,
Adriano Lecci, tracciare una breve storia
del Rotary e quanto il Rotary ha fatto e sta
facendo nel mondo con particolare attenzione ai bambini come la Polio Plus.
Il Procuratore della Repubblica del Tribuna-
E’ già completata la posa dei cordoli in
granito e dei sottofondi e iniziata quella
dei massetti in autobloccante.
Nel corso degli ultimi anni la Provincia è
dovuta intervenire più volte per ovviare ai
problemi creati dal cattivo deflusso delle
acque piovane. “Ora che si era reso necessario un nuovo intervento - spiega l’assessore
Giampaolo Mantelli – abbiamo ritenuto
opportuno redigere un progetto che da
un lato potesse risolvere definitivamente
il problema del drenaggio dell’acqua e
dall’altro riqualificasse il parcheggio non
più adeguato a far fronte al notevole aumento di traffico”.
A lavori ultimati il parcheggio sarà completamente riorganizzato per quanto riguarda
gli spazi di sosta, aumentando da 80 a 126
unità le piazzole per le auto. La nuova
viabilità inoltre consentirà il deflusso con
maggiore rapidità e sicurezza sia ai veicoli
che ai pedoni.
“In questo momento si sta procedendo
al completo rifacimento dei sottofondi
dell’area – spiega ancora Mantelli – così
da sistemare definitivamente il deflusso
delle acque meteoriche. In un secondo
momento si provvederà al rifacimento e
all’ampliamento della linea di illuminazione. Abbiamo pensato anche di posare 3 telecamere sui pali per migliorare il controllo
sull’area anche nelle ore notturne”.
Parte dell’area attualmente adibita a verde
verrà utilizzata per l’ampliamento dello
spazio adibito a parcheggio, nel contempo
si procederà ad arretrare la cinta scolastica
posta sulla strada principale per creare una
piazzola di sosta degli autobus e di attesa
per gli studenti completa di pensilina.
Nulla verrà trascurato anche dal di vista
estetico: all’interno del parcheggio verranno ricavate delle aiuole contenenti alberature mentre la pavimentazione dell’area di
ingresso dell’Istituto invece verrà realizzata
in pietra naturale per una maggiore valorizzazione dello stesso.
“Si tratta di un investimento importante
che rientra nel progetto più generale della
Provincia di Brescia, e dall’assessorato alla
Pubblica Istruzione, Formazione Professionale ed Edilizia Scolastica in particolare,
nell’ottica di procedere alla riqualificazione
e al miglioramento dei nostri istituti scolastici. Scuole di qualità sono anche scuole,
belle, funzionali, accoglienti e confortevoli” conclude Mantelli.
I lavori verranno ultimati presumibilmente
a fine maggio.
le per i minori di Brescia, Emilio Quaranta,
e Luigi Pati, ordinario di Pedagogia all’Università Cattolica, hanno avuto il compito
di relazionare in merito al tema difficile
dell’affido, tema che ha suscitato notevole
interesse da parte del pubblico presente.
Toccante e calorosa è stata la testimonianza
della famiglia Togni, che si è presentata al
tavolo dei relatori al completo con la figlia
Silvia ed il figlio Lorenzo, che teneramente
hanno entusiasmato l’assemblea quando
sollecitati dalle domande del presidente
Nedo Brunelli hanno spiegato cosa vuol
dire “abbiamo un fratello in prestito”.
Il momento più significativo ed applaudito
è stato l’intervento del Governatore Carlo
Vailati Riboni, che è entrato nel vivo del
tema della famiglia.
Le conclusioni dal presidente Nedo Brunelli, che complimentandosi con i relatori ed
i presenti, ha voluto chiudere evidenziando
che l’obiettivo del Rotary Manerbio era
quello di sensibilizzare le famiglie bresciane
a pensare al tema dell’affido consapevoli
che ciò rappresenta un atto di coraggio ma
anche di grande generosità.
La giuria ha assegnato il primo premio
del concorso a Silvia Girelli “Un piccolo
accolto con amore” della scuola Rotari di
Verolanuova. Altri tre primi premi per ogni
comune: Michele Appiani “Mi hanno affidato alla giungla” della Sant’Angela Merici
di Manerbio; Sara Verità “Un piccolo tetto
per una grande famiglia” della Cicognini di
Pontevico; Preet Anmol “Il papà e la mamma giocano con la bambina” della Rodari
di Verolanuova.
Maggio 2009
Pag. 15
Pag. 16
Pianura
Manerbio
La
Maggio 2009
Tempi Pasquali
La bellezza dell’ignorare è la sorpresa (esempio: l’uovo di Pasqua): in via XX Settembre,
in lieve fuori tempo massimo una gallina l’ha
deposto il giorno successivo la Pasquetta.
Curiosità e interrogativi il 14 aprile si sono
susseguiti, dopo le sette del mattino, per
primi i cittadini che osservavano le operazioni in corso poi è apparso chiaro che la
via veniva chiusa e una parte di essa diventava percorribile a doppio senso e cessava il
senso unico: il motivo vago sussurrato era
quello di lavori di abbellimento e miglioramento della viabilità.
Nessuna sorpresa invece per quanto riguarda preavviso e/o consultazione dei
cittadini residenti e non: solito metodo,
non avviene.
Ci risulta che oltre alle normative che lo impongono, esistono soprattutto e prima di
quelle, le regole dell’educazione per le quali
la cittadinanza lavoratrice per le necessità
più svariate (magari già programmate) deve
essere informata in anticipo, mentre al contrario accade che ci sono strade impedite
da fulminee chiusure, giustificabili solo per
emergenza.
Quando mancano alcune caratteristiche è
evidente che non c’è possibilità, come il coraggio per il don Abbondio di manzoniana
memoria; speriamo che le cellule staminali
in futuro siano evento provvidenziale e
taumaturgico.
È giusto comunque portare all’attenzione
ancora una volta l’incrocio di via Cadorna
con via XX Settembre: ora la segnaletica
orizzontale di stop è posta prima delle strisce pedonali, per altro invisibili, con quasi
totale annullamento dell’angolo di visibilità
minimo e ridotto per un regolare e non
pericoloso attraversamento.
Un’ultima considerazione.
Presa visione dell’ubicazione della “fioriera”, la riteniamo errata perché impedisce
l’accesso a via Marsala come in passato
quando la chiusura domenicale e altre volte
occasionali estemporanee di 200 metri di
via XX Settembre ha costituito per anni
enigma da oracolo sibillino.
Nessuna plausibile interpretazione è mai
emersa, neanche mitologica.
Se si valuta che la chiusura così come avviene impedisce la fruibilità dell’area di
parcheggio di piazza Bianchi e di fatto produce la mancanza di utenza da parte di
invalidi, disabili o impossibilitati
in genere, di accesso ad un’area
cruciale per i più svariati motivi
civici e religiosi.
Si assiste così ancora una volta ad
un verosimile ennesimo spreco, ad
un ripetuto inestinguibile disagio
viabilistico e non solo, e al rinnovarsi di una metodologia che trova
il cittadino escluso anche dal parere, abbindolato solo nei confronti
di quartiere preelettorali.
Si spera sempre nel menù promesso, ma poi è sempre pane e
acqua.
Appendice ai Tempi Pasquali
Oggi 20/4/2009 ore 7 del mattino: nuova sorpresa. Via XX Settembre è allagata,
come previsto e contro il parere dei vari capi
servizi del lavoro “fioriera”.
Causa probabile: ostruzione del tombino di
scarico. I primi operai giunti provvedono
con secchi a versare l’acqua in eccedenza
lungo la discesa di via Volta: una motopompa risolve più rapidamente il problema.
Con martello pneumatico si svelle il tombisegue da pag. 1 (editoriale)
Delle due l’una:
- o Manerbio Notizie non serve a nulla
ed allora si sprecano i 21.000 euro;
- oppure l’acquisto di tre pagine per
quattro numeri per pubblicare notizie
sul comune altro non è che una spesa
sconsiderata, per non dire altro.
Le elezioni si stanno avvicinando.
Comunque sia, il nostro sindaco è uno
scialacquatore di prima categoria.
3) Scadente.
Il nostro sindaco è scadente.
Scadente nella duplice accezione di
colui che scade dalla carica e di colui
no ostruito e nuovamente in modo parziale
la ricopertura stradale da brevissimo tempo
risistemata, e nuovamente resta scoperto il
tratto ancora da eseguire e continua a piovere! Non so se ci sarà un seguito ancora più
pittoresco ma, questa breve informazione
potrebbe far riflettere chi ha allontanato in
malo modo un cittadino dal cantiere e non
l’ha ritenuto degno di ascolto.
Il fatto si commenta da sé.
che si è malamente disimpegnato nel
suo incarico.
La prima accezione del termine è indiscutibile.
La seconda è facilmente dimostrabile.
Prendiamo, ad esempio, la composizione della sua giunta.
Si vocifera che la prossima giunta che
si candiderà con il nostro scadente
sindaco sarà decimata rispetto all’attuale: solo due assessori verranno
riconfermati. Se su sette assessori in
carica, solo due vengono riproposti ciò
vuol dire che l’operato della giunta è
stato fallimentare.La cosa interessante
è che è certificata proprio dal sindaco
scadente con la sua scelta.
I giovani del Pascal a
“scuola” nelle aziende
Un nuovo laboratorio di
informatica per gli studenti dell’istituto Pascal
di Manerbio e uno stage
per dieci ragazzi presso le
aziende del territorio.
E’ il frutto del lavoro di
partnerschip fra l’Assessorato provinciale alla Pubblica Istruzione e Formazione professionale retto
da Giampaolo Mantelli e
l’Associazione Industriale Bresciana Zona Bassa
Bresciana Occidentale
rappresentata da Pietro Sbaraini. Una collaborazione nata due anni fa con l’intento
di favorire il dialogo fra scuola e mondo del
lavoro che nei giorni scorsi ha raggiunto un
nuovo tassello.
Un lavoro di sinergia nato dall’esigenza di
personale altamente qualificato da inserire delle filiere produttive (quadri, operai
specializzati, figure con una formazione
d’eccellenza pronte ad essere operative)
da parte delle imprese, e dalla necessità da
parte delle scuole, delle istituzioni e delle
famiglie di dare occupazione ai giovani al
termine del percorso formativo.
Del resto negli obiettivi dell’assessore provinciale Mantelli fin da subito vi è stato
quello di garantire un sistema educativo di
alta qualità, in grado di valorizzare tutti i
giovani con le loro ambizioni e predisposizioni e rispondere nel contempo in modo
adeguato alla domanda di nuove figure professionali richieste dal mercato del lavoro.
La consegna del laboratorio ha concluso
un incontro con allievi e docenti al Pascal
di Manerbio durante il quale la direttrice
didattica Donatella Preti ha comunicato
l’elenco dei ragazzi scelti per gli stage nelle
aziende del territorio.
Si tratta di: Alessandro Leronni (assegnato
alle Caselle di Pontevico); Nicola Farina
(Hst gruppo Zinoni); Emanuele Sudati e
Mattia Zavaglio (Sirap di Verolanuova);
Alberto Corsini, Michele Merlini e Sara
Bertolini (alla manerbiesi Microcontrol,
Com-Electric e Com Ingross); Arianna
sonetti e Silvia Moretti (Metallurgica Bresciana di Dello).
“Una bella occasione per far incontrare
domanda e offerta di lavoro – spiega l’assessore Giampaolo Mantelli – un’opportunità
importante per i nostri ragazzi che hanno
l’ambizione e sognano un lavoro gratificante e consono alle loro aspettative”.
Il laboratorio è un “regalo” dell’Aib Bassa
bresciana occidentale e della filiale di banca
Intesa diretta da Roberto Agosti“Una bella e riuscita iniziativa – ha concluso Pietro Sbaraini – che mi rende particolarmente orgoglioso. Quando lo scorso
abbiamo iniziato il discorso con istituzioni,
scuola e banche abbiamo aperto un nuovo
libro, un libro che ha ancora tante pagine
bianche da scrivere. Era giusto che il risultato raggiunto, il primo frutto del lavoro
di sinergia compiuto fino ad oggi fosse dedicato al futuro e quindi ai nostri giovani”.
Nelle aziende meno occupati
Ancora incertezze sui livelli occupazionali
a Manerbio dove la Riri-Meras (cerniere
ed accessori per il fashion) con una nota
ufficiale ha annunciato di aver incaricato
una società per esaminare, in due mesi,
un piano di ristrutturazione “che potrebbe
portare alla concentrazione delle attività produttive” e quindi a ridurre da due
(Manerbio e Tirano-Sondrio) ad uno solo
i luoghi della produzione.
Il sindacato si è fatto portavoce delle preoccupazioni diffuse in occasione delle assemblee di fabbrica preannunciando iniziative
“per la salvaguardia del sito di Manerbio”,
mentre fonda i suoi timori, fra gli altri,
con “la singolare tempestività” con la quale l’azienda ha voluto far sapere dei suoi
progetti ingaggiando una società specializzata nella valutazione e intermediazione
di aziende.
A Manerbio la Meras occupa 150 lavoratori seriamente preoccupati per il proprio
futuro. Preoccupazione che è diffusa in
paese poiché nell’attuale situazione di crisi
sono più d’una le imprese nelle quali si
lavora a ritmi ridotti.
Un esempio è la ex Lastra, acquisita dalla
belga Agfa, nella quale il ricorso alla cassa
integrazione per i duecento addetti è diventato sistematico.
Dall’ufficio stampa del Comune di Manerbio, prodigo di comunicati finalizzati
unicamente alla scadenza elettorale del 6
e 7 giugno, nessun commento finora su i
livelli occupazionali.
Il nostro sindaco dimostra più interesse al
proprio futuro politico che alle vicende del
lavoro che coinvolgono l’intera comunità, costretta a subire decisioni che hanno
ridotto in gran debito la comunità con il
passivo di bilancio tra i più elevati in Lombardia ed ai primi posti negli elenchi delle
tasse locali applicate come in nessun altro
comune si registra.
Così dicasi per le multe agli automobilisti
per le quali nel bilancio di previsione 2009
la giunta ha inserito la somma di 800 mila
euro per raggiungere il pareggio.
Significa che agli agenti della polizia urbana è imposta la mano pesante.