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Sommario - n° 1 - Gennaio 2008
6
Il rapporto uomo e risorse ittiche
di Vincenzo Bonacci
10 A pesca in apnea, il bilancio di un anno
di Alberto Azzali
14 Un successo su cui costruire un grande futuro
di Roberto Lolli
16 Le “Scuole nuoto” Federali
di Giorgio Visintin
18 Tesseramento 2008: crescere all’insegna della continuità
20 Il Siluro... questo sconosciuto!
Direttore Responsabile
Sara Ballotta
22 Assicurazione
di Claudio Nolli
a cura del Settore Acque Interne
a cura dell’area amministrazione FIPSAS
Direttore Editoriale
Ugo Claudio Matteoli
24 Navig@ndo nel web
Coordinatore
Gaetano Ivan Bignami
Segreteria di Redazione
25 Inserto: Campioni 2007, un anno straordinario
Cinzia Cocchi
Ufficio Stampa FIPSAS
Viale Tiziano, 70 - 00196 ROMA
Tel. 06 36858365-8238 - Fax. 06 36858109
e-mail: [email protected]
Progetto Grafico e Impaginazione
30 A Novara inaugurato un nuovo Impianto Federale
36 Capo Verde: attrazione fatale!
di Vincenzo Bonacci
di Massimo Ciniero
Claudio Impellizzeri
Info Pubblicità & Marketing
42 Fisco FIPSAS
a cura dell’area amministrazione FIPSAS
Tel. 06/36858244 - 051/6641191
e-mail: [email protected]
Editore
44 Corsi Minisub al Circolo Teseo Tesei
EDI GRAFICA s.r.l.
Via Romagnoli, 8 - 40010 Bentivoglio (BO)
Tel. 051 6641191 - Fax 051 6640380
[email protected]
50 Lettere al Direttore
a cura della Didattica Subacquea
Proprietà testata
FIPSAS
Stampa
Cantelli Rotoweb - Castelmaggiore (BO)
Hanno collaborato a questo numero:
Alberto Azzali, Vincenzo Bonacci, Paolo
Camerini, Massimo Ciniero, Sabino Civita,
Gianrodolfo Ferrari, Roberto Lolli, Claudio Nolli,
Gionata Paolicchi, Mario Pecchioli, Giorgio
Visintin, Sergio Schiavone
Le foto pubblicate su questo numero sono di:
Marco Bardi, Roberto Borra, Vincenzo Bonacci,
Massimo Ciniero, Margaret Penn, Sezione
Provinciale FIPSAS di Novara, Fondazione
Sospiro, Archivio Ufficio Stampa FIPSAS
Pubblicazione semestrale registrata presso il Tribunale di
Bologna in data 31.01.2002 con il numero 7188
Spedizione in abbonamento postale gruppo 2 - 50%
Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale
- D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n°46) art. 1,
comma 1, DCB - Bologna
Vietata ogni riproduzione anche se parziale. Manoscritti foto
e disegni, anche se non pubblicati, non si restituiscono.
Una copia Euro 1,00
INSER
36
25
Capo Verde: attrazione fatale!
Campioni 2007
UN ANNO STRAORDINARIO
SITO INTERNET www.fipsas.it E-MAIL [email protected]
TO
Ugo Claudio Matteoli,
Presidente FIPSAS
2007 Anno di Vittorie!
ci delle Attività Subacquee e del Nuoto Pinnato hanno conquistato
numerose medaglie e stabilito alcuni record andando oltre le più
rosee aspettative e concludendo terzi assoluti nel medagliere
generale alle spalle delle “corrazzate” Russia e Cina.
Nella manifestazione si sono particolarmente distinti per le Attività
Subacquee l’apneista Michele Tomasi e per il Nuoto Pinnato il pluricampione e recordman mondiale Stefano Figini. Anche le donne
non sono state da meno nel contribuire a suggellare il generale
successo della spedizione azzurra, Francesca Scolari nell’apnea
dinamica e Nicole Fiscarelli nel nuoto pinnato sono salite tutte e
due sul terzo gradino del podio conquistando la medaglia di bronzo. Ma il settore nuoto pinnato non si è fermato qui, ai Campionati
Europei Juniores, in terra polacca, ha conquistato molte medaglie,
in particolare, la meritata e splendida affermazione di Davide Di
Ceglie, medaglia d’oro nei seimila fondo, confermando l’alto tasso
tecnico-agonistico delle nuove leve di giovani pinnatisti.
Ed infine le Acque Marittime, un settore agonistico le cui nazionali,
negli ultimi anni, ci hanno regalato sempre tante soddisfazioni e
che anche nel 2007, pur non riuscendo a raggiungere il gradino più
alto del podio, si sono confermate come una delle più belle realtà
sportivo-agonistiche presenti nel panorama mondiale, conquistando numerose medaglie, anche in discipline che da troppo tempo ci
vedevano poco protagonisti.
Una vera e propria apoteosi, una stagione agonistica che ha visto
la Federazione Italiana Pesca Sportiva ed Attività Subacquee
ottenere quei risultati che, di diritto, quest’anno la pongono fra le
Federazioni del CONI più titolate. Vale la pena sottolineare l’eccezionalità di questa impresa sportiva additandola quale esempio
per tutti gli agonisti per iniziare un nuovo anno in maniera speciale
che li incoraggi a proseguire nella strada intrapresa con piena
fiducia nel domani.
Alla luce di questi risultati, che ci riempiono tutti di orgoglio e
commozione, è dunque doveroso, oltre che estremamente piacevole, rendere omaggio agli atleti/e, ai tecnici ed ai dirigenti che
hanno fatto del 2007 un anno indimenticabile.
Contatto
Gli Sport della FIPSAS hanno
vissuto un anno indimenticabile, straordinario, non solo
per le emozioni che ci hanno
trasmesso i nostri atleti, primi
attori di una stagione esaltante, nella quale hanno ottenuto risultati e raggiunto traguardi che sono andati oltre
ogni previsione, ma anche
per l’attenzione mondiale che
l’Italia Azzurra, per simpatia ed esempio organizzativo
delle sue nazionali, è riuscita a suscitare ovunque abbia
gareggiato.
L’anno “indimenticabile” lo
dobbiamo sicuramente al settore agonistico delle Acque
Interne che, in particolare,
nella Pesca al Colpo ha ottenuto un’incredibile e spettacolare serie di successi sportivi.
Tutto quello che c’era da vincere è stato vinto: Campionato
del Mondo per Nazioni in
Ungheria, Campionato del
Mondo Femminile in Spagna,
Campionato Europeo per
Nazioni in Italia, Campionato
del Mondo per Club in Bosnia
Erzegovina, senza contare poi
le numerose medaglie conquistate dagli azzurri nelle classifiche individuali. Sempre per
quel che riguarda la Pesca al
Colpo, ultimo, ma non ultimo
per importanza va infine ricordato il bronzo conquistato dai
nostri ragazzi nel Campionato
Mondiale Disabili in Belgio. Ma
le medaglie del Settore Acque
Interne non sono arrivate
solo dalla Pesca al Colpo. Da
ricordare il meraviglioso oro
conquistato dai nostri atleti
nel Campionato Europeo di
Pesca a Mosca disputatosi a
giugno in Norvegia e il doppio
titolo mondiale, a squadre e
individuale, nel Campionato
Mondiale di Pesca alla Trota
Torrente con Esche Naturali
svoltosi in Francia lo scorso
settembre.
Altro appuntamento rivelatosi
un autentico successo per i
colori azzurri è stata la prima
edizione dei CMAS Games
organizzati in Italia, nella città
di Bari, dove i settori agonisti-
Pianeta Acqua
•4
La Federazione ha quindi vissuto un anno straordinario e pieno di
vittorie, ma le nostre attività, come tutti ben sapete, non si limitano a quelle sportivo-agonistiche. In questi ultimi anni la FIPSAS
è, infatti, sempre più impegnata in una serie di iniziative che, pur
essendo inerenti al mondo della pesca, sono più incentrate alla
difesa della pesca sportivo-amatoriale, e non solo quella che si fa
per mezzo di una canna, ma anche quella che si pratica in apnea
con l’ausilio di un fucile subacqueo.
Tra i compiti istituzionali di questa Federazione c’è quindi anche
quello di prestare estrema attenzione a quelle vicende legislative
extrafederali che, in qualche maniera, incidono sulle nostre attività. E’, questo, un discorso di tutela e garanzia nei confronti delle
proprie Società affiliate, dei tesserati e dell’intero mondo della
pesca sportiva.
diretto
Aree Marine Protette
All’inizio del 2007 la FIPSAS ha partecipato al tavolo di
lavoro costituito presso il Ministero dell’Ambiente per la
predisposizione di un protocollo tecnico e di un codice di
condotta relativo alle attività di escursionismo subacqueo
svolte all’interno delle Aree Marine Protette. I documenti
sottoscritti dalla FIPSAS e da un gran numero di Enti e
Associazioni, incluse la CMAS e l’Assosub, definiscono in
modo inequivocabile le attività oggetto di regolamentazione
come quelle finalizzate “all’osservazione dei fondali marini
delle aree marine protette”, ma a quanto pare il Ministro
dell’Ambiente Pecoraro Scanio, in una nota di risposta alla
richiesta di chiarimenti inviategli dall’On. Pagliarini, su sollecitazione di un gruppo di aziende del settore, si è appellato
a tale protocollo per sostenere che il giudizio di incompatibilità della pesca sportiva in apnea con le finalità istitutive
delle aree marine protette sarebbe condiviso da tutti i soggetti firmatari del protocollo. Questo perché, sempre a suo
dire, il Protocollo escluderebbe espressamente la possibilità
di praticare la pesca in apnea nelle AMP.
Ritengo doveroso precisare che questa visione non trova
riscontro nel documento sottoscritto dalla FIPSAS, che
ha per oggetto i temi dell’escursionismo subacqueo svolto da privati e diving nelle AMP, cioè attività distinte ed
incompatibili con la pesca in apnea. Circa l’esclusione della
pesca in apnea nelle AMP, la chiara posizione federale è
stata più volte ribadita anche in documenti posteriori alla
firma del protocollo tecnico, come ad esempio negli atti
del Convegno di S. Benedetto del Tronto sul tema “Parchi
Marini, Pesca Sportiva e Pescaturismo: realta’ prospettive e
possibili sinergie”, materia già oggetto di un mio precedente
editoriale.
Per queste ragioni, la FIPSAS ha inviato al Ministro dell’Ambiente ed al Direttore Generale della Direzione Protezione
per la Natura, Dr. Aldo Cosentino, una nota di precisazione,
per chiarire, in modo inequivocabile, significato e portata
dell’adesione federale al protocollo tecnico ed al codice di
condotta e ricordare al Ministro la posizione della FIPSAS
rispetto alla discriminazione sofferta dalla pesca in apnea
all’interno delle aree marine protette.
Ciò detto, ritengo di dover fare una precisazione anche
nei confronti dei tanti pescatori in apnea non tesserati che
continuamente si lamentano di non essere adeguatamente
tutelati dalla FIPSAS. Intendo mettere in evidenza il fatto
che, a dispetto delle stime che quantificano in 80.000 gli
appassionati di pesca in apnea nel nostro Paese, la FIPSAS
annovera non più di un migliaio di tesserati dediti a questa
disciplina. Invece di pretendere tutela da una Federazione
sportiva che opera su base di volontariato, sul falso presupposto che sia istituzionalmente preposta alla tutela “sindacale” della disciplina, sarebbe opportuno che gli appassionati valutassero la possibilità di tesserarsi per aumentare la
rappresentatività della FIPSAS e, magari, attivarsi all’interno
dei tanti circoli affiliati con idee, passione ed iniziative, al
fine di permettere un’azione più decisa ed efficace.
Tonno Rosso
L’anno che è passato, è stato certamente difficile, pieno di
contraddizioni, con tanti problemi e poche, ma importanti
certezze, sulle quali lavorare per costruire un futuro migliore. Un problema ormai divenuto annoso è quello del Tonno
Rosso che è balzato agli onori della cronaca in tutta la sua
drammaticità in concomitanza dell’inizio dei vari campionati
federali. Infatti, se pur legittimati a svolgere le gare di pesca
ai tonnidi, nei termini e tempi consentiti dalla UE, noi pescasportivi, ci siamo ritrovati, a ridosso dell’apertura a noi riservata, con un decreto ministeriale che fermava la pesca al
Tonno Rosso motivandola con l’esaurimento anticipato delle
scorte stabilite dall’ICCAT per il 2007
da parte della pesca professionale della
flotta italiana e di altre sei Nazioni, nell’Atlantico orientale e nel Mediterraneo,
con tanto di attivazione di procedura
di infrazione. Una mezza tragedia che
solo il rapidissimo intervento federale
ha permesso di superare dato che nelle
situazioni dove eravamo più in difficoltà
siamo riusciti a far riconoscere i nostri
diritti ed il nostro ruolo in modo da riuscire a svolgere la nostra attività. Questo
non è però che un modo di rattoppare
una situazione, non rappresenta certo la
soluzione definitiva. Per riuscire a raggiungerla, ritengo che si debba passare
attraverso un riconoscimento ufficiale
del nostro status presso il Ministero delle
Politiche Agricole che finalmente deve
riconoscere alla FIPSAS ed alle altre
Associazioni di pescatori sportivi quel
ruolo di gestori e interlocutori privilegiati
che ci compete di diritto. Oggi purtroppo
non è così. Stiamo lavorando per arrivarci. Confidiamo di riuscirci, anche se non
è certo facile.
Tesseramento federale...
trend positivo
Il progetto avviato un paio di anni fa
dalla Federazione per incrementare il
Tesseramento, dopo che questo aveva
registrato un segno negativo sia nel
2005 che nel 2006 (-3%), ha cominciato
a dare i suoi frutti: lo testimonia l’andamento positivo del numero dei tesserati
(maggiore del 4%), incremento che è
peraltro generalizzato su tutto il territorio nazionale. Un premio dunque per il
grandissimo sforzo messo in campo da
tutta la struttura federale, dalla creazione e messa in atto dell’opuscolo, alla
ideazione e realizzazione delle tessere
provvisoria e definitiva, dalla preparazione e distribuzione della rivista federale,
alla modernizzazione di tutto l’archivio
anagrafico. Uno sforzo incredibile, sia
in risorse umane che economiche. Uno
sforzo che sembrerebbe ripagato però
dai risultati. Penso che un vivo ringraziamento per tutto ciò vada fatto a tutti i
dipendenti federali che non si sono mai
tirati indietro nel tentativo di raggiungere
questo importante risultato, ma penso
che il ringraziamento più grande vada
fatto alle Sezioni Provinciali ed a tutti
coloro che sul territorio, in dodici mesi,
hanno invertito i risultati incrementando il numero di associati e premiando
così i cambiamenti messi in atto dalla
Federazione.
Pianeta Acqua
•5
Il uomo
rapporto
e risorse
ittiche
di Vincenzo Bonacci
usilio Priuli è un
archeologo di fama
internazionale.
E’
l’ideatore e direttore del
Museo Didattico d’Arte e
Vita Preistorica di Capo di
Ponte, in Valcamonica (alto
bresciano),
dell’Archeopark di Boario Terme e del
Graffitipark a Capo di Ponte.
Da molti anni si dedica alla
ricerca ed allo studio dell’arte rupestre preistorica
A
divenendo uno dei massimi esponenti in materia.
Collabora con numerosi
musei ed istituti di ricerca in
Italia ed all’estero. Ha elaborato centinaia di scritti (sono
oltre 250 i saggi, gli articoli
e le monografie riguardanti
soprattutto l’arte rupestre,
la metodologia di ricerca,
l’archeologia sperimentale e
l’antropologia culturale.
Lo abbiamo incontrato in
occasione della manifestazione “Viaggiando nel
tempo” rivolta ai diversamente abili. La conoscenza
della preistoria, gli approfondimenti culturali e soprattutto l’innata socievolezza
nel descrivere vicende di
un tempo ci hanno indotto
a chiedere alcuni riferimenti storici della pesca. Ed il
dott. Priuli, nonostante fosse
molto preso con l’iniziativa
appena menzionata, ci ha
descritto la pesca nella preistoria, che sintetizziamo per
esigenze di spazio.
Nella preistoria, ci dice l’archeologo, l’uomo è stato
fruitore delle risorse offerte spontaneamente dalla
Natura. E’ stato predatore tra i predatori. La legge
della sopravvivenza ha fatto
emergere il suo lato bestiale.
All’inizio era essenzialmente
alcune immagini del Museo
Didattico d’Arte e Vita Preistorica
di Capo di Ponte in Valcamonica
di cui il Prof. Priuli è l’ideatore e
direttore
vegetariano e nel momento
in cui è diventato bipede
è stato costretto a studiare, con grande attenzione,
il comportamento degli animali per appropriarsene ed
integrare quindi la sua dieta
alimentare.
Organizzatosi in famiglie
ha potuto fare battute di
caccia e di pesca. Questo
fino all’avvento dell’agricoltura che l’ha costretto alla
sedentarietà. Quando ha
cominciato ad erigere i primi
insediamenti ha scelto luoghi
nelle immediate vicinanze
dei corsi d’acqua e dei bacini lacustri per avere disponibilità non solo di acqua,
ma anche delle inesauribili
risorse disponibili a basso
impegno lavorativo.
Lungo i fiumi ed i torrenti
raccoglieva molluschi, gamberi, lumache di acqua dolce
e, grazie ad una spiccata
capacità di osservazione, ha
colto le possibilità di catturare con le sua mani i pesci che
si annidavano sotto i sassi
del fondo. Dove l’acqua era
più profonda e non vi era la
possibilità di catture manuali era sufficiente scagliare
degli arpioni fatti di osso
oppure di corno. Arpioni di
questo genere sono ampiamente documentati fin dal
Paleolitico (35.000 - 10.000
anni fa).
Gli arpioni erano collegati
ad aste molto lunghe, ma
mobili. Colui che li scagliava
teneva saldamente in mano
la corda in modo da poter
recuperare il pesce arpionato. E’ lo stesso metodo che
impiegano ancora oggi gli
eschimesi nella caccia alle
foche!
Nel Neolitico finale (4.000
- 3.000 a.C.) nei bacini lacustri sui quali erano eretti i
villaggi palafitticoli e nelle
immediate vicinanze degli
stessi sembra che i pesci
venissero addirittura allevati
attraverso la costruzione di
boschi di frasche subacquei
tra i quali erano indotti a
deporre le uova ed a rifugiarsi. Quindi, probabilmente, prosegue Priuli, attorno
agli stessi venivano disposte delle reti per catturarli
evitando, nel contempo, la
dispersione. Va ricordato
che lo stesso metodo di allevamento e di pesca è tuttora
in uso non solo presso molte
culture palafitticole attuali,
ma anche, ad esempio, nella
zona di Sarnico, nel basso
lago di Iseo. Le reti erano di
lino, in genere impregnate
di grasso (di origine animale), per evitare l’allentamento
delle fibre, o forse incerate (cera naturale di api). Le
stesse reti potevano essere trasformate in nasse con
anelli di supporto in legno.
Altre nasse sembra fossero
realizzate in vimini di salice
selvatico.
Già nel neolitico finale sono
però documentati anche
piccoli ami in osso e, solo
dall’inizio dell’età dei metalli (terzo millennio a.C.), in
rame e successivamente in
bronzo.
La fusione dei metalli ha permesso quindi la produzione
di strumenti più resistenti
e di dimensioni variabili in
rapporto al tipo di pesca
che doveva essere effettuata. Ami in bronzo sono stati
rinvenuti negli insediamenti
palafitticoli gardesani e sono
tuttora conservati al Museo
Archeologico di Desenzano
sul Garda (nel basso lago).
E’ documentata nell’età del
rame e del bronzo (III°- II°
millennio a.C.) anche la cattura di tartarughe d’acqua
che probabilmente erano
considerate una prelibatezza. Tanto è vero che nell’insediamento su bonifica
di Barche di Solferino (alto
mantovano) sono stati ritrovati numerosi gusci di carapaci (tartarughe).
Le reti erano costruite con le
stesse tecniche che vengono
impiegate attualmente; sono
stati trovati alcuni frammenti. Dal ritrovamento di rondelle di terracotta si desume
che le reti dovessero essere
tenute tese, in verticale, proprio dalle stesse che fungevano da pesi di fondo. In
superficie, presumibilmente, erano sostenute da una
corda. La pesca lungo i fiumi
ed i torrenti era sicuramente
diversa da quella lacustre
anche se, indubbiamente, molto più impegnativa.
Pianeta Acqua
•7
Anche in considerazione del
fatto che i fiumi erano generalmente molto impetuosi e
con acque non irreggimentate come ai giorni d’oggi. In
alcuni casi la pesca in acque
non eccessivamente mosse
poteva avvenire anche con
arco e freccia. Ed in particolare con la freccia con più
punte a forcone, a tridente,
in legno duro, osso oppure
corno. La pesca con arco
e freccia è particolarmente
difficile, come è stato sperimentato nell’Archeopark.
Penetrando nell’acqua, infatti, viene deviata dall’impatto.
Pertanto, occorre calcolare
la rifrazione oppure scagliare
la freccia il più possibile sulla
verticale del pesce.
Ovviamente una cordicella,
legata all’estremità, consentiva un agevole recupero.
Tra le incisioni rupestri della
Valcamonica si riconoscono
alcune figure di salmonidi
ed almeno due nasse di cui
una, con il pesce all’interno.
Proseguendo nella descrizione, Priuli ci mostra alcune
riproduzioni desunte da una
sua pubblicazione “La raffigurazione della Caccia nella
Preistoria dei Popoli” in cui
ci mostra rarissime scene di
pesca.
Sono rarissime le scene di
pesca con l’amo, precisa
l’archeologo, mentre sono
più numerose le catture dei
pesci con l’arpione, come
quella del Lago di Onega
in Russia; nella raffigurazione l’arpione, impugnato
dal cacciatore, è espresso
anche nel dettaglio dei denti
rivolti all’indietro. Di fronte,
vi sono altre immagini di un
pesce trafitto da un altro
arpione la cui cuspide dentata non è visibile; all’estremità posteriore è presente
un anello che forse serviva
per legarvi un laccio o corda
finalizzata al trattenimento
dell’arma e quindi al recupero della stessa e del pesce
trafitto. Un’altra immagine
di caccia più ampiamente
praticata dall’uomo preistorico era quella, come
lo è ancora oggi, ai gran-
8 • Pianeta Acqua
Il Prof. Ausilio Priuli in
uno dei capanni-palafitta
del Museo intento a
controllare le condizioni
di un’antica nassa
costruita a mano
di mammiferi marini. Quasi
tutti i popoli nordici abitanti
lungo le coste hanno dato
assiduamente la caccia alle
balene. Nella incisione di
Novaya Zalavruga, in Unione
Sovietica, insieme a scene di
caccia all’alce, è rappresentato un momento della cattura di un grande cetaceo.
Dalla scena ridisegnata da un
rilievo di Yu.A. Savvateyev si
constata come sei imbarcazioni, di diverse dimensioni,
attorniano l’animale e dalle
stesse vengono scagliati gli
arpioni colpendo il cetaceo
ai fianchi. Le armi micidiali sono legate alla imbarcazione per mezzo di funi.
Dalle rappresentazioni della
roccia di Novaya Zalavruga
si nota come fossero cacciati, contemporaneamente,
alci, uccelli di dimensioni ed
i grandi mammiferi marini
da cui ricavavano non solo
carne, ma anche grasso,
ossa e da alcuni avorio che
lavoravano e spesso trasformavano in armi.
Come è stato dimostrato, in tutta la preistoria la
pesca è stata ampiamente
praticata: molluschi, crosta-
cei ed anche alghe marine
hanno fornito nutrimento a
numerose popolazioni. Per
quelle che abitavano territori prospicienti il mare la
maggiore risorsa alimentare fu costituita dal pesce.
Già nel Paleolitico Superiore
sono abbastanza frequenti
le rappresentazioni di pesci:
in particolare quelle incise,
assieme a figure di cervidi,
su una placchetta di osso
proveniente dalla Grotta
di Lespugne, in Francia; di
Niaux e quello della Cueva
del Pindal in Spagna. In
tutta la preistoria l’arpione
è stata l’arma più comune
usata per catturare i pesci,
ma anche reti, nasse ed
ami sono stati frequentemente usati soprattutto dal
Neolitico in poi, come hanno
permesso di appurare tanti
rinvenimenti di questi strumenti, soprattutto in torbiere
e siti lacustri, e rappresentazioni incise come quella di
Asperberget, presso Tanum
nel Bohuslan, nella Svezia
Meridionale. In una di queste si vedono due pescatori
che hanno ancorato la loro
imbarcazione e si accingo-
no a pescare con ami che
dovevano essere di bronzo.
Quattro rappresentazioni del
Sud Africa, ridisegnate da
rilievi in altrettante diverse
località, illustrano in maniera dettagliata le tecniche di
cattura dei pesci. Con piccole imbarcazioni i pescatori
aggirano le prede, le costringono in bassi fondali all’interno di un semicerchio di
barche e le arpionano stando in piedi sopra le stesse
oppure addirittura scendendo in acqua. Alcune barche
sembrano ancorate al fondo
con pesi. Il realismo della
scena è tale da permettere
di cogliere come, in almeno
un paio di scene, arpionatori
nell’acqua tentino di catturare i pesci più grossi spinti
a riva e quindi impacciati
nei movimenti dalla ridotta
quantità di acqua.
Si ringrazia il professor
Ausilio Priuli, per la gentile
concessione a riprodurre
brevi stralci del libro e a
riportare le descrizioni di
alcune rappresentazioni
desunte dalla sua pubblicazione.
Pianeta Acqua
•9
A Pesca
in
Apnea,
il bilancio di un anno
di Alberto Azzali
a pesca in apnea in Italia vive
da anni una situazione di palese
difficoltà, sia a causa del deterioramento della propria immagine come
attività sportiva, sia per i crescenti
impedimenti che ne ostacolano il libero esercizio.
Da tempo la Federazione si trova al
centro di discussioni nelle quali gli
appassionati di questa attività, agonisti e non, accusano la nostra organizzazione, in generale, ed il Settore
Subacqueo, in particolare, di scarso
interesse nei confronti della disciplina
e di non promuovere in modo appropriato azioni mirate alla risoluzione dei
problemi che da tempo la investono.
Ad onor del vero, se è pur lecito subire
critiche da parte di pescatori nostri
tesserati, é perlomeno bizzarro che
alcuni dei soggetti contestatori siano
del tutto estranei alla Federazione,
privi di un qualsivoglia grado di appartenenza alla stessa.
Forse è arrivato il momento di fare un
poco di chiarezza su questo argomento, sgombrando il campo da alcuni
equivoci.
La nostra Federazione non ha mai
inteso discriminare la pesca in apnea
nel contesto di tutte le sue molteplici
attività sportive; in nessuna occasione
ha voluto sottovalutare una disciplina
che potenzialmente richiama l’interes-
L
10 • Pianeta Acqua
se di molte migliaia di appassionati,
dentro e fuori la FIPSAS.
Bisogna però rimarcare la difficoltà di rappresentare adeguatamente
questa particolare categoria di soggetti sportivi, considerando il fatto
che la maggioranza di essi non solo
non aderisce, ma neanche conosce la
Federazione e la vita associativa che
tale adesione implica.
Questo comporta una sostanziale difficoltà nel tutelare in modo efficace gli
interessi di questa specifica categoria
di sportivi, soprattutto quando non si
dispone di un reale potere di delega.
Giova, inoltre, considerare la situazione legislativa esistente in Italia in
materia di pesca in apnea dove la
regolamentazione di questa attività
spesso è affidata a leggi regionali ed
ordinanze di balneazioni non sempre
armoniche tra di loro, con disposti di
non facile interpretazione ed in certi
casi in aperto contrasto tra loro.
Se, oltre a ciò, si evidenzia come nel
corso di questi ultimi anni si sia sviluppata in Italia una cultura naturalistica
che se, da un lato, tende ad assolvere
l’irrinunciabile principio di tutela delle
nostre risorse ambientali, nella realizzazione concreta delle singole iniziative mirate a questo fine mostra palesemente di non avere ancora acquisito
la capacità di coniugare la difesa del-
l’ambiente con la sua fruibilità.
Se tutto ciò non fosse sufficiente,
giova ricordare come in Italia esista
più di un Ministero competente per
quanto riguarda l’amministrazione di
tutte le problematiche del mare come
é il caso del Ministero delle Politiche
Agricole e Forestali per l’esercizio
della pesca, del Ministero dell’Ambiente per le AMP, del Ministero degli
Interni per la vigilanza e così via, con
la conseguente difficoltà di individuare
interlocutori univoci e soluzioni omogenee.
All’interno di questo contesto politico,
sociale e culturale si muove il variegato mondo della pesca in apnea con
tutte le difficoltà che ne conseguono.
E la FIPSAS?
Al di là di ogni situazione contingente
che vede di volta in volta uno stato
di sofferenza dell’attività a causa dell’istituzione di una nuova AMP, piuttosto che l’articolato di una ordinanza di
balneazione oppure l’afflizione di un
verbale per una infrazione discutibile,
oltre le valutazioni critiche di alcuni
soggetti direttamente interessati così
come le singole proposte risolutive
estemporanee e velleitarie, la FIPSAS
ha (o almeno dovrebbe avere) un proprio ruolo specifico che è (o dovrebbe
essere) quello di elaborare progetti e
programmi finalizzati a rimuovere le
cause che sono alla base dell’attuale
emarginazione dell’attività della pesca
in apnea in Italia.
In linea con questo indirizzo federale,
nel corso del 2007, il Settore A.S. ha
elaborato quattro iniziative mirate alla
risoluzione di alcuni problemi di portata generale in materia di pesca in
apnea quali:
a) la richiesta di un chiarimento interpretativo di alcune norme che regolano attualmente l’esercizio della
pesca in apnea in Italia;
b) la realizzazione di una “Ordinanza di
Balneazione Tipo”, con particolare
riferimento ai disposti in materia di
pesca in apnea;
c) un progetto organico per l’esercizio
della Pesca in Apnea nelle zone C
delle AMP;
consegue anche l’urgenza di produrre
una proposta qualificante come quella
rappresentata dalla definizione di una
“Ordinanza di Balneazione Tipo”.
Una “Ordinanza di Balneazione Tipo”
d) una proposta formale indirizzata al
Ministero delle Politiche Agricole
per l’istituzione in Italia di una
Licenza di Pesca per l’esercizio
della Pesca in Apnea.
Esaminiamo brevemente i contenuti
delle suddette proposte.
Un chiarimento interpretativo
Questa iniziativa nasce dall’esigenza
di trovare un’uniformità interpretativa
sulla portata di alcune norme che
riguardano l’esercizio della pesca in
apnea in Italia.
In particolare per quanto si riferisce a:
1) l’interpretazione dell’art. 3 del DM
249 /87 (obbligatorietà del barcaiolo sull’imbarcazione del pescatore
in apnea) e dell’art. 130 del DPR
1639/68;
2) la distanza di rispetto dalla costa
per il pescatore in apnea durante la
stagione balneare;
3) la distanza di rispetto dalla boa
segna sub ed i limiti di navigazione
dalle coste a picco e dalle spiagge;
4) i limiti di cattura;
5) alcune pratiche antisportive di pesca
in apnea da eliminare.
La carenza di una Legge organica
sull’esercizio della pesca in apnea e la
mancanza di una uniformità interpretativa su molti disposti, tra i quali quelli
sopracitati, genera tra i vari soggetti
in causa una situazione di estrema
confusione, in particolare questo fenomeno si manifesta nella elaborazione
di ordinanze locali che molto spesso
finiscono con il produrre norme non
perfettamente in sintonia tra di loro.
Da questa situazione, oltre all’esigenza primaria di ottenere un’uniformità
interpretativa allo scopo di recuperare
un minimo di “certezza del diritto”,
Questa iniziativa si propone di offrire
al Comando Generale delle CCPP utili
elementi finalizzati ad armonizzare le
varie ordinanze di balneazione con
l’adozione di disposizioni sperimentate
con successo da alcuni uffici marittimi
all’interno delle specifiche ordinanze
locali. Questo allo scopo di ripristinare
sul territorio una maggiore uniformità
normativa in materia di esercizio della
pesca in apnea nel periodo stagionale
di balneazione.
Entrambe queste due iniziative sono
state avviate e gestite nel corso del
2007 attraverso un rapporto diretto con i massimi responsabili della
Guardia Costiera Italiana i quali, in
diverse occasioni, hanno manifestato grande interesse per le proposte
federali.
Un progetto organico per l’esercizio della pesca in apnea nelle AMP
Causa la persistente ed ormai ampiamente diffusa istituzione di AMP sulle
coste italiane e la quasi totale esclusione dell’esercizio della pesca in apnea
nelle zone C, zone aperte ad ogni altra
forma di pesca sportiva, questo tema
rappresenta per tutti i pescatori in
apnea (dentro e fuori la Federazione)
una questione di vitale importanza,
sia per la ingiustificata emarginazione
di una specializzazione della pesca
sportiva altamente selettiva, sia per la
ormai cronica impossibilità di trovare
zone marine adatte a svolgere questo
tipo di attività.
Al fine di
individuare
una soluzione
a questo problema,
si è inteso elaborare una
proposta organica da presentare ai
referenti di tutte le AMP italiane, con
l’obiettivo di ottenere l’autorizzazione
a svolgere l’esercizio della pesca in
apnea sotto alcune particolari condizioni quali: l’adozione di un codice di
comportamento, un progetto di autoregolamentazione ed il possesso di un
documento qualificante.
da tempo, tra i principali obiettivi del
Settore A.S..
Si tratta di un’iniziativa mirata a normalizzare un regime giuridico in uso
ormai in quasi tutto il bacino mediterraneo (ad esclusione dell’Italia, dell’Albania e del Montenegro).
Per raggiungere questo obiettivo,
era necessario ottenere la preventiva approvazione da parte dell’Organo di Amministrazione della nostra
Federazione, il Consiglio Federale, e
delineare le particolarità che differenziano questo progetto da quello per
la pesca di superficie della quale si
deve occupare il Settore Mare della
FIPSAS.
Entrambe queste due condizioni sono
state regolarmente superate, consentendo la elaborazione e predisposizione di una proposta organica da
presentare formalmente al Ministero
delle Politiche Agricole.
Tutte queste iniziative ed, in particolare, le ultime due, rappresentano
un primo passo indispensabile per
realizzare, tra i vari obiettivi prefissati,
quello che è stato giustamente considerato come l’elemento centrale di
tutta la politica settoriale: la normalizzazione in Italia dell’esercizio della
pesca in apnea.
Condizione necessaria, ma non ancora sufficiente se non viene supportata
adeguatamente da azioni e iniziative
conseguenti. Proprio su questo specifico tema esistono notevoli riserve a
causa delle difficoltà esistenti nell’individuare soggetti responsabili
e
strutture
La Licenza di Pesca
L’adozione in Italia di un Permesso
(o Licenza) di pesca in apnea rientra,
Pianeta Acqua
• 11
organizzative in grado di supportare
questo complesso programma.
Su questo aspetto è doveroso richiamare l’attenzione di tutti i soggetti
interessati, coinvolgendo in particolare quei pescatori in apnea tesserati
che da tempo richiedono in modo
critico alla nostra Federazione un
impegno più incisivo e risolutivo.
L’istituzione in Italia di una Licenza di
Pesca per i subacquei, così come la
regolamentazione dell’esercizio della
pesca in apnea nelle zone C delle
AMP, non sono progetti che, una
volta approvati, possono essere realizzati sul territorio per “moto spontaneo”, ma sono progetti che richiedono da parte della nostra Federazione
l’attivazione di sinergie in tutta la
periferia (referenti organizzativi), che
allo stato attuale non sono facilmente individuabili nello specifico del
Settore A.S..
Si rende quindi necessario in ambito
periferico l’impegno ed il lavoro di
Società ben organizzate e di quadri
periferici che oggi o non esistono o
faticano ad entrare nello spirito associativo e collaborativo di una grande organizzazione sportiva come la
FIPSAS.
Forse è arrivato il momento di recuperare quella cultura associativa
e quel clima partecipativo che, da
tempo, fatica a svilupparsi all’interno
del nostro settore (e non solo), poiché se si vuole veramente realizzare
una “normalizzazione della pesca in
apnea“ in Italia non è sufficiente affidare questo compito ad una minoranza di dirigenti nazionali, ma è
indispensabile che ci sia una partecipazioni estesa a tutti i livelli (centrali e
periferici), responsabilmente e direttamente commisurata al lavoro che
questo grande obiettivo comporta.
Anche la Pesca Sportiva ha il suo Calendario...
‘Io ho un sogno...’: è questo il titolo
del calendario 2008 della Fondazione
Sospiro, multi-servizi lombarda, che con
questo progetto di comunicazione sociale intende lanciare un forte messaggio di cittadinanza e solidarietà.
Personaggi dello sport, dello
spettacolo, della cultura,
originari di Cremona, hanno
prestato il loro volto insieme
ai ragazzi ed alle ragazze
della Fondazione Sospiro.
Hanno prestato la loro
immagine partecipando al
progetto: Gianluca Vialli,
Emilio Carelli, Roberta
Lanfranchi, Sergio Cofferati, Ricky Tognazzi,
Vanessa Ferrari, Valentina
Avanzi e Alice Bregoli,
Alessio Tacchinardi, Emiliano Mondonico, Enzo
Iacchetti, Cesare Galli,
Alessandro Lodigiani,
Oreste Perri, Benito
Penna, e la Società Pesca sportiva Ravanelli
Trabucco di Soresina
affiliata FIPSAS.
Ogni scatto fotografico
lega insieme contesti
tipici di Cremona,
volto noto e ciò che lo
caratterizza, persona
disabile con le sue
peculiarità e i suoi
interessi, in un’immagine che intende
12 • Pianeta Acqua
esprimere il sogno di ogni persona: il
diritto di scegliere e agire.
Il progetto servirà alla raccolta fondi destinata alla realizzazione di una piscina
per disabili gravi presso gli spazi della
Fondazione nella città di Cremona.
La Ravanel
li Trabucco
(foto al cent
ro del calend
posa con il
giovane disa
ario)
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bile Mario,
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entusiasmo
e di questo
alla
progetto be
nefico.
Pianeta Acqua
• 13
Un successo su cui costruire
un grande futuro
L
di Roberto Lolli
14 • Pianeta Acqua
a Federazione Italiana
Pesca Sportiva ed Attività
Subacquee, possiamo
dircelo senza peccare di immodestia, è una Federazione vincente! Mai ha vinto così tanto
in una sola stagione sportiva.
Grandi i successi in tutte le
specialità della Federazione. La
Pesca, le Attività Subacquee, il
Nuoto Pinnato. Qui si vince, si
vince tanto e bene. Il nuovo
“modello FIPSAS”, fortemente
voluto dal presidente Matteoli e
dal “suo” Consiglio Federale e
messo in opera dai diversi settori, è ora preso come esempio anche da altre Federazioni
nazionali.
Il Mondiale CMAS Games di
Bari è stato un evento che ha
portato una grande novità nel
mondo delle specialità sportive subacquee. Riunire tutti gli
sport in un’unica manifestazione è stata una decisione
di grande coraggio, ma una
decisione che nell’era della
comunicazione, dove solo i
grandi eventi possono sperare
di avere l’interesse dei media,
rappresentava quasi un atto
dovuto. Peccato che alcune
discutibili scelte organizzative
attuate dalla Confederazione
non abbiano fatto apprezzare
appieno questo nuovo evento
che un reale ed importante
coinvolgimento della FIPSAS
avrebbe invece potuto contribuire a migliorare ed amplificare.
Ma torniamo ai nostri grandi risultati. 7-6-6: questa è la
nuova formula del successo
ed il valore del nuoto pinnato di
questa Federazione. 7 sono le
medaglie d’oro, 6 quelle d’argento e ancora 6 le medaglie
di bronzo! Il successo ottenuto dai nostri azzurri ai recenti
mondiali è indubbio e lampante. Mai prima d’ora, nel nuoto
pinnato, si erano ottenuti risultati di così grande rilievo sia
dal punto di vista numerico
che dal punto di vista del peso
specifico delle medaglie vinte.
Questo ci pone al terzo posto
del medagliere di specialità
(ma anche in quello assoluto!) dietro a due superpotenze
come Russia e Cina.
Lascerò la disamina tecnica
a chi di tecnica è abituato a
parlare. Le emozioni regalateci da tutti i nostri atleti sono state immense. Le imprese ottenute dagli alfieri azzurri hanno segnato la memoria
di ognuno dei presenti. Stefano Figini, Cesare Fumarola, Andrea Nava,
Fabio Picchi, Andrea Rampazzo, Paolo Varetto, Stefano Zerbini, Nicole
Fiscarelli, Simone Musarra, Alex Battista, Simone Mallegni hanno conquistato la vetta del mondo.
Ora però, occorre non farsi sfuggire la grande opportunità che questi
successi ci offrono per costruire un grande futuro del Settore e della
Federazione. Consolidare i risultati supportando i nostri atleti, incrementare la qualità organizzativa dei nostri eventi, investire nella diffusione del
nostro sport anche attraverso l’impiantistica, promuovere l’immagine e la comunicazione è ora un dovere.
Stefano Figini esultante all’arrivo dei 1500m per la realizzazione
del nuovo record sulla distanza. Anche ai Mondiali di Bari è stato il
mattatore indiscusso, vincendo tutte le finali a cui ha partecipato.
Vorrei chiudere con i ringraziamenti, anche a nome
del Comitato di Settore che ho l’onore di presiedere, a tutti coloro che hanno contribuito al successo
di questa splendida stagione sportiva azzurra.
Grazie agli atleti, ai tecnici, a tutti gli accompagnatori, ai medici, alle Società ed ai tanti volontari che
s’impegnano con grande passione per supportare
il nostro sport. Grazie ai giudici per quanto hanno
fatto e continuano a fare con passione e professionalità. Grazie ancora di cuore a Federica e Mariano
per il loro rilevante supporto, che spesso va oltre i
semplici doveri istituzionali.
SUMMER CAMP
DIECI E LODE
di Paolo Camerini
Si è svolto dal 15 al 21 di luglio il 1°
campus estivo patrocinato dalla FIPSAS
presso il villaggio Ge.tur. di Lignano
Sabbiadoro. E’ stata una iniziativa pilota
che ha visto la partecipazione di una
quarantina di ragazzi, in età compresa tra i 9 e 16 anni, che hanno avuto
modo di svolgere tante attività sportive e
ricreative, avendo come perno centrale il
nuoto pinnato. Così, grazie all’interesse
per un periodo di svago e di attività ludico-motoria, i partecipanti hanno potuto
cimentarsi, oltre che nelle mitiche sfide a
beach volley, calcetto e alle scivolate nel
mini parco acquatico, anche, e soprattutto, nell’uso di pinne, monopinne e bombolini per la velocità subacquea, grazie
alla collaborazione importantissima di
alcuni tecnici federali di fama naziona-
le ed internazionale. Parliamo di Enrico
Frattini, ex-atleta azzurro specialista della
velocità subacquea, che ha fatto provare
le bombole in vasca spiegandone tutte
le caratteristiche ed i metodi di utilizzo,
Marco Panzarini e Davide De Ceglie, il
primo atleta azzurro che ha partecipato ai Campionati Mondiali Assoluti di
Bari, l’altro Campione Europeo juniores
in carica, entrambi riferimento assoluto
per il settore di gran fondo, che hanno
invece portato i partecipanti in mare su
un percorso di circa ottocento metri.
Insieme a loro, fondamentale anche il
lavoro degli altri tecnici Francesca Brivio,
Mirko Luppi, Nicola Negrello, Chiara
Balbo e del coordinatore, Massimo Rè,
che hanno guidato i ragazzi tra le varie
attività in programma.
Presenti anche alcuni atleti della nazionale italiana che affinavano la propria
preparazione in vista dei Mondiali di Bari
e che sono stati un vero e proprio faro
guida per i tanti ragazzi presenti.
Soddisfatti i promotori dell’iniziativa,
Luca Tonelli e Andrea Mangherini: ”esperienza positivissima” hanno commentato
insieme “grazie alla voglia di vacanze e
di gioco all’aria aperta siamo riusciti a
presentare il nuoto pinnato a tanti ragazzi
e a promuovere questo nostro stupendo
sport a livello giovanile. Molti si sono più
che interessati e credo che l’obiettivo
finale lo abbiamo raggiunto. Ora vorremmo cercare di ripetere l’esperienza raggiungendo magari ancora più giovani”.
Pianeta Acqua
• 15
Le “Scuole Nuoto”
Federali
di Giorgio Visintin
fficacia ed efficienza rappresentano una coppia di requisiti fortemente collegati tra loro: la prima
si riferisce alla capacità di raggiungere
l’obiettivo, cioè, di garantire un valido
apprendimento del nuoto; la seconda
alle risorse (insegnanti, spazio, attrezzature, tempo, denaro) necessari per
raggiungere lo scopo. Una “Scuola”
efficace ed efficiente, come vogliamo
sia la nostra, deve portare ad un buon
apprendimento tecnico in tempi contenuti ed a costi ragionevoli. Questi requisiti vengono assicurati dalla qualità
degli istruttori, garantita dagli appositi
corsi organizzati dal Settore, oramai a
regime in tutte le regioni, e dai modelli
didattici ed organizzativi, da tempo
elaborati ed ampiamente diffusi presso
le Scuole nuoto federali.
Il fattore più importante è comunque
rappresentato dalla qualità degli istruttori, vero e proprio “centro di gravità”
del processo. Attitudini innate, motivazioni, studio teorico, esperienza, buoni
modelli e bravi maestri costituiscono gli
elementi che contribuiscono a formare
un insegnante capace.
L’attitudine è una “scorciatoia” potentissima; ci sono istruttori che messi
all’interno di un gruppo di ragazzi,
dopo una formazione essenziale ed
un tirocinio minimo, si trovano perfet-
E
16 • Pianeta Acqua
tamente a loro agio: sembra che nella
vita non abbiano fatto altro. Anche chi
ha la fortuna di possedere queste doti
non deve però rinunciare a percorrere
tutto il cammino della formazione: in
questo caso diventerà “super” e dal
suo lavoro avrà gratificazioni a non finire. Molti studi evidenziano però quanto
il contesto in cui ogni soggetto si trova
ad operare influisca sulle prestazioni di insegnamento. Più che l’aspetto economico (che naturalmente deve
prevedere un compenso quantomeno
dignitoso) sembrano avere importanza
la capacità e l’autorevolezza di chi dirige la scuola nuoto, la chiarezza delle
direttive e la disponibilità di strumenti di
lavoro adeguati. E’ poi estremamente
importante formare un gruppo coeso,
unito ad un sufficiente livello di autonomia individuale ed alla percezione di
poter raggiungere gli obiettivi fissati.
Solamente queste condizioni “sprigionano” le potenzialità degli operatori. E’ su questi punti che le Scuole
Federali dovranno spingere ancora per
elevare la loro qualità. Per applicare in
maniera produttiva le qualità personali
(intuito, creatività, originalità, facilità nel
coinvolgere, comunicare e motivare)
è però indispensabile bilanciarle con
la standardizzazione e l’efficienza e
con una corretta attribuzione di ruoli
una piccola allieva della scuola
nuoto federale alle prese con
monopinne e bi-pinne
e responsabilità (quindi buoni modelli tecnici didattici ed organizzativi). I
migliori risultati si ottengono assegnando agli istruttori compiti che ne esaltino
le caratteristiche: inserendoli però in
maniera ben strutturata nel progetto
didattico. La chiave della prestazione
è, infatti, l’incontro tra il talento di un
individuo, il ruolo che gli viene assegnato ed il contesto in cui si trova ad
operare.
Naturalmente i modelli didattico-organizzativi suggeriti nei testi federali delle
“Scuole Nuoto” non sono “il modello”:
esistono altri modi sicuramente validi
per insegnare a nuotare, forse anche
più efficaci e più innovativi. Fino ad
oggi, però, oltre ad assicurare buoni
risultati, essi ci sembrano rappresentare il percorso più coerente con leggi e
principi che regolano l’apprendimento
umano nell’ambiente acquatico.
La duttilità è un altro requisito essenziale; viene assicurato da un insieme di
accorgimenti che permettono ad una
scuola nuoto di adattarsi alle esigenze
dei “clienti” senza far scadere la qualità
del servizio e senza “mettere in crisi”
il personale o le strutture. Per questo
sarebbe buona norma avere a disposizione, in ogni orario, tutti (o quasi) i
livelli; offrire a ciascuno (adulto, bambino) condizioni ambientali adeguate.
Spesso soggetti diversi necessitano
infatti di ambienti differenti: specialmente la temperatura dell’acqua. Poi
effettuare inserimenti o spostamenti
senza far scadere la qualità dei corsi
ed evitando situazioni disomogenee,
che penalizzano l’andamento didattico.
E’ fondamentale poi essere capaci di
“ascoltare”, ovvero prestare attenzione
a quanto clienti o soci comunicano
sia esplicitamente che implicitamente.
La qualità dei migliori dirigenti è quella di riconoscere, spesso da segnali
impercettibili, l’insoddisfazione celata,
la perdita di interesse, il desiderio di
cambiamento. Solamente chi, “ascoltando finemente”, riesce ad anticipare
gli eventi, non si trova “spiazzato” di
fronte ai cambiamenti. Questo significa intuire le nuove tendenze, capire i
bisogni emergenti, verificare costantemente il livello di soddisfazione e,
naturalmente, provvedere.
Poi la semplicità; quante volte, ascoltando un bravo oratore, ci congratuliamo mentalmente con lui per la facilità
con cui rende accessibili i concetti più
complessi. Nessuno pensa che l’oratore che parla “semplice” sia poco
qualificato, anzi, crediamo che la “bravura” consista proprio nel semplificare,
senza banalizzarli, concetti complessi
ed articolati. Lo stesso vale per l’insegnamento e, nella fattispecie, per quel-
lo del nuoto. La conoscenza
dei complessi (e non ancora
del tutto chiariti) processi di
apprendimento motorio coinvolti, delle profonde differenze
tra terra e acqua, delle diversità
nelle capacità degli allievi (a
volte veramente così grandi da
essere inspiegabili) è alla base
di ogni progetto didattico. Ma
è proprio la consapevolezza
che l’apprendimento motorio
costituisce un campo di esercizio di
enorme difficoltà a spingerci nella direzione della semplificazione. I modelli
didattici devono essere “maneggevoli”:
gestibili da istruttori di diversa estrazione e formazione ed utilizzabili da allievi
con attitudini, capacità e motivazioni
estremamente differenti. C’è solo un
sostantivo che riassume queste caratteristiche: la semplicità.
Infine la gioiosità: intesa come capacità
di entusiasmare, far sorridere, divertire, di creare emozioni positive. Le
emozioni positive sono il motore dell’apprendimento; promuovono ottimismo e stima di sé stessi e portano ad
affrontare i compiti con maggiore gioia.
Nell’insegnamento pertanto, creare
emozioni piacevoli attraverso l’approvazione, la gioia ed il buonumore, favorisce i processi di apprendimento e di
promozione dell’immagine di sé. Uno
stato d’animo positivo ed un’atmosfera
fiduciosa, aumentano sensibilmente le
possibilità di successo.
Come uno stato d’animo ricco di ottimismo accelera i processi mentali e li
rende più efficienti, così un ambiente
ostile, o semplicemente indifferente,
inibisce apprendimento e motivazione.
“L’effetto gioia”, inoltre, non resta confinato al piano vasca: è un effetto
diffuso che si trasmette ai genitori, che
valutano la qualità dell’insegnamento
non solo sulla base dei progressi tecnici (che in pochi, tra l’altro, sono in
grado di percepire correttamente), ma
anche e soprattutto dallo stato d’animo
con cui i bambini affrontano e percepiscono la propria esperienza.
Le pinne:
un valore aggiunto
Anche se le pinne sono un attrezzo
da inserire in maniera sistematica
al termine dell’apprendimento degli
stili di base (crawl, dorso e rana),
possono rivelarsi molto utili anche
nel periodo dell’ambientamento e
con soggetti di ogni età. Un principiante, infatti, con le pinne è in grado
di stare in acqua più tranquillamente
e galleggiare con facilità. Le pinne
offrono un contributo significativo al
superamento delle rigidità muscolari
dovute a mancanza di sicurezza nel
nuovo ambiente. Con le pinne un
principiante si rende in fretta indipendente, conquistando così rapidamente la possibilità di muoversi,
divertirsi e conseguentemente di
apprendere.
Sarà importante utilizzare inizialmente un paio di pinnette piccole e
molto morbide, magari interamente in gomma, così da permettere
dei movimenti più vicini a quelli del
piede nudo. Non appena conquistata la necessaria sicurezza, le pinne
potranno essere tolte e gli esercizi
ripetuti senza attrezzatura.
L’inserimento delle pinne già nei
primi livelli (II-III), naturalmente, non
ha solo il fine di facilitare l’apprendimento, ma anche e soprattutto
quello di offrire momenti ludici e
molteplicità di esperienze.
Le pinne potranno, infatti, essere fonte di gioco, facilitatori della
scoperta dell’ambiente subacqueo
e soprattutto rappresenteranno sin
dall’inizio un attrezzo familiare che,
conosciuto per gioco, verrà poi utilizzato per l’avviamento alle discipline del pinnato.
Tesseramento 2008: crescere all’insegna della continuità
di Claudio Nolli
Il metodo di tesseramento 2008
non subirà importanti novità.
Dopo un avvio, sicuramente non
indolore, il metodo è oggi apprezzato sia dall’organizzazione
territoriale, che dai tesserati.
Nel 2007 si è potuto notare che
l’impratichirsi degli operatori ha
fornito sempre maggior qualità a
fronte di una maggior quantità di
tesserati e Società. Qualità dei
dati inseriti ed in tempi sempre
più rapidi di una massa di tesserati che, al momento di scrivere
questo articolo, sembra essere
in crescita.
La spedizione della rivista “Pianeta Acqua” e della Tessera
Federale rappresenta un importante sforzo da parte della
Federazione, uno sforzo che,
ancora oggi, si ritiene indispensabile e quindi da riproporre. A
fronte di queste considerazioni,
che speriamo trovino il lettore
concorde, riteniamo che poco
debba essere modificato, anzi,
nella sostanza, nulla; la fase di
consolidamento del sistema non
è ancora terminata, l’efficienza
è ancora migliorabile, il tesserato, soltanto ora, comincia ad
apprezzare il nuovo metodo e
ad abituarsi a quella che è stata una delle più grandi novità, in
assoluto, della Federazione: ricevere direttamente a casa una
Tessera Federale personalizzata
e di qualità.
Detto così sembra proprio che
sia stato tutto fatto e che non ci
sia più nulla da fare.
Volano per il raggiungimento di importanti obiettivi. Indicatore dello stato di
salute della Federazione, il Tesseramento rappresenta il cuore pulsante, l’energia vitale per la crescita e lo sviluppo delle attività sportive e associative della
FIPSAS. Cosa è successo nello scorso anno e che ci riserva il 2008?
Assolutamente no, anzi! Dato
che il sistema è ormai consolidato, possiamo iniziare ad intraprendere delle iniziative per
migliorare la qualità della spedizione della rivista e delle Tessere Federali. Come ho già avuto
modo di dire, riteniamo che il
contatto diretto con il tesserato sia fondamentale. La tessera
non può quindi essere consegnata con mesi e mesi di ritardo. Nel 2007 abbiamo ritardato
ancora parecchio; alla fine del
primo semestre è stata effettuata la prima spedizione; nel
secondo semestre le spedizioni
sono diventate più continuative
e regolari: ogni 20/30 giorni circa. Nel 2008 vogliamo migliorare
assolutamente quest’aspetto; le
prime tessere verranno inviate,
sempre insieme alla rivista, già a
partire dal mese di febbraio ed
i successivi invii verranno fatti
ogni 20/30 gg. Vogliamo anche
migliorare il tempo di produzione per accelerare ancora di più
la consegna della rivista e della
tessera. Stiamo prestando grande attenzione anche all’affidabilità della consegna. Abbiamo
intrapreso alcune iniziative per
migliorare quest’aspetto … certo è che se stai leggendo questo
articolo, con ogni probabilità la
rivista ti è arrivata, quindi que-
sta parte potresti saltarla … Ma
bando alle battute, ci risulta che
qualche volta la rivista e/o la rivista con la tessera non vengono consegnate. La prima cosa
sulla quale ci siamo attivati è
la qualità dell’anagrafica. Devo
dire che le Sezioni Provinciali sin
dall’inizio hanno fatto un eccellente lavoro e per questo vanno ringraziate. Ogni giorno che
passa, le correzioni così come
sono strutturate migliorano
sempre più il risultato. Abbiamo
poi fatto una convenzione con le
Poste Italiane (ovviamente a pagamento) per ricevere di ritorno
le spedizioni non andate a buon
fine. L’elenco di queste è stato
riportato sul sito e spedito alle
Sezioni Provinciali di competenza per comprendere i motivi
della mancata consegna e recapitare senza errori la spedizione
stessa. Il numero di ritorni è stato però molto basso. Ciò, se da
una parte ci ha fatto piacere (le
mancate consegne erano meno
di quelle che temevamo), dall’altra ci ha un po’ insospettito. Per
saperne di più, abbiamo aperto
sul sito una sezione reclami nella
quale potessero essere segnalati i casi di mancata consegna:
per ora i risultati non sono stati
significativi.
Per quanto riguarda l’opuscolo
contenente la tessera provvisoria, questo ha cambiato la sua
veste, è stato infatti razionalizzato; la veste grafica ed i contenuti
adottati in questi due anni hanno
terminato la loro funzione: l’opuscolo è stato quindi ridotto alla
sola copertina ed integrato con
qualche informazione aggiuntiva, è stato inoltre corretto qualche errore, ma nulla di più. Infine
i tempi per la sua spedizione
dovrebbero essere rispettati in
modo da iniziare l’anno con già
il materiale disponibile presso le
Sezioni Provinciali.
L a n u o v a t e ssera
p e rs o n a l i z z a t a d e l 2008
i n s i e m e a l l a rivi st a
d i re t t a m e n t e a c a s a t ua
p e r ri a ff e rm a re i l senso
d ’a p p a rt e n e n z a al l a
F e d e ra z i one
La tua passione, il nostro obiettivo!
18 • Pianeta Acqua
Pianeta Acqua
• 19
Ilquesto
Siluro...
sconosciuto!
Intervista alla D.ssa “Carla Giansante”, referente dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale
dell’Abruzzo e del Molise “G. Caporale per la sezione di Giulianova”, una tra le più attive
ricercatrici impegnate in collaborazione con la FIPSAS nel progetto per uno studio genetico a lungo termine del “Silurus Glanis” presente, in modo massiccio, nei fiumi italiani.
a cura del Settore Acque Interne
ottoressa, che
opinione si è fatta
circa il fenomeno
“alloctonia” sul fiume
Po ed in particolare sul
Siluro?
D
Dagli inizi degli anni novanta
la realtà che gravita attorno
i bacini idrografici italiani ha
inserito nel lessico comune il
termine “alloctono”.
Alloctono o alieno inteso
come un organismo animale
(nello specifico pesci) non
appartenenti alla fauna originaria, introdotto più o meno
consapevolmente
nelle
nostre aree idrografiche e
diffusosi in colonie stabili.
Questo inizialmente ha procurato allarme sul potenziale
pericolo di alterazioni degli
ecosistemi a causa della
sovrapposizione delle specie “aliene” a danno di quelle
locali (o autoctone). Questo
allarme ha generato l’erogazione di Delibere Regionali
nell’area padana (es. D.G.R.
1574/93/96
della
Regione
Emilia
Romagna, specifica per il
Siluro), tese alla distruzione
delle colonie, rivelatesi nel
corso degli anni non solo
inutili, ma talvolta più dannose del male che intendevano
contrastare.
Se da un lato è vero che
bisogna adoperarsi perché
gli alloctoni non colonizzino
nuove aree, in quelle dove
sono oramai una realtà consolidata, qualsiasi intervento
di contenimento operato si
è ripercosso sull’ecosistema
e sulla componente sociale
utente dei bacini.
Inoltre si è venuta a creare
una filiera clandestina dedita
alla commercializzazione di
carne di siluro senza alcun
controllo igienico-sanitario.
La soluzione quindi può arrivare solo attraverso un’informazione corretta e obiettiva,
una valutazione che tenga
conto di tutto il panorama
ecologico e una gestione
integrata e generale del fenomeno con soluzioni concrete
e possibili.
La Dottoressa Carla Giansante al lavoro nel laboratorio
dell’Istituto della sede di Giulianova.
“G. Caporale”, è stato predisposto un progetto scientifico teso sia a potenziare
le conoscenze sulla specie
attraverso studi che coinvolgano aree molto estese e sia
a creare i presupposti per
arginare il crescente traffico illecito che gravita attorno al Siluro. Questo lavoro,
innovativo e avveniristico, si
propone altresì di fornire elementi utili ai fini della vigilanza per le autorità impegnate
nella tutela del consumatore
e della salute pubblica.
Ne scaturirà un’azione di
prevenzione e contrasto alle
filiere clandestine che operano sul fiume Po attraverso
la valutazione della qualità
delle carni di Siluro per impedire la commercializzazione incontrollata nonché per
valutare altri aspetti quali la
migrazione, l’accrescimento,
l’alimentazione, la riproduzione, etc., della specie.
Quali iniziative e quali
soluzioni prevedete?
Attraverso la compartecipazione della F.I.P.S.A.S.
(Federazione
Italiana
Pesca Sportiva e Attività
Subacquee), del G.S.I.
(Gruppo Siluro Italia), dell’ADS
G.S.G.
(Gruppo
Siluro Gare) e dell’Istituto
Zooprofilattico Sperimentale
dell’Abruzzo e del Molise
20 • Pianeta Acqua
In primo piano uno dei marker che vengono applicati sulla pinna
dorsale dei siluri nell’ambito del progetto di osservazione e
studio (a sx. il particolare della testa di un siluro)
Il progetto sarà realizzato con
modalità non invasive per l’ecosistema fluviale attraverso la cooperazione dei pescatori sportivi, sensibilizzando l’opinione pubblica su
temi quali l’ambiente e la salute,
creando i presupposti per la realizzazione di uno studio genetico
a lungo termine sulle colonie presenti in Italia e utilizzando il Siluro
come bio-indicatore dello stato
di salute delle acque, in quanto,
stando al vertice della catena alimentare, accumula maggiormente
sostanze inquinanti.
Quali sono i limiti del progetto?
Il progetto è condizionato dall’erogazione di una deroga per fini
scientifici che autorizzi la reimmissione dei pesci marcati.
La procedura di marcatura consiste nell’apporre sulla pinna dorsale del Siluro catturato un marker
recante un numero (di colore
diverso a seconda del luogo di
cattura). A ciascun numero corrisponde una relativa scheda su cui
vengono riportati i dati biometrici
dell’esemplare.
I dati, che scaturiranno durante il campionato nazionale (tre
gare annue), saranno registrati
sulle schede da accreditati tecnici
incaricati e convoglieranno in un
archivio informatico dell’Istituto.
E’ altresì auspicabile che il pescatore sportivo che catturi un esemplare marcato, informato dalle
Associazioni coinvolte, segnali la
cattura ai siti internet dei gruppi di
pesca prima descritti, aumentando il flusso di informazioni utili.
A tal fine la reimmissione di un
esemplare marcato godrebbe dell’analoga deroga scientifica e non
ricadrebbe nelle sanzioni previste dalla DGR 1574/96 o DGR
3544/93 in materia di alloctonia.
Senza la succitata deroga verrebbe a mancare il presupposto
principale per l’attività di marcatura e le conseguenti competizioni
sportive mirate alla cattura degli
esemplari.
E’ inoltre auspicabile che nelle
aree individuate come “campi di
gara” o altresì utili allo sviluppo
del progetto, non vengano poste
in essere attività di contenimento del Siluro con sistemi invasivi
come elettrostorditori, reti o quant’altro, in modo da garantire la
prosecuzione dello studio.
L’istituto visto da vicino
Cosa fa e cosa rappresenta nel panorama scentifico italiano ed
internazionale l’istituto zooprofilattico dell’Abruzzo e del Molise.
La struttura dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise risponde alle esigenze di funzionalità e di efficienza proprie di un Ente erogatore di servizi
di alta qualità.
Era il 1990 quando l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise
“G. Caporale”, a 49 anni dalla sua fondazione, decise di cimentarsi nel contesto
internazionale sul piano della ricerca, della produzione scientifica e del trasferimento
di conoscenza.
Nel tempo il percorso intrapreso si è rivelato vincente. Da oltre 16 anni esporta il proprio know-how nel campo della ricerca, della formazione, dell’analisi del rischio, della
sicurezza alimentare, del benessere animale, della organizzazione, implementazione e
gestione di banche dati anagrafiche degli animali.
Il livello qualitativo dell’Istituto ha consentito, nell’ultimo decennio in particolare, di
divenire interlocutore credibile e affidabile, prima ancora che consulente e sostenitore
dei Servizi veterinari di buona parte del mondo. Un ruolo di solido riferimento conquistato soprattutto nei Paesi dell’area balcanica e del bacino del Mediterraneo.
Sulla scorta dell’esperienza acquisita, le tre più importanti organizzazioni internazionali
che operano nell’ambito della sanità pubblica veterinaria (Organizzazione Mondiale
della Sanità -- OMS, Food and Agriculture Organization delle Nazioni Unite -- FAO,
e Organizzazione mondiale per la Sanità Animale -- OIE) gli hanno affidato il ruolo di
Centro di collaborazione e Laboratorio di referenza in specifici ambiti di attività.
Attraverso queste prestigiose investiture, l’Istituto promuove formazione, fornisce consulenza e supporto tecnico, definisce le norme di tecniche diagnostiche e di strategie
per il controllo delle malattie, nonché di regole sanitarie per il commercio degli animali
e dei loro prodotti sul piano internazionale.
Per consolidare e assicurare la necessaria continuità all’azione di trasferimento di
conoscenze e di competenze - divenute nel tempo una delle principali missioni
dell’Istituto - nel 2004 è stato istituito il Centro Internazionale per la Formazione e
l’Informazione Veterinarie (CIFIV). Qui si svolge l’intensa attività formativa, in modalità
tradizionale e a distanza e, attraverso di esso, i Paesi membri delle organizzazioni
mondiali che all’Istituto fanno riferimento, uniformano le procedure di controllo agli
standard internazionali.
Elevato è il livello di fiducia e di attenzione che l’Unione Europea, il Governo degli Stati
Uniti d’America, numerosi Paesi dell’America Latina e dell’Africa prestano nei confronti
della variegata e costante attività progettuale che l’Istituto sviluppa nel mondo. La qualità e la competenza da quest’ultimo espresse sono attestate non solo dall’affidamento
di incarichi dei Paesi beneficiari, ma anche dai bandi di gara internazionali conseguiti
con successo nell’ambito dei programmi comunitari.
L’Istituto offre servizi di alto valore aggiunto ed elevato contenuto di conoscenza e
innovazione nei settori della Sanità animale, della Sanità Pubblica veterinaria e della
tutela dell’ambiente, per la salvaguardia della salute degli animali e dell’uomo.
I suoi veterinari, biologi, chimici e microbiologi sono impegnati nella ricerca sperimentale sull’origine e lo sviluppo delle malattie infettive e diffusive degli animali, nella diagnosi delle malattie animali e di quelle che si possono trasmettere all’uomo (zoonosi).
Nel settore gli alimenti di origine animale destinati agli uomini e agli animali effettua
indagini microbiologiche, chimiche e radiometriche, così come mantiene alta la sorveglianza epidemiologica sullo stato sanitario delle popolazioni animali e sull’igiene delle
produzioni zootecniche e sui prodotti di origine animale.
Accanto alla ricerca, ha sviluppato un settore produzione di avanguardia sotto il profilo
della tecnologia applicata alla scienza, che mette a disposizione presidi diagnostici,
terapeutici e profilattici.
L’Istituto ha sedi ad Avezzano, Pescara, Lanciano, Campobasso, Isernia e il Centro di
Biologia delle Acque di Giulianova e Termoli (CB).
Il valore scientifico e il livello qualitativo espressi nelle molteplici attività hanno permesso di conquistare il riconoscimento e l’attestazione della comunità scientifica
nazionale e internazionale. A tutt’oggi, l’Istituto svolge compiti di alta qualificazione
per conto del Ministero della Salute, in qualità di Centro di Referenza Nazionale per lo
studio e l’accertamento delle malattie esotiche degli animali (CESME), per l’Epidemiologia, la Programmazione e l’Informazione (COVEPI), per le Brucellosi, per la Lysteria
Monocytogenes, per il Campylobacter e per le Diossine negli alimenti. Gestisce la
Banca Dati Nazionale dell’Anagrafe bovina, ovi-caprina, suina e avicola.
In campo internazionale è Laboratorio di Referenza dell’OIE (Organizzazione Mondiale
della Sanità Animale) per la PPCB (Pleuropolmonite contagiosa del bovino), la
Brucellosi, la Bluetongue e il Benessere animale.
Pianeta Acqua
• 21
ASSICURAZIONE
LA FEDERAZIONE HA STIPULATO LA NUOVA CONVENZIONE MULTIRISCHI PER
L’ASSICURAZIONE INFORTUNI E RESPONSABILITÀ CIVILE GENERALE A FAVORE DEGLI
ORGANI CENTRALI E PERIFERICI, DELLE SOCIETA’ AFFILIATE E DEI SUOI TESSERATI.
La Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquee, in seguito alla soppressione della Sportass, la Cassa di
Previdenza per l’assicurazione degli sportivi, ha esperito trattativa privata con brokers del settore per reperire sul mercato
il nuovo piano assicurativo.
E’ risultato aggiudicatario il broker AON S.p.A., che ha formulato la migliore proposta, individuando la Aig Europe S.A. quale
compagnia di assicurazione della F.I.P.S.A.S. per l’anno 2008. Le garanzie ed i massimali sono i medesimi previsti dal precedente contratto di assicurazione con SPORTASS. Di seguito si riporta uno stralcio del contratto.
Sezione infortuni
L’assicurazione, nei termini qui di
seguito indicati e con i limiti previsti,
vale per gli infortuni che il Tesserato
subisca nello svolgimento dell’attività
sportiva, ivi compresi gli allenamenti, le
competizioni e/o gare, i ritiri e/o stages
di preparazione e l’attività agonistica
nazionale ed internazionale. Le garanzie sono comunque operanti contro i
rischi di infortuni nello svolgimento di
qualsiasi attività rientrante negli scopi
della F.I.P.S.A.S. e delle Società affiliate e, più precisamente, in occasione
di riunioni, incarichi missioni e relativi trasferimenti, compreso il rischio
in itinere, semprechè documentati e
riscontrabili.
Precisazioni:
- Pesca di superficie
I possessori della Tessera F.I.P.S.A.S.
sono coperti dai rischi di infortuni che
si verifichino durante l’esercizio della
pesca, a scopo dilettantistico effettuato nei periodi e nelle località in cui è
permessa e con l’uso di attrezzi regolamentari, sia nel caso venga esercitata
dalla riva, sia mediante l’uso dei natanti
in genere, comprendendo il rischio di
annegamento per accidentale caduta
in acqua in conseguenza di attività di
pesca.
In ogni caso non sono indennizzabili
gli infortuni occorsi al Tesserato che
effettui la pesca in contravvenzione
alle leggi e regolamenti o che derivino dall’esercizio della pesca di frodo
mediante l’uso di esplosivi, corrente
elettrica, stupefacenti o materie venefiche in genere, o che riguardino attività
di pesca esercitata in località proibite
o comunque esercitata non a scopo
dilettantistico.
- Pesca Subacquea
Per l’attività subacquea l’assicurazione
comprende i rischi di infortuni derivanti:
a) dall’esercizio della pesca subacquea
in apnea mediante l’impiego di fucile, con propulsione a elastico, molla
o gas compresso;
b) dalla pratica di attività tecnica
subacquea svolta nei limiti delle
norme federali ed esercitata sia in
gara che in allenamento in apnea o
con autorespiratore;
c) dalla partecipazione alle lezioni,
svolte in apnea o con autorespira-
tore, delle scuole e dei corsi federali
per sommozzatori.
Sono esclusi dall’assicurazione gli
infortuni derivanti dall’esercizio della
pesca subacquea svolta con l’ausilio
di apparecchi respiratori o con l’uso di
fucile a cartuccia.
- Lancio tecnico
E’ coperto di assicurazione il rischio
di infortuni derivanti dal “lancio tecnico” svolto in palestra o su prato, sia
in allenamento collettivo che in gara
controllata.
- Nuoto pinnato
E’ coperto di assicurazione il rischio
di infortuni derivanti dall’esercizio del
nuoto pinnato svolto nei limiti delle
norme federali, sia in allenamento collettivo che in gara controllata.
Ai fini dell’esercizio della pesca in
superficie o subacquea e per tutte le
attività coperte di assicurazione, “per
campo di allenamento” si intende una
località idonea alla pesca ed in cui tale
esercizio sia permesso dalle leggi e
regolamenti comuni e federali.
Estensioni di garanzia
Sono compresi in garanzia anche:
1. l’asfissia non di origine morbosa;
2. le infezioni conseguenti a infortunio, gli avvelenamenti acuti da ingestione o da assorbimento involontario di sostanze;
3. gli infortuni causati da morsi di animali compresi aracnoidi e insetti;
4. l’annegamento;
5. l’assideramento e/o il congelamento;
6. i colpi di sole e/o di calore;
7. gli infortuni subiti in stato di malore od incoscienza;
8. gli infortuni derivanti da imperizia, imprudenza o negligenze gravi;
9. le lesioni conseguenti a sforzi muscolari aventi carattere traumatico e qualsiasi tipo di ernia direttamente collegabile
con l’evento traumatico;
10. le conseguenze di strappi muscolari, le rotture sottocutanee, tendinee e muscolari;
11. le conseguenze derivanti da barotraumi, embolie, patologie da decompressione e sincopi. Tale estensione di garanzia si intende operante solo ed esclusivamente per i Tesserati ai Settori Attività subacquee e Nuoto pinnato e per le
sole attività che richiedono l’utilizzo di attrezzature per l’autorespirazione.
22 • Pianeta Acqua
Esclusioni
Sono esclusi dall’assicurazione gli infortuni causati:
a) dalla guida di qualsiasi veicolo o natante a motore, se
l’Assicurato è privo dell’abilitazione prescritta dalle disposizioni vigenti, salvo il caso di guida con patente scaduta,
ma a condizione che l’Assicurato abbia, al momento del
sinistro, i requisiti per il rinnovo;
b) dall’uso, anche come passeggero, di deltaplani, ultraleggeri, parapendio e dall’esercizio di sport aerei in genere,
salvo quanto previsto dal contratto;
c) da ubriachezza, da abuso di psicofarmaci, dall’uso di
stupefacenti ed allucinogeni;
d) da operazioni chirurgiche, accertamenti o cure mediche
Sezione Somme Assicurate
Garanzia Infortuni
Tesserati - Allenatori, Istruttori, Ispettori e
Guardie Giurate Volontarie (GG.GG.VV.)
Caso morte e 40.000,00
Caso lesioni: Tabella Lesioni A
Rimborso spese mediche: Tabella
Lesioni A (consultabili sul sito federale)
Club Azzurro
Caso morte e 80.000,00
Caso lesioni: Tabella Lesioni B (consultabili sul sito federale)
Rimborso spese mediche: Tabella
Lesioni B (consultabili sul sito federale)
Denuncia dei sinistri
La denuncia del sinistro dovrà essere inviata a cura dell’Assicurato alla
Società entro 30 giorni dall’evento
ovvero dal momento in cui l’Assicurato
o gli aventi diritto ne abbiano avuto la
possibilità, in deroga a quanto stabilito dagli art. 1913 e 1915 del Codice
Civile.
Norme da seguire in caso di infortunio
convenzione F.I.P.S.A.S.
In caso di infortunio compilare il modulo
di denuncia in ogni sua parte in stampatello ed inviare lo stesso a mezzo
raccomandata postale con ricevuta di
ritorno entro 30 giorni dall’accaduto
a: AON S.p.A. Via Claudia, 10 – 00184
ROMA.
Allegare in copia al modulo di denuncia da
indirizzare all’AON S.P.A.:
• fotocopia della Tessera;
• fotocopia Codice Fiscale;
• consenso al trattamento assicurativo dei dati personali debitamente
sottoscritto;
• fotocopia del primo certificato medico da cui dovrà risultare inequivocabilmente la diagnosi e la prognosi;
• fotocopia del referto radiologico;
• copia conforme cartella clinica (ove
si fosse reso necessario ricovero).
Sezione responsabilità civile
verso terzi
Descrizione del rischio
L’assicurazione è prestata per tutte le
attività inerenti l’esercizio, l’organizza-
non resi necessari da infortunio;
e) dall’uso, anche come passeggero, di veicoli a motore e di
natanti a motore in gare, competizioni e relative prove;
f) dalla partecipazione dell’Assicurato a delitti dolosi da lui
commessi o tentati;
g) da guerra e insurrezioni;
h) da contaminazioni biologiche o chimiche a seguito di atti
di terrorismo di qualsiasi genere;
i) da malaria, malattie tropicali e carbonchio;
j) da trasformazioni e/o assestamenti energetici dell’atomo,
naturali e/o provocati, e da accelerazioni di particelle
atomiche (fissione e fusione nucleare, isotopi radioattivi,
macchine acceleratici, raggi X, ecc.);
zione e lo svolgimento di attività sportive e associative rientranti negli scopi
della F.I.P.S.A.S..
Sono comprese tutte le attività di
allenamento, di corsi, manifestazioni
sportive, ricreative e culturali, di gare,
organizzate dalla F.I.P.S.A.S. per proprio conto, dai Comitati Territoriali,
Regionali e dalle Società Sportive affiliate.
Oggetto dell’assicurazione
La Compagnia di Assicurazione si
obbliga a tenere indenne:
- la F.I.P.S.A.S. e le sue strutture
- i Tesserati alla F.I.P.S.A.S.
- le Società affilate alla F.I.P.S.A.S.
per quanto siano tenute a pagare ai
sensi di legge a titolo di risarcimento
capitale, interessi e spese per danni
involontariamente cagionati a terzi per
morte, per lesioni personali e per danneggiamenti a cose, in conseguenza
di un fatto accidentale verificatosi in
relazione ai rischi per i quali è stipulata
l’Assicurazione.
L’Assicurazione vale anche per la
responsabilità civile che possa derivare ai sopraccitati soggetti da fatto
doloso di persone delle quali debba
rispondere.
Garanzia Responsabilità Civile
Verso Terzi
Tesserati
per ogni sinistro e 550.000,00, ma con
il limite per ogni persona danneggiata
di e 550.000,00 e per i danni alle cose,
anche se appartenenti a più persone di
e 550.000,00.
Società affiliate
per ogni sinistro e 1.600.000,00, ma
con il limite per ogni persona danneggiata di e 1.600.000,00 e per i danni
alle cose, anche se appartenenti a più
persone di e 1.600.000,00.
Contraente
per ogni sinistro e 3.000.000,00, ma
con il limite per ogni persona danneggiata di e 3.000.000,00 e per i danni
alle cose, anche se appartenenti a più
persone di e 3.000.000,00.
Garanzia Responsabilità Verso
Prestatori di Lavoro (R.C.O.)
Contraente, Società Affiliate per ogni
sinistro e 1.000.000,00 ma con il limite
per ogni persona danneggiata di e
1.000.000,00.
Norme da seguire in caso di sinistro responsabilità civile verso terzi F.I.P.S.A.S.
Compilare il modulo di denuncia
responsabilità civile verso terzi in ogni
sua parte in stampatello ed inviare lo
stesso a mezzo raccomandata postale
con ricevuta di ritorno entro 30 giorni dall’accaduto a : AON S.p.A. Via
Claudia, 10 – 00184 ROMA.
ALLEGARE IN COPIA AL MODULO DI DENUNCIA
DA INDIRIZZARE ALL’AON S.p.A.:
• fotocopia della tessera F.I.P.S.A.S.;
• fotocopia codice fiscale;
• consenso al trattamento assicurativo dei dati personali debitamente
sottoscritto;
• eventuali dichiarazioni testimoniali di
terzi presenti al fatto;
• eventuale copia del verbale redatto da
Giudici di Gara (se l’evento è avvenuto
durante una competizione);
• eventuale copia del verbale redatto
dall’Autorità intervenuta sul luogo
del sinistro.
Il danneggiante dovrà informare il
danneggiato di rivolgersi per informazioni sulla trattazione del sinistro
ad AON S.p.A. Tel. 06/77276238
Fax 06/77276280 per ogni dubbio
che dovesse insorgere, l’Assicurato
potrà rivolgersi alla: AON S.p.A. Tel.
06/77276238 Fax: 06/77276280
Sul sito federale, all’interno dell’Area
Assicurazione, è possibile reperire il
testo integrale della nuova convenzione per l’assicurazione infortuni e
responsabilità civile, inclusa nei servizi
offerti dalla Tessera Federale, stipulata con Aig Europe S.A. a favore
degli Organi centrali e periferici, delle
Società Affiliate e dei Tesserati.
Pianeta Acqua
• 23
navig@ndo nel web
a cura della redazione
Da questo numero prende
il via una rubrica dedicata a
tutto quello che di interessante
si trova navigando sul web.
L’ardua e allo tempo stesso
divertente impresa di segnalare news, curiosità, tematiche
ambientali, siti specializzati
che ruotano intorno al mondo
della pesca sportiva e alle altre
discipline sportive federali,
l’abbiamo affidata ad un esperto di internet Gionata Paolicchi,
direttore del sito “pescareonline” uno dei portali dedicati
alla pesca più vecchi e seguiti
d’Italia.
Per questo primo numero è
d’obbligo, però, iniziare con
la presentazione del Sito di
Paolicchi e conoscere più da
vicino il Direttore che, oltre ad
essere un ottimo cine-fotoreporter, è anche un talentuoso e appassionato pescatore.
L’intervista è stata realizzata
dal collega, nonché amico
Sabino Civita.
Presentazione del Sito
di Pescareonline.
Il Sito nasce nel 2000 ed in
sette anni di duro lavoro è arrivato ad avere quasi un milione
di visite all’anno ed un pubblico di oltre 50.000 diversi
utenti ogni mese. Numeri da
capogiro, considerando anche
il fatto che oggi, la carta stampata, si attesta su una tiratura di 10.000-15.000 copie al
mese. La rete è dei giovani
e quindi sono tanti i giovani che si stanno avvicinando
alla pesca anche attraverso il
sito di Paolicchi che migliora
le visite di circa il 30% ogni
anno. Tante sono state le battaglie partite da Pescareonline
in favore della Pesca Sportiva
e che hanno trovato nella
FIPSAS un interlocutore ideale. Insomma, il web è servito
negli ultimi tre-quattro anni,
a smuovere cose, situazioni,
problemi, denunciare disastri
ambientali ed altro, trovando
appoggio nella Federazione e
nel Presidente Matteoli.
24 • Pianeta Acqua
Intervista a Gionata Paolicchi
di Sabino Civita
> Normalmente ci capita di leggere, su Pescareonline,
un’intervista a qualche “big” della pesca italiana e naturalmente ad intervistarlo è il Direttore del sito, Gionata
Paolicchi. Bene, questa volta il nostro Gionata lo mettiamo
dall’altra parte del tavolo, lui che solitamente è una persona
introversa e riservata. Iniziamo subito questa intervista con
una domanda molto generica, ma impegnativa: chi è, oggi,
Gionata Paolicchi e che progetti ha nel cassetto per il suo
futuro?
>> Intanto ti ringrazio per questa tua intervista, cosa davvero
inusuale per me, fatta poi dal Vice Direttore di Pescareonline… è un piacere.
Oggi più che mai mi sento in primis di rispondere che sono il papà di Gabriele, infatti sono diventato padre e la gioia che sto provando è davvero immensa. Sono ovviamente anche marito di Chiara,
una donna assolutamente meravigliosa, che si è messa con un pazzo pescatore giramondo, tutto
casa e pesca. Poi sono un pescatore, come, infatti, dici anche tu, per un periodo sono stato una
guida di pesca a tempo pieno: sono andato 17 volte a Cuba, poi in Alaska, Canada, USA, Mexico,
Senegal, Maldive, Svezia, Irlanda, insomma, ho fatto tutti i tipi di pesca e ho pescato di tutto…
anche i coccodrilli…ma questa è un’altra storia…
> …e l’agonismo?
>> L’ho praticato in tempi che sembrano lontani ormai cent’anni, e invece…ne sono passati solo
15 da quando ho smesso. Ho fatto gare da quando avevo 14 anni, fino a 20, già da piccolo mi
confrontavo con i grandi, perché a quei tempi di gare per juniores ancora non ce n’erano. Era
tutto diverso, si partiva in macchina in quattro per i campi gara, ora in una station wagon ci sta a
malapena l’attrezzatura per uno… c’era uno spirito diverso dall’agonismo di oggi, dove la gente
nemmeno ritira la medaglia a fine gara.
> Passiamo alle riviste…
>> Sono un fotoreporter, giornalista-pubblicista. Scrivo dal settembre 1992, ho iniziato con i quotidiani locali ed ho pure fatto il paparazzo, poi dopo pochi mesi scrivevo su Pesca In. Ho fatto in 15
anni di carriera, oltre 60 copertine di riviste di pesca, circa 600 articoli e decine di migliaia le foto
pubblicate. Poi sono un regista di video e programmi tv, anzi lo ero. Infatti agli inizi della carriera,
facevo solo il regista ed ero circondato da cameraman e montatori, che ovviamente filmavano
e montavano le cose da me dirette. Oggi invece, ho imparato anche ad usare la telecamera e a
montare i filmati da solo. Ho fatto oltre 50 video, 200 puntate in onda su varie televisioni, ho fatto
il presentatore televisivo e presentatore di manifestazioni ed eventi come il premio a Panariello,
nel 1998 ho fatto il Direttore di studio per delle Dirette RAI, ho fatto il Giro d’Italia di Ciclismo
con una troupe televisiva, insomma, per la tv ho fatto di tutto e di più. Dal 1999 ho iniziato ad
interessarmi ad internet, ho realizzato 10 siti web e da oltre quattro anni sono Direttore del principale sito italiano di pesca, Pescareonline appunto. Faccio poi consulenze per varie aziende del
settore, sia per quanto riguarda lo studio pubblicitario, che lo studio di materiali veri e propri, ho
anche progettato diverse canne da pesca e testato molti prototipi. Quindi, ricapitolando: pesco,
faccio foto e scrivo, faccio video, faccio siti internet, ho gestito un lago di pesca per 4 anni, sono
stato Presidente di un Club di pesca, Consigliere Nazionale di Carpfishing Italia, faccio ed ho fatto
insomma tutto quello che riguarda e ruota attorno alla pesca. Ultimamente poi, il mio Editore, ha
deciso che è arrivata l’ora di mandarmi in fuga, sono, infatti, da pochi mesi “uscito dal gruppo”,
tanto per usare un termine ciclistico, visto che siamo in periodo di Giro e Tour, infatti il mio nome
non è più assieme agli altri collaboratori nei colonnini delle 4 testate Olimpia, ma da solo, staccato,
sopra i collaboratori, con l’incarico di “responsabile servizi editoriali speciali”, che può voler dire
tutto e nulla, quello che so, che da qualche mese sto lavorando come un pazzo.
> Insomma un Paolicchi in “fuga per la vittoria”, come il titolo di un film.
>> Basta che non sia in “fuga da Alcatraz”… come un altro film…
> …e quella cosa della pesca ai coccodrilli?
>> Beh, quand’ero a Cuba, tra un tarpon e l’altro, ci divertivamo a pescare coccodrilli, fino a tre
metri, con la canna da pesca… un bel divertimento… ma questa è una lunga storia…
> Qual è il tuo sogno nel cassetto?
>> Beh, negli ultimi due anni ne ho realizzati diversi: ho preso casa, mi sono sposato, ho avuto
un figlio, ho avuto un incarico dal mio Editore, sono responsabile tecnico del Fishing Show, una
cosa alla quale ho lavorato per anni, insomma, il mio sogno è abbastanza banale: riuscire a pagare le bollette ed il mutuo a fine mese, senza arrampicarmi sugli specchi ogni volta. Il mio sogno
“proibito”, per così dire, è comprarmi una barca, tipo quella fatta da Andrea Lia e vivere lì con la
famiglia ed il mio amico di pesca Nelson, che ringrazio, per avermi fatto passare le giornate più
belle della mia vita.
> Grazie Gionata per la bella intervista, e per aver tirato fuori particolari della tua vita e del
tuo lavoro sconosciuti e anche personali, che sicuramente non sapevamo. Per i più “curiosi”
le altre foto del nostro Gionata le potrete trovare alla pagina www.gionata.tv/album.htm.
>> Grazie a te.
Un anno straordinario
03
01
02
07
05
08
06
04
13
14
09
15
10
11
12
16
1. Umberto Ballabeni e Jacopo Falsini 2. Nicole Fiscarelli 3. Stefano Figini 4. Simona Pollastri
5. Luca Frongia e Roberto Sau 6. Simone Cappellin 7. Lorenzo Bossi 8. Francesca Scolari 9. Nicolò Zanetti
10. Davide De Ceglie 11. Alessia Taghetti 12. Simone Musarra 13. Fabio Picchi 14. Cesare Fumarola
15. Michele Tomasi 16. Andrea Rampazzo e Stefano Zerbini 17. Andrea Nava
17
Pianeta Acqua
• 25
Un anno s
01
02
04
06
03
05
09
07
08
26 • Pianeta Acqua
1. Squadra Nazionale Seniores di Pesca al Colpo (Mondiale) 2. Squadra Nazionale Seniores di Pesca al Colpo (Europeo)
3. Squadra Nazionale Under21 Canna da Riva (Italia B) 4. Squadra Nazionale Femminile di Pesca al Colpo
5. Squadra Nazionale Juniores di Nuoto Pinnato 6. Ravanelli S.P.S. Trabucco (Italia) 7. Squadra Nazionale Lancio Tecnico
8. Squadra Nazionale di Pesca al Colpo Disabili 9. Squadra Nazionale Canna da Natante Under21
straordinario
10
11
12
14
13
17
16
15
18
10. Squadra Nazionale di Pesca alla Trota in Torrente con Esche Naturali 11. Squadra Nazionale di Pesca con la Mosca
12. Squadra Nazionale Seniores Canna da Riva (Italia A) 13. Squadra Nazionale di Big Game
14. Squadre Nazionali Maschile e Femminile di Surf Casting 15. Squadra Nazionale Under16 di Surf Casting
16. Staffetta 4x100 NP 17. Staffetta 4x200 NP 18. Staffetta 4x3000 NP
Pianeta Acqua
• 27
RISULTATI INTERNAZIONALI DELLE RAPPRESENTATIVE AZZURRE 2007
ACQUE INTERNE
ACQUE MARITTIME
ATTIVITA’ SUBACQUEE
CAMPIONATO MONDIALE PER CLUBS
DI PESCA AL COLPO
CAMPIONATO DEL MONDO BIG GAME
IV CAMPIONATO DEL MONDO
DI APNEA DINAMICA
9/10 GIUGNO 2007 (KARAOTOK CAPLJINA - BOSNIA ERZEGOVINA)
RAVANELLI S.P.S. TRABUCCO:
Trabucco Roberto, Sorti Gianluigi, Innocenti Ivano, Greco
Massimiliano, Defendi Stefano, D’Antona Enrico
C.T.: Chines Carlo, Bonzio Enrico
Nazioni Partecipanti n. 25
Risultati a Squadra 1 Italia RAVANELLI S.P.S.
TRABUCCO
Risultati Individuali 3 Trabucco Roberto (Italia)
CAMPIONATO EUROPEO SENIORES
DI PESCA AL COLPO
23/24 GIUGNO 2007 (CAVO LAMA - MODENA)
Squadra Nazionale:
Ballabeni Umberto, Falsini Iacopo, Gabba Ferruccio,
Prandi Giuliano, Premoli Stefano, Sorti Gianluigi
C.T.: Melotti Paolo, Fumagalli Adriano
Nazioni Partecipanti n. 25
Risultati a Squadra 1 Italia
Risultati individuali 1 Ballabeni Umberto (Italia)
2 Falsini Iacopo (Italia)
CAMPIONATO DEL MONDO
DI PESCA AL COLPO PER DISABILI
11/12 AGOSTO 2007 (ZWEVEGEM - BELGIO)
Squadra Nazionale:
Bottazzi Giovanni, Cucchi Gianpaolo, Granaglia Alfredo,
Nostrini Domenico, Speroni Damiano
C.T.: Agnoli Paolo, Fabbri Piero
Nazioni Partecipanti n. 10
Risultati a Squadra 3 Italia
CAMPIONATO DEL MONDO FEMMINILE
DI PESCA AL COLPO
25/26 AGOSTO 2007 (C.CASTREJON - TOLEDO - SPAGNA)
Squadra Nazionale:
Pollastri Simona, Ricotti Sheila, Tagliaferri Franca,
Marchiodi Claudia, Turrini Silvina, Conforto Stefania
C.T.: Barbetta Giampiero, Bisi Franco
Nazioni Partecipanti n. 14
Risultati a Squadra 1 Italia
Risultati Individuali 2 Pollastri Simona (Italia)
CAMPIONATO DEL MONDO SENIORES
DI PESCA AL COLPO
8/9 SETTEMBRE 2007 (L. VELENCE - SUKORO - UNGHERIA)
Squadra Nazionale:
Ballabeni Umberto, Sorti Gianluigi, Falsini Iacopo, Gabba
Ferruccio, Defendi Stefano, Carraro Simone
C.T.: Melotti Paolo, Fumagalli Adriano
Nazioni Partecipanti n. 40
Risultati a Squadra 1 Italia
CAMPIONATO EUROPEO SENIORES
DI PESCA CON LA MOSCA
21/28 AGOSTO 2007 (SUNNFJORD - SOGN OG FJORDANE - NORVEGIA)
Squadra Nazionale:
Soldarini Sandro, Papandrea Luca, Santi Amantini Valerio,
Adreveno Andrea, Tescaro Luca, Mazzocco Gianluca
C.T.: Cocito Pierluigi
Nazioni Partecipanti n. 17
Risultati a Squadra 1 Italia
CAMPIONATO DEL MONDO SENIORES
DI PESCA ALLA TROTA IN TORRENTE
15/16 SETTEMBRE 2007 (S. LAURENT DE NESTE - FRANCIA)
Squadra Nazionale:
Cappellin Simone, Della Marianna Angelo, Leoca Marco,
Poletti Davide, Poloniato Marino, Ridoli Sergio
C.T.: Rigatto Maurizio
Nazioni Partecipanti n. 7
Risultati a Squadra 1 Italia
Risultati Individuali
Cappellin Simone (Italia)
Pianeta1Acqua
28 •
12/19 FEBBRAIO 2007 (HURGADA - EGITTO)
Squadra Nazionale B:
Giacomo Bot, Massimo Bottiglieri, Francesco Coppari,
Riccardo Fanelli
C.T.: Mirko Eusebi
Risultati a Squadra 3 Italia B
CAMPIONATO DEL MONDO
LANCIO TECNICO
17/22 SETTEMBRE 2007 (ST. CYPRIEN - FRANCIA)
Squadra Nazionale:
Fiorenzano Paolo, Gabrieli Carlo, Monti Matteo,
Perugini Roberto, Scrufari Antonio, Terraglia Pietro
Risultati a Squadra 3 Italia
Risultati individuali 2 Perugini Roberto (100gr.)
3 Monti Matteo (125 gr.)
CAMPIONATO DEL MONDO
SURF CASTING UNDER 16/21
28 LUGLIO/6 AGOSTO 2007 (BARI - ITALIA)
Squadra Nazionale Maschile:
Bossi Lorenzo, Giurgola Michele, Tomasi Michele
C.T.: Blanda Domenico
Risultati individuali 1 Tomasi Michele
2 Bossi Lorenzo
Squadra Nazionale Femminile:
Barbero Monica, Scolari Francesca, Tagliabue Paola
C.T.: Blanda Domenico
Risultati individuali 3 Scolari Francesca
IV CAMPIONATO DEL MONDO
DI APNEA JUMP BLUE
28 LUGLIO/6 AGOSTO 2007 (BARI - ITALIA)
Squadra Nazionale Maschile:
Leuci Homar, Tomasi Michele, Tovaglieri Stefano
C.T.: Blanda Domencio
Risultati individuali 2 Tomasi Michele
18/25 SETTEMBRE 2007 (LABENNE - FRANCIA)
Squadra Nazionale Under 16:
Crescenzi Giuliano, Di Francesco Patrizio, Frongia
Luca, Gallone Matia, Intini Francesco, Sau Roberto.
Staff Tecnico: Longo Giovanni
Risultati a Squadra 2 Italia
Risultati individuali 2 Sau Roberto
3 Frongia Luca
CAMPIONATO DEL MONDO CANNA
DA NATANTE SENIORES E UNDER 21
29 SETTEMBRE/6 OTTOBRE 2007 (BLANKEMBERGE BELGIO)
Squadra Nazionale Under 21:
Aceto Giacomo, Gianfaldoni Alex, Lisyak Andrea,
Morisano Matteo, Palazzi Pietro, Radovic Devan.
C.T.: Nostrini Franco
Risultati a Squadra 3 Italia
CAMPIONATO EUROPEO TRAINA
COSTIERA PER CLUBS 2007
4/7 OTTOBRE 2007 (ALICANTE - SPAGNA)
Soc. Tuna Club Sabaudia:
Capriglione Pasquale, Grassucci Nestare, Scarpati
Massimo
Risultati a Squadra 2 Italia - Tuna Club Sabaudia
CAMPIONATO DEL MONDO SURF
CASTING MASCHILE E FEMMINILE
13/21 OTTOBRE 2007 (VITORIA - BRASILE)
Squadra Nazionale Femminile:
Ferroni Stefania, Fiorino Rosa, Malizia Gabriella,
Morabito Aida, Palma Patrizia, Prost Elisabetta
Risultati a Squadra 3 Italia
Squadra Nazionale Maschile:
Brundo Francesco, Contarino Giuseppe, Kauffmann
Gianluca, Nacci Alberto, Petretti Daniele, Ucci
Eugenio
Staff Tecnico: Borgioli Umberto
Risultati a Squadra 3 Italia
CAMPIONATO EUROPEO CANNA DA RIVA
SENIORES, FEMMINILE E UNDER 21
7/11 NOVEMBRE 2007 (VALENCIA - SPAGNA)
Squadra Nazionale Seniores (A):
Marconi Alessandro, Meloni Marco, Metrangolo
Alessio, Mungai Francesco,Segato Federico,
Valvassura Fernando
C.T.: Miotto Maurizio
Squadra Nazionale Under 21 (B):
Di Fiandra Diego, Gianfaldone Alex, Matteini Luca,
Sottilotta Alan, Zanetti Nicolò
C.T.: Poggi Carlo
Risultati a Squadra 2 Italia A
3 Italia B
Risultati Individuali 2 Zanetti Nicolò (Italia B)
SETTORE NUOTO PINNATO
ORIENTAMENTO
CAMPIONATI MONDIALI NUOTO PINNATO
VELOCITÀ, FONDO, ORIENTAMENTO
24 LUGLIO/6 AGOSTO 2007 (BARI - ITALIA)
Squadra Nazionale: Ammetto Claudia, Alban Marco, Baroncini
Silvia, Battista Alex, Cassanelli Alice, Donato Alessandra, Ferrari
Fabrizio, Ferrari Roberto, Figini Stefano, Fiscarelli Nicole,
Fumarola Cesare, Giusti Remo, Mallegni Simone, Mauro Irma,
Mazzolai Claudia, Mercuri Anna, Musarra Simone, Nava Andrea,
Panzarini Marco, Prampolini Gino, Picchi Fabio, Rampazzo
Andrea, Taghetti Alessia, Tosco Alexia, Vandini Paolo, Varetto
Paolo, Viero Giorgia, Zerbini Stefano
D.T.: Allegrini Carlo Tecnici: Bartolini Andrea, Brighetti
Davide, Carosi Marco, Tombola Renato, Tonelli Luca
Nazioni partecipanti 33
Risultati individuali
1 Figini Stefano (mt. 200 NP)
1 Figini Stefano (mt. 400 NP) (Nuovo Record Mondiale)
1 Figini Stefano (mt. 800 NP)
1 Figini Stefano (mt. 1500 NP) (Nuovo Record Mondiale)
1 Nava A., Fumarola C., Varetto P,Figini S. (staff. 4 x 200 NP) (N.R.M.)
1 Fumarola C. (mt. 100 NP)
1 Rampazzo A. (mt. 200 Bipinne)
2 Fumarola C., Nava A., Musarra S., Figini S. (staff. 4 x 100 NP)
2 Figini, S., Picchi F., Battista Alex, Mallegni S. (staff. 4 x 3.000 NP)
2 Nava Andrea (mt. 200 NP) e (mt. 400 NP)
2 Rampazzo A. (mt. 50 Bipinne) e (mt. 100 Bipinne)
3 Nava Andrea (mt. 100 NP)
3 Fumarola C. (mt. 100 VS) e (mt. 50 NP)
3 Picchi F. (mt. 1500 NP)
3 Fiscarelli N. (mt. 50 Bipinne)
3 Zerbini S. (mt. 200 Bipinne)
11° CAMPIONATO EUROPEO JUNIORES NUOTO
PINNATO VELOCITA’/FONDO
1/8 LUGLIO 2007 - OSTROWIEC SWIETOKRZYSKI – POLONIA
Squadra Nazionale: Bechis Jaele, Bucelli Silvia, De Ceglie
Davide, Ferraresi Francesca, Fiscarelli Nicole, Fuga Francesco,
Gennusa Emanuele, Longo Vaschetti Federica, Mastroianni
Roberta, Mauro Irma, Mangino Marco, Musarra Simone,
Siviero Diego, Taghetti Alessia, Testoni Gianluca, Tosco Alexia,
Traversaro Francesco Tecnici: Brighetti Davide, Carosi Marco
Nazioni partecipanti 18
Risultati individuali
1. De Ceglie D. (mt. 6.000)
2. Fiscarelli N. (mt. 200 Bipinne) e (mt. 50 Bipinne)
3. Musarra S. (mt. 50 NP)
3. Taghetti A. (mt. 6.000)
3. Mangino M., Testoni G., De Ceglie D., Musarra S. (staff. 4 x 3.000)
3. Traversaro F. (mt. 200 Bipinne) e (mt. 50 Bipinne)
3. Tosco A. (mt. 100 Bipinne)
cinqueXmille
a FIPSAS raccoglie oltre 16mila euro con i contributi del cinque per mille. L’Agenzia delle entrate ha pubblicato l’elenco delle
scelte e degli importi assegnati agli enti ammessi al beneficio nel 2006, relativi alla dichiarazione dei redditi per l’anno 2005.
La Federazione ha ricevuto per la precisione 16.177,16 euro.
Si riporta, di seguito, la lettera di ringraziamento del Presidente Federale e pubblicata sul sito ufficiale della FIPSAS:
L
A tutti coloro che hanno scelto la FIPSAS per l’attribuzione del 5 per mille…
C
ari associati,
a fine anno, l’Amministrazione Finanziaria ha reso nota la distribuzione delle preferenze effettuate da tutti i contribuenti nella scelta
del “5 per mille” per l’anno 2005.
Ho avuto modo di constatare, con grande soddisfazione, che l’invito rivolto a tutti gli “amici pescasportivi” è andato al di là delle iniziali aspettative, riscontrando un numero significativo di preferenze alla Federazione.
Sento, perciò, il desiderio di esprimere un vivo ringraziamento a tutti coloro che ci hanno scelto con questo gesto “concreto” che
assume il significato di un segnale positivo di un forte coinvolgimento della base: delle Società affiliate e dei singoli tesserati, nel condividere
e promuovere le molteplici attività federali sia in campo sportivo-agonistico che ambientale.
Il Consiglio Federale dell’11 novembre 2007 ha deciso che la Federazione utilizzerà tali contributi per la realizzazione di infrastrutture
idonee ad agevolare la pratica delle attività sportivo-agonistiche degli atleti diversamente abili.
Nel rinnovare un sincero ringraziamento per quanto fatto quest’anno, auspico che l’inedito rapporto di fiducia instaurato tra la FIPSAS e i
suoi associati-sostenitori si consolidi sempre di più negli anni a venire e dia maggiore fiducia a tutti nel preferire la Federazione quale beneficiaria
della prossima dichiarazione in virtù dell’impiego assai pregevole dei contributi elargiti.
A voi tutti cari amici, un caloroso grazie.
Presidente Federale
Prof. Ugo Claudio Matteoli
u mer
er o ddeell l a ssooll i ddar
a r i e tà!
05267300589 è i l nnum
In occasione della presentazione della dichiarazione dei redditi, si desidera ricordare che la finanziaria 2008 ha confermato la possibilità di scegliere di
devolvere il cinque per mille dell’imposta alle organizzazioni senza scopo di lucro, quale la Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquee.
Tale assegnazione non esclude quella dell’otto per mille e non comporta maggiori imposte da pagare. Si espleta apponendo la propria firma nei
mod. CUD, 730 o UNICO Persone Fisiche nel riquadro corrispondente a “sostegno del volontariato, organizzazioni non lucrative di utilità sociale,
delle associazioni di promozione sociale, delle associazioni e fondazioni” e indicando il codice fiscale della F.I.P.S.A.S. n. 05267300589.
Pianeta Acqua
• 29
A Novara inaugurato
un nuovo
Impianto Federale
di Vincenzo Bonacci
30 • Pianeta Acqua
In provincia di Novara,
nel Comune di S. Pietro
Mosezzo la FIPSAS ha
realizzato un nuovo
impianto federale composto da tre laghi per la
pesca sportiva
L’inaugurazione dell’impianto è avvenuta alla presenza
del Presidente Federale Prof. Ugo Claudio Matteoli,
del Vice Presidente Federale Avv. Gianrodolfo Ferrari
e di molte Autorità locali
ampi parcheggi ed aree ludico ricreative. Annessea alla
struttura vi sono sei vasche,
per una superficie complessiva di 2000 mq., adibite ad
allevamento, sia per ciprinidi
e sia per salmonidi.
Con il comune di San Pietro
Mosezzo è stata stipulata
una specifica convenzione
che prevede l’accesso gratuito, solo per gli abitanti del
paese, nell’area del complesso esclusivamente per
finalità ricreative.
La struttura, molto vicina
al capoluogo novarese, si
trova in una posizione strategica, al centro di un grosa FIPSAS ha recentemente acquisito la
proprietà di una nuova
struttura sportiva. E’ una
delle più grandi che lo SFAI
(Settore Federale Acque
ed Impianti) possiede nella
Penisola. Consiste in tre
laghi contigui, ma distinti, dislocati in località San
Pietro Mosezzo (alle porte
di Novara) che si estende su
una superficie di 160.000 mq.
Comprende una palazzina
nuova (250 mq.) in cui sono
previste sale riunioni ed uffici
per il funzionamento didattico - gestionale, ivi compresa la sede della Sezione
Provinciale di Novara. Nella
struttura sono stati predisposti locali adibiti ad incubatoio ittico per la riproduzione della trota marmorata.
L’impianto è completato e
L
tecnologicamente in linea
con le normative emanate
dalla Comunità Europea che
ha sovvenzionato l’opera.
Tuttavia, si attende il benestare Comunitario per l’avvio dell’attività riproduttiva in
quanto deve essere riconosciuto immune da patologie
virali come la NEI (Necrosi
Ematopoietica Infettiva) e la
SEV (Setticemia Emorragica
Virale). Sono malattie infettive che colpiscono particolarmente i salmonidi.
Il progetto è gestito, sotto
l’aspetto tecnico scientifico, dai tecnici della soc.
G.R.A.I.A.
(Gestione
e
Ricerca Ambientale Ittica
Acque) di Varano Borghi.
Il nuovo impianto, opportunamente piantumato, è collocato in mezzo alle risaie
novaresi; possiede, inoltre,
La FIPSAS per Telethon
E’ di nuovo partita la gara di generosità in
favore di Telethon dei tesserati FIPSAS in
tutta Italia. Memori dell’impegno preso con
la sottoscrizione per tre anni del protocollo
d’intesa tra la Federazione e la Fondazione
Telethon in favore della ricerca genetica,
i nostri associati stanno operando fattivamente in tutta Italia per contribuire alla
raccolta fondi 2007 che è valida fino al 30
giugno 2008.
Grande successo in termini di adesioni e raccolta da parte dei pescasportivi FIPSAS toscani che hanno contribuito in maniera massiccia
dando anche un ottimo esempio agli associati
delle altre Regioni riuscendo a raccogliere la
consistente somma di 18.000 e.
La raccolta è stata effettuata in occasione di
ben 30 manifestazioni sportive organizzate
in contemporanea dalla FIPSAS, in tutta la
Regione, nei giorni 15 e 16 settembre scorsi.
Alla manifestazione, presieduta dal Presidente del Comitato Regionale Giuseppe Sisti, hanno preso parte,
oltre ai membri del Comitato Regionale Toscano, rappresentanti
degli Enti locali quali Regione e
Comune di Carrara, rappresentanti
del CONI nonché organi di stampa
e TV.
Presente anche il Presidente Nazionale
Prof. Ugo Claudio Matteoli, che ha mostrato
grande soddisfazione per l’entità dei fondi
raccolti nella sola Toscana che andranno a
sommarsi a tutti gli altri che si stanno raccogliendo sull’intero territorio nazionale.
Il sostegno alla ricerca sulle malattie genetiche promosso da Telethon ha trovato nella
FIPSAS, Federazione Sportiva del CONI, da
sempre impegnata e coinvolta anche nel sociale, un valido supporto.
Pianeta Acqua
• 31
so bacino di pescatori di
due Regioni: il Piemonte e
la Lombardia. Il complesso,
come detto, è composto da
tre laghi alimentati da acque
sorgive.
Il primo - lago No Kill - è
riservato alla pesca al colpo.
E’ ripopolato con ciprinidi: carpe, tinche, scardole,
carassi. E’ il più grande dei
tre. E’ rettangolare, con una
piccola sporgenza su un
lato minore, e presenta una
dimensione di metri 600 per
250.
Nel secondo - lago Storione
- vi sono numerose specie
ittiche, compresi lucci, persici, storioni e ciprinidi in
genere. A centro del bacino
sono state posizionate alcune fascine per la riproduzione del persico reale. I risultati sono più che soddisfacenti. Periodicamente, inoltre,
vengono immesse trote iridee, secondo uno specifico
calendario di semine.
Il terzo - lago Fario - è ripopolato
prevalentemente
con salmonidi a beneficio
dei pesca sportivi trotisti. Tuttavia, sono presenti
anche piccoli ciprinidi (alborelle, triotti) e centrarchidi
(persici sole), deliberatamente immessi per consentire la
cattura da parte dei partecipanti alla scuola di pesca.
La struttura, di proprietà della Federazione, viene
gestita dallo SFAI tramite
la Sezione Provinciale di
Novara. Essa è accessibile
ai soli tesserati FIPSAS (di
qualsiasi provincia) a condizione che, in aggiunta alla
tessera federale, abbiano
anche il tesserino Fishing
Tour. I laghi, infatti, sono
inseriti in un itinerario di
pesca della provincia novarese che comprende svariati
ambienti acquatici.
Le sponde di tutti e tre i
laghi, transennati, sono
percorribili con automezzi.
Gli specchi acquei hanno
una profondità media di 6-7
metri. Il lago Fario raggiunge
anche i nove.
La struttura è aperta tutti
i giorni; la pesca è sempre praticabile nei laghi, ad
esclusione del lago Fario,
accessibile solo nei giorni di
sabato, domenica e festivi.
Riunioni Regionali sull’Attività di Sorveglianza
Sono in corso, così come deliberato dal
Consiglio Federale, riunioni a livello di Comitati Regionali sull’attività di sorveglianza
ittica posta in essere nelle singole Sezioni
Provinciali ed alle quali è stato incaricato di
partecipare il consigliere Mario Pecchioli, in
qualità di Coordinatore Nazionale della Sorveglianza.
Nell’ambito delle riunioni già svolte - Toscana, Liguria, Lazio, Lombardia, Piemonte e
Emilia Romagna - sono state evidenziate le
varie problematiche che tale attività si trova
ad affrontare, anche in funzione del fatto che
il riconoscimento della FIPSAS quale “Associazione di Protezione Ambientale” potrebbe
concretarsi con un rapporto di collaborazione con il Ministero dell’Ambiente della Difesa del Territorio e del Mare con il risultato
di estendere l’attività delle Guardie Giurate
Volontarie finalizzandola anche ad obiettivi
perseguiti dallo stesso Ministero.
È evidente che l’ipotesi dell’instaurazione
di tale rapporto presuppone un più attento
monitoraggio dell’attività svolta dalle Guardie Giurate e, di conseguenza - laddove al
momento ci si affidi al solo “spontaneismo”
- ad una più compiuta razionalizzazione della stessa.
32 • Pianeta Acqua
Per questo motivo diviene necessario che,
al termine di ogni anno, ogni Sezione rediga
una “relazione-consuntivo” dell’attività svolta - e per la quale la Sede Nazionale fornirà
apposito modello - al fine di poter riassumere il potenziale posto in essere nel corso
dello stesso sia al Consiglio Federale che ad
eventuali organismi esterni.
Altro aspetto emerso nel corso degli incontri
è quello relativo alle –competenze- ed alla
possibilità di estendere queste ultime alle
problematiche ambientali (decreto di Guardia Giurata Volontaria ambientale o ecologica) e alle acque marittime nelle province
costiere.
Il problema, come noto, dipende, in massima parte, dalle disposizioni emanate in materia dalle singole Regioni che escludono la
possibilità di fornire direttive, in merito, valide per l’intero territorio nazionale.
Certo è che, data la molteplicità delle normative che presiedono alle problematiche
ambientali, i soggetti aspiranti a conseguire
tali competenze debbono avere la consapevolezza del ruolo molto più impegnativo che
saranno chiamati ad assolvere e, quindi, la
scelta presuppone una corrispondente motivazione.
Dai primi incontri, si è potuto riscontrare che
nelle sopra indicate Regioni, da parte delle
Sezioni Provinciali, l’attività della vigilanza è
tenuta nella debita considerazione anche se,
come può essere facilmente comprensibile,
una maggiore attenzione e la disponibilità di
maggiori risorse finanziarie potrebbero rendere più efficiente ed efficace l’azione delle
Guardie Giurate
che - e non ci stancheremo mai di evidenziarlo - deve essere prevalentemente finalizzata alla informazione ed alla prevenzione.
E’ da augurarsi che i Comitati delle Regioni
che ancora non hanno programmato le riunioni lo facciano nei tempi più brevi possibili,
anche in accordo tra di loro, al fine di concludere questa diretta presa di contatto con
le realtà periferiche e fornire così al Consiglio
Federale “materiale di discussione” per assumere le necessarie iniziative al riguardo.
Riveste fondamentale importanza l’aggiornamento dell’Albo GG.GG.VV. da parte degli
Organi territoriali, al fine di avere costantemente la situazione dell’organico in attività
e la relativa copertura assicurativa degli addetti.
Pianeta Acqua
• 33
34 • Pianeta Acqua
Pianeta Acqua
• 35
36 • Pianeta Acqua
Capo Verde:
Attrazione fatale!
di Massimo Ciniero
Cari amici,
Vi ricordate l’articolo “Una pesca meravigliosa” apparso sul numero
di luglio di “Pianeta Acqua”?
Bene. “Mal d’Africa” non è un luogo comune, ma una sensazione che
si comprende solo se si vive in prima persona. Infatti, l’arcipelago
di Capo Verde consta di 10 gemme incastonate in un azzurro senza
respiro, perse tra cielo e mare senza confini all’orizzonte.
Pianeta Acqua
• 37
nestamente non so se è stato
questo spettacolo o la voglia che
avevo di tornare a pescare, ma
dopo una settimana di mare in Liguria
dissi a mia moglie “ho una sorpresa per
te. Gio mi ha detto che se vogliamo ci
trova un posto speciale e gli posso dare
un aiuto sulle barche. Se vuoi, venerdì
prossimo partiamo e stiamo 3 settimane
a Capo Verde”.
Lei, amante del relax e di tutti i comfort,
inizialmente mi disse “non vorrai per caso
portarmi in una spiaggia senza attrezzature ed allo stato brado, per caso?”
La guardai sorridendo, e fissandola negli
occhi, le dissi “ti porto nel più bel villaggio
che tu abbia mai visto”.
Fu così che partimmo io, mia moglie, e i
miei due figli.
Arrivati all’isola di Sal, all’aeroporto di
Santa Maria, Gio venne ad accogliermi e
mi portò al villaggio. Era circa mezzanotte
e, una volta espletate le procedure per le
camere, mia moglie fu subito colpita dal
fatto che c’erano ben 2 ristoranti aperti,
ed andammo così a cenare, mentre i miei
figli impazzirono guardando la quantità di
dolci che erano presenti nei banchi dei
vari buffet.
Inutile dire che il villaggio era il più bello
e il più moderno dell’isola, un 5 stelle con
trattamento “Super All Inclusive”.
La mattina dopo, molto presto, portai la
famiglia al pontile, feci conoscere tutti gli
amici che lavoravano con lui, gia impegnati nella preparazione sempre meticolosa delle barche e salutai velocemente
Gio. Facemmo colazione al baretto vicino
al pontile ammirando il mare turchese e
con occhio languido vidi le barche che
si apprestavano ad uscire per la pesca
d’altura.... poi feci visitare la cittadina che
venne presa immediatamente d’assalto
per lo shopping…
Fu questione di ventiquattr’ore. Il giorno
dopo lasciai la famiglia al villaggio; mia
moglie prese subito possesso di lettini
ed ombrelloni in riva allo splendido mare
azzurroverde sorseggiando un bel bicchiere di Pinacolada, mentre i miei figli
andarono ad iscriversi alle varie attività
sportive previste (calcio, tennis, beach
volley, pallacanestro), e mi recai direttamente al pontile da Gio.
Mi disse di salire sullo “Striker”, la mia
preferita, e fu come sentirmi subito a
casa.
Si stava uscendo, nemmeno a dirlo, per
una battuta di pesca al Marlin! Anche se
non potevo pescare perché in quelle 3
settimane dovevo aiutare Gio a bordo
delle barche, il cuore mi batteva all’impazzata al solo pensiero di ciò che mi era
accaduto due mesi prima.
O
38 • Pianeta Acqua
Gio prima di partire mi
comunica che i clienti praticano il Chact & Release.
Ok dissi speriamo di ripetere
la mia pescata... Gio sorrise... e mi disse... sai perchè anche dopo anni pesco
sempre come se fosse la
prima volta, rimasi un attimo
in riflessione, ma Gio non
aspettò la mia risposta: perchè tutte le volte è sempre
una sorpresa.
La giornata fu ricca di emozioni e si concluse con due
attacchi contemporanei
(allora porto fortuna!) e due
strike di due splendidi blu
marlin. Non male per la mia
prima uscita da Mate. Ero
stanco come se fossi protagonista in prima persona,
scoprii che è anche molto
faticoso preparare, togliere
e mettere le canne e avere
mille attenzioni e occhi su
come lavorano le esche.
Rientrammo nel pomeriggio tutti soddisfatti, i clienti
con le loro foto ricordo e le
bandiere che sventolavano
sugli outrigger che indicavano le catture, i pesci liberati
e chissà.... pronti per dare
nuovi ed emozionanti strike.
Nel tardo pomeriggio tornai
al villaggio. Trovai moglie e
figli felici e contenti di essere
lì a passare una splendida
vacanza.
I miei giorni li passavo in
barca scambiando le mie
esperienze con quelle degli
altri pescatori d’altura, che
ogni giorno erano diversi.
Le prede erano sempre di
grossa taglia. Ovviamente
non tutti i giorni uscivamo a
pescare Marlin.
Devo ammettere che non
è solo la pesca al Marlin
che dà grandi soddisfazioni,
perché anche specie come
il Pesce Vela, il Wahoo, il
Dorado, il tonnoYellowfin
sono comunque prede molto
combattive, ma soprattutto
la stazza e la quantità di
catture che si effettuano nel
mare di Capo Verde sono
veramente rilevanti.
Devo dirvi (ma ve lo racconterò nel prossimo numero)
che nell’unico pomeriggio
in cui Gio aveva una barca
libera, siamo usciti io e lui
ed ho avuto la fortuna di
prendere un Yellowfin Tuna
e un bellissimo Pesce Vela
sulle 20 lbs. Ma, come vi ho
già detto, sarà oggetto di un
prossimo articolo.
Un pomeriggio, dopo un’ennesima uscita in barca, Gio
mi disse “guarda che domani pomeriggio dobbiamo fare
una cosa nuova, almeno per
te”.
“Cioè?” gli dissi.
“Sai cos’è un Surf Casting”?
“In teoria si, in pratica non
l’ho mai fatto”.
“Bene, domani te lo spiegherò, mentre montiamo il
tutto. Dobbiamo montare
ben 12 canne”.
Inizialmente pensai ad uno
scherzo, ma quando il giorno dopo vidi ben 3 Quad
con annesso traino carico
di canne e portacanne, secchi di varie dimensioni, e 2
carriole di pesce di piccola
taglia, capii che non sarebbe
stata una passeggiata.
Infatti, arrivammo su un
bagnasciuga di una spiaggia abbastanza deserta.
Cominciammo a mettere
i portacanna a distanza di
15-20 metri l’uno dall’altro, montammo poi tutte le
canne, portammo tutti i secchi con i pesci a fianco di
ogni postazione di pesca, ed
incominciammo a preparare
le montature e tagliare le
esche.
Gio mi disse “dobbiamo
anche cambiare le montature, perché verso le 9 di
sera spesso arrivano squali
di grossa taglia”.
Poco dopo, intorno alle 6
di sera, arrivò un gruppo
di “americani” in vacanza,
con tanto di cappellini da
baseball, e cominciarono
a lanciare in mare sotto lo
sguardo vigile di Gio impietrito e sorridente.
Devo dire che è uno spettacolo bellissimo, perché si
vedono persone di tutte le
età che con un’agilità notevole impugnano queste
enormi canne di 4 o 5 metri
dotate di enormi mulinelli.
Inizialmente indietreggiano
di due o tre passi dal portacanna, poi con una leggera
corsa vanno verso la riva
inclinando la canna verso il
retro ed all’improvviso, ruotando la canna in posizione
contraria, lanciano questa
lenza per arrivare il più lontano possibile... 100-150 metri
da riva.
Non so se il risultato è dovuto alla grande pescosità
delle acque di Capo Verde
o all’abilità dei pescatori o
alla meticolosa preparazione delle lenze di Gio, ma
quello che mi ha stupito è
che anche con questo metodo ho visto prendere grandi esemplari d’ogni tipo, in
particolare alcuni squali di
buona stazza.
E così ho fatto anche quest’esperienza.
Devo ammettere, a onor
del vero, che ho provato
a cimentarmi anch’io con
qualche lancio, ma è stato
un vero disastro, non andavo oltre i 50 metri!
Così passarono i giorni. Mia
moglie ed i miei figli erano
sempre più contenti (anche
perché li vedevo poco). La
cosa buffa è che il più piccolo, di 7 anni, mi diceva
“papà, io voglio vivere qui.
È bellissimo, puoi mangiare i
gelati che vuoi, puoi giocare
tutto il giorno, mangi a tutte
le ore del giorno quello che ti
pare, ma soprattutto è tutto
gratis”!
La vera sorpresa fu quando
mi disse “papà, mi porti con
te a pescare”? Ovviamente
il grande, di 10 anni, non si
tirò certo da parte e disse
“anch’io”!
Per spirito di famiglia, mi
rivolsi a mia moglie e le
dissi “vuoi provare anche tu
un’esperienza”?
Mia moglie mi rispose “se
anche qualche giorno tieni tu
i figli, questo non guasta”…
e allora, in debito di riconoscenza risposi “ok”…
Parlai con Gio, gli chiesi
se aveva posto su qualche
barca. Inutile dirlo, tutto
esaurito per la traina e il Big
Game, però mi disse “ascolta, non ti consiglio di portare
i tuoi figli così piccoli subito
ad una esperienza con pesci
di grossa taglia li portiamo
insieme a fare la pesca al
Bolentino o una traina leggera, che è più divertente
come prima esperienza”.
Dissi a Gio “hai sempre una
soluzione per tutti i problemi”, e combinammo per il
giorno dopo.
Il pomeriggio dopo, con i figli
mi presentai al pontile dove
era gia pronta la Fishing
Maria 2. Poco distanti dalla
costa, iniziammo a pescare.
L’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti incontra la
Federazione Italiana Pesca Sportiva ed Attività Subacquee.
Via Borgogna numero 33 è la sede
nazionale dell’U.I.C., ed è lì in questi
uffici della Capitale che è avvenuto
l’incontro tra il Presidente Tommaso Daniele (UIC) ed il Presidente
del Settore Didattica Subacquea
della FIPSAS (Federazione Sportiva
Nazionale riconosciuta dal CONI),
Gianfranco Frascari.
Due Presidenti che hanno stretto le
proprie mani per rafforzare l’ormai
duraturo accordo che ha già permesso in questi anni di formare, nel
miglior modo e con le più innovative tecniche, allievi non vedenti nelle
attività subacquee, grazie soprattutto al Progetto “Poseidon“.
Tale collaborazione ha dato i suoi
frutti ed ha permesso, nel 2005,
di formare 10 Istruttori
Pianeta Subacquei
Acqua
FIPSAS Italiani non vedenti, che
40 •
ad oggi risultano essere ancora gli
unici al Mondo.
Tale traguardo, che fino a poco
tempo fa sembrava irraggiungibile
per subacquei non vedenti, è stato possibile grazie all’impegno di
ricerca e formazione che l’IRIFOR,
insieme al Gruppo Subacqueo
Paolano FIPSAS, stanno profondendo da 9 anni.
Il Presidente Frascari ed il Prof.
Piero Greco, coordinatore didattico
del Progetto, hanno illustrato per
l’occasione al Presidente Daniele
un nuovo manuale subacqueo relativo ai segnali tattili per non vedenti
che la FIPSAS sta per pubblicare e
distribuire nel circuito nazionale ad
allievi istruttori e a specialisti del
settore subacqueo.
Il Presidente Daniele ed il suo Di-
rettore, Giuseppe Bilotti, si sono
complimentati per tutto ciò, confermando altresì l’impegno dell’UIC di
voler continuare in tale direzione di
intenti rafforzando questo impegno
negli anni a venire e ritenendo ormai
da tempo la cittadina di Paola in
Calabria ed il suo Gruppo di Istruttori Subacquei FIPSAS, il centro di
eccellenza per la sperimentazione e
la formazione subacquea dei propri
iscritti che vogliano diventare allievi o istruttori FIPSAS con difficoltà
visive.
Un punto d’interesse toccato dai
Presidenti è stato l’internazionalità
che ha assunto l’ormai campo storico denominato “Poseidon”, che si
tiene da più anni in Calabria e che
da tre anni ospita allievi provenienti da tutti i Paesi della Comunità
Europea. Quindi l’UIC e la FIPSAS
italiani, si pongono nella specialità
come antesignani in Europa di una
così nobile disciplina sportiva.
Il Presidente Frascari, inoltre, ha
informato i partecipanti all’incontro
che sta promuovendo, attraverso
la Federazione, la diffusione dei
segnali tattili nati da quest’accordo alla Confederazione Mondiale
delle Attività Subacquee (CMAS),
affinché tale studio possa essere
utilizzato in più di 50 Paesi di tutto
il Mondo.
A breve avverrà la formalizzazione
con la firma di un protocollo d’intesa tra le due parti che già oggi si
può definire storico.
Non so come descrivervi la
gioia dei miei figli quando
iniziarono a prendere i primi
pesci, anche perché loro,
abituati a pescare le alborelle al lago, quando iniziarono a vedere Saraghi, Biche,
Dentici e Marmore anche da
1 kg gridarono “un mostro,
un mostro!”, e la cosa buffa
è che andammo avanti a
buttare la lenza e tirar su
pesce.
A quel punto ho capito d’essermi tirato addosso una
croce, perché gli ultimi 5 giorni volevano sempre andare a
pescare, con l’estrema felicità di mia moglie!
Devo dire che i Capoverdiani
sono persone squisite, lo
skipper della barca “Ivan”,
si è dimostrato così gentile
che se li portava lui in barca,
se li spupazzava, e un po’
in portoghese e un po’ in
italiano, gli raccontava storie
sul mare e sui pesci che
li affascinavano. E che alla
sera venivano rigorosamente ripetute a me ed a mia
moglie da parte loro.
L’ultima esperienza che ho
fatto fare alla mia famiglia,
prima della partenza, anche
perché non si può andare a
Sal e non farla, è stata quella
di portarli a fare il bagno nella
bocca del Vulcano spento. È
una gita molto suggestiva.
Infatti, si sale su un monte
che è un vulcano spento,
nel cui cratere entra il mare
attraverso dei tunnel sotterranei, ed il cratere stesso è
diventato un’enorme salina.
Vi è quindi una concentrazione di sale altissima (superiore a quella del Mar Morto)
e si pratica la talassoterapia.
Ma la cosa buffa è che rimani “seduto nell’acqua”, con
il sedere in ammollo ed il
resto del corpo che galleggia sopra l’acqua.
Quando poi si esce, giusto
per stare in tema “pesce”,
si è avvolti da una crosta di
sale ed occorre fare subito
una doccia calda per toglierlo. E si rimane con una pelle
morbida e liscia.
Sono così trascorse le 3 settimane, arrivando al momen-
to di ripartire per l’Italia.
Inutile dire che un velo di
tristezza ha avvolto tutti noi,
e ho dovuto promettere che
l’estate successiva saremmo tornati in quegli splendidi
luoghi.
Anche questa è stata
un’esperienza talmente bella
ed indimenticabile che consiglio a tutti di provarla.
Le “Acque per i tesserati” nel sito federale.
Il numero 2 del mese di luglio
2006 della nostra rivista, dava
la notizia della creazione, nell’ambito del sito federale www.
fipsas.it, di una sezione “acque
per i tesserati” dedicata alle acque convenzionate.
A quella data l’elenco delle “acque convenzionate” era limitato
alle province di Belluno, Bologna, Firenze e Torino, per un totale di 14 corpi idrici.
Il lavoro di raccolta dati e il relativo inserimento è proseguito e le
Sezioni Provinciali, pur con le innegabili difficoltà incontrate nella stesura e compilazione delle
schede tecniche appositamente
create, stanno contribuendo alla
realizzazione dell’obiettivo federale promesso sul numero 2
della rivista.
Attualmente lo stato dell’opera
è il seguente: le Sezioni le cui
acque convenzionate sono state
inserite nel sito sono 24, e precisamente Alessandria, Asti, Bergamo, Biella, Bolzano, Campobasso, Caserta, Chieti, Como,
Foggia, Imperia, Massa, Nuoro,
Padova, Parma, Pistoia, Rimini,
Roma, Rovigo, Savona, Teramo,
Terni, Treviso e Verona.
I corpi d’acqua complessivamente inseriti sono oggi 119.
Nella stessa sezione del sito
sono presenti tutte le leggi regio-
nali in materia di acque interne.
Le schede-censimento inviate
alle Sezioni Provinciali contenevano anche la richiesta di inserimento di informazioni di notizie
relative alla parte “ristorazione”
(dove mangiare e dove dormire).
Ma questa si è per ora rivelata
un’occasione mancata, poiché
si è constatata la mancanza, da
parte della quasi totalità delle
Sezioni Provinciali, di inserimento di notizie in merito. Tale
inserimento, lasciato alla loro
libera iniziativa, rappresentava
e rappresenta una concreta opportunità di “reclame”, di forma
pubblicitaria, per il ristorante,
per l’albergo o negozio, anche
non ubicato nelle vicinanze dell’acqua convenzionata, e ciò per
l’alto numero di persone che accedono al sito federale proprio
per consultare l’elenco delle nostre acque.
Questa opportunità crediamo
possa e debba essere più sfruttata. Le Sezioni potrebbero richiedere al commerciante che
voglia inserire la reclame del
proprio esercizio, un qualsivoglia corrispettivo che potrebbe
anche non essere in denaro,
ma consistere, ad esempio, in
sconti o altre agevolazioni per i
tesserati.
Il Settore federale SFAI è a disposizione per i chiarimenti necessari.
Pianeta Acqua
• 41
FiscoFIPSAS
La FIPSAS riconosciuta ente
nazionale con finalità assistenziali
Con Decreto del Ministro dell’Interno, in data 13 novembre 2007,
la Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquee è
stata riconosciuta ente nazionale a finalità assistenziali ai sensi
dell’art. 3, comma 6, lett. e della Legge 25 agosto 1997 n. 287.
Significato ed effetti del riconoscimento
Le associazioni che hanno ottenuto questo riconoscimento possono dare la possibilità ad altre associazioni ad essa affiliate di
aprire uno spaccio di alimenti e bevande (bar) senza la necessità
di ottenere la licenza commerciale, cioè attraverso una semplice
dichiarazione di inizio attività (DIA).
Questa possibilità, quindi, è data oggi a tutte le nostre Società
affiliate.
Aprire un bar o uno spaccio in società? Come si fa?
La Società che intende svolgere direttamente attività di somministrazione di alimenti e bevande a favore dei rispettivi associati
presso la sede ove sono svolte le attività istituzionali deve presentare al Comune, nel cui territorio si esercita l’attività, che la
comunica per conoscenza alla competente Azienda Sanitaria
Locale (A.S.L.) per il parere necessario all’eventuale rilascio
dell’autorizzazione di idoneità sanitaria, una denuncia di inizio
attività ai sensi dell’articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241,
e successive modificazioni.
Nella denuncia il legale rappresentante (Presidente della Società)
deve dichiarare:
a) l’ente nazionale con finalità assistenziali al quale aderisce
(F.I.P.S.A.S.) indicando gli estremi del Decreto con il quale il
Ministero ha concesso il riconoscimento;
b) il tipo di attività di somministrazione;
c) l’ubicazione e la superficie dei locali adibiti alla somministrazione;
d) che l’associazione si trova nelle condizioni previste dall’articolo 148, commi 3, 5 e 8, del testo unico delle imposte sui
redditi;
e) che il locale, ove è esercitata la somministrazione, è conforme alle norme e prescrizioni in materia edilizia, igienico-sanitaria e ai criteri di sicurezza stabiliti dal Ministero dell’Interno
ai sensi dell’articolo 3, comma 1, della legge n°287/97 e, in
particolare, di essere in possesso delle prescritte autorizzazioni in materia.
Sarà anche necessario produrre copia dello statuto della
Società e dichiarazione della Federazione che attesti che la
Società è regolarmente affiliata.
IMPORTANTE: Le formalità, e in particolare la modulistica, possono variare da Comune a Comune. E’ quindi
assolutamente necessario, prima di assumere l’iniziativa, consultare gli Uffici comunali.
Cosa non si può e non si deve fare:
- avere accesso diretto sulla via pubblica;
- apporre insegne all’esterno;
- tesserare le persone solo al momento del loro accesso al
locale. Così facendo, infatti, il tesseramento si rivela un espediente per aggirare la normativa fiscale.
42 • Pianeta Acqua
Per le Società che già hanno lo spaccio (di bevande o
alimenti) e sono affiliate ad altro ente
Si ritiene che, in questo caso, sia sufficiente comunicare al
Comune al quale già si era presentata la comunicazione di apertura della attività, che, stante l’avvenuto riconoscimento della
F.I.P.S.A.S. quale ente con finalità assistenziali, la società intende avvalersi della affiliazione alla Federazione, presentando:
- copia dello statuto della Società;
- dichiarazione della Federazione che attesti che la Società è
affiliata a far tempo dal…;
- copia del Decreto del Ministro dell’Interno del 13 novembre
2007 che riconosce la Federazione quale ente assistenziale ai
sensi dell’articolo 3, comma 6, lettera e) della Legge 287 del
25 Agosto 1991 (disponibile sul sito federale).
Anche in questa ipotesi si raccomanda di consultare
prima gli Uffici comunali
Nello statuto dell’Associazione affiliata alla F.I.P.S.A.S.
devono risultare inserite le seguenti clausole:
Recepire nello Statuto i requisiti previsti dall’articolo 90, comma
18 della Legge 289 del 2002:
a) la denominazione che preveda la dicitura “Associazione
Sportiva Dilettantistica”;
b) l’oggetto sociale con riferimento all’organizzazione di attività
sportive dilettantistiche, compresa l’attività didattica;
c) l’attribuzione della rappresentanza legale dell’associazione;
d) l’assenza di fini di lucro e la previsione che i proventi delle
attività non possono, in nessun caso, essere divisi fra gli
associati, anche in forme indirette;
e) le norme sull’ordinamento ispirato a principi di democrazia e
di uguaglianza dei diritti di tutti gli associati, con la previsione
dell’elettività delle cariche sociali, fatte salve le Società sportive
dilettantistiche che assumono la forma di società di capitali o
cooperative per le quali si applicano le disposizioni del codice
civile;
f) l’obbligo di redazione di rendiconti economici-finanziari, nonché le modalità di approvazione degli stessi da parte degli
organi statutari;
g) le modalità di scioglimento dell’associazione;
h) l’obbligo di devoluzione ai fini sportivi del patrimonio in caso
di scioglimento delle Società e delle associazioni.
E’ opportuno altresì conformarsi alle norme e alle direttive del
CONI nonché agli statuti e ai regolamenti delle Federazioni sportive nazionali e dell’Ente di promozione sportiva cui la Società o
l’associazione è affiliata.
L’attività esercitata è considerata commerciale ai fini delle imposte sui redditi e dell’IVA, pertanto occorrerà rispettare le disposizioni previste in relazione al regime fiscale applicato dalla Società.
In particolare, se la Società ha optato per il regime previsto dalla
L. 398/91, vi sarà l’esonero dal rilascio di scontrino e ricevuta
fiscale ed annotazione dei corrispettivi, ma andranno annotati gli
stessi corrispettivi mensilmente, entro il 15 del mese successivo,
nel prospetto riepilogativo per le associazioni sportive dilettantistiche e liquidata trimestralmente l’IVA su base forfettaria, con
detrazione del 50%, entro il 16 del secondo mese successivo al
trimestre di riferimento e presentata la Dichiarazione Mod. UNICO
SC con liquidazione delle imposte calcolate su un imponibile pari
al 3% dei corrispettivi dichiarati al netto dell’IVA.
Nel caso di mancata opzione per il regime della L. 398/91
andranno tenute le normali scritture contabili ai fini IVA ed ai
fini delle imposte sui redditi, con certificazione dei corrispettivi
tramite scontrini/ricevute fiscali.
La Federazione è comunque a disposizione per eventuali chiarimenti.
Pianeta Acqua
• 43
Corsi Minisub al
Circolo Teseo Tesei
a cura della Didattica Subacquea
nche il Circolo Subacquei Teseo
Tesei di Portoferraio, all’Isola
d’Elba, ha iniziato ad effettuare
corsi Minisub. Questa struttura, a molti
nota perché sede accogliente e ben
organizzata di numerose sessioni di
esami e di altre iniziative, ha sul territorio una spiccata valenza sportiva e
richiama intorno a sé generazioni di
soci intenti a praticare le più svariate
discipline, dal nuoto all’apnea, dalla
pesca in apnea a quella di superficie,
dalla subacquea al salvamento. In particolare, proprio nell’ambito del nuoto,
il Circolo funge da vera e propria “incubatrice” per moltissimi bambini che sin
da piccolissimi seguono con passione
ed entusiasmo i corsi che si svolgono
regolarmente durante il periodo invernale.
Da questo bacino di giovanissimi
utenti, alcuni elementi particolarmente
motivati e legati all’ambiente acqua
hanno più volte manifestato l’interesse
ad effettuare “immersioni con le bombole”, magari dopo aver fatto insieme
a qualche adulto i barcaioli in una delle
usuali immersioni ed aver così assistito
A
44 • Pianeta Acqua
a tutte le fasi pre e post immersione.
Che siano proprio i bambini a sviluppare una curiosità positiva e a maturare
un desiderio profondo per le attività
fisiche non è certo un mistero, per cui
le pressanti richieste che giungevano
allo staff non erano impreviste, ma anzi
quasi aspettate.
È stata quindi l’occasione buona per
avventurarsi nella nuova sfida dei corsi
Minisub. Se, infatti, fino ad oggi solo
qualche genitore-istruttore aveva voluto iniziare il proprio figlio o la propria
figlia alla pratica subacquea, si trattava
invece di organizzare un corso ben articolato e dalle molteplici caratteristiche
peculiari, fra cui:
• un occhio vigile alla sicurezza, intesa a 360 gradi (per gli allievi, per i
genitori e per gli istruttori stessi);
• una preparazione attenta in ogni
minimo dettaglio;
• una decisa intenzione di far divertire
sempre e comunque i partecipanti;
• un metodo di insegnamento semplice e al contempo efficace, con
largo margine alla pratica.
In aiuto al nutrito numero di istruttori
e guide coinvolti sono venuti i Minisub
stessi: non si trattava di bimbi alle
prime armi, tutti mostravano una buona
acquaticità maturata nei pregressi corsi
di nuoto e tutti avevano un grande
interesse ed entusiasmo nella cosa che
andavano facendo. Questi aspetti, che
ad una lettura superficiale potrebbero risultare di secondaria importanza,
ricoprono invece un ruolo essenziale
per una effettuazione del corso priva di
indesiderate complicazioni.
Sei sono stati gli allievi, di cui una
bimba che non aveva ancora compiuto
gli otto anni necessari per il conseguimento del brevetto Mini AR 1 stella e
ha conseguito il Mini Apnea “Paguro”.
A conforto della motivazione e della
buona istruzione dei bimbi di questo
corso, si pensi ad esempio che su sei
tre sapevano fare correttamente una
gassa d’amante su una cima: una percentuale del 50% è difficile da raggiungere quando si prende un campione di
persone adulte!
Nonostante i regolamenti non lo richiedano, lo staff ha preferito mantenere
per ogni lezione un rapporto 1:1 istruttore-allievo, in
modo da garantire la massima presenza e da impartire le giuste indicazioni con
impareggiabile sistematicità.
I vari istruttori erano ovviamente a rotazione con tutti
i bimbi, in modo da variare
di volta in volta la coppia
inducendoli così a non fossilizzarsi su un particolare
istruttore giudicato magari
più simpatico o più degno
di fiducia degli altri, bensì
ad imparare a stare con tutti
nella massima serenità.
Le lezioni si sono sempre
svolte al mare, a parte una
sola lezione in cui è stata presentata l’attrezzatura ARA.
Quell’incontro, che doveva
durare una mezz’oretta, si
è protratto per più di due
ore, con i bimbi entusiasti
e desiderosi di capire, che
non smettevano più di far
domande e di toccare con
mano le cose che fino ad
allora avevano visto sfilare
davanti ai loro occhi in mano
agli adulti, quasi fossero un
tabù.
La flessibilità e l’apertura
mentale dei piccoli hanno
favorito un rapido apprendimento di tutti gli argomenti, con la differenza rispetto
a noi adulti che non si è
mai presentata la necessità di dover ripetere loro un
concetto: una volta e una
volta sola è sempre stata più
che sufficiente per scolpirlo
nella loro fresca memoria. Lo
staff, meravigliato e anche
invidioso di tanta semplicità
nell’apprendimento, ha quindi avuto vita semplice con
questo corso, a parte un
certo grado di stanchezza
fisica perché si sa, per star
dietro all’inesauribile energia dei bambini occorre una
preparazione da atleta olimpico!
Dal punto di vista del metodo, il corso è stato architettato in modo da apparire
come un gioco agli occhi
degli allievi, pur essendo
estremamente rigoroso e
serio dal punto di vista degli
adulti, istruttori e genitori.
A partire dallo sputo nella
maschera, fino agli spruzzi
contro il più freddoloso a
fine immersione, c’è sempre stata un’occasione per
ridere e divertirsi. Tuttavia,
pur in questo ambiente sempre festoso e giocoso, ogni
aspetto “tecnico” è sempre
stato vissuto con estremo
rispetto e con gran voglia di
apprendere da parte degli
allievi: dal montaggio dell’attrezzatura al trasporto sulla
battigia, dalla vestizione alla
capovolta, dal percorso in
mare fino al termine è sempre stato un attento e arguto
porsi in maniera aperta e
con sete di apprendimento
da parte loro.
Fra le altre cose, si è tenu-
ta una lezione sulla biologia
marina, ben inteso quella che
bimbi al primo approccio con
l’immersione AR possono
comprendere e ammirare. Il
linguaggio utilizzato è stato
quello un po’ giocherellone di
chi vuol presentare qualcosa
senza minimamente intaccare la loro felicità di ascoltare. Così se ne son dette di
cotte e di crude (è proprio il
caso di dirlo…) sul polpo e
sui pesci, senza tralasciare
le spugne che i neo-minisub
hanno avuto la possibilità
di ammirare in gran numero
durante i vari tuffi. Alla
fine è stato regalato loro
un CD-Rom contenente un sottoinsieme di
fotografie delle specie
che a loro può capitare
di incontrare entro i tre
metri previsti.
Gli aneddoti simpatici da raccontare
sarebbero molti, ma ci
piace ricordare come
una bimba, vedendo
che il fondale tornava
ad essere di ghiaia e
molto, troppo basso,
dopo aver capito che
l’immersione stava per
volgere al termine si
è rivolta all’istruttore
che l’accompagnava
e, sempre in immersione e con l’erogatore in bocca ha scandito chiaramente: “Ma
come, si esce già ?!
Non se ne parla nemmeno, portami ancora
a fare un giro !”.
Un altro aspetto decisamente positivo di
questa esperienza è
che i sei partecipanti,
che prima non si conoscevano, hanno fatto
gruppo e hanno instaurato una bella amicizia,
nata in mare e al mare
legata grazie a questo
corso Minisub.
Il Circolo Teseo Tesei
è quindi orgoglioso di
aver recentemente consegnato il brevetto di
sommozzatore MiniAR
ai subacquei: Gian Lorenzo
Martiner Bot, Marina Giuliani,
Giulia Congedo, Francesca
Ceccherelli, Pietro Franchi,
e il brevetto MiniApnea
“Paguro” a Camilla Sartore.
L’iniziativa avrà decisamente
seguito, in primo luogo perché i neo-brevettati hanno
già manifestato l’intenzione
di proseguire l’anno prossimo con i brevetti successivi
e, in secondo luogo, perché la voce si è già diffusa
all’Isola d’Elba e nuovi partecipanti bussano alle porte!
In Provincia di
Cuneo un
progetto di
incubatoio ittico
La Provincia di
Cuneo, la Città di Fossano
e
l’Istituto
Agrario - Sezione di Fossano, venerdì
14 dicembre,
hanno presentato al Castello degli Acaia,
i progetti di
incubatoio ittico e di una
zona di pesca
per persone
diversamente abili nel Comune di
Fossano. L’iniziativa è stata presentata dai relatori Andrea Perucca e
Cesare Cravero. Il primo ha illustrato
il progetto di riproduzione artificiale
nell’incubatoio di valle della fauna
ittica autoctona a Cussanio, il secondo quello di un campo di gara
permanente di pesca sportiva in acque gestite dalla FIPSAS (Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività
Subacquee) per diversamente abili
e bambini nel Comune di Fossano lungo la strada provinciale 169.
Sono intervenuti il sindaco Francesco Balocco, l’Assessore regionale
Mino Taricco, l’Assessore provinciale Silvano Dovetta e il direttore
della sezione di Fossano dell’Istituto
Agrario Mario Bonino. Ha coordinato
l’incontro Paolo Balocco, dirigente
del Dipartimento Agricoltura, Settore
Tutela Flora e Fauna della Provincia
di Cuneo.
46 • Pianeta Acqua
Pianeta Acqua
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48 • Pianeta Acqua
Pianeta Acqua
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Lettere al direttore
Riceviamo e volentieri pubblichiamo le lettere ricevute dai nostri associati
S.O.S. PO
di Avv.to Gian Piero Mauri
tesserato della Sezione Provinciale FIPSAS di Alessandria
Con la tessera federale ho ricevuto la rivista Pianeta Acqua e, visto lo stato dei nostri fiumi, mi sono chiesto se non pensiate ora di spostare il Vostro impegno sulla rete fluviale, esausta ed inquinata.
Ormai il Po, già impoverito dagli egoismi di Valli ed Enti, è una fogna a cielo aperto, dove l’idea di pesca - distrutta da
pesci siluro e da migliaia di cormorani - appartiene al passato.
Per la prima volta ho visto cormorani persino in alta montagna sul tornante Lys.
Eppure a Londra nel Tamigi è ritornato il salmone!
Siete l’ultima speranza.
Siamo principalmente una Federazione Sportiva che per svolgere l’attività ha bisogno dell’acqua e l’aver fermamente
richiesto e ricevuto il riconoscimento di Associazione Nazionale di Protezione Ambientale dal competente Ministero è stato
principalmente per combattere questo degrado che in modo irreversibile sta distruggendo il pianeta. Siamo noi uomini a
provocarlo e noi uomini a doverlo fermare.
Nel nostro piccolo, noi pescatori e subacquei, al di là degli ovvi motivi ed interessi sportivi, cerchiamo di difendere la
natura e il bene acqua in tutti i modi e forme, sia sul campo che a livello di istituzioni, giorno per giorno...sui fiumi,
sui laghi e sul mare. No! Non siamo noi l’ultima speranza, ma certo possiamo contribuire a far sì che si possa un giorno
rivedere...”risalire un salmone” nel Po e nel Tevere.
La saluto cordialmente.
Pesca per tutti
di Fabio Biancospini
Salve.
Ho letto giusto pochi giorni fa un articolo, sulla cronaca locale di un giornale a Cuneo, che informava di un progetto
FIPSAS per la realizzazione di un’area di pesca destinata alle persone diversamente abili. Sono molto felice di poter leggere che anche la FIPSAS si adopera per questi importantissimi progetti e vi chiedevo proprio per questo motivo se avete
altre iniziative in proposito e in quali province italiane ci sono progetti analoghi...fortunatamente la pesca riesce a dare
qualche giornata di svago e di divertimento a queste persone meno fortunate di noi, e io spero con tutto il cuore che questo
tipo di iniziative si moltiplichino in poco tempo e in tutta Italia...e spero che VOI siate in prima fila, come a Fossano.
Grazie per la cortese attenzione
Caro Sig. Fabio,
La notizia a cui Lei fa riferimento è, infatti, riportata anche su questo numero della rivista a pag. 45. La informo che è da
molti mesi che la Federazione ha inteso investire sulla realizzazione di infrastrutture atte a far svolgere lo sport della pesca
alle persone diversamente abili. Molti campi gara si sono dotati di pedane speciali per agevolare la pratica della pesca
Sportiva a queste “persone meno fortunate” come ha scritto Lei nella lettera, non ultima la Sezione provinciale di Verona.
E, a tangibile dimostrazione di quanto stiamo effettivamente facendo, a pagina 29, può leggere la lettera del Presidente
Federale Ugo Matteoli che ringraziando quanti hanno deciso di destinare il 5x1000 alla Federazione comunica che l’intera
somma sarà destinata a tale nobile scopo.
La saluto cordialmente.
Pianeta Acqua
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