Scialpinismo in Cappadocia TURCHIA – 2015

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Scialpinismo in Cappadocia TURCHIA – 2015
Scialpinismo in Cappadocia
TURCHIA – 2015
Report del viaggio del Club Avalco dal 29 marzo al 7 aprile 2015,
con informazioni generali sullo scialpinismo in TURCHIA
(N.B.: mappa schematica in fondo al documento)
Vedi anche la
PHOTO GALLERY di questo viaggio su flickr.
Per informazioni e consigli sul viaggio: email a [email protected]
> Programma di viaggio proposto da Avalco Travel:
http://www.avalcotravel.com/scheda.asp?id=772
> Altri programmi (trekking, alpinismo, scialpinismo, rafting e kayak, mountain bike), viaggi su misura
e consulenze: mail a [email protected].
Sosta sui pendii del Eznevit (Aladaglar).
SCIALPINISMO IN TURCHIA
La Turchia è un enorme territorio con alternanza di vasti altipiani e catene montuose. Le principali aree di
montagna di interesse scialpinistico sono (vedi mappa alla fine del documento):
a) a sud-est di Ankara, nel triangolo tra Aksaray, Kayseri e Adana: il gruppo vulcanico del Melendiz
Dagi (con la vetta principale del Hasan Dagi 3262 m), il massiccio isolato dell’ Erciyes 3916 m
(pure di origine vulcanica), e la catena dei monti Tauri (Taurus) che comprende il gruppo del l’
Aladglar a est di Nigde (massima elevazione: Kizilkaya 3767 m) e il gruppo del Bolkar Dag più
a sud (massima elevazione: Medetsiz 3524 m);
b) intorno ad Erzurum, nell’est del paese: Palandoken Mountains, con varie vette tra i 3000 e
3200 m;
c) a nord-est del paese, vicino alla costa del mar Nero e al confine con la Georgia: le Kaçgar
Moutains (chiamati anche “Piccolo Caucaso”), culminanti con il Kaçgar Dagi 3932 m;
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d) i vulcani dell’estremo est, tra Agri e il lago di Van: Ararat (o Agri Dagi 5137 m) (massima
elevazione della Turchia), Tendurek 3533 m, Suphan 4058 m, Nemrut 3050 m, Artos 3550 m,
Bashet Tepe 3864 m;
e) la catena del Hakkari Dagi (o Clio-Sat), nel sud-est del paese al confine con Iran e Iraq, con la
vetta principale del Gelansin (o Uludoruk o Reshko Tepe) 4134 m.
Tutte le montagne citate, tranne i Palandoken, presentano fianchi ripidi e aspre vallate, con itinerari di
tipo alpino con difficoltà medio-alta e dislivelli medi di 1000 – 1800 m. Non esistono ghiacciai.
Nelle aree citate, la sola stazione sciistica di rilievo è quella di Erciyes, alla base della omonima
montagna, a un’ora di auto da Kayseri, con molte e belle piste tra 2200 e 3000 m di quota.
Nelle altre aree non ci sono impianti, ma solo una struttura di eliski a Ayder nei monti Kaçgar.
Lo scialpinismo in Turchia è ancora agli albori e quasi interamente di importazione, sono ben pochi gli
sportivi locali che lo praticano. Per questa ragione, è difficile trovare una guida locale con una sufficiente
pratica scialpinistica, come è escluso (per ora) di trovare negozi o laboratori che offrano materiali o anche
la sola assistenza tecnica.
Tutte le aree citate sono state esplorate con gli sci, anche se parzialmente. C’è ancora molto da fare e da
scoprire, in particolare in altre e nuove aree montuose. La zona meno conosciuta è quella delle Hakkari
Mountains, dove al momento mancano del tutto informazioni sugli itinerari. C’è stato il nostro Vincent
dello staff Avalco, nella primavera 2014, con un team francese in esplorazione, ma il viaggio è stato
compromesso dal tempo pessimo e dalla difficoltà degli accessi stradali.
In Turchia le attività in montagna sono realizzate soprattutto nell’ambito della TDF (Turkiye Dagcilik
Federasyonu, o Turkish Mountaineering Federation, www.tdf.gov.tr) , che è affiliata all’UIAA e presente
nelle principali città, oppure presso i club di alcune università maggiori. Tuttavia, esse si dedicano
soprattutto alla arrampicata e al trekking nel periodo estivo.
Clima e meteo
Il clima è generalmente di tipo continentale, solo parzialmente mitigato dal Mar Mediterraneo, con
inverni rigidi e nevicate abbondanti, una primavera breve, ed estati calde e secche. Il vento è una
costante sopra i 2000 – 3000 m.
Il periodo migliore per lo scialpinismo è marzo-aprile per tutte le aree, tranne i Palandoken che si
possono fare anche in febbraio e l’ Ararat spesso sciabile fino a maggio. Tuttavia, come ovvio, dipende
dall’innevamento e dalle condizioni meteo, molto variabili.
Se la quota neve è alta, occorre preventivare un lungo approccio a piedi, se non fosse utilizzabile alcuna
strada sterrata da percorrere con jeep 4x4. Idealmente si dovrebbe avere la quota neve a 1400 -1800 m,
secondo l’area e il tipo di itinerario scelto (2500 – 3000 m per l’Ararat).
Per le previsioni meteo, non esiste un servizio locale specifico per le zone di montagna. Consigliamo di
consultare il sito www.mountain-forecast.com e inserire la montagna o gruppo montuoso di riferimento.
Le previsioni offerte da questo portale si sono rivelate abbastanza affidabili.
Non esiste alcun bollettino valanghe.
Logistica.
Per raggiungere le aree citate dall’Italia, occorre arrivare in aereo con voli diretti o via Istanbul/ Ankara
a:
- Ankara, o Kayseri o Adana per l’area a);
- Erzurum per l’area b);
- Erzurum o Trabzon per l’area c);
- Erzurum, o Kars, o Van per l’area d);
- Van per l’area e).
Generalmente, l’accesso stradale alle montagne è abbastanza facile per le aree a), b) e d). Nel caso dell’
Ararat si può anche ottenere un servizio locale di trasporto in quota con muli e/o portatori.
Per l’area c) (Kaçgar), l’accesso avviene per le strade che portano ai piccoli villaggi di montagna, spesso a
quote relativamente basse.
Per l’area e) gli accessi stradali sono rari e complessi, molto difficoltosi in primavera quando le strade
sono ancora innevate.
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Per gli spostamenti interni la soluzione più comoda per un gruppo è di noleggiare un’auto sul posto.
Tramite Avalco Travel o organizzazione locale è possibile disporre di un pulmino ad uso privato, con
autista, su cui caricare persone e materiali. Per alcuni itinerari sarà indispensabile farsi accompagnare
con jeep 4x4 fino alla partenza delle gite.
Formalità.
Alcune montagne si trovano all’interno di parchi nazionali (Kaçgar, Aladaglar), per cui sono necessari i
permessi da parte della direzione del parco; per l’Ararat è necessario un permesso speciale (costo di
circa 50 €) e una guida locale obbligatoria, in quanto si tratta di area di confine a presidio militare.
La Red Valley tra Zelve e Cavusin, in Cappadocia
Alloggi.
Per i pernottamenti, nelle città ci sono hotel generalmente modesti (tranne che nelle grandi città o in
Cappadocia dove la scelta comprende strutture con tutti i comfort); nei villaggi di montagna occorre
affidarsi a piccole pensioni o guesthouse, con servizi minimi, eventualmente prenotabili solo
telefonicamente, dato che ben poche hanno un sito internet.
Una volta trovato l’alloggio, i pasti non sono un problema, poiché offerti dalla stessa gestione dell’alloggio
o dalla catena di parenti e amici del villaggio.
La cucina turca è ottima, gustosa e varia, sufficientemente energetica anche per lo scialpinista.
Attenzione, nei villaggi, a bere solo acqua bollita.
Salvo rare eccezioni, non esistono rifugi. Con gli sci, la maggior parte delle vette è però raggiungibile in
giornata, tranne alcuni percorsi particolarmente lunghi nei gruppi dei Kaçgar e Hakkari, oltre che
ovviamente all’ Ararat. In questi casi, e per eventuali raid di più giorni, è indispensabile disporre di
attrezzature da bivacco e cibo per una mini spedizione in autonomia.
Sicurezza.
Non esiste alcun servizio di soccorso in montagna, per cui in caso di necessità occorre affidarsi alla buona
volontà di un contatto locale. La polizia interviene solo nell’ambito delle aree con accesso stradale, e non
è molto solerte con gli stranieri in difficoltà. Gli elicotteri sono pochi e ad uso esclusivo dell’esercito
(tranne quelli che fanno servizio di eliski a Ayder nelle Kaçgar Mountains).
Per la sicurezza, in montagna è raccomandabile di dotarsi di telefono satellitare, dato che la copertura
con la telefonia mobile è solo parziale.
Cartografia.
La cartografia in Turchia è carente e generalmente obsoleta. Esistono le carte militari turche, ma solo per
le zone di confine, e sono irreperibili. Anche se per caso se ne entrasse in possesso, il loro utilizzo è
severamente vietato !
Per una copertura completa, si possono utilizzare le carte militari ex-sovietiche alla scala 1:100,000 (in
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lingua russa), reperibili anche gratuitamente da alcuni siti internet. Queste carte hanno una discreta
precisione delle curve di livello (ogni 40 m), ma le rocce non sono indicate.
Per una visione generale della Cappadocia è utile la carta Kappadokia 1:250,000 – ed. Mapmedya
Yayinlari.
Per l’ Aladaglar può essere utile la carta schematica in scala 1:25,000 di B.Ergor (1975), poi ripresa nelle
guide di K.Smith e O.B.Tuzel; indica solo le creste e le vette principali (con alcuni errori sui nomi e
quote).
Per i monti Kaçgar e l’ Ararat e Suphan è consigliabile l’ottima carta “Turkey high peaks” ed. Terraquest,
in scala :120,000 per i Kaçgar, e 1:100,000 per Suphan e Ararat.
La declinazione magnetica nell’area della Cappadocia è attualmente (aprile 2015) di 5°26’ verso est
e aumenta di 0.09° /anno.
Guide e manuali
Non ci risultano disponibili alcune guide di scialpinismo sulla Turchia.
Come guida generale, citiamo “Mountains of Turkey” di K.Smith (ediz. Cicerone Press) del 1994.
Per l’ Aladaglar può essere utile consultare la guida “The Ala Dag” di O.B.Tuzel (ediz. Cicerone Press) del
1993, in inglese, che riporta itinerari estivi di trekking e arrampicate.
Sempre sul trekking, esiste la guida in inglese “Trekking in Turkey” di M.Dubin, del 1989, ediz. Lonely
Planet.
Come guide turistiche generali sulla Turchia, segnaliamo quelle di Lonely Planet e The Rough Guide,
disponibili anche in italiano.
Attrezzature e abbigliamento.
Sono quelli usuali per lo scialpinismo primaverile come nelle Alpi.
In particolare segnaliamo:
•
consigliabile almeno una giacca media di piumino;
•
consigliati sci larghi da almeno 90 mm sotto il piede (dato il tipo di neve prevalente) OK lo
snowboard a condizione di valutare bene l’itinerario che potrebbe avere sezioni piatte e
falsopiani;
• per la sicurezza, consigliato il GPS e il telefono satellitare;
• in caso di gite di più giorni, attrezzatura da bivacco se si pernotta in tenda.
Il massiccio del Demirkazik sopra il paese omonimo, catena del Aladaglar.
IL VIAGGIO DEL 2015
Con il Club Avalco, nel aprile 2015, abbiamo dedicato 10 giorni per salire e scendere in sci alcune vette
nell’area a), e precisamente: Mount Hasan, varie cime nella catena dell’ Aladaglar, e il Mount Erciyes.
Logistica
Abbiamo volato da Milano ad Ankara (via Munich), e quindi trasferimento stradale da Ankara a Selime
(circa 4 ore). Noi abbiamo utilizzato per tutto il tempo un pulmino con autista, messo a disposizione dal
nostro partner locale. Per raggiungere le partenze degli itinerari, spesso abbiamo anche utilizzato le jeep
4x4.
Abbiamo alloggiato in hotel a Selime (per l’ Hasan), in pensione rurale a Demizkarzik (per le gite nell’
Aladaglar) e in hotel a Ortahisar per fare l’ Erciyes.
Tutto è stato organizzato da Avalco Travel (www.avalcotravel.com) in collaborazione con il collega
Andreas, istruttore di scialpinismo austriaco è già esperto dei luoghi.
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Per richiedere informazioni sulla logistica e le tracce o punti gps degli itinerari, scrivere a:
[email protected]
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Da sinistra: in salita verso l’ Emler, il cuoco Ramazan che prepara la grigliata dopo una gita,
il nostro “cave hotel” a Ortahisar.
MOUNT HASAN (Hasan Dagi) 3267 m
Dislivello: 1200 – 1600 m (secondo il punto di partenza).
Esposizione prevalente in discesa: nord.
Valutazione: BS (OS se in neve dura), ramponi utili.
L’ Hasan Dagi con gli itinerari sul versante nord.
Il monte Hasan è un stratovulcano spento, isolato nell’ampio altopiano a sud di Aksaray.
Il versante nord è di più facile accesso, infatti da Selime (Ilhara valley, diversi alloggi disponibili) c’è una
comoda strada che conduce all’abitato di Helvadere (1450 m circa), e da qui su sterrata si arriva a quota
2000 m e oltre (secondo l’innevamento).
L’itinerario si svolge sul versante nord della montagna, puntando leggermente a sinistra (sud-est)
salendo, in direzione della sella tra la vetta principale e quella secondaria (Kuçuk Hasan 3040 m). Negli
ultimi 200 m si effettua un traverso verso sinistra (rampanti utili) per poi attaccare il ripido pendio (35°
in media) sulla spalla nord-est del vulcano.
In condizioni normali si arriva in vetta sci ai piedi. (L’itinerario effettuato è quello di sinistra nella foto).
Discesa per l’itinerario di salita; eventualmente da quota 2500 m circa si può deviare a destra (nord) per
gli splendidi pendii che raggiungono la strada più a valle del punto di partenza, oppure decisamente verso
nord-est per arrivare al villaggio di Yenipinar (1520 m circa).
Da Kitreli (raggiungibile da Ilhara) si ouò anche dalire la vette del Melendiz Dagi 2752 m.
Sul versante opposto l’ Hasan si può affrontare dall’abitato di Akçakent (sud-ovest) oppure da Uluoren
(sud).
Dopo la gita, vale senz’altro una visita la Ilhara valley, con le numerose chiese rupestri e affreschi
dell’epoca bizantina.
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ALADAGLAR
La catena dei monti Aladaglar si estende per oltre 100 k ad est della città di Nigde, con orientamento
prevalente nord-sud. Come approccio stradale al versante occidentale, occorre raggiungere Camardi (il
principale paese dell’area) e da qui i piccoli villaggi di montagna da utilizzare come base per l’alloggio e
l’avvicinamento ai punti di partenze delle gite con le jeep (Demizkarzik e Cukurbag, a quota 1600 m
circa).
L’ambiente è di tipo dolomitico, con valli incassate e canyon tra rocce calcaree verticali. Gli itinerari
spesso non sono evidenti, poiché poco intuibili dal basso, e di difficoltà medio-alta.
La catena può essere divisa in 4 settori:
- a nord-ovest, il settore più frequentato (soprattutto in estate, per le arrampicate) con le vette maggiori
del Demirkazik 3756 m, Emler 3723 m e Kizylkaya 3725 m;
- a sud-ovest, il settore Emli con le vette maggiori del Alaca 3588 m e Kaldi 3736 m;
- a nord-est, il settore costituito dall’ampio plateau del Yedi Goller (altopiano dei 7 laghi);
- a sud-est, il settore Torasan, quello di più difficile accesso e meno frequentato.
Negli Aladaglar abbiamo realizzato itinerari classici e alcuni meno noti, tutti sui due settori occidentali.
Canyon di Cimbar (Cimbar traverse)
Dislivello: 1300-1400 m (secondo il punto di partenza).
Esposizione prevalente in discesa: nord e nord-ovest.
Valutazione: OS.
Si tratta di un itinerario davvero spettacolare e imperdibile.
Dal villaggio di Demirkazik occorre salire in jeep fino ai prati di Sokulu Pinar, a quota 1900 – 2000 m. Da
qui si individua la stretta gola che sbarra l’accesso alla Narpuz Valley.
Si sale il ripido pendio a destra della gola, per rientrare con un traverso nella valle appena possibile.
Superato un canyon, la valle si apre decisamente e si raggiunge un’ampia sella a quota 3100 m circa. Da
qui risulta evidente il breve e ripido pendio (35° su 100 m), esposto a sud, che conduce alla selletta 3350
m, unico valico possibile per passare sul versante opposto.
Dalla selletta occorre valutare bene le condizioni del canale da scendere (250 m a 40°-45°), che può
essere carico con rischio di valanga. Attenzione, a metà il canale fa una curva verso sinistra, evitando un
salto roccioso.
Sceso il canale, si scia su ampi e dolci pendii nella valle di Cimbar, con vista della magnifica parete nord
del Demirkazik, fino ad entrare nel canyon a quota 2500 m circa e ad uscirne a 1700 m, in prossimità
del villaggio. Alcuni passaggi si devono fare a piedi, saltando di sasso in sasso.
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A sinistra: salita per la Narpuz Valley. A destra: il couloir sul versante Cimbar.
A sinistra: Andreas in discesa nel couloir. A destra: passaggio a piedi nel Cimbar canyon.
Mount Emler (o Engin Tepe) 3723 m
Dislivello: 1800-1900 m (secondo il punto di partenza).
Esposizione prevalente in discesa: ovest.
Valutazione: BS.
L’approccio con le jeep è come per il Canyon di Cimbar. Lasciata a sinistra la gola della Narpuz valley,
occorre proseguire verso sud, senza prendere quota, fino ad imboccare la valle di Karayalak. La gola
iniziale si supera per un ripido pendio a destra, contro le rocce, poi il terreno diventa ampio e ideale per
lo sci. Raggiunta l’ampia sella Celikbuyaran PInari a 3400 m circa, occorre proseguire in direzione nord
verso la vetta, salendo dal versante Yedi Goller (est), interamente sci ai piedi se in buone condizioni.
Attenzioni alle possibili placche da vento.
Discesa per l’itinerario di salita, oppure traversata verso est per lo Yedi Goller (altopiano dei 7 Laghi) e la
valle Hacer fino a Ulupinar 1800 m (molto lungo).
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Il vasto plateau del Yedi Goller visto dalla vetta del Emler (foto di Ismet Inan).
Eznevit 3550 m
Dislivello: 1750 m circa (secondo il punto di partenza).
Esposizione prevalente in discesa: ovest.
Valutazione: BS (OS se in neve dura), ramponi utili.
Si tratta di un itinerario molto diretto su pendenze sostenute, ideale per una bella discesa.
Dal villaggio di Cukurbag con le jeep occorre risalire una strada sterrata fino ai pianori a nord della gola
della Emli valley, a quota 1800 m circa.
Il percorso è poi a vista. Si sale direttamente il pendio ovest della montagna, con pendenza in regolare
aumento fino a 35° costanti, lasciando sulla sinistra un caratteristico torrione roccioso e guadagnando la
cresta nord-ovest. Per la cresta, in sci o a piedi secondo le condizioni (attenzione alle cornici sul lato
nord) si raggiunge la vetta.
Discesa per lo stesso itinerario, con diverse linee possibili.
L’itinerario sul versante ovest dell’ Eznevit.
Kortlekli Tepe 3249 m
Dislivello: 1350 m circa (secondo il punto di partenza).
Esposizione prevalente in discesa: nord.
Valutazione: BS.
Il vasto bacino di Emli, nel settore sud-orientale degli Aladaglar, costituisce un ambiente a sé, data la
presenza di una magnifica foresta di pini. L’itinerario descritto percorre una valle laterale, la Mangirci
valley (su alcune mappe confusa con la Kuçuk Mangirci valley).
Con le jeep, da Cukurbag portarsi su strada sterrata a Sarimeddin Yurdu 1900 m (in estate l’area è
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attrezzata per un piccolo campeggio).
Da qui, imboccare la valle in direzione sud-est. Mantenersi al centro, poi piegare a destra (ovest) per
salire i ripidi pendii che portano in vetta.
Discesa per l’itinerario di salita, oppure (consigliato) per il versante ovest, ricongiungendosi al percorso
della salita a quota 2600 m circa.
La valle d Mangirci.
Parmakkaya Valley
Dislivello: 1200 m circa (secondo il punto di partenza).
Esposizione prevalente in discesa: nord.
Valutazione: BS (piccozza e ramponi utili per eventuale superamento della cornice del Avci Veli).
Si tratta di una valle laterale della Emli, parallela e a est della Mangirci valley. Con le jeep occorre salire a
Sarimeddin Yurdu, come per l’itinerario precedente, poi (se possibile) continuare lungo la sterrata fino a
2100 m circa, nella rada foresta.
Con gli sci, continuare per la Emli, quasi in piano, fino a 2200 m, poi deviare decisamente a destra (sud)
per affrontare il pendio che porta nella valle di Paramakkaya.
Tenersi sempre al centro della valle (visibili magnifiche guglie rocciose a quota 2400 m circa), fino a
terminare all’evidente colle (Avci Veli Geçidi, 3300 m).
Gli ultimi 30 m sotto il colle sono ripidi (35°-40°) e può essere presente una cornice alta diversi metri, a
volte superabile solo con piccozze e ramponi.
Discesa per il percorso della salita.
Possibile altra meta: da quota 2700 m si apre un bacino tra le rocce, verso nord, con possibilità di
raggiungere vette di circa 3400 m, sulla continuazione della cresta sud-ovest del Kaldi.
Il colle Avci Veli Geçidi 3300 m, alla testata della Parmakkaya valley.
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Altre possibilità scialpinistiche nel gruppo degli Aladaglar.
Gli Aladaglar offrono infinite possibilità di esplorazione. Gli itinerari si scoprono sul posto durante la salita,
dato che spesso dal basso è difficile stabilirne la fattibilità.
NEL SETTORE NORD-OVEST:
alta valle di Cimbar, ampi pendii con colli e vette dal bacino di Cagalun Golu;
Dipsiz Vada (laterale della valle di Narpuz, vedi itinerario all’ Emler), sul versante nord dell’
Emler.
NEL SETTORE SUD-OVEST (EMLI):
la valle Kuçuk Mangirci (oltre l’alpeggio di Alaca Yayla), con possibilità di traversata nella
Mangirci valley (alpinistico);
- Guzeller 3460 m, alla testata della valle di Emli, gita classica, bella ma con molto sviluppo;
altre gite (con forte sviluppo) dal bacino di Siyirma Vada, sul lato nord (Gurtepe).
NEL SETTORE NORD-EST (YEDI GOLLER):
Lo Yedi Goller (7 Lakes Plateau o altopiano dei 7 laghi) è ben noto ai trekkers in estate, ma totalmente
deserto in inverno e primavera. Ci si arriva da ovest attraverso il colle Celikbuyran (vedi itinerario per l’
Emler), oppure con lungo approccio da est, a partire dal villaggio di Ulupinar 1800 m.
La zona si presta ad essere esplorata a partire da un campo base. Sono possibili diversi itinerari in
giornata, oltre all’ Emler: colli sulla cresta Sema Tepe – Cagalin, Adsiz Tepe (Kizylkaya sud) 3667 m, colli
e vette ad ovest del Kizilyar.
NEL SETTORE SUD-EST (TORASAN):
E’ un settore poco frequentato, accessibile con difficoltà da sud est (villaggio di Yetimli), oppure in
traversata da ovest (per un colle nell’alta valle di Emli).
Sono certamente interessanti la stretta valle di Kokorot (tra Gurtepe e Boruklu) e la più ampia Karagol
(tra Boruklu e Kizilyar).
RAID DELL’ ALADAGLAR
Nel 2004 un team olandese ha compiuto la prima (e unica ?) traversata dell’Aladaglar, in completa
autonomia (quindi con attrezzatura da bivacco e cibo). La traversata è complessa e ha carattere
esplorativo, e richiede un’attrezzatura completa di ramponi, piccozza, corda.
Partendo dalla Emli valley, la si risale fino ad un colle 3300 m tra il Kuçuk Cebel e il Cebel Basi, e da qui
si scende nella Kokorot valley (1°giorno). Da questa valle è possibile portarsi sulla cresta nord del
Boruklu, proseguire ad una vetta quotata 3588 m e scendere in direzione nord (arrampicata e canale
ripido a 45°) verso lo Yedi Goller in prossimità del caratteristico torrione roccioso del Direktas (2°giorno).
Dal Yedi Goller si procede in direzione nord e si sale alla cresta est del Cagalin Basi alla quota 3517 m.
Da qui si scende a piedi un tratto di cresta (nord) fino ad una sella, per poi mettere gli sci e scendere
nella valle di Yildiz (3° giorno).
Da qui occorre individuare un colle, a nord del Yildiz Basi 3454 m, che consente di passare sul versante
Cimbar (vedi itinerario Canyon di Cimbar), molto ripido inizialmente, per arrivare finalmente a Demirkazik
(4° giorno).
MOUNT ERCIYES 3916 m
L’ Erciyes è un grande vulcano, inattivo e fortemente eroso, che si eleva in posizione isolata a circa 25
km a sud di Kayseri. E’ la vetta più elevata dell’Anatolia centrale.
Il versante est è facilmente accessibile, dalla stazione sciisitica di Erciyes 2200 m, sulla strada che collega
Hisarcik a nord con Develi a sud.
Dislivello: 1300 – 1700 m circa (secondo il punto di partenza).
Esposizione prevalente in discesa: est.
Valutazione: BSA (piccozza e ramponi utili).
Nella stazione sciistica di Erciyes si sale su dolci pendii verso ovest, in direzione della base della
montagna. Se gli impianti sono aperti, suggeriamo di prendere la seggiovia a 6 posti “Kultepe”, sulla
sinistra, che porta fino a quota 2637 m.
Arrivati nel vasto bacino ad est della montagna, a quota 3000 m circa, bisogna decidere quale linea
affrontare tra le due consigliate al centro della parete (vedi foto): la linea di destra è quella più evidente
e diretta, che sale in un ampio canale (Seytan gully) e sfocia nel grande pendio sommitale (pendenze di
35°-40°). La linea di sinistra (Nesrin Topkapi) sale prima un ripido pendio fino a quota 3400 m circa, per
poi collegarsi alla precedente con un lungo traverso (pericoloso in caso di neve instabile).
Verso la sommità, è consigliabile spostarsi sulle rocce a destra. La vera cima 3916 m è costituita da un
torrione roccioso superabile in arrampicata, altrimenti ci si ferma alla vetta sciistica più bassa di 25 m.
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Discesa: per una delle due linee descritte, oppure ancora più a destra per la cresta est (vedi foto) per i
couloirs Angel o Evil. (sci ripido, con pendenze a 50°, da valutare attentamente). La seconda potrebbe
obbligare a qualche passo di scalata su roccia in discesa, appena sotto la cima.
Salite/discese alternative:
per la cresta sud-est: è la lunghissima via normale estiva, non consigliata in sci;
da sud: una strada sterrata sale fino a quota 2200 m circa, poi diverse linee sono possibili per la
vetta, con pendenze a 45° e oltre tra 3500 e 3800 m;
da nord-ovest: da Hacilar una strada sale sul versante nord della montagna, in estate fino a
Dogcevi 2600 m, poi occorre seguire il percorso della via estiva Buzul, su pendenze sostenute e
diversi passaggi esposti.
Versante est dell’ Erciyes, con le vie possibili, da sinistra:
cresta sud-est, Nesrin Topkapi, Seytan, Angel’s couloir, Evil’s couloir.
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Erciyes versante nord-ovest.
Erciyes versante sud: al centro la possibile linea sciistica; a destra la cresta sud-est.
NOTE SULLA CAPPADOCIA
La Cappadocia (il nome significa "terra dei cavalli") è una regione storica dell'Anatolia, nota per gli
antichissimi insediamenti umani e per la formazione geologica particolare; è nella lista dei patrimoni dell’
UNESCO. La formazione geologica tipica, un tufo calcareo, ha subito l'erosione per milioni di anni,
acquisendo forme insolite come i famosi “camini delle fate”. La roccia tenera ha permesso all'uomo di
costruire le sue abitazioni ricavandole nel terreno, dando vita a insediamenti rupestri e grotte, alcune
frequentate e abitate ancora oggi.
Nella regione fiorirono antiche civiltà, come quella degli Ittiti, o altre provenienti all’Europa in epoca
bizantina; ognuna di esse ha lasciato in Cappadocia la propria impronta culturale. La posizione geografica
ha fatto per secoli della Cappadocia un crocevia di rotte commerciali, oltre che l'oggetto di ripetute
invasioni. Gli abitanti della regione hanno costruito rifugi sotterranei (esempi ancora visitabili sono le città
di Kaymakli e Derinkuyu), dove vi abitavano anche per diversi mesi in automomia.
L’influenza cristiana nella regione data dal IV secolo, vi restano numerosi monasteri e chiese rupestri. La
decorazione pittorica risente del periodo iconoclasta, quando venivano bandite le rappresentazioni di
santi e della divinità; solo dopo il VIII secolo fu permesso il culto delle immagini e furono rappresentate
episodi della vita di Gesù.
Verso la fine del XII secolo i Selgiuchidi attaccarono i monasteri, che furono definitivamente abbandonati
dopo l’insediamento delle popolazioni arabe.
I siti naturali e archeologici più interessanti sono nell’area di Avanos, Goreme, Zelve, e Urgup, dove
diversi circuiti a piedi (segnalati) consentono una visita agevole.
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Il team in azione sulle nevi della Cappadocia:
Filippo, Andreas, Norberto e Elena, Sabine, Martin, Ismet, Stefan, Franz, Karin.
CARTA GENERALE DELLA TURCHIA
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MAPPA SCHEMATICA DEGLI ALADAGLAR
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