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Quindicinale della Comunità Italiana del Cile
www.presenza.cl
16 giugno 2015
Anno XLVI Nº 893
Franqueo Convenido • Res. Nº 1062/1979 • Santiago • Av. Bustamante 180 • Providencia - Fono: 22229328 • Fax: 26354127 • [email protected] • Aderente alla FUSIE e FSS
Messaggio dell'Ambasciatore
Marco Ricci per le feste patrie
La Festa Nazionale rappresenta la commemorazione
dell’anniversario del 2 giugno
1946, quando i cittadini italiani optarono per la Repubblica.
In questo giorno si festeggia
non solo la nostra identità
nazionale, ma anche i valori
universali della Democrazia
che condividiamo con il Cile e
che, senza dubbio, sono la base
della nostra lunga storia di
relazioni bilaterali. Come tutti
gli anni, la Festa della Repubblica è un’occasione per fare
un bilancio degli ultimi dodici
mesi di relazioni tra l’Italia e il
Cile. Se dovessi riassumere in
due parole quello che è successo in questo periodo, non esiterei ad utilizzare l’ espressione
“nuovo impulso”.
Nel mese di agosto dell’anno scorso, l’Onorevole
Federica Mogherini, Ministro
degli affari esteri, nominata a
novembre Alto rappresentante dell'Unione Europea per
gli affari esteri, ha visitato
il Cile incontrandosi con il
suo omologo Heraldo Muñoz
e con la Presidente Michelle
Bachelet, che si e’ poi riunita
con il nostro Primo Ministro
Matteo Renzi, a settembre a
New York.
Nel mese di marzo, abbiamo
ricevuto a Santiago il Ministro
della Difesa, Roberta Pinotti,
che aveva già incontrato il
suo omologo, Jorge Burgos,
nel giugno precedente. In
quell’occasione fu firmato un
importante accordo di cooperazione. Nel mese di aprile, il
Vice Ministro dello sviluppo
economico, Carlo Calenda,
ha visitato il Cile con una
delegazione di oltre sessanta aziende, con l’intenzione
di sviluppare nuovi legami
commerciali. Il 5 di Maggio,
l’allora Ministro della Cultura,
Claudia Barattini, si e’ riunita
a Roma con il suo omologo
Dario Franceschini, prima
di partecipare a Venezia all’
inaugurazione della Biennale
d’Arte Contemporanea. Dal
24 al 26 maggio, il Presidente
della Camera italiana dei
Deputati, Laura Boldrini, ha
incontrato a Santiago con il
Presidente Marco Antonio
Cont. in ultima pagina
Il voto amministrativo Regionali,
la sfida finisce 5 a 2
«Abbiamo sventato un
altro assalto del 'partito nel
partito'. Ora abbiamo dei
problemi da risolvere e li risolveremo. Ma li risolveremo
con la forza di chi ha vinto
cinque Regioni su sette, dieci
negli ultimi diciotto mesi.
Al centrodestra ne sono rimaste tre, M5S esulta ma sta
a guardare... E tutto mentre
stiamo facendo riforme che
scontentano, che non danno
voti ma li tolgono».
La decisione di imbarcarsi
all’alba e andare a passare il
giorno del postvoto a Herat,
a fianco ai militari di stanza in Afghanistan, è stata
un toccasana per Matteo
Renzi.
Guardando in faccia «la
battaglia di quel popolo per
una vita normale», vestendo
la mimetica dei «nostri ragazzi» le polemiche romane
perdono peso e valore.
«Il risultato è molto positivo – dice con distacco appena
rimesso piede in Italia –,
andiamo avanti con ancora
maggiore determinazione
per cambiare il partito e il
Paese».
La rabbia della notte di
domenica è sbollita. La partita alla Playstation con
Matteo Orfini, racconta chi
ha passato il giorno del voto
con il premier, è da collocare proprio nel momento
in cui sembrava essere
persa anche l’Umbria. Poi
la vittoria al fotofinish che
ha messo in cassaforte il
52. Però i problemi ci sono,
e sono seri.
Renzi li mette in ordine.
- Primo, il Veneto, il
Nord-Est che sembra aver
chiuso di nuovo le porte
al Pd dopo le aperture di
credito delle Europee.
- Secondo, il Mezzogiorno, «perché ora con tutti
governatori nostri non abbiamo più alibi, ci vorrà una
cabina di regia per il Sud».
- Terzo, il cammino delle
riforme, con un tentativo di
dialogo soft sulla scuola e sul
nuovo Senato.
- Quarto, le fatiche delle
Regioni 'rosse'. «Bisogna
cambiare, gli elettori pensano che la rottamazione
si sia fermata a Roma...»,
spiega Renzi ai suoi. Quinto
problema, il più grave, la
minoranza Pd. Il premier
era furioso per il risultato
in Liguria, ha impiegato ore
per assorbirlo.
Ma lunedì sera è convocata
una direzione in cui l’ex sin-
daco di Firenze alzerà il tiro,
altro che mediazione: «Basta
con i due partiti in uno. Per
molto meno in passato ci
sarebbero state espulsioni
a valanga. Per chi vuole regolare i conti c’è il congresso
del 2017.
Sino ad allora tocca a noi
e alla nostra agenda. Se
poi ci vogliono far cadere,
facciano pure, si è visto che
l’unico effetto concreto è resuscitare Berlusconi e Grillo.
Mi immaginano pronto a
fare piccoli compromessi per
evitare il voto anticipato? Si
sbagliano...».
Parola che braccano sul
nascere i numeri inviti ad
un «maggiore dialogo» che gli
fanno piovere sia sms e via
agenzie di stampa i leader
della minoranza dem.
Questa l’analisi. Poi ci
vuole una soluzione. Che
ha un solo nome: rimpasto.
Rimpasto nel governo per
rafforzare Istruzione, Sviluppo e Mezzogiorno.
Rimpasto in Parlamento,
per coprire la pedina di
capogruppo. E poi nuovo assetto nel partito con un uomo
forte che governi i territori
e diffonda il verbo renziano.
È la prospettiva che porta
Lorenzo Guerini alla guida
Cont. in ultima pagina
1986: ritorniamo al Co.Em.It.
Il Comitato per gli italiani all’Estero - COM. IT. ES. - ha voluto concludere la settimana di
festeggiamenti in onore all’anniversario della Repubblica Italiana rendendo un simbolico
omaggio con l’offerta di fiori presso il monumento con cui la collettività italiana residente
dell’epoca ha omaggiato il Cile per il primo centenario dell’indipendenza.
Alla presenza di una ventina di persone e rappresentanti di alcune istituzioni tra cui
l’Undicesima Compagnia di Vigili del Fuoco “Pompa Italia”, Associazioni Regionali del
Piemonte, Liguria, Le Marche, Trentino-Alto Adige e Campania nonchè la Console d’Italia
in Cile D.ssa. Nicoletta Gliubich e la Direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura Prof.ssa.
Anna Mondavio e Consiglieri del Comites neo eletto, la scorsa fredda domenica 7 giugno ore
10,30 il Presidente del COMITES Claudio Curelli e Segretaria Millaray González hanno
deposto una corona di fiori in omaggio della Repubblica Italiana.
Presente anche il dott. Giuseppe Odone, Coordinatore delle Associazioni ed Istituzioni
Italiane della capitale.
Subito dopo i presenti si sono recati presso la Parrocchia Italiana per assistere alla
tradizionale Santa Messa.
Comites - Cile
L’amico Carlo Battaini, nelle poche
volte che mi scrive da Viña del Mar, ha la
forza di smuovere dal mio subcosciente la
nostalgia ed il rimpianto per una tappa
della mia vita donata alla comunità
italiana attraverso uno dei cammini,
in quel tempo, alle prime esperienze: il
Co.Em.It (precursore dell’attuale Com.
It.Es - Comitato Italiani Estero). Parliamo del 1986.
Nel saluto che mi invia, il nostro amico
Carlo si lamenta che la comunità dimentica facilmente i “grandi personaggi
dell´epoca e voglio elencare, Giovanni
Ferralis per primo, Teresio Mezzano
(artefice del P.I.N. -Primo incontro nazionale), Angelo Bruzzone tutti e tre
passati a miglior vita: Sergio Oneto
Presidente per 10 anni, oggi in precario
stato di salute”.
Aggiungo che nella lista ci sei anche tu,
caro Carlo. Ti assicuro che non dimentichiamo, almeno coloro che in quel tempo
eravamo attori eletti dalla comunità. Un
gruppo di amici saldamente unito nell’assoluto reciproco rispetto che remava
compatto e, direi, sorridente, verso mete
scelte insieme.
Che bello ricordare, assieme a te, la
poderosa rappresentanza della Vª Regione in seno al Co.Em.It. Un quartetto
meraviglioso: Teresio Mezzano, Sergio
Oneto, Carlo Battaini e Angelo Bruzzone.
Mi ricordi anche l’avvenimento unico e
mai più ripetuto nella nostra storia che
ha smosso tutta la comunità italiana residente in Cile: da Arica a Punta Arenas:
il famoso P.I.N. che ha raccolto a Valparaiso varie centinaia di rappresentanti di
Associazioni ed Istituzioni Italiane.
Il Co.Em.It. sarebbe nato qualche mese
dopo alla realizzazione del P.I.N. ma gli
artefici di questo incontro di Valparaiso e
capitale eravamo già amici, collaboratori
impegnati, credenti nella grandezza della
Patria perché avevamo nel cuore la fiamma
dell’Italia che bruciava e che volevamo riaccendere nel cuore di tanti altri italiani che
l’avevano lasciata affievolire.
Sto leggendo il titolo che il nostro buon
giornalista Guglielmo Solari ha stilato
in Presenza sulle giornate di studio passate nei locali della Scuola Italiana di
Valparaiso:”Apoteosi del Primo Incontro
Nazionale delle Istituzioni Italiane”; poi il
discorso inaugurale di Giovanni Ferralis,
Coordinatore delle Istituzioni Italiane del
Cile, il meraviglioso intervento di Teresio
Mezzano leader della manifestazione, gli
scritti preparativi di Albino Misseroni ed
altri interventi.
Anche Anita, con il Gruppo Fiaccola, ha
acceso il faro della musica italiana nell’Aula
Magna dell’Università Santa Maria con lo
spettacolo applauditissimo “Cara vecchia
Italia”.
Non dimentichiamo l’immenso lavoro
organizzativo (vitto, alloggio, spazi per incontri, celebrazioni, finanziamento, visite,
ricordi dell'avvenimento...) per varie centinaia di partecipanti che il comitato della
Vª Regione, con l’appoggio della capitale, si
è sobbarcato.
Caro Carlito, tutto questo è scritto nel
cuore di chi ha vissuto quei momenti.
All’inizio delle attività del nuovo Comites
auguriamo lo stesso entusiasmo trasparente,
leale e fattivo per il bene della comunità che
ha animato i dirigenti nel 1986.
Giuseppe Tomasi
Cont. in ultima pagina
2
Presenza- 16 giugno 2015
SPAZIO APERTO
Informazioni
Corrispondenza
ACLI
La Direzione ringrazia i lettori che le scrivono perché dimostrano interesse per i problemi e la vita della nostra comunità. Nello
stesso tempo si scusa se, per evidenti ragioni di spazio, qualche
lettera dovrà essere ridotta. La Direzione inoltre si riserva la
pubblicazione di lettere che riterrà molto conflittuali.
Pagina web: www.patronatoacli.cl
Valparaiso, esempio di
attività culturali italiane
Estimados Dirigentes
Comunidad Italiana
V° Región
En adjunto, con mucho
agrado le estamos enviando
la Cartelera de Junio del instituto DUOC de Valparaíso,
sede Edificio Cousiño.
Es una cartelera dedicada
enteramente a Italia, por ser
este el mes de la Repubblica,
así es que tiene una variada
oferta de eventos de diverso
tipo, de cine, música, historia e incluso gastronómicos,
entre otros.
Dentro de estas actividades, podemos comentar
e invitarlos especialmente
desde ya el día MARTES
23 DE JUNIO a las 19.00
HORAS, al estreno nacional del tráiler o avance del
documental "EMPORIOS,
INMIGRANTES ITALIANOS DE AYER Y HOY" de
la DESTACADA realizadora
Magdalena Gissi.
-VEREMOS EN EXCLUSIVA parte de este trabajo
que está en plena filmación
actualmente, seguido de un
CONVERSATORIO con la
Sei di Santiago e non ricevi
regolarmente Presenza?
Chiama al Cel. 97849283
Grazie
DEBER CUMPLIDO
realizadora y la protagonista
de la cinta, junto a un sicólogo y a dos historiadores,
todos especialistas en temas
de inmigración y patrimoniales.
-Luego de la exhibición y
del conversatorio, podremos
compartir una DEGUSTACIÓN de crostini, focaccia y
vino italiano.
-La entrada es liberada
Esta actividad está siendo
organizada por en instituto
DUOC, en conjunto con el
CONSIGLIO DELLA COMUNITÁ ITALIANA
V° REGIONE.
Los invitamos a asistir y
disfrutar de esta pieza documental, que retrata algo muy
propio de nuestra historia
como inmigrantes italianos,
una forma de comercio ligada a todas nuestras familias... porque todos tuvimos
un antepasado que fue dueño
o que al menos compraba en
algún Emporio.
Esperando que esta presentación sea de su interés y
que nos puedan acompañar
el 23/06, saluda cordialmente
Paolo Bacigalupo G-L
Caro Paolo,
ho cercato di inviare assieme anche i dati per leggere la
"Cartelera" cosa che mi è risultata impossibile (ho grandi
limiti tecnici nell'uso di queste macchinette....di punta!).
Comunque ecco, sottolineo l'invito a partecipare martedì 23
giugno alle ore 19,00 alla proiezione, per lo meno in parte, del
documentario dell'amica Magdalena Gissi riguardante una
attività commerciale tipicamente ligure: gli "EMPORIOS".
Per invogliare gli interessati, vedo che, subito dopo, ci sono
a disposizione squisitezze dolciarie della cucina italiana assieme a un buon bicchiere del nostrano.... Se ci fosse qualche
chilemetro in meno mi vedresti in prima fila.
Un abbraccio.
Al G7 raggiunto
l'accordo sul clima
L’ORA
ITALIANA
Il filo che ci unisce
all’Italia
RADIO SANTIAGO
Dalle 9,00 alle 10,30
La domenica mattina
Sempre in
Radio Santiago CB69 AM
www.radiosantiago.cl
EDITRICE
Parrocchia Italiana
N.S. Pompei Scalabriniana
***
RAPPRESENTANTE LEGALE
Giulio Rubin
***
DIRETTORE
RESPONSABILE
Aldo Costa
***
DIRETTORE
REDAZIONALE
Giuseppe Tommasi
***
COLLABORATORI
Paolo Castellani
Fina Franchini
Gloria Nocchi Frascoli
Consuelo Canessa
***
CORRISPONDENTI
Arica
Verónica Bibiano
Antofag. Rodolfo Sanchez B.
Iquique
Vacante
La Serena Caterina Pezzani
Quillota
E. Schiappacasse
V. Alemana Gilda Rivara
Valparaiso
Concep.
Giancarlo Carro
P. Arenas Américo Diaz B.
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Contribuzione annua
$ 20.000. Cheque nominativo
a «Presenza»
***
Stampa C. von Plate
Esce il 1º e il 16 di ogni mese
Bustamante 180 - Santiago
Tel: 2665-0340; 22225247 - E-Mail: [email protected]
Avenida Ricardo Lyon 322 (Providencia)
Reservas al (56 2) 2484-8484
Un accordo sul clima è
stato raggiunto al vertice
G7 in Baviera: i leader hanno concordato sull'obiettivo
di mantenere l'aumento
della temperatura globale
entro i due gradi rispetto ai
livelli pre-industriali.
L'accordo rappresenta
una vittoria per la cancelliera tedesca, Angela Merkel, che voleva costruire
un fronte unito in vista
della conferenza sul clima
che si terrà a Parigi a dicembre.
Nel comunicato finale del
summit in Baviera, i Paesi
del G7 (Germania, Francia,
Regno Unito, Italia, Stati
Uniti, Canada e Giappone)
hanno definito "necessaria"
una "importante riduzione
delle emissioni mondiali
di gas serra" nel corso del
secolo.
Si sono pronunciati a
favore di un obiettivo che
preveda una riduzione dal
40% al 70% delle emissioni
rispetto a quelle del 2010
entro il 2050, "nell'ambito
di una risposta mondiale".
No me corresponde hacer una rendición de cuenta del CGIE,
no tengo su representación, sin embargo, creo conveniente
informar a la opinión pública de algunas realizaciones que
premian el importante volumen de trabajo concluido por el
CGIE , fruto de la vocación de servir a los italianos que viven
en el exterior y de la propia Italia para que pueda disponer
de los instrumentos aptos para vitalizar la valiosa presencia
de consistentes comunidades y de millones de ciudadanos
italianos residentes fuera de Italia.
Esta información es necesaria antes de la renovación
de la composición del CGIE: hacerlo una vez terminado el
proceso electoral sería una inutilidad y la información es
siempre bienvenida.
El CGIE ha cumplido con las competencias que le asigna
la ley , y también, ha tenido la capacidad de dar importantes
impulso a las comunidades radicadas fuera de las fronteras
de Italia, en especial, con la obtención del voto político, la
creación de la circunscripción exterior y la “ Conferencia
dei Giovani nel Mondo.” Sin perjuicio, los resultados son
menores al esfuerzo.
El art. 48 de la Constitución que establece la circunscripción exterior es el mayor logro del CGIE. Un triunfo que
tuvo el mérito de transformarse en ley de la Republica.
El CGIE ha organizado numerosas conferencias y congresos, el más importante sin duda la Conferenza dei Giovani nel
Mondo, (Roma, 10-12 diciembre 2008). Este evento permitió
organizar en Chile un grupo de jóvenes que luego de varios
encuentros nacionales, Santiago y La Serena, se designaron
de concierto con el Comites los ocho (8) integrantes de la
delegación.
Sin precedente en el pasado es la nominación, (no a dedo
por el Consejero del CGIE responsable), la distribución a nivel nacional ( 4 de regiones y 4 de Santiago), y la importante
consistencia numérica asignada a Chile (8).
Un logro importante es que Millaray González delegada a
Roma es hoy miembro del Comites. Seguramente pudieron
ser muchos más, la reiterada prorroga de la elección diluyó
el entusiasmo y, también, en algunos, la juventud.
La amplia labor es reconocida por el Ministro de RREE
On. Paolo Gentiloni: “In seno al CGIE vengono dibattute le
principali questioni di interresse degli italiani all’ estero,
fornendo agli Enti che in Italia pongono in essere politiche
per le nostre collettivitá preziosi spunti, reflessioni e spesso
stimolo.” Il 2015 vedrá il rinnovo del CGIE . In qualitá di
Presidente, vorrei formulare il mio ringraziamento a quanti-alcuni di loro non sono piú tra noi- vi hanno operato con
convinzione e tenacia.”
Mi asistencia es del 100%. He intervenido en las Asambleas
Plenarias y en la III Comisión, en todas ellas se ha dejado
testimonio en Actas de la representación de los italianos y la
comunidad italiana residente en Chile ( a mi juicio no basta
asistir es indispensable intervenir en los debates).
He representado a nuestra comunidad con la máxima
dignidad y fidelidad. A pesar del exacerbado militantismo
partidista, mantuve mi independencia de los partidos. Es
mi convicción que la representación no es personal, en la
comunidad existen intereses y opiniones políticas divergentes
y no corresponde que el mandatario exhiba sus opiniones
políticas personales.
He colaborado con todas las asociaciones, patrocinando
o compartiendo iniciativas de progreso. Al Comites presenté
siempre informes escritos sobre lo tratado y resuelto en el
CGIE y luego publicado en Presenza.
Ejercí la representación cada vez que recibimos huéspedes
ilustres, ocasión propicia para resolver asuntos pendientes.
Recuerdo en primer lugar la visita del Jefe del Estado, Giorgio
Napolitano; la visita del Premier On. Romano Prodi (2007) al
que presenté un petitorio que mereció respuesta personal (14
mag,2007) en la que me expresa el Premier: “Dopo un attento
esame, molti punti sono stati risolti (ampliamento della
cancelleria consolare i cui lavori stanno per incominciare e
l’ avvio delle procedure di ratifica dell’ accordo di sicurezza
sociale). Per gli altri sono allo studio una serie di soluzioni
innovative e dai costi compatibili....”
Otros ilustres visitantes, On. Massimo D’Alema, (se pudo
Paolo Castellani (Segue in ultima pagina)
Paesi del G7 si sono imAbbonamento 2015 - Fiducia Ireciproca
Tanti lettori fedeli ci seguono da anni dimostrando fiducia nel nostro operato. Per poter
continuare a seguirlo chiediamo ancora un segno di fedeltà.
Molti pensionati ci chiedono l’abbonamento gratuito (che neghiamo a nessuno).Il fatto
ci obbliga a creare una èlite di “sostenitori” che conguagliano gli abbonamenti gratuiti. Vi
ringraziamo cordialmente della collaborazione.
Per facilitare il versamento dell’abbonamento abbiamo aperto nel Banco de Chile la
“Cuenta de Ahorro N. 08-166-01126-03” a nome di “Giuseppe Tommasi B.”.
Una volta fatto il versamento la preghiamo di inviarci per mezzo di lettera o fax la ricevuta
o semplicemente informarci per E-mail o per telefono. Vedi in prima pagina, in alto. i dati.
Cognome.....................Nome....................... via....................................città....................
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TERZA PAGINA
Passatempo e umore
Presenza- 16 giugno 2015
3
Ligabue,i giorni della conversione
Antonio Ligabue, il grande
pittore naïf, a cinquant'anni
dalla morte (il 27 maggio
1965), continua ad affascinare con le sue opere di grande
potenza (basti pensare al
successo che riscuotono le
sue mostre, ovunque si tengano).
Scriveva Indro Montanelli:
«Io stesso, nella mia ignoranza, sono rimasto stupito
dalla nettezza dei colori e
dallo straordinario potere
di suggestione che sprigiona
da certe sue assurde figure
di leoni e di gorilla e da
certe sue macabre sequenze
di scarafaggi all'assalto di
cadaveri». Ma l'artista continua ad affascinare, anche,
per la sua vita stramba e
disperata.
Proprio all'uomo, Antonio
Ligabue, è dedicato un bel
documentario di Ezio Aldoni che sarà presentato, in
anteprima nazionale, il 3
giugno, a Gualtieri, il paese
della Bassa reggiana dove
visse e morì.
Un'opera importante,
quella del regista Aldoni,
quasi definitiva, oseremmo
dire, che si avvale (oltre alla
testimonianza di persone del
posto) della partecipazione
di figure di spicco del mondo
culturale italiano. Si va da
Vittorio Sgarbi ad Alessandro Haber, da Flavio Bucci
a Beppe Carletti (che, per
l'occasione, ha rispolverato
l'intensa canzone Damm
un Bes scritta da Augusto
Daolio).
Tra i tanti meriti del documentario (a cui fa seguito un
bel volume, Antonio Ligabue,
l'uomo, edito da Imprimatur
e scritto a quattro mani con
Giuseppe Caleffi, direttore
della Casa Museo recentemente aperta proprio a
Gualtieri) c'è quello di portare alla luce e di dare il
giusto peso a un passaggio
della vita di Ligabue rimasto per lo più inedito e poco
approfondito: quello, cioè,
della sua religiosità e della
conversione al cattolicesimo
avvenuta negli ultimi anni
di vita. Aveva ragione Sergio Saviane quando notava
che Ligabue era una «delle
più complesse esistenze del
nostro tempo che ha dipinto
circa 500 quadri e, malgrado
il suo valore, è rimasto finora
in ombra e nella più squallida miseria».
La sua fu un'infanzia difficile: nato in Svizzera nel
1899, da madre italiana, ave-
va appena un anno quando
venne affidato a una famiglia di elvetici, instaurando
un rapporto di amore e odio
con la matrigna. Cacciato
dalla scuola, venne poi (a seguito di una denuncia della
matrigna) mandato via dalla
Svizzera nel 1919 e portato a Gualtieri (il paese di
origine del padre adottivo).
Qui, dopo qualche lavoretto
a giornata scappò nel bosco,
vicino al "Grande Fiume"
(come Giovannino Guareschi
aveva ribattezzato il Po),
vivendo nelle capanne disseminate nella golena. Iniziò a
dipingere mescolando i pochi
colori che trovava con l'urina
e i suoi sputi. Per tre volte
venne ricoverato in manicomio. Il suo talento, però, venne prepotentemente fuori, se
ne accorse il pittore Renato
Marino Mazzacurati che lo
sostenne e lo fece conoscere.
I suoi quadri cominciarono
ad avere certo valore, ma per
lui furono sempre motivo di
scambio. Li barattava con
tutto: dai conigli alle moto
(sempre e rigorosamente
Guzzi: ne arrivò a collezionare undici).
Proprio a bordo di una
di queste farà un grave in-
Mausoleo Italiano
cidente che lo costringerà
al ricovero ospedaliero, con
l'impossibilità di dipingere.
Qui si concretizzerà il suo
avvicinamento alla Chiesa.
Ligabue, va ricordato, non
aveva mai avuto simpatia
per gli ambienti ecclesiastici. Si dice, però, che se
ne andasse furtivamente in
chiesa per suonare l'organo.
Ci ha raccontato Giuseppe
Amadei, grande collezionista
e storico deputato socialista:
«All'epoca del ricovero ospedaliero del Toni, era parroco
di Gualtieri don Quirino
Merzi, scrupoloso religioso
morto poi prematuramente,
che non avendolo mai visto
in chiesa, temendo di importunarlo e di esser respinto
non gli si avvicinava per
non disturbarlo, fu il pittore
a richiamare la sua attenzione. Un giorno mentre
somministrava i sacramenti
ai degenti Ligabue gli disse:
«Perché a me no? Suntia na
bestia me? (Sono una bestia
io?)».
Nacque da lì un bel rapporto che portò don Merzi
a battezzarlo il 18 giugno
1963. Come padrino un infermiere del ricovero, Renato
Benaglia, un amante del suo
lavoro e dell'opera lirica che,
non sposato e senza figli, si
fece preparare la tomba per
tempo con su scritto: «Oggi
a me domani a te». Poco più
di un mese dopo, il 27 luglio,
fu, invece, il vescovo di Guastalla, monsignor Angelo
Zambarbieri (nominato da
Giovanni XXIII in partibus
di Sita) a cresimarlo. Quella
volta, a far da padrino, fu il
medico condotto Gioacchino
Tarana. Era stato lui a salva-
re la vita a Ligabue durante
la guerra: lo aveva sottratto,
infatti, a una possibile fucilazione quando il Toni, che era
stato "assunto" dalle truppe
naziste come interprete, in
uno scatto d'ira aveva spaccato una bottiglia in testa a
un graduato nazista.
«Una parte importante
nella conversione, diceva
mio padre Celestino (segretario del ricovero) - spiega
Giuseppe Caleffi - fu merito
di una suora di nome Tonina
che lo curava e lo imboccava.
Bisogna ricordare che il Toni
era misogino. Era la prima
volta, forse, che una donna
si rivolgeva a lui con affetto
disinteressato. Questo può
aver influenzato, ma non determinato la conversione».
Don Merzi fu poi trasferito
e sostituito da don Fabiano
Tortella (parroco di Gualtieri
dal giugno 1963 al luglio
2003) che, oggi, monsignore
92 enne, ci ha raccontato:
«Durante una visita per la
Santa Pasqua mi chiese di
ricevere la comunione. In
seguito andai a trovarlo.
Parlavamo spesso assieme
e lui si dimostrava sempre
molto cortese e rispettoso,
molto lontano dalla caricatura di uomo selvatico che
gli veniva affibbiata in giro.
Pregammo anche assieme».
Fu don Tortella ad accompagnare Ligabue nel suo
ultimo viaggio, un piovoso
giorno di maggio di cinquanta anni fa. «Fu un funerale
solenne - ricorda -, con la
banda e il corteo a piedi che
attraversò le vie del paese,
era una sabato pomeriggio
e la presenza fu massiccia,
tra i tanti anche lo scrittore
Cesare Zavattini».
Al cimitero ci fu un'orazione del sindaco, socialistaprampoliniano, Serafino
Prati, che, alcuni anni dopo,
dedicherà al pittore un piccolo, ma appassionato libro
in cui si può leggere: «Per
me Ligabue si potrebbe paragonare a san Francesco
d'Assisi. Esso tutto diede
senza mai nulla chiedere.
Ma non tutti son d'accordo!
Letterati, giornalisti e critici
d'arte lo vedono da diverse
angolazioni: lo compongono
o lo scompongono; lo pongono
al vertice della gloria o lo
lasciano vivere nel suo originale elemento, ignorando
l'uomo. Ma Ligabue è solo ed
Indirizzi Utili
Ambasciata d’Italia - Clemente Fabres 1050, - Providencia
Tel.: 24708400 - E-Mail: [email protected]
Consolato - Román Diaz 1270, Santiago
Tel: 24708400 - E-Mail:[email protected]
Camera di Commercio- Luis Thayer Ojeda 073,Piso l2, Provi.
Tel.: 562/22322618 - Fax: 562/22330973- E-Mail: [email protected]
Istituto Italiano di Cultura - Triana 843, Providencia
Tel.: 23 2038170 www.iicsantiago.estei.it
ICE Agenzia per la promozione all 'estero e
l'internazionalizzazione delle imprese italiane
Clemente Fabres 1050 (Prov.) Tel. 23039330 E.mail: [email protected]
COMITES -Av.Apoquindo 6589 - Las Condes - Tel. 22129455
CARI -Av. Bustamante 180 - Providencia - Tel: 22229328
Circolo di Professionisti di Origine Italiana
Av. Apoquindo 6589 - Las Condes - Tel: 22425012 - 22481503
Club Stadio Italiano
Av. Apoquindo 6589, Las Condes -Tel: 24847000 Central.
Liceo Italia: Nataniel esq. Ñuble. Tel 2707-5836 - 25927558
Scuola Italiana Vittorio Montiglio
Las Flores 12707, Las Condes - Tel: 25927500
Parrocchia Italiana- Av. Bustamante 180 Providencia
[email protected] - Te: 22229328 - Fax: 26354127
Hogar Italiano - Holanda 3639, Ñuñoa - Tel: 22055476
Umanitaria - Av. Vicuña Mackenna 83 - Santiago - Tel: 26342500
Pompa Italia - República 96 - Santiago -Tel: 26992222 - [email protected]
www.vigilidelfuoco.cl
ACLI -Asociación Cristiana de los Trabajadores Italianos
Bustamante 180 (Parrocchia Italiana) - Tel- Fax: 26345247
COIA: Bustamante 180 -Providencia Tel. 26345247
Associazione Ligure contatto Sig.ra Rina Garibaldi 02 2192144;
Dr. Augusto Brizzolara
specialista in
Geriatria e
Gerontologia
El Trovador 4280
Of. 1108 -Las Condes
Fono-Fax: 2342 5139
Beeper 737 8087 -Cod 8784
Av. Vicuña Mackenna 83 - Santiago - Tel: 26342500
Sig. Aldo Solari al telefono 02 7926752
4
Presenza- 16 giugno 2015
ITALIA E ITALIANI
Paul McCartney: “Basta Marijuana!
D’ora in poi solo un bel cocktail Margarita”
Paul McCartney ha
deciso: «Basta Marijuana! L’ho fumata per
così tanti anni che è
arrivato il momento di
smettere».
L’ex Beatle lo ha dichiarato al Daily Mirror sottolineando che
non vuole essere un
cattivo esempio per i
suoi figli e e i suoi nipoti e aggiungendo che è
stata una «scelta presa
in famiglia». «L’ultima
volta che l’ho fatto per la verità è stato un
bel po’ di tempo fa».
Sir Paul è sereno quando racconta al
giornalista di essere stato un consumatore
di “pot” per tanti anni e spulciando fra le
cronache abbiamo trovato anche un buon
numero di articoli che
raccontano delle sue
dieci (10) notti in una
prigione giapponese.
Nel 1980 uno degli
uomini più popolari
del pianeta fu arrestato dalla polizia di
frontiera giapponese
che scoprì, nascosta
fra i bagagli, una “considerevole quantità di
droga”.
Il 72enne McCartney
ora è in forma e da
tempo ha adottato una dieta esclusivamente
vegetariana che, dice: «mi fa sentire bene e
mi permette di avere l’energia che serve per
le i miei spettacoli.
Se voglio sentirmi “allegro” oggi mi basta u
bel cocktail Margarita. Funziona»!
«I migranti in Italia producono ricchezza»
Rappresentano l’8 per
cento della popolazione,
lavorano ma guadagnano
meno degli italiani, contribuiscono alla ricchezza
del paese. Sono i “Migranti,
attori di sviluppo”, secondo
il ventiquattresimo rapporto
Immigrazione di Caritas e
Migrantes presentato oggi a
Milano al Conference Centre
di Expo.
Gli stranieri in Italia, nel
corso del 2014, hanno prodotto l’8,8% della ricchezza
nazionale, per una cifra
complessiva di oltre 123 miliardi di euro. Per fermarsi
solo ad un dato concre to
fornito sempre dall’Istat,
mentre la retribuzione netta
media mensile dichiarata
dagli occupati italiani è di
1.326 euro, quella relativa ai
cittadini comunitari scende
a 993 euro, per scendere ulteriormente a 942 euro per i
cittadini non comunitari.
Persone attive, propositive,
in grado di contribuire alla
crescita del paese. Sono i “Migranti, attori di sviluppo”,
secondo il ventiquattresimo
rapporto Immigrazione. Il
più delle volte si sente parlare e si descrivono i migran-
Tenga el mejor
punto de vista
P. de Valdivia 3015 F. 22690791
Moneda 708
F. 26649244
San Antonio 325 F. 26325512
SILVANO TAVONATTI A.
[email protected]
ti come “quelli che
chiedono”, “gente a
cui dare”, poichè “in
stato di bisogno”.
Dall’esperienza maturata in tanti anni
di servizio, Caritas
e Migrantes, nelle
pagine del rapporto,
hanno voluto invertire la prospettiva e
raccontare quanto
invece l’Italia e gli
italiani ricevono dai
migranti. Dalla descrizione
della mobilità internazionale, il documento passa a
quella nazionale.
“La storia dell’immigrazione italiana - osservano
Caritas e Migrantes - è caratterizzata da una continua
e costante interpretazione
negativa ed emergenziale del
fenomeno, come a rifiutare
gli ultimi quarant’anni di
storia scritta inevitabilmente
insieme ai migranti, divenuti ormai parte integrante
e strutturale dei territori,
demograficamente attiva,
economicamente produttiva,
culturalmente vivace, e religiosamente significativa, indispensabile al futuro di un
Paese altrimenti destinato a
spegnersi inesorabilmente”.
Gli “immigranti” e la piena
partecipazione sociale. L’analisi parte da una precisazione
terminologica: il termine
“immigrati” è problematico.
“Immigrazione” indica sia
un movimento (si parte dal
proprio paese per giungere
al paese che si è scelto come
meta d’immigrazione), sia un
risultato (si arriva, si tenta
di inserirsi, e dalla società
d’approdo è defnito come
“immigrato”). Dal punto di
vista del risultato, “italiani”,
“immigrati” e “stranieri”
appartengono tutti alla po-
polazione italiana. Sta di
fatto che queste tre categorie
sono talvolta confuse tra loro.
Ma,nei casi concreti, occorre
usarle con cautela. Se, da
un lato, l’immigrato è, per
definizione, chiunque viene
qui dall’estero, dall’altro, nel
linguaggio corrente diventa
colui al quale si attribuisce
un determinato stereotipo
legato all’appartenenza etnico-nazionale, ad uno status
sociale (gli “extracomunitari
sono poveri” e “portano malattie”). Un esempio esplicativo è quello dei figli di genitori
immigrati in Italia. Secondo
una categorizzazione che è
adottata anche dagli studiosi, sono definiti “immigrati
di seconda generazione” pur
essendo nati in Italia. Quest’ultimo caso è uno degli
innumerevoli esempi degli
effetti di una visione sociologica etnocentrica.
Mafia capitale, spazzar via il marcio
Una volta incisa, la ferita
infetta va sottoposta a drenaggio. Può essere letta così,
la seconda triste puntata
dell’inchiesta Mondo di mezzo sulla cosiddetta “Mafia
Capitale”. Certo il colpo è
stato forte e stordente come
sei mesi fa, forse anche di più
per quanto riguarda il
sistema politico romano
e laziale (ma pure per
i corrispondenti partiti nazionali, dal Pd a
Forza Italia), con nomi
di primo piano finiti in
carcere o ai domiciliari.
Spetterà al tribunale in
sede di processo «scindere la gente chiara
dalla no», per citare un
illustre figlio di questa stessa terra, Lucio
Battisti.
Ma già ora, a prescindere
da quelli che saranno gli esiti
giudiziari della vicenda, ce
n’è abbastanza per dire che
si conferma un’allarmante
infiltrazione di una parte
importante e meritevole della società e dell’economia
italiane, quella della cooperazione.
Niente alibi per nessuno,
allora. Il marciume, quando
c’è, va eliminato fino in fondo.
Meglio ancora sarebbe, per
il futuro e a cominciare da
subito, se la pulizia venisse
dall’interno: è più facile, viene meglio e fa meno danni.
Con la consapevolezza che c’è
un tesoro da salvaguardare.
Un tesoro che, negli anni,
ha portato frutti buoni, ha
prodotto pane onesto per
migliaia e migliaia di famiglie, ha creato modelli sani e
ricchezza autentica per intere
zone di questo nostro Paese.
Le buone pratiche, che ci
sono eccome, devono tornare
a essere la regola. Non si può
- come è già accaduto negli
anni scorsi con un altro fiore
all’occhiello italiano, la Protezione civile - rischiare di
smantellare un meccanismo
che funziona, una risorsa per
tutti i cittadini, a causa del
malcostume di alcuni, pochi
o tanti che siano.
Perché poi arrivano i terremoti e le alluvioni, e la
Protezione civile è lì dove
serve. Perché nelle case degli
italiani sono tanti i disabili
e gli anziani, e in genere sono
le cooperative di servizi ad
assisterli. Perché, ancora,
Oggi l’aria è più pulita
rispetto a 10 anni fa.
Un’aria più pulita rispetto a dieci anni fa, o anche solo a
cinque. Ma un’aria ancora avvelenata, in più di una città
italiana. Ben oltre il limite di quanto sarebbe salutare e ben
oltre le soglie indicate dalla legge. E in lieve peggioramento
rispetto al 2014. Secondo i dati del Ministero della Salute,
l’inquinamento uccide 34.500 italiani ogni anno, soprattutto
al Nord. E accorcia la vita di ogni cittadino di dieci mesi: 14
per chi vive al Nord, 6,6 per gli abitanti del Centro e 5,7 al
Sud e isole. Invece il 29 per cento della popolazione italiana vive in luoghi dove la concentrazione degli inquinanti
è costantemente sopra la soglia di legge. E a confermare
l’allarme ci sono i dati dei primi tre mesi del 2015, sull’aria
delle trenta città più popolate d’Italia. Dati raccolti e analizzati da La Stampa sulla base delle rilevazioni fatte dalle
agenzie regionali per la protezione ambientale. La maglia
nera spetta a Padova, che - per i primi novanta giorni dell’anno - ha respirato 53 microgrammi di polveri sottili per
ogni metro cubo d’aria. Ma poco meglio va a Milano e Reggio
Emilia, entrambe a quota 51,2 microgrammi di particolato
per metro cubo.
Come da tradizione, la zona più critica è la pianura padana: le città di Lombardia, Veneto ed Emilia occupano 11 dei
primi 13 posti nella provvisoria classifica dell’inquinamento
2015. Proprio a Padova, Milano e Reggio Emilia la situazione
può dirsi davvero allarmante: a queste città sono bastati
tre mesi per sfondare oltre quaranta volte la quota di 50
microgrammi di pm10 per metro cubo.
migranti e profughi stanno
sbarcando a migliaia e qualcosa, con civiltà e competenza, bisognerà pur fare.
Certo, non “mangiarci” sopra. Non trattare come «una
mucca da foraggiare, altrimenti non si può mungere»
una politica che purtroppo,
spesso, si comporta in modo
tale da avvalorare tale definizione.
Non fare soldi, come secondo gli inquirenti sarebbe
avvenuto, sui bisogni di gente
che non ha più niente, neanche una patria. Non è quella
la ricchezza da creare, perché
gonfia i portafogli di pochi
e ammorba la vita di tutti,
proprio come i veleni versati
nella “Terra dei fuochi”. È così
che si uccidono i sogni e si semina la disillusione cronica,
se non il cinismo. Dei giovani,
soprattutto. Degli italiani.
Degli immigrati, dei
profughi che scappano
da guerre e persecuzioni per ritrovarsi in un
Paese dove nessuno, di
questo passo, crederà
più che possa esistere
l’onestà.
E invece esiste. Esistono i funzionari integerrimi del Comune di Roma e della
Regione Lazio, le cui
figure emergono dagli
atti dell’inchiesta. E
ne esistono in tutti i Comuni
e in tutte le Regioni, così
come i politici perbene e le
cooperative che svolgono il
loro lavoro senza barare. È
la «speranza da salvare» di
cui abbiamo scritto all’inizio
di “Mafia Capitale”.
La Guida Blu di Legambiente,
il mare più bello in Toscana
Mare, ambiente, paesaggio: il meglio dell’Italia per
quest’estate si trova in diverse regioni, con la Sardegna che
svetta su tutte. La località al top del 2015 è però in Toscana:
Castiglione della Pescaia (Gr), seguita da San Vito Lo Capo
(Tp), e da Pollica (Sa). Anche quest’anno Legambiente e
Touring Club Italiano assegnano le 5 vele del “mare più
bello” con la “Guida Blu 2015” alle vacanze di qualità sulle
coste dei mari e laghi italiani, presentata all’Expo a Milano
nell’ambito di Festambientexpo nello spazio di Cascina
Triulza.
SARDEGNA AL TOP In tutto le cinque vele sventolano
in 16 località marine e 6 lacustri. La Sardegna è prima con
4 località tra le migliori per paesaggio, qualità dei servizi e
5 tra i migliori comprensori turistici. La Puglia ha 3 località
a cinque vele, che ha anche una delle new entry, Polignano a
Mare (Ba) è infatti una nuova “5 vele” (revocate invece le 5
vele ad Ostuni, che rimane a 4, per via della decisione di dare
il via libera a un insediamento turistico in zona pregiata).
Prendono le cinque vele anche Liguria, Puglia, Basilicata,
Calabria. Il Tirreno si conferma il mare più ricco di vele, con
le località più belle e accoglienti per chi ama la vacanza di
qualità. Tra le isole minori, Santa Marina Salina (Me) è la
prima e unica isola a raggiungere le 5 vele. Tra le località del
turismo lacustre il Trentino-Alto Adige si conferma la prima
regione con Molveno (Tn) che vince la classifica dei laghi.
L’ELENCO COMPLETO Tra le altre località che
prendono le cinque vele: Posada (Nu), Vernazza (Sp),
Otranto, Domus de Maria (Ca), Capalbio (Gr), Melendugno
(Le), Baunei (Og), Maratea, Bosa (Nu), Roccella Jonica (Rc),
Camerota (Sa). Tra le isole minori arrivano a quattro vele
Favignana, Lampedusa e Linosa, l’Isola del Giglio, Ponza,
l’Isola di Capraia, Anacapri. I primi 10 comprensori turistici
sono: Maremma Toscana e Laziale; Golfo di Orosei, Ogliastra
e Baronia; Isole Egadi; Golfo degli Angeli; Sinis Arbures;
Costa del Parco agrario degli Ulivi secolari; Isole Pelagie;
Sulcis Iglesiente; Costa nord occidentale e Parco dell’Asinara;
Cinque Terre e Golfo dei Poeti.
SPIAGGE E ECOSOSTENIBILITA’ «La Guida Blu dichiara Rossella Muroni, direttrice generale di Legambiente
- è uno strumento utile e piacevole che precede e accompagna
le nostre vacanze» dove trovare «le località più attente
alla sostenibilità ambientale, alla vivibilità e al rispetto
del territorio». Le località premiate oggi a Expo, dichiara
il responsabile Turismo di Legambiente, Angelo Gentili,
«rappresentano l’eccellenza italiana nel senso più alto
del termine». Anche quest’edizione «conferma e rafforza»
l’attenzione «all’eco-sostenibilità, alla conservazione
dell’ambiente, a valorizzare le buone pratiche».
ITALIA E ITALIANI
Zanzara batte leone tra i serial
killer dell’umanità
Una turista americana,
che aveva lasciato aperto
il finestrino dell’auto sulla
quale viaggiava, è stata
uccisa da un leone mentre
visitava una riserva nei
pressi di Johannesburg. La
donna aveva ignorato la
raccomandazione di tenere
chiusi i finestrini e il leone ha
agito in base alla sua natura,
difendendo il territorio.
Non ci sarebbe molto altro da
dire, salvo che su molti giornali americani e inglesi si è
aperto un dibattito su quali
siano gli animali più pericolosi per l’uomo, e se non sia
il caso di fare qualcosa.
I leoni, le tigri e gli squali
che attaccano esseri umani
ricevono sempre grande attenzione dai media, ma sono
tra gli animali che colpiscono
più raramente. Il re della
foresta, ad esempio, è solo al
14° posto della classifica dei
killer, preceduto da minuscoli invertebrati e persino dai
cani e dai cervi.
Una classifica imparziale
degli uccisori di uomini metterebbe al primo posto virus
e batteri, ma, se si dovesse
limitare agli organismi visibili, il campione dei killer
di esseri umani dovrebbe
essere l’uomo stesso, responsabile nel corso della storia
di miliardi di uccisioni di propri
simili. Al secondo posto ci sono
le zanzare, che
trasmettono malaria e dengue a
quasi un milione
di persone l’anno, e al terzo c’è
un altro insetto,
la mosca tse-tse,
responsabile della malattia del
sonno, che colpisce 500 mila
persone, la metà delle quali
non sopravvive.
La paura dei serpenti è
molto diffusa tra gli esseri
umani con buone ragioni,
visto che il loro veleno uccide ogni anno circa 50 mila
persone. Lo stesso avviene
con gli scorpioni, le creature più antiche del pianeta,
approdate sulla Terra dal
mare 350 milioni di anni fa.
Solo 25 specie delle 2 mila
esistenti dispongono di sufficiente veleno per uccidere 5
mila esseri umani all’anno.
Non siamo abituati a considerare gli erbivori animali
pericolosi, se si escludono
i tori delle arene spagnole. Ma ci sono erbivori con
un pessimo carattere, che
possono diventare spietati
killer quando sono disturbati
all’interno del loro spazio.
Uno di questi è l’ippopotamo,
ritenuto uno degli animali
più pericolosi dell’Africa,
responsabile ogni anno di
quasi 3 mila attacchi ad esseri umani troppo curiosi.
Chi sopravvive agli ippopotami deve spesso vedersela con i coccodrilli, quasi
altrettanto letali, con circa
2 mila vittime l’anno. Dopo
gli elefanti, che possono
diventare molto aggressivi
quando ci si avvicina troppo,
e che causano circa 500 morti
l’anno, gli animali dai quali è
meglio stare alla larga sono i
bufali del Capo: pesano una
tonnellata e mezza, corrono
a 50 km orari e attaccano
chiunque non gli sia simpatico, comprese Land Rover e
Jeep, causando 200 vittime
l’anno.
Bocce, una magia che incanta dai tempi di
Noè: al via gli europei in Piemonte
Bocciata, raffa, punto, gioco all’italiana o
pétanque alla francese:
il gioco delle bocce è
vecchio quanto l’uomo.
Non è un’esagerazione,
la più antica documentazione di sfere rotolanti in pietra risale
ai tempi dell’Arca di
Noè, 7000 a. C., nella
città neolitica turca
di Catal Huyuk. Anche i
Greci e Romani giocavano
a bocce: a Pompei, nell’area
archeologica poi denominata
«bocciodromo», è stato rinvenuto un boccino assieme a
un «moderno» set di 8 bocce.
E Shakespeare inserisce il
gioco nel Riccardo II. Ma
bisogna aspettare il 1° maggio 1873 per la fondazione a
Torino della prima società
in Italia dal nome curioso
«Cricca Bocciofila».
I tempi cambiano ma le
bocce continuano a rotolare: sabato e domenica a
Savigliano presso la società
Vita Nova, si svolgerà la
Coppa Europa di Club 2015.
Le quattro società finaliste
sono: Brb Ivrea (Ita); La Perosina-Boulenciel (Ita); Cro
Lyon (Fra); Bk Hrast (Slo).
Favorita d’obbligo Brb Ivrea
con nel palmarès 5 Campionati
Italiani Società e 5 Coppe Europa, ma «le bocce sono rotonde»
dicevano già i nostri nonni.
I giovani
Il totale dei tesserati della
Federazione Italiana Bocce
(Fib) è di 97.906, di cui più
di 60mila atleti e più di duemila società: ci sono anche
i giovani, 17.000 con 4.000
Under 18. Inoltre l’anno
scorso è partito il progetto
Fib Scuola, finora hanno già
aderito 200 scuole con 13.000
bambini.
Lo sport delle bocce non
ha mai sedotto più di tanto i
giovani, attratti da discipline
più visibili in tv: le classiche
partite (Individuale, Coppie,
Terne, Quadrette) infatti
sono troppo lunghe per le
riprese. Per correre ai ripari
a fine Anni 80 la Federation
International de Boule ha
inventato i Giochi alternativi. Tiro Progressivo (Navetta); Staffetta (Tiro veloce a
Coppie); Tiro di Precisione,
Combinato (Singolo e Coppie) dove occorrono notevoli
doti atletiche nella corsa
di 5 minuti abbinata alla
precisione.
Il territorio
Il Piemonte è l’unica regione dove vengono praticate tutte e tre le specialità,
compresa la Pétanque, sport
nazionale in Francia «a pie-
di uniti», all’inizio del
1900 da Jules Le Noir,
giocatore famoso e sfortunato nel Volo costretto
sulla sedia a rotelle.
Al timone delle bocce
italiane, dal 28 febbraio
1993, è l’avvocato Romolo Rizzoli, romano,
che ha promosso due
progetti ludico ricreativi con l’intento di coinvolgere sempre più persone.
Il primo è «Bocciamoci... con
passione» distribuendo sul
territorio nazionale migliaia
di set in piccole bocce della
Pétanque. Il secondo è incentrato sulla diffusione delle
Bocce Beach per invogliare
a giocare sulla sabbia.
Le Olimpiadi
Gli appassionati aspettano
da anni la risposta positiva
per le Olimpiadi. Curling sì
e bocce no. Pietra sì e metallo
no. Perché? «Il desiderio di
vedere le bocce alle Olimpiadi è enorme - dice Rizzoli - in
tutti i componenti del movimento boccistico mondiale.
Lo sport è stato riconosciuto
dal Cio (Comitato Internazionale Olimpico) nel 1986.
Aspettiamo le novità».
Expo, ecco i numeri del primo mese: 2,7 milioni
di visitatori. 15 milioni i biglietti venduti
L’attesa è stata lunga, ma la promessa rispettata: concluso
il primo mese di Expo, l’organizzazione si è decisa a rendere
noti i numeri ufficiali sul flusso dei visitatori. E sono stati
2,7 milioni quelli che hanno varcato - dal 1° al 31 maggio - i
cancelli dell’esposizione universale.
Un dato che, a proiettarlo su sei mesi, non consentirebbe
di raggiungere i 20 milioni indicati come il grande obiettivo,
quelli auspicati dalla società che gestisce la manifestazione.
Ma a dare ottimismo c’è un altro dato: quello sui biglietti
venduti.
Sono nel complesso circa 15 milioni, quattro in più rispetto
al 12 maggio, i ticket già acquistati. Comprati direttamente,
presso i rivenditori autorizzati o dai tour operator per i loro
clienti. Stime confermate
Presenza- 16 giugno 2015
5
Firme e petizioni, la battaglia per
salvare le gallerie di Micca
Gli scavi del parcheggio
interrato di corso Galileo
Ferraris procedono a gran
velocità. I permessi ci sono.
La Soprintendenza ha dato il
via libera in fase di progettazione, l’ha riconfermato non
più tardi di poche settimane
fa. Le ruspe hanno demolito
un tratto di alcune decine di
metri della galleria principale dell’ex Cittadella dei primi
anni del ’700.
Dei cunicoli - che si estendevano per 14 chilometri
- oggi ne restano 4 accessibili.
Sono la memoria dell’evento
che cambiò la storia di Torino: l’assedio del 1706 e la
sconfitta dei francesi, grazie
anche al sacrificio di un soldato-eroe, Pietro Micca.
Le proteste on line
Ma mentre il cantiere va
avanti e il parking perti-
nenziale buca il cemento
per gettare le fondamenta,
riaffiorano mattoni che hanno più di tre secoli. I ritro-
vamenti archeologici hanno
messo in moto la catena delle
proteste. Una petizione on
line, su «Change.org», rivolta al sindaco Piero Fassino
e lanciata da «Gioventura
Piemonteisa», ha raccolto in
tre giorni 1500 firme. Il tam
tam d’indignazione, in difesa
delle gallerie di Pietro Micca,
è dilagato su Facebook, sulla
pagina «Salviamo il patrimonio archeologico della
Città», che ha proposto la
costituzione di un comitato
«No parking».
In Sala Rossa
La questione è stata portata anche in Sala Rossa,
dove domani si voterà una
mozione urgente del consigliere M5S Bertola, firmata
da colleghi di maggioranza e
opposizione, per il blocco dei
lavori. Quel che è stato tirato
giù non si può recuperare. Ma il parcheggio
da 15,2 milioni di euro
(di cui 11,2 finanziati
dal privato e 4 dalla
Regione) era stato deliberato la prima volta
nel 2008.
Oggi «i resti rinvenuti – scrivono dall’assessorato alla
Viabilità di Claudio
Lubatti – attraversano
in più punti l’invaso
del parking e risultano
incompatibili con le
corsie di transito delle
auto».
Dunque, si buttano
giù le gallerie che ingombrano. L’8 maggio, la Commissione Regionale per il
Patrimonio Culturale ha in-
cassato l’autorizzazione dalle
Soprintendenze Archeologica
e alle Belle Arti. Nonostante
sia arrivato sul tavolo del
sindaco un appello del direttore del Museo Pietro Micca,
il generale Sebastiano Ponso:
«La Città sta perdendo un
pezzo del suo patrimonio
storico militare – ha scritto
–. A noi è affidata la cura
e la salvaguardia di questi
luoghi. È doloroso accettarne
la scomparsa».
La compensazione
Una compensazione alle
demolizioni potrebbe essere
la realizzazione di una rampa di accesso dal parcheggio
al Pastiss, fortificazione oggi
sotterranea datata 1572, che
quasi nessuno conosce.
Un’«Atlantide militare
sommersa», esempio unico
al mondo. «Si faccia di tutto
per la conservazione anche
della galleria del 1689 - precisa l’archeologo del Museo,
Fabrizio Zannoni - riscoperta
tra il Rivellino degli invalidi
e la Cittadella» trovata con
gli scavi all’altezza di via
De Sonnaz.
L’assessore Lubatti non
resta indifferente alle contestazioni. «Il Comune aveva
piena consapevolezza dei
ritrovamenti – dice –. Abbiamo interpellato la massima
autorità in materia, la Soprintendenza. La preoccupazione di abbattere qualcosa
di importante era prima di
tutto la mia». Ma tira dritto:
«Chi vuole vedere gli atti
ufficiali, li consulti pure.
Con i permessi a posto, noi
andiamo avanti».
L’Italia e lo smog
Un’aria più pulita rispetto a dieci anni
fa, o anche solo a cinque. Ma un’aria ancora
avvelenata, in più di una città italiana. Ben
oltre il limite di quanto sarebbe salutare e
ben oltre le soglie indicate dalla legge. E
in lieve peggioramento rispetto al 2014.
Secondo i dati del Ministero della Salute,
l’inquinamento uccide 34.500 italiani ogni
anno, soprattutto al Nord.
Invece il 29 per cento della popolazione
italiana vive in luoghi dove la concentrazione degli inquinanti è costantemente
sopra la soglia di legge. E a confermare
l’allarme ci sono i dati dei primi tre mesi
del 2015, sull’aria delle trenta città più
popolate d’Italia. Dati raccolti e analizzati
da La Stampa sulla base delle rilevazioni
fatte dalle agenzie regionali per la protezione ambientale. La maglia nera spetta
a Padova, che - per i primi novanta giorni
dell’anno - ha respirato 53 microgrammi di
polveri sottili per ogni metro cubo d’aria.
Ma poco meglio va a Milano e Reggio Emilia, entrambe a quota 51,2 microgrammi di
particolato per metro cubo.
Come da tradizione, la zona più critica è
la pianura padana: le città di Lombardia,
Veneto ed Emilia occupano 11 dei primi 13
posti nella provvisoria classifica dell’inquinamento 2015. Proprio a Padova, Milano e
Reggio Emilia la situazione può dirsi davvero allarmante: a queste città sono bastati
tre mesi per sfondare oltre quaranta volte - in
termini di media giornaliera - la quota di 50
microgrammi di pm10 per metro cubo.
Anche Torino è più che avviata ad essere
fuori legge, visto che tra gennaio e marzo ha
superato per 33 volte la fatidica soglia di 50
microgrammi per metro cubo. In proiezione,
l’anno in corso potrebbe essere peggiore del
2014, quando gli sforamenti furono 75 nell’arco dei dodici mesi.
In generale e non solo per Torino, i dati
mostrano un’inversione di tendenza, lieve ma
da non sottovalutare. Tra il 2000 e il 2012,
la quantità media del particolato sospeso
nell’aria delle nostre città è scesa molto, del
36 per cento. Si è passati dai livelli di vero
allarme di fine anni ‘90 a valori in linea con
gli obiettivi fissati dall’Unione Europea per
il 2020. Nel 2013 e nel 2014 il miglioramento
era continuato un po’ ovunque, ma era stato
vistoso soprattutto in due città “difficili” come
Torino e Milano. Dove, fin qui, il 2015 è stato
un brusco risveglio.
In Italia sono centinaia le centraline attive
per il monitoraggio dell’aria: le città principali
ne hanno in funzione più di una, che spesso
restituiscono dati diversi. Facile capire perché: la posizione dei sensori - in centro o in
periferia, vicino a una zona industriale o in
un’area ventilata - influisce eccome sui livelli
d’inquinamento rilevati. Un bell’enigma, se
si vuole fare un confronto tra città diverse.
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6
Presenza- 16 giugno 2015
Editoriale
In questa edizione vi presentiamo alcune attività
vissute nella nostra comunità: una riflessione sul 21
maggio alla quale hanno partecipato i nostri alunni
più piccoli; una vincitrice nell’area di matematica che
ci ha riempiti di orgoglio; il protagonismo e la magia
dell’arte con la mostra del Taller Lineal nel Centro
Culturale della Scuola; la Gran Notte con l’Arte e le
celebrazioni della Festa della Repubblica (presentazioni degli alunni, l’Inferno di Dante, il concerto Evviva
Vivaldi!). Questi sono soltanto alcuni momenti della
vita della Scuola in questo ultimo mese.
Buona lettura!
Alejandra Calcagni Tomasov
[email protected]
Con la gentile collaborazione
della Prof.ssa Silvia Perroni
SCUOLA ITALIANA DI SANTIAGO
Festa della Repubblica Italiana
Il 2 giugno è stata celebrata la Festa della Repubblica
Italiana e la Scuola l’ha ricordata attraverso varie attività
durante tutta la settimana, che hanno avuto come tema
guida “la luce”. Atti civici, bellissime presentazioni e lavori
realizzati dalla Scuola Nido, dalla Scuola dell’Infanzia e dalla
Scuola Primaria, ed una grande presentazione dell’Inferno di
Dante, protagonizzata da professori ed alunni della Scuola
Media Superiore, con la regia di Diego Gaete, del Centro Risorse, e la partecipazione dei Dipartimenti di Arte, Italiano,
Storia, Musica ed Inglese. Il Teatro Giuseppe Verdi ha aperto
le sue porte alla comunità per il concerto Evviva Vivaldi!
con il gruppo Syntagma Musicum. Inoltre, i funzionari della
Scuola sono stati invitati ad uno squisito pranzo.
2 giugno 2015 - Anniversario
della Repubblica Italiana
Anche quest’anno la Scuola Media Inferiore e Superiore,
su proposta del Dipartimento di Italiano, hanno celebrato
i 69 anni della Repubblica Italiana attraverso un progetto interdisciplinare che abbiamo voluto chiamare “UN
VIAGGIO VERSO LA LUCE” rendendo in questo modo
un semplice ma sincero omaggio a Dante Alighieri, il padre
della lingua italiana, in un anno in cui in tutto il mondo si
stanno svolgendo dal mese di maggio diverse manifestazioni
per celebrare i 750 anni della nascita del genio fiorentino,
avvenuta nel 1265.
Tra le tante opere scritte da Dante, ne abbiamo scelta
una “La Divina Commedia”, capolavoro della letteratura
universale, il racconto di un viaggio straordinario nei tre
regni dell’oltretomba cristiano. Quest’anno abbiamo iniziato
il lungo e faticoso cammino verso la luce, cosí come ha fatto
Dante, nell’Inferno, lí dove lui stesso si trova trentacinquenne, riandando con il pensiero ai suoi giovanili anni fiorentini,
ai dubbi, agli errori, alle illusioni, alle inquietudini, nella
selva oscura nella quale si perde. Il progetto prevede il proseguimento del viaggio di Dante nel Purgatorio ed infine nel
Paradiso nei prossimi anni.
É di dovere un sincero ringraziamento ai Dipartimenti di
Arte, Storia, Inglese, al Centro Risorse ed agli alunni delle
II° e III° Medie Superiori per il loro entusiasmo, la loro
collaborazione, le loro idee e l’arduo lavoro che ognuno nel
proprio ambito ha realizzato e che hanno reso possibile il
bellissimo spettacolo presentato.
Silvia Perroni – Capo del Dipartimento di Italiano
Inaugurazione Mostra
“Espacio y Tiempo” nel Centro Culturale Scuola
Il 28 maggio è stata inaugurata la mostra “Espacio y
Tiempo” del Taller Lineal, nelle Sale Terracotta e Verdi del
Centro Culturale Scuola. A questa esposizione sono arrivate
circa 200 persone che hanno potuto ammirare le sculture
e le incisioni di quattordici artisti. La mostra rimarrà in
esibizione fino al 10 luglio, da lunedì a venerdì, dalle ore
8:00 alle ore 17:00.
SCUOLA ITALIANA DI SANTIAGO
Così è stata vissuta la Notte con l’Arte
per appoggiare il Viaggio di Studio 2016
Presentazione sul 21 Maggio
Il Tenente Secondo RN
Renzo Andreani ha fatto
un’ interessante presentazione sul 21 Maggio
per le classi Seconde della
nostra Scuola.
Il membro della Marina, zio dell’alunna Beatriz
Munizaga, ha esposto
davanti ad un gruppo di
attenti alunni gli elementi essenziali per capire i
fatti del 21 Maggio nel
Combattimento Navale
di Iquique e la partecipazione del Cile in quella
guerra.
1° Asamblea Media Superior 2015
Presenza- 16 giugno 2015
7
Carla Rivera: vincitrice X° Olimpiade
di Matematica del Colegio Cumbres
Sono cominciate le sfide nel
Dipartimento
di Matematica
e Fisica e già
siamo lieti di
annunciare un
vincitore anzi
una vincitrice:
Carla Rivera
alunna dell'8°
A del professor
R i c a r d o Ve g a
si é classificata
al primo posto,
nella categoria
7° e 8°, della X
Olimpiade di Matemática del Colegio Cumbres, lo scorso
venerdì 15 Maggio. Forza ragazzi continuate a studiare la
matematica!!!
Michela Cuomo
Capo del Dipartimento di Matematica e Fisica
Lettera di Congratulazioni
del Comitato Olimpico
Importante partecipazione
della Scuola Italiana nel torneo
Nestlé Pure Life
Conferenza nella Biblioteca
In un’attività organizzata dalla Biblioteca, una parte dei
membri della Scuola ha potuto ascoltare una conferenza
sul software CLICKER 6: Alfabetizzazione Senza Limiti, a
carico dell’esperto nella materia Jonathan Reed.
Incontro con l’attore
El pasado miércoles 20 de Mayo, se llevó a cabo la primera
Asamblea organizada por el C.A.S.I. 2015 para todos los
alumnos de la Media Superior.
La Asamblea se inició en el Teatro Verdi con el estreno del
documental “Camina tres lunas con mis zapatos”, preparado por el Centro Risorse de la Scuola, a cargo del profesor
Diego Gaete. El video nos mostró dos de nuestros grandes
proyectos: el Concurso del Semáforo y la celebración del Día
del Auxiliar. Luego hicimos un Balance de las principales
actividades y proyectos organizados por nosotros; el Día
del Alumno, la Ayuda Solidaria a Copiapó, la Charla de
Rodrigo Wagner, la reinstalación del Mosaico de la Scuola
de Apoquindo, entre otros.
También se aprovechó la instancia para presentar los resultados de las encuestas realizadas en Diciembre del 2014
y en Mayo de este año. Estas encuestas trataron temas como
el Uniforme, el Área Académica y la Convivencia Escolar.
Nuestro Presidente, José Pablo Arnes, presentó el nuevo Incentivo de Actividades Extra Programáticas, que beneficiará
a todos aquellos alumnos desde 5to Básico a 4to Medio que
desarrollen una actividad constante y comprometida en el
Área Deportiva, Cultural, Artística y de Acción Social.
Una vez finalizada la presentación en el Teatro, se pasó
a la discusión en las mesas redondas. Se discutieron temas
como la desconfianza a nivel país y su incidencia sobre nosotros como alumnos y como institución. También discutimos
temas relacionados al Uniforme, al Casino, a la Convivencia
Escolar y a la Scuola en general. Todas las propuestas de
nuestros compañeros serán discutidas y presentadas a la
Dirección de nuestro colegio.
¡Agradecemos a todos los alumnos que formaron parte activa de esta Asamblea, que pudieron expresar sus opiniones
y propuestas con miras de una Scuola más transparente,
organizada y unida!
C.A.S.I. 2015
Gianpaolo Samà, prima dello spettacolo, ha voluto incontrare gli alunni della scuola ed ha realizzato con i ragazzi
della Terza Media A un piccolo laboratorio teatrale.
La cosa bella di quest'incontro è stata la possibilità di
conoscersi meglio attraverso l'espressività corporea e di
creare interesse verso quest'arte a volte un po' snobbata dai
giovani.
Come diceva Grotowski " il teatro non è indispensabile ma
serve ad attraversare le frontiere tra te e me".
Katy Ferrante
LAMERICA
Il 26 maggio, è stata presentata l’opera
“Lamerica, ¿Cuántas
historias caben en un
ragú?”, convocando
un numeroso pubblico
che ha potuto godere l’eccellente lavoro
dell’attore Giampaolo
Samà e le emozionanti storie che narrava
sugli immigranti italiani che hanno lasciato la loro terra alla ricerca di "Lamerica". Ringraziamo l’Istituto Italiano di Cultura per offrirci
la possibilità di presentare quest’opera teatrale nel nostro
Teatro Verdi.
8
COLLETTIVITÁ
Presenza- 16 giugno 2015
Attività del Circolo di Professionisti
di Origine Italiana della Vª Regione
Il 30 maggio, presso il Club
Italiano-Chileno di Limache,
ha avuto luogo la riunione
mensile del Circolo Professionisti di Origine Italiana.
In questa occasione il socio
Albino Misseroni ha svolto
il tema: “Gli uomini che alle
parole preferivano i fatti”.
Il conferenziere parte
sottolineando l´ubicazione
geografica di Roma: fondata
tra i monti e il mare, dove
s´incrociavano le strade del
commercio, quella del Tevere
(tra la regione del Lazio e il
Tirreno) e la terrestre (che
allacciava l´Etruria con la
Magna Grecia).
In simile posizione Roma
é destinata a estendersi o a
perire. Fin dall´inizio , e durante secoli, vive in continuo
pericolo: lo dimostra il fatto
che nella lingua latina antica
le parole “hostis” (nemico) e
“peregrinus” (straniero) sono
sinonimi.
Aggredita, lotta; distrugge
per non essere distrutta. Me-
diante federazioni organizza
i popoli italici. Esige molto,
ma, allo stesso tempo, concede, soprattutto, l´ambito
diritto di cittadinanza.
In ogni occasione costruisce: costruisce strade, ponti,
acquedotti. Contemporaneamente i suoi grandi generali
(tra gli altri, Scipione, Pompeo, Giulio Cesare) estendono i confini e il Meditarraneo
diventerá un lago romano.
Albino Misseroni si propone il compito di descrivere la
mentalitá del Romano, che
Da Temuco
Festa Nazionale
La Soc. Fratellanza Italiana ha organizzato una manifestazione in occasione del 2 giugno allo Stadio Italiano. La
collettività italiana di Temuco ha commemorato così con
grande entusiasmo il Giorno Nazionale d'Italia.
L' Atto si è iniziato con gli Inni Nazionali, parole del Presidente Roberto Piana, e del ex Vice Console Italo Capurro
e poi continuato con una magnifica prresentazione del
maestro in chitarra classica Adrián La Mura che ha portato
brani musicali di Vivaldi e Albinoni nonchè il popolare O'
Sole mio.
Gli assistenti hanno goduto di un generoso cocktail intorno
a un vivace e caldo convivenza con ricordi dell'Italia e degli
antenati giunti a Temuco .
Nella foto: Roberto Piana, Presidente Soc. Fratellanza
Italiana, e l' ex Vice Console Italo Capurro, con intorno Caterina Zirotti e le gemelle trigemine, Annabella, Alessandra
e Camilla Zirotti. del Gruppo Giovanile Rondinella e parte
dei nostri germogli per il futuro.
I.C.V."
Servizio del Patronato
ACLI
L'ufficio del Patronato attende il pubblico presso la
Parrocchia Italiana (Bustamante 180)
con il seguente orario:
da Lunedi a Venerdi
dalla ore: 08:30 alle 14:30
Tel: 2665-0340; 22225247 - E-mail: [email protected]
é quella del contadino -soldato, la sua vita in contatto
costante con gli dei domestici
(Vesta,Penati, Lari), sottolinea il ruolo della donna-sposa
e madre-modello di virtú (Lucrezia, Marzia, Cornelia).
Analizza brevemente il
significato di termini come:
“pietas”, “virtus”, “gravitas”.
Descrive gli antichi Romani
come innamorati della vita
campestre ma, soprattutto,
come abili costruttori di
cittá: fori, basiliche, terme,
templi, teatri, anfiteatri.
Ricorda le meraviglie degli
acquedotti (Gard, Lione,
Segovia) e delle vie romane
(Appia, Aurelia, Emilia). In
arte menziona le pitture murali di Pompei e i bassoriievi
degli Archi di Trionfo (di
Augusto, di Tito, di Traiano).
In letteratura si riferisce
all´opera di grandi poeti
(Catullo, Virgilio, Orazio) e di
celebri prosatori (Cicerone,
Tito Livio, Tacito).
Albino Misseroni conclude
questa visione panoramica degli antichi Romani
menzionando la loro importanza nella storia del diritto, importanzia immensa e
incomparabile per ragioni
intrinseche e per l´influenza
nel mondo occidentale.
Curso de Italiano
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Les informamos que se encuentran abiertas las inscripciones para nuestro curso
básico de italiano, el cual se
iniciará el jueves 2 de julio, y
será impartido por la profesora Letizia Paternieri.
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los días jueves de 19:00 a
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Concepción: festa nazionale italiana
Lunedí 1 giugno ebbe luogo il ricevimento ufficiale
del Consolato Italiano presso Concepción nella lieta ricorrenza del 2 giugno, Festa
Nazionale della Repubblica
Italiana, nei saloni del
Club Concepción.
Invitati dalla signora
Console Luisella Gasparini
sono stati presenti diverse
autoritá civili, ecclesiastiche e militari, tra essi
l’intendente della Regione
del Biobío signor Rodrigo
Díaz, l’arcivescovo della
Santissima Concezione
Mons. Fernando Chomalí,
il deputato di Talcahuano signor Jorge Ulloa, il
sindaco di Concepción signor Alvaro Ortiz, membri
del Corpo Consolare, dirigenti delle collettivitá di
Concepción, Talcahuano,
Chillán e Los Angeles, una
delegazione della Quarta
Compagnia Italiana di
Pompieri “Umberto I” con la
sua divisa di gala e diversi
connazionali.
La serata cominció con
la esecuzione degli inni
nazionali del Cile e dell’Italia, in seguito la signora Console si é rivolta ai
presenti accennando come
l’Italia, nel referendum del
2 giugno 1946 si pronunció
per il sistema repubblicano
di governo invece della
monarchia che aveva retto
il destino del paese fino
dall’unificazione italiana,
nascendo cosí una repubblica fondata sui valori
della democrazia, pluralismo, partecipazione della
cittadinanza, solidarietá e
del lavoro.
Nel suo discorso, la signora Console ha fatto un
resoconto degli immigranti
africani che sono arrivati in
Italia, sfuggendo dalla crisi
che attraversa il continente
africano, raggiungendo un
accordo con i paesi membri
della Comunitá Europea.
Si é riferita anche alla
Feria di Milano – la Expo
Milan 2015 – dove sono
presenti 145 paesi di tutto
il mondo, tra essi, il Cile
con un padiglione denominato “El amor de Chile”.
Ha ricordato anche che
quest’anno si compie i 750
anni della nascita di Dante,
l’autore della Divina Commedia”. Al termine del suo
discorso, ha fatto presente
i 150 anni dei rapporti
diplomatici tra il Cile e
l‘Italia, soprattutto riguardo all'ambito commerciale,
industriale, culturale tra
ambedue le nazioni.
In seguito, il sindaco di
Concepción ha consegnato
un bel mazzo di fiori ed
un ricordo alla signora
Console, facendo presente
il contributo e lavoro svolto
dalla collettivitá italiana
nello sviluppo della cittá e
della regione.
L’atto di un nuovo anniversario della Repubblica
Italiana finí con un gradevole ricevimento offerto
dal Consolato ai presenti,
dove la cantante lirica signora Perdomo Sharazade
ha cantato varie canzoni
italiane, tra essi, Mamma,
Torna a Sorrento e il Brindisi della Traviata.
MANUEL SANCHEZ A
La signora Console accompagnata dal signor Intendente,
dal deputato Jorge Ulloa, il sindaco di Concepción, ed altre
autoritá della Regione del Biobío
Circolo di Professionisti di
Origine Italiana
Estimados socios y amigos:
Tenemos el agrado de invitarlos a nuestra cena del próximo miércoles 24 de Junio, con una conferencia titulada “La
Italia del siglo XVIII y el exilio de los jesuitas chilenos
expulsos” El tema estará a cargo de nuestro invitado de
honor el distinguido historiador
Claudio Rolle Cruz
Licenciado en Historia. Pontificia Universidad Católica
de Chile (1985) Doctorado en Historia. Università degli
Studi di Pisa ( 1993)
--------------------------------------Durante la velada, según nuestro estatuto social, se
procederá a la elección del nuevo directorio para el bienio
2015-2017.
Como de costumbre, los esperamos cordialmente, a partir
de las 20:30 horas en el Stadio Italiano, Av. Apoquindo 6589,
Las Condes.
Saludamos atentamente a Uds.
En nombre del Directorio
Rina Garibaldi Solari (Secretaria)
Romolo Trebbi del Trevigiano (Presidente)
Adhesión: $ 13.000.
Se ruega confirmar la asistencia con anticipación, a más
tardar el día martes 23, a la Sra. Rina Garibaldi, Secretaria del Círculo (Cel. 9-2208143) o al correo ginetto99@
manquehue.net.
Se ruega además puntualidad, considerado que la cena se
servirá a las 21:00 h.
COLLETTIVITÁ
Le festa del 101º anniversario della
Undicesima e le prospettive future
Finalmente abbiamo notato una
accettabile presenza di Presidenti o
delegati di Istituzioni ed Associazioni italiane alla
festa della gloriosa
Pompa Italia nel
suo 101º anniversario celebrato il 3
giugno.
Pe r l a S c u o l a
Italiana Nelson
Cannoni e Giuseppe Tropeano, per
la Casa di Riposo
Italia Mariuccia e
Corrado Magnani,
il presidente del
Comites Claudio
Curelli, per lo Stadio Italiano Vittorio
Illino, per la Parrocchia P. Giuseppe
Tommasi, il dott.
Rolle e il Sig. Nello
Gargiulo; purtroppo
nessuno delle autorità diplomatiche.
Il direttore Leopoldo Ratto ha
aperto la sessione
nel nome del Cile,
dell’Italia e dei tre
gloriosi Martiri del
dovere Antonio Secchi, Claudio Cattoni
e Carlo Giaverini;
e si intonarono gli
Inni Patri del Cile
e dell’Italia.
Atto seguente si
fece l’appello dei
presenti.
Per respirare ancora il profumo delle
radici venne letto il verbale
di fondazione e ricordare
che l’Undicesima è stata
innestata per dare nuova
vita ad un troncone morente
della stessa denominazione
nel 1014.
Quindi il segretario ha
dato lettura agli avvenimenti salienti dell’anno passato
che ha contato, come culmine
delle attività, con la solenne
celebrazione del centenario
della Pompa Italia nel Club
de la Unión che ha visto la
presenza dell’Ambasciatore
e del cardinale Riccardo
Ezzati.
Un altro fatto dolorosamente importante è stato il
disastro di Copiapò con la
valanga di fango che si è precipitata sulla città: la Pompa
Italia si è fatta presente
dando una mano amica alla
consorella in difficoltà.
Il programma, come tutti
gli anni, prevedeva il giuramento dei nuovi integranti
e la premiazione per lustri
compiuti. Il più applaudito
è stato Giovanni Benvenuto
(nella foto mentre riceve la
distinzione dalle mani del
Direttore) per i suoi 65 anni
di fedeltà agli ideali dell’Undicesima.
Il delegato della Cristoforo
Colombo, Ezio Passadore,
storico della Sesta di Valparaiso ha rilevato che, nel
rapporto secolare fra le due
Compagnie sorelle non si trovano quasi (mai) menzioni di
mutuo riferimento: il fatto
non è segno di dimenticanza,
ma segno di profonda amicizia. Fra fratelli ci si intende
anche senza parole.
Alla festa di anniversario
hanno aderito le consorelle
di Iquique, Copiapò e Valparaiso.
La parte oratoria l’ha chiu-
sa il Direttore Leopoldo
Ratto che ha ricordato i momenti difficili delle vecchie
migrazioni, le ore tristi ed
allegre trascorse da quel 3
giugno del 1914 quando 53
uomini hanno giurato fedeltà agli ideali e tradizioni che
si mantengono ancora intatti
nella Pompa Italia.
Nella parte centrale del
suo discorso, il Direttore Leopoldo Ratto ha detto:" Nuestros fundadores delinearon
y trazaron tantas tradiciones
que tenemos hasta hoy, las
cuales deben mantenerse
mientras no afecten al servicio y la permanencia en el
tiempo de la Compañía.
Como Pompa Italia, no podemos permanecer detenidos
en la linea de la historia,
exponiéndonos a momentos
difíciles y críticos de los
cuales tiene un alto costo
recuperarse o no se recuperan jamás. Necesitaremos
de todos los descendientes
de italianos en general, y
no estancarnos en un tema
fonético, sino darle impor-
tancia al cariño y conocimientos que tengan de la
madre patria. .
Nosotros decidiremos nuestro futuro y sea cual fuere
unidos ferreamente construiremos nuestro camino,
y las puertas de la Undécima
que mas de una vez se entornaron para despedir a uno de
los nuestros, permanecerán
abiertas para recibir a aquellos jóvenes descendientes
de italianos cuyo sueño sea
vestir la verde cotona de la
Pompa Italia
Es doloroso elegir entre
la razón o las tradiciones
y sentimientos arraigados,
pero cuando la razón permite que las instituciones
permanezcan y perduren,
bienvenida sea la razón".
Con il canto della Compagnia cantato con tutto l’entusiasmo di cuori che realmente amano il loro ideale
si è chiusa la parte ufficiale
della solenne celebrazione.
Ne è seguito un cocktail.
Allegro come è d’abitudine
fra i pompieri
HUMANITARIA: 3ER. LUGAR
EN NACIONAL DE BOCHAS
La Humanitaria de Santiago se adjudicó el 3er. lugar en la
general en el último torneo nacional de clubes al Zerbin realizado los días 28-29-30-31 de Mayo 2015 en Villa Alemana
El Equipo estuvo integrado por los jugadores:
Daniel Ratto, Mauro Campanella, Melisa Polito y Aldo
Bavestrello S. El Señor Gualtiero Botto como Jefe de Delegación.
Humanitaria obtuvo 4 medallas
Oro en individual:
Aldo Bavestrello
Plata en tiro rápido doble:
Melisa Polito y Aldo
Bavestrello S.
Bronce en tiro progresivo:
Melisa Polito empatan
do el record chileno que
ella misma po seía
Bronce en parejas: Daniel Ratto y Mauro Campanella.FELICITACIONES
Presenza- 16 giugno 2015
9
Asociación Lucana Región
Norte de Chile
El 30 de Abril del presente
año 2015 se llevó a efecto la
cena de Aniversario celebrando los 27 años de la Fundación de la Asociación Lucana
Región Norte de Chile.
Dicho evento se llevò a cabo
en su sede ubicada en la calle
O’Higgins 561 de Iquique;
se realizó este aniversario
con los socios e invitados
especiales contando con la
asistencia del Alcalde, Sr.
Jorge Soria Quiroga y esposa
y la presencia del Cónsul de
Italia Don Enrique Lombardi, ocasión en que también
se hizo entrega del mando
a la nueva Directiva recientemente elegida después de
diez años.
Dejó el cargo el Sr. Miguel
Napoli quien presidió esta
Asociación con una interesante labor reconocida por
esta comunidad durante su
mandato.La nueva Directiva
quedó conformada con los
siguientes cargos:
Presidenta, Sra Rosa Herrera Pepe; Vice Presidenta
Sra. Marita Cervellino; secretaria, Giannina Fasciani;
Tesorera, Paola Villablanca
Giganti.
Directores: Primer Director
Aldo Testa, Segundo Director
Domingo Cervellino.
La nueva Presidenta que
fue elegia entre tres candidatos, resultando ganadora
con máxima mayoría de
preferencia, aceptando este
cargo con entusiasmo y con
el ánimo de realizar nuevas
actividades y retomar otras,
contando con 210 socios
partecipativos. Entre las
actividades permanentes que
se realizarán durante el año,
en fechas fijas, tienen los Tè
cada primer domingo del
mes, la ayuda con artículos
de aseo a la Casa de Acogida
y en Diciembre la entrega de
ajuares al Pabellón de Neonatos del Hospital Regional
de Iquique.
El 22 de mayo le correspondió a la actual Presidenta
Sra. Herrera su primera
actividad que consistió en
una entrega floral de homenaje al cumplirse un nuevo
aniversario de la postura del
monumento en la Avenida
Chiana, actualmente Avenida Oppido Lucano.
Esta ceremonia se realiza
todos los años y es un homenaje a la Colonia Lucana
residente en Iquique. Este
monumento consiste en una
mula de color bermellón que
representa la inmigración, el
color nos habla de la pasión
y el sacrificio de comenzar
de nuevo, dejando atrás a su
tan querida comuna sureña
de Oppido Lucano, allí en la
Región de la Basilicata.
Más actividades serán
realizadas en lo que resta del
año: para el aniversario de
los 69 años de la República
de Italia, con una cena en su
sede el viernes 5 de junio; el
13 de Junio es la celebración
de su Santo Patrono, San
Antonio con varias actividades, entre ellas la misa
donde se reparte el Pan dulce
bendecido.
Los compromisos no faltarán por lo que les deseamos a esta Asociación y en
especial a su Directiva actual
muchos éxitos en todas áreas
interesantes y nuevas actividades que se han trazado.
Luz Savalli
Mesa redonda en Valparaíso
En el marco de la Conmemoraciòn de los 150 años del
Consulado de Italia en Valparaiso y del 69º aniversario
de la Repùblica de Italia el dìa Viernes 29 de mayo en la
Sesta Compagnia Pompieri "Cristoforo Colombo" se realizò una Mesa Redonda titulada "Patrimonio, identidad e
integraciòn", sobre el tema de la difícil condición del emigrante, siempre en busca de una identidad, y del proceso
de integración que esta búsqueda presupone, con la participaciòn de Baldomero Estrada (historiador), Emilio Toro
Canessa(historiador), Giampaolo Sama (actor italiano) y
moderada por la profesora Pia Mastrantonio.
10
Presenza- 16 giugno 2015
Un’originale accademia di
genovese, moderna e gratuita
A Genova il corso di SpeakingZena, in
zona Foce tra aprile e giugno
C‘è indubbiamente qualcosa di unico e affascinante nella
lingua zeneize che attira sempre più interessati e studiosi in
cerca dell’espressione più antica e genuina della Liguria, ma
anche del suo volto più moderno.
In linea con le iniziative già in atto da qualche anno in
Argentina e riportate da Alan Gazzano sull’interessante sito
www.genovés.com.ar, i ragazzi del gruppo SpeakingZena
rilanciano il loro nuovo corso gratuito, intitolato “ZenAcademy”, a partire da quest’anno con il patrocinio ufficiale
delle istituzioni, fra cui lo stesso Comune di Genova. Studenti universitari di poco più di vent’anni, Stefano Lusito
e Fabio Canessa curano una proposta fuori dal comune:
ogni giovedì dalle 21 alle 23, nella sede del Municipio VIII
Medio Levante accanto a piazza Rossetti, decine e decine
di persone si divertono, imparano, chiacchierano e godono
delle bellezze del genovese con l’aiuto di materiali didattici
digitali e audiovisivi.
Accade così l’inaspettato: e nipoti che iniziano a conoscere
la lingua dei nonni mentre utilizzano il computer o nuovi
cittadini genovesi, provenienti dalle più disparate zone del
mondo, che si avvicinano al cuore nascosto dell’odierna
Genova, non sono che alcune prove delle possibilità di arricchimento culturale ed integrazione offerte dalla lingua
locale. Infatti, il pubblico include persone di ogni età, tra cui
anche non genovesi e non italiani, dal momento che Genova
è – e storicamente è sempre stata – un crocevia di parlate e
di culture diverse.
Ma non si tratta solamente di un corso per imparare a
parlare il genovese: il progetto intende rimarcare l’importanza che può rivestire una maggiore tutela della lingua
locale, tanto dal punto di vista culturale quanto da quello
economico e sociale.
Le attività del gruppo sono raccolte sul sito www.speakingzena.it, dove vengono inoltre pubblicate le novità del corso e
molte altre curiosità, in italiano e zeneize.
Se reunieron un 30 mayo-sábado
Jóvenes se econtraron con ganas de conocerse y hacer
actividades italianas, nello Stadio Italiano.
De izquierda a derecha Cristian Brown, Claudia Galdames,
sebastian Passi, Francisca Ansaldi, Felipe Franzani, y Carla
Pellizzari. Carla se siente con conocimientos para ayudar a
que un grupo se junte. La idea es afiatar el grupo y llegar a
realizar mas cosas, Pueden contactar a Claudia Galdames
al mail [email protected]
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COLLETTIVITÁ
Ottantenne ricorda fugacemente la vecchia Scuola
Quando si varca la soglia
degi ottant’anni è giusto
fare un bilancio della propria vita, cominciando con
ringraziare coloro che con
grande dedicazione e pazienza infinita ci hanno inviato nel mondo del sapere
e contribuito alla nostra
formazione intellettuale.
Sono arrivato alla Scuola
Italiana di Valparaiso nel
lontano marzo del 1945
quando stava per concludere la seconda guerra mondiale, assegnato alla IV
elementare.
Una compagna, la bambina Doris Sturla, cob trascorrere degli anni divenne
mia moglie e da 58 anni siamo felicemente sposati. La
Scuola era stata fondata il
21 aprile del 1933 col nome
di “Arturo dell’Oro González” eroe italo-cileno nato a
Vallenar e arruolatosi giovanissimo nell’aeronautica
italiana per combattere nella prima guerra mondiale,
ove morì allo scontrarsi con
un aereo austriaco, sotto
il cielo di Belluno il primo
settembre 1917.
Cominciò il sodalizio la
sua opera docente nel casermone di via Francia sotto
la direzione della Professoressa Rosa Dania e poi dal
Professor Hermes Ponzani
(entrambi portati appositamente dall’Italia).
Nel 1939 si costituì il
Direttorio della Società Italiana d’Istruzione (S.I.D.I.
fondata nel 1912) con un
grappolo di visionari italiani residenti nella zona
che s’adoperarono nella
costruzione di una nuova
sede, la quale finalmente
si inaugurò nel 1942 con
l’imponente edificio in corso
Pedro Montt.
Il Direttorio che, con tenacia e incrollabile fede
condusse l’enorme compito
era costituito dalle seguenti
persone: Presidente Giuseppe Canepa Vaccarezza
(ebbe l’incarico per anni e
poi nominato Presidente
onorario.
La figlia Gilda Canepa
Sarrocchi fu la prima donna ad assumere nell’ente e
vi rimase diversi periodi);
Vice presidente Giannino
Piazza, Tesoriere Americo
Olcese, Segretario Aldo
Colombo; Direttori Odoardo
Scassi-Buffa, Sergio Venezian e Agostino Viale.
Nel 1945 era Direttore il
Professore di storia Giovanni Montedonico Napoli, un
gentiluomo affabile e rispettoso che sapeva ascoltare
tutti e che rimase a lungo
nella direzione della Scuola.
Sgretaria era la signorina
Omelia Malfatti Paolinelli,
con una corporatura da sor-
vegliate faceva rispettare
rigorosamente la disciplina,
ma aveva un cuore gonfio di
bontà.
Nelle elementari le diverse materie erano insegnate
dalle Professoresse Lidia
Aste (da poco deceduta), Alicia Burgos, Firminia Burlando, Gioconda Buttazzoni,
Aurora Graham, Rosa Pendola, Virginia Scognamillo e
Gemma Spinetto, donne che
consideravano i loro allievi
come dei veri figli.
I Professori erano “il maestrino” Emilio Faggi di musica. Era sempre circondato
dai più piccoli che lo veneravano; il Padre Guido Rocca
di religione, salesiano e parroco della collettività, reduce
delle persecuzioni religiose
durante la rivoluzione messicana del secolo scorso; ed il
Professore Sergio Rompentin
di ginnastica il quale faceva
delle sue sportive lezioni un
divertente gioco.
Alla fine degli anni 40
arrivò dall’Italia uno scelto
gruppo di maestri che arricchirono la sapienza della
Scuola.
Ecco i loro nomi: Armando Alessio, Ermenegildo
Ceccato, Riccardo Foppiano
(ispettore, provò a gestire
un internato per studenti
residenti altrove), Gastone
Pascetti, Alma Mazzolà,
(prestigiosa professoressa
la cui opera diffusiva della
lingua italiana proseguì
posteriormente con la figlia Marina, recentemente
scomparsa) Silvano Mazzon
e Albino Misseroni (diventò poi equanime direttore
della Scuola ed esperto
dirigente culturale della
collettività).
Questi docenti affiancati
dai maestri già in esercizio
come Andariza, Bascuñan,
Burgos, Del Pozo, Diena,
Eliz, Ferretti, Huerta, Josfré, Johnson, López, Magnam, Montedonico, Morris,
Muzzio, Pignoni (sacerdote salesiano e popolare
parroco della comunità)
Robledano, Silva, Smidt,
Vega Francesco e Giuseppe,
Yáñez, ecc.. sono stati i nostri conduttori durante gli
anni della scuola media in
cui abbiamo trovato nuove
ed importanti discipline
come l’algebra, la chimica,
la fisica, le geometria, il
latino. Finalmente nel dicembre del 1953 abbiamo
ottenuto la laurea pronti
per la maturità.
Rendo pertanto un nostalgico omaggio ai miei
compagni di licenziamento,
alcuni dei quali non ho più
rivisto. In primo luogo un
ricordo commosso di Bianca Dóaz, Elena Caprile e
Caterina Bavestrello che
riposano nella pace del
Signore e poi un fraterno saluto a Piero Bugliolo, Edda
Canepa, Elvira Vanessa,
Armando Céspedes,Aldo
Confalonieri, Riccardo Corte, Luigi Cuneo, Elena Federici, Alessandro Figueroa,
Enrico Gaggero, Elizabetta
Graham, Ponzalo Martínez,
Sonia Olmo, Orietta Paolinelli, Mario Scorza e Giovanni Tascheri. La Scuola
Italiana “Arturo dell’Oro”
di Valparaiso vanta una
storia di continuo progresso
dovuto certamente alla lungimiranza dei suoi fondatori
(i cui nomi sono da incidere
nel bronzo dell’imperituro
ricordo ad esempio e guida
delle future legioni di giovani studenti) ed alla capacità
di coloro che nel trascorso
degli anni si sono succeduti
nell’amministrazione e nell’insegnamento.
Come ex alunno conclu-
do questa fugace cronaca
avente come unico scopo
riscattare dall’oblio personaggi decisivi nell’esistnza
della Scuola. Sono sicuro
di aver omesso nomi degni
di menzione e mi dovrete
scusare dato che, dopo aver
vissuto più di otto decenni,
la memoria comincia a mollare sebbene sia ancora, Dio
grazie, molto lucida.
Sono assente dal Cile da
trent’anni, svolgendo attività commerciali in Italia
ed Equatore onde risiedo
attualmente; ma sto sempre
aggiornato sull’andamento
della collettività, specie
quella di Valparaiso grazie
a mio figlio Aldo.
Ricevo sovente il quindicinale “Presenza” organo
diffusivo che Padre Giuseppe Tommasi tiene aperto a
tutte le inquietudini della
nostra comunità.
Aldo Bavestrello G.
Rimembranze
Mario Gnecco
In questa fotografia presa prima dell’inizio della Prima Guerra Mondiale, appare Mario Gnecco De Ferrari,
con la divisa di sottufficiale del Regimento Artiglieria a
Cavallo. L’artiglieria a cavallo era una specialità dell’artiglieria nata nella seconda metà del XVIII secolo, grazie
alla iniziativa di Federico il Grande, e perfezionata poi
sotto Napoleone.
Mario nacque alla fine del ‘800, nella frazione Ferrada
di Moconesi nella Provincia di Genova. Partecipó alla
guerra. La famiglia non avendo sue notizie, lo credette
morto nel conflitto.
Da un paio di anni finita la guerra, nel mezzo della
notte bussó la porta della casa paterna gridando Maria...
Maria, il nome della mamma. Dall’interno domandarono
“Chi è?”...”Mario” “Come Mario...Mario è morto in guerra.
Aprirono la porta. Era veramente Mario. L’abbraccio
stretto, le lacrime e l’immensa gioia non finirono quella
notte miracolosa. Mario tornava al suo paese e alla casa
natia, magrissimo e molto ammalato. Purtroppo alcuni
mesi dopo morì di tuberculosi.
I suoi fratelli, Angelo e Amedeo, verso il 1925 emigrarono in Cile e si stabilirono a Valparaiso, dove incominciarono a lavorare, come tanti altri, in una bottega di
generi alimentari. Questi fratelli daranno vita al casato
Gnecco di Moconesi, a Valparaiso. Moconesi è un comune
situato nell’alta Val Fontanabuona, lungo il torrente
Lavagna, ad est della città di Genova. Si ringrazia la
collaborazione di Mario ed Ennio Gnecco.
C. Massone S.
STADIO ITALIANO
Presenza- 16 giugno 2015
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Presenza- 16 giugno 2015
SCUOLA ITALIANA VALPARAISO
CELEBRIAMO LA BICULTURALITÀ
In un mondo globalizzato come quello di oggi, ci vuole una
vera e genuina interazione fra due culture apparentemente
dissimili, cilena ed italiana, eppure segnate da uno spazio
comune: la nostra scuola.
Se l’idea dei nostri immigranti italiani fu, un tempo, quella
di offrire ai propri figli un posto in cui mantenere vive la
lingua e la cultura italiane, oggi quello scopo ci sembra legittimo, sí, ma non sufficiente. La Scuola, grazie alla Paritá
Scolastica, ci ha offerto numerose possibilitá di interagire con
l’Italia, e ogni singola attivitá svolta a scuola ci permette di
scoprire come quest’unione sia sentita, anzi, vissuta appieno
da alunni e professori.
Basti pensare alla visita dell’Ambasciatore e del Consigliere dell’Unione Europea in Cile, occasione in cui i nostri
alunni hanno dimostrato un vivo interesse nel sapere sui
rapporti di tipo culturale, politico e sociale fra il Cile e l’Italia;
basti pensare alla sfilata in onore alle Glorie Navali, dove
i nostri ragazzi portano da sempre e con la stessa fierezza
i due stendardi e la divisa della loro scuola; basti pensare
alla cerimonia di commemorazione del 69ºAnniversario della
Repubblica Italiana, in cui la Scuola Primaria e la Scuola
dell’Infanzia hanno messo in scena alcuni fra i racconti infantili piú noti della letteratura e del cinema; basti pensare,
per ultimo, al Giorno del Patrimonio, con “porte aperte” alla
comunitá, in cui ogni persona puó scoprire come si mantiene
vivo, a scuola, l’affetto per la nostra cittá, per la nostra cultura, ma anche per la cultura italiana in cui si é immersi.
Maggio: un mese pieno
di attività nella nostra Scuola
Maggio é stato un mese molto impegnativo per la comunitá
scolastica, giacché si sono organizzate diverse attivitá per
commemorare la nostra scuola, e oltre a questo, la storia
del Cile.
Giovedí 7 Maggio si é celebrata la Giornata dell’Alunno
nella quale i professori hanno preparato divertenti giochi
per i piú piccoli (da Scuola Nido a Quarto Anno di Scuola
Elementare) che hanno goduto di una magica mattina. Nel
frattempo, gli studenti di Quinto Anno di Scuola Primaria
e di Scuola Secondaria di Primo e Secondo Grado hanno
goduto di una passeggiata nel “Jardín Botánico” di Viña del
Mar insieme ai loro insegnanti e compagni della Scuola di
Valparaiso.
Posteriormente, Giovedí 14 Maggio la magia dei libri é
arrivata alla nostra scuola con la presentazione del noto
Mago Fun, il quale ha meravigliato gli alunni di Scuola
dell’Infanzia e di Scuola Primaria con sorprendenti trucchi
di magia. Lo show, intitolato “La magia dei libri” aveva come
obiettivo sottolineare l’importanza dei libri e la lettura perché,
nelle proprie parole di Mago Fun, “con i libri puoi viaggiare
per il tempo e lo spazio...”.
Intanto, Venerdí 15 Maggio gli alunni di Scuola Secondaria
hanno partecipato alla tradizionale Sfilata in omaggio agli
eroi della gesta d’Iquique, accompagnati, per la prima volta,
dagli studenti della Scuola di Valparaiso.
Infine, le maestre della Scuola dell’Infanzia hanno organizzato una piccola festa per celebrare la Giornata della
Mamma, nella quale i bambini hanno interpretato canzoni
dedicate alle loro mamme e ciascuno ha consegnato un dono
di creazione personale.
PAGINA RELIGIOSA
Il Papa a Sarajevo apostolo di pace
Presenza- 16 giugno 2015
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Il 18 giugno l'Enciclica sull'ambiente
"Laudato sii" il titolo dell'enciclica
Ormai ci siamo. L’attesa enciclica sociale di papa Francesco
sarà pubblicata giovedì 18 giugno. La data, che rispetta la
stima di massima fornita ai giornalisti dallo stesso Pontefice
a gennaio scorso tornando dalle Filippine, è stata pubblicata
ieri dalla Sala Stampa vaticana. Per «evitare confusioni dovute alla diffusione di informazioni non confermate», si legge
nella breve nota diffusa ai vaticanisti. «Le modalità della
presentazione pubblica – prosegue il comunicato – verranno
rese note sul Bollettino della Sala Stampa nel corso della
prossima settimana».
"La pace si fa con tutti,
islamici, cattolici, ebrei, ortodossi, di altre religioni, tutti
siamo fratelli, tutti crediamo
in un unico Dio, che sia non
separazione ma sempre fratellanza tra noi": lo ha detto
Papa Francesco parlando
ai giovani di Sarajevo, ultimo appuntamento prima
della partenza, preferendo
rispondere a braccio alle domande spontanee dei ragazzi
piuttosto che pronunciare
il discorso preparato per
l'occasione.
"Voi siete la prima generazione dei giovani del dopoguerra - ha detto il Papa - voi
andate avanti, e non indietro
nella distruzione, voi volete
camminare insieme, come
ha detto Nadezda, e questo è
grande. Avete una vocazione
grande: mai costruire muri,
sempre ponti. Onestà mai
ipocrisia. E questa è la gioia
che trovo in voi".
L'incontro con 4.500 giovani gioiosi e entusiasti,
provenienti da tutta la Bosnia-Erzegovina e dai paesi
vicini, si è svolto nel tardo
pomeriggio al Centro diocesano giovanile "Giovanni
Paolo II", situato sulla via
verso l'aeroporto. Giunto al
complesso diocesano, Francesco ha lasciato la Papamobile per salire a bordo di
un'auto elettrica che lo ha
portato al secondo piano dell'
edificio, nella grande sala
dove lo aspettava un caloroso
bagno di folla. I 3.500 giovani
davanti alla sala e i mille
ragazzi che sono riusciti a
entrare all'interno, hanno
accolto il Pontefice con grida
"Papa, mi te volimo" (Papa ti
vogliamo bene) e con l'inno
"Stopama mira" (Sulle orme
della pace).
Francesco ha poi scoperto la targa dedicata a san
Giovanni Paolo II al quale è
intitolato il Centro. Diverse
band e gruppi si sono quindi
esibiti in canti e balli davanti
al Pontefice, altri hanno
raccontato le loro esperienze
come Nadezda Mojsilovic,
ortodossa, coordinatrice del
progetto 'Koracajmo zajedno' (Camminiamo insieme)
dedicato a cristiani bosniaci,
ortodossi e cattolici.
Un messaggio di pace ha
lanciato anche il coro Superar, costituito da una quarantina di ragazzi, bosniaci
musulmani e serbi ortodossi di Srebrenica, teatro
vent'anni fa del più grande
massacro in Europa dopo la
Seconda guerra mondiale,
dove in pochi giorni nel luglio
1995 furono trucidati oltre
otto mila civili musulmani. I
ragazzi di Srebrenica hanno
intonato la canzone Love
people.
Preghiera comune per
la pace e la convivenza
Nell'incontro ecumenico e interreligioso di papa
Francesco a Sarajevo con i
capi delle comunità musulmana, ortodossa, cattolica
ed ebrea, il Papa ha guidato
una preghiera comunque
sui temi della convivenza e
della pace.
"Noi, discendenti di Abramo secondo la fede in Te,
unico Dio, ebrei, cristiani
e musulmani, umilmente
siamo davanti a Te e con
fiducia Ti preghiamo per
questo Paese, la Bosnia ed
Erzegovina, affinché possano
abitarvi in pace e armonia
uomini e donne credenti di
diverse religioni, nazioni e
culture.
Ti preghiamo, o Padre,
perché ciò avvenga in tutti
i Paesi del mondo!", dice
tra l'altro la preghiera, che
aggiunge anche: "Fà che, con
coraggio, ci impegniamo a
costruire la giustizia sociale,
ad essere uomini di buona
volontà, pieni di comprensione reciproca e di perdono,
pazienti artigiani di dialogo
e di pace".
Incontro ecumenico e
interreligioso
"Il dialogo interreligioso,
qui come in ogni parte del
mondo, è una condizione
imprescindibile per la pace,
e per questo è un dovere per
tutti i credenti".
Lo ha affermato papa
Francesco a Sarajevo, durante l'incontro ecumenico e
interreligioso con i capi delle
comunità musulmana, ortodossa, cattolica ed ebraica
della Bosnia-Erzegovina. Il
Il Papa: «Famiglia, scuola di umanità»
Una catechesi potente,
drammatica, quella di oggi
di Papa Francesco in piazza
San Pietro davanti ad almeno
17mila persone. Proseguendo con il ciclo dedicato alla
famiglia in vista del Sinodo
di ottobre, il Santo Padre ha
puntato l'attenzione sulle
sue "vulnerabilità", a partire
dalla povertà. Lo sguardo è
globale, e va alle periferie delle
megalopoli, alle zone rurali
("Quanto degrado, quanta miseria") dove i
legami familiari sono resi fragili dalla lotta
per la sopravvivenza.
E poi c'è la guerra che "è sempre una cosa
terribile, è la madre di tutte le povertà: una
grande trebbiatrice di vite e di anime e degli
affetti più sacri e più cari".
Non è solo mancanza di cibo, ma anche e
soprattutto la mancanza di lavoro e dunque
di futuro. "La miseria sociale colpisce la
famiglia e a volta la distrugge", scandisce il
Papa, così come il lavoro precario incide sui
legami e li mette a dura prova. Nonostante
tutto questo, ci sono tante famiglie povere che
con dignità cercano di condurre la loro vita
quotidiana, spesso confidando apertamente
nella benedizione di Dio. "Questa lezione,
però, non deve giustificare la nostra indifferenza, ma semmai aumentare la nostra
vergogna!". È quasi un miracolo, prosegue
Francesco, che anche nella povertà la famiglia continui a formarsi e anche a "conserva-
Papa ha espresso apprezzamento e incoraggiamento
per l'opera portata avanti
dal Consiglio per il Dialogo
Interreligioso, istituito nel
1997, che raduna musulmani, cristiani ed ebrei.
"Il vostro lavoro - ha detto
- è molto prezioso in questa
regione, e a Sarajevo in particolare, crocevia di popoli e
di culture, dove la diversità,
se da un lato costituisce
una grande risorsa che ha
permesso lo sviluppo sociale,
culturale e spirituale di questa regione, dall'altro è stata
motivo di dolorose lacerazioni e sanguinose guerre".
Secondo Francesco,
"non è un caso che la
nascita del Consiglio per
il Dialogo
Interreligioso e le altre
apprezzabili iniziative in
campo interreligioso ed ecumenico siano avvenute alla
fine della guerra, come una
risposta all'esigenza di riconciliazione e di fronte
alla necessità di ricostruire
una società dilaniata dal
conflitto".
Il Papa ha quindi invitato
a imparare a vivere insieme,
a conoscersi e ad accettarsi
nelle rispettive diversità,
liberamente, per quello che
si è". Ha comunque ricordato
che "il dialogo, per essere
autentico ed efficace, presuppone una identità formata:
senza identità formata, il
dialogo è inutile o dannoso.
Questo lo dico pensando ai
giovani, ma vale per tutti".
Le testimonianze di
chi ha subito la violenza
re la speciale umanità dei suoi legami".
Questo fatto irrita i "pianificatori del
benessere", che considerano gli affetti, la generazione e i legami familiari come variabili
secondarie della qualità della vita, mentre
sono proprio quelli che la determinano e la
sostanziano. "Non capiscono niente! Invece
dovremmo inginocchiarci - ha sottolineato
- davanti a questa scuola di umanità che
sono queste famiglie, che salva le società
dalla barbarie".
"Che cosa ci rimane se cediamo al ricatto
di Cesare e Mammona, della violenza e del
denaro, e rinunciamo anche agli affetti familiari? Una nuova etica civile arriverà soltanto
quando i responsabili della vita pubblica
riorganizzeranno il legame sociale a partire
dalla lotta alla spirale perversa tra famiglia
e povertà, che ci porta nel baratro".
“L’economia odierna – prosegue Francesco
– si è spesso specializzata nel godimento del
benessere individuale, ma pratica largamente
lo sfruttamento dei legami famigliari.
"Le testimonianze parlavano da sole e questa è la
memoria del vostro popolo.
Un popolo che dimentica la
sua memoria non ha futuro".
Lo ha detto Papa Francesco
durante l'incontro col clero a Sarajevo, accantonando il discorso preparato e
parlando a braccio dopo le
drammatiche testimonianze
sugli anni di guerra portate
da un sacerdote, un frate e
una suora.
"Questa è la memoria dei
vostri padri e madri nella
fede - ha affermato -. Soltanto tre hanno parlato, ma
dietro di loro ci sono tanti e
tante che hanno sofferto allo
stesso modo".
Per Bergoglio, "non avete
diritto a dimenticare la vostra storia. Non per vendicarvi - ha spiegato - ma per
fare pace. Non per guardare
come una cosa strana ma
per amare come loro hanno
amato. Nel vostro sangue,
nella vostra vocazione, c'è
la vocazione, c'è il sangue di
questi tre martiri".
Negli ultimi tempi le voci sulla data di pubblicazione e
sui contenuti del documento pontificio si erano moltiplicate.
Qualcuno aveva ipotizzato che il giorno prescelto potesse
essere l’11 giugno, National Day del Vaticano all’Expo di Milano, data l’affinità tra gli argomenti che si suppone saranno
contenuti nell’Enciclica e il tema della kermesse mondiale in
atto nel capoluogo lombardo. L’annuncio della Sala Stampa
contribuisce dunque a fare chiarezza.
Naturalmente resta il riserbo sul contenuto del testo. E
anche sul titolo, ancora non annunciato in maniera ufficiale (anche se alcune anticipazioni ufficiose della scorsa
settimana parlano di una consonanza con il Laudato sii
di san Francesco d’Assisi). Diverse, autorevoli voci, tra le
quali quelle dei cardinali Oscar Rodriguez Maradiaga e
Peter Turkson (rispettivamente arcivescovo di Tegucigalpa e
presidente del Pontificio Consiglio "Giustizia e Pace") hanno
però sottolineato che l’Enciclica si muoverà su un piano etico
e pastorale e che non bisogna dunque attendersi prese di
posizione su questa o quella dottrina scientifica in materia
ambientale. In alcuni ambienti statunitensi, infatti, sono
stati mossi recentemente dei rilievi al testo, ancor prima di
conoscerlo.
Ben noto fin dall’inizio del Pontificato è invece il magistero
di Papa Francesco in tema di salvaguardia del creato. Un
magistero incentrato soprattutto su due concetti chiave. La
necessità della custodia, da un lato, e la lotta alla cultura
dello scarto dall’altro. In pratica di fronte all’evidenza che
l’azione incessante dell’uomo – specie negli ultimi 150 anni
– ha avuto un impatto fortissimo sulla natura e potrebbe
avere conseguenze dagli esiti potenzialmente disastrosi, il
Papa in questi due anni ha richiamato tutti alle proprie
responsabilità.
Francesco ha indicato all’uomo contemporaneo un comportamento da tenere e una condotta da evitare. Il primo è
appunto l’atteggiamento del custode, di chi si prende cura,
di chi non considera il creato e le creature come risorse da
sfruttare in maniera intensiva e sciagurata, ma come un
giardino da coltivare. La seconda è la tendenza di chi invece
scarta tutto ciò che non gli serve. Nel recente discorso alle
Acli, il Pontefice ha fatto nuovamente l’elenco degli scarti:
«Si scartano i bambini, perché non si fanno: si sfruttano o
si uccidono prima di nascere; si scartano gli anziani, perché
non hanno la cura dignitosa, non hanno le medicine, hanno
pensioni miserabili. E adesso, si scartano i giovani. Pensate
a quel 40%, o un po’ di più, di giovani dai 25 anni in giù che
non hanno lavoro: sono materiale di scarto, ma sono anche
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Presenza- 16 giugno 2015
SPORT
Brava Juve, ci hai provato
Ma trionfa il Barcellona 3-1
Il Triplete lo fa il Barcellona. E lo merita. Ma è
grazie a una meravigliosa
Juve, all’altezza del palcoscenico più importante
d’Europa, se la finale di
Champions League resta
aperta anche oltre il 90’,
regalando emozioni fino
all’ultimo istante.
A Berlino finisce 3-1, in
uno stadio che trasuda storia
e che scrive un altro capitolo
della leggenda di questo
Barça. Quattro Champions
in dieci anni, una dinastia.
Cinque in totale, dagli olandesi Cruijff e Rijkaard agli
spagnoli Guardiola e Luis
Enrique.
Favolosi. Ma la squadra di
Allegri ha nobilitato il calcio
italiano in crisi mettendo
in campo tutto il cuore, la
volontà e la qualità di cui
dispone. Non è bastato, ma
cosa chiedere di più?
FULMINE RAKITIC
La partita. Formazioni
confermate con Barzagli e
Iniesta presenti, ma non si
fa in tempo a verificare gli
schieramenti che la Juve è
già sotto, nonostante un impatto aggressivo sulla gara.
È il 4’ quando Neymar legge
il disordine del lato destro
bianconero e vede il taglio
di Iniesta, che appoggia a
Rakitic il pallone dell’1-0.
Tutto troppo veloce e brusco
per riprendersi, tanto che i
campioni d’Italia sbandano
paurosamente per una ventina di minuti.
C’è una bella cavalcata di
Morata per il destro alto di
Vidal, è vero, ma poi Buffon
vede le streghe più volte,
tenendo in piedi la baracca
soprattutto al 13’ con un
miracolo su Alves.
REAZIONE — L’esterno brasiliano, però, dietro
concede sempre praterie. E
complice qualche palleggio
lezioso di troppo con Ter Stegen e Mascherano, la Juve
riprende nerbo, sospinta
dall’incoraggiamento del suo
popolo accorso a Berlino.
È uno stadio “italiano” e
ancora impregnato di ricordi
mondiali, non basterebbero
mille partite dell’Hertha per
togliere dall’Olympiastadion
la suggestione azzurra.
E allora, mentre Vidal picchia tutto il picchiabile, Pogba e Marchisio si scambiano
posizione ai lati di Pirlo e
Messi fa più la mezzala che
l’attaccante, i primi segnali
di riscossa bianconera sono
sufficienti a ravvivare la speranza di giocarsela “fino alla
fine”, questa finale, come da
consolidato inno juventino.
Tutto si concretizza nel
primo tiro in porta firmato
da Marchisio al 44’, niente
di che, soprattutto se paragonato alla doppia occasione
capitata a Suarez poco prima. Ma la Juve arriva viva
all’intervallo, aspettando un
Tevez all’altezza della sua
stagione e dimostrando di
saper reagire anche quando
va sotto, situazione che in
Italia non le capita quasi
mai.
L’ILLUSIONE — Si riparte, Buffon è ancora mundial
su Suarez, Messi incanta la
folla con un doppio triangolo
che non diventa raddoppio
per poco. Ma la Juve sta su,
abbraccia l’avversario come
un pugile alle corde, non
cade. E al 10’, all’improvviso,
Marchisio ha l’idea geniale:
tacco per Lichtsteiner che
serve Tevez, ter Stegen dice
no all’Apache, arriva Morata e mette dentro sulla
ribattuta.
Delirio nel settore bianconero, 1-1, Allegri esulta
con misura, c’è ancora molto
lavoro da fare, ma la Juve
è di nuovo testa a testa coi
fenomeni. E se Tevez e Pogba
non sprecassero due buone
chance, potrebbe perfino
mettere il naso avanti.
IL MORSO DI SUAREZ
— Invece no. La rimette il
Barça, la freccia. Alves cintura Pogba in area, non c’è
modo di di protestare e Messi
è già dall’altra parte, Buffon
para il fendente argentino
ma arriva Suarez e insacca
la pistolettata del 2-1.
Che diventa 3-1 in un
attimo con Neymar, anzi diventerebbe, perché il gol del
brasiliano è annullato per un
tocco di mano dopo l’incornata. Materiale per le moviole
dei 200 Paesi collegati con la
Germania.
CHIUDE NEYMAR —
Iniesta esce e lascia la fascia
di capitano a Xavi per il
quarto d’ora finale, Pogba
sfiora il pari di testa, Pereyra
rileva Vidal. Suarez calcia
alto, si entra nella battaglia conclusiva. Che ha in
Marchisio e Tevez le bocche
da fuoco juventine, ma ter
Stegen è attento sui tiri.
Il cronometro scorre impietoso e si tinge di blaugrana secondo dopo secondo.
E dopo un recupero lungo
per le tante interruzioni, in
contropiede, Neymar segna
il 3-1.
Stavolta nessuno glielo
annulla. Onore al Barça,
campione d’Europa.
Ma giù il cappello, davanti
a questa Juve. Perfino il
Barça, prima della premiazione, fa il “passillo” per
gli sconfitti, applaudendoli.
Inedito. E bellissimo.
Fifa, Blatter si arrende: “Mi
dimetto, prima possibile le
nuove elezioni”
Sepp Blatter
si dimette. “La
Fi f a a v r à u n
nuovo presidente, io eserciterò
le mie funzioni
fino al prossimo
consiglio elettivo
straordinario”.
Nella conferenza
stampa convocata d’urgenza a
Zurigo, il numero uno del calcio mondiale dà l’annuncio a sorpresa.
A soli quattro giorni dalla rielezione per il suo quinto
mandato consecutivo, il numero uno del calcio mondiale
va via, anche se in realtà resterà in carica ancora per un
po’. Per statuto - come annunciato da Domenico Scala, già
dirigente Fifa e prossimo presidente del già citato consiglio
elettivo straordinario - bisogna aspettare quattro mesi prima
di organizzare le nuove elezioni.
“Ci aspettiamo che il consiglio possa tenersi tra dicembre
2015 e marzo 2016”, ha annunciato Scala. A quel punto
Blatter lascerà dopo 17 anni di permanenza. Un record che
sarà probabilmente impossibile battere perché, come rivelato dallo stesso Blatter e da Scala, “verrà proposto, e votato,
anche un limite di mandato per il presidente e i membri del
comitato esecutivo”.
L’ANNUNCIO
- Le pressioni subite, dopo lo scandalo che ha portato
all’arresto di alti dirigenti Fifa con l’accusa di corruzione,
hanno indotto Blatter ad arrendersi. “Malgrado sia stato
appoggiato nelle ultime elezioni, questo appoggio non sembra
essere condiviso da tutti nel mondo del calcio - ha detto nella
conferenza stampa -. Per questo offro la mia rinuncia”.
Michel Platini, presidente dell’Uefa, è stato tra i primi a
invitare Blatter a rinunciare alla candidatura appoggiando
quella del principe Ali. In cambio ha ricevuto un no, ora c’è
stato il dietrofront: “ La decisione è coraggiosa e difficile
- ha detto Platini - ma va nella giusta direzione”. Blatter
l’ha spiegata così: “Tengo alla Fifa più che a qualsiasi cosa.
Voglio il meglio per lei e per il calcio, per questo ho deciso di
ricandidarmi alla presidenza.
Le elezioni sono finite, ma le sfide che abbiamo davanti
no. La Fifa ha bisogno di una profonda ristrutturazione:
ecco perché ho convocato un collegio elettivo straordinario,
per far sì che venga eletto un nuovo presidente dopo di me.
Mi dimetto, ma fino ad allora continuerò ad esercitare le
mie funzioni.
Il prossimo consiglio ordinario si terrà il 13 maggio 2016
a Città del Messico, ma sarebbe troppo tardi”.
Il calcio piange l’ex allenatore G.B. Fabbri
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Lutto nel mondo del calcio.
L’ex calciatore e allenatore
Giovan Battista Fabbri, GB
per tutti, 89 anni, di S.Pietro
in Casale, nel bolognese, è
morto a Ferrara.
Giocatore eclettico ha ricoperto numerosi ruoli, tra cui
quello di ala e mediano. In
carriera ha allenato molte
squadre, Piacenza, Catanzaro, Ascoli, Spal, Cesena,
Bologna e Vicenza.
Il suo nome è legato in
particolar modo a quest’ultima squadra. È considerato
tra i maggiori artefici del
cosiddetto “Real Vicenza” di
fine anni settanta. Conquistò
in soli due anni il passaggio
dalla serie B alla massima
Serie e l’anno successivo,
stagione 1977-1978, uno storico secondo posto alle spalle
della Juventus. Annata stre-
pitosa che permette a G.B.
di vincere il premio “Seminatore d’oro” come miglior
tecnico italiano.
Sempre
a lui viene attribuita l’intuizione di avere spostato
un “giovane e promettente”
Paolo Rossi dal ruolo di alla
destra a quello di centravanti. Nelle vesti di attaccante
del Vicenza, Rossi si mette
in mostra con guizzi veloci
in area e gol che gli aprono
la strada verso nuovi lidi.
Passa infatti alla Juventus e
soprattutto, nel nuovo ruolo
cucitogli addosso da GB,
sarà il protagonista assoluto dell’Italia campione del
mondo nel 1982 diventando
per tutti “Pablito”.
«G.B. Fabbri era un grande. È stata una persona
fondamentale per la mia
carriera, e per me era come
un padre, sotto tutti i punti
di vista. Gli volevo bene».
Così Paolo Rossi lo ha
ricordato. «E’ stato quello che mi ha scoperto dal
punto di vista tecnico - dice
ancora l’eroe dei Mondiali
1982 - cambiandomi ruolo
e vedendo in me qualcosa di
diverso, e doti che altri non
avevano visto.
Fu lui che mi trasformò da
ala in centravanti, e i fatti
gli diedero ragione».
Fabbri dal 1945 al 1993
ha prima giocato e poi allenato in 48 campionati
ufficiali.
La sua attività di allenatore è continuata fino al
1999 con il Club Italia, la
squadra federale dei Campioni del Mondo del 1982,
per un totale di 57 anni di
attività. Da anni viveva a
Chiesuol del Fosso, una frazione di Ferrara, ed è morto
in una casa di cura privata
della provincia, dove si era
ritirato, dopo una lunga
malattia.
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SPORT
Contador in rosa a Milano, applausi per Aru
Alberto Contador
trionfa senza sorprese
in corso Sempione a
Milano e si annette
definitivamente la seconda maglia rosa di
una carriera caratterizzata da più luci che
ombre.
La terza “camiseta” rosa gliela tolse il
Tas di Losanna per il
caso di Clenbuterolo. È
una vittoria sotto molti
aspetti annunciata,
quella dello spagnolo, ma non per questo
meno facile. Anzi. Fino a ieri,
i rivali più agguerriti, Aru
- applauditissimo - e Landa,
rispettivamente secondo e
terzo sul podio milanese (con
Visconti in maglia azzurra
di leader del Gpm e Nizzolo
con quella rossa di detentore della classifica a punti),
hanno provato a detronizzarlo, con un’azione di forza
sullo sterrato del Colle delle
Finestre.
Sul crinale della “Cima
Coppi”, nell’unico giorno di
autentica crisi, il “Pistolero”
è arrivato a pezzi, ma non
ha mollato, come del resto
non si era lasciato andare
lo stesso Aru in altre tappe
drammatiche, come quella
del Mortirolo con l’arrivo
sull’Aprica.
Contador è il “conquistador” della corsa rosa fra le
più dure degli ultimi anni,
un corridore per ogni stagione, completo, esperto,
forte, bravo e capace a gestire anche le situazioni più
complicate.
Lo spagnolo, alla vigilia
della stagione, ha annunciato di voler puntare alla
doppietta Giro-Tour e ha già
percorso metà del proprio
cammino. Il bello (o il brutto,
dipenderà da tante cose),
come egli stesso ha ammesso
dopo avere alzato il trofeo di
Rcs-La Gazzetta dello Sport,
deve ancora venire. Il Tour,
infatti, è un’altra cosa.
Contador ha vinto senza
strafare, ma anche senza
gestire con avarizia la corsa,
alla Indurain. È vero che
non ha vinto alcuna tappa,
come nel 2008, ma gli fa da
contraltare l’impresa sul
Mortirolo - dove ha dribblato
gli avversari come birilli,
sorpassandoli a doppia velocità, come Pantani nella
tappa a Oropa - quando i
due inseguitori dell’Astana
hanno provato a metterlo
alle corde, in seguito a una
spaccatura del gruppo. Contador non si è risparmiato
quando c’era da spendere
energie e non ha fatto salti
mortali per giungere per sul
traguardo davanti a tutti. È
stato un attento ragioniere,
ma non ha gareggiato con la
calcolatrice in mano, mentre
gli avversari si eliminavano
a vicenda.
Qualche scelta sbagliata
dell’Astana lo ha favorito e, quando Aru si
è svegliato, era ormai
troppo tardi.
Le scorribande di
Landa nelle salite più
difficili sono rimaste
imprese fine a se stesse. Forse, la squadra
kazaka avrebbe potuto
gestire meglio le proprie
risorse.
La vittoria di Contador è sacrosanta, ma
il trionfatore morale
della corsa può essere
considerato Fabio Aru,
per il quale il pubblico si è
spellato le mani anche oggi
a Milano.
Il “Tamburino sardo” ha
vinto due tappe mitiche e ha
visto assottigliare il proprio
ritardo dalla maglia rosa,
che è riuscito a indossare. Il
futuro è suo.
Sono mancati all’appello
altri due possibili protagonisti come il colombiano Uran
e l’australiano Porte: il primo
non era in forma, il secondo
non è pervenuto nemmeno
nella lughissima crono (ah,
se fosse stata meno lunga di
una ventina di km, magari il
ritardo di Aru poteva essere
più contenuto), ovvero sul
terreno preferito.
L’australiano non si è
dimostrato all’altezza di
una corsa così impegnativa.
L’ultima tappa disputata
oggi ha incoronato il belga
Keisse, al termine di un uno
contro uno con l’australiano
Durbridge. Non c’è stata la
volatona finale, ma cambia
poco. A esultare, alla fine, è
stato solo Contador. Senza se
e senza ma.
Lo stipendio consola Alonso:
è il più pagato del 2015
Alonso, Vettel e Hamilton: ci sono questi tre piloti sul
podio degli ingaggi della F1, con ben 88 milioni di euro
complessivi.
A fare i conti nelle tasche dei piloti del circus è
Business Book, periodico specializzato in materia di
bilanci nella F1 e rilanciato da Mundo Deportivo, che
assegna all’asturiano la palma del più pagato per la
stagione in corso: 35 milioni di euro quest’anno, contro i
28 del ferrarista e i 25 milioni del campione del mondo
in carica.
Tuttavia, il prolungamento di contratto con la Mercedes
farà intascare al pilota inglese quasi 170 milioni in tre
anni, vale a dire 56 milioni a stagione per il 2016, 2017
e 2018 che lo faranno salire sul gradino più alto degli
ingaggi. KIMI QUARTO - Subito dietro i ricchissimi
tre, un altro ex campione del mondo: Kimi Raikkonen
che avrebbe visto decurtato il suo ingaggio per rimanere
in Ferrari (da 22 a 18 milioni), seguito da Nico Rosberg
con 13,5 e Jenson Button (McLaren) con 10 milioni.
Hamilton sbanca Montreal; Vettel rimonta: 5°. Raikkonen 4°
Doppietta Mercedes,
con Lewis che precede
Rosberg, 2°, e Bottas, 3°.
Rosse giù dal podio per
la prima volta stagionale, con il tedesco che
risale brillantemente
dal 18° posto in griglia e
insidia quasi il compagno Kimi, autore di un
testacoda fatale. 6° Massa, ritirate le McLaren
Montecarlo è alle spalle.
A Montreal, sede di un altro
Casinò, Hamilton e la Mercedes si rialzano, non fanno
'casìno' e Lewis ottiene il
quarto successo stagionale
che gli vale l’allungo in classifica su Rosberg, secondo al
traguardo e ora a -17.
Il nero muove e vince, dalla pole, con classe e perentorietà, riaffermando una
supremazia indubbia, anche
più di quanto dicano le cifre;
la rossa, invece, chiude con
un bilancio agrodolce: 4°
Raikkonen con amnesie, e 5°
Vettel, partito in penultima
fila e risalito con la stoffa del
fuoriclasse.
La spremuta di cavalli
della nuova power unit ha
reso forse più effervescente
il motore di Maranello, ma
non basta ancora per dare la
caccia ai purosangue Mercedes: il fatto che, anzi, il podio
sfugga per la prima volta in
stagione alle rosse - ci sale
Bottas, unica monoposto
non Ferrari e non Mercedes
a esserci riuscita finora - proprio davanti a Marchionne,
nella sua seconda gara 'di
casa', suona beffardo per il
Cavallino.
HAMILT ON REGALE
— Dopo un week end di
turbolenze, non solo atmosferiche, con testacoda, tamponamenti sfiorati, salti sui
cordoli, impatti a muro sotto
l’acqua nelle libere, Hamilton si è ritrovato quando
serviva: in qualifica ha messo
a fuoco il puntatore con una
pole impeccabile, e in gara
ha poi messo nel mirino la
vittoria.
Sulla pista del suo primo
trionfo (2007), Lewis ha rintuzzato Rosberg, che lo ha
avvicinato dopo il pit stop
con un pressing ravvicinato,
cui però è mancato lo spunto
per un tentativo di attacco
nel finale.
VETTEL — Vettel ha lottato dal 18° posto in griglia
innescato dai colpi di tosse
della Mgu-H in qualifica e
dai colpi di sonno suoi nelle
Libere3 (sorpasso con bandiere rosse a Merhi), per risalire fino a uno splendido 5°.
Grande progressione - 15° al
terzo giro, 14° al quarto, 13°
al quinto, 12° al ventiquattresimo, 7° al trentesimo -, e
tanta decisione del tedesco,
con qualche rischio (muretto
sfiorato), alcune spallate
(con Alonso e Hulkenberg,
questa investigata ma non
sanzionata) e un ritmo a
tratti superbo: il distacco dal
suo compagno, solo 4"5" è
indicativa del diverso livello
dei due.
LA GARA — Al via Hamilton non si fa sorprendere, i
primi cinque della griglia
conservano le medesime posizioni, con Massa e Vettel,
partiti rispettivamente 15° e
18°, che iniziano la scalata
verso posizioni a loro più consone, con pregevoli sorpassi,
come quelli del brasiliano
su Alonso, Nasr ed Ericsson.
Vettel anticipa la sosta (8°
giro, non impeccabile), anche
per evitare il traffico delle
retrovie, mentre Raikkonen
la effettua al 27° e subito
dopo perde il podio virtuale
a vantaggio di Bottas per
un testacoda al tornantino
con spiattellamento delle
gomme: sarà costretto a un
secondo pit stop, fatale per il
piazzamento finale.
Tranne Vettel e Raikkonen
tutti effettuano una sosta,
con Hamilton che resta leader davanti al compagno, che
si avvicina, ma non lo impensierisce più di tanto. Un
occhio allo specchietto, uno
alla temperature dei freni (il
k.o. del 2014 docet) e anche ai
consumi, le Mercedes fanno
a elastico, mentre Vettel si fa
largo e punta addirittura il
compagno.
Bottas, costante e regolare, sale sul podio, mentre le
Ferrari vi restano ai piedi.
Ritiro per Alonso e Button, a
punti nell'ordine, Massa (6°,
bella gara), Maldonado (7°),
Hulkenberg (8°), Kvyat (9°)
e Grosjean (10°), penalizzato
anche di 5" per un contatto
con Stevens.
Nessuna safety car, ed
è quasi una novità sulla
pista dedicata a Gilles Villeneuve.
Presenza- 16 giugno 2015
15
Mugello, vince Lorenzo.
Iannone e Rossi sul podio
La vittoria di Jorge Lorenzo al Mugello è stata cristallina.
Il pilota spagnolo della Yamaha centra la terza vittoria di fila
e mette in riga la Ducati di Andrea Iannone e la Yamaha di
Valentino Rossi, ancora leader del Mondiale ma adesso con
soli 6 punti di vantaggio sul maiorchino (118 a 112).
Una gara senza storia, con Lorenzo che per 23 volte negli
altrettanti giri del Gp d’Italia al Mugello ha passato il traguardo in testa accumulando un vantaggio tale da potersi
permettere di iniziare a salutare il pubblico sul tracciato
toscano durante l’ultima tornata prima della bandiera a
scacchi.
«La nostra moto - ha detto Lorenzo - in questo momento va
benissimo e anche io a inizio stagione mi ero detto che questo
poteva essere il nostro anno e i risultati ci sono. Abbiamo
ottenuto cinque
vittorie in sei
gare e Rossi è
sempre andato
a podio fino ad
ora».
Lorenzo, alla
terza vittoria di
fila dopo quelle
di Jerez in Spagna e di Le Mans
in Francia, ha
fatto una gara
da 10 e lode. Solo
Marquez poteva impensierirlo.
Il campione del mondo che scattava dalla 13/a casella
della griglia di partenza, infatti, in solo un giro era già
alle spalle dei primi tre, mentre al 6/o era addirittura terzo. «Quando dalla lavagna mi hanno indicato l’arrivo di
Marquez - ha detto Lorenzo - ho creduto che avrebbe potuto
arrivare presto. Fortunatamente il mio ritmo era migliore e
sono riuscito comunque a non farmi prendere».
Poi però Marquez è caduto, dicendo forse addio alle sue
chance per confermare il suo titolo.
«Non credo che Marc sia fuori dai giochi - ha detto Lorenzo
- la storia di questo sport dice che c’è la possibilità di recuperare, ma sono certo che oggi con la nostra M1 così forte,
possiamo puntare anche noi al titolo».
Sul podio del Mugello, dopo una bellissima gara nonostante i problemi alla spalla sinistra infortunata durante i
test sulla pista toscana di due settimane fa, Andrea Iannone
festeggia il suo miglior week end della carriera in MotoGP.
Il pilota di Vasto torna a casa con un secondo posto e due
record, quello del miglior tempo assoluto in qualifica e la
velocità massima più alta (350,8 Km/h) al Mugello.
«È stato merito della mia forza mentale - ha detto Iannone
- non sembra da fuori ma vi posso assicurare che ho diversi
problemi con la spalla. Non si tratta di dolore ma di potenza.
In questo giorni ho lavorato molto con il mio fisioterapista per
aumentare la forza ma guido ancora con delle infiltrazioni
di antidolorifico nella spalla e nella telemetria si vede che
ho un deficit mentre guido. Questo è stato il miglior week
end della mia carriera nonostante le mie vittorie passate
nelle altre categorie. Il merito è mio e della Ducati che ha
creduto in me».
Al suo quarto podio in sei gare (ma ci sono anche due
vittorie), Rossi fa un bilancio del suo Mugello.
«Correre qui davanti a tutti questi fan miei - ha detto Rossi
- e della Ducati è bellissimo. Sono venuti a vedermi in tanti
anche perché sono in testa alla classifica e anche dalla pista
il calore del pubblico è stato incredibile. Abbiamo passato un
terzo di stagione e se mi avessero detto all’inizio dell’anno
che saremmo arrivato al Mugello con questi risultati non ci
avrei creduto. La Yamaha si dimostra ancora una volta la
moto migliore quest’anno, mentre la stagione di Marquez è
incredibile.
L’anno scorso ha dominato, mentre ora continua a fare errori. Ma Marc è forte, anche se per il momento mi preoccupa
Lorenzo. La prossima gara è a Barcellona, bisognerà che mi
inventi un altro passaggio all’ultimo come nel 2009, ma non
sarà così facile».
16
FINALI
Presenza- 16 giugno 2015
Messaggio
dell'Ambasciatore
Nunez.
E non è tutto. La missione
della Presidente Michelle Ba-
Deber cumplido
completar el financiamiento
para terminar las oficinas
del Consulado); On. Altero
Matteoli, ministro delle Infraestrutture e dei transporti,
entre otros.
Recuerdo las despedidas a
los embajadores por termino
de misión, (Paolo Casardi
y Vincenzo Palladino) una
señal de agradecimiento.
Un trabajo ampliamente
compartido, como lo fue la
ayuda fraterna luego de terremotos o aluviones en Chile
y en Italia.
Ha sido un gran honor
representar a los Italianos e
italo-chilenos de Chile, agradezco a todos la colaboración
prestada, el reconocimiento y
cariño que me han expresado
por el trabajo concluido.
La comunidad siempre
podrá contar con mi amplia y
desinteresada disponibilidad
exenta de interés personal.
Paolo Castellani
Il voto
amministrativo
del truppone democrat a
Montecitorio e Luca Lotti
alla carica di vicesegretario
unico del Pd.
Quest’ultima sarebbe una
grave perdita per l’esecutivo, ma appare una scelta
inevitabile. D’altra parte ora
o mai più, dato che il Paese
non avrà elezioni a nessun
livello - a meno di problemi
- nei prossimi due anni.
Dunque sbaglia la sinistra
Pd a sperare che il risultato
in Liguria porti Renzi a più
miti consigli? In pratica
sì. Il premier è pronto a
qualche correzione al ddl
Scuola, ma non si va oltre
un «monitoraggio » dei poteri
del preside. Così come sulla
riforma istituzionale, per la
quale si conta di recuperare
almeno parte di Forza Italia, il punto di mediazione
massimo è quello di rendere
'riconoscibili' dagli elettori i
consiglieri regionali che poi
andranno al Senato. Un intervento di tipo tecnico senza
modifiche al testo né ritardi
nell’iter. Nulla di più. Un sorriso liquidatorio accompagna
la richiesta di Ap di ritoccare
l’Italicum.
Chiaro che l’orizzonte resta governare sino al 2018.
Ma con il motto di sempre:
«Non a tutti i costi». L’intento
è quello. Ci sono i dati sulla
ripresa, le riforme della PA
e del fisco. C’è il tempo di
correggere alcuni errori commessi. Tra questi, sussurra
qualche renziano, c’è anche
il tema dell’immigrazione.
Renzi resta convinto che
l’Italia debba essere in Europa «culla di civiltà».
Però è passato un messaggio 'lassista' anche grazie
alla campagna elettorale di
Salvini. Il cambio di rotta
inizierà con il Consiglio Ue di
fine giugno, dove il premier
è disposto ad andare fino in
fondo contro soluzioni arrangiate sulle quote e sui soldi.
Non si parla di veto, sarebbe
controproducente. Ma siamo
lì. Prima ancora, domenica
e lunedì, Renzi porrà il problema a Obama e Merkel
durante il G7 in Baviera,
chiedendo di accelerare le
decisioni in sede Onu.
chelet in Italia dal 4 al 6 giugno
prevede non solo importanti
incontri con il Presidente della
Repubblica Sergio Mattarella
e con il Primo Ministro Matteo
Renzi, ma anche una visita
all’Esposizione Universale di
Milano. In merito, permettetemi di esprimere le mie
congratulazioni per il successo
del padiglione “El Amor de
Chile”, sicuramente all’altezza
dell’impegno profuso nella sua
preparazione, poiché si tratta
di uno dei padiglioni di maggior valore architettonico e più
apprezzati di tutta la Expo e,
solo in questo primo mese, è
stato visitato da più di cento
ottanta mila persone.
Siamo molto felici di constatare come a livello politico
abbiamo una piena convergenza di punti di vista, non solo
a livello bilaterale, ma anche
nel campo multilaterale, nella
protezione dei diritti umani,
nelle missioni internazionali
di mantenimento della pace
sotto l’ egida dell’ ONU, nel più
assoluto rispetto del Diritto
Internazionale e dei compromessi contratti.
A livello economico le relazioni tra Italia e Cile sono
eccellenti, con un intercambio
che nel duemila e quattordici
si è mantenuto attorno ai tre
mila milioni di euro (undicesimo partner a livello mondiale
e secondo tra i Paesi della
Comunità Europea).
Le Aziende italiane in Cile
contribuiscono in maniera
significativa allo sviluppo del
paese, generando oltre 7000
posti di lavoro. Emblematico,
al riguardo, è il fatto che il
mese scorso, parallelamente
alla missione del Vice Ministro
Calenda, per la prima volta
nella sua storia, il Consiglio di
Amministrazione del Gruppo
ENEL ha tenuto la propria
riunione qui a Santiago.
In ambito economico, l’Italia guarda con grande interesse il Cile, non solo come
potenza agroalimentare, ma
anche come un paese che
sta dimostrando una grande
capacità d’innovazione. La
“Chilecon Valley” è molto più
di un semplice gioco di parole,
è uno spazio fisico, dove le
start up possono sviluppare
idee e generare valore aggiunto. A questo riguardo vorrei
evidenziare che circa il 10 per
cento dei giovani “startupper”
che partecipano dell’ultima
edizione del programma “StartUpChile” siano Italiani e sono
felice che alcuni di loro siano
tra di noi oggi.
Per quanto concerne la
cultura voglio sottolineare
l’attività dell’ Istituto che,
sotto la guida di Anna Mondavio, organizza durante tutto
l’ anno e con gran successo
diverse manifestazioni per
far conoscere in Cile sia le
espressioni più tradizionali
sia la avanguardia del nostro
paese. In particolare, l’Italia è
stato il paese invitato d’ onore
della biennale della Fine del
Mondo a Valparaiso, la scorsa
estate, mentre l’ esposizione
su due maestri dell’ arte cinetica “Biasi e Torquinst” è
stata prorogata fino al 14 di
giugno, confermando così una
collaborazione di successo
con il Museo d’ Arte Contemporanea, che conta con uno
straordinario direttore come
Francisco Brugnoli.
Per quanto concerne la diffusione della lingua, l’italiano
continua ad essere una delle
più studiate in Cile e gode di
grande prestigio tra i giovani,
grazie all’ attività che svolgono le scuole italiane di Santiago, Valparaiso Copiapo e La
Serena, mentre a livello Universitario vorrei sottolineare
che i visti che rilasciamo sono
in maggior parte per studenti
e che nell’ ultimo anno circa
trecento giovani universitari
cileni sono andati in Italia a
vivere un’ esperienza accademica e culturale in prestigiose
Università del nostro paese.
Tutta questa attività rap-
Copiapo' “LAMERICA”
In scena io sogni, le speranze, le tragedie e
le sconfitte degli emigranti di ieri e di oggi
“Lamerica”, Opera teatrale di Giampaolo Samà sull’ emigrazione, è andata in scena a Copiapo’.
Nel contesto della celebrazione del sessantanovesimo anniversario della Repubblica Italiana, il Viceconsole d’ Italia
in Atacama, Don Paolo Albasini Broll in collaborazione con
l’Istituto Italiano di Cultura Cileno e la Scuola Italiana
“Giuseppe Verdi", hanno proposto nel Teatro Municipale
di Copiapo’ la commuovente opera “Lamerica” il giorno 28
Maggio.
“Lamerica” è una aspettativa. E’ una speranza, è un sogno
e, in qualche caso, una tragedia. “Lamerica è la storia di
un emigrante; ovvero di tutti gli emigranti”. E, a tutti gli
effetti, l’opera diretta e interpretata dall’ Italiano Giampaolo
Samà tratta di tutte queste persone (Italiani, Cileni, Africani,
ecc…) che, oggi come ieri, si videro e si vedono obbligati a
lasciare le proprie terre natali, le proprie famiglie e gli amici, per ragioni economiche o politiche; intraprendendo cosi’
un viaggio – in molti casi – stremante – verso un destino
incognito e assolutamente incerto.
“Come se fossero dei morti viventi gli emigranti viaggiano
in cerca di una terra promessa, del proprio posto nel mondo,
di un altro amore.”
In fine, “Lamerica” parla di una condizione quasi universale degli emigranti provenienti da qualsiasi angolo della
Terra: quella di essere intrappolati in un viaggio senza fine,
tra passato e futuro, nell’eterno tentativo di incontrare una
propia identita’ a mille di chilometri distanti dalle proprie
case; coinvolti in una lotta per l’integrazione.
“Emigrare e’, dunque, un eterno viaggio fra passato e futuro. Il presente – molto spesso tragico – resta nel mezzo.”
“Lamerica” e’, allo stesso tempo, un racconto di coraggio
e forza d’animo, testimonianza dell’ esistenza di persone
indistruttibili di fronte alle difficolta’ della vita. Per questa
ragione proporre, giustamente in questa data specifica,
quest’opera al pubblico di Copiapo’, porta con sè un valore
simbolico senza dubbio poderoso e una dimostrazione di
appoggio e rispetto verso la Regione di Atacama e i suoi
abitanti que, nonostante la recente tragedia dell’alluvione,
hanno saputo far fronte a questa catastrofe con coraggio e
determinazione.
presenta la testimonianza più
concreta di un forte interesse
per un paese con il quale le
affinità sono più che evidenti.
Questo nuovo corso delle relazioni italo cilene è parte di un
rinnovato vigore e affetto con
il qual l’ Italia guarda oggi il
continente Latinoamericano e
che sarà assistito, tra l’ altro,
dalla presenza a Milano, il
prossimo 12 e 13 Giugno, nella
Conferenza tra Italia e America Latina, di numerosi Capi
di Stato e di Governo.
Devo segnalare che questo
nuovo impulso non sarebbe
stato possibile senza il ruolo
della collettività italiana in
Cile, la quale conta tra i suoi
discendenti, tra gli altri, i
fondatori di alcuni dei gruppi
economici cileni più importanti, due ministri, ventun
parlamentari, il Magnifico
Rettore della “Universidad
de Chile”, il direttore del
MAC, un premio nazionale
di letteratura e numerosi
esponenti dei diversi settori
della vita politica, economica, culturale, e artistica del
paese. Il 2015 è stato un anno
importante per la collettività
italiana del Cile, poiché lo
scorso mese d’aprile, dopo 11
anni, si state indette le elezioni del COMITES, che è l’
organo rappresentativo della
collettività italiana all’ estero
e il portavoce delle istanze de
dei cittadini italiani di fronte
ai rappresentanti diplomatici
e consolari. Al suo Presidente
Claudio Curelli e a tutti i suoi
membri voglio rivolgere i miei
più sinceri auguri di un mandato fruttuoso e proattivo e di
un’intensa opera nei confronti
della comunità italiana residente, l’antica e la nuova, e desidero
assicurare loro che potranno
sempre contare con l’appoggio
di questa Ambasciata.
Sono certo che grazie al
ruolo attivo di molti di voi,
i vincoli tra le nostre due
nazioni continueranno ad
approfondirsi con indubitabili
benefici mutui.
Celebrazione del 2 giugno,
festa d'Italia in Parrocchia
Dopo le deposizione di una corona di fiori al Monumento Italiano di Piazza Italia la
comunità si è riunita per la celebrazione della Santa Messa in azione di grazie per il 69º
Anniversario della Repubblica Italiana. Presenti il Coordinatore delle Associazioni ed Istituzioni Italiane della capitale, dott. Giuseppe Odone, presenti rappresentanti del Comites
con il presidente Claudio Curelli e nuerosi connazionali. Anche la Pompa Italia ha inviato
una delegazione. Il Coro Alpino, come d'abitudine, ha solennizzato la celebrazione con interventi musicali di qualità. Le riflessioni dei celebranti si centrarono sulla Patria nel suo
passato e presente impetrando da Dio lumi per coloro che ne dirigono le sorti.
Villa Alemana: el Campeonato Nacional
de Clubes de Bochas 2015
Bajo un hermoso sol otoñal
desde el jueves 28 al 31 de
mayo la Federaciòn Nacional de Bochas realizò en
el Bochódromo del Circolo
Italiano de Villa Alemana
el Campeonato Nacional de
Clubes de Bochas 2015.
El evento congregò a 15
clubes de todo Chile: Sportiva Italiana de Iquique, Club
Trentino y Scuola Italiana de
La Serena, Sportiva Italiana
de Valparaiso, Sporting Bochas y Casa D'Italia de Viña
del Mar, Club Unión MargaMarga de Quilpué, Scuola
Italiana y Circolo Italiano
de Villa Alemana, Casa degli
Italiani de Quillota, Humanitaria y Stadio Italiano de
Santiago, Fetram de Curicò,
Club Comercio Atlètico de
Talca y Centro Italiano de
Talcahuano.
Màs allà de los resultados, una vez màs pudimos
apreciar el entusiasmo que
despierta este deporte en
jòvenes, niños y adultos, en
damas y varones, el esfuerzo
que implica viajar desde
diversos puntos del paìs,
restando horas a trabajo y
estudios.
Tambièn destacamos la
colaboraciòn de la Scuola
Italiana de Villa Alemana,
la presencia de su director Sr.
Vìctor Godoy, de los abanderados que dieron realce a la
ceremonia de inauguraciòn y
el entusiasmo de los padres
en acompañar a sus hijos en
competencia.
Día de Italia y 150º del Consulado en Valparaíso
Franco Dezerega, cónsul de Italia en Valparaíso, Nicoletta Gliubich, cónsul de Italia en
Chile, Linda Ricci y Marco Ricci, embajador de Italia.
Marcelo Schillins, monseñor Gonzalo Duarte, Anna Mondovio y Paolo
Bacigalupo.
Herna Santibañez, cónsul de Argentina, Alex Guerra, cónsul de Grecia,
Magdalena Estay y Iain Hardy, cónsul de Gran Bretaña
Aldo Marengo, Rosanna Bianchetti y Carla Mazza
Carmen Maggi, Aida Maggi y Tiziana Persico
Presenza- 16 giugno 2015
Coronel Fernando
Bywaterson y Carlo
Battaini
El sábado 30 de mayo
con el Patrocinio de
la Embajada de Italia
y el Parque Cultural
del Cerro Carcel de
Valparaíso el consulado
Honorario de Italia en
Valparaíso celebró el
día de Italia y el 150°
aniversario de este
consulado en Valparaíso
con el ARTE EN EL
TEATRO de la obra
LAMERICA del actor
italiano Gian Paolo
Sama y con la presencia
del Embajador de Italia
en Chile Marco Ricci, su
señora Linda McCall,
Nicoletta Gliubich
Cónsul de Italia en
Chile, Franco Dezerega
Cónsul Honorario de
Italia en Valparaíso,
su señora Maria Pia
Mastrantonio, Marcelo
Schillins Diputado de
la República, Monseñor
Gonzalo Duarte,
Obispo de Valparaíso,
Jan Karlsruher
Cónsul de Alemania
y Decano del Cuerpo
consular en Valparaíso,
Nicola Guarnieri Jefe
administrativo de la
Embajada, su señora
Rita Pellegrino, Cecilia
Miranda Jefa de
programación del Parque
Cultural, Anna Mondavio
Encargada del Instituto
Italiano de Cultura,
Giuseppe Manenti
Encargado del Instituto
de Comercio Exterior
de la embajada, Hernán
Santibañez Cónsul de
Argentina, Alex Guerra
Cónsul de Grecia, Ian
Hardy Cónsul de Gran
Bretaña, Michael Bier
Cónsul de Austria,
Paolo Bacigalupo
Presidente del Consiglio
Comunità Italiana della
Regione di Valparaíso,
representantes de las
Fuerzas Armadas,
representantes de las
diversas Instituciones
Italianas de la Región.
Fernando Nattero, Rosa Minetti y Giovanni Arata
Pier Costa, Silvana Bianchetti y Stefano Costa
Marina Misseroni, Patricia Toro y Flavia Misseroni
Matías Krisam, Valeria Ramella, Laura Costa y Argeo Ramella
Presenza- 16 giugno 2015
Día de Italia y 150º del Consulado en Valparaíso
Renzo Caimi, Eugenia
Ordenes, Patricia González
y Gino Bianchetti
Pio Borzone, Brunella
Moggia, Mauro Rodríguez
y Bruno Moggia
Lidia Consigliere, Alicia
Bozzolo, Mario Consigliere,
Denisse Perrot, Gino Persico.
Emilio Toro, Rita
Pellegrini, Giampaolo
Samá y Juan Ansaldo
Eddic Oliva, Antonieta
Sepúlveda y Tito Beltran
Gianfranco Rosso, Joaquin
Coca, Rosamaria Koher,
Jan Karlsruher, cónsul de
Alemania y decano Cuerpo
consular
Marco Ferrari y
Cristina Gallizioli
Giampaolo Samá, actor
de la obra LAMERICA
Reconocimiemto a dos ex cónsules:
Mario Consigliere y Rosa Minetti
Reinaldo Merello, Irma Norero y Andres Merello