128 - Dante Valente

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128 - Dante Valente
LINGUAGGIO
ASTRALE
dal 1970
Pubblicazione Trimestrale
del Centro Italiano di Astrologia
ANNO XXXII n. 128
Autunno 2002
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SOMMARIO
pag.
110 Editoriale: Le violon d’Ingres .........................................................................................................................
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LEZIONI MAGISTRALI
121 Nicholas Champion: Un’intervista a Liz Greene. II parte: Le lenti dell’astrologia ..................
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ETICA E PROFESSIONE
150 Vittoria Hill: Astrologia forense: testimone d’accusa ........................................................................
166 Giancarlo Ufficiale: Affanni, tormenti e delizie dell’etica ...............................................................
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QUALE ZODIACO
231 Ray Grasse: Il problema dello zodiaco mobile ......................................................................................
232 Ray Grasse: Zodiaci in lotta .........................................................................................................................
233 Bruce Scofield: Il grande dibattito zodiacale ........................................................................................
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RIFLESSIONI E PROPOSTE
310 Franco Santoro: I canti astrosciamanici ..................................................................................................
320 Sandra Zagatti: Predizioni, previsioni e… presensazioni ..................................................................
330 Giovanni D’Angelo: Lilith nel nostro tempo ..........................................................................................
350 Fulvio Mocco: Sogni d’astrologo ................................................................................................................
370 Lidia Fassio: Amore, amore… ma di quale amore parliamo? ..........................................................
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I PERSONAGGI
440 Angela Castello: I nostri politici: Leadership e democrazia ............................................................
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CASA UNDECIMA – LAVORI DI GRUPPO
1110 Gli Elementi .........................................................................................................................................................
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L’ANGOLO DEI NEOFITI – CASA TERZA
620 Dante Valente: Didattica elementare: Uno schema per i domicili ...............................................
644 L’angolo della mitologia - Matteo Pavesi: Il Leone ............................................................................
650 Marco Pesatori: La posta di Marco ............................................................................................................
652 Lidia Callegari: Tabella delle ore planetarie ...........................................................................................
660 Stefano Vanni: Astrologia della coppia (prima parte) .......................................................................
670 Dante Valente: Imperfezioni lessicali .......................................................................................................
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CASA QUINTA – LINGUACCIA ASTRALE
520 Dedicato ai “mariti CIDA” ..............................................................................................................................
533 Il mondo di Mirka .............................................................................................................................................
170
172
CASA NONA
772 Claudio Cannistrà: L’estate dei congressi ...............................................................................................
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CASA DECIMA
950 Calendari delle Delegazioni ..........................................................................................................................
980 Elenco dei Delegati e Corrispondenti CIDA ............................................................................................
185
194
Argomento
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DANTE VALENTE
EDITORIALE
LE VIOLON D’INGRES
L.A. 128-110
Questa elegante espressione francese sintetizza un atteggiamento assai diffuso, che
si presta a particolari commenti nel campo astrologico.
La storia è questa: il famoso pittore Jean Auguste Dominique Ingres (1780 –
1867) si piccava di suonare divinamente il violino, cosa che pare gli riuscisse assai
male. Succede. Ma a lui succedeva di essere del tutto insensibile alle lodi riguardanti la sua arte pittorica – e notevole – mentre era assetato di lodi come “violoniste”.
In ogni paese ci sono proverbi che invitano a fare solo il proprio mestiere, ad
es. a Milano, città pratica si dice - Ofelée (pasticciere) fa il to’ mestée - ossia: elogio
della specializzazione.
Ma il detto francese è più penetrante e sottile, in quanto mette in rilievo l’attaccamento alle nostre mancanze, tanto da sottovalutare i nostri veri pregi
Ad esempio molti astrologi sono ottimi scrittori ma noiosi oratori ed ambiscono essere invitati in conferenze per seviziare il pubblico, magari con discorsi farciti
di voli pindarici in cui i presenti si perdono in vari rivoletti. Oppure ottimi insegnanti di base che vogliono affrontare temi specialistici svelando così ampiamente i limiti della loro preparazione.
L’aspetto limite – e tragico – che su questa base anche il proprio lavoro non
viene scelto in base alle proprie capacità, ma alle proprie lacune, o per imitazione di
modelli (del padre, dello zio o di un insegnante carismatico), anche perché la scuola
poco aiuta a capire la nostra vera vocazione .
È presumibile che la maggioranza delle persone faccia un lavoro non-suo e che
si sia adattata, grazie alle proprie capacità di sopravvivenza o di adattamento all’ambiente.
Esattamente all’opposto di questa categoria troviamo quella dei cosiddetti
fannulloni.
I lazzaroni “tenaci” – più spesso di quanto si creda - sono persone coraggiose
che non si adattano a lavori “contro natura “ (o, diciamo noi contro le stelle) .
Tutti abbiamo assistito a “miracolosi cambiamenti” di ex-lazzaroni che improvvisamente sfondano: capita quando trovano la giusta strada (o la giusta moglie, o il
giusto modello) distanziando la schiera dei pavidi , che hanno subìto il sistema o
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Argomento
non hanno cercato una propria strada, per pigrizia o per attaccamento alle loro lacune.
A questo punto, quale sarebbe l’aggancio astrologico? Riguarda sia i consultanti che i consulenti.
Il consulente astrologico non può certo individuare un lavoro preciso, ma può
collaudare una serie di griglie che permettano di escludere certi lavori e di restringere il campo di quelli possibili.
Ad esempio può effettuare delle domande orientative assai specifiche:
– preferisci lavorare con le cose (documenti, oggetti, laboratori, PC) o con le persone( vendite, contratti, pubbliche relazioni,conversazioni)
– preferisci tranquilli lavori, anche se ripetitivi o lavori dinamici e mutevoli
– preferisci le Ditte multinazionali o le piccole aziende famigliari
Per sapere le scelte trovano un supporto reale, si devono analizzare anzitutto i
segni, che indicano le doti congenite. Per la possibilità concreta di realizzarle nel sociale sono invece più importanti le case.
Ad esempio per chi preferisce le cose alle persone andrebbero privilegiate le
case meno “esposte” al pubblico: in via di ipotesi, (ma ognuno avrà le sue idee in
merito) la seconda, la quarta, la sesta, l’ottava. Mentre più sociali si possono considerare la prima, la terza, la quinta, la decima
Lavori ripetitivi (II, VI, VII) o lavori innovativi ( V, VIII, XII )
Multinazionali (I, VIII, X) o piccole aziende (IV, XI)
Lavoro autonomo, associativo o dipendente
Ma preventivamente andrebbe cercato nel tema – onde evitare risposte fasulle
che inficerebbero il resto del procedimento – se qualcosa impedisce al soggetto di
veder chiaro in se stesso. Probabilmente è utile analizzare Saturno (in positivo) e
Giove (in negativo): sappiamo quanto Capricorni e Saturnini siano meno impazienti
di arrivare e meno indulgenti con se stessi.
Altri segni, come il Leone, hanno maggior difficoltà a interrogare se stessi, preferiscono sentirsi dire dagli altri quello che desiderano.
Nel tema del nostro pittore (v. figura) a parte un Ascendente Leone con Venere
e Urano, merita di segnalare un cattivo – ai nostri fini – Saturno, in quanto in esilio
e in ottava, ma specialmente pericolosamente “coccolato” da due trigoni di Venere
e Urano che probabilmente non lo aiutavano ad essere un giudice severo di se stesso…Per giunta Giove era congiunto al Sole!
* * *
Varrebbe la pena di studiare su più ampia scala questa “metodologia di indirizzamento nel sociale”, che forse è stata fatta, ma probabilmente senza valutare
astrologicamente l’attendibilità delle risposte del consultante.
L’inchiesta andrebbe estesa a soggetti chiaramente e obiettivamente appagati
dal loro lavoro, ed estrapolare dei semplici criteri per consigliare questi ragazzi –
Argomento
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oggi giustamente disorientati – sulle vie da intraprendere.
Si difende meglio l’Astrologia dimostrandone l’ utilità al di fuori della sfera previsionale , ad
esempio nel campo attitudinale, con fini di prevenzione e con la capacità di “indicare una via
luminosa” e non solo una via disperata di uscita.
L’Autore di questo quadro famoso (1922) è
Man Ray, pittore e fotografo americano ( Philadelphia 27/8/1890 h?) dadaista e surrealista, capace di suscitare particolari emozioni con accostamenti simbolici assai affascinanti (Rayografie).
Le “effe”del violino sulla figura femminile di
Kiki, sua modella parigina, suggeriscono vaghe
poetiche analogie:
- donna e violino sono entrambi strumenti di piacere ?
- Il suono della donna è la prima musica che sente il neonato?
Certo Ray Man era messo “meglio”, con un Saturno congiunto al Sole e un
Giove trigonato da Mercurio, Plutone e Nettuno. Fra i due artisti figura anche una
bella sinastria e un bell’integrato (fidatevi). Non a caso già i loro Soli sono congiunti
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Argomento
Manifesto del meeting americano interassociativo di Orlando.
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LEZIONI
MAGISTRALI
121 – Intervista con Liz Greene.
II parte:
Le lenti dell’astrologia
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Lezioni magistrali
NICHOLAS CAMPION
UN’INTERVISTA A LIZ GREENE
SECONDA PARTE:
LE LENTI DELL’ASTROLOGIA
TRADUZIONE DI ANGELA CASTELLO
L.A. 128-121
Ci siamo incontrati con Liz il 14 agosto 2001 per parlare delle sue opere e del suo
atteggiamento verso l’astrologia. Nella prima parte di quest’intervista, ci siamo
soffermati sull’idea che si è fatta circa l’attuale opposizione Saturno-Plutone. Nella
seconda parte ci occuperemo della sua formazione astrologica e delle conclusioni
cui è pervenuta circa la natura e la pratica dell’astrologia.
Nick: incominciamo con una domanda piuttosto importante: come sei approdata all’astrologia? È stata una scoperta graduale o una rivelazione improvvisa?
Liz: è stata probabilmente più improvvisa che graduale. Non ricordo un periodo in cui non fossi consapevole dell’astrologia; rievocando la mia infanzia, penso
che fosse sempre presente. Non ho avuto una particolare rivelazione, ma, mentre
frequentavo l’università, andai da un astrologo per farmi fare l’oroscopo e quello fu
veramente l’inizio. M’incuriosì talmente che volli sapere come funzionava, così incominciai a studiarla da sola.
Nick: dovevi essere sui vent’anni.
Liz: Ne avevo 19. Alcuni amici che stavano andando a consultare Isabel Hickey
mi dissero: “Perché non vieni anche tu?” A quei tempi sembrava che Isabel fosse un
personaggio astrologico importante sulla Costa Est degli Stati Uniti. Molti, inclusi
Howard Sasportas e Darby Costello, passarono da lei. Era una teosofa piuttosto intransigente, con una forte tendenza all’esoterismo ed estremamente dogmatica. Ma
la sua astrologia era valida e la sua dottrina si adattava bene ai tempi.
Nick: e cosa studiavi all’università?
Liz: psicologia.
Nick: era quello il tuo maggior interesse a lungo termine?
Liz: sì. È incominciato a 12 anni quando mi capitò una copia dell’Interpretazione dei Sogni di Freud.
Nick: eri dunque una bambina prodigio?
Lezioni magistrali
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Liz: ero certamente una bambina freudiana.
Nick: scoprire Freud fu davvero una rivelazione?
Liz: la più grande. Improvvisamente avevo capito. Non che tutto quello che diceva Freud avesse immediatamente senso, ma la dimostrazione che tutti gli esseri
umani avevano un lato di cui non erano a conoscenza, cioè che interiormente sono
al lavoro processi inconsci, era perfettamente comprensibile. Io lo sapevo già, ma
nessuno mi avrebbe creduto. Perciò, ecco davanti a me un’opera che confermava
quanto avevo perfettamente chiaro in età precoce. Incominciai ad indagare, a leggere tutto ciò che potevo sulla psicologia e qualsiasi tipo di letteratura che se ne
occupasse.
Nick: la tua laurea era di orientamento freudiano? Era comportamentale?
Liz: sì.
Nick: cioè, topi in gabbia?
Liz: sì. Ed un bel po’ di sociologia e di statistiche, che odiavo cordialmente. Ma
penso di aver compreso, fin d’allora, che era necessario avere un pezzo di carta, una
qualificazione, perciò ho sorbito tutto stoicamente.
Nick: così, hai scoperto l’astrologia mentre studiavi all’università. L’astrologia
ha costituito qualcosa di significativo a 19 anni come la scoperta di Freud quando
ne avevi 12?
Liz: certamente. L’astrologia mi ha fatto capire la psicologia. Qualcosa fece improvvisamente “click” come quando scoprii Freud. L’astrologia mi ha mostrato
aspetti di cui normalmente non ci occupiamo, sfaccettature della vita che di solito
non comprendiamo.
Nick: così, hai percepito un’immediata connessione tra l’astrologia e la psicologia che stavi già studiando. A che punto, allora, hai scoperto Jung?
Liz: ho letto Jung quando ero adolescente, ma non si è rivelato significativo
come Freud. L’ho riletto durante i miei anni venti, ed allora sì che qualcosa è scattato.
Nick: e ciò è avvenuto alla luce dell’astrologia?
Liz: sì.
Nick: stavi già lavorando nel mondo professionale della psicologia?
Liz: dopo aver preso il dottorato, ho fatto psicoterapia, incluse alcune tecniche
freudiane, in modo abbastanza convenzionale ed ortodosso. Non avevo ancora una
preparazione formale di tipo junghiano. E l’ho raggiunta molto più tardi, nel 1980.
Prima di allora, avevo fatto un po’ di pratica con Jan Gordon-Brown e Barbara Somers al Centro di Psicologia Transpersonale di Londra. Ciò mi dette quello che desideravo: qualcosa di molto intenso e completo, che mi coinvolgesse interamente e
con cui lavorare in profondità.
Nick: la psicoanalisi ti ha dato questa dimensione?
Liz: ebbene sì, nella sua versione junghiana. Non sono junghiana più di quanto
lo sia di ogni tipo di -iana o -ista, ma sentivo che tale formazione aveva una portata maggiore di quella freudiana per aiutare la gente.
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Lezioni magistrali
Nick: lo stesso Jung attinse così tanto dall’astrologia e dalle tradizioni esoteriche che forse è più facile mettere insieme queste piuttosto che, per esempio,
Freud e l’astrologia. Tu sei arrivata a Londra nei primi anni ’70. Ricordo di aver visto
in “Time Out”, il periodico che elencava tutti gli avvenimenti di Londra, il tuo nome
come insegnante di astrologia per un’organizzazione alternativa e ho pensato: “Oh,
dovrei andarci” e poi sono stato assorbito da qualcos’altro.
Liz: è stato nel 1975-76. L’organizzazione si chiamava Fantasma Cortese.
Nick: da allora, in tutti gli anni d’insegnamento e lavoro, sei giunta a qualche
definizione funzionale dell’astrologia?
Liz: Bella domanda! No, non ad una definizione “scolpita nella roccia”. Per me,
l’astrologia è un sistema simbolico. È una lente od uno strumento che utilizza un
genere particolare di immagini o modelli simbolici, per dare un senso a modelli di
vita più profondi che sarebbe, altrimenti, difficile comprendere a livello intellettuale,
sebbene sia possibile sperimentarli con altre modalità. È un mezzo per interpretare
la vita nei suoi schemi basilari. Ecco perché penso che tutte le altre lenti – come i
tarocchi, la cabala, la mitologia, la letteratura, la poesia, il dramma, la pittura, la
scultura – siano non soltanto dei mezzi ugualmente validi per apprendere tali schemi, ma anche capaci di alimentare l’astrologia mentre, a loro volta, ne sono alimentati.
Nick: mi sembra che, se accettiamo la definizione di lente per l’astrologia, ciò
implica il fatto che l’astrologo osservi qualcosa; in tal caso, possiamo scegliere di
enfatizzare o la cosa osservata o l’osservatore. Quindi possiamo formulare diverse
domande analizzando come la percezione degli astrologi influenzi la loro astrologia, o possiamo parlare di quello che vedono attraverso la lente. Ma questa non distorce la cosa osservata? Gli astrologi stanno osservando qualcosa che esiste? Pensi ci sia una realtà al di fuori che rappresenti l’astrologia e che la stiamo effettivamente osservando?
Liz: dipende da quello che tu intendi per “reale.” Lo zodiaco non esiste in termini concreti. È l’apparente cammino del Sole intorno alla Terra, che noi abbiamo
diviso in 12 segmenti; ad ogni segmento è assegnata un’immagine ed una serie di
significati insieme a modelli comportamentali. Ma lo zodiaco non esiste nel senso
che vi sono animali fluttuanti nel cielo. Perciò, ad almeno un livello, l’intero sistema
non è reale. La tavola intorno a cui adesso siamo seduti è una delle cose che definiamo reali. Se accettiamo la realtà come qualcosa di più sottile e la guardiamo come un insieme di connessioni, legami, risonanze o corrispondenze tra le cose, allora
sì, questi modelli sono reali. Ma non è possibile misurarli in senso quantitativo secondo gli strumenti della cosiddetta realtà. Quando me lo chiedi, il vero problema è
che non so cosa tu intenda per reale. Se Richard Dawkins chiedesse: “È reale?”, intenderebbe qualcosa di molto diverso dal “reale” che intendo io. (1)
Nick: ho usato “reale” nel senso di Dawkins
Liz: in quel senso, no, l’astrologia non è reale. Questo non significa che non
esista o non sia valida. Credo ci sia uno schema obiettivo od un’interrelazione od
Lezioni magistrali
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unità di un qualche genere od un insieme di risonanze. Puoi usare qualsiasi frase ti
vada a genio, sia mistica sia ermetica o qualsiasi altra espressione ti venga in mente. Ed esiste al di fuori di noi. Non soltanto nella percezione degli astrologi.
Nick: tu introduci “La Relazione interpersonale” con una forte citazione di
Gerhard Dorn, che parla dell’unità del tutto:
“Lo sai che il cielo e gli elementi erano dapprima una sola cosa, e che furono
separati dal divino artificio, in modo da far nascere te e tutte le cose? Se lo sai,
niente potrà sfuggirti. Perciò in ogni generazione è necessaria una separazione di
questo tipo... Non potrai mai estrarre dagli altri l’Unità che cerchi se prima non farai una sola cosa di te stesso”. (2)
Questa è una fortissima espressione dell’idea che l’astrologia fluisce naturalmente dalla comprensione dell’unità del cielo e della terra e del concetto che l’esperienza astrologica incomincia con noi. Nello stesso libro, tu prendevi atto della
scienza moderna basata sulla quantità e mi chiedo se accetti ancora le parole che
scrivevi 25 anni fa. Allora dicevi che “l’astrologia è… la mappa di un sistema di leggi per mezzo delle quali operano le energie della vita – un’astrologia giustificata da
ricerche statistiche ed analisi scientifiche”. (3) Quest’affermazione rappresenta ancora il tuo pensiero? M’interessa saperlo perché si è pubblicizzato il cambiamento
di prospettiva da parte degli astrologi circa le ricerche scientifiche e le statistiche
come mezzo per convalidare l’astrologia, in quanto i risultati statistici negativi
hanno incoraggiato un atteggiamento antiscientifico tra gli stessi. Allora, è cambiata la tua visione rispetto al 1977?
Liz: penso che la ricerca sia molto valida in astrologia, nel senso che può metterne in risalto i modelli. Talvolta la ricerca rivela schemi che non ci aspettiamo e le
nostre ipotesi vengono messe alla prova. Tuttavia, non penso che ciò sia valido come tentativo di dimostrare che l’astrologia funziona perché, se si è decisamente
contrari all’astrologia, si cercherà senz’altro di trovare dei buchi nelle statistiche. Infatti, si può prendere un qualsiasi insieme di statistiche e distruggerlo. Gli astrologi
possono continuare con le ricerche statistiche per i loro scopi ma è inutile tentare
di convincere gli scettici. Se io redigo 300 temi nel corso di un anno per individui
nati con il Sole opposto a Saturno e l’80% di questi ha il padre che li ha lasciati
quando erano giovani, o un padre morto prematuramente, o un padre che li aveva
abbandonati prima che nascessero, o un padre freddo e distante, tutto questo rappresenta una ricerca statistica. Posso allora affermare: “Bene, l’80% dei temi con
l’opposizione Sole-Saturno ha questo tipo di modello psicologico”. Potrebbe allora
essere utile, per me, analizzare ulteriormente ciò che l’aspetto significa. Ma, se presentassi tale ricerca a gente che definisce le statistiche in senso più “scientifico”,
questi direbbero: “300 persone non rappresentano niente. Ne occorrerebbero 3000,
insieme ad un gruppo di controllo”. Qualsiasi cosa si faccia, troverebbero sempre un
modo per stabilire una nuova serie di test. Penso che le ricerche servano al nostro
costante sviluppo, ma, onestamente, non ritengo importante che riescano o meno a
convincere gli altri.
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Lezioni magistrali
Nick: dunque, mi sembra che come definizione di ricerca sia valida quella da
te appena sottolineata, cioè un approccio qualitativo basato sulla casistica.
Liz: sì, in piccola o grande quantità.
Nick: il problema se ci sia qualcosa di “reale” in astrologia spesso deriva dalle
rivendicazioni degli astrologi rispetto a particolari tecniche o sistemi per redigere
l’oroscopo o per la ripartizione delle case. La competizione tra i diversi sistemi di
case è uno dei maggiori problemi in astrologia, a prescindere dal problema di zodiaco tropicale contro zodiaco siderale. Come decidiamo quale sistema di case
dobbiamo usare, tralasciando quale zodiaco? Una volta hai detto:”Ognuno dovrebbe usare il sistema di case che funziona meglio. Sembra quasi che tu voglia mettere l’astrologo al centro dell’equazione, invece dell’astrologia
Liz: soltanto in parte. Ritengo che tutti questi diversi approcci strutturali aprano una finestra su qualcosa, ma si tratta di una piccola finestra e nessuna di esse,
presa singolarmente, rivela il paesaggio intero. Ecco perché certi approcci hanno
validità per alcuni astrologi, ma non per gli altri.
Nick: Così, saresti d’accordo con quelli che dicono che ogni astrologo ha i
clienti adatti a lui?
Liz: sì.
Nick: se segui quest’idea fino in fondo, ti accorgi che rappresenta una provocazione?; c’è un cliente da qualche parte, in una zona lontana, che viene spinto in
un particolare momento a telefonare per chiederti: “Mi può fare l’oroscopo?”. Nel
senso che lo stai chiamando?
Liz: non so se si tratti di un richiamo. Credo che stiamo di nuovo tornando alle
risonanze. Ipotizziamo che l’opposizione Saturno-Plutone stia formando un quadrato
con il tuo Sole e che rappresenti un qualche tipo d’immagine simbolica di ciò che tu
stesso diventi ad un certo momento. Tu fai esperienza, o sei spinto da, o sei messo in
contatto con un particolare tipo di energia. Essa è nello stesso tempo dentro e fuori
di te. Puoi trovarti a vivere delle esperienze di vita connesse con tale opposizione.
Come le gestisci, dipende da te. Potresti dire: “Bene! Questo è un aspetto molto duro
e pesante. Posso usarlo per ottenere il mio dottorato”. E trarne qualcosa di buono. O
potresti rassegnarti ad essere una vittima e dire: “Oh, qualcuno s’è introdotto in casa
mia” oppure “C’è un tumulto fuori, mi hanno bruciata la macchina” o cose del genere. La natura dell’esperienza è legata all’abilità di gestire ciò che si è in quel momento. Ma, in qualità di astrologo, puoi anche trovarti davanti ad una serie di clienti che
sono in sintonia con ciò che stai affrontando. Così, potresti avere un bel po’ di Scorpioni, di Capricorni, o altri che vengono colpiti dalla stessa opposizione. Puoi immaginarli come specchi che in qualche modo sono in risonanza con le tue stesse difficoltà. Non penso che sia l’astrologo a fare da richiamo al cliente. Piuttosto, le cose
che si mettono in risonanza entrano nella tua vita. Ma non accade per caso.
Nick: se usi la parola “risonanza” con uno scienziato materialista come Richard Dawkins, questi avrebbe senza dubbio una spiegazione fisica in proposito.
Stai usando la parola in modo poetico?
Lezioni magistrali
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Liz: anche in senso letterale. Se si colpisce un diapason e vicino ad esso si trova una chitarra accordata, ci sarà una risonanza sonora. Tuttavia, se l’accordatura
della chitarra è imprecisa non succederà niente. Quel genere di risonanza avviene a
livello fisico.
Nick: questo significa che tutti noi rispondiamo alla musica delle sfere?
Liz: ritengo che siamo parte della musica. È una catena di accordi e risonanze
costanti.
Nick: torniamo all’esempio dell’opposizione Saturno-Plutone. Se qualcuno
con un transito del genere può scegliere di essere una vittima oppure di seguire un
cammino molto strutturato, come prendere un diploma universitario, qual’è, allora,
la natura della scelta? È l’abilità di effettuare una scelta, legata ad un altro schema
astrologico del tema?
Liz: No. C’è qualcosa di operante nell’ambito delle risonanze che la psicologia
chiama consapevolezza. Non ho certo una definizione in proposito, eccetto che è
mercuriale. È come in alchimia. Non è limitata o costretta da configurazioni astrologiche. La consapevolezza risiede e si esprime attraverso quei modelli, oppure può
funzionare fuori, nell’ambito di ed attorno ad essi, ed è ciò che ci permette di scegliere. Penso che essa sia l’agente trasformatore del nostro modo di rispondere a questi
modelli. O siamo soltanto il modello e lo facciamo agire ciecamente, come avviene
nel regno animale, oppure portiamo l’elemento di consapevolezza fino alla capacità
creativa. Allora il modello non sparisce, ma si procura più note per la sua corda.
Nick: stai forse dicendo che la consapevolezza è in qualche modo extra, rispetto all’astrologia, qualcosa che va oltre?
Liz: credo di sì.
Nick: questo assomiglia a ciò che i filosofi neoplatonici avrebbero chiamato
Anima. Essi avrebbero detto che l’anima è al di sopra del corpo, persino al di sopra
delle stelle. Ma se la consapevolezza va oltre l’astrologia, cosa mi dici dei cosiddetti pianeti consapevoli, come Mercurio, Venere e Marte in contrapposizione agli inconsci pianeti esterni?
Liz: nessun pianeta ha la garanzia della consapevolezza. I pianeti dovrebbero
essere considerati degli archetipi. Se l’individuo è consapevole del modello che essi
rappresentano, i pianeti vengono espressi consapevolmente, ma il fatto che siano
interni non li rende necessariamente consapevoli. L’esperienza mi ha insegnato che
la gente può andare avanti, del tutto ignara di ciò che la Luna o Venere significano
dentro di loro. Qualsiasi modello comportamentale simboleggiato da un pianeta fa
parte della natura umana, ma noi possiamo esserne completamente dimentichi. Lo
proiettiamo, siamo alla sua mercé, ne siamo sospinti, diventiamo ciò che esso stesso
è, c’identifichiamo con esso, siamo indirizzati da esso, ma restiamo completamente
inconsapevoli che rappresenta noi stessi. Può sembrare che sia “fuori” o che ci stia
accadendo, ma è in noi - è noi.
Nick: ma come facciamo a sapere quando siamo effettivamente consapevoli
di qualcosa?
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Lezioni magistrali
Liz: questo è proprio difficile da spiegare. Ha qualcosa a che fare con l’idea di
stare in un centro immobile e d’essere consapevoli – non soltanto a livello mentale,
ma in tutti i sensi – di qualcosa che sappiamo essere il nostro sé, ma nello stesso
tempo non c’identifichiamo con esso. C’è un certo spazio tra noi. Così, se io oggi ho
un transito di Marte e tu dici qualcosa di sbagliato tanto da farmi davvero arrabbiare, se sono inconsapevole di tale rabbia, mi arrabbio e basta. Neanche so di essere
arrabbiata. Vengono fuori parole offensive, o cerco di colpirti, o sfogo la mia rabbia
su di te. Non c’è niente a livello di consapevolezza individuale. Non ho idea di ciò
che sto per fare, di ciò che sto per dire, di ciò che sento. Agisco soltanto e poi dico:
“Oh, ho perso il controllo, non n’avevo l’intenzione”. Se invece sono consapevole, allora ascolto quello che hai detto e so di essere arrabbiata ed in quel momento potrei
saperne anche il perché. Potrei percepire la rabbia, ma non sono la rabbia, il che significa che posso dire a me stessa: “Ma lui ha voluto dire proprio questo? Che cosa è
scattato in me?”. Posso allora rifletterci sopra; se quando ho finito di riflettere sono
ancora arrabbiata, posso dire con calma: “Ti rendi conto di quello che hai appena
detto? Sei stato davvero offensivo”. O posso semplicemente star zitta perché mi sono accorta che la mia rabbia non ha niente a che fare con te. È un mio problema.
Nick: quindi sembra che i nostri processi mentali interiori siano importanti. Se
consideriamo l’astrologia come un linguaggio, potremmo allora parlare dello stato
mentale consapevole come di un atteggiamento geminiano o virgineo? È forse
analitico?
Liz: non penso che esso coinvolga l’analisi. Qualcuno potrebbe pensare che sia
fuori nelle idee, ma la consapevolezza può anche rivelarsi intrisa d’acqua, ignea o
terrestre. Tale stato può essere definito come una qualità della consapevolezza, il
che significa che non ci s’identifica con ciò che si sta sperimentando. Si sta al di
fuori di esso, senza dissociarsi ma abbastanza al di fuori per riconoscerlo. Lo si può
riconoscere a molti livelli; ma non è detto che debba essere intellettuale.
Nick: allora, quando gli astrologi dicono, come fanno spesso: “Sto attraversando un brutto periodo perché ho un transito di Saturno”, lo considereresti sbagliato?
Liz: beh, anch’io dico così. Ma so quello che significa mentre lo dico. È solo un
modo di dire. Non si vive un brutto periodo a causa di un transito. Il transito è soltanto un’indicazione simbolica di ciò che si sta vivendo. Non ne è la causa. Non mi
prendo la briga di andare a correggere i discorsi degli altri ed io stessa dico: ”che
giornataccia! Ho Saturno che sta rompendo”.
Nick: dunque, se un transito è un’indicazione, questo mi fa venire in mente un
aforisma astrologico molto usato da Charles Carter: “Le stelle non obbligano, inclinano”. Geoffrey Cornelius aggiungeva: “Non inclinano né costringono, significano”. In
tal senso, possiamo considerare i transiti come cartelli indicatori invece che cause?
Liz: anch’io penso che i pianeti siano dei significatori. Non credo che essi costringano, obblighino, stressino o “facciano” qualche cosa. Rappresentano semplici
indicazioni.
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Nick: le indicazioni implicano messaggi ed i cartelli stradali implicano viaggi.
Uno dei temi prevalenti nelle tue opere è quello dell’astrologia come processo dinamico o dell’astrologia come un cammino e che tutti siamo in viaggio verso un
qualche luogo. Leggendo, mentre venivo qui, ciò che hai scritto su Saturno-Plutone, mi sono accorto che tu hai enfatizzato il concetto di processo e di passaggio
attraverso la crescita e la decadenza che si snoda nel tempo lineare, fatto evidente
in natura, nella società e nella psiche umana. Hai, inoltre, affermato che “questi
sono concetti esoterici”. (4) In un’altra occasione, quando ad un seminario, un partecipante cercò di farti parlare sulla reincarnazione coinvolgendo Saturno e Plutone, tu hai risposto: “In realtà, non conosco il lato metafisico di tutto ciò”. (5) Perciò,
quello che io chiedo è se tu, personalmente, hai una metafisica che influenzi la tua
astrologia od un’ampia spiegazione metafisica dell’astrologia. O questo non t’interessa per niente?
Liz: m’interessa a livello personale, nel senso che mi piacerebbe sapere cosa
diavolo facciamo qui. Perciò, solleverei la questione. Ma non penso che l’astrologia
in sé contenga della metafisica. Non vi sono connessioni dottrinarie. Tuttavia ognuno vi aggiunge le sue convinzioni; in un certo senso non lo si può evitare perché
ogni essere umano ha in sé un insieme di preconcetti. Tutto ciò che ho appena detto riflette il mio modo di pensare. Non posso garantire che i modelli di vita da me
percepiti esistano davvero. Ma sono abbastanza sicura che qualcosa di somigliante
c’è, perché un sacco d’altra gente li ha percepiti per millenni. Tuttavia, per ciò che
riguarda la reincarnazione, l’evoluzione e le domande relative al dove vada lo spirito
dopo la morte – abbiamo l’anima? Andremo all’inferno o in paradiso? Dovremmo
essere cristiani o pagani? – non ne ho davvero idea. Non penso che le risposte a tali
domande siano importanti per l’astrologia. Essa è un semplice insieme di simboli
che descrivono modelli comportamentali. Se vi sovrapponiamo un significato spirituale, religioso o metafisico, va bene. Ma si tratterà di qualcosa di personale, non
inerente all’astrologia.
Nick: diresti che la stessa astrologia sia un sistema di fede?
Liz: no, non più di un qualsiasi simbolo. Non so cosa siano i simboli, eccetto
che sembrano emergere organicamente come contenitori di una moltitudine di
modelli conflittuali e complicati connessi in qualche modo fra di loro. Noi non li
produciamo e certamente non crediamo in essi. Tuttavia, esistono. Li percepiamo, li
notiamo e li mettiamo in relazione.”Credere” in astrologia non ha senso. E’ ridicolo
dire: “Io ci credo”, perché uno crede quando non possiede un’esperienza diretta. L’astrologia è qualcosa che richiede esperienza e pratica per stabilire se conduca ad un
qualche significato o connessione. Sarebbe come chiedere: “Credi nella tua macchina?”. No, io la guido soltanto. Non ho idea di come avvenga, ma funziona. Quelli
che affermano di credere nell’astrologia o stanno usando la parola sbagliata o non
sanno di che cosa stanno parlando. Si può credere in Dio o nella reincarnazione
perché non ne abbiamo esperienza diretta. Alcuni tirerebbero fuori che sanno dell’esistenza di Dio e che ciò non è materia di fede. O.K. non potrei discutere su que-
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Lezioni magistrali
sto. Altri dicono di essere convinti dell’esistenza della reincarnazione perché ricordano che, nel 16° secolo, vennero arsi sul rogo. Ebbene, non sono nella posizione
d’affermare che sono idioti od illusi – o che stanno fantasticando su qualcosa di
profondamente pertinente dal punto di vista simbolico. Semplicemente, non lo so e
siccome non lo so, non ritengo sia appropriato farne uso con i clienti.
Nick: allora, tornando ai clienti; non hai elaborato alcuna impressione generale su ciò che vogliono dall’astrologia? La critica è talvolta indirizzata a coloro che
vanno dagli astrologi per cercare dei significati – come se fosse una cosa negativa
– o per cercare sicurezza.
Liz: per andare dall’astrologo ci sono tante ragioni quante sono le persone.
Penso inoltre che lo scetticismo e la fede siano due facce della stessa patologia. Lo
scetticismo che fa dire: “Quelli che vanno dall’astrologo sono semplicemente insicuri”, è il risultato di una generalizzazione fuorviante. Bisogna prendere un caso individuale alla volta. Quanti anni fa ho incominciato ad avere clienti? Se ho incominciato a 19 anni, sono 36. Non potrei affermare che tutta la gente venuta da me in
tutto questo periodo cercasse la stessa cosa – o soltanto una cosa specifica. Ci sono, grosso modo, due gruppi. Alcuni vengono per motivi essenzialmente pratici. Essi
ritengono semplicemente che l’astrologia possa essere utile e che essi stessi possano usufruire dell’oroscopo per sapere come e quando prendere una decisione pratica. Non sono per niente ansiosi di sapere perché funziona. Altri vengono per essere
illuminati psicologicamente. Di questi, alcuni vengono perché si sono scontrati con
un muro per un dilemma relazionale. Alcuni perché si sentono miserabili e profondamente depressi, oppure si trovano ai limiti di un collasso nervoso e sperano di ricevere una chiarificazione che li illumini. Alcuni vengono per comprendere. Alcuni
perché vogliono sapere a quale livello si trovi la loro evoluzione spirituale. Scegli tu!
Perciò, non credo appartengano ad alcuna categoria particolare. E alcuni di essi,
forse la maggioranza, non “credono” nell’oroscopo. Sono soltanto interessati all’aiuto che possono ricevere, il che non è la stessa cosa.
Nick: i tuoi clienti condividono un livello socioeconomico ben definito? Sto
pensando all’accusa ch’è stata mossa a coloro che vanno dagli astrologi come a
gente appartenente ad una frangia della società.
Liz: no, non c’è alcuno schema fisso. Quando incominciai a fare oroscopi, la
mia cerchia era limitata a causa dell’ambiente in cui mi trovavo negli anni ‘60. I
miei clienti provenivano in gran parte dal mondo hippy della New Age, con una
maggioranza che si occupava di musica e di teatro. In seguito, negli ultimi 20 anni,
clienti di ogni tipo e con motivazioni di ogni genere sono venuti da me per farsi redigere il tema natale.
Nick: non vedi neppure una maggioranza di donne? Dovunque io vada, quello
è il genere dominante in astrologia.
Liz: di solito era così, ma adesso ho parecchi clienti maschi in costante aumento, specialmente da quando mi sono trasferita in Svizzera. Me ne sono accorta
anche dai miei seminari di Zurigo, più affollati di uomini rispetto a quelli di Londra.
Lezioni magistrali
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Nick: è molto sorprendente, perché sono abituato alla schiacciante preponderanza di donne in astrologia sia per quanto riguarda l’U.K sia gli U.S.A.
Liz: deve trattarsi di un fatto culturale. Non oserei dire che ci sono più uomini
che donne tra gli studenti svizzeri, ma, certamente, in alcuni seminari essi rappresentano il 40 od il 50%. Dipende dall’argomento. Se il seminario riguarda la Luna o
Venere ci sono più donne. Ma ci sono anche differenze rispetto al modo in cui il
collettivo percepisce l’astrologia. Vengono da me uomini politici, come pure biologi
e matematici – persone che non si fanno problemi se sono visti mentre partecipano
a seminari astrologici.
Nick: questo è riferibile a te in particolare, nel senso che tu sei conosciuta come junghiana e Jung era un uomo e svizzero per giunta?
Liz: non credo. Penso dipenda dal tipo di cultura. C’è qualcosa di profondamente sbagliato da parte del collettivo inglese nel suo approccio all’astrologia. Gli
inglesi soffrono di iper-razionalità ed hanno molta paura di tutto ciò ch’è irrazionale. Ecco perché danno addosso a Freud, a Jung, alla psicoanalisi, all’astrologia. Ora
c’è un lento cambiamento in atto, ma sono convinta che tale processo sia più rapido in altri Paesi europei.
Nick: presumo che tu stia usando il termine “irrazionale” in senso positivo.
Liz: sì, “irrazionale” non significa “matto”.
Nick: significa matto così spesso!
Liz: in Gran Bretagna sicuramente!
Nick: proprio adesso hai affermato che la fede e lo scetticismo sono due facce della stessa medaglia. Questo mi ricorda una mia conversazione con Alessandro
Ruperti al Convegno dell’Associazione Astrologica Britannica nel 1985. Era uno
studente di Alice Bailey ed aveva un atteggiamento profondamente filosofico molto influenzato dalla teosofia. Egli incominciò ad essere molto critico verso gli
astrologi psicologi e junghiani affermando: “Essi non sanno con che cosa stanno
giocando perché psicologizzano tutto”. Ebbi, allora, l’intuizione che gli astrologi
teosofi, i quali avevano dato inizio allo sviluppo della moderna psicologia nei primi
anni del 20° secolo, avevano una metafisica spirituale che era parte integrante della loro astrologia, quella accettata da Ruperti. Ma l’approccio psicologico all’astrologia può, in effetti, risultare del tutto scettico in quanto proverebbe che, se si crede negli arcangeli e nei maestri ascesi al cielo (come farebbero gli astrologi teosofi),
allora queste convinzioni non potrebbero essere nient’altro se non proiezioni psicologiche.
Liz: sì, potrebbe essere. Ma considerare le cose dal punto di vista psicologico
non significa che, come conseguenza, le esperienze numinose siano necessariamente la sublimazione di una patologia. Le convinzioni metafisiche possono esistere ed
essere del tutto appropriate nei loro ambiti. Applicare una prospettiva psicologica in
astrologia presuppone soltanto che, qualsiasi cosa rappresentino queste esperienze
numinose, sono sempre riferite da esseri umani. E la psicologia non è in grado di
stabilirne la verità o la falsità. Perciò, se un fervente cattolico ha un’esperienza nu-
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Lezioni magistrali
minosa, dirà: “Ho visto la Vergine Maria” mentre un aborigeno australiano sarà portato ad affermare: “Sono diventato tutt’uno con la terra”, ed un indù vivrà l’illuminazione attraverso Krisna. I singoli creano le proprie lenti, attraverso cui percepire
questo tipo di esperienze. Tutto quello che la psicologia può dire è: “O.K. è accaduto
qualcosa di straordinario, ma non sappiamo se si tratti di angeli o no”. Personalmente, non sono in grado di dire se gli angeli esistano. Non ne ho la più pallida idea. Ma
mi interessa la persona che viene da me dicendo che ha visto gli angeli, perché ciò
m’introduce immediatamente nella sua personalità e nella sua psicologia – ed è una
buona idea sapere di chi si tratta prima di presumere che tutto ciò ch’è stato detto
dall’angelo sia la verità.
Nick: in “Nettuno”, hai scritto che “la stessa psicologia, naturalmente, può
semplicemente rappresentare un genere diverso, seppure più sottile, di cosmologia
religiosa, come rivendica la lobby anti-terapia. Il divario tra l’edificio scientifico
della psicoanalisi e gli insegnamenti teosoficamente incanalati di Alice Bailey non
è poi così grande come si potrebbe pensare”. (6) Scetticismo a parte, mi piace l’idea
della psicologia come cosmologia religiosa.
Liz: sono convinta che le scuole di psicologia siano così, in quanto i loro insegnamenti tendono a diventare visioni dogmatiche del mondo. Ogni scuola di psicologia – con il suo linguaggio, le sue gerarchie, mappe della mente, formulazioni di
ciò che si trova al centro di noi stessi e di dove stiamo andando – si cristallizza esattamente come ogni altro gruppo religioso o spirituale. Quello che c’intrappola è la
terminologia. Se hai una formazione di tipo freudiano, il complesso di Edipo può venire accettato come una realtà, a meno di non tenere gli occhi aperti e stare in guardia. Il concetto diventa una forma attraverso cui identificare il comportamento altrui. Ma non è più reale di quanto lo siano i pianeti in astrologia. Se sei uno junghiano, potresti parlare dei modelli junghiani come se fossero effettivamente esistenti.
Qualcuno potrebbe dire: “Ho avuto un’esperienza di anima” perché si è innamorato
ed ha un piccolo affare in corso. L’evento viene definito come se l’anima fosse una
cosa reale, un punto fisso su una bussola. Ma non lo è. Dunque, è il gergo psicologico che lo trasforma in sistema religioso, proprio come una terminologia religiosa tramuta la religione in sistema. La gente usa erroneamente un linguaggio, come se fosse una struttura concreta o la realtà stessa, mentre è soltanto linguaggio.
Nick: credi che Jung pensasse all’anima come a qualcosa di reale e di concreto?
Liz: non lo so. Credo di no. Era molto abile. Ma penso che la presenti come un
sistema organizzato come gli altri psicologi. Non equivocare: non è che pensi al linguaggio come a qualcosa di sbagliato e che il linguaggio psicologico od astrologico
non dovrebbe essere usato. È solo che prenderlo alla lettera lo cristallizza.
Nick: negli ultimi 15 anni c’è stato un vasto movimento per tornare ad un’astrologia più ortodossa. Il cosiddetto revival tradizionale mentre da un lato estende la conoscenza astrologica, riesce, dall’altro, a rappresentare un porto sicuro per
gli astrologi che sono alla ricerca di certezze.
Lezioni magistrali
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Liz: sicuramente, lo stesso è avvenuto per la religione. Noi tutti siamo molto
spaventati; ogni volta che si respira odore di caos, o di eventi che irrompono e si
muovono ad una velocità al di fuori di ogni controllo, si origina una specie di panico a livello collettivo. Allora ci si rivolge a strutture in grado di sostenerci. Non è
neanche qualcosa di necessariamente negativo, perché la paura è paura, ed in tali
momenti la sicurezza produce un certo fascino. Ma è sempre una buona idea parlarne ironicamente – anche se si sente il bisogno di un approccio più letterale – e
comprendere almeno in parte il motivo di tale necessità.
Nick: forse è bene avere il senso dell’ironia. Nel capitolo Il ciclo dei pianeti
esterni tu usi il termine “enantiodromia” in relazione alla storia di Israele. (7) Intendi un senso di ironia cosmica per cui gli eventi si verificano in modo del tutto contrario a quello previsto? C’è un legame con il concetto di ombra?
Liz: l’enantiodromia si verifica quando un atteggiamento diviene estremista al
massimo. C’è allora la tendenza a gettarsi verso il suo opposto. Non ha soltanto a
che fare con l’ombra. Ciò che accade è che, più spingi, più ti trovi verso un’estremità, perdendo progressivamente la posizione centrale dove, in realtà, potresti avere il controllo degli opposti. Come questo funzioni è un mistero. Tu finisci per comportarti esattamente come il tuo antagonista, accusandolo nello stesso tempo di
fare ciò che tu stesso stai facendo. Entrambi, però, agite nello stesso modo. I problemi e le idee si polarizzano tra due campi, o due persone, due gruppi, due collettivi che hanno segretamente moltissimo in comune. Ma nessuno dei due è disposto a
stare nel centro e vivere con ciò ch’è comune ad entrambi.
Nick: in riferimento a ciò che hai detto circa la necessità di prendere le distanze dalle nostre idee ed interrogarci sulle nostre presupposizioni, una cosa che
mi è sempre piaciuta del Centro di Astrologia Psicologica è quella di non avere un
programma ben definito. Il piano di studi è in continua evoluzione, un po’ come la
rivoluzione permanente di Trotsky o di Mao! Tu ti accorgi che qualcuno sta facendo
un lavoro interessante e gli fai fare un seminario. Allora, come sta andando ora il
Centro?
Liz: va molto bene. Come tu dici, è in perenne fase di metamorfosi, ma non
secondo imposizioni o strutture fisse.
Nick: da ciò che hai detto prima, sembra che i seminari svizzeri siano molto
popolari.
Liz: sono contenta di tenerli a Zurigo solo perché si tratta di un collettivo diverso. Da loro imparo cose diverse. Ma la scuola ha sempre avuto una qualità mercuriale intrinseca. Ha il Sole in Gemelli e la tendenza mercuriale a spostarsi continuamente nell’ambito di una struttura flessibile al massimo. (8) Non ho mai avuto
un grande programma al riguardo od un’idea definita di ciò che dovesse essere.
Sembra aver assunto l’attuale fisionomia attraverso le tante diverse persone che
hanno creato idee, attraverso ciò che gli studenti dicono di volere ed attraverso gli
astrologi che potrebbero essere bravi istruttori. Le sole cose che ho sempre ritenuto
molto importanti sono, innanzitutto, la necessità che il Centro rimanga piccolo,
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Lezioni magistrali
senza alcuna aspirazione ad allargarsi e burocratizzarsi - il che porterebbe non soltanto alla follia, ma alla sua morte. In secondo luogo, il fatto che qualsiasi sistema
d’insegnamento o d’approccio, ponga la psiche al centro dell’astrologia, invece di
far percepire i pianeti come forze che agiscono sugli uomini.
Nick: hai detto che la scuola ha il Sole in Gemelli. Non mi ero accorto che
fosse stata fondata in un momento ben preciso. Solo, sono stato sempre consapevole della sua evoluzione da Centro di Psicologia Transpersonale a Centro di Astrologia Transpersonale.
Liz: il Centro di Psicologia Transpersonale apparteneva all’organizzazione di
Ian Gordon-Brown e Barbara Somers. Quando, per la prima volta, abbiamo inserito
temporaneamente i seminari astrologici sotto la protezione di un’organizzazione
più grande, l’abbiamo chiamato Centro di Astrologia Transpersonale, perché c’era l’idea di abbinare l’insegnamento astrologico a quello psicologico. Ma, in seguito, il
termine “Transpersonale” incominciò ad infastidirmi perché implicava che l’insegnamento sarebbe stato soltanto spirituale, così lo cambiammo in “Psicologica” nel
1983. In realtà, la carta natale è stata redatta per l’ora in cui il nome fu registrato a
livello commerciale. Il tema sembra sensibile ai transiti ed agli aspetti progressi. E’
figlio di Saturno-Plutone, nato sotto la congiunzione in Bilancia del 1983.
Nick: secondo te, il termine “transpersonale” implica con certezza “spirituale”?
Liz: non secondo me, ma per molta altra gente. Trans. significa semplicemente
“al di là”, ma spesso viene considerato “più in alto”. La parola in sé non mi disturba,
ma come viene percepita, sì. Preferirei qualcosa di più neutrale.
Nick: prendendo per un attimo in considerazione soltanto il tuo insegnamento, mi chiedo quale astrologo ti abbia influenzato.Hai studiato dapprima con Isabel
Hickey?
Liz: per pochissimo tempo. In realtà, non ho studiato con lei. Credo di aver frequentato soltanto due lezioni, perciò non posso considerarla come la fonte delle
mie conoscenze astrologiche.
Nick: ci sono altri nomi che puoi tirar fuori? Hai letto Alan Leo o Dane
Rudhyar?
Liz: io leggo qualsiasi autore, tutti quelli che mi vengono tra le mani; perciò,
naturalmente, ho letto Leo, Charles Carter, Dane Rudhyar. Li ho trovati tutti immensamente validi. Ma in termini d’effettiva ispirazione, questa mi viene soprattutto dal
di fuori dell’astrologia. La mia fonte primaria è derivata o dalla psicologia – Jung e
Freud – o da altri sistemi simbolici, come alchimia e tarocchi, o letteratura e poesia,
teatro, opera, Shakespeare.
Nick: e Joseph Campbell?
Liz: sì, fino a un certo punto. Anche la scrittrice Mary Renault, che lavorò molto con i miti, divulgandoli poi attraverso i romanzi. W.B.Yeats ha esercitato una
grande influenza su di me, sebbene non possa spiegare esattamente in quale modo.
Anche Thomas Mann, le leggende arturiane e poi Platone, i neo-platoniani e Marsilio Ficino.!!! Non posso dire: “Ho imparato l’astrologia da questo o quello”. Sono co-
Lezioni magistrali
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me una taccola. Trovo utile chiunque abbia qualcosa d’interessante da dire. E spero
di essere equanime nel fidarmi quando scrivo i miei libri e cito le mie fonti.
Nick: cosa stai leggendo in questo periodo?
Liz: una biografia del poeta francese Arthur Rimbaud. È uno dei miei preferiti
e la nuova biografia su di lui è stata pubblicata alcune settimane fa.
Nick: è spuntato a Parigi, quasi una rapida esplosione plutoniana, come un
ubriaco, libertino, selvaggio, pagano poeta per adolescenti e poi è scomparso lontano, in Africa.
Liz: sì. Ma quello che conta è la sua poesia, non il modo in cui si comportava.
La poesia e le immagini che usa, il cui simbolismo è affascinante ed incisivo.
Nick: c’è un intero universo nel campo dell’arte che gli astrologi spesso ignorano – specialmente nelle arti visive – opere create da gente che sentiva l’influenza
delle stesse modalità di pensiero degli astrologi.
Liz: i miei pittori preferiti, Moreau e Redon, erano impregnati di astrologia, mitologia e dottrina ermetica e le loro immagini sono meravigliose. Come tu stesso
dici, gli astrologi non utilizzano abbastanza le linee di raccordo con l’arte, neanche
quando descrivono la stessa cosa.
Nick: mentre l’astrologia converte necessariamente i simboli in parole, le arti
visive non vi sono costrette. Possono avvalersi delle sole immagini.
Liz: molti clienti non hanno neppure questo privilegio. Essi, infatti, non riescono a formulare intellettualmente l’idea di ciò che sta facendo un pianeta. Però, se si
mostra loro un’immagine o si racconta una storia o si legge un passo da un romanzo od un verso, qualcosa può scattare. Pertanto, l’arte è valida, non soltanto per allargare la comprensione di noi stessi ma anche per operare nella nostra professione.
Nick: ciò fa venire in mente il vecchio trucco Zen, per cui il maestro costringe
lo studente a smettere di pensare ed a rendersi conto che le parole funzionano solo
fino a un certo punto. Stai scrivendo qualcosa in proposito, attualmente?
Liz: ho tre progetti a diversi stadi di gestazione. Ci sono i volumi sempre nuovi
del CPA (Centro di Psicologia Astrologica) e proprio adesso sto lavorando su quello
di marzo che include miei seminari insieme a quelli di Lynn Bell, Darby Costello e
Melanie Reinhart. È intitolato Il Quartetto di Marzo. È poi imminente un altro libro
con Juliet Sherman, sulle origini del simbolismo dei Tarocchi. C’è, infine, un altro
progetto con mio fratello, Richard Leigh, che tratterà alcuni argomenti di tua competenza sull’uso millenario dell’astrologia. Di conseguenza, dovrò con ogni probabilità attingere abbondantemente dal tuo libro Il Grande Anno, che ho trovato immensamente utile. (9)
Nick: devi aver pubblicato circa 15 libri fino ad ora.
Liz: forse 20, perché i volumi CPA tendono ad accrescere il totale senza che io
me n’accorga.
Nick: sono già in attesa del tuo prossimo libro! E’ stata un’intervista fantastica. Grazie, Liz!
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Lezioni magistrali
NOTE E REFERENZE.
1 Richard Dawkins è professore di Cultura Scientifica Popolare all’Università di Oxford ed uno dei
più famosi scrittori di scienza divulgativa negli U.K. È inoltre un ateo materialista militante ed accanito avversario dell’astrologia, come pure di tutto il paranormale e delle dottrine metafisiche e
religiose. Il suo attacco contro l’astrologia è disponibile sul sito Web dell’Associazione Astrologica:
www.astrologer.com/aanet.
2 Liz Greene, Relating: An Astrological Guide to Living with Others on a Small Planet, London,Coventure,1977, p.1
3 Ibid. p.274.
4 Liz Greene, Saturn: A New Look at an Old Devil, Wellingborough, U.K.,Aquarian Press, 1976, p.140.
5 Liz Greene, The Outer Planets and Their Cycles, Reno, NV: CRCS, 1983, p.50.
6 Liz Greene, The Astrological Neptune and the Quest for Redemption, York Beach, ME: Samuel
Weiser, 1996, p.240.
7 Liz Greene, The Outer Planets, p.51; Relating, p.272.
8 18 giugno 1983; 14,45 BST, Londra. Vedi www.astrologer.com/cpa.
9 Nicholas Campion, The Great Year:Astrology, Millenarianism and History in the Western Tradition,
London: Penguin Arkana, 1994
(da The Mountain Astrologer, n.101, febbraio 2002)
23
ETICA
E PROFESSIONE
150 – Astrologia forense:
testimone d’accusa
166
Affanni, tormenti
e delizie dell’etica
24
Etica e professione
VITTORIA HILL (RMAFA)
ASTROLOGIA FORENSE:
TESTIMONE D’ACCUSA
in collaborazione con CHRISTINE ARENS (PTMAFA)
e THOMAS C. ROGERS (Aiuto Procuratore Distrettuale
nella Contea di Alameda, California)
TRADUZIONE DI ANGELA CASTELLO
L.A. 128-150
Ecco un caso emblematico – ma potremmo dire storico – in cui la competenza
astrologica di un testimone diventa determinante per dimostrare la premeditazione
di un attentatore omicida, chimico forense e cultore di astrologia ai fini eversivi.
Questa è la storia di un “bombarolo” serial, accompagnata da accuse di sesso,
droga, vendetta paranoica - e astrologia. Gli abitanti di Fremont, California ci sono
passati e possono attestare i fatti. E’ una storia che gli astrologi dovrebbero conoscere.
Dichiarazione del Procuratore
Io, Tom Rogers, Procuratore distrettuale della Contea di Alameda, California, ho perseguito a termini di legge e con successo, i cosiddetti “attentati di Fremont” sfociati
in un processo mai così largamente pubblicizzato in Alameda prima del 2001. Avvenuti il 29 marzo 1998, si riferivano a sei bombe collocate in cinque luoghi diversi.
Gli obiettivi erano il capo della Polizia, un consigliere comunale e la casa di una ricca famiglia di Fremont. La bomba che esplose in un residence di 1.5 milioni di dollari era la più grande bomba casalinga della storia U.S. ed aveva il timer regolato per
otto mesi. Fortunatamente, i residenti si trovavano fuori altrimenti sarebbero stati
certamente uccisi.
Le nostre indagini si rivelarono difficili in quanto l’attentatore, Rodney Blach,
era un chimico molto intelligente con un’ampia preparazione in legge ed in astrologia. L’imputato aveva lavorato per il Dipartimento di Polizia di Chicago dal 1975 al
1979 come microanalista. Aveva riferito centinaia di volte davanti alla corte su
analisi di sangue, macchie ed impronte digitali. Sapeva come venivano risolti i casi
Etica e professione
25
ed anche come i criminali sfuggivano ad accuse e verdetti. Nel corso della nostra
inchiesta fu scoperto un armadietto da magazzino. Il detective Dennis Moore ottenne un mandato di perquisizione che portò alla scoperta di parecchio materiale e
di manuali per assemblare bombe, piani per bombardare un edificio commerciale
occupato da professionisti, programmi per effettuare stragi e centinaia di manoscritti di Blach relativi all’astrologia. I simboli astrologici significavano poco per me
o per gli investigatori. L’indagine coinvolse approssimativamente 100 membri dell’FBI, ATF, del dipartimento di polizia di Fremont e l’astrologa Vicki Hill.
Il detective Moore ed io, incontrammo Vicki per la prima volta a casa sua l’11
novembre 1999. Le fornimmo centinaia di pagine astrologiche scritte dal sig. Blach
e lei percepì immediatamente l’oscurità ed il male che ne trasparivano. Ella ci
informò inoltre che lo strumento utilizzato era quello dell’astrologia elettiva. Dalla
sua testimonianza del novembre 1999 fino al processo nel maggio 2001, Vicki lavorò in media 20 ore per settimana passando in rassegna i documenti e preparando
la sua testimonianza. L’abisso di malvagità e di ferocia rivelata dagli scritti di Blach
ebbe un effetto intensamente terrorizzante su di lei. Non era la sola a nutrire tali
sensazioni; i due investigatori principali ebbero percezioni analoghe di fronte ad un
uomo tanto pieno di odio da ordire piani così tenebrosi per effettuare stragi su larga scala.
Rodney Blach aveva collocato le bombe con il preciso intento di arrecare il
peggiore danno possibile - ed in particolare, di uccidere una famiglia musulmana
ed una donna che aveva disprezzato la sua passione per lei. Nell’agosto 1997 egli
era consapevole che i suoi obiettivi erano orientati verso questa nuova costruzione
e che, apparentemente, aveva ricevuto l’idea in una “visione psichica”. Solo dopo
aver piazzato le bombe nella casa venne a conoscenza del fatto che le vittime predestinate avevano rinunciato all’acquisto della stessa nell’autunno del 1997. La casa
era stata rilevata nell’ottobre 1997 da un’innocente famiglia che non aveva niente
a che fare con Blach. Ed era ovviamente del tutto ignara che due bombe erano
pronte ad esplodere nella casa dei suoi sogni.
Dichiarazione dell’Astrologo
Io [Vicki Hill] ho esaminato i documenti e le carte astrologiche calcolate dal sig. Blach. Sono pervenuta alle stesse conclusioni degli investigatori della polizia. Blach era
penetrato nella casa ad un certo momento durante la Festa del Lavoro ed aveva
piazzato le due bombe. Esse si trovavano tra il pavimento e il materiale isolante ed
erano tenute a posto da una forte rete<. Erano nascoste agli addetti al controllo dal
pannello isolante.> e nascoste agli addetti al controllo dal pannello isolante Una di
esse era stata collocata sotto la camera da pranzo e l’altra sotto il soggiorno. Credo
che le bombe siano state sistemate il 1° settembre 1997 (eclissi solare parziale), durante la costruzione della casa e prima che gli acquirenti andassero ad abitarla. Le
bombe avevano incorporato un timer di sette mesi, progettato su un modello d’oro-
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Etica e professione
logio Casio. Il 29 marzo 1998, durante la festa musulmana chiamata Zul Hajji, le
due bombe esplosero. Conoscevo questa festa dal corso di teologia che avevo frequentato all’università. Informai immediatamente il procuratore distrettuale e gli
investigatori che lo Zul Hajji era conosciuto come “La Festa del Sacrificio” e che
sentivo Blach fermamente intenzionato ad uccidere il maggior numero possibile di
persone.
Dissi al procuratore che l’osservazione della Luna era d’estremo interesse per i
mussulmani praticanti. Ci sono regole, come il digiuno, e regolamenti per il modo di
vestirsi che devono essere rispettati. Ciò avviene durante l’ultimo mese del Calendario lunare chiamato il mese dello Zul Hajji. La Luna nuova del 27 marzo 1998 ne segnava l’inizio. I mussulmani devono digiunare con la Luna Nuova. La Luna d’Argento, o Crescente, indica quando i credenti possono ricominciare ad assumere cibo. La
Luna Crescente era visibile in Fremont, California, la sera del 29 marzo 1998, alle
6.25 p.m.
Blach aveva scritto: “Così, il Sole si trova sotto il DS (Discendente). Perciò, i
musulmani hanno il permesso di mangiare dopo le 6.25 p.m.di domenica 29 marzo
1998. “SINCRONIZZA IL TEMPO AL CREPUSCOLO”, 7.00 p.m.PST (TEMPO STANDARD
DEL PACIFICO) DOMENICA, 29 MARZO 98.”
Ho spiegato che durante il festival, ogni anno, circa due milioni tra uomini e
donne si mettono in viaggio verso la Mecca per l’annuale Hajji. Quando si trovano
insieme, i pellegrini commemorano il Giorno del Giudizio. Alcuni di essi si radunano
sul Monte della Misericordia, dove il Profeta pronunziò il suo memorabile Sermone
di Saluto. Il primo giorno dell’Hajji, i pellegrini vanno verso la Valle di Mina, un piccolo e povero villaggio ad est della città.
Il simbolismo di Blach che utilizzava lo Zul Hajji e la Valle di Mina era per me
terrificante. Il nome di una delle sue vittime designate era Mina. Il festival del Sacrificio era la data che Blach aveva scelto per la strage. Secondo la famiglia mussulmana, essi sarebbero stati sicuramente a casa quella sera se non avessero annullato
il contratto d’acquisto della casa. Come al solito, infatti, avrebbero celebrato la festa
con una grande cena di famiglia.
Blach aveva scritto: “Facciamo in modo che la Luna si muova oltre le congiunzioni e teniamola fuori dalla 7a casa.”
Dissi alla polizia che, secondo i miei calcoli, l’ultima congiunzione lunare dopo
la Luna Nuova e prima dell’esplosione delle bombe era stata quella con Saturno alle
5.32 p.m. PST del 28 marzo 1998. Più avanti nel documento, Blach si riferiva ad un
“Party di Venere” per i suoi nemici - Applicazione della Legge. Nelle prime ore del
mattino del 29 marzo 1998, una bomba esplose a casa del capo di polizia di Fremont ed un’altra fu trovata a casa di un membro del consiglio comunale. Blach
aveva anche fatto dei calcoli astrologici per far esplodere delle bombe in diverse località alle 9.02 p.m. PST del 29 marzo 1998 in modo da uccidere il maggior numero
d’ufficiali di polizia. Aveva telefonato al dipartimento di polizia usando una macchina che decodificava la voce.
Etica e professione
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Il contenuto del messaggio era: “La polizia farà BOOM... “
Questa telefonata doveva attirare l’attenzione della polizia sul secondo obiettivo, che era un’altra casa ancora nello stadio finale di costruzione. Ma i poliziotti
non controllarono l’abitazione perché pensavano si trattasse di uno scherzo. Il giorno dopo essi si recarono all’abitazione indicata per telefono, con una Volante. Ancora una volta, le bombe erano state collocate nell’intercapedine del pavimento, ma
al contrario della prima serie, erano collegate ad un sensore di movimento. Così, furono disinnescate con successo. Una sesta bomba fu trovata nell’acquedotto cittadino il 30 marzo 1998.
Blach aveva scritto: “Un party di Venere farà andare tutto alla perfezione. La
Legge e la polizia in qualità di servi della comunità sono contrastati, specialmente
perché sprovvisti di pianeti sopra l’orizzonte in grado di aiutare, la pista è fredda.
Plutone regge le bombe, i delinquenti, i criminali. Io, reggente Plutone, salirò all’Ascendente. Il provocatore è l’Ascendente. Io – il Richiedente – il reggente dello
Scorpione contro di essi. PREOCCUPAZIONE MAGGIORE (Mercurio di transito staziona con moto diretto congiunto al Sole di transito) dell’”EVENTO” (Nodo Nord della Luna congiunto al “pre-EVENTO”); (Plutone quadrato a Giove ed al Nodo Sud della Luna)“.
Dissi al procuratore distrettuale ed agli investigatori d’essere sicura che Blach
stava usando l’astrologia elettiva/oraria. In astrologia oraria, la persona che fa domande viene chiamata il querente. I pianeti che governano la prima casa sono chiamati significatori, in qualità di pianeti che governano la domanda. Il fatto che Blach
si riferisca a se stesso come “Querente”, “Me”, “Reggente dello Scorpione” e prima
casa significa che è lui il querente, o la persona che fa la domanda. La prima casa e
i pianeti che reggono la prima casa rappresentano la descrizione e le condizioni del
querente, o della persona che chiede. Ciò viene anche descritto da qualsiasi altro
pianeta che appare in prima casa. Il riferimento ad “Essi” ed alla settima casa è ciò
che riguarda la domanda. La settima casa simboleggia i nemici scoperti, gli assassini, gli oppositori, la guerra, gli avversari ed i rivali. In questo caso, Plutone rappresenta Blach, che è il querente. Lo Scorpione è alla cuspide della 1a casa. Marte è anche il co-reggente dello Scorpione, perciò è corretto affermare che anche Marte
rappresenta Blach. La Luna può rispecchiare ciò che stava pensando al momento
della domanda. Gli astrologi guardano quale casa occupa la Luna e quale casa regge. Come si riferiscono alla domanda? In astrologia tradizionale la Luna simboleggia
le donne, qualsiasi donna di cui si chiede e l’opinione pubblica.
In un parziale diagramma redatto da Blach, egli aveva piazzato la Luna in settima casa ed aveva scritto: “NEMICI APERTI in opposizione a ME – REGGENTE –
PLUTONE.”
Spiegai che nell’astrologia oraria ed elettiva del tipo classico, la settima è chiamata “i nemici del tema.” Essi attaccano l’Ascendente, il corpo fisico del nativo o
della persona che pone la domanda, conosciuta come querente. In tutti i tipi d’astrologia oraria, la settima casa indica un nemico. Il reggente o significatore scelto
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Etica e professione
da Blach per rappresentare se stesso era Plutone. Esso sta per il Signore del Mondo
sotterraneo. Può simboleggiare qualcosa sepolto sotto terra, cose nascoste e sepolte, morte, cadaveri. Si riferisce inoltre alle attività che devono essere svolte nell’oscurità e rimanere ignote, al crimine, allo spionaggio, ai complotti, all’anarchia, agli
anarchici, all’energia atomica, alle bombe in generale e ad atteggiamenti di minaccia e di terrore.
Blach aveva scritto: “Il terrorismo in nome della GIUSTIZIA!”
Per più di un anno, ho lavorato in stretta connessione con Dennis Moore, l’investigatore capo assegnato al caso ed a Tom Rogers, il procuratore distrettuale. Ho
dedicato a questo caso più di 2000 ore di lavoro insegnando anche astrologia ai
miei collaboratori. Di solito, essi venivano a casa mia dove avevamo maratone che
duravano tutta la giornata. Inoltre, stavamo centinaia d’ore al telefono analizzando
i documenti insieme ai termini ed alle definizioni astrologiche. Tra i documenti figuravano ventitré pagine che rivelavano un dettagliato programma delle intenzioni
di Blach per sistemare le bombe- completo di precisi tempi astrologici per arrecare
il massimo danno ed evitare l’arresto e l’accusa. Dopo mesi di preparazione, Tom
Rogers redasse dei piani per portare il caso di fronte ad un gran giurì. Il 23 marzo
2000, in Oakland, California. resi testimonianza in favore dell’accusa. L’imputato fu
rinviato a giudizio e si avviarono i preparativi per un processo con giuria.
Nel giugno del 2000, mi fu richiesto di esaminare le prove giacenti in laboratorio per vedere se, tra scatole e documenti, fosse sfuggito qualche elemento utile all’accusa. Insieme a Moore trovammo parecchi nuovi documenti che sarebbero stati
in seguito cruciali per il caso. Riempii molte cartelle con la documentazione delle
note e la mia relativa traduzione. Compresi che la cosa migliore da farsi era riscrivere a macchina in inglese corretto ogni documento, sostituendo ogni simbolo astrologico con le parole in maniera che si potesse leggere la frase nel suo intero contesto. Spiegai anche la terminologia occulta trovata nei diari.
Udienza preliminare
Il 25 gennaio ed il 2 marzo 2001 mi fu richiesto di deporre all’udienza preliminare
secondo la Mozione 1101 di Credibilità/Carattere del Testimone.
La corte acconsentì ad udire la testimonianza ed emise il suo decreto il 2 marzo 2001: “La sig.ra Hill possiede una specifica conoscenza, competenza ed esperienza nel campo astrologico. Tale competenza è stata dimostrata dall’abilità nell’interpretare e tradurre i simboli ed i principi generalmente accettati in astrologia. Questo non è un caso d’analisi Kelly-Frye. Gli assunti Kelly-Frye riguardano l’introduzione delle prove a carico relative a principi nuovi e scientifici od alle tecniche. In questo caso, la testimone è più simile all’interprete di una lingua straniera e la giuria
avrà bisogno d’assistenza per comprendere i simboli ed i principi su cui si basa l’astrologia. Le parole ed i simboli non sono tanto semplici come la difesa ha voluto
credere. Essi danno significato ai documenti. Pertanto, sono convinto che le affer-
Etica e professione
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mazioni della teste siano importanti per la giuria ai fini della comprensione. In alcuni casi, i simboli si riferiscono a ciò ch’è accaduto nel passato, in alcuni casi indicano il tempo presente ed in alcuni passi indicano un tempo futuro. Dal punto di vista
della corte, ciò è valido ed il procuratore distrettuale può dedurre un’opinione dal
significato di tali frasi. Significano un tempo passato, presente e futuro? Di conseguenza, secondo la corte, la teste è ammissibile in base all’articolo 801 del Codice di
Prove in giudizio, e non secondo la Legge Kelly-Frye.”
Questa decisione costituì una vittoria importante per l’accusa in quanto io sarei stata ammessa a testimoniare com’esperta nel campo dell’astrologia ed avrei
espresso l’opinione conclusiva che il documento era stato preparato prima dell’esplosione dell’attentato.
Il Popolo dello Stato di California contro Rodney Joey Blach
Il 13 marzo 2001, il procuratore distrettuale Tom Rogers incominciò la sua esposizione ed ebbe inizio il processo con giuria alla Hayward Corte di Giustizia, California, presso la Corte Superiore dello Stato di California nella e per la Contea d’Alameda davanti all’onorevole Giudice Harry R. Sheppard. Io ero una delle ultime testimoni e, il 7 maggio 2001 (Luna Piena), incominciai alle h.9.00 a rendere la mia testimonianza che si concluse alle 2.47 p.m. dell’8 maggio 2001.
Durante il processo, affermai davanti alla corte di credere che il documento
fosse stato redatto prima dell’attentato. Pensavo si trattasse d’astrologia elettiva
classica - usata in modo negativo. Nel corso della testimonianza, mi riferii ai numerosi calcoli in cui Blach aveva usato la sua carta natale e quelle delle vittime designate. Dissi che lui aveva deliberatamente scelto il periodo in cui Mercurio era retrogrado e congiunto a Saturno e Marte per creare confusione, distruggere al massimo e fare in modo di rendere introvabili le prove o far perdere le tracce agli investigatori. Blach era anche interessato alla stella fissa Baten Kaitos a 21° dell’Ariete,
da lui denominata stella del male.
Nella fase forse più critica del processo, mi fu chiesto dalla difesa se consideravo Blach un “esperto” astrologo. La difesa pensava che avrei dovuto rispondere “sì”,
il che avrebbe sostenuto la sua teoria che Blach aveva scritto quei documenti astrologici dopo l’esplosione delle bombe nel tentativo di ricostruire le modalità usate
dall’attentatore “reale”, non da lui. Ma ancora una volta mostrai dozzine di passi sui
documenti che mi avevano portato a credere come si trattasse di un piano preventivo. Risposi che non avevo per niente considerato Blach un “esperto” d’astrologia,
poiché, nella storia e nello spirito, questa dottrina va usata per il bene e per migliorare la società, non per il male.
Continuai: “Non considererei “esperto” astrologo una persona che si focalizza
sulle tenebre. Per essere astrologo ci vuole ben più che la capacità di redigere una
carta ed eseguire calcoli matematici corretti. Si suppone che un astrologo sia una
persona benevola e compassionevole, qualcuno che incoraggi la gente, che dica ai
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Etica e professione
clienti ciò che possono fare, non ciò che non possono; che li aiuti a prendere decisioni su scelte vocazionali ed a sviluppare le capacità creative personali.”
In seguito, l’avvocato della difesa mi chiese se Blach avesse una filosofia tenebrosa e di spiegarla. Risposi: “Sì, è una filosofia molto, molto oscura. Blach ha scritto che la sua vittima sarebbe stata scagliata nell’oblio dalla fatale stella Baten Kaitos a 21° dell’Ariete durante il week-end del 29 marzo1998. Che ella avrebbe stretto
consapevolmente un patto faustiano con il diavolo. Che egli era il suo “guardiano”,
rivelando, così, un alto livello d’ossessione ed animosità. Egli chiama la sua vittima
predestinata puttana bugiarda e prostituta.”
L’accusa aveva in prevalenza prove circostanziali da presentare alla corte. Il
fatto che la testimonianza astrologica dimostrasse come l’imputato avesse programmato in precedenza l’attentato - per poi eseguirlo - fu cruciale. Le annotazioni
astrologiche fornirono il legame diretto tra lui, il suo piano e l’attentato stesso.
Con la mia testimonianza, l’accusa fu in grado di dimostrare che gli scritti
astrologici di Blach costituivano chiaramente una “confessione” per un eccidio premeditato. Nel chiudere l’arringa, l’accusa disse: “L’accusato ha un cuore malvagio ed
aveva l’intenzione di uccidere il maggior numero di persone, inclusa una ricca famiglia di Fremont ed alcuni ufficiali di polizia.” Inoltre, rivolgendosi ai giurati nell’undicesima settimana del processo, disse: “Non penso che conoscerete mai un individuo più pericoloso di questo. Egli oltrepassa la mente criminale comune.”
La giuria raggiunse un verdetto di colpevolezza il 1° giugno 2001. L’imputato
fu condannato per undici capi d’accusa, inclusi due tentati omicidi, avendo usato
l’astrologia elettiva come mezzo per commettere crimini. Dopo il processo, l’accusa
affermò: “ I giurati hanno compreso che i documenti astrologici e la mia testimonianza hanno rappresentato la prova critica che li ha aiutati a condannarlo.” Uno
dei giurati aggiunse: “I suoi scritti lo hanno condannato e noi ci siamo resi conto
che costituivano un piano per il futuro.” Il 4 settembre 2001, Blach fu condannato a
37 anni da scontare nella Prigione di Stato della California, senza poter usufruire
della libertà provvisoria se non dopo 32 anni e mezzo.
* * *
Incontrai per la prima volta Christine Arens al convegno della Federazione
Americana degli Astrologi del 1998 e rinnovammo la nostra relazione al convegno
di Las Vegas nel 2000. A quell’epoca ero profondamente coinvolta in questo caso,
ma siccome il processo si trovava ancora nella fase preparatoria non ero in grado di
discuterne con lei. Fu soltanto più tardi – dopo le udienze preliminari del 25 gennaio e del 2 marzo 2001 – che la contattai per uno scambio d’opinioni. Ecco i suoi
commenti:
Vicki era comprensibilmente nervosa. Una sala d’udienza non è il posto ideale
per discutere d’astrologia. E con la generale mancanza di consapevolezza da parte
del pubblico circa le applicazioni d’astrologia, ella temeva di essere messa nella po-
Etica e professione
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sizione estremamente difficile di dover difendere l’astrologia piuttosto che testimoniare sul materiale relativo al caso. Quando fu contattata nel novembre 1999, Vicki
dapprima si preoccupò d’essere lei stessa indagata. Rassicurata dal fatto che la polizia chiedeva la sua assistenza come consulente, sebbene le fosse stata offerta una
somma come contributo spese, si offrì volontaria per aiutarli a comprendere l’astrologia. Vicki Hill deve essere encomiata per il coraggio dimostrato nel confrontarsi
con la corte e per aver interpretato l’uso dell’astrologia.
Nella storia c’è ben più del riconoscimento dell’astrologia da parte della corte e
del fatto che essa ha contribuito ad identificare il colpevole. Nel dedicarsi al caso,
Vicki impiegò quasi 2000 ore di tempo non retribuite, contribuendo a condannare
questo criminale. Quando per la prima volta esplosero le bombe, fu offerto un premio di 90.000 dollari a coloro che avessero favorito la cattura e la condanna dell’attentatore. Abbiamo appena saputo che il premio deve essere diviso fra tre persone:
quella che per prima ha avvisato la polizia sull’identità del criminale, un senza tetto
che aveva mostrato l’armadio del magazzino come prova a carico usata nel processo e Vicki Hill, che riceverà 23.500 dollari per aver decifrato le note di Blach e scoperto le modalità da lui programmate per portare avanti l’azione.
Si tratta davvero di una vittoria per Vicki, che in questo modo è stata ripagata
per i suoi instancabili sforzi. È anche una vittoria per l’astrologia; infatti, siamo
adesso ufficialmente presenti nelle registrazioni della corte della California come
scienza meritevole di rispetto.
Nota dell’autore: voglio ringraziare caldamente i Membri AFA per il loro sostegno, preghiere e guida - Lynne Palmer, Doris Chase Doane, Joan Titsworth, Frances
McEvoy, Dee Wynne, Bonita Timms, Vicki e Paul Brewer, Russ Durocher, Christine e
Norman Arens, Robert Cooper, Janet Repko e Judy Seward.
(da Today’s Astrologer, vol. 64, n.4, Lunazione: 12 aprile 2002)
Un “quesito difficile”
Secondo Voi una splendida sinastria funziona anche nel caso di suocera e nuora? (almeno quelle DOC)? O nel caso di
due rivali in amore o negli affari?
Probabilmente dobbiamo ricorrere all’Astrologia condizionalista…
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Etica e professione
GIANCARLO UFFICIALE
AFFANNI, TORMENTI E DELIZIE
DELL’ETICA
L.A. 128-166
Il problema etico, sollevato da Glen Perry sul n. 126 di L.A. non riguarda solo il professionista, ma è strettamente collegato alla stessa Astrologia – che è un mezzo e
non un fine - e pertanto condiziona la visione del mondo dei suoi cultori .
Non ho la minima idea del livello del dibattito raggiunto negli Stati Uniti sulle
implicazioni etiche della professione dell’astrologo, né tantomeno quando esso abbia avuto origine – se mai ne ha avuta una –. Il lavoro di Glenn Perry apparso sul n.
126 di Linguaggio Astrale – e pubblicato negli U.S.A. nell’ottobre del 2001 – costituisce per me quindi la prima testimonianza in tal senso con cui vengo a contatto.
Purtuttavia la valutazione immediata che mi viene da fare è che ciò che alcuni (pochi) di noi italici, notoriamente periferici all’Impero, scrissero alcuni anni fa’ su questa rivista e su Sestile enunciasse ed al tempo stesso si riferisse a valori di una portata ben maggiore. Fatto che, se non l’ho male interpretato, tra le righe sottolinea
lo stesso Marco Pesatori, estensore di un per molti versi pregevole commento a
quell’articolo.
Con questo non voglio intendere che l’autore dica fesserie o banalità. Assolutamente no. Gran parte di ciò che egli sostiene è condivisibile, solo che dal mio
punto di vista è carente rispetto all’entità di un argomento sì cospicuo. Ora, è bene
che lo dichiari subito, non intendo muovere alcuna critica all’autore, che non conosco, e che magari è ben consapevole del limite del suo lavoro e vi si è piegato per
tentare una comprensione il più vasta possibile. Colgo invece l’occasione per tornare su una questione che ho sempre giudicato centrale, uniformandomi all’invito
della redazione a portare contributi in merito.
Astrologia ed etica
Detto lapidariamente: il primo passo da compiere in questo percorso è anche il più
duro da comprendere, da assimilare e, conseguentemente, da vivere. Ma è davvero
fondamentale, sia perché da esso discendono poi a cascata tutta una serie di considerazioni – alcune delle quali vedremo di seguito –, sia perché enunciandolo non
Etica e professione
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sia più eludibile il confronto con una delle strutture portanti della nostra disciplina.
Struttura purtroppo molto spesso schivata, raggirata e finanche trasgredita. Trattandosi qui di una di quelle trasgressioni perfide, infami, losche e degenerative. Vale
a dire, il contrario di quelle trasgressioni necessarie ed utili alla crescita ed all’evoluzione dell’essere umano.
Il quesito che spesso ci si pone è: che cos’è l’astrologia? Essenzialmente è una
conoscenza. Questo è basilare. Ma oltre una tale risposta, un gradino sotto, altre
definizioni sono plausibili: un’arte, una mantica, un quadro di lettura che funziona
come un linguaggio (definizione di M. Mandl), una traduzione semantica dei moti
celesti. Ma soprattutto ed in conseguenza di quanto precede (e qui sta il passo di
cui dicevo) l’astrologia è un’etica.
Etica è un termine a cui sono state conferite una serie impressionante di significazioni, non infrequentemente incompatibili l’una con l’altra. Il senso a cui mi riferisco trae origine da come la stimava Aristotele, sino ad annodarsi dopo oltre due
millenni a quel percorso della conoscenza più profondo, che è poi la scienza (Wissenschaft) come l’intendeva Freud. Ed anche oltre. Aristotele fonda sistematicamente l’etica sulla natura; la natura consiste nella totalità del cosmo, dal cui ordine
dipendono i princìpi che muovono ciascun individuo e le sue facoltà dall’interno e
dall’esterno. Siamo su un piano di perfetta sovrapposizione con i precetti della dottrina astrologica. Gli astri influenzano il mondo sublunare per mezzo della qualità
del loro influsso luminoso, le cui infinite combinazioni determinano conseguenze
mai uguali l’una all’altra. D’altra parte non esistono astri malèfici per propria natura
intrinseca: ognuno è utile alla vita, dal suo formarsi alla sua conservazione. Solo
l’eccesso di un elemento sugli altri cagiona la fine della vita e quest’eccesso è prodotto da un astro in particolare – chiamato anereta –, che però in precedenza aveva contribuito non meno degli altri allo sviluppo dell’esistenza. Ne consegue che il
male, la malvagità, non esistono di per sé, ma sono la conseguenza di una degenerazione del bene, così come la morte sopravviene a causa del deterioramento di
quegli elementi naturali che avevano prodotto la vita e ne avevano permesso la
conservazione fino al suo limite possibile. Come dire che un eccesso di bene, d’amore, in determinate condizioni produce un effetto letale su quell’individuo, oppure su
quel cielo peculiare, che in quel luogo genera fenomeni atmosferici particolarmente
avversi, terremoti o calamità sociali o politiche.
Che cosa cerca l’essere umano? La felicità ed il piacere sono le risposte (ridotte
ai minimi termini) maggiormente accettate dai pensatori d’ogni tempo, entrambe
riconducibili alla categoria del bene. Questione di punti di vista. Ne conseguono
comportamenti, strategie e fini assai diversi. Interrogativi ai quali l’astrologia non
ha titolo per rispondere. Essa stessa fluttua all’interno di una tale dinamica. E comunque non è detto che felicità e piacere siano incompatibili. Soprattutto appartengono ad un ordine naturale, così come lo è l’astrologia. Ad essa non compete un
“a priori”, bensì, passatemi l’espressione, accompagnare l’essere umano – sia come
singolo sia come collettività – in questo percorso di conoscenza che s’inizia dall’in-
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Etica e professione
flusso degli astri, passa per il corpo e si conclude – almeno in un primo tempo –
nella mente e nel più profondo di sé. Ed è proprio questo il terreno dove etica ed
astrologia si incrociano nuovamente, essendosi per così dire originate dalla stessa
matrice, che è appunto la natura. In questo senso, l’astrologia è un’etica in quanto
mezzo, non in quanto fine. Tuttavia è anche qualcosa di più di un mezzo, e proprio
per questo esplora itinerari che talvolta le sono paralleli, talaltra l’incrociano.
Si potrebbe proseguire su questo piano. Ma non andrò oltre, giacché ciò che
volevo mostrarvi è come i discorsi dell’astrologia e dell’etica si intreccino tra loro.
Per scioglierli è necessario strappare l’etica dalla rappresentazione aristotelica, cioè
dalla sua correlazione con la natura. Cosa che è stata fatta in questi due millenni,
senza che tuttavia periodicamente non si ritornasse alle origini aristoteliche, sebbene con sfumature diverse. Crimine che peraltro è stato perpetrato anche nei confronti dell’astrologia, sebbene in tempi molto più recenti. Quasi nessuno guarda più
il cielo (si può ancora fare, nonostante l’inquinamento luminoso!), si osserva sulla
carta solo il cielo proiettato sul piano dell’eclittica, mai quello reale rispetto al luogo
che si intende esaminare, solo una sparutissima pattuglia prende in considerazione
le diverse forme del moto degli astri, eccetera. Non c’è allora motivo di sorprendersi
se etica ed astrologia sembrino così estranee ai giorni nostri. Così estranee che pure
un discorso come questo suona strano, bizzarro, insolito, anomalo (se non peggio) al
lettore. Altro che dodecafonia schönberghiana! Ma è anche evidente che non sussiste alcun motivo per continuare su questa strada, che non porta da nessuna parte.
Dunque, è necessario ribadirlo con forza e determinazione: l’astrologia è un’etica o, per lo meno, le è strettamente connessa. E da questo ne consegue prima di
tutto che la questione riguarda chiunque si interessi all’astrologia e non solo gli
astrologi professionisti.
L’astrologia non è un’isola(ta)
Riguarda tutti. Qui allora assume senso quell’affermazione fatta all’inizio del paragrafo precedente, che forse qualcuno avrà giudicato sorprendente: quel passo fondamentale così difficile da compiere, da assimilare e da vivere. Sì, perché è impensabile legarsi con animo puro all’astrologia rimanendo convinti che nulla possa accadere dentro di noi. Senza che nuovi interrogativi si affaccino alla nostra mente.
Non starò certo ora qui a passare in rassegna i cambiamenti che si producono a
causa di tali scosse telluriche interiori. Ognuno conosce i suoi, se n’è fatto un’esperienza e sa di che si tratta. Mi limito soltanto ad indicarne un paio, tanto minuscoli
quanto vasti al tempo stesso: ciò che riguarda le convinzioni ed i valori conquistati
in precedenza. Non è detto che poi si siano capovolti, stravolti o sconvolti. Può essere capitato a qualcuno, forse a molti, ma non a tutti. Però come minimo li manteniamo in una sorta di continua sospensione, affinché si sia sempre disponibili ad
accogliere quello stimolo che ci consente di metterli nuovamente in discussione. È
un tratto che ci differenzia, o che dovrebbe differenziarci, da buona parte dell’uma-
Etica e professione
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no consorzio, perlomeno di quello che appartiene all’occidente di razza bianca.
Questo, lo ribadisco, succede quando ci si dispone con animo puro nei confronti
dell’astrologia. Ma l’intensità e la qualità di tali esperienze dipendono dalla fonte di
conoscenza rispetto alla quale ci si abbevera. Più è preziosa, dotta, rigorosa, autorevole e qualificata, maggiori saranno le virtù dispensate. Ecco perché ritengo che il
passo fondamentale di un’astrologia strettamente connessa all’etica sia per molti
così difficoltoso ed imbarazzante: l’inadeguatezza dottrinaria che così spesso si incontra da molti anni a questa parte depaupera chiunque vi si riferisca di quell’esperienza umana così ricca e particolare, come l’abbiamo delineata nelle righe che precedono.
Allora non è poi così scontata la mia ipotesi che l’astrologia è un’etica, o vi si
correla strettamente. Ipotesi che io tento di far passare per assioma, ma lo stato attuale dell’arte non induce a particolare ottimismo. Tuttavia occorre insistere su
questo. Ma prima di tentare di trovare un modo per far accettare a chiunque una
tale sostanza, è necessario mostrare sino in fondo a quali fascinosi territori essa ci
trascini.
Fascinosi a saperli guardare, giacché la loro lusinga non consiste nell’essere altri, esotici, inconsueti, unici, alieni. Sono bensì i luoghi del quotidiano, della condivisione collettiva della realtà, dei rapporti sociali, economici, politici, culturali. Giacché quel “più profondo di sé” di cui si diceva prima non può assolutamente prescindere dai vari territori dell’altro. In questi territori non si tratta tanto di riversarvi le
nostre tecniche, la cui utilità si pone in un certo qual senso ad un livello secondario,
ma di farvi irrompere questa esperienza del legame tra etica ed astrologia. A questo
punto non possiamo non sapere che ciò che serve, ciò che esalta e nobilita la qualità dell’esistenza, ciò che talvolta ne costituisce la poesia, è l’eros, ovvero quello che
unisce, quello che lega, quello che congiunge. Il suo contrario, ciò che separa, ciò
che divide, ciò che disgrega reca con sé il germe, anzi, la iattura della distruzione,
della discordia. E non è che il saperlo ci autorizzi a chiamarci fuori, ad assumere un
atteggiamento di neutralità: oltre che illusoria, una tale posizione sarebbe cinica ed
indecente, ai confini con la pornoscopia. Allontanarsi per farsi vedere. Ma che ci sarebbe da vedere se non la nostra repulsione, la nostra miseria, la nostra desolazione,
la nostra meschinità? Superbia e presunzione. E, perbacco!, è proprio questo l’atteggiamento prevalente tra noi, professionisti e no. Occorre invece partecipare, esserci,
coinvolgersi, condividere, schierarsi, denunciare, proporre, aprirsi. Inevitabilmente
prima o poi, in modi soffici o più cruenti, i rapporti con il potere giungono al conflitto. Ma è l’inevitabile destino del rapporto individuo–potere. E quando dico “potere” mi riferisco a quello d’ogni tipo: parentale, familiare, condominiale, del portiere, delle varie lobbies, tecnocratico, religioso, fino ad arrivare a quello più elevato, al
potere per antonomasia, cioè quello politico–finanziario. Non vorrei proseguire oltre su questo terreno. Preferisco mantenermi su una dichiarazione di principio, senza scendere nel dettaglio. Cosa che non sarà male affrontare in un secondo tempo.
Sperando che arrivi.
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Etica e professione
Il mestiere dell’astrologo
Una lunghissima premessa, peraltro indispensabile, per dire che l’etica del professionista non è che sia una fantasia, un’elucubrazione, una perversione di qualche illuso
sognatore, di qualche utopista particolarmente affezionato alla grappa, di un qualche sedicente intellettuale della volta celeste, ma costituisce un argomento che investe fin dalle origini l’intera dottrina astrologica, l’apotelesmatica come si diceva
un tempo. Una lunghissima premessa che, tra gli altri, persegue lo scopo di dare sostanza e corpo teoretico alla giusta e sacrosanta osservazione di Marco Pesatori,
che sostiene come le “direttive” enunciate da Perry “devono essere ben possedute
dentro e dall’inizio dall’Astrologo stesso”. Si tratta di una buona ouverture. Ma può
non bastare. Anzi, il più delle volte non basta affatto. Dovendomi riferire, sia chiaro,
all’astrologo professionista, colui che più d’ogni altro nella nostra disciplina porta il
peso e gode le delizie di un’etica militante. Pesatori lo sa, come ben testimoniano i
suoi interventi di qualche tempo fa’. Cos’è allora che manca? E, affondando la lama,
chi (è che) manca?
Di quello che il più delle volte manca di base se n’è discusso finora: rifarsi alle
radici, alle origini. Però c’è dell’altro. Perry lo fà intendere nelle pieghe del suo discorso, Pesatori ed io in passato siamo stati ben più espliciti: il lavoro intorno al
proprio desiderio, intorno ai propri moti pulsionali, intorno, anche, ai propri bisogni.
Immergersi sino al bordo dell’incoscienza nell’immateria dell’es, avventura all’estremo di sé, o almeno sin dove ci riesce, avanti e indietro tra corpo e mente, per lambire quel reale così spesso diverso dalla realtà. Ma è solo un passo. Ve n’è uno successivo, quello finale direi, fondamentale per autorizzarci al mestiere dell’astrologo:
entrare in sintonia con la mappa psichica del consultante, riferirci ad un codice linguistico che sia il suo. Per ridurre il più possibile il rischio di una parola mal intesa
dal consultante, dagli effetti imprevedibili. In quanti modi può essere accolto un
enunciato di questo tipo: “Marte ti predispone all’aggressività” oppure “agli incidenti”? Ecco, questo dovremmo sapere: che effetto fanno le nostre parole, le nostre
frasi, l’inflessione e la gestualità con cui le accompagniamo. Questione improcrastinabile, specialmente alla luce della rarità degli incontri con il consultante: se si sbaglia non è che poi si ripresentino molte occasioni per rimediare. Non è infrequente
che non si ripresentino affatto.
Ora, quel primo passo è alla portata di ognuno, basta volerlo o, ancor meglio,
desiderarlo. Il secondo un po’ meno. Consiste nell’apprendere una tecnica di comunicazione interpersonale efficace; quale? Da chi? Dove? Risposte non facili. Non
tanto da permettermi di fornirle io in questa sede. Altri a suo tempo le hanno tentate. Nell’indifferenza generale. Il problema quindi sta nel riuscire a spazzar via questa ignobile indifferenza. Se i nostri inviti, le nostre proposte, dovessero cogliere il
bersaglio dell’orecchio interiore di chi ci legge, a qualsiasi livello egli appartenga,
tale risposta non sarebbe impossibile. E però meglio sarebbe affrontare il problema
a livello d’istituzione, d’associazione: CIDA o Albo Professionale che sia.
Etica e professione
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Discorso di là da venire. Nel frattempo una pezza si può mettere. Non è che
funzioni sempre, ma talvolta sì, soprattutto con i soggetti più sensibili. Avendo la
consapevolezza che sempre di pezza si tratta. Mi riferisco a quello che lo stesso
Perry evoca, toccando così, mi pare, il vertice del suo lavoro, il passo più condivisibile, e come tale il più emozionante: vale a dire quella compassione che l’astrologo
sempre, quando si presentino determinate circostanze, deve reperire nei confronti
del consultante. Questi se ne renderà conto, e perdonerà qualche espressione infelice che magari sfugge al consultato. Ma senza una preparazione tecnica specifica,
all’astrologo non resta che ricorrere alle sue risorse personali. E se queste nel frattempo non si sono arricchite alle fonti del legame astrologia–etica ed avventurate
nei vertiginosi percorsi dell’inconscio, sarà assai arduo che siano in grado di andare
a scovare quella compassione talvolta così necessaria. A meno che fossimo al cospetto di un individuo assai dotato naturalmente di particolare maturità e statura
morale. Ed invero astrologi di tal specie ne ho conosciuti ben pochi. Davvero proprio
pochi.
Vedete da voi che però da sola la compassione può non bastare e comunque
senza il supporto etico e della struttura psichica è di difficile gestione: facilmente si
scivola nella pietà o, peggio, nel pietismo. Infatti, talvolta è necessario anche un po’
ferire, ma senza quei supporti siamo sempre nel campo dell’azzardo. Con quel che
ne consegue.
Ma è come saltellare ad occhi bendati su un terreno minato: quando eravamo
giovani ed ingenui pensavamo che fare l’astrologo non richiedesse poi tutto questo
impegno, tutto questo lavoro dentro e fuori di sé, pensavamo solo all’apprendimento della tecnica. Ora che possediamo una consapevolezza ben più profonda ci chiediamo: ma allora, chi autorizza l’esercizio del mestiere dell’astrologo? Quale autorità
si assume la responsabilità di rilasciare e certificare una tale competenza? Nessuna.
Neppure l’Albo Professionale. Esso tutt’al più certifica la conoscenza delle tecniche
e quel minimo di maturità che consente di sostenere una consultazione. Ma è impensabile che possa andare oltre. Né deve. La verità è che l’astrologo si autorizza da
sé all’esercizio della professione. Non c’è altra via. È la più rischiosa in quanto incontrollabile, ma l’unica possibile. Ecco perché le organizzazioni responsabili hanno
il dovere morale di proporre non solo riunioni più o meno periodiche tra i professionisti, ma anche aggiornamenti tecnici, culturali in genere e, überalles, incontri di
formazione sulla comunicazione interpersonale e, perché no?, sulla conoscenza dei
propri moti psichici tramite tecniche di psicoterapia di gruppo. Cose che qui in Italia
regolarmente non succedono. Altrove non so. Anzi, qualcosa so – come peraltro
buona parte dei lettori di questa rivista –, ma è assolutamente necessario stendervi
il famoso velo pietoso: se non ve lo stendessimo passeremmo alla soppressione fisica, anche con mezzi di fortuna, di quei delinquenti psichici travestiti da assennati
astrologi, così attenti a farsi passare per benemeriti dell’arte nostra, che, alla luce di
sopravvalutati quanto pessimi libri, con olimpica serenità pretendono di controllare
il famoso controtransfert degli allievi ed ogni loro moto inconscio. Con il risultato,
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Etica e professione
assolutamente devastante, di creare degli pseudocloni di sé stessi, e di stabilire il
ferreo controllo su questi poveretti che sono talmente convinti di essere dei buoni
astrologi, da ricevere malcapitati consultanti e – che il cielo li perdoni – permettersi
di scrivere a loro volta articoli per le riviste specializzate. Leggendo i loro scritti non
è difficile riconoscerli: due o tre righe di giaculatorie nei confronti del loro maestro
plagiatore finiscono sempre per scribacchiarle. In cuor mio spero sempre che tali
sciagurati allievi non facciano a loro volta scuola, perpetuando così una tale desolazione. Comunque, tornando a noi, cioè alle nostre organizzazioni di categoria –
passatemi il termine –, sarebbe davvero il caso di cominciare finalmente a porsi il
problema e passare all’azione. E non è che lo scrivente e sicuramente qualcun altro,
si sottrarrebbe ad una concreta e costruttiva collaborazione.
Astrologia ed istituzioni, ovvero: prove tecniche di un conflitto
L’etica non è propriamente un valore che accompagni l’essere umano presso gli imperturbabili lidi dell’omeostasi, che è una sorta di capolinea del piacere. Al contrario, lo prende a calci lì dove essi si manifestano con maggiore efficacia per indirizzarlo nella direzione opposta. L’etica costringe l’essere umano ad una sorta di rivoluzione permanente, che avrebbe inorgoglito persino un agitato perenne come Lev
Trotskij. O, per uniformarci ad una cultura più prossima al nostro tempo, proprio essa suggeriva a Bob Marley l’incitamento ad una ribellione permanente: sempre e
comunque. E questo non perché bisogna porsi forzatamente nella posizione del bastian contrario, non perché la natura ci ha generosamente installato un nido di formiche nella zona perineale, ma semplicemente perché l’etica non dà tregua, non ha
e non vuole padroni: l’etica, o meglio nel caso specifico, l’eros è in eterna lotta con
il suo contrario, vale a dire ciò che separa, ciò che slega, ciò che distrugge senza
una coscienza entropica.
Ha di nuovo ragione Marco Pesatori quando nota “la timorosa sudditanza verso il dominio dell’Istituzione” da parte di Perry. L’astrologo, navigato titolare detentore dialettico di un’etica, necessariamente il più delle volte verrebbe a trovarsi in
conflitto con il potere. L’Istituzione cristallizza oltre il necessario, giacché non conosce altro modo per perpetuarsi. L’astrologo sa, o dovrebbe sapere, che la cristallizzazione è soltanto una delle funzioni vitali: prolungarla oltre il suo limite essenziale
significa la fine, la morte, la vittoria del thanatos. Da qui l’opportunità e l’urgenza
di schierarsi, di coinvolgersi, di prendere parola a sostegno dell’eros.
In tali circostanze sostenersi con le nostre tecniche è in via generale ininfluente. L’osservazione dei fenomeni sociali, politici ed economici sono assolutamente
difficili da analizzare attraverso i nostri metodi, talvolta al limite dell’enigmatico.
Ma in questo contesto non è quello sguardo che mi interessa, bensì quello dell’astrologo nel suo statuto d’essere umano dotato di solida etica. Non ci sarà modo
per il potere di prenderlo in giro, di ingannarlo. Non si farà infilzare dal ribaltamento del linguaggio e dei codici linguistici cui siamo penosamente costretti qui in Ita-
Etica e professione
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lia da un anno e mezzo a questa parte: nessuno può illudersi di convincerlo, tanto
per dire, che la restaurazione di privilegi a favore della classe abbiente sia una riforma a favore delle classi finanziariamente disagiate e neppure che i non–violenti
della rete Liliputh appaiano per violentissimi teppisti. O almeno così dovrebbe essere. Non c’è proprio motivo di arricciare il naso. È sempre e comunque inevitabilmente politica: non c’è modo di collocarsene al di fuori. È consentito ad uno solo:
Dio. Ammesso che ne esista uno. Collocarsi al suo posto è una tentazione cui a pochi è concesso sottrarsi. Tantomeno all’astrologo selvaggio. Ciò che, appunto, è nostro dovere rifiutare. In merito non ripeteremo i precetti di Perry, né le considerazioni di Claudio Cannistrà ed Armando Billi (che seguono il commento di Pesatori), né
tampoco (?) ciò che negli anni scorsi Marco ed io enunciammo. Dirò soltanto che
essi sono sufficienti ad evitare una tale schisi, un tale declivio.
Se all’astrologia proprio non riesce un’unione armonica con il potere, chi mai
ne potrà conquistare e mettere in risalto le <di lei virtù?> virtù di essa?
Astrologia e cultura, ovvero: prove di un matrimonio possibile
A dire il vero su questo argomento non siamo neppure al fidanzamento. Anzi, meglio, neppure al corteggiamento. Ogni tanto si può ammirare qualcuno di noi che
scodinzola innanzi agli altari – o ritenuti tali – della cultura, ma non del tutto fuori
luogo i sacerdoti che vi officiano non esitano a telefonare all’accalappiacani per
scacciare quei fastidiosi trovatelli, figli di non si sa chi. Magari hanno pulci e zecche
che, si sa, fanno tanto male. Hai voglia di mostrargli il pino silvestre vidal o il badedas: ci scaccerebbero anche se avessimo in mano la varechina o l’acido muriatico.
Dunque, basta scodinzolare. C’è altro da fare. Prima d’ogni cosa, ammettere che
quei sacerdoti non è che poi abbiano così torto. Chi se ne frega se poi sacerdoti in
realtà non sono! Fossero pure chierichetti o sagrestani. Più volte mi sono espresso
in questo senso e non vorrei tornarci sopra, se non altro per non ripetere le stesse
cose. Di tutto il campionario che ho in questi anni esibito mi limito soltanto a porre
di nuovo l’attenzione su una singola questione: non è tanto la cultura generale che
ci manca – sebbene sia auspicabile accrescerne il livello e se uno s’imbarca sulla nave dell’etica è inevitabile che ciò succeda – quanto la conoscenza della nostra stessa dottrina. Mancandone, figuriamoci poi quale tipo di rigore adottiamo per un
controllo, una verifica che sia il più possibile prossima all’obbiettività…
Da cosa dipende un tale analfabetismo astrologico? Non esiste una risposta
unica, ma ve ne sono un paio che svettano sulle altre e, di per sé, decisive: la complessità della tecnica e, solito lupus in fabula, la denunciata estraniazione dell’etica
dalla nostra dottrina. Quest’ultima è responsabile di quell’eccessiva quanto ingiustificabile tolleranza nei confronti di chiunque scriva, enunci, dichiari princìpi d’ogni
sorta. Non v’è astrologo che non sia in grado di dimostrare quanto afferma. Chi lo
smentisce? Neppure se si costituisse un comitato di verifica si riuscirebbe a star dietro ai deliri dei nostri colleghi, che s’incrementano in progressione geometrica. Un
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Etica e professione
tale deprimente spettacolo è possibile anche per la sempre più banale semplificazione della tecnica. La quale poi viene usata nei settori dove maggiormente i giudizi
assumono caratteristiche di vaghezza, fumosità, incontestabilità: vale a dire sulle
inclinazioni psicologiche e sul karma.
Invero l’astrologia che si pratica e, conseguentemente, s’insegna da molti decenni è semplice, di facile accesso a chiunque. E proprio qui che sta l’errore. I princìpi ed i metodi, la vera conoscenza sono ben più complessi. Richiedono anni per essere ben appresi e compresi. Presentano difficoltà in grado di scoraggiare chi non
possieda una solida passione, una profonda motivazione. Non è un percorso eludibile, in nessun caso. In altri termini: i princìpi esistono, e per buona parte sono ben
saldi. Chi non vi si attiene, chi ne enuncia di totalmente diversi non pratica l’astrologia. Fa un’altra cosa. Infatti, lo stesso Ebertin se ne rese conto e propose un’altra
definizione per il corpo dottrinario che elaborò. Questo è l’unico modo per approcciarsi a quel mondo della cultura a cui ci si riferiva poc’anzi. Accedervi con quel solido bagaglio dottrinario in grado di rivendicare pari dignità. Non m’interessa e neppure mi attrae la rappresentazione che ne fa Pesatori, cioè “dove sia la Filosofia, che
la tronfia (ed invecchiata) Psicanalisi, che la Matematica, che la Genetica, che la
Letteratura, che la Medicina, che l’Astronomia, tornassero ad alzarsi dalle loro poltroncine e abbassando gentilmente la testa, la salutassero finalmente con un minimo di buona educazione”. È il rispetto, la voglia di misurarsi e di confrontarsi che
contano. Lo dico anche per esperienze personali: salutare non costa nulla, o comunque molto poco; la conquista, invece, consiste nel fatto che quelle discipline o
scienze elencate da Pesatori si uniformino nell’attesa, anzi, nella pretesa, di emergere arricchite dal confronto con l’astrologia.
Né mi convince l’opinione di Pesatori sul posto che l’astrologia può conquistare nei prossimi decenni, occupando quei territori di frontiera culturale lasciati liberi
dalla psicanalisi, progressivamente impoverita e banalizzata. Si sono impoveriti e
banalizzati gli psicanalisti, non la psicanalisi. La portata sobillatrice e rivoluzionaria
del pensiero di Freud e Lacan è sempre lì: la coglie chi la vuole cogliere, chi non si
rassegna, chi non intende farsi ingannare dall’ininterrotto bombardamento d’informazioni congegnate per disinformare, chi tenta di respingere (magari al mittente)
quell’io ideale che il potere di turno pretende di sostituire al proprio, chi non vuol
soccombere alla presunta imprescindibilità delle leggi dell’economia. Si può dire che
gradualmente essa – la psicanalisi – sta tornando nel suo alveo naturale, che è appunto l’inconscio, quindi fuori del controllo. Gli psicanalisti si sono fatti risucchiare
e fagocitare dalla sempre più enorme ed inquietante richiesta di sanità psichica, che
sgorga ormai da tutti gli strati sociali dell’occidente. Segno inequivocabile di un
malessere di una società sempre più alienata ed alienante: una società che accelera
sempre più verso la psicosi generale, dopo essersi lasciata alle spalle la nevrosi di
massa. Potevano gli psicanalisti resistere ad una tale massiccia richiesta? Forse. Non
mi permetto di giudicare. Anche perché – e qui Pesatori lo sottolinea a ragione –
non è che l’astrologia vi si sia sottratta. L’astrologia, così come viene presentata, è
Etica e professione
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stata inglobata dal sistema, e come tale usata. Usata come merce, usata come oppio dei popoli, usata per mettere cerotti sui disagi e sulle ansie di persone che attraversano malesseri più o meno permanenti, per addomesticare le coscienze, sviarle
dalla consapevolezza collettiva e quindi dalla ribellione. Riuscendo a banalizzare ciò
che era già divenuto banale a causa dell’impoverimento teoretico. Impiegati e commesse si riversano anche presso di noi, non solo presso gli psicanalisti. E non mi pare il caso che per non fare la stessa fine li si cacci dai nostri studi. Il segreto per salvarsi, forse, starebbe nell’uso proprio della compassione: bravo chi ci riesce. Ma detto questo ed ammesso che la nostra etica ci salvi e non faccia la fine di quella degli
psicanalisti, non mi riesce di immaginare come l’astrologia possa occupare quei territori cui si riferisce Pesatori: non mi pare che siamo in possesso di una concezione
così rivoluzionaria del pensiero; in un certo qual senso siamo portatori di una conoscenza – quella dell’influsso degli astri – per la cui traduzione semantica ci serviamo di altre discipline scientifiche e culturali, che poi sono le stesse indicate da Marco: l’astronomia, la medicina, la filosofia, la matematica, la psicanalisi ed altre ancora. Siamo, per così dire, molto trasversali, interdisciplinari. Fatto di per sé interessante, ma insufficiente a farci collocare all’avanguardia dell’evoluzione del pensiero. A
meno che Pesatori non intendesse dire che l’astrologo è il portatore più autorevole
dell’etica, il suo eponimo, il rappresentante più qualificato per portarne la fiaccola e
mostrarla a questa civiltà ad un passo dall’abisso. Teoria non priva di suggestione e
di audacia. Sulla quale tuttavia nutro più di una riserva.
I nostri limiti
Come ci si rigira, c’è di mezzo l’etica. Non c’è nulla di fare. Ed è da essa che deriva
quella correttezza che permette a Perry, a Pesatori, a Cannistrà ed a Billi di ammettere che esistono dei limiti alle possibilità giudicative dell’astrologia. Affermazione
sulla quale concordo, non prima però di aver precisato che i limiti stanno innanzitutto nell’interprete. Mai confondere i due piani. Egli dovrebbe sempre dichiarare i
propri e poi, eventualmente, ammettere quelli dell’arte. Sarebbe oltremodo scorretto farli coincidere. Inconcepibile per chi ha assimilato i princìpi dell’etica.
L’astrologo in possesso di una solida tecnica e capace di servirsene è in condizione di giudicare con un grado di precisione soddisfacente. Soddisfacente, ma non
assoluto. E questo è ovvio. Se mi riesce di capire che qualcuno è caduto o cadrà
dall’alto, difficile che giunga anche a congetturare se la caduta sarà da un albero,
dal balcone di casa, da un ponte, da una scala a pioli, eccetera. Credo che sia assolutamente fuori luogo pretendere una tale esattezza. Può darsi che ci si riesca, ma
si finirebbe per rischiare l’esaurimento nervoso. Tuttavia bisogna anche ammettere
che non tutto è scritto in cielo. C’è qualcosa che sfugge, che è provocato da vincoli
d’altra natura, molto più terrestre. L’esempio più evidente, più chiaro è quello delle
attrazioni, della scelta del partner. Qui ciò che è fondamentale è la storia personale.
È a causa di questa che si scatena un moto pulsionale verso una certa persona anzi-
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Etica e professione
ché verso un’altra. Eppure spesso i primi a non saperlo sono proprio gli astrologi.
Con un mio amico di origini campane, non certo uno sprovveduto nell’arte, quasi
due anni fa’ si svolse più o meno questa conversazione:
– Gianca’, degli amici la settimana scorsa m’hanno detto: mo’ ti presentiamo
‘na ragazza molto carina, che è nata in tal giorno.
– Bene.
– Aspetta. Ho pigliato le effemeridi e ho fatto il confronto tra le nostre geniture.
– Mmmh!
– ‘Nu spettacolo, Gianca’. La mia Luna in trigono al suo Sole, Venere e Marte in
trigono reciproco, aspetti armonici tra i nostri Mercurio e Luna, Giove mio sul suo
Medio Cielo. Ero tutto contento. Anzi felice. Pensavo: finalmente ho trovato l’anima
gemella!
– E allora?
– Gianca’: niente!
– Niente?
– Niente di niente! Ci sono uscito tre volte, perché non ci volevo credere. Mo’
so’ sicuro. Niente attrazione, niente simpatia, niente stima, niente benevolenza. Solo indifferenza. Reciproca indifferenza. Ma come si spiega ‘stu fatte ‘cca?!? Perché
l’astrologia non ha funzionato?
L’astrologia funziona, solo che “’stu fatte ‘cca” si spiega con quanto dicevo sopra. Conta la storia personale. La funzione dell’astrologo consiste solo nel certificare
se la coppia che si è scelta può durare nel tempo o meno, se l’attrazione è destinata
ad esaurirsi o no, e tante altre cose. Ma mai può e deve stabilire a priori se esiste attrazione tra due persone. Certo, se l’astrologo nota che nella sinastria non vi sono
aspetti tra Venere e Marte, oppure tra Venere e Luna e magari non li hanno neppure
i luminari capisce di trovarsi di trovarsi davanti una coppia che o non è destinata a
durare o che ha stabilito un rapporto non sano. Però non gli è dato sorprendersi in
presenza di circostanze come quella del mio amico.
Che dire poi degli avvenimenti generali che finiscono inevitabilmente per sovrastare le vicende personali? In privato qualcuno mi ha duramente contestato,
però io rimango dell’opinione – del tutto teorica e non dimostrabile – che non tutte
le migliaia di vittime degli attentati a New York ed al Pentagono dell’11 settembre
avessero nella loro genitura un incontro aneretico. È questa un’affermazione che
vuol semplicemente mostrare, senza scendere nello specifico, lo spirito non fideistico di chi scrive, che definisce in qualche modo la linea di confine – peraltro sempre
fluttuante – tra il sapere e l’imponderabile.
Ora, la consapevolezza dei limiti si trasforma talvolta nella nostra forza, o comunque come tale la dobbiamo far funzionare. D’altra parte nulla è davvero completo e perfetto, ed è per questo che la ricerca continua. Non è dato accontentarsi.
Mai. C’è sempre dell’altro da sapere, da indagare, dentro e fuori la nostra dottrina. E
ciò che è fuori, vale a dire che concerne il resto dello scibile umano, può esserci uti-
Etica e professione
43
le oppure no. Daniele Duretto sullo stesso numero di Linguaggio Astrale ce l’ha mostrato con il suo pregevole articolo sulle possibili correlazioni tra meccanica quantistica ed astrologia. L’etica impone di non rifiutare o approvare a priori la sua ipotesi,
ma di comprenderla sino in fondo (io ancora non ci sono riuscito, ma non dispero) e
poi accettarla o rigettarla, possibilmente discutendone con l’autore.
Per altri versi la consapevolezza dei limiti ci stimola a cercare altrove le risposte che l’astrologia non può dare. Un animo mistico le cercherà nelle discipline spirituali, un materialista della mia specie assai intrigato dal desiderio di conoscere le
origini dell’universo ed il futuro dell’umanità le cercherà nelle varie ipotesi formulate dalla scienza, dall’astrofisica in particolare (almeno per quel poco che mi è dato
comprenderne). Talvolta vi si reperiscono teorie sorprendentemente vicine alle credenze di alcune religioni, di alcune scuole esoteriche. Nulla da mischiare con l’astrologia, ma in un certo senso si può dire che anche a causa dell’impulso che da
essa ci proviene siamo maggiormente motivati a cercare quella “cosa” non–materiale ma essenziale, che si trova tanto dentro che fuori di noi e che va sotto il nome
di verità.
Per una curiosa fatalità…
per la pubblicazione
di questo numero sono pervenuti
articoli privi di temi natali!
44
Argomento
Monaco. Inaugurazione del congresso. Erik van Slooten presenta
l’olandese Karen Hamaker Zondag.
45
QUALE
ZODIACO?
In questi tre lavori si mettono nuovamente a
confronto zodiaco classico, zodiaco siderale
e zodiaco “invertito” per le latitudini Sud
231 – Il Problema dello
Zodiaco mobile
232 – Zodiaci in lotta
233 – Il grande dibattito zodiacale
46
Quale
Argomento
Zodiaco?
RAY GRASSE
IL PROBLEMA DELLO ZODIACO MOBILE
ANALISI DEL RAPPORTO TRA ASTROLOGIA SIDERALE
E ASTROLOGIA TROPICALE
TRADUZIONE DI ANGELA CASTELLO
L.A. 128-231
Una soluzione salomonica al problema ricorrente del doppio zodiaco: sovrapporre
il simbolismo dei segni e mixare.
Ogni tanto, a distanza di anni, sbuca qualche ricercatore con la notizia che l’astrologia è stata sconfessata una volta per sempre. Come? Dimostrando che gli
astrologi non hanno tenuto presente il problema della mobilità dello zodiaco. In parole povere, questo riguarda il fenomeno astronomico comunemente chiamato precessione - un processo per cui il punto vernale (la posizione celeste occupata dal
sole nel primo giorno di primavera) si muove lentamente attraverso le costellazioni
(vedi diagramma 1). Ciò significa che, dopo un certo numero di secoli, lo zodiaco
convenzionale usato per lo più in Occidente (zodiaco “tropicale”) si muove gradualmente fuori sincronia rispetto alle reali costellazioni visibili nel cielo notturno (zodiaco “siderale).
Zodiaco tropicale contro zodiaco siderale.
Quando l’astrologo tropicale afferma che qualcuno è “Cancro” o “Gemelli”, per
esempio, molti rimangono sorpresi nello scoprire che ciò non ha niente a che fare
con le stelle effettive. Si tratta invece da una divisione matematica del cielo basata
sui quattro punti cardinali dell’anno (vedi diagramma 2). Secondo tale sistema, il
primo grado dell’Ariete viene associato al primo giorno della primavera; il primo
grado del Cancro, al primo giorno dell’estate; il primo grado della Bilancia al primo
giorno d’autunno ed il primo grado del Capricorno, al primo giorno dell’inverno. Da
questo quadruplice punto d’inizio facciamo derivare i dodici segni dello zodiaco
tropicale - uno dei più usati dagli astrologi occidentali per erigere un tema. Al contrario, lo zodiaco siderale si basa sulle costellazioni reali. Quando un astrologo siderale dice che il vostro Giove natale è collocato nel Toro intende proprio dire che es-
Quale Zodiaco?
Argomento
47
DIAGRAMMA 1
La precessione degli equinozi sposta l’equinozio
primaverile (0° Ariete) indietro o verso occidente
lungo l’eclittica in senso
contrario all’ordine dei segni. Attualmente, l’equinozio di primavera è prossimo all’inizio della costellazione dei Pesci; 4000 anni fa si trovava nella costellazione del Toro.
so si trova realmente nella costellazione del Toro. Contrariamente alla maggior parte delle posizioni planetarie tropicali, le posizioni siderali si possono osservare semplicemente uscendo all’aperto e guardando il cielo (vedi appendice). La maggioranza degli astrologi orientali, ed alcuni occidentali, sceglie di usare lo zodiaco siderale.
Questo particolare sistema è basato molto di più sulle configurazioni delle stelle,
perciò viene anche descritto come zodiaco “fisso”.
Il Grande Spostamento
A causa della lenta oscillazione dell’asse terrestre lo zodiaco tropicale si sta gradualmente muovendo rispetto allo zodiaco fisso delle costellazioni nella misura di un
grado ogni 72 anni. 2000 anni fa, lo zodiaco tropicale e quello siderale coincidevano, ma col passare del tempo si sono discostati in ragione di 23 gradi circa, secondo
le stime attuali. Ciò significa che chi è nato il primo giorno di estate è “Cancro”, secondo il sistema tropicale e “Gemelli”, secondo quello siderale. Adesso, soltanto i
nati negli ultimi sei gradi, o pressappoco, di qualsiasi segno appartengono allo stesso segno per entrambi i sistemi.
Perciò, è davvero esatto affermare che gli astrologi sono assolutamente inconsapevoli di questo divario, come molti scettici insinuano? Al contrario, molti astrologi seri ne sono del tutto coscienti; tuttavia, non è detto che comprendano in pieno le miriadi di implicazioni che possono derivarne!
Per esempio, c’è qualche differenza nel significato di questi due sistemi? E come riusciremo a gestire la situazione dello stesso pianeta in segni radicalmente
contrastanti, come Ariete e Pesci? E’ realmente sensato pensare che un individuo
possa esprimere simultaneamente le caratteristiche di entrambi i segni? Per inquadrare il problema in termini particolarmente spettacolari, si consideri che, fra 10000
anni, una persona con il Sole nell’Acquario tropicale lo avrà contemporaneamente
nel Leone siderale - due segni normalmente collocati a 180° l’uno dall’altro!
48
Quale
Argomento
Zodiaco?
Tali problemi non sono per niente insignificanti e le loro conseguenze sugli
aspetti fondamentali dell’astrologia aumenteranno senz’altro con il tempo. Facciamo ora delle considerazioni generali sulle implicazioni filosofiche di questo dibattito e su qualche sistema pratico da applicare alle nostre carte in relazione ai due zodiaci.
Sistemi contraddittori o complementari?
Come qualcuno ha sottolineato nel corso degli anni, l’astrologia non è proprio l’unica disciplina a dover lottare col problema delle teorie competitive o strutture interpretative. Si pensi alla scienza moderna con i suoi eterni contrasti fra la fisica newtoniana e quella einsteiniana. Questi due modelli mettono sul tappeto presupposti
molto diversi sull’universo; tuttavia, gli scienziati sono riusciti a gestire con successo il modo di operare nelle due sfere, perché hanno considerato ogni sistema nella
sua rispettiva validità e contesto.
Si prenda ora il contrasto tra il sistema di medicina orientale e quello occidentale. L’atteggiamento occidentale verso la salute e la cura si muove verso tracciati
diversi rispetto a quelli seguiti dalla medicina orientale - dove la prima enfatizza i
germi, la chimica corporea e il funzionamento neurologico (tra le altre cose) e la seconda mette l’accento sui “meridiani”, gli “elementi” e gli squilibri energetici. Tuttavia, l’esperienza dimostra che entrambi i sistemi hanno le loro applicazioni e la loro
efficacia - per esempio, si può scegliere di curare il mal di testa sia con l’aspirina sia
con l’agopuntura.
Allora, come possono due sistemi essenzialmente diversi gestire gli stessi fenomeni e giungere ad intuizioni ugualmente valide? La risposta è semplice dal punto
di vista esoterico: ci sono modi diversi per tagliare la stessa torta archetipica. Come
una grande opera letteraria, il nostro è un mondo inserito in dimensioni e significati
multipli; per tale motivo, lo stesso fenomeno potrebbe prestarsi a molteplici interpretazioni e metodologie, ognuna delle quali estrae dati strutturati in modo ugualmente accettabile. Ricordate la nostra precedente analogia del mal di testa che può
essere curato dall’aspirina ma anche dall’agopuntura. Qual è il sistema giusto? Entrambi - presi nel loro contesto.
Si potrebbe applicare lo stesso concetto alla nostra comprensione del firmamento. Lo schema delle stelle e dei pianeti può essere avvicinato da prospettive diverse, ognuna delle quali deduce tipi differenziati di informazioni. Per tale motivo,
una carta natale redatta da un astrologo vedico che usa l’approccio siderale è in
grado di ricavare informazioni perfettamente valide, mentre un astrologo che usi il
sistema tropicale potrebbe desumere un tipo diverso di informazioni, ma ugualmente corretto. In breve, i meriti di un sistema non sminuiscono necessariamente
quelli di un altro - malgrado quello che possono dire i fondamentalisti di ognuno di
loro.
Quale Zodiaco?
Argomento
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DIAGRAMMA 2
Sovrapposizione simbolica
Che dire dei problemi interpretativi sollevati da questa duplice situazione? Pensate
al dilemma, citato prima, derivante dai pianeti che si troverebbero in segni addirittura contrastanti a seconda dei sistemi usati; per es., Venere posta simultaneamente
nel tropicale Ariete e nel siderale Pesci. Sicuramente, è un oltraggio al buon senso
pensare che i due segni siano in grado di agire nello stesso tempo - non è vero?
Con grande sorpresa di qualcuno, il simbolismo “composito” di questo genere
fa parte della merce offerta dall’astrologia come viene praticata dalla maggior parte
di noi. Prendete il concetto tradizionale dei segni e il loro rapporto con le case. Secondo la reggenza “naturale”, l’Ariete viene largamente associato alla 1a casa con la
quale ha un’innata affinità. Eppure, nell’ambito di un oroscopo, l’Ariete potrebbe essere collocato in una qualsiasi delle dodici case, talvolta persino in una casa con
un’energia zodiacale completamente diversa, come la 12a o la 4a. Ne risulterebbe
una grande diversità di significato e di qualità che riproporrebbe lo stesso problema
dello zodiaco siderale contro quello tropicale.
Come risolvere tale apparente contraddizione? In genere, imparando semplicemente a leggere tali fattori come una complessa miscela di energie - per es., so-
50
Quale
Argomento
Zodiaco?
vrapponendo il fuoco estroverso dell’Ariete alla tipologia più introversa e “dietro le
quinte” della 12a casa. In questa particolare situazione, un individuo potrebbe pertanto esprimere le appassionate energie arietine in modo più segreto e coperto,
forse anche nell’ambito di qualche istituzione o nello studio di materie spirituali. Il
punto è che, una volta preso in considerazione l’insieme combinato di tutti gli elementi offerti dall’astrologia - case, segni, pianeti ed aspetti - un singolo oroscopo
può assumere molti significati secondari oltre quello primario.
Suggerirei di procedere nello stesso modo per comprendere i due zodiaci. 2000
anni fa, quando si trovavano perfettamente allineati, ogni segno esprimeva le sue
qualità uniche allo stato relativamente “puro” e non contaminato, simile ai colori
primari dello spettro. Tuttavia, appena lo zodiaco tropicale incominciò a scivolare
lentamente contro lo sfondo delle costellazioni, ognuno dei dodici segni aggiunse
gradualmente un livello di significato che rifletteva tale sovrapposizione. Il risultato
è che un nativo di 2000 anni fa con il Sole in Toro avrebbe espresso tale energia in
modo più diretto, perché il suo Sole sarebbe stato in quel segno secondo entrambi i
sistemi. Invece, attualmente, 2000 anni più tardi, l’enfasi oroscopica sul Toro tropicale (cioè, entro i 23°) avrebbe una coloritura arietina in aggiunta, e dovrebbe essere interpretata in tal senso.
Un caso di sovrapposizione simbolica: Il Gladiatore di Ridley Scott.
Coloro che hanno familiarità con i miei precedenti articoli apparsi sul TMA sanno
che uso spesso esempi mutuati dal cinema per illustrare principi astrologici. In tale
contesto, richiamerei l’attenzione sul sensazionale film di Ridley Scott, Il Gladiatore,
con Russel Crowe. Questo film fu messo in circolazione su tutto il territorio nazionale nel maggio del 2000, esattamente quando nel Toro tropicale si verificava un
allineamento planetario maggiore. Il fascino del simbolismo del film risiede nel fatto che esso sia riuscito ad esprimere contemporaneamente le qualità di entrambi gli
zodiaci - del Toro secondo il sistema tropicale e dell’Ariete secondo la prospettiva
siderale.
Per esempio, si rifletta sulle forti qualità taurine di questo film d’arte - colori
sensuali; strutture monumentali; sequenze color seppia e l’enfasi ricorrente sull’agricoltura e la terra, mentre il gladiatore fa scorrere ripetutamente manciate di terra e di grano tra le dita nei momenti chiave; senza contare le scene toccanti della
sua sincera devozione alla famiglia e alla divinità. D’altra parte, il film mostra il suo
volto arietino nelle scene sanguinarie sul campo di battaglia e nell’arena. In breve,
sulla traccia della stessa storia, troviamo correnti parallele che esprimono il simbolismo archetipico dei due segni adiacenti.
Applichiamo, adesso, lo stesso approccio ad un esempio di astrologia mondiale
- il disastro dell’11 settembre nel World Trade Center. Da un lato, l’accento sulle
strutture “gemelle” riflette chiaramente la presenza di Saturno nel Gemelli tropicale; dall’altro, questo complesso di edifici è un importante simbolo del commercio
Quale Zodiaco?
Argomento
51
e del potere corporativo - riflesso ugualmente chiaro di Saturno nel Toro siderale.
Ad un livello più personale, potrei citare molti esempi che mostrano l’influenza simultanea di entrambi i sistemi zodiacali. Si prenda Adolf Hitler, nato il 20 aprile
1899. Durante la giovinezza era un aspirante artista ed era descritto da molti come
persona dotata di considerevole fascino e sex appeal - una conseguenza del Toro
tropicale. Tuttavia, egli divenne uno dei più noti combattenti della storia - una
chiara indicazione dell’Ariete siderale. Anch’io ho percepito l’influsso dei due zodiaci
lungo il corso della mia vita: secondo l’astrologia tropicale, il mio Sole, Mercurio e
Venere si trovano in Gemelli; col sistema siderale, gli stessi pianeti sono posizionati
in Toro. Non può destare sorpresa che gran parte della mia vita adulta sia stata
caratterizzata da un curioso oscillare tra la professione di scrittore (Gemelli) e l’arte
(Toro).
Esempi come questi suggeriscono che entrambi i sistemi zodiacali esercitano
davvero un’influenza sulle nostre vite. Ma non prendetemi in parola - provatelo voi
stessi. Avete una configurazione importante in un segno secondo il sistema tropicale, che si trova collocata in un altro segno secondo quello siderale? Riflettete su come essa esprimerebbe il suo simbolismo nel segno adiacente, o anche come potrebbe operare in veste di combinazione simultanea di quelle qualità, analogamente alla
giustapposizione segno/casa citata in precedenza.
Un’area di ricerca particolarmente promettente sarebbe quella focalizzata su
oroscopi individuali che mostrino un allineamento planetario drammatico in un segno secondo gli standard tropicali, ma completamente diverso se considerato dal
punto di vista siderale. Come esempio, conoscete qualche “Leone multiplo” con Sole, Luna, Ascendente nel segno? Presumendo che tali fattori non siano posizionati
nei gradi finali (dove l’enfasi del segno sarebbe uguale per entrambi i sistemi), essi si
troverebbero collocati nel Cancro secondo l’ottica siderale - un tipo di energia
estremamente diversa da quella dell’infocato Leone. Il duro contrasto tra questi segni rende più facile scoprire quale sistema risulta più forte. Per esempio, l’individuo
in questione ha il comportamento orgoglioso che spesso si riscontra quando l’AS è
Leone? O riflette piuttosto le qualità di riserbo associate con il Cancro, fino al viso
arrotondato e gli occhi sporgenti?
Zodiaci diversi - Diversi significati?
Tutto questo pone la questione se i due zodiaci posseggano qualità di significato
diverse. Per esempio, potrebbe uno zodiaco riferirsi maggiormente al temperamento
di una persona e l’altro all’atteggiamento spirituale? Secondo alcuni, la prospettiva
geocentrica (basata sulla Terra) dell’astrologia tropicale sembrerebbe più adatta alle
sottigliezze della psicologia individuale mentre la prospettiva cosmica del sistema
siderale risulterebbe più conforme alla comprensione spirituale della materia karmica. Tuttavia, finché non saranno intraprese ulteriori ricerche in questa direzione, noi
possiamo soltanto fare delle congetture.
52
Quale
Argomento
Zodiaco?
Sull’emisfero australe
A sud dell’equatore, le stagioni sono esattamente rovesciate – il primo giorno di
primavera a New York diventa il primo giorno di autunno a Sidney, Australia. Questo significa forse che l’ordine naturale dello zodiaco tropicale è rovesciato per coloro che vivono alle latitudini meridionali? La mia esperienza (e quella di molti colleghi con i quali ne ho discusso) indica che non è così – lo stesso zodiaco tropicale
viene applicato in entrambi gli emisferi. Com’è possibile? La risposta non è facile,
ma potrebbe riferirsi all’eventuale predominio archetipico del nord sul sud. Per analogia, noi umani siamo esseri bipolari, con un sopra ed un sotto riferibili al nostro
corpo, tuttavia, l’aspetto dominante della nostra coscienza sembra risiedere principalmente nella metà superiore del corpo piuttosto che nei piedi o le gambe. Se si
applica lo stesso principio alla Terra, questo potrebbe spiegare perché l’orientamento zodiacale sperimentato dalle latitudini settentrionali caratterizza la coscienza
dell’intero pianeta. (Nota dell’editore: in un prossimo numero di TMA, speriamo di
presentare la prospettiva di un astrologo dell’Emisfero Sud).
Ray Grasse è un Editore associato del The Mountain Astrologer. È autore di The
Waking Dream (Quest, 1996) e di Signs of the Times (Hampton Roads, Aprile 2002),
uno studio sulla storia moderna e sull’emergente Era dell’Acquario. Pratica astrologia e può essere raggiunto al (630) 933-8519, o per e-mail [email protected]
Vittorio Ruata ci segnala il cordoglio di tanti soci della Capitale
per la improvvisa scomparsa di LUIGI PETRONE, Cavaliere
del Lavoro al merito della Repubblica, un amico oltre che
esperto cultore dell’astrologia tradizionale.
Fondatore del “gruppo astrologico del mercoledi” e redattore
della rubrica astrologica sul periodico “Terra nostra” della Associazione fra i Ciociari, si e’ sempre prodigato con disinteresse
nel dispensare saggi consigli astrologici e nell’insegnamento
della materia.
Il CIDA si associa alla Delegazione Romana nel sentito e affettuoso ricordo, memore anche dell’aiuto e della collaborazione
prestata da Petrone in più di un’occasione.
Quale Zodiaco?
Argomento
53
RAY GRASSE
ZODIACI IN LOTTA
UNO ZODIACO È PIÙ “REALE” DELL’ALTRO?
TRADUZIONE DI ANGELA CASTELLO
L.A. 128-232
Mi è capitato di avere una conversazione con un entusiasta assertore dell’astrologia
vedica sui meriti relativi al sistema zodiacale tropicale ed a quello siderale. Quando
gli chiesi perché preferisse lo zodiaco siderale a quello tropicale, rispose: “Perché è
basato sulle stelle reali. Ti basta uscire ed osservare le costellazioni che uso mentre
redigo un tema natale. Quando dico Venere in Pesci, intendo davvero che Venere si
trova in Pesci. Invece, l’astrologia tropicale è una costruzione intellettuale proiettata nel cielo. Con il dovuto rispetto, non ha alcun fondamento empirico ed osservabile - è completamente soggettiva.”
Un momento, non corriamo troppo. Lo zodiaco tropicale possiede davvero una
dimensione fortemente simbolica, ma dobbiamo renderci conto che, alla sua maniera, lo zodiaco siderale è altrettanto simbolico e “soggettivo” quanto quello tropicale. Come? Facciamo qualche considerazione.
Per prima cosa, analizziamo i significati basilari assegnati da questi astrologi
alle varie costellazioni, essenzialmente simili a quelli usati dagli astrologi tropicalisti. Dove risiedono esattamente tali caratteristiche nella realtà concreta? E come si
andrebbe in giro per “vederle”? Con un telescopio? Provate a dirlo ad un astrologo
tradizionale. Sia che parliamo delle regali qualità del Leone, di quelle sensuali dello
Scorpione, o di qualsiasi altra qualità associata ai dodici segni, noi stiamo osservando tipologie di natura interamente simbolica, percettibili soltanto attraverso una
conoscenza di tipo metaforico piuttosto che mediante una strumentazione rigorosamente razionale o scientifica.
Nello stesso modo, proviamo a considerare la divisione dodicesimale dello zodiaco utilizzata sia dai tropicalisti sia dai sideralisti. Come hanno sottolineato gli
scettici, questa è una costruzione essenzialmente arbitraria perché non esiste una
base reale di necessità per l’esistenza di soli dodici segni. Dopo tutto, perché non ripartire il cielo stellato in settori contenenti 4, 25, o 36 costellazioni? Persino l’astrologia vedica usa contemporaneamente diversi metodi di divisione zodiacale, incluse
54
Quale
Argomento
Zodiaco?
le “Dimore lunari” o nakshatra. Un sistema che definisca l’altro simbolico o semplicemente una “costruzione mentale” mi sembra un po’ come il proverbiale: senti chi
parla.
A questo punto sorge un problema ancora più importante: contrariamente a
ciò che molti astrologi presumono, le stesse costellazioni non sono uguali - alcune
sono più grandi di altre. Perché è importante? Perché, in un oroscopo siderale, Venere può presentarsi come se fosse negli ultimi gradi dell’Acquario; tuttavia, se voi
andaste effettivamente fuori a guardarla, potreste scoprire che si trova nei primi
gradi dei Pesci. Conclusione: persino gli astrologi sideralisti usano collocazioni planetarie in segni che non corrispondono alla realtà fisica..
Non si vuole argomentare pro o contro la validità relativa ad uno dei due sistemi; si sottolinea soltanto che entrambi sono profondamente simbolici in essenza e
basati su principi archetipici di consapevolezza, piuttosto che su proprietà oggettivamente misurabili. In breve, se vogliamo scegliere di discutere sulla superiorità di
un sistema sull’altro, il dibattito dovrà basarsi su altre motivazioni.
Chi volesse associarsi al dibattito può andare al: www.mountainastrologer.com
(da The Mountain Astrologer, n.102, aprile/maggio 2002)
È in arrivo l’ultima versione di EXPLORER del
nostro amico Piercarlo Caratti, in linea con gli ultimi
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Quale Zodiaco?
Argomento
55
BRUCE SCOFIELD
IL GRANDE DIBATTITO ZODIACALE
TRADUZIONE DI ANGELA CASTELLO
L.A. 128-233
Il contrasto fra i due zodiaci è ancora irrisolto, sarà mai risolvibile? O è solo questione di modalità e prospettive?L’unica cosa certa, secondo l’autore, è che non vi
sono certezze. E che, forse, l’ultima parola spetta alla ricerca.
I critici dell’astrologia spesso dichiarano che gli “astrologi” - un gruppo generico che include dilettanti, studenti qualificati e astrologi praticanti - sono disinformati circa l’esistenza di due zodiaci. Essi potrebbero aver ragione sui primi ma certamente non sugli altri due sottogruppi. Non ci sono scuse per chiunque si fregi
oggigiorno del titolo di “astrologo” ed ignori l’esistenza di questo complesso problema. Almeno negli ultimi 40 anni, molti testi astrologici qualificati hanno rivolto la
loro attenzione al dibattito tropico-siderale. Ma quali sono esattamente le differenze tra questi due zodiaci, soprattutto in ordine all’analisi simbolica? Purtroppo, questo argomento non è stato esaurientemente trattato, così ci troviamo ancora con
una profonda ed irrisolta controversia che ossessiona la nostra area di studio.
Il grande astrologo Giovanni Keplero aveva la soluzione per questo problema.
Egli sostanzialmente abbandonò lo zodiaco e costruì il suo sistema astrologico intorno agli aspetti tra pianeti. Credeva, infatti, che lo zodiaco in sé fosse un esercizio
di geometria umana che serviva in primo luogo ad aiutare la memoria degli astrologi mentre calcolavano gli aspetti. All’argomento che lo zodiaco riflette il ciclo delle stagioni, rispondeva: “Nessun esperimento dimostra che i dodici segni siano ripartiti qualitativamente - specialmente se si tiene conto del fatto che, nell’altra zona temperata (cioè, Emisfero Sud), i segni che ci riscaldano dovrebbero essere considerati freddi, e viceversa.” Un altro antico astrologo-scienziato, John Goad, seguì
Keplero sulla stessa strada. Nel tardo 17° secolo, Goad pubblicò uno studio molto
completo di astrometeorologia che fondamentalmente ignorava i segni dello zodiaco. Ma la tradizione dello zodiaco tropicale persisteva, e le riforme di Keplero furono, alla fine, dimenticate.
Negli ultimi anni ‘60, ho scoperto un movimento di astrologi occidentali interessato alla restaurazione dello zodiaco siderale. L’astrologo irlandese Cyril Fagan
aveva iniziato la moderna tradizione “sideralista” negli ultim anni ‘40; in diverse
56
Quale
Argomento
Zodiaco?
pubblicazioni, egli si batté strenuamente per affermare il ruolo delle stelle fisse nella organizzazione della struttura zodiacale. Aveva attratto un piccolo e articolato
gruppo di seguaci che includeva Brig. R.C. Firebrace, Donald Bradley, e Rupert Gleadow, ognuno dei quali morì nel 1974, quattro anni dopo la sua stessa morte. Bradley era un serio ricercatore che pubblicò numerosi studi scientifici di astrologia. Tali
ricerche, con sua grande soddisfazione, dimostravano che le stelle fisse Aldebaran e
Antares erano posizionate rispettivamente al 15° del Toro e dello Scorpione, e collocavano la stella fissa Spica al 29° della Vergine. Le stelle che sembrano fissare (cioè,
definire la struttura del) lo zodiaco siderale sono chiamate stelle di riferimento (2).
American Astrology - forse la migliore rivista astrologica dell’epoca (ed ancora
pubblicata) - aveva a lungo sostenuto gli astrologi sideralisti e spesso stampato gli
articoli dei più preminenti fra essi. Io ne ero affascinato, così incominciai ad interessarmi di questa branca dell’astrologia, leggendo Fagan e Gleadow e poi affrontando
il libro di Bradley sulle rivoluzioni solari e lunari. Mi tuffai nei calcoli manuali di rivoluzioni solari, rivoluzioni trimestrali, e semi-rivoluzioni sia nello zodiaco tropicale
che siderale. La metodologia di Bradley non implicava l’interpretazione dei segni;
era basata essenzialmente sull’angolarità dei pianeti al momento di rivoluzione.
Perciò, non c’era bisogno di fare conversioni dallo zodiaco tropicale a quello siderale; bastava soltanto tenere presente la precessione. Calcolando tutte queste rivoluzioni nei due sistemi ho scoperto che funzionavano entrambi - ma non necessariamente nello stesso tempo. Per molti anni, seguìi da vicino una serie di rivoluzioni
lunari in entrambi gli zodiaci. Per lo più, le rivoluzioni dello zodiaco tropicale sembravano descrivere gli eventi meglio di quello siderale. Ma, ogni tanto, erano le rivoluzioni siderali a simboleggiare chiaramente gli eventi stessi. La mia confusione
aumentò.
Alcuni anni più tardi, mi imbattei in A. H. Blackwell, un famoso sideralista, e
ben presto diventammo amici. A. H., come era conosciuto da molti, pensava di avere uno stellium in Bilancia - nello zodiaco siderale. Tuttavia questo stellium diventava Scorpione in quello tropicale. Sebbene mi arrovellassi il cervello, non riuscii
mai a vedere qualcosa in lui che assomigliasse anche da lontano alla Bilancia.
Intorno a quel periodo, incominciai anche ad esplorare quella che allora veniva
denominata astrologia indiana. Tutti sappiamo che il sistema vedico usa una o l’altra versione dello zodiaco siderale - le leggere divergenze tra queste versioni dipendono dall’ayanamsha (la differenza in gradi tra lo zodiaco tropicale e quello siderale) che si usa. Dopo aver letto una quantità di testi su questo sistema, mi sembrò
evidente che l’astrologia vedica, piuttosto che dare rilievo alle intuizioni psicologiche, si interessava maggiormente degli eventi.
Che cosa sta realmente accadendo?
Poiché nessuno tra i sostenitori occidentali od orientali dello zodiaco siderale aveva
scavato profondamente nelle sottigliezze e nelle dinamiche della personalità uma-
Quale Zodiaco?
Argomento
57
na, incominciai a studiare Dane Rudhyar. Ebbi la fortuna di ascoltarlo in persona
uno o due anni prima che morisse. Secondo me, Rudhyar rimane l’astrologo più importante del 20° secolo. Aveva sempre qualcosa di intelligente da dire su qualsiasi
problema astrologico, incluso quello tropico-siderale. Egli scrisse che lo zodiaco siderale, cioè quello basato sulle costellazioni, era un prodotto della capacità psichica
umana di creare miti. Le costellazioni (raggruppamenti di stelle) sono le tracce di
un’età più antica che vide il sorgere dell’agricoltura, ma non sono rilevanti nell’epoca attuale. Egli deprecava che entrambi gli zodiaci usassero gli stessi nomi per la divisione in dodici del cerchio annuale, e considerava lo zodiaco tropicale come la
struttura più adatta per inquadrare l’evoluzione del genere umano. Inoltre, Rudhyar
pensava che la cosiddetta precessione dello zodiaco avrebbe dovuto essere vista in
modo completamente diverso: le costellazioni avrebbero dovuto essere concepite
come se si muovessero in avanti attraverso lo zodiaco tropicale, proprio come fanno i pianeti. Di conseguenza, si dovrebbe dire che, attualmente, la costellazione dei
Pesci sta procedendo attraverso il segno dell’Ariete (3).
Per molti anni mi sono chiesto: come mai persiste l’idea che i segni siderali
dello zodiaco funzionino in realtà indipendentemente da quelli dello zodiaco tropicale? La mia risposta implica il concetto che molte persone non siano capaci di
pensare in maniera chiara e netta sulla tipologia zodiacale, cioè sulle differenze
personali. D’altra parte, ho sempre immaginato che qualsiasi sistema astrologico
potesse sopravvivere finché fosse stato in grado di fornire qualcosa di utile - cioè,
metodologie previsionali - che non ha niente a che vedere con i segni. Ho anche
osservato che molti esperti in astrologia tecnica non sono ugualmente abili nel gestire le interpretazioni personali, e viceversa. Ciò si riferisce al fatto che gli astrologi
sideralisti da me incontrati tendevano ad essere astrologi tecnici. Perciò, per anni,
ho utilizzato la mia sensazione di una generica mancanza di autoconoscenza e intuizione psicologica da parte dei sideralisti come un’ opportuna base logica per
spiegare perché il dibattito tropico-siderale sia andato avanti per così lungo tempo.
Ancora oggi, credo che tanti non sappiano come osservarsi obiettivamente. Allora, come si procede? Senza dubbio, c’è un ragionevole numero di ottimi astrologi
che hanno un eccellente insight sulle facoltà umane. Questo gruppo - se potesse
venire selezionato in maniera appropriata - costituirebbe un ambiente ideale per un
qualche tipo di ricerca che contrappone i due zodiaci. Santo cielo, questo sa proprio
di elitarismo! (Però, ammettiamolo, non tutti possono suonare la chitarra come Jim
Hendrix). Curiosamente, qualche collega pensa che la faccenda sia già sistemata.
Scommetto che ci sono in giro astrologi che affermano di conoscere esattamente le
differenze tra i due zodiaci. Naturalmente, metterei in dubbio tali affermazioni. Forse questi astrologi stanno pubblicizzando la loro interpretazione con un semplice
bluff, allo stesso modo di quei predicatori che espongono le loro leggi morali basate
interamente sulle antiche scritture? Chi può davvero sapere con assoluta certezza
che lo zodiaco siderale è un codice di sviluppo spirituale o che lo zodiaco tropicale è
la chiave per tutto ciò che ci accade sulla Terra?
58
Quale
Argomento
Zodiaco?
Bene, grazie ad Urano, non ho ancora l’autorità per esprimermi su questo spinoso soggetto! Sebbene, in genere, sia d’accordo con Rudhyar. Eppure, ci sono altri
studi: l’opera di Donald Bradley non dovrebbe essere ignorata, ed essa sostiene un
tipo di influenza astrologica orientata sulle stelle fisse. Qualche volta la correzione
precessionale sembra che funzioni con le carte di rivoluzione - secondo me, almeno. Molto tempo fa, Robert Hand suggeriva che la correzione precessionale poteva
anche essere applicata ai transiti. Ma tale correzione è una cosa. Uno zodiaco zodiacale separato con una interpretazione dei dodici segni molto simile a quella dello
zodiaco tropicale (e con gli stessi nomi) è un problema molto più grande. Personalmente, io posso permettermi di lasciar correre ed andare avanti con la mia vita. Il
mio Sole natale si trova negli ultimi gradi del Cancro, perciò io resto Cancro qualsiasi prospettiva venga usata. Per fortuna!
NOTE E REFERENZE
1
2
3
JOHANNES KEPLER, Kepler’s Astrological Excerpts, trad. Ken Negus, Princeton, NJ: Eucopia, 1987, p.11.
Vedi CYRIL FAGAN, Astrological Origins, (St. Paul, MN: Llewellin Publications, 1971) e The Solunars
Handbook (Tucson, AZ: Clancy Publications, 1970). Vedi anche RUPERT GLEADOW, The Origin of the
Zodiac, New York: Castle Bookks, 1968.
Vedi DANE RUDHYAR, Birth Patterns for a New Humanity, the Netherlands: Servire-Wassenaar, 1969,
pp.85 ss. (Nota: questo libro è stato in seguito ripubblicato con il titolo Astrological Timing.)
Bruce Scofield, C.A., NCGR, è un astrologo praticante, conferenziere, ed autore di
diversi libri astrologici. La sua ultima opera è The Circuitry of the Self: Astrology
and the Developmenteal Model. Ha scritto inoltre tre libri sull’astrologia mesoamericana. Per ulteriori informazioni su di essa, si visiti il suo sito web
www.onereed.com. Può essere contattato al: P.O. Box 561, Amherst, MA01004, (413)
253-9450, o attraverso il suo sito Web.
(da The Mountain Astrologer, n.102, Aprile/Maggio 2002)
Per il Convegno romano di ottobre le iscrizioni
sono al completo.
Si consiglia di non presentarsi senza precontattare
la Segreteria del Convegno
59
RIFLESSIONI
E PROPOSTE
310 – I canti astrosciamanici
320 – Predizioni, previsioni
e… presensazioni
330 – Lilith nel nostro tempo
350 – Sogni d’astrologo
370 – Amore, amore, amore…
ma di quale amore parliamo?
60
RiflessioniArgomento
e proposte
FRANCO SANTORO
I CANTI ASTROSCIAMANICI
L.A. 128-310
L’astrosciamanesimo è un sistema di ricerca spirituale, finalizzato ad espandere la
percezione della realtà attraverso l’integrazione delle conoscenze sciamaniche con
quelle derivate dall’astrologia esoterica, dalle scuole misteriche occidentali e dai
processi attuali di trasformazione della coscienza umana.1 L’astrosciamanesimo
considera una serie di strumenti intesi a guidarci in un viaggio interiore ed a tradurre l’astrologia in un’esperienza diretta. Si tratta di un ritorno alle origini del linguaggio astrologico, inteso come strumento sciamanico di dialogo e comunione
con le forze dell’universo. Uno tra i numerosi metodi di lavoro dell’astrosciamanesimo riguarda l’impiego di specifici canti abbinati all’energia dei pianeti o dei segni
zodiacali. La caratteristica principale di questi canti è di favorire la liberazione e la
trasformazione di stati di malessere o rancore e di facilitare la percezione degli
aspetti unitari e non ordinari della realtà.
Un canto astrosciamanico non ha nulla a che vedere con l’essere intonato o
con qualunque altra forma d’emissione vocale secondo le convenzioni della musica
ordinaria. In questi canti non ci sono stonature e non si tratta di aderire a modelli
particolari. Ciò che conta è mantenere una condizione di canale consapevole, libera
da alcun giudizio o controllo, intesa a rilasciare ogni energia che è disponibile al
passaggio. Durante la pratica del canto lascio uscire tutto ciò che nel mio essere
non trova espressione a causa delle limitazioni dei linguaggi ordinari. E’ un momento solenne e gioioso in cui mi collego con i miti più antichi del pianeta e lentamente sciolgo i mostri delle paure quotidiane.
I suoni del canto possono corrispondere sia a parole conosciute sia apparentemente incomprensibili o prive di senso. Talvolta la loro natura è così antica da rendere impossibile qualsiasi operazione di spiegazione o traduzione secondo i canoni
dei linguaggi contemporanei. Anche se può essere avvincente per la mente, è preferibile non indugiare sul significato delle parole. In molti casi non si tratta nemmeno
di parole. Laddove le parole hanno una natura simbolica e servono a comunicare un
significato, i suoni dei canti astrosciamanici sono spesso già di per sé il significato.
E’ la loro stessa vibrazione sonora che trasmette l’energia e consente di avere l’esperienza diretta priva della mediazione simbolica delle parole. Lasciando uscire con
spontaneità la voce, senza più censure e timori, ritrovo via via il linguaggio universale della mia identità multidimensionale. In questo modo riprendo a dialogare con
le parti più profonde del mio essere e ad estendere le possibilità di comunicazione
Riflessioni e proposte
Argomento
61
con gli esseri umani, animali, vegetali, minerali e con ogni altra forma di vita di
questo e altri spazi o pianeti.
Alcuni canti sono trasmessi unicamente dagli sciamani e richiedono una specifica iniziazione. Molti altri appartengono al patrimonio pubblico delle tradizioni spirituali della Terra e sono facilmente accessibili attraverso registrazioni sonore e libri.
Altri ancora emanano direttamente dal mondo interiore e si manifestano durante i
viaggi e le visioni o nascono spontaneamente durante la pratica del canto ed in
particolari momenti della vita quotidiana. Molti sciamani considerano i canti come
entità viventi provenienti da altri mondi e dimensioni con lo scopo di guarire e riportare la consapevolezza dell’unità dell’esistenza.
I canti principali impiegati nell’astrosciamanesimo comprendono i ProvOrdo
Etnai Korah (Canti del Cerchio del Sacro Cono) e le Scale Planetarie. I Canti del Cerchio del Sacro Cono sono il risultato di viaggi sciamanici o multidimensionali e del
lavoro diretto con gli Spiriti Totem (gli archetipi di base del lavoro astrosciamanico).
Essi attivano il campo energetico o la consapevolezza rappresentata da ciascun Settore o segno zodiacale. Il loro effetto è potente, specialmente quando il canto viene
praticato in gruppo. In questa tradizione ciascun Settore viene identificato con il
nome di uno Spirito Totem. L’energia dei Settori può essere stimolata, equilibrata e
trasformata cantando il nome del corrispondente Spirito Totem. La struttura tradizionale di questi canti consiste nella ripetizione del nome di un dato Spirito Totem
seguito dal termine Sadoh, che può essere tradotto come Guida.
Il sistema delle scale planetarie, trasmesso dal channeler Andrew Ramer e dall’astrologa Donna Cunningham,2 consiste in una serie di canti e colori abbinati a
I 12 Settori e Spiriti Totem del “Sacred Cone Circle”
SETTORI
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
SEGNI
Ariete
Toro
Gemelli
Cancro
Leone
Vergine
Bilancia
Scorpione
Sagittario
Capricorno
Acquario
Pesci
PIANETI
Marte
Venere, Terra
Mercurio
Luna
Sole
Mercurio, Asteroidi
Venere
Plutone, Marte
Giove
Saturno
Urano, Saturno
Nettuno, Giove
SPIRITI TOTEM
Kahe Pahe
Rata Sahe Pah
Mahe Rahe Tahe
Quiushade
Surahim Tahe
Kahesepoh Sadeh
Ataherah
Harassadoah
Nivaya Sadhu
Sauter Kitaya
Uriah Tapeh
Taepeh
COLORI
Rosso
rosso-arancione
arancione
arancione-giallo
Giallo
giallo-verde
Verde
verde-blu
Blu
blu-viola
Viola
viola-rosso
62
RiflessioniArgomento
e proposte
ciascun pianeta astrologico. Questi canti hanno radici molto antiche e possiedono
talvolta affinità con le sonorità di varie tradizioni sciamaniche. La loro funzione è di
emettere vibrazioni che consentono l’attivazione di livelli energetici molto elevati.
L’effetto è potente e si manifesta attraverso il riequilibrio e l’integrazione delle caratteristiche del pianeta cui si riferisce.
Lo scopo essenziale di questo sistema di canti è di sviluppare la capacità di
muovere l’energia dalle sue espressioni più basse a quelle più elevate. L’uso regolare
dei canti planetari, consente inoltre di allargare la propria sfera di consapevolezza,
di distinguere i vari stati della coscienza e di avere esperienze sempre più frequenti
delle loro manifestazioni più elevate.
Può sembrare strano, ma nella pratica delle scale planetarie, il requisito per
raggiungere i livelli superiori consiste nell’investire il massimo di energia nell’espressione di quelli inferiori. Si tratta di essere disposti ad andare incontro a rancori
e paure, di riconoscere con coraggio che essi sono frutto di una nostra creazione, di
lasciarli finalmente uscire dalla prigione in cui li abbiamo rinchiusi, di liberarli facendoli passare senza ostruzioni attraverso il corpo e la voce. Con le scale planetarie, non si raggiunge il positivo o la guarigione ignorando, reprimendo o andando
oltre il negativo, ma concentrando e attirando totalmente l’energia più bassa per
poi spingerla gradualmente in alto. E’ essenziale entrare pienamente nell’essenza
sottile della frequenza più grossolana, perché è proprio questa a fornire l’energia
necessaria per lo sblocco e il raggiungimento delle vibrazioni elevate.
Per esempio, Marte rappresenta qui il sistema energetico di difesa: la forza che
permette di proteggere l’organismo e di affermarsi nella vita quotidiana. Nel caso di
questo pianeta, uno dei livelli più bassi è rappresentato dall’espressione pura ed incontrollata della rabbia. Anche se le società recenti ne hanno fatto un tabù, la rabbia è di per sé un’emozione inevitabile nella dimensione ordinaria dell’esistenza: la
conseguenza che nella vita non sempre posso avere o fare quello che voglio. Purtroppo, oggigiorno, esistono talvolta difficoltà ad esprimere in modo autentico
quest’emozione e, di conseguenza, l’energia generale non scorre liberamente, il sistema immunitario s’indebolisce e le espressioni più elevate di Marte (coraggio,
chiarezza, devozione, energia) vengono meno.
Il primo passo, quindi, in una scala planetaria per Marte, è di mobilitare la rabbia. Ovviamente, questo non significa che bisogna scaricarla addosso a qualcuno e
sentirci così liberati delle emozioni represse. Qui si tratta di agire con responsabilità
e consapevolezza e di praticare le scale in un contesto rituale, senza arrecare il minimo danno a se stessi o ad altri.
Per ogni scala, sono usati i canti dei rispettivi pianeti ed un’apposita struttura
composta di vari stadi. Questi stadi si riferiscono a variazioni di tonalità, od a distinti livelli d’espressione energetica, in una sequenza di crescita graduale dal basso
verso l’alto. Il canto è impiegato, prima di ogni variazione, per facilitare il passaggio
da un livello all’altro. Durante la pratica delle scale planetarie, si può rimanere seduti ed immobili, permettendo ad immagini, sensazioni ed emozioni di fluire interior-
Riflessioni e proposte
Argomento
63
mente secondo i contenuti di ciascuno stadio. Se si preferisce un’espressione più diretta, è possibile adottare una versione dinamica attraverso l’uso di movimento,
danza, drammatizzazione e musica.
L’intero gruppo dei canti può essere usato regolarmente per integrare e bilanciare le energie di tutte le forze. A questo riguardo, si usa una prospettiva eliocentrica che mira a rafforzare il ruolo del Sole nella sua componente superiore di intento di luce o espressione del potenziale divino. Nella pratica raggruppata dei canti, il Sole è il punto di partenza e si identifica con il corpo. Dopo il canto del Sole, da
cui emana l’intento, si passa a quello di Mercurio, percepito come un piccolo pianeta orbitante in prossimità del proprio corpo (il Sole). Venere si trova nelle immediate
vicinanze, mentre la Terra e la Luna sono a circa mezzo metro di distanza, e così via
fino ad arrivare ad Urano, Nettuno e Plutone, collocati molto più lontano o anche
fuori della propria stanza.
Per fornire un modello su come si sviluppano le scale planetarie, descrivo un
esempio relativo alla scala di Marte. Questa scala ed il suo canto, sono ideali da
usare quando ci si trova in situazioni di rabbia ed aggressività, o s’incontrano difficoltà nell’esprimere apertamente ciò che si vuole. La scala può essere impiegata anche quando ci si sente impotenti, deboli, repressi, impulsivi, tesi, prepotenti, incapaci a gestire avversioni e rancori verso chi ci circonda.
Il canto di Marte è Neizy Dey Ho Hi Mah, Neizy Dey Ho Hi Mah, Neizy Dey Ho
Hi Mah, Neizy Dey Ho Hi Mah, Kah Kah. La semplice pronuncia del canto è di per sé
sufficiente a richiamare energia quando mi sento stanco o ho bisogno di compiere
sforzi particolari, come per esempio sollevare dei pesi o salire una lunga scala
Per praticare la scala di Marte, all’inizio faccio alcuni profondi respiri o impiego
una qualsiasi tecnica che consente di entrare in uno stato di consapevolezza rilassata. Può essere utile disegnare il simbolo grafico di Marte e porlo dinanzi a sé. In
questa scala impiego il colore nero e lavoro con il corpo energetico in generale,
senza fare riferimento ad un chakra particolare.
Prima di procedere stabilisco l’intento. La fase dell’intento è un momento di
potere in cui esprimo la mia volontà di conoscenza e fornisco l’impostazione di base
per dirigere il canto. Chiarendo le mie motivazioni, creo un campo magnetico che
attrae le forze di cui ho più bisogno in quel momento. La definizione dell’intento
canalizza l’energia impiegata durante il canto e rappresenta la migliore garanzia per
ottenere una buona esecuzione.
Una volta stabilito l’intento, intono il canto di Marte. Il primo stadio della scala
è quello dello spegnimento e blocco totale dell’energia. Immagino l’aura oscura, pesante, incapace di ricevere e dare energia. La forza di Marte viene repressa internamente ed è impossibilitata a dare espressione ai propri desideri. Intravedo situazioni
in cui l’istinto di agire ed andare verso ciò che voglio viene mortificato da blocchi e
paure insormontabili. Il senso di soffocamento è totale e, nell’apparente stato di
rassegnazione esteriore, l’energia di Marte inizia disperatamente a muoversi al mio
interno. L’intensificazione massima di questa esperienza di blocco costituisce il con-
64
RiflessioniArgomento
e proposte
tenuto del primo stadio. Tale contenuto viene raccolto e concentrato in una sfera
per essere portato verso l’alto. Dopo poco, intono il canto di Marte. L’articolazione
del canto, in questo, come nei successivi stadi, segnala il consenso alla liberazione
di quanto è successo precedentemente e avvia il processo di trasformazione dell’energia. Una volta completato il canto, che può essere ripetuto anche più volte, mi
preparo per il prossimo stadio.
Il secondo stadio riguarda l’espressione incontrollata e violenta dell’energia.
Comincio ad evocare una situazione in cui ero pieno di rabbia. Inizio a percepire il
costante accumulo dell’energia di Marte, trattenendola sempre di più, come un
pneumatico gonfiato in eccesso e destinato inevitabilmente a scoppiare. Quando la
furia arriva al limite massimo, mi lascio totalmente esplodere. Permetto alla rabbia
di travolgermi: scalciando, urlando, muovendo i pugni, liberando qualunque cosa
vuole uscire. Se ho difficoltà, provo a recitare. Posso anche non esprimere nulla all’esterno e consentire alla rabbia di liberarsi internamente. L’importante è essere totali ed investire il massimo dell’energia in questo processo. Una volta arrivato al
culmine, mi fermo e comincio a muovermi lentamente nell’atto di raccogliere e
spingere verso l’alto l’energia che è stata liberata. Intono poi il canto procedendo
come sopra. Per stimolare il processo di trasformazione posso visualizzare la mia
aura soffusa di luce rossa, mentre una sfera di fuoco inizia ad avvolgerla, ruotando
e bruciando ogni residuo lasciato dalla fase precedente.
Il terzo stadio consiste in genere nell’espressione focalizzata dell’energia. Per
esempio, posso immaginare una situazione di accesa competizione: sport, arte marziale, duello, battaglia, lotta per la sopravvivenza. Sono totalmente presente e mi
accingo ad affrontare un confronto decisivo in cui vi sarà un vinto ed un vincitore.
Sento la voglia di avere la meglio sull’avversario. In questo caso posso anche visualizzare le proiezioni di persone reali della mia vita. Nell’ambito delle scale planetarie,
l’intero processo avviene all’interno del mondo interiore e le persone che immagino
sono intese solo ed unicamente come proiezioni. Ciò che faccio non può avere alcuna ripercussione sulla realtà di quelle persone. Le scale sono finalizzate a trasformare la percezione di ciò che considero essere la realtà. Se impiego questi strumenti
con rispetto e totalità, vi potranno essere cambiamenti radicali nella mia vita. Per
quanto clamorosi possano essere gli effetti, essi saranno unicamente frutto del mutamento della mia percezione e della relativa ripercussione all’esterno. Se mi assale
il timore di provocare danni effettivi alle persone esterne con cui mi confronto interiormente, posso ripetere più volte il suono tumah battendo ritmicamente le mani.
Con questo atto evidenzio che sto operando al mio interno, escludo radicalmente
qualsiasi intenzione di provocare alterazioni su altri esseri e, come ulteriore precauzione, creo uno strato di protezione sulle persone in questione.
Al termine del terzo stadio, porto al massimo l’energia competitiva di Marte,
poi mi fermo e nuovamente la raccolgo per proiettarla verso l’alto. Intono quindi il
canto. Visualizzo la sfera di fuoco che ruota liberamente nell’aura, luminosa e senza
ostruzioni.
Riflessioni e proposte
Argomento
65
Il quarto stadio è quello dell’espressione individuale e celebrativa dell’energia.
Per esempio, posso iniziare a muovermi, correre, danzare, sentendo un piacere enorme. Immagino di essere su una spiaggia meravigliosa. Sono solo con me stesso e
l’espressione intensa del mio fisico mi apporta benessere, eccitazione, gioia, euforia.
Arrivato al culmine di quest’energia, la spingo ancora al livello superiore ed intono
il canto.
Nel quinto stadio focalizzo ed esprimo creativamente l’energia in base ai miei
desideri individuali. Ora dispongo di energia pura e libera per iniziare qualcosa, per
fare ciò che ho sempre voluto. Sono pervaso dalla gioia di realizzare sogni e desideri, di partire finalmente e mettermi al lavoro. Tutta quell’energia che era prima bloccata dalla rabbia e dal rancore, ora è a mia disposizione. L’energia pura di Marte si
presenta a me, come un guerriero forte e coraggioso, e dichiara di essere al mio
completo servizio. A questo punto la uso per intraprendere quelle azioni che mi
consentono di realizzare ciò che voglio. Non importa se si tratta di desideri che possono sembrare egoistici. Al contrario è qui importante cercare di dare piena soddisfazione a ciò che considero essere il mio ego e dargli la possibilità di avere tutto il
potere che ha sempre cercato. Uno ad uno proclamo ad alta voce i miei desideri ed
osservo come si realizzano. Quando arrivo al culmine, raccolgo l’energia per spingerla ancora verso l’alto. Poi uso ancora il canto di Marte.
Il sesto stadio è quello dell’espressione focalizzata e creativa dell’energia in base ad un’identificazione più ampia. Ora il mio senso d’identità si estende a tutto il
pianeta. Sento l’energia che s’irradia all’esterno verso il mondo: le necessità ed i desideri più autentici del pianeta sono le mie. Uso l’energia di cui dispongo per costruire qualcosa di utile per la Terra, per prendere iniziative a favore del benessere
collettivo. Mi collego con il Centro del mio essere e lascio confluire in esso tutto ciò
che è dentro e fuori di me, sento che non esiste separazione e quanto incredibili ed
illimitati siamo tutti. Anche l’energia di questo stadio viene spinta verso l’alto, poiché ciò che io credo essere in connessione con scopi alti può rappresentare un processo di mistificazione dell’ego. Con quest’ultima offerta mi libero di tutto ciò che
sono in grado di produrre, sia nel bene sia nel male e mi rendo finalmente disponibile all’energia più elevata di Marte.
Dopo un ultimo canto di Marte, entro del settimo stadio: quello del ricevimento della benedizione. Ora sono ripulito e vuoto. La vera forza di Marte può arrivarmi
nella sua espressione più cristallina, riversandosi su di me, senza alcun sforzo. In
questo stadio è necessario solo essere disposti a ricevere. Rimango in silenzio, aperto e ricettivo e mi lascio investire dall’energia pura di Marte. Dopo aver ricevuto, ritorno lentamente allo stato vigile di coscienza. Riprendo contatto con l’ambiente, e
porto l’energia che ho riequilibrato nella mia realtà quotidiana.
Le scale planetarie possono essere impiegate ogni volta che c’è l’esigenza di
attirare l’energia di un pianeta o di trasformarla in una vibrazione più elevata.
Quando mi sento impaurito, scoraggiato, annoiato o mi trovo in qualsiasi altro tipo
di situazione spiacevole, la svolta radicale del processo di trasformazione ha inizio
66
RiflessioniArgomento
e proposte
allorché faccio un profondo respiro, assumo con dignità una postura eretta e faccio
uscire il suono del canto con l’intento di apportare un cambiamento alla condizione
in cui mi trovo. I canti sono uno strumento a disposizione a cui si può fare riferimento in qualsiasi momento e che può essere usato in vari modi. Oltre alle scale
planetarie, esistono infatti ulteriori applicazioni dei canti. I rosari planetari, ad
esempio, sono oggetti di potere finalizzati alla trasformazione delle energie dei pianeti e dei loro rancori. In breve, per rafforzare l’energia di un pianeta o trasformare
in modo armonico gli effetti negativi degli aspetti e transiti tra due pianeti, si costruisce una collana rappresentante uno o due pianeti.
La fase di preparazione del rosario è estremamente importante. Le perle devono essere di materiali naturali (legno, argilla, pietre, pasta di pane, ecc.) così come il
filo (seta, cotone, pelle) e le loro colorazioni (aniline alimentari, terre, ecc.). L’unica
eccezione a questo riguardo è Urano, per cui si può usare materiale sintetico (plastica, nylon, acrilici, ecc.). Quando il rosario riguarda una coppia di pianeti, esso può
essere costruito solamente da coloro che posseggono forme di combinazione tra i
due pianeti (aspetti di nascita, transiti, posizione natale di un pianeta nel segno o
casa governati dall’altro). Ad esempio, per costruire un rosario di Marte e Urano è
necessario avere uno dei seguenti requisiti: aspetto significativo tra i due pianeti,
transito in corso d’Urano su Marte o viceversa, Urano in Ariete o prima casa, Marte
in Acquario o undicesima casa.
Il momento ideale per la fabbricazione è generalmente quello in cui vi sono
aspetti tra i pianeti del rosario, transiti della Luna sui segni da loro governati, o
quello classico delle ore planetarie. I colori delle perle variano a seconda dei pianeti
e sono indicati nella Tabella 1. L’impiego di pietre o gemme nei colori richiesti può
permettere di fare a meno del lavoro di colorazione.
Il rosario si compone inserendo due perle del pianeta più vicino al Sole, seguite
da una perla del pianeta più distante. Ad esempio, per un rosario Marte/Urano, si
usano due perle nere per Marte (che è più vicino al Sole rispetto a Urano) e una di
colore argento per Urano. Similmente, per un rosario Sole/Saturno, si usano due
perle rosse per il Sole seguite da una perla marrone per Saturno. Prima di infilare le
perle ci si sofferma sull’intento. Le perle di ciascun pianeta, separate in precedenza,
vengono tenute in mano mentre s’intona per qualche minuto il canto completo: nel
caso di Sole/Saturno, Oh Hey Yah, Oh Hey Yah, Oh Hey Yah, Oh Hey Yah, Oh (per il
Sole) e Dah Ti Kah, Dah Ti Kah, Dah Ti Kah, Dah Ti Kah, Oh Ey (per Saturno). Le perle
vengono in seguito infilate una ad una, intonando la prima strofa del rispettivo
canto (in questo caso Oh Hey Yah per il Sole e Dah Ti Kah per Saturno), poi il rosario viene chiuso ed è quindi pronto per l’uso.
Una volta che si dispone del rosario, si tratta di cantarlo da una a massimo due
volte al giorno per un periodo di almeno 40 giorni, per tutta la durata del transito o
fino a quando si è ottenuto il risultato desiderato. Il canto per il rosario Sole/Saturno è Oh Hey Yah (prima perla del Sole), Oh Hey Yah (seconda perla del Sole), Dah Ti
Kah (perla di Saturno) e via di seguito ripetendo fino al termine.
Riflessioni e proposte
Argomento
67
Il sistema dei rosari planetari non fornisce indicazioni specifiche riguardo al
numero complessivo di perle. Nella tradizione buddista ed induista s’impiegano 108
perle (12 x 9) perché questo è un numero ciclico che esprime il senso di sviluppo
della manifestazione. I rosari di Shiva hanno invece 32 o 64 grani, mentre quelli cristiani ne comprendono 165 o 60. I rosari musulmani sono composti di 99 perle,
corrispondenti ai Nomi divini, perciò il centesimo, non presente, rappresenta il ritorno del multiplo all’Uno.
I rosari planetari sono uno strumento molto potente che consente di diventare
più consapevoli del modo in cui le energie planetarie funzionano nella propria vita.
Il fatto che queste energie siano forzate a vivere insieme nel rosario determina un
processo di evidenziazione dei rancori reciproci e di relativa trasformazione. Questo
processo, quando viene riconosciuto, è destinato a produrre un effetto di riequilibrio dei pianeti in questione e ad attualizzarne i reciproci potenziali di luce. Se si
desidera lavorare esclusivamente su un pianeta particolare è possibile preparare rosari composti di un solo tipo di perle e dedicati ad un singolo pianeta. Più il rosario
viene usato, più diventa potente. Può essere anche indossato e portato con sé come
oggetto di protezione e potere, oppure, dopo che ha fatto il suo uso, donato ad una
persona che possiede lo stesso tipo di dinamica.
I canti astrosciamanici rappresentano un modo per dialogare con le energie
dei pianeti, per lasciarle libere di agire dentro e fuori di noi, per imparare ad ascoltare veramente ciò che esse hanno da dirci. Queste energie erano un tempo accessibili ovunque sulla Terra, ma poi la nostra percezione si distorse a tal punto che, in
qualche modo, finimmo col cacciarli e proiettarli sui pianeti, esiliando con loro anche i nostri sogni ed ideali più autentici. I canti astrosciamanici sono un ulteriore
strumento per riprendere ciò che ci appartiene, per fare ritorno alla nostra consapevolezza originaria e ritrovare la nostra vera dignità. Essi sono anche un modo per
introdurci ad una nuova visione dell’astrologia, in cui cessiamo di attribuire definizioni, giudizi e responsabilità a stelle e pianeti ed accettiamo finalmente di aprirci
ad una sincera e diretta comunicazione con loro.
Tabelle
La Tabella 1 presenta i canti abbinati a ciascun pianeta ed il colore impiegato per la
costruzione dei rosari planetari, mentre la Tabella 2 fornisce un quadro dei temi
delle scale con riferimento a ciascun pianeta. La colonna dei rancori indica gli
aspetti dissonanti del pianeta. Quella delle risorse elenca gli aspetti armonici o più
elevati. La scala o il canto del pianeta in questione può essere impiegato anche
quando le risorse sono bloccate, deboli o si esprimono al contrario.3
NOTE
1
FRANCO SANTORO: Iniziatore dell’astrosciamanesimo, consulente sciamanico, astrologo esperienziale, Supply Director del Sacred Cone Circle e membro della Facoltà della Findhorn Founda-
68
2
3
4
RiflessioniArgomento
e proposte
tion. Dal 1964 iniziò a relazionarsi con dimensioni non ordinarie ed a vivere un’esistenza parallela
spesso fonte di conflitti nel rapporto con la realtà convenzionale. Nel 1976, dopo un pellegrinaggio in Scozia, ricevette la trasmissione diretta di antichi insegnamenti che, grazie al successivo incontro con sciamani di diversi lignaggi, lo aiutarono ad acquisire chiarezza riguardo alla sua effettiva funzione. Fondatore dell’Osho Press Service, fu addetto stampa del maestro indiano Osho
Rajneesh. Il suo cammino di ricerca lo ha portato a confrontarsi con alcune tra le principali tradizioni religiose ed esoteriche del pianeta e ad operare attivamente presso varie comunità ed ordini
spirituali. Il suo lavoro si fonda sulla connessione con realtà multidimensionali per scopi di guarigione e trasformazione, il recupero e l’integrazione delle tradizioni sciamaniche e misteriche occidentali. E’ autore di vari articoli, corsi e opere sull’argomento, tra cui i libri Iniziazione all’Astrosciamanesimo: la via astrologica alla Guida Interiore, Ed. Mediterranee ed A Guide Book to
Astroshamanism, Sacred Cone Press. Dal 1996 guida l’Operative Training in Astroshamanism, un
sistema triennale di iniziazione inteso a formare facilitatori e guaritori sciamanici. Ha inoltre prodotto registrazioni di canti e tambureggiamenti sciamanici, tra cui Drumming for the Astroshamanic Voyage. Vive nel nord della Scozia, presso il Cluny Hill College, dove guida i programmi
educativi della Findhorn Foundation. Per una breve introduzione all’astrosciamanesimo, vedi l’opera: Franco Santoro, Iniziazione all’astrosciamanesimo: la via astrologica alla Guida Interiore,
Roma, Ed. Mediterranee, 2000.
Donna Cunningham, Astrology and Spiritual Development, Cassandra Press, 1989, pp. 105-116.
Per una descrizione dettagliata delle fasi di ciascuna scala planetaria vedi: Franco Santoro, A
<Provisional> Previsional? Guide to the First Level of the Operative Training in Astroshamanism,
Forres, Sacred Cone Press, 2000.
Il canto considera gli asteroidi nel loro insieme e non singolarmente.
© 2000 - FRANCO SANTORO, Findhorn Foundation, Cluny Hill College, Forres IV36 2RD, Scotland
Tabella 1
PIANETA/SETTORE
Sole
Mercurio
Venere
Terra e Luna
Marte
Asteroidi4
CANTO (4 volte)
Oh Hey Yah
Oh Hi Ti Nah
Nah Ti Nah
Si Idriah
Neizy Dey Hoh Hi Mah
Si Ti Yah Kah
CANTO (chiusura)
Oh
Ti Oh
Oh
Neh Hah Mah Set
Kah Kah
Mah Si Kah
(dopo l’ultima ripetizione
del canto, si aggiunge:
Ai Hey Poh)
Giove
Saturno
Chirone
Urano
Nettuno
Plutone
Hi Su Mayo
Dah Ti Kah
Kah Si Mah
Nah Mitriah
Oh Myss
Ti Yah
Ey
Oh Ey
Kah
Nah Simitri
Oh
Ah
COLORE PERLE
Rosso chiaro
Porpora
Verde chiaro
Bianco
Nero
Chiazzato
Giallo
Marrone
Grigio
Argento
Verde marino o menta
Legno chiaro
Riflessioni e proposte
Argomento
69
Tabella 2
PIANETA
RANCORI
RISORSE
Sole
Egocentrismo, arroganza, distruttività, esibizionismo, inflessibilità, orgoglio, paranoia, pomposità, tirannia, vanità
Autostima, centratura, creatività, generosità, integrazione, intento, potere, unità, vitalità, volontà
Luna
Abitudini insane, attaccamento al passato, difesa eccessiva, dipendenza, indecisione, inibizioni,
insicurezza, instabilità emotiva, isterismo, pigrizia, timidezza
Amore incondizionato, appagamento interiore, cura di se stessi e degli altri, intimità,
memoria, protezione, sensibilità, sicurezza
Mercurio
Agitazione, comunicazione distorta, imbrogli,
iperattività, intellettualismo, mancanza di
profondità e intimità, nervosismo, preoccupazioni, superficialità
Capacità d’apprendimento, co-municazione
efficace e luminosa, coordinamento, destrezza, illuminazione, intelligenza, leggerezza, potere di discriminazione, servizio
Venere
Ambiguità, avidità, compromessi, indolenza,
proiezioni, erotismo cronico, dolori sentimentali, relazioni simbiotiche
Amore, armonia, arte, bellezza, condivisione, cooperazione, equilibrio, perdono, piacere, relazioni sacre
Marte
Crudeltà, distruttività, egocentrismo, impazienza, irritabilità, ostilità, violenza
Autoaffermazione, azione retta, chiarezza,
coraggio, energia, iniziativa, pionierismo,
volontà
Asteroidi
Critica, frammentazione, lamentela, pignoleria,
perfezionismo, sacrificio masochista
Analisi, capacità di lavoro, discriminazione,
efficienza, servizio, sintesi
Giove
Deliri di grandezza, dispersione energetica, dogmatismo, esagerazioni, fiducia eccessiva, golosità, ingenuità, irresponsabilità, rischi smisurati
o paura di rischiare
Credenze di supporto all’Intento, espansione, fede, fiducia, ricerca e frequentazione
della Guida Interiore, ottimismo, saggezza,
senso del rischio
Saturno
Apprensione, cinismo, critica, depressione, freddezza, sfiducia, manipolazione, materialismo, limiti, paura, perfezionismo, pessimismo, rigidità,
tristezza
Affidabilità, autorità, disciplina verso l’Intento, fede, organizzazione, pazienza, realismo, senso di responsabilità
Chirone
Eccessivo idealismo, battaglie futili, malattie,
autodistruzione
Ricerca della verità, guarigione, servizio
Urano
Bisogno costante d’eccitazione e cambiamenti,
caos, eccentricità, estremismo, incidenti, paranoia, perversione, ribellione, traumi
Genio, indipendenza, intuizione, inventiva,
libertà, originalità, rinnovamento
Nettuno
Confusione, dipendenze da alcool e droghe, vaghezza, fuga dalla realtà, illusioni, vittimismo
Compassione, connessione con le realtà
non ordinarie, misticismo, sintonia con il
Tutto, trascendenza
Plutone
Il Canto non riguarda le altre caratteristiche di Plutone. Esso è usato solo nelle situazioni di crisi relative alla morte sia propria sia d’altre persone
70
RiflessioniArgomento
e proposte
SANDRA ZAGATTI
PREDIZIONI, PREVISIONI
E… PRESENSAZIONI
L.A. 128-320
Un approccio “dolce” ma coinvolgente, all’analisi previsionale, in cui, con modalità
e tecniche naturali, il presente viene stimolato ad interagire con il futuro, per trovare in tempo le risposte adeguate.
Tra i tanti aspetti delicati della nostra professione, quello delle previsioni sembra essere in prima fila. Qui, infatti, le opinioni ed i comportamenti possono differenziarsi fino agli estremi opposti e troviamo bravissimi astrologi che spiegano la
loro scelta in merito con motivazioni diverse ma, spesso, altrettanto convincenti.
Gli atteggiamenti principali (non perché siano la maggioranza assoluta ma
perché si riferiscono a veri e propri “principi”, etici o professionali) sono i seguenti:
1) Non faccio MAI previsioni, perché l’astrologia deve servire a migliorare sé
stessi, o meglio a diventare sé stessi, integrando le parti di noi che non conosciamo,
accettando quelle che rifiutiamo, utilizzando i valori forti del nostro tema per sostenere quelli deboli ed insomma cercando di capire quale sia la nostra realtà più
autentica e completa, il nostro significato e la nostra direzione. Il tempo ci aiuta in
tale processo, ma ipotizzare accadimenti futuri, interni od esterni che siano, equivale a negare la libertà d’esperienza: quella che non solo ci permette di vivere diversamente gli eventi esistenziali ma che a volte addirittura ci spinge verso alcuni piuttosto che verso altri. Soprattutto, equivale ad interpretare il futuro con la consapevolezza del presente e, quindi, ad influenzarne l’espressione, negando con ciò il diritto-dovere di modificarci nella consapevolezza e nell’approccio stesso alla vita.
2) Faccio SEMPRE previsioni, perché l’astrologia deve servire anche e soprattutto ad affrontare meglio la vita, a capirne i ritmi ed i cicli, distinguendo quelli che ci
riguardano da quelli che semplicemente ci coinvolgono o addirittura ci ostacolano,
così da poter tutelare il nostro cammino e la nostra tranquillità interna ed esterna.
L’etimologia stessa del termine “oroscopo” ci ricorda che il nostro compito è quello
di osservare il tempo, non solo per venirne trascinati passivamente ma per scrutarne le possibili direzioni e quindi prepararci di conseguenza. Lo sguardo sul futuro è
un dovere dell’astrologo ed un diritto del suo consultante, la cui insicurezza od infelicità è dovuta in grossa misura al sentirsi in balìa di un incognito divenire.
Riflessioni e proposte
Argomento
71
Ovviamente ho semplificato, ed è giusto sottolineare che molti astrologi si situano in una via di mezzo tra questi due atteggiamenti, valutando di volta in volta
ciò che è necessario, possibile o più opportuno. Esistono comunque atteggiamenti
ancora più estremi: e c’è chi fa solo previsioni negative, per pessimismo naturale o
perché raccoglie le ansie dei suoi consultanti (nessuno si preoccupa di ciò che può
andar bene!), senza magari rendersi conto che in tal modo li educa appunto alla
paura; ed anche chi le fa sempre rosee, perché “via, bisogna pensare positivo!”, ma
così facendo rischia di de-responsabilizzare il consultante nei confronti delle esigenze di crescita che la vita gli ricorda, anche attraverso le esperienze difficili. Che
poi a questi “estremismi” sia associato un malinteso bisogno di potere è altra questione.
Personalmente, ammetto di aver percorso almeno episodicamente tutte le alternative, ritrovandomi a volte persino sbilanciata in una o in un’altra; comunque
oggi affronto l’argomento “previsioni” con poche, ma salde opinioni ed in un modo
completamente diverso da quelli descritti e soprattutto da quelli che ho sperimentato per qualche tempo. Con me stessa, ma soprattutto con i miei consultanti, mi
sforzo dunque di attuare una metodologia il più possibile onesta, ma anche il più
possibile naturale e… “dolce”; un po’ come chiamiamo le cosiddette medicine alternative.
Dolce e naturale significa adattabile alla persona che ho di fronte: alla sua
personalità, alla sua cultura e maturità; ma anche alle eventuali richieste che possono ulteriormente emergere col tempo, aperture o chiusure che siano. “Osservare il
tempo”, appunto: ma il tempo umano, il tempo interiore e soggettivo; non un tempo scandito in modo coatto e spesso violento dall’ambiente esterno. Solo così, credo, la persona può sentirsi non “artefice” ma senz’altro partecipe del proprio destino
e quindi accettarlo ed elaborarlo in modo più utile o meno sofferto, riscoprendo la
meraviglia del rapporto tra Cielo e Terra che l’astrologia da sempre onora.
Per questo voglio premettere che il mio personale modo di intendere l’astrologia rifiuta sostanzialmente l’approccio deterministico. Purtroppo spesso sono proprio predizioni quelle che il consultante cerca e si aspetta, ponendo domande tanto
dirette quanto insistenti in merito a “cosa” gli accadrà, a “quando” troverà l’amore o
il lavoro e spingendosi perfino a chiedere notizie, dati di nascita alla mano, sul coniuge, l’amico o il socio. Di fronte a simili richieste io oppongo sempre un’eroica resistenza (che comprende il rischio di perdere un cliente): a volte passiva, se non
posso fare altrimenti, ma più spesso pazientemente attiva ed in tal caso cerco di far
capire che le previsioni sono tutt’altra cosa, che un astrologo non ha la sfera di cristallo e se l’avesse (io ne possiedo una bellissima come soprammobile!) non dovrebbe comunque usarla come strumento di potere, tanto meno sugli altri. Cerco insomma di responsabilizzare il mio consultante, coinvolgendolo nell’avventura umana della scelta: non degli eventi, ma dei comportamenti (esteriori ed interiori) ad
essi più adeguati; e così sostituendo al “cosa” e al “quando” un più giusto e personale “perché”.
72
RiflessioniArgomento
e proposte
Solo con alcuni, con pochi, oso proporre un approccio ancor più partecipe ma
anche più naturale e rispettoso, più emozionante, ma anche più delicato. Non più
predizioni, non solo previsioni ma… pre-sensazioni. Perché, come del passato, anche
del futuro si può “sentire” la voce nel presente; e così come la consapevolezza presente plasma i ricordi trasformandoli realmente in un’esperienza diversa da quella
che era stata, allo stesso modo possiamo accogliere in anticipo, richiamandoli, i significati delle esperienze future e così modificarli, o meglio modificare noi stessi
grazie a loro.
Il presente è un gran catalizzatore. In fondo il tempo è una convenzione ed il
presente è l’unica vera “realtà” che possediamo e con cui possiamo interagire; ma a
sua volta interagisce con il passato e con il futuro, offrendoci un potere non illusorio né delirante: un potere umano, personale, intimo, che in quanto tale è relativo
ma non per questo meno autentico e numinoso. Troppo spesso esercitiamo questo
potere soltanto nel suo aspetto di giudizio, oltretutto negativo (nostalgie, rimorsi e
rimpianti da una parte – desideri, aspettative ed ambizioni dall’altra), ma è sufficiente favorire un punto di vista diverso, solo inizialmente poco spontaneo, per entrare in una dimensione incredibilmente più ampia e libera, più ricca e persino più
divertente: questo è il potere di… giocare con il tempo.
Giocare con il tempo non significa considerare il tempo un gioco: significa
piuttosto capirne il senso, conoscere i suoi strumenti per comprenderne l’opera, entrare a far parte dei suoi mezzi per collaborare al suo fine. Capire che può essere
nostro amico e non solo uno sconosciuto o addirittura un nemico. Un amico importante, a volte severo o noioso o apparentemente incomprensibile, ma pur sempre
un amico; di quelli che, appunto, durano per la vita.
Il tempo parla il linguaggio del nostro divenire come esseri individuali e sociali,
e quindi il suo modo di comunicare non ci è ignoto: anzi, è un linguaggio che conosciamo dall’antichità ma che l’era moderna – inserendo il suo tempo, con ritmi e
frequenze artificiali – ci ha fatto dimenticare. Eppure capita non di rado che il passato entri nel presente, anzi che il presente d’improvviso sia anche il passato:
un’immagine, un profumo, una musica…
Passiamo davanti alla vecchia casa della nostra infanzia, guardiamo il giardinetto in cui abbiamo sgambettato per tanti pomeriggi estivi (com’erano lunghi!
com’era più grande il giardino!), ed in un attimo siamo lì: allora ed ora, bambini ed
adulti e quasi sentiamo su di noi l’odore di quella pelle gioiosamente sudata.
Questa pelle: la nostra. Non è un semplice ricordo; è un’esperienza al di fuori del
tempo, che pure ci parla il suo linguaggio, rivolgendosi direttamente al nostro
Sé, saltando i filtri grossolani della razionalità e fregandosene delle valutazioni contingenti, del corpo modificato, del giardino ormai diversamente coltivato od arredato…
Non durano a lungo certe esperienze. Non persistono e si sottraggono al nostro desiderio di trattenerle nel momento stesso in cui proviamo a decifrarle con la
mente, come certi sogni di cui serbiamo solo l’atmosfera, la chiave sottile… tanto
Riflessioni e proposte
Argomento
73
attraenti quanto sfuggenti. Pur fugaci, sono comunque esperienze che di tanto in
tanto proviamo.
Ma ci sono altre esperienze, simili per quanto ancor meno accettabili dalla
mente razionale, che ci giungono non dal passato ma dal futuro. Messaggi che arrivano improvvisi, senza essere stati richiesti o desiderati, anzi spesso proprio nei momenti in cui i pensieri ed i sentimenti sono assenti, quando magari siamo occupati
in semplici ed obiettive faccende. Siamo lì che laviamo i piatti, o facciamo un prelievo Bancomat e dentro di noi avvertiamo una sorta di “clic”: un interruttore, un
segnale assolutamente inspiegabile eppure a suo modo comprensibile, mentre ci dice che qualcosa è finito, qualcosa è iniziato, qualcosa… è accaduto.
Ciò che è accaduto è il nostro futuro, ma non è la stessa cosa che dire… “accadrà”. E’ accaduto ora, perché ora il tempo ha voltato l’angolo del suo ciclico percorso, indipendentemente dal fatto che noi ce ne rendiamo conto, o ne avvertiamo un
consapevole desiderio o timore; indipendentemente anche dalla possibilità che realizziamo una tale consapevolezza in un mese o in un anno. Spesso infatti già l’attimo successivo alziamo le spalle, dimenticando facilmente ciò che nemmeno abbiamo “pensato”; ed asciughiamo i piatti, ritiriamo la tessera Bancomat e tutto ricomincia anzi continua esattamente come prima, mentre il tempo riprende la sua veste convenzionale e collettiva.
La coscienza, il Sé, l’Anima… comunque vogliamo chiamare la nostra essenza
più completa ed autentica, non ha tempo; o meglio usa il tempo per compiersi ed
esprimersi, ma non appartiene a quella dimensione lineare e relativa – inesorabile –
che appunto associamo al tempo. Il suo uso del tempo è creativo e costruttivo, anzi
ricostruttivo e proprio per questo è l’altra faccia dell’entropia ed anche dell’amnesia. Mentre dimentica, ricorda; mentre invecchia, ringiovanisce; mentre avanza, torna all’origine; ed il bambino sudato che corre nel giardinetto è paradossalmente più
simile al vecchio che trascina i suoi passi, interamente concentrato in quello sforzo,
che all’adulto distratto e frenetico che divora la vita senza nemmeno masticarne ed
assaporarne i pezzi.
Il bambino ed il vecchio vivono nel presente, pur essendo il primo fatto completamente di futuro ed il secondo di passato. Noi “adulti” non siamo mai concentrati nel presente e ci perdiamo – letteralmente – nell’assenza di realtà del prima e
del dopo, zavorrandoci al passato con nostalgie commosse o risentite accuse e rimandando sempre al futuro il momento di cominciare a vivere. Intanto il futuro si
sposta sempre più avanti ed aumenta la paura di non riuscire a raggiungerlo.
E’ proprio su questa paura che si può e si deve intervenire, ma anche sulle esagerate ambizioni, sugli eccessi di aspettative; perché mentre la paura frena, le ambizioni e le aspettative accelerano ed in ogni caso il tempo – il nostro tempo – è alterato, così da non riuscire a parlarci od a farsi ascoltare.
L’astrologia può aiutarci a regolarizzare i nostri ritmi più naturali, ripristinando
la sincronia coscienziale tra il presente ed il futuro in cui sta trasformandosi man
mano che diventa passato. In questo senso il presente non coincide con il “contin-
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RiflessioniArgomento
e proposte
gente” ed anzi si manifesta come la semplice proiezione, su un piano temporale
leggibile, di un Tutto concepito altrimenti come lontano ed estraneo. Solo il presente è accessibile; sul presente è possibile intervenire: ma se lo vivremo come interprete tra l’essere ed il divenire, allora ne riconosceremo la funzione di “diapason” ed
anche il futuro risponderà di conseguenza, come un’eco, inviando verso di noi le
note amplificate della nostra stessa – presente – vibrazione e così permettendoci di
accordarci consapevolmente al suo richiamo.
Ecco dunque che la previsione del futuro può diventare una “presensazione”:
un sentire in anticipo ciò che il tempo ci chiederà di affrontare ed un sentirsi già simili a ciò che diventeremo, anche se ancora palesemente diversi e distanti da quel
risultato; proprio come un seme è già pianta e pure altro da essa.
Non è “magia”, né suggestione o immaginazione. E’ una reale capacità che
possediamo in quanto esseri olistici, ma che il riduzionismo e le tendenze specialistiche della nostra era hanno offuscato e tradito. Per ricordare, per far riemergere
questa conoscenza dal cassetto dell’oblio in cui tanta nostra Natura è finita, io uso
spesso i profumi; ed anche i colori e le immagini spontanee, provenienti dai sogni o
dalla fantasia. L’aromaterapia, infatti, ha un caratteristico ed unico potere selettivo,
laddove gli oli essenziali (purché naturali e puri) saltano i filtri razionali della corteccia e giungono direttamente a stimolare il cervello limbico, sede della memoria,
delle emozioni, degli stimoli onirici. E così interrogo il futuro, applicando una metodologia (se così può chiamarsi) apparentemente passiva, ma attiva ed attivante su
piani sottili. E’ sufficiente impegnarsi in poche e semplici cose, rimanendo aperti e
disponibili: arriverà il momento in cui le conclusioni verranno da sole e non saranno
né forzate né soltanto intellettuali o filosofiche… Semplicemente saranno lì, già
realtà fuori e dentro di noi, come i funghi che, crescendo invisibili sottoterra, quando spuntano sono maturi e completi, pronti da raccogliere.
Utilizzando gli oli essenziali corrispondenti ai principali transiti che si vogliono
analizzare (le associazioni tra valori astrologici e piante, colori, aromi si trovano in
diversi testi e non starò a dilungarmi con un elenco), si vanno di fatto a stimolare
precise assonanze, e la reazione all’aromaterapia fornirà moltissimi suggerimenti
sul nostro modo di reagire al significato dei pianeti coinvolti ed alla loro esperienza
presente, passata e futura. Fastidio, piacere, agitazione, disagio… ogni sensazione è
una chiave da interpretare, un messaggio proveniente da noi che, così stimolato, si
esterna e quindi può essere decifrato. Per questo io suggerisco di tenere un diario,
in cui annotare gli stati d’animo, le sensazioni anche fugaci che proviamo, senza
dare alcun giudizio di valore ma con la massima precisione possibile; a queste note
aggiungeremo la descrizione di sogni o ricordi affiorati. Eventualmente potremo
usare nel vestiario colori corrispondenti, anche semplicemente con fazzoletti, accessori o fiori sulla scrivania. Sarà inoltre molto utile riflettere sulle case coinvolte
dai transiti o segnalate dalla Rivoluzione Solare in corso e prossima: magari annotando, di getto e senza ragionamenti, alcune frasi, parole o immagini che spontaneamente associamo ai settori di esperienza da esse rappresentati.
Riflessioni e proposte
Argomento
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Dare un nome alle cose (il loro nome) prima di sperimentarle ci permetterà poi
di affrontarle come se già le conoscessimo, almeno in parte. Un nome, ripeto, non
un giudizio: non una valutazione di preferenza o di rifiuto, ma una motivazione,
una forma ed una funzione congrua all’organismo a cui appartengono (il nostro
corpo, il nostro lavoro, i nostri affetti, noi stessi) e quindi un significato. Come ogni
bravo erborista sa, col tempo gli oli essenziali si “sintonizzano” (tra loro, se sono miscelati, o con il nostro odore ed umore), ed è quindi interessante osservarne e commentarne i cambiamenti: ciò corrisponde esattamente al processo che anche noi
dobbiamo compiere, integrando il significato dei pianeti transitanti e transitati in
un unico messaggio per noi.
Indubbiamente si tratta di un approccio al futuro – ed alla sua analisi astrologica – completamente diverso da quello a cui la maggior parte di noi è abituata.
Certo non va affrontato con superficialità o disattenzione: anzi, per ottenere risultati positivi è fondamentale dedicare un po’ di tempo e molta attenzione a certi
compiti quotidiani, senza essere approssimativi o distratti e questo anche per mesi:
saremo noi a sentire il momento giusto per iniziare e per concludere, ma ciò dipenderà dalla capacità di mantenerci disponibili senza fretta, oltre che dall’importanza
dei transiti che ci coinvolgono. In ogni modo qualcosa comprenderemo: non subito
ed, ovviamente, nemmeno tutto; né con un simile atteggiamento ci preserveremo
dagli ostacoli e dalle fatiche che l’esistenza comunque comprende. Però ci sentiremo più coinvolti, più utili e preziosi, più “necessari” a noi stessi, riscoprendo in tale
opera una dignità che la sola paura o il solo desiderio mai potranno trasmetterci.
Ciò che ci aspetta domani probabilmente non sarà una rinascita trionfale, ma
nemmeno una perdita. Sarà Vita. Forse più bella, forse solo più vera, comunque più
nostra: sempre di più. Andiamo avanti, andiamole incontro.
Sandra Zagatti – Vergine, ascendente Capricorno con Luna in Gemelli – vive e
lavora a Forlì. Architetto, ha svolto la libera professione per dodici anni, occupandosi soprattutto di bioarchitettura, Feng Shui ed architettura del verde. Si interessa
di esoterismo e di astrologia da altrettanti anni, prediligendo un indirizzo psicologico ed evolutivo.
Dal 1998 ha lasciato la precedente attività per dedicarsi anche professionalmente all’astrologia. Ha collaborato con Alberto Crescitelli in ricerche ed approfondimenti nel campo dell’astrologia mondiale. E’ co-moderatrice della Mailing List riservata “Convivio Astrologico” fondata da Mary Olmeda e ne cura il sito omonimo.
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RiflessioniArgomento
e proposte
GIOVANNI D’ANGELO
LILITH NEL NOSTRO TEMPO
TRADUZIONE DALLO SPAGNOLO DI UGO DOLCEMASCOLO
L.A. 128-330
Analogie fra i tentativi di definizione di Lilith e le scoperte dei pianeti trascendentali
Senza dubbio, ogni volta che si scopre un nuovo pianeta nel nostro Sistema
solare, è come se si aprisse il vaso di Pandora che riversa il suo contenuto sulla società. E un’ondata d’energia, percepibile dai movimenti di massa, tende a mutare la
struttura sociale e le ideologie imperanti al momento. Si tratta di mutamenti non
direttamente avvertiti in superficie, ma come semi di rinnovamento, attecchiscono
innanzitutto nella mente inconscia, per risorgere successivamente alla luce della
coscienza, fino ad imporsi con un nuovo ordine d’idee.
Tutti questi cambiamenti vengono a modificare, a volte in maniera drastica, i
nostri valori e stili di vita. Basti citare ad esempio la scoperta di Urano, nel 1781, e
rivedere storicamente i sovvertimenti tumultuosi dell’epoca, tra i quali la rivoluzione francese che crea la consegna rimasta da allora la più pregna di significati universali: Libertà, Eguaglianza, Fraternità. E non ci poteva essere niente di più rappresentativo in questa consegna, rimasta fondamentale nei principi che trattiamo nell’interpretare Urano.
Se pensiamo allora a tutte le scoperte astronomiche di nuovi elementi nel nostro sistema solare in quest’ultimo secolo XX, quante modifiche al complesso dei
nostri valori sociali potremmo riconoscere in questo periodo? Quanti archetipi staremmo integrando nella nostra coscienza se consideriamo che ogni pianeta o corpo
celeste ne é portatore di uno? Se penso a questo non mi sorprende osservare i drastici cambiamenti che abbiamo visto in quest’ultimo secolo, che a volte ci hanno
sommerso nella piu completa confusione, facendoci riconsiderare la maggior parte
dei nostri valori, e spingendoci a provare usi e costumi diversi che ci aprono a nuove esperienze, successivamente analizzate, o anche criticate, ma con molta piu tolleranza di quanto non si potesse immaginare cento anni fa.
Queste nuove esperienze possono davvero arricchire di molto lo spirito umano,
ma ripeto, questo cambio di valori ci lasciano anche in uno stato di confusione che
spesso disorienta, e perdendo l’orientamento possiamo facilmente sentire di essere
allo sbaraglio. É in queste circostanze che ci fermiamo a riflettere per cercare un
Riflessioni e proposte
Argomento
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punto di luce che ci illumini e che ci aiuti a capire come uscire dal caos imperante.
Ed é proprio questa ricerca che ci fa arrivare ad una nuova comprensione e ci permette di concludere il processo di rinnovamento dei vecchi valori.
Questa é la dinamica che ci fa vivere l’archetipo di Lilith, cominciato ad emergere dal nostro inconscio da quando iniziammo a studiarlo nel secolo scorso. Entrando in questa dinamica, Lilith ci apre ad esperienze nuove, ci invita a spezzare i
tabú che ci bloccano, ci permette di vivere esperienze di qualsiasi tipo con grande
intensitá e senza porci limiti, ci permette di arrivare tanto lontano quanto vogliamo, fino a perderci nel buio ai confini dell’ignoto. In quel momento, non ci resta
che cercare l’aiuto misericorde di qualcuno capace di ridarci la luce e di riportarci
all’ordine.
* * *
A riguardo di Lilith o della Luna Nera a livello astronomico, non possiamo parlare di una scoperta come tale, ma dobbiamo pensare piuttosto che la sua definizione sia stata maturata gradualmente nel tempo. Ed anche se ha fatto la sua comparsa nel dinamico secolo XX, ci dovremmo riportare indietro nel tempo, fino all’anno 1846, per cominciare a capire come é emersa ed interpretare anche un po’ della
sua natura. In quell’anno del 1846 si é scoperto il pianeta Nettuno, alla cui natura
astrologica si attribuiscono gli idealismi, le fantasie, le illusioni e l’irreale. Ma ci porta anche ad un avvicinamento col divino, ci inclina alla compassione e ci dona intuizione.
“Casualmente” in quello stesso anno, un astronomo francese, direttore dell’osservatorio di Toulouse, dichiarava di aver scoperto una seconda luna attorno all’orbita della terra, cosí piccola e veloce che difficilmente la si poteva scorgere. Questa
dichiarazione non è mai stata confermata da altri astronomi, ma é stato il seme che
ha fatto nascere il mito della Luna Nera. Nel corso degli anni ci sono stati altri presunti avvistamenti mai confermati; il piu popolare di questi fu quello dell’astronomo Georg Waltemath che diede addirittura elementi di orbita per calcolare la sua
posizione. Anche questa volta non fu possibile confermare l’esistenza del secondo
satellite naturale della terra, che s’affermò nella conoscenza popolare col nome di
Luna Nera, perché sfuggiva alla vista degli astronomi. Ma nel 1918 l’astrologo inglese Sepharial publicó delle effemeridi di questa Luna Nera, basate sugli stessi dati
astronomici forniti da Waltemath, suggerendo di darle il mitico nome di Lilith.
La Luna Nera, che Sepharial specificava dettagliatamente nella sua forma e caratteristica, era impossibile che esistesse per una incongruenza nei dati astronomici.
E di conseguenza non ha avuto sufficiente accettazione dalla maggior parte degli
astrologi del tempo. Venne poi Dom Neroman, astrologo francese, a proporre di utilizzare il nome di Luna Nera ed il relativo mito di Lilith, per definire un punto nello
spazio generato dall’orbita della Luna attorno alla terra. Cosí, Neroman, agli inizi
degli anni ’30, diede un nome al fuoco vuoto dell’orbita ellittica della Luna intorno
alla terra: Lilith o Luna Nera. Nel 1930 Clyde Tombaugh scopriva il pianeta Plutone.
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RiflessioniArgomento
e proposte
V’é stata una discussione tra alcuni astrologi per decidere se era più appropiato definire questo punto nel secondo fuoco vuoto dell’orbita lunare o nel suo apogeo. L’ellisse dell’orbita lunare ha un’asse nel quale si trovano allineati i due fuochi,
quello vuoto e quello occupato dalla terra, il perigeo o punto dell’orbita lunare piu
vicino alla terra, e l’apogeo, il punto piu lontano dalla terra. Quindi, visti dalla terra,
tanto il secondo fuoco vuoto quanto l’apogeo occupano la stessa posizione. Allora
tenendo in conto che ambo i punti visti dalla terra sono coincidenti, potremmo ovviare a questo piccolo dettaglio.
É alquanto curioso che la lunga storia della definizione della Luna Nera copra
un lasso di tempo compreso tra la scoperta di Nettuno e quella di Plutone, pianeti
detti trascendentali poiché toccano funzioni che vanno oltre il livello personale o
sociale. Difatti, Lilith ci spinge a trascendere diversi aspetti della nostra vita. E ancora di più, Lilith ci aiuta a superare i limiti della nostra coscienza personale. Tutto ciò
che abbiamo vissuto in questo secolo XX, ovverossia le grandi conquiste che lo sviluppo tecnologico ci ha consentito in tutti i campi e la conseguente rivoluzione
nelle abitudini e tradizioni di vita; la maggiore libertà e permissività, ed un ampliamento nelle conoscenze e nella visione della vita; tutto questo fa parte dell’archetipo di Lilith. Anche la libertà che ci siamo presi nell’usare indiscriminatamente gli
strumenti del nostro sviluppo tecnologico, e che ci permettono di scoprire il lato
negativo di forze che, in sé, non hanno la qualita di essere negative o positive; anche questo fa parte dell’archetipo di Lilith. E forse stiamo solo cominciando a conoscere il lato oscuro di noi stessi per via di questa sfrenata libertà.
Ribellione, permissività, intensità; illusione, inganno e perdita dell’ innocenza;
sono solo alcune parole chiave per riconoscere la natura di Lilith.
Puo essere molto difficile, in mezzo a tanti archetipi apparsi in questo XX secolo, decantare quello puro di Lilith. Ma uno degli aspetti più caratteristici é quello
della difesa della femminilità, che si riflette nella storia mitologica della ribellione di
Lilith al suo primo compagno Adamo e a Dio stesso. Questo é un modo di raccontare la contestazione della donna contro gli abusi del patriarcato. Lilith, secondo uno
dei suoi miti, come prima moglie di Adamo non accettò di sottomettersi passivamente alle esigenze del suo uomo, e reclamò presso Dio l’ugualglianza dei diritti.
Ma Dio non diede ascolto alle proteste di Lilith che, sentendosi offesa e umiliata,
abbandonò il giardino dell’Eden per difendere la propria libertà. Fuggendo dal Paradiso fa capire che preferisce restare sola, piuttosto che vivere sottomessa, pur dovendo scegliere il posto più isolato della terra, unendosi al diavolo e rinunciando a
vivere nella luce.
Cosi comincia a manifestarsi la polarità tra bene e male, tra due forze primordiali, quella positiva e quella negativa, Yang e Yin, maschile e femminile. Ma ai nostri tempi, appena riappare Lilith, il lato femminile riacquista la sua forza. La lotta
per i diritti della donna, non a caso, fa i primi passi nel XIX secolo, ed ha preso forza
in pieno secolo XX. Un grande sforzo che ha raggiunto molti obbiettivi ed ha aiutato ad equilibrare le relazioni tra uomo e donna, ma che sfortunatamente non ha sa-
Riflessioni e proposte
Argomento
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puto evitare la trappola del malinteso. Le esigenze di uguaglianza hanno portato la
donna a vivere la stessa dinamica di vita dell’uomo, facendo scomparire un’importante funzione che la donna disimpegnava. E così siamo stati indotti nell’errore di
vivere la negazione della femminilità più che il riconoscimento della sua essenza
fondamentale. Alla fine, ci rendiamo conto che dobbiamo rettificare, e far risorgere
un vecchio concetto della femminilità, che le attribuisca il giusto valore, piu consono ai tempi attuali, ma pur sempre difendendo la sua funzione essenziale.
Questa é solo una delle esperienze che abbiamo vissuto di questi tempi, da
quando é cominciato a risorgere il mito di Lilith. E dobbiamo riflettere sull’essenza
di questa esperienza che Lilith ci ha invitato a vivere. In qualsiasi settore di vita ci si
presenti, troveremo uno stesso modo di esprimerci. La tentazione di vivere un’esperienza nuova, la ribellione e la lotta che dobbiamo intraprendere per rompere quegli
schemi prefissati che ci costringono e ci limitano, e la conseguente conquista della
libertà ed il raggiungimento dell’obbiettivo, seppure attraverso la negazione di
quello che vogliamo raggiungere; ed in fine, cercare di rettificare integrando l’ombra con la coscienza per poi trascendere il tutto. Qualsiasi tema vogliamo sperimentare sotto le ali di Lilith lo viviremo in questo modo.
Lasciarci sedurre dalle tentazioni di Lilith, ovviamente, spinge molte volte ad
esperienze drammatiche. Perché ci obbliga a vivere la negazione di cio che vogliamo raggiungere e ci fa conoscere l’ombra che é in noi. E per questo motivo la associamo al male. Ed abbiamo una resistenza innata ad accettare il male con tutte le
sue connotazioni di sofferenza, perdita, senso di solitudine e isolamento. Ma non
possiamo disconoscere la parte oscura della vita, limitarci a conoscere una faccia
della moneta e pretendere di ignorarne l’altra. La trascendenza si raggiunge nell’ integrazione degli opposti e questo include qualsiasi coppia di opposti, anche quella
del bene e del male.
Alla fine, ci rendiamo conto che, in realtà Lilith ci spinge alla trascendenza. La
sua funzione é quella di farci uscire da uno stato di immacolata innocenza per riportarci ad uno stato di piena coscienza. I mezzi per raggiungere questo scopo possono essere di qualsiasi tipo. L’importante é poter rompere i tabú che impediscono
questo processo. Aprendoci gradualmente alla tolleranza, alla permissività, senza
porci limiti, passiamo attraverso la schiavitú dell’illusorio per poi rompere il velo e
raggiungere la Realtá.
Gianni D’Angelo vive a Caracas, alternando periodi di soggiorno in Italia e partecipa ai lavori della Mailing list “Convivio Astrologico” diretto da Mary Olmeda. Da
sempre appassionato di cultura esoterica, ha seguito con interesse ogni studio che
gli consentisse di avvicinarsi a quella parte di realtà sfuggente ed invisibile che cir-
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RiflessioniArgomento
e proposte
conda e compenetra l’essere umano. L’incontro con l’astrologia risale agli inizi degli
anni ’90, e rimase subito colpito dalla profondità di questo meraviglioso strumento
di conoscenza. Pur sapendo che è solo una delle tante discipline che aiutano a trascendere la propria limitatezza, la studia da allora con l’aperta convinzione di poter
integrare ad essa molte branche del sapere umano, così da scoprirne e metterne a
frutto ogni potenzialità evolutiva.
N.B. Sul foglio della Rivista che contiene il vostro indirizzo
è riportata la vostra situazione associativa. Ad esempio la
scritta scad128 significa che il vostro abbonamento scade
col n. 128 di Linguaggio Astrale (scad129 = in regola con
tutto il 2002).
Conservate il foglio che vale come attestato d’iscrizione
– più preciso e aggiornato di una tessera – e vi permette di
controllare se è regolarmente pervenuta la quota associativa
in Segreteria.
Tenete conto che la segnalazione dei versamenti su c/c da
parte delle Poste è attualmente tardiva per cui vi preghiamo
di segnalare eventuali disguidi alla Segreteria.
Ai nuovi Soci preghiamo di comunicare tempestivamente al
Segretario l’avvenuto versamento, onde ricevere le pubblicazioni in merito.
Il mezzo più veloce e pratico è quello di versare la quota
brevi manu al vs. Delegato, se possibile.
Stiamo attivando il collegamento con Bancoposta per avere
una informazione immediata o adeguata (si spera…).
Riflessioni e proposteArgomento
Argomento
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FULVIO MOCCO
SOGNI D’ASTROLOGO
L.A. 128-350
Da una geniale angolazione viene rivisto il nostro rapporto dinamico col tema natale; con implicazioni poetiche, magiche e col fascino che può suscitare una conoscenza incompleta.
Lo sanno tutti che i manuali astrologici sono come i libri di cucina: ricettari
oroscopici che non possono essere applicati senza l’arte personale del cuoco o della
cuoca, e dove la cottura non avviene in tegami, ma nel crogiolo dell’inconscio. La
vera interpretazione, infatti, è pura intuizione, e nessuno che non sia dotato di sensitività, può fare un’analisi oroscopica o una previsione efficace.
Dubito che l’astrologia possa diventare una scienza esatta, ma mi consola il
fatto che anche l’umanità non sarà mai qualcosa di esattamente definibile. Ognuno
di noi è un mistero, un paradosso, una contraddizione vivente, eppure viviamo lo
stesso, forse perché gli dei hanno lasciato la speranza in fondo al vaso di Pandora.
L’oroscopo è un altro mistero, ma quando un lampo illumina un angolo buio e ci fa
capire o prevedere, allora siamo disposti ad ammettere che sia valsa la pena scrutare per anni nella sfera di cristallo oroscopica. Nessun altro, infatti, può darci la soluzione della nostra vita.
Noi inseriamo un tema all’interno della nostra visione esistenziale, e in qualche
modo lo animiamo, quasi magicamente. Quel tema non è più l’oroscopo di X: è un
ibrido fra lui e me, come accade nelle sedute spiritiche in cui medium e partecipanti
danno vita ad un’entità che fa capo all’inconscio di tutti. Forse per questo l’astrologo non dovrebbe mai predire la morte: non è questione di “bon ton”, piuttosto potrebbe essere un modo di collaborare magicamente alla sua macabra realizzazione.
Un bel problema, nell’indagine del nostro destino, è che in realtà non vogliamo
conoscerlo. Ci illudiamo di voler strappare il velo, ma desideriamo vedere solo le
buone cose in arrivo. Preferiamo l’astrologia dell’oblio, come pozione magica contro
l’ansia, piuttosto che metterci sul capo una corona di spine, prendere la croce ed
avviarci verso il nostro Golgotha personale. Vogliamo davvero realizzare il nostro
“demone”, come lo intendeva Socrate?
L’intuizione resta il punto centrale anche per mettere a tacere i dubbi. Prendiamo la carta natale di Gerard Dépardieu. Ci colpisce subito l’ego marcato, per quattro pianeti all’Ascendente ed un Urano opposto al Discendente. Il bisogno d’autono-
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RiflessioniArgomento
e proposte
mia e il carattere impetuoso portano l’attore francese a brusche separazioni. Verifica : in effetti, scopriamo che ha già divorziato più volte. Si noterà, però, che la
maggior parte degli attori divorzia ripetutamente, al punto che questa è quasi la
regola, indipendentemente dalla situazione oroscopica, quindi la valutazione iniziale diventa molto relativa. Vediamo ancora che lo stesso oroscopo, diciamo di un gemello astrale che non faccia l’attore, non presenterà la stessa verifica di parecchi divorzi. Persisterà il bisogno di separarsi, ma più simbolico che reale, perché non tutti
guadagnano soldi a palate come gli attori famosi, e possono pagare gli alimenti alle
ex mogli. Se ci lasciamo guidare dall’intuizione iniziale, non sbagliamo, ma se andiamo a sindacare su statistiche, categorie, fenomeni ripetibili e dimostrabili, spalanchiamo la porta ai dubbi. Jung si è espresso chiaramente, parlando dell’astrologia. “L’impressione che se ne ricava è che questo ed altri metodi analoghi creino
una condizione preliminare favorevole al verificarsi di coincidenze significative (…).
I metodi mantici devono la loro efficacia sostanzialmente a questa connessione con
l’emotività: sfiorando una disponibilità inconscia destano interesse, curiosità, attesa,
speranza e timore, e quindi la corrispondente prevalenza dell’inconscio” (La Sincronicità, Boringhieri, Torino 1980). In certi casi la psiche mostra una vera e propria
pre-scienza, che non è soltanto soggettiva, ma, al contrario, basata su uno sfondo
collettivo, inconscio ma comune a tutti. Jung ha sottolineato come certi eventi fuori del tempo e dello spazio siano “senza causa” non perché la causa sia ignota, ma
solo per il fatto che “Non c’è causa pensabile con i nostri mezzi intellettivi (op.cit.) ”.
Ho già scritto in passato che l’oroscopo è paragonabile ad un sogno e soggetto
alle stesse regole interpretative. Esso conterrà sempre una serie d’enigmi che non
potranno mai essere svelati totalmente, come vi sono infinite interpretazioni di un
romanzo, di un dipinto, di un film, di una vita. Un tema interpretato completamente perderebbe la sua energia, sostituita da concetti personali, non più universali e
mitici, diventando un fossile o una creatura imbalsamata. Viceversa, noi riscopriamo
ogni volta, anche a distanza d’anni, nuove griglie interpretative, inediti livelli di lettura, specialmente nella nostra stessa carta natale. Essa, proprio come un sogno,
deve restare un po’ sibillina ed ambigua, per continuare a farci da compagna di
viaggio, piuttosto che fornirci formule o informazioni definitivamente catalogate.
Avere grandi obiettivi o ideali nella vita è una gran cosa, e se fra questi c’è la conoscenza di sé, tanto meglio, ma ciò che riempie il laboratorio della nostra esistenza è
l’Opera, l’energia impiegata a distillare il percorso.
Le analogie continuano. In sogno si frantumano le barriere fra passato e futuro, talvolta torniamo bambini o sui banchi di scuola, riviviamo momenti imbarazzanti, esami, appuntamenti. Nell’oroscopo non si può mai stabilire se un dato aspetto, poniamo della Luna, esaurisce la sua energia coll’età adulta o se continuerà a
farci sentire un po’ bambini per sempre. In sogno incontriamo molti personaggi che
sono sempre parti di noi, e che tuttavia non riconosciamo come tali. Non possiamo
essere uno e molti: l’ego non accetta di frantumarsi. Il taoista cinese Chuang-tzè
sognò d’essere farfalla, e al risveglio si chiedeva se non fosse in quel momento una
Riflessioni e proposte
Argomento
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farfalla che si stava sognando uomo. L’uomo e la farfalla forse non sono reali, ma
solo molteplici illusorie coscienze in un essere unico. Nell’oroscopo, archetipi planetari e costellazioni sono sempre parti di noi, ma stentiamo a riconoscerli e ad accettare la necessità di ciò che ci accade. Neghiamo che ci siano erbacce nel nostro
giardino. Respingiamo fuori di noi le guerre e il male, che fanno sempre e solo gli
altri. Il mondo diventa così uno schermo bianco su cui proiettare i soffitti e le pareti
interiori, i paesaggi mitici del nostro inconscio.
Lo stato di sogno non è tanto cerebrale quanto sensitivo: conosce per illuminazioni, senza passaggi logici o una scansione temporale chiara. Quest’ultima è in
realtà aggiunta istantaneamente nell’attimo del risveglio. La mente razionale, sempre fin troppo ricca di fosforo, si ferma alle “colonne d’Ercole”. Questa coscienza erculea è soprattutto quantitativa, com’è espresso dalla performance mitologica in
cui l’eroe delle dodici fatiche zodiacali feconda, in una sola notte, le cinquanta figlie
di Tespio. La scoperta astronomica che il sistema Terra-Luna sia solo una dipendenza del Sole, conferma poi che le scienze esatte, quali la cosmologia o l’astronomia,
sono legate a tale sviluppo storico della coscienza. Questa, attualmente, è diretta
verso il maschile-razionale, in quanto nata da una “protesta virile” (solare-zodiacale) nei confronti di una precedente concezione matriarcale (lunare-stellare).
Tornando al sogno: esso è anche il modello di partenza per immaginare la vita
nell’aldilà, e dunque una preparazione ad un mondo incorporeo, di sola psiche. I ricordi di chi si sveglia da un coma ad encefalogramma piatto, dimostrano l’esistenza
di uno stato di coscienza estraneo all’attività cerebrale. Quando Virgilio fa scendere
Enea agli Inferi, questi incontra prima i sogni, poi scorge tutti i Cesari della futura
Roma. Spesso, infatti, abbiamo la sensazione che nell’oroscopo sia già racchiusa
tutta la nostra storia, in uno scenario reso opaco solo dalla nostra incapacità di vedere (o peggio: dal rifiuto di sapere). Quante volte, nonostante le più fantasiose
ipotesi, siamo in grado di capire il senso di un transito soltanto a posteriori? La conoscenza del futuro, poi, lo modifica? A Cagliostro servì a poco la sua veggenza. Il
medium Jan Hanussen ebbe una visione dell’incendio del Reichstag, nel 1929, ma le
S.S. lo fecero tacere. L’astrologo svizzero Karl Krafft previde con sei giorni d’anticipo
l’attentato a Hitler dell’otto novembre 1939. Fu arrestato dalla Gestapo per sospetto “doppio gioco”, e fece poi una brutta fine. Rudolf Hess volò in Inghilterra con
esiti disastrosi, su suggerimento d’astrologi e occultisti, dopo che a Parigi aveva
scoperto un dossier dei servizi segreti su ipotetici “futuri sviluppi della storia”.
Anche la sinastria spesso ci rivela che le persone si legano attraverso, o addirittura malgrado, qualunque aspetto reciproco, buono o cattivo. I motivi per legarsi,
consci o inconsci che siano, sono infiniti: a volte ci si lega per farsi abbandonare, o
per far soffrire l’altro e vendicarsi del mondo, o per imitare Edipo, Elena o Menelao.
Conta solo l’energia dietro la facciata, ma il risultato del suo impiego non dipende
da noi.
I sogni e le carte del cielo, in sostanza, si prestano ad infinite interpretazioni,
secondo la struttura logica di chi li osserva ed interpreta. Un’interpretazione totale
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e proposte
è inammissibile, perché non possiamo mai essere totalmente dentro al sogno o
dentro le immagini astrologiche, quando ci preoccupiamo d’interpretare. Allo stesso
modo, non possiamo mai essere “abbastanza morti” per immaginare la vita nell’aldilà. Non dobbiamo, quindi, esagerare troppo nel cercare a tutti i costi di collegare i
sogni alla vita quotidiana, per ricavarne insegnamenti. Quanto all’oroscopo e ai miti
che agiscono nella nostra vita, dovrebbero forse essere, più che interpretati, contemplati. Quando si guarda un film è possibile appassionarsi pur ricordando che siamo osservatori e non attori, e possiamo trovare bella anche una storia triste o tragica. Siamo sempre pronti a compiangerci o ad inorgoglirci, ma spesso ci manca la
capacità di vedere la bellezza delle immagini, nel nostro tema.
Nei sogni vediamo costantemente proiezioni, simbolizzazioni , spostamenti.
Per nascondere a noi stessi l’aggressività che proviamo, sogniamo d’essere aggrediti.
Incontriamo nostro padre solo per scoprire che ha il volto del capufficio e che indossa un camice da insegnante. Tutto l’oroscopo è pieno di simili condensazioni: il
complesso segno-casa-aspetto di un pianeta, congiunzioni plurime ed inestricabili,
astri bersagliati da angoli armonici o tensioni, fino al punto da rendere impossibile
capire la risultante di tutto ciò. D’altra parte, i nostri pianeti natali, come i misteriosi personaggi onirici, sono maschere dietro le quali si celano potenze celesti. I loro
miti sono importanti, perché dimostrano che la psiche stessa ha un’essenza mitica.
Queste storie senza tempo rendono il nostro carattere complessato e nevrotico
“sensato”, proprio perché partecipe della divinità racchiusa in quell’Olimpo astrologico e mitico. Dobbiamo imparare il rispetto, se non l’ammirazione, per queste immagini. Esse si possono a stento intuire, personificandole nei pianeti o persino negli
arcani dei tarocchi: il Messaggero, il Saggio, la Grande Madre, l’Etera, la Vergine, il
Burlone, la Morte, l’Eremita, il Re. L’interpretazione e le previsioni, infatti, si confrontano continuamente con i mille volti dell’archetipo. Questo può rappresentare
un nemico come un protettore, un carnefice come una vittima, una disgrazia o una
svolta cruciale, la morte di qualcosa o la sua trasformazione. Dipende da noi vedere,
per esempio, Saturno non solo come mietitore con falce e clessidra, ma anche come
Mago Merlino.
Questi archetipi, inseriti nei paesaggi interiori dello Zodiaco, incarnano una
flora e una fauna sfumate dalle varie culture: anfore, specchi, scale, ombre, giardini,
fortezze, animali soccorrevoli, che convivono con noi e ci fanno da angeli custodi o
spiriti familiari. In queste immagini, forse, sta l’eternità di cui ha bisogno la nostra
vita per diventare storia infinita, intrappolata nell’illusione del tempo e cieca a tutto
ciò che non è materialmente percepibile.
Chiudiamo doverosamente con un mito (di Jean Paul) sull’origine del sogno.
Prometeo ha rubato il fuoco agli dei ed infuso la vita nel Golem d’argilla che è l’uomo, e Giove si vendica creando il sonno, affinchè l’umanità resti per metà del suo
tempo senza sensi e pensieri. Le Muse, impietosite, regalano all’uomo il sogno, durante il quale egli sorride o piange come da sveglio. A questo punto il dio delle Muse lo desta, all’alba, per timore che il mortale scorga gli immortali.
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LIDIA FASSIO
AMORE, AMORE…
MA DI QUALE AMORE PARLIAMO?
Estratto dalla conferenza tenuta a Roma il 14 febbraio 2002
L.A. 128-370
“Innamorarsi non significa amare”: con queste parole l’autrice sottolinea quanto
l’amore sia, più che un istinto irrazionale, un percorso della coscienza e della maturità. Nel presente studio analizza quindi l’evoluzione della capacità di amare, attraverso le tappe significative rappresentate dai segni e dalle case associate a Venere,
nonché la necessaria elaborazione indicata dagli aspetti natali tra Venere e gli altri
pianeti: dall’amore infantile legato al bisogno a quello adulto che si realizza
ed esprime nello scambio e nel rispetto, dall’amore che dipende a quello che libera,
dall’identificazione o competizione con l’altro alla consapevole individuazione
di una scelta affettiva e relazionale, fino alla più evoluta apertura all’amore universale.
Cari amici, colgo l’occasione di questa conferenza che avviene nel giorno di
San Valentino – la festa degli innamorati – per parlare ancora un po’ di amore, argomento che sempre risulta essere interessante e che, soprattutto, viene richiesto
frequentemente a noi astrologi come tema della consulenza.
Ricordo una frase bellissima di Charles Aznavour scritta su una copertina di un
suo disco: “canto l’amore perché è l’energia che fa girare il mondo”. Purtroppo occorre sottolineare che se il mondo girasse veramente grazie all’amore, sarebbe sicuramente migliore di quello che è… tuttavia l’amore continua ad essere il fine, lo
scopo, la meta da raggiungere per tutti noi e, in ogni caso, è un passaggio obbligato
della vita, anzi possiamo dire che è il nutrimento della vita.
La psicologia evolutiva afferma che “non si può vivere senza amore”: senza
qualcuno che si prenda cura di noi, che ci accudisca, protegga e sostenga non è
possibile giungere ad un sano sviluppo e ad una schiusa del nostro mondo psichico.
Mancherebbe la capacità di relazionarci con noi stessi e con gli altri, principio fondamentale e necessario dal momento che l’uomo ha due bisogni essenziali e solo
apparentemente opposti: quello di riconoscimento, di affermazione e di individualità, ma anche quello di entrare in relazione con gli altri, essendo un essere sia egoico che sociale.
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RiflessioniArgomento
e proposte
Partendo quindi da questa giornata in cui si festeggia un tipo particolare di
amore – quello che fulmina, che colpisce al cuore come una freccia e che fa inebriare, o per dirla meglio fa “perdere la testa” – cerchiamo di percorrere il cammino
per comprendere come ognuno di noi intende l’amore, quali ne sono i presupposti e
quale tipo di valutazione diamo a questa parola, come lo ricerchiamo e come lo offriamo, ma anche quale visione ideale ne abbiamo.
Un altro punto importante è che l’amore è sempre qualcosa che ci trascina in
un mondo sconosciuto: l’amore è di per sé disorganizzante poiché ci porta a confrontarci con parti di noi altrimenti ignote. Un mio insegnante di psicologia diceva
che l’amore serve a farci trovare la forza, a permetterci di orientarci quando non
esiste più nessun punto di riferimento, perché ci costringe a lasciare il sentiero conosciuto per inoltrarci in stradine secondarie: in tal senso il grande principio di Eros
si presenta come movimento psichico, come energia che protende verso direzioni
nuove ed è anche per questo che quando ci innamoriamo siamo tutt’altro che tranquilli, sperimentiamo un rialzo energetico, una voglia di fare, sentiamo una forza
che ci pervade e che ci stimola a credere in tutto ciò che facciamo, fino ad affrontare l’impossibile e l’imprevedibile.
Spesso è proprio l’amore che ci porta ad affrontare situazioni di dipendenza o
di stagnazione poiché va a scovare dentro di noi quelle motivazioni che prima sembravano non esistere e ce le fa applicare. La maggior parte dei giovani affrontano la
famiglia e si ribellano ad essa per un amore; da adulti si esce da una situazione di
relazione stagnante e senza più prospettive, perché si sperimenta un nuovo amore.
L’amore quindi è una forza interna, un’energia che non ci permette di rimanere
passivi.
Inizierei subito facendo un distinguo: innamorarsi non vuol dire amarsi e qui
penso che molti potranno anche dissentire; tuttavia l’amore è un processo, un cammino che implica una serie di atti coscienti che sono invece totalmente assenti nell’innamoramento. Innamorarsi non è neppure entrare in relazione, poiché l’innamoramento ci fa spesso apparire l’altro come colui che, somigliandoci e respirando all’unisono con noi, può riempire tutte le nostre carenze e mancanze, e quindi proprio
in questo nasconde la più grande illusione, che prende forma attraverso la passione.
Ma per raggiungere l’amore dovranno esserci altri e numerosi passi da affrontare,
ed è così che il vero amore a volte appare quasi uno choc, proprio perché non riempie il vuoto di nessuno e si fonda invece sulla capacità di riconoscere prima i nostri
limiti, di lavorare sulle nostre personali incompletezze e, infine, sulla scelta fondata
su elementi di condivisione e sulla negoziazione dei bisogni, nonché su uno scopo
comune.
Certo, è giusto dire che ogni amore passa quasi inevitabilmente attraverso l’innamoramento, mentre non tutti gli innamoramenti diventano amore e relazione.
Questa sera io parlerò dell’Amore, quello vero, quello che vuole diventare “relazione
psicologica” con l’altro, e che al tempo stesso vuole essere una strada di conoscenza
personale.
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Noi astrologi abbiamo una grandissima fortuna perché possiamo riconoscere
con riscontro immediato l’infinita saggezza della nostra materia che, anche ai tempi
in cui amore e relazione non avevano certo lo spazio che hanno oggi, ha collocato
l’innamoramento in casa 5a e l’amore-relazione in casa 7a (Venere).
Ora questo non può essere casuale, ragion per cui il distinguo è fondamentale
per noi che ci accingiamo a capire qualcosa in più di questo sentimento. Infatti,
quando parliamo di amore parliamo di “sentimento”: funzione junghiana che fa
parte delle due “razionali”, ovvero che partono da capacità discriminatorie e dal
modo in cui percepiamo la realtà (nel caso di Venere, si basa sull’assunto: mi piace,
accolgo – non mi piace, respingo). Discriminatorio è dunque il simbolo di Venere –
dea alchemica dell’amore e della bellezza – il cui domicilio primario è collocato in
un segno d’Aria, la Bilancia, che è preposto alla scelta e al giudizio, due atti che richiedono equilibrio, obiettività, distanza emotiva e, quindi, razionalità.
Verrebbe allora da chiedersi: come mai l’amore, che da sempre è stato inteso
come quanto di più lontano dal pensiero e dalla ragione, finisce invece nella sfera
delle cose che sono sotto il controllo dalla nostra mente? Che senso ha tutto questo?
In effetti, il punto è che noi abbiamo sempre confuso innamoramento e amore: il primo, fantastico, emozionante, travolgente, assolutamente irrazionale, deriva
da una pulsione e quindi si ricollega molto di più all’istinto e come tale è domiciliato in Leone casa 5a, proprio perché è un impulso ad unirci, ad incontrare l’altro. Lo
scopo ultimo è comunque la riproduzione, la sopravvivenza della specie, il nostro
contributo creativo e biologico al mondo; però l’innamoramento è e rimane un fatto da casa 5a e quindi legato al nostro Io, al nostro senso di identità, essendo questa
appunto una casa “personale” e non una casa di “relazione”.
L’innamoramento è un’emozione tra le più eccitanti ed anche dis-organizzanti
della vita, però può essere anche isolato, senza affetti. Non esige necessariamente
un’altra persona, può essere un fatto anche solo personale: o meglio, si può essere
innamorati anche senza che l’altro lo sappia o corrisponda. L’innamoramento serve
all’Io. Serve a farlo esplodere, a farlo sentire forte, potente e in sintonia con il mondo, con l’universo; e a fargli vedere quanto potrebbe essere se non fosse bloccato e
limitato da paure, pregiudizi e difese assurde. È una percezione fulminea della illimitatezza della nostra personalità, della capacità di superare divisioni, barriere e diversità; è un flash sull’universalità e sulla completezza… ma rimane appunto solo
un flash, un attimo colto nell’eterno divenire dell’universo e del tempo.
L’amore invece presuppone la rottura del guscio narcisistico dell’Io e un serio
avvicinamento all’altro: esige il superamento della simbiosi e un inizio di differenziazione che spinga verso il sentirsi separati e non verso l’essere fusi con un’altra
persona. Solo la coscienza di sé come unità separata – casa 7a – potrà dare il via al
processo di amore che deve avere come scopo finale la condivisione e lo scambio,
passando attraverso l’accettazione della non similitudine propria ed altrui.
Cercheremo ora di vedere quali sono gli archetipi al lavoro nella nostra mente
nei confronti di ciò che chiamiamo “amore” nel nostro tema natale.
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Parlerò dunque di Venere e dei suoi aspetti con gli altri pianeti, indicando il tipo di introiezione che abbiamo fatto e quindi il tipo di aspettativa che andremo a
mettere in scena rispetto all’amore e alla relazione. Desidero però sottolineare che
intendo proporre i vari passaggi evolutivi che Venere compie passando attraverso
tutti gli altri pianeti: si tratta dunque di una sorta di viaggio, che parte dal narcisismo per giungere all’amore universale che apre alla compassione e all’unità con
tutto ciò che ci circonda.
VENERE - SOLE
Questi due signori condividono alcune cose interessanti: la grande Dea dell’amore si
trova unita al Dio del Sole e con lui condivide attrazione, voglia di brillare, voglia di
essere al centro del mondo. Entrambi attraggono a sé, Venere per piacere e per desiderio e il Sole per vita, calore e brillantezza.
Questo amore è Narciso. Venere quando è legata al Sole è attratta dall’Io, non
riesce quasi mai a guardare oltre e rimane spesso abbagliata dalla sua stessa luce.
Narciso ha due fasi. Nella prima è felice: non conosce niente, non conosce l’altro e quindi nessun turbamento riesce a smuoverlo. Poi ad un certo momento ha
sete, si china nell’acqua e, proprio in quell’istante, la vita si ribalta interamente e lui
è obbligato ad uscire dall’innocenza, osservando il proprio riflesso. Questo è il momento in cui noi possiamo aprirci alla vita e alla vera potenzialità di giungere un
giorno al completamento, oppure possiamo, come nel Mito, dischiudere le porte
della morte dell’Io che consiste nell’incapacità di aprirsi all’altro e quindi nell’impossibilità di raggiungere il Sé.
Il Mito dice che Narciso muore perché ha rifiutato l’amore di una ninfa. Forse
Narciso cercava uno sguardo che gli rispondesse, e non l’ha trovato perché ha visto
solo sé stesso. Se pensiamo che nei primi mesi vi è la simbiosi con la madre, forse il
fatto che sia il Sole ad unirsi a Venere ci riporta ad una scarsa risposta, poiché il Sole – elemento maschile – non riesce a riflettere lo sguardo: forse c’è solo finzione,
illusione ed abbaglio. Forse a Narciso è mancato proprio quel gioco di sguardi che
unisce la madre al suo bambino; è questo che crea le condizioni per il futuro amore,
questo è il preludio per altri incontri e per la consapevolezza del sé. Se il bambino
ama istintivamente tutto ciò che quello specchio gli rimanda è perché già lo conosce, lo ha percepito nel contatto con la madre ancora prima di vederlo riflesso nei
suoi occhi: è in quei punti di riferimento che lui ha la certezza di essere amato e di
essere. Narciso sembra essere vuoto, non essere, non avere memoria di questo primo amore e quindi impara ad amare sé stesso nel momento in cui si vede riflesso: è
indifferenziato, non separato dal mondo originario e quindi ricerca costantemente
sé stesso in ogni singola persona che incontra, perché andare al di là di questo significherebbe mettere a repentaglio un troppo fragile equilibrio.
Venere-Sole è un archetipo non facile che spesso induce il soggetto a non
prendere in considerazione gli altri, perché il Sole ha troppa forza di attrazione e
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tende ad impedire che lo sguardo di Venere vada in altra direzione e si stacchi da
lui. È un amore per sé, preludio a qualsiasi altro amore ma che può non avere la
forza di rompere questo guscio e rimanere esclusivamente concentrato su di sé.
Questo è il grande dramma di Venere-Sole: l’identità può non nascere sufficientemente e non riuscire a godere di quelle parti che derivano dal contatto con l’altro, e
in un certo senso questo amore rimane imprigionato nel suo “essere troppo autocentrato”, senza accostarsi mai con interesse verso l’opposto.
Questo amore vive l’innamoramento iniziale; però poi non si schiude, non si
apre, e quindi termina, delude, sfiorisce e si ripiega sgonfiandosi in una delusione
che è come una ferita impossibile da rimarginare. È Casanova che cerca: però non
cerca anime, cerca solo corpi e quindi non potrà mai giungere a quella dimensione
di energia che parte e che si dirige attraverso l’altro nei meandri della nostra psiche,
per risvegliarla, metterla in movimento e invitarla a conoscersi.
Venere-Sole rappresenta il primo stadio dell’amore, quello narcisistico primario
che ha qualcosa di autistico, nel senso che non vi è ancora un vero interesse per
l’altro e quindi sostanzialmente non vi è ancora relazione: è l’amore per sé che deve
essere il punto di partenza per poi giungere alla capacità di aprirsi all’altro. Ogni
volta c’è il “via” che si apre con la conquista, però poi il soggetto non riesce a dirigere la libido verso l’altro e quindi questa ritorna all’Io, in una sorta di movimento
circolare che si fa eterno, come un vortice che non permette di uscire dalla traiettoria. Ciò conduce quasi sempre alla ricerca ossessiva di “oggetti”, che però riescono
solo ad attivare il movimento centripeto dell’energia: la persona conquista ma poi
abbandona, anche perché l’altro non c’è, e quello che si attiva è solo un primo passo che dovrebbe consentire la successiva schiusa e il movimento centrifugo dell’energia. In questo primo stadio non vi è neppure la simbiosi, vi è solo e sempre la
sensazione di essere soli con sé stessi.
VENERE- LUNA
Qui l’amore viene visto attraverso gli occhi della Luna: è quindi morbido, romantico,
pulito, quasi infantile, con un grande bisogno di tenerezza e di dolcezza. La Luna
cerca stabilità attraverso l’affettività: vorrebbe mettere insieme queste due cose e
creare una situazione idilliaca, perfetta, in cui la voluttà, il senso del piacere personale e il gusto edonistico per le cose belle e la vita serena si realizzino attraverso il
conforto di un’altra persona, di una famiglia e di una situazione affettivamente ed
emotivamente tranquilla.
La forma di amore prevalente è quello materno: infatti nell’immaginario LunaVenere c’è una madre che gratifica i desideri di un bambino e tutto questo si ammanta di tenerezza, di affettività, di contenimento, di nutrimento, di cure materiali
ed emotive, di protezione e di sostenimento più che di erotismo e di passionalità.
Chi ha questo aspetto intende l’amore come un insieme di nutrimento, rassicurazioni e coccole: amare, per questa persona, significa essere tutt’uno con l’altro, si-
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gnifica potersi lasciar andare e ritrovare un senso di completezza in cui non ci sono
angosce e non ci sono conflitti né divisioni.
Questo amore ha poco a che fare con l’integrità e l’individualità. È una forma
di amore che non contempla ancora fasi di separazioni, troppo spesso passiva, in
cui c’è poco desiderio di conoscenza e di azione: proprio come il bambino si aspetta
che sia la madre a fornire tutto ciò di cui ha bisogno e a decidere per lui, questo
amore aspetta che tutto giunga dall’esterno e non muove passi verso la crescita. È
presente ancora l’indifferenziazione e quindi c’è un’inconscia ricerca di paradiso
perduto; tuttavia si tratta di una modalità illusoria ed infantile, in cui si fantastica
di non avere conflitti e di trovare una condizione di unità e di benessere totale che
deve necessariamente giungere dall’altro o attraverso l’altro, ma che è anche un sogno di blocco, di “incantesimo”, in cui tutto il processo di crescita è fermo, in attesa
di azione e di movimento: in una parola, di “tensione a….”.
Questo amore ha difficoltà a tollerare la separazione e quindi non si può ancora parlare di vera e propria relazione, ma di fusione in cui la fantasia che prevale è
quella illusoria e onnipotente di bastarsi l’uno all’altro. Si crede che sia la presenza
dell’altro a far vivere il senso di totalità, ma questo chiude l’amore all’interno di un
circuito sterile, senza scampo, perché lo isola e lo limita. Non si può considerare un
vero e proprio amore in quanto, fino a che vi è fusionalità, manca il desiderio che è
appunto tensione verso l’altro da sé. È uno stato di totale passività, mentre in realtà
l’amore deve sempre essere un atto verso l’altro e presuppone quindi una forte tensione interna che spinga a sottrarsi a questa sorta di limbo inconscio, per emergere
attraverso il desiderio potente di conquista e di autonomia, che riuscirà in ultimo a
vincere sull’angoscia-paura del distacco.
È un amore che si nutre di sogni, di lacrime romantiche, di tuffi al cuore; è suscettibile, facile ad essere ferito, ed ha bisogno di ricordi, di memorie e di fughe nel
passato, soprattutto quando ci sono ricorrenze o delusioni. Si alimenta di nostalgia,
a volte però la fuga può essere nella tristezza e nel ripiego sull’infanzia. Nei suoi risvolti più negativi questo amore non supera la soglia dell’infantilismo e della capricciosità, diventa facilmente egoista ed aggrappante; è un amore fragile da un
punto di vista emozionale che può accompagnarsi anche ad instabilità e mutevolezza e a grande dipendenza, che spesso porta anche alla sua nemesi, giacché la
paura di perdere l’oggetto del nutrimento fa sì che il soggetto lo soffochi.
VENERE – MERCURIO
È un archetipo adolescenziale che rappresenta i primi stadi dell’amore e della conquista amorosa: stadi in cui provare la sensazione di avere potere e di sedurre sono
molto importanti; più importanti della relazione in sé. Pensate a Mercurio e al fatto
che deve imparare a percepire il proprio impatto sul mondo, comprendendo come i
suoi atti e i suoi comportamenti influenzano il circostante. La modalità di rapporto
è Aria. Il soggetto è in pieno sviluppo, ha voglia di far colpo sull’altro e quindi ama
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“flirtare”, sedurre, per provare le capacità di impatto che ha sull’altro. È molto leggero, legato al divertimento, è un approccio civettuolo.
Questo amore ci ricorda che nella condizione di innamoramento qualcosa nella
nostra psiche si muove, prende energia e può essere portato alla luce. E’ però ancora gioco amoroso: c’è humour, cervello, poca intensità, poco impegno a lungo termine, poca profondità a livello emotivo, poca passione e, soprattutto, poca stabilità.
Le sue qualità sono la leggerezza, la voglia di conoscenza, di novità, di eccitazione,
di curiosità a volte anche un po’ morbosa, ma riflette uno dei lati più sottovalutati
dei due Dei archetipici che vi si collegano: Afrodite e Hermes. Entrambi infatti avevano un grandissimo bisogno di conoscenza e di essere riflessi dal mondo circostante, e quindi questo modo di amare ha molto a che fare con la fase estroversa
dell’adolescenza, in cui la cosa più importante è l’apertura verso il mondo che consente la crescita intellettuale e lo sviluppo della personalità, e tutto ciò è meglio se
viene fatto in coppia perché così offre una maggior sicurezza, pur mantenendosi
inserito in una scenografia di grande vulnerabilità e fragilità.
È un amore con grandi connotazioni narcisistiche. La parte fisica e la dimensione erotica diventano secondarie; qui l’erotismo è cerebrale e la seduzione è rappresentata da ciò che di sé si riesce a cogliere riflesso negli occhi altrui. In questa
situazione l’amore è ancora lontano dalla scelta, ma è già bisogno di disvelare la
propria identità anche se non c’è ancora verità in ciò che si mostra: spesso l’esteriorità è dinamica, attiva, intraprendente, mentre l’interiorità è ancora del tutto nascosta e inconscia. In questo rapporto il punto di vista dell’altro integra un’immagine
personale ancora piccola, c’è una ricerca di conferma di autostima che giunge inizialmente dal fatto di piacere all’altro, di conquistarlo.
È un amore che vuole e non vuole; si concede e si nega. Ha bisogno di scambio, di dialogo, e attraverso questo dialogo la persona cerca di scoprire chi è. Anche
qui c’è molta mutevolezza e si vuole crescere con le idee, i pensieri, vari tipi di esperienze, e per questo c’è così tanto bisogno di stimoli; questo amore si annoia se non
ha novità, e necessita di feeling intellettivo pur evitando, nel contempo, le grandi
emozioni.
Anche la sessualità viene vissuta con curiosità e sperimentazione, mai con intensità; di solito si ama pensare e guardare più che fare. È un amore che si può sviluppare in vacanza, in un viaggio, spesso in un’altra città, e quindi la dimensione
dello spostamento e della comunicazione a distanza assume grande importanza;
oggi potrebbe trattarsi tranquillamente di un amore “virtuale”.
Lo scopo di questo amore è quello di compiere dei passi decisivi per la propria
autonomia psichica attraverso l’incontro-specchio con l’altro. La parte ombra di
questo archetipo è la sfuggevolezza, l’incapacità di giungere fino in fondo e di partecipare emotivamente, e ciò può arrivare fino all’insensibilità e alla crudeltà. La dimensione Aria può diventare totalmente inafferrabile ed inaffidabile perché ancora
troppo incentrata sulla costruzione di un’immagine di sé, della capacità di percepire
che parte dalla percezione altrui.
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RiflessioniArgomento
e proposte
VENERE - MARTE
In questo aspetto Venere acquisisce da Marte l’impulsività, la forza, la capacità di
separazione e di lottare per il proprio destino, nonché il bisogno di affermazione
che passa attraverso la relazione e l’amore .
Marte cerca di entrare nella vita di una persona attraverso questo archetipo e
l’amore si trasforma come per incanto in passione e in voglia di possedere; così la
parte impulsiva può prendere il sopravvento e il bisogno di conquista può superare
quello di comprendere e accettare l’altro. Qui l’amore è puro, istintivo ed anche un
po’ grezzo, senza troppe mediazioni, però fatica a portare avanti a lungo le cose,
perché la dimensione della velocità e della transitorietà, unita all’irruenza, sono armi molto forti che giungono ad irretire anche Venere.
L’amore viene inteso come qualcosa che brucia tantissime energie, tuttavia c’è
anche bisogno di grandi rassicurazioni: è un amore spesso insicuro, basta nulla per
rimetterlo in discussione e per creare vuoto e panico, nonché rabbia. Vuole o tutto
o niente e ciò lo rende travolgente o estremamente distruttivo; serve per esprimere
la forza dell’Io, anche se in realtà è alla ricerca di una direzione, una meta ed uno
scopo che serva a dare significato alla vita.
È un amore avventuroso, che si nutre di slanci, di straordinarietà; nulla lo distrugge quanto la ripetitività e la routine, la mediocrità e la noia. Per questo ha bisogno ciclicamente di grandi crisi in cui i binomi “amore e guerra” – “rabbia e sesso”
mantengano alta la tonalità energetica. C’è il timore di perdersi nell’altro, la paura
che, lasciandosi troppo andare, si rischi di perdere l’autonomia; però, nello stesso
tempo, c’è anche forte bisogno di emozioni, e delle sfide che nascono dalla relazione. Visto dall’esterno questo amore ha qualcosa di magnetico e a volte di minaccioso, accompagnato da grandi colpi di testa e da tempeste emotive travolgenti.
Lo scopo è quello di traghettare l’Io al di fuori dalla simbiosi, ingaggiando una
lotta ed un cammino verso un maggior senso di individualità e di separazione. L’amore impedirà quindi qualunque fusione, anche se ce n’è ancora il desiderio, quasi
il rimpianto: tuttavia Marte non lo permetterà e taglierà con la sua spada qualsiasi
stato di negazione di sé e della propria identità.
Con Venere-Marte occorre imparare ad amare differenziandosi e separandosi
dall’altro, e vivendo appieno la tensione e il desiderio che ci spinge all’unione. È un
sottile gioco di avvicinamento-allontanamento che culminerà in una sorta di equilibrio tra i due opposti.
C’è sempre una grande dose di orgoglio che si sposa con l’irrazionalità e l’impulsività, come in Didone che, quando viene lasciata da Enea perché è chiamato a
compiere il proprio destino portando avanti l’impegno a suo tempo assunto, si uccide dopo aver gettato su di lui una maledizione. La dicotomia è amore-guerra: ci sono emozioni potenti che possono determinare gesti bruschi ed eccessivi, che tendono per lo più a mettere fine a tempeste emotive e di rabbia che non possono essere
gestite e che servono a concludere la fase di simbiosi. Tutto è estremo e, infatti, il
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Argomento
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cedimento alla passione diventa la cosa più importante per questa modalità di
amore, a cui però farà subito seguito il bisogno di uscire dalla condizione di unione
e tranquillità, creando nuova distanza.
Afrodite ed Ares cedono di tanto in tanto alla loro passione e infatti vengono
catturati con uno stratagemma dal marito di lei: questo indica che, quando si ama
con Venere-Marte, il rischio e la sfida al mondo sono parte del modo di rapportarsi.
La sottomissione alla passione è intensa, seppur temporanea; ma quando c’è impedisce quasi di vivere altre cose, proprio perché è esclusiva e totale.
Marte ha il sopravvento sulla parte etica e rigorosa di Venere ed anche sulla
scelta razionale, la trascina nella sfera puramente istintiva che comporta spesso il
passaggio veloce dall’amore alla rabbia, che può anche diventare aggressività e brutalità nonché distruzione. La stessa rabbia può essere scagliata contro chi cercasse
di “invadere il territorio amoroso”. Vorrei però sottolineare la differenza fra questa
rabbia e quella di Plutone che ad esempio vedremo nell’archetipo di Medea: qui infatti c’è l’impeto della rabbia del momento, incontenibile, in cui si fa largo l’idea che
è meglio morire piuttosto che vivere la vita senza l’altro, ci sono solo l’esclusività e
l’accecamento del Fuoco ma non c’è alcuna strategia o vendetta come nella scorpionica Medea. Tutto qui brucia e deve essere consumato; tutto è veloce, sia nel
crescere che nel terminare.
Questo amore equivale al bisogno di affermare la propria individualità, di provarla e confrontarla con o contro l’altro. Questo amore ama combattere. L’aspetto
della sfida deve essere presente in ogni rapporto: un rapporto semplice e lineare
non può interessare chi possiede questo aspetto, perché la personalità si delinea e si
definisce nella lotta, riappacificazione, nuova lotta, nuova riappacificazione così che
il turbine energetico possa perpetrarsi.
La negatività di questo archetipo è l’impulsività e l’impazienza unite all’irrazionalità, nonché la tendenza a vivere l’aggressività proprio nella dimensione amorosa.
Il lato di imprevedibilità può rendere paradossale qualsiasi reazione: grande, eccessiva suscettibilità e troppo orgoglio, che facilmente ferisce.
VENERE - GIOVE
L’amore qui passa attraverso la dimensione olimpica; tutto deve essere magico, magnifico, grande e in espansione. Immaginate Zeus, il grande signore degli Dei che
scende e si incarna in Venere: niente potrà essere ordinario, tutto dovrà assumere
una tonalità “divina”, grandiosa e superlativa. L’amore in questo caso è la grande
promessa e la grande speranza; è l’avventura che può prendere vita e che serve per
la propria crescita ed ha aspettative gigantesche che naturalmente, all’inizio, sembrano corrisposte e gonfiate fino all’inverosimile dall’altro.
Giove usa l’amore per traghettarci in una dimensione di superamento dei nostri personali limiti: ci fa quindi percepire cosa potremmo essere se solo ci fidassimo
delle nostre intuizioni, dei nostri pensieri e del nostro mondo interno: ci mette in
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RiflessioniArgomento
e proposte
contatto con la nostra ricchezza interiore se solo siamo disponibili, se solo spalanchiamo il nostro terzo occhio e cominciamo a… vedere.
È questa la ragione per cui, durante l’amore, chi ha Venere-Giove si sente al
massimo: Giove vuole il massimo, vuole qualcosa che superi le nostre possibilità, e
per farci giungere a questo abbaglia, trasforma la realtà, fa vedere anche quello che
non c’è, o fa vedere le cose sotto un’angolazione diversa, qualcosa che potrebbe anche esserci nella realtà, se solo lo volessimo e ci credessimo. Nel mito Giove si trasformava per riuscire a conquistare; questo indica chiaramente la potenzialità di
questo archetipo di lasciarci vedere ciò che noi vogliamo vedere.
Giove non ama la realtà né la quotidianità; vuole infatti farci intuire cosa potrebbe esserci oltre questo piano limitato di percezione. Attraverso Venere fa sperare
l’insperabile e ci fa vedere ciò che potrebbe essere. Qui l’amore deve offrire tantissimo e deve poter mantenere tutte le premesse iniziali perché Giove non si accontenta mai, ha bisogno di nuovi spazi, di nuove mete, di nuove promesse e di nuova conoscenza.
L’amore deve dare significato e riempire la vita, e ciò può rendere difficile sentirsi veramente gratificati: Giove è magnifico, ma è anche insaziabile. È vorace, deve
acquisire, deve ingoiare, deve arricchirsi. E’ inoltre un amore pieno di Fuoco, che si
accende, si spinge in avanti e poi ancora in avanti, mentre continua a sperare, a dilatare lo sguardo: se però si rende conto che non ci sono più possibilità, non ci sono
più territori da conquistare, non più promesse e non più crescite, allora entra nel
circuito delusione-disillusione, perde ogni stimolo ed ogni interesse e si sgonfia, deluso e svuotato fino a che qualche nuova visione lo condurrà alla ricerca di nuovi
lidi, nuove passioni, nuove conquiste.
Questo amore ha bisogni di grandi gesti, di espansività, di intensa sessualità,
però il rischio è anche quello che tutto venga consumato in fretta: ragion per cui
questo amore deve lasciarsi qualche spazio aperto, non può scoprirsi totalmente,
perché ciò che lo stimola e lo eccita è l’ignoto, il non-conquistato, e forse anche il
non-conquistabile: quello che ancora deve essere visto, scoperto, trovato, e il viaggio che si compie per arrivare a conoscerlo. Giove-Venere deve poter accendere la
speranza che tutto sia possibile, e fino a quando queste premesse vengono mantenute, almeno nella psiche, Giove è trasformista, mostra il meglio di sé, illude e si illude; crede che ci sarà, che si otterrà, che le premesse si realizzeranno. Giove trascina Venere nel mondo della visione- immaginazione e lascia intuire che ciò in cui si
crede avverrà.
Il lato negativo di questo amore è la bramosia, il possesso, il fagocitamento,
il bisogno quasi di divorare l’altro in un tentativo di avere tutto, di soddisfare ogni
desiderio attraverso l’altro. Questo genera grande insoddisfazione; è esattamente
ciò che accade dopo una grande abbuffata in cui non si è gustato il cibo, lo si è solo
ingoiato per avidità e subito dopo ritorna un inutile senso di vuoto, di mancanza di
sostanza. C’è una grandissima fame, ma non vi è cibo al mondo che possa saziare.
Riflessioni e proposte
Argomento
95
VENERE - SATURNO
Vi immaginate come può essere l’amore visto attraverso gli occhi di Saturno? Visualizzate Saturno, alto, un po’ anziano, saggio, con la barba, scarno ed ossuto: quale
tipo di amore può incarnare?
Qui l’amore entra in un clima di serietà, di stabilità, di impegno e di responsabilità: si stabiliscono regole che devono essere mantenute nel tempo. Saturno è sicurezza, questo amore deve quindi improntarsi su questi temi poiché servirà a sperimentare il proprio bisogno di solidità e struttura; si cerca anche una sicurezza personale e sociale, in cui tutto deve essere fatto nella normalità e riconosciuto dall’esterno.
E’ un amore che si dà molti limiti, pronto anche al sacrificio pur di mantener
fede all’impegno preso. Ha qualcosa di rigoroso e si fonda su una certa distanza
emotiva, non ci sono grandi slanci tuttavia ci si può contare: è sicuramente un
amore che non va contro-corrente perché segue i dettami della morale prima collettiva e poi personale. Il principio di piacere qui passa in secondo luogo ed entra
invece il principio della necessità e della forma. Non c’è spazio per il romanticismo,
per la grande passione: c’è soprattutto il “fare”, ma a volte anche sofferenza e rinuncia al lato piacevole ed erotico dell’amore.
Questi aspetti sembrano rappresentare un paradosso perché il sogno di Saturno, quando tocca l’amore, diventa quasi quello di preservarsi da esso, di non lasciarsi cogliere: è quindi un irrealistico sogno di verginità, nel senso di tutelarsi dal
rapporto, soprattutto dal coinvolgimento emotivo con l’altro, da cui Saturno è sempre impaurito per non dire terrorizzato. Per questo, tenderà sempre a controllare
quella dimensione dell’amore, imponendo e creando regole che diano l’illusione di
eludere quella particolare sfera della vita attraverso strategie difensive. La miglior
difesa di Saturno è l’intelletto, per cui le emozioni vengono messe in secondo piano
di fronte alle risorse mentali e culturali; Venere risponde con l’intelletto e non con il
sentimento.
Saturno ha paura di espandersi e di concedersi e quindi limita in qualche modo il bisogno di unione: è un amore che deve imboccare la strada dell’autonomia,
dell’efficienza e della capacità di essere indipendente emotivamente, intellettualmente e materialmente, e Venere deve diventare capace di essere una in sé stessa
prima di potersi relazionare con un’altra persona, per cui non può appoggiarsi né
affidarsi troppo, altrimenti perderebbe i suoi confini, faticosamente conquistati. Per
evitare ciò usa controllo e, a volte, ha davvero paura di darsi.
È un amore che dà valore a ciò che dura nel tempo, a ciò che è solido, è discreto e tende a non essere invasivo, non ama dipendere e non crea dipendenza.
Saturno traghetta Venere nel mondo della forma, nella dimensione della realtà
con tutta la sua limitatezza e scarsità di visione. Sembra un controsenso perché l’amore ha bisogno di sogno, di illusione e di romanticismo; qui il principio di Eros viene in qualche modo imprigionato. Se consideriamo il mito, Eros-Amore c’era prima
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RiflessioniArgomento
e proposte
di ogni creazione e prima di ogni manifestazione: è dal suo desiderio che nasce la
creazione; ciò significa che quando si manifesta in una forma definita questa si indurisce, si raffredda, perde la grande capacità di trasformare perché esce dal regno
della possibilità.
Eppure, anche questo amore deve essere utile alla crescita della persona e della
sua individualità, nella capacità saturniana di vedere il limite tra il sé e l’altro da sé,
unica condizione per giungere ad una vera e propria relazione psicologica che consenta l’accettazione piena dell’altro e che deve passare attraverso l’accettazione di
sé, nonché attraverso la rinuncia al controllo, alla manipolazione o al dominio sull’altro.
Con Saturno l’amore e l’altro sesso perderanno il potere magico che avevano
prima, poiché ci obbligherà al confronto con i tratti più essenziali della nostra psiche. Non ci perderemo più dentro nessun altro, non saremo più incantati né incantevoli, ma saremo più veri ed anche capaci di reale e consapevole dedizione verso
l’altro.
Qui l’amore si fa indipendente e affronta la verità più dura: non vi è certezza
che esista qualcuno che si prenderà cura di noi per sempre. È un amore in grado di
superare la vulnerabilità umana e quindi in grado di affrontare la grande sfida che
consente nel lasciare andare ogni delirio di onnipotenza fondato sull’idea che l’amore possa risolvere tutto e che soprattutto si debba far carico dei problemi dell’altro. Saturno insegna a rispettare il diritto di ognuno ad affrontare i problemi a modo proprio, anche perché l’amore non può farsi carico del dolore e del problema altrui, nell’erroneo e presuntuoso presupposto che noi siamo i salvatori e che l’altro
da solo non ce la possa fare. Insegna a rispettare la legittimità della sofferenza dell’altro: mostrandogli comprensione e sostenendolo negli sforzi, ma non confondendo i suoi problemi con i nostri.
Saturno-Venere è insomma la mutua accettazione del diritto-dovere che ciascuno ha di affrontare ciò che è autenticamente suo, unica condizione per cui possa giungere alla soluzione dei propri conflitti senza accollarli alla relazione e all’altro. Saturno educa a comprendere la difficoltà che l’altro ha nel riconoscere e nell’elaborare i propri sentimenti di rabbia, ma ci ricorda che non possiamo arrabbiarci
in vece sua e non dobbiamo arrabbiarci con lui: amare significa riconoscere sia la
separatezza del partner che la sua piena individualità, senza volerla né cambiare né
trasformare, e nemmeno risolverla per lui.
Tutto ciò può avvenire grazie alla possibilità che Saturno concede di negoziare,
di vedere il proprio limite e di rispettare il limite dell’altro, imparando ad usare la distanza emotiva come una modalità per raggiungere una vera e propria indipendenza dalle dinamiche dell’altro e dal bisogno di sentirsi da lui supportato. È un amore
che incarna il principio di ordine, che vuole muoversi con competenza anche nelle
situazioni critiche, che vuole e cerca esperienza: tende a portarci ad una crescita e
ad una maturazione contando però solo sui nostri mezzi e sulle nostre forze; e così
conducendoci al pieno rispetto dell’altro.
Riflessioni e proposte
Argomento
97
Il lato negativo di questi aspetti è la paura, che, se eccessiva, finisce per impedire l’amore, per cristallizzarlo, indurirlo e chiuderlo dentro una morsa di ghiaccio.
La paura può portare Saturno a diventare tiranno, mentre il bisogno di dominare le
situazioni si trasforma in dominio sull’amore stesso, incatenandolo alla sofferenza e
all’immaturità nonché all’incapacità di essere indipendente: quando Saturno non
riesce a raggiungere l’indipendenza, infatti, avrà bisogno di “dominare” o di “sacrificarsi”, e in entrambi i casi la forza vera non c’è ed è in qualche modo delegata o rubata all’altro.
VENERE - URANO
Qui la dimensione amorosa è mentale, passa attraverso il mondo delle idee, delle
immense possibilità e Venere-Urano non vuole perderne neppure una. È il sogno
dell’amore che diventa libertà per entrambi in quanto non è legato all’esclusività ed
ha quindi poca dimestichezza con la grande passione. A questo stadio di amore si
giunge infatti dopo aver elaborato l’amore saturniano.
Urano, quando guarda attraverso gli occhi di Venere, ama tutto, ama ciò che
l’amore può portare con sé a livello di novità, di eccitazione, di contatti; ciò che può
risvegliare all’interno, in termini di maggior aderenza a ciò che si è, a ciò che va
verso una totale libertà in cui l’altro è la persona con cui si sceglie ogni giorno di
fare un pezzo di viaggio insieme. Urano ci può condurre alla coppia quasi perfetta:
ad un amore non certo esente da problemi o da negoziazioni, ma che sarà uno spazio in cui intimità e libertà possano essere vissuti come aspetti integranti della personalità di ciascuno e del rapporto comune.
A questo livello l’amore è in grado di elaborare qualsiasi tipo di arrangiamento
che sia reciprocamente soddisfacente, perché il fatto di sentire l’altro come una
persona diversa non viene più vissuto né come una minaccia né come un tradimento. L’amore uraniano è dunque in grado di tollerare pienamente la diversità, anche
quando questa riguarda convinzioni e valori profondi, ed è capace di vivere altrettanto bene i momenti di intimità che possono servire a rafforzare l’individualità, come i momenti di separazione che servono a rafforzare l’intimità e la condivisione.
C’è un ideale di perfezione che tende a mantenersi lontano dal triste incatenamento ai limiti della realtà e dalla forma prestabilita all’esterno: questo amore non
vuole canoni, non vuole tempi e non vuole regole; tutto deve essere scelta e sorpresa. Detesta la ripetitività e le coesistenze automatiche che rendono tutto monotono e statico. È un amore che ha bisogno di condivisione a livello mentale, di interessi intellettivi e sociali e di stimoli comuni, nonché di grandi momenti di separazione in cui possa crescere la dimensione dell’individualità: non vuole alcuna fusione e nessuna grande contaminazione emotiva. E’ basato sullo scambio e sul dialogo,
sull’amicizia, preferisce i sentimenti pacati al grande trasporto: non è intenso ma è
libero, non soffoca ma nemmeno vuole essere soffocato da nulla. Ha bisogno di aria
da respirare, non è legato a schemi, non è interessato alle sicurezze che giungono
98
RiflessioniArgomento
e proposte
dai vincoli e dalle regole e, anzi, vive benissimo nel regno del possibile cambiamento; è un amore che si nutre di idee e non di presenza, è anticonvenzionale, diverso,
aperto a tutto ciò che il mondo può offrire: se lo si chiude diventa sfuggente, erratico, distante, inafferrabile e impossibile da trattenere.
Urano ama oggi, domani si vedrà: in ogni caso è un amore che sceglie ogni
giorno se esserci o non esserci. Non vi è obbligo, non vi è un rispondere a contratti.
L’impegno qui è solo affettivo non burocratico.
È un amore che passa attraverso il lato intellettivo ed estetico di Venere, lasciando tranquillamente da parte la dimensione fisica e sensuale. Si nutre di confronto, in cui i poli dell’Io e del Noi si integrano in modi tali da arricchirsi e stimolarsi reciprocamente. Il dialogo è il modello di rapporto che incoraggia al massimo il
processo di individuazione di entrambi ed è proprio quanto di più lontano dalla fusione, dove le differenze sono evitate: nel dialogo vengono invece ricercate ed affermate. In questo rapporto Urano risponde all’altro come a un’altra persona, vera e
completa, non come ad una parte della comune esperienza. È quindi il desiderio di
libertà che entra nella dimensione affettiva e che cerca di introdurre il lato sociale,
universale e allargato dell’amore, distogliendolo dall’egocentrismo dell’Io con le sue
paranoie di fedeltà legate al possesso e al potere e alla paura del confronto profondo con certe dimensioni di sé.
Il lato negativo di questo amore consiste nella troppa razionalità e nell’incapacità di coinvolgimento; manca la dimensione umana dell’emozione e del contatto.
Può diventare instabile per paura di essere ingabbiato, ma il cambiamento può coprire il timore dell’impegno, il timore che le cose si consolidino e vadano poi in
frantumi.
VENERE - NETTUNO
Occorre a questo punto fare una precisazione, nel senso che questi due ultimi archetipi a mio avviso hanno poco a che fare con la dimensione “personale” della
coppia, ma simboleggiano i due ultimi stadi dell’elevazione in cui Plutone e Nettuno – perché in questo ordine io li metterei – conducono Venere verso le ultime potenzialità di conoscenza.
Le frontiere dell’amore vengono erose da Nettuno che agirà in maniera sensazionale, idilliaca, sempre attraverso un grandissimo bisogno di romanticismo e di
sogno, unendo insieme il bisogno nettuniano di immergersi e di perdersi a quello
venusiano di gratificarsi e di piacere. È un amore indimenticabile, qualcosa di sublime e di paradisiaco in cui vi è la sensazione di un vero e proprio ritorno all’Eden, a
quel senso di unità in cui la propria identità non è più sospesa ed impaurita ma è
nelle mani di qualcuno che ci sembra possa dirigerla e soddisfarla anche in nostra
vece.
Siamo però molto lontani dalla passione: Nettuno non è mai finalizzato a
qualcosa di terreno e neppure a qualcosa di concreto, ed è quanto di più lontano
Riflessioni e proposte
Argomento
99
dalla coppia tradizionale, che vuole vivere insieme nella realtà e soprattutto nella
quotidianità. Nettuno non è reale, è fantastico; e come tale impedisce sempre di
vedere cosa c’è al di là del velo che costruisce, spingendo a trovare un significato
superiore che trascini il soggetto a trascendere il mondo ordinario e a vivere in una
sorta di contemplazione che spinga alla completezza interiore anziché alla ricerca
di una coppia .
L’amore è lo strumento attraverso cui Nettuno insinua il suo bisogno di trascendere l’Io e il senso di separazione dal Sé. L’amore quindi con Nettuno inizia come bisogno di sentirsi unito a qualcosa di più grande di sé, però lo scopo sarà quello di portare questo Io a riallacciarsi al Sé, alla fonte di unità originaria da cui era
partito per il suo viaggio tanto tempo prima.
In questo archetipo l’impulso amoroso conduce ad oltrepassare ogni limite e ci
fa vivere un’esperienza di perdita di confini in cui la figura del partner si confonde
nell’indistinto, annullandosi fino a giungere a perdere quel senso di divisione tra il
soggetto e l’oggetto, e sperimentando così un senso di ritorno all’unità originaria
perduta e costantemente rimpianta. Ciò rompe l’ordine razionale dell’esistenza e
avvicina a qualcosa di superiore e di infinito: Nettuno usa Venere per farci percepire
l’infinitezza del nostro essere, per farci contattare la dimensione universale e spirituale e superare le frontiere della vita limitata che ci vincola ad un mondo mediocre
e scontato. L’amore ci traghetta in alto, ci fa percepire aperture e punti di accensione impensabili. Per Nettuno l’amore è come un’overdose che ci permette di accedere al altri stati di coscienza e di conoscenza.
Nettuno ci porta all’essenza e ci mette a confronto con il soffocamento e il limite della realtà, per raggiungere la possibilità del suo superamento; attraverso l’amore ci porta oltre lo spazio-tempo, in una sorta di annullamento orizzontale dell’ego. Nettuno conduce Venere alla massima espressione di sé e delle sue qualità
creatrici; Venere attraverso Nettuno diventa un canale che parla a tutto il mondo
con la musica, la danza, l’arte, la comunicazione empatica ed emotiva: una modalità di entrare in contatto da un lato con l’inconscio collettivo e dall’altro con chi è
pronto, attraverso la sensibilità e le emozioni, a coglierne i segnali di apertura e di
miglioramento.
Il rischio con Nettuno è di accedere solo alle sue dimensioni più basse, scendendo nel regno della dipendenza – da altro o da altri – che consente di sfuggire a
quello che è il suo vero compito. Con l’amore sembra farci passare attraverso una
sorta di plagio in cui c’è il desiderio di plasmare l’altro o di esserne plasmati, in un
delirio di annullamento di sé.
È un amore che può ricordare Pigmalione, che nel suo ideale, assolutamente
impossibile da ricondurre alla realtà, costruisce con la creta la statua di Galatea,
chiedendo poi ad Afrodite di darle vita: una vita non vera, però, in quanto lui non
rispetta e non cerca l’individualità di Galatea, ma la vuole a sua immagine e somiglianza, esattamente come la sogna e desidera; in pratica vuole che lei si annulli,
che non esista con una identità propria ma che accolga la forma che di volta in vol-
100
RiflessioniArgomento
e proposte
ta lui sceglie per lei. Questa è la “follia nettuniana” in cui il bisogno di trascendere
viene scambiato con il bisogno di plasmare o di annullare l’identità vivendo tra le
pieghe di qualcun altro. Questo amore non sale, non si eleva, ma finirà tristemente
in uno sconfinamento nella psicosi in cui il bisogno è quello di fuggire la realtà, non
di trascenderla.
Altra dimensione della follia nettuniana è l’amore sacrificale, ovvero l’idea che
per amare bisogna annientare la propria volontà e offrirla all’altare del vittimismo,
in nome o nella speranza di una “redenzione” che non si sa bene da dove dovrebbe
originare…
Ciò a cui Nettuno ci vuole portare, invece, è la percezione del riflesso dell’Unità
Originaria fino a concepire una nuova dimensione di esistenza che armonicamente
risuoni sulle frequenze dell’Assoluto. La difficoltà nella comprensione di questo
amore sta nel fatto che Nettuno non vede l’altro e spesso, dietro ai grandi innamoramenti fantastici, ideali, empatici ed incredibilmente illusori, non c’è una persona:
Nettuno potrebbe innamorarsi di qualsiasi cosa, l’altro è solo uno strumento, ma
nella propria essenza non esiste, perché Nettuno non lo lascia oltrepassare la soglia
della sua nebbia e del suo oblio. Qui l’amore non può prendere forma, altrimenti
perderebbe anche la sua forza ed il suo scopo. Deve rimanere qualcosa nell’anima,
qualcosa che non può e non deve essere consumato. Solo così si mantiene “intatto
e spirituale” e può essere alimentato dalla fantasia.
VENERE - PLUTONE
Mentre Nettuno eleva l’amore alla sublimazione e alla trascendenza, lo spiritualizza
e lo rende capace di percepire il senso di fusione con l’universo, Plutone invece trascina Venere nei meandri più profondi ed oscuri dell’inconscio. È una discesa agli
inferi che passerà attraverso le più intense emozioni, anche se la loro colorazione
preferenziale sarà grigio-nera. È un viaggio nel potere.
Plutone cercherà quindi attraverso il rapporto amoroso di mettere in luce le
parti più oscure e persino malate dei due individui: l’amore plutoniano vive quindi
di intensi lati drammatici poiché verranno esposti tratti assolutamente sconosciuti
della psiche della persona senza che questa a volte ne abbia la pur minima consapevolezza.
Qui l’amore a volte si lega alla pulsione di morte. Pensiamo a quanti sono i crimini commessi in nome dell’amore: chi ha una Venere-Plutone nel tema ha, almeno
una volta e, soprattutto in occasione di un tradimento, considerato di poter anche
giungere ad uccidere… Plutone elimina totalmente il lato etico di Venere, la rende
ambigua, ambivalente; spesso la condivisione venusiana diventa “complicità” in
senso oscuro, torbido, e questo consente alla dea dell’Amore di sfoderare un lato
trasgressivo-infero, seduttivo e altamente manipolativo, altrimenti sconosciuto.
In questo aspetto, attraverso l’amore si trova l’energia per riuscire a vivere pienamente la propria Ombra: qui, l’amore rivela l’individuo a sé stesso, ma lo rivela
Riflessioni e proposte
Argomento
101
pienamente, senza maschere, senza falsi moralismi, integralmente, con la sua zona
civile e la sua zona “primitiva” ed “egoica”, intrisa di potere distorto. Ciò significa
che Plutone consente l’intercettazione dell’elemento distruttivo mostrando i tratti
più ambigui e deteriori del potere, e come siano facilmente ingannevoli e contrabbandabili per amore.
Quindi, mentre la via nettuniana consente la perdita dell’Io attraverso un’unione cosmica con il divino, Plutone consente un’altra via di conoscenza attraverso l’amore: ma è quella del dolore, del pathos e a volte di Tanathos. In ogni caso l’amore
visto attraverso gli occhi di Plutone è una sorta di catarsi, qualcosa che ci deve portare a contatto diretto con la nostra essenza ed il nostro potenziale creativo, nonché con il nostro potere. Attraverso l’amore plutoniano, che è quanto di più sollecitante e disorganizzante ci viene proposto, noi possiamo veramente scoprire quali
potenzialità e quali possibilità abbiamo veramente di padroneggiare la nostra vita e,
soprattutto, quale potere riusciamo ad esercitare sulle nostre dinamiche istintive ed
emotive. Solo dopo questo passaggio possiamo pensare di giungere ad una reale
condizione di indipendenza, in cui l’altro veramente si stacchi da noi e diventi un
interlocutore ed un compagno. Ed è per questo che Plutone trascina in territori dove il lecito e il non lecito sono confinanti e sconfinanti: per consentire di vedere fino a che punto siamo padroni di noi stessi, fino a che punto siamo in grado di scegliere o siamo ancora mossi dalle pulsioni.
In questo passaggio d’amore ognuno incontra l’indefinitezza e l’ambiguità dell’altro, ma dietro a tutto ciò intravede il lato oscuro della propria anima. L’amore si
avvolge di mistero e di fascino, due qualità che lo rendono irresistibile ma che ne
mostrano anche la pericolosità, perché invitano a spingersi oltre il visibile e spesso
anche oltre il lecito, alla ricerca dell’appagamento di quella fame amorosa atavica
che si spera di poter placare.
Questo amore può passare attraverso la sensazione di essere stati “stregati”, e
in ciò ognuno può sperimentare il potere della seduzione che conduce il soggetto
in una dimensione dove si confronta con il potere di un’altra persona, e proprio in
questo incontro-scontro l’Io e la mente vacillano e si entra in uno stato di grande
squilibrio in cui le forze della ragione sono faccia a faccia con le pulsioni inconsce.
Ma sarà proprio questo stato misto di passione, sofferenza e paura che ci condurrà alla trasformazione. Infatti, il significato di Venere-Plutone è proprio questo:
la trasformazione di sé giungerà attraverso la dimensione amorosa passando attraverso un desiderio incontrollabile che ci mette a contatto con le nostre vere capacità-incapacità di padroneggiare il nostro mondo interiore. L’amore plutoniano abbatte i limiti che l’Io ha posto, abbatte gli schemi della mente e della morale e lo
conduce in un territorio assolutamente nuovo in cui sperimenta veramente la perdita di sé; passa attraverso il caos, il disordine interiore, il potere e la manipolazione,
il bisogno di ottenere e di possedere ciò che non ci verrà mai concesso, perché non
è lecito pretenderlo, e tutto questo porterà a maturare, a comprendere maggiormente noi stessi e a non dare per scontati alcuni valori che ci illudiamo di aver fatti
102
RiflessioniArgomento
e proposte
nostri e che verranno invece sfidati molto apertamente con questo aspetto. Qui l’amore è sfida, provocazione, oltraggio, struggimento dell’anima che si gioca sul filo
della presenza-assenza dell’oggetto amato, che in una dimensione di inseguimento-fuga ci mette di fronte alla trasformazione. L’amore ci insegna con Plutone che
solo se accettiamo la perdita e la morte potremo accettare e amare la vita. Se accettiamo la sfida, ci conduce alla vera capacità di relazione che Venere solo sfiora
negli incontri archetipici con gli altri Dei; qui, la possibilità di amore si fonda sulla
capacità di accettare la rinuncia alla totalità del rapporto poiché in questo amore
devono entrare la separazione e il riconoscimento realistico dell’individualità e della
differenza, del fatto che l’altro vive non solo in funzione nostra e che soprattutto
noi non abbiamo alcun diritto di esercitare un potere su di lui.
L’amore plutoniano inizia con una insaziabile simbiosi ma ci espellerà da essa
in modo inequivocabile, senza più permetterci di entrarvi: questo amore costringe
ad accettare il proprio stato di solitudine e la condizione che la propria completezza
può giungere solo da sé. Durante questo travaglio sperimentiamo la piccolezza, il
senso di perdita di potere, il vuoto, e aspettiamo la nostra droga, il nostro veleno
che sembra placare il bisogno, ma solo se arriveremo fino in fondo a questo territorio infero, affrontando tutte le nostre paure e rimarginando le nostre ferite, sapremo trovare la nostra integrità psichica, quella che ci consentirà di ri-emergere e rinascere come unità e non più come metà.
Per questo l’amore qui si colora di mille altre sfumature emozionali negative:
odio, rancore, rabbia, possesso, sottomissione e dominio… perché attraverso la dimensione fisico-psichica ed emotiva l’amore plutoniano consente il ritorno del rimosso e ci riporta al diritto-dovere di confrontarci con le nostre immagini interne.
Tutto ciò rende questo amore affascinante e terrifico nello stesso momento. C’è una
sorta di incantesimo nel quale si rimane sospesi e non si sa se tutto si distruggerà
oppure se da esso avverrà il passaggio di “conoscenza” necessario per la trasformazione.
Questo è un brevissimo viaggio nel mondo dell’amore con tutte le sue potenzialità. Ogni volta che esprimiamo amore, siamo costretti a rimettere in atto una dimensione archetipica di noi stessi, che ci riporta a qualcosa che deve essere visto,
compreso e integrato nella nostra personalità.
In questo senso l’amore è sempre conoscenza e al tempo stesso è vita, perché
nella conoscenza si gioca il meglio della nostra vita.
LIDIA FASSIO – Capricorno, ascendente Ariete con Luna in Leone – è laureata
in psicologia, vive e lavora a Torino. Studiosa di simbolismo, di miti ed archetipi, da
anni è impegnata a trovare collegamenti tra Psicologia ed Astrologia. Ha messo a
punto un corso di formazione in Astropsicologia della durata di tre anni; tiene conferenze, corsi e seminari in tutta Italia. E’ co-moderatrice della Mailing List riservata “Convivio Astrologico”, fondata da Mary Olmeda.
103
I PERSONAGGI
440 – I nostri politici:
leadership e democrazia
104
I Argomento
personaggi
ANGELA CASTELLO
I NOSTRI POLITICI:
LEADERSHIP E DEMOCRAZIA
L.A. 128-440
Riflessioni sui nostri politici in chiave astrologica.
I media continuano a martellarci con il concetto di crisi, come se fosse possibile ignorarla. La viviamo a livello personale e collettivo-mondiale/nazionale. Se vogliamo restare in Italia, basta pensare alla confusione e conflittualità in atto tra
ruoli istituzionali come magistratura e polizia, per esempio, o alle crescenti incertezze di tipo esistenziale - disoccupazione, soprattutto giovanile, lavoro sommerso,
immigrazione selvaggia, sicurezza del cittadino sempre più a rischio, decremento di
nascite, mala sanità, ecc.
Così, molti se la prendono, a torto o a ragione, con la classe politica e si riversano per le strade in cortei e manifestazioni più o meno pacifiche - no-global, sindacati, girotondi. Gli Italiani, si sa, hanno un approccio emotivo alla vita (nel tema
dell’Italia del 10/6/1946, h.18, l’AS è Scorpione) anche se sanno andare al di là delle
apparenze e ragionarci su (Sole in Gemelli/8a e Mercurio in Cancro, sempre 8a).
Come reagisce la classe politica? Cerca naturalmente di cavalcare il malcontento basandosi sui due elementi che, se in equilibrio, reggono il sistema democratico (Giuliano Amato, Repubblica/11 aprile): a) l’elemento fideistico-emozionale,
quindi soggettivo e pertanto maggiormente condizionato dal contingente- X mi
piace, Y mi ispira fiducia; b) quello pragmatico-razionale- fa seguire i fatti alle parole, è efficiente- quindi oggettivo ma non per questo meno arbitrario in quanto,
per essere efficace, deve lasciar spazio ai patteggiamenti e mercanteggiamenti che
danno adito agli individualismi. E si torna, così, al soggettivo.
A questo punto bisogna distinguere chi-fa- cosa, ricordando che siamo governati da un centro-destra apparentemente compatto cui si oppone un centrosinistra
chiaramente diviso. Ognuna di queste parti ha le sue ali estreme e i suoi moderati.
Ma se, per curiosità, mettiamo a confronto i loro esponenti, cioè moderati con moderati, estremisti con estremisti, riscontriamo sorprendenti analogie. Naturalmente,
ci si riferisce soltanto ad alcuni aspetti, che hanno un impatto differenziato sull’economia del tema preso nel suo intero
Innanzitutto, risulta evidente una forte connotazione bilancina, (elemento
Aria) così posizionata:
I personaggi
Argomento
BERLUSCONI = (Pres. Consiglio)
AS + Sole/Mercurio in prima
105
Vertici
RUTELLI = (Leader Opposizione)
ASC+ Nettuno in prima
PERA = (Pres. Senato)
ASC
CASINI = (Pres. Camera Dep.)
MC + Nettuno in 10a
FINI = (Vicepresid. Cons./AN)
3a + Saturno/Nettuno/Mar.
Moderati
FASSINO = (Segr. DS)
MC + Mer./9a + Sole + Nettuno
Ali estreme
Bertinotti = (Rifond. Com.)
3a + NN
COFFERATI = (Sindac. Cgil)
3a + Luna/Nettuno
(qui il sociale/3a rappresenta il proprio pubblico/analogia Gemelli che diventa il “popolo eletto”
(Bilancia/selettività), il “Noi” che siamo nel “giusto” [sempre Bilancia])
BOSSI = (Lega Nord e Ministro)
6a, intercettata, + Mercurio
Dovrebbe dunque esserci dialogo tra le parti che, effettivamente ed in perfetto
stile Bilancia, lanciano appelli alla collaborazione e all’unità. In sostanza, invece, assistiamo ad irrigidimenti di principio (Saturno esaltato in Bilancia) che bloccano di
fatto qualsiasi tipo di iniziativa in comune. Inoltre, è la legalità ad essere qui in primo piano piuttosto che la giustizia in sé. Infatti, dietro la legge, può ricevere cittadinanza anche la violenza (Marte in Bi), spesso razionalizzata (Mercurio/Bi). E allearsi con l’utopia e l’ideologia (Nettuno/Bi) per sfociare nel fanatismo o nel dogmatismo (ancora Saturno, Sag., Bi). Oppure, usando la Legge come strumento di analisi
tra infinite possibilità si finisce, talvolta, col prendere decisioni avventate sulla base
di spinte collettive inconsce (Luna) non sempre affidabili.
Altri elementi interessanti sono:
la forte posizione di Plutone per casa o aspetti:
PERA - Pl. in aspetto con il Sole (incidenza
RUTELLI/BERTINOTTI
sull’orientamento e gli obiettivi)
PERA - Pl. in aspetto con la Luna (viscerale/soggettivo)
FASSINO/COFFERATI
BERLUSCONI - con AS+Ve / FINI con As+Me, Marte/Nettuno
CASINI/BOSSI - con Venere
106
I Argomento
personaggi
dove viene evidenziata soprattutto la capacità manipolativa più o meno diretta che,
facendo leva sulla popolarità e simpatia (Venere, Luna), riesce ad utilizzare i nessi
nascosti secondo le proprie velleità di potere.
Casa 8a (Pl. Regg.) occupata:
BERLUSCONI - Urano / PERA - Ur.+Saturno
FINI - Giove+Luna / CASINI - Giove+Plutone
BERTINOTTI - Giove+Sole
FASSINO - Plutone+Marte
COFFERATI - Mercurio+Venere
L’8a è, tra l’altro, la tipica casa degli uomini politici. Interessante, nel tema di
Fassino, il trigono tra l’ 8a = polis e la 4a = patria, che, secondo la Morpurgo, denoterebbe un politico particolarmente onesto. Veramente lei aggiunge, salvo afflizioni
concomitanti, che sono invece presenti. Ma si tratta di opposizioni, dialoganti più
che conflittuali, cioé confronto tra due tipi di energie.
MC/ruolo
BERLUSCONI/PERA= MC/Cancro
RUTELLI
Nell’insieme, un atteggiamento cauto mirato alla sopravvivenza del proprio ruolo
con l’aiuto di barriere protettive in grado di assorbire qualsiasi tipo di impatto e con
la nostalgia del grembo materno (Casa della Libertà/ Casa dei Riformisti)
CASINI = MC/Bilancia
FASSINO
Ruolo di mediatori per eccellenza ma anche tendenza ai ripensamenti e ai dubbi.
FINI = MC/Toro
BERTINOTTI
BOSSI = MC/Capricorno
Pragmatismo, capacità organizzative, determinazione.
Secondo K.B.Riske (in Civilization under Attack, Llewellin Publications, 2001) le qualità necessarie ad un leader, e astrologicamente verificabili sono:
– autorevolezza ed iniziativa
Sole, Marte e Segni di Fuoco
– senso di responsabilità
Saturno, Giove.
– pragmatismo
Saturno, Urano
– aspirazione al potere, magnetismo
Plutone
– comunicativa
Mercurio
– relazionalità
Venere e casa 7a
– visione ampia
Giove, Nettuno
– flessibilità
Segni di Aria
in base alla loro collocazione preminente o angolare. Però, tra tutti, quelli che sembrano meglio rispondere al ruolo di leader consacrati sono, sempre secondo Riske,
I personaggi
Argomento
107
coloro che si ritrovano con segni angolari di Fuoco, indicativi di iniziativa, entusiasmo, coraggio, ed io aggiungerei anche quelli con elemento Terra (specialmente in
segni cardinali o fissi) al MC = affidabilità, concretezza.
I nostri leader (incidenza dell’elemento Aria) sembrerebbero propendere per
l’elemento pragmatico e di principio - orientamenti europeistici, necessità contingenti come sostenere le imprese private, la competitività nei mercati, ecc. - in modo
da creare ricchezza a livello nazionale e, di conseguenza, a livello individuale. Solo
che il benessere a livello individuale viene raggiunto da chi è in grado di partecipare
alle transazioni, ai patti e ai compromessi mentre la maggior parte rimane a mani
vuote.
Perciò, la gente non ci sta, e preferisce, dopo lunghi periodi di illusioni disattese, seguire qualcuno che si impegni a tener conto dei suoi bisogni e delle sue aspettative, contrastando in modo efficace i suoi supposti sfruttatori - generalmente, i
politici al potere. Si affida così agli outside leader, persone dotate di forte carica
magnetica e autorevolezza (connotazione Fuoco), di solito al di fuori del governo,
anche se è possibile che vi approdino in un secondo momento- vedi Bossi. Una caratteristica di questi personaggi è quella di saper sviscerare i problemi, anche se non
sempre sono capaci di risolverli.
I leader emergenti di questo tipo potrebbero essere rappresentati dal Vicepresidente del Consiglio Fini, e da Cofferati, ancora sindacalista della Cgil ma con un
buon orientamento verso la politica strutturata. Stanno infatti acquistando sempre
più popolarità e prestigio (Luna/Giove in 8a, Fini- Venere in 8a, Cofferati + 3a piena
per entrambi). Hanno l’AS in Leone, segno di Fuoco. Curiosamente, Fini (MC/Toro) e
Cofferati (MC/Ariete) non hanno la 10a occupata come i colleghi che hanno ugualmente un AS di Fuoco - Casini/Fassino e Bertinotti - ma sono supportati da un bel
Plutone all’AS e dall’8a piena. Entrambi hanno magnetismo (Pl/AS), fascino nel parlare, lucidamente razionale il primo (Pl tr. Merc/Sag.), entusiasta e trascinatore il secondo (Pl tr. Giove/Sag.). Entrambi riescono a mettere insieme forze disparate, Fini
nell’ambito del suo partito e della compagine governativa, Cofferati nell’ambito
della sinistra e dei sindacati, magari usufruendo largamente dei media (3a pienacome Berlusconi, del resto, che ce l’ha dilatata con Giove/Sag.) per la costruzione di
una valida immagine. Entrambi, e questa è un’altra qualità del leader tradizionale,
vengono incontro a bisogni fondamentali della ‘piazza’: la necessità di ordine e sicurezza, Fini, quella dell’inalienabilità del posto di lavoro, Cofferati. Naturalmente,
ognuno si rivolge ad una metà della popolazione, in perfettta sintonia con le due
anime dell’Italia.
Si dice che gli estremi si tocchino, e l’astrologia sembra confermarlo. Entrambi
hanno fatto leva sul populismo nella sua nuova versione ( Giuliano Amato in Repubblica/11 aprile) di anti-establishment o anti-politica, cioè: Io sto dalla vostra
parte, non con quelli al governo che vi sfruttano - anche se poi il primo al governo
c’è andato, il secondo, forse, ci andrà. La loro metamorfosi si è attuata nel sociale
108
I Argomento
personaggi
(Nettuno/3a), Fini con la capacità di attesa propria del Capricorno (Sole in Ca
tri/MC), per poi venire allo scoperto con la sua presa di posizione in favore della Polizia = sicurezza del cittadino contro, si fa per dire, la Magistratura; Cofferati col tipico pragmatismo aquariano che sa cogliere le occasioni e sfruttarle con una certa
spregiudicatezza (Sole Aq. Tri/Lu-Ne), come i vuoti da colmare nella sinistra.
E qui abbiamo l’altra componente presentata da Riske, l’insieme delle circostanze che rendono operativa la leadership latente mostrata dal tema astrologico.
Infatti, ognuno dei due è riuscito a trasformarsi nel tempo assecondando l’onda dei
cambiamenti (entrambi con Urano/11a-progetti sestile al MC/ruolo-potere) al momento giusto.
Dunque, l’astrologia potrebbe dare delle indicazioni previsionali o, in questo
caso, confermare ciò che sta avvenendo. Forse, l’unica cosa che resta da prevedere è
chi durerà più a lungo nel tempo. Cofferati ha un Grande trigono di Fuoco tra Pl/Sa
in 1a, MC, Gio in 5a, ma il fuoco è soggetto a spegnersi se non è alimentato convenientemente (Sole/Aq in 7a); Fini ha una Grande Croce, o due T-quadrati che la dicono lunga sulla sua determinazione.
Certo, dei leader populisti, sebbene ammantati di legalità, potrebbero diventare
pericolosi per la democrazia - la storia insegna. Ma fortunatamente abbiamo anche
un ‘super partes’ con la stoffa del leader, che può richiamare e mediare: il Presidente della Repubblica, C.A. Ciampi. E’ AS Leone cong. Nettuno, trig. Sole e Luna in Sagittario, rispettivamente in 5a e 4a, molto forti nelle loro sedi, quindi un bel po’ di
Fuoco + un T-quadrato nella parte superiore dell’oroscopo/proiezione nel sociale,
tra Nettuno/visione ampia, MC/ruolo, e Marte/iniziativa e coraggio.
I temi natali si riferiscono ai dati Cida, quasi tutti pubblicati su Sestile
Silvio Berlusconi
Marcello Pera
Pierferdinando Casini
Gianfranco Fini
Umberto Bossi
Francesco Rutelli
Pietro Fassino
Fausto Bertinotti
Sergio Cofferati
29/9/1936
28/1/1943
3/12/1955
3/1/1952
19/9/1941
14/6/1954
7/10/1949
22/3/1940
30/1/1948
ore 6.00
ore 23.00
ore 9.03
ore 20.04
ore 21.00
ore 13.55
ore 12.00
ore 15.40
ore 17.00
Milano
Lucca
Bologna
Bologna
Cassano Magnago (Va)
Roma
Avigliana (To)
Milano
Sesto Ed Uniti (Cr)
45N28-009E12
43N50-010E30
44N30-011E20
44N30-011E20
45N41-008E50
41N54-012E29
45N05-007E23
45N28-009E12
45N11-009E53
109
CASA UNDECIMA
LAVORI DI GRUPPO
1100 – Gli Elementi
110
Casa Undecima - LavoriArgomento
di gruppo
GLI ELEMENTI
Sintesi del lavoro di gruppo a cura di MARIA GRAZIA LA ROSA
L.A. 128-1110
Un’ampia ed approfondita panoramica sugli Elementi, frutto del lavoro cooperativo del “ Mailing List Convivio Astrologico”, coordinato da Mary Olmeda.
1) C.G. Jung e le quattro funzioni psichiche
C.G.Jung, nell’ipotizzare la tipologia psicologica attraverso la pratica analitica e psichiatrica, elaborò i “Tipi psicologici” che intese come archetipi dell’universo umano
in grado di far emergere gli Elementi simbolici inconsci della psiche collettiva.
Egli introdusse i concetti di “estroversione” ed “introversione” in cui l’una, l’estroversione, conduce ad un atteggiamento di libera ed ottimistica apertura verso
gli altri e l’altra, l’introversione, porta a proteggersi avvolgendosi nel proprio mondo
interiore, denso di sensazioni e sentimenti che tendono ad essere interiorizzati.
Osservando la vita umana nel suo svolgimento, egli intuì che vi sono “uomini il
cui destino è determinato in prevalenza dagli oggetti dei loro interessi, ed altri il cui
destino è invece determinato piuttosto dalla loro propria interiorità, o soggettività”
(C.G.Jung “Tipi psicologici”). Partendo da questi concetti definì quattro funzioni psichiche: intuizione, pensiero, sensazione e sentimento. Tra queste – due razionali,
pensiero e sentimento; due irrazionali, sensazione ed intuizione – l’essere umano ne
sceglie una come modalità privilegiata per mettersi in relazione con il mondo, sia
interno (tipo introverso) che esterno (tipo estroverso), coadiuvata da una funzione
minore ausiliaria di tipo complementare: pensiero ed intuizione (o sensazione) oppure sentimento e sensazione (o intuizione) oppure intuizione e pensiero (o sentimento) oppure sensazione e sentimento (o pensiero). Non che non conosciamo
quella antagonista, ma non considerandola valida e dunque non fidandocene non
l’affiniamo e così quella funzione rimane come abortita e facilmente viene “dimenticata” o addirittura dileggiata.
Jung sostenne però che, poiché la psiche e la sua manifestazione espressiva
non s’identifica con la coscienza, esiste un’altra area, l’inconscio, compensatoria alla
prima e ad essa del tutto pari, come importanza e dignità di esistenza, nella quale è
la funzione inversa ad essere privilegiata. Quindi, se la mia coscienza funziona essenzialmente attraverso il pensiero estroverso, appoggiandosi in modo minore alla
funzione dell’intuizione, ad esempio, il mio inconscio funzionerà attraverso il senti-
Casa Undecima - Lavori di gruppo
Argomento
111
mento introverso, appoggiandosi in modo minore alla funzione della sensazione. Le
quattro funzioni, quindi, sono legate alla possibilità di manifestarsi nell’uomo in
modo estroverso od introverso.
2) Gli elementi in astrologia
Alle quattro funzioni di Jung, alcuni astrologi (Greene, Arroyo ed altri) associarono,
a posteriori, i quattro Elementi riconosciuti dall’astrologia occidentale, FUOCOARIA-TERRA-ACQUA, nel modo seguente:
Funzione intuizione
Funzione pensiero
Funzione sensazione
Funzione sentimento
=
=
=
=
Elemento Fuoco
Elemento Aria
Elemento Terra
Elemento Acqua.
Inoltre, i suoi concetti di “estroversione” ed “introversione” si adattano molto
bene allo studio della posizione dei pianeti nel tema natale, sopra o sotto l’orizzonte. La libido fluttua continuamente e può avere una carica negativa o positiva, corrispondente alla polarità dell’estroversione e dell’introversione. La prima rappresenta una svolta della libido verso l’esterno: dal soggetto all’oggetto; la seconda un rovesciamento all’interno: dall’oggetto al soggetto.
Questi quattro Elementi sono la colonna portante dello Zodiaco e rappresentano la composizione fondamentale di tutte le strutture materiali ed organiche. La fisica moderna conferma in pieno questa teoria, dichiarando che l’intero Universo
(noto) è costituito da materia presente in una forma o in un’altra. Tutta la materia,
sia sulla Terra che nello spazio, consiste in piccole particelle legate tra loro: a seconda delle modalità con cui sono disposte queste particelle, la materia può trovarsi in
uno dei seguenti quattro differenti stati: solido, liquido, gassoso e plasma. L’associazione di solido, liquido e gassoso con TERRA, ACQUA ed ARIA è immediata. Il plasma è uno stato di aggregazione della materia caratterizzato dalla dissociazione
delle molecole in ioni. Elevando la temperatura di un gas a diverse migliaia di gradi,
le molecole tendono a dissociarsi in ioni; si ha cioè la formazione di plasma, che è,
dunque, lo stato in cui la materia si trova alle più alte temperature. Il FUOCO può
essere considerato il quarto stadio della materia, in quanto è costituito da gas incandescenti parzialmente ionizzati. Di fatto è la forma più a portata di mano di plasma, sia pure debolmente ionizzato. Il Sole e le stelle sono costituiti principalmente
da materia presente in quello stadio ed anche la coda gassosa delle comete contiene gas ionizzati. Risulta quindi evidente l’associazione di Plasma con l’elemento
astrologico del FUOCO (non a caso il Sole è domiciliato ed esaltato in Segni di Fuoco/Plasma).
La ricerca sulle particelle ha inoltre dimostrato il profondo ed inscindibile legame tra MATERIA ed ENERGIA. Infatti, l’energia creata dalle particelle nelle collisioni
112
Casa Undecima - LavoriArgomento
di gruppo
viene spesso convertita in una massa ulteriore come esattamente aveva espresso
Albert Einstein con la famosa equazione E =mc2. Si può, quindi, tranquillamente
affermare che ogni elemento rappresenta un genere fondamentale di “energia” che
agisce in ognuno di noi. Tutti e quattro gli Elementi si trovano in ogni individuo,
sebbene ogni persona sia coscientemente più in sintonia con alcuni tipi di energia
che con altri.
Stephen Arroyo sottolinea come ciascuno dei quattro Elementi si manifesta in
tre modalità vibratorie: cardinale, fissa e mobile. Pertanto la combinazione dei
quattro Elementi con le tre modalità espressive forma i dodici “modelli di energia”
universale chiamati Segni zodiacali. In questa visione i pianeti rappresentano “funzioni” e “stimoli” (Sole/identità, Luna/ricettività, Mercurio/comunicazione, Marte/affermazione...) che assumono colorazioni particolari a seconda dei Segni e, di conseguenza, degli Elementi in cui si trovano. Questi ultimi creano quindi il “vortice energetico” su cui si svolge il tema natale. Sono, cioè, l’energia che è a disposizione dell’individuo, e quanto prima egli imparerà a gestirla e dirigerla, tanto più in fretta
potrà essere utilizzata costruttivamente per gli scopi interiori.
Per analogia, le Energie universali possono essere associate agli Elementi astrologici per cui:
Il Fuoco è maschile ed estroverso. È caratterizzato da un’energia radiante, indistinta, eccitabile, che tende a fluire spontaneamente. L’associazione del Fuoco/Plasma con il Sole – vero regista ed artefice della nostra gigantesca giostra cosmica di
cui esso è il perno fondamentale – fa sì che chi ha forti valori Fuoco tende ad essere
egocentrico, con un’energia inarrestabile e grande entusiasmo. Il Fuoco spinge ad
agire, chiede azione e movimento. Non necessita di una meta precisa, segue l’intuizione. Una carenza di Fuoco si può manifestare come mancanza di energia e fiducia
nella vita; un suo eccesso può causare problemi nei rapporti interpersonali a causa
di un eccesso d’impulsività, egocentrismo ed azione diretta.
L’Aria è maschile ed estroversa. Come la materia solida nell’Universo si è formata per condensazione dei gas presenti nelle nebulose gassose, così simbolicamente rappresenta il mondo delle idee archetipiche prima che queste prendano
forma. E’ l’energia mentale che progetta ed ipotizza cose future. Vi è quindi la tendenza ad un distacco dalla quotidianità “materiale” della vita, fornendo una visione
più obiettiva e razionale perché non coinvolta dalle emozioni altrui. L’Aria vuole
scambiare, comunicare, condividere, progettare. Il pensiero personale si deve muovere verso quello altrui. Una carenza di Aria può dare incapacità ad avere una visione distaccata della vita, mentre un suo eccesso può dare una personalità molto
mentale, che vive d’ideali scarsamente realizzabili.
La Terra è femminile ed introversa. Questo tipo di energia, dando origine alla
materia solida, è in relazione con il mondo fisico. Spinge a cercare la sicurezza anche materiale. La Terra deve “sentire” le cose nelle mani, trovare una forma alle cose, vivere una realtà controllabile. Chi è fortemente segnato da questo elemento dà
molta importanza al lato pratico e concreto della vita guardando con sospetto a
Casa Undecima - Lavori di gruppo
Argomento
113
tutto ciò che non possa essere tradotto in qualcosa di tangibile. Inoltre necessita di
risultati in ogni cosa che fa. Una carenza di Terra può portare ad una mancanza di
contatto con il mondo materiale e la dimensione fisica della realtà, dando una sensazione di sradicamento e non adattamento.
L’Acqua è femminile ed introversa. Così come l’Aria tende a non avere una
propria forma predefinita ed assume la forma dell’ambiente/contenitore con cui
viene a contatto, chi è caratterizzato dall’elemento Acqua tende ad assorbire empaticamente tutto ciò che proviene dall’ambiente circostante. L’Acqua spinge a riconoscere i propri bisogni inconsci e fornisce la predisposizione a scambiare emozioni.
Richiede empatia, condivisione emotiva e sentimentale. Un eccesso di Acqua nel tema fa sì che ci si senta in balìa di correnti emotive, con un’incapacità totale di gestire il timone della propria nave, venendo influenzati da ogni minimo evento. Una
carenza può manifestarsi in personalità scarsamente emotive, apparentemente
fredde ed insensibili. Queste persone non hanno coscienza di queste energie perché
il proprio Super-Io le incatena nell’inconscio e se non riescono per qualche ragione
ad esprimere e trasmettere emozioni, diventano sterili e fredde. Sono le persone più
inclini alla paura, alle ferite psicologiche; in certi casi la paura di soffrire può essere
così forte da bloccare le emozioni.
Ciascun elemento deriva dalla combinazione di due Principi primordiali: caldo,
freddo, umido, secco. Il Fuoco deriva dal caldo e dal secco, l’Aria dall’umido e dal
caldo, la Terra dal secco e dal freddo, l’Acqua dal freddo e dall’umido.
Si potrebbe trovare una corrispondenza anche con i quattro Elementi biogeni
principali, quelli che da soli rappresentano più del 95% della biomassa sul nostro
pianeta: idrogeno, ossigeno, azoto e carbonio. Dall’unione di idrogeno ed ossigeno otteniamo l’Acqua; l’Aria è una miscela soprattutto di azoto e di ossigeno; gli
idrocarburi sono fonte di energia notevole e sono ottimi combustibili (Fuoco). Da
ciò ne dovrebbe conseguire che i ciano-composti corrispondano in qualche modo
alla Terra.
3) La Dominante del tema
Una delle operazioni prioritarie nella lettura del tema natale è il conteggio della
Dominante di Elemento. Si calcola, cioè, quanti pianeti – Luminari compresi –
stanno in ciascun Elemento. Difficilmente si trova un tema con porzioni uguali o
ben distribuite degli Elementi; di solito ce n’è sempre uno che scarseggia o che addirittura è mancante. Riconoscere in un tema la funzione primaria, quella di appoggio e quella scarseggiante, sarà di grande aiuto per stimolare la persona a sviluppare le proprie doti, aiutandola a trovare la maniera d’integrare e comprendere l’elemento mancante ed a capire subito con quale energia si muove nella vita in modo
spontaneo.
Esistono anche altre tecniche per calcolare questa Dominante, anche se come
sempre sarà l’esperienza ad integrare le indicazioni ottenute dal calcolo. Ad esem-
114
Casa Undecima - LavoriArgomento
di gruppo
pio Gouchon suggerisce di utilizzare un “punteggio”, per un totale di 25 punti assegnati nel modo seguente:
3 punti al Sole, Luna ed Ascendente;
2 punti a Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno;
1 punto ad Urano, Nettuno e Plutone; 1 punto al Medium Coeli;
1 punto al Maestro del Medium Coeli e dell’Ascendente.
Diverso è invece il conteggio nel caso dell’astrologia medica dove “è fondamentale calcolare il peso degli Elementi, in quanto un eccesso o un difetto di uno o
più Elementi può essere considerato come indicatore di eventuali disequilibri fisici
e/o psichici” (Renzo Baldini). In questo diverso conteggio Sole, Ascendente e Marte
hanno un’importanza particolare, come vediamo:
30 punti al Sole, Luna ed Ascendente;
25 punti al Maestro del Sole e dell’Ascendente;
15 punti a Marte;
10 punti a Mercurio e Venere;
5 punti a Giove;
1 punto a Saturno, Urano, Nettuno e Plutone.
Esiste poi la Dominante planetaria, che in un tema natale può essere identificata, non sempre facilmente, in diversi modi:
a) Viene considerato dominante il pianeta strettamente congiunto agli angoli del
cielo; ha la priorità quello con orbita più stretta alle cuspidi, a scalare, di AS-MCFC-DS. Se sono angolari due o più pianeti, entrambi partecipano alla Dominante;
quello più stimolato da aspetti è prioritario e si rinforza se si trova anche in un
segno a lui congeniale e soprattutto se in domicilio. Se tutti gli angoli sono strettamente occupati, si avrà una Dominante mista, ma non sarà difficile dare priorità basandosi sulla posizione dei pianeti tenendo anche presente i rapporti pianeta-segno-casa; tutti i pianeti angolari, anche se meno sostenuti, avranno comunque una colorazione più forte degli altri.
b) Se gli angoli sono vuoti, la Dominante va ricercata nel pianeta o luminare più
coinvolti in intrecci planetari, con uno sguardo speciale al governatore del tema
(maestro dell’AS) ed agli aspetti che forma, specialmente con i Luminari.
c) Nel caso si faccia uso del Modello Planetario, che presenta un pianeta focale o
guida, si tiene conto di tale pianeta nella valutazione della Dominante.
d) Anche un pianeta isolato in un emisfero può essere utilizzato per la valutazione
finale e la stessa cosa nel caso di uno stellium, di cui si valuta il maestro.
e) Dopo aver valutato tutti gli indicatori su esposti, se ne considera l’importanza per
angoli-governi-aspetti e si giudica quello che sembra più forte, che tenderà a dare una coloritura particolare alla personalità; il governatore del Tema, invece, sarà
sempre significativo per l’atteggiamento che la persona assumerà nelle varie manifestazioni di sé e nei confronti del mondo esterno.
Infine va considerata la Dominante Zodiacale, costituita dai Segni che risultano più forti, e cioè quelli che ospitano il Sole, l’AS e la Luna (specialmente per la
donna). Ovviamente anche uno stellium parteciperà alla Dominante Zodiacale.
Casa Undecima - Lavori di gruppo
Argomento
115
4) La Dominante d’elemento
In realtà, si potrebbe obiettare che il conteggio degli Elementi è relativo. Dire, ad
esempio, che un individuo è un’Acqua-Terra, e che quindi dovrebbe avere caratteristiche di stabilità e di sensibilità, potrebbe, ad esempio, falsare un Tema Natale.
Quale Acqua e quale Terra? Avere tre pianeti in Capricorno è molto diverso dall’averne tre in Vergine, eppure entrambi sono Segni di Terra! Sarebbe allora più preciso
dire che è un individuo Terra-Capricorno-Acqua-Pesci-Cancro… Così come, se una
persona con un “semplice” Marte in Cancro strettamente congiunto all’Ascendente
si comporta in maniera troppo marziana, fagocitando in gran parte gli altri suoi
Elementi, allora è come se avesse valori Fuoco. E’ vero che Marte in I Casa assume
caratteristiche arietine, ma è altrettanto vero che è molto difficile quantificare l’incidenza di un pianeta in un tema.
Tra l’altro, anche i transiti possono apportare cambiamenti o correzioni: ad
esempio persone che hanno molti valori Acqua, negli anni ‘90 hanno subito i transiti dei pianeti lenti in Capricorno immettendo in loro un po’ di “sana” Terra e quindi
di realismo. Ciò potrebbe spiegare il perché di certi risultati concreti raggiunti da
persone che magari difettano di Elementi Terra.
Inoltre, quanto prevale un pianeta su un Segno o un Elemento e viceversa? Per
esempio, una congiunzione Venere-Giove in Acquario enfatizza le caratteristiche
taurine o acquariane? Cioè l’individuo che la possiede è più Terra o più Aria?
Insomma, sicuramente non esiste una “regola” assoluta. Gli Elementi potrebbero essere valutati su ogni singolo pianeta in un determinato Segno, in una determinata Casa, con tutti gli aspetti che eventualmente riceve da altri pianeti ed in relazione a tutto il TN.
Gli Elementi hanno anche un fascino tutto particolare nella loro veste simbolica. Cosa collega simbolicamente l’Ariete, il Leone ed il Sagittario? E le altre tre triplicità?
Per ipotesi, prendiamo in considerazione la triplicità di Terra: il Toro-grano viene coltivato affinché la Vergine lo macini e lo riduca in farina, che il Capricorno utilizza per fare il pane. Quindi, si potrebbe dire che chi in un TN ha questi tre Elementi
occupati da pianeti segue un percorso naturale: chi possiede solo pianeti in Toro ha
il grano, ma non sa come trasformarlo e chi ha pianeti in Capricorno sa come fare il
pane, ma gli manca la farina…
Quando un TN mostra due Elementi predominanti, ci sarà una loro modalità
d’espressione nella persona che deve viverli; essi devono infatti trovare un modo
per integrarsi.
Ad esempio, osserviamo una persona con una forte prevalenza di Fuoco ed
Aria. Indubbiamente nel suo TN ci sono due Elementi attivi, con un’energia che va
in direzione interno-esterno. Essi, tra l’altro, possono alimentarsi tra loro, ma possono anche creare un conflitto, perché ciò che all’inizio può sembrare molto positivo,
nel tempo può diventare qualcosa che impedisce alla persona qualsiasi realizzazio-
116
Casa Undecima - LavoriArgomento
di gruppo
ne. In effetti, l’Aria alimenta il Fuoco, ma il Fuoco brucia e consuma l’Aria e poi si
spegne per mancanza d’ossigeno: ciò significa che devono imparare a collaborare,
altrimenti possono distruggersi a vicenda. La persona si dimostrerà molto attiva ed
intraprendente, dotata di grande intuizione, tuttavia mancherà fortemente di capacità di costruzione o di pazienza. L’Aria dovrà imparare a canalizzare l’energia del
Fuoco sfruttandola per i suoi progetti, senza però bloccarla. Il Fuoco non può essere
“fermato”, perché in questo modo perde la propria energia: deve in continuazione
alimentarsi, e l’azione e l’immaginazione sono i suoi combustibili. L’Aria dovrà prendere spunto dalle mille sollecitazioni del Fuoco e tradurle in progetti che possano
trovare, poi, accoglimento e realizzazione. Viceversa, l’Aria finisce per discutere e
combattere l’irrazionalità del Fuoco che, pian piano, si trova a non avere più gioia
nelle cose che vede e che insegue, fino a deprimere la propria energia. L’Aria dovrà,
semplicemente, verificare la fattibilità o la non fattibilità delle intuizioni del Fuoco,
senza stare a discutere sulla validità di ciò che giunge da un pensiero non razionale:
può essere una grande collaborazione interna ad un soggetto fortemente creativo
in cui le idee si succedono a ritmo incalzante e trovano, immediatamente, un canale in cui essere espresse.
C’è anche il caso di persone che avendo due Elementi prevalenti, ne mettono
uno completamente in sordina e magari si ritrovano, poi, con grossi problemi di salute. Ad esempio, osservando il caso di una donna con una forte componente Fuoco-Terra, si è dedotto che non viveva minimamente la parte Fuoco perché quella
era volitiva, aggressiva e non voleva assoggettarsi a tutte le richieste di responsabilità assolutamente non sue provenienti dal mondo circostante. Tuttavia, avendo
questa persona una grossa problematica a livello di autostima che la portava a sentirsi viva solo facendo qualcosa per gli altri e non dicendo mai no a nessuno, finì
per dover riconoscere la sua parte Fuoco, in quanto l’aveva ormai praticamente costretta alla “non attività” attraverso attacchi di panico e crisi d’ansia che le impedivano di fare qualsiasi cosa. Questo potrebbe essere un esempio di problematiche
che hanno molto a che fare con gli Elementi e le energie interne. In effetti, se questa persona avesse usato la Terra per canalizzare il Fuoco e viceversa il Fuoco come
coraggio di portare avanti la propria identità ed i propri bisogni, non sarebbe passata attraverso la malattia.
Infatti, integrare il Fuoco con la Terra non significa spegnerlo, bensì incanalarlo, sfruttarne le intuizioni, la forza, il coraggio e la determinazione, semplicemente
facendolo andare dove la Terra vuole, per renderla più fertile, per creare in continuazione nuovo terreno da coltivare. Integrare vuol sempre dire vivere entrambe le
cose e non sopprimerne una. Certo il Fuoco da solo non ha limiti al senso dell’Io e
ciò spesso porta a non vedere risultati, perché sono troppo importanti le questioni
di principio e le cose fatte per brillare; la Terra, invece, sa molto bene che tutto ciò è
fittizio e che deve cercare cose solide a cui dar forma proprio lavorando con il calore del Fuoco. Fuoco e Terra integrati danno, in genere, risultati eccezionali: non perdendo di vista il calore ed il cuore che il Fuoco possiede, la Terra diventa assoluta-
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mente capace di grandi gesti e non solo di perseguire ciò che ritiene utile. Si abbinano, quindi, il principio e la concretezza.
In ogni caso, il TN è fatto per essere compreso, per essere vissuto e per aiutare
il legittimo “proprietario” a trovare un modo d’integrare i vari ingredienti, non sempre subito appetibili.
Ad esempio è stato presentato un caso che ha una lieve maggioranza di TerraAria, ma anche Acqua e Fuoco. Nonostante questo 4-4-2-2, le cose per questa persona non sono state facili, perché tutti e quattro gli Elementi avevano bisogno di riconoscimento e ci sono state enormi battaglie interiori per far condividere i grandi
ideali di giustizia e di perfezione sempre presenti dentro di sé. A questi ideali si aggancia immediatamente il Fuoco, che si agita e si accende quando l’Aria comincia a
pensare, suggerendo battaglie e lotte per poter abbattere le cose che non funzionano e creare una speranza, un sogno che possa essere condiviso anche dagli altri. Ma
poi, una voce interna, contemporaneamente, induce alla riflessione ed emerge il lato Terra. In seguito appare il lato Acqua che invece è compassionevole, comprensivo
e suggerisce subito di pensare che ognuno ha il proprio cammino, i propri tempi, e
che non si può sempre combattere e lottare, ma è necessario, piuttosto, sensibilizzare, aiutare, sostenere... Così si sentono tutte quattro le voci e, nonostante questi
Elementi siano ben distribuiti, anch’essi hanno dovuto assoggettarsi ad un progetto
personale che prevedeva di usare questa capacità di combattere e questa volitività
mischiata ad un certo disprezzo per il pericolo personale, con il bisogno, però, di
trovare modalità diverse, molto più razionali, costruendo strategie d’azione forgiate
sulla pazienza e sulla capacità d’attendere i momenti giusti, prendendo anche in
considerazione gli altri, le loro caratteristiche e le loro modalità. Ed anche in questo
caso, il cammino è faticoso e richiede molto tempo.
Un altro esempio chiarificatore può essere un soggetto con il Sole in Capricorno, che è l’unico pianeta in segno di Terra. Ha, però, un trigono molto preciso tra
Urano e Saturno; quest’ultimo è sestile a Marte ed anche trigono al Sole. Ha 8 pianeti tra Fuoco ed Aria: certamente i tre pianeti Marte, Urano e Saturno, in aspetto
tra loro, ricostruiscono il segno del Capricorno, ma è molto faticoso. Le dinamiche
dei due Elementi instabili, come Aria e Fuoco, tendono sempre a prevalere, nonostante gli sforzi di essere costante, di acquisire metodo e di riuscire a resistere alla
tentazione ciclica di cambiare continuamente buone parti della sua vita.
5) I singoli elementi
Passiamo ora ad esaminare i singoli Elementi, quando uno di essi prevale o manca
nel Tema Natale.
FUOCO
Quando in un Tema Natale prevale l’elemento Fuoco c’è un’esagerata impulsività ed un’aggressività che espongono a grossi rischi esistenziali, per lo più causati
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da poca pazienza e da un’eccessiva fiducia nelle proprie capacità di recupero che,
quando vengono meno, portano ad una frustrazione talmente cocente da divenire
difficilmente superabile.
Partendo dal presupposto che l’elemento Fuoco può essere collegato all’energia od al plasma, si può asserire che è fortemente connesso al senso d’identità. E’ il
Fuoco che più di ogni altra cosa preme, affinché venga sviluppato un Io forte, magari anche troppo egocentrico.
Il Fuoco parte da un’identità indifferenziata che tende a manifestarsi bruciando energia e dirigendo la sua voglia di vivere e di affermarsi dovunque (Ariete). Non
c’è consapevolezza, ma solo spinta a garantire la vita; non c’è identità, c’è solo una
fiammella che vuole bruciare distinta e separata dalle altre; questa fiammella dovrà
diventare solida e rafforzarsi attraverso l’espressione di sé come unicità e specialità
(Leone). E qui il soggetto vuole imprimere il suo marchio in ogni cosa, perché in
questo segno è in grado di creare se stesso e vuole vedere il frutto della sua creazione. L’identità si fa viva, si rapporta con gli altri, si dirige verso la fonte creativa e
crea il proprio personaggio. In questo secondo passaggio la volontà di esistere dell’Ariete diventa volontà di essere del Leone.
Con quest’energia, così forte e direzionata, dovremo trovare un modo per divenire ciò che siamo, scoprendo quale sia la vocazione (Sagittario) che si libererà, man
mano che forgiamo un nostro senso personale di visione della vita, passando attraverso il confronto con altre ideologie, altre fedi, altre passioni ed altri modi di vivere.
L’elemento Fuoco si lega, quindi, all’esistere, all’essere ed al divenire del nostro
senso d’identità personale. I tre Segni di ogni Elemento possono essere così sintetizzati:
il 1° segno si riferisce sempre ad un mondo personale;
il 2° segno si riferisce ad un’interazione con il proprio mondo conosciuto;
il 3° segno si riferisce ad un’interazione con il mondo allargato.
Nel caso del Fuoco, l’Ariete si concentra su di sé; il Leone si concentra per ottenere sicurezza con e dagli altri; il Sagittario si esprime nel mondo e rilascia la sua
sicurezza.
Astrologicamente il Fuoco rappresenta il dinamismo, la spinta verso la lotta e
la conquista: spirituale o materiale. Il calore del Fuoco è fonte d’energia che si
espande velocemente e trasforma tutto ciò che tocca, ma questa trasformazione
può essere, come sempre, creativa o distruttiva. La materia può essere forgiata dal
Fuoco, ma anche incenerita; il Fuoco è, spesso, portatore di vita e di civiltà (Prometeo lo rubò agli Dei per donarlo agli uomini e con la sua scoperta iniziò il progresso
del genere umano), ma può bruciare, lasciando dietro di sé morte e sterilità.
L’Ariete, primo segno di Fuoco, è una scintilla che diventa fiamma, è il Big
Bang del grande Inizio, è un Fuoco non ancora governato. E’ l’espressione più viva
del desiderio che, manifestandosi, rompe ogni precedente equilibrio, dando così origine ad un nuovo ciclo di vita. E’ un Fuoco che arde e divampa, ma può anche spegnersi.
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Nel Leone, l’energia trasformatrice del Fuoco realizza la fusione dei due Principi Cosmici: il Maschile dell’Ariete ed il Femminile del Toro: si fa’ “carne” (il Leone è il
quinto segno: quello del Figlio), per poter poi trasformarsi attraverso la ricerca dell’individuazione. Il Fuoco del Leone è quello del Sole, ossia un Fuoco che illumina e
dura nel tempo; è il Fuoco delle passioni cui ci sottomettiamo e che possono divorarci; è il Fuoco di una lotta che può vincere, attraverso il sacrificio, quello sacro che
viene acceso sugli altari, quello che, imprigionato nella materia, le dà vita e può
consumarla, trasformarla, sublimarla o distruggerla.
Nel Sagittario, infine, il Fuoco non è più così improvviso come nell’Ariete né
così abbagliante come nel Leone, ma è il Fuoco illuminante della sintesi e della trasmissione. E’ la luce di un’intuizione che finalmente comprende i vari piani dell’esistenza ed i diversi aspetti dell’universo; con lui s’inizia quel processo che dovrà
portare alla comunione con il Tutto. L’energia di questo Fuoco anima sempre la materia, ma ne avverte tutti i limiti e tende quindi a superarla, tentando una prima
forma di sublimazione. Questo è il Fuoco che cerca di sintetizzare lo Spirito e la Materia e la freccia del Sagittario ne indica chiaramente il cambiamento di direzione.
Se un TN è tutto Fuoco manca la necessaria pazienza e la capacità introspettiva per lavorare su se stessi. Comunque è veramente molto difficile trovare soggetti
“puri”; solitamente c’è sempre un’energia diversa e contrastante a cui appellarsi per
poter migliorare. Infatti, più una Dominante d’Elemento si avvicina alla purezza e
più è difficile da gestire.
Esaminiamo alcuni casi di personaggi conosciuti, nel cui TN prevale l’Elemento
Fuoco:
Luigi Tenco, nato ad Alessandria il 21 marzo 1938, alle ore 14.00; Sole, Saturno, Venere, Mercurio e MC in Ariete in Casa IX; Ascendente in Leone; Luna in Sagittario in Casa V. E’ stata sicuramente la Dominante Fuoco ad armare la congiunzione
Marte/Urano (con Urano signore dell’VIII Casa) in quel disperato e folle gesto suicida di chi ha perso tutto quello in cui credeva, cioè se stesso.
Se Tenco ha introiettato tutta l’aggressività Fuoco, Marlon Brando, nato ad
Omaha il 3 aprile 1924, alle ore 23.00, l’ha invece resa palese sia attraverso alcune
interpretazioni cinematografiche, come “Il Padrino”, “Un tram che si chiama desiderio”, “Gli ammutinati del Bounty”, sia in famiglia. Suo figlio Christian (da qualche
anno uscito di prigione, dopo essere stato accusato di aver ucciso il fidanzato della
sorellastra, che si era in seguito tolta la vita), da sempre lo ha accusato di essere un
padre-padrone e di aver esercitato su di lui un’autorità assoluta. Nel suo TN, Marlon
Brando presenta Sole, Luna e Mercurio in Ariete, quest’ultimo in V Casa, con Ascendente e Giove in Sagittario; Nettuno in Leone in IX Casa. Marte è in Capricorno ed
in II Casa (Terra-Terra) al sestile di Urano in IV. E’, quindi, l’impulsività Fuoco, alimentata dal rapporto Urano/Marte, che si scatena fra le quattro mura domestiche.
Infine, il TN di Raffaele Cutolo, nato ad Ottaviano (NA) il 10 dicembre 1941,
alle ore 4.30. Sole e Mercurio in Sagittario; Marte in Ariete ed in V Casa; Plutone,
MC e Luna in Leone; Plutone in IX Casa. Completa il quadro l’Ascendente Scorpione
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che, anche se non fa parte dell’Elemento Fuoco, và a rafforzare Marte in Ariete e
Plutone in Leone. L’eccesso di Fuoco crea una condizione d’orgoglio e presunzione e
manca del tutto l’introspezione.
TERRA
La Terra, ovviamente, ha a che fare con la materia ed il mondo delle risorse
pratiche e reali. Chi ha un esubero in quest’Elemento è particolarmente realista. La
Terra è legata al “qui e ora”, proprio perché ha un rapporto sensoriale con le cose; le
sente, le vede, le tocca, quindi ne fa un’esperienza diretta ed immediata. La Terra
non è un elemento razionale perché è legata alla funzione “sensazione” che è una
modalità irrazionale, intesa da Jung come un elemento che non ha la capacità di
giudizio, ma dipende esclusivamente dalla percezione. La Terra è dunque pratica,
concreta. Crede esclusivamente a ciò che è percepibile con i sensi, è legata a ciò che
un tempo si chiamava “buon senso”, in quanto sa, in maniera istintiva, cos’è meglio.
E’ legata a ritmi, quindi è metodica, ama ripetere le stesse cose e gli stessi gesti; è
lineare, poco sofisticata, scarsamente soggetta alle illusioni, molto a suo agio con le
cose pratiche della vita. Ha un particolare legame con il proprio corpo di cui segue
armonicamente bisogni e ritmi.
In caso di problematiche o di paure, la Terra diventa maniacale ed ossessiva,
eccessivamente realista, fino a sfiorare il cinismo; tende a trattenere e possedere le
cose, difendendosi e chiudendosi. La parola d’ordine della Terra è “sicurezza” e fatica
a disgiungere l’affetto dalla sicurezza materiale, anche perché nella prima parte
della vita le due cose sono strettamente connesse e forniscono quella che Bowlby
chiama la “base sicura” che viene da un sano attaccamento con la figura primaria,
senza cui la vita sembra essere colma di pericoli, costantemente in bilico, così che la
Terra tenda a reagire aggrappandosi a ciò che ha intorno.
Nel Toro – segno fisso, il primo – la Terra deve innanzitutto concentrare le
proprie energie per individuare il tipo di risorse che il soggetto ha, e cercare di alimentarle. Ciò costituirà il proprio patrimonio personale. In questo Segno la sicurezza corrisponde all’avere qualcosa: inizialmente il corpo, prima risorsa che il bambino
scopre di avere. L’energia e l’identità, totalmente indifferenziate ed effimere dell’Ariete, trovano qui solidificazione e diventano struttura visibile, toccabile, quantificabile. Quando non riesce ad ottenere questo tipo di sicurezza, il tipo Toro tende a diventare avido, ad attaccarsi, a trattenere ed abbonda di possesso.
Nella Vergine – segno mobile, il secondo – la Terra si raffina, si paragona e si
confronta con gli altri. Qui la sicurezza si lega ad un concetto d’utilità ed utilizzo
delle risorse. Infatti, si dedica al lavoro ed alla capacità di rendere le cose fruibili.
Tutto ciò che è stato individuato e consolidato nel Toro, viene qui elaborato, utilizzato e diventa prodotto, manufatto, in qualche modo “utile”. Per far questo la Vergine è acuta, attenta, pratica, capace di vedere come una cosa si può collegare all’altra e come insieme possono “funzionare”. Ha quindi l’arduo compito d’integrare cose fra loro non facilmente assimilabili, di selezionarle e di metterle in condizione di
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lavorare, paragonando in continuazione le proprie capacità a quelle degli altri. La
Vergine trova il proprio senso d’identità riuscendo a darsi una precisa collocazione
nell’ambito delle proprie capacità e del proprio ruolo. E’ attenta, precisa, facile al
controllo. Se non trova quest’integrazione e collocazione, diventa maniacale ed ossessiva, ripete all’infinito le cose ed i ritmi, cercando in questo modo, di controllare
ciò che sembra sfuggirle.
L’ultimo dei Segni di Terra è il Capricorno, segno cardinale. Questo segno è
addetto alla gestione, al padroneggiamento e consolidamento della Materia. Per
questo è naturalmente portato al comando, perché dei tre è quello preposto a dirigere, ad organizzare gli altri due, a sfruttare e ad impiegare al meglio sia le risorse
del Toro che le capacità della Vergine, per un progetto che non è più individuale ma
comincia a diventare collettivo. Il Capricorno rappresenta lo Stato, chi gestisce le risorse e come si possono dirigere le energie per uno scopo preciso e definitivo (risultato concreto). In un certo senso c’è la capacità di mantenimento della sfera materiale della vita che rappresenta il modo in cui una persona riesce a stare in piedi da
sola, con le proprie risorse, ed indica come sono state utilizzate e sfruttate per la
sua struttura.
Per giungere a questo, il Capricorno ha bisogno d’individuare una meta, di organizzare le forze e di non lasciarle disperdere. E’ quindi responsabile, disciplinato,
capace di resistere anche su tempi lunghi e di rinunciare a ciò che potrebbe distoglierlo dalla sua realizzazione. Quando ciò non funziona, il Capricorno diventa tiranno, perché sostituisce la rigidità alla forza morale; sostituisce la naturale capacità di dirigere con l’autorità bieca, ed esercita il senso del dovere al posto della naturale maturità e responsabilità.
Dunque, tutti e tre i Segni hanno manifestazioni di Terra: la differenza sta nelle sfumature con cui le esplicitano, ma in ogni caso c’è il bisogno di padroneggiare
qualcosa della “materia”, di saperla sfruttare e di vederne i frutti costantemente e
nel tempo.
L’eccesso dell’Elemento Terra in un TN non indica necessariamente che questa
persona sarà concreta, realista e capace di saper costruire delle sicurezze professionali, familiari ed economiche; infatti, trattandosi di un eccesso, le componenti difficilmente si sanno ben integrare, e solo con il tempo e l’esperienza saprà gestirle, e
passando probabilmente attraverso esperienze negative in tal senso.
La dominante Terra gioca spesso sullo stesso piano sia il dare che l’avere. E ciò
mette in evidenza ciò che collega i tre Segni di Terra, e cioè Giove con le sue simbologie:
Toro
= esaltazione di Giove (il dare molto e l’avere molto);
Vergine
= esilio di Giove (il dare poco e l’avere poco),
Capricorno = trasparenza di Giove (il recupero di un possesso che non si
vuole dare né avere).
Per uscire dal circolo vizioso del dare e dell’avere, la Dominante Terra deve imparare ad “essere”, perché solo in questo modo può uscire dal materialismo ed im-
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parare l’autonomia. Chi ha molti valori Terra non può aggrapparsi a nulla, deve realizzare ciò che basta alla sua vita e cercare di essere di supporto e di sostenere, perché la Terra è “madre”.
A proposito dell’Elemento Terra ed in particolare del segno del Toro, viene in
mente il capitolo “Kamala” tratto da “Siddharta” di H. Hesse. In questo capitolo viene descritto molto bene il percorso che molti Toro devono compiere per riuscire a
trovare se stessi.
Inizia descrivendo la bellezza della natura, del mondo, degli uomini e la scoperta della sensualità e della sessualità. Purtroppo è la sensualità che prende il sopravvento e Siddharta, grasso e vizioso, dovrà lasciare tutti i suoi averi, i suoi agi e
la sua donna per ritrovarsi di nuovo libero.
“Il mondo l’aveva assorbito, il piacere, l’avidità, la pigrizia ed infine anche quel
peccato ch’egli aveva sempre disprezzato e deriso come il più stolto di tutti: l’avarizia. Anche la proprietà, il possesso e la ricchezza s’erano impossessati di lui, non
erano più per lui inezia e gioco, ma erano diventati catena e peso (…). Tre nobili ed
inseparabili arti: digiunare, aspettare, pensare. Questo era stata la sua proprietà (…)
queste tre arti aveva appreso negli anni diligenti e laboriosi della sua giovinezza (…).
Per la cosa più meschina le aveva cedute, la più effimera, per il piacere dei sensi, gli
agi della vita, la ricchezza.”
Questo è il pericolo della vita dei Toro, nati per contemplare la bellezza e viverla senza usarla, ritrovandosi invece corrotti dai prodotti di rifiuto della bellezza: i vizi. Il destino del Toro è quello d’imparare a perdere il forte senso del possesso, a lasciarsi andare e ad “essere” anche senza “avere”.
Prendiamo ad esempio alcuni TN di personaggi noti in cui prevale l’Elemento
Terra:
Umberto Bossi, nato a Varese il 19 settembre, 1941, alle ore 21. Luna, Sole e
Nettuno in Vergine, questi ultimi in VI Casa, MC in Capricorno, Ascendente e Saturno in Toro. Bossi si presenta poco sofisticato, pratico e ripetitivo; a volte, però, perde un po’ del buon senso Terra a causa dell’opposizione Mercurio/Marte sull’asse
Ariete/Bilancia, sostenuta da Giove in Gemelli. Quel poco di Aria e di Fuoco presenti
in questo TN, fa sì che questa Terra si sollevi in un polverone.
Giovanni Falcone, nato a Palermo il 18 maggio, 1939 alle ore 16.35. In lui l’Elemento Terra era soprattutto desiderio di sicurezza, ma non per se stesso, bensì per
tutta la sua gente, per noi tutti. Mercurio, Urano, Luna e Sole in Toro; Marte in Capricorno e Nettuno in Vergine. La congiunzione Venere/Saturno al Discendente, entrambi pianeti del segno Ascendente, la Bilancia, portano Fuoco in questo TN, donando coraggio ed una certa dose d’imprudenza al determinismo Terra, che non si
sottrae mai ai propri doveri.
Infine Sandra Mondaini, nata a Milano il 1° settembre, 1931, alle ore 20.00.
Nettuno, Venere, Sole e Mercurio in Vergine in Casa VI, MC e Saturno in Capricorno.
Lei che delle ripetizioni, tanto care alla Terra, ne ha fatto il proprio successo: chi
non si ricorda il suo “che barba, che pizza, che noia”?…
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ARIA
Gli Elementi si nutrono di ciò che è strettamente connesso ad essi; nel caso
dell’Aria, di comunicazione, d’idee e d’ideali, d’informazioni e di contatti. Tuttavia,
coloro che hanno una prevalenza d’Aria nel TN, hanno anche un grandissimo bisogno di progettare le cose, di muoversi nel mondo del pensiero. Il grande problema
di quest’Elemento sta nell’incapacità d’occuparsi dei propri sentimenti ed emozioni.
L’Aria manca di compassione: tutto viene analizzato con la mente e con la ragione e
con quella parte della nostra psiche che può contemplare ogni cosa proprio perché
è distaccata, asettica ed assolutamente non coinvolta. Sembra un controsenso per
l’Elemento che viene considerato più umano e civile, ma l’umanità dell’Aria è molto
incentrata sull’ideale sociale di cui si nutre: ha infatti, da un lato, la facilità di dare a
tutti, concettualmente, le stesse opportunità e possibilità, evitando quindi pre-giudiziali che altri Elementi più soggettivi hanno; di contro, l’Aria fatica tantissimo con
la parte più fragile dell’umano, ossia con le debolezze, con la parte istintiva, con le
emozioni, che vengono sentite come terribilmente invadenti e fastidiose, oltre che
irrazionali.
In effetti, l’Aria teme l’irrazionalità ed è un Elemento che può essere definito
“divino”. Il mito greco vedeva nell’Aria l’Olimpo, quel mondo in un certo senso distaccato da quello degli esseri umani (Terra). Anche se divini, comunque, gli Dei non
disdegnavano di entrare in relazione, soprattutto amorosa, con gli umani e questo
proprio perché gli Dei avevano un loro aspetto ctonio che esigeva soddisfazione.
Zeus stesso ebbe figli con donne mortali; Afrodite ebbe Enea dal suo rapporto con
Anchise ecc., sono tanti gli esempi in cui c’è questo contatto che passa attraverso la
relazione.
A livello psicologico, l’Elemento Aria riflette il dono che Prometeo ha dato agli
umani: la capacità di capire, di concettualizzare e di progettare. Per l’Aria, la mente
non ha alcun confine, può spaziare e librarsi sopra la parte istintiva; la libertà passa
attraverso la mente con la sua liberazione dalla schiavitù dell’istinto e della. L’Aria è
mobile, non soggetta ad una sola visione ed è, quindi, in continuo movimento, teso
a cogliere tutte le sfaccettature e tutte le opportunità. E’ obiettiva, perché dona
quel distacco razionale che permette di analizzare le cose senza essere contaminati
dal proprio modo d’essere e di pensare. Poiché ognuno di noi ha bisogno di andare
avanti, sarà proprio l’Aria a fornire quegli ideali che consentono d’orientarsi e di seguire una particolare direzione. Senza quest’Elemento, noi saremmo ciechi, incapaci
di vedere il futuro, e tenderemmo a ripetere costantemente le stesse cose, mentre
l’Aria ci mette nella prospettiva del cambiamento.
L’Aria è caratterizzata, secondo l’antica filosofia, dalla combinazione caldoumido ed è l’umidità che permette a quest’Elemento di sciogliersi e di penetrare,
mentre il calore ammorbidisce ed unifica. Essa è infatti fattore d’espansione e d’adattamento; ci avvolge e ci mescola ponendo tutto in comunicazione reciproca. E’
la manifestazione di un’energia sempre in movimento, è il soffio divino che dà la vita ad Adamo, è il vento che soffia sul Fuoco facendolo ardere, sull’Acqua facendola
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scorrere, su tutto ciò che vive sulla Terra, facendolo muovere. L’Aria è il Prana degli
Hindous, è la nostra Anima, è lo Spirito divino che vive nell’uomo.
Nei Gemelli, l’Aria spinge ad una prima presa di coscienza del fatto che ciò
che era Uno è diventato Due. E’ quindi una forma d’individualizzazione ancora primitiva perché la constatazione di questa dualità non è ancora precisa, non se ne
realizza ancora il confine e la conseguenza è quella di una forte mobilità ed instabilità, anche nervosa: dello spirito, che è orientato sempre verso nuove idee ed è incapace spesso di fermarsi, e del corpo, che è sempre in movimento e non rispetta i
limiti della sua fragilità.
Nella Bilancia, l’Aria spinge verso l’Altro, verso l’alleanza e l’associazione, cercando quell’equilibrio che nasce dall’unione e che si manifesta attraverso il senso
della giustizia e dell’armonia. E’ l’incontro con il Tu, prima manifestazione dell’emiciclo evolutivo dello Zodiaco, ma proprio perché siamo all’inizio di questa fase evolutiva, l’incontro provocato dall’Aria che pervade e mescola può risultare uno “scontro”.
Nell’Acquario, penultimo segno della ruota zodiacale, l’Aria è quella forza nervosa che anima un pensiero già evoluto e cerca una sublimazione delle energie
umane. Qui l’Io/non Io dei Gemelli, che è passato al Tu della Bilancia, diventa Noi ed
il liquido versato dal “portatore d’Acqua” indica la corrente fluida delle energie cosmiche e, più precisamente, dell’Aria nella sua forma più sottile. Questa si spande
sul mondo attraverso l’uomo che riconosce finalmente il suo simile. E’ il futuro che
avanza cercando di unire, attraverso l’energia dell’Aria e del Pensiero, tutte le componenti dell’Universo.
In un TN, una prevalenza d’Aria pone l’accento su quelle che sono le finalità
dell’Elemento: domandare, incontrarsi, conoscere, unirsi; con il pericolo, però, di
non sapersi fermare, di non sapersi rimettere in discussione, d’inseguire un ideale
prematuro e quindi di perdere il contatto con la realtà. La “mobilità” dei Gemelli
rende molto vulnerabili, ma esprime la necessità d’orientarsi in un mondo nuovo,
che non si conosce. Lo spirito d’iniziativa della Bilancia (segno Cardinale), sposta
l’interesse non solo verso l’Altro da Sé, ma anche verso l’interazione, nei giusti limiti,
sui diritti e doveri reciproci. L’Acquario, segno Fisso, ha acquisito certe realtà legate
all’individualità ed è consapevole della necessità di superare il bene personale, per
realizzare quello della collettività. Sono tre Segni “sociali”, ma vanno da un sociale
molto personale, instabile, quasi infantile, ad un sociale che si basa sull’ideale di
“Uguaglianza, Libertà, Fraternità”, passando però attraverso un incontro/scontro che
pone tutte le problematiche legate a “dov’è che finisce il mio spazio, perché comincia quello dell’altro”…
L’Aria non s’identifica solo con la funzione Pensiero, anche se ad esso è preposta, ma è anche simbolo di respiro, così com’è portatrice di purificazione e spiritualità. Non accade, infatti, che sentimenti non espressi blocchino proprio il respiro e
che, viceversa, lavorando con il respiro sia possibile portare a sciogliere le emozioni
represse e, magari, incistate nelle rigidità corporee?
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Prendiamo, ad esempio, tre personaggi noti nel cui TN prevale l’Elemento Aria:
Il principe Antonio De Curtis, in arte Totò, nato a Napoli, il 15 febbraio 1898,
alle ore 7.00. Totò nasce con Sole, Mercurio, Venere, Marte e Ascendente nel segno
dell’Acquario, Giove in Bilancia e Plutone e Nettuno in Gemelli. L’arte di Totò, fatta
di umorismo, mimica, comunicatività, simpatia e vivacità, è una vera e propria esaltazione delle caratteristiche tipiche dell’Aria. Queste qualità, nell’attore, si combinano con le peculiarità dei pianeti in Sagittario, cioè Urano, Saturno, Medio Cielo e
Luna, e ciò si combina con la sua grande libertà d’espressione e con quel suo modo
tutto particolare d’improvvisare le battute e cambiare totalmente il copione sulla
scena. Nel suo lato negativo, la predominanza d’Aria miscelata al Fuoco (i pianeti in
Sagittario si trovano al MC), lo ha reso troppo attivo a livello professionale, a volte a
discapito della qualità della produzione artistica, anche se la sua verve e la sua fantasia riuscivano sempre ad emergere. Il grande trigono d’Aria, composto da Plutone
in Gemelli al FC, Giove in Bilancia in VII Casa e la congiunzione Marte/Mercurio in
Acquario in XII Casa, in cui s’inserisce l’opposizione tra Plutone/Luna e Saturno formando un modello Aquilone, spiega le sue origini oscure e la sua infanzia non proprio felice, ma evidenzia anche il suo riscatto finale, le tante donne che lo hanno
amato e la bravura che lo ha reso indimenticabile.
Una posizione planetaria simile a quella di Totò la ritroviamo nel TN di uno dei
geni musicali di tutti i tempi: W. Amadeus Mozart, nato a Salisburgo il 27 gennaio
1756, alle ore 20.00. Questo “bambino prodigio” nasce con Saturno, Sole, Mercurio
e Venere in Acquario, Medio Cielo in Gemelli e Giove in Bilancia, e l’allegria, la vivacità, l’entusiasmo e la giocosità dell’Aria riecheggiano tra gli spartiti delle sue composizioni. Come per Totò, anche per Mozart si assiste ad una certa dispersività ed irrequietezza. Pure lui fu instancabile nella sua produzione artistica e, come spesso
accade, un TN fortemente caratterizzato dall’Elemento Aria rende il soggetto facilmente influenzabile e plagiabile, tanto che la sua genialità fu sfruttata per ottenere
prestigio sociale ed economico da parte dei suoi familiari. Anche per questo grande
compositore ritorna l’aspetto Luna/Plutone in Sagittario al FC, e ciò sta ad indicare
un vissuto infantile non propriamente spensierato, continuamente in viaggio per le
varie corti europee, investito da una responsabilità certamente non adatta alla sua
giovane età. Saturno forma infatti una congiunzione sia al Sole che a Mercurio in V
Casa.
Wallis Simpson, all’anagrafe Bestie Warfield, nata a Blue Ridge Summit il 19
giugno 1896, alle ore 22.30. Fu definita poco gentilmente “un’arrampicatrice sociale, fredda, astuta, non bella ma elegante”. Per lei, Re Edoardo VIII rinunciò al trono
d’Inghilterra ed insieme vissero felici e contenti, sperperando milioni di sterline in
giro per il mondo, passando da una festa all’altra tra gli USA e la Francia. La Simpson ebbe un tenore di vita superficiale e poco responsabile ed a volte ciò si riscontra nelle persone che nascono con una predominanza di Aria nel TN. Infatti, Sole,
Venere, Mercurio, Nettuno e Plutone in Gemelli e Luna in Bilancia e l’Ascendente in
Acquario resero questa donna estremamente cerebrale e razionale, inafferrabile ed
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opportunista. Liberata dal senso di responsabilità, del sacrificio e della costruttività
legati all’Elemento Terra che è carente nel suo tema, ha vissuto il suo sogno d’amore senza remore e, almeno apparentemente, se ne infischiò delle critiche che la sua
unione suscitò, soprattutto nel Regno Unito. Un po’ come l’Aria, che quando trova
un ostacolo lo aggira, così il soggetto con una forte dominante Aria predilige non
affrontare i problemi e non si turba più di tanto.
ACQUA
L’Elemento Acqua è caratterizzato dalla mutevolezza e capacità di sciogliere
qualsiasi barriera e divisione. E’ l’ultimo Elemento in termini di successione e rappresenta il lato più sensibile dell’umano, il lato emotivo, che è anche la potenzialità
vera a livello di crescita e d’evoluzione. Non è un caso che i tre Segni d’Acqua si
pongano alla fine di ogni ciclo; infatti, dopo il movimento e l’energia del Fuoco, il
consolidamento e la struttura della Terra, arriva l’elemento pensiero-comunicazione
dell’Aria, che deve, però, essere totalmente elaborato ed integrato dall’Acqua.
Quest’Elemento è legato al sentire, alle emozioni, a tutto ciò che, pur essendo
molto antico nell’uomo, è anche ciò che si muove spesso al di sotto della sua coscienza, ma che in realtà rappresenta le reali motivazioni delle sue azioni.
Le emozioni rappresentano i nostri iniziali “imprinting”: il cervello emotivo entra in funzione molto tempo prima di quello razionale (corteccia) e, come tale, riceve numerose sollecitazioni (imprinting), che sono già presenti nel momento in cui la
corteccia comincia ad analizzare ed a discernere e già determinano, in buona parte,
anche la selezione che verrà poi adottata dal sistema percettivo. L’Acqua è radicata
fortemente nel nostro passato, in tutte quelle esperienze che hanno condizionato e
che ingenerano risposte automatiche.
Quindi, rappresenta con i suoi tre Segni la possibilità che noi abbiamo di utilizzare e d’elaborare le emozioni fino a padroneggiarle, usandole come uno strumento
estremamente raffinato per arrivare a comprendere e ad immedesimarsi negli altri
(empatia e compassione). L’Acqua è ciò che unisce e, poiché non ha forma, si adatta
a qualsiasi forma esterna, riempie ed invade, ma al tempo stesso ripulisce, rigenera
e compenetra.
Il primo segno dell’Elemento Acqua è il Cancro, segno in cui le emozioni sono
ancora fortemente legate all’inconscio. Esse non sono facilmente riconoscibili e c’è
una grande capacità di contaminazione: è il sentire indifferenziato e riportato soprattutto a sé. Il Cancro rappresenta, quindi, quelle emozioni che sono profondamente radicate dentro di noi, quella voglia di fusione e d’immersione nel paradiso
inconscio e nell’annullamento della propria identità separata. In questo segno la
percezione è fortissima (Luna), ma non c’è capacità di separazione delle emozioni e,
quindi, spesso c’è una forte contaminazione che non dà modo di comprendere ciò
che è proprio da ciò che non lo è. Tutto viene assorbito, tutto entra e si muove, al
punto da modificare i propri comportamenti senza neppure passare attraverso il
piano della consapevolezza.
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Il secondo segno è lo Scorpione che, invece, ha già preso le distanze (dopo la
Bilancia, il senso di separazione dev’essere consolidato e raffinato) e quindi c’è già
un riconoscimento del sé dal non-sé. Infatti, in questo segno le emozioni possono
addirittura essere usate e sfruttate per avvicinarsi o per ferire l’altro. Questo è il
cammino che rende possibile il padroneggiamento delle emozioni ed è l’unica possibilità per raggiungere il senso d’autonomia e d’indipendenza che il sistema zodiacale attribuisce al Capricorno. Ciò è possibile solo nel momento in cui io riconosco
ciò che è mio da ciò che non lo è, e decido di mettere in comune queste cose (nello
Scorpione io sento sia le mie emozioni che quelle dell’altro). Per questo lo Scorpione
può essere estremamente pericoloso, perché, una volta acquisita questa potenzialità, può anche decidere, se lo ritiene, di utilizzarla per manipolare, avere potere e
manovrare gli altri. In realtà, lo Scorpione è semplicemente legato al potere personale che giunge nel momento in cui la coscienza illumina il piano emotivo ed inquadra le reali motivazioni che stanno dietro alle azioni; il potere sugli altri è un
abuso ed una distorsione delle potenzialità di questo segno.
L’ultimo segno d’Acqua è quello dei Pesci in cui si esprime la vera potenzialità
di trasformare il lato sensibile legato alle emozioni in una reale empatia, ovvero
nella capacità di sentire tutte le emozioni, non solo le nostre e quelle delle persone
vicine a noi, estendendole sul piano universale e riuscendo quindi a catturare i
grandi bisogni dell’umanità nel suo insieme. Le emozioni, che si sono rafforzate e
divise nello Scorpione, arrivano ora al loro ultimo compito, cioè ad avvicinarsi ad un
senso d’unità con la vita. Ciò dà modo di usarle, insieme alla nostra sensibilità, per
essere veramente in sintonia con gli altri, senza però essere invasi o contaminati
dalle varie dinamiche inconsce, che nel segno dei Pesci devono essere diventate coscienti: il senso di separazione, di confine del sé dal non-sé, dev’essere un dato
profondamente acquisito, per cui non esiste più invasione. Questa è anche l’unica
modalità per giungere alla compassione, con il distacco necessario che permetta
d’aiutare l’altro senza sentirsi il suo salvatore e senza diventarne la vittima. In questo segno noi attingiamo dal grande bagaglio del collettivo e diventiamo capaci di
sentire sia la gioia che la sofferenza del mondo.
Un esubero d’Acqua nel TN dà quasi sempre ipersensibilità che rende l’individuo particolarmente ricettivo, influenzabile e molto soggetto alle proprie impressioni personali, quindi poco obiettivo. Ha spesso un grande bisogno di risposte
emotive e ciò lo porta sia a manipolare, per far sì che gli altri gli restino aggrappati,
sia a manifestare grandi risentimenti quando gli altri non soddisfino i suoi bisogni.
E’ l’Elemento che più dipende dagli altri, quando non è ben integrato e può portare
il soggetto a cedere il proprio senso d’identità e volontà, apparentemente in favore
dell’altro, ma covando un forte senso di rivendicazione.
L’Acqua, che è sempre alla fine di ogni ciclo, indica la capacità d’integrare le
esperienze e di portare l’energia ad un livello superiore e, quindi, ad un’evoluzione.
Tre personaggi famosi nel cui Tema natale prevale l’elemento Acqua sono i seguenti:
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Grace Kelly, nata a Philadelphia il 12 novembre 1929, alle ore 5.31. Il romanticismo, l’immaginazione, la poesia, la favola a lieto fine ed il mito, incarnano abbastanza bene le simbologie del tema di Grace Kelly. Non possiamo certo pensare a lei
come ad una Cenerentola, la sua famiglia era molto più che benestante, ma tutta la
storia d’amore tra lei ed il principe Ranieri si svolse in una cornice da sogno, nel
sentimentalismo languido, tanto legato all’Elemento Acqua. Nel suo TN, Sole, Mercurio, Marte e l’Ascendente si trovano nel segno dello Scorpione ad indicarne la determinazione, la nascosta passionalità, ma anche il tragico destino. La Luna è nel
romanticissimo segno dei Pesci ed in Cancro c’è Plutone che, benché generazionale,
forma un Grande Trigono d’Acqua con il Sole e la Luna tra prima, quinta e nona Casa, conferendole qualità da grande attrice, soprattutto nell’interpretazione dei film
psicogialli di Alfred Hitchcok, in cui compaiono le forti componenti plutoniane, la
popolarità e la capacità di riuscire a dare di sé l’immagine dell’ideale che qualsiasi
donna avrebbe voluto essere.
Diego Armando Maradona, nato a Buenos Aires il 30 ottobre 1960 alle ore
7.05. Sole, Nettuno, Mercurio e l’Ascendente in Scorpione, la Luna in Pesci e Marte
in Cancro formano, nel suo TN, un Grande Trigono d’Acqua tra dodicesima, quinta e
nona Casa. Nella vita del famosissimo calciatore, questa grande prevalenza d’Acqua
– il Sole è anche congiunto a Nettuno, proprio in XII Casa – oltre a rappresentare la
fantasia sul campo di gioco, l’improvvisazione e la tenacia di riprendere la professione dopo lunghi periodi d’inattività, rappresenta anche la debolezza di fronte alle
tentazioni, la vita sregolata, l’uso di sostanze eccitanti, il disconoscimento di paternità, le denunce e gli arresti. In questo caso la tolleranza è divenuta indolenza ed
anche la grande immaginazione si è trasformata in desiderio d’evadere la realtà.
Un altro buon rappresentante della predominanza dell’Elemento Acqua è Roberto Gervaso, nato a Roma il 9 Luglio 1937, alle ore 4.00. L’Ascendente, il Sole,
Mercurio, Plutone e Luna sono nel segno del Cancro, Marte è in Scorpione ed il Medio Cielo in Pesci. Per questo bravo giornalista e scrittore, l’irrazionalità, l’insicurezza
e le paure irragionevoli dell’Acqua sono convogliate nell’ipocondria e nelle manie
nutrizionali di cibarsi di semolini e verdure cotte, per preservarsi da chissà quali mali oscuri – congiunzione Luna/Plutone in Cancro – continuando però a desiderare e
fantasticare su dolci ed alimenti succulenti.
ELEMENTI MANCANTI
L’Elemento mancante nel TN rappresenta la nostra maggiore difficoltà interiore. Non si può estrapolarlo da nulla per integrarlo negli altri Elementi, ma si può fare qualcosa per esserne consapevoli e cercare di conoscerlo, entrando in contatto
con esso, anche soltanto simbolicamente. Un Elemento non è mancante se anche
un solo pianeta lo rappresenta. Invece, quando un TN manca in assoluto di uno dei
quattro Elementi è come se questo non arrivasse al livello della coscienza e rimanesse come un’ombra quasi minacciosa, vissuta nell’inconscio e quindi non disponibile attivamente.
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La mancanza di un Elemento non esclude che l’individuo debba confrontarsi
con tutte le situazioni legate a quell’Elemento, anzi potrebbe esserne coinvolto anche più della media delle persone, proprio perché spinto inconsciamente verso quel
“vuoto” che non sa però come “riempire”. L’Elemento mancante è l’indicazione di ciò
che dobbiamo imparare a sviluppare: la lettura del TN ci indica quali sono le potenzialità che ci viene naturale esprimere, cioè quelle che viviamo spontaneamente,
senza fatica, perché non possiamo essere che quello che siamo; ma proprio dalla
consapevolezza di una mancanza devono nascere il coraggio e la volontà d’imparare ad essere ciò che non ci viene spontaneo essere.
La mancanza più difficile da vivere sembrerebbe essere quella dell’Elemento
Terra. Noi apparteniamo al pianeta terra, stiamo con i piedi per terra, a dimostrazione che la Terra ci deve sostenere. Le persone che mancano in assoluto di Terra, si
dimostrano spesso incapaci di organizzare la propria vita, prive di consistenza nelle
cose che fanno, non riescono ad occuparsi in modo strutturale del mondo lavorativo, vivono la vita nel disordine e non sanno mai come ricavare sostanza dalle loro
azioni. Magari hanno enormi capacità in altri settori della vita, ma manca la concretezza e la solidità.
Vediamo l’esempio di una persona nel cui tema l’Elemento Terra è assente:
Marta (nome fittizio), nata a Roma il 27 febbraio 1951, alle ore 13.00; Ascendente Cancro a 10°30’; MC in Pesci a 18°02’. Dominante d’Elemento: Acqua-Aria.
Due soli pianeti nell’Elemento Fuoco. La Terra manca completamente, se non per riflesso nelle Case II e X. Figlia di un ufficiale dell’esercito e di una casalinga, soggetta
a numerose depressioni. Laureata in matematica (per volere del padre) a 30 anni,
dopo lunghe interruzioni per difficoltà di concentrazione e relativi esaurimenti nervosi. Scrive poesie mai pubblicate, ma molto belle (che lei ritiene espressioni d’intimità vergognosa). Riesce ad insegnare come supplente in varie scuole, ma non ottiene mai una cattedra di ruolo e questo la manda in crisi profonda. Sposata con un
insegnante del Capricorno che la considera una nullità. Ha una figlia che regolarmente terrorizza, inculcandole mille paure, ma nello stesso tempo, cullandola con
sogni da bambina che non la fanno crescere (la ragazza che lei chiama “bimba” ha
18 anni).
Marta non ritiene di sapersi districare nelle difficoltà della vita senza la presenza del marito, verso il quale prova un cocente rancore. Fisicamente non è brutta,
ma il suo aspetto è triste, spento, privo di fascino. Si presenta in modo incerto,
sembra sempre preoccupata di disturbare e chiede scusa per ogni stupidaggine. E’
una donna con molti sogni nel cassetto che si vergogna di raccontare e, se parla di
sé, dopo essere stata ampiamente stimolata, piange. L’unica cosa che la fa sorridere
è quando parla del suo volontariato in una casa-famiglia, dove si lascia usare, senza
mettere confini.
I genitori sono morti ed ancora lei riesce a sentire dei feroci sensi di colpa perché pensa di non averli resi felici. Quando suo padre è morto, non è stata in grado
di uscire di casa per molti giorni per paura della strada e della folla. Ora spera che la
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figlia studi Lettere (uno dei suoi sogni), ma sa già in partenza che non potrà spingerla perché il marito insiste per Economia e Commercio. La ragazza teme il padre e
considera la madre molto debole.
Marta è una vittima di se stessa, del suo profondo senso d’inutilità. Eppure è
piena di rabbia, ma non riesce a farsi valere come dovrebbe.
Chi manca dell’Elemento Terra soffre per la mancanza di metodo e per l’imperizia con cui affronta le situazioni pratiche e materiali della vita. Tuttavia, proprio
da questo senso d’inadeguatezza può imparare a ricercare quelle soluzioni che lo
porteranno a contatto con un senso di sicurezza che prima era inesistente. Sul piano karmico-evolutivo ciò potrebbe avere a che fare con il diventare più completi,
imparando quello che ci è meno congeniale per riuscire a scoprire anche quali sono
i significati delle potenzialità che non abbiamo a priori.
Le persone con carenza di Acqua nel TN non è che abbiano una “assenza di
emozioni”, bensì sentono un blocco ed un’incapacità di farle vivere, perché temono
di non essere all’altezza e percepiscono che queste entrano in gioco quando loro
non vorrebbero, e poi non sanno come arginarle, per cui, correndo il rischio di sembrare insensibili, nel tempo hanno appreso l’ancor più difficile arte di non esprimerle e di sembrare incapaci di percepire sé stessi e gli altri. In realtà, queste persone
potrebbero essere estremamente sensibili, capacissime di “sentire” ciò che si muove
intorno a loro ed il loro compito spesso consiste nell’andare a smuovere il blocco e
nell’imparare a fidarsi, in modo da ritornare ad avvicinarsi a questo mondo per loro
estraneo.
Una carenza d’Acqua potrebbe significare, però, non solo mancanza di emozioni, ma anche facilità alla collera, alla gelosia od al risentimento. Una mancanza d’Aria potrebbe essere all’origine di una personalità invidiosa, arida o indifferente.
Quella di Fuoco potrebbe far reagire con superbia ed arroganza, mentre quella di
Terra potrebbe essere indice di avidità e, talvolta, anche di rancore.
La mancanza totale di un Elemento può in generale creare alla persona il problema di non saper gestire ed affrontare le situazioni ad esso legate; situazioni con
cui la personalità dovrà comunque confrontarsi, pur vivendole istintivamente in
modo distorto od al loro livello più basso.
6) L’ombra
Ogni singolo Elemento, Segno o pianeta, possono sconfinare nella parte Ombra, ed
anche posizioni che apparentemente sembrano favorevoli, se non elaborate possono mantenere la loro dimensione ambivalente, al di là della coscienza dell’individuo.
Una “denuncia” dell’Ombra può essere data dall’Elemento totalmente mancante, ma anche da un Elemento fortemente presente e non vissuto in modo consapevole. Essa si nasconde in tutto ciò che noi reprimiamo, non viviamo o rifiutiamo;
quindi, può essere rintracciata anche negli aspetti difficili dell’oroscopo, soprattutto
nelle quadrature, che indicano un contatto conflittuale di energie, una difficoltà da
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parte del soggetto a viverle entrambe, per cui spesso una delle due viene rimossa.
L’energia rinnegata cade così nell’inconscio, dove potrà ancora agire, ma senza la
consapevolezza dell’individuo, oppure verrà proiettata e vissuta attraverso qualche
altra cosa o persona.
L’Ombra è anche e soprattutto nascosta nei tratti dei pianeti transpersonali, di
cui a lungo ci sfuggono i significati simbolici. E’ molto difficile vedere totalmente il
significato di Nettuno e di Plutone: è più facile coglierne solo alcune parti, il resto
spesso viene proiettato e quindi rimane nell’oscurità. Ci sono, però, anche dei casi
in cui l’individuo s’identifica pienamente con l’Ombra, fa agire costantemente la
sfera interiore della propria personalità e finisce per bloccare ogni tipo di realizzazione e, così, l’energia è talmente frenata che può circolare solo nelle parti più basse
e più scure, così che l’individuo impedisce a chiunque di amarlo e di accoglierlo.
Certi aspetti di quadrature Sole-Saturno, Marte-Saturno, Marte-Plutone, Sole-Plutone, spesso riportano a soggetti che si sono identificati con la distruzione, l’aggressione o la punizione.
L’Ombra può insidiare ogni punto del nostro TN. Ovunque vi sia qualcosa di
non vissuto, quindi non alimentato: qualcosa che è rimasta grezzo, incolto e, come
tale, spesso “poco civile”. Ma è anche qualcosa che è cresciuto nell’oscurità e che,
proprio per questo, è affamato di riconoscimenti.
Ad esempio, nella Luna che “divora” per amore il figlio, agisce un’Ombra difficilmente visibile, che soffoca la personalità altrui, che è avida di prendere anziché di
dare, che nutre per il bisogno d’essere ripagata e ciò si può trovare anche in Lune
positive che agiscono, però, senza consapevolezza. Perciò, anche pianeti più facili
ed in posizione armonica possono essere portatori d’Ombra, se non completamente
vissuti.
Comunque l’Ombra non va sconfitta, ma svelata ed integrata. Essa diventa
malefica solo quando, presuntuosamente, ingaggiamo una lotta con lei; allora diventa implacabile. Sulla terra l’ombra e la luce hanno la stessa fonte e l’unico momento in cui non c’è ombra è quando il Sole è al suo mezzogiorno, cioè quando, in
termini simbolici, la consapevolezza è al culmine ed allora tutto è illuminato. Prima
e dopo, una parte è sempre in ombra, così come una parte è illuminata ed entrambe
sono in rapporto con la fonte della luce. E’ il Sole a fare luce ed ombra. L’ambiente
rimane immutato e si colora di bianco e di nero secondo lo sguardo solare.
L’ombra dell’essere umano è l’immagine di sé che il Sole proietta intorno a lui
e, da bambini, siamo stati tutti un po’ avvezzi a giocarci, a tentare di calpestarla, a
desiderare, a volte, di essere come lei; tutti l’abbiamo amata o ne siamo stati incuriositi, oppure, forse, ci ha fatto un po’ paura.
L’accezione più recente e più diffusa del termine Ombra, tanto da aver quasi
oscurato le altre, è quella della psicologia di Jung, che con questo termine designa
uno degli archetipi collettivi, ma essa è anche facilmente recuperabile perché fa
parte del patrimonio dell’inconscio personale, che influenza con maggiore intensità
l’Io. E qui Jung fa esplicito riferimento all’Ombra soggettiva, che è uno dei più im-
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portanti aspetti (da un punto di vista psicologico) del simbolo. L’Ombra soggettiva
non si riferisce al contenuto rimosso dell’inconscio od agli impulsi “cattivi o non socialmente “accettabili”, ai caratteri oscuri od alle qualità giudicate inferiori, ma al
soggetto stesso che rimuove. Egli, infatti, agisce inconsciamente, spinto da emozioni, motivazioni, convinzioni o progetti inconsci e, dunque, in ombra. E questo è l’aspetto della psiche più difficile da cogliere perché è l’Ombra soggettiva che si difende da ciò che ha deciso di non accogliere alla coscienza, attraverso quelli che sono
conosciuti come meccanismi difensivi. Esiste sì un contenuto-ombra proiettato, ma
anche un soggetto-ombra che proietta. Saturno nel TN potrebbe essere molto significativo, infatti, tramite esso, è possibile capire se difetti e qualità sono vissuti
consapevolmente o negati e distorti da un soggetto ombra difensore.
Un significato del tutto diverso viene assegnato all’Ombra dalla tradizione spirituale di varie culture. In Cina l’aspetto yin è il versante in ombra; secondo il buddismo, l’Ombra è la sola realtà dei fenomeni e, tra gli Indiani del Canada, è la parte che
si separa dall’anima al momento della morte e che rimane per collegare il regno dei
vivi e dei morti, in attesa di riunirsi all’anima in una nuova incarnazione. Per i Siberiani, l’Ombra è una delle tre anime dell’uomo ed è molto rispettata, mentre per gli
Indonesiani è piena dell’essenza sottile dell’essere umano. Nella tradizione esoterica,
l’uomo che “vende l’anima al diavolo” perde anche la propria Ombra e ciò sta a significare che luce/anima ed ombra/anima sono una stessa, identica, preziosissima realtà.
L’Ombra personale è sempre un contenuto che risulta totalmente estraneo alla
coscienza; tuttavia, il presentarsi dell’Ombra non è solo per invalidare la stabilità
dell’Io, ma per proporre un modo diverso di rapportarsi alla realtà, sempre molto più
profondo e vero, anche se a volte, certamente meno rassicurante.
In astrologia non esistono temi senza Ombra. E’ molto importante guardare, ad
esempio, come possono essere state vissute in tal senso, le Case II/VIII e IV/X, che
sono le aree in cui il bambino impara a “sentire” come sbagliato e dannoso ciò che
non viene approvato dalla madre, creando in lei disagio, se non addirittura angoscia
che, poi, si ribalta automaticamente sul bambino stesso che è costretto a vivere tutto ciò come un qualcosa di terrifico: “l’Io cattivo” che quindi deve essere rimosso,
non integrato e, a volte, addirittura scisso. Da quel momento se ne impedirà l’accesso alla coscienza, tentando di mantenere la consapevolezza nei limiti della parte
luce-buona dell’Io che sceglierà ciò che non procura angoscia. Quindi, l’Ombra è la
parte che la coscienza non vuole accettare, ma la psiche, nel suo insieme, ha bisogno dell’Ombra, la cerca e ne cerca il contatto. L’incontro con l’Ombra passa attraverso una fase di disillusione dell’Io che non può più riconoscersi solo nella parte
buona e quindi mette fine alla nostra “verginità psichica”, passando attraverso una
profonda fase di crisi.
Sul piano collettivo, l’Ombra ha costellato l’intera storia dell’umanità, ma in
certe culture è molto più potente. Essa è più legata all’Occidente e ciò è dovuto alla
scissione del Bene e del Male, avvenuta soprattutto nella cultura giudaico-cristiana,
che ha cercato disperatamente di respingere l’oscurità attraverso riti di avversione e
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di liberazione (i rituali del capro espiatorio), nella speranza di evitare d’integrarla
nonché di soffrire e di avere sensi di colpa. Il male, in questi rituali, veniva trasferito
su altre persone, o su animali o piante, e veniva trattato come se fosse una malattia
contagiosa, il cui decorso poteva essere deviato, rilasciandolo su qualcun altro.
Infine, considerando gli Elementi anche dal punto di vista esoterico, Fernando
Pessoa nel suo libro “Pagine esoteriche” (Adelphi, 1998), scrive nel capitolo “Frammenti di filosofia ermetica: la via iniziatica”: “(..) Così l’aspirante all’iniziazione sarà
passato attraverso i quattro stadi della tentazione del Mondo: il Dogma, l’Intelligenza Concreta o Scienza, l’Intelligenza Astratta o Filosofia e l’Intelligenza Critica. Il
Dogma, mediante il quale è in relazione con tutti gli altri; la Scienza, mediante la
quale è in relazione con la natura; la Filosofia, mediante la quale è in relazione con
la mente degli altri; la propria filosofia, mediante la quale è in relazione con se stesso, perché il Mondo è tutto questo”.
In questo brano si potrebbero riconoscere i quattro Elementi, dove il Fuoco è
rappresentato dal Dogma, la Terra dalla Scienza, l’Aria dall’Intelligenza Critica e l’Acqua dalla Filosofia. E Pessoa afferma ancora: “ (…) La nostra società, nella sua forma
attuale, è composta da quattro Elementi: la cultura greca, l’ordine romano, la morale cristiana e l’individualismo inglese”, riconoscendo in questa frase la creatività del
Fuoco nella cultura greca, la struttura della Terra nel periodo romano, il misticismo
dell’Acqua nel cristianesimo e l’intelletto dell’Aria nella cultura anglosassone.
7) Elementi e case astrologiche
Le Case rappresentano il contesto ambientale o temporale (la ruota delle Case può
essere letta sia nella sua estensione spaziale sia nella sua successione temporale) in
cui una certa funzione, probabilmente, si attiverà e di cui si potrà fare esperienza. In
ogni caso è vero che c’è il tempo ed il luogo giusto per ogni cosa e quel “giusto”
potrebbe essere rappresentato dalla qualità dell’Elemento della Casa. Sono infatti
necessarie: l’energia del Fuoco, per fare l’esperienza intuitiva della propria esistenza,
come avviene in I Casa; la concretezza della Terra, per dare la sensazione di sicurezza e di stabilità, proprie della II Casa; l’energia dell’Aria, per esprimere le nostre capacità intellettuali e per comunicare, tipiche della III Casa; ed infine la fluidità dell’Acqua, per penetrare e toccare ogni parte di noi stessi, attraverso le emozioni, come per la IV Casa. E’ innegabile che il “contesto giusto” nel quale può avvenire, ad
esempio, l’esperienza della X Casa è dato dall’Elemento Terra, al punto che la mancanza di questo Elemento e, quindi, il senso di sradicamento, la disorganizzazione,
la volatilità, l’incapacità di progettazione concreta, l’instabilità, rendono più faticosa
ed incerta la propria realizzazione professionale.
Dobbiamo anche tenere conto delle Case più stimolate, perché se vi è, ad
esempio, una mancanza di Acqua, ma le Case di Acqua (IV, VIII e XII) sono importanti nel TN, questo porta un disagio nella vita di una persona, come se si trovasse a
dover affrontare principalmente esperienze di un certo tipo (cura, introspezione, ra-
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dicalità, oscurità, dedizione, ritiro, riservatezza, distacco, dolore, ambiguità, ecc.)
senza avere sufficientemente sperimentato gli strumenti offerti da questo Elemento. Tutte le funzioni di una persona sono “tarate” per agire in situazioni che richiedono, magari, un altro tipo di modalità energetica.
E’ interessante come vengono distribuiti gli Elementi nel tipo di Casa in cui si
trovano: nel caso dei Segni di Fuoco, il primo, l’Ariete, si trova simbolicamente in
una Casa Cardinale, la prima, che indica un’energia forte, diretta e portata a dare il
via alle cose ed alle azioni. Il secondo, il Leone, si trova in una Casa succedente, la
Quinta, che indica un’energia che deve concentrarsi, rafforzarsi e strutturarsi. Il terzo, il Sagittario, si trova in una Casa cadente, la Nona, che ha il compito di rilasciare
ciò che è stato sintetizzato, riaggiustando e riorientando il suo movimento.
In ogni caso, anche se le Case attinenti ad un Elemento sono occupate, bisogna tenere conto che quell’Elemento potrebbe essere mancante e questa mancanza
non mette il soggetto al riparo dalla necessità di vivere le situazioni legate ad esso e
le Case riguardano proprio quelle situazioni, anche se il soggetto spesso non sa come affrontarle. Ad esempio, se una persona non ha l’Elemento Terra ma ha un Saturno in II Casa, non sarà dotata per questo di maggiore concretezza, ma solo, forse, di maggiore avidità che nasce proprio da una ricerca di stabilità che non sa come realizzare. Quindi reagirà in maniera saturnina ma secondo la modalità data
dall’Elemento in cui si trova Saturno: paura se in Acqua, razionalità un po’ crudele
se in Aria, arroganza e convinzione assoluta se in Fuoco.
Quanto detto può valere per tutti gli Elementi: ad esempio, la mancanza di
Fuoco non può essere sostituita da un Marte in I Casa, che magari si trova in Pesci,
o la mancanza di Acqua da una Luna in VIII Casa in Leone... Il fatto che la I Casa sia
simbolicamente di Fuoco (Ariete), la II di Terra (Toro) eccetera, indica quali Elementi
e quindi modalità è necessario attivare per vivere compiutamente l’esperienza della
propria individualità o della ricerca di stabilità. In ciascun TN, poi, bisogna confrontare questi archetipi con la realtà della persona, per cui, ad esempio, una XII Casa
piena, senza che nel TN ci sia Acqua, non ammorbidisce l’insieme, ma spinge la persona a vivere la propria realtà interiore, tipica della Casa XII, concentrandosi sui
pensieri se la cuspide è in Aria, con fantasie di natura pratica se in Terra, con forti
intuizioni se in Fuoco. Ciò che mancherà sarà l’elaborazione emotiva, la capacità di
“sentire” la realtà degli altri, la difficoltà di gestire i sentimenti e le emozioni che
certamente proverà, o quella che Jung chiamava la “partécipation mistique”. Il segno zodiacale in cui cade la cuspide di una Casa indicherà il modo con il quale sarà
affrontato quel settore della vita, motivo per cui le cosiddette Case d’Acqua (o di
Aria o di Fuoco ecc.) sono solo “cosiddette” perché non conferiscono all’individuo
l’Elemento che le denomina.
Non sembra, dunque, che le Case recuperino gli Elementi. Per Elemento s’intende una precisa energia che spinge in un modo piuttosto che in un altro. Le Case
indicano solo i “settori” in cui la nostra esperienza si compirà nel modo preferito, e
quindi sono semplicemente il DOVE agirà una certa funzione, cioè il pianeta. Ad
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esempio, se nel TN c’è una VII Casa piena, ciò significherà semplicemente che si dovrà passare attraverso esperienze di relazione o di associazione, per conoscere alcune parti di sé stessi. Oppure, se c’è una II Casa piena, ci sarà un’enfasi in positivo od
in negativo sui problemi di sicurezza personale, sui valori, sul bisogno di trovare le
proprie risorse per poterle incrementare ed aumentare, e se è in un segno di Fuoco
sarà proprio questo Elemento che caratterizzerà il modo in cui verrà gestita la sicurezza personale, che magari sarà ricercata in modo del tutto improvvisato, caotico,
senza alcuna valutazione preventiva e senza particolari modalità, fidando più nell’intuito che non nella programmazione.
Ma non tutti la pensano allo stesso modo, e a questo punto potrebbe sorgere
un interrogativo: i Segni zodiacali hanno la loro funzione elementale, anche senza
ospitare un pianeta dentro di essi? Ad esempio se nel TN c’è un Sole in Scorpione ed
una Luna in Toro, ci sarà una porzione di Acqua ed una di Terra e quindi, sembrerebbe evidente che sono i Segni ad inglobare i pianeti ed a “fornire” loro l’Elemento.
Ancora, se l’Ascendente, anziché essere ad esempio in Ariete (rispettando la sequenza zodiacale), cade in un altro segno, non si deve forse considerare l’intersecarsi di
due Elementi nello stesso spazio? Il Fuoco del primo segno, la Terra del secondo, l’Aria del terzo e l’Acqua del quarto e così via, vengono sommersi da un Elemento che
li copre e così nasce, a priori, una mescolanza che forgia la modalità con cui ci si
rapporta allo spazio-tempo, anche prima di considerare la posizione dei pianeti nei
rispettivi Segni. Se, però, il Sole si trova nella II Casa, nella VI o nella X, l’Acqua dello
Scorpione sarà bisognosa d’agire in quella Casa di Terra, fornendo così una coloritura sottile d’assorbimento. La stessa cosa non accadrebbe se quel Sole fosse collocato in III Casa, perché richiederebbe un altro atteggiamento, meno assorbente e sicuramente più volatile.
Si potrebbe, dunque, obiettare che le Case non si limitano esclusivamente ad
indicare i settori d’esperienza dell’individuo: potrebbero rappresentare anche degli
ambienti (e dei tempi), capaci di modulare a loro volta le forze espresse dai Segni ed
eventualmente dai pianeti; “tingendoli” con la colorazione elementale che le caratterizza per cosignificanza.
Non è detto, insomma, che una Casa XII piena non possa, in qualche modo,
contribuire ad ammorbidire un tema che manca completamente di Acqua, senza
per altro portare vera e propria Acqua al tema stesso, ma fornendo un “dove” più
fluido. Seguendo la stessa logica, non si può negare che un TN con uno stellium in
X Casa magari nel segno dell’Ariete, ma privo dell’Elemento Terra, non usi la sua
abilità d’azione e la sua intuizione per costruire la sua immagine del mondo, con un
fervore teso a consolidare la realtà della X Casa che, essendo Casa di Terra, vuole
costruzione e stabilità. Ovviamente ciò non significa che quella persona saprà conservare, come vuole la Terra, ma sicuramente saprà procurarsi un posto dove essere
riconosciuta come persona attiva, segnale assai positivo per costruirsi una posizione
che può anche non durare a lungo, ma può lasciare un segno. Questa configurazione ricorda un po’ quella di Massimo D’Alema, nato a Roma il 20 Aprile 1949, alle
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ore 10.30. Sole in Ariete ed Ascendente Cancro con 4 pianeti in X Casa. Certo D’Alema può contare anche sulla presenza di Mercurio e Venere in Toro (sempre in X), ma
a fronte della totalità degli altri pianeti che non sono in nessun altro segno di Terra,
ha dimostrato concretezza nel costruire il proprio potere e/o la propria situazione
socio-economica.
Tentando di schematizzare, si potrebbero, infine, definire alcune parole chiave:
Pianeti
=
CHI, COSA
Segni
=
COME
Case
=
DOVE
Transiti
=
QUANDO
Tema Natale =
PERCHE’
Un Sole in Gemelli, insomma, non smetterà mai di essere tale: il suo Io (CHI)
verrà portato DOVE vuole la posizione della Casa in cui cade, ma gestirà questa situazione COME vuole il suo segno- elemento.
In conclusione, si può dire che le Case NON sono i Segni: gli Elementi parlano
il linguaggio dei Segni e, nelle Case, questo linguaggio… si fa parola.
8) Elementi e Sinastria
Nella sinastria è stata spesso riscontrata una ricerca di compensazione dell’Elemento mancante, che si cercherà istintivamente di vivere attraverso le persone, amici,
parenti, compagni; così che forse s’imparerà a riconoscerlo e qualcosa inizierà ad
emergere dal profondo.
Frequentemente potrebbe esserci una discreta integrazione da parte di chi ha
un solo pianeta in un Elemento e quindi un po’ lo conosce, nel vivere assieme a chi
ne ha in abbondanza. La consapevolezza potrebbe esserne amplificata, ma c’è il rischio che la persona rimanga dipendente per un certo periodo della vita, affidando
all’altro il compito di gestire la sua parte carente. Ad esempio l’assenza di Fuoco,
penalizzante sul piano energetico oltre che dell’azione e dell’iniziativa, può indurre
ad “ammirare” qualche individuo caratterizzato, invece, da tale Elemento.
Potrebbe anche capitare che persone che hanno grande esubero di un Elemento, siano attratte in maniera magnetica dall’Elemento che per loro è “tabù”, cioè
quello opposto. Se invece la situazione è reciproca, cioè se, ad esempio, una persona
ha molto Fuoco e l’altra molta Aria, esse dovranno trovare un modo per venire a
patti con le loro diverse energie, altrimenti succederà quel black out a livello energetico in cui nessuno dei due si sente comunque energizzato dalla relazione. Infatti,
se l’Aria comincia a contestare le modalità d’intuizione e di visione del Fuoco, ritenendolo senza costrutto, senza un progetto logico e senza una direzione, finirà per
annientare la persona con tale Elemento ed, a lungo andare, si sentirà completamente scarica e senza più iniziative, con una depressione in atto. Viceversa, se il
Fuoco ritiene l’Aria troppo sofisticata, tendente a prendere in considerazione solo le
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cose che sono razionali ed a non capire assolutamente ciò che giunge dall’interno e
non dall’esterno, non ci sarà storia per la coppia e si creerà una frattura in cui le cose più belle del Fuoco vengono considerate come difetti inaccettabili, perché impulsivi, irrazionali, senza programmazione e senza intelligenza, mentre le cose più belle
dell’Aria vengono valutate come distacco, freddezza, cavillosità ed incapacità di
comprensione.
9) Compatibilità fra gli elementi naturali
Osservando come gli elementi naturali si combinano tra loro, si possono dedurre diverse combinazioni e compatibilità:
Fuoco-Terra
Il fuoco, sotto forma di lava, fuoriesce dal centro della terra ed il suo solidificarsi produce altra terra che viene bruciata e fertilizzata con la cenere del fuoco. La
terra viene riscaldata dal Sole- fuoco. Ma quando la lava, l’incendio od il Sole sono
eccessivi, la terra inaridisce e solo dopo parecchi anni può ritrovare la sua fertilità.
Ed anche il fuoco può essere completamente spento dalla terra: non a caso per spegnere un incendio si usa la sabbia.
Fuoco-Aria
La fiamma del fuoco viene alimentata ed esaltata dall’aria che può far propagare un incendio, ma anche spegnere completamente il fuoco. Se l’aria non è sufficiente e l’ambiente è chiuso, viene completamente consumata dal fuoco tramite la
combustione. L’aria viene riscaldata dal Sole- fuoco e porta con sé quest’energia
per il mondo attraverso il vento. Il fuoco ha bisogno dell’aria per continuare a produrre calore e l’aria ha bisogno del fuoco per poter salire in alto e formare il vento.
Fuoco-Acqua
Il fuoco viene spento dall’acqua e questa evapora attraverso il calore del fuoco,
ma se questi elementi sono ben combinati tra di loro, nascono le acque termali.
Terra-Aria
La terra può essere mossa dal vento e creare nuovi paesaggi, ma può anche resistergli a lungo, senza essere scalfita. Le alte montagne possono impedire all’aria di
continuare il proprio cammino e le alte mura di cinta possono far stagnare l’aria,
che diviene viziata. Attraverso il vento si spande il polline che fertilizza la terra. Le
piante ossigenano l’aria.
Terra- Acqua
La terra viene lambita e frastagliata dai fiumi e dai mari ma, quand’è eccessiva,
il corso d’acqua deve cambiare il suo percorso. Le dighe, naturali o non, ostacolano
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il naturale deflusso dell’acqua. La terra viene fertilizzata dall’acqua, ma un eccesso
di questa crea la melma.
Aria-Acqua
L’aria, riscaldata dal Sole, a contatto con l’acqua fredda diventa carica d’umidità e s’appesantisce. Il vento sul mare crea spruzzi fastidiosi ed ondate minacciose.
Senza il vento, che porta con sé le nubi ricche d’acqua, la stessa non potrebbe rigenerarsi.
10) Le Antisce
Si parla di Antisce quando due pianeti, posti uno da una parte e l’altro dall’altra
parte della linea dei solstizi, sono alla medesima longitudine della linea stessa. Si ha,
invece, contro-antisce quando due pianeti si trovano alla medesima distanza dalla
linea degli equinozi.
Si può quindi evidenziare un’asse di tensione tra Elementi, come, ad esempio,
nelle Antisce della Luna. Esse, viste in chiave di lettura come il punto ombra dove
non ci s’identifica e che viene ribaltato all’esterno, vengono a trovarsi in Elementi
non in sintonia tra loro: Fuoco-Terra ed Aria-Acqua che sono in tensione di 90°.
L’entusiasmo della matrice Fuoco viene frenato dalla concretezza Terra e la curiosa
comunicativa Aria mal si adatta alla comprensione dell’anima dei valori Acqua. In
questo difficile scambio tra Elementi potrebbe esserci il messaggio di percorrere la
distanza verso l’Ombra, accettando anche il prezzo del senso di solitudine come
prova di forza.
Ai quattro Elementi potrebbe essere sottilmente legato il quinto, l’Etere, che è
considerato nella tradizione orientale e che s’integra con gli altri per realizzare l’Uomo, identificato con i 5 sensi. L’Etere è l’Elemento più sottile ed imponderabile che,
secondo le antiche filosofie, riempie e compenetra tutto lo spazio, rendendo possibile la diffusione della luce ed i fenomeni elettromagnetici. Questo Elemento potrebbe essere paragonato allo Spazio eterno nel quale gli altri quattro si esplicano e,
quindi, li comprende ed in qualche modo li lega, li amalgama.
In termini astrologici forse il quinto Elemento è lo Zodiaco stesso, se non addirittura tutta la sfera delle stelle fisse. In un Tema Natale potrebbe rappresentare il
complesso dei rapporti interplanetari.
Quindi, l’Etere è anche il più immateriale Elemento della Materia, che in qualche modo trascende. Il suono e la luce sono le espressioni della sua alta vibrazione.
La parola Etere deriva dal greco “aither”, che significa qualcosa come ardente, brillante. In questo senso è l’Elemento imponderabile che riempie tutto l’Universo, trasmettendo la luce vibrando.
Per esprimere il dominio che l’Etere può esercitare sui quattro Elementi, Eliphas
Levi usò i simboli dei Tarocchi e scrisse testualmente: “…è con questo segno che
s’incatenano i demoni dell’Aria, gli spiriti del Fuoco, gli spettri dell’Acqua ed i fanta-
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Argomento
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smi della Terra” (Il dogma dell’Alta Magia, V). Altri chiamano l’Etere “Quintessenza”,
la quinta e la più pura delle essenze.
Nello yoga e nell’antica tradizione indiana, gli Elementi sono associati a ben
precisi punti del corpo umano, chiamati Chakra. Lungo la colonna vertebrale si trovano, nell’ordine, dal basso verso l’alto, la Terra, l’Acqua, il Fuoco, l’Aria e l’Etere.
L’ordine corrisponde ad una certa idea di crescente raffinazione della materia ed ha
precise corrispondenze con i cinque sensi (olfatto, gusto, vista, tatto, udito). Segue
la funzione mentale, come fosse una sorta di sesto senso. In altri termini, mentre la
Terra è l’Elemento più grossolano, l’Etere è il più sottile. Ciò va inteso nell’ottica di
un cammino spirituale che comincia dagli aspetti e dalle qualità più istintive e comuni, per indirizzarsi verso la parte più divina di ogni essere.
Questo Elemento potrebbe rappresentare il mantenimento dell’equilibrio fra gli
altri quattro, lo scambio armonico fra il macro ed il microcosmo e potrebbe essere
considerato nell’armonica integrazione dei valori Sole-Luna (i due emisferi cerebrali
non più divisi dal corpo calloso che ne inibisce lo scambio). Se l’uomo è rappresentato dal pentagramma, il numero 5 ha un valore significativo ed approfondire il
quinto Elemento potrebbe divenire una chiave per introdurre nuove vie.
Per quanto riguarda l’asse di tensione fra Elementi delle Antisce si può citare il
Tema Natale di Diana Spencer, la principessa che ha fatto sognare i media ed è caduta nell’oblio, nata a Sandringham il 1° luglio 1961, alle ore 19.45. La Luna in Acquario parla di una freddezza familiare di fondo ed infatti sappiamo di un’infanzia
passata fra istitutrici, con un senso di estraniazione dalla famiglia che la indusse ad
agire di conseguenza anche nel ruolo regale che assunse, come gli abbandoni che
scatenarono forme patologiche (anoressia, bulimia, tentativi di suicidio). L’Antiscia
della Luna nel segno dello Scorpione si congiunge a Nettuno, l’ombra di un’anima
che rifiuta le pulsioni emotive di cui è in balìa, pulsioni al limite del distruttivo e del
bisogno di creare rapporti di dipendenza. Nettuno congiunto all’Antiscia Luna in
Scorpione accentua il ruolo di vittima fino a perdere il senso del reale, nutrendosi di
situazioni d’evasione, simili a droghe per saziare la fame dell’anima. Qui l’Antiscia
parla di psiche, sesso e potere e la realizzazione può avvenire quando si attivano
forze spirituali e di trasformazione per entrare nella profondità dei propri sentimenti e scoprire i propri segreti, come la sua morte, che rimarrà un mistero.
11) Elementi e carattere
In un libro, ormai datato, di Leo Talamonti, intitolato “Guida al carattere” (Oscar
Mondadori 1976), vengono esposte, in sintesi, varie teorie riguardanti i principali sistemi di classificazione dei caratteri umani, elaborati da varie scuole fin dall’antichità ad oggi. Alla base del carattere c’è il temperamento che Talamonti assimila alla costituzione ereditaria e che, a sua volta, viene indicato da uno psicologo, William Mac Dougall, come “la risultante di tutte le influenze chimiche del corpo sulla
nostra vita mentale”.
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Se consideriamo le influenze chimiche, il pensiero corre al medico greco Ippocrate (V secolo a.C.), la cui dottrina (Teoria degli Umori) si propone di affrancare la
medicina da ogni forma d’influenza magica, basandola su fatti concreti desumibili
da uno studio empirico dell’organismo umano, in cui coesistono, in equilibrio più o
meno precario, i quattro umori fondamentali: sangue, flegma, bile gialla e bile nera,
la cui presenza, in proporzioni diverse, determina il temperamento individuale. A loro volta, gli umori sono abbinabili a precise caratteristiche che determinano il temperamento, riscontrabili in relazione alla maggiore o minore presenza degli umori
considerati, che rispondono a qualità primarie intrinseche che sono il caldo, il freddo, l’umido ed il secco secondo i seguenti abbinamenti:
il sangue è abbinato alle proprietà del caldo-umido;
la bile gialla è abbinata alle proprietà del caldo-secco;
la bile nera è abbinata alle proprietà del freddo-secco;
la flegma è abbinata alle proprietà del freddo-umido.
Quindi, in base alla predominanza di ciascun umore, si hanno quattro temperamenti fondamentali:
la prevalenza di sangue caratterizza il temperamento SANGUIGNO;
la prevalenza di bile gialla caratterizza il temperamento BILIOSO;
la prevalenza di bile nera caratterizza il temperamento NERVOSO;
la prevalenza di flegma caratterizza il temperamento LINFATICO.
Queste quattro tipologie, ciascuna in relazione alle proprie caratteristiche intrinseche, sono state abbinate, sin dai tempi antichi, ai quattro Elementi fondamentali della natura:
SANGUIGNO
Elemento ARIA
qualità caldo-umido
BILIOSO
Elemento FUOCO
qualità caldo-secco
NERVOSO
Elemento TERRA
qualità freddo-secco
LINFATICO
Elemento ACQUA
qualità freddo-umido.
Quanto sopra trae origine dalla considerazione dei quattro tipi di umori fondamentali con relative proprietà, costituenti le componenti del temperamento, la cui
commistione e proporzione in un tema, sono fondamentali per comprendere il carattere di una persona. Qualunque interpretazione dovrebbe procedere da quest’analisi iniziale del quadro astrale: comprendere la composizione umorale di una persona significa avere a disposizione “la risultante di tutte le influenze chimiche del
corpo sulla nostra vita mentale”, sulle quali trae il proprio fondamento tutta la successiva dinamica interpretativa del tema.
I cultori dell’astrologia classica tengono nella massima considerazione la teoria
degli umori, ai fini dell’individuazione del temperamento.
Infine, nell’analisi, va anche considerata la natura dei singoli Pianeti, intesi nel
loro elemento costitutivo ed anche nella loro qualità costitutiva (caldo, secco, umido, freddo) e come entrambi si rapportano in relazione alla loro posizione nel Tema
Natale.
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Argomento
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12) Elementi e tradizione orientale
Il simbolismo degli Elementi è piuttosto complesso e non del tutto uniforme nelle
varie culture, pur esistendo, di fatto, una notevole analogia di significati.
BUDDISMO
Nei templi tibetani si trovano i cosiddetti “Stupa”, strutture su cui si susseguono, uno sopra l’altro, i simboli degli Elementi. In basso si trova sempre una forma
cubica che rappresenta la Terra, stabile, quadrata, concreta. Da sempre, anche in
Occidente, l’idea della Terra è associata al quadrato, indice di stabilità ed al numero
quattro, che ricorda le direzioni principali dello spazio e le zampe dei quadrupedi
terrestri. Sopra il cubo c’è una forma sferica che simboleggia l’Acqua, rotonda, accogliente, materna. Ancora sopra sta in equilibrio una piramide che rappresenta il
Fuoco (probabilmente la parola piramide ha a che fare con il greco “pyro”= Fuoco).
In cima svetta una mezzaluna con delle banderuole od un pennacchio e qui è chiara l’allusione all’Aria, cioè alla parte più alta, esposta al vento.
Nella filosofia cinese gli Elementi sono cinque e comprendono anche il Legno
(la mezzaluna), mentre, almeno nel caso del Feng Shui, si contempla l’Elemento Metallo, al posto dell’Aria. E’ interessante notare il rapporto fra questi cinque Elementi.
Infatti, ad esempio, il Legno nasce e si sviluppa grazie all’Acqua, ma subisce le aggressioni del Metallo che lo taglia e nutre il Fuoco, mentre penetra con le sue radici
la Terra; l’Acqua è trattenuta, assorbita e bloccata dalla Terra, controlla il Fuoco, nasce dal Metallo e nutre il Legno.
Lo studio del rapporto fra questi cinque Elementi potrebbe aiutare nell’analisi
delle allegorie astrologiche in ordine agli Elementi opposti. Infatti, nella tradizione
occidentale, l’iconografia del rapporto fra i quattro Elementi è spesso contraddittoria per ciò che riguarda le opposizioni fra i contrari.
Si potrebbe ipotizzare che lo Zodiaco rappresenti un’accettabile versione dei
rapporti Elementali nei suoi Segni fissi. Il fatto che non ci sia sempre una corrispondenza potrebbe derivare, in parte, dal punto di vista iconografico che può essere
terrestre (Zodiaco antiorario, osservando il Sole) o extraterrestre (Zodiaco che può
essere orario). Va, comunque, considerata una certa ambivalenza degli Elementi Acqua ed Aria, che in più casi possono scambiarsi ruoli e posizioni.
Infine, osservando i riferimenti simbolici ai quattro Evangelisti, già presenti
nella visione di Ezechiele e nell’Apocalisse di Giovanni, possiamo ipotizzare che il
Toro, il Leone, lo Scorpione e l’Acquario, situati nel mezzo delle stagioni astronomiche, rappresentano i quattro pilastri del mondo. Il Toro corrisponde a San Luca, alla
primavera, all’Est, al mattino e quindi all’archetipo Terra. Il Leone a San Marco, all’estate, al Sud ed al Mezzogiorno e quindi all’archetipo Fuoco. Lo Scorpione a San
Matteo, all’Uomo (talvolta raffigurato come Angelo), all’Ovest, al tramonto e quindi
all’archetipo Acqua. L’Acquario a San Giovanni, all’Aquila, all’inverno, al Nord, alla
notte e quindi all’archetipo Aria.
142
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A questo punto possiamo riflettere su alcune considerazioni del Dalai Lama, riguardo agli Elementi, che sono state espresse nel suo libretto “Oceano di saggezza”:
“Potremmo chiedere: come fanno i diversi livelli della coscienza e della mente che
percepisce un oggetto, ad esistere, in effetti, essi stessi? I diversi livelli della coscienza qual è stabilita, sono in relazione con i diversi livelli della tenuità dell’energia interiore che attiva e muove la coscienza verso un determinato oggetto. Così, il livello
della loro tenuità e della loro forza nel muovere la coscienza verso l’oggetto definisce e stabilisce i vari livelli di coscienza.
E’ molto importante riflettere sul rapporto tra coscienza interiore e sostanze
materiali esterne. Molte filosofie orientali, ed in particolare il buddismo, parlano di
quattro Elementi: Terra, Acqua, Fuoco ed Aria, o di cinque Elementi con l’aggiunta
dello spazio. I primi quattro Elementi, Terra, Fuoco, Acqua ed Aria, sono sostenuti
dall’elemento dello spazio, che permette loro di uscire e di operare. Lo spazio o “etere” funge, allora, da base all’operare di tutti gli altri Elementi. Questi cinque Elementi si possono dividere in due specie: i cinque Elementi esterni ed i cinque Elementi
interni.
Per quanto riguarda l’elemento spazio o “etere”, secondo alcuni testi buddisti
come il Kalachakra Tantra, esso non è proprio un vuoto totale, completamente privo
di tutto, ma se ne parla come di un insieme di “particelle vuote”, che servono quindi
come base per l’evoluzione e la dissoluzione degli altri quattro Elementi, i quali sono generati da esse e sono, infine, assorbiti da esse. Il processo di dissoluzione procede nell’ordine: Terra, Acqua, Fuoco ed Aria; il processo di generazione in quest’altro ordine: Aria, Fuoco, Acqua e Terra. Questi Elementi possono essere meglio compresi in termini di: solidità (Terra), liquidità (Acqua), calore (Fuoco), energia (Aria). I
quattro Elementi sono generati dal livello più sottile fino a quello più grezzo,
uscendo da questa base di particelle vuote e si dissolvono cominciando dal livello
più grezzo fino a quello più sottile, rientrano dentro le particelle vuote. Lo spazio, o
meglio, la particella vuota, è la base per l’intero processo.
La teoria del “big bang” sulle origini dell’universo, ha forse qualcosa in comune
con questa particella vuota. Ed anche le sottili e minuscole particelle descritte dalla
fisica moderna sembrano essere simili alla particella vuota. Tanti parallelismi presentano qualcosa su cui, penso, varrebbe la pena di riflettere”.
INDUISMO
L’aspetto sintetico della dottrina cosmologica indù è rappresentato dal Vaisheshika, nome derivato da vishesha, che significa carattere distintivo. Il Vaisheshika si
è occupato della teoria degli Elementi, principi costitutivi dei corpi, in sanscrito
bhuta. L’aspetto analitico è invece rappresentato dal Sankhya, che prende in considerazione cinque essenze elementari, che portano il nome di tanmatra.
I tanmatra, per il fatto che si situano nella sfera sottile, non sono percepibili dai
sensi, essendo unicamente concepibili idealmente. Possono ricevere denominazioni
particolari soltanto per analogia con le differenti qualità che gli corrispondono:
Casa Undecima - Lavori di gruppo
Argomento
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sonora shabda
sapida rasa
tangibile sparsha
olfattiva gandha
visibile rupa
I cinque Elementi riconosciuti dalla dottrina indù sono i seguenti:
Etere akasha
Acqua ap
Aria vayu
Terra prithvi
Fuoco tejas
L’ordine seguito è quello della loro differenziazione, a partire dall’etere, che è
l’elemento primordiale. A ciascun elemento corrisponde una qualità sensibile ed
uno dei cinque sensi:
qualità
Sonora
Tangibile
Visibile
Sapida
Olfattiva
shabda
sparsha
Rupa
Rasa
gandha
sensi
Udito
Tatto
Vista
Gusto
Odorato
Shotra
twatch
chaksus
rasana
rasana
elementi
Etere
Aria
Fuoco
Acqua
Terra
akasha
vayu
tejas
ap
prithvi
Anche Empedocle parlava di un quinto Elemento. Egli ammetteva cinque Elementi secondo l’ordine Etere, Fuoco, Terra, Acqua ed Aria, ma poi ne accettò soltanto quattro, indicandoli in ordine diverso: Terra, Acqua, Aria e Fuoco, anche diversamente da Platone, che usava l’ordine inverso, un ordine di riassorbimento degli uni
negli altri, piuttosto che di riproduzione.
Fra gli Indù non esiste il concetto di materia nel senso fisico del termine, perché in sanscrito non esiste alcun termine che si possa seppur approssimativamente
tradurre con “materia”.
Il primo Elemento, secondo la dottrina Indù, l’Etere, è un elemento reale, contrariamente a quella buddista, secondo la quale esso è nirupa, ossia “senza forma”,
identificato con il vuoto. Ma la “concezione di uno spazio vuoto corrisponderebbe a
quella di un contenitore senza contenuto, il che è evidentemente privo di senso”
(René Guenòn, Studi sull’Induismo, Luni). L’Etere sarebbe dunque il contenuto dello
spazio, concepito come preliminare ad ogni differenziazione, contenendo in potenza tutti gli Elementi. In altre parole, è il principio delle cose corporee. La qualità sensibile riferita all’Etere è il suono, che si propaga per ondulazioni. La differenziazione
dell’Etere ha come origine un movimento vibratorio a partire da un punto iniziale
qualsiasi nell’indefinito ambiente cosmico, dando così vita al prototipo dell’ondulazione sonora. Ciò giustifica l’abbinamento dell’Etere con il suono, essendo la percezione uditiva la sola che può far percepire direttamente un movimento vibratorio.
Nell’etere si situerebbe dunque la causa del suono e questo svelerebbe parecchi misteri associati al fenomeno della Musica.
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Il secondo Elemento, il primo che si è differenziato dall’Etere, è l’Aria, che diventa sensibile al tatto solo attraverso il suo movimento.
Il terzo Elemento è il Fuoco, che si manifesta ai nostri sensi sotto forma di calore e di luce; di conseguenza, il colore è una manifestazione indiretta di tale principio, in quanto l’esistenza della gamma dei colori è possibile solo per assorbimento
e riflessione della luce.
Il quarto Elemento è l’Acqua e la sua qualità sensibile è il sapore. E’ infatti risaputo che un corpo non è sapido se non nella misura in cui può dissolversi nella saliva.
Il quinto ed ultimo Elemento è la Terra e la sua qualità sensibile è l’odore. Infatti, l’odore si manifesta attraverso l’inalazione di molecole, la composizione delle
quali determina la gradevolezza o meno dell’odore percepito.
Le qualità costitutive e primordiali degli esseri considerati nei loro differenti
stati di manifestazione, sono i tre guna. Essi sono sattwa, ascendente, tamas, discendente e rajas, intermedio tra i primi due, orizzontale. Ogni Elemento possiede i
tre guna, seppur non in uguali quantità, per permettere la differenziazione degli
Elementi. Tamas predomina nell’Acqua e nella Terra, ma soprattutto nella Terra;
corrisponde alla forza gravitazionale. Rajas predomina nell’Aria. Sattwa predomina
nel Fuoco e tende verso l’alto, così come la sua fiamma. La Terra, in virtù della sua
tendenza discendente, occupa il punto più basso del cerchio e costituisce il fondo
delle acque. Il diametro orizzontale, rajas, individua la regione intermedia, quella
dell’Aria, elemento neutro che mantiene l’equilibrio tra le due tendenze opposte tamas e sattwa. L’Etere, essendo il più elevato ed il più sottile di tutti gli Elementi, occupa la totalità del cerchio.
Conclusione
Alla luce di questo ampio excursus sugli Elementi, possiamo concludere che essi sono i polarizzatori dell’energia solare che riceviamo sulla Terra attraverso i filtri rappresentati dai segni zodiacali. Essi corrispondono ad archetipi presenti nell’inconscio collettivo o, addirittura, a quelle che chiamiamo… forze della natura.
Contributi (in ordine alfabetico) di:
Rosanna Bianchini
Stefano Capitani
Bianca Maria Castellucci
Fabrizio Cecchetti
Consuelo Corradi
Giovanni Damico
Maria Luisa Dell’Orto
Claudia De Murtas
Nicola Di Salvo
Lidia Fassio
Roberta Fianchini
Margherita Fiorello
Maria Grazia La Rosa
Nazzarena Marchegiani
Maria Teresa Mazzoni
Clementina Messaggi
Cristina Negro
Antonio Olmeda
Mary Olmeda
Giovanni Pelosini
Bianca Pescatori
Vittorio Ruata
Sandra Zagatti
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L’ANGOLO DEI NEOFITI
CASA TERZA
620 – Didattica elementare:
uno schema per i domicili
644 – L’angolo della Mitologia:
il Leone
650 – La posta di Marco
652 – Tabella delle ore planetarie
660 – Astrologia della coppia
670 – Imperfezioni lessicali
146
L’angolo dei neofiti - Argomento
Casa Terza
DIDATTICA ELEMENTARE
DANTE VALENTE
UNO SCHEMA PER I DOMICILI
L.A. 128-620
Gli antichi spiegavano i domicili sulla base delle virtù dei pianeti, del significato stagionale dei segni, sull’umidità e secchezza, e gli esìli con la logica degli opposti.
Gli allievi di oggi, cresciuti in ambiente utilitaristico, preferiscono forse servirsi
di immagini concrete: l’importante è avere pochi elementi da maneggiare e facili da
ricordare.
PROPOSTA:
immaginare ogni pianeta come una persona e ogni domicilio come un’abitazione, nella quale la persona-pianeta si possa supporre più o meno a suo agio (o in
dis-agio).
Primo esempio facile: per Marte pensiamo ovviamente ad un militare
Ariete: Una caserma o una tenda da campo
Secondo esempio: per Venere una ballerina, una indossatrice, una donna abituata al lusso.
Bilancia: un atelier, una profumeria
Non è difficile immaginare come si possa trovare a disagio un militare in un
atelier, praticamente “esiliato”.
Sulla ballerina in una caserma – a parte qualche maligno commento – supponiamo che non si trovi a suo agio, perlomeno come comfort.
Tuttavia non sempre è facile trovare una soluzione “semplice”o “ovvia”.
Ad esempio, l’Ariete è anche il domicilio di Plutone, per cui un militare generico non basta, dovrebbe essere anche uno stratega.
La Bilancia è anche esaltazione di Saturno, per cui anziché un atelier si dovrebbe includere il business, meglio una azienda tipo Versace o Armani e così via.
Oppure proporre due abitazioni (la “seconda casa”), se non è possibile una soluzione unica.
L’angolo dei neofiti - Casa Terza
Argomento
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Altra possibilità: considerare un pianeta-personaggio con doppia personalità
(tipo dr. Jekyll): si può così associare un Marte-diurno ad un guerriero leale e un
Marte-notturno ad un sadico, a seconda che si trovi in caserma o nel suo pied-àterre.
Questo esempio fra l’altro evidenzia come l’ambiente (=segno) possa influenzare il comportamento.
Per non affibbiare ad alcuni segni solo la perversione, si possono ipotizzare diversi interessi nella stessa persona: facciamo l’esempio di Saturno: un giudice o un
manager (Capricorno) con idee liberali-progressiste (Aquario) e cultore d’arte (Bilancia).
Infine chi avesse attitudini letterarie si potrebbe cimentare nello stilare un breve romanzo con i personaggi denominati come i pianeti e abitino in case-segni, con
tutti i dettagli utili allo scopo. Dovrebbe contenere anche i vari conflitti fra i personaggi, che potrebbero altresì spiegare gli aspetti e le dissonanze in forma elementare.
Altra possibilità: un personaggio storico “da manuale” per il segno o pianeta.
Attendiamo i vostri contributi, anche parziali, limitati anche ad un solo pianeta: penseremo noi a fare un collage di questo lavoro comunitario; non abbiate remore, per il “violon d’Ingres” è probabile che voi sottovalutiate i vostri meriti. Lasciateli apprezzare dagli altri !
Tenete conto che in fondo il modello è la natura umana, spesso ripetitiva in
particolari situazioni (vedi la gelosia, l’invidia, la rivalità, ecc.) ed è possibile costruire uno schema didattico che permetta all’allievo un apprendimento più rapido, fornendogli una intelaiatura solida da abbellire, da arricchire con gli studi successivi.
Inviare le vostre proposte possibilmente per e-mail.
Siamo perfino disposti ad offrire qualche abbonamento gratuito per le risposte
più fruttuose! E per tutti un ufficiale “encomio solenne!” di buona memoria.
Il CIDA ringrazia i Soci nettuniani che hanno versato la
quota senza trascrivere il loro nome – e finora non si sono
fatti vivi – (v. pag. 9 del n. 127 di L.A.). Le donazioni non
si rifiutano mai…
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L’angolo dei neofiti - Argomento
Casa Terza
L’ANGOLO DELLA MITOLOGIA
A CURA DI MATTEO PAVESI
L.A. 128-644
IL LEONE
Nella mitologia greca il Leone appare nella prima fatica di Eracle. L’eroe riuscì ad
uccidere il Leone nemeo, nonostante fosse invulnerabile sia al ferro, che al bronzo
che alla pietra e poi indossò la sua pelle come fosse un’armatura di protezione.
Il combattimento rituale con il re degli animali, era un atto di coraggio e faceva parte della cerimonia d’incoronazione in Grecia, Asia Minore, Babilonia e Siria.
Questa stessa pratica, rivista dagli imperatori romani fu resa uno spettacolo crudele,
dove il leone era vittima del gladiatore e carnefice non più di eroi ma di santi.
Il leone è poi anche un simbolo lunare. Una leonessa accompagna o traina il
carro della Grande Madre e rappresenta l’istinto materno, ma leonesse sono anche
dee e donne vergini guerriere (delle quali dall’impero romano in poi s’è persa traccia).
Per gli egiziani è la dea Sekmeth nelle due accezioni di Grande Madre e madre
terribile ad avere la testa di leone.
Per la religione mitraica, nata in Persia ed importata nell’Impero Romano come
religione delle milizie, il leone era uno dei 7 passaggi per arrivare all’elevazione spirituale. Questo gradino era rappresentato da Aion ovvero da Crono con la testa di
leone e qui l’animale era il tempo che divora ogni cosa che incontra.
L’identificazione del Sole con il leone è probabilmente dovuto al fatto che in
tempi remoti era la costellazione del Leone a segnare il solstizio d’estate.
Nella religione cristiana il leone rappresenta il potere di Cristo, la resurrezione
e poiché il Vangelo di San Marco sottolineava la regalità e la maestà di Cristo, esso
fu assunto come suo simbolo.
Alcuni simboli solari dedotti da queste radici mitologiche sono : forza, nobiltà
d’animo, origine divina, protezione, coraggio, giustizia naturale, regalità, tempo, potere, istinto di procreazione.
L’angolo dei neofiti - Casa Terza
Argomento
149
LA POSTA DI MARCO PESATORI
L.A. 128-650
Per chi deve approfondire lo studio dell’Astrologia e non ha molto tempo, quali sono le priorità che tu consigli di approfondire? Sole Luna e Ascendente possono bastare per un inquadramento della persona? E fra gli aspetti ce ne sono di più incisivi di altri?
Jolanda di Teramo
La combinazione segno-ascendente è già l’essenza del tema natale. Muoversi
bene, non solo nella teoria ma anche nella pratica quotidiana dell’osservazione dei
caratteri e delle personalità, in un ambito non più di dodici segni generici, ma di
ben centoquarantaquattro tipologie, consente tutta una serie di conclusioni interessanti, a volte illuminanti, in qualche caso anche sufficientemente approfondite.
Tieni conto del fatto che la conoscenza dell’ascendente ci delinea immediatamente
la posizione delle dodici case, questo consente tutta una serie di riflessioni già valide. C’è un ritorno frequentissimo nell’ascendente Leone, facciamo un esempio a caso, di situazioni affettive e sentimentali di un certo tipo – bisogno di indipendenza
proprio o del partner, la tendenza a cambiamenti importanti e spesso frequenti, un
atteggiamento nella coppia che ricerca il dialogo e la complicità, per non tirar fuori
la famosa storiella di divorzi e separazioni sicure – dato che la settima casa cade
nell’uraniano Aquario. Questo è già un modo, quando pensiamo all’ascendente, di
andare oltre il suo significato simbolico, riuscendo a vedere in lucida stereofonia
anche la disposizione delle case a lui più vicine o opposte (dato l’ascendente, si può
leggere, oltre alla settima, anche la sesta e la dodicesima, senza sbagliare).
Ma al di là di questo, l’Ascendente è uno degli assi portanti della personalità,
come la persona (per-sona, suono attraverso, suono “per”, maschera) tende a mostrarsi al mondo, agli altri (ecco la dialettica con la settima), io in relazione al fuori,
al mondo, all’altro. Io definito proprio dal rapporto con l’altro, che lo limita e quindi
lo definisce. Ma ascendente anche come “io che è altro da se stesso”, dunque io che
si vede, che vede se stesso. Senza inoltrarci troppo nei meandri della per-sona, anticamera della personalità, sintetizzeremo l’ascendente come “l’io che si presenta al
mondo”, l’io che comunica col mondo e che trova grazie al fuori la sua dimensione;
ancora: come la persona si mostra, come parla, come si muove, come è estetica-
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L’angolo dei neofiti - Argomento
Casa Terza
mente, fisicamente e soprattutto come “tende a vedere se stessa”. E’ chiaro che tutto ciò è di grande importanza.
Il Sole invece è l’essenza della personalità, quella più profonda, l’Io come “tende ad essere”, in un movimento di conquista e di realizzazione di se stesso. Il Sole è
l’Io più profondo. La tua “bravura” si renderà manifesta quando saprai giostrare in
superficie e in profondità nelle varie combinazioni segno-ascendente. Nella mia
Scuola d’Interpretazione, i primi lavori degli allievi consistono proprio in descrizioni
di combinazioni segno-ascendente che danno già un quadro più che soddisfacente
della personalità di un individuo, uomo o donna che sia. E alcuni si sono lanciati in
analisi di quattro o cinque pagine sull’Ariete ascendente Sagittario, piuttosto che
sulla Vergine ascendente Scorpione. Con eccellenti risultati. La questione è, lo dico
un’altra volta, saper rispondere alla domanda “cos’hanno in comune” (in questo caso i due segni sotto i riflettori). E anche cos’hanno in tensione dialettica, cioè in disaccordo. Facciamo solo un paio di sintetici esempi. La combinazione Gemelli
ascendente Vergine: la testa, l’intelletto, l’energia direzionata verso l’alto, il lavoro e
il ruolo professionale, il nervosismo, il blocco emotivo, la tendenza a “dimenticare” il
corpo e a dominare le parti pulsionali col cervello, un vissuto del “cuore” in genere
“teso” o ansioso se non in qualche caso anche rimosso, con conseguenze di vita affettiva non sempre appagante e lineare (qui agganciagli la settima in Pesci: tendenza alla idealizzazioni, tendenza alle fughe agite o subite, fantasie, insicurezze con risvolti di galere di coppia a volte soffocanti etc.). Ancora: grande capacità di ascolto,
intelligenza, voglia di capire, di imparare, di conoscere. Il Sole cade sicuramente in
una casa – in genere la decima – comunque spinta all’autonomia e all’indipendenza
e questo è in sintonia con una settima in Pesci.
Come vedi non si finisce più, ma a questo punto puoi agganciare l’analisi delle
contraddizioni di questa combinazione; ce ne sono tante, ma mi limito a una: la
questione della comunicazione, che l’ascendente Vergine vive con prudente emotività e la parte più profonda (il Sole in Gemelli) vorrebbe più aperta, scattante, immediata.
Non posso fare in questa sede un discorso completo, ma mi limito a un altro
esempio: prendi la combinazione Cancro ascendente Gemelli: cito una sola cosa che
le due simbologie hanno in comune, tra le tante: l’infantilismo (Gemelli-adolescenza, Cancro-infanzia). Problemi? Il bisogno di dimostrare a se stessi (al Padre, anche,
direbbe lo psicanalista) quanto si è “grandi” e autonomi (conquista da raggiungere).
Qualità? Ne cito una sola: la freschezza, la vivacità intellettuale e creativa, il senso
del gioco del puer-aeternus.
In tutto ciò ho lasciato per ultima la Luna. Essa è altrettanto fondamentale ed
essenziale per la personalità, esplicita nella donna (l’io femminile), più inconscia
nell’uomo (la sua parte femminile, quindi il rapporto con l’interiore, con la parte affettiva ed emotiva, etc.). A questo punto le centoquarantaquattro combinazioni andrebbero moltiplicate per dodici, e se tu sapessi muoverti bene nelle oltre mille e
settecento che ne risultano, saresti davvero un astrologo di qualità. Sono sintetico e
L’angolo dei neofiti - Casa Terza
Argomento
151
“classico” sugli aspetti: più preciso è l’aspetto, più incisiva la sua azione. Tutti gli
aspetti “maggiori” sono di uguale importanza, ma certo congiunzione, opposizione,
quadratura e trigono sono a pari merito al primo posto.
* * *
Sono un nuovo iscritto all’Albo Professionale del Centro Italiano di Astrologia,
e nell’esercizio della mia attività mi trovo spesso di fronte al problema della determinazione del giusto compenso del consultante. Ricordo anche che tale problema è
stato oggetto di una domanda nella prova scritta per l’ammissione all’albo, e che
tale domanda mi ha inquietato un po’. Effettivamente le componenti da tenere in
considerazione sono tali e tante e regolano interessi in gioco così diversi, da rendere ardua una risposta univoca a quanto far pagare un’ora di consulto verbale, una
lezione di approfondimento o un rapido aggiornamento su un oroscopo già interpretato e studiato.
Ho cercato di risolverlo attenendomi alle norme di legge applicabili alle professioni intellettuali, tra le quali rientra senza dubbio quella di astrologo, e in particolare all’articolo 2233 co.2 del codice civile, che dice che “la misura del compenso
deve essere adeguata all’importanza dell’opera e al decoro della professione”.
Già, ma quanto è in denaro importante la nostra opera e decorosa la nostra
professione? Applico tariffe che ritengo abbastanza prudenti, che su richiesta
posso anche comunicare. Chiedo se il problema è già stato sollevato all’interno
della nostra associazione e dello stesso albo professionale e se sia possibile avere
dei parametri indicativi, non limiti minimi o minimi e massimi, entro i quali sia
consigliabile far rientrare il proprio compenso senza vessare il cliente, ma senza
nemmeno sminuire il prestigio dei singoli astrologi e dell’intera professione. Vi ringrazio.
Dott. Angelo Vigorelli
Riproponi una questione essenziale per la definizione professionale dell’astrologo. Non c’è professionalità senza compenso e questo è bene che molti se lo stampino dentro, dato che ho verificato, anche in molte principianti bravissime, che il
“compenso” poi prende altre strade, pericolose: quelle delle proiezioni personali,
delle proiezioni inconsce di potere, dell’amicizia che preclude l’oggettività, insomma
del dilettantismo.
D’altra parte ho visto anche che vengono applicate tariffe assurde, assurdamente care, di cui credo il soggetto si debba prendere tutte le responsabilità, in primo luogo nei confronti di se stesso. Non ci sono regole nel far-west attuale. Lavorando di buon senso si ha però già la risposta. Se oggettivamente la tariffa è troppo
bassa, questo riflette l’inconscio dell’astrologo, ancora incerto e insicuro. Se è troppo alta siamo di fronte a un delirio egopatico di cui faranno bene a tener conto i
consultanti. Io tendo ad essere come te: diciamo abbastanza prudente. Il compenso
152
L’angolo dei neofiti - Argomento
Casa Terza
è dipendente dal tempo oltre che dalla qualità del lavoro e dall’esperienza provata
del professionista.
Nel campo del consulto, si deve poi porre attenzione all’ansia “del dare”, che
spesso porta alcuni – inconsciamente incerti – a riversare una valanga di contenuti,
che possono essere anche qualitativamente importanti, ma che il paziente-cliente
dovrà poi digerire, coi suoi tempi e coi suoi strumenti e questo va visto con lucidità,
perché l’astrologo deve avere la coscienza di ciò che trasmette, senza volere con angoscia “dare tutto o addirittura il tutto”. In questo caso non si farebbe il bene di chi
chiede, perché non avrebbe l’opportunità di capire, di metabolizzare, di riflettere
sulla sua esigenza.
E’ anche vero – e lo sappiamo bene – che spesso la risposta che realmente ci
viene richiesta, non è quella della domanda – ma questo esula dalla tematica che
stiamo qui affrontando. Nel far-west ognuno può sparare come vuole, secondo suo
spessore morale.
Ma tu apri la strada a quello che spero diventi un dibattito fecondo di suggerimenti e riflessioni. E’ per questo che ho pubblicato la tua lettera per intero. Non va
comunque trascurata la “domanda” che pone il consultante, che può effettivamente essere di tale vastità e complessità (pensa a una squadra di calcio che mi invita a
fare un lavoro scritto sulla “rosa” dei giocatori) da richiedere ben altri compensi. Ma
che si apra il dibattito!
* * *
Mi piacerebbe sapere il tuo parere riguardo gli Stellium. Lo trovo un tema affascinante per chi lo ha personalmente come me (uno Stellium in Scorpione con 4
pianeti So. Ve. Me. Gio.) e per chi studia temi di persone con questi aspetti.
Complimenti e saluti
Sabrina Conti
Lo “stellium” è il raggruppamento di alcuni pianeti in un certo settore del tema
natale, almeno tre o più. Questo in apparenza dovrebbe sottolineare, amplificare,
fare esplodere le simbologie del segno o del settore interessato, rafforzandolo, rendendolo evidente al massimo.
Invece, ma anche questa è apparenza, non è così. Il segno o il settore dove si
trova lo stellium sembrano a volte “gripparsi”, involversi, frenare, vivere problematicamente la propria natura. Un raggruppamento significativo in decima, sembra amplificare tematiche di dipendenza famigliare che in teoria sarebbero più pertinenti
ad una quarta o uno stellium in seconda, può dare il via a stili nomadici e per nulla
sedentari che in teoria meglio si connettono con l’opposta casa ottava.
Uno stellium in Aquario genera spesso rigurgiti orgogliosi e leaderistici più
adatti ad un Leone, uno stellium in Capricorno sdolcinature e bisogni d’affetto che
appaiono tali e quali quelli del più classico dei Cancro, uno stellium in Bilancia più
L’angolo dei neofiti - Casa Terza
Argomento
153
di una volta si traduce in cariche arietine colme d’istinto e di passione. Tanto che Lisa Morpurgo inventò il termine “risucchio”, come se il settore o il segno opposto allo stellium calamitassero verso di sé il raggruppamento planetario. Se è vero questo
- e spesso è vero – dobbiamo chiederci il perché e mettere bene a fuoco ciò che
davvero c’è oltre l’apparenza. Proprio perché lo stellium amplifica le tendenze del
segno o del settore interessati, l’Io si cautela sterzando alla ricerca del proprio equilibrio verso l’opposto, magari bruscamente, in modo altalenante, come se l’essere
“tutto da una parte” non fosse conveniente, come se producesse la necessità di vivere l’altro da sé, la propria parte inconsapevole in una maniera più diretta. E dunque più rassicurante.
Allora sarebbe meglio dire che lo stellium genera una tematica molto simile all’opposizione tra il segno interessato e quello opposto, tra la casa interessata e
quella opposta. Avere uno stellium in Scorpione – alla lettera: scardinare i territori
chiusi, attaccare con rapide incursioni da tuareg le sicurezze troppo soffocanti, liberare la provocazione dialettica della negazione a tutti i costi, essere attratti dal buio
dell’anima, dal buio fecondo e riflessivo della morte, dal silenzio, dalle poltrone
voyeuristiche dove il regista tiene i fili e guida occultamente, dalla contorsione
mentale in caduta libera e sotterranea verticale et cetera – in realtà è come manifestare la più classica delle opposizioni Toro-Scorpione, seconda-ottava.
Per cui la sindrome d’abbandono, le tematiche del possedere e della paura di
perdere, l’evidenziare la questione della propria immagine con un bisogno contraddittorio di mostrarsi e poi nascondersi, la dialettica tra il bisogno di pace e tranquillità e il senso di soffocamento sbuffante quando le cose diventano troppo tranquille e ripetitive, il sogno di un luogo mitico dove un giorno, prima o poi, arrivare e
abbandonarsi, la passione del corpo “versus” quella mentale e cerebralizzata…e via
discorrendo.
Lo stellium è sempre qualcosa di affascinante, di solo apparentemente compatto; spesso è ben resistente ai transiti, altre volte fa cascar giù tutti i propri pilastri come fossero birilli, quasi più con la congiunzione che con gli aspetti contrari.
Come direbbe bene lo Scorpione, “nulla c’è di certo e di sicuro, tutto può
sprofondare”. A volte mollemente, piacevolmente, come se fosse volo. Altre volte
con paure angosce e visioni, capaci di trasformare le morbide colline di Piero della
Francesca, in labirinti infernali alla Hieronimus Bosch!
Rivolgete le vostre domande direttamente a [email protected]
o alla redazione.
Per posta: via Crema, 21 - 20145 Milano
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Ore notturne (il tempo dal tramonto all’alba diviso per 12)
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(elaborata da Lidia Callegari)
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L’angolo dei neofiti - Casa Terza
Argomento
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L’angolo dei neofiti - Argomento
Casa Terza
STEFANO VANNI
ASTROLOGIA DELLA COPPIA
PRIMA PARTE
L.A. 128-660
Il nostro Presidente dell’Albo, già noto per i suoi approfonditi studi in merito, propone anche ai neofiti una rivisitazione delle sue ricerche. Data la complessità del
lavoro è prevista la pubblicazione a puntate in questa Rubrica.
Questo lavoro sull’astrologia della coppia raccoglie e rielabora tutto il materiale e la esperienza che ho maturato in questi anni di studio sull’argomento..
Ho voluto dare un particolare peso e uno specifico approfondimento alla parte
psicologica sono sempre più persuaso, infatti, della necessità, per chi al occupa di
astrologia, di operare una comparazione fra le due discipline sia per quello che riguarda l’argomento specifico di questa ricerca, per il peso che hanno i fattori psichici nella scelta del partner, sia anche per una migliore comprensione delle problematiche del tema singolo.
Nel cogliere i diversi collegamenti astrologici ho anche cercato di percorrere
nuove strade, facendo ipotesi che potranno forse sollevare nel lettore qualche perplessità. Ho cercato intanto, nel trattare la parte psicologica, di essere più chiaro
possibile, riportando valutazioni e considerazioni ricavate da testi di psicologia, polche in effetti l’approccio col linguaggio psicologico può essere piuttosto ostico al
cultore di astrologia che si avvicini per la prima volta a questo tipo di problematiche.
Con questa parte dedicata al problema della coppia mi propongo un’analisi
delle compatibilità affettive riscontrabili attraverso lo studio del tema natale singolo e comparato. Ho cercato di riassumere il materiale e le indicazioni da me reperite
sulla materia oggetto di questo studio, ho vagliato e analizzato le informazioni sulla base delle esperienze di studio fatte e ho introdotto in alcuni casi anche nuove linee di studio che necessitano comunque di ulteriori approfondimenti e verifiche
pratiche.
Non ho l’obbiettivo di voler esaurire del tutto l’argomento che è fra i più vasti
e complessi che si presentano allo studio dell’astrologo, bensì fornire qualche indicazione su quella parte dell’astrologia chiamata astrologia della coppia, o anche sinastria.
L’angolo dei neofiti - Casa Terza
Argomento
157
Questa branca astrologica fa parte di quel settore ancora più ampio di questa
disciplina, quello dell’astrologia che si dedica allo studio dei rapporti interpersonali;
questa parte dell’astrologia rende possibile una verifica del grado di affinità fra due
o più persone per quanto riguarda i rapporti di amicizia, per le relazioni di lavoro,
per le relazioni familiari, e via di seguito.
Ho volutamente limitato questo lavoro allo studio dei rapporti interpersonali
di coppia, privilegiando questo settore perché molteplici sono gli elementi che vanno considerati e che incidono sul rapporto stesso, elementi quali gli interessi comuni, il dialogo reciproco, la compatibilità sessuale e altri.
Questo settore dell’astrologia resta in ogni caso uno di quelli che spesso viene
trattato con molta superficialità, ma diventa abbastanza complesso per l’analisi dello studioso, se affrontato in maniera seria e approfondita.
* * *
Fare una analisi del grado di compatibilità fra due persone significa intanto
analizzare singolarmente i due temi natali, cercando di coglierne i rispettivi risvolti
psicologici le esperienze affettive trascorse, e quelle in atto; quindi sovrapporre i
due temi natali e valutare l’intreccio delle due personalità e tendenze verificando se
un rapporto affettivo fra i due soggetti è possibile o consigliabile, o, se come più
frequentemente avviene, il rapporto già esiste, qual è il grado di compatibilità tra i
partners e quali le possibilità di sopravvivenza del rapporto stesso.
Alcuni aspetti psicologici
Partendo dalla complessità del problema che ci sta di fronte, e sapendo in quale misura influiscano i meccanismi psicologici ai fini della formazione di una coppia, ho
ritenuto opportuno introdurre alcuni elementi di psicologia come premessa allo
studio dei rapporti di coppia, cogliendone per quanto possibile l’intreccio con il discorso astrologico.
Non intendo con ciò condurre lo studio del rapporto affettivo, e quindi considerare la molla che di solito spinge due persone ad unirsi, cioè l’amore, ad una pura
combinazione razionalistico-psicologica di causa ed effetto; tuttavia è innegabile, e
lo studio della psicologia non più ai primi passi nella materia, ce ne dà conferma,
che vi è sempre un meccanismo inconscio che spinge alla scelta di una certa persona e non un’altra come proprio partner, e di questi meccanismi neppure l’astrologo
che intenda affrontare il più scientificamente possibile l’argomento può fare a meno di tenere conto.
Numerose sono le problematiche da analizzare nell’atteggiamento psicologico
che porta una persona a stabilire una relazione affettiva con un’altra, e questa
scelta, nella maggior parte dei casi, nasconde molteplici significati. Per comprenderli tutti, come sostengono alcuni psicologi “Sarebbe necessario penetrare
158
L’angolo dei neofiti - Argomento
Casa Terza
simultaneamente in tutte le dimensioni, tanto biologiche quanto sociologiche, comprenderne gli aspetti filosofici e psicologici, da quelli già palesi e coscienti
a quelli più radicati nel profondo dello psichismo”. Impresa chiaramente impossibile.
Dobbiamo fare delle scelte nella consapevolezza che trattiamo solo alcuni
aspetti del problema; la scelta che è stata fatta nell’elaborazione di questo studio
sulla coppia è stato appunto quella di accoppiare all’indagine astrologica quella psicologica, supporto oggi sempre più indispensabile allo studioso di astrologia.
Partendo dallo studio del rapporto di coppia la prima osservazione che possiamo fare si basa sul concetto di durata. Su questa base è possibile suddividere, come
suggerisce l’approccio psicologico sistemico, i legami amorosi in “legami di breve e
di lunga durata”.
Il legame amoroso di breve durata, che non va considerato soltanto sotto l’aspetto dell’avventura, deve, dare al soggetto soddisfazioni immediate, e viene interrotto quando queste non sono più sufficienti o quando nascono difficoltà di una
certa portata. Il legame di lunga durata, che spesso sfocia nella convivenza o nel
matrimonio, è invece caratterizzato dalla capacità dei partners di tollerare sofferenza e conflitti senza rompere il rapporto
Già possiamo, da questa premessa, affrontare e comprendere il ruolo di quelle
che in psicologia sono chiamate pulsioni aggressive, nella relazione amorosa di lunga durata, poiché per se si vuole che questo legame duri nel tempo è necessario, da
parte dei partners, la capacità di sopportare questa carica aggressiva
Esaminiamo, per comprendere meglio questi elementi, il concetto di amore da
un punto di vista psicologico: la pulsione amorosa non va mai intesa, in psicologia,
come amore puro, amore idealizzato, ma presenta aspetti ambivalenti, si presenta
cioè come un impasto, “un’oscura mescolanza” fra amore e odio, tenerezza e aggressività.
La distinzione, non è fra sposati e non sposati, bensì fra legame, che già nelle
intenzioni inconsce dei partners deve assolvere a una funzione temporanea, e un
legame amoroso, inconsciamente, organizzato per la durata, e di conseguenza capace di resistere ai possibili conflitti.
Si può intuire facilmente come una coppia, che abbia come scopo la reciproca
soddisfazione amorosa immediata, preferisca la separazione alla sofferenza di una
lunga tensione o di una lunga crisi; in chiave psicanalitico-economica ciò significa
che uno dei soggetti ha investito cosi poco nell’altro che il dolore che deve sopportare per ritirare questo investimento è sicuramente minore di quello che deve sopportare mantenendo in piedi il rapporto, e che certamente, le sue sicurezze sono
maggiormente in pericolo se egli affronta la crisi del rapporto che non se ritira il
proprio investimento affettivo.
In altri casi, al contrario, l’investimento che uno o entrambi i partners hanno
posto in essere è tale che il ritiro è molto più difficile, sia che le soddisfazioni amorose siano intense, sia che ormai esse siano compromesse; in questi casi il ritiro è
L’angolo dei neofiti - Casa Terza
Argomento
159
possibile solo a prezzo dello scatenarsi di notevoli sofferenze che possono portare
anche a stati depressivi.
Alla luce di questa considerazione possiamo dunque affermare che una coppia
stabile e con prospettive di lunga durata non è quella priva di conflitti, ma quella
che ha la capacità di superarli, quella il cui grado di evoluzione sappia rispondere ai
nuovi bisogni dei partners, adeguarsi alle nuove situazioni venutesi a creare.
Per chi studia il problema della coppia si tratta perciò di capire, e dal punto di
vista astrologico e da quello psicologico le capacità evolutive della coppia.
A volte ci si trova di fronte a coppie con un’organizzazione compensativa cosi
forte, tale da colmare le reciproche carenze all’interno della coppia. In questo caso
la coppia non riesce a tollerare neppure una minima evoluzione del loro legame, Ci
sono persone che hanno trovato nel partner una soluzione così stabile e radicata ai
loro problemi, che porta ad esempio all’attribuzione reciproca di ruoli stabili e definiti e non modificabili. Se per un motivo qualsiasi avviene un cambiamento ognuno
andrà alla ricerca della parte mancante fino a ricostruire l’unità nevrotica precedente. Questo spiega la ragione per cui spesso rimaniamo sorpresi dal fatto che,
certe persone, pur avendo molte relazioni affettive, (lamentandosi perché insoddisfacenti) scelgano sempre dei partners con caratteristiche analoghe. Si preferisce in
questo caso la riproposizione di ruoli già sperimentati ( e quindi rassicuranti) che
forniscono le compensazioni psicologiche necessarie
In psicologia si è affermata infatti la teoria che le “pecche” della coppia nascono dalla scelta primitiva, una sorta di peccato originale nella scelta del partner che
poi si tende a ripetere nella scelta dei partners successivi secondo l’ormai noto meccanismo della coazione a ripetere.
In qual modo e secondo quali meccanismi avviene dunque la scelta del partner? Domandare a due persone che stanno insieme, e che non si trovino prossimi
ad una rottura, perché hanno formato una coppia, si hanno risposte stereotipate e
non certamente collegate alle motivazioni inconsce che li hanno attirati l’uno verso
l’altro. A parte l’istinto biologico della riproduzione, che spinge le persone all’accoppiamento ma non ha rilevanza per quanto concerne la scelta del partner, l’aspirazione all’unione con qualcuno che sia al di fuori della nostra esistenza biologica e
psichica resta il movente costante di ogni approccio col partner amoroso.
Le spiegazioni psicologiche attengono tanto allo studio di questa necessità
dell’uomo di creare una coppia, tanto alla scelta dell’altro membro della coppia
stessa.
Jung per esempio, si rifà al mito platonico dell’Androgino descritto nel “Simposio” di Platone, secondo il quale un tempo l’umanità era composta di tre sessi, di cui
il terzo era partecipe tanto del sesso maschile quanto di quello femminile appunto
quello degli androgini. Questi strani e fortissimi esseri tentarono la scalata al cielo
per combattere gli dei e Zeus, per punirli e indebolirli, li divide a metà.
“Ogni essere fu tagliato in due, e desideroso di ritrovare la parte mancante, abbracciava e si attaccava all’altro, tentando di ricostituire l’unità scomparsa, e moriva
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L’angolo dei neofiti - Argomento
Casa Terza
di fame pur di non fare nessuna cosa senza l’altro Allora Zeus, mosso a pietà, trasportò gli organi sessuali rimasti dietro, nella parte anteriore di ogni individuo in
modo che fosse possibile l’accoppiamento e la riproduzione, e quindi l’unione sia
pure temporanea”.
Questo mito, secondo Jung, adombrerebbe l’archetipo del grande sogno d’amore che spinge l’uomo a cercare disperatamente l’anima gemella, l’altra metà, l’unione con la quale può renderlo più forte della morte, e quindi eterno: e i riferimenti in questo senso, nella letteratura, sono moltissimi.
Secondo la psicologia junghiana in ogni uomo esistono qualità maschili coscienti e qualità femminili inconsce (l’Anima), così come nella donna sono coscienti
le qualità femminili mentre le tonalità maschili restano inconsce (l’Animus). Perciò
ognuno cercherebbe nel partner la parte inconscia della propria personalità, e su
questa base si opererebbe la scelta dell’altro membro della coppia.
Secondo invece l’ipotesi di Freud, espressa nei “Tre Saggi sulla teoria sessuale “
si tende ad amare la donna che nutre o l’uomo che protegge. Quindi nella sostanza
la persona cerca di ritrovare nell’oggetto d’amore ciò che è stato perduto nella separazione dal primo oggetto d’amore. Lo stesso Freud inoltre, nella sua “Introduzione al narcisismo” aggiunge che la scelta dell’oggetto d’amore può avere caratteristiche narcisistiche che proiettiamo sul partner, cioè possiamo amare ciò che siamo
stati, ciò che siamo o ciò che vorremmo essere; quindi attraverso un meccanismo
proiettivo amiamo, il nostro ideale dell’io.
La scelta del partner, come si può ben comprendere, è perciò in stretta relazione con la storia personale del soggetto; la tipologia del legame basata su quella
particolare scelta influisce quindi anche sull’organizzazione del rapporto.
Come ho già detto affinché la coppia si cementi e duri nel tempo occorre che
ciascuno dei due componenti la coppia trovi, sul piano psicologico, qualche vantaggio nella relazione che ha intrapreso. Non è sufficiente che uno trovi nell’altro un
aspetto (ad esempio secondo Freud: la rappresentazione del proprio ideale dell’io).
Adesso si comprende meglio la distinzione precedentemente fatta fra legame
che richiede una soddisfazione immediata e legame a lungo termine, destinato a
dare un contributo al proprio equilibrio personale e al rafforzamento delle difese
del proprio io.
Nella scelta a lungo periodo l’oggetto deve rispondere contemporaneamente a
questi due requisiti; soddisfare quindi gran parte dei desideri coscienti del soggetto,
e nello stesso tempo contribuire a rafforzare l’io e a renderlo più sicuro.
Talvolta il problema che nasce nell’ambito di una relazione ha invece radici più
profonde. Spesso questo può essere un alibi dietro al quale il soggetto nasconde dei
disturbi nelle relazioni interpersonali, che la persona aveva cercato di risolvere
proiettandolo nella relazione.
Si può concludere questa parte con una citazione di un docente di Psicologia
della Sorbona “La relazione di lunga durata può essere quindi vista anche come il
luogo dove si manifestano con più facilità le tendenze arcaiche legate ai conflitti
L’angolo dei neofiti - Casa Terza
Argomento
161
non risolti in precedenza; vi si può trovare quindi l’espressione dei desideri primitivi
insoddisfatti e le difese organizzate dal soggetto contro lo stimolo esercitato da
questi”.
L’analisi del tema natale
Addentriamoci ora, dopo le precisazioni fatte nelle premesse nell’analisi del singolo
tema natale allo scopo di trarne delle indicazioni tanto in merito alle tendenze della
persona nel portare avanti un rapporto affettivo, quanto a quelle riscontrabili nella
scelta del partner.
È indispensabile prendere le mosse dai singoli temi natali anche nello studio
della comparazione, perché è necessario che l’astrologo comprenda prima a fondo,
individualmente, i due soggetti su cui poi verrà ad effettuare l’esame comparativo:
la psicologia dei singoli componenti la coppia è la base essenziale per una buona
comprensione della relazione stessa che i soggetti portano avanti.
È evidente, per esempio, che qualora una persona abbia dei problemi psicologici, questi si manifesteranno sempre nella relazione.
Sole e Luna
Un punto importante dell’oroscopo su cui l’astrologo deve concentrare l’attenzione e la posizione e gli aspetti del Sole. Il Sole, infatti, determina la vita di relazione a livello cosciente, rappresenta anche la spinta creativa del soggetto e la realizzazione nel mondo esterno.
Il Sole ci fornisce anche le necessarie indicazioni sull’ideale dell’io, nel senso
che esprime una potenzialità, il desiderio di raggiungere un obbiettivo e realizzarsi
in esso.
Per la donna il Sole rappresenta l’immagine maschile, quella effettivamente
vissuta (l’immagine paterna e altre figure maschili realmente presenti nella vita della donna) e quindi interiorizzata. Vanno perciò attentamente analizzati gli aspetti
del Sole, in particolare gli angoli disarmonici, che indicano tensione e difficoltà di
integrare determinati modelli.
Un discorso analogo può essere fatto per l’altro luminare, la Luna, che rappresenta nell’uomo l’imago matris, che nell’uomo viene esteriorizzata nelle figure femminili realmente vissute o cercate, come nella madre, nella moglie, nell’amata.
Ai fini di una valutazione circa la ricerca del partner va considerato, oltre agli
aspetti formati dalla Luna con gli altri pianeti, il segno che la ospita.
Aspetti solilunari
Gli aspetti che eventualmente si formano fra il Sole e la Luna in un oroscopo
sono fra i più importanti ai fini dell’indagine sui processi affettivi di un soggetto,
poiché ai due luminari è demandata la rappresentazione dello archetipo genitoriale.
Dall’analisi del tema natale è possibile valutare a quale livello della personalità agi-
162
L’angolo dei neofiti - Argomento
Casa Terza
sce l’immagine genitoriale e quali riflessi questo modello ha creato nella psiche del
soggetto esaminato, sulla sua integrazione; se il soggetto si trova in rapporto conflittuale col proprio modello o tende a subirne un’identificazione.
Allorché fra i luminari vi è un aspetto armonico, il soggetto ha vissuto un armonioso scambio fra l’elemento archetipico maschile e quello femminile, ed il rapporto con le figure parentali è in generale positivo.
Se invece fra Sole e Luna riscontriamo un aspetto disarmonico, allora il soggetto è esposto a rischi di scissione fra i due elementi, a un distacco conflittuale e
nevrotico dalle figure genitoriali.
Sugli aspetti Sole-Luna vale la pena di soffermarsi, perché lo stile di relazione
fra due partners può stabilirsi partendo dal modello di relazione fra le figure del padre e della madre.
Certo è raro che avvenga una riproduzione pura e semplice del modello genitoriale di origine, in quanto le esperienze conducono í soggetti a una certa evoluzione, e quindi a un distacco progressivo dai modelli parentali; resta tuttavia un riferimento di base alla coppia genitoriale non solo nella situazione realmente vissuta
dai genitori del soggetto ma anche in quella immaginata come reale dal soggetto
stesso.
Ricordiamo, a questo proposito che l’analisi del tema natale ci offre una veduta soggettiva delle esperienze vissute dal soggetto che stiamo studiando e quindi è
difficile operare una distinzione fra il vissuto reale e quello immaginarlo o fantasmatico
Nel caso di congiunzione fra il Sole e la Luna può mancare un chiaro criterio
di distinzione fra archetipo maschile e femminile nel soggetto portatore; questa indifferenziazione può diventare un cliché per il futuro affettivo del soggetto, il quale
può avere difficoltà ad identificarsi nel ruolo attivo o passivo.
Il soggetto può arrivare, in un certo senso, ad avvertire í ruoli dei propri genitori non semplicemente come ruoli complementari, bensì come ruoli indifferenziati
stretti in una unità simbiotica; talvolta può avere la sensazione che l’unione conduca alla spersonalizzazione, in cui la personalità singola e i suoi inevitabili spigoli viene abbandonata in nome dell’unione.
L’espressione di una preoccupazione simile può essere evidenziata dalla seguente affermazione fatta in sede analitica: “I miei genitori sono molto uniti, persino
troppo, tanto che ho difficoltà a parlare con uno del due senza che l’altro lo sappia.
Quando sento il bisogno di parlare con mia madre ho invece la sgradevole sensazione di stare in realtà parlando alla coppia. Mia madre è molto disponibile,in effetti, al
dialogo privato con me: ma è chiaro che poi ogni volta ne parla con mio padre“.
Quando il Sole è in aspetto di sestile o trígono con la Luna, lo scambio fra le
funzioni solari e lunari è armonioso, e quindi sono favoriti i contatti col sesso opposto. L’individuo ha, normalmente, e salvo aspetti inibitori ulteriori, un ottimo grado
di adattabilità; qui, al contrario che nel caso della congiunzione la differenziazione
L’angolo dei neofiti - Casa Terza
Argomento
163
dei ruoli è più evidente, e il soggetto che ha avvertito un buon accordo di fondo fra
i genitori, è portato a rilevare nella divisione dei ruoli la loro complementarità.
L’armonico scambio fra personalità maschile e personalità femminile nell’ambito della psiche del soggetto favorisce una migliore comprensione del partner di
sesso opposto.
Quando ci troviamo di fronte ad angoli negativi fra i due luminari, di solito riscontriamo nel soggetto portatore una più o meno grave difficoltà ad armonizzare,
all’interno della propria psiche, gli archetipi maschile e femminile simboleggiati dal
Sole e dalla Luna.
Il soggetto ha avuto la sensazione di una mancanza di accordo profondo fra i
genitori, mancanza che può essere stata reale, ma che può anche aver preso vita
nell’immaginazione del soggetto stesso sviluppandosi nel ricettivo periodo dell’infanzia.
A causa della scarsa capacità di integrazione della parte femminile e di quella
maschile il soggetto va spesso incontro a difficoltà di accordo col sesso opposto, e
quindi a legami scarsamente armoniosi, nonché, talvolta, a difficoltà di equilibrio
psicologico.
A volte, soprattutto nel caso dell’opposizione, un genitore può essere mancante, sia nel senso fisico della parola, sia per quanto riguarda il suo ruolo all’interno
della famiglia.
Nella quadratura Sole-Luna il soggetto è portato a fare continui sforzi per
riunificare i due ruoli e a volte, in questo tentativo si possono ripercorrere esperienze negative già vissute all’interno della famiglia.
Nell’opposizione fra i due luminari avviene spesso che il soggetto protagonista viva solo una delle due polarità, alternativamente con l’altra oppure anche stabilmente, rimuovendo l’altra polarità, che può essere ricercata nel partner.
Venere
Dopo aver analizzato i rapporti fra il Sole e la Luna dobbiamo valutare la posizione di Venere nell’oroscopo. Venere rappresenta nell’oroscopo le capacità affettive
e il modo di esprimere il sentimento; quindi anche la capacità di partecipazione affettiva rispetto all’oggetto d’amore.
Dal punto di vista psicologico il pianeta esprime il rapporto con l’oggetto d’amore, l’energia affettiva che il soggetto ritiene di potere investire nei processi affettivi.
Venere ci informa sulle capacità e le modalità di contatto affettivo col mondo
esterno, tanto come intensità delle capacità di amare quanto come modalità di
espressione dell’amore stesso; vanno dunque valutati i rapporti di Venere con gli altri pianeti, e la collocazione nei diversi segni dello zodiaco allo scopo di verificare
come viene sviluppata l’energia di questo pianeta.
Se Venere è colpita da aspetti negativi le capacità affettive possono soffrire dì
inibizioni e blocchi; quando sono coinvolti in angoli negativi con Venere il Sole e
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L’angolo dei neofiti - Argomento
Casa Terza
Saturno il soggetto può aver sofferto di carenze affettive primarie, e sentirsi quindi
non accettato e non amato : da qui una difficoltà ad investire affettivamente o, nel
caso il soggetto operi l’investimento nell’oggetto d’amore, la spinta continua che
stimola il soggetto a ripetute richieste di risarcimento affettivo.
Gli aspetti disarmonici Venere Marte possono condurre a una difficile interazione fra l’affetto e l’elemento dell’aggressività sempre presente nel rapporto :
quindi l’oggetto d’amore può essere contemporaneamente amato e odiato con riflessi sovente negativi sul piano dell’espressione sessuale.
Se Venere esprime l’affettività e il rapporto con l’oggetto d’amore il campo V ci
dice che tipo di esperienze d’amore siamo portati a fare e come queste modifichino
il nostro modo di esprimere l’amore: possiamo in un certo senso dire che esiste una
specie di complementarità fra Venere e il campo V. Non dimentichiamo che il campo V è il campo della creatività nel senso più ampio del termine, e quindi anche della creatività nella sessualità, creatività intesa come procreazione ma anche amore e
innamoramento in senso lato; innamoramento, come lo intende Alberoni nel suo
noto “Innamoramento e Amore”, nel suo significato di costruzione dello stato nascente a due.
Una casa V molto occupata dai pianeti dell’oroscopo concentra l’attenzione e
l’interesse della persona sulle valenze proprie di questo campo, in particolare se dei
pianeti si trovano in prossimità della cuspide. Le energie planetarie che influiscono
sulla casa V ci informano a proposito della modalità con cui avviene l’incontro affettivo.
A questi effetti è da considerare certamente anche il segno in cui va a cadere
la cuspide del campo V e il suo pianeta governatore: tuttavia, sia che quest’ultimo
elemento confermi o invece contraddica le altre indicazioni a riguardo contenute
nell’oroscopo, non ritengo che possa essere considerato determinante.
Asse Ascendente-discendente
In ultimo nella valutazione della vita affettiva del soggetto esaminato, ma non
ultimo per importanza, prendiamo in esame l’asse Ascendente-Discendente ed i
pianeti che sono in rapporto angolare con esso.
L’Ascendente rappresenta infatti il nostro modo di manifestare l’io, il punto
emittente della nostra personalità; il Discendente rappresenta (in analogia col tramonto del Sole) il ridimensionarsi dell’affermazione individuale a vantaggio del rapporto con gli altri; la necessità del nostro io di venire ad un accordo col mondo
esterno e qui simboleggiata e con essa perciò, per analogia l’unione, il partner il
matrimonio.
Ma il Discendente rappresenta anche il nostro modo di rapportare agli altri
l’immagine di noi stessi ed è quindi il luogo dove troviamo l’immagine che diamo
agli altri, come essi ci vedono; quest’immagine, che possiamo definire “sociale” non
è necessariamente l’identica immagine che abbiamo di noi stessi, ma quella che
presentiamo al nostro prossimo per farci accettare nel sociale.
L’angolo dei neofiti - Casa Terza
Argomento
165
L’immagine sociale può creare talvolta dei problemi nel rapporto di coppia, in
particolare quando non corrisponde alla nostra immagine reale o quando quest’ultima è in parte tralasciata nel rapporto con gli altri. Le reali caratteristiche del soggetto possono manifestarsi al partner in un momento successivo a quello dell’inizio
della relazione.
Per fare un esempio da me spesso riscontrato nella pratica, molte persone che
hanno il Sole congiunto al Discendente cercano di offrire, nel rapporto con gli altri
e quindi nel momento della ricerca del partner, un’immagine solare, di persona
molto sicura di sé; nello stesso tempo una simile posizione solare è sintomo di una
necessità di realizzarsi proprio nel rapporto con gli altri, e quindi di una certa mancanza di autonomia. L’immagine che l’individuo col Sole congiunto al Discendente
offre agli altri finisce per attirare soggetti che ricercano una sicurezza nel partner,
una persona alla quale appoggiarsi, mentre alla lunga, nel rapporto finirà per manifestarsi quella mancanza di autonomia e di sicurezza tipica dei soggetti che hanno
forte la casa VII o il segno della Bilancia.
L’asse Ascendente-Discendente è anche rivelatore della disponibilità di ciascuno al rapporto con gli altri; un accumulo di pianeti nella I casa è spesso indice
di una forte componente narcisistica, di un desiderio più che di amare di essere
amato.
La presenza di molti pianeti in casa VII sintomo di una forte localizzazione delle nostre energie verso una realizzazione personale attraverso il rapporto con gli altri, verso la creazione di una sicurezza attraverso l’immagine che di noi si fanno gli
altri.
I pianeti congiunti al Discendente ci informano sull’elemento privilegiato nella
costruzione del rapporto (es., con mercurio in congiunzione l’accento è posto sullo
scambio intellettuale, con la Luna congiunta al Discendente si dà la preminenza allo
scambio emozionale) e quindi anche, implicitamente, sulle caratteristiche del partner.
Gli elementi da me riportati nell’analisi svolta finora sono evidentemente indicativi, ma non certo esaustivi, del tipo di ricerca che occorre svolgere sul singolo tema prima di affrontarne la comparazione con un altro; in realtà ho citato solo alcuni punti che devono essere esaminati (non ho ad esempio preso in considerazione
Marte che pure è molto importante) e ho portato qualche esempio, ma va tenuto
conto comunque che, nel procedere a una comparazione concreta, tutti gli elementi principali e secondari dei temi singoli devono essere studiati approfonditamente
prima dì procedere all’analisi comparativa.
(segue nei prossimi numeri…)
166
L’angolo dei neofiti - Argomento
Casa Terza
DANTE VALENTE
IMPERFEZIONI ED ERRORI LESSICALI
L.A. 128-670
RIVOLUZIONI SOLARI
Termine ripreso dal francese. I Tedeschi usano spesso Solarhoroskop, ambiguo. Gli
inglesi parlano più correttamente di “Solar return = Ritorno solare” (che per un
astrologo è ovviamente sul grado zodiacale), mentre la ”Rivoluzione” è più vaga: nel
senso astronomico di rivoluzioni ce ne sono tante (sinodiche, siderali, draconitiche,
ecc.)
QUINCONCE
È la traduzione francese del latino quincunx (quinque unciae, ossia cinque once, dato che l’oncia è un dodicesimo di libbra, alle fine è come dire 5/12): in italiano suona un po’ comico, come quando si legge una frase francese all’italiana. E anche in
francese non è il massimo! Gli inglesi usano direttamente il termine latino. Anche in
italiano si può optare per la stessa soluzione oppure – come tentativo - proporre
quincunzio (usato in antico), quinquncio, quicunce, quinario, pentonce ecc. ecc
TOLOMEO o TOLEMEO?
A rigore sono entrambi scorretti. Il nome greco originale del primo Diadoco d’Egitto
era Ptolemaios: per cui i francesi lo chiamano Ptolemée, gli inglesi Ptolemy e i tedeschi Ptolemaeus. In italiano dovremmo optare per Ptolemeo. Ma l’italiano è una lingua musicale, in cui il suono della parola prevale sulla correttezza dell’etimo, quindi
la Pt si semplifica in T. Per la stessa ragione nell’uso corrente Tolemeo è stato sostituito con Tolomeo dal suono più scorrevole; si tratta proprio di una sfumatura, ma
è la stessa che ha fatto preferire Federico a Frederico, Alessandro ad Alexandro, Caterina a Catarina, Filomena a Filomela, Gerolamo a Geronimo ecc.
Per lo stesso motivo eufonico si dice giustamente “sistema tolemaico” con bella alternanza vocalica e non il pesante tolomaico, con 4 vocali aperte e sonore.
L’importante è saperlo, poi si usi quello che si vuole: Tolemeo è più elitario, come
Amedeo rispetto ad Amadeo, Girolamo contro Gerolamo, per cui al nostro gatto
possiamo solo optare per Tolomeo, fra l’altro … c’est plus facile!
L’angolo dei neofiti - Casa Terza
Argomento
167
ENCADREMENT
Per definire la posizione di un pianeta fra altri due si usa volentieri questo termine
francese, cosa legittima – visto che esprime bene il concetto – specie oggi che i testi italiani sono disseminati di termini stranieri.
Per chi volesse una alternativa italiana, si può proporre: inserimento, incastro, tridente, affiancamento, allineamento.
Invece per l’aggettivo encadré v’è più scelta: frapposto, interposto, affiancato da,
stretto fra, contiguo a, sorvegliato da, ecc.
MEDIO CIELO
È la traduzione scorretta del latino Medium Coeli, che significa il “punto di mezzo”
del cielo.
In italiano sarebbe più corretto tradurlo come Mezzo cielo, (ossia il punto a metà
dell’emisfero visibile), analogamente al Milieu du Ciel, Midheaven, Halbhimmel. La
media non è un punto fisico preciso, ma un valore calcolato da un insieme di valori.
È una sfumatura, d’accordo, e nulla vieta di continuare come al solito: però la generazione dei nostri vecchi astrologi – con formazione classica, latina e astronomica sapeva questa differenza.
OROSCOPO
In astrologia classica equivale all’Ascendente (hora-skopein significa infatti guardo
la suddivisione del tempo (di solito stagione, non proprio ora). I latini più pratici
l’hanno tradotto Ascendens, forse intendendo la radice OR derivata da ornumi sorgo, come il latino orior).
Onde evitare equivoci il termine oroscopo andrebbe sostituito da “tema natale” o
genitura.
In questo periodo di “passività”, bombardati come siamo da
messaggi televisivi, dalla pubblicità , da proposte postali, da
SMS, ecc. cerchiamo di reagire “emettendo” segnali.
Cominciamo… inviando alla Redazione i nostri giudizi e le
nostre proposte, per rendere la nostra Rivista più rappresentativa dello spirito dell’Associazione (v. ultima pagina di testo).
Cominciamo da questo, chissà che alla fine non ci sentiamo di
nuovo attivi e “viventi” anche per tutto il resto!
168
Argomento
Siviglia. L’organizzatore del congresso Juan Rodriguez Yanez (terzo da sinistra) fra gli studiosi
venezuelani e l’americano Luis Kaplun (ultimo a destra).
169
LINGUACCIA ASTRALE
520 – Dedicato ai “mariti CIDA”
533 – Il mondo di Mirka
170
Linguaccia astrale
LINGUACCIA ASTRALE
DEDICATO AI “MARITI CIDA”
L.A. 128-520
Qualche anno fa, in occasione dell’ennesimo viaggio-studio del CIDA, il consorte di
una partecipante propose di fondare l’Associazione “Mariti del CIDA” , per tutelare i
diritti dei poveri mariti stufi delle mogli che li obbligavano a fare le vacanze in funzione dei propri studi astrologici. Fece subito numerosi proseliti, perché nessuno
voleva ammettere la propria incapacità di organizzarsi adeguatamente quando
nel tardo pomeriggio le mogli erano in ritiro culturale. Se si azzardavano a fare capolino alle riunioni, il loro tema veniva proiettato pubblicamente e commentato
senza indulgenze, spesso rincarato dalla propria consorte. Effettivamente era un po’
troppo!
Vi chiederete: ma non esistono pure le mogli CIDA? Pare di no, anzitutto perché
i mariti interessati all’astrologia sono più rari, e poi al caso sanno condurre meglio le
loro compagne nei mistici sentieri esoterici – una nuova forma di seduzione - .
Alcuni mariti per la verità reagivano energicamente, come chi si dava al birdwatching, o a spericolate spedizioni fuoristrada, o chi annegava il dolore… con attività subacquee. Tuttavia si capiva quanto mancasse una struttura efficiente alternativa capace di contrastare un potere granitico.
Certo la portata di questo movimento andava al di là della semplice protesta
locale, in quanto faceva pensare ad un nucleo primitivo di un “movimento per la liberazione dell’uomo” che, visto il dilagare del femminismo, sarebbe ora che si concretasse, dopo secoli di … illusioni maschiliste.
Comunque sia, la parte più geniale del Movimento era sicuramente lo Statuto,
di cui ricordo solo qualche enunciazione, che cito a memoria:
1) Abbasso il CIDA, uno e trigono
2) Omne trinum est perfectum, ossia in ogni treno c’è un prefetto
3) I Soci fondatori sono unitrini,divisi in vari livelli. Gli unitrini possono assumere
posizioni diverse: isoscele - equilatera - rettangolare:
4) Ai quinti livelli è riservata la posizione scalena. Essendo perfetti fungono anche
da probiviri.
5) Non crepi l’astrologo
6) Non avrai altro CIDA al di fuori di me
7) Qualsiasi cosa transiti è una allucinazione
Linguaccia astrale
171
8) I Soci fondatori non pagano uno zorzan (lo zorzan è l’unità corrente del CIDA,
diviso in 12 paggiari (… Arturo Zorzan e Nadia Paggiaro sono gli organizzatori
dei viaggi)
9) Il capitale sociale è costituito da 12 Valenti pesanti, 8 Cannistrini e dodici
astropuffi.
10) L’Assemblea non si riunisce mai, né in Italia né all’estero. Ne discende: Le Assemblee non transitano mai.
Volete sapere che fine abbiano fatto Movimento e relativi esponenti?
Il promotore è stato costretto ad estromettersi da tutti viaggi successivi – dubitiamo che si sia dispiaciuto – in compenso la moglie gli ha riservato una idilliaca
vacanza separata à deux .
Per gli altri esponenti c’è stata una sanatoria, a patto di partecipare a due
viaggi l’anno.
Qualche marito ha tentato di studiare l’Astrologia, se non altro per difendersi
con le stesse armi, in verità con modesti risultati.
Ma non occorre scoraggiarsi: queste lotte sono lunghe, si sa, come avvenne
per le suffragette, e i nostri Eroi meritano sicuramente una lapide virtuale, perché la
memoria dei loro sacrifici non vada estinta…
(D.Valente, con la complicità di Geneviève JamaGianmarino)
In base ai giudizi finora pervenuti sugli articoli del
n.127 della Rivista, hanno ottenuto consensi unanimi
e assai favorevoli:
– L’intervista con Liz Greene
– Opposizione Saturno-Plutone (R.Merriman)
– Chirone retrogrado (A.Rognoni)
– Philip Dick (F.Mocco)
– Editoriale sull’ ”ipse dixit”
– Didattica elementare (A. Medica)
– Il mondo di Mirka
– Il mondo del calcio (M.Gambassi)
– Lilith nelle case (L.Livaldi)
Linguaccia astrale
172
LINGUACCIA ASTRALE
IL MONDO DI MIRKA
L.A. 128-533
Mirka ha cercato di sintetizzare in espressioni lapidarie l’unione fra segni. Alcuni
– ma non tutti – sembrano particolarmente azzeccati o perlomeno assai gustosi.
Invitiamo i lettori a vincere la consueta pigrizia e proporcene degli altri.
ARIETE
Ariete
Ariete
Ariete
Ariete
Ariete
Ariete
Ariete
Ariete
Ariete
Ariete
Ariete
Ariete
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Ariete
Toro
Gemelli
Cancro
Leone
Vergine
Bilancia
Scorpione
Sagittario
Capricorno
Acquario
Pesci
Attenzione, pericolo di Marte
Scorno frontale
Unione esplosiva
Vagamente incestuoso
Alta combustione
Incerto, incertissimo, anzi improbabile
Una vera rottura di piatti
Tressette col morto
Amore virile, per soli uomini
Lucida follia
Idillio a prima vista
Dalla padella nella brace
TORO
Toro
Toro
Toro
Toro
Toro
Toro
Toro
Toro
Toro
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Ariete
Toro
Gemelli
Cancro
Leone
Vergine
Bilancia
Scorpione
Sagittario
Scorno frontale
Metti una sera a cena
Dalla Prussia con rancore
Orgoglio e pregiudizio
Duello al sole
La noia
Senza rete
Delitto e castigo
Bende & Cerotti
Linguaccia astrale
Toro
Toro
Toro
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– Capricorno
– Acquario
– Pesci
Unione granitica
Accoppiata perdente
Asfissia
GEMELLI
Gemelli
Gemelli
Gemelli
Gemelli
Gemelli
Gemelli
Gemelli
Gemelli
Gemelli
Gemelli
Gemelli
Gemelli
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Ariete
Toro
Gemelli
Gemelli
Leone
Vergine
Bilancia
Scorpione
Sagittario
Capricorno
Acquario
Pesci
Unione esplosiva
Dalla Prussia con rancore
L’unione fa lo sferzo
Senza speranza
Ottimo sotto tutti i dispetti
La cicala e la formica
Distrattamente tuo
Arsenico e vecchi sberleffi
Solo di passaggio
Si salvi può
Ti ho sposato per allegria
Pinne al vento
CANCRO
Cancro
Cancro
Cancro
Cancro
Cancro
Cancro
Cancro
Cancro
Cancro
Cancro
Cancro
Cancro
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Ariete
Toro
Gemelli
Cancro
Leone
Vergine
Bilancia
Scorpione
Sagittario
Capricorno
Acquario
Pesci
Vagamente incestuoso
Orgoglio e pregiudizio
Senza speranza
Tentacoli
Giuseppina & Napoleone
Incompreso
Polizza di rischio
Intesa lapidaria
Antipodi
Masoch & De Sade
Ed è subito nera
Il pianto greco
LEONE
Leone
Leone
Leone
Leone
Leone
Leone
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Ariete
Toro
Gemelli
Cancro
Leone
Vergine
Alta combustione
Duello al sole
Ottimo sotto tutti i dispetti
Napoleone & Giuseppina
Amori ruggenti
Solida inimicizia
Linguaccia astrale
174
Leone
Leone
Leone
Leone
Leone
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–
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Bilancia
Sagittario
Capricorno
Acquario
Pesci
Letti incandescenti
Corto circuito
Compromesso stoico
La carne e lo spirito
Amore a scottadito
VERGINE
Vergine
Vergine
Vergine
Vergine
Vergine
Vergine
Vergine
Vergine
Vergine
Vergine
Vergine
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Ariete
Toro
Gemelli
Cancro
Leone
Vergine
Bilancia
Scorpione
Capricorno
Acquario
Pesci
Incerto, incertissimo, anzi improbabile
La noia
La formica e la cicala
Incompreso
Solida inimicizia
Le Ragioni Unite
Coppia sbilanciata
Amore all’ultimo sangue
Era glaciale
Gli indifferenti
Il luccio e la mente
BILANCIA
Bilancia
Bilancia
Bilancia
Bilancia
Bilancia
Bilancia
Bilancia
Bilancia
Bilancia
Bilancia
Bilancia
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Ariete
Toro
Gemelli
Cancro
Leone
Bilancia
Scorpione
Sagittario
Capricorno
Acquario
Pesci
Una vera rottura di piatti
Senza rete
Distrattamente tuo
Polizza di rischio
Letti incandescenti
Due pesi e due misure
Cime tempestose
Alta infedeltà
Siate brevi
Arioso con garbo
Cefalogrammo
SCORPIONE
Scorpione
Scorpione
Scorpione
Scorpione
Scorpione
Scorpione
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Ariete
Toro
Gemelli
Cancro
Leone
Vergine
Tressette col morto
Delitto e castigo
Arsenico e vecchi sberleffi
Intesa lapidaria
Guerra e pece
Amore all’ultimo sangue
Linguaccia astrale
Scorpione
Scorpione
Scorpione
Scorpione
Scorpione
Scorpione
175
–
–
–
–
–
–
Bilancia
Scorpione
Sagittario
Capricorno
Acquario
Pesci
Cime tempestose
La fossa dei serpenti
Neurodeliri
I sanguinari
Mutuo dissenso
Farsa tragica
SAGITTARIO
Sagittario
Sagittario
Sagittario
Sagittario
Sagittario
Sagittario
Sagittario
Sagittario
Sagittario
Sagittario
Sagittario
Sagittario
–
–
–
–
–
–
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–
–
–
–
–
Ariete
Toro
Gemelli
Cancro
Leone
Vergine
Bilancia
Scorpione
Sagittario
Capricorno
Acquario
Pesci
Amore virile, per soli uomini
Bende & Cerotti
Solo di passaggio
Antipodi
Corto circuito
Terremoto
Alta infedeltà
Neurodeliri
Todo fuego
Il malinteso
Andante con moto
Caccia subacquea
CAPRICORNO
Capricorno
Capricorno
Capricorno
Capricorno
Capricorno
Capricorno
Capricorno
Capricorno
Capricorno
Capricorno
Capricorno
Capricorno
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–
–
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–
–
–
–
Ariete
Toro
Gemelli
Cancro
Leone
Vergine
Bilancia
Scorpione
Sagittario
Capricorno
Acquario
Pesci
Lucida follia
Unione granitica
Si salvi chi può
De Sade & Masoch
Compromesso stoico
Era glaciale
Siate brevi
I sanguinari
Il malinteso
La valle del silenzio
Purchè sia rapido
Infelicità assicurata
ACQUARIO
Acquario
Acquario
Acquario
– Ariete
– Toro
– Gemelli
Idillio a prima vista
Accoppiata perdente
Ti ho sposato per allegria
Linguaccia astrale
176
Acquario
Acquario
Acquario
Acquario
Acquario
Acquario
Acquario
Acquario
–
–
–
–
–
–
–
–
Cancro
Leone
Vergine
Bilancia
Scorpione
Capricorno
Acquario
Pesci
Ed è subito nera
Lo spirito e la carne
Gli indifferenti
Arioso con garbo
Mutuo dissenso
Purchè sia rapido
Volo pindarico
Ottimo in aprile
PESCI
Pesci
Pesci
Pesci
Pesci
Pesci
Pesci
Pesci
Pesci
Pesci
Pesci
Pesci
Pesci
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–
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–
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–
Ariete
Toro
Gemelli
Cancro
Leone
Vergine
Bilancia
Scorpione
Sagittario
Capricorno
Acquario
Pesci
Dalla padella nella brace
Asfissia
Pinne al vento
Il pianto greco
Amore a scottadito
Il luccio e la mente
Cefalogramma
Farsa tragica
Caccia subacquea
Infelicità assicurata
Ottimo in aprile
Mai di venerdi’
177
CASA NONA
772 – L’estate dei Congressi
178
Casa Nona
CLAUDIO CANNISTRÀ
L’ESTATE DEI CONGRESSI
L.A. 128-950
Con il passare degli anni, la vita astrologica internazionale sta diventando sempre
più viva, a tratti direi quasi caotica, tante sono le iniziative e gli incontri di alto livello, che si susseguono a ritmo frenetico, ma che permettono a studiosi di differenti paesi di confrontarsi e scambiare informazioni, a dimostrazione di quanto la
nostra disciplina abbia raggiunto quella dimensione “globale”, che le compete, al di
là dei confini dei singoli stati. Sotto questo aspetto l’estate appena trascorsa ha riservato numerosi appuntamenti di grande interesse, come mai era accaduto negli
anni passati. In particolare, in Germania, Francia e Spagna si sono svolte tre grandi
manifestazioni, che hanno raccolto astrologi provenienti da vari paesi, senza dimenticare l’importante congresso inglese, tradizionale appuntamento annuale della
prima settimana di settembre.
Se poi ci spostiamo oltreoceano, anche qui l’attività astrologica ha raggiunto il
suo apice proprio in estate, in occasione del “megagalattico” congresso americano
della fine di luglio, che ha visto riuniti gli studiosi di tre grandi associazioni statunitensi AFAN, ISAR e NGCR e che è stato seguito, dopo neppure un mese, dal congresso internazionale CIMA 2002, che si è svolto in Messico a metà agosto. E queste
sono solo le manifestazioni più importanti, perché anche in altri paesi, come Irlanda
e Argentina, sempre in estate, sono stati organizzati congressi nazionali di un certo
interesse.
Non si spaventino i lettori, che non hanno la possibilità di spostarsi, perché
molte informazioni sugli argomenti trattati e sull’andamento di queste manifestazioni possono essere ormai acquisite in rete. In ogni caso, lo scopo di questo breve
articolo è proprio quello di offrire una rapida panoramica di questi incontri, anche a
coloro che per i motivi più vari non hanno potuto assistervi.
Naturalmente la partecipazione diretta ad uno di questi grandi eventi è sempre consigliabile, sia ai neofiti sia agli studiosi già esperti e, per fortuna, non è mancato qualche socio Cida “coraggioso”, emiliano, lombardo, altoatesino, che ci ha seguito qua e là in giro per l’Europa o che si è addirittura recato oltreoceano, per poi
comunicarci alcune delle impressioni qui riportate. D’altra parte le emozioni e gli
stimoli mentali, che si ricevono, ascoltando dal vivo le singole relazioni e scambiando opinioni con i protagonisti di questi congressi, non solo aiutano a crescere culturalmente, ma soprattutto infondono quella spinta e quelle motivazioni, utilissime
per proseguire nello studio e nella ricerca. Come abbiamo ribadito altre volte, parte-
Casa Nona
179
cipare ad uno di questi eventi spesso finisce per “aprire” la mente e può risultare
molto più istruttivo del seguire solo corsi e lezioni teoriche; paradossalmente anche
più utile di una semplice e distratta lettura di libri, perché il contatto diretto e la discussione permettono di rendersi conto della reale importanza e del ruolo rivestito
da argomenti e settori della nostra disciplina, spesso di difficile collocazione.
28-30 GIUGNO – MÜNCHEN: GEBURT, TOD, TRANSZENDENZ
La prima grande manifestazione dell’estate si è svolta a Monaco di Baviera, nell’ultimo week-end di giugno, organizzata dalla D.A.V. (Deutscher Astrologen Verband),
associazione fondata nel lontano 1947, che raccoglie il fior fiore degli studiosi tedeschi e che, come il nostro CIDA, pubblica una rivista, che si chiama Meridian. Erano alcuni anni che in Germania non si teneva un meeting di queste dimensioni, cui
partecipassero tutti i principali studiosi della D.A.V., i grandi nomi dell’astrologia
svizzera, come Louise Huber e Claude Weiss, oltre a rappresentanti olandesi e austriaci. Praticamente era presente tutta l’area di lingua tedesca con pochissimi... “infiltrati”.
Il titolo “Nascita, Morte e Trascendenza” era quanto mai intrigante. Le relazioni presentate affrontavano tale tema da ottiche molto differenti, anche se, come è
consuetudine della scuola tedesca, sono state privilegiate le innumerevoli connessioni esistenti fra astrologia e psicologia.
D’altra parte il congresso viaggiava su numeri nettamente superiori a quelli,
cui siamo abituati in Italia; oltre 700 i partecipanti con quasi 70 interventi fra workshop e conferenze, naturalmente in gran parte in contemporanea. Questo sistema,
mutuato dai grandi meeting statunitensi, è in genere poco amato da noi italiani,
che, quando partecipiamo ad un congresso, non vorremmo essere costretti a scegliere, ma assistere a tutte le conferenze in programma; tuttavia, diventa obbligato,
quando si deve gestire una manifestazione con parecchie centinaia di persone. Per
ragioni di spazio e non possedendo il dono dell’ubiquità, non mi è possibile elencare
i contenuti di tutte le relazioni. Tuttavia, posso dire che, quando si partecipa più
volte a queste grandi kermesse, ci si rende conto come esistano alcuni relatori “sicuri” fra virgolette, che in un certo senso “non tradiscono mai le attese”, per il livello dei loro interventi, sempre elevato e originale nelle varie occasioni; per questo,
fare una scelta non è poi così difficile. Mi riferisco, ad esempio, all’olandese Karen
Hamaker Zondag, cui è toccato l’onore di inaugurare la manifestazione, il venerdì
pomeriggio in una sala stracolma di partecipanti e che ha illustrato le possibilità di
trasformazione offerte da Plutone e Saturno attraverso transiti e progressioni; tematica sviluppata in seguito anche in un seminario specifico. Vista la situazione
planetaria che stiamo vivendo, i rapporti fra Saturno e Plutone sono stati al centro
di molte altre relazioni, come quelle dello svizzero Claude Weiss e del Direttore di
Meridian, Markus Jehle, nomi noti anche al pubblico italiano.
Nodi Lunari, trasformazioni psicologiche, temi filosofici e karmici, problematiche inerenti il rapporto con il consultante sono stati i principali argomenti trattati
con qualche sporadica concessione alla storia, al mondo dell’astrologia vedica, all’a-
180
Casa Nona
strologia cinese e a quella classica tolemaica, in relazione al tema della durata della
vita.
Fra i relatori desidero citare Detlef Hover, impeccabile e simpatico Presidente
dell’associazione tedesca, oltre che apprezzato studioso di esoterismo, Verena Bachmann, Siebelt Meyer, Peter Niehenke, Ernst Ott, la nostra corrispondente Lianella Livaldi Laun, Hajo Banzhaf e Hermann Meyer, noti in Italia per i libri pubblicati con la
casa editrice FK, lo svizzero Dieter Koch, i cui lavori su Lilith sono stati apprezzati
anche dai lettori di Linguaggio Astrale, lo spagnolo Rafael Gil Brand, conosciuto per
le sue ricerche storiche, oltre al “padrone di casa” Erik Van Slooten, che ha presentato un lavoro di grande interesse in relazione alla pratica oraria.
Particolarmente curata la serata di gala, che si è svolta nel teatro annesso ad
un’antica birreria di Monaco, nel corso della quale la creatività teutonica si è dimostrata all’altezza, se non superiore a quella... italiana. Sul palcoscenico la sezione ludica della D.A.V., che ha interpretato una sorta di “giallo” astrologico con venature
comiche dal titolo “Chi ha ucciso Chirone?”. La rappresentazione ha visto, naturalmente, la presenza dei sette pianeti sacri, interpretati dagli alunni della scuola
astrologica di Ernst Ott, a dimostrazione di come la nostra disciplina non sia fatta
solo di studio, ma sviluppi anche le qualità... artistiche!
È seguita una sfilata di moda con abiti d’epoca dal titolo “Plutone nei segni”.
Nei vari quadri, che si sono succeduti sul palcoscenico, sono state mostrate le influenze del pianeta del profondo sul costume e sulla musica, nei suoi passaggi lungo lo zodiaco, nel corso del XX secolo. Il tutto è stato intervallato dall’esilarante
spettacolo di cabaret condotto da Erik Van Slooten, presentatore, organizzatore del
congresso e vero deus ex-machina della manifestazione, a cui va il ringraziamento
per il grande impegno profuso.
6-8 LUGLIO – MONTPELLIER: SECONDO CONGRESSO F.A.E.S.
Ben diversa, in quanto totalmente mistica, era l’atmosfera, che si respirava a Montpellier la settimana seguente, alla serata di gala del secondo congresso F.A.E.S. (Federazione Astrologica Europa del Sud), dove in un teatro all’aperto si esibivano i famosi danzatori dervisci; tutti erano concentrati e attenti a non perdere un passo di
danza, cullati dalla mite brezza estiva del Mediterraneo, ma forse anche un po’ intontiti dalla musica… ossessiva.
Anche l’articolazione del congresso era differente. Un’unica tematica lo caratterizzava: la Sinastria, e tutto si svolgeva in un’unica sala: il confortevole “Corum”, il
palazzo dei congressi di Montpellier,
Il numero dei partecipanti era inferiore a quello tedesco, ma pur sempre rispettabile in quanto nell’ordine delle trecento unità, elemento che rendeva più facili
i contatti umani. Inoltre, la moderna struttura del Corum era dotata di una terrazza,
dove durante le pause congressuali si potevano scambiare opinioni, crogiolandosi al
sole estivo, o fare due passi per rilassarsi nel parco attiguo.
In questa cornice i rappresentanti francesi, spagnoli e italiani delle varie asso-
Casa Nona
181
ciazioni si sono confrontati in un’atmosfera rilassata sotto l’organizzazione impeccabile di Yves Lenoble, nominato per il prossimo biennio Coordinatore Generale di
tutta la Federazione, che vede i paesi mediterranei unire i loro sforzi per favorire lo
sviluppo di una cultura astrologica, che rivaluti la comune origine latina.
L’argomento “Sinastria” è stato sviscerato in tutti i suoi risvolti: dalle implicazioni astro-mito-psicologiche presenti nei “classici” rapporti di coppia alle numerose
tecniche con cui effettuare una comparazione, dai rapporti sinastrici fra popoli e
paesi ai fattori astrali dell’attrazione sessuale, dall’eredità familiare ai principi dettati da Tolomeo per le unioni, fino ad argomenti strettamente specialistici, come il
ruolo della parte di matrimonio, il significato del quinconce, l’importanza dell’asteroide Giunone.
Qui i relatori italiani erano maggiormente rappresentati (Baldini, Cavadini, Fallisi, Mirti, oltre al sottoscritto) ed avevano l’appoggio e il conforto del nostro Presidente. Fra gli spagnoli erano presenti José Luis Carrion, Helia Ramos, Ernesto Cordero, oltre a Marlène Isabelle, praticamente naturalizzata. I francesi erano i più numerosi con Catherine Aubier, Patrick Giani, Jean-Francois Berry. Non potendo citarli
tutti, voglio ricordare la presenza di André Barbault, che ha dato quel tocco in più
alla manifestazione. La sua relazione sulla comparazione dei temi dei protagonisti
della seconda guerra mondiale (Hitler, Stalin, Roosevelt, De Gaulle) è stata profonda, ma essenziale al tempo stesso, come solo i “grandi” sanno fanno. Poche idee,
chiare ed originali, per centrare l’argomento.
In ogni caso tutte le relazioni sono state raccolte in un CD-ROM dal costo
molto contenuto, dove gli interventi sono tutti tradotti in tre lingue, francese, italiano e spagnolo, proprio per favorire ancora di più lo scambio delle informazioni e
delle ricerche fra gli studiosi, che è poi l’obiettivo ultimo della FAES.
Ricordiamo, inoltre, ai nostri soci che il sito www.faes.org, diretto con grande
professionalità da Francis Santoni, oltre a riportare le notizie sul congresso, contiene numerosi articoli, che possono essere scaricati gratuitamente. Sul sito sono anche disponibili gli indici di varie riviste, come le francesi Astralis e L’Astrologue, le
spagnole Mercurio-3, Cyclos e Symbolon, oltre naturalmente al nostro Linguaggio
Astrale.
In occasione del congresso si è anche riunito il Direttivo della Federazione, che
ha deciso di tenere il prossimo incontro mediterraneo nel 2004 a Firenze. I nostri
soci, che non possono affrontare lunghi viaggi, sono avvisati: sarà un’occasione
unica! Inoltre, altre importanti associazioni hanno dato la loro adesione alla Faes: le
francesi RAO (Rassemblement des Astrologues Occidentaux), RAH (Réseau Astrologie Humaniste), COMAC (Centre d’Organisation du Mouvement de l’Astrologie Conditionaliste), UNIVERS-SITE, AGAPE’ (Association Générale des Astrologues PsychoProfessionnels Européens), FDAF (Fédération des Astrologues Francophones) e la vivace Associazione Basca, guidata da Maria Jesus Azkue.
Il tentativo di migliorare l’interscambio e di favorire le relazioni fra i vari studiosi di astrologia continua; speriamo che nel tempo questa cooperazione possa
dare altri frutti...
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Casa Nona
10-13 LUGLIO – SIVIGLIA: XIX CONGRESSO IBERICO
Per tradizione i congressi iberici di astrologia riuniscono insieme lo spirito inquieto,
che caratterizza tutte le comunità intellettuali del nostro tempo, con il calore umano e la forte carica di solidarietà, propri del sud del Mediterraneo. Il loro scopo è di
esporre le ultime ricerche e, mancando in Spagna un’unica associazione, di funzionare da punto di incontro fra i vari gruppi. Lo sforzo è sempre quello di creare una
nuova immagine della nostra disciplina e di far si che essa venga accettata dalla
comunità sociale. In questo processo di riconoscimento spesso si cerca di coinvolgere enti pubblici e non a caso l’organizzatore della manifestazione, Juan Rodríguez
Yánez, aveva scelto come sede congressuale la “Casa de la Provincia”, riuscendo ad
ottenere l’appoggio del comune di Siviglia, in una splendida cornice a due passi
dalla Cattedrale e dalla torre della Giralda, emblemi della città
Visto il calore che, in estate, caratterizza la città spagnola, i ritmi congressuali
seguivano la discesa del sole; la siesta pomeridiana si prolungava ad oltranza, mentre incontri e conferenze si tenevano in mattinata e nel tardo pomeriggio per finire
con lunghe discussioni notturne.
A parte i vari studiosi spagnoli, come Jesús Navarro, Tito Maciá, José Luis De
Pablos, Juan Estadella, Sergio Rivillo, Rafael Gil Brand, Carmen De Hita, Francesc Castellano, ospiti abituali di queste manifestazioni, sono intervenuti fra gli altri lo studioso americano di origine argentina Luis Kaplún, che ha presentato una interessante relazione di astrologia vedica, e un simpatico e folto gruppo di studiosi venezuelani, in rappresentanza del Centro Encuentros Astrológicos di quel paese, guidati
dal loro Presidente Enrico Mariani.
Fra i lavori presentati vanno segnalati quelli particolarmente innovativi di Fréderic Suau, che sarà anche l’organizzatore del prossimo congresso iberico, e di Félix
Esquitino. Il primo sulle particolari relazioni esistenti fra eclissi ed eventi della carta
personale, il seconda sugli antichi metodi di previsione del tempo, nati nell’antico
Egitto e trasmessi oralmente fino ad arrivare in Spagna.
Come ho scritto in precedenza desidero terminare questa rassegna di manifestazioni, citando altri due importanti congressi, svoltisi oltreoceano.
18-24 LUGLIO – ORLANDO, FLORIDA: U. A. C. 2002
Dall’accattivante titolo “The Mystery of Space and Time”, la United Astrology Conference è stata certamente la manifestazione astrologica più grande dell’anno, raccogliendo circa 120 relatori in una contemporanea su ben dodici sale per oltre un
migliaio di partecipanti. Dodici erano anche le sezioni della manifestazione, ognuna
collegata ad uno specifico argomento, come ad esempio le tecniche astrologiche, le
basi della carta astrale, l’astrologia mondiale, i sistemi orientali, la storia, etc., e per
ogni sezione venivano proposte conferenze di diverso livello per principianti o
esperti, in modo tale da soddisfare tutte le esigenze. Come si vede, i numeri sfoggiati dal “congressone” americano, organizzato ad Orlando in Florida, stravincono
Casa Nona
183
alla grande ogni confronto, anche se non è detto che quantità sia sempre sinonimo
di qualità. E’ la sesta volta, dal lontano 1986 a San Diego, che tre delle principali associazioni statunitensi, l’AFAN (Association For Astrological Networking), l’ISAR (International Society Astrological Research) e il NGCR (National Council for Geocosmic Research), uniscono le proprie forze per dare vita a questa imponente manifestazione, che così si è arricchita in ogni occasione di sempre nuove iniziative; è vero
che alcune sono anche molto commerciali, ma tenendo conto dei numeri espressi e
dei costi sostenuti dall’organizzazione, forse non è possibile fare altrimenti.
D’altra parte il merito, e non è poco, di questa iniziativa è quello di riunire praticamente tutti i rappresentanti di spicco di lingua anglosassone (canadesi, inglesi,
americani), come Robert Blaschke, Nick Campion, J. Lee Lehman, Tad Mann, Raymond Merriman, Bill Meridian, Alan Oken, Glenn Perry, Bruce Scofield, Bill Tierney,
Angel Thompson, Robert Schmidt, Robert Zoller. Certo il resto dell’Europa, che non
parla inglese, o si sottomette a questo idioma e a questa filosofia, come hanno fatto Elisabeth Teissier e lo sparuto gruppo di relatori tedeschi, o viene praticamente
esclusa, non esistendo possibilità di traduzioni simultanee di alcun genere; ma tutto
ciò fa un po’ parte della filosofia del nostro mondo; si verifica anche in altri settori
e non solo in quello astrologico!
8-11 AGOSTO – GUADALAJARA: C.I.M.A. 2002
Per finire un raggio di sole inatteso, che si diffonde su un’area quasi vergine all’astrologia. Mi riferisco al primo Congresso Internazionale Messicano, che si è tenuto
a Guadalajara, e che ha visto circa duecento partecipanti, un vero record per un
paese nel quale l’astrologia è ancora in fase di espansione.
La presenza di Stephen Arroyo ha dato lustro alla manifestazione ed ha certamente facilitato l’afflusso dei partecipanti, ma non mancavano altri nomi dell’astrologia statunitense, come Gloria Star, Jim Feil, Carol Tebbs, Zipporah Dobyns,
Mark & Maritha Pottenger, Noel Tyl, Alan Oken, questi ultimi conosciuti anche dal
grande pubblico italiano. Fra gli ospiti stranieri anche Vicente Cassanya, in assoluto
uno dei migliori studiosi internazionali, apprezzato soprattutto per i suoi originali
lavori in astrologia mondiale, oltre a rappresentanti venezuelani, salvadoregni e
guatemaltechi, ad indicare come l’astrologia non abbia proprio frontiere.
Completavano il cast dei relatori anche numerosi astrologi messicani, come
Martha Guzman, Jorge Inguanzo, Juan Francisco Carrillo, che hanno così avuto occasione per la prima volta di confrontarsi con i loro colleghi stranieri. Il merito di
aver creato questa occasione va a Emilio Perez Limon e a Margarita Laura Gomez
De Perez, due intraprendenti coniugi messicani, medici e astrologi al tempo stesso,
che praticamente dal nulla hanno dato vita alla manifestazione.
In prospettiva futura, anche l’autunno si annuncia intenso, essendo programmati da tempo per la fine di novembre in Svizzera a Zurigo un simposio di alto livello e in India il IX congresso internazionale di astrologia vedica. Per quanto ci sarà
possibile, cercheremo di informare al meglio i soci sulle prossime manifestazioni.
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CASA DECIMA
950 – Calendari delle Delegazioni
980 – Elenco dei Delegati
e Corrispondenti CIDA
Casa Decima
Argomento
185
CALENDARIO INCONTRI
DAL SETTEMBRE 2002
L.A. 128-950
DELEGAZIONE TOSCANA
Delegato: Renzo Baldini – e-mail: [email protected]
Mercoledì 2 Ottobre – ore 20,45
Inizio del Corso di Astrologia di I livello
tenuto da NICOLETTA ZIGNANI e MARIA ROSARIA ZINZULA.
Il Corso si articola in 10 lezioni settimanali (tutti i mercoledì).
Per Informazioni e iscrizioni: tel. 055.353495 - 055.8300627
Il Corso si terrà presso: Associazione “Alfa Cure”
in Via Firenzuola 9/a/r (zona Le Cure) - Firenze
Giovedì 10 Ottobre – ore 21,00
Conferenza di LIVIO MONTANARO: “Astrologia e Cabalà”
Giovedì 7 Novembre – ore 21,00
Conferenza di PASQUALE DE LEO
“L’importanza dell’hàiresis (fazione) nell’astrologia classica”
Sabato 23 Novembre – ore 15,00-18,00
Seminario di RENZO BALDINI: “Le Case Derivate”
Per informazioni e iscrizioni: tel. 055.315580 – 055.8468095
Il Seminario si terrà presso:
Associazione “Alfa Cure” in Via Firenzuola 9/a/r (zona Le Cure) - Firenze
Giovedì 5 Dicembre – ore 21,00
Conferenza di RITA TERRANOVA: “La struttura narrativa del discorso astrologico”
Le Conferenze si terranno presso:
“Libreria Chiari” - piazza Salvemini 18 - Firenze (zona via S. Egidio - via Pietrapiana)
Ingresso libero e gratuito
Info: 055.315580 – 055.8468095
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Casa
Argomento
Decima
ROMA E LAZIO
Nuova sede: Villa Alberico Club – Via Alberico II n. 10 – Roma (MM Ottaviano)
Programma delle conferenze (tutte di giovedì alle ore 18.30)
10 ottobre 2002
MARY OLMEDA: “Astrologia e Tarocchi a confronto attraverso il Simbolo”
14 novembre 2002
PAOLO CRIMALDI: “La dinamica Mercurio-Nettuno, tra follia e genialità”
5 dicembre 2002
LIDIA FASSIO: “Anoressia-Bulimia-Obesità. Significati psicologici: come individuarne le radici nel tema natale”
9 gennaio 2003
CRISTINA CARETTA: “ Protagoniste del ‘900: biografie, opere e temi natali”
13 febbraio 2003
ANGELA LEONETTI: “Astrologia, counseling e lavoro con le emozioni: due approcci a
confronto”
6 marzo 2003
SANDRA ZAGATTI: “Gemelli si nasce”
3 aprile 2003
ERROL WEINER, CLAUDIA DE MURTAS: “L’Astrologia transpersonale e lo scopo spirituale dell’Anima nel Tema Natale di due personaggi pubblici contemporanei”
15 maggio 2003
GRAZIA MIRTI: “Particolari metodi d’interpretazione in astrologia: l’affascinante
mondo delle Case Derivate”
29 maggio 2003 - ore 20.00
Cena sociale di fine anno con Menu indiano: Durante la serata sarà effettuato
uno scambio di opinioni sull’attività svolta dalla Delegazione e sarà indicato l’orientamento dei programmi da svolgere nella stagione successiva.
Si comunica, inoltre, che sarà possibile trattenersi a cena nello stesso locale, prenotando preventivamente all’entrata.
Casa Decima
Argomento
187
Attività integrative
Durante l’anno, nella stessa sede, sono stati previsti anche 2 Seminari e 3 Miniseminari, (con un minimo di 10 persone).
L’adesione va data almeno 20 giorni prima.
SEMINARI:
8 dicembre 2002
LIDIA FASSIO: “Il Sole e gli archetipi del maschile - dall’Incoscienza all’Individuazione”
18 maggio 2003
MARIA TERESA MAZZONI: “Astrologia della coppia: individualità e relazione; sinastria ed integrato”
MINI-SEMINARI:
24 novembre 2002
PAOLO CRIMALDI: “I Transiti dell’amore” - l’Astrologia dinanzi alle scelte affettive
9 marzo 2003
SANDRA ZAGATTI: “ Odor di sé: l’aromaterapia come aiuto nell’analisi e previsione
astrologica”
6 aprile 2003
MARY OLMEDA: “L’importanza delle Configurazioni planetarie nel Tema Natale: l’Aquilone, la T quadrata, lo Yod, la Grande Croce, la Piccola Piramide ed altre meno
conosciute”. Con esempi pratici.
CAMPANIA
Sul tema: La scienza sacra
15 novembre 2002:
UMBERTO TELARICO: La nascita e lo sviluppo della civiltà umana: frutto di una
evoluzione di tipo darwiniano, oppure risultato dell’intervento manipolatore di razze aliene?
188
Casa
Argomento
Decima
6 dicembre:
SIGFRIDO HÖBEL: La rinascita della Gnosi pagana nel Rinascimento
14 gennaio 2003:
MARIA VACCA: Il dramma di Davide: l’astrocitoma
14 febbraio:
TERESA TAURO: Astrologia, scienza del numero sacro
21 marzo:
ELDA FOSSI: Mercurio-Thot
11 aprile:
CLARA NEGRI: Il dio sconosciuto
16 maggio:
MARIAGRAZIA BONAGURA: La scienza di Ermete
N.B. Le due prime conferenze si terranno all’Istituto Goethe alla Riviera di Chiaia,
202. Le altre presso la sala della libreria Marotta. Via dei Mille, 78. Tutte le conferenze avranno inizio alle ore 17,30.
VERONA
Sabato 26 ottobre 2002 – alle ore 15,00
presso il Centro Carraro - Lungadige Attiraglio, 45 (zona Borgo Trento) - Verona
2° SIMPOSIO DI ASTROLOGIA
Introduzione del Presidente del CIDA
Relatori:
TERESA MICHELETTI, RITA SIMEONI e CARLA PRETTO: Il tema natale del Matrimonio
CARLA PRETTO: Il disastro aereo a Verona-Villafranca
BARTOLOMEO DASSISTI: Fondamenti antropologici e mitologici dell’astrologia.
Corrispondenze con la simbologia esoterica.
Con la partecipazione straordinaria di GRAZIA MIRTI che parlerà di: Lilith: uno strumento interpretativo raffinato e insostituibile.
Ingresso libero.
Il CIDA Verona organizza corsi di astrologia di 1° e 2° livello. Il primo corso, tenuto
da Franca Castagnini, fornisce le basi astrologiche, mentre il secondo, tenuto da
Carla Pretto, sviluppa l’interpretazione del tema natale e dei transiti.
Casa Decima
Argomento
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TRIESTE
Sabato 26 ottobre - alle ore 17,00
presso la libreria New Age di Trieste - Via Nordio, 4
conferenza di LIDIA CALLEGARI sul tema:
Hemingway analizzato alla luce di tecniche astrologiche antiche e moderne
Sabato 16 novembre - alle ore 17,00
presso la libreria New Age di Trieste - Via Nordio, 4
conferenza di NADIA PAGGIARO sul tema:
Nodi e cicli di Saros come sentinelle d’incontri importanti
Sabato 14 dicembre - alle ore 17,00
presso la libreria New Age di Trieste - Via Nordio, 4
conferenza di STEFANO VANNI sul tema:
La consultazione astrologica
Domenica 15 dicembre - dalle ore 10,00 alle 13,00
presso la nostra sede di via Mazzini, 30 – V° piano MINISTAGE di STEFANO VANNI sul tema:
Sinastria: comparazione dei Temi Natali.
Per l’iscrizione telefonare al 040/941263
VENETO E VENEZIA
Venerdì 13 settembre - alle ore 21,00
Conferenza di CARLA BARISON sul tema:
Maturità psicologica e simbolismo astrologico.
Dal 20 al 30 Settembre
VIAGGIO-STUDIO IN PORTOGALLO
Tutti i dettagli su Linguaggio Astrale di Marzo 2002
Venerdì 11 ottobre - alle ore 21,00
conferenza di WALTER CRIVELLARO
I poeti maledetti – 2° parte: Allen Ginsberg
Sabato 26 Ottobre - ore 15,00-19,00
SEMINARIO di ARTURO ZORZAN
Le Stelle Fisse. Esame dei 4 pilastri del Cielo
190
Casa
Argomento
Decima
Venerdì 8 novembre - alle ore 21,00
conferenza di GRAZIELLA ORLANDO sul tema:
Ritratto di Anna Kulisciov
VENERDI’ 22 novembre - alle ore 21,00
conferenza di NADIA PAGGIARO sul tema:
Nodi, eclissi prenatale e Saros: segnali di legami presenti e passati
Venerdì 6 dicembre - alle ore 21,00
conferenza del Dott. DANIELE LO RITO sul tema:
I 36 Decani: la via del fisico, la via dello spirito
Sabato 21 dicembre
Cena sociale di fine anno.
Sede delle conferenze: Hotel SIRIO – via Circonvallazione
Per i Seminari di Arturo Zorzan:
prenotazione presso segreteria 15 giorni prima.
FORLIMPOPOLI
Sabato 19 ottobre - ore 17,15
Conferenza di ARMANDO BILLI sul tema:
Le dinamiche del cambiamento nel lavoro: come viverle in chiave evolutiva
Sabato 9 novembre, ore 16,45
Conferenza di GIANCARLO UFFICIALE sul tema:
Amore per sempre? – L’analisi del tema di coppia mediante la sinastria
PADOVA
Gruppo Zodiaco - sempre di mercoledi
18 settembre
MAURO SANAVIA: Cineastrologia: soldi sporchi e ottava casa
3 ottobre
A. CRESCITELLI: Astrogeografia:i luoghi degli eventi individuali e collettivi
Casa Decima
Argomento
191
16 ottobre
M.L. DELL’ORTO: La luna nei segni d’acqua
30 ottobre
L. DRUSETTA: Astronomia per astrologi
13 novembre
R. TANNAINER: Venere e lo sviluppo della femminilità nella donna e nell’uomo
TORINO E PIEMONTE 2002 – 2003
Lunedì 28 ottobre 2002 – ore 21,00
Conferenza di DANTE VALENTE sul tema:
“Nuove prospettive nelle direzioni simboliche”
Lunedì 11 novembre 2002 – ore 21,00
Conferenza di MARINA REGNO sul tema:
“Linee guida sull’orientamento e la selezione del personale”.
Lunedì 2 dicembre 2002 – ore 21,00
Conferenza di ELISABETTA MIRTI sul tema:
“A b c dell’Astrologia karmica”.
Lunedì 20 gennaio 2003 – ore 21,00
Conferenza di GIUSE TITOTTO sul tema:
“La ricerca dell’anima non gemella”.
Lunedì 17 febbraio 2003 – ore 21,00
Conferenza di ANNARITA ROVERE sul tema:
“Belle e in forma secondo il proprio archetipo zodiacale”.
Domenica 16 marzo 2003
c/o City Hotel – Via Juvarra 25 – Torino
(a pochi metri dalla Stazione di Torino – Porta Susa)
dalle 9,30 alle 12,30 e dalle 14,30 alle 18,00
Seminario di Adriana RAMPINO CAVADINI sul tema
“La predisposizione alle malattie nell’oroscopo natale”.
Lunedì 7 aprile 2003 – ore 21,00
Conferenza di MARIA LUISA DELL’ORTO sul tema:
“Le antisce della Luna: la rivelazione dell’oscuro impulso dell’anima”.
192
Casa
Argomento
Decima
Lunedì 12 maggio 2003 – ore 21,00
Conferenza di RINO MANEO sul tema:
“Apocalisse: Rivelazione dello Zodiaco?”.
Le conferenze avranno luogo presso il Circolo Culturale:
“Paglia & Fieno Bistrot” - C.so Fiume 11/C – Torino
Informazioni per le conferenze ed iscrizioni per il seminario presso la delegazione:
MARIA GRAZIA GRANAGLIA: tel. 011-81.95.021 (ore serali)
Il C.I.D.A. è un’Associazione culturale senza fini di lucro.
Per questo motivo vi chiediamo un contributo spese di € 5,00
per la partecipazione ad ogni conferenza.
Quota di partecipazione al Seminario € 75,00 - Soci C.I.D.A. € 60,00
MILANO e LOMBARDIA
A Milano, Hotel Ibis – via Zarotto 8
(zona Staz. Centrale – MM Linea Gialla: Repubblica)
Domenica 29 Settembre - ore 15 ,00 - Sala Lilla, Hotel Ibis - Milano
“Ditelo a… lei…: 100 domande a VANNA SIGNORINI” , redattrice di Astra
Sabato-Domenica 12-13 ottobre - ARONA
Vacanza-Studio: “Pluriseminario sull’Intesa di Coppia”
(A. CAPITANI - M. PESATORI - A. ROGNONI - D. VALENTE)
Domenica 20 ottobre - ore 15,00 – Sala Genziana, Hotel Ibis – Milano
Conferenza “Lo straordinario cammino dell’Astrologia dall’antichità ad oggi”
di BENEDETTO GAZZOLO, autore de L’Astrologia attraverso i secoli,
che presenterà anche il suo ultimo volume.
Domenica 10 novembre - ore 10.30-17,30 – Sala Anemone, Hotel Ibis - Milano
Seminario “Karmici amori” di PAOLO CRIMALDI
Domenica 24 Novembre - ore 15,00 – Sala Genziana, Hotel Ibis - Milano
Conferenza “La morfopsicologia e la lettura del volto attraverso gli astri“
di DOMENICO ESILE
Domenica 1 Dicembre - ore 10,30-17,30 – Sala Anemone, Hotel Ibis – Milano
Seminario “L’avventura dell’anima durante la vita e nell’aldilà”
di ADRIANA CAVADINI
Casa Decima
Argomento
193
Delegato: ANDREA ROGNONI - Via Berchet 7 – 20052 Monza
[email protected] - tel. 039.329577 / 333.3836198
Vice Delegato: LOREDANA PENNATI - Via F.ze Armate 14 - 20147 Milano
[email protected] - tel .02.40090888 / 335.5457856
TRENTO E BOLZANO
Domenica 27 ottobre 2002 - ore 9,00-18,00 - BOLZANO
Seminario di ANTONIO CAPITANI sul tema:
“Rivoluzione solare”
Domenica 9 febbraio 2003 - ore 9,00-18,00 - TRENTO
Seminario di GRAZIA MIRTI:
“Il Tema Progresso: un asso nella manica dell’interpretazione previsionale e psicologica”
Domenica 6 aprile 2003 ore 9,00-18,00 - TRENTO
Seminario di ERIK VAN SLOOTEN sul tema:
“Astrologia oraria ed elettiva” (in lingua italiana)
I seminari si svolgono:
a Bolzano: al Centro Lovera - viale Europa 30
a Trento: all’hotel America - via Torre Verde 50 (nei pressi della stazione)
Gli abituali incontri mensili dei soci si svolgono ogni terzo mercoledi del mese alle
ore 20,00 alternativamente
– a Trento: al Centro Culturale Antonio Rosmini - via Dordi 8
– a Bolzano: al Centro Lovera - viale Europa 30.
Si prega inoltre di comunicare in anticipo la partecipazione ai seminari per consentire la consegna di materiale didattico.
Delegata: FRANCA RIGONI BERNARDI - tel. 0461-237068
e-mail: [email protected]
Corrispondente Bolzano: GIANNA MASCIS - tel. 0471-920015
e-mail: [email protected]
BOLOGNA - EMILIA
Il programma 2002-2003 è riportato nel sito www.cita.net sotto ULTIMISSIME.
194
Casa
Argomento
Decima
ELENCO
DEI DELEGATI E CORRISPONDENTI
DEL CENTRO ITALIANO DI ASTROLOGIA
L.A. 128-980
Presidente:
DANTE VALENTE - Via Monzambano, 13 - 20159 Milano - Tel: 02-69005576
e-mail: [email protected]
Segretario:
CLAUDIO CANNISTRÀ - Via Vizzani, 74 - 40138 Bologna - Tel: 051-342445
e-mail: [email protected]
DELEGATI
ABRUZZO
BIA GATREN - Via dei Cimatori, 14/A - 00186 Roma - Tel:06-6877803
Via Silvino Croce, 11 - 66026 Ortona (Chieti) - Tel: 085–9065565
CAMPANIA
CLARA NEGRI - Via Trinità degli Spagnoli,33 - 80132 Napoli - Tel: 081-407550
www.astrarmonia.it
Collaboratore:
MARIA VACCA - Via Manzoni 24 - 80046 S. Giorgio a C remano (Napoli). - Tel: 081-7711034
e-mail: [email protected]
EMILIA
ARMANDO BILLI - Via Berengario da Carpi, 7 - 40141 Bologna
e-mail: [email protected]
Collaboratore:
ANNA COLACICCO - Via Cracovia, 9- 40139 Bologna - Cell: 347-5600067.
e-mail: [email protected]
FRIULI VENEZIA GIULIA
LIDIA CALLEGARI - Via F. Bonazza, 61- 34149 Trieste - Tel. 040-941263
e-mail: [email protected]
Segreteria:
LICIA RAINÒ - Via Junker, 6 - 34014 Grignano (Trieste) - Tel: 040-224647
Sede della Delegazione (gruppo ONLUS Tergeste):
Via Mazzini, 30 - V piano – 34121 Trieste
Casa Decima
Argomento
195
LAZIO
VITTORIO RUATA - Via Antonio Silvani, 108- 00139 Roma - Tel:06-88640922.
e-mail: [email protected]
Consiglieri di Delegazione:
MARIA GRAZIA LA ROSA - Piazza A. Righi, 8- 00146 Roma - Tel: 06-5572242
e-mail: [email protected]
MARIA TERESA MAZZONI - Via Montebruno, 32 - 00168 Roma - Tel: 06-35500606
e-mail: [email protected]
MARY OLMEDA - Via Foglia, 3- 00199 Roma - Tel: 06-86200959
e-mail: [email protected]
LIGURIA
TIZIANA BERTONE - Piazza A. Massena 5 int.11 - 16152 Genova - Tel: 010-6502617 - Cell: 3386258781
e-mail: tizianabertone @libero.it
LOMBARDIA
ANDREA ROGNONI - Via Berchet, 7- 20052 Monza (Milano) - Tel. 039-329577. Fax 039-365793.
e-mail: [email protected]
Vicedelegato:
LOREDANA PENNATI - Via Forze Armate 14 - 20146 Milano - Tel: 02-40090888
e-mail: [email protected]
PIEMONTE
MARIA GRAZIA DASSETTO GRANAGLIA - Via Luisa del Carretto,17 - 10131 Torino - Tel. 011-8195021
TOSCANA
RENZO BALDINI - Via di Cocco, 9 - 50145 Firenze - Tel: 055-315580
e-mail: [email protected]
TRENTINO-ALTO ADIGE
FRANCA RIGONI BERNARDI - Via Venezia, 25 - 38100 Trento - Tel: 0461-237068.
e-mail: [email protected]
Collaboratore:
ISABELLA LINDEGG PASQUALI - Via Ottaviano Rovereti, 4 - 38100 Trento - Tel: 0461-913591
VENETO
ARTURO ZORZAN - Via S. Bona Nuova, 106 - 31100 Treviso - Tel: 0422-22843 - Cell: 347-4474877
a Venezia: Cannaregio, 6079 – Tel: 041-5226201
e-mail: [email protected]
Collaboratore:
NADIA PAGGIARO - Via Adda, 5 - 30174 Mestre - Tel: 041-5346047.
e-mail: [email protected]
CATANIA
Vicedelegata:
LILIANA COSENTINO - Viale Regina Margherita, 35 B - 95123 Catania - Tel:095-312251
e-mail: [email protected]
196
Casa
Argomento
Decima
FORLI E ROMAGNA
ATTILIO MATTIOLI - Via Papa Giovanni, 9 - 47034 Forlimpopoli (Forli) - Tel. 0543-741158
Collaboratore:
RINO MANEO - Via dell’Aida, 5 –48100 Ravenna - Tel: 0544-270652
e-mail: [email protected]
RAGUSA
PIPPO PALAZZOLO - Via Forlanini, 116 - 97100 Ragusa - Tel:0932-642619
e-mail: [email protected]
CORRISPONDENTI
AGRIGENTO
SEBASTIANO CATALANO - Piazza Metello, 3 - 92100 Agrigento - Tel:0922-595230
e-mail: [email protected]
ALESSANDRIA
ALDO VISENTIN - Via Testore, 5 A - 15100 Alessandria - Tel: 0131-236445
e-mail: [email protected]
ASCOLI PICENO
STEFANIA PARTINI CENCIARINI - Via Leopardi, 9 - 63100 Ascoli Piceno - Tel: 0736-252576
ASTI
LIVIO MONTANARO - Via Stazione 18/A - 12058 Santo Stefano Belbo (Cuneo) - Tel: 0141-840868
e-mail: [email protected]
BIELLA
LOREDANA BORTOLIN - Regione Valgrande, 4 - 13856 Vigliano Biellese (Biella)
Tel. 0348-7490205 (dalle ore 14 alle ore 17 dei giorni feriali)
e-mail: [email protected]
BOLZANO
GIANNA MASCIS - Via Mendola, 59/B - 39100 Bolzano - Tel: 0471-920015.
e-mail: [email protected]
CASERTA
PAOLO CRIMALDI - Viale Lincoln-Parco Aversano pal/E - 88100 Caserta - Tel. 06-4740910
e-mail: [email protected]
CHIETI
ONOFRIO CEROLI - Via A De Gasperi,18 - 66032 Castel Frentano (Chieti) - Tel: ab. 0872-569454 - Tel:
uff. 0872-56862
CUNEO
FIORELLA LUNATI - Via Bodina, 46B - 12100 Cuneo - Tel: 0171-65825
Casa Decima
Argomento
197
PARMA
MARIA ELISA LEVATI MASINI - Via Ognibene, 22 - 43100 PARMA - Tel: 0521-964484
PIOMBINO
LUCIO CANONICA - Località Germandine, 118 - 57028 Suvereto (Livorno) - Tel. 0565-829089
e-mail: [email protected]
REGGIO EMILIA
LAMBERTO GHERPELLI - Via Bisi,10 - 42100 Reggio Emilia - Tel:0522-513635
e-mail: [email protected]
SALERNO
MASSIMO CIAGLIA - Via delle Querce, 95 - 84080 Capezzano (Salerno) - Tel: 338-6913555
e-mail: [email protected]
SASSARI
ARIANNA MENDO - Via del Faro - Residence della Marina, 3 - 07020 Palau (Sassari)
Tel: 0789-708380 (dalle ore 18 alle 20,30) - Cell: 335-8165504
e-mail: [email protected]
SIENA
SUSANNA RINALDI - Via Chiantigiana, 105 - 53100 Siena - Tel: 335-7116003 (dalle ore 21 alle 22,30
ogni lunedi, martedi, mercoledi)
e-mail: [email protected]
VARESE
DANIELA GREGORI - Viale G.B. Vico, 34 - 21100 Varese - Tel: 0332-224875
VERONA
CARLA PRETTO - Via G. Mameli, 116- 37126 Verona - Tel. e fax: 045-8344149
e-mail: [email protected]
VOGHERA
MARINA REGNO - Via Carlo Longa, 3 - 27058 VOGHERA (Pavia) - Tel: 0383-49523 - Fax: 0383363609 - Cell: 338-7344877
e-mail: [email protected]
GRUPPI AFFILIATI
BRESCIA
Centro Studi Astrologici “Il Simbolo” presieduto da Danila Biglino - Via S. Orsola, 145/L - 25135
Brescia - Tel: 030-360357
PADOVA
Gruppo Zodiaco presieduto da Cristina Valesio - Via S. Pietro, 44 - 35139 Padova - Tel: 049655470
198
Casa
Argomento
Decima
CORRISPONDENTI ESTERI
ARGENTINA
PIO GOWLAND - Arenales, 1478 2”B” - 10161 Buenos Aires - Argentina - Tel: 54-18128768
AUSTRALIA
ELIDA MARCHISONE - 6, Terry Road - Eastwood NSW2122 - Australia - Tel. 0061-02-8583265
CROAZIA
SLAVEN SLOBODNJAK - 2, Kunc 1- HR 10000 Zagreb - Croatia - Tel: 0385-16159907
e-mail: Slaven [email protected]
GERMANIA
LIANELLA LIVALDI LAUN - 79540 Schlossgasse, 10 – Lorrach - Stetten - Tel: 0049-762112453
e-mail: [email protected]
GRAN BRETAGNA e IRLANDA
ROSEMARIE ADAMS - D.F.Astrol 262 B Kingsbury Road - Kingsburg - London - NW9 OBT
Londra Tel: 0044-1817322717 - Dublino Tel: 00353-12601955
GRECIA
THOMAS GAZIS - Franghiadon, 49 - 18537 Pireas - Grecia
OLANDA
GIOVANNI ZATTINI - Kromstevenwerf, 32 - 2317 DH Leiden - Holland - Tel: 0031-715214017
e-mail: [email protected]
REPUBBLICA CEKA
RADMILA VALTROVA - Trojicka 2 - 12800 Praha 2 - Ceska Republika
RUSSIA
PTOLOMEI SVAROGICH - ap. 352, Kountsevskaia St.41 - 121351 Moscow - Russia - Tel. e Fax: 07-0914177332
e-mail: ptolomei@levante oppure e-mail: [email protected]
SLOVENIA
BERN JURECIC - Jrastje, 21- 68310 Senjernej - Slovenija - Tel: 00386-6842906 - Fax: 0038668323091 (Krka - Novo Mesto)
SPAGNA
JOSÈ LUIS SAN MIGUEL DE PABLOS - Plaza de Matuta, 4 - 4°D - E28012 Madrid - Espana - Tel:003491-4281897
STATI UNITI
JAMES H. HOLDEN - American Federation of Astrologers - P.O. Box 22040 - 6535 South Rural Road
ad TEMPE - AZ 85285-2040 U.S.A.
Argomento
199
GIUDIZI SUl N. 128
Contiamo sul vostro giudizio per migliorare la rivista!
Esprimete un giudizio sintetico e/o un voto (da 0 a 10)
giudizio e/o punteggio
110 Editoriale: Le violon d’Ingres
...................................................................................................
121 N. Champion: Intervista a L.Greene
...................................................................................................
150 Vittoria Hill: Astrologia forense
...................................................................................................
166 Giancarlo Ufficiale: Sull’etica
...................................................................................................
231 Ray Grasse: Zodiaco mobile
...................................................................................................
232 Ray Grasse: Zodiaci in lotta
...................................................................................................
233 Bruce Scofield: Dibattito zodiacale
...................................................................................................
310 Franco Santoro: I canti astrosciamanici
...................................................................................................
320 Sandra Zagatti: Pre-sensazioni
...................................................................................................
330 Giovanni D’Angelo: Lilith nel nostro tempo
...................................................................................................
350 Fulvio Mocco: Sogni d’astrologo
...................................................................................................
370 Lidia Fassio: Di quale amore parliamo?
...................................................................................................
440 Angela Castello: Sui nostri politici
...................................................................................................
1110 Gli Elementi - lavoro cooperativo
...................................................................................................
620 Dante Valente: Uno schema per i domicili
...................................................................................................
644 Mitologia: Matteo Pavesi: Il Leone
...................................................................................................
650 Marco Pesatori: La posta di Marco
...................................................................................................
652 Lidia Callegari: Tabella delle ore planetarie
...................................................................................................
660 Stefano Vanni: Astrologia della coppia (1)
...................................................................................................
670 Dante Valente: Imperfezioni lessicali
...................................................................................................
520 Dedicato ai “mariti CIDA”
...................................................................................................
533 Il mondo di Mirka
...................................................................................................
772 Claudio Cannistrà: Sui congressi
...................................................................................................
Da inviare a: D. Valente – via Monzambano 13 - 20159 Milano - REDAZIONE CIDA
200
Argomento
L.A. 128-980
AVVERTENZE PER L’INVIO DI ARTICOLI
Modalità di invio
Il lavoro va trasmesso preferenzialmente via e-mail all’indirizzo [email protected] oppure
[email protected] accuratamente controllato per i refusi.
Inviare il materiale come allegato, in formato compatibile con WORD6 per Windows 98 .
Per le illustrazioni (grafici,tabelle e figure) esistono due possibilità:
1) Inserire direttamente le stesse nel corpo del testo ( spezzare in più tronconi se fosse lungo)
2) Inviare separatamente
a) un file per ogni illustrazione,in formato JPEG o TIF, in bianco e nero, da denominare col vostro cognome + fig.1, fig. 2 ecc.
b) il testo, con l’indicazione: [qui figura 1, ecc ].
Al caso la Redazione può ritoccare o rifare le figure ai fini estetici.
La conferma sia della ricezione sia dell’eventuale accettazione sarà trasmessa sollecitamente con lo stesso
canale.
In alternativa usare un dischetto, con le stesse modalità, ma con maggiori rischi.
Se le figure non sono trasmissibili con lo stesso metodo si provveda all’invio del materiale cartaceo alla Redazione (D. Valente - via Monzambano 13 - 20159 MILANO) con l’indicazione. “Materiale per Linguaggio
Astrale”.
L’invio di materiale esclusivamente cartaceo comporta grossi ritardi nella pubblicazione e il rischio d’errori di
battitura. I lavori pubblicati restano di proprietà del CIDA.
Sui contenuti
Il titolo deve corrispondere effettivamente al contenuto e non deve essere vago o generico. Andrebbe corredato da un riassunto assai sintetico (es. 3-5 righe) che chiarisca al lettore il contenuto e lo inviti a leggere in
extenso.
Sono ammessi lavori non strettamente astrologici in cui sia evidente l’analogia o la connessione con la simbologia astrologica.
Sono gradite anche notizie, osservazioni, curiosità, amenità, notizie particolari del mondo astrologico, così
come segnalazione di articoli di quotidiani, notizie su avvenimenti, resoconti d’incontri interessanti per il CIDA ecc.. Oppure frasi scultoree o aforismi specie se utili didatticamente..
Non si ammettono:
– lavori inutilmente prolissi, o ripetitivi, salvo che l’Autore accetti che se ne faccia un’opportuna riduzione.
Di regola non si dovrebbero superare le 15 pagine dattiloscritte, note e figure comprese;
– lavori con introduzioni superflue che “spieghino” concetti ampiamente noti al lettore medio (ad es. la
precessione degli equinozi o il domicilio dei pianeti ecc.);
– ingiurie personali, polemiche sull’operato altrui, mentre sono benvenute le discussioni sulle idee;
– sentenze arbitrarie, personali e negative prima di esporre le prove (tipo “l’Autore sbaglia quando dice”
ecc., anzichè esporre la frase incriminata e dimostrarne l’infondatezza);
– traduzioni o trascrizioni di lavori senza indicare la fonte;
– linguaggio scurrile o troppo gergale;
– uso di termini ermetici o sigle ultraspecialistiche senza spiegarne il significato, specie per materie non
astrologiche (psicanalisi, esoterismo, omeopatia ecc.);
– conclusioni “scientificamente” inaccettabili (ad es. definire “statistica” un’indagine su tre casi e ritenendo
significativi i risultati).
La Redazione si riserva di apportare le modifiche (grammaticali, sintattiche, ecc.) volte esclusivamente a migliorare la qualità e la comprensione del testo. I tagli consistenti saranno comunicati all’Autore.
I manoscritti non saranno restituiti.
La Redazione può anche accettare un’ulteriore versione in francese, inglese o spagnolo dello stesso articolo.
Per lavori di particolare pregio il Comitato editoriale può prescindere dalle regole suesposte.
Argomento
I
Dall'Archivio CIDA
Il pubblico al Congresso di Firenze nel Palagio di Parte Guelfa.
Membri della Federazione Internazionale FAES al I Congresso di Mykonos
con Yves Lenoble (cravatta rossa) alla sinistra di Robert Hand.
II
Argomento
Dall'Archivio CIDA
Escursioni astro-culturali al Museo Guggenheim di Bilbao.
Uno scorcio di un'isola affascinante (Linosa, presso Lampedusa).
Un omaggio per Felice Alletto, il nostro Socio italiano a più bassa latitudine.
Argomento
III
Dal congresso di Monaco (pag. 179): Rappresentazione teatrale: gli allievi di Ernst Ott nei panni dei
sette pianeti sacri.
Foto di gruppo latino nei giardini attigui al congresso di Montpellier (pag. 180). Da sinistra:
Dante Valente, Helia Ramos, José Luis Carrion, André Barbault, Maria Jesus Azkue.
IV
Argomento
Vittorio Ruata con Mary Olmeda e M.G. La Rosa nella nuova sede romana del CIDA.
(v. Calendario incontri, pag. 186).
Dal congresso di Siviglia
(pag. 182):
Claudio Cannistrà
e Maria Jesus Azkue (Bilbao)
con Enrico Mariani
e Maria Elena Lozada,
rappresentanti del Centro
Astrologico Venezuelano.

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