UN ANNO RICCO DI EVENTI... E CAmbIAmENTI

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UN ANNO RICCO DI EVENTI... E CAmbIAmENTI
ALTRA PAGINA
Mensile di informazione redatto a cura
del Corso di Comunicazione de
“L’Altra Università” di Sannicandro di Bari
N. 2 Maggio 2011
U N A N N O R I C C O D I E V E N T I ...
e ca m b ia m enti
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“un anno ricco di eventi.... e cambiamenti”
Siamo giunti oramai alla fine dell’anno scolastico
2010/11 della nostra “Università della Terza Età”.
Questo è stato un anno ricco di eventi e cambiamenti:
il primo evento è stato a Settembre, quando, in occasione dell’ inaugurazione dell’ U.T.E., c’ è stata l’ esibizione di “Danze Storiche”, dove sono anche intervenuti la nostra docente, Monica Pichichero, e l’ U.T.E.
di Cassano. A Dicembre, nelle Scuderie del nostro
Castello Svevo, abbiamo avuto come ospite il direttore artistico, Mimmo Graziano Luca, per una serata
danzante, da favola…! Il 18 Dicembre, con il docente
di teatro, Francesco Colucci, siamo andati a Mola, perché con la presidente di Mola, Giovanna Fralonardo,
stiamo realizzando un progetto di teatro itinerante, e
c’è stata la prima rappresentazione teatrale fuori dal
nostro paese “I nipoti del sindaco” e, siccome è piaciuta, ci hanno proposto di ritornare il 1° Aprile, con
“pazzie di Carnevale”. E’ stata una esperienza davvero
interessante e ringrazio la presidente di Mola, Fralonardo, per l’ accoglienza calorosa.
Invece, il 19 Dicembre, con il gruppo del coro, con il
docente, Prof. Mimmo Giannone, l’orchestra e le soliste, siamo partiti per Modugno, per un’esibizione di
canti natalizi, nella Chiesa Madre; a Gennaio, poi l’abbiamo ripetuta anche nella nostra Chiesa Madre.
A Carnevale (il 5 e il 7 Marzo), abbiamo sfilato per le
vie di Sannicandro con il gruppo di “ Danze Storiche”,
in costumi ottocenteschi, dove ha partecipato anche
l’ U.T.E. di Acquaviva delle Fonti. Sono stati due giorni molto freddi; il primo giorno addirittura nevicava,
però eravamo tutti felici di partecipare ad un Carnevale, anche perché è stata la prima esperienza per la
nostra associazione… Non si era mai visto un gruppo
così numeroso di “grandi”, che, però, in quei giorni
erano tornati ad essere un pò “bambini”!
8 Marzo, Festa della donna e 6° Compleanno della
nostra associazione: abbiamo festeggiato nel Castello
Svevo, ricordando le origini della Festa della donna, e,
con il docente di Italiano, Pinuccio Loiacono, abbiamo
letto alcune poesie. E’ intervenuta la nostra docente
di Dizione, Rossella Calabria, che ci ha deliziato con la
sua voce, cantando canzoni dedicate alle donne.
Abbiamo avuto come ospite una danzatrice del ventre, che faceva parte dell’ associazione “Araba Fenice”; abbiamo distribuito le mimose e, infine, gustato
la torta mimosa. E’ stata una serata molto sentita.
Domenica 1° Maggio siamo andati in gita a Sorrento e
a Salerno, anche se la giornata era iniziata male, per la
pioggia, quando siamo arrivati a Sorrento, è spuntato
il sole. Le guide ci hanno fatto visitare i centri storici,
abbiamo visto l’ isola di Capri e Ischia, che erano proprio di fronte a noi: uno spettacolo! Abbiamo gustato
la pizza sorrentina, i confetti al limoncello, il limoncello e poi… Tante risate! Il 25 Maggio andremo a Bari,
al teatro Petruzzelli, a vedere “La norma”, e il 4 Luglio
la “Butterfly”. Il 26 Maggio l’ U.T.E. di Acquaviva ci ha
invitato per il saggio di fine anno di “Danze Storiche”.
E, come ultimo appuntamento, il 29 Maggio parteciperemo alla Maratona a Bari, quindi, venite in tanti!!!
Per quanto riguarda il direttivo, ci sono dei cambiamenti: il Presidente, Margherita Smaldone, ha dato
le dimissioni, per motivi personali, quindi, il direttivo
adesso è composto così:
Presidente
Enza Zingaro
Vice presidente
Luigi Patano
Segretario
Sandro Buono
Tesoriere
Enza Bruno
Consiglieri Isa Cafaro,
Giacomo Gigante,
Margherita Smaldone,
Carmela Zuccaro,
Isabella Ippolito,
Nina Vernì
Quest’ ultimo mese, ci prepariamo per i saggi, colgo
quindi l’occasione per fare un ringraziamento a tutti i
docenti che insegnano da noi, facendo volontariato.
Un ringraziamento va a tutto il direttivo, per il lavoro
svolto, sperando di fare sempre meglio. Un ringraziamento va a Don Francesco, per l’ uso dei locali, al Villaggio del Fanciullo; alle istituzioni, nella persona di
Giacomo Gigante, per l’uso della tensostruttura e del
salone del Castello; a Sandro Buono, per l’uso del locale per le iscrizioni e riunioni. Grazie anche alle scuole di ballo di Elena Vernì e Adele Labate, al laboratorio
di “Lavorazione del Legno”, di Antonio Bruno, e grazie
a MP. Computers di Michele Pavia, che ci mette a disposizione l’aula dei computer.
Un ringraziamento particolare va a Michele Ruggiero,
che ha creato un sito internet, quindi venite a visitarlo… L’indirizzo è: http://universitaute.altervista.org/
index.html
Che dire i più…? Come vedete, quest’ anno non ci siamo fatti mancare niente e speriamo di continuare così
negli anni a venire. Buone vacanze a tutti!
Enza Zingaro
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ORE LIETE IN PISCINA
Ogni mercoledì mattina, nella piscina “New Olimpic” a
Bari, si svolge il corso di Acqua Gym, condotto dalla brava istruttrice, Melania Silletti.
Le corsiste che lo seguono si
organizzano con le macchine,
ognuna con i posti al completo, e si parte presto per
arrivare in tempo alla lezione
delle 9.30. Dato che dovevo
scattare qualche foto per il
giornale e per il sito dell’ Altra Università, un mercoledì mattina mi sono unita al gruppo, e le
corsiste, tutte entusiaste, hanno
gentilmente trovato un posto in
macchina anche per me. Arrivate
in piscina ed entrate nella reception, hanno chiesto il permesso di
farmi entrare, sia negli spogliatoi,
che a bordo piscina, per fotografarle durante la lezione.
Ottenuto il permesso, è iniziata la
mia divertente avventura... Negli
spogliatoi, mentre tutte le mie
amiche, belle fresche e leggere
nei loro costumi da bagno, si preparavano ad immergersi in acqua,
io pativo il caldo e soffocavo nelle
mie pesanti robe invernali. Ma ero
lì solo per loro, quindi avevo deciso che sarei uscita dalla struttura
non appena avessi finito di scattare qualche foto e assistito un po’
alla lezione. Però, una delle mie
amiche, con tanta insistenza, mi
ha convinta a cambiare idea. Dopo
avermi prestato tutto l’occorrente
per la piscina, che aveva portato
in più con se, al volo mi sono ritrovata in acqua col resto del gruppo,
tra schizzi e risate. Grazie a questa esperienza diretta, ora posso
commentare pienamente ciò che
le corsiste provano ogni volta che
COSTRUIRE CON PAZIENZA...
La pazienza è un dono che deve
essere allenato. Per allenare la
pazienza, però, bisogna capire
dov’è il problema e guardare oltre. Essere pazienti significa agire
con calma, affrontare con serenità anche le situazioni più difficili. Pazienza e speranza vanno di
pari passo, se non si è in grado
di godere del presente, come si
può guardare al futuro con ottimismo? Ma essere pazienti non
significa essere stupidi.
Affrontare con giusto equilibrio
ciò che succede,infatti,permette
di evitare scenate isteriche. Le
radici della pazienza stanno nella
misericordia, nella mitezza e, soprattutto, nel riconoscere, nelle
debolezze altrui, i nostri limiti…
Renderci conto di questo è il prossimo passo per allenare la nostra
pazienza, sia con se stessi che con
gli altri: << la pazienza è la virtù
dei forti>>.
A tutti auguro buone vacanze, arrivederci per la prossima apertura
dell’Altra Università!
Isabella Ippolito (nella foto a
lato: la pazienza di Giobbe)
entrano in acqua: tutte sorridenti, come bimbe al primo
giorno di mare, in acqua dimenticano la loro età, il loro
peso, i loro “acciacchi” e pensano solo a divertirsi, seppur
faticando.
Melania mostra loro gli esercizi, da bordo piscina, in alcuni dei quali servono anche
attrezzi specifici. La lezione
dura 50 minuti, ma è molto
efficace e salutare per tutti gli
scopi che ci si è prefissati, anche
quello solo di stare insieme.
Di questo gruppo mi resterà impressa la grinta nel muoversi in acqua a tempo di musica, le battute
negli spogliatoi, e l’ allegria dopo la
lezione. Tutte cantano sotto la doccia e, una volta pronte, coi capelli
asciutti, vestite e armate di borsone, si incamminano come una
carovana sulla strada del ritorno.
In macchina, si comincia ad avvertire una certa stanchezza che, alla
fine, è anche piacevole, solo perché si è stanche per divertimento.
Enza Bruno
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ALTRA PAGINA....
E’ già il secondo anno per il nostro
giornale, “Altra Pagina”, del corso
di comunicazione, tenuto dal docente Vito Iacobazzi. Ogni anno
facciamo un passo in più, ma abbiamo ancora molto da imparare.
Oltre alla parte teorica, riguardante
i vari aspetti della comunicazione,
a noi piace molto la pratica, cimentarci in articoli che abbracciano i
temi più diversi: dagli argomenti
di scottante attualità, alle attività
dell’ Altra Università, alle ricette,
alle curiosità, ad esprimere esperienze vissute, ai ricordi del passato. Le signore che frequentano il
corso sono molto entusiaste. Preparano i loro articoli, poi la signora Enza Bruno, che è la “coordina-
trice”, li raccoglie, li trascrive al
computer e li manda al docente,
che li esamina, li corregge e poi
li impagina. Per ora, riusciamo a
stampare 6-8 pagine in bianco e
nero. Alcune copie che tratteniamo per noi che frequentiamo il
corso le stampiamo a colori. Le
copie del nostro giornale vengono poi distribuite, a fine anno, a
tutti i corsisti. Una copia per ogni
uscita rimane in archivio. Il giornale ha varcato anche i confini
della nostra regione ed è arrivato
al Nord Italia, dove vivono alcuni
sannicandresi. E’ arrivato anche oltre oceano, ad altri sannicandresi,
che vivono negli USA e che vogliono mantenere i contatti con il loro
paese e conoscere le varie attività
che si svolgono.
Tutto questo grazie al signor Pietro Di Ceglie, che è il più intraprendente del corso ed è anche il
più loquace, perché racconta, in
modo colorito, molti episodi della
sua giovinezza. C’è molto entusiasmo nel proseguire il percorso già
Vivere la solitudine
Per le avversità della vita, spesso, contro la nostra
volontà, siamo costretti a vivere la solitudine. Spesso questa ci spaventa, perché solo quando siamo
soli riusciamo a stare a tu per tu con la nostra coscienza, quindi, con i nostri pensieri e le nostre paure, buoni o cattivi che siano. Noi li scopriamo solo
quando siamo soli. Questi sono inediti e si liberano
quando non ci sono blocchi esterni, cioè la compagnia. Quando siamo in compagnia, noi ci preoccupiamo molto di curare solo il nostro visibile. Con
trucchi e vestiti belli e anche il nostro linguaggio e
modo di fare viene corretto, mostrandoci migliori
di quello che siamo veramente, spesso avvilendo
iniziato, migliorando e crescendo,
grazie all’ aiuto del nostro docente
Vito Iacobazzi, che pazientemente
ci segue.
“Altra Pagina” ora si congeda, ma
non va in vacanza. Raccoglierà tutto il materiale più interessante,
che poi proporrà al docente e lo
presenterà in una migliore veste
grafica, per il nuovo anno accademico. Salutiamo il docente di
comunicazione, per questa bellissima esperienza, i corsisti, tutti i
docenti, il direttivo e la presidente,
Enza Zingaro.
Il corso di comunicazione vi saluta
e vi da appuntamento ad Ottobre!
Isabella Cafaro
il nostro invisibile, senza mai preoccuparci di questo. Invece, è molto importante curare l’ invisibile.
Bisogna riflettere e curare la parte filosofica cattiva, trasfigurandola in buona per il nostro essere e
mettere ordine nel nostro invisibile. E far diventare
la nostra solitudine il momento giusto per migliorare la nostra vita interiore, senza aver paura di
mostrarla e metterla in pratica. C’ è una fonte che
non è percorribile tra il visibile e l’ invisibile, ma si
può trovare un giusto equilibrio per conciliare le
due forze, e viverle senza mai farle prevalere l’ una
sull’ altra. Quindi, la solitudine può essere positiva, se è vissuta con meditazione filosofica buona,
per ottenere la serenità e la sincerità dell’anima.
Porzia Gaudio
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ROSSELLA... UNA PERSONA SPECIALE!
il pubblico presente e, in special modo, noi corsiste.
L’attrice che è in lei abbiamo avuto modo di scoprirla durante una commedia che si è tenuta, sempre al
castello, con una compagnia di cui Rossella fa parte e
che quasi tutte noi siamo andate a vedere, una commedia significativa e garbata e con una interpretazione e bravura di tutti i protagonisti.
A conclusione di tutto, Rossella è una persona specia-
Ecco che siamo quasi arrivati alla fine dell’ anno accademico 2010-11. Purtroppo, in questo anno ci sono
state delle incombenze riguardo le materie dello scorso anno, sostituite (meno male) da nuove materie e,
quindi, da nuovi insegnanti. Vorrei giusto parlare dell’
insegnante di dizione, che è una delle nuove materie. Si chiama Rossella Calabria ed è di Bari. Quando
è arrivata e si è presentata, è scattata in tutte (penso)
una simpatia immediata. Quando poi abbiamo avuto modo di conoscerla meglio, abbiamo capito anche
con che persona super dotata avevamo a che fare.
Man mano che frequentavamo il suo corso, eravamo
tutte interessate a quello che ci diceva e, cioè, alle varie regole da applicare per una giusta pronuncia e una
corretta dizione, chiaramente abbastanza complicato
per tutte noi, ma che lei, con tanta pazienza e sempre
con il sorriso e le battute pronte ad ogni occasione,
non ci ha fatto mai pesare, anzi, ci ha talmente coinvolte e affascinate ,tanto, che il suo è stato uno dei
corsi più seguiti di quest’ anno. Oltre alla sua materia,
sapevamo delle sue doti di cantante, che alla festa
della donna, svoltasi al castello, la nostra brava Rossella ha entusiasmato con la sua bellissima voce tutto
O magg i o al B eat o
G i o vanni Pa o l o I I
Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a
Cristo! Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli
Stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti
campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate
paura! Cristo sa "cosa è dentro l'uomo". Solo lui lo sa!
Enza Bruno
le ricca di umanità e umiltà, difficili doti per i tempi
che stiamo attraversando, e possiamo considerarci
veramente fortunate di averla conosciuta. Ciao Rossella e spero di ritrovarti il prossimo anno!
N.B. Con Rossella ci stiamo preparando con canti e
poesie, da lei consigliate per ognuna di noi, per il
saggio di fine anno che si terrà prossimamente… Ma
di questo avremo modo di parlarne un’ altra volta…
Aurora
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SCARPINANDO...
Quando Enza Bruno, l’autunno scorso, mi propose di
partecipare con altri “colleghi” alle passeggiate sulla
vecchia strada per Modugno accettai con piacere: ero
da pochi mesi in pensione ed avevo bisogno di fare
molte delle cose a cui, per mancanza di tempo libero, per anni avevo dovuto rinunciare, come le lunghe
passeggiate o le pedalate su strade non troppo trafficate. Avevo conosciuto, in modo abbastanza superficiale, le persone che partecipavano alle scarpinate,
non tutte giovanissime, ed ero convinto di dover moderare l’andatura per adeguarmi alla loro. Il primo
giorno, causa un fastidioso raffreddore con annessi e
connessi, ebbi qualche difficoltà a stare al loro passo, comunque riuscii a non rimanere indietro (però
adesso, col senno di poi, ho il sospetto che quella volta, per evitarmi una brutta figura, i miei compagni di
scarpinata avessero deciso loro di rallentare l’andatura per non lasciarmi indietro…). Poi, le volte successive, convinto di essere più allenato, ho provato ad
aumentare il ritmo, ma, oltre Enza, che va veramente
forte, c’era sempre qualcuna di queste “ragazze” non
più giovanissime che arrivava prima di me.
Ormai mi sono reso conto che con queste “ragazzine”
sprint non ho molte chances e mi sono rassegnato,
alla mia veneranda età, a correre dietro le donne!
L’unica speranza è che il sindaco faccia installare sulla vecchia via provinciale per Modugno, nel tratto fra
la via Gen. Mondelli e l’incrocio per Bitetto e Bitritto,
una decina di autovelox, o, meglio, di pedovelox ben
mimetizzati fra gli alberi per costringere queste scatenate a tenere andature più “umane”.
Nunzio Giannoccaro
la guerra in libano
... semplicemente vergognosa
Vergognoso è pensare che
non si riesca a trovare nessun’ altra soluzione diversa
da quella militare; ed è tremendo sapere che dalle basi
militari italiane partiranno
mezzi che attaccheranno la
Libia, per ragioni economiche e non umanitarie. Se tutti avessimo veramente a cuore il senso del rispetto della
persona umana , non lamenteremmo che nel resto dell’Africa
continuino a morire da decenni
donne,uomini e bambini per le vili
guerre interne. Ma la Libia è una
risorsa economica. Quanta falsità
in questa vicenda. Capiremo tutto
quando sarà ormai troppo tardi…
e la storia sempre si ripete.
Mi ricordo quando eravamo noi
in guerra, nel 1943. Io ero molto
piccola, avevo 7 anni, il mio paese
fu uno dei tanti ad essere bombardato, morirono tante persone, tra
cui anche alcuni dei nostri parenti.
Al pensiero di dover risentir volare sui nostri cieli gli aerei da guerra, mi tornano i brividi, sia per la
rabbia, che per il terrore. Quanti
ricordi… Correvamo tutti in
campagna, nel “Rifugio delle
grotte”, per nasconderci dalla vista dei militari stranieri;
lasciavamo le nostre case
incustodite, che la maggior
parte delle volte erano preda
di mascalzoni che si aggiravano nel paese, approfittando
del terrore generale. Per la
paura di tornare in città, si
cucinava e si dormiva anche
in campagna, usando il minimo
indispensabile e c’era tanta solidarietà e amore tra noi, soprattutto
in quei momenti.
La guerra bisogna condannarla! Porta solo morte, distruzione e dolore,
sia ai vinti che ai popoli vincitori.
Lucrezia De Frenza
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GLI ORFANI DEL MULO
Ci sono almeno tre cose che rendono unica e famosa
nel mondo Sannicandro: il Castello, il Monumento dei
Caduti in Guerra,la chiesetta della Madonna di Torre
ed il comportamento di certi automobilisti. Per quanto riguarda i due edifici credo che si sia scritto abbastanza, per cui non avrei nulla da aggiungere. Invece,
a proposito del comportamento di certi automobilisti,
vorrei trovare una giustificazione.
È vero, spesso incrociando un’altra auto proveniente
dal senso opposto, si affiancano fermandosi al centro
strada e bloccando il traffico nei due sensi di marcia,
per discutere di problemi gravissimi che riguardano
i tre quarti della popolazione mondiale: ma
non preoccupiamoci, le loro dissertazioni non
durano più di tanto, al massimo dopo dieci minuti ripartono, tanto dopo cento metri incroceranno un altro automobilista, cui si affiancheranno e con cui parleranno di argomenti
ancora più importanti.
Poi bisogna andare a prendere un caffè o comprare le sigarette, e siccome, per un motivo o
per l’altro non è possibile entrare con la macchina nel bar o nella tabaccheria, poveracci,
sono costretti a parcheggiare in seconda o in
terza fila, non importa se creano una situazione di pericolo, tanto sono gli altri che devono
fare attenzione.
Qualche volta, poi, bisogna fermarsi a parlare
con l’amico che va a piedi: allora ci si ferma
preferibilmente al centro strada e le possibilità sono due: sportello lato guida completamente aperto o amico sul lato sinistro, con
le mani appoggiate sul tetto dell’auto, il busto adeguatamente piegato in modo da occupare col sedere
almeno un altro mezzo metro di strada. In ogni caso
è fondamentale non passare inosservati, in modo da
coinvolgere nei discorsi, sempre molto importanti, il
maggior numero di pedoni ed automobilisti presenti
in zona.
Si è notato che negli ultimi giorni questi forum si sono
moltiplicati, e soprattutto vedono sempre più protagoniste le donne: emancipazione femminile o effetto
matrimonio del secolo fra William e Kate?
Qualcuno, con molta superficialità, giudicherà con eccessiva severità questi comportamenti, non rendendosi conto dei veri motivi che li rendono inevitabili.
Fino a qualche decennio fa, diciamo fino agli anni 50,
a Sannicandro, come in tantissime località in Italia, il
mezzo di trasporto più diffuso, oltre la bicicletta, era
il carretto trainato dal mulo. Quando il carrettiere incrociava un altro veicolo ed aveva voglia di scambiare
quattro chiacchiere con l’altro conducente si fermava
ma il mulo, che non è un animale stupido, si accostava
sul lato destro della strada per non intralciare il traffico. I muli, col passare del tempo, sono andati in pensione, i figli ed i nipoti dei carrettieri si sono comprati
la macchina, ma la macchina, seppure sofisticata, ricca di tecnologia e di tutti gli optionals immaginabili,
non ha l’intelligenza ed il buon senso del mulo.
Nunzio Giannoccaro
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L’ANGOLO DI PIETRO....
Ridere o piangere? (Si, no, non so!)
1- S'è rotta la fè.., s'è rotta la fè..., s'è rotta la ferrovia, per opera del ca.., per opera del ca..., per opera del
capostazione. Prendete l'incu..., prendete l'incu..., prendete l'incudine e il martello, per aggiustare la fe...,
per aggiustare la fe.., per aggiustare la fessa di mamata e la fessa di soreta !!!
2- Scende la neve, scende giù lieve, non esitar si deve, prendi il tuo sacco e lesta va dove più fioccherààà.
Signorinella, gracile e bella, lascia la tua gonnella, la tua pelliccia di vison, metti i pantalon. Si va su la montagna, sulla montagna dove la neve più fioccherààà !!! Salì, sempre salì, per ogni valle cantan così: sciatora
ripete il vento di rendimento, cantando così...
3- Ci eravamo tanto amati per un anno e forse più ! Ci eravamo poi lasciati, non ricordo come fu. Ma un
giorno c'incontrammo per fatal combinazion... una pioggia insistente ci fece ricoverar in un portooon! Poi
pian piano le presi una mano, nella stanzetta dell'ultimo piano, come pioveva, così piangeva... (poverina).
Pietro Di Ceglie
…Per essere bello e ammirato
1-
Nell’ incontro che si ha l’indomani con amici e parenti, nell’ interesse e per il piacere di tutti i convenuti, la persona si deve proporre di dire e di fare così e così. Non esistono cose belle o brutte, buone o
cattive, ma cose che si devono fare, e fare con entusiasmo.
2-
Chiaramente, in precedenza, la persona deve riflettere e migliorare quello che proporrà nell’incontro dell’ indomani.
3-
Nell’incontro dell’ indomani, per prima cosa, la persona deve esprimere con evidenza il piacere di
stare insieme, poi deve proporre, un po’ con sussiego e un po’ con ironia, di fare così e così.
4-
Apriti cielo, tutti diranno: ”Ma no, è sbagliato!!!”. La persona non se la deve prendere, tutti gli uomini (ma più le donne) sono invidiosi e non sopportano che gli altri si fanno “maestri”.
5-
Non prendersela è la regola. La persona cercherà di concordare, con alcuni o con tutti, sul da farsi
della giornata.
6-
Quello che più modifica positivamente la nostra vita è la concordia, non la vittoria, anche se la concordia e più elaborata.
7-
Chi affina tutti i giorni quello che deve dire l’indomani agli amici, ai parenti, agli insegnanti, ecc.., la
propria vita, la propria personalità.
8-
Anche se l’invidia è istintiva e poche persone riescono a controllare la propria, gli ascoltatori l’indomani rifletteranno (positivamente o così e così) su quello che è stato detto; e sicuramente il loro comportamento sarà (tacitamente) cordiale.
9-
Le vene e le arterie si allargheranno per permettere al sangue di nutrire i polmoni, il cuore, il fegato,
il cervello... Scusate la pretesa: tutti gli uomini e le donne che incontro, io, Pietro Di Ceglie, da 60 anni li
rivolto “chirurgicamente”, anche se so di parlare Turco.
10- Se hai letto, sei già bello e ammirato!!! Pietro Di Ceglie