in questo numero › La mia primavera di Praga › I

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in questo numero › La mia primavera di Praga › I
stagione 2010-11, numero 3, 16 novembre 2010
in questo numero
› La mia primavera
di Praga
› I Promessi sposi
alla prova
› Perthus
› Oklahoma!
Politeama Rossetti
Sala Bartoli
mar
★ 16
novembre
mer
17
20.30
PRI
I PROMESSI SPOSI
ALLA PROVA
20.30
A
di Giovanni Testori
drammaturgia di Sandro Lombardi
e FedericoTiezzi
regia di Federico Tiezzi
Platea A-B 2★ Platea C - Gallerie 1★
Platea A-B € 29/€ 24 Platea C € 21/€ 17
Gallerie € 16/€ 13
Coppelia,
Lo Schiaccianoci,
We Will Rock You
novembre
gio
 18
novembre
ven
21.30 Ba1
21.00 Ba4
Coppelia,
Lo Schiaccianoci,
We Will Rock You
21.00
20.30
B
19
novembre
21.00 Ba2
20.30
C
20
novembre
21.00 Ba3
21
17.00 Ba5
sab
dom
16.00
D
novembre
lun
la mia
primavera
di praga
di e con Jitka Frantova
regia di Daniele Salvo
Posto unico 2★
Biglietti
Posto unico interi € 25
ridotti € 22
22
novembre
mar
★ 23
novembre
oklahoma !
di Rodgers & Hammerstein
musiche di Richard Rodgers
libretto e liriche di Oscar Hammerstein II
regia di Julian Woolford
coreografie originali di Agnes De Mille
con Marti Webb, Mark Evans,
Gemma Sutton
Platea A-B-C 4★ Gallerie 3★ Loggione 1★
Platea A-B € 55/€ 52 Platea C € 50/€ 47
I Galleria € 43/€ 40 II Galleria € 38/€ 35 Logg. €16
mer
24
20.30
M
16.00 E
20.30
novembre
gio
 25
novembre
20.30
O
16.00
20.30 N
20.30
P
ven
26
Le signorine di
Wilko,
The seven fingers
“Traces”
21.00 Ba1
21.00 Ba4
Le signorine di
Wilko,
The seven fingers
“Traces”
21.00
21.00 Ba2
novembre
sab
27
21.00 Ba3
28
17.00 Ba5
novembre
dom
novembre
lun
perthus
di Jean-Marie Besset
traduzione di Anna D’Elia
con Giampiero Cicciò,
Annibale Pavone,
Andrea Luini,
Matteo Romoli
regia di Giampiero Cicciò
Posto unico 2★
Biglietti
Posto unico interi € 25
ridotti € 22
29
novembre
mar
IL PRIMO ILLY
NON SI SCORDA MAI.
Un gusto unico. Note fiorite e fruttate
di caramello, cioccolato, pane tostato e
miele.Unasensazionefinaledolce,vellutata,
sempreappagante.Indimenticabile.
20.30
M
MATTHEW BOURNE’S
SWAN LAKE
20.30
DAN
musiche di Pyotr Ilyich Tchaikovskij
coreografia e regia di Matthew Bourne
scene e costumi di Lez Brotherston
20.30
O
Platea A-B-C 4★ Gallerie 3★ Loggione 1★
Platea A-B € 60/€ 57 Platea C € 55/€ 52
I Galleria € 47/€ 44 II Galleria € 40/€ 37 Logg. €16
30
21.00 Ba1
1
21.00 Ba4
2
21.00
3
21.00 Ba2
4
dicembre
21.00 Ba3
5
17.00 Ba5
novembre
mer
16.00 FAM
20.30 N
16.00 P
20.30
dicembre
gio
dicembre
ven
dicembre
sab
dom
dicembre
lun
20 novembre
di Lars Norén
traduzione di
Annuska Palme Sanavio
regia di Fausto Russo Alesi,
elementi scenici di Marco Rossi
con Fausto Russo Alesi
Posto unico 2★
Biglietti
Posto unico interi € 25
ridotti € 22
6
dicembre
NoveeccellentitipidiArabicarendono
unicoilgustodiillyinqualsiasiforma:grani,
macinato, cialde, capsule, decaffeinato. Al
baroacasa.Segustateillyconl’attenzione
chesimerita,poiloriconoscetesempre.
E quando lo riconoscete e ne diventate
esperti,diventaunapassione.Persapernedi
più:www.illy.com
ca e´
Ros setti
gustatevi la
cena
Largo Giorgio Gaber 2, Trieste - tel. 040 5700566
ap
er
a p anch to
ran e
zo!
Le musiche dello spettacolo diretto da Daniele Salvo sono firmate dal triestino Marco Podda
1968 a Praga: c’è aria di libertà...
L’attrice Jitka Frantova in scena alla Sala Bartoli in uno spettacolo che va oltre il reportage storico
Esile, raffinata, ma forte di
uno sguardo diretto, luminoso, aperto, pieno di carisma:
uno sguardo proprio di quelle
persone che possiedono una
grande interiorità, una profonda
esperienza e la generosità rara
di condividere tali doni con gli
altri, per arricchirli… È così
Jitka Frantova, attrice praghese
che ha attraversato nella propria vita momenti fondamentali
e dolorosi della nostra storia
recente.
Con La mia primavera di Praga
Jitka Frantova regala alla stagione altripercorsi un respiro
d’Europa e un messaggio che è
un’ipoteca di pace sul futuro di
questa Europa che ci appartiene
e nella quale dobbiamo riconoscerci tutti.
Lo spettacolo ripercorre la
“Primavera di Praga” – che a
partire dal gennaio 1968 avviò
il processo di liberalizzazione della Cecoslovacchia – e
la “Rivoluzione di velluto” del
1989, che segnò la caduta definitiva del regime comunista cecoslovacco e concorse a ridefinire
l’assetto politico internazionale
del secolo scorso: lo fa con il
rigore di un reportage storico
ma è molto di più. C’è partecipazione, umanità, passione,
sofferenza, gioia, nel racconto di
Jitka Frantova, c’è un trascolorare variopinto di stati d’animo
ed emozioni che soltanto chi
ha vissuto quei momenti può
4
Giovedì 18 novembre
ore 17.30 - Cafè Rossetti
Jitka Frantova e Noemi Calzolari
parlano dello spettacolo
“La mia Primavera di Praga”
- ingresso libero -
restituire. E infatti la protagonista e autrice dello spettacolo è
stata protagonista anche di quei
complessi momenti storici e
politici, al fianco di un uomo –
suo marito, Jiri Pelikan – che ha
rappresentato un importantissimo punto di riferimento per la
Cecoslovacchia in quegli anni.
Jiri Pelikan è stato un uomo politico di altissima levatura morale
ed etica: ha combattuto contro
l’invasione dei carri armati russi
nel 1968, in prima linea con
le armi del rigore intellettuale
e della volontà. La politica ha
sempre fatto parte della vita di
ALTRI PERCORSI: “LA MIA PRIMAvERA DI PRAGA”
Jitka Frantova, le ha prospettato scenari inattesi, ha cambiato
inavvertitamente il corso della
sua esistenza. Con il marito ha
condiviso la lotta, le ostilità subite, il duro destino dell’esilio che
li ha condotti in Italia. E anche
da qui, ormai lontani dall’amata
Praga, hanno proseguito nel loro
impegno per il ripristino della
democrazia in Cecoslovacchia.
Contemporaneamente, anche
nel nostro Paese, l’attrice si
è affermata con decisione, al
punto di essere molto premiata
e ricercata, capace di recitare in
ceco, italiano e tedesco: una vera
anima europea. I suoi ricordi
sulla scena affiorano lentamente
dal passato e diventano teatro,
narrazione, autobiografia di due
persone che sono testimoni
della tormentata storia ceca:
e come nella vita, sulla scena
si affastellano parole, immagini
proiettate, talvolta documenta-
ristiche altre private e inedite,
suoni, musiche... Sono le tessere
di un racconto pregno di valori
di libertà, rispetto e impegno
civile, un racconto rivolto alle
nuove generazioni, che di questi
eventi non sanno più di quanto si trova nei libri di storia,
ma anche a chi può riandare
con la memoria a quel periodo
lacerante e ricordare gli appelli,
le notizie date dai media, le
speranze e le paure che quanto
accadeva nell’Europa orientale
suscitava qui...
Ad accompagnare le emozioni che Jitka Frantova creerà
in palcoscenico, ci saranno le
belle musiche originali composte dal Maestro Marco Podda,
un apprezzato e colto artista triestino il cui lavoro lo
Stabile ospita con particolare
soddisfazione. Lo spettacolo ha
ottenuto numerosi riconoscimenti, fra cui l’Alto Patronato
del Presidente della Repubblica,
Giorgio Napolitano, il patrocinio del Ministero degli Affari
Esteri, del Ministero per i beni
e le attività culturali, dell’Ambasciata Ceca e dell’Ambasciata
Slovacca.. (i.lu.)
La mia
primavera
di Praga
abbonamento altri percorsi
Politeama Rossetti
Sala Bartoli
dal 16/11 al 21/11/2010
durata 1h senza intervallo
La mia Primavera di Praga
di e con .................................Jitka Frantova
regia.........................................Daniele Salvo
musiche originali ...................Marco Podda
scene ................................ Barbara Tomada
costumi.........................................Mario Pisu
luci ........................................Christian Sorci
elaborazione immagini video
.................................. Giandomenico Musu
assistente scenografa
............................................Melissa Fasolino
una produzione
.......................... “Fahrenheit 451 Teatro”
Lars Norén
20 Novembre
dal 30 novembre al 5 dicembre 2010
Politeama Rossetti - Trieste, Sala Bartoli
5
Il capolavoro manzoniano diventa uno specchio in cui riflettere la tribolata contemporaneità
Si prova a teatralizzare il Manzoni
Federico Tiezzi firma la regia del testo di Giovanni Testori, uno dei grandi drammaturghi del Novecento
«Ci sono testi che riaffiorano alla
memoria come parole dimenticate» dice Federico Tiezzi de
I promessi sposi alla prova di
Giovanni Testori, testo che
porta in scena sotto gli sguardi
pieni d’attesa degli appassionati
di teatro e dell’opera di questo
grande scrittore del Novecento.
«È un ritorno alla giovinezza –
sottolinea il regista a proposito
dell’opera originaria da cui s’avvia la reinvenzione testoriana –
letto sui banchi di scuola, e poi
più e più volte nel corso degli
snodi cruciali della vita, ho finito
così per affezionarmi ad alcune
figure (Fra’ Cristoforo, l’Innominato, la Monaca di Monza), che,
più di “personaggi” son diventati per me luoghi del pensiero.
Ecco allora che Testori mi ha
offerto l’opportuna chiave di
lettura e di regia dell’originale
manzoniano: Promessi sposi sì,
ma alla prova».
E in questo “alla prova” si condensa il cuore di una linea fondamentale per la messinscena
di Tiezzi: Giovanni Testori infatti,
già famoso per le sue reinvenzioni shakespeariane, segnate
fin dal titolo da una deformazione linguistica forte (Ambleto,
Macbetto), qui appone al titolo
manzoniano soltanto la specificazione “alla prova”. Ciò ha
un senso rilevante: innanzitutto
ci indica che il romanzo viene
spinto nel territorio del teatro, in secondo luogo segnala
6
che nel testo l’autore “verifica”,
mette alla prova, le proprie passioni umane e culturali, la propria vita, la propria opera. Nelle
mani di Tiezzi dunque, e nel
luogo assoluto della “verifica” –
il palcoscenico – i Promessi sposi
divengono “lezione e monito”, si
prova la “tenuta” del romanzo
quale strumento dell’espressione del punto di vista di Testori.
Egli desiderava infatti fare del
capolavoro manzoniano lo specchio in cui riflettere i suoi anni
“tribolatissimi” e a ben guardare, i nostri non sono affatto da
meno in quanto a tribolazioni...
PROSA: “I PROMESSI SPOSI ALLA PROvA”
Proprio questo desiderio di
aprire gli occhi sulla realtà guida
Testori nell’individuazione dei
nuclei narrativi del romanzo e
nella loro ricomposizione scenica e morale.
«È un testo – evidenzia Tiezzi
– a cui bisogna fare l’orecchio:
raccoglie l’eredità del romanzo ma lo costringe, allo stesso
tempo, a funzionare come lo
specchio di un radar, capace di
cogliere l’eco del nostro anche
recente passato e insieme, ma di
più, il bagliore, il pispiglio, il balbettio, il riflesso, ecco, il riflesso
del nostro futuro. È una dram-
maturgia discontinua: montagne
russe che partono da un attacco tratto di peso da Pirandello,
in cui la lingua italiana “odierna”
funziona da collante fra l’altezza manzoniana e il “basso” dei
numeri della “prova in atto” che
sa di music hall e circo».
Fra tutti questi diversi registri
si muovono gli attori: gli attori
della finzione, scalcagnati con
il loro capocomico che incontreremo all’alzarsi del sipario,
su un palcoscenico di fortuna
in un quartiere periferico di
Milano, mentre s’ingegnano a
mettere in scena il romanzo
manzoniano.
E gli attori veri, che invece fanno
palpitare di emozioni questo
allestimento, tutti interessanti, singolari, sorprendenti nella
loro espressività. Si tratta del
nucleo centrale della Compagnia
Sandro Lombardi a cui per l’occasione si sono integrati altri
nomi.
Un cast prezioso e composito, guidato dalla mano colta
di Tiezzi e in cui compaiono
i nomi di Francesco Colella,
Marion D’Amburgo, Iaia Forte,
Sandro Lombardi, Alessandro
Schiavo, Caterina Simonelli,
Massimo Verdastro e Debora
Zuin. Assieme danno vita a uno
spettacolo che è anche modo
per fare omaggio, tramite un
caposaldo della cultura, alla
ricorrenza del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. (i.lu.)
I Promessi
Sposi alla prova
abbonamento prosa
Politeama Rossetti
Sala Assicurazioni Generali
dal 17/11 al 21/11/2010
durata 2h e 30’ con intervallo
di ........................................ Giovanni Testori
drammaturgia di..........Sandro Lombardi
.............................................. Federico Tiezzi
scene ...............................Pier Paolo Bisleri
costumi.............................. Giovanna Buzzi
luci ........................................... Gianni Pollini
regia di ................................ Federico Tiezzi
il maestro......................Sandro Lombardi
L’attore che fa Renzo . Francesco Colella
L’attrice che fa Lucia .............. Debora Zuin
L’attrice che fa Agnese
.......................................Marion D’Amburgo
L’attrice che fa Perpetua
.........................................Caterina Simonelli
L’attore che fa Egidio .Alessandro Schiavo
L’attore che fa Don Rodrigo
.........................................Massimo verdastro
L’attrice che fa Gertrude............. Iaia Forte
Compagnia Sandro Lombardi
I PROMESSI SPOSI
ALLA PROVA
di Giovanni Testori
drammaturgia di Sandro Lombardi e Federico Tiezzi
regia di Federico Tiezzi
dal 1° al 5 dicembre 2010, Politeama Rossetti - Trieste, Sala Assicurazioni Generali
7
Lo spettacolo affronta le diverse prospettive di vita di genitori e figli e gli inevitabili scontri che ne derivano Perthus
Nell’interiorità degli adolescenti...
Il francese Jean Marie Besset utilizza un’ironia amara e trascinante per raccontare una storia universale
Quanto varrà il sorriso di un
figlio, la sua confidenza, l’essere
accanto a lui per asciugare le
lacrime di un suo turbamento?
Quanto varrà condividere con
lui l’ansia per un’interrogazione,
commentare assieme un incontro sportivo, offrirgli qualche
suggerimento prezioso per chi
con la vita inizia appena a “fare
a pugni”? I padri di Paul e Jean
Luois – i giovanissimi protagonisti di Perthus – non sanno nulla
di tutto ciò. Probabilmente non
se ne interessano, così presi,
come sono, dalle ambizioni delle
loro carriere, dall’impegno sfrenato ad accumulare denaro. Se
messi davanti alle esigenze dei
figli diventano addirittura goffi,
bugiardi… non hanno peso nella
loro evoluzione verso l’età adulta e perciò, nella pièce sono
invisibili.
Nemmeno le madri dei due
ragazzi si pongono il problema di scandagliare la complessa
interiorità degli adolescenti. Paul
e Jean Luois, sono una “loro proprietà” e rappresentano forse
l’ultima opportunità per le due
donne di rivalersi delle rispettive
frustrazioni: sono figli “prodigio”,
figli “gioiello”, da plasmare secondo i loro schemi. Il loro futuro
va pianificato perché possano
dare alle mamme tutte quelle
gratificazioni che come mogli e
donne non hanno ottenuto: le
loro potenzialità vanno incensate, le fragilità, semplicemente
8
ALTRI PERCORSI: “PERTHUS”
rifiutate. In ciò le due donne
sono l’una lo specchio dell’altra:
fanno conoscenza e nasce fra
loro un legame di amicizia, fiducia, di reciprocità: stesse infelicità
e stessi obiettivi... E che ne è, in
tutto questo, dei due ragazzi?
Sono compagni di liceo, si conoscono, anzi si “ri-conoscono” e
assieme tentano incerti, gracili e
appassionati di affacciarsi all’età
adulta. Paul è appassionato di letteratura e di teatro, Jean-Louis è
un giovane ammaliante e misterioso alunno dell’ultimo anno: la
loro immediata amicizia, fatta di
grande complicità ed esclusività,
presto si trasforma. Paul si scopre innamorato di Jean-Louis,
con tutta l’irruenza della sua
età adolescenziale. Nemmeno a
questo punto però le due madri
si piegheranno alla vita, e anzi,
opprimeranno i ragazzi pur di
non lasciarli distrarre dai loro
progetti d’affermazione.
Sarà dunque scontrandosi con i
perentori dettami materni che
Paul e Jean-Luis proveranno
a integrarsi in una collettività
dove l’uniformità e l’anestesia
delle pulsioni appaiono come
antidoti contro l’emarginazione.
Soffocando e allenando l’anima
alla finzione, per immergersi
miseramente in una realtà piatta
e omologata, il nostro futuro questo il monito di Besset - è
votato ad una condizione di ineluttabile scontentezza.
L’analisi vera e attuale di Jean
Marie Besset si ambienta in un
piccolo centro del sud della
Francia, ma potrebbe trovare un
tessuto simile in qualsiasi città:
viene tradotta nella commedia
attraverso un’ironia amara e
trascinante, disincanto e partecipazione.
Sono le acute armi di Besset,
versatile autore appena cinquantenne che si divide fra gli Stati
Uniti e la Francia, dove le sue
opere sono molto rappresentate e premiate. Addirittura nove
volte candidato al prestigioso
Premio Molière, apprezzatissimo autore e adattatore, vive il
teatro in modo anche molto
concreto e diretto: si è infatti
impegnato spesso come attore
e regista e dirige a Montpellier
il Théatre des Treize Vents. Sul
palcoscenico della Sala Bartoli la
drammaturgia di questo sensibile autore francese giunge grazie
a Giampiero Cicciò regista e
interprete – assieme ad altri tre
giovani e validi attori – dell’allestimento coprodotto dal Teatro
Vittorio Emanuele di Noto e da
Taormina Arte 2009.
di Ilaria Lucari
abbonamento altri percorsi
Politeama Rossetti
Sala Bartoli
dal 23/11 al 28/11/2010
durata 1h 30’ senza intervallo
di .................................... Jean Marie Besset
traduzione di............................ Anna D’Elia
regia di ...........................Giampiero Cicciò
con
Irene ...............................Giampiero Cicciò
Marianne .........................Annibale Pavone
Paul ...........................................Andrea Luini
Jean-Luis ............................. Matteo Romoli
produzione ................................Fondazione
Teatro vittorio Emanuele di Noto
in coproduzione con Taormina Arte 2009
dal 10 al 12 dicembre 2010
Politeama Rossetti - Trieste, Sala Assicurazioni Generali
9
La compagnia è guidata dalla star del West End Marti Webb e dai giovani Mark Evans e Gemma Sutton
Oklahoma!
Al Rossetti dal 24 al 28 novembre la nuova produzione inglese del capolavoro di Rodgers & Hammerstein
abbonamento musical
Politeama Rossetti
Sala Assicurazioni Generali
dal 24/11 al 28/11/2010
durata 2h e 50’ con intervallo
“Oklahoma”, alle origini del musical
Possiede tutto quanto si addice
a un grande musical, la bellissima edizione di Oklahoma! in
scena al Teatro Stabile: un cast
straordinario capitanato dalla
star londinese Marti Webb, una
colonna sonora piena di energia
e di arie note, un libretto accattivante che sullo sfondo delle
rivalità fra fattori e cowboy in
una terra ancora molto selvaggia ci fa appassionare alle storie
d’amore e alle scaramucce di
gelosia dei giovani protagonisti...
E se ciò non bastasse potremmo
menzionare ancora coreografie
e balletti da togliere il fiato
(Oklahoma ne contiene uno “da
record”, addirittura della durata
di 15 minuti, che chiude nel
segno del più puro entusiasmo
il primo atto dello spettacolo),
una varietà e una ricchezza di
costumi che è ormai rara, e
poi una scenografia poetica e
mutevole in cui non mancano
carri, casette, steccati, colorati
e romantici tramonti... La produzione per l’UK Tour di Martin
Dodd che firma l’allestimento
originale inglese, ospite a Trieste
in esclusiva per l’Italia, ha fatto
dunque le cose “in grande”... E
non poteva essere diversamente per un musical che già di suo
è un evento: Oklahoma nasce nel
1943, il suo debutto a Broadway
è salutato da un tale successo
che – fatto mai accaduto fino
ad allora – supera le 2.200
repliche consecutive. Esito che
10
MUSICAL: “OKLAHOMA!”
si è puntualmente ripetuto per
le riprese negli Stati Uniti come
pure nel West End.
Il musical trae ispirazione da
Green Grow the Lilacs, una commedia di Lynn Riggs basata sulla
vita dei colonizzatori dei territori indiani dell’Oklahoma. Su
questo soggetto hanno lavorato Richard Rodgers e Oscar
Hammerstein II, i celeberrimi
creatori di The sound of Music
(Tutti insieme appassionatamente), ma anche di South Pacific,
Carousel e The King and I, e la
loro firma è già sigillo di garanzia: musica, libretto e liriche
si fondono in un unicum suggestivo e armonioso, tale che
Oklahoma! va ricordato, da un
certo punto di vista, come un
momento fondante e rivoluzionario. È infatti il primo spettacolo nella storia del musical
in cui le canzoni ed i balletti
sono perfettamente integrati
nella trama. Inoltre i due autori
scelsero per il cast – a differenza di quanto accadeva tradizionalmente – dei veri e propri
cantanti che sapessero anche
recitare (e non il contrario) e
ciò a sottolineare la bellezza –
oltre che la complessità – delle
canzoni: melodie che ognuno
riconoscerà, come Oh What a
Beautiful Mornin’, The Surrey With
the Fringe On Top, People Will Say
We’re in Love, Many a New Day, I
Cain’t Say No. Una meravigliosa
varietà connota anche le core-
musica di ...........................................................................................Richard Rodgers
libretto e liriche di .............................................................Oscar Hammerstein II
basato su ............................................ “Green Grow the Lilacs” di Lynn Riggs
danze originali di.................................................................................Agnes De Mille
supervisore musicale ...................................................................... Gareth Williams
coreografie ............................................................................................Chris Hocking
production manager ..................................................................................Andy Batty
scene .................................................................................................... Julian Woolford
costumi ..............................................................................................Elisabeth Dennis
luci ............................................................................................................... David Howe
suono ........................................................................................................ Glen Beckley
regista assistente ............................................................................... Damian Sandys
regista residente ...................................................................................... Lewis Butler
dance captain....................................................................................... Adam Philpott
fight director ..........................................................................................Lewis Penfold
coach dialettale ....................................................................................... Daron Oram
assistente light designer .................................................................... Neville Milsom
regia di ......................................................................................................Julian Woolford
produzione......Martin Dodd for UK Productions Ltd by arrangement with
...................Josef Weinberger Limited on behalf of R&H Theatricals of New York
ografie originali firmate Agnes
De Mille (allora al suo debutto
nel musical a Broadway): esprimono eccezionale ricchezza,
acrobazia, vitalità e incantano
il pubblico con pericolosi salti,
numeri d’abilità dei cowboy e
l’eleganza e giocosità dei balli
delle ragazze.
La trama è particolarmente
incline a un’evoluzione scenica
ricca di musiche e coreografie: l’avventurosa e romantica
storia d’amore fra la giovane
Laurey Williams e il cowboy
Curly McLain si svolge infatti
soprattutto durante un ballo
particolarmente turbinoso.
La produzione inglese ha selezionato accuratamente il cast
che darà vita a Oklahoma!: la
simpatica zia Aunt Eller – personaggio carismatico che veglia
sulla felicità dei protagonisti
– sarà interpretata da Marti
Webb una vera star del West
End londinese (per lei, straordinaria Evita nell’edizione londinese, Andrew Lloyd Webber
ha scritto il musical Tell Me on
a Sunday), il fascinoso Curly
sarà Mark Evans, che sfoggia
anch’egli esperienze professionali di primo livello e che è uno
dei volti noti della BBC, e non
sarà da meno Gemma Sutton
nel ruolo di Laurey, né gli altri
numerosissimi interpreti tutti
eccellenti nel ballo nella recitazione e nel canto. (i.lu.)
cast (in ordine di apparizione)
Aunt Eller ......................... Marti Webb
Curly ..................................Mark Evans
Laurey ....................... Gemma Sutton
Ike Skidmore ....... Stephen Whitson
Slim ......................................... Leon Kay
Will Parker ................ Joseph Pitcher
Cord Elam ................. Sebastian Rose
Jess ........................................Ben Dixon
Mike ........................ Daniel Mackinlay
Fred ..............................Chris Gardner
Joe ................................Adam Philpott
Tom ................................. Lewis Butler
Chalmers .......................... Ste Clough
Sam....................................Ben Palmer
Jud Fry ........................Pete Gallagher
Ado Annie Carnes ..Michelle Crook
Ali Hakim ....................... vas Costanti
Gertie Cummings ... Beth Angharad
Ellen ............................ Katie Mchardy
Kate ..............Alexandra Gottschall
Sylvie .......................... Michelle White
Armina ............Alexandra Grierson
Aggie ......................... Stephanie Bron
Andrew Carnes ............Chris Howell
direttore musicale e tastiere ........................................................ Gareth Williams
direttore musicale assistente/tastiere 2 Robert Cousins, tastiere 3 Mike
Horth, fiati Jennie Chilton, tromba Andrew Dallimore, basso Mat
Heighway, batteria Dave Currie
company stage manager Maria Baker, deputy stage manager Becky Spiller,
assist. stage manager William Tse, Pete Harbottle, Rachel Williams, sound
operators Glen Beckley, Mat Williams chief electrician Ian Jardine deputy
electrician Sarah Mackenzie stage electrician Martin Hoddinott wardrobe
mistress Laura Bradbury wardrobe deputy Gemma Hanson
understudies: Aunt Eller Alexandra Grierson, Curly Ben Palmer/Chris
Gardner, Laurey Stephanie Bron/Alexandra Gottschall, Will Parker Ste
Clough, Chris Gardner, Jud Fry Stephen Whitson, Ado Annie Carnes Beth
Angharad/Alexandra Gottschall, Ali Hakim Leon Kay, Swing Michelle
White altri ruoli interpretati da membri della compagnia
sopratitoli italiani Maddalena Battilana, Diana Burgio, Maristella
Notaristefano
le curiosità di
“Oklahoma!”
› La produzione originale di Oklahoma!
ha debuttato al St. James Theatre di New
York il 31 marzo 1943, mentre su New
York imperversava una tormenta di neve.
Il prezzo del biglietto era di 4,80 dollari.
› Lo spettacolo è rimasto in scena a Broadway per più di cinque anni, polverizzando i record di tenitura precedenti. Fino al
1961 è stato lo spettacolo con la più lunga
tenitura a Broadway.
› Nel corso delle repliche in tempo di
guerra, sono state organizzate numerose
recite straordinarie gratuite per le forze
armate: a tutte le repliche potevano assistere gratuitamente nell’ultima fila di
platea i soldati in divisa.
“OKLAHOMA!”: la sinossi
ATTO PRIMO
La vicenda è ambientata nelle sconfinate pianure dei territori indiani destinati a diventare lo Stato
dell’Oklahoma. Siamo nell’estate del
1907.
Il cowboy Curly McLain passeggia
nel cortile della fattoria di Laurey
Williams, dove la Zia Eller è intenta
a mescolare il latte per preparare
del burro (Oh, What a Beautiful
Mornin’). Arriva Laurey, e i due
cominciano a scherzare e a prendersi in giro, sotto gli occhi attenti
della zia.
› Al momento della chiusura a Broadway
Oklahoma! era stato replicato per 2212
volte ed era stato visto da 4 milioni e
mezzo di spettatori.
› Oklahoma! ha ricevuto numerosi riconoscimenti tra i quali un Premio Pulitzer
(1944), due Oscar (1955), un Tony Award
speciale (1993) ed è stato inserito nella
Grammy Awards Hall of Fame (1976).
› Il tour americano dello spettacolo
mantiene tuttora un record imbattuto: è
proseguito per 10 anni e mezzo. Il tour è
iniziato il 15 ottobre 1943 a New Haven
e si è concluso a Philadelphia il 1° maggio
1954. Lo spettacolo è stato rappresentato
in 250 città ed è stato visto da oltre 10
milioni di spettatori.
› Lo spettacolo è stato rappresentato in
tutto il mondo ed è stato tradotto in una
dozzina di lingue. La produzione originale
a Londra ha debuttato al Theatre Royal di
Drury Lane il 29 aprile 1947 ed è rimasto
in scena per oltre tre anni.
› Oklahoma! è l’unica canzone tratta
da un musical a essere divenuta l’inno
ufficiale di uno Stato. Il 6 Maggio 1953 il
parlamento dell’Oklahoma ha deliberato
ufficilamente l’adozione della canzone
quale proprio inno.
› Oklahoma! è l’unico spettacolo di
Broadway ad essere stato commemorato
su un francobollo degli Stati Uniti, emesso
il 31 marzo 1993 dallo Stato dell’Oklahoma, in occasione del 50° anniversario del
debutto a Broadway.
› Nel revival dello spettacolo al National
Theatre di Londra nel 1988, il ruolo di
Curly è stato interpretato da un allora
semisconosciuto Hugh Jackman.
Curly racconta a Laurey del ballo
di beneficenza, nel quale sarebbero
stati messi all’asta dei cesti da picnic
preparati dalle ragazze del luogo
per raccogliere fondi da destinare
alla costruzione di un nuovo edificio
scolastico. Gli uomini che vincevano
un cesto avrebbero mangiato con
la ragazza che lo aveva preparato.
Curly chiede a Laurey di accompagnarla al ballo, ma lei rifiuta. Curly
cerca allora di persuaderla dicendole che sarebbe andato a prenderla
con la più bella carrozza che si
poteva immaginare (The Surrey
With The Fringe On Top):
Laurey non gli crede, è convinta
che lui si sia inventato tutta questa
storia per conquistarla, ma non sa
che in realtà Curly ha veramente
preso a nolo la carrozza.
Arrivano nel frattempo gli amici
di Curly, i cowboy Will Parker e
Ike, e raccontano delle meraviglie
di Kansas City, la nuova sfavillante città dove è possibile trovare
tutte le ultime più moderne invenzioni (Kansas City). Will Parker
ha comprato di tutto, spendendo
anche i 50 dollari vinti alla fiera e
che avrebbe dovuto destinare al
il suo matrimonio con la giovane
Ado Annie.
Arriva improvvisamente il corpulento e accigliato taglialegna Jud Fry:
MUSICAL: “OKLAHOMA!”
anche lui aveva messo gli occhi su
Laurey e le aveva chiesto di accompagnarlo al ballo. Pur avendo paura
di lui, Laurey aveva accettato il suo
invito per ingelosire Curly. Il giovane cowboy è infuriato per quello
che crede essere un tradimento da
parte di Laurey. Mentre discute con
la zia Eller sulle abitudini di vita di
Jud, arriva alla fattoria il venditore
ambulante Ali Akim, accompagnato da Ado Annie. Mentre il suo
fidanzato Will Parker era a Kansas
City, Ado Annie confessa a Laurey
di essersi invaghita dell’imbonitore
persiano, e di essere in realtà innamorata di tutti e due i suoi pretendenti (I Can’t Say No). Ali Akim
consiglia a Laurey di comprare dei
sali speciali che, una volta annusati,
aiutano a rendere tutte le cose più
comprensibili.
Laurey è infatti confusa sui suoi
sentimenti per Curly, ma quando
scopre che sta flirtando con Gertie,
una ragazzina dalla risata fastidiosissima, esprime chiaramente a tutti
che può vivere tranquillamente
senza pensare a lui (Many a New
Day).
Il padre di Ado Annie, Andrew
Carnes, scopre la figlia assieme ad
Ali Hakim. Dopo averla interrogata approfonditamente, costringe
il venditore ambulante a sposarla.
Ali Hakim sostiene che è un vero
e proprio scandalo che si venga
costretti a tanto per una scappatella... (It’s a Scandal! It’s a
Outrage!).
Mancano poche ore al ballo, e
Curly cerca di dissuadere Laurey
ad andarci con Jud. In tutta risposta,
Laurey cerca di convicere Curly (e
se stessa) che, nonostante l’opinione comune, lei in realtà non lo
ama (People Will Say We’re In
Love).
Ferito dal suo rifiuto, Curly va
all’affumicatoio, dove Jud vive, e gli
suggerisce di impiccarsi: così tutti
finalmente si accorgerebbero della
sua esistenza (Pore Jud is Daid).
Il loro discorso si trasforma in un
confronto di malaugurio, allarmante
ma nello stesso tempo innocuo.
Dopo la partenza di Curly, Ju è
ancora più intenzionato ad avere
Laurey, poiché egli è stanco di vivere da solo (Lonely Room).
Confusa fra i suoi sentimenti per
Curly e la paura di Jud, Laurey
decide di provare la pozione di sali
profumati che ha acquistato da Ali
Hakim e che le rivelerà il suo vero
amore. Laurey spera così di lasciarsi
alle spalle i suoi sogni d’amore e
di seguire l’uomo che ama (Out
of My Dreams) e si addormenta sotto l’influenza della pozione
(Dream Ballet). All’inzio sogna la
sua vita dopo il matrimonio con
Curly. Ma il sogno diventa un incubo
quando Jud uccide Curly, e lei non
riesce a sfuggirgli, confusa dai suoi
desideri. Il sogno le fa comprendere
che Curly è l’uomo giusto per lei,
ma è troppo tardi per cambiare
idea sul fatto di andare al ballo
con Jud; lui è venuto a prenderla, e
vanno insieme alla festa.
ATTO SECONDO
La festa inizia e tutti ballano al
suono delle musiche folk: la rivalità
tra i contadini e i cowboy sui recinti e sull’utilizzazione dell’acqua sta
però creando una certa tensione.
Entrambe le fazioni sono ferme
sul loro punto di vista, mentre la
zia Eller tenta, riuscendovi, di farli
riappacificare (The Farmer and
the Cowman).
Laurey rimane sconvolta quando
vede arrivare Curly assieme alla
sciocca Gertie Cummings. La vendita all’asta incomincia in maniera
spensierata ma la tensione cresce
quando viene battuto il cesto di
Laurey: Jud ha messo insieme tutti
i suoi guadagni di mesi e mesi per
avere la possibilità di aggiudicarselo.
Curly è così determinato nel controbattere Jud che vende quanto ha
di più prezioso: la sella, il cavallo ed
anche la pistola; senza questi oggetti,
Curly non potrà più fare il cowboy e
dovrà divenire un contadino. Curly
batte Jud e vince il cesto.
Will offre 50 dollari per il cesto di
Ado Annie nelle speranze di poterla
avere in moglie, ma spendendoli
in questo modo, non avrebbe più
i soldi necessari ad ottenere, dal
padre di Ado Annie il consenso a
sposare la ragazza. Disperato, nel
timore di aver perso Ado Annie, il
venditore ambulante offre 51 dollari e si aggiuduca il cesto. A questo punto Will può avvicinarsi ad
Andrew Carnes con i suoi 50 dollari
e richiedere Ado Annie come sua
sposa. Più tardi, Will ed Annie palesano le proprie differenze di vedute,
e Annie promette di non flirtare più
con altri uomini (All Er Nuthin’).
Jud esprime a Laurey i suoi sentimenti per lei. Quando lei ammette
che non li ricambia, lui la minaccia.
Lei allora lo licenzia dal suo impiego
di manovale, e gli ordina di lasciare
immediatamente la sua proprietà.
Jud, prima di partire, minaccia pesantemente Laurey. Impaurita dal suo
comportamento, scoppia in lacrime
e invoca l’arrivo di Curly. Appena lo
vede, gli dice di aver appena licenziato Jud e di essere preoccupata delle
sue reazioni. Curly, vedendo che
Laurey si è rivolta a lui per essere
consigliata e protetta, la rassicura
e si propone di sposarla e lei finalmente accetta (People Will Say
We’re In Love - Ripresa).
Tre settimane più tardi, Jud riappare, stanco, ubriaco e minaccioso,
alla festa di matrimonio di Curly e
Laurey. Egli attacca Curly con un
coltello.: Curly schiva un fendente,
Jud cade sul suo stesso coltello e
muore. Su richiesta della zia Eller,
gli invitati al matrimonio decidono
di testimoniare in favore di Curly. Il
giudice, padre di Ado Annie, dichiara
il verdetto: “non colpevole!” e tutti
fanno festa (Oklahoma!) celebrando l’imminente indipendenza del
territorio.
Dopo una grande festa, Curly e
Laurey partono per la luna di miele
su una carrozza con dei festoni.
13
i numeri
musicali
ATTO PRIMO
Orchestra
OVERTURE
Scena 1 - Di fronte
alla fattoria di Laurey
OH WHAT A BEAUTIFUL MORNIN’
Curly
THE SURREY WITH THE FRINGE
ON TOP Curly, Laurey & Aunt Eller
KANSAS CITY
Will, Aunt Eller & Ensemble maschile
Ado Annie
I CAIN’T SAY NO
MANY A NEW DAY
Laurey & Ensemble femminile
IT’S A SCANDAL! IT’S A OUTRAGE!
Ali Hakim & Ensemble
PEOPLE WILL SAY WE’RE IN LOVE
Curly & Laurey
Scena 2 - L’affumicatoio
Curly & Jud
PORE JUD IS DAID
Jud
LONELY ROOM
Scena 3 - Un boschetto
nella fattoria di Laurey
OUT OF MY DREAMS
Laurey e le ragazze
Orchestra
DREAM BALLET
ATTO SECONDO
Orchestra
ENTR’ACTE
Scena 1 - Il ranch di Skidmore
THE FARMER AND THE COWMAN
Andrew Carnes, Aunt Eller, Curly,
Will, Ado Annie, Slim & Ensemble
Scena 2 - Il fienile
ALL ER NUTHIN’ Will & Ado Annie
Scena 3 - Il ranch di Skidmore
PEOPLE WILL SAY WE’RE IN LOVE
Curly & Laurey
(REPRISE)
Scena 4 - Il fienile
Scena 5
OKLAHOMA
Curly, Laurey, Aunt Eller & Ensemble
FINALE ULTIMO
(OH WHAT A BEAUTIFUL MORNIN’
& PEOPLE WILL SAY
WE’RE IN LOVE)
la Compagnia
news
Presentata al Cafè Rossetti
l’edizione italiana di “Flashdance”
L’amministratore delegato di Stage Entertainment Italia Salabè a Trieste
Si è tenuta al Café Rossetti la conferenza
stampa di presentazione del musical
Flashdance che dopo il debutto a
Milano sarà in scena allo Stabile dal 26
gennaio al 6 febbraio. Si tratta di una produzione del colosso Stage Entertainment
(che ha già al proprio attivo l’edizione
italiana de La Bella e la Bestia):
l’arrivo a Trieste di Flashdance sigla
diretto da Antonio Calenda
Particolare attenzione
alle produzioni e alle ospitalità internazionali
Quattro pagine sul Messaggero
Il quotidiano romano ha dedicato un servizio speciale al Teatro Stabile
Giovedì 4 novembre il quotidiano nazionale Il Messaggero ha dedicato al Teatro
Stabile del Friuli Venezia Giulia uno speciale molto ampio, curato dalla redazione
spettacoli. Si è trattato di un’uscita molto
significativa, una vetrina che ha dato
conto dell’attività del Teatro nella sua
completezza. I critici e i giornalisti de
Il Messaggero infatti si sono soffermati
non solo sui risultati d’incassi e affluenza
che lo Stabile realizza in sede (e che lo
impongono ormai da anni all’attenzione
nazionale), ma anche sulla sua ricca
attività di produzione e sull’articolata
proposta riservata al pubblico di Trieste
e della regione. Uno spazio particolare
hanno ricevuto gli spettacoli di produzione in tournée nazionale, Edipo Re
con Franco Branciaroli in questi giorni
in scena proprio a Roma al Teatro
Argentina e La casa di Ramallah
con Giorgio Albertazzi, ospite del Piccolo
di Milano, mentre altrettanto interesse
hanno suscitato i futuri progetti dello
Stabile e il minuzioso lavoro sviluppato
nel campo del musical, che permette
oggi di ospitare spettacoli in esclusiva
nazionale e grandi produzioni originali
inglesi e americane.
Il debutto di “Traces”
ritarda di un giorno
La compagnia canadese arriva il 5 gennaio
Ecco a voi la nuova
Sala Bartoli!
La Sala Bartoli ha finalmente le sue
nuove poltroncine! Aumentare la comodità nella accogliente sala del ridotto –
ormai divenuta per lo Stabile lo scrigno
da cui scaturiscono importanti riflessioni
(grazie a un cartellone tutto dedicato
alla drammaturgia contemporanea) e
nuove creazioni (molto spesso ospita
le prove degli spettacoli di produzione)
– era fra i progetti che lo Stabile accarezzava da tempo. Il pubblico sempre
numeroso del cartellone altripercorsi può
dunque godere da quest’anno di posti e
turni fissi e – a partire dallo spettacolo
La mia Primavera di Praga
– di sedute molto più confortevoli e,
com’è nello spirito della Sala, abbastanza
fantasiose…
1881 - 2011
2011: Nuova Grafica, Formato Tabloid,
un Anniversario Storico
www.ilpiccolo.it
IL ROSSETTI NEWS
Per motivi legati al calendario del Teatro,
viene modificata la programmazione dello
spettacolo Traces della compagnia
canadese “The seven fingers”: il debutto
non avverrà - come annunciato - il 4
gennaio ma il giorno successivo, il 5 alle
ore 20.30. Le repliche si succederanno
il 6 gennaio alle 16 e alle 20.30, il 7
gennaio solo in replica serale, e sabato
Un confort migliore con le nuove poltroncine
IL NUOVO PICCOLO COMPIE 130 ANNI
14
l’inizio di una collaborazione fra lo Stabile
e Stage, come ha specificato l’amministratore delegato Barbara Salabé: ciò conferma
il ruolo importante di Trieste nel panorama del musical. L’atteso Flashdance,
i cui biglietti sono già in prevendita,
vedrà protagonista Simona Samarelli che il
pubblico ha ammirato quale Ulla in The
Producers.
Periodico del Teatro Stabile
del Friuli venezia Giulia
redazione Largo Giorgio Gaber, 1
34126 Trieste
tel. 040-3593511 fax 040-3593555
www.ilrossetti.it [email protected]
Anno XIX - numero 197
16 novembre 2010
Aut.Tribunale di Trieste n° 846
del 30.7.1992
stampa Stella Arti Grafiche,Trieste
direttore responsabile
Stefano Curti
redazione Ilaria Lucari
Greta Petronio
8 gennaio nuovamente in doppia recita.
La prevendita si aprirà il 23 novembre:
data da annotare perché lo spettacolo è
fra quelli da non perdere. Adatto a tutte
le fasce d’età, è una performance di
pura energia acrobatica urbana, poetica,
esplosiva, sorprendente, piena di musica e
virtuosismi di corpi in movimento. Dagli
strumenti per acrobati allo skateboard
tutto è utile a mettere in luce le
capacità di presa del rischio degli artisti.
Fondata nel 2002, la compagnia percorre
il mondo riscuotendo successo: da Londra
a Seul, da New York a Parigi.
A Riccardo Berdini
il Massimini 2009
Cerimonia di premiazione alla Bartoli il 26/11
La Commissione giudicatrice del Premio
Nazionale “Sandro Massimini” ha deliberato
all’unanimità di assegnare il riconoscimento per il 2009, dodicesima edizione,
all’artista triestino Riccardo Simone Berdini,
ormai divenuto un beniamino per gli
appassionati di musical. Il pubblico dello
Stabile lo ha sicuramente apprezzato
molto nel recente Musical StarTs al Castello
di San Giusto ma molti sono i ruoli che
ha sostenuto, fra tutti quello di Pinocchio
nell’omonimo musical della Rancia.
15
la cultura,
Ci sono infiniti buoni
motivi per incoraggiare
e sostenere la cultura
in tutte le sue
migliori espressioni.
La Fondazione
lo crede da sempre.
quasi un processo di “geminazione”
Leggere un libro. Visitare una mostra. Ascoltare un concerto.
Raramente si pensa che si tratta di autentici “privilegi”: oggi condivisi
da molti, ma ancora (anche se può apparire strano) preclusi ai più.
La cultura, per progredire, richiede continue “chiavi di accesso”.
Dalle più elementari (come il saper leggere) ad altre più sofisticate,
che la cultura stessa, quasi per “geminazione”, crea di continuo.
Chiavi che ci consentono di scrutare orizzonti sempre più affascinanti
e impegnativi (percepire l’enigma di una statua greca, di un quadro
astratto o di un brano musicale, al di là della mera contemplazione).
Chiavi che durano per sempre. Che affinano gusto e capacità di giudizio.
Che non possiamo smarrire e che nessuno ci potrà mai rubare.
Che potremo condividere e scambiare con altri.
La cultura, innegabile segno di benessere sociale. Ma anche
matrice di autentica felicità individuale.
il colore del benessere sociale