Delle feste fatte in Pesaro in onore di Gioacchino

Transcription

Delle feste fatte in Pesaro in onore di Gioacchino
/
DELLE FESTE
FATTE IN PESARO
IN
ONORE
DI
GIOACCHINO ROSSINI
NEL SUO
21
Dì
ONOMASTICO
AGOSTO
1864
o
ri:
PESARO
1864
TIPOGRAFIA NOBILI
L
^:§ssss3S5SS§3S^^^;s^^^^^^^^sssss8Ssss§3s«
JJe
Pesaro
feste celebrate in
nell'
onomastico di Gioacchino
Rossini ben meritano di essere raccontate e descritte, e dal Municipio
registrate tra
italiano
si
fasti cittadini
a ricordo degli avvenire, perocché non a
passatempo esse intendevano,
inutile
non
i
,
ed a svegliare
in tutti
i
petti
acquista soltanto combattendo
adoperando a
prò
delle
patrie
bensì ad onorare
V amor
della gloria
le patrie battaglie
Ben
l'ingegno.
arti
potrebbe dire che, avendone parecchi giornali
altri
nieri ragionato
,
torna
inutile
che non
ci
sarebbe
un
di
tanta importanza
fatto
giornali
ne han
la dignità
parlato
con
questa
al Magistrato di
all'altrui
tanta
;
cosa
,
,
ma
,
Genio
la
quale
eziandio
vero
è
varietà
è
che
che
italiani e stra-
narrazione.
detto,
e però
Ma
,
da
la
notare
loro
maggiormente
si
oltre
per
che
i
non può
conviene
Pesaro, e come a rappresentante della Città e come
a quello che meglio di ogni altro è
della
nuova
;
il
del Municipio a starsi contento
ritenersi in tutto per vera istoria
vero
ma
farne
tessere
che a correzione del
schietta
falso o
grado
di
narrazione
sì
in
sapere
a
il
netto
conferma del
ad ignoranza o ad arte raccontato
6 g>
dagli altri.
Di tale avvenimento adunque che in
solamente
scosso
suo
dal
mercè
Provincia, e che oggi
tutti
i
nazioni
civili
contatori
più questa
al
liberale
rinato
e
in
ed italiano ha
un eco presso
trovato
faremo colla maggiore brevità
ci
.
un Governo
ha
ed
o
Città
sentimento nazionale
del
cuori sotto gl'influssi di
destato tutta la Penisola,
questa
torpore
tempi avrebbe
altri
tutte le
semplicità
rac-
lasciando lo sbizzarrirsi in romanticherie ed esagerazioni
,
a quelli che proponendosi a scopo più
che
diletto
il
vero
il
pos-
sono impunemente giocar di fantasia.
E
per pigliar
cose dalla loro origine
le
commovimento
nato in Pesaro tanto
diremo
,
T amore per Gioacchino Rossini non
antico quanto
fatti
sia
primo manifestarsi del
il
non solo appena
segno
e' die
e spiegare
,
innanzi
come
suo
genio
come
tutto
qui cosa d'oggi,
sia
ma
tanto
immortale.
di voler uscire della schiera
In
vulgare
trovò in tutti, e specialmente nella Contessa Olimpia Perticali una
protettrice
che a
tale
Tessere ammesso
a'
Bologna
vestì
campi
in
.
dell'
cui
20
armonia,
dovette
lei
di
le
ma
Marzo del 4807
penne
al
benefizj
altri
nel Liceo musicale
gran
per
volo
quando tornò
1818
nel
molti
a
oltre
,
a
gì'
di
immensi
Pesaro
per
l'apertura del nuovo Teatro fu accolto con ogni maniera di applausi,
e nell'anno appresso l'Accademia nostra letteraria,
ponendosi
migliore
posito
de' più sapienti e dotti
Pesaresi
interprete del voto di lutti
decreto
dedicato un
'
perchè
busto in
concessa: e nel 4843
nell'
marmo
in
;
Aula
i
di
sua
quale com-
que' tempi era
di
cittadini
la
provvide con
,
residenza
gli
la
apfosse
cosa né prima né poi a verun altro
cui, grazie agli ajuti che
largì, eseguissi qui con maraviglioso successo Io
egli
stesso
Stabat,
gli
ne
fu
-
per pubblico decreto
questo
lapide
3
onorifica
che pure non toccò a ninno né degli antichi né de'
illustri
Pesaresi. Chi non sa poi della statua che donata a
;
Comune
insieme a quella
Giulio Perticar!
di
dieci anni
maggiore con
dalla
collocala
,
feste solenni
tempi arditissima
4
Città
e con
un
in
lato
non sa dell'erma
in quella
a rincontro di quello del suo
?
)Ia
che
esisteva
adunque sono
geografica.
carta
sulla
in
nuovi
I
cagione onde ciò che prima non era
la
esso
di
queste non fu-
tutte
rono che feste municipali, né potean esser altro in un tempo
Nazione non
in-
nominato ?
occasione erettogli nell'atrio
amico Giulio
piazza
con
ridotto
lui
or
,
per que'
letteraria
gente spesa alla presente eleganza fu nel 4854 da
chi
questa
di
chi non sa del Teatro che
?
fu
gli
,
1
un accademia
munifi-
dalla
cenza del Conte Gordiano Perticari allora Gonfaloniere
fa
casa
alla
il
ove nacque
moderni
una
posta
cui
la
tempi
che muni-
cipale oggi è diventato nazionale.
Quanto
di Pesaro
propensa
,
a
ai
promotori della cosa
come sopra
si
è detto
della
miglior
un pesarese;
,
essendo
rendere onore a chi tanto ne ha a
questo gran
nulla
ed
,
non han dovuto che manifestare
nisse
essendo stata sempre
,
fatto
il
voglia
che
il
il
attuato.
E che
animi
ciò
di
quale appunto per questo
gli
lei
pensiero
loro
primo promotore
ove non avesse trovalo
oggi
la città
più che mai
procacciato, essi
1
,
pereti' egli
sia
vero
queste
feste
non sarebbe
di tutti a ciò
Io
ve-
prova
non
fu
riuscito a
naturalmente
disposti.
AH" egregio cultore
De
Bacci-Venuti
niche
di
,
musicale signor Professor Antonio
dell" arte
patrizio aretino
,
institutore delle società filarmo-
Arezzo, Livorno e Pisa, che
fin
dal
1863 trovasi qui per
<S 8 §>
un
ragion di pubblico impiego,
ove nacque Rossini andò
che ciò fu
stato
De
il
prediletta
essa
5
di
occhio
l'
all'
appostavi lapide
maggiore
al
1
che
lesse
23
11
fosse
si
di
modo
qualche
Novembre
del
di
,
al
pensò quanto
Rossini,
per
lui
metodo
abbia avuto finora
ella
nostro Gioacchino
al
gialo quel fausto giorno.
4863 ne
questo suo amico Giuseppe Banchi di Firenze, maestro
festeg6
scrisse
a
di violino del
meno
Municipio, e direttore di quest'orchestra, con fine non
arti-
che civile, giacché saviamente dicea che la musica inspira
patria e che sola può ricongiungere nel fraterno
la carità della
animi
amplesso
gli
al signor
Gaetano
Cattedrale
,
buona
de' cittadini, pregandolo
Grilli
di
Gubbio, maestro
ad adoperarsi insieme
cappella
di
amico, e
dell'
Direzione
di
il
questo
dì
Comune
giornale
il
primo concetto
stiero, e forestieri fossero gli
De
fosse,
altri
al Grilli
il
una
lettera
Bacci. Tulli applaudiscono:
come ho
due che
a lui
detto
si
,
di
un
fore-
univano, tuttavia
sempre buon
qualunque parte esse vengano, sentendo che
d'onorare
la
Provincia, perchè
e
gentilezza pesarese che alle grandi e nobili idee fa
viso da
per
,
Banchi consente nel gentile
25 scrive insieme
desse pubblicazione alla lettera del
e quantunque
11
questa
in
e di canto e piano-forte alle scuole municipali
riuscita della nobile impresa.
pensiero
la
casa
da
grandi Maestri dell arte
ai
scrittore
sarebbe stato conveniente che
alla
e vi
,
e spezialmente al primo inventore del vero
,
suo Guido Monaco e
stico
alla
Febbrajo del 4792. Desideroso com' è sempre
Bacci di fare onore
ed
,
29
ai
bel dì passando innanzi
si
trattava
suo immortale Cittadino, accetta di gran cuore l'invilo
e in poche ore trenta Pesaresi aveano
stituire la Società
dato
Rossiniana, della quale
il
il
loro
nome per
co-
De-Bacci avea già steso
regolamento
il
'
che per mezzo
del
Conte
fu sottoposto alla sanzione officiosa del Prefetto, e
chi con circolare a
i
8
stampa
i
Maestri Grilli e Ban-
promotori nella sala del Teatro Rossini alia prima adunanza tenumattina
la
ta
De
mese suddetto
26 del
dei
sotto
Ma
i
rappresentanti e
gli
ecco diffondersi per
officiali.
voce che
città la
la
,
strade
ferrate
romane aveano
ed Ispettore governativo
Emanuele Marliani
tore
del Rossini in bronzo
del
4
vano
864 giorno
all'
uopo
allegrezza e
il
dal 7 di
fin
i
della Società delle
Decembre
,
di voler
donare
alla Città di
Commenda-
Pesaro una statua
natalizio del
Re
e del Principe
Umberto, chiede-
concorso del Municipio. Non è da dire con quanta
il
Municipio e
la
Società Rossiniana, e
notizia.
Il
nome
Città
la
quali Pesaro serberà perpetua gratitudine volava per
di
tutti.
Ma quanto opportuno
inopportuno tornava per Pesaro
del
Re
non perchè dispiacesse
d" Italia
riusciva
un
sì
e decorosa.
E
al
,
di
ciò
essendo così
De Bacci
bocche
gran dono, altrettanto
vederla
posta
nel
che nessuna
cer Pesaro nell'amore al suo adorato Sovrano )
natalizio di Rossini
le
giorno 14 all'innalzamento della
il
e del suo Successore (
pareva più conveniente che
tutta
dei generosi Donatori
ai
;
Regno
del
e che desiderando inaugurarla a' 14 di .Marzo
quanta accogliessero questa
statua
sapere
fatto
linee ferroviarie, signor
di tali
Marchese
signori
mezzo dell'onorevolissimo Senatore
nostro Sindaco per
al
presidenza del
9
Salamanca e Cavaliere Delahante rappresentanti
di
la
Bacci iniziatore della Società per costituirla formalmente, eleg-
gendone
ti
Matlei
Decemhre invitavano
data dei 23
in
Giacomo
Cav.
fosse
la festa
fatto
ii
dì
natalizio
Città
può vin-
ma perchè
di
29
a tut-
Febbrajo
per riuscire più splendida
più che a qualunque altro
doleva
la
<5 io §>
cosa: ondo, fattane intesa
la
Giuseppe Vaccai incaricato
la
Commissione
Società Rossiniana
recarsi
di
in
.
Bologna a
in
ed
eirli
il
Signor
con
trattarne
dal Senatore Marliani, per parte dei
inslituita
si-
gnori Salamanca e Delahante. in quella seconda patria del Rossini
direzione di tutto quanto di
alla
musicale
dovesse
Pesaro nell'innalzamento della statua. Ma non
dei desideri
.
e se
di
Marzo, non
ai
29
potè
si
Fehbrajo
di
ottenne che
si
che
fare
la
statua
la
sua
accompagnarla con grandiosa opera
solennità di
giacché così per una
pratiche
stabilì
si
"'
nifesto
dì
il
e
(
il
)
musica
via del
la
d oro
la
ragioni
essa conduce
si
luminarie, siccome
celehrate
Società
feste
si
ben maggiori non meno
Rossiniana,
Né
il
ma
in
allorché
i
dal
gli
Municipio
si
la
.
29 fosse
con un' Accademia
di
letizia
soli
di
si
sarebbero
che
dalla
Salamanca e
promessa
la
letterati
di suoni e di
Municipio
stelle colle
egregi Donatori della statua,
si
ma-
solennemente dal suo
March,
Signori
questo mezzo tempo ninno
tra
però
dopo molte
falli
fece; e che a migliore stagione
Cav. Delahante avrebbero posta a Rossini
ed
Rossiniana
giorno
il
formata
volle
di
lapide apposta alla casa
coli" intitolare
Duomo che ad
(che per varie
1
questa Provincia natale del Rossini) e con
tola;
tempo
breve
e con istraordinaria
,
che per intanto
Rossini venne al mondo,
il
letteraria
di
così
in
Municipio ne die avviso con pubblico
26 Fehbrajo
14
fosse alzata ai
ne ebbero due. In
festa se
festeggiato col rimettere a lettere
nome
non
siccome era desiderio della Società
leste,
seconda
tutto riesce a
che della Commissione Bolognese. Tutto pel meglio
al pari
ove
in
luogo a
inaugurazione accadesse
tornando impossibile
.
aver
statua.
mani
alla cin-
Società Rossiniana
accese una nobilissima gara a chi sapesse meglio
a
<&
cooperare
gran
alla
che finalmente
festa
"ionio 21 di Agosto del 4864.
E quante
immaginare
onomastico dell'immortale Rossini.
faccende ha esperienza, in
tali
dare nel
di
ciascuno dovesse superare ben se
difficoltà
chi di
convenne
si
può
Io
specialmente,
Italia
dove l'andar d'accordo era cosa da lunga pezza sdimenticata ( né
mal vezzo è smesso ancora del tutto); e trattandosi per giunta
diverse società
onore
,
poteva
l'amor
fare
che
a vivere
delle quali
delle
così
chiamano
sempre
fra
le
armonie,
più
scalpore
pesarese.
che
la
Eppure
la
si
,
di tre
a farsi
offendere
e avendosi
da
in generale tutti
perchè
forse
,
risentono per ogni
convenevole.
del
minimo che,
somma
In
avvezzi
nulla di
musicale, e della natura
festa
compose, e
si
Società Rossiniana
quali
i
più malagevole a comporsi di una
della
come sono
difficile
Virtuosi
troppo zelo
in ciò
dispiacenze;
destar
e
altre
ambendo naturalmente
,
mostrare
col sol
con gente
si
menano
e ne
anche
,
proprio
ul timo a
quelli
ognuna
,
il
degna del mollo
riuscì
assunse
si
TUTTO ARMONIA. SPIRÒ.
Quanto
cosa che
fa
poi
ciascuno contribuisse
meraviglia. In
fatti
cittadino, ricco o povero, alle
case; che
non fu
e Delahante oltre al
dono
cinquecento
musicalo
dello
da
stesso
tra
non dire
)
la
Mercadante
Mercantini
,
e
da
e
veramente
in giro
Società Rossiniana ebbe
statua
un inno da
è
quanto offerse ciascun
di
Commissioni mandate
della
cantanti
festa
tal
Guglielmo Teli
il
della festa, proffersero
da
a
somma
picciola
raggio di promettere
(
a
di
;
i
per le
il
co-
Signori Salamanca
,
bronzo, ch'era l'idolo
intonarsi alla scovertura di essa
suonatori
.
da Mercantini e
scritto
una cantata del Pacini sopra parole
eseguirsi
la
sera
in
Teatro in
un
<§ 12 £>
gran concerto vocale-islrumenlale a cui
Guglielmo
Zucchini e
per
la
Teli, prenderebbero
Badiali
il
di
musicali.
E
tombole
del
Pasi, lo
il
,
contribuire largamente
al
corse di cavalli
splendore di luminarie e dolcezza
,
promesse con
larghe
le
tutti
Municipio oltre
Scargi
la
Guglielmo Teli promise
esecuzione del
ricchezza
il
;
parte
esecutori
agli
oltre
,
effetto
bande
di
ancor più largo
mantennero.
adunque P epoca
Giunta
Municipio
loro
e
,
Commissione
la
se
la
minore; e
commozione
ben presto
palchi piovevano da
ben
abitanti della Città,
in
parti
tutte
un
pubblicare
di
fatto
grande
fu
:
avviso
di
cosa
la
non
Pesaro,
in
appartamenti,
ondechè
cercava
letti
lennità, e
modo modo
cose
stabilmente
i
loro
;
meglio
i
locandieri
perchè
non avrebbero bastato
,
cittadini
punti della città.
la
di
e
,
i
le
,
e
fuori
camere,
invitava
lutti
gli
d'affittare, a darle
all'
uopo
benché non troppo
per tanta so-
meglio
più
in
i
decoroso e co-
rinnovò e migliorò molte
,
piazza maggiore coli' erigervi
candelabri
eleganti
locali; e
ne prevedeva
varii
illuminò
quattro
il
acconciò e dispose
suoi appartamenti ed uffici
ciascuno
lampioni
ordinarli
i
Teatro,
al
decenti
Municipio
il
Città
come sapea
rabbellirsi
di
la
certa
fu
assegna ad apposita Commissione, perchè se ne potesse
agiata,
il
,
Municipio credette
il
quale
col
che avessero stanze con
convenientemente disporre. In tanto
se
veduta
essi,
di
domande
le
Società Rossiniana
la
.
Bolognese pubblicarono ciascuno
programmi". All'apparire
sicura,
di
stabilita
ferro
di
trattori
,
locande,
i
fuso
caffettieri
le
a
resero più
trattorie, e
a tanto accorrer di gente,
forastieri
ne apersero
(piatirò
i
caffè
quanto
dei nuovi in
<§ 43 §>
preparato
Così
che
ciò
ad accogliere
più necessario
era
più convenientemente che fosse possibile a una piccola
il
quanti
città
fossero venuti ad onorarla di loro presenza nelle Feste Rossiniane
giorno 44 Agosto
la sera del
Guglielmo
maggior parte
grandezza
siero
uomo
di
azione
cer
ramente
la
e
si
si
men
natura che
di
La
arte
maraviglioso. Quivi
tale
unità di pen-
modulazione
sinfonia poi racchiude
1'
tutto
,
tu
ti
avene; poi odi come
di
la
argomento delprima
senti in
mol-
una marcia
non men
la
un sommesso parlar
represso fremito
più
in
si
chiude
il
prima sera che
le
seguenti
gli
pugna e gridare
E
Ognuno insomma
parea
o
finché
pari al
qui tu avresti veduto
uditori da tanta virtù di
agitarsi
piedi e brandirsi e cercare
a squarcia gola
;
dramma, prorompe con
inebriati chi piangere, chi fremere, chi
in
di
terribile se-
più sviluppandosi e crescendo,
terribile in aperta rivoluzione.
vamente, chi balzare
un
posta per tentare una grande impresa
fragore della tempesta onde
la
ardimenti
,
comunicano con
danno
cospirazione
musica
armonie,
musicale
di pastorali
persone che
,
bellezze melodiche, tale
tali
orecchi da un tenue e mesto suono che sembra ed è ve-
gli
greto
ha
stromentazione che a niun altro lavoro
modo
in
E
tanto esso fu straordinario.
vaghezze
forma
di
siccome vuole non
l'
mondo;
del
nella
che impossibile
cosa presso
moderno puossi paragonare.
antico o
sempre
,
novità
e peregrinità
prima rappresentazione del
ch'esso produsse sugli animi
di concetto, tale ricchezza di
tali
,
sarebbe
Guglielmo Teli
il
la
dell' effetto
forestieri,
di
più eloquente
veramente
diede
sceltissimo uditorio, composto quasi
numeroso e
del
al
Teli. Dire
si
per così dire
— viva Rossini viva
dimentico o uscito
di se
convulsi-
1'
Italia
—
medesimo
e
<S 44 g>
tutto invasato di marziale furore, di cui
meno
altro di più eccitante, nulla di
introduzione di semplicità
frase
la
Ah
:
!
Matilde
quale è
sì
è vero
espressiva
si
,
,
dirò del coro che segue
formano
degno
poi
resto del
il
che racchiude
dal lato inventivo
sbalordì.
per
la
,
talmente
gli
trasportarli.
S"
congiurati ed
tutti
,
air eruzione d'
cotesta
Che
del volgo
tore
,
l'
se
il
effetto
sì
in
di
!
Se
che
come
lato estetico
che modo analizzare
,
paragonabili
Michelangelo esaltarono
la
scena del giu-
la
musica potesse a cose
punto
come
Quivi
inferiori
la
d'una
non ha
spirito rivoluzionario
Rossini
è veramente
non produssero
a quelli
parlando, sendo migliori, e di qualità più
è
solo
secondo atto
11
due primi non è da chiamarne
essi
Guglielmo Teli
dal
che produsse
terzo e quarto atto
non essendo
modo.
assomiglierei allo scoppio
io
interprete.
effetto dei
il
tutto, lutto essendo
famoso terzetto
un lavoro
un vulcano. Lo
finora trovato migliore
titano.
il
dritto tanto celebrata
materiali paragonarsi,
alfin degg' io,
che a maggiore altezza era impossibile
immagini poi
ramento a buon
mina
primo?
e che io non saprei
animi di
è la
in cui
precitato pezzo, e dei ballabili
sublimità dell'arte
vastità del concetto a
.
elegante che
si
,
alla
destò sempre applausi universali.
,
dell'atto
finale
la
dei
cori
I
il
bella
E
di soavissima
— ma faggini
gran mente piacque sopra
di quella
rimasero incantati
tutti
sì
,
più
la
escogitare.
duetto fra Guglielmo ed Arnoldo
V amo
io
,
pura
il
è
possa aspettare
si
veramente ammirabile e
Genio Rossiniano poteva crearla
Che
non
tanta sensazione l'animo
melodia. Cosi del paro
sinfonia
mente umana abbia saputo
sublime espressione che
quantunque dopo
quella
,
anzi
,
un
sugli animi
in colpa
P Au-
musicalmente
fine e prelibata
:
che
il
fama Virgiliana che cresciteundo. e
*o i>
<$,
ma
la
più bella nota di esso è l'ultima
il
quale, eccellente per una cantata
Teatro melodrammatico. Che se
libretto
l'hanno
francesi che
troppo
in
un
scritto
si
Ah
Ben dunque
pensa
!
,
o figlio
musicale non è lode che
le
dell'
né cure né
una situazione
è essa com-
tanto
miracolo di
tutto
poema
questo se
torio.
Né
si
,
Tutti
si
degna
può dire
tore d' orchestra
Maestri
concerto,
a
il
solennità
di tanta
,
,
Sig. Cavalier
Gaetano
mostrarono ben
ma
parie anche
lo
la
quale non risparmiò
Squarcia
Sig.
,
di tanto lavoro e
degna
di
Grilli
,
sì
al
eletto udi-
buon
insuperato e insuperabile
esito
Diret-
Teodulo Mabellini Concertatore
ed
Agostino
Mercurj
supplenti.
degni della onorala nominanza che go-
dono. Dal lato della parte vocale poi
comio
il
mezzo quanto contribuissero
Angelo Mariani
,
il
Giunta Artistica e Di-
della
perchè essa riuscisse degna
fatiche
Sig. Cavaliere
Sigg
Com-
esecuzione fu in buona parte del Sig. Cavaliere
Maestro
tanto
i
a
Ma che varrebbe
basti.
nella tradu-
pensa a tua madre ?
,
rettore generale dei componenti
e
sempre
lacrime a queir
mendatore Giovanni Pacini Presidente
il
poeti
i
non fosse degnamente interpretato? Onde non è da tacere che
merito
di
odierno
doversi scostare
pomo non
scena del
la
può conchiudere che
si
di
trova nel 3.° e 4.° atto
ma
quella del terzetto:
creduto
come quasi
moventissima ? Chi può frenare
il
all'
leggenda tradizionale, e quanto a
storico dalla
fatto
zione italiana. Certo non
poi
presta molto
si
volesse addebitarne T autore del
non han
poesia essa non è così pedestre
come
non
,
altri
soggetto slesso n' è cagione,
il
potrebbe rispondere che cpianto agli avvenimenti
si
,
:
e
lo
tutti
Stigelli,
il
sono
meritevoli di en-
Selva, e
Macleod Lanari sono degni
la
Lomi,
di particolare
e in
men-
<§ *6 §>
Né minor
/ione.
lode
si
vere
nella più parie di
1
aspetta ai Cori ed
Insomma
celebrità.
Orchestra
ali
a delta
.
composta
uomini
degli
vecchi, intelligenti e spassionali, in nessun altro Teatro d'Italia é stalo
finora nel suo insieme
come
Pesaro
in
,
sì
egregiamente eseguito
e a chi n' è parso diversamente ha fatto velo al
Ma
giudizio qualche ignobile passione.
é quale
si
racconta
,
Consuma dentro
1
Guglielmo;
di esso fu
una
pure
te
con
il
il
noia
andare
lasciò
si
non avere
da
permesso che
egli
poema
divino
quel
principali del
integrità.
E
se
di
voce accaduto allo Sligelli;
E questo fia suggel di'
del Guglielmo Teli
1
ogni
uomo
diremo
si
buon
esilo
levasse nep-
sera del
la
dovè sottrarre alcuni brani fu solo a cagione
ali
pub-
quale fu sempre
il
,
si
prima
fino a
Cavalier Pacini fece togliere varii pezzi dal
eseguilo nella sua originale
Né
fallo
il
la tua rabbia:
mentre una delle cause
appunto
sola
che
,
passeremo senza nep-
ci
tali
no
essi o
il
quale in taluno fu così fiera che
blicar pe Giornali
vogliano
e però di questi
pur nominarli, iniuonando loro
la
Guglielmo Teli
il
1
dell
20 Agosto
abbassamento
sganni.
altro
se
non che
dalla
ultima sera fu dalla sempre nuova e sempre eletta udienza
accolto con eguale entusiasmo, e che dalle prime prove all'ultima
rappresentazione
lo
piii
povera,
il
la
Teatro fu circondato da una
quale
contentava
si
di
folla di
raccogliere
gente
,
per
con avide
orecchie dagli spiragli degli usci e delle finestre qualche rara melodia
che pur era lama
turna per ore e ore tutta
siniana
saviamente avvisò
da
farla
lieta
di
stare
quivi
e silenziosa.
ridurne
per
alla
Onde
le
la
brezza
not-
Società Ros-
ultime due sere
il
il
<£
HSj
i. 50, e alla piccionaja a
prezzo d* ingresso a L.
che
meno
i
agiati fra
popolo potessero godere
il
che forse non potranno udire più mai
moria delle feste
ad un loro
fatte
S' appressava intanto
e
sagro
il
inaugurazione
ali*
più particolarmente occuparci
mento
altro
di
questo
che
un
,
andirivieni
di
onomastico del gran Maestro
.
sua
statua
come
forestieri
di
,
artisti
argo-
l
non vide
giorno 21 ne fu così
erano
ma
genterella,
fior
e ricchi perso-
di letterali e d" autorevoli
,
1
che forma
poi Pesaro
in
il
,
dobbiamo
del quale
,
di quello
piena che proprio ne riboccava, e non
di scienziati
me-
e così serbare eterna
.
Se dal giorno 14
scritto.
quelle note divine
di
fratello.
giorno 21
della
50, perchè an-
soli C.
naggi.
Le più cospicue
Venezia,
erano
da
più
illustri
gran
festa,
i
alla
messi
appositi
Istituti
sione
pel
fece
offerire
Pacini presentò
una
al
,5
la
Padova
la
cui scuola di
sica
la
.
si
E
'*
ne
molti
che per
Rologna
,
Banda
valentissima
Banda ne
che a
della
inviò
Commis-
eletta
una medaglia d'oro
le
più
sua
anche
porsero
P Accademia
,
Giornali
accreditati
può chiamar nazionale,
Municipio
coniata
stessa infelice
la
mani
Regio
del
dell' illustre
Album
contenente
rallegrare
Guardia
la
festa
nazionale.
un bellissimo inno
in
mu-
Società filarmonica drammatica di Trieste che ne spedì
una nobile
Giovanni
nostro
stessa città
ne mandò
''',
2
più
i
nostro Sindaco un magnifico
epigrafe
nobile
'
esclusa
come Firenze che da
.
al
musicale della
Istituto
musicali,
rappresentali
appositamente
Rossini
non
.
che meritamente
preziosi e gradili presenti
,3
d' Italia
città
epistola in versi
Salghetti
Orioli
di
accompagnante un canto
Zara
che
ne
trasmise
a
Rossini
tre
inni
'".
di
<§ 48 g>
Niccolò
Tommaseo
intitolati
lS
Speranza da esso musicati
dalla
.
Luigi Dasti che con gentile ed affettuosa iscrizione dedicò alla città
Rossini a Napoli
Pesaro una sua commedia
di
Caldani modenese, della
suo
dall'
sapere (cosa rara) modestissimo,
La
le
medaglia
il
sorriso
d' Igea
che
,
cominciava
d' oro della gentile
a
gli
Rossini
osservate nella città
occasione
Rossini
auguriamo benigna
messa a
mezzodì
Toscana
se dal più dei forastieri nel visitare
cipio
a
un gran poeta
a eui per riuscire
,
a
da
ajutati in ciò
,
Giuliano
vedere
ad ammirare
la
tenuta al Cav. Mazza
;
la
le
da una
;
,
e perocché
presentazione
più
Guida
e
chi
degne
della
di
essere
di
improvvisata per
moveva
ove questi nacque
collezione
.
ore mattutine furono spe-
cose
le
Vanzolini
casa
ricca
,
colla
20
come seppe
festa
strade erano zeppe di cittadini e forastieri
festa ufficiale
via
quale inviò
il
Città fin dal mattino erasi tutta
meglio;
tale
Angelo
Isauro festoso alla Senna un canto veramente sublime dell'Av-
non manca che
la
,
musicale assai dotto, e del
storia e dell'arte
vocato Cavalier Giovanni Raffaelli
il
,,J
per
Muni-
chi in
;
majoliche già
la
appar-
chi all'attigua chiesa di S. Ubaldo per con-
templare in un Gesù Rambino
le
fattezze di Rossini
fanciulletto di
pochi anni; chi attorno alla fonte così bella di forme, così ricca di
acque; chi
chi a S.
al
palazzo di
Domenico
Prefettura
già
Corte dei
nostri
un bellissimo
dalla magnifica porta gotica e da
(punirò di incerto quattrocentista; chi a
S.
Francesco
d'antico portale e del maggior quadro che abbia dipinto
Duchi;
ricco
il
pure
Giambellini;
chi a S. Agostino bello anch' esso per grandiosa ed elegante porla
ogivale; chi alla graziosa e pulita pescheria; chi
mato ospedale dei mentecatti; chi
agli
orti
al vasto e
sagri alla
rino-
memoria
di
<f 19 g>
Giulio Perticali
;
chi
all'
osservatorio astronomico diretto dal Cavalier
Prof. Luigi Guidi; chi a S. Giovanni, opera del
dicalo
si
più bel tempio che sia in queste parti; chi
il
gode una magnifica
vista di
Costanza ora conversa
mura
Genga,dal Vasari giu-
mare
e
carceri; chi intorno alle
in
E
e di eleganti passeggi adornate.
sfavillare la gioja,
chi
terra;
di
perocché
alla
sul
porto d'onde
al
belle
volto di
rocca
alla
solide
e
vedevi
tutti
gajezza della città, alla gentilezza
degli abitanti rispondevan quel giorno
La
terra,
Alle \i antim.
cielo e gli elementi
il
Ministro dell" Interno Peruzzi passò in rassegna
il
Teatro
sulla piazza del
Battaglione di questa Guardia Nazionale
il
Andrea Marzetti,
comandata dal Maggiore Cavaliere
lodò molto non
e
della
a prova.
meno
tocco
Al
tutti
palazzo di Prefettura, dove in una sala piccola
(
che
la
maggiore -ove furono celebrate
con Camilla
restauro
)
,
di
ma
daco
di
,
il
Bologna
sig.
e
il
Conte
altre
tanta
Pepoli
il
,
il
,
il
gente
nostro Prefetto
Deputato
al
il
,
il
Sin-
Parlamento
città d'Italia, dei vari Istituti
,
nel
via di
in
Cav. Emidio Ceccarelli
sig.
Giornali italiani e stranieri
Commercio Manna,
manca
musicali,
Ministro d'Agricoltura
Barone Poerio Vice-Presidente della Camera,
Commendatore Leopardi Deputato
illustri; nello
a
autorevoli persone; a destra, e a
Rappresentanti delle varie
e di parecchi
avviarono
acconci addobbi
1
Sindaco della Città
Briganti-Bellini, ed
i
sì
per
.Ministro dell Interno
il
si
nozze di Costanzo Sforza
architettura e vaga
tu avresti veduto di fronte
De Rolland
le
si
Aragona non fu potuta usare per essere
bella di
quale
che della buona disciplina
della bella tenuta
non comune istruzione.
col
al
Parlamento, ed
altri
uomini
spazzo mediano' cavalieri e dame, e nel resto della sala
<$ 20 §>
gente di
ogni
ceto.
Aprì
funzione
la
la
Banda
questa Guardia
di
Nazionale con una delle più belle marcie di Rossini. Dopo di che
il
signor Conte Gordiano Perticari, siccome Presidente della toscana
Commissione
presentò
,
nostro Sindaco
al
leggendo con quel garbo che
difficile arte
di
molo e
,
fioco
si
medaglia
la
fiorentina
,
addice ad un valente cultore della
Roscio, e insieme con accento per vecchiezza tre-
ma
che perciò infondea un non so che
venerando non meno a
che
lui
rito
al
che
sacro e
di
compieva, queste
si
parole:
Illuio Signor Sindaco,
Illmi Signori Assessori ,
Giocondo oltremodo mi è V
«
nome
ufficio
che oggi mi viene imposto
Commissione toscana
una medaglia
«
di presentarvi, in
«
d oro, a perenne onoranza del padre della musica
,
«
Rossini, a cui verrà tanto più gradita, portagli dalla
mano
«
in cui
«
solennità di questa presentazione, nel cospetto de' Regii Magistrati.
«
dei Deputati delle Città
«
celeberrimi
«
di
«
che
della
,
?
per così dire
.
artisti
italiane,
diede
E
«
un
«
appo
«
arti italiane.
«
numero
di Voi
non
,
,
mezzo
corona di
alla
La
tanti
se torna a gloria grandissima
riesce di
minor vanto
alla Città
culla.
qui mi permettano
«
tal
la
in
e nobili cittadini
Quello a cui è dedicata
gli
grande
personifica la sua dilettissima patria.
si
,
del
i
miei Colleghi
,
che
io
dica essere stalo
pensiero veramente degno della gentilezza di quel Popolo,
il
quale surscro
.
e
La
i
più stupendi maestri delle lettere e delle
cortesia
che
essi
commettermi V incarico
mi usarono
di
della parola in
farmi del loro
nome comune
.
M
<&
§>
«
non mi
«
quanto l'orgoglio
io
«
narroti rendere
solenne omaggio alla patria di Gioacchino Rossim.
«
E
«
di tutto
«
generosità d'animo, non comparabile se non ad Augusto,
questi, cui
sì
gli
vedendo ora
sentirne
e di
.
1
Sovrani e da' Popoli
compiacerà specialmente degli odierni con
si
sommo impero
dell'
orbe composto da
accettò dalla riconoscenza dei popoli gii onori divini
«
di
«
Commissione toscana
«
Sindaco, illustrissimi signori Assessori
«
venire all'uomo illustre, di cui oggi
«
colla
«
che
«
colle estere nazioni tutta
«
sue melodìe
«
ed
«
impreteribile
«
tanti
«
delle più possenti nazioni
gli
in
ed
,
medaglia suddetta
le
serbano non solo
,
eccitatrici a
travagli
Finito
gli
non fossero
se
che
io
comune
da parte di essa
si
vi
,
ed
,
a
quale,
,
non
templi e
di
Però
Ini.
la
illustrissimo signor
preghiamo
di far per-
celebra l'onomastico, insieme
testimonianze della riverenza, dell'affetto
la
Città sua
quanta
inspiratrici
Roma
a
il
pace
lui in
«
are,
tu tto
e del Buo-
la patria dell'Alighieri
onori abbondano offertigli da
l'universo,
« elevato al
pesarese
essere cittadino
di
toglie
di
alti
natale,
l'Italia, a cui
sensi di
ma
in
bella
gara
Egli con le stupende
amor
patrio e di liberta
magnanime imprese, non solamente accrebbe nuova
gloria:
ma
l'apparecchiò
ai destini,
che ora, dopo
l'hanno riposta nel primiero suo seggio,
egli
ebbe
al
convito
».
tra gli applausi universali,
il
Sindaco così
rispose:
onorevoli Signori,
«
«
La Rappresentanza Municipale
con raccoglimento e commozione
della Città di Pesaro ha udite
le nobili
parole che
Le
parlaste.
<§ 22 §>
Compresa da sontimcnti
«
di alla gratitudine e di giusto orgoglio
Medaglia che al suo grande Rossini, a pegno d'am-
«
Essa riceve
«
mirazione ed ossequio viene offerta dalla gentile Toscana, e a tanto
«
illustre
«
a
«
Signori che Vi furon dati a Colleghi nel rappresentarla in
«
sì
«
suo Concittadino e della Città, non che
«
pubbliche distintissime azioni
la
italiana Provincia
mezzo
e all'onorevolissima sua Commissione,
,
Vostro, signor Conte Gordiano Perticari, e degli spettabili
come
cortese, questa Giunta Municipale,
«
lieto
Il
incarico di
con esso
di
il
dono
gentili sentimenti di cui
ferto, e
«
dal Municipio della Patria di Lui con ogni
«
accolto e gradito,
«
onore
«
che rappresentate
io
,
« oggi
le
,
serva
ebbe comuni
,
sue glorie. La parte che tutta
«
simo
«
presenza degli Inviati
«
cultori della divina Arte musicale
«
e
«
Popoli di varie Provincie,
«
cancellata per
«
e nelle discordie
«
T altra che
Rossini,
cui è of-
di sollecitudine
anche
bellamente
di
il
significata
tante e
sì
Italia
dì
tale
e
tanto
ncll'
.
,
accomuna
ha presa nelle
distinte città, e dal
ne è
festive
il
fiore
dei
più splendido documento;
,
a questa unione dei
assistenti e plaudenti,
come provano
che nelle divisioni
era l'impero, così n'assicurano sostituita
unione è
lo diceste
libera
da questa solennità, dalla
sempre quell'iniqua sentenza
civili
,
onomastico del prcclaris-
Rcgii Magistrali a queste civiche feste
Ren
modo
sventure
le
dimostrazioni con cui Pesaro onora
«
Grande
più sentita riconoscenza.
la
«
i
al
Vi prego, o Signori, ad esternare all'egregia Commissione
L' Italia
«
nome, rende
l'accompagnate, viene
riserbato
dell'avergli
e
proprio
in
fe
i
sommo
interprete del
grazie.
pervenire
far
officio
la
forza.
egregi Rappresentanti della illustre
Commis-
<g 23 §>
toscana
V
«
sione
«
potenti nazioni
«
Rossini
«
tutte,
«
antica, la più
«
sua corona
,
ma
,
ha ripreso
Italia
seggio
V antico
onoranze che tante sue
le
e regina delle
sedersi sopra
di
grande,
Arti; la più
ingemmano
incontestala delle glorie che
la
più
la
fulgida
Cavaliere Dottor Francesco Regli
il
meno
parole acconcie e patriottiche furono
,
il
applaudile.
quale con lunga
e non inerudita orazione discorse delle principali opere del Rossini
E
qui, mentre niunos'altendea ad
franco e sicuro
venuta una idea
Vittorio
e
i
il
il
Peruzzi
(
e idea
Emanuele,
cui
.
il
altro,
un
alzò in piedi con
si
quale disse così
alla
veramente nobilissima
non sono meno care
risorta
).
.
piglio
Avendo sua Maestà
le arti italiane,
che onorano
alle feste
firmato
.
20
famigliare essergli
armi che
le
quale non sa tenersi dal prender parte
Grandi della Nazione sua mercè
il
a
».
Nò queste
Surse allora
belle
più
le
tributano
città
dimostrano, che dessa è sempre degna
madre
fra
il
giorno innanzi
decreto col quale decorava l'immortale maestro Gioacchino Rossini
del
Gran Cordone
dei
l'onorevole incarico di
egli
meglio interpretato
ufficio al
rebbe
al
Maurizio
e
Lazzaro, e dato a
trasmetterglielo
a
nome
Santi
il
decorato
Nazione per
le
di
Rossini
doppiamente caro
mani del Re
,
Re,
reputat-
Sua Maestà affidando
desiderio di
Sindaco della patria
del
,
sicuro
che
un onore che
lui
tale
così riusci-
gli
offriva
la
e la sua Patria natia per queile del
suo Rappresentante. Si lodò con Pesaro
Salamanca e Cavalier Delahanle, e
,
coi
Marchese
colla Società Rossiniana
onori che rendeano al Rossini, perocché bene
egli col linguaggio più universale
signori
li
di
degli
meritava, avendo
che Dio abbia concesso
agli
uomini
<§ 24 §>
contribuito
mento d
1
gesuitiche
pendeoza.
1
fu
,
mise
ci
come
E aver
non s'indirizzano che
1'
ai
Italia
di
1"
Italia
,
Re
.
il
augurava
senno e
all' Italia
il
da
non era per
tutti
onde era
,
la
gli
scritti
musica parla
popoli dell* uni-
i
che
nostri oppressori
i
ancor viva e
quali finalmente avveratisi in gran
I
capitanali
valore degl'Italiani
la
Mo-sè
musica non può
nei canti di Rossini era
fidente nei suoi futuri destini.
mercè
del
despoti e di polizie, e dove
intesa
melodie
imposture
le
tiranni
pochi che sanno leggere
una espressione geografica
parte,
al risorgi-
,
a libertà, a inde-
perocché sulla
,
una lingua che è
mentre
Così
verso.
e
arti
dei
ciò potuto fare a dispetto
oppressa
alle moltitudini
le
Teli c'infiammò l'animo
slampa forza
sulla
aborrimento
in
Rossini che primo colle divine note
il
tempi
suoi
potentissimamente
Rossini che primo colle scherzevoli
il
Guglielmo
e del
a
Fu
Italia.
Barbiere
del
ma
forse inconsapevole
,
concordia e
la
virtù
del
da tanto
sacrifizio
per
compierli interamente, ed a Rossini tanto di vita da poter mettere
in
al
musica
il
canto
redenta,
dell* Italia
libera
una
ed
dall' alpi
mare.
A questo discorso
chiuso tra
gemmo
i
veramente
di sentire
in
prio in
un mondo nuovo, e
s'ebbe
in
patria
alta
,
oudechè parve
risorti
ci
Padova ne inviava
nel
allora
,
e
accor-
perocché a niuno era
a
tutti
come da morte
questo mezzo un nobile indizio
Società musicale di
ad
libera
Re ben
un Rappresentante del Governo parlare
libere e così generose parole,
letto
più volte da fragorosi applausi
più espansivi ed universali evviva al
di essere
mai accaduto
interrotto
così
d'esser pro-
a vita.
E
di vita
telegramma che
la
quale
fu
allora,
il
voce dallo stesso Ministro, e diceva: 1 maestri di Pa-
<§ 25 §>
dova partecipano
cuore
col
profondamente commossi a
si
godeva
giogo e
tale
verga
fratelli
abborrito straniero.
dell'
sono ancora
Ma non
è lontano
o generosi, in cui voi pure parteciperete non solo con
persone eziandio
colle libere
Durate
E
qui
,
benché
la
non possiamo tacere come
tenuta alla stazione della ferrovia,
tripudi di
una
stia
festa,
nato
dal
di
una
Professore
si
l'
le
già scoccau
accolli
Giuseppe Girolami,
tra
le
Intanto
dalla
i
tre
primi d'
,
relazione
si
che
sarebbe
Manna
e
anche
R.
dal
loro visita lo spedale
così grandioso stabilimento
da essere annoverato
Ma
tre
Periizzi
Deputazione Provinciale
a questo dalla
darono molto
ministri
i
recarono accompagnati
si
e dei mentecatti. A quello furono
,
ma
nel frattempo
loro a cuore l'umanità sofferente,
dal Sindaco a confortare di
Carità
Italia.
diretta
suddescritta funzione e quella che alle
mostrare come
il
giorno,
il
cuore,
il
gran madre
che non ha
di cosa
tratti
si
colle feste Rossiniane,
corse tra
alle feste della
sotto
vosmet rebus servate secundis.
et
,
rimasero
Tutti
annunzio, pensando che mentre qua
dolce libertà, que' nostui
la
la
Rossiniane.
alle feste
a
fra
i
Prefetto e
degl'infermi
Congregazione
di
quale
lo-
alla
si
che saviamente gover-
gode
di
sì
faina
bella
Italia.
pomeridiane e da ogni parte della
città
accorre a vie calcate alla stazione. Alla sinistra di chi viene dalalta Italia, tra essa stazione
locomotive
.
ed
il
serbatojo dell'acqua da rifornire
sur una piazza a cui dinnanzi
pianure circondale d'amene collinette
dietro sorgono le belle e forti
mura
sparse di
stendono bellissime
graziose
ville, e
della città, s'innalzala gran-
diosa statua di Rossini coperta ancora di
largo
si
un
velo.
È
ricinla da
un
sleccato tulio pieno di sedie per le Autorità, e per gì' invitali;
4
<§ 26 g>
ha
un vasto padiglione sono cui
in prospetto
vagamente
un' orchestra
anfiteatro
slemmi delle
s'
innalza a loggia
addobbala,
adorna
e
principali città d' Italia. Sulle sue gradinate
disposti duecento cinquanlacinque cantori, e duecento
Tutta
tori.
parli
pianura dintorno è coperta
la
che se ne
,
sta quivi
di
deirli
vedi
tu
due suona-
gente venuta da varie
di
due ore
inchiavellata da ben
un
sotto
sole ardente, serbando ordine, contegno e silenzio meglio che sotto
le
un tempio,
volte di
tando che
che
la
che non ha nome,
acclamazioni,
~l
disse
apparve a
e Rossini
.
cuore
di
lutti.
tutti
aspet-
Finita
il
che
ecco
una dolcezza,
riconforta di
ministro Peruzzi rimosse
il
Filippi
il
Gazza Ladra
il
all'orchestra,
segno d'incominciare. Ed
direttore Mariani dia
il
Sinfonia della
statua,
e colle faccie rivolte
fu tra le universali
che
velo
ricopriva
la
che, come ben
così vivo e vero
pareva di doverlo vedere alzarsi dalla sua poltrona
a ringraziare degli applausi e degli evviva. Nò potea esser altro
d'un lavoro
sui
dell* illusile
beo ventimila persone una commozione qual
di
volti
Barone barocchetti. Allora avresti veduto
vede cosa
lungamente
ha
gli
sensi
tal
grido di viva Rossini che ne
altri
come
desiderala,
spenti,
e
che tutto
in
bocca
dalla
lei
di
affigge,
si
tutti
rimbombò largamente
chi
di
sorse
tutlo
il
ed
un
luogo
d'intorno. Gli artisti specialmente e perchè standogli proprio d'in-
nanzi
ne vedevano
tavano
in
siasmo,
lui
e
come un
lutti
al
sembianze
l'
meglio
di
e
lutti,
di
consolazione,
inno di Mercadante.
dimentichi
Ma ecco
il
colli
salu-
d'
Isauro correva
la luce
quasi
di
Mariani richia-
loro ufficio, ecco intonar tulli:
Sui
perchè
loro iddio, erano agitali dal più vivo entu-
piangevano
avere a eseguire
marli
le
3l
.
<§ 27 |>
Quest'inno dal
sua parte,
lato poetico bello in ogni
ma
specialmente
nella chiusa con cui s'apostrofa agli stranieri, invitandoli ad inchi-
nare
capo innanzi
il
al
simulacro dell'autore del
Guglielmo
Teli,
e ricordando loro che l'Italia non è più per deporre l'elmo
brando, dal
bene unire diversi pensieri
e dallo stesso
dalla
tolti
i
,
dottissimo.
E ben
gliene die
ad unanimi grida
plaudita.
il
Vestale seppe sì
da rendersi ognor più degno
come uomo
nelle musicali discipline
quale fu anche più vivamente ap-
la
,
Povero Mercadante! per essere cieco degli occhi fu
a dettare quest'inno noia per nota, e gli scoppiava
di
l'illustre
pubblico solenne attestato domandandone
replica
la
e della
giacché
non poter venire
in
persona a dirigerlo ed
costretto
cuore pensando
il
offrirlo al
suo amico
e collega Gioacchino Rossini. Quanto non avrebbe goduto se
proprie orecchie avesse sentilo
e
gli
magnifico
il
applausi onde fu proseguito?
un'orazione
il
Senatore Marliani
—
ma
,
Deputalo Briganti-Bellini
stituito dal
e per l'opportuna brevità onde
li
,
sentito questo altro
d'uomo che
effetto
ch'esso produsse
impedito da malattia
il
quale per
i
fu
Semiramide.
intendere
le
ci
so-
nobili concelti
espresse fu applaudilo da
capo lavoro non
gliene potesse fare
colle
Avrebbe dovuto ora recitare
Allora T orchestra suonò la sinfonia della
non ha mai
il
Zelmira, dalla Donna del
Guglielmo
estimazione che gode
dell' alta
vero prodigio:
Giuramento, del Bravo
autore del
Lag^o
un
musicale è
Iato
ed
tutti.
A chi
sarebbe eloquenza
bellezze:
a
chi
poi
l'ha sentilo eseguire dall'orchestra pesarese ogni discorso tornerebbe
inutile
,
perché
al
mondo
non descrivere. Se
al
sentimento che
io
io
vi
sono cose che
avessi a trovare
si
possono
sentire
ma
un termine che rispondesse
ne provai non potrei trovare che V imparadisare
<§ 28 §>
Dante. Sì, quella sinfonia
di
f imparadisava- Se ne
dopo
suadersi
di
suo piede
tuttavia
,
tutta.
E
talmente erano
;
ecco un telegramma
eseguir cosa che parea corresse
ove
entrò
egli
I
ma
di for-
da una come ebbrezza compresi. Ma
tutti
momento da Bologna
quel
in
onomastico
scolare
Questo telegramma
letto
e
ad
di
queir
in
lui
d'onde uscì maestro
al
di
la
patito,
Bologna
coro
cima
che s'era
tonare
che non
Patria sta al Pepoli.
in
l'inno
testé
ad
ogni
pensiero,
cantato,
dell' unità
augurò
d'Italia
qual coro applaudirebbe dal
mano
Ma
vano da
maestri.
applaudite, e molti
gli
per
che
presto
24
fatto
dal
potesse in-
si
millioni d* abitanti
Le
Iddio.
fin
momenti
parole
dal
1331
difficilissimi,
fecero intorno
si
lei
occasione
togliendo
anche
cielo
e per Pesaro, e
ha
poco
suoi
dai
cui egli fu Prefetto di questa Provincia in
tutti
i
porse occasione
gli
Pepoli, che Pesaro apprese a stimare ed amare
nero da
tutti
voce dal Pepoli all'adunanza che
alta
accolse con ripetute grida di viva
siccome
musicale
istituto
di
d'improvvisare parole piene d'affetto per Rossini
la
voce
fu dovuta eseguire, e gli applausi e
tutta
giunto
1
Rossini festeggiava
al
una
gridò a
)
Sindaco Pepoli annunziarne che anche quella seconda patria di
lei
e
ri-
pubblico che non poteva per-
il
tanto l'esecuzione era perfetta
(
contentasse che
si
grida che la accompagnarono parevano non d' uomini
sennati
lo
Mariani perciò
il
volesse della fatica in
ci
no, no; tutta,
le
e
,
andante
1"
quantunque l'orchestra
volle la ripetizione, e
fosse stanca dalla fatica
pigliasse
staccava a poco a poco da terra e
li
del
,
in
ven-
a stringergli
e a rallegrarsi di cuore.
ornai
tutti
i
il
sole inchinava
lati
:
ad occidente e
non per Pesaro però
,
che
le
tenebre
al loro
si
avanza-
apparire furono
<§ 29 §>
Dalla casa di
cacciate d' ogni parte da una generale illuminazione.
Rossini poi per tutta
via
la
da
lui
chiamala
maggiore, e dalla piazza del Teatro su per
stessa
alla
piazza maggiore fa capo
grandiosi corridoj tra due
colori
che facevano una
congiungendo
la
i
evano
come
tutti
bellissima. Così
vista
il
Grande che
musa Rossiniana
morea
fonte
che
si
,
era
come
ai
quattro
e portanti in cima
il
lati
la
e
ed
ed
,
alla
,
quale tra-
Teatro ove avreb-
il
sublime avea
dettare
saputo
gran sala del convegno. La mar-
lumi che
tanti
di
ardevano
le
bella
Che
intorno.
recente sovra essa piazza innalzati,
oltre ai quattro candelabri di
sorgevano
festeggiava
mezzo sembrava quella sera più
eleva in
deir usato pel riflesso
le
si
maggiore
piazza
la
della città per quella sera
in devoto pellegrinaggio,
bero udito quanto di più squisito
la
che
via de' Calzolaj
passeggiava come per due
si
due luoghi più importanti
casa ove nacque
la
lampadari messi a lumini di vari
di
file
,
qual mette alla piazza
la
,
altrettanti obelischi
tutti
a lumi
messi
glorioso stendardo della Nazione
;
e sopra
due
appositi palchi, l'uno a destra e l'altro a sinistra della fonte alter-
navano sceltissime melodie Rossiniane la banda
di
Rologna e quella del
XV
Reggimento
anche questi due grandi elementi
l'Esercito e
la
come per
la
di forza e di
rendevano più bella e
assai applaudile così per la
perfezione onde
dal valente maestro Antonelli
la
dei Granatieri.
suonata che
bella e di tale
Per
tal
s" intitola
li
,
la
nel
questa
Ambedue
pezzi
scelta dei
le
musicali
bolognese, diretta
ebbe anche V onore
Ferrovia che
illusione da
significante.
eseguirono, e
guisa
decoro della Patria,
Guardia Nazionale, erano rappresentati a
festa italiana, e la
bande furono
Guardia Nazionale
della
di
dover ripetere
suo genere
non potersi andare più
è
cosa
sì
in là. Così quelli
p
30
che non potettero andare
Teatro
in
ali"
accademia ebbero
di
che
divertirsi sino a notte inoltrata.
L'accademia
che
poi
cominciò
dovette far entrare
si
La
scenico.
alle 9.
gente anche dietro
la
ben decorata e
sala
Teatro era
Il
tutta
così
come per
signore
meno
che
palchi
i
ed
belle
la
eleganti
platea.
rissimo maestro Cav. Teodulo
rivolta a
totale beneficio del
per
la
ricca
onde
s*
gremito
quinte sul palco
rimessa a nuovo
un aspetto più grazioso che mai
le
le
così
presentava
illuminazione
adornavano non
L'accademia concertata dal chiaMabellini
e
con
filantropica
intesa
nostro Asilo infantile era così ripartita
:
PARTE PRIMA
1.
dal
l'
Rossini
Cav.
celebre
e
la
Patria 22
Comm.
.
Cantata espressamente composta
Maestro Giovanni
illustre Prof. Mercantini, eseguita dai
Luigi Paoletti
presentanti
i
sigg.
David Squarcia. Cori
e
di
Pacini su poesia del-
Anna Macleod-Lanari
uomini e donne
,
rap-
popoli italiani.
PARTE SECONDA
Cavatina nell'opera
2.
Bianca e Falicro
-
serto beato,
cantata dalla signora Adelina Lomi;
Aria nel
3.
Badiali
4.
Paoletti
Barbiere
-
Largo
al
factotum
- dal sig.
Cesare
:
Aria
:
nello
Sta hai
-
Vuius animanti
-
dal
sig.
Luigi
<§ 34 g>
Barbiere - Dunque
Duetto nel
5.
son
io
signora Macleod e dal signor David Squarcia
Aria
6.
Cenerentola
nella
Giovanni Zucchini
-
;
rampolli
Miei
-
dal signor
:
Algeri -
nell'Italiana in
7. Terzetto
fortunata -dalla
la
Pappataci - dai
signori Pasi, Badiali e Zucchini.
PARTE TERZA
8.
Stabat
Aria nello
Enrichetta Sgargi
diali e
Zucchini
signora Macleod
11. Aria nello
12.
la
(
signora Sgargi
alla
di
Semiramide
Stabat
alla
,
-
gli
-
Mosè
Pro peccatis
-
Dal tuo
.
-
signor Badiali:
dal
stellato
soglio
)
mi pare che
applausi de' huongusìai
.
in
siccome
che
di tanti palpiti
riuscì
sinfonia
la
,
)
ottenne
gli
La canzone veneziana
modo che
dal-
vestendola
fosse tal lavoro da meritare
gli
(
nella
,
ma ben
quale
tornò, a
uni
comune
Signor che reggi V
alte
ben degno del pubblico
fa-
giudizio, felicissima. Nell'ultimo pezzo poi -
governò
-
Badiali e Coro.
Cantata del Maestro Pacini dirò
dei dotti dell'arte.
- si
Ba-
Bel raggio lusinghici' - dal-
e dai signori Paoletti
melodìa Rossiniana
carole
segreto - dai sigg.
:
melodìe caratteristiche
anche
Un
quale saviamente volle dare una forma italiana
non pur
la
Cenerentola -
Preghiera nel
Quanto
eseguita dalla signora
-
:
10. Aria nella
la
Inflammatus
;
Duetto nella
9.
-
<g 32 g>
vore
onde
,
fu accollo
e
,
della
marcia Reale cosi
felice
Venezia grida
solenne
della
opportunamente introdotta allorché
il
Duce
Oh!
Invitto delle schiere!
Rechi
Risponda per noi
nuova luce
la
il
?
!
andare più
)
mente se esse non furono
meno;
in là
secondo che
,
fu
Si passava di bellezze in bellezze
ma
di
Rossini
!
da così
1
cantanti e
eletti
artisti
A
lo
Zucchini. ed
il
dell'Italiana
Né alcuno
particolari di
teatrale
.
1
a
giornali.
[tolere.
si
Al
su
A
i
;
ma
dei
,
Radiali.
Dell'aria
volle la
ripetizione;
racconto per
di pili
parte
di
rivista
Rossini ?
e d'ogni genere
si
pareva
ti
,
di
voglia potente
,
Eppure era sempre
quanto poteasi
aspellare
universale
savi
ciascheduno, perocché
noi
tulli
una
eroi della festa furono
gli
(/indizio
questa
altro.
dell'
suonatori fecero
essere diversa-
tantoché
sacro,
sommi
più
Figaro
di
voglia qui appuntarci
ma un
Chi voglia
uno piò grande
1"
,
La seconda
immenso genio
melodie di un genio solo, per (pianto
più genii
modo saputo
notalo, che
sempre maggiori
dall'eroico al buffo, dal profano al
lai
del Poeta.
come poteva
e
delle trasformazioni e del progredire dell"
le
Adria mesta
Maestro di musica avesse per
il
e terza parte non piacquero
udire non
all'
pubblico che proruppe in frenetici applausi
come sempre dovrebbe
(
l'in-
:
Oh venga
compiacendosi che
Che diremo
circostanza.
sì
se
la
minuti
basta di dire che
nessuno è tenuto.
tulli
del
terzetto
altamente piacquero!
non scendiamo
nostra non
capi
e
delle
è
feste
ragguagli
alle lodi
una
rivista
Rossiniane.
può ricorrere
fecero quanto era in loro
Parlare
dei
difetti
che
altri
<§ 33 £>
avesse potuti avere, essendo chi scrive pesarese,
lenne scortesia.
Non
fu
un'impresa
nostra
la
prestarono
musicale solennità, a cui molti
1'
parrebbe
ci
ai
forastieri, se
signori
qui
Piuttosto
!
in
non
essi
da
voluto
il
noi
usare,
ricevere
che
e
ma
ordinari non ci sarebbero riuscite punto malagevoli;
difficoltà delle
non grandi nò ricche
città
se in qualche cosa non
saremo
che avrebbero preteso, a
poi
avesse accolti alla reale,
banchettati
,
mancalo, ed
avuto
ma
in
mondo
pari
esista
tempo
città
così straordinari
trovavano
possibili.
i
risponderemo che
,
essi tulli sei fossero meritalo,
li
niuno
forastieri
,
A
quelli
città
la
il
il
li
e che loro siansi
si
possiamo rinunziare
dovere. Voglia intanto Iddio e
cuore l'avremmo
far tanto,
in
qual parte
che ne prende-
usate
tutte
Non pretendiamo
alla
la
a3
cui
si
gentilezze
le
quanto
fatto
è dovuto lamentare alcun disordine
all'inappuntabili-
coscienza di aver fatto
buona fortuna
non abbiano servito a nessuno
ben dice un giovane ingegno
modo non
abusato della condizione in
siasi
o inconveniente di qualche rilievo.
feste
se
,
Certo queste Autorità hanno dal canto loro
ma non
speriamo,
,
Del resto a noi pare che in lem-
volta.
portava giustizia e decoro, né
tà;
chi sa le
sontuosamente
pregheremo a saperci dire
che possa ed usi
remo esempio per un'altra
pi
,
tempi
in
tutti.
Pesaro, che
tutto
portali in Teatro in carrozza e adagiati nei primi palchi,
ci fosse
del
di
splendidamente alloggiati
e tutto questo gratuitamente
;
bene
compatirà
soddisfar
riusciti a
dir
ci
da noi
cielo
chioderemo scusa
linire
potettero
avremmo ben
quelle cortesie che
sul
gratuita-
loro
mente. Vorremmo ricompensarli col biasimo ? Tolga
tanta ingratitudine
ma una
teatrale,
opera
so-
di
vano
d'Italia
trastullo
;
il
nostro
che queste
ma
come
,
di eccitamento a proponiti forti
:;
e
<§ 34 §>
ma
magnanimi,
(V invito
agV ingegni
latenti ed inerti,
a riscuotersi
ad operare, a discendere emulatori oggi, emulati domani, nella
palestra, ove in ragione del bene che si è falto, si diventa immortali
Né certamente
la
cillà
di
Pesaro
.
quanto a se
,
ha miralo ad
perocché nel rendere omaggio a Rossini non ha inteso punto
nalzar se
litica
.
medesima
come
nemente
la
certi
e molto
,
meno
sono dati a credere,
si
propria gratitudine a chi
Del resto Rossini è
musicali svoltesi a
fare
di
figlio
mano
della
a
le
civiltà
mano
fino
altro
.
cP in-
una dimostrazione po-
ma
di significare
solen-
ha procacciato eterna fama.
italiana
alla
e
delle
sua venula
.
tradizioni
la
quale
portò nel regno della melodrammatica una vera rivoluzione. Pesaro
non
a
si
hene
gloria
i
che
di
avergli dafo
la
culla, e di averne
primi passi.
^"^#(5^
indirizzalo
<§ 35 g>
Eccolo:
(1) Esso è scritto dal nostro chiarissimo Cav. Salvatore Betti.
PISAVRI
IH
.
SCUOLA
.
MINERVAE
Vili
KAL. JYN.
.
PROMAGISTER
TABVLARIO
FERRIVS
ANIMVJI
QVOBI
LAVDEM
SVAB
.
.
OMNEM
ISIAGINE
.
EPIGRAMMATE
.
.
IN
APVD
.
PRODERE
.
JOACIIIMVS
.
QVAE
.
ALEXANDER
OPVS
.
SCUOLA
.
N
.
SIET
l'EROTTIVS
DECVRIAE
NATIONES
.
IN
.
.
.
.
VIRI
.
PRAEF.
.
CRISTOPIIORVS
DE
FF.
JOACI1IMO
.
QVI
.
PROPAGAVIT
GLORIA»
.
1DCIRCO
.
CAVSA
.
FACIENDA
.
.
.
Q.
.
DOCENDA
SCIENTISSIMVM
DECERSI
.
.
SOLET
.
Q.
ARTIS
.
ATQVE
.
DONARI
CENSVERVNT.
domanda
Municipio
al
una
che a spese
di
una
alla casa
in
cui
lapide
Rossini.
Con decreto dell'I! Febbrajo 1843 N.° 333
la
VV.
.
PRIMO
VIRV.M
TANTVM
.
società o a spese pubbliche venisse collocata
nacque
PETRVCCIVS
.
CASS1VS
.
XII
.
.
.
MVSICA
.
PLACERE
.
VIRTUTIS
VNIVERSI
(2) Alcuni cittadini fecero
PETRVS
.
FRANCISCVS
TEMPORIS
.
MAX1JIIS
.
.
.
.
PISAVREN
.
.
VIRIS
.
.
.Q.D.E.R.F.P.D.E.R.I.C.
S1ET
.
ROSSINIVS
N
.
EXTERAS
.
SVPERGRESSVS
.
.
DECVRIALES
.
ADFVERVNT
.
ACTIS
.
QVAESTOR.
.
PIIILARMONICO
.
PISAVREN. VEL
.
.
BETT1VS
.
MAGISTRO
.
NOMIMS
GRATVM
SALVATOR
.
ROSS1NIO
AB
.
BALDASSINIVS
.
SCRIBVNDO
.
PAVLL1VS
.
CIACC11IVS
.
FRANCISCVS
.
MDCCCXIX
ANN.
D0M1NICVS
ALOYSIVS
.
QYOD
.
CYLT0RYM
.
APOLLINARE
.
domanda ed
la
Magistratura ammise
a spese pubbliche fece eseguire e collocare la lapide.
La collocazione avvenne
il
14 del detto
mese ed anno,
apposito Verbale che in copia venne trasmesso
al Rossini
il
e ne fu redatto
successivo gior-
no 21 con foglio N.° 382.
QUI NACQUE
(3)
GIOACCHINO ROSSINI
ALLI 20
IL
(4) Basti ad
(piale
esempio
dovè dopo averla
dine di carcerarlo.
FEBBRAJO 1792
MUNICIPIO NEL 1843 POSE
la
seguente
ODE
letta svignarsela,
dell'
perchè
Avv.
la
Gaspare
Finali,
il
Polizia avea avuto or-
<§ 36 §>
Lo splendido azzurro
-
Le verdi campagne
laghi d'argento
I
La neve
Fan
-
Italia
l'
fiori
di
-
-
dell' alpi
bella
nodi stellate,
le
le
apriche colline,
la
luce del sol
soggiorno ridente
-
Di grazie, d'amori
-
di
gloria
-
dal
Cui vita è
la
Negli archi,
Tal usa la lode
Nasconder
-
di
e
Pur
scherno
altro contorto
raggio s'avviva
esso
In
s'
alluma
manda
Poi
La vita d'
-
non
divino fulgor.
-
cui indocil soggiacque
con Dante rinacque,
villa
Che emuli o vinca
qual umile lena
-
ai
-
lidi
-
Aon
dei voti
alza solenne
-
l'ali
E se osano
Incerto,
Il
Genio
Nò può
il
volo
ramingo
la
la
Nascondere
-
sì
1'
aitar"?
dolce,
si
pura
chiudono slanche,
per l'aer seguir,
-
nell'aspra bufera,
-
pace dispera,
gloria
-
la
corona
-
che cuopre
i
sì
per nembi s'oscura.
-
del Genio -
storia
sangue bagnata
di
troppo quest' aura
Per nebbie omicide
mar,
memoria,
l'antica
-
del
non conta una
-
E sovra una gleba
E
resta
ci
del sole natio,
Un nome non vanta
!
:
del genio la fronte,
-
Dal cerchio dell'alpi
Ma ahi
vili
nel riso di Dio
-
-
Italia -
Qual ara, qual
dell'italo suol.
-
nel lungo dolor;
alle genti
Poiché dal rio fato
scolpila
superbo pensiero.
-
-
-
E come qui eterno
II
tempo
labbro straniero
sul
morti non siamo
.No
fervida gente,
mura
le
ingemmate,
solchi
-
del
la
tomba
lungo marlir.
<§ 37 §>
Città dell' Isauro
Che splendi
perla gentile
sci
-
d'Italia
E sede d'ingegni
Che
intreccia
ed
Ai morti
Con nobile
E ad essi
In
vivi
affetto
Così ne' bei giorni
-
gesta
le
nome
li
esalti
libera vita
dai vanti abbellita
-
-
scolpiva gli croi
-
l'antica virtù.
dei grandi
olimpico agone
1'
-
La patria esultanza
corone
verdi
le
-
Nei giovani petti
-
dei Greci spiraro
Un senso
-
che vinto non
vita
di
Città dell'Isauro
Il
sia gloria
-
tempo che
tutto
Ai tardi nepoti
-
Di Giulio
E
ai
Ralcni
Sia gloria a'
Degli
pensiero
il
tuoi
alti
Coni' erger
Grandi
-
ma
-
mio verso
-
-
nome
il
,
fronti
l'umil mio verso
-
sia
-
l'
-
che
I'
eco
al
la
nome
s'
fedel ?
nell'aria
cadeva
Dai marmi onde forme
Traeva frattanto
siccome
nell'onda sommerso
-
può un canto
Siccome negletta
scolpì.
che tanto compi.
Di loro, e dell' alma
Al suon del
Grandi!
la gloria ed
dall' inclite
-
subjetti
effigie
le
-
-
d' Italia
figli
marmo
nel
-
e Rossini
,
tuoi
vive sembianze
le
Che mano maestra
a'
fu.
consuma, tramandi
-
Rimangano eterne
ver.
fecondo pensier.
-
di
Dell'Eliade tutta
Il
e grandi
-
Dal genio dell'arti
Cantava
del bello e del
mano compone:
tua
-
ispira
t'
-
superbe corone
-
festa
fai
quel che
cui nota è la luce
-
riflesso
il
ai
nel ricco monile;
-
solve
si
polve
perfette di
industre scalpcl
vita
;
adegui
<§ 38 §>
Ma
s'
anche potente
S' io fossi
ncll' arte
La musa ed
Qui dove ancor
parrebbemi
-
eco
1'
dei canti
-
Che un giorno d'Ausonio
Qui dove d'
Italia
Ausonio di luce
Ferveva d'Europa
Regina
E
l'immane
forza
la
Portavano a prove
-
Intanto di Giulio
la
-
-
-
-
-
allor
Di
-
il
tutto
il
i
-
Rossini lo spiro
Onci' è
Fu prima
Onci' era
E
1'
bastarda una prole
di barbara terra,
-
del patrio
-
i
il
-
nuova armonia,
di
prodigi
-
commossa
altra vita
-
più mito e
-
menzogna
del tracio cantor.
rimbombo
eco fu poscia
Cercava
giardin.
più audace rapìa
che non parve
La nota e
per l'arduo cammin.
concetti e parole,
-
bei fiori
creato
ostello
che drappello
-
-
Appresi d'oltre Alpi
Carpire ogni pianta
1'
amor.
all'
tuo Giulio seguiva
D' allor più non osa
Lasciando
aspra bufera
Dante
di
sembrasti
e di vati
vessilli
nel suolo natio
Del bello, e del vero
Da
dell'
-
Città dell' Isauro
sofi
i
mente severa
Di Dante alla lingua
muse
diritto,
d' inutil valor.
Tranquilla nel mezzo
Di tutte le
la lira.
e V affetto
il
lontano
-
Die vita novella
aggira
conflitto,
calpesto
-
l'itale schiere
s'
divina vestì.
-
-
qui.
temprava
-
speme
la
-
estro
concetto
sol debil
-
canto
il
1'
dei carmi maestro
-
suono discorde
Sol
me
sentissi in
-
-
fu
-
di
-
fra
tuono di guerra
il
confusa
terra
la
gente che stanca
i
calici
e
i
fior.
<§ 39 g>
Tornata agli antichi
dai nuovi signori
-
Nel tempo che
Giaceva qual donna
-
La vita col moto
del sangue arrestò
Sul Volga, su
-
cui parto letale
Ehro
1'
Del ligure ardito
-
Nell'itale note
Città dell' Isauro
Il
Ai
tardi nepoti
Italia
tulli
-
nel
-
1'
alle genti
pure
Qui cingere a
Almeno
Che cale a sua
Il
sole
si
cinge
La luce che
Infili
che ne' spazi
Si
-
Che
Infili
che
al
la
mondo
che ne'
E splende
la
Finché stanno
La speme
?
Dell'etra signore
la
vita
Dio solo
-
gli
dà.
del nostro pensiero:
-
-
del genio
tre volte
cieli
luce
l'
non ha
securi del vero
-
face
-
conforta
piove
librano l'ale
Infin
alloro
del proprio splendore,
-
ei
1'
fatiche ristoro ?
la vita
-
vestì.
soggiorno degli avi
-
gloria?...
germi feconda
I
-
illustri
marmo
;
umile cerchia
in
non possa
-
scolpì.
dapprima
-
Ti duol se nel dolce
nel
marmo
eccelso tuo vanto
che
-
!
nel libro suo santo
-
Men splendida luce
altri
Grandi
sembianze
le vive
-
addita quei nomi
duol che
ardir delle genti
consuma, tramandi
-
Che mano maestra
Che
1'
-
vestigi
i
sia gloria a' tuoi
tutto
É gioja a noi
oltre
fin
Tamigi
il
festando suonò.
-
-
tempo che
Senna e
la
-
La gloria del mondo
Ti
nuovi dolori
tra
-
Italia
-
-
alpi
d' Italia
-
sta
-
die
s'
innova
norma
di sé;
provvido Iddio
del sole natio;
-
finché ruggc
perduta non
é.
1'
onda
,.
<§ 40 §>
Anche Giuliano Yanzolini scrisse e mandò
un Canto che
al
Rossini in quella occasione
meritò dal gran Maestro questa gentilissima lettera:
gli
Pregiatissimo Signore
Travagliato abitualmente dal mio male de' nervi
qualche mese fuori
sentir leggere
i
Per quella
che
la
composizione
le
cui
in
musica colla
la
buon conio,
Lei è di
di
piacere di
il
piacque inviarmi.
le
che ha
affinità
abituale all'epoca
mente
che
versi
ed obbligato a passar
ben tardi ho potuto procurarmi
città,
di
,
panni
poesia
dilungandosi
viviamo, e concedendo
poterle
rimbombo
dal
alla novità
dire
quanto onesta-
deve.
si
Riceva dunque
le
mie congratulazioni
,
e con esse
sensi
i
perfetta
di
stima onde mi scrivo
Firenze 10 Novembre 1854
Affino Ser.
e
GIOACHINO ROSSINI
(5) Si allude
con
deliberazione
nobilissima
alla
12
del
Agosto
impresa
assunta
18GI
fare
europea per innalzare un monumento
delle note musicali,
dopo
appartengono Rossim
,
stesso
De
o
Ranchi
appello all'Arte musicale
immortale Guido Monaco inventore
impresa
otto secoli d'ingiusto obblio,
Merendante,
l'acini.
e
cui
di
alla
quale
rappresentante
è
lo
Racci.
(6) Ecco la lettera del
il
all'
di
Municipio Aretino
dal
accompagnarono
la
appresso
De Racci preceduta da
a
a
questo Direttore
quella
del
onde
Comune
il
e
Grilli
ed
Provincia
chiunque:
Signore
Sarà
e
grato
riprodotta
agli
nei
Amatori
giornali
Istitutore delle Società
la
della Musica
seguente
Filarmoniche
di
le
stampe
dall'
egregio
veder pubblicata per
lettera
indirizzataci
Arezzo, Livorno
e
Pisa,
eccitando
<§ 41 §>
la
Professione a prendere
iniziativa per festeggiare
la
l'
anniversario
della
nascita del celebre Gioacchino Rossini.
Reputiamo
amore
patria
la
che non
inoltre
il
ed arte, che può
pensiero di ravvivare
dirsi
men
grato
chi
a
ama
di sincero
quella
divina
un patrimonio quasi esclusivo degl'
Italiani
Preghiamo intanto
la
sarà
la
cullo
il
di
scienza
!
vostra gentilezza di procurare a questo
maggiore possibile pubblicità
scritto
!
Pesaro 25 Novembre 18G3.
Ossequiosissimi
G.
GRILLI MAESTRO DI
G.
BANCHI DIRETT. d' ORCHESTRA
MUSICA
mio Caro Maestro
li.
Pesaro 23 Novembre 1863.
29 Febbraio è giorno natalizio del gran Pesarese! Tutti
11
paesi,
i
le
nazioni tutte non possono non tributare in detto giorno un voto, un pensiero
al
Rigeneratore della musica
dell'armonia a temprare
,
a Colui che tanto influì col sublime magistero
costumi, ad eccitare
i
i
grandi,
i
generosi,
patrj
i
affetti!!
29 Febbrajo è pertanto festa commemorativa non
Il
regno
il
;
Grande
Sta
il
è festa dell' Arte
corrispondente
il
!
Che
se è debito celebrarla
prime aure
di
vita
,
municipio o
dovunque
è sacrosanto
di
qui ove
,
dovere
!
a Voi, o Maestri, a risvegliare in questa Atene delle Marche
pensiero di onorare
sotto
!
Italiano respirò le
dunque
mentando
!
di
prossima quadriennale ricorrenza con solennità
cuore di un popolo, che anela di mantenersi libero,
al
la scintilla
servaggio
la
del Genio,
che rese grande e temuta
la
ali-
anche
patria
!
Vi scrivo perchè la vostra cooperazione unita a quella dell'egregio maestro
Grilli è di
grande importanza!
esalta le generose passioni
può ricongiungere
;
che
Parlate
inspira
—
la
eccitate
carità
—
dite
della
che
patria
la
;
Musica
che
sola
nel fraterno amplesso gli animi de' cittadini; che discese
quaggiù per farne obliare
talvolta le miserie di questa vita mortale
<H 42 §>
E
a
osasse asserire non esser conciliabile colla presente attitudine
clii
guerresca, rispondete: che Epaminonda fu valente nella musica quanto prode
che
in battaglia!
armi
le
lungamente senza
il
soccorso delle Arti Belle,
insomma
Ditegli
possono riscattare
ma non
libertà,
la
fra le quali
primeggia
serbarla
la
Musica!
colle parole del Mazza,
« Quanti
non
fate a studj
«
Armonia pura
«
In voi di gloria ogni
vostri scoria
d' intelletti
donna
speranza è morta
!
Addio
Tutto vostro
A.
DE-BACCI
All'Amico Banchi
(7)
SOCIETÀ PESABESE PER FESTEGGIARE
IL DI
NATALIZIO
DEL CELEBRE
GIOACCHINO ROSSINI
TITOLO PRIMO
1.
Principale oggetto della Società è quello
studio della Musica
che
2.
si
rese
sì
,
ravvivando nel popolo
la
promuovere l'amore
memoria
e
Io
un Concittadino
di
grande nell'Arte.
La Società ha per stemma una cetra
Tutto Armonia Spirò
5.
di
La sua residenza è
in
-
coli'
epigrafe
Società Rossiniana Pesarese.
Pesaro, e s'intenderà sciolta dopo
la
liquidazione
dei conti e di ogni altro resoconto artistico relativo al festeggiamento del
prossimo
dì
29 Fèbbrajo 1864.
TITOLO SECONDO
4.
Tre
classi
di
Onorari ed
Socj costituiscono l'intiero
Attivi.
corpo sociale
,
cioè Promotori,
<§ 43 §>
5.
I
e
Promotori
il
eletti
agli
e
pagano
essere
di
Corpo deliberante; hanno
formano
ministrazione,
Rappresentanza
di
Uffici
una
diritto
il
lassa
di
sociale,
per
dieci
lire
eleggere,
di
e
am-
di
d'im-
spese
pronto.
6.
Non
mimerò
vi è
Onorarj
limitato pei Socj
vengono ammessi dietro proposta
l'unica
tassa
di
lire
cinque.
per
e
,
un Socio
di
Attivi.
gli
Corpo Deliberante,
direttiva artistica da nominarsi dal
e
pagano
una
Giunta
Promotore,
secondi sono prescelti da
I
primi
I
e prestano l'opera
loro gratuitamente tranne le indennità.
TITOLO TERZO
7.
La Società è diretta e amministrata da otto Funzionari che
come appresso
veditore
;
Consiglieri.
8.
Questo Corpo di Funzionar)" riunito prende
9.
11
Presidente rappresenta
la
,
il
nome
di Consiglio dirigente.
modi e leggi
Società nei
dirige le sedute del Consiglio
le
qualificano
— Vice Presidente — Segretario — Prov-
cioè Presidente
— Tesoriere — Tre
si
e dell' intiero
Intima e
vigenti.
Corpo Deliberante. Propone
Deputazioni non previste dal Regolamento. Pone
visto alle delibera-
il
zioni, ai mandati di uscita, ed ai diplomi che a cura della Giunta
stica
dovranno
rilasciarsi a chi
prese parte
ai
arti-
Concerti.
10.
11
Vice Presidente rimpiazza di diritto
11.
11
Segretario registra le deliberazioni, firma la corrispondenza, e unita-
mente
Componenti
ai
gì' inviti
,
di fronte agli estranei.
Presidente.
Direzione artistica firma
la
partecipa gli
il
i
diplomi.
Trasmette
e cura tutto ciò che interessa la Società
atti
Conserva
e quello generale dei Componenti
il
1'
ruolo dei Socj
delle
Accademia vocale
,
diverse
anche
classi
e strumentale da
eseguirsi la preaccennata sera del 29.
12.
Il
i
Provveditore presenta
conti
;
presiede
getto cui mira
ai
il
lavori
la Società.
prospetto dell'entrata e delle
;
provvede a
tutte le
spese;
occorenze relative
liquida
all'
og-
<§ 44 g>
13.
Il
Tesoriere risquote
del Provveditore
14.
I
Consiglieri
1'
entrate
e
,
paga
munito del Visto del Presidente.
hanno voto deliberativo tanto
Seduta generale e rimpiazzano
Fra
i
che
in Consiglio Direttivo
Funzionari assenti
i
Promotori per ordine alfabetico completano
15.
dietro regolar mandalo
spese
le
,
nel qual caso altri
numero
il
dei
consiglieri.
Soci di qualunque classe sono eletti tre individui periti nella
sica ai quali è affidata la Direzione
col diritto
artistica
in
di
mu-
rilasciare
i
diplomi che muniti del Visto del Presidente e della firma del Segretario
oltre la propria
,
vengono
spediti dal Segretario stesso.
TITOLO QUARTO
16.
I
Funzionar) sono
eletti
a
schede segrete nella prima adunanza generale.
TITOLO QUINTO
17.
Le adunanze generali hanno luogo
in
una delle stanze municipali
del Consiglio possono aver luogo ove le destina
il
;
quelle
Presidente.
TITOLO SESTO
18.
Qualunque Socio contribuente che entro
Gennaio fosse riuscito moroso
al
la
pagamento
s'
prima metà
del
prossimo
intende espulso dalla Società.
TITOLO SETTIMO
19. Le rendite
si
compongono
delle
tasse
sopra
descritte
e
de' proventi
dell'Accademia vocale e strumentale da eseguirsi nel Teatro Rossini
la
sera del 29 Febbrajo prossimo.
20.
Le spese consistono nell'occorrente
stampe, musica, indennità, ed
pei bisogni della
in tutto
detta
Accademia,
ciò che avrà deliberato
il
Con-
<§ 45 §>
ed
siglio
il
Corpo Sociale. Ogni rimanenza resultante da reso conto sarà
devoluta a benefizio degli Asili d' infanzia.
Disposizioni transitorie
21.
Quando
ritti
,
i
il
presente Regolamento venga approvato dalla competente Auto-
Soci promotori qualunque ne sia
il
numero
,
si
aduneranno
in
seduta generale e procederanno alla nomina dei Funzionarj.
Pesaro
li
12
Decembrc 1863
MAESTRI COMUNALI DI MUSICA IN PESARO
I
GAETANO GRILLI
GIUSEPPE BANCHI
Visio
Decerabre i863
Ptsaro 16
IL
•
PREFETTO
DE ROLLAND
(8) INVITO
ALLA PRIMA ADUNANZA DEI PROMOTORI
LA SOCIETÀ PESARESE«PEL FESTEGG1AMEMTO DEL DÌ NATALIZIO
DEL CELEBRE GIOACCHINO ROSSINI
I
in
Maestri comunali di musica in questa città
poche ore un numero
cui
fu
dato di
di soscrittori bastante a costituire
fanno solleciti di pregare
la
Onorevole Signoria
raccorrò
Società,
la
Vostra affinchè
si
si
degni
intervenire alla prima adunanza che avrà luogo la mattina del 26 corrente
a ore 11 nella sala del R. Teatro Rossini graziosamente ceduta.
Precipuo oggetto
giusta
il
dell'
adunanza sarà quello
di
Regolamento, ostensibile nella sala stessa;
per raccorrò nuove firme di Soci, e di
zione delle
Vie Ferrate
assumere
Romane perchè
la
eleggere
di
le
meditata
i
Funzionar)"
formare Deputazioni
colla
Dire-
inaugurazione
della
trattative
<§ 46 g>
Statua in bronzo di Rossini a questa Stazione, abbia luogo
braio
il
giorno 20 Feb-
1864.
Le firme raccolte
a tutto
questo giorno sono
Bacchiani Domenico
le
seguenti
:
Guidi Professore Augusto
Marzetti Cavaliere Maggiore Andrea
Baldassini Marchese Alessandro
Baldassini Marchese Carlo
Bolis Conte Giovanni
Cangiotti Agostino
Carnevali Achille
Ceccarelli Dottor Emidio
De Bacci Maggiore Angelo Antonio
Donzelli Filippo
Ferri Dottor Filippo
Mattei Conte
Giacomo
Monti Domenico
Monti Enrico
Olmeda Scacciani Antonio
Perticari Conte Gordiano
Procacci Adriano
Raffaelli Giovanni
Ridolfì Ernesto
Romagna Avvocato Riccardo
Foligno Alessandro
Forcesi Raffaello
Gennari Francesco
Gianoli Luigi
Guerrini Capitano Pietro
Spadini Girolamo
Spongia Cesare
Stramiglioli Pietro
Vaccaj Giuseppe
Pesaro 25 Decembre 1863.
(9)
Essi
furono
:
Marzetti
G.
GRILLI
G.
BANCHI
Magg. Andrea Presidente
Cav.
—
Perticari
— Monti Enrico Vice-Presidente — Vaccai
Adriano Provveditore — Bacchiani DomeAchille Consigliere — Guidi Profes-
Conte Gordiano Presidente emerito
— Procacci
Provveditore — Carnevali Dott.
Augusto Consigliere — Gennari
Giuseppe Segretario
nico
sore
CITTADINI
(10)
L'onorare
i
quante
le
genti.
nome
di gentile
anche
di
!
grandi uomini fu sempre reputato sacro
tutte
E
Francesco Tesoriere.
Nò
la
nostra
Pesaro
fra l'estere nazioni,
,
dovere appresso
che non senza ragione gode
mancò mai
a debito
così fatto.
vero non sono che pochi anni che per cura di questo Municipio furono
posti a Rossini e a Perticari busti
e non molto appresso per generoso
di
marmo
nell'atrio
di
questo
Teatro,
dono del Nobil Uomo Signor Conte Gor-
<§ 47 §>
diano Perticari una statua a ciascuno
l'allegrezza cittadina e
Eppure
plauso di prosatori e poeti.
il
maggiore
loro in sulla Piazza
di
tempi non
i
correvano troppo propizi a virtù e a chi ardiva onorarla. Ma oggi che
meno
gio d' una libertà conseguita non
Romani
e d' eroi degni dei tempi
opere di
le
tanti
Ingegni
illustri
,
,
Una
le si
che pel sangue
tutto
di tanti martiri
deve ravvivare
si
porgono occasioni
di tali occasioni,
al
rag-
pel valore d' un Re leale e guerriero
,
di celebrare
o Cittadini, è
il
i
per
e
,
rinnovellare
tornare in onore, Pesaro mancherebbe a un solenne dovere se
sfuggire quante
fra
,
e
lasciasse
si
suoi gloriosi
figli.
giorno 29 del corrente Febbrajo,
anniversario della nascita del creatore della moderna musica, dell' immortale
nostro concittadino
GIOACCHINO ROSSINI; né
versi in troppo note strettezze
,
tarli
,
ma
sta
vanità
isterile
miglior onore che
si
in
tralasciar
lui
per
o
di
ridicolo
faccia ai Grandi è
l'
imi-
per soddisfare a un bisogno del cuore, a un sentimento di dovere
e di gratitudine
la
il
vostro Municipio, quantunque
vuole per quanto
celebrare giorno così solenne: non già per
orgoglio, ben sapendo che
il
,
e sopratutto perchè la novella generazione, vedendo onorata
virtù, s'infiammi di lei, ed emuli virilmente le glorie de' suoi maggiori.
La mattina dunque del detto faustissimo giorno non solo verrà
tervento di questo Magistrato scoperta
gli applausi dell' intera Città
,
la
suono della civica Randa e
al
,
lapide testò rimessa
casa dove quel Grande venne alla luce
,
coli' in-
ma
a
lettere
d'
Suo Nome
sarà dal
oro
fra
alla
inscritta
ed
appellata Via Rossini la strada che ad essa mena.
La sera poi oltre
alla
generale illuminazione della città, ed in
speciale e decoroso della Via Rossini
si
noma, un'accademia
tratte tutte dalle
Opere
Letteraria in
di
,
si
terrà nel Teatro che
modo
già
da
più
Lui
Suo onore, rallegrata da soavi melodie
quel Divino.
E tutto questo non sarà che un preludio alle grandi feste che a miglior
ha
stagione
si
ferrovie
Romane
animo
in
(«)
di celebrare
che innalzerà
a
non meno dalla benemerita Società delle
queir Immortale una statua
a cura specialmente dei munifici signori
(a)
Così fu Jelto, perchè
non
e'
tale fu la
entrava punto, e che
il
prima voce corsane,
ma
marchese Salamanca
poi
merito era (ulto Jei Signori
si
seppe che
M. Salamanca
la
e
,
e
di
bronzo,
cavaliere
Società delle Ferrovie
Cav. Delahante.
Romane
<§ 48 §>
Delahante
( ai
e riconoscente
quali la città di Pesaro
si
protesta sino da ora altamente grata
che dalla Società Rossiniana e da questo Municipio medesimo.
)
Vogliate, o Cittadini, con fraterna concordia e
letizia festeggiare
con schietta ed onesta
nostro Gran Cittadino, questo Figlio del Popolo che colle
il
tempo
sublimi armonie del Guglielmo Tell e del Mosè invitò da
a cacciar fuori
1'
gì' Italiani
esecrato straniero, e a vendicarsi in libertà e independenza.
Dalla Residenza
li
26 Febbraio 1864.
LA GIUNTA MUNICIPALE
Emidio Ceccarelli Sindaco
Carlo March. Cav. Baldassini Assessore
Achille Dottor Carnevali Assessore
Ercole Marchese Antaldi Assessore
SOCIETÀ ROSSINIANA PESARESE
(11)
SOLENNITÀ MUSICALE CHE AVRÀ LUOGO IN PESARO NELl' AGOSTO DEL 4864
PER LA INAUGURAZIONE DELLA STATUA DI GIOAI
Nel 21 Agosto p.
v.
grande
liere
Delahante Rappresentanti
Ma
egli era mestieri
guisa solennizzala da
distinti
Società Rossiniana
già
(
celebre Concittadino
Italia
tutta
)
Rossini di questa Citta
di
,
a cura e spese dei
Salamanca e Cava-
Società delle Strade-Ferrate Romane.
la
che una
Penisola
della
Artisti
Italiano
medesima Signori Marchese
Statua
della
1IIVO ROSSINI
giorno onomastico di Gioacchino Rossini sarà inaugu-
rata in Pesaro sua Patria la Statua del
Donatori
<
,
sì
fausta
ricorrenza
ed è appunto
in
venisse
tale concetto
corrispondendo volonterosi
istituita
pel
in
festeggiamento del
all'
di
qualche
che
invito
i
più
della
natalizio del
concorreranno ad eseguire per dieci sere nel Teatro
il
gran Poema Musicale del
GUGLIELMO TEIX
L'introito di quest'Opera dell'immortale Maestro, prelevate le spese,
sarà devoluto
al
Municipio per erogarsi
in
opere
di
beneficenza.
<§ 49 §>
La prima
Alla
tali
di
rappresentazioni
avrà
effetto
14
il
presenza delle Autorità, dei diversi Rappresentanti
mese.
dello
di
le città italiane,
e di distinti Cittadini, una speciale Deputazione offrirà al Sindaco di Pesaro
la
medaglia che
letto
un elogio
città di
la
dell'
Firenze
fa
coniare in onore di
Rossini
immortale Maestro dallo stesso suo Autore
il
,
e
sarà
chiarissimo
signor Cav. Dolt. Francesco Regli.
FUNZIONARI DELLA SOCIETÀ
Marzetti Cav. Magg. Andrea Presidente
Perticari Conto Gordiano Presid. Em.
Monti Enrico Vico Presidente
Vaccaj Giuseppe Segretario
Carnevali
De
Achille
Consigliere
Gennari Francesco Tesoriere
GIUNTA
Cavaliere
Dolt.
Guidi Prof. Augusto Consigliere
Rappresentante <>i Tolentino Patria
«lei Maestro Nicola Vaccaj
l'acini
Procacci Adriano Provveditore
Pacchiani Domenico Provveditore
A R T
I
S T
C A
I
Commendatore Giovanni Maestro Presidente
(*)
Dacci Venuti Prof. Angelo Antonio Direttore
Grilli
Maestro Gaetano
Ranchi Maestro Giuseppe
Pettinari Maestro
Domenico
ELENCO DEI COMPONENTI
IL
CONCERTO
DIREZIONE GENERALE
Pacini Cavaliere
Direttore
rlel
Commendatore Giovanni
di
Catania Presidente
Liceo di Lucca e Presidente Onorario di quello Fiorentino
Piappresentante Catania di Lui Patria e Patria di Bellini e di Coppola
De Dacci Venuti Angelo Antonio
Rappresentante
già
la
Patria di
di
Arezzo Direttore
GUIDO MONACO
direttore d'orchestra e promoiore delle società filarmoniche di Arezzo, Livorno e Pisa
(*)
Egli nel prendere
Li
Presidenza diresse
dopo questo Programma-
a'
suoi colleglli della Giurila Artistica
le
parole che
si
riportano
<§ 50 §>
direzioni-:
vocali-;
Mabellini Cavaliere Tcodulo di Pistoja
Concertatore
Professore di Armonia, Contrappunto e Composizione nel R- Istituto Fiorentino
Grilli
Maestro
«li
Cappella e del
Gaetano
Comune
Gubbio supplente
di
di Pesaro,
Rappresentante
la
città
di
Gubbio
Mercuri Agostino supplente
Maestro
ili
Cappella
e
Rappresentante della
ARTISTI
disposti secondo
città
Personaggi dell'Opera
i
Guglielmo
Giorgio Tenore
Arnoldo
Gualtiero
Giordani Guglielmo Rasso
Melchtal
unii
Adele Sopj
Jemjiy
Zamboni Angola Contralto
Edwige
Poloni Luigi Tenore
Pescatori
Tedeschi Stefano Rasso
Leutoldo
Maini
Ormondo
Baritono
Gessler
Macleod Lanari Elena Soprano
Matilde
Franceschi Tenore
Rodolfo
C
R
I
S
Soprani
Antonelli Bernarda
Antonelli
Ballerini
Angelo
Selva Antonio Basso
I.
"
S.
CANTO
DI
Squarcia David baritono
Stigelli
di
Rosa
Barberi Maria
Delia-Noce Francesca
Balducci Rosa
Maestri Celestina
di
T
I
in
Vado
<§ 51
Contraili
Anlonclli
ili
Jesi
Vntonelli
(li
Jesi
Bemabei Bianca
di
Bernabei Rosa
liimbi Rosa
Macca ferri Lucia
di
Pesaro
Pesaro
<li
di
Ravenna
Ancona
Melandri Luigia
<§ 52 g>
Primi
Violini
Peltinari Luigi Direttore d' Orchestra in
inviato dhl
Fano
.Municipio, Concertino
(*) Bellramelli Beftramino di Rimini
Donali Giuseppe Direttore d'Orchestra
in
Forlì
Fibi Pietro Direttore d' Orchestra iu Fabriano
Galeazzi Francesco Direttore d'Orchestra
in
Recanati
Maraviglia Giosuè Direttore d' Orchestra in Pescia
Marzocchi Antonio Direttore d'Orchestra
in
Arezzo
quel Municipio
inviato da
.Muratori Giovanni Direttore d'
Orchestra
in
Rimini
Nicchi Odoardo Direttore d'Orchestra in Fossombronc
Puccianti Gaetano Direttore d'Orchestra in Cingoli
Speranza Marco di Grottamare
Stella Annibale Direttore d'Orchestra in Città di Castello
Secondi
Violini
I.
Francateci Girolamo Direttore d'Orchestra
(*) Banchi Annibale di Firenze
Boccabianca Filippo
Cecconi Giuseppe
Colini
Domenico
in
Bologna
Ascoli
di
Fano
di
Staffolo
di
Cozzi Vincenzo di Venezia
Galeazzi (ialeazzo di Recanati
Mallknccht Gioacchino di Pesaro
Pasquali Alessandro di Fano
Pasotti
Augusto
di
Pesaro
Spadoni Ferdinando
Pesaro
ili
Viole
I.
Mattcucci Nicola Direttore d'Orchestra inS. Angelo
in
Vado
(*) Cortonesi Nicola di Pesaro
Mariotti
Giuseppe
Mugnoz Nicola
Righi Remigio
di
Ancona
di
Pesaro
di
Cagli
Volpi Filippo di Colonella
Violoncelli
I.
Parisini
'
Carlo
Professore
al
Liceo di Bologna
Adorni Francesco Prof, della
Brugia Adolfo
di
Civitanova
li.
Orchestra
di
Parma
<§ 53 §>
Sabbati ni Giuseppe di Assisi
Signoretti Maestro Ercole di Pesaro
Tesi Cesare di Pistoja
Contrabbassi
1.
Montanari Carlo Professore nella R. Orchestra
(*)
Amiconi Saverio
di
l'arma
Camerino
di
Barbecci Aurelio di Belvedere
di Jesi
Catalani Luigi di Reggio
Donati Nicola di Gubbio
Giuseppe
di
Recanati
Viero Giacomo
di
Venezia
Galli
Arpe Comprimarie
Marsili Pietro Arpista della R. Orchestra di Firenze
Paini-Zoboli Cecilia Arpista della R. Orchestra di
Parma
Flauti
Briccialdi Giulio Professore Concertista di Terni
Bellabarba Gaetano di libino
Ottavino
M inghetti Pio
di
Fano
Oboe
Destefani Ricordano Prof, della R. Orchestra di
Gorgoni Giuseppe
di
Parma
Pesaro
Clarini
Bimboni Giovanni Prof,
al R.
Liceo di Firenze
Bacchiarli Achille di Pesaro
Fagotti
Comprimari
Grifoni Pacifico di Camerino
Andreozzi Venanzio
di
Pesaro
Corni Prima Coppia
Bacchi Angelo di Città di Castello Maestro
Vannucci Alessandro di Camerino
Seconda Coppia
Laurini Domizio di Matelica
Spadoni Luigi
di
Pesaro
di
Tolentino
<§ 54
Trombe prima Coppia
Drizzi
Gaetano Professore
Musicale di Bologna
Liceo
del
Pesaro
Paci Ercole di
Seconda Coppia
Pettinari Maestro
Domenico
Fano Capo del Concerto
di
di
Pesaro
Giuliani Giuseppe di Pesaro
Tromboni
Bimboni
Gioacchino
Dei-Bianco Pietro
Professore
di
del
R.
Liceo di
Pesaro
Boschini Ercole di Pesaro
Oficleide
Cavallucci^Egisto di Città di Castello
Corni da Caccia pel Palco Scenico
Bartolucci
Federico
Pesaro
di
Boni Raffaele di Mombaroccio
Fulvi Clito di
Landin
Mombaroccio
Augusto
i
di
Pesaro
Timpani
l'ucci
Maestro
di
Pesaro
Campana, Tam-Tam
Sistro,
N.
Francesco
N.
Cassa e
Piatti
Valesi Giuseppe di Jesi
Istruttore dei Cori
Signoretti Maestro Ercole di Pesaro
Suggeritore
Maccolini Giuseppe di Pesaro
Direzione dei ballabili
Piccoli
Napoleone
Componenti
PRIMI
il
di
Firenze
ballo
BALLERINI
Mengoli Massini Carolina
Piccoli
Napoleone
Firenze
<§ 55 g>
BALLERINE
(*)
Bolclli
Mazzeri Luigia
Milanesi Linda
Enrica
Capon Teresa
Pagani Rosa
Piccoli Emilia
Piccoli Maria
Simoncini Annunziala
Coppi Enrica
Giovcsi Serafina
Laugier Regina
Mazzeri Giovami ina
BALLERINI
Guidacci Francesco
Lepri Emilio
Coppi Carlo
De Gasperis Alfonso
De Gasperis Pietro
Milanesi Carlo
Palazzi Antonio
Fabbro Pietro
Fantini Angelo
Giovcsi Francesco
Pontecchi Francesco
Zabò Enrico
Direzione del palco scenico
Lanari Antonio di Firenze
Scenografia
Liverani
Romolo
e figlio
Faenza
di
Direzione del macchinismo
Morigi Carlo di Pesaro
Vestiarista
Stocchi Antonio di Parma
Luce
elettrica
Franchi Leopoldo di Firenze
Illuminazione
Bastianelli Terenzio
(*)
L' asterisco indica
l'
ordiue alfabetico rigoroso tenuto uella disposizione delle masse.
Prezzo Biglietto
—
Con
«
Scanni
»
Galleria
altri
d'
Lire 3
ingresso
....
Avvisi verranno pubblicali
i
«
3
«
1
giorni dell' opera.
—
<§ 56 §>
Parole del
Maestro G. PACINI dirette
Ciiiar. Sio. Cojim.
Cu
la
vi
\
Onorevoli Componenti
agli
Artistica della Società Rossiniana Pesarese (*)
Onorevoli Signori
Da Voi onorato
sicale
Guglielmo Teli
il
che
illustre città
piange tuttora
esprimervi
che
so
di
colleghi
,
positore
tale
illimitata
uniti
del
per rendere omaggio
siamo
ci
nostro!
secol
che ostava
sviluppo
quel
di
potenza dello
tutta
le
per
infine
altre nazioni,
che anco
e
che
la
di
iìn
fonte di ricchezza, di gloria!
a
di
più abbietta invidia
la
non conosce leggi se non che
in
scanno
.
dove non pervenne per anco
il
germe
Rossini, e novella vita d'insolite
di
il
presente
l'avola
L'Asia, l'Affrica, l'America
(*)
a colui
color clic sanno.
di
nome
nascere
siedo
io
:
produsse appo quei popoli che
lui
-
cielo
secoli
emo-
salutarono qual primo rigeneratore.
Sì: è per lui che la potenza dell'armonica scienza
è
al
com-
disse:
.
i
il
suo
bello che
non solo, ma
della civiltà, prese stanza
zioni
più grande
al
duplice emisfero illuminò;
il
dal
fin
E son maestro
Europa
imperocché ben
un contro l'altro armato;
Inchinatevi lutti
Si: in
di
vide
abbattendo
clic
allo
l'irresistibile
dovere
il
che novello Prometeo rapiva
a colui
-
genio creatore che
L'
infine
sento
riconoscenza,
due
a colui
preclari uomini, e che
a
Giulio Perticari, io mi
mia più
questa
in
mia manifestazione.
dir del Manzoni
al
un
di
natali
i
non era degno. Accogliete però benevolmente, onorevoli
tulli
del
ingegno eh' ebbe
pur culla nei trascorsi tempi
perdita
la
tanto
scintilla
che
fu
poema mu-
parte esecutiva del divino
la
sommo
quel
di
sensi della
i
Noi qui
la
presedere
a
l'Italia
ovunque
conserva
Lino, d'Orfeo
il
diffuse.
Si;
primato su tutte
trasmuta
si
cagiou sua aprirono teatri,
Di quale onoranza
si
i
in
(piali
verità!
a noi
-
son
dunque non era degno un
Esse furono stampate già in Pescia dalla Tip. Vannini
.
in
8
"
<8 57 g>
uomo?
tanlo
ingegno!
il
però
Tardi
noi
pensammo ad onorare
Oh! come provo dolore,
-
passato, e più
ancora
ma mi
tanta festività. Quasi ne arrossirei:
na famiglia non ha
nazione uno è
Siano dunque rese grazie
che
effigie
e cui contrastar non
Ma
nel
autore di
fissi:
mi
sta
il
la
il
ad onorare
che lecer dono
di lui
la
un grande
la
Pesaro
a
che
mente opra
in-
d'un
degno
a
che
l'intento
il
pensiero di
ci
siamo pre-
di così solenne circostanza.
dilettissimi
mia insufficienza
d' Iddio.
maisemprc pel divino
nutrii
concorso del merito vostro
adunque, o
Assistetemi
rivolgo
pensiero che l'uma-
concordia.
la
onde conseguire
tutto riesca
Io nulla potrei senza
peso degli anni, e
il
di
più sublime musicista del secolo XIX..
il
l'ammirazione
cuore,
a
grande
l'iniziativa
noi
d'opera, dimenticai, Signori, rivolgervi
cioè a dire clic
rienza!
clic
volere,
potrà essere slata
manifestare
tanti capi
(pianto più
si
il
generosi
ai
rammenterà
posteri
ai
rinfranca
distinzione di patria, e
telletto di qualsiasi
sì
miei amatissimi colleglli, nel riandare
pensare a chi dobbiamo
nel
un
in vita
fratelli,
Voi
si
,
della vostra espe-
rammentando che
affidano:
Voi
a
tutti
il
a cui
parola. Sì; in voi, miei illustri colleglli, Mabellini, Vaccai, Grilli,
Banchi, Pettinari;
in
Voi, rispettabilissimo De-Bacci, che
sì
vi adopraste in
tanta faccenda, e che tanto amate ed onorate l'arte armonica; in
mio Mariani, che sedente
magica bacchetta dai
vita
sullo
scanno
pur anco
alle
del
Te pure,
supremo potere, con
inanimate
cose; ed
la
tua
in voi altresì,
chiari professori, ripeto, altamente confido.
Nella certezza che pieni quali
e di
siete
di
benevolenza a mio riguardo, degnerete
patrio
amore,
di
caldo sentire
accogliere queste sincere pa-
role, mi dichiaro
VOSTRO
Giovanni Pachi i
LA GIUNTA MUNICIPALE DI PESARO
Nel
teraria
programma
del 26 Febbraio p. p. fu detto
che ebbe luogo nell'anniversario
come
natalizio dell'
l'
Accademia
let-
immortale Gioacchino
<§ 58 §>
Rossini sarebbe siala preludio
più grandi, da celebrarsi a migliore
feste
di
stagione.
Annunziatosi ora essere
cittadino, designalo per
Pesaro va debitrice
alla
Delahante,
e Cav.
Emanuele Marliani
corrente, Onomastico del Grande Con-
di 21
il
inaugurazione del Monumento Rossiniano di cui
la
munificenza degli onorevoli sigg. March. Salamanca
rappresentati
e per esso, caduto
,
luogo
buon grado divisando
di
in
sì
a
E posto mente che
Briganti-Bellini,
dall'onosottoscritti
i
pubbliche festive dimostrazioni dar
(piali
Sommi non mai
i
(pianto per le opere loro, innanzi tutto
della Onorevole Società
Rossiniana
potesse sotto ogni
--
maialo,
memorando avvenimento.
fausto e
Teatro Rossini
Commendatore
sig
sventuratamente
revole Deputato sig. Conte Cavaliere Bellino
vennero
Senatore
dall'illustre
—
l'
ponno venir
tanto bene
modo
tennero
esecuzione
rapporto
concetto
il
Guglielmo
del
venir
che
a
con
attuato
onorati
Teli
il
nel
miglior
lustro, e decoro, in ciò mirabilmente coadiuvati dui generale Consiglio
che
decretò appositi l'ondi, e dai Sigg. Condomini del Teatro
per
che,
stesso
loro parte. lietamente corrisposero a quanto fu ad essi richiesto.
programma
II
alla
ed
già pubblicato dalla riconiata Società Rossiniana
Rappresentanza Municipale
ai
grandi Artisti
canto
di
e affidato
P interpretare
sponda
nome
al
za, come pure
tutto
I
a
intorno
alle
musicali
celebrila
suono cui, a cominciare dal
H
,
andante;
Guglielmo Teli per forma che degnamente
il
dispensa dal registrare quegli
la
ri-
,
che
si
assunsero
l'
illustri
ed esimi
signori,
incarico di prevedere e provvedere
che ne possa assicurare uno splendido e memorabile successo.
sottoscritti
pertanto
popolari e generali
e
di
e
tacere
dell'insigne Autore di esso e alla solennità della circostan-
foraslieri e cittadini
a
di
permette
le
si
limitano
feste, a
ad
annunziare
richiamare maggior numero
meglio qui trattenerli nella stagione che
daranno due Corse
di Cavalli
la
prima
ai
giorni in cui seguiranno le estrazioni delle
ipposili avvisi.
come
il
15 e
Teatro
la
a
rendere più
di
Accorrenti,
rimarrà
seconda
ai
aperto,
si
28 corrente
,
due Tombole de annunziarsi con
<§ 59 §>
Nella sera del 31, giorno fissato per
inaugurazione
ia
monumento,
ilei
e che sarà solennizzalo dagl'illustri o munifici Donatori del medesimo, nei
modi
clic
nacque
)
verranno da Essi pubblicati,
piazza e
la
via
la
Calzolaj
la
sino
Strada Rossini
Teatro
al
dalla casa
(
ove Egli
per cura del
saranno
Municipio a vari colori vagamente illuminate.
solennizzare poi, per altre pubbliche guise, giorno
11
lenne, è lasciato agli abitanti
fausto
sì
maniera
loro case, e illuminarle
le
benché
splendidamente nelle ore della sera è vivamente raccomandato:
ammirazione verso
in
ogni occasione
il
pegni
so-
ogni ceto e condizione, cui l'adornare di
di
arazzi, bandiere e decorazioni d'ogni
loro
e
Grandissimo Concittadino,
il
desiderio di porgerne
decoro e
novelli, e l'amore al
la
convenienza
alla
della città costantemente addimostrati, possano rendere superfluo l'appello
che ad
essi vien
Le ore
norme
in
fallo.
cui le
Corse seguiranno,
i
premi
ai
Cavalli
vincitori, e le
relative saranno oggetto di particolare manifesto.
Dato
in
Pesaro dalla Civica Residenza
1.°
il
Agosto 18G4.
LA GIUNTA
E.
CECCARELLI SINDACO
A.
CARNEVALI
C.
RALDASSINI Assessore
Assessore
U
H
G.
MATTE1 Assessore
E.
ANTALD1
Assessore
Federico Pialtelctti Seyrelario
FESTA MUSICALE ITALIANA
IL
DÌ 21
ONOMASTICO DI
Nella gentile
dì 21
città di
IN
PESARO
AGOSTO 1864
GIOACCHINO ROSSINI
Pesaro,
terra
natale di tanti
Agosto 1864, onomastico di Gioacchino
Rossini
uomini
sarà con
la
illustri,
il
maggiore
solennità possibile inaugurata la statua del sovrano rinnovatore della Musica
nel secolo
XIX, generosamente
offerta in
dono
alla
sua nativa città dai no-
<§ 60 g>
quale animo
dono,
Marchese
Signori
lidissimi
i
concittadini del grande Maestro abbiano
vivamente
essi
possa, splendida
si
Salamanca e Cav. Gustavo
ili
lo
niana di Pesaro ha già annunziato
la
prossima
con che celebri
La commissione bolognese incaricata
dall'
e
l'està:
poema musicale che
per più sere quello stupendo
accollo
magnifico
il
cooperando a rendere, quanto più
significarono
memorabile
e
Con
De-la-hante.
artisti
è
Società
la
si
rappresenterà
Guglielmo
il
Rossi-
Teli.
onorevole Sig. Conte Bellino
Briganti-Bellini, Deputato al Parlamento e rappresentante della Società Ge-
Romane
nerale delle Strade Ferrate
apparecchiare e ordinare
Festa
la
negli Stati di S. M.
Musicale
il
dopo
fatta la gentile offerta della
Musicali
principali Istituti
collocata,
quecento
si
fra
di
debito di annunciare
suo
medaglia
di Firenze
presenza delle Autorità, e dei diversi Deputali a rappresentare
alla
i
d' Italia,
programma.
Alle 5 poni. (
e
Re
sopraddetto giorno tutta a
del
spese della Società da esso rappresentata, crede
brevemente
il
scoprirà
Piazza
nella
d' Italia,
della
Statua di Gioacchino Rossini; e
la
Cantanti e Suonatori
Cavalier Angelo Mariani,
sotto
direzione
la
Inno a Rossini del
1'
celebre
s'
le
)
Città
Stazione, ov'
intuonerà da cin-
Signor
dell' Illustre
Maestro
Commenda-
tore Saverio Merendante, le cui parole, per invito della Commissione, scrisse
il
Signor Luigi Mercantine Prima e dopo
della
Gazza Ladra,
La sera
alle
ore
e della
(
.)
1'
Inno
si
eseguiranno
Sinfonie
le
Semiramide.
avrà luogo
noli'
elegante Teatro
Rossini un
Grande
Concerto Vocale-Stromcntale, concertalo dal Chiarissimo Maestro Cav. Teodulo Mabellini, a cui, olire
i
valentissimi artisti esecutori del Guglielmo Teli,
prenderanno parte l'egregia Signora Sgargi,
celebri Signori Zucchini e Badiali
per testimoniare
il
il
quale
il
viene
distinto
Signor Pasi
espressamente
da
,
e
i
Parigi
suo omaggio a Rossini. Una cantata appositamente compo-
sta, su poesia del sullodato Sig.
Mercantini, dal celebre Maestro
Commen-
datore Giovanni Pacini, preceduta da una grande Sinfonia dello stesso aprirà
il
Concerto
si
darà
il
in cui
saranno eseguiti
Programma.
L' introito
scelti pezzi dei capo-lavori di Rossini di cui
sarà a beneficio dell' Asilo Infantile di Pesaro.
<§ 61 §>
A più rallegrare
la
Festa
il
fu allievo del Liceo Musicale,
Comune
manderà
zionale diretta dal Signor Anlonelli
gnese interverrà
:
a
Bologna
di
ove
,
valente Banda della
la
rappresentare
crebbe e
Guardia Na-
cittadinanza
la
Regio Sindaco Signor Conte Carlo
il
Rossini
Popoli
bolo-
Senatore del
Regno.
Tutti indistintamente e Maestri e Compositori
come
di
assai
lieti
La
canto, dilettanti e professori, prestano gentilmente
di
porgere un tributo della loro riverenza
Festa
alla quale
Pesaro nel
di
Rossini
il
prossimo dì
aggiunse tanta parte
animi nostri
21
di gloria.
l'opera loro,
grande Maestro.
al
Festa
è
di
tutta
Italia,
1'
Questo bel giorno adun-
valga aneli' esso a stringere più saldamente
,
suono
di
dell'Armonia e nell'amore del Bello
que, ritemprando nella sacra virtù
gli
così
e Artisti
1'
Unità della
Nazione.
Bologna 13 Agosto 1864.
LA
COMMISSIONE
Commcnd. Emanuele Senatore
Marliani Cav.
Albini maestro Francesco Maria
Aria maestro Cesare
Beretta Cav. maestro Gio. Battista
Dirett. del Liceo music, di Bologna
ELENCO delle
Emiliani professor Cesare
e
Rappresentanze
degli Instiluti musicali e della
AREZZO
(
patria di
Guido
Accademia
R.
Deputazioni
Begno, Presidente
Golinelli professor Stefano
Liverani professor Domenico
Mercantai Luig» professore
Dall'Olio Cavai ier Cesare
(12)
del
Stampa
alla
Belle Arti
di
delle città
italiane
;
periodica.
Inventore dell' Arte Musicale
De-Bacci
)
profes-
sore Angelo-Antonio.
ABEZZO
(
Società Musicale
ASSISI
( Città )
BABGA
(
Sabaltini maestro Giuseppe.
Banda Nazionale
BOLOGNA
BOLOGNA
Marzoccbi professore Antonio.
)
)
Mabellini cavaliere maestro Teodulo.
Pepoli Conte cavaliere Carlo Sindaco.
(
Città
(
Commissione Musicale
)
maestro [Francesco
tore
del
Stefano,
Liceo, Emiliani
Mercantini
Aria Cesare.
)
Maria,
Liverani
Beretta
professore
professore
professore
professore
Cesare,
Domenico
Gio.
,
Battista
Albini
Diret-
Golinelli professore
Luigi, Dall'Olio cavaliere Cesare,
<i 62 g>
BOLOGNA
Accademia Filarmonica
(
Yandiizzi marchese Filippo Presidente,
)
Zucchini conte Gaetano Fondatore, Brunetti dottor maestro Filippo,
maestro Francesco Maria
Albini
Pietro
drazzi
maestro
Rovinazzi
,
maestro Giovanni
Vanduzzi
,
Valeriano
Pe-
Lorenzo
Righetti
,
,
,
Pederzini Gaetano Segretario, Isolani maestro Alamanno.
BOLOGNA
CATANIA
Banda Nazionale
(
Città
(
CHIAVARI
(
Antonelli Direttore Alessandro.
Pacini cavaliere
)
Città
)
Commendatore maestro Giovanni.
Gandolfi maestro Nicola.
)
CORREGGIO (Città) Guzzoni Avvocato Orazio.
CREVALCORE (Città) Mochelini professore Pompeo, Andrò
FANO ( Città ) Giammarchi-Petlinari maestro Luigi.
FERRARA ( Città ) Pasini maestro Timoteo.
FIRENZE
FIRENZE
Onorato.
Ferrucci professore cavaliere Crisostomo.
(
Città
(
Società di
)
mutuo Soccorso
fra
gli
Artisti di
musica
)
Niccolini
marchese Lorenzo, Pacini cavaliere Commendatore maestro GioMabellini cavaliere Teodulo.
vanni.
FIRENZE
Concerto [Nazionale
(
FIRENZE
Istituto
( R.
Musicale)
Commendatore
liere
Bimhoni professore Gioacchino.
)
Mabellini
maestro
Teodulo, Pacini cava-
cavaliere
Giovanni
,
Ippoliti
cavaliere
Giu-
seppe.
FIRENZE
(
Società Filarmonica)
De Cerchi
giani
Ippoliti
cavaliere
cavaliere
marchese
Giuseppe,
Vieri,
Giugni-Cani-
Pancialichi
Ximenes
D' Aragona conte Bandino.
FOLIGNO ( Società Musicale ) Belli maestro Diomede.
GROTTAMARE ( Città ) Speranza Avvocato Giuseppe.
GUBBIO ( Città ) Grilli maestro Gaetano.
JESI
(
Patria di Giambattista Pcrgolesi
LUCCA (Città)
Pacini
cavaliere
)
Romagnoli professore Antonio.
Commendatore maestro Giovanni, Michel-
angeli professore Augusto.
MILANO
Conservatorio
(
torio
)
Rossi
cavaliere Lauro direttore del R.° Conserva-
Mazzucato cavaliere Alberto, Ronchetti Monteviti professore
,
cavaliere Stefano, Boniforti professore Carlo.
MODENA
(
Giovanni
MODIGLIANI
MONDAVIO
Catelani
Città )
(
NAPOLI (Città)
Angelo,
Raffaelli
Avvocato cavaliere
Calori-Cesi conte Lodovico.
,
Città
( Città
maestro
)
)
Luearini Maestro Raffaele.
Mici maestro Nicola.
Conti cavaliere Carlo, Serrao maestro Paolo, Fiorini;; cava-
liere Francesco.
P
<$ 63
NAPOLI
(
Artistico-Musicale Bonamici
Circolo
)
Pacini cavaliere
Commenda-
tore maestro Giovanni, Platania Pietro, Saladino Michele.
NAPOLI
Palumbo Costan-
( Collegio Musicale) D'Alessio Francesco Alunno,
tino id.
Caivani Antonio
,
id.
NOCERA-UMBRA ( Società Filarmonica ) Raldasserini maestro Luigi.
PADOVA ( Istituto Filarmonico-Drammatico ) dottor Collegiato Podrecca
Giuseppe Leonida.
PALERMO
(
Collegio di Musica detto
Pietro
PALERMO
,
del
buon Pastore
Platania
direttore
Saladino maestro Michele.
( Città )
De Brolo Lancia duca Federico.
PENNABILLI (Città) Bocchi avvocato Giuseppe,
PERGOLA (Città)
PILASTRO
)
Rubbi maestro Alfonso.
Ginevri Blasi cavaliere Ascanio, Primavera Manlio.
Città ) Sarti Angelo.
(
RAVENNA ( Città ) Mariani cavaliere Angelo.
RAVENNA Concerto Nazionale ) Pasciuti maestro Ferdinando.
S. MARINO ( Repubblica ) Relluzzi conte Gaetano Capitano Reggente.
S. ANGELO IN VADO (Città) Mercuri maestro Agostino, Bellocchi Nicola
S. SEPOLCRO (Città) Pichi conte professore Francesco.
SPOLETO ( Città ) Banchi maestro Giuseppe.
TOLENTINO (Città) Vaccai Giuseppe Maria
TORINO (Circolo degli Artisti ) Biscarra cavaliere Carlo Felice, Marchisio
(
cavaliere Antonino, Borelli conte Giacinto.
URBINO (Città) Ubaldini conte Francesco, Ramenghi Adamo.
URBINO ( Università ) Guidi professore cavaliere Luigi.
URBINO ( Istituto di Belle Arti ) Gherardi conte Pompeo.
VENEZIA (Città) Buzzòla maestro Antonio Malipiero maestro Francesco,
,
Rossi professore Carlo.
VERONA
(
Città
)
Berretta professore Gio.
Battista.
RAPPRESENTANTI LA STAMPA PERIODICA
Regli cavaliere Francesco decano dei giornalisti musicali
fessore Enrico, Salvi Enrico,
sore Angelo
,
,
Panoska pro-
Filippi dottor Filippo, De-Gubernatis
profes-
D' Arcais.
RAPPRESENTANTI LA TOSCAMA
(lo)
PEK L'OFFERTA DELLA MEDAGLIA
Perticari
Mabel
lini
conte
Gordiano,
cavaliere Teodulo
,
Pacini
Ippoliti
cavaliere
Commendatore Giovanni,
marchese cavaliere Giuseppe.
<$ 64 §>
(14) Questa medaglia, egregio lavoro dei signori
di Firenze, rappresenta la testa
il
nome suo;
sul quale
nell'
sono
genio e intorno
II
delle maggiori opere
le gira la
in
profilo
figlio
con intorno
di
Rossini brilla
la
stella
leggenda: al rigeneratore della musica kel
Domenico Bonamini,
e Cavaliere
Maggiore
quali riportarono al Sindaco questa lettera di Lui
Illustrissimo Signor
Non poteva
il
del
sec. xix.
Andrea
in
i
Marzelli,
:
Ceccarelli
Consiglio Municipale di Pesaro (onde farmi pervenire
Medaglia toscana coniata
di
Maestro
e
Consiglio comunale deputò a recarsi in Parigi per presentarla a Rossini
signori Conte
i
gran
Vagnetti
esergo dentro una corona d'alloro avvolta da un nastro
nomi
i
del
F.
la
onor mio) comporre una Deputazione cittadina
persone che mi ricscisscro più gradite degli onorevoli e nobili signori
Domenico Bonamini,
Conte Cav.
e Cav.
Andrea Marzctti. Questa Medaglia,
ora in mio possesso, mi è oltremodo cara, non solo per essere una gene-
prova d'affetto
rosa
(dal 1848
perchè
18oo)
al
offertami
resterà
dalla
Firenze,
gentile
la
di cui
ognora scolpita nel mio cuore,
mi venne porta e consegnata da Concittadini
essa
ma
gitori
di
questa
Componenti
il
di ripatriare (e
m'abban-
n'han ben ragione !!). Saranno però por-
mia povera prosa, e quali interpreti presso
Consiglio Municipale dichiareranno in mio
Che nessuno mi vince
eziandio
di sì squisita
cortesia che mai potrà cancellarsi dalla mia mente; questi eletti
donano impazienti
ospitalità
in sentire e in
la
S.
riconoscenza, e che non havvi
ROSSINI
Passy de Paris 6 Ottobre 1864.
I
limo Sig. Emidio Ceccarelli
Sindaco
di
Pesaro
i
nome:
più caldo Pesarese del Pesarese
All'
V. e
<§ 65
ACCADEMIA DEL
(15)
ISTITUTO MUSICALE DI FIRENZE
R.
CELEBRANDOSI CON POMPA SOLENNE
PESARO
IN
NELL' ESTATE DEL MDCCCLXIV
LA DEDICAZIONE DI INO SCELTO SIMULACRO
DI
Gio.iccni.\o mossivi
L'ACCADEMIA DEL
ASSOCIATA
ISTITUTO MUSICALE DI FIRENZE
R.
NON
CON
AFFETTO
MENTITO
ALL' ESULTANZA DEI
COMPATRIOTTI
DELL' ILLUSTRE MAESTRO
DEPUTÒ SUOI RAPPRESENTANTI
PRESSO
MUNICIPIO
IL
E
LA SOCIETÀ ROSSINIANA
PESARO
DI
ACCADEMICO RESIDENTE
L'
CAVALIER TEODULO MABELLINl
L'
CORRISPONDENTE
ACCADEMICO
COMMENDATORE
PACIM
GIOVANNI
E
L'ACCADEMICO ONORARIO
CAVALIERE
COSÌ
TER
GIUSEPPE
IPPOLITI
PARTITO DI VOTI
XVII
TUTTI CONCORDI
LI
V.
Il
VI
LUGLIO MDCCCLXIV
Presidente
II Segretario
Casanorata
(Ifi)
Neil'
ALL'
occasione
associarsi
Pesarese e
alle
vi
0. Mariotti
altre
in
ACCADEMIA ROSSINIANA
cui la scuola di
città
d' Italia
indirizzava un Inno
,
Banda
in
IN
Padova
onde tributare
1'
assenza del
PESARO
si
faceva dovere di
omaggio
Dottor
all'
Enrico
immortale
Scalettaris
9
<§ 66 §>
Presidente della Banda slessa
socio onorario di codesta
,
nome
diva clic egli pure non concorresse col suo
di
Banda
si
all'
Accademia,
impe-
atto, del quale la Scuola
voleva onorare.
Valga pertanto questa dichiazione
Presidente stesso intende dividere
quale una prova
,
che
il
omaggio dovuto
tributo di
il
,
benemerito
al
vivente
Genio della musica Italiana.
Padova 20 Agosto 1864.
DIREZIONE
LA
—
G. Agujari
V. Torres
ik
A GIOACCHINO ROSSINI
strofe
Quando ogni
mi
rr.u
sii
\
notte italica
Era di servi un pianto,
Chi mai per quella tenebra
Desiò de'
Che
forti
canto
il
gentil penisola
la
Percossa dai potenti
Raddusse
fra
le
genti
A nuove glorie ancor
Tu
di
iMosè nel
Tu
?
genio
nel furor di Tello,
L' odio imparavi
a
Italia
Contro ogni reo llagcllo;
Ella
Mise
Oggi
intese; un fremito
t'
,
e torno gigante
1'
Impone
allor di
al
:
Dante
suo cantor.
Padova Agosto 1864.
A.
Tolo.meì.
<§ 67 §>
FESTEGGIANDOSI
(17)
IN
PESARO
XXI AGOSTO MDCCCLXIY
IL DÌ
LO SCOPRIMENTO DELLA STATUA
INNALZATA
IMMORTALE MAESTRO
ALL'
GIOACCHINO ROSSINI
EPISTOLA
NOME
A
DELLA SOCIETÀ FILARMONICO DRAMMATICA
TRIESTINA*
Ben
fa
la
patria
clic
,
i
gran
figli
onora
In questa vita, e a rendere giustizia
Non aspetta che suoni
1'
ultim' ora.
Della gloria mortai dolce primizia
Preliban molti
Delibarne
E molti dormon
ma
,
1'
fin
ben pochi ponno
ultima delizia,
della
morte
il
sonno
Già lungamente, e dall' ingiusto obblìo
Lor nome
Pure a Costui
vivi solvere
i
,
eh' esalta
il
non vonno.
canto mio
Tanta dal Ciel piovuta grazia arride
Che bene amato
L'
alma
Di
Città
lui
si
egli è figlio
che nascere
lo vide
gloria, e va superba a dritto,
Statua gì' innalza, epigrafi
La
quale
manda
a
da Dio.
gì' incide.
Pesaro un canto intitolalo a Rossini, e pubblicato in occasione
natalizio, celebralo nel
Teatro Comunale
di
Trieste
la
sera del
28 Febbrajo 186/c
ilei
suo decorso giorno
<g 68 §>
Al
nome suo non
tempo
è
Van sue note dei
E loco non
L' alta d'
secoli sull'oncia,
è loro circoscritto.
immaginar mente feconda
Creò
le
E
musica grave e
la
Onde
E
armonizzate melodie,
gioconda.
la
seppe immaginar
Ei tutte
prescritto,
vie,
le
anime
pei suoni le
si
fanno
e grandi e liete e tristi e pie.
forti
Già pur dell'arte in Pesaro
Raccolti
i
Mastri
,
si
stanno
e questi in su le scene
L'alta di Tello tragedia daranno.
Per essa
Forte alle inconsunte vene
il
Del suo crear volle precluso
E
,
Depose
il
varco,
pago delle sue glorie terrene
Francia
in
Che per
,
prezioso incarco,
il
Italia a
sua felice mela
Di villa in villa, a quella alta di Marco,
Quel Titano portò musico atleta;
Poscia posarsi nel vigor degli anni
Piacque
a
sommo
quel
musical poeta.
Felice lui, che dei mortali affanni
La funesta a durar guerra non ebbe
Come
Sperò
1'
quei che
allòr
Perché
Molto
,
a'
,
che
nel
a
suo bel San Giovanni
Luì vivo non crebbe
;
Cantor terribile del vero
potenti del suo
tempo increbbe.
<§ 69 §>
La casta Musa un Cantico severo
Dice
alle genti
Mentire
Ma
la
,
a' tristi
possanza
non puote
e per piacer
un carme lusinghiero.
note
d' ispirate
Pronta pei sensi all'anima tavella,
E
arcanamente scuote.
affetti
tutti
Di tale impronta
il
Che risplende
Come
vero
dai
si
suggella
numeri divini
lucente armoniosa stella
Nei canti dell' altissimo Rossini
Cui sono
i
sommi onor
Per assenso dei popoli
,
giusto tributo
latini
(*).
Alla terra ov' ci fu nato e cresciuto
,
Quell' Alunno del gran Padre Mattei
Invia Tergeste un geni'al saluto,
Tra
le città,
Che
al
.non ultima, pur
lei
Glorioso resero onoranza.
Qual per lunghi anni resa
gli
vorrei
Del natale suo giorno in ricordanza.
(*)
Si allude
anche
alla sua recente
nomina
a
Grand'
Uffi-
ciale della legion d' onore.
Giovanni Tagmapietra.
<§ 70 §>
FESTEGGIANDOSI
NEL TEATRO COMUNALE DI TRIESTE
LA SERA XXVIII FERRRAJO MDCCCLXIV
VIGILIA DELLA DECIMAOTTAVA* RICORRENZA
DEL NATALIZIO
DEL MAESTRO COMMENDATORE
GIOACCHINO ROSSINI
PESARESE
ciniT o
Onorate
1'
altissimo signore
De' melodrammi e delle dolci note,
Virtù spiranti dell' eterno amore.
Onorate Colui che dicer puote
Sali' Eritreo co'
L'
E
numeri divini
inno di grazia alle celesti ruote.
Galli e Sciti
Fremono
e Teutoni e Latini
,
al
E piangon
canto del geloso Otello
di
Tutti col forte e
Desdcmona
generoso Tello
Libertà van cercando
e ciascun trema
,
Di mistico terror presso
Del Regio Assiro; e chi non
Con
la
sua donna
,
all'
Ila
affanni
1'
anima
avello
clic
gema
madre incestuosa
Nella acerba del cor lotta
Ma dagli
destini.
ai
si
suprema?
posa
Nelle ispirate e lepide canzoni
Dell'alta,
Essendo
il
Rossini nato
1'
sempre nuova
e dilettosa
ultimo dì óVI FeUirajo 1792, anno
diciottesimo Anniverserio del suo natale-
bisestile,
'osi
egli
celebra in quest'
«nuo
il
<i 74 §>
espressa in concertati suoni,
Commedia
Onde
vecchio Babbione è
il
l'atto
gioco
E degli amanti e degli duo furboni.
Pur ora
in
questo a Euterpe sacro loco
Risuonavan
Appo
le care
ogni sermone è poco.
le quali
Qual di Te meglio
Dell'
melodie,
le
segrete vie
anima tentar seppe
Creator d'
Chi più ridente e più felice
Ebbe
armonie?
canti e d'
alti
o Maestro
,
estro
1'
in vestir gli udibili concetti
Chi più sublime in ardimenti e destro?
Tutti
i
commossi e commoventi
affetti
Spirasti dentro ai musicali accenti
Gli
animi a ingentilir ministri
Speranze e gaudi
,
eletti.
fremiti e tormenti
Parlan tue note, e della lor favella
L'
anime
tutte
E dir che tanta, e
sono
intelligenti.
di crear
sì
bella
Virtù spiegasti nel bollor degli anni
E tua lucente e gloriosa
stella
Non ha tramonti e non mortali
Ma, spettator
affanni
:
di tua gloria terrena,
Vivi longevo e senza disinganni.
Già sette lustri, e la Parisia scena
All'
arduo tuo novissimo lavoro
Manifestante tua possanza piena
L'ultima t'intrecciò fronda d'alloro
Alle molte dell'itala corona;
Poscia
il
silenzio a
Te parve decoro.
72
Par, se disio
non sprona
di glorie altre
Te, che severo giudicando
taci,
L'amor
ti
E noi
mente
dell'arte in
savem, che
onde
quelli,
in
ragiona.
ti
piaci.
Dolci recessi tuoi, veglio amoroso,
Delibi ancor di vergin Musa
E non
è molto
i
baci.
pur, che glorioso
Vai d'un trionfo, quando udia Parisi
De' Titani frementi
Coro, all'Olimpo
Né
il
bellicoso
di salir decisi.
cotai lampi dell'
ingegno sono
Della tua Musa gli ultimi sorrisi.
I'
parlo vero, e
si
di
Te ragiono
Per reverenzia
al
tuo
nome, che
vale
Qual altro è grande e di più chiaro suono.
1'
so che pria che
Tu
tempo,
dica al
Uno ancor
Che
avesti
a quel
salirai,
taccia
eterno
dell'
mondo superno
Genio sovrano,
musical regno
il
Ma quando e dove
Si
in
scioglierai canto immortale.
Da questo basso
Muto non
lardo ultimo vale
'1
l'
in
governo.
umano
intelletto
spazierà nei regni dell'ignoto,
E del bello, del ver l'ultimo arcano
Da' suoi desiri più non
ila
rimoto,
E contemplando colmerà
la
mente
Del suo conoscer tutto quanto
La stella tua più
si
farà
il
vuoto
candente
Del tuo passaggio infra
i
celesti ardori
E Dio t'esalterà, Cantor veggente,
Angelici a dettar carmi sonori.
Giovanni Taguapietra.
<5 73 §>
Chiarissima Presidenza
(18)
In allcstazione dell'alia stima
me
da
tre Inni di
V.
Tommaseo,
dal
mi
titolo
trasmettere per
Speranza, da me
la
musicali.
grazia di essa, possa venir accolta da codesta spettabilissima
in
Società con indulgenza
Colla
permeilo
poesia, mi dà coraggio a ciò fare,
La bellezza, veramente sublime, della
sperando che
all'Onorevolissima So-
professata
cietà, da Essa illustro Presidenza diretta,
medesima
!
la
povera musica mia.
massima considerazione mi onoro dirmi
Zara ól Luglio
3
Essa Chiaris.* Presiti.
ili
ISlii.
Dalmazia
Devotissimo Servo
Giovanni Salghetti-drioli
Alla Chiarissima Presidenza
della spettabile Società Rossiniana
a
Pesaro
Onorevoli Signori
(19)
decenne che
La dimora
gentile città, ed
chino
Rossini,
il
allorché
sulle scene italiane
ficienti,
favore
perchè
io
in
altra
epoca
io
tenni
speciale compartitomi dal
con
nella
vostra culla e
sommo
Maestro Gioac-
suo prezioso autografo mi permise
un episodio della
di
lui
il
esporre
gioventù, sono motivi ben suf-
prenda spiritualmente una
col quale siete per solennizzare costà
di
parie
prossimo
vivissima
giorno
21
al
tripudio,
Agosto cor-
rente, onomastico del vostro famoso concittadino.
Desideroso di addimostrare
mento, ardisco
sini a Napoli
nel
modo che
inviarvi alcuni esemplari della
-
già da un
anno
in
corso di
io
posso questo mio senti-
mia nuova Commedia
-
Ros-
recitazione presso varie Conilo
<$ 74 §>
pagnie Drammatiche,
ma
ora sollanto per
la
prima volia pubblicata per
le
stampe.
Vogliale avermi per
almeno
alla
memoria
schietto
entusiasmo,
l'intera
Italia
iscusalo della
tenuità
della
affettuosa clic conservo della
con
cui
applaudo
un
offerta,
vostra
riguardo
Pesaro,
avvenimento
ed
per voi,
festoso, quanto memorabile.
Torno
18 Agosto
1864.
Luigi
Alla Egregia
in
Commissione Rossiniana
Pesaro
PESARO
CUNA
DI
PRECLARI INGEGNI
MENTRE SORGE ONORANDO MONUMENTO
A
GIOACCHINO ROSSINI
SPLENDIDISSIMA GLORIA
D' ITALIA
NON [SDEGNARE CHE ALLE PELLE CORONE
ONDE OGGI
A LUI
UN' UMILE
RECÌNGI LA CHIOMA
FRONDA AGGIUNGA
CHI
DI
TE CHE
A
QUEL GRANDE EOSTI MADRE
SERRA DOLCE RICORDANZA
Dami
e
allo
per
<§ 75 §>
(20) XXI
AGOSTO MDCCCLXIV
all'
immortale
GIOACCHINO ROSSINI
QUESTO CANTO*
DALL'ISAURO FESTOSO ALLA SENNA
ANGELO CATELANl MODENESE
INVIA
CANTO
Auspice vale, interroga
Il
simulacro, e scrivi:
la nova Italia
Memori bronzi ai vivi
Alza
Né
solo
Sono
le
;
monumento
tombe, o
La sacra polve
Perdono, o grandi:
dissipa
vento.
il
secolo,
il
Cbe voi faceste eterno
Segno vi pose a livido
Odio e a codardo scherno
,
;
E fur lagrime e carmi
Postuma ammenda
Gli
Oh
se
effigiati
,
e vindici
marmi.
un mortai dei posteri
Oggi contende
E per tempo
il
dritto,
al concilio
DegT immortali
è ascritto,
Perdono, o grandi: amica
Ai
sacri
ingegni, Ausonia
Espia E offesa antica.
Esso
fu
Canio
stampalo
ili
a
Giovanni
Modena, Ti(0di
Ralfaelli-
JSicola Zanichelli e
Sua
,
col tilolo:
ROSSINI
<§ 76 §>
Salve
Rossini
,
Chiese
concenti Iddio,
i
Allo bufere
All'
onde
E dogli
Corcò
cloro
All'
!
il
fremilo
mormorio;
umani in core
il
libre
le
armoniche
Dell' odio e dell'amore.
Rapì dei loschi margini
II
più canoro accento,
Gli echi dell'alpe,
il
Di Baja e di Sorrento
E
gemito
:
armonio confuse
Furon vivente spirito
lo
Che nel tuo pelto
E come suon
Arpe,
d'
clic
infuse.
innumere
il
vento scote,
Dal novo spirto eruppero
Melodiose note
:
E più gentil, più pura
Queir armonia molteplice
Rendesti alla natura.
Destò
le
L'
corde italiche
aura del ciclo assiro;
Miste di Belo ai cantici
amor s' udirò;
Tremendo amor, che
Voci d'
ispira
Della regalo adultera
Il
tardo pianto, e
l'
ira.
Siedon su rivo inospite
Schiave
Pendon
,
raminghe genti
mute celere
:
le
Dai salici piangenti
E
lo discinto
Guardando
I
colli
(li
al
donne,
mar, sospirano
Sionne»
<8 77 §>
Viva
Signor
il
I
Rapir
II
schiusero
si
!
ad Israele
flutti
;
vortici
gì' irati
popolo infedele
:
Suonan di lieto canto
Le sponde, e nella reggia
Dei Faraoni è pianto.
Ah
!
nel dolor degli esuli
Neil' onta
degli schiavi
,
Di questa oppressa Italia
L' onta e
E
il
dolor pensavi
;
inno dei risorti
l'
Suonò promessa e augurio
Di sue libere
sorti.
E allor che d'alti numeri
L'arco
di Tello
armosse,
E sulle rupi elvetiche
La libertà
si
scosse,
Spirò da quelle vette
musa
Nella tua
il
cantico
Dell' itale vendette.
Qual su'on fu muto
al
Delle tue corde?
tremito
Oh
insano
Furor d'Otello! oh amabili
Follie del Conte ispano!
Oh
pianto di Maria
!
Quanta pietà dal Golgota
Per
tue note uscia!
le
Tu peregrin
Come
.Nei
E
il
fra
i
popoli
divino cieco,
cor destavi un palpito
in
ogni piaggia un' eco
E con beffardo vanto
L' italo suol gli estranei
.Nomar terra del canto.
:
P
<§ 78
È ver
valli
le;
:
,
pelaghi
i
Le piante,
lior,
i
le
arene,
Dai Cozi gioghi ad Erice
D'alte armonie son piene:
È ver; sui labbri suona
Eterna
e dentro
,
1'
anime
La melodia ragiona.
Ma
voei echeggiano
d' altre
aure
L'
terre
le
,
E delle pugne
,
i
mari
;
cantico,
il
E suon di bronzi e acciari.
E udir 1' estranio genti
Quest' armonia terribile
Che le agitò fuggenti.
E ancor non tace
sonito
il
Risvegliator dei
Già
Le libere coorti
E
forti.
premon dense all'Adige
all'
;
ultima battaglia
Carco dei
Emanuel
Vincemmo:
si
italici
fati
,
,
scaglia.
e l'onde adriache
Specchian
la
patria insegna:
Nel suo pcnsier
gli
oceani
Varca Venezia e regna.
Vincemmo: e presso all'Ara
La nova Roma ai popoli
I
suoi destini impara.
Pel canamin sacro,
al
vertice
Del Campidoglio ascendi
;
Nell'itale vittorie
(ili
E
il
estri divini
accendi
:
carine eterno intuona.
Ivi
è d' Italia
Ivi
la
il
solio,
tua corona.
<§ 79 §>
(20 bis) Esso è stato già impresso a Torino dalla Tipografia di
Dalmazzo con questo
Elogio
titolo:
a Gioacchino Rossini
letto
Enrico
nel Palazzo
Municipale di Pesaro dal Cav. Dottor Francesco Regli nella solenne inaugurazione
della
statua
che
il
Dov' è da notare che non
ma
in
quello del
R.
'21
fu
Agosto
1864
Palazzo
nel
al
grande Maestro
Municipale eh' esso
Prefetto.
(21)
QUESTA EFFIGIE
DI
GIOACCHINO ROSSINI
OPERA
E
GETTO
DI
MAROCHETTI
GIUSEPPE
SALAMANCA DI MADRID
DI
GUSTAVO DELAHANTE
DI PARIGI
DONARONO ALLA CITTA
DI
PESARO
PATRIA DEL GRAN MAESTRO
LA QUALE
CON GRATO ANIMO
E LIETA
POMPA
LA INAUGURAVA
IL
XXI
AGOSTO MDCCCLXIV
s'
innalzava.
fu
recitato
,
80 §>
INNO
(21 bis)
Sui colli d'Isauro correva
mare
Il
sponda più dolce suonava
alla
La terra col cielo
i
d'
amore parlava
beata del primo tuo
Neil' ora
E
luce,
la
di.
limpidi suoni dell'alia armonia
Col
primo sospiro bevesti
nel core:
Bellezza d'Italia vestia Io splendore,
Rideva nell'aura che
occhi
gli
apri.
ti
Appena l'arcano concento dell'alma
Dall'Adria
Ceniso giulivo diffondi,
al
La noia divina risveglia
1
ghiacci e
le
vampe
i
due mondi
trasvola dei mar.
Spogliata e percossa dai nuovi tiranni
Ancora comanda
Per
su
te
la
genti
le
donna del pianto:
col
suono e col canto
L' antica regina ritorna a regnar.
Chi vicn passaggero da terre lontane
A correr
Qui
le
valli
mezzo
in
del lieto apennino,
all' Italia
Tua splendida imago
Il
rifatta
levarsi
giardino
vedrà.
capo, o stranieri, chinate passando;
Ridesta alle note del (icro Guglielmo
Risorse
Più
1'
I'
Italia col
elmo nò
il
brando e con l'elmo,
brando nessun
le torni.
#
Mercantici
Quest inno fu eseguito dai seguenti Artigli
di suono e di eanto
professori e diletlanti
1
,
Genova;
Direttore Mariani Cav. Angelo
ili
Ravenna,
Supplente Banchi Giuseppe
di
Firenze, direttore dell' orchestra e Maestro del
Comune
di
dlrett. dell'orchestra civica di
Pesaro.
VIOLINI PRIMI
Luigi direttore d'orchestra in Fano
Pettinari
rato direttore d'orchestra
direttore d'orchestra in S. Gio.
Enrico
Ferrara
deschi
lelli
—
Giuseppe
Baroni
Oreste
Giovanni
Cesena
—
Crevalcore
in
—
di
di
—
Bologna
—
Cesari
—
—
—
Andre Ono-
Annibale
di
Baroncino
Modena
d'orchestra
in
—
B:irl>i
Baroni Giuseppi' di
Beltramino
Beltramelli
Giuseppe direttore
Donali
concertino
Persicelo
in
Bagnacavallo
di
Bagnacavallo
,
Angelini Livio di Forlì
di
Imola
d'
Rimini
—
—
—
Dcnzi Felice
Forlì
Fibi
—
Be-
Bodi
Pietro
— Folegati Ercole Ferrara — Galeazzi
Reeanati — Ghirardini Antonio
RaCesena — Gualavenna — Ghirardini Aristide idem — Giorgini Antonio
Forlì — Lama Luigi
Faenza — Lambertini Angelo
gnini Pielro
—
—
Medicina
Lugli Antonio
Bologna
Lazzari BalTaele
Modena — MaGaetano
Achille
Modena —
Bologna — Mangelli conte
Francesco
— Manui Pietro Modena — Manzini Palladio Modena —
Maraviglia Giosuè direttore d'orchestra
Pescia — Marzocchi Antonio
orchestra
Arezzo — Muratori Giovanni direttore d'orchestra
rettore
Rimini — Nicchi Odoardo direttore d'orchestra
Fossombrone — Parma
—
Manfredo direttore d'orchestra
Lugo
Gaetano
Bologna — Pisa
Modena —
Luigi direttore d'orchestra
conte Pietro
Faenza —
Puecianti Gaetano direttore d'orchestra
Cingoli — Righetti
Cesena
— Righi idem — Santorsi idem —
Leone direttore
orchestra
Cento —
Paolino
Cento — Speranza Marco
Grottamaro — Stefani
—
Bologna
Raffaele
Annibale direttore
orchestra
Castello — Tenaschi Aderito
Ravenna —
direttore d'orchestra in Fabriano
Francesco
direttore
di
d'orchestra
di
in
di
di
di
di
di
lagoli
di
Marietti
di
di Forlì
di
di
di
in
d*
di-
in
in
in
Pini
in
di
di
Profili
in
in
di
Sarti
Sarti
d'
di
Stella
di
in
di
d'
in
Città
di
di
VIOLINI SECONDI
Girolamo direttore
orchesta
Bologna — Babacci
— Banchi Annibale Firenze — Barbieri
Bolo— Boccabianca Filippo Ascoli — Bocchini Pesaro — Bondioli Vincenzo
Bologna — Cicconi Giuseppe
Fano —
Pesaro — Coc— Cozzi Vincenzo VeBologna — Colini Domenico
Rimini — Falchetti Ernesto
nezia — Chiusuri Giuseppe
Ravenna —
Galeazzi Galeazzo
Raffaele
Bologna — Garzaini Luigi
Recanali —
Francalucci
Leone
gna
di
d'
Faenza
Italo
di
Chiotti di
di
di
di
Staffolo
di
di
di
di
di
chi
in
di
di
di
Galli
di
11
<@ 82 g>
di
—
Rimini
(ilici
— Giamperoli Pesaro — Giova—
—
—
—
— Pasquali Alessandro Fano —
Augusto
Faenza — Rossi Evangelista
idem — Piani Luigi
Modena — Soriani Annibale
Cento — SpaGiulio
Bologna — Vecchi Luigi
Pesaro — Sutter Anacleto
Pietro
li
Bologna
di
—
di
Massimino idem
Guglielmi idem
Mallknecht Gioaccliino idem
Antonio
di Modena
Manfredini
Pancalli Antonio di Pesaro
Parmeggiani
nelli
Antonio
Conio
di
Petrelli
Pasolti
di
—
Bologna — Rossi
doni Ferdinando
idem — Zanotti Regolo
Pesaro
di
di
di
di
di
di
di
di
Ravenna.
VIOLE
Vado — Aldro— Biserni Giovanni Maestro Bagnacavallo —
Felice
Bologna —
Giuseppe idem — Bentìvoglio
— Branzoli Giuseppe Capo orchestra del Finale Modena — BruBologna — Cervellati Luigi idem — Cesari Annibale
dottor Filippo
Modena — Cortesi Demetrio
Pesaro —
Ravenna — Cortonesi Nicola
Falzoni Camillo
Cento — Giovagnoni Luigi
Bologna — Gnoli
Ferrara — Liverani dottore
Giuseppe d'Ancona — MuImola —
Pesaro —
gnoz Nicola
Remigio
Cagli — Savini Achille
Faenza — Soriani Carlo
Cento — Volpi Filippo
Colonella — Zignani
Matteucci Nicola
direttore d'Orchestra in S. Angelo in
vandi Sebastiano di Bologna
Bonfiglioli
di
di
Bonfiglioli
di
Forlì
di
di
netti
di
di
di
di
conte,
di
di
Riffhi
di
di
di
di
Mauro
di
di
Mariotti
d'
Rimini.
VIOLONCELLI
professore
—
Borgoni Antonio
Luigi
cioli
Crevalcore
di
—
di
Bologna
Bologna
conto
Guglielmo
—
—
—
di
Parma
di
—
Bologna
—
Adorni Francesco
Baldini Camillo di Ferrara
Brugia Adolfo di Civitanova
Carradori conte Filippo
Favi
Paride
di
—
Bologna — Signoroni
Domenico
Tolentino —
Forlì
—
di
—
Busi mae-
— FacPompeo
— SanPesaro —
— Triccoli
Macerala
Michelini
di
Saballini Giovanni di Assisi
Molla Luigi di Ferrara
maestro Raffaele
Sii veri
Pesaro
di
Liceo
nel
orchestra
Reale
della
stro Alessandro
toli
professore
Carlo
Parisini
di
maestro Ercole di
Sesi Cesare di
di
Pistoja
Ravenna.
di
CONTRABASSI
professore nella Regia orchestra di Parma
Montanari Carlo
Severino di Camerino
—
Barbecci Aurelio di Belvedere di Jesi
—
— Amiconi
— Bonacos-
Gustavo
Bologna — Brunelli Ore— Catalani Luigi Reggio —
Cento — Donati Nicola
Gubbio —
Giuseppe
Recanati — Ghirelli
— Mongoli Raimondo — Mona
Rologna — Manganelli Giuseppe
Luigi
—
Astorre
RavennaMassimiliano
Forlì — Ravajoli
—
— Viero Giacomo
Sante
Luigi
Faenza —
Pietro
Venezia — Vincenzi Domenico
Rimini.
si
Alessandro di
ste di
Cesena
—
Ancona
Ronazzoli
di
Cadetti d' Imola
di
di
Cristiani
di
Galli
di
di
id.
id.
di
Orioli Icilio di
Sarti
id.
Pizzicati
id.
di
Sarti
ri
di
id.
di
<S 83 §>
FLAUTI
tano
sini
di
—
Urbino
Leonida
professore
Giulio
Briccialdi
di
—
Terni
di
Domenico professore
Gi Ili
al
Bellabarba Gae-
—
Liceo di Bologna
Or-
d' Imola.
Minghetti Pio di Fano
dro
Concertista
—
OTTAVINI
Gallo (Rallignarli
—
idem
Ringhieri Alessan-
Bologna.
QUARTINI
Costantino di Rimini
Beltramelli
Leonesi Giuseppe
Cento
di
—
—
Cervellati Arcangelo di Bologna
Reggiani Luigi di Bologna.
OBOE
Ricordano
De-Stefani
Borgoni
Giuseppe
professore
—
Pesaro
di
—
nella
orchestra
Reale
Campagnoli Oreste
di
l'arma
di
Bologna
—
—
Parma
Raffaele professore nel Liceo di Bologna.
CLARINI
Bimboni Giovanni professore
Achille di Pesaro
—
Bianconi Francesco
Bologna
di
—
Liceo di Firenze
Regio
al
FAGOTTI
Andreozzi Venanzio di Pesaro
nini
rino
Raffaele
—
di
Tabellini
Faenza
—
Domenico
—
Bennini Ferdinando di Lugo
Casolini d' Imola
di
Bologna
—
—
Grifoni
Angelo
—
di
Città
di
idem.
—
Pacifico di
Bon-
Came-
Tassinari Adolfo idem.
CORNI
Bucchi
Bacchiani
— Paolucci Luigi
Castello, maestro a Tolentino
—
—
Casanova
—
GheIlario di Bologna
Frattini Giuseppe idem
Flavis Cesare idem
Spadoni Luigi di
rardi Pompeo idem
Laurini Domizio di Matelica
Vannucci Alessandro di Camerino.
Pesaro
—
—
—
TROMBE
— Clarusi Adolfo idem —
maestro DoErcole idem —
BoloPesaro —
Vincenzo
Brizzi Gaetano professore del Liceo di
—
Bologna
Giuseppe di Pesaro
Paci
menico di Fano, Capo del Concerto di
gna
Pozzi Ferdinando idem.
Giuliani
—
Pettinari
Pinelli
di
TROMBONI
—
Boschini
Bimboni Gioacchino professore del Regio Liceo di Firenze
Dei-Bianco Pietro di
Cristiani Enrico di Bologna
Ercole di Pesaro
Pesaro
Rappini Camillo di Bologna
Ridarelli Temmaso di Sant'An-
—
gelo
in
—
—
—
Vado.
0FICLEID1
Cavallucci Egislo di Città di Castello
SISTRI
Grcgori Giovanni
—
Nanni Gaetano.
—
Casolani
Pompeo
di
Bologna.
<§ 34 §>
TIMPANI
maestro Francesco
l'ucci
—
Pesaro
di
Zucchi Augusto
Bologna.
ili
TAMBURI
Bartololti Luigi
—
Bologna
di
Seldman Amadio idem.
GRAN CASSA
—
Brugnoli Giacomo di Bologna
i
sandro
Bologna
di
Andreani Ercole
Carlo
Antonelli
-
-
Angelo idem.
R
C
Accarisi Alfonso di Bologna
ecc.
Nico
Nicoli
-
id.
Pesaro
di
-
Antonelli Ales-
Vincenzo
Antonelli
Jesi
di
An-
-
Giuseppe di Bologna - Arduini Giovanni di Pesaro - Aureli Giovanni di
Bologna -Avanzi Ferdinando id.-Avoni Giuseppe id.-Bacci Giuseppe id. - Badiali Cesare d' Imola - Badiali Maestro Giuseppe di Ravenna - Baggioli Antonio id.
zola
-
Bagnoli Francesco di Bologna
Luigi
di
Bajoni di Ferrara
-
id.
Pesaro
Francesco
gna
Bologna
di
Bologna
di
cich Gio. Ballista di Verona
tonio
-
id.
di
Rimini
«li
Mariano
id.
-
Rimini
di
Belluzzi Angelo
Francesco
Bernardi Annibale di Bologna
-
Pesaro
di
Bernardi
id. -
Ben-
Benzi An-
Pasquale
Bevilacqua Luigi
-
id.
Bolo-
di
Berarducci
-
Pietro
-
Barili
-
Cesare
Bechelli
-
Bajesi
id. -
Ballerini Terenzio
-
Bentivoglio Giuseppe di Bologna
-
Berarducci
-
Giseppe
Bajesi
-
Ravenna
Barberi
-
Giuseppe
- Belletti
id.
id.
Luigi di Ravenna
Basigli
-
Antonio
Belletti
-
Cadano
Banti
-
Bagnoli Lucio
-
Ballardini Paolo di
-
Fossombrone - Bianchi Eliodoro Professore nel Liceo musicale di BoloBigazzi Leone di Firenze - Bignami Luigi di Bologna - Bimbi Giovanni
Ravenna - Biondini Enrico id. - Rondi Apollinare id. - Bonetti Luigi di
gna
di
Bologna
di
Ravenna
Osca
id.
-
id,
Carati
-
ni.
Celli
-
Pietro
Casanova Cesare
Angelo
di
id. -
id.
Ravenna
Annibale
Firenze
Bossi
-
Bresciani Angelo
-
valli
di
Ferrara
Borotti di
-
-
-
id.
Alfonso di Bologna
Cattaui Enrico id.
Ceccatelli
Cere
-
Roberto
maestro Giuseppe
di
Bologna
-
Bologna
di
-
Campioni
Carvasalli Gioacchino
id. -
Fano
Ceccatelli
-
Bologna
di
Attilio
id.
-
Dalla
Ca-
Odoardo
Ceri
-
-
id.
Vincenzo
Cicolini Antonio di Rimini
Cuppini Pietro
-
Branzanti
-
Cavalieri Giuseppe
-
di
Giuseppe
Chiusoli Clemente di Bologna
-
Giuseppe
Busi
Carpesani Giuseppe
Rimini
di
-
Cricca
-
Ferrera maestro
Francesco di Bologna - Dallara Federico id.- Dalla Torre Valeriano di Ravenna
Donzelli maestro Ulisse di Bologna - Dori Luigi di Pesaro- Evangelisti Stanislao
-
di
Firenze
Falfari
Giuseppe
di
id.
Bologna
di
Ravenna
-
-
id.
-
-
Fabri Pietro
id.
-
Fasnoni Cesare
di
Ferrari maestro Apollinare di Ravenna
-
Ferrari-Stella Vincenzo d'Orvieto- Ferraris
Ferri Giuseppe
-
Luigi
Bologna
-
Fabi Albano di Bologna
di
Pesaro
rentini
di
-
Cesare
di,
Bologna
Fiorentini Onofrio
Fornasari Carlo
Francescani Gaetano
id.
id.
-
-
id.
Fiorentini Angelo di
-
-
Fiorentini Paolo
Fontana Giovanni
Frascaroli Giuseppe
-
id.
id.
-
id.
Firenze
-
Raffaele
Ravenna
-
-
Ferrari
-
Fio-
Fiorini Luigi
Fontani
Gabrielli
Giovanni
Luigi
id.
<§ 85 i>
-
Gaibi Cesure
di
Gaiani prof. Giovanni
-
id.
Galvani Giuseppe
-
id.
Bologna
Cambini
-
id.
Forlì
di
renze
Ghelfi Gaetano di Bologna
zo di Ravenna
-
Gherardi
-
Gbinassi prof. Vincenzo
Giacometti Domenico di Faenza
logna
-
vanni
di
Pesaro
Firenze
Pilade
landi
Pietro
Marianno
id.
Leopoldo
Lazzarini
Ravenna
Raffaele
Leoni
-
id.
Maccaferri Vincenzo
-
id.
-
id.
Giacomelli Raffaele di Bo-
Carlo di Forlì
-
-
Gua-
Laconcelli
-
id.
maestro Giuseppe
Ligi
-
id.
-
Laurenti Angelo
-
Gio-
Giuseppe di
di Ravenna -
Grossi Andrea
Bologna
di
Gili
-
id.
Lachin di Ferrara
-
id.
Lanzcron Angelo
-
Francesco di Pesaro
Luffoli
-
Ghiberti Vincen-
Giacometti Raffaele
-
Grisoni Raffaele
-
Gualandi
-
Ravenna
di
-
Guglielmo di Ravenna - Giullini
Vincenzo di Bologna - Graziani Giovanni
Bologna
di
-
Agostino di Fi-
Gatti
-
Giulianini
-
Gobetti
-
Grilli
Petronio, e pro-
S«
Ferrara
di
Lugo
di
Garagnani Raffaele
-
Gaspari Gaetano maestro della basilica di
-
fessore bibliotecario del Liceo musicale di Bologna
-
maestro Ferdinando
Galliani
-
id.
Antonio
di
Lussanti maestro Livio di Bologna
Maccolini Giuseppe di Pesaro
-
Magnago Giusepppe
-
Giuseppe di Ravenna - Magni Girolamo di Pesaro Magotti Alessandro di Bologna - Majolani Giacomo di Forlì - Malaguti Giuseppe di Bologna - Malisardi Cesare id. - Mancini Francesco di Pesaro
Mancini Marco id. - Mantelli Ernesto di Bologna - Marchetti Giovanni di OrBologna
di
-
Magnani
•
vieto
Mariani Carlo di Pesaro
-
Angelo
Rimini
di
renti Albino di Bologna
Bologna
cenzo
Bologna
di
Forlì
-
-
Mignardi Pietro
Monacciani Agostino
-
Massa-
-
-
id.
Mazzoni Vin-
Ravenna - Medici Cesare di Bologna - Mela
Meticci maestro Pietro di Castel Bolognese -
di
Merli Alfonso id.
-
id.
Migliori Raffaele di
Martinini
-
Matteuzzi Camillo di
-
Mazzoni maestro Pietro
-
id.
Ravenna
di
Masini Angelo di Forlì
-
Massari Gaetano di Ravenna
Mazzoni Eugenio
-
id.
Pietro
-
Mazzoli Agostino
-
Edoardo
Mariani
-
Martinini Gaetano id.
-
Pesaro
di
id.
-
Minguzzi maestro Quinto
Montaletli Gaetano di
-
Ravenna
-
Tommaso
Montanari
di Lugo - Montelatici Pietro di Firenze - Monti Ercole
Monli Romolo di Ravenna - Morelli Tommaso di Bologna - Modi Forlì
reschi maestro Alessandro di Bologna
Luigi di Ravenna
venna
-
Nanni Leopoldo di Bologna
Lodovico
Bologna
di
Onofri Gaetano di
Clemente
Ravenna
sini
id.
Bologna
-
Parisini
Pascucci
-
-
Orioli
-
id.
-
Pocaterra
Bologna
Pelizzoni Pietro
di
-
Morganti Paolo
di
Ferrara
-
Proli Luigi id.
id.
Polidori
-
-
-
Febo
Ravenna
di
Firenze
di
di
-
Nepoti
Firenze
Orlandi Luigi
-
Fortunato
Paolinelli
Morigi
-
Nutini Giuseppe di
-
id.
Pesaro
di
Naglia Sigismondo di Ra-
Nannucci Antonio
Federico
maestro
Francesco
maestro Timoteo di Ferrara
Luigi
-
Nerozzi Vincenzo
-
Raffaele di Bologna
Panciavolla
-
Muratfi Antonio di Bologna
-
Pesaro
di
Bologna
-
-
id.
-
Paolucci
Pascoli Achille di
Giuseppe di Bologna - PaPedrazzi Francesco di Bologna - Pedrazzi
Pesaro
-
Pasi
Piana Giuseppe
maestro
di
id.
Ancona
-
Radicchi Federico di Pesaro
Filali
Antonio
id.
Poggi Francesco
-
-
di
Ricci Aristide di
<§ 86 §>
Ancona
Righi Angelo di Bologna
-
Bubboli Gaetano
di
Bologna
-
Achille
di
Ravenna
Giuseppe
Soldati
Speciotti Luigi
logna
-
cenzo
di
Pesaro
Firenze
Firenze
gna
-
vide
-
-
po
id.
-
Ravenna
id.
Trombetti
-
Pietro
Cesena
di
Vizzani Giovanni
di
Forlì
Zucchelli Carlo
(-22)
Bologna
di
id.
id.
-
id.
-
-
Trebbi Luigi
Verardi Luigi
Vizzani Camillo di Bologna
Domenico
di
id.
-
Zuflì
A PATRIA
Per
clii
patria ridesta:
la
leva una festa
al serto
le
aggiunse un
Noi dal cerchio dell'alpi e dei mari
Han
le
genti d' Italia
A plaudir su
la
mandato
sponda ove nato
È dell'itala nota il signor.
suoi canti governa
L'armonia che
Si
Sia
i
diffonda sui nostri pensieri
preludio di voce fraterna
Che
ci
accordi
in
un solo voler.
Mosè
F.
il
più solenne canto
Io gì' ispirai di
id.
-
-
Tarini Vin-
-
-
id.
Triccoli
di
id.
-
Vigni di
-
Vizzani Da-
-
D" ITALIANI
si
Serra
Zamboni Luigi id.
Bologna - Zamboni Filipid.
Nel mattili della vita novella
Le sue glorie
Da ogni lido
-
Cesare
Bologna Ungarelli Cleto id. - Van-
Zambelli Augusto
CORI
maestro
Sutter Sante di Bo-
di Senigallia
-
-
Visconti dottor Vincenzo di Bolo-
-
li
id.
Sola Sante di Bologna
-
-
ROSSINI E
id.
Spalazzi Giulio di Ravenna
Zucchini Giovanni
-
Sarti
Sgarzi
-
Zanetti
-
-
maestro Alessandro
Ungarelli Alessandro
-
Giuseppe
Zampa Scipione
-
Bologna maestro
di
Venturoli Luigi di Bologna
-
Viola
Vitali
id.
id.
Tassoni Antonio di Bologna
di
Tugnoli Leonardo
Antonio
-
Stecchi Luigi di Pesaro
-
Vincenzo
-
maestro Angelo
cini di
Bologna
di
Tabellini
Pesaro
di
Bologna
di
Serenari Pietro
-
id.
Salaroli Enrico di
Santoli Sante di Bologna
-
Bologna
di
Wast
Slatri
-
Solieri
-
id.
Vincenzo
Sgargi
-
-
Sandrini Gaetano
-
id.
Angelo
Sarti
-
Sarti Natale id.
-
id.
Ravenna
di
Lorenzo
Salvi
-
id.
Ronchi Angelo
-
id.
Antonio di Forlì
Ruflilli
Ravenna
di
Sarti Luigi
Romolo
Rodolfi Vincenzo
-
Sansoni Sante di Ravenna
-
id.
Giuseppe
id.
Siboni
Enrico
Salvi
-
Sansoni Filippo
Santolini
Cesare
Ravenna
di
-
Faraon spavento.
allor.
Gaetano
id.
<§ 87 §>
apprese
1/ italo sistro
D'esuli e schiavi
pianto
al
La prece d'Israel da
E del mio Dio
Invocò su
me
redento,
sguardo
lo
oppressi. Era qui mesta
gli
La terra allor che a sé mi trasse
Di
possenti melodie maestro
sì
Che nova luce
il
divo
:
questa?
è
Tele
Libertà
per
!
da
lei
Te chiamava
Tu pel popol
Egitto
me
e
da Elvezia
:
derelitto
Desti a lui la prece eletta
sdegno e
lo lo
Che distrugge
saetta
la
oppressor.
gli
Mosé
Alla nota sua divina
Torna indietro
voi dei secoli
il
Presso all'Uri avvampa
il
:
Sina,
Da amendue tuonò la legge
L'alme oppresse Iddio protegge,
:
—
Pei tiranni è
il
suo furor.
—
Cori
L'
armonia che
Si
suoi canti governa
i
diffonda sui nostri pensier
:
Sia preludio di voce fraterna
Che
ci
accordi
(
—
in
un solo voler.
Venezia
dentro le scene
)
Nessun maggior dolore
Che ricordarsi del tempo
Nella miseria
(
Vengo
alla
—
sulla scena
festa anch' io
felice
)
per
1'
aria bruna,
Porto il sospiro della mia laguna.
La mia laguna è in faccia a questa sponda
E piena di canzoni era quel!' onda.
Sa
i
canti di
Rossini
il
gondoliere,
Ma oggi il nostro canto è Miserere.
Vengo alla festa anch'io per l'aria bruna,
Porto
il
sospiro della mia laguna.
p
88
Mosé
Ma
oppressi Iddio protegge;
gli
tiranni è
Pei
suo furor.
il
Tell
arco ho
lo siili'
saetta
la
Che distrugge
gli
oppressor.
Venezia
Quando su me
figgea
La prima volta
rostri
i
mio dolor molcea
La tua nuova melode,
crudo augello,
il
Il
e
annunzio
lieto
me suonava
Di salvator lontano a
L'inno dei miei guerrieri
prode Otello.
al
Della infelice schiava
Fu
gloria
In su
Cominciasse
Rechi
tuoi canti.
a'
nuova
la
luce
di
Dell'itale genti
la
Ma
il
Oh
venga
!
il
duce
all'Adria mesta
!
DONNE ROMANE
COIU) DI
le
Oh!
delle schiere!
membra
Ravvolta
più allegra festa
la
mia laguna
la
Invino
cor clic
al
doppie catene
madre non viene:
lauro ancor vivo sui colli di
Qui manda furtivo del
chioma.
alla
figlio
Roma
Dal re dei concenti l'eterna città
Il
cantico aspetta di sua libertà.
Tutti
Signor, che movi l'alte carole
Degli astri eterni dintorno
Che
le
armonie
de'
tuoi
Qui raccogliesti d'un
Come
dell'itala
Tulli
Deh
i
fa
Il
Chiarissimo
sulle Feste
fa
in
qui concordi
d'Italia pieno
sig.
mondi
cor;
cetra gli accordi,
desiri
Venezia e
(23)
uomo
sole:
al
liei
Roma
Prof.
Rossiniane
al
salva
il
,
!
concento.
o Signor
!
Angelo Deguhernalis nella sua lettera
Direttore del Museo di Famiglia di
Milano, Anno IV. N.° 35.
Fine.
DISCORSO
SULLA
MUSICA
IV.
B.
Questo
al
Discorso
Municipio
che
si
di
fu
dall'
Pesaro,
il
egregio
Autore presentato
quale a segno
d'
ristampasse nella presente Raccolta.
in
istampa
aggradimento ordinò
ALL' AMPLISSIMO
MUNICIPIO DI PESARO
IN
OCCASIONE DEL DÌ ANNIVERSARIO
DI
GIOACCHINO ROSSINI
29 FERRRAJO 1864
ANGELO ANTONIO DE-BACCI-VENUTI
ARETINO
IN
DI
CONTRASSEGNO
VENERAZIONE E
DI
AFFETTO
VERSO LA PATRIA
DELL'IMMORTALE MAESTRO
D. 0.
D.
I
'
JLi
Istoria è la
maestra delle genti
dei destini
la rivelatrice
,
della umanità.
E
riserbato ad Essa
vilimento
,
lettere
tutti
coloro,
e delle arti,
quei
di
vero,
giusto ed
Con
tutti
il
che
tramandare
il
1
s
intitola
dall'
dunque da Voi
memoria
posterità
altrui
al
nomi
i
di
ben essere
apprezzare
stabilito, o Signori,
del gran Pesarese,
immortale Suo
Aula Accademica per celebrarne
E
alla
seppero e fecero
savio accorgimento fu
che
inci-
il
bello.
in questo giorno sacro alla
locale,
V imagine del moderno
che in qualunque modo contribuirono
sociale,
il
ritrarre
prender nota del giornaliero progresso delle scienze
il
delle
il
Nome
si
il
che
Teatro
convertisse
in
le lodi.
poiché piacque agli onorevoli Membri della Società Rossi-
niana, qui instituita pel prossimo festeggiamento musicale del grande
Italiano, di
giunta
acclamarmi, sebbene immeritamente, a direttore della
artistica
,
così
pregovi
che
vogliate
scusarmi
,
cotanta solennità letteraria, sorgo io pure a dirvi alcun che
se
in
della
<§ 94 §>
Musica
ovunque
voglia
ella
durante
E
sommamente
ò
consacrai e l'opra e
La Musica
che da
queste
ponendo
che
che
spirava
il
di
autori
speranze e
di
e
di
seco
di precelti; di
nobiii aspirazioni
Arte
di
bella
sì
è l'Arte di combinare
Greci
i
prendesse
ne
se
riva
in
mio segnalare oggi
grato all'animo
cui fin dai primi anni
,
pensiero.
il
aggradevole. Favolosi
suono
facella
progredimento
il
leggi,
di
e
della natura,
quella imitatrice
di
;
ammollisce
cuori
i
auspici di Gioacchino Rossini.
gli
certo
Voi
che
servaggio, deve all'ombra di libertà spandere più vivida
il
luce sotto
piena
che,
quella finalmente,
tra
trasporta
d'entusiasmo,
ricca
sublime
quel!' Arie
di
.
vento, vuole
suoni in
prelesero dalle
la
nome pensarono.
il
acquistasse
prima
la
rendevano
Nilo
al
i
che assumesse
le
modo
all'orecchio
muse
inventata, e
Ivircher
idea
in
canne,
Egitto
dal
quando
nome da una
tal
sup-
poi
vi
parola
egiziana.
Privi di
monumenti
prime età riguardi. Egli
nerazione
stata
il
poco affermar
può che
la
Musica delle
però che era questa in alta ve-
è certo
diversi
i
si
siccome
Popoli,
in
ogni tempo ne è
diletto.
La
pietre
presso
,
mitologia
metleansi
stosi edifizì.
ralmente
Il
le
racconta
che
une sopra
senso
filosofico
allo intelletto:
al
le
di
ed è fuor
suono della Lira d'Anfione
altre
formando eleganti e mae-
questa
di
le
finzione
dubbio, che
si
la
natu-
offre
Grecia
,
così
ingegnosa e profonda ne' voli della sua immaginazione, volle dare
indizio della maravigliosa efficacia della
delle
prime
Città.
musica nella edificazione
<§ 95 §>
E
allorché
e
leoni
le
mini
interviene
bestie feroci col
che
evidente
e'
suono della sua
quali in progresso di tempo
i
si
inteneriva
diventa
cetra,
non sono
leoni e le bestie feroci
i
che Orfeo
leggere
di
altro
mansuefecero e
i
altresì
che
Uo-
gli
costituirono
si
in società.
Dunque
i
è incontrastabile che la Musica
costumi; dunque non è quale da alcuni
spiriti leggieri
,
guardavano
Uomini ed
siccome
,
spiega
culto più
il
prare
si
il
educazione
di
diletto
più
mano
,
che
le
1
l
ignoranza di
di
dolce
,
le
e noi pure
gli
1'
,
virtù e le azioni
umane
degli
che
Uomini
leggi
d'
vediamo pe'
nostri libri sacri,
le esor-
Eroi e gli Dei con-
gli
scritte
che
,
erano
tali
versi
in
strumenti
erano nei
primi
usi degli Israeliti.
uopo confessare, che l'Autore della Natura ha posto
Uomo un
per
degli
quest' Arte
e pubblicamente cantate da alcuni Cori al suono degli
1'
ri-
un Eroe che sapeva tem-
divine e le
tazioni alla virtù, la cognizione di ciò
E
e
degno degli Dei.
teneva vile la
Ateneo ne assicura
tempi
,
corde di un musicale strumento.
le
cerneva
parte
l'Andres,
A Temistocle venne rimproverata
posciachè non
crede l'ornamento di
si
nutrice di pensieri molli ed effemminati.
la
Greci fecero della Musica una
I
compone
tempera e
certo gusto ed
armonia
,
una inclinazione segreta per
il
nel-
canto e
che serve a nutrir l'allegrezza nel tempo della pro-
sperità, a cacciare
il
dolore nelle
afflizioni,
a
mitigare
nei
tra-
vagli le pene.
L'
Saullc
Arpa Davidica ritornava
—
Il
la
calma nel
tempestoso petto
dolce concento della Cetra mitigava l'ira di Achille
di
—
<g 96 §>
Tcrpandro
Musica una sedizione
ac(|iielò colla
Cosi De-La-Motle guarì
e Filippo
V.
nazione mentale
—
gica
.
Platone e con
si
può
far
di
con
fra gli
Spartani
suono dell'Arpa una febbre
il
Spagna
musica fu
colla
ristabilito
non temon punto
lui Aristotile
di dire
—
letar-
da
alie-
che non
cambiamento nella Musica senza che siavene uno
nella
costituzione dello Stato.
La maniera con cui
stabilita in
cifre
notavano
Antichi
gli
un fondamento semplicissimo che
era
stringersi in questa idea a
un
piccol
ritenersi, introducendovi eglino
tuitamente in guisa
di notare
la
una
numero
rapporto
il
Ma
cioè a dire per le lettere del loro alfabeto.
,
Musica era
loro
la
di
delle
invece di re-
caratteri
facili
a
infinità di differenti segni, gra-
Musica confusero, che altrettante maniere
avevano, quanti generi e modi.
Ma dopo
mille
il
Guido
monaco
Arezzo
di
introdusse V uso delle Portate, ritrovò
il
Solfeggio
Pomposiano
e lo
perfezionò
nel suo Micrologo con una mirabile invenzione, che cangiò faccia a
queir
arte.
Questo celebre
mio Concittadino
strumenti a plettro, come sono
11
anni
l'
Micrologo
è
trentaquattro,
altro
in
un' opera
ed
è
composta
in
da
due
i
di
vari
Clavicordi e simili.
Guido
libri,
nella
uno
in
età di
prosa,
versi.
parte la monodia
lutti
Clavicembali,
divisa
Parve un prodigio quella
volsero
i
pure V Autore
fu
gli
Ermanno
,
si
promosse
invenzione,
il
per
la
contrappunto e a
amanti del canto e
dell'
Contralto e Costantino
quale posta a
tal
prodigio
si
armonia.
monaco Cassinesc con Tedal-
<§ 97 §>
do Vescovo
di
Arezzo e Zio della
furono anche
contessa Matilde
Essi rinnuovatori e Maestri di Musica dietro la scorta del primo in-
ventore e del suo Microbio.
1
Quest opera nondimeno, come di
suole, incontrò anch'essa
alcuni se ne dica,
Aretino nato per
il
egregie che invano
nome,
Musica
la
molte
,
la
più grandi avvenir
tulle le
ma
contraddizioni;
fama e
la
checché da
questo grande
gloria di
sono cose or tanto luminose e tanto
vorrebbe offuscarle.
si
come
Egli è certo maraviglioso
di Arte sì bella
monu-
pochi
menti siano a noi pervenuti e come poco or siano nominati
primi
i
Maestri di quella.
Ma non sarebbe per avventura, perchè
giorno
di
in giorno
dopo un
progressi, e per la stessa ragione per la quale
fece Ella
Petrarca, più non
legge
si
fra
un Boccaccio
Guittone, e dopo
il
Pecorone ?
Gran tempo
dopo Guido,
fiorì
istituzioni e le dimostrazioni
lasciò le
Musica
assai
italiana
fondatore
della
Giuseppe Zarlino, che ne
armoniche. Fu allora che
passò alle altre Nazioni
e
,
Musica francese, siccome
fiorentino fu
il
Peri del Recitativo
il
Lulli
il
il
la
ritrovatore.
Potrebbonsi da
me enumerare
vari
simi tempi alto grido levarono e le cui
alla
Italia e alle altre
Paesielló
d'
,
d'un
Boccherini
d'
,
Zingarelli,
un Pergolesi
elogio a fronte di
;
,
d'
negli a noi più pros-
Opere anche
Nazioni recano onore.
un padre Mattei
Fioravanti,
che
un Mayer
porlo
Io
,
d'
di
presente
qui
un Paer
di
,
d'
un
un
d'un Cimarosa, d'un Generali, d'un
ma come
un Rossini?
tesser di
questi ben dovuto
<§ 98 §>
Questo Genio creatore rigenerando
,
Armonia aprì nuovo e vasto campo
dell'
dirò cosi
,
leggi stesse
le
Musica e
alla
la
ridusse
più alto grado di perfezione.
al
Col magistero delle armonie e col nuovo e dolce incanto delle
ispirate melodie vestì
Grande
come
zioni,
ritmi
e la rese più sublime
E
cuna
i
nello Stabat
e potente
La
rappresenta-
grande
ne' sacri
grandissimo come nel Guglielmo
;
nel-
.
inclita Città dell'Isauro,
*li
che
gloriarti
in
che avesti
la
gloria di essergli
questo giorno che ne rammenta
!
Italia,
mura
il
nome
saluta col
Ma
eroiche
nelle
generosi sentimenti di Patria e di Libertà.
Tu, o
natali
e
Semiramide;
nel Barbiere e nella
bene hai
,
ricreamenli
ne" comici
come
,
T ispirare
tue
,
accento delle sue note.
coli'
i
parola
la
,
come
mondo
di
a
lutto,
plaudendo all'immortale Maestro
Orfeo Pesarese e volge un tenero
Madre
la
lo
pensiero alle
più avventurosa.
chi è che di arti belle o di scienze ragioni e a
Te
beni-
gno o invido almeno un guardo non volga?
A Te che meritasti
l'
appellativo di Atene di questa
Provincia pel decoro di elettissimi Ingegni,
ranno venerati
i
nomi, non troppo remoti,
di
sì,
che
fiorente
furono e
sa-
Gian Giacomo Leonardi
.
Giovan Battista Almerici, Giuseppe Maria Mazzolari, Giovan Battista
Passeri, Annibale degli Abbati-Olivieri, Giovanni Andrea
zarini
;
e
Gioacchino
che puoi
i
andar
superba
di
aggiungere
a
quello
nomi contemporanei del chiarissimo Maestro
dell'illustre Perticali,
del celebre
Naturalista
Poeta Cassi, del famoso scienziato Antaldi
.
di
Lazdi
Vaccai
.
Paoli, dell'insigne
Machirelli
il
Dotto.
<g 99 g>
di
Baklassini
Matematici
Geologo
il
di Pelrucci
Mamiani
di
,
,
il
il
Mamiani
e dei viventi Terenzio
Fisico
Coli
Botanico, di Merloni e
e Salvatore Betti.
1
Tracciata per
ai dì nostri
io
tal
guisa la succinta storia
credo di non andare errato affermando, che
i
tra
,
Mercadante
indubitata fede
i
fino
Rossini
di
Rossini
tanti
insigni
secolo
il
classiche
le
Opere
di
quali, a gloria della Penisola nostra,
Pacini
,
E vado
in
esecuzione
alla
di
dimostrare
,
che appunto
Rossini
,
darà
la
il
in
che
la
Italia
fa
le
comune
di
Guglielmo Teli
Maestro,
;
si
pro-
più celebrate Capacità Musicali,
per
profitto
Scienze, delle Lettere e delle
del
prossimo innalzamento della
quale in omaggio appunto del
prender parte
questo Secolo,
sua Patria testimonianza
bronzo colla splendida esecuzione del
Lui Statua
vivono ancora
Verdi.
poi lieto in pensando,
stesso
lo
,
Musicale progresso, festeggiando
pongono
che
quali ispirandosi alla nuova Scuola riportarono V applauso
universale
vivente
,
V aureo Secolo Musicale.
diritto appellarsi
Ne fanno
Maestri
Arte
compendia nei due grandi luminari Guido e
si
può a buon
dell'
di libertà
Arti.
aq3^
,
anche
a prò
delle
INDICE DELLE MATERIE
....
Dedica del Municipio pesarese a Rossini
Proclama dello stesso Municipio per
lizio
di
Iscrizione
la
Pag.
29 Febbraio nata-
festa dei
Rossini
latina
del
Cav.
Discorso inaugurale del Prof. Francesco Dini
L' Italia e
suoi Grandi
i
La Musica
Al
Rivoluzione
la
Ode
-
.
.
»
11
.
.
»
13
-
25
»
27
»
31
»
38
»
39
»
KK
del Prof. Luigi Mercantini
Sonetto del Prof. Luigi Mancini
-
-
.
.
.
Terzine del Con-
Gaetano Belluzzi
Alla Patria di Rossini
Rossini e
Musica
la
Semiramide
-
Sonetto del Prof. A. Roschini
-
-
-
Natale di Rossini
Ode
-
A Rossini
-
Rossini e
il
Tecnico
M
»
57
»
G2
»
G7
»
74
»
75
»
82
»
83
»
89
.
Attilio Maestrini
.
.
.
del Prof. Girolamo Bcrtozzi
Icilio
-
Canzone
dell'
.
.
Sonetto del Prof. Luigi Mancini
Rossini e le sue opere principali
Istituto
...»
Inno del Prof. Nicola Vichi
Canzone del Prof.
Italiana
.
Discorso di F. L. Keating
-
A Gioacchino Rossini
La Madre
Pompeo Gherardi
Canto del Prof. Conte
più illustre de' Pesaresi antichi e moderni
te
11
-
7
.
Sonetto proemiale del Direttore dell'Accademia Giuliano Vanzolini
Guglielmo Teli e
»
Prof. Francesco Rocchi posta la detta
sera dei 29 sulla Porta del Teatro Rossini
Il
5
.
Alunno
di
.
questo
Calvori
Sonetto del Prof.
General Stefanini
Don
-
Luigi Cardinali
Epigramma
.
.
del Prof. A. Roschini
Discorso sullo Musica del Sig. Angelo Antonio De-Bacci- Venuti
.
INDICE ALFABETICO
DEI
NOMI
DEI SIGNORI ACCADEMICI
Belluzzi
Conte Gaetano
Bei-tozzi Prof.
Pag.
31)
G7
Girolamo
Bosehini Prof. Antonio
44 e 83
Calvori Icilio
75
Cardinali Prof.
Don
Luigi
82
.
De-Bacci-Vcnuli Angelo Antonio
89
Dini Prof. Francesco
12
.
Gherardi Prof. Conte Pompeo
31
Keating Francesca
47
Maestrini Prof. Attilio
G2
Mancini Prof. Luigi
38 e 74
Mercantini Prof. Luigi
27
Rocchi Prof. Cav. Francesco
11
Vanzolini Giuliano
25
Vichi Prof. Nicola
57
F
I
N
E.
t
r
HE GETTV CENTER
LIBRARY