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Certificato
N° EDIL.2009_011
Manuale tecnico
Dal 1961 Tolin
utilizza per la posa
dei suoi parquet
delle tecniche
a secco le cui
origini risalgono
all’Ottocento.
Impiega solo
materiali in
bioedilizia che
garantiscono case
sane, confortevoli
e a basso consumo
energetico.
vivere su un parquet naturale
Dal cuore della Slavonia la nostra azienda seleziona
le migliori piante di rovere. Queste portate in
segheria, sono tagliate (semilavorati) prima di
eseguire l’essicazione nei forni. Dopodiché c’è la
stabilizzazione esterna del legname per almeno
un mese prima di procedere alla produzione del
parquet massello maschiato. Per ultimo il legno viene
confezionato e marchiato con le nostre certificazioni.
LA PRODUZIONE DEL PARQUET
Foreste certificate
Tronchi di rovere di Slavonia
Taglio dei tronchi in segheria
Scelta del migliore tavolame
Preparazione dei semilavorati
Essicazione dei semilavorati nei forni
Dal semilavorato si ottiene il parquet maschiato
Scelta e classificazione della qualità del rovere
Confezionamento del parquet by TOLIN
FSC - Legno massello proveniente
da foreste gestite in modo sostenibile
“SISTEMA TUTTO A SECCO
PER POSA PAVIMENTI IN LEGNO
SU IMPIANTI DI RISCALDAMENTO
A PAVIMENTO”
Qualità
dell’ecosistema
VALORIZZARE LA NATURA DEL LEGNO
È TUTELARE L’AMBIENTE
Dedichiamo le nostre risorse alla continua ricerca
e alle certificazioni per offrire ai nostri clienti
la massima qualità ecosostenibile.
Risorse
vergini
rinnovabili
Salute
Umana
PROVE DI LABORATORIO
POLITECNICO DI TORINO
Brevetto n° TO2007A000593
Brevetto n° TO2007U000108
ASSOCIATO ANAB
ASSOCIAZIONE NAZIONALE
ARCHITETTURA BIOECOLOGICA
FSC
Legno massello proveniente
da foreste gestite in modo
sostenibile
CERTIFICAZIONE ICEA
n. EDIL.2009_011
sul “SISTEMA TUTTO A SECCO PER POSA
PAVIMENTI IN LEGNO SU IMPIANTI
DI RISCALDAMENTO A PAVIMENTO”
INDICE ARGOMENTI
Parte Prima: la nostra azienda
pag. 2
Ditta artigiana dal 1961
La nostra idea di bioedilizia
Il Legno: una risorsa perenne e materiale per il futuro
La Tolin Parquet
I nostri servizi
Parquet antico
Parte Seconda: le nostre tecniche di posa
pag. 7
Le nostre tecniche di posa
Le origini della posa a secco
I vantaggi
Componenti dei sistemi di posa a secco
Posa su sabbia con riscaldamento tradizionale
Posa su granulati minerali con riscaldamento tradizionale
Posa su sabbia con riscaldamento a pavimento
Sistema tutto a secco con riscaldamento a pavimento
Comparazione tra i sistemi di posa
Parte terza: finitura e trattamento ad olio
pag. 20
Finitura ad olio naturale
Fasi di levigatura, trattamento ad olio e manutenzione
Vantaggi del trattamento ad olio naturale
Appendice tecnica
pag. 23
Brevetto al Politecnico di Torino
Efficacia e Potenzialità del Sistema Tutto a Secco con riscaldamento a pavimento
Isolamento Acustico
Sistema tutto a Secco
Verifica requisiti acustici passivi di un’unità abitativa
Isolamento Termico
Tabelle tecniche di conformità al DL 192 e DL 311 per tutti i sistemi di Posa a Secco Tolin
1
la nostra azienda
Ditta artigiana di fornitura e posa in opera parquets dal 1961.
Il Sig. Tolin Mario inizia per primo quest’attività ed è ancora
oggi il titolare della ditta. Dal 1995 é un Consulente Tecnico Ufficiale (C.T.U.) del Tribunale di Saluzzo nel campo
Pavimenti in Legno.
Nel 1982, dopo aver restaurato e rimesso in opera vecchi
parquets posati su sabbia, riprende e rinnova questa
tecnica di posa che ha le sue origini nei primi anni del
1900.
In oltre 40 anni di lavoro il Sig. Tolin Mario adotta le tecniche
di posa dei parquet più conosciute nel settore (incollati su
massetti di cemento e inchiodati su magatelli di castagno
(radici), annegati quest’ultimi nel cemento).
I lavori sono eseguiti in opera personalmente dal figlio Tolin
Geom.Gian Luca e da personale specializzato, quest’ultimo
suddiviso in squadre di posa in opera e di levigatura e trattamento ad olio naturale.
incollato
magatelli
La nostra esperienza artigianale è oggi rappresentata da
oltre 200.000 m2 di parquets posati su sabbia, di cui più
di 50.000 su riscaldamento a pavimento, ed è motivo di
soddisfazione professionale per aver saputo eliminare numerosi inconvenienti impossibili da risolvere con le pose
tradizionali.
La nostra idea di Bioedilizia
Pavimentazioni sostenibili per il piacere dell’abitare.
Oltre che sul “ buonsenso ” di utilizzare materiali non inquinanti, la bioedilizia si fonda su solide basi scientifiche e richiede un’elevata qualità di esecuzione dei lavori.
Quando in Europa è iniziata nei primi anni Novanta una concreta richiesta di Abitazioni sane, confortevoli, a basso consumo energetico e sostenibili dal pianeta terra, i materiali naturali si sono ovviamente dimostrati i più adatti per :
• salubrità
• traspirazione
• riciclabilità
• basso costo energetico alla produzione
Anche la progettazione di forme, spazi, luci, colori e materiali in sintonia con l’ambiente esterno e gli utilizzatori dell’edificio,
sono Bioedilizia.
Le persone coinvolte nella realizzazione di un progetto per la “piacevolezza dell’abitare”, saranno quindi guidate e stimolate
dalla sensibilità verso tutto quanto ci circonda.
2
la nostra azienda
Il Legno e’ una risorsa perenne, il materiale del futuro
Il Legno è un materiale prezioso,
vivo, ricco del calore della vita che
lo ha prodotto e per questo dà
gusto e bellezza agli ambienti e
vogliamo che sia vissuto in piena
libertà ed armonia; esaltandone la
bellezza garantendone la durata e
la protezione, la salubrità degli ambienti, il benessere delle persone e
la biocompatibilità con l’ambiente.
Tolin Parquets su sabbia vuole darVi un pavimento in legno tecnicamente ineccepibile,
durevole, bello e sano che migliori invecchiando, che si possa godere giorno per giorno,
che sia fatto per la vita e amato dalla vita.
La ns. ditta si propone di favorire e migliorare la gestione sostenibile delle foreste, attraverso
l’utilizzo di legno certificato dalle principali organizzazioni europee ed internazionali.
Forest
Stewardship
Council
Pan European
Forest
Certification
I marchi FSC e PEFC identificano i prodotti contenenti legno proveniente da foreste gestite in maniera corretta e responsabile secondo rigorosi standard ambientali, sociali
ed economici.
3
la nostra azienda
La Tolin Parquet
Tolin Mario - Titolare
CTU di Tribunale
Tolin Irma - Titolare
Tolin Geom. Gian Luca
Titolare Resp. di cantiere e posa
Paola
Resp. relazioni esterne
Sergio
Resp. uff. comm.
Franco
Agente
Enrico
Resp. finitura e tratt. olio
Nicola
Resp. Tecn. di posa
Giuseppe
Resp. Tecn. di posa
Christian
Resp. Tecn. di posa
SEDE LEGALE
LABORATORIO
MAGAZZINI
AUTOMEZZI
FORNI DI ESSICAZIONE
STABILIZZAZIONE ESTERNA
Show Room aziendali
SALUZZO
4
SALUZZO
ALBENGA
BIELLA - MILANO
la nostra azienda
I nostri servizi
Scelta dell’essenza del legno
Con visite presso abitazioni nostri clienti
Organizzazione
dei lavori in cantiere
Con brochure tecniche
Assistenza in cantiere
Realizzazioni di pavimenti a
disegno
Sicurezza sul lavoro
Agevolazioni Fiscali
Garanzie
Assistenza nel tempo
Materiale tecnico
per i progettisti
• Miniature dei nostri sistemi a secco
• CD Multimediali
• Manuali tecnici
5
la nostra azienda
PARQUET ANTICO
Realizzazioni di Pavimenti con legname di recupero
La nostra ditta è specializzata nel recupero di
vecchi travi rimossi da cascinali datati fine ‘800.
Ai travi selezionati sono
tolti gli innumerevoli
chiodi , ripuliti, tagliati in
segheria e messi in appositi essiccatoi.
In un secondo tempo si
passa alla loro lavorazione per realizzare Maxilistoni a larghezze alternate o pavimenti a disegno
su richiesta del committente.
Parquet antichi recuperati da vecchie abitazioni
restaurati e rimessi in opera
6
le nostre tecniche di posa
LE NOSTRE TECNICHE DI POSA
POSA SU SABBIA
con riscaldamento tradizionale
POSA SU GRANULATI MINERALI
con riscaldamento tradizionale
POSA SU SABBIA
con riscaldamento a pavimento
TUTTO A SECCO
con riscaldamento a pavimento
La ditta Tolin mette a disposizione del proprio cliente una tecnica di posa del parquet specifica per il cantiere in cui si va ad operare. A seconda se si tratta di nuova costruzione o ristrutturazione la Tolin è in grado
di consigliare la posa ottimale per il parquet scelto.
In generale le tecniche si possono suddividere in due gruppi: tecniche specifiche per sistemi di riscaldamento tradizionale oppure tecniche per tipologia di riscaldamento a pavimento. Stabilito il sistema di riscaldamento per la propria abitazione, Tolin propone una tecnica di posa a secco su sottofondi tradizionali
in cemento oppure una tecnica denominata “tutta a secco” con la quale si propone al cliente di realizzare
una posa del parquet completamente a secco in bioedilizia senza l’impiego di cemento o suoi derivati.
7
le nostre tecniche di posa
LE ORIGINI DELLA POSA A SECCO
Agli inizi del ‘900
La posa su sabbia dei parquet non è
una novità odierna, poiché la sua applicazione era già praticata nei primi
anni ‘20. Infatti, in molte abitazioni
d’epoca si trovano ancora oggi parquet posati con questo metodo.
Erano chiamati “sovrapponibili”, perché posati su pavimenti preesistenti
come il cotto e le piastrelle in cemento deteriorate.
La posa su sabbia consisteva nello
stendere un sottile velo di sabbia per
creare un “piano”.
“ fe m m i n a”
per incastro
“maschio”
linguetta
in metallo
A questa era sovrapposto un foglio di
carta normale, dopodiché si sistemavano, uno di fianco all’altro, i listelli
di legno uniti da linguette in metallo
inserite nelle apposite fessure. Il metallo prescelto era il ferro, materiale
idoneo ad assorbire l’umidità del legno così da comprimersi ed evitare il
formarsi di fessurazioni nel parquet.
Questa particolare posa non causava nessun problema al parquet,
considerando che in quel periodo il
riscaldamento interno era prodotto
da stufe o caminetti, i quali mantenevano sempre una buona percentuale
d’umidità tollerabile dal legno.
parquet
carta
cotto
sabbia
Parquet in rovere evaporato posato su sabbia nel 1920 dal Sig. Tinivella
Sezione cotto/sabbia/carta/parquet a incastro con lamelle di ferro che con il tempo prendevano la ruggine
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le nostre tecniche di posa
I VANTAGGI
I MATERIALI
LA TECNICA DI POSA
Utilizzo di materiali compatibili con i principi
della bioedilizia:
Non sono utilizzate colle nella posa in opera.
Notevoli qualità termo-acustiche.
Ridotto costo energetico di produzione.
Carichi ridotti sul solaio.
Esenti da emissioni nocive.
Assoluta garanzia di stabilità nel tempo.
Alta riciclabilità.
Riduzione nei tempi di installazione.
Garanzia di traspirazione.
Costi contenuti rispetto ai sistemi tradizionali.
Morbidezza al camminamento.
Risolve tutti gli inconvenienti del sottofondo
cementizio.
Interamente ispezionabile nel tempo.
Ispezionabilità nel tempo: es. perdita idraulica
• trovata facilmente la
perdita idraulica
• recuperato tutto
il materiale
• tempi brevi per risolvere
il problema
RECUPERO PARQUET
INDIVIDUAZIONE TUBO FORATO
INCHIODATURA PARQUET
Componenti dei sistemi di posa a secco
• Granulato Minerale: si ottiene da roccia vulcanica
Condut. Termica λ = 0,053W/mK DIN 52612
Massa Volumica apparente = 120kg / m³ DIN 4226-3
Resistenza al fuoco : A1 DIN 4102
• Fibra di legno alta densità mm. 8
Condut. Termica λ = 0,055 W/mK DIN 52612
Densità = 280 kg / m³ DIN 4226-3
Peso = 2,1 kg/m2
Resistenza al fuoco : B2 DIN 4102
Resistenza al suono : Rm = 24 db DIN 52210
Resistenza al vapore μ : 5
• Pannello in Fibra di gesso idrorepellente
spessore mm.12,5 / 15
Condut. Termica R = 0,25 kcal / mh grd DIN 52612
λ = 0,32 W/mK DIN 52612
Peso Specifico = 1150 kg / m³
Resistenza A compressione = 116 N/cm2
Resistenza al fuoco : B2 DIN 4102-4 F = 30’
Resistenza al suono : Rm = 31 db (con uno strato solo)
DIN 52210
• Fibra di legno mm. 20 / 30
Condut. Termica utile λ = 0,044 W/mK
Resistenza alla diffusione del vapore µ=5
Resistenza al fuoco : B2 DIN 4102
Densità 250 kg / m³
• Sabbia naturale asciutta di fiume
Condut. Termica λ = + / - 0,80/0,90 W/mK DIN 52612
Densità = 1600 kg / m³
• Tessuto traspirante
Permeabilità al vapore acqueo EN ISO 12572: 8g / m2 x d
Peso : 145 gr/m2
Sd = 8 m
• Parquets in rovere massello
mm. 14 / 17 / 22
Condut. Termica λ = + / - 0,180 W/mK
Densità = 800 kg / m³
• Essenze di legno disponibili
• Abete nazionale • Acacia • Acero • Betulla • Castagno
• Cedro • Ciliegio nazionale • Ciliegio evaporato • Faggio
• Frassino • Larice austria • Noce nazionale • Olivo • Olmo
nazionale • Ontano • Pero europeo • Pino • Rovere
europeo • Rovere antico
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le nostre tecniche di posa
LA POSA SU SABBIA
CON IMPIANTO RISCALDAMENTO TRADIZIONALE
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le nostre tecniche di posa
IMPIANTI ELETTRICI E
IMPIANTI COPERTI CON CEMENTO
IDRICO-SANITARI SU SOLETTA
EVENTUALE MAGRONE IN CEMENTO
E POLISTIROLO
MAGRONE IN SUGHERO - BIOEDILIZIA
SABBIA ASCIUTTA IN SACCHI
CARTA OLEATA / TESSUTO TRASP.
ISOLAMENTO TERMICO
SOTTOPAVIMENTO IN PANNELLI
INCHIODATURA PARQUET AL
PANNELLO IN SUGHERO / F. DI LEGNO
DI FIBRA DURA DI LEGNO
PANNELLO
LEGNO MASSELLO MASCHIATO
PARQUET GREZZO ULTIMATO
PARQUET COPERTO CON NYLON
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le nostre tecniche di posa
LA POSA SU GRANULATI MINERALI
CON RISCALDAMENTO TRADIZIONALE
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le nostre tecniche di posa
Sistema di posa applicato su qualunque tipo di solaio.
ideale su vecchi solai in assito di legno o con voltini, per i seguenti vantaggi:
• Carico Ridotto • Isolamento Acustico • Isolamento Termico
SOLAIO CON VOLTINI
SOLAIO IN ASSITO DI LEGNO
IMPREGNAZIONE AD OLIO
DEL SOLAIO IN LEGNO
POSA TESSUTO TRASPIRANTE
GRANULATO IN CANTIERE
STESURA GRANULATO
PANNELLO IN FIBRA DI LEGNO
PANNELLO IN FIBRA DI GESSO
2° PANNELLO IN FIBRA DI
GESSO AVVITATO
INCHIODATURA PARQUET
EVENTUALE PAVIMENTO IN CERAMICA
AL PANNELLO
(incollato direttamente alla fibra di gesso)
PAVIMENTO IN CERAMICA ULTIMATO
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le nostre tecniche di posa
LA POSA SU SABBIA
CON IMPIANTO RISCALDAMENTO A PAVIMENTO
Portfolio
La nostra ditta ha realizzato su riscaldamento a pavimento più di 90.000 m2 di parquet su sabbia con:
APE • APM • AQUATECHNIK • AQUATHERM • BUDERUS • CHEMIDRO • CHIBRO • CLIMA PLAST • COES • DELTASOLAR
EHT • EMMETI • EUROTHERM • FLOOR TECK • G.FISHER • GEBERIT • GIACOMINI • HARDEN • HENCO • IDROSISTEMI
ISODOMUS • KELET • KELOX • KLOBEN • PANTHERM • PARADIGMA • RBM • RDZ • REHAU • ROTEX • SEPPELFRICKE
STELBY • SYSTEM SERVICE • SYSTERM • SUN RADIANT • TECE • UPONOR • VELTA ITALIA • VIESMANN • WIRSBO
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MASSETTO A COPERTURA IMPIANTI
(sabbia / cemento o cemento cellulare)
IMPIANTI TECNICI A PERIMETRO
(casa in restrutturazione)
IMPIANTI RISC. A PAVIMENTO
(qualunque tipologia e ditta)
SABBIA ASCIUTTA IN SACCHI
(granulometria controllata)
SABBIA RIGONATA SUI TUBI RADIANTI
TESSUTO TRASPIRANTE E
PANNELLO IN FIBRA DI GESSO
le nostre tecniche di posa
IMPIANTI TECNICI (Casa nuova)
INCHIODATURA PARQUET
RISULTATI
Con abitazioni (nuova costruzione o in ristrutturazioni) che abbiano un isolamento termico conforme alla Legge 10
utilizzando:
• Sabbia asciutta con giusta curva granulometrica (brevettata al Politecnico di Torino)
• Materiali idonei del pacchetto a secco
• Interasse dei tubi radianti di cm. 8/10
• Manodopera qualificata nella messa in opera dell’impianto termico
• Utilizzo corretto dell’impianto termico da parte del committente (riscaldamento sempre acceso)
Si possono garantire con i nostri sistemi a secco ottimi risultati nella trasmittanza del calore e quindi simili a quelli con il
massetto cementizio.
TEMP. Andata 38-40°
TEMP. Ritorno 35-36°
TEMP. Pavimento 24-25°
TEMP. Ambiente 20-21°
La nostra ditta ha monitorato negli ultimi cinque anni quasi tutti i lavori eseguiti con le aziende piu’ conosciute del settore ottenendo i seguenti dati con temperature esterne non inferiori a -10 gradi.
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le nostre tecniche di posa
SISTEMA TUTTO A SECCO
PER POSA PAVIMENTI IN LEGNO
SU IMPIANTI DI RISCALDAMENTO A PAVIMENTO
Trasmittanza termica totale
U = 0,288 W/m °K
2
55%
Sistema brevettato e divulgato *
Politecnico di Torino
Brevetto n° TO2007U000108
Brevetto n° TO2007A000593
Tokyo 2005 – World sustainable building conference
Miami 2006 - Rethinking Sustainable Construction ‘06
Riviste di settore
Detrazione
Fiscale
La Finanziaria 2008, prevede una
detrazione fiscale del 55% con
il nostro sistema tutto a secco
su solai comunicanti con zone fredde
Isolamento termico *
Conforme al DL 192 e DL 311
Contenimento di consumo di energia negli edifici
Isolamento acustico *
Conforme alla legge 447/95 e DPCM 5.12.97, garantendo il rispetto:
• del potere fonoisolante di partizione fra ambienti (sovrapposti) - via aerea R’w ≥ 50 dB(A)
• del livello di rumore di calpestio solai L’n,w ≤ 63 dB(A)
* Ampio approfondimento nell’appendice tecnica
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17
le nostre tecniche di posa
le nostre tecniche di posa
IMPIANTI TECNICI COPERTI CON CEMENTO
GRANULATO MINERALE IN SACCHI
STESURA GRANULATO
POSA PANNELLO IN FIBRA DI LEGNO
POSA PANNELLO IN FIBRA DI GESSO
POSA PANNELLO ISOLANTE IN FIBRA
DI LEGNO O SUGHERO ADATTO PER
FISSAGGIO IMPIANTI
RISCALDAMENTO A PAVIMENTO
SOTTOFONDO IN SABBIA
TESSUTO TRASPIRANTE
AVVITATO AL PANNELLO ISOLANTE
POSA PANNELLI IN FIBRA DI GESSO
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SOTTOPAVIMENTO ULTIMATO
INCHIODATURA PARQUET
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Massetto in cemento
tradiz. o cellulare
Sottofondo a secco con
granulati minerali, fibra
di legno e fibra di gesso
Impianti
Impianti
Risc. pavimento con
isolante in fibra di legno
o sughero
Risc. pavimento con
isolante in polistirene
estruso
Massetto in sabbia
asciutta + tessuto
traspirante
Massetto in
cemento con
additivi chimici
Sottopavimento in fibra
di gesso e inch. parquet
Tratt. del parquet con
olii naturali
Tratt. del parquet con
vernice poliuretanica
le nostre tecniche di posa
Incollaggio parquet
con colla bicomponente
finitura ad olio
FINITURA AD OLIO NATURALE
Concluse le operazioni di posa del parquet, si procede alla
stuccatura, levigatura e finitura superficiale del pavimento attraverso l’impiego di olii naturali neutri o colorati.
Già anticamente si ricorreva all’olio di lino date le positive
peculiarità, tra cui la principale è la possibilità di cristallizare; limiti di quest’utilizzo erano l’untuosità e la difficoltosa
manutenzione. Anche in questo settore la tecnologia ha
fatto passi avanti e quindi questi aspetti sono stati risolti.
Il sistema si basa oggi su una mescola di olii applicabile in
opera, su un qualsiasi pavimento in legno. L’applicazione
20
comporta la semplice impregnatura del legno attraverso
una frizione a macchina (monospazzola) ed un’asciugatura
superficiale con una “lucidatura” finale sempre a macchina.
Il trattamento, che avviene tramite impregnatura del legno,
non crea pellicola. Infatti, gli olii, a contatto con la fibra del
legno, cristallizzano occupando i pori della fibra legnosa
e creano contemporaneamente barriera all’assorbimento
dei liquidi (quindi dello sporco) e aumento della resistenza
meccanica della fibra stessa. Attualmente la nostra ditta utilizza prodotti di aziende leader del settore degli olii naturali
quali LINFOLEGNO e COROLLE.
LEVIGATURA SUPERFICIALE
LEVIGATURA DEI BORDI
IMPREGNAZIONE CON OLIO
FINITURA CON EMULSIONE DI
VEGETALE NATURALE
CERE NATURALI
FINITURA CON DISCHI IN
FINITURA CON RETINE
CARTA VETRO
IN CAUCCIU’
POSA ZOCCOLINI
finitura ad olio
Fasi di levigatura, trattamento ad olio e manutenzione
MANUTENZIONE CON
DETERGENTE
Vantaggi del trattamento ad olio naturale
Aderenza alla fibra: il contatto è garantito dalla mancanza di pellicola; ne deriva tra l’altro che il legno mantiene il suo colore naturale.
Possibilità di riprese e riparazioni: il legno mantiene le
sue naturali proprietà di recupero delle compressioni, “autoriparandosi” durante l’apporto d’umidità dei lavaggi;
Igienicità: il legno mantiene le sue naturali caratteristiche batterio-inibitrici, che invece sono annullate là dove
si applicano strati vernicianti o ceranti sintetici;
Manutenzione semplificata: in altre parole, l’utilizzo di
questi prodotti garantisce nel tempo l’aspetto originario
del pavimento e ne permette il ripristino con semplici
prodotti di pulizia, evitando nuove levigature ed asportazioni di pellicole inquinanti; ovviamente tutti i prodotti
di pulizia, testati biologici, sono anche biodegradabili.
Regolazione igrometrica ambientale: la presenza dei
cristalli d’olio permette la formazione di un naturale effetto condizionatore, dato dall’assorbimento dell’umidità
durante i lavaggi e dal conseguente rilascio là dove l’ambiente risulti troppo secco a causa del riscaldamento;
Antistaticità: in quanto non vi é un film plastico continuo;
Si é riusciti a restituire al pavimento di legno il tradizionale aspetto morbido e caldo del trattamento ad
olio, con la garanzia di poterlo pulire in maniera facile, tradizionale, bio-compatibile.
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APPENDICE TECNICA
POLITECNICO DI TORINO
appendice tecnica
Dipartimento di Ingegneria dei Sistemi Edilizi e Territoriali
EFFICACIA E POTENZIALITA’ DEI
SISTEMI DI POSA A SECCO
CON SISTEMA RADIANTE
A PAVIMENTO
RISULTATI SPERIMENTALI E
ANALISI DEI COSTI ENERGETICI
A cura di
prof. ing. Carlo Caldera
ing. Andrea Cavaleri
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Il carattere innovativo dei sistemi costruttivi sperimentati, unito all’elevata
specificità delle applicazioni, ha determinato la necessità di spingere la ricerca oltre il quadro normativo vigente.
Si nota ad esempio come la UNI EN
1264, normativa che tratta il tema
del riscaldamento a pavimento, disponga la non applicabilità della
stessa normativa alle istallazioni che
utilizzano rivestimenti di pavimentazione in legno. La normativa vigente inoltre considera le sole applicazioni
nelle quali i tubi scaldanti sono immersi
in uno strato radiante esclusivamente
realizzato in conglomerato cementi-
zio.
Nonostante le limitazioni di applicabilità sopra esposte la ricerca si è comunque allineata alla normativa vigente,
utilizzando dove possibile le definizioni, la simbologia e la metodologia in
essa contenute.
La ricerca ha dapprima riorganizzato
le stratigrafie proposte dalla Tolin Parquet su Sabbia al fine di massimizzare
le rese termiche delle partizioni radianti
allo studio. Le prestazioni delle soluzioni esaminate sono sempre state comparate con alcune soluzioni basate su
tecniche costruttive convenzionali. Gli
esiti di tale operazione hanno costituito
un primo risultato della ricerca permettendo di redigere uno strumento utile
al professionista in fase di dimensionamento dell’impianto.
Ulteriori risultati della ricerca hanno
La ricerca è stata divulgata in importanti convegni del settore. Fra questi il Sustainable Building ‘05
di Tokyo e il Rethinking Construcion ‘06 di Sarasota (Florida)
appendice tecnica
Il Dipartimento di Ingegneria dei Sistemi Edilizi e Territoriali del Politecnico di
Torino, ha condotto in collaborazione
con la Tolin Parquet su Sabbia la ricerca:
“Sperimentazioni di laboratorio atte a
determinare efficacia e potenzialità di
sistemi di rivestimento di pavimentazione in legno abbinati a sistemi di riscaldamento e raffrescamento a serpentina
radiante, con vari tipi di massetto sciolto”. La ricerca, attivata nel 2005 e conclusa nel 2007, è stata condotta attraverso
reiterate procedure di valutazione analitica, sperimentazione in laboratorio e
monitoraggio di cantieri e casi studio.
La ricerca ha affrontato, in un’ottica di
sostenibilità, il tema dell’integrazione di
tecnologie impiantistiche e di tecniche
costruttive in edilizia. Nello specifico, da
un lato sono stati sviluppati gli aspetti
riguardanti l’integrazione dell’elemento edilizio, dall’altra si sono valutate e
migliorate le prestazioni termiche della
partizione radiante.
confermato le caratteristiche di smontabilita, ispezionabilità e separabilità
delle soluzioni proposte dalla ditta Tolin Parquet su Sabbia. Particolare enfasi va data alle tecniche costruttive “a
secco” che permettono inoltre un alto
livello di riciclabilità e riuso a fine vita.
Infine si nota come i materiali posati
“a secco” dalla Tolin Parquet su Sabbia
comportino costi energetici di costruzione ridotti quando comparati ai costi
energetici di costruzione delle omologhe soluzioni basate sull’uso di conglomerati.
I monitoraggi di cantiere e dei casi di
studio sperimentati hanno evidenziato una spiccata efficacia del sistema
costruttivo ancor più quando questo
è inserito in contesti orientati verso la
eco-sostenibilità.
Gli esiti della ricerca sono in parte
confluiti nel deposito del brevetto di
invenzione n. TO2007A000593 “Strato
radiante sciolto per il riscaldamento
ed il raffresca mento radiante a pavimento” e del brevetto di modello di
utilità n. TO2007U000108 “Partizioni
radianti posate a secco”.
Altri risultati emersi dalla ricerca hanno invece trovato adeguato interesse
in importanti momenti di divulgazione quali articoli su riviste del settore
e convegni di livello internazionale
fra i quali ricordiamo il Sustainable
Building tenutosi a Tokyo nel 2005 e il
Rethinking Sustainable Construction
tenutosi a Sarasota (Florida) nel 2006.
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SPERIMENTAZIONE AL DISET
Il Dipartimento di Ingegneria dei Sistemi Edilizi e Territoriali (DISET) del Politecnico di Torino, in collaborazione con l’azienda Tolin Parquet su Sabbia Snc di Saluzzo (CN), ha condotto una ricerca finalizzata alla valutazione di potenzialità ed
efficacia delle soluzioni per il riscaldamento radiante posate “a secco”. Le soluzioni tecnologiche proposte dall’azienda si
caratterizzano per l’uso di sabbia quale materiale costituente lo strato radiante (vedi Figura 2).
L’uso di sabbia sciolta quale materiale per la
realizzazione dello strato radiante, oltre a presentarsi come una componente innovativa
della soluzione tecnologica, ha radici profonde
nella storia delle tecniche costruttive (specialmente quando accompagnata da rivestimenti
della pavimentazione in legno), costituendo
pertanto un interessante punto di incontro fra
innovazione e tradizione.
appendice tecnica
La ricerca condotta al DISET del Politecnico di Torino è stata finalizzata ad incrementare le prestazioni complessive del sistema edificio-impianto
sabbia asciutta
attraverso un processo reiterativo di valutazione
prestazionale delle soluzioni disponibili, introduzione di accorgimenti migliorativi e validazione
dei nuovi risultati. In particolare le sperimentaFigura 2 - Le soluzioni radianti “a secco” proposte dalla Tolin Parquet su Sabbia Snc contemplano
l’utilizzo di strati radianti in sabbia silicea
zioni sono state condotte nell’ottica di massimizzare le rese termiche dei pavimenti radianti senza compromettere i vantaggi derivanti dall’uso delle tecnologie di posa “a secco”.
La ricerca ha portato all’individuazione di un particolare assortimento granulometrico di sabbia silicea con spiccate caratteristiche di conducibilità termica e ridotta frazione di gnanulometrie fini. In questo modo, da un lato sono
state massimizzate le rese dei pavimenti radianti, dall’altro sono state limitate le produzioni di polvere in cantiere,
limitando dunque gli impatti del cantiere stesso.
Allo stesso tempo la ricerca ha operato sulla stratigrafia delle soluzioni analizzate individuando delle soluzioni, interamente a secco, capaci di adattarsi ai più comuni tipi di orizzontamento (solai in latero-cemento, in legno, volte in muratura,
ecc). Particolare attenzione è stata posta nell’individuazione dei criteri di distribuzione spaziale degli strati e nella risoluzione delle delicate interfacce fra strati in materiale sciolto e pannelli rigidi.
La soluzione così individuata ha mostrato sia rese termiche comparabili con le rese offerte da analoghi pavimenti radianti
realizzati con tecniche convenzionali “ad umido”, sia ha confermato i vantaggi noti derivanti dall’utilizzo di tecniche costruttive “a secco” (es. minori tempi di posa, migliore smontabilità e riuso a fine vita, ecc.). I risultati ottenuti in laboratorio sono stati validati attraverso monitoraggi di cantiere. Gli stessi monitoraggi hanno confermato la capacità
delle soluzioni “a secco” di operare a bassa temperatura e quindi di poter sfruttare a pieno i moderni sistemi di
generazione del calore (es. caldaie a condensazione, pompe di calore, ecc).
Figura 3 - Esempio di soluzione radiante realizzata “a
secco” confrontata con una stratigrafia convenzionale.
Legenda: 1.Strato di rivestimento in parquet inchiodato;
2.Strato di collegamento in gessofibra (fermacell);
3.Strato di freno al vapore; 4.Strato radiante in sabbia;
5.Tubo scaldante 17x2mm in polietilene reticolato;
6.Piastra isolante; 7.Strato di ripartizione dei carichi in
gessofibra; 8.Strato di posa in fibra morbida di legno;
9.Strato a copertura della distribuzione impiantistica
in granulato di origine minerale (perlite espansa);
10.Strato portante; 11.Legante; 12.Strato radiante in
calcestruzzo additivato; 13.Strato a copertura della
distribuzione impiantistica in calcestruzzo magro.
11 12 13
Soluzione Tolin
Soluzione Std.
Gli esiti della ricerca sono confluiti nel deposito di due brevetti. Il primo ha come oggetto l’utilizzo di strati radianti sciolti
in sabbia silicea con le caratteristiche granulometriche illustrate precedentemente. Il secondo tratta invece la partizione
“a secco” nel suo complesso con particolare enfasi sulle tecniche individuate per interfacciare strati in materiale sciolto e
strati realizzati con pannelli (rigidi).
26
RISULTATI
Di seguito si riportano le emissività aeriche individuate nella ricerca.
Temperatura
media
dell’acqua
TH [°C]
Ceramica (1)
30
Parquet
inchiodato (2)
Ceramica (1)
35
Parquet
inchiodato (2)
Ceramica (1)
40
Parquet
inchiodato (2)
Ceramica (1)
45
Resistenza
termica
Emissività areica q [W/m2] in funzione della
temperatura media del locale
s [mm]
Rb [m2K/W]
Ti = 18°C
Ti = 20°C
Ti = 22°C
10
0,03
52
43
34
14
0,08
42
35
28
17
0,10
39
33
26
22
0,13
36
30
24
10
0,03
74
65
57
14
0,08
60
53
46
17
0,10
56
49
43
22
0,13
51
45
39
10
0,03
106
88
70
14
0,08
85
71
57
17
0,10
79
66
53
22
0,13
72
60
48
10
0,03
126
111
96
14
0,08
101
89
77
17
0,10
94
83
72
22
0,13
86
76
66
Rivestimento della
pavimentazione
Parquet
inchiodato (2)
appendice tecnica
Tabella 1 – Emissività aerica dei pavimenti radianti Tolin in funzione dello strato di rivestimento. Valori validi per realizzazioni
come in Figura 3 con tubi scaldanti PeX 17x2 a passo 75mm
(1) Rivestimento in Ceramica posato su uno strato di 10mm di malta di allettamento
(2) Parquet a listoni in legno massiccio di rovere k=0.17 W/mK
Figura 4 - Emissività aerica dei pavimenti radianti Tolin in funzione dello strato di rivestimento. Valori validi per realizzazioni come
in Figura 3 con tubi scaldanti PeX 17x2 a passo 75mm
27
Tabella 2 – Emissività aerica dei pavimenti radianti Tolin in funzione dello strato di rivestimento. Valori validi per realizzazioni
come in Figura 3 con tubi scaldanti PeX 17x2 a passo 150mm
Temperatura
media
dell’acqua
TH [°C]
Ceramica (1)
30
Parquet
inchiodato (2)
Ceramica (1)
appendice tecnica
35
Parquet
inchiodato (2)
Ceramica (1)
40
Parquet
inchiodato (2)
Ceramica (1)
45
Resistenza
termica
Emissività areica q [W/m2] in funzione della
temperatura media del locale
s [mm]
Rb [m2K/W]
Ti = 18°C
Ti = 20°C
Ti = 22°C
10
0,03
37
31
25
14
0,08
31
26
21
17
0,10
30
25
20
22
0,13
28
23
18
10
0,03
53
46
40
14
0,08
45
39
34
17
0,10
42
37
32
22
0,13
39
35
30
10
0,03
75
62
50
14
0,08
63
53
42
17
0,10
60
50
40
22
0,13
56
46
37
10
0,03
89
78
68
14
0,08
75
66
57
17
0,10
71
63
54
22
0,13
66
58
51
Rivestimento della
pavimentazione
Parquet
inchiodato (2)
(1) Rivestimento in Ceramica posato su uno strato di 10mm di malta di allettamento
(2) Parquet a listoni in legno massiccio di rovere k=0.17 W/mK
Figura 5 - Emissività aerica dei pavimenti radianti Tolin in funzione dello strato di rivestimento. Valori validi per realizzazioni come
in Figura 3 con tubi scaldanti PeX 17x2 a passo 150mm
28
ESEMPI
Dopo aver illustrato le caratteristiche delle tecniche di posa “a secco” caratterizzanti la ditta Tolin, si riportano di seguito
alcuni esempi di istallazione al fine di evidenziare il comportamento in uso e la compatibilità delle tecniche di posa allo
studio con le tecnologie impiantistiche e costruttive convenzionali.
Esempio 1 – Edilizia monofamiliare di nuova costruzione
In questo esempio si ipotizza di utilizzare i pavimenti radianti della Tolin Mario Snc per riscaldare un edificio monofamiliare di nuova costruzione e pertanto conforme alle disposizioni introdotte dai D.Lgs 192/05 e D.Lgs. 311/06 (rispetto delle
trasmittanze limite dell’involucro edilizio).
appendice tecnica
Al fine di condurre l’analisi in condizioni più severe, si ipotizza di lavorare sul locale illustrato in Figura 6.
Figura 6 - Caratteristiche geometriche del locale considerato nell’Esempio 1
Il locale è posto su un piano piloti e confina con la copertura. Esso si sviluppa per 20 m2 in pianta e ha un’altezza media di
4.5 m. La stanza si colloca sull’angolo dell’edificio posto a Nord-Ovest. Le due porzioni di involucro verticale ospitano un
ampia finestra a Nord e una porta finestra ad Ovest delle dimensioni riportate in figura 6. Si ipotizza che il locale si trovi
nel comune di Torino (Zona E secondo D.P.R. 412/93) e si assume che gli elementi di partizione interna siano adiabatici
(non scambino calore).
Le caratteristiche del locale assunto come esempio sono riportate in Tabella 3.
Il pavimento del locale in esame ospiterà i terminali radianti su tutta la superficie, ma si ipotizza, in favore di sicurezza, di
ridurre la superficie radiante (vedi Tabella 3) da 20 m2 nominali a 15.75 m2 per tenere conto degli arredi e delle suppellettili.
Si ipotizza dunque di utilizzare i locali interni ad una temperatura di 20 °C, mentre si considera una temperatura esterna di
29
Tabella 3 – Caratteristiche termiche e dimensionali del locale di cui in Figura 6
Superficie
Trasmittanza
U*S
S [m2]
U [W/m2K]
[W/K]
Involucro Verticale Opaco
27,30
0,37
10,10
Involucro Orizzontale Opaco
20,00
0,32
6,40
Copertura
24,00
0,30
7,20
7,20
2,20
15,84
Involucro Trasparente
39,54
Superficie radiante
15,75 m2
Temperatura interna progetto
20,00 °C
Temperatura esterna progetto
-8,00 °C
Potenza richiesta
70 W/m2
appendice tecnica
-8 °C. Nel progettare il pavimento radiante bisognerà verificare la compatibilità del terminale radiante con i picchi di potenza richiesta. Il pavimento radiante dovrà pertanto essere capace di fornire al locale la stessa quantità di calore dispersa
dall’involucro edilizio nelle condizioni di progetto.
Si rileva che, per le condizioni individuate in questo esempio, l’involucro disperde una certa quantità di calore. Tale quantità dovrà essere erogata dal pavimento radiante affinche la temperatura del locale non si abbassi. In queste condizioni il
pavimento radiante è chiamato a fornire circa 70 W/m2.
Ipotizzando di utilizzare dei sistemi radianti con tubi scaldanti ad un interasse di 75 mm, e incrociando i dati con quanto riportato in Figura 4, si ottiene la differenza di temperatura fra la temperatura media dell’acqua che circola nei tubi scaldanti
e la temperatura del locale. Il valore ottenuto in questo esempio dimostra pertanto, anche nelle condizioni gravose
considerate in questo esempio, la compatibilità delle soluzioni costruttive proposte dalla ditta Tolin con i sistemi
costruttivi e impiantistici più diffusi.
In Figura 7 sono riportate le distribuzioni di temperatura elaborate per il caso in esame.
30
Figura 7 – Distribuzione delle temperature nelle pavimentazioni della
Tolin Mario Snc alle condizioni di progetto previste dall’Esempio 1
Esempio 2 – Edificio multipiano di nuova costruzione
In questo esempio, si ipotizza invece di intervenire all’interno di un edificio pluripiano di nuova costruzione. Tale edificio
risponde alle disposizioni introdotte dalle normative vigenti e pertanto rispetta i requisiti di trasmittanza limite dell’involucro edilizio dai D.Lgs 192/05 e D.Lgs. 311/06.
Analogamente al caso precedente, si procede analizzando le caratteristiche di un locale che si sviluppa su una superficie
in pianta di 20 m, e su un altezza libera di 2.70 m. Esso si affaccia a Nord dell’edificio e ospita un’ampia porta finestra. Si
ipotizza che gli elementi di partizione interna così come gli elementi di suddivisione fra più unità immobiliari siano adiabatici (non scambiano calore). Le caratteristiche del locale in esame sono riportate in Tabella 4.
Operando analogamente al caso precedente si ottengono i risultati riportati in Figura 9.
Involucro Verticale Opaco
Superficie
Trasmittanza
U*S
S [m2]
U [W/m2K]
[W/K]
10,60
0,37
3,92
4,40
2,20
9,68
appendice tecnica
Tabella 4 – Caratteristiche termiche e dimensionali del locale di cui in Figura 8
Involucro Orizzontale Opaco
Copertura
Involucro Trasparente
13,60
m2
Superficie radiante
15,75
Temperatura interna progetto
20,00 °C
Temperatura esterna progetto
-8,00 °C
Potenza richiesta
24 W/m2
Figura 8 - Caratteristiche geometriche del locale considerato nell’Esempio 2 (idem)
31
appendice tecnica
Figura 9 – Distribuzione delle temperature nelle pavimentazioni della Tolin Mario Snc alle condizioni di progetto previste dall’Esempio 2
Esempio 3 – Recupero su edificio multipiano
Il terzo esempio punta invece a valutare il comportamento delle soluzioni proposte dalla ditta Tolin quando utilizzate in
ambito di recuperi edilizi. Si ritiene pertanto di riproporre il locale dell’esempio precedente utilizzando però delle trasmittanze coerenti con le tipologie edilizie convenzionali. Le trasmittanze del locale in esame sono riportate in Tabella 5.
I risultati ottentuti nelle condizioni di progetto sono riportati in figura 10.
Tabella 5 – Caratteristiche termiche e dimensionali del locale di cui in Figura 8
Involucro Verticale Opaco
Superficie
Trasmittanza
U*S
S [m2]
U [W/m2K]
[W/K]
10,60
0,80
8,48
4,40
4,00
17,60
Involucro Orizzontale Opaco
Copertura
Involucro Trasparente
26,08
Superficie radiante
15,75
Temperatura interna progetto
20,00 °C
Temperatura esterna progetto
-8,00 °C
Potenza richiesta
32
m2
46 W/m2
appendice tecnica
Figura 10 – Distribuzione delle temperature nelle pavimentazioni della Tolin Mario Snc alle condizioni di progetto previste dall’Esempio 3
Conclusioni
Nella progettazione dei pavimenti radianti, oltre al bilancio energetico sopra citato, è necessario verificare che il fabbisogno in termini di flusso termico sia contenuto entro i limiti individuati dalla normativa di riferimento (cfr. UNI EN 1264). L’erogazione del calore dal pavimento al locale è infatti funzione
pressocchè diretta della differenza fra la temperatura della superficie del pavimento e la temperatura
del locale.
Una progettazione che finalizzata a soddisfare fabbisogni troppo elevati (il limite superiore è
individuato dalla normativa in 100W/m2 nelle zone di permanenza) comporta elevate temperature superficiali del pavimento con possibile insorgenza di fenomeni di malessere quando
superino i 30 °C.
Anche nelle condizioni severe espresse dall’Esempio 1, le simulazioni analitiche, verificate dalle esperienze di laboratorio condotte al D.I.S.E.T. del Politecnico di Torino, dimostrano come le soluzioni proposte dalla ditta Tolin possano funzionare, in condizioni convenzionali di portata, con basse temperature
dell’acqua che circola nei tubi scaldanti e pertanto siano, al pari delle soluzioni radianti convenzionali,
compatibili con i sistemi di generazione del calore di nuova generazione (es. pompe di calore, caldaie
a condensazione, ecc).
Le soluzioni proposte dalla ditta Tolin si configurano pertanto come un sistema articolato molto flessibile ed adattabile alle esigeze delle varie possibili utenze. Tali soluzioni consentono come visto in precedenza di beneficiare dei vantaggi derivanti dall’uso di tecniche costruttive “a secco” e dei vantaggi
derivanti dall’uso di soluzioni radianti a bassa temperatura, dimostrando, con ciò, che in un sistema
complesso come l’edificio il tutto può essere maggiore della somma delle singole parti.
33
Sistema Ambiente S.r.l.
Società di Consulenza Ambientale, Igiene e Sicurezza
del Lavoro, Formazione, Analisi Chimiche
appendice tecnica
Sistemi di Gestione Qualità-Ambiente-Sicurezza - ISO 9000 - ISO 14000 - EMAS - OHSAS 18000
10068 Villafranca P.te (TO) - Via Circonvallazione n.31 - Tel./Fax: 011-9807137
Legale Rappresentante: BRONE Dr. Antonio
VERIFICA REQUISITI ACUSTICI
PASSIVI DEGLI EDIFICI
VERIFICA IN OPERA DELLE CARATTERISTICHE DI
ISOLAMENTO ACUSTICO E AL CALPESTIO DEL
“SISTEMA TUTTO A SECCO” TOLIN
Unità Abitativa di CARIGNANO (TO), Via Borgovecchio n. 3
A cura di
Brone Dr. Antonio
34
ISOLAMENTO ACUSTICO
Introduzione
appendice tecnica
La presente relazione riporta i risultati dei collaudi acustici eseguiti mediante rilievi fonometrici, al fine di determinare i
requisiti acustici passivi della partizione orizzontale separante i due piani dell’unità abitativa del Prof. Garnero Gabriele sita
in Carignano – Via Borgovecchio 3.
Lo scopo di tale valutazione è quello di verificare in opera le caratteristiche di isolamento acustico e al calpestio
del “parquet su sabbia – SISTEMA TUTTO A SECCO”.
La partizione in esame risulta la stessa in tutte le prove salvo lievi variazioni dello spessore di alcuni componenti dovuti al
differente spessore del pacchetto complessivo (vedi stratigrafia in allegato).
Riferimenti Normativi
Il riferimento principale per la definizione dei requisiti di isolamento acustico fra diverse unità abitative di un complesso
residenziale risulta essere, ad oggi, il D.P.C.M. 5/12/1997 recante “Requisiti acustici passivi degli edifici” riguardante i requisiti richiesti per le diverse categorie di edifici.
La tabella A del citato DPCM riporta una classificazione degli edifici, mentre la tabella B contiene la definizione dei requisiti
acustici di isolamento delle partizioni verticali ed orizzontali (per via aerea, al calpestio), nonché la definizione della rumorosità degli impianti in funzione della classificazione degli edifici.
TABELLA A - CLASSIFICAZIONI DEGLI AMBIENTI ABITATIVI (art. 2 d.P.C.M. 5/12/1997)
categoria A: edifici adibiti a residenza o assimilabili;
categoria B: edifici adibiti ad uffici e assimilabili;
categoria C: edifici adibiti ad alberghi, pensioni ed attività assimilabili;
categoria D: edifici adibiti ad ospedali, cliniche, case di cura e assimilabili;
categoria E: edifici adibiti ad attività scolastiche a tutti i livelli e assimilabili;
categoria F: edifici adibiti ad attività ricreative o di culto o assimilabili;
categoria G: edifici adibiti ad attività commerciali o assimilabili.
Tabella B – Requisiti Acustici Passivi degli Edifici, dei loro Componenti e degli Impianti Tecnologici
35
Norme Tecniche
• UNI EN ISO 140-4: 1999 Acustica – Misura dell’isolamento acustico in edifici e di elementi di edificio – Misurazioni in
opera dell’isolamento a rumori aerei tra ambienti
• UNI EN ISO 140-7: 1999 Acustica – Misura dell’isolamento acustico in edifici e di elementi di edificio – Misurazioni in
opera dell’isolamento a rumori di calpestio di solai
• UNI EN ISO 717-1: 1997 Acustica – Valutazione dell’isolamento acustico in edifici e di elementi di edificio – Isolamento di
rumori aerei
• UNI EN ISO 717-2: 1997 Acustica – Valutazione dell’isolamento acustico in edifici e di elementi di edificio – Isolamento di
rumore di calpestio
Strumentazione Utilizzata
appendice tecnica
Per l’esecuzione delle misure è stata utilizzata la seguente strumentazione
• Fonometro/analizzatore Norsonic modello Nor118
• Calibratore acustico 01 dB modello Cal01
• Generatore di calpestio Norsonic modello Nor211
• Sorgente sonora dodecaedrica Norsonic modello Nor270
• Amplificatore generatore di segnale Norsonic modello Nor280
Modalità di Prova
Isolamento di rumori aerei tra ambienti
L’indice di valutazione del potere fonoisolante apparente, R’w [dB], che si ottiene, secondo UNI EN ISO 717-1, dal potere
fonoisolante apparente R’, espresso da:
(1)
dove:
W1 è la potenza incidente nell’elemento di separazione tra due ambienti;
W2 è la potenza trasmessa dall’elemento di separazione;
W3 è la potenza trasmessa dall’elemento di separazione attraverso elementi laterali o da altri componenti.
Il potere fonoisolante apparente è ricavato da misurazioni in opera mediante la seguente relazione
(2)
dove:
L1 è il livello medio di pressione sonora nell’ambiente emittente, in [dB];
L2 è il livello medio di pressione sonora nell’ambiente ricevente, in [dB];
A è l’area di assorbimento equivalente dell’ambiente ricevente, in [m2];
Ss è l’area dell’elemento di separazione, in [m2].
Isolamento a rumori di calpestio
L’indice di valutazione del livello di pressione sonora di calpestio normalizzato, L’n,w [dB], che si ottiene, secondo UNI EN
ISO 717-2, dal livello di pressione sonora di calpestio normalizzato, L’n, espresso da:
(4)
dove:
Li è il livello di pressione sonora di calpestio, in [dB], determinato quando il solaio sottoposto a prova è eccitato dal generatore di calpestio
normalizzato;
A è l’area di assorbimento equivalente dell’ambiente ricevente, in [m2];
A0 è l’area di assorbimento equivalente di riferimento per appartamenti, assunta pari a 10m2.
36
Risultati dell’Attività
Nella tabella a seguire si riportano i risultati delle prove eseguite nelle unità abitative.
appendice tecnica
Tabella 1 – Risultati di prova
CONCLUSIONI
In base ai risultati dei collaudi in opera svolti presso l’abitazione del Prof. Garnero Gabriele in Carignano,
Via Borgovecchio 3 si evidenzia che la partizione orizzontale composta come descritto nell’allegato 1
risulta conforme alla normativa vigente in relazione ai parametri di isolamento via aerea e di
livello di calpestio.
Alcuni elementi componenti la struttura hanno uno spessore variabile in funzione della dimensione
della partizione, ciò nonostante in tutti i casi si è conseguita la succitata conformità.
Planimetrie locali di prova
37
appendice tecnica
Via Livorno 60 – c/o Environment Park 10144 Torino
Tel/Fax 39 11 2257402 • E-mail [email protected]
www.studioelement.it
RELAZIONE TECNICA SUL RISPETTO
DELLE PRESCRIZIONI PER IL
CONTENIMENTO DI CONSUMO
DI ENERGIA NEGLI EDIFICI
CALCOLO DELLE CARATTERISTICHE TERMICHE E
IGROMETRICHE DEI COMPONENTI OPACHI
DELL’INVOLUCRO EDILIZIO
SISTEMI DI POSA A SECCO TOLIN
A cura di
Arch. Davide Maria Giachino
38
Introduzione
Il miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici alla luce delle recenti normative regionali e nazionali è diventato un obbligo al quale tutti i professionisti e le imprese devono adeguarsi, mentre nel passato tali richieste erano
soddisfatte per lo più solo da quella nicchia di architetti che si occupavano di bioarchitettura e da qualche committente
particolarmente scrupoloso.
appendice tecnica
Oggi l’architettura moderna deve allargare i propri orizzonti e non fermarsi come spesso si è fatto a considerare le normative come un requisito cogente da dover rispettare per poter ottenere un autorizzazione, ma a ripensare al soggetto fulcro
della progettazione ovvero l’uomo. L’uomo deve tornare ad essere l’elemento attorno al quale ruota tutto il processo di
progettazione. Ecco che l’impiego di materiali ecologici, di materiali riciclabili, l’uso di fonti rinnovabili, di sistemi smontabili
e riciclabili diventano gli ingredienti alla base di una progettazione moderna e quindi sostenibile. Il “pacchetto Tolin” si propone al mercato proprio secondo questa ottica, ovvero di essere uno strumento non solo in grado di ottemperare in modo
efficace ed efficiente alle normative sul risparmio energetico ed acustico, ma di essere un sistema che compie un passo oltre
verso il futuro della sostenibilità diffusa.
Vantaggi del pacchetto Tolin
1) SOLAIO TRASPIRANTE
- non genera condensazioni interstiziali o superficiali;
- il solaio può respirare in modo ottimale;
2) RISPARMIO ENERGETICO
- isola dal caldo e dal freddo;
- maggior confort termico sia in estate che in inverno;
- maggior risparmio energetico rispetto ai sistemi tradizionali;
3) BIOARCHITETTURA
- uso di materiali ecologici;
- uso di fonti rinnovabili (legno, fibra di legno)
- uso di marchi ecologici (FSC) Forest Stewardship Council;
- non inquinante in fase di posa e in fase di dismissione per gli operatori del cantiere;
- poco inquinante in tutto il suo ciclo di vita (LCA) Life Cycle Assessment;
- possibilità di essere smontato e rimontato in diverso sito;
- confort ambientale complessivamente superiore; (camminata più morbida ambiente più ovattato);
Le tabelle allegate alla seguente relazione, riportano le stratigrafie del “pacchetto Tolin” e le rispettive trasmittanze (U) calcolate in base a differenti riferimenti normativi, l’obiettivo e quello di fornire agli operatori e/o professionisti uno strumento di verifica e di confronto in base alle differenti casistiche riscontrate in fase di progettazione e
realizzazione, per far ciò viene richiesta una conoscenza delle normative vigenti, diventa importante sottolineare
la figura del professionista che valuterà a seconda del caso la normativa e i conseguenti valori di trasmittanza da
tenere in considerazione.
Come si nota dalle tabelle allegate, il “pacchetto Tolin” rispetta le trasmittanze di legge, quindi nei casi contemplati dalla normativa è possibile accedere alle detrazioni di imposta del 55% delle spese sostenute per la riduzione
delle dispersioni termiche degli edifici (legge finanziaria 2007).
Riferimenti normativi
Decreto Legislativo 19 agosto 2005 n.192
Legge 27 dicembre 2006 n.296 (legge finanziaria 2007)
Decreto Legislativo 29 dicembre 2006 n.311
Delibera del Consiglio Regionale 11 gennaio 2007 n.98-1247
39
TABELLE TECNICHE
Di seguito sono riportate n° 4 tabelle per ogni sistema di posa a secco della Tolin.
Le tabelle sono così denominate
A
pacchetto Tolin standard
B
pacchetto Tolin in ambito Nazionale (legge finanziaria)
C
pacchetto Tolin in ambito Regione Piemonte (1° Livello)
D
pacchetto Tolin in ambito Regione Piemonte (2° Livello)
A - PACCHETTO TOLIN STANDARD
appendice tecnica
La serie di tabelle con il titolo “Pacchetto Tolin” definisce le caratteristiche termiche delle varie stratigrafie illustrate indicando le relative trasmittanze (U).
La trasmittanza è il valore di riferimento che viene preso in considerazione dalla normativa Nazionale e Regionale stabilendo attraverso apposite tabelle un limite di trasmittanza da non oltrepassare.
Quindi le tabelle “Pacchetto Tolin” esprimono un valore di trasmittanza derivante dalla posa della pavimentazione
in condizioni in cui non vi è la necessità di verifiche a norma di legge (es. solai interpiano tra due ambienti caldi ),
definendo cosi il comportamento termico in condizioni normali standard.
B - PACCHETTO TOLIN IN AMBITO NAZIONALE
(LEGGE FINANZIARIA)
Tabelle “D.L. 29 dicembre 2006, n.311 - L. 27 dicembre 2006, n.296 (legge finanziaria 2007)”
La serie di tabelle con il titolo “D.L. 29 dicembre 2006, n.311 - L. 27 dicembre 2006, n.296 (legge finanziaria 2007)” definisce
le caratteristiche termiche delle varie stratigrafie illustrate indicando le relative trasmittanze (U) che rientrano nei valori di
legge stabiliti appundo dai D.L. sopra elencati, così facendo è possibile in casi di ristrutturazione e/o nuova costruzione
accedere alle detrazioni di imposta del 55% delle spese sostenute per la riduzione delle dispersioni termiche degli edifici
(legge finanziaria 2007).
Quindi le tabelle illustrate indicano le relative stratigrafie necessarie a seconda delle tipologie per soddisfare i
requisiti di trasmittanza a norma di legge e per poter usufruire delle detrazioni di imposta del 55%.
Si allega sotto le tabelle estratte da D.L. 29 dicembre 2006, n.311 e Legge 7 giugno 2007 n.166
Piemonte
Tabella A (art.47) Legge 7 giugno 2007 n.166 che sostituisce la Tabella 3 (art.1 comma 345) Legge 27 dicembre 2006 n.296
40
3.2 Pavimenti verso locali non riscaldati o verso l’esterno
appendice tecnica
Tabella 3.2 Pavimenti verso locali non riscaldati o verso l’esterno, D.L. 29 dicembre 2006, n.311 – Allegato C, Comma 3.
C - PACCHETTO TOLIN IN AMBITO REGIONE PIEMONTE
(1° LIVELLO)
Tabelle “REGIONE PIEMONTE - D.C.R. 11 gennaio 2007 n. 98-1247 - 1° Livello”
La serie di tabelle con il titolo “REGIONE PIEMONTE - D.C.R. 11 gennaio 2007 n. 98-1247 - 1° Livello” definisce le caratteristiche termiche delle varie stratigrafie illustrate indicando le relative trasmittanze (U) che rientrano nei valori di legge stabiliti
appunto dal D.C.R. 11 gennaio 2007 n. 98-1247 – Regione Piemonte, la Delibera del Consiglio Regionale cita testualmente
nella Scheda 1N – A) Prestazioni del sistema edificio-impianto: Il fabbisogno energetico per il riscaldamento delle
unità abitative, non deve superare i valori indicati nell’Allegato 3, lettera a), 1° Livello. Devono inoltre essere rispettati i requisiti indicati nell’Allegato 3, lettera b), 1° Livello riguardanti l’isolamento termico e l’inerzia termica
degli edifici. Nel caso di interventi di ristrutturazione edilizia di edifici con superficie netta calpestabile fino a 1000 m2 non
è richiesto il rispetto dei limiti di fabbisogno energetico indicati nell’Allegato 3, lettera a), 1° Livello, ma solo il rispetto dei
requisiti indicati nel medesimo Allegato alla lettera b), 1° Livello.
Si allega sotto l’Allegato 3 estratto dal D.C.R. 11 gennaio 2007 n. 98-1247 – Regione Piemonte.
D - PACCHETTO TOLIN IN AMBITO REGIONE PIEMONTE
(2° LIVELLO)
Tabelle “REGIONE PIEMONTE - D.C.R. 11 gennaio 2007 n. 98-1247 - 2° Livello”
La serie di tabelle con il titolo “REGIONE PIEMONTE - D.C.R. 11 gennaio 2007 n. 98-1247 - 2° Livello” definisce le caratteristiche termiche delle varie stratigrafie illustrate indicando le relative trasmittanze (U) che rientrano nei valori di legge stabiliti
appunto dal D.C.R. 11 gennaio 2007 n. 98-1247 – Regione Piemonte, la Delibera del Consiglio Regionale cita testualmente
nella Scheda 1N – A) Prestazioni del sistema edificio-impianto: Per edifici con fabbisogno energetico per riscaldamento inferiore ai valori indicati nell’Allegato 3, lettera a), 2° Livello e che rispettino i requisiti indicati nell’Allegato 3, lettera b), 2° Livello, sono previste apposite iniziative di incentivazione.
Per gli incentivi della Regione Piemonte vedi: “Bando diretto alla concessione di contributi per INTERVENTI DIMOSTRATIVI”
e “Bando diretto alla concessione di contributi per INTERVENTI STRATEGICI in materia energetico ambientale” Edizione
2007.
Si allega sotto l’Allegato 3 estratto dal D.C.R. 11 gennaio 2007 n. 98-1247 – Regione Piemonte.
41
appendice tecnica
Quindi le tabelle illustrate indicano le relative stratigrafie necessarie a seconda delle tipologie per soddisfare i
requisiti di trasmittanza a norma di D.C.R. 11 gennaio 2007 n. 98-1247 – Regione Piemonte e per accedere così agli
incentivi previsti dalla Regione Piemonte.
42
POSA SU SABBIA
con riscaldamento tradizionale
(pag. 44-45)
POSA SU GRANULATI MINERALI
con riscaldamento tradizionale
(pag. 46-47)
POSA SU SABBIA
con riscaldamento a pavimento
(pag. 48-49)
TUTTO A SECCO
con riscaldamento a pavimento
(pag. 50-51)
appendice tecnica
Tabelle tecniche termiche
43
appendice tecnica
A
B
44
appendice tecnica
C
D
45
appendice tecnica
A
B
46
appendice tecnica
C
D
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appendice tecnica
A
B
48
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C
D
49
appendice tecnica
A
B
50
appendice tecnica
C
D
51
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Graph Art - Manta
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