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Giornale medie febb PUB 2007.pmd
Periodico della Scuola Media “Bertola” Rimini anno XIII FEBBRAIO 2007
IL BULLISMO
Che scoperta! Non lo sapevate?
Sfogliando il giornale”Repubblica” ci siamo accorte di un’intera
pagina occupata soltanto da un articolo il cui titolo recava a
grandi lettere questa scritta: “Allarme bullismo. Emergenza nelle
scuole, botte al ragazzo down! ” Siamo rimaste sconcertate: come
si può arrivare a malmenare e picchiare un coetaneo, specialmente se non si può difendere? Ormai questa non si chiama più solo
violenza, ma anche vigliaccheria, è facile insultare e menare un
compagno più debole che non si può difendere a parole, figuriamoci con le mani, ma nessuno ha il coraggio di dar da dire ad uno
più grande, più grosso e forte.
Il problema del bullismo c’è in molte scuole e la storia si ripete
ogni volta: vittime disperate, che non osano confessare niente di
tutto ciò
che sta accadendo
per paura
di prenderle nuovamente
dal bullo/
a. Sì, perché anche
le ragazze
lo possono diventare, ma
mentre i
maschi
sono più
violenti e minacciano con le botte il loro “bersaglio”, le femmine
tendono di più ad isolare le loro vittime e parlarne male alle loro
spalle, spettegolando su cose false per farle soffrire ancora di più.
In Svizzera hanno persino fatto uno spot contro il bullismo
femminile, ormai più frequente. Noi pensiamo che i bulli siano
in realtà ragazzi che temono di non essere accettati per quello che
sono dal gruppo di coetanei, per questo sono di solito soli e non
riescono a guadagnarsi la fiducia delle persone che gli sono
attorno, i pochi “seguaci” che hanno, stanno con loro solo per
paura di diventare a loro volta vittime. Cosa si può fare per
risolvere il problema? Il consiglio più logico e ragionevole che ci
verrebbe da dare ai malcapitati è quello di raccontare ad adulti
responsabili questo enorme disagio, denunciando l’accaduto,
senza paura delle sue minacce, perché se lui vede che hai il
coraggio di affrontarlo, lascerà perdere non essendo riuscito nel
suo intento di spaventarti. Però di un bullo si può anche diventare
amico, per esempio aiutandolo in una materia in cui è in difficoltà
e poi, cosa più importante, fargli capire che c’è chi gli sta vicino
e che il suo comportamento verso gli altri è violento, ingiusto e
fa soffrire molte persone. Vedrete che, essendo sinceri e provando a conoscerlo di più, il bullo, che è poi un nostro compagno, un
ragazzo come tutti, vi ascolterà perché in fondo l’unica cosa di cui
ha bisogno anche lui è un vero amico.
Silvia Carlini – Nicole Barbiani- Virginia Santarini II F
FIFA DA ESAME
In onore di Marilena
Un ponte d’amicizia tra
Rimini e Mutoko
Canti risate e balli…una grande atmosfera d’amicizia in una
serata in onore della dottoressa Marilena Pesaresi, che ci ha
parlato del suo lavoro che permette ai bambini meno fortunati di
avere un futuro come tutti gli altri.
Martina, Sara e Silvia III° E
UNA PROPOSTA
IMPEGNATIVA
La proposta di conoscere il mondo del volontariato è nata dagli
alunni che frequentano la seconda media e fanno parte della
redazione del Bertolino.
Per la realizzazione di questa iniziativa è stata invitata la madre
di Genestreti Sara, la sig. Vittoria, in quanto è Educatrice Professionale, da circa venti anni, nella struttura di riabilitazione psicomotoria “ Luci sul mare “.
Abbiamo ascoltato la sua esperienza ricca di difficoltà nel costruire una relazione con coloro che hanno dei difetti fisici e psichici.
Quello che ha cercato di trasmetterci Vittoria è l’ importanza dei
sentimenti nel riuscire ad accettare l’ altro “diverso”, ma anche di
essere capaci a farsi accettare mettendosi in gioco.
Il ruolo dell’ Educatore Professionale consiste nel riattivare e
educare le risorse fisiche e mentali in coloro che presentano delle
disabilità e mantenere le autonomie potenziando l ‘ integrazione
sociale.
In un altro incontro al Bertolino è venuto a parlare del volontariato
il sig. Bianchi, vicedirettore dell’ associazione “Crescere Insieme” del quale riportiamo l’ intervista.
Il testo completo in seconda pagina
I nostri concorsi
Marilena non ha chiesto l’elemosina, ma la presa di coscienza da
parte nostra che tutti gli uomini hanno il diritto di essere curati
bene e di essere istruiti ai più alti livelli per il bene del mondo e,
nello specifico, per aiutare il cammino democratico dello Zimbabwe.
La serata è iniziata
con canti del gruppo corale della “
M.P. Ceccarelli”
dove si sono infiltrate anche delle
prof…Poi sono arrivati i ragazzi di
prima media che si
sono esibiti nel recitare poesie e nel
cantare per noi. Un
L’ospedale di Mutoko bravissimo ragazzo di prima H di
nome Alberto si è esibito in una complicatissima danza di Break
Dance che ci ha lasciati a bocca aperta dallo stupore… e quindi
applausi a non finire.
“Il Natale continua”, così è stata intitolata questa serata molto
interessante e ricca di emozioni che ha saputo donare gioia ai
cuori di ogni partecipante. Abbiamo raccolto circa 1200 euro più
altri 1000 al mercatino natalizio, che ha avuto molto successo.
Questi soldi contribuiranno ad aiutare bambini con patologie
cardiache, bambini a cui urge un trapianto immediato o un’operazione. Possiamo dire che, oltre ad essere stata divertente, questa
serata è stata utile per i più sfortunati ma anche per noi.
2°F e 3°E
Le paure e le gioie dei ragazzi di terza media
Chi non ha paura degli esami??? E’ un problema che deprime tutti
i ragazzi fin dai tempi antichi. Già dalla prima media ci pensavamo
ma quest’ansia finiva con le parole “abbiamo ancora due anni”.
Quando poi si arriva in terza, studiare, fare ricerche, per poi arrivare
al fatidico giorno e magari non ricordarsi più niente, ci terrorizza.
Ciò che ci fa veramente innervosire è che i nostri genitori e i ragazzi
più grandi di noi ci dicano che è facile; fino a quando quest’incubo
non sarà finito non ci crederemo. La terza in confronto alla prima e
seconda media è la classe più attesa dai ragazzi, perché ci si sente i
boss della scuola; però come in ogni cosa ci sono anche i lati
negativi, per esempio devi dire addio a tutti i tuoi compagni che nel
corso del triennio hai imparato a conoscere e con cui hai diviso i
momenti felici e tristi. Un film che rispecchia queste paure è “Notte
prima degli esami”, che parla di un gruppo di ragazzi che devono
affrontare l’esame di maturità, ma fra paure, amori e professori ne
succederanno di tutti i colori. Dopo avervi confidato le nostre ansie,
facciamo un sincero augurio a tutti i ragazzi delle Bertola che
quest’anno devono affrontare l’esame!!!
Nasce dai giovani
RICICLIAMO !
Quest’anno la classe 2°D ha deciso di darsi da fare.
Siamo orgogliosi di illustrarvi il nostro progetto per riciclare la
carta:chi aderirà dovrà procurarsi degli scatoloni, dove mettere la
carta da riciclare ed è fatta! E non è tutto: quando lo scatolone sarà
pieno, due fortunati avranno l’onore di passare di classe in classe per
svuotare gli scatoloni e gettare la carta nell’apposita pattumiera
posta fuori dalla scuola. Insomma, mezz’ora buona di lezione persa
ed è un’occasione per muoversi liberamente nella scuola, senza il
rischio di essere mandati dalla preside! E nel frattempo, divertendoci, faremo qualcosa di utile per l’ambiente e per noi. Dopotutto,
come cita la rivista il “Il venerdì” di Repubblica, l’Italia sta giocando
la carta giusta per salvare il pianeta. Perché dovremmo non contribuire, nel nostro piccolo, per qualcosa di grande?
Noi abbiamo lanciato la sfida, speriamo siano in molti ad accettarla!
LA CLASSE II°D
Concorso per il miglior disegno della maglietta “ Bertola” 2007 e per il logo del
giornale d’istituto.
Bertola magnifica e misteriosa: Draghi mostri e luoghi strani
(Consegna degli elaborati alla prof Fabbrini entro il 30 aprile
2007 ) Bertola magnifica e misteriosa: Draghi mostri e luoghi
strani
Concorso scrittori in erba.
Anche quest’ anno il Giornale d’Istituto bandisce un concorso
letterario, indirizzato ai ragazzi di 5° Elementare e di 1°-2°-3°
Media della nostra scuola.
L’argomento su cui i ragazzi dovranno cimentarsi è il seguente:
Racconto la mia città, gli ambienti che mi sono più cari e che
frequento nel tempo libero: come sono.. e come vorrei che
fossero
Ogni classe può concorrere con un massimo di tre testi battuti al
computer . Tempo massimo per la consegna del materiale :14
Aprile
I vincitori saranno premiati il giorno della festa di fine anno
scolastico 2006/07
RENDICONTO DELL’UTILIZZO DEI FONDI
RICAVATI DURANTE LA FESTA DI FINE
ANNO SCOLASTICO 2005/06
Disponibilità residua
per contributi ad alunni ( 2005/06)
Introito festa di fine anno scolastico 2006
TOTALE
397,81
6.870,10
7.267,91
PROPOSTA RIPARTIZIONE FONDI
FESTA FINE ANNO 2006
Dott. MARILENA PESARESI
Don. GIUSEPPE VACCARIN
Ass. MEDICI SENZA FRONTIERE
2.300,00
2.000,00
2.000,00
DISPONIBILITA’ PER CONTRIBUTI
AD ALUNNI A.S. 2006/07
1.267,91
Attività scolastiche
febbraio 2007
L’intervista
1) Lei fa parte di un’ associazione?
Faccio parte dell’associazione “Crescere Insieme”, che è composta da genitori con figli colpiti
dalla sindrome di down. È proprio questo problema che ci ha spinti ad unirci in un’associazione.
2) Quali sono i fini di tale associazione? Quante
persone vi lavorano?
In realtà non ci lavora nessuno perché essendo
un’ associazione è una scelta libera partecipare
alle iniziative e alle campagne di sensibilizzazione.
Con noi collaborano due psicologhe, una si
occupa di dare sostegno alle famiglie e l’altra
sità sono una grande fonte di ricchezza.
10) Ha mai lavorato per bambini disabili?
Sì, ma non in particolare. A volte a scuola, sono
un insegnante.
11) Vi sono delle priorità nella sua azione umanitaria?
Sì, ci sono, anche se a volte bisogna lasciarle
stare per altri motivi. La mia priorità è la sensibilizzazione.
12) Prova soddisfazione in se stesso quando
aiuta il prossimo? O quale altro sentimento
prova nel suo animo?
Bisogna stare attenti perché molto spesso fare
queste cose aumenta la considerazione nei tuoi
Pag2
UN’ESPERIENZA
PAPALE ….
Le mie palpebre si aprirono e misero a fuoco mia
madre, che, con una mano, indicava il quadrante
dell’orologio sul comodino. Non ero in grado di
capire che ora potesse essere…. Poi lei cominciò a blaterare, “sabato, Michela! E’ tardi, il
pullman! cinque e quarantacinque!” Ah già!!
Era tardissimo! Ricordai tutto perfettamente! Il
pullman, sabato, cinque e quarantacinque! Scattai fuori dal letto. Andai in cucina, feci la colazione, piombai a prepararmi e subito, afferrato il
pesante zaino, salii in macchina con la mamma.
Le strade di Rimini quel sabato mattina erano
buie e deserte. In cinque minuti arrivammo al
parcheggio dove il pullman stava aspettando.
Quella mattina, undici marzo 2005,era stata
programmata dalla mia scuola di musica, una
gita a Roma per la giornata dei giovani: ogni
liceo musicale d’Italia si riuniva in S. Pietro a
cantare per il Papa. La partenza per Roma era
prevista per le sei e alle sei partimmo. Durante
il viaggio ci divertimmo con battute, canzoni,
pettegolezzi…e chi più ne ha più ne metta.
Intanto stavamo attraversando l’Appennino e
fuori dal finestrino scorgevamo cime innevate e
piccoli paesi. Dopo sei ore circa di viaggio,
finalmente, eccoci … i prof. gridarono
“Roma!!”e un coro di gioiosi ragazzini seguì
con un “urrà!!” generale. Il paesaggio si presentava ora ai nostri occhi assai differenti: imponenti palazzi, grande vie, strade trafficate e
Incontro con un missionario
KUCOVA e BERAT
All’inizio dell’anno scolastico, mentre svolgevamo la lezione di religione, è arrivato inaspettatamente in classe il missionario Don Giovanni
Vaccarini, che lavora nella missione diocesana
a Kucova e Berat. Con gioia e curiosità abbiamo
fatto una bella chiacchierata ed abbiamo scoperto che svolge il suo compito di missionario in
una situazione difficile sia per le condizioni
economiche del paese, sia per quelle sociali.
Ha dovuto costruire rapporti di fiducia e dopo 12
anni la missione ora conta numerose attività di
evangelizzazione e formazione. Don Vaccarini,
E tutti urlammo
Roma!
Alcuni dei protagonisti dell’inchiesta le classi seconde della redazione
segue e valuta le persone colpite dalla sindrome.
Il fine principale è di offrire sostegno alle famiglie e anche promuovere e sensibilizzare.
3) A che età ha cominciato a fare del volontariato?
Io ho incominciato abbastanza presto circa alla
terza superiore, quando facevo parte di una
piccola associazione.
4) Cosa l’ ha spinta a fare questa scelta?
La spinta è stata la consapevolezza che c’ erano
molte cose da fare. Noi, associazione, ci siamo
resi conto che potevamo fare un miliardo di cose
che non potevamo lasciare alle istituzioni.
5) Da quanto tempo lavora?
Io faccio parte di questa associazione da due
anni.
6) Consiglierebbe la sua scelta ad altri? E a noi
giovani?
Sicuramente sì, sia ad altri che ai giovani, è
importante lasciarsi coinvolgere dalla vita.
7) Tale scelta le dà soddisfazione?
C’è sempre un rovescio della medaglia, perché
ci sono state soddisfazioni, ma anche frustrazioni.
8) Riesce sempre ad aiutare con piacere?
No, non sempre, ci sono stati dei momenti in cui
ti sentivi usato.
9) Cosa pensa davanti a una persona in difficoltà? Quali sono le cose che fa per aiutarla?
È una domanda difficile, dipende dalla persona.
Ciò che penso è cambiato negli anni, prima
avevo un pensiero di solidarietà astratta. Secondo me ognuno di noi ha una difficoltà. Io penso
che la ricchezza non sia nell’uguaglianza, ma
nella diversità. In genere la difficoltà e la diver-
confronti e quindi ti devi sempre ricordare che lo
fai per aiutare. La soddisfazione comunque è
tanta.
13) Le persone che aiuta le sono riconoscenti?
Le cose che facciamo non hanno contatti diretti
con una persona. Un esempio è il progetto che
prevede l’aiuto delle famiglie che hanno bambini la cui sindrome è stata diagnosticata prenatale.
14) Si è mai trovato in situazioni in cui, chi è
sfiduciato, abbia tentato il suicidio?
Onestamente no. Sono a conoscenza di una
situazione familiare con un problema di anoressia.
15) Si è trovato qualche volta in particolari
situazioni in cui non è riuscito a dare aiuto?
Direi di sì. Il più delle volte bisogna capire cosa
vuol dire aiuto alcune volte invece, ti senti senza
strumenti e in quel momento ti senti molto male.
16) Cerca di comunicare le sue esperienze ad
altri e cerca di coinvolgerli?
Sì, l’ iniziativa principale è la giornata nazionale
che, ogni anno, prevede la distribuzione di tavolette di cioccolato a forma di busta che contengono una frase di una persona affetta dalla
sindrome di down o di uno dei suoi familiari.
Noi, e io personalmente, vorremmo far sì che la
giornata diventasse una settimana.
17) Che consigli ci può dare?
Il consiglio principale che posso darvi è di non
lasciarvi spaventare dalla difficoltà e dalla diversità. Io credo che tutti noi abbiamo bisogno di
sentirci accolti, che ci accolgano per quello che
siamo. SFORZATEVI IL PIÙ POSSIBILE DI
ESSERE ACCOGLIENTI!
Il teatro : un’attività
divertente che aiuta
a crescere
copione è arrivata la parte più divertente ed
entusiasmante della lezione: l’insegnate di teatro Ute ha spento le luci, creando un’atmosfera
a dir poco magica, ha chiamato alcuni di noi per
aiutarla a manovrare il proiettore sistemato dietro un grande telo; pochi minuti dopo, eravamo
già quasi tutti davanti al cerchio di luce proiettato, a fare strane mosse.
Altri, invece, sono rimasti sulla gradinata a
guardare divertiti le ombre dei compagni.
La maggior parte dei bambini seduti a guardare,
a volte si alzavano, e correndo, si mettevano
davanti al telo cercando di toccare i compagni
che si trovavano dietro.
A lezione ormai finita, la luci si sono riaccese e
ci sono stati i commenti finali.
Suonata la campanella, tristi, siamo tornati in
classe.
Continuando così, siamo sicure che faremo molti
progressi, dato che, quando si svolge questa
attività, siamo una classe più affiatata che mai.
Da un po’ di tempo la nostra classe ha iniziato
un laboratorio teatrale. Nel corso delle prime
lezioni eravamo molto intimoriti, ma poi abbiamo iniziato ad aprirci sempre di più superando la nostra timidezza e le nostre incertezze.
Questa attività la svolgiamo nell’auditorium
della nostra scuola.
Nelle lezioni più recenti abbiamo cominciato
a preparare la recita di fine anno che presenteremo ai genitori.
Sabato scorso, per esempio, siamo entrati nel
vivo dello spettacolo. Dopo avere recitato il
Silvia Bianchi e Anastasia Fabbri 1° F
numerosissimi gruppi di buffi turisti giapponesi. Ci immettemmo in un grande viale… davanti
a noi si stagliava il Vaticano: una meraviglia. Il
pullman si fermò e noi tutti, imbracciati i nostri
zaini, ci dirigemmo a piedi, verso la città del
Vaticano. Vista l’emozione e l’interesse di noi
ragazzi, i prof. decisero di lasciarci un’ora da
soli in giro per la piazza, con la sola raccomandazione di non uscire dal Vaticano. Fu divertente, tra foto, panini, scherzi, un’ora passò velocissima. Arrivarono le 13,00 e cominciò la cerimonia. Tutti i licei musicali d’Italia erano riuniti nel
piazzale, e, in ordine alfabetico, vennero chiamati ad uno ad uno dal coordinatore. A questo
punto ogni allievo di ciascuna scuola dovette
immettersi in una precisa corsia a seconda della
sua classe (soprano, contralto, ecc.), per entrare
in sala Nervi. La sala Nervi era enorme. Ma non
ci fu tempo per osservarla attentamente, perché
cominciammo subito le prove. Eravamo disposti in questo modo: le quattro sezioni canore
erano disposte in quattro parti della sala, al
centro stava un enorme palco con il direttore
d’orchestra, subito sotto di esso si trovava la
sezione delle cosiddette “voci bianche”. In mezzo alla sala vi era un lungo corridoio dove
sarebbe passato il Papa. Al di là di esso, invece,
vi era il posto riservato al pubblico. Fu un’emozione unica. La “cerimonia” cominciò circa alle
15,00 e furono fatti entrare anche gli spettatori.
Il Papa, invece, arrivò alle 18,00, fino a quel
momento vennero eseguiti canti e pezzi orchestrali per il pubblico. All’ingresso del Santo
Padre tutti si accalcarono per poterlo toccare,
baciare, fotografare…. come se fossero impazziti; anche i “grandi” salivano in piedi sulle
sedie per vederlo. Benedetto 16° fece il suo
discorso, intervallato dai canti, che durò fino
alle 19,30….Alla fine eravamo tutti stanchissimi, ma emozionantissimi. Un’occasione del
genere non capiterà mai più.
con alcune “sorelle” della comunità di Montetauro, svolge esperienza di formazione in particolar modo rivolte ai giovani: un corso per
artigiano doratore, un corso di alfabetizzazione
per i ragazzi svantaggiati ed abbandonati a se
stessi , un corso di sartoria che è di aiuto alla
formazione professionale ed alla promozione
umana della donna che vive in una situazione
molto difficile, progetti per sostenere lo studio
di alcuni universitari ed aiuto alle famiglie che
si trovano in difficoltà..Anche la nostra scuola
aiuta da diversi anni la missione in Albania
Santarini Virginia 2° F
Mancuso Gabriele2°F
Barbini Nicole 2°F
CAOS
NEL LABORATORIO
DI SCIENZE
Nonostante tutte le prof. cerchino di “sbloccare”
la faccenda, la situazione nel laboratorio di
MICHELA CAPARRINI 3° H
scienze, condiviso con educazione artistica, rimane precaria.
In ogni normalissimo laboratorio c’è un armadio con provette, sostanze chimiche e lavandino.
Nel caso del nostro laboratorio, tutto è in un caos
totale: provette alla rinfusa negli scatoloni, lavagne per terra, scheletri, mappamondi sparsi,
tempere e piedistalli per le tele da disegno in
giro, ma soprattutto non abbiamo il lavandino.
Il lavandino in realtà c’è, ma giace smontato in
un angolo.
Gli operai del Comune non sono venuti ancora
a sistemarlo e, dato che la scuola è un edificio
pubblico, non può intervenire un idraulico privato.
Nelle condizioni in cui si trova non siamo in
grado di usarlo ed è impossibile fare esperimenti.
Con questa lettera aperta speriamo di “smuovere le acque” (possibilmente anche quelle del
lavandino).
La 1° E
Attività scolastiche
febbraio 2007
L’uscita didattica
a Valliano
Il giorno 2 dicembre 2006, la mia classe ed io,
siamo andati a Valliano per l’uscita programmata da tempo.
Dopo la prima ora di inglese, è giunto il pullman
e, dopo mezz’ora, siamo arrivati alla meta,un
luogo di campagna con campi arati e coltivati.
C’era una stradina che portava ad una chiesa e,
man mano che ci avvicinavamo, si riusciva a
vedere anche il museo.
All’entrata ci aspettava un signore anziano, il
custode, che ci ha invitato ad entrare.
Inizia subito a parlare dei primi oggetti: una
macchina per setacciare il grano, una morsa per
fare le ostie, una campana per l’inizio della
messa…
Finiti i primi oggetti, ci porta nella stanza a
fianco dove ci sono delle botticine per mantenere il Vinsanto, un imbuto in legno, per travasare
il vino e una grande botte per tenerlo.
Al piano superiore troviamo oggetti già studiati
a scuola: seghe, martelli, fucili. Proseguendo il
giro, ci mostra tanti tipi di vasi creati con il
tornio, anche questi tutti diversi, attrezzi per i
contadini, un aratro, le mezzelune per tagliare
l’erba e i setacci. Poi ci mostra i giocattoli: un
aeroplano, una ruspa, un trattore, una barca a
vela, un cavallo a dondolo tutti di legno, due
bambole di pezza, uno schioppetto, una tombola. Troviamo poi tre oggetti a noi sconosciuti: il
prete e la suora, una culla, una ciotola per
l’acqua calda. Successivamente osserviamo gli
oggetti per l’apicoltura come lo smielatore e le
case per le api. Per finire, ci mostra il telaio e le
tovaglie a stampate a ruggine. Il custode, usciti
dal museo, ci porta in una chiesa accanto, dove
alle pareti ci sono molti quadri di persone importanti e santi. Di fianco all’altare sono appesi gli
ex voto, cioè ringraziamenti alla Madonna per
aver esaudito il desiderio di chi andava a pregare. Sul pavimento ci sono botole in cui ci stavano
le bare dei defunti.
Usciti dalla chiesa, ci aspetta un banchetto di
bibite e ciambelle del forno di Montescudo.
Al ritorno sul pullman, musica e baccano ci
accompagnano fino a scuola.
Le proff.sse accompagnatrici sono Biotti e Di
Massa.
Luca Urbinati 1° L
Un paese piccino, piccino
SAN DONATO
San Donato è un piccolo, anzi piccolissimo
paesino che fa parte del comune di Sant’AgataFeltria, in provincia di Pesaro Urbino. Mio
babbo è originario di quel piccolo paesino, dal
quale provengono anche i suoi genitori e quindi i miei nonni, che entrambi vengono da una
famiglia molto numerosa. Io vado spesso lì
perché mi diverto ad “andare a funghi e a
castagne” con la mia famiglia e i parenti che ho
là: il cugino di mio babbo, Gianni, le sue figlie
Giulia e Alessia e sua moglie Patrizia. A
Sant’Agata Feltria, nelle domeniche di Ottobre si svolge la Fiera del Tartufo dove si
mangiano a volontà tartufi , funghi porcini,
tagliatelle e così via. A San Donato la nostra
casa è su due piani ed è la stessa in cui mio
babbo e i suoi genitori vissero anni addietro;
essa è stata recentemente ristrutturata e sistemata.
Questi
posti
sono
paradisiaci,pensate,sono solo a 10 minuti di
macchina, e a 20 chilometri dal monte Fumaiolo! In questo momento mi sto preparando
per partire, domani, infatti, andrò a passare
due giorni a San Donato.
Federico Severi II H
Rientro a scuola
Nel tragitto percorso per arrivare alla scuola,
tutto mi sembrava cambiato, nuovo, ma anche
molto grigio, infatti avevo la consapevolezza
che da quel giorno la mia vita sarebbe cambiata: stava iniziando un nuovo anno molto faticoso e duro, pieno di sacrifici e scelte importanti,
che avrebbero definito il mio futuro.
Tutto mi sembrava fuori dal normale, percorsi
quella strada come per la prima volta. Durante
i tre mesi di vacanza non l’avevo più attraversata e avevo completamente cancellato tutto
dalla mente. Camminai molto piano per godermi quello che mi stava intorno e che, da quel
giorno, mi avrebbe accompagnata ogni mattina; ero tesa e cercavo di fare dei respiri lunghi
per darmi coraggio. I cinguettii degli uccellini
sugli alberi fortunatamente mi tranquillizzavano e mi davano allegria. Alla tristezza di dover
ricominciare un lungo, faticoso anno scolastico, si contrapponeva una profonda felicità e
soprattutto curiosità di rivedere i miei compagni di scuola che non sentivo da molto tempo.
Non vedevo l’ora di chiedere a tutti come
avevano trascorso i loro mesi di riposo, se
avevano fatto viaggi, campeggi oppure se erano rimasti a Rimini a godersi il caldo sole e il
fresco mare. Mi mancavano le chiacchierate e
le risate durante la ricreazione e soprattutto la
tensione che prende tutti, prima dei compiti in
classe. Mentre camminavo, riflettevo su quello
che sarebbe potuto accadere: avevo voglia di
scoprire le novità dell’anno che si stava aprendo, i nuovi professori e i cambiamenti effettuati nella scuola. Piena di voglia di ricominciare,
arrivai alla scuola. Quando varcai la soglia del
cancello, vedendo intorno a me ragazzi più
piccoli, sentii un grande brivido scorrermi lungo il corpo: ero cambiata,da quel momento ero
grande, “una di terza”. E come un flash mi
ritornò in mente il mio primo giorno alle scuole
medie: avevo paura e mi sentivo piccola vedendo tutti quei ragazzi grandi. Il tempo era
volato: è ora di fare una scelta che cambierà la
mia vita. Ed è proprio la scelta delle scuole
superiori che mi mette paura, anche perché non
ho ancora le idee molto chiare e so che dovrò
riflettere a lungo prima di decidere. Quando
vidi le mie compagne di classe, subito mi
affrettai ad andare loro incontro. Iniziammo a
raccontarci le nostre avventure e le nostre
impressioni sulle vacanze. Con loro tutti i miei
timori e timidezze, come per magia, volarono
altrove e mi sentii tranquilla e serena.
Pag.3
Intervista a un edicolante
Per due settimane, noi ragazzi di 2E , abbiamo
“lavorato” sul quotidiano le Repubblica.
Durante le lezioni abbiamo imparato a distinguere i vari componenti della prima pagina, a
riassumere e criticare un articolo a nostra scelta
e magari a saper di piu’ su cio’ che accade nel
mondo. Dopo aver terminato questo progetto
abbiamo deciso di intervistare un edicolante …
Quanti quotidiani vende al giorno?
130 quotidiani indicativamente.
Quando espone ben in vista la prima pagina di
un quotidiano o di una rivista ne vende piu’
copie?
I quotidiani attirano maggiormente l’attenzione
se contengono in prima pagina un titolo
caldo;riguardo il riviste solo se è il primo numero.
Qual è il quotidiano che lei vende di più? Perché?
Vendo soprattutto Il Resto del Carlino perchè
c’e la cronaca locale ed è il piu’ vecchio.
Che fine fanno le copie che non vende?
Le copie che non vendo vengono rese alla distribuzione
Nella settimana c’è un giorno in cui vende più
quotidiani?Perché?
Di solito il sabato e la domenica perché la gente
ha più tempo libero e quindi legge di più.
Secondo lei perché in Italia si legge il quotidiano
meno che negli altri paesi europei?
Secondo me,perché la gente è troppo impegnata
sia nel lavoro che nella vita privata e quindi non
trova il tempo per leggere il quotidiano.
Secondo lei, la televisione favorisce o scoraggia
la lettura dei quotidiani?
La favorisce, però a volte dice cose non veritiere.
Secondo lei,i quotidiani costano troppo?
No,secondo me è
un prezzo giusto.
Secondo lei , che
cosa bisognerebbe fare per convincere gli italiani a leggere di più
il quotidiano?
Secondo me, bisognerebbe capire l’importanza di
essere informati di
ciò che accade nel
mondo.
I suoi clienti comprano quotidiani
diversi a seconda
se sono maschi o
femmine? O a seconda dell’età, del
titolo di studio,
della professione,
ecc.?Può fare
qualche esempio?
I miei clienti comprano a seconda
dell’età, gli anziani comprano il Resto del Carlino, mentre i giovani i quotidiani sportivi.
Vende molti quotidiani ai giovani ?
Sì, soprattutto sportivi.
Pensa che i ragazzi della nostra età dovrebbero
leggere il quotidiano?
Penso che i ragazzi dovrebbero leggere e approfondire gli articoli del quotidiano insieme alle
prof, per poter capire meglio.E’ un bene prendere quest’abitudine fin da piccoli.
2° E
Linda ciabattoni III A
STRALUNATEZZE IN 1°G
UN GIORNO DI
SCUOLA
Caro Diario,
è la prima volta che ti scrivo. Sono alla scuola
“A.Bertola” dove, sembrerà strano, ma la vita è
divertente, mi piace Ti racconto la giornata di
oggi: sono le 7:30, vedo arrivare parecchi bambini, come al solito, alcuni aspettano fuori dal
cancello i propri amici, altri entrano nel vialetto;
oggi ci sono solo due bici parcheggiate, infatti
piove e si vedono tanti ombrelli colorati. Arrivano anche alcuni prof. che passano e dicono:
“Buongiorno”, e in un certo senso è come se lo
dicessero a me, così io rispondo, ma nessuno mi
sente perchè c’è troppo rumore. Il rumore ormai
fa parte della nostra vita e penso che ogni tanto
ci si dovrebbe fermare un attimo e lasciare dietro
di sé la vita frenetica della città, chiudere gli
occhi e ascoltare il silenzio della notte è bellissimo; a me capita di fare ciò di sera verso le 22:00,
quando sono in casa e ho le luci spente. Chiudo
gli occhi e ascolto il silenzio: è una sensazione
stranissima. Comunque torniamo a noi, sono le
7:50 e suona la prima campanella. Questa mattina alla prima ora ci sarà geografia, materia che
odio, la lezione prosegue bene con una interrogazione e con la correzione dei compiti; l’ora
successiva ci attende la lezione di inglese, questa
già mi piace di più, anche qui tutto liscio, e poi
l’ora che aspettavo quella di italiano, oggi ci sarà
la verifica con tema in classe dal titolo: “Dal
diario di……”
Sposto il mio sguardo nell’aula di arte, dove si
terrà la mia materia preferita!
Mi piace perché puoi vedere i disegni che realizzano gli altri ragazzi. Suona la campanella della
ricreazione, ne è passato di tempo!! I ragazzi
corrono fuori dalle aule e si ricaricano di energia.
Un’altra campanella indica la fine della ricreazione, tutti rientrano nelle aule e la lezione
riprende. Suona un’ altra campanella, ormai ho
perso il conto di quante ne suonano: è ora di
tornare a casa!
Stranucci Lucrezia 2°A
LA MIA PRIMA
SETTIMANA DI
SCUOLA
Primo giorno: sto morendo di paura, non
mi sembra vero di andare in un’altra scuola,
è davvero eccitante!
All’inizio pensavo che forse non mi sarei
trovato bene, e mi dispiaceva anche andarmene dalla mia vecchia scuola, ma si sa,
prima o poi si deve crescere, andare avanti,
per questo è importante studiare. Mio babbo
mi dice sempre che vorrebbe tornare bambino e andare a scuola, ma io non lo capisco:
è più bello essere grandi, no?!?
Secondo giorno: comincio a conoscere nuovi compagni, molti sono simpatici, altri
tristi, alcuni impauriti, ma pian piano ci
conosciamo tutti. Io di solito sono un po’
solitario, ma per cogliere tutto il valore della
gioia bisogna condividerlo con qualcuno.
Terzo giorno: conosciamo diverse insegnanti, “sembrano” buone, ma sai, a volte
l’apparenza inganna…
Quarto giorno: cominciano a girare le note
e ad aumentare i compiti.
Quinto giorno: mi dimentico il quaderno a
casa e mi becco una bella sgridata.
Sesto giorno: conosco il mio prof preferito,
si chiama Stefano Ronci ed insegna arte…
mi ha detto che gli artisti usano le bugie per
dire la verità, mentre i bugiardi per nasconderla.
Settimo giorno: ovvero è cominciata la
seconda settimana, forse la più bella, perché
la mia prof. di religione mi ha fatto capire
una cosa: ognuno di noi è sulla terra per una
missione ben precisa piccola o grande, ma
l’importante è scoprire che c’è e usare ciascuno i propri talenti per compierla.
Alberto Cecchini I H
FACCIAMO
L’APPELLO!
Davide Lanzetti, professore di sostegno, è l’insegnante ideale di tutti noi ragazzi. E’ simpaticissimo e ha la passione per il pianoforte, infatti
lui è un pianista ed è anche molto bravo. E
guardate cosa ha combinato con i nostri cognomi!!!
“Attento Disha! C’è una biscia che striscia proprio sopra i tuoi Zoffoli nuovi
Vabbè vorrai dire che li laverai nei Ruscelli che
ci sono qui. Peccato però, perché così ti si
rovineranno tutti;chissà che ORROre! Ricordo
ancora chi te li aveva Donati, in cambio di un
piatto di Maccherozzi conditi con del Khouribech e di alcune confezioni di Merluzzi.
Credo fossero Del Prete che abitava qua vicino
dietro quei Torrasi alti, con quei Frisoni davanti.
Eh sì; lui sì che era un buon Samaritani.
Però è stato un cambio alla Pari e comunque
erano altri tempi.
Ne sono Passatine di anni; adesso con voi Giovagnoli è solo un dare senza ricevere.
Siete un po’ Mazzocchi eh? E a volte pure un po’
Pallanti. Si lo so che vi annoio un po’ con le mie
Filippi che Piolanti, però quando ci vuole, ci
vuole. Comunque è stato bello rivedervi dopo
tutti questi anni ognuno coi propri figli. Che
carini i tuoi, sono così…Vannuci. I tuoi invece
sono ormai grandi, sono dei Vannoni.
Guarda che teneri questi, così piccoli. Si chiamano tutti Gianni? Ma allora sono dei Giannini!”
Grazie Davide per essere come
sei:divertente,simpatico, allegro. Durante le tue
lezioni impariamo a conoscere i nostri limiti ad
accettare gli altri, ad essere noi stessi.
Maccherozzi Laura 1°G
Giulia Ruscelli 1°G
Khouribech Jedning 1°G
Poesie... racconti... recensioni
febbraio 2007
I CAMBIAMENTI
DALL’800 AD OGGI
Come spiega Piero Angela nel suo articolo l’
Italia dal 1800 ad oggi cambia totalmente.
Nonostante la <<grande depressione>> di
inizio secolo, lo sviluppo industriale non si
ferma e si avvia un nuovo periodo di espansione chiamato “Seconda rivoluzione industriale”. Volti noti di questa epoca sono quelli
di Henry Bessmer (l’acciaio), Gottlieb Daimler (il motore a benzina), John Rockefeller (il
petrolio). Nascono le banche moderne che
permettono anche a piccoli imprenditori di
usufruirne. Nella seconda metà dell’ 800 si
sviluppano le città, i mezzi di trasporto sono
migliorati, aumentano le comodità e le case
diventano più confortevoli. Nascono gli aerei, il telefono, il telegrafo, la fotografia, il
cinematografo e vengono fatti ampi progressi
nel campo della chimica, della fisica e della
medicina. Queste scoperte hanno, a mio parere, portato a quella che oggi gli storici denominano Età Moderna, ma non credo che questo abbia portato solo benefici. Molte persone
sono favorevoli allo sviluppo perché ci ha
dato quello che oggi è di uso comune, ma altri
pensano che esso abbia portato molti problemi come l’inquinamento, il buco nell’ ozono,
il surriscaldamento, le piogge acide e l’effetto
serra. È anche vero che non avremmo avuto
computer, automobili, medicine e altre cose
da noi reputate spesso di estrema importanza;
ma di certo non avremmo dovuto fronteggiare
l’imminente collasso del pianeta di cui si sta
parlando spesso nelle ultime settimane. Io
sono dell’opinione che lo sviluppo industriale
abbia portato svantaggi e vantaggi in parti
uguali. Chi la pensa così ha davanti a sè un
grosso punto interrogativo: da che parte stare? Tornare al Medioevo o vedere l’apocalisse? Sono convinto che ci sia un solo modo per
andare avanti ed è quello di sviluppare ancora
di più la tecnologia per reperire i mezzi necessari a risolvere questi problemi. Forse mi
direte che sono pazzo a perseverare nell’errore, ma ormai l’abbiamo commesso e sono più
che sicuro che non si possa tornare indietro.
Antolini Nicolò
IIIA
ERAGON:
UN LIBRO DAVVERO MAGICO
All’inizio dell’anno scolastico, non avevo nessun libro da leggere e in quel momento non mi
preoccupavo, perché avevo altro a cui pensare:
la scuola media, nella quale tengo a fare bella
figura, e il calcio, visto che ho dovuto affrontare
il cambiamento di squadra. E’ stato un momento
delicato della mia vita, perché dovevo essere
accettato dai miei nuovi compagni, se no, non
sarebbe stato un bell’anno. Ho iniziato a leggere
solo quando avevo solo quando un bel giorno la
prof Santino ha portato dei libri e io ne ho scelto
uno di una serie che si chiama “Deltora”. Questo
non è il libro di cui vi voglio parla5re, ma devo
dire che grazie ad esso mi è tornata la voglia di
leggere, la stessa che ho avuto quando ho letto
“Le Cronache di Narnia”, un libro di letteratura
inglese del novecento. In quei giorni avevo
sentito parlare di un libro chiamato Eragon,
ascoltando qualche commento ho creduto che
fosse bello e ho deciso di leggerlo. Non l’ho
comperato perché non ce ne era motivo, visto
che mio cugino lo aveva già e gliel’ ho chiesto.
C’è stata una lunga attesa nella quale chiedevo
sempre a mia madre “Quando arriva? Ho voglia
di leggere!” La mia attesa finì quando, in uno dei
tanti piacevoli pranzi in famiglia, nella tavernetta di mia nonna, mio cugino Michael, non arrivò
con il libro. Il giorno dopo ho annunciato alla
prof che avrei letto Eragon e lei, con mia grande
felicità ha detto che potevo. L’ho iniziato quel
pomeriggio stesso. Il libro è stato scritto da
Cristopher Paolini nel 2000, quando aveva ap-
Recensione
LE NOSTRE PAURE
DIVENTANO FIABE
“ Le streghe”
IL VECCHIO QUADRO
C’era una volta……una bambina di nome
Lusy di cinque anni che aveva tanta paura, ma
proprio una terribile paura di un vecchio
quadro dipinto da suo babbo prima che lei
nascesse. Il quadro raffigurava un vecchio
signore con i capelli molto corti e grigi, fronte
spaziosa e alta con una grossa ruga che l’attraversava. Aveva gli occhi fissi, un po’ infossati, di ghiaccio, le sopracciglia folte e marcate,
naso aquilino e due folti baffi che coprivano
la bocca la quale sosteneva una piccola pipa.
Dovunque lei andasse in camera, in cucina, in
salotto, in bagno, insomma, in tutte le stanze
il vecchio signore continuava a guardarla.
Quel quadro la intimidiva molto. Anche Lusy
lo guardava sempre severa e seria, credendo
che l’anziano signore si sarebbe stancato di
fissarla e non le avrebbe più dato fastidio. Ma
ogni sera prima di andare a dormire dava
un’occhiata veloce a quel quadro, impaurita,
pensava che durante la notte quell’uomo uscisse dal quadro per andare a disturbarla nei suoi
sogni. Una sera, Lusy era tanto stanca e si era
addormentata subito; stranamente il suo ultimo pensiero non era stato per il quadro. Proprio quella notte la bambina, accanto al suo
lettino vide proprio l’oggetto delle sue paure
l’anziano signore del quadro. Lusy era pietrificata, gli occhi sbarrati e dalla sua bocca non
usciva un fiato. Il vecchio signore la salutò e
l’invitò ad andare con lui. Aprendo la porta si
accorse che si trovava davanti al museo. All’interno c’erano saloni pieni di quadri, alcuni
grandi da coprire una parete intera, altri più
piccoli, alcuni vivaci e pieni di colore, e altri
cupi e scuri di epoche diverse e autori diversi,
ma tutti bellissimi. Lusy rimase meravigliata.
Prese per mano il signore e gli disse che non
aveva più paura di lui, anzi lo sentiva ora più
vicino quasi un amico. Il mattino seguente
Lucy si svegliò felice, si alzò, e correndo in
salotto sorrise per la prima volta al signore del
quadro. L’anziano in cambio del suo sorriso
le fece l’occhiolino!
Anna Agarri 1° I
AUTORE: “ Roald Dahl”
CASA EDITRICE: “Salani/ Gli istrici”
LUOGO: “ la storia si svolge in
Norvegia e presso l’hotel Magnificent di Bornemounth nel sud
dell’ Inghilterra.
TEMPO: “ il racconto si sviluppa
ai giorni d’oggi”
GENERE LETTERARIO: “ fantasy”
PERSONAGGI: “ il protagonista, un bambino di otto anni,la
nonna norvegese,Bruno Jenkins
Conoscente del protagonista, la
strega suprema”.
SINTESI: “ il protagonista, un
bambino inglese,perde i genitori in un tragico
pena 17 anni. E’ stato scritto con grande immaginazione e con un linguaggio bellissimo. Parla
di un ragazzo che viveva nel regno di Alagaesia
insieme a suo zio e suo cugino. Questo ragazzo
di nome Eragon non aveva mai conosciuto sua
madre che, quando partorì, scappò e non si
seppe più nulla di lei. Eragon cresceva normalmente, come tutti, ma aveva un dono: riusciva a
cacciare nella, tanto temuta “Grande Dorsale”,
dove trovò un uovo di drago. Lo allevò e scoprì
che che il drago era una femmina di nome
Saphira. Finchè un giorno come un altro arrivarono i Ra’zac creature mostruose, che erano al
comando del re Galbatorix, un cavaliere, cioè
una persona che sa usare la magia e cavalcare un
suo drago personale. I Ra’zac uccisero la famiglia di Eragon e scapparono. Eragon, arrabbiato
per la perdita, decise di cercare e uccidere gli
oppressori. Un cantastorie di nome Brom, che si
rivelò essere un cavaliere senza drago decise di
seguirlo e durante il viaggio, gli insegnò l’arte
della scherma e della magia. Durante il viaggio,
Brom morì, Eragon non fu per tanto tempo solo,
perché arrivò Murghat. In questo viaggio si
FUOCO
Fuoco, tu, che quando brilli;
spegni l’oscurità dal mio cuore.
Fuoco, tu che con la tua luce
Spegni l’amaro della morte.
Fuoco allegro, vivace, rossastro,
scoppiettante, caldo, caloroso.
Fuoco, tuo col tuo calore,
scalda i “cuori di ghiaccio”
dei tiranni di questo mondo.
Mulazzi Federico 2°H
LA PRIMAVERA
Sono fresca e leggera
porto fiori come ori
mando via il freddo e le foglie
dove no ci sono alberi spogli
mi indossi alla sera…….
E sono la primavera !!!
“LEGGERA CADUTA”
Un fiocco di neve,
mosso dal vento,
s’innalza e vola
lungo la strada alberata.
L’aria gelata delicatamente
lo segue,
lo precede e
lo circonda.
Quel fiocco volteggia
come un ballerino
durante una coreografia.
Folleggia nell’aria
come una colomba
sopra un ulivo.
procurarono un altro nemico: uno spettro potentissimo di nome Durza. La storia non finisce
perché continua nel secondo libro: Eldest. Questi libri mi affascineranno per sempre, perchè
sono di avventura e sono il mio passatempo
preferito. Non vedo l’ora di andare a vedere il
film che uscirà.
LUCA SANTINELLO I A
incidente d’auto e va a vivere in Norvegia con
la nonna. Ma la sua non è una nonna come tutte
le altre; da giovane era cacciatrice di streghe,
donne all’apparenza umane, ma con poteri straordinari ed un odio sviscerato per i bambini.
Durante l’estate trascorrono insieme
una vacanza a Bournemouth ed il
bambino si trova, per sbaglio, nel
concilio mondiale delle Streghe che
trasformeranno lui e l’amico Bruno
in topi.
La storia sembra indirizzarsi verso
un tragico epilogo, ma il coraggio
del protagonista porterà ad una evoluzione imprevista.
Lasciamo a voi il piacere di scoprire
il finale e buona lettura a tutti”.
MANCA VIOLA E LOMBARDI NICOLE 3°E
LA BAMBOLA MERAVIGLIOSA
C’era una volta una bambina di nome Sindy
molta povera, non aveva nessun gioco e le
sarebbe tanto piaciuto avere un bambola. Un
giorno, passeggiando con una
sua amica, vide una vetrina piena di bambole, una più bella
dell’altra. La sua amica aveva i
soldi per comprarne una, così
entrarono nel negozio e lei scelse una bambola, Sindy la guardò con un interminabile desiderio di averne una, ma purtroppo
lei potè soltanto continuare a
sognare. La sua amica vide Sindy soffrire così decise di darle il
carillon che aveva a casa e che
non usava più. Appena Sindy lo
prese, lui si aprì e ne uscì una
bambola meravigliosa, con un tutù tutto rosa e
con una voce da usignolo. Era proprio una bella
ballerina. Sindy, giorno dopo giorno iniziò a
legarsi sempre più a questa bambola, tanto che
Pag4
iniziò a considerarla la sua migliore amica. Un
giorno mentre era distratta dai suoi pensieri fece
cadere il carillon che si ruppe in mille pezzi.
Quando Sindy si rese conto
che la sua bambola giaceva a
terra completamente distrutta,
le dispiacque talmente tanto
che incominciò a piangere e a
disperarsi, come se avesse perduto una persona a lei molto
cara. Quando ad un tratto, come
per magia, quella meravigliosa bambola, che sembrava essere perduta per sempre, si trasformò in un’incantevole dama
dai capelli biondi, occhi azzurri e tutù da favola. Sindy rimase a bocca aperta, era davvero
bellissima ed era diventata vera per lei, solamente per lei.
Sara Brugnettini 1° I
Il cielo si scopre
il venticello si calma e
viene il sole ad
illuminare la terra.
Il fiocco di neve si ferma
cade a terra ed
insieme agli altri forma un manto
soffice al suolo.
Allegra Moro 2 I
AUTUNNO
Vento che soffia e che urla tra i rami,
dimmi: che tempo farà domani?
Acqua che scorre nel ruscello ghiacciato,
dimmi: arriva il temporale infuriato?
Foglie che danzano allegre e felici
son le più allegre e fan da cornici,
a questa lenta morte dell’anno.
Cadono in fretta, rumore non fanno,
le castagne, sul tappeto di foglie
e di caldarroste arrivan le voglie.
Se parlo col caro, mio anziano vicino
mi dice: “E’ l’autunno, l’inverno è vicino!”
Nadia Barbiani I H
NATALE
Natale, Natale, si parla solo di lui;
Natale, Natale, dividilo con chi vuoi.
Solo Natale, Natale di soldi,
Solo Natale, Natale di saldi
Ma basta Natale di saldi e soldoni
Per fare il Natale baste essere più buoni!
Basta esser dolci per far l’amicizia,
basta esser svegli, non aver pigrizia.
Basta creare una festa d’amore,
dove la gente ragiona col cuore.
Basta agire in un modo speciale:
e allora sì, sarà un vero Natale!
BARBIANI NADIA I H
febbraio 2007
Poesie... racconti... recensioni
IN RIVA AL MARE
Il mistero della bici
scomparsa
L’INVERNO
Sta arrivando l’inverno.
Tutto si ricopre di tristezza.
Per le vie del sole
Volavano a frotte i
Gabbiani
…. Solo in primavera, al momento di usarla,
Giulio si accorse che la sua bici non era più in
cantina. In un primo momento non si preoccupò
più di tanto, pensava di trovarla in garage tra le
moto da cross di Paolo (suo fratello maggiore),
ma anche lì non c’era.
Andava a scuola
in bici dalle elementari dato che
la scuola era poco
distante da casa
sua, quindi la bici,
all’età di 12 anni,
era per lui come
l’acqua per il fiume, come il miele
per l’ape e Giulio
non riusciva a
darsi pace.
Anche se ora usava la bicicletta di Paolo e quindi
non era appiedato, non riusciva a spiegarsi la
scomparsa della sua bici, finché un giorno si
decise ad andare a denunciare alla Polizia il
misfatto.
“Faccia pure la denuncia” disse il poliziotto, “…
per quello che può servire. Ne facciamo almeno
venti al giorno da due mesi a questa parte, ma di
biciclette scomparse nemmeno l’ombra. Con la
sua, fanno 1201 biciclette scomparse o rubate”.
Scompaiono i fiori
Dai petali colorati
E le farfalle che svolazzavano
qua e là
Come leggiadre fanciulle.
Il mare chiude
Nella sua rete d’ oro
Pensieri infiniti e mille
Voci.
Il guizzo d’ argento
Emerge dalle onde
Poi un altro e
Un altro ancora.
L’aria ricca di gioia
Si espandeva per le vie dei borghi
E quella stella infuocata
Meravigliosa e sfavillante
Riscaldava tutta la Terra
Sulla sabbia dorata
Una conchiglia rivela
I suoi segreti.
Ora è tutto silenzioso
si sente solo il rumore del vento
tra le case
Gli alberi sembrano fantasmi,
solo rami secchi si muovono nel
cielo,
cupo e mesto.
L’inverno, stagione fredda,
dipinge la Terra di colori malinconici.
Jeanine Khouribech 1°G
Il sole…
Orme sospette.
Una sera, dopo cena, Giulio e Paolo escono in
giardino e vedono brillare qualcosa tra le foglie.
Sono orme luminescenti e fosforescenti che dal
garage escono verso l’esterno, ma non sono solo
orme di piedi strani, c’è anche la riga della ruota
lasciata dalla bicicletta.
Le tracce vanno avanti per un centinaio di metri,
Paolo e Giulio le seguono fino al centro del
campo di erba medica poi, improvvisamente,
scompaiono e non si capisce dove siano finite.
“Sembra quasi che abbiano preso il volo” dice
Paolo girandosi verso il fratello, insieme alzano
il mento per guardare in alto ma, appena inclinano la testa all’indietro, parte un urlo agghiacciante da tutti e due: “AAAAA HHHHHHH!!!”
Improvvisamente sopra di loro appare un’astronave arancione, grandissima, grande quanto tutta la Piazza Tre Martiri, solo che era appena un
metro sopra la loro testa.
Si apre uno sportello dal quale esce un marziano
arancione come la sua astronave, scende la
Nel mondo c’è odio e distruzione
ma domani il sole sorgerà.
Nel mondo c’è fame e dolore
ma domani il sole sorgerà.
Nel mondo c’è mafia e malavita
ma domani il sole sorgerà.
Nel mondo c’è fumo e droga
ma domani il sole sorgerà.
Nel mondo ci sarà pace e libertà
perché il sole sorgerà!
Grandi Lorenzo IIIG
Pensieri Autunnali
Il giallo tramonto di inizio Ottobre,
Fa capolino tra le foglie.
Quel tramonto che ora è rosso
E tra nubi di tristezza
Scorre all’orizzonte.
Lascia la natura sbalordita
Con il ricordo dell’ estate ancora in mente.
Intorno a me ancora profumo di pesche o…
Forse no… no, no…
Devo convincermi oramai che è lontano
Anche il sapore dell’amato mare.
Tosi Sofia II B
scaletta e arriva davanti a Giulio e Paolo e
lasciamo immaginare a voi come restano impietriti i due fratelli.
“Tsalve, tsio tsono tsil tmarziano Graziano, tse
vengo tsdal tspianeta Marte”.
I nostri amici rimangono senza parole e Graziano continua a raccontare perché si trova lì,
proprio come se qualcuno glielo avesse chiesto:
“Tsle tsvostre tsbiciclette tsnon tsvanno tsbene
tsu Marte, tsperchè i tscopertoni delle tsruote
tsnon tsono tscompatibili con il tsnostro tsasfalto, tsinfatti tsappena le smettiamo a tsterra le
tsruote si sciolgono. Ve le tsabbiamo tsriportate
e non ci tsrivedremo tsper un tsbel tspò. Tsciao
tsterrestri.”
Finito di parlare Graziano sale sulla sua astronave arancione e via che se ne va facendo ciao ciao
dal finestrino.
ZZZZZZZ HHHHH e vola via velocissimo e
silenziosamente.
I nostri molto scossi restano nel prato a guardarsi negli occhi come a dirsi: “Hai visto anche tu
quello che ho visto io?”
“Che paura appena abbiamo visto l’astronave,
ma che simpatico Graziano!”
Cominciano finalmente a riprendersi dalla paura e a rilassarsi e si trovano nel prato che prima
era una distesa di erba ed ora è diventato una
vera e propria distesa di biciclette.
Sì, proprio così, tutte le bici scomparse le aveva
prese Graziano, ma le aveva riportate sulla terra
perché su Marte non potevano circolare, ed ora
le aveva lasciate tutte 1201, compresa quella di
Giulio.
Mario Goffredo Cardini III D
Bullari Amanda I L
Pag 5
LA NEVE, L’ALBERO
IL SOLSTIZIO
D’INVERNO.
Tanto tempo fa il dio Eolo discusse con Zeus
perché non voleva i fulmini con il vento.
Zeus gli diede ragione ed Eolo si calmò.
Egli continuò però a fargli dei torti come rubargli il suo cavallo, spaccare i vetri delle finestre
e dare fuoco alla sua casa.
Tutto avveniva perché a Zeus non andava bene
che Eolo sposasse sua figlia.
Dopo poco tempo, Eolo chiamò a sé tutti venti
freddi dei Poli e, tendendo una trappola a Zeus,
lo fece circondare dall’ aria fredda e così si
congelò.
Eolo era giovane e inesperto, infatti non sapeva
che gli dei non morivano mai definitivamente e
che Zeus sarebbe risorto!
Quando Eolo lo seppe, si mise le mani nei
capelli e , poichè i poteri di Zeus erano divenuti
più forti, decise di scappare con sua figlia .
Mentre salivano sul cavallo, Zeus lanciò contro
di loro un fulmine e li polverizzò.
Il suo piano era fallito.
Passato un mese, a Eolo arrivò una lettera di
Zeus con scritto:
Caro Eolo,ti scrivo dalla mia reggia e ti consiglio di lasciar perdere, perché io morirei solo se
la terra venisse distrutta, ed io so che tu non ne
hai i poteri.
Tanti saluti dal tuo acerrimo “nemico”.
Eolo per alcuni giorni rifletté su cosa avesse
voluto dire sottolineando la parola “nemico”, e
si convinse che bisognava eliminarlo.
Si diresse alla reggia, preparò una sfera bianca e
quando Zeus arrivò, Eolo scagliò la sfera contro
la terra.
Per salvarsi e salvare la terra, scagliò dei fulmini
incastrati tra loro e quando la sfera li colpì, si
trasformarono in candidi chicchi bianchi che da
Eolo vennero chiamati “chicchi di neve” perché
la sua sposa, figlia di Zeus, si chiamava Neve.
Meneghini Fabio 1° L
L’amicizia
L’amicizia è come la musica:
due corde uguali nel suono
che vibrano insieme anche se
ne si tocca una
sola.
IL GELO
Gli uccellini smettono di cantare,
il sole splendente non riscalda più
le foglie verdeggianti
degli alberi
cadono
e ricoprono tutto il suolo…
Il vento soffia forte
e tutto si “rinchiude”…
Gli animali vanno in letargo…
e pian piano arriva, con la sua tristezza:
il Gelo.
GIULIA T. & GIULIA F. II H
NASCE UN MITO: LA NEVE
Molto tempo fa nel mondo, a Natale, non nevicava mai, ma grandinava. La gente diventava triste,
furiosa e malata, non aveva più voglia di ridere e amare e il Natale si spegneva. La grandine faceva
male, e le persone avevano la testa fasciata, le braccia rotte e i lividi sulla schiena. Persino gli animali
erano feriti: i cagnolini avevano il muso schiacciato e i piccioni delle piazze le ali spezzate. C’era
un’isola nell’Oceano Indiano, con pochi abitanti, fatta solo di steppe, deserti e praterie. In quest’isola
abitava un ragazzo che faceva l’esploratore e si chiamava Leo. Stava studiando da anni il modo per
salvare il Natale da quella tortura. Un giorno, mentre pensava, buttò un’occhiata alla sua lampadina
ed ebbe un’idea meravigliosa. Uscì di casa e corse a comprare tante lampadine diverse: tonde,
quadrate, colorate, flebili e accecanti. Poi le attaccò fuori dalla sua casa e alle case di tutto il suo paese
e di tutta l’isola. Quando arrivò il Natale,con la sua grandine, non colpì l’isola di Leo: le lampadine
scaldarono così tanto da ammorbidire la grandine e renderla soffice. Tanti fiocchi bianchi caddero
dal cielo e vennero chiamati neve. Leo telefonò ai paesi di tutto il mondo per dare la grande notizia:
da quel giorno a Natale tutto il mondo s’illuminò di lucine e dal cielo cadde la neve.
Asia Mancini 1° L
RE ARTU’ E I CAVALIERI DELLA TAVOLA
ROTONDA… A MODO MIO
C’era una volta in un regno molto lontano chiamato regno di Logres (Bretagna Azzurra) un cavaliere
giovane di nome Piermaria. Questo cavaliere aveva compiuto grandi imprese con l’aiuto dei suoi
amici, i più coraggiosi di questi erano il grande Federico e il mitico Sergio. Insieme avevano
eliminato enormi e pericolosi draghi lottando fianco a fianco. Le loro gesta erano famose in tutto il
regno tanto che un bel giorno il re li convocò a corte. Seduti intorno alla mitica tavola i cavalieri
bevvero e mangiarono insieme al re e raccontarono delle loro gesta, il re era molto orgoglioso dei
suoi cavalieri tanto che diede loro un nuovo importante e difficile incarico…ma questo lo
racconteremo nella prossima puntata.
PIERMARIA CELLAROSI II H
LA COPERTA MAGICA
Alcuni anni fa mi trovavo in vacanza con i miei
genitori in un piccolo e sperduto paesino vicino
a Mosca.
Stavamo facendo un giro turistico della zona
quando ci trovammo in un vicolo stretto e
angusto,molto inquietante,costellato di tanti
negozietti di antiquariato.Uno di questi ci attirò
e vi entrammo.Vidi delle strane lampade ad olio
in bronzo e terracotta,un mappamondo tutto
d’oro, una lente d’ingrandimento fatta d’ottone
e ricoperta di false pietre preziose;ma la mia
attenzione fu colpita da una vecchia e usurata
coperta, ricoperta da almeno due dita di polvere
e dai colori tutti sbiaditi.La negoziante mi spiegò che si trattava di un oggetto unico e a suo dire
fatato , appartenuto secoli prima ad una fattucchiera conosciuta in tutta Mosca per le sue
“pozioni”miracolose.La chiesi in regalo ai miei
genitori come souvenir ed essi, anche se meravigliati, non fecero obiezioni e me la acquistarono.
Quando tornammo a casa, subito dopo averla
lavata, la misi nel mio letto;era tanta la gioia di
aver ricevuto quel regalo,che andai a dormire
prima del solito.
Il mattino seguente mia mamma venne a svegliarmi ma, non riuscì a trovarmi e si mise a
urlare tanto forte il mio nome che mi svegliai.
Inizialmente credevo stesse scherzando poi,
assieme, appurammo che la coperta era in grado
di farmi diventare invisibile! Così feci innumerevoli scherzi ai miei amici e nessuno di loro si
accorse mai di nulla.Mi divertivo ad osservare
le persone per la strada senza essere visto,
potevo entrare al cinema senza pagare il
biglietto,sollevavo oggetti lasciando tutti
attoniti.Potevo fare qualunque cosa senza che
nessuno se ne accorgesse!
Quando però un giorno un gatto mi guardò e si
mise a soffiare verso di me e un cane mi abbaiò,
capii che gli animali potevano percepire la mia
presenza o addirittura vedermi.
Non detti peso alla cosa finchè un giorno non mi
trovai faccia a faccia con un enorme pitbull che
mi si scagliò contro strappando la coperta a
morsi e infine portandosela via.
Non la ritrovai più ma fui contento di essere
vivo.
L’anno seguente tornammo in vacanza in Russia e andammo a vedere in quello stesso negozietto, che però era stato demolito.
Inizialmente rimasi deluso, poi pensai di essre
stato molto fortunato a possedere,anche se per
breve tempo, un souvenir così unico.
Fazi Davide 2 I
febbraio 2007
A SCUOLA SOLO
BOTTE DA ORBI?
CERTAMENTE NO
ANCHE TANTI BACI E
CAREZZE!!
Ci chiediamo perché la ‘fama’ di questa scuola
si debba diffondere solamente perché ci sono
alcuni ( per fortuna pochi) nostri amati amici
bulli che fanno a botte un giorno no e tre sì!!!
Ci piacerebbe anche che un giorno comparisse
un titolo in prima pagina su un quotidiano qualsiasi, del tipo: “Alle “Bertola” di Rimini si è
registrato il un numero più elevato di coppie di
innamorati di tutta la Romagna!!!”.
Non sarebbe bellissimo!?!? Pensateci un po’,
infatti alle ‘Bertola’ abbiamo innamorati di tutti
i tipi. Ci sono coppiette, con due alunni di classi
diverse, che attendono l’intervallo per potersi
vedere; ci sono quelle che all’apparenza sembrano tre metri sopra il cielo, ma che in realtà
hanno un po’ di problemi amorosi; e ci sono
invece una marea di amori che durano poco,
dove dopo la fine dalla loro storia gli innamorati
non si possono nemmeno vedere!!!!
Pensiamo che ormai anche voi vi siate stufati di
sentire parlare di questa specie di “gladiatori”
del 2006, e che vi piaccia sentire le voci dei
“piccioncini modello 2006”, quelli che inventano scuse di tutti i tipi, anche le più banali, per
potersi vedere tutti i pomeriggi con il proprio
innamorato, o innamorata (e chi non l’ha mai
fatto?).
Insomma l’amore è una cosa bellissima, soprattutto alla nostra età, quando i sentimenti iniziano
ad essere dei veri sentimenti ‘cotte’ da medie!!
GIULIA F. 2°H & YLENIA N. 2°C
LE MIE GIORNATE
Io, come tutte le ragazze della mia età, ho
giornate colme d’impegni e di divertimenti.
La mattina mi sveglio presto in modo da fare
una doccia per rinfrescarmi per poi partire da
casa, andare a scuola pronta per affrontare una
giornata piena e stancante.
Salgo in bici e, dopo essere passata a prendere
tutte le mie amiche, mi avvio verso scuola.
Dopo cinque ore stancanti e noiose, arricchite
da alcune risate e qualche parola nelle ore più
leggere, esco da scuola soddisfatta e colma di
gioia pensando che c’è un intero pomeriggio
che mi aspetta. Vado a casa, mangio in fretta e
furia per andare a fare i compiti, altrimenti non
farei a tempo ad uscire con gli amici e, successivamente, ad andare all’allenamento di pallavolo. Dopo avere studiato tutto ed essermi avvantaggiata per i giorni successivi, mi preparo
per esser pronta quando i miei amici mi passeranno a prendere.
Così finalmente è ora di prendere la bici ed
andarsi a divertire ridendo e scherzando con
persone che conosco da una vita, alle quali sono
sempre stata affezionata e a cui voglio veramente bene. Dopo avere fatto una bella biciclettata
ci andiamo solitamente a riposare da chi abita
più vicino al punto in cui ci troviamo e dopo
avere riempito lo stomaco e riposato la mente,
ripartiamo e di solito arriviamo alla nostra meta.
Ora, però, arriva il brutto,infatti dobbiamo tornare indietro. Ma grazie a due o tre elementi
troppo simpatici e sempre con la battuta pronta
che ci fanno ridere, riusciamo ad arrivare sempre belli freschi a casa. Dopo essermi data
un’altra sciacquata sotto la doccia , preparo la
borsa per l’allenamento.
Con giornate così, quando si arriva a sera, tutti
si è un po’ stanchi e poi dopo tutte quelle
“rullate” e tutti quegli scatti che ci fa fare il
nostro allenatore quando facciamo errori banali…… Appena finisco di cenare, mi vado a
sdraiare nel letto e finalmente la mia mente
non ha più impegni.
Morolli Elisa 3°G
Io... Io... e
Pag.6
NON E’ FACILE ESSERE ADOLESCENTI
Io in famiglia ho molti problemi e i principali
derivano dal rapporto con i miei genitori a
causa dell’ incomprensione, della poca fiducia e della continua colpa che mi attribuiscono ogni volta
che succede
qualcosa.
Io vorrei che
mi ascoltassero e mi
comprendessero, invece
partono subito con conclusioni affrettate, ripensando a
quanto facevo da piccolo. Io ormai
sono un adolescente cresciuto e maturato. I miei
professori a
volte mi capiscono e mi comprendono mentre
altre volte sembra che mi escludano e mi
ignorano. Quando mi comprendono, sento
che mi danno attenzione e quindi cerco di non
deluderli, invece con quelli che mi escludono
che “mi vengono contro” sento che non riuscirò a impegnarmi a fondo e quindi con loro
ho un atteggiamento di rifiuto.
VIOLENZA AD UN
BAMBINO DOWN
Il fenomeno dilagante
del bullismo di oggi
Si è molto parlato in questi giorni di come
un gruppo di 4 ragazzi poco più grandi di
me abbiano picchiato un loro compagno,
più debole e incapace di difendersi. Che ci
siano ragazzi che hanno un atteggiamento
aggressivo,questo si sa ,ma di solito la loro
aggressività la sfogano solo su ragazzi più
deboli di carattere,che li temono e loro si
sentono forti anche solo nello spaventarli.
Qui a Rimini però non è mai successo un
episodAio come quello di Torino.
Che cos’è che rende aggressive queste persone? Non è certamente in questo modo
che dimostrano di essere dei “duri”; lo
sarebbero veramente se avessero il coraggio di misurarsi con gente più forte di loro,
ma così dimostrano solo di essere dei
codardi,perché il coraggio non ce l’hanno,
comportandosi da vigliacchi che si fanno
forza solo in mezzo al gruppo. Sono convinto che, una volta riconosciuti colpevoli,
davanti ai carabinieri si siano messi a piangere per la paura.
Questo perché, sicuramente, fino ad allora
non si erano resi conto della gravità del loro
atto che consideravano una cosa di poco
conto, una bravata. Ma persone che si comportano così, in che famiglie vivono? Possibile che in casa siano sempre bravi ragazzi? Il fatto poi che una persona presente
abbia filmato il fatto e abbia poi pensato di
trasmetterlo su internet, mi fa capire in
quale considerazione tenessero la vita di
quel ragazzo diverso sì, ma non per sua
scelta. Probabilmente trovano comico uno
spettacolo in cui un debole soccombe alla
violenza di gruppo! Ma la cosa più grave è
che il ragazzino debole è anche un ragazzo
afflitto dalla sindrome di Down.
I genitori di questo ragazzo erano all’oscuro del fatto avvenuto e penso che la cosa li
abbia resi ancora più tristi visto che il figlio
ha dei problemi e che i compagni, invece di
aiutarlo a inserirsi nella società, lo usano
per macabri giochi.
VANNUCCI RICCARDO III F
Quando sono rifiutato, non mi impegno come
dovrei perché vedo che non mi comprendono.
Se alzo la mano per partecipare alla lezione,
pensano sempre che devo andare al bagno e,
se devo andare veramente al bagno, mi controllano.
Riguardo
agli amici,
ho molte
cose da dire.
I miei migliori amici
sono quelli
con cui vengo
a
scuola.Li
conosco dalle elementari quindi ci
sono più legato. Quelli
che ho in
classe, in prima non mi apprezzavano molto e
mi consideravano un po’ matto e così mi
escludevano. L’ anno scorso ho imparato a
farmi apprezzare e ora mi considerano parte
del gruppo.
MONTI STEFANO III H
Bulli e pupe……
Cos’è il bullismo??
Il termine bullismo è la traduzione italiana
dell’inglese bullying e si intende un insieme di comportamenti aggressivi messi in
atto da una persona nei confronti di un’altra.
Alla base di questo fenomeno c’è un forte
desiderio di intimidire con parole o azioni
una persona fragile e indifesa, la cui sofferenza provoca una certa soddisfazione.
Il bullismo si manifesta in tre forme: l’aggressione fisica, verbale (minacce, insulti, intimidazioni, disprezzo per differenze razziali o sociali) e
una serie di violenze
indirette (diffusione
di storie offensive o di
pettegolezzi, esclusione dai gruppi di amici….)
Al contrario di quanto
pensano molti, si tratta di un fenomeno sociale molto diffuso la
cui gravità viene spesso sottovalutata. Questo problema è di grande importanza, non
solo per le persone direttamente coinvolte
(il bullo, cioè il persecutore, e la vittima),
ma anche per le rispettive famiglie e per gli
insegnanti, i coetanei e i compagni di scuola.
Se è vero infatti che il bullismo propriamente detto nasce in ambienti chiusi, come
la scuola, non sono rari gli episodi di violenze anche al di fuori.
( chi dipinge sui muri, chi impenna in motorino, chi compie piccole rapine ai danni
dei più deboli). Lo scopo? Farsi vedere,
magari apparire sul giornale della città, per
essere eroi per un giorno.
Per fare in modo che tutto questo non avvenga, io penso che si dovrebbe affrontare
in classe l’argomento, favorendo l a discussione tra noi ragazzi. Anche i nostri genitori
dovrebbero essere coinvolti nel tentativo di
risolvere eventuali conflitti pacificamente,
con la discussione ed il confronto
Secondo me, il bullismo è come un ”abito”
già pronto, facilmente indossabile da chi
non ha altre risorse o non trova altri modi
per diventare visibile. .
GIADA MURATORI 3°C
BABBO,
TI VOGLIO BENE
Mio babbo é una persona molto gentile però,
quando si arrabbia, fa delle urla che fanno tremare la casa. E’ abbastanza alto ed ha gli occhi
castani come i capelli, mossi come il mare in
burrasca. Posso dire che quando ero piccola
piccola ero identica a lui: stessa carnagione e
stessi lineamenti. Lavora in una carrozzeria e
torna a casa alle 7:00 di sera; é una sua abitudine,
quando rientra, andare a curiosare nel frigo per
cercare da mangiare e mia mamma lo sgrida
sempre poiché dice che ceneremo subito dopo.
Una passione di
mio babbo
é il calcio;
lui va tutti i
Sabati a
vedere le
partite del
Rimini,
qualche
volta con
me altre invece con
mio fratello. Lui non
si limita a
guardare
solo le partite ma gioca anche, nonostante tutti
gli acciacchi che ha…. e forse questo spiega da
chi ho preso la passione per gli sport. Mio babbo
é una persona positiva e quando sta con noi é
sempre sorridente, a parte quando lo facciamo
arrabbiare, però ogni 15 Aprile dell’anno si
immalinconisce perché si ricorda di sua madre
che non c’é più e ci soffre tanto. Il sabato e la
domenica, quando non abbiamo impegni particolari lui é tutto per noi e con la sua fantasia
inventa tanti gioco per farci divertire. Io quando
sto con lui mi sento protetta.
Mio babbo dice sempre che sono la sua principessa e, siccome sono nata per prima, lui mi
porterà sempre nel cuore con una gioia particolare e infinita.
LINDA PIGOZZI 1^ C
PERSONE IMPORTANTI
PER NOI RAGAZZI
I MIEI NONNI
I miei nonni materni si chiamano Rita, soprannominata “Nonnina”, e Benito, soprannominato “Benny”, Quelli paterni sono la nonna Irene ed il nonno
Enzo, che però è deceduto quando io non ero ancora
nato.
Mia nonna Rita fa la casalinga, ma riesce a lavorare
con fatica e dolore a causa del tendine rotto in una
spalla. Il nonno Benny è pensionato, ma lavora
sempre molto, a casa, aiutando la nonna nei lavori
domestici; di solito è lui che si occupa di cucinare
le cose alla griglia, come il pesce o la carne, che
spesso cucina anche per noi. E’ bravo anche in tanti
lavori manuali: come quelli da falegname, meccanico, tant’è che spesso è lui che ci aggiusta le
biciclette; se serve fa anche il giardiniere. Mia
nonna Rita, che ha il pollice verde, ama piantare
fiori e piante nel suo giardino, questo ci crea dei
problemi perché quando andiamo da lei ci
“tormenta”dicendoci di non giocare con la palla per
paura che le pinte si possano rompere. Ora che si è
trasferita nell’appartamento al piano di sopra, e ci
sono due balconi, li ha riempiti con cosi tanti fiori
che sembra una casa di montagna. La nonna Irene
ha sempre fatto la sarta, ed ancora oggi, che ha
settantadue anni, confeziona gli abiti per le sue
clienti, anche se sono un po’ diminuite perché la
nonna ha avuto dei problemi di salute, come il mal
di schiena, problemi alla vista e ad una gamba. Mi
piace comunque andare da lei, perché ha sempre
qualche “pensierino dolce” da offrire a me e a mio
fratello e quando ci invita a pranzo o a cena a casa
sua, ci prepara sempre le patatine fritte; noi in
cambio le offriamo un po’ di coccole e compagnia
perché è sempre da sola. I miei nonni sono come
degli amici-compagni di gioco con i quali mi diverto, sono sempre per me dei consiglieri dei confidenti, dei testimoni della storia passata e dei fatti
accaduti nella nostra famiglia e nel mondo; sono
una fonte di aiuto e di rifugio in caso di bisogno,
sono una fonte di amore e di affetto che ti aiuta
quando sei in difficoltà. Avevo anche una bisnonna
paterna, Norina, che è morta non molto tempo fa.
Abitava S. Arcangelo di Romagna, ma purtroppo
non riusciva più a capire certi ragionamenti a causa
della sua avanzata età. Noi potevamo trascorrere
poco tempo con lei, a causa anche della distanza
della sua casa dalla nostra, ma quest’anno non
mancherò di andare a trovarla al cimitero con la
mamma ed i nonni.
Questi sono i miei nonni, e non vorrei mai perderli !
LUCA GENGHINI II°H
Io... Io... e
febbraio 2007
Il parente
che preferisco
Io ho tantissimi parenti. Li ho di tutti i tipi:
magri,
grassi,
belli,
buffi,
simpatici,antipatici,grandi,piccoli; c’è chi fa gli
incidenti con il motore, ci sono quelli che invece
preferiscono andare in bicicletta, chi fa la permanente, chi va a caccia di uccellini… Il parente
di cui sto per raccontare, è lo zio Raffaele. Lo zio
Raffaele è tra i parenti che preferisco, perché è
una persona simpatica, divertente e buffa. E’ il
marito della sorella del mio papà. Ha una faccia
tonda con le guance un po’ paffute. Non ha molti
capelli sulla testa, ne ha soprattutto sui lati; sono
di colore castano come i suoi occhi. E’ abbastanza nervoso e mangia molto. Quando io e la mia
famiglia andiamo a mangiare insieme alla famiglia dello zio, di piadine io ne prendo solo una
con del salame, mentre lui si riempie il piatto
con tre o quattro piadine ripiene di insalata,
prosciutto e formaggio o farcita di pomodorini,
radicchio e stracchino. Come lavoro fa l’infermiere insieme alla sorella del mio papà, la zia
Roberta. Loro hanno due figli; uno che ha la mia
età e Francesca che ha tre anni in più di me. Tra
poco ne avranno tre, perché
la zia è incinta. Lo è da poco e non si sa se il
bimbo è maschio o femmina; il bimbo che
nascerà sarà il mio decimo cugino. Lo zio Raffaele ci copia anche tantissimi DVD, soprattutto
di cartoni animati e i film che escono da poco,
infatti a Natale dell’anno scorso mi ha regalato
“Alla ricerca di Nemo”, mi ha copiato anche
“Madagascar”,“Le
cronache
di
Narnia”,“Spiderman 2”, “Cars” e molti altri. Lo
zio Raffaele è uno dei miei parenti preferiti,
perché è gioviale e divertente.
SARTI VALERIA I l
Pag7
Consigli per un look “ da sogno”
Tutte le ragazze vestono alla moda per piacere e
farsi piacere. Anche il centro di Rimini è ricco di
vetrine di negozi d’accessori.
Il nostro più grande passatempo, come potete
immaginare, è lo shopping.
Per comprare e spendere soldi
nell’ambito della moda occorrono solo due magnifici occhi
dolci : i genitori non resistono ai
nostri occhioni così grandi e
pieni di amore .
Mamma e papà non sapranno
rinunciarci e quando gli chiederemo dei soldi sarà inevitabile
ricevere qualche spicciolo, si fa
per dire.
Così inizia la strada verso una
giornata di puro shopping.
I vestiti più IN portano firme
ovunque e sono splendidi.
A noi adolescenti un nuovo look
può conferire un’autonomia
maggiore,ma tutto ciò ha un
prezzo : le firme più popolari,
che fanno tendenza, mostrano
cartellini che fanno paura a tutti.
Però in questo articolo fingiamo di essere come
Paris Hilton : molto ricche.
Un paio di Jeans con gli strass sono irresistibili
e ancor di più a vita bassa.
Consiglio n°1 : cercate la taglia che si addice
perfettamente al tuo corpo.
Finalmente puoi indossare qualcosa che ti sta a
pennello.
Consiglio n°2 : guardate più canali possibili
sulla moda, prendete spunto e create il vostro
look perfettamente in sintonia con l’abbigliamento del momento.
Consiglio n°3 : più
che un consiglio è un
avvertimento, non
mostrate il guardaroba a vostra sorella o
fratello, lo dico per
esperienza vi ruberanno il look.
Gli effetti collaterali
saranno più persistenti
se i vostri “adorabili”
fratellini sono più piccoli : cercherà di corrompere i genitori, e
questo è un trucco che
usate voi e nessun altro.
Consiglio n°4 : gli accessori come anelli e
braccialetti luccicanti
attireranno gli occhi
di un possibile ammiratore.
Attenzione in questo articolo ci potrebbero
essere effetti collaterali : non siamo Paris Hilton
e i vostri genitori non vi faranno mai indossare
una minigonna da urlo.
Viola Fraternali 3°A
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LA SCUOLA MEDIA
timori e realtà
Alle elementari le mie insegnanti mi dicevano
che la scuola media era un luogo dove gli
insegnanti si arrabbiavano facilmente per qualche errore, perché hai dimenticato per la prima
volta un libro, quando hai fatto male un esercizio
o quando non hai risposto a della domande.
Invece ho scoperto che si arrabbiano molto solo
quando fai errori veramente grandi, tipo quando
hai dimenticato molti libri e non è la prima volta,
quando non hai fatto tutti i compiti e sono
parecchie volte che non li fai. All’inizio io
credevo a quello che dicevano e il primo giorno
di scuola alle medie ero agitatissimo. In quel
giorno ho conosciuto il professore di Educazione fisica, la mia professoressa di tecnologia e di
disegno tecnico e il mio professore di Educazione artistica, insieme ai miei nuovi compagni di
scuola. Ora sto facendo amicizia con tutti loro .
I compiti sembrano difficili ma in verità, se ti
metti di impegno e studi, li fai in pochissimo
tempo e a scuola prendi anche buoni voti. Io sino
ad ora sono sempre andato bene,a parte qualche
insufficiente in tedesco e in musica. Nel giardino non ci fanno mai andare perché dicono che
siamo in troppi e ciò è vero perché in classe
siamo ventiquattro, la nostra è la 1° più numerosa della scuola.
Io continuerò a dare il meglio di me e chiederò
l’appoggio dei professori, dei miei parenti e dei
miei amici per andare bene in questi tre anni di
scuola di scuola media , ma lo chiederò anche
negli anni di studio successivi. In conclusione
sono soddisfatto di frequentare la scuola media,
perché questo vuol dire anche che sto diventando più grande
VALERIANI MATTIA 1° C.
LA MODA DI IERI E DI OGGI
MIO FRATELLO
MATTEO
Ciao, mi chiamo Martina e ho 12 anni, oggi vi
voglio descrivere mio fratello Matteo che ha
cinque anni e mezzo. Matteo è abbastanza alto,
magro, ha gli occhi azzurri, i capelli castani, le
orecchie piccole, la bocca sottile con la quale fa
molte smorfie e il naso a patatina.
Di solito la mia mamma lo veste con dei pantaloncini e delle magliette che lo rendono molto
bellino e carino. Lui è socievole, simpatico,
generoso e a volte con le persone che non
conosce è timido. E’ anche molto coraggioso
perché ogni 20 giorni fa una puntura per lo
streptococco che è una malattia che ha avuto un
anno fa. Di
solito mi fa arrabbiare o
perché prende
le mie cose e
poi le rompe
o anche perché, quando
faccio i compiti, viene nella mia camera
e mi disturba,
infatti in quei
casi mi verrebbe voglia
di ucciderlo!!!
A Settembre
ha iniziato la
scuola elementare e
sembra che gli
piaccia frequentarla, soltanto che non ha voglia di fare i compiti a casa.
Quando la mia mamma di pomeriggio, esce, i
compiti a quel monello glieli devo far fare io, a
me piace perché così faccio un po’ la maestra,
ma lui, invece, sbaglia apposta a scrivere le
paroline, così io mi arrabbio e lui comincia a
ridere.
Però devo dire che con lui mi diverto molto
perché giochiamo insieme a palla, in bicicletta e
quando è arrabbiato mi fa morire dal ridere
perché fa una faccina cattiva. Matteo ha molti
amici come Alex, Thomas e Gianluca con i quali
si diverte a fare la lotta come i “POWERS
RANGER” che è il suo cartone preferito. Tutte
le mattine la mamma, per alzarlo glieli deve fare
vedere, così si distrae e la mamma gli dà la
colazione. Infine dico che è bello avere un
fratellino, anche se a volte mi fa proprio arrabbiare!!!
Capitaneo Martina II H
La moda al giorno d’oggi è molto cambiata
rispetto agli anni 60 e 70, ad esempio, i capelli
a caschetto, i vestiti con i fiorellini e con il
colletto che ti
arrivano fino
alle ginocchia
,non vanno più
di moda; oggi,
invece, ai capelli si fanno le
mesches di tutti i colori, rosse, gialle, verdi, viola,ecc. e
invece di tenere i pantaloni a
vita alta, adesso sono tutti a
vita molto bassa, non solo in
estate ma anche
in inverno, non
rendendosi
conto che in questa stagione ci si può ammalare
molto facilmente tenendo la pancia di fuori..
Non parliamo solo di questo, ma anche delle
scarpe. Ormai per fare questa scelta , bisogna
rimanere dentro a un negozio più di un’ora, per
vedere quali sono le più comode, le più belle , le
più trendy e, soprattutto, quelle che sono più alla
moda; prima non si faceva caso a quanto fossero
belle, ma a quanto fossero comode e a quanto si
risparmiasse, invece oggi con l’uscita delle All
Star,tutte decorate come alberi di Natele,il prezzo non conta, ma basta solo calzarle per fare una
bella figura. Il problema però non è solo questo,
ma anche degli zaini, infatti, oltre alle scarpe,
adesso bisogna
avere anche lo
z a i n o
fashion.Usciti
quelli dell’Eastpak,infatti
tutti, come una
mandria impazzita sono
andati a comprarli e, in men
che non si
dica,dopo neanche mezz’ora vedevi
già
questa
moda .
Ma tutto questo per noi è
niente, perché vogliamo ancora e ancora di più
perché siamo molto viziati, in particolare se
paragonati con tanti bambini che lavorano dalla
mattina alla sera solo per un pezzo di pane, in
tante parti del mondo, Il mio consiglio è quello
di non spendere i soldi in delle stupidaggini, ma
di usare la testa.
Simona M.III H Elisabeth E. III A
SE UN GIORNO IN DISCOTECA…
Chi alla nostra età non freme dalla voglia di
andare in discoteca ????
Entrare nel mondo dei più grandi ti fa salire
l’adrenalina e la voglia di ballare si impadronisce di te. Entri, in quella sala immensa decine e decine di coetanei si divertono con gli
amici, le ragazze ballano e i ragazzi si aggirano
per le piste in cerca della ragazza “giusta”.
Questa prima immagine può far pensare di
essere entrata in una sottospecie di zoo, ma poi
decidi di “buttarti” ed iniziare quella serata
che hai sognato per molto tempo e che vorresti
fosse magica e indimenticabile. In quei momenti ti senti splendida e nessuno può abbattere il tuo orgoglio; ti guardi allo specchio e
pensi com’eri qualche anno prima con le tue
guance paffute e la tua statura poco elevata e
quasi non riconosci la bella ragazza che sei
diventata.
Dopo un po’ la musica ti è entrata in testa e
muori dalla voglia di sederti un attimo per
riprendere fiato ma, proprio quando ti stai
dirigendo verso i divanetti, una serie di luci si
accendono e lampeggiano velocemente facen-
do sembrare tutti dei robot che si muovono a
scatti.
Questa visione ti crea ancora più confusione del
dovuto, ma non puoi tirarti indietro proprio
adesso….. quello carino è appena entrato in
pista!!! Quindi… si aprano le danze!!!
Cerchi di incrociare lo sguardo del tipo, mentre
lo studi nei minimi particolari: moro,occhi
azzurri,alto 1,75 e naturalmente… firmato dalla
testa ai piedi!!! Cerchi di non essere incantata su
quella figura giudicata “perfetta” e continui a
ballare, ma proprio quando il tipo ti è passato di
mente ecco che alzi lo sguardo e lo vedi proprio
lì: davanti a te. Se prima avevi cercato di incrociare il suo sguardo ora hai la sensazione di
trovarti nel posto sbagliato al momento sbagliato.
Canzone dopo canzone balli con quel ragazzo,
come se lo conoscessi già da molto tempo; in
lontananza vedi le tue amiche che si divertono e
ti riprometti di ballare solo un’altra canzone in
compagnia di quel bel ragazzo per poi tornare
dalle altre a bordo pista. Tutte le tue amiche
iniziano a riempirti di domande chiedendoti
Mia nonna Wally
Per me, mia nonna Wally, è una persona speciale; oltre a volere bene e a curare suo marito e la
sua famiglia, aiuta altre persone: portando le
comunioni agli ammalati, presentando servizio
in chiesa, andando a trovare le sue amiche
quando sono in momento difficile e, loro si
fidano di lei e, molto spesso, chiamano mia
nonna, anche solo per scambiare due chiacchere
tranquillizzanti.
Mia nonna è sposata con mio nonno da ben
quarantotto anni!!! Lei mi dice sempre che per
mandare avanti un matrimonio così a lungo,
bisogna avere molta pazienza e lei dice che con
mio nonno, di pazienza ce ne vuole fin troppa!!!
Mia nonna non è più tanto giovane, ma lei non
sta mai ferma un minuto e, con la suo bici, va a
destra e a sinistra, su e giù, a fare la spesa, in
chiesa, a trovare sua mamma (di 98 anni!!! Che
è la mia bisnonna ) fa visita a sua sorella,
insomma sembra una ragazzina tutto pepe.
Altro grande pregio di mia nonna (e questo mi
interessa molto da vicino) è la sua cucina, ottima, superba, prelibata, inimitabile. I suoi piatti
tipici sono dell’Emilia-Romagna, tagliatelle,
lasagne, ravioli. E poi ci sono i secondi o cotolette o coniglio o pollo che mi fanno esaltare le
papille gustative. Ma la cosa che le riesce meglio
ai fornelli sono le patate arrosto, sono le migliori
dell’universo!!!
Fisicamente ha un po’ di pancia, ma si può
accettare visto i piatti che prepara. In altezza è
piccolina visto che è più bassa di me di un
centimetro.
Ma questo non cambia il mio affetto, lei è una
super-nonna e le vorrò sempre un mare di bene!!!
Federico Mulazzani II° H
dove sei stata tutto quel tempo… Finito “l’interrogatorio” ti rendi conto di non sapere niente
del ragazzo con cui hai ballato prima…Giusto
il nome… ti sembra si chiamasse Filippo, ma
anche di questo non ne sei sicura. Pensi a
quanto sei stata stupida per non avergli chiesto
il numero di telefono quindi ti dai alla ricerca di
questo famoso Filippo. Proprio quando ti stai
dando per vinta ecco che lo scorgi di sfuggita,
ti ostini a seguirlo, provi a chiamarlo ma la
musica è troppo forte perché ti senta. Inizi a
correre ma senza risultati, fino a che lo perdi
completamente di vista.
Abbattuta ritorni dalle solite amiche ma poi
ripensi ai bei momenti passati e quindi ti viene
da sorridere. Vorresti stare lì in pista ancora
molto tempo ma guardi l’orologio…è diventato troppo tardi!!! Sicuramente i tuoi genitori ti
stanno già aspettando fuori dal locale. Chiami
le tue amiche e le inviti ad avviarsi verso il
guardaroba per poi uscire tutte insieme, felici e
con un bel ricordo.
Giulia e Cecilia IIIC
Io... Io... e
febbraio 2007
UN’AVVENTURA
INASPETTATA
Era una domenica pomeriggio e mi trovai
sull’auto dei miei genitori.
Questa era una gita, non ne facevo molte,
anzi mai: le gite non mi entusiasmavano
affatto, anzi preferivo restare comodo sul
divano a vedere la televisione.
Arrivati ad uno strano parcheggio, dopo
aver superato un serpentone di curve, vidi
davanti a me tanti alberi, con in mezzo una
piccola stradina serrata.
Ogni tanto, nel tragitto, mi giravo perché
mi sembrava di essere osservato da quelle
mura verdi. Inaspettatamente il bosco finì e
mi si mostrò davanti un grandissimo castello con torri alte fino al cielo, protetto da
mura ciclopiche.
Quando lo vidi, l’emozione prese il sopravvento e i miei occhi s’illuminarono come
lampioni. Mi affrettai ad entrare, un portone gigante era spalancato, dietro a questo ci
attendeva un signore che ci disse di entrare:
era la nostra guida.
Pag.8
E’ARRIVATO IL MOMENTO DI PRENDERSI
DELLE RESPONSABILITA’
Bisogna riconoscere che l’adolescenza è molto
diversa dall’infanzia: i litigi diventano sempre
più frequenti e, mentre prima la casa era il nostro
“rifugio”,
ora è solo un luogo come un altro, forse anche
meno importante. Oppure, spesso, a casa ci
sfoghiamo con in nostri genitori e fratelli per
quelle che, secondo noi, sono vere e proprie
“ingiustizie del mondo”. E ancora, tutto ad un
tratto, misteriosamente, incominciamo a mangiare sempre di meno, sostenendo che avere una
buona forma è diventato, ormai, di moda; a
preoccuparci per due o tre brufoli sul naso che,
fino a qualche giorno prima non esistevano e a
lamentarci col farmacista, incapace di dare i
prodotti “che funzionano veramente”. E, tra
tutte queste cose, prima, la responsabilità! Una
parola che, detta così, sembra un nonnulla ma
che poi ti accorgi che diventa un fardello sempre
più pesante da sostenere. La responsabilità: molti,
probabilmente, non ne hanno mai sentito parlare, altri, invece, non ne possono già più perché,
ogni volta che viene fatto qualcosa di sbagliato,
ritorna quella parola, ogni volta più tagliente. La
responsabilità: la gestione di tutto ciò che fai, il
prendersi le sgridate ogni volta che qualcosa
non è andato come volevamo noi, qualcosa di
imprevedibile.
Molto spesso nei film e, a volte, anche nella
realtà sentiamo dire:”Mi prendo io questa responsabilità”. Certo, all’apparenze, una frase
da nulla ma che, sotto, sotto cela mille segreti di
ogni tipo pronti ad essere svelati quando diventi
adolescente. Allora riesci a gestirti da solo, ad
organizzarti, e a fare in sole due settimane,
quello che, solo poco tempo prima, non saresti
riuscito a fare nemmeno in un mese. Ecco, a quel
punto, potrei dire: “Ora sono davvero pronto per
affrontare il mondo, con tutti i suoi ostacoli e i
suoi imprevisti, sono pronto a trasformare la mia
vita in un’avventura, avvicinandomi, gradino
dopo gradino, alla meta: diventare una persona
con scopi ben precisi e sempre consapevole di
ciò che fa e di ciò che l’aspetta”, ecco spiegato
il concetto di “responsabilità”. Quindi ora, ragazzi, fatevi avanti e cercate un modo per dimostrare a tutti, e non solo a voi stessi, che siete
cresciuti, finalmente, scavate dentro di voi e
tirate fuori quella parte pronta a diventare “adolescente”.
TRE GIORNI
INDIMENTICABILI
Grande emozione e forte tensione
sulla pista da ballo
Tre volte alla settimana, sin da quando eravamo
piccole, io e Federica andiamo a danza . E’ una
passione che è iniziata per gioco, poi però, é
diventata un’attività sempre più impegnativa.
L’anno scorso in primavera i nostri insegnanti,
Daniela e Ferdy, ci hanno comunicato che ad
ottobre avremmo partecipato al concorso: “Danza SI’” a Roma. Passata l’estate ad allenarci,
finalmente è arrivato il momento di partire, così
, il 6 ottobre , tutto il nostro gruppo si è ritrovato
alla stazione ferroviaria, con armi e bagagli,
pronti per partire. DESTINAZIONE ROMA:
ELISA BRUSCHI 3°H
COME VORREI ESSERE MAGGIORENNE!
UNA DIFFICILE ADOLESCENZA
C’erano corridoi, scale, porte dappertutto;
la guida si affrettò a dirci di non addentrarci
nel castello da soli perché era molto pericoloso, ma io non lo ascoltai e imboccai il
primo corridoio che trovai.
Con la curiosità che ardeva come fuoco e il
cuore che si era bloccato per l’emozione,
esplorai un corridoio: c’erano tanti ritratti
dai mille colori che stavano appesi non con
chiodi, ma con l’amore per la pittura.
Continuando a camminare per quel corridoio ebbi la stessa sensazione di essere in
una foresta; ma ce n’era anche un’altra:
ovvero che le pareti si stessero stringendo
sempre di più, allora con il groppo in gola
corsi fino alle scale più vicine.
Lì era tutto buio, ma avevo una torcia, la
accesi e appena la luce gialla si mostrò mi
consolò. Subito dopo però mi accorsi di
essere in una prigione, la paura mi esplose
dentro come un fuoco di artificio; però la
curiosità mi spinse a rimanere.
La torcia era puntata sulle sbarre e dentro
la cella vidi un diario, la porta era aperta e
ci entrai presi lo scritto e incominciai a
leggerlo. Girai la prima pagina e mi accorsi
che il tempo aveva cancellato le parole
allora provai a immaginarmi la storia del
carcerato.
Era un nobile guerriero, il suo popolo lo
stimava molto. Un giorno, però, lui e il suo
popolo furono attaccati dalla potente forza
militare del castello.
Fra piogge di frecce e fiumi di sangue il
nobile perse e tutta la sua città venne annientata.
Osservando il diario vidi che era tutto giallo, era molto sporco, però notai anche una
parola in neretto, l’unica, il nome del carcerato: JACK.
Siccome quel testo era lì da tempo decisi di
prenderlo e di portarlo con me a casa; però
dovevo ritrovare anche i miei genitori, allora presi il cellulare e chiamai mia mamma,
lei era disperata e anche arrabbiata mi chiese subito dove fossi, io glielo dissi subito e
dopo dieci minuti arrivarono.
I miei genitori mi misero in punizione, ma
io mi ero divertito troppo per essere triste.
Luca Olivieri I° A
CON PARENTI APPICCICOSI!
-Come vorrei essere maggiorenne!- Questa è
un’affermazione che sorge tra molti adolescenti
quando si sentono grandi ma sono trattati da
bimbi piccoli.
Anche a me capita spesso, infatti, quando sono
entusiasta di qualcosa che ho fatto, che mi
richiama l’essere grandi (come un compito in
classe andato bene, un’azione sportiva molto
bella…), che arrivano i parenti a congratularsi
dicendomi:
-Pucci, pucci! Com’è stata brava la nostra stellina!!!. Poi mi riempiono di baci, lasciando sulle
mie guance segni disgustosi di rossetto al profumo d’arancia, di fragola, di ciliegia…;questo
succede per le zie e le nonne, ma con i loro mariti
è ancora peggio: mi punzecchiano con le loro
lunghe barbe puntigliose lasciandomi puntini
per tutta la faccia.
In questo modo loro si divertono, almeno credo,
mentre non si accorgono che distruggono drasticamente il mio orgoglio: difatti si comportano
come fossi una bambina di 2 anni.
Cosa vorrei fare a 18 anni?
Beh ecco: vorrei essere autonoma, senza parenti
appiccicosi che mi sbaciucchiano per ogni cosa
che faccio. Vorrei divertirmi con i miei coetanei. Studiare per diventare maestra d’asilo. Vorrei aiutare i più bisognosi (i poveri, i down) della
mia parrocchia, facendo volontariato. Sicuramente non vorrei fumare, andare in discoteca
come fanno molti che si lasciano prendere dalla
moda.
Però a pensarci bene, non sono molto pronta per
queste decisioni dato che ancora non so che
liceo scegliere, devo prepararmi fisicamente e
psicologicamente.
Credo che se un giorno mi troverò in mano una
bacchetta magica, penserò due volte prima di
trasferirmi nel futuro, ma farò sparire i parenti
appiccicosi.
Una guardatina nella sfera magica per veder
cosa farò quando avrò 18 anni la darò sicuramente; ma quando tornerò alla realtà, cioè a 13
anni, penserò che è molto meglio vivere nel
presente, senza anticipare i tempi.
Anna Zavatta III C
COME DISTRUGGERE UNO ZIO
Ha i capelli corti, pettinati all’indietro, luccicanti di brillantina e di creme speciali per la cute.
Il collo, le guance e le basette sono sempre rasate
con la massima cura, precisione e cosparse da
pomate per ammorbidire la pelle. I suoi denti
sono scintillanti, bianchi e regolari.
È alto, asciutto, con la pelle scura che lo rende
simile ad un’aringa affumicata.
L’aspetto, secondo il suo parere, è fondamentale. Trascorre ore a spalmarsi unguenti, a pettinarsi, a controllare che ogni singola parte del
suo corpo risplenda di pulizia e
candore.
Questo signor perfezione è mio
zio, che quest’estate era venuto a
trascorrere un week end a casa
mia, insieme al figlio e a quintali
di barattoli, contenitori, tubetti,
accatastati nel mio piccolo bagno, diventato identico ad un
negozio di cosmetici.
Mio cugino, invece, è completamente diverso dal padre.
Non si cura del proprio aspetto fisico, non si
spalma litri di creme.
È un ragazzo magro, esile, alto per i suoi nove
anni, con braccia simili a steli e il corpo ad un
fuscello di un giunco.
Sa camminare a passi felpati, si muove con la
leggerezza di un felino ed è abile nel trovare i
posti migliori per nascondersi.
Ama architettare scherzi e, quando mette in
pratica i suoi progetti, non si ferma davanti a
nulla. Era proprio la persona di cui avevo
bisogno per realizzare il piano che tramavo da
qualche tempo, per rovinare la perfezione dello
zio.
Quando glielo esposi, fu subito d’accordo e si
offrì di svolgerlo lui stesso.
La sera, si diresse a passi leggeri verso il bagno,
chiuse la porta e,dopo qualche minuto uscì con
un ghigno stampato sul viso.
Al sorgere del sole, l’ospite, ignaro, andò verso
i suoi prodotti per lavarsi ed ungersi di balsami.
Per primo estrasse il dentifricio e si accinse a
spremerlo sullo spazzolino.
Dal tubetto, al posto di uscire la solita pasta alla
menta, scaturì un getto di schiuma da barba che
lo centrò in pieno petto.
Stupito, si guardò intorno, poi, con circospezione, riprese la sua opera.
Aprì il barattolo di brillantina ,se
ne passò un’abbondante dose tra i
capelli e si guardò allo specchio,
per vedere l’effetto.
Si accorse subito che la crema non
era scintillante, ma opaca, piena di
bolle ed emanava un forte odore di
sapone.
Con orrore vide la sua cute piena
di Saugella, non di gel.
Mio cugino, infatti, aveva sostituito la brillantina con il sapone liquido, il dentifricio con la crema da barba e il collutorio con
lo spray nasale.
Dopo poco tempo mio zio emerse dal bagno in
uno stato pietoso.
Mulinava le braccia e saltellava come un uccello
sul trespolo.
Aveva i capelli unti e grondanti, la bocca da cui
uscivano rivoli di spray nasale e le narici rosse
di collutorio.
C’era un abisso tra l’uomo preciso che avevo
sempre conosciuto e quell’individuo gocciolan
GUIDO RUINETTI 3° C
TEATRO ORIONE!
Già in treno, c’erano grandi preparativi, c’era
chi si truccava, chi si pettinava, chi ascoltava il
CD con il pezzo per l’ennesima volta. Insomma
un gran fermento e tanta adrenalina.
Sapevamo che avremmo dovuto affrontare 40
gruppi, che provenivano da tutta la penisola e
che sarebbero stati agguerritissimi. Giunte in
teatro, dopo aver preso la metropolitana, ci tremavano le ginocchia e la paura faceva novanta;
ci siamo vestite con i nostri costumi neri e
arancione e siamo salite sul palco.
La sala era buia e il pubblico in silenzio ci stava
osservando, non sentivamo più niente solo la
musica, gambe e braccia andavano da sole ed
eseguivano perfettamente la coreografia provata mille volte.
La preoccupazione più grande, era la riuscita
delle “prese”, se si sbagliano infatti, si compromette tutto il pezzo e perciò è una grande responsabilità. Per
fortuna, tutto è
filato liscio e
alla fine ci hanno applaudito
fragorosamente e il sipario si
è chiuso.
Poco dopo, ci
hanno comunicato che il
CENTRO
DANZA FUTURA ERA
PASSATO IN
FINALE.
Tutta la tensione accumulata
nei momenti
precedenti il verdetto si è sciolta e, spossate,
siamo ritornate in albergo.
Il giorno dopo, però, dato che la finale sarebbe
stata di sera, ne abbiamo approfittato per visitare
il Colosseo, il Panteon e Montecitorio. Roma è
bellissima!
Alla sera, ci aspettava ancora il teatro Orione per
la finalissima, eravamo stanche, ma cariche e
grintose, soprattutto la leader del gruppo, Susi,
soprannominata all’unanimità Ringhio, per la
carica che ci mette e la passione per il ballo.
Arrivato il nostro turno, abbiamo ballato con
molta determinazione e alla fine abbiamo atteso
il verdetto finale sdraiate sulle poltroncine del
teatro.
Io mi ero addirittura tolta le scarpe e parlottavo
con la mia amica accanto, quando ad un certo
punto hanno annunciato, che il nostro gruppo si
era classificato al secondo posto. Siamo scattate
dalle poltrone come delle saette per correre
verso il palco, dove ci attendevano i giurati, che
ci hanno stretto la mano, fatto le congratulazioni
e consegnato una ballerina in ferro battuto come
trofeo.
Abbiamo festeggiato tutta la serata, pianto, riso,
eravamo eccitatissime!
Questo concorso ci ha regalato molte emozioni,
dato molta carica per continuare a ballare e, non
ultimo, ci ha permesso di visitare Roma, insomma tre giorni indimenticabili!
Sofia e Federica 2 C
Amici Animali
febbraio 2007
IL PANDA GIGANTE
“ UNA SPECIE IN VIA
D’ESTINZIONE ”
Il panda gigante è un orso tozzo, che salta all’
occhio per il pelo, esso infatti è bianco e nero.
Quest’orso bizzarro ama arrampicarsi sugli alberi, si nutre di bambù e a volte
anche di animali già morti, le così dette carogne.
Il panda gigante ha sei dita per ogni zampa
anteriore e cinque per ogni zampa posteriore.
Questo animale, ormai simbolo della Cina, viene anche chiamato con due nomi cinesi “ Daxiongmao” (orso- gatto gigante) e “Baixiong”
(orso bianco). Il panda gigante è purtroppo
caratterizzato anche da un fatto terribile: è in via
d’estinzione. Questo accade anche perché si
stanno costruendo sempre più centri urbani,
allora ci sono meno canneti di bambù, ed è
chiaro che il panda muoia di fame.
Pag.9
STORIA DI UN UCCELLINO
SFORTUNATO
Salvate quelle povere creature
Al mondo c’è un sacco di cattiveria, e abbiamo
bisogno di qualcuno che ci sia amico oltre ai
parenti, ma chi?
Noi ragazzi lo sappiamo: gli animali! Tutti dicono che gli animali sono i migliori amici dell’uomo, ma noi li abbandoniamo. I canili e i gattili
sono pieni di
animali perché i
padroni li lasciano per strada. Cani e gatti
hanno bisogno
di attenzioni,
ma noi li ignoriamo, e ciò non
è giusto, perché,
se sono nostri
amici, noi dovremmo dare
loro tanto quanto loro danno a
noi: ma non è
così!!!
Aiutiamoli, non
ci vuole molto.
Ora vi faremo leggere la storia di Timmy: un
gattino davvero speciale.
Ciao, mi chiamo Timmy, sono un certosino maschio, grigio con una piccola macchia bianca sul
collo. Vivo in una casa con la mia padroncina
Francesca. Fino a qualche tempo fa vivevo nel
gattile comunale, abbandonato, insieme ai miei
amici. Mangiavo una volta al giorno e dormivo
quasi sempre in un’aiuola sotto un albero. Incontravo giornalmente tanti bambini che mi
portavano cibo e scatolette, però nessuno mi
adottava. Sono molto birichino e giocherellone
e a volte attraverso la strada. Un giorno fortunato viene da me una bambina simpatica e buona
che vedo per la prima
volta. Mi porta da mangiare e gioca con me.
Dopo qualche giorno
la rivedo e mi porta a
casa sua mi sono abituato subito alla vita
domestica, perchè coccolato da tutti. Dormo
in un cestino caldo in
cantina o in uno scatolone pieno di vecchi
giornali in giardino
perché talvolta mi piace stare all’aria aperta.
Di giorno faccio lunghe passeggiate e a
volte gioco con i gatti
del vicinato. Mi piace
tanto giocare con una pallina di gomma colorata. Sono molto contento di essere in questa
famiglia. Sono proprio un gatto fortunato!!!
Daniele Olivieri, Filippo Tamagnini,
Francesca Succi I E
STORIE DI ANIMALI
Per aiutare l’orsetto bianco e nero del bambù,
oltre cento di loro vengono tenuti in cattività,
ma, solo il 30 % dei piccoli che nascono, sopravvive. Gran parte di questi animali vive in piccoli
gruppi sparpagliati e in cattive condizioni.
Loro vengono cacciati abusivamente, nonostante le leggi restrittive. Creare dei grandi parchi
naturali potrebbe essere l’unica risposta per la
sopravvivenza del panda gigante.
CARLOTTA SEMPRINI 1 H
VITA DA CONIGLI
Ciao! Mi chiamo Cuffietta e sono una coniglietta. Visto che il mio nome è un po’ lungo tutti i
componenti della famiglia in cui vivo e i loro
amici mi chiamano Ciufy. Vivo in un giardinetto recintato dove si trova una casettina. In questo
cortile convivo con Carotino, il mio sposo. Ogni
mattina mi sveglio presto e comincio a guardarmi attorno: c’è sempre quella rete che rimpicciolisce il mio campo di gioco e di vita. Così
comincio a scavare una buca per arrivare dall’altra parte della rete. Di solito mi sporco tutta
di terra e ciò
mi infastidisce molto.
Quando il resto della casa
si sveglia mi
vedo sempre
arrivare dalla finestra
una buonissima carota:
me la mangio
con gusto, rosicchiandola
fino alla fine.
Quando è arrivata l’ora di andare a scuola e al lavoro c’è
sempre un gran trambusto, pieno di saluti e
auguri per una buona giornata.
Verso l’ora di pranzo tutti tornano da scuola ed
io mi infilo nella casetta e mangio i mie squisiti
croccantini con contorno di fieno.
Il pomeriggio mi sdraio sempre di fianco alla
casetta e faccio un sonnellino.
La sera è il momento più rilassante della giornata: aria fresca e poca luce, l’ideale per dormire!
I giorni in cui piove e mi bagno, Elena e suo
babbo mi asciugano, anche se non mi piace mi
sento molto meglio di quando sono bagnata.
Mi piace molto vivere qui !
Elena Piolanti I G
Molti anni fa, quando avevo circa quattro anni,
ho avuto una brutta esperienza con un cane di
grossa taglia del quale non ricordo né la razza né
il colore.
Stavo giocando e correndo liberamente in Piazza Ferrari quando un gigantesco ammasso di
muscoli e carne mi si è piazzato davanti; sono
caduto ho battuto la testa contro il marciapiede
e mi hanno portato d’urgenza al Pronto Soccorso! Quel giorno erano con me i miei nonni, i
quali, si sono presi un bello spavento, tanto che
mia nonna ancora oggi ha una paura matta dei
cani, come li chiama lei, “grossi.”
Per fortuna, la vicenda, si è conclusa nel migliore dei modi.
Un’altra mia disavventura con un cane è stata
quella riguardante Ketty, il cane di grossa taglia
della zia di mia
mamma.
L’animale
è
bianco e nero, di
indole docile e
gentile, ma quel
giorno...
Ero di ritorno con
i miei genitori,
Ketty e la zia,
dalle autoscontro
al mare.
Stavo tenendo io
la cagna al guinzaglio, quando,
dal nulla, è saltato fuori un gatto,
lei gli è corsa dietro e io, ancora
attaccato al guinzaglio, mi sono
ritrovato lungo
steso a terra piangente.
Ero talmente ricoperto di graffi e ferite, che sembravo di ritorno
da una giungla fittissima e piena di rovi.
Fortunatamente le ferite si sono rimarginate in
breve tempo.
Una storia che ancora oggi, ripensandoci suscita
in me una grande tenerezza, riguarda un cane di
grossa taglia, più precisamente un labrador.
Ero al giardino pubblico con un mio amico e
stavamo tranquillamente passeggiando e parlando dei fatti nostri. All’improvviso vediamo
spuntare da dietro un labrador di colore nero e
dagli occhi azzurro cielo. Ha iniziato a girarci
attorno, a saltarci addosso, a scodinzolare e dal
suo viso molto espressivo si intuivano la sua
gioia e la voglia di giocare.
Subito dopo è arrivata la sua padrona che lo ha
portato via perchè credeva ci stesse importunando. Lui però non siè lasciato scoraggiare ed è
tornato subito alla carica. La donna allora, più
arrabbiata di prima, è tornata a prenderlo nonostante le avessimo spiegato che non ci dava
alcun fastidio anzi, con la sua giocosità ci met-
teva di buon umore.
Un istante dopo, l’animale, ha ripetuto nuovamente l’azione e la proprietaria, questa volta,
non si è limitata a portarlo via di forza ma ha
iniziato a “riempirlo di schiaffoni”.
Più lui cercava di venirci incontro più lei aumentava la dose.
Alla fine si è rassegnato ma ha iniziato a guardarci con uno sguardo triste e malinconico, che
sembrava chiedesse aiuto ed era come se piangesse senza lacrime.
Ancora oggi mi pento di non avere rimproverato
alla donna quelle azioni, a mio parere, veramente stupide e crudeli.
Una storia più recente, avvenuta circa un mese
fa, riguarda Skippino,
una cavia
peruviana lasciataci in
custodia, per
qualche tempo, da alcuni
amici di famiglia.
La bestiolina
è di colore
nero e marroncino e, il
suo
pelo
scarmigliato, sembrea
sia stato pettinato con un
compressore. Inizialmente era un
po’ diffidente poi, però,
si è affezionato moltissimo. Noi lo
tenevamo in
braccio e lui ci ripagava con un verso simile a
delle fusa.
La cosa che mangiava più volentieri di ogni altra
era l’insalata di mio nonno, che reclamava a
tutte le ore e, quella che riceveva, non gli bastava
mai. Non lo lasciavamo mai libero di girare per
casa perchè, essendo quella la sua indole, rischiavamo ci mordesse i cavi del telefono, del
televisore o del computer.
Purtroppo è rimasto con noi solo due settimane
e, quando i suoi proprietari sono venuti a riprenderlo, ci è dispiaciuto moltissimo.
Spero proprio che la prossima volta che i nostri
amici andranno in vacanza, vorranno lasciarci
ancora il dolcissimo Skippino.
Nonostante le mie disavventure con i cani io
amo molto loro e tutti gli altri animali. Nutro,
infatti, verso di loro un forte interesse e amo
molto la loro compagnia.
Davide Fazi 2 I
UNA STORIA VERA
Da molti mesi vive insieme a noi un uccellino
australiano che ci è capitato fra capo e collo.
Tutto incominciò quando mamma disse a mio
fratello Stefano di andare ad aprire la finestra.
Stefano lo fece e ritornò subito dicendo <<”
Mamma è entrato un uccellino” >>.
Dopo un po’ di parapiglia, a causa del gatto,
mettemmo il tapino in una gabbia improvvisata.
Da un libro scoprimmo che era un Diamante di
Gould , e per di più in una rara colorazione della
testa ( gialla-arancio ). Mio fratello giura che
prima che entrasse c’era stato un gran frullo
d’ali: era sicuramente inseguito, forse dal fantomatico falco che sembra vivere nel nostro quartiere? Stefano fece cosi tante false promesse che
mamma e papà gli comprarono una gabbia. Da
allora il nostro gatto Pepe sta schiaffato davanti
alla porta della sala in attesa di prendere la sua
preda.
Ce la farà?
LORENZO TARRONI III E
L’ora di scienze,
domande curiose
sul bizzarro mondo animale
Sono un giovane studente appassionato di biologia e mi sono accorto che molti dei miei compagni non lo sono, oppure non hanno voglia di
esserle informati su vita e abitudini di animali
meravigliosi. Per loro esistono solo il cane e il
gatto quando invece ce ne sono un’infinità. Ecco
tre delle più comuni domande a cui darò una
spiegazione.
MA I CONIGLI SONO PARENTI DEI
TOPI ?
Lontanamente. Infatti non
sono roditori.
Le lepri, i conigli e i pica (
detti anche
“lepri
fischianti” per
via del loro
verso a fischio) sono in
realtà Lagomorfi, distinguibili per la
seconda serie di incisivi e la struttura cranica più
leggera. Sono in assoluto i mammiferi più cacciati in natura.
MA CHE COS’E’ LA PANTERA NERA ?
A lungo considerata una specie a sè la pantera
nera è in realtà un leopardo melanico, ovvero un
leopardo a macchie nere su fondo nero.
CHE COS’E’ UN BRADIPO?
I bradipi, i formichieri e gli armadilli, benché
non siano imparentati tra loro, sono stati raggruppati in un unico gruppo gli xenartri . I
bradipi meglio conosciuti sono due: il bradipo
bidattilo e il bradipo tridattilo del Brasile. Quest’
ultimo, il più singolare e il più a rischio dei due,
ha alghe, zecche, acari, coleotteri e falene che
gli vivono in mezzo al pelo irsuto. Inoltre, se
attaccato, prima si finge morto, ma, se non
funziona, aggredisce l’avversario con i lunghi
artigli. E’ il mammifero con più vertebre del
collo.
LORENZO TARRONI III E
febbraio 2007
Amici Animali
Un cane per amico
Ho un cane di nome Scotty. Ha sette anni, ma in
realtà ne ha quarantanove, perché un anno per i
cani ne vale sette. Non è un cane di razza, infatti
è un incrocio tra un bastardino e un Labrador. E’
di colore marrone chiaro, beige e ha la coda
bianca solamente nella parte inferiore. Il suo
musino, per me, è il più dolce di tutti, perché i
suoi occhi teneri ti fanno capire che ha bisogno
di dolcezza.
Ciò si capisce anche quando uno dei famigliari
entra in casa e lui si butta subito per terra a
pancia in sue aspetta che gli facciano le coccole.
Subito dopo chiede di uscire in giardino per
appostarsi al
cancello e fare la
festa ai passanti.
E’ un cane molto amichevole e
curioso, infatti a
volte esce dal
cancello, che
qualcuno lascia
aperto per andare a prendere le
bici, e noi dobbiamo uscire per
cercarlo.
Il gioco che gli
piace di più è
quello in cui lui
scappa e noi lo
dobbiamo rincorrere, ma difficilmente riusciamo a prenderlo.
Diversamente
dagli altri cani
non gli piace
giocare con la
pallina, ma preferisce quando
noi gli tiriamo i
biscotti a forma
di osso, che poi
lui si mangia in giardino.
Purtroppo da piccolo non lo abbiamo addestrato
e lui crede che i letti siano di sua proprietà e così
ci sale spesso sopra. La stessa cosa fa con le
poltrone.
L’unica cosa che sono riuscito ad insegnargli è
giocare a calcio; riesce a far avanzare la palla
con il muso, però ancora non ha imparato a
calciare. La cosa che preferisce è stare in porta,
infatti riesce a parare abbastanza tiri.
A volte lo disegno e lui prende il foglio e se lo
porta nella sua cuccia, poi gli si siede sopra e
sembra che non voglia farsi rubare il ritratto.
Nel giardino ha un posto tutto suo, dove ha fatto
una buca in cui seppellisce gli ossi. Si rifugia lì
quando ha paura di qualcosa, ma il posto che
predilige è la cucina, infatti quando si sentono i
botti dei fuochi d’artificio o dei petardi, si mette
a cuccia vicino al muro tremando.
Quando qualcuno deve uscire, lui lo supplica di
portarlo a spasso e quando ci riesce vuole andare
al mare. Quando ritorniamo dal giro salta sul
divano e guarda la TV insieme a me.
Un giorno, mentre eravamo a spasso, due cani
lupo sono usciti dal cancello di una casa e lo
hanno aggredito. E’ stato ferito in più punti e ha
dovuto subire un’operazione. I padroni dei cani,
oltre ad aver lasciato aperto il cancello, li hanno
richiamati solo dopo che Scotty era già stato
azzannato più
volte e non si
sono neppure
preoccupati di
accompagnarci
dal veterinario,
visto che eravamo a piedi e che
Scotty sanguinava.
Purtroppo ci
sono delle persone che tengono gli animali
senza veramente occuparsi di
loro, tanto che
non si preoccupano neanche se
fanno del male
alle persone o
ad altri animali.
Per fortuna ultimamente è uscita un’ordinanza
che vieta il taglio delle orecchie e della coda
ai cani così
come l’uso dei
collari elettrici,
che danno la
scossa agli animali se non ubbidiscono. Queste
infatti sono crudeltà che rendono gli animali più
aggressivi.
Chi vuole tenere animali in casa deve conoscerli
e trattarli con rispetto.
L’ordinanza ha stabilito anche che ci sono diciassette razze pericolose e che i padroni di
questi animali devono portarli a spasso con
guinzaglio e museruola.
Quello che bisogna ricordare sempre, però, è
che ogni animale ha delle esigenze che bisogna
rispettare e che i cani in modo particolare sanno
essere dei veri amici, che non dobbiamo tradire,
né maltrattare.
Samuele Tomasini - I° C
Tommy: un gattino esuberante
Tommy è un gattino, che ho da circa 5 mesi;
inizialmente era calmo, tanto che il suo padrone
precedente, lo aveva scambiato
per una femmina. Ma dopo pochi giorni, abbiamo
scoperto inaspettatamente che è un maschio
sono
rimasta sbalorAdita, perché ormai mi ero abituata all’idea di
avere una femmina tranquilla e placida.
Invece, adesso, mi ritrovo a combattere ogni
giorno con un gatto
che ne combina di tutti i colori.
Volete sapere che guai provoca solitamente?
Bene, dovete sapere che all’ora di pranzo, mentre io mangio, dopo aver passato una lunga
mattinata, inizia a darmi di morso ai piedi
come se non avesse mangiato a sazietà, eppure
prima che io arrivi in due minuti si finisce una
razione abbondante di cibo.
Proprio per questo ha sempre una pancia colma.
A volte, fa un sonnellino (cosa rara), invece
frequentemente va alla scoperta della casa, le
stanze le ha già
esplorate tutte nei primi giorni; ora si è affezionato a due in
particolare: la mia cameretta e il bagno.
In camera, si diverte a nascondersi nel
tappeto, a ribaltare qualche
soprammobile e rincorrerlo nel corridoio, oppure, siccome appeso al letto
ho un campanellino, lo suona armoniosamente!
In bagno, è normale vederlo entrare
nella vasca e scivolare con le
unghie tese, ogni tanto si affaccia alla
finestra e riesce a non cadere aggrappandosi ai bordi, inoltre gli piace srotolare i rotoli di carta igienica , (ovviamente dopo non la uso).
Nello studio mordicchia i fili del computer, mentre in salotto cammina a passo felpato, come un fantasma, tra le
tende.
Oltre a queste abitudini, ne ha molte altre, per
questo lo considero
un gatto birichino, ma gli voglio comunque
molto bene, infatti si fa apprezzare quando accarezzo il suo manto morbido,tinto di rosso e
bianco e inizia a fare le fusa. Solitamente mi
guarda con occhi furbi e curiosi, come per dire
:-Chi è quella? :-Forse la mia padroncina spietata?
DEBORA MELUZZI I G
Il Mondo a scuola
2006, ANNO DEL
CALDO RECORD,
ANCHE IL 2007
SARA’ BOLLENTE
Il 2006,dicono gli esperti, è stato il sesto anno
più caldo dal 1880 e il 2007 non si preannuncia
diverso per quanto riguarda le temperature bollenti mentre l’estensione dei ghiacciai polari
artici continua a ridursi al ritmo del 9% ogni
decennio.
L’allarme arriva da due dei più importanti centri di previsione internazionali: il servizio Meteorologico britannico e gli esperti del Noaa,
l’Agenzia statunitense che si occupa del monitoraggio delle temperature in atmosfera e della
situazione degli oceani.
Dai primi studi è emerso che nel 2006 la Terra
ha trascorso il sesto anno all’insegna dell’innalzamento delle temperature ; l’anno appena trascorso ha avuto un aumento di 0,52°C della
temperatura
media globale, superiore
alla temperatura media
del secolo.
L’emisfero
nord del pianeta è stato
leggermente
più caldo di
quello sud e
gli oceani sia
dell’emisfero nord che
dell’emisfero sud sono stati più caldi dei continenti.
Il maggior riscaldamento si è verificato nell’area artica, nel nord America ed in particolare
nel Canada nord orientale, nel nord Europa e
nella parte più continentale dell’Asia centrale.
I ghiacciai polari artici continuano a ridurre la
loro estensione ad un ritmo che secondo gli
esperti è preoccupante: la riduzione dei ghiacciai è controllata dal 1978, da quando sono
disponibili dati satellitari.
Per quanto riguarda le precipitazioni il 2006 è
stato un anno globalmente molto piovoso, tra i
più piovosi degli ultimi 50 anni, ma con una
distribuzione molto disomogenea. Particolarmente piovose sono risultate le aree del centro
America e quelle dell’America meridionale nord
occidentale, l’India ed il sud est asiatico e l’Africa meridionale.
Invece, particolarmente siccitose
sono risultate l’area
nord occidentale dell’America
del nord, di
parte della
Groenlandia, di gran
parte del
Mediterraneo, di quasi tutta l’Asia centrale continentale,
di parte dell’America meridionale ed in particolare l’Argentina e, infine, di quasi tutta l’Australia, soprattutto nella parte orientale.
Ci sono stati rilevanti eventi climatici nel 2006.
Il riscaldamento del pianeta, che ha provocato
tali cambiamenti meteorologici, deriva in gran
parte dal fenomeno dell’effetto serra che sta
aumentando in modo spropositato a causa della
grande concentrazione di anidride carbonica
nell’atmosfera.
Per il 2007 il Servizio Meteorologico britannico
non prevede cambiamenti ed ha emesso il bollettino delle previsioni meteo a lunga scadenza
dalle quali risulta che l’inverno 2006-2007 (da
dicembre a febbraio) sarà particolarmente caldo
nell’Europa occidentale e nella parte occidentale dell’Area mediterranea.
Sarà invece più freddo del normale nella parte
orientale dell’area mediterranea e nel vicino
oriente.
L’inizio della primavera 2007, invece si prospetta piuttosto freddo e piovoso per l’Italia e
tutta l’area mediterranea orientale compresi i
Balcani.
Per il bene del nostro pianeta occorre che tutti i
paesi, in particolare quelli più industrializzati,
trasformino il proprio sistema energetico e che
inizialmente puntino sull’utilizzo di combustibili a basso impatto ambientale.
E’ importante che ciò avvenga altrimenti parecchie città e paesi che si affacciano sul mare con
lo scioglimento dei ghiacci dei poli rischierebbero di rimanere sommersi sotto il livello del
mare e quindi di scomparire.
ERMINIA SANTAGADA 3° C
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IMMIGRAZIONE
“Un incontro”
Oggi la popolazione italiana aumenta non per
la natalità, ma, grazie agli immigrati che arrivano da ogni parte del mondo: albanesi, cinesi, russi, ecc…, che ci portano dai loro paesi
le loro tradizioni, le loro lingue, le loro religioni, la loro cucina.
Molti vengono in cerca di lavoro proprio
perché il nostro è uno tra i paesi più ricchi,
purtroppo poi fanno i lavori più umili, quelli
che non vogliono fare gli italiani.
Oggi l’Italia è un paese di immigrazione,
mentre nel XIX secolo ci fu una grande emigrazione italiana verso altri paesi alla ricerca
di lavoro e di benessere, tanto è vero che circa
50 milioni di europei emigrarono nell’America settentrionale.
Nella mia classe ci sono due ragazzi che
provengono da un’altra nazione non europea,
un ucraino e una cinese ed entrambi parlano
bene la nostra lingua.
Ci hanno spiegato alcune delle loro tradizioni, che non sono cosi tanto diverse dalle
nostre.
A mio avviso ciò che sta succedendo è una
cosa molto bella e l’incontro con tutte queste
culture rompe le barriere che esistono fra
popoli diversi, presupposto per sperare in un
mondo più libero e più giusto.
EUGENIO RAVAGLI II H
Capodanno
in Romania
Il Capodanno in Romania si festeggia tradizionalmente in un modo particolare: i bambini verso il pomeriggio si radunano e formano
dei gruppetti che vanno alle porte delle case
dei vicini ad augurare, con brevi canzoni, un
buon anno nuovo, ricevendoA come ringraziamento piccoli regali tra cui dolcetti soldi e
caramelle.
E così continua per tutto il pomeriggio.
I ragazzi più grandi si mascherano e girano la
notte per le strade, facendo giochi tradizionali
e imitando, nel gioco, diversi animali: orsi e
capre e cavalli.
Battono alle porte, poi i ragazzi entrano e
iniziano a recitare la loro parte e, in cambio,
dopo aver finito di dire la “battuta” e fare gli
auguri, il proprietario della casa dà una ricompensa in denaro, raccolta da uno dei ragazzi
più piccoli.
A mezzanotte tutti si radunano in piazza: là
continua la festa.
Allo scoccare della mezzanotte, iniziano a
scoppiettare in cielo i fuochi d’ artificio sfa-
villanti e multicolori, rendendo la notte più
speciale e spettacolare, fra luci, danze popolari e canzoni suonate da strumenti musicali
molto rumorosi come tamburi e armoniche …
I bambini piccoli nella mattina di San Silvestro si alzano presto per andare a fare gli
auguri di anno nuovo ai parenti e agli amici,
con una manciata di riso da gettare nella case
mentre dicono:
“SALUTE NUOVA E SALUTE ANCHE
PER IL PROSSIMO ANNO!!!”
E cosi si continua fino a pranzo quando con
l’aroma del maiale grigliato, delle immancabili polpette e, assieme di altre deliziose pietanze, c’è il profumo del panettone fatto in
casa, con noci e dolci scaglie di cioccolato e
zucchero velato.
Poi tutto torna come prima dopo una giornata
tanto indimenticabile.
MADALINA MOSCU I° H
febbraio 2007
Il Mondo
a scuola
La scuola in Polonia
Qualche anno fa, in Polonia frequentavo le
elementari. Quasi tutti i giorni andavo a scuola
alle ore 8 ma, qualche volta, anche alle 9 di
mattina dal lunedì al
venerdì. Avevo ogni giorno lezione di Polacco,
qualche giorno per due ore.
Il lunedì, mercoledì, giovedì e venerdì avevo
studiavo la matematica, mentre le altre materie,
come storia, scienze, geografia ecc… le avevo
altri giorni, due volte in una settimana. La mia
materia preferita era matematica, ma mi piaceva
anche molto ginnastica. La ricreazione, che
durava 10 minuti, era possibile nell’ intervallo
tra le diverse materie e ogni lezione durava 45
minuti. C’ era anche una ricreazione che durava
20 minuti per i bambini che mangiavano a
scuola. Dopo le 6 ore di lezione, tornavo a casa
alle ore 13:40. Qui mangiavo il pranzo, perché
non volevo farlo a scuola, e poi riposavo mezz’
ora. Prima di pranzare, salutavo il mio topolino.
Si chiamava Puntina (in polacco kropka). Era
bianca con la coda e le orecchie punteggiati di
grigio. Quando avevo riposato, iniziavo a fare i
compiti. Di solito mi rimanevano due ore libere,
così prima della cena potevo andare a trovare
un’ amica. Quando tornavo a casa cenavo e poi
andavo a dormire.
Tutti gli anni, alla fine di gennaio avevo due
settimane di vacanza, perché in quel periodo, di
solito, c’è molta neve, mentre le vacanze estive
erano di due mesi e quelle natalizie terminavano
prima che in Italia (normalmente sono di una
sola settimana).
La scuola in Polonia, oltre all’ insegnamento
organizza anche delle feste riservate ai bambini
ed ai ragazzi (in orari diversi). Si festeggia la
giornata dei nonni, il giorno di San Valentino e
il carnevale. In queste ultime due ricorrenze si
organizzano feste in cui si balla. Un’altra bella
festa è quella di fine elementari.
Sylwia Marcinkowska 1° C
Una ricetta
Tempo libero
HIGH SCHOOL
MUSICAL
Appassionati di Dragonball eccovi il benservito. Arriva il tanto atteso Dragonball z
Budokai tenkaichi 2. A confronto della prima versione di tenkaichi sono stati apportati
diversi miglioramenti fra cui la grafica che
ha subito un grosso scalo, che si nota maggiormente sui lineamenti del viso e sulle
articolazioni, ma sono purtroppo rimaste
quelle odiose dita quadrate! La storia ha una
struttura del tutto diversa; per completare le
saghe si vaga per la terra in cerca dell’obbiettivo principale (pallino rosso), ma per
allenare il proprio personaggio si possono
completare anche gli obbiettivi secondari
Durante una vacanza di fine anno, il teen-ager
campione di basket Troy Bolton e la studiosa
Gabriella Montez, due adolescenti che vivono
in mondi completamente diversi, si incontrano
in una gara di karaoke. Qui si accorgono della
loro passione per il canto e dell’interesse che
(pallino giallo) . Gli oggetti z si possono
comprare al negozio di Baba o semplicemente trovare durante i combattimenti. A
nostra disposizione ci sono molti personaggi come per esempio Androide n.13, Tarles
o Jogirobye, nuove versioni sono invece
state aggiunte a Broly, Cooler, Janenba e
tanti altri. Alcune mosse si possono caricare
e per gli impeti non c’è più il monotono
sfondo blu, ma si vede il paesaggio retrostante. Oltre tutto sono state aggiunte nuove
modalità di combattimento: TAG e la LIBERO. Ed ora: il piatto forte di questo spettacolare “picchiatutto”. Come nelle vecchie
versioni durante il combattimento si possono eseguire trasformazioni e fusioni, è un
bellissimo spettacolo poter rivivere le mutazioni dei nostri personaggi preferiti. Questo
gioco, pieno di adrenalina e azione, rispecchia completamente il cartone animato tanto
amato dai ragazzi di diverse età. L’unico
difetto è forse il prezzo che si aggira sui 60
€, ma del resto quasi tutti i giochi appena
usciti costano così!
Mattia Vangelisti I E
Bertolino giornalino
Educativo che
Riunisce
Tutti gli articoli
Originali
degLi alunni
pIù bravi
Nello scrivere
cOn fantasia e simpatia
Alessia Ticchi II° H
MUSICAL
ANCORA UN BEL
FILM DI
WALT DISNEY
Troy Bolton, capitano della squadra di basket
dei Wildcats, e l’affascinante cervellona e
componente del club accademico Gabriella
Montez, decidono di partecipare insieme al
musical scolastico.
Per ottenere le due parti, entrambi i ragazzi,
dovranno superare diversi ostacoli, tra i quali
anche Ryan e Sharpay Evans, i loro avversari.
Troy (ZAC EFRON) e Gabriella (VANESSA
ANNE HUDGENS) partecipano alle audizioni del musical in segreto, una scelta che cambierà completamente le loro vite.
Tutta la storia è accompagnata da canzoni,
spettacoli e coreografie eseguite dai giovani
allievi dell’High School.
In particolare hanno colpito molto le canzoni,
e soprattutto le coreografie, che arricchivano
le scene e non erano tutte uguali, c’erano: la
salsa, la samba, il jazz, l’hip hop, la danza
moderna.....
Questo film prodotto da Walt Disney, si trova,
al momento, al primo posto di tutte le classifiche, per la spettacolare produzione di una
storia vera e originale, ricca di sentimenti,
emozioni e passioni, ma anche di melodiose
canzoni e ritmatici passi di danza.
Khouribech Jeanine 1°G
Bertola Forever
Ex alunni ci scrivono
DRAGONBALL Z
BUDOKAI TENKAICHI
Il “Chlibez”
A metà dicembre, più precisamente il 19, in
Ucraina si festeggia S. Nicola e il dolce tipico
che si prepara per questa festa è il Chlibez. E’
una specie di pane dolce che seguendo la leggenda, è stato spezzato dal Santo stesso per
dividerlo con tutti i poveri, i bisognosi e gli
affamati. Anche al giorno d’oggi si prepara
questo dolce e si divide tra i famigliari in gesto
di amore per il prossimo e di benevolenza. Per
fare il dolce occorre:
- 500 g. di farina;
- 3 uova;
- 100 g. di burro o 3 cucchiai di olio;
- 20 g. di lievito di birra.
Preparazione:
Sciogliere il lievito nel latte tiepido, aggiungere
un pizzico di sale e mettere lo zucchero con la
farina in modo da ottenere un composto non
molto denso. Lasciare a lievitare per circa mezz’ora in un posto tiepido. Riprendere con l’aggiunta di uova del burro e della farina rimasta. A
piacere nell’impasto si possono mettere la frutta
secca, noccioline….
Mettere l’impasto dando la forma di una pagnotta in una teglia imburrata e cuocere nel forno a
200° per circa 45 minuti. Lasciare raffredare e
servire ricoperta di zucchero a velo.
BUON APPETITO
Borakovskyy Sergio II H
Pag.11
provano l’uno verso l’altro. Terminata la vacanza Troy scopre che Gabriella è la nuova studentessa nella sua scuola e insieme decidono di
partecipare all’audizione per il musical organizzato dal loro liceo. Il migliore amico di Troy,
Chad e la nuova amica di Gabriella, Taylor,
cercano di scoraggiarli affinché non partecipino
al musical. Ma saranno più che altro Ryan e
Sharpay, considerati i più grandi talenti teatrali
della scuola, ad ostacolare i due ragazzi, cambiando il giorno del musical con il giorno in cui
Troy ha il campionato di basket e Gabriella la
gara di decatlon. Nonostante questo, il campionato viene vinto dalla squadra di Troy, i Wildcats, la gara di dechatlon d quella di Gabriella, e i
due riescono a realizzare il loro sogno: cantare
nel Musical della scuola. A noi questo film ci è
piaciuto molto e lo consigliamo a bambini,
adolescenti e adulti. Mi raccomando guardatelo!
Elisa Alessandrini, Giulia Benedetti e
Chiara Guerrini 3 E
CONSIGLI PER GLI ACQUISTI
PLAYSTATION 2
PREDATOR
La razza di cacciatori extraterrestri sceglie ancora una volta la terra come teatro del suo nuovo
safari umano. Questa volta l’obiettivo è la testa
dei componenti di un’organizzazione criminale
che ha messo i bastoni tra le ruote all’ET sbagliato. I Predator giungeranno a Chicago negli
anni ’30 e dovranno vedersela con un esercito di
gangster armati di mitra. Ma il gioco non si
interrompe qui: la storia farà un balzo di cento
anni in avanti fino ad arrivare al 2030: armi ad
alta tecnologia, oggetti per le azioni furtive,
ambientazioni immense ed esplorazione libera.
Predator rimane una vera e propria icona tra i
mostri comparsi nei film di tutti i tempi:un
alieno rigonfio di muscoli, con il dono dell’invisibilità, dotato di un incredibile arsenale di armi
da fuoco ad altissima tecnologia e, come se non
bastasse, intriso di un sottile senso dell’umorismo, questo killer spietato uccide solo chi ritiene essere alla sua altezza.
Queste caratteristiche fanno di Predator
una….preda appetitosa.
Ansidei e Davide Calcinari 1° E
Barzellette
Cosa fa un legale con indosso la maglia di
Nesta?
-L’avvocato della…difesa!
Perché gli arbitri amano tanto viaggiare in treno?
-Perché anchè i treni…fischiano.
Qual è il calciatore con le idee più confuse?
-Quello…che ha la testa nel pallone.
Qual è il colmo per un dottore?
-Influenzare i suoi pazienti.
Che cosa fa un gallo sull’acqua?
-Galleggia!
Cosa ci fa una tv sull’acqua?
-Va in onda.
Qual è il colmo per un gatto?
-Guardarti in cagnesco!
Jessica Lazzaretti e Matilde Amadio IA
È bello portare
il sorriso nel cuore
degli altri!
Avete mai visto il sorriso di una anziana che con
altre amiche gioca a tombola ogni giovedì nella
sala di una parrocchia ridendo e divertendosi tra
un numero non capito bene, un acciacco alla
schiena e una fetta di torta? Oppure un gruppo di
bambini correre e cadere sull’erba, urlare e scherzare, improvvisamente abbracciarti e sedersi sulle tue ginocchia? Oppure fare fatica e sudare a
spostare mattoni, travi, calcinacci in una giornata
assolata e calda e poi con la polvere sui vestiti e
le braccia indolenzite fermarti con altri a rigenerarti con un gelato consapevole di aver lavorato
per una struttura che accoglierà delle persone?
Oppure cucinare per una trentina di piccole bocche fameliche in una casa durante un campeggio
di una settimana immersi nella natura meravigliosa del nostro Appennino? Oppure ancora, mettersi a disposizione per ore e ore a sparecchiare,
pulire, sistemare i tavoli e le bancarelle per le vie
del borgo Sant’Andrea durante la festa del patrono?
Ci sarà tra voi chi sa di cosa sto parlando, chi ha
nel suo bagaglio esperienze diverse dalle mie, chi
invece non si è mai fermato a riflettere su ciò di
cui il mondo ha bisogno e ciò che può regalare ad
ognuno di noi. Bene, dovrebbe farlo qualche
volta! Cosa intendo? Intendo spingerli a chiedersi
quale sia il potenziale di ogni individuo nel mondo. Cosa significhi spendersi per qualcosa che sta
fuori di noi e che non ci porta alcun interesse
personale, ma è finalizzato al bene degli altri. Mi
riferisco al “servizio”.
Sono una scout, lo sono da tantissimi anni e per
questo nel mio zaino conservo gelosamente parecchie esperienze di servizio che mi hanno fatto
crescere e che ora continuano a spingermi verso
sempre nuove occasioni di condivisione di amore
e divertimento con chi ha bisogno del mio tempo
e senza che lo chieda sa apprezzarmi.
Mettersi al servizio degli altri è essere disponibili
a condividere le proprie capacità, le proprie conoscenze, le proprie forze e la propria vitalità. È
necessità di scoprire nuovi aspetti del mondo, è
amare la propria vita! Ed è questo che mi rende
una persona ridente, piena di soddisfazioni, insomma una persona felice! Ciò che davanti alle
difficoltà delle vita non mi fa sbandare è la
consapevolezza di essere importante per le mie
idee, la mia forza di volontà, il mio impegno nella
società. È sapere che il mio sorriso può far nascere
in tante altre persone un altro sorriso!
Sara Bonvicini
(ex alunna, ultimo anno Liceo Classico)
DALLE MEDIE ALLE
SUPERIORI…
Prendere un ”ottimo”, i litigi con i compagni di
classe, le altrettante riconciliazioni, le risse con i
bulli della scuola, il dialogo con i prof. in tre
stupendi anni scolastici ormai alle spalle alla
scuola media A. BERTOLA… ormai sembra solo
un bel ricordo che anno dopo anno è sempre più
lontano da noi…….
Ora siamo in un mondo parallelo, lontano dalla
vecchia realtà che ci circondava: prof. meno
comprensibili, compagni di classe più disuniti dei
quali però, appena conosciuti bene, non se ne può
più fare a meno.
Possiamo dire che questo nuovo tipo di vita ha i
suoi lati negativi, ma anche quelli positivi come,
per esempio, provare nuove esperienze, conoscere materie fino ad ora sconosciute, nuovi compagni di banco con cui stringere legami (anche
amorosi!!) che dureranno si “spera” almeno fino
alla quinta..! Per quanto riguarda gli aspetti negativi c’è il fatto che ci sono nuove materie tra cui
alcune più complesse che vanno studiate con
molta attenzione e che le interrogazioni non durano più dieci minuti come alle medie, ma bensì
un’ora. Ci vuole un buon metodo di studio: se per
esempio a voi bastava leggere per poi ripetere,
alle superiori non è così, bisogna stare attenti
durante le lezioni, perché gli insegnanti durante
queste ore, aggiungono termini specifici che vogliono si utilizzino nei successivi interventi orali.
Comunque vogliamo farvi capire che quello che
conta veramente è l’impegno con cui affrontate la
scuola scelta, è questo che farà la differenza;
quindi se continuerete a studiare con impegno, i
voti buoni saranno dalla vostra, e non solo, ma
anche i professori. Un consiglio: dare una buona
impressione già dalle prime interrogazioni o durante i primi compiti in classe, è fondamentale.
Con affetto due ex alunni di 3° F Arianna
Vannucci, Lucio Bove Liceo S. Einstein
febbraio 2007
BASEBALL
“IL RIMINI E’
CAMPIONE D’ITALIA”
Dopo quattro anni, lo scudetto ritorna
finalmente al Rimini Baseball.
La finale contro il Grosseto si è disputata sabato
sera sul diamante riminese davanti ad un pubblico numeroso e particolarmente entusiasta. La
partita è stata una cavalcata trionfale
conclusasi con la vittoria del Rimini per cinque
a due. Tutti i giocatori riminesi si sono espressi
ad ottimo livello e tra questi vanno ricordati :
Francesco Trevo, miglior lanciatore e Mario
Chiarini ,miglior battitore, che con i suoi tre su
tre, tra cui un fuori campo da due punti, si è
aggiudicato anche il trofeo come miglior battitore del campionato. La squadra, assieme ai
numerosi tifosi, ha festeggiato allo stadio dei
Pirati il meritato scudetto con musica, champagne e fuochi d’artificio. Fin dall’inizio la partita
è stata è stata molto tirata, quindi con molta
ansia noi tifosi abbiamo assistito alla gara con il
cuore che batteva ai tremila. Solo alla fine siamo
riusciti a portare a casa la vittoria, anche se di
pochi punti.
Come si dice” nel baseball non è finita finchè
non è finita”
III F
Vorrei assomigliare al…
SPORT § SPORT
RIMINI
“ una partita
memorabile”
UNA STRANA PASSIONE
UNA FEMMINA E IL
KARATE
: RIMINI – JUVENTUS.
Una partita storica per la città romagnola, la
prima di un nuovo campionato di serie B che
si preannuncia fiammeggiante
Eravamo tutti lì, l’atmosfera era tesa, lo stadio
era pieno, non solo per vedere i giocatori del
Rimini ma anche i campioni della Juve: Del
Piero, Nedved, Buffon e altri. I giocatori entrano
in campo e la folla esplode con cori sfrenati. La
partita comincia, e la folla si scatena, subito con
una haola Il Rimini riesce a tenere a bada la Juve
nel primo
tempo con il
risultato parziale di 0-0.
Nel secondo
tempo inizia
la vera e propria partita.
Poco dopo il
fischio di
inizio, un
calcio d ’angolo a favore della Juventus causa
varie ribattute in area e la palla capita sul piede di Paro che
con un tiro da fuori area segno un bel goal. La
situazione è poi aggravata ulteriormente dall’espulsione di un giocatore riminese. La situazione è disperata, la sconfitta sembra ormai
prossima di fronte al pubblico riminese ammutolito dalla situazione. Ma per fortuna Ricchiuti,
il capitano del Rimini, con una delle sue solite
fantasie, frega due difensori bianconeri e Buffon con un tiro preciso al millimetro. La folla
riminese è in delirio e Adrian festeggia col
pubblico.
La partita termina 1-1 e tutto Rimini festeggia il
pareggio meritato.
Questa sarà ricordata da tutti come una partita
storica e indimenticabile.
ENRICO VANNONI FABIO BACCHINI
3°E
Grande Buffon
Fin da quando avevo pochi anni desideravo
tanto essere come Gigi Buffon, il famoso portiere della Juventus e dell’Italia, campione del
mondo. Lui è uno dei “personaggi” sportivi che
preferisco e di cui vorrei avere la tenacia, i suoi
invidiabili riflessi e il suo stile acrobatico. Con
la sua figura imponente e le sue manone da
gigante copre tutta la porta e cerca di non fare
passare nessun pallone.
Hanno detto al “FIFA world player” che nella
classifica dei giocatori più bravi è arrivato secondo su una trentina di serie A e B, battuto per
pochissimo dal difensore della nostra nazionale
Fabio Cannavaro. Per Gigi è stato comunque un
bel passo avanti perché fino a quest’anno i
vincitori sono stati tutti attaccanti, per i loro goal
più belli e mozzafiato. Vorrei tanto assomigliare
a lui, anche se il calcio non è il mio sport
preferito, per le sue qualità sportive e per i suoi
salti slanciati con cui protegge la rete. Io, quando vado ai giardinetti insieme al mio amico
Nicola, provo a imitarlo, ma mi sono reso conto
che come lui non sarò mai, però ogni tanto, nella
mia cameretta, fantastico un po’ e , indossando
la maglia di Buffon, faccio finta di giocare una
importantissima partita dove alla fine, naturalmente, vinco sempre io. Adesso la Juventus è
nei primi posti della classifica di serie B, ma
Buffon se ne vuole andare perché dice che i suoi
compagni di squadra non si impegnano come
dovrebbero. Alcuni giocatori, per varie vicissitudini se ne sono già andati, ma io sono sicuro
che la Juventus tornerà ad essere la squadra
importante di un tempo e con un buon gioco
rimonterà e ritornerà in serie A dove si disputa
la “Champion League”. Uno dei miei sogni più
grandi è quello di incontrarlo durante un allenamento, di parlare con lui e , perché no, di scattare
una foto sul campo che mi immortala insieme al
grande Buffon.
Bignardi Lorenzo Classe 1° F
Una mia passione
Il classico
sport da neve
Una mia passione è da sempre quella di sciare.
Ho iniziato a 4 anni in vacanza sulle Dolomiti,
in particolare a Canazei , un paesino che
comprende un vasto comprensorio di piste
sciistiche. Quand’ero piccola, non capivo
che sciare era un piacere, lo facevo perché i
miei genitori mi iscrivevano alla scuola sci
che dovevo frequentare ogni mattina per quella
settimana di vacanza. Invece a 7 anni mi
piaceva tantissimo sciare, a 10 anni ho smesso
di andare alla scuola sci e ho iniziato a sciare
tutta la giornata dalle 8:00 del mattino fino
alle 16:00 del pomeriggio.
Praticamente le vacanze che erano riposanti,
sono diventate una specie di allenamento sciistico, che per me si traducono in divertimento sfrenato. Quando scio il mio scopo è essere
più veloce possibile , sono momenti in cui
penso solo a questo. Mi attraggono le piste in
cui ci sono molti salti , ad esempio la pista del
“Lupo Bianco”a Canazei ne ha molti che si
sono formati per il passaggio di molti sciatori.
Da qualche tempo mi piacciono le piste
nere,chiamate così per la forte pendenza: sono
pericolose ma è divertente scenderle. E’ troppo appassionante sciare sarebbe un sogno
poterlo fare sempre, ma qui da noi c’è il
mare!!!!
Debora Meluzzi 1 G
Lo sport che pratico a livello regionale è il
karate.
Sono una femmina e quindi quando mi chiedono
che sport pratico, tutti pensano che faccio danza
o roba simile e molti rimangono di stucco quando rispondo “faccio karate”.
Forse mi crederete pazza, ma mi aiuta a sfogarmi ed è divertente menare i maschi !
Questa bizzarra passione è nata grazie a mia
mamma che mi ha quasi costretta a iniziare;
ormai sono 3 anni
che ci sono dentro e
ho preso l’abitudine
di misurarmi anche
con le cinture
NERE, che sono le
più forti. Ha una
gara regionale a
Cattolica infatti
sono arrivata SECONDA.
Le gare si svolgono
con diverse fasi, prima “il percorso”,
che serve per riscaldarsi e varia per età;
“il kata”, che vuol
dire combattimento
immaginario,che
può essere inventato o di stile; “il combattimento”, una
specie di gioco che
consiste in un palloncino appeso, al
quale vanno portati colpi con determinate tecniche senza mai toccarlo. La mia insegnante Renata, una santa per mio parere, è stata lei a
insegnarmi tutto e a spingermi a continuare
anche quelle volte che volevo smettere karate
per provare qualcos’altro. Se avete letto questo
articolo e state ridendo io sono contenta, perché
vuol dire che vi è piaciuto!!!
ROSSI ELENA
Pag.12
LA PALLAVOLO
CHE BELLO VINCERE!
Io sono un ragazzo di 1C, pratico baseball e la
pallavolo.
Nella nostra squadra di pallavolo siamo in nove,
ci alleniamo il lunedì alle 18.00 alla palestra dei
“Geometri” e il giovedì sempre alle 18.00 alla
palestra “G. Rodari”.
Giovedì 10 gennaio ha avuto luogo la nostra
prima partita del campionato UNDER 13, contro L’ATLETHIC
VOLLEY RIMINI.
Una partita di pallavolo di UNDER 13 si
svolge in 3 set.
Per vincere un set bisogna segnare 25 punti quando si è sul 24
pari, bisogna avere
due punti di distacco
( 26 a 24, 27 a 25
ecc.).
La rete è alta 2 metri e
25 centimetri , ogni
set vinto, si passa nella panchina opposta.
Al primo set la partita è stata povera di emozione, ho incominciato a battere io e ho segnato 2
punti, poi c’è stato un lungo scambio di battute.
Dopo 20 minuti di gioco il primo set si è concluso con 25 punti per noi e 17 per gli altri.
Anche il secondo set si è concluso con la nostra
vittoria 25 a 20.
Il terzo set è stato molto difficile da conquistare,
siamo partiti sempre in vantaggio, poi quasi
all’ultimo punto siamo andati sotto pressione e
gli avversari hanno potuto recuperarci.
Sul 24 a 24 l’allenatore ha effettuato dei cambi,
( per far giocare tutti); la formazione non era la
migliore ma abbiamo vinto 27 a 25.
Sul punto decisivo abbiamo lanciato le bottiglie
in aria e ci siamo abbracciati a vicenda.
Il momento della partita che mi è piaciuto di più
è stato quando in salto mi sono allungato per
salvare una palla e per mandarla di là e ho fatto
punto con un pallonetto.
La pallavolo è uno sport molto entusiasmante e
consiglio a tutti di venire a provar
Lorenzo Fabbri 1° C