N.84 giugno (8,07Mb Pdf)

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N.84 giugno (8,07Mb Pdf)
Editore: Centro Culturale San Lorenzo 46040 Guidizzolo (MN) - Direttore responsabile Andrea Dal Prato - Tariffa R.O.C.: ”Poste Italiane s.p.a. - Sped. Abb. Post. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27-02-2004 n° 46) art. 1 comma 1, DCB - Brescia - Euro 0,20
GUIDIZZOLO MN - BIMESTRALE DI ATTUALITA’, CRONACA, CULTURA E POLITICA
Un anno
di eventi
Don Arcangelo
Tadini è Santo
ANNO XV N. 84 - GIUGNO 2009
Campionesse
d’Italia di
tamburello
1
sommario
sommario
3 Editoriale: Le “foibe” un dramma dimenticato
4 Numeri utili
3 La
Editoriale:
anno di eventi
5
mia vita Un
in te
4 100°
Numeri
utili
7
anniversario
della nascita
5
Don
Arcangelo
Tadini
è Santo
8 Salute
8 A
100°
anniversario
della nascita
9
tutta
penna
11 Noi
Guidizzolo
in fiera
12
e la legge
12 Noi
Salute
13
e il Fisco
13
A
tutta
14 Anima epenna
cuore
15
Santorini:
16 Cronaca un’emozione senza fine
16 Notizie
Noi e ladell’Amministrazione
legge
22
Comunale
17
Noi
e
il
Fisco
24 Lattughe e frittelle
18 Istituto
Anima eStatale
cuore d’Arte
26
19 Verso
Campionesse
d’Italia
di tamburello
29
una nuova
scuola
22 Quattro
Cronacabagole
28
26 Arte
Torta&sbrisolona
30
dintorni
30
Arte
&
Un gattodintorni
nel cervello
Qualcuno
I Promessivolò
Sposi
sul
nido
del
cuculo
Paolo Poli Show
I Promessi
Sposidi Solferino
L’altra
battaglia
Otello:
la luce e lo specchio
38
Taca
Banda
35 Gruppo
PensioniMicologico
e dintorni Naturalistico
40
38 Istituto Statale d’Arte
40 Notizie dall’Amministrazione
45 Cimarosti: medaglie e sculture
46 Taca Banda
40 Gruppo Micologico Naturalistico
50 Guidizzolo Calcio
Roma, 26 aprile 2009
Canonizzazione di
Don Arcangelo Tadini
2
Brescia, 18 maggio 2009
La classe II b, vincitrice della 14ª
edizione del Concorso di Poesia
Arnaldo da Brescia
TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI: Informativa ai sensi del d. lgs n. 196 del 30-06-2003
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possesso anteriormente all'8-5-1997. Gli interessati possono chiedere la cancellazione, il blocco, l'aggiornamento o l'integrazione dei
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editoriale
Graziano Pelizzaro
Per la comunità guidizzolese il 2009 è un anno particolarmente ricco di eventi da commemorare.
Ogni anno, più o meno, ci sono ricorrenze significative, ma in questo si concentrano le
celebrazioni di alcuni avvenimenti che più hanno lasciato il segno sia tra la nostra gente
che sull’intero territorio, locale e nazionale.
Parliamo del 150° anniversario della Battaglia di Solferino, del Centenario della nascita
del professor Alessandro Dal Prato e del 170° di fondazione del Corpo bandistico di
Guidizzolo.
Eventi che, ciascuno a modo suo, hanno inciso sulla nostra storia.
La battaglia del 24 giugno 1859, come ben sappiamo, non interessò solo i territori di
Solferino e San Martino, ma coinvolse ben 12 Comuni. Anzi, è riconosciuto come gli
scontri più cruenti si siano avuti nella piana che si trova tra Rebecco, Medole, Solferino
e San Cassiano.
Non va dimenticato, poi, che fu l’impegno profuso dalla nostra gente, tutta, nel soccorrere i feriti che ispirò ad Henry Dunant l’idea della Croce Rossa.
Tutti i dodici Comuni sono pertanto impegnati a porre in essere iniziative e manifestazioni adeguate all’importanza dell’evento e, anche se è venuto
a mancare un vero e proprio coordinamento delle celebrazioni, per carenza di fondi, tra i Comuni si è avuta una sorta
di suddivisione tematica delle manifestazioni.
Guidizzolo ha scelto di improntare le proprie iniziative a due
temi che gli sono più congeniali: l’arte e la musica.
A Rebecco ed alle Baite verranno realizzati alcuni “murales” ispirati al tema della battaglia, ma anche al tema della
pace e della solidarietà.
Interessante è anche la mostra fotografica che si propone di mettere a confronto i luoghi della battaglia, visti nelle stampe dell’epoca e nelle fotografie odierne.
Per quanto riguarda la musica a Rebecco si terrà un grande concerto dell’Orchestra
Sinfonica Colli Morenici.
Queste ed altre iniziative, il cui programma completo è pubblicato a parte, si svolgeranno nel periodo dal 19 al 28 giugno, periodo in cui, peraltro, ricorre anche la esatta data
di nascita del professor Alessandro Dal Prato.
Si è ritenuto, pertanto, di non sovrapporre le due celebrazioni, posticipando di qualche
giorno le manifestazioni celebrative del prof. Dal Prato, anche per evitare la concomitanza con le analoghe iniziative promosse dall’Accademia Nazionale Virgiliana, dal
Comune di Mantova e dall’Istituto Statale d’Arte. Nella mattinata del 18 luglio 2009, dopo
la presentazione dei lavori di restauro eseguiti dagli ex alunni sul mosaico posto sulla
torre civica, alla presenza di S.E. il Vescovo Mons. Roberto Busti, sarà ricordata la figura
del compianto professore, la cui opera ha avuto un ruolo determinante nella formazione,
non solo artistica, di tante generazioni di guidizzolesi.
Nell’occasione verrà anche presentato ufficialmente al pubblico il bassorilievo di terracotta, raffigurante il Cristo Crocifisso, eseguito dal professore, donato dalla famiglia al
Comune di Guidizzolo ed esposto nella nuova sala consiliare.
Per quanto riguarda la celebrazione del 170° anniversario di fondazione del nostro Corpo
Bandistico, le numerose manifestazioni in programma sono già state oggetto di pubblicazione. Vogliamo però ricordare come, nonostante sia così “vecchia”, la nostra Banda
dimostri una vitalità ed una freschezza incredibili. Le tante iniziative in campo musicale,
i tanti bambini, ragazzi e giovani che frequentano le quattro scuole aperte sul territorio,
la Banda, la Junior Band, i vari gruppi musicali, il Circolo Diapason, l’Orchestra Sinfonica, il CD… questa non è solo una Banda, è una “holding musicale”! Ed è motivo di
orgoglio per tutti i guidizzolesi.
In chiusura vogliamo ricordare che quest’anno ricorre anche il 20° anniversario della
fondazione della Pro Loco di Guidizzolo, altra realtà significativa e importante nel nostro
tessuto sociale. La celebrazione però è programmata per l’autunno prossimo, per cui ci
sarà modo di parlarne più diffusamente.
Un anno, quindi, pieno di ricorrenze, segno di una comunità attiva e feconda.
Un anno
di eventi
3
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Andrea Dal Prato
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ISTITUTO STATALE D’ARTE - tel. 0376 819023
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PARROCCHIA Birbesi - tel. 0376 819602
PARROCCHIA Guidizzolo - tel. 0376 819052
POSTE E TELEGRAFI - tel. 0376 840091
SISAM (acquedotto) - 800 859370 - 0376 771869
PROTEZIONE CIVILE - tel. 0376 847388
Prenotazione ambulanza - tel. 349 8608653
• Dr.ssa Emi Ghisolfi - Cell. 333 8356733
Prenotazione visite: 0376 840433 (8,30-12,30)
Lun. Giov. Ven.: dalle 16 alle 19 (su appuntamento)
Mar. Mer. Gio.: dalle 10 alle 13
ORARIO DI APERTURA
Da lunedì a venerdì: dalle 10 alle 13
Sabato: dalle 10 alle 12
Pediatra di base
• Dr.ssa Stella Schena - tel. 3491047387
Lun. Mart. Giov.: dalle 9,30 alle 12,30
Merc.: dalle 16 alle 19 - Ven.: dalle 14 alle 17
• Dr.ssa Giancarla Cavalli - tel. 0376 868173
Ufficio Tecnico:
lunedì e mercoledì dalle 10 alle 12,30
sabato dalle 10 alle 12
Assistente sociale:
martedì dalle 11 alle 13 e giovedì dalle 9,30 alle 13
Polizia Municipale:
mercoledì e sabato dalle 9 alle 11
Su appuntamento tel. 0376 840241
estivo
9-12 / 15-19
15-19
9-12
Stampa:
Arti Grafiche Studio 83 (VR)
Cellofanatura
e spedizione postale
Coop Service s.c.r.l.
Virle Treponti (BS)
COSTO MODULI
1 modulo verticale:
mm 60 x 39 E. 40,00
2 moduli orizzontali:
mm 60 x 82 E. 70,00
4 moduli orizzontali:
mm 60 x 170 E. 110,00
1/2 pagina:
mm 124 x 170 E. 180,00
Pagina intera:
mm 277 x 170 E. 340,00
4
Ciclo Club 1977 - tel. 0376 818189
AVIS - AIDO - tel. 0376 840177
Rhapael - Ambulatorio Castel Goffredo 0376 771292
Amici di Rebecco - tel. 0376 819678
Associazione Commercianti - tel. 0376 818715
Calcio Guidizzolo - tel. 0376 819172
Centro Sociale “La Mimosa” - tel. 0376818419
Corpo Bandistico - tel. 0376 840090
CSE-Anffas - Rebecco - tel. 0376 818253
Gruppo Alpini Guidizzolo - tel. 0376 819516
GVG-Gruppo Volontari - tel. 0376 818240
Tennis Club Guidizzolo - tel. 0376 818382
Tutti i giorni dalle 8 alle 19
• Dr. Giuliano Ponti
Ambulatorio 0376 819475 - abitazione 0376 819177
Lun. Mar. Mer. Ven.: dalle 10 alle 12,30
Giovedì: dalle 16,30 alle 19
• Dr.ssa Doriana Bertazzo
Riceve su appuntamento tel.348 7737678
a Guidizzolo, Solferino e Volta Mantovana
• Dr.ssa Angela Gatti - tel. 338 2619350
Lunedì - Mercoledì - Venerdì: dalle 17,30 alle 18,30
Ambulatorio Medole - tel. 0376 898109
Lun. Merc. Ven. : dalle 10,30 alle 12
Mar. Gio.: dalle 17,30 alle 19
NUMERO VERDE FARMACIE DI TURNO
tel. 800-228521 (Guidizzolo 0376 819005)
Ambulatorio igiene pubblica - tel. 0376 846713
Amb. vaccinazioni pediatriche - tel. 0376 846705
Servizio di medicina veterinaria - tel. 0376 846724
Servizio igiene degli alimenti - tel. 0376 846737
Servizio medicina del lavoro - tel. 0376 846733
Igiene dell’edilizia ed igiene pubblica - tel. 0376 846738
Segreteria e protocollo:
Da lunedì a sabato dalle 9 alle 12,30
APERTURA
invernale
lun. 9-12 / 14,30-18,30
mar. giov. 14,30-18,30
mer. ven. 9-12
sab. 9-12
• Dr. Orfeo Valerio Galvani
Ambulatorio 0376 819794 - abitazione 0376 819096
Lun. Mar. Mer. Gio.: dalle 9,30 alle 12,30
Mer. Ven.: dalle 16,30 alle 19,30 (su appuntamento)
ORARIO DI APERTURA
Lunedì Mercoledì e Venerdì dalle 14,30 alle 17,30
Sabato: dalle 9 alle 12 e dalle 14,30 alle 17,30
ORARIO DI APERTURA DOMENICALE
Maggio - Settembre dalle 17,00 alle 19,00
Ottobre - Aprile
dalle 15.30 alle 17,30
estivo
invernale
GUIDIZZOLO
Festivi:
Prefestivi:
Feriali:
8 - 9,30 - 11 - 18 19 7,30 - 18 17
18
17,30
BIRBESI
Festivi:
prefestivi Feriali: mart. giov.
9,30
18,30 8,30
18,00
REBECCOPrefestivi 18 17
Don Arcangelo
Tadini è Santo
Molti i guidizzolesi presenti a Roma per assistere alla Canonizzazione del fondatore della Congregazione delle “Suore Operaie della Santa Casa di Nazareth”, le suore
che da oltre 50 anni sono al servizio della nostra parrocchia.
Lo scorso 26 aprile in piazza San Pietro a Roma
Papa Benedetto XVI ha elevato agli onori degli
altari 5 nuovi santi. Tra di loro il sacerdote bresciano don Arcangelo Tadini. Don Tadini nasce
a Verolanuova nel 1846 e muore nel 1912. A 19
anni entra nel seminario diocesano e viene ordinato sacerdote il 19 giugno 1870.
Esercita il suo ministero come curato di Lodrino
(1871-1873) e cappellano al santuario di Santa
Maria della Noce, frazione di Brescia. Nel 1885
inizia il suo servizio a Botticino Sera, due anni
dopo è nominato parroco e vi rimane fino al
1912, anno della sua morte.
Nel suo apostolato a Botticino Sera fonda una
Pizza al taglio
Tonda da asporto
Guidizzolo via Solferino,66
tel. 0376 840494
Castiglione via Ordanino, 36
tel. 0376 632677
società agricola di mutuo soccorso; progetta e
costruisce una modernissima filanda, per dare
lavoro alle ragazze disoccupate del paese ed
acquista la villa adiacente alla filanda per farne
un convitto e dare così alloggio alle ragazzeoperaie provenienti dai paesi limitrofi.
Nel 1900 fonda la Congregazione delle “Suore
Operaie della Santa Casa di Nazareth”, la quale
attualmente è presente, oltre che in Italia, in Inghilterra, in Brasile e in Burundi.
Don Arcangelo fu un grande combattente in
campo sociale, nello spirito della ‘Rerum Novarum’, l’enciclica di Leone XIII che diede avvio
alla Dottrina Sociale. Il suo è stato un lavoro
servizi ecologici . spurghi civili ed industriali
. spurghi civili ed industriali
. videoispezioni con localizzazione elettronica
di rottura tubazioni
. smaltimento fanghi
. ritiro e smaltimento alimenti scaduti
. preventivi gratuiti
. servizio 24 h
milani s.r.l.
46040 guidizzolo . mn . via marchionale 18
cell. 335 7587441 . tel. 0376 849544 . www.milanisrl.com
Gruppo
Alpini
Guidizzolo
tel. 0376 819516
5
che continua anche oggi.
Se nel 1900 don Tadini aveva davanti agli occhi
e al cuore la povertà delle ragazzine di Botticino, alle quali offrì un lavoro dignitoso e un
ambiente educativo sano per crescere come
donne e come cristiane, oggi le Suore Operaie
che vivono in angoli particolari del pianeta hanno davanti agli occhi la povertà dei moltissimi
ragazzi e ragazze ai quali vogliono offrire un lavoro dignitoso e un luogo sano perché crescano come cittadini e come cristiani. Potremmo
dire che don Tadini è un “santo dei nostri tempi”, per il carattere della sua opera fortemente innovativo per quegli anni; un’opera, come
abbiamo visto, che non si è conclusa con lui
ma che dal suo seme ha tratto un frutto abbondante. Le Suore Operaie della Santa Casa di
Nazareth sono presenti, a Guidizzolo dai primi
anni ‘50, con una comunità, attualmente formata da quattro sorelle; suor Maria Rosa, suor
Damiana, suor Gemma e suor Monica che collaborano con la Parrocchia condividendo, con
la gente del paese, la gioia di appartenere ad
una comunità cristiana e la fatica di vivere la
propria fede negli ambienti di lavoro.
E lo scorso 26 aprile le 4 suore, con don Adriano
e molti altri guidizzolesi erano in Piazza San Pietro: per tutti, ma soprattutto per loro, un’emozione unica accanto ad una grande gioia.
Sergio Desiderati
Per meglio comprendere la figura del Santo
riportiamo dal periodico trimestrale “Lavoro e
vita”, edito dalle Suore Operaie, un articolo che
6
illustra un aspetto fondamentale della sua vita.
“Più incentivi alla rottamazione!” suggerisce
l’esempio di vita di quel parroco di provincia,
che bene conosceva la fatica del vivere della
sua gente.
Dalla sua capacità di incentivare la rottamazione di mentalità contrarie alla dignità dell’uomo
e dell’uomo che lavora, oso desiderare la rottamazione di politiche che considerano le persone non cittadini, tanto meno lavoratori, ma
assolutamente consumatori, e trovo il coraggio
di rottamare la mia struttura di lavoratrice per
certi versi efficientista e per altri assistenzialista.
E con don Arcangelo mi viene voglia di sognare
un mondo del lavoro dove ognuno trovi un posto dove stare. Ma forse ho proprio solo voglia
di sognare…
Il mondo del lavoro cent’anni fa: lavoratori
sfruttati e sotto-pagati; ricchezza concentrata
nelle mani di pochi. Oggi è tutto cambiato: lavoratori “flessibili”, multinazionali. Basta un poco
di fantasia lessicale e, anche agli occhi dei più
superficiali incapaci di notare differenze, tutto
si trasforma. Tutto appare nella sua verità mediatica e, in un tempo di paralisi economica e finanziaria internazionale, si scopre che il nostro
Paese è il solo in cui la crisi non è altro che una
pessimistica invenzione, che si risolve con ecoincentivi, vacanze sotto-costo e carte di credito
senza fondo.
L’austerità, la laboriosità e la concretezza di
don Arcangelo sono roba d’altri tempi. Gli ingredienti del lavoro erano per lui l’impegno e la
pazienza, l’intraprendenza e la collaborazione.
Roba fuori moda! Eppure sperimento che proprio i frutti maturati nell’onestà e raccolti da
mani ruvide ci danno di gustare il vero sapore
della vita.
Quando con il mio lavoro mi procuro il necessario e non vendo la mia speranza puntando
all’enalotto, quando nel mio lavoro trovo la
soddisfazione del mio impegno e non smarrisco
la mia fede annullando la mia identità, quando
il mio lavoro è occasione di solidarietà e non
retrocedo nella carità per avanzare di carriera, quando alzo gli occhi per ritrovare la forza,
ricordo quel sacerdote che ha dato alle sue
giovani un’occupazione e le ha rese maestre
sia nel lavoro, rendendole esperte professionalmente, sia nel lavorare, rendendole esperte moralmente. Don Arcangelo sapeva quanto
determinante fosse il lavoro per vivere dignitosamente e progettare il futuro con fiducia. Per
questo, seppur inesperto e senza denaro, si
fece imprenditore. Il suo lasciarsi guidare dallo
Spirito suscita meraviglia e un desiderio di essere contagiati per imparare a costruire speranza. Certo rischia di essere per nulla divertente
l’”era glaciale del credito”, se il piccolo bradipo
non molla la ghianda. L’intrapresa si blocca ed il
lavoro si aspetta. Ma proprio questo è il tempo
in cui scoprire nella sussidiarietà la ricetta per
affrontare le difficoltà: rimboccarsi le maniche
per inventare insieme il lavoro, dare impulso ad
un’economia capace di produrre bene comune
ed organizzata in società di persone che creano ricchezza.
Don Arcangelo e la storia ci invitano a rottama-
re il modello di impresa come proprietà privata, esclusiva. È un prototipo fallimentare che
provoca solo disparità sociale. La sua filanda è
stata una ricchezza per e di tutto il suo paese.
Così va pensata e condotta ogni impresa, come
un valore prezioso del territorio, della società,
della storia in cui si colloca. L’impresa non è un
affare privato e chi vi lavora, seppur nelle differenze dei ruoli, deve godere dei diritti e dei
doveri di chi sa di collaborare alla costruzione
del bene della società.
Volendola vedere nera (cosa del tutto irreale),
potrebbero verificarsi tempi in cui la politica
decida di investire così tanto in alcuni settori da
investirli completamente e la mamma, costretta
a fare i turni per sbarcare il lunario, non sappia dove lasciare il figlio rimasto senza doposcuola.
Potrebbe un eccesso di “progettualità” dei
contratti di lavoro ostacolare il pagamento del
mutuo per la casa.
Potrebbe accadere di avvertire una strana sensazione di mobilità stando in coda all’ufficio per
l’impiego mentre si attende l’ufficializzazione
del proprio stato di disoccupazione.
Potrebbe succedere di vivere un periodo di
“crisi” e si potrebbe restare ad imprecare in
attesa di ammortizzatori sociali formato “card”
o si potrebbe imitare quel prete instancabile e
innescare reti di solidarietà formato “carità”.
Ci sono tanto vecchio da rottamare e grandi
novità da incentivare e anche oggi è tempo per
realizzare il “miracolo d’amore scambievole”
sognato da don Arcangelo.
Sr Francesca Fiorese
La solenne Celebrazione
di Piazza San Pietro e la
Santa messa a Guidizzolo
“animata” dalle suore
africane appartenenti
alle “Suore Operaie della
Santa Casa di Nazareth”
7
Alessandro Dal Prato
100° anniversario della nascita
8
Sono trascorsi 7 anni dalla mattina di quel
tiepido 16 ottobre 2002 quando ci colpì e fece
velocemente il giro dell’intera provincia, e
non solo, la notizia della scomparsa del prof.
Alessandro Dal Prato. Da quel giorno tutti noi
siamo un po’ più soli. Ci accorgemmo subito, poi il tempo lo avrebbe confermato, che
la sua assenza era e sarebbe stata sempre
percepibile. Incontrarlo mentre con la sua
bicicletta prima, ed a piedi negli ultimi tempi,
si spostava dalla casa allo studio era per tutti un momento di sicurezza: sapevamo che il
suo occhio di artista e poeta andava sempre
al di là delle semplici apparenze per cogliere
quanto di più profondo nelle circostanze del
momento era rappresentato. Anche nell’animo umano. Riusciva a cogliere da un piccolo
gesto la grandezza dell’uomo. Quell’uomo a
cui in tutta la sua vita ha indirizzato ognuno
dei sui gesti, ogni sua attenzione, ogni intento artistico e didattico. Rappresentare in poche righe l’artista, il poeta, il didatta: l’uomo
Alessandro Dal Prato, è sicuramente impossibile. Altri lo faranno con la competenza e la
profondità che il Professore richiede.
Alessandro Dal Prato era nato a Roncoferraro il 27 giugno 1909. La vita lo ha fermato
a pochi passi dal centenario, ma anche ora
sappiamo che egli ci sta osservando. Quegli amici con cui il Professore ha intessuto
sempre rapporti molto stretti, nel rispetto più
vero della libertà di ognuno a cui egli si è in
ogni momento ispirato, non potevano non ricordare il centenario della nascita. Con manifestazioni alle quali in molti han dato il proprio contributo, dal Comune di Guidizzolo alla
Fondazione ‘NonSoloArte’ Franco Bombana,
dall’Amministrazione Provinciale di Mantova
a Corneliani. Alla Fondazione NonSoloArte
va riconosciuto il merito di aver fortemente
sostenuto le manifestazioni di questo centenario, complice sicuramente la profonda e
feconda amicizia che sempre ha legato la sua
presidente Desirèe Bombana ad Alessandro
Dal Prato. Ecco allora la pubblicazione di due
volumi: “Dal Prato artista e uomo di Scuola”
che raccoglie gli atti del convegno celebrativo, e “Alessandro Dal Prato 1909 – 2009 celebrazioni nel centenario della nascita” con
i ricordi di quanti lo hanno incontrato. Dagli
anni preziosi della “sua” prestigiosa Scuola,
così originale e così attuale a cui si dedicano
ex allievi tutti affermati nella loro professione grazie ai suoi insegnamenti, alla scuola
attuale che porta il suo nome e dove ancora si cammina sulle orme di uno degli uomini che grandi energie ha profuse in metodo
di insegnamento assolutamente innovativo,
per arrivare alla straordinaria e personalissima esperienza artistica a tutto tondo che lo
ha accompagnato fino agli ultimissimi istanti
e che verrà rappresentata da illustri uomini
di cultura.
A Guidizzolo Alessandro Dal Prato, arriva agli
inizi di gennaio del 1933. E’ già artista affermato nonostante la sua giovane età. Intuisce
immediatamente che il territorio che gli è
stato affidato per una doverosa crescita culturale ha bisogno di coniugare l’istruzione al
lavoro. E’ tenace, caparbio secondo quanto
di meglio questo termine incarni; fa muovere
tutte le Istituzioni, dalle più basse fino ai Ministeri ed alla Presidenza della Repubblica.
Con tutti intrattiene rapporti; si fa insistente
quando serve. Ed ottiene. Per la scuola, per i
suoi ragazzi, per questa ampia fetta della nostra terra. Lo Stato gli riconosce questi meriti
conferendogli il più alto riconoscimento riservato ai ‘Benemeriti della Scuola’. Ma credo che il riconoscimento più alto a cui abbia
mai ambito si possa ritrovare in queste celebrazioni che mostrano il ricordo, indelebile e
particolarissimo, che ha lasciato. Nell’organizzazione degli eventi forse qualcosa verrà
scordato e sicuramente lui per questo starà
sorridendo; perdoni, per quanto ci si sforzi
di rammentare i suoi insegnamenti qualche
particolare può essere sfuggito.
Auguri, professore.
Sergio Desiderati
Durante l’ultima seduta di Consiglio Comunale,
avvenuta lo scorso 16 Aprile 2009, nella nuova
Sala Consiliare faceva bella mostra un Crocifisso in terracotta, opera del prof. Alessandro Dal
Prato donata dai familiari in occasione dei cento anni dalla nascita dell’artista.
Il Comune e l’intera Comunità di Guidizzolo si arricchiscono di un nuovo capolavoro.
Sulla stessa parete hanno trovato posto il quadro
raffigurante “La pace di Guidizzolo”, del medesimo autore e il gonfalone storico del Comune. Se
il quadro e il gonfalone ci rimandano alla storia
e alla municipalità, il Crocifisso ci inserisce immediatamente in una dimensione spirituale, personale e comunitaria.
La dimensione spirituale è facilmente comprensibile in un artista che si è cimentato innumerevoli volte con temi di carattere sacro; quella
comunitaria è percepibile nella costante e mai
immutata devozione a Cristo crocifisso, segno
di sofferenza e redenzione, di umiliazione e annientamento ma anche di gloria, che dal trono
della croce redime tutta l’umanità. Nel territorio
guidizzolese le antiche croci ancora presenti ci
testimoniano di lutti, di sofferenze e pie pratiche;
speranza e attesa per un mondo diverso e migliore.
Da sempre la Croce ha creato scandalo, per il
suo carattere incomprensibile che ci obbliga a
rovesciare i nostri consolidati criteri di giudizio
e pensiero. Un graffito romano, probabilmente la
più antica e blasfema raffigurazione, rappresenta in croce non Cristo, ma un asino.
In tutti i tempi, sommi geni della pittura e della
scultura si sono cimentati con questo tema ed
ognuno, pur nella tradizione della rappresentazione, ha cercato di interpretare con originalità
quel tragico evento che ha segnato e cambiato
profondamente la storia dell’umanità.
Con quest’opera il prof. Alessandro Dal Prato si
misura in un compito non facile: quello di plasmare nella creta un’opera nuova nel suo genere.
Si sente, si percepisce l’influenza dei grandi artisti del passato e nell’insieme l’opera è assolutamente classica.
Personalmente, ritengo, tuttavia, che le principali fonti di ispirazione siano state le Sacre
Scritture e la Sacra Sindone.
Come non riconoscere nel volto straziato, eppur
tranquillo, il Gesù di Giovanni? Gesù che dice:
“Tutto è compiuto” e muore (Giov. 19,30). Non
senza, però, aver teneramente pensato a sua
Mamma, sostenuta dalle pie donne e dall’apostolo che egli amava: “Donna, ecco il tuo figlio”;
e poi al discepolo: “Ecco tua madre!” (Giov. 19,
25-27); e non senza aver mostrato la Sua umanità quando dice: “Ho sete” (Giov. 19,28).
Chiodi, spine, sangue, piaghe, offese: nulla gli è
stato risparmiato.
Quale fatica stare appeso alla croce! E quelle
braccia alzate quasi a formare con il corpo una
ipsilon ci danno il senso dello spasmo e della
pace seguita all’ultimo respiro e fanno da collegamento tra la terra e il Cielo; ci innalzano verso
l’alto e ci portano dalla nostra quotidiana materialità, rappresentata dalla verticalità del corpo,
verso Dio.
Le mani chiuse non sono atte a tirar pugni ma
sembrano salutare l’intera umanità per la redenzione della quale Cristo è morto.
Essenziale questo Crocifisso!
Un corpo senza croce, eppure sembra che il legno non manchi. Una croce nascosta, invisibile,
quasi assente eppure ben presente. Se ognuno,
come dice Gesù, deve caricarsi della croce, il
professore ha reso benissimo questo concetto:
noi offriamo, porgiamo a Gesù la nostra croce e,
forse, tante volte ve lo inchiodiamo noi.
Manca la scritta, l’acronimo INRI, il cosiddetto
titolo, eppure non ne notiamo l’assenza, perché
è chiara la regalità del Signore; così come sotto
i piedi non è stato posto il tradizionale teschio
con le tibie incrociate, richiamo ad Adamo, perché già Gesù assorbe in sé, nuovo Adamo, quello vecchio.
Non sarebbe possibile, nemmeno con un lungo
trattato, essere esaustivi riguardo ai rapporti tra
Cristo in croce, di
Alessandro Dal Prato.
Opera in terra cotta,
donata al Comune di
Guidizzolo nel 2009
la Sacra Sindone conservata nel duomo di Torino e le arti; ci sono, però, prove inconfutabili che
queste ne siano state influenzate.
Alessandro Dal Prato ce ne mostra un segno: i
chiodi piantati nei polsi e non, come da tradizione, nel palmo delle mani.
E’ dimostrato che mai un uomo avrebbe potuto
essere appeso alla croce per le mani: il peso e
le contorsioni del corpo durante la terribile agonia avrebbero fatto sfilare i chiodi con la lacerazione dei palmi.
La Sindone è conosciuta da secoli, eppure il mondo dell’arte ne ha spesso snobbato il linguaggio
iconografico a vantaggio della tradizione. Dal
Prato non solo ne accetta la lezione, ma la sublima, come nell’altro Crocifisso, questa volta in
bronzo, realizzato per la cappella gentilizia della
propria famiglia, posta nel locale cimitero.
Siamo di fronte a un’opera che è sintesi di fede,
di arte e di poesia, di quella poesia che fa dire al
sommo poeta Dante, mettendo in bocca a Manfredi di Svevia le parole:
“Poscia ch’io ebbi rotta la persona
di due punte mortali, io mi rendei,
piangendo, a quei che volentier perdona.
Orribil furon li peccati miei;
ma la bontà infinita ha sì gran braccia,
che prende ciò che si rivolge a lei”
Purgatorio, canto III, vv. 118-123
Giovanni Zangobbi
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Alessandro Dal Prato
1909 - 2009 Celebrazioni nel centenario della nascita
Mantova, sabato 4 luglio 2009
Accademia Nazionale Virgiliana – Sala Ovale
Accademia Nazionale Virgiliana
di Scienze Lettere e Arti
Convegno di Studi
Alessandro Dal Prato artista e uomo di scuola
ore 9,30 Saluto del prof. Giorgio Zamboni,
Presidente dell’Accademia Nazionale Virgiliana
Relatori
ore 10,00 Luciano Pazzaglia, Università Cattolica del Sacro Cuore
Alessandro Dal Prato e la Scuola d’Arte
ore 10,45 Daniela Ferrari, Archivio di Stato di Mantova
Le carte di Alessandro Dal Prato presso
l’Archivio di Stato di Mantova
ore 11,30 Renata Casarin, Soprintendenza per i Beni Storici Artistici
Una vita per l’arte, l’arte per la vita
ore 12,15 Interventi
Congedo Rodolfo Signorini, Accademia Nazionale Virgliana
Guidizzolo, sabato 18 luglio 2009
Municipio di Guidizzolo – Sala Consiliare
Comune di Guidizzolo
ore 10.00 Saluto del Sindaco e delle autorità
ore 10,30 Ugo Bazzotti, Museo Civico di Palazzo Te
Ricordo di Alessandro Dal Prato
ore 11,00 Giovanni Zangobbi, Consiglio Comunale di Guidizzolo
Scoprimento di un bassorilievo di terracotta
di Alessandro Dal Prato
ore 11,30 Franco Bassignani – ex allievo della Scuola d’Arte
Illustrazione dell’intervento sul mosaico
“Madonna col Bambino” collocato sulla torre civica ed eseguito nel 1955
dalla Scuola d’Arte
MAIN SPONSOR
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Guidizzolo in Fiera
Giovedì 16 luglio
Ore 20,00 Gara ciclistica in notturna
“17° TROFEO PRO LOCO”
Organizzata dal ciclo club 77
Ritrovo in via f. Filzi ore 19,00
Venerdì 17 luglio
Ore 20,00 presso il cortile del comune
Apertura stand gastronomico
Ore 21,30 Spettacolo di danza
BALLANDO SOTTO LE STELLE
curato dalla Scuola di danza Sportingdance
Domenica 19 luglio
Ore 20,30 Piazza Mutti
“CENA A LUME DI CANDELA”
* In collaborazione con la Fondazione Rizzini
2009
Piano bar con Laura e Stefania
Ore 10,00 presso il porticato ex comune
ESPOSIZIONE DELLE SPECIE “FUNGINE”
Gruppo Micologico Naturalistico
Ore 10 - 12 e 16 - 21 Sala Consiliare
Apertura mostra “Alessandro Dal Prato”
Ore 21,00 Piazza mutti
Esibizione di DANZA ORIENTALE
delle allieve di Claudia Dal Prato
Ore 16 via Vittorio Veneto
Associazioni e Hobbisti in vetrina
Ore 21,00 presso il bar Teo e Paola
serata cocktail con dj Marco Grandi
Ore 21,00 via v. Veneto
Musica con: Strawdaze,Giooma Arabika,The Black Dromne,Nameless
Sabato 18 luglio
Ore 20,00 presso il cortile del comune
Apertura stand gastronomico
ore 10, 00 Sala Consiliare
**Celebrazioni del 100° anniversario della nascita di Alessandro Dal Prato, mostra e scoprimento del mosaico “Madonna col Bambino” restaurato
La mostra sarà aperta dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 21
ore 10, 00 Sala civica
Mostra fotografica
“150 ANNI DOPO : I LUOGHI DELLE BATTAGLIE OGGI”
a cura del gruppo Incontri Fotografici
Ore 21,00 presso il bar Gobbi
SERATA CON BIRRA A CADUTA E MOJITO
con dj Marco Grandi
Ore 21,30 cortile del comune
TRIBUTO A LUCIO BATTISTI
Con il gruppo “Due mondi”
Lunedi 20 luglio
Ore 10 - 12 e 16 - 21 Sala Consiliare
Apertura mostra “Alessandro Dal Prato”
ore 20,00 presso il cortile del comune
Apertura stand gastronomico
Ore 21,00 cortile del comune
CONCERTO DELLA BANDA DI GUIDIZZOLO
* Su prenotazione da farsi entro il 12 luglio - Cartoleria Nadia, tel.0376 819455 costo 25.00 Euro - bevande comprese
** Ai presenti verranno donate pubblicazioni edite dalla Fondazione “NonSoloArte Franco Bombana” per l’occasione
LA CONCHIGLIA
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via Fabio Filzi, 63 Guidizzolo - Tel. 0376 819614
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salute
Argomenti medici semplificati da Elodio Perani di Guidizzolo
Risonanza e disordini fra campi
elettromagnetici organici e applicati
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Alcune scoperte, dopo aver visto la
luce, per la loro difficoltà convenzionale e applicativa vengono spesso accantonate.
Un esempio evidente lo troviamo nel
campo della fisica quantistica perché finora la
ricerca ha ritenuto più facile esprimersi in termini chimici attraverso le molecole regolatrici
dei farmaci.
Lo stesso DNA non è soltanto una sostanza essenziale alla vita, in termini più complessi è una struttura dinamica di risonanza
elettromagnetica.
Per questo possiamo dire che le funzioni ed i processi biologici del nostro organismo
esprimono campi elettromagnetici misurabili
trasmettendo energia ed informazioni che interferiscono anche su se stessi.
D’altro canto è appurato che radiazioni
elettromagnetiche applicate possono curare,
come l’esempio delle microonde che agiscono
positivamente sulle attività ormonali, anticorpali e sui neurotrasmettitori ma possono anche
danneggiare se ad alte dosi.
I vari tipi di applicazione quindi si diversificano a seconda della frequenza, dell’intensità e della durata di esposizione ma anche per
l’effetto strettamente individuale.
L’organismo umano può essere considerato in duplice aspetto poiché ogni tessuto
ha un suo spettro d’onda che interagisce con
le onde elettromagnetiche che vi si possono
trasferire.
Così con la risonanza magnetica funzionale otteniamo informazioni su questi due
sistemi poiché confrontandosi ci danno segnali organici.
Sapendo quindi che questi possono
essere sia emessi che ricevuti, possiamo dire
che le interferenze rappresentano l’ordine di
funzionamento degli organi stessi (omeostasi
elettromagnetica).
Questo ci dimostra che decifrare i disordini
dell’equilibrio elettromagnetico significa andare oltre i semplici significati tradizionali.
Le stesse onde che emette l’organismo starebbero a dimostrare che ogni processo vitale
viene controllato da oscillazioni elettriche tanto
che le malattie prima di esprimersi come disguido organico si manifestano come disturbo
di campi magnetici.
La loro misura individua il momento in
cui un organo va in risonanza con uno stimolo
analogo per cui in una visione generale si può
dedurre che la vita è mantenuta dall’interazione risonante tra biomolecole e campi elettromagnetici.
Quando questo non avviene si verifica
una patologia che altro non è se non un disordine di traffico molecolare.
Immaginificamente si potrebbe paragonare alla “stecca” di un orchestrale che si
ripercuote sulla validità di una esecuzione.
Il nostro organismo è composto dal
99% di molecole dell’acqua raccolta in varie ed
estese zone corporee che oscillano all’unisono creando campi elettromagnetici che a loro
volta orientano quell’1% di molecole organiche
combinandole nelle diverse strutture regionali dell’essere vivente. In altre parole possiamo
parlare di organizzazioni sopramolecolari che il
professor P.G. Spaggiari , fra i più grandi ricercatori in materia di medicina quantistica, chiama “domini di coerenza” formati mediamente
da 5 milioni di molecole d’acqua.
Questi campi elettromagnetici, a differenza di quelli prodotti dalle antenne che possono viaggiare liberi nello spazio assumendo
segno positivo, rimangono chiusi nelle suddette
zone con conseguente segno negativo.
Una interessante legge di fisiologia definisce che la risposta dell’organismo a uno stimolo è proporzionale al logaritmo dello stesso.
Per entrare in questo concetto mi è
d’obbligo toccare una materia con la quale non
sono mai stato in confidenza, ma ciò debbo per
spiegazione anche a me stesso.
Il logaritmo è un numero base con
esponente di elevazione positivo o negativo che
rappresenta il numero di volte con cui bisogna
moltiplicarlo per ottenere un certo valore.
Matematicamente ne deriva che il logaritmo di un numero negativo molto piccolo
darà un numero negativo molto grande per cui
cause morbose molto piccole producono in termini di malattia risposte molto grandi.
Dalla vasta ed eterogenea letteratura
mi pare di avere estratto concetti per tutti noi illuminanti e comprensibili per questo argomento.
A tutta penna
Lettere al direttore
Egregio Direttore,
pur non abitando in Guidizzolo ricevo LA NOTIZIA e
devo dire che è davvero un bel giornale!
Completo, nella sua semplicità, con informazioni ed
aggiornamenti che riguardano il nostro paese, ma
talmente “intelligente” da aggiungere rubriche di
interesse generale.
Per questo è molto apprezzato da noi che
siamo“extra muros”.
Piacevole da sfogliare ed ora, che è a colori, ancora
più apprezzabile. Nemmeno la pubblicità è fastidiosa, anzi, spesso noi “esteri ma non tanto” ci siamo
rivolti ai vostri inserzionisti… e con grande soddisfazione.
Tramite comuni amici ho appreso che si aggiungerà ai vostri collaboratori Paolo Zani, validissimo responsabile di un patronato.
Considerata la sua esperienza penso che sarà tartassato di richieste su pensioni, previdenza sociale e
qual altro! Il dott. Zani “entra” in casa mia il giovedì
mattina attraverso la TV, collabora alla trasmissione
Aria Pulita, dove una giornalista, Simona Arrigoni riesce a gestire egregiamente, politici di tutti i partiti,
senza mai cadere nella trappola “ DI PARTE”.
Un’ultima cosa: in parecchi mi chiedono di poterne
avere una copia, anche rimborsando almeno le spese di spedizione, visto che tra i pregi c’è anche la
gratuità, ma non conosco la vostra disponibilità.
Potrebbe farmi la cortesia di aggiornarmi?
La ringrazio e ringrazio anche la redazione, i collaboratori e non ultimi gli inserzionisti, che ne permettono la pubblicazione e risolvono parecchi problemi
a noi lettori, perché quando si cerca un buon professionista…non si trova mai!
Buon lavoro a tutti e ancora un grazie a lei per l’impegno.
Isabella
Ringrazio la lettrice per l’apprezzamento e la simpatia che ci dimostra e le confermo che tutti coloro che
desiderano “la Notizia” la potranno ricevere, gratuitamente, semplicemente fornendo il loro indirizzo.
Egregio Direttore, anch’io ho qualcosa da dire.
Sono Jenni, una segugina molto simile a quella buttata nel canale con una pietra al collo, l’estate scor-
sa. Sono stata molto male ma, ricoverata in clinica,
mi hanno salvato.
In famiglia, nessuno mi considera uno scarto, anzi,
ho un’overdose di coccole e sono tornata felice insieme ai miei fratelli. Il nostro istinto è cacciare, ma
siamo cani, birbanti come gli altri, diamo lo stesso
amore e le stesse gioie.
Leggo spesso di quanto sono “cattivi” i cacciatori:
comodo fare di tutta l’erba un fascio.
I cacciatori, i veterinari, gli esseri umani non sono
tutti uguali! Perchè nessuno scrive che sono “cattivi” anche i pescatori, quando mostrano con orgoglio
i loro trofei? La pesca non è uno sport? Forse perché
una trota con un amo infilzato in bocca, non fugge
veloce come una lepre, o le succulente grigliate di
pesce o il tonno in scatola e il salmone affumicato
non scappano? E quanti, tra i”non cattivi”, hanno
mangiato l’agnello per Pasqua e mangeranno gli
agnoli col brodo di cappone, per Natale? Quanti non
hanno accessori in pelle, non usano prodotti testati
sugli animali, non mangiano salame o prosciutto e
non danno ai bimbi gli omogeneizzati di carne per lo
svezzamento? Quelle bestie non si sono suicidate…
Noi cani siamo carnivori e anche nelle mie crocchette c’è la carne, ma ho letto su internet, cosa fanno
certi veterinari, per testare alcuni di questi mangimi,
ai miei compagni sventurati…Spero tanto che non
sia vero. Altro che il “mio”dottore che non parla, per
consolarmi quando il dolore è inevitabile!!! Come
spero non sia vero che, per castrato e cappone,
non ci sia un briciolo di anestesia, che lumache e
aragoste siano buttate in acqua bollente vive e che
l’agnello debba morire in quel modo, per avere la
carne più bianca. Li avete mai sentiti…piangere?
Ed è solamente una parte, della cattiveria umana,
ma io, che sono “SOLO” un animale, spero che sia
tutta una menzogna…Mangio carne e pesce, ho
rispetto per le opinioni altrui e lo vorrei per le mie,
ma vorrei tanto che ci fosse una legge, non tanto
che renda il mondo vegetariano, ma che proibisse la
sofferenza INUTILE.
Un abbraccio a tutti, che siate d’accordo o meno
con quanto scritto, dagli “esuberanti”Jenni, Ber,
Pelè Ciro e Stella. Condizioniamo la vita alla famiglia,
ma amiamo come gli umani non sanno fare.
Sandra
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Santorini: un’emozione
senza fine…
di Francesca Lugoboni
“… Sembra una nave che veleggia nel mezzo
del Mar Egeo; con orgoglio rizza la sua mole
agli elementi della natura che hanno irrimediabilmente lasciato il segno sul suo scafo…”.
Col passare del tempo ne è rimasta solo la metà,
ma è a ciò che deve la sua irripetibile bellezza.
L’isola che trascina dietro di sé un mito: il mito
della scomparsa di Atlantide.
L’isola che porta nella sua memoria le cronache di bibliche catastrofi: Santorini.
Ho deciso di parlarvi di questa meravigliosa
isola dell’Egeo, memore di una vacanza da sogno in un universo parallelo.
Santorini è una delle isole più meridionali
dell’arcipelago delle Cicladi e sicuramente una
delle più piccole con i suoi 18 Km di lunghezza
per i 6 di larghezza.
Senza dubbio uno degli spettacoli naturali più
suggestivi del Mediterraneo: unica isola greca
a poggiare su di un antico vulcano, caratterizzata da incantevoli spiagge di sabbia bianca e
ciottoli neri.
Nonostante la superficie poco estesa, Santorini riesce ad accontentare chiunque: dalle
coppie in cerca di romanticismo, ai giovani che
rincorrono il divertimento, fino ai più avventurosi Indiana Jones, alla ricerca della perduta
Atlantide.
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Vista dal mare, Santorini appare come un’arida
e rocciosa isola, posta di fronte ad un vulcano,
le cui cittadine sono collocate su alte scogliere
capaci di offrire panorami mozzafiato e fantastici tramonti, al termine dei quali la tradizione
impone un doveroso applauso mentre si sorseggia l’aperitivo.
Generalmente la maggior parte dei turisti soggiorna nei pressi delle più famose spiagge di
Kamari e Perissa, ma è preferibile optare per la
capitale Thira, Imerovigli oppure gli altri borghi
arroccati, molto suggestivi e ricchi di piccoli
caffè e luoghi d’interesse.
Doveroso, a questo punto, fare un cenno a
quella che è la storia di quest’isola tanto magica. Santorini era un’isola dalla forma tonda; poi,
nel corso di un forte terremoto e di una successiva eruzione vulcanica, nel lontano XV secolo
a.C., scomparve la civiltà minoica ed il centro
dell’isola affondò, conferendole l’attuale forma
a mezzaluna. Questo è uno dei motivi per cui
molti credono che Santorini si trovi effettivamente dove una volta era Atlantide.
Ma torniamo ad oggi per segnalare ciò che merita d’esser visto. Ricordiamo che siamo su di
una piccola isola, per questo facile da girare e
molti sono i bus che collegano i principali abitati. A questo punto va visitato Akrotiri, antico
paese sepolto dalla lava durante l’eruzione di
3500 anni fa. Qui gli archeologi stanno ancora
scavando, ma è possibile attraversare i piccoli
vicoli ed ammirare gli edifici tornati quasi come
in origine.
Passeggiando poi per Thira, la capitale, situata
sulla cima di un’alta rupe, si resta meravigliati
di fronte alla moltitudine di ristoranti, taverne e
chioschi sparsi per le viuzze e sempre stracolmi di gente. Qui hanno sede un museo del folklore, una cittadella medievale e due cattedrali,
entrambe centri cristiani: uno cattolico ed uno
ortodosso. La città, nel complesso, è un luogo
romantico ed affascinante per le sue bianchissime costruzioni dai tetti blu, tipiche dell’architettura greca insulare.
Una sosta, seppur breve, merita anche Pyrgos,
antica capitale con il suo panoramico monastero. Consigliate anche un paio di escursioni da
fare in barca. Una all’isola di Thirasia sede di
un caratteristico e pittoresco villaggio, e l’altra
al vulcano, tuttora attivo, con le sue sorgenti
naturali calde.
Dal punto di vista gastronomico, Santorini offre
una vasta scelta di prodotti tipici del luogo. Personalmente suggerisco di lasciarsi conquistare
dalla cucina greca, se non altro per gustare i
sapori di un’antica civiltà.
Infine c’è il mare: una distesa tanto blu da apparire irreale, soprattutto quando baciata dal
sole del tramonto che, con i suoi caldi colori,
sembra quasi diluirsi nell’acqua.
STOP AND GO
F.lli Turini
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Noi e la legge
A cura di Laura Leorati, avvocato
I lettori possono esporre problemi o situazioni che siano di interesse generale
Nuove norme del Codice della strada
Nove ragazzi su dieci bevono in discoteca o nei
pub durante il week end. Secondo l’Istituto Superiore della Sanità a livello nazionale, sono queste
le percentuali rilevate: 64,8% dei ragazzi (di cui
42% minorenni) e 34% delle ragazze (di cui 21%
minorenni). L’esito della ricerca sull’uso e abuso
di alcol tra i giovani potrebbe essere la concausa
dell’ennesima riforma al codice della strada che,
nell’intenzione del legislatore, sarà approvata
prima dell’esodo estivo.
In materia di ebbrezza alcolica, il margine di tolleranza sarà azzerato oltre che per agli autisti di
professione con patente di guida C,D, E, anche
per i neopatentati fino a ventuno anni di età e per
coloro che avranno ottenuto la patente da meno
di 3 anni. La sanzione comminata sarà, in assenza
di sinistro, compresa fra 200 e 800 euro mentre
sarà raddoppiata in caso di sinistro.
Per i conducenti con anzianità di guida inferiore
ai tre anni sarà ulteriormente ridotto anche il limite di velocità: da 100 a 90 chilometri ora¬ri in
autostrada e da 90 a 70 sulle extraurbane, ove
non insista un diverso limite.
Con l’entrata in vigore della nuova riforma al codice della strada, prevista per quest’estate, aumenteranno le sanzioni comminabili ai minorenni
in stato di ebbrezza che si trovino alla guida di
ciclomotori.
In caso di accertata ebbrezza alcolica inferiore
allo 0,50 g/l, il trasgressore minorenne potrà conseguire la patente “B” solo a 19 anni. Il suddetto
traguardo slitta al compimento del ventunesimo
anno di età per coloro ai quali sia stato rilevato un
tasso alcolico superiore a detta soglia.
Sempre per i più giovani sono contemplate due
importanti novità. La prima riguarda l’insegnamento nelle scuole dell’obbligo, a decorrere dal
2010, dell’educazione stradale come materia didattica, mentre la seconda concerne il rilascio
del foglio rosa a coloro cha abbiano compiuto il
diciassettesimo anno di età purché già titolari di
patente cat. “A” ed affiancati, al momento della
guida, da soggetto munito di patente “B” da almeno 10 anni.
Saranno inasprite le pene detentive (fino a 15 anni
di carcere) per tutti i trasgressori (a prescindere
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dall’anzianità di guida) che, trovandosi in stato di
ebbrezza alcolica o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, si rendano responsabili di un sinistro
mortale. In tal caso scatteranno altresì il ritiro
della patente con sospensione della stessa fino
a cinque anni ed il sequestro del veicolo intestato
al medesimo trasgressore.
Per tutti i conducenti sono previste sanzioni pecuniarie più salate in caso di superamento dei
limiti di velocità: chi supera di oltre 40 chilometri
orari il limite consentito sarà assoggettato ad una
multa che va da un minimo di 500 fino ad un massimo di 2.000 euro.
La sanzione accessoria della decurtazione di
punti patente sarà, invece, meno gravosa: 6 i
punti decurtati in luogo degli attuali 10.
Il rilevamento a mezzo di autovelox, tuttavia, sarà
consentito solo sulle autostrade e sulle strade
a scorrimento veloce che passano sul territorio
comunale.
Sanzioni dimezzate, invece, per le violazioni del
divieto di sosta con ciclomotori: massimo edittale da 155 a 92 euro.
Aumenteranno da 5 a 8 unità i punti patente decurtati per coloro che non rispettano l’obbligo di
precedenza ai pedoni che si trovino sulle strisce;
in assenza di strisce pedonali, i punti sottratti
saranno 4 ma torneranno ad essere 8 nel caso
in cui i pedoni siano rappresentati da bambini o
anziani.
Obbligo di indossare il giubbetto catarifrangente
per coloro che si spostano con la bicicletta durante le ore crepuscolari/notturne ed in tutti i casi
di transito all’interno di gallerie.
Al fine di consentire la revisione della patente
in caso di accertamento di patologia che risulti
idonea a limitare o ad escludere la capacità di
guida di un veicolo, è fatto obbligo ai medici curanti di inoltrare comunicazione, in forma scritta
e riservata, al competente Ministero delle Infrastrutture.
Infine, si pensa ad una “scatola nera” per la ricostruzione della condotta di guida del conducente in presenza di sinistro stradale nonché ad
una targa personale che resti immutata anche in
caso di sostituzione dell’auto.
Noi e il fisco
A cura di Giulia Avanzi, dottore commercialista
I lettori possono esporre problemi o situazioni che siano di interesse generale
Una nuova possibilita’ per le imprese: versare l’iva solo al momento dell’effettivo incasso
Lo scorso 28 aprile è entrata in vigore, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale una norma che
consente di emettere fatture con Iva ad esigibilità
differita.
In pratica, chi deciderà di avvalersi di tale possibilità, potrà versare l’Iva relativa alle fatture emesse
solo nel momento in cui il cliente avrà provveduto
ed effettuare il relativo pagamento. Ciò dovrebbe
consentire agli imprenditori interessati di non dover anticipare, in liquidazione periodica, l’Iva non
ancora materialmente incassata.
Per potersi avvalere di tale regime però non bisogna aver realizzato nell’anno solare precedente (o,
in caso di inizio attività non prevedere per l’anno
in corso) un volume d’affari superiore ai 200.000
euro.
In ogni caso, non sarà comunque possibile emettere una fattura con iva ad esigibilità differita se:
-
chi emette la fattura si avvale di un “regime speciale Iva”, tra cui ad esempio il regime
agricolo o la vendita di sali e tabacchi;
-
il cliente si avvale del meccanismo del
“reverse charge” (inversione contabile)
-
Il cliente è un soggetto privato (sprovvisto
quindi di partita Iva).
Condizione fondamentale per poter beneficiare di
questa nuova possibilità è quella di apporre sul
documento un’apposita annotazione: “operazione
con imposta ad esigibilità differita, ex art. 7 D.L.
n. 185/2008”, in mancanza di tale descrizione l’iva
esposta va intesa ad esigibilità immediata.
L’emissione delle fatture è una facoltà concessa al
contribuente, che può quindi decidere di non applicarla oppure di applicarla solamente ad alcune
delle fatture emesse.
Particolare attenzione dovrà quindi essere posta
alla gestione finanziaria di tali operazioni per non
commettere errori in relazione al momento in cui
l’iva diviene effettivamente esigibile (si pensi ad
esempio ai casi i cui i pagamenti avvengono in
modo frazionato).
Infine va sottolineato che il medesimo trattamento
dovrà essere riservato alle fatture di acquisto ricevute: in pratica la detrazione dell’Iva sarà subordinata all’effettivo pagamento della stessa.
In ogni caso, trascorso un anno dal momento
dell’effettuazione dell’operazione dell’operazione,
l’iva diverrà comunque esigibile, a meno che prima
di tale termine l’acquirente non sia assoggettato a
procedure concorsuali od esecutive.
Deduzioni, detrazioni e destinazione
del 5 per mille
L’approssimarsi delle scadenze legate alle dichiarazioni dei redditi suggerisce lo spunto per riepilogare, di seguito, a chi è possibile destinare una
parte del proprio Irpef e quali elargizioni in denaro
è possibile detrarre o dedurre dalla denuncia dei
redditi.
Per quanto riguarda la destinazione dell’Irpef, si ricorda che è possibile destinare una parte dell’imposta dovuta per l’anno (quindi non è un versamento aggiuntivo) ad una delle finalità prescelte.
Più precisamente, se l’otto per mille (che ormai è
ben conosciuto da tutti) è possibile destinarlo allo
Stato, od ad una delle chiese o delle comunità
religiose individuate (chiesa cattolica, Avventisti
del 7° giorno, Chiesa Valdese, Chiesa Luterana o
comunità degli Ebrei in Italia) affinché lo utilizzino
per scopi sociali o a carattere umanitario di loro
diretta gestione, da qualche anno è possibile destinare anche il 5 per mille del proprio gettito Irpef. In
quest’ultimo caso è possibile destinarlo ad associazioni di volontariato, alle Onlus ed alle associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionale, regionali e provinciali (previste dall’art.7,
commi 1, 2, 3 e 4 della legge 383/2000) ed alle associazioni e fondazioni che operano nei settori di cui
all’art. 10 comma 1, lettera a) del D.Lgs 460/1997. O,
in alternativa, a sostegno delle attività sociali svolte dal comune di residenza o al finanziamento della
ricerca scientifica e sanitaria, o a sostegno delle
associazioni sportive dilettantistiche riconosciute.
La scelta va espressa sul modello 730, o sul Modello Unico Persone Fisiche apponendo la propria
firma solo nel riquadro corrispondente alla finalità
prescelta(in questo caso però andranno destinati
alla generalità); se però il contribuente vuole destinare il 5 per mille ad un soggetto specifico, allora dovrà indicare nell’apposito riquadro anche il
codice fiscale del soggetto a cui intende destinare
direttamente l’I.r.p.e.f.
Se il contribuente non è tenuto a presentare alcuna dichiarazione può comunque effettuare la sua
scelta compilando l’apposito quadro che gli verrà
consegnato dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico unitamente al Cud.
Se, invece nel corso dell’anno trascorso, si sono
effettuati versamenti a favori di Onlus, associazioni non lucrative di utilità sociale, parrocchie, fondazioni od uno degli altri soggetti individuati dalla
norma, si ricorda che tali versamenti sono considerati oneri detraibili, od in alcuni casi deducibili
dalla propria dichiarazione. Importante sottolineare, che non vengono considerati i versamenti in
contanti, ma solo quelli effettuati mediate assegno,
bonifico bancario, carta di credito o bollettino postale. Ricordare quindi di conservare tutta la relativa documentazione da poter poi utilizzare in sede
di denuncia dei redditi.
Dott.ssa Giulia Avanzi, Dott. Marco Scardeoni
In Shape Srl – società di formazione e consulenza
Desenzano del Garda (BS)
17
Anima e cuore
A cura di Sandra Tosi
Voglio esprimere la mia gratitudine, a chi mi ha incoraggiato a proseguire, apprezzando questa
“mia” pagina. Ho solo la speranza di regalare un sorriso e un pizzico di serenità, senza tante pretese. A chi ritiene che siano testi “melensi” e ”sciocchezze inutili”… chiedo scusa. Ognuno dà
quello che ha. A me fa tanto piacere scrivere, spero a voi, anche stavolta, leggere.
A tutti col mio grazie, REGALO LA MAGIA!
È possente, immensa, inesauribile, prima sfiora,
accarezza e poi ti travolge.
Basta un alito di vento, una parola, un gesto, un
battito d’ali. Il sortilegio non costa nulla, non ha
riti, non ha regole e non ha prassi da seguire. La
sua potenza è indiscutibile, il suo potere trascinante, l’esito… garantito! Vedrai, non smetterà
di rinnovarsi e tu non sarai più solo!
La magia scavalcherà l’odio e sarà la certezza,
che andrà tutto bene, anche quando non è vero
e che si può ricominciare. Ti inciterà a camminare, quando, abbattuto, vorrai fermarti; abbasserà le tue braccia, quando vorrai arrenderti e
si coricherà con te, quando vorrai riposare.
Magicamente riprenderai a sperare. E quando
altri saranno accasciati tu camminerai nella
bufera, guardando verso il sole… Seguiterai il
tuo viaggio, parlerai di pace in mezzo alla guerra e costruirai, dove altri desistono. Colorerai
le porte ammuffite degli orfanotrofi, dipingerai
sorrisi sui visi rugosi e pitturerai cucce per i
cani abbandonati.
La magia griderà, quando altri rimarranno in silenzio e urlerà contro le ingiustizie, renderà la
voce a chi non l’ha più. Farà vergognare i prepotenti e gli ipocriti, i furbi e i finti tonti.
Aprirà gli usci cigolanti delle chiese di campa-
gna, perché entri sole e calore, socchiuderà i
portoni di mastodontiche cattedrali, perché non
entri il gelo.
La magia non vedrà la pelle nera o gli occhi azzurri. Non chiederà chi sei e da dove vieni.
Non guarderà se vestirai a festa, se hai ori, gioielli, conti in banca e distruggerà il dio denaro,
schiacciandolo col piede, come serpe del male.
Non scruterà il seno rifatto, le labbra al botulino, i muscoli palestrati, la disabilità…Andrà
oltre il corpo, rileverà i tuoi gesti, si infiltrerà direttamente al cuore! E ammirerà la tua bellezza
con gli occhi dell’anima…
E udirà oltre le parole, perché in troppi sentiranno quello che tu dici, alcuni ascolteranno,
ma…Soltanto la “magia” capirà quello che tu
taci!
Ma in quanti ci credono e si abbandonano
all’incantesimo?
Peccato, sarà apprezzata in pieno solo, quando
la perderai…!
E’ una magia prodigiosa:
SI CHIAMA…AMORE!!!
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18
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Campionesse d’Italia
Torna a Guidizzolo il tricolore nel tamburello. A vincere il titolo italiano sono state questa volta le
ragazze di terza media dell’Istituto Comprensivo che hanno trionfato ai Campionati nazionali studenteschi la cui fase finale si è svolta a Fiuggi. Tiratissima la finale contro le pari età del Trentino Alto
Adige. Le ragazze guidizzolesi in rappresentanza della Lombardia si sono trovate infatti in svantaggio
per 7 a zero. Spronate dalla loro insegnante Elisabetta Damiani, da Daria Castagna che le segue
ormai da anni e dal tifo dei diversi genitori al seguito, sono riuscite in quella che oramai sembrava
un’impresa ed hanno concluso l’incontro vincendo per 13 a 9. Nel girone di qualificazione avevano
prima avuto la meglio su Basilicata, Sicilia, Puglia e Veneto; in semifinale hanno battuto il Friuli Venezia Giulia e poi la finale che abbiamo raccontato.
Le 10 del tricolore: Marta Angeri, Elisa Zandonà, Martina
Castellini, Francesca Bianchera, Irene Bonoldi, Andrea
Cindy Gualano, Sara Zecchini, Alice Tarchini, Desirèe Urbani e Giulia Nosari.
Per loro un’accoglienza trionfale, con il sindaco e tanta
gente riunitasi davanti al municipio. Gli amici di sempre le
hanno ricevute con striscioni
e palloncini colorati.
Loro hanno risposto con la
commozione del momento e
con grandi abbracci; commozione come quella si è respirata al cimitero comunale
quando, prima di ricevere il
calore degli amici, hanno voluto recarsi a salutare l’amico Cristian scomparso due
anni fa.
Ha chiuso la “giornata memorabile” il rinfresco offerto
dalla Pro Loco. Con dolci,
pizzette, panini e bibite, rigorosamente ...bianche, rosse e
verdi.
19
La bellezza è eternità che si contempla allo specchio.
Ma voi siete l’eternità e siete lo specchio.
Cos’è la felicità?
Un amico un giorno mi ha detto che la felicità è fare il proprio dovere.
Mi è sembrata strana come affermazione ma proprio per questo mi ha fatto riflettere.
Un mattino, d’istinto, ho preso un foglio e ho scritto: Cosè la felicità?
L’ho messo sul tavolino d’ingresso e voi avete risposto così:
La felicità è:
- Guardarsi dentro senza prendere paura!
- Amore
- Sentirsi in pace con se stessi!
- Il sole di stamattina
- La continua rincorsa all’entusiasmo quotidia- Equilibrio
no nel vivere il giorno: come se fosse l’ultimo
- Non lo so, me ma se la incontro torno a dirve- - Il sole quando sorge al mattino, il primo fiore
lo...
che sboccia a primavera, il primo fiocco di
- Serenità
neve d’inverno, un bimbo quando nasce... la fe- Farti fare un massaggio come lo fanno queste licità è ovunque, non c’è bisogno di cercarla...
ragazze
basta riconoscerla... la felicità siamo noi!
- Andare dove ti porta il cuore
- Un massaggio e una coccola da Susanna;
- La totale sintonia con se stessi... qualunque
il sorriso di Rachele, il sole che splende nel
cosa accada!!!
cielo... l’amore per la vita ogni giorno... in ogni
- Regalare un sorriso a chi ne a bisogno e scoluogo
prire che a qualcuno è servito!
- Saper donare... senza volere nulla in cambio
- Non sono solo le
- La manifestagioie attuali, ma
zione dei nostri
riuscire a vivere
pensieri
con la tristezza del
- Sognare l’impospassato e le paure
sibile...
del futuro! Deriva
- Essere, non solo
dall’armonia
di
esistere
E un uomo chiese: «Parlaci della Conoscenza».
tutte queste
cose
- Alzarsi ogni giorEd egli rispose, dicendo:
- Sapere
che
«I vostri cuori conoscono in silenzio i segreti del giorno e della notte.no con serenità,
l’unica Ma
cosaleche
amarecuore.
tutti, non
vostre orecchie hanno sete di sentir pronunciare ciò che sa il vostro
abbiamo
siamo
noi
odiare
nessuno
Vorreste esprimere a parole ciò che avete sempre saputo nel pensiero.
stessi Vorreste toccare con le dita il corpo nudo dei vostri sogni.
- Arriva se ci credi
- Farsi piacere
la che sia così.
davvero, ed è creEd è bene
vita cheLa
hainascosta
perchè sorgente della vostra anima dovrà certo scaturire un giorno
derci davvero che
non avrai
un
altra
la fa arrivare
e correre mormorando verso il mare.
possibilità
- E’ in ogni giorno
E il tesoro della vostra infinita immensità dovrà svelarsi ai vostri occhi.
- Luce generata
della nostra vita,
Ma non lasciate che la bilancia pesi questo tesoro ignoto.
dal nostro
pensiesolo pochi la sanE non sondate le profondità della vostra conoscenza con l’asta o lo scandaglio.
ro positivo,
che
ci
no vedere
Perché l’io è un mare immenso e sconfinato.
illuminaNon
e ci dite:
rende“Ho
più trovato
belli
E’
la
vita
la verità”, ma piuttosto: “Ho trovato una verità”.
- L’amore
infinitò
se
- Sta nella saggezza di vivere ciò che più in
Non
dite: nel
“Hocercare
trovatodilaessere
via dell’anima”.
stessi Dite piuttosto: “Ho incontrato l’anima sulquel
miomomento
sentiero”.ci appare
- Ballare un tango appassionato
- Io sono la primavera e la porto con me
Perché l’anima cammina su ogni strada.
- Godere di ogni momento pensando al positivo
L’anima non segue una linea retta, e neppure
cresce dritta come una canna.
delle situazioni
... e tante altre
L’anima
si
chiude
come
un
fiore
di
loto
dai
mille
petali».
- Stare bene e appena si può fare un bel viaggio
Domenica 29 marzo, nonostante la pioggia siete
Gibrand
- Amarsi e amare con tutta la libertà possibile,
arrivate numerose aKahlil
festeggiare
i miei tren’anni
senza rimpianti
di lavoro con voi. E’ stato estremamente emo- Sentirsi bene con se stessi e riuscire a trazionante e ringrazio di cuore per le sorprese e
smetterla agli altri
gli omaggi che ho ricevuto e... la felicità che ho
- Avere la libertà di essere se stessi
provato sarà perchè ho fatto il mio dovere?
- Avere l’animo leggero
Susanna
Auguri Susanna
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Mobilificio Luciano Cerini
Il mobilificio Luciano Cerini continua la tradizione artigianale,
intrapresa dalla famiglia all’inizio del secolo scorso, nella realizzazione
di mobili su disegno per abitazioni e comunità.
La disponibilità ad accogliere le nuove esigenze del mercato e la versatilità nel soddisfare le
più svariate richieste della Clientela, gli hanno
consentito di specializzarsi nell’arredo bancario, settore in continuo e progressivo sviluppo,
producendo numerose realizzazioni fra le quali
- come ultimo ed apprezzato lavoro - la prima
prestigiosa “Banca Mobile”, vera e propria
innovazione per la tradizionale concezione
dell’agenzia bancaria.
Un ulteriore notevole ambito in cui la nostrara azienda opera
è quello relativo all’arredo su misura per abitazioni private e
negozi.
L’utilizzo esclusivo di materiali pregiati e la particolare cura nei
dettagli permettono di raggiungere, anche in queste realizzazioni per l’arredamento d’interni, massimi livelli, sia in termini
estetici che pratici.
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21
cronaca
Alpini in festa
La pioggia dei giorni scorsi non ha certo frenato la voglia degli alpini guidizzolesi di ritrovarsi
nella loro festa annuale; un appuntamento che
serve a cementare ulteriormente l’unità del
gruppo, a far conoscere le molteplici attività a
cui gli alpini si dedicano ed anche, perché no,
a gustare insieme il tradizionale pranzo socia-
le. Così anche in questo 2009 la “giornata degli
alpini” è iniziata con il ritrovo e l’aperitivo nella
sede di via Vittorio Veneto, quindi la partecipazione alla S. Messa officiata dal cappellano
militare don Pietro Bonometti, presenti il sindaco Graziano Pelizzaro, l’assessore allo sport
ex tenente medico alpino Cesare Maccari, il
presidente della sezione di Cremona ten. Carlo
Fracassi, rappresentanti dei gruppi di Casalmaggiore, Castiglione delle Siviere, Castel Goffredo, Asola, Goito, dell’Ass. militari in congedo.
Presenti anche il presidente della locale sezione combattenti e Reduci, l’alpino Domenico Rigon al quale è stata consegnata una targa per
i suoi 90 anni, il Ten. alpino Mario Manzia con
consorte ed il presidente della Pro-Loco Silvio
Tarchini. Durante la celebrazione il capo gruppo locale Virgilio Bignotti ha letto la preghiera
dell’alpino. Ed al termine, tutti in un ristorante
della zona per il momento conviviale.
Nozze d’oro
Cinquant’anni di vita insieme rappresentano
sempre un traguardo importante; cinquant’anni di amore e condivisione di un’intera vita. Tre
figli, Gianfranco, Mariangela e Stefano, 5 nipoti e l’amicizia di tutti, specialmente gli abitanti
della frazione guidizzolese di Rebecco dove
i coniugi Lino Lombardi e Vanda Rivera han-
no sempre vissuto partecipando alle iniziative
ed ai momenti di una comunità molto unita. A
loro, sposatisi nella parrocchiale di Guidizzolo
il 9 maggio 1959, officiante l’allora parroco don
Gino Sarti, sono arrivati gli auguri dei loro cari
e dell’intera frazione.
Trofeo nazionale di body building
Matteo Buccella, trentaduenne mantovano di
Guidizzolo, nel novembre scorso ha vinto a Modena nella ‘Categoria uomini + 178 –B.B. Evolution’ il primo premio nella 16^ edizione del Gran
Prix ‘Due Torri’, gara
nazionale di body
building-fitness. Alla
manifestazione hanno preso parte 131
atleti, di cui 26 stranieri, alla presenza
di un folto pubblico:
oltre 2.500 persone
convenute al Palapanini della città emiliana. Il Bodybuilding,
come è noto e come
dice la traduzione
ADOLFO NEGRI
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cronaca
stessa del termine, è di per sé la ‘costruzione
del corpo’. Ottenuta, senza sotterfugi che nulla hanno a che vedere con lo sport in questa
come in altre discipline, attraverso unicamente un grande allenamento. Non solo ‘esterno’,
dicono gli esperti, ma anche ‘interno’ come un
miglioramento dell’attività cardio- respiratoria,
il recupero di traumi, ecc. E quando si cerca
di costruire qualcosa, come la scolpitura della propria massa muscolare, lo si fa e lo deve
fare sulla base di precise regoli e progetti. Soprattutto con grande e costante allenamento,
lo stesso a cui si dedica quotidianamente Matteo Buccella nella propria palestra Evolution di
Castel Goffredo. Perché nessun successo si
improvvisa.
36ª camminata della salute
La recente fortunatissima trentaseiesima edizione della ‘Camminata della Salute’ ha fatto
registrare uno straordinario successo di partecipazione che non ha comunque colto di
sorpresa il comitato organizzatore: Pro Loco
e Comune, col patrocinio di Provincia e Regione, Colline Moreniche e Strada dei Vini e dei
Sapori del Garda; artigiani, commercianti e industriali del territorio che hanno garantito un
ricco monte premi; molte associazioni guidizzolesi. Sicuramente azzeccata anche la sede
di partenza ed arrivo localizzata presso l’accogliente centro sportivo comunale dotato di tutti
i servizi necessari. Poco meno di 900 i partecipanti, in rappresentanza di una quarantina di
gruppi podistici, che si sono ‘goduti’, questa la
loro testimonianza, un bellissimo percorso che
ha portato tutti, specialmente chi ha utilizzato
il più lungo, ad ammirare le Colline Moreniche.
Per la prima volta era stato stato predisposto
anche un percorso per i diversamente abili,
“Un’iniziativa, ha poi detto la coordinatrice del
CDD di Rebecco Cristina Butti, che va sicuramente coltivata quale ulteriore possibilità per
offrire a tutti momenti importanti come questo’.
A fare gli onori di casa ed a lanciare la gara
il sindaco Graziano Pelizzaro, l’assessore allo
sport Cesare Maccari e l’assessore all’ambiente Giacomino Milani, quest’ultimo in veste
anche di partecipante. Tutte le classifiche, con
foto e commenti della giornata, sono reperibili
al sito internet: www.diecimigliadelgarda.net.
Lavanderia Self-Service
E’ partita da qualche settimana una nuova iniziativa di una giovane Guidizzolese, con l’apertura di un’attività del tutto nuova per il nostro
paese. Si tratta della lavanderia Self-Service a
gettoni di Deborah Piadena che ha aperto i battenti (e gli oblò) in Via San Cassiano.
Oggi con il variare delle abitudini, è cambiato
anche il modo di fare il bucato, la mancanza di
tempo ci spinge alla ricerca di servizi pratici e
veloci, meglio se economici.
La lavanderia di Deborah risponde alle nuove
esigenze del consumatore, ai cambiamenti dei
modi di vita, all’evolversi di una società dinamica e multi-etnica. Molti sono coloro che hanno riconosciuto alle lavanderie Self-Service
il vantaggio di poter lavare coperte, trapunte,
piumoni, tappeti, sfruttando lavatrici professionali, che in poco tempo permettono di portare a
casa capi puliti e asciutti.
La lavanderia aperta dalle ore 7.00 alle ore 22.00
Attrezzature per solarium
e centri estetici
www.tecnosun.com
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23
cronaca
è attrezzata con riviste, televisore, distributori
automatici di bevande e snack, giochi per bambini in modo che mentre i nostri capi si lavano e
si asciugano l’attesa non sia troppo noiosa.
Mantovadanza2009
Lo scorso 25 aprile, a Mantova, si è svolta
una divertente e colorata manifestazione:
“Mantovadanza2009”.
Una decina fra le scuole di Mantova e provincia hanno sfilato e danzato lungo le vie
del centro storico, rappresentando le più
svariate discipline: dal country allo stile me-
ha indossato la colorata maglia nero-azzurra e tra la meraviglia dei clienti ha sfornato
e servito pizze per una intera giornata.
Difficile è stato accettare il verdetto del
campo, ma più difficile passare per un interista. I più maliziosi hanno pensato... cambiare bandiera e proprio facile.
Una meritata vacanza
tropolitano, passando per la danza celtica.
Tra queste, anche le allieve di Claudia Dal
Prato, brillante insegnante di danza orientale che tiene corsi sia a Guidizzolo che a
Castiglione delle Stiviere, hanno partecipato al festival, distinguendosi per l’eleganza,
la grazia e la sontuosità dei loro preziosi e
variopinti abiti da scena.
Certamente, per il nostro paese ciò ha rappresentato un ennesimo motivo di vanto.
E proprio a Guidizzolo, in occasione della
prossima fiera di luglio, in data 17, di nuovo tutte le allieve si esibiranno in un saggio
per allietare chi desideri assaporare un po’
di oriente.
Simpatica scommessa
24
Quando, a metà campionato, il vincitore era
ancora in discussione, l’Inter in crisi di gioco e la Juve in ripresa due amici hanno fatto
una simpatica scommessa. I due amici sono:
Domenico di Miss Pizza (Juve) e Luca (Inter)
parrucchiere (Il Pettine), due tifosi DOC delle rispettive squadre.
Se vince l’Inter Domenico e il fratello Pietro
avrebbero dovuto fare una giornata, in pizzeria, con la maglia dell’Inter, se l’Inter perdeva toccava a Luca indossare la maglia della
Juve. Tutti sanno com’è finita e Domenico, a
malincuore, per onorare la sua scommessa,
Dopo anni di sacrifici per le “disavventure” (distrutto da un incendio, alcuni anni fa)
subite con il negozio di biciclette, i coniugi
Sergio e Nadia (il Velocipede Sportivo), decidono di concedersi una meritata vacanza.
La raccontano per i nostri lettori.
“Dino Porrini, guidizzolese, ex professionista ciclismo, ci invita a partecipare ad un
tour in bici organizzato in Brasile (dove lui
passa alcuni mesi invernali). Non ci pensiamo due volte, è una bellissima occasione
per una vacanza diversa dalle solite.
Destinazione Maceio in Brasile. Qualche
giorno per acclimatarci (38-40 gradi senza
umidità) e poi la Domenica partenza in bicicletta con destinazione Salvador de Bahia.
Il gruppo è formato da 6 persone che pedalano: Sergio Revenoldi, Nadia Cirani, Dino
Porrini, Mirco Bernardi (ex dilettante amico
di Dino, ha partecipato con lui alle olimpiadi
1977 in Venezuela), Gianni Righetto nativo di
Brescia (vicino di casa nel residence Brasiliano) che ha festeggiato durante il viaggio
i suoi 77 anni e Milton Omena Farias Neto
cronaca
anni 15 (conosciuto sempre da Dino in Brasile). Il nonno di quest’ultimo ragazzo ci segue
in moto, è lui che conosce il tragitto di ben
760 Km da percorrere in 5 giorni. Viaggiamo per strade secondarie ammirando distese immense di canna da zucchero, banane,
ananas, piantagioni di eucalipto, paesaggi di
mare spettacolari, sostiamo nei loro paesini
e troviamo nella gente del posto tanta ospitalità e curiosità dato che non è molto comune vedere ciclisti in bici da corsa, la bici per
loro è un mezzo di trasporto. Non abbiamo
mai la sensazione di pericolo perché sempre
scortati dal Sig. Newton (ex capo della Polizia dello staso di Alagoas) che conosce bene
dove si può sostare e dove invece è meglio
non inoltrarsi (favelas).
La sera ci ritroviamo con il resto della comitiva (mogli degli altri ciclisti e alcuni amici di
Dino) che ci seguono con un pulmino, che ci
riporterà poi a “casa” per il ritorno. Passiamo
ben tre stati del Brasile, Alagoas, Sergipe e
Bahia. La cosa fa notizia e per questo veniamo intervistati dalla Tv locale che farà poi un
reportage e finiamo inoltre su uno dei giornali più conosciuti di Maceio,città di partenza
del nostro tour. Dopo la settimana trascorsa
in bici, ci godiamo la seconda settimana di
puro relax, sole e mare.
TRATTORIA BIRBESI
E’ il regno dei tortelli di zucca. In carta anche i gustosi capunsei, agnoli in brodo, pasta e
dolci (anche la sbrisolona) fatti in casa.
Tortelli di zucca, capunsei, sorbir d’agnoli (chi vuole può
sempre aggiungerci il lambrusco dei colli e farlo diventare
(bevr’n vin), i salumi locali e la sbrisolona finale. Tutti
piatti della più stretta e appetitosa cucina mantovana. Li
abbiamo provati con grande soddisfazione alla trattoria
Birbesi. Locale a conduzione famigliare, accogliente, curato ed elegante, offre un menù di cucina tipica mantovana.
Straordinari tortelli di zucca; che riempiono di sapore il
palato. I primi piatti sono il pezzo forte della casa. Oltre ai
tortelli, altrettanto buoni e fatti bene, ecco i capunsei, gli
squisiti gnoccbetti di pane dell’Alto Mantovano: un piatto
nato povero, ma adesso molto ricercato, per la sua semplicissima bontà.
La trattoria Birbesi ha un’ ottantina di coperti ed è gestita
da Fausto e Loredana Cenzon, il primo in sala ad accogliere cortesemente i clienti, la seconda ai fornelli dove l’aiuta
la sorella Bertilla. Pasta e dolci sono rigogorosamente fatti
in casa.
Oltre ai primi piatti, ai salumi e ad altre specialità mantovane, si possono assaggiare carni alle braci cotte nel camino e piatti di pesce di lago legati alle origini benacensi di
Loredana. C’è anche un “angolo” giochi per i bambini. Il
servizio è gentile e il conto sui 23 euro, bevande escluse.
Info: 0376 849732
GV
Nel periodo estivo si può mangiare nel giardino all’aperto
25
Torta sbrisolona
a cura di Donatella Lusenti
Ricetta per 4 persone
Ingredienti
120 gr di zucchero
120 gr di burro
120 gr farina bianca
120 gr farina gialla fioretto
120 gr di mandorle
1 uovo
La buccia grat. di 1 limone
Un pizzico di sale
Mezzo bicchierino di grappa o di liquore
aromatico per dolci
Preparazione
Mettere su una spianatoia da cucina le farine e
lo zucchero dando la forma di fontana, nel centro metteremo il burro ammorbidito, l’uovo, le
mandorle tritate (non troppo finemente), il sale,
la buccia del limone, il liquore. Impastare amalgamando tutti gli ingredienti ottenendo però
non un composto compatto ma farinoso che
distenderemo a pioggia in una teglia imburrata
o con carta da forno. Prima di infornare cospargere la superficie con poco zucchero semolato
e cuocere a 160° per 45 minuti.
Vini consigliati
Malvasia amabile (Bianco Emilia Romagna)
Albana di Romagna
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Games area
a cura di Davide Truzzi
I lettori possono suggerire argomenti che siano di interesse generale
La grandi uscite estive
Per questo numero, ripropongo una mia passata iniziativa, di stilare una pratica ed utile lista così
da poter sempre tenere sott’occhio le uscite dei propri videogames preferiti.
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Dinasty Warriors VI, 01/06/09, XBOX 360 – PS3
The Sims 3, 05/06/09, PC.
Rock Band Unplugged, 09/06/09, PSP.
Prototype, 12/06/09, XBOX 360 – PS3 – PC.
Ghostbusters, 19/06/09, XBOX 360 – PS3 – Wii – NDS.
Guitar Hero: Greatest Hits, 19/06/09, XBOX 360 – PS3 – Wii.
Grand Slam Tennis, 26/06/09, Wii.
Overlord 2, 26/06/09, XBOX 360 – PS3 – Pc.
Red Faction Guerrilla, 26/06/09, XBOX 360 – PS3 – PC.
The Conduit, 26/06/09, Wii.
Fight Night Round 4, 03/07/09, XBOX 360 – PS3.
Call Of Juarez: Bound in Blood, 03/07/09, XBOX 360 – PS3 – PC.
Harry Potter: Il Principe Mezzosangue, 17/07/09, TUTTE LE CONSOLE.
Armored Core 3, 30/07/09, PSP
Magna Carta 2, 06/08/09, XBOX 360
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Psicologia
a cura della Dott.ssa Giulia Stuani
I lettori possono esporre problemi o situazioni che siano di interesse generale
Ho tutto ma non ho niente
Questo mese mi piacerebbe fare una piccola
riflessione. Nelle ultime settimane mi è capitato sempre più spesso di sentire parlare alcuni
miei pazienti in termini piuttosto diffusi; spesso
li ho sentiti dire “ho tutto, nella mia vita tutto va
benissimo, ma nulla mi rende felice”.
Se un nostro amico ci dicesse qualcosa di simile, probabilmente la nostra reazione sarebbe
quella di sorridergli (nel più cordiale dei comportamenti) e di fargli presenti situazioni ben
più tragiche delle sue…”che quelli sì che si
possono lamentare”; ma io credo che questo
sarebbe il più gentile dei modi per non accogliere quanto il nostro amico ci sta dicendo: in
sostanza, staremmo sminuendo ciò che lui ci
dice, dandogli poca rilevanza, ed otterremmo
solo che lui si senta poco capito.
Tuttavia, il nostro comportamento non è del tutto condannabile; a noi è arrivato un messaggio
contrastante: da un lato, ci sentiamo dire che il
nostro amico sa di non potersi lamentare perché tutto gli sta andando benissimo, ma dall’altro, lo sentiamo lamentarsi. Di fronte a questa
apparente contraddizione, la nostra reazione è
del tutto comprensibile.
Però credo si debba fare una considerazione:
forse ci dovremmo chiedere cosa rappresentino per il nostro amico “il tutto” ed “il nulla” di
cui lui parla. Nella frase che lui ci ha riportato
esistono due livelli, per così dire: un primo livello parla di “cose materiali che una persona ha
o ha ottenuto”, mentre un secondo livello esprime l’esistenza della felicità, o, in questo caso,
la sua non-esistenza. In sostanza, potremmo
pensare che il nostro amico ci stia dicendo che
possiede tutto ciò che normalmente rende un
uomo felice, ma che in questo momento lui non
si sente felice; credo che la differenza stia proprio in quel “normalmente”.
Ciò che intendo dire è che non è possibile stabilire a priori quali siano le cose o i fatti che
renderanno senza ombra di dubbio felici tutti
gli uomini del mondo, poiché tutti noi, per simili
che siamo, almeno in parte siamo diversi; ciò
nonostante, questo è ciò che avviene nel senso
comune: siamo abituati a pensare che le persone per essere felici debbano avere determinati
requisiti, ad esempio una casa di proprietà, una
famiglia felice, la salute, ecc… Ma questo è
inapplicabile, quando si parla del singolo individuo.
Chi ci potrebbe contraddire se noi fossimo un
giovane malato terminale, oggi felice perché il
dolore era più tenue degli altri giorni?
Chi potrebbe dirci che non siamo felici se, pur
non avendo un lavoro ed una casa, contemplando un tramonto ci commuovessimo?
Questi due banali esempi non vogliono fare altro che spiegare che siamo noi stessi a decidere che cosa sia ciò che ci può rendere felici
e quando ci ritroviamo a dire “ho tutto, ma non
sono felice” è perché quel tutto, che secondo
gli altri, mi può rendere felice, in realtà, non è
ciò che mi regala felicità.
Ciò che quindi dovremmo tenere presente è
che ognuno di noi sceglie la propria felicità, in
modo più o meno condivisibile da tutti gli altri,
ma in modo comunque parimenti dignitoso.
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- Ciao!
- Ciao, allora hai smaltito la sbornia della campagna
elettorale?
- Mah, in Italia siamo sempre in campagna elettorale…
- Qualcosa però ti sarà rimasto…
- Si, tanti dubbi…
- Secondo te quanti dovrebbero essere i parlamentari?
- Non so… certo che mille sono tanti, ma molto dipende
anche da cosa fanno…
- Certo, non si può pensare che se anche eliminiamo
metà dei parlamentari, poi abbiamo risolto tutti i nostri
problemi…
- Ci vuole ben altro….
- Però potrebbe essere l’inizio!
- Mi chiedo perché nessuno si scandalizza se un calciatore o un allenatore di calcio o un presentatore o un
attore prendono milioni e milioni di euro…
- Dici che il nostro Paese sta vivendo al di sopra delle
sue possibilità?
- Mah, gli italiani sono capaci di tutto.
- Già, anche di comprare la Chrysler, la Opel…
- Beh, tu non hai comprato la Mercedes?
- Ma va… parlo della Fiat che ha comperato l’industria
americana…
- E con cosa l’ha pagata?
- Non so, magari esporteranno la rottamazione in America…
- E Obama cosa ha detto?
- Ha detto che la cinquecento sarà il nuovo sogno americano…
- E l’Ape Piaggio no?
- Se è per questo, sai quante cose potremmo mandargli…
- Il chinotto al posto della coca cola…
- La polpetta al posto dell’hamburgher…
- La salamella per l’hot-dog…
- Però non so sai, non so se sarebbero tanto contenti gli
americani…
- Sarebbe come dire che è vero che l’America è qui?
- Magari, se fossimo un po’ meno autolesionisti, sempre
dietro a piangerci addosso, potremmo scoprire che non
abbiamo tutto da invidiare agli altri.
- Come per esempio con il terremoto in Abruzzo: non
abbiamo avuto bisogno di nessuno. La nostra protezione civile non ha niente da invidiare agli altri, anzi…
- A proposito, è vero che il Comune ha versato ai terremotati i soldi del tornado?
- Ma chè… sai il fondo di solidarietà aperto dopo il tornado? Quello che era rimasto lo hanno destinato alla
nostra protezione civile, per il servizio in Abruzzo…
- Ma quant’era?
- Qualche centinaio di euro..
- Più che altro un gesto simbolico…
- Si, e poi i soldi del tornado sono già stati distribuiti
quasi tutti…
- Qualcuno però non è rimasto molto contento!
- Eh, le spese fatte in nero, caro mio… mica possono
rimborsartele!
- Beh, è comprensibile, se non puoi dimostrarle, le spese, non esitono…
- Carta canta…!
- E chi si è fatto le riparazioni da sé?
- Come fai a quantificare il costo?
- Già... c’è sempre una ragione…
- A proposito, secondo te, c’è una ragione per…
- Per cosa?
- Ti ricordi quando il governo italiano ha assegnato un
prestito-ponte all’Alitalia di trecento milioni di euro?
Quanti sono stati quelli che hanno accusato l’Italia di
aver violato le regole europee, anche qui da noi?
- E allora?
- Mi chiedo perché se invece è il governo tedesco ad
assegnare un prestito-ponte alla Opel di un miliardo e
mezzo di euro, cinque volte di più, nessuno dice niente…!?!
- Cosa vuoi, noi non siamo tedeschi…
- Mi sa che non siamo neanche tanto europei…
- Mah…
- Te salude!
29
cinema
arte &
dintorni
Luca Piazza
Qualcuno volò sul nido del cuculo
Il titolo originale del film riprende letteralmente il
verso di una filastrocca: “One flew east, one flew
west, one flew over the cuckoo’s nest” (“Uno
volò ad est, uno volò ad ovest, uno volò sul nido
del cuculo”), dove “cuckoo” significa “cuculo”
ma anche, in senso traslato, “pazzo”. Il cuculo non
costruisce un proprio nido
ed è solito deporre le uova
in quelli altrui. I piccoli
di cuculo, una volta nati,
spingono fuori dal nido i
piccoli degli altri uccelli, i
legittimi proprietari, e vengono nutriti al loro posto.
Per metafora, il nido è il
manicomio e il cuculo è lo
Stato che, con i suoi metodi disumani, si insinua
nelle menti dei pazienti
eliminando ogni potenzialità. Quel “qualcuno” del
titolo è Rande P. McMurphy (Jack Nicholson), un
pregiudicato rinchiuso a
causa del suo carattere rissoso e stravagante.
Il direttore della clinica spiega così il motivo del
suo ricovero coatto: ”Lei dovrà passare un periodo qui per essere vagliato”. E’ agghiacciante
il solo pensare di poter vagliare un essere umano. E invece in passato si poteva tranquillamente
prelevare una persona, allontanarla dalla società
e renderla docile imbottendola di farmaci.
Rivedendo questo film ho pensato subito, per
contrasto, ad una realtà che ho imparato a conoscere molto bene: quella degli Hospice. Gli
Hospice sono strutture che ospitano, tra gli altri,
malati di cancro terminali. Per loro l’unico trattamento riservato è la terapia del dolore. Sono luoghi dove una persona viene accompagnata verso
la morte o verso un’altra vita, se preferite. Luoghi
di sofferenza ma anche di bellezza perché lì le
persone muoiono dignitosamente. Tutto si compie in un clima irreale
dove i malati non sanno o non sanno fino
in fondo. Oppure percepiscono e fanno
finta di non sapere.
Quotidianamente si
possono vedere gesti di amore smisurato: quello
dei parenti che vegliano i loro cari giorno e notte.
Hanno il cuore dilaniato ma si impongono di sorridere. E così mandano avanti con molta dignità
la loro piccola recita, senza rivelare mai nulla.
La loro non è una bugia ma
un atto di profonda carità
verso un debole. Nessun
pugile colpirebbe mai il
suo avversario mentre è a
terra: sarebbe da vigliacchi! Alla fine di tutte quelle
sofferenze, la porta della
stanza inesorabilmente si
chiude, tra la sorpresa di
qualche ospite. Ma è inutile dir loro la verità, inutile
aggiungere sofferenza a
sofferenza. Chi trascorre
lì gli ultimi giorni ha diritto a non subire più traumi
o sussulti, quasi si stesse
preparando ad un’esistenza priva di dolore.
Una volta stavo osservando
il volto perso di Franco. Mi accorsi che, prolungando lo sguardo oltre la finestra, per un beffardo scherzo del destino, potevo scorgere un asilo.
Si! Un asilo con tanti bambini festanti. In un solo
quadro potevo ammirare la vita e la morte, l’inizio
e la fine, la felicità e la tristezza. Mi sono commosso fino alle lacrime.
Da queste prove si impara molto. Ho imparato
che il medico di famiglia non è tenuto a fare una
visita ad un suo paziente agonizzante ma può
tranquillamente presentarsi al funerale, per porgere le sue più sentite condoglianze. Ho imparato
che il prete, con tutti i parrocchiani che muoiono,
può anche esimersi dal consolare i congiunti. Ho
imparato che per comunicare la diagnosi di metastasi, ai familiari dell’ammalato, basta una sala
d’attesa magari non troppo affollata.
Ora anche la tua piccola porta si è chiusa, Franco. Quelle poche persone conosciute dentro l’Hospice, durante la tua breve permanenza, pensano
che tu stia bene e che tu sia finalmente tornato a
casa. E in effetti questa è la verità. E lo pensano
anche i tuoi cari. E lo vedrai anche tu, una volta
giunto a destinazione…
Addio, Franco.
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30
Uno dei personaggi che ha sempre stuzzicato la fantasia dei lettori dei Promessi Sposi è
la Monaca di Monza, Gertrude, la “Signora”
tanto austera quanto affascinante.
Manzoni, grande conoscitore dell’animo
umano, sa bene che la nostra immaginazione cresce fervidamente non tanto per quanto si dice, ma per ciò che si tace. Ed ecco
allora che la ricchezza psicologica di un
personaggio come Gertrude viene costruita
a partire da poche parole, apparentemente
reticenti, ma in realtà altamente eloquenti:
«La sventurata rispose». Dopo aver narrato
la vicenda della monacazione forzata, a partire dalla sua infanzia fino alla sua entrata
in convento, l’autore giunge alla presentazione di Egidio, uno «scellerato di professione», l’uomo con il quale la monaca intesse la
relazione sacrilega. Manzoni non esplicita i
fatti, lascia semplicemente intuire: «Costui
[…] un giorno osò rivolgerle il discorso. La
sventurata rispose».
E quando la vicenda sfocia nel delitto, quando cioè una consorella che aveva scoperto
la tresca viene eliminata dai due amanti, ancora Manzoni dice e non dice: la consorella
era sparita e non era più stata ritrovata…
«forse se ne sarebbe potuto sapere di più,
se, in vece di cercar lontano, si fosse scavato vicino». Reticenze, parole velate, che
sollecitano il nostro immaginario.
Ma l’aspetto più interessante relativo a
questa figura è la descrizione del dramma
della coscienza, dello scontro drammatico
tra il volere e il non volere. Gertrude è un
personaggio inquieto, pieno di contrasti, lei
che «è una monaca, ma non è una monaca
come l’altre». Anche dalla descrizione fisica riusciamo a cogliere i contrasti fisici che
vengono traslati poi sul piano psicologico
ed etico: il suo aspetto era «di bellezza, ma
d’una bellezza sbattuta, sfiorita e, direi quasi, scomposta»; il velo nero contrasta con la
«bianchissima benda di lino» e con la fronte
«di non inferiore bianchezza»; le gote hanno
«un contorno delicato e grazioso, ma alterato e reso mancante da una lenta estenuazione»; le labbra, che erano «tinte d’un roseo
sbiadito, pure spiccavano in quel pallore» ed
infine, a completare la descrizione, un dettaglio da non sottovalutare: il velo le copre
il capo ma «usciva sur una tempia una ciocchettina di neri capelli». Questa descrizione
avversativa, costellata da molti ma, anticipa
le contraddizioni del personaggio stesso. E
la più grande di queste contraddizioni è il
ruolo di Gertrude tra vittima e colpevole.
Certo Gertrude è vittima, se si pensa a quante pressioni ha subito da parte del padre, il
quale ha quasi violentato la sua infanzia, imponendo su di lei il destino di una monacazione forzata, inculcata, dandole come primi
balocchi bambole vestite da monaca e santini di suore.
Tuttavia, pare chiedersi l’autore, da una monacazione forzata, doveva necessariamente
venire tutto il male che ne è venuto (la relazione sacrilega e l’omicidio della consorella in primis)? Sicuramente no! Manzoni, in
questi capitoli, va oltre il semplice racconto
della vicenda avventurosa. Egli afferma qui
il non determinismo delle scelte umane: ogni
uomo, cioè, è responsabile delle proprie
scelte, indipendentemente dalle circostanze.
Dunque Gertrude inizialmente è vittima, ma
ben presto diventa carnefice. Vittima nel
momento in cui subisce una limitazione alla
propria libertà da parte del padre; ma non
per questo avrebbe poi dovuto assecondare
la via della passione, che l’avrebbero portata a diventare, a sua volta, colpevole.
La storia della Monaca di Monza mette in
scena il dramma della volontà, il dramma
dell’abdicazione alla propria responsabilità,
perché il suo comportamento non deriva deterministicamente dalla sua monacazione, ci
dice Manzoni, ma dalla propria scelta di vivere male la monacazione. La differenza c’è.
Quasi a dire che il male non sta necessariamente nella società, ma nella libera scelta
dell’uomo di aderire ai princìpi erronei della
società.
Manzoni non merita di finire sul ripiano più
scomodo della libreria se ancora sa provocare su queste tematiche.
arte &
dintorni
recensioni
La Monaca di Monza: «la sventurata
rispose» e scelse il suo destino
Francesca Pesci
31
recensione teatrale
arte &
dintorni
Mariavittoria Spina
Otello: la luce e lo specchio
“La gelosia (se mai sono gelosi)
ha tinte chiare, e tratto accomodante:
non è, come in Othello, un fosco diavolo
che soffoca le donne fra i piumini.”
(G. G. Byron, Beppo, 1818)
Circa le opere di Shakespeare non si scriverà mai
abbastanza, ciascuna trabocca di riferimenti tali
che ogni emistichio varrebbe la compilazione di
un trattato.
Othello, ovviamente, non fa eccezione; ma l’Otello
diretto da Giancarlo Sepe lascia in ombra buona
parte della tragedia shakespeariana. Ne risulta
un dramma intimistico, nel quale Iago, scellerato
maestro d’astuzie, e gli affari della Serenissima
passano in secondo piano. Questo Otello, consunto tanto nelle idee quanto nel costume di scena,
un intenso Andrea Giordana, è il protagonista
assoluto del dramma. Uno spettrale e autoritario
capitano in perenne lotta contro i propri demoni interiori, un Achab antesignano. Tant’è che lo
spazio in cui si muove, l’inquietante scenografia
di Almodovar, potente nella sua essenzialità, ricorda gli abissi marini ed i meandri oscuri della
mente, entrambi abitati da mostri imperscrutabili. Lo spettacolo inscena l’agonia di un gigante
spiaggiato; Otello soccombe nella sfida contro sé
stesso quando la sua smania di distruzione ha la
meglio sulla ragione, persino sulla compassione.
In questo Iago, un superbo Marcello Prayer dal
sorriso ammaliante, sembra aver gioco sin troppo
facile. Il meschino consigliere, incallito demonio
in doppio petto, seduce con prontezza diabolica
le ossessioni di un tiranno esasperato da se stesso. La tragedia, aprendosi su uno scorcio della
fine, ha tutto il sapore amaro di un dramma preannunciato. Questo Otello, sin troppo eroico nel
perpetrare la sua stessa rovina, questo capitano
sconvolto, deciso ad affondare con la sua nave,
passeggeri compresi, appare pericolosamente
simpatico, umano, più che umano nel dubitare
della rettitudine di una Desdemona tanto acerba, praticamente isterica, che gli sbatte in faccia
la propria innocenza quasi fosse un capriccio di
gioventù. Nel quadro mentale alterato del moro,
infatti, Desdemona è il maggiore dei demoni che
vestono la minaccia dell’inaffidabilità. Le parole
della giovane ignara graffiano il cuore avvizzito
del generale, non che la dizione di Ivana Lotito
non riesca a ferire anche l’udito dello spettatore
sensibile. Invero questa Desdemona bambina dà
il meglio di sé in posa statica, laddove è doveroso l’ossequio alla vera protagonista della rappresentazione: la luce. Luce che cala dall’alto mentre
l’innocente è gettata a terra, in un angolo del palco, il capo chino, il volto in ombra, eppure sfavilla
il candore che sembra emanare dalla sua stessa
persona: in questa scena Desdemona è come una
stella cadente, la cui bianca luce viene fagocitata
dall’oblio. Luce siderea, che infine si ferma sulla
deliziosa scarpetta della vittima ormai soffocata
dal disamore. La luce e l’assenza di luce, che tutto
inghiotte in un gorgo disperato, creano contrasti
caravaggeschi sul piccolo grande palcoscenico
del nostro teatro. Qui i sei attori complementari
ai protagonisti si inseriscono con grande effetto,
creando un gruppo di fondo impressionante nella
sua staticità: magnifici interpreti silenziosi di quei
cortigiani senz’anima che assistono imperturbabili al consumarsi della tragedia, e parimenti manifestazione di innominati spettri interiori. Le chiome
dorate di Valentina Valsania e di Barbara Giordano potrebbero ispirare un’opera preraffaellita. La
prima tra queste due brave attrici si rivela un’ Emilia stoica nel difendere le virtù della protagonista,
mentre Bianca interpretata dalla Giordano cattura
luce e sguardi già con la sola presenza. Adeguati
alla suggestiva rappresentazione anche Michele
Mietto e Pino Tuffillaro, rispettivamente Lodovico
e Roderigo, laddove l’interpretazione del secondo
è quasi commovente nella sua melodrammatica
espressività.
Memorabile l’immagine finale di una Desdemona
il cui cadavere di bianco vestito si riverbera nel
riflesso di uno specchio. Anche lo specchio, insieme alla luce, è un elemento essenziale in questo
spettacolo: lo specchio dell’animo, oscuro, insostenibile, e quello di un’apparenza abbagliante
o travisata. Desdemona, sfortunata non solo nel
nome, muore perché la sua apparenza è tanto innocente da sembrare inverosimile, mentre Otello
soccombe a sé stesso, incapace di specchiarsi
negli occhi dell’amore.
Tale è, almeno in breve, una possibile interpretazione di questa riuscita rappresentazione contemporanea del grande dramma shakespeariano.
Mariavittoria Spina
Dott. In Lingue e Letterature straniere
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Elio Terreni
Il tempo passa e i ricordi si assottigliano per
fare spazio ad altri ricordi, poi sbiadiscono e
lentamente sfumano nell’oblio; ma non tutti.
Ho sempre pensato che la formazione culturale e personale di un individuo dipenda
in larga misura dall’esperienza a contatto
con altri modelli di vita e di pensiero, i quali
inevitabilmente lasciano una traccia di sé
nelle persone che hanno saputo incontrare.
Per questo l’insegnante dovrebbe essere
docente nel senso letterale del termine, nel
senso di guida e di maestro. Reputo un buon
docente colui che attraverso la sua materia
riesce ad insegnare qualcosa della vita. Al
contrario, chi ritiene la propria disciplina
l’unica ed esclusiva fonte di conoscenza
erra nelle strade della superbia e rischia di
perdere il contatto con la realtà, necessario a rendere ogni materia attuale oltre che
interessante. Certo, esistono buoni e cattivi
maestri, ottime o pessime guide, ma poiché
in genere si è portati a guardare al passato
con più magnanimità rispetto al presente io
ricordo solo i migliori modelli etici e filosofici che nel corso della mia carriera scolastica ho avuto la fortuna di incontrare.
Durante il triennio conclusivo delle scuole
medie superiori Elio Terreni è stato per me
un ottimo docente. Ricordo le sue lezioni,
per la verità non molto del contenuto poiché
i miei interessi si sono progressivamente
sempre più allontanati dall’ambito scientifico o economico, ma a differenza delle cifre
esatte di formule e grafici, lo stile d’insegnamento del Professore ha lasciato un segno
preciso nella mia memoria. Credo che il metodo ed un’acuta consapevolezza del rapporto della propria disciplina con il resto del
mondo siano fondamentali per un buon insegnante. Il Professor Terreni utilizza un metodo d’insegnamento efficace nell’incoraggiare più che imporre l’interesse per la sua
disciplina e per la conoscenza in generale.
Quando gli chiesi quale fosse il legame tra
la sua materia e l’arte, mi rispose citando la
frase di un famoso matematico tedesco che
ricordava come anche il matematico debba
a suo modo essere un poeta, così come ogni
vero artista. Il poeta è conoscitore e scopritore dei nessi profondi tra le cose, colui
che sapientemente mostra e nasconde, e
che sa avvicinare al sapere tramite la forza
dell’immediatezza. Allo stesso modo, il legame tra i numeri alla base del mondo e l’arte
che esprime il mondo risulta così evidente
nei colori e nelle forme delle opere pittoriche di Elio Terreni da lasciare ben poco ad
una semplice definizione verbale. Tuttavia,
ritengo che una dote più di ogni altra accomuni l’artista al matematico, ed è la stessa
che, a mio parere, fa del Professor Terreni
un ottimo docente: l’intuito. Osservare la
complessità della vita, catturarla attraverso
forme e colori, necessita di grande intuizione, la stessa che rende possibile vedere oltre l’apparenza e scegliere il giusto metodo
di comunicazione a seconda del contesto
specifico e dell’interlocutore. Proprio questo ho visto fare in tutte le lezioni del nostro
Professore: insegnare allo studente e parlare alla persona. Non è cosa da poco. Ho
sempre apprezzato la sua capacità di rivolgersi ad ogni allievo nella sua individualità
presente, consapevole del risultato ottimale
che questi poteva ottenere, e di come farlo
accostare alla materia senza pressioni, per
raggiungere un buon risultato con naturalezza. Competenza, pazienza, perspicacia, sono
queste le doti che colpiscono di un docente,
il Professor Terreni le dimostra tutte, anche
se con le varianti che riflettono l’incostante
altalenarsi della vita.
Nei miei ricordi Elio Terreni non è un insegnante perfetto, bensì un insegnante reale
e presente, radicato nella vita e
nel suo mondo, che pertanto ha
lasciato un ricordo altrettanto
vivido e personale. Durante le
sue lezioni penso non ci sia mai
stato completo silenzio: una sorta di pacato mormorio accompagnava esercizi e spiegazioni,
pacifico fermento creativo di
menti in movimento. Oggi, in un
sistema scolastico sempre più di
stampo aziendale e impersonale,
non sono certa che sarebbe possibile ottenere gli stessi buoni
risultati attraverso le medesime
condizioni distensive; ma forse
il nostro Professore, così come
sulle sue tele bilancia il confronto tra astratto e reale, ancora riesce a mantenere le sue lezioni
in sapiente equilibrio sul sottile
filo delle parole costruttive, ben
al di sopra del chiasso incivile.
Per quanto riguarda la mia esperienza alle
scuole superiori, Elio Terreni è stato un’ottima guida, maestro di vita oltre che docente
abile ed efficace, e penso che per i suoi studenti continui ad essere tale.
I ricordi sfumano lentamente, ma a me bastano due iniziali per evocare una sensazione precisa: E.T. come Elio Terreni, un extraterrestre giunto dal lato buono della luna per
distinguersi con metodo ed intuito dal piatto mondo degli insuperbiti erranti, ovvero
dall’oscura dimensione dei docenti alienati.
Mariavittoria Spina
Dottore in Lingue e Letterature Straniere
recensione
arte &
dintorni
33
la nostra storia
arte &
dintorni
Franco Mondadori
Ucciso da un lupo
L’ottobre scorso nel beneventano Mattia, un
bambino di 9 anni, venne ritrovato dissanguato e fortunatamente soccorso. Era stato
azzannato da un lupo, vicino a casa, a pochi
metri dall’azienda agricola del papà.
Nell’aprile di quest’anno in provincia di Macerata tre lupi, due femmine e un maschio,
sono stati trovati morti avvelenati.
Nel primo episodio la caccia al lupo, nel secondo la ricerca degli avvelenatori, poichè
in Italia il lupo è protetto dal 1977.
Ma nel secolo XVII i lupi imperversavano
anche nelle nostre campagne. Infausto
l’anno 1633. Il 12 gennaio, Gandini Carlo,
un ragazzo di 16 anni fu ucciso dai lupi. Il 3
giugno il dodicenne Ruffoni Giovanni. Il 14
agosto un bambino di 9 anni, Coffani Gianbattista. Forse quei ragazzi vagavano nei
campi
per gioco, per cercare frutta o a caccia di
nidi.
In dicembre venne sbranata da un lupo
Francesca ... di 58 anni. Era la vigilia dell’Immacolata, era andata nei campi a raccogliere legna.
Altre due disgrazie nel 1634, vittime dei lupi
il 20 agosto Ottavia ... di 19 anni, il 20 ottobre
ancora un bambino, Peroni Alessandro, di
9 anni.
Il “regio fisco” ad opera del Commissario gonzaghesco svolse ogni volta le pratiche di legge per
poi autorizzare il funerale.
Agenzia Ghedi
Tel. 030 9031225
Dal Lunedì al Venerdì 8,30 - 12,30 15,30 - 18,30
Sub Agenzia di Guidizzolo
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(ex Amico Giò)
Apertura: Lunedì e Mercoledì dalle 9,30 alle 12 - Tel. 0376 1818240
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Tel. 0376 819553 - Fax 0376 818358
Pensioni e dintorni...
A cura di Paolo Zani, responsabile Patronato INAS Milano
I lettori possono esporre problemi o situazioni che siano di interesse generale
Con questo numero inizia la collaborazione con il Paolo Zani, responsabile del Patronato
INAS, a lui possiamo rivolgerci per sentire pareri e avere consulenza nel delicato mondo
della previdenza e dell’assistenza sociale.
Invalidità civile
Prima di affrontare un tema così delicato e
complesso è opportuno considerare che la
nostra Carta Costituzionale, all’art. 38, prevede espressamente tutele e garantisce al
cittadino inabile al lavoro e
sprovvisto dei mezzi necessari per vivere il
diritto al mantenimento e all’assistenza sociale.
In tal modo si intende tutelare la dignità
umana nello spirito della solidarietà di tutti
i cittadini verso coloro che, per minorazioni congenite o acquisite, siano incapaci di
svolgere un lavoro proficuo.
Il sistema dell’assistenza sociale, che è a
carico dello Stato, delle Regioni, delle Province e dei Comuni, integra quello della
previdenza sociale che ha come presupposto una prestazione di lavoro, dipendente o
autonomo, ed è gestita da una molteplicità
di enti pubblici previdenziali, dei quali il più
importanti sono l’INPS per i lavoratori del
settore privato e l’INPDAP per quelli del settore pubblico.
Per quanto si riferisce, in particolare, all’assistenza sociale in favore dei minorati civili,
gli interventi consistono in provvidenze economiche, erogate in forma di pensioni, assegni o indennità, e in provvidenze non economiche, quali assunzioni agevolate presso
enti pubblici o privati, assistenza sanitaria,
agevolazioni per l’istruzione scolastica, addestramento e qualificazione professionale,
eliminazione delle barriere architettoniche.
Beneficiari di dette provvidenze sono gli invalidi civili, i ciechi civili e i sordomuti che si
trovino nelle condizioni previste da particolari norme di legge.
Si considerano, secondo la definizione data
dall’articolo 2 della Legge 118/1971, mutilati
ed invalidi civili i cittadini affetti da minorazioni congenite od acquisite, fisiche e/o
psichiche e sensoriali, che abbiano subito
una riduzione permanente della capacità lavorativa non inferiore a un terzo o, se minori,
che abbiano difficoltà persistenti a svolgere
i compiti e le funzioni proprie della loro età.
Le provvidenze cui hanno diritto dipendono
dal grado di invalidità e dalle condizioni di
bisogno economico stabilite per le singole
categorie.
I ciechi civili e i sordomuti, pur rientrando
nella categoria degli invalidi civili, sono distinti dagli altri invalidi sia per la particolarità delle loro minorazioni, sia per le particolari provvidenze per loro previste.
Fin qui siamo ancora nel campo dei buoni
propositi e delle pie intenzioni, perché il discorso cambia addentrandosi nelle pastoie
della burocrazia, nel momento in cui si inizia l’iter per il riconoscimento dello stato di
invalido civile.
La domanda, corredata da un certificato
medico e da altra documentazione, va inoltrata all’ASL competente per territorio di
residenza.
Viene fissata la data della visita presso la
Commissione per l’accertamento degli stati di invalidità civile e il richiedente all’atto
della visita potrà farsi assistere da un sanitario di fiducia (a sue spese!!).
Ma anche qui è opportuno fare una precisa-
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35
zione; più che di una visita medica classica
si tratta di un accertamento su documentazione medico-sanitaria attestante sia le
patologie che la loro gravità ed è per questo
che è opportuno esibire tutta la documentazione sanitaria recente cui si è in possesso.
E’ indispensabile, comunque, la presenza
di chi ha inoltrato la richiesta di invalidità
civile: non è prevista la possibilità di accertamento agli atti se non nel caso di decesso
intervenuto prima della visita: il cosiddetto
“accertamento post-mortem”.
Per chi fosse impossibilitato, per gravi motivi fisici (intrasportabilità) a recarsi nella
sede della Commissione, è prevista la modalità di visita domiciliare.
A seguito di questa “visita” la Commissione
redige un verbale che viene inviato ad una
Commissione di verifica presso l’INPS che
può esprimere il suo parere entro 60 giorni.
Trascorsi i 60 giorni il verbale viene recapitato con lettera raccomandata al richiedente.
E qui viene il bello! Infatti i verbali della
Commissione sono abbastanza criptici e di
non facile lettura.
Ma vediamo di esaminare caso per caso con
la tabella sottoriportata.
TABELLA RIASSUNTIVA GRADI DI INVALIDITA’ CIVILE - BENEFICI
aggiornata al 2009
Grado riconosciuto benefici
Fino al 33%
Nessuno
Dal 34% Ausili e protesi previsti dal nomenclatore nazionale.
La concessione di ausili e protesi è correlata alla diagnosi indicata nel verbale di riconoscimento di invalidità civile.
Dal 46% Iscrizione agli elenchi provinciali del lavoro e della massima occupazione per il collocamento obbligatorio; l’iscrizione deve essere richiesta dai lavoratori non occupati
(o part-time) allegando verbale di riconoscimento.
Dal 51%
Congedo per cure: può essere concesso, ogni anno, un congedo
straordinario per cure non superiore a trenta giorni, su richiesta dell’invalido e previa autorizzazione del medico competente ASL.
Dal 60% Iscrizione al fine dell’assunzione obbligatoria per lavoratori
collocati per vie ordinarie e successivamente riconosciuti invalidi non per cause di lavoro o di servizio; opportunità per gli invalidi la
voratori dipendenti che possono essere considerati tra i collocati obbligatoriamente.
Dal 67% benefici non economici
Fornitura gratuita di protesi, presidi, ausili, come previsto dal DM 27/08/99 n^ 322 in connessione alle infermità invalidanti.
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Grado riconosciuto benefici
Dal 67% Tessera di esenzione dal pagamento del ticket per le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale, di diagnostica strumentale
e di laboratorio.
Eventuali agevolazioni per tessere tranviarie.
Agevolazioni per graduatorie case popolari.
Agevolazioni canone telefonico in base ai redditi posseduti ( ISEE).
Dal 74%
Assegno mensile (255,13 E. per l’anno 2009) in presenza di redditi
personali inferiori a 4.382,43 E. purché inoccupati, occupati
saltuariamente , o presso cooperative sociali.
Dal 75%
Solo per i lavoratori dipendenti
Riconoscimento di un’anzianità figurativa pari a due mesi per ogni anno di lavoro svolto dopo il riconoscimento di questo grado di
invalidità nella misura massima di 60 mesi (il massimo accredita-
bile lo si raggiunge lavorando 30 anni nella condizione di invalido).
100%
Pensione di inabilità (255,13 E. per l’anno 2009) in presenza di
redditi personali inferiori a 14.886,28 E. .
100% con riconoscimento di
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A cura della Prof.ssa Fiorenza Travagliati
PREMIATO IN TORRITA DI SIENA
Presso il Teatro degli Oscuri in Torrita di Siena, con
una cerimonia molto partecipata, sono state premiate: Giliana Diaz Cano (3^ AM) e Serena Bulgarini (5^
AM), allieve del nostro Istituto, sez. Grafia e segnalata
Francesca Meneghetti,(3^C) Decorazione Pittorica...
Il concorso, aperto a tutti gli Istituti d’Arte e alle Accademie di Belle Arti del territorio nazionale, si é rivolto
a giovani incisori. Gli studenti si sono confrontati con
un tema importante: La vita e le opere dell’Apostolo
I fiori di Casali
San Paolo.
La Confraternita di S. Croce e della SS. Annunziata
di Torrita di Siena ha bandito un concorso per il Bimillenario della nascita di San Paolo ed una speciale
commissione composta da alte cariche della Chiesa,
dello Stato e della Cultura ha giudicato le opere tra le
centinaia pervenute.
L’Istituto d’Arte, ha partecipato con lavori eseguiti
da 17 studenti e le due allieve premiate delle classi
3^AM e 5^AM, hanno presentato due studi di alto li-
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Il premio in palio é di 600 euro a ciascuno dei
vincitori, unitamente ad una pubblicazione con
la vita e le opere di San Paolo, la descrizione
delle tecniche incisorie e le opere proposte.
Le varie fasi dello studio e della preparazione
delle opere sono state curate e seguite dalla
Prof.ssa Sira Castagna che da sempre é attenta
alla partecipazione a questi concorsi che tanto
valore e lustro danno all’insigne Istituto di guidizzolese.
La Prof.ssa Castagna ringrazia in particolar
modo l’Amministrazione Comunale di Torrita di
Siena, l’Assessore alla Cultura Prof. Giuliano
Censini e il Priore della Confraternita Avv. Paolo
Tiezzi Maestri, per la conoscenza e l’attenzione prestata a tutti gli Istituti d’Arte disseminati
nel territorio nazionale, che con la loro attività
divulgano le tecniche più antiche della nostra
cultura, ed auspica che questo patrimonio non
venga disperso.
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39
Notizie
dall’Amministrazione
A CURA DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI GUIDIZZOLO
Regolamentati i cannoni antigrandine
Dall’anno scorso si sono fatti conoscere da tutti i guidizzolesi. Sono i cannoni ad onde d’urto per la
difesa delle produzioni agricole dalla grandine, i cosiddetti “cannoni antigrandine”.
Sono quei dispositivi che sono stati installati da alcuni orticoltori, che tanto hanno fatto discutere,
sia sulla loro effettiva utilità che sul disagio che possono creare ai residenti.
Non sono una novità assoluta, dal momento che in varie zone d’Italia sono usati da anni, come
in Piemonte, in Veneto ed in Emilia Romagna, in zone dove la grandine può provocare forti danni,
come quelle viticole (Langhe – Monferrato, Prosecco) o frutticole (Emilia).
In alcune zone i Comuni stessi hanno partecipato a finanziare l’installazione di questi dispositivi
che, funzionando, proteggono l’intera zona dalla grandine.
Non vi è una normativa specifica sull’installazione e sull’uso di questi cannoni, né nazionale né
regionale, per cui ogni Comune ha cercato di regolamentare al meglio la materia. La stessa Agenzia Regionale Protezione Ambiente (A.R.P.A), interpellata dal Comune di Guidizzolo, suggeriva di
adottare un apposito regolamento, fornendo anche alcune indicazioni.
Il Comune di Guidizzolo ha pertanto prodotto ed approvato un regolamento, raccogliendo sia i
suggerimenti dell’ARPA che i principi comuni a tutti i regolamenti adottati dagli altri Comuni, cercando di conciliare, così, sia le esigenze di salvaguardare le produzioni agricole che le legittime
aspettative di tutela della tranquillità dei cittadini.
Il regolamento è stato approvato dal Consiglio Comunale dopo essere stato sottoposto all’esame
sia di tutti i gruppi consiliari che delle associazioni dei produttori agricoli.
Questo il testo del regolamento:
Art. 1
Oggetto del Regolamento
Il presente Regolamento disciplina il funzionamento dei dispositivi ad onde d’urto per la difesa antigrandine, di seguito denominati “cannoni antigrandine”.
L’utilizzo di questo tipo di sistemi antigrandine,
legato all’occasionalità dell’evento atmosferico
in questione, va annoverato tra le attività temporanee da regolamentare deve intendersi regolamentato in deroga ai limiti di legge specificati dal D.P.C.M. 14/11/1997 ed in riferimento alla
Legge Regionale Lombardia n. 13 del 10.8.2001.
, la quale, all’art. 8, fissa alcune regole generali
alle quali i Comuni devono attenersi nel caso di
rilascio delle autorizzazioni per lo svolgimento
delle attività temporanee di cui all’art. 6, comma 1, lett. h) della legge 447/1995.
Art. 2
Finalità
Il Regolamento di propone le seguenti finalità:
-
Salvaguardare i raccolti, gli impianti
produttivi agricoli e le attività economiche legate a questa realtà produttiva
-
Tutelare il patrimonio mobiliare ed immobiliare dei cittadini
-
Rendere compatibile l’impatto acustico
prodotto dai cannoni antigrandine nei confronti
dei residenti nelle zone ove sono collocati.
40
Art. 3
Installazione dei cannoni antigrandine
L’installazione dei cannoni antigrandine deve
essere subordinata al titolo abilitativo parere
rilasciato dall’Autorità Comunaledal Responsabile dello Sportello Unico Attività Produttive, su
esplicita richiesta avanzata da parte di privati
o consorzi.
L’area di posizionamento dei cannoni deve essere recintata e dotata di segnalazione.
I cannoni devono essere installati a distanza di
almeno 200 e maggiori di 200 metri dalle strade
comunali di intenso traffico, provinciali e statali, escluse quelle private, dalle abitazioni o da
altri recettori sensibili, fatta eccezione per le
residenze dei titolari o dei consorzi esercenti
l’impianto.
Art. 4
Funzionamento dei cannoni antigrandine
L’utilizzo dei cannoni deve avvenire solo allorquando le condizioni meteorologiche siano tali
da presupporre rischi fondati, rilevati da fonti
attendibili documentabili, di precipitazioni atmosferiche sotto forma di grandine, risultanti
da segnalazione di ente, agenzia, ecc. di previsione metereologica con cui l’agricoltore, singolo o associato, dovrà stipulare apposita convenzione. L’ente di previsione metereologica
dovrà trasmettere la comunicazione di rischio
grandine, oltre che all’agricoltore, anche al fax
(o e-mail) del Comune.
L’utilizzo dei cannoni antigrandine potrà avvenire in un periodo compreso tra le date del 1
aprile e 30 ottobre, nei seguenti orari:
dalle ore 6 alle ore 22, per i rischi: basso ( < 30%
probabilità di grandine), medio (30-60%), alto (>
60%)
dalle ore 22 alle ore 6 solo per il richio alto (>
60%)
Ciascun cannone non potrà superare le 4
esplosioni al minuto, e potrà funzionare per
complessivi 90 minuti max. nella giornata, salvo
eventi eccezionali comprovati..
Ogni cannone deve essere corredato di un ’appositoa scheda contenente registro dove vanno annotate le informazioni sugli orari di inizio e
fine sparo, con elenco delle motivazioni che ne
hanno determinato l’attivazione. ed allegate le
comunicazioni dell’ente di previsione metereologica che hanno motivato lo sparo.
Un Responsabile del Comune, appositamente
nominato, potrà eseguire controlli sui registri e
sui periodi di funzionamento.
Art. 54
Documentazione ed elaborati richiesti
Alla domanda devono essere allegati i seguenti
documenti:
-
Estratto di mappa catastale aggiornato, con indicazione dell’area dove è prevista
l’installazione del cannone antigrandine;
-
Elaborato grafico con indicazione delle distanze tra la sorgente rumorosa (cannone
antigrandine) rispetto ai ricettori (strade, abitazioni, luoghi con permanenza continuativa di
persone);
-
Relazione tecnica descrittiva, comprensiva delle eventuali misure aggiuntive che
si intendono adottare al fine del contenimento
-
Documentazione di collaudo omologazione dell’impianto;
-
Convenzione con ente, agenzia, ecc. di
previsione metereologica.
Qualora la tipologia dell’installazione lo richie-
Centro della sicurezza stradale
Ci sono cose che per l’amministratore pubblico paiono semplici atti dovuti. Poi si scopre, c’è chi scopre, che così non è, e si tratta invece di sensibilità reali verso problemi
altrettanto reali. E’ un po’ questa la motivazione del premio accordato a Guidizzolo, la
‘Targa blu per la sicurezza stradale’ consegnato alcuni giorni or sono. E le sensibilità, in
parte ereditate dalle precedenti amministrazioni, come ha ricordato il sindaco Graziano
Pelizzaro, riguardano l’educazione stradale
nelle scuole, il contasecondi al semaforo
(segno che non si privilegia il ‘fare cassa’),
la promozione del –disco bus- per i trasporti
il sabato sera, il protocollo con l’Università
di Siena sulla sicurezza stradale, le –feste
da, dovrà essere richiesto anche l’autorizzazione (?) permesso di costruire (?) il titolo abitlitativo per eventuali opere edili.
Al fine di contenere l’impatto acustico è consentito eseguire escavazioni del suolo, nelle dimensioni strettamente necessarie e sufficienti
allo scopo, previoa comunicazione al Comune.
rRilascio del titolo abilitativo da parte del Comune.
Art. 65
Numero dei cannoni
Il numero dei cannoni antigrandine deve essere
concordato con l’Amministrazione Comunale.
L’installazione dei cannoni antigrandine sul territorio comunale dovrà tener conto delle analoghe installazioni effettuate sul territorio di
Comuni limitrofi al fine di ottimizzarne l’uso e di
evitare sovrapposizioni delle zone di copertura,
da rappresentare su apposita cartografia.
Tra un cannone e l’altro dovrà interporsi una
distanza di almeno 500 metri.
Art. 7
Sanzioni
L’omissione del registro e la mancata tempestiva compilazione dello stesso sono puniti con la
sanzione di cui all’art. 7bis del T.U.E.L. 18 agosto
2000. n. 267.
Il funzionamento dei cannoni senza autorizzazione o in difformità dalle norme di cui al
presente regolamento comporta la sanzione
amministrativa di cui all’art. 7bis del T.U.E.L. 18
agosto 2000. n. 267.
L’autorizzazione decade per spostamento dei
cannoni senza la nuova preventiva autorizzazione, per violazione di distanze o violazioni reiterate delle norme regolamentari.
Art. 86
Norma transitoria
I cannoni in uso alla data di entrata in vigore del
presente Regolamento dovranno conformarsi
alle prescrizioni ivi contenute entro dodici mesi
dalla data medesima.
analcoliche- al parco, per citare alcuni appuntamenti. A questo proposito significativa
in teatro la presenza dei ragazzi dell’Istituto
d’Arte ai quali è stato presentato il filmato
di Pubblicità Progresso sulla scelta del ‘Guidatore designato’. Dal canto suo il prof. Aldo
Ferrara dell’Università di Siena, autore di diversi studi sulla materia, ha molto insistito
nel suo intervento proprio sul valore della
sicurezza. Un dato tra i tanti, forse non molto
presente: in Italia sono circa 9.800 i pedoni
che ogni anno perdono la vita sulle strade.
Ferrara ha così introdotto il dr. Potito Iascone, componente Anci e membro della Commissione Interministeriale sul Codice della
Strada. Iascone ha ribadito con forza come
si debba lavorare per migliorare la quali-
41
La nuova sala consiliare
tà della vita. E questa, per quanto in argomento, passa attraverso il rispetto di norme
scritte o non scritte che tendano ad avere
sempre presente l’assoluta importanza della
vita, propria e degli altri. Paolo Pettinari, segretario del Centro Studi Indipendente sulla
Sicurezza Stradale, ha presentato il progetto ‘Noi sicuri’ il quale si lega al premio ‘Q
Air 2009’ lanciato proprio da Guidizzolo dal
Gruppo Europeo per la qualità dell’aria all’interno del veicolo (Lego-Vai-Q), e del quale
Guidizzolo sarà sede. Da sottolineare l’intervento della rappresentate dell’associazione italiana Vittime della strada, così come
la presenza in sala di molti esponenti delle
forze dell’ordine: il capitano dei Carabinieri
Giovanni Pillitteri ed il luogotenente Mario
Fierro; numerosi i vigili urbani; e poi la vedova dell’indimenticato Lorenzo Bandini sig.ra
Margherita Riccardelli; il messaggio di saluto inviato al convegno da Erminia Manfredi,
vedova del grande Nino. In sala anche l’Ing.
Filippo Moscardini, il sindaco di Cavriana
Bruno Righetti con il quale in chiusura si è
commemorato l’incidente delle Mille Miglia,
il presidente mantovano dell’Aci Ghidini, assessori e consiglieri comunali. Era nato tra le due guerre come asilo, poi
dopo tante e diverse destinazioni, era stato
palestrina della scuola media, infine anonimo locale di deposito di servizio.
Parliamo del locale che si trova nel cortile
del Comune, dove è stata realizzata la nuova
sala consiliare polivalente.
Versava in pessime condizioni quando l’anno scorso è stato sottoposto a restauro,
approfittando di un parziale finanziamento
regionale.
Molti guidizzolesi hanno già avuto modo di
vedere cosa ne è risultato, dal momento che
già diverse sono le iniziative che vi si sono
svolte, esprimendo un generale apprezzamento per l’intervento di recupero attuato.
Il salone, infatti, si presta ad iniziative di vario tipo, istituzionali, culturali o divulgative,
anche promosse da soggetti diversi.
Nel salone sono ospitate due opere del
compianto prof. Alessandro Dal Prato, donate dalla famiglia: una, la “Omaggio a Guidizzolo”, già esposta in precedenza nella
sala consiliare, l’altra che rappresenta una
novità assoluta, ovvero una terracotta raffigurante il Crocifisso. Quest’ultima opera
verrà ufficialmente presentata al pubblico
il 18 luglio, in occasione della celebrazione
del 100° anniversario della nascita del Professore.
Lo spazio si presta ed è attrezzato inoltre
per mostre di pittura, fotografia, ecc.
Di recente, poi, vi è stata trasferita anche la
Sala Consiliare. La scelta è stata dettata da
varie ragioni. E’ vero che una sala consiliare c’era già all’interno del Comune; non ha
senso allora tenere in esercizio e sulle spese due sale, e poi vi è anche la necessità di
sistemare diversamente alcuni servizi. Basti
pensare a com’è messo oggi l’ufficio scuola
e segretariato sociale, o anche all’opportunità di portare l’assistente sociale al piano
terra. Nella vecchia sala consiliare verranno ricavati uffici, mentre quella nuova è stata completata con gli arredi già esistenti,
opportunamente adeguati.
Nell’ultima seduta di Consiglio Comunale le
minoranze hanno lamentato di non essere
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state coinvolte ed informate su questa decisione ed hanno abbandonato l’aula, sottraendosi così alla discussione di questioni
importanti.
Senza volerci richiamare alle norme ed alle
competenze che queste assegnano all’organo di indirizzo, il Consiglio Comunale, ed
all’organo cui spettano le azioni amministrative, la Giunta, è il caso di ricordare come
i gruppi consiliari fossero stati informati da
tempo del trasferimento della Sala Consiliare nella nuova sede, in occasione della conferenza dei capigruppo.
Quest’ultima, la conferenza dei capigruppo,
non esisteva prima. E’ stata introdotta da
questa Amministrazione, proprio per creare
un’occasione di confronto costruttivo con
tutti i consiglieri comunali, maggioranza e
minoranza, dove ognuno potesse portare
idee e proposte. In questi tre anni i gruppi
consiliari di minoranza non hanno portato,
nella sede istituzionale più propria, nessuna
proposta.
La minoranza ha poi lamentato di non essere tenuta in considerazione, mentre è stata
coinvolta ed invitata, senza peraltro portare
alcun contributo significativo o addirittura
disertandole, su talune questioni di interesse generale, quali il tracciato per la variante
alla SP 15, oppure il tavolo istituzionale sulla
crisi e sui suoi risvolti locali.
Riteniamo inutile, comunque, insistere su
polemiche strumentali, ritenendo preferibile
dedicare l’attenzione e le energie all’attività
amministrativa.
Celebrazioni per il 25 aprile
Dopo 64 anni sono maturi i tempi affinchè l’anniversario della liberazione del 25 aprile diventi per tutti la festa della libertà. Così il sindaco
Graziano Pelizzaro nel suo intervento davanti al
monumento ai caduti di piazza Mutti. Un discorso breve il suo con l’accenno alle parole chiave
di questa festa: liberazione, comprensione della storia, omaggio a chi ha sofferto ed è caduto. Ed una domanda: siamo stati noi all’altezza
dei valori usciti da quella stagione? La risposta
Pelizzaro l’ha lasciata ai ragazzini delle classi
4^ e 5^ elementare dell’Istituto Comprensivo di
Guidizzolo i quali con i loro insegnanti hanno la-
vorato nella scuola ripercorrendo ed approfondendo quelle ‘parole chiave’ che devono essere alla base di una vera convivenza civile. ‘Sono
loro, ha affermato il sindaco, la speranza per il
nostro futuro e sono loro che vogliamo ascoltare’. Una quindicina si sono così alternati al microfono leggendo alcune frasi estrapolate dalle
riflessioni sull’argomento. Ed i concetti da tutti
maggiormente ripetuti sono stati l’omaggio alla
pace ed il rifiuto di ogni guerra e violenza viste,
queste ultime, come segno di netta separazione da tutto ciò che al contrario da serenità ed
infonde sicurezza. Da qui i ripetuti richiami, anche con acrostici, all’amore, alla libertà, all’amicizia, alla famiglia, al rispetto.. perché la pace è
‘un cielo azzurro, un mare chiaro, un arcobaleno, un prato fiorito’ un vivere insieme. Alla fine
il lavoro dei ragazzi, che sarà integralmente disponibile alla biblioteca comunale, è stato simbolicamente offerto ai caduti e posato accanto
alla corona di fiori poco prima accompagnata
al monumento dal sindaco, dal comandante
della stazione carabinieri Mario Fierro, della
polizia locale Ramona Tarchini, da assessori e
consiglieri, dal presidente del consiglio dei ragazzi Nicola Gialdini, dai rappresentanti degli
Alpini, della protezione civile, dei carabinieri in
congedo, di molte associazioni, alla presenza di
tanta gente. La banda, diretta da Nicola Ferraresi, dopo aver aperto il corteo intonando l’Inno nazionale e la canzone del Piave, ha chiuso
con l’Inno alla gioia mentre la Pro-Loco offriva
a tutti l’aperitivo. Prima del capoluogo il corteo
aveva accompagnato la posa di corone e mazzi
di fiori ai monumenti di Rebecco e Birbesi ed ai
cippi che ricordano i caduti.
it
43
Grazie ragazzi
I dirigenti della società “A.S. Virtus” e tutti gli sportivi guidizzolesi vogliono ringraziare gli atleti delle
tre squadre locali per l’impegno e la dedizione messa nel campionato appena concluso. Un grazie
anche a tutto lo staff tecnico e agli sponsor, in particolare: Bombana Livio e Tomasi Auto
1ª categoria
Antonio Cimmino, Cristian Bombana, Cristian Nodari,
Daniele Chizzolini, Davide Gogna, Davide Guerrini, Enea
Busti, Enrico Lorenzi, Enrico Parmeggiani, Fabio Duina,
Fabio Previdi, Francesco Bertagna, Gabriele Simoncelli, Gianluca Pescatori, Lorenzo Arioli, Manuel Perini,
Marco Baccolo, Massimo Leone, Matteo Bolzacchini,
Michele Giuradei, Nicola Cauzzi, Paolo Ottolini, Paolo
Ruggiero, Riccardo Ferroni
Categoria Juniores
Adu Desmond Gyanfi, Alessandro Vinciguerra, Andrea
Serpellini, Andrea Toso, Andrea Vinciguerra, Bakrim
Ait Akim Abdel, Claudio Raghi, Dennis Pelizzoni, Elias
Turini, Federico Guidetti, Giovanni Mutti, Iliriam Kurti,
Marco Bombana, Marco Cargnioni, Marco Mori, Marco
Tazzoli, Marco Zarra, Matteo De Gobbis, Nicola Ghirardi, Nicola Visani, Paolo Marchi, Paolo Rizzardi, Rocco
Bonoldi.
Allievi
Abderrammane Bourammane, Alberto Palmi, Alessandro Bassi, Alessandro Vinciguerra, Andrea Stabile,
Andrea Vivaldini, Claudio Muratori, Cristhofer Franzini,
Daniele Pesci, Dario Milani, Davide Dal Tiglio, Davide Melchiorri, Davide Nicolai, Davide Pelizzoni, Davide Raso, Davis Fezzardi, Edoardo Guerini, Francesco
Botturi, Giuseppe Gandini, Lorenzo Guaragna, Lorenzo
Stringa, Luigi Ponticelli, Marco Ori Gerola, Matteo Bresciani, Matteo Lanfredi, Mattia Fezzardi, Pietro Zovetti,
Simone Paghera
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Cimarosti: medaglie e sculture
Lo scorso mese di aprile il “Museo Diocesano Francesco Gonzaga” di Mantova ha
ospitato una mostra di sculture e medaglie di Vito Cimarosti, artista di origini guidizzolesi, che ora insegna Discipline plastiche presso l’Istituto d’Arte di Cantù.
Lo scultore, sensibile in altri ambiti e con diversi materiali agli orientamenti più
avanzati dell’arte contemporanea, nella medaglia si attiene a canoni espressivi di
realismo, misura e armonia. L’esposizione di medaglie, insieme ad altre opere, è
l’occasione per ribadire che l’arte non ha confini precisi né di materiali, né di stili,
né di finalità”. Dal catalogo della mostra proponiamo la presentazione del direttore
del Museo Mons. Roberto Brunelli.
Le medaglie sono sorelle delle monete, è stato detto non senza ragione; sostanzialmente
ne differiscono soltanto perché sottratte
alla circolazione come merce di scambio.
E però di solito godono di almeno un altro
privilegio: essendo create non per necessità
pratiche ma a scopi commemorativi o celebrativi, destinate dunque ad esaltare uomini o eventi, da parte del loro creatore sono
oggetto di cure particolari, che più spesso
delle monete ne fanno vere e proprie opere
d’arte: basti pensare a certe splendide realizzazioni già del mondo pre-romano, o della
Roma imperiale, o del rinascimento. Ma non
c’è epoca che le abbia trascurate: e anche
il tempo presente continua a creare opere
di questo genere, in cui le ridotte dimensioni
paiono stimolare gli artisti a intensificare le
proprie abilità.
Tra i contemporanei creatori di medaglie,
di certo Vito Cimarosti è tra quanti le sanno
elevare ai livelli dell’arte. Il Museo Francesco Gonzaga è lieto di offrire ai suoi visitatori la possibilità di costatarlo, di verificare
come questo scultore formatosi all’Accademia di Brera, sensibile in altri ambiti e con
diversi materiali agli orientamenti più avanzati dell’arte contemporanea, nelle medaglie
si attenga invece a canoni espressivi che
si collocano in diretta continuità con quelli
classici di realismo, misura e armonia.
Acquista pertanto rilevanza questa esposizione di sue medaglie in una città che in proposito può vantare una tradizione illustre,
codificata sin dal 1310 quando l’allora signore di Mantova Rinaldo Bonacolsi approvò
gli statuti dell’Arte degli orefici, rimasti poi
in vigore per quattro secoli, tanti quanto si
protrasse la signoria dei Gonzaga, per i quali crearono medaglie artisti della rinomanza
di Pisanello, Bartolomeo Melioli e Giancristoforo Romano. Né mi pare secondario che
Cimarosti esponga in un museo dove le sue
creazioni consentono un confronto con numerosi capolavori di “piccola scultura” che
vanno dai sigilli di Mantegna e Cellini agli
ori dei Gonzaga, dalle suppellettili sacre alla
ricca collezione di intagli in avorio: se il genere delle opere e i materiali sono diversi
da quelli dell’artista di oggi, l’accostamento
non pare improponibile, in nome della comune raffinatezza ed eleganza. A riprova che
l’arte, quella vera, non ha età.
Roberto Brunelli
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Notiziario del Corpo Bandistico di Guidizzolo - a cura di Francesca Cappa
Un concerto di colori
Come ci avevano promesso l’estate scorsa,
dopo aver sudato sette camicie per rivestire la
sede con un luminoso arancione, i nostri mastri
pittori si sono ritrovati per ridipingere tutte le
stanze interne.
Ora entrando si viene accolti da un corridoio di
un verdino brillante che fa da anticamera
alla sala prove illuminata da un giallo
splendente che riscalda l’ambiente e si
lega con i mobili in legno, per poi passare alle
aule studio ed all’archivio dove i nostri pittori
hanno messo tutta la loro abilità accostando
colori che vanno dal giallo, al pesca riprendendo il verde del corridoio e finendo su un violetto
tenue, ovviamente utilizzando più colori nella
stessa stanza.
In soli tre giorni Andrea, Antonella, Daniela,
Luca, Margherita e Mirko sono riusciti a realizzare tutto questo, rendendo la nostra sede un
vero e proprio concerto di colori!
Un ringraziamento molto speciale va alla M°
Madonnara Mariangela Cappa che ci ha prestato la sua arte per compiere la splendida opera raffigurante il nostro stemma direttamente
sulla parete ovest dell’edificio.
Festa per i 170 anni - primo atto
cali nei prossimi mesi, è iniziata con la partecipazione del complesso alla celebrazione
eucaristica della domenica pomeriggio; qui
il parroco don Libero Zilia ne ha ricordato
l’impegno e l’importanza nel tessuto sociale
guidizzolese. Poi alla sede dove la banda è
arrivata suonando (né poteva essere diversamente, diretta dal m.o Nicola Ferraresi
ed accolta da molta gente. Tra i presenti il
segretario consigliere regionale Carlo Maccari, Pietro Gialdini, assessori e consiglieri,
i numerosi sponsor. ‘In questi anni, ha ricordato il presidente Roberto Lucchini, di storia
ne è stata scritta; tantissime cose sono cambiate; il mondo è cambiato; anche la musica
stessa è cambiata. Eppure la nostra banda,
e dico nostra perché è di tutti, è ancora qui,
numerosa, solida ed affiatata. Lo spirito dei
musicisti non è cambiato nel tempo; viviamo
la musica, la portiamo dentro e quando suoniamo è lei a trasportarci’. Nel suo saluto il
sindaco Graziano Pelizzaro ha portato il ringraziamento di tutta la comunità sempre attenta e stretta intorno alla banda, forte di un
grandissimo vivaio di giovani sorto intorno al
lavoro dei dirigenti e maestri che nel tempo
si sono alternati; sorto intorno alla bellissima
sede che l’amministrazione comunale ha volu-
Quinta Essenza
Insieme per la musica dal 1839’. E’ stata scoperta e benedetta alcuni giorni fa la targa
commemorativa del 170° anniversario di fondazione della Banda musicale di Guidizzolo.
Ora campeggia davanti alla sede di Piazza
Alessandro Dal Prato e ricorda come l’allora
‘Filarmonica di Guidizzolo’ sia nata nel 1839 e
da allora abbia accompagnato la vita civile,
sociale e religiosa della comunità: insieme
per la musica. Questa cerimonia, primo atto
delle celebrazioni del 170° di fondazione che
proseguiranno con altri appuntamenti musi-
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to e contribuito a realizzare. Dopo l’Inno Nazionale, sempre coinvolgente e cantato da
molti presenti, lo scoprimento della grande
targa la quale, ha affermato Roberto Lucchini nel ringraziare i presenti e quanti si impegnano, ‘…è dedicata al passato, al presente
ed al futuro; è dedicata alla musica’.
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GRUPPO MICOLOGICO NATURALISTICO
“COLLI MORENICI”
Notiziario del Gruppo Micologico Naturalistico “Colli Morenici” - a cura di Giorgio Arienti
Come riconoscere i funghi commestibili
e i loro sosia velenosi a confronto
Seconda parte
L’unico aspetto tranquillizzante è dato dal fatto
che, fortunatamente, non tutte le specie consumate per errore sono velenose… E alla domanda come mai si continui a perseverare in errori
di questo tipo, la risposta viene spontanea: vi è
infatti, tra la gente, ancora molta superficialità
e altrettanta presunzione, che sono quasi sempre il risultato, come abbiamo detto, di una inadeguata preparazione scientifica. Per esempio,
c’è ancora chi è convinto che per distinguere
un fungo “buono” da uno “cattivo” sia sufficiente la cosiddetta “prova dell’aglio”, quella
“del gatto” o quella del “cucchiaino d’argento”; sappiamo quante vite umane abbiano mie-
tuto simili prove! C’è inoltre chi è persuaso che
il carattere che indica la tossicità o meno di
un fungo sia la crescita di quel fungo sul legno
piuttosto che sul terreno o viceversa. Niente
di più falso; i conosciuti “Fungo dell’ulivo” e il
“Piopparello” sono due funghi lignicoli: il primo
è velenoso, l’altro è commestibile. Infine, c’è
chi asserisce che i funghi dai colori sgargianti
(giallo, rosso, arancio) siano tutti velenosi. Non
è affatto vero: il noto “Gallinaccio” o finferlo,
dal colore giallo intenso, ad esempio, è uno dei
funghi più apprezzati.
AMANITA OVOIDEA
commestibile
Volva: molto ampia e spessa, quasi sempre attenuata in basso, bianca o leggermente colorata.
Anello: fioccoso, di consistenza grassa, burrosa.
Odore: abbastanza pronunciato, sgradevole e
caratteristico come di osso di seppia, soprattutto alla base del gambo.
AMANITA VERNA
mortale (sindrome falloidea)
Volva: generalmente ingrossata in basso perché avvolgente il bulbo alla base del gambo,
sempre di colore bianco.
Anello: presente, ma spesso fugace.
Odore: dapprima subnullo, via via sempre più
accentuato e sgradevole come di rose appassite, infine nauseabondo.
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ARMILLARIA MELLEA
commestibile dopo adeguata cottura
Cappello: con superficie cosparsa di minute
granulazioni detersili.
Gambo: molto tenace, soprattutto alla base,
con anello ben visibile negli esemplari maturi.
Odore: evidente e non gradevole, rancidoso,
solo in esemplari adulti o senescenti.
Crescita: lignicolo, cespitoso.
TRICHOLOMA VACCINUM
sospetto
Cappello: con superficie scagliosa-pubescente, soprattutto all’orlo (ornamentazioni persistenti).
Gambo: senza anello (osservare gli esemplari
maturi).
Odore: come di muffa o di terra, in sezione o per
strofinio, debole, anche con nota farinacea.
Crescita: terricolo, gregario.
GENERE AGARICUS
specie bianche commestibili
Gambo: inizialmente bianco, via via più o meno
giallo o di altro colore con l’età o per strofinio.
Carne: appena sezionata bianca, cangiante in
tempi più o meno brevi al giallo, al rosa o al
rosa-rosso, di rado immutabile o con altre sfumature.
Odore: anisato o mandorlato, meglio avvertibile
sezionando o strofinando il carpoforo.
AGARICUS XANTHODERMUS
velenoso (sindrome gastroenterica)
Gambo: inizialmente bianco ma già di colore
giallo cromo alla base, ingiallente per strofinio.
Carne: appena sezionata bianca, ma già di
colore giallo cromo alla base del gambo, in
corrispondenza dell’area esterna, immutabile
altrove.
Odore: come di inchiostro o di acido fenico
(meglio strofinare o sezionare il carpoforo),
avvertibile anche ad una eventuale cottura del
fungo.
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A Castel Goffredo
nasce Xenia
Formazione e conoscenza attraverso esperienze
emotive psicocorporee di gruppo.
In un mondo dove la cultura del fare è sempre
più radicata,dove tutti corrono e non hanno
tempo di ascoltarsi, un gruppo di psicologhe
e psicoterapeute ha sentito il bisogno di dar
vita ad una nuova associazione il cui obiettivo è contro corrente, ma certamente in linea
con le richieste sempre più vive provenienti
dalla voce dei loro pazienti: stare in un tempo
di ascolto.
L’incontro di 5 professioniste con formazioni diverse, ma con la comune consapevolezza che
lavorare sulle emozioni significa considerare
la Persona come un’unità di psiche e corpo,
hanno portato ad un processo di integrazione
di modi di leggere psiche e corpo in tutte le sue
sfaccettature; tale lavoro si è concretizzato
nella fondazione dell’Associazione Xenia.
Alla base delle nostre proposte c’è l’idea che
conoscersi sia un dono, un regalo prezioso
che ognuno può fare a se stesso; infatti Xenia
nell’antica Grecia erano i doni che venivano offerti agli ospiti prima che lasciassero la casa.
L’approccio utilizzato nei progetti promossi
da Xenia è un’integrazione di modelli psicologici teorici diversi, la complessità che deriva
dal loro utilizzo offre nella nostra prospettiva
una ricchezza di risorse cui attingere per rispondere ai diversi bisogni della persona. Lo
strumento di lavoro sono i GEP, Gruppi Emotivi
Psicocorporei dove è possibile apprendere la
tecnica dell’“ascolto profondo”. E’ innegabile
il beneficio che ciascuno di noi può trarre nel
vivere l’opportunità sia di essere ascoltato con
interesse,sia di ascoltare l’altro. Quando si è
ascoltati si è protagonisti, si contatta il proprio
mondo interiore, fatto sia di pensieri che di sensazioni corporee. Quando invece si offre ascolto si entra nella realtà dell’altro.Un ascolto non
interrompe, non giudica, è un’apertura mentale ed affettiva alla realtà di un’altra persona.
In un GEP, attraverso la relazione di ascolto
profondo,si lavora sulle emozioni e sulle sensazioni corporee integrando pensieri, emozioni e
comportamenti; si pone attenzione non solo al
“come mi sento” ma anche al “dove lo sento”,
una creativa integrazione tra le “parole del corpo” e la “corporeità delle parole”.
INTERVISTA ALLE PSICOLOGHE
Di cosa si occupa Xenia?
L’associazione promuove la salute e il benessere psicologico della persona proponendo
percorsi formativi (GEP,BabyGEP e JuniorGEP);
gruppi orientati a tematiche specifiche (attacchi
di panico,gestione dello stress, disturbi alimentari, dipendenze, identità di genere, carenza di
autostima,difficoltà relazionali, problematiche
genitoriali…).
Cosa sono i GEP, BabyGEP, JuniorGEP?
I GEP sono uno spazio fisico ed emotivo nel quale
si ha la possibilità di confrontarsi ed avvicinarsi
alla più profonda conoscenza di sé. L’obiettivo
è prevenire il disagio attraverso l’educazione e
la ri-educazione del vissuto emotivo.Essi sono
rivolti agli adulti,ai bambini ‘BabyGEP’ ed agli
adolescenti ‘JuniorGEP’.
Perché avete scelto il gruppo come modalità di
lavoro?
Lo “stare insieme” apre la via all’opportunità di
sintonizzarsi sia con gli altri che con se stessi.
Il gruppo offre la possibilità di un confronto e di
un rispecchiamento che migliorano la comprensione e l’espressione spontanea di sé. Sentirsi
in sintonia con se stessi favorisce autostima e
sicurezza di sé.
Dunque il gruppo aiuta a stare meglio con se
stessi e con gli altri?
Sì,attraverso l’esplorazione dell’emozione possiamo sciogliere rigidità e tensioni e attraverso
un lavoro pratico il gruppo può apprendere che
vi è una capacità innata delle persone di “muoversi insieme”, procurando piacere e riducendo la vergogna.
Come e dove si svolgono?
Il numero di partecipanti è di 14-16 persone affiancate da 2-3 conduttori, ogni incontro
dura circa 2 ore. La sede di Xenia presso cui si
tengono i GEP è a Castelgoffredo (MN), complesso “Le Meridiane”, in via Aimaro,29. Info:
3318140493. Le proposte verranno periodicamente aggiornate sul sito www.xeniapsichecorpo.com
L’èquipe di Xenia:
Federica Andreis, Emanuela Bellini, Michela
Bignotti, Fernanda Mora, Roberta Pelizzola
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