Untitled - Comune di Montescudo
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Provincia di Rimini con la collaborazione: Regione Emilia-Romagna - Istituto per i Beni Artistici, Culturali e Naturali Ministero per i Beni e le Attività Culturali Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna, Bologna Ministero per i Beni e le Attività Culturali Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico e Etnoantropologico per le Province di Bologna, Ferrara, Forlì-Cesena, Ravenna, Rimini. Museo della Linea Gotica Orientale Via Cà Bartolino 47854 Montescudo (RN) Per informazioni: tel. 0541/864014 - fax. 0541/984455 sito web: www.comune.montescudo.rn.it/IMuseidiMontescudo/MuseodellaLineaGoticaOrientale.aspx e-mail: [email protected] Progetto editoriale Provincia di Rimini – Ufficio Cultura – Via Dario Campana, 64 - 47922 Rimini e-mail: [email protected] Copy testi a cura di Prof.Umberto Lagari Traduzioni Umberto Lagari (Tedesco), Sigrid Kohn (Tedesco) , Martin Healy (Inglese) Progetto Grafico Impronta_Digitale - comunicazione&eventi Foto Roberto Gallini Imperial War Museum Londra Stampa La Pieve Poligrafica Editore Villa Verucchio S.r.l. Copyright 2013 In copertina rielaborazione digitale di particolare della facciata della Chiesa della Pace - guida catalogo Prof. Umberto Lagari IL MUSEO DELLA LINEA GOTICA ORIENTALE L’antica chiesa di Trarivi si vide coinvolta, durante l’attacco alla Linea Gotica, precisamente la Linea Verde 2, nel feroce scontro tra i cacciatori di montagna (Gebirgsjäger) del 100° reggimento della V divisione germanica del colonnello Richard Ernst e gli Hampshires della 128ª Brigata della 46ª divisione di fanteria britannica, durante la seconda battaglia di Coriano (12 – 16 settembre 1944). Dopo una laboriosa opera di restauro delle rovine della chiesa, iniziata nel 1989 dall’allora parroco di Trarivi Don Mario Molari e terminata il 7-8 settembre del 1991, con i rintocchi della “campana della pace”, dono dei veterani inglesi, canadesi, tedeschi e italiani, fu inaugurata la “CHIESA DELLA PACE E DELLA RICONCILIAZIONE”. All’interno della canonica è ospitato un museo della “LINEA GOTICA ORIENTALE”, che raccoglie un’ampia ed interessante documentazione fotografica riguardante gli eventi bellici nonché aspetti della vita civile in quei difficili frangenti e numerosi reperti bellici dei decisivi 35 giorni (dal 25 agosto al 30 settembre 1944) della battaglia per lo sfondamento della Linea Gotica, che però si protrarrà con fasi alterne fino al 6 gennaio 1945. La “Sala della Memoria”, inaugurata recentemente per iniziativa dell’amministrazione comunale, in collaborazione con la Regione Emilia Romagna e l’Istituto dei Beni Culturali, è un locale adiacente alla chiesa, già presente ma non utilizzato, attrezzato con videoproiettore e computer per poter ospitare in maniera più funzionale studenti e visitatori e rendere possibile anche incontri culturali tematici. Tale nuovo spazio, a servizio del Museo, ha lo scopo di permettere momenti di conoscenza e riflessione sui valori della Memoria e della Pace, che tanto hanno inciso e profondamente segnato la storia del nostro territorio. L’edificio però nel suo insieme cominciava a risentire degli effetti del tempo; una profonda crepa si apriva infatti nella parete della canonica, rivolta verso Montescudo, molte altre crepe erano visibili sia all’interno che all’esterno, infiltrazioni d’acqua e di umidità mettevano a rischio sempre di più la stabilità della struttura. L’esposizione poi delle fotografie originali nei pannelli sotto 7 teche di vetro non era certo ideale per la loro conservazione, e dato il loro elevato numero, in presenza anche talvolta di corpose didascalie non riusciva a dare una chiara visione d’insieme di quei terribili giorni. Ancora una volta quindi l’Amministrazione del Comune di Montescudo, in coordinamento con la Regione Emilia Romagna, l’Istituto dei Beni Culturali e la Provincia di Rimini, intraprendeva un’opera di restauro conservativo della struttura museale e nello stesso tempo di riqualificazione espositiva dell’interno, dotandolo di una nuova articolazione, con pannelli espositivi più efficaci e leggibili nelle tre lingue: italiano, inglese e tedesco. Accanto poi ai pannelli, che data la loro dimensione potevano accogliere solo un numero limitato di immagini, seppure sicuramente suggestive, sono stati sistemati due monitor nelle due sale del secondo piano, predisposti per la visione delle immagini non esposte nei pannelli, che raccontano in parte gli avvenimenti già trattati ma con angolazione diversa ed anche ciò che avvenne dopo il 30 settembre 1944, cioè quella lunga e penosa marcia che porterà nella primavera successiva gli alleati alla liberazione definitiva dell’Italia del Nord. Il Museo è stato adeguato agli standard qualitativi richiesti oggi ai musei di qualità, dotandolo di un ascensore ed abbattendo tutte quelle barriere che potevano rappresentare un ostacolo insormontabile per il visitatore diversamente abile. L’8 settembre 2012 è stato finalmente inaugurato, alla presenza delle autorità e del fondatore del museo Don Mario Molari, che ha potuto constatare con grande soddisfazione come quell’idea del Museo della Linea Gotica Orientale, ambientato nella Chiesa della Pace, avesse raggiunto e mantenuto lo scopo originario: raccontare gli orrori della guerra e attraverso la consapevolezza di questi creare una solida base di fratellanza e di condivisione dei valori universali della Pace. THE MUSEUM OF THE EASTERN GOTHIC LINE The ancient Church of Trarivi was not left unscathed , during the attack on the Gothic Line, i.e. Green Line 2, in the ferocious encounter between the mountain soldiers (Gebirgsjäger) of the 100th regiment of the 5th German Division under the command of colonel Richard Ernst and the 128th Hampshires of the 46th division of the British infantry, during the second battle of Coriano (12 – 16 September 1944). After a painstaking restoration of the Church ruins which began in 1989 with Father Mario Molari of Trarivi parish and completed on 7-8 September 1991, with the “Peace Bell” tolling. This bell was donated by English, Canadian, German and Italian veterans to inaugurate the “CHURCH OF PEACE AND RECONCILIATION”. “The Museum of the Eastern Gothic Line” is housed inside the rectory , and contains a vast collection of interesting photographic documentation not only of the military events but also of daily civilian life in those difficult days together with numerous military artefacts of those decisive 35 days ( from 25th August to 30th September 1944) 8 of battle to break through the Gothic Line, which lasted until the 6th of January 1945. The “Hall of memory”, recently inaugurated by the administrative council, in collaboration with the Emilia Romagna Region and the Institute of Cultural Heritage. This institute, which already existed but was never utilised, is located adjacent to the Church and is equipped with a video projector and computer. Using these facilities visitors and students can have ready access to a wide range of information including cultural topics. This new facility, which is at the disposal of the museum, will allow visitors to acquire knowledge and reflect on the importance of Rememberance and Peace, which has been deeply engraved on our territory. However the building has begun to show the effects of the passage of time. A deep crack has appeared in the parsonage wall facing Montescudo, and many other cracks are also visible, both internal and external. Water infiltration and humidity continue to put the structure at risk. Because of these factors the display of the original panel photographs in their glass cases is not ideal for their future preservation and the panels with their numerous captions do not succeed in painting a clear picture of those terrible days. Therefore once again the Administrative Council of Montescudo together with the Emilia Romagna Region, the Institute of Cultural Heritage and the Province of Rimini, have begun restoration work in order to preserve the museum centre and at the same time to revamp the internal exhibition area and make the panels more pronounced and legible in three languages: Italian, English and German. Next to each panel there are a limited number of images due to space restriction. However this is compensated for by the inclusion of two video screens in the two rooms on the second floor. These screens will give visitors access to images recounting events from a different point of view and also an insight into what happened after the 30th of September 1944, i.e. that long and painful march that brought about the final liberation of Northern Italy in the Spring. The Museum meets all the current quality standard requirements. It contains a lift and it has removed all obstructions that might hinder wheelchair access. On the 8th of September 2012 the museum was finally inaugurated in the presence of the local authority and the founder of the museum Father Mario Molari, which gave him tremendous satisfaction similar to that of his idea for the Museum of the Eastern Gothic Line located in the Church of Peace, which has succeeded in its original goal of recounting the horrors of war and. being aware of these horrors create a solid foundation of brotherhood and shared values for universal Peace. DAS MUSEUM DER OSTGOTISCHEN LINIE Die antike Kirche in Trarivi war, während des Angriffs auf die Gotenstellung (genauer gesagt die Grüne Linie 2) vom 12. – 16.09.1944 in der 2. Schlacht von Coriano Schauplatz erbitterter Gefechte zwischen den Gebirgsjägern des 100. Regiments der 5. deutschen Division unter Oberst Richard Ernst und den Hampshires der 128. Brigade der 46. Division der britischen Infanterie, bei denen die Kirche schwer beschädigt wurde. Nach schwierigen und aufwendigen Restaurierungsarbeiten, die 1989 (dank des damaligen Pfarrers von Trarivi Don Mario Molari) begannen, wurde am 7. und 8. September 1991 unter dem Geläut der “Friedensglocke” - einem Geschenk der englischen, kanadischen, deutschen 9 und italienischen Veteranen- die in FRIEDENS- UND VERSÖHNUNGSKIRCHE umbenannte Kirche eingeweiht. In den Innenräumen des Pfarrhauses befindet sich seither ein MUSEUM DER OSTGOTISCHEN LINIE, das eine reiche und interessante Sammlung von Fotografien, sowie zahlreiche militärische Funde beherbergt. Es handelt sich um wertvolle Zeitzeugen der Kampfhandlungen und des Lebens der Zivilbevölkerung während der entscheidenden 35 Tage -zwischen dem 25. August und dem 30. September 1944- in denen die Schlacht zum Durchstoß der Gotischen Linie stattfand. (Der endgültige Durchbruch gelang nach wechselnden Erfolgen allerdings erst am 6. Januar 1945). Der Saal des Gedenkens (Sala della Memoria), der unlängst auf Initiative der kommunalen Verwaltung und in Zusammenarbeit mit der Region Emilia Romagna und dem Institut für Kulturgüter eingeweiht wurde, ist in einem kleinen Gebäude, das an die Kirche angrenzt, untergebracht. Dieser -bereits bestehende aber bisher ungenutzte- Raum verfügt über einen Projektor und Computer, um für Schülergruppen und interessierte Museumsbesucher oder auch kulturelle Veranstaltungen genutzt werden zu können. Dieser neue, dem Museum angegliederte Saal, ist ein Raum der Wissensvermittlung und der Besinnung, des Nachdenkens über die Werte des Gedenkens und des Friedens, die die Geschichte unseres Territoriums so grundlegend geprägt haben. - Der Gebäudekomplex wies allerdings zunehmend Zeichen des Verfalls auf. Es hatte sich ein tiefer Riss in der Wand des Pfarrhauses Richtung Montescudo gebildet, viele andere Risse, die von innen und außen sichtbar wurden, das Eindringen von Wasser und Feuchtigkeit gefährdeten ernsthaft die Stabilität des Gebäudes. Das Ausstellen der Originalfotografien unter Glas auf hohen Holzparavents war sicherlich nicht ideal für deren Erhaltung. Die große Anzahl der Fotos mit manchmal langen Bilderläuterungen ermöglichte nur schwer eine Übersicht über die schrecklichen Tage des Jahres 1944. Erneut beschloss daher die kommunale Verwaltung von Montescudo -mit Hilfe der Region Emilia Romagna, des Instituts für Kulturgüter und der Provinz Rimini- Restaurierungsarbeiten zur Instandsetzung der bestehenden Struktur des Museums, mit gleichzeitiger Aufwertung und Neugestaltung des ausgestellten Materials, durchzuführen. Das Museum erhielt ein neues Gesicht: Mit übersichtlicheren Informationstafeln in den drei Sprachen Italienisch, Englisch und Deutsch. Neben den neuen Informationstafeln, die aufgrund ihrer Größe nur eine beschränkte Anzahl -wenn auch suggestiver- Bildelemente enthalten, wurden in den Ausstellungsräumen im 2. Stock zwei Monitore installiert. Hier sind nun die Dutzenden von Fotografien abrufbar, die auf den Ausstellungstafeln keinen Platz fanden. Sie rekonstruieren z.T. schon behandelte Ereignisse, aber aus unterschiedlichen Blickwinkeln, und auch die Geschehnisse nach dem 30. September 1944, d.h. jenes langsame und beschwerliche Vorrücken der Alliierten, das im Frühjahr 1945 zur endgültigen Befreiung Norditaliens führte. Das Museum wurde an die Qualitätsstandards angeglichen, die heute allen Museen mit dem Prädikat „Museum von Qualität“ obliegen: Es verfügt nun über einen Aufzug und andere Vorrichtungen, die es auch Besuchern mit Handicap problemlos zugänglich machen. Am 8. September 2012 wurde das Museum in Gegenwart der Honoratioren (unter ihnen auch der Gründer des Museums Don Mario Molari) eingeweiht. Mit großer Freude konnte Don Molari, der ehemalige Pfarrer von Trarivi, feststellen, dass das in der Friedenskirche beherbergte Museum der Östlichen Gotenlinie seiner Grundidee treu geblieben ist: Die Schrecken des 10 Krieges bewusst zu machen und durch das Vermitteln des universalen Wertes des Friedens eine solide Grundlage der Brüderlichkeit zu schaffen. 11 Veduta della Chiesa della Pace oggi View of the Church of Peace today Die Friedenskirche heute La Chiesa della Pace vista dalla strada The Church of Peace viewed from the road Die Friedenskirche (von der Straße aus) Interno della Sala della Memoria Interior of the Hall of Remembrance Der „Saal des Gedenkens“, Innenansicht Il Sentiero deI Musei. Sullo sfondo la Chiesa della Pace The path of the museums. In the background the Church of Peace Der Pfad zu den Museen, im Hintergrund die Friedenskirche Il Sentiero dei Musei The path of the museums Der Pfad zu den Museen Antico torchio in legno Old wooden press Antike Kelter aus Holz Il Sentiero deI Musei vicino al Museo Etnografico di Valliano The path of the museums near the Ethnographic museum of Valiano Der Pfad zu den Museen, unweit des Ethnografischen Museums in Valliano Il Sentiero deI Musei vicino al Museo Etnografico di Valliano Il Museo della Linea Gotica Orientale è collegato al Museo Etnografico di Valliano per mezzo di un percorso immerso nel verde, fruibile a piedi, in bicicletta o in mountain bike. Lungo il sentiero natura, storia e cultura si offrono allo sguardo di chi lo percorre. The path of the museums near the Ethnographic museum of Valiano. The Eastern Gothic Line museum is connected to the Ethnographic Museum of Valliano by means of a path in the countryside, accessible on foot, by bike or mountain bike. Those who progress along the nature trail, will become immersed in the history and culture of the area. Der Pfad zu den Museen , unweit des Ethnografischen Museums in Valliano. Das Museum der Ostgotischen Linie (Friedenskirche) in Trarivi und das Ethnografische Museum von Valliano sind auch zu Fuß, mit dem Fahrrad oder dem Mountainbike erreichbar. Ein mitten im Grünen gelegener Pfad, der beide Museen verbindet, bietet dem Wanderer oder Radfahrer die Gelegenheit, die Natur und einige Zeugen der Geschichte und Kultur dieses Ortes zu entdecken . Nelle pagine precedenti: Panoramica dell’entrata del Museo (Sezione A) View of Museum entrance (Section A) Teilansicht des Eingangsbereichs des Museums (Ausstellungsbereich A) SEZIONE A TEMI E FINAlità del museo La Chiesa della Pace (7-8 settembre 1991) Dopo una laboriosa sistemazione, fortemente voluta dall’allora parroco di Trarivi, Don Mario Molari, e iniziata nel 1989, il 7-8 settembre 1991 con i rintocchi della Campana della Pace, dono dei veterani inglesi, canadesi, tedeschi e italiani, è stata inaugurata la Chiesa della Pace e della Riconciliazione. La Campana della Pace porta la seguente iscrizione: “LA GUERRA MAI PIU’- WAR NEVER AGAIN - NIE WIEDER KRIEG. I VETERANI DEI DUE ESERCITI ALLA CHIESA DELLA PACE E DELLA RICONCILIAZIONE”. The Church of Peace (7th - 8th September 1991) After considerable work on the project, begun in 1989, on 7th - 8th September 1991 the tolling of the “Bell of Peace”, donated by English, Canadian, German and Italian veterans, announced the inauguration of the “Church of Peace and Reconciliation”. The “Bell of Peace” bears the following inscription: “LA GUERRA MAI PIU’ - WAR NEVER AGAIN - NIE WIEDER KRIEG. THE VETERANS OF THE TWO ARMIES TO THE CHURC OF PEACE AND RECONCILIATION”. Die Friedenskirche (7. - 8. September 1991) Nach einer aufwendigen -1989 auf Initiative des damaligen Pfarrers von Trarivi, Don Mario Molari, begonnenen- Restaurierung wurde die antike Sankt Peterskirche, heute in Friedensund Versöhnungskirche umbenannt, am 7. und 8. September 1991 eingeweiht.Der Festakt wurde begleitet vom Läuten der Friedensglocke, eines Geschenks der englischen,kanadischen, deutschen und italienischen Veteranen. Die Glocke der Friedenskirche trägt die folgende Inschrift: „LA GUERRA MAI PIU’ - WAR NEVER AGAIN - NIE WIEDER KRIEG. AN DIE KIRCHE DES FRIEDENS UND DER VERSÖHNUNG. DIE VETERANEN DER BEIDEN HEERE“. 19 La Chiesa di San Pietro dopo il passaggio del fronte, nel settembre 1944. Church of St. Peter’s after front-line fighting, September 1944. Die Sankt Peterskirche nach der Front im September 1944. L’antica Chiesa di San Pietro, oggi Chiesa della Pace, prima delle devastazioni della Seconda Guerra Mondiale. The ancient Church of St. Peter’s, now the Church of Peace, before the devastation wrought by Second World War. Die antike Sankt Peters-, heutige Friedenskirche, vor ihrer Zerstörung im 2. Weltkrieg. 7-8 settembre 1991: ha luogo l’inaugurazione della Chiesa della Pace e della Riconciliazione. 7th - 8th September 1991: the inauguration of the Church of Peace and Reconciliation takes place. 7. - 8. September 1991: Einweihung der Friedensund Versöhnungskirche. 25 agosto 1944: attacco alla Linea Gotica. Inizia l’operazione “Olive” sulle rive del Metauro L’VIII Armata al comando del generale Sir Oliver Leese prevedeva una gigantesca manovra a tenaglia con gli inglesi sull’Adriatico contro la X Armata tedesca di von Vietinghoff, e gli americani della V Armata al comando di Mark W. Clark sull’Appennino toscano contro la XIV Armata di J. Lemelsen. La Linea Gotica (Linea Verde n. 1) venne attaccata su 4 direttrici. Sulla costa agiva il 2° Corpo d’Armata polacco di W. Anders con direzione Pesaro, all’interno il 1° Corpo canadese del gen. Eadson L. M. Burns verso Borgo Santa Maria e Montecchio, più all’interno il 5° Corpo inglese di C. Keightley su Belvedere-Fogliese-Montegridolfo con la 46ª Divisione di fanteria inglese, infine, sulla sinistra, la 4ª Divisione indiana puntava su Auditore e Tavullia sul Foglia. 25th August 1944: attack on the Gothic Line. The onset of operation “Olive” on the banks of the River Metauro The 8th Army, under the command of Sir Oliver Leese was poised to launch an imposing pincer manoeuvre which would deploy the British on the Adriatic against the German 10th Army under von Vietinghoff, and the Americans of the 5th Army commanded by Mark W. Clark on the Tuscan Apennines against the 14th Army of J. Lemelsen. The Gothic Line (Green Line 1) was subjected to a four-fold attack. Along the coast, by the 2nd Polish Army Corps under W. Anders in the direction of Pesaro, inland by the 1st Canadian Corps of Gen. Eadson L. M. Burns in the direction of Borgo Santa Maria and Montecchio, further inland by the 5th English Corps under C. Keightley on Belvedere - Fogliese - Montegridolfo with the 46th English infantry division and finally the 4th Indiana division on Auditore and Tavullia on the River Foglia. Angriff auf die Gotenstellung (= gotische Linie) am 25. August 1944. Anfang der Operation „Olive“ an den Ufern des Metauro Die 8. Armee, unter dem Kommando des Befehlshabers Sir Oliver Leese, sah eine imposante Zangenbewegung vor: An der Adria die Engländer gegen die 10. Armee von von Vietinghoff und auf dem toskanischen Apennin die Amerikaner der 5. Armee unter dem Kommando von Mark W. Clark gegen die 14. Armee von J. Lemelsen. Die Gotenstellung (die Grüne Linie Nr. 1) wurde an vier Stellen angegriffen: An der Küste durch das 2. polnische Armeekorps unter W. Anders (in Richtung Pesaro), im Landesinneren durch das 1. kanadische Korps von General Eadson L. M. Burns (in Richtung Borgo Santa Maria und Montecchio), weiter im Inneren durch das 5. englische Korps von C. Keightle (in Richtung Belvedere - Fogliese - Montegridolfo) mit der 46. englischen Infanteriedivision und -an deren linken Seite- durch die 4. indische Division (in Richtung Auditore und Tavullia am Fluss Foglia). 23 Nelle pagine precedenti: Panoramica della Sala del Museo al Piano terra (sezione B) View of the Museum Room at ground level (Section B) Teilansicht des Museumssaals im Untergeschoss (Ausstellungsbereich B) SEZIONE B: L’INIZIO DELL’OFFENSIVA ALLEATA LE FORZE IN CAMPO I tedeschi Durante l’estate, le divisioni del feldmaresciallo Albert Kesselring (comandante del Gruppo di armate ‘C’ in Italia) si sono ritirate da Roma a Firenze subendo gravi perdite. Nonostante 40.000 tra morti e feriti, 10.000 prigionieri, 300 pezzi di artiglieria e 300 carri armati persi, la X e la XIV Armata tedesche sono riuscite a sfuggire all’annientamento e a riorganizzarsi. Alla fine dell’agosto 1944 Kesselring riceve i rinforzi di 4 nuove divisioni portando così il totale a 23. Il settore orientale della Linea Gotica (Teodorico) è difeso dalla X Armata del generale Heinrich von Vietinghoff, che comprende il LXXVI Corpo d’armata corazzato e il LI Corpo da montagna. Il settore occidentale (Alarico) è difeso dalla XIV Armata del generale Joachim Lemelsen, comprendente il I Corpo paracadutisti e il XIV Corpo corazzato. Tuttavia le divisioni tedesche, anche dopo l’arrivo di rinforzi, sono molto al di sotto dei loro organici, falcidiate dalle perdite. Si stima che Kesselring disponga sulla Linea Gotica di circa 400.000 uomini complessivi. Un’inferiorità numerica militare che, tuttavia, non impedirà alle divisioni tedesche di bloccare per mesi, tra le pianure della Romagna e i crinali dell’Appennino, l’avanzata degli alleati, trasformando la Linea Gotica, ultimo fronte italiano di una guerra ormai perduta, in un’incredibile “vittoria difensiva”. Gli alleati Lo sbarco nella Francia meridionale (Operazione Anvil-Dragoon) il 15 agosto 1944 ha fatto allontanare dall’Italia l’intero Corpo di spedizione francese (4 divisioni coloniali addestrate alla guerra in montagna) e 3 divisioni americane. Così il XV Gruppo d’Armate giunge a ridosso della Linea Gotica con 21 divisioni, di cui 6 corazzate, oltre alla totale supremazia nei cieli assicurata da circa 3.000 aerei. 27 Albert Kesselring (Bundesarchiv Bildarchiv Koblenz). Heinrich von Vietinghoff (Bundesarchiv Bildarchiv Koblenz). Joachim Lemelsen (Bundesarchiv Bildarchiv Koblenz). Harold Alexander (IWM Imperial War Museum London). Oliver Leese (IWM Imperial War Museum London). Mark W. Clark (NARA National Archives Washington). Le armate alleate, al comando del generale Harold Alexander, sono così composte: nel settore orientale l’VIII Armata britannica di Sir Oliver Leese, comprendente il II Corpo polacco, il I Corpo canadese, il V e il X Corpo britannici; nel settore occidentale la V Armata americana del generale Mark Clark, che comprende il XIII Corpo britannico, il II e il IV Corpo americani. All’avvio della battaglia della Linea Gotica Alexander dispone di quasi 1 milione di uomini. Lo sbarco nella Francia meridionale, aprendo un secondo fronte in Europa dopo lo sbarco in Normandia (6 giugno 1944), ha fatto emergere in maniera forte i contrasti fra il primo ministro inglese Churchill ed il presidente americano Roosevelt. Gli inglesi volevano sfondare subito la Linea Gotica e distruggere le forze tedesche in Italia per poi lanciarsi rapidamente nei Balcani prima dell’arrivo dell’Armata Rossa di Stalin, mentre la tattica attendista degli americani con l’Operazione Anvil indebolì lo schieramento alleato in Italia, facendo diventare il fronte italiano secondario. L’attacco alla Linea Gotica, dopo i successi iniziali, procederà sempre più lentamente fino ad arrestarsi nell’inverno, con incalcolabili perdite umane e militari. Gli schieramenti in campo FORZE ALLEATE 8ª ARMATA BRITANNICA II Corpo d’Armata Polacco: 3ª div. fanteria, 5ª div. fanteria, 2ª brig. corazz. I Corpo Canadese: 1ªdiv. fanteria, 5ªdiv. fanteria, 21ª brig. tank, 3ª brig. montagna greca, 2ª div. corazz. neozelandese. V Corpo Britannico: 1ª div. fanteria, 4ªdiv. fanteria, 46ª div. fanteria, 56ªdiv. fanteria, 4ª div. fanteria indiana, 7ª brig. corazz., 25ª brig. tank, corpo italiano di liberazione. X Corpo Britannico: 10ª div. fanteria indiana, 9ª brig. corazz., divisioni ausiliarie italiane 209ª e 228ª, partigiani marchigiani e romagnoli. 5ª ARMATA AMERICANA XIII Corpo Britannico: 1ª div. fanteria, 6ª div. corazz. brit., 8ª div. fanteria indiana, 1ª brig. corazz. canadese; in arrivo 78ª div. fanteria britannica. II Corpo USA: 34ª div. fanteria, 88ª div. fanteria, 91ª div. fanteria. IV Corpo USA: 1ª div. corazz. us., 6ª div. corazz. sudafricana, 85ª div. fanteria us., BEF brasiliano, 45ª task force us., in arrivo 92ª div. fanteria us., divisione ausiliaria italiana 210ª, partigiani emiliani e toscani. FORZE TEDESCHE 10ª ARMATA 29 LXXVI Corpo Corazzato: 1ª div. paracadutisti, 71ª div. fanteria, 5ª div. montagna, 278ª div. fanteria. LI Corpo di Montagna: 114ª div. cacciatori, 44 h.u.d. fanteria, 305ª div. fanteria, 334ª div. fanteria, 715ª div. fanteria, reparti corazzati e cacciatori autonomi; in riserva 29ª div. granatieri corazzati, 90ª div. granatieri corazzati. 14ª ARMATA I Corpo Paracadutisti: 4ªdiv. paracadutisti, 356ª div. fanteria, 362ª div. fanteria. XIV Corpo Corazzato: 26ª div. corazz., 65ªdiv. fanteria, 16ª div. SS. granatieri corazzati. In riserva: 20ª div. Luftwaffe. FORZE R.S.I. 29ª SS. gran. italiani, legioni “M” Tagliamento e Guardie del Duce, divisione “Etna”, bersaglieri e X Mas. La voce dei protagonisti “Il XV gruppo d’armate comportò un’impresa di un valore che certamente non è mai stato superato…. La Linea Gotica fu presa d’assalto dalla 5ª armata americana e dalla 8ª armata britannica.” Feldmaresciallo Sir Harold Alexander, Comandante del XV gruppo d’armate alleate in Italia. “Le vittorie, come la conquista di Roma e l’assalto alla Linea Gotica, rimarranno nei secoli e vi sarà sempre qualcuno che parlerà di Alexander e dei grandi reggimenti ch’egli guidò.” Eric Linklater, The campaign in Italy. London 1951. “La battaglia di Rimini fu una delle più dure battaglie della 8ª Armata. La lotta si può paragonare a quelle di El Alamein, di Mareth e della Linea Gustav (Cassino).” Generale Sir Oliver Leese, Comandante della 8ª Armata fino al 30 settembre 1944. “La battaglia per prendere Rimini fu così amara come le battaglie di El Alamein e Cassino.” Generale Sir Richard McCreery, Comandante della 8ª Armata dal 1° ottobre 1944. “La battaglia degli Appennini fu “una pagina famosa nella storia militare della Germania.” Generalfeldmarshall Albert Kesselring, Comandante del Gruppo Armate ‘C’, Sud-Ovest. “Sulle più ingrate posizioni dell’Appennino, a sud del piccolo Stato di San Marino, 30 fu combattuta la più grande battaglia della campagna d’Italia. I nomi di Fano, Pesaro, Cattolica, Riccione e Rimini rimarranno nella storia della guerra.” Beelitz & Heckel, Alto Comando tedesco a Bellaria, estate 1945. “La battaglia di Rimini è stata la più grande battaglia di mezzi mai combattuta in Italia.” Schaeffer & Wobbeking in: Lemelsen, 29. Division, 1960. “La battaglia di Rimini, caratterizzata dalla concentrazione di mezzi in un’area delimitata, prenderà posto nella storia come esempio d’una battaglia di logoramento in grande stile.” Pretzell, Alto Comando tedesco a Bellaria, estate 1945. “Perdite del nemico nella battaglia di Rimini: 661 mezzi corazzati. Le nostre perdite ammontano a 93 mezzi corazzati.” KTB AOK 10 (diario di guerra della 10a Armata tedesca). L’ATTACCO ALLA LINEA GOTICA SUL METAURO L’offensiva della Linea Gotica viene lanciata sulle rive del Metauro la notte fra il 25 e il 26 agosto del 1944 e ha l’obiettivo immediato della conquista di Rimini. Ma quella che doveva essere una veloce marcia verso Trieste, Vienna e i Balcani, divenne un’amara lenta avanzata. I 22 giorni dal Foglia al Marecchia, segnarono innumerevoli lutti nell’uno e nell’altro esercito e diedero un volto nuovo all’Europa Centro Orientale. Prima dell’VIII Armata raggiunse i Balcani l’Armata Rossa, ponendo così le premesse di un’Europa divisa in due blocchi contrapposti che, per 45 anni, vissero sulle frontiere della “guerra fredda” sino all’incredibile e indimenticabile 1989. The Gothic Line offensive on the Metauro banks The Gothic Line offensive launched on the nights of the 25th and 26th August on the banks of the Metauro river with the objective of the immediate conquest of Rimini. But what should have been a quick march towards Trieste, Vienna and the Balkans, becomes a bitter, slow progress. The twenty two days from Foglia to Marecchia, resulting in numerous casualties in one army or another and gave a new aspect to Central Eastern Europe. The Red Army reach the Balkans before the 8th army, setting the scene for a Europe divided into two conflicting blocks that, for 45 years, lived through the cold war until the incredible and unforgettable events of 1989. Der Angriff auf die Gotenstellung an den Ufern des Metauro In der Nacht vom 25. zum 26. August 1944 beginnt an den Ufern des Metauro der Angriff auf die Gotenstellung. Das Hauptziel der Alliierten ist die Besetzung der Stadt Rimini. Geplant war ein 31 (IWM 18044) Il Primo Ministro W. Churchill e il gen. Alexander osservano l’attacco alleato dal posto di osservazione a Monte Maggiore. (IWM 18044) The Prime Minister W. Churchill and General Alexander watching the allied attack from the observation post at Monte Maggiore. (IWM 18044) Der englische Premierminister W. Churchill und General Alexander verfolgen in Monte Maggiore den Angriff der Alliierten von einem Beobachtungsposten aus. (IWM 18013) Mr. Winston Churchill è in Italia accanto all’VIII Armata (25 agosto 1944) (IWM 18013) Mr. Winston Churchill in Italy by the 8th Army (25th August 1944) (IWM 18013) Winston Churchill in Italien bei der 8.Armee (25. August 1944) schnelles Vorrücken in Richtung Triest, Wien und -letztlich- den Balkan, aber bald wird daraus ein langsamer, zäher Vormarsch.Die 22-tägigen Kampfhandlungen vom Foglia in Richtung Marecchia verursachen schwere Verluste in beiden Heeren und führen zu tiefgreifenden politischen Veränderungen in Mittel- und Osteuropa. Die Rote Armee erreichte als erste -noch vor der 8. britischen Armee- den Balkan und schuf damit die Voraussetzungen für ein in zwei gegensätzliche Blöcke geteiltes Europa: 45 Jahre lang wird hier der „Kalte Krieg“ herrschen - bis zur historischen Wende des Jahres 1989. AREA FOGLIA Dopo la Battaglia del Metauro, il II Corpo polacco opera nell’ambito della 8ª Armata britannica e in diretta cooperazione con il I Corpo canadese. Il suo settore va dalla linea costiera fino a Montemaggiore ed ha il compito di avanzare dal fiume Metauro verso il Foglia con la 5ª Divisione “Kresowa” e con la 3ª Divisione “Fucilieri dei Carpazi” e di dirigersi dal fiume Foglia verso Monteluro. Il 30 agosto squadroni dei “Lancieri dei Carpazi” e della “Household Cavalry” riescono a penetrare a Pesaro, difesa dai paracadutisti della 1. Fschjg., ma vengono respinti. Solo il 2 settembre, dopo durissimi combattimenti, i “Lancieri dei Carpazi” entrano in maniera definitiva a Pesaro, mentre i “Fucilieri dei Carpazi” si dirigono verso Monte Boncio, a nord, e poi verso il mare in direzione di Fiorenzuola di Focara, costringendo i tedeschi, ormai accerchiati, a ritirarsi. Foglia area After the battle of Metauro, the II Polish Corps operate in the field with the 8th British armed division and in direct co-operation with the I Canadian Corps. Their area stretched from the coastline to Montemaggiore and had orders to advance from the Metauro river towards Foglia. With the “Kresowa” 5th division and the “Carpathian Riflemen” “Fucilieri dei Carpazi” 3rd division, they make their way from the river Foglia towards Monteluro. On the 30th August the “Carpathian Lancers” or “Lancieri dei Carpazi” and the “House Cavalry” succeed in entering Pesaro, defended by the 1st parachute Fshjg., but they are forced back. Only on the 2nd September, after a tough battle, the “Carpathian Lancers” or “Lancieri dei Carpazi” finally enter Pesaro, while the “Carpathian Riflemen” head towards Monte Boncio, to the north, and then towards the sea in the direction of Fiorenzuola of Focara, forcing the Germans, by now surrounded, to retreat. Gebiet um den Fluss Foglia Nach der Schlacht am Fluss Metauro operiert das polnische Armeekorps der 8. britischen Armee in direkter Zusammenarbeit mit dem kanadischen Armeekorps. Sein Sektor verläuft von der Adriaküste bis Montemaggiore, es hat die Aufgabe, mit der 5. „Kresowa“-Division vom Fluss Metauro zum Fluss Foglia und danach mit der „Karpatenschützen“-Division vom 34 (IWM 18192) Uomini e macchine avanzano attraverso il fiume Foglia, ai piedi delle colline che formano la Linea Gotica. La 56ª divisione britannica dà il cambio alla 46ª che è in azione dall’inizio dell’offensiva (25 agosto 1944). (IWM 18192) Men and machines move forward across the River Foglia, at the feet of the hills forming the Gothic Line. The 56th is relieving the 46th British Division,which has been in action since the beginning of the offensive (25th August 1944). (IWM 18192) Menschen und Fahrzeuge rücken im Flussbett des Foglia vor, am Fuß der Hügel, die die Grüne Linie bilden. Die 56. Britische Division löst die 46. Division ab, die seit dem Anfang der Offensive in Aktion ist (25. August 1944). (IWM 18155) Veduta di una parte della Linea Gotica. In primo piano il letto del fiume Foglia. (IWM 18155) View of a part of the Gothic Line. The bed of the River Foglia can be seen in the foreground. (IWM 18155) Blick auf einen Teil der Grünen Linie. Im Vordergrund das Flussbett des Foglia. Fluss Foglia in Richtung Monteluro vorzurücken. Am 30. August dringen Schwadronen der „Karpatenlanzenreiter“ zusammen mit der „Household Cavalry“ in Pesaro ein, das von der 1. Fallschirmjägerdivision verteidigt wird, aber sie werden zurückgedrängt. Erst am 2. September, nach erbitterten Gefechten, können sie schließlich in die Stadt Pesaro eindringen, während die „Karpatenschützen“ nach Norden bis zum Berg Boncio und dann weiter zum Meer nach Fiorenzuola di Focara vorrücken. Die umzingelten Deutschen sind gezwungen, sich zurückzuziehen. AREA PIANDICASTELLO E MONDAINO Piandicastello, difesa dalla 276ª Div. Fant., è attaccata dalla 1ª Div. Inglese e dalla IV Div. Indiana. Dopo un feroce scontro con i Gurkhas, i difensori sono costretti a ritirarsi. Il primo settembre, preceduto da un intenso fuoco di artiglieria che causa numerose perdite ai tedeschi, i Leicester della 46ª Fant. con un attacco notturno conquistano Mondaino. Piandicastello and Mondaino areas Piandicastello, defended by the 276th infantry division is attacked by the 1st English division and the 4th Indian division, after a ferocious battle with the Gurkhas, the defenders are forced to retreat. On the 1st September, preceding an intense artillery bombardment, that resulted in numerous German casualties, the 46th Leicester infantry conquer Mondaino during a night attack. Gebiet um Piandicastello und Mondaino Piandicastello -verteidigt von den deutschen Infanteristen der 276. Division- wird von der 1. britischen Division zusammen mit der 4. indischen Division angegriffen. Nach einem harten Gefecht gegen die Gurkha müssen sich die Verteidiger zurückziehen. Am 1. September, nach einem starken Artilleriefeuer, das große Verluste unter den Deutschen verursacht hat, erobern die Infanteristen des Leicester Regiments der 46. britischen Division bei einem nächtlichen Angriff das Dorf Mondaino. AREA SAN CLEMENTE Il 3 settembre gli inglesi della 46ª Brit. occupano San Clemente, difesa dalla 26ª Pz., ma per avanzare in direzione San Savino occorre l’appoggio della 1ª Cor. Brit.. Il 4 settembre l’assalto sarà portato dai Queen’s Bays e dal 10° Hussars. Ma i carri sono sotto il tiro degli artiglieri tedeschi, appostati a Croce e a Gemmano. Bisognerà attendere la conclusione della seconda battaglia di Coriano, il 13 settembre. Solo allora, infatti, attraverso l’azione combinata dei Queen’s Bays e dei Gurkhas, Passano potrà essere occupata, dopo un durissimo combattimento, mentre San Savino verrà conquistata dalla 18ª Brigata. 36 (IWM 18470) Un cannone dei difensori “a duplice impiego” messo fuori uso nel letto del fiume Ventena. (IWM 18470) A knocked-out German 88 mm dual-purpose gun in the bed of the River Ventena. (IWM 18470) Eine beschädigte 88 mm Mehrzweckkanone der Verteidiger im Bett des Flusses Ventena. (IWM 18390) Un anziano guarda dal suo paese l’interminabile colonna di carri armati e veicoli delle truppe alleate. (IWM 18390) An elderly civilian gazing down from his town onto an endless stream of tanks and vehicles of the allied troops. (IWM 18390) Ein älterer Einheimischer verfolgt mit seinem Blick von seinem Dorf aus die endlose Kolonne von Panzern und Wagen der alliierten Truppen. (IWM 18493) Fanti del 14° Btg. Sherwood Foresters, della 1° divisione corazzata, entrano in San Clemente (9 settembre 1944). (IWM 18493) Infantrymen of 14th Btn. Sherwood Foresters, 1st Armoured Division entering the village of San Clemente (9th September 1944). (IWM 18493) Infanteristen des 14. Sherwood Foresters Bataillons der 1. Panzerarmee dringen in San Clemente ein (9. September 1944). San Clemente area On 3rd September the English of the 46th British occupy San Clemente, defended by the 26th Panzer division, but in order to advance in the direction of San Savino they need the support of the 1st British Corps… On 4th September the assault will be carried out by the Queen’s Bays (2nd Dragoon Guards) and the 10th Hussars. The trucks however, came under German artillery fire, lying in wait at Croce and Gemmano.They will have to await the outcome of the second battle of Coriano, on 13th September, only then in fact, through the combined action of the Queen’s Bays (2nd Dragoon Guards) and the Gurkhas, will Passano be occupied after a bloody battle, while San Savino came to be occupied by the 18th Brigade. Gebiet um San Clemente Der Ort San Clemente, verteidigt von der 26. deutschen Panzerdivision, wird am 3. September 1944 von den Infanteristen der 46. britischen Division besetzt. Allerdings sind sie, um in Richtung San Savino vorrücken zu können, auf die Unterstützung der 1. britischen Panzerarmee angewiesen. Am 4. September greifen die Queen’s Bays zusammen mit dem 10. Hussars Regiment an. Die britischen Panzer befinden sich sofort unter Beschuss der deutschen Artilleristen, die um Croce und Coriano aufgestellt waren. Erst nach dem Ende der zweiten Schlacht von Coriano, am 13. September, wird Passano dank der konzertierten Aktion der Queen’s Bays mit den Gurkhatruppen nach einem erbitterten Gefecht endlich von den britischen Truppen besetzt. San Savino wird von der 18. britischen Brigade erobert. AREA CORIANO LA PRIMA BATTAGLIA DI CORIANO. LA SECONDA BATTAGLIA DI CORIANO - PASSANO - SAN SAVINO 4 - 6 settembre 1944: prima battaglia di Coriano. 12 - 16 settembre 1944: seconda battaglia di Coriano - Pasano - San Savino. La resistenza dei difensori a Coriano si è improvvisamente irrigidita. I duelli di artiglieria si susseguono di giorno, e di notte agiscono pattuglie di fanteria. La fanteria della 1ª divisione corazzata prepara un grande attacco onde permettere ai mezzi corazzati di dilagare nella pianura. Coriano area. The first Coriano battle. The second battle of Coriano - Passano - San Savino. 4th - 6th September 1944: the first Coriano battle. 12th - 16th September 1944: the second battle of Coriano - Passano - San Savino. The resistance of the defenders in the Coriano area has suddenly stiffened, and artillery duels are the order of the day, with infantry patrols at night. The infantry of the 1st Armoured Division are preparing for a major attack to allow the armour to 38 (IWM 18490) Fanti Gurkha esaminano un cannone anticarro catturato ai difensori vicino a San Clemente. (IWM 18490) Gurkha infantrymen inspecting an anti-tank gun captured to the defenders near San Clemente. (IWM 18490) Gurkha inspizieren eine erbeutete Panzerabwehrkanone. (IWM 18629) Un carro armato tedesco con cannone da 75 mm incendiato nell’area di Coriano. (IWM 18629) A burnt-out German 75 mm S.P. gun in the Coriano area. (IWM 18629) Ein ausgebrannter deutscher Panzer mit einer 75 mm Kanone bei Coriano. (IWM 18805) Un cimitero canadese accanto ad una strada principale. (IWM 18805) A Canadian cemetery beside the main road. (IWM 18805) Ein kanadischer Friedhof neben einer Hauptstraße. (IWM 18704) Due difensori uccisi in un casolare. I loro camerati non hanno avuto il tempo di seppellirli. (IWM 18704) Two Germans killed in a cottage. Their comrades had no time to bury them. (IWM 18704) Zwei in einem Bauernhof getötete deutsche Soldaten. Ihre Kameraden hatten nicht die Zeit, sie zu begraben. (IWM 18628) Un blindato Bren del 2° Royal Fusiliers attraversa Coriano. (IWM 18628) A Bren carrier of 2nd Royal Fusilers passes along the road through Coriano. (IWM 18628) Ein gepanzertes Bren-Fahrzeug der 2. Royal Fusiliers durchquert Coriano. move through onto the plains. Gebiet um Coriano. Die erste Schlacht um Coriano. Die zweite Schlacht um Coriano - Passano - San Savino. 4. - 6. September 1944: die erste Schlacht um Coriano. 12. - 16. September 1944: die zweite Schlacht um Coriano - Passano - San Savino. Der Widerstand der Deutschen bei Coriano ist erbitterter geworden. Während des Tages finden Artillerieduelle statt, nachts hingegen sind Spähtrupps in Aktion. Die Infanteristen der 1. Panzerdivision der Alliierten bereiten einen massiven Angriff vor, um den Panzern das Eindringen in die Ebene zu ermöglichen. 41 UN ESERCITO MULTIETNICO All’interno dell’VIII Armata britannica, oltre a unità inglesi, scozzesi, gallesi e nord irlandesi vi sono diversi reparti indiani (reparti musulmani, come i Baluch ed i Punjab, reparti Hindu e Sikh. reparti Gurkha), canadesi, sudafricani (bianchi) e neozelandesi fra cui i Maori di origine polinesiana. Da ricordare anche la Brigata ebraica formata da ebrei della Palestina, mentre gli arabi della Palestina formarono un proprio reparto nell’Esercito tedesco. Al fianco degli inglesi vi erano anche polacchi e greci. A multinational army Within the 8th British armed division, as well as English, Scottish, Welsh and Northern Irish units, there were also various Indian units (Muslim troops, such as Baluch and Punjab; there were also Hindu, Sikh and Gurkha units). In addition to these there were also Canadian, South African, New Zealanders and Maoris of Polynesian descent. Lest we forget there was also a Jewish Brigade of Palestinian Jews, while within the German army there was an actual unit of Palestinian arabs. Fighting alongside the English there were also Poles and Greeks. Ein multiethnisches Heer Die britische Armee bestand neben Engländern, Schotten, Walisern und Iren (aus Nordirland) auch aus verschiedenen indischen Abteilungen (unterteilt in muslimische Abteilungen der Baluch und Punjab, Abteilungen von Hindu und Sikh und Abteilungen der Gurkha). Zu ihr gehörten auch Kanadier, weiße Südafrikaner und Neuseeländer, unter ihnen Maori polynesianischer Herkunft. Zu erwähnen auch die jüdische Brigade, zusammengesetzt aus Juden aus Palästina (die Araber aus Palästina hatten eine eigene Abteilung in der deutschen Wehrmacht...). An der Seite der Engländer kämpften auch Polen und Griechen. 42 (IWM 19248) Un bulldozer impantanato e il suo conducente. (IWM 19248) A bogged-down bulldozer and his driver. (IWM 19248) Ein im Schlamm stecken gebliebenes schweres Raupenfahrzeug mit seinem Fahrer. Nelle pagine precedenti: Panoramica della Sala grande al primo piano (Sezione C) View of the Great Hall on the first floor (Section C) Gesamtansicht des großen Saales im Obergeschoss (Ausstellungsbereich C) SEZIONE C: Le ultime settimane dell’operazione “Olive“. Le sanguinose battaglie di Croce e Gemmano. AREA CROCE - SAN SAVINO Nella notte dal 12 al 13 settembre, 3 battaglioni della 169ª brigata, 56ª divisione, attaccano i difensori trincerati saldamente sul colle Croce. Croce - San Savino area During the night between September 12th and 13th three Battalions of the 169th Brigade, 56th Division, launched an attack against strong defender units firmly entrenched on Croce hill. Gebiet um Croce - San Savino In der Nacht vom 12. zum 13. September greifen drei Bataillone der 169. Brigade, 56. Division, starke Einheiten der deutschen Verteidiger an, die sich bei Croce verschanzt hatten. 47 (IWM 18620) Carristi Bren attraversano San Savino ancora sotto il pesante cannoneggiamento dei difensori. (IWM 18620) Bren carriers passing through San Savino, which was still under heavy shellfire. (IWM 18620) Gepanzerte BrenFahrzeuge passieren San Savino, das noch unter starkem Beschuss der Deutschen steht. (IWM 18671) Nel villaggio di Croce, carri armati della 7ª Brigata Corazzata trovano enorme resistenza da parte dei difensori, provvisti di bazooka simili a quelli americani. Nella foto si vedono tre Sherman distrutti da questa arma micidiale. (IWM 18671) In the village of Croce, tanks of the 7th Armoured Brigade meet overwhelming opposition from the defenders armed with anti-tank weapons similar to the American Bazooka. The picture shows three Sherman tanks knocked out by this weapon. (IWM 18671) In Croce trifft die 7.englische Panzerbrigade auf übermächtigen Widerstand der Verteidiger, die mit Panzerabwehrwaffen ausgerüstet sind, die den amerikanischen Bazookas ähneln. Auf diesem Foto sind drei Sherman-Panzer zu sehen, die von dieser tödlichen Waffe zerstört wurden. (IWM 18802) Un carro armato tedesco Mk IV, distrutto a San Savino. (IWM 18802) A knocked-out Mk IV German tank at San Savino. (IWM 18802) Ein in San Savino zerstörter deutscher Mk IV Panzer. LA CAPITOLAZIONE DI GEMMANO 14 settembre 1944. Il paese di Gemmano è stato trasformato dai difensori in una fortezza. É situato sulla cima di un alto colle da cui si ha un’ampia vista dei movimenti degli attaccanti. É necessario conquistarlo perchè il grosso dell’esercito alleato possa proseguire. Dopo 10 giorni di spietati combattimenti, con pesantissime perdite dall’una e dall’altra parte, la vetta del colle, sul quale restano solamente le rovine di ciò che era il turrito e placido paese di Gemmano, viene conquistata dagli attaccanti, sotto un furioso fuoco di mortai e di cannoni dei difensori. Gemmano capitulation September 14th 1944. The village is situated on a high peak overlooking the allied forces, and must be captured before the main body can push on. After 10 days of fierce fighting, resulting in heavy losses in men on both sides, the hill, on top of which stands the ruins of the village, has been captured by British troops. The top of the hill is still under heavy mortar and shell fire from the defenders. Die Kapitulation von Gemmano 14. September 1944. Aufgrund seiner strategischen Lage ist Gemmano von den Deutschen in eine Festung verwandelt worden. Auf der Spitze eines hohen Hügels gelegen, erlaubt es die Kontrolle über die Truppenbewegungen der Angreifer. Seine Eroberung ist unabdingbar, um das Vorrücken der Alliierten zu ermöglichen. Nach 10 Tagen erbarmungsloser Kämpfe mit äußerst starken Verlusten auf beiden Seiten wird-unter intensivem Mörser- und Artilleriebeschuss- von den alliierten Angreifern der Hügel erobert, auf dem nur noch die Reste des einstmals ruhigen und mit vielen Türmen bewehrten Dörfchens Gemmano stehen. 50 (IWM 18659) Un carro blindato Bren sorpassa uno Sherman incendiato mentre sale a Gemmano. (IWM 18659) A Bren Carrier passes a burnt-out Sherman as it enters Gemmano. (IWM 18659) Auf dem Weg hinauf nach Gemmano fährt ein Bren Panzer an einem ausgebrannten Sherman vorbei. (IWM 18660) Gemmano distrutto. (IWM 18660) The shattered village of Gemmano. (IWM 18660) Das zerstörte Gemmano. (IWM 18661) Difensori caduti tra le rovine di Gemmano. (IWM 18661) Some of the defenders who died among the ruins of Gemmano. (IWM 18661) Gefallene deutsche Soldaten zwischen den Ruinen von Gemmano. AREA MONTE COLOMBO Monte Colombo è stato conquistato dai fanti del reggimento Hampshire della 46ª divisione. In seguito questi, a causa del pesante fuoco d’artiglieria dei difensori, non riescono a tenere il paese, ma rimangono saldi lungo i pendii che lo circondano. Monte Colombo area Monte Colombo is captured by infantrymen of the 46th Division of the Hampshire Regiment. Afterwards due to the heavy shelling by the defenders, they are unable to hold the village, but hold firmly onto the hills surrounding it. Gebiet um Monte Colombo Monte Colombo wird von Infanteristen des Hampshire Regiments der 46. Division eingenommen. Wegen des schweren Artilleriefeuers der Verteidiger können die Alliierten das Dorf nicht halten, aber es gelingt ihnen die Stellung auf den Hängen, die es umgeben, zu halten. 52 (IWM 18811) Veduta generale di Monte Colombo. (IWM 18811) General view of Monte Colombo. (IWM 18811) Gesamtansicht auf Monte Colombo. (IWM 18809) La posizione di questo carro armato è invulnerabile tranne che di fronte, eppure controlla un buon campo di fuoco. L’unico svantaggio di questa installazione è che l’equipaggio non ha il tempo di muovere il suo carro quando viene attaccato direttamente, e deve abbandonarlo. (IWM 18809) This tank position is invulnerabile except from the front, and yet it controls a wide fire-field. Only disadvantage of this kind of position is that the tank crew do not have time to move their vehicle when directly attacked, and have to abandon it. (IWM 18809) Aufgrund seiner Position verfügt dieser Panzer über ein weites Schussfeld, gleichzeitig ist er nur im Falle eines Frontalangriffs gefährdet. Unter diesen Umständen hätte die Besatzung nämlich keine Zeit zum Wenden und müsste ihn aufgeben. LA RAPIDA CONQUISTA DI MONTESCUDO Nella notte tra il 14 e il 15 settembre il 5° Hampshire della 46ª brit., sotto le mura di Montescudo al bivio per Trarivi, sorprende un plotone di tedeschi e li disperde. All’alba, con l’aiuto dei tanks, dopo duri combattimenti contro il famoso 100° Regt. Alpino (Gebirgsjäger) che si era asserragliato in posizioni fortificate all’interno del paese, riesce a penetrare e a respingere i difensori verso il Monte della Croce. The quick conquest of Montescudo During the nights of 14th and 15th September the 5th of the 46th British surprise a German platoon, under the walls of Montescudo, at the crossroads for Trarivi, and disperse them. At dawn employing tanks, after an arduous battle between the famous 100th Alpine Regiment (Gebirgsjäger), who barricaded themselves into fortified positions around the town, managed to penetrate and repel the defenders towards Monte della Croce. Die rasche Eroberung von Montescudo In der Nacht vom 14. auf den 15. September überrascht das 5. Regiment der 46. britischen Division unter den Ringmauern von Montescudo, an der Abzweigung nach Trarivi, eine deutsche Abteilung und treibt sie auseinander. Bei Tagesanbruch und nach einem erbitterten Gefecht mit dem berühmten 100. Regiment der Gebirgsjäger, die sich in befestigten Stellungen im Stadtkern verschanzt hatten, dringen die britischen Infanteristen, unterstützt von Panzern, in das Städtchen Montescudo ein und zwingen die Deutschen, sich in Richtung Monte della Croce zurückzuziehen. 54 (IWM 18819) Veduta generale del paese di Montescudo. In primo piano un autocarro Bren bruciato. (IWM 18819) General view of the town of Montescudo, with a burnt out Bren carrier in the foreground. (IWM 18819) Gesamtansicht auf das Dorf Montescudo mit einem ausgebrannten Bren – Lastkraftwagen im Vordergrund. (IWM 18812) La piazza di Montescudo, per la quale le truppe britanniche della 46ª Divisione combatterono un’aspra battaglia. (IWM 18812) The square of Montescudo, for which British troops of 46th Division fought a fierce battle. (IWM 18812) Der Dorfplatz von Montescudo. Er war von den britischen Truppen der 46. Division erbittert umkämpft worden. (IWM 18645) Carri armati britannici salgono per appoggiare la fanteria in un attacco nell’area di Montescudo. (IWM 18645) Tanks moving up to support British infantry in an attack in the Montescudo area. (IWM 18645) Britische Panzer fahren nach Montescudo hoch, um ihre Infanterie bei einem Angriff zu unterstützen. (IWM 18816) Un bulldozer alleato rimuove le macerie nel centro di Montescudo (IWM 18816) An allied bulldozer clears the rubble in the centre of Montescudo. (IWM 18816) Eine alliierte Planierraupe befreit den Stadtkern von Montescudo von den Trümmern. AREA TRARIVI Il 16 settembre, dopo un bombardamento spaventoso, fanti e corazzati della 46ª Brit. attaccano Trarivi, tenuto dal 100° Rgt. alpino (Gebirgsjäger), ma vengono respinti. Solo il mattino seguente, il 17 settembre, entrano nel paese, abbandonato dai difensori. Sempre nello stesso giorno il 2° Hampshire della 128ª Brigata si impadronisce del Monte della Croce, sopra Montescudo, dopo aver neutralizzato le ultime resistenze nemiche, asserragliate intorno alla Chiesa di San Pietro, ora Chiesa della Pace. Trarivi area On 16th September after a terrible bombardment, the 46°British infantry and tanks attack Trarivi, held by the 100th alpine Regiment (Gebirgsjäger), but they were beaten back. But the following morning they enter the town, abandoned by the defenders. On the same day the 2nd Hampshire 128th Brigade take Monte della Croce, above Montescudo, after neutralising the last enemy resistance, barricading themselves in around St. Peter’s Church, now the Church of Peace. Gebiet um Trarivi Am 16. September greifen, nach einem verheerenden Beschuss, Infanteristen und Panzer der 46. britischen Division Trarivi an. Der Ort wird von dem 100. Regiment der Gebirgsjäger verteidigt, denen es gelingt, die britischen Angreifer zurückzudrängen. Erst am Morgen des nächsten Tages, dem 17. September, dringen die britischen Truppen in das Dorf Trarivi ein, das von den Deutschen geräumt worden war. Am selben Tag besetzen die Infanteristen des 2. Hampshire Regiments der 128. Brigade den Kreuzberg, oberhalb der Ortschaft Montescudo. Sie hatten zuvor den letzten Widerstand der Verteidiger überwinden müssen, die sich um die Kirche von S. Peter, die heutige Friedenskirche, verschanzt hatten. 57 (IWM 18753) Una donna di Trarivi torna dal rifugio e trova la sua casa in rovine. (IWM 18753) A woman returns to the town of Trarivi, only to find her home in ruins. (IWM 18753) Eine einheimische Bäuerin kommt nach Trarivi zurück. Statt ihres Hauses findet sie nur noch Schutt und Asche vor. (IWM 18673) Fanti e veicoli blindati della 56ª divisione britannica salgono gli erti e polverosi sentieri. (IWM 18673) Infantry and armoured vehicles of the 56th British Division move up steep slopes. (IWM 18673) Infanterie und gepanzerte Fahrzeuge der 56. britischen Division fahren steile, staubige Wege hoch. (IWM 18708) Carro armato germanico colpito sul ciglio di una strada lungo la valle del Marano. (IWM 18708) A captured German tank on the roadside along the River Marano valley. (IWM 18708) Beschädigter deutscher Panzer am Rand einer Straße des Marano-Tals. (IWM 18710) Fanti britannici al ciglio della strada di Trarivi, accanto a Chiesa Nuova, guardano il fiume Marano e la valle. (IWM 18710) British infantrymen dug in at the side of the road of Trarivi, overlooking the Marano river and valley. (IWM 18710) Britische Infanteristen, eingegraben am Rand der Strasse von Trarivi, überschauen den Marano-Fluss und sein Tal. AREA MARANO. ATTACCO ALLA LINEA GIALLA Il 17 settembre i Lincolns della 138ª attraversano il Marano a Vallecchio e puntano a conquistare Montelupo, difesa strenuamente dagli austriaci del 100° Regt. (Gerbirgsjäger) alpino. Cerasolo viene investita dalla 28ª Brigata della 4ª Fanteria Britannica il 16 settembre. A difenderla ci sono i granatieri tedeschi della 26ª Panzerarmee. Dopo un durissimo scontro i tedeschi devono ritirarsi dietro la ferrovia e l’Ausa. Marano area. Attack on the Yellow Line On 17th September the 138th Lincolns crossing the Marano at Vallecchio and heading to conquer Montelupo, strenuously defended by the Austrian alpine 100th Regiment (Gerbirgsjäger). Cerasolo is attacked by the 28th Brigade British infantry on 16th September, defending it are the 26th Panzer German division. After a long hard battle the Germans are forced to retreat behind the railway line and l’Ausa. Gebiet um den Marano. Angriff auf die “Gelbe Linie“ Am 17. September durchquert die 138. Brigade der Lincolns den Fluss Marano bei Vallecchio mit dem Ziel, den Ort Montelupo, der mit Verbissenheit von den Österreichern des 100. Regiments (Gebirgsjäger) verteidigt wird, einzunehmen. Am 16. September wird Cerasolo, verteidigt von den deutschen Panzergrenadieren der 26. Panzerarmee, von der 28. Brigade der 4. britischen Division angegriffen. Nach einem erbitterten Gefecht müssen sich die Verteidiger hinter die Eisenbahnlinie und den Fluss Ausa zurückziehen. 61 (IWM 18795) Carri Bren, carichi di fanti, passano attraverso il letto asciutto del fiume Marano. (IWM 18795) Bren carriers loaded with infantrymen pass over the dry river bed of the River Marano. (IWM 18795) BrenPanzer, beladen mit Infanteristen, durchqueren das ausgetrocknete Flussbett des Marano. (IWM 18799) Quattro soldati tedeschi morti ad un incrocio sulla sommità di una collina vicino a Cerasolo. (IWM 18799) Four German soldiers who died at a cross-roads on a hilltop near Cerasolo. (IWM 18799) Vier tote deutsche Soldaten an einer Kreuzung auf dem Gipfel eines Hügels bei Cerasolo. (IWM 18760) – Fanti del 2°/5 reggimento della Regina che si stanno trincerando. Sullo sfondo è il letto prosciugato del fiume Marano e veicoli che vengono ammassati in preparazione allo sfondamento verso la pianura padana. Infantrymen of the 2/5 Queen’s Regiment digging in. in the background is the dried-up bed of the river Marano, and some of the transport which is massing prior to the break through onto the Lombardy Plains. Infanteristen des 2./5 Queen’s Regiment verschanzen sich. Im Hintergrund das ausgetrocknete Flussbett des Marano und einige der Fahrzeuge, die zur Vorbereitung des Durchbruches in die Po Ebene zusammengezogen werden. AREA MONTEFIORE Le truppe britanniche, che combattono nel settore adriatico, hanno incontrato forte resistenza da parte dell’artiglieria nascosta dietro gli speroni collinari. I difensori hanno trasformato i colli in piccole fortezze e gli attaccanti ammassano artiglieria, carri armati e fanteria per snidare i difensori dagli ultimi caposaldi della pianura padana. Montefiore area British troops fighting in the Adriatic sector are meeting strong opposition from defenders artillery concealed in the mountainous country. The Germans have converted the hills into miniature fortresses, and British troops are massing artillery, tanks and infantry to clear the defenders from the last remaining strongpoint before the Po Valley. Gebiet um Montefiore Die britischen Truppen, die im Adriagebiet kämpfen, sind auf starken Widerstand der deutschen Artillerie gestoßen, die sich hinter den Ausläufern der Hügel verschanzt hat. Die Verteidiger haben die Hügel in kleine Festungen verwandelt. Die Angreifer setzen starke Artillerie-Panzer und Infanterieverbände ein, um die Deutschen aus den letzten Stützpunkten vor der Po- Ebene zu vertreiben. 64 (IWM 18340) Questo tiratore scelto tedesco, che difendeva una biforcazione stradale accanto a Morciano, è stato colpito da una granata. (IWM 18340) This German sniper, covering a road junction near Morciano, was caught by Allied shellfire. (IWM 18340) Dieser deutsche Scharfschütze wurde von einer Granate getroffen, während er eine Straßengabelung bei Morciano verteidigte. (IWM 18530) Un carro Churchill passa attraverso le piccole strade di Montefiore per prendere posizione per il prossimo attacco. (IWM 18530) A Churchill tank now passes through the narrow streets of Montefiore to take up position for the forthcoming attack. (IWM 18530) Ein Churchill-Panzer fährt durch die kleinen Straßen von Montefiore, um für den nächsten Angriff neu Stellung zu beziehen. (IWM 18475) Un cannone da 76 mm fa fuoco da Montefiore su Gemmano (8 settembre 1944). (IWM 18475) A 17-Pounder gun shelling the village of Gemmano from Montefiore (September 8th 1944). (IWM 18475) Eine 76 mm Kanone feuert von Montefiore aus auf Gemmano (8. September1944). CIMITERO DI CORIANO E DELLA FUTA Qui, a Coriano, riposano “millenovecentoquaranta soldati” caduti in questa tranquilla campagna. Mentre si indugia qui, al crepuscolo, è inevitabile riflettere sull’offensiva che ne causò la morte. Le file di lapidi bianche si perdono nell’ombra, ognuna con un emblema di unità militare, con un nome, un’iscrizione scelta da chi aveva a cuore l’uomo sepolto. Ci sono altri cimiteri di guerra in Alta Italia, americani, inglesi, polacchi, greci, ma questa distesa di sepolture ha un significato speciale perchè fu proprio in questo luogo che naufragò la pianificata “vittoria d’autunno”. Il loro esercito a Vienna non giunse mai. Nel cimitero del Passo della Futa invece riposano i caduti tedeschi. Futa and Coriano cemetery Here, in Coriano lie “one thousand nine hundred and forty soldiers” who sacrificed their lives in this peaceful countryside. While one lingers here, at nightfall, it is inevitable that one reflects on why they died. The lines of white headstones that are lost in the shadows, each one representing a military unit, with a name and an inscription chosen by someone who loved the interned man. There are other war cemeteries in Northern Italy, American, English, Polish and Greek, but this burial place has a special significance because it was in this exact place that the plan for the “autumn victory” was wrecked. Their army never reached Vienna. German soldiers were buried in Futa cemetery. Alliierter Kriegsfriedhof von Coriano und deutscher Kriegsfriedhof am Futapass Hier, in der friedlichen Hügellandschaft Corianos, ruhen „eintausendneunhundertvierzig Soldaten“.Bei Sonnenuntergang an diesem bewegenden Ort zu verweilen, bedeutet zwangsläufig über die Offensive, die den Tod all dieser Soldaten verursachte, zu meditieren. Die Reihen von weißen Grabsteinen verlieren sich in der Abenddämmerung, jeder Grabstein trägt einen Namen, ein Wappen der militärischen Zugehörigkeit und eine Inschrift, ausgewählt von denen, die den Gefallenen im Herzen trugen. In Norditalien befinden sich andere Kriegsfriedhöfe, amerikanische, englische, polnische und griechische. Aber diese lange Reihe von weißen Grabstätten hat eine besondere Bedeutung, weil genau hier der geplante „Herbstsieg“ scheiterte. Ihr Heer kam nie in Wien an. Die deutschen Soldaten hingegen sind auf dem Friedhof des Futapasses begraben. 67 Il ten. Harris, caduto il 16 settembre 1944 sul fronte di Trarivi, tra Chiesa Nuova (ora Tempietto Sacro) e la Chiesa Parrocchiale di San Pietro (ora Chiesa della Pace), riposa sulle pendici di Coriano. Ten. Harris, died on September 16th 1944 on Trarivi front, between Chiesa Nuova (now known as Tempietto Sacro) and Saint Peter’s Church (now Chiesa della Pace), rests on the slopes of Coriano. An den Hängen Corianos das Grab des Oberleutenants Harris, gefallen am 16. September 1944 an der Front in Trarivi, zwischen der Neuen Kirche (heute kleines Tempelchen am Ortseingang) und der Sankt Peterskirche (heutige Friedenskirche). Il cimitero degli alleati a Coriano. The allied cemetery in Coriano. Alliierter Kriegsfriedhof von Coriano. Cimitero tedesco del Passo della Futa. Futa Pass German cemetery. Der deutsche Kiegsfriedhof am Futapass. Nelle pagine precedenti: Panoramica della Sala del Museo al primo piano a destra (Sezione D) View of the museum room on the first floor on the right (Section D) Teilansicht des Museumssaals im Obergeschoss, rechts, (Ausstellungsbereich D) SEZIONE D: Lo Sfondamento della linea gialla. La conquista di Rimini. Il lento proseguimento dell’offensiva verso bologna. AREA VERUCCHIO Il 21 settembre Verucchio è occupata dalla 46ª Brit. Ma poco prima dell’arrivo delle forze alleate avviene un atto di guerriglia partigiana. Dalla porta medievale del Passerello tre partigiani sparano su due tedeschi del 993° Regt. Fant., uccidendo il granatiere scelto Heinrich Harre. L’altro granatiere darà l’allarme e ne seguirà un rastrellamento di civili per rappresaglia (10 a 1, come stabilito da Hitler). Tre verucchiesi verranno uccisi mentre cercavano di mettersi in salvo, sei vennero fucilati sotto la Rocca malatestiana del Sasso, l’ultimo, un ragazzo di 16 anni, venne graziato: poco prima aveva aiutato un granatiere. Verucchio area On the 21st September Verucchio is occupied by the 46th British. But just before the arrival of the allied forces there occurred a Partisan guerrilla attack. From the medieval door of Passerello three Partisans fire on two Germans of the 993th infantry Regiment killing the elite grenadier Heinrich Harre. The other grenadier raises the alarm resulting in a round up of the civilians in retaliation (10 for 1 as laid down by Hitler). Three inhabitants of Verucchio were killed while trying to escape them. Six were shot under the Rocca Malatestiana of Sasso. The last one, a sixteen year old boy, was pardoned: a short time before he had come to the aid of a grenadier. Gebiet um Verucchio Am 21. September wird Verucchio von der 46. Britischen Division besetzt: Kurz vor dem Eintreffen der Alliierten findet jedoch eine Partisanenaktion statt. Von dem mittelalterlichen Passerellotor aus schießen drei Partisanen auf zwei deutsche Soldaten des 993. Infanterieregiments. Der Grenadier Heinrich Harre ist auf der Stelle tot, der andere schlägt Alarm und es wird sofort eine Durchkämmung der Zivilisten vorgenommen und eine Vergeltungsaktion eingeleitet (10 zu 1, wie Hitler angeordnet hatte). Drei Zivilisten aus Verucchio werden bei einem Fluchtversuch getötet und andere sechs werden, unterhalb der malatestianischen Steinburg, erschossen. Der letzte Gefangene, ein Junge von 16 Jahren, wird verschont, weil er kurz zuvor einem deutschen Grenadier geholfen hatte. 73 (IWM 19010) Genieri Sikh a guado del Marecchia, ai piedi del paese di Verucchio. (IWM 19010) Sikh sappers on a ford near the town of Verucchio, seen in the background. (IWM 19010) Sikh Pioniere in einer Furt durch den Marecchia, zu Füßen des Dorfes Verucchio. (IWM 19115) Poliziotto militare britannico osserva i resti del vecchio ponte sul fiume Marecchia. (IWM 19115) A British Military Policeman surveys the remains of the old bridge on the river Marecchia. (IWM 19115) Ein britischer Militärpolizist betrachtet die Reste der alten Brücke über dem Fluss Marecchia. (IWM 19120) Italiani senza casa mangiano all’aperto. (IWM 19120) Homeless Italians sit in the open eating their meals. (IWM 19120) Obdachlos gewordene Italiener essen im Freien. AREA CATTOLICA E RICCIONE Il 2 settembre i canadesi raggiungono la periferia di Cattolica, abbandonata dai paracadutisti di Heidrich minacciati di accerchiamento. Il giorno seguente entrano a Cattolica e proseguono velocemente verso Riccione, credendo di poter raggiungere in breve tempo Rimini. Ma un fuoco di contrasto, in località Abissinia, li ferma, e si trovano davanti alla “Linea Verde n. 2”. La conquista di Rimini si allontana inesorabilmente. Cattolica and Riccione areas On the 2nd September the Canadians reach the outskirts of Cattolica, abandoned by the Heidrich parachute regiment, threatened to encircle the town. The following day they enter Cattolica and head quickly towards Riccione, believing they would reach Rimini in a short space of time. But in an ambush, in the Abissina area, they are halted and found themselves on the “Green Line n.2“. The conquest of Rimini will be a relentless grind. Gebiet um Cattolica und Riccione Am 2. September erreichen die Kanadier die Peripherie von Cattolica, das die Fallschirmjäger unter General Heidrich, wegen der Gefahr eingekreist zu werden, bereits geräumt hatten. Am Tag darauf ziehen die Kanadier in Cattolica ein und rücken schnell in Richtung Riccione vor. Sie glauben, in kurzer Zeit Rimini erreichen zu können, werden aber, im Vorort Abissinia, von den Deutschen unter Sperrfeuer genommen. Sie stehen vor der „Grünen Linie Nr. 2“. Die Eroberung Riminis rückt in weite Ferne. 76 (IWM 19012) Una delle molte postazioni blindate per mitragliatrici, dominante il mare e la strada costiera vicino a Rimini, in un’area nella quale i difensori evidentemente aspettavano sbarchi dal mare. (IWM 19012) One of the many steel M.G. posts overlooking the sea and the coastal road near Rimini, in an area where the Germans apparently expected landings from the sea. (IWM 19012) Eine der vielen gepanzerten Maschinengewehrstellungen, die in der Nähe von Rimini das Meer und die Küstenstraße sichern. In diesem Küstenbereich erwarteten die Deutschen offensichtlich Landemanöver seitens der Alliierten. (IWM 19238) Il gen. McCreery, nuovo comandante dell’VIII Armata, parla con alcuni ufficiali del suo staff accanto ad un carro armato “Tigre”, a Riccione. (IWM 19238) General McCreery, new commander of 8th Army, talking to some officers on his Staff in front of a German Tiger tank in Riccione. (IWM 19238) General McCreery, der neue Befehlshaber der 8. Armee, im Gespräch mit einigen Offizieren seines Stabes, direkt neben einem Panzer („Tiger“) in Riccione. (IWM 19267) Il gen. Leese parla ai membri del Quartier Generale tattico prima di lasciare il commando. (IWM 19267) General Leese addresses the men of Tac HQ before leaving. (IWM 19267) General Leese spricht zu den Angehörigen des taktischen HQ, bevor er sein Kommando aufgibt. LA CONQUISTA DI RIMINI La città adriatica di Rimini, difesa ostinatamente dai tedeschi, cade la mattina del 21 settembre nelle mani dei fanti greci, rincalzati da carri armati neozelandesi. Le forze alleate avanzano nella pianura padana e i difensori si ritirano. The conquest of Rimini Rimini, the Adriatic coast town stubbornly defended by the Germans, fell on the morning of the 21st September to Greek infantry, supported by New Zeland manned tanks. Allied forces are now out on the Po Valley with the defenders on the retreat. Die Eroberung Riminis Am Morgen des 21. September fällt die von den Deutschen hartnäckig verteidigte adriatische Küstenstadt Rimini in die Hände von griechischen Infanteristen, die von neuseeländischen Panzern unterstützt werden. Die alliierten Streitkräfte sind nun in die Po-Ebene vorgedrungen und die deutschen Soldaten ziehen sich zurück. 78 (IWM 18781) La fanteria greca entra in città. (IWM 18781) Greek infantry entering the city gate. (IWM 18781) Die griechische Infanterie dringt in die Stadt ein. (IWM 18782) La fanteria greca pattuglia Piazza G. Cesare, ora Piazza Tre Martiri, dopo la conquista della città. (IWM 18782) Greek infantry patrolling Piazza G. Cesare, now Piazza Tre Martiri, after the conquest of the city. (IWM 18782) Griechische Infanteristen durchkämmen den Platz G. Cesare, jetzt Piazza Tre Martiri, nach der Eroberung der Stadt. (IWM 18789) L’interno del Tempio Malatestiano dopo il bombardamento alleato. (IWM 18789) Inside the Tempio Malatestiano after the allied bombardment. (IWM 18789) Der Innenraum des Malatestatempels nach den allierten Luftbombardements. Fanti canadesi al Ponte Tiberio di Rimini. Canadian Infantrymen at Tiberius bridge in Rimini. Kanadische Infanteristen bei der Tiberiusbrücke in Rimini. LA PIENA STORICA DEL MARECCHIA Nel settembre/ottobre 1944 la Romagna, in particolare la zona compresa fra i fiumi Marecchia, Rubicone e Savio, fu devastata da piogge torrenziali. I carri armati affondavano nel terreno come gli altri veicoli e gli uomini, rallentando molto l’avanzamento del fronte della Linea Gotica. The memorable flood of Marecchia In September/October 1944 Romagna, in particular the region encompassing the rivers Marecchia, Rubicone and Savio, were devastated by torrential rain. The tanks and other vehicles and likewise the men were stuck in the mud, hampering their advance on the Gothic front Line. Die denkwürdige Überschwemmung des Flusses Marecchia Im September und Oktober 1944 wird die Romagna, insbesondere das Gebiet zwischen den Flüssen Marecchia, Rubicone und Savio, durch starke Wolkenbrüche verwüstet. Panzer, Fahrzeuge und Infanteristen versinken im Schlamm. Das Vorrücken der Truppen zur Front der gotischen Linie geht nur noch schleppend voran. 81 (IWM 19043) Una gru è stata travolta dalla piena del fiume Marecchia prima che potesse essere rimossa. (IWM 19043) A crane working near the river Marecchia was swept away by the flood before it could be moved. (IWM 19043) Die Fluten des Marecchia Flusses haben einen Kran umgestürzt, bevor er in Sicherheit gebracht werden konnte. (IWM 19646) Genieri dell’VIII Armata hanno appena terminato il loro lavoro quando la piena del fiume Marecchia spazza via i sostegni e fa crollare il ponte Bailey. (IWM 19646) 8th Army Engineers had just completed their task as the fast flowing river washed away the Bailey bridge support, causing the bridge to crash into the river. (IWM 19646) Pioniere der 8.Armee haben gerade ihre Arbeit beendet, als die reißenden Wasser des Flusses das Fundament der Notbrücke wegschwemmen und sie zusammenstürzt. (IWM 19042) Una fattoria allagata dai nubifragi del 27-28 settembre 1944, nel circondario di Rimini. (IWM 19042) A farmhouse flooded by the heavy storms on 27th – 28th September 1944, in the Rimini area. (IWM 19042) Ein Bauernhaus bei Rimini, das durch die Wolkenbrüche des 27. und 28. September 1944 überflutet wurde. LA CONQUISTA DI SAN MARINO Il 20 settembre pattuglie dei Camerons della 4ª Divisione Indiana si scontrano con i tedeschi. Ma solo con l’appoggio dei tanks che sparano sul borgo e sulle torri riescono a respingere i difensori e a conquistare il Borgo, giungendo fino a San Marino città. Verso sera tutta San Marino è sgomberata dai tedeschi. La “Linea Gialla” è stata sfondata per la prima volta proprio dalla 4ª Divisione Indiana. The conquest of San Marino On the 20th September a platoon of Cameroons from the 4th Indian division engage the Germans. But only with the support of tanks that fire on the suburbs and the towers do they succeed in pushing back the defenders, taking the suburbs, before finally reaching the city of San Marino. Towards evening the Germans were driven out of San Marino. The “Yellow Line” was broken through for the first time by the Indian 4th division. Die Rückeroberung der Stadt San Marino Am 20. September 1944 messen sich Patrouillen der Camerons der 4. indischen Division mit deutschen Truppen. Aber erst mit der Unterstützung von Panzern, die auf den Borgo und auf die Türme schießen, gelingt es ihnen, die deutschen Verteidiger zum Rückzug zu veranlassen. Dank dieser Aktion können sie den Borgo besetzen und auf die Stadt San Marino vorrücken. Gegen Abend wird die ganze Stadt San Marino von den Deutschen geräumt. Zum ersten Mal wird die „Gelbe Linie“ durchbrochen, und das von der 4. indischen Division. 84 (IWM 18731) 19 settembre 1944. Soldati del 2° battaglione dei Cameron Higlanders, in cammino verso la città di San Marino, passano accanto a tombe di difensori caduti. (IWM 18731) 19th September 1944. 2nd Btn. Cameron Highlanders advance past the graves of dead Germans towards the town of San Marino. (IWM 18731) 19. September 1944. Soldaten des zweiten Cameron Highlanders Bataillons kommen an Gräbern von gefallenen deutschen Soldaten vorbei, während sie auf die Stadt San Marino vorrücken. (IWM 18872) Un’italiana, rifugiata a San Marino, si cucina un pasto durante una sosta nel suo esodo verso la salvezza. (IWM 18872) An Italian woman refugee in San Marino cooks a meal during a halt on her trek to safety. (IWM 18872) Eine nach San Marino fliehende Italienerin kocht sich auf der Flucht in die Sicherheit ein dürftiges Mahl. (IWM 19023) Il gen. Alexander e il suo Stato Maggiore, accompagnati dai due reggenti di San Marino, attraversano la piazza davanti al Palazzo del Governo. (IWM 19023) General Alexander and his General Staff, accompanied by the two Regents of San Marino, walk across the square in front of the Palazzo del Governo. (IWM 19023) General Alexander und sein Generalstab, begleitet von den beiden sanmarinesischen Regenten, überqueren den Platz vor dem Regierungspalast. AREA TORRIANA – MONTEBELLO E BELLARIA La 4ª Div. Indiana ha il compito di conquistare il crinale di Montebello e Torriana. La loro conquista costerà moltissime perdite, in particolare ai Gurkhas che verranno decimati nei loro eroici tentativi di assalto alle posizioni tenute dai tedeschi. Il 24 settembre Montebello e Torriana saranno finalmente occupate. Nel settore costiero, il 25 settembre, i neozelandesi forzano le posizioni tedesche nei pressi di Igea Marina, ma vengono fermati da un intenso fuoco di sbarramento. Il 26 continuano l’attacco, guadando il fiume Uso che i tedeschi non considerano difendibile. Ma un contrattacco tedesco di retroguardia li respingerà. Il 27 subentreranno i greci che occupano Bellaria, ormai evacuata dai tedeschi. Torriana - Montebello and Bellaria areas The 4th Indian division’s task was to conquer the high ground of Montebello and Torriana. Their conquest resulted in many casualties, in particular the Gurkhas in their heroic assault on the German positions. On the 24th September Montebello and Torriana are finally taken. In the coastal region, on the 25th September, the New Zealanders force the German positions in the vicinity of Igea Marina, but they are halted by intense fire power. On the 26th the attack continues, across the Uso river, which the Germans regarded as undefendable. But a rearguard German counterattack drove them back. On the 27th the arrival of the Greeks who occupied Bellaria, now drove out the Germans. Gebiet um Torriana - Montebello und Bellaria Die 4. indische Division hat die Aufgabe, den Bergkamm von Montebello und Torriana zu erobern. Diese Besetzung kostet sie viele Menschenleben, insbesondere seitens der Gurkha, die bei ihren heroischen Angriffen auf die deutschen Stellungen stark dezimiert werden. Endlich, am 24. September, werden Montebello und Torriana von ihnen besetzt. An der Küste rücken die neuseeländischen Truppen am 25. September auf die deutschen Stellungen bei Igea Marina vor, müssen sich aber unter einem starken Sperrfeuer zurückziehen. Am Tag darauf, am 26. September, setzen sie die Angriffe fort und durchqueren den Fluss Uso, den die Deutschen für nicht verteidigbar halten. Aber kurz darauf werden sie bei einem deutschen Gegenangriff von der Nachhut zurückgedrängt. Am 27. September treten die Griechen in Aktion und besetzen Bellaria, das schon von den Deutschen geräumt worden war. 86 (IWM 19009) 27 settembre 1944. Carristi Bren attraversano l’Uso nell’area di Bellaria. (IWM 19009) 27th September 1944. Bren carriers crossing the River Uso in the area of Bellaria. (IWM 19009) 27. September 1944. Bren Panzer überqueren den Fluss Uso bei Bellaria. (IWM 19011) Barche da pesca, distrutte o danneggiate, nel porto di Bellaria, che è stato conquistato dalle truppe dell’VIII Armata il 26 Settembre 1944. (IWM 19011) Fishing boats - some wrecked, some damaged - in the port of Bellaria, conquered by 8th Army troops on 26th September 1944. (IWM 19011) Zerstörte oder beschädigte Fischerboote im Hafen von Bellaria, der von der 8. alliierten Armee am 26. September 1944 eingenommen wurde. AREA SANTARCANGELO Tra il 23 e il 24 settembre 1944 la 43ª Brigata Gurkha è impegnata nei pressi del ponte Sant’Ermete-Santarcangelo dai tedeschi della 20ª Divisione Luftwaffe. Dopo durissimi combattimenti e a prezzo di gravi perdite gli alleati entrano a Santarcangelo il 25, già abbandonata dai tedeschi. Santarcangelo area Between the 23rd and 24th of September 1944 the 43rd Gurkha Brigade was in action near the Sant’Ermete Bridge – Santarcangelo, held by the German 20th Luftwaffe division. After an arduous battle and heavy casualties they enter Santarcangelo on the 25th, already abandoned by the Germans. Gebiet um Santarcangelo Vom 23. auf den 24. September 1944 wird die 43. Gurkhabrigade gegen die Deutschen der 20. LuftwaffenDivision in der Nähe der Brücke von Sant’Ermete - Santarcangelo eingesetzt. Erst am 25. September rücken die Gurkha nach erbitterten Gefechten und schweren Verlusten in die Stadt Santarcangelo vor, die jedoch schon von den Deutschen verlassen worden war. 88 (IWM 18910) Il segnale di località all’entrata di Santarcangelo. La città fu presa dalle truppe Gurkha durante la loro avanzata attraverso il fiume Marecchia. (IWM 18910) The signboard at the entrance to Santarcangelo, taken by Gurkha troops in their push across the River Marecchia. (IWM 18910) Das Schild am Ortseingang von Santarcangelo. Dieses Städtchen war von den Gurkha-Truppen nach ihrem Vorstoß über den Marecchiafluss eingenommen worden. (IWM 18911) Nuvole di fumo e polvere, causate dalle granate tedesche, salgono sopra Santarcangelo. (IWM 18911) Clouds of smoke and dust from German shells rise above the town of Santarcangelo. (IWM 18911) Wolken von Rauch und Staub, verursacht von deutschen Granaten, steigen über Santarcangelo empor. IWM 18909) Il paese di Santarcangelo da una finestra di una casa nei dintorni del paese. (IWM 18909) The village of Santarcangelo from a window of a house on the outskirts of the town. (IWM 18909) Blick auf Santarcangelo, von einem am Dorfrand gelegenen Haus aus. Nelle pagine precedenti: Panoramica della Sala del Museo al primo piano a sinistra (Sezione E) View of the museum room on the first floor on the left (Section E) Teilansicht des Museumssaals im Obergeschoss, links (Ausstellungsbereich E) GIORNALI 93 “Lo avrai, camerata Kesserling…” Albert Kesserling, che durante il secondo conflitto mondiale fu il comandante delle forze armate germaniche in Italia, a fine conflitto (1947) fu processato e condannato a morte per i numerosi eccidi che l’esercito nazista aveva commesso ai suoi ordini ( Fosse Ardeatine, Strage di Marzabotto e molte altre). La condanna venne successivamente tramutata in ergastolo, ma venne rilasciato nel 1952 per le sue presunte precarie condizioni di salute. Tale gravità fu smentita dal fatto che visse altri otto anni libero nel suo paese, ove divenne quasi oggetto di culto negli ambienti neonazisti della Baviera. Tornato libero, Kesserling confessò di non essere affatto pentito di ciò che aveva fatto durante i 18 mesi nei quali ebbe il comando in Italia ed anzi dichiarò che gli italiani, per il bene che secondo lui aveva fatto, avrebbero dovuto erigergli un monumento. In risposta Piero Calamandrei (Firenze, 21 aprile 1889 – Roma, 27 settembre 1956 – giornalista, giurista, politico, scrittore, poeta e docente universitario italiano) scrisse la celebre epigrafe dedicata a Duccio Galimberti, “Lo avrai, camerata Kesserling…”, il cui testo venne posto sotto una lapide ad ignominia di Kesserling stesso, deposta dal comune di Cuneo, e poi affissa anche a Montepulciano, in località Sant’Agnese, a Sant’Anna di Stazzena, ad Aosta, ai piedi del faro di Prarostino, all’ingresso delle cascate delle Marmore e a Borgo San Lorenzo,sull’antico palazzo del Podestà. Lo avrai, camerata Kesserling….. Lo avrai camerata Kesserling il monumento che pretendi da noi italiani ma con che pietra si costruirà a deciderlo toccherà a noi. Non coi sassi affumicati 105 dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio non colla terra dei cimiteri dove i nostri compagni giovinetti riposano in serenità non colla neve inviolata delle montagne che per due inverni ti sfidarono non colla primavera di queste valli che ti videro fuggire. Ma soltanto col silenzio dei torturati più duro d’ogni macigno soltanto con la roccia di questo patto giurato fra uomini liberi che volontari si adunarono per dignità e non per odio decisi a riscattare la vergogna e il terrore del mondo. Su queste strade se vorrai tornare ai nostri posti ci troverai morti e vivi collo stesso impegno popolo serrato intorno al monumento che si chiama ora e sempre RESISTENZA “You’ll have it, comrade Kesserling ...” Albert Kesserling, who during the Second World War was the commander of the German armed forces in Italy. At the end of the conflict (1947) he was tried and sentenced to death for the many massacres that the Nazi army had committed under his command (Fosse Ardeatine Massacre Marzabotto and many others). The sentence was later commuted to a life sentence, but he was released in 1952 due to alleged poor health. However he lived another eight years free in his own country, where he became almost a cult object in the neo-Nazi circles of Bavaria. When he was released, Kesserling showed no remorse for what he had done during the 18 months in which he was in command in Italy and even declared that Italians, because of the good that he had done, should erect a monument to him. In response Piero Calamandrei (Florence, April 21th, 1889 - Rome, 27th September 1956 - 106 journalist, lawyer, politician, writer, poet and university professor of Italian) wrote the famous epigraph dedicated to Duccio Galimberti, “You’ll have it, comrade Kesserling ...”, the text of which was placed under a tombstone of the disgraced Kesselring, by the city council of Cuneo, and then also posted in Montepulciano, in St. Agnes, in Sant’Anna di Stazzena, in Aosta, at the foot of the lighthouse of Prarostino, at the entrance to the waterfalls Marmore and Borgo San Lorenzo, the ancient palace of the Podestà. You’ll have it, comrade Kesserling ..... You’ll have it comrade Kesserling the monument that you want from us Italians but with what will that monument be built it’s up to us to decide. Not with the blackened of defenseless villages destroyed by your extermination not with the soil of the cemeteries where our fellow youth rest in peace not with untouched snow of the mountains that for two winters you challenged not with the Spring of these valleys that saw you escape. But only the silence of the tortured harder than any rock only with the rock of this covenant sworn between free men volunteers who fought for dignity and not to hate determined to redeem the shame and terror of the world. On these streets if you want to return you will find us in our places dead and alive with the same commitment people gathered around the monument which is called now and forever RESISTANCE Du kannst dein Denkmal haben, Kamerad Kesserling....... Albert Kesserling, der während des Zweiten Weltkriegs Oberbefehlshaber der deutschen Wehrmacht 107 in Italien war, wurde Ende des Krieges (1947) wegen zahlreicher Kriegsverbrechen, die die deutschen Truppen unter seinem Befehl begangen hatten, angeklagt und zum Tode verurteilt. (Ardeatinische Gräben, Massaker in Marzabotto u.a.).Das Urteil wurde später in lebenslängliche Haft umgewandelt, trotzdem wurde er im Jahre 1952 wegen seines vermeintlich ernsten Gesundheitszustands vorzeitig entlassen. Die Schwere seiner Krankheit wurde durch die Tatsache widerlegt, dass er noch weitere 8 Jahre in seiner Heimat lebte, wo er in neonazistischen Kreisen Bayerns fast zur Kultfigur wurde. Nach seiner Freilassung gestand Kesserling, dass er keineswegs die Schandtaten bereute, die er während der 18 Monate unter seinem Kommando in Italien verüben ließ. Er erklärte sogar, dass die Italiener ihm ein Denkmal hätten errichten müssen, für all das Gute, das er seiner Meinung nach getan hatte. Als Reaktion darauf schrieb Piero Calamandrei ( *Florenz, 21.April 1889 –† Rom 27. September 1956 – Journalist, Jurist, Politiker, Schriftsteller, Dichter und italienischer Universitätsprofessor) das berühmte -Duccio Galimberti gewidmete- Epigraf,“ Du kannst dein Denkmal haben, Kamerad Kesserling...“, dessen Text unter der Gedenktafel zur Schande Kesserlings angebracht wurde. Diese Gedenktafel wurde von der Gemeinde Cuneo aufgestellt, desweiteren auch in Montepulciano, in Sant’Agnese, in Sant’Anna di Stazzena, in Aosta, an der Basis des Leuchtturms von Prarostino, im Eingangsbereich der Marmore-Wasserfälle und am antiken Stadtvogt-Palast in Borgo San Lorenzo. Du kannst Dein Denkmal haben, Kamerad Kesserling.... Du kannst Dein Denkmal haben, Kamerad Kesserling, das Du von uns Italienern verlangst. Aus welchem Stein es bestehen wird, das zu entscheiden liegt an uns: Nicht aus den rauchgeschwärzten Mauersteinen unserer wehrlosen, von Deinem Vernichtungswillen verwüsteten Dörfer, auch nicht aus der Erde unserer Friedhöfe, auf denen unsere jungen Kampfgefährten in Frieden ruhen. Nicht aus dem unberührten Schnee unserer Berge, die Dich zwei Winter lang herausforderten, nicht aus dem Frühling dieser Täler, der Dich flüchten sah. Das Denkmal wird bestehen aus dem Schweigen der Gefolterten, das härter als jeder Felsblock war, aus dem freiwillig geschlossenen, felsenfesten Pakt freier Menschen, die sich nicht aus Hass, sondern zur Wahrung ihrer Würde und zu ihrer Befreiung verbunden haben, um Schande und Schrecken vom Antlitz der Welt zu tilgen. 108 Solltest du auf diesen Straßen zurückkehren wollen, wirst Du uns alle in unseren Dörfern an unserem Platz finden: Tote und Lebende mit der gleichen Verpflichtung vereint um das Denkmal, dessen Namen lautet: Heute und immer: WIDERSTAND 109 BIBLIOGRAFIA A. AGNOLOTTI, In fuga da Rimini, Quaderni di Ariminum, Panozzo Ed. 2009 A. MONTEMAGGI, Rimini S.Marino ‘44 - La battaglia della linea gialla, Arti Grafiche Della Balda- R.S.M. 1983 A.MONTEMAGGI, S.Marino nella bufera 43-44. Gli anni terribili. Arti Grafiche della Balda, R.S.M., 1984. A.MONTEMAGGI, Offensiva della Linea Gotica. Ed. Guidicini e Rosa, 1980 A.MONTEMAGGI, S.Marino nella bufera 43-44. Gli anni terribili. Arti Grafiche della Balda, R.S.M., 1984 A. SANTANGELO, Quelli della Linea Gotica, A.R.R.S.A., Rimini 2005. A.A.V.V. Questa è la mia gente-Cristiani sulla Linea Gotica, a cura di G.Tonelli, I Testimoni, Il Ponte, 2006 C. SILINGARDI, Alle spalle della Linea Gotica, Istituto Storico di Modena, Ed. Artestampa 2009 Canada-Italia 43-45 – Minister of Supplì and Services Canada 1991 DON MARIO MOLARI, La guerra mai piu’-War newer again-Nie wieder Krieg, Il Ponte 1991 F. GLAUCO GALLI, La città invisibile, Riccione per la cultura 2009 111 G. RONCHETTI, I giorni della Linea Gotica, Circolo Culturale Castel d’Aiano 2005 GIOVANNI VICARI-PAZZINI, I generali clandestini a Cervia-23 nov. -10-11 dic. ‘43, ed. 1990 Il II Corpo D’Armata Polacco nelle Marche 44-46. Mostra fotografica-Regione Marche 2005 In guerra ieri e oggi. Quaderno n. 22, Comune di Riccione-Centro della Pesa-Lab.Culturale L. LOTTI, La guerra a Rimini e sulla Linea Gotica- dal Foglia al Marecchia , ed. Bruno Chigi, 1980 L. SEVERI, Rimini bombardata (43-44), Macerie. Fotografata da Luigi Severi, Ist. Storico della Resistenza di Rimini,1984 M. CASADEI, La resistenza nel riminese - una cronologia ragionata. Quaderno dell’Ist. Per la Storia della Resistenza e dell’Italia Contemporanea - Provincia di Rimini 2005 M. CASADEI, Il fascismo e la guerra, comune di Coriano 2003 M. CASADEI, Non passava mai! Settembre 1944: il fronte di guerra a S.Clemente. Comune di S.Clemente 2001 MINO MARTELLI, Una Guerra e due resistenze 40-46. Ed. Paoline 1976 Romagna, Le immagini dei fotografi di guerra inglesi dall’Appennino al Po. Ist. Beni Artistici Culturali e naturali della Regione Emilia Romagna, Ed. Clueb Bologna 1983 112 INDICE Inquadramento del luogo 5 Sezione A: Temi e finalità del museo 17 Sezione B: L’inizio dell’offensiva alleata 25 Sezione C: Le ultime settimane dell’operazione “Olive“ - Le sanguinose Battaglie 45 di Croce e Gemmano Sezione D: Lo sfondamento della linea gialla. La conquista di Rimini. Il lento 71 proseguimento dell’offensiva verso Bologna. Sezione E: Sala dei reperti 88 Giornali 91 “Lo avrai camerata Kesserling“ 103 Bibliografia 109 Finito di stampare nel mese di Ottobre 2013 presso La Pieve Poligrafica Editore Villa Verucchio S.r.l.