Programma Matera 2020

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Programma Matera 2020
PROGRAMMA
RAFFAELLO DE RUGGIERI Candidato Sindaco della città di Matera e
Coalizione di liste che lo sostiene
INDICE
RISORSE E PROSPETTIVE..............................................................................................1
IL GOVERNO DEL TERRITORIO ...................................................................................3
I SASSI E L’ALTOPIANO MURGICO .............................................................................5
WELFARE CITTADINO: FATTORE DI SVILUPPO PER LE POLITICHE COMUNALI ............. 7
I SERVIZI SUL TERRITORIO E LE FUNZIONI EXTRA-REGIONALI .......................9
UNIRE I PUNTI DI UN DISEGNO STRATEGICO COMUNE ..................................... 11
RISORSE E PROSPETTIVE
Il candidato sindaco Raffaello Giulio De Ruggieri, con le liste che lo sostengono (Matera per De Ruggieri
Sindaco, Matera si muove, Matera Capitale, Socialisti con De Ruggieri, Matera Città che sale, MateraLab,
Forza Matera, Popolari per Matera, Matera popolare) riconosce il valore di un “tempo”, quello attuale, che
deve orientare scelte politiche e strategiche mirate alla capitalizzazione del nuovo ruolo che la città di
Matera ha assunto nel più ampio panorama nazionale ed internazionale.
Matera deve diventare reale “città-laboratorio” che guarda ad un orizzonte di medio-lungo periodo con
un programma che desidera porre l’attenzione sui riflessi economici, culturali e sociali che potranno
svilupparsi oltre l’anno in cui la città sarà Capitale Europea della Cultura, partendo dall’oggi per intervenire
su un insieme di priorità declinate per ambiti d’intervento:
 ECONOMICO-PRODUTTIVO
 INFRASTRUTTURALE
 SOCIALE
 AMBIENTALE
 CULTURALE
 ISTITUZIONALE (GOVERNANCE ed EFFICIENZA AMMINISTRATIVA)
Il programma poggia le sue fondamenta su un modello collaborativo e partecipativo, forte dell’esperienza
di civismo attivo del candidato sindaco, che punta all’ascolto, al coinvolgimento, alla cooperazione diffusa
e trasversale sul territorio, con rispetto e apertura verso tutti gli attori, disegnando e proponendo una
nuova lettura delle opportunità ed una correlata nuova agenda per i prossimi anni.
Obiettivo è porre insieme le basi per un diverso corso progettuale orientato alla qualità della vita, allo
sviluppo sostenibile e per il consolidamento del nuovo posizionamento economico, sociale e culturale di
Matera, governando la vittoria conseguita con il titolo di Capitale Europea della Cultura 2019 puntando su
assi strategici e duraturi, in grado di incidere sul tessuto produttivo, sugli indicatori occupazionali, sulla
vivibilità della città, sulla sua gioiosa ri-nascita, valorizzando il potere contrattuale della Città e giocando
tale partita con una forte governance.
La notorietà della città di Matera, la sua reputazione, il valore della sua storia - che si nutre ed accresce
nella visione di un nuovo futuro che oggi incorpora ed esprime in tutto il suo potenziale - la pongono in
una posizione privilegiata per diventare concreto laboratorio di sperimentazione di rigenerazione urbana
e civica, che sia di esempio al Sud ed all’intero Paese.
S’impone un modello di governo attivo del territorio declinato per macro progetti di sviluppo, che non
vogliono tradire al contempo la sete circa un rinnovato impegno nella gestione di servizi moderni,
efficienti e in linea con le attese dei cittadini e degli ospiti che la visitano e la vivono nella loro breve o
prolungata esperienza di “temporanea residenza”.
MATERA: città internazionale, ma anche una città ordinata e gioiosa, dove è desiderabile e bello vivere
e dove è possibile (ben) lavorare, una città accogliente, pulita, smart, inclusiva e rispettosa; una città
aperta e partecipata, che sa intercettare risorse per progettare il proprio futuro, e che al contempo sa
gestirle con trasparenza, sapienza, efficienza.
Tale visione si realizza intervenendo su una dimensione strategica di medio-lungo periodo, ma anche,
necessariamente, operando da subito nella complessità della gestione quotidiana della città, in cui è
necessario radicare i processi di sviluppo.
Un percorso che impone sin dall’inizio un nuovo patto collaborativo con i cittadini e con le imprese, da
coinvolgere in un necessario e diffuso percorso di responsabilità civica, collaborazione, partecipazione,
rispetto, valorizzazione, impegno socialmente responsabile.
Con la prospettiva 2019 il ruolo di Matera nello scenario territoriale della Regione Basilicata diventerà
sempre più strategico, e la città si caricherà di forti e necessarie responsabilità e correlata leadership
progettuale, diventando fucina laboratorio per l’intero Sud Italia. Di qui la consapevolezza di dover
rafforzare le progettualità e capacità attrattive d’investimento in una prospettiva inclusiva e partecipativa,
che coinvolga tutti i comuni della Regione Basilicata, e che veda nelle città metropolitana di BARI e di
TARANTO altri due riferimenti importanti con cui costituire tavoli di lavoro interistituzionale per cavalcare
nuove opportunità di sviluppo del Mezzogiorno. La relazione con la Regione BASILICATA per una
contrattazione con il GOVERNO NAZIONALE che porti ad alcune significative deroghe amministrative
per l’accesso ai finanziamenti e l’utilizzo di capitoli di spesa ad hoc, è in tal senso fondamentale, per
costruire nei prossimi anni un nuovo corso programmatico e gestionale delle risorse, come avvenuto
per Expo Milano 2015 e come avverrà per l’anno Giubilare.
Al tempo stesso sarà necessario operarsi per valorizzare, utilizzandole al meglio, le risorse disponibili nella
programmazione Europea e Nazionale, da un lato con una costante e proficua azione di concertazione con
le autorità che definiscono le priorità, che gestiscono e che erogano i finanziamenti, dall’altro lato
attivando un valido modello di azione istituzionale, basato sulla qualità della progettazione, sull’efficienza
amministrativa, sull’efficacia delle scelte, sul monitoraggio dell’attuazione, sulla valutazione dei risultati.
Nel programma del Candidato Sindaco Raffaello De Ruggieri e della coalizione che lo sostiene vi è una
sostanziale continuità e forte legame fra i due ambiti d’intervento:


il “governo” strategico del della città, con la valorizzazione della capacità attrattiva a
livello regionale ed extra-regionale, in una prospettiva di sviluppo internazionale che
abbia come scenari di riferimento il Mediterraneo e l’Europa;
l’erogazione dei servizi sul territorio, per una gestione urbana che raggiunga standard
europei per le tematiche ambientali e il verde, la mobilità, il welfare, la qualità della vita,
la qualità urbana
Con la designazione di Matera a Capitale Europea della Cultura 2019 il primo ambito costituisce di fatto la
cornice di uno sviluppo possibile e desiderabile, da gestirsi con progetti esemplari e “mirati”, declinati su
poche, specifiche, importanti e ben delineate azioni.
La visione strategica e l’orgoglio per il posizionamento conseguito ed il ruolo che la città sarà chiamata a
svolgere nei prossimi anni richiedono per ciò stesso un impegno straordinario, su tavoli istituzionali
nazionali ed internazionali guidati da una forte governance e capacità contrattuale.
Ciò non può significare al contempo una riduzione dell’impegno e della visione sulle modalità attraverso
cui gestire il “governo ordinario” dei servizi, rispondendo alle domande dei cittadini rispetto all’identità e
peculiarità del luogo/quartiere in cui abitano e in generale alla qualità della vita nella città in cui risiedono.
Si tratta di due dimensioni che devono intrecciarsi e dialogare, nella consapevolezza dell’importanza
ascrivibile ad entrambe, che possono vicendevolmente e rispettosamente essere integrate in una lettura
nuova delle priorità del territorio.
Nel programma pertanto i due ambiti costituiscono una trama interconnessa d’intervento.
La nuova programmazione dovrà strutturarsi per priorità/assi/progetti e non già essere proposta con una
lettura lineare per ambiti (urbanistica, lavoro, ambiente, mobilità, servizi sociali...). La multidisciplinarietà
dei singoli progetti incrocia le “politiche” e non già la “politica”, e nutre ciascun ambito di dimensioni
diverse (ideative e di progettazione, di realizzazione, di gestione, di sviluppo...) e di fattori diversi
(produttivi-occupazionali, ambientali, culturali, sociali). Un’impostazione trasversale che concretizza
processi trasformativi del territorio orientati allo sviluppo. Il collante dei progetti – pur nel rispetto delle
loro specifiche identità, finalità prioritarie e accessorie – è quello di incidere sul territorio per le valenze
economiche, produttive, occupazionali e quindi sociali che esprimono.
Il lavoro e le opportunità progettuali da costruire in stretta relazione con il resto del territorio lucano, con
la città metropolitana di Bari e con la città di Taranto (con la riqualificazione che la interesserà e il ruolo
strategico che il suo porto assumerà), sono in tal senso da incanalare in un percorso che includa:
 capacità di progettazione;
 capacità di acquisizione, gestione e rendicontazione delle risorse;
 capacità di esecuzione dei progetti;
 capacità di relazione fra gli attori;
 capacità di produzione;
 trasparenza ed efficienza gestionale
IL GOVERNO DEL TERRITORIO
Matera è una città lineare, organizzata da sempre intorno ad una frattura morfologica – quella della
Gravina - che ha dettato da Nord a Sud ritmi ed emergenze di sviluppo e organizzative.
In città corre un’infrastruttura fisica che lambisce la barriera naturale dell’altopiano murgico, ed è quella
del percorso ferrato che attraversa la città; essa è da intendersi non già come una barriera bensì come
grande occasione di sviluppo. Potrebbe apparire un paradosso per la città di Matera priva di scalo
ferroviario nazionale, eppure, proprio tale linea può essere (e non solo simbolicamente) una traccia su cui
andare a collocare i punti attenzionali su cui innervare i diversi progetti.
Le grandi centralità urbane, intese come occasioni di accesso e porta di fruizione per luoghi, opportunità,
servizi, possono andare a polarizzarsi proprio lungo tale strada ferrata che puntualizza, facendolo proprio,
il continuum da Venusio al polo ospedaliero, popolandolo di vere e proprie “stazioni” (gate di accesso, che
possono esser considerati snodi importanti del nuovo processo di costruzione dell’accesso alle
opportunità ed ai servizi della città).
PRIMO SNODO: Borgo Venusio
Il primo polo di accesso da considerare in questa tratta ideale è quello collocato nel Borgo Venusio- asse
commerciale, dove immaginare un primo punto di parking per chi accede con propri mezzi e conseguente
accoglienza e raccordo con il sistema di trasporto urbano (di superficie o sotterraneo)
SECONDO SNODO: Villa Longo
Il secondo gate è rappresentato dalla stazione di “Villa Longo”, una porta di fatto da considerarsi come
“principale” per il suo naturale ed immediato collegamento con il parco delle cave di tufo e chiese
rupestri.
Una vera e propria “quinta scenica” questa, all’interno della quale sarà possibile organizzare un sistema di
accoglienza/informazione/accesso e di visita in grado di restituire a cittadini e turisti occasioni di
immersione sensoriale ed emozionale nello straordinario parco naturale della Murgia Materana, da
arricchire con esperienze urbane di “land art”, che mettano al centro il territorio (in un unicum che leghi
paesaggio, archeologia, arte e ambiente). Tecnologia e Ambiente qui devono convivere, come
simboleggiato dalla presenza del Centro di Geodesia Spaziale sull’altopiano murgico.
TERZO SNODO: Area ex-Barilla
Il terzo gate in questo percorso è rappresentato dal polo ex-Barilla. Si tratta di una fondamentale porta di
accesso al quartiere Piccianello (dal mulino Alvino, all’ex Mattatoio, al campo sportivo) e luogo elettivo
per la costruzione ragionata di un luogo da connotare con una forte valenza “culturale” e produttiva, che
sappia fare cioè della cultura un vero motore di sviluppo formativo, economico ed occupazionale (nel
campo del cinema e produzioni multimediali, arti performative e dello spettacolo, polo formativo e
culturale, laboratori sperimentali). Una piattaforma creativa e culturale integrata potrà qui essere basata,
unitamente alla possibilità di collocare al suo interno incubatori d’impresa e start-up legate alla medesima
filiera di appartenenza.
QUARTO SNODO: Piazza della Visitazione
L’altro gate nel percorso di emergenze è quello di “Piazza della Visitazione”, vero punto centrale e
fondamentale cerniera fra città nuova e città antica, dove da sempre vi sono tante proposte e che andrà
riconsiderata tanto per gli aspetti logistici, legati alla mobilità e all’accoglienza, quanto per quelli funzionali
alla migliore conoscenza ed accesso ai luoghi ed agli eventi che la città sarà in grado di offrire sempre con
maggiore ricchezza.
QUINTO SNODO: Campus Universitario-Lanera
Altro gate è quello del CAMPUS UNIVERSITARIO – Parco del Castello. Elemento collinare questo su cui
organizzare vari episodi di rivitalizzazione culturale e produttiva, dove la formazione continua, la
generazione creativa e l’impulso dato da tecnologia/innovazione possono coesistere, dialogare, crescere
reciprocamente. L’Università costituisce l’elemento centrale in tale disegno e tutti i servizi che da essa e
per essa possono qui esser collocati devono convergere in un piano di accoglienza, residenzialità, sapere.
SESTO SNODO: Polo Ospedaliero
Infine l’ultimo gate nel continuum considerato, sarà quello che cuce l’area di Agna-Polo ospedaliero con
l’accesso agli ultimi quartieri della Città in direzione Sud-est, anch’esso da considerare come porta della
città e quindi da qualificare con ulteriori interventi per una migliore accoglienza e specializzazione
tematica.
In questa prospettiva è possibile delineare l'immagine di una città bella da vedere, da vivere, da
percorrere lungo una via ferrata (in parte sotterranea) che interconnette tante centralità urbane e gates
di accesso a zone monumentali con forte valenza paesaggistica all’interno delle quali si esplicano servizi
e funzioni. Tali punti dovranno necessariamente essere sviluppati per alleggerire la pressione del traffico
veicolare sulla città, già oggi molto consistente ed in prospettiva esponenzialmente problematico per la
quantità stimabile di accessi in città. Sarà necessario perseguire e attuare un modello di mobilità
intelligente e sostenibile, puntando sull’apporto dello scambio intermodale (gomma ferro) da realizzare
in aree di parcheggio accoglienza in zona Venusio e polo Ospedaliero, e in generale in tutti i punti di
accesso alla città, con l’ottimizzazione dei collegamenti pubblici e incentivando il bike sharing e il car
pooling.
Ognuno di questi snodi è di fatto un luogo fisico/una “stazione” che porta altrove ma che è essa stessa
dotata di funzioni: è percorribile, fruibile, aperta, accessibile, anch’essa gioiosa ed accogliente, qui è
possibile incontrarsi, conoscere, apprendere, vedere, sperimentare, vivere non solo in termini di
“passaggio” una occasione di contatto, di conoscenza e di servizio con la città.
La città di domani è una città che guarda alle sue bellezze, alla sua identità, alle peculiarità anche dei
singoli quartieri. In questa narrazione vi è il tema della valorizzazione della MATERA del ‘900, con il suo
ricco patrimonio di architettura moderna e contemporanea, che include ad esempio il Teatro Duni o altri
edifici di pregio da riqualificare o più in generale quartieri e borghi che sono stati anche modello di
innovazione urbana, fra cui spicca quello di La Martella.
Al tema della “cucitura” della città attiene il coinvolgimento di tutti i quartieri ed in particolare di quelli
che oggi si sentono effettivamente “periferia” (Serra rifusa, San Giacomo, Agna, Matera 2000), per
riqualificare i quali occorrono interventi sia di carattere strutturale che di miglioramento qualitativo, con
l’erogazione di servizi di qualità, con esperimenti di urbanistica partecipata in grado di mobilitare gli
abitanti e sviluppare modelli di cittadinanza responsabile, che “adotta” i suoi luoghi, li vive e li cura,
generando azioni che rendano più belli i quartieri stessi, con esperimenti di verde urbano e con progetti
di arte urbana di qualità.
Le attuali “Periferie” sono i quartieri di nuova espansione edilizia della Città, soprattutto quelli realizzati
negli ultimi tre decenni, spesso con approccio incolto e speculativo; quartieri dove la qualità urbana si
intravede con fatica ma dove occorre riportare il “Bello che non c'è”, così come dice Renzo Piano, che
individua nelle periferie gli “organismi fragili e deboli delle Città”, che bisogna ricucire e fertilizzare. La
ricucitura parte dunque dalla riqualificazione degli spazi che interconnettono gli edifici con interventi di
micro-chirurgia urbana, il che significa ripensare e riprogettare questi spazi qualificandoli sul piano
funzionale, ambientale ed estetico, con inserimenti di verde e di arte urbana in grado di produrre cultura
estetica e visiva. L'arte urbana, frutto di processi legati alla specificità dei luoghi e agli abitanti, può inoltre
generare senso di appartenenza e di responsabilità sociale da parte dei cittadini, degli “Abitanti Culturali”,
sia residenti che ospiti temporanei.
In tale strategia, una priorità la dovranno assumere i Borghi e le stesse Aree Industriali e Produttive, da
interconnettere al resto della città, con la dotazione di presidi permanenti e attivi di servizi pubblici (aree
verdi, servizi sanitari, culturali, ecc.), con la riqualificazione degli assi stradali di collegamento e
soprattutto con la garanzia di un servizio di trasporto pubblico adeguato ed efficiente.
Sul piano economico produttivo, l’introduzione della Zona Franca Urbana agevolerà l’attrazione di capitali
interni ed esterni alla regione, che ricercano condizioni favorevoli per la loro allocazione.
I SASSI E L’ALTOPIANO MURGICO
Il ricco patrimonio storico, urbanistico ed architettonico della Città designata come Capitale Europea della
Cultura acquisisce una nuova centralità nel quadro delle priorità e degli assi del programma, e nel
ventaglio dei progetti: i Rioni Sassi vanno sottoposti a un nuovo piano di interventi di recupero e
manutenzione, soprattutto in quelle aree degradate perché sfuggite alle azioni di tutela. Così facendo, i
Rioni Sassi diventano oggetto di un focus attenzionale che, rispettoso dei luoghi, porterà ad una loro
riconsiderazione in chiave funzionale e di valorizzazione, che abbracci in un programma specifico luoghi,
contenuti, servizi, laboratori, attività economiche-produttive, residenze, ricettività e accessibilità. Qui è
racchiusa la storia più antica della Città, dove si ritrovano tutti i segni dell'esperienza millenaria dell'Uomo.
Sassi e Altopiano Murgico compongono un paesaggio culturale protetto, all’interno del quale ogni nuovo
intervento dovrà essere coerente rispetto al dettato del Piano di Gestione dell'Unesco.
Questo piano, predisposto e solo di recente adottato, assieme al Manuale del Recupero e al Codice di
Pratica per la Sicurezza e la Conservazione dei Sassi di Matera, dovrà essere la bussola per ogni intervento
futuro in questo delicato territorio; già nell’immediato, dovrà avviarsi un programma coerente di
ricognizione del patrimonio storico, in particolare di quello rupestre, con l’attivazione di un programma di
recupero dei manufatti, a partire dalle grandi emergenze fino ad arrivare al patrimonio diffuso. La portata
di questo intervento potrà coinvolgere attivamente, soprattutto nella fase di ricognizione e verifica dello
stato conservativo, ma anche nella gestione e valorizzazione, le risorse umane composte dalla
cittadinanza, dalle guide, dalle associazioni, dalle scuole, dalle imprese. L’impegno diretto di ciascuno
potrà generare affezione, recuperando il ruolo attivo delle persone nella tutela e gestione dei Beni
Culturali.
Per questo e altri interventi, bisognerà ripristinare una nuova, unica e autonoma struttura tecnica,
formata da professionisti di indiscussa reputazione, a cui affidare il compito di sovrintendere ogni
intervento su questo territorio attraverso la gestione sapiente di entrambi gli strumenti, piano di gestione
Unesco e manuale del recupero, il tutto all'interno della strumentazione urbanistica vigente nei vecchi
quartieri di tufo (Programmi Pluriennali) e del Parco delle chiese Rupestri (Piano particolareggiato
vigente).
E’ in questo straordinario luogo che potrà essere declinato e meglio affrontato il tema ECONOMICO
correlato alla CULTURA, che inglobi armonicamente l’ambito produttivo, occupazionale, artigianale ed
artistico. Il polo museale integrato di Matera, il ruolo del Museo DEA, la Scuola di Restauro, l’Università,
la scuola di Arti e Mestieri, il Centro di Geodesia Spaziale, i diversi contenitori ed incubatori culturali
dovranno in questo contesto lavorare in modo indipendente ma complementare e sinergico in un
disegno che ponga la cultura come motore di crescita e sviluppo duraturi nel tempo.
I Sassi sono da sempre un laboratorio continuo di Scienza e di Ricerca, all’interno del quale il tema della
produzione culturale dovrà recuperare la sua centralità, affermando un modello di politiche culturali
centrato sulle Industrie Culturali e Creative, sulle imprese delle Arti Performative e dei Beni Culturali,
concretizzando in forma stabile e duratura il valore di una "Economia della Cultura", dove la progettazione
e la produzione degli eventi previsti dalla Fondazione MT2019 sarà di competenza di Industrie Culturali
dotate di autorevolezza scientifica ed artistica.
Questo porta al tema della programmazione e gestione delle nuove e vecchie Istituzioni Culturali:
1) Il Museo DEA (Etno-Demo-Antropologico), la madre di tutti i musei cittadini, da realizzare recuperando
e adeguando ai più moderni standard museali il progetto esistente e mai utilizzato, secondo lo schema di
un eco-museo da realizzare nell'area del quartiere Casalnuovo, ambito 22 della programmazione
urbanistica dei Sassi: qui si strutturerà la narrazione di secoli di storia di "Civiltà Rupestre"che in quei
luoghi si son svolti, affidandone la regia agli Antropologi; qui si realizzerà un dipartimento di ricerca in
campo antropologico-culturale coinvolgendo la stessa Università della Basilicata.
2) Coordinamento dell'offerta culturale di tutti i musei cittadini promuovendo e realizzando un progetto
terzo che li valorizzi, promuova e li comprenda tutti pur nelle singole autonomie (Dea, Musma, Palazzo
Lanfranchi, Museo Ridola) e realizzando un unico Brand Culturale, e strumenti di comunicazione e di
accessibilità agli stessi (card integrate turistiche/di fruizione delle attività che vi si svolgono) con
opportunità per cittadini residenti e temporanei e visitatori.
3) Un grande Polo della Formazione artistica, tra l'Università, la costituenda "Scuola di Restauro" nel
Convento di Santa Lucia integrata con il grande Laboratorio di Restauro già esistente, l'istituenda
Accademia di Belle Arti, una "Scuola di Arti e Mestieri" nella "Casa Ortega", dando così realizzazione a
un grande sogno del Maestro Spagnolo, una "Scuola di design" già delineata nel dossier di candidatura.
4) La realizzazione di un grande quartiere di botteghe artigiane e artistiche intorno alla Casa Ortega, che
di fatto finisce con realizzare una filiera produttiva a valle della stessa Scuola di Arti e Mestieri in essa
presente.
5) La realizzazione del grande "Parco delle Cave di Tufo", che dovrà inglobare la Cava Paradiso e la Cava
del Sole, che si estenderà da quelle settecentesche fino a quelle presenti oltre l'antica chiesa della
Palomba: un grande Parco di Land Art, di Arte Ambientale.
In queste nuove e vecchie Istituzioni Culturali, potranno essere percorse forme di gestione innovative che
ben si inquadrano in quelle del "Partenariato Pubblico-Privato, favorite tra l'altro dall'evoluzione che il
contesto normativo del settore registra a livello nazionale.
6) In questo contesto va definito il “Parco della storia dell’uomo” dove esprimere la continuità della
vicenda umana nel territorio materano per oltre settemila anni, progetto ispirato al valore peculiare di
Matera luogo dell’abitare perenne e dell’abitare creativo. Occorrerà quindi articolare la proposta lungo i
parchi tematici del neolitico, del rupestre, della civiltà contadina e della cittadella dello spazio,
accompagnando i visitatori esploratori (gli abitanti temporanei) lungo le tappe più significative della storia
dell’uomo, dai buchi neri del paleolitico (Grotta dei Pipistrelli) ai buchi neri dello spazio (il centro di
geodesia spaziale).
Un piano di interventi articolato questo ma delineato per PROGETTI, da intendersi come fortemente
interconnessi, ed atti ad offrire una visione organica in grado di accrescere l’offerta complessiva della città
(per i cittadini, i visitatori, gli studiosi, i nuovi residenti), le sue occasioni di posizionamento culturale, le
sue opportunità di crescita occupazionale e di attrattività, anche di investimenti di privati con il
protagonismo diffuso di tutti gli attori, in primis le associazioni del territorio.
La città deve aprirsi ad una consapevole e gioiosa fruizione da parte dei cittadini residenti e cittadini
temporanei e per ciò stesso questi luoghi diventano in realtà LUOGHI DI PRODUZIONE e di LAVORO,
OCCASIONE D’INCONTRO, FUCINA CULTURALE, PIATTAFORMA DI ATTRAZIONE INVESTIMENTI, AREA
PROGETTUALE INTEGRATA, POLO DI EROGAZIONE DI SERVIZI SMART. L’economia che può generarsi da
ciascuno di questi progetti è in grado di riverberare i propri effetti sul piano economico, culturale e
sociale.
La relazione con Potenza-città capoluogo, con le altre aree della Regione (la Collina materana, la fascia
jonica, l’area sud lucana, il vulture-melfese-alto Bradano), con Bari città metropolitana e con Taranto ma in
generale con tutte le città del Sud dovrà in tal senso accrescersi significativamente, ponendo sempre la
centralità di Matera-città laboratorio e di continua sperimentazione, in grado di attrarre risorse pubbliche
e investimenti privati.
WELFARE CITTADINO: FATTORE DI SVILUPPO PER LE POLITICHE COMUNALI
Offrire ai cittadini un sistema di Welfare migliore rafforza la percezione di equità e fiducia nelle istituzioni,
condizione necessaria per rafforzare anche la sicurezza e la legalità. Una filiera che produce salute, ispirata
e governata secondo i criteri di qualità, cooperazione, efficienza e trasparenza, collega stabilmente la
domanda di beni e servizi allo sviluppo di apparati produttivi locali. Il welfare quindi va inteso come
un’opportunità per rafforzare tutte le dinamiche di convergenza dei servizi.
E’ necessario dunque che le politiche sociali recuperino la loro centralità orientando le politiche pubbliche
di sviluppo locale attraverso un’azione di “regia” tesa a sviluppare un sistema flessibile di protezione
attiva, fondato su alcuni principi operativi quali la presa in carico della persona, la personalizzazione
dell’intervento, l’accompagnamento al servizio, il monitoraggio del servizio. La conseguenza è la
realizzazione di una Porta Unica di Accesso ai servizi con definizione territoriale anche di sportelli di
quartiere.
Ulteriore scelta strategica è quella di investire sugli operatori sociali comunali anche in termini formativi.
Il sistema di welfare e di protezione sociale è un fattore di sviluppo e, quindi, un volano di importanza
almeno equivalente a molti altri settori dell’economia. Occorre assumere la consapevolezza della
trasversalità dei servizi di welfare anche attraverso meccanismi innovativi, non solo pubblici, con i quali
sostenere e implementare gli stessi servizi. Occorre quindi rafforzare il modello di welfare di comunità sul
versante della produzione e offerta di servizi alla persona, di interesse collettivo e della più generale
inclusione e partecipazione dei cittadini, in sintonia con il processo riformatore regionale che trova la sua
cornice nella sussidiarietà orizzontale. Volontariato, associazionismo e cooperazione sociale sono oggi più
che mai risorse fondamentali per lo sviluppo locale.
Il benessere sociale e la salute dei cittadini deve essere presente in tutte le politiche comunali.
(servizi alla persona, ambiente, attività produttive, edilizia, turismo, cultura, formazione )
Il sistema del welfare di una Capitale Europea della Cultura deve essere connesso con gli obiettivi e i
parametri europei. Uscire dalla crisi si può, perseguendo una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva,
come insegnano gli obiettivi di Europa 2020.
In questa prospettiva, la “Dichiarazione di Strasburgo” riconosce che:
 la crescita e il progresso dell’Europa e dell’economia non si possono realizzare senza equità e giustizia;
 la coesione sociale è un fattore di sviluppo che le imprese sociali meglio realizzano rispetto alle
imprese ordinarie;
 l’economia sociale rende il mercato più ricco perché più partecipato;
 l’impresa sociale si distingue non solo per quello che fa ma soprattutto per come lo fa (ovvero forte
vocazione all’inclusione sociale e alla democrazia economica);
 una leva importante di una “politica industriale europea” per lo sviluppo dell’impresa sociale è la
valorizzazione e gestione di beni pubblici e beni comuni
Tale strategia per il welfare dovrà articolarsi secondo i seguenti principi e punti cardine:
1. Welfare per il lavoro e lo sviluppo
La crescita dell’occupazione non può che essere la priorità. Occorre puntare su settori che possono
immediatamente trasformare gli investimenti in lavoro. I servizi alla persona, non solo nella loro accezione
classica ma anche ridisegnati in funzione delle opportunità di sviluppo connesse al turismo e quindi in
termini di servizi all’accessibilità immateriale, devono essere valorizzati e sostenuti. Essi si caratterizzano
per la possibilità di creare nuova occupazione senza mettere in atto di dinamiche espulsive, per la capacità
di accogliere il contributo delle giovani generazioni, per la creazione di opportunità di “primo lavoro” sia
per giovani, sia per altri in uscita o con necessità di ricollocazione lavorativa.
2. Welfare per le nuove sfide e progetti di sviluppo dei beni collettivi
I servizi esistenti e futuri dovranno essere oggetto di azioni strutturate di messa in rete, per un’idea di
“salute” che si fonda sulla capacità di presa in carico delle fragilità.
Strumenti funzionali a questi obiettivi potranno essere: la riqualificazione urbana e territoriale; il turismo
sociale e l’accoglienza in generale; la realizzazione di orti sociali connessi con i principi dell’agricoltura
sociale; il recupero di mestieri; la rigenerazione di beni pubblici, della cultura immateriale, dei saperi ecc.
Su questi oggetti ci sono ampi spazi di innovazione e l’agenda amministrativa dovrà essere attenta a
definire e perseguire le priorità di sviluppo del sistema comunale.
3. Welfare integrato
Il sistema del welfare dovrà sviluuparsi in modo integrato, tra educazione e cultura, per attuare azioni di
valorizzazione dei beni comuni ed investire ad esempio sugli attrattori culturali e ambientali come
“distretti” di produzione sociale, sviluppando vere e proprie "politiche industriali" dei beni comuni;
recuperando, sviluppando e innovando i mestieri “tradizionali” con l’obiettivo di favorire l’inserimento
lavorativo; promuovendo l’accessibilità turistica per una città culturale accessibile a tutti
4. Welfare rendicontato
Dovrà essere predisposto annualmente il bilancio sociale comunale, partecipato con la comunità e con il
terzo settore, finalizzato a definire correttivi e nuovi bisogni emergenti e divenire proposte in coprogettazione per l’anno successivo.
5. Welfare da consolidare e sviluppare
Il sistema del welfare dovrà essere quindi consolidato e sviluppato prestando attenzione ai suoi principali
destinatari.
- Per la terza e quarta età: integrazione di domiciliarità e residenzialità
 Sostenere la qualità della vita degli anziani, garantendo il diritto del cittadino a vivere nel proprio
ambiente in condizioni sostenibili;
 Alleviare le famiglie di parte del carico assistenziale;
 Innestare servizi di prossimità e di aiuto quotidiano come distribuzione dei farmaci al domicilio,
segretariato sociale, attività culturali e ricreative svolte dai centri di aggregazione;
 Valorizzare il ruolo della persona anziana attraverso l’attivazione e potenziamento dei centri diurni per
anziani;
 Servizio di Trasporto Sociale Anziani per residenti e dedicato anche al turismo sociale
- Per la famiglia
Emerge una domanda potenziale di servizi da parte delle diverse famiglie non colta dall’attuale rete di
offerta, inerente richieste che potremmo definire “di flessibilità organizzativa” - che potrebbero essere più
agevolmente accolte con una maggiore diversificazione dei servizi - e al contempo richieste “di qualità”
che dipendono in larga parte dagli standard fissati dal decisore pubblico e dai regolamenti conseguenti.
L’accoglimento delle richieste di “flessibilità organizzativa” potrebbe far fronte alle esigenze di famiglie in
cui i genitori siano occupati con nuove condizioni di lavoro, con orari frammentati o su turni, così come a
quelle specifiche legate a periodi particolari della vita professionale dei genitori o dei bambini. Potrebbero
aggiungersi nuovi servizi sperimentali o comunque in ossequio al processo di riforma regionale in atto e al
processo di riforma nazionale del sistema educativo 0/6 anni.
- Per l’housing sociale
Il problema dell’abitare in particolare per i giovani, per le persone con redditi bassi, per i soggetti che
vivono una condizione di svantaggio o disagio, per gli immigrati integrati, continua ad essere una vera e
propria emergenza sociale. Devono prodursi nuove risposte integrate attente ai bisogni della prima
infanzia, della non autosufficienza, delle persone immigrate che hanno la necessità di autonomia
abitativa.
- Per l’inclusione lavorativa
Servizi di accompagnamento all’inclusione socio-lavorativa di soggetti svantaggiati e inserimento
lavorativo attraverso progetti di pubblica utilità per una migliore qualità della vita nelle persone coinvolte
nei percorsi e garanzia di maggiore coesione e sicurezza sociale.
- Per la disabilità
 Diversificazione servizi per disabili e attivazione di nuovi servizi
 Individuazione e programmazione del “Dopo di noi” per residenzialità.
 Servizio di accompagnamento
- Per il contrasto alle povertà
 Attivazione di una rete a sostegno dei soggetti del volontariato, delle cooperative sociali, dei vari
ordini religiosi che si prendono cura delle persone bisognose e definizione di un programma
integrato di politiche di housing sociale per l’accoglienza e reinserimento lavorativo.
- Per l’immigrazione
 Sostegno alla rete di accoglienza dell’immigrazione secondo le linee guida ministeriali per la prima
e seconda accoglienza.
 Attivazione di un tavolo permanente interistituzionale e di raccordo con il livello regionale
I SERVIZI SUL TERRITORIO E LE FUNZIONI EXTRA-REGIONALI
Oggi le città vincono se riescono ad esprimere ruoli attivi di funzioni che superano gli angusti confini
urbani. Si tratta di individuare ruoli distintivi e forti in grado di esprimere valenze autorevoli ed esclusive.
In questo quadro Matera deve rafforzare gli spazi di influenza e di servizio di alcuni suoi stabilizzati presidi
urbani, come quello ospedaliero ed universitario. Inoltre si impone la realizzazione di convinte iniziative
per rafforzare, in un disegno diverso di ubicazione e di adeguata logistica, il progetto di “Matera è fiera”,
su cui aggregare con rinvigorita partecipazione i soggetti migliori della produzione e dei servizi locali in
obbligata alleanza con le energie esterne, impregnate dei valori strategici della globalità. L’iniziativa
fieristica deve diventare appuntamento annuale di grande qualità e deve comunicare i livelli di crescita
delle produzioni e dei servizi territoriali nel necessario confronto e arricchimento con il fermento
innovativo esterno, nazionale e internazionale. In questo contesto si ripropone il tema della creazione di
uno spazio coerente con la comunicazione e la diffusione delle produzioni culturali e delle attività sociali
del nostro tempo. Una struttura polifunzionale, tecnologicamente raffinata, in grado di accogliere il
pubblico partecipante alle iniziative culturali e sociali della contemporaneità (il “Guerrieri” di Matera).
La visione sui SERVIZI che caratterizzeranno la città di domani pone l’accento sulla valorizzazione dei
singoli quartieri e sulla necessità di partire da essi per l’articolazione di un programma di
riqualificazione diffuso, che accresca la qualità della vita dei cittadini che vi risiedono.
Ogni quartiere ha la sua storia, le sue caratteristiche dimensionali, le sue emergenze, da connettere con
un piano analitico che li veda nuovamente protagonisti di una ri-nascita diffusa, capace di cogliere anche
in questo caso sensibilità, attenzioni e collaborazioni per un innalzamento degli indicatori di vivibilità delle
singole zone, soprattutto inclusivi dei borghi.
Il programma sui servizi va declinato in forma integrata rispetto alla visione generale di città accogliente e
moderna, considerando sia le peculiarità delle singole aree d’intervento (ambiente, raccolta rifiuti,
mobilità, servizi sociali e assistenziali, spazi e strutture per incontro-socializzazione, illuminazione
pubblica, risparmio energetico, impiantistica sportiva, servizi smart....) che le esigenze dei profili dei
destinatari (segmentati per composizione familiare, caratteristiche socio-demografiche, con particolare
attenzione alle categorie più deboli), così da includere politiche sociali mirate ed attente.
Pur nelle maglie di una diffusa politica di rigore di spesa pubblica che impone attenzione ai singoli capitoli
di bilancio, la città nel suo insieme (e non solo una sua parte) per configurasi come smart/intelligente,
aperta e accessibile dovrà porre molta attenzione all'ottimizzazione ed alla innovazione nell’erogazione
dei servizi pubblici.
Una sensibilità che grazie al diffuso impiego delle nuove tecnologie della comunicazione, anche a servizio
della mobilità, e con il perseguimento dell’efficienza energetica urbana, possa incidere nel
miglioramento della qualità della vita dei cittadini, nel rafforzamento del tessuto associativo, nel
consolidamento e nello sviluppo degli operatori economici e culturali del territorio.
La partecipazione attiva delle associazioni e delle imprese in tal senso è fondamentale e andrà stimolata
e raccordata con continuità. A tal fine è prevista l’istituzione di un laboratorio di ascolto e di
partecipazione che dovrà partire proprio dai quartieri, con un percorso di analisi, di coinvolgimento e di
partecipazione diffusa che possa permettere di definire le priorità d’intervento per ciascuno di essi.
In più, come progetto portante, va costruita l’“Azienda Comune”. Senza una struttura efficiente e
adeguata non è possibile governare il territorio, progettare il futuro e rispettare il ruolo europeo
raggiunto. Il rafforzamento e l’adeguamento della pianta organica municipale si pone come premessa
obbligata per realizzare, con standard europei, la complessità dei compiti e dei servizi anche
nell’imminenza dell’anno 2019.
Va affermato inoltre il diritto della città e del territorio lucano ad essere serviti da un’accessibilità ordinaria
attraverso normali collegamenti. A riguardo si impone l’ammodernamento del tracciato su ferro per Bari e
il completamento di quello per Ferrandina, confortati dalle stesse indicazioni venute di recente dal
Presidente del Consiglio dei Ministri, Mattero Renzi. Sul fronte stradale andrà realizzato il raccordo veloce
Ferrandina – Matera – Gioia del Colle quale primo segmento della transcollinare Bari – Pollino. Questa
bretella stradale insieme al collegamento ferroviario per Ferrandina diviene strategica, insieme
all’aviosuperficie di Pisticci, in previsione della realizzazione della grande piattaforma logistica di Macchia
di Ferrandina. Inoltre dovrà essere completata e resa percorribile la strada statale 655 Bradanica.
In tema ambientale, andranno riproposte politiche finalizzate alla tutela dell’ambiente e atte a garantire la
difesa del suolo e a prevenire il dissesto idrogeologico, con particolare attenzione alle aree della città
interessate da fenomeni di smottamento. Andrà finalmente proposta e realizzata la bonifica del torrente
Gravina; verranno attuate iniziative di monitoraggio e di controllo sistematico della qualità dell’aria.
Il governo del territorio dovrà uscire dalla perdurante situazione di “non”-governo, basando le scelte
trasformative sui principi della rigenerazione urbana in chiave partecipata e sostenibile, contrastando il
consumo di suolo e favorendo lo sviluppo del verde urbano e dei servizi di pubblica utilità. Saranno così
promossi interventi di riqualificazione di parti significative della città, non più con la logica dell’urbanistica
in deroga, ma con un piano coordinato e coerente, in grado di favorire lo sviluppo di una città smart, con
servizi integrati, mobilità sostenibile, corretta e consapevole gestione dei cicli di materia e di energia.
In questo modo, si intende finalmente definire una nuova politica di governo del territorio e dello sviluppo
urbano, con l’approvazione prioritaria del piano strategico, del piano strutturale e del regolamento
urbanistico. L’urbanistica non può essere relegata a rango di accomodante registrazione delle esigenze
edilizie, confessabili e inconfessabili, ma va resa coerente con i disegni di sviluppo e di crescita della città.
Matera quindi ha bisogno di una nuova pianificazone territoriale e urbana che guardi anche in modo
preciso alla qualificazione architettonica, energetica ed abitativa oltre che al segnalato sviluppo delle
infrastrutture, come la necessaria circonvallazione urbana.
Si tratta di pensare a Matera come una smart-city, una città intelligente, superando vecchie logiche
cementificatrici e speculative.
Infine Matera deve diventare, utilizzando l’occasione del 2019, il centro culturale e creativo dell’Europa
mediterranea, divenendo luogo di produzione, di diffusione e di scambio culturale e non già area di mero
consumo o di passivo acquisto. In questo senso si imporrà la realizzazione delle ‘Officine della Cultura’
attraverso la valorizzazione dei talenti locali, essendo aperti comunque agli innesti esterni di personalità
internazionali, attratti dal brand “Matera” e dalla realizzata qualità urbana.
UNIRE I PUNTI DI UN DISEGNO STRATEGICO COMUNE
Il programma tracciato sarà alimentato in divenire, in particolare con l’attivazione di un serio percorso di
pianificazione strategica, con alcuni punti saldi definiti e un’attenzione costante all’elaborazione condivisa
e partecipata di proposte e progetti.
Si tratta di interventi strutturali ed ambiziosi, ma al contempo fattibili e riconducibili ad un orizzonte che
guarda oltre il 2019, in grado di sostenersi finanziariamente e di crescere anche in virtù delle opportunità
di investimento che i privati potranno intravedere in uno scenario siffatto.
Un piano di lavoro che mette insieme saperi, esperienze, sensibilità, contributi tecnici ed aspettative, che
vuole essere stimolo costante e partecipato nel cambiamento generalizzato dello skyline economico della
città.
Matera ha tutte le caratteristiche per connotarsi come un laboratorio urbano permanente che - forte della
storia e del valore della città, orgoglioso per la opportunità di cui oggi si fa carico di rappresentare il Sud e
l’Italia nell’Europa della Cultura - saprà arricchirsi di diverse energie, esperienze, saperi e proposte per
arrivare alla realizzazione puntuale dei progetti ed alla costruzione di un programma di qualità per i
prossimi anni.
Oggi le città e i territori stanno vivendo una forte trasformazione da un punto di vista sociale e della rete
di relazioni, con una modifica sostanziale delle attese e dei bisogni dei cittadini e con una spinta maggiore
di questi ultimi ad essere protagonisti del cambiamento, in termini di responsabilità, consapevolezza,
motivazione e volontà di partecipazione e coinvolgimento attivo. Si tratta di un motore dalle forti
potenzialità che va accompagnato e canalizzato affinché generi risultati di valore. L’ORGOGLIO dei cittadini
va risvegliato e sostenuto in una nuova prospettiva di visione e di condivisione aperta.
Matera deve riuscire a connotarsi come una comunità forte, sana, connessa, aperta, inclusiva in linea con
l’orientamento che vede le città sempre più proiettate ad una economia della conoscenza e della
collaborazione diffusa.
Tutti gli attori del sistema sul territorio sono chiamati ad essere coinvolti protagonisti e non spettatori in
questa nuova prospettiva di collaborazione e condivisione nella progettazione ed erogazione di nuovi
servizi: singoli cittadini, associazioni, aziende. I cittadini devono imparare a sentirsi nella quotidianità
comunità viva in movimento, devono trovare occasioni concrete e prospettive per condividere
esperienze, risorse, competenze, creando anche spontaneamente nuovi modelli di servizio (collaborativi)
e nuove forme di reciprocità e di gestione, intervenendo anche in ambiti prima di stretta competenza
pubblica.
Con una nuova visione aperta e inclusiva della città portata avanti con tale programma, l’impegno nello
sviluppare iniziative dal basso, stimolando proposte, servizi ed idee in risposta a bisogni e attese comuni,
andrà rigorosamente accompagnata sul piano della generazione di opportunità, mettendo a punto
strumenti e canali che agevolino tali processi, e li rendano sempre più fluidi ed accessibili.
Matera 2019 non dovrà essere solo una kermesse di eventi, ma l’occasione per potenziare il tessuto
imprenditoriale locale. Di seguito, si riportano le priorità e le azioni da porre in essere nel governo della
città per i prossimi cinque anni: la base da cui partire per costruire una solida strategia per il domani.
Asse 1.
Valorizzare il ruolo di Capitale Europea della Cultura per il rafforzamento del sistema economico, sociale
e culturale locale, per lo sviluppo e per l’occupazione.
1.1. Rompere l’attuale isolamento della città pretendendo dagli Enti preposti, statali e non, l’attuazione
delle essenziali infrastrutture di servizio per garantire il ruolo e lo sviluppo di Matera. In particolare,
in questa azione contrattuale e concertata, la città, per il riconoscimento conquistato, dovrà
necessariamente essere collegata con ferrovie ordinarie agli snodi di Ferrandina e di Bari.
1. Ammodernare il tracciato FAL con l’obiettivo di realizzare un collegamento stabile in tempi
“europei” con Bari e l’aeroporto di Palese;
2. Riproporre il tema del collegamento ferroviario di Matera alla rete ordinaria delle Ferrovie dello
Stato per Ferrandina;
3. Realizzare il raccordo veloce Ferrandina – Matera – Gioia del Colle, quale primo segmento della
transcollinare Bari – Pollino. Tale bretella consentirà al territorio materano: i) di innestarsi, in
meno di un quarto d’ora di percorrenza alla autostrada A14 (casello autostradale di Gioia del Colle
nella dorsale Bologna – Taranto), alla Basentana, (corridoio strategico regionale) e alla Valle del
Basento; ii) di raggiungere in meno di 45 minuti l’aeroporto di Bari-Palese e il porto di Taranto; iii)
di raccordare con un asse diretto le aree produttive dell’area di Matera (Valle del Basento, La
Martella, Venusio, Iesce), che vanno ammodernate e meglio servite; iv) di aprire il fronte della
concorrenza nei collegamenti con Bari oggi bloccati dalla concessione esclusiva goduta dalle FAL
nel percorso Matera – Toritto – Bari; v) di collegare tre affermati comprensori turistici (Valle
d’Itria, Matera e Metapontino) e le vivacità economiche delle città del sud-barese
4. Completare la s.s. 655 Bradanica, lungo la direttrice di sviluppo Metaponto – Matera – Melfi, che
pone la città dei Sassi al centro delle due più fertili aree agricole e irrigue della Basilicata (il
Metapontino e l’Alto Bradano), restituendo a Matera un ruolo centrale di produzione e di servizio
nel settore primario della agricoltura;
5. Garantire un collegamento stabile con l’aeroporto di Bari-Palese;
6. Attivare progetti di car-sharing e mobilità dolce legati alle iniziative di Matera2019
1.2. Garantire l’uso del marchio Matera 2019 agli operatori economici locali, dietro il rispetto di un
preciso capitolato di qualità dei servizi/prodotti offerti.
1.3. Favorire l’attrazione di investimenti e la ricerca di sponsor istituzionali e privati; realizzare un
programma di incontri dedicati a potenziali finanziatori (Fondazioni Bancarie, grandi sponsor, ecc.) e
costituire un ufficio dedicato nella sede di rappresentanza municipale, da istituire in Palazzo
Malvezzi.
1.4. Definire un sistema di royalties derivanti dall’utilizzo a fini commerciali del marchio da parte di grandi
sponsor e utilizzo vincolato delle risorse derivanti, per finanziare piccole iniziative a sostegno del
settore culturale e turistico (p. es. premi per la qualificazione dei servizi e l’innovazione dell’offerta,
accesso a finanziamenti per attività culturali, progetti di restauro e valorizzazione, ecc.).
1.5. Promuovere partenariati pubblico-privato, coinvolgendo il tessuto imprenditoriale locale insieme a
grandi attori internazionali, per la realizzazione di progetti esemplari nei settori della mobilità
sostenibile, della multimedialità, dell’innovazione tecnologica.
1.6. Favorire lo sviluppo di nuove imprese, garantendo tempi amministrativi certi nei rapporti tra imprese
e struttura comunale e fornendo supporto nelle relazioni tra imprese e altre organizzazioni
pubbliche.
1.7. Realizzare azioni di sostegno per i giovani neo diplomati e neo laureati, favorendo lo sviluppo di
luoghi di incubazione e di sviluppo imprenditoriale.
1.8. Favorire la nascita di progetti integrati tra diversi settori economici (turismo, cultura, artigianato,
nuove tecnologie, servizi, agroalimentare, comunicazione, commercio) per rafforzare e sviluppare
l’offerta territoriale di servizi e prodotti innovativi, e per favorire l’assorbimento occupazionale di
personale.
1.9. Attivare la Zona Franca Urbana, in rafforzamento di azioni e progetti per l’attrazione di investimenti
nella “no-tax” area.
1.10. Sostenere il settore del turismo e dell’accoglienza, per favorire l’ammodernamento, l’adeguamento e
il coordinamento dei servizi, e per lo sviluppo di un’offerta innovativa, adeguata alla crescente
domanda internazionale. A tal fine sarà utile l’organizzazione di un Sistema Turistico Locale, dotato di
un destination manager e di personale qualificato, per il coordinamento e il monitoraggio delle
strategie territoriali.
1.11. Incentivare la partecipazione femminile nelle iniziative imprenditoriali legate allo sviluppo turistico.
1.12. Dare attuazione al “Manifesto Matera” sull’accessibilità, per un turismo “for all”.
1.13. Definire e sostenere la rete dei contenitori culturali che ospiteranno la programmazione legata al
percorso di Matera 2019, coinvolgendo anche il territorio di area vasta. Dare seguito ad azioni
finalizzate al recupero fisico e funzionale del cinema-teatro Duni.
1.14. Rafforzare il sistema dell’offerta di servizi culturali e turistici, anche con iniziative coordinate con la
Collina Materana e i territori contermini, con il fine di favorire la permanenza dei visitatori.
1.15. Creare una rete di eccellenza turistica del Mediterraneo, incentrata sui siti Unesco del Sud Europa,
del Nord Africa e del Medio Oriente.
1.16.Premiare i nuovi investimenti privati nel settore turistico culturale, creando un regime di fiscalità
agevolata che, unitamente a migliori servizi e mobilità, renda la città appetibile agli investimenti.
Asse 2.
Sviluppare il sistema del welfare urbano, come risorsa di sviluppo sociale, culturale ed economico.
2.1. Attuazione di politiche per la famiglia aderenti alla reale domanda, con misure di accessibilità ai
servizi differenziate per tutte le fasce sociali.
2.2. Sostegno alla conciliazione lavoro-famiglia attraverso la messa in rete strutturata dei servizi.
2.3. Potenziamento e attualizzazione del servizio di Affido Educativo; attivazione del servizio educativo
domiciliare ai minori e alle loro famiglie.
2.4. Adozione di servizi di accompagnamento all’inclusione socio-lavorativa di soggetti svantaggiati;
adozione di una clausola sociale con un protocollo di inserimento lavorativo.
2.5. Attivazione di servizi avanzati per la terza e la quarta età, con l’integrazione di domiciliarità e
residenzialità, la realizzazione di servizi di prossimità e di aiuto, segretariato sociale, attività culturali e
ricreative svolte dai centri di aggregazione, l’attivazione e potenziamento dei centri diurni per anziani,
2.6. Attivazione di un Servizio di Trasporto Sociale Anziani per residenti, dedicato anche al turismo sociale
2.7. Attivazione di servizi diversificati e sperimentali per la famiglia, nell’ottica della “flessibilità
organizzativa” e coerenti con il processo di riforma nazionale del sistema educativo 0/6 anni.
2.8. Definizione di un programma integrato per l’housing sociale, attento ai bisogni della prima infanzia,
della non autosufficienza, delle persone immigrate che hanno la necessità di autonomia abitativa.
2.9. Attivazione di un’offerta di servizi integrata e differenziata per la disabilità (p. es. “Dopo di noi” per
residenzialità, Servizi di accompagnamento, servizi culturali, ecc.)
2.10. Attivazione di una rete a sostegno dei soggetti del volontariato, delle cooperative sociali, dei vari
ordini religiosi che si prendono cura delle persone bisognose
2.11. Servizi di sostegno alla rete di accoglienza dell’immigrazione secondo le linee guida ministeriali per
la prima e seconda accoglienza, con l’attivazione di un tavolo permanente interistituzionale e di raccordo
con il livello regionale
Asse 3.
Perseguire e realizzare un modello di città intelligente, sostenibile, equo, a misura d’uomo.
3.1 Rafforzare e adeguare la pianta organica del Comune, con l’attuazione di programmi avanzati di
aggiornamento professionale dei dipendenti e con l’istituzione di una struttura specializzata in progetti di
fund-raising (fondi pubblici e privati sia nazionali che europei).
3.2. Riordinare il sistema di gestione dei rifiuti solidi urbani, con l’attivazione della raccolta differenziata e
con un programma che persegua la strategia “rifiuti zero”. Attivazione di un programma di interventi per la
progressiva messa in sicurezza della discarica di La Martella.
3.3. Redigere in modo partecipato e condiviso, e approvare, il Piano Strategico e gli imprescindibili
strumenti di governo del territorio: piano strutturale e regolamento urbanistico.
3.4. Attuare un piano della mobilità urbana secondo i principi dell’efficienza e della sostenibilità,
rafforzando ed efficientando il sistema del trasporto pubblico locale e integrando strumenti tecnologici di
infomobilità, soluzioni per la riduzione dell’uso del mezzo privato, metodi d’interdizione e limitazione del
traffico (Sassi e ZTL, zone a traffico regolamentato), interventi per favorire e proteggere la mobilità
ciclabile e pedonale.
3.5. Qualificare e ampliare il sistema del verde pubblico urbano, con la qualificazione della fruibilità e dei
servizi di manutenzione delle aree verdi esistenti e con la realizzazione di nuovi spazi verdi, in particolare
nei quartieri periferici.
3.6. Migliorare la qualità fisica e promuovere il mix funzionale nelle periferie e nei quartieri storici,
combattendo il degrado con progetti di rigenerazione urbana mirati alla riduzione del disagio abitativo e al
miglioramento della qualità della vita. Integrazione delle aree periferiche nelle iniziative legate alla
Capitale Europea della Cultura, anche in collaborazione con l’Università e con gli Ordini Professionali.
3.7. Potenziare i servizi ospedalieri attraverso un rigoroso e coerente programma di rigenerazione del
nosocomio cittadino, destinato a fornire assistenza a una domanda sempre crescente e differenziata sia
sul piano territoriale che per l’incremento dei flussi turistici.
3.8. Realizzare un programma di miglioramento della vivibilità della città per i diversamente abili. Tale
programma dovrà riguardare l’accessibilità, la fruizione dei servizi, l’assistenza e il sostentamento delle
famiglie.
3.9. Promuovere misure di contenimento dei consumi energetici, sia negli edifici pubblici che privati, e
misure di riduzione della dipendenza da combustibili fossili, lavorando di concerto con la Regione, Società
Energetica Lucana, i rappresentanti delle realtà produttive, gli Ordini professionali.
Asse 4.
Favorire la nascita e il consolidamento di un polo dell’industria creativa e della conoscenza, aperto ai
mercati nazionali e internazionali
4.1. Sostenere il sistema della ricerca tecnologica e dell'Università, con un piano per lo sviluppo delle
eccellenze materane e lucane, concordato con i principali attori territoriali - l’Agenzia Spaziale Italiana, il
CNR, la Scuola del Restauro, l’Università - anche con la finalità di attrarre giovani ricercatori dall'Italia e
dall'estero. Promuovere la collaborazione tra imprese e istituzioni di ricerca, per progetti di trasferimento
tecnologico, sviluppo e innovazione. Promozione di corsi e master di livello internazionale sui temi
coerenti alla missione di Matera quali l’architettura, il paesaggio, l’agricoltura, l’antropologia, l’archeologia,
i beni culturali e il turismo.
4.2. Ultimazione del campus e delle residenze per studenti, anche per favorire l’accoglienza di studenti e
giovani professionalità del settore dell’economia della conoscenza.
4.3 Diffondere su tutto il territorio urbano il servizio di “banda ultra larga”, quale determinante strumento
per la crescita economica e occupazionale e quale infrastruttura di supporto per la fornitura di servizi
digitali avanzati.
4.4. Realizzare le “Officine della Cultura” quali luoghi deputati alla produzione, diffusione e scambio
culturale, mediante la valorizzazione dei talenti locali e aperti alle contaminazioni con personalità
internazionali attratte dal brand “Matera”.
4.5. Favorire, lavorando in collaborazione con la Film Commission e con i diversi attori del settore, la
creazione di un indotto territoriale legato all'industria del cinema quale straordinario veicolo di
promozione nel patrimonio territoriale locale e regionale.
4.6. Realizzare il “Guerrieri” di Matera: uno spazio polifunzionale e tecnologico, capace di rappresentare
un’inedita area dove ospitare i fecondi rapporti dell’interdisciplinarietà culturale, in grado di diffondere e
di scambiare produzioni artistiche di alto respiro innovativo.
4.7. Promuovere lo sviluppo del capitale culturale e creativo locale, coinvolgendo le scuole in progetti di
formazione e di sensibilizzazione degli studenti verso discipline artistiche (sviluppo del pubblico) e
tecnologiche (professioni del domani).
4.8. Promuovere il modello di produzione culturale dal basso, con il coinvolgimento attivo delle
associazioni culturali di Matera e della Basilicata nella progettualità di Matera 2019.
Asse 5.
Rafforzare e sviluppare un settore agroalimentare competitivo e di qualità.
5.1. Promuovere, con il supporto dell’Università, l’ammodernamento delle esistenti strutture di servizio e
di ricerca in agricoltura. In particolare, rilanciare il ruolo del Consorzio di Bonifica di Bradano e di
Metaponto che, di concerto con l’Università, dovrà ritornare a essere soggetto qualificato di
progettazione, di ricerca, di innovazione, di difesa del suolo e di servizio per il territorio.
5.2. Attivare progetti di valorizzazione dei prodotti locali, in particolare promuovendo l’adozione di
protocolli di qualità sia ai fini della tutela delle produzioni e dei consumatori, che della valorizzazione nei
mercati.
5.3. Favorire lo sviluppo di rapporti di collaborazione commerciale tra produttori e altri settori locali, in
particolare quello turistico e della ristorazione.
5.4. Favorire la collaborazione tra istituzioni pubbliche (in particolare GAL e Parchi), produttori,
associazioni e operatori turistici per la valorizzazione e lo sviluppo rurale integrato.
Asse 6.
Gestione attiva dei Sassi e del patrimonio storico e ambientale
6.1. Progetto di monitoraggio dello stato di conservazione del patrimonio rupestre diffuso, con il
coinvolgimento attivo della popolazione, in particolare delle guide e delle scuole.
6.2. Promozione e realizzazione di interventi di restauro e valorizzazione delle chiese rupestri, con il
coinvolgimento attivo delle associazioni culturali del territorio.
6.3. Riattivazione del processo di recupero dei Sassi, favorendo l’insediamento di funzioni differenziate e
compatibili. Attivazione di tavoli negoziali per il rifinanziamento della Legge 771/86 e innovazione del
rapporto pubblico-privato nel processo di recupero, gestione e valorizzazione.
6.4. Sistema di monitoraggio e controllo dei servizi per i residenti e per i turisti, anche con l’utilizzo della
tassa di scopo.
6.5. Inserimento del patrimonio storico e paesaggistico dell’area vasta (a partire dal Parco delle Chiese
Rupestri, i tratturi, i villaggi neolitici, ecc. fino al patrimonio dell’area apulo-lucana) nel sistema di
valorizzazione promosso da Matera 2019.