PER ANT IC HEV IE PO ANT ICˇ N IH PO T EH

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PER ANT IC HEV IE PO ANT ICˇ N IH PO T EH
Temeljni cilj projekta
je namreč s skupnimi
aktivnostmi spodbujati,
podpirati in izboljšati
dostopnost arheološke
dediščine, tako na
obalnem področju kot
v notranjosti, in sicer
vse od Emilije-Romanje
do slovenske Istre. Za
to območje so bili že
od pradavnine značilni
trgovski in kulturni stiki,
zato je to vedno bilo
stičišče gospodarskih
in družbenih odnosov
med zahodom
in vzhodom.
Parco Archeologico dell’Alto Adriatico
Arheološki parki severnega Jadrana
PArSJAd
(CB017)
Progetto PArSJAd/Parco Archeologico dell’Alto Adriatico finanziato nell’ambito
del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013,
dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dai fondi nazionali.
Projekt PArSJAd/Arheološki parki severnega Jadrana sofinanciran v okviru
Programa čezmejnega sodelovanja Slovenija - Italija 2007-2013 iz sredstev
Evropskega sklada za regionalni razvoj in nacionalnih sredstev.
Ministero
dell’Economia
e delle Finanze
REPUBLIKA SLOVENIJA
MINISTRSTVO ZA GOSPODARSKI
RAZVOJ IN TEHNOLOGIJO
COMUNE DI BAGNARA DI ROMAGNA
PROVINCIA DI RAVENNA
COMUNE DI RUSSI
PROVINCIA DI RAVENNA
COMUNE DI VOGHIERA
PROVINCIA DI FERRARA
per antiche vie po antičnih poteh
Il progetto intende
promuovere, sostenere,
rendere più accessibile,
in un’ottica globale
e attraverso azioni
collegiali, il patrimonio
archeologico nell’area
costiera e nell’entroterra
adriatico fra il territorio
emiliano-romagnolo e
l’Istria slovena: un arco
territoriale storicamente
caratterizzato da un’intensa
comunicazione commerciale
e culturale e da sempre
snodo cruciale per le
relazioni economiche
e sociali tra Occidente
e Oriente.
per antiche vie
po antičnih poteh
Guida al Parco Archeologico dell’Alto Adriatico
Vodnik po arheoloških parkih severnega Jadrana
Partner attuatore/Izdajateli - partner projekta:
Istituto per i Beni Artistici, Culturali e Naturali
della Regione Emilia-Romagna
Per antiche vie/Po antičnih poteh
Guida al Parco Archeologico dell’Alto Adriatico/Vodnik po arheoloških parkih severnega Jadrana
A cura di/Urednika:
Simona Parisini
Coordinamento scientifico/Znanstvena koordinacija:
Fiamma Lenzi
Itinerari e schede di/Itinerariji in podatki:
Maria Teresa Lachin, Fiamma Lenzi, Simona Parisini, Paola Visentini
Collaborazioni scientifiche/Znanstvena sodelovanja:
Giovanni Assorati
Valeria Cipollone
Irena Lazar
Marko Stokin
Michelina Villotta
Katharina Zanier
Traduzioni/Prevodi:
Imagine Traduzioni
Progetto grafico/Grafična obdelava in predogled tiska:
Ilaria Bassi, Compositori Comunicazione
Redazione/Redakcija:
Valentina Fini, Compositori Comunicazione
Cartografia/Kartografija:
Beniamino Costantini
Tiratura/Naklda: 1000
In copertina: Aquileia, basolato romano (foto: Simona Parisini)
Fotografija na naslovnici: Oglej, rimsko tlakovanje (foto: Simona Parisini)
Bologna 2014
Pubblicazione finanziata nell’ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013,
dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dai fondi nazionali.
Publikacija je sofinancirana v okviru Programa čezmejnega sodelovanja Slovenija-Italija 2007-2013 iz sredstev
Evropskega sklada za regionalni razvoj in nacionalnih sredstev.
I contenuti della pubblicazione non rispecchiano necessariamente la posizione ufficiale dell'Unione europea.
Vsebina publikacije ne odraža nujno uradnega stališča Europeske unije
Dei contenuti dei singoli contributi rispondono esclusivamente gli autori stessi.
Za vsebino posameznih prispevkov publikacije so odgovorni izključno avtorji.
© 2014 PArSJAd
Parco Archeologico dell’Alto Adriatico
Arheološki parki severnega Jadrana
Editrice Compositori è un marchio di/je blagovna znamka
Compositori Comunicazione s.r.l.
© 2014 Compositori Comunicazione
[email protected]
www.editricecompositori.it
ISBN 9788877948328
per antiche vie
po antičnih poteh
Guida al Parco Archeologico dell’Alto Adriatico
Vodnik po arheoloških parkih severnega Jadrana
Indice
Kazalo
1. Via Popillia
Via Popillia.......................................................................................................................12
2. Via Annia
Via Annia.........................................................................................................................64
3. Da Aquileia a Iulia Emona
Od Ogleja do Iulie Emone.....................................................................................98
4. Acque interne e rotta per l’Istria
Itinerarij celinskih voda in pot v Istro........................................................... 116
5. Via Faentina
Via Faentina................................................................................................................. 142
6. Ravenna ab Hostilia per Padum
Ravenna ab Hostilia per Padum........................................................................ 172
7. Da Padova al Po
Od Padove do reke Pad...................................................................................... 194
8. Via Postumia - “Stradalta”
Via Postumia - “Stradalta”................................................................................... 212
9. Da Aquileia a Forum Iulii
Iz Ogleja v Forum Iulii............................................................................................. 230
10. Lungo le valli dei fiumi Idria e Isonzo
Po dolinah rek Idrijce in Soče........................................................................... 244
11. Da Lubiana lungo il fiume Sava
Iz Ljubljane ob reki Savi........................................................................................ 256
nec aliud quidquam esse id quod
dicitur discere, quam reminisci et recordari
Sant’Agostino, De quant. an., XX, 34
«Apprendere non è altro che rievocare e ricordare». È questo lo spirito che permea in ogni
direzione il progetto strategico “PArSJAd - Parco Archeologico dell’Alto Adriatico”, nel
cui ambito si colloca la presente guida. L’iniziativa comunitaria fa capo al Programma per
la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013 e nasce dalla volontà comune di Emilia-Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Slovenia di lavorare insieme per
la salvaguardia e la valorizzazione dell’eredità culturale regionale e la ricollocazione delle
testimonianze del passato in una visione più dinamica e coerente, grazie alla quale sia più
agevole a chiunque la ricostruzione delle antiche identità culturali e il ristabilimento delle
loro connessioni spazio-temporali.
Il progetto intende infatti promuovere, sostenere, rendere più accessibile, in un’ottica globale e attraverso azioni collegiali, il patrimonio archeologico nell’area costiera e nell’entroterra adriatico fra il territorio emiliano-romagnolo e l’Istria slovena: un arco territoriale
storicamente caratterizzato da un’intensa comunicazione commerciale e culturale e da
sempre snodo cruciale per le relazioni economiche e sociali tra Occidente e Oriente. Tale
ruolo ha determinato il sedimentarsi di un substrato storico che contrassegna paesaggisticamente e culturalmente la fascia alto adriatica, rendendosi riconoscibile appieno in una
cospicua e importante serie di insediamenti distribuiti lungo tutta questa vasta zona, ma
che non è mai stato oggetto di un’analisi congiunta, tale da ricomprendere le emergenze
storiche e archeologiche in un’azione unitaria e consentire una conoscenza più approfondita del territorio e un suo godimento più mirato e razionale.
Il focus del lavoro condotto dai partner si concentra, quindi, sulla definizione di parco archeologico dell’Alto Adriatico inteso come areale vasto e composito, accomunato da significativi elementi fisio-geografici, al cui interno coesistono numerose eccellenze d’interesse
archeologico, culturale e paesaggistico e assume rilievo l’interconnessione di valori storici e
ambientali. Obiettivo finale è quello di concorrere all’ideazione e all’impostazione dell’idea
di parco attraverso il recupero e la valorizzazione dell’intero tessuto territoriale e delle sue
risorse, che ai siti appena ricordati hanno garantito retroterra, supporto logistico, opportunità di approvvigionamento, possibilità di espansione economica e insediativo-residenziale.
Tutti elementi, questi, spesso trascurati dal punto di vista della fruizione culturale e turistica
e, soprattutto, quasi mai considerati in una logica di rete e in un’ottica di gestione unitaria ai
diversi livelli territoriali e sovra territoriali. Il progressivo affrancamento dalle occupazioni
lavorative ha fatto sì che una delle maggiori ricchezze oggi disponibili sia il tempo libero:
è questo un terreno nel quale le politiche di valorizzazione territoriale possono e devono
inserirsi a pieno diritto per avanzare nuove proposte, all’insegna di ciò che viene ormai
abitualmente etichettato come “turismo culturale”, caratterizzato da una dimensione diffusa, ben adatta a sviluppare il raccordo fra centri maggiori e il connettivo di realtà minori,
fortemente compenetrate con il paesaggio e il territorio circostante. Sotto tale profilo, non
v’è dubbio che il patrimonio dell’antichità, per il portato della sua eredità culturale e l’essere
alla base stessa della nostra contemporaneità, appare come uno, se non il principale, attore
di un processo in continua crescita evolutiva.
La complessità, la vastità del tema progettuale e la sua distribuzione spaziale comportano
perciò un ventaglio di azioni specifiche: da uno studio di fattibilità del Parco e dalla sua
correlazione con gli strumenti di pianificazione urbanistica e territoriale all’individuazione
di metodologie didattiche omogenee in favore del patrimonio dell’antichità, dal catalogo
digitale on-line dei siti archeologici alla formazione di figure professionali addette alla
valorizzazione e gestione del patrimonio, dallo sviluppo di strumenti di comunicazione
tradizionali (itinerari, cataloghi, segnaletica) e innovativi (portali, archeologia virtuale in
3D, dispositivi mobili multimediali) a progetti pilota incentrati sulla viabilità antica.
E a proposito di quest’ultimo aspetto, a nessuno sfugge come le vie di comunicazione
terrestri e marittime, unitamente alla navigazione delle acque interne naturali o artificiali,
rappresentino in ogni epoca non solo una condizione essenziale del progresso umano, ma
anche il maggior spazio condiviso dalle comunità sociali insieme al territorio, che vede in
esse l’infrastruttura principale, in grado di condizionare - ieri, come oggi - i grandi centri
abitati e gli insediamenti minori e perfino i punti demici isolati, influendo sulla distribuzione del popolamento, sull’occupazione delle aree disponibili, sulla “costruzione” del
paesaggio antropico.
La rete di percorsi che innerva il quadrante areale del progetto (territori di Ravenna,
Ferrara, Rovigo, Padova, Venezia, Pordenone, Udine, Gorizia, Obalno-Kraška, Goriška,
Gorenjska, Osrednjeslovenska) e che, prima ancora di ricevere in età romana un’efficace
ed efficiente “messa a sistema” perfettamente conservatisi sino al presente, ne segnava la
fisionomia sin da ben più lontani millenni, parla forse meglio di ogni altra testimonianza
delle relazioni intercorse fra le diverse popolazioni costiere o stanziate nel primo entroterra adriatico, dei contatti fra una sponda e l’altra, della mobilità delle comunità, della
movimentazione di persone e di merci e, dunque, della veicolazione di elementi culturali
da un luogo all’altro e della loro capacità di influenzare individui, tradizioni, costumi.
Senza dimenticarne, peraltro, il valore di lascito emblematico, frutto una politica “globale”
certamente funzionale alla gestione e al controllo del potere instaurato da Roma, ma al
tempo stesso posta al servizio di una società economicamente e culturalmente avanzata e
delle sue componenti fondamentali. Un’eredità che mai si è trascurato di raccogliere nei
secoli a venire, nell’avvicendarsi di nuovi modelli di organizzazione insediativa e di nuove
forme di governo del territorio. Un’eredità giunta pressoché intatta a noi moderni, che
ancor oggi continuiamo il nostro viaggio sulle strade tracciate un tempo, attorniati da un
paesaggio immutato nei suoi tratti costitutivi, il medesimo delineato dai nostri predecessori, i quali così lo progettarono e lo modellarono, dandogli un volto che in gran parte
sopravvive, pur contrassegnato dalle stimmate di una modernità spesso non intenzionata
a farsene consapevole.
Ecco allora perché questa guida, impostata come un repertorio di conoscenze utili a svelare e divulgare la ricchezza testimoniale racchiusa in ogni parte dei territori regionali,
superando i limiti di una talora ridotta visibilità oppure non facile accessibilità dei resti
archeologici o della concentrazione d’interesse solo sui siti e sui musei maggiori, propone
a chi la consulterà un “itinerario della reminescenza” che segue in modo puntuale undici
antichi tracciati, consolidatisi in età romana, ma in larga misura preesistenti, su parte dei
quali recenti studi di settore hanno apportato notevoli contributi informativi. Alcuni furono sin dall’origine d’importanza capitale nel quadro della viabilità antica e hanno svolto il
ruolo di vere e proprie teste di ponte in grado di proiettare l’Italia e la Slovenia nel cuore
dell’Europa e viceversa; altri hanno permesso e permettono di penetrare nelle viscere dei
territori e di consolidare la rete delle comunicazioni attraverso le indispensabili maglie
interne di collegamento e di raccordo.
Chi, viaggiatore, semplice lettore o cultore di archeologia, voglia avvicinarsi al patrimonio
del passato e al suo retaggio, apprendendone anche gli aspetti più minuti e meno noti,
potrà incamminarsi con l’accompagnamento di questa guida per antiche/nuove vie e recuperare, grazie ai frammenti rimasti, la memoria di un mondo che non è andato perduto, ma
attendeva solo il momento della rivisitazione e del ricordo condivisi.
nec aliud quidquam esse id quod
dicitur discere, quam reminisci et recordari
Sveti Avguštin, De quant. an., XX, 34
Učiti se ni nič drugega kot spominjati se. To je duh, ki preveva vse smeri delovanja strateškega projekta «Arheološki parki severnega Jadrana», v okvir katerega se umešča ta
vodnik. Skupna pobuda temelji na Programu čezmejnega sodelovanja Italija-Slovenija
2007-2013. Ta je nastal na osnovi sodelovanja Emilije-Romanje, Benečije, Furlanije Julijske- krajine in Slovenije, ki želijo ohranjati in vrednotiti kulturno dediščino tega območja ter pričevanja o preteklosti postaviti v bolj dinamičen in koherenten okvir. Vsakdo
bo tako lažje rekonstruiral starodavno kulturno identiteto in spet vzpostavil prostorske
in časovne povezave.
Temeljni cilj projekta je namreč s skupnimi aktivnostmi spodbujati, podpirati in izboljšati dostopnost arheološke dediščine, tako na obalnem področju kot v notranjosti, in
sicer vse od Emilije-Romanje do slovenske Istre. Za to območje so bili že od pradavnine
značilni trgovski in kulturni stiki, zato je to vedno bilo stičišče gospodarskih in družbenih odnosov med zahodom in vzhodom. Takšno vlogo je pridobilo z nabiranjem zgodovinske podlage, ki je krajinsko in kulturno oblikovala severnojadransko območje. To
lahko opazimo v številnih in pomembnih krajih tega obsežnega območja. Kljub temu pa
ta zgodovinska podlaga nikoli ni bila analizirana tako, da bi zgodovinske in arheološke
znamenitosti vključili v enotno mrežo, ki bi omogočala boljše spoznavanje prostora in
njegovo smotrnejše izkoriščanje.
Žarišče skupnega delovanja partnerjev se osredotoča na definiranje arheološkega parka
severnega Jadrana kot obširnega in kompleksnega območja s skupnimi fizičnimi in geografskimi elementi, v katerem sobivajo bogata arheološka, kulturna in krajinska dediščina in katerega povezujejo zgodovinske in okoljske vrednote. Končni cilj je prispevati
k oblikovanju in uveljavitvi parka ter k varovanju in vrednotenju vsega ozemeljskega
tkiva in virov, ki so pravkar omenjenim krajem zagotavljali zavetje, logistično podporo,
možnost oskrbovanja in gospodarske rasti ter razvoj same poseljenosti. Vse te prvine so
bile z vidika kulturnega in turističnega koriščenja pogosto zapostavljene, predvsem pa se
skoraj nikoli niso upoštevale kot logično omrežje skupnega upravljanja na različnih nacionalnih in čezmejnih ravneh. Zaradi vedno manjšega števila obveznosti imamo danes
na voljo eno največjih bogastev - prosti čas. Vrednotenje območja se lahko in se mora
zato polnopravno z novimi predlogi vključiti v projekt, in sicer v duhu tega, čemur danes
običajno pravimo «kulturni turizem». Ta je zelo razširjen in prav to je odlična podlaga
za razvijanje povezav med glavnimi središči in z njimi povezanimi manjšimi območji, ki
so močno prežeta s pokrajino in okolico. Brez dvoma trdimo, da antična dediščina, ki je
zaradi svojega kulturnega doprinosa temelj našega sodobnega sveta, predstavlja enega,
morda celo glavnega akterja v procesu nenehne evolucijske rasti.
Kompleksnost in obsežnost tematike projekta ter njegova prostorska razporeditev zahtevata vrsto konkretnih ukrepov: od študije izvedljivosti parka in njegove skladnosti z
orodji teritorialno-urbanističnega načrtovanja, opredelitve enotnih metod poučevanja
o antični dediščini, priprave spletnega digitalnega kataloga arheoloških najdišč, usposabljanja strokovnjakov za vrednotenje in upravljanje dediščine, razvoja tradicionalnih
(itinerariji, katalogi, oznake) in inovativnih komunikacijskih orodij (portali, virtualna
3D arheologija, mobilne multimedijske naprave), do pilotnih projektov, osredotočenih
na starodavne ceste.
Prav ta zadnji vidik priča o tem, da kopenske in morske poti ter plovba po naravnih
ali umetnih celinskih vodah ne predstavljajo le enega od bistvenih pogojev za človekov
napredek, temveč skupaj z ozemljem tudi več prostora, ki je bil v skupni rabi družbenih
skupnosti. Te poti še danes predstavljajo glavno infrastrukturo, ki pogojuje razvoj velikih
mest ter tudi manjših naselij in celo samostojnih točk, ki vplivajo na razporeditev poseljevanja, zasedbe razpoložljivega prostora in «gradnje» človekove krajine.
Mreža poti, ki prepreda področni kvadrant projekta (območja Ravenne, Ferrare, Roviga, Padove, Benetk, Pordenona, Vidma, Gorice, Goriške, Obalno-Kraško in Gorenjsko,
Ljubljane in Osrednjeslovensko), je svoj videz oblikovala že v davnih tisočletjih, še preden je v rimski dobi dobila učinkovito in uspešno «sistemsko ureditev», ki se je odlično
ohranila vse do danes. O tem morda bolj kot katero koli drugo pričevanje o razmerjih
med različnimi populacijami na obalah ali v neposrednem zaledju Jadranskega morja
pričajo stiki med obalama na obeh straneh morja, mobilnost skupnosti ter pretok ljudi in
blaga. Kulturne prvine so se tako prenašale iz enega kraja v drugega in s tem vplivale na
ljudi, tradicije in navade. Ne smemo pozabiti tudi na simbolično vrednost zapuščine, ki
je sad rimske «globalne» politike moči pri upravljanju in nadzoru in je hkrati postavljena
v službo gospodarsko in kulturno napredne družbe in njenih ključnih sestavnih delov.
Gre za zapuščino, ki se med pojavljanjem novih vzorcev organizirane poselitve in novih
oblik upravljanja ozemlja v prihodnjih stoletjih nikoli ni zanemarjala. Dediščina je do
današnjega časa ostala skoraj nedotaknjena in tudi danes nadaljujemo naše potovanje po
nekdaj začrtanih poteh, obdanih s po konstitutivnih značilnostih nespremenjeno pokrajino, ki je še danes takšna, kot so jo oblikovali naši predniki. Slednji so jo načrtovali in
oblikovali po vzorcu, ki je večinoma še danes živ, čeprav večkrat je zaznamovan s pogosto
nezavedno modernostjo.
Prav zato je ta vodnik oblikovan kot repertoar koristnih znanj za odkrivanje in razširjanje
bogastva pričevanj, ki so prisotna v vseh regijah. Tako presegamo meje nemalokrat okrnjene vidljivosti ali težavnega dostopa do arheoloških ostalin oziroma osredotočenosti na
le najbolj znane znamenitosti in muzeje. Vsem, ki se mu bodo posvetili, nudi «potovanje
po spominih», ki je sestavljeno tudi iz enajstih v rimski dobi vzpostavljenih starodavnih,
a v veliki meri že prej obstoječih poti, o katerih so nedavne študije prispevale znaten
informacijski doprinos. Nekatere poti so bile že od vsega začetka izrednega pomena in so
dejansko predstavljale okno, skozi katero sta Italija in Slovenija vstopili v osrčje Evrope
in obratno. Druge poti pa so omogočale, in še vedno omogočajo, promet po vseh delih
ozemlja in krepitev mreže komunikacij z nepogrešljivo mrežo notranjih povezav.
Popotnik, preprost bralec ali ljubitelj arheologije, ki želi bolje spoznati dediščino preteklosti
in njeno zapuščino ter njene bolj ali manj znane podrobnosti, lahko v spremstvu tega vodnika potuje po starih in novih poteh ter s pomočjo preostalih fragmentov odkriva pričevanja o
svetu, ki ni izgubljen, temveč le čaka trenutek, ko bomo spet ovrednotili spomin.
12 Via Popillia
1
itinerarij 1
itinerario
via popillia
autostrada /avtocesta
strada statale /državna cesta
confine provinciale /deželna meja
confine statale /državna meja
via popillia
area archeologica /arheološko območje
museo /muzej
monumento /kulturni spomenik
area naturalistica /naravoslovno območje
14 Via Popillia
Via Popillia 15
N
el 1844 fu rinvenuto nei pressi di Adria un miliario che portava incisi il nome del
console Publio Popillio Lenate e la distanza dal caput viae, il luogo d’origine della
strada, in 81 miglia: questo importante ritrovamento ha portato a identificare l’esistenza
di una via consolare realizzata da Popillio nel 132 a.C., da cui il nome di via Popillia, e a
indicare come suo capolinea la città di Rimini, anche se alcuni studiosi ne hanno teorizzato un’origine diversa. Se nelle principali fonti itinerarie antiche del III e IV sec. d.C.,
l’Itinerarium Antonini e la Tabula Peutingeriana, Ariminum era posta come origine della
strada, le stesse non fanno menzione di Adria, ma la fanno terminare, attraverso percorsi
diversi, ad Altino. La possibilità che il più antico percorso della Popillia giungesse fino
ad Adria trova un possibile sostegno in una delle ricostruzioni proposte per la via Annia,
ovvero quella che vede quest’ultima via partire da Adria alla volta di Aquileia: si sarebbero così determinate una continuità e una coerenza di percorso, attentamente pianificato,
al servizio delle regioni dell’ Alto Adriatico. Le due fonti itinerarie citate differiscono
nella ricostruzione del suo tracciato: la prima delinea un viaggio per la maggior parte
per vie d’acqua, fiumi, spazi lagunari, collegati attraverso una rete di canali artificiali di
probabile origine etrusca, mentre la seconda descrive un tragitto terrestre con le relative
tappe. Nella prima parte, da Rimini a Ravenna, la strada passava per la stazione di Sabis
e attraversava la zona delle attuali saline di Cervia. A nord di Ravenna il percorso stradale proseguiva verso le valli di Comacchio affiancando la Fossa Augusta, il canale voluto
dall’omonimo imperatore per collegare la città col ramo meridionale del Po, toccando
le stazioni di Butrium e Augusta, nei pressi di Sant’Alberto, la quale richiama proprio il
nome della fossa. Seguiva poi la mansio Sacis ad Padum, nei pressi dell’antica città etrusca
di Spina, che riporta la denominazione del ramo del Po chiamato Sagis. Nel suo proseguire, la strada consolare incrociava una rete di canali, la Fossa Neronia e la Fossa Flavia,
passando per le stazioni di Neronia e Corniculani, per giungere poi a Hadriani, stazione
identificata in San Basilio d’Ariano. Da qui il percorso si sarebbe diviso in due assi distinti: il tracciato più antico della Popillia si sarebbe spinto fino ad Adria; l’altro tratto,
riportato nelle fonti, attraverso la fascia lagunare veneta proseguiva verso Altinum. La
decadenza dell’antica Popillia fu probabilmente precoce, ciò spiega la perdita del nome e
la destrutturazione del sistema viario.
L
Parco Regionale del Delta del Po: la Pineta di S.Vitale/gozdiček S.Vitale
eta 1844 so v bližini Adrie našli mejnik z vgraviranima imenom konzula Publija
Popilija Lenateja in oddaljenostjo od caput viae, začetne točke ceste, ki je znašala 81
milj. Ta pomembna najdba je privedla do odkritja konzularne poti, ki jo je Popillio dal
zgraditi leta 132 pr. Kr., od koder izhaja tudi ime Via Popillia, na plan pa je privrelo tudi
dejstvo, da je bila njena končna postaja mesto Rimini, čeprav nekateri raziskovalci govorijo o drugačnem izvoru. Glavna vira o antičnih prometnicah iz 3. in 4. stoletja po Kr.,
Itinerarium Antonini in Tabula Peutingeriana, govorita oAriminumu kot o začetni točki
ceste, ne omenjajo pa Adrie in kot skrajno, končno točko ceste, navajajo Altino. Mogoče
je, da je bila najstarejša trasa ceste Popillia speljana do Adrie, kar nam deloma potrjuje
ena predlaganih rekonstrukcij ulice Annia, oziroma rekonstrukcija, ki kaže na to, da se je
cesta začela v Adrii in je vodila do Ogleja. Takšen potek bi določal neprekinjenost in
doslednost poti, ki so jo skrbno načrtovali za potrebe področij severnega Jadrana. Rakonstrukciji trase se v zgoraj navedenih virih razlikujeta, saj prvi trdi, da je večinoma potekala po vodi, tj. rekah in lagunah, ki so bile med seboj povezane z umetnimi kanali
etruščanskega izvora, medtem ko drugi opisuje kopensko traso in jo razčlenjuje na več
16 Via Popillia
Via Popillia 17
CERVIA
Adria, Museo Archeologico Nazionale: sezione sulla romanizzazione e miliario della via Popillia/oddelek o
romanizaciji in mejnik ceste Popillia
delov. Prvi del je od Riminija do Ravenne potekal mimo postaje Sabis in čez območje
današnjih solin Cervia. Severno od Ravenne je cesta potekala ob bregovih kanala Fossa
Augusta, s katerim je cesar želel povezati mesto in južno vejo reke Pad, ter segala vse do
mesta Comacchio ter v bližini kraja Sant’Alberto potekala mimo postaj Butrium in Augusta, ki je svoje ime dobila prav po istoimenskem kanalu. Sledila je mansioSacis ad Padum, ki je ležala v bližini starodavnega etruščanskega mesta Spina in je ime dobila po eni
od vej reke Pad, veji Sagis. Nadalje je konzularna cesta prečkala mreži kanalov Fossa Neronia in Fossa Flavia, potekala je mimo
postaj Neronia in Corniculani, ter prispela
do postaje Hadriani, ki se nahaja v kraju
San Basilio d’Ariano. Tukaj naj bi se trasa
razcepila na dve osi: najstarejša naj bi
vodila do mesta Adria, drugi v virih
omenjen odsek pa naj bi se čez beneško
laguno nadaljeval do kraja Altinum. Starodavna cesta Popillia je verjetno propadla zelo zgodaj in to naj bi bil tudi
razlog za izgubo imena ter za razpad ceRavenna, Mausoleo di Galla Placidia: particolare della
stnega sistema.
cupola/detajl kupole
SALINE DI CERVIA
SOLINE CERVIA
Le saline di Cervia sono di origine antichissima. Secondo alcuni la più remota
frequentazione delle bassure argillose in
prossimità della linea di costa per l’approvvigionamento del sale depositatosi in modo
spontaneo si deve agli Umbri, popolazione
che in età preromana occupava gran parte
della Romagna. La costruzione delle prime vasche per migliorare la produzione
naturale viene attribuita ai coloni greci che
fondarono Ficocle, scalo commerciale che
proprio al sale dovette fama e notorietà.
Anticamente, il sito di Ficocle o Cervia
Vecchia sorgeva a tre o quattro chilometri a ovest dell’attuale città, ai limiti di una
grande palude, propaggine meridionale
delle lagune venete. Nel 709 Ficocle fu
interamente distrutta dall’esarca Teodoro,
che volle punirla per essersi unita all’arcivescovo di Ravenna, in quel tempo ribelle
all’imperatore di Costantinopoli. Le saline
Soline v kraju Cervia so starodavnega
izvora. Nekateri menijo, da so bili prvi obiskovalci glinenih nižin, ki ležijo v
bližini morske obale, Umbri. To ljudstvo
je v predrimski dobi poseljevalo večji del
Romanje in se je na tem področju oskrbovalo s soljo, ki se je tukaj kar sama nabirala.
Prve bazene za izboljšanje naravnega pridobivanja soli naj bi zgradili grški koloni.
Ti so ustanovili kraj Ficocle in njegovo
trgovsko pristanišče, ki je slavo in prepoznavnost dobilo ravno s soljo. Nekoč se je
kraj Ficocle ali Cervia Vecchia nahajal tri
ali štiri kilometre zahodno od današnjega
mesta, in sicer ob robu velikega močvirja
na južnem grebenu beneške lagune. Leta
709 je Ficocle popolnoma uničil eksarh
Teodor. Ta se je tako želel maščevati mestu, ki se je le malo pred tem združilo z
ravenskim nadškofom, takratnim nasprotnikom konstantinopelskega cesarja.
Lungo l’itinerario/Ob poti: Cervia - Ravenna - Classe - Parco Regionale del Delta del Po/
Krajinski Park Delte Reke Pad - Spina - Pomposa - San Basilio di Ariano Polesine - Adria
Escursioni a breve distanza/Krajši izleti: Comacchio
Itinerari
collegati/Povezani itinerariji: via
Faentina - Ravenna
ab
Hostilia
per
Padum
Saline di Cervia/Soline v kraju Cervia
18 Via Popillia
si estendono a ovest della cittadina, a tre
chilometri dal mare, per una superficie di
827 ettari, e rappresentano ancora oggi un
importante centro di produzione industriale del sale che conserva, fra l’altro, anche
una piccola salina, denominata “Camillone”, a carattere artigianale. Esse costituiscono una delle aree naturalistiche inserite
nel Parco del Delta del Po e ospitano un
Centro Visita, al cui interno si sviluppa un
itinerario didattico sul sale, esaminato sotto
molteplici aspetti che vanno dalle origini
allo sfruttamento da parte dell’uomo. Sul
tematismo del sale è incentrato anche il
percorso museale di MUSA-Museo del
Sale, con sede nel centro storico di Cervia.
Via Popillia 19
Soline se zahodno od mesta razprostirajo
na 827 hektarjih in so od morja oddaljene tri kilometre. Še danes so pomembno
središče industrijske proizvodnje soli, ki
pa še vedno ohranja tudi manjše soline z
imenom “Camillone”, v katerih pridelava
soli poteka ročno. Gre za eno od naravnih
območij, ki so del Krajinskega parka delte
reke Pad in gostijo središče za obiskovalce,
kjer poteka naravoslovna učna pot o soli.
Ta preučuje številne vidike solin, in sicer
vse od njihovih začetkov do trenutka, ko
jih je začel izkoriščati človek. Tematiko o
soli obravnava tudi muzejska pot MUSA-Museo del Sale (MUSA - Muzej soli), ki
se nahaja v starem mestnem jedru Cervie.
RAVENNA
MUSEO NAZIONALE
DI RAVENNA
NARODNI MUZEJ V
RAVENNI
L’antico complesso conventuale di San
Vitale ospita un poliedrico insieme di
raccolte storiche, archeologiche e artistiche che occupano una superficie espositiva di oltre 5000 m2. Negli ambienti dei
due chiostri iscrizioni e pietre funerarie
del lapidario illustrano lo sviluppo della
scultura dall’epoca paleocristiana all’età
moderna: particolarmente significative
le stele dei classiarii della flotta romana,
il bassorilievo con l’Apoteosi di Augusto
e la famiglia giulio-claudia, la serie
dei capitelli, dei plutei e degli
amboni finemente scolpiti.
Nelle salette sul lato meridionale del quadrilatero
più antico sono sistemati i
resti dell’urbica Porta Aurea, fatta erigere dall’imperatore Claudio, e una selezione di reperti dalla villa romana di
Russi. Al piano superiore una molteplicità
di oggetti artistici alimenta i due filoni
V starodavnem samostanskem kompleksu
sv. Vitale so na več kot 5000 kvadratnih
metrih površine razstavljene številne zgodovinske, arheološke in umetniške zbirke.
Na dveh samostanskih dvoriščih napisi
in nagrobni kamni lapidarija prikazujejo
razvoj kiparstva, in sicer vse od antike do
moderne dobe. Še posebno značilne so
stele mornarjev rimskega ladjevja, ploski relief Apoteoze Avgusta in Julijsko-klavdijske dinastije ter vrsta kapitljev,
ograj in fino izrezljanih ambonov.
V majhnih sobah na južni
strani najstarejšega štirikotnika se nahajajo ostanki
mestnih zlatih vrat, ki so
jih postavili v času cesarja
Klavdija, in izbrana zbirka
predmetov iz rimske vile
Russi. V zgornjem nadstropju
Museo Nazionale di Ravenna: solido aureo
di Onorio/Honorijev zlati solid
patrimoniali del museo: la collezione di
antichità e archeologia, con un vastissimo
campionario di reperti dal sottosuolo ravennate e dal territorio circostante, e quella definita delle “arti minori”. Dalle testimonianze risalenti in prevalenza all’età
del Bronzo (Valle Felici, Mensa Matelica,
Valle Standiana, Tanaccia di Brisighella),
si passa ai materiali rinvenuti nel centro
urbano di Ravenna e testimonianti l’abitato preromano (V - inizi II secolo a.C.).
Gli scavi nelle necropoli di Classe e nel
quartiere portuale di Fondo Chiavichetta
hanno fatto confluire una messe cospicua
di reperti che offrono un’articolata conoscenza di questo straordinario centro antico. Spiccano, per la loro finezza esecutiva,
i contenitori vitrei policromi, i prodotti
dell’oreficeria, i pezzi ornamentali, anche
se non manca un’esauriente rassegna degli
oggetti della quotidianità. Al novero dei
preziosi appartengono anche i frammenti
aurei di un ornamento barbarico di manifattura ostrogota, risalente al V-VI secolo
d.C., detto Corazza di Teodorico. Seguono, quindi, gli eleganti esiti della cultura
bizantina e dell’arte costantinopolitana
(bassorilievi e sarcofagi). Delle raccolte di antichità fanno parte, inoltre, vari
documenti archeologici riferibili al
cosiddetto Palazzo di Teodorico,
sarcofagi, mosaici e le suppellettili
funebri della necropoli di S. Martino
in Gattara presso Brisighella. Nella
galleria del piano ammezzato, la
collezione numismatica è ordinata in due settori espositivi.
L’uno ripercorre i momenti
salienti della monetazione romana, mentre l’altro presenta
le importanti serie monetali
di età tardoantica, bizantina e
ostrogota. È specialmente il nucleo
bizantino a restituire indispensabili informazioni sul funzionamento della zecca a
Ravenna. La sezione delle “arti minori”
Museo Nazionale di Ravenna: rilievo marmoreo con
l’Apoteosi di Augusto, I sec. d.C./marmorni relief z
motivom Avgustove apoteoze, 1. stol. po Kr.
številni umetniški predmeti sestavljajo
dve muzejski zbirki: zbirko antičnih in
arheoloških predmetov, ki zajema številne arheološke najdbe iz Ravenne in
njene okolice, ter zbirko manjših umetniško poslikanih predmetov. Od pričevanj,
ki pripovedujejo prevsem o bronasti dobi
(Valle Felici, Mensa Matelica, Valle Standiana, Tanaccia di Brisighella), preidemo k
najdbam iz mestnega središča Ravenne, ki
pričajo o predrimske poseljenosti (5. stol.
pr. Kr. do začetka drugega stoletja pr. Kr.).
Izkopavanja v nekropolah Classe in v pristaniškem predelu Fondo Chiavichetta so
privedla do številnih najdb, ki nam
omogočajo, da dobro spoznamo
to čudovito starodavno središče.
Še posebej natančno so izdelane
večbarvne steklene posode, nakit
in okrasni predmeti, veliko pa je
tudi pripomočkov iz vsakdanjega življenja. Sem sodijo tudi
zlati delci ročno izdelanega
vzhodnogotskega barbarskega
ornamenta, ki segajo v 5. - 6.
stoletje po Kr. in se imenujejo
Teoderikov oklep, ter elegantni
izdelki, značilni za bizantinsko kulturo in konstantinopelsko
Museo Nazionale di Ravenna: balsamario vitreo dalla
necropoli delle Palazzette, II sec. d.C. /rimska steklena
čašica iz nekropole Palazzette, 2. stol. po Kr.
20 Via Popillia
Via Popillia 21
Museo Nazionale di Ravenna: stele funeraria di Paccia
Elpide, I sec d.C./Nagrobna stela (Paccia Elpide), 1.
stol. po Kr.
riunisce notevolissime raccolte di svariata
tipologia: piccola bronzistica a tutto tondo, avori e intagli in osso, tessili, ebanisterie, armature, dipinti su tavola e icone,
ceramiche di grandi manifatture italiane,
arredi della storica Farmacia dei Mori (fine sec. XVIII).
umetnost (ploski reliefi in sarkofagi). V
zbirke iz antike sodijo tudi številni arheološki dokumenti, ki se nanašajo na tako
imenovano Teoderikovo palačo, sarkofagi,
mozaiki in pogrebno okrasje nekropole sv.
Martina in Gattara v bližini Brisighelle. V
galeriji vmesne etaže si je mogoče ogledati
numizmatično zbirko, ki je razdeljena na
dva razstavna sklopa. En pripoveduje o
vrhuncih rimskega kovanja denarja, drugi
pa prikazuje pomembne zbirke kovancev
iz pozne antike ter iz bizantinskega in
vzhodnogotskega obdobja. Prav izdelki iz
bizantinskega obdobja so tisti, ki nudijo
bistvene informacije o delovanju ravenske
kovnice. Sekcija manjših umetnin in umetniško poslikanih predmetov združuje številne izjemne zbirke: majhni samostojni
predmeti iz brona, predmeti iz slonovine,
kostne intalije, tekstil, umetno mizarstvo,
armature, slikarije na lesu in ikone, keramika večjih italijanskih ročnih izdelovalcev, pohištvo zgodovinske lekarne Mori
(konec 18. stoletja).
RAVENNA
È una delle pochissime città
del mondo antico ad aver
assunto per più volte il ruolo
di capitale: dapprima,
dell’Impero romano
d’Occidente (402-476 d.C.),
poi del Regno degli Ostrogoti
(493-553 d.C.) e infine
dell’Esarcato dipendente
dall’Impero bizantino (VI-VIII
sec. d.C.). La sua antichità è
testimoniata dalle fonti stesse
che, oltre a richiamarsi a
origini mitiche, fanno
riferimento a un’occupazione
territoriale preromana da
parte di popolazioni umbre.
La romanizzazione della città,
non legata a un preciso
processo di colonizzazione, ma
spiegabile proprio in funzione
dell’efficienza del porto e della
presenza di ampi bacini
lagunari adatti anche a grandi
natanti, si colloca alla fine del III
sec. a.C., quando viene iniziata
la costruzione di un circuito
murario difensivo che
racchiude la cosiddetta
Ravenna “quadrata”, dal
perimetro quadrangolare.
La scelta compiuta da Augusto
di stabilirvi la sede della flotta
imperiale a controllo
dell’intero Mediterraneo
orientale, decretando così il
decollo della città, è
strettamente connessa alle
peculiarità del sito e alla vastità
del porto lagunare che poteva
offrire riparo a oltre 250
trireme armate. Insieme al
porto e al suo collegamento
al mare attraverso un canale
artificiale, lungo il quale si
formeranno i sobborghi di
Classe e Cesarea, si hanno la
creazione della Fossa Augusta,
via d’acqua artificiale che
metteva in comunicazione
Ravenna con la laguna veneta,
la costruzione della
Port’Aurea, un arco onorario
come nuovo accesso urbano
attraverso il porto, la
deviazione entro città della via
Popillia. Dopo un periodo di
decadenza nel corso del IV
sec. in seguito al ritiro della
flotta e al progressivo
interramento del porto, agli
inizi del V sec. lo spostamento
della capitale da Milano a
Ravenna voluto da Onorio,
che la considerava meglio
difendibile perché circondata
da paludi e accessibile solo dal
mare, segna l’inizio di un
nuovo Rinascimento per la
città, ancor più propiziato dalla
venticinquennale reggenza di
Galla Placidia. Sorgono i palazzi
imperiali e i primi edifici di
culto cristiani: la basilica
Ursiana, il battistero Neoniano,
il palazzo vescovile, alcune
chiese importanti, il celebre
Mausoleo di Galla Placidia. La
Fossa Augusta viene tombata
e sopra di essa si costruisce la
strada principale della città
(Plateia Maior). Un secondo
periodo di straordinario
splendore è raggiunto quando
sul finire del VI sec. Teodorico
s’impadronisce della città dopo
aver sconfitto Odoacre.
Durante il suo regno, si attua
una serie di interventi di
risistemazione e di ripristino
che hanno per oggetto
l’acquedotto traianeo, la rete
stradale e il porto, ricavato
dall’antico canale portuale
romano. Si dà inizio alla
costruzione del palazzo reale,
cui è unita come cappella
l’attuale chiesa di
Sant’Apollinare Nuovo. A nord
della città prende forma un
nuovo quartiere ove vengono
eretti diversi edifici dedicati al
culto ariano come la
Cattedrale e il Battistero. Il re
goto si fa edificare anche un
Mausoleo fuori della cinta
muraria nell’ambito della
necropoli utilizzata dalla sua
gente. Nella seconda metà del
VI sec., con la salita al potere
di Giustiniano e l’unificazione
degli Imperi d’Oriente e
Occidente seguita alla guerra
greco-gotica, Ravenna conosce
un ultimo periodo di
magnificenza urbanistica dopo
essere pienamente entrata
nell’orbita bizantina. L’ultima
fase di fervore urbanistico
lascia tracce indelebili nel
Basilica di Sant’Apollinare Nuovo: l’imperatore Giustiniano
cesar Justinijan
tessuto della città e consegna
in eredità ai secoli futuri gli
imperituri monumenti
ravennati. La presenza di
personaggi influenti della corte
imperiale come Giuliano
Argentario e l’impegno della
chiesa ravennate sono infatti
gli elementi propulsori di una
nuova fase edilizia che vede
importantissime realizzazioni
come la chiesa di S. Vitale e la
basilica di Sant’Apollinare in
Classe e la ristrutturazione dei
palazzi imperiali.
Je eno od redkih mest
antičnega sveta, ki je večkrat
prevzelo vlogo glavnega
mesta: najprej
zahodnorimskega cesarstva
(402-476 po Kr.), nato
kraljevine Vzhodnih Gotov
(493-553 po Kr.) in nazadnje
eksarhata, podrejenega
bizantinskemu cesarstvu (6.-8.
stol. po Kr.). Njeno
starodavnost potrjujejo viri, ki
se sklicujejo na mitološki izvor,
in govorijo o tem, da so že
predrimski dobi to območje
zasedali Umbri. Do
romanizacije mesta ni prišlo
zaradi kolonizacije, ampak
prav zaradi učinkovitosti
njegovega pristanišča in velikih
bazenov lagune, ki so plovbo
omogočali tudi velikim
plovilom. Vse se je začelo ob
koncu 3. stol. pr. Kr., ko se je
22 Via Popillia
začelo graditi obrambno
zidovje kvadrataste oblike,
v katerem se je nahajala tako
imenovana “kvadratna”
Ravenna. Avgustova odločitev,
da tukaj postavi sedeže
cesarske flote, ki bi nadziral
vse vzhodno Sredozemlje,
je je veliko pripomogla k
vzponu samega mesta, poleg
tega pa je tesno povezana
z značilnostmi kraja in
prostranstvom lagunskega
pristanišča, ki je nudilo
zatočišče več kot 250
oboroženim troveslačam.
Poleg luke in njene povezave
z morjem, ki je potekala po
umetnem kanalu, vzdolž
katerega sta nastali naselbini
Classe in Cesarea, so bili
zgrajeni tudi Fossa Augusta,
umetna plovna pot, ki je
Ravenno povezovala z
Beneško laguno, zgradba
Port’Aurea, častni lok, ki
je predstavljal novi vhod
v mesto, ki je vodil skozi
pristanišče, ter obvoz ceste
Via Popillia, ki je potekla
skozi mesto.
Po obdobju dekadence, ki je v
4. stol. nastopilo zaradi umika
ladjevja in postopnega
zasuvanja pristanišča, je
Via Popillia 23
Honorij zahteval, da se
prestolnica preseli iz Milana v
Ravenno, saj je menil, da jo je
zato, ker je obdana z močvirji
in dostopna samo z morja,
lažje braniti. Ta odločitev je
zaznamovala nov vzpon
mesta, ki je še večjo
naklonjenost pridobil med
petindvajsetletnim
regentstvom Galle Placidie.
Gradile so se cesarske palače
in prvi krščanski verski objekti:
bazilika Ursiana, krstilnica
Neoniano, škofovska palača,
nekatere pomembne cerkve,
slavni mavzolej Galle Placidie.
Zasuje se Fossa Augusta, nad
njo pa se zgradi glavna mestna
ulica (Plateia Maior). Drugo
obdobje izjemnega vzpona
nastopi ob koncu 6. stol., ko
Teoderik premaga Odoakerja
in sam zasede mesto. V času
njegove vladavine so se izvedli
številni obnovitveni posegi, s
katerimi so obnovili Trajanov
vodovod, cestno omrežje in
pristanišče, zgrajeno v
antičnem rimskem
pristaniškem kanalu. Graditi
začnejo kraljevo palačo, s
katero se danes stika cerkev
sv. Apolinarija novega. Severno
od mesta se je oblikovalo
novo naselje, kjer so postavili
več arijanskih verskih objektov,
med katerimi sta tudi
katedrala in krstilnica. Gotski
kralj si je izven obzidja, na
območju nekropole svojega
ljudstva, dal zgraditi mavzolej.
V drugi polovici šestega
stoletja je oblast prevzel
Justinijan in prišlo je do
združitve vzhodnega in
zahodnega imperija, čemur je
nato sledila grško-gotska vojna.
Ravenna je tedaj doživljala
svoje zadnje obdobje
urbanistične veličastnosti, in
sicer po tem, ko je prešla pod
bizantinsko oblast. Zadnja faza
urbanistične vneme je mestu
zadala neizbrisen pečat v
prihodnjim stoletjem izročila
neminljive ravenske
spomenike. Prisotnost vplivnih
osebnosti na cesarskem
dvoru, med katerimi je
Giuliano Argentario, in
zavezanost ravenske cerkve,
so bili prava gonilna sila
novega obdobja gradenj, v
katerem so nastali številni
pomembni objekti, kot sta na
primer cerkev sv. Vitalija in
bazilika sv. Apolinarija v Classe,
obnovile pa so se tudi
cesarske palače.
Basilica di S.Vitale, presbiterio: lunetta con storia di Abramo/prezbiterij: luneta z zgodbo o Abrahamu
vuoti, esaltati dai giochi di luce prodotti
dalle grandi finestre. A ciò si uniscono i
bellissimi mosaici di ascendenza romanoellenistica e bizantina. Dal 1996 fa parte
dei monumenti tutelati dall’UNESCO. Le
prime notizie storiche sulla costruzione si
debbono a un’epigrafe, nel nartece, che ne
attribuisce al vescovo Ecclesio la promo-
RAVENNA
BASILICA DI SAN VITALE
BAZILIKA SV. VITALija
Costruita impiegando laterizi secondo la
tecnica comune a tutti gli edifici giustinianei, è caratterizzata da un impianto
ottagonale articolato su due livelli, di cui
il superiore racchiudente la cupola. Nel
corpo prismatico più basso sono alloggiati
il pianterreno con ambulacro perimetrale
e il primo piano costituito dai matronei.
La monumentalità dell’interno, unita alla
purezza delle linee architettoniche, crea
una suggestiva alternanza di spazi pieni e
Zgrajena je bila z opekami in s pomočjo
tehnike, ki je značilna za vse Justinjanove
zgradbe. Ima značilno, na dva nivoja razdeljeno osmerokotno strukturo, zgornji
nivo pa zaključuje kupola. V spodnjem
prizmatičnem jedru se nahaja pritličje z
obodnim hodnikom ter prvo nadstropje,
ki ga sestavljajo galerije. Notranja veličastnost in čiste arhitekturne linije skupaj
ustvarjajo izrazito izmeničnost polnih in
praznih prostorov. To še dodatno pou-
Basilica di S.Vitale, volta dell’abside: il Redentore
assiso su globo/obok apside: Odrešenik sedi na
zemeljski obli
darja igra svetlobe, ki prodira skozi velika
okna. K vsemu se nazadnje pridružujejo
še čudoviti mozaiki rimsko-helenističnega in bizantinskega izvora. Od leta 1996
je del UNESCOVE kulturne dediščine.
Prve zgodovinske podatke o izgradnji bazilike najdemo na posvetilu, ki se nahaja
v preddverju in gradnjo pripisuje škofu
Ecclesiu (526). Z delom so nato nadaljevali škofje Ursicino (534-536), Vittore
(537-544) in nazadnje še Massimiano, ki
je baziliko leta 547 tudi posvetil, k njenemu dokončanju pa je pripomogla finančna pomoč bankirja Giuliana Argentaria.
Cerkev je bila zgrajena na že prej obstoječi
stavbi iz petega stoletja, ki so jo postavili v
spomin na mučenika Vitaleja in jo pozneje
vključili v novo strukturo. Pred zgradbo se
je nahajal tetrastilni portik, ki so ga nato
v 10. stoletju preoblikovali v samostansko
dvorišče. V notranjosti osem velikih, z grškim marmorjem obloženih stebrov, podpira kupolo, ki je eden od najpomembnejših arhitekturnih elementov cerkve. Zelo
opazni so tudi visoki in elegantni stebri,
24 Via Popillia
zione (526). L’edificazione fu proseguita
dai vescovi Ursicino (534-536), Vittore
(537-544) e infine da Massimiano, che la
consacrò nel 547. Il completamento si giovò dei finanziamenti del banchiere Giuliano Argentario. La chiesa venne eretta
su un preesistente edificio del V secolo,
innalzato in memoria del martire Vitale e
successivamente incorporato nella nuova
struttura. L’edificio era preceduto da un
grande quadriportico, trasformato in chiostro nel X secolo. All’interno, otto grandi
pilastri rivestiti di marmo greco sottostanno alla cupola, che costituisce uno degli
elementi architettonici più significativi
della chiesa. Notevoli sono anche le alte
ed eleganti colonne, delle quali quelle del
piano terra risultano sormontate da capitelli ornati a motivi di foglie di loto, probabilmente di importazione costantinopolitana. L’arco trionfale che introduce al
presbiterio è ornato da quindici medaglioni con le immagini dei dodici Apostoli e
quelle dei SS. Gervasio e Protasio (figli di
S. Vitale), che convergono verso la figurazione centrale di Cristo Pantocrator. Nelle
pareti del presbiterio l’iconografia si ispira
a episodi e personaggi del Vecchio Testamento: il sacrificio di Abramo, la nascita
di Isacco, il sacrificio di Abele e quello del
sacerdote Melchisedec. La volta a croce è
ornata da molteplici motivi interrotti dalla rappresentazione dell’Agnello mistico e
da altre figurazioni che alludono alla vita
eterna. Nella volta dell’abside campeggia
il Redentore assiso sul globo, fiancheggiato da due Arcangeli, da S. Vitale in abiti
militari e dal vescovo Ecclesio in atto di
porgere il modellino della basilica. Nel
catino absidale si dispiegano i due celebri
pannelli raffiguranti Giustiniano e Teodora, insieme al loro seguito. L’imperatore è
fiancheggiato da Giuliano Argentario e da
Massimiano, mentre l’imperatrice è circondata dalle dame più belle ed eleganti
della corte di Bisanzio.
Via Popillia 25
RAVENNA
Basilica di S.Vitale, abside: l’imperatrice Teodora
apsida: cesarica Teodora
ki so v pritličju nadgrajeni s kapiteli. Ti so
okrašenimi z motivi lotosovih listov in so
najverjetneje uvoženi iz Konstantinopla.
Slavolok, ki vodi v prezbiterij, je okrašen s
petnajstimi medaljoni, na katerih lahko vidimo podobe dvanajstih apostolov in dveh
svetnikov, Gervazijea in Protazija (sinova
sv. Vitalija), ki se stekajo proti osrednjemu
liku Kristusa vsemogočnega. Ikonografija
na stenah prezbiterija upodablja prizore in
osebe iz Stare zaveze: Abrahamovo žrtvovanje, Izakovo rojstvo, Abelovo žrtvovanje
in žrtvovanje duhovnika Melkizedekova.
Križni obok je okrašen s številnimi motivi, ki jih prekinjajo podobe mističnega
jagnjeta in drugih osebnosti, ki ponazarjajo večno življenje. Na oboku apside stoji
nad svetom ustoličen odrešenik, ob njem
pa lahko vidimo dva nadangela, sv. Vitalija
v vojaških oblačilih in škofa Ecclesija, ki
podaja maketo bazilike. V polkrožni niši
apside se razpletata dve znameniti plošči,
ki prikazujeta Justinijana in Teodoro ter
njihovo osebje. Ob cesarju stojita Giuliano
Argentario in Massimiano, cesarico pa obkrožajo najlepše in najbolj elegantne dame
bizantinskega dvora.
MAUSOLEO DI GALLA
PLACIDIA
MAVZOLEJ GALLA PLACIDIA
Costituisce uno dei più importanti monumenti paleocristiani conservatosi sino al presente nella sua integrità strutturale e nella completezza del suo apparato decorativo. Dal 1996 fa parte dei
monumenti tutelati dall’UNESCO. Nel
425 d.C., divenuta reggente per conto
del figlio Valentiniano alla morte del
fratello, l’imperatore Onorio, Galla Placidia prese dimora a Ravenna e fece costruire nel secondo quarto del secolo un
piccolo mausoleo, forse destinato a suo
luogo di sepoltura, ma mai utilizzato a
questo scopo. L’edificio era originariamente collegato con la chiesa di Santa
Croce, anch’essa edificata dall’Augusta,
e probabilmente fungeva da oratorio
intitolato a S. Lorenzo, in coppia con il
sacello cruciforme opposto, dedicato a
S. Nazario e S. Celso. L’edificio è impostato su una pianta a croce latina sulla
quale svetta la cupola, inclusa in una
S svojo strukturno celovitostjo in popolno dekoracijo predstavlja enega najpomembnejših do danes ohranjenih starokrščanskih spomenikov. Od leta 1996
je del UNESCOVE kulturne dediščine.
Ko je leta 425 po Kr. in po smrti svojega
brata, cesarja Honoriusa, v imenu svojega
sina Valentiniana postala regentka, se je
Galla Placidia preselila v Ravenno in tu
v drugi četrtini stoletja zgradila majhen
mavzolej, ki je bil morda namenjen njenemu pokopu, vendar nazadnje ni bil v ta
namen nikoli uporabljen. Zgradba je bila
sprva povezana s cerkvijo sv. Križa. Tudi
to je zgradila Avgusta, skupaj s sosednjo
križno kapelo, posvečeno sv. Nazariju
in sv. Celzu, je tudi sama verjetno služila kot kapela, posvečena sv. Lovrencu.
Stavba ima tloris latinskega križa, na
katerem stoji kupola, ki je del manjšega
kvadratnega stolpa. Notranjost poživljajo bogati ornamenti, ki jih sestavljajo
Mausoleo di Galla Placidia, volta d’ingresso: lunetta con il Buon Pastore/vhodni obok: luneta z Dobrim pastirjem
26 Via Popillia
Mausoleo di Galla Placidia, lunetta del braccio
occidentale: colombe che si abbeverano/luneta
zahodnega krila: golobi med pitjem
piccola torre quadrangolare. L’interno è
animato da un ricco apparato decorativo, composto dai rivestimenti in marmo
delle pareti e dai mosaici soprastanti.
Al centro della cupola è rappresentata una croce latina dorata contornata
da stelle concentriche su fondo blu a
imitazione di un cielo notturno, mentre gli angoli dei pennacchi ospitano i
simboli interpretati come gli esseri alati
che sono citati nel testo dell’Apocalisse. Nei quattro lati del tamburo sono
raffigurati a coppie otto Apostoli, tra
cui si riconoscono Pietro e Paolo, intervallati da motivi decorativi simbolici
come le colombe che si abbeverano e
le colombe ai lati di una fontana. Nella
lunetta del braccio meridionale si riconosce la figura di S. Lorenzo, oggetto
di particolare devozione da parte della
famiglia imperiale, davanti a una graticola in fiamme, accanto un armadio
con i libri degli Evangelisti. Nella parte opposta, sul portale d’ingresso trova
posto la celebre lunetta contenente la
raffigurazione del Buon Pastore con il
Cristo circondato dal suo gregge. La lunetta occidentale e quella orientale del
transetto sono riservate all’immagine
simbolica, alludente al Salmo 41, dei
cervi assetati che si avvicinano ad una
pozza d’acqua attraverso un graticcio di
foglie d’acanto.
Via Popillia 27
marmornate obloge sten in mozaiki nad
njimi. Na sredini kupole se nahaja zlati
latinski križ, ki je obdan s koncentrično
razvrščenimi zvezdami na modri podlagi.
Te ponazarjajo nočno nebo, medtem ko
se na vogalih pendentivov nahajajo simboli, ki naj bi upodabljali krilata bitja,
omenjena v besedilu razodetja. Na štirih
straneh bobna kupole je upodobljenih
osem apostolov, ki so razvrščeni v pare.
Prepoznamo lahko tudi Petra in Pavla,
med njimi pa najdemo simbolne dekorativne motive, kot so golobi pri pitju
in golobi ob straneh vodnjaka. V luneti
južne veje lahko prepoznamo lik sv. Lovrenca, osebnosti, ki ji je bila cesarska
družina zelo predana. sv. Lovrenc stoji
pred rešetko v plamenih, ob njem pa vidimo omaro s knjigami evangelistov. Na
nasprotni strani se na vhodu nahaja slovita luneta, na kateri je upodobljen Dobri
pastir s Kristusom, obkroža pa ga njegova čreda. Zahodna in vzhodna luneta
prečne ladje prikazujeta simbolno podobo žejnih jelenov, ki se skozi živo mejo
akantovih listov približujejo vodni mlaki,
kar se verjetno nanaša na 41. psalm.
Mausoleo di Galla Placidia, esterno/zunanjost
Domus dei Tappeti di Pietra: visione d’insieme/pogled na celoto
RAVENNA
DOMUS DEI TAPPETI DI PIETRA
DOMUS KAMNITIH PREPROG
La costruzione di un parcheggio sotterraneo in via d’Azeglio ha fornito l’occasione
per esplorare nei primi anni ’90 del Novecento un settore urbano di Ravenna nel
quale, senza soluzione di continuità, si è
succeduta una serie di edifici che dal III-II
sec. a.C. all’età moderna si sono sovrapposti
gli uni agli altri lungo una strada basolata
inserita nel reticolo cittadino. La complessa
stratificazione comprende, fra altri, testimonianze di età repubblicana, una domus
di età augustea, una domus di età adrianea,
un impianto termale, un edificio tardoantico (IV-VI sec.) caratterizzato da un
mosaico con emblema raffigurante il Buon
Pastore, e un palazzetto bizantino conservante gli straordinari mosaici pavimentali
policromi che hanno dato il nome all’intero
complesso. Si tratta della sontuosa dimora,
in uso fra la fine del V e il VI sec., appartenente a un personaggio di rango della
corte ravennate e costituita da quattordici
Ko se je v zgodnjih devetdesetih letih
prejšnjega stoletja v ulici d’Azeglio gradilo podzemno parkirišče, se je s tem
pojavila tudi možnost raziskovanja ravenskega urbanega območja, kjer so se
nahajale številne zgradbe, ki so ena na
drugi nastajale vse od 3. in 2. stol. pr. Kr.
do moderne dobe in so bile postavljene
vzdolž tlakovanega cestišča mestnih ulic.
Kompleksna razslojenost med drugim
zajema tudi pričevanja iz republikanske
dobe, domus iz avgustejske dobe, domus
iz Hadrijanove dobe, termalni objekt,
zgradbo iz poznoantične dobe (4. do 6.
stol.) z značilnim mozaikom, ki prikazuje
simbol Dobrega Pastirja, in bizantinsko
palačo z ohranjenim večbarvnim talnim
mozaikom, po katerem je ves kompleks
dobil ime. To je bilo razkošno bivališče,
ki so ga uporabljali ob koncu petega in
v začetku šestega stoletja. Pripadalo je
pomembni osebi ravenskega dvora, ime-
28 Via Popillia
Via Popillia 29
lo pa je štirinajst sob
vani e tre giardini, di
in tri vrtove, od kacui uno arricchito da
terih je enega krasil
una fontana ottagonale,
osmerokotni vodnjak.
realizzati accorpando
Zgradba je nastala
due complessi separati
z združitvijo dveh, s
da una strada basolata.
tlakovano cesto ločeLa domus comprende
nih kompleksov. Douna parte pubblica,
mus je bil sestavljen
con ambienti di rapiz javnega dela in
presentanza come un
njegovih sprejemnih
grande vano basilicale Domus dei Tappeti di Pietra: il mosaico del
Buon Pastore/mozaik Dobrega Pastirja
prostorov, kot sta na
absidato e una stanza
primer velik bazilikalen apsidalni prostor
tricliniare, e una parte privata destinata ad
in triklinijska soba, ter iz zasebnega dela,
abitazione del proprietario. I mosaici paviv katerem je bival lastnik. Dobro ohramentali in buono stato di conservazione – i
njeni talni mozaiki so edini mozaiki tega
soli noti in questo periodo per un edificio
obdobja, ki se ne nahajajo v javni zgradbi
non pubblico – permettono di tracciare un
in povežemo jih lahko z drugimi najbolj
collegamento con i più famosi monumenti
znanimi elementi kulturne dediščine v
bizantini di Ravenna. Fra essi spicca, per le
Ravenni. Zaradi svoje velikosti in kakosue dimensioni e la qualità esecutiva, quello
vosti med njimi izstopa mozaik viz sobe
della stanza 10, un grande ambiente di circa
10. Gre za okoli 100 kvadratnih metrov
100 m2, forse anch’esso absidato, probabilvelik prostor, ki je tudi sam morda imel
mente usato dai proprietari come stanza
obliko apside in so ga lastniki najverdi ricevimento esclusivamente famigliare,
jetneje uporabljali samo kot družinsko
con al centro un emblema raffigurante la
sprejemno sobo. Na sredini lahko vidimo
Danza dei Geni delle Stagioni. Il complesemblem, ki upodablja ples genijev letnih
so archeologico è stato predisposto per la
časov. Arheološki kompleks si je danes
visita con una musealizzazione in loco: in
mogoče ogledati, saj so ga preoblikovaun vasto ambiente sotterraneo all’interno
li v muzej. V obsežno podzemlje cerkve
della settecentesca Chiesa di Santa Eufesvete Evfemije, ki je bila v osemnajstem
mia, ubicata sopra un precedente luogo di
stoletju zgrajena na najstarejšem kraju
culto considerato il più antico di Ravenna,
čaščenja v Ravenni, so po njeni prenovi
mosaici e pavimenti in marmo del palazspet postavili mozaike in marmorna tla
zetto bizantino sono stati riposizionati dobizantinske palače.
po il restauro.
RAVENNA
BATTISTERO NEONIANO
NEONIANSKA KRSTILNICA
Il battistero si colloca a nord dell’attuale
cattedrale riedificata intorno alla metà del
XVIII sec. sull’antica Basilica Ursiana, eretta per volere del vescovo Orso nei primi decenni del V sec. d.C. Nonostante manchino
Krstilnica se nahaja severno od katedrale,
ki je bila v sredini 18. stoletja zgrajena
na stari baziliki z imenom Ursiana. To
je v 5. stol. po Kr. dal zgraditi škof Orso in čeprav o krstilnici nimamo točnih
Battistero Neoniano: veduta generale della volta/pogled na obok
notizie precise sulla fondazione, è probabile
che anche il battistero sia ascrivibile alla
stessa committenza. Al tempo del vescovo
Neone (450-475) la costruzione fu sottoposta a importanti lavori di restauro, che
interessarono anche la cupola e l’apparato
decorativo interno. Le proporzioni attuali
sono alterate a causa dell’interramento di
circa 3 m rispetto all’antico piano di calpestio. È noto anche come Battistero degli Ortodossi, in contrapposizione a quello
degli Ariani eretto da Teodorico, e deve la
sua unicità al fatto che ha conservato fedelmente l’impostazione originaria nelle forme
architettoniche e nell’apparato ornamentale.
Dal 1996 fa parte dei monumenti tutelati
dall’UNESCO. Esternamente la struttura
in laterizio, a pianta ottagonale, è scandita
da quattro absidi semicircolari, mentre la fascia superiore delle facciate è sottolineata da
finestre a doppio archetto, entro una delle
quali è murato un frammento di un sarcofago romano in marmo, con cavaliere che
brandisce la croce della Vittoria. L’interno,
caratterizzato da due ordini di arcate, su cui
podatkov, lahko predvidevamo, da je bila
tudi ta del istega naročila. Za časa škofa
Neona (450-475) so se v zgradbi izvedla
obsežna restavratorska dela, med drugim
tudi na kupoli in notranji dekoraciji.
Njene mere so danes nekoliko drugačne,
saj so se zaradi približno trimetrskega
pogrezanja spremenile. Znana je tudi
kot krstilnica ortodoksnih vernikov in
je v nasprotju s krstilnico arijancev, ki jo
je zgradil Teoderik. Krstilnica se lahko
ponaša s svojo edinstvenostjo, za katero se gre zahvaliti dejstvu, da še danes
ohranja svojo izvirno arhitekturno obliko in izvirno dekoracijo. Od leta 1996
je del UNESCOVE kulturne dediščine.
Navzven je to opečnata zgradba osmerokotne oblike, ki jo zaznamujejo štiri
polkrožne apside, medtem ko zgornji pas
fasade poudarjajo okna z dvojnim lokom.
V enega od njih vzidan fragment marmornega rimskega sarkofaga z vitezom,
ki vihti križ zmage. Notranjost oblikujeta dve vrsti arkad, na katerih sloni velika
kupola. Krasijo ju dragocene vrste mar-
30 Via Popillia
Via Popillia 31
morja in mozaiki, ki
s’imposta una grande
prekrivajo spodnje
cupola, reca un ricco
dele sten, na sredini
apparato decorativo
najdemo štukature,
composto dai marmi
mozaiki pa prekripregiati e dai mosaici
vajo tudi samo kuche rivestono la parte
polo. Vse to oblikubassa delle pareti, daje tri koncentrične
gli stucchi della parte
pasove, v središču
intermedia, e dagli
katerih se nahaja
straordinari mosaici Battistero Neoniano: il battesimo di Cristo
medaljon, ki upodadella cupola. Si tratta Kristusov krst
blja prizor, povezan
di tre fasce concentris samo namembnostjo objekta. Gre za
che, al centro delle quali campeggia il mepodobo Janeza Krstnika, ki na reki Jordaglione con la scena legata alla funzione
dan krsti Kristusa. V naslednjem pasu
stessa dell’edificio: il Battesimo impartito
lahko vidimo apostole, ki so označeni z
a Cristo sul fiume Giordano da parte di
lastnimi imeni. Razdeljeni so v dve proGiovanni Battista. Nella fascia successiva
cesiji, ki jih vodita sv. Peter in sv. Pavel.
gli Apostoli, segnalati dal proprio nome, si
V najnižjem pasu in vse do ekseder, ob
dispiegano in due processioni guidate da
katerih se nahajajo arkade, sta izmeničS. Pietro e S. Paolo. Nell’anello più basso,
no upodobljena prestol in oltar, ki nakaentro esedre fiancheggiate da portici, si alzujeta na nebeško mesto in suverenost
ternano un trono e un altare alludenti alla
Kristusa. Spodaj vidimo vrsto arkad, na
città celeste e alla sovranità di Cristo. Nella
katerih so izmenično upodobljene živali
zona sottostante una serie di arcate, con rafter prizori iz Stare in iz Nove zaveze, pofigurazioni di animali alternate a scene del
leg tega pa lahko vidimo tudi osem oken
Vecchio e del Nuovo Testamento, inquadra
in šestnajst niš s štukaturami, na katerih
otto finestre e sedici nicchie in stucco contenajdemo visoko reliefne figure prerokov,
nenti figure di profeti ad altorilievo risalenti
ki izhajajo iz obdobja škofa Neona.
al tempo del vescovo Neone.
venienza: lapidi dei classiarii (marinai della
flotta romana stanziata a Classe), sculture e
frammenti architettonici, capitelli, mosaici,
stele, fronti di sarcofagi, una statua acefala
in porfido raffigurante un imperatore vittorioso del V secolo. Il museo custodisce
inoltre la celebre cattedra di Massimiano,
uno fra i più celebri lavori eburnei conosciuti, opera di artisti bizantini operanti
nel VI sec. Al primo piano il percorso si
attesta cronologicamente fra collezioni
paleocristiane e d’età bizantina, iniziando
dalla Sala Lapidaria voluta dall’Arcivescovo
Niccolò Farsetti nella prima metà del ’700 e
ambiente attiguo, dove l’organizzazione dei
materiali ripropone la consistenza originaria, ma con una distribuzione cronologica
dei reperti. Tra le testimonianze presenti,
meritano segnalazione le transenne di produzione costantinopolitana risalenti al VI
sec., alcune epigrafi funerarie provenienti
dalla necropoli di Classe, la lastra sepolcrale dell’arcivescovo Agnello, la già ricordata
statua d’imperatore, il calendario marmoreo usato per stabilire la cadenza delle celebrazioni pasquali (metà VI-metà VII sec.),
l’ambone proveniente dalla chiesa dei Santi
Giovanni e Paolo, il reliquiario marmoreo
dei Santi Quirico e Giulitta dalla Chiesa di
San Giovanni Battista (V sec.). L’itinerario
RAVENNA
MUSEO ARCIVESCOVILE
MUZEJ NADŠKOFIJE
È inserito all’interno delle fabbriche connesse con l’Episcopio, in uno dei siti di
Ravenna a più alta concentrazione di testimonianze architettoniche e archeologiche
tardoantiche e altomedioevali. Vi si conservano i materiali provenienti dall’antica
Cattedrale Ursiana (primi decenni del V
sec.), completamente rinnovata nel Settecento. All’originaria “Sala Lapidaria” si
sono aggregati nel corso del tempo materiali tipologicamente vari e di diversa pro-
Nahaja se v notranjosti delavnic, povezanih s škofijo, v enem od predelov Ravenne
z najvišjo koncentracijo arhitekturnih in
arheoloških pričevanj pozne antike in zgodnjega srednjega veka. V njem so shranjeni
predmeti iz starodavne katedrale imenovane Ursiana (prva desetletja petega stoletja), ko je bila vila v 18. stol. prenovijena.
Prvotni “dvorani lapidarijev” so se sčasoma
pridružili še drugi najrazličnejši predmeti
različnega izvora: nagrobniki prebivalcev
Museo Arcivescovile: cattedra d’avorio del vescovo
Massimiano/iz slonovine izdelan stol škofa Massimiana
Museo Arcivescovile: particolare del nuovo
allestimento/del nove postavitve
mesta Classe (mornarjev rimskega ladjevja, nameščenih v mestu Classe), skulpture
in arhitekturni fragmenti, kapitlji, mozaiki, stele, prednji deli sarkofagov, brezglavi
porfirni kip z motivom zmagovitega cesarja iz 5. stol. V muzeju je shranjen tudi
znameniti Massimianov stol. Gre za enega najbolj znanih iz slonovine izdelanih
predmetov, ki so ga v 6. stoletju oblikovali
bizantinski umetniki. V prvem nadstropju
nas pot kronološko vodi med zbirkami
iz zgodnjekrščanskega in bizantinskega
obdobja. Začne se v dvorani lapidarijev,
zgrajeni na zahtevo nadškofa Niccolòja
Farsettija v prvi polovici osmega stoletja,
in v sosednjem prostoru, kjer razvrstitev
predmetov povzema izvirno konsistenco,
vendar so najdbe kronološko razporejene.
Med pričevanji moramo omeniti predvsem tranzene, ki so bile izdelane v Konstantinoplu in izhajajo iz šestega stoletja,
nekatere nagrobne napise iz nekropole
Classe, nagrobno ploščo nadškofa Agnella,
prej omenjeni cesarjev kip, marmorni koledar, ki so ga uporabljali za določanje datuma velikonočnih praznovanj (od sredine
6. do sredine 7. stoletja), ambon iz cerkve
sv. Janeza in Pavla, marmorni relikvarij sv.
Kvirika in Judite iz cerkve sv. Janeza Krstnika (5. stol.). Muzejska zbirka se nadaljuje v nadškofijski kapeli, znani tudi kot
oratorij sv. Andreja ali sv. Petra Krizologa.
Ta je posebej opisana v drugem poglavju.
32 Via Popillia
Via Popillia 33
Od tu lahko vstopimo v
museale prosegue nella
stolp Salustra, ki je verCappella arcivescovile,
jetno del danes ne več
detta anche Oratorio di
obstoječih istoimenskih
S. Andrea o di S. Pier
rimskih vrat iz 1. stol. po
Crisologo, descritta nelKr. V njem je shranjen
la scheda seguente. Da
stol škofa Massimiaqui si accede alla Torre
na iz Pulja, ki je prava
Salustra, probabile resto Museo Arcivescovile, cattedra
kiparska mojstrovina,
dell’omonima porta ro- di Massimiano: formelle del dorso
Massimianov stol: kasetirana hrbtna stran
izdelana iz slonovine.
mana del I secolo d.C.,
Oblikovali so ga umetniki, ki so se zgleove è custodita la cattedra del vescovo
dovali po aleksandrinski in bizantinski
Massimiano da Pola, capolavoro della sculumetnosti, zato je na gosto prekrit s plotura su avorio eseguito da artisti di influssi
ščicami, na katerih se pojavljajo evangelialessandrini e bizantini, fittamente rivestito
sti ter prizori iz Stare in iz Nove zaveze. V
di formelle finemente istoriate con figure
drugem nadstropju je razstavljena bogata
degli Evangelisti ed episodi tratti dall’Anumetniško-zgodovinska zbirka predmetico e dal Nuovo Testamento. Al secondo
tov: galerija slik iz obdobja od 15. do 19.
piano è esposta una notevole rassegna di
stoletja, v kateri najdemo različna dela štemateriali storico-artistici: la quadreria covilnih pomembnih umetnikov, kot so na
stituita da opere collocabili fra il XV e il
primer Luca Longhi, Baldassarre Carrari
XIX secolo, ove sono documentati artisti
in Felice Giani, zbirka svilenih fragmendel calibro di Luca Longhi, Baldassarre
tov, liturgična oblačila in mašno oblačilo
Carrari, Felice Giani, un nucleo di framškofa Angelopta (12. stol.), trije križi iz
menti serici, parati liturgici e la pianeta del
zaklada stolnice, med katerimi je tudi
vescovo Angelopte (XII sec.), tre croci del
križ škofa Agnella. V Dvorani mozaikov
tesoro della cattedrale, fra cui quella detta
in Device med molitvijo se nahaja nekaj
del vescovo Agnello. Nella Sala dei mosaici
fragmentov starih mozaikov, povezanih s
e della Vergine orante, trovano infine posto
ciklusom podob, ki je bil v 12. stol. izdealcuni frammenti musivi legati a un ciclo
lan za apsido bazilike Ursiana, in fragment
d’immagini realizzato per l’abside della
talnega mozaika iz petega stoletja, ki se je
Basilica Ursiana nel XII sec. e un lacerto di
najverjetneje nahajal v prvem obstoječem
mosaico pavimentale del V sec. riferibile al
poslopju cerkve.
primo impianto della chiesa.
numenti tutelati dall’UNESCO. Ambiente
raccolto con pianta a croce greca, presenta la
volta interamente ricoperta di mosaici che
raffigurano i simboli dei quattro Evangelisti
e quattro angeli che sostengono un clipeo
con il monogramma di Cristo. Nei sottarchi una serie di medaglioni con i busti degli
Apostoli e di alcuni martiri converge verso
la figura di Cristo con nimbo crucigemmato entro medaglione centrale. La cappella è
preceduta da un vestibolo (nartece) di forma
stretta e allungata con volta a botte; nella
lunetta sopra la porta campeggia Cristo in
abiti militari, in atto di calpestare un leone e
un serpente, mentre regge con la mano una
lunga croce e un libro aperto su cui si legge
la scritta, tratta dal Vangelo di Giovanni:
Ego sum via, veritas et vita. La volta è ricoperta da un ornato floreale su fondo oro,
una sorta di pergolato intervallato da varie
specie di volatili.
kulturne dediščine. V prostoru s tlorisom
v obliki grškega križa vidimo z mozaiki
prekrit obok, na katerem so upodobljeni
simboli štirih evangelistov in štirih angelov, ki podpirajo ščit z monogramom
Kristusa. Na notranjih lokih je vrsta medaljonov z doprsnimi podobami apostolov in nekaterih mučenikov, ki se stekajo
proti središčnemu medaljonu, kjer je upodobljen lik Kristusa s svetniškim sijem.
Pred kapelo je ozko in dolgo preddverje
(narteks) z obokom sodaste oblike; v luneti nad vrati stoji Kristus. Oblečen je v
vojaška oblačila ter tepta leva in kačo, v
roki pa drži dolg križ in odprto knjigo, na
kateri je mogoče razbrati napis iz Janezovega evangelija: Ego sum via, veritas et
vita. Svod je prekrit z bogatim cvetličnim
okrasjem na zlatem ozadju, z nekakšno
pergolo, na kateri so upodobljene tudi
različne vrste ptic.
RAVENNA
CAPPELLA ARCIVESCOVILE
(ORATORIO DI SANT’ANDREA)
KAPELA NADŠKOFIJE
(MOLILNICA SV. ANDREJA)
Unico monumento ortodosso eretto sotto
il regno di Teodorico, quando dominava
l’Arianesimo, la cappella venne innalzata
durante il vescovato di Pietro II (494-519)
mentre si lavorava all’ampliamento dell’antico Episcopio. Dal 1996 fa parte dei mo-
Gre za edini ortodoksni spomenik, postavljen v času vladanja Teoderika, ko
je prevladoval arijanizem. Kapela je bila
zgrajena za časa škofa Petra II. (494519), ko se je širila tudi antična škofovska
palača. Od leta 1996 je del UNESCOVE
Cappella Arcivescovile: veduta generale dell’interno/pogled v notranjost
34 Via Popillia
Via Popillia 35
RAVENNA
MUSEO TAMO - TUTTA
L’AVVENTURA DEL MOSAICO
MUZEJ TAMO - POPOLNO
DOŽIVETJE MOZAIKOV
Cerkev sv. Nikolaja je bila zgrajena v
La trecentesca chiesa di S. Nicolò, ancora
štirinajstem stoletju in še danes ohranja
intatta nella struttura architettonica e negli
svojo izvirno arhitekturno obliko ter prapparati, si offre come spettacolare contenivotno opremo. Gre za čudovit prostor, v
tore di un percorso interamente incentrato
katerem se je mogoče v celoti osredotočiti
sul mosaico, così intrinsecamente legato
na mozaik, ki je bistven element ravenalla storia di Ravenna e alla sua tradizione
ske zgodovine in njene kulturne tradicije.
culturale. Una serie di percorsi avvicina il
Številne poti obiskovalcu omogočajo, da
visitatore ai molteplici temi – tecnici, icose približa različnim tematikam - tehnografici, storici, artistici – collegati con
ničnim, ikonografskim, zgodovinskim,
l’arte musiva e ne approfondisce i contenuti
umetniškim - ki so povezane z umetnospaziando da reperti antichi, tardoantichi e
stjo mozaika. Pri tem se lahko poglobi v
medievali fino ad arrivare alle produzioni
vsebino, ki sega vse od starodavnih, pozno
di artisti contemporanei. Un’esposizione
antičnih in srednjeveških predmetov do
permanente di mosaici provenienti dal terumetnin sodobnih umetnikov. Stalna razritorio ravennate e dalle vicinanze, nel lunstava mozaikov z ravenskega območja in
go arco cronologico che va dal I sec. d.C.
okolice, ki izhajajo iz obdobja od prvih I
all’epoca medievale, esemplifica l’infinità di
stoletij po Kr. do srednjega veka, ponazarespressioni con cui quest’arte si è manifeja neskončne možnosti izražanja, ki so se
stata: il lacerto di mosaico dalla basilica di
pojavljale v tej umetniški zvrsti: fragmenti
San Severo a Classe, i mosaici pavimentali
mozaikov iz bazilike sv. Severa c Classe,
dal palazzetto bizantino di via d’Azeglio e
talni mozaiki iz bizantinske palače v ulici
dal Palazzo di Teodorico, i mosaici faentini
d’Azeglio in talni mozaiki iz Teoderikodelle domus di via Pasolini e di via Dogave palače, faentinski mozaiki domusov v
na con il riquadro raffigurante Achille. Le
ulicah Pasolini in Dogana, na katerih je
gigantografie dei mosaici riproducenti la
prikazan Ahil. Gigantografiji mozaikov,
battaglia di Isso e il palazzo del re goto in
na katerih sta upodobljeni bitka pri Isu
Sant’Apollinare Nuovo introducono l’uno
in palača gotskega kralja v sv. Apolinarija
l’argomento della vasta gamma di materiali
novega, načenjata novi temi. Pri prvi gre
a cui i mosaicisti sono talvolta ricorsi, l’altro
raznolikost materialov, ki so jih včasih
campeggia nella sezione ove s’individuano,
uporabljali izdelocome spazi privilevalci mozaikov, pri
giati di superbe nardrugi pa za posebna
razioni consegnate al
prostora, ki sta iz
linguaggio musivo, il
veličastnih pripovebinomio Palatiumdi prešla na tudi na
Ecclesia. Una nuova
mozaike, in sicer gre
sezione moderna racza binom Palatium coglie opere ispirate
Ecclesia. V novem in
alla Divina Commemodernem predelu
dia, realizzate da artisti italiani del No- Museo Tamo: mosaico della Dormitio Virginis/mozaik, najdemo zbirko del,
ki jih je navdihnila
vecento in occasione ki upodablja Marijino smrt (Dormitio Virginis)
Museo Tamo: veduta generale dell’allestimento/pogled na celoto
delle celebrazioni per il VII centenario della
nascita di Dante Alighieri. L’intero processo di produzione del mosaico può essere
seguito attraverso la ricostruzione di una
bottega da mosaicista, con materiali, attrezzature e strumenti provenienti dall’Istituto
per il Mosaico “Gino Severini” di Ravenna,
grazie ai cui cartoni viene affrontato anche
il tema della fase ideativa e della preparazione dell’opera artistica. Questa parte del
percorso è integrata dall’esposizione delle
paste vitree e degli smalti in foglia d’oro
sfornati dalla nota fabbrica veneziana Orsoni, fornitrice di materiali per autentici
capolavori musivi mondiali. L’approfondimento sulle tecniche si giova inoltre di
materiali, riproduzioni a calco e in copia
provenienti dai Musei Vaticani. Chiudono
la rassegna la raffigurazione della Dormitio
Virginis e i mosaici di S. Giovanni Evangelista, con l’episodio della Quarta Crociata,
posto a suggello della lunga rivisitazione
temporale di cui il mosaico è protagonista
assoluto. L’ampio ricorso a strumenti inte-
Božanska komedija in so jih ob praznovanju sedemstoletnice rojstva Danteja
Alighierija ustvarili italijanski umetniki
dvajsetega stoletja. Ves proces izdelave
mozaika si je mogoče ogledati v mozaični delavnici, kjer vidimo tudi materiale,
orodja in druge pripomočke z Inštituta za
mozaike “Gino Severini” iz Ravenne, z
njegovo pomočjo pa se je mogoče spoznati tudi s fazo idejne zasnove in s pripravo
umetniškega dela. Ta ogled dopolnjuje tudi zbirka steklenih past in emajlov iz zlatih lističev, ki jih je izdelala znana beneška
tovarna Orosni, dobaviteljica materiala za
avtentične svetovno znane mozaične mojstrovine. Poglobitev v različne tehnike je
mogoča tudi zahvaljujoč materialom ter
reprodukcijam in kopijam, ki prihajajo iz
vatikanskih muzejev. Razstava se zaključi
z upodobitvijo Dormitio Virginis in mozaiki sv. Janeza Evangelista in prizorom iz
četrte križarske vojne, ki daje pečat dolgemu časovnemu pregledu, v katerem glavno
vlogo igra mozaik. Široka uporaba inte-
36 Via Popillia
rattivi, postazioni multimediali e soluzioni
tecnologiche avanzate conferisce al museo
versatilità, ampiezza di prospettive, opportunità di personalizzazione dei percorsi di
conoscenza, rendendolo adattabile ai pubblici più svariati, a cominciare dai giovani, ai
quali sono destinati anche laboratori didattici teorici-pratici che promuovono attività
formative per le scuole.
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raktivnih orodij, multimedijskih vsebin in
naprednih tehnoloških rešitev daje muzeju
vsestranskost, širino in možnost personaliziranih poti spoznavanja. Prav zato se zna
prilagoditi vsem zahtevam najrazličnejših
obiskovalcev, predvsem mladih. Njim so
namenjene tudi teoretične in praktične
izobraževalne delavnice, ki spodbujajo izobraževalne dejavnosti v šolah.
RAVENNA
costamento di diverse porzioni pavimentali, con motivi decorativi e varie figure
animali che, per stile e scelta delle iconografie, appaiono databili al VI sec. d.C.
La visita può proseguire, risalendo la scala
della torre neogotica, con il delizioso giardino pensile all’italiana realizzato, sempre
nell’Ottocento, per collegare il palazzo ad
altre costruzioni di servizio.
talnih oblog, na katerih vidimo številne
dekorativne motive in figure živali. Na
osnovi stila in ikonografije lahko predvidevamo, da segajo v 6. stol po Kr. Obisk
lahko nadaljujemo tako, da se vzpnemo po
stopnicah neogotskega stolpa s čudovitim
italijanskim strešnim vrtom. Tudi ta sega
v devetnajsto stoletje in palačo povezuje z
drugimi pomožnimi zgradbami.
RAVENNA
CRIPTA RASPONI
KRIPTA RASPONI
BASILICA DI
SANT’APOLLINARE NUOVO
Nova bazilika Sv.
ApolinarIja
Cripta Rasponi: cupola/kupola
Cripta Rasponi: veduta generale/pogled v notranjost
Sant’Apollinare Nuovo, mosaici della navata sinistra: corteo delle Sante/mozaiki leve ladje: sprevod svetnic
Una reliquia dell’antica chiesa di San Severo a Classe sopravvive nella cripta che fa
parte del Palazzo della Provincia, edificato
agli inizi del XIX secolo sulle spoglie di
una precedente residenza nobiliare appartenente ai Rasponi. Cappella famigliare
annessa al palazzo e destinata alle funzioni religiose officiate privatamente, la
cripta si caratterizza per il bel pavimento
a mosaico, frutto di ricomposizione e ac-
Relikvijo starodavne cerkve sv. Severa c
Classe lahko najdemo v kripti, ki je del
deželne stavbe. Ta je bila zgrajena na
ostankih nekdanjega plemiškega bivališča rodbine Rasponi, in sicer v začetku
devetnajstega stoletja. S palačo povezana družinska kapela je bila namenjena
zasebnim verskim obredom. Značilnost
kripte so lepi talni mozaiki, ki je nastale s
sestavljanjem in kombiniranjem različnih
Conquistata Ravenna nel 493, Teodorico
inizia a costruire l’edificio come cappella
per il culto ariano annessa al Palazzo Reale; i lavori proseguono fino alla sua morte,
avvenuta nel 526. Dopo la riconquista bizantina e l’emanazione dell’editto di Giustiniano (561), per impulso del vescovo di Ravenna Agnello (556-569) furono eliminati
i segni dell’Arianesimo e il tempio ebbe una
nuova intitolazione a S. Martino, arcivesco-
Potem ko je leta 493 zasedel Ravenno, je
Teoderik začel graditi kapelo arijanskega
kulta, ki je bila priključena h kraljevi palači. Dela so se nadaljevala vse do njegove smrti leta 526. Po vnovični bizantinski osvojitvi in razglasitvi Justinijanovega
edikta (561) so bila na pobudo ravenskega
škofa Agnela (556-569) odstranjena vsa
znamenja arijanizma in tempelj je pridobil naziv sv. Martina, nadškofa iz Toursa,
38 Via Popillia
Sant’Apollinare Nuovo, l’imperatore Giustiniano
cesar Justinijan
vo di Tours, famoso per la forte opposizione
a tutte le eresie. Lo splendore dei soffitti dorati è all’origine della denominazione della
chiesa anche come S. Martino del Cielo
Dorato. I resti di Sant’Apollinare, fondatore
della chiesa di Ravenna, secondo la tradizione portati qui nel IX secolo, ne determinarono l’ulteriore intitolazione, accompagnata
dalla parola “Nuovo” per distinguerla dalla
preesistente chiesa omonima. Dal 1996 fa
parte dei monumenti tutelati dall’UNESCO. All’interno, ventiquattro colonne di
marmo greco scandiscono lo spazio in tre
navate, terminanti al centro con un’abside
semicircolare. La facciata è preceduta da un
portico che nel XVI secolo ha sostituito il
precedente nartece, mentre al secolo successivo risale il soffitto dorato a cassettoni. Il
campanile cilindrico all’estrema destra del
portico data al X secolo. Un ricco apparato
decorativo, composto di rivestimenti marmorei e di stucchi, ornava la basilica prima
dei lavori attuati nel XVI secolo. I mosaici superstiti sulle pareti della navata sono
disposti in tre fasce nello spazio compreso
fra gli archi e il soffitto: la Processione dei
Santi e quella delle Sante nella parte bassa;
maestose figure di Profeti in abiti bianchi
fra le finestre, e infine la raffigurazione dei
Via Popillia 39
ki je bil poznan po tem, da je nasprotoval
vsem oblikam herezije. Blišč pozlačenega
stropa je cerkvi prinesel tudi drugo ime,
in sicer cerkev sv. Martina zlatega neba.
Posmrtni ostanki sv. Apolinarija, ustanovitelja ravenske cerkve, so bili v skladu s
tradicijo sem prineseni v devetem stoletju. Prav to je bilo odločilnega pomena
tudi pri nadaljnjem poimenovanju, pri
katerem se pojavi še izraz “novi”, kar je
omogočilo, da se je nova cerkev ločila
od prejšnje istoimenske. Od leta 1996
je del UNESCOVE kulturne dediščine.
V notranjosti je štiriindvajset stebrov iz
grškega marmorja, ki prostor delijo na
tri ladje, te pa se na sredini zaključijo s
polkrožno apsido. Pred pročeljem se nahaja portik, ki je v šestnajstem stoletju
nadomestil prejšnji narteks, medtem ko
pozlačen kasetiran strop sega v naslednje
stoletje. Valjasti zvonik na skrajni desni
strani portika je iz desetega stoletja. Bogata dekoracija iz marmornatih oblog in
štukatur je baziliko krasila vse do šestnajstega stoletja, ko se izvedla obnovitvena
dela. Drugi mozaiki na stenah ladje so v
treh razporejeni v treh pasovih, in sicer
med loki in stropom: procesija svetnikov
in svetnic v spodnjem delu, veličastne
figure prerokov v belih oblačilih med
okni ter nazadnje upodobitev čudežev
in prizorov iz Kristusovega pasijona. Ob
vznožju desne stene je upodobljeno mesto Ravenna, in sicer v takšni podobi, kot
Miracoli ed episodi della Passione di Cristo.
Ai piedi della parete destra è raffigurata la
città di Ravenna, vista alle spalle del palazzo
di Teodorico. Da qui parte la Processione di
ventisei Santi su fondo dorato, identificati
ciascuno con il proprio nome. La teoria si
dirige verso il Cristo benedicente in trono
circondato da quattro arcangeli. Sulla parete
sinistra (di fronte al palazzo del re goto) dalla raffigurazione della città di Classe (Civitas Classis), prende l’avvio la teoria delle
Sante, realizzata per volere di Agnello in
sostituzione di preesistenti figurazioni, diretta verso la figura della Madonna in trono
opposta alla figura di Cristo.
ga je bilo mogoče videti z zadnje strani Teoderikove palače. Tukaj se začenja
procesija šestindvajsetih svetnikov, ki so
upodobljeni na zlatem ozadju in so označeni s svojimi imeni. Sprevod se pomika
proti blagoslavljajočemu Kristusu, ki se
nahaja na prestolu in je obdan s štirimi
nadangeli. Na levi steni (nasproti palače
gotskega kralja) se pri upodobitvi mesta
Classe (Civitas Classis) začne sprevod
svetnic. Umetnina je bila izdelana na
zahtevo Agnella in nadomestiti je morala prejšnje upodobitve, usmerjena pa
je k liku Matere božje na prestolu, ki se
nahaja nasproti lika Kristusa.
RAVENNA
COSIDDETTO “PALAZZO
DI TEODORICO”
TAKO IMENOVANA
“TEODERIKOVA PALAČA”
Il cosiddetto Palazzo di Teodorico/Tako imenovana Teoderikova palača
Sant’Apollinare Nuovo, corteo delle Sante: particolare
sprevod svetnic: podrobnost
Il rudere, affacciante su via di Roma, nei
pressi della Basilica di Sant’Apollinare
Nuovo, presenta un’importante facciata
caratterizzata da un avancorpo con portale
sormontato da una nicchia absidata prov-
Razvalina, ki gleda na ulico Roma in se
nahaja v bližini Nova bazilika sv. Apolinarija, ima pomembno fasado, za katero
je značilen izzidek s portalom, nad katerim je apsidna niša z biforo. Dva niza
40 Via Popillia
vista di bifora. Due ordini di archi binati
(in basso) e di archi ciechi con colonne su
mensola (in alto) scandiscono lo spazio a
lato degli elementi centrali. Benché una
consolidata tradizione, nata pare nel XVII
sec., identifichi questo edificio come Palazzo di Teodorico, la sua origine è certamente anteriore e probabilmente risale al
momento in cui la scelta di Ravenna come
sede imperiale determinò l’esigenza di realizzare una residenza adatta alle necessità
rappresentative, organizzative e abitative
che l’insediamento di una corte richiedeva,
con spazi palaziali, ambienti di servizio e
corpi di fabbrica destinati alle varie funzioni pubbliche. Come gli scavi archeologici hanno dimostrato, il complesso ebbe
nel corso del tempo diverse fasi di occupazione; durante l’epoca di Teodorico mantenne una funzione pubblica e il carattere
di pregio che si conveniva a un edificio
legato all’esercizio del potere. Certamente
la sua vita continuò, tanto è vero che, secondo alcuni studiosi, durante l’Esarcato
il palazzo era ancora sede governativa e i
resti architettonici sopravissuti sino a oggi
rappresenterebbero un posto di guardia
a sorveglianza del complesso. Un’altra
ipotesi vede invece una corrispondenza
dei resti con la facciata dell’antica chiesa
altomedievale di S. Salvatore ai Calchi, ricordata dalle fonti in prossimità di questa
posizione. Nel portico interno e nella sala
al piano superiore sono conservate alcune
porzioni dei mosaici pavimentali recuperati durante gli scavi nel complesso tardoantico. Distribuiti in un arco cronologico
che va dal I al VI sec. d.C., si riferiscono
tanto ad ambienti del palazzo quanto alle
costruzioni che l’hanno preceduto nella
stessa area. Sono documentati frammenti
con diversi motivi ornamentali e altri con
scene figurate databili al V e VI sec., fra
cui una corsa di carri, un episodio di caccia
al cinghiale e l’uccisione della chimera da
parte di Bellerofonte.
Via Popillia 41
dvojnih lokov (spodaj) in slepi loki s stebri na policah (zgoraj) poudarjajo prostor, ki se nahaja ob straneh osrednjih
elementov. Čeprav uveljavljena tradicija,
ki je najverjetneje nastala v sedemnajstem stoletju, to stavbo obravnava kot
Teoderikovo palačo, je njen izvor zagotovo starejši in verjetno sega v čas, ko je Ravenna postala sedež cesarstva in je zato
potrebovala rezidenco, ki bi izpolnjevala
vse sprejemne, organizacijske in bivalne
potrebe dvora. Imeti je morala vse potrebne prostore, tako storitvene, kot tiste
za izvajanje javnih funkcij. Arheološka
izkopavanja so pokazala, da je kompleks
v različnih obdobjih služil različnim namenom. V času Teoderika so se v njem
izvajale različne javne funkcije in imel je
sloves, ki je značilen za stavbo, v kateri se
izvaja oblast. Palačo so uporabljali tudi
pozneje, kar zatrjujejo nekateri znanstveniki, ki pravijo, da je bila v obdobju eksarhata še vedno sedež vlade, arhitekturne
ostaline, ki so se ohranile vse do danes, pa
naj bi bile del stražarskega in nadzornega
predela kompleksa. Kljub temu poznamo
tudi drugo tezo, ki pravi, da so ostaline
del pročelja starodavne srednjeveške cerkve sv. Odrešenika “ai Calchi”, saj se ta
pojavlja v določenih virih, ki govorijo o
tem, da se je nahajala prav v bližini tega
kraja. V notranjem portiku in v dvorani
zgornjega nadstropja so shranjeni nekateri deli talnih mozaikov, ki so bili najdeni med izkopavanji v poznoantičnem
kompleksu. Razporejeni so kronološko
in segajo v obdobje od 1. do 6. stoletja
po Kr., nanašajo pa se tako na okolje same palače, kot tudi na zgradbe, ki so se
na istem mestu nahajale še pred njo. Številni so fragmenti z različnimi okrasnimi
motivi in drugi, ki podabljajo figurativne
prizore. Segajo v 5. in 6. stoletje, med njimi pa najdemo na primer dirko z vozovi,
prizor lova na merjasca in Belerofontovo
usmrtitev himere.
Battistero degli Ariani, cupola: particolare dei mosaici con gli Apostoli/kupola: mozaik z apostoli
RAVENNA
BATTISTERO DEGLI ARIANI
ARIJANSKA KRSTILNICA
Fatto costruire da Teodorico accanto alla
cattedrale ariana e probabilmente completato prima del 526, anno della morte
del sovrano, il battistero venne convertito
al culto ortodosso nel 561 e trasformato
in oratorio con dedicazione alla Vergine.
La sua importanza storico-monumentale
si deve al fatto che nessun sito dell’antichità conserva un battistero destinato
al culto ariano in sostanziale integrità
strutturale e decorativa. Dal 1996
fa parte dei monumenti tutelati dall’UNESCO. Si
tratta di una costruzione in laterizio di
dimensioni ridotte,
a pianta ottagonale,
interrata di oltre 2
m rispetto al piano
stradale. Esternamente suddivisa in
due fasce da una cornice marcapiano, la zona
superiore ospita la cupola ed
è sottolineata da finestre arcuate, men-
Na Teoderikovo zahtevo so ob arijanski
katedrali zgradili tudi krstilnico. Dokončali so jo najverjetneje pred Teoderikovo
smrtjo leta 526 ter jo leta 561 spremenili
v ortodoksno bogoslužje in v molilnico,
posvečeno Devici. Gre za pomembno
zgodovinsko in spomeniško kulturno
dediščino, saj v nobenem starodavnem
kraju ni mogoče najti arijanskemu kultu
posvečene krstilnice, katere struktura in
dekoracija sta še danes zelo dobro
ohranjeni. Od leta 1996 je del
UNESCOVE kulturne
dediščine. Gre za majhno opečnato zgradbo
osmerokotne oblike,
ki leži kar dva metra pod cestnim površjem. Zunanjost
je razdeljena na dva
pasova z mednadstropnim vencem. Zgoraj se
Battistero degli Ariani, cupola: Battesimo di Cristo
kupola, Kristusov krst
42 Via Popillia
tre in basso si alternano quattro piccole
absidi. Nel corso dei secoli il battistero
ha subìto alcune modificazioni come la
perdita dell’ambulacro esterno che originariamente lo circondava su sette lati,
lasciando libero solo quello d’ingresso. La
cupola conserva una decorazione musiva
ispirata ai motivi del Battistero Neoniano. Il disco centrale ospita la scena del
Battesimo con la figura di Cristo, immerso fino alla cintola nell’acqua del Giordano, fiancheggiato dalla personificazione
del fiume come uomo anziano e da S.
Giovanni Battista. Nella fascia seguente
un corteo di dieci Apostoli divisi in due
gruppi, guidati rispettivamente dai Santi
Pietro e Paolo, converge verso un trono,
su cui campeggia un cuscino purpureo
sorreggente la croce gemmata. Il medaglione centrale, il trono e alcuni degli
Apostoli risalgono al periodo teodoriciano, mentre i restanti mosaici sono stati
eseguiti intorno alla metà del VI secolo.
Via Popillia 43
nahaja kupola, ki je poudarjena z obokanimi okni, medtem ko se v spodnjem delu izmenjujejo štiri majhne apside. Skozi
stoletja se je krstilnica nekoliko spremenila in na primer izgubila zunanji obhod,
ki jo je v prvotno obkrožal s sedmih strani. Danes ima samo še en obhod, in sicer
tistega pred vhodom. Kupola je ohranila
mozaično dekoracijo, ki se zgleduje po
motivih neonijanske krstilnice. Na osrednjem medaljonu sta upodobljena prizor
krsta in lik Kristusa. Ta je do pasu potopljen v vodo reke Jordan, ob njem pa
vidimo starca, ki pooseblja reko, ter sv. Janeza Krstnika. V naslednjem pasu vidimo
procesijo desetih apostolov, razdeljenih v
dve skupin. Vodita jih sveti Petra in Pavla,
vse skupaj pa se približujejo prestolu, na
katerem leži škrlatna blazina, ki podpira
križ z dragulji. Osrednji medaljon, prestol
in nekateri apostoli segajo v dobo Teoderika, medtem ko so bili preostali mozaiki
izdelani okrog sredine šestega stoletja.
Mausoleo di Teodorico: veduta posteriore/pogled na zadnji del
una scala esterna, è collocato un labrum,
una vasca di porfido dove si pensa abbia
trovato sepoltura lo stesso Teodorico, le
cui le spoglie vennero rimosse durante il
dominio bizantino. Dal 1996 fa parte dei
monumenti tutelati dall’UNESCO.
postavljen labrum. Gre za porfirni sarkofag, v katerem so bili mogoče shranjeni
posmrtni ostanki Teoderika, ki pa so bili
med vladavino bizantinskega cesarstva
odstranjeni. Od leta 1996 je del UNESCOVE kulturne dediščine.
RAVENNA -
RAVENNA -
RAVENNA
MAUSOLEO DI TEODORICO
TEODERIKOV MAVZOLEJ
Come informano le fonti, risale a poco
dopo il 520 d.C. e fu eretto da Teodorico
vivente come tomba, a circa un chilometro
dal centro della città, là dove era ubicato
il sepolcreto dei Goti. La struttura si articola in due ordini sovrapposti, entrambi decagonali, ed è interamente costruita
con blocchi squadrati di pietra d’Aurisina.
Lo sormonta un enorme monolite del
diametro di oltre 10 metri e dal peso di
300 tonnellate. L’ordine inferiore, internamente a croce greca, aveva probabilmente
la funzione di cappella per lo svolgimento
delle liturgie funebri. Al centro dell’aula
che si apre nell’ordine superiore, anticamente circondato da un deambulatorio
con colonnine e oggi accessibile grazie a
Viri navajajo, da sega v obdobje po letu 520 po Kr., njegovo izgradnjo pa je
naročil Teoderik. Nahaja se približno kilometer stran od mestnega središča, kjer
je bilo nekoč grobišče Gotov. Zgradba
je razdeljena na dve nadstropji deseterokotnega tlorisa in je v celoti zgrajena iz
obdelanih blokov nabrežinskega kamna.
Nadgrajuje jo ogromen monolit z več kot
desetimi metri premera, ki tehta 300 ton.
Spodnje nadstropje ima obliko grškega
križa in je najverjetneje služilo kot kapela, v kateri so potekali pogrebni obredi.
V sredini dvorane, ki se odpira v višje
nadstropje in jo je nekoč obdajal deambulatorij s stebrički, do nje pa je danes
mogoče priti po zunanjih stopnicah, je
località
Classe
kraj
Classe
AREA ARCHEOLOGICA
DI CLASSE
ARHEOLOŠKO NAJDIŠČE
CLASSE
Il sito di Classe ha origine e grande potenziamento ad opera di Ottaviano Augusto, che per meglio difendere l’Adriatico e
i mari del vicino Oriente, volle stanziare
a Ravenna una flotta militare (in latino
classis) composta di 250 navi, facendola
divenire la principale base navale del Mediterraneo centrale. A questo scopo Ravenna venne dotata di un porto che sorse
a circa 4 km a sud-est del centro urbano
e il cui vasto bacino fu ricavato nella zona lagunare delimitata dalla più recente
barra di dossi dunosi, che aveva iniziato
a spostarsi dall’antico cordone litoraneo.
Zasluga za nastanek in širitev mesta
Classe gre Oktavijanu Avgustu, ki je v
želji po boljši obrambi Jadranskega morja in morja Bližnjega vzhoda v Ravenni
namestil vojaško floto (v latinščini classis). Sestavljena je bila iz 250 ladij, zaradi
česar je mesto postalo glavna pomorska
baza v osrednjem Sredozemlju. Ravenna
je tako dobila tudi pristanišče, ki je bilo
zgrajeno približno 4 km jugovzhodno od
središča mesta. Njegov obsežen bazen
je bil oblikovan na območju lagune ter
pozneje omejen z nasipi, ki so se začeli
umikati od antične obalne črte. August
44 Via Popillia
Sant’Apollinare Nuovo: mosaico raffigurante Classe
(Civitas Classis)/mozaik, ki upodablja mesto Classe
(Civitas Classis)
Augusto volle che il grande porto militare fosse unito al ramo meridionale del
Po attraverso un largo canale, denominato
Fossa Augusta, parallelo alla linea di costa,
che prima di giungere alla città si divideva
in due rami: uno girava intorno alle mura,
rafforzandone la difesa, mentre l’altro scorreva in mezzo alle abitazioni, agevolando
così l’attività commerciale. Lungo il canale
portuale, nella zona corrispondente alla più
antica linea di costa, prese così a svilupparsi il sobborgo di Classe, ove in origine erano allogati principalmente i servizi
collegati alla flotta imperiale, i magazzini,
gli accampamenti militari, gli alloggi delle
famiglie dei militari. In età tardo romana e
bizantina l’insediamento vide sorgere una
serie di edifici monumentali e fu dotato di
una cinta muraria, divenendo quella Civitas Classis che i mosaici di Sant’Apollinare
Nuovo raffigurano. Il sito conobbe uno
sviluppo notevole soprattutto in seguito al
trasferimento a Ravenna della sede imperiale. A partire dal IV sec. e specialmente
nel V-VI sec. d.C. vennero infatti edificate
importanti basiliche cristiane sia nell’area
abitata (cattedrale Petriana e basilica di S.
Via Popillia 45
je želel, da bi se veliko vojaško pristanišče
povezalo z južno vejo reke Pad, in sicer
s pomočjo širokega in z obalo vzporednega kanala, imenovanega Fossa Augusta. Preden bi prispel do mesta, se je ta
razdelil na dve veji. Ena je potekala okoli obzidja in tako še izboljšala njegovo
obrambno funkcijo, medtem ko je druga
potekala med hišami in tako spodbujala gospodarsko dejavnost. Ob pristaniškem kanalu se je na območju najstarejše
obalne črte razvilo predmestje Classe, v
katerem so se sprva nahajale predvsem
s cesarskim ladjevjem povezane službe,
skladišča, vojaški tabori in bivališča za
družine vojakov. V pozni rimski in bizantinski dobi so se v naselbini zgradili
številne veličastne stavbe obzidje. Tako
je nastala takšna Civitas Classis, kot jo
prikazujejo mozaiki v novi baziliki sv.
Apolinarija. Ko se je sedež cesarstva prenesel v Ravenno, je kraj doživel izjemen
razvoj. Od četrtega stoletja dalje in še
posebno v 5. in 6. stoletju po Kr. so bile
zgrajene pomembne krščanske bazilike,
tako na naseljenem območju (katedrale
Petriana in bazilika sv. Severa), kot tudi
Stele funeraria di Domizia Kalituce e Celia Quinta da
Classe/Nagrobna stela dveh prebivalcev mesta Classe
(Domizia Kalituce in Celia Quinta)
Area archeologica di Classe/Arheološko območje v mestu Classe
Severo), sia nella zona extra-muraria con
le basiliche cimiteriali di Sant’Apollinare,
S. Probo, Sant’Eufemia, Sant’Eleucadio,
Chiesa della Ca’ Bianca-S. Demetrio. Il
progressivo interramento del porto, iniziato già in epoca tardoromana e bizantina,
e la diminuita importanza della città segnano il lento declino di Classe nel corso
del VII e dell’VIII sec. quando, secondo le
fonti, essa cessa tradizionalmente di esistere. Il sito deve ancora ricevere un’adeguata
esplorazione commisurata alla sua estensione e stratificazione. Gli scavi in corso,
trasversalmente alla città antica, hanno
messo soprattutto in luce un’ampia porzione dell’impianto portuale tardoromano
del podere Chiavichetta, portando in vista
strade, edifici produttivi e strutture funzionali del porto. Scavi archeologici sono in
corso da tempo anche nella basilica di S.
Severo, non lontano dalle mura. Vengono
riportati in luce non solo la grande fabbrica
absidata a tre navate, pavimentata con un
mosaico policromo, promossa da Pietro
III per ospitare la tomba del vescovo, ma
anche i resti del monastero benedettino,
nel quale la vita a Classe continuò a lungo.
izven obzidja, kjer lahko najdemo pokopališke bazilike sv. Apolinarija, sv. Proba,
sv. Evfemije, sv. Elevkadija, in cerkev
Ca’ Bianca - sv. Dimitrija. Postopno pogrezanje pristanišča, ki se je začelo že v
poznih rimskih in bizantinskih časih, ter
vedno manjši pomen mesta, sta v 7. in
8. stol. zaznamovala počasen zaton mesta Classe, ko je po navedbah nekaterih
virov tudi prenehalo obstajati. Na področju najdišča se bodo morale izvesti še
nekatere raziskave, ki bodo ustrezne za
takšno velikost in razčlenjenost. Dosedanja izkopavanja, ki so potekala prečno
po starodavnem mestu, so omogočila odkritje večjega dela poznorimskega pristaniškega sistema posestva Chiavichetta.
Odkrile so se ceste, proizvodne zgradbe
in funkcionalne strukture pristanišča.
Arheološka izkopavanja že dolgo potekajo v baziliki sv. Severo, nedaleč od obzidja. Ta niso razkrila le apsidne stavbe s
tremi ladjami in večbarvnim mozaikom,
ki jo je Peter III uporabil za grob škofa,
ampak tudi ostanke benediktinskega samostana, v katerem se je življenje mesta
Classe še dolgo nadaljevalo.
46 Via Popillia
Via Popillia 47
Basilica di Sant’Apollinare in Classe: esterno/zunanjost
RAVENNA -
località
Classe
RAVENNA –
kraj
Classe
BASILICA DI SANT’APOLLINARE
IN CLASSE
BAZILIKA sv. Apolinarija
V CLASSE
Unica sopravvisuta nel territorio classicano, la basilica fu promossa dal banchiere
Giuliano Argentario e consacrata nel 549
dal vescovo Massimiano. Fa parte delle cosiddette basiliche cimiteriali, ossia di quegli edifici di culto che sorsero nel luogo di
sepoltura di santi e vescovi, in questo caso
Sant’Apollinare, primo vescovo di Ravenna, la cui sepoltura è stata identificata come una tomba a cassa di laterizi rinvenuta
insieme ad altre nella necropoli cristiana
strettamente adiacente e sottostante la
chiesa. Intorno ad essa, divenuta ben presto luogo di culto, fu innalzata una piccola
basilica-martyrion. Dal 1996 fa parte dei
monumenti tutelati dall’UNESCO. Munito di campanile cilindrico risalente al IX
o X sec., l’edificio si presenta a tre navate,
separate da una doppia fila di colonne in
marmo greco, culminanti nel presbiterio
Bazilika je edina ohranjena zgradba
na ozemlju mesta Classe. Zgradil jo je
bankir Giuliano Argentario, leta 549 pa
posvetil škof Massimiano. Je del tako
imenovanih pokopaliških bazilik in torej
tistih cerkvenih stavb, ki so bile zgrajene
na kraju pokopa svetnikov in škofov. V
tem primeru je to bil sv. Apolinarij, prvi
škof Ravenne, Njegov grob je bil sestavljen iz opeke in skupaj z drugimi grobišči najden v krščanski nekropoli, ki se
nahaja ob cerkvi in pod njo. Okrog cerkve, ki je kmalu postala svetišče, so postavili majhno baziliko - martyrion. Od
leta 1996 je del UNESCOVE kulturne
dediščine. Opremljena je z valjastim zvonikom iz devetega ali desetega stoletja,
ima tri ladje, ločene z dvojno vrsto stebrov iz grškega marmorja, ki se zaključijo
v prezbiteriju. Ta je okrašen z izjemnim
adorno di uno straordinario apparato ornamentale musivo, realizzato in epoche
diverse e quindi con evidenti differenze
stilistiche. Il catino absidale ospita la
rappresentazione simbolica della Trasfigurazione sul Monte Tabor, a iniziare
da un medaglione con il ritratto aureolato
del Cristo Pantocrator fiancheggiato dai
simboli alati degli Evangelisti. Al centro
dell’abside, entro una cornice paesaggistica verdeggiante e fiorita, campeggia
Sant’Apollinare in atteggiamento orante,
attorniato da pecore che simboleggiano il
gregge cristiano ovvero i fedeli ravennati,
seguaci del loro pastore. Sopra la figura
del vescovo una grande croce latina entro
un disco azzurro stellato allude al Cristo.
Negli spazi tra le finestre trovano posto le
effigi dei quattro vescovi fondatori delle
principali basiliche ravennati – Ecclesio,
Severo, Orso, Ursicino – e due riquadri:
uno a tema storico raffigura il momento in cui il vescovo Reparato ottiene
dall’imperatore Costantino IV Pogonato i privilegi per la chiesa di Ravenna, il
secondo a tema mistico rievoca i sacrifici
di Abele, Melchisedec e Abramo. Originariamente affacciato alla strada Reina, un
diverticolo della via Popillia che collegava
la grande strada romana con Classe, fu in
seguito dotato dell’attuale atrio porticato,
che ospita marmi e iscrizioni recuperate
dalla chiesa. Numerosi sarcofagi marmorei
(V-VIII sec.) sono dislocati anche lungo
le navate.
Basilica di Sant’Apollinare in Classe: sarcofago
marmoreo con pavoni che si abbeverano/marmorni
sarkofag, na katerem so upodobljeni pavi, ki pijejo
Basilica di Sant’Apollinare in Classe, catino absidale:
Sant’Apollinare/polkupola: sv. Apolinar
mozaičnim okrasjem, ki je bilo izdelano
v različnih obdobjih in je zato na njem
mogoče opaziti številne razlike. V apsidalni niši je simbolična predstavitev
spremenjenja na gori Tabor, ki se začne
z medaljonom, na katerem je z avreolo
upodobljen Kristusa vsemogočni, obdan s
krilatimi simboli evangelistov. Na sredini
apside, pred zeleno in cvetočo pokrajino,
stoji sv. Apolinarij in moli. Obdan je z
ovcami, ki simbolizirajo krščansko čredo ozieoma verne prebivalce Ravenne,
privržence svojega pastirja. Nad likom
škofa se v modrem zvezdnem krogu
nahaja velik latinski križ, ki simbolizira
Kristusa. Na predelih med okni se nahajajo upodobitve štirih škofov, ustanoviteljev glavnih bazilik v mestu Ravenna- Ecclesio, Severo, Orso, Ursicino - in
dve sliki. Ena nosi zgodovinsko tematiko
inprikazuje trenutek, ko je škof Reparato
iz rok cesarja Konstantina IV Pogonatosa prejel daritve za cerkev v Ravenni,
druga pa upodablja mistično tematiko
in opisuje daritve Abela, Melkizedeka in
Abrahama. Sprva je bila obrnjena proti
ulici Reina, priključek ceste Popillia, ki je
veliko rimsko cesto povezovala z mestom
Classe, pozneje pa je dobila še obokan
atrij, kjer se danes nahajajo marmorji in
napisi, ki so bili najdeni v cerkvi. Številni
marmorni sarkofagi (5.-8. stol.) se nahajajo tudi na hodnikih ladij.
48 Via Popillia
Via Popillia 49
PARCO REGIONALE
DEL DELTA DEL PO
KRAJINSKI PARK DELTE
REKE PAD
Zone umide, valli salmastre, lagune e
sacche, acque dolci, dune, boschi, pinete,
saline, una grande biodiversità, una molteplicità di habitat naturali, un patrimonio
faunistico di elevato valore, una lunga fascia costiera disegnano la geografia di una
delle più importanti aree umide d’Europa
e del Mediterraneo, che si dispiega, a tutela della foce del Po, in territorio emilianoromagnolo e veneto. Le due regioni hanno
entrambe istituito un parco regionale, per
un’estensione complessiva di circa 70.000
ettari di territorio protetto. In EmiliaRomagna, la porzione settentrionale del
parco è stata riconosciuta dall’UNESCO
Patrimonio dell’Umanità come parte del
sistema “Ferrara, città del Rinascimento e
il suo Delta del Po”. Molteplici sono le eccellenze che caratterizzano questo lembo
di pianura deltizia. Si va dalle formazioni
boschive autoctone su cui primeggia il Bosco della Mesola, lembo residuo dell’antica
foresta planiziale che intervallava gli ac-
Močvirja, slane doline, lagune in zalivčki,
sladke vode, sipine, gozdovi, borovci, soline, bogata biološka diverziteta, raznolikost naravnih habitatov, bogata favna in
dolga obalna brežina oblikujejo zemljepisne značilnosti enega od najpomembnejših mokrišč Evrope in Sredozemlja, ki
ščiti izliv reke Pad in se razprostira na področju dežel Emilije-Romanje in Veneta. Deželi sta skupaj ustanovili krajinski
park, ki se razprostira na približno 70.000
hektarjih zaščitenega ozemlja. Severni
del parka v Emiliji-Romanji je UNESCO uvrstil na seznam svetovne dediščine,
in sicer kot del sistema “Ferrara, mesto
renesanse in njena delta reke Pad”. Številne so odličnosti, ki opredeljujejo to
nižinsko območje delte. Tukaj najdemo
avtohtone gozdove, med katerimi je najpomembnejši gozd Mesola. Gre za preostanek starodavnega ravninskega gozda,
ki se je razprostiral med močvirji zgornje
jadranske obale in znamenitimi borovimi
gozdovi. Ti prevladujejo na večjem delu
obalne področja, vse od Cervie do Porto
Vira. Večinoma so jih skozi dolga stoletja sadili ljudje, deloma pa so bili prisotni že v času Rimljanov in v obdobju, ko
je bila v mestu Classe prisotna cesarska
flota. Ko se iz zaledja premikamo proti
obali in območjem, ki gledajo na Jadran,
prečkamo številna področja, na katerih
prebiva več sto različnih živalskih vrst,
med katerimi so tudi številne družine
ptic selivk okolja sledijo eno za drugim
in tu prebiva na stotine živalskih vrst, od
številnih družin ptic selivk in ptic stalnic.
Veliko je tudi redkih živalskih vrst, kot
je na primer jelenjad, ki naseljuje veliki
gozd Mesola. Gre za dve med seboj tesno
povezani entiteti, ki jima je v gradu rodbine Este posvečen muzej. Poleg pravkar
omenjene zgradbe je v deželi Emiliji-Ro-
Parco Regionale del Delta del Po: Bosco della Mesola
Gozd Mesola
quitrini della costa altoadriatica, alle celebri pinete che dominano per lungo tratto
il paesaggio del litorale da Cervia a Porto
Viro, impiantate dall’uomo nel corso dei
secoli, ma certo già in parte presenti al
tempo dei Romani e dello stanziamento
della flotta imperiale a Classe. Procedendo dall’entroterra verso la costa e l’affaccio
adriatico, a popolare i diversi ambienti che
si succedono gli uni agli altri sono centinaia di specie animali, cominciando dalle
numerosissime famiglie di uccelli migratori e stanziali. Non mancano vere rarità faunistiche come i cervidi che vivono
nel Gran Bosco della Mesola, due entità
strettamente collegate cui è intitolato nel
castello estense di questa località un vero
e proprio museo. Oltre alla struttura appena ricordata, in terra emiliano-romagnola
altri centri visita consentono di aprire una
speciale finestra sulle peculiarità naturali
o antropiche che contraddistinguono questo eccezionale areale. Così, il Centro delle
Saline di Cervia (descritto in altra scheda,
a pag. 13) concentra l’interesse del visitatore sul tema dello sfruttamento e lavorazione del sale, mentre la Manifattura dei
Marinati di Comacchio affronta un altro
aspetto che lega gli uomini all’acqua e ai
prodotti ittici, a iniziare dalle anguille per
le quali questa cittadina è celebre. Ancora
al tema della natura e delle sue espressioni
è dedicato il Centro Visite di Sant’Alberto
che nell’edificio detto il “Palazzone” ospita
insieme la stazione “Pineta di San Vitale
e Pialasse di Ravenna” e il museo NatuRA
con l’importante collezione ornitologica.
A sua volta, il Centro Valli d’Argenta con
il suo ecomuseo approfondisce, dal punto di vista antropologico, il rapporto fra
l’uomo e il territorio e illustra gli ambienti
dell’Oasi di Campotto. Sul versante veneto, il Centro Visitatori di Ca’ Vendramin a
Taglio di Po con l’impianto idrovoro offre
occasione di riflettere sull’importanza della regimazione e del controllo delle acque,
Parco Regionale del Delta del Po: cervi nel Bosco
della Mesola/jeleni v gozdu Mesola
manji mogoče najti tudi nekatera druga
središča za obiskovalce, ki posamezniku
omogočajo, da se pobliže spozna z naravo in ljudmi, ki odlikujejo to izjemno
območje. Središče solin v kraju Cervia
(opisane v drugem poglavju) se tako osredotočajo na tematiko človekove uporabe
in predelave soli, medtem ko tovarna
Manifattura dei Marinati di Comacchio
obravnava vidik, ki ljudi povezuje z vodo
in ribjimi izdelki, predvsem z jeguljami,
po katerih slovi to mesto. Naravi in njeni
ekspresivnosti je namenjen tudi Center
za obiskovalce Sant’Alberto, ki v stavbi
“Palazzone” gosti tudi postajo “Pineta
di San Vitale e Pialasse di Ravenna” in
muzej NatuRA, v katerem je razstavljena pomembne ornitološka zbirka. Tudi
Centro Valli d’Argenta s svojim ekomuzejem z antropološkega vidika raziskuje odnos med človekom in teritorijem
ter opisuje področja oaze Campotto. V
Benečiji lahko obiščemo Center za obiskovalce Ca’ Vendramin, ki se nahaja v
kraju Taglio di Po in s svojim črpališčem
vode ponuja priložnost za razmislek o
pomenu upravljanja in nadzorovanja
50 Via Popillia
mentre il Giardino Botanico di Rosolina
Mare permette di conoscere le varietà
vegetazionali che si alternano nei diversi
ambienti retro costali e retro lagunari. Una
straordinaria serie di luoghi culturali, musei e monumenti costella il territorio dei
due parchi: le città di Ravenna, Ferrara e
Adria con le loro importanti realtà museali, l’area archeologica di Classe e la Basilica
di Sant’Apollinare, l’Abbazia di Pomposa,
il Centro Turistico Culturale di S. Basilio,
ciascuno presentato in schede separate.
Via Popillia 51
voda, medtem ko botanični vrt Rosolina
Mare predstavlja različne rastline, ki se
pojavljajo na različnih obomčjih za obalo in za laguno. Področje obeh parkov je
posejano z izjemnim nizom kulturnih
znamenitosti, muzejev in spomenikov:
mesta Ravenna, Ferrara in Adria s svojimi bogatimi muzeji, arheološko najdišče
Classe in bazilika S. Apollinare, opatija
Pomposa, kulturno turistično središče
S. Basilio. Vsaka znamenitost je posebej
predstavljena v svojem poglavju.
OSTELLATO
località San Giovanni, Valle Lepri
OSTELLATO
kraj San Giovanni, Valle Lepri
CITTÀ ETRUSCA DI SPINA
ETRUŠČANSKO MESTO SPINA
Di fondazione etrusca, Spina sorse a partire dal VI sec. a.C. nella Valle del Mezzano, sulla sponda destra del ramo del Po
detto Spinete o Eridano (Padus Vetus),
come porto commerciale per i traffici con
la Grecia e il Mediterraneo, divenendo
anche uno snodo viario privilegiato per
lo smistamento delle merci su via fluviale
in direzione del Nord Europa. Distante
circa tre chilometri dalla foce, ebbe un
carattere lagunare, con il vantaggio di un maggior riparo
rispetto a un affaccio marittimo diretto. Punto privilegiato
dell’espansione etrusca verso il
nord, vi conversero anche gli
interessi dell’espansionismo
commerciale ateniese. Grazie al suo carattere emporico la
città accolse una colonia di commercianti greci. Le fonti antiche
riflettono chiaramente questa
duplice peculiarità dell’insediamento: spesso se ne parla
come di una città greca in territorio
etrusco. A testimoniare l’importanza e la
floridezza dello scalo portuale, sull’esem-
Mesto Spina so Etruščani zgradili v
šestem stoletju pr. Kr., in sicer v dolini
Valle del Mezzano, na desnem bregu reke Pad oz. ene od njenih vej, imenovane
Spinete ali Eridanus (Padus Vetus). Bilo
je trgovsko pristanišče za trgovsko izmenjavo z Grčijo in Sredozemljem, postalo pa je tudi vozlišče, namenjeno razvrščanju blaga na različne rečne plovne
poti, ki so vodile v severno Evropo. Od
ustja je bilo oddaljeno približno tri kilometre in imelo je
obliko lagune ter tako tudi
boljše zavetje kot mesta, ki so se
nahajala neposredno ob obali.
Njegova lega je Etruščanom
omogočala širitev proti severu, privlačno pa je bilo tudi za
interese atenskega trgovskega
ekspanzionizma. Zahvaljujoč
svojemu pristaniškemu značaju
je mesto sprejelo tudi kolonijo
grških trgovcev. Antični viri jaMuseo Archeologico Nazionale di Ferrara: kantharos
a testa di Satiro da una tomba di Valle Trebba
kantharos s Satirovo glavo, ki prihaja iz enega od
grobov v dolini Trebba
Museo Archeologico Nazionale di Ferrara: kylix attica
del Pittore di Pentesilea con ratto di Ganimede, da
una tomba di Valle Pega/atiški kylix z Ganimedovo
ugrabitvijo, ki ga je izdelal slikar iz Pentasileje in
prihaja z enega od grobov v dolini Pega
pio di altri potenti centri del Mediterraneo, gli Spineti avevano eretto un tempietto-tesoro presso il santuario di Apollo
delfico, la cui ricchezza era probabilmente
frutto dei dazi sui commerci. Secondo
Dionigi di Alicarnasso la fine della città
fu causata da un prolungato assedio di
barbari, i Galli stanziatisi già verso la metà
del IV sec. a.C. sulla fascia costiera. Spina
sopravvisse e, pur privata dei contatti con
il suo entroterra, continuò la sua esistenza. Soltanto il progressivo mutamento e
l’insabbiamento di parte del Delta ne segnarono la definitiva decadenza; dopo un
rapido declino, in età augustea Spina è ridotta a poco più di un villaggio. L’abitato si
è sviluppato sulla sponda del Po lungo un
dosso proteso da nord a sud. Impostato su
uno schema urbanistico di concezione ortogonale, poggiava su terreni bonificati
e rinforzati e si caratterizzava per
il largo impiego negli alzati di
materiali leggeri e fragili, di
facile reperimento in ambiente deltizio e di rapida
sostituzione in caso di inondazioni. L’estensione globale
della città assommava a circa
sei ettari e l’abitato, che era solcato da strade e canali, si estendeva anche
sui dossi limitrofi assumendo un aspetto
simile ad altri centri lagunari affacciati
sull’Adriatico. Nella vicina area delle Val-
sno opisujejo ta dvojni značaj naselja in
o njem pogosto govorijo kot o grškem
mestu na etruščanskem ozemlju. O pomenu in razcvetu pristanišča priča dejstvo, da so se prebivalci Spine zgledovali
po drugih pomembnih sredozemskih
središčih in v bližini svetišča delfskega
Apolona postavili tempelj-zakladnico,
katere bogastvo je najverjetneje izhajalo iz trgovinskih dajatev. Dionizij iz
Halikarnasa pravi, da je emsto propadlo zaradi dolgotrajnega obleganja barbarov, tj. Galcev, ki so se sredi četrtega
stoletja pr. Kr. naselili na obali. Spina
je preživela in je klub temu, da je bila
odrezana od zaledja, še naprej obstajala.
Šele bodoče spremembe in zasipanje
delte so povzročili dokončen propad.
V avgustejski dobi je Spina začela doživljati svoj zaton in postala in postala
le malo večja vas. Naselje je nastalo na
bregu reke Pad, in sicer vzdolž grebena, ki se razteza od severa proti jugu.
Mesto je bilo zasnovano s pravokotnim
urbanističnim vzorcem in je slonelo na
izsušenem in okrepljenem terenu. Zanj
je bila značilna pogosta uporaba lahkih
in krhkih materialov, ki jih na območju
delte ni bilo težko najti, v primeru poplav pa so se lahko hitro nadomestili.
Mesto je bilo zgrajeno na približno šestih hektarjih površine in naselje, skozi
katero so potekale ceste in kanali, se
je raztezalo tudi na sosednje
grebene, zaradi česar je bilo zelo podobno drugim
lagunskim središčem ob
Jadranskem morju. Na
bližnjem območju dolin
Trebba in Pega so pri izvajanju melioracijskih del odkrili obstoj obsežne nekropole,
Museo Archeologico Nazionale di Ferrara: borchia
d’oro con testa bifronte, da una tomba di Valle Pega
zlata pasna spona z glavo z dvema obrazoma, ki
prihaja iz enega od grobov v dolini Pega
52 Via Popillia
li Trebba e Pega, lavori di bonifica hanno
rivelato l’esistenza di un’unica vastissima
necropoli che occupava alcune dune litoranee. Scavata la prima negli anni 192235, ed esplorata la seconda fra il 1954 e il
1965, hanno restituito oltre 4000 tombe
che, con i loro corredi spesso di straordinaria ricchezza e complessità, rivelano il
lungo fiorire della civiltà urbana spinete
e la floridezza dello scalo marittimo. Le
diverse tipologie e provenienze dei materiali presenti nelle necropoli esemplificano nitidamente la grande vitalità di Spina
nell’aprirsi verso le acquisizioni esterne e
danno l’idea dell’intenso flusso di scambi
che questo scalo alle foci del Po aveva attivato con i propri partner commerciali.
Non lontano da Spina...
Via Popillia 53
ki se je nahajala na nekaterih obalnih
sipinah. Izkopi, ki so se v doli Trebba
izvajali med letoma 1922 in 1935, ter
raziskovanja, ki so v dolini Pega potekala med letoma 1954 in 1965, so razkrila
več kot 4000 grobov in drugih z njimi
povezanih bogatih najdb. Vse to priča o
razcvetu urbane civilizacije mesta Spine in bogastvo obmorskega pristanišča.
Številni materiali različnega izvora, ki
jih najdemo v nekropolah, jasno pričajo
o vitalnosti mesta Spine in o njeno odprtost pri sprejemanju zunanjih materialov, vse to pa nam nudi tudi predstavo o
tem, kako bogate trgovinske izmenjave
med poslovnimi partnerji so v tem pristanišču ob izlivu reke Pad.
Nedale od kraja Spina...
COMACCHIO
MUSEO DELLA NAVE ROMANA
MUZEJ RIMSKE LADJE
Il ritrovamento a Valle Ponti di uno scafo
romano completo di carico è all’origine
della nascita del museo. Individuato nel
1981 nell’immediata periferia di Comacchio, il relitto di un mercantile lungo circa venti metri e dotato di vela e fondo piatto, quindi adatto alla navigazione interna o sottocosta, è
stato recuperato solo nel 1989,
dopo un lungo periodo di studio sui metodi e gli strumenti
da utilizzare, nonché sulla predisposizione di spazi attrezzati,
finalizzati alle operazioni di
stabilizzazione e conservazione
dello scafo. Una volta conclusi i
lavori di restauro, è prevista l’apertura al pubblico di un padiglione, prossimo al museo, che
ospiterà lo scafo e i legni del carico. Alcune
mostre e pubblicazioni hanno comunque
Muzej je nastal po odkritju natovorjene
rimljanske ladje v kraju Valle Ponti. Leta
1981 so v neposredni bližini kraja Comacchio našli razbitino dvajset metrov dolge trgovske
ladje z jadri in ravnim
dnom. Ladja je bila torej primerna za plovbo
po celinskih ali obalnih
vodah, izkopali pa so
jo šele leta 1989, saj so
dolga izbirali ustrezne
metode in pripomočke,
s pomočjo katerih bi takšno delo izvedli, poleg
tega pa so pripravljali
ustrezno opremljene
prostore, v katerih bi
Museo della Nave romana: tempietto in piombo
dal carico di bordo/svinčeni tempeljček iz muzeja
rimske ladje
Museo della Nave romana: il carico dell’imbarcazione di Valle Ponti/tovor z ladje (Valle Ponti)
consentito, nel frattempo, di accedere alle
informazioni “restituite” dall’imbarcazione
che si riferiscono ai prodotti trasportati, ai
loro contenitori, agli oggetti d’uso quotidiano, compresi i capi d’abbigliamento che
documentano la vita a bordo di un’imbarcazione di età augustea. Il nucleo principale dell’esposizione è costituito dal carico
stesso, con le sue partite di vino, legno e
metallo. Quest’ultimo comprende ben
102 lingotti di piombo marchiati e alcuni
reperti alquanto rari: tre tempietti portatili in miniatura e una pisside decorata.
Gli oggetti dovevano essere destinati alla
vendita. Hanno infatti le caratteristiche
di un prodotto di serie e di scarso pregio:
le lamine di bronzo appaiono ottenute a
stampo, ritagliate e assemblate per incastro
o saldate. “Fortuna Maris” – così è stato denominato il naviglio – trasportava inoltre
ceramica di pregio di fabbricazione locale
namestili in hranili trup ladje. Ko bodo
restavratorska dela končana, bodo v bližini muzeja odprli paviljon, v katerem si
bo mogoče ogledati ladjo in vse ob njej
najdene lesene predmete. Nekatere razstave in publikacije so v tem času vseeno
nudile dostop do informacij, ki jih je
prinesla ladja in se nanašajo na prepeljano blago, njihove vsebnike in predmete
za vsakodnevno uporabo, med katerimi
so tudi kosi oblačil. Vse našteto opisuje življenje na ladji iz avgustejske dobe.
Jedro razstave so prav tovor ter njegove
pošiljke vina, lesa in kovine. Kovinske
najdbe zajemajo kar 102 žigosani svinčeni palici in nekaj dokaj redkih predmetov, tri miniaturne prenosne tempeljčke in okrašen ciborij. Predmeti so
najverjetneje bili namenjeni prodaji, saj
imajo lastnosti serijskih izdelkov nizke
vrednosti. Bronaste ploščice so verjetno
izdelane s kalupom, izrezane in sestavljene z zapahom ali spojene. “Fortuna
Maris” - tako je bilo ladji ime - je poleg
kakovostne keramike, izdelane tako doma kot drugje, prevažala tudi vinske amMuseo della Nave romana: coppa di tipo Sarius
čaša vrste Sarius
54 Via Popillia
Via Popillia 55
e non, anfore vinarie e altri contenitori,
ceramica comune, lucerne. Nel relitto si è
conservato anche un discreto numero di
cuoi che forniscono un quadro abbastanza
preciso delle calzature, degli indumenti e
dei contenitori usati dalla gente di bordo.
Questo rinvenimento consente di spaziare sui dettagli dell’abbigliamento romano
dell’ultimo quarto del I secolo a.C. Sono state recuperate, infatti, cinque serie
di calzature di uso civile quotidiano, una
giubba, diversi tipi di sacche utilizzate dai
marinai. Non mancano manufatti in legno,
tra i quali un mortaio finemente decorato
e alcune cassettine che potevano costituire
una sorta di farmacia di bordo o custodire
i ferri da viaggio di uno dei tanti medici
circulatores dell’epoca. La rassegna è completata da alcune strumentazioni per la
manutenzione e le manovre della nave e
da oggetti collegati con la movimentazione
e il controllo delle merci.
fore in druge posode, navadno keramiko
ter oljne svetilke. V razbitini so se ohranili tudi številni kosi usnja. Ti podajajo
precej natančno sliko obutve, oblačil in
vsebnikov, ki so jih uporabljali ljudje na
krovu, takšno odkritje pa omogoča vpogled v podrobnosti rimljanskih oblačil, ki
so bila značilna za zadnjo četrtino 1. stol.
pr. Kr. Najdenih je bilo namreč pet različnih vrst čevljev za vsakdanjo uporabo
ter ena jakna in različne vrste torb, ki so
jih uporabljali mornarji. Veliko je tudi
lesenih izdelkov, med katerimi najdemo
na primer fino okrašenega možnarja in
nekatere škatlice, ki so bile morda nekakšna ladijska lekarna ali pa so v njih
hranili potovalne pripomočke enega od
mnogih zdravnikov circulatores iz tistega časa. Razstavo dopolnjujejo nekateri
pripomočki za vzdrževanje in vodenje
ladje ter predmeti za upravljanje in nadzor tovora.
CODIGORO -
CODIGORO -
località
Pomposa
kraj
Pomposa
ABBAZIA DI POMPOSA
OPATIJA POMPOSA
Di fondazione benedettina, l’abbazia sorse
nel VII secolo al centro dell’Insula Pomposiana. La chiesa del complesso, la basilica di
Santa Maria, il cui modello architettonico
in laterizio ha stretti collegamenti con i
monumenti ravennati, risale all’VIII secolo, ma per la sua costruzione furono utilizzati
in abbondanza materiali
di spoglio che secondo
alcuni proverrebbero
soprattutto dall’insediamento di Classe, dopo
l’occupazione del porto da
parte dei Longobardi. Costituito, oltre che dalla chiesa,
anche dal monastero benedettino e
dal palazzo della Ragione, il complesso fu
Benediktinski samostan je bil v sedmem
stoletju zgrajen sredi Insule Pomposiane.
Cerkev kompleksa, bazilika Santa Maria,
katere arhitekturni model iz opeke je tesno povezan z ravenskimi spomeniki, je
bila zgrajena v 8. stol, kljub temu pa so za njeno izgradnjo
uporabili materiali starejših zgradb, ki naj bi izvirali predvsem iz mesta
Classe, in sicer potem,
ko so to pristanišče zasedli Langobardi. Poleg
cerkve kompleks sestavljata še benediktinski samostan in palača Ragione. Ob
Abbazia di Pomposa: particolare di un rosone/rozeta
Abbazia di Pomposa: veduta esterna/zunanjost
fondato dalla Santa Sede all’inizio del regno carolingio su terreni del demanio pontificio fra il Po di Goro e il Po di Volano,
lungo la direttrice viaria tardoantica della
Romea, che assicurava il collegamento fra
Ravenna e il territorio veneto. Anche la torre campanaria, che si erge autonoma a fianco della chiesa, venne innalzata poco dopo
il Mille reimpiegando elementi costruttivi
di epoche e stili precedenti, come testimoniano i blocchi calcarei alla sua base o la
testa marmorea di filosofo inserita in una
nicchia lungo la muratura. La presenza di
manufatti di origine romana o tardoantica
contrassegna anche l’interno dell’edificio di
culto, in cui sono stati messi in opera capitelli e pulvini di varie epoche (romani, teodoriciani, bizantini). Parte del pavimento
stesso della navata centrale è costituito da
un mosaico attribuito a maestranze ravennati del tardo VI sec., mentre un capitello
bizantino funge da acquasantiera. Altri resti
lapidei antichi sono inglobati nelle strutture murarie e nell’atrio figura, tra altri, un
začetku karolinškega kraljestva ga je sveti
sedež ustanovil na papeškem državnem
zemljišču, med dvema vejama reke Pad
(Po di Goro in Po di Volano) in ob poznoantični cesti Romei, ki je zagotavljala povezavo med Ravenno in beneškim
ozemljem. Tudi zvonik, ki je samostojno
samostojno stoji ob cerkvi, je bil zgrajen
kmalu po prehodu v novo tisočletje. Tudi
v tem primeru so se uporabili gradbeni
elementi iz preteklih obdobij in slogov,
kot je razvidno iz apnenčastih blokov ob
vznožju ali iz marmorne glave filozofa,
vgrajene v nišo na steni. Tudi v notranjosti bogoslužne stavbe je veliko ročnih del,
ki segajo v rimsko ali poznoantično obdobje, in sicer gre za kapitele in prečnike
iz različnih obdobij (rimski, teodorikovi,
bizantinski). Del tal v glavni ladji pokriva mozaik, katerega izdelavo pripisujejo
ravenskim mojstrom poznega šestega
stoletja, medtem ko se bizantinski kapitel uporablja kot kropilnik. Drugi antični
kamnoseški ostanki so vgrajeni v zidove,
Abbazia di Pomposa, facciata: materiali antichi
reimpiegati/fasada: vnovič uporabljeni antični materiali
56 Via Popillia
Via Popillia 57
busto di divinità con elmo. L’importanza
della realizzazione pomposiana giustifica
il fatto che quest’area è divenuta un punto
ove far convergere dal territorio circostante materiali da adibire al reimpiego. Fra i
luoghi di rifornimento vanno annoverati
senz’altro Ravenna, Classe e, più in generale, l’intera area deltizia, ove ville e residenze
di qualità potevano in effetti procurare elementi prestigiosi o funzionali alle esigenze
costruttive del complesso. Perfino dalle
necropoli della città etrusca di Spina sono
pervenuti all’abbazia due cippi sepolcrali,
oggi custoditi nell’annesso Museo Pomposiano. Ciò non esclude che i pezzi abbiano
talora compiuto un viaggio ben più lungo
e che l’area alle foci del Po di Volano abbia rappresentato un punto di approdo per
materiali provenienti addirittura dall’altra
sponda dell’Adriatico, come sembrerebbero dimostrare alcuni reperti forse ascrivibili
all’area dalmata.
v atriju pa se med drugim nahaja tudi doprsni kip božanstva s šlemom. Pomembnost pompozijanskega ustvarjanja opravičuje dejstvo, da je to področje postalo
središče, v katero so se iz okolice stekali
materiali, namenjeni vnovično uporabi.
Najpogosteje so viri prihajali iz Ravenne,
mesta Classe z vsega območja delte, kjer
je bilo v vilah in rezidencah mogoče najti tako prestižne ali uporabne elemente,
ki si služili gradbenim potrebam. Celo z
nekropole etruščanskega mesta Spine sta
v samostan prispela dva nagrobnika, ki
sta danes ohranjena v sosednjem muzeju Pomposiano. Vse zgoraj našteto pa ne
izključuje možnosti, da so nekateri deli
včasih opravili tudi veliko daljšo pot in da
je bilo območje ob ustju reke Po di Volano ciljna točka materialov, ki so prihajali
celo z druge strani Jadrana. O tem naj bi
pričale nekatere najdbe, ki morda izvirajo
z dalmatinskega območja.
CODIGORO -
CODIGORO -
località
Pomposa
kraj
città etrusca di Spina. Gli elementi lapidei
dovevano essere sormontati, in antico, da
un coronamento bronzeo a punta e sono
databili al V sec. a.C. Con ogni probabilità
sono stati portati in loco per essere reimpiegati nelle strutture architettoniche del
complesso pomposiano.
izvirata iz etruščanske nekropole mesta
Spina. Na kamnoseških izdelkih so v
antičnih časih verjetno stali koničasti nastavki iz brona, segajo pa v 5. stol. pr. Kr.
Najverjetneje so bili sem prineseni zato,
da bi se vnovič uporabili za gradnjo arhitekturnih struktur kompleksa Pompose.
ARIANO NEL POLESINE
località San Basilio
ARIANO NEL POLESINE
kraj San Basilio
CENTRO TURISTICO
CULTURALE DI SAN BASILIO
KULTURNO TURISTIČNI
CENTER Sv. VASILIJA
Pomposa
MUSEO POMPOSIANO
MUZEJ POMPOSIANO
Ordinato al piano superiore del monastero, nell’ex dormitorio, vi si conservano
diversi nuclei di materiali, in larga parte
riferibili alle vicende edilizie della basilica
fin dalla prima fase della sua costruzione
e recuperati nel corso delle campagne di
scavo condotte all’interno delle navate, ma
anche durante i restauri della stessa chiesa,
del convento e del vicino Palazzo della Ragione. Tra i reperti più interessanti figura
un capitello-imposta lavorato a giorno del
VI sec. d.C., di pertinenza ravennate. Sono
anche esposti stucchi decorativi dell’VIIIIX sec. e affreschi frammentari del X-XI
sec. Meritano particolare menzione anche
due cippi marmorei etruschi, gli unici finora recuperati lavorati con tale materiale, e
certamente da riferire alle necropoli della
Nahaja se v zgornjem nadstropju samostana, natančneje v nekdanjem spalnem
prostoru. V njem so shranjene različne
zbirke materialov, ki jih v veliki meri
lahko pripišemo gradbenim posegom na
baziliki, in sicer že od prve faze gradnje.
Najdeni so bili pri izvajanju različnih
izkopavanj, ki so se opravili v notranjosti
ladij, pa tudi med obnovo cerkve, samostana in bližnje palače Ragione. Ena od
najbolj zanimivih najdb je kapitel-opornik, ki je bil izdelan v 6. stol. po Kr. in
prihaja iz Ravenne. Razstavljene so tudi
dekorativne štukature iz 8. in 9. stoletja
ter fragmenti fresk iz 10. ali 11. stoletja.
Posebej je treba omeniti edina do sedaj
odkrita etruščanska marmorna, ki sta
izdelana iz tega materiala in zagotovo
Ariano nel Polesine, Centro Turistico Culturale di San Basilio: il cortile coperto con alcuni elementi architettonici
romani/dvorišče, pokrito z nekaterimi rimskimi arhitekturnimi elementi
La più antica storia di San Basilio ad Ariano nel Polesine è particolarmente significativa perché esemplifica bene le trasformazioni che subì la regione polesana e, in
parallelo, gli insediamenti che vi si svilupparono nel corso dei secoli. In questo senso
chi visita il Centro Turistico Culturale ha
modo, sin dall’inizio del suo percorso museale, di percepire come questo territorio di
bassa pianura modificò il suo aspetto, la sua
morfologia, a causa delle continue divagazioni dei corsi fluviali a partire già dall’età
Najstarejša zgodovina kraja San Basilio
a Ariano nel Polesine je še posebej pomembna zato, ker dobro ponazarja spremembe, ki jih je doživela ta pokrajina in
s tem tudi naselja, ki so se tu razvila skozi
stoletja. Vsak obiskovalec Kulturno - turističnega centra že na začetku svojega
obiska v muzeju zazna, kako je to nižinsko ozemlje spremenilo svoj videz in svojo morfologijo, kar je posledica nenehnih
spreminjanj vodotokov, ki so se začela že
v bronasti dobi in potekala še do 9. - 10.
58 Via Popillia
Via Popillia 59
del Bronzo e ancora sino al IX-X secolo
d.C. Grazie alle testimonianze archeologiche esposte al pubblico e riferibili agli inizi
del VI e alla fine del V sec. a.C., sono documentati gli intensi traffici commerciali che
si svolgevano in questa località, intermediaria nello scambio di merci tra le popolazioni dell’Etruria padana e quelle dell’Europa
centro-orientale e che coinvolgeva genti di
cultura veneta, etrusca, greca. Dopo questo
periodo più antico di frequentazione e dopo circa due secoli di apparente oblio il sito
ritorna a essere strategico per gli scambi nel
II sec. a.C. in relazione alla stesura della via
Popillia: qui sorse una stazione di tappa
attorno alla quale si svilupparono anche
una serie di insediamenti funzionali allo
sfruttamento delle campagne circostanti.
Un indizio importante della continuità e
intensità di frequentazione di questi luoghi è attestata dalle numerosissime monete
e dai tesoretti rinvenuti durante gli scavi,
tra cui si contano ben 125 monete romane
d’argento risalenti all’età repubblicana.
stoletja po Kr. Zahvaljujoč arheološkim
ostalinam, ki so razstavljene za javnost in
izhajajo iz začetka 6. in konca 5. stoletja
po Kr., lahko več izvemo o bogatih trgovskih izmenjavah, ki so potekale na tem
območju. Ta je bil posrednik pri izmenjavi blaga med ljudstvi padske Etrurije
ter srednje in vzhodne Evrope, v katerih so sodelovali Benečani, Etruščani in
Grki. Po tem najzgodnejšem obdobju in
po skoraj dveh stoletjih očitne pozabe
ta kraj spet postane strateškega pomena
za trgovinske izmenjave, ki so potekale
v 2. stol. po Kr., ko je bila zgrajena cesta Popillia. Tu je nastala postaja, okoli
katere se je razvila vrsta naselbin, ki so
služile izkoriščanju okoliške pokrajine.
Pomembno pričevanje o neprekinjenem
in živahnem vrvežu tega kraja nam nudi
tudi ogromno število kovancev in zakladov, ki so bili najdeni med izkopavanji in
med katerimi najdemo kar sto petindvajset srebrnih rimskih kovancev iz obdobja
rimske republike.
SAN BASILIO DI ARIANO
La località di San Basilio nel
territorio comunale di Ariano
nel Polesine, frequentata già
tra il VI e il V sec. a.C. per la
presenza di un importante
insediamento etrusco, ritornò
a essere interessata da un
insediamento in seguito alla
costruzione della via Popillia
(132-131 a.C.) che in questo
punto attraversava un ramo
del Po piegando verso nordovest in direzione di Adria.
Qui venne costruita una
mansio, una stazione di tappa,
dove chi si serviva della strada
per i suoi spostamenti e
commerci poteva fermarsi la
notte e riposarsi dalle fatiche
del viaggio. Di questa stazione
noi conosciamo anche il nome,
Hadriani, perché ricordata
dagli itinerari di età imperiale,
vere e proprie guide stradali
dell’antichità dove erano
segnalati tutti i centri abitati e
le stazioni di tappa toccati da
una strada con le relative
distanze espresse in miglia
romane (1 miglio romano
corrisponde a circa 1,5 km).
La mansio Hadriani rivestì così
un ruolo importante per lo
scambio e il trasporto di cose
e persone, in quanto si trovava
lungo la via Popillia e in
prossimità di un ramo fluviale
ma anche, dopo la costruzione
in età imperiale delle fossae
Clodia e Neroniana, di questi
due canali artificiali che
servivano a mettere in
collegamento tra loro rami
fluviali e lagune permettendo
alle imbarcazioni di seguire
una navigazione interna ancor
più sicura di quella
paracostiera. Del resto lo
stretto rapporto topografico
che il sito aveva con le lagune
e il mare è testimoniato dalle
dune fossili che si conservano
nel paesaggio circostante
e che segnalano la posizione
dell’antica linea di costa.
Con il tempo attorno alla
stazione di tappa si formarono
un piccolo centro abitato e
una serie di insediamenti rurali
destinati allo sfruttamento
delle campagne circostanti:
tra questi si segnala una villa
rustica attiva dal I sec. a.C. sino
Tabula Peutingeriana, segmento V: lungo la via che da Ravenna conduce
ad Altino è indicata la stazione di Hadriani/5. segment: ob cesti, ki vodi
iz Ravenne v Altino, je označena postaja Hadriani
a tutto il V sec. d.C. Una
parte delle migliaia di reperti
archeologici messi in luce,
reperti che ci raccontano
soprattutto la vita quotidiana
dei suoi abitanti, sono oggi
esposti nel Museo di Adria
e nel Centro Turistico
Culturale di San Basilio.
San Basilio je kraj, ki leži v
občini Ariano nel Polesine.
Obiskovali so ga že med 6.
in 5. stol. pr. Kr., saj se je tukah
nahajo pomembno
etruščansko naselje, vnovič pa
so ga naselili po izgradnji ceste
Popillia (132-131 pr. Kr.), ki je
na tem mestu prečkala eno
od vej reke Pad in zavila proti
severozahodu v smeri Adrie.
Tukaj so nato zgradili tudi
etapno postajo z imenom
mansio, kjer so se uporabniki
ceste in trgovci lahko ustavili,
si odpočili po napornem
potovanju ali celo prenočili.
To postajo poznamo tudi
pod imenom Hadriani, saj
je omenjena v potopisih iz
cesarske dobe, pravih cestnih
vodnikih iz antike, v katerih
so zapisana poročila o vseh
naselbinah in etapnih postajah,
ki so se nahajala ob cesti, pa
tudi razdalje, izražene v rimskih
miljah (1 rimska milja =
približno 1,5 km). Postaja
mansio Hadriani je imela
pomembno vlogo pri izmenjavi
ter prevozu blaga in ljudi, kajti
nahajala se je ob cesti Via
Popillia in v bližini plovnega
rokava reke, potem ko so v
cesarski dobi zgradili še kanala
fossae Clodia in Neroniana, pa
še ob njima. Ta sta med seboj
povezovala plovne rokave in
lagune ter ladjam omogočala,
da so v notranjosti plule bolj
varno kot ob obali. O tesni
povezavi kraja z lagunami in
morjem pričajo tudi fosilne
sipine, ki so se ohranile v
okoliški pokrajini in označujejo
starodavno obalno črto.
S časom so se okoli etapne
postaje oblikovali majhno
mestece in številne podeželske
naselbine, ki so bile namenjene
izkoriščanju okoliških polj.
Tukaj opazimo tudi rustikalno
vilo, ki so jo uporabljali od 1.
stol. pr. Kr. pa do konca 5. stol.
po Kr. Nekatere od tisočerih
arheoloških najdb, ki pričajo
o vsakdanjem življenju njenih
prebivalcev, so danes
razstavljene v muzeju mesta
Adria in v kulturnoturističnem centru San Basilio.
ARIANO NEL POLESINE
località San Basilio
ARIANO NEL POLESINE
kraj San Basilio
AREA ARCHEOLOGICA
ARHEOLOŠKO OBMOČJE
A giustificazione dell’importanza logistica
del sito all’interno della rete viaria antica,
terrestre e marittima, sono i resti che ancora
oggi si possono visitare di un complesso battesimale paleocristiano a pianta ottagonale
sorto sfruttando i resti e le strutture di un
grande edificio di epoca romana, forse un
magazzino della stazione di tappa, e di una
chiesa di cui si è intravista parte dell’abside
associata a una necropoli. La presenza di un
Logistično pomembnost mesta za antične kpenske in pomorske prometne
poti potrjujejo ostanki, ki si jih je še
vedno mogoče ogledati v zgodnji krščanski krstilnici osmerokotnega tlorisa,
zgrajeni z ostanki in strukturami velike
stavbe iz rimskega obdobja, morda skladišča postaje in cerkve, v kateri je bilo
bežno mogoče prepoznati del apside,
povezane z neko nekropolo. Prisotnost
60 Via Popillia
Via Popillia 61
San Basilio (Ariano nel Polesine): l’area archeologica con i resti del battistero ottagonale paleocristiano
arheološko območje z ostanki osemkotne zgodnjekrščanske krstilnice
luogo di culto cristiano a San Basilio venne
rinnovata anche nei secoli seguenti attraverso la costruzione di un nuovo edificio
nel IX-XII sec. riedificato poi, in tempi più
vicini a noi, ancora nel XVIII secolo.
krščanskega svetišča se je v kraju San
Basilio ohranila tudi v naslednjih stoletjih, saj so tukaj v 9. - 12. stol. zgradili
novo stavbo, ki so jo nato prezidali šele
v 18. stol.
sala del museo dedicata a questo momento
della storia della città un miliario, rinvenuto
nel 1844 nella chiesa di Santa Maria della
Tomba, ricorda il passaggio in quel punto
della via consolare fatta costruire da Popillio
Lenate. Anche della perduta Atria romana,
del suo foro, dei suoi templi, del suo teatro,
delle sue terme rimangono solo labili tracce.
Ancora una volta sono le tombe, ormai tutte
a incinerazione, a raccontarci con i loro corredi la vita dei suoi abitanti; vita che doveva
essere particolarmente raffinata se guardiamo ad esempio gli splendidi recipienti in
vetro, balsamari, bicchieri, olle, portagioielli,
portaprofumi, oggetti importati anche da
province lontane come la coppia di splendide tazze in vetro blu firmate, in greco, dal
vasaio siro-palestinese Ennione.
Adria, Museo Archeologico Nazionale: brocca in vetro
soffiato (officina dell’Italia settentrionale), prima metà
I sec. d.C./vrč iz pihanega stekla (delavnica v severni
Italiji), prva polovica 1. Stol. po Kr.
muzeja, ki je posvečena temu trenutku v
zgodovini mesta, je razstavljen mejnik, ki
so ga leta 1844 našli v cerkvi sv. Marija
della Tomba, in spominja na dejstvo, da
je tukaj potekala konzularna pot, zgrajena na zahtevo Popillija Lenateja. Tudi o
izgubljenem rimskem mestu Atria, o njegovem forumu, o templjih, gledališču in o
termah je le malo sledi. Vsi grobovi iz tega obdobja so žarni in tudi tokrat so prav
oni tisti, ki nam pripovedujejo o življenju
svojih prebivalcev. O njihovem bogastvu
pričajo na primer lepe steklene posode,
posodice za mazila, kozarci,
lonci, škatlice za nakit in
parfume, ki so bile včasih
uvožene tudi iz daljnih
dežel, par čudovitih modrih steklenih skodelic,
ki jih je z grško pisavo
podpisal sirsko-palestinski lončar Ennione.
ADRIA
ADRIA
MUSEO ARCHEOLOGICO
NAZIONALE DI ADRIA
NARODNI ARHEOLOŠKI
MUZEJ V ADRIJI
Le fasi più antiche di frequentazione del
sito sono ampiamente documentate nel
museo da sepolture a inumazione secondo
il rituale funerario etrusco con ricchi corredi
legati all’ideologia del banchetto, nel caso
delle tombe maschili, con complessi servizi
da mensa, in ceramica e in bronzo, nel caso
di quelle femminili con raffinati oggetti da
toeletta e gioielli. Con il passare dei secoli
si assiste a una trasformazione nella società
documentata sempre dai corredi funerari
che diventano ancora più ricchi: la Tomba
della Biga, del III sec. a.C., spicca per la sepoltura di un carro con due cavalli da giogo
e uno da corsa sacrificati, forse, in occasione
del funerale di un giovane principe locale.
È poi la volta della romanizzazione: nella
Najzgodnejša obdobja poselitve kraja
so v muzeju obsežno dokumentirana z
grobovi, v katerih so ljudi pokopavali z
etruščanskimi obredi, in drugimi bogatimi najdbami iz moških grobov, ki so
povezane ideologijo banketov in zajemajo tudi posodje iz keramike in brona, ter
najdbami iz ženskih grobov oz. prefinjenimi toaletnimi pripomočki in nakitom.
S časom pa se je družba preoblikovala in
o tem pričajo veliko bogateje opremljeni
grobovi. V grobu Tomba della Biga, ki sega v 3. stol. pr. Kr., so na primer pokopani
voz in dva vprežna ter en dirkalni konj,
ki so jih morda žrtvovali med pogrebom
mladega domačega princa. Temu je sledilo obdobje romanizacije in v dvorani
Difficile per chi visita oggi
Adria riconoscervi le tracce
del suo antico passato, un
destino questo che la
accomuna a molte città
del Veneto caratterizzate
da una continuità di vita
plurimillenaria. Nel caso
di Adria, tuttavia, si può
comprendere il ruolo e
l’importanza che essa dovette
rivestire per molti secoli se
consideriamo che per i Greci
Adrias era il toponimo della
città, ma anche il nome del
fiume che la attraversava e
del mare su cui si affacciava:
l’Adriatico. L’insediamento,
sorto su di un dosso in
prossimità di un ramo del
Delta del Po, a circa una
decina di chilometri dall’antica
linea costa, sin dal VI sec. a.C.
si caratterizzò come città
portuale e, di conseguenza,
come luogo privilegiato
di intensi scambi commerciali
e di incontro tra genti e
culture diverse: Etruschi,
Veneti e Greci vi hanno
convissuto per molti secoli
e di questa convivenza il
Museo Archeologico
Nazionale con i suoi reperti
dà ampia testimonianza. Nel
corso del II sec. a.C. anche
Adria entra nell’orbita di
Roma e, tra 132 e 131 a.C., il
console Publio Popillio Lenate
fa costruire una strada per
collegare la città con
Ariminum, Rimini, e quindi,
attraverso la via Flaminia,
con Roma. A partire da
questo momento
progressivamente la città
venne ristrutturata ricalcando
l’orientamento di quella
etrusca ma adottando modelli
e tecniche edilizie romane.
Kdor danes obišče mesto
Adria, bo težko prepoznal
sledove davne preteklosti,
kar je značilno tudi za številna
druga mesta Benečije, ki jih
zaznamuje večtisočletna
poseljenost. Kljub temu lahko
v primeru mesta Adria
razumemo vlogo in pomen,
ki ga je imelo skozi dolga
stoletja, pri čemer moramo
Adria, Museo Archeologico
Nazionale: coppa in vetro blu
(officina siriana) firmata dal
greco Ennione, I sec. d.C.
čaša iz modrega stekla (sirska
delavnica), ki jo je izdelal Grk
Enion, 1. Stol. po Kr.
62 Via Popillia
upoštevati, da Grki z izrazom
Adrias niso imenovali samo
mesta, temveč tudi reko, ki
je tekla skozi mesto, in morje,
ob katerem to leži: Jadransko
morje. Naselje je nastalo na
vzpetini v bližini rokava delte
reke Pad, približno deset
kilometrov od antične obalne
linije. Od šestega stoletja pred
našim štetjem je to bilo
pristaniško mesto, ki je
omogočalo bogato trgovinsko
dejavnost ter srečevanje
različnih narodov in kultur.
Etruščani, Benečani in Grki
so tukaj sobivali več stoletij,
o čemer pričajo tudi številni
predmeti Državnega
arheološkega muzeja. V
drugem stoletju pred Kr. se
tudi Adria priključi Rimu in
med letoma 132 in 131 pr.
Kr. se na zahtevo konzula
Via Popillia 63
Info: Fondazione RavennAntica
Tel. +39 0544 361 36
[email protected]
www.criptarasponi.it
BASILICA DI SANT’APOLLINARE
NUOVO/Nova bazilika Sv.
Apolinarija
Via di Roma, 52, 48020 Ravenna
Info: Opera di Religione della
Diocesi di Ravenna
Tel. + 39 0544 541611
[email protected]
www.ravennamosaici.it
Adria, Museo Archeologico Nazionale: una suggestiva selezione di vetri
di epoca romana/čudovit izbor steklenih umetnin iz rimskega obdobja
Publiusa Popillia Lenateja
začne graditi cestna povezava,
ki naj bi mesto povezovala z
Ariminum (tj. Riminijem), in po
cesti Flaminia še z Rimom.
Od tega trenutka dalje so
mesto postopoma obnavljali.
Pri tem so posnemali
etruščansko umetnost, kljub
temu pa so še vedno
uporabljali rimske gradbene
tehnike.
SALINE DI CERVIA/SOLINE CERVIA
Centro Visite/Središče za obiskovalce
Via Bova, 61, 48015 Cervia (RA)
Tel. +39 0544 973 040
[email protected]
www.salinadicervia.it
RAVENNA
MUSEO NAZIONALE DI RAVENNA
NARODNI MUZEJ V RAVENNI
Via San Vitale, 17, 48121 Ravenna
Info: Soprintendenza per i Beni
Architettonici e Paesaggistici
Tel. + 39 0544 543 711
[email protected]
www.soprintendenzaravenna.
beniculturali.it
BASILICA DI SAN VITALE
BAZILIKA SV. VITALIJA
Via San Vitale, 48121 Ravenna
Info: Opera di Religione
della Diocesi di Ravenna
Tel. + 39 0544 541611
[email protected]
www.ravennamosaici.it
MAUSOLEO DI GALLA PLACIDIA
MAVZOLEJ GALLA PLACIDIA
Via Argentario, 22, 48110 Ravenna
Info: Opera di Religione della
Diocesi di Ravenna
Tel. + 39 0544 541611
[email protected]
www.ravennamosaici.it
DOMUS DEI TAPPETI DI PIETRA
DOMUS KAMNITIH PREPROG
Via Barbiani, 7, Chiesa di Sant’Eufemia
48121 Ravenna (RA)
Tel. + 39 0544 325 12
Info: Fondazione Ravennantica
[email protected]
www.domusdeitappetidipietra.it
BATTISTERO NEONIANO
NEONIANSKA KRSTILNICA
Via Gioacchino Rasponi
48121 Ravenna
Info: Opera di Religione
della Diocesi di Ravenna
Tel. + 39 0544 541611
[email protected]
www.ravennamosaici.it
MUSEO ARCIVESCOVILE
MUZEJ NADŠKOFIJE
Piazza Arcivescovado, 1
48121 Ravenna
Info: Opera di Religione
della Diocesi di Ravenna
Via di Roma, angolo via Alberoni
48121 Ravenna (RA)
Info: Soprintendenza per i Beni
Architettonici e Paesaggistici
Tel. + 39 0544 543 711
[email protected]
www.soprintendenzaravenna.
beniculturali.it
BATTISTERO DEGLI ARIANI
ARIJANSKA KRSTILNICA
INDIRIZZI E CONTATTI/Naslovi in kontakti
CERVIA
COSIDDETTO “PALAZZO
DI TEODORICO”
TAKO IMENOVANA
“TEODERIKOVA PALAČA”
Tel. + 39 0544 541 611
[email protected]
www.ravennamosaici.it
CAPPELLA ARCIVESCOVILE
(ORATORIO DI SANT’ANDREA)
KAPELA NADŠKOFIJE
(MOLILNICA SV. ANDREJA)
Piazza Arcivescovado, 1
Museo Arcivescovile
48121 Ravenna
Info: Opera di Religione
della Diocesi di Ravenna
Tel. + 39 0544 541 611
[email protected]
www.ravennamosaici.it
MUSEO TAMO - TUTTA
L’AVVENTURA DEL MOSAICO/
MUZEJ TAMO - POPOLNO
DOŽIVETJE MOZAIKOV
Via Nicolò Rondinelli, 4
48121 Ravenna
Tel. + 39 0544 213 371
Info: Fondazione Ravennantica
[email protected]
www.tamoravenna.it
CRIPTA RASPONI
KRIPTA RASPONI
P.zza S. Francesco, 48121 Ravenna
Piazzetta degli Ariani
48121 Ravenna (RA)
Info: Soprintendenza per i Beni
Architettonici e Paesaggistici
Tel. + 39 0544 543 711
[email protected]
www.soprintendenzaravenna.
beniculturali.it
MAUSOLEO DI TEODORICO
TEODERIKOV MAVZOLEJ
Via delle Industrie, 14
48122 Ravenna
Info: Soprintendenza per i Beni
Architettonici e Paesaggistici
Tel. + 39 0544 543 711
[email protected]
www.soprintendenzaravenna.
beniculturali.it
RAVENNA
località/kraj Classe
AREA ARCHEOLOGICA DI CLASSE
ARHEOLOŠKO NAJDIŠČE CLASSE
Via Marabina, 1
Località/Kraj Classe, 48124 Ravenna
Tel. + 39 tel. 0544 677 05
Info: Soprintendenza per i Beni
Archeologici dell’Emilia Romagna
[email protected]
www.archeobo.arti.beniculturali.it
L’area archeologica è
temporaneamente chiusa per
l’allestimento del nuovo Parco
Archeologico di Classe/Arheološko
najdišče je zaradi urejanja novega
arheološkega parka v kraju Classe
začasno zaprto.
BASILICA DI SANT’APOLLINARE
IN CLASSE/BAZILIKA sv.
Apolinarija V CLASSE
Via Romea sud, 224
Località/kraj Classe, 48124 Ravenna
Info: Soprintendenza per i Beni
Architettonici e Paesaggistici
Tel. + 39 0544 543 711
[email protected]
www.soprintendenzaravenna.
beniculturali.it
Architettonici e Paesaggistici
Tel. +39 0544 543 711
[email protected]
www.soprintendenzaravenna.
beniculturali.it
MUSEO POMPOSIANO
MUZEJ POMPOSIANO
Via Pomposa Centro, 12
44021 Codigoro (FE)
Info: Soprintendenza per i Beni
Architettonici e Paesaggistici
Tel. +39 0544 543 711
[email protected]
www.soprintendenzaravenna.
beniculturali.it
ARIANO NEL POLESINE
località/kraj San Basilio
PARCO REGIONALE DEL DELTA
DEL PO/KRAJINSKI PARK DELTE
REKE PAD
CENTRO TURISTICO CULTURALE
DI SAN BASILIO/KULTURNO
TURISTIČNI CENTER SV.VASILIJA
Ente di gestione per i Parchi e la
Biodiversità – Delta del Po
Upravni organ za parke in biotske
raznovrstnosti - Delta reke Pad
C.so Mazzini, 200
44022 Comacchio (FE)
Tel. +39 0533 314 003
[email protected]
www.parcodeltapo.it
Via San Basilio, 12,
Località San Basilio
45012 Ariano nel Polesine (RO)
Tel. +39 0426 71200;
+39 346 3357534
[email protected]
www.smpolesine.it
Ente Parco Regionale Veneto del
Delta del Po/Zavod beneškega
reionalnega parka delte reke Pad
Via Marconi, 6
45012 Ariano nel Polesine (RO)
Tel. + 39 0426 372 202
[email protected]
www.parcodeltapo.org
nei pressi del Centro Turistico
Culturale di San Basilio/V bližini
kulturno turističnega centra San
Basilio
Località San Basilio
45012 Ariano nel Polesine (RO)
OSTELLATO
località/kraj San Giovanni,
Valle Lepri
CITTÀ ETRUSCA DI SPINA
ETRUŠČANSKO MESTO SPINA
Strada Argine Agosta/Strada
Canale Anita, 44020 Ostellato (FE)
- Località San Giovanni, Valle Lepri
Info: Museo Archeologico
Nazionale di Ferrara
Tel. +39 0532 662 99
[email protected]
www.archeoferrara.beniculturali.it
AREA ARCHEOLOGICA
ARHEOLOŠKO OBMOČJE
ADRIA
MUSEO ARCHEOLOGICO
NAZIONALE DI ADRIA
NARODNI ARHEOLOŠKI
MUZEJ V ADRIJI
Via Badini, 59
45011 Adria (RO)
Tel. +39 0426 21612
[email protected]
www.archeopd.beniculturali.it
Non lontano da Spina...
Nedaleč od Spina...
COMACCHIO
CODIGORO
località/kraj Pomposa
MUSEO DELLA NAVE ROMANA
MUZEJ RIMSKE LADJE
ABBAZIA DI POMPOSA
OPATIJA POMPOSA
Via della Pescheria, 2
44022 Comacchio (FE)
Tel. 0533 311 316
[email protected]
www.comune.comacchio.fe.it
Via Pomposa Centro, 12
44021 Codigoro (FE)
Info: Soprintendenza per i Beni
64 Via Annia
2
itinerarij 2
itinerario
via annia
autostrada /avtocesta
strada statale /državna cesta
confine provinciale /deželna meja
confine statale /državna meja
via annia
area archeologica /arheološko območje
museo /muzej
monumento /kulturni spomenik
area naturalistica /naravoslovno območje
66 Via Annia
Via Annia 67
T
ra le più importanti arterie stradali dell’Italia settentrionale in epoca romana, la via
Annia collegava centri di rilevanza strategica e commerciale dell’area alto adriatica,
solcando un territorio dominato da paludi e fiumi, intrecciati a campi coltivati. La strada fu
costruita nell’avanzato II secolo a.C. per opera di un magistrato appartenente alla gens
Annia, il console Tito Annio Lusco, che aveva guidato il secondo contigente coloniario ad
Aquileia, oppure il pretore Tito Annio Rufo. Oltre a uno scarto cronologico (153 a.C.,
oppure 131 a.C.) l’attribuzione all’uno o all’altro determina anche ipotesi diverse riguardo
al capolinea meridionale della strada: Bologna per il primo, Adria per il secondo. Chi sposa quest’ultima ipotesi ritiene che l’Annia sia nata come diretto prolungamento della via
Popillia (Rimini-Adria) fino ad Aquileia, passando per Padova e Altino. Il tratto della
strada che congiungeva Adria a Padova non è però citato esplicitamente dalle fonti itinerarie, forse perché rivestiva un’importanza secondaria, ma solo supposto grazie a tracce archeologiche e al toponimo Agna. Sono invece tutti i tre principali Itinerari antichi del III
e IV sec. d.C., ovvero la Tabula Peutingeriana, l’Itinerarium Antonini e l’Itinerarium Burdigalense, a riportare le tappe comprese nel tratto da Padova ad Aquileia. L’importanza di
questo percorso è evidentemente connesso al ruolo strategico dell’antica Patavium: città di
origini antiche e nobili, economicamente florida, inserita in una vasta rete di contatti e di
scambi commerciali con l’entroterra e l’Adriatico, anche grazie al fiume Meduacus (Brenta).
All’uscita di Padova, la strada raggiungeva la stazione di Ad Duodecimum, identificata in
Sambruson di Dolo, e proseguiva lungo l’attuale laguna di Venezia, con le stazioni di Ad
Portum e Ad Nonum. In quest’area l’Annia e quello che viene ritenuto il tracciato litoraneo
della Popillia in partenza da Rimini si congiungevano per portarsi ad Altinum, centro portuale di grande rilevanza commerciale e capolinea della via Claudia Augusta, che raggiungeva le rive danubiane. Proseguendo parallelamente alla linea litoranea, il tracciato della via
Annia toccava poi la colonia di Iulia Concordia, oggi Concordia Sagittaria, dove si inseriva
la via Postumia, dopo aver attraversato l’intera area padana. Tra Concordia e Aquileia l’Itinerarium Burdigalense cita la presenza di due stazioni di sosta: mutatio Apicilia e Ad Undecimum, in questo tratto sono stati rinvenuti miliari e iscrizioni afferenti alla via Annia. La
strada concludeva il suo percorso ad Aquileia, la città che rappresentava un fondamentale
crocevia tra Mediterraneo ed Europa balcanica e continentale. Il suo imponente porto
fluviale, infatti, si connetteva all’Adriatico e il ricco sistema stradale in cui era inserita garantiva collegamenti con i grandi centri a nord e sud del Po, come Bologna, Piacenza,
Cremona, ma anche verso la parte nord-orientale dell’impero, quindi con le principali città
del Norico, Virunum e Auguntum, dell’Istria e con Iulia Emona, l’attuale Lubiana.
V
Concordia Sagittaria: area archeologica di Piazza Cardinal Costantini/arheološko območje trga Cardinal Costantini
ia Annia je bila ena od najpomembnejših cest v severni Italiji, saj je v rimskih časih
povezovala strateško in trgovsko pomembna središča severnojadranskega območja.
Potekala je po z rekami in močvirji prekritem področju, kjer so se prepletala tudi številna
obdelana polja. Cesta je bila zgrajena v drugi polovici 2. stol. po Kr., in sicer na zahtevo
magistrata, ki je pripadal plebejski družini gens Annia, tj. konzula Titusa Anniusa Lusca,
vodje drugega kontingenta kolonov v Ogleju, ali pretorja Titusa Anniusa Rufusa. Poleg tega,
da se med njima pojavlja časovni razmak (153 pr. Kr. ali 131 pr. Kr.), bi pripisovanje izgradnje
enemu ali drugemu pomenilo tudi drugačne predpostavke o južni skrajni točki ceste, in sicer
Bologna pri prvem ter Adria pri drugem. Tisti, ki se strinjajo z zadnjo možnostjo, menijo, da
je Annia nastala kot neposreden podaljšek ceste Popillia (Rimini - Adria), ki je potekla skozi
Padovo in Altino ter vodil do Ogleja. Odsek ceste, ki je Adrio povezoval s Padovo, v nobenem
68 Via Annia
Via Annia 69
viru ni posebej omenjen, razlog za to pa je
morda dejstvo, da je ta bil sekundarnega
pomena in o njegovem morebitnem pričajo
samo arheološki ostanki ter toponim Agna.
Vsi trije glavni itinerariji starodavnih poti iz
3. in 4. stoletja po Kr., Tabula Peutingeriana,
Itinerarium Antonini in Itinerarium Burdigalense, navajajo trase, ki so potekale na
odseku med Padovo in Oglejem. Pomembnost te ceste je seveda povezana s strateško
vlogo antičnega Pataviuma, mesta z antičnim in plemenitim poreklom, ki je bilo gospodarsko zelo uspešno in vključeno v široko mrežo trgovanja z zaledjem Jadranskega
morja, k čemur je pripomogla tudi reka
Aquiliea, sepolcreto: particolare di un recinto
Meduacus (Brenta). Ob izhodu iz Padove je
funerario/grobišče: pokopališko obzidje
cesta segala do postaje Ad Duodecimum, ki
se je nahajala v kraju Sambruson di Dolo, nato pa nadaljevala vzdolž današnje beneške lagune, kjer sta ležali tudi postaji Ad Portum in Ad Nonum. Na tem območju sta se Annia in
obalni odsek ceste Popillia združili ter nadaljevali do mesta Altinum, pristaniškega središča
z velikim gospodarskim pomenom in skrajne točke poti Claudia Augusta, ki je od tu vodila
do bregov Donave. Cesta je nato v nadaljevanju potekala vzporedno z obalno črto in se
dotaknila tudi kolonije Iulia Concordia, ki danes nosi ime Concordia Sagittaria. Tukaj se ji je
priključila tudi cesta Postumia, ki je prečkala vso Padsko nižino. Itinerarium Burdigalense
priča o tem, da sta se med Concordio in Oglejem nahajali dve postaji, kjer so si potniki
lahko odpočili: mutatio Apicilia in Ad Undecimum. Na tem odseku so bili najdeni miljn kamni in napisi, ki se nanašajo na cesto Annia. Cesta se je zaključila v Ogleju, ki je bilo tedaj
pomembno stičišče Sredozemlja ter Balkana
in celinske Evrope. Njegovo mogočno rečno
pristanišče je bilo namreč povezano z Jadransko morjem in z obsežno cestno povezavo. To je omogočalo dostop do večjih središč, ki so ležala severno in južno od reke
pad (na primer Bologna, Piacenza, Cremona), potovati pa je bilo mogoče tudi proti
severovzhodnemu delu cesarstva in njegovim največjim mestom, kot sta bila na priAltino: un tratto della via Annia con parte del basolato
mer Virunum in Auguntum, z Istro in z Iulio
conservato/odsek ceste Annia in del ohranjenih
tlakovanih tal
Emono, današnjo Ljubljano.
Lungo l’itinerario/Ob
poti:
Adria - Padova - Altino - Concordia Sagittaria - Aquileia
Escursioni a breve distanza/Krajši izleti: Portogruaro
Itinerari collegati/Povezani itinerariji: via Postumia-“Stradalta” do reke Pad - da Aquileia a Forum Iulii / iz Ogleja v Forum Iulii
da
Padova
al
Po/od Padove
Padova, giardini dell’Arena: resti dell’anfiteatro romano/park Arena: ostaline rimskega amfiteatra
padova
AREE ARCHEOLOGICHE
ARHEOLOŠKA OBMOČJA
Particolarmente suggestivo è poter oggi
ripercorrere, partendo da Porta Altinate, via Altinate che ricalca un tratto della
strada romana e su cui si affaccia il centro
culturale S. Gaetano che ospita alcune vetrine e un’area archeologica con i resti di
un edificio monumentale della metà del
I sec. d.C. Via privilegiata per gli scambi
commerciali, fu da sempre il fiume la cui
presenza in antico si percepisce visitando i
resti di uno dei ponti romani che la attraversavano, quello detto di S. Lorenzo, a cui
si accede scendendo all’area archeologica
tra Piazza Antenore dove si trova un’edicola medioevale e un sarcofago con le spoglie attribuite erroneamente ad Antenore,
leggendario eroe fondatore di Patavium, e
via dei Ponti romani: edificato su tre arcate,
Posebej zanimiv je sprehod po palači. Začnemo ga pri mestnih vratih Porta Altinate, in sicer v ulici Altinate, ki je podobna
enemu od odsekov rimske ceste in v kateri
se nahaja kulturno središče sv. Gaetano.
Tukaj najdemo nekaj vitrin in arheološko
območje z ostanki monumentalne zgradbe
iz sredine 1. stol. po Kr. Najpomembnejša
pot trgovanja je bila vedno reka. Da je bila
v antiki prisotna na tem območju lahko začutimo, ko obiščemo enega od starodavnih
rimskih mostov, tj. most sv. Lovrenca. Do
njega lahko prispemo tako, da se spustimo
z arheološkega območja, ki leži med trgom
Antenore, kjer se nahajata srednjeveška kapela in sarkofag s posmrtnimi ostanki, ki se
zmotno pripisujejo legendarnemu junaku
Antenorju, ustanovitelju Pataviuma, in uli-
70 Via Annia
Via Annia 71
co Ponti romani. Zgratra il 40 e il 30 a.C., si
jen je bil med letoma 30
trovava a sud del porto
in 40 pr. Kr., in sicer na
fluviale dove si svoltreh lokih, nahajal pa se
geva la maggior parte
je južno od rečnega pridegli scambi commerstana, kjer je potekal veciali. Porto fluviale in
čji del trgovanja. Rečno
diretto collegamento
pristanišče, neposredno
con il cuore pulsanpovezano z utripajote della città, il vicino
Padova: resti del ponte romano detto di
čim središčem mesta,
foro, da identificarsi S. Lorenzo in una foto d’archivio/ostaline
bližnji forum, ki naj bi
nell’area occupata da rimskega mostu sv. Lorenzo na arhivski
fotografiji
se nahajal na področju
piazza delle Erbe, della
današnjih trgov delle Erbe, della Frutta in
Frutta e dei Signori. Difficile ricostruire le
dei Signori. Velikost foruma in natančno
dimensioni del foro e l’esatta ubicazione
lego različnih javnih stavb v njegovi bližini
dei diversi edifici pubblici che vi si doveje težko določiti, vendar lahko obiskovalec
vano affacciare. Tuttavia, visitando l’area
med obiskom arheološkega najdišča pod
archeologica sotto Palazzo della Ragione,
palačo Ragione občuduje neverjetno arheil visitatore potrà apprezzare l’incredibile
ološko in arhitekturno shemo tega staropalinsesto archeologico e architettonico di
davnega mesta.
questa antichissima città.
PADOVA
Come la storia di molte città
del Veneto antico, anche
quella di Padova è legata a un
fiume, il Meduacus-Brenta, il
cui corso ne ha determinato
sin dalle origini lo sviluppo.
Grazie alle più recenti indagini
archeologiche sono state
riconosciute le tracce del
villaggio che i Veneti antichi,
tra la fine del IX e gli inizi
dell’VIII sec. a.C., andarono a
costruire all’interno dell’ansa
del fiume per poi espandersi,
nel corso del VII sec. a.C.,
anche nella sua controansa. A
partire da questo momento
l’insediamento si sviluppò
progressivamente
distinguendo gli spazi pubblici
da quelli privati, collegandoli
attraverso strade e sentieri,
organizzando le necropoli in
aree dedicate ben distinte
dall’abitato. E sono proprio le
necropoli poste in prossimità
Patavium era infatti
perfettamente collegata con le
altre città del Veneto romano
grazie a una rete di strade
quali ad esempio la via Annia
che, avendo come capolinea
meridionali Adria e il corso
del Po, la attraversava da sud
a nord per poi piegare verso
est in direzione della laguna, di
Altino e dei centri affacciati
sull’Alto Adriatico.
Padova, Prato della Valle: resti
delle sostruzioni del teatro
romano in una foto d’archivio
ostaline zgradbe rimskega
gledališča na arhivski fotografiji
così antiche. Un ulteriore
sviluppo dell’insediamento si
ebbe con l’arrivo dei Romani
a partire dalla seconda metà
del III sec. a.C., anche se è
soprattutto tra il 50 e il 40
a.C., quando la città diventa
municipium e i suoi cittadini
vengono inseriti nella tribù
Fabia, che Patavium assume la
fisionomia di una vera e
propria città romana. In
questo senso i resti
dell’anfiteatro romano, datato
tra età augustea e I sec. d.C.,
testimoniano la floridezza
economica della città che fu
tra le più ricche dell’impero.
Tako kot številna mesta
antične Benečije je tudi
Padova zgodovinsko
povezana z reko Meduacus Brenta, katere tok je nanjo
vplival že od samega začetka.
Zahvaljujoč najnovejšim
arheološkim raziskavam so
bile tukaj odkrite sledi vasi, ki
so jo antični Veneti med
poznim 9. in zgodnjim 8.
stoletjem pr. Kr. zgradili v
rokavu reke in se je nato v 7.
stol. pr. Kr. razširila tudi na
drugo stran reke. Od tega
trenutka dalje se je naselje
samo še širilo, pri tem pa so
bili med seboj jasno ločeni
javni in zasebni predeli.
Povezovale so jih ceste in
poti, posebni predeli pa so
bili namenjeni nekropolam, ki
so se morale dobro ločiti od
bivalnih predelov.
Nekropole so se nahajale v
bližini reke, razlogi za to pa
so bili tako praktične kot
simbolične narave, saj vodni
tok simbolizira obstoj in
minljivost ter prehod iz
življenja v smrt, in prav same
nekropole pričajo o stopnji
bogastva in razvoja, doseženi
v tem antičnem obdobju.
K nadaljnjemu razvoju naselja
je pripomogel prihod
Rimljanov v drugi polovici 3.
stol. pr. Kr., čeprav je
predvsem med letoma 50 in
40 pr. Kr., ko je mesto
postalo municipium in so
njeni državljani postali del
plemena Fabia, Patavium
prevzel značaj pravega
rimskega mesta. Ostanki
rimskega amfiteatra iz
avgustejske dobe in 1. stol.
po Kr. pričajo o gospodarski
blaginji mesta, ki je bilo eno
najbogatejših v cesarstvu.
Patavium je bil dobro
povezan z drugimi mesti
rimske Benečije, saj so mu to
omogočale številne ceste.
Med temi je bila tudi Via
Annia, ki se je na jugu
končala v mestu Adria in ob
reki Pad. Mesto je prečkala
od juga proti severu ter nato
zavila proti vzhodu, in sicer
proti laguni, mestu Altino in
mestom, ki so gledali na
severno Jadransko morje.
PADOVA
Padova (Catasto Napoleonico - 1815): indicazione dell’emiciclo
dell’anfiteatro romano, la cosiddetta Arena/polkrožni prostor rimskega
amfiteatra, tako imenovana Arena
del fiume, per motivi di
ordine pratico ma anche
simbolici in quanto lo
scorrere delle acque
ricordava quello dell’esistenza
e il passaggio, dalla vita alla
morte, a fornirci un gran
numero di informazioni sul
livello di ricchezza e sviluppo
raggiunto in queste epoche
MUSEI CIVICI AGLI EREMITANI,
MUSEO ARCHEOLOGICO
MESTNI MUZEJI EREMITANI ARHEOLOŠKI MUZEJ
I Musei Civici di Padova hanno sede dal
1985 negli spazi dell’ex convento degli Eremitani, a pochi passi dai Giardini dell’Arena
dove si trovano i resti dell’anfiteatro romano
che stanno ancora oggi a testimoniare l’antichità della città. In questo senso non ci si
deve stupire se i Musei ospitano, tra le altre,
anche una sezione archeologica particolar-
Sedež mestnih muzejev Padove (Musei
Civici di Padova) se od leta 1985 nahaja
v nekdanjem samostanu Eremitani, ki je
le nekaj korakov oddaljen od vrtov Arena,
kjer še danes najdemo ostaline rimskega
amfiteatra, ki še vedno pričajo o starodavnosti tega mesta. Ne preseneča torej
dejstvo, da imajo muzeji tudi izjemno
72 Via Annia
Via Annia 73
Padova, Musei Civici Eremitani: sala della sezione archeologica dedicata alla via Annia/dvorana arheološkega
oddelka posvečena cesti Annia
mente suggestiva originatasi sin dall’800
grazie all’opera di studiosi ed eruditi illuminati che iniziarono a raccogliere quanto
veniva alla luce durante gli scavi condotti in
città, come ad esempio quelli legati alla costruzione della prima stazione ferroviaria e
che servirono a mettere in luce una delle più
importanti necropoli di Patavium romana.
Ma i Musei Civici possono contare anche
su collezioni archeologiche riferibili ad altri
contesti culturali, basti pensare alle due sale
dedicate all’antico Egitto e intitolate al fa-
Padova, Musei Civici Eremitani, sezione archeologica:
pseudo-emblema in mosaico tessellato con coppia di
uccelli (età augustea)/arheološki oddelek: psevdoemblem, izdelan iz kockastega mozaika, na katerem sta
upodobljeni dve ptici (avgustejska doba)
zanimiv arheološki oddelek, ki je nastal
v 19. stol. stoletju. Za njegov nastanek se
gre zahvaliti delu razsvetljenih učenjakov, ki so zbirali vse predmete, najdene
med različnimi izkopavanji. Med gradnjo
prve železniške postaje je bilo na primer
odkrito eno najpomembnejših grobišč
rimljanskega Pataviuma. Mestni muzeji
hranijo tudi arheološke zbirke iz drugih
kulturnih okolij. Ogledamo si jih lahko v
dveh prostorih, ki so namenjeni staremu
Egiptu in so ime dobili po slavnem padovskem egiptologu Giovanniju Battisti
Belzoniju. Ogled, ki obiskovalca popelje
skozi zgodovino mesta, se začne z nekaterimi ročnimi izdelki, odkritimi v nekropoli najstarejše naselbine antičnih Venetov iz železne dobe. Gre za žarne grobove
z bogatimi dodatki,kot so keramične in
kovinske posode, predmete iz vsakdanjega življenja, osebni nakit in orožje.
Med zadnja odkritja sodi tudi grobnica
z dvojnim pokopom (človek in konj), ki
priča o pomenu konjereje v gospodarstvu
antičnega Veneta. Pomembno je tudi
število stel, ki naj bi bile po mnenju ne-
moso egittologo padovano Giovan Battista
Belzoni. Per quanto riguarda il percorso di
visita legato alla storia della città, esso prende avvio attraverso l’esposizione di alcuni
manufatti riferibili alle necropoli del più antico insediamento dei Veneti antichi dell’età
del Ferro. Si tratta di tombe ad incinerazione con ricchi corredi costituiti da recipienti
ceramici e metallici, oggetti legati alla vita
quotidiana, ornamenti personali, armi. Tra
le più recenti acquisizioni vi è una tomba a
inumazione bisoma, uomo-cavallo, che documenta l’importanza dell’allevamento dei
cavalli nell’economia del Veneto antico. Significativa è poi la serie di stele, interpretate
da alcuni come funerarie, che ci raccontano
attraverso le loro iscrizioni e decorazioni
figurate molto della vita dei patavini a partire dai loro nomi: Pupone, nel VI sec. a.C.,
Fugio Uposedio, nel IV sec. a.C., Ostiala
Gallenia, nel I sec. a.C. Con l’arrivo dei
Romani in Italia settentrionale, tra le prime
infrastrutture che essi approntarono vi furono le strade così da realizzare un sistema
di comunicazioni viarie stabile. All’interno
di questo sistema stradale la via Annia serviva a collegare Patavium, a sud con Adria
e l’Italia centrale, a nord-est con i centri che
si affacciavano sull’arco dell’Alto Adriatico.
Grazie alla esposizione di manufatti rinvenuti lungo il suo tracciato il visitatore può
ripercorrere così l’itinerario dell’Annia a
partire dai capolinea meridionali arrivando
sino ad Aquileia. Particolarmente ricco di
testimonianze è il tratto urbano della strada
che, entrando da sud, attraversava la città
per poi piegare verso est dirigendosi verso
la laguna e il mare Adriatico; tra queste
spicca il monumento funerario della liberta
Claudia Toreuma che, dopo duemila anni,
ci parla ancora attraverso una commovente
iscrizione in versi latini: «io, Toreuma, conosciuta per le molte danze, prima di compiere
il ventesimo anno di età sono qui sepolta.
Percorso felicemente un breve spazio di
vita, sono riuscita a sfuggire, o vecchiaia
Padova, Musei Civici Eremitani, sezione archeologica:
stele di Ostiala Gallenia con tre personaggi su biga (I
sec. a.C.)/arheološki oddelek: stela Ostiala Gallenia
s tremi osebami na bigi (1. Stol. pr. Kr.)
katerih pogrebni simbol. Njihovi napisi
in ornamenti veliko povedo o življenju
Padovancev, in sicer lahko začnemo že
pri imenih: Pupone, 6. stol. pred Kr., Fugio Uposedio, 4. stol. pred Kr., Ostiala
Gallenia, 1. stol. pred Kr. Po prihodu v
severno Italijo so Rimljani najprej zgradili ceste in tako ustvarili stabilen sistem
cestnih povezav. Del sistema je bila tudi
cesta Annia, ki je Pataviuma povezovala z
mestom Adria in z osrednjo Italijo na jugu ter ter s središči severnega Jadrana na
severovzhodu. Na razstavi ročnih izdelkov, ki so bili najdeni vzdolž cestne trase,
lahko obiskovalec prehodi cesto Anni0,
in sicer od njene začetne točke na jugu do
cilja v Ogleju. Posebej bogata so pričevanja odseka, ki se je začel na južni strani
vstopil v mesto in potekal skozenj ter
nato obrnil proti vzhodu, v smeri lagune
in Jadranskega morja. Med vsemi najbolj
izstopa nagrobni spomenik osvobojenke
Claudie Toreuma, na katerem so tudi po
dva tisoč letih še vedno vidni ganljivi, v
latinščini zapisani verzi: «Jaz, Toreuma,
znana po številnih plesih, sem bila pred
dopolnjenim dvajsetim letom starosti
74 Via Annia
Via Annia 75
senza fine, alle tue grinfie maledette». A
testimonianza della floridezza di Patavium
romana sono anche i mosaici policromi che
dovevano decorare i pavimenti di lussuosi
edifici, le architravi, le colonne, i capitelli
del lapidario ospitato in uno dei chiostri del
convento degli Eremitani. Per completare il
racconto della storia di Padova antica non si
può prescindere, infine, dalla visita del Museo Bottacin presso Palazzo Zuckermann,
di fronte ai Giardini dell’Arena, che con le
sue collezioni numismatiche descrive l’introduzione e l’uso della moneta nel Veneto e
la vivacità degli scambi commerciali che da
sempre connotano questa regione.
tukaj pokopana. Po kratkem in srečnem
življenju, mi je uspelo pobegniti, o starost
neskončna, tvojim prekletim krempljem.»
O razcvetu rimskega Pataviuma pričajo
tudi večbarvni mozaiki, ki so verjetno
krasili tla razkošnih stavb, arhitrave, stebri in kapiteli v lapidariju, ki se nahaja
v enem od križnih hodnikov samostana
Eremitani. Nazadnje ne smemo prezreti
muzeja Bottacin, ki leži v bližini palače
Zuckermann, nasproti parka Arena, in
s svojimi numizmatični zbirkami priča
o uvajanju in uporabi denarja v Benečiji
ter o živahnem trgovanja, ki že od nekdaj
odlikuje to regijo.
QUARTO D’ALTINO
località Altino
QUARTO D’ALTINO
kraj Altino
MUSEO ARCHEOLOGICO
NAZIONALE DI ALTINO e
AREA ARCHEOLOGICA
NARODNI ARHEOLOŠKI
MUZEJ V ALTINU in
ARHEOLOŠKO OBMOČJJE
Sia gli scavi archeologici, sia le fotografie aeree e da satellite dimostrano che l’impianto
urbano di Altino doveva essere percorso da
canali attraversabili grazie a ponti e traghetti,
Tako arheološka izkopavanja kot tudi
letalski in satelitski posnetki dokazujejo,
da je bila urbana površina najverjetneje
prepredena s kanali, ki jih je bilo mogoče
prečkati čez mostove ali s pomočjo splavov. Ob kanalih so bili pristani, pomoli in
bankine, ki so že tedaj nakazovali na to,
kar so nekaj stoletij pozneje postale Benetke. Poleg tega so se tukaj že nahajale
vse zgradbe, ki so značilne za rimsko mesto: forum, bazilika, gledališče, amfiteater.
Nič od naštetega še ni bilo raziskano, izjema pa je le severovzhodna mestna četrt,
kjer je do avgustejske dobe deloval kanal
s pristanom. Tega so zaradi izgradnje tlakovane ceste, ob katero so bili sprva postavljeni tudi portiki, pozneje zasuli. Tu
se nahajajo ostaline zasebnih bivališč in
javnih zgradb ter številni ostanki južnih
vrat in dveh stolpov, ki so predstavljali vhod v mesto. Ta je imel sprva dvojno
vlogo - vrata in pristan -, kar potrjuje, da
Quarto d’Altino, Museo Archeologico Nazionale:
ingresso/vhod
Quarto d’Altino, Museo Archeologico Nazionale: parte del percorso espositivo/del razstave
dotati di approdi, moli e banchine ad anticipare quella che sarà Venezia molti secoli
dopo; allo stesso tempo la città era dotata
di tutti quegli edifici che caratterizzano una
città romana quali il foro, la basilica, il teatro,
l’anfiteatro: di tutte queste imponenti architetture nulla è ancora stato scavato se non il
quartiere nord-orientale dove fu attivo, sino
all’età augustea, un canale con approdo in
seguito colmato per la realizzazione di una
strada basolata, in origine porticata, e dove vi
rimangono i resti di residenze private, di un
edificio pubblico e dei resti, più consistenti,
della porta settentrionale a corte centrale
e due torri, ingresso monumentale per chi
entrava in città e che nella sua fase originaria si presentava come una porta-approdo a
conferma della duplice fisionomia, terrestre
e marittima, che Altino doveva offrire ai suoi
visitatori. In attesa dell’apertura della nuova
sede museale che sarà inaugurata a breve, il
Museo Archeologico Nazionale di Altino
presenta oggi al pubblico solo una selezione limitata dei numerosissimi monumenti
e manufatti messi in luce a partire dall’800,
testimonianze materiali che ci raccontano
la storia di una delle più antiche, ricche e
je Altino svojim obiskovalcem ponujalo
tako kopenski kot pomorski značaj. V
pričakovanju skorajšnjega odprtja novega sedeža muzeja, si javnost v Državnem
arheološkem muzeju Altina danes lahko
ogleda le omejeno zbirko številnih spomenikov in ročnih izdelkov, ki so bili odkriti
od 19. stol. dalje. Ta materialna pričevanja
Altino, area archeologica: pavimentazione a mosaico
di una domus con pantera che beve da un corno
arheološko območje: z mozaikom prekrtia tla enega
od domusov, na katerih je upodobljen panter, ki pije
iz roga
76 Via Annia
Via Annia 77
ALTINO
Quarto d’Altino, Museo Archeologico Nazionale: il giardino con elementi architettonici e resti di un mausoleo
funerario/vrt z arhitekturnimi elementi in ostalinami pogrebnega mavzoleja
importanti città dell’Alto Adriatico. A documentare la ricchezza della città e dei suoi
abitanti sono innanzitutto i monumenti funerari del tipo a mausoleo, le stele a pseudoedicola che raffigurano i ritratti dei defunti
secondo una tradizione che si riscontra soprattutto nelle necropoli del Veneto romano, gli altari cilindrici e ottagonali, tipologia
caratteristica dell’area altinate. Numerosi
sono poi gli elementi lapidei, i capitelli, le
meridiane, gli altari che si possono ammirare
sin dalla visita della prima sala e che documentano la ricchezza degli edifici pubblici
anche di culto mentre due mosaici bicromi,
bianco-neri, a tessere lapidee testimoniano la
ricchezza delle pavimentazioni degli edifici.
Proseguendo nella visita si segnalano due
statue acefale di Giganti, i cosiddetti Tritoni, che dovevano coronare la sommità di un
monumento funerario della necropoli che si
organizzava a sud-ovest della città e che era
attraversata dalla via Annia, una statua di Sileno in marmo, alcune teste ritratto sempre
da ricondurre a stele o monumenti funerari,
un ritratto femminile di età flavia.
pripovedujejo zgodbo o enem od najstarejših, najbogatejših in najpomembnejših
severnojadranskih mest. O bogastvu mesta
in njegovih prebivalcev govorijo predvsem
nagrobni spomeniki v obliki mavzoleja,
edikulam podobne stele s portreti pokojnikov, izdelanimi v skladu s tradicijo, ki je
značilna predvsem za rimske nekropole v
Benečiji, ter za to okolje značilni cilindrični in osmerokotni oltarji. Številni so tudi
kamniti elementi, kapiteli, sončne ure in
oltarji, ki si jih lahko ogledamo v prvi dvorani in pričajo o bogastvu javnih in tudi
kultnih stavb, medtem ko dva črno-bela
mozaika iz kamnitih vstavkov pričata o
bogatih tlakovanjih v notranjosti zgradb.
V nadaljevanju si lahko ogledamo brezglava kipa velikanov Tritonov. Kipa sta se
najverjetneje nahajala na vrhu spomenika
nekropole, ki je ležala v jugozahodnem
delu mesta in jo je prečkala cesta Annia,
marmorni kip Silena, nekaj portretnih
glav, ki jih je mogoče pripisati stelam ali
nagrobnim spomenikom. Izjema je le ženski portret, ki izhaja iz flavijevske dobe.
Intorno al XI-X sec. a.C. lungo
il margine settentrionale della
laguna di Venezia, in un
ambiente caratterizzato da
corsi fluviali, il Sile e lo Zero,
canali, paludi e barene, si
sviluppò un insediamento che
proprio per la sua posizione
strategica in prossimità di vie
di terra e d’acqua fu vitale sino
al VII sec. d.C., caratterizzandosi
come centro mercantile e
santuariale. Dei centri del
Veneto antico è uno dei pochi
a non essere a continuità di
vita e questo ha permesso agli
studiosi di ricostruire il suo
impianto urbano sulla base
delle fotografie aeree e da
satellite. Se, da un lato, la
particolare posizione del sito
fu propizia per gli scambi
commerciali indirizzati verso il
nord Europa e verso il
Mediterraneo grazie alle rotte
e agli scali marittimi che
interessavano tutto l’Alto
Adriatico, dall’altro essa
influenzò anche
l’organizzazione del villaggio
dei Veneti antichi e, in seguito,
della città romana. Difficile
ricostruire la fisionomia
dell’Altino più antica; certo è
che nel VI sec. a.C. due
santuari, posti a nord, in
località Canevere, e a sud
dell’abitato, in località Fornace,
sono ampiamente frequentati,
in particolare il santuario
meridionale dove era venerata
una divinità dal cui nome
derivò quello dell’abitato:
Altno-Altino. Dei rapporti che
questo santuario e Altino
ebbero con il mondo greco,
magnogreco, celtico,
centroitalico ed etrusco, sono
testimoni il numero e la
qualità degli oggetti votivi
tanto da farci pensare che
fosse il principale scalo
marittimo dei Veneti. Ma allo
stesso tempo, tra i
rinvenimenti, numerosi sono
anche i resti sacrificali di
numerosi cavalli a confermare
quello che ci raccontano le
fonti a proposito dei sacrifici
equini praticati dai Veneti in
onore di Diomede. Con la
stesura della via Annia, a cura
del console del 153 a.C. Tito
Annio Lusco o forse meglio
del pretore del 131 a.C., che,
provenendo da Padova,
toccava Altino per poi
proseguire verso Concordia e
Aquileia, prese avvio la
romanizzazione del centro
lagunare che si materializzò da
subito attraverso la
regimentazione delle acque e
la bonifica dei terreni. Tra il 49
e il 42 a.C. Altino, diventata
municipium ottenendo la
cittadinanza romana, continua
a mantenere il ruolo di
La pianta di Altinum romana desunta da telerilevamento/Zemljevid rimskega mesta Altinum, izdelan s omočjo
daljinskega zaznavanja
78 Via Annia
Via Annia 79
Altino: veduta di una delle due aree archeologiche/pogled na eno od
dveh arheoloških območij
principale porto dell’Alto
Adriatico tanto da essere
messo in collegamento con
tutti gli scali tra Ravenna e
Aquileia attraverso lagune e
canali interni che
permettevano la navigazione
in ogni stagione; d’inverno
infatti per gli antichi il mare
era clausum, chiuso ovvero
interdetto alla navigazione.
Okoli 11. - 10. stoletja pr. Kr. se
je ob severnem robu beneške
lagune, na območju, kjer sta
tekla rečna tokova rek Sile in
Zero, in kjer so se nahajali
kanali, močvirja ter sipine,
razvilo naselje, ki je zaradi
svoje strateške lege v
neposredni bližini kopenskih in
vodnih poti živelo vse do 7.
stol. po Kr. stoletja po našem
štetju, poleg tega pa je bilo
tudi trgovsko in versko
središče. Je eno redkih središč
antične Benečije, ki ni ohranilo
kontinuitete življenja, to pa je
znanstvenikom omogočilo, da
so s pomočjo letalskih in
satelitskih posnetkov
rekonstruirali takratno
postavitev mesta. Lega mesta
je bila po eni strani ugodna za
trgovanje s severno Evropo in
Sredozemljem, kar so
omogočile poti in pristanišča,
ki so bila zanimiva za celotno
severnojadransko območje,
po drugi strani pa je to
vplivalo tudi organiziranost
naselja starodavnih Venetov in
pozneje na organiziranost
samega rimskega mesta.
Podobo Altina v njegovih
prvih letih obstoja je težko
rekonstruirati. Znano je
dejstvo, da sta bili v 6. stol. pr.
Kr. zelo obiskani dve svetišči.
Eno se je nahajalo severno od
naselja, v kraju Canevere,
drugo pa južno, v kraju
Fornace. Bolj obiskano je bilo
južno svetišče, kjer so
prebivalci častili božanstvo, po
katerem je mesto dobilo svoje
ime: Altno -Altino. O odnosih, ki
sta ga to svetišče in mesto
Altino imela z grškim,
velikogrškim, keltskim,
centralnoitalskim in
etruščanskim svetom, pričata
veliko število in kakovost
votivnih predmetov, na podlagi
tega pa je mogoče sklepati, da
je to bilo glavno pristanišče
Venetov. Najdeni so bili tudi
številni ostanki žrtvenih konjev,
kar potrjuje navedbe virov, ki
pravijo, da so za Veneti za časa
Diomeda žrtvovali konje. Ko
se je leta 153 pr. Kr. na
zahtevo konzul Titus Annius
Luscus oz. leta 131 pr. Kr. na
zahtevo pretorja zgradila Via
Annia, ki je potekla skozi
Padovo in segala vse do Altina
ter nato nadaljevala proti
Concordii in Ogleju, se je
začela romanizacija lagunskega
središča, ki se je takoj
uresničila z urejanjem
vodotokov ter melioracijo
ozemlja. Med letoma 49 in 42
pr. Kr. je Altino postal
municipium in tako pridobil
rimsko državljanstvo, še naprej
pa je ohranjal vlogo glavnega
severnojadranskega pristanišča.
Z vsemi pristanišči od
Ravenne do Ogleja so ga
povezovale lagune in notranji
kanali, ki so omogočali plovbo
v vseh letnih časih. V antiki je
bilo pozimi namreč morje
zaprto oziroma neprimerno
za plovbo.
Altino: pavimentazione a mosaico di una domus con raffigurazione
centrale di un kantharos in tessere vitree policrome/mozaična tla
domusa. V sredini je upodobljen kantharos, ki je sestavljen iz večbarvnih
steklenih ploščic
CONCORDIA SAGITTARIA
AREE ARCHEOLOGICHE
Concordia Sagittaria: cortile della cattedrale con
resti archeologici/dvorišče katedrale z arheološkimi
ostalinami
Il toponimo antico di Iulia Concordia sta
a indicare la sua fondazione nel 42 o nel
40 a.C. mentre quello moderno tradisce
quello antico con il riferimento anche alla
presenza di una fabbrica di frecce, sagitte,
attiva nel centro concordiese: si tenga conto
che il sito poteva essere facilmente rifornito
di ferro dal Norico attraverso un strada che
per compendium raggiungeva direttamente
quella provincia. Il sito di Concordia dovette essere comunque frequentato anche
prima dell’arrivo dei Romani, come testimoniato in particolare da alcuni manufatti
rinvenuti nel tempo ma grazie soprattutto
a una attenta rilettura dei dati geomorfologici e di quelli di scavo: anche in questo caso, come altri del Veneto preromano
e romano, gli studiosi hanno ricostruito
l’impianto dell’antico insediamento come
una sorta di città-isola circondata da fiumi.
Dei resti archeologici che testimoniano la
vitalità di Concordia, scendendo al di sotto
della Cattedrale che si affaccia su piazza
ARHEOLOŠKA OBMOČJA
Starodavno ime Iulia Concordia pripisujejo času njene ustanovitve oziroma letu
42 ali 40 pr. Kr., medtem ko se sodobno
poimenovanje nanaša na čas, ko so v središču Concordie izdelovali puščice. Upoštevati moramo dejstvo, da se je ta kraj brez
težav oskrboval z železom iz Norika, in
sicer po cesti, ki je per compendium vodila neposredno do te pokrajine. Naselbina
Concordia je bila najverjetneje poseljena
že pred prihodom Rimljanov, kar razkrivajo nekateri ročni izdelki ter še posebej
skrbno preučevanje geomorfoloških podatkov in izkopanin. Tako kot v drugih
primerih preučevanja predrimske in rimske Benečije so raziskovalci tudi tokrat
poustvarili podobo starodavnega mesta,
ki naj bi bilo nekakšen z rekami obdan
otok. Arheološke ostaline, ki pričajo o
vitalnosti Concordie, si lahko ogledamo v
prostorih pod katedralo. Ta gleda na trg
Cardinal Costantini, v njej pa se nahajajo
ostaline, ki naj bi nekoč pripadale enemu
od odsekov ceste Annia, in sicer odseku s
skladišči, zgrajenimi v prvih stoletjih obstoja cesarstva, ter ostaline najstarejšega
kompleksa Bazilike Apostolorum. Severno
od Bazilike Apostolorum najdemo ostanke
mestnega obzidja, ki je imelo številna mestna vrata, od katerih so se do danes ohranila samo severna, ogledamo pa si lahko
tudi ostaline termalnega kompleksa. Mesto je bilo razdeljeno na četrti, ki so bile
med seboj ločene s pravokotnimi ulicami.
Na stičišču ulic Via Claudia in 8 marzo si
je mogoče ogledati ostanke stavbe Domus,
ki je pripadala rodbini Signini. Takšno
ime je dobila zaradi številnih tlakovanj,
ki so bila izdelana s pomočjo z malto pomešane drobljene opeke. To so zmotno
poimenovali opus signinum, obiščemo pa
lahko tudi kraj, kjer se je v antičnih časih
nahajalo rimsko gledališče. O njegovem
80 Via Annia
Cardinal Costantini, si possono ammirare quelli riconducibili a un tratto della via
Annia, un settore dei magazzini risalenti ai
primi secoli dell’impero, ma soprattutto i
resti del più antico complesso della Basilica
Apostolorum. A settentrione della Basilica
Apostolorum si trovano invece i resti di un
tratto delle mura urbiche che cingevano la
città, mura che si aprivano attraverso una
serie di porte di cui si conserva quella settentrionale, e quelli di un complesso termale. La città aveva un impianto regolare, organizzato in isolati definiti da strade tra di
loro perpendicolari: delle abitazioni ed edifici pubblici di Concordia si possono oggi
visitare, all’incrocio tra via Claudia e via 8
marzo, i resti della Domus dei Signini, il cui
nome è stato suggerito agli scopritori dal
tipo di pavimentazioni realizzate attraverso
l’impiego di cocciopesto mescolato a malta, detto impropriamente opus signinum, e
lo spazio anticamente occupato dal teatro
romano il cui perimetro oggi è ricalcolato
da una siepe in bosso. Dall’area del teatro
raggiungendo via San Pietro si trovano infine i resti del Ponte romano su cui passava
la via Annia al suo ingresso in città, strada che aveva come capolinea meridionali
Adria e il Po e che metteva in collegamento
Padova, Altino, la stessa Concordia per poi
dirigersi verso l’importante centro portuale
di Aquileia.
Non lontano da Concordia Sagittaria...
Via Annia 81
Concordia Sagittaria: pavimento in mosaico riferibile
alle fasi più antiche della Basilica Apostolorum
z mozaikom prekrita tla, ki najverjetneje segajo
v najantičnejše obdobje bazilikalnega kompleksa
Basilica Apostolorum
obsegu nam priča pušpanova živa meja.
Če se od gledališča pomaknemo v ulico
San Pietro, si lahko nazadnje ogledamo še
ostanke rimskega mostu, čez katerega je
Via Annia potekala do mesta. Cesta se je
na jugu končala v mestu Adria in na reki
Pad, povezovala pa je Padovo, Altino in
samo Concordio ter se je nato usmerila
proti najpomembnejšemu pristaniškemu
mestu, Ogleju (Aquilea).
fiume Lemene, ma anche perché ospita il
Museo Nazionale Concordiese, il primo ad
essere stato realizzato in Veneto e uno dei
più antichi d’Italia: un nucleo delle collezioni venne raccolto infatti già verso la fine
del Settecento grazie all’opera della famiglia
Muschietti. Ed è proprio questo il fascino
del Museo Concordiese in quanto ancora
oggi conserva, in alcune sue sezioni, il fascino dell’approccio collezionistico dell’epoca
dotandosi, al contempo, di tutti i moderni
apparati didattico-espositivi. Particolarmente suggestivo è anche l’edificio in cui ha
sede il museo in quanto costruito a forma
di basilica così da richiamare, negli spazi e
nelle architetture, la più antica cristianità di
Concordia. Nell’atrio e nelle tre navate sono
esposti soprattutto materiali lapidei, elementi architettonici, stele funerarie, ritratti,
mentre nella navata centrale, a pavimento,
sono esposti tre mosaici in tessellato tra cui
spicca quello policromo, rinvenuto durante
gli scavi di una domus di Iulia Concordia che
rappresenta il tema mitologico ben noto
delle tre Grazie. In una sala vicino all’en-
ke Lemene. Poleg tega lahko tukaj obiščemo tudi Narodni muzej Concordie, ki
je prvi v deželi Benečiji in eden najstarejših v Italiji, za kar se gre zahvaliti družini
Muschietti, ki je del zbirke predala že ob
koncu 18. stol. Muzeju v Concordii daje
čar prav dejstvo, da v nekaterih delih še
vedno ohranja očarljivost zbirateljskega
pristopa tistega časa, obenem pa razpolaga z vso moderno izobraževalno-razstavno opremo. Še posebej zanimiva je
stavba, v kateri se nahaja sedež muzeja.
Zgrajena v obliki bazilike, ki s svojo
prostorsko ureditvijo in arhitekturnimi
značilnostmi obuja najstarejše krščanstvo
Concordie. V atriju in v treh ladjah so v
glavnem razstavljeni kamnoseški izdelki, arhitekturni elementi, nagrobniki in
portreti, medtem ko so v glavni ladji na
tleh razstavljeni trije sestavljeni mozaiki,
med katerimi izstopa večbarvni, ki je bil
najden med izkopavanji domusa v kraju
Iulia Concordia in predstavlja znano mitološko tematiko treh Gracij. V dvorani
ob vhodu lahko občudujete tudi deko-
Nedale od Concordia Sagittaria...
PORTOGRUARO
MUSEO NAZIONALE
CONCORDIESE
NARODNI MUZEJ V
CONCORDII
Dopo la visita di Concordia Sagittaria non
si può prescindere da quella della vicina Portogruaro, non solo per le attrattive del centro
cittadino e del relativo porto fluviale sorto
già a partire dal Medioevo lungo le rive del
Po obisku Concordie Sagittarie ne smemo pozabiti na Portogruaro, kjer si lahko ogledamo njegovo znamenito mestno
središče in rečno pristanišče, ki je bilo že
v srednjem veku zgrajeno ob bregovih re-
Portogruaro, Museo Nazionale Concordiese: veduta dall’alto della sala principale/glavna dvorana iz ptičje perspektive
82 Via Annia
Via Annia 83
rativne elemente javnih
trata si possono ammirare
in zasebnih zgradb ter
inoltre elementi decorativi
številne na tem območju
degli edifici pubblici e prinajdene kovance. V zgorvati e una serie di monete
njem nadstropju muzeja
rinvenute nel territorio. Al
so razstavljeni predrimpiano superiore del Museo
ski in rimski eksponati,
sono esposti invece mateki pripadajo zbirkam loriali preromani e romani
kalnih zbirateljev ali so
provenienti da raccolte di
bili najdeni med izkopacollezionisti locali e dagli
vanji, ki jih je v 19. stol.
scavi condotti da Dario
izvedel Dario Bertolini,
Bertolini nel XIX secoogledamo pa si lahko tulo, nonché una selezione
Portogruaro, Museo Archeologico
dei numerosissimi reper- Concordiese: altare funerario a edicola di zbirko številnih najdb
z območja Concordie, ki
ti concordiesi presentati con ritratto dei defunti (I sec. d.C.)
nagrobni glavni oltar s portretom
so razvrščene po material pubblico secondo una preminulih (1. Stol. po Kr.)
alih: steklo, dragi kamni,
suddivisione per classi, veokrasi iz jantarja, oljenke. Vse to pripotri, gemme, ornamenti in ambra, lucerne a
veduje o nekaterih pomembnih vidikih
testimoniare alcuni aspetti significativi della
vsakdanjega življenja v antiki.
vita quotidiana antica.
AQUILEIA
OGLEJ
AREE ARCHEOLOGICHE
ARHEOLOŠKA OBMOČJA
Le ininterrotte ricerche susseguitesi ad
Aquileia dall’ultimo scorcio del XIX secolo
a oggi hanno portato alla luce una significativa porzione dell’antico tessuto urbano,
con i suoi monumenti pubblici, i quartieri
residenziali, le zone produttive e le aree cimiteriali. Nel cuore della città antica, lungo l’asse principale di attraversamento in
senso nord-sud (cardine massimo), forse
coincidente con il tracciato urbano della via
Postumia, si apre lo spazio forense, l’ampia
piazza a pianta rettangolare, racchiusa da
un grandioso portico colonnato, che costituiva il centro nevralgico della città con i
relativi edifici pubblici e botteghe. A sud
del foro rimangono i resti della basilica civile, probabilmente eretta in età augustea,
un vasto ambiente a triplice navata sede di
attività giudiziarie e delle grandi adunanze cittadine. Superati il foro e la basilica,
Neprekinjena raziskovanja, ki so v Ogleju potekala vse od zadnjih let 19. stol.
stoletja do danes, so razkrila pomemben
del antičnega mestnega tkiva kot so javni
spomeniki, stanovanjske površine, proizvodna območja in pokopališča. V osrčju
starega mestnega jedra, ob glavni cestni
osi, ki poteka v smeri sever-jug (glavni
kardo), ki morda sovpada z mestno traso
ceste Via Postumia, se odpira forum, velike pravokotni trg, obdanega z veličastnim
stebriščem portika, ki je s svojimi javnimi stavbami in trgovinami predstavljal
glavni center mesta. Južno od foruma
se nahajajo ostanki civilne bazilike, ki je
bila najverjetneje zgrajena v avgustejski
dobi. Gre za velik prostor s tremi ladjami, ki je bil sedež pravosodnih dejavnosti
in velikih mestnih shodov. Ko se mimo
foruma in bazilike sprehodimo po ulici
lungo la via Giulia Augusta s’incontra un
grande mausoleo del tipo con cella funeraria a dado sormontata da edicola cilindrica
contenente la statua acefala del defunto.
L’imponenza del monumento, originariamente ubicato ad alcuni chilometri da
Aquileia lungo la via Gemina, fa credere
che si tratti di un personaggio pubblico di
alto rango. A non molta distanza dal foro
sorgeva lo scalo portuale, oggi raggiungibile grazie alla cosiddetta “Via Sacra”, la piacevole passeggiata archeologica moderna
realizzata ricalcando l’antico percorso del
corso d’acqua originato dalla confluenza
del Natisso con il Turro, odierni Natisone
e Torre. Il percorso è punteggiato da elementi architettonici e materiali epigrafici
relativi alle strutture portuali. In funzione
sin dall’epoca repubblicana, l’impianto portuale fu monumentalizzato nel I sec. d.C. e
dotato di banchine con ormeggi e approdi.
Il molo era fiancheggiato da magazzini
per il deposito delle merci che risalivano
il fiume alla volta della città. Aquileia fu
infatti uno dei più importanti scali fluviali del mondo antico, punto ideale per gli
Aquilieia: veduta del foro/pogled na forum
Aquilieia: quartiere portuale/pristaniška četrt
Giulia Augusta, srečamo velik mavzolej
z mrliško celico kockaste oblike, na katero je nameščena cilindrična edikula z
brezglavim kipom pokojnika. Veličasten
spomenik, ki se je sprva nahajal nekaj
kilometrov od Ogleja, in sicer vzdolž ce-
84 Via Annia
Via Annia 85
in zunaj republikanskega obzidja. Tukaj
si lahko ogledamo prestižne domove, ki
so jih uporabljali med 1. in 4. stol. po Kr.
in so imela razkošne sprejemne prostore,
prekrite z večbarvnimi mozaičnimi tlaki.
Prav to je ena od posebnosti, ki so sloves
Ogleja ponesle v svet. Nekateri deli dvojnega poznoantičnega obzidja iz 4. stol. in
trgovski objekti, ki se nahajajo za njimi,
so vidni v jugozahodnaem delu mesta
(Fundacija Pasqualis). Zunaj mestnega
obzidja se na na obeh straneh manjše poti, ki se začne na območju foruma in vodi
proti zahodu, nahaja območje grobnic
(1. - 4/5. stol. po Kr.), ki je sestavljeno iz
ograjenih žarnih in skeletnih grobov. Ti
ležijo v sarkofagih, ki najverjetneje pripadajo članom nekaterih najbolj uglednih
oglejskih družin.
Aquileia: area archeologica di Fondo Pasqualis/arheološko območje Fondo Pasqualis
scambi commerciali e snodo itinerario fondamentale in direzione del Nord e dell’Est
europei. Le aree archeologiche dei Fondi
Cossar e CAL restituiscono al visitatore
un’immagine complessiva dei quartieri residenziali sorti all’interno e all’esterno della
cinta muraria repubblicana, con le relative prestigiose abitazioni, in uso fra il I e
il IV sec. d.C., dotate di sfarzosi ambienti
di rappresentanza riccamente rivestiti di
tappeti musivi per lo più policromi, una
delle singolarità che hanno reso celebre
nel mondo Aquileia. Alcuni tratti della
doppia cinta muraria tardoantica, risalente
al IV sec., con retrostanti strutture a destinazione mercantile, sono visibili nella
parte sud-occidentale della città (Fondo
Pasqualis). All’esterno delle mura urbiche,
lungo ambedue i lati di una via secondaria
in partenza dalla zona del foro e diretta
a occidente si dispone un’area sepolcrale (I-IV/V sec. d.C.) costituita da recinti
funerari con incinerazioni e inumazioni in
sarcofago riferibili ai membri di alcune fra
le famiglie aquileiesi più in vista.
ste Via Gemina, naj bi bil posvečen javni
osebnosti z visokega položaja. Nedaleč
od foruma se je nahajalo pristanišče, do
katerega je danes mogoče priti po poti z
imenom “Via Sacra”, tj. prijetnem modernem arheološkem sprehajališču, ki
spominja na starodavni vodotk sotočja
rek Natisso in Turro, danes poznanih pod
imenoma Natisone (Nadiža) in Torre
(Ter). Ob poti so nanizani arhitekturni
elementi in epigrafski materiali, ki zadevajo pristaniške strukture. Pristanišče je
delovalo že v republikanski dobi, v 1. stol.
po Kr. pa so ga opremili še z bankinami
s privezi in z doki. Ob pomolu so se nahajala skladišča za odlaganje blaga, ki je
po reki prispelo v mesto, saj je bil Oglej
eno najpomembnejših rečnih pristaniščih
antičnega sveta in torej idealen kraj za
trgovanje, poelg tega pa je bil tudi pomembno vozlišče poti, ki so vodile proti
severnim in vzhodnim evropskim deželam. Arheološki območji fundacij Cossar
in CAL nudita obiskovalcu celovito sliko
stanovanjskih sosesk, zgrajenih znotraj
Aquileia, sepolcreto: particolare di un recinto
funerario/grobišče: pokopališko obzidje
AQUILEIA/OGLEJ
Quando nel 452 d.C. gli
Unni di Attila la espugnano,
volge definitivamente al
termine la parabola di
Aquileia, città di frontiera e
porto d’ingresso all’Adriatico,
crocevia di direttrici terrestri
e marittime, che grazie al suo
ruolo di “cerniera” fra la
penisola italiana e l’Europa
continentale, i Balcani, l’Illirico,
fu uno dei centri più
importanti dell’Impero
romano e mantenne saldo
il suo primato per oltre sette
secoli. Dedotta come colonia
di diritto latino nel 181 a.C.
sotto la guida di Manlio
Acidino, Scipione Nasica
e Gaio Flaminio, tre
magistrati cui sono
strettamente legate le sorti
del processo di penetrazione
romana nell’Italia
settentrionale, era stata
voluta dal Senato con la
duplice funzione di presidio
militare a controllo delle
popolazioni esterne che
premevano sul confine
orientale e di avamposto
per i nuovi progetti
espansivi verso l’area
balcanico-danubiana.
Di lì a pochi decenni, in
virtù della sua posizione
strategica, la città diviene
un nodo viario di primaria
importanza grazie alla via
Postumia, aperta nel 148
a.C., che in partenza da
Genova tagliava
obliquamente la Padania
dal versante ligure tirrenico
a quello adriatico per
giungere infine al capolinea
di Aquileia, e grazie alla via
Annia, tracciata verso la metà
del II sec. a.C., forse da
quello stesso Annio Lusco
Museo Archeologico Nazionale
di Aquileia: applique di bronzo
raffigurante un Vento (forse
Boreas) in atto di soffiare (II-I
sec. a.C.)/bronasti applique, ki
upodablja enega od vetrov
(morda Boreasa), medtem ko
piha (2. – 1. stol. pr. Kr.)
86 Via Annia
che con due colleghi guida
nel 169 a.C. un secondo
movimento coloniario per
“irrobustire” il neonato
insediamento.
Acquisito lo status di
municipium dopo poco meno
di un secolo dalla fondazione,
nell’arco di duecento anni
conosce un notevole
sviluppo urbanistico e sale
gradatamente d’importanza
in ragione della spiccata
connotazione commerciale
che le deriva dalla presenza
del grande porto fluviale
lungo il Natisone,
perfettamente organizzato
e dotato di servizi, terminale
e contemporaneamente
punto di smistamento di
materie prime e prodotti
finiti. Del benessere e della
qualità di vita raggiunta
rendono testimonianza le
strutture pubbliche (il foro,
la basilica, l’anfiteatro, le
terme, il porto) e l’edilizia
privata, caratterizzata da
importanti domus con
dotazioni e arredi di pregio.
La riorganizzazione
amministrativa voluta da
Augusto eleva Aquileia allo
status di capoluogo della
regione X Venetia et Histria.
Il ruolo di postazione militare
avanzata non verrà mai
meno e nel tempo la città
ospita spesso
movimentazioni di truppe e
visite imperiali o subisce
assedi: accoglie gli
accampamenti di Cesare
durante la contrapposizione
agli Elvezi e gli offre più volte
soggiorno nelle operazioni
di conquista della Gallia;
Ottaviano la conferma come
punto d’appoggio essenziale
nella lotta contro Istri,
Pannoni e Dalmati. Vi farà
tappa anche Marco Aurelio
durante le sue campagne
militari. Aquileia diviene
poi teatro della morte di
Massimino il Trace, in marcia
Via Annia 87
su Roma dalla Pannonia,
ucciso dalle sue stesse
truppe mentre senza
successo cingeva d’assedio
la città. È poi la volta di nuovi
assedi con Costantino,
durante la guerra civile,
e con Giuliano l’Apostata.
Prima di arrendersi
definitivamente agli Unni,
la città continua, grazie al
porto e alla grandiosa e
inespugnabile cinta muraria,
il suo processo espansivo e
mantiene sempre altissimo
il tenore di vita e con esso
il primato di una delle
maggiori metropoli d’Italia
e dell’impero. Nell’affermarsi
del Cristianesimo e nel
consolidarsi della comunità
dei fedeli e di una Chiesa
gerarchicamente strutturata
Aquileia vede, infine,
un ulteriore elemento
propulsivo al rinnovamento
urbano, che prende
esemplarmente corpo nel
Museo Archeologico Nazionale
di Aquileia: statua marmorea
dal monumento funerario del
“Navarca” di Cavenzano (seconda
metà I sec. a.C.)/marmorni
kip z nagrobnika “Navarce” iz
Cavenzana (druga polovica 1.
stol. pr. Kr.)
celebre complesso basilicale
con i suoi splendidi mosaici,
dando continuità temporale
alla vita della città come
prestigiosa sede religiosa
e centro d’irraggiamento
del culto cristiano nella
sua progressiva acquisizione
di un vero e proprio potere
politico oltre che culturale.
Dal 1998 l’area archeologica
di Aquileia e la basilica
patriarcale sono iscritte
alla lista del patrimonio
mondiale UNESCO.
Leta 452 po Kr. so mesto
pod vodstvom Atile zavzeli
Huni, kar je pomenilo konec
zlate dobe Ogleja, mejnega
mesta in pristanišča z
dostopom do Jadranskega
morja, križišča kopenskih
in pomorskih linij, ki je
zahvaljujoč svoji vlogi
“torišča” med Italijanskim
polotokom in celinsko
Evropo, Balkanom in Ilirikom
bilo eno najpomembnejših
središč rimskega imperija in
je več kot sedem stoletij
trdno ohranjalo svojo moč.
Leta 181 pr. Kr. je bilo mesto
ustanovljeno kot kolonija
latinskega prava, in sicer pod
vodstvom Manliusa Acidinusa,
Scipia Nasice ter Caiusa
Flaminiusa, ki so zaznamovali
usodo rimskega prodiranja
v severno Italijo. Kolonija je
na zahtevo senata imela tako
vlogo vojaške zaščite, saj naj
bi nadzirala ljudstva, ki so od
zunaj pritiskala na vzhodno
mejo, kot tudi vlogo
postojanke pri novih
prodiranjih na področja
Balkana in Donave.
V nekaj desetletjih je mesto
zaradi svoje strateške lege
postalo primarnega pomena,
saj je bilo križišče poti Via
Postumia, zgrajene leta 148
pr. Kr., ki je iz Genove
poševno sekala Padanijo, in
od ligursko-tirenske do
jadranske obale, nazadnje pa
prispela do Ogleja, in ceste
Via Annia, ki jo je morda
okoli sredine 2. stol. pr. Kr.
začrtal sam Annius Luscus.
Ta je leta 169 pr. Kr. z dvema
sodelavcema vodil drugo
postavitev kolonije,
da bi tako “okrepil” tisto, ki
je šele nastala.
Po manj kot sto letih od
nastanka je kolonija pridobila
status municipiuma in v
dvesto letih doživela izjemen
urbani razvoj. Postopoma
je postajala pomembno
trgovsko mesto, k čemur
je pripomoglo veiko rečno
pristanišče, ki je ležalo vzdolž
reke Nadiže in je bilo
odlično opremljeno ter
je bilo poleg tega končna
postaja ter točka za
razvrščanje surovin in
končnih izdelkov. O blaginji
in kakovosti življenja, ki je
zavladala v mestu, pričajo
nekatere javne zgradbe
(forum, bazilika, amfiteater,
terme, pristanišče) in
zasebne gradnje, v katerih
se nahajajo domusi z
dragocenimi predmeti in
pohištvom. Avgustove
spremembe na področju
upravljanja so
Oglej spremenile v
prestolnico dežele X Venetia
et Histria. Mesto je še vedno
ostalo napredna vojaška
postojanka in pozneje je
večkrat gostilo premike
vojaških enot in cesarske
obiske, utrpelo pa je tudi
obleganja. Cezarju je med
bojem proti Helvetom in
med osvajanjem Galije nudilo
tudi možnost prenočevanja,
za Oktavijana pa je bilo
pomembna baza med bojem
proti Histrom, Panonom in
Dalmatom. Med svojimi
vojaškimi kampanjami se je
tukaj ustavil tudi Mark Avrelij,
med pohodom iz Panonije v
Rim pa je prav tu umrl
Maksimin Tračan, ki so ga
med neuspešnim obleganjem
Aquiliea: particolare del foro/podrobnost del foruma
mesta ubili lastni vojaki.
Mesto je nato v obdobju
državljanske vojne oblegal
Konstantin, pozneje pa še
Julijan Odpadnik. Zahvaljujoč
pristanišču in veličastnemu
ter nepremagljivemu obzidju
je mesto pred dokončno
predajo Hunom svoj širitveni
proces nadaljevalo, pri tem
pa je ohranjalo svoj izjemno
visok najvišji življenjski
standard ter ostajalo eno
največjih mest Italije in
cesarstva. Z uveljavitvijo
krščanstva ter s konsolidacijo
skupnosti vernikov in
hierarhično strukturirane
cerkve v Ogleju je mesto
končno začelo dobivati novo
gonilno silo svoje prenove.
Obnovijo se bazilika in njeni
čudoviti mozaiki, kar življenju
mesta daje časovno
kontinuiteto. Mesto je bilo
med drugim tudi prestižen
verski sedež in osrednje
vozlišče krščanskega čaščenja,
postopno pa je pridobivalo
tudi kulturno in politično
moč. Od leta 1998 sta
arheološko najdišče v Ogleju
in patriarhalna bazilika
vpisana na seznam
UNESCOVE svetovne
dediščine.
88 Via Annia
Via Annia 89
AQUILEIA
OGLEJ
MUSEO ARCHEOLOGICO
NAZIONALE DI AQUILEIA
NARODNI ARHEOLOŠKI
MUZEJ V OGLEJU
Erede della plurisecolare e tenace volontà
di preservare il passato della città, il museo
affonda le radici nel locale collezionismo
settecentesco e nelle prime realizzazioni
museali agli esordi del XIX secolo. L’ottocentesca villa Cassis Faraone e il suggestivo parco-giardino si offrono come
contenitori ideali d’ogni tipo di testimonianza connessa con la rilevanza culturale,
commerciale, artistica dell’antica Aquileia. L’esposizione si dipana fra gli ambienti
della dimora stessa, distribuiti su tre piani e dedicati ai più svariati aspetti della
quotidianità, l’Orto Lapidario riservato
ai monumenti funerari e agli splendidi
mosaici aquileiesi (Ratto di Europa, mosaico del “pavimento non spazzato”, mosaico con Trionfo di Nettuno dalle Grandi
Terme), la sezione conservante il relitto
dell’imbarcazione del II sec. d.C. rinvenuta nello scavo di una grande villa presso Monfalcone, e i nuovi spazi espositivi
ricavati dai magazzini, che comprendono
le sale illustranti la via Annia. Le preziose
collezioni di scultura occupano il piano
terra: alla ritrattistica, per lo più a destinazione funeraria, seguono alcune statue
di grandi dimensioni e quelle del ciclo
giulio-claudio, probabilmente
riferibili a un luogo di culto
imperiale in prossimità
Ta muzej je pravi naslednik večstoletne in
vztrajne želje po ohranitvi preteklosti mesta.
Njegove korenine najdemo v lokalnem zbirateljstvu osemnajstega stoletja in v prvih
muzejskih zbirkah iz začetka 19. stol. Vila
Cassis Faraone iz 19. stol. in slikovit park
že sama po sebi nudita idealno okolje za
vse vrste pričevanj o kulturni, gospodarski
in umetniški pomembnosti starodavnega Ogleja. Razstavna zbirka je shranjena
v prostorih samega dvorca, in sicer v treh
nadstropjih, posvečenih najrazličnejšim
vidikom vsakdanjega življenja. V vrtnem
lapidariju si lahko ogledamo nagrobne
spomenike in čudovite oglejske mozaike
(ugrabitev Evrope, mozaik “nepometenih
tal”, mozaik z zmagoslavjem Neptuna, ki
se je nahajal v velikih termah), v drugem
predelu pa najdemo ohranjene ostaline ladje iz 2. stol. po Kr., ki so bile najdene med
izkopavanjem velike vile v bližini Tržiča
(Monfalcone). Novi razstavni prostori, ki
se nahajajo v nekdanjih skladiščih, so posvečeni cesti Annii. Pritličje zasedajo dragocene zbirke skulptur: portreti (v glavnem nagrobni),
nekateri veliki kipi in kipi
julijsko-klavdijskega cikla.
Ti najverjetneje prihajajo
iz kakšnega cesarskega
središča, ki je bi namenjen čaščenju in se je nahajal v bližini foruma. Ogled
dopolnjujejo še nagrobni reliefi in skulpture sakralnega
ali okrasnega značaja. Zaradi
njihove zgodovinske vrednosti moramo omeniti
še dva spomenika: relief s
Aquileia, Museo Archeologico Nazionale: statuetta in
bronzo raffigurante un toro (I-II sec. d.C.)/bronasti kip
bika (1. – 2. stol. po Kr.)
Aquileia, Museo Archeologico Nazionale: statuetta di
bronzo raffigurante Minerva (I sec. d.C.)/bronasti kip
Minerve (1. stol. po Kr.)
Aquileia, Museo Archeologico Nazionale: stele
funeraria a bassorilievo raffigurante un fabbro ferraio
(II sec. d.C.)/reliefno izdelana nagrobna stela, ki
upodablja kovača (2. stol. po Kr.)
del foro. Una rassegna di rilievi funerari
e di sculture a carattere sacro, destinate al
culto o a scopi ornamentali, completa il
percorso. Per il loro valore storico meritano menzione ancora due monumenti: il
rilievo raffigurante la fondazione di una
città, forse allusivo ad Aquileia stessa, e l’iscrizione che ricorda il triumviro Manlio
Acidino, responsabile della deduzione
coloniaria nel 181 a.C. Nota per il suo artigianato artistico, Aquileia è stata luogo
di produzione di numerose categorie di
manufatti pregiati, presentati nel secondo
piano con una vasta campionatura. Si comincia con le gemme in pietra dura, che
fanno della città un centro manifatturiero
fra i più rilevanti dell’Italia centro-settentrionale, esportatore verso i paesi romanizzati d’Oltralpe; si passa poi ai vetri
riconducibili a officine specializzate nella
lavorazione di recipienti e contenitori di
ogni tipo, talora superbamente raffinati. In
questa parte del percorso un nucleo d’importanti manufatti rievoca i culti praticati
da una popolazione eterogenea per provenienza e cultura, com’è lecito attendersi
da una città che la posizione geografica
e il ruolo di scalo commerciale pongono
a cerniera fra Occidente e Oriente. Fra
altri reperti, l’avvento del cristianesimo è
ben esemplificato dal raro lampadario di
bronzo proveniente dall’antico Episcopio. L’ultimo piano apre una finestra sugli
aspetti dell’ornamentazione personale e
prikazom ustanovitve mesta, ki se morda
nanaša na sam Oglej, in napis, ki spominja
na triumvira Manlia Acidina, odgovornega za upravljanje kolonije leta 181 pr. Kr.
V Ogleju, ki je bil znan po svoji umetniški
obrti, so se izdelovale številne vrste dragocenih predmetov, ki so danes razstavljeni
v drugem nadstropju. V glavnem gre za
geme iz trdega kamna, Oglej pa je bil eno
od njihovih najpomembnejših proizvodnih
središč v vsej severni Italiji in je geme izvažal tudi v romanizirane dežele na drugi
strani Alp. Sledijo izdelki iz stekla, ki naj
bi se izdelovali v specializiranih delavnicah,
kjer so izdelovali različne ter včasih tudi zelo
prestižne posode in vsebnike. Tukaj je razstavljena tudi vrsta pomembnih predmetov,
ob katerih je mogoče podoživeti različne
kulte, ki jih je izvajalo tako po poreklu kot
po izvoru nehomogeno ljudstvo, kar je bilo
seveda posledica geografske lege mesta in
trgovskega središča na stičišču med vzhodom in zahodom. Med drugimi najdbami
najdemo tudi redek bronasti lestenec iz
antične škofije, ki dobro ponazarja prihod
krščanstva. V zadnjem nadstropju si lahko
ogledamo številne predmete iz najrazličnej-
Aquileia, Museo Archeologico Nazionale: stele
funeraria a edicola in calcare con ritratti femminili
(I sec. d.C.)/nagrobnik v obliki edikule iz apnenca s
portreti žena (1. stol. po Kr.)
90 Via Annia
Via Annia 91
dell’abbigliamento, con oggetti realizzati
grazie a svariate tecniche e materie prime.
Fra queste ultime, l’ambra baltica rappresenta in piena età imperiale (I-II sec. d.C.)
una delle maggiori produzioni artistiche.
L’itinerario si chiude con le raccolte numismatiche, ricche di decine di migliaia
di esemplari che includono le serie delle
zecche aquileiese, attiva per oltre un secolo
(295-425), e patriarcale.
ših materialov, iz katerih lahko razberemo
značilnosti osebnega nakita in oblačil. Med
temi najdemo tudi baltski jantar, ki predstavlja eno od najpomembnejših umetniških
del osrednjega cesarskega obdobja (1.- 2.
stol. po Kr.). Ogled se zaključi z bogato numizmatično zbirko tisočerih primerkov. Ta
zajema tudi izdelke iz več kot sto let delujoče oglejske kovnice (295-425) ter primerke
iz patriarhalnega obdobja.
AQUILEIA
OGLEJ
BASILICA PATRIARCALE
PATRIARHALNA BAZILIKA
In un’area urbana periferica lungo il fiume,
che in piena età imperiale ospitava alcune
strutture per lo stoccaggio delle merci, e
in precedenza una domus di età augustea,
agli inizi del IV sec. prende vita il primo
complesso cultuale legato al diffondersi
del Cristianesimo. Promotore il vescovo
Teodoro, s’innalzano due aule appaiate,
collegate fra loro da un’aula trasversale e
probabilmente dedicate l’una alle funzioni
religiose e l’altra all’indottrinamento dei
non ancora battezzati. Tra la metà e la fine del secolo, sopra di esse si svilupperà,
per iniziativa dei vescovi Fortunaziano e
Cromazio la basilica patriarcale in gran
parte com’è giunta sino ai nostri giorni.
Il complesso è dunque un palinsesto di
costruzioni e rifacimenti, anche se sostanzialmente l’assetto definitivo si stabilisce
fra IX e XI sec. quando sono patriarchi
Massenzio e Popone, quest’ultimo artefice
della torre campanaria. Entrambi gli ambienti più antichi erano coperti da straordinari tappeti musivi, conservatisi grazie
al fatto che nella riedificazione del complesso i pavimenti furono rialzati e rivestiti
di nuovi mosaici. Quelli originari dell’aula
nord, visibili intorno alle fondamenta del
campanile, mostrano un ricco campionario animalistico (un ariete, la lotta fra una
V predmestju ob reki, kjer so se v cesarski
dobi nahajale zgradbe za skladiščenje blaga, še pred tem pa domus iz avgustejskega
obdobja, so na začetku 4. stol. zgradili prvi
verski kompleks, ki je bil povezan s širjenjem krščanstva. Na pobudo škofa Teodorja
so zgradili dve sosednji dvorani, ki ju je povezovala še ena, prečna dvorana. Ena je bila
najverjetneje namenjena verskim obredom,
druga pa pokristjanjevanju še nekrščenih
oseb. Med sredino in koncem stoletja se je
na pobudo škofov Fortunata in Kromacija
Aquileia: Basilica patriarcale e campanile di Popone
Patriarhalna bazilika in Poponov zvonik
Aquileia, Basilica patriarcale: interno con il grande tappeto musivo/notranjost z velikim talnim mozaikom
tartaruga e un gallo, un asino ragliante,
pernici, capretti, una razza, un’aragosta)
di difficile interpretazione: per alcuni sono figure allegoriche allusive alla Chiesa
e alla supremazia dell’ortodossia religiosa
sull’eresia, altri ne individuano l’ispirazione negli ambienti culturali gnostici. L’incredibile tappeto policromo di oltre 750
metri quadrati dell’aula sud – il mosaico
paleocristiano più esteso di tutto il mondo occidentale – occupa l’attuale navata
centrale e quella di destra, suddividendosi
in quattro campate perfettamente integre,
salvo le lacune in corrispondenza dei basamenti delle grandi colonne e delle tombe
che hanno intercettato l’antica superficie.
Spicca per grandiosità la scena della quarta campata, a tappeto unico, nella quale
un ambiente marino popolato di pesci e
putti pescatori fa da sfondo alla “storia” di
Giona desunta dal Vecchio Testamento e
assunta come trasfigurazione della morte e
resurrezione di Cristo: il profeta gettato in
mare perché rifiuta la missione di Dio, da
lui invano pregato, poi preda di un mostro
marino e infine a riposo sotto una pergola
dopo essere stato rigettato. A perenne te-
na njima zgradila patriarhalna bazilika, ki
je v večji meri vse do danes ohranila svojo
prvotno obliko. Kompleks je torej rezultat
gradenj in prenov, čeprav je končno obliko
vsekakor dobil že med 9. in 11. stol., ko sta
bila tukaj patriarha Maksencij in Popon.
Slednji je dal postaviti tudi zvonik. Oba
antična prostora sta bila prekrita z izjemnimi mozaičnimi preprogami, ki so se
ohranile zahvaljujoč prenovi kompleksa,
saj so v njem dvignili tla in izdelali nove
mozaike. Prvotni mozaiki severne dvorane,
ki jih je mogoče videti okoli temeljev zvonika, upodabljajo težko bogat živalski vzorec
(oven, boj med želvo in petelinom, rigajoči
osel, jerebice, kozlički, skat, jastoga), ki ga
je težko razbrati. Nekateri menijo, da gre
za alegorične figure, ki namigujejo na Cerkev in nadvlado verske pravovernosti nad
krivoverstvom, medtem ko drugi v njih
prepoznavajo navdih, ki izhaja iz gnostičnih
kulturnih krogov. Izjemna je tudi večbarvna
preproga velikosti več kot 750 kvadratnih
metrov, ki je največji starokrščanski mozaik vsega zahodnega sveta. V južni dvorani
zaseda sedanjo središčno in desno ladjo ter
je razdeljena na štiri popolnoma nepoško-
92 Via Annia
Via Annia 93
Aquileia, Basilica patriarcale: mosaico con le Storie di Giona/mozaik z zgodbami o Jonu
stimonianza dell’intervento teodoriano, al
centro della distesa marina un medaglione contiene un’iscrizione che commemora
l’ultimazione e la dedicazione dell’opera.
Nelle altre campate, entro una fitta trama di elementi ornamentali e geometrici,
intervallati da raffigurazioni di animali e
volatili, si susseguono diverse scene con
rappresentazioni simboliche (una Vittoria
alata che incarna il primato della chiesa, la
figura del Buon Pastore con l’agnello sulle
spalle, ancora il tema del combattimento
fra un gallo e una tartaruga) e una serie di
medaglioni con ritratti di donatori e personificazioni delle stagioni.
Aquileia, Basilica patriarcale: mosaico con il
combattimento fra una tartaruga e un gallo/mozaik,
na katerem je upodbljen boj med želvo in petelinom
dovana polja. Izjema so le vrzeli ob temeljih
velikih stebrov in grobnic, saj so te presekale staro površino. Zaradi svoje velikosti
še posebej izstopa prizor v četrtem polju,
ki ima enotno in površino in na katerem
morsko okolje, poseljeno z ribami in golimi ribiči. Gre za okvir “zgodbe” o Jonu, ki
izvira iz Stare zaveze ter predstavlja preobrazbo smrti in Kristusovo poveličanje.
Preroka vržejo v morje, ker zavrača poslanstvo Boga, saj se je k njemu zaman obračal
z molitvijo, nato pa postane plen morske
pošasti in nazadnje, ko ga pošast zavrne,
počiva pod pergolo. O teodorijanskem posredovanju priča napis, ki ga vidimo na medaljonu sredi morskega prostranstva ter je
posvečen dokončanju in posvetitvi dela. Na
drugih poljih si v gosti mreži okrasnih in
geometrijskih elementov, med katerimi se
izmenično pojavljajo podobe živali in ptic,
sledijo različni prizori s simboličnimi predstavitvami (krilata zmaga, ki uteleša premoč
cerkve, lik Dobrega Pastirja z jagnjetom na
ramenih, boj med petelinom in želvo) ter
vrsta medaljonov s portreti donatorjev in
personifikacijami letnih časov.
AQUILEIA
OGLEJ
SÜDHALLE
Južna dvorana
Grazie a una struttura protettiva appositamente realizzata, la recente sistemazione della Südhalle, uno dei due
ambienti simmetrici ai lati del battistero
paleocristiano ascrivibili alle trasformazioni volute dal vescovo Cromazio, ha
restituito alla fruizione ancora un brano di vita del complesso. Nella nuova
musealizzazione vengono valorizzati
l’originale mosaico pavimentale di fine
IV-inizi V sec. relativo appunto a questo
ambiente, campito da motivi geometrici
e da ottagoni contenenti animali, e alcuni sarcofagi cristiani reimpiegati nell’area chiesastica. Di particolare raffinatezza è il mosaico raffigurante un pavone,
simbolo di immortalità, proveniente dal
vano (nartece) che univa la Südhalle alla
basilica, oggi presentato in un’esposizione parietale.
Zahvaljujoč posebej oblikovani zaščitni
konstrukciji je bilo pred kratkim mogoče
urediti tudi južno dvorano in torej enega od
dveh simetričnih prostorov, ki se nahajata
ob straneh starokrščanske krstilnice. Prostora naj bi nastala z uvedbo sprememb, ki
jih je zahteval škof Kromacija, prav ureditev
zgoraj omenjene južne dvorane pa obiskovalcu vnovič nudi možnost ogleda tega dela
kompleksa. V novi muzejski postavitvi še
posebej izstopa originalni talni mozaik iz
konca 4. in začetka 5. stol. Mozaik izhaja
prav iz teh prostorov, na njem pa vidimo
geometrijske motive in osmerokotniki
​​
z živalmi ter nekaj krščanskih sarkofagov, ki so
jih pozneje spet uporabili v cerkvi. Posebno
prefinjen je mozaik s podobo pava - simbola
neumrljivosti. Ta se je nahajal v narteksu, ki
je južno dvorano povezoval z baziliko, danes
pa je razstavljen na steni.
Aquileia, Sudhalle: mosaico con figura di pavone/mozaik, na katerem je upodobljen pav
94 Via Annia
Via Annia 95
AQUILEIA
OGLEJ
AREA ARCHEOLOGICA
DI “STALLA VIOLIN”
arheološko obmoČje
“Stalla Violin”
A brevissima distanza dalla basilica patriarcale, sul lato settentrionale della piazza antistante, un’ulteriore area archeologica risalente ad epoca paleocristiana ha rivelato resti
edilizi che sono stati attribuiti all’Episcopio,
ossia alla residenza vescovile eretta con ogni
probabilità fra la fine del IV e gli inizi del
V sec. su un edificio preesistente. Quest’ultimo, ricostruibile sulla base dei mosaici
pavimentali risparmiati dalla costruzione
successiva, si è rivelato un ambiente absidato
dotato di uno splendido pavimento musivo
policromo con ricco repertorio di motivi
geometrici, alcuni dei quali contenenti raffigurazioni di rami carichi di frutti, pesci, volatili, vasi e coppe ricolmi di frutta, mentre lo
spazio absidale imita un tendaggio appeso.
L’affinità stilistica e tematica con le opere
musive della basilica ne orienta la datazione
all’epoca del vescovo Teodoro (inizi IV sec.)
e ne suggerisce il possibile collegamento con
il primo affermarsi del culto cristiano nella
città di Aquileia.
Nedaleč od patriarhalne bazilike, na severni strani trga, leži še eno arheološko
najdišče, ki sega v zgodnje krščansko obdobje. Tukaj so bili odkriti ostanki zgradbe, najverjetneje škofije oziroma škofovske rezidence. Po vsej verjetnosti je bila
ta zgrajena med koncem 4. in začetkom
5. stoletja, in sicer na temeljih starejše,
predhodno obstoječe stavbe. To je bilo
mogoče obnoviti s pomočjo talnih mozaikov, ki so se ohranili v novi stavbi, poleg
tega pa je bilo mogoče razbrati, da je bila
starejša zgradba apsidalen prostor z lepim
večbarvnim talnim mozaikom, na katerem
se pojavljajo številni geometrijski liki, veje
s sadjem, ribe, ptice, vaze in sklede s sadjem, apsidni prostor pa upodablja visečo
zaveso. Stilistične in tematske podobnosti
z mozaiki iz bazilike pričajo o tem, da je
mozaik najverjetneje nastal za časa škofa
Teodorja (začetek 4. stol.) in nakazuje na
morebitno povezavo s prvim pojavom krščanskega bogoslužja Ogleju.
AQUILEIA
OGLEJ
MUSEO NAZIONALE
PALEOCRISTIANO
NARODNI STAROKRŠČANSKI
MUZEJ
Museo di se stesso, oltre che testimone
degli esordi del Cristianesimo aquileiese,
ripercorre in primo luogo la lunga vicenda
architettonica dell’edificio che lo ospita,
nel corso dei secoli trasformatosi da basilica, sorta nell’avanzato IV sec. d.C. e oggetto di diversi rifacimenti, a chiesa altomedievale annessa a un convento benedettino, per poi divenire a fine Settecento, con
successivi rimaneggiamenti, pertinenza di
un possedimento agricolo in mani aristocratiche. Destinato dal 1961 a contenitore
Ta muzej ne priča samo o začetkih krščanstva v Ogleju, temveč pripoveduje predvsem o dolgi arhitekturni zgodovini stavbe, v kateri se nahaja. Ta je bila zgrajena
v poznem 4. stol. po Kr. in je sprva imela
funkcijo bazilike. Pozneje je bila večkrat
prenovljena ter spremenjena. Najprej je
bila preoblikovana v pozno srednjeveško
cerkev, povezano z benediktinskim samostanom, nato pa je ob koncu 18. stol. postala del kmetijskega posestva, ki je pripadalo nekaterim plemičem. Od leta 1961 se
Aquileia, Museo Paleocristiano: i resti musealizzati dell’edificio paleocristiano di Monastero/muzejske ostaline
starokrščanske stavbe v Monasteru
museale, dopo scavi archeologici effettuati
nel decennio 1940-1950, offre la visione
delle strutture dell’edificio paleocristiano
(fondazioni, porzioni di alzato, lacerti di
pavimento), originariamente costituito da
un’unica navata absidata, anticipata da nartece, trasformatosi in seguito in un grande
ambiente tripartito, il cui corpo di fabbrica
fu anche prolungato al momento del passaggio a proprietà privata nel XVIII sec.
e modificato con l’aggiunta di una nuova
facciata. Spiccano, fra altri, i resti musivi
che ne testimoniano le fasi d’uso, distinte
da due diverse pavimentazioni, di cui la seconda posteriore di circa un secolo rispetto
alla stesura pavimentale nativa. La loro elegante decorazione geometrica è arricchita da un notevole repertorio di iscrizioni
onomastiche, a perenne memoria della
compagine multietnica di donatori integrati nella comunità aquileiese. La realizzazione di due piani ricavati dall’avancorpo
settecentesco ha consegnato all’esposizione museale ulteriori spazi destinati alle
testimonianze di età paleocristiana. Nella
galleria superiore trova posto una cospicua
v njej nahaja muzej. Po arheoloških izkopavanjih, ki so potekala med letoma 1940
in 1950, lahko tukaj spoznamo strukturo
starokrščanske zgradbe (temelje, različne
dele zidovja, fragmente tlakov). Zgradba
je sprva obsegala samo eno ladjo z apsido,
pred katero je stal narteks, pozneje pa je
bila preoblikovana v velik tridelni prostor,
katerega jedro so razširili in dopolnili
z novo fasado v 18. stol., ko je prešla v
zasebno last. Izstopajo tudi ostanki mozaikov, ki pričajo o dveh različnih fazah
stavbe, saj gre za dve drugačni tlakovanji,
pri katerih je eno od dveh približno sto
let novejše od drugega. Njuna elegantna
geometrična dekoracija je obogatena s
številnimi onomastičnimi napisi, ki je v
večini primerov posvečena multietnični
zgradbi v oglejsko skupnost vključenih
darovalcev. Izgradnja dveh nadstropij, ki
sta nastali v že obstoječem jedru iz 18.
stol., je muzeju omogočila pridobitev večjega števila razstavnih prostorov, namenjenih predmetom, ki pričajo o zgodnjem
krščanskem obdobju. V zgornji galeriji si
lahko ogledamo obsežno epigrafsko zbir-
96 Via Annia
collezione epigrafica composta di lapidi
funerarie con dediche commemorative,
ritratti di defunti e figurazioni simboliche
di significato devozionale. Il magnifico
mosaico messo in opera sullo scorcio del
IV secolo con scena paradisiaca popolata
da agnelli al pascolo e volatili, fra cui la figura di un pavone, simbolo di resurrezione
e d’immortalità, costituisce uno dei reperti
più rimarchevoli collocati lungo il percorso
al primo piano. Si tratta di due porzioni
pavimentali dell’abside della basilica della
“Beligna” lungo la strada per Grado, erede
– secondo alcuni – di un precedente luogo
di culto dedicato a Beleno, divinità di origine celtica assimilata ad Apollo e oggetto
di particolare venerazione in Friuli Venezia
Giulia. Sempre al primo piano il visitatore
troverà il notevole rilievo, non finito, raffigurante l’abbraccio fra gli apostoli Pietro e
Paolo (IV sec.) proveniente dal sobborgo
di Monastero che dall’antico edificio monastico, ora divenuto museo, deriva appunto il toponimo. Un insieme di notevoli elementi scultorei e lapidei completa il piano
terreno. Qui, l’atrio accoglie l’interessante
mensa marmorea (IV sec.) recuperata nelle
vicinanze del museo, che si caratterizza per
la presenza di dodici alloggiamenti, quanti
sono gli apostoli, e, sotto influssi di matrice
orientale, sceglie un’interpretazione “conviviale” della cena eucaristica.
Aquileia, Museo Paleocristiano: lastra sepolcrale con
scena di battesimo (IV-V sec. d.C.)/nagrobnik
z upodobitvijo krsta (4. – 5. stol. po Kr.)
Via Annia 97
INDIRIZZI E CONTATTI/Naslovi in kontakti
PADOVA
AREE ARCHEOLOGICHE
ARHEOLOŠKA OBMOČJA
Giardini dell’Arena/Vrtovi Arena;
Ponte romano di S. Lorenzo/Rimski
most v sv. Lorenzu; Centro culturale
S. Gaetano/Kulturni center sv.
Gaetano; Area archeologica sotto
Palazzo della Ragione/Arheološko
območje pod palačo Ragione
MUSEI CIVICI AGLI EREMITANI,
MUSEO ARCHEOLOGICO
MESTNI MUZEJI EREMITANI ARHEOLOŠKI MUZEJ
Aquileia: l’edificio del Museo Paleocristiano/Stavba
Starokrščanskega muzeja
ko, sestavljeno iz nagrobnih spomenikov
s spominskimi napisi, portretov preminulih in simbolnih upodobitev nabožnega
pomena. Veličasten mozaik, izdelan ob
koncu 4. stol., upodablja nebeški prizor jagnjet na paši in ptic, med njimi pa vidimo
figuro pava, ki je simbol vstajenja in neumrljivosti. Gre za eno najpomembnejših
najdb, ki se nahajajo v prvem nadstropju,
sestavljena pa je iz dveh tlakovanj apside
bazilike “Beligna”, ki stoji ob cesti proti
Gradežu. Nekateri menijo, da je bazilika
naslednik že prej obstoječega verskega
objekta. Ta je bil posvečen Belenu, božanstvu keltskega izvora, ki so ga izenačili .
Apolonom in ga v Furlalaniji-Julijski Krajini izjemno častili. V prvem nadstropju si
lahko obiskovalec ogleda tudi nedokončan relief, ki upodablja objem med apostoloma Petrom in Pavlom (4. stol.). Ta
prihaja z obrobja Monastera, kraja, ki je
po tej starodavni samostanski zgradbi, v
kateri se danes nahaja muzej, dobil ime.
Pritličje zapolnjujejo številni izjemni kiparski in kamnoseški predmeti. Tukaj se
v atriju nahaja zanimiva marmorna miza
(4. stol.), najdena v bližini muzeja. Okoli
nje je dvanajst mest, kolikor je apostolov,
in zaradi orientalskega vpliva gostijsko
upodablja evharistično večerjo.
Piazza Eremitani 8
35121 Padova
Tel: +39 049 8204579
[email protected]
http://padovacultura.padovanet.it
QUARTO D’ALTINO
località/kraj Altino
MUSEO ARCHEOLOGICO
NAZIONALE DI ALTINO e AREA
ARCHEOLOGICA/NARODNI
ARHEOLOŠKI MUZEJ V ALTINU in
ARHEOLOŠKO OBMOČJE
Via Sant’Eliodoro 37
30020 Quarto d’Altino,
loc. Altino (VE)
Tel: +39 0422 829008
[email protected]
www.archeopd.beniculturali.it
CONCORDIA SAGITTARIA
AREE ARCHEOLOGICHE
ARHEOLOŠKA OBMOČJA
Complesso basilicale di Piazza
Cardinal Costantini/Bazilikalni
kompleks na trgu Cardinal
Costantini, Piazza Cardinal
Costantini 1
Area archeologica delle terme e
delle mura urbiche (area visibile
dall’esterno)/Arheološko območje
term in mestnega obzidja (vidno z
zunanje strani),Via delle Terme 21
Casa e pozzi romani di via dei Pozzi
romani e Domus dei Signini (area
visibile dall’esterno)/ Rimska hiša in
vodnjaki v ulici Via dei Pozzi Romani
in Domus rodbine Signini (območje
je vidno z zunanje strani),Via dei
Pozzi Romani 24-44
Ponte romano di via San Pietro
(area visibile dall’esterno)/Rimski
most v ulici Via Sv. Pietro (območje
je vidno z zunanje strani),Via San
Pietro 285
30023 Concordia Sagittaria (VE)
33051 Aquileia (UD)
Tel. + 39 0431 910 67
AQUILEIA/OGLEJ
AREA ARCHEOLOGICA DI
“STALLA VIOLIN”/ARHEOLOŠKO
OBMOČJE “STALLA VIOLIN”
AREE ARCHEOLOGICHE
ARHEOLOŠKA OBMOČJA
Foro e Porto Fluviale/Forum in
rečno pristanišče (via Sacra)
Info: Museo Archeologico Nazionale
di Aquileia
Via Roma, 1 - 33051 Aquileia (UD)
Tel. + 39 0431 910 35
[email protected]
www.museoarcheologicoaquileia.
beniculturali.it
Fondi Cossar, CAL, Pasqualis-Mercati,
Sepolcreto
Info: Fondazione Aquileia
Via Patriarca Popone, 7
33051 Aquileia (UD)
Tel. +39 0431 917 619
[email protected]
www.fondazioneaquileia.it
SÜDHALLE/JUŽNA DVORANA
Piazza Capitolo
33051 Aquileia (UD)
Info: Fondazione Aquileia
Via Patriarca Popone, 7
33051 Aquileia (UD)
Tel. +39 0431 917 619
[email protected]
www.fondazioneaquileia.it
Piazza Capitolo
33051 Aquileia (UD)
Info: Fondazione Aquileia
Via Patriarca Popone, 7
33051 Aquileia (UD)
Tel. +39 0431 917 619
[email protected]
www.fondazioneaquileia.it
MUSEO NAZIONALE
PALEOCRISTIANO DI AQUILEIA
NARODNI STAROKRŠČANSKI
MUZEJ
Piazza Pirano, 1
33051 Aquileia (UD)
Tel. +39 0431 911 31
[email protected]
www.museoarcheo-aquileia.it
MUSEO ARCHEOLOGICO
NAZIONALE DI AQUILEIA
NARODNI ARHEOLOŠKI
MUZEJ V OGLEJU
Non lontano da Concordia
Sagittaria.../Nedaleč od
Concordia Sagittaria...
Via Roma, 1
33051 Aquileia (UD)
Tel. +39 0431 910 35
[email protected]
www.museoarcheologicoaquileia.
beniculturali.it
PORTOGRUARO
BASILICA PATRIARCALE
PATRIARHALNA BAZILIKA
P.zza Capitolo, 1
MUSEO NAZIONALE
CONCORDIESE/NARODNI
MUZEJ V CONCORDII
Via Seminario 26
30026 Portogruaro (VE)
Tel. +39 0421 72674
sba-ven.museoportogruaro@
beniculturali.it
www.archeopd.beniculturali.it
98 Da Aquileia a Iulia Emona
3
itinerarij 3
itinerario
da aquileia a iulia emona
od ogleja do iulie emone
autostrada /avtocesta
strada statale /državna cesta
confine provinciale /deželna meja
confine statale /državna meja
da aquileia a iulia emona /od ogleja do julie emone
area archeologica /arheološko območje
museo /muzej
monumento /kulturni spomenik
area naturalistica /naravoslovno območje
100 Da Aquileia a Iulia Emona
Od Ogleja do Iulie Emone 101
L
’itinerario stradale che collegava Aquileia a Iulia Emona (oggi Lubiana), attraversando le Alpi Giulie e i rilievi del Carso, permetteva di raggiungere il confine
orientale della Regio X, era quindi d’importanza strategica nel collegamento tra il
territorio italico e le province illiriche. Ricordato dalle tre celebri fonti itinerarie del
III e IV sec. d.C. (Tabula Peutingeriana, Itinerarium Antonini, Itinerarium Burdigalense), il percorso ha origine dalle antiche piste che dai territori dell’Est, bagnati dal
fiume Sava e dal basso Danubio, portavano alle terre dell’Alto Adriatico. Emona
stessa si inseriva nel tracciato della cosiddetta via dell’Ambra, che univa l’area del
Baltico ai paesi del Mediterraneo. Sulla scorta di due iscrizioni aquileiesi risalenti al
III sec. d.C. alcuni studiosi identificano la strada come la via Gemina espressamente
citata dai documenti epigrafici, ma la sua denominazione non è certa, come pure la
data della realizzazione del tracciato in età romana, anche se è assai probabile che le
campagne militari di Ottaviano in Pannonia (35-33 a.C) abbiano imposto la necessità di dare un assetto definitivo alla strada per assicurare rapidi e sicuri spostamenti
militari oltre le Alpi Giulie. A conferma del suo ruolo cruciale anche in epoca tardo
romana, il percorso venne protetto da diverse strutture e centri fortificati, come parte
di un più ampio sistema difensivo chiamato Claustra Alpium Iuliarum, costruito tra
la fine del III e il IV sec. a difesa della porta illiro-italica. L’importanza di questa
strada fu anche di natura commerciale, per il traffico delle merci da Aquileia verso i
porti fluviali illirici e danubiani, e come snodo fondamentale per gli spostamenti
dall’Adriatico verso l’Europa settentrionale e balcanica. A poche miglia dalla città di
Aquileia, viene indicata la prima stazione Ad Undecimum, localizzabile nelle vicinanze di Gradisca d’Isonzo, crocevia verso percorsi secondari dell’entroterra friulano. La
successiva stazione di Ponte Sonti richiama l’esistenza di un ponte sull’Isonzo, di cui
sono state riconosciute alcune tracce presso Mainizza; era quindi un punto strategico
nel contesto della viabilità di quest’area, soprattutto durante il periodo delle invasioni nell’Altomedievo. Proseguendo verso est, dopo mutatio Ad Fornolus, si raggiungeva
l’attuale Aidussina/Ajdovščina, ancora segnata dalla presenza di ampi tratti dell’antica cinta muraria, collegata all’importante castrum qui sorto. Le diverse denominazioni che gli antichi itinerari forniscono per questo luogo, Fluvio Frigido e mutatio Castra (inde surgunt Alpes Iuliae), non fanno che sottolinearne il ruolo tanto commerciale, propiziato dalla vicinanza al fiume (oggi Hubelj), quanto militare. L’itinerario
avanzava attraverso i monti fino a raggiungere il valico di Piro/Hrušica, Ad Pirum
summas Alpes nelle fonti, dove dapprima sorgeva solo una stazione poi, nel III secolo d.C.,
fu costruita un’imponente opera militare a difesa del confine orientale, i cui resti sono
tuttora visibili. Si procedeva poi per la mansio in Alpe Iulia, probabilmente rintracciabile
nei pressi di Kalce, e Longatico, l’attuale Logatec. Si giungeva così a Nauportus (Vrhnika),
l’importante scalo commerciale fluviale dove le merci venivano imbarcate per i paesi bagnati dal fiume Sava e dal basso Danubio. Dopo un percorso totale di circa 80 km, la
strada arrivava infine a Iulia Emona, dove si univa a diverse direttrici stradali dirette verso
le città del Norico, Virunum e Celeia, e della Pannonia, Sciscia.
Veduta delle fortificazioni romane di Hrušica-Ad Pirum/Pogled na rimsko utrdbo na Hrušici-Ad Pirum
P
ot, ki je preko Julijskih Alp in kraških vzpetin povezovala Oglej in Iulio Emono
(današnjo Ljubljano), je omogočala dostop do vzhodne meje Desete regije in je zato
imela pomemben strateški pomen pri povezovanju italijanskega ozemlja z ilirskimi provincami. Omenjena je v treh znanih virih, ki opisujejo poti iz 3. in 4. stol. po Kr.: Tabula
102 Da Aquileia a Iulia Emona
Peutingeriana, Itinerarium Antonini, Itinerarium Burdigalense. Pot se je začela na
vzhodnih ozemljih ob rekah Savi in
spodnji Donavi in je vodila vse do ozemelj
ob severnem Jadranu. Emona je ležala ob
tako imenovani Jantarjevi cesti, ki je
območje Baltika povezovala s Sredozemljem. Na podlagi dveh oglejskih zapisov iz 3. stol. po Kr. nekateri strokovnjaki
Ajdovščina: mura e torre del castrum romano/obzidje
predvidevajo, da je to bila cesta z imenom
in stolp rimskega castruma
“via Gemina”. Ta je posebej omenjena v
epigrafskih dokumentih, o njenem imenu ni nikakršne gotovosti, poznan pa ni niti točen
datum njene izgradnje. Kljub temu lahko predvidevamo, da je bilo zaradi Oktavijanovih
vojaških akcij v Panoniji (35-33 pr. Kr.) cesto treba dokončati ter tako zagotoviti hitro in
varno premikanje vojaških enot čez Julijske Alpe. Njeno pomembno vlogo v pozni rimski
dobi potrjuje tudi dejstvo, da so jo zaščitili z različnimi objekti in utrjenimi središči, ki so
bili del širšega obrambnega sistema, imenovanega Claustra Alpium Iuliarum in zgrajenega med koncem 3. in v 4. stol ter namenjenega obrambi ilirsko-italskih vrat. Poleg tega
je bila cesta zelo pomembna tudi za takratno trgovino, saj je omogočala prevoz blaga iz
Ogleja v ilirska in podonavska rečna pristanišča, bila pa je tudi pomembno križišče poti,
ki so od Jadranskega morja vodile proti severni Evropi in Balkanu. Nekaj milj
​​ od Ogleja
se je že tedaj nahajala postaja, ki je nosila ime Ad Undecimum in je ležala bližini Gradišča
ob Soči, križišča stranskih poti, ki so vodile v notranjost Furlanije. Naslednja postaja,
Ponte Sonti, priča o tem, da je bil čez reko Sočo morda zgrajen most, katerega ostanki so
bili najdeni pri Majnici. Zaradi takšnega dobrega cestnega omrežja je bilo to področje
pomembna strateška točka, še posebej v obdobju srednjeveških invazij. Pot se je nato
nadaljevala proti vzhodu in preko mutatia Ad Fornolus segala vse do današnje Ajdovščine,
ki jo je zaznamovala prisotnost večjega dela antičnega obzidja, povezanega s pomembnim
castrumom. Različna imena, s katerimi je v antičnih itinerarijih omenjen ta kraj, Fluvio
Frigido in mutatio Castra (inde surgunt Alpes Iuliae), še bolj poudarjajo njegov vojaški in
trgovski pomen, ki ga je še dodatno vrednotila bližina reke (danes Hubelj) kot tudi
vojaško. Pot je naprej potekala čez gore in prišla vse do prelaza Piro/Hrušica, ki se v virih
pojavlja z imenom Ad Pirum summas Alpes. Tukaj se je sprva nahajala samo postaja, nato
pa so v 3. stol. zgradili impozantno vojaško utrdbo, ki naj bi branila vzhodno mejo. Njeni ostanki so vidni še danes. Od tukaj je pot vodila do kraja in Alpe Iulia, ki se je verjetno
nahajal v bližini Kalc, ter do Longatica, današnjega Logatca. Nadaljevala se je proti Nauportusu (Vrhnika), kjer je takrat delovalo pomembno trgovsko rečno pristanišče in kjer se
je krcalo blago, ki je bilo namenjeno v dežele ob Savi in spodnji Donavi. Po skupno
približno 80 km je cesta končno prispela v Iulio Emono, kjer se je združilo več cest, ki so
vodile proti mestom Norika, (npr. Virunum in Celeia), ter Panonije, (npr. Sciscia).
Od Ogleja do Iulie Emone 103
COL
HRUŠICA - AD PIRUM
HRUŠICA - AD PIRUM
La fortezza militare di Hrušica, i cui resti
si inerpicano lungo il pendio del monte
Listnik, sorgeva sulla strada che da Aquileia portava a Iulia Emona, tra Ajdovščina
e Logatec. La strada fu costruita forse da
Ottaviano Augusto e in questo luogo fu installata una stazione di posta e cambio cavalli. La denominazione romana del sito Ad
Pirum si lega alla presenza di un albero di
pere, che qui doveva trovarsi e probabilmente figurava anche sull’insegna della stazione
romana. L’imponente fortificazione risale al
tardo III secolo d.C. e fu dotata di un corpo
militare di circa 500 soldati per contrastare
i movimenti dei popoli barbarici e germanici che minacciavano i confini italici. La
fortezza di Hrušica faceva parte di un più
ampio sistema di difesa, noto come Claustra
Alpium Iuliarum, costituito da mura e forti,
sviluppato lungo i rilievi carsico-alpini della Slovenia occidentale, a difesa della porta
Vojaška utrdba v Hrušici, katere ostanki
se vzpenjajo po pobočju Listnika, je stala na poti, ki je iz Ogleja vodila do Iulie
Emone, med Ajdovščino in Logatcem.
Cesta je bila zgrajena v času cesarja Avgusta in tukaj se je nahajala postojanka,
kjer so potniki lahko tudi zamenjali konje. Rimsko ime mesta, Ad Pirum, izhaja
iz hruške, saj je tukaj najverjetneje stalo
drevo, ki se je pojavljalo tudi v simbolu te
rimske postaje. Mogočna trdnjava je bila
zgrajena ob koncu 3. stol. po Kr. V njej
je bila nastanjena vojaška enota, ki jo je
sestavljajo približno 500 vojakov. Ti naj
bi preprečevali vdore barbarskih in germanskih ljudstev, ki so ogrožala italijanske meje. Trdnjava v Hrušici je bila del
obsežnejšega obrambnega sistema, ki je
nosil ime Claustra Alpium Iuliarum. Sestavljali so ga obzidja in utrdbe, potekala
pa je po kraško-alpskem hribovju zaho-
Lungo l’itinerario/Ob poti: Aquileia - Hrušica - Ljubljana
Itinerari collegati/Povezani itinerariji: da Aquileia a Forum Iulii - lungo le valli dei fiumi Idria
Soče - da Lubiana lungo la valle del fiume Sava/iz ljubljane
ob reki Savi
e Isonzo/po dolinah rek Idrijce in
Hrušica-Ad Pirum: veduta dei resti delle mura/pogled na ostanke obzidja
104 Da Aquileia a Iulia Emona
Od Ogleja do Iulie Emone 105
viandanti, i cui resti sono visibili nella parte
inferiore della fortezza abbandonata. Da allora l’antica strada romana ritornò a essere
trafficata in funzione di collegamento ordinario postale tra Gorizia e Lubiana. Qui
fu infatti costruita una stazione postale: ora
l’edificio ospita una locanda e il piccolo museo la cui gestione, insieme a quella dell’area
archeologica, è affidata al Museo Nazionale
della Slovenia.
zavo med Gorico in Ljubljano, saj je bila
tukaj zgrajena poštna postaja. Danes se v
stavbi nahajata gostilna in manjši muzej.
Tega upravlja Narodni muzej Slovenije, ki
skrbi tudi za arheološko najdišče.
IULIA EMONA
Hrušica-Ad Pirum: ricostruzione virtuale del circuito della fortezza/virtualna rekonstrukcija obzidja utrdbe
orientale del cuore dell’Impero Romano.
La possente struttura presentava una forma
ovale che sfruttava la conformità irregolare
del terreno, per una superficie di 250 metri
di lunghezza e 75 metri di larghezza. Sono
ancora visibili i resti delle mura, che raggiungevano uno spessore di 2,7 metri e dovevano svilupparsi sino a 8 metri di altezza.
Alcune torri furono erette per potenziare la
difesa dei punti critici della struttura. Due
torri, infatti, erano posizionate su ciascuno
dei due accessi della strada Aquileia-Iulia
Emona che l’attraversava e altre torri sorgevano in coincidenza dello stretto passaggio
sul muro trasversale che divideva le due
parti della fortezza: quella superiore, che
fungeva da riparo in caso di pericolo e per
il pascolo del bestiame, e quella inferiore, in
cui si trovavano le varie strutture militari
della guarnigione (baracche, tende, officine,
stazione di posta e cisterne). L’abbandono
della fortezza si colloca verso il V secolo,
quando la strada cadde in disuso per privilegiare altri percorsi, prima secondari. Il sito
fu comunque frequentato anche successivamente, almeno fino alla fine del VI sec. Tra
il XII e il XIV secolo fu eretta una chiesa
dedicata a Santa Gertrude, protettrice dei
dne Slovenije, kjer naj bi branila vzhodni
vhod v srce Rimskega imperija. Mogočna
zgradba je imela ovalno obliko in je dobro
izkoriščala neenakomeren teren, raztezala
pa se je na 250 metrov dolgi in 75 metrov
široki površini. Še danes so dobro vidni
ostanki 2,7 metrov debelega in 8 metrov visokega obzidja. Da bi obrambo še
okrepili, so na nekaterih kritičnih točkah
zgradili tudi nekaj stolpov. Dva sta stala
na obeh vhodih ceste Oglej-Iulia Emona,
ki je bila speljana skozi utrdbo, dva pa
ob ozkem prehodu v prečnem zidu, ki je
trdnjavo delil na dva dela. Zgornji del je
služil kot zaklonišče v primeru nevarnosti
in kot pašnik za živino, v spodnjem, manjšem delu pa so se nahajali različni objekti
vojaške garnizije (barake, šotori, delavnice, postojanka in cisterne). Trdnjavo so
zapustili okoli 5.stol., ko se ta cesta ni več
toliko uporabljala, saj so se ljudje odločali
za druge, prej stranske poti. Kraj je bil naseljen vse do konca 6. stol. Med 12. in 14.
stol. so tu zgradili cerkev, ki so jo posvetili
sv. Gertrudi, zavetnici popotnikov. Njeni
ostanki so vidni v spodnjem delu zapuščene utrdbe. Od tedaj se je rimska cesta
spet uporabljala za redno poštno pove-
La colonia romana di Iulia
Emona venne fondata sulla
sponda sinistra del fiume
Ljubljanica ai tempi di
Ottaviano (35-33 a.C.),
probabilmente a seguito delle
guerre illiriche, nei pressi di
un abitato dalle antiche
origini. Il nome stesso di
Emona riconduce infatti ad
epoca lontana, quando un
insediamento proto-urbano
sorgeva, nel X sec. a.C., sotto
la collina del castello, nella
zona dell’odierno quartiere di
Prule. Furono interessi
commerciali e militari che
spinsero i Romani a fondare
la colonia, inizialmente abitata
da coloni provenienti dal
nord Italia, popolazione civile
e veterani. L’importante
rinvenimento nel 2001 nel
letto del fiume Ljubljanica di
una pietra di confine tra
Aquileia e Iulia Emona ha
chiarito l’estensione
dell’influenza territoriale di
quest’ultima, ma ha
soprattutto dimostrato
l’appartenenza di questi due
centri alla stessa regione
amministrativa, ovvero la
Regio X. Ne consegue che la
colonia di Iulia Emona fu fin
da subito compresa nel
territorio italiano. La città fu
fatta costruire seguendo i
princìpi urbanistici romani: il
progetto era uniforme,
basato su moduli regolari, la
città era difesa da una cinta
muraria con quattro entrate
principali e suddivisa in
quattro parti dal cardo e
decumano massimo (oggi
corrispondenti alle vie Rimska
e Slovenska), aveva un foro in
cui si trovavano una basilica e
il tempio dedicato alla Triade
capitolina e le case erano per
lo più a un unico piano,
organizzate su modello italico
attorno a un atrio interno o
peristilio. Emona era un
importante snodo per i
commerci e gli scambi, grazie
a vie di comunicazione che la
collegavano al centro
dell’Impero e alle province
orientali e settentrionali,
inoltre il fiume navigabile
della Ljubljanica, che affluisce
nel Sava, costituiva un
fondamentale collegamento
con le regioni danubiane.
Molti resti della città romana
sono visibili e liberamente
accessibili in diversi punti di
Lubiana, come alcuni tratti
delle mura romane, ma anche
i pregiati sarcofagi esposti nel
cortile del Museo Nazionale
e lapidi murate nelle facciate
di importanti edifici, dalla
Cattedrale al Castello.
Rimska kolonija Iulia Emona je
bila na levem bregu reke
Ljubljanice ustanovljena v
času Oktavijana (35-33 pr.
Kr.), najverjetneje po Ilirskih
vojnah in v bližini naselja
Iulia Emona: scavi dell’insediamento romano/izkopavanja rimske naselbine
106 Da Aquileia a Iulia Emona
antičnega izvora. Že samo
ime Emona spominja na
davne čase, ko
se je v 10. stol. pr. Kr. pod
grajskim hribom, na območju
današnjih Prul, nahajalo
protourbano naselje.
Povod za ustanovitev kolonije
so bili trgovski in vojaški
interesi. Sprva so jo naselili
koloni, ki so prihajali iz
severne Italije, civilisti in
veterani. Leta 2001 je bil v
strugi reke Ljubljanice najden
mejnik, ki je označeval mejo
med Oglejem in Iulio Emono
Od Ogleja do Iulie Emone 107
in pojasnjuje razširjenost
njenega teritorialnega voliva,
poleg tega pa priča o tem, da
sta ti dve središči pripadaliisti
upravni enoti, tj. enoti Regio
X. Na osnovi tega lahko
sklepamo, da je bila kolonija
Iulia Emona že od samega
začetka del italijanskega
ozemlja. Mesto je bilo
zgrajeno po načelih rimske
mestne arhitekture. Ureditev
je bila enotna in je temeljila
na pravilnih oblikah, mesto je
bilo obdano z obzidjem, ki je
imelo štiri glavne vhode in je
Iulia Emona, insediamento romano: stele funeraria in corso di scavo
rimska naselbina: nagrobnik med izkopavanjem
bilo s kardom in dekumanom
(danes sta to Rimska in
Slovenska ulica) razdeljeno na
štiri predele. Imelo je forum,
na katerem sta se nahajala
bazilika in tempelj, posvečen
kapitolinski triadi. Hiše so bile
večinoma enonadstropne in
po italskem vzorcu
razporejene okrog notranjega
atrija ali peristila. Emona je
bilo pomembno središče
trgovine in izmenjav, kar so
omogočale ceste, ki so jo
povezovale s središčem
cesarstva ter vzhodnimi in
severnimi provincami. Tukaj je
tekla tudi plovna reka
Ljubljanica, ki se izliva v Savo
in je tedaj predstavljala
pomembno povezavo s
podonavskimi regijami.
Številni ostanki rimskega
mesta so vidni in prosto
dostopni v različnih predelih
Ljubljane. Ogledamo si lahko
nekatere dele rimskega
obzidja, na dvorišču
Narodnega muzeja pa so
razstavljeni dragoceni
sarkofagi in kamnite plošče, ki
so bile vzidane v pročelja
pomembnih stavb kot sta na
primer katedrala ali grad.
LUBIANA
LJUBljANA
MUSEO CIVICO DI LUBIANA
MESTNI MUZEJ LJUBLJANA
Oltre sei millenni fa il paesaggio protetto,
ricco di biodiversità e di valori culturali,
esteso alle porte della capitale slovena e
conosciuto con il nome di Palude di Lubiana (Ljubljansko Barje), era già teatro
d’insediamenti organizzati – le palafitte
– che nella loro stessa architettura tutta
basata sul legno e sull’ampio ricorso a sistemi di palificazione rivelano un perfetto
adattamento ad habitat umidi e lo sviluppo di un’economia di sussistenza fortemente legata alle risorse naturali offerte
Ta zaščitena ter z biotsko raznovrstnostjo
in kulturnimi spomeniki bogata pokrajina, ki se razteza do vrat glavnega mesta
Slovenije in nosi ime Ljubljansko barje, je
bila že pred več kot šest tisoč leti prizorišče
dobro strukturiranih naselij - kolišč. Njihova arhitektura temelji na lesu in količenju
ter razkriva, kako so se takratni prebivalci
odlično prilagodili temu mokrišču in razvili
gospodarstvo, ki jim je omogočalo samooskrbo in je bilo močno povezano z viri tega
naravnega okolja. Takšen sistem poselitve je
Lubiana, Museo Civico: facciata del Palazzo Turjak, sede del museo/pročelje Turjaške palače, sedeža muzeja
da tale tipo di ambiente. Questo diffuso
sistema insediativo, di cui è stata trovata
traccia perfino nel centro stesso della città,
oggi inserito nella lista UNESCO del patrimonio mondiale, restituisce grazie alle
numerose testimonianze di cultura materiale che ne facevano parte un’immagine
completa della quotidianità e dei modi di
vita delle comunità preistoriche vissute fra
il Neolitico e l’età del Bronzo. Grazie alle
condizioni di umidità e ricchezza d’acqua che costituirono la spinta primaria a
fondare i villaggi palificati, disponiamo di
un variegato campionario di oggetti e di
strumenti, realizzati con materie organiche preservatisi miracolosamente sino al
presente proprio in virtù dei suoli in cui
erano immersi. Talora il valore testimoniale di questi manufatti è davvero eccezionale, come nel caso del più notevole reperto
esposto nel Museo Civico: la ruota, pressoché integra e munita di asse, rinvenuta
pochi anni fa a Stara Gmajna vicino a
Vrhnika. Si tratta di un oggetto davvero
rarissimo e sinora poco documentato, risalente a oltre cinquemila anni fa, che parla
bil zelo razširjen, o njem pa pričajo tudi sledi, ki so bile najdene v samem centru mesta. Področje je med drugim vpisano tudi na
seznam UNESCOVE kulturne dediščine,
dobro poznan pa je tudi zahvaljujoč številnim predmetom, ki so bili del vsakdanjega
življenja prazgodovinskih skupnosti med
neolitikom in bronasto dobo. Vlaga in velike količine vode so bili najpomembnejši
razlog za nastanek kolišč. Zahvaljujoč takšnim naravnim pogojem danes razpolagamo z bogato paleto predmetov in orodij, ki
so bili izdelani iz organskih materialov in
so se do danes čudežno ohranili ravno zaradi lastnosti tal, v katera so bili potopljeni.
Včasih je pričevalna vrednost teh predmetov resnično izjemna,kar velja tudi za najpomembnejše odkritje, razstavljeno v mestnem muzeju. Gre za skoraj povsem ohranjeno kolo z osjo, ki je bilo pred nekaj leti
najdeno v Stari Gmajni pri Vrhniki. Najdbe
takih predmetov so zelo redke in slabo dokumentirane. Kolo je staro več kot pet tisoč
let in priča o mobilnosti prazgodovinskih
skupnosti, o prevažanju ljudi in blaga ter s
tem tudi o prenašanju kulturnih elemen-
108 Da Aquileia a Iulia Emona
Lubiana, Museo Civico: il percorso sulla storia della
città/pot po zgodovini mesta
della mobilità delle comunità preistoriche,
della movimentazione di persone e materie prime, e dunque, anche della veicolazione di elementi culturali da un luogo a
un altro e della loro capacità di influenzare
individui, tradizioni, costumi. Istituito fin
dal 1935 per volere della municipalità, il
museo ha recentemente riaperto i battenti dopo un impegnativo restauro durato
alcuni anni per presentare al pubblico,
nell’attraente cornice del Palazzo Turjak
(1654-58) appartenuto ai conti Auesperg,
un quadro ancor più completo della vita
di Lubiana e dei suoi abitanti. Vi si ripercorrono infatti la storia, la cultura, l’evoluzione sociale, economica, urbanistica della
capitale slovena nei diversi momenti della
sua lunga esistenza sino ai tempi moderni,
affiancandovi il patrimonio culturale della
regione di Lubiana. Un posto di rilievo vi
hanno le testimonianze che si riferiscono
alla storia più antica della città, dal primo insediamento palafitticolo sino alla
fondazione della colonia romana di Iulia
Emona, della quale viene presentata una
cospicua scelta di materiali e di oggetti fra
i più interessanti e significativi. Fa capo al
museo anche un percorso archeologico attrezzato che, attraversando la città, tocca i
dieci principali monumenti romani, inclusi
i parchi archeologici della Casa Emona e
Od Ogleja do Iulie Emone 109
tov iz kraja v kraj in o njihovem vplivu ​​na
ljudi, tradicijo in običaje. Muzej je bil leta
1935 ustanovljen na pobudo mestne uprave in je po večletni obsežni prenovi pred
kratkim spet odprl svoja vrata ter v privlačnem okolju Turjaške palače (1654-1658),
ki je pripadala grofom družine Auersperg,
javnosti predstavil še bolj celovito sliko
življenja Ljubljane in njenih prebivalcev.
Tukaj lahko spoznamo zgodovino, kulturo,
socialni in gospodarski razvoj ter urbanistično načrtovanje slovenske prestolnice v
različnih trenutkih njenega obstoja ter vse
do modernih časov, ogledamo pa si lahko
tudi kulturno dediščino Ljubljane in njene
okolice. Zelo pomembna so tudi pričevanja
o najstarejši zgodovini mesta, ki govorijo o
obdobju od prve naselbine koliščarjev do
ustanovitve rimske kolonije Iulia Emona.
O tej priča tudi bogata zbirka zanimivih in
pomembnih predmetov in drugih gradiv.
Del muzeja je tudi arheološkega pot, ki poteka skozi mesto in na kateri srečamo deset najpomembnejših rimskih spomenikov,
med katere sodijo tudi arheološka najdišča
hiše Emona in zgodnjekrščanskega središča
(opisani so v drugih poglavjih). Pred pri-
del Centro Paleocristiano (illustrati in altre schede). Prima di iniziarlo, una visita
al punto informativo iEmona, ubicato nel
passaggio sotterraneo Chopin presso piazza del Congresso, consente, grazie a proiezioni, a un plastico della città e ad alcuni
resti lasciati in situ, una passeggiata virtuale alla riscoperta del passato di Lubiana.
četkom poti lahko obiščemo informacijsko
točko iEmona v Chopinovem podzemnem
prehodu pri Kongresnem trgu. Ta nam
omogoča, da si s pomočjo projekcij ogledamo maketo mesta in nekaterih ostalin, ki
se še danes nahajajo točno tam, kjer so bile
najdene, ter se tako virtualno sprehodimo
po antični Ljubljani.
LUBIANA
LjUBljANA
LA CASA DI EMONA
(IL GIARDINO JAKOPIČ)
EMONSKA HIŠA
(JAKOPIČEV VRT)
Lubiana: Parco Archeologico della Casa di Emona/Arheološki park Emonska hiša
Lubiana, Museo Civico: una vetrina dedicata
all’insediamento preistorico/izložba, posvečena
prazgodovinski naselbini
Il nome del luogo deriva da quello del
famoso pittore impressionista sloveno
Rihard Jakopič, il cui studio si affacciava
sul giardino della residenza di famiglia,
nel quale sono stati scoperti i resti della
cosiddetta “Casa di Emona”. L’edificio si
trova nel quartiere di Mirje, ai margini
dell’attuale centro, e risale al I secolo d.C.
Abitato fino al V sec., in questo ultimo
periodo di vita subì diverse ristrutturazioni che ne modificarono le dimensioni.
La costruzione presenta caratteristiche
Kraj je svoje ime dobil po znanem slovenskem impresionističnem slikarju Rihardu
Jakopiču. Iz njegovega ateljeja je bilo mogoče videti vrt družinske hiše, kjer so našli
ostanke tako imenovane “Emonske hiše.”
Emonska hiša se nahaja v Mirju, na obrobju današnjega centra, in sega v 1. stol.
po Kr. Ljudje so v njej živeli do 5. stol., v
zadnjih letih pa je bila večkrat prenovljena,
zaradi česar se je spremenila tudi njena velikost. Številne značilnosti stavbe pričajo o
blaginji njenih prebivalcev. Imela je kana-
110 Da Aquileia a Iulia Emona
Od Ogleja do Iulie Emone 111
che denotano una particolare agiatezza
dei suoi abitanti. Era provvista di un sistema di latrine, collegato al fiume della
città ove scaricava le acque reflue, e di
un impianto di riscaldamento centrale,
basato sul principio dell’ipocausto, alimentato da un forno che permetteva la
circolazione dell’aria calda attraverso tubi in terracotta posti nelle murature delle
varie stanze. Una delle sale principali era
fornita di un pavimento a mosaico bianco e nero.
lizacijski sistem, ki je bil povezan z reko, v
katero so odtekale odpadne vode, ter centralno ogrevanje, ki je temeljilo na principu
hipokavstnega ogrevanja. Napajala ga je peč,
topel zrak pa je krožil po glinastih ceveh, ki
so bile vgrajene v stene različnih prostorov.
V enem od glavnih prostorov je bil najden
dobro ohranjen črno-beli talni mozaik ter
ometi s skromnimi poslikavami. Izkopavanja so tukaj potekala v zgodnjih 60-ih letih
dvajsetega stoletja in odprtje Arheološkega
parka Emonske hiše, ki ga upravlja Mestni
muzej Ljubljana, sega v leto
LUBIANA
LjUBljANA
LE MURA ROMANE
RIMSKO OBZIDJE
Grazie alla monumentale epigrafe ritrovata
vicino alla porta orientale della città e ora
conservata nel Museo Nazionale della Slovenia, si sa che la realizzazione della cinta
muraria risale all’inizio del I secolo d.C.,
tra gli anni 14 e 15, quando l’imperatore
Tiberio si fece promotore della costruzione
Zahvaljujoč najdbi monumentalnega epigrafa v bližini vzhodnih mestnih vrat, ki
je sedaj je shranjen v Narodnem muzeju
Slovenije, je znano, da gradnja obzidja
sega v začetek 1. stol. po Kr., natančneje
med leti 14 in 15, ko se je cesar Tiberij
zavzel za gradnjo pomembnega javne-
Lubiana: un tratto delle mura romane/del rimskega obzidja
di un’importante opera pubblica. Oltre alle
quattro entrate principali, la cinta muraria
aveva altri dieci accessi secondari, che furono murati in epoca tardoantica per questioni di difesa. Erano presenti ventisei torri,
di forma rotonda su base quadrata quelle
angolari, di forma quadrata quelle centrali, equidistanti 60 metri l’una dall’altra. Lo
spessore delle mura era di ben 2,4 metri e
si dovevano innalzare da 6 a 8 metri; un
doppio fossato costituiva un’ulteriore protezione lungo tre dei suoi quattro lati, quello
orientale infatti era difeso naturalmente dal
pendio che scendeva verso il fiume. La muratura era costituita da pietra di estrazione
locale, con variazioni nei rimaneggiamenti
dei secoli successivi. Nel quartiere di Mirje,
il tratto meridionale della cinta, oggetto di
ricerche all’inizio del XX secolo, poi restaurato e consolidato, è tuttora visibile.
ga objekta. Obzidje je imelo štiri glavne
vhode in deset stranskih, ki so jih zaradi
obrambnih razlogov v poznoantični dobi
zazidali. Zgrajenih je bilo tudi šestindvajset stolpov. Tisti, ki so se nahajali na
vogalih, so bili okrogle oblike, tisti v sredini pa kvadrataste. Vsi so bili med seboj
oddaljeni 60 metrov. Debelina obzidja je
znašala kar 2,4 metra, visoko pa je bilo 6 8 metrov. Dodatno zaščito je vzdolž stranic predstavljal dvojni jarek, medtem ko
je bila vzhodna stranica naravno zaščitena
z gričem, ki se spušča proti reki. Obzidje
je bilo najverjetneje zgrajeno iz lokalno
pridobljenega kamna, zaradi prenov pa se
je v naslednjih letih večkrat spremenilo.
Južno stranico obzidja v Mirju so raziskovali v začetku 20. stol., pozneje pa so jo
tudi obnovili in utrdili, zato je še danes
dobro vidna.
LUBIANA
LjUBljANA
CENTRO PALEOCRISTIANO
STAROKRŠČANSKO SREDIŠČE
Il Parco archeologico del Centro Paleocristiano si trova sulla Erjavčeva cesta, davanti al centro culturale e congressuale di
Cankarjev dom. Gli scavi hanno portato
alla luce un edificio residenziale romano,
risalente all’inizio del I secolo, ricostruito
più volte nel corso dei suoi cinque secoli
di esistenza. Nei primi anni del IV secolo fu rifatto il pavimento, realizzato il
sistema di riscaldamento e aggiunte tre
piccole piscine, che fanno ipotizzare una
riconversione dell’edificio in terme private. Poco dopo, una parte della casa fu
ricostruita come cappella paleocristiana,
ma risale al V secolo la modifica maggiore, quando un’aula rettangolare con una
vasca battesimale al centro, fu eretta nella
corte interna. Il pavimento del battistero
era rivestito da un mosaico policromo con
un’iscrizione commemorante i nomi dei
Arheološki park starokrščanskega središča
leži na Erjavčevi cesti, in sicer pred kulturnim in kongresnim središčem Cankarjev dom. Izkopavanja so razkrila rimsko
Lubiana, Parco Archeologico del Centro
Paleocristiano: mosaico pavimentale del fonte
battesimale con nomi dei donatori/talni mozaik
krstilnice z imeni donatorjev
112 Da Aquileia a Iulia Emona
Od Ogleja do Iulie Emone 113
Lubiana: Parco Archeologico del Centro Paleocristiano/Arheološki park Starokrščansko središče
cittadini di Emona donatori di fondi per
la sua costruzione. A sua volta, il mosaico
del portico che conduceva all’ingresso del
Battistero, anch’esso policromo, recava il
nome del costruttore, l’arcidiacono Antioha. Questi dati confermano l’esistenza
di una comunità cristiana molto attiva fin
dai primi tempi dell’affermarsi della nuova religione.
Lubiana: un’altra veduta del Parco Archeologico del
Centro Paleocristiano/še en pogled na Arheološki
park Zgodnjekrščansko središče
stanovanjsko zgradbo, ki je bila zgrajena
v začetku 1. stol. po Kr. in je bila v 500
letih svojega obstoja večkrat prenovljena.
V prvih letih 4. stol. so obnovili tla, izdelali sistem ogrevanja in tri majhne bazene,
kar priča o tem, da je stavba morda postala zasebno kopališče. Kmalu zatem so
zgradbo preoblikovali v zgodnjekrščansko
molilnico, do pomembne spremembe pa
je prišlo v začetku 5. stol., ko so na notranjem dvorišču zgradili pravokotno
krstilnico z bazenčkom za krstni obred.
Tla krstilnice so bila prekrita z večbarvnim mozaikom, v katerem so tudi napisi
z imeni Emoncev, ki so darovali sredstva
za njegovo postavitev. V krstilnico je vodil pokrit portik z večbarvnim mozaikom,
vanj pa je vklesano tudi ime njegovega
postavljavca, arhidiakona Antioha. Vse to
priča o obstoju krščanske skupnosti, ki je
bila zelo aktivna že v prvih letih uveljavljanja nove vere.
LUBIANA
LjUBljANA
MUSEO NAZIONALE
DELLA SLOVENIA
NARODNI MUZEJ SLOVENIJE
Nell’elegante cornice del palazzo neorinascimentale in cui è ospitato, eretto nell’avanzato Ottocento, il museo mette in mostra
alcune collezioni permanenti che compongono un affresco esauriente della storia
nazionale attraverso una serie di oggetti fra
i più rappresentativi e significativi del patrimonio sloveno. È questo il principio ispiratore che guida l’esposizione dedicata ai
Tesori del museo, ove è raccolta una splendida e accurata scelta di eccezionali reperti,
distribuiti fra il Paleolitico e il Medioevo, il
cui valore travalica spesso quello puramente
nazionale. I materiali provengono da diversi
luoghi del paese, ma non pochi sono stati
restituiti dal fiume Ljubljanica, considerato
uno dei più rilevanti siti archeologici sloveni. Per secoli, infatti, le sue sponde sono
state testimoni di insediamenti, di traffici,
di spostamenti e spesso le sue acque hanno anche ricevuto offerte votive in segno di
devozione. Fra i materiali esposti si contano
Muzej se nahaja v elegantni neorenesančni stavbi, ki je bila zgrajena ob koncu 19. stol. Tukaj si je mogoče ogledati
nekaj stalnih zbirk predmetov, ki so izjemno pomemben del slovenske dediščine
in prikazujejo celovito podobo državne
zgodovine. Razstava je posvečena Zakladom muzeja, v katerem je razstavljen čudovit in skrben izbor izjemnih najdb, ki
segajo vse od kamene dobe do srednjega
veka in katerih vrednost pogosto presega
zgolj nacionalni pomen. Predmeti prihajajo iz različnih predelov države, številne
pa je naplavila reka Ljubljanica, ki velja za eno najpomembnejših slovenskih
arheoloških najdišč. Na njenih bregovih
so se več stoletij nahajale naselbine in na
njih je potekal promet, v znamenje svoje
predanosti pa so ljudje v njene vode večkrat polagali darove. Med razstavljenimi
eksponati najdemo predmete iz koliščarskih naselbin Ljubljanskega barja, orožje,
Lubiana: il palazzo che ospita il Museo Nazionale della Slovenia/palača Narodnega muzeja Slovenije
114 Da Aquileia a Iulia Emona
Od Ogleja do Iulie Emone 115
e nel giardino trova posto il Lapidario, ove
sono riuniti numerosi monumenti in pietra
con iscrizioni in lingua latina. La collezione
epigrafica si è formata con materiali provenienti soprattutto da centri romani come
Emona (odierna Lubiana) e Atrans (odierna
Trojane), e dalle regioni della Sava e della
Dolenjska. Sempre al piano terreno il visitatore può fare la conoscenza con la mummia
egiziana di un sacerdote del tempio di Ammone a Tebe (XXV-XXVI dinastia, VII-VI
sec. a.C.), di cui viene esposto il sarcofago
dipinto e iscritto insieme a un nucleo di reperti dell’antico Egitto pervenuti al museo
nel corso del XIX secolo.
V pritličju muzeja in na vrtu se nahaja
lapidarij, kjer so zbrani številni kamniti
spomeniki z napisi v latinščini. Epigrafsko zbirko sestavljajo predvsem predmeti iz rimskih središč, kot sta bila Emona
(današnja Ljubljana) in Atrans (današnje
Trojane), ter predmeti iz Zasavja in Dolenjske. V pritličju se obiskovalec lahko
seznani tudi z egipčansko mumijo duhovnika, ki je deloval v templju Amona Raja v Tebah (XXV-XXVI dinastija,
7.- 6. stol. pr. Kr.). Tukaj so razstavljeni
njegov poslikan sarkofag z napisi in nekatere najdbe iz starega Egipta, ki jih je
muzej pridobil v 19. stol.
Lubiana, Museo Nazionale della Slovenia: atrio/atrij
reperti dagli insediamenti palafitticoli della Palude di Lubiana, armi, vasi e gioielli
dell’età del Ferro e del periodo celtico, una
ricca esemplificazione di oggetti risalenti
al periodo romano, due tesoretti monetali,
testimonianze dell’avvento del Cristianesimo e dell’occupazione del territorio da
parte degli Slavi. Due oggetti in particolare
occorre menzionare per la
loro altissima importanza.
Il primo è il flauto di Divje
Babe, ottenuto da un osso
di orso delle caverne, che è
ritenuto opera di un artefice neanderthaliano e quindi,
con un’età di circa 60.000
anni dal presente, sarebbe il
più antico strumento musicale
conosciuto al mondo. La seconda è la celebre “Situla di Vače”,
un recipiente in lamina di bronzo
risalente al periodo halstattiano (VI
sec. a.C.), decorato a sbalzo con alcune
scene raffiguranti una teoria di cavalieri, un
combattimento rituale e una serie di animali fantastici. Al piano terreno del museo
vaze ter nakit iz železne in keltske dobe,
številne predmete iz rimske dobe, dva
zaklada kovancev ter pričevanja o začetkih krščanstva in o slovanski zasedbi
ozemlja. Posebej moramo omeniti dva
predmeta, katerih vrednost je neprecenljiva: piščal iz Divjih Bab, ki jo je iz kosti
jamskega medveda izdelal neandertalski
mojster in s svojimi
60.000 leti velja
za najstarejše poznano glasbilo na
svetu, ter znamenita “situla z Vač”,
tj. posoda iz bronaste pločevine, ki sega
v halštatsko obdobje
(6. stol. pr. Kr.) in v
katero so vtisnjeni prizori procesije konjenikov, obrednega boja ter
vrste mitoloških živali.
Lubiana, Museo Nazionale della Slovenia: situla di
bronzo con decorazione a sbalzo da Vače (V sec.
a.C.)/bronasta situla z reliefno dekoracijo iz Vač (5.
stol. pr. n. št.)
INDIRIZZI E CONTATTI/Naslovi in kontakti
COL
HRUŠICA - AD PIRUM
Stara pošta
Podkraj 100, 5273 Col
Info e prenotazioni: Museo
Nazionale della Slovenia/
Informacije in rezervacije: Narodni
Muzej Slovenije
Tel. +386 (0)1 241 44 18
[email protected]
www.nms.si
[email protected]
www.mgml.si
LE MURA ROMANE
RIMSKO OBZIDJE
Accesso libero, percorso per le vie
della città/Prosto dostopen, pot
vodi po mestnih ulicah
CENTRO PALEOCRISTIANO
STAROKRŠČANSKO SREDIŠČE
Gosposka ulica, 15
1000 Ljubljana
Tel. +386 (0)1 24 12 500
[email protected]
www.mgml.si
Erjavčeva 18
1000 Ljubljana
Per visite guidate contattare il
Museo Civico di Lubiana/Za
vodene oglede se obrnite na
Mestni muzej Ljubljana
Tel. +386 (0)1 241 2500
+386 (0)1 241 2506
[email protected]; [email protected]
www.mgml.si
LA CASA DI EMONA (IL
GIARDINO JAKOPIČ)/EMONSKA
HIŠA (JAKOPIČEV VRT)
MUSEO NAZIONALE DELLA
SLOVENIA/NARODNI MUZEJ
SLOVENIJE
LUBIANA/LJUBLJANA
MUSEO CIVICO DI LUBIANA
MESTNI MUZEJ LJUBLJANA
Mirje, 4
1000 Ljubljana
Info e visite guidate: Museo Civico
di Lubiana/Info in vodeni ogledi:
mestni muzej ljubljana
Tel. +386 (0)1 241 2500;
+386 (0)1 241 2506
[email protected]
Muzejska, 1
1000 Ljubljana
Tel: +386 (0)1 241 44 00
[email protected]
www.nms.si
116 Acque interne e rotte per l’Istria
4
itinerarij 4
itinerario
acque interne
e rotta per l’istria
itinerarij celinskih
voda in pot v istro
autostrada /avtocesta
strada statale /državna cesta
confine provinciale /deželna meja
confine statale /državna meja
acque interne e rotta per l’istria /itinerarij celinskih voda in pot v istro
area archeologica /arheološko območje
museo /muzej
monumento /kulturni spomenik
area naturalistica /naravoslovno območje
118 Acque interne e rotte per l’Istria
Itinerarij celinskih voda in pot v Istro 119
L
a regione dell’Alto Adriatico è caratterizzata da un ambiente dominato dalle acque:
del mare Adriatico che la delimita, ma anche dei numerosi corsi d’acqua, dei canali artificiali e degli spazi lagunari, spesso in reciproco collegamento, come testimonia
Plino quando parla di fossae, flumina, paludes. È perciò naturale che tra Ravenna e
Aquileia, accanto ai percorsi stradali, si sia sviluppato fin dai tempi antichi un sistema
di comunicazione che sfruttava rotte fluviali ed endolagunari e se ne trova conferma
nell’Itinerarium Antonini (III-IV sec. d.C.), almeno fino ad Altinum. Le rotte per acque
interne garantivano una navigazione più sicura rispetto a quella marittima e una continuità di traffici non assoggettata alle avverse condizione meteorologiche invernali.
Inoltre il trasporto delle merci poteva essere effettuato anche con natanti di modesto
tonnellaggio. Da Ravenna si navigava attraverso la Fossa Augusta, il canale artificiale
aperto dall’imperatore Augusto per unire l’area ravennate al Po a seguito dello stanziamento della flotta imperiale nel porto di Classe, arrivando dove oggi si aprono le valli
di Comacchio: presso Baro Zavelea è stato rinvenuto un basamento in laterizi quadrato riconducibile ad una torre faro posta all’imbocco della fossa nel ramo meridionale del
Po. Le valli erano collegate alle lagune di Adria grazie all’intreccio di rami fluviali del
Delta del Po e di fossae, come la Flavia, grande opera che probabilmente trova una sua
origine in interventi idraulici già predisposti dagli Etruschi, quando era attivo il porto
di Spina. Dalle Atrianorum paludes, attraverso la Fossa Philistina e quella Clodia, che ha
lasciato traccia nel nome dell’attuale Chioggia, si raggiungeva la laguna di Venezia.
Punto nevralgico per il sistema di comunicazioni, in cui si integravano rotte marittime
e fluviali con quelle terrestri, nella laguna si trovavano gli scali commerciali marittimi
di importanti centri alto adriatici del tempo: di Patavium, presso la foce del fiume
Meduacus (Brenta), e di Altinum, presso l’isola di Torcello. Da qui il viaggio verso Aquileia poteva proseguire attraverso spazi lagunari, canali e sbocchi fluviali con punti
d’attracco e sosta, come Portus Reatinum, l’attuale Caorle, collegato a Iulia Concordia
attraverso il fiume Reatinus (Lemene). Infine si arrivava a Grado, posta al margine
della laguna di Marano, che costituiva lo scalo marittimo di Aquileia. Collocato al
culmine settentrionale del mare Adriatico, questo porto doveva avere un ruolo fondamentale per i traffici con l’adiacente costa orientale adriatica: con una breve navigazione era infatti possibile raggiungere i porti di quel tratto di costa che ora è il litorale
sloveno, nella parte settentrionale della penisola istriana. Uno di questi si trovava a
Isola, tra Pirano e Capodistria, dove sono stati rinvenuti importanti resti appartenenti
alla villa marittima detta di S. Simone, che comprendeva un molo d’attracco e magazzini di stoccaggio delle merci: è facile quindi supporre l’esistenza di intensi scambi
commerciali tra questo e il porto aquileiese.
S
Grado: battistero sul lato nord della Basilica di Sant’Eufemia/krstilnica na severni strani bazilike sv. Evfemije
evernojadransko območje je z vodami bogato okolje, saj leži ob Jadranskem morju in
je prepredeno s številnimi vodnimi tokovi, umetnimi kanali in lagunami, ki so med
seboj pogosto povezana. To je omenjal že Plinij, ki je navajal izraze kot so fossae, flumina, paludes. Poleg cestnih povezav se je tako med Ravenno in Oglejem že v starodavnih
časih razvila tudi mreža povezav po rečnih in lagunskih vodnih poteh, ki je segala vsaj
do kraja Altinum. To potrjuje tudi Itinerarium Antonini (3. – 4. stol. pr. Kr.). Plovne
poti po celinskih vodah so zagotavljale večjo varnost kot plovba po morju, poleg tega pa
so omogočale stalno prehodnost, na katero niso mogle vplivati slabe vremenske razmere, ter prevoz blaga z manjšimi plovili. Od Ravenne je plovna pot vodila po fossi Augusti,
120 Acque interne e rotte per l’Istria
Itinerarij celinskih voda in pot v Istro 121
umetnem kanalu,ki ga je cesar Avgust
odprl, da bi območje Ravenne povezal z
reko Pad, in sicer potem, ko se je cesarska
flota ustalila v pristanišču Classis. Zaključila se je v točki, kjer se danes odpirajo
doline Comacchia. V bližini kraja Baro
Zavelea so bili najdeni opečnati temelji
kvadratne stavbe, ki naj bi pripadali stolpu
svetilnika. Ta se je nekoč najverjetneje
nahajal ob vstopu v kanal južne veje reke
Pad. Doline in lagune v Adrii so bile med
seboj povezane z vejami delte reke Pad in
s fossaemi, kot je bila Flavia.Gre za velik
kanal, ki so ga verjetno zgradili že EtruLaguna di Marano
ščani, in sicer v obdobju, ko je bilo še delovalo pristanišče Spina. Pot je iz Atrianorum paludes vodila po kanalih fossa Philistina in Clodia (ta je sledove zapustil v imenu
današnjega mesta Chioggie) in segala vse do beneške lagune. Stične točke komunikacijskega sistema, v katerem so se pomorske in rečne poti povezovale s kopnimi, so bile
takrat pomembna pomorska in trgovska jadranska središča, in sicer Patavium ob izlivu
reke Meduacus (Brenta) ter Altinum v bližini otoka Torcello. Od tu se je pot do Ogleja
nadaljevala po lagunah, kanalih in rečnih izlivih s privezi in počivališči, kot so Portus
Reatinum, današnje Caorle. Ta kraj je bil s krajem Iulia Concordia povezan po reki Reatinus (Lemene). Pot se je zaključila v Gradežu, na robu Maranske lagune, ki je tedaj
predstavljala oglejsko pristanišče. Gradež se nahaja v najsevernejšem delu Jadranskega
morja in je verjetno imel ključno vlogo pri
trgovini s sosednjo vzhodno jadransko
obalo. S kratko plovbo je bilo mogoče
doseči pristanišča današnje slovenske
obale na severnem delu istrskega polotoka. Eno od teh je bilo v Izoli, med Piranom in Koprom, kjer so v Simonovem
zalivu odkrili pomembne ostanke obmorske vile s pomolom in skladišči za shranjevanje blaga. Iz tega lahko sklepamo, da
Fizine, presso il golfo di Portorose: resti archeologici
je med vilo in oglejskim pristaniščem
sommersi di peschiera romana/pri Piranskem zalivu:
potekla bogata trgovska izmenjava.
podvodne arheološke ostaline rimske ribogojnice
CHIOGGIA
MUSEO CIVICO
DELLA LAGUNA SUD “SAN
FRANCESCO FUORI LE MURA”
MESTNI MUZEJ JUŽNE
LAGUNE “SAN FRANCESCO
FUORI LE MURA”
Il Museo Civico della Laguna Sud ha sede
nell’ex convento di San Francesco fuori le
Mura, nei pressi della Porta di Santa Maria e del canal Vena. L’edificio originale del
1315, ricostruito nel 1434 e sconsacrato nel
1806, subì diverse trasformazioni tanto da
essere adibito a magazzino militare, a mercato ortofrutticolo, ricovero per sfollati,
deposito di autobus. Dal 1997 ospita una
serie importante di testimonianze archeologiche rinvenute a Corte Cavanella, sito
vicino a Chioggia, e nella Laguna Sud di
Venezia riportate alla luce grazie a indagini subacquee, nonché una collezione di
monete romane appartenute a Vincenzo
Bellemo, famoso collezionista chioggiotto.
Le tematiche trattate nel percorso di vista
hanno tutte come denominatore comune il
mare: grazie ai materiali esposti che vanno
dall’epoca romana sino ai giorni nostri, il
visitatore potrà apprezzare gli sforzi che
Mestni muzej južne lagune se nahaja v
nekdanjem samostanu sv. Frančiška, ki
stoji izven mestnega obzidja ter v bližini
mestnih vrat Santa Maria in kanala Veno.
Stavba je bila prvič zgrajena leta 1315 in
obnovljena leta 1434. Leta 1806 so jo prvič namenili posvetni rabi in bila je večkrat
prenovljena. Uporabljali so jo že kot vojaško skladišče, zelenjavni trg, zavetišče za
razseljence ter parkirišče za avotbuse. Od
leta 1997 gosti nekaj pomembnih arheoloških najdb z najdišča Corte Cavanella,
tj. kraja v bližini Chioggie, ter iz lagune,
ki leži južno od Benetk. Najdbe so bile
odkrite med podvodnim raziskovanjem.
Sem sodi tudi zbirka rimskih kovancev, ki
je pripadala Vincenzu Bellemu, znanemu
zbiratelju iz Chioggie. Skupni imenovalec vseh obravnavanih tem je morje. Ob
pogledu na razstavljene predmete, ki segajo vse od rimskih časov do danes, lahko
Lungo l’itinerario/Ob poti: Ravenna - Classe - Parco Regionale del Delta del Po/Krajinski
Park Delte reke Pad - Chioggia - Venezia - Altino - Marano Lagunare - Grado - Isola/Izola
Escursioni a breve distanza/Krajši izleti: Capodistria/Koper - Pirano/Piran - Saline
SEČOVELJSKE SOLINE
di
Sicciole/
Chioggia, Museo Civico della Laguna Sud: una delle sale del percorso/ena od razstavnih dvoran
122 Acque interne e rotte per l’Istria
l’uomo, nel corso dei secoli e dei millenni, operò da un lato per difendere le terre
emerse dalla violenza del mare, dall’altro
per sfruttare quanto dal mare e dalla laguna
poteva venire in termini di ricchezza grazie,
soprattutto, alla pesca e alla produzione del
sale. Un’altra attività che fu sempre legata
alla storia della laguna di Venezia è quella
della marineria e della cantieristica, il cui
sviluppo tecnologico è ben illustrato grazie
non solo ai manufatti, ma anche attraverso
disegni, modellini, diorami e plastici.
Itinerarij celinskih voda in pot v Istro 123
obiskovalec spozna in ceni prizadevanja
ljudi, ki so v teku stoletij in tisočletij poskušali osušena zemljišča ubraniti pred silo
morja, istočasno pa so izkoriščali tisto, kar
sta lahko morje in laguna prispevali k izboljšanju blaginje, predvsem z ribolovom
in pridelavo soli. Druga dejavnost, ki je
bila vedno povezana z zgodovino beneške
lagune, je pomorstvo in ladjedelništvo, katere tehnološki razvoj je dobro prikazan
ne le s predmeti, ampak tudi z risbami,
modeli, dioramami in maketami.
VENEZIA
MUSEO ARCHEOLOGICO
NAZIONALE DI VENEZIA
NARODNI ARHEOLOŠKI
MUZEJ V BENETKAH
All’interno del percorso integrato dei
Musei di Piazza San Marco a Venezia vi
è anche il Museo Archeologico Nazionale, le cui collezioni stanno a dimostrare
l’interesse della Serenissima e dei patrizi
veneziani nel raccogliere e studiare «cosse
antiche», greche e romane in particolare.
Tra questi collezionisti spiccano, fra tutti,
Domenico e Giovanni Grimani i quali riuscirono a riunire nelle loro dimore,
tra le tante opere d’arte delle loro
collezioni, anche una serie di
statue antiche diventate il
primo nucleo di uno Statuario aperto al pubblico
grazie al munifico dono
con il quale i proprietari
l’assicurarono alla Repubblica di Venezia. Grazie al
lascito di questa nobile famiglia, tra gli inizi e la fine
del Cinquecento, visitando
il Museo Archeologico di
Venezia si possono ammirare
così sculture a tutto tondo di età ellenistica, originali e copie di età romana,
tra cui il Galata barbaro caduto in ginocchio,
V skupen itinerarij muzejev na trgu sv.
Marka v Benetkah sodi tudi Narodni arheološki muzej, ki s svojimi zbirkami priča
o tem, da so že Serenissima in beneški Patriciji zbirali in preučevali «antične predmete», še posebno grške in rimske. Med
zbiratelji izstopata predvsem Domenico
in Giovanni Grimani. V njunih zbirkah je
veliko umetniških del, poleg tega pa sta
v svojih domovih imela tudi številne antične kipe. S tem sta ustvarila prvo jedro
kiparske zbirke, ki je danes, zahvaljujoč
darežljivemu darilu, s katerim sta
lastnika obdarila Beneško republiko, odprta za javnost. Zahvaljujoč
plemiški družini, ki je v 16. stol.
predala svojo zapuščino, lahko
med obiskom arheološkega muzeja v Benetkah občudujemo samostojne skulpture iz helenistične
dobe ter izvirnike in kopije iz rimske dobe. Med temi najdemo tudi
umetnine kot so Galačanski barbar
Venezia, Museo Archeologico Nazionale: acquamarina
che ritrae Vibia Sabina, moglie dell’imperatore Adriano
(117-138 d.C.)/akvamarin z upodobitvijo Vibije Sabine,
žene cesarja Hadrijana (117-138 n. št.)
Venezia, Museo Archeologico Nazionale: sala dedicata alla scultura antica/dvorana, posvečena antičnim skulpturam
la Leda e il cigno, la Baccante e la Musa, ma
anche stele, rilievi, altari cilindrici funerari
e votivi greci, d’età ellenistica e romana,
urne, vasi e basi di candelabro romani, rilievi appartenenti a sarcofagi, altari come
la ben nota ara Grimani decorata su tutti
i quattro lati, dove quello laterale destro
rappresenta la famosa scena del
Satiro e della Menade nudi mentre si baciano legati in uno stretto abbraccio. Se lo Statuario
Pubblico costituisce il nucleo
forse più noto del Museo Archeologico di Venezia, non si
devono dimenticare le collezioni di antichità egizie e assirobabilonesi, così come notevolissime sono anche la collezione
numismatica, quella dei bronzetti, delle ceramiche e quella
glittica, quest’ultima costituita
da un numero considerevole
di gemme preziose, semipreziose e in pasta vitrea
incise o lavorate a cammeo
splendidamente.
na kolenih, Leda in laboda, Bakantinja in
Muza, poleg tega pa si lahko ogledamo
tudi nagrobnike, reliefe, cilindrične grške
pogrebne in votivne oltarje, ki izhajajo iz
helenistične in iz rimske dobe, žare, rimske vaze in svečnike, reliefe s sarkofagov,
oltarje, dobro poznano in na vseh štirih
straneh okrašeno aro Grimani, kjer desna
stran prikazuje slavni prizor golega Satira
in Menade, ko se poljubljata v tesnem
objemu. Javna kiparska zbirka je
najbolj znano jedro Arheološkega
muzeja v Benetkah, kljub temu
pa ne smemo pozabiti na zbirke
egiptovskih in asirsko-babilonskih
starin, kakor tudi ne na numizmatične kolekcije, predmete iz brona, keramike in gliptike. Slednjo sestavlja veliko število dragih in poldragih tem
ter gem iz steklene paste, na katerih
vidimo tudi gravure ali čudovite
kameje.
Venezia, Museo Archeologico
Nazionale: statua colossale di Marco
Vipsanio Agrippa/veliki kip Marka
Vipsanija Agrippe
124 Acque interne e rotte per l’Istria
Itinerarij celinskih voda in pot v Istro 125
Venezia, isola di Torcello, Museo Archeologico Provinciale: cortile esterno destinato a lapidario/zunanje dvorišče
z lapidarijem
VENEZIA
MUSEO DI TORCELLO
MUZEJ TORCELLO
Chi visita la laguna di Venezia e giunge
nell’isola di Torcello, nella piazza dove si
affaccia la famosa Basilica, può scorgere
due edifici destinati a museo: il Palazzo del
Consiglio, la cui costruzione originaria risale
al 1300, ospita la sezione medioevale e moderna, mentre il Palazzo dell’Archivio, la cui
struttura si data all’XI-XII sec., ospita quella
archeologica; tra i due edifici e nella loggia
del Palazzo dell’Archivio vi è parte del Lapidario. La peculiarità della sezione archeologica risiede nel conservare materiali rinvenuti in siti della laguna associati a testimonianze riferibili ad altri ambiti culturali attraverso
un lunghissimo excursus cronologico che va
dal Paleolitico alla tarda romanità. Il visitatore potrà trovare e consultare così in questo
museo una sorta di catalogo delle produzioni ceramiche dell’antico Mediterraneo, a
documentare i contatti e i traffici commerciali che dovevano interessare la laguna di
Obiskovalec beneške lagune, ki pride na
otok Torcello, lahko na trgu, kjer stoji
slovita bazilika, vidi dve zgradbi, namenjeni muzejem. Gre za zgradbo Palazzo
del Consiglio, ki je bila prvič zgrajena
leta 1300 in v kateri srednjeveški in moderni oddelek, ter za zgradbo Palazzo
dell’Archivio, ki sega v 11. - 12. stol. in
gosti arheološki oddelek. Med obema
palačama in v loži palače Archivio se nahaja del lapidarija.Posebnost arheološkega oddelka je ta, da so v njem shranjene
najdbe iz lagune, ki so pripadale drugim
kulturam in segajo od paleolitika do poznega rimskega obdobja. V tem muzeju si
lahko ogledamo tudi katalog keramičnih
izdelkov antičnega Sredozemlja. Ti predmeti pričajo o stikih in trgovinskih izmenjavah, ki so potekale v beneški laguni in
so jih omogočali kanali, pristanišča, privezi ter bankine. Stike z drugimi kultura-
mi je imela laguna
Venezia con i suoi
že v starodavnih
canali, porti, approdi
časih, kar dokazue banchine. Una frejejo štiri vaze miquentazione, quella
kenskega izvora, ki
della laguna, antipričajo o tem, da so
chissima se guardiapo morskih poteh
mo ai quattro vasi di
pluli že ob koncu
produzione micenea
2. tisočl. pr. Kr. V
che testimoniano la Venezia, isola di Torcello, Museo Archeologico
naslednjih stoletjih
percorrenza di rotte Provinciale: vetrine con parte della collezione
v kateri je razsatvljen del
je stična točka trmarittime già dalla ceramica/izložb,
keramične zbirke
govskih izmenjav
fine del II millennio
postal bližnji Altino, kar pojasnjuje, zaa.C. Del resto, nei secoli seguenti, punto di
kaj veliko razstavljenih predmetov najriferimento per gli scambi commerciali sarà
verjetneje prihaja iz tega pomembnega
la vicina Altino e ciò spiega il perché molpristaniškega in svetiščnega mesta. Odraz
ti dei materiali esposti provengano, molto
rimske Benečije je lep niz nagrobnikov,
probabilmente, da questo importante centro
ki v skladu z značilnim vzorcem te regiportuale e santuariale. Espressione del Veje prikazujejo doprsne kipe pokojnikov.
neto romano è invece la bella serie di stele
Tudi v poznoantični dobi sta bila benefunerarie che ritraggono i busti dei defunti
ška laguna in Torcello središče političnih
secondo un modello tipico di questa regione.
interesov ter gospodarskih in kulturnih
Anche nella tarda antichità la laguna di Veizmenjav. Na osnovi petih ampulah sv.
nezia con Torcello sarà al centro di interessi
Menasa, ki prihajajo iz severne Afrike in
politici e di scambi commerciali e culturali, a
segajo v obdobje od 4. do 6. stol po Kr.,
giudicare dalle cinque ampolle di S. Menas,
lahko sklepamo, da se je kult tega svetnidi produzione nord-africana e databili tra il
ka širil na področju severnega Jadrana, pri
IV e il VI sec. d.C., che attestano la diffučemer so morda posredovali Bizantinci in
sione del culto del santo nell’Alto Adriatico,
kar je še eden od mnogih znakov začetka
attraverso forse l’intermediazione dei Bizannovega zgodovinskega obdobja.
tini, uno dei tanti segnali dell’inizio di una
nuova storia.
VENEZIA
BASILICA DI TORCELLO
BAZILIKA TORCELLO
La laguna che sarà di Venezia con le sue
isole, già in epoca preromana e romana,
era ampiamente frequentata grazie agli
scali portuali che servivano da scarico e
carico alle merci da importare ed esportare nell’entroterra, merci che seguivano le
rotte dell’Alto Adriatico per essere commercializzate non solo in tutto il Mediterraneo, ma anche nell’Europa settentriona-
Laguna, v kateri so kasneje nastale Benetke, je bila zelo obiskana že v predrimskih
in rimskih časih. Največjo zaslugo za to so
imela pristanišča,kjer se je natovarjalo in
raztovarjalo blago, ki se je uvažalo v notranjost ali izvažalo iz nje. Blago, ki je potovalo
po vodnih poteh severnega Jadrana, se ni
prodajalo samo v vsem Sredozemlju, ampak
tudi v severni Evropi, vse to pa je omogo-
126 Acque interne e rotte per l’Istria
Itinerarij celinskih voda in pot v Istro 127
Venezia, isola di Torcello: Basilica di Santa Maria Assunta/bazilika svete Marije Vnebovzete
le grazie alla viabilità che seguiva la linea
di costa e sulla quale si innestava una serie
di direttrici stradali verso i valichi alpini.
Ma in epoca tarda, in concomitanza con
le sempre più frequenti migrazioni dalla
terraferma alle isole della laguna a causa della pressione longobarda nell’Italia
nord-orientale, si assiste in laguna anche alla costruzione di chiese e cappelle,
molte delle quali dedicate a santi bizantini e accompagnate, in alcuni casi, dalla
traslazione di reliquie. Tra
questi santi c’è ad esempio Menas, il cui
culto giunto dalla
Siria a Torcello
è documentato da una serie di ampolle
di produzione
Venezia, Museo Provinciale di Torcello: ampolla con S.
Menas orante tra due cammelli (V-VI sec. d.C.)
ampula s svetim Menasom med molitvijo med dvema
kamelama (5. - 6. stol. po Kr.)
čala cestna mreža, ki je potekala ob obali in
na katero so se priključile številne ceste, ki
so vodile iz alpskih prelazov. V poznejšem
obdobju, ki je zaradi pritiska Langobardov
v severovzhodni Italiji sovpadalo z vse večjo
migracijo s celine na otoke v laguni, so v tej
zgradili tudi cerkve in kapelice. Mnoge od
teh so bile posvečene bizantinskim svetnikom, v nekaterih primerih so tja prenesli
tudi relikvije. Eden od takšnih svetnikov je
na primer Menas, katerega kult je iz Sirije
prišel na Torcello. Dokumentiran je z vrsto
ampul afriškega izvora, ki so danes shranjene v pokrajinskem muzeju otoka. Najstarejša sled krščanskega čaščenja in vdanosti
v laguni je bazilika, ki stoji v Torcellu in je
posvečena sveti Mariji Vnebovzeti. Napis v
osrednji apsidi pravi, da naj bi bila zgrajena
ob koncu vladavine bizantinskega cesarja Herakleja (610-641 po Kr.), in sicer na
zahtevo eksarha Izacija, posvetil pa jo je škof
Altino Mauro. Ker je bila sedež škofije, so
škofijskemu kompleksu dodali še krstilnico
krožne oblike. Ta je bila posvečena svetemu
Janezu, od nje pa so ostali le temelji in mar-
africana oggi conservate presso il museo
provinciale dell’isola. Sempre a Torcello,
a testimonianza delle più antiche tracce
di devozione e culto cristiano in laguna,
sorge la basilica dedicata a Santa Maria
Assunta la cui fondazione, secondo quanto riporta un’iscrizione inserita nell’abside
centrale, sarebbe da collocarsi verso la fine del regno dell’imperatore di Bisanzio
Eraclio (610-641 d.C.): costruita per
ordine dell’esarca Isaacio e consacrata
dal vescovo di Altino Mauro, in quanto
sede vescovile il complesso episcopale si
dotò in seguito di un battistero a pianta
circolare, dedicato a S. Giovanni, di cui
rimangono solo le fondazioni, e di un
martyrion dedicato a Santa Fosca che
ancora oggi si può visitare. Dell’originaria chiesa consacrata dal vescovo Mauro
rimane ben poco poiché la basilica subì
molteplici ricostruzioni, nell’864 per opera dei figli del patrizio Marino, nel 1008
in occasione dell’elevazione al vescovado
torcellano di Orso Orseolo, figlio del doge Pietro Orseolo II. Così oggi l’edificio
si presenta nel suo aspetto generale come
una costruzione veneto-bizantina dell’XI
sec. a forma basilicale, preceduta da un
nartece, con l’interno diviso in tre navate
da colonne in marmo greco con capitelli
in stile corinzio. Se già di per sé questo
edificio è meritevole di una visita, ancora
di più lo è se si guarda alla stupefacente
decorazione parietale musiva, realizzata
a partire dalla seconda metà dell’XI sec.,
oggi tra le più importanti dell’Italia settentrionale. Alla sua realizzazione lavorarono sia maestranze bizantine sia venete,
talmente abili da riuscire a dipingere con
le tessere di vetro le immagini della Vergine Odighitria nel catino absidale, del
Cristo Pantocrator, degli Apostoli, dei
Dottori della Chiesa e le scene del vecchio e nuovo Testamento che culminano
in quella del Giudizio finale sulla parete
interna della facciata.
tyrion, ki je posvečen sveti Foški in ga še danes lahko obiščemo. Od prvotne cerkve, ki
jo je posvetil škof Mauro, je ostalo le malo,
saj je bila bazilika večkrat prenovljena. Leta
864 so jo preuredili otroci Patricija Marina,
leta 1008, ko so Orsa Orseola povišali v torčelskega škofa, pa sin doža Pietra Orseola
II. Danes je stavba videti kot beneško-bizantinska zgradba iz 11. stol. in ima obliko
bazilike. Pred njo stoji pokrito preddverje,
ki je v notranjosti z marmornatimi stebri s
korintskimi kapiteli razdeljeno na tri ladje.
Zgradba je že sama po sebi vredna ogleda,
še bolj pa jo bogati neverjetno mozaično
okrasje na steni, ki je bilo izdelano v drugi
polovici 11. stol. in je danes eno od najpomembnejšimi v severni Italiji. Gradili so jo
tako beneški kot bizantinski rokodelci. Ti
so bili tako vešči, da so s steklenimi ploščicami v apsidi naslikali Devico, ki kaže pot,
Kristusa Pantocratorja, apostole, cerkvene
učitelje ter prizore iz Stare in Nove zaveze.
Višek mojstrstva je poslednja sodba na notranji steni fasade.
Venezia, isola di Torcello, Basilica: mosaici della parete
interna delle facciata/bazilika: mozaiki na notranji
steni pročelja
128 Acque interne e rotte per l’Istria
Itinerarij celinskih voda in pot v Istro 129
tessere musive, oggetti di uso quotidiano, il
visitatore viene guidato alla scoperta dello
sviluppo insediativo della laguna nel corso
dei secoli, dalla Preistoria all’epoca romana,
fino al Medioevo e al Rinascimento, e degli
aspetti sociali, economici e culturali che lo
hanno caratterizzato. Non solo, il percorso
espositivo intende anche illustrare le trasformazioni paesaggistiche intervenute nel
tempo in questa fascia perilagunare e sottolineare il ruolo svolto nell’antichità da tale
territorio, posto strategicamente tra terra
e mare, nell’ambito dei commerci e degli
scambi, particolarmente intensi in età romana, grazie ai suoi scali marittimi e fluviali.
obiskovalcu razkrivajo razvoj poselitve
v laguni skozi stoletja, in sicer od prazgodovine do rimskih časov in srednjega
veka ter renesanse, poleg tega pa govorijo
tudi o družbenih, gospodarskih in kulturnih razmerah, ki so bile zanje značilne.
Razstava želi ponazoriti tudi krajinske
spremembe, do katerih je v tem pasu ob
laguni prišlo v preteklosti, poudarek pa
daje tudi vlogi, ki ga je v pretekloasti to
ozemlje imelo za trgovanje. To je bilo
najintenzivnejše v rimski dobi, omogočala pa so ga strateška lega področja med
morjem in kopnim ter številna morska in
rečna pristanišča.
grado
Marano, Museo Archeologico della Laguna: particolare dell’allestimento/podrobnost postavitve
ITINERARIO PALEOCRISTIANO
STAROKRŠČANSKI ITINERARIJ
MARANO LAGUNARE
MUSEO ARCHEOLOGICO
DELLA LAGUNA
ARHEOLOŠKI MUZEJ LAGUNE
Muzej je bil ustanovljen leta 2007 in se
Istituito nel 2007 presso il Centro Civico, il
nahaja v mestni stavbi. V njem so razmuseo espone un patrimonio archeologico
stavljeni antični predmeti, ki so bili najcostituito dagli oggetti antichi recuperati
deni v lagunah Marana in Gradeža, na
nelle aree lagunari di Marano e Grado, nelobalnem območju in v strugi reke Stella.
la fascia costiera retrostante e nell’alveo del
Zbirka, ki jo je sprva hranil majhen lofiume Stella. La raccolta, dapprima ospitakalni antiquarium, zajema več kot petsto
ta presso un piccolo antiquarium locale,
predmetov. Oblikovati se je začela v 70.
comprende oltre cinquecento manufatti e
letih prejšnjega stolesi è formata a partire
tja, in sicer na podlagi
dagli anni settanta del
intenzivnih podvoNovecento, a seguito
dnih raziskovanj ter
di un’intensa attività di
naključnih najdb v
esplorazioni subacquee
teh vodah. Številni
e di rinvenimenti occapredmeti kot so amsionali in queste acque.
fore, keramika, arhiAttraverso una ricca
tekturni in gradbeni
varietà di oggetti, comateriali, mozaične
me anfore, ceramiche, Marano, Museo Archeologico della Laguna:
in ceramica graffita con testa di putto
ploščice in predmemateriali architetto- boccale
(XVI sec.)/graviran keramični bokal z glavo
ti za vsakdanjo rabo
nici e da costruzione, amoreta (16. stol.)
Grado, Basilica di Sant’Eufemia: particolare del mosaico nel mausoleo di Elia/del mozaika v Elijevem mavzoleju
Nata come scalo marittimo di Aquileia, a
essa collegata dal canale Anfora, in epoca
romana Grado doveva costituire una parte
integrante dell’importante città, come suggerisce lo stesso termine gradus legato a un
concetto di “passaggio”. Si può così giustificare il fatto che nessuna fonte antica riconduca a Grado e al suo porto. Questo centro
conobbe invece un importante sviluppo nel
V secolo, quando gli Aquileiesi, volendo
trovare riparo dalle invasione barbariche, si
rifugiarono lungo la costa, dove doveva già
esistere un castrum, e nel VI secolo il vesco-
Nastal je kot morsko pristanišče Mesta
Oglej, z njim pa ga je povezoval kanal Anfora. V rimskih časih je s tem pomembnim mestom verjetno tvoril celoto, o čemer priča že izraz gradus, ki je povezan
s pojmom “prehoda”. To opravičuje tudi
dejstvo, da noben antični vir ne govori o
Gradežu in o njegovem pristanišču. Kljub
temu je ta kraj v 5. stol. doživel pomemben razvoj, saj so tedaj Oglejčani iskali
varno zavetje pred barbarskimi vpadi in
so se zato zatekli k obali, kjer je že stal
castrum, v 6. stol. stoletju pa je oglejski
130 Acque interne e rotte per l’Istria
Itinerarij celinskih voda in pot v Istro 131
Grado, piazza Biagio Marin: resti archeologici della Basilica della Corte/arheološke ostaline Bazilike della Corte
vo di Aquileia trasferì proprio qui la sede
patriarcale. In questo periodo la città visse
il momento del suo massimo splendore, furono erette importanti e mirabili basiliche,
alcune sopravvissute fino ai nostri giorni,
anche se con restauri e modifiche succedutisi nel tempo. In Campo dei Patriarchi si
trovano tre di questi monumenti: le basiliche di Santa Eufemia e di Santa Maria delle
Grazie e il Battistero. La Basilica di Santa
Maria delle Grazie trova la sua origine nel V
secolo in un primo impianto ad aula rettangolare, nel secolo successivo fu riedificata:
il doppio livello dei pavimenti mosaicati ne
evidenzia le due fasi costruttive. Le origini
della Basilica patriarcale di Sant’Eufemia
sono da ricercare nella cosiddetta “basilichetta di Petrus” del IV secolo, su cui si
posero le basi per una nuova costruzione nel
secolo successivo, ma fu il vescovo Elia alla
fine del VI secolo a portare a compimento l’opera finale. La basilica è a tre navate,
divise da colonne di spoglio, si caratterizza
per un grande mosaico pavimentale del VI
secolo, i cui motivi decorativi rispondono ai
canoni bizantini, schematici e geometrici,
škof tja preselili tudi patriarhalni sedež.
V tem obdobju je mesto doživljalo svoj
najpomembnejši trenutek blišča. Zgradile so se pomembne in čudovite bazilike,
od katerih so se nekatere kljub številnim
obnovam ohranile vse do današnjih dni.
Na trgu Campo dei Patriarchi se nahajajo
trije spomeniki, in sicer baziliki sv. Evfemije in sv. Marije Milosti ter krstilnica.
Baziliko sv. Marije Milosti so najprej v
5. stol. sprva imela pravokotno obliko, v
naslednjem stoletju pa so jo preoblikovali.
O dveh fazah gradnje priča dvojna plast
mozaičnega tlakovanja. Izvor patriarhalne bazilike sv. Evfemije lahko poiščemo
v tako imenovani “mali baziliki Petrus”
iz 4. stol., na katero so bili v naslednjem
stoletju položeni temelji za novo zgradbo, vendar je bil škof Elija tisti, ki je ob
koncu 6. stol. gradnjo privedel do končne
uresničitve. Bazilika ima tri ladje, ki so
ločene s klasičnimi stebri, prinesenimi
iz drugih zgradb. Zanjo so značilna velika mozaična tla iz 6. stol., na katerih
vidimo bizantinske dekorativne motive z
geometrijskimi liki in motivi podvodnih
con motivi a onda subacquea, ma è anche
ricco di epigrafi musive, in cui si ricordano
i nomi e le professioni dei donatori per la
realizzazione della chiesa. La navata centrale termina in un’abside che ospita un
grande affresco, mentre dalle laterali si accede a due ambienti: a sinistra la trichora, a
destra il mausoleo di Elia, in cui risalta il
monogramma di Helias Episcopus. A fianco
della basilica sorge il Battistero ottagonale,
anch’esso del VI secolo, al cui centro spicca
la vasca battesimale esagonale. In un piccolo
spazio adiacente al Duomo, il Lapidario di
Sant’Eufemia permette di ammirare frammenti scultorei ed epigrafi rinvenuti nel
castrum gradense, soprattutto appartenenti
al periodo paleocristiano e altomedievale.
Durante scavi effettuati all’inizio del Novecento nella centrale piazza Biagio Marin,
sono venuti alla luce i resti della Basilica
della Corte, risalente al IV secolo. Grazie ad
interventi di valorizzazione, nell’area sono
lasciati in vista tratti della pavimentazione
a mosaico, sarcofagi e parte delle mura che
delineavano la pianta della chiesa.
Grado: Lapidario di Sant’Eufemia/Lapidarij svete
Evfemije
Grado: facciata della Basilica di Santa Maria delle
Grazie/pročelje Bazilike sv. Marije Milosti
valov. Številni so tudi mozaični epigrafi,
na katerih so navedena imena donatorjev,
ki so darovali prispevke za izgradnjo cerkve. Glavna ladja se zaključi v apsidi, kjer
najdemo veliko fresko, medtem ko lahko
iz stranskih vstopimo v dva prostora: na
levi strani v trichoro, na desni pa v Elijev
mavzolej z monogramom HELIAS EPISCOPUS. Ob cerkvi stoji osmerokotna
krstilnica, ki prav tako izhaja iz 6. stol., na
sredini pa stoji šesterokotni krstilni bazen.
V majhnem prostoru poleg katedrale se
nahaja lapidarij sv. Evfemije, kjer lahko
občudujemo kiparske fragmente in epigrafe, najdene v castrum gradense. Večina
jih izhaja iz zgodnjekrščanskega obdobja
in zgodnjega srednjega veka. Med izkopavanji, ki so potekla v začetku 20. stol. so
na osrednjem trgu Biagio Marin odkrili ostanke bazilike della Corte iz 4. stol.
Zahvaljujoč posegom vrednotenja si je na
tem območju mogoče ogledati nekatere
dele mozaičnega tlakovanja, sarkofage in
del zidov, ki so oblikovali tloris cerkve.
132 Acque interne e rotte per l’Istria
Itinerarij celinskih voda in pot v Istro 133
Baia di San Simone: veduta prospettica dei resti archeologici/panoramski pogled na arheološke ostaline
ISOLA
izola
VILLA ROMANA DELLA BAIA
DI SAN SIMONE
RIMSKA VILA V SIMONOVEM
ZALIVU
Nota fin dal XVI secolo, la villa romana della Baia di San Simone costituisce uno dei
più importanti siti del patrimonio archeologico della penisola istriana e un esemplare
caso di villa marittima provvista di porto. I
primi scavi furono avviati nel 1922, mentre
negli anni ’60 furono intraprese indagini
subacquee e geofisiche; nel 1986 si diede
inizio a scavi d’emergenza che continuarono anche negli anni successivi, apportando
significative informazioni sul sito che favorirono il suo riconoscimento quale monumento culturale di importanza nazionale
nel 1999. Gli studi sono proseguiti fino
al primo decennio degli anni Duemila. Il
processo di romanizzazione dell’Istria ebbe
inizio dopo la fondazione della colonia di
Aquileia e si caratterizzò per un cospicuo
Rimska vila v Simonovem zalivu je bila
poznana že v 16. stol. in je eno najpomembnejših najdišč arheološke dediščine
istrskega polotoka in značilen primer obmorske vile s pristaniščem. Prva izkopavanja so bila opravljena leta 1922, v šestdesetih letih pa so se izvedle še podvodne
in geofizikalne raziskave. Leta 1986 so
začeli izvajati večletna zaščitna izkopavanja, ki so prinesla pomembne informacije
o najdišču, kar je pripomoglo k temu, da
je leta 1999 dobila status državnega kulturnega spomenika. Študije so se nato nadaljevale vse do prvega desetletja 21. stol.
Proces romanizacije se je v Istri začel po
ustanovitvi oglejske kolonije. Zanj je bila
značilna hitra poselitev obalnega območja,
predvsem zaradi pomembne vloge pomor-
popolamento della fascia costiera, soprattutto in relazione al ruolo predominante del
traffico marittimo negli scambi commerciali. Lungo la costa, infatti, vennero edificate
numerose ville, strutture portuali e magazzini. La costruzione della villa di San Simone risale all’ultimo quarto del I secolo a.C.,
come le indagini più recenti hanno avuto
modo di accertare, e già alla fine del I secolo d.C. alcuni spazi furono abbandonati,
mentre altri vennero utilizzati più a lungo. Il
porto, infatti, era ancora attivo nel periodo
altomedievale, quando nella stessa area si
eresse la chiesetta dedicata a San Simone,
da cui il nome alla baia stessa. Il complesso
archeologico si estende su un’area di cinque
ettari ed è formato da una parte residenziale, posta sul promontorio di Punta Corbato, un approdo con un molo, una banchina,
una diga e una struttura per il deposito delle
merci. Era inoltre dotato di un sistema di
condutture per l’acqua in tubi d’argilla. La
pars urbana è stata indagata in due settori:
una zona sud-occidentale incentrata su un
porticus affacciato sul mare e una settentrio-
Isola, villa romana di San Simone: ambiente con
pavimento musivo in corso di scavo/ambient z
mozaičnim tlakom med izkopavanjem
Isola: veduta generale delle strutture architettoniche
pogled na arhitekturne strukture
skega prometa, ki je bil tesno povezan s
trgovinsko izmenjavo. Ob obali so bile
zgrajene številne vile, pristanišče in skladišča. Gradnja vile v Simonovem zalivu
sega v zadnje četrtletje 1. stol. pr. Kr. Najnovejše raziskave so pokazale, da so bila
nekatera območja zapuščena že ob koncu
1. stol. po Kr., medtem ko so druga izkoriščali še kasneje. Pristanišče je namreč
delovalo še v zgodnjem srednjem veku, ko
so na istem območju postavili cerkev, ki je
bila posvečena sv. Simonu in po kateri je
zaliv dobil ime. Arheološki kompleks se
razteza na pet hektarjev površini. Na rtiču
Korbat so bili najdeni ostanki obmorske
rimske vile, pristan s pomolom, bankina,
valobran in zgradba za skladiščenje blaga, ki je imela tudi vodovodni sistem iz
glinenih cevi. Raziskana sta bila tudi dva
sektorja pars urbane, in sicer jugozahodno
območje, kjer je stal portik s pogledom
na morje, ter severno območje, v katerem
so se nahajali različni bivalni prostori, ki
so bili morda najstarejši del vile. Stavbo
so prebivalci najverjetneje dokončno zapustili v 4. stol. Med izkopavanji so bili
najdeni bogati talni mozaiki iz črno-belih
ploščic in fragmenti poslikanega ometa.
Pristanišče v zalivu je bilo eno največjih
na zahodni obali Istre, sestavljali pa so ga
trije elementi: bankine za zaščito pred erozijo, pomola in dolgega valobrana. Danes
so te strukture večinoma potopljene, saj je
134 Acque interne e rotte per l’Istria
nale in cui si aprivano diversi ambienti residenziali, forse il nucleo più antico della villa.
L’edificio pare sia stato definitivamente abbandonato verso il IV secolo. Durante gli
scavi sono stati rinvenuti ricchi mosaici pavimentali a tessere bianche e nere e lacerti di
intonaco dipinto. Il porto nella baia, tra i più
grandi della costa occidentale istriana, era
costituito da tre parti distinte: la banchina,
per protezione dall’erosione, il molo e una
lunga diga. Ora le strutture risultano per lo
più sommerse perché il livello del mare si
è innalzato di circa 1,5 metri nel corso dei
secoli. Grazie alla sua collocazione, e alla
diga che lo proteggeva dal forte vento, permetteva un approdo sicuro in ogni stagione
anche ad imbarcazioni di grandi dimensioni. Le rotte marittime dovevano far capo
principalmente al porto aquileiese di Grado, che si trova esattamente di fronte a questa baia e, considerando le dimensioni del
porto, i commerci coinvolgevano con ogni
probabilità un’ampia area dell’entroterra e
quindi potevano raggiungere i traffici sulle
arterie stradali collegate. Durante gli scavi
è emersa una cospicua quantità di oggetti
di varia natura, custoditi dal Museo Regionale di Capodistria e dal Museo del Mare
di Pirano, che permettono di ricostruire la
quotidianità della vita nella villa.
Non lontano da Isola...
Itinerarij celinskih voda in pot v Istro 135
Isola, villa romana di San Simone: pavimento musivo in
bianco e nero/mozaični črno-beli tlak
v stoletjih gladina morja narasla približno
1,5 metra. Zahvaljujoč svoji legi in valobranu, ki ga je varoval pred močnim vetrom, je pristanišče v vseh letnih časih tudi
velikim plovilom omogočalo varen pristan.
Morske poti so verjetno vodile predvsem
v oglejsko pristanišče pri Gradežu, ki se
nahaja prav nasproti tega zaliva. Na osnovi njegove velikosti lahko predvidevamo,
da je pristanišče po vsej verjetnosti služilo
velikemu zalednemu območju in je torej
omogočalo povezavo s cestnim omrežjem.
Med izkopavanji je bila najdena večja
količina najrazličnejših predmetov. Ti se
danes hranijo v Pokrajinskem muzeju v
Kopru in v Pomorskem muzeju v Piranu,
ki obiskovalcu omogočata, da spozna tedanje vsakdanje življenje v vili.
zione veneziana, sino all’età contemporanea. Al piano nobile trova posto la raccolta
d’arte tardogotica, ove si annoverano opere lapidee di carattere religioso, testimoni
di un fiorente artigianato artistico, espressosi nel taglio e nella modellazione della
pietra calcarea, e di una cultura epigrafica
basata sui caratteri glagolitici, il più antico
alfabeto slavo introdotto dai monaci Cirillo e Metodio. Non meno significativa è
la collezione rinascimentale che riunisce
numerosi dipinti di artisti veneti (Vivarini,
Carpaccio, Girolamo da Santa Croce, Palma il Giovane, Jacopo da Bassano) e terrecotte databili fra la prima metà del XV
e il XVII secolo. L’avvicendarsi della dominazione veneziana prima, poi dell’Impero austro-ungarico, seguito dal breve
periodo napoleonico e dalla monarchia
degli Asburgo vengono illustrati in una
serie di ambienti arredati, ove mobili, cimeli, accessori, suppellettili, libri popolano
alcune tranches de vie capaci di restituire
l’atmosfera e la cultura di ciascuna epoca. L’Armeria espone armi bianche e da
današnjega časa. V muzejski dvorani (piano
nobile) se nahaja poznogotska umetniška
zbirka kamnoseških predmetov verskega
izvora, ki pričajo o cvetoči umetniški obrti.
Zanjo je bilo značilno rezanje in oblikovanje apnenca ter epigrafi, zapisani v glagolici,
najstarejši slovanski abecedi, ki sta jo uvedla
meniha Ciril in Metod. Nič manj pomembna ni renesančna zbirka. Ta zajema številne
slike beneških umetnikov (Vivarini, Carpaccio, Girolamo da Santa Croce, Palma il
Giovane, Jacopo da Bassano) in žgane gline,
ki segajo v obdobje od prve polovice 15. stol.
do 17. stol. Beneška vladavina, avstro-ogrsko cesarstvo in vmes krajše Napoleonovo
obdobje so predstavljeni v več urejenih
prostorih, kjer pohištvo, starine, oprema
in knjige govorijo o nekaterih prizorih iz
življenja, ki pričarajo vzdušje in kulturo
vsakega posameznega obdobja. V orožarni
je razstavljeno hladno in strelno orožje ter
majhni predmeti in vojaška oblačila, medtem ko glasbena zbirka instrumentov različnih oblik priča o večstoletnem razvoju glasbene kulture, tako v bolj izobraženem kot
Nedale od Izole...
CAPODISTRIA
koper
MUSEO REGIONALE
DI CAPODISTRIA
POKRAJINSKI MUZEJ KOPER
Un variegato insieme di nuclei patrimoniali costituito da oggetti, opere d’arte,
armature, mobilia, cimeli militari riepiloga nella bella sede di Palazzo Belgramoni
Tacco le tappe salienti della storia regionale, dal periodo preistorico e romano
all’epoca rinascimentale e della domina-
Raznoliko zbirko sestavljajo različni predmeti, umetniška dela, oklepi, pohištvo in
vojni spominki. Zbirka predmetov, razstavljenih v palači Belgramoni Tacco, povzema
ključne faze območne zgodovine, in sicer od
prazgodovinskega in rimskega obdobja do
renesanse in beneške vladavine ter vse do
Capodistria, Museo Regionale: sala dedicata alle collezioni di età romana/soba z zbirkami iz rimske dobe
136 Acque interne e rotte per l’Istria
fuoco, piccoli oggetti ed elementi dell’abbigliamento militare, mentre la raccolta
musicale esemplifica, con un campionario di strumenti dalle fogge più svariate,
la cultura musicale sviluppatasi nel corso
dei secoli, sia nell’accezione più colta sia
in quella popolare. Alla collezione di archeologia sono riservati gli ambienti del
piano terreno: un lungo viaggio nel tempo
attraverso la zona del Litorale e del Carso
che ha inizio nel Paleolitico medio, con la
presenza di comunità umane di tipo Neanderthal, documentate nella cava presso
Črni Kal, e prosegue nel Mesolitico, nel
Neolitico e nell’età del Bronzo, momento
in cui cominciano a svilupparsi gli insediamenti fortificati noti come castellieri.
Particolare interesse destano i reperti provenienti dalla Grotta delle Mosche, un
abisso profondo una cinquantina di metri
circa, presso San Canziano, vicino a Divaga, ai quali è dedicato ampio spazio nell’allestimento museale. Interpretato come
luogo di culto, ha restituito un importante
deposito votivo comprendente centinaia di
oggetti metallici databili al XII-VIII sec.
a.C., fra la tarda età del Bronzo e la prima età del Ferro: armi in netta prevalenza,
utensili, recipienti, elementi ornamentali e
di abbigliamento, insieme a metallo grezzo e scorie di fusione. L’itinerario prosegue
prendendo in esame il riassetto territoriale
seguito alla conquista romana nel II sec.
a.C. e analizzando diversi aspetti relativi
alle attività economiche, ai commerci, alle
vie di comunicazione terrestri e marittime,
al tessuto insediativo e all’organizzazione
del territorio rurale, in gran parte allora
ricadente entro i confini amministrativi di
Tergeste, l’antica Trieste. Il percorso termina, nel mezzanino, con una rassegna di testimonianze risalenti al periodo tardoantico e riferibili al progressivo affermarsi del
Cristianesimo, sino all’arrivo delle prime
genti slave documentato dalla necropoli
di Predlocca.
Itinerarij celinskih voda in pot v Istro 137
Capodistria, Museo Regionale: scalone di Palazzo
Belgramoni Tacco/stopnišče palače Belgramoni Tacco
tudi v ljudskem okolju. Arheološka zbirka
predmetov z obalnega in kraškega območja
je razstavljena v pritličju in obiskovalca popelje na dolgo potovanje skozi čas. Začne
se v srednjem paleolitiku, ko so tukaj prebivale neandertalske človekove skupnosti,
dokumentirane v kamnolomu pri Črnem
Kalu, in se prek mezolitika nadaljuje v neolitik ter v bronasto dobo. Takrat so začela
nastajati utrjena naselja, ki jih imenujemo
gradišča. Zelo zanimive so najdbe iz Mušje
jame, približno petdeset metrov globokega
brezna, ki leži v bližini Škocjana pri Divači.
Tem je namenjen obsežen prostor muzejskega kompleksa. Najverjetneje je šlo za kraj
čaščenja, saj je bilo tukaj najdenih kar nekaj
kovinskih votivnih predmetov, ki segajo v
obdobje od 12. do 8. stol. pr. Kr., od pozne
bronaste do starejše železne dobe. Med
najdbami je predvsem orožje, orodja, posode, okrasni predmeti in deli oblačil, poleg
tega pa še surova kovina in žlindra. V nadaljevanju lahko spoznamo preureditev ozemlja po rimski zasedbi v 2. stol. po Kr., saj
muzejski itinerarij analizira različne vidike
gospodarske dejavnosti, trgovine, kopenske
in pomorkse komunikacije, urbanega tkiva
in organizacije podeželskih območij, ki so
se večinoma nahajal znotraj upravnih meja
mesta Tergeste, tj. antičnega Trsta. Itinerarij se zaključi v medetaži, kjer si je mogoče
ogledati pregled pričevanj iz obdobja pozne
antike, ki se nanašajo na postopno uveljavitev krščanstva in na prihod prvih slovanskih
ljudstev, o katerem priča grobišče v Predloki.
Pirano: Palazzo Gabrielli, sede del Museo del Mare “Sergej Mašera”/Palača Gabrielli, sedež Pomorskega muzeja
“Sergej Mašera”
PIRANO
PIRAN
MUSEO DEL MARE
“SERGEJ MAŠERA”
POMORSKI MUZEJ
“SERGEJ MAŠERA”
Interamente dedicato alla cultura marinara
e alla tradizione della costa slovena e quindi alla gente del litorale, nell’affascinante
edificio di Palazzo Gabrielli sul porto di
Pirano il museo presenta sotto molteplici
prospettive – storiche, etnografiche, documentarie – una serie di collezioni di cui il
mare è sempre protagonista di primo piano
insieme agli uomini che con esso si sono
nel tempo strettamente rapportati. L’asse
portante del percorso è un focus sulla storia
della marineria slovena dalle origini sino al
XX secolo, riesaminata nei momenti cruciali e negli elementi peculiari attraverso
cimeli, attrezzature navali, oggetti, divise
che restituiscono un’immagine viva ed eloquente della vita e del lavoro a bordo di navi
e imbarcazioni, ma anche degli equipaggi
che l’hanno animata. Utensili per la pesca
sia costiera sia d’alto mare e documenti
riguardanti la lavorazione del pescato par-
Muzej je posvečen pomorski kulturi in
tradiciji slovenske obale ter prebivalcem
obalnega območja. Njegovi prostori se
nahajajo v palači Gabrielli v piranskem
pristanišču. Muzej s svojimi zbirkami
predstavlja različne vidike - zgodovinskega, etnološkega in ​​dokumentarnega - vsi
pa so povezani z morjem in z ljudmi, ki so
bili z njim vedno tesno povezani. Muzejska pot se v glavnem osredotoča na slovensko pomorsko preteklost, in sicer vse
od njenih začetkov do dvajsetega stoletja.
Ključne trenutke in posamezne elemente preučuje s spominki, ladijsko opremo,
predmeti in uniformami, ki nudijo zgovorno sliko o življenju in delu na krovu
ladij in čolnov, a tudi o posadkah, ki so na
njih delale. Orodja za priobalni in visokomorski ribolov ter dokumenti o predelavi
rib nam pripovedujejo o tesni povezanosti
gospodarstva z morjem in njegovimi viri.
138 Acque interne e rotte per l’Istria
Itinerarij celinskih voda in pot v Istro 139
Pirano, Museo del Mare: sala dedicata all’archeologia marina/soba podmorske arheologije
lano di un’economia fortemente legata al
mare e alle sue risorse. Carte nautiche, dipinti a soggetto marinaresco, modellini di
natanti in uso fra XVII e XVIII secolo, realizzati nel Settecento dal lubianese Gabriel
Gruber ed esemplari di polene completano
l’esposizione. La sezione archeologica, caratterizzata da un particolare allestimento
che evoca un fondale marino, affronta il
tema delle relazioni intercorse fra le popolazioni costiere dell’Adriatico, dei contatti fra le due sponde e delle percorrenze
marine e terrestri attraverso le quali un
costante scambio di idee e di oggetti ha
favorito reciproche influenze fra comunità
e culture diverse. Per le fasi più antiche del
popolamento umano, soprattutto durante
il Neolitico, sono le cavità carsiche ad aver
restituito un’importante documentazione
che abbraccia tanto gli aspetti più strettamente insediativi, favoriti dalla morfologia
stessa dei luoghi, ricchi di anfratti, grotte,
ripari, sia aspetti legati ad altre modalità di
frequentazione. Alcuni siti, come la Grotta
del Pettirosso, in territorio di Duino-Aurisina, l’insediamento di Sermino, alla foce
Razstavo dopolnjujejo navtični zemljevidi,
slike s pomorskimi motivi, modeli čolnov,
ki so se uporabljali v 17. in v 18. stol. in
jih je v 18. stol. izdelal Ljubljančan Gabriel Gruber, ter primerki figur z ladijskih
kljunov. Za arheološki oddelek je značilna
posebna postavitev, ki spominja na morsko
dno. Obravnava tematiko odnosov med
obalnimi prebivalci Jadranskega morja,
stike med obema bregovoma in pomorske ter kopne poti, po katerih je potekala
stalna izmenjava idej in predmetov, ki je
spodbujala medsebojne vplive med različnimi skupnostmi in kulturami. V kraških votlinah je bila najdena pomembna
dokumentacija o najzgodnejši človekovi
poselitvi, še posebej v času neolitika. Ta
obravnava tako različne vidike same poselitve, na katero je ugodno vplivala krajevna
morfologija, ki je bila bogata z globelmi,
jamami in zavetišči, kot tudi vidike, povezane z drugimi oblikami poseljevanja.
Nekatera najdišča, kot so jama v bližini
Devina na Tržaškem Krasu, naselbina
Sermin ob ustju reke Rižane in mesto Piran, pričajo o dolgem obdobju poselitve, ki
del fiume Risano, e la stessa Pirano, mostrano poi lunghe sequenze abitative che
dall’epoca preistorica giungono sino alla
fase romana. I materiali rapportabili alla
colonizzazione, avviatasi con l’età tardo
repubblicana, indicano un’intensa occupazione della regione che, oltre a coagularsi
attorno ad alcuni piccoli centri abitati, ha
la sua più evidente manifestazione in una
serie di ville o altre forme di insediamento
rurale concentrate specialmente lungo la
costa, a San Bartolomeo, Ancarano, Sermino, Villisano, San Simone, Fornace, Fisine.
In più punti il litorale è inoltre contrassegnato da resti di peschiere e bacini per
l’allevamento e la conservazione del pesce
vivo, ai quali si uniscono strutture per
l’approdo e l’attracco. La navigazione,
il trasporto di merci, il contatto con
vari centri disseminati nelle regioni
costiere adriatiche sono del resto
una costante già ben registrabile
sin dall’età del Ferro e confermata
anche da materiali di importazione e recuperi subacquei di reperti
a destinazione commerciale. Rotte
marittime e traffici consolidatisi in
età imperiale continuano a mantenere
una loro vitalità, sia pure ridotta, anche nel
periodo tardoantico.
sega vse od prazgodovine do rimskega obdobja. Najdbe iz časa kolonizacije, ki se je
začela v poznem republikanskem obdobju,
kažejo na močno poseljenost regije, ki je
bila osredotočena na nekaj manjših mest
in se najbolj očitno kaže v številnih vilah
ali drugih vrstah zgradb, ki so nahajale
predvsem ob obali, na primer vsv. Jerneju,
Ankaranu, Serminu, Viližanu, Simonovem zalivu, Fornačah in Fizinah. Ob obali
je mogoče najti tudi številne ostanke ribogojnic ter ribnikov za vzrejo in ohranjanje
živih rib, ob katerih stojijo tudi objekti za
privez in pristajanje. Plovba, prevažanje
blaga in stiki z različnimi mesti jadranskih obalnih regij so tudi dejansko predstavljali stalnico že v
železni dobi. To potrjujejo
podvodne najdbe uvoženih
materialov in trgovskih
predmetov. Pomorske
poti in promet, ki so bili
vzpostavljeni v cesarski
dobi, so svojo vitalnost v
manjšem obsegu ohranjali tudi v poznoantični dobi.
PORTOROSE
PORTOROŽ
SALINE DI SICCIOLE
SEČOVELJSKE SOLINE
L’estrazione del sale per sfruttamento delle
acque salmastre nelle zone di foce fluviale è
un’attività antichissima, che accompagna la
storia dell’uomo sin da quando il passaggio
delle comunità ai primi insediamenti stabili ha determinato nuovi bisogni e nuovi
stili di vita, modificando anche i regimi
alimentari e le modalità di conservazione
del cibo. L’origine delle saline, come quelle
sopravissute a Sicciole, un tempo facenti
Pridobivanje soli iz somornice na področju rečnega izliva je starodavna dejavnost, ki je del zgodovine človeštva že
od pojava prvih stalnih naselbin. S temi
se je pojavila tudi potreba po spremembi
načina življenja in prehranjevanja, pojavile pa so se tudi nove metode shranjevanja hrane. Sečoveljske soline so nekoč
bile del zapletenega sistema proizvodnje
soli, ki je bil prisoten v vseh obalnih me-
Pirano, Museo del Mare: anfora della collezione
archeologica/amfora iz arheološke zbirke
140 Acque interne e rotte per l’Istria
Itinerarij celinskih voda in pot v Istro 141
INDIRIZZI E CONTATTI/Naslovi in kontakti
CHIOGGIA
MUSEO CIVICO DELLA LAGUNA
SUD “SAN FRANCESCO FUORI
LE MURA”/MESTNI MUZEJ JUŽNE
LAGUNE “SAN FRANCESCO
FUORI LE MURA”
Campo Marconi, 1
30015 Chioggia (VE)
Tel. +39 041 5500911
[email protected]
[email protected]
www.chioggia.org/museochioggia
VENEZIA
MUSEO ARCHEOLOGICO
NAZIONALE DI VENEZIA
NARODNI ARHEOLOŠKI MUZEJ
V BENETKAH
Saline di Sicciole: lavorazione del sale/pridelovanje soli
parte di un sistema più complesso di luoghi di produzione del sale che toccava
tutte le città costiere, è pertanto davvero
antica, come antichi sono i metodi di lavorazione che ancor oggi vi vengono praticati. Straordinario insieme di ecosistemi
originati dal contatto fra la terraferma, le
zone d’acqua dolce e l’ambiente marino,
caratterizzato da un’alta biodiversità soprattutto per la varietà di volatili, molti
dei quali nidificanti, le saline sono state
decretate parco nazionale in quanto rappresentano, con un’estensione di 750 ettari,
la zona umida più vasta di tutta la Slovenia,
mentre il Museo delle Saline, riconosciuto
come sito di interesse nazionale, consente
di conoscere i metodi di estrazione del sale, rimasti invariati per secoli, e di visitare
una casa di salinai. Si possono visitare sia
la salina di Lera, a settentrione del parco,
dove viene mantenuta attiva l’estrazione
secondo metodi tradizionali impiegati sin
dal XIV sec., e l’edificio ristrutturato che
ospita un negozio per la vendita del sale e
dei prodotti derivati, sia l’area di Fontanigge, ora dismessa, con il museo, i resti delle
abitazioni dei salinai e le caratteristiche
strutture messe in opera per realizzare il
ciclo lavorativo.
stih. Soline so zato starodavnega porekla, prav tako pa tudi metoda pridobivanja soli, ki se še danes uporablja. Stik
med celino, sladkovodnim območjem in
morskim okoljem tvori izjemen niz ekosistemov, za katerega je značilna bogata
biotska raznovrstnost. Omeniti moramo
predvsem veliko število različnih vrst
ptic, od katerih so si mnoge gnezdišče
ustvarile prav na tem območju. Soline
so razglašene za krajinski park, saj s s
svojimi 750 hektarji predstavljajo največje mokrišče v Sloveniji, medtem ko
je muzej solinarstva priznan kot območje nacionalnega pomena, kjer se lahko seznanimo z različnimi metodami
pridobivanja soli, ki se že stoletja niso
spremenile, in obiščemo solinsko hišo.
V severnem delu parka lahko obiščemo soline Lera, kjer sol s tradicionalno
metodo pridobivajo že od štirinajstega
stoletja, in obnovljeno hišo, v kateri se
nahaja trgovina za prodajo soli ter drugih z njo povezanih izdelkov. Obiščemo
lahko tudi območje Fontanigge, ki je
zdaj zapuščeno. Tukaj se danes nahajajo
muzej, ostanki solinskih hiš soli in drugi
značilni objekti, ki so bili postavljeni za
opravljanje solinarske dejavnosti.
Piazza San Marco 63
30124 Venezia
Tel. +39 041 2967611/663
sspsae-ve.archeologico@
beniculturali.it
www.polomuseale.venezia.
beniculturali.it
MUSEO DI TORCELLO/MUZEJ
TORCELLO
Piazza Torcello
30012 Isola di Torcello (VE)
Tel. +39 041 730761
[email protected]
sbmp.provincia.venezia.it
BASILICA DI TORCELLO
BAZILIKA TORCELLO
Piazza Torcello
30012 Isola di Torcello (VE)
Tel. +39 041 730119
www.veneziaubc.org
Tel. +386 (0)5 640 10 50
[email protected]
MARANO LAGUNARE
Non lontano da Isola...
Nedaleč od Isola...
MUSEO ARCHEOLOGICO DELLA
LAGUNA/ARHEOLOŠKI MUZEJ
LAGUNE
c/o Centro Civico,
Via Sinodo, 28
Marano Lagunare (UD)
Tel. +39 0431 67049
museolaguna@comune.
maranolagunare.ud.it
www.maranolagunare.com
CAPODISTRIA/KOPER (SLO)
MUSEO REGIONALE DI
CAPODISTRIA/POKRAJINSKI
MUZEJ KOPER
GRADO
Kidričeva ulica, 19
6000 Koper
Tel. +386 (0)5 663 35 70,
+386 (0)5 663 35 77
[email protected]
www.pokrajinskimuzejkoper.si
ITINERARIO PALEOCRISTIANO
STAROKRŠČANSKI ITINERARIJ
PIRANO/PIRAN (SLO)
Campo dei Patriarchi: Basiliche di S.
Eufemia e di S. Maria delle Grazie e
Battistero; Resti della Basilica della
Corte: piazza Biagio Marin/Baziliki
sv. Evfemije in sv. Marije Milosti ter
krstilnica;
Ostanki bazilike della Corte: trg
Biagio Marin
34073 Grado (GO)
www.comunegrado.it
ISOLA/IZOLA (SLO)
VILLA ROMANA DELLA BAIA
DI SAN SIMONE/RIMSKA VILA V
SIMONOVEM ZALIVU
Info e prenotazioni/Informacije in
rezervacije: Centro informativo
Turistico - 6300 Izola
MUSEO DEL MARE “SERGEJ
MAŠERA”/POMORSKI MUZEJ
“SERGEJ MAŠERA”
Cankarjevo nabrežje, 3
6330 Piran
Tel. +386 (0)5 671 00 40
[email protected]
www.pommuz-pi.si
PORTOROSE/PORTOROŽ (SLO)
SALINE DI SICCIOLE
SEČOVELJSKE SOLINE
Info: KPSS - Parco Naturale delle
Saline di Sicciole/Krajinski park
Sečoveveljske soline
Sezza 115 - 6320 Portorož
Tel.+386 (0)5 672 13 30
www.kpss.si
142 Via Faentina
5
itinerarij 5
itinerario
via faentina
autostrada /avtocesta
strada statale /državna cesta
confine provinciale /deželna meja
confine statale /državna meja
via faentina
area archeologica /arheološko območje
museo /muzej
monumento /kulturni spomenik
area naturalistica /naravoslovno območje
144 Via Faentina
Via Faentina 145
F
in dai tempi antichi, la via Faentina/Faventina è stata uno dei principali percorsi
appenninici di comunicazione tra la Pianura Padana e l’Italia centrale, collegando
Faenza a Firenze lungo la valle del Lamone: la presenza di cospicui resti preromani ha
dimostrato la sua importanza in età etrusca e nel periodo dell’invasione gallica. La
deduzione romana di Faenza nella seconda metà del II sec. a.C e la costruzione della
via Emilia, che nel collegare Rimini a Piacenza la attraversava, hanno posto in questa
città un capolinea ben definito, mentre in origine il percorso poteva proseguire oltre, in
pianura, forse addirittura fino a Spina o, almeno al momento della colonizzazione, fino
a Ravenna: anche se mai riportato dalle fonti, questo tratto è probabilmente rimasto
sempre attivo e legato all’importanza di Ravenna e Classe. Il percorso vallivo, invece,
deve aver mantenuto una maggiore continuità e vitalità, anche se non aveva l’importanza di una via consolare. Le testimonianze scritte risalgono solo alla tarda antichità,
dopo gli interventi in funzione difensiva di Marco Aurelio: l’Itinerarium Antonini del
III-IV sec. cita il segmento Faventia-Luca, una via di valico e poi di controllo pedemontano del versante appenninico toscano. Uscendo da Faventia, seguendo la riva sinistra del fiume verso i colli, la strada toccava la pieve di San Giovanni Battista in
Ottavo (Pieve del Thò), poco dopo Brisighella, nella cui struttura è stato reimpiegato
diverso materiale romano tra cui un miliario risalente all’inoltrato IV secolo, che studiosi preferiscono attribuire alla via Emilia. Il toponimo Ottavo rappresenta un’indicazione stradale da unire ad altri toponimi e a rinvenimenti che dimostrano l’antichità e
la vitalità della via: da porta Montanara di Faenza sussistono tuttora lungo il Lamone
i toponimi Quartoletta e Quartolo, Rio di Quarto e Rio di Quinto, Ghiarona e Strada
nei pressi di Brisighella, e poco a monte San Giovanni in Ottavo, Rio di Pontenono e
Santa Maria in Undecimo (ora del Poggiale), a scandire le distanze progressive dal
caput viae, Faenza. La strada poi prosegue nel versante toscano in cui si possono localizzare le due stazioni citate dall’Itinerarium, In Castello e Anneiano, per poi giungere a
Florentia (Firenze). Nei secoli successivi la contrapposizione tra Bizantini e Longobardi causò un diradamento dei collegamenti transappennici, che portò all’oblio del percorso fino alla rinascita dei traffici e della documentazione nel pieno Medioevo: l’attuale via Faentina ricalca quasi fedelmente l’antico percorso da Faenza a Firenze.
S
Parco Regionale della Vena del Gesso Romagnola: veduta generale/panoramski pogled
tarodavna cesta Faentina/Faventina je bila že v antičnih časih ena od glavnih apeninskih povezav med Padsko nižino in osrednjo Italijo. Potekala je skozi dolino
Lamone in je Faenzo povezovala s Firencami. Veliko število ostalin iz predrimske
dobe priča o tem, da je v etruščanski dobi in med galskim prodiranjem na to ozemlje
imela velik pomen. Rimska zasedba Faenze v drugi polovici 2. stol. pred Kr. in izgradnja ceste Emilia, ki je Rimini povezovala s Piacenzo, sta bili razlog za to, da se je v
tem mestu nahajala končna postaja. Kljub temu se je pot še naprej nadaljevala po ravnini, morda celo do mesta Spina in v času kolonizacije tudi do Ravenne. Čeprav viri o
tem ne poročajo, se je ta odsek najverjetneje vedno uporabljal in povezan je bil z velikim pomenom mest Ravenna in Classis. Pot, ki je potekala po dolini, je za razliko od
prve verjetno ohranila večjo kontinuiteto in vitalnost, četudi ni imela konzularnega
pomena. Pisni viri segajo le do pozne antike, in torej do obdobja, ko je Mark Avrelij z
uvedbo nekaterih sprememb skušal izboljšati obrambne sposobnosti. Itinerarium Antonini iz 3.- 4. stol. navaja, da je bil odsek ceste Faventia-Luca sprva prelaz, nato pa tudi
kontrolna točka ob vznožju toskanske strani Apeninov. Cesta se je nato oddaljila od
146 Via Faentina
Brisighella, Pieve del Thò: miliario reimpiegato come
colonna/kot steber uporabljeni mejni kamen
Ricostruzione virtuale di una porzione della villa
romana di Russi/Virtualna rekonstrukcija dela rimske
vile Russi
Via Faentina 147
Faventie in nadaljevala vzdolž levega
brega reke ter vodila proti gričevnati pokrajini. Potekala je tudi mimo farne cerkve sv. Janeza Krstnika v Ottavu (Pieve
del Thò), ki se nahaja nedaleč stran od
Brisighelle. Za gradnjo cerkve so uporabili različne materiale rimskega izvora,
med katerimi je tudi rimskim miljni kamen iz poznega 4. stol., za katerega pa
strokovnjaki trdijo, da je pripadal cesti
Via Emilia. Krajevno ime Ottavo se nanaša na cestno oznako, ki skupaj z drugimi toponimi in odkritji priča o antičnosti
in vitalnosti te ceste. Od mestnih vrat
Montanara v Faenzi so ob reki Lamone
še danes prisotna krajevna imena, kot so
Quartoletta in Quartolo, Rio di Quarto
in Rio di Quinto, Ghiarona in Strada v
bližini Brisighelle, nekoliko višje pa San
Giovanni in Ottavo, Rio di Pontenono in
Santa Maria in Undecimo (sedaj del Poggiale), ki razčlenjujejo razdalje ceste caput viae, Faenza. Cesta se nato nadaljuje
po toskanskem pobočju, kjer lahko najdemo dve postaji, ki sta omenjeni v virih
Itinerarium, In Castello ter Anneiano, sledi
pa jima Florentia (Firence). V naslednjih
stoletjih so bili spori med Bizantinci in
Langobardi razlog za opustitev nekaterih
apeninskih povezav, ki so utonile v pozabo vse do trenutka, ko sta v srednjem
veku spet oživela trgovina in pisanje listin. Potek današnje ceste Via Faentina je
skoraj povsem enak starodavni trasi, ki je
vodila od Faenze do Firenc.
Lungo l’itinerario/Ob poti: Faenza - Brisighella - Pieve di San Giovanni
regionale/Krajinski park della Vena del Gesso Romagnola
in
FAENZA
MUSEO INTERNAZIONALE
DELLE CERAMICHE
Mednarodni muzej
keramike
Il museo, il più importante nel settore a
livello internazionale, è stato fondato nel
1908, in seguito a una mostra promossa
da Gaetano Ballardini nell’ex convento di
San Maglorio con ceramiche di manifatture italiane ed europee e pezzi di antica
produzione, nell’ambito dell’Esposizione
Internazionale per le celebrazioni del terzo centenario della nascita di Evangelista
Torricelli. Chiusa la rassegna, le ceramiche rimaste in sede costituirono di fatto
il nucleo fondativo del museo, sorto con
l’intento di contribuire alla rivitalizzazione dell’artigianato ceramico, che stava conoscendo un
periodo di grave crisi. Alla
prima sezione “delle Nazioni” si aggiunsero nel tempo
quelle dell’antica maiolica italiana, dell’Estremo Oriente, dei
Tudi na mednarodni ravni je ta muzej najpomembnejši v svoji panogi. Ustanovljen je
bil leta 1908, in sicer po razstavi, ki jo je v
nekdanjem samostanu sv. Maglorio organiziral Gaetano Ballardini. Razstavljeni so bili ročno izdelani keramični izdelki iz Italije
in Evrope ter predmeti iz antike. Dogodek
je potekal v okviru večje mednarodne razstave, s katero so obeležili tretjo stoletnico
rojstva Evangelista Torricellija. Keramični
izdelki, ki so tudi po razstavi ostali v teh
prostorih, so bili osnova za ustanovitev muzeja. Ta naj bi pripomogel k oživljanju
keramične obrti, ki je tedaj doživljala obdobje hude krize. Prvemu
oddelku “narodov” so pozneje
dodali še oddelke, posvečene
antični italijanski majoliki ter
majoliki z Daljnega vzhoda,
fragmentom izkopanin italijanske
majolike, keramičnim izdelkom iz obdobja prazgodovine in iz klasičnega sveta
ter keramiki z Bližnjega vzhoda. Zbirko je
Faenza, Museo Internazionale delle
Ceramiche: brocca micenea (II millennio
a.C.)/mikenski vrč (2. tisočl. pr. Kr.)
Ottavo - Parco
Escursioni a breve distanza/Krajši izleti: Riolo Terme - Castel Bolognese - Bagnara
- Cotignola - Russi - Massa Lombarda
di
Romagna
Faenza, Museo Internazionale delle Ceramiche: sala della ceramica italiana/dvorana italijanske keramike
148 Via Faentina
frammenti di scavo delle maioliche italiane, delle ceramiche preistoriche e del
mondo classico, delle ceramiche dell’Oriente prossimo, arricchitasi nel 1930 con
l’importante donazione Martin; in seguito
furono documentate anche le ceramiche
precolombiane e africane. Il museo dette
vita, fin dagli anni 1915-16, a una scuola
divenuta poi statale e trasformata nel 1938
in Istituto d’arte per la ceramica, l’attuale
Istituto “Gaetano Ballardini”. I bombardamenti che colpirono Faenza durante l’ultima guerra determinarono la distruzione di
una consistente parte delle raccolte e alla
ricostituzione dell’Istituto provvidero lo
stesso primo direttore Ballardini e il suo
successore, dal 1953, Giuseppe Liverani.
Sono circa 30.000 i pezzi attualmente
facenti parte del patrimonio museale, che
si è accresciuto nel corso del tempo grazie
a importanti collezioni private (Mereghi,
Cora, Fanfani, Bracchini, Liverani). Oltre
alla produzione delle officine faentine e
italiane (Montelupo, Deruta, Casteldurante, Pesaro, manifatture venete, liguri,
milanesi, abruzzesi), si sono ampliati anche i nuclei orientale e mediorientale. Le
manifatture locali sono rappresentate da
bacini graffiti, ciotole, piatti e boccali del
periodo arcaico, esemplari di “stile severo” e
“stile bello”. Pregevole il nucleo dei “bianchi di Faenza”; ampiamente documentate
le manifatture del XVIII e del XIX secolo.
Una sezione è dedicata alla produzione degli artisti faentini del
XX secolo. A partire dagli anni
’30 del XIX sec. il nucleo di ceramica italiana contemporanea
continua a essere arricchito
grazie soprattutto ai Concorsi
annuali del “Premio Faenza”,
che dagli anni ’60 sono divenuti internazionali, favorendo
l’acquisizione di opere di artisti
e di manifatture di tutto il mondo. Il
museo pubblica dal 1913 la rivista bime-
Via Faentina 149
leta 1930 obogatila še pomembna donacija
Martin, pozneje pa tudi keramika predkolumbijskega in afriškega izvora. Muzej je v
letih 1915-1916 ustanovil šolo, ki je pozneje postala državna in je bila leta 1938 preoblikovana v umetniški inštitut za keramiko,
ki danes nosi ime “Gaetano Ballardini.”
Bombardiranja, ki so Faenzo prizadela med
zadnjo vojno, so uničila velik del zbirke in
za obnovo inštituta sta poskrbela sam prvi
direktor Ballardini ter Giuseppe Liverani,
ki je mesto direktorja prevzel leta 1953.
Muzejsko zbirko trenutno sestavlja približno trideset tisoč izdelkov, takšno število
pa je dosegla tudi zahvaljujoč nekaterim
pomembnim zasebnim zbirkam (Mereghi,
Cora, Fanfani, Bracchini, Liverani). Poleg
izdelkov iz faentskih in italijanskih delavnic
(Montelupo, Deruta, Casteldurante, Pesaro, beneške, ligurske, milanske in abruške
delavnice) vedno pomembnejši del zbirke
predstavljajo tudi primerki z vzhoda in
bližnjega vzhoda. Za lokalna ročna dela so značilne gravirane posode in sklede,
krožniki in vrči iz arhaičnega obdobja ter
primerki “strogega sloga” in “lepega sloga”.
Zelo dragoceni so izdelki iz bele keramike,
ki izvirajo iz Faenze, veliko pa je tudi ročno izdelanih primerkov iz 18. in 19. stol.
Eden od oddelkov je posvečen izdelkom
umetnikov, ki so v Faenzi delovali v 20.
stol. V tridesetih letih 19. stol. se je zbirka
italijanskih sodobnih keramičnih izdelkov
začela večati, k čemur so veliko
pripomogla vsakoletna tekmovanja
“Nagrada Faenze”, ki od šestdesetih
let dalje potekajo na mednarodni
ravni in omogočajo pridobivanje
del različnih umetnikov in proizvajalcev iz vsega sveta. Od leta
1913 muzej izdaja specializirano
Faenza, Museo Internazionale delle
Ceramiche: boccale in maiolica arcaica
con stemma della famiglia Manfredi,
Faenza XIV sec./majolski vrč z grbom
družine Manfredi, Faenza, 14. stol.
strale specialistica “Faenza” e dal
revijo “Faenza”, ki izhaja vsake
1979 ospita il laboratorio didattico
dva meseca, od leta 1979 pa
“Giocare con l’arte”, creato con la
gosti izobraževalno delavnico
collaborazione di Bruno Munari.
“Igranje z umetnostjo”, ki je
Da alcuni anni a questa parte
bila ustanovljena v sodelovanju
il MIC è oggetto di imporz Brunom Munarijem. Zadnjih
tanti lavori di ampliamento
nekaj let MIC doživlja pomembe ristrutturazione che han- Faenza, Museo Internazionale
no širitev in prenovo, s katero
no già determinato e deter- delle Ceramiche: rhyton a testa
je že v preteklosti in bo tudi v
animale (Magna Grecia, IV
mineranno anche nel futuro di
prihodnosti omogočal postasec. a.C.)/rhyton z živalsko glavo
nuovi allestimenti.
vitve novih razstav.
(Velika Grčija, 4. stol. pr. Kr.)
FAENZA
Faenza, all’incrocio fra la via
pedemontana, poi ripresa dal
tracciato della via Emilia, e lo
sbocco in pianura del fiume
Lamone, la cui vallata era
percorsa dalla via Faventina,
vede la luce con il nome
augurale di Faventia nel II sec.
a.C. Alla metà di quel secolo,
lo storico greco Polibio,
visitando la regione al seguito
dell’amico Scipione l’Emiliano,
la descrive infatti in pieno
fervore edilizio. Sicuramente
al momento della
realizzazione della strada
consolare da parte di Emilio
Lepido (187 a.C.) il centro
esiste già, visto che la via
stessa ne costituisce il
decumano massimo.
La città ha rappresentato
certamente uno dei punti di
approvvigionamento per la
flotta militare stanziata a
Ravenna da Augusto: a detta
delle fonti antiche (Catone,
Varrone, Columella, Appiano)
la viticoltura prosperava e
Plinio ricorda come i lini
faentini detenessero il
secondo posto in Europa e
fossero apprezzati in modo
particolare per il loro
candore. Dal punto di vista
architettonico, recuperi e
scavi archeologici hanno
messo in evidenza che dopo
una prima fase urbana
risalente alla fine del II secolo
a.C., la città conobbe in età
augustea un momento di
riorganizzazione e di
ammodernamento edilizio.
Significative ristrutturazioni si
Ravenna, Museo TAMO: mosaico da Faenza - via Dogana raffigurante la
presentazione delle armi ad Achille (V sec. d.C.)/mozaik iz Faenze - ulica
Dogana z upodobitvijo Ahilovega orožja (5. stol po Kr.)
150 Via Faentina
hanno anche fra la fine del
II e gli inizi del III secolo d.C.
La qualità degli interni risulta
– a giudicare dai ricchi
apparati musivi, spesso di
ottima tecnica esecutiva e di
grande ricchezza decorativa –
piuttosto alta. L’attività musiva
continuerà ininterrotta sino
all’età tardoantica, periodo
durante il quale Faenza
dovette godere di un
particolare benessere, grazie
alla prossimità con Ravenna.
Scavi e recuperi nell’area
urbana centrale hanno
restituito notevoli esempi
di arte musiva che offrono
un esauriente panorama di
questo tipo di espressione
artistica sino ad almeno al VI
sec. d.C. (vicolo e palazzo
Pasolini, ex palazzo Grecchi,
vie Cavour, Dogana, Ubaldini,
piazza dei Martiri.)
Nei pressi dell’antico spazio
forense, ritrovamenti
effettuati fra gli anni ’70 e
’80 in punti diversi dell’area
occupata dalla sede della
Banca di Romagna indiziano
l’esistenza di un importante
edificio a funzione pubblica
caratterizzato da un ricco
apparato decorativo, cui
rimandano i resti e scultorei
recuperati architettonici, fra i
quali la porzione di un grande
spiovente marmoreo. La
presenza di una potente
struttura muraria di
particolare orientamento
e la qualità dei reperti
marmorei, includenti i
frammenti di una scultura
colossale, rendono plausibile,
ancorché da sottoporre a
ulteriori verifiche, l’ipotesi
di un edificio teatrale.
Faenza je nastala na križišču
ceste ob vznožju gora, od
koder se je pot nadaljevala
po cesti Via Emilia, in izliva
reke Lamone v ravnino,
katere dolino je prečkala
cesta Via Faventina, in sicer v
Via Faentina 151
2. stol. pr. Kr., ko je nosila ime
Faventia. V sredini tega stoletja
je grški zgodovinar Polibij s
svojim prijateljem Scipionom
mlajšim obiskal to območje in
Faenzo opisal kot gradbišče
v polnem zamahu. Med
gradnjo konzularne ceste
Emilija Lepida (187 pr. Kr.) je
to središče že obstajalo, saj
je sama cesta predstavljala
njegov glavni dekuman.
Mesto je bilo zagotovo ena
od točk za oskrbo vojaške
flote, ki jo je Avgust namestil
v Ravenni. Antični viri (Kato,
Varro, Columella, Appiano)
omenjajo cvetoče
vinogradništvo, Plinij pa pravi,
da faentski lan zaseda drugo
mesto v Evropi in je še
posebej cenjen zaradi svoje
čistosti. Z arhitekturnega
vidika so najdbe in arheološka
izkopavanja pokazala, da je po
začetni urbani fazi v poznem
2. stol. pr. Kr. zgradbe v mestu
v avgustejski dobi spremenile
in modernizirale. Večji posegi
so bili opravljeni tudi tudi
med poznim 2. in zgodnjim 3.
stol. po Kr. Sodeč po bogatih
Faenza, Banca di Romagna:
frammento di statua in marmo
fragment marmornega kipa
mozaičnih dekoracijah,
največkrat izdelanih z odlično
tehniko in okrašeni z bogatimi
ornamenti, je bila kakovost
notranjih prostorov zelo
visoka. Mozaična dejavnost
se je neprekinjeno nadaljevala
vse do pozne antike. V tem
obdobju je Faenza zahvaljujoč
bližini Ravenne verjetno
uživala posebno blagostanje.
Izkopavanja v urbanem
središču so omogočila
odkritje izjemnih primerkov
mozaične umetnosti, ki
ponujajo celovit pogled na
tovrstno umetniško izražanje
vsaj do 6. stol. po Kr (ulica in
palača Pasolini, nekdanja
palača Grecchi, ulice Cavour,
Dogana in Ubaldini, Trg
mučenikov). Predmeti, ki so
bili v bližini starodavnega
foruma in na območju sedeža
banke Banca di Romagna
najdeni med letoma 1970 in
1980, pričajo o obstoju
pomembne stavbe javne
uprave. Zanjo so značilne
bogate dekoracije, o katerih
govori nekaj arhitekturnih
ostankov, med katerimi je tudi
del velike marmorne strešine
in skulpture. Glede na
prisotnost močnega in
posebno usmerjenega zidovja
ter na kakovost marmornih
Ferrara, Lapidario Civico: cippo di
najdb in fragmentov
Publio Mecio Proculo, architetto
ogromnega kipa, lahko
dell’imperatore, da Faenza, loc.
Saldino/steber Publija Mecia Prokula, domnevamo, da je šlo za
gledališče.
cesarskega arhitekta iz Faenze,
zaselek Saldino
Brisighella, Grotta della Tanaccia: l’ingresso alla cavità/vhod v jamo
BRISIGHELLA
GROTTA DELLA TANACCIA
DI BRISIGHELLA
JAMA TANACCIA
BRISIGHELLA
La grotta conosciuta come Tanaccia costituisce una delle cavità più importanti
della Vena del Gesso romagnola non solo
per estensione e articolazione, ma anche
per i diversi aspetti del carsismo che vi
sono documentati. All’indiscutibile interesse geologico e speleologico, unisce il
fatto di essere stata sede di antichissime
frequentazioni umane. Si apre a circa 2
km da Brisighella con un grande vano in
cui ebbero inizio intorno al 1930 le prime
esplorazioni archeologiche. A più riprese
vi sono stati recuperati ceramiche, manufatti litici, reperti metallici, conchiglie forate, elementi di collana in pietra o ricavati
da denti forati di animali, pendagli in osso
a forma di pugnaletti e parti scheletriche
databili fra il pieno Eneolitico e l’antica
età del Bronzo. I resti ossei non in connessione riferibili a 10-12 individui, tutti
di sesso maschile, confermano che si è in
presenza di sepolture particolari riservate
solo ad alcuni defunti con specifiche caratteristiche all’interno della loro società
Jama Tanaccia je ena najpomembnejših votlin geološke formacije z imenom Vena del
Gesso Romagnola, in sicer ne samo zaradi
svoje obsežnosti in razčlenjenosti, ampak
tudi zaradi različnih dokumentiranih kraških pojavov. Nespornemu geološkemu
in speleološkemu pomenu se pridružuje
tudi dejstvo, da je bila že v antičnih časih
poseljena. Od Brisighelle je oddaljena približno 2 kilometra in odpira se z velikim
prostorom, v katerem so bile okoli leta
1930 opravljene prve arheološke raziskave.
Tanaccia di Brisighella: asce-martello, punte di freccia
e elemento di collana/sekire-kladiva, konice puščic in
sestavni del ogrlice
152 Via Faentina
Tanaccia di Brisighella: tazzine con anse a “gomito” e
ad anello/skodelice s kolenčastimi in okroglimi ročaji
di appartenenza. I suoi anfratti utilizzati a
scopo di seppellimento rituale documentano il fenomeno delle cosiddette “grotticelle sepolcrali”, già ampiamente noto in
altre cavità emiliano-romagnole. La presenza di uno strato archeologico databile
all’età del Ferro dimostra che la Tanaccia
venne occasionalmente frequentata anche
in epoca successiva.
Via Faentina 153
Večkrat so raziskovalci tam našli keramiko,
kamnita orodja, kovinske dele, preluknjane
školjke, dele ogrlic iz kamna ali preluknjanih živalskih zob, kostne obeske v obliki
bodala in dele skeletov, ki segajo od eneolitika do stare bronaste dobe. Nepovezani
skeletni ostanki, ki jih pripisujejo desetim
ali dvanajstim posameznikom moškega
spola pričajo o tem, da gre v tem primeru za
posebno vrsto pokopa, ki je bila namenjena
samo nekaterim posameznikom s posebnimi lastnostmi. Votline za njihov ritualni
pokop namreč pričajo o prisotnosti tako
imenovanih “grobnih jam”, ki se pojavljaje tudi v drugih jamah Emilije-Romanje.
Prisotnost arheološke plasti iz železne dobe
kaže, da so Tanaccio občasno obiskovali tudi v poznejših obdobjih.
BRISIGHELLA
PIEVE DEL THÒ
Cerkev ThÒ
La Pieve romanica di San Giovanni in Ottavo, o del Thò, rivela nella denominazione un riferimento diretto all’ottavo miglio
della via Faventina, la strada romana che
congiungeva Faenza con Firenze percorrendo la valle del Lamone. L’edificio viene
menzionato nei documenti a partire dal X
secolo, ma è stato certamente preceduto da
un insediamento romano, come testimonia
il reimpiego di materiali di spoglio nelle
strutture architettoniche e nei paramenti
murari: frammenti di epigrafi, sette capitelli
in parte rilavorati (dal I sec. a.C. al V-VI sec.
d.C.), alcune basi di colonne, una colonna
in marmo rosa di Verona e otto in granito
orientale. Di notevole importanza è quella
che riutilizza un miliario ove si ricordano gli
imperatori Valente, Graziano, Valentiniano
II, generalmente attribuito al percorso della
via Faventina, anche se taluni lo pongono
in relazione con la non lontana via Emilia.
Nella pieve sono stati condotti tra il 1951 e
Romanska cerkev sv. Janeza v Ottavu, imenovana tudi Thò, s svojim imenom razkriva
neposredno povezavo z osmo miljo ceste
Faventine, tj. rimske ceste, ki je potekala po
dolini Lamone in je Faenzo povezovala s Firencami. Stavba je bila v listinah omenjena
že v 10. stol., a je bila zagotovo zgrajena na
temeljih rimske naselbine. To nam dokazuje
dejstvo, da so bili na nekaterih arhitekturnih
elementih in na zidovju vnovič uporabljeni
nekateri starejši materiali. O tem pričajo nekateri napisi, sedem delno predelanih kapitelov (iz obdobja med 1. stol. pr. Kr.in 5. - 6.
stol. po Kr.), nekaj podnožij stebrov, steber
iz veronskega rožnatega marmorja in osmica
iz orientalskega granita. Velikega pomena je
mejni kamen, na katerem so vklesana imena
cesarjev Valensa, Gratianusa, Valentinianusa II. Nekateri menijo, se je kamen nahajal
na cesti Faventini, drugi pa ga povezujejo z
bližnjo cesto Via Emilia. Med letoma 1951
in 1967 ter leta 1980 so v cerkvi potekala iz-
il 1967 e nel 1980 scavi che hanno rivelato
diverse tracce e recuperato materiali archeologici databili fra l’età romana e il Medioevo,
quindi anche cronologicamente precedenti
il primitivo edificio di culto cristiano. Al di
sotto dell’abside venne rimessa alla luce la
cripta a oratorio della fase romanica della
pieve (fine XI-inizi XII sec.) di cui rimangono solo tracce nel pavimento dei pilastrini
che sorreggevano la copertura, altri ambienti
relativi alla cripta e al campanile, tombe alla
cappuccina e a fossa comune, e altre strutture murarie di ambienti sotterranei, in cui
si notò l’uso di materiali edilizi di reimpiego. La loro interpretazione è controversa e
secondo alcuni non prova una diretta continuità topografica e di culto fra la pieve e i
resti di origine romana. Anche il pozzo con
drenaggio messo in luce sotto la navata centrale, variamente interpretato da taluni come
piccolo forno o fornace e da altri come “celletta per cure termali”, è stato recentemente
identificato come pozzetto per la gettata di
campane. Tramite una scaletta, dalla navata destra si accede al percorso archeologico
sottostante l’attuale pavimento, dove sono
visibili gli elementi architettonici più antichi
e sono esposti i diversi materiali ceramici,
lapidei, vitrei rinvenuti nel corso degli scavi.
Brisighella, Pieve del Thò: interno/notranjost
Brisighella, Pieve del Thò: veduta posteriore del
complesso/zadnja stran kompleksa
kopavanja, ki so omogočila odkritje številnih
sledi in najrazličnejšega arheološka gradiva
iz rimskega obdobja in srednjega veka. Gre
torej za najdbe, ki so starejše od te preproste stavbe krščanskega kulta. Pod apsido so
odkrili kripto kapele, ki sega v romansko fazo cerkve (konec 11. - začetek 12. stol.), od
katere je nekaj sledi ostalo le v temeljih stebrov, ki so podpirali streho. Odkrili so tudi
druge prostore kripte in zvonika, kapucinske
in skupne grobove ter zidovje podzemnih
prostorov, ki je bilo zgrajeno iz že predhodno uporabljenih materialov. Razlage o
njihovem izvoru so nekoliko sporne in po
mnenju nekaterih ne dokazujejo neposredne
topografske in kultne povezave med cerkvijo
in ostalinami rimskega izvora. Pod glavno
ladjo je bil odkrit tudi jašek z drenažo. Nekateri so menili, da je to nekoč bila peč, drugi pa so trdili, da je šlo za “celico za termalno
nego”. Pred kratkim se je nato izkazalo, da
je to bil jašek za ulivanje zvonov. Stopnišče
v desni ladji vodi v arheološke prostore, ki se
nahajajo pod sedanjimi tlemi. Tukaj si lahko
ogledamo najstarejše arhitekturne elemente
in med izkopavanji odkrite predmete iz keramike, kamna in stekla.
154 Via Faentina
Via Faentina 155
Parco Regionale della Vena del Gesso Romagnola: veduta panoramica degli affioramenti gessosi/panoramski
pogled na mavčne pojave
BRISIGHELLA-FOGNANO
PARCO REGIONALE
DELLA VENA DEL GESSO
ROMAGNOLA
KRAJINSKI PARK VENA
DEL GESSO ROMAGNOLA
La Vena del Gesso Romagnola è un affioramento gessoso del Messiniano di estremo interesse geologico e naturalistico che
si allunga per circa 25 km trasversalmente
alle valli appenniniche del Santerno, Senio, Sintria e Lamone fra le province di
Ravenna e Bologna. Tutta la fascia è contrassegnata da diffusi fenomeni carsici
superficiali e profondi, con valli cieche,
cavità ipogee e abissi, anche di notevole
sviluppo, che danno vita ad ambienti diversificati e ad alta biodiversità. I fenomeni carsici più significativi sono concentrati
prevalentemente nel settore centro-orientale: i sistemi carsici del Rio Gambellaro
(Gessi di Tossignano), della Tana del Re
Tiberio (Gessi di Borgo Rivola), del Rio
Basino (Gessi di Monte Mauro), particolarmente spettacolari anche in superficie,
e della Grotta Risorgente del Rio Cavinale
(Gessi di Brisighella). Nella zona di Campiuno, a meridione della dorsale del Gesso,
si ergono vasti castagneti, di antichissimo
impianto, con alcuni maestosi esemplari
arborei plurisecolari. Una rete di percorsi escursionistici, gestita dal Club Alpino
Italiano in collaborazione con l’Ente Parco, consente a visitatori di ogni tipo di raggiungere e conoscere i più diversi aspetti
naturalistici e storici presenti in questa
Geološka formacija Vena del Gesso Romagnola je kredast greben z izjemnim
geološkim in naravoslovnim pomenom.
Dolga je približno 25 km in je pravokotna na Apeninske doline Santerno, Senio,
Sintria in Lamone, ki ležijo med pokrajinama Ravenno in Bologno. Za ves pas
je značilno veliko število površinskih in
podzemnih kraških pojavov, kot so zaprte
doline ter zelo razvite podzemne jame in
brezna, kjer je mogoče spoznati različna
življenjska okolja in veliko biotsko raznovrstnost. Najpomembnejši kraški pojavi
ležijo predvsem v srednjem in vzhodnem
delu. Zelo lepi so kraški sistemi rek Rio
Gambellaro (Gessi di Tossignano), Tana
del Re Tiberio (Gessi di Borgo Rivola)
in Rio Basino (Gessi di Monte Mauro)
ter jama Risorgente del Rio Cavinale
(Gessi di Brisighella). Na območju Campiuna, ki leži južno od grebena Gesso,
se razteza starodaven kostanjev gozd z
nekaj mogočnimi, večstoletnimi drevesi.
Mreža pohodniških poti, ki jo v sodelovanju z upravo parka upravlja italijansko
planinsko združenje, obiskovalcem omogoča obisk in spoznavanje najrazličnejših naravnih ter zgodovinskih vidikov te
izjemne naravne pokrajine. Pohodnikom
so na voljo tudi središča za obiskovalce, in
straordinaria evidenza paesaggistica. A
disposizione degli escursionisti vi sono
anche i centri visita di Borgo Tossignano
(Bologna) e di Ca’ Carné a Brisighella, situato nell’omonimo parco, che ospita varie
strutture e servizi e un museo naturalistico
dedicato alla fauna della Vena del Gesso
Romagnola, incentrato sulle più interessanti specie animali del parco. Nei pressi di
Brisighella, in corrispondenza del colle del
Monticino, sfruttando una cava abbandonata è stato realizzato un percorso museale
all’aperto che, grazie a un sentiero didattico ad anello, attrezzato con una ventina
di pannelli esplicativi, e attraverso gli affioramenti geologici presenti nel circuito,
illustra il prezioso patrimonio geologico,
paleontologico e naturalistico non solo relativo all’area stessa, i cui crepacci hanno
restituito fossili continentali (coccodrilli,
antilopi, rinoceronti, iene e scimmie) e
marini risalenti a oltre cinque milioni di
anni fa, ma dell’intero sistema gessoso.
L’intensa frequentazione antropica della
Vena del Gesso sin dalla più alta antichità
è documentata dalle testimonianze archeologiche della Grotta di Re Tiberio, della
Tanaccia di Brisighella e della Grotta della
Lucerna presso Monte Mauro, dove è stato ipotizzato lo sfruttamento di lapis specularis, il gesso selenitico translucido usato
dai Romani come vetro e ricordato nella
Naturalis Historia di Plinio il Vecchio.
Faenza, Museo di Scienze Naturali: cranio dello ienide
Plioviverrops faventinus da Cava Monticino/lobanja
hijene Plioviverrops faventinus iz kamnoloma Monticino
Parco Regionale della Vena del Gesso Romagnola,
Museo Geologico di Cava Monticino: veduta di una
delle stazioni/pogled na eno od postaj
sicer Borgo Tossignano (Bologna) ter Ca’
Carné v Brisighelli. Ta se nahaja znotraj
samega parka in ponuja številne strukture in storitve. Tukaj je tudi naravoslovni
muzej, posvečen živalstvu parka Vena
del Gesso Romagnola, ki se osredotoča
na najzanimivejše živalske vrste parka. V
bližini Brisighelle se na hribu Monticino
nahaja opuščen kamnolom, v katerem so
odprli muzejsko pot na prostem. Gre za
krožno učno pot, na kateri najdemo približno dvajset tabel z razlagami. Na površju
je veliko geoloških pojavov, ki ponazarjajo
dragoceno geološko, paleontološko in naravno dediščino tega območja, kjer so bili
v razpokah najdeni tudi fosili več kot pet
milijonov let starih kopenskih in morskih
živali (krokodilov, antilop, nosorogov, hijen in opic), poleg tega pa ponazarja tudi
ves sadrasti sistem. Park Vena del Gesso
je bil poseljen že v antiki, o čemer pričajo
arheološke najdbe iz jam Re Tiberio, Tanaccia di Brisighella in Lucerna, ki leži v
bližini gore Monte Mauro. V Lucerni so
najverjetneje pridobivali lapis specularis, tj.
prosojni selenitni mavec, ki so ga Rimljani
uporabljali namesto stekla in je omenjen v
delu Naturalis Historia, katerega avtor je
Plinij starejši.
156 Via Faentina
Via Faentina 157
RioloTerme, Grotta di Re Tiberio: ingresso della cavità/vhod v jamo
Nel Parco della Vena del Gesso Romagnola...
nell’antichità, che sembra iniziare nel III
millennio a.C. Alla fase finale dell’età del
Rame e all’incipiente età del Bronzo è stato infatti ipotizzato risalga l’uso funerario
della grotta, con alcune sepolture rituali,
secondo una costumanza ben documentata in altre cavità ipogee dell’Emilia-Romagna nello stesso arco di tempo. Nell’età
del Bronzo piena e matura (XVIII-XII sec.
a.C.) la frequentazione umana assume un
diverso carattere e si associa alla presenza di
acque salutari (minerali). Nell’età del Ferro
(fine del VI-inizi V sec. a.C.) la grotta si
connota con chiarezza come luogo di culto,
testimoniato dalla deposizione di ex voto
e di offerte (bronzetti, vasi miniaturistici,
ceramiche), che persiste fino alla piena età
romana (III-IV sec. d.C.).
la izkopavanja in raziskovanja, s katerimi
so pridobili obsežne arheološke dokaze o
njeni poselitvi v antičnih časih, prvič pa
naj bi se ljudje tukaj naselili že v 3. tisočl.
pr. Kr. Predvidevamo, da so se ob koncu
bakrene dobe in na začetku bronaste dobe
v jami odvijali pokopi, in sicer tudi ritualni. O tem pričajo preučevanja navad v drugih podzemnih jamah Emilije-Romanje v
istem časovnem obdobju. Med polno in
zrelo bronasto dobo (18.-12. stol. pr. Kr.)
so ljudje sem prihajali zaradi zdravilne
(mineralne) vode. V železni dobi (konec 6.
stol. in zgodnje 5. stol. pr. Kr.) je bila jama
tudi kraj čaščenja, o čemer pričajo votivni
predmeti (bronasti kipci, miniaturne vaze,
keramika). To je trajalo do polne rimske
dobe (3.- 4. po Kr.).
V bližini, v Riolo Terme...
V Parku Vena del Gesso Romagnola...
RIOLO TERME
località Borgo Rivola
RIOLO TERME
kraj Borgo Rivola
Nei pressi, a Riolo Terme...
GROTTA DEL RE TIBERIO
Jama kralja Tiberija
RIOLO TERME
La Grotta del Re Tiberio, la più nota tra
le grotte che costellano la Vena del Gesso
Romagnola, si apre lungo la valle del fiume
Senio, nelle viscere di Monte Mauro a 175
m di altezza s.l.m. Di formazione carsica,
costituisce il percorso fossile di una risorgente, tuttora scorrente a maggiore profondità. La cavità consta di un vano d’ingresso
che confluisce in una sala circolare di 15 m
ca. di diametro (la cosiddetta “cupola gotica”) e di un esteso sistema
di gallerie e cunicoli. Oggetto di indagini scientifiche a partire da poco dopo
la metà del XIX sec. per
opera di importanti studiosi locali, è stata a più riprese
interessata da campagne di
scavo e prospezioni in seguito alle quali si è
recuperata un’ingente documentazione archeologica relativa alla sua frequentazione
Jama Re Tiberio je najbolj znana jama
parka Vena del Gesso Romagnola. Leži
v dolini reke Senio, v osrčju hriba Monte
Mauro in na 175 metrih nadmorske višine. Ta kraška formacija je tudi fosilna
pot ponikalnice, ki še danes teče globoko
pod površjem. Na vhodu v jamo se nahaja
votlina, ki nato postane krožni prostor s
približno 15 metrov premera (tako imenovana “gotska kupola”) in se v nadaljevanju spremeni v obsežni
sistem rovov in prehodov.
Pomembni lokalni strokovnjaki so v drugi polovici 19. stol. tukaj opravili
pomembne raziskave.
Večkrat so v jami potekaImola, Museo di San Domenico - Museo
Archeologico e Naturalistico “G. Scarabelli”: vasi
miniaturistici dalla Grotta di Re Tiberio
miniaturne vaze iz jame kralja Tiberija
MUSEO DEL PAESAGGIO
DELL’APPENNINO FAENTINO
Krajinski muzej Faentskih
Apeninov
La rocca trecentesca, recentemente restaurata, offre un percorso di visita che si snoda
sui diversi livelli dell’edificio, qualificandosi
come aggiornato punto d’informazione,
documentazione, conservazione e valorizzazione del territorio circostante, di cui
permette di cogliere gli aspetti storici e
ambientali essenziali. All’interno delle casematte, l’itinerario si focalizza sulle tecniche di difesa e offesa del periodo medievale
illustrate attraverso l’esposizione di modellini di macchine da guerra in uso durante gli
assedi e la riproduzione di armi e armature
per difesa personale. Al piano terreno del
mastio si ripercorrono invece le tecniche di
costruzione impiegate durante l’erezione
della rocca, mentre un plastico e un audiovisivo consentono al pubblico di rivisitare le
fasi costruttive del complesso e compren-
Tukaj si lahko ogledate nedavno obnovljeno trdnjavo iz 14. stol. Ta predstavlja
sodobno središče informiranja, dokumentiranja, ohranjanja in razvijanja okoliškega
območja, ki nam omogoča razumevanje
pomembnih zgodovinskih in okoljskih
Riolo Terme: veduta della Rocca dall’alto/pogled na
Rocco od zgoraj
158 Via Faentina
Via Faentina 159
Da Riolo Terme verso la pianura...
Od Riolo Terme proti nižini...
CASTEL BOLOGNESE
MUSEO CIVICO
Riolo Terme: un particolare della Rocca/podrobnost Rocce
dere ruolo e funzione delle architetture medievali di carattere difensivo. Nella sezione
archeologica, al secondo piano, vengono
passati in rassegna i diversi ritrovamenti
e scavi che hanno posto in luce le testimonianze storiche relative all’importante
distretto territoriale della valle del Senio,
la cui principale emergenza naturalistica e
storica è rappresentata dalla Vena del Gesso Romagnola e dalla rinomata cavità della
Grotta di Re Tiberio. La Sala del Pozzo è
infine teatro di un’ambientazione sonora
che, grazie all’aiuto di alcuni oggetti simbolici, rievoca la figura di Caterina Sforza
(1463-1509), signora di Imola e di Forlì.
Riolo Terme, Museo del Paesaggio dell’Appennino
Faentino: sezione dedicata all’età romana/oddelek
posvečen rimski dobi
vidikov. V utrdbah se itinerarij osredotoča
na različne tehnike obrambe in napada, ki
so bile značilne za srednji vek. Prikazane
so s pomočjo različnih modelčkov vojnih
naprav, ki so se uporabljale med obleganji, ter z reprodukcijami oklepov in orožja
za osebno obrambo. V pritličju trdnjave
so prikazane gradbene tehnike, ki so jih
uporabili za izgradnjo trdnjave, medtem
ko maketa in avdiovizualna predstavitev
obiskovalcem omogočata, da spoznajo
gradbene faze kompleksa ter razumejo
vlogo in funkcijo srednjeveške obrambne arhitekture. Na arheološkem oddelku
v drugem nadstropju so razstavljene različne najdbe in izkopanine, ki so razkrile
zgodovinska pričevanja o pomemben teritorialnem okrožju doline Senio. Njegov
najpomembnejši naturalistični in zgodovinski del sta park Vena del Gesso Romagnola in slovita votlina jame Re Tiberio.
Dvorana Pozzo je zahvaljujoč nekaterim
simbolnim predmetom prizorišče zvočne
predstavitve, ki obuja spomin na lik Caterine Sforza (1463-1509), plemenite dame
Imole in Forlìja.
Riunisce le raccolte storico-artistiche comunali, a cominciare dall’Antiquarium che
era stato istituito nel 1983 nella residenza
municipale con l’intento di documentare
l’evoluzione storica di questa parte della
Romagna ravennate, dalla preistoria fino
al XIX secolo, e dell’abitato di Castel Bolognese, nato come centro di nuova fondazione negli ultimi decenni del XIV secolo.
Nel suo nuovo e recente ordinamento si
articola in tre sezioni, una delle quali è
dedicata alle testimonianze archeologiche
reperite negli ultimi decenni soprattutto
grazie a scoperte, ricerche e scavi archeologici programmati sul territorio e nel
centro urbano. Il percorso archeologico
propone per iniziare reperti relativi ai
primi episodi di frequentazione da parte
dei gruppi umani: una serie di manufatti
litici appartenenti alla fase più arcaica del
ciclo tecnologico paleolitico. Ceramiche
dell’età del Bronzo e materiali fittili, vitrei
e metallici provenienti da ville, necropoli
e insediamenti sparsi di età romana tracciano un quadro quasi completo del popolamento nella vallata del Senio. Per l’età
post romana una testimonianza significativa è venuta in luce nel 1980
durante lavori edili
alla periferia dell’abitato attuale. Si tratta
di una piccola necropoli
(V-VI sec.) con materiali
di corredo femminile, probabilmente da attribuirsi a
elementi di origine gota qui
insediati, forse su un preceCastel Bolognese, Museo Civico: fibula in lega
d’argento da una sepoltura gota/fibula iz srebrne
zlitine iz gotskega groba
Mestni muzej
Castel Bolognese, Museo Civico: tomba di guerriero
da Ponte di Castello (VIII-VI sec. a.C.)/grob bojevnika
iz kraja Ponte di Castello (7.-6. stol. pr. n. št.)
Muzej združuje občinske zgodovinske
in umetniške zbirke, prva med temi pa
je zbirka Antiquarium. Ustanovljen je bil
leta 1983 v mestni hiši, v njem pa naj bi se
prikazal zgodovinski razvoj tega dela Romanje, in sicer vse od prazgodovine do 19.
stol., poleg tega pa naj bi bila tukaj predstavljena tudi zgodovina naselja Castel Bolognese, ki je nastalo v zadnjih desetletjih 14.
stol. Razdeljen je na tri enote, od katerih je
ena posvečena arheološkim najdbam, ki so
bile v zadnjih desetletjih med raziskavami
in arheološkimi izkopavanji najdene v mestnem središču. Arheološka zbirka zajema
najdbe iz najzgodnejših obdobij poseljenosti. Med temi je tudi niz kamnitih orodij,
ki so pripadala ljudem iz najbolj arhaične
stopnje paleolitskega tehnološkega ciklusa. Keramični, glineni, stekleni in kovinski
predmeti iz bronaste dobe, ki prihajajo
iz vil, nekropol in naselbin, ter segajo v
rimsko obdobje, ustvarjajo skoraj popolno sliko prebivalstva v dolini reke Senio.
Leta 1980 je bil med gradbenimi deli na
obrobju sedanjega mesta najden pomemben dokaz, ki sega v čas po rimskem obdobju. Gre za majhno nekropolo (5.- 6.
stol.) z ženskimi okrasnimi predmeti. Ti
so najverjetneje gotskega izvora in morda
prihajajo iz naselja, ki je nastalo na mestu
160 Via Faentina
dente stanziamento romano databile tra il
I sec. a.C. e il I d.C. Per la loro rarità, si segnalano alcuni monili in argento e argento
dorato. Il periodo medievale è rappresentato da ceramiche e altri oggetti, databili
dal XIV al XVI secolo, recuperati nel corso
di scavi nel centro urbano, nel territorio
circostante e nell’area di Sant’Angelo in
Campiano, ove sorgeva già prima del IX
secolo d.C. l’antica pieve dipendente dalla
diocesi imolese, distrutta quasi interamente in seguito ai danni subiti durante il secondo conflitto mondiale.
Inoltrandosi verso la pianura...
Via Faentina 161
nekdanje rimske naselbine iz obdobja med
1. stol. pr. Kr. in 1. stol. po Kr. Zaradi svoje
redkosti je zelo pomemben tudi nakit iz
srebra in pozlačenega srebra. Srednjeveško
obdobje je predstavljeno z lončarstvom in
drugimi predmeti, ki segajo v obdobje od
14. do 16. stol. Ti so bili najdeni med izkopavanji v središču mesta, v okolici in na
območju kraja Sant’Angelo in Campiano.
Tam je že pred 9. stol. stala starodavna cerkev škofije v Imoli, zaradi poškodb, ki jih
je utrpela med drugo svetovno vojno, pa je
skoraj povsem porušena.
Pot proti ravnici...
BAGNARA di romagna
Area archeologica di
PRATI DI SANT’ANDREA
Arheološko obmoČje
PRATI DI SANT’ANDREA
La “motta” (rialzo artificiale del terreno di
forma ellittica) dei Prati di Sant’Andrea,
ospita i resti di un villaggio medievale, un
piccolo centro di circa 7000 m2, ancora
perfettamente conservato, fondato presumibilmente nell’VIII secolo d.C. e vissuto
per circa 600 anni fino agli inizi del XIII
secolo, quando fu abbandonato in favore
di un nuovo sito, corrispondente all’attuale abitato, distante circa un chilometro a
sud-est in linea d’aria. Non è improbabile
che il castrum di Bagnara sia stato preceduto da un vicus romano sorto nei pressi
della via Lunga, antico tracciato coincidente con un importante asse centuriale.
Questo particolare tipo di insediamento,
diffuso nella Pianura padana in età altomedievale, era circondato da un fossato
che lo recingeva completamente, a sua
volta delimitato da una palizzata di grossi
tronchi d’albero. Nella parte sud era forse
presente una porta d’accesso realizzata in
pietra e mattoni. I sondaggi archeologici
vi hanno riportato in luce una parte delle
Na umetni vzpetini elipsaste oblike, ki
stoji na arheološkem najdišču Prati di
Sant’Andrea, se nahajajo ostaline srednjeveške vasice. Gre za majhen kraj s približno
7000 kvadratnimi metri površine, ki je še
danes odlično ohranjen. Domnevno je bil
ustanovljen v 8. stol. po Kr., ljudje pa so ga
naseljevali približno 600 let. v Začetku 13.
stol. so vasico zapustili in se preselili v novo.
Bagnara di Romagna, motta di Prati di Sant’Andrea:
saggio di scavo/sondažni izkop
Ricostruzione pittorica del castrum fortificato
di Prati di Sant’Andrea/Slika utrjenega castruma
Prati di Sant’Andrea
abitazioni caratterizzate da pavimenti in
terra battuta, focolari, pareti in argilla e
legno e coperture in paglia. L’economia
del villaggio, a prevalenza agricola, era integrata da attività artigianali comprovate
dalla presenza di scorie di lavorazione del
metallo. Secondo una diffusa opinione, la
fine del villaggio risalirebbe al 1222 in seguito a un’aggressione dei Bolognesi, tuttavia le ricerche archeologiche dimostrano
che si trattò di un abbandono programmato in favore di un nuovo insediamento.
Una memoria dell’antico abitato rimane
nel toponimo che ricorda il sito dei Prati
di Sant’Andrea come “Bagnara vecchia”.
Ta obstaja še danes in se nahaja jugovzhodno od prejšnje, zračna razdalja med njima
pa je približno en kilometer. Obstaja verjetnost, da se je na mestu castruma Bagnara
prej nahajal rimski vicus, ki je bil zgrajen
v bližini ceste Via Lunga, starodavne poti,
ki je sovpadala s pomembno centurijsko
osjo. Ta posebna vrsta naselja, ki je bila v
zgodnjem srednjem veku zelo razširjena v Padski nižini, je bila v celoti obdana
z jarkom, poleg tega pa tudi s palisado iz
velikih drevesnih debel. Na južnem delu so
se morda nahajala vrata, zgrajena iz kamna
in opeke. Med arheološkimi raziskavami so
bila odkrita nekatera bivališča, ki so imela
značilna glinena tla, ognjišče ter stene iz lesa
in gline, pokrita pa so bila s slamo. Prebivalci
vasi so se v glavnem ukvarjali s kmetijstvom,
v manjši meri pa je bila prisotna tudi obrtna
dejavnost, o kateri priča žlindra, ki je nastala
pri predelavi kovin. Večina strokovnjakov
meni, da je vas nehala obstajati leta 1222, ko
so jo napadli prebivalci Bologne, medtem ko
arheološke najdbe kažejo, da so prebivalci že
prej načrtovali selitev v novo naselje. Spomin
na starodavno vas se ohranja v toponimu, saj
se kraj Prati di Sant'Andrea danes označuje
tudi z imenom “Stara Bagnara”.
BAGNARA di romagna
MUSEO DEL CASTELLO
GRAJSKI MUZEJ
Il Museo del Castello si dipana negli ambienti della rocca trecentesca probabilmente
costruita da Uguccione della Faggiola nel
1297. Nella prima sezione, dedicata a “Il
territorio di Bagnara e della bassa Romagna”, si ripercorrono l’evoluzione dell’insediamento antico nell’area bagnarese, le caratteristiche del popolamento, le diverse tipologie costruttive avvicendatesi nel tempo
sino alle soglie dell’età moderna, attraverso
una serie di materiali archeologici relativi al
Neolitico, all’età del Bronzo, all’epoca ro-
Grajski muzej se nahaja v prostorih trdnjave iz 14. stol., ki jo je leta 1297 najverjetneje zgradil Uguccione della Faggiola.
V prvem oddelku, posvečenem “območju
Bagnare in spodnje Romanje”, je prikazan razvoj antičnega naselja na območju
Bagnare, ob tem pa še značilnosti prebivalstva in različne vrste gradenj, ki so tukaj nastajale vse do začetka novega veka.
Razstavljen je niz arheoloških najdb iz
neolitika, bronaste dobe, rimskega obdobja in dolgega obdobje, ki sega od pozne
162 Via Faentina
Via Faentina 163
Bagnara di Romagna, Rocca: veduta del sotterraneo/pogled v podzemlje
mana e al lungo periodo fra il Tardoantico
e l’alto Medioevo, quando nel sito di Prati
di Sant’Andrea vide la luce il primo nucleo
della futura Bagnara. Una piccola raccolta
numismatica, frutto di rinvenimenti fortuiti
e di indagini archeologiche vere e proprie,
documenta l’esistenza di attività commerciali e, più in generale, la vita sociale ed
economica di questa parte della regione in
un arco temporale racchiuso fra il periodo
della colonizzazione romana e l’Unità d’Italia. La seconda sezione, collocata nel mastio,
ricostruisce “La storia del Castello”, ne delinea evoluzioni e trasformazioni nel tempo, fornendo così le basi per comprendere
l’importante fenomeno dell’incastellamento
nella bassa Romagna. L’itinerario museale
illustra le vicende dell’intero sistema difensivo imperniato sulla rocca, la cinta muraria,
la porta civica, i terragli, e rivisita le figure
di coloro che ne furono i signori fra il XV
e il XIX sec. attraverso la biografia di due
personaggi emblematici: Caterina Sforza e
Giovanni Maria Mastai Ferretti, vescovo di
Imola e futuro papa Pio IX. Nel sotterraneo
sottostante le sale del palazzo, si apre un’area
archeologica. Qui sono stati messi in luce
antike do zgodnjega srednjega veka, ko je v
naselju Prati di Sant'Andrea nastalo jedro
bodoče Bagnare. Manjša numizmatična
zbirka, ki je plod naključnih odkritij in
pravih arheoloških raziskav, priča o obstoju gospodarske dejavnosti ter družbenega
in gospodarskega življenja tega območja,
in sicer v obdobju od rimske kolonizacije do združitve Italije. Drugi oddelek, ki
se nahaja v stolpu, prikazuje zgodovino
gradu in opisuje razvoj in spremembe
v času, s čimer nam omogoča boljše razumevanje pomembnega pojava gradnje
gradov v spodnji Romanji. Med ogledom
Bagnara di Romagna, Rocca: area archeologica nel
sotterraneo/arheološko območje v podzemlju
Bagnara di Romagna, Rocca: veduta del cortile con
il mastio sullo sfondo/pogled na dvorišče s stolpom
v ozadju
alcuni elementi strutturali (muri, cisterne)
riferibili alle prime fasi di edificazione della
fortezza. In una vetrina sono esposti oggetti
per la mensa e la cucina databili al XVI secolo recuperati durante gli scavi.
Oltre Bagnara di Romagna...
muzeja se lahko seznanimo z zgodovino
celotnega na skali zgrajenega obrambnega
sistema, obzidja, mestnih vrat in nasipov,
spoznati pa je mogoče tudi nekatere člane
gosposke, ki so tukaj prebivali med 15. in
19. stol., in sicer s pomočjo biografij dveh
emblematičnih osebnosti - Caterine Sforza in Giovannija Marie Mastaia Ferrettija,
imolskega škofa in bodočega papeža Pija
IX). V kletnih prostorih pod dvoranami
palače se nahaja arheološko najdišče. Tukaj so bili odkriti nekateri strukturni elementi (zidovi, vodnjaki), ki
so najverjetneje nastali v prvih fazah gradnje trdnjave.
V vitrini so razstavljeni
predmeti iz kuhinje in jedilnice, ki
segajo v 16. stol.
in so bili odkriti
med izkopavanjem.
Bagnara di Romagna, Museo de Castello: bronzetto
romano raffigurante Mercurio/rimski bronasti kipec z
upodobitvijo Merkurja
Poleg Bagnara di Romagna...
COTIGNOLA
MUSEO CIVICO “LUIGI VAROLI”
MESTNI MUZEJ “LUIGI VAROLI”
È dedicato a Luigi Varoli (Cotignola 18891958), pittore, ceramista, scultore, autore
di cartapeste, musicista, didatta, al quale
è stato conferito in memoriam insieme alla moglie Anna il titolo di “Giusto tra le
Nazioni” da parte dello Stato di Israele. Si
compone di diverse raccolte sistemate in
alcune sedi distinte. Presso Palazzo Sforza, una collezione di reperti archeologici
di età romana, medievale e rinascimentale,
in cui sono compresi ceramiche, monete,
piccoli bronzi, mattoni bollati, accompagna
il visitatore alla riscoperta della storia del
Muzej je posvečen Luigiju Varoliju (Cotignola 1889-1958), slikarju, lončarju, kiparju, avtorju umetnin iz papirne kaše, glasbeniku in učitelju. Po njegovi smrti je Izrael
tako njemu kot njegovi ženi dodelil naziv
“Pravičnega med narodi”. Številne zbirke
tega muzeja so razstavljene na različnih lokacijah. V palači Sforza si obiskovalec lahko
ogleda zbirko arheoloških najdb iz rimskega, srednjeveškega in renesančnega obdobja,
ki jo sestavljajo keramični izdelki, kovanci,
manjši bronasti kipci in žigosane opeke, ki
vsakomur omogočajo odkrivanje zgodovine
164 Via Faentina
Via Faentina 165
Cotignola, Museo Civico “Luigi Varoli”: sezione romana/rimski oddelek
territorio. Qui è infatti documentata l’esistenza di insediamenti colonici risalenti a
epoca di molto anteriore al documento altomedievale (X sec.) che per primo ricorda
il nome di questo centro. Numerose tracce
e segni relativi all’organizzazione agraria
tipica del periodo romano mostrano che
Cotignola si trovava inserita nell’agro di
Faventia (odierna Faenza) e aveva nella
strada Faenza-Bagnacavallo la direttrice
principale (cardine massimo). Fra i rinveni-
Cotignola, Museo Civico “Luigi Varoli”: allestimento
del materiale romano nel cortile di Palazzo Sforza
predmeti iz rimske dobe na dvorišču palače Sforza
tega območja. Tukaj najdemo tudi vire, ki
pričajo o tem, da so koloni na tem območju
že veliko prej ustvarjali naselja. To je zapisano tudi v dokumentu iz visokega srednjega
veka (10. stol.), kjer se ta kraj prvič omenja. Številne sledi pričajo o organiziranosti
kmetijstva, ki je bila značilna za rimsko obdobje, in kažejo na to, da je bila Cotignola
del podeželja Faventie (današnje Faenze)
ter da je bila cesta Faenza-Bagnacavallo
glavna prometnica (cardo maximus). Najbolj
zanimiva arheološka najdba je velik nagrobnik, ki je bil leta 1817 najden na enem od
manjših nasipov, in sicer na desni strani
ceste, ki vodi v Bagnacavallo. Najverjetneje
sega v obdobje med letoma 30 in 40 po Kr.
in sodi v tipologijo, ki ji pravimo “psevdo
edikula”. Ta je sestavljena iz zgornje niše, ki
prikazuje par doprsnih kipov, ki upodabljata
moškega in žensko, ter iz nižjega doprsnega kipa, ki upodablja mladeniča. Napis na
njem ohranja spomin na gospodarja, Caia
Varia, na njegovo nevesto, osvobojenko, in
na njunega sina. Na dvorišču palače Sforza
je nagrobnik shranjen skupaj z drugim na-
menti archeologici, quello di maggior interesse è la grande stele funeraria recuperata
nel 1817 lungo uno dei cardini minori alla
destra della via per Bagnacavallo. Databile
tra il 30 e il 40 d.C., rientra nella tipologia
definita a “pseudo edicola” e si compone
di una nicchia superiore raffigurante una
coppia di busti, maschile e femminile, e di
una inferiore con il busto di un giovane.
L’iscrizione conserva la memoria del capofamiglia, Caio Vario, della sua sposa, una
liberta, e del loro figlio. Nel cortile di Palazzo Sforza la stele è conservata assieme ad
un’altra epigrafe su lastra in calcare, rinvenuta nel XIX secolo e databile al I sec. d.C.,
che riporta un’invocazione agli Dei Mani
di Caio Rufruno Severo, e a una tomba alla
cappuccina, a testimonianza di un’altra delle tipologie funerarie romane più frequenti.
Verso la costa...
pisom, ki je vklesan v apnenčasto ploščo. Ta
je bil najden v 19. stol., sega pa v 1. stol. po
Kr. Na njem je mogoče
prebrati prošnjo, s katero se Caio Rufruno
Severo obrača k bogovom. Poleg tega si
lahko tukaj ogledamo tudi kapucinski grob, ki priča
o še enem od
najpogostejših
rimskih načinov
pokopavanja preminulih.
Cotignola, Museo Civico “Luigi Varoli”: stele dei Varii,
particolare/nagrobniki Varii, podrobnost
Proti obali...
RUSSI
VILLA ROMANA DI RUSSI
Rimska vila v Russiju
Indagata a partire dagli anni Trenta del
XIX sec., rappresenta uno dei maggiori esempi in area nord-italica di edificio
rustico a funzione mista – residenziale e
produttiva – eretto per lo sfruttamento di
un latifondo (fundus). Esteso per almeno
8000 m2, l’edificio ebbe un primo impianto in età augustea in relazione con le
esigenze di rifornimento della flotta, stanziata a Ravenna, cui rimase sempre strettamente legato: il suo maggior sviluppo va
infatti dal I al II sec. d.C. I collegamenti
terrestri con Ravenna erano probabilmente assicurati da prolungamenti verso
la pianura della via Faventina, come anche
oggi avviene, ma non è improbabile che
fosse impiegata anche la rete idrografica e
delle vie d’acqua artificiali. Nella fase iniziale (I sec. a.C.) il complesso aveva una
Vilo so začeli raziskovati v 30. letih 19.
stol. Na območju severne Italije predstavlja
enega od največjih primerov podeželske
stavbe z mešano uporabo (stanovanjsko in
gospodarsko), ki je bila zgrajena za izkoriščanje velikega posestva (fundusa). Razteza
se na najmanj osem tisoč kvadratnih metrih. Prva faza stavbe je bila v avgustejski
dobi zgrajena za oskrbovanje v Ravenni nameščene flote, s katero je bila vedno tesno
povezana. Svoj največji razvoj je doživljala
od 1. do 2. stol. po Kr. Dobre kopenske
povezave z Ravenno so najverjetneje zagotavljali cestni podaljški, ki so prav tako kot
danes vodili proti ravninskemu delu ceste
Faventine, manjša pa je verjetnost, da so
se tedaj posluževali tudi vodnega omrežja
in umetnih vodnih poti. V začetni fazi (1.
stol. pr Kr.) je kompleks imel pravokoten
166 Via Faentina
Russi,Villa romana: mosaico geometrico bianco e
nero, particolare/mozaik s črno-belimi geometrijskimi
liki, podrobnost
planimetria rettangolare chiusa a nord da
un muro con lesene. Una ristrutturazione
in età flavia lo arricchì di mosaici e intonaci parietali policromi. In epoca traianea si
aggiunsero un cortile-frutteto circondato
da portici colonnati e un nuovo settore
abitativo. Ebbe vita fino alla metà del IV
sec. d.C. e fu poi rifrequentato al tempo di
Ravenna capitale (V-VI sec. d.C.). Dopo
l’abbandono se ne riutilizzarono i resti come sepolcreto, cava di materiali e fornace
nell’alto Medioevo, sino al seppellimento
sotto una spessa coltre alluvionale. La villa
si snoda attorno a due peristili e nella seconda fase fu circondata da portici su tre
lati. A settentrione, il quartiere residenziale (pars dominica) abitato dal proprietario
e caratterizzato da pavimenti a mosaico
geometrico bianco e nero e da intonaci
dipinti a motivi geometrici e animalistici o
marmorizzati, è un insieme di 17 ambienti
intorno a un cortile centrale: una stanza
di soggiorno (tablinum), fiancheggiata da
stanze più piccole (cubicola) di uso diverso,
un ambiente di vaste dimensioni adibito a
stanza da pranzo (triclinium), alcuni vani,
pavimentati parte a mosaico, altri in cocciopesto, probabilmente riferibili alla zona
notturna. Sul lato est, un impianto termale
aveva vani pavimentati in mosaico e dotati
in parte di vasche e suspensurae (elementi
del sistema di riscaldamento ad aria calda). A esso collegati erano un cortile e la
Via Faentina 167
tloris, na severu pa je bil zaprt z zidom in
vgrajenimi stebri. Prenova v flavijski dobi
ga je obogatila z večbarvnimi mozaiki in
stenskimi ometi. V trajanovi dobi so dodali
še dvorišče-sadovnjak, ki je bilo obdano s
stebriščnim portikom in novim stanovanjskim delom. Življenje v njem je trajalo do
sredine 4. stol. po Kr., ljudje pa so v njej spet
prebivali, ko je bila Ravenna prestolnica
(4.- 6. stol. po Kr.) Ko so prebivalci stavbo
zapustili, so njene ostaline uporabljali kot
grobišče in kamnolom, v srednjem veku pa
kot opekarno. Vse to je bilo mogoče, dokler
je ni povsem uničila poplava. Vila je bila
zgrajena okrog dveh stebrišč in v drugi fazi
so jo na treh straneh obdali s portikom. V
severnem delu so se nahajale stanovanjske površine (pars dominica), v katerih je
bival lastnik. Zanje so značilna mozaična
tla s črno-belimi geometrijskimi liki in
ometi, ki so poslikani z geometrijskimi in
živalskimi liki ali obloženi z marmorjem.
Okrog osrednjega dvorišča je bilo razporejenih 17 prostorov: dnevni prostor (tablinum), dve manjši sobi (cubicola), ki sta
se uporabljali v različne namene, velika
jedilnica (triclinium), nekaj sob, od katerih
so bile ene tlakovane z mozaiki, druge pa
z drobljeno opeko in so bile najverjetneje
namenjene spanju. V vzhodnem delu se
je nahajal termalni del, ki je bil tlakovan z
mozaikom in delno opremljen z bazeni in
suspensurae (elementi ogrevalnega sistema z
vročim zrakom). Povezan je bil z dvoriščem
Russi,Villa romana: particolare del mosaico
dell’ambiente raffigurato nella pag. accanto/košček
mozaika iz prejšnjega prostora
Russi,Villa romana: uno degli ambienti di rappresentanza della residenza/eden od sprejemnih prostorov v rezidenci
grande aia d’ingresso, cui si accedeva dal
giardino-frutteto. Il settore meridionale
accoglieva il quartiere produttivo. Il cortile porticato fungeva da centro e spazio
distributivo per i locali necessari alle attività della villa: i magazzini per la conservazione, i laboratori con le attrezzature per
la lavorazione dei prodotti, gli alloggi del
fattore, anch’essi con mosaici, e dei servi.
Fra i vari ambienti, identificati in base alla
loro funzione, si sono individuati una fornace per la ceramica, un vano con macine
e una grande cucina con pozzo, focolare
e canalette di scarico verso l’esterno. Si
hanno anche un magazzino, forse destinato alla conservazione delle anfore, numerosi piccoli ambienti, ciascuno dotato
di focolare, e un impianto per lavorazione
del vino con pressa per la pigiatura dell’uva
(torcularium). La villa è circondata da un’area di riequilibrio ecologico originata dalla
rinaturalizzazione di una zona estrattiva.
Estesa per circa tredici ettari, in gran parte
corrispondenti al bacino di cava oggi allagato, si compone di diverse microzone a
diversità vegetazionale.
in velikim vhodnim prostorom, v katerega
je bilo mogoče vstopiti z vrta-sadovnjaka.
Južni del je bil namenjen gospodarskim
dejavnostim. Osrednji prostor je bilo arkadno dvorišče, ki je vodilo v različne delovne prostore: skladišča za shranjevanje,
delavnice z opremo za obdelavo proizvodov, bivališče kmetovalca, ki je prav tako
bilo tlakovano z mozaiki, in v bivališče delavcev. Med različnimi prostori, pri katerih
je bila ugotovljena njihova namembnost,
izstopajo peč za keramiko, prostor z mlini
ter velika kuhinja z vodnjakom, ognjiščem
in kanali za odvajanje na prosto. Tukaj je
stalo tudi veliko skladišče, v katerem so se
mroda shranjevale amfore, več manjših
prostorov z ognjiščem in prostor za pridelavo vina s prešo za stiskanje grozdja (torcularium). Vilo je obdajalo območje, kjer se
danes zahvaljujoč sanaciji območja okoli
kamnoloma vzpostavlja ekološko ravnovesje. To področje se razteza na približno
trinajstih hektarjih in je danes v večji meri
poplavljen kamnolom, sestavljajo pa ga
različna mikroobmočja s pomembno rastlinsko raznolikostjo.
168 Via Faentina
Via Faentina 169
Verso l’interno della pianura...
Proti notranjosti ravnice...
MASSA LOMBARDA
Russi, Museo Civico: modellino
in legno della villa romana/leseni
modelček rimske vile
RUSSI
MUSEO CIVICO
MESTNI MUZEJ
La rocca trecentesca di Russi ospita una serie di collezioni storico-artistiche di diversa
origine e natura. Alcuni ambienti del piano
terra e l’ex cappella al primo piano sono dedicati a una rassegna dei ritrovamenti effettuati nella villa romana ubicata appena fuori
dal centro urbano. Vi si espongono i materiali recuperati durante lo scavo dei pozzi:
un raffio in bronzo con peso in piombo,
vasi in terracotta, un orecchino d’oro, monete, brocche di bronzo, vetri e resti faunistici. Una campionatura di materiali edilizi
(mosaici pavimentali, frammenti di intonaci
parietali decorati, laterizi, esagonette) illustra diversi aspetti architettonici della grande villa rustica, mentre altri reperti come
monete, vernici nere e terra sigillata, busti
di Minerva e di Attis e varia suppellettile
quotidiana documentano l’organizzazione,
i modi di vita, le attività che ebbero luogo
nel complesso a partire dall’età tardorepubblicana sino al momento del suo definitivo
abbandono nel Medioevo.
Trdnjava iz 14. stol., ki se nahaja v kraju
Russi, gosti številne zgodovinske in umetniške zbirke različnega izvora. Nekateri
prostori v pritličju in nekdanja kapela v prvem nadstropju so namenjeni najdbam iz
rimske vile, ki se nahaja v neposredni bližini mestnega središča. Tukaj so razstavljeni
predmeti, ki so bili najdeni med izkopavanjem vodnjakov. Med temi je bil tudi vodnjak kuhinje, iz katerega prihajajo bronast
kavelj s svinčeno utežjo, glineno posodje,
zlat uhan, kovanci, bronasti vrči, steklo in
živalski ostanki. Vzorci gradbenih materialov (talnih mozaikov, fragmentov okrašenih stenskih ometov, opek, šesterokotnih
ploščic) prikazujejo različne arhitekturne
vidike velike podeželske vile, medtem ko
drugi predmeti, kot so kovanci, črna barva
in opeke s pečatom, doprsna kipa Minerve
in Attisa ter različni vsakdanji pripomočki,
pričajo o organiziranosti, načinu življenja
in dejavnostih, ki so v kompleksu potekale
od pozne republikanske dobe do trenutka, ko so v
srednjem veku
prebivalci vilo
dokončno zapustili.
Russi, Museo Civico: bottiglie di bronzo dal pozzo
della cucina della villa romana/bronaste buteljke iz
vodnjaka kuhinje rimske vile
Russi, Museo Civico: chiavi di bronzo provenienti dalla
villa romana/bronasti ključi iz rimske vile
MUSEO “CARLO VENTURINI”
MUZEJ “CARLO VENTURINI”
La raccolta di Carlo Venturini (Massa
Lombarda 1809-1886), medico e diplomatico, si viene formando negli anni
1870-1880 e riunisce progressivamente un
nucleo consistente di reperti archeologici,
insieme a maioliche, porcellane, vetri, monete, minerali, fossili, animali impagliati e
curiosità di ogni genere, originariamente
ospitati in una casa che il collezionista
aveva espressamente acquistato per crearvi
un piccolo museo destinato alla città natale. Importante esempio delle vicende, dei
criteri, delle motivazioni culturali che sono
alla base del collezionismo tardo ottocentesco, le raccolte artistiche di Carlo Venturini
si caratterizzano per il tipico eclettismo che
domina mode e costumi verso la fine del
XIX secolo. Vi spicca una serie di antichità riferibili a svariati siti italiani, ma anche
del vicino Oriente. Intensi contatti sociali
e culturali con esponenti della classe dirigente dell’epoca, con studiosi e viaggiatori,
favoriti dalla professione medica e dagli
incarichi diplomatici per conto della Tunisia e del Venezuela, consentono infatti al
collezionista di riunire i materiali più svariati. Contrassegnata da una spiccata predilezione per gli oggetti della quotidianità, la
collezione archeologica si compone soprattutto di vasi dipinti, piccoli bronzi, reperti
fittili, elementi architettonici e frammenti
marmorei, rare iscrizioni. Ben rappresentate sono le ceramiche greche, magno greche
e italiote, la cui presenza si spiega con la riscoperta archeologica della Magna Grecia
avviata già dalla prima metà del XIX secolo. Troviamo poi buccheri etruschi, ceramiche a vernice nera di varia produzione, insieme a raccolte più organiche come quella
delle lucerne – in gran parte romane – o dei
balsamari di età ellenistica. Dal canto suo,
Zbirka Carla Venturinija (Massa Lombarda
1809-1886), zdravnika in diplomata, se je
oblikovala med letoma 1870 in 1880. Sestavljajo jo različne arheološke najdbe, kot
so izdelki iz keramike, porcelana in stekla,
kovanci, minerali, fosili, nagačene živali in
druge zanimivosti vseh vrst. Sprva je bila
razstavljena v hiši, ki jo je zbiralec namenoma kupil za ustanovitev majhnega muzeja v
rojstnem mestu. Gre za pomemben primer
dogajanj, meril in kulturnih motivov, ki so
tvorili podlago zbirateljstva v poznem 19.
stol. Za umetnostne zbirke Carla Venturinija je značilen eklekticizem, ki je proti koncu
19. stol. stoletja obvladoval modo in navade. Izstopa predvsem vrsta starin iz različnih
italijanskih mest in tudi z Bližnjega vzhoda.
Tesni družbeni in kulturni stiki s člani takratnega vladajočega razreda, z znanstveniki in s popotniki, ki jih je omogočal poklic
zdravnika, in diplomatske naloge, ki sta mu
Massa Lombarda, Museo “Carlo Venturini”: ritratto
del fondatore in abito di console onorario della
Tunisia/portret ustanovitelja v oblačilih častnega
konzula Tunizije
170 Via Faentina
Massa Lombarda, Museo “Carlo Venturini”: stele
punica dal tofet di Cartagine/punski nagrobniki iz
tofeta v Kartagini
la piccola bronzistica offre un ampio panorama degli impieghi della lega metallica
più usata nell’antichità sia per gli oggetti di
ornamento personale e di uso domestico,
sia per la piccola statuaria votiva destinata
ai santuari e agli altari casalinghi. Poi, di là
dal mare, le testimonianze archeologiche
dell’Africa settentrionale, che la carica di
console onorario rendeva più agevole avvicinare, arrivano specialmente dal sito della
gloriosa Cartagine. Fra queste, un’attenzione particolare va prestata al piccolo gruppo
di stele votive del tofet cartaginese, che ben
si prestavano con le loro raffigurazioni e
con le iscrizioni dalla grafia arcana a svelare usi, costumi e riti di quell’antico popolo
dominatore del Mediterraneo.
Via Faentina 171
jih dodeljevali Tunizija in Venezuela, so zbiratelju omogočale nabiranje najrazličnejšega gradiva. Arheološko zbirko sestavljajo
predvsem predmeti iz vsakdanjega življenja, kot so na primer poslikane vaze, mali
bronasti predmeti, glineni predmeti, arhitekturni elementi in drobci marmorja ter
redki napisi. Veliko je izdelkov iz grške in
italske keramike, vzrok za to pa je najverjetneje dejstvo, da se je v prvi polovici 19. stol.
spet začela odkrivati arheologija Antične
Grčije. V zbirki najdemo tudi etruščansko
posodje, črno glazirano keramiko različnega izvora, številne oljenke, ki so večinoma
rimskega izvora in posodice za mazila, ki
segajo v helenistično obdobje. Majhni bronasti predmeti obiskovalcu omogočajo, da
bolje spozna, kako so v antiki uporabljali to
najbolj razširjeno kovino. Iz nje so izdelovali
osebni nakit in druge predmete za domačo
uporabo, ter manjše votivne kipce, ki so jih
nato postavili v svetišča ali na domače oltarje. Arheološke najdbe iz severne Afrike,
do katerih je častni konzul seveda lažje odstopal, prihajajo predvsem z najdišč slavne
Kartagine. Posebno pozornost moramo nameniti majhni skupini votivnih kamnov s kartaginskega
grobišča, ki s svojimi podobami in skrivnostno pisavo dobro
razkrivajo navade, običaje in rituale starodavnega ljudstva,
ki je vladalo Sredozemlju.
Massa Lombarda, Museo “Carlo
Venturini”: lekythos a figure
rosse (Magna Grecia, IV sec.
a.C.)/lekythos z rdečimi figurami
(Velika Grčija , 4. stol. pr. Kr.)
Massa
Lombarda, Museo
“Carlo Venturini”:
modellino ligneo di mummia
(Egitto, periodo tardo)/leseni model
mumije (Egipt, pozna doba)
INDIRIZZI E CONTATTI/Naslovi in kontakti
FAENZA
Museo internazionale
delle Ceramiche
Mednarodni muzej keramike
Viale Baccarini, 19
48018 Faenza (RA)
Tel. +39 0546 697 311
[email protected]
www.micfaenza.org
parcovenadelgesso@
romagnafaentina.it
www.parcovenadelgesso.it
Attualmente chiusa per motivi di
sicurezza/Trenutno je iz varnostnih
razlogov zaprta.
Nei pressi, a Riolo Terme...
V bližini, v Riolo Terme...
BRISIGHELLA
GROTTA DELLA TANACCIA DI
BRISIGHELLA/JAMA TANACCIA
BRISIGHELLA
Info: Centro Visite Rifugio Ca’ Carné
Via Rontana, 42
48013 Brisighella (RA)
Tel. + 39 0546 806 28
[email protected]
www.parcovenadelgesso.it
Pieve del ThÒ
cerkev ThÒ
Chiesa di S. Giovanni in Ottavo
Cerkev sv. Janeza v Ottavu
Via Pieve del Thò, 1
48013 Brisighella (RA)
Tel. + 39 0546 800 35
BRISIGHELLA-FOGNANO
PARCO REGIONALE DELLA VENA
DEL GESSO ROMAGNOLA
KRAJINSKI PARK VENA DEL
GESSO ROMAGNOLA
Sede dell’Ente Parco/Sedež uprave
parka
Via Saffi, 2 - 48013 Fognano (RA)
Tel. +39 0546 810 66
parcovenadelgesso@
romagnafaentina.it
www.parcovenadelgesso.it
Sempre nel Parco della Vena
del Gesso Romagnola.../V Parku
Vena del Gesso Romagnola...
RIOLO TERME
località/kraj Borgo Rivola
Grotta del Re Tiberio/Jama
kralja Tiberija
SS 306, ex Cava ANIC
48025 Borgo Rivola (RA)
Info: Ente Parco Regionale della
Vena del Gesso Romagnola
Tel. +39 0546 810 66
Tel. +39 0545 905 501
+39 0545 905 540
museodelcastello@comune.
bagnaradiromagna.ra.it
www.comune.bagnaradiromagna.ra.it
Oltre Bagnara.../Poleg Bagnara
di Romagna...
COTIGNOLA
Riolo terme
Museo del Paesaggio
dell’Appennino Faentino
Krajinski muzej Faentskih
Apeninov
Piazza Mazzanti
48025 Riolo Terme (RA)
Tel. +39 0546 710 25
[email protected]
www.atlantide.net
Da Riolo Terme verso la pianura...
Od Riolo Terme proti nižini...
CASTEL BOLOGNESE
Museo Civico/Mestni muzej
Viale Umberto I, 50
48014 Castel Bolognese (RA)
Tel. + 39 0546 509 09
Info: Tel. + 39 0546 655 849
[email protected]
www.comune.castelbolognese.ra.it
Inoltrandosi verso la pianura...
Pot proti ravnici...
BAGNARA DI ROMAGNA
Area archeologica di PRATI
DI SANT’ANDREA
Arheološko območje PRATI
DI SANT’ANDREA
Via Lunga
48010 Bagnara di Romagna (RA)
Info: Museo del Castello
Tel. +39 0545 905 501
+39 0545 905 540
museodelcastello@comune.
bagnaradiromagna.ra.it
MUSEO DEL CASTELLO
GRAJSKI MUZEJ
Piazza IV Novembre, 3
48010 Bagnara di Romagna (RA)
MUSEO CIVICO “LUIGI VAROLI”
MESTNI MUZEJ “LUIGI VAROLI”
Corso Sforza, 21
48010 Cotignola (RA)
Tel. + 39 0545 908 873
[email protected]
www.comune.cotignola.ra.it
Verso la costa.../Proti obali...
RUSSI
VILLA ROMANA DI RUSSI
Rimska vila v Russiju
Via Fiumazzo 25/b
48026 Russi (RA)
Info: Soprintendenza per i Beni
Archeologici dell’Emilia Romagna
Tel. + 39 0544 581 357
[email protected]
[email protected]
MUSEO CIVICO/MESTNI MUZEJ
Rocca trecentesca/Trdnjava iz
14. stol.
Via Don Minzoni
48026 Russi (RA)
Tel. + 39 0544 587 656
[email protected]
www.comune.russi.ra.it
Verso l’interno della pianura...
Proti notranjosti ravnice...
MASSA LOMBARDA
MUSEO “CARLO VENTURINI”
MUZEJ “CARLO VENTURINI”
Centro Culturale/Kulturni center
“Carlo Venturini”
Viale Zaganelli, 2
48024 Massa Lombarda (RA)
Tel. +39 0545 985 831
[email protected]
www.comune.massalombarda.ra.it
172 Ravenna ab Hostilia per Padum
6
itinerarij 6
itinerario
ravenna ab
hostilia per padum
autostrada /avtocesta
strada statale /državna cesta
confine provinciale /deželna meja
confine statale /državna meja
ravenna ab hostilia per padum
area archeologica /arheološko območje
museo /muzej
monumento /kulturni spomenik
area naturalistica /naravoslovno območje
174 Ravenna ab Hostilia per Padum
Ravenna ab Hostilia per Padum 175
N
ella Tabula Peutingeriana (III-IV sec. d.C.) viene riportata l’esistenza di un sistema
di comunicazione misto stradale-fluviale strutturato all’interno del Delta padano,
un ambiente fortemente caratterizzato dal dominio delle acque, fluenti e stagnanti, in
cui si compenetravano terre emerse coperte di boschi e macchie palustri. Come si deduce
dal nome, la via Ravenna ab Hostilia per Padum collegava Ravenna allo scalo di Ostiglia,
sfruttando la principale arteria commerciale della pianura padana, ovvero il Po, attraverso
il collegamento di vie d’acqua naturali e canali artificiali con strade poste a ridosso di
questi per poter risalire il corso controcorrente avvalendosi del traino di animali da soma.
Le poche testimonianze sopravvissute suggeriscono un percorso basato sulla realizzazione della Fossa Augusta, probabilmente organizzato in concomitanza con l’allestimento del
porto militare a sud di Ravenna e il completamento, con scopi militari, della via Claudia
Augusta (tra Hostilia e le terre settentrionali) entro il regno di Claudio. Il primo tratto del
percorso della via per Ostiglia coincideva, con tutta probabilità, con la via Popillia che da
Ravenna costeggiava la Fossa Augusta. Una volta giunto all’altezza di Sacis ad Padum, stazione che sorgeva sul ramo del Po chiamato Sagis, il tracciato piegava verso la pianura. Da
questo punto il percorso doveva seguire l’argine sinistro del principale corso del Po in età
antica, il Po di Spina (o Eridano, o Padoa, anche Magnus Padus, poi Padovetere), toccando
Ostellato, San Vito, Gambulaga, Voghenza (dove forse si trovava una stazione di posta),
Quartesana, Codrea (in cui forse si conserva il nome antico, derivato da Caput Eridani),
Quacchio, l’area della futura Ferrara, Cassana, Vicus Varianus (Vigarano Pieve, luogo in
cui si presume che ci fosse l’incrocio con la via che collegava Bologna ad Aquileia), infine
Bondeno e Ficarolo. Secondo recenti interpretazioni, il basolato in trachite e il miliario
con dedica agli imperatori Valente e Graziano del 376 d.C. venuti alla luce nella città di
Ferrara, già riferiti a questa via, non sono invece da mettere in relazione con essa: il primo,
rinvenuto sotto l’attuale via Garibaldi, è probabilmente medievale, mentre il secondo, di
provenienza ignota, è verosimilmente rapportabile al sistema Popillia-Annia. In seguito
ai cambiamenti idrografici e alle invasioni dei Longobardi, il sistema di collegamento
tra Ravenna e il Po venne interrotto per essere ripreso nei secoli seguenti, ma con nuovi
percorsi e nuovi capisaldi come Comacchio.
T
Ferrara, Museo Archeologico Nazionale: cortile di palazzo Costabili/dvorišče palače Costabili
abula Peutingeriana (3.- 4. stol. po Kr.) priča o obstoju kombiniranega cestnega in
rečnega povezovalnega sistema v delti reke Pad. To okolje je močno zaznamovala
prisotnost tekočih in stoječih voda, kjer so se prepredala dvignjena zemljišča, obraščeni
gozdovi in močvirnato rastje. Kot pove že samo ime, je cesta Ravenna ab Hostilia per
Padum povezovala Ravenno in pristanišče Ostiglia. Potekala je po glavni trgovski arteriji
Padske nižine - reki Pad.Vodne poti in umetni kanali so bili povezani s cestami, kar je
ljudem omogočalo, da so s pomočjo živalske vleke potovali tudi proti toku. Redka do
danes ohranjena pričevanja pripovedujejo o morebitnem obstoju poti, ki je nastala zahvaljujoč izgradnji kanala Fossa Augusta. Pot je bila verjetno nastala tudi zaradi gradnje
pomorske baze južno od Ravenne in dokončanja ceste Claudia Augusta (medHostilio in
severnimi ozemlji) v času vladavine Klavdija. Prvi odsek poti, ki je vodila v Ostiglio, je
po vsej verjetnosti sovpadal s cesto Via Popillia, ki je vodila iz Ravenne in je potekala ob
kanalu Fossa Augusta. Ko je prispela do kraja Sacis ad Padum in torej postajo, ki je ležala
ob veji reke Pad, imenovani Sagis, se je pot usmerila proti ravnini. Od tukaj je pot nato
verjetno sledila levemu bregu glavnega toka reke Pad, ki se je tedaj imenoval Po di Spina
(ali Eridanus, ali Padoa, tudi Magnus Padus, nato Padovetere). Potekla je skozi kraje
176 Ravenna ab Hostilia per Padum
Ravenna ab Hostilia per Padum 177
OSTELLATO
MUSEO CIVICO DEL TERRITORIO
Tabula Peutingeriana (segm.V) in cui è evidenziato l’itinerario ab Hostilia per Padum/Tabula Peutingeriana (segm.V),
kjer je prikazan itinerarij ab Hostilia per Padum
Ferrara, Lapidario Civico: ara di Fronto,
funzionario della casa imperiale, da
Vigarano/Oltar Fronta, funkcionarja
cesarskega dvora, v Vigarano
Ostellato, San Vito, Gambulaga, Voghenza (kjer
je morda bila tudi psotojanka), Quartesana, Codrea (ta morda ohranja staro ime, ki izhaja iz Caput Eridani), Quacchio, območje bodoče Ferrare,
Cassana, Vicus Varianus (Vigarano Pieve, kraj, kjer
naj bi se križala s cesto, ki je Bologno povezovala
z Oglejem), in nazadnje Bondeno Ficarolo. Leta
376 sta bila v Ferrari najdena trahitno tlakovanje
in mejni kamen, na katerem je tudi posvetilo cesarjema Valensu in Gratianu. Včasih je veljalo, da
sta oba pripadala tej cesti, najnovejše raziskave pa
dokazujejo, da je tlakovanje, najdeno pod današnjo
ulico Garbiladi, najverjetneje srednjeveškega izvora, medtem ko izvora miljnega kamna ni mogoče
določiti, je pa morda pripadalo povezavi Popillia-Annia. Ko so se vodne razmere spremenile in so
na ozemlje vdrli Langobardi, se je mreža, ki je povezovala Ravenno in reko Pad, prekinila. Vnovič
se je vzpostavila v naslednjih stoletjih, vendar so je
tedaj sestavljale nove poti in nove postojanke, med
katerimi je na primer Commacchio.
Lungo l’itinerario/Ob poti: Ravenna - Parco Regionale del Delta del Po/Krajinski Park Delte
Reke Pad - Spina - Ostellato - San Vito - Gambulaga - Voghiera - Voghenza - Ferrara Stellata di Bondeno
MESTNI MUZEJ POKRAJINE
Muzej je bil ustanovljen v nekdanjem
Sviluppato nell’ex fienile di Corte Valle, il
seniku kraja Corte Valle. Pritlični promuseo affronta al piano terra il tema dell’estori so posvečeni evoluciji Zemlje in
voluzione terrestre e della genesi umana, a
razvoju človeka vse od začetkov vesopartire dalle origini dell’universo, mentre al
lja, v prvem nadstropju pa so prikazane
primo piano rivisita la storia e le trasformazgodovina in spremembe območja delte.
zioni intervenute col tempo nel territorio
Nekaj interaktivnih postaj obiskovalcu
del Delta, offrendo con l’aiuto di alcune
omogoča poglobitev turistične in kulturpostazioni interattive un importante strune tematike. Ogled se začne z rojstvom
mento di approfondimento turistico-cultuplaneta, nato pa se skozi tisočletja narale. Prendendo le mosse dalla nascita del
daljuje do oblikovanja Padske nižine in
pianeta, il percorso si snoda lungo i millenni
pojava njenih prsino alla formazione
vih prebivalcev, o
della Pianura padana
katerih govorijo
e alla comparsa dei
reprodukcije nesuoi primi abitanti,
katerih fosilov.
rievocati attraverso la
V nadaljevanju si
riproduzione di alcuobiskovalec lahko
ni reperti fossili. La
ogleda dinaminarrazione prosegue
ko poseljevanja
rivisitando le dinamidelte, in sicer vse
che del popolamento
Ostellato, Museo del Territorio: percorso
od protozgododeltizio nel periodo sull’evoluzione umana/pot človekove evolucije
vinskega do etrupre-protostorico sino
ščanskega obdobja, predstavljeno pa je
all’importante finestra storica rappresentata
tudi njeno glavno središče ob ustju reke
dal periodo etrusco e dal suo principale cenPad - mesto Spina. Spina je eno od najtro alle foci del Po, la città di Spina, uno dei
starejših naselij dežele Emilije-Romanje
maggiori insediamenti antichi dell’Emiliain je tukaj upodobljeno na veliki tabli, ki
Romagna, qui richiamata grazie a un granponuja pregled različnih vidikov vsakdade pannello scenografico che ne ripropone
njega življenja.
una visione colta attraverso diversi aspetti
della quotidianità.
OSTELLATO -
località
San Vito
OSTELLATO -
kraj
San Vito
PIEVE DI SAN VITO
CERKEV V SAN VITO
Dedicata ai santi Vito, Modesto e Crescenzio, sorse poco dopo il Mille (una lapide
del XVII sec. qui rinvenuta indica nel 1027
l’anno di costruzione), probabilmente sulle
spoglie di un precedente edificio di culto,
come sembrerebbe provare il rinvenimento
Posvečena je svetnikom Vidu, Modestu
in Kresceniju. Zgrajena je bila kmalu po
letu 1000, o čemer priča tukaj najdeni
nagrobnik iz 17. stol., ki kot leto izgradnje navaja leto 1027. Cerkev je najverjetneje zrasla na ruševinah prejšnje cerkve-
178 Ravenna ab Hostilia per Padum
Ravenna ab Hostilia per Padum 179
Ostellato, Pieve di San Vito: cripta/kripta
di un più antico tratto di muro in laterizio
dalle caratteristiche simili alle costruzioni
ravennati del VI-VIII secolo. All’interno
della costruzione basilicale a tre navate e tre
absidi e nella sottostante cripta è attestato
un largo reimpiego di materiali di età romana e bizantina. Tra i cimeli più significativi
si segnala il cippo funerario di Camurio Prisco posto a sostegno della mensa sull’altare
maggiore, mentre nella cripta la medesima
funzione è assolta dal sarcofago della bambina Domizia Paolina, figlia di Modesto.
ne stavbe, kar naj bi dokazovala najdba
opečnatega zidu, ki ima podobne lastnosti kot ravenske stavbe iz 6. do 8. stol. V
baziliki s tremi ladjami in tremi apsidami
ter v podzemni kripti so se uporabljali
materiali iz rimskega in bizantinskega
obdobja. Eden od najpomembnejših
predmetov je nagrobni kamen Camuria
Priscusa, ki je bil opornik oltarne mize
glavnega oltarja, medtem ko ima v kripti
enako funkcijo sarkofag otroka Domizie
Paoline, Modestove hčere.
PORTOMAGGIORE
località Gambulaga
PORTOMAGGIORE
kraj Gambulaga
mostra permanente
“SEPOLCRETO DEI FADIENI”
STALNA RAZSTAVA
“GROBNICE FADIENI”
Nata come casale di campagna, la Delizia
fu trasformata in piccolo maniero dal duca Alfonso I d’Este, che lo destinò poi a
delizia estiva architettonicamente progettata, pare, da Gerolamo da Carpi. Il com-
Nastala je kot podeželska hiša, pozneje
pa je bila preoblikovana v majhen dvorec
vojvode Alfonsa d’Esteja, ki jo je kmalu
spremenil v poletno rezidenco. Arhitekturno naj bi jo zasnoval Girolamo da Carpi.
plesso fa parte del circuito dei monumenti
UNESCO di Ferrara e del Delta del Po
e ospita una mostra permanente dedicata
alla necropoli romana rinvenuta nella tenuta di Santa Caterina, a fianco del castello.
Scoperta in modo casuale grazie ad alcuni lavori di dissodamento del terreno, che
hanno riportato in superficie tre lapidi sepolcrali, e in seguito oggetto di una regolare
campagna di scavo, la piccola necropoli con
incinerazioni riuniva le sepolture di quattro
generazioni della famiglia dei Fadienii. Il
percorso museale ripropone al visitatore le
stele allineate così come sono state ritrovate: cinque elementi lapidei affiancati su
basamenti, posti l’uno accanto all’altro, costituivano altrettanti monumenti funerari
dietro ai quali si sviluppavano tombe singole o multiple di vario tipo (cassette laterizie,
cappuccine, fosse con cinerario protetto da
anfora) relative a 13 individui. L’impianto funerario, probabilmente attivato nel
primo quarto, o poco dopo, del I sec. d.C.
(età giulio-claudia: circa 30 d.C.), restò in
uso sino all’inizio del secondo quarto del
II sec. d.C. (età adrianea: post 128 d.C.).
Portomaggiore, Delizia del Verginese: la facciata/pročelje
Portomaggiore, Delizia del Verginese: una stele del
sepolcreto dei Fadienii/nagrobnik grobnice družine
Fadieni
Kompleks je vpisan v seznam Unescovih spomenikov Ferrare in delte reke
Pad. V njem si obiskovalci lahko ogledajo
stalno razstavo, ki je posvečena rimski nekropoli, odkriti na posestvu Santa Caterina v bližini gradu. Povsem naključno so jo
odkrili med posegi krčenja tal, ko so našli
180 Ravenna ab Hostilia per Padum
Ravenna ab Hostilia per Padum 181
Il sepolcreto era in diretto riferimento con
un’azienda agricola di proprietà della gens
Fadiena, che aveva sicuramente il suo punto di riferimento in una villa dotata di tutti
i comfort, e doveva estendersi nei pressi di
un ramo del Po, non lontano da una via di
comunicazione, a giudicare dai carmi sepolcrali che instaurano un dialogo con il
viandante trovatosi a passare vicino ai monumenti funerari. Accanto alle bellissime
stele, caratterizzate dalle teste-ritratto dei
defunti, ricche di particolari relativi all’abbigliamento e alle acconciature, dalle iscrizioni sepolcrali e da elementi decorativi di
significato simbolico, spiccano gli interessanti corredi composti di molti materiali
significativi, fra cui una serie di fini vasi in
vetro perfettamente conservati.
tri nagrobne spomenike. Kmalu zatem so
opravili redna izkopavanja in odkrili majhno nekropolo z žarnimi grobovi, ki so pripadali štirim generacijam družine Fadieni.
Nagrobniki so v muzeju postavljeni tako,
kot so bili tudi na najdišču. Pet kamnitih
elementov, ki ležijo drug ob drugem, je sestavljalo enako število nagrobnikov, za katerimi so se nahajali posamezni ali skupni
grobovi različnih vrst (opečnate grobnice,
kapucinski grobovi, žare s pepelom v amforah), v katerih je bilo pokopanih trinajst
oseb. Grobišče je najverjetneje nastalo v
prvi četrtini 1. stol. po Kr. ali nekoliko pozneje (julijsko-klavdijska doba: približno
leta 30 po Kr.) in uporabljalo vse do začetka drugega četrtletja 2. stol. (hadrijanova
doba: po letu 128 po Kr.). Grobišče je bilo
neposredno povezano s kmetijskim posestvom v lasti gens Fadiena in se je vsekakor
opiralo na razkošno in udobno vilo. Ta se
je najverjetneje nahajala v bližini pritoka
reke Pad, nedaleč od cestnih povezav. O
tem pričajo nagrobne pesnitve, v katerih
se vzpostavlja dialog s popotnikom, ki ga
pot pelje mimo nagrobnih spomenikov.
Poleg čudovitih nagrobnikov s portreti umrlih, kjer lahko vidimo tudi bogato
okrašena oblačila in razkošne pričeske, si
lahko obiskovalec ogleda nagrobne napise
in dekorativne elemente s simboličnimi
pomeni ter zanimive dodatke, ki so sestavljeni iz številnih pomembnih materialov.
Med temi najdemo tudi vrsto elegantnih
in odlično ohranjenih steklenih vaz.
VOGHIERA –
VOGHIERA –
Portomaggiore, Delizia del Verginese: oggetti dai
corredi funerari del sepolcreto dei Fadienii/predmeti
grobnih pridatkov grobnice družine Fadieni
località Voghenza
kraj
nazione Vicus Habentia o Vicus Aventinus
appare documentata solo in epoca alto
medievale, derivando da quello di un ramo
del Reno, l’Avenza, tributario del Po. Già
a partire dalla prima età imperiale diviene capoluogo e centro amministrativo dei
latifondi demaniali denominati Vercellae
Ravennatium. La prossimità con alcuni
importanti tracciati viari che conducevano alle province transalpine e con la strada
che costeggiando il Po univa Ostiglia con
Ravenna spiegano come il sito abbia raggiunto, a cominciare dal I sec. d.C., ma soprattutto fra la fine del II e gli inizi del III
sec. d.C., un notevole benessere. È proprio
l’amministrazione delle tenute imperiali a
determinare, almeno in parte, la composizione della popolazione voghentina, ove si
annoverano servi e liberti imperiali spesso investiti di funzioni importanti come
quella di amministratore dei fondi o fattore. Fra essi vi sono liberti della casa giulioclaudia e appartenenti alla gens Ulpia, la
stessa dell’imperatore spagnolo Traiano. Il
nes ne poznamo, saj se poimenovanje Vicus Habentia ali Vicus Aventinus pojavi šele
v visokem srednjem veku in izvira iz imena ene od vej reke Ren, Avenze, ki je tudi
eden od pritkov reke Pad. Že v zgodnji cesarski dobi postane Voghenza pokrajinsko
in upravno središče državnih veleposestev,
ki so jim tedaj pravili Vercellae Ravennatium. Bližina nekaterih glavnih cestnih
povezav, ki so vodile v čezalpske province,
in cesta, ki je vzdolž reke Pad Ostiglio povezovala z Ravenno, sta kraju omogočili,
da je že v 1. stol. po Kr. in predvsem med
koncem 2. in začetkom 3. stol. dosegel
visoko stopnjo blaginje. Prav upravljanje
cesarskih posestev je, vsaj delno, vplivalo
na sestavo prebivalstva Voghenze, saj so
sužnji in svobodni ljudje pogosto opravljali pomembne poklice, kot je na primer
upravitelj virov ali skrbnik kmetije. Med
njimi so bili tako svobodnjaki julijsko-klavdijske hiše, pripadniki rodbine gens
Ulpia, kot tudi španski cesar Trajan. Vicus je sprejemal tudi upokojene vojake,
Voghenza
NECROPOLI ROMANA
DI VOGHENZA
RIMSKA NEKROPOLA V
VOGHENZI
Sorta sull’antico ramo del Po Spinetico o
Padovetere, Voghenza è in origine uno dei
molti villaggi del territorio di Ravenna. Ne
rimane ignoto il nome, poiché la denomi-
Vogheznza je nastala ob starodavni veji reke Pad Spinetico ali Padovetere in je bila
sprva le ena od mnogih vasi na območju
Ravene. Njenega tedanjega imena še da-
Necropoli romana di Voghenza/Rimska nekropola v Voghenzi
182 Ravenna ab Hostilia per Padum
vicus accoglie anche militari in congedo
che al termine del servizio ottenevano,
come liquidazione, terre coltivabili nelle
province, e personale in servizio presso la
flotta imperiale a Ravenna. La conoscenza
dei cittadini di Voghenza si deve soprattutto ai loro monumenti funerari, in gran
parte raccolti nella necropoli di via Dante
Alighieri. Si componeva di una settantina
di sepolture a inumazione o a cremazione
di varia tipologia, contenute in casse laterizie con elementi spesso bollati dalla fornace fabbricante (PANSIANA o SOLONAS). Le sepolture erano raggruppate attorno ai monumenti principali o racchiuse
da recinti funerari a carattere famigliare in
muratura. Questi ultimi, individuati sinora in numero di due, avevano al centro il
monumento più importante. La presenza
di grandi sarcofagi marmorei come quello
di Ulpia Pusinnica, unitamente a numerose stele e cippi dello stesso materiale pregiato, proveniente da cave anche lontane,
testimoniano l’elevato tenore di vita dei
cittadini voghentini, documentato anche
dai corredi funerari ove non mancano elementi che sottolineano il benessere sociale
ed economico dei defunti. Ai monumenti
della necropoli si aggiungono i sarcofagi
marmorei siti in via Don Minzoni e sotto
la torre d’ingresso della Delizia del Belriguardo, appartenenti il primo a Cesidia
Ionis (II sec. d.C.), e il secondo a Claudia
Ianuaria, liberta di un personaggio della
famiglia imperiale giulio-claudia (I sec.
d.C.).
Necropoli romana di Voghenza: particolare del
sarcofago di Ulpia/košček Ulpijevega sarkofaga
Ravenna ab Hostilia per Padum 183
VOGHIERA
MUSEO CIVICO
DI BELRIGUARDO
Ferrara, Lapidario Civico: sarcofago di Neon dalla
necropoli romana di Voghenza (III sec. d.C.)/sarkofag
Neona iz rimske nekropole v Voghenzi (3. stol. po. Kr.)
ki so ob koncu službe prejeli odpravnino,
in sicer obdelovalno zemljo v provincah,
ter osebje, ki je službovalo v cesarski floti v Ravenni. Prebivalce Voghenze danes
poznamo predvsem po zaslugi njihovih
nagrobnih spomenikov, ki so se nahajali
v nekropoli v ulici Dante Alighieri. Ta je
bila sestavljena iz sedemdesetih skeletnih
ali žarnih pokopov različnih vrst. Nahajali
so se v opečnatih grobovih in večkrat so
imeli tudi žig opekarne, ki jih je izdelala
(PANSIANA ali SOLONAS). Grobovi
so ležali okoli glavnih spomenikov, skupine družinskih grobov pa so včasih obdajali pokopališki zidovi. Pri skupinah
družinskih grobov je v sredini stal najpomembnejši spomenik. Veliki marmorni
sarkofagi, kot je na primer Ulpia Pusinnica, ter številne nagrobne plošče in stebri
iz enakega kakovostnega materiala, ki je
prihajal tudi iz oddaljenih kamnolomov,
pričajo o visokem življenjskem standardu
prebivalcev Voghenze. Grobovi so imeli
tudi številne bogate dodatke, ki so poudarjali družbeno in gospodarsko blaginjo
pokojnikov. Poleg spomenikov nekropole
sta bila odkrita tudi dva marmorna sarkofaga. Eden od njiju se nahaja v ulici Don
Minzoni, drugi pa pod stolpom Delizie
del Belriguardo. Prvi pripada Cesidii Ionis
(2. stol. po Kr.), drugi pa Claudii Ianuarii,
osvobojenki julio-klavdijske cesarske družine (1. stol. po Kr.).
MESTNI MUZEJ BELRIGUARDO
Grad Belriguardo sodi
Il Castello di Belriguardo,
med najbolj znane pleuna delle più famose dimore
miške poletne rezidence,
nobiliari estive, o “delizie”,
imenovane tudi “delirealizzate dalla famiglia d’Ezie”, ki jih zgradila družina
ste è un’imponente costruzione
d’Este. Zaradi svojih dekoracij
che per la sua ornamentazione e la
in žlahtnosti zgradbi prasua preziosità venne chiamata la
Museo Civico di
vimo tudi “Versailles dru“Versailles degli Estensi”. Luogo Voghiera,
Belriguardo: balsamario in
žine Este.” Rezidenca je
di svago e passatempo, annove- sardonice dalla necropoli
bila namenjena razvedrilu
rava parti adibite alla residenza e romana di Voghenza/posoda
za balzam iz oniksa iz rimske
in zabavi, saj je poleg bialle strutture di servizio, ma an- nekropole v Voghenzi
valnih in pomožnih proche spazi dedicati al gioco, splenstorov imela tudi prostore, ki so bili namedidi giardini, peschiere, fontane e mulini
njeni igri, čudovite vrtove, ribnike in fontaalimentati dall’acqua del vicino Po. Cicli
ne, najti pa je bilo mogoče tudi mline, ki jih
pittorici e affreschi interessavano pressoché
je pogajala voda reke Pad. Slike in freske so
tutte le stanze del complesso, al quale avese nahajale v skoraj vseh prostorih komplevano lavorato artisti celebri come Ercole de’
ksa. Naslikali so jih nekateri znani umetniRoberti, Cosmé Tura, Girolamo da Carpi, il
ki, kot so Ercole de’ Roberti, Cosmé Tura,
Garofalo, Camillo Filippi. La porzione del
Girolamo da Carpi, Garofalo in Camillo
complesso a ridosso del torrione d’ingresso
Filippi. Del kompleksa v bližini vhodnega
ospita il museo archeologico destinato a
stolpa danes zaseda arheološki muzej, ki je
conservare le testimonianze di Voghenza
namenjen ohranjanju dediščine Voghenze
e del territorio circostante, mentre la coin njene okolice, medtem ko tako imenovasiddetta Sala delle Vigne, decorata con un
na Sala delle Vigne, okrašena z navidezno
illusorio pergolato sostenuto da cariatidi,
pergolo, ki jo podpirajo kipi žensk, gosti boaccoglie una ricca collezione di ceramiche
gato zbirko ferrarskega lončarstva iz obdoferraresi databili dal XIV al XVII secolo. Al
bja med 14. in 17. stol. V pritličju muzeja so
piano terreno il percorso museale illustra i
razstavljene najdbe iz rimske nekropole in z
ritrovamenti connessi con la necropoli ronjimi povezani grobni dodatki. Gre različne
mana e i relativi corredi funerari: ceramiche
Voghiera: Delizia di Belriguardo: fronte del complesso/prednja stran kompleksa
184 Ravenna ab Hostilia per Padum
Voghiera, Museo Civico di Belriguardo:
anello d’oro con smeraldo
(II sec. d.C.)/zlat prstan s smaragdom
(2. stol. po Kr.)
di varia tipologia, tazze, incensieri, brocche,
anfore, balsamari e bottiglie di vetro, monete, lucerne, spilloni e aghi in osso, monili
in oro e ambra e un raffinato balsamario in
sardonice. Alle vetrine si affianca un notevole insieme di lapidi sepolcrali che rievocano con le loro epigrafi la memoria di alcuni
degli abitanti di questo antico insediamento. Al piano superiore del museo il divenire
storico della città può essere seguito anche
in età tarda grazie ad alcune campagne di
scavo che hanno interessato il centro urbano, nella zona nota come Fondo Tesoro per
aver restituito da secoli reperti archeologici.
Nel sito sono state messe in luce circa 60
sepolture riconducibili a una necropoli di
epoca bizantina (VI-VII d.C.), le cui tombe
spesso intersecavano o insistevano su strutture murarie di età romana come quelle di
una domus di età imperiale, riutilizzandone
anche i laterizi. Dalla domus proviene
un raro diploma militare inciso su due
lamine di bronzo riguardante la concessione della cittadinanza romana da
parte di Traiano a un marinaio della
flotta imperiale di Ravenna. Databile
esattamente al 100 d.C., esso rappresenta il più antico documento conosciuto che
menzioni il carattere imperiale della flotta.
Ravenna ab Hostilia per Padum 185
keramične izdelke, skodelice,
kadila, vrče, amfore, posodice za mazila in steklenice,
kovance, oljenke, koščene
sponke in igle, nakit iz zlata in
jantarja ter dragocene posodice iz oniksa.
Tukaj si je mogoče ogledati tudi številne nagrobnike, ki s svojimi napisi obujajo spomin
na nekatere prebivalce tega antičnega naselja. V zgornjem nadstropju muzeja lahko
spoznamo zgodovinski razvoj mesta tudi
v poznejši dobi. To so omogočila nekatera
izkopavanja v središču mesta, natančneje na
območju Fondo Tesoro, kjer so bili najdeni
številni arheološki predmeti. Na tem mestu
je bilo odkritih približno šestdeset grobov,
ki naj bi pripadali nekropoli iz bizantinskega obdobja (6. - 7. stol. po Kr.). Grobovi
se pogosto nahajajo v bližini zidov iz rimske dobe, kot je na primer obzidje domusa
iz cesarske dobe, katerega opeko so vnovič
uporabili. Iz domusa prihaja redka vojaška
diploma, vgravirana na dveh bronastih
ploščah, s katero Trajan mornarju cesarske
flote v Ravenni dodeljuje
rimsko državljanstvo.
Ta izhaja iz leta 100
po Kr. in je najstarejši
dokument, ki omenja
cesarski značaj flote.
Voghiera, Museo di Belriguardo: anello d’ambra dalla
necropoli romana di Voghenza/Jantarni prstan iz
rimske nekropole v Voghenzi
FERRARA
MUSEO ARCHEOLOGICO
NAZIONALE di ferrara
NARODNI ARHEOLOŠKI
MUZEJ V FERRARI
È allestito dal 1935 al piano nobile di Palazzo Costabili, commissionato nel 1495
a Biagio Rossetti da Antonio, ambasciatore presso la corte di Ludovico il Moro.
Nel corso del XVII secolo fu oggetto di
Od leta 1935 je nahaja v glavnem nadstropju palače Costabili, ki je bila leta
1495 dodeljena Biagiu Rossettiju da
Antonio, veleposlaniku na dvoru Ludvika Mora. V 17. stol. je bila palača ob-
Ferrara, Museo Archeologico
Nazionale: kylix attica a figure rosse
del Pittore di Pentesilea (460 a.C.)
atiški kylix z dečimi figurami slikarja
Pentesileja (460 pr. Kr.)
alcuni interventi di ristrutturazione e di
decorazione, tra i quali si segnalano gli
affreschi della Stanza del Tesoro, opera
di Benvenuto Tisi detto il Garofalo. Altre pitture murali attribuite all’artista e
alla sua scuola adornano le sale intitolate
alle “Storie di Giuseppe”, ai “Profeti” e
alle “Sibille”. Il museo custodisce i reperti archeologici di Spina, la città etrusca fondata alla foce di uno dei rami del
delta antico del Po. I materiali esposti,
provenienti dai corredi di quattromila
tombe delle necropoli di Valle Trebba
e Valle Pega, documentano il fiorire di
questo importante centro dell’Adriatico
antico tra la fine del VI e l’inizio del III
secolo a.C. La preminenza di testimonianze della cultura greca determina il
primato della collezione per quanto riguarda le ceramiche ateniesi collocabili
fra il 480 e il 400 a.C. Non mancano,
tuttavia, manufatti etruschi: bronzi figurati, oreficerie, ceramiche, iscrizioni. Tra
i pezzi più rilevanti del percorso si ricordano la pelike a figure rosse del Pittore
di Berlino, l’oinochoe attribuita al Pittore
di Eretria, i pregevoli crateri, a calice, del
Pittore di Peleo, del Pittore di Ifigenia e
novljena in okrašena. Pri tem moramo
posebej omeniti freske, ki se nahajajo v
zakladni sobi in so delo Benvenuta Tisija,
imenovanega tudi Garofalo. Druge stenske poslikave tega umetnika in njegove
šole krasijo druge sobe, ki so posvečene
“Zgodbam o Jožefu”, “Prerokom” in “Sibilam”. V muzeju so shranjene arheološke
najdbe iz Spine, etruščanskega mesta, ki
je zraslo ob ustju ene od vej antične delte
reke Pad. Razstavljeni predmeti so pridatki 4000 grobov nekropol v dolinah
Trebba in Pega ter pričajo o razcvetu tega pomembnega antičnega jadranskega
središča med poznim 6. in zgodnjim 3.
stol. pr. Kr. Zelo pomembna pričevanja
o grški kulturi ponuja zbirka keramičnih
izdelkov iz Aten, ki sega v obdobje med
letoma 480 in 400 pr. Kr. Številni so tudi
etruščanski izdelki: bronaste figure, nakit,
keramika, napisi. Med najpomembnejše
predmete zbirke sodijo pelike z rdečimi
figurami berlinskega slikarja, oinochoe
eritrejskega slikarja, dragoceni kraterji v obliki čaše slikarjev Peleja, Ifigenije
in Niobida, kraterji zvonaste oblike slikarja Altamure, in kraterji zavite oblike
slikarja Kleophona. Nič manj zanimivo ni
186 Ravenna ab Hostilia per Padum
del Pittore dei Niobidi, a campana, del
Pittore di Altamura e, a volute, del Pittore di Kleophon. Non meno interessante
è il vasellame altoadriatico, di cui Spina
fu importante centro di produzione. Nel
2007 l’apertura di una nuova sezione
formata da otto sale al piano nobile, ha
incrementato notevolmente la superficie
espositiva e completato il percorso che
conduce il visitatore attraverso la necropoli di Spina. I materiali che ne fanno
parte attestano il progressivo affievolirsi dei contatti commerciali con Atene e confermano come, nel IV sec. a.C.
inoltrato, la città di Spina si sia aperta
ai mercati dell’Italia meridionale e della
Sicilia. Nel 2010 sono stati messi a disposizione del pubblico ancora due nuovi spazi espositivi, la Sala delle Piroghe
monossili e la Sala degli Ori. La prima
espone le due imbarcazioni scoperte nel
1940 in Valle Isola, in provincia di Ferrara, presumibilmente di età tardo romana
(III-IV secolo d.C.), sulle quali è stato
effettuato uno scrupoloso intervento di
conservazione e restauro. La seconda
presenta la collezione di preziosi costituita da monili in oro, argento, ambra,
pietre semipreziose e pasta vitrea,
databili prevalentemente alla fine del V sec. a.C. e ascrivibili
all’artigianato etrusco, gioielli
che integrano e completano il
panorama dell’esposizione dedicata alla necropoli spinete.
Ferrara, Museo Archeologico
Nazionale: cratere attico a figure
rosse del Pittore di Kleophon (430
a.C.)/atiški krater z rdečimi figurami
slikarja Kleofona (430 pr. Kr.)
Ravenna ab Hostilia per Padum 187
severnojadransko lončarstvo. Njegov pomemben proizvodni center je bila Spina.
Leta 2007 se je odprl nov oddelek, ki mu
je namenjenih kar osem dvoran. To je
močno povečalo obsežnost razstavnega
prostora in dopolnilo muzejski itinerarij,
ki obiskovalca popelje skozi nekropolo
mesta Spina. Zbirko sestavljajo predmeti, ki pričajo o postopnem slabljenju
trgovinskih stikov z Atenami in o tem, da
je v 4. stol. pr. Kr. Spina začela trgovati z
južno Italijo in Sicilijo. Leta 2010 sta se
za javnost odprla še dva nova razstavna
prostora, dvorana drevakov in dvorana
zlata. V prvi sta razstavljeni dve plovili,
ki sta bili leta 1940 najdeni v dolini Isola
v pokrajini Ferrara. Najverjetneje segata
v pozno rimsko dobo (3.- 4. stol.), obe
pa sta bili po odkritju tudi natančno restavrirani. V drugi je predstavljena zbirka
dragocenega nakita iz zlata, srebra, jantarja, poldragih kamnov in steklene paste.
Predmeti segajo v 5. stol. pr. Kr. in jih je
mogoče pripisati etruščanski obrti. Tukaj
je razstavljen tudi drugi nakit, s katerim
se zaključuje razstava, posvečena nekropoli mesta Spina.
Ferrara, Musei Civici di Palazzo Schifanoia, Salone dei Mesi: Francesco del Cossa, Trionfo di Venere, allegoria del
mese di aprile, particolare/nagrobnik zdravnika Pupiusa, vnovič uporabljen v katedrali 3. Ferrara, Mestni lapidarij:
sarkofag Aurelijev iz rimske nekropole v Voghenzi
FERRARA
MUSEI CIVICI DI ARTE
ANTICA DI PALAZZO
SCHIFANOIA
MESTNI MUZEJI antiČne
umetnosti V PALAČI
SCHIFANOIA
Al pari delle altre “delizie” estensi luogo
deputato all’otium e allo “schivar la noia”,
il palazzo fu edificato intorno al 1385 per
Alberto V d’Este, ma ebbe il momento di
massimo splendore all’epoca del duca Borso e conobbe una successiva ristrutturazione
nel 1493 per Ercole I ad opera dall’architetto e urbanista Biagio Rossetti. Il piano
nobile ospita il Salone dei Mesi, capolavoro
dell’arte di corte ispirato alla cultura astrologica e al neoplatonismo rinascimentale.
Costituisce uno fra i più importanti cicli
pittorici del Rinascimento e fu eseguito
tra il 1469 e il 1470 su ideazione di Pellegrino Prisciani, bibliotecario e sovraintendente alle arti di corte, nonché professore
di astronomia all’Università di Ferrara, ed
ebbe Cosmè Tura alla direzione dei lavori, ai
Tako kot druge “delizie” družine Este, je bil
tudi ta kraj namenjen otiumu in “preganjanju dolgčasa”. Palača je bila za Alberta V
d’Este zgrajena okoli leta 1385, vendar je
svoj največji sijaj doživela v času vojvode
Borsa. Leta 1493 jo je za Ercola I obnovil arhitekt in urbanist Biagio Rossetti. V
glavnem nadstropju se nahaja dvorana Salone dei Mesi, mojstrovina dvorske umetnosti, ki se zgleduje po astrološki kulturi
in renesančnem neoplatonizmu. Sodi med
najpomembnejše cikluse renesančnih slik
in je bil izdelan med letoma 1469 in 1470.
Zamislil si ga je Pellegrino Prisciani, bibliotekar in nadzornika dvorne umetnosti ter
profesor astronomije na Univerzi v Ferrari.
Dela je vodil Cosmè Tura, sodelovali pa
so umetniki ferrarske delavnice, kot sta na
188 Ravenna ab Hostilia per Padum
quali presero parte artisti dell’Officina ferrarese come Francesco del Cossa ed Ercole
de Roberti. Gli affreschi seguono la successione dei mesi, oggi leggibili in numero di
sette: la scansione in tre fasce orizzontali
di ciascuno scomparto si riferisce ai trionfi
delle divinità dell’Olimpo, ai decani, divinità astrali di probabile origine egizia, e alla
vita di corte. La contigua Sala degli Stucchi, ideata da Domenico di Paris nel 1467,
conserva invece una fascia con le raffigurazioni delle Virtù teologali e le imprese del
duca Borso. Nel palazzo ha sede dal 1898 il
Museo Civico, costituito da una serie di raccolte artistiche che ripercorrono la storia di
Ferrara e ne rievocano la cultura. Presentate
in modo parziale o a rotazione, le collezioni
sono sistemate nelle sale del Quattrocento
e nell’ala trecentesca. Notevole, grazie alle copiose donazioni che si sono aggiunte
nel tempo all’originario fondo numismatico Bellini, è il Medagliere, tra i principali
in ambito regionale, ove si contano più di
22.000 pezzi; oltre al nucleo di monete italiane, medioevali e moderne, comprende le
sezioni greca, romana, punica, una raccolta
di conii e punzoni della zecca di Ferrara e
una serie di medaglie eseguite da grandi artisti del Rinascimento: Pisanello, Matteo de
Pasti, Sperandio. Le raccolte archeologiche,
accresciute nel corso del Settecento, ebbero origine dall’accorpamento di ceramiche
greche, etrusche e romane, vetri, lucerne e
bronzetti, cui si aggiunse nel XIX secolo
la collezione egizia con reperti risalenti al
periodo racchiuso fra la V dinastia e l’età
tolemaica. Le collezioni di ceramica annoverano diversi nuclei di materiali che documentano svariate produzioni di età greca,
etrusca, romana, medievale, rinascimentale
e, naturalmente, le realizzazioni delle officine ceramiche ferraresi fra la metà del XIV e
gli inizi del XVII sec. Sono presenti anche
reperti provenienti da scavi archeologici effettuati negli anni Ottanta e Novanta nel
centro urbano.
Ravenna ab Hostilia per Padum 189
primer Francesco del Cossa in Ercole de
Roberti. Stenske poslikave upodabljajo mesece, od katerih je danes vidnih še sedem.
Razvrščeni so v tri vodoravne pasove. Pri
vsakem mesecu so od vrha proti tlom naslikani triumfi božanstev Olimpa, sledijo
jim dekani, astralna božanstva, ki so najverjetneje egiptovskega porekla, in življenje
na dvoru. V sosednji dvorani Stucchi, ki jo
je leta 1467 zasnoval Domenico di Paris, je
še vedno ohranjen pas, ki upodablja božjo
krepost in podvige vojvode Borsa. Mestni
muzej je v palači nastanjen od leta 1898.
V njem so shranjene številne umetniške
zbirke, ki pripovedujejo o zgodovini mesta
Ferrare in obujajo njeno kulturo. Zbirke so
razstavljene le delno ali izmenično, nahajajo
pa se v dvoranah iz 15. stol. in v krilu iz 14.
stol. Zahvaljujoč pomembnim donacijam, ki
so bile v daljšem časovnem obdobju dodane
prvotnemu numizmatičnemu skladu Bellini, si danes lahko ogledamo tudi obsežno
zbirko medalj. Ta je ena najobsežnejših v
deželi in sestavlja jo več kot 22.000 primerkov. Poleg italijanskih kovancev, in sicer tako srednjeveških kot modernih, lahko obiščemo tudi grški, rimski in punski oddelek,
zbirko matric in trnov kovnice v Ferrari ter
številne medalje, ki so jih izdelali trije veliki
renesančni umetniki - Pisanello, Matteo de
Pasti in Sperandio. Arheološke zbirke, ki so
se razširile v 18. stol., so nastale zahvaljujoč
najdbam grških, etruščanskih in rimskih
keramičnih in steklenih predmetov, oljenk
in izdelkov iz brona. Tem je bila v 19. stol.
dodana še egipčanska zbirka predmetov, ki
segajo v obdobje med peto dinastijo in ptolomejsko dobo. Zbirke keramike sestavljajo
najrazličnejša gradiva iz grške, etruščanske,
rimske, srednjeveške in renesančne dobe ter
seveda lončarski izdelki, ki so jih v ferrarskih
delavnicah izdelovali med sredino 14. stol.
in začetkom 17. stol. Ogledati si je mogoče
tudi arheološke predmete, ki so bili v 80. in
90. letih prejšnjega stoletja najdeni v mestnem središču.
Ferrara, Lapidario Civico: veduta dell’allestimento/pogled na razstavo
FERRARA
LAPIDARIO CIVICO
MESTNI LAPIDARIJ
Je najstarejša muzejska ustanova v FerraCostituisce la più antica istituzione muri. Ustanovljena je bila leta 1735 v palači
seale ferrarese e fu inaugurato nel 1735
Paradiso, in sicer na zahtevo markiza Erpresso Palazzo Paradiso per volontà del
cola Bevilacque. Od leta 1984 se nahaja
marchese Ercole Bevilacqua. Dal 1984
v nekdanji cerkvi Santa Libera, ki je bila
ha sede nell’ex Chiesa di Santa Libezgrajena okoli leta 1474 za avguštinske
ra, edificata intorno al 1474 per i frati
brate sv. Andreja. Sprva
agostiniani di Sant’Anso zbirko sestavljali
drea. Il nucleo origiantični marmorji, ki so
nario della collezione,
bili razpršeni po mestu
composto dai marmi
in okolici in so jih včaantichi sparsi nella
sih vnovič uporabili
città e nel territorio, e
v obrednih stavbah.
talvolta reimpiegati in
Tako iz njega zgradili
edifici di culto, come la
na primer nagrobnik
stele del medico Puzdravnika Pupiusa v
pius dal Duomo o il
katedrali ali sarkosarcofago di Annia
Ferrara, Lapidario Civico: sarcofago degli Aurelii
fag
Annie Faustine,
Faustina utilizzato
dalla necropoli romana di Voghenza/sarkofag
ki se je uporabljal
quale mensa d’altare Aurelijev iz rimske nekropole v Voghenzi
190 Ravenna ab Hostilia per Padum
tudi kot oltarna miza v cerkvi sv. Štefanella chiesa di S. Stefano, si è arricchina. S časom se je zbirka obogatila, za to
to nel tempo in seguito alle donazioni
pa se gre zahvaliti donacijami Baruffalsettecentesche Baruffaldi, Scalabrini,
di, Scalabrini in Riminaldi iz 18. stol. ter
Riminaldi e grazie a più recenti acquinedavnim pridobitvam, med katerimi je
sizioni, tra le quali si ricorda il sarcofago
tudi arhitekturni sarkofag rodbine Auarchitettonico degli Aurelii da Voghiera,
relii iz Voghenze, ki je zagotovo eden
esemplare certamente fra i più rilevanti
najpomembnejšimi na tej strani Alp.
della Cisalpina. Ai materiali di ambito
Predmetom iz lokalnega okolja so dolocale si aggiungono marmi inscritti di
dani marmorji z napisi različnega izvora
varia provenienza (Bergamo, Bagnaca(Bergamo, Bagnacavallo, Faenza, Pesaro,
vallo, Faenza, Pesaro, Roma), eloquente
Rim), ki pričajo o zbirateljskem okusu
contrassegno del gusto collezionistico
hiše Este. Razstava se začne z epigrafi, ki
della casa d’Este. Il percorso espositivo
sta jih darovala Ercole d’Este in kardinal
si apre con le epigrafi donate da Ercole
Ercole Bevilacqua. Gre za nagrobnike
d’Este e dal cardinal Ercole Bevilacqua,
rodbine Caesii in Antonie Valerie. V narispettivamente la stele dei Caesii e quella
daljevanju si lahko ogledamo topografdi Antonia Valeria. Si prosegue con un itiski itinerarij, ki ga sestavljajo nagrobni
nerario topografico costituito da monuspomeniki, nagrobne plošče, sarkofagi in
menti funerari, stele, sarcofagi, cippi. Tra
stebri. Posebej moramo izpostaviti sari materiali lapidei esposti si segnalano il
kofag rodbine Aurelii in nagrobno plosarcofago degli Aurelii e la stele di Atilia
ščo Atilie Primitive, ki sta bila najdena v
Primitiva restituiti da Voghiera, l’ara di
Voghenzi, ter oltar Fronta in steber OcFronto e il cippo di Octavius provenientaviusa, ki sta bila najdena v kraju
ti dal Po di Primaro. Interessanti,
Po di Primaro. Zanimivi so
infine, i documenti che si
tudi dokumenti, ki se nariferiscono al Po di Volano
našajo na reko Po di Voe il nucleo delle stele dalla
lano in nagorbniki iz nenecropoli di Gambulaga,
kropole Gambulaga, med
fra cui quella del pretokaterimi je tudi nagrobnik
riano Palauellius Paulinus.
pretorijanca Palauelliusa
Nomi, professioni e cariPaulinusa. Imena, poklici
che pubbliche tramandati
in javne službe, o katerih
dalle iscrizioni del Lanam pripovedujejo napisi
pidario tratteggiano un
lapidarija, nudijo raznolik
panorama variegato della
pregled rimske družbe, ki
società romana insediata
je živela na območju delnel territorio del Delta,
te. Šlo je za raznoliko in
una società eterogenea e
multietnično družbo, ki so
multietnica che accoglieva
jo sestavljali veterani flote,
veterani della flotta, liberti,
svobodnjaki, za upravljanje
funzionari imperiali preposestev vladajoče družine
posti all’amministrazione
odgovorni cesarski uradnidei possedimenti della casa
Ferrara, Lapidario Civico: stele
funeraria del medico Pupius,
ki in posamezniki različnih
regnante e individui di vareimpiegata nel Duomo
etničnih skupin iz oddaljerie etnie nativi delle lontane
nagrobnik zdravnika Pupiusa,
nih dežel cesarstva.
vnovič uporabljen v katedrali
province dell’impero.
Ravenna ab Hostilia per Padum 191
Bondeno, Casa dell’Ariosto: sede del museo/sedež muzeja
BONDENO -
località
Stellata
BONDENO -
kraj
Stellata
Museo Civico
Archeologico
“G. Ferraresi”
Mestni arheološki
muzej “G. Ferraresi”
Dal punto di vista storico-topografico
Bondeno si colloca in un punto nevralgico del corso del Po, come provato dal
fatto che le più antiche tracce dell’uomo
nel territorio ferrarese, risalenti alla fase
del Neolitico (primi secoli del IV millennio a.C.), si concentrano proprio nelle
immediate vicinanze di questa cittadina,
nel sito di Fornace Grandi. Qui sono riemersi i resti di un insediamento stabile
che venne evidentemente privilegiato dalla rete di vie d’acqua presso cui sorgeva,
sebbene fosse dislocato ai margini dell’area padana più fittamente antropizzata.
Da quel momento in avanti nel territorio
è documentata, in una sequenza pressoché
ininterrotta, anche la successiva età del
Bronzo medio e recente (XVI-XIII sec.
a.C.), soprattutto quando il Bondenese è
inserito nell’areale di espansione della civiltà terramaricola e ha nell’insediamento
Zgodovinsko in topografsko se Bondeno
umešča na pomembno točko ob toku reke
Pad. O tem priča dejstvo, da najstarejše
sledi človeka na območju Ferrare segajo v
neolitik (prva stoletja 4. tisočl. pr. Kr.) in
se nahajajo v neposredni bližini tega mesta - v kraju Fornace Grandi. Tu so bile najdene
ostaline stalne naselbine, ki
je dobro izkoriščala
prednosti
mreže plovnih poti, ob katerih je stala, in
sicer kljub temu, da se je
nahajala na obrobju najgosteje naseljene padske
Bondeno, Museo Civico
Archeologico “G. Ferraresi”:
bronzetto romano di Ercole
rimski bronasti kipec Herkula
192 Ravenna ab Hostilia per Padum
di Pilastri uno dei principali caposaldi,
ben illustrato da numerosi materiali, per
lo più ceramici. L’aspetto culturale del
villanoviano caratterizza poi, nella necropoli di S. Maria Maddalena dei Mosti, la
locale prima età del Ferro (VIII-VII sec.
a.C.). In età romana l’organizzazione territoriale si imposta su insediamenti rurali
di tipo sparso e sui grandi latifondi imperiali a ridosso del Po. La documentazione
archeologica individua infatti nel grande
corso d’acqua il principale elemento di attrazione. Un secondo motivo di richiamo
insediativo è rappresentato dai dossi, fra
i quali spicca quello di Pilastri. La documentazione di età postclassica riporta,
infine, al controllo territoriale esercitato
dal Monastero benedettino di Nonantola, alla nascita del castrum Bondeni e alla
signoria di casa d’Este dal XV secolo in
poi. Un’ampia carrellata storica sull’antica
presenza umana nel territorio bondenese e dei siti qui descritti è proposta dal
museo “G. Ferraresi”, che ha sede in
località Stellata
presso la casa di Virginio, figlio del poeta
Ludovico Ariosto.
Bondeno, Museo Civico Archeologico “G.
Ferraresi”: skyphos invetriato dalla necropoli di
Stellata (I sec. d.C.)/glaziran skyphos iz nekropole
Stellata (1. stol. po Kr.)
Ravenna ab Hostilia per Padum 193
nižine. Različni viri potrjujeo, da je bilo
to ozemlje od tega trenutka dalje vedno
poseljeno, in sicer tudi srednji in pozni
bronasti dobi (14.- 13. stol. pr. Kr.) ter
predvsem tedaj, se je v okolici Bondena
širila koliščarska civilizacija in je bila naselbina Pilastri ena od glavnih naselbin, o
čemer pričajo številni in predvsem keramični predmeti. Villanovski kulturni vidik je značilen za lokalno starejšo železno
dobo (8.-7. pr. Kr.) in se kaže predvsem v
nekropoli S. Maria Maddalena dei Mosti.
Za rimske čase so bila značilne predvsem
razpršene podeželske naselbine in velika
cesarska posestva v bližini reke Pad. Iz
arheoloških virov je mogoče razbrati, da
se je veliko ljudi tukaj naseljevalo prav zaradi pretoka vode, k vedno večji poselitvi
pa so pripomogli tudi grebeni, med katerimi izstopa Pilastri. Različni viri iz post-klasične dobe navajajo, da jeob nastanku
castruma Bondeni nadzor nad ozemljem
izvajal benediktinski samostan Nonantola, od 15. stol.
dalje pa gospostvo družine Este.
Muzej “G. Ferraresi” ponuja širok
zgodovinski pregled
starodavne poseljenosti
Bondena in nejgove okolice
ter tukaj opisanih naselbin. V
kraju Stellata ima sedež v domu Virginia,
sina pesnika Ludovica Ariosta.
INDIRIZZI E CONTATTI/Naslovi in kontakti
OSTELLATO
MUSEO CIVICO DEL
TERRITORIO/MESTNI MUZEJ
POKRAJINE
Strada del Mezzano, 14
44020 Ostellato (FE)
Tel. +39 0533 681 368
[email protected]
www.atlantide.net
OSTELLATO
località/kraj San Vito
PIEVE DI SAN VITO/CERKEV V
SAN VITO
Via Ferrara, 85
Località San Vito
44020 Ostellato (FE)
Tel. +39 0533 650105
http://digilander.libero.it/chiesasvito/
index.htm
PORTOMAGGIORE
località/kraj Gambulaga
MOSTRA PERMANENTE
“SEPOLCRETO DEI FADIENI”
STALNA RAZSTAVA “GROBNICE
FADIENI”
Delizia del Verginese
Strada Provinciale
Località Gambulaga
44015 Portomaggiore (FE)
Tel. + 39 0532 323 258
[email protected]
www.portoinrete.com
VOGHIERA
località/kraj Voghenza
NECROPOLI ROMANA
DI VOGHENZA/RIMSKA
NEKROPOLA V VOGHENZI
Via Dante Alighieri
Località Voghenza
44019 Voghiera (FE)
Info: Museo Archeologico
Nazionale di Ferrara
Tel. +39 0532 662 99
[email protected]
www.archeoferrara.beniculturali.it
VOGHIERA
MUSEO CIVICO DI
BELRIGUARDO/MESTNI MUZEJ
BELRIGUARDO
Via Provinciale, 274/a
44019 Voghiera (FE)
Tel. +39 0532 328 500
[email protected]
www.voghieraonline.it
FERRARA
MUSEO ARCHEOLOGICO
NAZIONALE DI
FERRARANARODNI ARHEOLOŠKI
MUZEJ V FERRARI
Palazzo Costabili, detto di
“Lodovico il Moro”
Via XX settembre, 122
44121 Ferrara (FE)
Tel. +39 0532 662 99
[email protected]
www.archeoferrara.beniculturali.it
MUSEI CIVICI di Arte Antica DI
PALAZZO SCHIFANOIA/MESTNI
MUZEJI antične umetnosti V
PALAčI SCHIFANOIA
Via Scandiana, 23
44121 Ferrara (FE)
Tel. +39 0532 244 949
[email protected]
www.artecultura.fe.it
LAPIDARIO CIVICO/MESTNI
LAPIDARIJ
Via Campo Sabbionario,1
44121 Ferrara (FE)
Info: Musei Civici di Arte Antica
Tel. +39 0532 244 949
[email protected]
www.artecultura.fe.it
BONDENO
località/kraj Stellata
Museo Civico Archeologico
“G. Ferraresi”/Mestni
arheološki muzej “G.
Ferraresi”
Casa dell’Ariosto
Via A. Gramsci, 301
44010 Stellata di Bondeno (FE)
Tel. + 39 0532 899 293
[email protected]
www.comune.bondeno.fe.it/museoarcheologico
194 Da Padova al Po
7
itinerarij 7
itinerario
da padova al po
od padove do reke pad
autostrada /avtocesta
strada statale /državna cesta
confine provinciale /deželna meja
confine statale /državna meja
da padova al po /od padove do reke pad
area archeologica /arheološko območje
museo /muzej
monumento /kulturni spomenik
area naturalistica /naravoslovno območje
196 Da Padova al Po
Od Padove do reke Pad 197
L
a città di Padova si inserisce lungo il tracciato che congiungeva Bologna con Aquileia ricordato dall’Itinerarium Antonini e definito da alcuni studiosi convenzionalmente come via “Emilia Altinate”, in ragione del fatto che la strada passava per la città
di Altino. La sua creazione si crede possa essere attribuita a Marco Emilio Lepido
(prima metà del II sec. a.C.), al quale si deve un’attenta organizzazione stradale dell’intera Pianura Padana attraverso una viabilità stabile, tale da garantire ai Romani rapidi
spostamenti verso le regioni impegnate nella lotta contro i popoli belligeranti che minacciavano la pianura. La strada infatti collegava la Cispadana con le regioni venete,
evitando la difficile area del Delta del Po e ricalcando con tutta probabilità un itinerario già esistente in epoca preromana. La ricostruzione del suo percorso pone ancora
interrogativi per il tratto da Padova verso l’Emilia: sussistono infatti ipotesi divergenti,
dovute alla scarsità di dati materiali, a testimonianze antiche confuse e ai mutamenti
idrografici intercorsi. È ormai accertato che, uscita da Patavium, la strada proseguiva
per Montegrotto, il grande centro termale antico veneto poi romano, pervenendo poi
ad Ateste, città di fondamentale importanza fin dall’epoca preromana, sorta nei pressi
del corso dell’Adige, l’antico Atesis da cui deriva il nome. Da qui fino al Po risulta invece
molto problematica una precisa individuazione del percorso e diverse sono le ipotesi
elaborate dagli studiosi in base all’interpretazione delle fonti in rapporto al territorio.
Un’ipotesi lo fa giungere al grande fiume all’altezza della stazione di Vicus Varianus, che
viene identificato in Vigarano Pieve, punto in cui transitava anche la Ravenna ab Hostilia per Padum e dove l’attraversamento del Po doveva essere particolarmente favorevole.
Nella regione veneta, la traiettoria della strada incrociava il corso di un antico ramo del
Po, il Po di Adria, estinto forse verso il I sec. a.C. o sopravvissuto con altro nome, chiamato così perché attraversava la città omonima prima di sfociare nell’Adriatico. Lungo
il fiume, oltre all’antico porto di Adria, sorse l’importante insediamento protostorico
di Frattesina, presso l’attuale Fratta Polesine: in tale territorio si sono succedute genti
antico Venete, Greci, Etruschi e Romani, ma i progressivi mutamenti idrogeologici
causarono la graduale perdita di rilevanza di questo ramo del Po, fino alla scomparsa.
Si ritiene che l’attuale tratto del Canalbianco, tra Adria e l’Adriatico, coincida con la
parte finale del Po di Adria.
M
Il Canalbianco nei pressi di Adria/Canalbianco v bližini Adrie
esto Padova se nahaja ob poti, ki je Bologno povezovala z Oglejem, kar omenja že
Itinerarium Antonini. Nekateri strokovnjaki cesti pravijo tudi “Emilia Altinate”,
saj je potekala skozi mesto Altino. Ustanovil naj bi jo Marco Emilio Lepido (prva polovica 2. stol. pr. Kr.), ki je najverjetneje želel vzpostaviti stabilno cestno omrežje celotne
Padske nižine. To bi Rimljanom zagotavljalo hitre premike proti regijam, v katerih so
se bojevali proti vojskujočim se ljudstvom, ki so ogrožala ravnino. Cesta je pokrajino
na tej strani Alp povezovala z beneškimi deželami, pri tem pa se je izognila težavnemu
območju delte reke Pad in je po vsej verjetnosti potekala po poti, ki je obstajala že v predrimskih časih. Rekonstrukcija poti še vedno ni odgovorila na vsa vprašanja o odseku, ki
je vodil od Padove do Emilije. Zaradi pomanjkanja virov, nenatančnih antičnih pričevanj
in sprememb vodnih tokov namreč obstaja več različnih hipotez. Ugotovljeno je bilo, da
se je odcep ceste Patavium nadaljeval do kraja Montegrotto, velikega starodavnega termalnega središča, ki je bilo najprej venetsko, pozneje pa rimsko. Odsek je nato pripeljal
v mesto Ateste, ki je bilo že v predrimskih časih temeljnega pomena. Zgrajeno je bilo v
bližini reke Adiže, starodavne Atesis, od tu pa izvira tudi njegovo ime. Natančna rekon-
198 Da Padova al Po
Od Padove do reke Pad 199
Non lontano da Padova...
Nedaleč od Padova...
BORGORICCO
Ortofoto dell’agro centuriato a nord-est di Padova/Ortofoto posnetek kmetijske centuriacije severovzhodno
od Padove
strukcija poti od te točke do reke Pad pa je zelo težavna. Strokovnjaki so na osnovi virov
in značilnosti ozemlja sestavili različne predpostavke. Ena od možnosti pravi, da je odsek
veliko reko dosegel na postaji Vicus Varianus, ki danes leži v kraju Vigarano Pieve. Tukaj
je potekala tudi povezava z Ravenno, ab Hostilia per Padum, in tukaj naj bi bili ugodni
pogoji za prečkanje reke Pad. V beneški regiji se je trasa srečala s tokom ene od antičnih
vej reke Pad, Po di Adria. Še danes ne vemo, ali je veja v 1. stol. po Kr. izginila, ali je zato,
ker je pred izlivom v Jadransko morje tekla skozi mesto z istim imenom, dobila drugo ime. V bližini današnjega kraja Featta
Polesine je poleg starodavnega pristanišča
Adria ob reki nastala protozgodovinska
naselbina Frattesina. Na tem ozemlju so
živela različna antična ljudstva (Veneti,
Grki, Etruščani in Rimljani), toda zaradi
hidroloških sprememb je ta veja reke Pad
izgubljala svoj pomen in nazadnje celo
izginila. Domnevaa se, da današnji odsek
kanala Canalbianco, ki poteka med Adrio
in Jadranskim morjem, sovpada z zadnjim
Montegrotto Terme: domus di via Neroniana/domus v
ulici Neroniana
delom veje Po di Adria.
Lungo l’itinerario/Ob
poti:
Padova - Montegrotto - Este
Escursioni a breve distanza/Krajši izleti: Borgoricco - Fratta Polesine - Rovigo - Villadose
MUSEO DELLA
CENTURIAZIONE ROMANA
MUZEJ RIMSKE
CENTURIACIJE
Il territorio a nord-est di Padova è fortemente caratterizzato dalla parcellizzazione agraria realizzata dai Romani nel I sec.
a.C. grazie alla suddivisione del terreno
per moduli regolari su schema ortogonale,
ancora perfettamente leggibili nell’attuale
sistema viario e di drenaggio delle acque.
All’interno di questa vasta area, in gran
parte ricadente nella provincia di Padova,
opera il museo, il cui primo assetto risale
al 1999 e si deve alle ricerche sul campo
di cultori locali di archeologia. Dopo un
primo allestimento, nel 2009 la struttura
ha acquisito una nuova e più articolata veste espositiva presso il Centro Culturale
progettato da Aldo Rossi. Nelle quattro
sale che costituiscono il percorso museale
viene sviluppato sotto molteplici chiavi di
lettura il tema della centuriazione e della
quotidianità in epoca romana in ambito
rurale, accompagnandola con i materiali
archeologici rinvenuti nell’agro centuria-
Ozemlje severovzhodno od Padove je
močno zaznamovala agrarna razdelitev,
ki so jo Rimljani izvedli v prvem stoletju po Kr. Razdelitev zemljišča temelji
na pravilnem vzorcu pravokotne oblike,
ki je v mreži cest in kanalov za odvajanje vode še danes dobro viden. Na tem
obsežnem območju, katerega večji del
pripada pokrajini Padova, deluje muzej,
ki je bil leta 1999 zasnovan zahvaljujoč
terenskim raziskavam lokalnih ljubiteljev arheologije. Prvotno zasnovo so
spremenili leta 2009, ko je muzejska
razstava postala bolj razčlenjena in je
bila preseljena v Kulturni center, ki
ga je projektiral Aldo Rossi. Muzej je
razdeljen na štiri prostore, v katerih je
na številne najrazličnejše načine predstavljena tematika centuriacije poti
odvijajo s prikazom raznolikih vidikov,
s katerimi spoznavamo centuriacijo in
Borgoricco, Museo della Centuriazione Romana: sezione dedicata al commercio e alle attività produttive/oddelek
o trgovanju in proizvodnih dejavnostih
200 Da Padova al Po
to, relativi all’agricoltura, all’allevamento,
alle attività economiche e commerciali,
all’organizzazione domestica e ai modi
dell’abitare. Per cominciare, il visitatore
fa conoscenza con le nozioni di base concernenti il metodo di appoderamento romano e con gli strumenti necessari a tracciare le linee di riferimento sul terreno fra
i quali la groma, l’attrezzo per eccellenza
impiegato dagli agrimensori, presentato
in una ricostruzione moderna accanto a
uno dei cippi posti all’incrocio degli assi
principali dello scacchiere. Gli approfondimenti sulla vita condotta dai coloni
all’interno del territorio così organizzato
hanno inizio con l’illustrazione del rituale
funerario e l’esposizione di una sepoltura della prima età imperiale. L’itinerario
passa poi a trattare il tema delle attività
agricole e dell’allevamento, veri cardini
dell’economia rurale, delle attrezzature
di lavoro e delle specie vegetali maggiormente coltivate. Svariati materiali edilizi
e architettonici (tessere musive, mattoni,
tegole, coppi etc.), elementi d’arredo, suppellettile per la cucina e la mensa, nonché
per altre occupazioni abitualmente svolte
nelle case romane, come la filatura e tessitura, reperti di varia tipologia riferibili
all’abbigliamento, alla cura e agli ornamenta del corpo concorrono a ricostruire
un quadro completo degli ambienti e dei
costumi tipici dell’epoca romana, supportati - per facilitare la comprensione del
pubblico - da ricostruzioni moderne di
apprestamenti e attrezzature. La visita
termina con una rassegna dedicata alle attività artigianali e commerciali che vanno
dalla produzione di laterizi, alla lavorazione del vetro e alla metallurgia. Uno spazio
è riservato infine allo smercio del vino e
dell’olio, documentato attraverso lo studio
delle anfore da trasporto, e alla mercatura
in genere, cui sono strettamente collegate
la pesatura (pesi e contrappesi) e la circolazione della moneta.
Od Padove do reke Pad 201
vsakdanje življenje na podeželju v rimski dobi. Poleg tega so tukaj razstavljena tudi arheološka gradiva, ki so bila
najdena na podeželju centuriata in zadevajo kmetijstvo, vzrejo živali, gospodarske in trgovske dejavnosti, delovanje
domačij in življenjski slog. Obiskovalec
sprva osnove rimske razdelitve zemljišča in orodja, ki so se uporabljala za
določitev mejnih črt na zemljišču. Najbolj znano orodje zemljemercev je bila
groma, ki je v muzeju predstavljena s
pomočjo sodobne rekonstrukcije in stoji ob mejnem kamnu, ki se je nahajal na
sečišču glavnih osi šahovnice. Spoznavanje življenja ljudi, ki so živeli na tako
organiziranem ozemlju, se prične s prikazom pogrebnega rituala in razstavo
grobnice iz prvega obdobja cesarstva. V
nadaljevanju so predstavljene kmetijske
dejavnosti in vzreja živine, pravi temelji
podeželskega gospodarstva, ter delovna
oprema in za tiste čase najznačilnejše
rastlinske vrste. Rekonstrukcijo okolja
in tipičnih navad v rimski dobi omogočajo različni gradbeni in arhitekturni materiali (mozaične ploščice, opeka,
strešniki itd.), različni kosi pohištva,
kuhinjski in jedilni pribor. Prikazana
so tudi sredstva za druga opravila, ki
so se običajno izvajala v rimskih hišah,
na primer predenje in tkanje, ter različni predmeti, povezani z oblačili ter
z nego in okraševanjem telesa. Še lažje
spoznavanje obiskovalcem omogočajo
tudi sodobne rekonstrukcije naprav in
orodij. Obisk se zaključi s pregledom
nekaterih obrtnih in gospodarskih dejavnosti, kot so na primer proizvodnja
opek, predelava stekla in metalurgija.
Nazadnje lahko vstopimo še v prostor,
kjer je mogoče kupiti vino in olje. Oblikovan je na osnovi študije o transportnih amforah in o trgovanju, ki je tesno
povezano s tehtanjem (uteži in protiuteži) ter s kroženjem denarja.
Montegrotto Terme: area archeologica di via degli Scavi/arheološko območje v ulici Scavi
MONTEGROTTO
AREE ARCHEOLOGICHE
(TERME E VILLA)
ARHEOLOŠKA OBMOČJA
(TERME IN VILA)
L’acqua ha sempre svolto un ruolo fondamentale sia per la sopravvivenza dell’uomo, sia per la religiosità popolare che ha
ammantato di divinità tutelari quasi tutti
i luoghi ricchi di acque e sorgenti: l’immersione rituale nell’acqua rivestiva infatti
una duplice funzione sacrale e sociale, con
valore di rinascita, di purificazione e di trattamento terapeutico. Così, sin dalle epoche
più antiche, l’uomo ha avuto la consapevolezza della presenza di acque termali nel
comprensorio dei Colli Euganei e della
loro importanza terapeutica attribuita dai
Veneti antichi a una divinità, Aponos, il cui
nome deriva dalla radice indoeuropea *Ap
che indica le acque. Uno dei centri termali
più importanti del comprensorio euganeo
era quello indicato in seguito dai Romani come Aquae Patavinae, da identificarsi
oggi nella località di Montegrotto Terme
(già San Pietro Montagnon): per chi vi
giungesse in treno, in un locale della stazione ferroviaria, un punto informativo
fornisce molte delle notizie circa la storia
Voda je vedno igrala pomembno vlogo
tako za človekovo preživetje kot tudi za
ljudska verovanja, ki so z zaščitniškimi božanstvi prisotna v skoraj vseh z
vodnimi viri bogatih krajih. Ritual potapljanja v vodo je namreč imel dvojni
pomen, verski in družbeni, in je simboliziral preporod, očiščenje ter zdravljenje. Že v antičnih časih se je človek
zavedal prisotnosti termalne vode na
območju pokrajine Colli Euganei in
njenega terapevtskega pomena. Starodavni Veneti so ga pripisovali božanstvu
Aponosu, katerega ime je indoevropskega izvora, saj koren * Ap označuje vodo. Eno od najpomembnejših zdravilišč
na območju Colli Euganei so Rimljani
kasneje poimenovali Aquae Patavinae,
danes nosi ime Montegrotto Terme
(prej San Pietro Montagnon). Tistim,
ki sem prispejo z vlakom, je na železniški postaji na voljo informacijska točka,
kjer je na razpolago veliko informacij
o zgodovini tega pomembnega mesta,
202 Da Padova al Po
di questo importante sito ancora oggi meta
privilegiata del turismo termale. Per quanto
riguarda la riscoperta di questo sito già a
partire dal Settecento vennero messi in luce
i resti di strutture di epoca romana tra cui
quelle di un grande complesso termale connesso a un articolato sistema idrico grazie
all’interessamento del marchese Giovanni
Dondi dell’Orologio, allora proprietario di
un’area posta ai piedi del Colle Bortolone.
Di queste strutture, a causa dell’inserimento dell’area archeologica nell’abitato attuale,
solo una parte è rimasta in vista: si tratta di
un complesso termale dotato di due grandi
vasche, di vani accessori e di una vasca coperta rotonda, oggi inteso come il più monumentale e articolato complesso termale
realizzato in età imperiale nell’area di Fons
Aponi. In questa area sorgevano poi un edificio absidato e un piccolo teatro, dotato un
tempo di una cavea suddivisa in undici ordini di sedili e forse di un tempietto o di un
palco d’onore: difficile stabilire se si dovesse
trattare di un teatro-odeo, quindi di un teatro coperto, o meglio di un tempio-teatro;
comunque, a prescindere dall’esatta definizione, nell’edificio dovevano essere ospitati
per lo più spettacoli di mimi, pantomimi,
esibizioni di musici, coristi, danzatori,
saltimbanchi e giocolieri. A est dell’Hotel Terme Neroniane, a partire dal 2000,
scavi archeologici hanno messo in luce il
quartiere residenziale settentrionale di una
villa di epoca romana dotata di due corpi di
fabbrica: nella parte settentrionale dell’area
è stato individuato un nucleo residenziale
incentrato su un’ampia sala affiancata da
ambienti di quasi perfetta simmetria; a sud
è stata messa in luce una seconda struttura, con andamento est-ovest, caratterizzata
da un lungo corridoio con nicchie che si
aprono verso la grande esedra meridionale. Sotto le strutture dell’Hotel si possono
visitare anche i resti antichi di ambienti a
varia destinazione, in particolare vasche e
canalette per l’adduzione idrica.
Od Padove do reke Pad 203
ki je še vedno priljubljena destinacija termalnega turizma. Tukaj so bili
že v 18. stol. odkriti ostanki struktur
iz rimske dobe, med katerimi je tudi
velik zdraviliški kompleks, povezan
z zapletenim vodovodnim sistemom.
Za odkritje se gre zahvaliti markizu
Giovanniju Dondiju dell’Orologio, tedanjemu lastniku območja ob vznožju
hriba Colle Bortolone. Ker se arheološko najdišče danes nahaja v naseljenem
območju, je le manjši del omenjenih
struktur ostal viden. Gre za termalni
kompleks z dvema velikima bazenoma, pomožnimi prostori in okroglim
pokritim bazenom. Danes vemo, da je
kot najbolj monumentalen in zapleten
termalni kompleks, ki je bil v cesarski
dobi zgrajen na območju Fons Aponi.
Na tem območju sta stala stavba z apsido in majhno gledališče, ki je nekoč
imelo tudi avditorij. Ta je bil razdeljen
na enajst vrst sedežev in morda je imel
tudi majhen tempelj ali častno ložo.
Težko je ugotoviti, ali je to bilo gledališče - odeon, in torej pokrito gledališče, ali je šlo za gledališče - tempelj.
Zgradba je gostila predvsem predstave
mimike, pantomime, nastope glasbenikov, zborov, plesalcev, akrobatov in
žonglerjev. Vzhodno od hotela Terme
Neroniane so arheološka izkopavanja
od leta 2000 dalje razkrila severno stanovanjsko sosesko rimske vile z dvema
stavbama. V severnem delu območja je
bilo odkrito stanovanjsko jedro, osredotočeno na veliko dvorano, obdano s
skoraj popolnoma simetričnimi prostori, v južnem delu pa zgradba, postavljena v smeri vzhod-zahod in ima dolg
hodnik in nišami, ki se odpirajo proti
veliki južni eksedri. Pod prostori hotela
si lahko ogledate tudi starodavne ostaline prostorov različnih namembnosti,
predvsem bazene in kanale za oskrbo
z vodo.
Este: area archeologica di via Albrizzi/arheološko območje v ulici Albrizzi
ESTE
AREA ARCHEOLOGICA
DI VIA TIRO A SEGNO
ARHEOLOŠKO OBMOČJE V
ULICI TIRO A SEGNO
Essendo Este una città a continuità di vita,
i limitati sondaggi di scavo condotti sino al
presente suggeriscono che il centro monumentale si trovasse nell’area oggi occupata
dal quartiere dell’Olmo, a nord-est della
chiesa della Beata Vergine della Salute, centro urbano organizzato attorno alla piazza
rettangolare porticata del foro attorno alla
quale si affacciavano gli edifici pubblici più
importanti della città. Nei pressi della chiesa
oggi si può vedere solo parte dell’arcata di un
ponte a ridosso della quale è stato ricostruito, e che sta a testimoniare la presenza nella
città antica non solo del fiume ma anche di
canali. L’alto tenore di vita degli Atestini in
epoca romana è dimostrato anche dai resti
delle loro abitazioni, basti pensare a quella
di Serraglio Albrizzi, notevole per la qualità
delle decorazioni pavimentali e parietali, o
a quelle di via Tiro a Segno, affacciate su di
una strada e caratterizzate dalla presenza di
pilastri posti all’ingresso e da una planimetria comune, che presenta sull’affaccio della
strada una serie di corridoi con botteghe
mentre sul retro si trovano i settori residenziali e di rappresentanza decorati, in alcuni
casi, anche da pavimenti a mosaico.
Ker je Este mesto, ki je bilo vedno
nepretrgoma poseljeno, do sedaj opravljena izkopavanja kažejo na to, da se
je monumentalno središče nahajalo na
območju četrti Olmo, severovzhodno
od cerkve Blažene Marije zdravja. Urbano središče mesta naj bi bilo postavljeno okoli arkadnega pravokotnega
trga s forumom, kjer so se nahajale
najpomembnejše javne zgradbe mesta.
V bližini cerkve lahko danes vidimo
samo del loka mostu, ki priča o tem,
da skozi starodavno mesto niso tekle
samo reke, tmeveč tudi kanali. Visok
življenjski standard Atestinov v rimskih
časih dokazujejo tudi ostaline njihovih
domov. V hiši Seraglia Albrizzija lahko
na primer najdemo kakovostne talne in
stenske dekoracije, enako pa za hiše v
ulici Tiro a Segno, ki gledajo na cesto in
imajo na vhodu stebre ter skupno planimetrijo. Za obcestno fasado ima ta vrsto hodnikov s trgovinami, medtem ko
se na zadnji strani nahaja stanovanjski
in reprezentančni del z dekoracijami ter
v nekaterih primerih tudi z mozaičnim
tlakovanjem.
204 Da Padova al Po
Od Padove do reke Pad 205
ESTE
Este, Museo Archeologico Nazionale Atestino: la ricca tomba di Nerka
(metà III sec. a.C. )/bogat Nerkin grob (sredina 3. stol. pr. Kr.)
Che gli abitanti del Veneto
antico prediligessero
insediarsi in prossimità
di corsi fluviali e che in questi
fiumi essi riconoscessero
anche la fonte della loro
sopravvivenza e delle loro
ricchezze è confermato
spesso anche dall’origine
del nome delle stesse città
come nel caso di Ateste,
il cui nome deriva appunto
da quello del fiume che
l’attraversava, l’Atesis.
Il corso principale del fiume
Adige scorreva a sud
dell’abitato, mentre una
diramazione secondaria
cingeva l’abitato
a nord racchiudendo il
centro urbano in una sorta
di isola fluviale secondo un
modello insediativo ben noto
nel Veneto. Il più antico
villaggio si organizzò così
all’interno di bracci fluviali
che servivano come vie di
comunicazione e di scambio
materiale e culturale, mentre
le necropoli e i santuari
vennero organizzati al di là
dell’acqua. Sulla base dei dati
di scavo, soprattutto recenti,
gli studiosi stanno cercando
di ricostruire la fisionomia
dell’insediamento, uno dei
più importanti, se non il più
importante, dei Veneti
antichi se guardiamo alla
ricchezza degli oggetti
rinvenuti nelle necropoli
e nei santuari, oggi esposti
nelle sale o conservati nei
depositi del Museo
Nazionale Atestino.
Diventata colonia
di diritto latino nell’89 a.C.
e municipium nel 49 a.C.,
con il tempo Ateste si
riorganizzò tanto che la città
Este, Museo Archeologico
Nazionale Atestino: situla
Benvenuti in bronzo con
decorazione a sbalzo da
una tomba femminile della
necropoli omonima (VI sec.
a.C.)/bronasta situla Benvenuti
z reliefno dekoracijo iz
ženskega groba v istoimenski
nekropoli (6. stol. pr. Kr.)
romana si sovrappose al
centro veneto ricalcando
l’assetto topografico
dell’abitato protostorico
attraverso la stesura di vere
e proprie strade lastricate,
di cui un tratto si può vedere
nel parcheggio dell’Ospedale
civile. Ma la storia antica
di Este non si esaurisce con
l’epoca romana perché il sito
continuerà a vivere anche
nel Medioevo grazie agli
Estensi e al loro castello
ristrutturato secoli dopo
quando al loro dominio si
sostituì quello padovano
dei Carraresi.
Da so se prebivalci
starodavnega Veneta najraje
naseljevali v bližini rečnih
tokov ter da so v njih tudi
prepoznali vir svojega
preživetja in svojega
blagostanja, večkrat potrjuje
izvor imen mest, kot v
primeru Ateste, kjer ime
izhaja iz reke, ki je tekla
skozenj, Atesis. Glavni tok
reke Adiže je tekel južno
od mesta, medtem ko je
sekundarni odsek mesto
obkrožal na severu ter
mestno središče obdal z
neke vrste rečnim otokom,
ki je zelo spominjal na obliko
poselitve v Benečiji.
Najstarejša vas je tako nastala
na okljuku reke, ki je služila
kot pot za blagovno in
kulturno povezavo in
izmenjavo, medtem ko so
se nekropole in templji
nahajali na drugi strani reke.
Na osnovi nekaterih zelo
dragocenih predmetov,
ki so jih med zadnjimi
izkopavanji našli v nekropolah
in svetiščih, skušajo
znanstveniki rekonstruirati
fiziognomijo ene
najpomembnejših ali celo
najpomembnejše naselbine
antičnih Venetov. Danes so
ti predmeti razstavljeni v
dvoranah ali shranjeni v
depojih Narodnega muzeja
Este. Leta 89 pr. Kr. je ozemlje
postalo kolonija latinskega
prava in leta 49 pr. Kr.
municipium. Sčasoma se
je Ateste tako spremenilo,
da je rimsko mesto prekrilo
venetsko središče in prevzelo
topografsko ureditev
protozgodovinskega naselja,
tlakovali pa so tudi ceste,
del katerih je mogoče videti
na parkirišču bolnišnice.
Zgodovina starodavnega
mesta Este se ne zaključi
v rimski dobi. Mesto je tudi
v srednjem veku še naprej
živelo po zaslugi rodbine
Este in gradu. Ta je bil
obnovljen nekaj stoletij
pozneje, ko je oblast prevzela
padovanska družina Carrara.
ESTE
Museo Nazionale
Atestino
Narodni muzej Atestino
Trova sede in un pregevole edificio storico,
palazzo Mocenigo, edificato a partire dal
1560 lungo un tratto delle mura del castello trecentesco fatto costruire da Ubertino
da Carrara, signore di Padova. Da sempre
punto di riferimento per gli studiosi di archeologia, meta imprescindibile per i cultori di preistoria, protostoria e storia antica
nonché dei numerosissimi turisti ospiti dei
Colli Euganei, il museo ha il merito di stupire il visitatore rinnovando le proprie sale
espositive grazie ai suoi ricchissimi depositi e alle continue scoperte. L’itinerario di
visita ha inizio dalle sale del piano nobile
di palazzo Mocenigo dove sono esposti
manufatti attestanti la più antica frequentazione dei Colli Euganei, che va dal Paleolitico medio sino all’età del Bronzo recente.
È con il prosieguo della visita che si può
comprendere come, già tra la fine del II e
gli inizi del I millennio a.C., su di un dosso
delimitato dal corso principale e dai rami
secondari dell’Adige abbia avuto origine e
sviluppo un abitato la cui importanza durerà
per molti secoli a seguire: Ateste. Uno dei
suoi quartieri residenziali, quello indagato
presso l’Ospedale civile, esemplifica bene
con i suoi materiali i rapporti commerciali che gli Atestini avevano non solo con il
mondo etrusco, ma anche con quello greco
grazie all’intermediazione dei centri posti in
prossimità della costa dell’Alto Adriatico, in
Sedež ima v lepi zgodovinski zgradbi,
palači Mocenigo, ki je bila zgrajena leta
1560 vzdolž enega od odsekov obzidja
gradu iz 14. stol., gradnjo pa je naročil
Ubertino da Carrara, gospod iz Padove.
Od nekdaj je bila oporna točka za strokovnjake s področja arheologije, obiskali
pa so jo preučevalci prazgodovine, zgodnje protozgodovine in antične zgodovine ter številni turisti in gostje parka Colli
Euganei. Muzej obiskovalce preseneča s
svojimi razstavnimi prostori, bogatimi
depoji in vedno novimi odkritji. Obisk
pričnemo v sobanah plemiškega nadstropja palače Mocenigo, kjer so razstavljeni predmeti, ki pričajo poseljenosti
območja Colli Euganei že v antičnih
časih, in sicer v obdobju med srednjim
paleolitikom ter novejšo bronasto dobo.
V nadaljevanju lahko spoznamo, kako je
že v poznem 2. in zgodnjem 1. tisočl. pr.
Kr. na vzpetini, ki je obdana z glavnim in
sekundarnimi vejami reke Adiže, nastala
in se razvila naselbina Ateste, ki je bila
v naslednjih stoletjih zelo pomembna.
Predmeti iz ene od njenih rezidenčnih
četrti, ki se je nahajala v bližini bolnišnice, pričajo o tem, da Atestini niso trgovali
samo z etruščanskim svetom, ampak tudi
z grškim. To so jim omogočala središča,
ki so ležala ob obali severnega Jadrana,
med katerimi sta najpomembnejši mesti
206 Da Padova al Po
Od Padove do reke Pad 207
dei caratteri venetici allora in uso, veri e
propri abbecedari dell’antichità. In seguito
alla progressiva romanizzazione del Veneto
anche Este assumerà la fisionomia di una
vera e propria città romana, conservando
il gusto per la raffinatezza se guardiamo ai
resti dell’eccezionale soffitto affrescato della
domus di Serraglio Albrizzi, ricomposto in
una delle sale del museo, o agli strumenti
da lavoro di un medico rinvenuti nella sua
tomba, tra i quali era addirittura compreso
un orologio solare tascabile.
Non lontano da Este...
dvajset tablic, pravih antičnih abecednikov, z nizom venetskih znakov, ki so bili
takrat v rabi. Zaradi postopne romanizacije ozemlja Venetov je tudi Este prevzelo
značaj pravega rimskega mesta, a je obenem ohranilo svoj smisel za prefinjenost.
To lahko vidimo, ko si ogledamo ostanke
izjemne stropne poslikave domusa v kraju
Serraglio Albrizzi, ki je danes razstavljena v eni od muzejskih dvoran, ali v grobu
najdeno delovno orodje zdravnika, kjer je
bila celo žepna sončna ura.
Nedaleč od Esteja...
FRATTA POLESINE
Este, Museo Archeologico Nazionale Atestino: veduta della seconda sala con in primo piano una coppia di alari in
terracotta/pogled na drugo sobo, v ospredju par ovnov iz žgane gline
particolare Adria e Spina. Come spesso accade sono le necropoli, con le loro tombe e i
loro ricchi corredi funerari, che testimoniano lo sviluppo economico e le trasformazioni culturali degli abitanti: Casa di Ricovero,
Pelà, Benvenuti, Rebato sono i nomi di questi sepolcreti dove non c’è tomba che non
presenti almeno un oggetto degno di menzione. Tra tutti la situla Benvenuti, datata
intorno al 600 a.C. circa, una delle massime
manifestazioni artistiche del Veneto preromano per la sua decorazione figurata su
tre registri che ci racconta, alternandole a
elementi vegetali, animali reali e fantastici,
scene di vita quotidiana ed episodi mitici,
momenti legati al potere e alla religione.
Con l’introduzione dell’alfabeto grazie ai
contatti che i Veneti ebbero con il mondo
etrusco, ad Ateste si assiste inoltre al fiorire
di vere e proprie scuole scrittorie, la cui attività si svolgeva prevalentemente nei santuari
sorti attorno al centro abitato. In questi luoghi di culto, tra le migliaia di offerte votive,
coppe, lamine, statuette, vi sono anche più
di duecento strumenti scrittori in bronzo
e una ventina di tavolette con la sequenza
Adria in Spina. Tudi v tem primeru grobovi nekropol in njihovi bogati dodatki
pričajo o gospodarskem razvoju in kulturnih spremembah prebivalcev. Casa di
Ricovero, Pelà, Benvenuti in Rebato so
imena grobišč, kjer je bil v vsakem grobu
najden vsaj en omembe vreden dodatek. Najpomembnejši med temi je situla
Benvenuti, ki sega približno v leto 600
pr. Kr. in je eno najpomembnejših umetniških del predrimskega Veneta. Njena
v tri pasove razvrščena dekoracija nam
z izmenjavanjem rastlinskih motivov
ter motivov resničnih in mitoloških živali, s prizori iz vsakdanjega življenja in
mitološkimi prizori pripoveduje o oblasti in veri. Zahvaljujoč stikom, ki so jih
Veneti imeli z etruščanskim svetom, je
prišlo do uvedbe abecede, so se v kraju
Ateste razcvetele tudi prave šole pisanja.
Ta dejavnost se je odvijala predvsem v
svetiščih, ki so nastala okrog naselja. Na
teh krajih čaščenja lahko med številnimi
votivnimi darovi, skodelicami, krožniki in
figuricami najdemo tudi več kot dvesto
bronastih orodij za pisanje in približno
MUSEO ARCHEOLOGICO
NAZIONALE DI FRATTA
POLESINE
NARODNI ARHEOLOŠKI
MUZEJ V KRAJU FRATTA
POLESINE
Spesso capita nel nostro Paese di ammirare collezioni archeologiche e d’arte
ospitate in edifici, palazzi, complessi monastici che già di per sé meriterebbero
una visita tanto che il visitatore si trova
così piacevolmente combattuto nel porre l’attenzione, di volta in volta, prima
al contenitore e poi al contenuto o viceversa. Questo è anche il caso del Museo
Archeologico Nazionale di Fratta Polesine ospitato nella magnifica Villa Badoer,
costruita per volere di Francesco Badoer
su progetto del già famoso Andrea Palladio a dimostrazione del prestigio e della
potenza economica del conte veneziano.
Dichiarata nel 1996 Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, dal 2009 la villa ospita nella barchessa settentrionale
eccezionali rinvenimenti archeologici,
frutto degli scavi in Polesine e in particolare nelle località di Frattesina, di fondo Zanotto e di Narde. Nelle tre località,
riferibili alla presenza di un villaggio e
di due necropoli, è stata messa in luce
V svoji državi lahko pogosto občudujemo
arheološke in umetniške zbirke, ki so razstavljene v zgradbah, palačah in samostanih
in so resnično vredne ogleda, obiskovalec
pa lahko svojo pozornost posveča najprej
okolju in nato vsebini ali obratno. To velja
tudi za Narodni arheološki muzej v kraju
Fratta Polesine, ki je nastanjen v čudoviti
vili Badoer. Ta je bila zgrajena na zahtevo
Francesca Badoerja, načrt zanjo pa je izdelal
znani Andrea Palladia, kar dokazuje prestiž
in gospodarsko moč beneškega grofa. Od
leta 1996 je vila uvrščena na seznam UNE-
Fratta Polesine: Villa Badoer, sede del museo dedicato
al sito di Frattesina/fasada vile Badoer, sedeža muzeja
najdišča Frattesina
208 Da Padova al Po
una ricchissima mole di oggetti che testimonia la vitalità di questi luoghi tra il
XII e il X secolo a.C. Il paesaggio antico
di Frattesina fu caratterizzato, per tutta l’età del Bronzo, dalla presenza di un
ramo del fiume Po, il Po di Adria, e di
una serie di piccoli corsi d’acqua. Verso
la fine dell’età del Bronzo il villaggio con
i suoi abitanti si trovò in una posizione
favorevole perché centrale nei rapporti
commerciali tra Europa e Mediterraneo
orientale, come dimostrano i frammenti
di ceramica di produzione egea, le uova
di struzzo e l’avorio scoperti durante gli
scavi. Ma la cosa più sorprendente per
quanto riguarda questo sito fu la propensione dei suoi abitanti non solo nei
confronti dell’allevamento di animali
domestici, della caccia e della coltivazione in particolare di grano e dell’orzo,
ma soprattutto dell’artigianato legato
alla lavorazione del corno, dell’osso ma
anche del metallo, del vetro, dell’avorio,
dell’ambra, finalizzati alla realizzazione
di utensili e ornamenti personali che
grazie alle indagini archeologiche sono
giunti sino a noi.
Sulle tracce dell’antico Po di Adria...
Od Padove do reke Pad 209
SCOVE svetovne dediščine, od leta 2009
pa v severnem gospodarskem poslopju gosti
izjemne arheološke najdbe, ki so na dan privrele med izkopavanji v pokrajini Polesine,
najpogosteje v krajih Frattesina, Zanotto in
Narde. Na vseh treh lokacijah, kjer naj bi se
nahajala ena vas in dve nekropoli, so bili najdeni številni predmeti, ki pričajo o vitalnosti teh krajev v obdobju med 12. in 10. stol.
pr. Kr. Na starodavno pokrajino Frattesina
so v bronasti dobi vplivali tudi ena od vej
reke Pad - Po di Adria - in številni manjši
vodotoki. Proti koncu bronaste dobe so se
vas in njeni prebivalci znašli v zelo ugodnem
položaju, saj so imeli osrednjo vlogo pri trgovskih odnosih med Evropo in vzhodnim
Sredozemljem. To dokazujejo med izkopavanji odkriti fragmenti keramike egejskega
izvora, nojeva jajca in slonovina. Tisto, kar
pa najbolj preseneča, je dejstvo, da prebivalci
niso bili uspešni samo pri reji domačih živali,
lovu in pridelovanju zlasti pšenice in ječmena, ampak predvsem pri obrti. Obdelovali so
roževino, kosti, kovino, steklo, slonovino in
jantar ter iz teh materialov izdelovali orodja
in osebne okraske, ki so zahvaljujoč arheološkim raziskavam prispeli do nas.
Po sledeh antične reke Po di Adria...
ROVIGO
MUSEO DEI GRANDI FIUMI
MUZEJ VELIKIH REK
Un elemento che accomuna molti degli antichi insediamenti dell’Italia nord-orientale
è quello di essere sorti in prossimità di un
fiume che serviva anche e soprattutto come
via di comunicazione in collegamento con
l’Alto Adriatico. Tra questi fiumi l’Adige e il
Po con il suo delta sono i più importanti, per
grandezza e portata, tanto che nel territorio
compreso tra questi corsi d’acqua si sviluppò sin dalle epoche più remote la presenza
dell’uomo. Ad essi è stato dedicato a Rovigo
Številne najstarejše naselbine severovzhodne Italije so se nahajale v bližini
rek, ki so omogočale dobro povezanost
s severnim Jadranom. Zaradi svoje velikosti in pretoka sta bili najpomembnejši
Adiža in Pad, zato se je na ozemlju, ki
leži med tema dvema vodnima tokovoma, človek naselil že v najstarejših časih.
Rekama je v Rovigu posvečen muzej, ki
se nahaja v starodavnem olivetanskem samostanu sv. Jerneja, enem najpomemb-
il museo che ha sede
nell’antico Monastero Olivetano di San
Bartolomeo, uno tra i
più significativi complessi architettonici
del Polesine. Insieme alla pregevolezza
dell’edificio in cui
sono esposti reperti archeologici fondamentali per la ricostruzione storica del territorio polesano, contribuiscono a rendere
il museo non solo accattivante, ma anche
didatticamente esemplare, le installazioni
multimediali, le ambientazioni scenografiche, i diorami, tutti strumenti che aiutano il
visitatore a meglio capire un passato molto
lontano. Allo stesso tempo, fondamentali
per la comprensione delle dinamiche che
portarono allo sviluppo delle società e culture antiche in tempi e modi diversi, sono i
continui richiami al panorama storico, culturale e commerciale dell’Italia, dell’Europa
e del Mediterraneo. L’origine delle società
sorte tra i corsi terminali del Po e dell’Adige
può essere ricostruita a partire dalle testimonianze riconducibili ai secoli compresi
tra XX e XIII sec. a.C, il villaggio palafitticolo di Canàr e quello arginato di Larda di
Gavello, per poi entrare nell’età del Bronzo
finale con i siti di bassa pianura, Frattesina e
Fratta, dove si manifestano già alcuni caratteri che saranno propri della cultura dei Veneti antichi. Una peculiarità di tali territori
sarà ad esempio quella di avere una spiccata
vocazione allo sviluppo delle attività artigianali e del commercio a breve, medio e lungo
raggio. In questo senso è tra il VI e il V sec.
a.C. che gli interessi commerciali delle genti venete, etrusche e greche convergono in
particolare nell’area del Delta del Po: non
solo gli scavi di Adria ma anche quelli di
San Basilio, San Cassiano Crespino, Balone
e Gavello documentano con i loro reperti gli
intensi scambi che vi si dovevano svolgere.
Scambi che continueranno a essere parti-
Rovigo, Museo dei Grandi
Fiumi: sala dedicata all’età
romana/soba z zbirko iz
rimske dobe
nejših arhitekturnih
kompleksov pokrajine Polesine. Poleg
žlahtnosti stavbe, v
kateri so razstavljene arheološke najdbe,
ki so ključnega pomena za rekonstrukcijo zgodovine ozemlja, k privlačnosti
muzeja z didaktičnega vidika prispevajo tudi večpredstavnostne predstavitve,
scenske postavitve in diorame. Vse to so
pripomočki, ki obiskovalcu pomagajo pri
boljšem razumevanju daljne preteklosti.
Če želimo dobro razumeti dinamiko, ki
je v antičnih časih na različne načine in
v različnih časovnih obdobjih privedla
do razvoja družbe in kulture, moramo
neprestano obujati zgodovinski, kulturni
in trgovski pomena Italije, Evrope in Sredozemlja. Izvor skupnosti, ki so nastale
med izlivoma rek Pad in reke Adiže, lahko rekonstruiramo na osnovi pričevanj iz
obdobja med 20. in 13. stol. pr. Kr. Mednje sodita na primer koliščarsko naselje
Canàr in gradišče Larda di Gavello, ki
jim ob koncu bronaste dobe sledita še
ravninski naselbini Frattesina in Fratta,
kjer se že pojavi nekaj značilnosti, ki so
pozneje postale značilne za kulturo starodavnih Venetov. Posebnost teh območij je
na primer velika nadarjenost prebivalcev
za razvoj obrti in trgovine, ki je potekala
na majhnih, srednjih in velikih razdaljah.
Območje je tako v 6. in 5. stol. pr. Kr.
postalo stičišče trgovskih interesov venetskih, etruščanskih in grških ljudstev,
predvsem na območju delte reke Pad. Arheološke najdbe iz mesta Adria in krajev
San Basilio, San Cassiano Crespino, Balone in Gavello pričajo o zelo intenzivni
trgovinski izmenjavi. Zahvaljujoč novi
preureditvi kopenskih, rečnih in pomor-
210 Da Padova al Po
Od Padove do reke Pad 211
colarmente floridi anche nei secoli seguenti
grazie a una nuova riorganizzazione della
viabilità terrestre, fluviale e marittima che
seguirà la progressiva romanizzazione di
tutte le regioni dell’Alto Adriatico.
skih povezav, do katere je prišlo v času
postopne romanizacije vseh severnojadranskih ozemelj, je bilo trgovanje tudi v
naslednjih stoletjih zelo cvetoče.
A breve distanza da Rovigo...
Nedaleč od Roviga...
VILLADOSE
MUSEO DELLA
CENTURIAZIONE ROMANA
MUZEJ RIMSKE CENTURIACIJE
Uno degli interventi sul territorio legati al
Med procesom romanizacije v severni
processo di romanizzazione nelle regioni
Italiji je bil zgrajen učinkovito in stadell’Italia settentrionale fu non solo la
bilno prometno omrežje, preuredile pa
realizzazione di un’efficace sistema viario
so se tudi zelo plodne obdelovalne postabile, ma anche la riorganizzazione delle
vršine. Te so bile pogosto podvržene
campagne particolarmente fertili e tuttapoplavljanju in spreminjanju vodnih
via spesso soggette alle piene e divagazitokov rek, ki tečejo po tem ozemlju ter
oni dei fiumi che le attraversavano, come
so zato bile nestabilne. Težava je bila še
nel caso soprattutto delle regioni affacciposebej očitna v regijah ob zgornjem
ate sull’Alto Adriatico, e per questo modelu Jadranske obale. Rimljani so tukaj
tivo instabili. Attraverposkrbeli za ureditev
so la regimentazione
vodotokov in bonifidelle acque, la bonifica
kacijo zemljišč, dobro
dei terreni, la distinziso razlikovali podroone tra aree a coltivo,
čja za pridelovanje in
a pascolo e a boschivo,
tista za pašo ter gozma soprattutto atdove, predvsem pa so
traverso una perfetta
brezhibno parcelirali
parcellizzazione dei Legionari della Legio I Italica di Villadose in
polja. S tem so končcampi, i Romani resero addestramento/Legionarji legije I Italica iz
no zagotovili stabilfinalmente stabili i ter- Villadose med usposabljanjem
nost ozemlja, ki so ga
ritori, così da poterli
tako lahko s pomočjo
assegnare mediante sorteggio ai coloni
žreba razdelili med kmečke naseljence.
contadini. Il sistema di suddivisione
Zemljišča so delili s pomočjo mreže
agraria avveniva grazie alla stesura di un
popolnoma pravokotnih cest, ki so jih
reticolo di strade tra di loro perfettamente
imenovali kardi in dekumani. Tako so
perpendicolari, dette cardini e decumani, oblikovali neke vrste šahovnico, na kache andavano a formare una sorta di scacteri se je vsak kvadrat imenoval centurij,
chiera dove ogni quadrato era chiamato
njegova površina pa je običajno znašala
centuria e che in genere aveva una super20x20 actusov in torej približno 714 x
ficie pari a 20x20 actus, circa 714x714 m
714 m. Številna znamenja teh starodavdi lato. Di queste antiche infrastrutture
nih kmetijskih infrastruktur, ki so pravi
agrarie, veri e propri monumenti del
paesaggio antico, sono numerosi i segni
sepolti, riconoscibili grazie alle riprese
fotografiche aeree o da satellite, e quelli
sul terreno perché ripristinati in epoca
moderna. Tra le numerose centuriazioni
riconosciute nell’Italia settentrionale e nel
Veneto, in particolare, c’è anche quella che
servì in epoca romana per riorganizzare
le campagne a nord-ovest di Adria, come
è ben illustrato dai materiali archeologici
rinvenuti nelle campagne di Villadose
ed esposti nel Museo, che testimoniano
l’intenso sfruttamento agrario di queste
terre nel corso dei secoli.
spomeniki antične krajine so še danes
zakopana pod površjem. Prepoznamo
jih lahko na letalskih ali satelitskih fotografijah ter na samem terenu, saj so bila
v sodobnem času obnovljena. Na severu
Italije in v deželi Benečiji so strokovnjaki prepoznali številne centurije. Najbolj znana med temi je tista, ki so jo v
rimskih časih uporabili za preureditev
podeželja severozahodno od Adrie. To
je razvidno iz arheoloških virov s podeželja Villadose, ki so danes razstavljeni
v muzeju rimske centurijacije in pričajo
o intenzivnem kmetijskem izkoriščanju
tega ozemlja skozi stoletja.
INDIRIZZI E CONTATTI/Naslovi in kontakti
Non lontano da Padova...
Nedaleč od Padova...
BORGORICCO
MUSEO DELLA CENTURIAZIONE
ROMANA/MUZEJ RIMSKE
CENTURIACIJE
Viale Europa, 12
35010 Borgoricco (PD)
Tel. +39 049 933 632 1 / 933 793 0
[email protected]
www.museodellacenturiazione.it
MONTEGROTTO
AREE ARCHEOLOGICHE
(TERME E VILLA)/ARHEOLOŠKA
OBMOčJA (TERME IN VILA)
Area archeologica di Viale
Stazione-Via degli Scavi/Arheološko
območje v Viale Stazione-Via
degli Scavi
Via degli Scavi 12
Villa romana e complesso termale
sotto l’Hotel Terme Neroniane
Rimska vila in termalni kompleks
pod Hotelom Terme Neroniane
Via Neroniana 21/23
35036 Montegrotto Terme (PD)
Tel. +39 049 89928831
Mob: +39 3454646227
[email protected]
ESTE
Sulle tracce dell’antico Po di Adria...
Po sledeh antične reke Po di Adria...
AREA ARCHEOLOGICA DI VIA
TIRO A SEGNO/ARHEOLOŠKO
OBMOčJE V ULICI TIRO A SEGNO
ROVIGO
Via Tiro a Segno
35042 Este (PD)
MUSEO DEI GRANDI FIUMI
MUZEJ VELIKIH REK
MUSEO NAZIONALE ATESTINO
NARODNI MUZEJ ATESTINO
Via G. Negri, 9/C
35042 Este (PD)
Tel. +39 0429 2085
[email protected]
www.atestino.beniculturali.it
Non lontano da Este...
Nedaleč od Esteja...
FRATTA POLESINE
MUSEO ARCHEOLOGICO
NAZIONALE DI FRATTA
POLESINE/NARODNI
ARHEOLOŠKI MUZEJ V KRAJU
FRATTA POLESINE
Via Giovanni Tasso, 1
45025 Fratta Polesine (RO)
Tel. +39 0425 668523
[email protected]
www.archeopd.beniculturali.it
Piazzale San Bartolomeo, 18
45100 Rovigo
Tel.+39 0425 25077/28665
[email protected]
www.museograndifiumi.it
A breve distanza da Rovigo...
Nedaleč od Roviga...
VILLADOSE
MUSEO DELLA CENTURIAZIONE
ROMANA/MUZEJ RIMSKE
CENTURIACIJE
Piazza Moro, 1
45010 Villadose (RO)
Tel. +39 0425 21530/31263
[email protected]
www.centuriazione.it
Visitabile solo su prenotazione/
Obiski samo po dogovoru
212 Via Postumia - “Stradalta”
8
itinerarij 8
itinerario
via postumia
- “stradalta”
autostrada /avtocesta
strada statale /državna cesta
confine provinciale /deželna meja
confine statale /državna meja
via postumia
-
“stradalta”
area archeologica /arheološko območje
museo /muzej
monumento /kulturni spomenik
area naturalistica /naravoslovno območje
214 Via Postumia - “Stradalta”
Via Postumia - “Stradalta” 215
C
ollegamento di particolare importanza nell’area compresa tra la sponda occidentale del Tagliamento e la bassa pianura friulana e isontina, il percorso della così
chiamata “Stradalta” ha antiche origini: ripercorre il tracciato di una strada romana,
fulcro dell’organizzazione di questo territorio, che permetteva inoltre di tenersi sopra
la linea delle risorgive, evitando la difficile situazione idrografica della bassa pianura
friulana. Alcuni studiosi hanno identificato la strada come un tratto della via Postumia:
dopo aver attraversato l’intera Gallia Cisalpina, all’altezza di Oderzo, il percorso si
sarebbe diretto verso Sacile, Pordenone, Codroipo e quindi Aquileia. L’ipotesi si basa
su documenti più tardi rispetto alla costruzione della strada romana, che ricordano il
passaggio di una Postoima tra Sacile e Fontanafredda. Certamente la cosiddetta Stradalda costituiva un asse viario assai rilevante, come lo è tutt’oggi. Si intersecavano con
essa una serie di percorsi nord-sud di grande interesse strategico, come la via Iulia
Augusta, la Claudia Augusta, la strada per Forum Iulii (Cividale del Friuli) e quella per
Iulia Emona (Lubiana). Percorsi secondari ne permettevano inoltre il raccordo con la
via Annia. Il territorio che attraversa è caratterizzato dalla presenza di due importanti
fiumi dell’Italia settentrionale, il Tagliamento a est e l’Isonzo a ovest, e dalla discontinuità ambientale tra alta e bassa pianura friulana, marcata dalla linea delle risorgive. La
presenza umana in quest’area è attestata fin da tempi molto antichi; vi sono infatti
testimonianze risalenti al Neolitico e all’età del Bronzo e del Ferro, come i castellieri,
che ne contrassegnano l’assetto insediativo. Le tracce di epoca romana sono ben evidenti nei resti delle numerose ville rustiche, che sovraintendevano all’organizzazione
delle attività agricole della zona, nel ritrovamento di necropoli e di reperti ad esse associate (corredi, lapidi, urne). Vi sono poi testimonianze particolari come un’aretta
votiva del I-II sec., trovata tra San Pier d’Isonzo e Ronchi dei Legionari, con la dedica
al fiume Aesontius, che doveva quindi essere originariamente collocata lungo la strada
nei pressi del corso d’acqua. Significative anche le evidenze paleocristiane, come a San
Canzian d’Isonzo.
C
Codroipo: Parco delle Risorgive/Park Risorgive
esta “Stradalta” je starodavnega izvora in je imela na območju med zahodnim
bregom reke Tilment ter spodnjo furlansko in posoško ravnino velik pomen, saj
sledi trasi rimske ceste, ki je bila temelj cestnih povezav tega področja. Ta je omogočala tudi potovanja nad izviri in se je tako izognila težkim vodnim razmeram spodnje
furlanske nižine. Nekateri strokovnjaki so ugotovili, da je to pravzaprav odsek ceste Via
Postumia. Potem ko je prečkala vso Gallio Cisalpino se je pri Oderzu usmerila proti
Sacileju, Pordenonu, Codroipu in nazadnje proti Ogleju. Ta hipoteza je nastala na
osnovi poznejših virov, ki so nastali po gradnji rimske cest in omenjajo, da je cesta
potekala mimo kraja Postoima, ki je ležal med Sacilejem in Fontanafreddo. Zagotovo
je tako imenovana Stradalda bila zelo pomembna cestna os in zanjo to velja še danes.
Z njo se je križala cela vrsta poti, ki so potekale od severa proti jugu in so imele velik
strateški pomen. Med temi so bile tudi ceste Iulia Augusta, Claudia Augusta, cesta, ki je
vodila do Foruma Julii (Čedad) in cesta, ki je vodila v Iulio Emono (Ljubljano). Nekatere sekundarne poti so jo povezovale tudi s cesto Via Annia. Potekala je skozi ozemlje,
kjer sta tekli tudi dve veliki severne Italije, Tilmenta na zahodu in Soča na vzhodu,
zgornji in spodnji del furlanske nižine, kjer najdemo linijo vodnih izvirov, pa tukaj
nista bila povezana. Ljudje so se tukaj naseljevali že v antičnih časih. O tem pričajo
različni dokazi, kot so na primer za poselitev značilna gradišča, ki izvirajo iz neolitika
216 Via Postumia - “Stradalta”
Via Postumia - “Stradalta” 217
RONCHI DEI LEGIONARI
Zoppola, loc. Orcenico Superiore: tratto superstite di strada romana, identificabile con la via Postumia/Ostanki
rimske ceste, najverjetneje antične ceste via Postumia
ter iz bronaste in železne dobe. Sledovi rimskega obdobja so dobro vidni v ostankih
številnih podeželskih vil, ki so na svojem območju nadzorovale kmetijsko dejavnost,
enako pa velja tudi za nekropole in z njimi povezane najdbe (dodatki, nagrobniki, žare).
Najdeni so bili tudi nekateri posebni predmeti, kot je votivni oltarček iz 1.-2. stol. Izkopan je bil med krajema Špeter ob Soči in Ronke, na njem pa je posvetilo reki Aesontius in najverjetneje je bil nekoč postavljen ob cesti v bližini reke. Velik pomen imajo
tudi najdbe iz zgodnjekrščansekga obdobja, med katere štejemo tudi tiste iz kraja
Škocjan ob Soči.
VILLA ROMANA
RIMSKA VILA
La prospezione parziale delle strutture archeologiche individuate nei pressi dell’aeroporto una ventina di anni orsono ha portato
alla luce un complesso di età romana in uso
fra la metà del I sec. a.C. e il III sec. d.C., appartenente alla categoria degli edifici rustici
ove si ha l’associazione di funzioni residenziali e produttive. Il quartiere abitativo della
villa annovera diversi ambienti, destinati al
ricevimento, al pranzo, al riposo, affacciati su
un portico colonnato. I vani sono pavimentati a mosaico, bianco e nero o policromo, e
in taluni casi dotati di suspensurae per il riscaldamento. Il settore destinato alle attività
produttive, posto a quota più bassa, è invece
composto di una serie di vani, di dimensioni più ridotte e meno curati nelle rifiniture,
che si distribuiscono attorno a un cortile di
collegamento con la parte residenziale e che
verosimilmente davano spazio alle attività e
alle lavorazioni connesse con la vocazione
probabilmente agricola dell’impianto. La
lunga fase d’uso del complesso ha comportato una serie di trasformazioni planimetri-
Delne raziskave arheoloških struktur, ki
so bile pred približno dvajsetimi leti odkrite v bližini letališča, so razkrile kompleks iz rimske dobe. V uporabi je bil od
sredine 1. stol. pr. Kr. do 3. stol. po Kr. in
sodil je v kategorijo kmetijskih stavb, ki
so bile sestavljene tako iz stanovanjskega kot iz gospodarskega poslopja. Bivalni
del vile je imel številne prostore, ki so bili
namenjeni sprejemu, kosilu ali počitku in
s gledali na stebrni portik. Sobe so bile
tlakovane s črno-belimi ali večbarvnimi
mozaiki, včasih pa so imeli tudi t.i. suspensurae za ogrevanje. Gospodarskim
dejavnostim namenjeno območje, ki se je
nahajalo nekoliko nižje, je bilo sestavljeno
iz niza manjših in slabše izdelanih prostorov. Ti so bili razvrščeni okoli dvorišča, ki
je omogočalo povezavo s stanovanjskim
delom, na njem pa so najverjetneje poteka
različne aktivnosti, ki so bile povezane s
kmetijsko dejavnostjo kompleksa. V dolgem obdobju uporabe kompleksa je prišlo
do vrste planimetričnih in drugih preure-
Area del progetto PArSJAd in Friuli Venezia Giulia lungo il percorso
della “Stradalta” - via Postumia/Območje projekta PArSJAd v
Furlaniji-Julijski krajini, ob trasi ceste “Stradalta” - via Postumia
Lungo l’itinerario/Ob
poti:
Ronchi
dei
Legionari - San Pier d’Isonzo - Codroipo
Escursioni a breve distanza/Krajši izleti: San Canzian d’Isonzo - San Vito
Pordenone
al Tagliamento
Ronchi dei Legionari: area della villa romana/območje rimske vile
218 Via Postumia - “Stradalta”
Via Postumia - “Stradalta” 219
ditev, ki so si sledile v čache e di utilizzo che si sono
su in so večkrat spremesusseguite nel tempo modifinile ureditev prostorov
cando più volte l’assetto degli
ter njihovo namembnost,
ambienti e la loro destinaziovse dokler ni v začetku
ne fino a quando, agli inizi
3. stol. po Kr. uničujoč
del III sec. d.C., un rovinoso
požar povzročil izselitev
incendio ha determinato il devseh njenih prebivalcev.
finitivo abbandono della villa.
Vodeni ogled nam poIl percorso di visita attrezzato
dei Legionari, villa romana:
nuja
možnost, da dobro
offre la possibilità di apprez- Ronchi
particolare di pavimentazione
spoznamo planimetrijo
zare per intero la planimetria a mosaico/rimska vila: detajl z
strukture in da si ogledadella struttura e di coglier- mozaičnega tlaka
mo njene dragocenosti,
ne gli elementi di pregio, tra
med katere sodijo tudi trije glavni prostori
cui i tre ambienti maggiori con i rispettivi
z mozaiki, ki so bili spet postavljeni na prmosaici ricollocati in posto e protetti da covotno mesto in zavarovani s streho. Nekaj
perture. Alcuni pannelli didattici illustrano
didaktičnih tabel obiskovalcem prikazuje
ai visitatori le diverse fasi edilizie e le caratrazlične gradbene faze in glavne značilnoteristiche principali dell’edificio. Un piccolo
sti stavbe. V skednju kmetijskega poslopja
antiquarium, insieme alla villa affidato in geiz 18. stol. se nahaja majhen antikvarij, ki
stione alla Biblioteca Comunale e dislocato
ga prav tako kot vilo upravlja občinska
nel fienile di una residenza padronale del
knjižnica in v katerem je razstavljena
Settecento, espone una selezione di reperti
zbirka predmetov z najdišča.
provenienti dal sito.
Non lontano da Ronchi dei Legionari...
Nedaleč od Ronk...
SAN CANZIAN D’ISONZO
RESTI PALEOCRISTIANI E
ANTIQUARIUM CANTIANENSE
ZGODNJEKRŠčANSKE
OSTALINE IN ANTIQUARIUM
CANTIANENSE
San Canzian d’Isonzo, l’antico Vicus Cantianum, fu un sito di una certa rilevanza in
epoca romana, ma soprattutto è un luogo
particolarmente rappresentativo per il
processo di cristianizzazione di quest’area del Nord Italia. Numerose, infatti, le
testimonianze archeologiche risalenti al
periodo paleocristiano che attestano la
presenza di una vitale comunità cristiana
attorno al IV-V secolo. Proprio in questi
luoghi, nell’antica località Ad Aquas gradatas, nel 304 durante le persecuzioni di
Diocleziano, sarebbero stati martirizzati
San Canzian d’Isonzo, starodavni Vicus
Cantianum, je ime v rimskih časih poseben pomen, ključno vlogo pa je imel tudi
pri proces pokristjanjevanja tega območja
severne Italije. Številni arheološki dokazi
iz zgodnjekrščanskega obdobja pričajo o
tem, da je bila med 4. in 5. stol. tukaj prisotna krščanska skupnost. Prav v teh krajih,
v starem mestu Ad Aquas gradatas, so leta
304 med Dioklecijanovim preganjanjem
nasilne smrti umrli bratje Kancij, Kancijan
in Kancijanil ter njihov učitelj Prot, o čemer
pripoveduje Acta Martyrum iz 5.- 6. stol. Na
i fratelli Canzio, Canziano e Canzianilla
e il loro maestro Proto, come narrano gli
Acta Martyrum del V-VI secolo. L’attuale
area del paese denominata Grodate corrisponderebbe al luogo del martirio e a
commemorarne il ricordo proprio qui è
stato recentemente installato un monumento. L’attuale chiesetta dedicata a S.
Proto è stata oggetto di numerose indagini, che ne hanno identificato diverse fasi
edilizie, riconoscendo che sul luogo di sepoltura del pedagogo dei Santi Canziani
fu eretto un luogo di culto. In origine si
trattava di una piccola cella, costruita attorno alla metà del IV secolo, sorta in una
zona occupata da una necropoli romana.
Alla prima fase edilizia appartengono
lacerti pavimentali a mosaico conservati
presso l’Antiquarium. Allo stesso periodo risalgono anche due sarcofagi, che
riportano il nome di Proto e Crisogono,
anch’egli martire. L’originaria cella fu distrutta e sostituita da una basilica di maggiori dimensioni che venne ulteriormente
ampliata nel V-VI secolo; i mosaici appartenenti a questa terza fase sono appesi
a fianco dell’altare nella chiesa attuale,
messa in opera dopo la demolizione della
kraju mučenja se danes nahaja vas Grodate
in v spomin na preminule je bil prav tukaj
pred kratkim postavljen spomenik. Tukaj se
danes nahaja tudi cerkev sv. Prota, ki je bila
predmet številnih raziskav. Te so razkrile več
gradbenih faz in strokovnjaki so ugotovili,
da je bilo na kraju, kjer je pokopan pedagog
svetih Kancijanijev, zgrajeno svetišče. Sprva je to bila majhna celica, ki je bila okoli
sredine 4. stol. zgrajena na območju rimske
nekropole. Prvi fazi gradnje, ki je potekala
v 4. stol., pripadajo fragmenti mozaičnega
tlaka. Ti se danes hranijo v Antiquariumu.
V isto obdobje segata tudi dva sarkofaga, na
katerih sta se ohranili imeni dveh mučenikov, Prota in Krizogona. Celico so pozneje
porušili in jo nadomestili z večjo baziliko,
ki so jo še dodatno razširili v 5.- 6. stoletju.
Mozaiki iz tretje faze visijo ob oltarju današnje cerkve, ki je bila po porušenju prejšnje
stavbe zgrajena v 15. do 16. stol. Okoli cerkve so bili najdeni nagrobni kamni iz prve
cesarske dobe, v notranjosti pa še en nagrobnik iz istega obdobja. Na območju župnije
so odkrili ostaline, ki segajo v različna obdobja zasedbe. Med temi je tudi bivališče iz
cesarskega obdobja. V poznem 3. ali v zgodnjem 4. stol. je bilo tukaj zgrajeno svetišče,
San Canzian d’Isonzo: sarcofagi e lapidi presso l’attuale chiesa parrocchiale/sarkofagi in nagrobniki pri današnji
farni cerkvi
220 Via Postumia - “Stradalta”
precedente struttura, avvenuta nel XVXVI secolo. All’esterno della chiesetta
sono stati rinvenuti cippi funerari risalenti alla prima età imperiale e un altro al
suo interno, databile allo stesso periodo.
Nell’area della parrocchiale, sono venuti
alla luce resti riconducibili a diverse fasi
di occupazione, a cominciare da una residenza di epoca imperiale. Si ebbe poi la
costruzione di un edificio di culto della fine del III-inizio IV secolo, seguita dall’edificazione della basilica, datata alla metà
del VI secolo sulla base della valutazione
stilistica dei mosaici rinvenuti, riconducibile alla memoria dei Santi Canziani, di
cui sono state rinvenute le presunte spoglie. In un’aula attigua alla chiesa parrocchiale ha sede l’Antiquarium Cantianense,
che conserva resti di monumenti funerari,
mosaici e altri reperti di età romana e paleocristiana ritrovati in loco.
Via Postumia - “Stradalta” 221
San Canzian d’Isonzo: punto informativo sulla Basilica
dei Martiri Canziani/informacijska točka bazilike
kancijanskih mučenikov
pozneje pa bazilika, ki sega v sredino 6. stol.
Na osnovi sloga najdenih mozaikov lahko
sklepamo, da izvira iz obdobja kancijanskih
svetnikov, saj naj bi tukaj našli tudi njihove
posmrtne ostanke. V avli poleg farne cerkve se nahaja Antiquarium Cantianense, v
katerem so shranjene ostaline nagrobnih
spomenikov, mozaikov in drugih najdb iz
rimske in zgodnje krščanske dobe, ki so bile
najdene prav na tem kraju.
SAN PIER D’ISONZO
MUSEO ARCHEOLOGICO
DEI BAMBINI
oTROŠKI ARHEOLOŠKI MUZEJ
Inaugurato nel 2013, il museo nasce con
la particolarità di essere stato progettato
e allestito dai bambini della scuola primaria di San Pier d’Isonzo, nel corso di
un progetto pluriennale che ha visto la
Muzej je bil ustanovljen leta 2013, njegova
posebnost pa je ta, da so ga zasnovali in uredili otroci osnovne šole v San Pier d’Isonzo,
in sicer v okviru večletnega projekta, pri katerem so sodelovali poklicna arheologinja
Chiara Magrini in šolski učitelji. V muzeju
so razstavljene arheološke najdbe z občinskega ozemlja, ki segajo v rimsko obdobje in
pozno antiko. Ker so ga za otroke zasnovali
in oblikovali otroci, je vsa postavitev prilagojena mlajšim obiskovalcem in nekoliko
drugačne so torej vitrine, jezik učnih gradiv
ter napisi in table, ki so opremljene tudi z
risbami. Razstavljenih je tudi nekaj modelčkov antičnih zgradb ter nekaj rekonstrukcij
rimske namizne, kuhinjske in transportne
keramike, ki so jih učenci v teh letih izdelali
v šolski delavnici keramike.
San Pier d’Isonzo, Museo Archeologico dei Bambini:
particolare dell’allestimento/detajl z razstave
collaborazione tra un’archeologa professionista, Chiara Magrini, e gli insegnanti.
Nel Museo sono esposti reperti archeologici di età romana e tardoantica, provenienti dal territorio comunale. Essendo
concepito e realizzato per i bambini dai
bambini, tutto l’allestimento è stato pensato per un’utenza infantile: dalla struttura delle bacheche al linguaggio utilizzato
nei testi di materiali didattici, didascalie
e pannelli, corredati inoltre da disegni.
Sono presenti anche alcuni modellini di
edifici antichi e le ricostruzioni della ceramica romana da mensa, da cucina e per
il trasporto, prodotte nel corso degli anni
dagli studenti nel laboratorio di ceramica
presente all’interno della scuola.
San Pier d’Isonzo, Museo Archeologico dei Bambini:
riproduzioni di materiali antichi/reprodukcije antičnih
predmetov
CODROIPO
CIVICO MUSEO
ARCHEOLOGICO DELLA
CITTÀ DI CODROIPO
MESTNI ARHEOLOŠKI MUZEJ
MESTA CODROIPO
Il distretto di Codroipo e il medio Friuli
rappresentano l’ambito territoriale di riferimento del museo archeologico, realizzato
da poco più di un decennio nella restaurata
sede del carcere mandamentale risalente al
periodo della dominazione austriaca. Le
antiche strutture carcerarie ospitano oggi
un’ampia panoramica di testimonianze che
ricostruiscono un quadro puntuale delle
dinamiche demografiche e delle caratteristiche insediative di questo lembo
di pianura nell’arco temporale fra
la protostoria e l’epoca rinascimentale. Le più antiche fasi del
popolamento si manifestano nella fascia delle risorgive e nell’area
Destra Tagliamento con un assetto
insediamentale marcatamente
strutturato e caratterizzato dalla
distribuzione regolare di una
serie di castellieri sorti per
Območje Codroipa in srednje Furlanije predstavlja referenčno okolje arheološkega muzeja, ki je bil pred nekaj več
kot desetletjem ustanovljen v obnovljenem zaporu iz obdobja avstrijske oblasti.
Stara zgradba zapora danes gosti širok
pregled pričevanj, ki ustvarjajo podrobno sliko demografskih gibanj in poseljenosti na tem delu ravnine v obdobju
od protozgodovine do renesančne
dobe. Najzgodnejša poselitev
se je pojavila ob izvirih in
na desnem bregu Tilmenta.
Zanjo je bila značilna izrazito strukturirana ureditev
in enakomerna razporeditev
gradišč, ki so nastala predvsem
v srednji bronasti dobi. Takšna poCodroipo: Civico Museo Archeologico: specchio in
bronzo dalla necropoli di Iutizzo/bronasto ogledalo z
nekropole Iutizzo
222 Via Postumia - “Stradalta”
Via Postumia - “Stradalta” 223
Codroipo: scavi nel Castelliere della Gradiscje/izkopavanja v gradišču Gradiscje
lo più nel Bronzo medio e perdurati sino
al Bronzo finale-inizi età del Ferro: nel
Codroipese questa tipologia d’abitato è
rappresentata dai castellieri di Rividischia,
Gradisca e Gradiscutta di Varmo. La trama insediativa si addensa ulteriormente in
epoca romana, quando a meridione della
città odierna sorge un villaggio che si troverà ben presto all’incrocio di una viabilità
di primaria importanza, impostata sulla
via Postumia o un suo diverticolo e sulla
via che da Concordia, attraverso Aquileia, portava nel Norico. Sembra derivare
proprio da questa strategica dislocazione il toponimo “Quadruvium” ritenuto
l’antecedente dell’attuale denominazione
della città. Il territorio
circostante è contrassegnato da un
popolamento che
ricalca la parcellizzazione agraria
realizzata dai Romani nell’agro di
Codroipo: Civico Museo Archeologico: fibbia in
bronzo dalla necropoli di Iutizzo/bronasta fibula z
nekropole Iutizzo
selitev je trajala vse do pozne bronaste in
začetka železne dobe. Na območju Codroipa tovrstni tip naselbin predstavljajo
predvsem gradišča Rividischia, Gradisca
in Gradiscutta Varmo. Mreža naselbin se
je razširila v rimski dobi, ko je južno od
današnjega mesta zraslo naselje, ki je prav
kmalu postalo križišče pomembnih cest.
Nahajalo se je ob cesti Via Postumia ali na
njenem odcepu ter ob cesti, ki je iz Concordie prek Ogleja vodila v Norik. Prav iz
tega strateškega položaja najverjetneje izhaja ime “Quadruvium”, ki velja za predhodnika današnjega imena mesta. Okolico so sestavljala parcelizirana zemljišča, ki
so jih Rimljani uredili na oglejskem podeželju, zanjo pa so značilne podeželske vile
in manjše kmetije. Da je to malo upravno središče uživalo blaginjo, potrjujejo
v središču mesta opravljene arheološke
raziskave. Najdeni so bili namreč številni
predmeti iz prvega cesarskega obdobja,
in sicer skodelice iz žigosane keramike in
vrste Sarius, tankostenska keramika, navadna in groba keramia, amfore. Najbolj
znana in obsežna nekropola na območju
Codroipa je nekropola Iutizzo, ki je tudi
Aquileia e si caratterizza per la presenza
di ville rustiche e di fattorie di più modeste dimensioni. A testimonianza del lungo
periodo di benessere goduto da questo
piccolo centro amministrativo, ricerche archeologiche eseguite nel cuore della città
in un contesto di primissima età imperiale
hanno restituito copioso materiale significativo: coppe in terra sigillata e del tipo
Sarius, ceramica a pareti sottili, ceramica
comune e grezza, anfore. È la necropoli
di Iutizzo, la più nota ed estesa nell’area
codroipese, e una delle meglio conosciute
in Friuli, a restituire invece informazioni
sul costume funerario romano in territorio
rurale soprattutto in età tardoantica, giacché la settantina di tombe a incinerazione
e a inumazione ivi rinvenute copre un arco
temporale che va dal I sec. a.C. al IV sec.
d.C., con una concentrazione di sepolture
proprio nell’ultima fase d’uso. Le sepolture
longobarde rinvenute anch’esse nel centro
cittadino comprovano il sostituirsi al presidio romano di uno stanziamento militare
funzionale al nuovo assetto territoriale che
si stabilisce con la dominazione dei Longobardi iniziata in Friuli nel 568. Recuperi
compiuti durante gli scavi nella zona del
duomo e in altri punti del paese documentano poi l’attività di una fornace rinascimentale, specializzata nella produzione di
ceramiche e attiva nel XVI sec.
Codroipo: Civico Museo Archeologico/Mestni
arheološki muzej
ena najbolj raziskanih v Furlaniji. Na njej
so pridobili podatke o rimskih pogrebnih navadah na podeželskih območjih,
zlasti v pozni antiki. Tu je bilo odkritih
sedemdesetih žarnih in skeletnih grobov
iz obdobja med 1. stol. pr. Kr. in 4. stol. po
Kr., največ grobov pa sega prav v zadnje
obdobje. Tudi v središču mesta odkriti
langobardski grobovi pričajo o tem, da
je rimsko garnizijo nadomestila vojaška
enota nove teritorialne ureditve. To je bila
posledica vladavine Langobardov, ki se je
v Furlaniji začela leta 568. Predmeti, ki so
bili med izkopavanji najdeni na območju
katedrale v drugih predelih naselja dokazujejo delovanje renesančne žgalnice. Ta
je bila specializirana za proizvodnjo keramike in je delovala v 16. stol.
CODROIPO
PARCO DELLE RISORGIVE
PARK IZVIROV
A sud dell’abitato di Codroipo, il Parco delle Risorgive, istituito nel 1983, costituisce
un prezioso lembo superstite della vasta area
che fino a circa la metà del secolo scorso
contraddistingueva la bassa pianura friulana
fra il Tagliamento e il Corno, punteggiata
da un susseguirsi di torbiere, olle e paludi,
prati umidi e asciutti, rogge, ruscelli, genera-
Južno od naselja Codroipo se razteza leta 1983 ustanovljen Park Izvirov. Zajema
dragocen pas obsežnega območja, ki je
do sredine prejšnjega stoletja med rekama Tilment in Corno oblikovalo spodnjo
furlansko nižino. Prekinjala so ga šotišča,
močvirja, vlažni in suhi travniki, jarki, potoki, ki so izvirali z vnovičnim prihodom
224 Via Postumia - “Stradalta”
ti dal riaffiorare in superficie
dell’acqua di falda freatica, e
popolata da boschi planiziali e varietà vegetali endemiche. Parallela al parco
corre la caratteristica via dei
Mulini, uno dei primi canali
artificiali realizzati per fornire un servizio alla comunità codroipese e produrre
la forza motrice necessaria
all’attività molitoria.
Via Postumia - “Stradalta” 225
Codroipo: Parco delle Risorgive
Park izvirov
Non lontano da Codroipo...
podzemne vode na površje, nižinski gozdovi
in endemične rastlinske vrste. Vzporedno
s parkom poteka cesta
dei Mulini, eden od
prvih umetnih kanalov,
ki je bil zgrajen, da bi
prebivalcem Codroipa
zagotavljal delo, in je
bil pogonska sila mlinarske dejavnosti.
Nedaleč od Codroipa...
SAN VITO AL TAGLIAMENTO
MUSEO CIVICO “FEDERICO
DE ROCCO”
MESTNI MUZEJ “FEDERICO
DE ROCCO”
Si trova al secondo piano della duecentesca torre Raimonda, nel centro della città,
e ospita una raccolta archeologica suddivisa in tre sezioni, costituita di reperti di
età preistorica, romana e medievale. Quasi
tutti i materiali sono stati rinvenuti a partire dalla seconda metà degli anni Cinquanta del secolo scorso
nel territorio di San
Vito al Tagliamento e
dei comuni limitrofi,
come Casarsa, San Vito, Chions, Sesto al
Reghena, Morsano, San Martino al
Tagliamento, Pravisdomini e Fiume Veneto, e documentano le
diverse fasi di occupazione del territorio dal
Mesolitico fino all’età
longobarda. Nella
Nahaja se v drugem nadstropju stolpa Raimonda, ki je bil zgrajen v 13. stol. in leži
v središču mesta. Muzej gosti arheološko
zbirko, ki jo sestavljajo v tri oddelke razvrščeni predmeti - prazgodovinski, rimski
in srednjeveški. Skoraj vse gradivo je bilo
odkrito od druge polovice 50. let prejšnjega
stoletja dalje, in sicer na območju San Vito
al Tagliamento ter v okoliških občinah Casarsa, San Vito, Chions, Sesto al Reghena,
Morsano, San Martino al Tagliamento,
Pravisdomini in Fiume Veneto. Zbirka pripoveduje o različnih fazah zasedbe teritorija, tj. vse od mezolitika do Langobardske
dobe. V prvem muzejskem oddelku, kjer je
razstavljeno prazgodovinsko in protozgodovinsko gradivo, si lahko ogledamo predmete, ki so bili najdeni med izkopavanji
žarne nekropole v kraju San Valentino in
izhajajo iz zgodnje železne dobe. O rimskem obdobju nam pripovedujejo gradbeni
materiali, keramika, posoda, steklo, kovine
in kovanci. Segajo v obdobje med koncem
1. stol. pr. Kr. in 4. stol. po Kr. Zadnji oddelek je namenjen fragmentom fresk, ki se-
San Vito al Tagliamento, Museo Civico “F. De Rocco”:
bronzetto di Ercole da Gorgaz/bronasti kipec Herkula
iz Gorgaza
prima sezione del museo, che comprende
materiale preistorico e protostorico, sono
esposti i reperti venuti alla luce durante
lo scavo della necropoli a incinerazione di
San Valentino, risalente alla prima età del
Ferro. Per l’età romana vengono presentati
materiali edilizi, ceramiche, vasellame, vetri, metalli e monete, databili tra la fine del
I sec. a.C. e il IV sec. d.C. L’ultima sezione
è dedicata a lacerti di affreschi databili al
XIV e XV secolo provenienti dall’antica
residenza di rappresentanza degli Altan di
Borgo Castello, edificio dal quale furono
strappati nel 1960, e da chiese
della zona. Sia la collezione
archeologica che affreschi,
sculture lignee e dipinti
sono stati oggetto di una
consistente attività di catalogazione da parte del
Centro regionale di Catalogazione e Restauro dei
Beni Culturali.
San Vito al Tagliamento, Museo Civico “F. De Rocco”:
ascia dell’età del Rame da Sedulis/sekira iz bronaste
dobe, najdena v Sedulisu
San Vito al Tagliamento: torre Raimonda, sede del
museo/stolp Raimonda, sedež muzeja
gajo v 14. in 15. stol. Izhajajo iz starodavne
rezidence rodbine Altan iz Borga Castello,
iz te stavbe in iz okoliških cerkva pa so bili odstranjeni leta 1960. Tako arheološka
zbirka kot tudi freske, lesene skulpture in
slike so že bile predmet obsežne katalogizacije Regionalnega centra katalogizacije
in restavriranja kulturne dediščine.
Proseguendo verso nord...
Nadaljevanje proti severu...
PORDENONE -
PORDENONE -
località Torre
kraj Torre
VILLA ROMANA DI TORRE
DI PORDENONE
RIMSKA VILA TORRE
DI PORDENONE
Nel grande complesso unitario, esteso sulle
due sponde del Noncello nell’area antistante all’altura del castello, è stata riconosciuta una grande villa che, per la raffinatezza
delle dotazioni, sarebbe da attribuire a un
personaggio eminente dimorante nell’agro concordiese. Uno dei settori messi in
luce alle pendici del castello si è rivelato
un quartiere residenziale particolarmente
curato dal punto di vista architettonico.
Lo testimoniano numerosi frammenti
V velikem kompleksu, ki se nasproti vzpetine z gradom razteza na obeh straneh reke
Noncello, so prepoznali veliko vilo, ki jo
zaradi rafiniranosti opreme pripisujemo
ugledni osebnosti s podeželja Concordie,
na enem od izkopanih področij ob vznožju
gradu so odkrili z arhitekturnega vidika posebej dobro urejeno sosesko. O tem pričajo
številni fragmenti zidnega ometa, poslikanega v 3. pompejskem slogu. Ti so danes
razstavljeni v eni od dvoran Arheološkega
226 Via Postumia - “Stradalta”
di intonaci murari affrescati nel III stile
pompeiano, oggi presentati in una sala del
Museo Archeologico del Friuli Occidentale
in un’ipotesi di restituzione relativa a due
ambienti della residenza. Si aggiungono
altri elementi ornamentali, resti di mosaici,
lastre in marmo pregiato per rivestimenti
parietali o impiegate in eleganti pavimenti
intarsiati, tubazioni per l’acqua, lastre per le
finestre, resti di una statua, suspensurae pertinenti forse a un impianto termale privato
al servizio della residenza. La villa, in uso
dal I sec. a.C. alla prima età imperiale, con
almeno due fasi di occupazione, sembra
essere in stretto collegamento con un importante asse stradale, attuale Stradalta, da
taluni studiosi identificato con la via Postumia. Nel settore oggi occupato dalla chiesa parrocchiale, antica pieve dei SS. Ilario
e Taziano, si ritiene fosse invece collocato
un magazzino riscaldato, con funzioni di
essiccatoio o deposito di derrate, probabilmente impiantato nella seconda fase d’uso
della villa. Recenti prospezioni nel parco del
castello hanno infine identificato un grande
edificio porticato isorientato con la villa e
costituito da una serie di vani disposti lungo
un fronte di una cinquantina di metri. Per
la sua morfologia se ne sono ipotizzate diverse funzioni: botteghe, oppure alloggi per
il personale di servizio, oppure ancora magazzini in prossimità di un porto fluviale.
Pordenone, villa romana di Torre: le strutture/struktura
Via Postumia - “Stradalta” 227
PORDENONE -
Pordenone, Museo Archeologico del Friuli
Occidentale: ipotesi di ricostruzione di uno degli
ambienti della villa/poskus rekonstrukcije enega od
prostorov vile
muzeja zahodne Furlanije, obnovila pa se
bosta morda tudi dva prostora rezidence.
Tem fragmentom se pridružujejo še nekateri drugi dekorativni elementi, deli mozaikov, stenske obloge iz cenjenega marmorja
ali obloge z elegantnih intarzijskih tal, vodovodne cevi, okenske plošče, ostanki nekega kipa in suspensurae, ki morda izvirajo
iz zasebnih term. Vila je bila vsaj v dveh fazah v uporabi od 1. stol. pr. Kr. do cesarske
dobe. Videti je, da je bila tesno povezana s
pomembno cestno osjo, današnjo Stradalto,
ki jo nekateri znanstveniki enačijo s cesto
Postumia. Na območju, kjer danes stoji farna cerkev, starodavna cerkev svetih Hilarija
in Ticijana, pa naj bi nekoč stalo ogrevano
skladišče, ki se je uporabljalo kot sušilnica in
za shranjevanje pridelkov. Zgrajeno je bilo
najverjetneje v drugi fazi vile. Nedavne raziskave v grajskem parku so končno privedle
do odkritja velike stavbo s stebriščem, ki je
bila obrnjena proti vili. Dolga je bila približno petdeset metrov in imela je številne
prostore. Na osnovi njihove razporeditve
lahko predvidevamo, da so se ti uporabljali
za najrazličnejše namene. Lahko so bili delavnice, stanovanja zaposlenega osebja ali pa
skladišča v bližini rečnega pristanišča.
località Torre
PORDENONE -
kraj Torre
MUSEO ARCHEOLOGICO
DEL FRIULI OCCIDENTALE
ARHEOLOŠKI MUZEJ ZAHODNE
FURLANIJE
Entro l’affascinante cornice del Castello di Torre, eretto nel XIII secolo dal
Patriarca di Aquileia per usi militari, il
museo ricostruisce il tessuto insediativo
antico dell’alta pianura pordenonese occidentale, a cominciare dall’alta preistoria
rappresentata dagli accampamenti paleolitici del Piancavallo e del Bus d’la Lum
e dalle stazioni neolitiche di Fagnigola e
di Palù di Livenza, uno fra i siti palafitticoli neolitici più antichi, da poco inserito
dall’UNESCO nella lista del patrimonio
mondiale. Il definitivo consolidamento,
con l’età del Bronzo e del Ferro, di un
assetto demografico facente leva su villaggi fortificati e naturalmente difesi – i
castellieri – è esemplificato dai reperti di
Gradisca, Palse di Porcia, Monte Castelir
presso Caneva. La cultura dei castellieri
sopravvisse sino alle soglie della romanizzazione, documentata da diversi ritrovamenti di carattere funerario o legato a
situazioni abitative. Fra le testimonianze
di quest’epoca particolare evidenza possiede la villa romana di Torre, indagata
alla metà degli anni Cinquanta dal conte
di Ragogna, ultimo discendente dei proprietari del luogo, cultore di antichità che
compì personalmente scavi archeologici
e destinò a funzione museale le sale del
Nahaja se v očarljivem okolju palače Castello di Torre, ki jo je v 13. stol. za vojaške namene dal zgraditi oglejski patriarh.
Muzej prikazuje antično urbano strukturo
poselitve visoke planote zahodno od Pordenona. Visoko prazgodovino predstavljata paleolitski naselbini Piancavallo in Bus
d’la Lum ter neolitski postaji Fagnigola in
Palù di Livenza. To je eno od najstarejših
neolitskih najdišč in je bilo pred kratkim
vpisano na seznam UNESCOVE svetovne
dediščine. Dokončno konsolidacijo demografske strukture v bronasti in železni dobi,
ki je temeljila na utrjenih in naravno branjenih vaseh - gradiščih, predstavljajo najdbe iz
krajev Gradisca, Palse di Porcia in Monte
Castelir pri Canevi. Gradišča so se ohranila
do začetka romanizacije, o njih pa pričajo
različne najdbe grobnega ali poselitvenega
značaja. Poseben pričevalni pomen ima
rimska vila Torre. Sredi 50. let jo je raziskal
grof Ragogna, zadnji potomec veleposestnikov tukajšnjih in ljubitelj antike, ki je
osebno opravljal arheološka izkopavanja in
je prostore gradu namenil muzejski dejavnosti. Poleg zbirke gradbenih materialov,
ki so pripadali arhitekturnim strukturam
kompleksa, in keramičnih izdelkov, ki so jih
uporabljali prebivalce vile, lahko obiskovalec spozna tudi takratne stenske poslikave
nekaterih prostorov vile. Zahvaljujoč rekonstrukciji stenske dekoracije dveh prostorov
in fragmentom originalnega ometa, ki je
imel dekorativne motive in figure, si lahko
tukaj ogledamo tudi prizor amazonomahije, ki je morda krasil sprejemni prostor, in
preprostejšo, rdečo in črno dekoracijo, ki je
bila primernejša za intimno domače okolje.
Razkošnost dekoracije iz začetka 1. stol. po
Kr. priča o bogastvu lastnika vile. Časovni excursus muzeja dopolnjujejo materiali
in konteksti iz zgodnjega srednjega veka
Pordenone, Castello di Torre, sede del Museo
Archeologico del Friuli Occidentale/sedež
arheološkega muzeja zahodne Furlanije
228 Via Postumia - “Stradalta”
castello. Oltre a una campionatura di
materiali costruttivi relativi alle strutture
architettoniche del complesso e di prodotti ceramici in uso durante le sue fasi
di vita, al visitatore si offre l’opportunità
di avere una visione d’insieme di come
potevano presentarsi un tempo alcuni
ambienti affrescati della villa. Grazie alla
ricostruzione della decorazione parietale
di due vani e al riposizionamento di frammenti di intonaco originale con motivi
ornamentali e figure, sono riproposte una
scena di Amazzonomachia, forse riferibile
a un ambiente di rappresentanza, e una
decorazione più semplice, a pannelli rossi
e neri, adatta a un’atmosfera più intima e
domestica. La lussuosità delle decorazioni, risalenti agli inizi del I sec. d.C., depone per una prestigiosa titolarità della villa.
Completa l’excursus temporale proposto
dal museo la presentazione di materiali e
contesti riferibili a epoca alto medievale e
rinascimentale, documentati anche grazie
ad alcuni scavi cittadini che hanno restituito butti di ceramiche e scarti di fornace. Di origine non locale, ma di produzione etrusca o della Magna Grecia sono,
infine, le ceramiche pervenute al museo
grazie alla generosità di due collezionisti.
Pordenone, Museo
Archeologico del Friuli
Occidentale, affresco parietale
dalla villa romana di Torre
con scena dello svelamento
di Achille alla corte di re
Licomede: una delle figlie
del re/stenska poslikava v
rimski vili Torre s prizorom
predstavitve Ahila na dvoru
kralja Likomeda: ena od
kraljevih hčera
Via Postumia - “Stradalta” 229
INDIRIZZI E CONTATTI/Naslovi in kontakti
RONCHI DEI LEGIONARI
VILLA ROMANA/RIMSKA VILA
Pordenone, Museo Archeologico del Friuli
Occidentale: fibbia di bronzo da Tramonti di Sotto
bronasta sponka iz kraja Tramonti di Sotto
ter renesanse. Te si danes lahko ogledamo
zahvaljujoč nekaterim izkopavanjem, ki so
potekala v mestu in med katerimi so bili
najdeni lončarski in žgalniški odpadki. Tukaj so razstavljeni tudi keramični izdelki, ki
sta jih muzeju podarila velikodušna zbiralca,
vendar ti niso domačega temveč etruščanskega izvora.
Via Raparono
34077 Ronchi dei Legionari (GO)
Info: Biblioteca Comunale “Sandro
Pertini”
Via Androna Palmada, 1
Tel. + 39 0481 477 205
http://bibliogo.ccm.it/library/Ronchidei-Legionari
SAN PIER D’ISONZO
Direzione Centrale Risorse Agricole,
Naturali, Forestali e Montagna
Centralna uprava kmetijskih virov,
narave, gozdov in gora
Servizio Tutela Ambienti Naturali,
Fauna e Corpo Forestale Regionale
Via Di Toppo, 40
33100 Udine (UD)
Tel. +39 0432 555 292
[email protected]
MUSEO ARCHEOLOGICO DEI
BAMBINI/OTROŠKI ARHEOLOŠKI
MUZEJ
Non lontano da Ronchi dei
Legionari.../Nedaleč od Ronk...
c/o Biblioteca Civica
Via Nazario Sauro, 40
34070 San Pier d’Isonzo (GO)
Tel. +39 0481 70796
SAN CANZIAN D’ISONZO
CODROIPO
CIVICO MUSEO
ARCHEOLOGICO DELLA
CITTÀ DI CODROIPO/MESTNI
ARHEOLOŠKI MUZEJ MESTA
CODROIPO
Piazzetta Don Vito Zoratti
33033 Codroipo (UD)
Tel. +39 0432 820 174
museoarcheologico@comune.
codroipo.ud.it
www.comune.codroipo.ud.it
PARCO DELLE RISORGIVE
PARK IZVIROV
33033 Codroipo (UD)
Info: Regione Friuli Venezia Giulia
RESTI PALEOCRISTIANI E
ANTIQUARIUM CANTIANENSE
ZGODNJEKRŠčANSKE
OSTALINE IN ANTIQUARIUM
CANTIANENSE
Piazza Santi Martiri, 15
34075 San Canzian d’Isonzo (GO)
Tel. +39 0481 760 44
Non lontano da Codroipo...
Nedaleč od Codroipa...
SAN VITO AL TAGLIAMENTO
MUSEO CIVICO “FEDERICO
DE ROCCO”/MESTNI MUZEJ
“FEDERICO DE ROCCO”
Torre Raimonda
Via Amalteo, 1
33078 San Vito al Tagliamento (PN)
Tel. +39 0434 80405
[email protected]
www.comune.san-vito-altagliamento.pn.it
Proseguendo verso nord...
Nadaljevanje proti severu...
PORDENONE
località/kraj Torre
VILLA ROMANA DI TORRE DI
PORDENONE/RIMSKA VILA
TORRE DI PORDENONE
Parco Comunale del Noncello
Info: Museo Archeologico del Friuli
Occidentale/Arheološki Muzej
Zahodne Furlanije
Castello di Torre
Via Vittorio Veneto 21
33170 Torre di Pordenone (UD)
museo.archeologico@comune.
pordenone.it
www.comune.pordenone.it/
museoarcheologico
MUSEO ARCHEOLOGICO DEL
FRIULI OCCIDENTALE
ARHEOLOŠKI MUZEJ ZAHODNE
FURLANIJE
Castello di Torre
Via Vittorio Veneto 21
33170 Torre di Pordenone (UD)
Tel. +39 0434 541 433
museo.archeologico@comune.
pordenone.it
www.comune.pordenone.it/
museoarcheologico
230 Da Aquileia a Forum Iulii
9
itinerarij 9
itinerario
da aquileia a forum iulii
iz ogleja v forum iulii
autostrada /avtocesta
strada statale /državna cesta
confine provinciale /deželna meja
confine statale /državna meja
da aquileia a forum iulii /iz ogleja v forum iulii
area archeologica /arheološko območje
museo /muzej
monumento /kulturni spomenik
area naturalistica /naravoslovno območje
232 Da Aquileia a Forum Iulii
Iz Ogleja v Forum Iulii 233
N
on vi sono dubbi sull’esistenza di un antico percorso che congiungeva Aquileia a
Forum Iulii, l’attuale Cividale del Friuli, anche se le notizie riconducibili a questo
asse viario risultano assai scarse, sia nelle fonti antiche, sia nelle evidenze archeologiche.
Le origini di un itinerario che percorreva la vallata del Natisone, per poi congiungersi a
quella dell’Isonzo, sono quasi certamente da ricondursi a un’antica pista aperta dall’uomo che, seguendo queste vallate, consentiva di raggiungere in maniera piuttosto agevole
i territori dell’Europa centrale e orientale. È ragionevole pensare che i Romani abbiano
sfruttato questo percorso preesistente, che permetteva, attraverso il passo del Predil, di
arrivare nel Norico e congiungersi con la via che da Aquileia portava a Virunum, lungo
la valle del fiume Fella. Fondata da Giulio Cesare nel 50 a.C. all’imbocco della valle
del Natisone, Cividale nasce con la caratteristica di forum, cioè di mercato: punto di
notevole rilevanza commerciale, servito da collegamenti stradali efficienti e trafficati,
soprattutto con la vicina e importante colonia di Aquileia. Forum Iulii doveva essere
strategicamente significativa anche da un punto di vista militare, trovandosi proprio in
uno dei punti d’accesso più esposti alle invasioni di popoli barbarici nord orientali verso
i territori italici: da qui il ruolo difensivo dell’area, testimoniato da evidenze archeologiche disseminate nel territorio cividalese, plausibilmente collegate con i Claustra
Alpium Iuliarum, il sistema di fortificazioni innalzato in età tardoantica lungo le Alpi
Giulie. Proseguendo la strada verso nord, era possibile raggiungere Kobarid/Caporetto,
quindi la valle dell’Isonzo, porta per l’Europa continentale e balcanica. Da Forum Iulii
partiva anche una strada di collegamento alla via che univa Aquileia a Iulia Emona
(Lubiana), passante per la località di Cormòns e congiungentesi circa all’altezza della
stazione di Ponte Sonti. Si ritene che proprio attraverso tale strada i Longobardi siano
entrati a Cividale nel 568 per poi conquistarla ed eleggerla sede del primo ducato
longobardo, con competenza su una vasta area comprendente tutto l’attuale Friuli,
esperienza quest’ultima di fondamentale importanza per la storia e lo sviluppo della
città e dell’intero territorio circostante.
N
Il fiume Natisone presso Cividale del Friuli/Reka Nadiža pri Čedadu
obenega dvoma ni o obstoju starodavne poti, ki je Oglej povezovala s Forum Julii,
današnjim Čedadom, čeprav so antični viri in arheološki dokazi, ki bi to cestno
povezavo omenjali, zelo redki. Začetek poti, ki je potekala po dolini Nadiže in se je
nato združila s cesto v Posočju, je skoraj zagotovo treba pripisati starodavni poti, ki je
vodila po teh dolinah in je omogočala dokaj preprosta potovanja na ozemlja Srednje in
Vzhodne Evrope. Smiselno je domnevati, da so Rimljani izkoristili to obstoječo traso,
ki je omogočala prehod čez prelaz Predel in potovanje v Norik, kjer se je združila s
cesto, ki je iz Ogleja po dolini reke Fella vodila v Virunum. Čedad, ki ga je leta 50 pred
našim štetjem Julij Cezar ustanovil ob ustju doline Nadiže, je sprva nastal kot forum,
torej trg. Imel je velik gospodarski pomen ter učinkovite in zelo prometne cestne povezave, zlasti s sosednjo in pomembno kolonijo Akvilejo. Forum Julii je bil najverjetneje
strateško pomemben tudi z vojaškega vidika, saj se je nahajal na eni od točk, ki so bile
močno izpostavljene vdorom severovzhodnih barbarskih ljudstev na italska ozemlja.
Prav zato je to območje imelo tudi pomembno obrambno vlogo, o čemer pričajo arheološki dokazi, razpršeni v okolici Čedada. Najverjetneje je bil vključen v Claustra
Alpium Iuliarum, tj. v pozni antiki zgrajen sistem utrdb v Julijskih Alpah. Po cesti je
bilo na severu mogoče priti do Kobarida, nato pa do doline Soče, vrat v celinsko Evropo
in Balkan. Od Foruma Julii je vodila tudi pot, ki se je nato priključila cesti, ki je Oglej
234 Da Aquileia a Forum Iulii
Iz Ogleja v Forum Iulii 235
CIVIDALE DEL FRIULI
ČEDAD
TEMPIETTO LONGOBARDO
LANGOBARDSKI TEMPELJ
Situato all’interno del Monastero di Santa
Maria in Valle, rappresenta una straordinaria testimonianza dell’architettura altomedioevale. Nel 2011 è stato dichiarato
dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità
nell’ambito del sistema “Italia Longobardorum. I luoghi del potere (568-774)”. Originariamente doveva costituire la cappella
palatina all’interno della residenza del rappresentante del re longobardo, la cosiddetta
“gastaldaga”. Nel X secolo l’edificio fu donato da Berengario I al vicino convento benedettino femminile e la cappella si trasformò in oratorio. La struttura esterna appare
molto semplice, in contrasto con la ricchezza decorativa dell’interno, accessibile da un
ingresso laterale sul lato meridionale. Nello
spazio interno si succedono un’aula quadrata con volta a crociera e un presbiterio
con tre navatelle a botte, più basse rispetto
all’aula; una monumentale trifora delimita
i due ambienti. Sono stati impiegati materiali di spolio provenienti da edifici più
antichi, come mensole e architravi romani
Tempelj se nahaja v samostanu Santa Maria in Valle in je zelo pomembno
pričevanje, ki podaja številne podatke o
arhitekturi zgodnjega srednjega veka.
Leta 2011 je bil uvrščen na Unescov
seznam svetovne dediščine, in sicer kot
del sistema “Italia Longobardorum. Kraji
moči (568-774)”. Najprej je to verjetno
bila palatinska kapela, ki se je nahajala
v rezidenci predstavnika langobardskega
kralja in so ji tedaj pravili “gastaldaga.”
V 10. stol.je Berenger stavbo podaril
bližnjemu benediktinskemu ženskemu
samostanu, kapelo pa so preoblikovali v
oratorij. Zunanjost zgradbe je zelo preprosta, notranjost pa je bogato okrašena
in vanjo je mogoče vstopiti skozi stranski
vhod na južni strani. V notranjosti se nahajata kvadratna soba s križnim obokom
in prezbiterij s tremi hodniki, ki so nižji
od avle. Prostora ločuje monumentalna
trifora. Za gradnjo so uporabili materiale, ki so jih vzeli s starejših stavb. Gre
na primer za rimske nosilce in preklade
Aquileia: mausoleo funerario/nagrobni mavzolej
povezovala z Iulio Emono (Ljubljano). Potekala je skozi mesto Krmin in se na glavno
cesto priključila v bližini postaje Ponte Sonti. Zelo verjetno je, da so Langobardi prav
po tej cesti leta 568 prispeli v Čedad,
ga zasedli in ga nato izbrali kot sedež
prvega langobardskega vojvodstva.
Svoje pristojnosti je izvajala na širšem
območju, ki je zajemalo vso današnjo
Furlanijo. Ta dogodek je bila temeljnega pomena za zgodovino in razvoj
Cividale del Friuli, Museo Archeologico Nazionale: fibule
longobarde in oro/zlate langobardske fibule
mesta ter za vse okoliško ozemlje.
Lungo l’itinerario/Ob
poti:
Aquileia - Cividale
Escursioni a breve distanza/Krajši izleti: Udine
del
Friuli
Cividale del Friuli, Monastero di Santa Maria in Valle: chiostro/samostansko dvorišče
236 Da Aquileia a Forum Iulii
Iz Ogleja v Forum Iulii 237
Cividale del Friuli, Tempietto longobardo: arcone del portale e teoria delle Sante e Martiri/arkada portala ter
sprevod svetnic in mučenic
del presbiterio e colonne, pilastri ed elementi di epoca bizantina della recinzione
che separa il presbiterio dall’aula, tutto in
marmo greco. Realizzati per l’occasione, in
epoca altomedievale, sono invece basi e capitelli. Il ricco apparato decorativo interno,
a stucco e ad affresco, è sopravvissuto solo
parzialmente. Opere particolarmente significative si possono tuttavia ammirare soprattutto sulla parete occidentale dell’aula,
dove è superstite l’originaria articolazione
in tre zone ornamentali, che caratterizzava
probabilmente anche le pareti nord e sud.
L’eleganza formale degli affreschi, rappresentanti per lo più figure sacre, è tale da farli
considerare una delle migliori espressioni
pittoriche dell’VIII secolo, opera di artisti
legati alle principali esperienze della pittura greco-bizantina. Di straordinaria finezza
sono anche le decorazioni a stucco, il cui repertorio iconografico e la resa naturalistica
e plastica si rifanno all’arte paleocristiana
prezbiterija ter stebre in druge elemente
iz bizantinske dobe. Ti sestavljajo pregrado, ki ločuje avlo in prezbiterij in je v
celoti zgrajena iz grškega marmorja. Za
ta namen so bila v zgodnjem srednjem
veku izdelana podnožja kapitelov. S štukaturami in freskami bogato okrašena
notranjost je danes le še delno ohranjena.
Posebno pomembna dela lahko občudujemo predvsem na zahodni steni avle. Na
njej so še danes vidna prvotna tri ornamentalna področja, ki so verjetno krasila
tudi severno in južno steno. Zahvaljujoč
svoji formalni eleganci, so freske, ki v
glavnem upodabljajo like svetnikov, najverjetneje eno najlepših slikarskih del 8.
stol. Naslikali so jih umetniki, ki so dobro poznali grško-bizantinsko slikarstvo.
Izjemno prefinjene so tudi štukature, katerih ikone in naturalistični ter plastični
motivi temeljijo na zgodnjekrščanski in
bizantinski umetnosti. Nazadnje mo-
e bizantina. Si ricordano il fine lavoro ornamentale costituito da una fascia decorata
da un motivo di tralcio a spirale, che gira
intorno all’arcone del portale sulla parete
ovest, e nella parte superiore di questa, ai
lati delle finestre, la teoria di Sante e di
Martiri, sei esili delicate figure femminili in
stucco, due in abiti monacali e quattro con
attributi regali. La struttura originaria subì
notevoli danni in seguito ai terremoti del
1222 e del 1279: si verificò il crollo di gran
parte della volta a crociera, che collassando
inferse danni irreparabili alle decorazioni a
stucco delle pareti. Seguirono le scosse del
1511 e il complesso del monastero venne
in gran parte ricostruito con diversi adattamenti funzionali e strutturali.
ramo omeniti tudi prefinjeno okrasje.
Sestavlja ga z motivom spiralne rozge
okrašen pas, ki se vije po loku portala na
zahodni steni, nad njim je pa ob oknu
upodobljen sprevod svetnic in mučenic.
Gre za šest vitkih in nežnih ženskih figur v štukaturi, dve v meniških oblačilih
in štiri s kraljevskimi atributi. Zgradbo
so leta 1222 in 1279 hudo poškodovali potresi, saj se je tedaj porušil večji del
križnega oboka in pri padanju povzročil
nepopravljivo škodo na dekoraciji s stenskimi štukaturami. Temu so sledili še potresni sunki leta 1511, nato pa so večji
del samostanskega kompleksa obnovili z
različnimi strukturnimi in funkcionalnimi prilagoditvami.
CIVIDALE DEL FRIULI
ČEDAD
MUSEO ARCHEOLOGICO
NAZIONALE DI CIVIDALE
NARODNI ARHEOLOŠKI
MUZEJ V ČEDADU
Fu istituito nel 1817 per iniziativa del
canonico Michele della Torre Valsassina (1757-1844), studioso che condusse
all’inizio dell’Ottocento, con sovvenzioni
dell’Imperatore d’Austria Francesco I,
importanti campagne di scavo a Cividale
e nel territorio. Inizialmente ospitato nel
Palazzo de Nordis, dal 1990 ha sede nel
cinquecentesco Palazzo dei Provveditori
Veneti, costruito su progetto di
Andrea Palladio a chiudere il
lato orientale della piazza
del Duomo. Si articola su
due piani, con preziosi
reperti di epoca romana,
paleocristiana, altomedioevale, romanica e gotica. Al piano terra si sviluppano la sezione lapidaria suddivisa in varie epoche, quella epigrafica e quella musiva, nonché interessanti
sculture di età altomedioevale, come la
Muzej je bil leta 1817 ustanovljen na
pobudo kanonika Micheleja della Torre
Valsassina (1757-1844), učenjaka, ki je v
začetku 19. stol. s pomočjo donacij avstrijskega cesarja Franca I. v Čedadu in okolici
vodil pomembna izkopavanja. Zbirka je bila sprva razstavljena v palači de Nordis, od
leta 1990 pa se nahaja v palači Provveditori
Veneti, ki sega v 16. stol. Zasnoval jo je
Andrea Palladio, ki je tako želel
pozidati vzhodno stran trga
Duomo. Predmeti zbirke
so nameščeni v dveh etažah. Gre za dragocene
najdbe iz rimske, zgodnjekrščanske, zgodnje
srednjeveške, romanske
in gotske dobe. V pritličju
se nahaja oddelek lapidarija,
Cividale del Friuli, Museo Archeologico Nazionale:
borchia di bronzo di età romana/bronasta zaponka iz
rimske dobe
238 Da Aquileia a Forum Iulii
Iz Ogleja v Forum Iulii 239
Cividale del Friuli: Palazzo dei Provveditori Veneti, sede del Museo Archeologico Nazionale/Palača Provveditori
Veneti, sedež Narodnega arheološkega muzeja
cimasa del presbyter Ianuarius da Invillino
e il pluteo con monogramma cristologico
della chiesa di S. Maria Assunta. Il salone
centrale del piano nobile accoglie l’interessante serie di bronzi, tra cui una testaritratto, rinvenuti nel foro romano di Iulium Carnicum (Zuglio) e probabilmente
riferibili a un’edicola eretta nella basilica
per onorare un illustre cittadino. Sempre
al primo piano, la ricca e varia sezione
longobarda, nucleo principale del museo,
consente di ripercorrere cronologicamente la storia dei Longobardi a Forum Iulii
dalla fine del IV secolo alle ultime fasi del
ducato friulano, cessato con l’inclusione
del regno longobardo nei domini di Carlo
Magno alla fine dell’VIII secolo. Si inizia
dai manufatti del primo insediamento
longobardo, per lo più di importazione,
rinvenuti nelle necropoli più antiche di
San Giovanni-Cella e di Santo Stefano
in Pertica, fino alle elaborate espressioni
di oreficeria, già influenzate dal mondo
carolingio, come la Pace del Duca Orso,
due reliquiari del tesoro del Duomo in
argento e la croce astile di Invillino. Sono
ki se deli na epigrafski in mozaični del. Tu
si lahko obiskovalec ogleda tudi zanimive
skulpture iz zgodnjega srednjega veka, med
katerimi je na primer venec presbyter Ianuarius iz Invillina in pluteus s kristološkim
monogramom cerkve sv. Marije Vnebovzete. V osrednji dvorani plemiškega nadstropja domuje zanimiva zbirka bronastih
predmetov, kot je na primer glava-portret,
ki je bil najden v rimskem forumu Iulium
Carnicum (Zuglio) in je verjetno bil nameščena na edikuli bazilike ter je častil znano
osebnost. V istem nadstropju se nahaja tudi bogat in raznolik langobardski oddelek,
ki je tudi glavno jedro muzeja. Ta ponuja
kronološki pregled zgodovine Langobardov
v Forum Julii, in sicer vse od konca 4. stol.
do zadnje faze furlanskega vojvodstva, ki je
prenehalo obstajati, ko se je ob koncu 8. stol.
langobardsko kraljestvo priključilo vladavini Karla Velikega. Začne se z rokodelskimi izdelki prve langobardske poselitve, ki
so bili v glavnem uvoženi. Odkriti so bili
v najstarejših nekropolah krajev San Giovanni-Cella ter Santo Stefano in Pertica.
Sledijo skrbno izdelani zlatarski izdelki, na
presenti anche armi, vasellame, oggetti di
ornamento personale e di uso quotidiano
provenienti dalle numerose aree funerarie
cividalesi. Risaltano in particolar modo le
crocette in lamina d’oro che venivano applicate sul velo o sul sudario del defunto
(famosa quella cosiddetta “di Gisulfo”) e
le varie tipologie di fibule, lavorate a filigrana o impreziosite da pietre e smalti.
Nel museo è esposta anche una collezione
numismatica, di proprietà della Fondazione CRUP, composta da cinquantasei
monete d’oro longobarde, talune rarissime, considerata tra le più importanti al
mondo di questo genere. Una parte della
collezione è ospitata nella rinnovata sede
storica di Palazzo de Nordis e comprende
diverse opere d’arte e codici miniati, tra
cui il celebre salterio di Egberto.
katerih je že opazen karolinški vpliv. Med te
sodijo Pace del Duca Orso, dva srebrna relikvarija zakladnice katedrale in procesijski
križ iz Invillina. Razstavljeno je tudi orožje,
keramika, osebni nakit in predmeti za vsakodnevno rabo, ki so bili najdeni v številnih
grobovih čedadskega območja. Izstopajo
predvsem drobni zlati križi, ki so jih nameščali na tančice ali rute pokojnikov (znamenit je tako imenovani “Gisulfo”), in različne
vrste filigranskih ali s kamni in oblogami
okrašenih fibul. V muzeju je razstavljena
tudi zbirka kovancev, ki je v lasti Fundacije
CRUP. Sestavlja jo šestinpetdeset langobardskih zlatnikov, od katerih so nekateri
zelo redki, in je ena od najpomembnejših
zbirk te vrste na svetu. Del zbirke se nahaja v obnovljeni zgodovinski palači Nordis.
Zajema številne umetnine in rokopise, med
katerimi je tudi znani Egbertov psalter.
Cividale del Friuli, Museo Archeologico Nazionale: dritto
e rovescio del solido aureo longobardo di Grimoaldo III
(deposito della Fondazione Cassa di Risparmio di Udine
e Pordenone)/prednja in zadnja stran langobardskega
zlatnika Grimualda III (depozit fundacije Cassa di
Risparmio di Udine e Pordenone)
CIVIDALE DEL FRIULI
ČEDAD
IPOGEO CELTICO
KELTSKI HIPOGEJ
Luogo suggestivo e misterioso, l’Ipogeo celtico si trova nel centro di Cividale a pochi
passi dal ponte del Diavolo sul fiume Natisone e dal Tempietto Longobardo. Secondo
alcuni studiosi costituisce una testimonianza dell’insediamento preromano, forse celtico, mentre altri lo interpretano come carceri
romane o longobarde. In realtà rimangono
ancora un mistero le sue origini e la sua funzione. Si tratta di un sistema di cavità sotterranee, lungo l’argine roccioso destro del
Natisone, con una camera centrale da cui
si dipartono tre corridoi molto bassi. Nel-
Keltski hipogej je sugestiven in skrivnosten kraj v centru Čedada, ki leži nedaleč
od hudičevega mostu čez reko Nadižo in od
langobardskega templja. Po mnenju nekaterih strokovnjakov, gre za pravo pričevanje
o predrimski naselbini, morda keltski, drugi
pa trdijo, da je to bil rimski ali langobardski zapor. Njegov nastanek in namen tako
še naprej ostajata skrivnost. Gre za sistem
podzemnih votlin na desnem skalnatem
bregu Nadiže, ki ima osrednjo komoro, iz
katere se odpirajo tri zelo nizke votline. Na
stenah so v skalo izdolbene niše, police, ste-
240 Da Aquileia a Forum Iulii
Iz Ogleja v Forum Iulii 241
Cividale del Friuli, Ipogeo celtico: uno scorcio degli ambienti sotterranei/del podzemnih prostorov
bri in grobe klopi. Nad vhodi v tri prostore je vklesanih
prav toliko mask, ki so zelo
podobne tako imenovanim
têtes coupées (keltskim maskam). Te so zelo razširjene
v grobovih na jugu Francije.
le pareti sono ricavati nella
pietra nicchie, mensole, pilastri e grezzi bancali. Sopra
agli ingressi dei tre ambienti
campeggiano altrettanti mascheroni scolpiti, per i quali
si sono sottolineate analogie
con le “têtes coupées” (mascheroni celtici), molto diffusi in
contesti funerari della Francia meridionale.
Non lontano da Cividale...
Cividale del Friuli, Ipogeo
celtico: particolare di una testa
scavata nella roccia/detajl v skalo
vklesane glave
Nedaleč od čedada...
UDINE
VIDEM
CIVICI MUSEI DI UDINE MUSEO ARCHEOLOGICO
MESTNI MUZEJI V VIDMU ARHEOLOŠKI MUZEJ
Al piano terra dell’ala est del Castello di
Udine è stata recentemente inaugurata la
prima sezione del Museo Archeologico,
che illustra gli aspetti storici e archeologici del collezionismo friulano tra la fine
dell’Ottocento e gli inizi del Novecento. Il fascino esercitato dal passato e la
V pritličju vzhodnega krila gradu v Vidmu je bil pred kratkim odprt prvi del
Arheološkega muzeja. Ta predstavlja
različne vidike furlanskega zgodovinskega in arheološkega zbirateljstva, ki
sega od konca 19. do začetka 20. stol.
Mikavnost preteklosti in intelektualna
curiosità intellettuale hanno sostenuto
l’attività archeologica di numerosi nobili
friulani, come di Toppo, de Brandis, di
Prampero, Gropplero, Frangipane, ma
anche di molti illustri eruditi, quali Giulio Andrea Pirona, Alexander Wolf, Valentino Ostermann, Giovanni Marinelli
e Carlo Someda de Marco. I materiali
di queste collezioni solo a fatica possono
essere riportati al contesto di provenienza
e il loro valore documentario non si concretizza tanto nell’essere testimonianza di
una presenza passata, seppur importante,
quanto soprattutto nell’informazione da
essi veicolata sul “fare Cultura” nel passato e sull’origine della ricerca archeologica in Italia e, in particolare, in Friuli.
La prima sala è dedicata alla splendida e
ricca raccolta del conte Augusto de Brandis, donata con un lascito testamentario
nel 1924. Si tratta di reperti magnogreci
provenienti principalmente dalla zone
archeologiche di Taranto: crateri apuli e
campani, una ricca produzione di ceramica di Gnathia e lo splendido stamnos
dipinto ad Atene verso il 440 a.C., dal
celebre ceramografo Menelao. Il collezionismo fu una passione della famiglia
de Brandis, che portò Augusto ad abituali
contatti con mercanti d’arte e commercianti di antichità di tutta Europa; la collezione comprende anche 25.000 monete,
antiche e moderne, provenienti da ogni
parte del mondo; prevalgono gli esemplari dell’Italia antica, della Magna Grecia
Udine, Civici Musei - Museo Archeologico: fibula in
bronzo a forma di cavallino (I-V sec. d.C.)/bronasta
fibula z likom konja (1.-4. stol. po Kr.)
radovednost sta vzpodbudili arheološko
dejavnost mnogih furlanskih plemičev,
kot so bili Toppo, de Brandis, di Prampero, Gropplero, Frangipane, številni pa
so bili tudi ugledni znanstveniki, med
katere sodijo na primer Giulio Andrea Pirona, Alexander Wolf, Valentino
Ostermann, Giovanni Marinelli in Carlo
Someda de Marco. Predmete iz te zbirke je skoraj nemogoče umestiti v točno
določen kontekst in zaradi njihove nizke
pričevalne vrednosti je tudi njihov izvor
težko določiti, poleg tega pa posledično
seveda ne nudijo konkretnih pričevanj
o preteklosti. Bolj govorijo o tem, kako
so ljudje včasih gledali na “ukvarjanje s
kulturo” in na opravljanje arheoloških
raziskav v Italiji, še posebej v Furlaniji.
Prvi prostor je namenjen lepi in bogati
zbirki grofa Augusta de Brandisa, ki jo je
z oporoko zapustil leta 1924. Gre za velikogrške najdbe, ki prihajajo predvsem z
arheoloških najdišč v Tarantu.Med njimi
so apuljski in kampanjski kraterji, bogata
zbirka keramičnih izdelkov Gnathia in
čudovit stamnos, ki ga je okrog leta 440
pred našim štetjem v Atenah naslikal
slavni slikar lončarstva Menelaj. Zbirateljska strast družine de Brandis je Augustu omogočala redne stike s prodajalci
Udine, Civici Musei - Museo Archeologico: skyphos
apulo a figure rosse (IV sec. a.C.)/skyphos iz Apulije z
rdečimi liki (4. stol. po Kr.)
242 Da Aquileia a Forum Iulii
Iz Ogleja v Forum Iulii 243
Udine, Civici Musei - Museo Archeologico: balsamario
vitreo (età augustea)/steklena posoda za balzam
(avgustejska doba)
e della Sicilia, in particolare le emissioni
della zecca di Tarentum, odierna Taranto.
Segue la sala dedicata ai nobili, eruditi e
religiosi che furono determinanti per la
formazione del Museo cittadino nel 1866.
I materiali da loro raccolti provengono
da tutto il Friuli: oggetti ad uso sacro e
profano, di ambiente privato, pubblico e
commerciale, riferibili a un periodo compreso tra la Protostoria e il Medioevo.
Altrettanto basilare è la figura del conte
Francesco di Toppo, che nel 1883 lasciò
alla città la ricchissima collezione di reperti rinvenuti in una necropoli romana
di Aquileia. Dalla città, cui è dedicata la
terza sala, provengono anche due tappeti
musivi, uno policromo e l’altro bicromo,
provenienti dagli scavi archeologici di
Giovanni Brusin nel fondo Ritter e ceduti nel novembre del 1933 dal Regio Museo Archeologico di Aquileia. L’ultima
sala è dedicata a Luigi Pio Tessitori e alla
ricerca archeologica all’estero. Egli giunse
nel nord dell’India nel 1914 per dedicarsi
allo studio di manoscritti della letteratura
bardica e delle leggende e tradizioni popolari. L’incontro con Sir John Marshall,
direttore generale dell’Archaeological
Survey of India, gli consentì di rivolgere
l’attenzione di studioso anche all’archeologia, compiendo ricerche e svolgendo
un ruolo determinante nella formazione del Museo Archeologico di Bikaner.
Conclude il percorso il Lapidario, posto
nel sottoportico del castello, che presenta
epigrafi, monumenti e sculture di epoca
umetnin in preprodajalci starin iz vse
Evrope. V zbirki je tudi 25.000 sodobnih
in starodavnih kovancev, ki prihajajo iz
vseh delov sveta. Prevladujejo primerki iz
antične Italije, Velike Grčije in Sicilije,
zlasti gre za predmete iz kovnice mesta
Tarentum, današnjega Taranta. Sledi prostor, namenjen plemičem, učenjakom in
verskim voditeljem, ki so bili ključnega
pomena za ustanovitev Mestnega muzeja leta 1866. Zbrano gradivo prihaja iz
različnih koncev Furlanije. Tu so razstavljeni tako nabožni kot posvetni predmeti iz zasebnega, javnega in trgovinskega
prostora, ki segajo v obdobje med protozgodovino in srednjim vekom. Enako
pomemben je tudi lik grofa Francesca
di Toppa, ki je leta 1883 mestu zapustil
bogato zbirko predmetov, najdenih v
rimski nekropoli v Ogleju. Iz mesta, ki
mu je posvečena tretja soba, izhajata tudi
dve mozaični preprogi, ena več- in druga
dvobarvna. Obe sta bili najdeni med arheološkimi izkopavanji Giovannija Brusina iz fundacije Ritter, novembra leta
1933 pa jih je podaril Kraljevi arheološki
muzej iz Ogleja. Zadnja soba je posvečena Luigiju Pio Tessitoriju in arheološkim
raziskavam v tujini. Leta 1914 Je prispel
v severno Indijo, da bi se posvetil študiju
rokopisov bardske literature ter ljudskih
legend in tradicij. Srečanje s Sirom Johnom Marshallom, generalnim direktorjem ustanove Archaeological Survey of
India, mu je omogočilo, da se je posvetil
tudi arheologiji. Opravljal je raziskovalno
delo in imel odločilno vlogo pri oblikovanju arheološkega muzeja v Bikanerju.
Pregled zaključuje lapidarij, ki se nahaja
v veži gradu. Tukaj so razstavljeni napisi,
spomeniki in skulpture iz rimskih ča-
romana provenienti soprattutto dalle collezioni dei conti Gorgo e di Toppo, che
avevano proprietà fondiarie ad Aquileia
e dintorni. Sono esposti anche materiali
frutto di ritrovamenti fortuiti o utilizzati
come reimpieghi in vari edifici.
sov. Prihajajo predvsem iz zbirk grofov
Gorgo in di Toppo, ki sta bila lastnika
posestev v Ogleju in okolici. Na ogled je
tudi nekaj predmetov, ki so bili najdeni
po naključju ali vnovič uporabljeni v različnih zgradbah.
INDIRIZZI E CONTATTI/Naslovi in kontakti
CIVIDALE DEL FRIULI/ČEDAD
TEMPIETTO LONGOBARDO
LANGOBARDSKI TEMPELJ
Via Monastero Maggiore, 34
Cividale del Friuli (UD)
Info e prenotazioni/Informacije in
rezervacije: Tel. +39 0432 700867
(Biglietteria); +39 0432 710460
www.tempiettolongobardo.it
[email protected]
MUSEO ARCHEOLOGICO
NAZIONALE DI CIVIDALE
NARODNI ARHEOLOŠKI MUZEJ
V čEDADU
Piazza del Duomo, 13
33043 Cividale del Friuli (UD)
Tel. +39 0432 700700
www.cividale.com
UDINE/VIDEM
IPOGEO CELTICO
KELTSKI HIPOGEJ
CIVICI MUSEI DI UDINE - MUSEO
ARCHEOLOGICO/MESTNI MUZEJI
V VIDMU - ARHEOLOŠKI MUZEJ
Via Monastero Maggiore, 6
Cividale del Friuli (UD)
Info per visite/Informacije za
obiskovalce: Tel. +39 0432 710460
(Informacittà di Cividale); +39 0432
700876 (Tempietto Longobardo
Langobardski tempelj)
[email protected]
Non lontano da Cividale...
Nedaleč od čedada...
Piazzale del Castello
33010 Udine
Tel. +39 0432 271591
[email protected]
www.udinecultura.it
244 Lungo le valli dei fiumi Idria e Isonzo
10
itinerarij 10
itinerario
lungo le valli dei
fiumi idria e isonzo
po dolinah rek
idrijce in soče
autostrada /avtocesta
strada statale /državna cesta
confine provinciale /deželna meja
confine statale /državna meja
lungo le valli dei fiumi idria e isonzo /po dolinah rek idrijce in soče
area archeologica /arheološko območje
museo /muzej
monumento /kulturni spomenik
area naturalistica /naravoslovno območje
246 Lungo le valli dei fiumi Idria e Isonzo
Po dolinah rek Idrijce in Soče 247
F
in da tempi antichissimi, lungo le principali valli alpine si sono spontaneamente sviluppati itinerari che permettevano di attraversare le aree montane seguendo percorsi
più agevoli con pendenze e asperità minori. Anche se non citati da fonti antiche, la loro
frequentazione deve attestarsi fin dal primo popolamento umano, ben prima dell’epoca
romana. Nella parte occidentale della Slovenia, fortemente caratterizzata dall’ambiente
montano delle Alpi Giulie, le evidenze archeologiche testimoniano lo sviluppo di culture
materiali di notevole rilevanza che confermano l’importanza, dal punto di vista degli
scambi culturali e commerciali, degli itinerari lungo le vallate dei fiumi che solcavano
questi rilievi, tutt’ora coperti da fitte foreste. Tali percorsi permettevano, infatti, più agevoli collegamenti tra i siti alpini e d’Oltralpe con l’ambito adriatico. Sulla strada che da
Aquileia portava a Iulia Emona, trait d’union fra i territori italici e le terre orientali e
balcaniche, si è ipotizzato che circa all’altezza di Kalce, anche nell’antichità come ora, si
staccasse una via di collegamento verso la valle del fiume Idria, principale affluente dell’Isonzo, al quale si unisce presso Most na Soči. Proprio in questa località, sorta in posizione
strategica alla confluenza tra i due fiumi, sono emerse cospicue evidenze archeologiche
che ne fanno uno dei siti più significativi della Slovenia. Da qui si accedeva al medio e
all’alto Isonzo dove, appena sopra Caporetto, si attesta la presenza dell’abitato d’altura di
Tonovcov Grad, frequentato fin dal Paleolitico, ma particolarmente sfruttato nel V-VI
sec. d.C. Da Caporetto era possibile raggiungere la valle del Natisone, quindi Forum Iulii,
oppure proseguire in direzione di Bovec e, risalendo il fiume Koritnica, valicare il passo del
Predil, per congiungersi alla strada che da Aquileia conduceva a Virunum, presso l’attuale
Klagenfurt in Austria.
Ž
e v antičnih časih so se v alpskih dolinah razvile poti, ki so imele manj strmin in so
zato ljudem omogočale lažje premikanje čez gorata območja. Čeprav antični viri tega
nikjer izrecno ne omenjajo, lahko trdimo, da so takšne poti obstajale že v obdobju prve
poselitve in torej mnogo pred rimsko dobo. V zahodnem delu Slovenije, ki ga zaznamuje
gorato področje Julijskih Alp, so bili najdeni nekateri arheološki dokazi. Ti pričajo o razvoju materialne kulture in z vidika kulturnih ter gospodarskih izmenjav potrjujejo pomen
poti, ki so potekale po dolinah rek in skozi pokrajino, kjer še danes ležijo gosti gozdovi.
Te poti so omogočale lažje povezave alpskih in čezalpskih mest z jadranskim okoljem.
Na pomembni cesti, ki je iz Ogleja vodila v Iulio Emono in je ta ozemlja povezovala z
vzhodnimi ter balkanskimi deželami, naj bi se približno v okolici Kalc odcepila cestna
povezava, ki pelje v dolino reke Idrijce, tj. glavnega pritoka reke Soče pri Mostu na Soči.
V tem kraju so na strateški lokaciji ob sotočju rek odkrili pomembne arheološke dokaze,
zaradi katerih je to eno najpomembnejših arheoloških najdišč Slovenije. Od tu je pot
vodila v dolino srednjega in zgornjega Posočja, nad Kobaridom pa je na hribu Tonovcov
grad stala naselbina.
Lungo l’itinerario/Ob
Lago presso Most na Soči/Jezero pri Mostu na Soči
poti:
Most
na
Soči - Tolmin - Tonovcov Grad
Escursioni a breve distanza/Krajši izleti: Parco
archeologico di/Arheološki park
Divje Babe
248 Lungo le valli dei fiumi Idria e Isonzo
Po dolinah rek Idrijce in Soče 249
MOST NA SOČI
Most na Soči: il museo con i resti degli edifici del sito archeologico/muzej z ostalinami stavb z arheološkega najdišča
MOST NA SOčI
MUSEO ARCHEOLOGICO
ARHEOLOŠKI MUZEJ
V osnovni šoli tega kraja je urejen majLa scuola elementare della cittadina
hen muzej. Oblikoval ga je raziskovalec
ospita un piccolo museo ideato dal riDrago Svoljšak, ki se je več let posvečal
cercatore Drago Svoljšak, che per anni si
arheološki zgodovini Tolminske. Tukaj
dedicò alla storia archeologica della Tolso shranjene ostaline stavb z znamenitega
minska. Vi sono conservati i resti degli
najdišča, predvsem pa je dobro prikazana
edifici del celebre sito e viene bene illuulica, ki so jo arheologi poimenovali kar
strata quella che gli archeologi chiamano
“obrtna ulica”, saj je v njej je potekalo več
“Via degli artigiani” (Obrtna ulica), dove
obrtnih dejavnosti, med katerimi so na
operavano diverse attività artigianali, tra
primer lončarstvo, topilništvo in kovaštvo.
cui vasai, fonditori e fabbri. Completa
Razstavo dopolnjuje rekonstrukcija lesel’esposizione la ricostruzione in legno di
ne halštatske hiše, ki
una casa hallstattiana,
zaradi svoje razsežnosti
denominata “la casa
nosi tudi ime “dolga
lunga” per le sue prohiša.” V kraju je urejena
porzioni. All’interno
kulturno-zgodovinska
della città un sentiero
pot, ki obiskovalca postorico-culturale guida
pelje skozi tri stoletja
il visitatore attraverso
zgodovine Mosta na
tre secoli di storia di
Soči. Opremljena je z
Most na Soči, grazie a
Most na Soči: punto informativo
dvaindvajsetimi infor22 stazioni informati- informacijska točka
mativnimi postajami,
ve, contrassegnate da
ki so označene z opisnimi tablami in repannelli descrittivi e nicchie con repliche
plikami arheoloških najdb.
di reperti archeologici.
Most na Soči o Santa Lucia
d’Isonzo è il più importante
insediamento protostorico
dell’alto Isonzo. La sua
posizione strategica alla
confluenza con l’Idria gli
garantiva un’ottima protezione
dalle invasioni esterne. Il sito
era già frequentato nell’età del
Bronzo recente e fu occupato
senza soluzione di continuità
fino all’epoca romana. Durante
l’età del Ferro, tra il VI e il V
secolo a. C. l’insediamento
raggiunse il massimo sviluppo,
rappresentando il più vasto
centro abitato conosciuto
appartenente al gruppo
culturale halstattiano delle Alpi
sud-orientali. Vi sono stati
indagati i resti di numerosi
edifici di forma rettangolare, a
due o più vani, con
fondamenta in pietra e una
soprastruttura in legno. Di
fattezza simile sono anche gli
edifici più tardi, appartenenti
all’epoca La Tène (fine IV-inizio
I secolo a.C.). La continuità del
popolamento in questo
periodo è attestata anche da
singoli ritrovamenti, come
quelli di monete celtiche.
Evidenze dell’occupazione del
sito risalenti all’età romana
sono invece rintracciabili
principalmente in un edificio in
muratura con un sistema di
riscaldamento a ipocausto e in
sepolture che si spingono fino
al V secolo d.C. Sul pendio
dello Crkovnica è venuta alla
luce una grande necropoli: le
molte migliaia di tombe a
incinerazione a pozzetto
oppure entro grandi dolii o
recipienti metallici, insieme alla
ricca suppellettile, in cui sono
annoverati vasellame, oggetti
ornamentali o appartenenti
all’abbigliamento personale,
ceramiche greche e materiali
importati da varie zone
dell’area mediterranea e dal
cuore del continente europeo,
offrono un quadro articolato
e complesso del livello di
sviluppo economicocommerciale e di apertura
culturale raggiunti dal
territorio isontino fra l’VIII e il
IV sec. a.C. I reperti del sito di
Most na Soči sono esposti nei
musei di Tolmino, Vienna,
Trieste e Gorizia.
Most na Soči ali Sveta Lucija je
najpomembnejša
prazgodovinska naselbina v
zgornjem Posočju. Njena
strateška lega na sotočju z
Idrijco je zagotavljala zelo
dobro zaščito pred zunanjimi
napadi. Kraj je bil naseljen že v
mlajši bronasti dobi in je bil
neprekinjeno poseljen vse do
rimske dobe. V železni dobi,
med 6. in 5. stol. pr. Kr., je
naselje doseglo vrhunec
svojega razvoja in je bilo
največje poznano naseljeno
središče halštatske kulturne
skupine jugovzhodnih Alp.
Raziskane so bile ostaline
številnih stavb pravokotne
oblike, ki imajo dva ali več
prostorov ter kamnite temelje
in leseno nadgradnjo. Način
gradnje je podoben tudi pri
poznejših hišah iz latenske
dobe (konec 4. - začetek 1.
stol. po Kr.). Nepretrgano
poseljenosti tega obdobja
potrjujejo tudi nekatere druge
najdbe, kot so na primer
keltski kovanci. Dokaze o
poseljenosti kraja v rimski dobi
zasledimo predvsem v zidani
stavbi, ki je bila ogrevana s
toplim zrakom (hipokavst), in
v pokopih, ki so se izvajali do
5. stol. po Kr. Na pobočjih
Crkovnice je bila odkrita velika
nekropola, kjer se nahaja več
tisoč žarnih grobov z grobnimi
jamami ali z velikimi glinenimi
ali kovinskimi žarami. Poleg so
bili položeni še različni dodatki,
kot so posode, okrasni
predmeti in deli osebnih
oblačil. Grška keramika in
predmeti, uvoženi z različnih
območij Sredozemlja in osrčja
evropske celine, prikazujejo
podrobno in celovito sliko o
stopnji gospodarskega in
trgovskega razvoja ter
kulturne odprtosti, ki ga je
Posočje doseglo med 8. in 4.
stoletjem pr. Kr. Najdbe z
Mosta na Soči so razstavljene
v muzejih v Tolminu, na
Dunaju, v Trstu in Gorici.
Most na Soči: stazione informativa del percorso storico-culturale
informacijska točka zgodovinsko-kulturne poti
250 Lungo le valli dei fiumi Idria e Isonzo
Po dolinah rek Idrijce in Soče 251
Grotta di Divje Babe: interno/Jama Divje babe: notranjost
Non lontano da Most na Soči...
tratterebbe del più antico mai scoperto,
databile a circa 60.000 anni fa, ai tempi
dell’uomo di Neanderthal. Ricavato dal
femore di un giovane orso, reca tre fori
distanziati di uguale dimensione, eseguiti
con uno strumento litico perforante, e in
mani esperte risulta in grado di emettere
suoni e consentire l’esecuzione di melodie
anche complesse. La sua interpretazione
rimane ancora discussa, ma il Museo Nazionale della Slovenia a Lubiana lo espone
come “flauto neanderthaliano”. Per visitare
la grotta è necessario contattare il Centro
informativo turistico di Cerkno, ci si può
infatti accedere solo con una guida e, trattandosi di un percorso angusto e dall’elevato dislivello, anche l’abbigliamento deve
essere adeguato.
zanimanja, saj naj bi bilo najstarejše do
danes odkrito glasbilo. Staro je približno
60.000 let in sega torej v obdobje neandertalcev. Izdelano je bilo iz stegnenice
mladega medveda in ima tri luknje enake
velikosti. Izvrtane so bile s prazgodovinskim orodjem za luknjanje in v rokah
izkušene osebe piščal lahko oddaja zvok
ter omogoča izvedbo tudi bolj zapletenih melodij. Interpretacija te najdbe je
še vedno sporna, vendar jo Narodni muzej Slovenije v Ljubljani razstavlja kot
“neandertalsko piščal”. Če želite jamo
obiskati, se morate zglasiti v Turistično
informacijskem centru Cerkno. Vstopite
lahko namreč samo z vodičem in ker je
pot ozka ter ima veliko višinsko razliko,
morate biti tudi primerno oblečeni.
TOLMINO
TOLMIN
MUSEO DI TOLMINO
TOLMINSKI MUZEJ
Reperti archeologici, dipinti, oggetti di artigianato artistico, affreschi distaccati, arredi,
una raccolta d’arte religiosa, vasellame e attrezzi della cultura contadina, provenienti
dalle dimore e dagli edifici di culto dall’area
di Tolmino, ma anche dai vicini comuni di
Kobarid e Bovec popolano gli ambienti di
palazzo Coronini, maniero barocco eretto
nella seconda metà del Seicento per ereditare le funzioni del complesso fortificato
che fin dal XII secolo dominava sulla città dalla vetta del Kzlov Rob. Questo ricco
patrimonio compone l’eredità culturale
delle genti insediate, fin dalla più remota
antichità, nell’alta vallata dell’Isonzo e ne
rivisita aspetti di vita quotidiana, episodi
storici, tradizioni ed espressioni artistiche e
religiose sino al Novecento. La sezione archeologica si dipana in cinque ambienti al
piano terreno e ripercorre le diverse fasi culturali che si sono avvicendate nel territorio
dell’Isonzo e dei suoi affluenti, a comincia-
Arheološke najdbe, slike, predmeti umetnostne obrti, samostojne freske, pohištvo, zbirka sakralne umetnosti, predmeti
iz keramike in orodja kmečke kulture iz
prebivališč in verskih zgradb tolminskega območja, a tudi iz sosednjih občin
Kobarid in Bovec, zapolnjujejo prostore
Coroninijeve palače, baročnega dvorca, ki
je bil zgrajen v drugi polovici 17. stol. in
s katerim so nadomestili funkcije utrjenega kompleksa, ki je od 12. stol. dalje
mesto obvladoval z vrha Kozlovega roba.
Bogato zbirko sestavlja kulturna dediščina prebivalcev zgornjega Posočja, ki sega
že v najstarejšo antiko in nudi pregled
vsakdanjega življenja, zgodovinskih dogodkov, tradicije ter umetniških in verskih izražanj vse do 20. stol. Arheološki
oddelek je razporejen v petih muzejskih
dvoranah v pritličju pritličja in predstavlja različna kulturna obdobja, ki so si
sledila na ozemlju Soče in njenih prito-
Nedaleč od Mosta na Soči...
CERKNO
PARCO ARCHEOLOGICO
DIVJE BABE
ARHEOLOŠKI PARK DIVJE BABE
Inaugurato nel 2005, il parco archeologico
si sviluppa in un’area compresa tra le alture attorno alla valle del fiume Idria, nel
comune di Cerkno, e l’altipiano di Šebrelje.
A circa 200 metri sopra il corso del fiume,
una delle numerose grotte che si aprono
negli affioramenti carsici ospita un sito dove, oltre alla presenza di una notevolissima
quantità di resti scheletrici appartenenti a
orsi delle caverne, sono state individuate
tracce consistenti di occupazione umana
durante il Paleolitico. La sequenza è contrassegnata da numerosi focolari e da un
insieme di manufatti
litici e strumenti in
osso, compreso il reperto che viene riconosciuto come un “flauto” e ha dato celebrità a
questo luogo. È lo “strumento musicale”
a destare il maggiore interesse, poiché si
Arheološki park Divje babe je bil leta
2005 ustanovljen med hribi okoli doline reke Idrijce, v občini Cerkno in na
planoti Šebrelje. Približno 200 metrov
nad rečno strugo se v eni od številnih
jam, ki se odpirajo v kraško podzemlje,
nahaja arheološko najdišče, na katerem
so poleg številnih skeletnih ostankov
jamskih medvedov našli veliko sledov
človekove prisotnosti v času paleolitika. Našli so veliko število kurišč, zbirko
prazgodovinskih izdelkov in orodja iz
kosti, najpomembnejša pa je najdba, ki
jo nekateri identificirajo kot “piščal”.
Po njej je jama tudi
poznana. To “glasbilo” vzbuja največ
Lubiana, Museo Nazionale: flauto preistorico dalla
Grotta di Divje Babe/prazgodovinska piščal iz jame
Divje babe
252 Lungo le valli dei fiumi Idria e Isonzo
Po dolinah rek Idrijce in Soče 253
epoca della tarda età del Ferro trova invece
documentazione nel sito di Idrija pri Bači,
sede di una necropoli che ha restituito, tra
l’altro, alcune iscrizioni in lingua venetica.
La tappa successiva del percorso museale
porta il visitatore a conoscere l’organizzazione territoriale determinatasi con la
conquista da parte di Roma e le rinnovate
modalità di occupazione dell’alto Isonzo,
delle quali l’insediamento romano di Most
na Soči, sulla riva destra dell’Idria, con resti
dell’abitazione ivi rinvenuta, costituisce una
significativa esemplificazione.
ne družbe. Predmeti, ki segajo v pozno
železno dobo, so bili najdeni na najdišču
v Idriji pri Bači. V nekropoli tega kraja
je bilo med drugim najdenih tudi nekaj
napisov v venetskem jeziku. V naslednji
fazi muzejske poti se obiskovalec seznani s teritorialno organiziranostjo, ki
je nastala po rimski zasedbi, in novim
načinom poseljevanja zgornjega Posočja.
Pomemben primer poselitve predstavlja
rimska naselbina v Mostu na Soči, na
desnem bregu reke Idrijce, kjer so bile
najdene ostaline neke hiše.
CAPORETTO
KOBARID
TONOVCOV GRAD
TONOVCOV GRAD
Sulla strada regionale che, lungo il fiume
Isonzo, da Kobarid prosegue verso Bovec,
su un rilievo roccioso sorge il sito di Tonovcov Grad, indagato sistematicamente da
scavi archeologici a partire dall’inizio degli
anni Novanta. Le evidenze più importanti
si riferiscono a un insediamento fortificato del periodo tardo romano, ma per la sua
posizione strategica, sovrastante la vallata, fu
Ob regionalni cesti, ki vzdolž reke Soče iz Kobarida vodi proti Bovcu, se na
skalni vzpetini nahaja Tonovcov grad. Ta
je bil s pomočjo arheoloških izkopavanj
sistematično raziskan v začetku 90. let.
Najpomembnejša odkritja se nanašajo
na utrjeno naselje iz pozne rimske dobe,
vendar je bilo to zaradi svoje strateške
lege nad dolino tudi prej pogosto obi-
Museo di Tolmino: uno scorcio della sezione archeologica/del arheološkega odseka
kov. Začne se s kameno dobo in nadaljuje
re dall’antica età della Pietra sino all’arrivo
do prihoda Slovanov, ki so bili predhodelle genti slave, e costituiscono il substrato
dniki današnjega prebivalstva. Tukaj so
su cui si è formata l’odierna popolazione.
razstavljena tudi na najdišču Kanalski
Vi sono presentate le testimonianze conVrh odkrita pričevanja iz obdobja palecernenti il Paleolitico e l’età del Bronzo,
olitika in bronaste dobe, ki se nanašajo
che nel ripostiglio di Kanalski Vrh, datana zadnjo fazo tega obdobja. Zanjo so
bile alla fase finale del periodo e caratterizznačilni številni kovinski predmeti, med
zato da numerosi oggetti metallici, fra cui
katerimi je tudi obesek
un pendente a ruota, ha
v obliki kolesa, ki je
il deposito archeologico
eno najpomembnejših
più rilevante. È l’abitato
arheoloških odkritij. V
della prima età del Ferro
naselju iz zgodnje žedi Most na Soči, presso
lezne dobe, ki je ležalo
la confluenza fra Idria e
na območju Mosta na
Isonzo, con i suoi resti di
Soči in torej ob sotočju
case e i corredi funerari
Idrijce, so bili odkriti
a costituire tuttavia il
domovi in pogrebprotagonista principale
ni dodatki, ki danes
dell’esposizione. I reperti
predstavljajo glavno
rinvenuti nella grande
vodilo razstave. Najdbe
necropoli a incinerazione
iz velike nekropole z
sono particolarmente siPalazzo Coronini, sede del Museo
žarnimi grobovi so še
gnificativi nel rappresen- di Tolmino/sedež Tolminskega muzeja
posebej pomembne za
tare lo sviluppo di una
razumevanje razvoja prefinjene, kulturno
società raffinata e culturalmente evoluta,
napredne in zunanjim vplivom podvržeaperta agli apporti esterni. La successiva
Sito archeologico di Tonovcov Grad/Arheološko najdišče Tonovcov grad
254 Lungo le valli dei fiumi Idria e Isonzo
Po dolinah rek Idrijce in Soče 255
sito erano difesi da una muraglia e al suo
interno trovavano posto più di una ventina
di edifici, di varia complessità, e tre chiese.
Queste ultime avevano una semplice struttura rettangolare a singola navata. Vicino al
fiume è venuta alla luce anche una necropoli
di 1405 tombe, a testimonianza delle notevoli dimensioni dell’abitato. L’insediamento
fu abbandonato in modo graduale probabilmente a partire dal VII secolo. Nell’area
sono ancora visibili le trincee e i rifugi costruiti durante la prima e la seconda guerra
mondiale.
Tonovcov Grad: veduta di resti architettonici restaurati/Pogled na restavrirane arhitekturne ostaline
frequentato assiduamente anche in precedenza: sono presenti tracce di occupazione
risalenti all’età della Pietra e la continuità
della sua frequentazione si attesta dall’età
del Bronzo fino al Medioevo. Nel periodo
delle invasioni di popoli barbarici, dal IV al
VI secolo, tuttavia Tonovcov Grad raggiunse il massimo sviluppo, coerentemente con
il processo di fortificazione delle parti più
esposte delle Alpi sud-orientali per difendere le vie che portavano in Italia dalle pericolose aree orientali e settentrionali. Risale
alla Tarda Romanità, infatti, la costruzione
di un complesso sistema di mura, forti e
torri, denominato Claustra Alpium Iuliarum, che proteggeva i confini italici sull’area
dell’odierna Slovenia occidentale. Tonovcov
Grad è tra le fortificazioni di montagna tardoantiche più importanti e meglio conservate nelle Alpi orientali, un sito d’altura a
forte denotazione militare che si trovava su
una strada secondaria lungo la vallata, ma
che costituiva un importante passaggio verso le regioni del Nord e la pianura friulana
settentrionale. I punti di facile accesso al
skovano. Tukaj so namreč našli tudi sledi
poselitve iz kamene dobe, ljudje pa so se
tukaj neprekinjeno naseljevali od bronaste dobe do srednjega veka. Med vdori
barbarskih ljudstev od 4. do 6. stoletja je
Tonovcov grad dosegel vrhunec svojega
razvoja. V tem času so pogosto utrjevali
najbolj izpostavljene točke jugovzhodnih Alp, saj so poti, ki so vodile v Italijo,
želeli zavarovati pred nevarnostmi, ki so
grozile z vzhodnih in severnih območij.
V pozni rimski dobi so namreč zgradili
sistem obzidij, utrdb in stolpov, ki so ga
poimenovali Claustra Alpium Iuliarum
in je na območju današnje Slovenije
varoval mejo z Italijo. Med poznoantičnimi utrdbami je Tonovcov grad ena od
najpomembnejših in najbolje ohranjenih v vzhodnih Alpah. Je visokogorska
naselbina s predvsem vojaško funkcijo.
Nahajala se je ob eni od stranskih cest, ki
so potekale po dolini Soče, ki pa je bila
pomemben prehod proti severnim regijam in zgornji Furlanski nižini. Točke, s
katerih je bilo lažje dostopati do nasel-
bine, je branilo obzidje, znotraj tega pa
se je bilo zgrajenih več kot dvajset najrazličnejših stavb in tri cerkve. Te so bile
preproste pravokotne oblike in so imele
eno samo ladjo. V bližini reke so odkrili
tudi nekropolo s 1405 grobovi, kar potrjuje precejšnjo razsežnost naselbine, ki
je bila najverjetneje postopno zapuščena
v začetku 7. stol. Na tem območju so še
vedno vidni jarki in bunkerji iz prve in
druge svetovne vojne.
INDIRIZZI E CONTATTI/Naslovi in kontakti
MOST NA SOČI
CAPORETTO/KOBARID
MUSEO ARCHEOLOGICO
ARHEOLOŠKI MUZEJ
TONOVCOV GRAD
Most na Soči 18
5216 Most na Soči
Tel. per prenotazioni/Telefon za
rezervacije: +0386 (0)5 381 13 60
www.tol-muzej.si
La visita al museo è possibile previo
appuntamento/Ogled muzeja po
dogovoru.
Info e prenotazioni/Informacije in
rezervacije: Museo di Caporetto
Kobariški Muzej
Tel. +386 (0)5 389 00 00; +386
(0)41 714073
[email protected]
Non lontano da Most na Soči...
Nedaleč od Mosta na Soči...
TOLMINO/TOLMIN
MUSEO DI TOLMINO
Tolminski muzej
Mestni trg, 4
5220 Tolmin
Tel. +386 (0)5 381 13 60
[email protected]
www.tol-muzej.si
CERKNO
PARCO ARCHEOLOGICO DIVJE
BABE/ARHEOLOŠKI PARK DIVJE
BABE
Prenotazioni/Rezervacije: LTO
Laufar Cerkno - TIC Cerkno
Močnikova 2
5282 Cerkno
Tel. +386 (0)5 3734645
[email protected]
www.turizem-cerkno.si
256 Da Lubiana lungo il fiume Sava
11
itinerarij 11
itinerario
da lubiana
lungo il fiume sava
iz ljubljane ob reki savi
autostrada /avtocesta
strada statale /državna cesta
confine provinciale /deželna meja
confine statale /državna meja
da lubiana lungo il fiume sava /iz ljubljane ob reki savi
area archeologica /arheološko območje
museo /muzej
monumento /kulturni spomenik
area naturalistica /naravoslovno območje
258 Da Lubiana lungo il fiume Sava
Iz Ljubljane ob reki Savi 259
L
’antica Iulia Emona, oggi Lubiana, colonia romana della Regio X, già da tempi molto
antichi si inseriva nell’itinerario della via dell’Ambra, che collegava il mar Baltico ai
paesi del Mediterraneo, diventando successivamente importante snodo della viabilità
della parte orientale dell’Impero, con tracciati diretti ai centri di Aquileia, Celeia, Sciscia,
Virunum. Quest’ultima città, nei pressi dell’attuale Klagenfurt in Austria, che fu capoluogo della provincia del Noricum, era collegata a Emona attraverso una strada secondaria di
cui si hanno poche notizie, nel suo primo tratto forse coincidente con il percorso del
fiume Sava, che scorre a poca distanza dalla città. Risalendolo, in posizione elevata si
incontra Kranj, l’antica Carnium, sito fortificato posto alla convergenza di due corsi
d’acqua, importante centro per gli scambi commerciali, soprattutto nel Medioevo. Proseguendo verso nord, nei resti del sito di Mosnje è stata riconosciuta una stazione di sosta
romana appartenente alla via che congiungeva Emona a Virunum, la cui vitalità testimoniano gli abbondanti e significativi reperti emersi. Da questo punto la strada diretta al
Norico doveva probabilmente seguire un altro andamento rispetto a quello del fiume: qui
infatti inizia la valle del Sava Dolinka, in cui il corso risale verso nord-ovest, fino a raggiungere la sua sorgente, al confine dell’attuale Slovenia con Italia e Austria, sulle vette
delle Alpi Giulie. Si tratta di un ambiente alpino caratterizzato da formazioni carsiche e
coperto da un fitto manto forestale, adatto allo sviluppo di siti di difesa: ne è esempio
Adnja, insediamento d’altura tardoantico che dominava la vallata.
S
tarodavna Iulia Emona, današnja Ljubljana, rimska kolonija Regio X, se je že v starodavnih časih vključevala na jantarjevo pot, ki je Baltsko morje povezovala s sredozemskimi deželami. Pozneje je ta postala pomembno prometno stičišče poti vzhodnega
dela imperija, z neposrednimi cestnimi povezavami z Oglejem, Celeio, Sciscio, Virunumom.
Virunum je ležal v bližini današnjega avstrijskega Celovca in je bilo glavno mesto province Noricum. Z Emono ga je povezovala stranska cesta, o kateri vemo le malo. Njen
prvi del je verjetno sovpadal s potjo ob reki Savi, ki teče nedaleč stran od mesta. Ob
zgornjem toku se višje nad reko nahaja Kranj, antični Carnium, ki je bilo utrjeno mesto
na sotočju dveh vodnih tokov in je bilo predvsem v srednjem veku pomembno trgovsko
središče. Med nadaljevanjem poti proti severu lahko v ostalinah najdišča Mošnje prepoznamo rimsko počivališče. To se je nahajalo ob cesti, ki je Emono povezovala z Virunumom. O življenju postaje pričajo številne in pomembne najdbe. Od te točke dalje pot
za Norik verjetno ni več sledila isti trasi kot reka. Tu se namreč začenja zgornja Savska
dolina. Njenemu toku lahko proti severu sledimo do izvira, kjer današnja Slovenija na
vrhovih Julijskih Alp meji z Italijo in Avstrijo. To je alpsko okolje z značilnimi kraškimi
oblikami in pokrito z gostim gozdnim plaščem, ki je bilo primerno gradnjo za obrambnih
postojank. Eden od takih primerov je Ajdna, poznoantična visokogorska naselbina, ki je
obvladovala dolino.
Lungo l’itinerario/Ob
Il corso del fiume Sava Bohinjka/Tok reke Save
poti:
Ljubljana - Kranj - Mošnje - Ajdna
Escursioni a breve distanza/Krajši izleti: Bled - Parco
Narodni Park
nazionale del Triglav/ Triglavski
260 Da Lubiana lungo il fiume Sava
Iz Ljubljane ob reki Savi 261
KRANJ
Museo della Gorenjska
Le collezioni storico-culturali del museo
sono alloggiate nella residenza municipale,
uno dei più importanti complessi architettonici della Slovenia, formatosi nei secoli
per incorporamento di due edifici. L’elegante palazzo barocco presta sede espositiva a
tre percorsi culturali permanenti, dedicati
rispettivamente all’arte popolare regionale, alla produzione artistica dello scultore
Lojze Dolinar (1893-1970) e a una ricca
collezione di reperti, rappresentativa del
patrimonio archeologico locale. Le ricerche
topografiche condotte dal primo curatore
del museo, Andrej Valič, alle quali si sono
aggiunti negli ultimi anni i risultati di alcuni
scavi effettuati con la diretta collaborazione del museo, hanno contribuito a formare
nel tempo una vasta documentazione che
rimanda all’importante serie di siti archeologici dell’alta Carniola e illustra l’evoluzione degli insediamenti nella regione e il loro
passaggio da forme temporanee a quelle
stabili e più fittamente distribuite a partire
dall’età del Ferro. La collezione comprende
reperti dell’antica età della Pietra e del primo Bronzo (Drulovka vicino a Kranj), della tarda età del Ferro (Kranj, Bohinjski kot,
Tupaliče vicino a Preddvor), testimonianze
di età romana e tardoantica (Bobovek vicino a Kranj, Rodine a Radovljica, Ajdna). Di
Kranj, Museo della Gorenjska: alcuni splendidi oggetti
ornamentali della collezione archeologica/nekaj
čudovitih okrasnih predmetov arheološke zbirke
Gorenjski muzej
Kranj: Residenza municipale, sede del Museo della
Gorenjska/Občinska stavba, sedež Gorenjskega muzeja
Kulturno-zgodovinske zbirke muzeja so
razstavljene v občinski stavbi, enem najpomembnejših arhitekturnih spomenikov Slovenije, ki se je skozi stoletja oblikoval z združitvijo dveh stavb. Elegantna
baročna palača je kulturno prizorišče
treh stalnih razstav, posvečenim ljudski
umetnosti na Gorenjskem, umetniškim
delom kiparja Lojzeta Dolinarja (18931970) in bogati zbirki najdb lokalne arheološke dediščine. Topografske raziskave prvega kustosa muzeja, Andreja Valiča, ki so se jim v zadnjih letih pridružili
še rezultati nekaterih izkopavanj, pri
katerih je neposredno sodeloval tudi muzej, so prispevale k oblikovanju obsežne
dokumentacije o pomembnem številu
arheoloških najdišč Gorenjske. Dokumentacija opisuje razvoj naselij v regiji in
njihov prehod iz začasnih v stalne tvorbe,
ki so bile bolj razširjene od železne dobe
dalje. Zbirko sestavljajo najdbe iz starodavne kamene in zgodnje bronaste dobe
(Drulovka pri Kranju), pozne železne
dobe (Kranj, Bohinjski kot, Tupaliče pri
Preddvoru) ter pričevanja iz rimske in
pozno antične dobe (Bobovek pri Kranju, Rodine v Radovljici, Ajdna). Velike-
grande rilievo storico è anche il materiale
ascrivibile all’epoca delle migrazioni etniche
(sv. Lovrenc e Gradišče nad Bašljem, Kranj,
Lajh) e della colonizzazione degli Slavi,
grazie al quale è possibile comprendere
gli elementi formativi che stanno alla base
dell’attuale cultura slovena. Il percorso è integrato dalla presentazione di sepolture del
IX-X sec., del sito archeologico della parrocchia di Kranj, uno dei più antichi luoghi
sepolcrali slavi, e dei ritrovamenti della tomba di Knežjega Lajha. Davvero interessante
è, infine, la campionatura di ceramiche del
XVI sec. prodotte da fornaci locali.
ga zgodovinskega pomena je tudi gradivo iz obdobja preseljevanja ljudstev (sv.
Lovrenc in Gradišče nad Bašljem, Kranj,
Lajh), medtem ko so muzealije iz obdobja naselitve Slovanov temeljnega pomena za razumevanje nastanka in oblikovanja slovenske kulture. Predstavljeni so
tudi grobovi iz 9. in 10. stol., ki so bili
najdeni na arheološkem najdišču pri farni cerkvi v Kranju, enem najstarejših krajev staroslovanskih pokopov, in najdbe iz
knežjega groba z Lajha. Bogato je tudi
lončarsko arheološko gradivo iz lokalnih
žgalnic, ki sega v 16. stol.
RADOVLJICA
MOŠNJE
MOŠNJE
La scoperta di questo sito, soprannominato dagli archeologici “Pompei della
Gorenjska”, è avvenuta in seguito ai lavori
sul tratto autostradale tra Vrba e Peračica,
aperto nel 2008. Sono venuti alla luce i resti di quella che doveva essere una stazio-
Arheološko najdišče, ki so ga arheologi
že poimenovali “Gorenjski Pompeji”, je
bilo odkrito pri opravljanju del na avtocestnem odseku med Vrbo in Peračico, ki
je bil odprt leta 2008. Tukaj so bile najdene ostaline, ki naj bi pripadale posto-
Sito archeologico di Mošnje: resti delle strutture/ostaline stavb
262 Da Lubiana lungo il fiume Sava
ne di posta sulla strada che collegava Iulia
Emona, oggi Lubiana, alla città norica di
Virunum, nei pressi dell’attuale Klagenfurt.
Grazie al reperimento di una cospicua serie di monete, la vita dell’insediamento è
stata datata dal I al IV secolo d.C.: esso fu
quindi occupato fin dalle fasi iniziali dell’avanzata romana nella Slovenia occidentale.
Dei numerosi edifici esplorati, quelli posizionati lungo il pendio arrivano a mantenere un alzato fino a 1,7 m. La struttura
di maggiori dimensioni supera i 20 m
di larghezza e circa i 37 m di lunghezza.
Quasi tutte le sue stanze erano servite da
focolari caratterizzati da strutture murate
di forma rettangolare. Sulle pareti interne
sono state identificate tracce di intonaco e
superfici affrescate in una tonalità di rosso.
Nell’insediamento erano quasi certamente
presenti artigiani e attività manifatturiere.
La notevole quantità di reperti di differente tipologia restituiti dal sito permette di
ricostruire alcune particolarità della vita
che si svolgeva all’interno dell’insediamento. Oltre al vasellame in ceramica, si
annoverano numerosi utensili, come cazzuole in ferro, coltelli, forbici in ferro, pesi
in piombo, pesi da telaio in argilla e parte
di un mortaio in pietra, ma anche accessori
in metallo, come raffinate spille in bronzo
e in argento, fibbie per le cinture, orecchini
in bronzo, anelli in bronzo e argento, forcine per capelli e braccialetti. Da segnalare
il ritrovamento di oggetti in ferro che si è
ipotizzato fossero utilizzati per la scrittura
Mošnje: serie di oggetti ornamentali provenienti dal
sito/vrsta okrasnih predmetov z najdišča
Iz Ljubljane ob reki Savi 263
su tavolette di cera e, di particolare rilevanza, l’orologio solare in tufo, che essendo
una pietra di estrazione locale fa presumere
una produzione dell’oggetto in loco o nei
suoi pressi.
Non lontano da Mošnje...
za pisanje na voščene tablice, med najpomembnejše pa sodi sončna ura iz lehnjaka. Ker je lehnjak kamen lokalnega izvora,
sklepamo, da je bila ura izdelana v samem
kraju ali v bližnji okolici.
Nedaleč od Mošenj...
BLED
Mošnje: altra veduta del sito/še en pogled na najdišče
janki ob cesti. Ta je Iulio Emono, današnjo
Ljubljano, povezovala z noriškim mestom
Virunum, ki leži v bližini današnjega Celovca. Zahvaljujoč najdbi velikega števila
kovancev, lahko sklepamo, da je naselbina
obstajala od 1. do 4. stol. po Kr. Naseljena
je bila torej že v začetku rimskega prodiranja v zahodno Slovenijo. Raziskane
so bile številne stavbe in ugotovljeno je
bilo, da imajo tiste na pobočju zidove, ki
dosežejo tudi višino 1,7 m. Največja odkrita stavba je bila široka več kot 20 metrov in dolga skoraj 37 metrov. V skoraj
vseh prostorih so bila odkrita ognjišča v
obliki pravokotnih zidanih struktur, na
notranjih stenah pa sledi ometa in celo
ostanki freske v preprostem rdečem tonu.
V naselju so skoraj zagotovo delovali obrtniki in rokodelske delavnice. Precejšnja
količina najdb različnih vrst omogoča, da
spoznamo nekatere posebnosti življenja,
ki se je odvijalo v naselju. Poleg keramične lončenine so bila najdena tudi številna
orodja, kot so železne zidarske žlice, noži, železne škarje, svinčene uteži, glinene
uteži za statve in del kamnitega možnarja,
poleg tega pa še osebni kovinski dodatki, kot so rafinirane bronaste in srebrne
sponke, pasne sponke, bronasti uhani, srebrni in bronasti prstani ter lasne sponke
in zapestnice. Pomembno je tudi odkritje
železnih predmetov, ki so se uporabljali
MUSEO DEL CASTELLO
DI BLED
MUZEJ NA BLEJSKEM GRADU
La regione di Bled, naturalmente protetta
e divisa dall’area pianeggiante della Gorenjska dal corso del fiume Sava, è stata abitata dall’uomo sin da epoche molto remote.
I resti più antichi della presenza umana risalgono infatti all’ultima glaciazione, intorno a 14.000 anni da oggi, quando comunità
di cacciatori-raccoglitori vi si sono insediate
lasciando come testimonianza di sé manufatti in pietra, focolari e ossa animali. La
narrazione del lungo percorso intrapreso
dalle comunità locali a partire dalla preistoria e giunto sino al secolo scorso è affidata
Naravovarstveno zaščiteno območje Bleda
od ravninske površine Gorenjske ločuje tok
reke Save. Naseljeno je bilo že v zelo oddaljenih časih. Najstarejše sledi človekove prisotnosti segajo v zadnjo ledeno dobo, približno 14.000 let nazaj, ko se je tu naselila
skupnost lovcev in nabiralcev in kot dokaz
o svojem obstoju zapustila izdelke iz kamna, sledi kurišča ter živalske kosti. Pripoved o dolgi poti, ki so jo lokalne skupnosti
opravile od prazgodovine in do prejšnjega
stoletja, je predstavljena v muzeju v baročnem delu gradu, zgrajenem na strmi pečini
Bled: una suggestiva veduta del castello/osupljiv pogled na grad
264 Da Lubiana lungo il fiume Sava
al museo collocato nella parte barocca del
Castello, eretto su una rupe scoscesa affacciata al lago glaciale che dà il suo nome
al territorio circostante. È questo uno dei
monumenti più noti della Slovenia per la
sua magnifica posizione e per l’imponente struttura, accuratamente restaurata, una
delle più antiche architetture fortificate del
paese. Datano infatti a poco dopo il Mille
gli atti di dono che, per volontà dell’imperatore Enrico II, assegnavano al vescovo di
Bressanone il castellum Veldes, ubicato nello
stesso luogo dove probabilmente preesisteva una torre romanica. Con l’avvicendarsi di
nuovi proprietari del maniero la struttura si
è progressivamente ampliata e arricchita di
costruzioni fino ad assumere il magnifico e
pittoresco aspetto attuale, che ne fa la località turistica per eccellenza della Slovenia
e offre un insieme di ambienti storici e di
servizi di accoglienza molto apprezzati dal
pubblico. L’esposizione di una raccolta di
oggetti originali e di una serie di repliche
e ricostruzioni, che ambientano le testimonianze e offrono al visitatore alcune scene
di vita corrispondenti alle diverse fasi dello
sviluppo culturale della regione, si accompagnano a filmati e a materiale informativo. Prende così corpo un racconto in cui,
partendo da una presentazione degli aspetti
geologi e naturali, vengono illustrati il progressivo formarsi dell’ambiente dall’iniziale
situazione glaciale e il graduale sviluppo
delle relazioni fra l’uomo e il territorio che
hanno dato luogo, nel tempo, all’odierno
paesaggio culturale. I materiali archeologici
documentano quanto resta degli
insediamenti, dei sepolcreti, dei
luoghi di culto, degli
itinerari ascrivibili alle
prime comunità di allevatori e poi alle genti
Bled, Museo del Castello: fibula di bronzo a forma di
pavone (VI sec. d.C.)/bronasta fibula v obliki pava (6.
stol po Kr.)
Iz Ljubljane ob reki Savi 265
Bled, Museo del Castello: particolare del percorso
espositivo/del razstavnih prostorov
nad ledeniškim jezerom, ki okolici daje
svoje ime. Zahvaljujoč svoji čudoviti legi
in veličastni, skrbno obnovljeni eno utrjeni
zgradb, ki je ena najstarejših v državi, je to
eden najbolj znanih spomenikov Slovenije.
Kmalu po letu tisoč je bila izdelana darilna
pogodba, s katero je cesar Henrik II briksenskemu škofu podelil castellum Veldes, ki
se nahaja prav tam, kjer je prej najverjetneje
stal rimski stolp. Zaradi pogostega menjavanja lastnikov se je dvorec postopoma
razširil in obogatil z novimi zgradbami ter
tako pridobil današnji veličasten in slikovit
videz. Prav zato je to izvrstna turistična destinacija Slovenije, ki poleg zgodovinskega
okolja nudi tudi kakovostna prenočišča. Na
razstavi so predstavljeni originalni predmeti in replike ter rekonstrukcije, ki pričevanja umeščajo v prostor ter skupaj z video
posnetki in informativnim gradivom obiskovalcu nudijo ogled nekaterih prizorov
iz življenja v različnih obdobjih kulturnega
razvoja regije. Pripoved se
prične s predstavitvijo
geološkega in naravnega okolja in nadaljuje z
opisom postopnega oblikovanja okolja, ki se začne v
ledeni dobi, ter prav tako
postopnega razvoja odnosov
med ljudmi in pokrajino, kar
je vplivalo na nastanek današnje kulturne krajine. Arheološke najdbe
pričajo o naselbinah, grobiščih, svetiščih
dell’età dei Metalli e, infine, alla popolazione di epoca romana e tardoantica. Bled
è anche uno dei migliori siti archeologici
indagati in Slovenia risalenti al periodo del
primo arrivo di popolazioni slave nel VII
sec. e ha restituito testimonianze anche della
seconda fase di insediamento, rappresentata
nel museo da una serie di materiali di provenienza funeraria. Fra i siti intorno a Bled,
quello di Pristava sotto il castello, con la sua
grande necropoli, rimane a oggi certamente
il più importante. È da qui che proviene la
fibula in bronzo a forma di pavone (VI sec.
d.C.) ritenuta il reperto più significativo in
assoluto presente nel patrimonio museale.
in poteh, ki so jih sprva uporabljale prve
skupnosti živinorejcev, nato pa tudi ljudstva
iz kovinskih dob ter nazadnje ljudstva iz
rimske in pozne antične dobe. Bled je med
drugim eno od arheološko najbolje raziskanih območij v Sloveniji in sega v čas prihoda prvih slovanskih naseljencev v 7. stol.
Tukaj so bili najdeni tudi številni dodatki iz
grobov, ki pričajo o drugi fazi poselitve. Pristava pod gradom in njena velika nekropola
sta danes zagotovo najpomembnejši najdišči v okolici Bleda. Od tu izvira bronasta
fibula v obliki pava (6. stol po Kr.). To je
vsekakor najpomembnejši predmet muzejske dediščine.
ŽIROVNICA
AJDNA
AJDNA
Il sito archeologico di Ajdna si trova a
1064 metri d’altitudine, nella catena delle
Karavanke: si tratta infatti dell’insediamento montano di epoca tardoantica più
Arheološko najdišče Ajdna se nahaja na
1046 metrih nadmorske višine v verigi
Karavank. Je najvišje visokogorsko naselje iz poznoantične dobe na območju vse
Veduta del monte Ajdna/Pogled na goro Ajdno
266 Da Lubiana lungo il fiume Sava
Iz Ljubljane ob reki Savi 267
Ajdna: particolare delle strutture dell’abitato d’altura/detajl stavb visokogorske naselbine
alto dell’intera Slovenia. Indagato grazie a
una campagna di scavi iniziata nel 1976, fu
occupato tra il IV e il VI secolo, quando le
invasioni di popoli slavi e germanici minacciavano gli abitanti delle valli, costringendoli a ripararsi in abitati d’altura come questo.
Il luogo infatti offriva la protezione di ripide barriere naturali e un’ottima visuale della
sottostante valle del fiume Sava, mentre alle
sue spalle si ergeva l’imponente monte Stol.
Pur essendo venute alla luce anche evidenze
che proverebbero l’occupazione del sito in
un’epoca precedente, la maggior parte delle
testimonianze archeologiche risale al periodo immediatamente successivo alla caduta
dell’Impero romano (476 d.C). Sono stati
scavati i resti di 25 edifici, una chiesa paleocristiana e sono state rinvenute undici tombe. Gli oggetti recuperati, che comprendono
vasellame, armi e gioielli, sono esposti nel
Museo della Gorenjska a Kranj. Ajdna è
stata dichiarato monumento archeologico
di rilevanza nazionale dal governo sloveno.
Slovenije. Raziskano je bilo z izkopavanji, ki so se pričela leta 1976. Naseljeno
je bilo med četrtim in šestim stoletjem,
ko so vdori slovanskih in germanskih
ljudstev ogrožali prebivalce dolin. To jih
je prisililo, da so umaknili v visokogorska
naselja, kakršno je bilo to, saj je kraj s strmimi naravnimi pregradami in odličnim
razgledom na dolino reke Save nudil zaščito, medtem ko je za njim stala veličastna gora Stol. Čeprav so bili odkriti tudi
dokazi o zasedbi naselja v starejši dobi,
večina arheoloških ostalin sega v obdobje takoj po padcu rimskega cesarstva
(476 po Kr.). Odkrite so bile ostaline 25
stavb, zgodnjekrščanske cerkve in enajst
grobov. Med najdbami so posode, orožja
in nakit. Danes so ti predmeti na ogled
v Gorenjskem muzeju v Kranju. Ajdno
je slovenska vlada razglasila za državni
arheološki spomenik. Najdišče je bilo zavarovano z zaščitnimi ukrepi za objekte.
Nahaja se v občini Žirovnica, je odprto
Il sito, in cui sono stati effettuati interventi di protezione delle strutture, si trova nel
comune di Žirovnica, è aperto ai visitatori e
vi si accede attraverso un percorso a piedi in
salita dal paese di Potoki. È possibile prenotare visite guidate contattando l’Istituto per
il turismo e la cultura di Žirovnica.
za obiskovalce in je dostopno s hojo navkreber iz vasi Potoki. Vodene oglede je
mogoče rezervirati v Zavodu za turizem
in kulturo Žirovnica.
Nel cuore delle Alpi Giulie...
V osrčju Julijskih Alp...
PARCO NAZIONALE
DEL TRIGLAV
TRIGLAVSKI NARODNI
PARK
Situato nelle Alpi Giulie, al confine fra la
Slovenia, l’Austria e l’Italia, si estende per
quasi 90.000 ettari preservando un habitat
contraddistinto da una grande ricchezza di
bellezze naturali e da un’irripetibile biodiversità. Unico parco sloveno di carattere
nazionale, ha visto la luce nel 1924 e originariamente comprendeva la sola valle dei
Sette Laghi. Oggi, grazie alla legge che l’ha
istituito nel 1981, circoscrive un’area vastissima ove si susseguono profonde gole, come
quelle dell’Orrido di Tolmino, formatesi nel
corso dei millenni grazie all’erosione delle
acque superficiali e allo scioglimento degli
antichi ghiacciai, una straordinaria varietà
floristica, limpidi corsi d’acqua, specchi
lacustri, cascate, paesaggi carsici, lembi di
foresta, valli glaciali, cime imponenti, sulle
quali svetta con un’altitudine di oltre 2800
metri il Monte Triglav (Tricorno), da cui
il parco deriva la sua denominazione. Una
rete sentieristica, ben organizzata e dotata
di supporti informativi lungo i percorsi,
permette ai visitatori di venire a contatto, di
volta in volta, con il patrimonio naturale del
parco, di conoscerne le peculiarità geologiche, di approfondire temi storici e culturali
legati ad aree particolari. Il sentiero della
Triglavska Bistrica si sviluppa lungo la valle sino ai piedi della montagna simbolo del
Leži v Julijskih Alpah, ob tromeji med
Slovenijo, Avstrijo in Italijo. Obsega skoraj devetdeset tisoč hektarjev in ohranja
habitat z bogatimi naravnimi lepotami in
edinstveno biotsko raznovrstnostjo. Triglavski narodni park je edini narodni park
v Sloveniji. Ustanovljen je bil leta 1924 in
je sprva obsegal le Dolino sedmerih jezer.
Na podlagi zakona, s katerim je bil leta
Parco del Triglav: ruscello nella foresta presso Stara
Fužina/potok v gozdu pri Stari Fužini
268 Da Lubiana lungo il fiume Sava
Iz Ljubljane ob reki Savi 269
Parco del Triglav: monte Ogradi/gora Ogradi
parco, mentre il sentiero dell’Isonzo segue il
corso del fiume dalle sorgenti sino ai confini
dell’area protetta. Si possono compiere passeggiate anche seguendo l’itinerario delle
Forre della Tolminka o fare una camminata
attraverso foreste e malghe lungo il sentiero tematico della Pokljuka. Quest’altopiano
e, in particolare, le sue paludi torbose che
rappresentano uno degli habitat più rari a
livello europeo, sono inseriti in un ulteriore
sentiero attrezzato dal carattere fortemente
didattico. Non manca neppure un sentiero
cicloturistico (sentiero della Radovna) che
Parco del Triglav: cascate del fiume Sava/slapovi reke Save
1981 ustanovljen, zajema veliko območje, v katerem si sledijo globoke soteske,
kot so tiste v Tolminskih koritih, ki so se
zaradi erozije površinskih voda in taljenja
antičnih ledenikov oblikovale skozi tisočletja, izredno raznoliko rastlinje, kristalno
čisti vodni tokovi, jezera, slapovi, kraške
pokrajine, gozdne zaplate, ledeniške doline, visoki vrhovi, nad katere se s svojimi več kot 2800 metri dviga Triglav, po
katerem je park dobil ime. Razvejanost
dobro organiziranih in z informativnimi
sredstvi opremljenih pešpoti obiskovalcem omogoča stike z naravno dediščino
parka, spoznavanje geoloških posebnosti
ter poglobitev v zgodovinske in kulturne
teme posameznih področij. Pot Triglavske
Bistrice se po dolini vije vse do vznožja
gore, ki je simbol tega parka, medtem ko
soška pot sledi toku reke od izvira do meje zavarovanega območja. Sprehodite se
lahko tudi po poti Tolminskih korit ali pa
greste na pohod skozi gozdove in mimo
planšarij po tematski poti Pokljuke. Ta
planota in predvsem njena šotna barja so
zelo posebni ekosistemi, eni najredkejših v
Evropi. Tu se vije še ena učna pot izjemnega didaktičnega značaja. Na razpolago je
si snoda lungo la valle omonima. I visitatori possono contare sull’assistenza di ben
tre Centri informativi. A Bled si promuove
la conoscenza complessiva del parco attraverso presentazioni, mostre specializzate,
laboratori e incontri a soggetto e si propone la visita a un giardino roccioso ricco di
alberi e fiori alpini. L’ecologia, il paesaggio,
la geologia, la geomorfologia e l’idrologia
del parco sono illustrate anche al Dom di
Trenta, arricchito inoltre da un percorso
museale dedicato all’etnologia, alle tradizioni, ai modi di vita nelle vallate del Trenta
e dell’Isonzo. Nell’alta valle della Radovna
si può infine visitare Casa Pocar, una fattoria risalente alla seconda metà del XVIII
secolo, attentamente ristrutturata, che con
gli edifici annessi e la rimessa, gli arredi, gli
attrezzi e gli oggetti in uso fra XIX e XX
secolo rievoca la quotidianità e il lavoro di
una tipica famiglia valligiana.
tudi kolesarska pot Radovna, ki se vije po
dolini z istim imenom. Obiskovalci lahko
informacije in pomoč poiščejo v treh informacijskih središčih. Na Bledu splošno
poznavanje parka spodbujamo s predstavitvami, specializiranimi razstavami, delavnicami in tematskimi srečanji. Svetujemo
vam tudi obisk skalnega vrta, ki je bogat z
alpskimi drevesi in cveticami. Ekologija,
pokrajina, geologija, geomorfologija in hidrologija parka so prikazane tudi v domu
v Trenti. Bogata je tudi muzejska pot, posvečena etnologiji, tradiciji in življenjskim
navadam v dolinah Trente in Soče. V visoki dolini Radovne lahko obiščete Pocarjevo domačijo, skrbno obnovljeno kmetijo
iz druge polovice 18. stol., s pripadajočimi
objekti in skednjem opremo, orodje in
predmeti, ki so jih domačini uporabljali
med 19. in 20. stol. ter obujajo vsakdanje
življenje in delo tipične dolinske družine.
INDIRIZZI E CONTATTI/Naslovi in kontakti
KRANJ
Museo della Gorenjska
Gorenjski muzej
Tomšičeva ulica, 42
4000 Kranj
Tel. +386 (0)4 201 39 50
www.gorenjski-muzej.si
RADOVLJICA
MOŠNJE
Autostrada Lubiana-Jesenice uscita di Radovljica/Avtocesta
Ljubljana-Jesenice, izhod Radovljica.
Il Parco Archeologico, in cui è
valorizzato il sito, è di prossima
apertura/Arheološki park s
predstavitvijo najdišča bo kmalu
odprt.
Non lontano da Mošnje...
Nedaleč od Mošenj...
Tel. +386 (0)4 580 1503
+386 (0)40 201 929
[email protected]
BLED
MUSEO DEL CASTELLO DI BLED
MUZEJ NA BLEJSKEM GRADU
Grajska cesta, 61
4260 Bled
Tel. +386 (0)4 572 97 82
blejski.grad@zkble d.si
www.blejski-grad.si
ŽIROVNICA
AJDNA
Info: Istituto per il turismo e la
cultura del comune di Žirovnica
Zavod za turizem in kulturo
Žirovnica
Nel cuore delle Alpi Giulie...
V osrčju Julijskih Alp...
PARCO NAZIONALE DEL
TRIGLAV/TRIGLAVSKI NARODNI
PARK
Ljubljanska cesta, 27
4260 Bled
Tel. +386(0)4 578 02 00
[email protected]
www.tnp.si/national_park
270
271
CREDITI DELLA GUIDA
Kolofon vodiča
203, 204 (alto/zgoraj), 206,
207, 209.
Presentazione/Predstavitev:
Fiamma Lenzi
Catalogo dei Beni Culturali
della Regione Veneto - http://
catalogo.regione.veneto.it/
beniculturali: 61, 122, 126
(basso/spodaj).
Itinerari/Itinerariji: Simona
Parisini, con la supervisione
di Giovanni Assorati e Maria
Teresa Lachin/Simona Parisini
pod vodstvom Giovanni
Assorati in Maria Teresa
Lachin
Schede e ricerca iconografica
Emilia-Romagna/Podatki in
ikonografske raziskave EmilijaRomagna: Fiamma Lenzi
Schede e ricerca iconografica
Veneto/Podatki in ikonografske
raziskave Benečije: Maria Teresa
Lachin
Centro Regionale di
Catalogazione e Restauro
dei Beni Culturali - SIRPAC:
Sistema Informativo Regionale
del Patrimonio Culturale della
Regione Autonoma Friuli
Venezia Giulia - www.sirpacfvg.org: 85 (basso/spodaj), 86,
88, 89, 96 (basso/spodaj), 214,
221 (basso/spodaj), 222, 223,
224, 225, 228 (alto/zgoraj),
237, 238, 239, 241, 242.
Schede Friuli Venezia Giulia
e Slovenia/Podatki Furlanije
Julijske krajine in Slovenije:
Simona Parisini
Centro Regionale di
Catalogazione e Restauro dei
Beni Culturali della Regione
Friuli Venezia Giulia
(Progetto PArSJAd): 216.
Scheda Civici Musei di Udine
- Museo Archeologico/Podatki
mestnega muzeja v Vidmu:
Paola Visentini
Culture.si
(Republika Slovenija Ministrstvo za Kulturo) www.culture.si: 111.
Materiali documentari e
risorse iconografiche Friuli
Venezia-Giulia/Dokumentarno
gradivo in ikonografski viri
Furlanije Julijske krajine: Valeria
Cipollone, Michelina Villotta
Foto Guido Barbi - www.
guidobarbi.it : 23 (alto/zgoraj),
26 (basso/spodaj), 27, 29, 31,
33, 36 (destra/desno), 37, 47
(basso/spodaj), 48, 49,166,
167, 168 (alto/zgoraj; basso
a destra/spodaj desno), 179,
180.
Materiali documentari e
risorse iconografiche Slovenia
Slovensko dokumentarno
gradivo in ikonografski viri:
Marko Stokin, Irena Lazar,
Katharina Zanier
CREDITI FOTOGRAFICI
KOLOFON FOTOGRAFIJ
A. Conte, M. Salvadori, C.
Tirone, La villa romana
di Pordenone. Tracce della
residenza di un ricco dominus
nella Cisalpina Orientale,
Quaderni del Museo
Archeologico del Friuli
occidentale, 2, 1999: 228
(basso/spodaj).
Archeoveneto
(Regione del Veneto) www.archeoveneto.it: 16 (alto/
zgoraj), 57, 60, 62, 68 (basso/
spodaj), 69, 72 (alto/zgoraj),
75 (alto/zgoraj), 81, 82, 121,
123 (alto/zgoraj), 124, 125,
128, 198 (basso/spodaj), 201,
Foto Simona Parisini:
66, 68 (alto/zgoraj), 74, 75
(basso/spodaj), 76, 78 (basso/
spodaj), 79, 80, 83, 84, 85 (alto/
zgoraj), 90, 100, 118, 129, 130,
131, 219, 220 (alto/zgoraj), 227,
232, 234 (alto/zgoraj), 235, 236,
240, 249.
Fotolia - www.fotolia.com: ©
claudiozacc: 36 (sinistra/levo),
© Kunta: 39, © cancer741: 43.
GeoPortale della Regione
Emilia-Romagna - http://
geoportale.regione.emiliaromagna.it: 144.
G.A.M. Gruppo Amici della
Montagna, Comune di
Ravenna, Circoscrizione di
Mezzano - www.venadelgesso.
org - foto Massimo Ercolani,
Piero Lucci, Baldo Sansavini:
154, 155 (alto/zgoraj).
Gorenjski Muzej, Kranj - www.
gorenjski-muzej.si: 260.
http://meineadria.com: 91.
Iconoteche dell’Istituto Beni
Culturali e Catalogo del
Patrimonio Culturale della
Regione Emilia-Romagna
- http://ibc.regione.emiliaromagna.it/servizi-online/
catalogo-del-patrimonioculturale: 14,16 (basso/spodaj),
18, 19, 20, 21, 23 (basso/
spodaj), 24, 25, 26 (alto/
zgoraj), 28, 30, 32, 34, 35, 38,
41 (basso/spodaj), 44, 45, 46,
47 (alto/zgoraj), 50, 51, 52,
53, 54, 55, 59, 87, 92 (basso/
spodaj), 127, 146, 147, 148,
149, 150, 151, 152, 153, 156,
157, 158, 159 (basso/spodaj),
160, 161, 162, 163, 164, 165,
168 (basso a sinistra/spodaj
levo), 169, 170, 174, 176,
177, 178, 182 (alto/zgoraj),
184 (basso/spodaj - foto
Costantino Ferlauto), 185,
186, 187, 189, 190, 191, 192,
204 (basso/spodaj).
Marko Stokin, Katharina Zanier,
Simonov zaliv / San Simone,
“Vestnik XXIII ”, Lubiana, 2011:
120 (basso/spodaj), 133.
PadovaCultura.
Pagine d’Informazione
dell’Assessorato alla Cultura
- http://padovacultura.
padovanet.it: 72 (basso/
spodaj), 73.
Wikimedia Commons - http://
commons.wikimedia.org/wiki -
Zavod za varstvo kulturne
dediščine Slovenije: 103, 109,
112 (basso/spodaj), 132, 134,
248, 250 (alto/zgoraj - foto
Bojan Tavčar), 253, 254, 261,
262, 265, 266.
Pokrajinski Muzej Koper - foto
Simon Tomažič: 135, 136.
foto Arnaud Fafournoux: 123
(basso/spodaj); foto Gran
Bishop: 267; foto Jacobz : 268
(alto/zgoraj); foto Michael
Gäbler: 268 (basso/spodaj);
foto Sailko: 41 (alto/zgoraj);
foto Threecharlie: 78 (alto/
zgoraj),196; foto Welleschik:
234 (basso/spodaj); foto
Yerpo: 246;
foto YukioSanjo: 92 (alto/
zgoraj);
Pubblico Dominio - foto F.
Giusto: 96 (alto/zgoraj); foto
Ziga: 140, foto Szasza: 258.
Zavod za varstvo kulturne
dediščine Slovenije - www.
zvkds.si: 105, 106
Pomorski Muzej “Sergej
Mašera”, Piran www.pomorskimuzej.si: 137,
138, 139.
© Regione del Veneto
e Università di Padova,
Dipartimento di Geografia: 77.
Società Paleontologica Italiana
- http://paleoitalia.org: 155
(basso/spodaj).
Settesere (10/09/2011) www.settesere.it: 159.
Tolminski Muzej, Tolmin www.tol-muzej.si: 252.
© Ufficio Informazioni
Turistiche Lignano Sabbiadoro:
120.
University of Nova Gorica www.ung.si: 102
Mestni Muzej, Ljubljana - foto
Matevž Paternoster: 107, 110,
112 (alto/zgoraj).
www.bibliogo.ccm.it: 217, 218.
www.comune.pordenone.it/it/
comune/in-comune/strutture/
museoarcheologico: 226.
www.flickr.com, foto Mauro
Guercia (CC BY-NC-SA
2.0): 17.
www.gierrefriuli.com: 93.
www.girofvg.com: 95.
www.windoweb.it: 126.
Riproduzioni di immagini
relative a soggetti di proprietà
statale su concessione del
Ministero dei Beni e delle
Attività Culturali e del
Turismo/Reprodukcije slik
subjektov v državni lasti
so izdelane z dovoljenjem
italijanskega Ministrstva za
dediščino, kulturne dejavnosti
in turizem.
L’Istituto per i Beni Culturali
della Regione Emilia-Romagna
rimane a disposizione degli
aventi diritto per eventuali
fonti iconografiche non
identificate/Zavod za varstvo
kulturne dediščine dežele
Emilie-Romagne je vedno na
voljo vsem lastnikom pravic
morebitnih ikonografskih virov,
ki niso navedeni.
Mestni Muzej, Ljubljana www.mgml.si: 108.
Musei Civici agli Eremitani,
Padova - Gabinetto
fotografico: 70, 71.
Museo Archeologico dei
Bambini, San Pier d’Isonzo:
220 (basso/spodaj), 221 (alto/
zgoraj).
Museo Archeologico della
Laguna, Marano Lagunare: 128.
Museo di Belriguardo,
Voghiera: 181, 182 (basso/
spodaj), 183, 184 (alto/zgoraj).
Museo della Centuriazione
Romana, Borgoricco: 198
(alto/zgoraj), 199.
Museo della Centuriazione
Romana, Villadose: 210.
Narodni Muzej Slovenije,
Ljubljana: 104; foto Tomaz
Lauko: 113, 114 (basso/
spodaj), 250 (basso/spodaj);
foto AV Studio: 114 (alto/
zgoraj); foto Jože Hank: 263;
foto Tina Lah: 264.
RINGRAZIAMENTI/Zahvale
La realizzazione del progetto PArSJAd e del presente lavoro non sarebbe stata possibile senza
l’impegno di/Uresničitev projekta in PArSJAd in tega dela ne bi bilo mogoča brez zavzetosti, s katero
so sodelovali Ottorino Bacilieri, Karin Bandelj, Andreja Breznik, Valeria Cipollone, Vilma Dal Bosco,
Marcella Domenicali, Zala Kozelj, Irena Lazar, Clara Peranetti, Saša Rudolf, Margherita Spinazzola,
Marko Stokin, Michelina Villotta, Katharina Zanier.
Fondamentale è stato l’apporto tecnico di/Poglavitno tehnično podporo so prispevali Francesco
Amorese, Luciana Andrin, Alessandra Cevenini, Paola Cristofori, Clinio Gretter, Tin Kos, Ivan Orsini,
Desiree Paggiarin, Rossella Riccato, Silvia Tricarico, Sabrina Trovò, Lorenzo Zilli.
Finito di stampare
nell’anno 2014
da Compositori Comunicazione, Bologna