Sincronizzando 13

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Sincronizzando 13
13
Anno 4 numero 1 – Maggio 2013
Nord Ovest prima tappa
sul territorio per parlare
di mercato, tecnologia,
best practice, persone
Sfida a business unificati.
Obiettivi e strategia della
nuova direzione guidata
da Simone Battiferri
We have a dream
I clienti Consumer impongono
un’accelerazione nelle attività:
priorità, punti forza, traguardi
nelle parole di Luca Rossetto
Nascono i Joint Open Lab, frutto
di un accordo con i principali
atenei italiani. I ritratti di chi
vive l’innovazione al quotidiano
SINCRONIZZANDO 1 / 2013
L’EDITORIALE
I
L’Editoria di Telecom Italia
L’Editoria di Telecom Italia si arricchisce di contenuti interattivi.
Scarica la nuova app L’Editoria+ disponibile su Apple Store, Google Play (Android)
e TIM Store: puoi visionare video, photogallery, siti internet relativi alle pagine
della rivista dove trovi l’icona della Realtà Aumentata.
È semplice: basta un tap sul tuo smartphone tenendolo a 20-30 centimetri
di distanza inquadrando l’icona con la fotocamera.
Sempre su Apple Store, Google Play (Android) e TIM Store,
puoi scaricare l’app L’Editoria dove visionare l’archivio di Sincronizzando,
del Notiziario Tecnico, il Codice Etico, La sicurezza in tasca.
l 3 aprile del 1973 Martin Cooper, capo ricercatore della Motorola, scese in
strada a New York per testare il prototipo di una sua invenzione: il telefono cellulare individuale. Qualche mese dopo venne messo in commercio il modello
DynaTAC 8000X: un apparecchio vocale senza schermo, pesante, di grandi dimensioni, che oggi appare decisamente rudimentale. Sono passati quarant’anni e quel primo modello, che avrebbe cambiato per sempre il nostro modo di
comunicare, si è trasformato nell’esperienza evoluta, intelligente, connessa e tascabile che tutti conosciamo. In quattro decenni è cambiato quell’oggetto, siamo cambiati noi ed è cambiato il nostro mercato: radicalmente.
O
ggi è Internet che regola buona parte della nostra vita: economica, politica, sociale. Da una recente indagine condotta dal Politecnico di Milano è emerso un
dato molto importante: quasi 18 milioni di Italiani utilizzano attivamente più
mezzi di comunicazione, in contesti e luoghi diversi, in differenti momenti della giornata. Sono i cosiddetti consumatori convergenti, una fascia di popolazione in crescita, compresa tra i 15 e i 64 anni di età, che ha una elevata dotazione
tecnologica e forti abitudini di consumo multimediali: a casa, in ufficio, per strada, in viaggio, ovunque. Sono persone che parlano, comunicano, condividono
informazioni, giocano e fruiscono contenuti collegati a Internet, usano i social
network e scaricano applicazioni attraverso una molteplicità di dispositivi digitali: pc, smartphone, tablet, smart TV, game console, e-book reader.
I
consumatori convergenti, un profilo sociale che Martin Cooper non avrebbe
nemmeno immaginato, sono il risultato più evidente della trasformazione a
cui è soggetto da qualche anno il nostro settore, strutturalmente modificato
dal web e dall’innovazione tecnologica. Una trasformazione che ha prodotto e
continua a produrre effetti rilevanti sui bisogni delle persone, sulle loro abitudini, e dunque sul mercato in cui operiamo.
P
er dare a Telecom Italia un ruolo da protagonista all’interno del nuovo scenario digitale, nell’ultimo anno di gestione abbiamo investito molto nello
sviluppo delle nuove reti (4G, fibra ottica) e avviato importanti cambiamenti
organizzativi volti a permettere un forte riposizionamento competitivo dell’azienda in ottica convergente, supportato da un piano di investimenti di 9 miliardi di euro che ci consentirà di abilitare i servizi del futuro.
A
quarant’anni dall’invenzione di uno degli oggetti che più ha segnato la nostra storia aziendale, abbiamo cominciato una delle partite più ambiziose
e decisive per Telecom Italia, quella che ci permetterà, se la giocheremo al meglio, di continuare a essere leader di un nuovo mercato.
Marco Patuano
In copertina, i colleghi Giorgio Tavolini, Vanda Di Foggia e Andrea Pulidori
a Los Angeles in “abiti di scena” durante le riprese dello spot istituzionale
3
4
SINCRONIZZANDO 1 / 2013
LA SPESA SENZA
SPOSTARSI
DALL’UFFICIO
La tua spesa in sede
è un’iniziativa, nata dalla
collaborazione tra Coop
e Telecom Italia, per conciliare
gli impegni lavorativi con
l’organizzazione familiare.
Il servizio, in fase sperimentale,
è attualmente operativo
presso la sede di Roma
di via Pietro de Francisci, 152
ed è prevista l’estensione
ad altre sedi aziendali.
È possibile ordinare
e pagare la spesa online
e, grazie alla tecnologia NFC,
integrarla tramite cellulare
con le proposte pubblicizzate
su appositi cartelloni affissi
in sede. Coop provvede
a consegnare la spesa
all’uscita dall’ufficio.
A destra, la collega
Valentina Nappi fotografata
da Giuseppe Di Lorenzo.
Andrea Coco
8 [email protected][email protected]
5
6
SINCRONIZZANDO 1 / 2013
INDICE
n CULTURA D’IMPRESA
n PARTECIPAZIONE
Fondazione Telecom Italia,
nuovo concept
Intuizione creativa, maestria artigianale e senso
di umanità: Marcella Logli, nuovo Segretario Generale
di Fondazione Telecom Italia, racconta gli orientamenti
attuali e l’importanza del coinvolgimento dei colleghi.
n
PRIMO PIANO
n
PUNTI DI VISTA
Gli accordi di marzo 2013
Le parole chiave delle intese sottoscritte
con le Organizzazioni Sindacali, disponibili
per tutti i colleghi sulla intranet aziendale.
n
BUSINESS
n
ORGANIZZAZIONE
Sincronizzando inaugura un viaggio attraverso il Paese,
per parlare di business, tecnologie, best pratice
del Territorio. Si parte da Piemonte, Valle D’Aosta,
Lombardia con Michele Corcione, Gianfilippo D’Agostino,
Gianni Moretto, Gabriele Testa.
n
SESTANTE
Così globali, così divisi
La globalità e la centralità di Internet hanno sollevato
la necessità di riprogettarne le modalità di gestione
che, apparentemente libera e trasparente, è coordinata
da organizzazioni prevalentemente statunitensi.
18
n
LA PAROLA ALL’ESPERTO
Obiettivi e strategie della Direzione Business
e il nuovo posizionamento go to market.
Il commento del responsabile Simone Battiferri.
20
36
TRASFORMAZIONE
n
n
COMMENTI
n
SCENARIO
24
RITRATTI
38
n
La partnership fra Ateneo e Industria nei laboratori creati
all’interno delle cittadelle universitarie. Un dialogo
per la ricerca di nuovi scenari, servizi e prodotti
d’avanguardia, nel nome dell’innovazione.
Riflessioni su giovani, talento e interesse per gli studi nel
nostro Paese, tra dati Cineca e realtà del mondo del lavoro.
28
n
48
n
REPORTAGE
Un attimo di concentrazione
REPUTAZIONE
Gli occhi socchiusi, il gesto intenso, il tempo sospeso.
È proprio “quell’attimo” magico in cui sincronizziamo
la nostra mente e il nostro corpo per focalizzarci
su un obiettivo. Quel momento può portare – tutti –
a un grande risultato.
Le nostre azioni
per un buon business
50
Uno stile comportamentale responsabile alla base
del nostro agire quotidiano. Per lo sviluppo e la reputazione
della nostra azienda. Parla Valerio Cavallo.
n
QUESTIONE DI STILE
Viaggio al femminile
40
Forti, determinate, entusiaste sono le protagoniste dei role
model di Direzione Donna che percorrono l’Italia per
proporre modelli di leadership alle colleghe sul territorio.
C’ERA UNA VOLTA
56
Before the radio!
Il telefono delle origini come strumento
di comunicazione di massa.
42
58
n
Potere al sapere?
IMPEGNO
Alcuni suggerimenti per mantenere il comfort ottimale
nel tuo ufficio e contemporaneamente ridurre gli sprechi
energetici. Fai bene a te e fai bene all’ambiente...
e in più potrai seguire questi consigli anche a casa tua.
Joint Open Lab: l’incontro
fra accademia e industria
n
Il risparmio energetico in ufficio:
una pratica a costo zero
Le priorità e le attitudini che Luca Rossetto,
responsabile Direzione Consumer, ritiene fondamentali
per la nuova organizzazione.
On air lo spot istituzionale che racconta la nascita
del celebre discorso di Martin Luther King
con una nuova prospettiva storica, la nostra.
“Guest star” dello spot tre colleghi che descrivono
la loro esperienza e quelli che a Milano hanno posato
per il Q-R code umano della campagna stampa.
L'intervento di Maria Cristina Bombelli.
46
ECOSISTEMA
We have a dream
Dalla diversità alla pluralità:
individui e organizzazioni
di fronte alla sfida dell’inclusione
IDENTITÀ
Proprio come si fa in città quando si intitola una piazza
a una personalità illustre. Anche in Telecom Italia i luoghi
della nostra quotidianità aziendale hanno e avranno un
nome: quello dei “nostri personaggi” che si sono distinti
e soprattutto che ci sono rimasti nel cuore e nella memoria.
Il coraggio della crescita
12
n
n
Le nostre radici in una dedica
Uniti!
FORUM
Parliamo di Nord Ovest
n
n
LO SPECCHIO DELL’AZIENDA
34
8
n
n MONDO
n
n
IL RACCONTO
“La nostra mission? Il dialogo”
Immaginando,
aggregando, raccontando
Parlano i colleghi della Direzione Public and Regulatory
Affairs. Il punto di vista del responsabile Franco Brescia
e le testimonianze di tre colleghi.
Al via la nostra esperienza di narrazione collettiva:
su intranet tutti i dettagli per partecipare
e scrivere le “nostre” storie.
60
66
IERI OGGI DOMANI
VENITE DA NOI
A spasso tra i nostri uffici
Con questo numero inauguriamo un’ideale passeggiata
tra le nostre scrivanie. Partiamo dal Nord Ovest
con alcune sedi di Milano e Torino.
64
7
8
PRIMO PIANO
PUNTI DI VISTA
SINCRONIZZANDO 1 / 2013
Interventi per la produttività dei tecnici
on field di Open Access
GLI ACCORDI
DI MARZO 2013
Le parole chiave
delle intese sottoscritte con
le Organizzazioni Sindacali,
disponibili per tutti i colleghi
sulla intranet aziendale.
È
già patrimonio comune delle persone del
Gruppo Telecom Italia la conoscenza degli
accordi sottoscritti nel marzo scorso con le
Organizzazioni Sindacali maggiormente rappresentative in tema di strumenti di gestione
delle eccedenze previste dal piano industriale,
di aumento della produttività del Caring Services e dei tecnici on field di Open Access e del Premio di Risultato.
L’attualità dei temi e l’ampiezza dell’impatto costituiscono l’occasione per parlarne ancora e
contribuire ad accrescere la consapevolezza delle motivazioni che hanno portato a tali risultati
e delle soluzioni applicative connesse.
Proviamo a dare qui alcune suggestioni di lettura
trasversale dei contenuti con il ricorso a parole
chiave, fortemente evocative, che consentono di
ripercorrere il filo logico che pervade gli accordi
ed evidenziano le forti coerenze della manovra.
Occupazione: la salvaguardia dei posti di lavoro
è l’obiettivo prioritario condiviso dalle parti, anche in un contesto economico e di mercato
straordinariamente critico, orientando il ricorso
agli ammortizzatori sociali meno critici per le
persone e la collettività.
Sostenibilità: la priorità data alla solidarietà
per far fronte alle eccedenze produttive ha consentito di minimizzare i riflessi sull’occupazione, perché si tratta di un ammortizzatore sociale di tipo difensivo; il ricorso residuale alla mobilità collettiva volontaria è limitato al ristretto
numero di risorse con i requisiti per il collegamento alla pensione e a chi ne abbia interesse;
per chi già possiede i requisiti per accedere ai
trattamenti previdenziali le parti hanno responsabilmente condiviso di considerare tale
Nuove modalità
della prestazione lavorativa
Assegnazione ai tecnici
di un automezzo
sociale
da custodire
presso
la loro dimora
Per aumentare l’efficacia
del processo
di assegnazione
delle attività
le misure
ENTRO IL 2013
ENTRO IL 2014
riduzione della frammentazione
logistica dei presidi nelle città
in cui Caring Services
occupa più di un immobile
chiusura dei presidi
nelle 47 città
con organico inferiore
a 46 lavoratori
le opzioni
livello
inquadramentale fino al 5°
Telelavoro
Definizione delle seguenti
Le figure operative
interessate dalla chiusura
dei presidi possono:
ultima attività
assegnata
Intervento
Interventi per la produttività del Caring Services
Geolocalizzazione
degli automezzi sociali
In funzione
dell’acquisizione
della posizione
geografica
dei veicoli
A
essere trasferite
presso la sede
di accorpamento
linee guida
in ambito Caring Service:
B
su richiesta
operare in telelavoro
domiciliare
funzioni gerarchiche
con l’ausilio di strumenti telematici
per valutare qualità e quantità
delle prestazioni del singolo
nessun rimborso spese
La prestazione lavorativa
inizierà presso il sito della
prima attività assegnata
e terminerà presso
l’ubicazione dell’ultima attività
Orario di lavoro
Inizio dell’orario di presidio
alle 8,30
Banca ore
Confluenza delle ore
di straordinario prestate dai tecnici
e progettisti in uno specifico
conto ore con successivo
recupero cumulato,
a esclusione di quelle effettuate:
né riconoscimento
del buono pasto
per le giornate in telelavoro
specifiche matrici di turni
Supervisor
e coordinatori con livello
inquadramentale
superiore al 5°
C
per i telelavoratori finalizzate
a un miglior presidio
della clientela
operare in
telelavoro
domiciliare
con mansioni
di operatore
I supervisor che accetteranno
di trasferirsi e di aderire alla nuova
figura professionale con mansioni
polifunzionali manterranno il livello
inquadramentale e retributivo
80%
in reperibilità
Polifunzionalità
delle mansioni
per calamità naturali
Istituzione di una nuova
figura professionale
di supervisor
caratterizzata
dal contemporaneo
svolgimento di attività:
per gravi disservizi
collettivi
Flessibilità
della pausa
pranzo
da 30
a 60 minuti
9
Attestazione
di inizio e fine
direttamente
tramite
il terminale
di servizio
Orario di lavoro
Attestazione d’inizio e fine attività lavorativa
per gli operatori e i coordinatori
direttamente sulla postazione di servizio
È prevista l’applicazione
di un regime di solidarietà
pari al
9,23%
di supervisor
20%
residuali attività
operative
10 PRIMO PIANO
PUNTI DI VISTA
SINCRONIZZANDO 1 / 2013 11
Strumenti di gestione delle eccedenze
Premio di Risultato
Contratto di solidarietà
Il nuovo Premio di Risultato valido per il triennio 2013-2015
è articolato in tre quote distinte legate ai seguenti parametri
Il contratto di solidarietà
ha decorrenza dal
Interessa complessivamente
al
15
14
APRILE
2013
32.262 risorse
APRILE
2015
40%
40%
EBITDA
Ricavi
DI TELECOM
ITALIA
DI TELECOM
ITALIA
condizione quale titolo di mobilità collettiva,
evitando di far gravare ulteriormente il peso delle eccedenze su risorse più giovani e senza maturazione della pensione.
quale condizione
di accesso
del Premio
L’accordo prevede
4 aliquote di riduzione
verticale dell’orario
20%
pari a:
in base agli ambiti
organizzativi:
6,15%
6,54%
9,23%
15%
16 giorni l’anno
17 giorni l’anno
Customer
satisfaction
Erogazione
del premio annuale
a consuntivo
nel mese di giugno di ciascun anno, a partire dal
39 giorni l’anno
La fruizione delle giornate
di solidarietà avverrà
con modalità diversificate,
in funzione delle esigenze di servizio,
tra il personale operante in orario base
e quello impegnato in turnazioni
2014
Livello
Inquadramentale
Premio al 100%
in euro
Scala
Parametrale
Liv. 1
670,10
100
Liv. 2
703,61
105
Liv. 3
Liv. 4
Liv. 5 – 5S
985,05
Ricorso alla mobilità collettiva per un massimo di
500 risorse
Maturazione del diritto
al percepimento della pensione
con anzianità
contributiva pari
o superiore
a 37 anni,
al 27 marzo 2013
147
1.199,48
1.300,00
179
194
Liv. 6
1.467,53
219
Liv. 7
1.514,43
226
1.621,65
Liv. 7Q
Mobilità L.223/91
GIUGNO
Importi diversificati per livello
24 giorni l’anno
con i requisiti
in vigore
fino al 31 dicembre
2011
Produttività: la finalità dell’incremento di produttività della prestazione lavorativa rappresenta l’unica via d’uscita per superare il gap di competitività dell’azienda rispetto alle condizioni di
mercato facendo diminuire, a parità di organici,
il costo delle singole lavorazioni; le soluzioni individuate si focalizzano sui due principali contesti operativi a diretto contatto coi clienti finali.
242
in possesso dei seguenti requisiti:
maturazione del diritto
al trattamento integrativo di mobilità
secondo
le normative
vigenti
entro il 31 dicembre
del 2014
e solo in caso
di volontarietà
Conferma della curva
di variabilità del Premio,
al superamento
della condizione di accesso,
dall’80 al 160%
dei valori in tabella
Per il secondo semestre 2012
erogazione,
nel mese di maggio 2013,
di un importo premiale
pari a 1.000 euro
indifferenziati
per livello inquadramentale
Internalizzazioni: sono il mezzo per consentire
di reimpiegare efficacemente le attuali eccedenze di personale attraverso lo spostamento all’interno di lavorazioni svolte esternamente, per saturare le capacità produttive esistenti; la compatibilità di tali soluzioni è condizionata da una rigorosa valutazione selettiva sulla sostenibilità
economica delle attività fatte all’interno rispetto
ai costi di mercato; l’accordo declina con trasparenza: quantità, tipologia di attività e tempi di
realizzazione dei progetti di internalizzazione.
Riqualificazioni: rappresentano lo strumento
per realizzare l’effettiva reimpiegabilità delle risorse eccedenti nelle attività da internalizzare; si
attuano con ingenti e mirati investimenti formativi che supportano la motivazione al cambiamento delle persone allineandone le capacità e competenze ai nuovi skill richiesti per
competere sul mercato.
Core business: riaffermazione strategica delle
quattro macro-attività in cui si focalizzano i principali business del Gruppo (Caring Services, Rete,
Staff e Telecom Italia Information Technology).
Perimetro industriale: garanzia di permanenza nel Gruppo delle attività di Telecom Italia
Information Technology, Caring Services e HR
Services, legata alla durata dell’accordo.
q
Maurizio Gelletti
Mario Iannaccone
Cinzia Tomei
infografica di Marco Giannini
8 [email protected]
8 [email protected]
8 [email protected]
12 PRIMO PIANO FORUM
PARLIAMO
DI NORD OVEST
SINCRONIZZANDO 1 / 2013 13
Sincronizzando inaugura un viaggio attraverso il Paese, per parlare di business, tecnologie,
best pratice del territorio. Si parte da Piemonte, Valle D’Aosta, Lombardia con Michele Corcione,
Gianfilippo D’Agostino, Gianni Moretto, Gabriele Testa.
I
l territorio riveste un’importanza
strategica per il business della nostra azienda. La presenza capillare,
la vicinanza al cliente, la conoscenza
delle esigenze delle grandi metropoli come dei piccoli borghi, dei distretti industriali, come delle grandi
aree rurali appartiene al nostro
DNA. Per comprendere più a fondo
queste tematiche la redazione di Sincronizzando inaugura un viaggio
ideale attraverso le grandi aggregazioni geografiche che caratterizzano
la nostra organizzazione. Si parte
con il Nord Ovest e in particolare
con Piemonte, Valle d’Aosta e Lombardia, oltre 14 milioni di abitanti e
un reddito pro-capite nettamente
superiore alla media nazionale. Il forum si focalizza sugli investimenti,
sulla potenza commerciale, sulla reputation, sul progetto Expo 2015 e
sul superamento del digital divide.
Protagonisti il responsabile Sales in
ambito Consumer Michele Corcione, il responsabile Sales in ambito
Business Gianfilippo D’Agostino
(entrambi si occupano commercialmente anche della regione Liguria)
e, in ambito Technology, il responsabile Access Operations Area NO
Gianni Moretto e il responsabile Development Area NO Gabriele Testa.
biamo cablato in verticale circa
14mila building. L’obiettivo è di arrivare a circa 500mila unità immobiliari con la fibra in casa: il capoluogo
lombardo è infatti l’unica città italiana dove è prevista la tecnologia
FTTH fiber to the home.
Gabriele Testa. Integro Gianni per
sottolineare che gli investimenti
possono garantire maggiore margini sui servizi e incrementare la potenzialità di offerta. Gli sforzi devono essere tuttavia supportati da politiche commerciali coerenti. Ci sostiene il forte orgoglio e la consapevolezza che stiamo gettando le basi
per le infrastrutture per il futuro,
per contribuire al Sistema Paese. LTE
e NGN rappresentano solo il primo
passo: tutto il nostro lavoro è in continua e costante evoluzione.
Michele Corcione. Concordo in pieno con Gabriele. Dobbiamo puntare
al ritorno in termini di margini. La
partita si gioca sulle variabili di mercato: attualmente, inutile negarlo,
esistono problemi con le dimensioni di spesa e l’iper-competizione. Si
assiste a fenomeni di deprezzamento di valore per l’azione dei competitor. Noi reagiamo “vendendo” l’azienda nel suo complesso, nel suo
prestigio. Non sempre ci si riesce,
ma le nostre persone sono pronte a
gareggiare, in un terreno di gioco
sempre più complesso.
Gianfilippo D’Agostino. Per me la frase chiave è “vendere vantaggio competitivo alle imprese valorizzando
l’accesso”. Viviamo un momento
particolare di cambiamento. Abbiamo la responsabilità di aiutare le
imprese a crescere anche a livello
internazionale, di contribuire allo
sviluppo digitale del Paese con soluzioni ed esperienze integrate di mobile, fisso e informatica. Le imprese
attendono risposte da Telecom Italia. L’unione di ultrabroadband fis-
Gianni Moretto. Penso sia fondamentale partire con gli investimenti previsti nel triennio 2012-2014, pari,
per il Nord Ovest, a oltre un miliardo di euro. Nel corso del 2012, per il
mobile, abbiamo potenziato il 58
per cento dei siti per aumentare la
copertura UMTS e GSM e per sviluppare LTE. Nel 2013 continueremo a
investire significativamente sulla
nostra rete mobile, attraverso l’adeguamento/attivazione di oltre 2.200
siti. Per quanto riguarda la rete fissa
e di nuova generazione a Milano abSopra, Chiara Beretta, Gianfilippo D’Agostino,
Renza Poncini, Gianni Moretto, Gabriele Testa,
Lucia Biraghi e Michele Corcione nel corso del forum.
Nella pagina accanto, una veduta del Castello di Barolo,
in provincia di Cuneo
so/mobile con la capacità elaborativa dei nostri Data Center, può essere la ricetta per superare l’impasse
competitiva. Il Nord Ovest può essere un modello nel Paese per la sanità (la card sanitaria è stata lanciata nel 2002), per la giustizia, con la
notizia di reato digitale, per la sburocratizzazione grazie alla posta
elettronica digitale. Nel Nord Ovest
le grandi imprese fatturano alla nostra azienda quasi un miliardo e 600
milioni. Avvertiamo una forte responsabilità verso questi importanti soggetti imprenditoriali e soprattutto verso il Paese.
Corcione. Altro tema fondamentale
è la reputazione, concetto amplificato dalla rete dove spesso per le TLC
viene scandito dalla leva del prezzo,
da chi costa meno, a danno di chi
punta sull’identità, sull’affidabilità,
sulla professionalità. Per spuntarla
dobbiamo pensare in maniera laterale. Con Gianfilippo ci troviamo
14 PRIMO PIANO FORUM
SINCRONIZZANDO 1 / 2013 15
WWW.EXPO2015.ORG
del progetto Expo 2015, Telecom
Italia provvederà alla dotazione di
infrastrutture di rete fissa, mobile
e IT, alla fornitura di soluzioni tecnologiche di ultima generazione,
alla gestione dell’operatività e della manutenzione e all’erogazione
dei servizi di connettività e traffico
relativi a fonia e dati. In questi due
anni è stato seguito da un team di
progetto interfunzionale per gestire il prima, durante e dopo l’evento, quando ci sarà il lascito delle infrastrutture che potranno essere
utilizzate per ulteriori servizi. Fino
a oggi hanno aderito 125 Paesi e si
spesso agli stessi tavoli di lavoro,
operiamo in sinergia per valorizzare
la forte propensione del cliente
Nord Ovest a comprare e a usare soluzioni a valore aggiunto.
D’Agostino. Mi inserisco in quanto
dice Michele ricordando il cosiddetto “Progetto Filiera”, un’azione
concreta per migliorare reputazione e quote di mercato. Un esempio?
McDonald che non è stato approcciato solo come un cliente Business, ma come un mercato che può
generare per noi molti consumatori. In pratica stiamo lavorando con
Michele per dare servizi ai clienti
McDonald, oltre a gestire i servizi di
ICT che utilizza. E abbiamo individuato altri soggetti per analoghe
azioni di mercato.
Moretto. Non va dimenticato che
una buona reputazione passa per un
buon servizio erogato. Quando nel
2008 è nata Open Access i tre driver
principali erano: qualità, efficienza,
trasparenza. In termini di qualità i
clienti ci hanno riconosciuto un significativo incremento delle nostre
performance, infatti l’overall satisfaction misurata attraverso indagini di
mercato ci attribuisce per il delivery
un valore di 8.30 (su scala da 1 a 10),
rispetto a un 7 scarso di cinque anni
fa, mentre per l’assurance, dal 2008 a
oggi, siamo passati da un valore di
overall satisfaction intorno al 6 a un
valore intorno all’8. Sono convinto
che tutto si gioca sul coinvolgimento, la motivazione delle persone.
Dobbiamo tutti insieme uscire dalla
logica dell’obbedienza per passare
alla logica della responsabilità, per
fare quello che è giusto fare e non
quello che ci è stato ordinato di fare.
È un fattore fondamentale per fare
crescere la nostra reputazione.
Testa. Sono d’accordo. Negli ultimi
due anni abbiamo attivato piani di
lavoro sempre più mirati e più puntuali per soddisfare il cliente. Ci sentiamo più vicini alle forze di vendita
soprattutto nello sforzo di raggiungere la clientela Consumer.
D’Agostino. In questo scenario si innesta Expo 2015 di cui Telecom Italia è partner tecnologico, unico nel
settore della connettività e dei servizi integrati. La partnership, del
valore di 43 milioni di euro, consentirà la trasformazione del sito
espositivo nella prima smart city del
futuro in grado di coniugare servizi tecnologici innovativi e sostenibilità ambientale. È previsto il supporto da parte di Telecom Italia allo sviluppo di una città sostenibile
e intelligente di cui il sito espositivo sarà un esempio. Nell’ambito
Sopra, uno scorcio del Duomo di Milano.
Nella pagina accanto, una veduta del Palazzo Lombardia, Milano
prevedono 20 milioni di visitatori
di cui sei provenienti da Paesi esteri. Sarà una grande opportunità
per offrire servizi digitali di nuova
generazione. È un momento di forte visibilità per Milano, il Paese e
per Telecom Italia: arriveranno capi di Stato, delegazioni diplomatiche di altissimo livello. La prima
smart city del futuro sarà coerente
con la mission di Expo 2015, ossia
la nutrizione sostenibile e l’energia
di nuova generazione.
Corcione. Su questo tema resto letteralmente “attaccato” alla giacca
di Gianfilippo. Il mondo Consumer vedrà circolare 20 milioni potenziali clienti. Ci stiamo preparando a finalizzare una presenza
concreta. Fortunatamente le tecnologie ci consentono di poter parlare prima che le cose accadano. Dall’anno scorso abbiamo varato il sito internet TIM Smart City, un’iniziativa targata Nord Ovest, che possiamo considerare la piccola dote
che portiamo nella joint venture con
Gianfilippo. Manteniamo informata la community online con una
newsletter di approfondimenti su
ciò che facciamo.
16 PRIMO PIANO FORUM
SINCRONIZZANDO 1 / 2013 17
damente il divario culturale presente nel nostro Paese verrà superato.
D’Agostino. Vogliamo concludere
questa conversazione con il Progetto
Lombardia, gara che Telecom Italia si
è aggiudicata contro i competitor
riuniti in consorzio, registrando il
maggior punteggio tecnico. Obiettivo: l’abbattimento del digital divide.
Su questo lascio la parola a Gianni...
Moretto. Sentendo parlare di Expo
2015 mi torna in mente la frase “il futuro è adesso”. Stiamo varando una
serie di nuove tecnologie, di servizi,
di device, che convergeranno nella
prima smart city. Il nostro comun denominatore è la rete, fondamentale
per sviluppare l’innovazione. È motivo di orgoglio per tutte le persone.
Registriamo una bella energia, una
spinta positiva verso l’innovazione.
ha ritmi impressionanti. Lo sforzo e
la sfida sono molto avvincenti: progettare per oggi, per domani, per le
innovazioni. Vogliamo presentarci
con il meglio delle tecnologie e delle opportunità di comunicazione.
Moretto. Expo 2015 è un’occasione
per alleggerire il divario culturale
del Paese. Spesso il problema maggiore non è costruire l’infrastruttura, ma far capire alle persone come
possono utilizzare quello che si sta
costruendo. È di fondamentale importanza il coinvolgimento dell’ente pubblico, attraverso iniziative che
obblighino i cittadini a servirsi della
banda larga. Ultimamente stiamo
assistendo ai primi tentativi che
vanno in questa direzione: iscrizioni
online alle scuole, CUD elettronico
per i pensionati, censimento. Più
viene sviluppato un sistema di e-government su banda larga, più rapi-
D’Agostino. Sì è vero: c’è una bella
energia grazie a Expo 2015. Gli
agenti nella convention organizzata per loro hanno già toccato con
mano alcuni servizi, come realtà
aumentata, e-ticketing. Expo 2015
offre il vantaggio competitivo, il valore aggiunto rispetto agli altri
competitor. Tutte le persone del
Nord Ovest vivono l’iniziativa con
molto entusiasmo.
Testa. È un entusiasmo contagioso
che ho provato sin da quando ho
cominciato nel 2008 a lavorare all’Expo 2015 quando abbiamo immaginato l’architettura di rete contribuendo alla stesura del masterplan di presentazione. Il progetto
Sopra, il Museo dei Cavatappi, Barolo, Cuneo.
Nella pagina accanto, il Museo Nazionale del Cinema, Torino
8 [email protected][email protected][email protected]
Moretto. Posso affermare che il Progetto Lombardia è il più grande esempio in Europa di finanziamento pubblico per l’abbattimento del digital
divide; a fronte di 95 milioni di euro
di costo complessivo del progetto,
41 milioni sono dati dalla Regione
Lombardia come contributo pubblico. Il progetto prevede l’utilizzo di
8.500 chilometri di fibra ottica, di
cui 3.000 chilometri di nuova posa e
1.150 chilometri di nuovi scavi. Un
coinvolgimento di 707 comuni, quasi la metà di quelli della regione. Il
tutto tra giugno 2011 e luglio 2013:
esattamente 24 mesi. Ad aprile 2013
siamo al 77 per cento di abbattimento delle linee in digital divide, quindi
molto vicini alla meta. A mio avviso
questo è un esempio di come la collaborazione pubblico-privato funziona. Il rapporto con gli enti locali è
stato molto costruttivo. Tutti hanno
compreso perché si faceva. Sono state stipulate convenzioni e adottate
“tecniche di scavo innovative”, molto meno invasive e poco “disturbanti” per la popolazione. Il Progetto
Lombardia è un incentivo per conquistare il territorio e migliorare le relazioni con le amministrazioni pubbliche. Anche questo contribuisce
alla nostra reputazione e soprattutto allo sviluppo del Paese.
q
Cinzia Vetrano
fotografie di
Hildegard Adelheid Kuss
e Patrizia Valfrè
a cura di Lucia Biraghi
Chiara Beretta
Renza Poncini
infografica di Marco Giannini
Ó [email protected]
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Ó [email protected]
18 SESTANTE
SINCRONIZZANDO 1 / 2013 19
COSÌ GLOBALI,
COSÌ DIVISI
Dalla sua nascita a oggi Internet ha
cambiato la sua funzione: si è trasformata
in un sistema per l’offerta di soluzioni e
servizi che mutano in modo profondo lo stile
di vita di tutti i popoli. La globalità e la
centralità di questa piattaforma hanno
da più parti sollevato la necessità di
riprogettarne le modalità di gestione che,
apparentemente libera e trasparente,
è coordinata da organizzazioni
prevalentemente statunitensi.
UN MONDO DIVISO IN DUE
A CAUSA DI INTERNET
L
o scorso dicembre si è tenuta a Dubai la World Conference on International Telecommunications (WCIT) che, dopo due settimane
d’intenso dibattito, ha approvato le nuove regole internazionali
per il settore delle telecomunicazioni (ITR - International Telecommunication Regulations) che entreranno in vigore nel 2015, sostituendo quelle che erano state approvate nel lontano 1988. Per
la prima volta nella storia, non vi è stata una decisione unanime: 89 Paesi dei 144 presenti alla Conferenza hanno
accettato di firmare il trattato (Paesi africani, arabi,
Russia e Cina), mentre i rimanenti o non hanno ritenuto di approvare le nuove regole (per esempio, Stati Uniti e Regno Unito) oppure si sono
riservati di rispondere in un secondo momento (tra questi ultimi, l’Italia). A provocare la
divisione è stata soprattutto l’opportunità
di un maggiore coinvolgimento dell’ITU –
l’Agenzia delle Nazioni Unite per le Telecomunicazioni – nella governance di Internet,
nonostante il trattato sottoposto ad approvazione fosse invece incentrato su temi
tecnici come le modalità di interconnessione internazionale, la sicurezza delle reti,
le modalità di scambio del traffico e la prevenzione dello spamming.
I RISCHI DELL’ATTUALE MODELLO
DI GOVERNANCE DI INTERNET
L’
ICANN ha dunque un ruolo prettamente tecnico,
tuttavia le sue scelte hanno anche implicazioni politiche. Un esempio può permettere di comprendere questo aspetto critico. Pur se l’ICANN è un’associazione non-profit, essa opera avendone avuto mandato dal
Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti e – per la
gestione tecnica dei domini – ha un contratto con la società privata statunitense VeriSign.
In linea teorica, gli Stati Uniti potrebbero dunque richie-
dere a ICANN, o direttamente a VeriSign, di estromettere alcuni domini dalla ricerca rendendoli non funzionanti e dunque irraggiungibili nella rete.
Questa centralità degli Stati Uniti resta tale anche se l’ICANN opera secondo un approccio multi-stakeholder, intendendo con tale termine il fatto che molti attori – da
Governi nazionali a Organismi internazionali come
l’OCSE e la stessa ITU, dalla società civile alle organizzazioni del settore privato che operano in questo mercato
– hanno la possibilità di esprimere la propria opinione
sulle varie tematiche.
IL RUOLO DELL’ICANN
NELLA GESTIONE DI INTERNET
I
nternet appare oggi come una rete distribuita su più reti (da cui la definizione Internet o rete di reti) e apparentemente senza un
controllo centrale. Al contrario, proprio per la
necessità di assicurare il funzionamento del servizio su più infrastrutture, spesso differenti tra
di loro, vi è la necessità di un forte coordinamento tecnico che è assicurato dall’ICANN (Internet Corporation for Assigned Names and
Numbers). Tale organismo, nato nel 1998 come associazione non-profit e soggetto alle
leggi della California, garantisce soprattutto che gli indirizzi IP (Internet Protocol), ossia i “numeri” che contattiamo quando digitiamo un
indirizzo web sul nostro browser, siano unici e li attribuisce univocamente a un terminale e/o cliente. Poiché gli indirizzi IP non sono infiniti, ICANN si occupa
anche di gestire l’attribuzione degli indirizzi affinché
vi sia un equilibrio tra la domanda, sempre più crescente, e l’offerta limitata.
a cura di
Enrico Barella, Guido Ponte,
Lorenzo Pupillo
illustrazioni di Alberto Ruggieri
Fonte: World Conference on International
Telecommunications, Dubai, dicembre 2012
IL FUTURO: VERSO UN ASSETTO
MULTI-ISTITUZIONALE?
L’
attuale modello multi-stakeholder su cui si
fondano le decisioni di gestione di Internet ha sicuramente molti pregi. La flessibilità con la quale si affrontano alcune decisioni e la trasparenza nelle scelte attestata
dall’ampia documentazione disponibile nel
sito dell’ICANN, rendono tale approccio ideale per gestire un fenomeno che cambia con
grande rapidità come Internet. Ciò nonostante, il tema della rappresentanza ha il suo peso, soprattutto con il crescere dell’utilizzo di
Internet da parte di realtà che in passato avevano una limitata partecipazione. Una soluzione potrebbe essere quella di fare evolvere
la governance di Internet verso un modello
multi-istituzionale in grado di garantire la
migliore associazione tra l’esigenza di governance e l’istituzione più adatta ad affrontarla.
IL DIBATTITO NELLA WCIT DI DUBAI
L
a consapevolezza di dipendere sempre più da un’infrastruttura che è
tuttavia disegnata e coordinata prevalentemente da organizzazioni
statunitensi, ha spinto molti Governi dei Paesi emergenti a richiedere una revisione delle modalità in cui Internet viene gestita, assicurando
una governance che sia maggiormente condivisa. Tale tema è divenuto oggetto di confronto tra i diversi blocchi geo-politici durante la Conferenza di Dubai, nella quale tuttavia non si è riusciti a trovare una visione comune su tale punto. Da più parti la decisione degli Stati Uniti di non approvare né il trattato (che pure aveva recepito molte delle proposte fatte
dagli Usa), né le risoluzioni non vincolanti a esso collegate (in cui si affrontava il tema della governance di Internet) è stata letta come una difesa della libertà di Internet. Tuttavia, tale difesa è coincisa anche e soprattutto con una protezione degli interessi politici e commerciali degli Usa,
come sottolineato da alcuni giornali tra cui The Economist.
Ó [email protected]
Ó [email protected]
Ó [email protected]
20 BUSINESS ORGANIZZAZIONE
SINCRONIZZANDO 1 / 2013 21
UNITI!
Obiettivi e strategie
della Direzione Business
e il nuovo posizionamento
go to market. Il commento del
responsabile Simone Battiferri.
L
a Direzione Business lancia “la sfida a business unificati”. È questo lo slogan che Simone Battiferri ha adottato per sintetizzare il significato strategico dell’organizzazione commerciale di cui è responsabile dalla fine di dicembre e che rappresenta la risposta che Telecom Italia, ampliando e integrando le precedenti offerte delle funzioni Business e Top Clients
and Public Sector, predispone per rispondere alle esigenze della clientela Affari.
La nuova direzione commerciale, nella quale
operano circa 4.700 colleghi, vuol contribuire ad
accrescere il valore delle piccole, medie, grandi
aziende private e della Pubblica Amministrazione attraverso una gamma di soluzioni ICT in grado di supportare il business dei clienti nell’attuale scenario macroeconomico, in cui innovazione e controllo della spesa diventano capisaldi
per il rilancio del sistema industriale.
Le principali scelte strategiche che hanno portato all’attuale modello organizzativo possono così sintetizzarsi:
• Integrazione delle strutture di sviluppo dell’offerta in un’unica funzione Marketing, in
grado di salvaguardare le specificità dei presidi dedicati alle diverse aree di clientela, rafforzando i poli di competenza necessari all’industrializzazione dell’offerta.
• Empowerment dei presidi territoriali di vendita, attraverso la razionalizzazione della filiera
dei canali commerciali che ha portato a una
responsabilità unitaria sui canali diretti (Strategic e Large) e indiretti (Medium Enterprise e
Da sinistra, Cinzia Di Diadoro e Caterina Marsili
22 BUSINESS ORGANIZZAZIONE
Small Enterprise).
• Focalizzazione sulla clientela a maggior valore
(Top Company, Pubblica Amministrazione Centrale, Mercato Interforze), con uno specifico
presidio end to end di progettazione e vendita.
• Unificazione organizzativa delle attività di
progettazione per i diversi cluster della clientela e revisione, attraverso il superamento di
figure e responsabilità separate, dei processi
di post sales e delivery.
• Creazione di un unico nucleo di commercial
planning e integrazione delle leve di governo
del processo commerciale per abilitare il coordinamento operativo unitario dei canali.
• Evoluzione del modello go to market per i clienti Large, attraverso la differenziazione delle figure di account manager fra quelle cui è demandato il presidio dell’offerta core e quelle responsabilizzate sull’offerta specialistica.
Sono queste le direttrici attraverso le quali si è
strutturato il modello commerciale unitario della Business, finalizzato a sostenere i modificati
comportamenti d’acquisto della clientela Affari
che sempre più “autodeterminano” la propria
segmentazione (Top, SME, per esempio) in modo
continuo e contemporaneamente diverso per i
diversi servizi TLC/ICT, a seconda delle specifiche
e differenti esigenze e capacità di spesa.
q
Franco Moraldi
Cesare Mercuri
Claudia Truglio
fotografie di Fabrizio Ignesti
Sopra, da sinistra, Andrea Sorbara,
Massimo Baiocco e Emanuela Sinibaldi.
In alto, da sinistra, Claudio Contini,
Giovanni Dell’Elce e Giuseppe Garigali
SINCRONIZZANDO 1 / 2013 23
LA PAROLA A SIMONE BATTIFERRI
e la nuova Funzione Business di Telecom Italia fosse un’azienda, sarebbe tra le prime venticinque imprese italiane con i suoi 1.720.000 clienti
e quasi 6 miliardi di fatturato.
“S
LE PRIORITÀ
DEL MARKETING
La definizione della dottrina economica che vede
il marketing come la “funzione di interscambio”
tra l’Azienda e il Mercato permette di ben sintetizzare il contributo richiesto alla funzione di cui
è responsabile Enrico Trovati; non solo l’obiettivo
richiesto è quello di concentrarsi sulla produzione di un’offerta o sulla definizione di un prezzo,
ma soprattutto quello di essere in grado di predisporre un’offerta fisso/mobile/IT adatta ai vari
volti di una clientela che passa dagli elevati valori di fatturato dei clienti di Sales Top e PAC a
quelli delle imprese del segmento Small Enterprise: il rapporto fra tali grandezze è di 1:2.500!
Un team che si muove quindi attraverso direttrici che ben possono assumere come guida la
massima dell’economista John Keynes, che dichiarava proprio che “quando i fatti cambiano,
cambio il mio pensiero”.
IL GO TO MARKET PER LA NUOVA BUSINESS
La mission di massimizzare la redditività degli
oltre 1.700.000 clienti della nuova Business avviene attraverso l’azione dei canali commerciali.
TOP/ PUBBLICA AMMINISTRAZIONE CENTRALE
E STRATEGIC PRIVATE E PUBLIC, con venditori
in grado di veicolare offerte customizzate sulle
esigenze del cliente, di proporre soluzioni innovative e garantire un presidio talmente forte che
nell’ultimo triennio l’indice di soddisfazione è
Sono evidenti le implicazioni di tale “escursio- cresciuto del 3 per cento ogni anno.
ne” sui correlati modelli di go to market che
passano infatti dalla gestione dei rinnovi di con- LARGE PRIVATE E PUBLIC E MEDIUM ENTERtratti e convenzioni, tipici della parte alta del ca- PRISE: con una forza di vendita rispettivamente
nale diretto, al presidio – spinto attraverso la diretta e indiretta, che sempre più sarà orientastandardizzazione e l’industrializzazione dell’of- ta a proporre l’offerta di soluzioni core e speferta – dei volumi del venduto e al churn, tipici cialistiche, con venditori preparati sui due didella clientela del canale indiretto: tutto ciò è versi portafogli d’offerta e focalizzati al mantepossibile solo se si è in grado di segmentare nimento della Customer Base e all’incremento
correttamente la clientela della funzione ed è delle quote di mercato.
questo a cui è chiamato il team di Trovati, attraverso un’azione dinamica ed elastica che si po- SMALL ENTERPRISE, che con i suoi oltre
ne nel 2013 sei obiettivi da raggiungere:
1.700.000 clienti più che un segmento è un vero
• il recupero della competitività e la riduzione e proprio mercato, presidiato dall’azione intedelle cessazioni sul mercato del Mobile;
grata di Business Partner, Value Added Resel• il lancio dell’offerta NGN e LTE;
lers e punti vendita fisici, in zone di alta pedo• l’aumento dei ricavi, del market share e della nalizzazione.
redditività sulla cloud;
• la selezione sulle piattaforme di servizio su Una forza vendita che alla luce dell’evoluzione
cui veicolare l’offerta per i segmenti diretti e continua delle aspettative della clientela deve
indiretti;
trovare sempre più la propria arma vincente nel• l’incremento dei ritorni economici derivanti la velocità dell’execution, anticipando gli evendall’elevato market share sul segmento Stra- ti e rappresentando il partner ideale in particotegic e Top;
lare per il segmento della Piccola e Media Im• l’impegno sul branding e la spinta sul cana- presa, verso cui si capitalizzano le soluzioni
le web.
standard sviluppate sulla componente ICT.
8 [email protected]
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8 [email protected][email protected]
una grande realtà, nata per accrescere il valore dei nostri clienti, che raccoglie entità fortemente diverse in termini dimensionali, di spesa e di fatturato (dai clienti Top della Pubblica Amministrazione e del privato alle realtà delle Piccole e
Medie Imprese e della Partita Iva): in questo contesto è fondamentale la nostra capacità di soddisfare le esigenze di tutti, con soluzioni ’customizzate‘ ovvero costruite con i migliori building
block presenti sul mercato.
È
l 2012 è stato un anno complesso e, nonostante la crisi sia stata più forte delle attese, ci portiamo a casa quasi 6 miliardi di ricavi, oltre 12 milioni di linee gestite e un portafoglio ordini di
circa 1 miliardo di euro. Anche il mercato dell’IT, benché cresciuto meno delle attese, ci ha riservato soddisfazioni grazie alle ottime performance di Nuvola Italiana, la cloud di Telecom Italia, che è già leader nel segmento di riferimento.
I
l 2013 vede più competizione e un contesto macroeconomico ancora difficile. Noi abbiamo una
solida offerta per il business in Italia e, anche con la nuova organizzazione e il nuovo modello
di go to market, vogliamo continuare a mantenere la nostra leadership accrescendo ulteriormente le nostre performance, anche in virtù della capacità innovativa che la nostra azienda sa esprimere per contribuire concretamente ad accelerare il processo di crescita e di digitalizzazione
del Paese in coerenza con gli obiettivi indicati dall’Agenda Digitale. Accanto alla progressiva
estensione dei servizi ULTRA Internet 4G, proseguiremo anche il programma di sviluppo dell’ultrabroadband sulla rete in fibra ottica.
I
n sintesi, possiamo dire che la sfida che ci aspetta è quella di saper gestire le diversità creando sinergia, condivisione, semplificazione, presidio e rapidità di risposta. Servono volontà, ambizione, e un grande impegno da parte di tutti. Perché la nostra forza deriva dall’essere squadra. Insieme. A business unificati: la nostra sfida”.
I
24 BUSINESS TRASFORMAZIONE
SINCRONIZZANDO 1 / 2013 25
IL CORAGGIO
DELLA CRESCITA
Le priorità e le attitudini che Luca Rossetto, responsabile Direzione
Consumer, ritiene fondamentali per la nuova organizzazione.
L
a nuova organizzazione Consumer rappresenta una svolta per
meglio affrontare il mercato in
cui Telecom Italia opera e che impone una accelerazione nello sviluppo di nuove attività e nuove sfide. Ci troviamo in un mercato complesso che mostra, da un lato, gli effetti di una fortissima competizione basata sul prezzo, dall’altro offre
opportunità di convergenza uniche
che la nostra azienda, meglio di
chiunque altra, può cogliere. La
partita da giocare sul mercato è
complessa come forse mai in passato, ed è resa ancora più difficile da
una congiuntura economica da
tempo debole, ed è su questa consapevolezza che ciascuno deve basare
il proprio contributo professionale
e manageriale.
LE NOSTRE PRIORITÀ
Capitalizzare l’integrazione
tra fisso, mobile e contenuti,
massimizzando il valore
dei nostri clienti
Dobbiamo sfruttare le opportunità
derivanti non solo dalle tecnologie
ma, soprattutto, dall’evoluzione del
comportamento dei nostri clienti
attuali e potenziali. L’utilizzo dei ta-
blet e degli smartphone è un esempio di fruizione di servizi in modalità integrata fisso-mobile, in cui il
tradizionale confine tra connettività fissa e connettività mobile perde di significato per i clienti. Noi
siamo in grado di fornire, meglio di
qualsiasi concorrente, soluzioni integrate di connettività e una serie
di contenuti di qualità che continuiamo a sviluppare.
Creare un mercato ultrabroadband in cui essere leader
Sviluppare il mercato della banda
ultra-larga, fissa e mobile, per offrire ai clienti maggiore velocità e
qualità della connettività è il focus
degli investimenti di Telecom Italia
e una priorità strategica di mercato.
Per creare questo mercato, tuttavia,
la tecnologia non è di per sé sufficiente: è indispensabile un approccio di marketing nuovo e far leva
sui contenuti e sulle applicazioni
che rendono la banda ultra-larga
una necessità.
Sfruttare il potenziale
del web come mercato in cui
competere da leader
Il web è un mercato in crescita in
cui Telecom Italia deve essere presente per comunicare, per vendere
i propri servizi e per gestire i clienti. Esiste oggi un segmento di clienti, spesso di valore elevato, per il
quale il web è il canale più naturale
per acquistare, informarsi, essere
serviti. A loro innanzitutto dobbiamo proporre un ambiente in cui
possano trovare tutto ciò che serve
loro in modo facile, efficace e “a
portata di click”.
Dare a ogni cliente motivi
convincenti per non lasciarci
Dobbiamo proteggere il valore della Customer Base dando, tutti i giorni, ai nostri clienti buone ragioni
per rimanere con noi e per riconoscerci un premio di valore. L’obiettivo è straordinariamente impegnativo e coinvolge ogni aspetto
del nostro lavoro, ma è la scelta corretta in un contesto di forte pressione competitiva. E, soprattutto, è la
scelta più difficilmente replicabile
dai concorrenti.
Rendere eccellente la qualità
di ogni cosa che i clienti
vedono di noi
Dobbiamo avere il gusto di lavorare
con l’obiettivo dell’eccellenza. Ciò
che impatta in modo diretto o indiretto sui clienti deve essere perfetto, in ogni dettaglio, perché è grazie
alla loro soddisfazione che noi possiamo realizzare i nostri programmi e i nostri obiettivi economici.
Non sempre siamo consapevoli di
quanto alcuni dettagli e alcuni
aspetti apparentemente banali dell’esperienza del cliente siano invece
il nostro biglietto da visita e spesso
A sinistra, Angela Manniello.
Nella pagina accanto, da sinistra,
Roberta Catoni, Tiziana Del Vecchio
e Monica Olla
26 BUSINESS TRASFORMAZIONE
SINCRONIZZANDO 1 / 2013 27
il metro di giudizio di chi ci ha scelto. E, a maggior ragione, non possiamo sottovalutare quanto le prestazioni visibili e fattuali dei servizi
che forniamo debbano essere all’altezza delle migliori aspettative.
Essere leader dell’innovazione
utile e profittevole
Essere leader nell’innovazione significa saper individuare, rendere
di uso comune e monetizzare servizi rilevanti per le persone e le famiglie. Lanciare sul mercato un nuovo
servizio non basta. L’innovazione
che conta è quella semplice e utile
per la quale esiste un mercato, o un
segmento, disposto a pagarla. Ciò richiede competenze non solo tecnologiche, ma anche di marketing, di
processo, di gestione, e una visione
laterale di business e di mercato che
saranno sempre più importanti.
Perché una nuova organizzazione
Non esistono assetti organizzativi
giusti o sbagliati in assoluto. Essi devono evolvere con il mercato, le
strategie aziendali e le caratteristi-
che dei servizi. La partita competitiva si è rapidamente evoluta e la posta in gioco è sempre più alta in un
mercato complesso: crisi dei servizi
tradizionali, ruolo degli Over The
Top, concorrenza sui prezzi, nuove
tecnologie. In questo contesto dobbiamo adeguare il nostro modo di
affrontare il mercato con una visione completa del cliente e dei suoi
bisogni, facendo leva e sfruttando al
meglio i molteplici asset dell’azienda a cominciare dalla propria clientela. Un esempio per tutti è la rete di
negozi TIM in cui i clienti debbono
trovare tutte le soluzioni e proposte
che la nostra azienda offre.
La nuova organizzazione non è
però che un elemento per realizzare il programma di lavoro e raggiungere i nostri obiettivi. Competenze, valori diffusi e profondi, attitudini individuali e collettive sono
ingredienti insostituibili.
QUALI ATTITUDINI PER RAFFORZARE
LA NOSTRA CAPACITÀ
DI COMPETERE SUL MERCATO
Trasparenza
La trasparenza fra le persone all’interno dell’organizzazione e dell’azienda, è la caratteristica che secondo me meglio distingue le organizzazioni capaci di competere con
successo rispetto alle altre. Partire
dai fatti, concentrarsi sui nostri limiti, cercare criticamente “dove abbiamo sbagliato” o dove “si poteva
fare meglio” costituisce l’approccio
corretto per migliorarsi e migliorare la qualità di ciò che facciamo per
i clienti. Per converso, negare la
realtà, manipolare i fatti e omettere
di trasmettere informazioni rilevanti sono il modo migliore per scivolare indietro e perdere la capacità di competere da leader.
Competenza
Sono convinto che Telecom Italia sia
ampiamente dotata di tutte le competenze per affrontare non solo le
sfide attuali ma anche quelle future.
Tuttavia una grande competenza, individuale o di squadra, diviene rilevante nel momento in cui è messa a
disposizione degli altri per costruire
qualche cosa, per contribuire a realizzare un servizio, un prodotto, un
nuovo processo. Ovvero per far crescere professionalmente chi lavora
con noi. La competenza che serve
non è conoscenza spesa per spiegare
agli altri quello che non possono fare. Ciò che conta, e ciò che l’azienda
si aspetta da noi, è quanto sappiamo
costruire, non quanto dimostriamo
impossibile da realizzare.
Generosità
Subordinare le proprie ambizioni,
la propria competenza, qualche
volta anche i propri sentimenti, al
successo della squadra è quanto
vorremmo vedere nelle persone intorno a noi. Perché gli obiettivi individuali di ciascuno di noi non
contano e non sono quelli per i
quali l’azienda ci chiede di lavorare.
Conta solo l’obiettivo della squadra
Telecom Italia. Questa è una regola
del gioco che non ha eccezioni.
Gioco di squadra
Concetto tanto evocato, sottolineato in ogni situazione ma mai abbastanza vissuto nel nostro concreto
quotidiano.
Velocità
La velocità nell’esecuzione permette di competere con successo soprattutto in un mercato molto dinamico dove i nostri concorrenti
escono continuamente con nuove
tariffe, nuovi servizi, nuovi terminali, dove le logiche della competizione cambiano in fretta e i clienti
possono scegliere con rapidità fra
tante alternative. Dobbiamo essere
molto più veloci in tutto: sia nei
tempi di risposta ai clienti (su tutte
le dimensioni del nostro servizio)
sia nel lavoro che svolgiamo internamente gli uni per gli altri.
Sopra, da sinistra, Alessandra Jugo, Luca Rossetto e Assunta Di Vito.
In alto, da sinistra, Cinzia Coppola e Ivana Maroni.
Nella pagina accanto, dall’alto, Elisabetta Lene; Fabio Perini.
In basso, Serena Massobrio, Tiziana Pironti e Cinzia Perilli
Rigore
Il rigore non è un concetto minaccioso: si può essere rigorosi nel dare spazio alle idee nuove, nel promuovere il confronto fra colleghi,
nel valutare nuove ipotesi di business, nell’accettare errori che servono a imparare. Sono tutti esempi di
come dobbiamo applicare il concetto di “rigore” per affrontare le
sfide di oggi. Il 2013 sarà un anno
complesso in cui sapremo d’altronde essere protagonisti e raggiungere gli obiettivi ambiziosi che ci siamo dati. Tuttavia, per fare ciò, ciascuno di noi, e tutti noi come squadra, dovremo fare meglio di quanto
non abbiamo fatto in passato. q
Luca Rossetto
fotografie di Bruno Spiezia
8 [email protected][email protected]
28 BUSINESS RITRATTI
JOINT OPEN LAB:
L’INCONTRO
FRA ACCADEMIA
E INDUSTRIA
SINCRONIZZANDO 1 / 2013 29
La partnership
fra Ateneo e Industria nei
laboratori creati all’interno
delle cittadelle universitarie.
Un dialogo per la ricerca
di nuovi scenari, servizi e
prodotti d’avanguardia,
nel nome dell’innovazione.
a cura di
Cristina Calderaro
Luciano Capanna
Barbara Lucangeli
Enrico Roberto Polese
fotografie di
Riccardo Adelini
Sergio Fallucca
Hildegard Adelheid Kuss
JOL
Accordi specifici tra Telecom Italia e i principali atenei italiani hanno portato alla
realizzazione di laboratori di ricerca e innovazione situati all’interno di alcuni poli
universitari. In questo modo la ricerca e la conoscenza accademica si uniscono a know-how
ed esperienza industriale. Sono inizialmente coinvolte le Università di Trento e Catania,
il Politecnico di Torino e Milano e la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa
JOL CATANIA - WAVE
Il Wireless Applications in multi-deVice Ecosystems Lab, una vera ondata di novità
per la città di Catania, coniuga innovazione tecnologica, eccellenza accademica e spirito
imprenditoriale della vibrante Etna Valley. Al suo interno troveranno spazio applicazioni
mobili innovative, piattaforme di sviluppo software versatili e una moltitudine di device
connessi verso il futuro del wireless. Da sinistra, Tiziana Lombardo, Giuseppe La Torre,
Anna Dudnikova, Valeria D’Amico, Antonio Intilisano, Gaetano La Delfa, Daniela Ventura
JOL MILANO - S-CUBE
Grazie al Social Smart Spaces Lab l’esperienza dei visitatori di Milano sarà smart.
Si studieranno nuove modalità di interazione e comunicazione tra le persone, gli oggetti e
gli spazi fisici, indirizzando smart space reali e virtuali: casa/ufficio, il campus, Expo2015.
Alla ricerca di nuovi business per Telecom Italia, contando sull’esperienza multidisciplinare del Politecnico di Milano e sulle aziende innovative presenti sul territorio.
Da sinistra, Carmen Criminisi, Laurent-Walter Goix, Massimo Valla, Luca Lamorte
30 BUSINESS RITRATTI
SINCRONIZZANDO 1 / 2013 31
JOL PISA - WHITE LAB
Al Wellbeing and Health Innovative Technologies Lab le ricerche, in collaborazione
con la Scuola Superiore Sant’Anna, spaziano dalla prevenzione al recupero della salute,
con l’aiuto di tecnologie ICT e bio-robotiche. Il laboratorio raccoglie competenze
sia tecnologiche sia gestionali, consentendo una valutazione tecno-economica
delle innovazioni. Nella foto, Gianluca De Petris
JOL TORINO - CRAB
Il Connected Robotics Applications Lab nasce allo scopo di studiare la robotica
di servizio e la possibilità di sfruttare la connettività e il cloud computing per realizzare
nuovi servizi, con l’obiettivo di preparare Telecom Italia agli scenari che saranno
generati dal diffondersi di queste nuove tipologie di robot. Da sinistra, Roberto Antonini,
Marco Gaspardone, Gian Piero Fici
JOL TORINO - SWARM LAB
Nello Swarm Joint Open Lab si sviluppano tecnologie e prototipi di applicazioni
distribuite su una pluralità di dispositivi della cosiddetta Internet Of Things,
basate sul paradigma degli “sciami intelligenti” (swarm, appunto). I dispositivi
comunicano tra di loro e con l’ambiente e la loro interazione genera nuove soluzioni
collettive (emergent behaviour). Da sinistra, Claudio Borean, Dario Mana,
Roberta Giannantonio, Pino Castrogiovanni
32 BUSINESS RITRATTI
JOL TORINO - VISIBLE
Nel laboratorio Visible Telecom Italia e il Politecnico di Torino lavorano sulla ricerca
visuale, con cui si identificano gli oggetti presenti all’interno di un’immagine,
e sulla realtà aumentata, grazie alla quale vengono mostrate in tempo reale
informazioni aggiuntive relative agli oggetti riconosciuti, che vengono evidenziate
nella scena inquadrata. Da sinistra, Massimo Balestri, Gianluca Francini, Skjalg Lepsøy
SINCRONIZZANDO 1 / 2013 33
JOL TRENTO - SKIL
Il Semantics & Knowledge Innovation Lab è inserito nel polo italiano ICT dell’Istituto
Europeo di Innovazione e Tecnologia (EIT). Talenti di tutto il mondo lavorano con università
e centri di ricerca per dar vita a tecnologie che analizzino e diano un significato semantico
al flusso dati, il Big Data, che attraversa le nostre reti ogni giorno. Tra le collaborazioni
più importanti quella con Human Dynamics Group di MIT e Telefónica sul progetto Mobile
Territorial Lab (mobileterritoriallab.eu). Da sinistra, Fabrizio Antonelli, Silvana Bernaola
JOL TORINO - MOBILAB
Il Mobile Social Applications Lab si occupa del design e della prototipazione
di applicazioni social per piattaforme mobili, con particolare interesse
ai social media e alla social interaction. MobiLAB adotta metodologie
“agili” di programmazione e brainstorming e contribuisce all’offerta formativa
del Politecnico di Torino sui temi dello sviluppo software e dell'ergonomia.
Nella foto, Marco Marengo
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Ó [email protected][email protected][email protected][email protected]
34 CULTURA D’IMPRESA PARTECIPAZIONE
SINCRONIZZANDO 1 / 2013 35
FONDAZIONE TELECOM ITALIA,
NUOVO CONCEPT
Intuizione creativa, maestria artigianale e senso di umanità:
Marcella Logli, nuovo Segretario Generale di Fondazione Telecom Italia,
racconta gli orientamenti attuali e l’importanza del coinvolgimento dei colleghi.
U
na Fondazione d’impresa non
è soltanto relazione tra donatore e beneficiario, attenzione
alle emergenze sociali, culturali e
ambientali, ma leva strategica e di
investimento, in grado di contribuire alla competitività e allo sviluppo dell’azienda stessa, valorizzandone brand image ed equity value,
in Italia e all’estero.
Questa è la mia vision – in qualità di nuovo Segretario Generale di Fondazione Telecom Italia – che
desidero estendere a tutti i lettori di Sincronizzando, nel presentare il cambio di rotta che ho voluto
imprimere alle nostre attività, in cui anche le risorse Telecom Italia si sentano parte attiva, come
nodi di un sistema integrato e di un’ampia rete di
relazioni unica e coerente, che coinvolga tutti.
Fondazione Telecom Italia deve perseguire un
concetto di filantropia diversa dalla pura charity
abituale basata principalmente sull’istituto della
donazione, filantropia molto presente a livello individuale (80 per cento) negli Usa e nelle grandi
Fondazioni internazionali (Gates, Turner, Rockefeller), fondata sul principio etico del give back,
della restituzione. Le persone e la società non migliorano con il dono, con la semplice carità.
IL “GENIO ITALIANO”
In Italia abbiamo la fortuna di possedere il patrimonio inestimabile del nostro DNA culturale, ciò che gli stranieri chiamano “genio italiano” e che ci rende un Paese unico al mondo.
Inoltre, apparteniamo a un’azienda che, per
competenza distintiva e know how tecnologico, sostiene, da più di un secolo, la crescita nazionale di tutti gli Italiani. Intuizione creativa,
maestria artigianale e senso di umanità rappresentano i tre aspetti più caratterizzanti del nostro patrimonio genetico e costituiscono il
cuore pulsante della missione e il riferimento
per tutte le attività di Fondazione. Ci siamo im-
pegnati per esempio a difendere e
comunicare l’importanza della
maestria artigianale, il “saper fare”
e del suo valore inestimabile per
l’Italia, lanciando il nuovo bando
“Beni Invisibili, Luoghi e Maestria
delle Tradizioni Artigianali” che,
sul solco già tracciato della valorizzazione dei beni invisibili, quest’anno si concentra sui “mestieri”,
sostenendo quelle progettualità che recuperino settori produttivi poco noti ma unici, non
imitabili, eredi di tradizioni trasmesse da maestro ad allievo – quindi da salvaguardare e rilanciare perché una volta estinti non possono rinascere –, e che costituiscano elemento propulsore di conoscenza e di valorizzazione del bene
e del mestiere a esso correlato. Plus distintivo
nella selezione dei progetti sarà un uso efficace
e abilitante della tecnologia. Fondamentali sono per noi trasparenza ed efficacia di comunicazione e informazione, compresi i social
network: la nostra la pagina Facebook, a solo
un anno dalla partenza, registra già circa
45.000 follower; inoltre, a supporto del Terzo
Settore che vuole interagire con noi, abbiamo
trasformato il nostro sito in un vero portale interattivo multimediale, ove caricare progetti e
ricevere informazioni.
I NUMERI
DELLA FONDAZIONE
SITO
• 498 colleghi registrati a due mesi
dall’avvio (14.02.2013)
• 118.545 totale delle pageview del sito
• 18.586 visitatori unici
• 72,11% nuovi visitatori
• Oltre 3.200 enti registrati
PAGINA FACEBOOK
• Oltre 44.000 liker
BANDI
• 4 : 2009-2011
• 21 progetti finanziati
• 1 nel 2013
FOCAL POINT
• Programma dislessia
• Open call sui disagi della comunicazione
• Valorizzazione beni e mestieri invisibili
• Apertura a progetti in Brasile e Argentina
Dati al 21 aprile 2013
LA PARTECIPAZIONE DI TUTTI
Novità assoluta: abbiamo creato una sezione ad
hoc per tutti i colleghi, dove registrarsi e segnalare progetti da sostenere. Gli obiettivi sono
tracciati e chiari e Fondazione è pronta a perseguirli con efficacia e determinazione, anche insieme a voi.
q
Marcella Logli
Segretario Generale di Fondazione
Telecom Italia e Direttore Corporate
Identity & Public Relations
fotografie di Rosanna Merola
In alto, Marcella Logli.
Nella pagina accanto, Donato Bello, un ciabattino salentino che svolge il suo lavoro con l’unico strumento –
come lui stesso dice – davvero indispensabile: l’esperienza tramandata, acquisita ogni giorno e con tanta passione.
Questo gli permette di rispondere ai suoi clienti sempre: “Sì, si può fare. Nulla è impossibile”.
Nella foto mentre naviga sul nuovo sito
8 [email protected][email protected]
36 CULTURA D’IMPRESA IDENTITÀ
SINCRONIZZANDO 1 / 2013 37
LE NOSTRE RADICI IN UNA DEDICA
nido convenzionato. A Martina Forino è
stato intitolato il nostro asilo nido di viale
Parco De’ Medici, 61 con una sobria cerimonia alla presenza della mamma, la collega Sonia Bettanello.
E ancora: al termine dell’Assemblea degli
Azionisti dello scorso 17 aprile il presidente Franco Bernabè ha scoperto la targa che dedica l’Auditorium di Rozzano,
luogo simbolo per i nostri appuntamenti
istituzionali, a uno dei nostri “padri nobili” Guglielmo Reiss Romoli, figura cardine delle telecomunicazioni italiane dal
secondo dopoguerra agli anni Sessanta.
Proprio come si fa in città quando si intitola
una piazza a una personalità illustre.
Anche in Telecom Italia i luoghi della nostra
quotidianità aziendale hanno e avranno un nome:
quello dei “nostri personaggi” che si sono distinti
e che soprattutto ci sono rimasti
nel cuore e nella memoria.
Q
uando ero piccola a Roma lo spazio
antistante il campus universitario La
Sapienza era chiamato piazzale delle
Scienze. Un nome altisonante rimasto nei
ricordi di vecchi tassisti che collegano
quel luogo al sapere... Dopo il 1978 quel
luogo è stato dedicato ad Aldo Moro, che,
la mattina del rapimento stava correndo
(anche) dai suoi studenti per la discussione delle tesi di laurea.
E, sempre a Roma, nel 2006, interpretando il sentire comune, l’allora sindaco Veltroni decise di dedicare la Stazione Termini al Papa (fino a oggi) più amante di spostamenti e viaggi, Giovanni Paolo II, immortalato in una statua, oggetto di dispute tra chi l’ha subito amata e chi l’ha disprezzata. In Italia 4.247 piazze sono dedicate a Giuseppe Garibaldi (fonte Seat
PG), “l’eroe dei due mondi” con cui tutti
ambiremmo identificarci per gloria, generosità, intuito.
I luoghi “parlano” alle comunità. Sono
parte della loro memoria, del loro sentire,
del loro celebrare. L’architettura civile e
religiosa, gli stadi, l’assetto urbano con
piazze, viali, sono per le persone simbolo
dell’appartenenza a un territorio e a una
collettività. E le persone tradizionalmente
desiderano incontrarsi, riflettere e ricordare negli spazi di aggregazione.
Anche noi siamo “cittadini” della nostra
azienda e anche per noi è importante ri-
I PROSSIMI PASSI
Il sistema è permanente: ora si intende
proseguire e “riconoscere” persone e luoghi identitari, per una visibilità destinata
a rimanere nella storia aziendale. E la scelta di “cosa dedicare a chi” vuole essere affidata alle persone. Partirà a breve su intranet un’iniziativa online per decidere, soprattutto a livello locale, a chi intitolare
sale e altre strutture idealmente associate
a colleghi scomparsi e rimasti nell’immaginario collettivo come talenti, come persone di riferimento per la comunità. q
Cinzia Vetrano
fotografie di Domenico Giampà
cordare e collegare gli spazi alle persone
protagoniste della nostra storia. Per rispondere a questa volontà diffusa in Telecom Italia, dallo scorso dicembre, è stata
definita una policy finalizzata a dedicare
i nostri “spazi collettivi”, sale, asili nido,
auditorium, edifici a personalità aziendali che si sono distinte, e che, soprattutto,
sono rimaste nei nostri cuori. L’intitolazione si estende inoltre a borse di studio,
premi, iniziative, progetti speciali. Si intende infatti collegare il brand di Telecom Italia alle principali caratteristiche
della sua identità storica e futura. L’obiettivo è attivare un circolo virtuoso di intitolazioni a fatti e progetti che hanno particolarmente distinto il cammino aziendale e imprimono una spinta innovativa
al suo percorso identitario.
LE DEDICHE GIÀ REALIZZATE
Si è partiti con l’intitolazione dell’Auditorium di via Oriolo Romano, 257 a Raoul
Pieroni, una richiesta nata dal “basso”, dalla rete, dagli stessi colleghi che, alla sua
prematura scomparsa, hanno sentito il bisogno di ricordarlo con un forum allestito
sull’onda emotiva di quanto era accaduto
nell’estate del 2012. Un riconoscimento
alla leadership partecipativa di un manager e di un amico. Poi si è proseguito con
una bimba, piccolissima, un angioletto
che ci ha lasciato mentre riposava in un
Franco Bernabè scopre la targa dedicata a Guglielmo Reiss Romoli
nel corso dell’Assemblea degli Azionisti del 17 aprile 2013
presso l’Auditorium di Rozzano, da quel momento intitolato
al grande manager del dopoguerra
8 [email protected][email protected]
38 CULTURA D’IMPRESA IMPEGNO
SINCRONIZZANDO 1 / 2013 39
IL RISPARMIO ENERGETICO IN UFFICIO:
UNA PRATICA A COSTO ZERO
Spegni le luci quando esci dall’ufficio
e dagli ambienti comuni (bagni, corridoi,
sale riunioni). La stessa cosa puoi fare
anche a casa: spegni la luce quando
non serve. Per esempio 20 lampade da 60W
lasciate accese senza necessità per 30 minuti
al giorno portano a un maggior costo di circa
40 euro all’anno, pari a quasi 220KWh.
Se sei in una sala riunioni
a uso saltuario, al termine
dei lavori, se puoi, ricordati
di spegnere sempre anche
il riscaldamento o l’aria
condizionata e chiudi le finestre.
Quando è possibile privilegia la luce solare
per illuminare la tua postazione di lavoro: aumentare
l’esposizione alla luce naturale ha effetti benefici
sulla salute (oltre che portare a un risparmio
energetico). Ricordati che l’illuminazione cambia
durante la giornata: se hai acceso la luce al mattino,
è possibile che a ora di pranzo ci sia luce naturale
sufficiente per poter spegnere le lampade
della tua postazione.
Il ricambio d’aria nei locali
deve avvenire in tempi rapidi
e con le finestre spalancate,
mentre è controproducente tenere
per ore le finestre socchiuse.
Non coprire i radiatori con tende,
oggetti o materiale di lavoro,
qualunque sia il tipo di radiatore
presente nel tuo ufficio, per non
ostacolare la circolazione dell’aria.
In inverno se fa troppo caldo
nel luogo dove ti trovi, se puoi,
abbassa prima il riscaldamento
e solo successivamente
apri le finestre per abbassare
ulteriormente la temperatura.
a cura di
Alena Trifirò
Giuliano Kidric
illustrazioni di
Giulia D’Anna
Alcuni suggerimenti per mantenere il comfort ottimale nel tuo ufficio
e contemporaneamente ridurre gli sprechi energetici. Fai bene a te e fai bene all’ambiente...
e in più potrai seguire questi consigli anche a casa tua.
In estate, tieni le finestre
chiuse quando è acceso l’impianto
di condizionamento; se l’aria
esterna è più fresca, se puoi,
spegni il condizionatore
e apri le finestre per abbassare
la temperatura nel locale.
Sei sicuro di voler utilizzare l’ascensore
per spostarti da un piano all’altro?
Andando a piedi consumerai qualche caloria
anche tu con un saving energetico pari a 30Wh
ogni volta. Ipotizzando quattro spostamenti
al giorno in un anno il tuo contributo al saving
energetico risulta di oltre 25KWh pari a uno
scaldabagno elettrico acceso per più di 20 ore.
In estate, regola le schermature
solari esterne – naturalmente
se presenti – prima di accendere
il condizionatore: eviterai
che la luce solare entri
nell’ambiente riscaldandolo
(oltre che fenomeni
di abbagliamento fastidiosi).
Se puoi, controlla la temperatura
del tuo ufficio. Riducendo
la temperatura ambiente di appena
1°C in inverno, si possono tagliare
i consumi e i relativi costi del 5-10
per cento all’anno. Puoi fare la
stessa cosa anche a casa,
ma anche di più: programmando
il termostato per abbassare
la temperatura di notte, o quando
in casa non c’è nessuno, e rialzarla
al mattino o al rientro a casa.
Anche la tua bolletta sarà più
leggera del 7-15 per cento.
Se puoi, regola con attenzione la velocità
di ventilazione del condizionatore:
a minore velocità di ventilazione
la quantità di aria da trattare è inferiore
e quindi viene raffreddata meglio
e deumidificata di più, con conseguente
maggiore sensazione di benessere.
Alla fine della giornata di lavoro, quando
“stacchi la spina”, staccala anche al tuo pc
e al caricatore del cellulare. Quando
il trasformatore rimane collegato alla presa,
anche se hai scollegato l’apparecchiatura,
questo continua a operare; dopo l’utilizzo,
ricordati di staccarlo dalla presa. Stimando
l’ammontare annuo medio di ore in cui il pc
resta presumibilmente spento ma con la spina
attaccata, la spesa annua potrà variare dai 30
ai 60 euro per ogni singolo pc (il che equivale
a tenere acceso lo scaldabagno elettrico
di casa per oltre sei giorni interi!!!).
Ó [email protected]
Ó [email protected]
40 CULTURA D’IMPRESA REPUTAZIONE
SINCRONIZZANDO 1 / 2013 41
LE NOSTRE AZIONI PER UN BUON BUSINESS
Telecom Italia ha intrapreso da tempo un
percorso per una sempre maggiore identificazione e valorizzazione della compliance, come dimostra l’individuazione a
livello di governance di Gruppo di una specifica funzione di Compliance, a riporto
del Consiglio di Amministrazione e del
Vertice aziendale. La compliance, tuttavia,
non deve essere intesa come una responsabilità delegata a una specifica funzione
aziendale ma, piuttosto, un approccio e
uno stile comportamentale nell’attività
che portiamo avanti ogni giorno.
Recentemente sono state intraprese ulteriori iniziative di rafforzamento della compliance culture. In particolare, l’adozione di
una nuova versione del Codice Etico e di
Condotta e del Modello Organizzativo
231, nonché di una nuova Policy anticorruzione. A livello di Codice Etico le principali modifiche riguardano:
• la focalizzazione dei valori fondanti delle società del Gruppo Telecom Italia sull’eccellenza del servizio ai clienti, attraverso la creazione di valore per l’azionista e le comunità, nel rispetto dei dipendenti che lavorano per il Gruppo;
• il richiamo esplicito alla lotta contro
ogni forma di corruzione, in linea con la
nuova Policy anticorruzione e le procedure interne, con l’individuazione delle
aree sensibili oggetto di applicazione,
quali omaggistica, spese di rappresentanza, eventi, liberalità. Di conseguenza, è stato aggiornato il Modello Organizzativo 231 anche in considerazione
dell’applicazione delle normative internazionali al riguardo previste;
• la stigmatizzazione di ogni forma di discriminazione e di molestia e il riconoscimento che le diversità in ambito
aziendale vengono considerate un’opportunità di crescita e di arricchimento.
La compliance è, pertanto, una sfida che dobbiamo fare nostra, senza eccezioni, quale
opportunità per raggiungere i nostri obiettivi e sostenere, in un’ottica di medio-lungo termine, la continuità e lo sviluppo della nostra azienda.
q
Valerio Cavallo
fotografie di Katia Carota
Uno stile comportamentale
responsabile alla base
del nostro agire quotidiano.
Per lo sviluppo
e la reputazione
della nostra azienda.
Parla Valerio Cavallo.
L’
etica e la cultura del lavorare in modo
trasparente, corretto e leale stanno assumendo importanza crescente nel
mondo degli affari. Di fatto, rappresentano
la vera e forte risposta agli atti di malaffare,
di corruzione, di perseguimento a tutti i
costi di interessi personali che portano discredito e arrecano danni, anche gravi, alla
reputazione aziendale, fino a mettere in
forse la stessa continuità del business.
Per la nostra azienda e quindi per tutti noi
che ci siamo dati un codice etico – che rappresenta idealmente il faro di orientamento delle nostre scelte e decisioni – il rispetto delle leggi e delle norme interne
deve essere alla base nel nostro agire quotidiano, sia all’interno che all’esterno dell’azienda. Questa in sintesi è la compliance.
L’evoluzione normativa esterna vede un
continuo richiamo e rafforzamento del
concetto della “buona gestione”, come dimostrano le recenti novità in materia di
anti-corruzione introdotte a livello legislativo che allineano il nostro Paese alle
cosiddette best practice internazionali. L’estensione dell’applicabilità del reato di
corruzione verso soggetti pubblici, anche
verso soggetti privati è una novità assoluta, così come la recente adozione, nella
Pubblica Amministrazione, di codici comportamentali che introducono nuove norme vincolanti nei rapporti che i soggetti
pubblici intrattengono con i terzi.
Valerio Cavallo
con i figli Alessandra e Paolo
8 [email protected][email protected]
42 CULTURA D’IMPRESA
C’ERA UNA VOLTA
SINCRONIZZANDO 1 / 2013 43
BEFORE THE RADIO!
Il telefono delle origini come strumento
di comunicazione di massa.
E
rano le due del pomeriggio del
28 febbraio del 1878 quando re
Umberto I in compagnia della
regina Margherita entrò nella sala
del Quirinale predisposta per assistere alla prima telefonata ufficiale
interurbana nella storia d’Italia.
Grazie a quel collegamento i sovrani riuscirono a udire distintamente
le note della marcia reale eseguite al
pianoforte nell’ufficio telegrafico di
Tivoli, cui seguì la recita di un poema di Giovanni Prati, quindi la cantata di una romanza tratta da Il trovatore, poi una sonata con flauto,
una col violino e per finire la recitazione di un poemetto scritto per
l’occasione. La dimostrazione esemplificava quello che si pensava essere l’uso ideale del nuovo mezzo: l’ascolto a distanza di un programma
di intrattenimento fatto di musica
e poesia, un’esperienza che teoricamente poteva essere condivisa da
più persone contemporaneamente
purché collegate alla rete.
Gabriele Balbi nel volume La radio
prima della radio. L’Araldo Telefonico e
l’invenzione del broadcasting in Italia
(Bulzoni editore, 2010), al costo di
mezzo franco si poteva ascoltare in
cuffia un brano musicale della durata di cinque minuti trasmesso attraverso la rete telefonica. In Ungheria
prese il nome di Telefon Hìrmondò
e fu il caso di maggior successo. In
Italia l’ingegnere romano Luigi Ranieri a partire dal 1905 e fino agli
anni Trenta, con alterne fortune e
qualche fallimento, spese ogni energia per L’Araldo Telefonico. Informazione e soprattutto musica erano i
contenuti della programmazione.
LA TELEFONIA CIRCOLARE
Dalla teoria si passò presto alla pratica e, dopo alcune occasionali sperimentazioni, nel corso degli anni
Novanta dell’Ottocento sorsero in
varie parti del mondo imprese che
investirono nella cosiddetta telefonia circolare per un uso del telefono ai fini dell’intrattenimento, ovvero per quel tipo di comunicazione “uno a molti” che oggi chiamiamo di massa.
A Parigi il servizio si chiamò Théâtrophone e si trasformò in servizio
stabile a partire dal 1890. Attraverso
apparecchi collocati in alcuni punti
della città, come spiega in dettaglio
A destra, due pagine di Sincronizzando, Anno I, 1922.
Nella pagina accanto, affiche pubblicitaria di fine Ottocento
per il servizio di Théâtrophone con sede a Parigi
Con l’affermarsi della radio la telefonia circolare finì per soccombere. Chi aveva investito in quella direzione fu dunque perdente nonostante avesse intuito le grandi potenzialità di un mercato che si sarebbe affermato pienamente solo
nella seconda metà del Novecento.
Fu il generalizzato desiderio di poter consumare intrattenimento e
informazioni culturali e giornalistiche dentro le mura domestiche
(una domanda che, confinata alle
classi più ricche, aveva costituito
uno degli aspetti della cosiddetta
“ideologia della domesticità” in età
vittoriana) a consentire il successo
dell’industria della comunicazione
di massa. Ma perché ciò accadesse,
oltre all’impiego dei nuovi mezzi
tecnologici, la radio e soprattutto la
televisione, condizione essenziale
fu l’aumento del benessere generale insieme a una maggiore disponibilità di tempo libero e all’innalzamento dei livelli di istruzione.
Nell’ambito della comunicazione
di massa solo alla fine del XX secolo
la rete telefonica ha avuto la sua rivincita. Tralasciando la filodiffusione, introdotta in Italia negli anni
Sessanta, è infatti con Internet che
l’infrastruttura telefonica è andata
via via assumendo un’inedita centralità mettendo in discussione e rivoluzionando il concetto stesso di
“mass media”.
LA RADIOTELEFONIA
L’anno di nascita della radio come
mezzo di comunicazione di massa
è convenzionalmente fissato nel
1920 con l’inizio delle trasmissioni
dell’emittente KDKA con sede a
Pittsburgh. Ma sfogliando le annate
44 CULTURA D’IMPRESA
C’ERA UNA VOLTA
di Sincronizzando dei primi anni
Venti si capisce bene come non fu
subito compresa la portata della
novità che avrebbe segnato un definitivo chiarimento anche sull’uso
della tecnologia telefonica esclusivamente come mezzo di comunicazione interpersonale e non più di
massa. Un indice della forte incertezza sull’interpretazione del nuovo mezzo fu l’uso non stabile del
termine con il quale lo si definiva.
Si parlava, infatti, di “radiotelefonia”, “radiotelegrafonia” o anche di
“TSF” ovvero “Telegrafo senza fili”,
proprio come all’inizio dei suoi
esperimenti Marconi aveva chiamato la sua invenzione.
Sulla rivista aziendale della società
elettrica SIP si decantavano i tanti
potenziali aspetti positivi del radiotelefono. Visto come mezzo complementare al telefono, avrebbe
consolidato i vincoli familiari, rallegrato le lunghe veglie della vecchiaia e sarebbe stato di conforto
nelle corsie d’ospedale (n.1, 1923).
SINCRONIZZANDO 1 / 2013 45
Avrebbe reso più uguali i “castellani” e i montanari, i pastori e i contadini (n.5, 1923). Non si negavano i
pericoli insiti nel mezzo, che poteva essere usato da malfattori, sobillatori sociali o anche nemici della
patria durante i conflitti bellici, ma
l’augurio era esplicito: “che la radiotelegrafia serva sempre e soprattutto a portare nel mondo notizie
liete, a vanto e vantaggio del nostro
Paese” (n.2, 1924). Oggi quell’auspicio fa un po’ sorridere, ma nei fatti
esso si concretizzò largamente durante il ventennio fascista grazie alla costante attività di propaganda
governativa e all’efficace censura
preventiva. I palinsesti erano dominati da programmi musicali e di intrattenimento vario mentre dai notiziari erano espunte le notizie di
cronaca nera ed esaltate quelle delle conquiste del regime.
q
Chiara Ottaviano
storica
fotografie Archivio Storico
Telecom Italia
COMUNICAZIONE
ED EVENTI MEDIALI
I sociologi Daniel Dayan ed Elihu
Katz hanno chiamato “grandi cerimonie dei media” quegli eventi la cui
importanza e solennità è assicurata,
già nella fase dell’ideazione e dell’organizzazione, dalla presenza delle
emittenti televisive che devono garantire la trasmissione in diretta a
un’audience che può corrispondere
alla popolazione di una nazione o
dell’intero mondo. La televisione ci
ha assuefatti a questi eventi ma già
prima, con altri mezzi, si era tentato
di raggiungere risultati simili. In Italia fu Benito Mussolini a utilizzare la
radio nell’organizzazione delle grandi adunate nazionali, veri e propri
eventi mediatici. La prima di queste
si svolse la sera del 2 ottobre 1935 in
occasione della dichiarazione di
guerra all’Etiopia: il discorso pronunciato nel chiuso di palazzo Venezia fu
ascoltato, tramite gli amplificatori
collegati alla radio, nelle piazze d’Italia dove era stata fatta convergere la
popolazione. Per il primo evento mediale di cui si ha notizia di cronaca fu
invece utilizzata la rete telefonica
messa a disposizione dell’AT&T che
operò in largo anticipo per la buona
riuscita della sperimentazione. L’occasione fu offerta dalle solenni celebrazioni ad Arlington, negli Stati Uniti, per la tumulazione del milite ignoto l’11 novembre del 1921. Grazie al
telefono collegato ad altoparlanti, il
discorso del presidente Warren G.
Harding, le musiche e il servizio religioso furono ascoltati in diretta da
migliaia di persone raccolte in località distanti migliaia di chilometri, a
Washington DC, a New York e a Los
Angeles, come si legge su Sincronizzando del marzo 1922.
A sinistra, il telefono in una pubblicità americana anni Venti.
Sopra, il resoconto delle elezioni presidenziali americane trasmesso
dalla prima stazione radio KDKA nata a Pittsburgh nel 1920.
In alto, un’illustrazione a corredo di un articolo di Sincronizzando
del marzo del 1923 che informa sui progressi della radiotelefonia
46 LO SPECCHIO DELL’AZIENDA
LA PAROLA ALL’ESPERTO
SINCRONIZZANDO 1 / 2013 47
DALLA DIVERSITÀ ALLA PLURALITÀ:
INDIVIDUI E ORGANIZZAZIONI
DI FRONTE ALLA SFIDA DELL’INCLUSIONE
L
e parole “gestire le diversità” sono oramai entrate nel lessico comune manageriale e non solo per una inevitabile
moda organizzativa. Questo contributo
vuole, in primo luogo, condividere l’urgenza della diffusione di prassi manageriali che della “diversità” si facciano carico, ma anche e soprattutto, riportare questo termine che presuppone qualcosa o
qualcuno che diverso non è, nell’ambito
della più ampia e forse maggiormente gestibile “pluralità”.
Il primo elemento di consapevolezza riguarda la situazione presente, ma ancor
più quella futura. Oggi convivono nel
mondo aziendale persone profondamente differenti per molti motivi: la posizione
professionale, per esempio, in cui la specializzazione relativa produce etichette,
quelle che ci si scambia con i biglietti da
visita, che spesso sono incomprensibili ai
non addetti ai lavori, competenze radicate in contesti professionali distanti tra loro, ma che devono necessariamente collaborare per produrre il risultato comune;
diversità di età che tendenzialmente saranno – con l’allungamento della vita e, di
conseguenza, con l’allontanamento dell’età pensionabile – sempre più dissimili
per linguaggi, valori e riferimenti; differenze culturali, dovute ai fenomeni di
espansione delle aziende in nazioni lontane da quella di origine, accompagnate da
fenomeni migratori, sia di espatrio, ma
anche di sradicamento da situazioni sociali e politiche di povertà o di pericolo.
Un contesto, come si può intuire, molto
variegato, che sfiderà le capacità manageriali del futuro a sapere comprendere le
persone in modo nuovo, senza facili generalizzazioni.
Per ultima, ma ovviamente non per importanza, la diversità di genere che, nonostante un impegno sempre più evidente
nei dichiarati aziendali, rimane oggetto
in primo luogo quella della costruzione
del valore. Conoscere le diversità per gestirle non è quindi un elemento accessorio della competenza manageriale, ma diventa centrale per poter arrivare a dei risultati organizzativi convincenti. La questione diventa ancora più interessante
quando si comprende che le stesse caratteristiche di pluralità sono anche all’esterno, in quel mercato dove ciascuna
azienda quotidianamente si paragona,
dove ogni realtà ha una sua storia, delle
caratteristiche, delle individualità.
di attenzione strategica per la gravità
che il fenomeno di esclusione assume
nel nostro Paese. Il problema non si
pone negli ingressi nella vita lavorativa, ma nei percorsi di carriera, dove
appare evidente una disparità di accesso alle posizioni organizzativamente più rilevanti, fenomeno che dovrebbe fare riflettere sia sulle regole di accesso, sia sulle culture manageriali di
inclusione.
LA PLURALITÀ INDIVIDUALE
Accanto al vasto tema della diversità
nei contesti organizzativi si accompagna quello della pluralità individuale.
La valorizzazione del soggetto, fenomeno sociale e culturale ormai in essere da molti anni, porta a una individualizzazione dei gusti, delle preferenze e, di conseguenza,
delle attese rivolte verso l’organizzazione. Le vecchie teorie sulla motivazione non reggono più in quanto generalizzanti. Oggi le persone non si differenziano una dall’altra solo per gli elementi sopra descritti: genere, età, etnia,
cultura geografica di riferimento, ma anche per i valori e
le scelte conseguenti. Un tema, per esempio, che sembra
caratterizzare le giovani generazioni, è quello del lavoro
non come elemento centrale della propria identità, ma
come uno degli ambiti, tra gli altri, di possibile fonte di
realizzazione. Questi valori, che naturalmente nascono in
un contesto sociale affrancato dal lavoro come fonte di sopravvivenza, porteranno con sé comportamenti nuovi,
più sensibili, tra l’altro, a nuove forme di orario e di flessibilità. Un esempio, tra i molti possibili, della scomparsa
delle grandi categorie onnicomprensive, gli impiegati e
gli operai, chi lavora e chi si occupa della casa, chi si laurea in una materia e svolge lo stesso lavoro per tutta la vita. Così come è stato delineato il tema della diversità appare quindi non solo inevitabile, ma anche la sfida sulla
quale si giocheranno delle importanti partite del futuro,
 [email protected][email protected]
DIVERSITÀ,
COME NUOVO PUNTO DI VISTA
Così, per le persone che lavorano, confrontarsi con le diversità non sarà un esercizio accademico, di interesse culturale,
ma un nuovo punto di vista, da assumere
e da condividere, attraverso prassi nuove
e più ampie, con lo scopo sì di migliorare
l’attrattività dei cosiddetti talenti, ma anche per meglio comprendere e servire i
clienti del futuro, altrettanto unici nella loro diversità.
Gli strumenti per raggiungere questo risultato spaziano dalla rivisitazione dei sistemi operativi di gestione delle persone, in cui si annidano, in modo spesso nascosto, trappole di esclusione non volute, ma operanti attivamente, fino alla costruzione di una cultura
manageriale inclusiva, che pur non declinando dal suo compito
principale di creare valore, comprenda il contributo che il singolo
può dare a questo incremento necessario.
MERITOCRAZIA E RESPONSABILITÀ SOCIALE
Il compito è vasto, ma anche sfidante, perché si concretizza in due
elementi centrali nella gestione delle imprese: da un lato la capacità di individuare, costruire e sviluppare una concreta meritocrazia, che ben comprenda gli obiettivi strategici e la partecipazione a
essi dei singoli sottosistemi organizzativi; dall’altro, per quegli elementi di diversità che si contraddistinguono per il bisogno che gli
individui esprimono in alcune fasi della loro vita, la capacità di rispondere in termini di responsabilità sociale. Anche in questo caso
uscendo dalle mode e dalle pagine patinate, per entrare nel vivo
del lavoro e dell’impegno quotidiano.
q
Maria Cristina Bombelli
Fondatrice di Wise Growth e presidente
della Fondazione La Pelucca Onlus
fotografie di Moreno Balzani e Luigi Chiriacò
CHI È MARIA
CRISTINA
BOMBELLI
Fondatrice di Wise Growth
e presidente della Fondazione
La Pelucca Onlus impegnata
nei servizi agli anziani
(www.wise-growth.it;
www.fondazionelapelucca.org).
Si è occupata di formazione
degli adulti e della gestione
del personale, con particolare
riferimento ai temi delle
differenze culturali e di genere.
Per molti anni nella faculty
di Bocconi School
of Management e visiting
scholar presso l’Università
di La Verne, California.
Ha pubblicato numerosi articoli
e libri, tra cui gli ultimi:
Alice in business land
per l’editore Guerini
e Associati, e Management
Plurale per Etas.
48 COMMENTI SCENARIO
SINCRONIZZANDO 1 / 2013 49
POTERE AL SAPERE?
Riflessioni su giovani,
talento e interesse
per gli studi nel nostro
Paese, tra dati Cineca
e realtà del mondo
del lavoro.
U
n boato di risate riempie casa
mia: è domenica, la domenica
delle elezioni, e sul finire del
pranzo commentiamo le follie della
settimana. E un figlio discolo se ne
esce con una battuta (un po’ greve,
sorvoliamo) sull’ormai ex candidato
premier (un tipo dal look molto personale, portatore di ghette e di panciotti al cui cospetto quelli di Renzo
Arbore sembrano divise da collegio)
che si è attribuito un inesistente ma
improbabile master in un ateneo di
oltreoceano e una, anch’essa inesistente ma più normale, laurea in
economia. E qualche giorno dopo
confesserà anche un altro parlamentare: tipo questo dall’aria seria e affidabile ma la laurea che compare nel
suo curriculum non l’ha mai avuta.
Una debolezza secondo quanto
avrebbe dichiarato a un quotidiano
nazionale, definendo, “strani gli esseri umani”. Strani? A me sembra
normalissimo che si aspiri alla laurea (meno che si dica di averla quando non è così) e almeno questi fatti
da declino dell’impero un merito ce
l’hanno: qualcuno dà valore alla laurea. Secondo boato, di proteste. I fi-
gli dileggiano: “Ma se ci avete detto
che non ci sono posti di lavoro per
noi laureati? Secondo loro dovevamo fare i sarti o i pasticceri...”.
Sì, in effetti mi ricordo la conferenza
stampa con un ministro della Pubblica Istruzione che diceva che se da
noi la disoccupazione giovanile (si fa
per dire, il dato include i trentenni)
tocca il 30 per cento ed è il doppio
della media europea la colpa è di noi
genitori, perché li vogliamo “tutti
dottori”. I miei figli fanno (o hanno
fatto) tutti l’università e quella volta
tornai a casa incupito e pensieroso. E
se avesse ragione lei? Mia figlia, invece del Politecnico, avrebbe potuto fare l’infermiera? Impossibile, col caratterino che si ritrova chissà come
avrebbe trattato i poveri malati...
IL CROLLO DEGLI STUDI
UNIVERSITARI
E invece gli Italiani hanno prontamente dato ragione al ministro. Scrive la Repubblica: “Crollo degli iscritti
nelle università italiane: mai così
bassi da 25 anni”. Impietosi i dati diffusi dal Cineca (il consorzio interuniversitario che ne gestisce l’anagrafe): nel 2013 solo 267.076 nuove immatricolazioni. L’ultima volta che
gli iscritti hanno toccato questo livello era il 1988, 25 anni fa. In meno
di dieci anni si sono persi oltre
70mila nuovi iscritti negli atenei italiani, di cui 30mila negli ultimi tre.
Nel 2013 si sono registrate oltre
8mila matricole in meno rispetto al
2012, e nello stesso periodo il numero dei diplomati è cresciuto di oltre
11mila unità (ma non ricordo, caro
ministro, di aver letto di un boom di
occupazione per ragionieri o geometri). La ragione del collasso? “Con
tutta probabilità l’interruzione degli studi dopo il diploma dipende
anche dai costi sempre più alti che
le famiglie sono costrette a sostenere”. Ah, meno male che qualcuno se
ne è accorto. Faccio qualche calcolo:
per i tre figli ho comprato finora 14
anni di università: 5 di Bocconi
(8mila euro all’anno), 5 di Politecnico (4mila, con i “contributi volontari” per i laboratori), 4 di Statale (diciamo 3mila perché sì, faccio il giornalista e ho un reddito da “fascia alta”). Totale 72mila euro. Consiglio alle giovani coppie: insieme alla culla
comprategli il salvadanaio. Da parte
mia avevo calcolato da anni la data
esatta dell’allineamento dei pianeti,
il momento preciso in cui il mio primo figlio avrebbe frequentato l’ultimo anno e il mio terzo figlio il primo anno di università. Con qualche
aiutino ce l’abbiamo fatta, contribuendo, con i nostri risparmi, a migliorare le classifiche del Paese. Attualmente, l’Italia è al quart’ultimo
posto in Europa per iscritti all’università: 3.302 per 100mila abitanti,
credo dopo la Grecia (ah! se non ci
fosse...). Ma al penultimo posto nella
classifica per laureati tra i giovani di
25 - 34 anni: solo il 21 per cento! Battiamo la Turchia ma ci precedono
Romania (24 per cento) e perfino
Grecia! E qui un’espressione di orrore si dipinge sul volto dei commensali: nooooo, perfino la Grecia!
Secondo i dati Cineca, tengono i
corsi triennali dell’area scientifica
(Ingegneria, Matematica, Chimica,
Fisica, Statistica e così via) che perdono appena il 3 per cento di nuove
immatricolazioni; giù di un terzo
invece gli immatricolati nell’area
umanistica e di più di un quarto (27
per cento) quelli nell’area sanitaria
(Medicina, Odontoiatria, Veterinaria, per esempio). Mi sa che tra un
po’ oltre alle infermiere rumene ci
ritroveremo in sala operatoria anestesisti della Transilvania.
Battuta facile: altro boato.
Sì, ridete, ridete, ma per le Scienze
sociali c’è stato il crollo. In un decennio da 135mila immatricolati
triennali a 72mila: meno 46 per cen-
In queste pagine, giovani in momenti di svago.
Purtroppo oggi nel nostro Paese avere in tasca una laurea non significa
essere automaticamente avvantaggiati per ottenere un posto di lavoro
to. E in questa categoria rientrano le
cosiddette Scienze economiche. Infatti, com’è finita? Anche qui faccio
due conti. Il bocconiano si è visto offrire da azienda meccanica leader
mondiale del settore appartenente
a vicepresidente di Confindustria
euro 300 al mese per stage; mia figlia Politecnica 350 euro da piccola
azienda di moda; mio figlio minore
200 euro perché grande smanettatore di computer. Totale annuo:
10.200 euro. Di questo passo nel
2020 si saranno ripagati gli studi.
LE DIFFICOLTÀ
PER IL PRIMO IMPIEGO
“Ormai tutti, laureati compresi,
trovano difficoltà a centrare il primo impiego. Perché laurearsi?”. La
Repubblica trova il nocciolo della
questione. È vero, le nostre università non sono un granché (nella
classifica 2012/2013 del settimanale Times Higher Education nessun
ateneo italiano si piazzava nei primi 250 posti del continente: ci sono università di tutta Europa tranne Italia, Portogallo e Grecia. E non
fate quella faccia contenta perché
pareggiamo con la Grecia!). Ma noi
abbiamo una fiducia incrollabile
nel potere della formazione e della
scuola di fare di noi individui migliori; nella forza della cultura e
della conoscenza nell’elevare, se
non la nostra posizione sociale, almeno la fiducia e la considerazione
che abbiamo di noi stessi. E vogliamo, e sappiamo, che i nostri figli
sono migliori di noi, più fortunati,
più svegli e con maggiori possibilità. Ah, se solo lo Stato avesse investito non dico nella ricerca, ma nel
biomedicale, nella chimica fine,
nell’aeronautica, nell’informatica,
nella banda larga: Dio solo sa quanto ce ne sarebbe bisogno! “Veramente anche noi quando guardiamo i film al computer”: ennesimo
boato. Vedo i miei figli in preda al
riso e sorrido anch’io, felice di averli intorno, a tavola. Poi mi assale un
dubbio: e se avessero votato per
quel nuovo gruppo anti-tutto? E il
dolce mi va di traverso.
q
Mauro Broggi
giornalista di Famiglia Cristiana
fotografie di Vittoria Marletta
e Alessandro Maria Martino
 [email protected][email protected]
50 COMMENTI REPORTAGE
SINCRONIZZANDO 1 / 2013 51
UN ATTIMO
DI CONCENTRAZIONE
Gli occhi socchiusi, il gesto intenso, il tempo sospeso.
È proprio “quell’attimo” magico in cui sincronizziamo
la nostra mente e il nostro corpo per focalizzarci
su un obiettivo. Quel momento può portare – tutti –
a un grande risultato.
CONTINUITÀ
L’atteggiamento di Herbert
von Karajan, famoso direttore
d’orchestra austriaco, mostra
perfettamente un momento
di somma concentrazione
durante le prove di un concerto
nel 1962. Il celebre maestro
sembra racchiuso in un mondo
tutto suo, personale e invisibile
eppure completamente “portato”
dalla musica. La tensione rimane
immutata nel tempo, per tutta
la durata dell’esecuzione.
52 COMMENTI REPORTAGE
PROFONDITÀ
Sono gli anni Settanta in questa
immagine che ritrae un gruppo
che pratica yoga all’aperto.
All’epoca proliferarono
in Occidente gli insegnamenti
di queste forme, fino
a quel momento inusuali,
di meditazione su se stessi.
Una concentrazione, per certi
aspetti diversa, non focalizzata
al raggiungimento immediato
di un obiettivo esterno,
ma indispensabile per illuminare
“il tesoro” che è dentro di noi.
SINCRONIZZANDO 1 / 2013 53
54 COMMENTI REPORTAGE
SINCRONIZZANDO 1 / 2013 55
PRECISIONE
Il braccio sinistro rigido,
il destro nel massimo sforzo,
lo sguardo puntato sul bersaglio.
Spetta solo a queste arciere
degli anni Trenta cogliere
il momento perfetto,
l’allineamento ideale che
garantisca di trafiggere il centro
e scoccare la freccia solo
quando ci si sente sicuri.
Nello sport, la concentrazione
della mente fa obbedire
i muscoli del corpo: la sincronia
ideale, di cui solo l’atleta
ha coscienza, è la chiave
per raggiungere la meta.
56 COMMENTI QUESTIONE DI STILE
SINCRONIZZANDO 1 / 2013 57
I role model di Direzione Donna
Gli interventi e i meeting, luglio 2012 - marzo 2013
G
H
Torino, 16 gennaio
Palermo, 27 novembre
Presidente della fondazione
Napoli Novantanove, ideatrice
di progetti come “La scuola
adotta un monumento” o
“Monumenti a porte Aperte”,
che hanno aiutato ragazzi di
molte generazioni ad avvicinarsi
all’arte e a imparare a tutelare
l’ambiente che li circonda
e che sono stati esportati
da Napoli in tutta Europa.
Mamma di due figli
Produttrice discografica di successo
e testimonial Telecom Italia. Talent scout,
discografica, attrice; è simpatica,
schietta e decisamente sopra le righe.
Ha due figlie che lavorano a stretto
contatto con lei
Direttore d’orchestra di fama internazionale
e docente presso il Conservatorio
di Santa Cecilia a Roma.
Mamma di due bambine, ma la sua famiglia
è composta anche da altre due bimbe figlie
del marito
Mirella Barracco
Silvia Massarelli
G
NOV
O
F
Torino
Genova
Trieste
Bologna
Roma
Napoli
Catanzaro
C
Trento, 12 settembre
Cristiana Collu
Pescara, 28 febbraio
numero di colleghe
presenti agli incontri
Rossella Ferro
Direttore marketing del pastificio
La Molisana. Quarta generazione della
famiglia che lavora nella produzione
di pasta di grano duro. Sin da piccola
è stata a contatto con il mestiere
del nonno e del papà, tanto che era
solita contare il tempo non in ore
o minuti, ma in quintali e tonnellate.
Anche lei è una mamma lavoratrice
N
D
Trieste, 15 marzo
Catanzaro, 21 settembre
Marina Brollo
Pina Amarelli
Imprenditrice di successo e Presidente della famosa azienda calabrese
Amarelli che, dal 1731, produce ed esporta liquirizia in tutto il mondo.
È immigrata in Calabria perché ha creduto in questa regione in tempi
non facili. Soprannominata Lady Liquerizia ha aperto un museo sulla storia
della liquirizia proprio accanto alla fabbrica di Rossano attirando più
di 35mila visitatori l'anno. L'azienda fa cultura sul territorio, convinta
che il lavoro onesto possa abbattere gli ostacoli della criminalità.
Mamma di due figli e nonna
2012
50
34
A
B
C
16 luglio
11 settembre
12 settembre
163
47
D
Titolare, insieme al marito,
del calzaturificio di lusso Loriblù,
eccellenza calzaturiera made
in Marche, nata 30 anni fa.
Mamma di quattro di figli
M
Palermo
GL
LU
È una storica dell’arte e dirige uno
dei musei di arte contemporanea più
importanti del paese: il MART di Rovereto.
In precedenza è stata direttrice del museo
MAN di Nuoro, che prima della sua
gestione era quasi sconosciuto al
pubblico, e che ha raggiunto, grazie a lei,
quasi 50mila visitatori l’anno. Si avvale
di uno staff al femminile e assicura che,
in un team forte e unito, non esiste
rivalità ma solo collaborazione.
Cristiana Collu è mamma di Sofia
Annarita Pilotti
N
AP
RI
LE
A
58
L
Ancona, 31 gennaio
M
IO
Vice Presidente della Provincia
di Pavia, che si occupa
delle politiche per i giovani,
la famiglia e le donne.
Alessandra Perrazzelli è mamma
di due bambine
Pescara
MARZ
O
e Milena D’Imperio
I
Ancona
12
CEO di Intesa San Paolo
Eurodesk e Presidente di Valore
D che promuove la valorizzazione
delle donne nelle aziende
italiane
H
Direttore regionale dell’Agenzia
delle Entrate dove oggi su un totale
di 29 Dirigenti di Vertice 7 sono
donne. In Agenzia le donne sono
il 53% e di loro il 35% risulta
occupare un livello dirigenziale.
Anche lei è una lavoratrice mamma
L
Trento
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Alessandra Perrazzelli
Alberta De Sensi
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N
SETT
Milano, 11 settembre
20
DICEM
BRE
Milano
EM
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Genova, 22 gennaio
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BRA
FEB
47
D
C
B
E
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BR
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E
Le presenze
8 [email protected]
Mara Maionchi
O
AI
STUDIO E IMPEGNO
Lo studio e l’impegno sono le “armi” del direttore d’orchestra Silvia
Massarelli a Roma per affermarsi
in una professione in cui le donne
sono ancora una rarità. Artista determinata ma anche moglie e madre: ruoli che è possibile conciliare “se si sceglie l’uomo giusto al
proprio fianco”.
Maria Giuseppina Grasso Cannizzo
a Palermo è una donna minuta, ma
con carattere: architetto di fama internazionale, appassionata della
sua professione sempre in movimento. Per lei “è bello continuare
ad avere dei desideri”.
“Nelle facoltà scientifiche – afferma a Torino Bice Fubini, professoressa di chimica e scienziata, fondatrice dell’associazione Donne e
Scienza – le donne sono più della
metà e la loro femminilità è un valore, non un ostacolo”.
A Genova una dirigente dell’Agenzia delle Entrate, Alberta De Sensi
parla di leadership femminile che
non è mai motivata dal potere ma
dalla vera passione.
Romanzesco il percorso di vita di
Annarita Pilotti, titolare del calzaturificio Loriblù ad Ancona: maestra d’asilo, gestore di una pompa
di benzina, agente di polizia e infine imprenditrice di successo. Avere
coraggio è il suo motto, “perché la
vita è come una partita di calcio, se
stai in difesa, non vinci”.
Per Rossella Ferro, direttore marketing del pastificio La Molisana a Pescara, è essenziale valorizzare le diversità perché le donne sono multitasking, vivono la comunità, sanno
comunicare, osservare e soprattutto rispettare gli altri.
Marina Brollo, professoressa di diritto del lavoro, testimonia alle colleghe di Trieste che nel mondo accademico le donne superano gli uomini
in quantità e qualità dei risultati, ma
devono avere più fiducia in se stesse.
Un mosaico di volti e un coro di voci che hanno trasmesso alle donne
di Telecom Italia un messaggio: nel
lavoro possiamo farcela con passione e impegno, rimanendo fedeli a
noi stesse, senza imitare modelli
precostituiti, trovando il nostro stile e il nostro cammino.
q
Francesca Impecora
infografica di Marco Giannini
Roma, 22 ottobre
N
PIÙ DONNE IN POSIZIONI APICALI
Alessandra Perrazzelli e Milena
D’Imperio, una dirigente d’azienda
e un politico, a Milano auspicano
una maggiore presenza femminile
in posizioni di responsabilità e, in
un Paese in cui il welfare ricade in
gran parte sulle spalle delle donne,
consigliano di imparare a “delegare” al marito in ambito familiare.
A Trento Cristiana Collu, direttrice
del MART di Rovereto, cita Santa Teresa di Lisieux: “Voglio tutto”.
Quando il lavoro che facciamo ci
appassiona dobbiamo volere tutto:
alzarsi alle sei, portare la figlia a fare i compiti al Museo, lavorare fino
alle due di notte.
Pina Amarelli, presidente dell’omonima azienda di liquirizia a Catanzaro, ribadisce il valore del capitale
umano femminile, che sa “argomentare senza mai prevaricare”.
A Bologna Mara Maionchi, talent
scout, discografica, attrice, lavora
in un ambiente maschile ma sempre alla pari, senza perdere la propria individualità.
Bologna, 24 settembre
13
U
na scena che si ripete in città
diverse: un auditorium pieno
di volti e voci femminili, quelli
delle colleghe che partecipano ai
role model di People Caring nell’ambito dell’iniziativa Direzione Donna. Questi incontri-intervista a personaggi femminili di successo offrono un confronto con il “talento
al femminile” nelle sue diverse sfaccettature, rappresentato da donne
di successo fortemente legate al territorio. Partiti a luglio 2012, i role
model sono un percorso di formazione itinerante e, al tempo stesso,
una riflessione sulla possibilità di
conciliare il ruolo di donna con interessi e una carriera professionale.
Donne che raccontano con entusiasmo la loro storia, rispondono alle
domande delle colleghe in sala e offrono uno stile manageriale e di leadership. Lancia la palla in campo
Mirella Barracco, Presidente della
fondazione culturale Napoli Novantanove. Il segreto per lei è credere fortemente in ciò che si fa come
in una linfa vitale e promuovere il
networking femminile.
F
Napoli, 16 luglio
AGOS
Forti, determinate, entusiaste sono le protagoniste
dei role model di Direzione Donna che percorrono l’Italia
per proporre modelli di leadership alle colleghe sul territorio.
E
A
Professore ordinario di Chimica
generale e inorganica presso la
Facoltà di Farmacia dell’Università
di Torino, partecipa attivamente
al movimento femminista
e ha fondato a Torino un gruppo
informale “Donne e Scienza”.
Mamma e moglie
Architetto siciliano di fama
internazionale, premiata
con la Medaglia d’oro
alla carriera nel 2012.
20
VIAGGIO AL FEMMINILE
Bice Fubini
Maria Giuseppina
Grasso Cannizzo
76
E
21 settembre 24 settembre
65
F
G
22 ottobre
27 novembre
Professore ordinario di Diritto del lavoro
per “difendere soprattutto i più deboli”
e preside della Facoltà di Economia
dell’Università di Udine. La nascita del figlio
è stato l’evento che più di ogni cosa
ha arricchito la sua vita e l’ha resa felice
e completa.
2013
94
65
57
75
H
I
L
M
N
16 gennaio
22 gennaio
31 gennaio
28 febbraio
15 marzo
58 MONDO ECOSISTEMA
SINCRONIZZANDO 1 / 2013 59
WE HAVE A DREAM
On air lo spot istituzionale che racconta
la nascita del celebre discorso di Martin
Luther King con una nuova prospettiva
storica, la nostra. “Guest star” dello spot
tre colleghi che descrivono la loro esperienza
e quelli che a Milano hanno posato per il
Q-R code umano della campagna stampa.
#IOVIVOCONNESSO
www.telecomitalia.com/tit/it/iovivoconnesso.html
1
963-2013. 50 anni fa, a Washington, il premio Nobel per la pace
Martin Luther King pronunciò il
discorso: “I have a dream”. Il testo indimenticabile, assoluto e potente di un
uomo simbolo della lotta per l’uguaglianza delle opportunità. Il 31 marzo
è andata in onda la nuova Campagna
Istituzionale di Telecom Italia.
Nel nuovo film istituzionale, Telecom
Italia immagina che quel discorso sia
stato pronunciato non da un solo uomo, ma da una moltitudine di persone
che crede nello stesso sogno e lo condivide grazie alle nuove forme di comunicazione. “I have a dream” si trasforma in “We have a dream”, preannunciando il payoff della campagna:
In alto, Giorgio Tavolini, Vanda Di Foggia e Andrea Pulidori
in “abiti di scena” durante le riprese dello spot istituzionale.
Nella pagina accanto, in “abiti borghesi” a Los Angeles
“Comunicare, Connettersi, Vivere”. Tre
parole che ribadiscono la mission di
Telecom Italia: la comunicazione, le
connessioni e quindi la vita si amplificano grazie alle nuove tecnologie. La
connessione è una condizione sempre
più indispensabile per la sfera personale e professionale di tutti i cittadini.
Ed è attraverso la connessione che possiamo immaginare un futuro di crescita e nuove opportunità. Il film, dal tono alto, istituzionale, ma al tempo stesso pieno di emozione, fa parte di un
progetto di comunicazione. Al film sono collegati una campagna stampa e
web e il progetto multipiattaforma
#iovivoconnesso. Uno spazio del sito
corporate in cui i tanti progetti di Telecom Italia per il Paese sono testimoniati in modo coinvolgente, diretto e chiaro dai colleghi e amplificati dalla conversazione generata dalla gestione dei
social network. Il nostro obiettivo non
era sorprendere ma raccontare in modo semplice realtà che non tutti conoscono, partendo proprio dalle persone
che lavorano in Telecom Italia e che,
con il loro quotidiano lavoro, contribuiscono a costruire un’Italia digitale,
un’Italia connessa. Perché un’Italia
connessa è il primo obiettivo di Telecom Italia per consentire al Paese di
trasformarsi, di crescere e condividere
sogni, aspirazioni e progetti affinché
tutti abbiano uguali opportunità. q
Elena Tondini
Giorgia Signorini
fotografie di Diana Dalsasso
I COLLEGHI
DEL Q-R CODE UMANO
Cristina Giuliani, Erminia Rizzo,
Fabio Mastracco, Gabriella Petrucci,
Chiara Gerola, Paola Ballarini,
Fabio Corti, Simona Polenghi,
Edoardo Sironi, Claudio Barbaini.
8 [email protected]
8 [email protected]
QUATTRO GIORNI
DA STAR
Una telefonata interrompe il tran tran
quotidiano di Andrea, Vanda e Giorgio
colleghi di Consumer, National Wholesale Services e di Investor Relations. E in meno di quattro giorni si ritrovano a Los Angeles sul set, in costume di scena. Ecco il diario dei
quattro giorni in Usa.
• Mercoledì: è iniziato quasi tutto per
caso, una telefonata inaspettata a
metà mattinata, qualche informazione
logistica e un’unica certezza: destinazione Los Angeles, partenza venerdì
mattina. Mission: “Parteciperai insieme ad altri due colleghi alle riprese
della nuova campagna istituzionale
Telecom Italia che andrà on air nei
prossimi giorni”. Non una parola di
più... il mistero si infittisce di ora in
ora. Segue una serie di telefonate e i
tre sconosciuti protagonisti di questa
avventura vengono messi finalmente
in contatto: Vanda, Andrea e Giorgio.
• Venerdì: durante il viaggio, inizia
un’intensa fase di condivisione delle
informazioni nella speranza – vana –
di ottenere qualche delucidazione
sulla nostra comune missione. Le ore
profondendo da vicino i principali
che ci separano dalla meta diventaaspetti operativi di un set cinematono un’interessante occasione per cografico. Nel pomeriggio, la scena
noscerci e per trasformarci in tre
ispirata alla vita di redazione di un
compagni di avventura. Appena atquotidiano italiano nella quale Anterrati a LA, veniamo condotti sul set
drea ha recitato il ruolo di redattore.
di una delle scene dello spot, la caDopo le riprese siamo andati – dovemera di una bambina degli anni Sesrosamente :-) – a visitare uno dei luosanta che gioca sul letto con uno
ghi sacri del cinema: Hollywood!
smartphone. Sì, proprio così... con • Lunedì: ultima giornata di riprese inuno smartphone! Ad accoglierci un
teramente dedicata alla scena inicomitato di benvenuto organizzato
ziale dello spot con la ragazza al pub
dalla nostra collega Elena Tondini,
che esprime un desiderio. Condividalla casa di produzione e dal regidere queste giornate sul set ci ha
sta Giuseppe Capotondi. Lo step sucpermesso di comprendere davvero
cessivo è la prova costumi per la
quanto lavoro e professionalità ci
scena del giorno dopo.
sia dietro ogni singolo secondo di
• Sabato: giornata dedicata alle riprese
uno spot che, nella versione finale
della marcia di Martin Luther King,
per il pubblico, verrà concentrato in
della scena del suo arrivo in auto e
meno di un minuto.
del discorso alla folla di manifestanti. • Martedì - mercoledì: rientriamo in ItaDurante le riprese abbiamo conosciulia. La nostra avventura è terminata
to alcune delle oltre 200 comparse
mentre la produzione del nostro spot
presenti: gente comune, di ogni età e
continua: inizia la difficile fase della
cultura. Per tutta la giornata abbiamo
post-produzione. A noi non resta che
avuto la sensazione che il tempo si
aspettare di vedere lo spot in TV, cerfosse fermato a quegli anni Sessanta.
ti di aver vissuto un’esperienza unica.
• Domenica: in mattinata abbiamo asVanda Di Foggia
sistito alle riprese della scena presAndrea Pulidori
so la scuola di danza russa, apGiorgio Tavolini
60 MONDO IERI OGGI DOMANI
SINCRONIZZANDO 1 / 2013 61
“LA NOSTRA MISSION?
IL DIALOGO”
Parlano i colleghi della Direzione Public and Regulatory Affairs. Il punto
di vista del responsabile Franco Brescia e le testimonianze di tre colleghi.
N
egli ultimi quindici anni, il
settore delle comunicazioni
elettroniche è stato oggetto
di una vera e propria rivoluzione.
Si è passati dal controllo dell’azionariato da parte dello Stato alla
privatizzazione; da un regime di
monopolio per reti e servizi a un
mercato in piena concorrenza.
La liberalizzazione non ha, però,
portato a una forte deregolamentazione: il comparto risulta tuttora regulatory intensive, disciplinato
da vincoli ex ante sull’operatore incumbent mirati a garantire l’apertura della rete alla concorrenza.
Mentre in regime di esclusiva, la
concessione e l’annessa convenzione definivano, puntualmente, i diritti e i doveri della società concessionaria, si è ora in presenza di un
quadro normativo estremamente
complesso, caratterizzato da forti
asimmetrie; la scelta del legislatore
europeo e nazionale è stata quella
di favorire lo sviluppo della concorrenza imponendo all’incumbent un
regime di regole più stringente di
quello previsto per i nuovi entranti,
con obblighi unilaterali, per esempio, di non discriminazione.
Gli impegni assunti da Telecom
Italia, su base volontaria, per offrire garanzie aggiuntive di parità di
trattamento tra le nostre funzioni
commerciali e gli altri operatori
che acquistano servizi di accesso
all’ingrosso, ne costituiscono un
eloquente esempio.
Nel presente scenario coesistono
due livelli di fonte normativa, una
primaria, quella legislativa – defi-
nita a livello di Governo e Parlamento e derivante dalla politica
europea di armonizzazione – e una
secondaria deliberata principalmente da AGCOM, l’Autorità indipendente per la regolamentazione
del settore.
Questo regime di regole asimmetriche durerà ancora a lungo o tenderà a diluirsi di qui a poco? Obiettivo principale della Direzione Public and Regulatory Affairs è eliminare, o quantomeno attenuare, il
peso dei vincoli ex ante. Quello che
possiamo ragionevolmente attenderci nel medio-lungo periodo è
che, dopo una fase d’inasprimento
della regolamentazione, concomitante con l’apertura del mercato e
lo sviluppo iniziale della concorrenza, si dovrebbe giungere all’introduzione, a livello europeo, di
sunset clauses finalizzate a far venir
meno, gradualmente e al verificarsi
di condizioni prefissate, gli obblighi asimmetrici.
Dopo l’applicazione delle sunset
clauses, il settore sarà libero da ogni
vincolo?
Continueranno ad applicarsi le regole del diritto della concorrenza,
insieme a quelle simmetriche valide per tutti gli operatori, come nel
caso della tutela dei diritti dei consumatori. In questo contesto, un
altro compito della nostra Direzione consiste nel far comprendere e
accogliere le posizioni aziendali, a
Bruxelles, durante la fase di definizione delle regole e, in Italia, in
quella del loro recepimento nell’ordinamento nazionale e appli-
A destra, Alessandra Ulizio in piazza del Campidoglio, Roma.
Nella pagina accanto, Alessandra Palombi
di fronte a Palazzo Chigi, Roma
cazione da parte delle Autorità indipendenti.
La nostra mission è, quindi, dialogare con tutta la filiera dei decision
maker, nazionali e sovranazionali,
al fine di rappresentare e tutelare
gli interessi di Gruppo.
q
Franco Brescia
fotografie di Daniele Antoni Paoli
e Francesca Romana Mariani
8 [email protected][email protected][email protected]
62 MONDO IERI OGGI DOMANI
IERI - VINCENZO D’IPPOLITO
Era la fine del 1996 e io lavoravo nel
marketing della allora Direzione dei
Clienti Privati quando mi fu chiesto
di analizzare cosa stesse accadendo in
termini di liberalizzazione del mercato delle telecomunicazioni e che cosa
avremmo dovuto fare per adeguarci.
Di lì a poco in Italia fu istituita l’Autorità (AGCOM) e Telecom Italia iniziò a
presidiare questi temi con gruppi di lavoro tecnici – focalizzati sul meccanismo di interconnessione delle reti degli altri operatori alla nostra – e con la
costituzione di uno steering committee
per coordinare tutte le attività necessarie per garantire la disponibilità dei
primi servizi regolamentati: la number
portability e la carrier preselection.
Quest’ultimo in particolare, fu reso disponibile agli altri operatori nei primi
mesi del 2000 e di fatto fu l’elemento
essenziale che diede l’impulso all’avvio
della concorrenza sul servizio voce. Poco dopo in Telecom Italia si passò dallo
steering committee a una prima struttura organizzativa per il presidio della regolamentazione e io ne feci subito parte. Da quel momento divenni ufficialmente un “regolatore”.
In questa prima fase il mio ruolo fu sia
quello di contribuire a diffondere in
azienda la cultura della regolamentazione, che avrebbe in poco tempo portato anche Telecom Italia a confrontarsi con un mercato competitivo, sia
quello di rappresentare, nei vari tavoli
tecnici istituiti da AGCOM, la posizione di Telecom Italia sulle modalità di
fornitura e i relativi costi per i vari servizi di rete che la regolamentazione
prevedeva per gli altri operatori.
SINCRONIZZANDO 1 / 2013 63
DOMANI - FRANCESCO CASTELLI
OGGI - ENRICA DANESE
Per carattere mi stanno strette le regole, eppure
mi occupo di regolamentazione dal 2000. Sembra
una contraddizione, ma modificare, innovare nelle
regole e nella maniera di leggere le cose è un modo di
“fare regolamentazione”, ossia di proporre dei cambiamenti nell’assetto normativo finalizzati a migliorare i risultati aziendali. Da quando mi occupo dell’offerta retail con il mio gruppo e l’aiuto dei marketing abbiamo deciso di coltivare l’obiettivo di superare tutti quei vincoli regolamentari che non ci consentivano di proporre offerte adeguate al mercato e alla
flessibilità che richiede.
Così, per esempio, abbiamo svincolato dagli obblighi
di controllo dei prezzi le offerte sul traffico e siamo
riusciti a far rimuovere gli ostacoli che impedivano a
Telecom Italia di lanciare promozioni dedicate ai canali di vendita o a specifiche aree territoriali. Solo ieri la regolamentazione ci imponeva di fare la stessa
offerta a tutti, autorizzava le nostre offerte sulla base
di regole rigide e astratte, come il rispetto di prezzi
minimi e massimi, il divieto di praticare promozioni
a meno che non fossero applicate agli altri operatori,
il divieto di legare i servizi attraverso un solo prezzo o
di addebitare nella stessa bolletta servizi fissi e mobili. Oggi, invece, offriamo servizi in bundle (per esempio broadband + traffico illimitato + mobile), è sparito, in molte offerte, il cosiddetto canone; abbiamo
promozioni che cambiano in continuazione o addirittura che durano pochi giorni; applichiamo sconti
privilegiati ai nuovi clienti e partecipiamo alle gare
sui grandi clienti valutando i prezzi sulla base delle
efficienze che riusciamo a realizzare.
Il cambiamento regolamentare che abbiamo ingenerato ci ha inserito in una ruota di evoluzione continua perché sta a noi dimostrare che ogni offerta risponde alle naturali dinamiche del mercato e che
non sfrutta condizioni di vantaggio rispetto ai nostri
concorrenti. Tecnicamente si chiama “replicabilità
economica delle offerte”, praticamente abbiamo messo al centro della regolamentazione la sana e legittima concorrenza tra gli operatori.
Le vicende politiche dell’ultimo
anno confermano che la collocazione dell’Italia nell’Unione Europea è un elemento imprescindibile per l’assetto economico e
le prospettive di crescita del nostro Paese.
Lo stesso si può dire per le regole
del nostro business, sempre più
condizionate dalle Istituzioni europee: Commissione, Parlamento,
Consiglio e, da ultimo, il BEREC,
che rappresenta l’embrione della
futura Autorità unica della UE.
A Bruxelles e a Strasburgo, oltre alle
periodiche riforme delle Direttive
TLC, che vengono poi recepite nella
legislazione nazionale, si elaborano, tra l’altro, Regolamenti, che introducono obblighi direttamente
applicabili negli Stati membri (come per esempio quello sulle tariffe
di roaming) e Raccomandazioni (come per esempio quella sulla regolamentazione NGAN), ossia linee guida grazie alle quali la Commissione
esercita un grande potere di moral
suasion sulle Autorità nazionali.
Inoltre, con le nuove procedure di
notifica delle analisi di mercato la
Commissione, con il supporto tecnico del BEREC, ha acquisito un sostanziale potere di controllo e modifica dei remedies adottati dalle Autorità degli Stati membri.
Da questo nuovo scenario è nata la
necessità della nostra Direzione di
presidiare gli affari regolamentari e
quelli istituzionali con un approccio sempre più integrato tra dimensione nazionale ed europea. Di con-
Michele Bellavite e Lucia Scoca a Bruxelles
seguenza, l’obiettivo del mio lavoro
è diventato, da un lato, quello di
presidiare i processi europei di costruzione delle regole “di domani”
e, dall’altro, di rappresentare la posizione di Gruppo nelle procedure
di verifica della compliance delle decisioni di AGCOM rispetto al quadro europeo “di oggi”.
Guardando ai temi principali dell’agenda 2013-2014, questo significa occuparsi di provvedimenti che
vanno dalla revisione della Raccomandazione sui mercati rilevanti,
all’adozione di una nuova Raccomandazione sulle metodologie di
costo delle reti di accesso in rame e
fibra, fino all’approvazione di un
Regolamento sulle misure per la riduzione dei costi e dei tempi di posa delle NGAN. È attesa, inoltre, una
Raccomandazione sulla net neutrality ed è stato lanciato un Wireless
Action Plan, con l’obiettivo di riformare e armonizzare lo spectrum management nella UE.
Guardando più avanti, la Commissione sta lavorando a un piano di
misure per la realizzazione di un
mercato unico delle TLC europee
che potrà modificare profondamente gli assetti attuali, anche mediante l’introduzione di un Regolatore unico europeo.
Da ultimo, è importante ricordare
che l’esperienza maturata in Europa
viene messa a frutto anche negli altri Paesi in cui opera il Gruppo, come il Brasile che ha avviato una riforma regolamentare ispirata proprio
all’approccio UE.
64 MONDO VENITE DA NOI
SINCRONIZZANDO 1 / 2013 65
A SPASSO
TRA I NOSTRI UFFICI
Con questo numero
inauguriamo un’ideale
passeggiata tra le nostre
scrivanie. Partiamo
dal Nord Ovest con alcune
sedi di Milano e Torino.
VIA TONALE 11, MILANO
È una delle sedi storiche del 12 (un tempo non
solo elenco abbonati, ma vero e proprio centralino degli Italiani) l’edificio di via Tonale 11, a
due passi dalla stazione Centrale, Milano. Un
edificio di poco più di cinque piani, vicino al Pirellone e alla direzione Telecom Italia di piazza
Einaudi, raggiungibile a piedi passando per il
collegio dei Salesiani e per l’Auditorium Don
Bosco, che ha raggiunto una certa notorietà in
passato, ospitando rassegne cinematografiche e
registi del calibro di George Romero, David Cronenberg e James Wan (quest’ultimo è conosciuto oltre che per la saga di Saw, anche per essere
uno dei creatori della fortunata serie televisiva
American Horror Story: Asylum). Una breve introduzione ai luoghi della nostra azienda, che ci
porta però a una considerazione di fatto non
trascurabile, quando ci accorgiamo che l’entrata di via Tonale è stata da poco spostata in via
Copernico. Occasione per gettare uno sguardo
al passato di questo stabile, un tempo centrale e
ancor prima, snodo per la produzione e lo smistamento di alcuni corrieri (quando il complesso non apparteneva ancora alla SIP), a quello
che è oggi nel 2013: un cuore pulsante di gran
parte delle attività di Telecom Italia, tra cui il
1254, evoluzione del vecchio 12 ed eredità di
quelle generazioni che hanno accolto il cambiamento con spirito di interpretazione. Le persone che vi lavorano attualmente sono senz’altro
meno numerose, ma i valori non sono cambiati
a dispetto della crisi e di qualche sfregio della
modernità, che lascia forse immutata la poderosa facciata del suo edificio, ma non il paesaggio
umano che si rinnova a ogni confidente e inalterabile battito di ciglia del futuro.
q
Sabina Mazzoldi
A destra, l’ingresso della sede Telecom Italia
di via Ardigò, 13, Torino.
Nella pagina accanto, una veduta della biblioteca
che contiene oltre 20mila volumi
PIAZZA EINAUDI 8, MILANO
A ridosso di corso Como, la via della movida milanese, a un passo dalla stazione Garibaldi, metropolitana, passante e stazione Centrale, si trova la sede
di piazza Einaudi comunemente chiamata Midir.
Se si ha la fortuna di avere l’ufficio che si affaccia
lungo via Gioia, nelle giornate di sole e cielo azzurro è possibile vedere le montagne, mentre con
qualsiasi tempo si può ammirare il nuovo skyline
della città che i milanesi chiamano “Dubai di Milano”: a sinistra è riconoscibile l’avveniristica UniCredit Tower, poi due grattacieli, esempio di forestazione metropolitana, chiamati Bosco Verticale
per gli arbusti dai tre ai sei metri a ogni piano, infine a destra Palazzo Lombardia dichiarato lo scorso
anno Best Tall Building Europe. Se invece si ha l’ufficio lungo via Pirelli si può ammirare l’omonimo
grattacielo, per i milanesi “Pirellone”, realizzato da
Giò Ponti in vetro, alluminio e acciaio. Ma torniamo al Midir. Al suo interno ospita bar, mensa, negozio sociale e, sparsi per i suoi otto piani, personale di varie funzioni: 564 persone che ben rappresentano le diversità omogenee di Telecom Italia! q
Erminia Rizzo
CORSO BRAMANTE 20, TORINO
La sede torinese Telecom Italia di corso Bramante
20 con i suoi 800 dipendenti è una delle più importanti del Piemonte e Valle d’Aosta. In origine,
l’edificio di corso Bramante fu realizzato dalla
SIP nel 1952 per ILTE (Industria Libraria Tipografica Editrice) in quanto serviva una stamperia capace di soddisfare le esigenze dettate dalla produzione delle Pagine Gialle e degli elenchi telefonici per un’utenza costantemente in crescita come quella dell’Italia del secondo dopoguerra.
Oggi, la sede ospita strutture che forniscono servizi e prodotti telefonici per i clienti e gli operatori (OLO), è sede nazionale dei Servizi Amministrativi di Telecom Italia e delle Società del Gruppo, nonché dell’area Finanza e Controllo. Una sede dinamica e moderna al cui interno è a disposizione dei dipendenti una biblioteca “tipo” di
pubblica lettura con oltre 20mila volumi, il cui
catalogo è consultabile sul sito www.cralt.it.
Inoltre, vi è uno sportello per il disbrigo pratiche e una fresca mensa aziendale.
q
Maria Grazia Valle
fotografie di Paolo Bertoglio
8 [email protected]
8 [email protected]
8 [email protected][email protected]
66 IL RACCONTO
IMMAGINANDO, AGGREGANDO
RACCONTANDO
L
O
e storie appartengono a tutti. Sono nelgni settimana verrà “svelata” una parol’aria, tra i discorsi delle persone, in fala chiave che ci servirà da spunto ideamiglia, nella sala d’aspetto del dottore.
tivo e creativo per:
Sono in tv, sono sul web, sono al cinema, so- • scrivere l’attacco di una storia (l’incipit,
no nei libri, i nostri grandi, insostituibili,
la parte di racconto, che in genere cattufedeli amici. La narrazione ha un’origine
ra il lettore, dal “C’era una volta”, a “Quel
antica e trova una radice comune nelle paramo del lago di Como”) in 500 caratteri;
role ricorrenti, nelle figure che appartengo- • scrivere un breve testo (sempre di 500 cano all’immaginario collettivo, nelle tradiratteri) per descrivere lo svolgimento di
zioni orali e non, di popolazioni di epoche
questa narrazione;
e Paesi differenti.
• scrivere con un breve testo (sempre di 500
caratteri) per definire il finale della nostra
na storia può esstoria collettiva.
sere raccontata
I racconti che verrancon tante pagino pubblicati su Sinne, poche righe, un
cronizzando (con le
verso, una canzone,
firme dei colleghi
un dipinto, un manuautori) saranno comfatto, un gesto. Può
posti dalle tre parti
generare un poema,
più votate e più coeuna favola, una ninna
renti tra loro, seconnanna, un romanzo
do la valutazione di
breve, la sceneggiatuuna giuria di qualità.
ra di un film.
Infatti tutti potremo
L’importante è voler
partecipare online e
rappresentarsi, voler esprimersi.
tutti potremo votare i testi più interessanti
e avvincenti. E non solo.
on questo numero di Sincronizzando spearà possibile anche far parte della giurimentiamo un nuovo modo di racconria di qualità, inviando la propria cantare: la scelta è di poter partecipare tutti
didatura con una email alla redazione
alla costruzione online di “racconti in comune”, che verranno progressivamente pubbli- ([email protected]).
Sarà solo necessario descrivere le proprie
cati sulla rivista.
Lanceremo sulla intranet un’iniziativa di competenze e le proprie passioni sul piano
storia collettiva che coinvolgerà tutti i colle- della scrittura, della lettura e della capacità
ghi di Telecom Italia che vorranno parteci- di valutare storie e narrazioni.
pare. Il meccanismo prevede la possibilità Presto su intranet troveremo tutte le modadi postare “pezzi di racconti” per tre setti- lità per partecipare periodicamente alla costruzione delle nostre storie collettive.
mane a ogni trimestre.
q
I tempi e i modi di adesione verranno di vol- Buona scrittura a tutti!
a cura di Cinzia Vetrano
ta in volta annunciati tramite i consueti caillustrazione di Francesco Sabetti
nali di comunicazione interna.
U
C
S
Sincronizzando
il periodico di Telecom Italia
Anno 4 numero 1
Maggio 2013
Proprietario ed editore
Gruppo Telecom Italia
Direzione, Amministrazione, Redazione
Corso d’Italia, 41 – 00198 Roma
[email protected]
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Francesco Cardamone
Direttore Responsabile
Cinzia Vetrano
Progetto editoriale
Peliti Associati
Coordinamento
e consulenza editoriale
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Francesco Costanzo
Francesca Impecora
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Grafica e impaginazione
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Hanno scritto per Sincronizzando
Maria Cristina Bombelli
Mauro Broggi
Chiara Ottaviano
Hanno collaborato
Silvia Alberta
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Fabrizio Antonelli
Roberto Antonini
Massimo Baiocco
Massimo Balestri
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Simone Battiferri
Michele Bellavite
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Silvana Bernaola
Sonia Bettanello
Michela Billotti
Lucia Biraghi
Claudio Borean
Franco Brescia
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L’editoria di Telecom Italia comprende anche
notiziariotecnico
Ó [email protected][email protected]
www.telecomitalia.com/notiziario-tecnico
Onofrio Capogrosso
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Pino Castrogiovanni
Roberta Catoni
Valerio Cavallo
Ettore Cervi
Andrea Coco
Claudio Contini
Cinzia Coppola
Michele Corcione
Fabio Corti
Carmen Criminisi
Gianfilippo D’Agostino
Valeria D’Amico
Vincenzo D’Ippolito
Enrica Danese
Gianluca De Petris
Margareta Debelder
Tiziana Del Vecchio
Giovanni Dell'Elce
Cinzia Di Diadoro
Vanda Di Foggia
Stefania Di Simio
Assunta Di Vito
Anna Dudnikova
Cinzia Esposito
Stefano Evangelisti
Fulvio Felice Feraci
Gian Piero Fici
Gianluca Francini
Fabio Galluccio
Giuseppe Garigali
Marco Gaspardone
Maurizio Gelletti
Chiara Gerola
Roberta Giannantonio
Ranieri Giardina
Cristina Giuliani
Laurent-Walter Goix
Stefania Ilari
Mario Iannaccone
Antonio Intilisano
Alessandra Jugo
Giuliano Kidric
Gaetano La Delfa
Giuseppe La Torre
Luca Lamorte
Isabella Lauro
Elisabetta Lene
Skjalg Lepsøy
Marcella Logli
Tiziana Lombardo
Dario Mana
Angela Manniello
Marco Marengo
Ivana Maroni
Caterina Marsili
Serena Massobrio
Fabio Mastracco
Sabina Mazzoldi
Carmine Melaragni
Cesare Mercuri
Mario Micarelli
Franco Moraldi
Gianni Moretto
Valentina Nappi
Marco Nebiolo
Monica Olla
Alessandra Palombi
Cinzia Perilli
Fabio Perini
Gabriella Petrucci
Tiziana Pironti
Simona Polenghi
Enrico Roberto Polese
Renza Poncini
Guido Ponte
Paolo Priolo
Andrea Pulidori
Lorenzo Pupillo
Erminia Rizzo
Luca Rossetto
Fabrizio Savi
Lucia Scoca
Giorgia Signorini
Emanuela Sinibaldi
Ida Sirolli
Edoardo Sironi
Andrea Sorbara
Giorgio Tavolini
Gabriele Testa
Cinzia Tomei
Elena Tondini
Alena Trifirò
Enrico Trovati
Claudia Truglio
Alessandra Ulizio
Massimo Valla
Maria Grazia Valle
Daniela Ventura
Giuseppe Di Lorenzo
Maria Grazia Facciolà
Sergio Fallucca
Andrea Furelli
Domenico Giampà
Maria Laura Gonzales
Fabrizio Ignesti
Fiona Kok
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Archivio Corbis
Archivio Getty Images
Archivio Gruppo Telecom Italia
Archivio storico Telecom Italia
Tipografia
Varigrafica Alto Lazio
Zona Industriale Settevene Nepi
01036 – Nepi (VT)
Registrazione
Periodico iscritto
al Tribunale di Milano
numero 126 del 22 febbraio 2006
Chiuso in tipografia
16 maggio 2013
Testi, fotografie, disegni
Riproduzione vietata
copyright ©
Amministrazione
Lucilla Mancini
Illustrazioni e infografica
Giulia D’Anna (pagine 38-39)
Marco Giannini (pagine 8/11, 14/16, 57)
Alberto Ruggieri (pagine 18-19)
Fotografie
Riccardo Adelini
Daniele Antoni Paoli
Moreno Balzani
Paolo Bertoglio
Katia Carota
Luigi Chiriacò
Carta ecologica riciclata Fedrigoni Symbol Freelife Satin
Prodotto realizzato impiegando carta certificata FSC Mixed Sources COC-000010.
Prodotto realizzato impiegando carta con marchio europeo di qualità ecologicaEcolabel – Rif. N°

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