Sincronizzando numero 9

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Sincronizzando numero 9
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Anno 3 numero 1 – Aprile 2012
Il programma di formazione
e inserimento destinato
a oltre 350 giovani
Le competenze
per la trasformazione
e per la nostra leadership
Tutti insieme
App... assionatamente
Superinternet, l’offerta
che offre il massimo
della tecnologia ADSL
Parlano i colleghi
della funzione Technical
Infrastructures
SINCRONIZZANDO
L’EDITORIALE
S
incronizzando anno terzo.
La nostra rivista taglia questo traguardo e traccia un primo bilancio. Con nove edizioni realizzate
e con lo speciale dedicato ai claim delle funzioni Domestic, Sincronizzando prosegue la diffusione
della cultura di impresa presso i nostri key stakeholder e i seniores dell’ICT che ricevono regolarmente
il periodico.
L’Editoria di Telecom Italia
Scarica l’applicazione L’Editoria e consulta i prodotti editoriali di Telecom Italia.
Disponibile su Apple Store, Google Play (Android) e TIM Store,
l’app viene alimentata con i periodici Sincronizzando e Notiziario Tecnico.
Puoi effettuare il download dei prodotti di tuo interesse
e consultarli anche offline in versione orizzontale e verticale.
La lettura è semplificata grazie all’indice dinamico e alle miniature
delle pagine visualizzabili. Attraverso il multitouch è possibile effettuare
lo zoom e scorrere le singole pagine.
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a rivista si candida sempre più a qualificarsi come “rivista delle persone, per le persone, realizzata
dalle persone”, come dicono i numeri. Più di 120 colleghi hanno contribuito alla stesura di oltre 350
testi e altri 20 alla realizzazione di circa 750 photoreportage con più di 3.000 scatti: le persone evidenziate in “Hanno collaborato” in terza di copertina, aumentano esponenzialmente a ogni numero.
irca 2.000 copie sono state distribuite presso i più importanti atenei italiani nel corso di importanti appuntamenti con gli studenti, per far conoscere da vicino spicchi di vita aziendale e della
sua comunicazione interna, 1.000 sono state consegnate nel corso di convegni ed eventi.
el 2012 l’Editoria di Telecom Italia sfrutterà ancor più le nuove tecnologie.
In particolare Sincronizzando, oltre che nella tradizionale versione a stampa, realizzata in materiali eco-sostenibili, continuerà a essere disponibile su Intranet, in formato sfogliabile con l’archivio di tutte le edizioni e la possibilità di ricerche full text su temi e autori degli articoli.
Fino allo scorso anno le visualizzazioni alla pagina web dedicata sono state circa 2.000 e 3.000 gli accessi a ogni news che annunciava nuove pubblicazioni. Da una recente rilevazione il 7 per cento di noi
ha scelto la soluzione online per continuare a leggere i contenuti, al posto della copia cartacea.
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a rivista, già disponibile anche su www.telecomitalia.com nella sezione Stampa con la raccolta completa in formato pdf e testi sintetici che riassumono ciascuna edizione, nel 2012, con l’imminente rilascio di un’applicazione dedicata all’Editoria di Telecom Italia, sarà anche su piattaforma Android e
iOS, per garantire un’ulteriore modalità di lettura, oltre che di Sincronizzando, anche del Notiziario Tecnico
e di altri prodotti editoriali come il nostro Codice Etico.
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a partecipazione, la passione delle persone hanno segnato la differenza perché sempre più tutti
noi vogliamo essere soggetti attivi della vita del Gruppo, svolgere ruoli da protagonisti, mettere a
disposizione la nostra energia. Lo abbiamo recentemente dimostrato con la partecipazione alla
Rilevazione del Clima 2012, la più alta dell’ultimo quinquennio.
on un ulteriore scatto in avanti possiamo rendere la rivista il luogo privilegiato dove ciascuno di
noi potrà postare il “racconto” della propria realtà professionale. Un esempio? Il reportage, ospitato a pagina 18 di questo numero, scritto e illustrato a più mani dai colleghi protagonisti dell’emergenza causata dall’abbondante nevicata dello scorso inverno. I colleghi che hanno approntato le soluzioni ICT hanno scelto Sincronizzando per condividere la loro esperienza con il resto del Gruppo.
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razie al contributo di quanti vorranno raccontare la nostra azienda e le storie che la caratterizzano,
continueremo a presentare a noi stessi e a chi ci leggerà in rete, giovani, anziani, clienti, studenti,
giornalisti, istituzioni, il soggetto imprenditoriale che nel Paese vuole guidare il futuro digitale e
l’innovazione tecnologica regione per regione, territorio per territorio. Come è nella sua tradizione. Come è nella sua vocazione.
La redazione
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Bruno Spiezia
SINCRONIZZANDO
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IO IMPARO, L’AZIENDA È CON TE
“Gli esami non finiscono mai”, ma si affrontano con impegno ed energia. È il motto dei coraggiosi colleghi che stanno seguendo i corsi di laurea previsti dal progetto I care myself, che alla seconda edizione ha registrato oltre 1.400 nuove adesioni. Sono 1.000 gli studenti che si iscrivono a ogni sessione di esame, dopo aver
frequentato video-lezioni, interagito con tutor e classi virtuali, elaborato con profitto test di apprendimento, come previsto dall’Università Telematica Uninettuno.
Nella foto, da sinistra, Francesco Cervino, Anna Maria Cimmino, Stefano Gisonna, Assunta Somma, Donata Soprano, Patrizia Cinquegrano, Giuseppe Strollo, Benedetta Santoro, in attesa di sostenere le prove scritte nella sede di Napoli.
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SINCRONIZZANDO
INDICE
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PERSONE
La parola alla funzione
Compliance
PUNTI DI VISTA
L’energia della TGeneration
8
n
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UNO DI NOI
4 Market
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I responsabili che gestiscono la relazione
con la clientela presentano il mercato di Telecom Italia
dai loro diversi punti di vista. Quali le competenze
necessarie per il futuro della nostra leadership?
Il nostro grande freddo
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QUESTIONE DI STILE
Emozioni in rete
con PappanoinWeb
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n
n
BUSINESS
FACCIAMO IL PUNTO SU...
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LA FACCIA DI CHI CI METTE LA FACCIA
Professionisti
della prevenzione
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Aperti al cittadino
L’Open Government sposta il focus dall’erogazione
di servizi alla partecipazione attiva
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VENITE DA NOI
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IL RACCONTO
Latte caffè
La giovane scrittrice Martina Evangelisti,
in esclusiva per Sincronizzando
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Prosegue il nostro percorso nell’eccellenza:
è la volta di Campania, Sardegna, Veneto
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IN COSA POSSO ESSERLE UTILE?
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La parola a chi gestisce le infrastrutture tecniche
elettriche, meccaniche e civili che consentono
il funzionamento e lo sviluppo delle reti e dei servizi
Viaggio in Italia
I colleghi della funzione Servizio di Prevenzione
Protezione e Ambiente ci aiutano a garantire
la sicurezza sul lavoro e a mantenere l’attenzione
sulla tutela dell’ambiente
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MESTIERI IERI OGGI DOMANI
Sempre in prima linea
30
Il progetto customer journey prevede
la sperimentazione diretta di prodotti e servizi Telecom
Italia, TIM e della concorrenza da parte dei manager,
con l’obiettivo di migliorare la qualità dei nostri servizi
ECOSISTEMA
Premiati sette progetti, sui 300 presentati,
per valorizzare il nostro patrimonio culturale
meno conosciuto
n
PERCHÉ L’HO SCELTO
MONDO
I nostri beni invisibili
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Superinternet, l’offerta che agevola il cliente
nel mondo web, offre il massimo che la tecnologia
ADSL permette. Il nuovo format advertising consumer
Sulla via del cliente
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Telecom Italia ha avvicinato il grande pubblico
alla musica classica di qualità per diffondere
la cultura e favorire la digital inclusion
Sono i colleghi certificati nell’ambito del programma
Lean Six Sigma, una risposta concreta alla qualità
ed efficienza dei processi
n
52
Dalla 2a zona al Future Centre, una passeggiata
tra le nostre sedi storiche nel Triveneto
n
Una storia al futuro
C’ERA UNA VOLTA
Passaggio a Nord-Est
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STRUMENTI DI LAVORO
n
n
46
La scuola: ricordi, successi, stress, giovinezza,
ma soprattutto il luogo in cui cominciamo a costruire
la nostra cultura con un apprendimento strutturato
TECNOLOGIA AL QUOTIDIANO
Le cinture? Nere e verdi
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REPORTAGE
Rappresentanti di classe
Il progetto New Optical Fiber, per tornare
a gestire le attività di realizzazione e manutenzione
della rete ottica sul territorio nazionale
n
SCENARIO
Lente di ingrandimento del 45° Rapporto Censis
sull’iniziativa locale come leva per far ripartire l’economia
INNOVAZIONE
Riprendiamoci la fibra
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COMMENTI
Nuovo mondo antico
I pilastri della nostra strategia in cinque passi,
dalla centralità della persona alla produzione
di idee per il futuro del mondo dell’ICT
n
n
LO SPECCHIO DELL’AZIENDA
L’intervento di Irene Tinagli
SESTANTE
Innovazione,
qualità, territorio
LA PAROLA ALL’ESPERTO
Sapere alla portata di tutti
L’impegno di Telecom Italia per l’emergenza neve.
I racconti dei colleghi coinvolti in prima linea
n
40
Come si pone un’impresa socialmente responsabile
nella realizzazione del business. L’attenzione continua
a valori intangibili come l’etica e la reputazione
Il nostro piano di formazione e inserimento
nel Gruppo Telecom Italia di oltre 350 giovani
che raccontano questa esperienza
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A CARTE SCOPERTE
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PERSONE
SINCRONIZZANDO
PUNTI DI VISTA
L’ENERGIA
DELLA TGENERATION
Il nostro piano di formazione
e inserimento nel Gruppo
Telecom Italia di oltre 350
giovani che raccontano
questa esperienza.
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el luglio scorso, Telecom Italia ha intrapreso
un grande progetto per la formazione e l’inserimento in azienda di oltre 350 laureati e
laureandi nel prossimo triennio, con un obiettivo
chiaro: avvalersi del contributo di giovani che
possano rispondere all’esigenza di sviluppo dell’azienda e individuare, tra i migliori, i dirigenti
del domani (vedi l’articolo alle pagine 22-23).
Due i driver del programma: l’idea che la ricerca
e la formazione sono il vero motore dell’innovazione, non solo per le imprese, ma anche per il
Sistema Paese; la convinzione che l’apporto delle nuove generazioni, che svolgono spesso un
ruolo determinante in ogni processo di cambiamento, possa arricchire i processi di innovazione di Telecom Italia.
Sono stati coinvolti i maggiori atenei nazionali,
dal Nord al Sud, per cogliere le più aggiornate
competenze necessarie in Telecom Italia.
Numerosi sono stati gli incontri e i gruppi di lavoro che hanno portato alla stipula di convenzioni e accordi in un numero sempre crescente
di realtà accademiche che hanno aderito con
entusiasmo.
IL MODELLO
DI TUTORSHIP
Per assicurare ai giovani coinvolti nei diversi percorsi d’apprendimento sviluppati in azienda – apprendistato, master e dottorato – un equilibrato impegno sul campo tra studio e attività di funzione, è
stato definito uno specifico modello di tutorship, finalizzato all’orientamento e alla valorizzazione delle competenze dei giovani. Tale modello, ispirato da
consolidate best practice realizzate a livello internazionale, garantisce che tutte le fasi dell’inserimento dei laureati e laureandi in azienda – dalla selezione alla formazione per arrivare alla valutazione dell’apprendimento – siano parte di un nuovo
processo costruito ad hoc per i giovani, che sia vicino alle loro caratteristiche ed esigenze di sviluppo. Incontrano, infatti, in azienda persone, situazioni, ambienti, dimensioni relazionali del tutto nuove,
dinamiche per il conseguimento degli obiettivi che
sono profondamente diverse dalla vita e dal contesto accademico. Il modello di tutorship avvicina le
due realtà, accademica e aziendale, basandosi sullo scambio reciproco di know how e di visione tra
le generazioni e punta in particolare all’autosviluppo personale dei giovani. Per ciascuno di loro c’è
una persona speciale – un collega o una collega –
formata appositamente per guidarli nell’apprendimento, che li segue per l’intero percorso trasmettendo la propria esperienza in un intenso scambio
che arricchisce entrambi.
Anna Golovkova e Pierluigi D’Ippolito,
apprendisti Technology
10 PERSONE
SINCRONIZZANDO
PUNTI DI VISTA
TRE FORMULE
Il programma TGeneration segue tre direttrici:
contratti di apprendistato per l’Alta Formazione,
destinati a 200 giovani laureandi in ingegneria
che sono via via inseriti in ambito Technology/
Open Access, in coerenza con quanto già attivato con il progetto The Day Before per Telecontact
Center, finalizzato all’inserimento di ulteriori
200 laureandi in ingegneria ed economia; tre
nuovi master post-lauream, rivolti a neolaureati in
ingegneria ed economia, progettati in partnership con il Politecnico di Torino, il MIP (la Business School del Politecnico di Milano) e l’Università Federico II di Napoli, con lo scopo di formare 65 giovani su specifiche conoscenze inerenti l’innovazione tecnologica per il mercato;
dottorati di ricerca, rivolti a 95 laureati in ingegneria ed economia, con competenze eccellenti e
interessati a conseguire il più alto livello di
istruzione universitaria, coinvolgendoli in 32
progetti di ricerca su temi di frontiera definiti
dalle Linee di Business di Telecom Italia. I ragazzi saranno inseriti in azienda secondo una delle
tre formule e, attraverso un attento programma
BUSINESS
E TECNOLOGIA
Alla VI edizione, il Master in Innovazione di Reti e
Servizi nel Settore ICT, in collaborazione con il Politecnico di Torino, è stato completamente aggiornato
nel programma didattico. L’obiettivo è formare esperti in grado di gestire e portare innovazione nelle reti
e nei servizi ICT, con competenze tecniche ma anche
di mercato, come ha voluto la nuova progettazione.
Per i 17 brillanti ingegneri ammessi, le lezioni sono
iniziate il 20 febbraio scorso.
Focalizzato sull’integrazione virtuosa tra tecnologie
e business, per stimolare un approccio innovativo, è
il neonato Master in Business Innovation & ICT Management realizzato in collaborazione con il MIP di
Milano. Il master ha avuto inizio il 16 aprile 2012 con
20 partecipanti, non solo laureati in ingegneria ma
anche in economia.
Sempre nell’anno accademico 2011-2012 partirà la
prima edizione del Master Innovazione ICT: Progettazione e Gestione di servizi di nuova generazione e
cloud computing, presso l’Università Federico II di
Napoli che ha lo scopo di formare 20 ingegneri nella
progettazione e gestione di servizi e di architetture
basate su reti di telecomunicazione fisse e mobili,
con focus sul cloud computing.
Ciascun master prevede, dopo la prima fase d’aula,
un periodo di stage di sei mesi nelle nostre sedi, dove i partecipanti potranno vivere a stretto contatto
con la nostra realtà e respirarne la cultura aziendale.
Sopra, gli studenti del Master in Innovazione di Reti e Servizi nel settore ICT – iniziato il 20 febbraio 2012 e giunto
alla sesta edizione – realizzato con il Politecnico di Torino. In piedi, da sinistra, Bartolomeo Mastronardi, Giuseppe Barillaro,
Damiano Rapone, Giuseppe Simigliani, Vincenzo Liguori, Fabiola Cesarini, Emanuela Cocco, Maria Angelica Salguero Bermont,
Valentina Sanna, Emanuele Zingale, Luca Oliva, Andrea Giuseppe Mura; in prima fila, da sinistra, Nicolò Vaccaro,
Raul Guerrero, Stefano Petrangeli, Paolo Lobina, Fabio De Lazzari
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12 PERSONE
SINCRONIZZANDO
PUNTI DI VISTA
LAVORO
E STUDIO
un forte orientamento all’apprendimento e grande energia per il raggiungimento dei risultati in
contesti competitivi e in continua evoluzione.
di tutorship e monitoraggio continuo, verranno
individuati i migliori: quanti alla fine potranno
essere assunti in Telecom Italia dipenderà anche
dalla motivazione, dall’impegno e dalle competenze che i ragazzi avranno dimostrato durante il
periodo di inserimento e ricerca in azienda. Tutti
i giovani coinvolti dovranno dimostrare di avere
LA FORMAZIONE
Il piano di formazione e inserimento delineato
fin qui è parte di un insieme molto articolato di
attività che Telecom Italia porta avanti da tempo
con le università e il mondo dell’innovazione, e
che comprende partnership strategiche con le
migliori università e business school italiane,
sponsorizzazioni formative con gli atenei, finalizzate a master, stage e borse di studio, ma anche
iniziative come Working Capital e Joint Open Lab.
Si tratta in sostanza di un investimento importante in competenze non solo nel settore della
tecnologia, ma anche per l’innovazione richiesta al business aziendale.
DAL LABORATORIO
ALL’INNOVAZIONE DI MERCATO
Un momento inedito e particolarmente rilevante dell’incontro tra didattica, ricerca e innovazione è rappresentato dal progetto di inserimento di dottorandi in percorsi strutturati di ricerca finanziati da Telecom Italia
su temi definiti dall’azienda e condivisi con le università. L’elemento caratterizzante di questa formula innovativa di inserimento coglie due punti essenziali: dedicare competenze eccellenti quali quelle dei dottorandi, all’individuazione e allo sviluppo di idee al servizio
delle aree di business aziendali e formare risorse di
grande qualità che maturino un’esperienza on field,
trasformando l’azienda nel “nuovo laboratorio di ricerca” per l’applicazione diretta di mercato.
Il progetto di ricerca dura 36 mesi ed è curato da un
team, normalmente costituito da due ingegneri e un
economista/ingegnere gestionale, per favorire una visione integrata tra innovazione tecnologica e business
management, lavorando in gruppo.
Gli studenti possono partecipare al dottorato di ricerca
dopo aver vinto il concorso pubblico nazionale bandito
dall’università convenzionata con l’azienda e, per l’intera durata del progetto, percepiscono una borsa di
studio dall’ateneo, finanziata da Telecom Italia. Ciascun progetto di ricerca è seguito in azienda da un responsabile di progetto, referente e punto di coordinamento per i dottorandi per le attività di ricerca.
In alto, da sinistra, Giuseppe di Bella e Cettina Barcellona, dottorandi del progetto di ricerca e-health - Modelli
di sviluppo della sanità digitale; Francesco Lo Bue e Diego Agrò, dottorandi del progetto Cybersecurity.
Sopra, l’intervista di Carlo Alberto Carnevale Maffè a Marco Patuano durante il Twitter Time dello scorso febbraio,
dedicato alla TGeneration, trasmesso in diretta videostreaming su intranet e su alcuni social media.
Nella pagina accanto, da sinistra, in basso, Oscar Civiletti, Vincenzo Brutto e Anna Formisano di Telecontact Center
UNA PROPOSTA
DEDICATA AI GIOVANI
Per avvicinarsi sempre di più al mondo dei giovani e
comprenderne a fondo aspirazioni e attitudini, Telecom Italia partecipa da anni ai Career Day e realizza
presentazioni sulle nuove iniziative verso gli studenti nelle università, ma ha anche ideato una promozione mirata, per favorire le loro esigenze di network e
socialità nel tempo libero. Da giugno 2011 ha avviato
una nuova offerta dedicata ai giovani, TIM Young,
creata sulla base dei bisogni dei ragazzi di comunicare senza limiti e senza pensieri, e attraverso un
mondo di iniziative pensate per coinvolgere il target.
Il percorso è stato fatto preservando l’esclusività del
mondo “young” ai soli clienti under 30. L’offerta è
stata costruita con sms, internet e chiamate verso un
numero amico, che sono i principali mezzi di comunicazione tra i giovani. Su TIM Young poi è stato costruito un mondo di opportunità e di occasioni esclusive, come quella di poter ascoltare gratis sul telefonino la musica preferita, grazie a Cubomusica, o
quella di partecipare a giochi e concorsi per vincere
premi esperienziali come biglietti per i concerti e per
gli eventi cool del momento. Quindi se avete amici
“giovani” invitateli a entrare nel mondo TIM Young:
scopritelo su www.timyoung.it.
Il coinvolgimento dei giovani consentirà a Telecom Italia di confermare il proprio impegno allo
sviluppo del mercato del lavoro nel nostro Paese
come impresa socialmente responsabile.
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Marina Giardini
Maria Antonietta Russo
Remigio Somma
fotografie di Domenico Giampà,
Patrizia Valfrè e Sergio Fallucca
Abbiamo parlato dei giovani e
dei loro percorsi d’apprendimento.
La redazione di Sincronizzando ne
ha incontrati alcuni tra quelli già
inseriti nel Gruppo Telecom Italia.
In particolare ragazzi già assunti
con contratto di apprendistato
per alta formazione (part time al 50
per cento per una durata di 18 mesi).
Tutti laureandi. Tutti assunti da
laureandi. Eh sì, proprio laureandi e
non già laureati, come in genere chi
entra per la prima volta in azienda.
Perché l’originalità di questa
modalità di inserimento sta proprio
nel consentire ai giovani di entrare
nel mondo del lavoro
nel corso dell’ultimo anno di laurea,
che diventa così anche il primo
di apprendimento professionale,
in una sovrapposizione temporale
virtuosa che crea duplice vantaggio,
sia per il giovane sia per l’azienda.
Sentiamo il racconto della loro
esperienza e iniziamo con i veterani
Anna Formisano, Vincenzo Brutto
e Oscar Civiletti, assunti nei mesi
di giugno e luglio dello scorso
anno nel canale Open Market di
Telecontact Center e provenienti
rispettivamente dalle sedi di Napoli,
Catanzaro e Caltanissetta dove è
stato avviato il progetto The Day
Before. Veniamo accolti con
entusiasmo e chiediamo subito
ad Anna, 27 anni, laureanda in
Ingegneria Gestionale alla Federico
II di Napoli, appassionata di cucina
e animali, come ha vissuto il
momento iniziale dell’inserimento:
“Avevo poca esperienza del mondo
del lavoro e un grande timore
riguardo all’impegno che mi
aspettava: non riuscire a laurearmi!
Ma da subito ho incontrato persone
disponibili e un ambiente
favorevole, attento alle mie
esigenze rispetto allo studio
e agli esami”. Oscar, 27 anni,
laurea specialistica in Ingegneria
dell’automazione a Palermo, amante
delle moto e degli sport estremi,
ci parla del percorso formativo.
“È una risorsa importante che ci
consente di completare il nostro
bagaglio culturale e universitario,
affrontando temi specialistici
come il cloud computing, le reti
fisse e mobili e anche argomenti
nuovi come i trend di mercato
ICT e la cultura d’impresa.
Con il training on the job riusciamo
poi a toccare con mano situazioni
e problematiche in cui è importante
l’esperienza”. Vincenzo, 27 anni,
laurea specialistica in Ingegneria
Biomedica a Catanzaro, capitano di
una squadra di calcetto e amante
del mare, ci racconta il suo impegno
in azienda: “Il mio gruppo lavora
nel canale Open Market e forniamo
assistenza a clienti come ADR
Aeroporti di Roma, Windjet, Posta
Certificata, LA7, Italtel. Occorre
capire sempre le esigenze di chi
sta dall’altro capo del filo e trovare
una soluzione definitiva per non
far richiamare il cliente.
Il rapporto di collaborazione tra
colleghi e l’ambiente familiare
è fondamentale, anche per
il buon esito dei casi particolari”.
Proseguiamo la nostra
conversazione con gli apprendisti
inseriti dal 16 gennaio 2012 nelle
strutture di Technology di Roma e
lasciamo la parola ad Anna
Golovkova e Pierluigi D’Ippolito.
Anna, 28 anni, di nazionalità russa,
è laureanda in Ingegneria delle
tecnologie della comunicazione e
dell’informazione presso Roma Tre.
È in Italia da un anno e mezzo, adora
l’architettura italiana e la danza.
Con lei scopriamo come si arriva
a partecipare a questa esperienza:
“Ho conosciuto Telecom Italia
all’università in Russia, al corso
sulla rete di trasporto backbone e,
quando in Italia ho visto il bando, ho
colto subito l’opportunità... speravo
di farcela e ci sono riuscita!”.
A Pierluigi, 26 anni, laureando in
Ingegneria delle Telecomunicazioni
a Roma Tor Vergata, chitarrista rock
e appassionato di softair, chiediamo
di raccontarci la sua impressione su
questi giorni in Telecom Italia:
“Mi piace molto l’approccio delle
persone che lavorano in azienda –
dice – sono attente a quello che
esprimo e a quello che potrei fare,
accogliendo con entusiasmo questa
ondata di freschezza. Mi sento
responsabilizzato e di conseguenza
mi aspetto molto da me stesso,
sapendo che il percorso sarà
impegnativo”. Chiudiamo
chiedendo, in una battuta, ai ragazzi
di Telecontact cosa raccontano
ai loro familiari e amici
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dell’esperienza che stanno vivendo.
Dichiarano con decisione:
“un passaggio fondamentale per
conoscere il cliente”, sostiene
Anna, “una nuova forma mentis –
aggiunge Oscar – mantenendo la
propria identità per aggiungere
quel quid che fa la differenza”,
“un impegno per partire con il piede
giusto”, chiude Vincenzo.
Ai ragazzi di Technology chiediamo
infine cosa pensano i loro familiari
e amici della loro nuova esperienza.
Con altrettanta fiducia e decisione
rispondono: “Mi hanno fatto
i complimenti – spiega Pierluigi –
e sono convinti che saprò costruire
il mio futuro”, “mia madre –
afferma Anna – è molto orgogliosa,
sarà un’esperienza sfidante
e fantastica”.
14 PERSONE
UNO DI NOI
SINCRONIZZANDO
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4 MARKET
ad hoc. Per queste due tipologie di clienti
dobbiamo pensare anche ai servizi aggiuntivi che i clienti spesso ci chiedono, quali per
esempio l’assurance e il customer care personalizzati. Sulle aziende Medie abbiamo invece adottato un approccio per area territoriale. Qui troviamo imprese riconducibili a molti settori, dal manifatturiero al food, dal farmaceutico al trasporto, che non hanno modelli di business simili ma che sono accomunate da bisogni analoghi sul fronte delle tecnologie. Infine la novità di quest’anno nell’ambito Top è rappresentata dal segmento
Medium Enterprise, con realtà piccole e medie sul territorio per le quali il packaging dell’offerta diventa fondamentale.
I responsabili che gestiscono
la relazione con la clientela
presentano il mercato di Telecom
Italia dai loro diversi punti
di vista. Un confronto sulle
competenze necessarie
a garantire il futuro della
nostra leadership nel Paese.
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uali competenze sono necessarie a questa azienda per la trasformazione? La redazione di Sincronizzando ha organizzato
su questo tema un forum con Simone Battiferri, responsabile Top Client and Public Sector, Pietro Labriola, responsabile Business,
Luca Rossetto, responsabile Consumer e Alessandro Talotta, responsabile Wholesale Nazionale e Internazionale, che guidano le attività di Go To Market in Telecom Italia. L’incontro si è svolto con un clima aperto e
schietto, confermando la volontà di confronto e un sereno spirito di squadra, chiave indispensabile per i risultati positivi sul mercato.
Il dibattito è stato condotto pensando alle
domande che avrebbero posto sia i lettori
interni, i nostri colleghi di Telecom Italia,
sia tutti coloro che leggono la rivista sul web
e quindi clienti e stakeholder esterni.
I quattro responsabili si sono espressi sulle
competenze distintive e da rafforzare di Telecom Italia, concentrando il dibattito sulle
aree da rafforzare e su quelle su cui far leva
per affrontare i cambiamenti in atto.
Luca Rossetto. Parlare del mercato Consumer significa parlare di persone che utilizzano quotidianamente la tecnologia in modo spontaneo e naturale per comunicare,
informarsi e divertirsi. Sono persone con un
budget spesso limitato per i servizi di comunicazione e che, nell’ambito delle loro disponibilità, cercano di far rientrare il massimo che il mercato possa offrire. In questo
settore Telecom Italia è certamente il brand
che segmenta meno la domanda sia per i
servizi fissi sia per quelli mobili. Abbiamo
infatti una base clienti molto ampia, varia e
diversificata, che rappresenta in sé un valore grandissimo e che pone a noi una sfida in
termini di quantità e di focus più impegna-
tiva di quella che si pone ad altri operatori
con target più mirati.
Pietro Labriola. Il segmento Business si caratterizza per la grande eterogeneità della sua
clientela: dal negoziante del piccolo esercizio di quartiere al libero professionista, dalla piccola azienda manifatturiera, spesso
collocata nelle aree industriali delle città, alla grande impresa con un brand già molto
conosciuto sul mercato. Le sfide per noi sono quelle di comprendere le esigenze di ciascun cliente, di coglierne la varietà delle sfumature, di adattare il nostro linguaggio agli
interlocutori e di acuire la nostra capacità di
ascolto. Per i clienti più piccoli bisogna rendere semplici le cose difficili attraverso un
linguaggio non sofisticato dal punto di vista
tecnico. D’altro canto quando si parla con le
aziende con più di 100 dipendenti i bisogni
tendono a essere più sofisticati e il linguaggio deve naturalmente essere più evoluto.
Tra questi due estremi ci sono le fasce intermedie come il libero professionista, che
spesso innova perché è obbligato ad adempiere a obblighi di legge, o le piccole e medie imprese che devono chiedersi continuamente se convenga loro fare un investimento sulle tecnologie per creare efficienza e risparmio. La nostra difficoltà è quindi quella
di parlare in maniera differente e mirata a
queste diverse tipologie di clienti.
Simone Battiferri. Con il riassetto organizzativo da poco varato è stato completamente rivisto il Go to Market per Top Clients and Public Sector. Il cambiamento è stato dettato
dalla semplice convinzione che non era possibile seguire efficacemente tutti i nostri
grandi clienti del settore privato e della Pubblica Amministrazione con un approccio
unico e indifferenziato. Il Public Sector ha
una sua specificità di norme e di esigenze che
ne fanno un segmento assolutamente speciale, a esso abbiamo dedicato presidi molto fo-
calizzati e messo a disposizione competenze
distintive. Guardando dentro il mondo dei
Top Clients abbiamo invece trovato Imprese
Medio-Piccole e Imprese Medie, Aziende
Grandi e Aziende Grandissime, tutte straordinariamente diverse tra loro. Nella parte alta del nostro mercato la sfida è quella di proporre “vestiti su misura” per le Grandissime
Aziende senza dover partire sempre dalla
“stoffa grezza”, massimizzando l’utilizzo di
service elements predefiniti. Le soluzioni standard sono invece la priorità che intendiamo
perseguire per le Grandi Aziende con la possibilità, solo quando necessario e conveniente, di procedere all’elaborazione di progetti
Sopra, da sinistra, Luca Rossetto, Pietro Labriola,
Alessandro Talotta e Simone Battiferri
Alessandro Talotta. I nostri clienti sono gli
altri operatori licenziatari che insieme a Telecom Italia rappresentano il totale del mercato delle Tlc in Italia. Questo è un momento economico e finanziario difficile perché è
complicato recuperare finanziamenti utili
agli investimenti, con conseguenti problemi sul credito. Il nostro orientamento oggi è
quindi quello di comprendere le priorità
del cliente per sviluppare il suo business. Ci
sono grandi differenze nel mercato del fisso
e del mobile e la difficoltà dei clienti ad avere i finanziamenti per gli investimenti crea
naturalmente problemi di sviluppo di mercato. Per noi servire i nostri clienti significa
creare efficienza e dare infrastrutture a un
costo sostenibile. In particolare per il fisso
sono importanti l’efficienza e i progetti innovativi chiavi in mano per la connettività,
mentre per il mobile si lavora sulle grandi infrastrutture per consentire lo sviluppo della
domanda di broadband mobile. La componente prezzo è quindi per noi una leva fondamentale e cerchiamo di dare più quantità
allo stesso prezzo.
Labriola. Il punto di forza di Telecom Italia è
che abbiamo la possibilità di seguire il cliente a 360 gradi. Il punto di debolezza è che non
riusciamo a sfruttare questo vantaggio al meglio perché spesso non ci parliamo. A tutt’oggi capita di fare riunioni nelle quali si può
constatare che Funzioni diverse non interagiscono tra loro. Siamo un’azienda ancora troppo legata alle gerarchie e agli “orticelli”,
quando in realtà la cosa importante è che
non riusciremo mai a essere vincenti se l’ap-
16 PERSONE
UNO DI NOI
SINCRONIZZANDO
Broaden your Life
proccio è quello di definire il confine e spesso, per evitare di creare problemi a qualcun
altro, è quello di allargare la distanza tra confini lasciando nel mezzo ampi spazi vuoti e
non presidiati. Io dico che sarebbe preferibile avere un minimo di sovrapposizione, perché almeno si riuscirebbe a coprire tutto. E,
anche se la sovrapposizione di tanto in tanto
può generare sfridi e discussioni, da essa scaturisce sempre qualcosa di sano e costruttivo. Far notare di tanto in tanto che qualcosa
non va in un’area che non è la mia non deve
essere bollato come un atto di delazione, dal
momento che abbiamo tutti un obiettivo comune, quello di servire il cliente garantendo
così il futuro della nostra azienda. Nella mia
funzione questa è la battaglia quotidiana che
combatto. Per esempio, Luca Rossetto può essere un amico, ma se sta facendo una scelta
sbagliata io devo farglielo notare e se non riusciamo a trovare una soluzione è giusto che si
passi a un livello decisionale superiore.
Rossetto. Non abbiamo la cultura del feedback e non abbiamo ancora fiducia sistematica nel feedback degli altri. Bisogna darsi feedback diretti basati sui fatti e non sulle percezioni poiché questo è un modo per crescere
organizzativamente. Telecom Italia rappresenta un concentrato di competenze multi-
usiness...
B
r
u
o
y
d
Clou
...it’s easier
disciplinari che non ha eguali nel nostro settore. Tuttavia mettere in comune le diverse
competenze e scatenarle per competere sul
mercato non ci è sempre naturale.
Battiferri. Una caratteristica tipica della nostra azienda è stata quella di una certa autoreferenzialità, a volte anche ostentata. Le cose stanno però mano a mano cambiando,
anche se c’è ancora la tendenza a vivere molto all’interno dei nostri confini più che a
confrontarsi con quello che succede sul
Mercato. Anche se in aziende grandi come la
nostra il rapporto diretto con il cliente è appannaggio solo di una minoranza di colleghi, deve crescere in tutti la consapevolezza
che Telecom Italia ha la sua ragion d’essere
proprio nel mondo esterno, con i clienti e
con le loro esigenze. Bisogna quindi continuare a chiedere alle nostre persone, come
stiamo facendo già da qualche tempo, un atteggiamento diverso, dobbiamo imparare
cose nuove e affrontare nuove sfide, guardando fuori e non dentro. Ci stiamo arrivando ma, ripeto, con una certa lentezza. Occorre accelerare il passo in maniera decisa.
Talotta. Questa è un’azienda che sta seguendo un processo di trasformazione iniziato
qualche anno fa e che è passata per varie fa-
si di sperimentazione. Sono diversi anni che
sperimentiamo modelli organizzativi differenti cercando di adattarci alle esigenze del
mercato. I diversi modelli applicati di volta
in volta per adattarci al mercato all’inizio
erano lenti e poco efficaci, mentre adesso
iniziano a essere veloci ed efficaci. Vuol dire
che c’è un apprendimento rapido e la conoscenza di quello che sta accadendo sul mercato è superiore rispetto a prima.
Rossetto. Siamo lenti. Sono d’accordo con
Alessandro quando dice che stiamo correndo, ma abbiamo bisogno della velocità del
ghepardo per avere successo e leadership in
un mercato e in un contesto economico molto impegnativi. Viviamo in un sistema in cui
in cinque anni nascono e diventano giganti
aziende che prima non c’erano. È vero che
noi dominiamo il nostro cliente nel senso
che lo vediamo in un processo end to end, abbiamo competenze, esperienza, ma ci sono
tre trappole – almeno in ambito consumer –
alle quali fare attenzione: “questo non lo abbiamo mai fatto”, “questo lo abbiamo già fatto e non ha funzionato”, “in fondo andiamo
abbastanza bene”. Ricordiamoci che siamo
un’azienda con una grande ricchezza finanziaria, tecnologica, manageriale, di competenze e molto determinata, che ha la poten-
ections
Enable Worldwide Conn
zialità di affrontare qualsiasi crisi in modo
migliore rispetto a qualunque altro.
Battiferri. Abbiamo grandissime competenze interne, una presenza sul mercato ineguagliata e ineguagliabile, abbiamo una capacità di investimento che non ha nessuno
dei nostri competitor. Citando Woody Allen
mi verrebbe da dire: “c’è solo un ostacolo tra
noi e il successo: siamo noi stessi!”. A parte
gli scherzi, abbiamo un problema culturale
e, mentre la tecnologia si può comprare, la
cultura è qualcosa che si deve creare e ha
tempi di diffusione molto più lenti. Ma, considerando le dimensioni del cambiamento e
la nostra complessità, le premesse per fare
bene ci sono tutte e siamo comunque a
buon punto nel nostro cammino.
Labriola. Un altro tema che vedo è il seguente: la nostra azienda vuole recuperare la strategicità del territorio ma c’è un problema di
comunicazione tra funzioni centrali e funzioni territoriali. Spesso ciò che viene deciso
centralmente viene comunicato top-down
senza spiegare le logiche che ci sono dietro.
Una delle cose che dico più frequentemente
è che non mi interessa dare l’ordine ma piuttosto fornire la spiegazione che vi è alla base.
Se non iniziamo a coinvolgere le persone nei
1 / 2012 17
ss...
Cloud your Busine
...build the future
processi decisionali, applicando un modello
da fabbrica industriale invece che uno concepito per un’azienda di servizi, avremo persone che quando hanno un problema non
capiranno mai come poterlo risolvere.
Talotta. Quello che vedo io è che troppe volte si mette in discussione la decisione presa
e questo crea dei rallentamenti.
Rossetto. Io sono abbastanza d’accordo con
Alessandro perché probabilmente non discutiamo abbastanza a fondo i temi più critici per il business. Quando poi si conclude,
non si deve concludere necessariamente
con il consenso raggiunto da tutti, perché la
media ponderata dei punti di vista non garantisce la soluzione giusta. Bisogna concludere la discussione e andare in esecuzione
con disciplina e costanza.
Labriola. Sono d’accordo, ma questo è vero
per chi è a un livello manageriale. Ricordiamoci però, che chi fa muovere la macchina
sono spesso i nostri specialisti e professional.
Di solito non è il mio partner manager che rimette in discussione quanto io ho deciso,
eppure il mio partner manager, che è un quinto o sesto livello, ha uno dei ruoli più importanti perché è quello seduto accanto al mio
imprenditore e deve spiegargli la nostra
strategia. Se a questa persona abbiamo chiesto per esempio di lavorare sulla leva della
quantità e non abbiamo accompagnato
questa comunicazione con la spiegazione
del perché bisogna andare in questa direzione e sul come fare, il modo in cui si muoverà
potrà essere non efficace.
Battiferri. Oltre a quello che dice Pietro, su
questo tema vorrei evidenziare che talvolta,
anche quando si sia raggiunto un accordo su
una determinata tematica tra tutti gli attori
coinvolti e si scende al livello inferiore, la discussione inizia nuovamente generando
confusione tra il momento del confronto, il
momento della decisione, quello dell’allineamento e quello dell’execution. Questo ciclo purtroppo può ripetersi a ogni livello organizzativo. Quindi se, invece di pensare alla
gestione dei confini e del chi fa cosa, una volta finita la fase del confronto e presa la decisione, pensassimo più all’execution della stessa, sicuramente questo aiuterebbe tutti. È un
tema culturale che viene dalla nostra storia e
oggi abbiamo la necessità di continuare a
cambiare per potere garantire il successo
della trasformazione in atto.
q
Ida Sirolli
fotografie di Katia Carota
18 PERSONE
SINCRONIZZANDO
UNO DI NOI
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IL NOSTRO
GRANDE FREDDO
L’impegno di Telecom Italia per l’emergenza neve si sintetizza
nelle parole di Franco Bernabè: “... tra i tanti disservizi che hanno
afflitto le zone colpite dal maltempo non ho mai sentito citare
problemi riferiti a noi”. Il racconto dei colleghi in prima linea.
L
Riccardo Adelini
unedì 30 gennaio 2012, avviso dei colleghi
di Security/Crisis Management: “Per la mattinata di domani, martedì 31 gennaio 2012,
e per le successive 24-36 ore, si prevedono nevicate: fino a quote di pianura su Piemonte, Lombardia e Liguria, in estensione dal pomeriggio
su Emilia-Romagna, Toscana, Marche e Umbria,
e a seguire, inizialmente a quote superiori a
400-600 metri, su Lazio, Abruzzo e Molise, in
graduale abbassamento fino a 100-300 metri”.
Il messaggio è inequivocabile, ma chi può immaginare che buona parte del nostro Paese andrà, per circa tre settimane, a competere con le
località siberiane per temperature e precipitazioni? Bisogna affrontare l’emergenza con le
“fabbriche” di Network Operations, Open Ac-
Da sinistra, Andrea Voltolina, Stefano Masini, Franco Tiziani,
Massimo Bontempi, Paolo Ajolfi, Giorgio Bonfiglioli,
Paolo Di Feliciantonio, Claudio Demaria.
Sopra, un UCR liberato dalla neve grazie all’intervento
del tecnico di commutazione Saule Versari dell’AOA Nord Est,
Longiano (Forlì-Cesena)
cess, e Technical Infrastructure.
È già tanto che non sia venerdì, con i presidi ridotti al minimo per il weekend. Che il vecchio
Murphy si sia distratto? Mai pensare di fregarlo: nel pomeriggio di martedì, come da copione, inizia a nevicare massicciamente. Le conseguenze delle precipitazioni si protrarranno
per una ventina di giorni.
Ecco la testimonianza chi è sceso in campo a
giocare questa partita impegnativa.
MASSIMO BONTEMPI - TECHNOLOGY
OPEN ACCESS AOA/NE AOL MARCHE
“L’evento meteorologico dello scorso febbraio
non trova riscontro neppure nella memoria
degli ultracentenari. In due occasioni, a sette
20 PERSONE
SINCRONIZZANDO
UNO DI NOI
giorni di distanza, metri e metri di neve non su
una località sciistica o su un passo di montagna ma sulle nostre città. Un micidiale destrosinistro davvero difficile da assorbire senza andare al tappeto.
Ma abbiamo risposto: abbiamo fatto riemergere
impianti completamente sommersi, procedendo con le ciaspole o sui mezzi della protezione
civile per chilometri e chilometri, inciampando
su cartelli stradali coperti dalla neve, avanzando
nei boschi come Indiana Jones – come scrive un
media locale – ripristinando celermente i servizi
di telecomunicazioni sia fissi sia mobili ricollegando al mondo località isolate.
I ‘messaggi nella bottiglia’: l’abnegazione, il
senso di appartenenza a un’azienda che ha come missione il servizio, la tenacia dei protagonisti e la solidarietà da parte di colleghi di altri
territori, accorsi in aiuto. Non avevo alcun dubbio che così sarebbe avvenuto. È stato un periodo terribile e magnifico al tempo stesso, che
racconteremo ai nostri nipoti dicendo: io c’ero!”.
GIORGIO BONFIGLIOLI E PAOLO AJOLFI
TECHNOLOGY OPEN ACCESS AOA/NE AOL
EMILIA OVEST
“Quando si pensa a Reggio e a Modena, vengono di solito in mente il buon cibo, la disfida dei
lambruschi, gli ineguagliabili bolidi della Motor Valley. Ma nessuno penserebbe mai a Zanna
Bianca, a Kirk Douglas che assalta in Norvegia
la base segreta dei cattivi con gli sci da telemark o a Stefania Belmondo che in staffetta lotta per la sua dieci chilometri olimpica. Ecco la
cronaca di quanto è successo nell’Alto Frignano all’inizio di febbraio. La frontiera ‘da conquistare’ è una stazione radio base che si è pie-
gata sotto il peso di 110 centimetri di neve rendendosi inespugnabile. Gli sci di Kirk sono stati sostituiti da meno nobili, ma più efficaci, racchette e la slitta trainata da Zanna Bianca non
ospita più Franco Nero, ma una scorta Nokia
da 20 chili. Tania (Badodi), abbandonata la 4x4
nell’ultimo punto carrabile, ha ora una tre chilometri di fondo da affrontare in staffetta con
Mauro (Zuliani) e Decenzio (Ferrari) e con una
slitta da 20 chili da portare in quota.
I tre staffettisti capiscono di avere in pugno la
partita non appena sul loro HTC rispuntano le
cinque tacche... e immediatamente dopo se ne
accorgono anche i nostri clienti dell'Alto Frignano. Grazie Tania, Grazie Mauro, Grazie Decenzio”.
STEFANO MASINI - TECHNOLOGY
OPEN ACCESS AOA/NE AOL ROMAGNA
“Leggo sui depliant: ‘La Romagna, il divertimento per eccellenza dove tutto è possibile,
qualunque cosa tu voglia fare’. E che tutto sia
veramente possibile l’ho scoperto a febbraio.
Non mi sarei mai aspettato che una località famosa per il mare, le spiagge, i parchi divertimento e il sole si sarebbe trasformata in poche
ore in un luogo capace di fare concorrenza a
Cortina o a Davos...
La perturbazione ci ha colpito duramente, soprattutto nella zona dell’Alta Valmarecchia, dove la neve ha raggiunto l’altezza record di tre
metri abbondanti e nella provincia di Forlì-Cesena, con strade bloccate, migliaia di automobilisti rassegnati a muoversi a piedi parcheggiando dove possibile, treni fermi sui binari con
centinaia di persone a bordo, centinaia di famiglie sfollate dalle proprie abitazioni per il pericolo di crollo dei tetti sotto il peso della neve. Di
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IL RUOLO DI SECURITY CRISIS
MANAGEMENT PROTEZIONE CIVILE
fronte a questo scenario, con i Comuni e le Prefetture attive a coordinare la macchina dei soccorsi, possiamo affermare con orgoglio di aver
dato il nostro contributo, con i colleghi di Crisis Management/Protezione Civile, garantendo
soprattutto la funzionalità della rete radiomobile e consentendo il coordinamento delle
squadre di pronto intervento della Protezione
Civile. Per due settimane ci siamo dimenticati
del sabato e della domenica. Tutti hanno risposto presente alla chiamata alle armi dando massima disponibilità”.
ANTONINO ORLANDO - TECHNICAL
INFRASTRUCTURES AREA SUD
“A dispetto degli stereotipi che caratterizzano
il Sud anche noi, nelle prime settimane di febbraio, ci siamo svegliati circondati da un sorprendente paesaggio polare. Le condizioni metereologiche avevano generato molteplici interruzioni di energia elettrica, la ‘benzina’ degli impianti di telecomunicazione. I tecnici di
Infrastructures, insieme a Protezione Civile e
Vigili del Fuoco, hanno compiuto azioni in
condizioni limite raggiungendo centri isolati
per mancanza di energia elettrica, ripristinando il servizio con i gruppi elettrogeni di soccorso in nostra dotazione.
Le nostre famiglie sono passate, una volta tan-
to, in secondo piano, come pure l’orario di lavoro, i pranzi e talvolta anche le cene, senza
che, tuttavia, venisse a mancare l’entusiasmo
per il lavoro. Un grazie a coloro che mi hanno
fatto sentire orgoglioso di appartenere alla
squadra di Technology e in particolare ai colleghi della Campania, della Calabria e della Basilicata Gianfedele Cosentino, Antonio Todisco,
Eugenio Galiano, Antonio Satriano, Silvano Recupido, Luigi Iovini, Carlo Sarracino che abbandonando le 4x4 hanno percorso l’ultimo
chilometro a piedi trasportando gasolio e convertitori per il ripristino del servizio”.
PAOLO CANTORO - TECHNICAL
INFRASTRUCTURES AREA CENTRO
“Anche in Abruzzo quello che è successo a febbraio ha avuto, in termini di intensità di precipitazioni nevose, un carattere di assoluta
straordinarietà. Un esempio per tutti: Balsorano, vicino a L’Aquila, è rimasto letteralmente
isolato per tre giorni. L’avvio dell’intervento di
ripristino viene concordato con la Prefettura
per la mattinata di domenica 5. A notte fonda
una task force riesce a raggiungere il centro abitato con mezzi speciali della Protezione Civile.
Dopo alcune ore, aiutati anche dalla popolazione e con mezzi del Comune, riusciamo ad
accedere alla nostra centrale. Dopo circa 30 minuti tornano a funzionare telefoni, modem e
cellulari dei cittadini del paese. Ce ne torniamo a casa sfiniti, ma orgogliosi per il lavoro
svolto al servizio della comunità”.
In queste pagine, alcuni interventi di manutenzione
straordinaria realizzate dai colleghi di Technology
a seguito delle nevicate di febbraio,
monte Petrano (Pesaro-Urbino)
FABRIZIO SILVESTRI - NETWORK
OPERATIONS NETWORK MAINTENANCE
“Roma, sabato, ore 7. Luca, quattro anni, si arrampica sulla sedia. La faccia e le manine appiccicate al vetro della finestra: ‘papà, guarda...
nevica!’, esclama.
Al tempo stesso sugli schermi dei Centri di Supervisione a Milano, Bologna, Firenze, Roma e
Napoli, si infittiscono le lucette rosse. Abbiamo
rinforzato i presidi, ma ecco le prime telefonate
Il racconto è di Letizia Stazi: “Sheraton Golf: corso
di Nodi Manageriali, immersa nell’Etica vengo catapultata nella ‘realtà’ da una telefonata del Dipartimento che mi convoca per le 19.30 al Comitato
Operativo, attivato in modalità permanente, a causa delle intese nevicate che stanno interessando la
penisola. Da questo momento si scatena il finimondo in un crescendo ‘rossiniano’ di tensione, telefonate, email, richieste...
Ho vissuto per una settimana, alternandomi con Fabrizio Sette, al Dipartimento, in contatto, pressoché
continuo, con i colleghi del territorio.
Non si può capire la tensione di quei momenti nei
quali bisogna far fronte a tante pressioni nell’urgenza. Per esempio la richiesta del Capo Dipartimento
Franco Gabrielli di avere continui aggiornamenti
dello stato dei servizi di telefonia fissa e mobile nelle aree colpite e la ricerca di sinergie con gli organi
istituzionali e le altre società di servizi per dare il
supporto logistico, indispensabile ai nostri tecnici,
per realizzare interventi particolarmente complessi”.
Maria Letizia Stazi
Fabrizio Sette
dei colleghi che non riescono a uscire di casa. La
risposta arriva dai Centri: ‘rimaniamo noi finché non arrivano i cambi, non molliamo’.
Sono i colleghi che diagnosticano i guasti, danno assistenza ai tecnici esterni, monitorano le
congestioni e smistano il traffico. I garanti dell’E2E. Due volte al giorno inviamo un bollettino che sintetizza in due righe la situazione della rete a livello nazionale e informa l’azienda
sullo stato dei nostri impianti fissi e mobili.
Per tre lunghe settimane. Fino al termine dell’emergenza”.
q
Stefano Paggi
Raoul Pieroni
Venanzio Iacozzilli
Salvatore Aiello
Paolo Ajolfi
Giorgio Bonfiglioli
Massimo Bontempi
Paolo Cantoro
Claudio Demaria
Massimiliano Dotti
Stefano Masini
Antonino Orlando
Claudio Seguiti
Fabrizio Silvestri
22 PERSONE
SESTANTE
SINCRONIZZANDO
INNOVAZIONE,
QUALITÀ,
TERRITORIO
I pilastri della nostra strategia
in cinque passi, dalla centralità
della persona alla produzione di idee
per il futuro del mondo dell’ICT.
INTERNET: LA PERSONA AL CENTRO
G
li effetti che Internet ha prodotto sulle nostre vite sono moltissimi,
ma se dovessi indicare l’effetto più rilevante direi la crescita straordinaria del ruolo dell’individuo all’interno delle dinamiche economiche e sociali. La democratizzazione diffusa. Internet ha messo al centro la persona, le persone. Le persone, con i loro desideri e la loro identità, si sono rimesse al centro, e in gioco, grazie a Internet. Questo effetto
si è moltiplicato attraverso i terminali mobili di ultima generazione. La
centralità della persona si è ampliata grazie alla qualità squisitamente
individuale della telefonia mobile. La telefonia mobile, come sostengo
da tempo, al di là della categoria tecnologica andrebbe più
correttamente definita telefonia personale. Ciò che
caratterizza un telefono mobile e che lo distingue da uno fisso, non è la mobilità, ma la proprietà e l’utilizzo individuale. L’incontro
tra Internet, gli smartphone e i tablet ha
generato un fattore moltiplicativo a
vantaggio dell’esperienza individuale: tutto, sempre di più, ruota attorno alle persone.
1 / 2012 23
LA PRESENZA ARTICOLATA
T
LA REGOLA
INDEROGABILE
L’ECOSISTEMA
DELLA TGENERATION
C
Generation è il nome che abbiamo dato a una serie di iniziative che Telecom Italia ha
avviato con il mondo delle università e della ricerca e, più in generale, con l’ecosistema allargato dell’innovazione. Iniziative che vedono coinvolti molti giovani: ricercatori, partecipanti ai progetti di formazione, nuovi assunti, innovatori. T sta per Telecom Italia, TIM,
Telefonia, Talento, Trasformazione, Tecnologia, Territorio e molto altro. T è l’insieme dei fatti e
dei valori che costituiscono l’identità di Telecom Italia. Un’identità che cambia nel tempo, che
deve adattarsi ai mutamenti del
mercato, all’emergere e all’affer-
he si tratti di banda
larga o ultra-larga, fissa
o mobile, di cloud computing, di infrastrutture digitali, di offerte o altro ancora, tutto deve rispettare il comandamento
della qualità. La qualità, in Telecom Italia, deve diventare una
regola inderogabile. Assieme alla qualità, un ruolo di primaria
importanza deve averlo l’innovazione. L’innovazione ha un
ruolo centrale nello sviluppo futuro del nostro mercato. Senza
qualità e innovazione non possiamo soddisfare efficacemente i bisogni dei nostri clienti. Entrambe trovano riflesso
in alcuni tra i principi più importanti che ispirano il nostro
Codice Etico. All’articolo 2, quello in cui si elencano gli Obiettivi e i Valori delle Società del Gruppo, si fa esplicito riferimento al “perseguimento dell’eccellenza e della competitività nel
mercato, offrendo ai propri clienti prodotti e servizi di qualità,
che rispondano in maniera efficiente alle loro esigenze”. Le
scelte di business devono sempre essere espressione del nostro Codice Etico, manifestazione concreta della convinzione
che l’etica nella conduzione degli affari sia anche condizione
del successo dell’impresa.
T
marsi di nuovi bisogni. La TGeneration è il capitale umano, tecnologico e formativo che definisce l’identità presente e futura di Telecom Italia. Investiamo in iniziative
e progetti legati al mondo universitario perché la formazione dei
giovani e la ricerca sono il motore
dell’innovazione. Il futuro di Telecom Italia è necessariamente legato ai giovani e alla capacità di
fare innovazione
(vedi il dossier
alle pagine 8-13,
ndr). La capacità
di innovare non
è prerogativa dei giovani, ma le
nuove generazioni hanno sicuramente un ruolo cruciale in tutti i
processi di rinnovamento.
elecom Italia vanta una straordinaria articolazione sul territorio. Tutta la sua storia è profondamente legata alla geografia fisica, antropica, sociale, economica del nostro Paese. Bene, in un’epoca
dominata dalla georeferenziazione, nell’era di Google Maps e di Foursquare, dobbiamo ridare slancio al network di relazioni sul territorio, valorizzare le specificità locali in termini tecnologici, istituzionali e commerciali, e cogliere tutte le opportunità che ne
derivano. Essere vicini al cliente significa anche saperne interpretare e soddisfare i bisogni in relazione alla sua identità
regionale, comunale, distrettuale. Le condizioni socio-economiche e culturali variano da regione a regione, con importanti riflessi sui consumi e sulla domanda di beni e servizi. La
nostra risposta deve essere differenziata, puntuale, ad hoc.
LA COMMUNITY DELLE IDEE
W
orking Capital in due anni ha creato la più ampia community nazionale sull’innovazione, ha
promosso un grande movimento d’opinione attorno a un progetto di comunicazione. Quest’anno
abbiamo deciso di fare un passo avanti, generando
un portfolio. Working Capital 2012 trasforma infatti le idee in impresa: investe nelle idee migliori e le fa
accadere. È una edizione tutta orientata all’attuazione
concreta dei progetti, sia in termini di investimento sia
di supporto operativo. C’è più pratica e meno teoria. Più
workshop e meno telecamere. Più mentorship e meno microfoni. Idee da realizzare, punto. Working Capital 2012 non è
più solo un abilitatore di startup, diventa a tutti gli effetti un
acceleratore di innovazione capace di generare un portfolio
coerente con i piani di sviluppo di Telecom Italia, con l’obiettivo di assumere la leadership di un progetto di crescita per il sistema Paese, sul modello di Startup America.
a cura di Paolo Priolo
Fonte: discorsi dell’AD
Marco Patuano
gennaio-aprile 2012
24 INNOVAZIONE
SINCRONIZZANDO
TECNOLOGIA AL QUOTIDIANO
1 / 2012 25
I NUMERI
DELLA FORMAZIONE
Il percorso formativo è partito
a novembre 2011 e si concluderà
entro giugno 2012.
• 16 tutor
• 422 tecnici in aula
• 4 moduli formativi
• 9 centri di formazione: Battipaglia,
Bologna, Catania, Firenze, Mestre,
Milano, Oristano, Roma e Torino
U
RIPRENDIAMOCI
LA FIBRA
È in campo da alcuni
mesi il progetto New
Optical Fiber,
pensato per tornare
a gestire le attività
di realizzazione e
manutenzione
della rete ottica sul
territorio nazionale.
n progetto maturato nel tempo. Nel 2009 è stato costituito
un gruppo di lavoro – in ambito Open Access – con l’obiettivo di
individuare percorso, modalità di
funzionamento e modello organizzativo per consentire la piena
operatività con manodopera sociale sulle attività di esercizio, manutenzione, delivery e creation della rete in fibra ottica. Inizialmente riguarderà la sola rete ottica distribuita in viabilità ordinaria, per poi
procedere in una seconda fase con
le attività relative alla Rete di Transito Nazionale – RTN, posata in sede autostradale.
La parola chiave quindi è internalizzazione, sia per quanto riguarda
le attività di manutenzione sia per
gli spostamenti e la realizzazione di
impianti, recuperando autonomia
nei confronti delle imprese esterne
e portando in azienda il know how
relativo alla fibra ottica. È importante sottolineare che il progetto
GLI AMBITI OPERATIVI
DEL PROGETTO
• Rete in rame di giunzione
e distribuzione
• Rete ottica di giunzione
in viabilità ordinaria
• Rete ottica di distribuzione
• Rete ottica NGAN orizzontale
non è circoscritto solo alla fibra ottica, ma riguarderà anche la rete di
giunzione e distribuzione in rame
attraverso una continuità di presidio dell’esercizio e della manutenzione assicurata da nuclei di tecnici
dedicati. Tutto questo assume rilevanza strategica per il futuro, ma
comporta effetti significativi anche
nell’immediato.
L’attenzione è alta sugli aspetti economici: le attività finora affidate alle imprese – a esclusione delle sole
opere civili – possono essere realizzate in completa autonomia con
personale e mezzi interni. Basti
pensare che è stato già rivisto il
contratto verso terzi prevedendo
un graduale azzeramento della
quota relativa alla manutenzione
correttiva della rete regionale e di
accesso a partire da gennaio 2012.
Nell’immediato il progetto si pone
anche l’obiettivo del miglioramento
della qualità della rete – ottica e in
rame – attraverso un’intensa e continua attività di risanamento e manutenzione, fino ad arrivare all’allineamento delle banche dati, ai collaudi,
alle campagne di misura e alla diagnosi e localizzazione dei guasti.
E naturalmente l’NGAN: l’implementazione della nuova rete sul territorio nazionale è in crescita, ed è
sicuramente necessario avere team
dedicati come punti di riferimento.
Sopra, in piedi, da sinistra, Valentino Frau, Giuseppe Buttafuoco, Stefano Lecco, Jos Brants,
Nicola Ferrari, Francesco Novi, Lorenzo Sorrentino, Claudio Guidolin, Mario Spera,
David Giuli e Gianni De Felice; in prima fila, da sinistra, Giancarlo Mattiangeli, Francesco Valli,
Giuseppe Palmeri, Massimo Defraia, Mauro Vomiero, Valentino Segradin e Damiano Truglia.
Nella pagina accanto, Alessio Micheli
ORGANIZZAZIONE DEI TEAM
Andiamo con ordine ripercorrendo
le tappe più significative del processo. La prima è stata quella di individuare la struttura organizzativa
idonea all’interno della quale collocare l’attività, tenendo conto delle
circostanze operative e degli impianti in esercizio. In tal senso è stato previsto di identificare, nell’ambito di ciascuna AOL (Access Operations Line) un nucleo NOF (New
Optical Fiber) in seno a una AOU
(Access Operations Unit), costituito da un team di tecnici specializzati e dedicati alla fibra. I team sono
opportunamente dislocati a copertura dell’intero territorio nazionale
e organizzati in modo da ottimizzare sia le risorse dedicate alle attività
operative sia quelle dedicate alle attività di coordinamento e relazione
con i clienti, interni ed esterni.
Altra tappa fondamentale per l’intero processo è rappresentata dalla
formazione: è stato avviato uno specifico piano formativo rivolto agli
ex tecnici portanti fisici in rame e ai tecnici Impianti e Servizi che svolgeranno le attività previste dal progetto. È
stato realizzato dapprima formando sia tecnicamente che metodologicamente 16 risorse – i tutor – che
hanno poi assunto il ruolo di docenti, facilitatori e supervisori dell’intera attività di formazione. Un percor-
so molto impegnativo che prevede
inoltre un ciclo di verifiche finali
per ogni singolo tecnico.
IL FUTURO
Un nucleo composto da personale
altamente specializzato e mezzi dedicati costituisce sicuramente un’ottima base di partenza per i successivi sviluppi. Uno degli obiettivi più
ambiti per il futuro è rappresentato
dall’internalizzazione di esercizio e
manutenzione dell’intera rete di
transito nazionale posata lungo il
percorso delle autostrade, da sempre affidata all’impresa SIRTI.
Un’ulteriore importante opportunità di crescita sarà rappresentata
dalla possibilità di proporsi – ad altri operatori di telecomunicazioni,
aziende municipalizzate e chiunque in possesso di reti ottiche – come esercenti e manutentori a fronte di canoni prestabiliti. Open Access avrà, infatti, sull’intero territorio nazionale un’organizzazione di
esercizio e manutenzione assolutamente non replicabile in termini
di professionalità, copertura del
territorio nazionale e tempestività
d’intervento.
q
David Giuli
Nicola Ferrari
Giovanni Zizzari
ha collaborato Francesco Costanzo
fotografie di Giuseppe Di Lorenzo
26 INNOVAZIONE
SINCRONIZZANDO
STRUMENTI DI LAVORO
VALENTINA
NAPPI
BLACK BELT, MARZO 2011
CONSUMER
“L’esperienza LSS è stata entusiasmante, amo molto lavorare in team e
la forza della squadra è la forza del
progetto. All’inizio c’è molto fermento
perché bisogna approcciare argomenti nuovi per tutti i componenti del
gruppo in modo veloce e approfondito. Man mano che si prosegue nell’attività, supportati da una metodologia
strutturata in fasi ben definite e grazie
anche ai numerosi strumenti a disposizione, ciascun partecipante trova il
modo di dare un contributo essenziale
e personale alla buona riuscita del
progetto. È affascinante come in poco
tempo risorse con competenze differenti riescano a dar vita a progetti e
soluzioni così accurati ed efficaci”.
LE CINTURE?
NERE E VERDI
Sono i colleghi certificati
nell’ambito del programma
Lean Six Sigma, una risposta
concreta alla qualità
ed efficienza dei processi.
U
na metodologia per il miglioramento continuo. Si tratta del Lean Six Sigma che nasce
dall’integrazione fra l’approccio Lean Manufacturing e la metodologia Sei Sigma. La sua applicazione consente di perseguire simultaneamente
il miglioramento della qualità dei processi tramite la riduzione della variabilità rispetto alla richiesta del cliente e l’incremento della velocità attraverso l’eliminazione delle fasi prive di valore
aggiunto e la riduzione degli sprechi. In particolare il programma Lean Six Sigma di Telecom Italia
ha l’obiettivo di realizzare progetti di process improvement su aree di interesse in tutte le funzioni
aziendali e si connota per due elementi distintivi:
l’attenta identificazione dei progetti da lanciare,
attraverso analisi costi/benefici e analisi dei parametri che possono influenzare direttamente o indirettamente il progetto (stakeholder, sponsorship, importanza critica sul sistema e così via);
l’enfasi posta sul potenziamento della professionalità delle persone presenti in azienda. I progetti infatti sono condotti da team composti da risorse in formazione su due ruoli, Green Belt e Black
Belt, uno più junior, l’altro di seniority più elevata.
L’azienda pertanto investe sul capitale umano e
su know how interni.
1 / 2012 27
VALERIA
ELIA
GREEN BELT, NOVEMBRE 2010
HUMAN RESOURCES
& ORGANIZATION
“La partecipazione al programma LSS?
Un’esperienza coinvolgente, intensa
e di grande soddisfazione.
Coinvolgente è stato il clima di team
working e di messa in comune di esperienze diverse, intenso il ritmo di aula e di lavoro sul progetto, grande soddisfazione è derivata dalla preparazione della celebration finale e dall’impatto sull’audience delle conclusioni
di progetto.
Il punto di forza del programma LSS?
Puntare sul capitale di competenze interne all’azienda e metterlo ‘al lavoro’
in logica di progetto. I risultati sono
arrivati e con orgoglio posso dire che
ci sono stati riconosciuti”.
PAOLA
MARINO
Il programma è stato introdotto in Telecom Italia nel 2009 e da allora ne sono state realizzate
quattro edizioni che hanno portato alla certificazione di 74 risorse di diversa estrazione organizzativa e alla realizzazione di 13 progetti di improvement su differenti aree aziendali (di staff,
commerciali, eccetera).
GREEN BELT, LUGLIO 2009
HUMAN RESOURCES
& ORGANIZATION
“Ho avuto l’opportunità e il piacere di
partecipare nel 2009 a una delle edizioni pilota del percorso formativo
sulla metodologia Lean Six Sigma.
Oltre alla soddisfazione di aver potuto
conseguire la certificazione internazionale di Green Belt, contemporaneamente partecipando a un progetto
vero di ricerca dell’efficienza e della
qualità di un importante processo
aziendale, non posso fare a meno di
raccontare quanto, con tutto il gruppo
dei 20 pionieri, mi sono divertita: abbiamo misurato, campionato, calcolato metriche... i nostri visi talvolta sbalorditi, ma sempre tra battute spiritose, grande complicità e strettissima
collaborazione con la line che ci sosteneva. C’è voluta un po’ di buona volontà per rimettersi a studiare certe
cose, ma ne è valsa la pena: abbiamo
accresciuto le nostre competenze e
siamo tutti tornati un po’ ragazzi”.
UN NUOVO MODO DI VIVERE IN AZIENDA
Per chi ha partecipato, questa esperienza non si è
conclusa con la fine del progetto: si è trasformata
in un patrimonio professionale e personale che
ha inciso profondamente sul modo di vivere in
azienda. Ha cambiato l’approccio al tema del miglioramento dei processi e ha valorizzato in ciascuno la propensione a lavorare in team, a confrontarsi con gli altri e a trarre beneficio dalle differenze reciproche pur nell’applicazione di una
metodologia comune. Il programma pertanto
rappresenta l’opportunità per Telecom Italia di
muoversi efficacemente in una logica di trasversalità delle competenze, di aiuto e supporto (e non
in antitesi) alle professionalità verticali presenti
nell’organizzazione tipicamente funzionale. q
Michela Di Carlo
fotografie di Daniele Antoni Paoli
Sopra, da sinistra, Aldo Resciniti ed Eliana Tius.
In alto, da sinistra, Eliana Tius, Aldo Resciniti, Alessia Menichella e Alessandra Impallomeni.
Nella pagina accanto, da sinistra di spalle, Alessandro Liguori, Eliana Tius;
in piedi Alessandra Impallomeni, Aldo Resciniti, Alessia Menichella e Michela Di Carlo
SOFIO
BONGIOVANNI
BLACK BELT, NOVEMBRE 2011
TECHNOLOGY
“Quando si scoprono le potenzialità
del Lean Six Sigma, dallo scetticismo
iniziale si passa all’entusiasmo: evidente la flessibilità del metodo e l’applicabilità a tutti i processi, da quelli
prettamente tecnici a quelli di staff,
con reali e rapidi miglioramenti. Che
dire poi della varietà di strumenti di
cui si dispone? Alcuni di tipo statistico (approccio Sei Sigma), altri più
orientati alla Lean Organization. Dalla
loro sinergia scaturisce una vera e
propria cassetta degli attrezzi con
strumenti che permettono di ottenere
dei miglioramenti radicali e soprattutto concreti.
Se per l’esperienza maturata avevo la
consapevolezza della veridicità e correttezza di alcuni fatti, ora, grazie alla
metodologia Lean Six Sigma, ho gli
strumenti giusti per poterlo dimostrare
oggettivamente. Il mio slogan? Lean
Six Sigma: improvement dei processi,
giocando con i numeri”.
SINCRONIZZANDO
28 BUSINESS FACCIAMO IL PUNTO SU...
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UNA STORIA
AL FUTURO
Superinternet, l’offerta
che agevola il cliente
nel mondo web, offre
il massimo che la tecnologia
ADSL permette. Il nuovo format
advertising consumer.
S
uperinternet è una storia che parla del lavoro di squadra, di come abbiamo imparato
dal passato e di come ci prepariamo al futuro. Una storia piena di colpi di scena e di ostacoli, divertente, ma anche impegnativa.
Soprattutto, una storia – da poco iniziata – che,
c’è da chiederselo, potrebbe aprire altre storie,
ancora più emozionanti.
Le offerte ADSL di Telecom Italia sono sempre
state riconosciute come affidabili e di qualità:
una vera garanzia per la connessione internet
di tutta la famiglia.
All’alba del 2011 il rischio che questo servizio si
tramutasse in una generica commodity era altissimo, con la conseguenza quindi di perdere importanza agli occhi dei nostri clienti ADSL, il 98
per cento dei quali usufruiva di un’offerta internet a casa con velocità 7 Megabit. L’offerta ad altissima velocità 20 Mega esisteva già dal 2006,
ma senza grande ritorno: si puntava, infatti, sul
solo dato tecnico, la velocità nominale, lontana
da quanto la maggior parte dei clienti poteva effettivamente sperimentare.
A dare una svolta a questa visione è stata l’evoluzione di internet e, con l’avvento e lo sviluppo dei social network, sempre più evidente è
sorta la necessità di creare offerte rivolte al
nuovo mondo social.
L’IDEA COME OPZIONE
La nuova offerta doveva quindi, innanzitutto,
agevolare il cliente nel suo vivere i social
network e incarnare la possibilità di condivisione, ovvero la velocità di upload, scelta a 1 Megabit: il massimo che la tecnologia ADSL permette.
Inoltre doveva essere proposta a clienti che potevano effettivamente sperimentarne i vantaggi.
Per questo, sono stati creati due distinti “tagli”,
uno con velocità a 10 Megabit, e l’altro con velocità a 20 Megabit.
Dal presupposto che non c’è miglior modo di
convincere qualcuno se non facendogli provare
quello che gli si propone, la nuova offerta era nata come Opzione. Poteva essere attivata o disattivata su qualsiasi ADSL flat già esistente e i primi
mesi in promozione gratuita avrebbero permesso di proporre un vero e proprio try&buy, senza
nessun costo di cessazione e senza alcun vincolo
per recedere.
Questa offerta doveva raccontare la vera internet, far capire che più velocità non è il fine, ma il
mezzo dell’esperienza di internet, per condividere, vivere e creare meglio la propria vita digitale. In questo senso, si doveva creare un nuovo
paradigma anche nella comunicazione di Telecom Italia per la casa. Nascevano così Superinternet 10 Mega e Superinternet Plus 20 Mega.
LA SQUADRA AL LAVORO:
IL CARING PROATTIVO
L’offerta stessa doveva essere messa in campo in
modo da garantire al cliente il rispetto della promessa fatta. Marketing, Service Creation e le
funzioni di Technology hanno quindi indivi-
duato diverse soglie di vendibilità – testate con
clienti reali grazie all’aiuto della funzione Qualità – che realmente potessero dare un miglioramento della user experience.
La tecnologia ADSL è comunque complessa e garantire a priori qualità è sempre problematico,
per questo la qualità andava valutata anche dopo l’attivazione del servizio.
Il team si concentrava quindi su questo aspetto,
ideando il Caring Proattivo. Nasceva l’idea – grazie al fondamentale contributo di Open Access –
di monitorare nelle settimane successive all’attivazione la linea del cliente, per valutarne i parametri ed eventualmente, in caso di qualche disallineamento dalla promessa fatta, contattare il
cliente per spiegare in trasparenza la situazione
e decidere insieme come procedere.
AVVICINARCI AL MERCATO:
CUSTOMER CARE, SALES E PROFILING
Anche l’avvio commerciale è stato fatto con
una strategia di avvicinamento al cliente progressiva. Si è partiti con una spinta commerciale mirata con i migliori operatori Customer Care per saggiare le prime reazioni dei clienti. Dopo le prime settimane di evidente riconoscimento si è allargata sempre di più la spinta
NARRAZIONE,
IRONIA E ITALIA
Il nuovo format advertising consumer di Telecom Italia
segna una svolta, dettata anche dal passaggio da un
target familiare a un universo giovane, colto e particolarmente sensibile alla tecnologia: destinatario prioritario per l’opzione Superinternet, cavallo di battaglia
nei primi mesi dell’anno. Considerando che la metà delle famiglie italiane è oggi connessa a internet, pensiamo che il nuovo linguaggio adottato, anche se più sofisticato possa essere facilmente compreso. Creativamente abbiamo anche cercato un punto concettuale di
avvicinamento all’idea di TIM, lavorando sempre intorno alla storia d’Italia, sviluppata in modo diverso dall’agenzia argentina Santo. L’idea del racconto fantastico
coglie un aspetto di internet non secondario: straordinario mezzo di comunicazione pieno di risorse utilissime e scoperte inattese. Telecom Italia è in grado di rivelare che esiste una storia inedita e divertente grazie
a internet. In una cornice narrativa più articolata rispet-
to al format precedente, mantenendo uno stile ironico e
divertente, il mix utilizzato nella costruzione degli spot,
cioè l’ambiente internet di uso comune e quotidiano, i
video anticati realizzati ad hoc e realmente caricati su
YouTube, la colonna sonora di Raphael Gualazzi, svecchiano l’immagine seguendo una modernità contemporanea, a partire dalla scelta della nuova “casa Telecom”, un loft milanese realmente abitato, per tutti gli
spot. La scelta di Nicola Savino – molto attivo sui social
media, in particolare su Twitter, dove è fra i più seguiti
in Italia – come guida nel viaggio virtuale è dovuta all’esigenza di avere una bella voce narrante legata a un
personaggio giovane e sufficientemente noto. La campagna continuerà a vivere come un vero progetto di comunicazione integrata su tutti i mezzi. Dopo Venezia e
Napoli toccherà a Roma. Un’altra storia sorprendente...
Gaetano Di Tondo
Elisabetta Nottola
Da sinistra, in basso, Pier Luigi Gardini, Helen Festa, Domenico Ferro, Roberto Faralli, Lucio Grascia, Maurizio Scarsella,
Elisabetta Tosetti, Raffaele Lorello, Giovanni Lepri, Leonardo Varasconi, Gianfranco Cocchieri, Claudio Corsi,
Maurizio Caracciolo, Marco Bracaglia, Alessandro Alongi, Dario Vincenzo Maccarrone, Francesco Di Clemente,
Gaetano Di Tondo, Luigi Zabatta, Elisabetta Nottola, Allegra Tarizzo, Stefano Casaccia, Fabio De Gaetano, Carmelo Iannicelli
commerciale a tutto il Customer Care e ai canali Sales oltre che ai Punti di Vendita, tutto sempre con la guida del Profiling per indirizzare al
meglio i canali di vendita.
COMUNICARE AL CLIENTE
Il canale web telecomitalia.it assumeva, soprattutto nei primi mesi – i più delicati – un’importanza strategica per spiegare il nuovo modo di
considerare l’offerta. Spiegare non sempre significa chiarire tutti i dubbi. Da qui, l’immediata
decisione di iniziare a comunicare la nuova offerta anche sulla neonata pagina Facebook di Te-
lecom Italia, per poter rispondere in tempo reale a tutti i quesiti posti dai nostri clienti.
Dopo un 2011 all’insegna del mondo social, è
stato il momento utile per il lancio del nuovo
format Telecom Italia fisso. Il trascinante testimonial Nicola Savino e La sorprendente storia d’Italia - Secondo Telecom Italia hanno interpretato Superinternet nella sua volontà di presentare una
nuova internet, proponendo una storia fantasiosa che non parla genericamente di Megabit e di
prezzo, ma parla a clienti più consapevoli e più
esigenti di condividere i contenuti. E dimostra
come internet può diventare Super!
SULLA RAMPA DI LANCIO
Il presente ci dice che Superinternet è stato un
successo ma per il futuro Superinternet ci ha insegnato che esistono tante forme di internet,
con esigenze diverse, ognuna delle quali è un’opportunità. Dopo Superinternet altri servizi innovativi sono sulla rampa di lancio... ma questa è
un’altra storia, per future nuove emozioni. q
Francesco Di Clemente
Pier Luigi Gardini
Luigi Zabatta
ha collaborato Barbara Lucangeli
fotografie di Luciano Capanna
30 BUSINESS
PERCHÉ L’HO SCELTO
SINCRONIZZANDO
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SULLA VIA DEL CLIENTE
COSA
HANNO DETTO...
La narrazione è stata ricca di
spunti di riflessione e approfondimento, le esperienze mai distaccate, il coinvolgimento emotivo
come quello di un vero cliente.
I racconti dei nostri colleghi che
hanno sperimentato il prodotto Telecom Italia:
“Sul sito non era immediato capire
l’offerta e la differenza tra le chiavette (40, 100, illimitato), il cliente
tipo sarebbe probabilmente andato
in negozio”.
“Il pacco è arrivato dopo neanche
24 ore. Lo apro e mi sorprendo di
scoprire che devo andare al Punto di vendita per attivare!”.
hanno detto di ritornare il lunedì perché aveva i sistemi giù” e momenti di
soddisfazione: “Operatore gentilissimo e disponibile, il personale del 119
è stata una vera scoperta, confesso di
non averlo mai contattato prima”.
Tra le azioni di miglioramento realizzate grazie al primo customer journey:
la bonifica di indirizzi non correttamente associati al terminale di rete,
un’ulteriore formazione del personale dei Punti di vendita sulle offerte e
sui terminali, una rivisitazione degli
sms inviati ai clienti su offerte bundle.
Il progetto customer journey prevede la sperimentazione diretta
di prodotti e servizi Telecom Italia, TIM e della concorrenza da parte
dei manager, con l’obiettivo di migliorare la qualità dei nostri servizi.
L’
idea del customer journey nasce
da un viaggio studio, un learning
tour quality, realizzato da alcuni
nostri colleghi presso aziende leader
nella Customer Satisfaction come
O2, BMW e Allianz.
Concretamente è stato chiesto ad alcuni manager di vivere l’esperienza
del cliente nella scelta, acquisto, attivazione e utilizzo di un servizio o di
un prodotto di Telecom Italia o della
concorrenza. È stato chiesto insomma
di mettersi “nei panni dei clienti” per
comprendere nel dettaglio gli elementi, razionali ed emotivi, che contribuiscono a rendere l’esperienza
soddisfacente; evidenziare le debolez-
ze all’interno dei processi Telecom Italia che possono determinare insoddisfazione nei clienti e le azioni (immediate e di medio termine) necessarie
per risolvere le criticità; fornire ai manager una visione “in presa diretta”.
I “viaggiatori” sono stati una ventina
di manager di varie funzioni aziendali. A ciascun partecipante è stato
assegnato un prodotto o servizio da
sperimentare e indicato il canale di
acquisto prioritario da utilizzare.
Le semplici regole del gioco sono: non
delegare l’esperienza ad altri; non sperimentare servizi o utilizzare canali di
contatto di cui si è responsabili; non
chiedere aiuto all’interno se non si
riesce ad attivare o utilizzare il servizio; confrontarsi direttamente con i
colleghi raccontando i risultati della
sperimentazione in workshop dedicati al progetto.
2010: LA PRIMA EDIZIONE
Ha coinvolto 15 manager che hanno
sperimentato 16 servizi in ambito
consumer, telefonia fissa, mobile e
applicazioni broadband.
Nel vissuto non sono mancati momenti di crisi: “L’IVR (Interactive Voice Response o sistema di risponditore
automatico) è davvero impegnativo:
alla prima chiamata ho attaccato!”;
“Nel negozio dove sono andato mi
2011: LA SECONDA EDIZIONE
Ha impegnato un nuovo gruppo di
manager focalizzando la sperimentazione sui prodotti e servizi innovativi
e aprendo l’esperienza a un maggior
numero di servizi dei competitor.
Nei tre workshop realizzati ogni partecipante ha raccontato il suo viaggio, nelle quattro fasi: “Mi guardo intorno”, “Scelgo e acquisto”, “Funziona!”, “Lo uso tutti i giorni” e “C’è qualcosa che non va”.
L’edizione del 2011 è stata poliedrica
e ricca di spunti per i molti servizi/
prodotti sperimentati sia della nostra
azienda sia dei nostri competitor.
Per quanto riguarda i feedback dei
partecipanti, tre su quattro ritengono pienamente raggiunti gli obiettivi del progetto, tutti (100 per cento)
ritengono che sia stato molto utile
vivere l’esperienza del cliente e gran
parte (85 per cento) pensa che sia
davvero interessante il confronto
con manager di altre funzioni/strutture aziendali.
Il 77 per cento dei partecipanti giudica “abbastanza” possibile trasferire le azioni individuate al proprio
contesto operativo, il rimanente 23
per cento si mostra assolutamente
convinto di poterlo fare. Per la prossima edizione suggeriscono di ripetere l’esperienza con un maggiore
coinvolgimento in fase di workshop
delle persone che in azienda hanno
le leve finanziarie e operative per
agire; di aggiornare nel tempo il documento con le azioni di miglioramento fino al raggiungimento degli
obiettivi prefissati; di prolungare il
progetto e le occasioni di confronto
e di estenderlo a tutta la popolazione dei responsabili di attività. q
Gaia Spinella
fotografie di Luciano Capanna
e Katia Carota
Sopra, Silvia Bogi.
Nella pagina accanto, il team che ha partecipato al customer journey. In piedi da sinistra,
Stefano Santini, Giorgia Sperandei, Marco La Manna, Helen Festa, Fabio Grasso, Silvia Salemi,
Salvatore Maglione, Fabio Piolini, Maria Rosaria Gerardi, Emanuela Ghini, Manuela Martelli,
Paolo Santolamazza, Salvatore Pinto; in prima fila, da sinistra, Erminia Ianniello, Gaia Spinella,
Rosario Cristaudo, Amedeo Parente, Ivana Borrelli e Daniela Fiore
“Chiamo per avere informazioni
che non ho trovato sul sito: cosa
succede se vado all’estero? Alla
fine non sono riuscito a capirlo
tramite IVR e sono andato un’altra
volta sul sito”.
“Stupita positivamente dal Customer Care Telecom Italia per competenza, gentilezza e disponibilità”.
Non sono da meno i suggerimenti
nati dalla sperimentazione di prodotti o servizi di competitor particolarmente innovativi o di impatto mediatico.
“L’IVR comunica che è possibile
acquistare il prodotto solo tramite
il Punto di vendita. Via sms, su
mia richiesta, mi sono arrivati gli
indirizzi dei negozi dove avrei trovato il prodotto”.
“Solo una volta c’è stato un disservizio che ha impedito la navigazione ma, cosa molto positiva,
era stato comunicato sul portale
con l’impegno di risolvere il problema nelle 48 ore successive. Il
disservizio è durato molto meno”.
“IVR rapido e comodo, al terzo livello già parli con un operatore”.
Alcune criticità rilevate durante
l’esperienza sono già state risolte, altre azioni, di carattere più
trasversale e strategico, potranno contribuire ad attivare progetti interfunzionali di miglioramento
della qualità del servizio.
ALCUNE
PROPOSTE...
• Assicurare la cancellazione delle offerte preesistenti al momento dell’acquisto e/o comunicare
al cliente la necessità di provvedere alla cancellazione delle offerte “ereditate”.
• Valutare l’opportunità di inviare
al cliente sms ogni volta che si
attiva un evento straordinario
e/o un utilizzo improprio del prodotto/servizio.
• Migliorare l’aggiornamento dei
Customer Care e dei negozi sulle caratteristiche delle offerte,
condizioni di vendita e sull’attivazione.
• Semplificare e armonizzare le
comunicazioni al cliente in termini di contenuti e di forma.
• Abilitare l’attivazione da remoto
delle SIM per finalizzare l’acquisto via web.
• Rendere più chiare e leggibili le
informazioni sul web relative ai
prodotti e ai servizi.
• Migliorare le informazioni gestite dall’IVR.
• Ridurre i tempi di attivazione
presso i Punti di vendita in particolare i tempi necessari per
definire le rateizzazioni.
• Semplificare le informazioni
contenute nella bolletta.
• Rendere più chiare e coerenti le
informazioni per l’installazione
dei modem ADSL e le policy per
l’assistenza all’installazione dei
modem non Telecom Italia.
32 BUSINESS LA FACCIA DI CHI CI METTE LA FACCIA
SINCRONIZZANDO 1 / 2012 33
IN AULA PER LA FORMAZIONE
La formazione e l’addestramento sono i mattoni della prevenzione. L’adozione di corretti comportamenti durante lo
svolgimento delle attività consente di ridurre al minimo la
possibilità che si verifichino infortuni, incidenti e malattie professionali. 76.460 le ore di formazione erogate complessivamente nel 2011 in materia di salute, sicurezza e
ambiente (dato Telecom Italia). Nella foto, Simone Cioli
mentre gestisce un’aula.
PROFESSIONISTI
DELLA PREVENZIONE
I colleghi della funzione Servizio di Prevenzione
Protezione e Ambiente ci aiutano a garantire
la sicurezza sul lavoro e a mantenere l’attenzione
sulla tutela dell’ambiente.
a cura di Luciano Capanna e Maria Luisa Traisci Ripalta
fotografie di Riccardo Adelini, Moreno Balzani,
Luciano Capanna, Fabrizio Ignesti e Hildegard Adelheid Kuss
LE BUONE REGOLE
Lavorare ogni giorno al fianco dei colleghi per capire quali tecniche e misure di sicurezza occorre adottare è l’obiettivo principale del Servizio. Perché la sicurezza si fa
insieme, osservando i comportamenti, adeguando le tecniche ai nuovi mestieri. Tutte le regole per prevenire gli
infortuni e le malattie professionali sono descritte nel
“Documento di valutazione dei rischi”, redatto anche insieme ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza,
che costituisce la base del mestiere della prevenzione.
Nella foto, il collega Massimo Ottaviani mentre indossa
l’attrezzatura di sicurezza.
ARRIVANO I NOSTRI
Gestire un’emergenza significa saper adottare comportamenti corretti che contribuiscano a minimizzare i rischi
per le persone e per il patrimonio aziendale. In caso di incendio o qualora un collega si sia infortunato o sia colto
da malore, abbiamo procedure specifiche e centinaia di
persone formate per intervenire immediatamente, prestando i primi soccorsi e attivando i mezzi necessari. Nella foto, accanto all’ascensore Marco Paoli durante una
prova di emergenza.
34 BUSINESS LA FACCIA DI CHI CI METTE LA FACCIA
SINCRONIZZANDO 1 / 2012 35
ATTENTI ALL’AMBIENTE
Garantiamo un impegno costante nel facilitare l’adozione
delle migliori pratiche per la prevenzione degli inquinamenti e per la tutela dell'ambiente attraverso lo studio di
metodologie, l’introduzione di policy e di linee guida. A
destra, nella foto, Gianfranco Gigli.
INSIEME PER LA RICERCA
Insieme all’Istituto Superiore di Sanità è alle battute finali uno studio per la rilevazione della presenza del gas radon, svolto sia presso i siti aziendali sia presso le abitazioni dei circa 600 colleghi che hanno aderito alla campagna volontaria. I risultati dell’indagine, oltre a darci informazioni importanti sullo stato dei nostri ambienti, contribuiranno a definire anche la mappatura italiana sulla presenza di questo gas. Nella foto, Vinicio Carelli.
LA QUALITÀ È UN SERVIZIO
Il servizio ha un’articolazione nazionale e territoriale ed è
costituito da 60 colleghi che studiano e individuano le
pratiche migliori da adottare. Da maggio 2011 è stata conseguita la certificazione ISO 9001 sui processi di valutazione dei rischi, formazione e misure strumentali. Da sinistra, Fabio Brusa, Maurizio Peruch, Fabio Lazzaro, Antonella Zolla, Natale Lanzuise.
36 BUSINESS LA FACCIA DI CHI CI METTE LA FACCIA
SINCRONIZZANDO 1 / 2012 37
SICUREZZA DENTRO E FUORI
SORVEGLIATI SPECIALI
Con l’aiuto di un team di 22 medici sono garantiti i necessari controlli sanitari. La sorveglianza sanitaria ci consente infatti di tutelare lo stato di salute dei circa 14.000
colleghi – prevalentemente addetti al videoterminale –
che sono esposti a rischi di natura professionale. Nella
foto, il dottor Marco Turbati.
Attraverso decine di verifiche in campo ogni anno controlliamo che i principali fornitori, cui sono affidate attività in
appalto, adottino e rispettino tutte le disposizioni normative e contrattuali in merito alla sicurezza sul lavoro e alla
tutela ambientale. Così, anche presso i nostri appaltatori
si è innescato un meccanismo virtuoso focalizzato sulla
salvaguardia delle persone e dell’ambiente. Da sinistra,
Maurizio Puccini, Luca Bardelli e Daniele Bronzini.
LO STRESS
CORRELATO
AL LAVORO
IL POLSO DELLA SITUAZIONE
I continui rapporti con gli enti esterni deputati alla normazione, alla prevenzione e al controllo consentono di conoscere gli orientamenti normativi più aggiornati e offrono
la possibilità di avere un confronto sempre aperto tra addetti ai lavori per adottare le misure di tutela più opportune. Sopra, Daniela Fiori e Luca Ciuoli si consultano prima
di un incontro con i referenti della ASL Roma C.
UN UOMO DA LABORATORIO
Per valutare al meglio i rischi e fare prevenzione dobbiamo misurare i parametri importanti per la salute delle persone e la tutela dell’ambiente. Ogni anno sono centinaia
le misure di microclima, di campi elettromagnetici, di rumore e di vibrazioni eseguite dai nostri tecnici della prevenzione. Nella foto, Ciro Somma.
La legge non lo definisce, ma si
può affermare che è connesso
alla difficoltà dell’individuo di
rispondere alle sollecitazioni
dell’ambiente in cui lavora. Alla
fine del 2010 la Commissione
consultiva permanente per la
salute e la sicurezza del lavoro
ha emanato le linee guida per la
valutazione del rischio stress
correlato al lavoro. Telecom Italia è stata tra le prime aziende a
livello nazionale a svolgere la
valutazione e oggi sono in corso
di attuazione le azioni di miglioramento negli ambiti organizzativi che hanno evidenziato necessità di intervento.
38 BUSINESS
IN COSA POSSO ESSERLE UTILE?
SINCRONIZZANDO
1 / 2012 39
APERTI
AL CITTADINO
L’Open Government sposta
il focus dall’erogazione di servizi
alla partecipazione attiva.
C
on l’Open Government l’amministrazione focalizza i suoi
processi decisionali sulle effettive esigenze e necessità della comunità di riferimento.
Di recente si è affermata in molti
Paesi la dottrina dell’Open Government, secondo la quale le Pubbliche Amministrazioni dovrebbero
utilizzare le nuove tecnologie per
essere aperte e trasparenti e rendere pubblici tutti i propri dati, in
modo da consentire ai cittadini di
valutare il proprio operato e di dare
nuovo impulso all’economia della
conoscenza.
Un passaggio culturale necessario
per il rinnovamento delle istituzioni nella direzione di apertura e trasparenza deve prevedere che siano
a disposizione del cittadino e delle
imprese l’insieme dei dati pubblici
gestiti dall’Amministrazione in un
formato aperto: l’Open Data. Con
questo termine si fa riferimento a
una filosofia e a una pratica per cui
alcune tipologie di dati sono liberamente accessibili a tutti.
Un dato è aperto se tutti sono in
grado di usarlo, riutilizzarlo e ridistribuirlo liberamente, con l’unico
vincolo di citare la fonte e ridistribuirlo allo stesso modo.
Per quanto riguarda la diffusione
del dato è stato creato il portale nazionale dei dati aperti raggiungibile all’indirizzo www.dati.gov.it oltre
ai portali regionali e delle autonomie locali dei dati aperti con cui si
stabilisce un rapporto di reciproca
collaborazione e di scambio anche
attraverso l’Application Programming Interface (API) che ne garantisce l’aggiornamento permanente.
UNA TESTIMONIANZA CONCRETA
In questo contesto è sempre più importante trovare le modalità per facilitare il dialogo tra la Pubblica Amministrazione e il cittadino e abilitare tutte le possibili forme di dialogo
al fine di instaurare il massimo della
collaborazione.
Per questo occorre pensare all’attuazione di tecniche di governance
collaborative e lanciare la realizzazione e l’utilizzo di piattaforme di
collaborazione in cui si possa garantire alla PA di recepire organicamente le richieste e le opinioni, autenticarne la provenienza e classificarne il macrocontenuto.
A questo proposito ci siamo rivolti
a Beth Noveck, già responsabile del
progetto Open Government dell’amministrazione Obama e ora
consulente del governo Cameron
per lo stesso progetto, sostenitrice
INTERNET
PER IL GOVERNO
Telecom Italia partecipa al progetto
Wikitalia rendendo disponibili le soluzioni business to business to citizen e
business to business, definite OpenGov,
all’interno della sezione e-gov presente
nell’application store di Telecom Italia
(www.timstore.it), nella quale vengono
pubblicate le app per renderle fruibili al
cittadino. Telecom Italia ha inoltre aperto
un Developer Program (apploaders.telecomitalia.it) in cui lo sviluppatore, azien-
convinta che il sistema di dati aperti faccia da apripista al wiki government, avvicinando l’amministrazione ai cittadini.
Il wiki government per la Noveck non
è uno slogan e lo dimostra a suo dire quanto fatto in questi anni dall’amministrazione Obama che ha
messo in rete tutti i dati prodotti
dalla Casa Bianca.
Con l’open data, l’amministrazione
non sarà più percepita come un
corpo estraneo alla società ma qualcosa che ne fa parte a pieno titolo
pronta a lavorare per il benessere
collettivo. I dati pubblici cambiano
il modo di operare dei governi perché non è più solo il governo a poter utilizzare le informazioni che,
in realtà, sono della collettività ma
è la collettività stessa che torna a esserne “proprietaria”.
L’open data rappresenta un momento di rottura con il passato e
porta a una naturale innovazione
del rapporto tra amministrazione
e cittadini.
Un aspetto rilevante, sostiene la
Noveck, riguarda la scelta tecnologica che gli uffici devono compiere per rendere pubbliche le informazioni. Trattandosi di una ingen-
te mole di dati la scelta più consona
oggi è il cloud computing che ne rende più agevole l’archiviazione.
Con l’open data si dà il via libera all’innovazione nella macchina pubblica, costringendo in qualche modo le PA a ingegnerizzare le procedure. Dati aperti e cloud camminano, dunque, di pari passo e sono in
grado di rispondere anche alle esigenze di risparmio del sistema
pubblico in un momento di difficoltà economica come quello che
stiamo vivendo: le soluzioni cloud
costano decisamente meno delle
piattaforme di legacy.
Ecco perché oggi vale la pena ricordare che l’open data, grazie al cloud
computing, permette di fare innovazione a costo zero.
IL WIKI GOVERNMENT
Come sostiene il nostro AD Marco
Patuano “se le Pubbliche Amministrazioni ragionassero in termini di
Open Data, le possibilità sarebbero
pressoché infinite per i cittadini e
per le imprese. Immaginatevi che i
dati della PA, nel pieno rispetto della privacy, vengano resi disponibili,
che io sia interessato a consultarli e
che, incrociandoli, si possano svi-
Sopra, da sinistra, Federico Morena e Luigi Bertollini.
A destra, i colleghi con Manuela Campea
luppare API proprio sulla base dei
dati certificati dalle Amministrazioni: questo è quello che si chiama
wiki government. Il wiki government
può consentire di eliminare un’infinità di barriere”.
La recente iniziativa, che vede sviluppare un’area di collaborazione
tra Wikitalia e Telecom Italia, riprende l’indicato proponimento di
Telecom Italia a partecipare attivamente alla modernizzazione delle
istituzioni secondo un’ottica di
Open Government.
Wikitalia è l’iniziativa di un gruppo
di appassionati di web e democra-
da o individuo, dopo essersi registrato,
può proporre le proprie app seguendo un
percorso di ideazione, creazione, certificazione e pubblicazione.
Una serie di strumenti di sviluppo e monitoring sono a disposizione del developer per realizzare le app e gestirne la diffusione, verificarne l’andamento dei profitti e la rispondenza alle aspettative.
Marco Nicolai
Alberto Ciarniello
zia, per realizzare una piattaforma
da mettere gratuitamente a disposizione delle città italiane dove sviluppare degli strumenti in open
source che garantiscano la trasparenza della politica, consentano il
riutilizzo dei dati pubblici e favoriscano la partecipazione dei cittadini. Wikitalia si rivolge agli sviluppatori nonché ai sindaci e alle loro
amministrazioni affinché decidano
di far propri la filosofia e gli strumenti dell’Open Government. q
Luigi Bertollini
Manuela Campea
fotografie di Claudio Patrizi
40 BUSINESS
A CARTE SCOPERTE
SINCRONIZZANDO
LA PAROLA
ALLA FUNZIONE
COMPLIANCE
fondante la governance del Gruppo e rappresentativo del nostro modo di fare business. Proprio
allo scopo di promuovere la compliance culture e
richiamare nell’agire quotidiano di ciascuno i
valori espressi nel Codice Etico, Telecom Italia –
attraverso la funzione Compliance – ha pianificato specifiche iniziative di tipo trasversale (vedi box sotto).
Come si pone un’impresa
socialmente responsabile
nella realizzazione del proprio
business. L’attenzione continua
a valori intangibili come
l’etica e la reputazione.
Inoltre, sul piano operativo, Compliance
svolge un ruolo di prevenzione, agendo ex-ante
attraverso la partecipazione attiva, con le funzioni preposte, all’analisi degli scenari di evoluzione del contesto normativo di riferimento e dei
possibili impatti sui processi aziendali. Supporta e/o interviene direttamente nella definizione
di procedure interne, a garanzia della piena aderenza alle normative applicabili. Identifica, valuta e verifica nel continuo l’esposizione al rischio
di non conformità. E inoltre definisce e attua i
piani formativi e di comunicazione, differenziati per ambiti normativi e rivolti ai diversi livelli
dell’organizzazione.
1 / 2012 41
cacia dei presidi in essere; il monitoraggio della
corretta e tempestiva applicazione degli interventi di rimedio, individuati come necessari a ripristinare situazioni di piena conformità e infine tramite il reporting verso il Vertice, gli Organismi di Controllo e le altre funzioni aziendali.
Al di là, tuttavia, dello specifico impegno
delle funzioni più direttamente coinvolte nel
presidio dei temi della conformità, è bene ricordare che un’impresa sana, ispirata a principi di
correttezza ed eticità, vigile ai comportamenti al
proprio interno, deve stimolare lo scambio e la
diffusione di informazioni e contributi che consolidino e salvaguardino la sua credibilità e reputazione e, quindi, i suoi risultati. In tal senso –
in azienda, da parte di tutti – sono necessari
comportamenti virtuosi, perché sono questi ultimi ad assicurare al Gruppo Telecom Italia la
prevenzione dei rischi e i necessari livelli di credibilità, reputazione e performance.
q
Francesca Petralia
ha collaborato Barbara Lucangeli
fotografie di Vittoria Marletta
Compliance agisce anche ex-post, attraverso la verifica diretta, periodica e risk-oriented
della conformità dei comportamenti e dell’effi-
LE INIZIATIVE TRASVERSALI
L’
evoluzione generale del contesto normativo – sempre più pervasivo a livello nazionale e internazionale – ha indirizzato e vincolato le strategie e l’organizzazione di molte imprese, in particolare di quelle operanti nei settori più altamente regolamentati.
In generale, questo contesto impone sempre più
la diffusione di una cultura aziendale improntata alla correttezza e alla conformità alle norme, a
tutti i livelli, manageriali e operativi.
Cresce la spinta degli stakeholder verso
l’adozione di politiche sostenibili e socialmente
responsabili nella realizzazione del business
d’impresa e verso la salvaguardia dei valori intangibili come l’etica e la reputazione. Oggi poi,
a differenza del passato, l’esigenza di assicurare
un business compliant non risponde più solo alla
necessità di rispettare precisi vincoli di legge.
Questo approccio – puramente difensivo – non
consentirebbe infatti di perseguire la compliance
anche in ottica di miglioramento dell’efficacia e
dell’efficienza dei processi aziendali, quale vera
e propria leva di vantaggio competitivo.
Per assicurare questo percorso, devono
pertanto essere largamente diffusi e promossi
comportamenti ispirati a principi di correttezza
e trasparenza, al rispetto delle norme, al controllo e alla prevenzione dei rischi. In Telecom Italia,
questo processo parte dall’etica quale valore
Sopra, Francesca Petralia
CONOSCENZA E ADESIONE
AL CODICE ETICO A LIVELLO DI GRUPPO
Nel Codice Etico e di Condotta sono indicati i principi
generali (trasparenza, correttezza, lealtà) cui si ispira
la Società nello svolgimento e nella conduzione degli
affari. Business etico è un principio fondamentale per
Telecom Italia e nel Codice ogni manager e dipendente trova riferimento costante per i propri comportamenti e azioni. Sono state pubblicate su intranet pillole dedicate ai temi relativi all’etica e alla compliance.
POTENZIAMENTO COMMITMENT A LIVELLO DI GRUPPO
L’adesione al sistema di regole condivise deve essere
nel nostro Dna; dobbiamo sviluppare al nostro interno
gli “anticorpi” per isolare comportamenti non coerenti
con tale principio. È necessario adottare e consolidare
la compliance, intesa anche come scelta di adesione
individuale ai principi di riferimento e come parte integrante della cultura d’impresa.
INIZIATIVE DI COMPLIANCE CULTURE
NELLE CONTROLLATE DOMESTICHE ED ESTERE
Nella consapevolezza che il business compliant è anche un’opportunità sul piano competitivo, le iniziative
vanno progettate in termini trasversali alle diverse
realtà del Gruppo.
INIZIATIVE DI FORMAZIONE E COMUNICAZIONE
SUGLI AMBITI MO 231, NORMATIVE MERCATI
FINANZIARI, PROCESSI COMMERCIALI,
PROCESSI TECNICI E DI SUPPORTO
In quanto cultura in continua evoluzione, i temi di compliance richiedono periodici aggiornamenti diffusi attraverso strumenti e modalità diversi, trasversali e personalizzati che vedano coinvolti tutti, in primis i responsabili, chiamati a essere parte attiva di queste iniziative.
42 LA PAROLA ALL’ESPERTO LO SPECCHIO DELL’AZIENDA
SINCRONIZZANDO
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SAPERE ALLA PORTATA DI TUTTI
“P
er ogni cosa c'è il suo momento”, ci insegna la Bibbia, ma c’è qualcosa che
non ha un momento definito e che
dovrebbe accompagnarci sempre:
imparare. Perché la capacità di acquisire e aggiornare le proprie conoscenze è importante in relazione a molti aspetti della nostra vita,
individuale e collettiva.
A livello individuale la capacità di
migliorarsi e approfondire certe
conoscenze ha un effetto molto
forte su quello che il noto psicologo Albert Bandura ha definito self
efficacy, ovvero la sensazione di potercela fare in situazioni complesse, una maggior fiducia nelle proprie capacità.
Una sensazione che a sua volta aumenta la motivazione a impegnarsi e la soddisfazione nei confronti
di noi stessi e della vita che conduciamo. Ma gli effetti non si fermano al livello individuale.
Sono molti gli studi in economia
e in sociologia che mostrano il
ruolo delle conoscenze su aspetti
Sopra, Irene Tinagli,
fotografata da Domenico Giampà.
In queste pagine, le immagini
realizzate da Luigi Chiriacò
chiave della performance di un’azienda (perché una solida base di
conoscenze aiuta ad “assorbire” e
trasformare in innovazione gli stimoli e i saperi che ci circondano)
e più in generale della crescita socio-economica di una comunità.
Numerosi studi sociologici hanno
trovato correlazioni sistematiche
tra il livello di istruzione e apprendimento e il livello di apertura culturale e “modernizzazione”
di una società.
IL BENEFICIO
DELL’APPRENDIMENTO
In sintesi, un apprendimento diffuso e costante nella popolazione
(e non limitato ai primi anni di
vita o all’apprendimento meramente scolastico) ha effetti benefici che si estendono a molti ambiti e a tutti i livelli. Per questo
numerosi organismi internazionali, dall’OCSE all’UNESCO, già da
molti anni hanno sviluppato il
concetto di lifelong learning, ovvero di apprendimento continuo
nell’arco della vita dei cittadini, e
cercano di sensibilizzare i governi ad adottare politiche e iniziative in tal senso. La Comunità europea a sua volta ha cercato di rispondere a queste esigenze lanciando un programma ad hoc, il
Lifelong Learning Programme 20072013, che supporta e finanzia numerose iniziative, dall’Erasmus
per imprenditori a programmi
formativi per adulti. E per monitorare l’andamento e il livello di
diffusione del Lifelong Learning nei
vari Paesi, Eurostat raccoglie ogni
anno, attraverso il sondaggio sulla forza lavoro, dati sulla formazione effettuata dai lavoratori dei
vari Paesi membri.
Quello che emerge da questi sondaggi è poco confortante per il
nostro Paese: in Italia solo il 6,2
per cento dei lavoratori intervistati aveva condotto qualche tipo
di formazione nel mese precedente all’intervista, contro il 10,8
per cento della Spagna, il 19,4 per
cento dell’Inghilterra, il 24 per
cento della Svezia e via crescendo
negli altri Paesi del Nord Europa
(tra i grandi Paesi solo la Francia
fa peggio di noi).
LE RAGIONI
DEL RITARDO ITALIANO
Perché questo ritardo? Sicuramente la struttura del nostro sistema produttivo, fatto di microimprese non aiuta. Ma il fenomeno delle piccole imprese caratterizza molti Paesi europei, non solo il nostro. Ci sono altri fattori
che intervengono, primo fra tutti
una concenzione di lavoro che nel
nostro Paese è stata tradizionalmente incentrata sul binomio “salario-profitto”. Si tratta di una visione che si focalizza quindi sul
posto di lavoro piuttosto che sul
lavoratore, e che non si rende conto che l’apprendimento aiuta a
rafforzare la posizione del dipendente, a renderlo più sicuro non
solo dentro all’azienda, ma sul
mercato del lavoro in senso ampio. Rinunciando o sminuendo il
valore della formazione si innesca
quindi un circolo vizioso. Perché
senza investimento sulla crescita
del dipendente si indebolisce la
sua posizione, rendendolo più insicuro, e così cresce l’urgenza per
la garanzia del posto, che prevarrà
ancora più su tutto il resto.
LA FORMAZIONE
AL CENTRO
Questa concezione e questo circolo vizioso vanno rettificati. E lo si
può fare non solo riportando la
formazione al centro delle politiche delle istituzioni e delle aziende. Ma facendo in modo che le
competenze e gli skill appresi attraverso la formazione siano effettivamente valorizzati all’interno
dei processi di valutazione e carriera nelle aziende e negli enti
pubblici. Solo così si creano gli incentivi e gli strumenti per far sì
che l’apprendimento diventi un
vero volano di crescita per l’azien-
da e la comunità. Se lo lasciamo un
elemento isolato, non servirà a
nessuno. I tradizionali timori legati ai costi e ai tempi che la formazione comporta non sono più giustificati. Oggi esistono piattaforme e programmi delle migliori
scuole, istituti, associazioni del
mondo che consentono di condividere saperi, esperienze, progetti
con investimenti di tempo e denaro molto ridotti rispetto al passato. Strumenti che riescono a co-
niugare qualità ed economicità.
Insomma, oggi non ci sono più
scuse: continuare a crescere e imparare nell’arco della propria vita
non solo è necessario, ma è alla
portata di tutti.
q
Irene Tinagli
Economista, Docente
all’Università Carlos III
di Madrid
44
COMMENTI
SCENARIO
SINCRONIZZANDO
1 / 2012 45
NUOVO
MONDO ANTICO
Lente di ingrandimento del 45o
Rapporto Censis sull’iniziativa locale
come leva per far ripartire l’economia.
F
ragili. A causa di una crisi che
viene dal non dominio della finanza globalizzata. Con un
sentimento di stanchezza collettiva e di fatalismo inerte. Isolati, fuori dai grandi processi internazionali e con il timone che ci sfugge
di mano. Sospesi come siamo tra
un mercato turbolento e sregolato, una specie di mostro alieno cui
sono affidate le nostre vite, e centri
di potere lontani e poco trasparenti, come quelli finanziari che, al
meglio, fanno rigore ma non sviluppo. Insomma, dice il 45° Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese, “ognuno per sé e
Francoforte per tutti”. Un quadro
buio, ma non del tutto scuro: l’evo-
luzione della società italiana segue
– con passo lentissimo – un sentiero antico ma sicuro che il Censis
chiama “scheletro contadino”. Da
noi vige ancora, e nonostante tutto, il primato dell’economia reale,
anche se la nostra mitica capacità
di adattamento è seriamente messa alla prova. Eppure la vitalità dei
singoli soggetti, dice il Censis, resta essenziale per superare la congiuntura negativa e la cultura del
declino (il “declinismo”).
DIVERSI MODI
PER RISPONDERE ALLA CRISI
Iniziativa imprenditoriale di piccola e media dimensione, vitalità delle
diverse realtà territoriali, forza eco-
In queste pagine, paesaggi agricoli e cittadini. L’agricoltura, un po’ a sorpresa,
sembra essere una risposta alla crisi: in questo settore la produttività ultimamente
è salita in modo considerevole. Nella città, invece, il grosso problema è rappresentato
dal modello di mobilità: costoso e poco capace di risolvere i problemi di spostamento
nomica e finanziaria delle famiglie,
diffusa patrimonializzazione immobiliare, coesione sociale, radicamento sul territorio del sistema
bancario, responsabile copertura
pubblica e privata dei bisogni sociali: queste le realtà da cui ripartire.
La vitalità dei singoli soggetti è anche alla base di risposte differenziate alla crisi: ci sono “minoranze attive” che restano fedeli alla sfida imprenditoriale pur non riuscendo a
trainare il resto della società; c’è chi
ha potuto scegliere di isolarsi, magari in campagna o nei borghi, per
perseguire una più alta qualità della vita; c’è il “ceto medio” impaurito
dalla prospettiva di cadere più in
basso, e c’è una parte marginale del-
la società che effettivamente è caduta. Diseguaglianze, dice il Censis,
che potrebbero incubare germi di
conflitto sociale. Un pericolo che si
disinnesca solo con l’arricchimento dei rapporti sociali e lo sviluppo
delle relazioni.
La società italiana riprende respiro
con nuovi “format relazionali”: lo
dimostrano l’esplosione dei tanti
social network, reali o virtuali, la
crescita di forme amicali collettive
(dalle movide alle sagre), lo sviluppo di aggregazioni capaci di supplire alle carenze del welfare pubblico,
la partecipazione comunitaria alla
vita di quartiere. Insomma nuove
reti – o nuova linfa in vecchie maglie – capaci di intessere relazioni
forti tra individui e comunità, allontanando il senso di insicurezza
provocato dall’isolamento e rendendo più facile la gestione della vita quotidiana delle persone.
LA FORZA DELLA RELAZIONE
Qualche dato: il 43,4 per cento degli Italiani definisce il vicinato
“una comunità in cui tutti si conoscono, si frequentano e si aiutano”;
quasi 6 milioni di persone sono
coinvolte in forme di mutualità in
sanità con circa 10 milioni di beneficiari; 11.700 le iniziative locali a
carattere conviviale come sagre, feste, manifestazioni di vario tipo
che si svolgono annualmente nel
nostro Paese. Aiuta altre persone
attraverso il volontariato oltre il 26
per cento degli Italiani (più di 13
milioni di persone per oltre 351
milioni di ore mensili) di cui il 76
per cento con regolarità. Infine le
reti tecnologiche: i social network
coinvolgono il 31 per cento degli
Italiani, sono 16 milioni gli utenti
di Facebook, 6 milioni utilizzano
Skype, 1,1 milioni Twitter.
Le relazioni, facilitate dalla piccola
dimensione insediativa (quasi la
metà degli Italiani vive in Comuni
con meno di 20mila abitanti), dal radicamento territoriale (il 47,2 per
cento dichiara che non cambierebbe mai la città dove vive) e dai legami di prossimità (l’81,6 per cento dichiara di avere rapporti frequenti e
soddisfacenti con i propri vicini)
contribuiscono a creare eccellenza
nelle economie del territorio, dice il
Censis. Che, un po’ a sorpresa, indica
come modello per capacità di adattamento e risposta alla crisi nientemeno che l’agricoltura. Settore nel
quale la produttività è salita a doppia cifra: oggi, tra l’altro, siamo il
Paese europeo con il maggior numero di prodotti agroalimentari di qua-
lità con denominazione protetta:
219, il 22,1 per cento di tutti quelli
riconosciuti dalla UE.
IL MODELLO DI MOBILITÀ
Ma per svilupparci non basta. Se le
reti relazionali tengono (non mancano dati su quella per eccellenza:
la famiglia) quelle strutturali fanno
acqua (e non stiamo parlando solo
di acquedotti). Gran parte delle criticità sono riconducibili al modello
di mobilità sul nostro territorio: costoso e poco capace di risolvere i
problemi di spostamento. Il ritardo
e la debolezza nel farvi fronte sono
elementi che rallentano l’economia nazionale, mentre le città italiane, quelle grandi ma anche quelle medie, sono “gravemente malate
di traffico”.
Ma il Censis ha una ricetta chiarissima: “occorre scegliere nettamente
di puntare a un reale rafforzamento
dell’offerta di trasporto collettivo
(unita allo sviluppo di trasporti alternativi e all’incentivazione dell’intermodalità). Coerentemente occorre regolare maggiormente e in alcuni casi disincentivare il trasporto privato, soprattutto nella città
consolidata”.
q
Mauro Broggi
fotografie di Riccardo Adelini
46
COMMENTI
REPORTAGE
SINCRONIZZANDO
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RAPPRESENTANTI
DI CLASSE
La scuola: ricordi, successi, stress, giovinezza,
ma soprattutto il luogo in cui cominciamo a costruire
la nostra cultura con un apprendimento strutturato.
LOTTA ALL’ANALFABETISMO
Eleganti e istruiti in una foto di classe dei primi del Novecento. Ma
bisogna ricordare che in Italia a quell’epoca il tasso di analfabetismo era ancora del 56 per cento.
48
COMMENTI
REPORTAGE
MEDIE PER TUTTI
Sembrano annoiati questi studenti negli anni Cinquanta perché non
sanno di essere, per l’epoca, dei privilegiati. In Italia infatti bisognerà aspettare il 1962 per una legge che istituisca la scuola media obbligatoria e gratuita tra gli 11 e 14 anni.
SINCRONIZZANDO
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50
COMMENTI
REPORTAGE
STUDIARE MANTIENE GIOVANI
Studenti liceali – siamo nel 2005 – con un solo pensiero in testa: quello di... finire. Ma è solo un’illusione, perché lo studio come accrescimento e arricchimento personale può durare tutta la vita, secondo il
principio del lifelong learning. Con un vantaggio: rimanere giovani.
SINCRONIZZANDO
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52
COMMENTI
C’ERA UNA VOLTA
SINCRONIZZANDO
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PASSAGGIO A
NORD-EST
Dalla 2a zona al Future Centre,
una passeggiata tra le nostre
sedi storiche nel Triveneto.
Q
uando nel 1925 la Telve si aggiudicò la
concessione del telefono per la 2a zona, e
cioè l’area del Nord-Est che comprendeva
i territori del Veneto, del Friuli-Venezia Giulia,
del Trentino-Alto Adige e di Fiume e Zara, gli
edifici di proprietà sociale erano solo sette: dopo 30 anni di attività il numero degli stabili di
proprietà era salito a 83. Il grande sforzo di costruzione, in cui tutte le concessionarie furono
impegnate a partire dalla seconda metà degli
anni Venti, non si esauriva, infatti, solo nella
posa e costruzione di cavi, reti e centrali, ma
anche nel dar casa a uffici, posti di telefonia
pubblica, agenzie, centrali, sale di commutazione, sedi direzionali. Edifici e palazzi di nuova o antica costruzione, adatti a rispondere alle
diverse esigenze, comprese quelle di prestigio
e rappresentanza, finirono spesso per diventare stabili punti di orientamento nella geografia
delle città italiane del Novecento.
presa, tant’è che nel 1928, dopo la morte del
presidente Cattaneo, la Telve entrò sotto il controllo del Gruppo o (Società Idroelettrica Piemonte) allora guidato da Gian Giacomo Ponti.
Nel 1964, come le altre concessionarie, sarà incorporata nella SIP-Società italiana per l’esercizio telefonico.
SFOGLIANDO
LE CARTE D’ARCHIVIO
Nei verbali del CdA dei primi anni di vita della
concessionaria, conservati presso l’Archivio storico Telecom Italia, sono numerose le decisioni
in merito all’acquisto di terreni per la costruzione di nuovi edifici da destinare a uffici e centrali e di stabili da adattare alle diverse esigenze.
La costruzione della sede della Direzione di
Trieste fu approvata dal CdA Telve il 4 marzo
1929 su proposta di Gian Giacomo Ponti. Il palazzo Telve, oggi palazzo Telecom Italia, fu fra le
prime importanti costruzioni di piazza Oberdan che proprio in quegli anni veniva riorga-
nizzata urbanisticamente. Oggi piazza Oberdan è punto nevralgico della città.
Al marzo del 1930 risale invece la proposta di
acquisto del magnifico palazzo Alberti Colico
nella centralissima via Belenzani per ospitare
la Direzione di Trento, insieme ai servizi amministrativi e alla centrale urbana. Il palazzo, dove tuttora ha sede Telecom Italia, è indicato in
tutte le guide turistiche come importante
esempio d’arte e d’architettura urbana rinascimentale ed è noto soprattutto per gli affreschi
cinquecenteschi della sua facciata.
Tutte le attività di costruzione, ampliamento e
ristrutturazione della Telve erano a cura del
Servizio Edile interno alla stessa società.
Dopo il 1928 anche su Sincronizzando, l’house organ della SIP, si trovano vari riferimenti in merito alle costruzioni che la società telefonica
portava a termine tanto nei centri urbani come
nei piccoli paesi della provincia per ospitare i
Posti telefonici pubblici, indicati anche come
“chioschi telefonici”.
LA TELVE-SOCIETÀ TELEFONICA
DELLE VENEZIE
L’atto di nascita della Telve-Società telefonica
delle Venezie, un consorzio di piccole e medie
imprese telefoniche che nasceva dalle ceneri
della precedente Società telefonica veneta, è
del 5 ottobre 1924. Primo presidente fu il conte Uberto Cattaneo – già gerente della Società
telefonica Alto Veneto e presidente della Società padovana per il telefono – e amministratore delegato l’imprenditore trevigiano Cesare
Calandri. I legami con altre aziende del settore
di primo piano erano quanto mai significativi:
il fratello dell’amministratore delegato, Alfonso Calandri, era infatti presidente della Fatme
(Fabbrica apparecchi telefonici e materiale
elettrico di Roma) nonché rappresentante italiano dell’americana Kellogg di Chicago, tra le
prime aziende a livello mondiale produttrici
di apparecchi telefonici e apparati di centrali.
Ciò non fu sufficiente, però, a consolidare l’imSopra, il “chiosco” Telve di Venezia Lido,
sede del Posto telefonico pubblico negli anni Trenta.
Nella pagina accanto, la sede Telve di Trento a palazzo
Alberti Colico, in via Belenzani negli anni Trenta
54
COMMENTI
C’ERA UNA VOLTA
SINCRONIZZANDO
Nell’area della rete di Venezia, gli investimenti
in nuove centrali, edifici sociali, magazzini, officine e Ptp riguardarono principalmente le zone
di Lido, Mestre, Marghera, Giudecca e Murano.
LA STORIA DI SAN SALVADOR
Merita un approfondimento particolare San
Salvador a Venezia, dove, sin dal 1925, furono
ospitate la sede sociale e la Direzione generale
della Telve.
Le origini dell’edificio di culto risalgono all’epoca bizantina, ma è tra la seconda metà del
XII secolo e i primi decenni del XIII che venne
edificato il convento, dopo che nel 1177 il papa
Alessandro III (al secolo Rolando Bandinelli)
aveva consacrato la chiesa di San Salvador in
occasione del suo incontro a Venezia con l’imperatore Federico Barbarossa.
Affidato ai monaci dell’Ordine di Sant’Agostino, il Convento con attigua la Chiesa di San Salvador subì nel corso del Cinquecento importanti rimaneggiamenti secondo il gusto rinascimentale dell’epoca, le cui tracce sono ancora oggi visibili nella bellissima volta affrescata
del salone dell’antico refettorio e nei due chiostri presenti all’interno del complesso.
Sopra, lavori sulla rete aerea a Venezia negli anni Trenta.
In alto, la sede Telve di Trieste in piazza Oberdan
negli anni Trenta.
Nella pagina accanto, la centrale urbana di Venezia
a San Salvador negli anni Trenta
SCOPRIRE IL FUTURO
SALPANDO DA VENEZIA...
Destinato a sede di caserma militare da Napoleone Bonaparte nel 1806, il convento di San
Salvador conservò quest’uso sino al 1912. Fu allora che il Ministero delle Poste e Telegrafi guidato da Teobaldo Calissano lo rilevò dal Ministero della Guerra per insediarvi la Direzione
generale dei Telefoni di Stato di Venezia. Il progetto, portato a termine nel 1921, era di dotare
la città di una nuova centrale e di una nuova sede per la gestione del servizio telefonico. In un
lungo articolo dedicato proprio a San Salvador
pubblicato nel 1923 sulla rivista Telegrafi e Telefoni edita dal Ministero delle Poste e Telegrafi,
il direttore Giacomo Magagnini, descrivendo
le varie fasi del progetto, sottolineò le grandi
difficoltà incontrate, in una città come Venezia, nella posa della rete di cavi, sia sotterranei
che aerei. Fra le interessanti foto pubblicate in
quell’occasione, in una è ben documentato il
riadattamento dell’antico refettorio in sala di
commutazione.
Nel 1925, la convenzione stipulata tra la Telve
e il governo stabilì che la concessionaria telefonica si sarebbe insediata nel convento dietro pagamento di un canone, con l’impegno
di far fronte alle necessarie opere di ristruttu-
Ogni viaggio inizia con una domanda e quella che
Telecom Italia si è posta è: “E se il futuro fosse diverso?”. A questa domanda provano a rispondere i
dirigenti del nostro Gruppo, che si incontrano a Venezia, presso il Future Centre, grazie a un’iniziativa
formativa articolata in 15 edizioni, avviate a novembre dello scorso anno e in realizzazione fino al
prossimo giugno.
Il progetto, interamente realizzato grazie alla docenza di esperti aziendali, si pone il duplice obiettivo di favorire, da un lato, il completo allineamento manageriale sui temi dell’innovazione tecnologica; dall’altro di agevolare il networking, consentendo lo scambio continuo di informazioni e conoscenze sulle grandi sfide che l’azienda è chiamata
oggi a fronteggiare.
Dai feedback raccolti fino a ora emerge che l’iniziativa è particolarmente apprezzata dai partecipanti, a testimonianza dell’evidente volontà del nostro management di potenziare ulteriormente il
portafoglio di competenze utili ad affrontare al meglio le sfide imposte dalla business transformation,
rafforzando la leadership di Telecom Italia nel mercato delle telecomunicazioni.
Bruna Capobianchi
razione e manutenzione.
È dei primi anni Trenta la preziosa serie di fotografie custodite dall’Archivio che ha per oggetto gli interni e gli esterni del convento.
Sede e simbolo del servizio telefonico a Venezia, nella seconda metà degli anni Ottanta il
Progetto San Salvador voluto dalla SIP comprendeva sia un impegnativo programma di restauro per la salvaguardia del patrimonio artisticoarchitettonico dell’edificio sia l’allestimento
della prima centrale telefonica totalmente a
tecnica numerica.
E fu così che nell’ex convento ed ex caserma ebbe inizio l’era digitale in Italia.
Oggi San Salvador è sede del Future Centre di
Telecom Italia: le sue aree espositive e congressuali ospitano annualmente importanti eventi
nazionali e internazionali.
q
Chiara Ottaviano
fotografie Archivio Storico Telecom Italia
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COMMENTI
QUESTIONE DI STILE
SINCRONIZZANDO
PARLA
IL MAESTRO
ANTONIO
PAPPANO
EMOZIONI IN RETE
CON PAPPANOINWEB
Telecom Italia ha avvicinato il grande pubblico alla musica classica
di qualità per diffondere la cultura e favorire la digital inclusion.
“N
on ho mai visto un’orchestra così da vicino, che emozione!” “Many of us are watching from the USA! Thanks”. Due
voci dal web, Carla e Sasha, commentano così il progetto PappanoinWeb durante uno dei live streaming di questa stagione. Da una
parte l’emozione di un contatto diretto e privilegiato con una delle orchestre più famose del mondo e dall’altra l’orgoglio di portare la grande
cultura italiana sul panorama internazionale grazie alle potenzialità
della rete: nato lo scorso anno come
un esperimento innovativo, PappanoinWeb si è consolidato nel 2012
come evento di grande successo.
Antonio Pappano, uno dei più famosi direttori d’orchestra del mondo e Direttore Musicale dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, ha
prestato con entusiasmo il suo nome a un’operazione congiunta tra
Telecom Italia e la prestigiosa Accademia romana per rendere alcuni
dei concerti della stagione in corso
liberamente disponibili online.
Ma PappanoinWeb non è solo l’occasione per ascoltare da qualunque
dispositivo connesso in rete momenti musicali tratti dai repertori
di Mozart, Haydn, Schubert, Brahms
e poter assistere in modalità live,
contestualmente ai concerti romani, e on demand, fino alla fine dell’anno, alle esecuzioni dell’Accademia. È soprattutto il modo per rendere facile, attuale e interattivo un
contenuto come la musica classica
abitualmente riservato al pubblico
delle sale da concerto.
Una scommessa vinta nel corso del
2011 con più di 300.000 visitatori
unici alla prima stagione di concerti e replicato quest’anno con novità
che hanno ulteriormente arricchito
il portale www.pappanoinweb.telecomitalia.com incontrando il favore del pubblico.
LE GUIDE ALL’ASCOLTO
“La musica classica – scrive in chat
Alex – mi aveva sempre annoiato,
grazie alla Guida all’ascolto di Pappano è diventata davvero divertente”.
Le novità di quest’anno, infatti, sono state, oltre a nuove forme di interazione attraverso i social network,
le quattro guide all’ascolto realizzate dall’Accademia appositamente
per Telecom Italia. Quattro appuntamenti che, assieme ai quattro concerti, hanno portato a otto il totale
degli eventi: un percorso editoriale
che ha incuriosito anche il pubblico
neofita, svelando i segreti delle varie esecuzioni e la complessità nella
gestione di un’orchestra.
CULTURA E RETE
La partnership con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e il successo
di PappanoinWeb è solo uno dei progetti che Telecom Italia sta mettendo in campo per valorizzare la cultura e promuovere la rete come fattore di vicinanza e di partecipazione attiva alla fruizione dei contenuti prodotti dalle istituzioni culturali più prestigiose del Paese.
Un racconto che oltre alla musica
del Maestro Pappano porta alle star
della musica italiana protagoniste
di LugliosuonaWeb come Ludovico
Einaudi e Vinicio Capossela, alle parole dei protagonisti dell’arte contemporanea Massimiliano Fuksas e
Michelangelo Pistoletto per il ciclo
MaxxinWeb, alle performance teatrali del Romaeuropa Festival, fino ai
Premi Nobel del Festival della Scienza
oppure agli scrittori di scena a Mantova al Festivaletteratura.
Una serie di iniziative e attività che
parte dal territorio e arriva al nostro
web. Il sito telecomitalia.com diventa il canale privilegiato per partecipare ed “emozionarsi in rete” sviluppando interazioni, community appassionate, valore concreto per il
nostro Gruppo come emerge da un
semplice messaggio di Cristina, una
fan del nostro profilo Facebook che
durante il suo primo Mozart seguito
in live streaming ci saluta con “Grazie Telecom!!!”.
q
Massimiliano Tarantino
Sopra, il Maestro Antonio Pappano dirige l’Orchestra
e il Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.
Nella pagina accanto, la pagina pubblicitaria del calendario
di concerti dello scorso inverno trasmessi in live streaming
Maestro, il successo dell’iniziativa
dimostra una certa vitalità nel pubblico ma ha sottolineato anche il dinamismo della rete che può creare
le opportunità per proporsi come il
veicolo del sapere e della cultura,
cosa ne pensa?
La musica classica fa parte del patrimonio culturale dell’umanità, è un
linguaggio universale che unisce uomini di qualsiasi cultura e Paese, la
stessa musica pop nulla sarebbe
senza la classica. Il web e i social
network sono ormai veicolo imprescindibile al “transito” del sapere,
sono free-highway, grandi autostrade di libero accesso dove ciascuno
può scegliere se viaggiare, dove andare e naturalmente cosa “caricare”
nel proprio bagagliaio di conoscenze. Il pubblico del web – e non necessariamente quello specializzato
ma anche i curiosi, gli amanti delle
nuove tecnologie, i giovani – ha apprezzato senz’altro la possibilità di
avere accesso a un sapere che solitamente è riservato ai frequentatori
delle sale da concerto ma soprattutto si è entusiasmato alle varie forme
d’interazione del progetto che hanno
consentito la partecipazione attiva e
la semplificazione di contenuti solitamente esclusivi. Possiamo forse
dire che li abbiamo interessati e incuriositi e forse anche divertiti.
L’Italia è il Paese dell’arte, della creatività, della reinterpretazione e della
reinvenzione, un Paese dove crescono e si formano talenti innovativi che
a volte riescono a portare il loro sapere nel mondo, a volte fanno difficoltà a
emergere: il web secondo lei può essere il trampolino di lancio per la
creatività del futuro?
Io posso portare la mia esperienza
personale: il mio lavoro, il mio percorso di vita, quello che sto vivendo oggi
è un viaggio perpetuo, ho relazioni
con tantissime persone e realtà diverse ma l’Italia mi riserva sempre delle
sorprese emozionanti e, avete ragio-
1 / 2012 57
COLLEGHI
PROTAGONISTI
La funzione People Caring ha destinato inviti ai colleghi di Customer Operations Business, Mobile Customer Operations e Open Access per assistere a
PappanoinWeb nelle serate del 16 e 23
gennaio, 24 febbraio e 5 marzo. Ecco
alcune testimonianze:
“Ci siamo recate al concerto per
ascoltare musica diversa da quella
che ascoltiamo tutti i giorni. Tre ore di
partecipazione piena, un primo tempo
intenso, struggente, emozionante che
ci è arrivato dritto al cuore. L’assolo
di Mario Brunello è stato come ascoltare poesia, siamo rimaste rapite dalle note e dalle sensazioni provate.
Una serata di dolcezza, ritmo e passione che sembrava rivolta solo a
noi”. Veronica, Daniela e Raffaella
“Una serata caratterizzata da una
sensazione continua di calore e partecipazione, sia per il leitmotiv della
nostalgia che ha collegato le due
sinfonie, sia per il bis di Mario Brunello che ha proposto, in assolo, la
musica di un canto armeno davvero
suggestivo. Mi ha colpito il rapporto
che il direttore Antonio Pappano ha
instaurato con il pubblico: prima dell’esecuzione ha illustrato tutti i passi
salienti della Sinfonia n.1 di Edward
Elgar con l’aiuto della sua meravigliosa orchestra”. Barbara
ne, è il Paese creativo per eccellenza,
dove i talenti artistici e scientifici sono diffusi su tutto il territorio con una
qualità e una ricercatezza nel pensiero che viene non solo dagli studi ma
dalla vostra storia culturale. In passato, se pensiamo per esempio al Settecento, le Accademie italiane erano i
centri dell’innovazione dove i talenti
trovavano il giusto terreno per farsi
conoscere ed essere accreditati verso il pubblico più vasto.
Nel nostro millennio internet, con le
sue opportunità di intrattenimento e
di lavoro, di scoperta e di conoscenza nonché d’interazione tra le persone è quello che sono state le Accademie del passato ma con una marcia
in più: la democratizzazione. Il web,
se correttamente utilizzato, è il vero
trampolino di lancio dei nostri tempi.
Questo mezzo così democratico consente al pubblico di avere sempre a
disposizione un’offerta sterminata di
contenuti e di entrare in relazione
diretta con istituzioni e personaggi
che un tempo erano inaccessibili:
secondo lei tutto ciò aumenta il livello di consapevolezza nella fruizione dei contenuti oppure intravede
dei rischi di un’overdose d’offerta?
Il web è uno strumento per sua natura
“libero” – in quanto di accesso facoltativo – nel caso nostro peraltro gratuito. Per chi è capace di “selezionare” è un’autentica fonte di eccellenze.
Ma la differenza fra gli utilizzatori sta
proprio qui, nella capacità di individuare la qualità o gli elementi d’interesse all’interno dell’immensa offerta
di internet. Per questo contano ancora di più le grandi istituzioni, come
l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, e nel suo campo Telecom Italia,
che aiutano il pubblico a orientarsi. È
un po’ come trovarsi da soli davanti a
un banchetto di nozze principesco: un
commensale può abbuffarsi troppo
velocemente e a casaccio senza apprezzare il gusto e la ricercatezza delle pietanze, soffrendo ben presto d’in-
“Volevo ringraziarvi per la possibilità
che ho avuto di partecipare al concerto all’Auditorium, un’occasione per avvicinarsi alla musica e vivere momenti ricchi di emozioni. Ho potuto assistere a uno spettacolo davvero particolare, sia per la bravura del direttore
d’orchestra che ha coinvolto direttamente il pubblico fornendo delle indicazioni sui pezzi che dirigeva, sia per
l’interpretazione dell’orchestra che ha
creato momenti molto suggestivi. Mi
hanno colpita i pezzi di assolo di Mario Brunello, soprattutto per il brano
che ha dedicato al popolo armeno, sicuramente commovente. Il pubblico
non era solo spettatore, ma anche parte attiva dello spettacolo”. Lia
Sonia Casaro
digestione, ma se sa scegliere bene
potrà cibarsi di piatti prelibati e sofisticati, mai assaggiati prima. E certi
“sapori”, come la grande Musica con
la M maiuscola, una volta assaggiati
non si dimenticano più.
Massimiliano Tarantino
Emanuele Santandrea
58 MONDO ECOSISTEMA
SINCRONIZZANDO
I NOSTRI BENI INVISIBILI
Premiati sette progetti,
sui 300 presentati,
in risposta al bando
lanciato da Fondazione
Telecom Italia, per
valorizzare il nostro
patrimonio culturale
meno conosciuto.
L’
Italia, prima al mondo con i
suoi 43 siti UNESCO, i suoi
3.400 musei e le sue oltre 2.000
aree archeologiche è, in materia di
beni culturali, lo Stato più ricco del
mondo, un vero “museo diffuso”.
Purtroppo questa enorme ricchezza
accumulata nei secoli scorsi ha
qualche difficoltà a esprimere il suo
intero potenziale competitivo come aggregatore di turismo e di visitatori, per cui l’Italia vede intaccata
la sua storica leadership internazionale di Paese turistico.
Le graduatorie ci vedono solo al
ventisettesimo posto nell’ultima
graduatoria annuale sulla competi-
tività nel settore viaggio e turismo
stilata dal World Economic Forum.
GRANDI “BENI MINORI”
Prendendo spunto da questa situazione, Fondazione Telecom Italia,
che tra i suoi compiti statutari ha
anche quello della tutela del patrimonio storico-artistico, ha deciso
di dare un suo contributo per offrire qualche concreta risposta ai problemi legati alla valorizzazione del
nostro patrimonio.
Il nostro contributo è stato un bando destinato a finanziare progetti
di valorizzazione dei cosiddetti “beni invisibili”: con questa espressio-
In queste pagine, il progetto Crescere, che avventura, Istituto degli Innocenti di Firenze,
da seicento anni luogo di tutela dei diritti dei minori
ne s’intende innanzitutto quei giacimenti di “arte invisibile” che giacciono nei depositi dei nostri musei,
ma anche un cosiddetto bene minore non visibile e che invece potrebbe diventare, con un opportuno progetto di valorizzazione, un
elemento attrattivo per l’economia
e il turismo locale.
In tutte le fasi, dalla progettazione,
attraverso un procedimento di
stakeholder engagement che ha visto
coinvolti autorevoli rappresentanti
del mondo della tutela e valorizzazione dei beni artistici, fino alla selezione dei progetti da finanziare, la
nostra Fondazione è stata assistita
dal professor Salvatore Settis, membro del Comitato scientifico (vedi la
sua testimonianza nel box accanto).
Il bando ha avuto un successo davvero rilevante, segno che abbiamo visto giusto nella scelta del tema: oltre
300 i progetti pervenuti, che hanno
coinvolto come proponenti soprintendenze, università, enti locali, fondazioni, mondo associativo.
TESORI NASCOSTI
Un vero e proprio mondo di progettualità, di tesori nascosti, di proposte di valorizzazione che hanno costretto la commissione giudicatrice
a un vero tour de force.
“Sono molto lieto di aver contribuito a
dar vita al progetto di Fondazione Telecom Italia sulla valorizzazione dei beni
invisibili, nella mia qualità di membro del
Comitato scientifico della Fondazione.
Credo che possiamo essere soddisfatti
prima di tutto per i buoni risultati che il
bando ha conosciuto, coinvolgendo numerosissimi proponenti e avendo quindi
un ritorno in termini di qualità e quantità
della risposta.
Tra l’altro, e ci tengo a sottolinearlo, con
una buona ed equilibrata distribuzione
territoriale tra Nord, Centro e Sud.
Ma c’è un altro motivo di soddisfazione: i
progetti selezionati rientrano tutti in possibili modi di ripensare il tema di come
mettere in evidenza i beni artistici portatori di valori, e pertanto meritevoli di tutela, ma anche di essere opportunamente valorizzati declinandone in modo specifico il rapporto con il visitatore, con la
tecnologia, con il contesto circostante.
In tutti i casi prescelti è presente molto
bene la domanda: una volta individuato
un bene che meriti di essere meglio e più
vastamente conosciuto, come fare per
realizzare un’offerta di valorizzazione in
Alla fine, Fondazione ha scelto sette
progetti, importanti perché ciascuno rappresenta uno specifico modo
per valorizzare un bene artistico,
storico, paesaggistico.
Il progetto Storage presentato dalla
Soprintendenza Speciale per i Beni
Archeologici di Napoli e Pompei,
ha l’obiettivo di rendere visibili ai
visitatori le sale, oggi chiuse, usate
come deposito di sculture prove-
Bruno Spiezia
“TUTELARE IL BENE ARTISTICO
COME PORTATORE DI VALORE”
grado di evidenziarne le caratteristiche
storiche, ma anche di sfruttare in modo
seduttivo le potenzialità delle tecnologie
e attrarre quindi flussi di visitatori?
A me sembra che i progetti selezionati
possano davvero rappresentare un momento alto di riflessione sul tema del
rapporto fra conoscenza, tutela e fruizione, oggi così centrale nel nostro Paese, e
dar vita a dei percorsi utili all’approfondimento progettuale e realizzativo.”
Salvatore Settis
Comitato scientifico
Fondazione Telecom Italia
nienti da Ercolano e Cuma.
Il progetto Crescere, che avventura,
presentato dall’Istituto degli Innocenti di Firenze, da 600 anni luogo
di accoglienza e di tutela dei diritti
dei minori, intende valorizzare l’archivio storico dell’Istituto con le
sue 13.000 unità archivistiche che
testimoniano la storia dell’antico
orfanotrofio fiorentino.
Il progetto del Distretto Veneto dei
1 / 2012 59
Beni Culturali vuole utilizzare gli
strumenti della multimedialità
per rappresentare la storia delle
origini di Venezia e drenare il flusso turistico.
Il progetto di Milano è finalizzato a
far rivivere il Borgo Nocetum all’interno della Valle dei Monaci come
riscoperta e valorizzazione della zona del Parco Sud.
Il progetto Percorrere i paesaggi della
bonifica interessa la parte centrale
della pianura Padana ed è volto a
far conoscere quella porzione del
territorio nazionale, dove la natura, le attività agricole, il patrimonio civile e ingegneristico (legato
allo sfruttamento e al governo delle acque) hanno creato un ambiente unico, che deve essere meglio conosciuto e ammirato (e così facendo tutelato). Si prosegue con un
progetto presentato dal Fondo per
l’Ambiente Italiano che propone il
recupero del palazzo Noha a Matera, sito nella zona dei Sassi, per farne una sede di incontri, iniziative
culturali, mostre.
Infine l’ultimo progetto viene dall’Istituto Centrale per il Catalogo
Unico delle Biblioteche italiane e
propone la realizzazione di un kit
per la produzione di mostre virtuali online, costituito da un software
open source per la realizzazione di
mostre virtuali in ambito web, in
ambito mobile, per smartphone.
Fondazione Telecom Italia ha l’obiettivo di collaborare coi partner proponenti a realizzare i progetti entro
18 mesi e a trasformarli in possibili
esempi di come valorizzare il nostro
immenso patrimonio.
Il Grand Tour della nostra Fondazione è appena iniziato.
q
Luisa Giolito
ha collaborato Cinzia Esposito
fotografie di Moreno Balzani
60 MONDO
MESTIERI IERI OGGI DOMANI
SINCRONIZZANDO
SEMPRE
IN PRIMA LINEA
La parola alle colleghe e ai colleghi che gestiscono
le infrastrutture tecniche elettriche, meccaniche
e civili che consentono il funzionamento
e lo sviluppo delle reti e dei servizi.
P
rogettisti, pianificatori, ingegneri, periti tecnici, geometri,
fisici, esperti di innovazione e
sviluppo tecnologico applicato alle
infrastrutture. Presentiamo il nostro
mondo di colleghi che lavorano alla
funzione Technical Infrastructures
di Technology.
Quando si parla di una nuova rete
di telecomunicazioni, di una nuova
copertura radiomobile, di un nuovo
servizio ICT, siamo fra i primi a essere coinvolti dalle attività operative:
a noi compete la sperimentazione,
la progettazione, la realizzazione e
la manutenzione delle infrastrutture per l’alimentazione e degli impianti per l’ottimizzazione dei parametri ambientali di esercizio degli
apparati, la predisposizione delle
sale, dei locali tecnici e dei tralicci.
Siamo stati fra i primi a intervenire
nelle recenti calamità naturali (vedi
l’articolo sull’emergenza neve a pagina 18, ndr) per controllare e, se necessario, ripristinare la sicurezza e
le funzionalità delle centrali e delle
stazioni radio base sotto il profilo
della statica e dell’impiantistica. In
altre parole, siamo le colleghe e i
colleghi, divisi sulle quattro aree
territoriali, ai quali sono affidate le
infrastrutture tecniche elettriche,
meccaniche e civili che consentono
il funzionamento e lo sviluppo delle reti e dei servizi.
I NUMERI
Telecom Italia ha acquisito nel tempo un asset infrastrutturale di notevole complessità strumentale alle
attività tecniche aziendali.
Le cifre parlano da sole: oltre 10.500
immobili per oltre sei chilometri
quadrati, pari alla superficie edificata di una città simile a Cuneo; sette
Data Center per circa 33.000 metri
quadrati; 15.000 stazioni radio base;
22 impianti di trigenerazione per
una potenza complessiva di circa 13
MW; oltre 46.000 condizionatori (in
un anno potremmo riempire di
ghiaccio un volume pari a sette volte
la basilica di San Pietro); 23.000 stazioni di energia, 3.450 gruppi elettrogeni, 43.000 batterie, pari a un assorbimento elettrico annuale equivalente a quello di circa 50 treni TAV
Roma-Milano.
LA TRIPLA E
L’evoluzione del mestiere di specia-
lista delle infrastrutture tecniche ha
seguito negli anni sia quella delle
tecnologie (l’elettronica sostituisce
l’elettromeccanica) sia quella del
business delle telecomunicazioni
(dal monopolio al mercato) attraverso il processo di privatizzazione.
Negli anni Novanta a chi si occupava di infrastrutture veniva chiesto
di essere efficace (la prima E) e cioè,
nei tempi più rapidi possibili, progettare e realizzare le nuove infrastrutture e risolvere gli eventuali
guasti degli impianti in esercizio.
Nel 1998, il settore delle telecomunicazioni è stato aperto alla concorrenza. In tale nuovo scenario, la
strategia competitiva ha richiesto
allo specialista delle infrastrutture
tecniche di evolvere le sue competenze, aggiungendo all’efficacia,
l’efficienza (la seconda E), cioè contribuire al continuo miglioramento del time to market dei servizi e alla
riduzione dei costi.
Lo sviluppo della larga banda con
velocità crescenti e il modello cloud
computing determinano oggi la necessità di integrare verticalmente la
stessa infrastruttura tecnica ai servizi quale elemento qualificante
per la competitività, ovvero quale
leva determinante per la fruibilità
delle reti e l’affidabilità delle piattaforme. È quindi proprio la strategia competitiva che sta conducendo – e sempre più condurrà – lo specialista delle infrastrutture tecniche a essere eccellente (la terza E),
cioè conseguire e mantenere standard qualitativi così elevati nelle attività di competenza da creare valore per il cliente finale e sostenerlo
nel tempo.
Le infrastrutture e i servizi manutentivi di alimentazione di Telecom
Italia hanno raggiunto tali livelli di
evoluzione tecnologica e di qualità
per cui la riserva accumulata e la
produzione autonoma di energia
elettrica potrebbero garantire complessivamente il fabbisogno di elettricità a una provincia, Bologna per
esempio, per circa 12 ore in caso di
blackout della rete elettrica.
In questi ultimi anni, Telecom Italia
ha rafforzato e incrementato l’attenzione per l’eccellenza nelle infrastrutture impiantistiche, affidando il
compito agli stessi colleghi e colleghe di Technical Infrastructures di
progettare e realizzare un piano di
interventi operativi, basato sull’innovazione tecnologica, sullo sviluppo della sostenibilità ambientale e in coerenza con i ritorni economici degli investimenti agli standard aziendali: oltre 2.000 sistemi
di free cooling, 250 accumulatori a
idrogeno (fuel cell), 42 gruppi di refrigerazione a lievitazione magnetica, impianti eolici-fotovoltaici e
sperimentali di geocooling.
A conferma dei risultati raggiunti
nel settore delle infrastrutture tecniche e della sostenibilità ambientale, Telecom Italia è stata inclusa
nei più prestigiosi rating internazionali, tra cui i Dow Jones Sustainability Indexes (DJSI) e i Financial Times Stock Exchange for Good (FTSE4Good) e ha conseguito le certificazioni ISO 14001 e 27001. Le infrastrutture per i data center sono state valutate ai livelli più alti della scala TIER definita dall’American National Standards Institute.
q
Ugo Corasaniti
Sandro Gentili
Angelo Gugole
Venanzio Iacozzilli
Marco Marzella
Stefano Sabatini
Aristide Torrelli
fotografie di
Hildegard Adelheid Kuss
Sopra, Gianfranco Fiorucci.
A sinistra, Gianfranco Fiorucci coadiuvato da un tecnico d’impresa.
Nella pagina accanto, la realizzazione di un’infrastruttura per una stazione radio base.
In particolare l’assemblaggio in quota con l’ausilio di elicottero di un palo flangiato
con due anelli, alto 24 metri
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MESTIERI IERI OGGI DOMANI
SINCRONIZZANDO
OGGI - VALENTINA MONTEFUSCO
“Sono entrato nell’allora SIP agli inizi degli anni Novanta,
in qualità di assistente agli impianti tecnologici asserviti ai
sistemi di telecomunicazione. Da allora, il mio pane quotidiano sono gli apparati di alimentazione che consentono alle centrali e alle stazioni radio base di erogare i loro servizi,
anche in caso di malfunzionamenti nell’erogazione dell’energia elettrica: batterie, gruppi elettrogeni, sistemi di continuità. Oggi opero nell’Area Territoriale Sud di Technical Infrastructures e, assieme ai miei colleghi, mi occupo della manutenzione e della risoluzione di eventuali guasti a queste infrastrutture, con reperibilità continua.
Con il passare degli anni, pur restando centrale per la mia professione il mantenimento di una elevata competenza tecnica,
ho osservato con soddisfazione una crescente sensibilità verso
le tematiche ambientali e di sicurezza sul lavoro. Infatti, occorre tener presente che le apparecchiature di nostra pertinenza,
se non gestite propriamente, possono rappresentare un pericolo per le persone e per l’ambiente, a causa delle sostanze contenute (come acidi e carburanti). In tale ottica si inquadrano le
certificazioni ambientali conseguite dalla mia struttura e gli
aggiornamenti professionali rivolti a me e ai miei colleghi sulle tematiche di safety. Di pari passo con la digitalizzazione delle telecomunicazioni, ho assistito alla trasformazione delle tecniche di conversione dell’energia; l’adozione della conversione
elettronica in luogo di quella elettromeccanica e l’informatizzazione dei connessi sistemi di gestione consentono oggi risparmi energetici, contenimenti degli spazi e (buon per me)
interventi risolutivi più rapidi e mirati”.
DOMANI - ROBERTO CAFARO
Riccardo Adelini
Hildegard Adelheid Kuss
IERI - SILVANO RECUPIDO
“Superata la soglia dei 25 anni d’azienda è inevitabile
pensare a un bilancio. Era il 1984, i miei orizzonti non superavano la provincia di Pavia: poche infrastrutture immobiliari da gestire e interazione con colleghi non ancora percepiti come clienti interni. Nel 1996 nasce l’ultimo miglio. Sono di quegli anni i primi Accordi Quadro di ospitalità reciproca (housing) con altri operatori; da Immobili e Servizi diveniamo Real Estate. Da allora e sino al 2008, anno di costituzione di Technical Infrastructures, il nostro business si è via
via ampliato, con una gestione del patrimonio immobiliare
volta a ottimizzare gli spazi industriali, a massimizzare l’efficienza degli impianti tecnologici, nonché a rispondere ai
riassetti organizzativi intervenuti. Soprattutto nell’ultimo
triennio, a valle dell’unificazione del patrimonio industriale
di rete fissa e mobile, l’efficacia della nostra organizzazione
è stata misurata anche per le capacità di progettare infrastrutture tecnologiche avanzate, quali gli impianti di condizionamento free cooler e di cogenerazione. Il presente viaggia
su smartphone e tablet. I servizi veicolati dalle reti di telecomunicazioni necessitano di un rapido potenziamento e di
innovazione tecnologica delle infrastrutture. Nell’ottica di
ottimizzazione dei costi e di riduzione degli impatti ambientali, progettiamo impianti tecnologicamente evoluti, affidabili, in linea con le esigenze dei clienti interni ed esterni.
Un lavoro complesso, in costante equilibrio tra sviluppo tecnologico e ritorno degli investimenti operati. Ma, a questo
punto, non ho difficoltà ad affermare: noi, quelli di Technical Infrastructures, ci siamo”.
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Hildegard Adelheid Kuss
62 MONDO
“Mi occupo di continuità dell’alimentazione elettrica degli
apparati industriali di Telecom Italia da circa 15 anni e attualmente opero nei siti strategici dell’Area Territoriale Centro
quali Data Center e nodi primari della rete trasmissiva. Lo standard tecnologico di tali siti è molto alto e le prestazioni richieste sono il massimo dell’eccellenza. Svolgere bene la propria
professione, in un campo così delicato, significa avere un'elevata conoscenza tecnica ma soprattutto uno spiccato senso di
responsabilità. Per comprendere l’importanza della continuità dell’alimentazione, basti pensare alle sale operatorie negli ospedali, oppure alle torri di controllo degli aeroporti; un
eventuale blackout in quei contesti comporta conseguenze facilmente intuibili. Il nostro compito è impedire che tale evenienza possa coinvolgere anche le comunicazioni telefoniche
o quelle dati. Chi lavora nel nostro mondo ha il dovere di intervenire prima che l’anomalia possa verificarsi, garantendo una
scrupolosa attività di manutenzione e di innovazione tecnologica. Tanti colleghi in Telecom Italia non conoscono l’esistenza
di un servizio come il nostro. Per chi come noi si occupa da anni di continuità di alimentazione, paradossalmente, questo è
motivo di orgoglio. Significa che stiamo svolgendo bene il nostro lavoro. Infatti, si viene a conoscenza della strategicità dei
sistemi di alimentazione solo in occasione dei blackout e noi
ci teniamo a non essere visibili. Il senso di appartenenza che
mi tiene legato a questa azienda è la mia motivazione chiave.
Nel corso degli anni i sistemi di alimentazione si sono evoluti
in maniera repentina, grazie alle nuove tecnologie di costruzione e alla ricerca di componenti elettronici di elevate prestazioni. La frontiera dell’idrogeno come fonte d’energia per le
nostre batterie è già il presente, l’energia rinnovabile sarà il futuro e il nostro obiettivo è identificare e attuare le innovazioni
che risultano maggiormente vantaggiose, attraverso investimenti economici mirati, strutturali ed efficaci”.
A sinistra, Gianfranco Fiorucci
Luca Ascione
VENITE DA NOI
SINCRONIZZANDO
Roberto Defraia
64 MONDO
VIAGGIO IN ITALIA
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BUSINESS IN SARDEGNA
Sono varie le realtà imprenditoriali della nostra isola e forse Tiscali
è solo la più nota. La fine dell’era industriale ha fatto sì che le possibilità di sviluppo si spostassero verso il recupero ambientale come
la riconversione ai fini turistico-culturali del patrimonio minerario
che per anni è stata una delle principali fonti dell’economia. La creazione del Parco Geominerario permette la visita dei siti che testimoniano architetture conservate nell’antico splendore e la discesa nei
pozzi profondi attraverso i cunicoli bui ha un fascino e un’emozione
indescrivibile. Alle falde del Monte Spada, un progetto in collaborazione con il WWF ha realizzato l’oasi Life Natura di Donnorotei. Il
Parco faunistico, di particolare interesse comunitario per il monitoraggio e la salvaguardia di alcune specie uniche al mondo, offre un
turismo all’insegna della natura e, perché no, della buona cucina.
Sempre in Barbagia innumerevoli sono le iniziative locali che stimolano la partecipazione attiva come per esempio le Cortes Apertas
(cortili aperti), un circuito incantato dove da settembre a dicembre è
possibile immergersi nei paesi dell’interno per prendere parte alla
ripopolazione delle case dei centri storici, rivivendo tradizioni millenarie, arti e mestieri gelosamente custoditi. Non bastano mille parole per dire che la Sardegna non è solo mare, ma tanto, tanto altro...
Roberto Medda
Ilenia De Rossi
Prosegue il nostro percorso nell’eccellenza: è la volta di Campania, Sardegna, Veneto.
Denominatore comune: l’intreccio delle diversità culturali.
S
alerno, sede dell’antica Scuola
Medica Salernitana, Capitale
d’Italia nel 1944, è riuscita a trovare l’equilibrio socio-economicoambientale per gestire – in un momento in cui in Italia faticano a decollare – “grandi opere” di architettura moderna, firmate da prestigiosi esponenti internazionali quali
Bohigas, Calatrava, Hadid, Bofill,
Fuksas. Cantieri edili al lavoro per
portare a compimento piazza della
Libertà, tra le più grandi d’Europa,
centro di aggregazione e commercio; Marina d’Arechi Port Village,
complesso sul mare con approdi turistici, negozi e attività per il tempo
libero; impianto di compostaggio
ad alta efficienza funzionale e ridot-
to impatto ambientale; impianto
fotovoltaico da 24MW con annessa
fattoria didattica per progetti dedicati alle scuole. Fonte di consolidato
e crescente business, nonché crocevia di opportunità di sviluppo e
scambi culturali, è l’area portuale di
Salerno che nel 2011 si è collocata
tra i primi cinque porti europei per
maggiore tasso di crescita nell’anno, con un incremento medio del
13 per cento, rispetto al 2010, per il
traffico merci e un incremento del
10 per cento per i collegamenti turistici. La provincia di Salerno, che
per estensione territoriale è la seconda in Italia, ha fatto del turismo
un importante e primario fattore
socio-economico. Turismo legato
non solo alle bellezze naturali, alla
ricchezza artistica e culturale della
Costiera Amalfitana (patrimonio
dell’UNESCO) e della Costiera Cilentana, ma anche alle grotte di Castelcivita, grotte di Pertosa, Templi
di Paestum, scavi di Velia, Certosa di
Padula, oasi WWF di Persano. L’eco-
nomia è strettamente legata anche
a importanti eventi e prodotti locali. Luci d’Artista, una magia luminosa
in un percorso d’installazioni che si
snoda in tutta la città di Salerno; il
Festival Internazionale del Cinema di
Salerno, uno dei più antichi, nato nel
1946; Linea d’Ombra - Festival Culture
IL NETWORK
PEOPLE NET
Molti tra i colleghi che documentano la
rubrica Venite da noi fanno parte del
Network People Net, 218 colleghi convinti che la loro azione contribuisca a
dare colore alla vita in azienda, recuperando le informazioni e promuovendone
la diffusione in Telecom Italia e nelle
società del Gruppo. Costituiti in TIM nel
1998 come Comunicatori, si sono poi
uniti nel 2007 ai colleghi di Telecom Italia, i Sensori, dando così vita al network
dei People Net. Oltre a veicolare notizie, i Supporter si preoccupano di soddisfare le esigenze di caring dei colle-
ghi, di verificare l’efficacia di nuovi servizi e di farli conoscere a tutti. Ascoltano, infine, le esigenze dei colleghi per
trovare una soluzione. Il network è composto da una squadra centrale, la Task
Force Supporter, alla quale fanno riferimento le squadre dei Leader che coordinano i Supporter.
Luogo d’incontro, piazza virtuale, del
Network è il Blog People Net, attivo dal
2008, che nel 2011 ha collezionato 12.158
accessi, con 285 utenti unici, 179 post e
509 commenti.
Andrea Coco
Giovani, presenta eventi legati alla
creatività contemporanea; Giffoni
Film Festival, dedicato ai ragazzi. Tra i
prodotti: la mozzarella di bufala
DOP (dal 1993) della piana del Sele
con un’esportazione che non riesce
a soddisfare la domanda; la nocciola
Tonda di Giffoni IGP, una delle varietà italiane più pregiate. Da gennaio 2012 è stato attivato a Salerno,
nell’ambito della mobilità sostenibile, un servizio gratuito di car pooling. Salerno e la sua provincia vi
aspettano, tutto l’anno, per un viaggio indimenticabile.
q
Luca Ascione
ECCELLENZE E VITALITÀ
Il Veneto gode di una posizione geografica particolarmente privilegiata: terra
di passaggio e di confine, ma anche
luogo in cui le culture di popoli diversi
si sono intrecciate e sedimentate attraverso viaggi e commerci, immigrazioni
ed emigrazioni.
Il Veneto ha vissuto negli ultimi decenni
un notevole successo economico confermandosi una delle regioni più ricche
d’Italia ma anche più visitate grazie al
suo patrimonio paesaggistico, storico,
artistico e architettonico.
Imprese di ogni tipo, ma soprattutto di
medie e piccole dimensioni, sono diffuse
in tutta la regione: stabilimenti grafici a
Verona, fabbriche di elettrodomestici a
Treviso e Conegliano, di tessuti e filati a
Schio e Valdagno, di biciclette a Padova
e a Vittorio Veneto, di macchine agricole
a Padova e Verona, calzaturifici a Treviso, Verona, Vicenza, stabilimenti ottici a
Belluno, oreficerie e concerie a Vicenza.
Nella provincia di Venezia hanno sede a
pochi chilometri di distanza grandi strutture di traffico: il porto, tra i primi per importanza in Italia, soprattutto in relazione alle industrie di Marghera, e l’aeroporto internazionale, salito al terzo posto
nel traffico del Paese.
La storia di Venezia è indissolubilmente
legata a quella del suo porto, che è radice del suo splendore artistico e della
sua ricchezza.
Sopra, una veduta di Venezia.
In alto, uno scorcio del Parco Geominerario di Porto Flavia
da dove i minerali venivano imbarcati sui piroscafi.
A sinistra, il porto di Salerno
Nella Venezia d’oggi tra vetri e merletti si
scopre che si può ancora fare impresa
senza fare solo turismo. Nel luogo più impensato, tra le barche sull’isola della Giudecca, scopriamo una fabbrica di sci:
Stradivarius, che si pone come marchio
di qualità per prodotti e servizi legati allo sci alpino. Si tratta di sci caratterizzati da una costruzione artigianale con prestazioni di alto livello e da una serigrafia
personalizzata e assolutamente esclusiva. Il riferimento alla musica e alla maestria del grande liutaio, Antonio Stradivari, è simbolico a testimonianza dell’idea
dello sport più vicina all’armonia e all’arte di vivere che alla pura competizione.
Ilenia De Rossi
DI MARTINA EVANGELISTI
LATTE CAFFÈ
cendi con un paio di mutandoni stropicciati, una
maglietta storta che mi
stampa sulla bocca il suo Fuck
off. Hai la faccia sfollata dei
tuoi risvegli, quel naso grande che ti divarica le guance.
Allungo sul tavolo un mezzo
sputo di latte e caffè e tu ci tuffi dentro gli occhi e le orecchie, mi tagli fuori da qui.
Nessuno dei due ha voglia di
parlare, di rassegnarsi a quel
dovere da domenica mattina.
Sei uno stecco di uomo abituato alla diffidenza, ti ho cresciuto così. Accendi la televisione, ci saturiamo la gola in
quel rumore.
Ci sono le luci di un concerto, un uomo che si attorciglia
su una chitarra da scarica
elettrica. Tu muovi la testa su
e giù, con gli occhi chiusi, la
tazza in mano. Mi fai ridere.
Una sera ti ho visto in mezzo
ai tuoi amici, stavo attraversando il centro a piedi dopo
il lavoro, calpestavo la città
come si calpesta la vita, con il
mento dentro la giacca, le
mani aggrappate alle tasche.
Non ci siamo salutati, tu non
ti sei voltato a guardarmi.
C’erano delle ragazze, vi raggomitolavate in quei colli
giovani, profumati. Ho invidiato la fila dei vostri motorini schiacciati contro il muro,
quei giubbotti di pelle che vi
stanno troppo bene.
Sono vecchio, Luca. Sento il
peso degli anni attaccato alla
schiena, sotto lo stomaco.
Alzi le sopracciglia su di me,
sui bottoni del mio pigiama.
Ti chiedo a che ora sei tornato e tu scrolli le spalle, mi rincuori con un sorriso ad angolo sul bordo del tavolo. Vuoi
dirmi di lasciar perdere, vuoi
che ti faccia sbagliare da solo,
con i tuoi vent’anni, con quel
lavoro che inizia sempre di
notte e che non paga. So che
sei un petto buono, anche se
gonfi il collo dentro la tua
auto usata, anche se per parlare avremmo bisogno di
una chat.
Io ti offro latte caffè, e forse
quel latte sta scadendo o è già
scaduto, non ho controllato.
Sei troppo magro, sembri un
gatto, un randagio della strada. Ti sei fatto quel piercing
nel sopracciglio che mi fa
pensare a dei gemelli da polsino. Mi dico che non ti capisco, ma se avessi la tua età
vorrei essere esattamente come te, pieno di buchi e sigarette, con un cuore intero,
largo di spazio.
Quando hai iniziato a cambiare voce quel tuo abbaiare
rauco mi irritava, ti dicevo di
sforzarti, di non parlare come
un uomo di fatica. Lì sono iniziati i tuoi silenzi, in quell’obbligo duro, da carceriere.
Qualche volta dovrei chiederti scusa, invece mi alzo e prendo una scatola nuova di biscotti secchi, quelli che non ti
piacciono e che riesci a distruggere solo nel tè.
Uscirai da questa stanza strisciando i piedi come fai tu,
trascinando le ciabatte. Prenderai il cellulare e ti accamperai in balcone, la tua trin-
cea. E quella del primo piano
verrà a suonare perché le cadono i tuoi mozziconi sulle
begonie. E la ragazza del palazzo di fronte ti farà segno
dalla finestra, scenderete a
parlare in cortile. Io sarò nello studio, con gli occhiali sul
naso, l’ansia da e-mail. Ti sentirò ridere, di sotto. Saprò
che stai bene.
Prendo la tua tazza e la mia e
le porto sul lavello, accendo
l’acqua e le lavo come posso.
Male, diresti tu, anche se non
sai fare meglio. Rimani seduto, con la testa dentro quel
concerto di percussioni forti.
Ti vengo vicino, a guardare
con te questo schermo che si
muove, questa notte brava
da un’altra parte. È il nostro
contatto, la nostra familiarità. Stare seduti con i gomiti
che si toccano quasi e che so-
no entrambi ossuti, nodosi,
rami secchi spezzati.
Siamo a dieta di parole. Ci sta
bene così.
A pranzo tu esci, io mi preparo un panino perché a cucinare non ho mai imparato,
anche se a te dico che la pasta
non mi piace.
Condividiamo un bagno solo,
e il tuo dopobarba cade sempre per terra quando apro
l’armadietto delle medicine.
Te lo sposto e lo ritrovo lì. E
penso che se un giorno non ci
dovesse essere più mi sentirei
solo, e farei cadere qualcos’altro, forse l’aspirina.
Mi stiracchio le braccia e tu
fai lo stesso, e all’improvviso
siamo uguali, speculari. All’improvviso sono la tua copia accartocciata con le rughe, e tu sei la mia controfigura migliore.
Martina Evangelisti
È nata a Ravenna il 21 novembre
1992. Nel 2011 ha conseguito
la maturità classica presso il liceo
ginnasio Dante Alighieri di Ravenna
e attualmente studia Lettere
Moderne a Bologna. Ha iniziato
a scrivere racconti nel 2009,
ha vinto alcuni concorsi locali
e nel 2011 è entrata nella cinquina
finalista del Premio Campiello
Giovani con il romanzo breve
Rose Rosse. Nel 2012 ha scritto
Forbici, che fa parte dei venticinque
racconti semifinalisti oggi in gara
sempre per il Premio Campiello
Giovani. Martina ha ereditato tutti
i caratteri spigolosi del segno dello
Scorpione, vive un rapporto
conflittuale con i suoi capelli,
è in dipendenza inguaribile dai
dolci al cucchiaio e dai telefilm,
resetta il suo iPod una volta a
settimana per passare dalla musica
classica alla musica rock alla musica
pop alla musica house a seconda
dell’umore, ama i jeans e comprare
scarpe, ha una collezione infinita di
orecchini ma porta sempre gli stessi
perché pensa le portino fortuna.
Legge qualsiasi cosa, da Nietzsche ai
libri di cucina, considera capolavori
assoluti Cent’anni di solitudine
di Gabriel Garcia Marquez,
i racconti di Raymond Carver,
Peter Pan e le tragedie di Euripide.
S
Riccardo Adelini
66 IL RACCONTO
Sincronizzando
il periodico di Telecom Italia
Anno 3 numero 1 – Aprile 2012
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numero 126 del 22 febbraio 2006
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