Update N.64

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Update N.64
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La prima non-rivista che sceglie il meglio della musica in circolazione - www.musicletter.it - Anno V - Update N. 64
T HE L EI SURE SOCI ET Y
MUSICA SAETA, PSYCHIC ILLS, BACHI DA PIETRA, TRICARICO, GINA, MASTODON, MONO,
PEARL JAM, AA.VV. (IL PAESE È REALE), ELVIS PERKINS, DENTE, CHRIS CORNELL, MOFRO,
MELPO
MENE,
AI
PHOENIX,
PAVLOV'S
DOG,
EDDIE
COCHRAN
&
GENE
VINCENT,
AA.VV. (THE ROUGH GUIDE TO BLUES REVIVAL), MOTHER LOVE BONE, JUNIOR BOYS,
BIBLE OF THE DEVIL, TREMBLING BLUE STARS, DAVID LEE ROTH, JANIS JOPLIN (DVD),
BARZIN, WIRE LIBRI RAYMOND CARVER FILM FRAMMENTI DI CINEMA RIMOSSO.
musicletter.it
chi siamo
Lu ca D Am br osio
Domenico De Gasperis
Nicola Guerra
Jori Cherubin i
Massimo Bernardi
Marco Archilletti
Manuel Fiorelli
Pier Angelo Cantù
Pasquale Boffoli
La sa t ir a «è un aspet t o libero, assolut o, del
Franco Dimauro
t eat ro. Cioè quando si sent e dire, per esem pio,
Gianluca Lamberti
" è m eglio m et t ere delle regole, delle form e
Luigi Farina
lim it at ive a cert e bat t ut e, a cert e sit uazioni" ,
Gianluigi Pala mone
allora m i ricordo una bat t ut a di un grandissim o
uom o di t eat ro il quale diceva: "Prim a regola:
Daniele Briganti
Domenico Marcelli
nella satira non ci sono regole". E questo penso
Costanza Savio
sia fondamentale. Per di più ti dirò che la satira
Michele Camillò
è
un'espressione
conseguenza
di
che
è
pressioni,
nat a
proprio
in
Luca Rea
di
dolore,
di
Claudia De Luca
prevaricazione, cioè è un m om ent o di rifiut o di
cert e regole, di cert i at t eggiam ent i: liberat orio
in quant o dist rugge la possibilit à di cert i canoni
che intruppano la gente»
Alessandro Busi
Nicola Pice
Massimo Megale
Antonio Anigello
Valerio Granieri
Dario Fo
Stefano Sciortino
Luigi Lozzi
( da un'int ervist a di Daniele Lut t azzi nel program m a Sat yricon,
puntata 11, 4 aprile 2001 - fonte: wikiquote)
Gaia Menchicchi
Andrea Dusio
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webmaster / progetto grafico
Lu ca D Am br osio
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informazioni e contatti
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[email protected]
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copertina update n. 64 / 2009 - 0 4 - 2 8
THE LEISURE SOCIETY photos by Louise Roberts +
+ Anika Mottershaw + Darren Cavanagh
ML 0 2
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update n. 64
sommario
MUSICA | SPECIALE INTERVISTA
0 4 THE LEISURE SOCIETY by Luca D'Ambrosio
MUSICA | RECENSIONI
08 SAETA Else Another Light Go Out (2009 ) by Valerio Granieri
09 PSYCHIC ILLS Mirror Eye (2009 ) by Franco Dimauro
1 0 TRICARICO Il Bosco Delle Fragole (2009 ) by Nicola Pice
11 ELVIS PERKINS IN DEARLAND S.T. ( 2009 ) by Domenico De Gasperis
1 2 DENTE L Am or e N on è Be llo ( 2009 ) by Jori Cherubini
1 3 MASTODON Crack The Skye ( 2009) by Antonio Anigello
1 4 MELPO MENE Bring The Lions Out (2009 ) by Nicola Pice
1 5 MONO Hymn To The Immortal Wind ( 2009) by Valerio Granieri
16 AA.VV. Il Paese è Reale ( 2009) by Jori Cherubini
17 CHRIS CORNELL Scream ( 2009) by Manuel Fiorelli
18 GINA Segreto (2008) by Franco Dimauro
19 BACHI DA PIETRA Tarlo Terzo (2008) by Antonio Anigello
20 EDDIE COCHRAN & GENE VINCENT Rock n Roll Re be ls Live (2008) by Luigi Lozzi
21 BIBLE OF THE DEVIL Freedom Metal (2008 ) by Antonio Anigello
22 AA.VV. The Rough Guide Of Blues Revival (2008 ) by Luigi Lozzi
2 3 TREMBLING BLUE STARS The Last Holy Writer (2007 ) by Claudia De Luca
2 4 JUNIOR BOYS So This Is Goodbye (2006 ) by Claudia De Luca
2 5 MOFRO Loochloosa ( 2004) by Luigi Lozzi
2 6 AI PHOENIX I v e Be e n Gon e - Letter One ( 2003) by Luigi Lozzi
2 7 MOTHER LOVE BONE S.T. ( 1992) by Nicola Guerra
2 8 PEARL JAM Ten ( 1991) by Franco Dimauro
30 DAVID LEE ROTH Ea t e m An d Sm ile ( 198 6 ) by Manuel Fiorelli
3 1 PAVLOV S D OG Pampered Menial ( 197 5 ) by Nicola Guerra
MUSICA | DVD
3 2 JANIS JOPLIN The Kozmic Blues 1977 ( 2007) by Luigi Lozzi
MUSICA | LIVE REVIEW
3 3 BARZIN Roma, Init ( 26.03.2009) by Luca D Am brosio
3 4 WIRE Roma, Circolo degli Artisti ( 26.02.2009) by Gianluigi Palamone
ALTRI PERCORSI | LIBRI
3 5 RAYMOND CARVER Principianti ( 2009) by Alessandro Busi
ALTRI PERCORSI | FRAMMENTI DI CINEMA RIMOSSO |
QUARTA PARTE
36 WEEKEND Jean- Luc Godard ( 1967) by Nicola Pice
37 FLESH Paul Morrissey ( 1967) by Nicola Pice
38 NOSTRA SIGNORA DEI TURCHI Carmelo Bene (196 8 ) by Nicola Pice
© ML 2005-2009
BY L UCA D AMBROSI O
ML non ha scopi di lucro, il suo unico obiettivo è la diffusione della buona musica
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ML 03
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update n. 64
speciale intervista
T H E L E I S U R E S O CI E T Y
Intervista
© 2009 di
Luca D Am br osio
I n occasione dell esordio dei Leisure Societ y, recensit o proprio
su quest e pagine appena un num ero fa, abbiam o fat t o due
chiacchiere con Nick Hem m ing che ci ha parlat o delle sue
esperienze precedent i, dei suoi at t uali com pagni di viaggio e di
The
Sleeper .
immediatamente
suonare
Un
album
soprat t ut t o
che
per
ci
ha
quella
conquist at o
carat t erist ica
di
classico e senza t em po , m ischiando l int im ism o del
folk e l arm onia del pop. Canzoni dai t rat t i m alinconici, a m et à
st rada t ra la cam pagna e il m are, che ci lasciano at t orno un
profumo di primavera.
Allora Nick, come e quando nasce il progetto Leisure Society?
I l proget t o Leisure Societ y è iniziat o realm ent e nel 2002 nella m ia cit t à nat ale, Burt on- on- Trent.
Suonavo la chit arra in una band chiam at a Telescopes m a av evo già com inciat o a regist rare le m ie
idee di canzone com e colonna sonora di film per il regist a Shane Meadows ( A Room for Rom eo
Brass & Dead Man's Shoes ) . Era un proget t o solist a, m a ero t roppo t im ido per ut ilizzare il m io
nom e. Sono st at o incuriosit o dal concet t o di Tem po Libero così per un po' di t em po ho deciso di
utilizzarlo come nome della mia band.
Sie t e u n gr u ppo a bba st a n za n u m e r oso. N on è fa cile m e t t e r e d a ccor do t a n t e pe r sone
Tut t i i 7 m em bri della band sono davvero alla m ano, gent e am ichevole. Non abbiam o così t ant e
divergenze. La m aggior part e delle regist razioni sono effet t uat e solt ant o con m e Christ ian Hardy.
Gli alt ri ragazzi, di solit o, s inseriscono più t ardi quando abbiam o già regist rat o una t raccia di
base. L'unica cosa difficile è arrivare ai concerti... abbiamo bisogno di un grosso furgone.
Pe r ch é pr opr io qu e st o n om e ? Un a t t o di a ccu sa a lla socie t à in cu i vivia m o così com e h a
a vu t o m odo di e vide nzia r e Fr a n cois Ar ch a m ba u lt n e l su o libr o
Th e Le isu r e Socie t y ?
La Societ à del Tem po Libero è un concet t o che prevede - con l'aum ent o della m eccanizzazione
e della ricchezza
di non dover più lavorare m olt o e di riem pire t ut t o il nost ro t em po con le
at t iv it à ricreat ive. Sono sem pre st at o affascinat o dall est et ica del
visioni passat e del fut uro. Credo che il concet t o
Ret ro Fut urism o , le nost re
The Leisure Societ y
sia nat o nel 1930
dall econom ist a John Maynard Keynes. È lont ano dalla v erit à, in quant o le persone sem brano
lavorare più a lungo che m ai in quest i giorni. Non ero a conoscenza del libro di Francois
Archambault, ora però lo cercherò.
ML 04
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speciale intervista: the leisure society
Pa r lia m o or a de l vost r o disco d e sor dio. Th e Sle e pe r è u n
a lbu m be n a r r a n gia t o e su on a t o con t a n t i st r u m e n t i. Un
disco pie no ze ppo di be lle m e lodie a m e t à st r a da t r a la
ca m pa gn a e il m a r e , t r a il folk e ce r t e son or it à pop six t ie s. Ci
a ve t e pe n sa t o m olt o n e l r e a lizza r lo o il vost r o sou n d è
venuto fuori in maniera del tutto naturale?
Sono sem pre st at o m olt o int eressat o agli arrangiam ent i. Sono un
grande fan di Brian Wilson e anche di colonne sonore di film , in
part icolar m odo di Ennio Morricone, John Barry e Franco Micalizzi. Nel corso degli anni ho raccolt o
un sacco di st rum ent i st rani e m eravigliosi. Am o il m odo in cui int eragiscono diversi suoni. I l m io
suono preferit o sull album è la com binazione di violino, violoncello, flaut o e lap- st eel guit ar che
caratterizza A Short Weekend Begins Wit h Longing. I o e Christ ian abbiam o t rascorso cent inaia di
ore per levigare gli arrangiam ent i su quest album finché, finalmente, non siamo stati soddisfatti.
Perché questo titolo: The Sleeper?
È venut o fuori dal film di Woody Allen, Sleeper. Ho scrit t o una canzone che era liberam ent e
basat a sull esist enzialism o e non riuscivo a t rovare un t it olo. Adoro i film di Woody Allen e il
pensiero del t em a di
Sleeper
è ben legat o con la canzone. I nolt re, la regist razione di
quest album m i ha port at o via così t ant o t em po che m i sent ivo quasi com e " criogenicam ent e"
congelato negli ultimi dieci anni.
Ascolt a n do le vost r e ca n zon i si ha qu a si l im pr e ssione di a ve r sba glia t o e poca . D a cosa
scaturisce questo desiderio di semplicità, di tradizione e di riscoperta del passato?
Volevam o che quest o album fosse senza
t em po, dalle at m osfere classiche. Qualcosa
che non fosse m usicalm ent e fuori m oda nel
giro di pochi anni. Le persone hanno spesso
com m ent at o che un sacco di m elodie e di
t est i che scrivo sem brano provenire da
un'alt ra epoca. Credo che part e di m e sia
nat a nel 1920, l'et à del Jazz. Mi piace l'idea
di passeggiare nei pressi di Manhat t an con
un abit o elegant e, sorseggiando Mart ini e
ascoltando le ultime Jazz band.
Le vost r e son o ca n zon i ch e pa r la n o a l cu or e . Qu a n t o c è di t e , de lla t u a vit a e de lle t u e
esperienze dentro ogni brano?
Sì, t ut t i i brani dell album sono in qualche m odo cat art ici. Ho iniziat o a scrivere part e di quest e
canzoni dopo la rot t ura di un rapport o di 9 anni e quindi ero in un st at o d'anim o m olt o t rist e.
Sono più creat ivo quando m i sent o m alinconico. Credo ferm am ent e nel det t o " la felicit à lascia il
foglio bianco che è com e dire che non creo m olt o a m eno che non m i t rovi nello st at o em ot ivo di
dover scrivere per non divent are pazzo. Tut t avia, l'ult im o brano dell album , Lov e's Enorm ous
Wings, è stato scritto da un luogo molto felice.
ML 05
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speciale intervista: the leisure society
La W illk om m e n Re cor ds è u n a
piccola
tanti
ma
fe r vida
bu on i
a ffa scin a
di
r e a lt à
gr u ppi.
qu e st a
con
Cosa
vi
piccola
etichetta discografica?
Willkom m en è una creazione di Tom
Cowan, un fantastico musicista con il
quale ho fat t o am icizia a Burt on- onTrent . St ranam ent e una volt a ha
suonat o nei Leisure Societ y m olt i
anni fa. Ha lavorat o in I t alia per un
po' di t em po incont rando un incredibile cant ant e chiam at a Beat rice Sanj ust . I due hanno
com inciat o a lavorare insiem e form ando gli Shoreline. Non st avo facendo m olt a m usica in quel
periodo m a quando è t ornat o in I nghilt erra m i ha chiest o qualche regist razione sull album degli
Shoreline. Ci siam o poi recat i a Rom a e abbiam o t enut o alcuni concert i che hanno cont ribuit o a
ravvivare la m ia fiducia e il m io ent usiasm o per la m usica. Dopo anni di concert i con varie band
incom inciavo a essere un po st anco dell'indust ria m usicale così Tom m i offrì la possibilit à di
pubblicare l album dei Leisure Societ y con la sua piccola et ichet t a discografica, e colsi subit o
l'occasione. I nolt re, senza Tom non avrei scopert o un sacco di m em bri dei Leisure Societ y quali
Helen Whit aker ( flaut o) , William Calderbank ( Violoncello) e Mike Siddell ( Violino) . Sono così
eternamente grato alle sue presentazioni.
Qu a li sono le t u e ca nzon i pr e fe r it e de l disco? A m e pia ccion o t a n t o A Shor t W e e k e n d
Begins With Longing e Give Yourself, A Fighting Chance.
La mia canzone preferita in questo momento è We Were Wasted, ma cambia ogni volta.
Qu a lch e gior n o fa m i h a i confida t o di e sse r e u n fa n di M . W a r d. Cosa t i pia ce de l suo
modo di fare e di intendere la musica?
Penso che la m usica di M. Ward sia qualit at ivam ent e senza t em po. L ho scopert o at t raverso il film
Dead Man's Shoes
di Shane Meadow, c era una sua canzone nei t it oli di coda. Credo che
M. Ward dia il suo meglio quando è solo, soltanto con una chitarra acustica.
I n pa ssa t o, com e dice vi pr e ce de n t e m e n t e , h a i fa t t o pa r t e de i Te le scope s. Cosa ci pu oi
raccont a r e di qu e ll e spe r ie n za ?
I Telescopes vengono anche loro dalla m ia cit t à nat ale. Loro erano un gruppo piut t ost o di
successo quando ho iniziat o a suonare in alcune band nei prim i anni Novanta e i m iei com pagni e
io li am m iravam o m olt o. Quando si sono separat i dal loro chit arrist a leader m i hanno chiest o di
unirm i a loro. È st at o un m om ent o em ozionant e per m e, sfort unat am ent e non è durat a m olt o. I
Telescopes furono scaricat i dalla loro et ichet t a subit o dopo il m io arrivo e quindi in effet t i non ho
m ai inciso nient e con loro. I l cant ant e St ephen Lawrie m i ha fat t o conoscere un sacco di m usica
cool che ancora oggi m i influenza. I o & St ephen form am m o un alt ro gruppo chiam at o Unisex e,
prim a che le nost re st rade si separassero, rilasciam m o un album chiam at o Stratosfear, anche se
poi ho suonato sitar e tabla nel suo album del 2002, Third Wave.
ML 06
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Pe n si ch e la m u sica e l a r t e in ge n e r a le in un m om e n t o di cr isi e con om ica , di sentimenti
e di valori etici possano aiutare a cambiare o a risollevare la nostra società?
Non sono sicuro che la m usica possa cam biare la societ à in m aniera decisiva, m a è un grande
confort o e cert am ent e m igliora la m ia vit a. Senza l'art e e la m usica il m ondo sarebbe un luogo un
po' più cupo e triste.
M a lgr a do le difficolt à di cu i m i pa r la vi a ll in izio de ll in t e r vist a , a n da t e in gir o a suon a r e
sempre tutti insieme?
Sì, viaggiam o sem pre insiem e. Siam o nel bel m ezzo del nost ro prim o t our in quest o m om ento.
Abbiam o preso un bel caravan grande che può cont enere com odam ent e t ut t i i 7 m em bri, più un
aut ist a. C'è un bel senso di
cam erat ism o
che m i piace. Colm iam o le lunghe ore di v iaggio
giocando a cart e. La m aggior part e dei quali sono dei giochi invent at i da William ... Credo che
imbrogli.
Novità per il futuro?
L'album st a ot t enendo alcune incredibili recensioni e ci sono già voci di un paio di prem i.
Speriamo che il futuro sia luminoso!
Com plim e n t i N ick e gr a zie pe r a ve r ci con ce sso l in t e r vist a .
Grazie a te.
THE LEISURE SOCIETY: www.myspace.com/theleisuresociety
Foto Louise Roberts (pag. 04
pag. 06), Anika Mottershaw (pag. 05) e Darren Cavanagh (pag. 07)
Intervista di Luca D Am br osio
www.musicletter.it
ML 07
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update n. 64
musica
ARTIST: SAETA
TITLE:
Else Another Light Go Out
LABEL:
Tarnished Records
RELEASE: 2009
WEBSITE:
www.saetamusic.com
MLVOTE: 8 / 10
Schelet ri di canzoni, m a che sem brano suonat i da un orchest ra. Un cant o d am ore essenziale e
sont uoso insiem e: è t ut t o ( t ut t o?) qua, è quest a la m agia del nuovo album dei Saeta. Non vorrei
che, st ordit i da t ant e m usiche div erse,
alt re , avvenirist iche, dim ent icassim o qual è la vera,
insopprim ibile forza di una canzone, di pochi accordi, delle voci. Un album st ruggent e e
rom ant ico: di quel rom ant icism o che è elegia, infinit a arm onia, slancio sent im ent ale e insiem e
rassegnato
abbandono.
Sono
in
t re
( pianofort e,
violoncello,
chit arra
acust ica,
voci
m aschile/ fem m inile) m a non si riesce a t rovare nessun det t aglio che m anca, in quest e canzoni
scarne, che si ferm ano sem pre al giust o punt o, e paradossalm ent e ricche, com piut e, perfet t e.
Merit o di un capacit à di sint esi innat a, che dot a i pezzi di t ut t o quello di cui hanno bisogno per
vivere di vit a propria, per renderli né più e né m eno che perfet t i: pianism i perfet t am ent e
proporzionat i, chit arre acust iche scarne, un violoncello delicat o m a dolorosi, voci che si
int recciano, dialogano, com m uovono. Verrebbe da pensare subit o ai Low, e non si sarebbe del
t ut t o fuori st rada: qui però c è m eno sint esi, m eno scarno dolore, m eno t erribile asciugat ura delle
part i, m a più rom ant icism o, slancio, t ent azioni quasi cam erist iche. Elegie st ruggent i, che suonano
com e m adrigali m erav igliosi di am ore senza t em po e senza spazio, e, parim ent i, di lent o,
inesorabile abbandono. Degli assolut i, pot rem m o dire: le grandi canzoni hanno carat t erist iche
precise. Assolut i cant i com plet am ent e svincolat i dal t em po e dallo spazio, dal qui e ora, che
puntano decisamente al per sempre, che non si accontentano della caducità e del tutto e subito di
t ant a, t roppa m usica. Assolut i t alm ent e belli da sem brare irreali, da brividi lungo la schiena:
When will y ou find love, Can t im agine t he world wit hout you, About y ou solo per cit arne alcune
senza pret esa di esaust iv it à, sem brano essere sem pre esist it e, da prim a che il prim o cuore
bat t esse all unisono con un alt ro cuore e sem brano, nell anno dom ini 2009, perfet t a colonna
sonora dei sent im ent i più profondi che anim ano l essere um ano ed essere pront i a rest arlo per
molto, molto ancora. Disco bellissimo.
Valerio Granieri
ML 08
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update n. 64
musica
ARTIST: PSYCHIC ILLS
TITLE:
Mirror Eye
LABEL:
The Social Registry
RELEASE: 2009
WEBSITE:
www.myspace.com/psychicills
MLVOTE: 7,5/ 10
Un disco fast idioso, quest o nuovo dei Psych ic I lls. Com e e più del suo predecessore Dins,
M ir r or Eye è una discesa dent ro la vost ra m ent e, un escursione geologica t ra le paret i rosa che
rivest ono il vost ro corpo, t ra quella giungla di nervi, fibre e sost anze m olli che v i abit ano dent ro.
Funziona più o m eno com e un I - doser: indossi le t ue cuffie, spari il volum e a palla e cacci dent r o
il disco. I l cervello part e per un viaggio indot t o, st im olat o dalle frequenze audio che vi st anno
solcando la m at eria grigia com e fosse una spat ola su una palla inform e di plast ilina. I l rischio è
che possa essere un esperienza noiosa, m a ovviam ent e quest o dipende da quello che c è da
scoprire nel vost ro om ogeneizzat o cerebrale: se siet e poco inclini al v iaggio pot rebbe essere un
disast ro e il fischio di Sub Synt h, anziché darvi l idea di un CTA 102 che st a lanciando un
m essaggio radio alle vost re coscienze cosm iche, vi ricorderà che il vost ro più grande im pegno
della giornat a è quello di passare l aspirapolvere sui vost ri t appet i pagat i con la finanziaria a t asso
0 ( o alm eno quest o è quello che vi hanno fat t o credere, NdLYS) . Le reazioni, non solo cerebrali,
sono dunque st at e diverse. Anche la crit ica si è spaccat a a m et à t ra chi cont inua a vedere in loro
dei cialt roni ( e poi però m agari st ravede per dei banali e st rasupersopravvalut at i cazzoni com e
M y Bloody Va le n t in e , NdLYS) , chi invece vede in loro i grandi sant oni della t rance psichedelica.
I o non st o ne con gli uni ne con gli alt ri, m a propendo più per la seconda fazione. M ir r or Eye ,
nello st at o m ent ale giust o , è un incredibile t rip da cui è difficile t ornare, un narghilè di sost anze
volat ili che v i annebbierà i sensi e v i aprirà le port e della percezione. Un effluvio di vapori lisergici
che esalano da bracieri carichi di polveri di zolfo e incenso. Lasciat ev i t rasport are
Franco Dimauro
ML 09
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update n. 64
musica
ARTIST: TRICARICO
TITLE:
Il Bosco Delle Fragole
LABEL:
Sony BMG
RELEASE: 2009
WEBSITE:
www.myspace.com/officialtricarico
MLVOTE: 9 / 10
Chiosando sulla differenza t ra poesia e prosa, Ch a r le s Buk ow sk i afferm ava che la prosa dice
ben poco e ci m et t e un bel po', la poesia dice t ant o in pochissim o t em po" . A m io avviso quest o
pot rebbe essere il com m ent o più efficace su I l Bosco D e lle Fragole, il nuovo disco di
Fr a n ce sco Tr ica r ico. Un flusso lirico che per t ut t a la durat a degli undici brani di cui si com pone
dischiude all ascolt at ore uno scrigno em ozionale profondissim o e som m esso, un universo di
esperienze e di sogni, una leggiadra affabulazione sulla vit a, un inv ocazione all am ore. Con
sem plicit à sconcert ant e a dim ost rar che la " vera" poesia è ( e deve essere) scevra da ogni form a
d'intellettualism o. Tricarico possiede quello che Edoa r do Sa n gu in e t i chiam a " uno sguardo
vergine", una sort a di approccio alla realt à puro, quasi fanciullesco, che conserva int at t a la
meraviglia per questa strana cosa che è la vita. Esistere, infatti, può essere terribilmente doloroso
( e quest o il cant ant e d origine pugliesi lo sa bene), può dist ruggere ogni punt o di riferim ent o m a
può anche divent are degna di essere vissut a. I l Bosco D e lle Fragole ci sem bra, in fondo, la
m et aforica cat arsi di un lunghissim o t orm ent at o percorso um ano con l approdo alla t ant o
agognat a t ranquillit à personale grazie alla forza salv ifica dell am ore. La scelt a st ilist ica di Tricarico
ancora una volt a richiam a, com e un Rodari post - m oderno, un surrealism o dolcissim o con l ut ilizzo
di un linguaggio chiaro m a allusivo, scherzoso m a m edit abondo e soprat t ut t o favolist ico, che non
lesina l ( aut o) ironia lasciando spazio alla m alinconia e al ricordo del dolore passat o perché la
poesia è una via di recupero anche per il dolore. I n un epoca in cui sem bra prevalere nella
scrit t ura m usicale il t roppo esplicit o o un eccessivo m inim alism o, l aut ore m et t e in m ovim ent o le
parole com e se fossero im m agini dinam iche, libera sequenze verbali e cost ruisce sit uazioni
fant ast iche senza preoccuparsi di essere cool. A Francesco Tricarico bast a poco: una chit arra, un
pianofort e e pochi accordi assem blat i a m o di filast rocche e sost enut i con delicat i arrangiamenti
d archi. I n cont inuit à con la t radizione cant aut oriale it aliana, riecheggia il D e Gr e gor i de La
donna cannone in Tre o Va sco Rossi in Apparenze m a anche, nei m om ent i più divert it i, il
Celentano più funky e l im m ancabile Lu cio Ba t t ist i, vero num e t ut elare, anche se m eno
present e rispet t o al precedent e Giglio. Un disco assolut am ent e sganciat o da qualsiasi t rend
m odaiolo che ha il solo scopo di raccont are ciò che è più im port ant e nella v it a: il cuore con le sue
gioie e i suoi affanni. Per quest o m ot ivo I l Bosco D e lle Fragole è un opera di inest im abile
valore.
Nicola Pice
ML 10
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update n. 64
musica
ARTIST: ELVIS PERKINS IN DEARLAND
TITLE:
S.T.
LABEL:
XL
RELEASE: 2009
WEBSITE:
www.myspace.com/elvisperkinsindearland
MLVOTE: 8 / 10
A due anni esat t i dall esordio discografico, l apprezzat issim o Ash W e dnesday, Elvis Pe r k in s
cam biando ragione sociale in Elvis Pe r k in s I n D e a r la n d realizza il suo secondo album dal t it olo
om onim o e coadiuvat o dai suoi Dearland ( Br igh a m Br ough al cont rabbasso e sax; Wyndham
Boylan- Garnett all organo, t rom bone e chit arre e N ick Kin se y alla bat t eria e clarinet t o.) ci
regala dieci pezzi m usicali dal not ev ole im pat t o em ot ivo. Canzoni dal sapore nobile e ant ico che
m i st anno rinfrancando quest e giornat e prim averili non proprio ent usiasm ant i. Elv is è il nom e che
suo padre ( il fam oso at t ore Anthony Perkins m ort o di AI DS nel 1991) fan sfegat at o del m it o del
rock n roll nat o a Tupelo nel 1935 m ise al Nost ro quando nacque nel 1976. Sfort una ha volut o
che perdesse anche sua m adre, la not a fot ografa Berry Berenson decedut a durant e gli at t acchi
alle Torri Gem elle nel 2001. Tragedie fam iliari a part e M r . Pe r k in s in quest a seconda fat ica
abbandona in part e quelle at m osfere lent e, depresse e dolent i dell album
d esordio per
abbracciare un suono più vivace, corposo e bandist ico benché la liberazione dalla t rist ezza e dal
dolore non sia per nulla compiuta. Inserisco il CD nel lettore e parte la prima traccia Shampoo che
m i conquist a im m ediat am ent e spingendom i a risent irla alm eno quat t ro volt e di fila. Durant e i
ripetuti ascolti mi convinco che sia già un classico e nella mente mi ritorna il Bob Dylan di Street
Legal. Alla fresca e pressant e Hey cant at a insiem e a Becky St ark, voce fem m inile del gruppo
californiano Lavender diamone, segue la dolcissim a Hour Last St and e m i viene da pensare a un
Le on a r d Coh e n innam orat o che si fa accom pagnare dai Bla ck H e a r t Pr oce ssion m eno
st raziant i. Dopo la rit m at a ed eccit at a I Heard Your Voice in Dresden ci si im bat t e nel fascino
sbilenco di Send My Fond Regards t o Lonelyville arricchit a con arrangiam ent i da dixieland band;
I ll Be Arriving è uno spet t rale e doloroso blues che riapre di nuovo la st rada alla Processione del
cuore nero
m ent re Chains, Chains, Chains così fort em ent e m elodica coinv olge fino alla
com m ozione. Rit ornano le at m osfere disordinat e ed esuberant i nello st ile delle orchest rine t ipiche
della fam osissim a cit t à della Louisiana in Doomsday laddove in 123 Goodbye e nella conclusiva e
splendida How s Forever Been Baby la m alinconia si t aglia a fet t e. Elvis Pe r k in s I n D e a r la n d è
un grande album di canzoni d aut ore che t raggono ispirazione dalle radici della m usica popolare
am ericana, soprat t ut t o dal folk o m eglio dal folk and roll
( t erm ine preferit o da Perkins) con
incursioni nel blues, nel country e nel jazz della vecchia New Orleans. Sono pronto a scommettere
che questo piccolo grande songwriter in futuro ci riserverà delle belle sorprese.
Domenico De Gasperis
ML 11
musicletter.it
update n. 64
musica
ARTIST: DENTE
TITLE:
L Amore Non è Bello
LABEL:
Ghost
RELEASE: 2009
WEBSITE:
www.amodente.it
MLVOTE: 7 / 10
Dent e, che di nom e fa Giu se ppe Pe ve r i, è un cant ant e che ci m ancava. Ci m ancava perché
riesce in una form ula piacevolissim a nella quale i t est i sono basilari e st anno di st anza alle
propaggini del geniale. Per credere provare la sim pat icissim a Quel Mazzolino dove il cant ant e di
Fidenza crea un siparietto ironico e indispettito con l'appunt at o Mazzolino impegnato, di par suo,
a far rispet t are la legge con palet t a ed et ilom et ro. Sole sem bra un a- side di Una Donna Per
Amico; e, a ragion del vero, l'int ro per poco non sì fa plagio di I o e t e nell'appart am ent o dei
Baustelle. Proprio Battisti, in effet t i, è un riferim ent o im port ant e t ra quest e m elodie. L'Amore
N on È Bello è una sort a di concept sulle relazioni sent im ent ali raccont at e con piglio int rospet t ivo
e, cosa rara, al contempo gustoso e surreale. Vieni a Vivere rappresenta il brano cardine del disco
e si t uffa in un sent im ent o quasi borghese m a senza che la parola si faccia parolaccia: " Poi
fum iam o le sigaret t e che a casa nost ra non ci vengono m am m a e papà, m angiam o t ut t e le
scat olet t e, beviam o birra, andiam o a fare la spesa al discount . Vieni a vivere com e m e." Incubo
ricorda da vicino l'opera di un sapient e m usicist a dalle sim ili lat it udini st ilist iche che prende il
nom e di Fa bio Viscogliosi, là dove Sem pre uguale a m ai non sarebbe dispiaciut a nell'om onim o
capolavoro di Francesco De Gregori del 1974. Applausi.
Jori Cherubini
ML 12
musicletter.it
update n. 64
musica
ARTIST: MASTODON
TITLE:
Crack The Skye
LABEL:
Reprise Records
RELEASE: 2009
WEBSITE:
www.mastodonrocks.com
MLVOTE: 8,5/ 10
Cr a ck Th e Sk ye , prodot t o da Brendan O Brien ( già al lavoro con Br u ce Spr in gst e e n e Pearl
Jam) , rappresent a i Mastodon nel 2009. L evoluzione di Br a n n D a ilor ( bat t eria) , Br e n t H in ds
(voce e chitarra), Bill Kelliher (chitarra) e Troy Sanders ( basso e voce) passa da album com e il
grezzo EP Lifesblood ( 2002) , l em brionale Remission ( 2003) , il Mast odon m anifest o Leviathan
( 2004) , la rist am pa del prim o dem o 9 Song D emo rinom inat o Ca ll of M a st odon ( 2006) e
l incom plet o Blood Mountain (2006) per arrivare finalmente a quello che ci aspettavamo da loro,
un grandissim o disco rock. Ebbene sì, i Mastodon, pur rim anendo rocciosi e m ast odont icam ent e
m et al nell approccio sonoro, deviano vigorosam ent e verso una form a rock più alt a e vicina al
progressive com e alla m usica heavy degli anni Set t ant a e Ot t ant a. Grandissim a cura è st at a data,
olt re alla st rut t ura delle canzoni, assolut am ent e non scont at a ed elaborat issim a, alla voce che,
t ranne in alcuni m om ent i com e nell epica Divinations, lascia da part e rant oli e urla per raffinat e
m elodie. Tut t o l album si sviluppa su un concept basat o sulla st oria di un ragazzo paralizzat o che
int raprende un viaggio m et afisico t ra realt à parallele e incont ri diabolici, com post o di set t e t racce,
di cui due di durat a superiore ai dieci m inut i ( The Czar e The last baron). Crack t he skye è
indubbiamente
l apice
com posit ivo
del
quart et t o
st at unit ense.
Convincono
t ut t i
i
pezzi:
progressioni paurose di chit arra alt ernat e ad alt ret t ant i m om ent i psichedelicam ent e dilat at i. I n
Ghost of Karelia si avvert ono i fant asm i dei m igliori Tool m ent re, a suggellare una delle canzoni
più emotivamente coinvolgenti della raccolta, la presenza di Scott Kelly dei Neurosis come ospite
canoro im preziosisce Crack t he skye. La già cit at a The last baron, un vort ice sonoro t ra Black
Sabbath, Alice in ch a in s e King Crimson, è l epilogo di quest a am m aliant e esperienza aulica
che ci fa ( ri) scoprire, in t ut t o il loro splendore, i m igliori prot agonist i della scena m et al m ondiale
contemporanea (e non solo). Obbligatoriamente già nella mia top ten 2009.
Antonio Anigello
ML 13
m usicletter.it
update n. 64
musica
ARTIST: MELPO MENE
TITLE:
Bring The Lions Out
LABEL:
Imperial Recordings
RELEASE: 2009
WEBSITE:
www.myspace.com/melpomenemusic
MLVOTE: 8 / 10
Quat t ro anni dopo Holes
debut t o di est rem o int eresse - lo svedese Er ik M a t t ia son rit orna sul
m ercat o discografico con Bring The Lion s Out celandosi diet ro lo pseudonim o di M e lpo M e n e
che, al cont rario, esem plifica in m aniera inequivocabile un anelit o di purezza art ist ica assolut a da
part e del giovane st occolm ese. Nel pant heon greco, infat t i, la m usa Melpom ene t ut elava il bel
cant o e le rappresent azioni t eat rali e il nost ro aut ore sem bra voler t ener fede a quest o ideale
num e t ut elare consegnandoci un opera m usicalm ent e raffinat issim a e di grande suggest ione. I l
background sonoro di quest o anom alo m enest rello polist rum ent ist a è indubbiam ent e riconducibile
a quell int im ism o acust ico folk che abbiam o im parat o ad apprezzare in aut ori com e Bill Callahan o
Dam ien Rice che, però, nelle dodici t racce di cui si com pone quest o disco, si arricchisce di nuov e
sfaccet t at ure allont anandosi dall int rospezione un po t roppo aut oreferenziale che era sem brat o in
passat o il suo lim it e più evident e. Pert ant o, Bring Th e Lion s Ou t appare un im port ant e passo in
avant i alla conquist a della m at urit à m usicale. La parola chiave di Er ik M a t t ia son divent a qui
diversificare , colorare, cioè, le at m osfere sognat i di bed- room- pop che sem brano, com unque,
rappresent are il suo m archio di fabbrica, con arrangiam ent i et erogenei quant o sofist icat i. Ogni
brano è un bozzet t o sonoro different e dal successivo che definisce, dunque, different i st at i
d anim o. I l capolavoro del disco è senza dubbio I adore you, una carezza alla Belle & Sebastian,
carat t erizzat a dal dolcissim o im piego di fiat i ( flaut o) e archi ( violoncello) m a anche le alt re t racce
non sono da m eno: Kling klack clock è m alinconica bossanova, Snakes and lions curiosa
sperim ent azione di cam panelli cam pionat i, Hit t he boy viaggio nei t errit ori dell im provvisazione
jazz,
Under
t he
m oon
brum osit à
folk,
Eager
to
find
it ,
invece,
solarit à
cam erist ico-
classicheggiante. Bring Th e Lion s Ou t è la conferm a, in definit iva, del sicuro t alent o di un
ricercat ore sonoro st ravagant e e solit ario che, lacerat o dalle t rist i ubbie della sua t erra m a
desideroso, al cont em po, di equilibrio e di bellezza, sem bra affidarsi alla m usica per liberare la
propria anim a dalle oscurit à dell esist ere. I spirat o, m isurat o e cesellat o con grazia art igianale
d alt ri t em pi è sicuram ent e uno dei dischi di indie- pop ( non solo) scandinav i più int eressant i
dell anno.
Nicola Pice
ML 14
musicletter.it
update n. 64
musica
ARTIST: MONO
TITLE:
Hymn To The Immortal Wind
LABEL:
TemporaryResident/ Human Highway
RELEASE: 2009
WEBSITE:
www.mono- jpn.com
MLVOTE: 8 / 10
C è disciplina, nel m ondo dei Mono. C è definizione, chiarezza di int ent i, ci si nut re di sensazioni
profonde, di uno sguardo aust ero. C è una dirom pent e spint a verso il t rascendent e, c è
spiritualità, c è rit ualit à. Ah, ovviam ent e, c è anche t ant o dolore. Un m ondo splendido e t erribile,
un crudele paesaggio di bellezza inospit ale, la cui unica m ut abilit à è rappresent at a da un sot t ile
filo di vento che muove una foglia, dal rumore della corsa di un piccolo animale, dal lento scorrere
di un fium e. E, im provvise, pennellat e di v iolent o rosso sangue. È t ut t a qui, nel bene e nel m ale,
la m usica di quest o quart et t o giapponese, rigorosam ent e st rum ent ale, che annovera t ra le sue
principali influenze Beethoven e i Son ic You t h e che, una volt a ascolt at o, som iglia proprio a un
incrocio t ra quest i due gigant i, se non esat t o, per lo m eno m olt o sim ile. Quadrat e, ierat iche m ini
suit es che part ono quiet e ed esplodono in disciplinat issim i m aelst rom di rum ore bianco che t ut t o
inghiot t ono, e che, generalm ent e, t ornano a placarsi. Un pianofort e raro, fat t o sem pre di poche
not e, sparse. Archi, m ai present i e ricchi com e in quest o album ( al serv izio della band
un orchest ra com plet a) , sem pre st ruggent i, a sot t olineare i passaggi più m alinconici. Perché la
cifra st ilist ica di quest e ( che non possiam o nem m eno definire) canzoni è una m alinconia infinit a,
incredibile, le cui soniche esplosioni non sono affat t o liberat orie non fanno alt ro che più m ale, che
obbligano qualcosa a spezzarsi, dent ro. La sezione rit m ica è sem pre m et ronom ica, at t ent a a non
t rasm et t ere alt ro che il m inim o indispensabile, quasi uno schelet ro, un fondo, un punt o
d appoggio, per chit arre spesso m inim ali, dagli scart i m inim i, sospesi, lent i, appena prim a di
qualcosa, che si t rasform ano gradat am ent e in poderosi, folli, t errorizzant i, disum ani m ayhem t ra
Son ic You t h e Mogwai. I l vot o è la secca, asciut t a m edia m at em at ica t ra il dieci dei fan, che
cercano, album dopo album dal m inim o scart o st ilist ico, sem pre, ancora, quelle em ozioni fort i che
il quartetto è in grado di elargire copiose e che non faticheranno a identificare questo album come
uno dei m igliori della band, se non il m igliore in assolut o, e il sei di t ut t i gli alt ri, che vorrebbero
anche alt ro m a nei cui panni sicuram ent e non vorrei t rovarm i, perché la povert à d anim o è la
peggiore delle condanne. Prendere o lasciare: io, ovviamente, prendo.
Valerio Granieri
ML 15
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update n. 64
musica
ARTIST: AA.VV.
TITLE:
Il Paese è Reale
LABEL:
AC Europe Records
RELEASE: 2009
WEBSITE: www.afterhours.it
MLVOTE: 7 ,5/ 10
Si è discusso m olt o, t roppo, sulla part ecipazione del nost ro m iglior rock al Fest ival di Sanrem o.
Vuoi per il bene che si vuole agli Afterhours, vuoi per un velat o senso di t radim ent o verso un
m ondo t roppo diverso dalle logiche orbit ant i int orno all'Arist on. I nsom m a, decisione assai
t orm ent at a. Palco più palco m eno - se a salt are fuori è una com pilat ion sì bella - vada per la fot o
di gruppo a cent im et ri zero da I va Za n icch i: quella che lo predilige senza am ore, per int endersi.
I l disco raccoglie più di un'ora di m usica con il m eglio ( o part e del) rock- pop m ade in I t aly. 19
brani inedit i pregni di un senso di abnegazione alla causa davvero encom iabile. I l la , dat o dagli
Afterhours: "Dici sempre le preghiere, conti sempre fino a dieci e preghi ancora che non tocchi a
t e decidere...", è raccolt o m agist ralm ent e dagli alt ri. A svet t are, fra una scalet t a di t rasversale
qualit à, olt re alla title- track c'è la ( apparent e) nonchalance com posit iva dei Mariposa. La ruvidit à
rit m ica del Teat ro degli Orrori. La poesia di Robe r t o An ge lin i e quella, più surreale m a m olt o,
ehm... incisiva e obbligat a a m andarsi a m em oria, di Dent e. Una Be a t r ice An t olin i sui generis e
facile a scam biarsi per M.I.A. olt re - garanzia assolut a di qualit à - al Tom Yor k e d'adozione
granducale M a r co Pa r e n t e : " La vera poesia m i dice di parlare chiaro solo al cane e di sbavare
l'oro solo quando il cuore si distrae dal mondo"; fantastico. Era da tempo che non si ascoltava una
com pilat ion del genere. Ricordiam o l'eccellente A.C.A.U. La N ost r a M e r a viglia ( 2004) , lavoro
proget t at o, am at o e fort em ent e volut o da Gia nn i M a r occolo o il Mat eriale Resist ent e prodot t o
nel '95 dal Con sor zio Pr odu t t or i I n dipe n de n t i. I l Pa e se è Re a le è un album necessario per
incorniciare lo stato della musica quanto piacevolissimo all'ascolto.
Jori Cherubini
ML 16
musicletter.it
update n. 64
musica
ARTIST: CHRIS CORNELL
TITLE:
Scream
LABEL:
Universal
RELEASE: 2009
WEBSITE: www.chriscornell.com
MLVOTE: 6 / 10
Tim ot h y M osley, in art e Timbaland, è nell at t uale am bient e Hip Hop, Black e R&B, una sort a di
Re Mida; egli infat t i non solo t rasform a in oro e plat ino i dischi che com pone e/ o produce m a
grazie alla sua collaborazione in cabina di regia, sem bra rest it uire linfa e vit alit à ad art ist i
st ilist icam ent e piut t ost o lont ani dal suo genere ( N e lly Fu r t a do, Bjork e i vecchi D u r a n D ur a n
sono solo un esempio). La notizia che Chris Cornell si sarebbe avvalso della sua supervisione per
il nuovo album m i avev a sorpreso, scat enando un paio di lecit e curiosit à: cosa sarebbe scat urit o
da quest a com m ist ione e soprat t ut t o quale dei due art ist i avrebbe avut o più influenza sull alt ro. I n
chiusura di bilancio e dopo diversi ascolt i m i sem bra che il piat t o della bilancia pesi decisam ent e
dalla part e del rapper di Norfolk. Nelle int enzioni, il disco in ogget t o era nat o com e session di
remix per le tracce di Carry On del 2007 m a è evident e che l inedit a part nership sia sfociat a in un
vero e proprio processo com posit ivo che, con im pavida franchezza, m i azzardo a definire farina
( in gran part e) del sacco di Timbaland, arricchit a dall esecuzione e dal t alent o del buon Chris.
Una m at rice prevalent em ent e pop, m olt eplici sprazzi di R&B e m assicce dosi di elet t ronica
rappresent ano il filo condut t ore di un disco le cui canzoni, collegat e le une alle alt re, sem brano
t erreno adat t o ai vocalizzi delle Pu ssyca t D olls o di Ch r ist in a Agu ile r a ( e lo dico senza ironia)
m a che puntualmente sorprendono quando dagli speaker fuoriesce l arcinot a t im brica dell ex voce
di Soundgarden e Au diosla ve . Quest o disco è quant o di più lont ano si possa concepire rispet t o
ai lavori con le due band appena cit at e e si riscont rano con difficolt à anche l int im ism o e
l essenzialit à cant aut oriale dei due album solist i m a sarebbe ingiust o sorvolare su alcuni aspet t i
posit iv i, seppur insolit i, che com unque arricchiscono, per esem pio, t ut t a la part e cent rale della
scaletta. I n copert ina cam peggia un at let ico Cornell t ut t o int ent o a schiant are al suolo una
chit arra, quasi a voler sot t olineare l im port anza decisam ent e t rascurabile di t ale st rum ent o
nell econom ia di un disco probabilm ent e coraggioso, sicuram ent e sperim ent ale. A cont i fat t i, t emo
di non pot er pronost icare con precisione un num ero di ult eriori ascolt i a cui m i invit erà quest o
Scream; il suo pop sost enut o da rit m i sint et ici lascia un sapore assai st rano nelle orecchie,
soprat t ut t o per il passat o art ist ico del nom e in copert ina e se ciò suona com e una bocciat ura,
diffidat e serenam ent e del m io int egralism o rock et t aro e affidat evi al fat t ore sorpresa, non si sa
mai che possa comunque piacervi.
Manuel Fiorelli
ML 17
musicletter.it
update n. 64
musica
ARTIST: GINA
TITLE:
Segreto
LABEL:
Il Popolo Del Blues
RELEASE: 2008
WEBSITE:
www.myspace.com/ginaesegreto
MLVOTE: 9 ,5/ 10
Se ne parla un po ovunque ed è giust o che un disco di debut t o com e quest o t rovi rifugio anche
t ra le pieghe di quest e pagine. Nat o in t ot ale aut oproduzione, si è port at o a casa il t rofeo del
Prem io Ciam pi 2008, che è un po il t apiro d oro della m usica d aut ore it aliana. Perché m ent re sul
palco di Sanrem o si brinda alla m ediocrit à della m usica it aliana e si vest ono abit i t ronfi e
im port ant i, a Livorno sono i calici del m ost o selv at ico che si sfregano l un l alt ro m iagolando sot t o
musiche che hanno il turbamento infame e malinconico della morna e il fascino del gusto artigiano
di scolpire la propria anim a com e se si st esse dando form a a una bolla di vet ro. Rist am pat o ora in
form a ufficiale da Ernesto De Pascale per la sua etichetta, Segreto potrà adesso contare sulla
dist ribuzione e sul fregio del m archio Mat eriali Sonori e arriverà nei salot t i buoni e un po snob
della gent e perbene it aliana. E spero gli bucherà i copridivani e gli sporcherà i t appet i pregiat i.
Perché Segreto è un disco infam e e bastardo. È un disco che st illa veleno con un fascino
m alizioso e sensuale. È una deriva del t ango. Non quello banalizzat o da un Iglesias di t urno m a
quello che m ut a form a alle curve del corpo, ne inum idisce le m ucose e rende t urgidi i polpacci. È
un disco profondo, che t i inghiot t e. E ha quest o vort icoso m ulinare di vapori che è la voce di Gina
Fabiani, capace di spingersi dent ro la m usica com e se le appart enesse. Non una gola al servizio
della m usica, m a un m ant ice che si schiude per lasciare uscire un ect oplasm a di quel m ost ro
sonoro che la abit a dall int erno, capace di solcare m aest osam ent e lo scarno abbozzo st rum ent ale
che spesso gli ottimi Daniele Bazzani e Lorenzo Feliciati le concedono. Una canzone come Una
piccola canzone d amore è sintomatica. Dolorosa e amara, ha lo stesso incedere greve del placarsi
di un tormento, è una stella di sentimento che collassa su se stessa e lascia un buco allo stomaco.
E ha quest a solennit à t orbida che solo il vibrare di un em ozione può provocare.
Lancinant e e
straziant e, è una delle più belle canzoni d am ore m ai scrit t e a m em oria d uom o, degna di st are al
fianco di Mi sono innam orat a di t e di Lu igi Te n co.
Ci sono alt ri picchi incredibili, su quest a
cat ena m ont uosa di carne um ana: Raggiungimi, int ensissim a e feconda di buoni presagi, l
accorat o piant o blues di Quest a st rada e Parigi, cart olina blu not t e di un am ore leggero com e un
soffio di bella st agione. E poi pezzi dall appeal più diretto ma non per questo più ordinari e ovvi: lo
sm oot h j azz di Rapiti, il groove di Segreto, l incredibile e ast ut a levit à pop di Le Onde ( un pezzo
che m erit erebbe di vedere in ginocchio t ut t o l airplay radiofonico di quest a I t alia di m erda vot at a
alle m archet t e fint o- j azz che il m ercat o ci propina, NdLYS) , il t ango di Isola, il Tenco di Guardarti
ridere. Nessun passo falso, seppure la st rada scelt a non sia quella della perfezione accadem ica
m a piut t ost o quella più ist int iva e anim ale della m ossa azzardat a e spont anea.
Segreto è il
dondolio et erno di gioia e dolore, di speranza e m alinconia, di coraggio e scoram ent o. Un t um ore
al pancreas diagnost icat o m ent re una folla di am ici t i lancia pet ali di rose augurandot i t ut t o il
bene del mondo.
Franco Dimauro
ML 1 8
musicletter.it
update n. 64
musica
ARTIST: BACHI DA PIETRA
TITLE:
Tarlo Terzo
LABEL:
Wallace Records
RELEASE: 2008
WEBSITE:
www.bachidapietra.com
MLVOTE: 8,5/ 10
L I t alia è l I t alia. Che cosa deve fare un gruppo t alent uoso per ricam arsi il suo spazio e un po di
visibilit à? Tra t onnellat e di spazzat ura pop c è un gruppo che, dal 2005, ci regala dischi
sem plicem ent e fant ast ici. I Ba ch i D a Pietra non sono gli ult im i arrivat i, il duo, com post o dalla
voce e il basso di Giovanni Succi ( ex- Madrigali Magri) e dal t im pano e rullant e del poliedrico
Bruno Dorella ( ex- Wolfango, OVO e Ronin) , fa grande m usica. Sbilenchi e som at icam ent e
sporchi, blues o alm eno quello che ne rim ane, fanno m usica scarna, essenziale m a assolut am ent e
non im m ediat a, un po Captain Beefheart e un po Tom Waits, shakerat i con fort i dosi di
depravazione e cat t iveria ( perché quest a è dav vero m usica cat t iva, forse per quest o così reale) e
colt i quant o bast a. Servo è forse il m anifest o di Tarlo t erzo, la voce, sem pre sussurrat a e
declam at oria, bisbiglia parole che pesano, t ut t o l album puzza di sigaret t e e ha un fiat o che sa di
alcool d infim a qualit à, buio pest o, sa di put t ane e di locali di t erz ordine, ha il fascino di un noir
ed è accat t ivant e quant o un raccont o di Poe. A t rat t i, com e in I suoi brillant i anni Ottanta e Lina,
at m osfere assolut am ent e rarefat t e e drogat e, suoni quasi dub che a m e hanno ricordat o cert e
cose della Brist ol anni Novant a m a prodot t i da chi vuole arrivare al sodo, senza t ant i orpelli e
gingilli. I t est i si conferm ano il punt o di forza dei Bachi Da Pietra, da un cielo sem pre avvolt o da
una colt re invalicabile di nubi nere cat ram e non passa un solo raggio di sole, com e per i
precedent i due dischi Tor n a r e N e lla Te r r a ( 2005) e N on I o ( 2007) , st orie di v it e perse, poesie
m aledet t am ent e st raziant i, liberat orie quant o una pist ola alla t em pia. Un disco assolut am ent e
affascinante, su ML 65 l int ervist a con Giovanni Succi.
Antonio Anigello
ML 1 9
musicletter.it
update n. 64
musica
ARTIST:ED D I E COCH RAN & GEN E VI N CEN T
TITLE: Rock n Roll Re be ls Live
LABEL:
SPV | Audioglobe
RELEASE: 2008
WEBSITE:
www.eddiecochran.info | www.rockabillyhall.com
MLVOTE: 8 / 10
Nel recuperare al vost ro ascolt o incisioni che a m olt i possono sem brare sem plice ant iquariat o
m usicale sarà opport uno fare una prem essa, doverosa e quant o m ai sint et ica: non esist erebbe
oggi il rock, in qualsiasi form a esso venga declinat a, se negli anni Cinquanta non ci fossero st at i
ribelli
m audit
e irriverent i com e Eddie Cochr a n e Ge n e Vin ce n t ( assiem e a Bu ddy H olly,
Jerry Lee Lewis, Elvis Presley, Chuck Berry, Little Richard) , da considerarsi fra i pionieri del
Rock'n'Roll. Ed è st at a fort e la m ia sorpresa nel const at are com e in un libro aut orevole qual è
" The St ory Of Rock" di Ca r l Be lz del 1969 ( l'ho sfogliat o or ora) i nom i di Cochran e Vincent
neppure com paiono se non appena segnalat i con i loro brani di successo nella list a st ilat a degli hit
t ra il '53 il '71. Edw a r d Ra ym on d Coch r a n , abile chit arrist a olt re che cant ant e e aut ore, viene
ricordat o com e il Ja m e s D e a n della canzone: una som iglianza con Elvis, m a m eno da
brav o
ragazzo , m a neppure l'assim ilazione ad art ist i più cont rocorrent e di quel periodo. Ot t iene i prim i
successi nel 1958 con Sum m ert im e Blues e C'm on Everybody ( bissat i l'anno dopo con Something
Else e Three St eps t o Heaven) , brani che sono oggi dei classici del rock'n'roll: non aveva ancora
vent 'anni. Successivam ent e è divent at o una figura di cult o, soprat t ut t o in Europa - nessuno è
profet a in pat ria! - . Di Ge n e Vin ce n t ( nom e d'art e di Eu ge n e Vin ce n t Cr a ddock ), del quale Be
Bop A Lula è st at o il m aggiore successo ( m a anche Lotta Lovin, Bluej ean Bop, Dance t o t he Bop e
Halleluj a I Love her So sono st at i hit m olt o am at i) , non t ut t i sanno che la sua carriera è st at a
fort em ent e com prom essa, prim a ancora che egli si dedicasse alla m usica, da un incident e
m ot ociclist ico che gli procurò una m enom azione perm anent e alla gam ba sinist ra, e che il rapport o
difficile con discografici, che già all'epoca erano assai esigent i e pressant i, e bollat o com e
impulsivo e scontroso (addirittura denunciato per oscenità dopo un concerto), lo costrinse alla fine
dei '50 a em igrare in Gran Bret agna, decisam ent e m eno m oralist a e purit ana, laddove pot eva
cont are su un consist ent e seguit o di fan. Una nuova vit a illusoria, che non avrebbe dat o i frut t i
sperat i ( nel '65 i Beatles lo vogliono a support o nella celebre esibizione allo Shea St adium a New
York) . Morirà d'ulcera perforant e ( gravi problem i con l'alcool e l'uso di farm aci per lenire il dolore,
sem pre present e, alla gam ba) a soli 36 anni, nell'ot t obre del '71 a Los Angeles, povero e
dim ent icat o. Nei prim i m esi del 1960 Eddie e Gene prov ano a risollevarsi affront ando insiem e
una t ournèe ( con set ov viam ent e separat i) in Gran Bret agna il cui ult im o concert o si t iene il 16
aprile. Nella not t e, nella fret t a di rit ornare a Londra e ripart ire alla volt a degli St at i Unit i, l'aut o
guidat a nient em eno che da Ge or ge M a r t in esce di st rada e Cochran m uore, dopo una vana
corsa verso l'ospedale di Bat h, a soli 21 anni m ent re Vincent si salva m a riport a ult eriori danni
alla gam ba già m enom at a che ne fiaccheranno definit ivam ent e lo spirit o. Bene, quest o disco
(arricchito da brevi interviste a Gene e Eddie) racconta degli show Live televisivi (nel programma
nazionale " Boy Meet s Girls" e alla BBC Radio) t enut i in I nghilt erra prim a del t ragico epilogo. Beh,
se non è un documento storico questo meritevole d'essere preso in considerazione!
Luigi Lozzi
ML 20
musicletter.it
update n. 64
musica
ARTIST: BIBLE OF THE DEVIL
TITLE:
LABEL:
Freedom Metal
Cruz Del Sur Music
RELEASE: 2008
WEBSITE:
www.myspace.com/bibleofthedevil
MLVOTE: 7 / 10
La mia ragazza è partita per Dublino e quello che mi ci vuole per vincere la solitudine è proprio un
concert o rock. Di quelli t irat i, energici e sporchi . Cade a fagiolo il live dei Bible Of Th e D e vil,
quat t ro ragazzi di Chicago che ebbi il piacere e la fort una di vedere due anni fa nella
presentazione di Brutality, Majesty Eternity, una miscela ibrida di Motorhead e Iron Maiden.
In passato avevo anche riposto attenzione su Diabolic Procession, disco del 2006 che incarnava
quelle sporche sonorità, le stesse che la mia testa stasera voleva sentire. Invece grande sorpresa!
I l nuovo disco int it olat o Fr e e dom M e t a l è sì un bignam i di hard rock anni 80, m a viene
influenzat o da uno dei gruppi st orici di quegli anni: i Th in Lizzy di Ph il Lyn ot t . E di dove sono i
Th in Lizzy? Dublino! Tut t o t orna, io sono con lei. I l concert o è fant ast ico. Com pero a scat ola
chiusa l album in v inile ( t it olo appropriat o con copert ina fum et t ist ica non eccelsa) e passo due
giorni ad ascolt arlo, t rovandolo davvero un bellissim o lavoro, pieno di cit azioni non solo
revivalist iche m a anche di canzoni all alt ezza dei m aest ri. E se i Th in Lizzy sono il cam biam ent o
più evident e del quart et t o barbut o ( da applausi la delicat a Heat Feeler e la spensierat a Ol Girl)
t ut t o il rest o è un concent rat o di m et al vecchia scuola, che t occa i Motorhea d per l aggressivit à
profusa, gli I r on M a ide n per le scale infinit e verso il paradiso e i Bla ck Sa bba t h per la
sim ilit udine di approccio canoro da part e del vocalist M a r k H offm a n . Derivat ivo m a con l anim a.
Ah, la m ia ragazza è t ornat a, e st iam o facendo l am ore sulle not e di St ill in love wit h you. Magia
della m usica. E dell am ore.
Nicola Guerra
ML 21
musicletter.it
update n. 64
musica
ARTIST: AA.VV.
TITLE: The Rough Guide To Blues Revival
LABEL:
Rough Guide | Egea
RELEASE: 2008
WEBSITE:
www.worldmusic.net
MLVOTE: 8 / 10
Cont inuo ( personalm ent e) a rit enere il Blues la m usica più genuina, vit ale, ant iconform ist a,
appassionant e, at t uale ( nelle different i declinazioni World, Folk & Tradit ional) t ra le t ant e oggi in
circolazione; ideale banco di prova per qualsiasi m usicist a voglia consum are l'adeguat a gavet t a.
Se ci pensat e bene, t ut t o il m eglio espresso dalla m usica beat , rock & folk inglese degli anni
Sessant a è passat o at t raverso l'assim ilazione degli st ilem i della
Musica del Diavolo
enunciat i
dalle grandi personalit à di riferim ent o della m usica del Delt a del Mississippi o del Chicago Blues
allora ancora at t ivi. Lo chiam arono Blues Rev ival e l'I nghilt erra ( m a anche il front e am ericano
non era da m eno) dell'epoca pullulava di club ( il Marquee di Londra, il Crawdaddy di Richm ond, il
Kloos Kleek di Manchest er) nei quali un nut rit o gruppo di giovani, che avrebbe cam biat o le sort i
della m usica di consum o ( Rolling St on e s, Er ic Cla pt on , Yardbirds, Ra y D a vie s, i Them di
Va n M or r ison , Animals, Pe t e r Gr e e n , Kim Sim m on ds dei Sa voy Br ow n , Ch r is Fa r low e ,
Alvin Le e dei Te n Ye a r s Aft e r , Dave Gr e e n sla de , Ain sle y D u n ba r , St a n W e bb e Christine
Perfect dei Ch ick e n Sh a ck , Ton y M cPh e e dei Groundhogs, la Blu e s I n cor por a t e d, George
Fame, Pa u l Jon e s, D a ve Ke lly, Br ia n Au ge r , Colosseum, Mark Almond; e scusat em i se ne
dim ent ico qualcuno) , viveva un'esperienza quant o m ai form at iva per un'int era generazione ( sot t o
la guida di m aest ri illum inat i quali Ale x is Kor n e r , Joh n M a ya ll e Cyr il D a vie s) . Una seconda
st agione di visibilit à si è sv iluppat a a part ire dal 1980 grazie al film " Blues Brot hers" di John
Landis e al rit orno in auge di Joh n Le e H ook e r e B.B. Kin g. Al giorno d'oggi, dopo che sono
pressoché scom parsi t ut t i vet erani ( vet ust i e " carghi d'anni" ) della cent enaria scena blues
am ericana, quando si parla di Blues Rev ival ci si riferisce a una terza (se non addirittura quarta)
generazione di m usicist i e cant ant i, assai più giovani di quant o i canoni del passat o ci hanno
abit uat o a considerare, che alim ent ano quest o verbo con indom it o vigore ed im m ut at a passione.
Per com prendere ( alm eno in part e) cosa offra l'at t uale panoram a del Blues Rev ival è quant o m ai
indicat iva quest a com pilat ion della Rough Guide ( nasce com e guida t urist ica m a ha evolut o anche
i suoi orizzont i in una preziosa collana discografica a 360° ) che ci perm et t e di gust are un saggio
della qualit à di gent e com e Sh e m e k ia Cope la n d ( abbiam o parlat o del suo disco sul num ero
precedent e di ML) , Robben Ford, Eric Bibb, Doyle Bramhall, Deborah Coleman, CC Adcock,
Ke lly Joe Ph e lps, JJ Gr e y & M ofr o, la non proprio giovanissim a I r m a Th om a s e alt ri. I l brano
che m i ha let t eralm ent e rapit o è Monday Morning Blues, vigoroso ed accat t ivant e, che Kim
Simmonds, unico della formazione originale rimasto in sella dei Savoy Brown, esegue con il suo
gruppo. Com e bonus disc è allegat o un disco del bluesm an m aliano Sam ba Tou r è , a ricordarci
che il Blues da un decennio a quest a part e ha t rovat o le sue radici più aut ent iche in Africa, e non
nei campi di cotone degli Stati Uniti come la storia ha provato a raccontarci.
Luigi Lozzi
ML 22
musicletter.it
update n . 64
musica
ARTIST: TREMBLING BLUE STARS
TITLE:
LABEL:
The Last Holy Writer
Elefant
RELEASE: 2007
WEBSITE:
www.myspace.com/tremblingbluestars
MLVOTE: 7 / 10
I Trembling Blue Stars sono forse uno dei gruppi più sottovalutati e misconosciuti del panorama
indie. Ed è un vero peccat o. Nat i com e side- proj ect del leader dei N or t h e r n Pict u r e Libr a r y,
Robe r t W r a t t e n , già ex Fie ld M ice , debut t arono nel 1996 per la Shinkansen e hanno da poco
pubblicat o il loro sest o album Th e La st H oly W r it e r per la Elefant . Per chi non li conosce, il loro
st ile è assolut am ent e personale e inim it abile. Volendo t rovare dei paragoni forse si pot rebbero
andare a dist urbare i già cit at i Fie ld M ice o i M a zzy St a r o i M oj a ve 3 o gli An ot h e r Su n ny
Day m a non si renderebbe com unque l'idea. La loro m usica è fat t a di ballat e pop m ixat e con
elegant i effet t i elet t ronici, voci sussurrat e e seducent i. I loro t est i, sem pre m olt o int im ist i e
int rospet t iv i, per lo più t rist i e m alinconici, si sviluppano su m elodie dolcissim e cantate
alt ernat ivam ent e da sofist icat e voci m aschili o fem m inili. Th e La st H oly W r it e r non si dist acca
molto dagli album precedenti. Anzi, non si distacca per niente. Il problema è proprio che i TBS nel
corso degli anni hanno osat o davv ero poco, rim anendo sem pre uguali a se st essi, senza m ai
sorprenderci, senza m ai sperim ent are, senza m ai fare un solo passo un po più lungo del solit o.
Non voglio parlarne m ale, perchè è uno di quei gruppi che m i hanno segnat o l'esist enza e non
pot rei farne a m eno. Ma è davvero un peccat o che non si riesca a scorgere la benché m inim a
evoluzione in quest a band. È com e se vivessero in una bolla t em porale t ent ando in ogni m odo di
riport are indiet ro la loro vit a e i loro sogni infrant i: " A song on t he radio m akes you shiver and
want t o curl int o a ball / Makes you want t o be sevent een and forget t he fut ure s shrinking / Life
was so open t hen now it s closing in / Life was wide open t hen now it s closing in / One by one
we ve wat ched our dream s disappearing" . È
significat iv o quindi ciò che cant a Be t h Ar zy in
Idyllwild, il pezzo più bello dell'int ero album m a non m ancano ovviam ent e anche cuori infrant i
solit udine, rim piant i e speranze, dissem inat i ad art e nelle 12 t racce del disco, com e la st ruggent e
m alinconia di The Coldest Sky. Quando arriva Novem ber St arlings è com e guardare un denso
cielo grigio, avere un brivido di freddo per un soffio di vent o e poi all'im provviso essere inondat i
dalla luce del sole che si fa largo fra le nuvole a illum inare il m ondo. E t ornare a sorridere.
Rom ant ico vero? Forse anche t roppo. Ma i Tr e m blin g Blu e St a r s sono com e quelle caram elle
dolcissim e e zuccherose m a così buone che si appiccicano al palat o. Non puoi sm et t ere di
mangiarle anche se sai che alla fine starai male e avrai la nausea. Astenersi diabetici e cinici.
Cla udia De Luca
ML 23
musicletter.it
update n. 64
musica
ARTIST: JUNIOR BOYS
TITLE:
LABEL:
So This Is Goodbye
Domino
RELEASE: 2006
WEBSITE:
www.myspace.com/juniorboys
MLVOTE: 7 / 10
So Th is I s Goodbye, così recit a il t it olo della release dei Ju n ior Boys. Speriam o che sia solo un
m odo di dire perché dopo un album di quest o livello credo che non pot rem o fare a m eno di loro
t ant o facilm ent e. La form azione che at t ualm ent e com prende Je r e m y Gr e e n spa n e M a t thew
Didemus ha pubblicat o quest a seconda prova bissando il successo dell esordio del 2004.
Acclam at o dalla crit ica, So Th is I s Goodbye non è cert o uno di quei dischi che colpisce fin da
subit o. Va invece m et abolizzat o un po per volt a in rilassat a solit udine e apprezzat o ascolt o dopo
ascolto. St iloso e ballabile quest o nuovo album m escola generi diversi con grazia e leggerezza:
evoca i classici gruppi sy nt h pop m et à anni 80 ( Depeche Mode, New Order, Pet Shop Boys )
gioca con rit m i dub, m icrohouse ed echi new wave legando il t ut t o con
una cert a dose di
malinconia. La voce di Je r e m y Gr e e n spa n è assolut am ent e st ruggent e, in Count Souvenirs
ricorda a t rat t i D a ve Ga h a n , m a con più classe. I n The Morning è un pezzo st raordinario, giocat o
sul cont rast o fra un rit m o hip hop t rascinant e e la sua voce calda e sussurrat a. La t it le t rack a
seguire e poi Like a Child sono incredibilmente dolci, romantiche e malinconiche mentre Caught In
A Wave ondeggia su una base dow nt em po. I l disco si chiude con una cover di Sinatra No One
Cares e con FM una languida ballata synth. Davvero un bellissimo album di eleganti melodie, una
raccolt a di perle elect ro- pop che, com e dice M a r k Fishe r su loro sit o ufficiale: " I nvokes a
globalized world in which we are all t ourist s - at hom e everywhere and nowhere, const ant ly
connected but always alone."
Cla udia De Luca
ML 24
musicletter.it
update n. 64
musica
ARTIST: MOFRO
TITLE:
LABEL:
Loochloosa
Glitterhouse | Venus
RELEASE: 2004
WEBSITE:
www.mofro.net
MLVOTE: 8 / 10
Diet ro a un nom e t ant o st rano si cela un gruppo assem blat o int orno ai due fondat ori, JJ Gr e y e
D a r yl H a n ce originari di Jacksonville, Florida, e int egrat i dall aust raliano N a t h a n Sh e ph e r d alle
t ast iere, ex D ow n Un de r , e il francese Fa br ice Qu e n t in al basso. Nonost ant e il cosm opolit ism o
della form azione il sound dei Mofro ha una st rut t ura radicat a nel sud degli St at es - una grezza
m ist ura di Sout hern Rock & Soul che gli st essi art efici del proget t o hanno definit o, in m odo
pert inent e, swam p funk o front porch soul
e Lochloosa, che fa riferimento a un lago situato
nei pressi della loro cit t à d origine, segue di t re anni l album di debut t o, quel Blackwater accolt o
bene dalla crit ica. Da qualche t em po un incident e d aut o, poco prim a di iniziare un t our
americano, ha t olt o di m ezzo Shepherd, cost ret t o a t ornare in pat ria per un periodo di
convalescenza, e quest i è st at o sost it uit o da M ik e Sh a pir o con l aggiunt a ult eriore del bat t erist a
Cr a ig Ba r ne t t e . Musica not t urna, int im a m a non zuccherosa, cert am ent e sensuale, approdo
ideale per m ent i inquiet e m a inclini alla riflessione. Se proprio vogliam o t rovare piet re di
paragone, la diremmo più vicina alla sensibilità di un Tony Joe White e di Lowell George che ai
Lyn yr d Sk yn yr d per esem pio; una sort a di crepuscolari Cr e e de n ce Cle a r w a t e r Re viva l. Brani
corposi dal suono com pat t o e virile nei quali la fanno da padrone lo st ridore delle chit arre, l eco
m et allico della voce, quasi urlat a, e scansioni up- tempo: The Wrong Side è una ballat a da
segnarsi per includerla in una com pilat ion sudista m ent re nella title- track, un dolent e blues, è il
Fender Rhodes di Shapiro con un groove laid- back a condurre le danze, duet t ando con la slide di
Hance e il vocalism o bluesy di Grey, front m an e aut ore dei pezzi. I nclusi un bonus- video e un
tour virtuale.
Luigi Lozzi
ML 25
musicletter.it
update n. 64
musica
ARTIST: AI PHOENIX
TITLE:
LABEL:
I ve Be e n Gone - Letter One
Glitterhouse | Venus
RELEASE: 2003
WEBSITE:
www.aiphoenix.no
MLVOTE: 8 / 10
Vengono dalla Norvegia gli Ai Ph oe n ix , dalla t erra che va sfornando quant o di m eglio gli
appassionat i di alt rock possano at t endersi. Arruolat i dalla t edesca Glit t erhouse volgono però il
loro sguardo
perfet t am ent e allineat i con i precet t i guida dell et ichet t a m adre e con un t occo di
lungim irant e decisionism o ( l aver adot t at o in pect ore l inglese per le loro com posizioni)
a
quell Am erica oscura e spet t rale, a quella provincia profonda ( si dice così in quest i casi?! Noi
abbiam o ben in m ent e i film dei frat elli Coen) così dist ant e dalle m et ropoli rum orose, culla dei
moviment i em ergent i ( new- traditionalist, alt - count ry o post - rock che dir si voglia) e cust ode
dell anim a più genuina del songwrit ing a
st elle e st risce . Un languido, indolent e e ipnot ico
incedere t ra at m osfere dark e paesaggi desolat i ( che appaiono innevat i nel nost ro im m aginario)
carat t erizza quest o loro quart o album
dopo quello d esordio, Film, e un paio di dem o- CD
rint racciabili solo in pat ria - , un lavoro bello e m at uro. Posso assicurarv i che la t erza volt a che lo
avret e fat t o girare nel vost ro let t ore vi conquist erà con il suo m alinconico e rom ant ico lo- fi, con il
suo spleen lisergico e crepuscolare. Ogni brano si t rasform erà alle vost re orecchie in un piccolo
gioiello di grazia e di seduzione, capace di colpire ed em ozionare le vost re corde più sensibili. I l
trio formato da Patrick Lundberg, Mona Mork e Terje Aksel (Bosse) Litsheim è protagonista
di una scrit t ura elegant e, di un
corpo
sonoro guidat o dalle chit arre e dagli im past i vocali m a
ricco di sfum at ure ( l ev ocat ivo suono della concert ina in The Last Resort , il sax barit ono di A
Count ry Life I n t he Aut um n e Leaving t he Fairground, la fisarm onica di Call Me I n, Piccard ne
sono qualche esem pio) , e su t ut t o si leva il vocalism o suggest ivo e
fiabesco
di M on a M or k .
Merita attenzione!
Luigi Lozzi
ML 2 6
musicletter.it
update n. 64
musica
ARTIST: MOTHER LOVE BONE
TITLE:
S.T.
LABEL:
Polydor
RELEASE: 1992
WEBSITE:
MLVOTE: 10/ 10
I n quest i giorni la Epic st a celebrando, in una lussuosa edizione, lo st orico album di debut t o degli
americani Pe a r l Ja m ; quel Ten che ancora oggi, a quasi vent i anni di dist anza, m ant iene t ut t o il
fascino di un grido prim ordiale. Un disco che assiem e a Nevermind dei Nirvana e a pochi alt ri
( menziono Dirt degli Alice in Ch a in s per affet t o, Su pe r fuzz BigM u ff dei leggendari Mudhoney
e Above dei M a d Se a son ) port ò nelle case di t ut t o il m ondo quel fenom eno bat t ezzat o grunge.
Prim a di quel grido liberat orio, però, c'è da ricordare il sem e che spazzò via t ut t o il colorat o e
sint et ico m ondo della disco e che riconsegnò alla m usica rock il suo post o d onore. Je ff Am e n t e
St on e Gossa r d, orfani dei Gr e e n Rive r di M a r k Ar m ( che di lì a poco diede vit a ai Mudhoney)
reclutarono An dr e w W ood ( voce dei Malfunkshun) e diedero corpo al proget t o M ot h e r Love
Bone, assiem e al chit arrist a Br u ce Fa ir w e a t he r e al bat t erist a Greg Gilm ore. Un EP ( Shine,
1989) e un album ( Apple, 1990) che Wood non ebbe la gioia di vedere e di godere, t roppo
int ent o a sprofondare in quel buco m aledet t o che lo port ò via a soli 24 anni. La figura di Andrew
venne omaggiata da Chris Cornell nel progetto estemporaneo Temple of the Dog, dove la voce
di Eddie V e dde r ( benzinaio e fut uro front m an della perla di m arm ellat a) duet t ava con il fut uro
vocalist dei Soundgarden. I l rest o è st oria scrit t a, m a a noi rim ane quest o om onim o disco ( che
comprende EP ed esordio) , apice della creat ivit à di Wood e punt o di part enza per un suono che
t ravolse una generazione. Lont ano dalle m oine di MTV m a viscerale, int enso e m olt o più vicino
all hard che al grunge, il disco è un cont inuo alt alenarsi di rock st radaiolo ( la cit t à degli angeli
decant at a da Guns
N Rose s, M ot le y Cr u e e Ja n e s Addict ion ) e ballat e pianist iche che
esalt ano le corde vocali dello sfort unat o aut ore, cert am ent e annoverat o fra i m igliori esponenti
glam rock da stadio. Se purtroppo gli stadi non hanno mai potuto assaporare la potenza di questo
gruppo, nelle nost re case suoneranno sem pre a t ut t o volum e gli inni This is Shangrila, Stargazer,
Man of Golden World e Gentle Groove. Dieci. Prima di Ten.
Nicola Guerra
ML 2 7
musicletter.it
update n. 64
musica
ARTIST: PEARL JAM
TITLE:
Ten
LABEL:
EPIC | LEGACY
RELEASE: 1991
WEBSITE:
www.pearljam.com
MLVOTE: 9 ,5/ 10
Sono passat i diciot t o anni e Ten m et t e ancora paura. Una soggezione reverenziale, com e quando
t i t rov i dav ant i alla Piet à del Michelangelo o al David di Donatello. I l prim o capit olo dei Pearl
Jam è l ult im o at t o del classic rock. Qui m uore quel concet t o di rock che t rascende i generi e le
sot t ocult ure. Perché dopo di esso t ut t i avranno paura del confront o, i Pe a r l Ja m per prim i,
cercando di affrancarsi da un precedent e così ingom brant e da far sem brare pat et ici t ut t i gli
epigoni che salt eranno fuori da lì a breve (dagli Stone Temple Pilots ai Brother Cane passando
per i nost ri Dugjive e finire alle m erde nu- grunge com e Staind o Nickelback, NdLYS) . Faceva
bene Eddie Vedder a prendere le distanze dal grunge. La loro musica non aveva nulla da spartire
con nessuna scena. Era aut osufficient e, aut onom a, fiera, indipendent e. Ten è un disco che chiede
di ferm art i. Reclam a concent razione, t ot alm ent e padrone del suo t em po, della sua logica art ist ica,
del suo raziocinio dialettico. Non lascia scampo e ti fa prigioniero. È una dolorosa lacerazione sulla
carne che non sm et t e di bruciare, di localizzare la t ua at t enzione. Dev i fasciarla st ret t a per farla
am m ut olire, per concedert i un respiro, una t regua, un arm ist izio con il dolore che t i sale dalle
viscere. C era, nella musica di Ten, quest o t aglio epico ed eucarist ico pieno di nuvole, di m asse di
vapore scuro, pesant e. Era, ed è ancora, com e correre lungo una highw ay am ericana, m a verso il
temporale. Ha quest a m aest osit à om brosa, int roversa, schiava e vit t im a delle int em perie.
Schiacciat a a t erra da una pert urbazione m et eorologica che è pioggia dell anim a. È un sapore di
fuga che rest a irrisolt a, incom piut a. L am arezza inquiet a di chi sa che pot rà fuggire da t ut t o m a
non dal proprio passat o. Che per Eddie è quello di una fam iglia a pezzi, di un padre bast ardo, di
un infanzia negat a. È quella del ragazzo disadat t at o di Once, delle confessioni fam iliari di Alive e
dell adolescent e killer Jeremy Wade Delle. I Pe a r l Ja m raccont ano l alt ra faccia dell America.
Un Am erica che esce a pezzi dal reaganesim o e dall edonism o degli anni Ot t ant a, cresciut a a
popcorn e v ideogiochi, che si m uove all om bra dei grandi boulevard, che si raccoglie quando le
insegne sono spent e e le st rade si sgom brano di gent e alla ricerca di un benessere post iccio, da
grande m agazzino. È l Am erica dei figli della workin class affrant a e disillusa che abit a le canzoni
di Springsteen di cui i Pe a r l Ja m sem brano essere divent at i negli anni i nat urali eredi m orali.
Salvo poi, in un im barazzant e gioco delle parti, essere il Boss a
rubare
loro produt t ore
( Br e n da n O Br ie n per Th e Risin g e Magic) e riff ( Radio Nowhere sem pre su Magic, 2007) .
Questo per quanto riguarda la parte emozionale.
ML 28
musicletter.it
update n. 64
musica: pearl jam
Veniamo invece ai det t agli
t ecnici
che a m olt i int eressano più del cont enut o, così com e m olt i
com prano le scat ole di lat t a dei biscot t i olandesi e non assaggiano m anco m ezzo canest rello al
burro: dubit o che ci sia qualche casa senza la sua bella copia in vet rina ( be , m agari proprio in
vet rina no vist a la t erribile cover, appena appena m igliorat a col nuovo t aglio di quest a reissue,
NdLYS) m a se così fosse la Legacy rim et t e in circolazione il disco in svariat i form at i non proprio in
t em a con la crisi econom ica e il crollo finanziario che st a m et t endo in ginocchio il m ondo. La
versione più
econom ica è quella che ho in m ano io: doppio CD con l int ero album in versione
rim ast erizzat a sul prim o CD e l album con la versione rem issat a da Br e n da n o Br ia n e 6 bonus
sul secondo. Le m ani di Brendan non aggiungono nulla alla st at ura del disco che quello è e bast a:
im m enso. Però aggiungono una grint a sot t ot raccia, im prim ono pressione sui riff e t urbano la
quiet e più che in quella che fu la v ersione ufficiale del disco prodot t a da Rick Pa r a sh a r . Sent it e
com e suona Why Go? per avere la prova più m acroscopica delle differenze di im prim at ur da part e
del produt t ore. Veniam o alle bonus: ci sono due t racce dei M ook e y Bla ylock ovvero la prim a
incarnazione dei Pe a r l Ja m e quat t ro scart i dalle session del disco, una delle quali già ascolt at a
in precedenza com e st rum ent ale su Lost Dogs (Brother) e l alt ra
concessa
all epoca per la
soundt rack di Singles. La m ia idea rim ane sem pre la st essa: se sono degli scart i per gli art ist i che
le hanno creat e, perchè usare gli ascolt at ori com e cassonet t i dei rifiut i? Personalm ent e avrei
preferit o l aggiunt a di qualche perla com e la t occant e cover di Crazy Mary di Vict or ia W illia m s o
l indiment icat o duet t o con i Cypr e ss H ill per la O.S.T. di Judgem ent Night . Roba che m erit a le
luci della ribalt a più che i grugnit i di 200 Mile Blues o di una Evil Lit t le Goat peralt ro t roncat a di
brut t o a 1 m inut o e t rent a com e il peggiore dei boot leg. Mezzo punt o in m eno per le lordure che
ci vengono ancora propinate.
Franco Dimauro
ML 2 9
musicletter.it
update n. 64
musica
ARTIST: DAVID LEE ROTH
TITLE:
Ea t e m An d Smile
LABEL:
Warner Bros.
RELEASE: 1986
WEBSITE:
www.davidleeroth.com
MLVOTE: 8 / 10
David è st at o il cant ant e dei prim i sei st orici album dei Va n H a le n ; per chi è follem ent e
innam orat o della scena hard e st reet anni Ot t ant a, quest o equivale a elevarlo prat icam ent e allo
st at us di profet a. Grazie al cielo però, a garanzia del let t ore, non è la perdurant e gioia per il suo
agognat o rit orno alla band m adre dopo vent idue anni né tantomeno l em ot ivit à di un vecchio fan
che m i spinge ad afferm are senza dubbio alcuno che qui si parla di uno t ra i m igliori dischi hard
rock dell annat a 1986. Reduce dalla burrascosa m a t rionfale esperienza vanhaleniana e dall ep di
cover Cr a z y Fr om t he H e a t ,
D ia m on d D a ve
Rot h , insiem e al fidat o produt t ore Ted
Templeman ( alt ro pilast ro dell epopea VH) , ha fatto le cose in grande mettendo in piedi una lineup stellare, assoldando al suo servizio fuoriclasse assoluti come il funambolico asso della sei corde
St e ve Va i ( ex Fr a n k Za ppa e Alcatrazz) , l incredibile bassist a Billy Sh e e h a n ( provenient e dai
Talas) e un ot t im o bat t erist a com e Gr e gg Bisson e t t e . Non sono m ai st at o un fanat ico della
tecnica e dei virt uosism i in quant o ho sem pre preferit o una form ula diret t a e front ale m a quest i
m ost ri
riescono a iniet t are finezze st repit ose in un t essut o com unque sem pre essenzialm ent e
Rock n Roll, senza per quest o appesant irlo o renderlo pret enzioso. Era il luglio 1986 quando il
debut t o della DLR band avrebbe sorpreso ed ent usiasm at o la scena hard t ut t a con la sua m iscela
di heavy rock, blues, funky e t ant o alt ro ben di Dio e ascolt ando Ea t e m An d Sm ile non si
rim ane cert am ent e indifferent i al suo inarrest abile pot enziale; ciò che più coinvolge è che dai suoi
solchi t raspare t ut t a la v oglia di divert ire e di div ert irsi del rocker originario dell I ndiana e dei suoi
com pagni. Considerando il m ood che pervade t ut t o l album, non è affat t o una sciocchezza
affermare che i fant asm i di una rivalsa cont ro la vecchia band non aleggiano da quest e part i. La
scaletta è una sequenza di pezzi straordinari, ognuno dei quali si distingue per la propria struttura
e peculiarit à: si va dalle influenze hard di Yankee Rose e Tobacco Road all im pet o heavy di pezzi
robusti come Shyboy e Elephant gun, passando per le ariose e splendide Goin crazy e Big trouble
fino agli episodi più easy dove Mr. Roth interpreta il più navigato dei crooner, dando veramente il
m eglio di se. Con l happy ending in pieno st ile big band di That s Life, Roth fa il verso a Frank
Sinatra chiudendo m agist ralm ent e un lavoro forse irripet ibile, un gust osissim o dist illat o di
energia e divert im ent o sorret t o dal carism a, dall um orism o e dall inconfondibile t im brica di uno
degli im m arcescibili guasconi del rock n roll! 100% Diamond Dave!
Manuel Fiorelli
ML 30
musicletter.it
update n. 64
musica
ARTIST: PAVLOV S D OG
TITLE:
Pampered Menial
LABEL:
Columbia
RELEASE: 1975
WEBSITE:
wwww. pavlovsdogband.tripod.com
MLVOTE: 8 / 10
Non so com e e non so perché m a la parola
progressive
m i ha sem pre m esso i brividi. Della
m usica ho sem pre am at o la part e più viscerale, diret t a e ist int iva, m agari rum orosa e con la
st rum ent azione ridot t a all osso, e quindi un uso allargat o di st rum ent i, una predisposizione a
eccedere in virt uosism i e a im bast ire arrangiam ent i barocchi ed epici non hanno m ai generat o in
m e grande ent usiasm o. Per fort una però esist ono eccezioni, e una di quest e risponde al nom e di
Pam pe r e d M e n ia l, esordio dat at o 1975 degli am ericani Pa vlov s D og. Un debut t o prat icam ent e
perfet t o che sarebbe ridut t ivo porre solo sot t o l et ichet t a della m usica prog; perché nonost ant e la
presenza ( com unque non eccessiva) di violini, t ast iere e flaut i rim andi inevit abilm ent e al genere
cit at o, il disco assum e una propria fisionom ia innanzit ut t o per la part icolare, acut a e a t rat t i
androgina v oce del vocalist D a vid Su n k a n t , capace di arrivare in alt o, m olt o in alt o, laddove i
sent im ent i del genere um ano chiedono spesso di essere ridest at i. A quest o aggiunget e brani
m alinconici ricchi di sent im ent o ( su t ut t i l iniziale Julia, pianofort e in crescendo e dedica d am ore
in piena regola I can t live wit hout you ) con la chit arra di Steve Scorfina che non si t rast ulla in
girot ondi prog fini a se st essi m a affonda in riff di m at rice pret t am ent e rock ( Song Dance e Late
November) ; se non bast asse l ham m ond indem oniat o di N a t ch e z Tr a ce vi farà sobbalzare dalla
sedia, l incedere epico di Fast Gun v i port erà a volare in t errit ori inesplorat i e vorret e non avere
m ai avut o un sesso definit o quando i vocalizzi di Surkamp vi prenderanno l anim a m ent re saret e
int ent i a cant are Not hing at All, She s a Wom an
dalla st repit osa Them e From Subway Sue.
Progressivo o no questo è un disco rock particolarissimo. Perciò, unico!
Nicola Guerra
ML 3 1
musicletter.it
update n. 64
musica: dvd
ARTIST: JANIS JOPLIN
TITLE:
The Kozmic Blues [ DVD]
LABEL:
MP | Giucar
RELEASE: 2007
WEBSITE:
www.officialjanis.com
MLVOTE: 8 / 10
" Tut t e le sere sul palco faccio l'am ore con 10.000 persone e t orno a casa sola" ( Ja n is Joplin).
Due set t im ane prim a ( il 18 set t em bre) era m ort o Jim i H e n dr ix ( a quant o pare, soffocat o dal
vom it o per un m ix let ale di alcool e t ranquillant i) in un albergo londinese, quando quel 4 ot t obre
1970 giungeva la not izia che anche Ja n is Joplin - colei che la crit ica considera indiscut ibilm ent e
una delle più grandi int erpret i bianche di blues di t ut t i i t em pi - era m ort a, t rovat a cadavere al
Landm ark Mot or Hot el di Hollywood, st roncat a a soli 27 anni da un'overdose di eroina. E secondo
il t rist e rit uale che vuole innalzat i a m it o et erno gli eroi giov anilist ici ( sul leit - m ot if del t oo young
t o die ) Janis è ancora oggi uno dei più solidi m it i part orit i dagli anni 60 assiem e allo st esso
Hendrix, a Ja m e s D e a n , a Marilyn e a Jim M or r ison . Una grandissim a int erpret e dot at a, lei
bianca, di una voce blues , archet ipica e carism at ica, roca, vibrant e e appassionat a, t ra le più
amate della storia del rock e in capo a soli 4 album di cui uno postumo. Fu al festival di Monterey,
nel giugno 1967, che si m ise in luce, accom pagnandosi con il suo gruppo dell epoca, i Big
Br ot h e r & Th e H olding Co., fino a t rasform are ogni sua esibizione in un fenom enale live- act .
I n lei coesist evano la fragilit à della m ent e, ret aggio di un'adolescenza difficile ( prest o dedit a
all alcool e alle droghe) , e un t em peram ent o espressivo che si m anifest ava at t raverso lo
st ruggim ent o del cant o. «Tut t e le sere sul palco faccio l'am ore con 10.000 persone e t orno a casa
sola» diceva per dare corpo alla propria angoscia. Canzoni com e Cry Baby, Tell Mam a, Piece Of
My Heart , Summertime ( cover
acida
di un brano di Ge or ge Ge r sh w in , resa m em orabile
dall'int erpret azione st raziant e di Joplin ), Move Over, Kozm ic Blues, Ball & Chain, sono perle
indiscusse del rock. Pare davvero che sia adesso vicino il com pim ent o di un proget t o a lungo
accarezzato di dedicare alla sua vita un film, Piece of my heart, con Brittany Murphy a vestirne i
panni. Quest o DVD - qualit à delle im m agini non eccelsa m a di grande valore st orico - raccoglie
live performance, show tv e rarità che vi aiuteranno a delineare meglio la sua figura. Pescando tra
esibizioni dal vivo risalent i al '67 ( Generat ion Club Nyc) , al 1970 ( riprese in diverse localit à del
Canada), alle " Cheap Thrills Sessions" , all esibizione al " Dick Cavet t Show" , a Mont erey, al " Com e
Up The Years Tv- Show 1969", a materiale inedito del festival di Woodstock.
Luigi Lozzi
ML 3 2
musicletter.it
update n. 64
live review
ARTIST: BARZIN
LOCATION:
Roma, Init
DATE: 26- 03- 2009
WEBSITE:
www.myspace.com/barzinhr
Photo by Claudia De Luca
È una m it e sera di fine m arzo ad accogliere il concert o di Barzin a Rom a. Una serat a dolce e
confort evole così com e lo è un po t ut t a la m usica del cant aut ore canadese che si apprest a a
present are la sua ult im a creat ura, N ot e s To An Absent Love r . Un album - il t erzo per la
precisione
più frugale e m eno ricercat o dei lavori precedent i capace, t ut t avia, di m et t ere in
risalt o la voce suggest iva e piena di pat hos del songwrit er nordam ericano. Un disco che ci ha
rapit i fin dal prim o ascolt o e che, a dist anza di alcuni m esi dall uscit a, st a ricevendo m olt e
at t est azioni di riconoscimento e di consenso dalla crit ica specializzat a. È inut ile nascondere,
quindi, che ci apprest iam o a varcare la port a dell I nit con un sent im ent o di em ozione misto a
curiosità; per capire - appunt o - se quant o ascolt at o su CD possa riflet t ersi anche dal v ivo.
Facciam o pochi passi nel locale ed ecco che incont riam o proprio lui, Barzin Hossein, che, dopo
un breve salut o form ale, ci onora della sua presenza m et t endosi a sedere al nost ro st esso
tavolino, int ant o che sul palco si avvicendano prima i Se a D w e lle r e poi i Ble sse d Ch ild Ope r a .
Siam o davvero colpit i dalla disponibilit à del personaggio che t ra una birra, una chiacchiera e
qualche rincuorant e risat a ci rivela con fare um ile e m odest o t ut t a la sua um anit à e la sua
int elligenza, carat t erist iche talvolta poco percepit e in cert i am bient i art ist ici . Tut t o è cosi
poeticamente perfetto, oltre ogni più rosea aspettativa: si parla soprattutto di musica ma anche di
altro, a dimostrazione di quanto sia valsa la pena percorrere in aut o un cent inaio di chilom et ri per
assist ere a quest o concert o subit o dopo aver t erm inat o di lavorare. Purt roppo il t em po scorre
velocem ent e e Barzin è cost ret t o a congedarsi perché m anca poco all inizio della sua esibizione.
Si alza dalla sedia, saluta cordialmente e si allont ana adagio lasciandoci una piacevole sensazione
di serenit à. Guardiam o cont inuam ent e l orologio e ci accorgiam o che l ora è t arda: è quasi
mezzanotte! Ancora qualche minuto di t repidazione e, finalmente, eccolo salire sul palco con t ut t a
la band. Si part e con le not e suadent i e ipnot iche di Let s Go Driving da M y Life I n Rooms del
2006 seguit a, poi, da Past All Concerns dall om onim o debut t o del 2003, e l im pressione che se ne
deduce all ist ant e è quella di un art ist a in splendida form a accom pagnat o, olt ret ut t o, da una
form azione im peccabile: quat t ro bravi m usicist i e una dovizia di st rum ent i davvero ben suonat i
( glockenspiel, t ast iere, basso, chit arre acust iche, lap st eel guit ar, fisarm onica e bat t eria) . Un
suono preciso e attento che va a ornare magnificamente il canto di Barzin che appare abbastanza
emozionato quando, nel ringraziare il pubblico non così particolarmente numeroso, sot t olinea la
piacevolezza e il t epore del clim a capit olino. Da lì a breve segue l inappunt abile esecuzione di So
Much Time To Cry My Own che cat t ura l at t enzione di t ut t i i present i, m a saranno i brani di Notes
To An Abse n t Love r come Nobody Told Me, Queen Jane e Lost a regalarci le em ozioni più
int ense e a convincerci ( anche dal vivo) del t alent o indiscusso del com posit ore canadese. Quelli
m essi in scena da Barzin sono m ot ivi che scavano nel sot t osuolo della m em oria e che, in alcuni
passaggi, assumono le sembianze slowcore e sadcore di gruppi come Slowdive, Codeine, Low e
Ea r ly D a y M in e r s. Un sound t ant o esiguo nelle st rut t ure quant o int enso negli effet t i capace di
coniugare t radizione e sobria ricercat ezza. Eppure, guardando bene in fondo a ogni canzone, esce
fuori t ut t o il background del grande cant aut ore: dal m inim alism o folk di N ick D r a k e all um ore
indolent e e alt . count ry di Bon n ie Pr in ce Billy passando per quel folk pop d aut ore di Leonard
Cohen che, per l occasione, viene celebrat o con Dance Me To The End Of Love. Un ora di concerto
che, molto probabilmente, avrebbe potuto durare di più se il nostro songwriter non avesse dovuto
iniziare alle vent iquat t ro dopo l esibizione di ben due band. Ciò nonostante t orniam o a casa con il
cuore incollato al finest rino. Di not t e, lungo l aut ost rada.
Lu ca D Am br osio
ML 33
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update n. 64
live review
ARTIST: WIRE
LOCATION:
Roma, Circolo degli Artisti
DATE: 26- 02- 2009
WEBSITE:
Photo by Malka Spiegel
www.myspace.com/wirehq
Ecco di nuovo i m it ici Wire in t ournee in I t alia, orm ai ult racinquantenni, insiem e da più di 30, per
la seconda volt a in carriera priv i di uno degli elem ent i originari ( era già accadut o t ra il 1991 e il
1993, quando il bat t erist a, Robe r t Got obe d aveva lasciat o t em poraneam ent e e il nom e fu
t roncat o in Wir). Quest a volt a però il nom e rim ane int at t o nonost ant e l assenza di una delle
menti, B.C. Gilbe r t , così com e int at t o è l im pat t o sonoro del live act , rispet t o alle performance
im m ort alat e nel CD/ DVD Th e Scot t ish Pla y del 2004. Evident i la t ranquillit à e consensualit à del
dist acco, speriam o t em poraneo, così com e egregio e cert osino è il ruolo svolt o da Margaret
Fie dle r M cGin n is ( già chit arrist a dei Laika e dal vivo con PJ H a r ve y) che sem bra aver am at o a
fondo la m usica dei Wire, m andando a m em oria le part it ure e lo st ile di Gilbert. Cinque/ seicent o
le persone assiepat e t ra le angust e m ura del Circolo degli Art ist i, di Rom a, sound pot ent e con i
t em pi det t at i dal m et ronom ico drum m er, l energia pom pat a m uscolarm ent e dal Gr a h a m Le w is, i
cont rappunt i e gli st acchi della brava Margaret, t ut t i a sorreggere il front m an Colin N e w m a n ,
chit arra rit m ica e voce. E che voce! La scalet t a concede poco alla prevedibilit à e chi conosce ogni
passo della loro discografia si sent e com e una
bouncing ball
t ra le varie fasi ( t re) della loro
st oria. Appena un po privilegiat a la t erza, apert asi nel 2002 con il rit orno su nuova et ichet t a ( Pink
Flag) , m olt o present i i brani del prim o t riennio ( 3 gem m e che t ut t i dov rebbero avere: Pin k Fla g
1977, Ch a ir s M issin g 1978 e 154 del 1979) m a non dim ent icat a la seconda fase ( 1986- 1993),
quando il m ainst ream riget t ò il lirism o di avanguardia di album com e Th e I de a l Copy, A Be ll is
a cu p
IBTABA, Manscape e The Fir st Le t t e r . Terza fase della loro st oria, dunque, che nasce
all insegna dell urgenza: gli EP Re a d & Bu r n, l album Send ( il m iglior punk del m illennio) e
l ult im o dall'EP Obj e ct 4 7 , apparent em ent e anonim o persino nel t it olo, zavorrat o, forse,
nell anim a dall assenza di Gilbert t ut t avia album di qualit à. Da quest a t erza fase è est rat t o il
brano che apre il concert o ( Our Tim e) per dichiarare:
prim a del doppio bis il set si chiude con un
quest o è ancora il nost ro t em po
Ma
est rat t o da Re a d & Bu r n 0 1 ( una B- side! ?) che
dichiara, anzi urla, dopo 30 anni di st oria I don t underst and!
I l cerchio è chiuso: l urgenza, il
furore, la passione, l at t it udine punk giam m ai fine a se st essa, l int elligenza, l amore, la cultura, la
saggezza: t ut t o racchiuso in un urlo. Ne volet e ancora? Un bis, un alt ro? Volet e 12XU? Ve la
facciam o, ancora più v eloce, che più veloce non si può, se no ci scoppia il cuore ed è quant o
pot rem m o
m erit are,
avendolo
colm at o
di
t roppe
illusioni!
Grandissim e
em ozioni.
Una
considerazione: Colin Newman è il più grande cantante punk della storia!
Gianluigi Pala mone
ML 34
musicletter.it
update n. 6 4
altri percorsi: libri
RAYMOND CARVER
Principianti
Einaudi, 2009
di Alessandro Busi
Parlare di Principianti di Ra ym on d Ca r ve r richiede un doppio discorso. Parlare di Principianti
richiede di parlare di Principianti da un lato, e di Raymond Carver nella sua int erezza dall alt ro.
La raccolt a di raccont i del grande aut ore st at unit ense, uscit a per Einaudi ad aprile di quest anno,
infat t i, è la riedizione della sua seconda ant ologia pubblicat a, D i cosa pa lia m o qu a n do
pa r lia m o d a m or e , depurat a dalle correzioni apport at e dall edit or Gor don Lish. Ciò che ha
port at o alla scelt a di procedere a quest a pubblicazione, su spint a di Te ss Ga lla gh e r ( m oglie di
Carver) , è st at o un cart eggio, inserit o in chiusura del libro, fra l aut ore dell Oregon e il suo edit or,
dal quale pare che il prim o si lam ent asse delle correzioni st ilist iche apport at e ai raccont i dal
secondo. Ma allora il m inim alism o di Carver era, in realt à, il m inim alism o di Lish? , potreste
chiederv i. Ecco, la ragione ufficiale per cui Einaudi ha deciso di pubblicare Principianti sarebbe
proprio quest a: dare la possibilit à di leggere D i cosa pa r lia m o qu a n do pa r lia m o d a m or e ,
nella sua st esura originale. Bene, spiegat i gli ant efat t i, parliam o adesso del risult at o. Part iam o da
una considerazione che lo st esso Carver propone nel suo t est o I l m e st ie r e di scr ive r e . Fra i
vari consigli che l aut ore dà agli aspirant i scrit t ori e le considerazioni sulla scrit t ura, ad un cert o
punt o sot t olinea com e l im pront a di un aut ore la si riconosca sem pre: una sort a di t raccia di DNA
che non si può cancellare. Proprio da quest o punt o, possiam o part ire per considerare com e
l operazione propost a da Einaudi, sia st at a un ot t im a m ossa com m erciale, m a nulla più. Cert o, in
alcuni raccont i si t rovano periodi più lunghi e m eno m inim ali , rispet t o alla versione edit at a, e
con ciò? Ok, forse Lish ha aiut at o Carver ad andare verso uno st ile di scrit t ura più
m arcat am ent e asciut t o, m a poi? L errore di fondo è quello di lim it are la scrit t ura di Raymond
Carver al solo m inim alism o, m ent re non è così. Leggere Carver, infat t i, significa fare i cont i con
la propria vit a, significa vedersi rappresent at i nelle piccole debolezze quot idiane con uno sguardo
t ant o um ano da far com m uovere. Leggere Carver significa guardarsi da fuori, fino a sorridere
am aram ent e dei propri affanni. Per quest e ragioni, quindi Principianti rim ane uno splendido
t est o: non perché abbia peculiarit à rivoluzionarie in am bit o let t erario ( quest a è pura cam pagna
pubblicit aria) m a, al cont rario, perché conferm a Ra ym on d Ca r ve r com e uno degli aut ori che
m eglio ha saput o scavare nell anim o um ano, m ant enendo sem pre uno sguardo com prensivo,
completamente libero da giudizi morali.
ML 3 5
musicletter.it
update n. 64
framme nti di cinema rimosso: quarta parte
WEEKEND
Un film di Jean- Luc Godard
Regia di Jean- Luc Godard
Lira Films/Films Copernic/Ascot Cineraid
1967 (Italia - Francia)
di Nicola Pice
Dopo l'ej zenst einiano La cinese e Lont ano dal Viet nam , Jean- Luc Godard realizza nello st esso
anno ( siam o nel 1967 a ridosso della rivoluzione sessant ot t ina) una delle sue opere più
grottesche e immaginifiche. E' molt o difficile ricondurre la m agm at ica m at eria visiva di Weekend,
un uom o e una donna dal sabat o alla dom enica
( quest o il prolisso t it olo in it aliano) a un
compiuto senso narrativo. Corinne e Roland - una scombinata, infedele coppia
sono diretti verso
la casa dei genit ori di lei perchè suo padre st a m orendo e c'è in ballo l'eredit à. Durant e il v iaggio
assist ono ad incident i, incendi, ingorghi st radali. S'im bat t ono in personaggi del passat o:
Cagliost ro, Maria Maddalena, Em ily Bront e, Saint - Just . Si cam biano d'abit o im possessandosi di
quelli delle vit t im e degli incident i. I n un casolare di cam pagna incont rano un pianist a che suona
Mozart ...più t ardi un arabo ed un nero che predicano la violenza liberat rice. Un vagabondo
violent a Corinne prim a dell'arrivo alla casa dei suoi genit ori dove i coniugi uccidono la m adre che
si rifiuta di consegnare l'eredità e ne gettano il cadavere nei roghi delle auto. Al ritorno incontrano
i guerriglieri del Front e di Liberazione che giust iziano Roland. Corinne div ent a la donna del capo e
s'insedia m angiando la carne del m arit o arrost it a. Godard fa di quest o film la sum m a sarcast ica
del suo personale percorso sulla dissacrazione della societ à borghese. Mescola con glacialit à
humor nerissimo e brutalità visiva
la triplice panoramica circolare che avvolge il pianista toglie il
respiro, la v iolenza carnale prat icat a su Corinne è sconvolgent e
spiazza dram m at icam ent e lo
spet t at ore con un m agist rale piano- sequenza di olt re 7 m inut i su un int erm inabile carrello di 300
m et ri lungo una st rada alberat a dissem inat a di aut o sfasciat e, di cadaveri, di ferit i e di
aut om obilist i furent i per la sost a, frant um a cont inuam ent e la già debolissim a unit à narrat iva
inserendo i
falsi raccordi
di am bigue didascalie.
Weekend...
è l'esem plificazione godardiana
della caot ica parcellizzazione di un m ondo fat t o di m acerie ( anche m orali) , assurdo ed
imprevedibile, e della necessità di fare un cinema che ne rappresenti la disarmonia e che, nel caos
visivo, t rov i al cont em po un nuovo linguaggio in grado di rest it uire alle im m agini la loro perdut a
capacit à di significazione al di là della t ranquillizzant e com piacenza della cinem at ografia classica
hollywoodiana. Sui t it oli di coda appare la scrit t a
fine del cinem a : così si chiude quest o
apocalittico, dionisiaco (demoniaco?!) film e, comunque lo si voglia giudicare (pochade grottesca fauxt ographie del cinem a e/ o della vit a -
t eorizzazione di nuovi m odelli est et ici) , pochi aut ori
raggiungeranno vette così estreme e stranianti come quelle toccate da Godard in quest'opera.
ML 36
musicletter.it
update n. 64
framme nti di cinema rimosso: quarta parte
FLESH
Un film di Paul Morrissey
Regia di Paul Morrissey
Andy Warhol (Factory)
1968 (USA)
di Nicola Pice
Ancorchè m et afora di una degradat a odissea post m oderna, la giornat a del giovane m archet t aro
Joe - alla ricerca del denaro necessario all'abort o dell'am ant e di sua m oglie bisessuale cost it uisce la m at eria narrat iva di
Flesh
con cui, in pieno ferm ent o sessant ot t ino, il giovane
filmm aker Paul Morrissey, regist a, fot ografo, sceneggiat ore e addet t o al m ont aggio
part icolare sodale di Andy Warhol che lo sost iene art ist icam ent e e produt t ivam ent e
m a in
im past a un
curioso esem pio di im provvisazione, di sperim ent alism o e di cruda indagine sul m ondo della
prost it uzione m aschile. Gli incont ri dell'uom o sono t ut t i inevit abilm ent e carat t erizzat i dallo
squallore det erm inat o dal rapport o m ercenario che Joe st abilisce con i propri pot enziali client i:
uno scult ore lo fa posare nel suo st udio per riprodurre la st at ua di un at let a greco, poi Joe si
sot t opone alle perversioni sessuali di una coppia di t ravest it i, incont ra una vecchia am ica che è
ossessionat a dall'idea di rifarsi il seno, è let t eralm ent e inseguit o da un giovane che, t ent at o dalla
prost it uzione, vorrebbe rubargli le segret e t ecniche dell'abbordaggio, s'im bat t e in un am ico
cult urist a in evident e disarm o psico- fisico. Quello che accade a Joe e alle persone con cui incrocia
la propria esist enza è rappresent at o da Morrissey con dist urbant e, volgare realism o a sot t olinear e
l'anorm alit à di una fauna um ana reiet t a ed infelice che non può in alcun m odo essere sot t rat t a
ad un dest ino di inarrest abile degrado. I l prot agonist a, affidat o al fascino
m audit
di Joe
Dallesandro, incarna m irabilm ent e il carat t ere di un uom o al culm ine della sua prest anza fisica e
rende perfet t am ent e le sensazioni di paura e di desiderio di quant i avvert ono il divario fra il
proprio corpo e l'ideale a cui aspirano. Ed è proprio nel t ragico gap fra volont à e pot enza che si
consolida
l'oscena
efficacia
di
un
film
che
-
ut ilizzando
una
t ecnica
docum ent arist ica, in st ret t issim a econom ia, senza un copione, evit ando
ripetizioni
povera,
quasi
warholianam ent e
le
nasce dall'at t ent a osservazione della gent e che è possedut a dai propri im pulsi
cont raddit t ori: generosit à e avidit à, desiderio e noia, insolenza ed incert a t im idezza. Quando Joe
t orna a casa, t rova sua m oglie a let t o con l'am ica: le dà i soldi e si sdraia con loro sullo st esso
let t o. I n m aniera beffarda Morrissey com pone a conclusione del film un t ableaux vivant s che ha
per ogget t o la libert à sessuale accet t at a dal m arit o e dalla m oglie che, invece, all'inizio sem brav a
essere m essa in forse dalla fedelt à al clichè della convenzionale div isione dei ruoli nel m at rim onio
borghese ( l'uom o procaccia il denaro necessario alla coppia) . Quest o sem bra essere l'unico
speranzoso
quant o bizzarro - spiraglio concesso dall'aut ore in un clim a di sost anziale cupo
pessimismo sulle intrinseche possibilità umane di un ipotetico riscatto morale.
ML 37
musicletter.it
update n. 64
framme nti di cinema rimosso: quarta parte
NOSTRA SIGNORA DEI TURCHI
Un film di Carmelo Bene
Regia di Carmelo Bene
Patara
1968 (Italia)
di Nicola Pice
Carm elo Bene realizza il prim o lungom et raggio nel 1968 dopo quat t ro m ediom et raggi
e,
soprat t ut t o, dopo un'int ensa at t ivit à t eat rale che ne ha già consolidat o ( a soli t rent 'anni) la fam a
di at t ore
t ot em ico
e di aut ore geniale quant o irriverent e ed ant i- sist em a.
Nost ra signora dei
Turchi , ispirat o ad un suo rom anzo dallo st esso t it olo uscit o due anni prim a, pur essendo un
piccolo film low- budget , per di più girat o in soli quarant a giorni senza una sceneggiat ura
prest abilit a, ha un effet t o dirom pent e per il cinem a it aliano ( ed europeo in generale) : divide la
crit ica ufficiale t ra acidi det rat t ori e st upefat t i am m irat ori ( dirà Orest e Del Buono che quest o film
pone im pet uosam ent e alcuni problem i. Per com inciare, quest o: in I t alia abbiam o un genio, ce lo
m erit iam o? ) , rappresent a il nost ro paese a Venezia in una delle edizioni più t ravagliat e della
st oria della m ost ra del cinem a - disert at a dai vari Pasolini, Maselli, et c. per solidariet à con gli
operai di Mest re
e
obt ort o collo
vince il prem io speciale della crit ica grazie alla pressione
esercit at a dai giornalist i francesi e giapponesi. I l film s'inserisce indubit abilm ent e nell'alveo d'una
scient ifica opera di dem olizione del t est o dram m at urgico da part e di Carm elo Bene che si nut re
d'una visione dell'art e ( e della vit a) ant i- borghese ed ant i- nat uralist a. La scena - sia essa il
palcoscenico d'un t eat ro o il set d'un film - è, pert ant o, il luogo dello scont ro t ra il t est o
propriam ent e dat o/ scrit t o e la creat iv it à del regist a- at t ore che solo
profanando
sulla scena
stessa quella pagina dat a/ scrit t a può at t ribuirle nuovo senso e valore. Nost ra signora dei Turchi
sposa quest a scelt a st ilist ica decidendo, nella fat t ispecie narrat iva, di rappresent are il delirio del
narcisism o d'un int ellet t uale/ uom o di spet t acolo che, fallit o il goffo t ent at ivo di suicidio, ripercorre
in uno scomposto flusso di pensieri i fatti salienti della sua esistenza. L'opera è un turbinio geniale
di im m agini, di riflessioni m et afisiche, di prov ocazioni ist rioniche, di am m iccam ent i lasciv i, di
borbot t ii apparent em ent e senza scopo e senza senso in cui l'aut ore elude la nuda com prensibilit à
logico- linguistica- sint at t ica in una vert igine che coglie t ragicam ent e il pensiero quando guarda sé
st esso affacciat o sul barat ro del nulla. I n realt à lo sperim ent alism o di Bene è razionalm ent e folle,
cosciente del suo delirio: l'esile filo conduttore narrativo è pur sempre riconducibile ad una cultura
meridional- barocca in cui si m escolano secolari m at rici arabe e bizant ine, t enut o insiem e da una
st rut t ura form ale che ut ilizza lo scioccant e cont rast o di colori violent issim i e di t agli di luce
raffinat i delineando, nella sua im piet osa sm it izzazione, la più grande dist ruzione del senso
com une m ai effet t uat a nella st oria del cinem a che annichilisce t ut t e le aut o- difese di noi pover i
spettatori, lasciandoci nudi, feriti e agonizzanti.
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«Vietare la satira è la malattia di un Paese in decadenza»
Dario Fo
(fonte: www.dariofo.it/node/324)
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