acqua cereali luppolo lievito

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acqua cereali luppolo lievito
ACQUA
CEREALI
ANNUAL
REPORT
DATI RIFERITI AL 2012_FOR THE YE AR 2012
LUPPOLO
LIEVITO
WWW.ASSOBIRRA.IT
ASSOBIRRA SOSTIENE IL CONSUMO RESPONSABILE DI BIRRA
ASSOBIRRA, ASSOCIAZIONE DEGLI INDUSTRIALI DELLA
BIRRA E DEL MALTO, RIUNISCE LE PRINCIPALI AZIENDE
CHE PRODUCONO E COMMERCIALIZZANO BIRRA E MALTO
IN ITALIA. ADERISCE A CONFINDUSTRIA, FEDERALIMENTARE, BOE (THE BREWERS OF EUROPE), EUROMALT, EBC
(EUROPEAN BREWERY CONVENTION).
ASSOBIRRA SVOLGE FUNZIONI ISTITUZIONALI, DI SVILUPPO
TECNOLOGICO E DI PROMOZIONE DELLA CULTURA, DELLA
CONOSCENZA E DEL CONSUMO RESPONSABILE DELLA
BIRRA. QUESTA MISSIONE SI CONCRETIZZA ATTRAVERSO LA
REALIZZAZIONE DI STUDI E RICERCHE PER LA QUALITÀ E
L’INNOVAZIONE TECNOLOGICA DEI PROCESSI PRODUTTIVI E
LA PROMOZIONE DI CAMPAGNE DI COMUNICAZIONE, MIRATE AD UNA MAGGIORE CONOSCENZA DEL PRODOTTO
BIRRA E ALL’AFFERMAZIONE DI UNA CULTURA DI CONSUMO
CONSAPEVOLE DELLE BEVANDE ALCOLICHE.
ASSOBIRRA, THE ASSOCIATION OF BEER AND MALT
INDUSTRIES, REPRESENTS THE MAIN BEER AND MALT
PRODUCING COMPANIES IN ITALY. IT IS AFFILIATED WITH
CONFINDUSTRIA, FEDERALIMENTARE, BOE (THE BREWERS
OF EUROPE), EUROMALT AND EBC (EUROPEAN BREWERY
CONVENTION).
ASSOBIRRA PERFORMS INSTITUTIONAL DUTIES AND PROMOTES
TECHNOLOGICAL DEVELOPMENT, BEER CULTURE AND
RESPONSIBLE CONSUMPTION. THIS MISSION IS CARRIED OUT
THROUGH THE CONDUCTION OF STUDIES AND RESEARCH ON
QUALITY
AND
TECHNOLOGICAL
INNOVATION
OF
PRODUCTIVE PROCESSES AND THROUGH PR CAMPAIGNS
AIMED AT PROMOTING A GREATER KNOWLEDGE OF BEER
AND A CULTURE OF RESPONSIBLE CONSUMPTION OF
ALCOHOLIC BEVERAGES.
PRESIDENTE_PRESIDENT
ALBERTO FRAUSIN
VICE PRESIDENTI_VICE PRESIDENTS
PIERO PERRON, TOMMASO NORSA
CONSIGLIO DIRETTIVO_BOARD
ALBERTO FRAUSIN, PIERO PERRON, TOMMASO NORSA,
THOMAS LESCHINSKI, GERHARD COMPER,
PAOLO TRUSSONI, LEONARDO DI VINCENZO
DELEGATO DELLA PRESIDENZA PER LE TEMATICHE
INTERNAZIONALI_DELEGATE OF THE PRESIDENCY
FOR INTERNATIONAL ISSUES
FRANCO THEDY (VICE PRESIDENTE_VICE PRESIDENT
THE BREWERS OF EUROPE)
DIRETTORE_DIRECTOR
FILIPPO TERZAGHI
VICE DIRETTORE_VICE DIRECTOR
ANDREA BAGNOLINI
ASSOBIRRA
SOMMARIO__CONTENTS
INTRODUZIONE__INTRODUCTION
2
PRODUZIONE__PRODUCTION
ANCORA AVANTI, MALGRADO LA CRISI__FORGING AHEAD, IN SPITE OF THE CRISIS
4
6
CONSUMI__CONSUMPTION
QUANTITÀ STABILI, MA QUALCOSA STA CAMBIANDO__STABLE QUANTITIES, BUT SOMETHING IS CHANGING
BIRRA: NATURALE, TRENDY E... DONNA__BEER: NATURAL, TRENDY AND... ENJOINED BY WOMEN
8
10
12
CONSUMO RESPONSABILE__ RESPONSIBLE CONSUMPTION
PER UN CONSUMATORE CONSAPEVOLE E RESPONSABILE__PROMOTING AWARENESS AND RESPONSIBILITY AMONG CONSUMERS
LE CAMPAGNE 2012 PER IL CONSUMO RESPONSABILE__THE 2012 CAMPAIGNS FOR RESPONSIBLE CONSUMPTION
CONOSCERE LA BIRRA. PER CONSUMARLA MEGLIO__GETTING TO KNOW BEER LEADS TO BETTER CONSUMPTION
14
16
20
22
SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE__ENVIRONMENTAL SUSTAINABILITY
BIRRA, SEMPRE PIÙ “GREEN”__BEER IS INCREASINGLY “GREEN”
24
26
DATI DI SINTESI__DATA SINTHESYS
MATERIE PRIME E PRODUZIONE__RAW MATERIALS AND BEER PRODUCTION
UNITÀ PRODUTTIVE SUL TERRITORIO NAZIONALE__BREWERIES / MALTHOUSES IN ITALY
OCCUPAZIONE__STATE OF EMPLOYMENT
AZIENDE E MARCHI__COMPANIES AND BRANDS
BIRRA IN ITALIA__BEER IN ITALY
IMPORT & EXPORT
BIRRA IN EUROPA__BEER IN EUROPE
ACCISE__EXCISE
MALTO E LUPPOLO__MALT AND HOP
CONSUMI IN ITALIA__CONSUMPTION IN ITALY
29
30
32
33
34
42
47
50
52
56
60
CULTURA BIRRA__BEER CULTURE
UNA BEVANDA MILLENARIA E MEDITERRANEA__AN AGE-OLD AND MEDITERRANEAN BEVERAGE
UN PRODOTTO NATURALE CON POCHI SEMPLICI INGREDIENTI__A FEW SIMPLE INGREDIENTS, FOR A NATURAL PRODUCT
UN PIACEVOLE COMPLEMENTO DI UN’ALIMENTAZIONE SANA E GUSTOSA_
_AN ENJOYABLE COMPLEMENT TO A HEALTHY AND TASTY DIET
UN SOLO NOME PER UN MONDO DI STILI__A SINGLE NAME, FOR A WORLD OF STYLES
LE 7 “REGOLE D’ORO” DEL SERVIZIO__THE 7 “GOLDEN RULES” FOR SERVING BEER
63
64
66
1
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69
72
ANNUAL REPORT 2012 > INTRODUZIONE_INTRODUCTION
INTRODUZIONE
La birra italiana è una parte sempre più importante di quel
made in Italy agroalimentare che può, e vuole, contribuire
al rilancio economico e sociale dell’Italia. Produce ricchezza
per il nostro Paese. Accresce la quota sul mercato domestico. Rafforza i legami con l’agricoltura nazionale e con le
realtà locali, per le quali rappresenta sempre più un interlocutore di primo piano. Consolida la propria immagine all’estero, grazie a un prodotto che non ha nulla da invidiare
- anzi - a quello degli altri Paesi a grande tradizione birraria.
Prosegue l’impegno convinto in responsabilità sociale, promuovendo il consumo moderato e consapevole delle bevande alcoliche e la diffusione della cultura della birra.
Continua ad investire in innovazione, qualità di prodotto e
di processo, in sostenibilità ambientale, con risultati all’avanguardia in Europa. Crea imprenditorialità e posti di lavoro, in prevalenza giovanile, in un Paese che da troppi anni
sembra avvolto in un lungo torpore, dando occupazione a
più di 140 mila persone fra addetti diretti e indiretti. È una
grande fonte di entrate per lo Stato, malgrado continui ad
essere penalizzata ingiustamente sotto il profilo fiscale.
Sono queste, a nostro avviso, le principali indicazioni che
emergono dall’Annual Report 2012 di AssoBirra. Avere accresciuto dello 0,5% la produzione, mantenuto sostanzialmente invariato il valore dell’export (che nel 2011 aveva
toccato il record storico di 2 milioni di ettolitri), aumentato
del 4% l’occupazione diretta, portato alle finanze pubbliche altri 4 miliardi di euro complessivi di entrate fra accise,
Iva, Irap, Imu ecc., sono risultati di grande valore e che ci
rendono orgogliosi. Anche perché ottenuti in un contesto,
nazionale e internazionale, tutt’altro che favorevole.
INTRODUCTION
Italy’s brewing sector is an increasingly
important part of the Italian agrifood industry,
that can - and wishes to - contribute to the
country’s economic and social revitalization. It
produces wealth for the country, and its share of
the domestic market is continuously increasing.
It has strengthened its ties with the nation’s
agricultural sector and with local communities,
in which it is an increasingly significant player. It
has consolidated its image abroad, thanks to a
product that is on par with that of other
countries with a strong beer tradition. Its
commitment towards social responsibility is
ongoing, promoting the moderate and
responsible consumption of alcoholic beverages
and the promotion of beer culture. The brewing
2
Basti pensare all’aggravarsi di una crisi economica che nel
2012, per la prima volta, ha provocato una marcata riduzione dei consumi alimentari e si è fatta sentire anche su
quelli di birra, con la lieve diminuzione delle vendite nel
settore Premium, a beneficio delle meno costose Economy e Private Label, e con il record segnato dalle vendite di birra destinata ai consumi domestici, a scapito di
quella bevuta fuori casa. Il tutto - non va mai dimenticato
- con un consumo pro capite attestato sui 29,5 litri, valore
che mantiene l’Italia all’ultimo posto nella graduatoria dei
Paesi europei.
Ma l’ostacolo maggiore rimane il forte onere fiscale che,
fra imposte e accise, continua a gravare sulla birra italiana, penalizzandola fortemente rispetto sia a molte birre
europee sia alle bevande le cui accise sono pari a zero.
Per dare l’idea del problema, quando un consumatore italiano acquista una bottiglia di birra da 66 cl al prezzo
medio di 1 euro, 40 centesimi sono di tasse: come dire che
più di un sorso su tre va al fisco. Nonostante ciò, in maniera ricorrente qualcuno propone di aumentare ancora
le tasse sul nostro prodotto con conseguenze - lo abbiamo
più volte denunciato - che sarebbero dannose non per il
nostro settore, ma per l’economia nazionale.
Malgrado gli ostacoli, il settore birrario continua a produrre e a vendere, tanto in Italia (dove la nostra quota ha
superato la soglia del 65%) quanto all’estero (un po’
meno in Europa, un po’ di più oltreoceano). Continua a
contribuire alle finanze pubbliche: nel 2012 lo Stato ha incassato di sole accise oltre 484 milioni di euro, 20 in più
dell’anno precedente. Soprattutto, aumenta l’occupazione grazie all’affacciarsi di centinaia di nuove realtà imprenditoriali, che AssoBirra è impegnata a sostenere in
quanto volano di sviluppo sia per il settore sia per l’importante e variegato indotto che esse generano sul territorio. Fa parte di questo impegno l’istituzione, nel 2012, di
A.Bi Lazio - insieme ad Arsial e Coldiretti Lazio - e di A.Bi
sector is continuing to invest in innovation, in
product and process quality and in
environmental sustainability, achieving results
that are among the most enviable in Europe. The
brewing sector creates business opportunities
and jobs, especially for young people, in a
country that for too many years has been
shrouded by a long slumber: it provides direct
and indirect employment to over 140,000
people. And despite being unfairly penalized
from a fiscal standpoint, it is a major source of
revenue for the government.
These are the highlights that emerge from
AssoBirra’s 2012 Annual Report. Increasing
production by 0.5%, essentially maintaining the
value of exports (which in 2011 reached an alltime high of 2 million hectoliters), increasing
direct occupation by 4%, generating a total of 4
billion euros in tax revenues for the country, are
outstanding results that we are proud of, also
because they have been achieved in an
unfavorable domestic and international context.
One need only consider the worsening of an
economic crisis that in 2012, for the first time,
caused a marked decrease in food consumption
and also affected beer consumption, resulting
in a slight decrease in sales in the Premium
segment to the advantage of the less expensive
Economy and Private Label segments, and in
the record sales of beer destined for
consumption at home, to the detriment of beer
consumed outside the home, all in the context
of an annual per capita consumption of 29.5
liters, the lowest in Europe.
ASSOBIRRA
Campania, associazioni che riuniscono microbirrifici e
malterie della regione allo scopo di incentivare l’utilizzo
di materie prime di origine locale; un modello destinato a
replicarsi in altre regioni italiane.
Oggi AssoBirra è “la casa della birra italiana”, dai grandi
industriali ai piccoli produttori, fino agli artigiani. Tutti accomunati da un prodotto che è lo stesso da migliaia di
anni, naturale, buono, versatile, conveniente, in linea con
la nostra cultura e il nostro stile di vita. Tutti appassionati
del proprio mestiere, e con l’intenzione di continuare a
The greatest obstacle, however, remains the
high taxes and excise that continue to burden
Italian beer, strongly penalizing it compared to
many other European beers and to beverages
on which no excise is levied. Just to give an idea
of the extent of the problem, when an Italian
consumer buys a 66cl bottle of beer costing an
average of 1 euro, 0.40 of that price is taxes: it’s
as if the taxman drank one third of that bottle.
Notwithstanding, proposals are constantly
made to further raise taxes on our product, with
consequences that - as we have decried time
and again - would damage not only our industry
but all of Italy’s economy as well.
Despite the obstacles it faces, the brewing sector’s
production and sales remain strong, both in Italy
(where our market share is over 65%) and abroad
farlo al meglio delle proprie capacità che - come conferma
il Report 2012 - sono di assoluta eccellenza.
Ciò che chiediamo allo Stato è di essere messi in condizione di operare in una situazione di parità con i competitors, interni e internazionali. Se ci lasceranno dare il
nostro contributo alla ripresa dell’Italia, il Paese sarà fiero
di noi, e noi gliene saremo profondamente grati.
Alberto Frausin
(slightly less in Europe, slightly more overseas). It
also continues to contribute to the government’s
coffers: in 2012 Italy collected over 484 million
euros in excise alone, 20 million more than in the
previous year. Most importantly, occupation has
increased thanks to the emergence of hundreds
of new brewing companies that AssoBirra is
committed to supporting, as they drive the
development of both the brewing sector and of
the important and varied satellite industries that
they generate throughout the country. This
commitment led to the establishment, in 2012, of
A.Bi Lazio - in conjunction with Arsial and
Coldiretti Lazio - and of A.Bi Campania,
associations that represent local microbreweries
and maltsters to incentivize the use of local raw
materials; analogous associations will be
established in other regions of Italy.
3
Today, AssoBirra is the “home of Italian beer”,
encompassing large industries, small breweries
and craft brewers, all united by a product that
has remained essentially unchanged for
thousands of years: natural, tasty, versatile,
convenient, that fits in with our culture and our
lifestyle. All of our members love their craft and
intend to continue to cultivate it to the best of
their ability, which - as the 2012 Report confirms
- is of the utmost excellence.
What AssoBirra demands from the Italian
government is to operate on equal footing with
our domestic and international competitors.
Should we be allowed to contribute to Italy’s
economic recovery, the nation will be proud of
us and we will be deeply grateful.
Alberto Frausin
PRODUZIONE
PRODUCTION
BIRRA
}
13,48 MILIONI +0,5%
DI ETTOLITRI PRODOTTI
RISPETTO AL 2011
L’ITALIA È IL DECIMO PRODUTTORE IN EUROPA
RT
EXPO
1,99 MILIONI
DI ETTOLITRI ESPORTATI
IN LINEA CON IL RECORD 2011
16 STABILIMENTI INDUSTRIALI
2 DI MALTO
14 DI BIRRA
500 MICROBIRRIFICI
DI CUI MOLTI SORTI DI RECENTE
4.700
OCCUPATI
DIRETTI
}
+ 4%
RISPETTO AL 2011
> 13.48 MILLION HECTOLITERS PRODUCED
+0.5% COMPARED TO 2011
> Italy is Europe’s tenth largest producer
144.000 ADDETTI TOTALI
COMPRESO L’INDOTTO ALLARGATO
> 1.99 MILLION HECTOLITERS EXPORTED
> in line with the record levels of 2011
> 16 INDUSTRIAL PLANTS
> 14 beer plants
> 2 malt plants
> 500 MICROBREWERIES
> many of which were established recently
}
4 MILIARDI DI EURO
ENTRATE PER LO STATO
DI CUI 484 MILIONI DI ACCISE
> 4,700 DIRECT JOBS
+4% COMPARED TO 2011
> 144,000 TOTAL WORKERS
> including all satellite industries
> €4 BILLION IN REVENUES
FOR THE ITALIAN GOVERNMENT
> €484 million of which are excise
ANNUAL REPORT 2012 > PRODUZIONE_PRODUCTION
ANCORA AVANTI MALGRADO LA CRISI
Anche nel 2012 il settore birrario italiano ha proseguito,
pur rallentando, il trend di crescita iniziato nel 2010.
PRODUZIONE: IL MIGLIOR RISULTATO
DEGLI ULTIMI NOVE ANNI
Gli impianti (16 stabilimenti industriali e circa 500 microbirrifici) ubicati sul territorio nazionale hanno prodotto
13.482.000 ettolitri di birra, pari a +0,5% rispetto al 2011
(13.410.000 ettolitri). Di questi, 1.990.000 (il 14,8% del totale) sono stati esportati, mentre il resto ha soddisfatto il
65,1% della domanda interna di birra, attestatasi a
17.636.000 di ettolitri (-0,5% rispetto al 2011, ma su ciò si
veda meglio dopo).
In valori assoluti, la produzione 2012 è il secondo miglior
risultato di sempre, dopo i 13.673 milioni di ettolitri del
2003, e segna il ritorno ai valori pre-crisi del 2009. Altro
dato da sottolineare, il 65,1% di quota di mercato domestico coperto dal settore birrario nazionale indica un rafforzamento del trend di crescita cominciato nel 2010
(63,5%) e proseguito nel 2011 (63,9%). Buoni anche i risultati della produzione di malto, risalita a 649.140 quintali (+3,1% rispetto ai 629.681 del 2011), come sempre
interamente assorbiti dall’industria birraria italiana.
EXPORT POCO AL DI SOTTO DEL RECORD 2011
I 1.990.000 ettolitri esportati nel 2012 costituiscono il secondo miglior risultato di sempre, dopo i 2.086.000 ettolitri del 2011 (-4,6%), e sono un valore tuttora doppio di
quello registrato nel 2007 (1.068.000 ettolitri). Segno che
la birra prodotta in Italia si pone ormai sul mercato mon-
FORGING AHEAD,
IN SPITE OF THE CRISIS
In 2012 too, the growth trend that began in 2010
for Italy’s brewing industry continued, albeit at a
slower pace.
PRODUCTION: THE BEST RESULTS
IN THE PAST NINE YEARS
Facilities (16 industrial plants and approximately
500 microbreweries) in Italy produced 13,482,000
hectoliters of beer, equivalent to +0.5% compared
to 2011 (13,410,000 hectoliters), 1,990,000 (14.8%
of the total) of which were exported, while the
remaining part satisfied 65.1% of domestic
demand for beer, which amounted to 17,636,000
hectoliters (-0.5% compared to 2011, which will be
further elaborated upon below).
In absolute terms, production in 2012 was the
6
diale come un valido rappresentante del grande, e unanimemente apprezzato, “Made in Italy” agroalimentare.
In termini di destinazioni, rispetto al 2011 è diminuita la
quota assorbita dal mercato UE (dal 74% al 66%), nel
quale la Gran Bretagna continua a fare la parte del leone
con oltre 1 milione di ettolitri; fra i Paesi extra-europei, da
segnalare le performance di Stati Uniti (oltre 217.000 ettolitri, +16% sul 2011), Australia (più di 20.000 ettolitri,
+53,8%) e Sudafrica (quasi 205.000 ettolitri, +66%): tutti
Paesi anglofoni dalla grande tradizione birraria.
DIMINUISCE L’IMPORT, DOPO TRE ANNI
Nel 2012 sono stati importati 6.144.000 ettolitri di birra, -3,9%
rispetto al valore record del 2011 (6.391.000) e -2,5% rispetto
ai 6.304.000 dei 2010. Il principale Paese esportatore di birra
in Italia si conferma la Germania, con quasi 3.200.000 ettolitri pari al 52% del totale, seguita da Paesi Bassi (9,7%), Belgio/Lussemburgo (7,4%), Danimarca (5,3%), Slovenia (4%)
e Gran Bretagna (3,4%). Complessivamente l’Italia continua
ad importare dagli altri Paesi UE la quasi totalità (96%) del
fabbisogno di birra non coperto dalla produzione nazionale,
pari al 34,9% del mercato domestico.
MIGLIORA LEGGERMENTE IL SALDO COMMERCIALE
La somma degli andamenti dell’export e dell’import ha
fatto sì che nell’ultimo anno si sia attenuato (-3,5%) il tradizionale saldo commerciale negativo del mercato birrario italiano, sceso dai -4.305.000 ettolitri del 2011 ai
-4.154.000 ettolitri del 2012.
Una ulteriore accelerazione del trend registrato nel 2011,
second best result after the all-time high of 13,673
million hectoliters in 2003, and marked the return
to the pre-crisis values of 2009. It is also worth
noting that 65.1% of the domestic market share
covered by Italy’s brewing industry indicates a
strengthening of the growth trend that began in
2010 (63.5%) and continued in 2011 (63.9%).
Good results were also achieved by malt
production, which rose back to 64,914 tons
(+3.1% compared to the 629,681 tons of 2011),
entirely absorbed - as always - by the Italian
brewing industry.
EXPORTS SLIGHTLY LOWER
THAN RECORD LEVELS OF 2011
The 1,990,000 hectoliters exported in 2012 are
the second best result of all time, after the
2,086,000 hectoliters of 2011 (-4.6%), and are
still twice as much as in 2007 (1,068,000
hectoliters), indicating that beer produced in
Italy is now a strong representative of the widely
appreciated “Made in Italy” agrifood sector in
the international market.
In terms of destinations, compared to 2011 the
portion absorbed by the EU market, with the
United Kingdom holding the lion’s share with
over 1 million hectoliters, decreased (from 74%
to 66%); among non-European countries,
noteworthy performance was seen in the United
States (over 217,000 hectoliters, +16%
compared to 2011), Australia (over 20,000
hectoliters, +53.8%) and South Africa (almost
205,000 hectoliters, +66%), all of which are
English-speaking countries with a strong beerdrinking tradition.
IMPORTS ARE DOWN, AFTER THREE YEARS
6,144,000 hectoliters of beer were imported in
anno in cui l’import era diminuito del -1,9% rispetto all’anno precedente
E, SOPRATTUTTO, CRESCE L’OCCUPAZIONE
Come si vede, i valori economici registrati dal settore birrario nazionale risultano sostanzialmente stabili rispetto
al 2011. Ma c’è una rilevante, positiva, eccezione: l’occupazione diretta è cresciuta da 4.520 a 4.700 addetti, pari
al +4%, e anche quella indiretta, attestatasi a 18.000 unità,
ha segnato un +1,1% (sulle cause e sul significato del fenomeno, si veda l’Introduzione del presente Report).
L’ITALIA SI CONFERMA DECIMO PRODUTTORE EUROPEO
Anche nel 2012, così com’era accaduto nel 2011, il settore
birrario europeo ha mostrato un andamento più “lento” di
quello italiano: la produzione di 29 Paesi (i 27 della UE 2012
più Svizzera e Norvegia) ha raggiunto 389.470.000 di ettolitri, -0,4% sul 2011, un valore lontano dal record storico segnato nel 2007, quando erano stati toccati i 415.438.000 di
ettolitri. Come dire che continuano a mancare all’appello
più di 25 milioni di ettolitri (il doppio della produzione
annua italiana). Nella graduatoria dei Paesi produttori l’Italia rafforza la propria decima posizione, con il 3,5% del totale rispetto al 3,4% del 2011. Saldamente in testa alla
classifica rimane la Germania, che da sola totalizza quasi il
25% del totale, seguita da Gran Bretagna (10,8%), Polonia
(10%), Spagna (8,5%), Paesi Bassi (6,2%), Belgio (4,8%),
Repubblica Ceca (4,7%), Francia (4,4%) e Romania (4,3%).
Rimangono dietro l’Italia Paesi di consolidata tradizione birraria come Austria, Danimarca e Irlanda. n
2012, -3.9% compared to the record-setting
value of 2011 (6,391,000) and -2,5% compared
to the 6,304,000 hectoliters of 2010. Germany
confirmed itself as the main exporter of beer to
Italy, with almost 3,200,000 hectoliters (52% of
the total), followed by the Netherlands (9.7%),
Belgium/Luxembourg (7.4%), Denmark (5.3%),
Slovenia (4%) and the United Kingdom (3,4%).
Overall, almost all (96%) of the demand for beer
in Italy that is not met by domestic production is
still covered by imports from other EU countries,
accounting for 34.9% of the domestic market.
TRADE BALANCE IMPROVES SLIGHTLY
The sum of exports and imports resulted in an
attenuation (-3.5%) of the traditional negative
trade balance of the Italian brewing market,
down from the -4,305,000 hectoliters of 2011 to
-4,154,000 hectoliters in 2012. This was a further
accentuation of the trend seen in 2011, when
imports decreased by 1.9% compared to the
previous year.
MOST IMPORTANTLY, EMPLOYMENT IS UP
As we can see, the economic figures achieved by
Italy’s brewing industry are essentially stable
compared to 2011, with one important exception:
direct employment grew from 4,520 to 4,700, a
4% increase, and indirect employment too, at
18,000 workers, increased by 1.1% (refer to the
Introduction to this Report for the causes and
significance of this phenomenon).
ITALY CONFIRMS ITSELF EUROPE’S
TENTH LARGEST PRODUCER
In 2012 too, as in 2011, Europe’s brewing sector
experienced slower growth than the Italian one:
the production of 29 countries (the 27 countries
77
of the EU as of 2012, plus Switzerland and
Norway) amounted to 389,470,000 hectoliters,
-0.4% compared to 2011, a far cry from the alltime high of 415,438,000 hectoliters in 2007.
That’s a difference of over 25 million hectoliters
(twice as much as Italy’s annual production).
Italy strengthened its standing among beerproducing countries, at tenth place and with
3.5% of the total compared to the 3.4% of 2011.
The leading producer remains Germany, which
alone accounts for almost 25% of total
production, followed by the UK (10.8%), Poland
(10%), Spain (8.5%), the Netherlands (6.2%),
Belgium (4.8%), the Czech Republic (4.7%),
France (4.4%) and Romania (4.3%). Trailing
behind Italy remain countries with a
consolidated beer-drinking tradition such as
Austria, Denmark and Ireland. n
CONSUMI
CONSUMPTION
17,64 MILIONI
ETTOLITRI CONSUMATI
29,6 LITRI
CONSUMO PRO CAPITE
36 MILIONI
DI ITALIANI
BEVONO BIRRA
}
+ 20%
} - 0,4%
RISPETTO AL 2011
} - 1%
RISPETTO AL 2011
~ 44%
SONO DONNE
RISPETTO AL 2008
> 17.64 MILLION HECTOLITERS CONSUMED
-0.4% COMPARED TO 2011
59% DELLA BIRRA
È CONSUMATA IN CASA
RECORD: CINQUE ANNI FA ERA IL 54,6%
> 29.5 LITERS PER CAPITA
-1% COMPARED TO 2011
> 36 MILLION ITALIANS DRINK BEER
APPROXIMATELY 44% ARE WOMEN
+20% COMPARED TO 2008
> 59% OF ALL BEER IS CONSUMED AT HOME
Record: five years ago it was 54.6%
ANNUAL REPORT 2012 > CONSUMI_CONSUMPTION
QUANTITÀ STABILI,
MA QUALCOSA STA CAMBIANDO
Se sul fronte della produzione il settore birrario italiano ha
registrato un piccolo aumento, lo stesso non può dirsi dei
consumi che, dopo tre anni di crescita moderata ma continua, nel 2012 hanno segnato un lieve arretramento attestandosi a 17.636.000 milioni di ettolitri (-0,4% rispetto al
2011). Ciò ha fatto scendere, di poco, anche il consumo pro
capite: dai 29,8 litri del 2011 (dato riclassificato a seguito
del censimento ISTAT del 2011) ai 29,5 litri del 2012.
RIMANIAMO I CONSUMATORI PIÙ “PARCHI” D’EUROPA
Allungando lo sguardo sull’andamento dell’ultimo decennio, in termini quantitativi la stabilità dei consumi è il tratto
sicuramente predominante. Infatti tra il 2003 e il 2012, con
l’eccezione del 2007 - anno in cui, unico nella storia, hanno
superato la soglia dei 31 litri pro capite - e del 2009 quando, subito dopo lo scoppio della crisi economica,
sono scesi a 28 litri - i consumi si sono sempre attestati fra
i 29 e i 30 litri. Il quadro cambia però parzialmente se si
confronta l’Italia con gli altri Paesi europei.
Nel 2012 il consumo medio pro capite di birra UE (più Svizzera e Norvegia) è sceso a 71,5 litri (-4,2%), con decrementi più o meno accentuati in tutti i Paesi maggiori
consumatori (Repubblica Ceca 144, Austria 107,8, Germania 105, Irlanda 85,6, Lussemburgo 85, Belgio 74, Gran
Bretagna 68,5). Ciò ha fatto sì che il nostro Paese, pur
mantenendo l’ultimo posto nella classifica dei consumi,
abbia per il quarto anno consecutivo ridotto - anche se di
poco - il proprio gap rispetto alla media UE: in valori percentuali, nel 2012 il consumo italiano è stato pari al
41,2%, contro il 37,4% del 2009. Anche se - va sempre ricordato - esso rimane dalle 3 alle 5 volte inferiore a quello
dei Paesi in testa alla graduatoria, e al di sotto di Paesi a
noi vicini, per storia e geografia, quali Spagna, Portogallo,
Grecia e Francia.
STABLE QUANTITIES,
BUT SOMETHING IS CHANGING
While Italy’s brewing industry experienced a
small increase in terms of production, the same
cannot be said about consumption, which, after
three years of moderate but continuous growth,
in 2012 decreased slightly to 17,636,000 million
di hectoliters (-0.4% compared to 2011).
This also led to a slight decrease in annual per
capita consumption: from 29.8 liters in 2011
(recalculated following the ISTAT census of 2011)
to 29.5 liters in 2012.
10
LA CRISI SI FA SENTIRE NELLA TIPOLOGIA DI CONSUMO
Tornando alla domanda interna, e passando dall’analisi
quantitativa a una di tipo qualitativo, si può dire che la recrudescenza della crisi economica nel 2012 abbia comportato alcune conseguenze, in parte in linea con fenomeni già
segnalati negli anni precedenti e in parte nuovi.
• Una dimensione ancora più domestica. Relativamente ai
canali distributivi, è proseguito anche nel 2012 lo spostamento dei consumi di birra dal cosiddetto Fuori Casa (On
Trade) all’acquisto nella distribuzione moderna e tradizionale (Off Trade): rispetto al 2011, il primo è sceso dal 41,8%
al 41%, mentre il secondo è corrispondentemente salito
dal 58,2% al 59%. Si noti che il fenomeno dura ormai da
un lustro: nel 2007 l’On Trade copriva il 45,5% del totale e
l’Off Trade il 54,5%; da allora il primo è sceso e il secondo
salito in maniera costante. La spiegazione è che - a causa
della diminuzione del potere d’acquisto degli italiani - si
riduce percentualmente il consumo fuori casa (bar, ristoranti, pub, ecc.) mentre aumenta il numero di coloro che
acquistano birra per poi berla fra le pareti domestiche.
• Uno spostamento verso i prodotti più economici. Altro fenomeno da segnalare, l’inversione di tendenza nei consumi
dei segmenti top che - ricordiamo - sono quelli con marginalità più alte per il settore. Mentre, infatti, le Specialità
sono ulteriormente aumentate dal 12,76% del 2011 al
13,40% del 2012, le Premium hanno perso più di due punti
(dal 32,65% al 30,34%); e anche le Main Stream hanno segnato un lieve calo, pur continuando a rappresentare quasi
metà dell’intero mercato (dal 47,49 al 46,96%). Tutto ciò a
vantaggio delle Economy (dal 2,12 al 2,23%) e, soprattutto,
delle Private Label che hanno aumentato di quasi il 50% la
propria quota: dal 4,30% al 6,42%. n
WE REMAIN THE MOST MODERATE
CONSUMERS IN EUROPE
If we look at the trend of the past decade, in
quantitative terms the stability of cunsumption is
the predominant aspect. In fact, between 2003 and
2012, with the exception of 2007 - the only year
when consumption exceeded 31 liters per capita and in 2009 - when, right after the economic crisis
began, it went down to 28 liters - consumption
always remained between 29 and 30 liters. The
scenario is somewhat different, however, it we
compare Italy to the other European countries.
In 2012 average consumption per capita in the EU
(plus Switzerland and Norway) went down to 71.5
liters (-4.2%), with more or less accentuated
decreases in all the major beer-consuming
countries (Czech Republic 144, Austria 107.8,
Germany 105, Ireland 85.6, Luxembourg 85,
Belgium 74, United Kingdom 68.5). This led to the
result that Italy, although remaining last in terms of
consumption, for the fourth consecutive year
narrowed - albeit slightly - the gap with the EU
average: in percentage terms, in 2012 Italy’s
consumption accounted for 41.2%, compared to
37.4% in 2009. We should remember, however,
that this is still 3 to 5 times less than that of
Europe’s leading consumers and less than that of
countries similar to Italy in terms of history and
geography such as Spain, Portugal, Greece and
France.
ASSOBIRRA
THE CRISIS AFFECTS THE TYPE OF CONSUMPTION
Back to domestic demand, and moving from a
quantitative analysis to a qualitative one, it can
be said that the fresh outbreak of the economic
crisis in 2012 entailed several consequences,
some of which were in line with the phenomena
already observed in previous years and some of
which were new.
• An even stronger household dimension.
Relatively to retail channels, in 2012 too beer
consumption shifted from outside the home
(On Trade) to its purchase in modern and
traditional retail outlets (Off Trade): compared
to 2011, the former decreased from 41.8% to
41%, while the latter rose from 58.2% to 59%.
It should be noted that this phenomenon
began five years ago: in 2007, On Trade
accounted for 45.5% of the total and Off Trade
accounted for 54.5%; since then, the former
has decreased and the latter has constantly
increased. The explanation for this is that due to the decrease in the purchasing power
of Italians - beer consumption outside the
home (bars, restaurants, pubs, etc.) decreases
precentagewise while the number of people
that purchase beer for home consumption
goes up.
• A shift towards more affordable products.
11
Another phenomenon worth noting is the
trend reversal in consumption in the high-end
segments, which are characterized by the
highest profit margins. In fact, while sales of
Specialty beers experienced a further
increase, from 12.76% in 2011 to 13.40% in
2012, sales of Premium beers went down
(from 32.65% to 30.34%); even Mainstream
beers experienced lower sales, although they
still account for almost half of the entire
market (from 47.49 to 46.96%). All this
benefits sales of Economy beers (from 2.12%
to 2.23%) and, above all, of Private Label
beers, whose market share almost increased
by 50%: from 4.30% to 6.42%. n
ANNUAL REPORT 2012 > CONSUMI_CONSUMPTION
BIRRA: NATURALE, TRENDY E... DONNA
Una compagna ormai assidua delle abitudini alimentari
degli italiani (e, in misura crescente, delle italiane), compresi coloro - e sono oggi la maggioranza - che fanno della
naturalità un elemento portante del proprio stile di vita.
È questo il ritratto della birra che emerge dalle ricerche
commissionate fra il 2012 e il 2013 da AssoBirra per rilevare i consumi e - soprattutto - la percezione della birra
da parte degli italiani. Di seguito, gli highlights di queste
indagini.
1) Malgrado la crisi e il calo generalizzato dei consumi alimentari, 7 italiani su 10 dichiarano di consumare birra.
2)La birra viene sempre più bevuta a pasto, sia in casa sia
fuori. Una tendenza più forte tra le donne: 3 su 4 lo ritengono il momento migliore per gustarla.
3)Si rafforza la dimensione domestica della birra: in
estate, fra le bevande alcoliche, è di gran lunga la più
presente in frigorifero (quasi 50% del totale) e, fra tutte
le bevande, è seconda soltanto all’acqua.
4)Quasi 6 italiani su 10 indicano in 0,33 cl la quantità di birra
ideale da consumare a pasto: un risultato in linea con le indicazioni dei nutrizionisti, che rientra perfettamente nell’ambito di un consumo moderato e responsabile.
5)Questo valore si differenzia se a rispondere sono uomini o donne: i primi preferiscono il formato da 40 cl,
le seconde quello da 20 cl. Anche in questo caso, in perfetta corrispondenza con quanto suggerito dalla
scienza nutrizionale.
6)La birra chiara rimane di gran lunga la più gradita dagli
italiani: 3 su 4 dicono di preferirla perché buona, leggera e adatta a tutte le occasioni. Una preferenza che
aumenta ulteriormente fra il genere femminile.
BEER: NATURAL, TRENDY
AND… ENJOYED BY WOMEN
Beer now regularly complements the meals of
Italians (more and more of whom are women),
including those - now the majority - whose
lifestyle revolves around all things natural.
This is the picture that emerges from the surveys
commissioned by AssoBirra between 2012 and
2013 to study consumption trends and - above
all - how beer is perceived by Italians. Below are
the highlights of these surveys.
12
7)Le donne dicono di apprezzarla (in una scala da 1 a 10)
perché è una bevanda naturale (7), meno alcolica del
vino (6,4) e conveniente (6,8). Mentre gli uomini ne premiano soprattutto gli aspetti edonistici e gratificatori:
rinfresca, disseta (7,4) ed è piacevolmente amara (7).
8)L’apprezzamento della birra cresce ulteriormente tra chi
si orienta verso uno stile di vita “green”: fra gli italiani
che praticano giardinaggio, ben 3 su 4 (32 milioni di
persone) affermano di bere birra e di farlo - in una scala
da 1 a 10 - perché ha sempre la stessa ricetta da migliaia
di anni (7,8), usa ingredienti naturali (6,7), è prodotta
con attenzione all’ambiente (6,8), è semplice da servire, con un gesto naturale (7,4).
9)Di più: per 6,5 milioni di italiani bere birra è un elemento distintivo di uno stile di vita naturale.
UN FORTE PLAUSO ALL’IMPEGNO PER IL CONSUMO
RESPONSABILE
Come ogni anno, AssoBirra ha anche raccolto il parere
degli italiani sulle campagne sociali che dal 2007 il settore birrario promuove per sensibilizzare l’opinione pubblica ad un consumo responsabile delle bevande
alcoliche.
Anche stavolta la risposta risulta “molto positiva” (95 intervistati su 100). Altro aspetto rilevante, 4 italiani su 5
dichiarano di aver percepito negli ultimi tempi un ulteriore aumento dell’impegno sul tema da parte del settore birrario nazionale.
Una constatazione che risponde a verità (su questo si
veda il capitolo seguente) e che incoraggia tanto AssoBirra quanto le aziende a proseguire con forza nella
strada intrapresa. n
1) Despite the crisis and the general decrease in
food consumption, 7 Italians out of 10 say
they consume beer.
2) Beer is increasingly consumed with meals,
both at home and out. This trend is stronger
among women: 3 out of 4 believe this is the
best time to enjoy it.
3) Beer’s household dimension has grown: in
the summer, it is by far the most widespread
alcoholic beverage in Italian refrigerators
(almost 50% of the total) and, among all
beverages, it is second only to water.
4) For almost 6 Italians out of 10, 33cl is the ideal
amount of beer to be consumed with meals:
this is in line with indications given by
nutritionists and is perfectly suited to a
context of moderate and responsible
consumption.
5) This value is different for men and women:
the former prefer the 40cl format, while the
latter prefer the 20cl one. This too
corresponds perfectly with nutritionists’
suggestions.
6) Pilsner remains by far the most popular beer
in Italy: 3 people out of 4 prefer it because it’s
tasty, light and suited to all occasions. This
preference is even stronger among women.
7) Women appreciate beer (on a scale of 1 to 10)
ASSOBIRRA
because it is a natural beverage (7), it is less
alcoholic than wine (6.4) and it is convenient
(6.8), while men enjoy its more hedonistic and
gratifying aspects: it is refreshing and thirstquenching (7.4) and it is pleasantly bitter (7).
8) Beer is even more appreciated among
people oriented towards a “green” lifestyle:
among Italians who practice gardening, no
less than 3 out of 4 (32 million people) say
they drink beer because - on a scale of 1 to
10 - it has always been brewed according to
the same recipe for thousands of years
(7.8), it is made from natural ingredients
(6.7), its production is eco-friendly (6.8), it
is easy to serve, with a natural gesture (7,4).
9) What’s more, for 6.5 million Italians, drinking
beer is a distinctive element of a natural
lifestyle.
A BIG APPLAUSE TO ASSOBIRRA’S
COMMITMENT TOWARDS RESPONSIBLE
CONSUMPTION
As every year, AssoBirra also asked Italians for
their opinions on the social campaigns that the
brewing industry has promoted since 2007 to
raise public awareness on the responsible
consumption of alcoholic beverages. This time
13
too, the general response was “very positive”
(95 out of every 100 people interviewed).
Another significant fact is that 4 Italians out of 5
say that in recent times they perceived an even
greater commitment towards this issue by the
country’s brewing industry.
This truthful observation (see following chapter)
is a great encouragement for both AssoBirra and
its associated companies to vigorously pursue
the path taken. n
CONSUMO
RESPONSABILE
RESPONSIBLE CONSUMPTION
6 ANNI DI CAMPAGNE
DI COMUNICAZIONE RIVOLTE A
GIOVANI, PATENTATI
E FUTURE MAMME
180.000 DONNE
UNDER 30
RAGGIUNTE DALLA CAMPAGNA
“SE ASPETTI UN BAMBINO
L’ALCOL PUÒ ATTENDERE”
300.000 RAGAZZI
SENSIBILIZZATI
SUI RISCHI DEL CONSUMO
DI ALCOL PRIMA DI METTERSI
ALLA GUIDA
85.000 VISITATORI
UNICI SU WWW.BEVIRESPONSABILE.IT
+33% rispetto al 2011
ALTISSIMO L’APPREZZAMENTO
DEGLI ITALIANI
95 SU 100 VALUTANO
“MOLTO POSITIVAMENTE”
L’IMPEGNO DI ASSOBIRRA E APPROVANO
I TEMI SCELTI PER LE SUE CAMPAGNE
PER 80 ITALIANI SU 100
È CRESCIUTO NEGLI ULTIMI ANNI
L’IMPEGNO DEL SETTORE BIRRARIO
IN FAVORE DEL CONSUMO RESPONSABILE
6 YEARS OF COMMUNICATION CAMPAIGNS
AIMED AT YOUNG PEOPLE, NEWLY LICENSED
DRIVERS AND FUTURE MOTHERS:
> 180,000 WOMEN BELOW THE AGE
OF 30 REACHED BY THE CAMPAIGN
“IF YOU’RE EXPECTING A BABY,
ALCOHOL CAN WAIT”
> 300,000 YOUNG PEOPLE MADE AWARE
OF THE RISKS OF CONSUMING ALCOHOL
BEFORE DRIVING
> 85,000 VISITORS
TO THE WWW.BEVIRESPONSABILE.IT
WEB SITE
> +33% compared to 2012
HIGHLY APPRECIATED BY THE ITALIAN PUBLIC:
> 95 PEOPLE OUT OF 100 HAD A “VERY
POSITIVE” OPINION OF ASSOBIRRA’S
COMMITMENT AND APPROVED
OF THE TOPICS SELECTED
FOR ITS CAMPAIGNS
> 80 PEOPLE OUT OF 100 BELIEVE THAT
THE BREWING INDUSTRY’S COMMITMENT
TOWARDS RESPONSIBLE CONSUMPTION
HAS INCREASED IN RECENT YEARS
ANNUAL REPORT 2012 >CONSUMO RESPONSABILE_ RESPONSIBLE CONSUMPTION
PER UN CONSUMATORE
CONSAPEVOLE E RESPONSABILE
“La birra è molto di più che alcol, ma come produttori
sappiamo di avere un ruolo chiave da svolgere nel combattere i danni alcol-correlati. È una responsabilità che
condividiamo con Governi, medici, gruppi impegnati
nella sicurezza statale, genitori, educatori, forze dell’ordine, organizzazioni non governative. Da qui il moltiplicarsi di iniziative in cui le aziende birrarie sono
partner di molti di questi gruppi nello sviluppare, attuare e finanziare campagne di responsabilità sociale”.
Con queste parole Demetrio Cancellier, dal novembre
2012 presidente di The Brewers of Europe (l’associazione europea dei produttori di birra, cui AssoBirra partecipa in rappresentanza dell’Italia), ha commentato
l’uscita, nell’aprile scorso, del primo Annual Report dell’European Beer Pledge - letteralmente, “Impegno europeo della birra”. Il documento racconta il “pacchetto”
di iniziative di responsabilità sociale attuate dall’industria birraria UE per dar corso al suddetto impegno,
volto a supportare gli Stati Membri della UE nella riduzione dei danni alcol-correlati e presentato ufficialmente nel febbraio 2012 davanti al Parlamento
europeo.
IL NUOVO MANIFESTO DEL SETTORE BIRRARIO EUROPEO
Le iniziative ricomprese nell’European Beer Pledge mirano
a raggiungere tre grandi obiettivi:
1) aumentare la conoscenza della birra e il suo consumo
responsabile;
PROMOTING AWARENESS
AND RESPONSIBILITY
AMONG CONSUMERS
“Whilst beer is so much more than alcohol, as
brewers we are aligned on the fact that we have
a key role to play in helping to address alcoholrelated harm. This is a responsibility we share
with governments, doctors, road safety groups,
parents, educators, the police, non-governmental
organisations, indeed many parts of our society.
Hence the proliferation of initiatives where
brewers are in fact partnering with many of these
groups in the development, implementation and
financing of responsibility initiatives”.
It is with these words that Demetrio Cancellier,
president of The Brewers of Europe (the
association in which AssoBirra represents Italy)
16
2)assicurare un marketing e un advertising responsabili;
3)combattere lo scorretto uso di alcol.
L’Annual Report le illustra sinteticamente, e basta scorrerlo per constatare come l’Italia, e dunque AssoBirra, rivesta un ruolo di leader in materia di responsabilità
sociale e di consumo responsabile (per scaricare il documento: http://www.brewersofeurope.org/asp/publications/index.asp).
Le ragioni di questo impegno ormai pluriennale sono state
recentemente ribadite da Alberto Frausin, presidente dell’Associazione degli Industriali della Birra e del Malto:
“Per noi produttori il tema del consumo responsabile di
bevande alcoliche è un fattore fondamentale della nostra
attività: quello che vogliamo è un consumatore maggiorenne e consapevole”.
L’ALCOHOL POLICY DI ASSOBIRRA
E GLI IMPEGNI DELLE AZIENDE ASSOCIATE
Partendo da questo assunto, da molti anni AssoBirra e le
aziende associate adottano una Alcohol Policy di settore
e codici di condotta aziendale aventi lo scopo di contribuire all’affermarsi e all’accrescersi di una cultura del consumo responsabile di alcol. E rispondono, in questo
modo, anche alle richieste delle istituzioni pubbliche di
esercitare un ruolo proattivo nella soluzione delle attuali
criticità legate all’abuso e al consumo scorretto delle bevande alcoliche.
since November 2012, commented the
publication last April of the first Annual Report
of the European Beer Pledge. The document
illustrates the set of social responsibility
initiatives implemented by the EU’s brewing
industry to put this commitment into practice,
aimed at helping EU member states to reduce
alcohol-related risks and officially presented in
February 2012 before the European Parliament.
THE NEW MANIFESTO OF THE EUROPEAN
BREWING INDUSTRY
The initiatives comprised in the European Beer
Pledge aim to achieve three major goals:
1) increase the knowledge of beer and its
responsible consumption;
2) ensure that marketing and advertising are
conducted responsibly;
3) battle the misuse of alcohol.
The Annual Report sums them up, and it takes only
a quick read to observe how Italy, and therefore
AssoBirra, plays a leading role as far as social
responsibility and responsible consumption are
concerned (the document is available for
download here: http://www.brewersofeurope.org
/asp/publications/index.asp).
The reasons for this now pluriannual commitment
were recently reasserted by AssoBirra president
Alberto Frausin: “For us producers, the issue of
the responsible consumption of alcoholic
beverages is a fundamental factor of our
activities: what we want is adult and responsible
consumers”.
ASSOBIRRA’S ALCOHOL POLICY AND
THE COMMITMENTS OF MEMBER COMPANIES
Based on this assumption, it has been many
years that AssoBirra and its member companies
ASSOBIRRA
Inoltre AssoBirra ha messo a punto un proprio Codice di
autoregolamentazione che, affiancandosi al Codice redatto dall’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria (IAP),
mira a rendere ancor più stringente l’adesione delle
aziende associate alle limitazioni vigenti in tema di comunicazione commerciale del settore.
Infine, le aziende associate affiancano all’operato istituzionale di AssoBirra una serie di impegni e iniziative realizzate direttamente all’insegna della responsabilità
sociale sui temi alcol-correlati:
- aderiscono ai principi del Codice di Autodisciplina Pubblicitaria;
- adottano codici aziendali che regolano la comunicazione sul prodotto secondo principi di legalità e di responsabilità;
- rivolgono le attività di marketing/pubblicità esclusivamente ai maggiorenni e, in questo contesto, non ricorrono a persone/modelli che dimostrino un’età inferiore
ai 18 anni e che abbiano meno di 21 anni di età;
- informano e sensibilizzano i gestori dei locali sui rischi
legati all’abuso e al consumo non responsabile di alcol;
- promuovono campagne d’informazione e sensibilizzazione al bere responsabile rivolte a dipendenti, clienti e
consumatori.
“GUIDA TU LA VITA. BEVI RESPONSABILE”
Fin dal 2007 AssoBirra ha avviato il Programma pluriennale
“Guida tu la vita. Bevi responsabile”, con lo scopo di aumen-
have adopted an industrywide Alcohol Policy
and codes of corporate conduct aimed at
contributing to the promotion of a culture of
responsible consumption of alcohol, thus also
meeting public institutions’ demands to play a
proactive role in solving the issues that
presently exist regarding the abuse and misuse
of alcoholic beverages.
AssoBirra has also prepared a self-regulation
code of its own that, complementing the code
prepared by Italy’s Institute for Self-Discipline in
Advertising (IAP), aims to make member
companies’ compliance with the limitations in
effect regarding advertising in the alcohol
beverage industry even more stringent.
Finally, member companies complement
AssoBirra’s institutional activities with a series
of social responsibility initiatives of their own on
alcohol-related issues:
tare la consapevolezza dell’opinione pubblica sui rischi connessi all’abuso e all’uso scorretto delle bevande alcoliche.
Al centro del Programma è il sito www.beviresponsabile.it,
dedicato ad informare il pubblico sull’alcol e i suoi effetti sull’organismo e contenitore di tutte le iniziative realizzate, nel
corso degli anni, nell’ambito del Programma.
AssoBirra ha concentrato l’attività su alcune situazioni specifiche di rischio e sulle fasce sociali più esposte all’abuso o all’uso scorretto di alcol: guidatori, future mamme e minorenni.
Per ciascuna ha realizzato campagne di sensibilizzazione
tutte incentrate su un unico e inequivocabile messaggio: chi
si accinge a guidare, chi aspetta un bambino e chi è minorenne non deve bere alcol. In tale ambito, ha sostenuto attivamente le iniziative legislative indirizzate a questo obiettivo:
ultima, in ordine di tempo, la norma che dall’11 novembre
2012 ha elevato da 16 a 18 anni l’età minima per la somministrazione di bevande alcoliche.
QUANDO E PERCHÉ NON BISOGNA BERE
Prima di mettersi alla guida. Guidare è un’attività complessa, che richiede chiara capacità di giudizio, buona coordinazione dei movimenti, riflessi rapidi e vista efficiente.
L’alcol, invece, allunga i tempi di reazione, riduce l’acutezza
visiva e ostacola la coordinazione motoria. E non esistono
quantità minime sicure di bevande alcoliche da consumare
prima di mettersi alla guida, perché la risposta di ciascun
individuo all’alcol cambia in funzione di variabili soggettive.
- they comply with the principles set forth by
the Advertising Self-Regulation Code;
- they adopt codes of corporate conduct that
regulate product advertising according to
principles of legality and responsibility;
- their marketing/advertising is aimed
exclusively at adults and, in this context, does
not make use of individuals or models who
appear to be below the age of 18 and are
below the age of 21;
- they inform and promote awareness among
proprietors of public establishments on the
risks related to the abuse and irresponsible
consumption of alcohol;
- they promote information and awareness on
responsible drinking aimed at employees,
customers and consumers.
17
“TAKE CHARGE OF YOUR LIFE.
DRINK RESPONSIBLY”
In 2007 AssoBirra began the long-term “Take
charge of your life. Drink responsibly” program,
aimed at increasing the public’s awareness of
the risks related to the abuse and misuse of
alcoholic beverages.
The
program
revolves
around
the
www.beviresponsabile.it web site, dedicated to
informing the public on alcohol and its effects
on the body and a “container” of all of the
program’s past initiatives.
AssoBirra concentrated its activities on several
specific risk situations and on the segments of
the population that are the most exposed to the
abuse or misuse of alcohol: drivers, mothers-tobe and minors. It prepared awareness campaigns
for each segment, all revolving around one basic
message: drivers, pregnant women and minors
ANNUAL REPORT 2012 >CONSUMO RESPONSABILE_ RESPONSIBLE CONSUMPTION
In gravidanza e durante l’allattamento. Bere alcol mentre si aspetta un bambino può creare problemi al nascituro: l’alcol può attraversare la placenta e arrivare al feto
in una concentrazione di poco inferiore a quella presente
nel sangue materno. Meglio quindi astenersi completamente dal bere bevande alcoliche durante questo periodo della vita, compresa la fase di allattamento.
Se non si è adulti. Bambini e adolescenti, trovandosi
nella fase di passaggio tra infanzia ed età adulta, in genere non sono ancora capaci di metabolizzare l’alcol in
modo completo, né hanno la maturità necessaria per gestire responsabilmente l’uso di una bevanda alcolica. In
tale contesto l’industria della birra ritiene fondamentale
il ruolo della famiglia nell’affermare un modello di consumo responsabile, ed è convinta che responsabilizzare
sia più efficace che proibire.
BREVE STORIA DELLE CAMPAGNE SOCIALI
DI ASSOBIRRA
La prima campagna informativa del Programma “Guida
tu la vita. Bevi responsabile” è stata “Se aspetti un bambino l’alcol può attendere”, realizzata insieme alla SIGO
(Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia) e con il patrocinio del Programma interministeriale “Guadagnare
salute”. Obiettivo: sensibilizzare i ginecologi e le donne
in età fertile sui rischi per il nascituro connessi al consumo di alcol in gravidanza. Un anno dopo un’indagine
Doxa ha mostrato un aumento dal 42% al 57% del numero di donne incinte che dichiaravano di non consumare mai alcolici o superalcolici.
Nel 2008 l’attenzione si è spostata sui giovani, cui si è indirizzata la campagna di sensibilizzazione “Diglielo tu”,
condotta in collaborazione con Radio 105. I suoi ascoltatori, in massima parte giovani, sono stati invitati a pro-
must not consume alcohol. In this context, it
actively supported the legislative initiatives
directed towards this goal, the most recent of
which is the law introduced on November 11, 2012
that raised Italy’s drinking age from 16 to 18.
WHEN AND WHY ONE MUST NOT DRINK
Before driving. Driving is a complex activity that
requires judgment, coordination, efficient vision
and quick reflexes. Alcohol lengthens reaction
times, dulls vision and impairs motor
coordination. What’s more, there is no safe
minimum quantity of alcoholic beverages that
can be consumed before driving, as every
individual’s response to alcohol differs
according to subjective variables.
18
During pregnancy and when breastfeeding.
Drinking alcohol when expecting a baby can
harm the fetus: alcohol can cross the placenta
and reach the fetus in a concentration only
slightly lower than that in the mother’s blood. It
is therefore best to completely refrain from
drinking alcoholic beverages during pregnancy
and while breastfeeding.
If underage. Children and teenagers, finding
themselves in the intermediate stage between
childhood and adulthood, are usually still not
capable of completely metabolizing alcohol and
are not mature enough to responsibly manage
the use of an alcoholic beverage. In this context,
the brewing industry believes that the role of
families is fundamental in promoting a model of
responsible consumption, and is convinced that
promoting a sense of responsibility is more
effective than prohibition.
A BRIEF HISTORY OF ASSOBIRRA’S SOCIAL
CAMPAIGNS
The first awareness campaign of the “Take charge
of your life. Drink responsibly” program was “If
you’re expecting a baby, alcohol can wait”,
conducted in conjunction with SIGO (Italian
Society of Gynaecology and Obstetrics) and with
the sponsorship of the intragovernmental
“Gaining Health” program. Its goal was to raise
awareness among gynaecologists and women of
childbearing age of the risks to the fetus related
to the consumption of alcohol during pregnancy.
muove fra i coetanei un comportamento corretto in materia di alcol lanciando i propri slogan/messaggi (uno
dei tanti coniati per l’occasione: “Ragazzi, un drink in
meno e un taxi in più”).
Rivolta ai futuri guidatori, anch’essi perlopiù giovani,
“Le chiacchiere stanno a zero. O bevi o guidi”, realizzata
nel 2009 in collaborazione con l’UNASCA (Unione Nazionale Autoscuole e Studi Consulenza Automobilistica)
e volta a contribuire alla prevenzione dei rischi connessi
all’uso scorretto e all’abuso di bevande alcoliche in
caso di guida.
Per un anno, in tremila autoscuole di tutta Italia, oltre
200 mila patentandi hanno seguito un’ora di lezione sul
tema. Inoltre, in 11 città pilota sono stati distribuiti ai
neo-patentati 10 mila alcol-test per l’auto-misurazione
del grado alcolemico nel sangue.
Ma di alcol e dei suoi effetti si parla sempre troppo poco,
specie in famiglia, e spesso è difficile trovare il modo giusto per farlo. Per questo nel 2010, con il patrocinio del
Ministero della Gioventù, AssoBirra ha realizzato la campagna “Le parole per dirlo. Parlare di alcol tra genitori e
figli”, mirata ad aiutare entrambi in questo difficile percorso attraverso il supporto di un gruppo di esperti di
primo piano.
Nel 2011 AssoBirra è tornata sul tema di alcol e guida
con la seconda edizione di “Le chiacchiere stanno a zero.
O bevi o guidi”. Fra le ragioni della scelta, oltre all’oggettiva rilevanza del tema e all’attenzione verso di esso
da parte dell’opinione pubblica, l’entrata in vigore, nell’agosto 2010, del nuovo Codice della Strada che, accogliendo in pieno la filosofia di “O bevi o guidi”, ha
introdotto il divieto assoluto di bere, prima di mettersi
alla guida, per i neo-patentati con meno di tre anni di
esperienza e per chiunque sia sotto i 21 anni di età (oltre
che per i guidatori professionali). n
One year later, a Doxa survey showed that the
number of pregnant women who claimed to
never consume alcoholic beverages rose from
42% to 57%.
In 2008 the focus shifted to young people, at
whom the “You tell them” awareness campaign,
conducted in collaboration with Radio 105, was
aimed. The radio’s listeners, for the most part
young people, were invited to promote
responsible behavior regarding alcohol among
their peers through its slogans and messages
(such as “Have one less drink, take a taxi home”).
Aimed at future drivers, once again mostly
young people, “There is no in between. Either
you drink or you drive” was conducted in 2009
in conjunction with UNASCA (National Union of
Driving Schools and Automotive Consultancies)
and aimed to contribute to preventing the risks
related to the misuse and abuse of alcoholic
beverages when driving.
For one year, over 200,000 student drivers in
3,000 driving schools throughout Italy attended
a one-hour course on the topic. In 11 pilot cities,
10,000 self-testing kits for measuring blood
alcohol levels were also given to newly licensed
drivers.
However, the effects of alcohol are never
discussed enough, especially in families, and it is
often difficult to find the right way to do so. This
is why in 2010, with the sponsorship of the Youth
Ministry, AssoBirra prepared the “Finding the
right words. How parents and sons can talk
19
about alcohol” campaign, aimed at helping both
in this difficult endeavor through the support of
a group of leading experts.
In 2011 AssoBirra revisited the topic of alcohol
and driving with the second edition of “There is
no in between. Either you drink or you drive”.
Besides the topic’s objective importance and the
public’s attention towards it, a second edition
was made because of the new highway code’s
coming into effect in August 2010. Fully
subscribing to the philosophy of “Either you
drink or you drive”, the new code introduced an
absolute prohibition of drinking before driving
for newly licensed drivers with less than three
years of experience and for drivers below the age
of 21 (as well as for professional drivers). n
ANNUAL REPORT 2012 >CONSUMO RESPONSABILE_ RESPONSIBLE CONSUMPTION
LE CAMPAGNE 2012
PER IL CONSUMO RESPONSABILE
“SE ASPETTI UN BAMBINO L’ALCOL PUÒ ATTENDERE”
A marzo si è tenuta la seconda edizione di “Se aspetti
un bambino l’alcol può attendere”, specificamente mirata ad informare le donne sotto i 30 anni che sono, al
tempo stesso, la fascia più numerosa di popolazione
fertile (un terzo delle 560 mila donne che ogni anno
danno alla luce un bambino) e la meno informata sui rischi connessi al consumo di alcol in gravidanza e durante l’allattamento (in una ricerca pubblicata a
settembre 2011, l’Istituto Superiore di Sanità ha rivelato
che il 7,6% dei neonati italiani sono stati esposti durante la gravidanza all’alcol materno).
La campagna è vissuta prevalentemente sul web:
- sui siti www.beviresponsabile.it e www.sigo.it, con
un’area dedicata ad informare ginecologi e ostetrici
sulle principali evidenze scientifiche in materia e
un’area rivolta specificamente alle donne per sensibilizzarle sull'importanza di non bere alcol non
solo in gravidanza ma anche nel mese precedente;
- sui social network, diffondendo un breve video che
mostra alcune donne interrogarsi, con ironia, sul comportamento corretto da tenere in merito al consumo
di alcol nei mesi della gravidanza e invita a chiedere
informazioni al proprio ginecologo. Un ruolo chiave è
stato affidato alle “madrine” della campagna, 40 fra
celebrities, scrittrici, blogger, chef e sportive che
hanno diffuso a loro volta il video sui propri canali on
line, lanciando personalmente il messaggio della campagna o raccontando la personale esperienza di madri
e di donne.
THE 2012 CAMPAIGNS
FOR RESPONSIBLE CONSUMPTION
“IF YOU’RE EXPECTING A BABY,
ALCOHOL CAN WAIT”
In March the second edition of “If you’re expecting
a baby, alcohol can wait” was conducted,
specifically aimed at informing women below the
age of 30, who also happen to be the most
numerous segment of the fertile population (one
third of the 560,000 women who give birth every
year) and the less informed of the risks related to
the consumption of alcohol during pregnancy and
breastfeeding (in a study published in September
20
“O BEVI O GUIDI. MOVIDA ALTERNATIVA”
Fra luglio e ottobre è sbarcata sulle piazze di due grandi
città italiane, Firenze e Milano, una nuova edizione di “O
bevi o guidi”, che ha scelto di andare nei luoghi più “caldi”
della movida (da qui il sottotitolo di “Movida Alternativa”)
per parlare direttamente con i giovani di consumo responsabile di alcol, facendo loro “toccare con mano”
come il fatto di mettersi alla guida dopo aver bevuto
possa trasformarsi in un rischio per se stessi e per gli altri.
A tal fine, oltre a ricevere una card contenente informazioni sull’argomento, migliaia di ragazzi hanno potuto testare personalmente le conseguenze connesse all’uso
scorretto e all'abuso di alcol: attraverso un paio di speciali occhiali 3D hanno vissuto la sensazione dello stato di
ebbrezza, cercando di camminare lungo un percorso prestabilito senza perdere l’equilibrio, mentre un simulatore
di guida ha fatto provare i pericoli cui si va incontro guidando dopo aver bevuto.
Attraverso uno schermo le immagini delle “performance”
dei partecipanti venivano mostrate in piazza; i video sono
stati caricati su un canale Youtube dedicato e su www.beviresponsabile.it, nel quale sono contenute una serie d’informazioni utili sul significato del termine “bere
responsabile” e, soprattutto, sulle conseguenze degli eccessi sull’organismo che i giovani spesso sottovalutano
proprio per mancanza di informazioni e conoscenza.
Visto il successo dell’iniziativa - e stante la perdurante
centralità del tema dei pericoli connessi al consumo di
alcol prima di mettersi alla guida, specie per i più giovani
- l’iniziativa sarà ripetuta nell’estate 2013 trasformandosi
in un “Experience Tour” di 7 tappe in altrettante grandi
città italiane. n
2011, Italy’s Higher Institute of Health revealed
that 7.6% of all babies in Italy were exposed to
alcohol during pregnancy).
The campaign was conducted mainly on the web:
- on the www.beviresponsabile.it and www.
sigo.it web sites, with an area dedicated to
informing gynaecologists and obstetricians on
the main scientific facts and an area aimed
specifically at women to make them aware of the
importance of not consuming alcohol not only
during pregnancy but one month before as well;
- on social networks, with a brief video in which
several women ironically ask themselves what
conduct they should maintain regarding
alcohol consumption during pregnancy and
which invites viewers to ask their
gynaecologists for more information. A key
role was played by the campaign’s 40
testimonials,
comprising
celebrities,
writers, bloggers, chefs and athletes, who
in turn disseminated the video through
their own online channels and launched the
campaign’s message or shared their own
experiences as mothers and women.
“EITHER YOU DRINK OR YOU DRIVE.
MOVIDA ALTERNATIVA”
A new edition of “Either you drink or you
drive” was held between July and October in
the squares of two major Italian cities,
Florence and Milan. The campaign reached the
most popular locations of the two cities’
nightlife (hence the subtitle of “Movida
Alternativa”) to talk directly to young people
about the responsible consumption of alcohol,
giving them the chance to experience
“firsthand” how driving under the influence
can reveal itself a risk for oneself and for
others.
To this end, in addition to receiving a card
containing information on the topic,
thousands of young people had the chance to
experience the consequences related to the
misuse and abuse of alcohol: special 3-D
goggles provided a simulation of what it’s like
to be drunk while walking along a preset
course without losing one’s balance, while a
driving simulator recreated the dangers of
drunk driving.
Participants’ “performances” were displayed
on a public screen; the videos were uploaded
to a dedicated YouTube channel and to
www.beviresponsabile.it, which also contains
useful information on the meaning of the term
“responsible drinking” and, most importantly,
on the consequences of excessive alcohol
21
consumption on the human body, which young
people often underestimate due to a lack of
knowledge on the topic.
Given its success - and the ongoing
significance of the topic of the risks related to
the consumption of alcohol before driving,
especially for younger individuals - the
initiative will be repeated in the summer of
2013 in the form of an “Experience Tour”
through seven major Italian cities. n
ANNUAL REPORT 2012 >CONSUMO RESPONSABILE_ RESPONSIBLE CONSUMPTION
CONOSCERE LA BIRRA.
PER CONSUMARLA MEGLIO
AssoBirra è da tempo impegnata in numerose iniziative
che mirano ad accrescere la cultura della birra nella popolazione italiana. Nella convinzione che chi impara a
bere meglio, nel segno della qualità, sia già sulla strada di
un consumo moderato e consapevole. Alcuni esempi:
- la campagna “Birra gusto naturale” (www.birragustonaturale.it), per una più diffusa cultura di prodotto sul piano
della salute, del gusto e del consumo responsabile;
- il Centro Informazione Birra, banca dati on line che fornisce, attraverso un sito dedicato (www.birrainforma.it)
e una newsletter (“Birrainforma”), informazioni validate
da un Comitato di esperti sulla birra, sul suo ruolo nell’alimentazione e sul rapporto birra e salute;
GETTING TO KNOW BEER
LEADS TO BETTER CONSUMPTION
AssoBirra has long been committed to several
initiatives aiming to promote beer culture
among Italy’s population, in the belief that an
appreciation for quality leads to moderate and
responsible consumption. A few examples:
- the “Birra gusto naturale” (www.birragustonaturale.it) campaign, for promoting beer
culture under the aspects of health, flavor and
responsible consumption;
- the Beer Information Center, an online data22
- la collaborazione con le più importanti Guide gastronomiche e con l’eccellenza della ristorazione italiana, per
promuovere l’abbinamento della birra con il meglio
della cucina nazionale;
- il corso “Due dita di schiuma, un mondo di birra”, realizzato nel 2011 con l’Associazione Italiana Sommeliers,
dedicato ai principali “items” della cultura birraria: storia, ingredienti e metodi di produzione, stili, servizio,
abbinamenti (su ciò si rimanda all’ultimo capitolo).
Proseguendo nel proprio impegno, nel 2012 AssoBirra ha
realizzato:
“Cosa c’è nel tuo frigo? Una birra e…”. Preso atto che la
birra è, dopo l’acqua, la bevanda più presente nei frigoriferi degli italiani, ad inizio estate AssoBirra ha lanciato la
campagna “Cosa c’è nel tuo frigo? Una birra e…”. Partendo
dalle foto “Italiani vistafrigo” realizzate dalla fotografa
Ambra Zeni, che ha bussato alla porta di 200 famiglie,
sono emersi 6 profili-tipo di famiglie - tradizionale, allargata, coppia senza figli, giovane single, coinquilini, coppia
multietnica - unite dal minimo comun denominatore della
birra. Bruno Barbieri, cuoco stellato e giudice di Masterchef, e Sandra Salerno, foodblogger con “Un tocco di zenzero” e chef a domicilio, sono partiti dagli ingredienti dei
frigoriferi di questi profili per ideare 12 ricette da abbinare
con la birra giusta. Nella pagina Facebook “Cosa c'è nel
tuo frigo? Una birra e...”, tutti per due mesi hanno potuto
condividere la foto del proprio frigo, specificare la lista
delle vivande, taggare gli amici, ecc. Alla fine Barbieri e Salerno hanno scelto le due foto più belle: il primo ha contattato l’autore per consigliarlo su come preparare una
sfiziosa cena estiva; la seconda ha pubblicato la foto sul
proprio blog dedicandole una ricetta “personalizzata”.
Sempre con la presenza della birra.
base providing information validated by a
panel of beer experts on its role in nutrition and
on the relationship between beer and health
through a dedicated web site (www.birrainforma.it) and a newsletter (“Birrainforma”);
- the collaboration with Italy’s leading food
guides and restaurants, to promote the
pairing of beer with the finest dishes of Italy’s
culinary tradition;
- the “Two fingers of foam, a world of beer”
course, held in 2011 in conjunction with
Associazione Italiana Sommeliers, dedicated
to the main “items” of beer culture: history,
ingredients and brewing methods, styles,
serving, and pairings (see the last chapter).
Persisting in its commitment, in 2012 AssoBirra
conducted:
1) “What’s in your fridge? Beer and…”. Having
acknowledged that, after water, beer is the
most widespread beverage in Italian
refrigerators, at the start of summer AssoBirra
launched the “What’s in your fridge? Beer
and…” campaign. Starting off with the “Italian
fridge views” photos by photographer Ambra
Zeni, who visited 200 families, 6 main family
“What women drink - 0,20 cl, la taglia giusta”. Partendo
dal fenomeno della crescente diffusione della birra fra le
donne, AssoBirra ha deciso di presidiare la settimana
dalla moda di Milano (19-25 settembre), in particolare il
Fashion Blogger's Lounge, base operativa delle fashion
blogger che seguivano le sfilate e gli eventi della manifestazione. In questo contesto sono state distribuite 10 mila
card informative sul “volto” femminile della birra e sono
stati organizzati dei beer tasting durante i quali AssoBirra
ha offerto a blogger, modelle, fotografe, addette ai lavori
e ospiti un calice di birra da 0,20 cl. Che, oltre ad essere il
formato preferito dalle donne, è anche la “taglia giusta”
per un consumo al femminile nel segno della moderazione, della responsabilità e del benessere. n
profiles emerged - traditional, extended,
couples with no children, young singles,
flatmates and multiethnic couple - united by
the lowest common denominator of beer.
Bruno Barbieri, an award-winning chef and
Masterchef judge, and Sandra Salerno, food
blogger with “Un tocco di zenzero” and door
to door chef, started out with the ingredients
from the refrigerators of these profiles to
come up with 12 recipes to be paired with
appropriate beers. For two months, visitors to
the initiative’s Facebook page were able to
share photos of their fridge, specify the list of
foods, tag their friends, etc. At the end,
Barbieri and Salerno selected the two best
pictures: the former contacted its author to
advise him on how to prepare a fancy summer
dinner; the latter published the photo on her
blog with a “personalized” recipe.
Accompanied with beer, of course.
2) “What women drink - 20cl, the right size”.
Given the phenomenon of beer’s increasing
popularity among women, AssoBirra decided
to attend the Milan Fashion Week (September
19-25), specifically the Fashion Blogger's
23
Lounge. In this context, AssoBirra distributed
10,000 info cards on the feminine side of beer
and organized beer tastings during which
AssoBirra offered bloggers, models,
photographers, reporters and guests a 20cl.
glass of beer, which, besides being the
serving size preferred by women, is also ideal
in a context of moderation, responsibility and
well-being. n
SOSTENIBILITÀ
AMBIENTALE
ENVIRONMENTAL SUSTAINABILITY
2012 vs 1992
MENO 9 MILIARDI
DI LITRI D’ACQUA
UTILIZZATA
PARI AL FABBISOGNO IDRICO ANNUO DI UNA
REGIONE COME LA VALLE D’AOSTA
660.000 MJ
DI ENERGIA
RISPARMIATA
EQUIVALENTE AL CONSUMO ENERGETICO
ANNUO DI 180.000 PERSONE (GLI ABITANTI DI PARMA)
2012 VS 1992
62.000 TONNELLATE
DI CO2 NON IMMESSE
IN ATMOSFERA
PARI ALLA QUANTITÀ ASSORBITA IN UN ANNO
DA 600 ETTARI DI BOSCO
> 9 BILLION LITERS LESS WATER USED
> Equal to the annual water consumption
of Italy’s Valle d’Aosta region
> 660,000 MJ OF ENERGY SAVED
> Equal to the annual energy consumption
of 180,000 people (the city of Parma)
> 62,000 TONS OF CO2 SAVED
> Equal to the amount absorbed in one year
by 600 hectares of forest
ANNUAL REPORT 2012 > SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE_ENVIRONMENTAL SUSTAINABILITY
BIRRA, SEMPRE PIÙ “GREEN”
Valorizzare tutte le materie prime agricole, compresi i sottoprodotti. Migliorare l’efficienza nell’utilizzo di energia,
anche per ridurre le emissioni di gas serra. Diminuire i
consumi di acqua, mantenendo gli standard di qualità e di
sicurezza. Ridurre l’impatto del packaging, riducendo le
quantità e ottimizzandone il recupero. Investire in ricerca
e sviluppo finalizzati alla sostenibilità ambientale.
Sono alcuni degli impegni principali in materia di sostenibilità ambientale assunti da tempo dall’industria alimentare europea e italiana. E dal settore birrario che ne
rappresenta - come si è visto - una parte di significativo
rilievo.
UN SETTORE AMICO DELL’AMBIENTE
I risultati ottenuti dall’industria birraria europea sono di
grande valore, al punto che il primo “Rapporto sulle performance ambientali del settore birrario europeo”, realizzato dalla olandese KWA Bredrijfsadviseurs B.V. e
dall’inglese Campden BRI, e reso noto nel maggio 2012
da The Brewers of Europe, afferma:
- “Il settore birrario europeo è amico dell’ambiente ed è
impegnato a ridurre il proprio impatto ambientale”;
- “I produttori di birra hanno migliorato con successo le
proprie performance ambientali attraverso una duratura tradizione di ricerca dell’efficienza nell’impiego di
energia, acqua e materie prime riducendo, nel contempo, emissioni e sprechi”;
- “Non c’è nessuna fase, nel processo di produzione della
birra, che non sia stato oggetto di investimenti per ridurne l’impatto ambientale”.
BEER IS INCREASINGLY “GREEN”
Making the best use of all agricultural raw
materials, including byproducts. Improving the
efficiency in the use of energy, also in order to
reduce emissions of greenhouse gases.
Decreasing water consumption, while maintaining
the same standards of quality and safety. Lowering
the impact of packaging, reducing its quantity and
optimizing its recovery. Investing in research and
development directed towards environmental
sustainability. These are only some of the
European and Italian food industry’s - and the
brewing industry’s - main ongoing commitments
on environmental sustainability.
26
A sostanziare questo lusinghiero giudizio, una serie di
dati desunti dall’esame delle performance ambientali ottenute, nel triennio 2008-2010, da 156 stabilimenti birrari
di 30 Paesi europei, rappresentativi di oltre il 60% della
produzione di birra nel Vecchio Continente:
• -4,5% di acqua impiegata per ettolitro di birra prodotto;
• -3,8% di energia utilizzata per ettolitro di birra prodotto;
• -7,1% di emissioni di CO2;
• -6,9% di acque reflue prodotte;
• +7% di biogas raccolto nel trattamento dei prodotti secondari e delle acque reflue;
• 15,5 kg di trebbie per ettolitro di birra prodotto utilizzati nel 2010 come mangime per animali.
La conclusione è incoraggiante: “Il settore birrario europeo dipende fortemente dall’ambiente per la qualità e
quantità di risorse impiegate e possiede un alto livello di
coscienza ambientale. Esso continua a migliorare le proprie performance ambientali e, attraverso gli investimenti
effettuati negli ultimi anni, continuerà a farlo in futuro”.
DAI PRODUTTORI ITALIANI RISULTATI E IMPEGNI
IMPORTANTI
Sono conclusioni che si attagliano perfettamente
anche al settore birrario italiano, che nel panorama europeo si pone all’avanguardia anche in tema di sostenibilità ambientale, come confermano una serie di
fatti, di seguito ricapitolati.
• La birra è sostenibile già a partire dalle materie prime
utilizzate, tutte naturali (acqua, cereali, luppolo e lie-
AN ECO-FRIENDLY INDUSTRY
The results achieved by Europe’s brewing
industry are extremely significant, to the extent
that the first “Report on the environmental
performance of Europe’s brewing industry”,
prepared by the Netherlands’ KWA
Bredrijfsadviseurs B.V. and the United
Kingdom’s Campden BRI, and issued in May
2012 by The Brewers of Europe, claims:
- “Europe’s brewing industry is a friend of the
environment and it is committed to reducing
its environmental impact”;
- “Beer producers have successfully improved
their environmental performance through an
ongoing tradition of seeking more efficiency
in the use of energy, water and raw materials,
while reducing emissions and waste”;
- “There is no stage in the brewing process that
has not been the object of investments for
lowering its environmental impact”.
These flattering conclusions are substantiated
by a series of figures gathered from the study of
the environmental performance achieved
between 2008 and 2010 by 156 breweries in 30
European countries, accounting for over 60% of
all beer produced in Europe:
• 4.5% less water used per hectoliter of beer
produced;
• 3.8% less energy used per hectoliter of beer
produced;
ASSOBIRRA
• 7.1% less emissions of CO2;
• 6.9% less waste water produced;
• 7% more biogas collected in the treatment of
byproducts and waste water;
• 15.5 kg of husks per hectoliter of beer
produced used in 2010 as animal feed.
The conclusion is an encouraging one:
“Europe’s brewing industry depends strongly on
the environment for the quality and quantity of
resources employed and possesses a high level
of environmental consciousness. It continues to
improve its environmental performance and,
through the investments made in recent years,
will continue to do so in the future”.
SIGNIFICANT RESULTS AND COMMITMENTS
FROM ITALIAN PRODUCERS
These conclusions also apply perfectly to Italy’s
brewing industry, which in the European
scenario is at the forefront also in terms of
environmental sustainability, as confirmed by
the facts summarized below.
• Beer is sustainable even regarding its raw
materials, which are all natural (water,
cereals, hops and yeast) and processed
according to a recipe that has remained
essentially unchanged through the centuries
(this is illustrated in greater detail in the final
chapter of the Report).
27
• Italy’s brewing industry invested in the
concept of a controlled productive chain,
establishing CERB (Centre of Excellence for
Beer Research) in conjunction with the
University of Perugia to make sure that no
GMOs are used and that no contaminants are
present in the agricultural raw materials used
to make beer.
• Compared to 20 years ago, the amount of
water needed to produce beer has decreased
by approximately two thirds. In absolute
terms, these water savings amount to
approximately 9 billion liters each year, equal
to the annual water consumption of Italy’s
Valle d’Aosta region.
ANNUAL REPORT 2012 > SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE_ENVIRONMENTAL SUSTAINABILITY
vito) e lavorate secondo una ricetta rimasta sostanzialmente immutata nei secoli (su questo, si veda meglio il
capitolo finale del Rapporto).
• Il settore birrario nazionale ha investito sul concetto di
filiera controllata dando vita, in collaborazione con
l’Università di Perugia, al CERB (Centro di Eccellenza
per la Ricerca sulla Birra) per verificare che non ci sia
né utilizzo di OGM né presenza di alcun contaminante
nelle materie agricole impiegate per fare la birra.
• Rispetto a vent’anni fa si è ridotta di circa i due terzi la
quantità di acqua consumata per produrre la birra. In valori assoluti, si calcola che il risparmio ammonti a circa 9
miliardi di litri all’anno: l’equivalente del fabbisogno
idrico annuo di una regione come la Valle d’Aosta.
• Nello stesso tempo il consumo di energia per ettolitro di birra prodotto è sceso da 177 MJ a 128 MJ. Per
dare un’idea del vantaggio ambientale conseguito,
rispetto al 1992, l’industria birraria italiana ha risparmiato nel 2012 una quantità di energia pari al
fabbisogno annuo di 180 mila persone: gli abitanti
della città di Parma.
• In percentuale ancora maggiore (-40% circa) sono diminuite le emissioni di CO2, con un risparmio annuo
pari a 62 mila tonnellate: l’equivalente della CO2 assorbita in un anno da 600 ettari di bosco.
• Dal 1990 ad oggi, a fronte dell’aumento dei volumi produttivi e della percentuale di birra in bottiglia, il quantitativo di vetro è diminuito del 20%, da 522 mila a 404 mila
• At the same time, energy consumption per
hectoliter of beer produced decreased from
177 MJ to 128 MJ. To give an idea of the
environmental
advantage
achieved
compared to 1992, Italy’s brewing industry
saved in 2012 an amount of energy equal to
the annual requirements of 180,000 people,
i.e. the city of Parma.
• CO2 emissions decreased even more (by
approximately 40%), with annual savings of
62,000 tons, equivalent to the CO2 absorbed
in one year by 600 hectares of forest.
• Since 1990, despite an increase in production
volumes and in the percentage of beer in each
bottle, the amount of glass used has decreased
by 20%, from 522,000 to 404,000 tons
annually, thanks to a decrease in thickness.
28
tonnellate annue, grazie alla riduzione dello spessore.
• Allo stesso modo, alleggerendo il peso delle lattine contenitore da 17 a 13 grammi, il quantitativo di alluminio
impiegato è sceso del 40%.
• Nel 2012 il 14% della birra venduta in Italia è stata distribuita in fusti, il sistema a minore impatto ambientale secondo le analisi internazionali di Life Cycle
Assessment (LCA): una percentuale che pochi altri settori possono vantare.
• Sempre nel 2012, circa 200 mila tonnellate di trebbie,
invece di essere avviate allo smaltimento in discarica,
sono state recuperate e destinate all’alimentazione
animale.
PER IL FUTURO OBIETTIVI ANCORA PIÙ SFIDANTI
Per quanto importante, la strada percorsa finora è lungi dall’essere conclusa. Un po’ per gli ambiziosi obiettivi in materia di sostenibilità ambientale fissati dall’Unione Europea
per l’anno 2020, fra i quali ricordiamo l’aumento del 20%
dell’efficienza energetica e la riduzione del 20% della quantità di risorse impiegate dall’industria del food & drink.
Ma soprattutto per l’impegno delle aziende birrarie italiane, che negli ultimi anni hanno effettuato massicci investimenti in innovazione e sviluppo tecnologico
finalizzati a migliorare ulteriormente le performance ambientali mantenendo l’attuale, elevato, standard qualitativo di prodotto. Come frutto di tale impegno, le
aziende prevedono entro il 2020 risparmi ulteriori di
circa il 25% nell’impiego di acqua e del 40-50% nelle
emissioni di CO2. n
• Similarly, by bringing down the weight of cans
from 17 to 13 grams, the amount of aluminum
used decreased by 40%.
• In 2012, 14% of all beer sold in Italy was
distributed in vats, the system with the lowest
environmental impact according to the
international Life Cycle Assessment (LCA)
studies: few other industries can boast of
such percentages.
• Also in 2012, approximately 200,000 tons of
husks were recovered and used as animal
feed instead of being discarded in landfills.
GOALS FOR THE FUTURE ARE EVEN MORE
CHALLENGING
However long, the road traveled until now is far
from over, partly due to the ambitious goals
regarding environmental sustainability set by
the European Union for 2020, including a 20%
increase in energy efficiency and a 20%
reduction in the amount of resources used by
the food & drink industry.
But especially thanks to the commitment of
Italian brewing companies, which in recent
years invested massively in innovation and
technological development in order to further
improve environmental performance while
maintaining the current high qualitative
product standards.
As a result of this commitment, brewing
companies expect to achieve further water
savings of approximately 25% and 40-50%
less CO2 emissions by 2020. n
DATI DI SINTESI
DATA SINTHESYS
29
ANNUAL REPORT 2012 > DATI DI SINTESI_DATA SYNTHESIS
MATERIE PRIME E PRODUZIONE
RAW MATERIALS AND BEER PRODUCTION
SCHEMA DI FABBRICAZIONE DI UN ETTOLITRO DI BIRRA IN ITALIA
_SIMPLIFIED SCHEME FOR BREWING ONE HECTOLITRE OF BEER IN ITALY
Acqua 300 L
Water 300 L
Malto 12 Kg
Malt 12 Kg
Cereale non maltato 4 Kg
Unmalted cereal 4 Kg
Tino di miscela
Mash tun
Caldaia impasto cereale
Cereal mashing kettle
Caldaia di miscela saccarificazione
Saccharification and mashing kettle
Filtro del mosto
Wort filter
Luppolo 0,26 Kg
Hops 0,26 Kg
Trebbie per l’alimentazione
animale 16 Kg (conc. 20% secco)
Residues for animal feed 16 Kg
(conc. 20% dry)
Caldaia di cottura
Boiling kettle
Produzione del mosto 74 L
Wort production 74 L
Separazione del torbido
Separation of dregs
Lievito 790 g (conc. 10% secco)
Yeast 790 g (conc. 10% dry)
Raccolta del lievito di birra
per altri usi 1,6 Kg (conc. 10% secco)
Collection of brewer’s yeast for the
food industry 1,6 Kg (conc. 10% dry)
Raffreddamento del mosto
Wort cooling
Fermentazione e stagionatura
Fermentation and aging
Travaso in bottoglie e tank nelle cantine
Tranfer to bottles and tanks in cellars
Acqua 200 L
Water 200 L
Energia utilizzata per
la produzione di un ettolitro
di birra in Italia:
• 32 mega calorie termiche
• 9 Kw
Energy consumed to produce
one hectolitre of beer in Italy
• 32 mega cal. therm.
• 9 Kw
Per un ettolitro di birra
• Totale acqua 500 L
• Totale cereali 16 Kg
• Totale lievito 0,8 Kg
• Totale luppolo 0,3 Kg
For one hectolitre of beer:
• Water, total 500 L
• Cereals, total 16 Kg
• Yeast, total 0,8 Kg
• Hops, total 0,3 Kg
Filtrazione birra finita
Filtration of finished beer
Linee di confezionamento
Filling line
Fusti
Draughts beer
Bottiglie a rendere
Returnable bottles
Bottiglie a perdere
Non-returnable bottles
Produzione di un ettolitro di birra a 12% plato peso (circa 5% alc. vol.)
Production of one hectolitre of beer at 12% plato (circa 5% alc. vol.)
30
Lattine
Cans
ASSOBIRRA
MATERIE PRIME_RAW MATERIALS
Malto d’orzo - Barley malt
Cereale non maltato - Cereal not malted
Luppolo - Hop
Lievito - Yeast
Acqua - Water
161.361
53.726
3.552
10.768
53
tonn.
tonn.
tonn.
tonn. (al 10% secco/dry)
mio. hl
ESTRATTI DAL PROCESSO DI FABBRICAZIONE DELLA BIRRA_BY-PRODUCTS FROM BREWING
Trebbie - Spent grains
Lievito di birra - Brewers yeast
188.220 tonn.
10.517 tonn.
(al 10% secco/dry)
(al 10% secco/dry)
10,29 mio. hl
MOSTO_WORT
LINEE DI CONFEZIONAMENTO_PACKAGING
Fusti - Draughts
Bottiglie a rendere - Returnable bottles
Bottiglie a perdere - Non-returnable bottles
Lattine - Cans
1,86
1,01
9,55
1,15
ENERGIA UTILIZZATA PER LA PRODUZIONE_ENERGY USED IN PRODUCTION
Mega calorie termiche - Mega thermic calories
Kw - Kw
PRODUZIONE NAZIONALE DI BIRRA 2012_NATIONAL BEER PRODUCTION
31
mio. hl
mio. hl
mio. hl
mio. hl
451 mio.
108 mio.
13,48 mio. hl
ANNUAL REPORT 2012 > DATI DI SINTESI_DATA SYNTHESIS
UNITÀ PRODUTTIVE SUL TERRITORIO NAZIONALE
BREWERIES/MALTHOUSES IN ITALY
UNITÀ PRODUTTIVE DISLOCATE SUL TERRITORIO NAZIONALE_BREWERIES/MALTHOUSES IN ITALY
Piemonte
Umbria
_Birra Menabrea Spa - Biella
_Birrificio Baladin Srl***
_Birrificio Troll Sas - Robilante (CN)***
_La Compagnia della Birra Spa - Settimo Torinese (TO)***
_Croce di Malto Srl - Trecate (NO)***
_Birrificio Artigianale Gilac s.c. - Val della Torre (TO)***
_Az. Agricola Monastero S. Biagio - Nocera Umbra (PG)***
_Mastri Birrai Umbri Società Cooperativa - Perugia***
_Birra dell’Eremo - Assisi (PG)***
Valle d’Aosta
_Heineken Italia Spa - Pollein (AO)
Lombardia
_Carlsberg Italia - Induno Olona (VA)
_Heineken Italia Spa - Comun Nuovo (BG)
_Pratorosso Società Agricola Srl - Settala (MI) ***
_Trocadero Srl - Saronno (VA)***
_Birrificio HIBU Snc - Bernareggio (MB)***
_Doppio Malto Brewing Company Srl - Erba (CO)***
_Birrificio artigianale Siebter Himmel - Carnago (VA)***
Trentino-Alto Adige
_Birra Forst Spa - Lagundo (BZ)
_Bozner Brau Srl - Bolzano(BZ)***
Veneto
_Birra Castello Spa - Pedavena (BL)
_Birra Peroni Srl - Padova
_Hausbrandt Trieste 1892 Spa - Treviso
_32 Via dei Birrai Srl - Onigo di Pederobba (TV)***
_La Paguba - Martellago (VE)***
_Micro Birrificio Casa Veccia - Camalò (TV)***
_San Gabriel Sas di G. Tonon & C. - Ponte di Piave (TV)***
Friuli-Venezia Giulia
_Birra Castello Spa - San Giorgio Nogaro (UD)
_Birrificio Tazebao Snc - Trieste***
_Soc.Az.Agr.Alturis ssa - Birrificio Gjulia - San Pietro al Natisano (UD)***
_Iniziative Spluga Srl - Gordona (UD)***
Lazio
_Birra Peroni Srl - Roma
_Saplo Spa - Pomezia (RM)*
_Atlas Coelestis Srl - Roma***
_Birrificio Turbacci Srl - Mentana (RM)***
_Birradamare Srl - Fiumicino (RM)***
_Birra del Borgo Srl - Rieti***
_Mr. Malto Srl - Ferentino (FR)***
_Birra Turan Srl - Viterbo***
_Free Lions Brewery - Tuscania (VT)***
_Birrificio Itineris - Civita Castellana (VT)***
Campania
_Maltovivo Srl - Ponte (BN)***
_Birrificio Sorrento Srl - Agnello (NA)***
_Birrificio Karma Srl - Alvignano (CE)***
_Birrificio dell'Aspide - Roccadaspide (SA)***
_Birrificio Tennents Tavern Srl - Pagani (SA)***
_Maneba Sas - Striano (NA)***
_A.F. Srl - Castel San Giorgio (SA)***
_Birrificio Irpino - Manocalzati (AV)***
_Birrificio Serro Croce - Monteverde (AV)***
Basilicata
_**Tarricone Spa - Baragiano (PZ)
_Agro Alimentare Sud Spa - Melfi (PZ)*
Puglia
_Heineken Italia Spa - Massafra (TA)
_Birra Peroni Srl - Bari
Sardegna
_Heineken Italia Spa - Assemini (CA)
Liguria
Marche
_Maltus Faber Snc - Genova***
_Birrificio del Golfo Snc - La Spezia***
_Birra Amarcord Spa - Apecchio (PU)***
Molise
_Birra Kashmir - Filignano (IS)***
* Stabilimento maltario_Malthouse
** Non associato_No member
*** Microbirrificio_Micro Brewery
32
ASSOBIRRA
OCCUPAZIONE_STATE OF EMPLOYMENT
2011
2012
160.000
160.000
144.000
144.000
140.000
140.000
120.000
120.000
100.000
100.000
80.000
80.000
60.000
60.000
40.000
40.000
20.000
20.000
17.800
18,000
4.700
4.520
0
0
Diretta _Direct
Diretta+Indiretta _indirect
Diretta+Indiretta+ indotto allargato _indirect
33
ANNUAL REPORT 2012 > DATI DI SINTESI_DATA SYNTHESIS
AZIENDE E MARCHI_COMPANIES AND BRANDS
BIRRA_BEER
DIREZIONI GENERALI_HEADQUARTERS
Anheuser-Busch InBev Italia Spa
Piazza Francesco Buffoni, 3 - 21013 Gallarate (VA)
Tel: +39 0331.268411
e-mail: [email protected]
Birra Menabrea Spa
Via E. Ramella Germanin, 4 - 13051 Biella
Tel: +39 015.2522320
e-mail: [email protected]
Birra Castello Spa
Via E. Fermi, 42 - 33058 S. Giorgio di Nogaro (UD)
Tel: +39 0431.626811
e-mail: [email protected]
Birra Peroni Srl
Via Renato Birolli, 8 - 00155 Roma
Tel: +39 06.225441
e-mail: [email protected]
Birra Forst Spa
Via Venosta, 8 - 39022 Lagundo (BZ)
Tel: +39 0473.260111 - e-mail: [email protected]
Carlsberg Italia Spa
Via Ramazzotti, 12 - 20020 Lainate (MI)
Tel: +39 02.93536911
e-mail: [email protected]
Hausbrandt Trieste 1892 Spa
Via Foscarini, 52 - 31040 Nervesa della
Battaglia (TV)
Tel: +39 0422.8891
e-mail: [email protected]
Heineken Italia Spa
Viale Edison, 110 - 20099 Sesto San Giovanni (MI)
Tel: +39 02.270761 - Fax: +39 02.27076515
FABBRICHE_BREWERIES
Birra Castello Spa
Via E. Fermi, 42 - 33058 S. Giorgio Nogaro (UD)
Tel: +39 0431.626811 - Fax: +39 0431.626833
Birra Peroni Srl
Via Renato Birolli, 8 - 00155 Roma
Tel: +39 06.225441 - Fax: +39 06.2283445
Viale V. Veneto, 72 - 32034 Pedavena (BL)
Tel: +39 0439.318811 - Fax: +39 0439.318854
Zona Industriale, I Strada - 35100 Padova
Tel: +39 049.8997111 - Fax: +39 049.8997219
Birra Forst Spa
Via Venosta, 8 - 39022 Lagundo (BZ)
Tel: +39 0473.260111 - Fax: +39 0473.448365
Via Bitritto, 108 - 70124 Bari
Tel: +39 080.5067111 - Fax: +39 080.5054301
Birra Menabrea Spa
Via E. Ramella Germanin, 4 - 13051 Biella
Tel: +39 015.2522320 - Fax +39 015.2522350
Carlsberg Italia Spa
Via Olona, 103 - 21056 Induno Olona (VA)
Tel. +39 0332.208111- Fax +39 0332.840336
Hausbrandt Trieste 1892 Spa
Via Foscarini, 52 - 31040 Nervesa della
Battaglia (TV)
Tel: +39 0422.8891- Fax: +39 0422.889260
Heineken Italia Spa
SS Appia - 74016 Massafra (TA)
Tel: +39 099.88811 - Fax: +39 099.8881277
Loc. Macchireddu Grogastu - C.P. 58
09032 Assemini (CA)
Tel: +39 070.24691 - Fax: +39 070.247125
Loc. Autoporto - 11020 Pollein (AO)
Tel: +39 0165.254211 - Fax: +39 0165.43724
Via Spirano, 26 - 24040 Comun Nuovo (BG)
Tel: +39 035.409111 - Fax: +39 035.595555
MALTO_MALT
DIREZIONI COMMERCIALI E STABILIMENTI_SALE OFFICES AND PLANTS
Agro Alimentare Sud Spa
Zona Industriale, Loc. S. Nicola - 85025 Melfi (PZ)
Tel: +39 0972.78304
e-mail: [email protected]
34
Saplo Spa
Via Naro, 39 - 00040 Pomezia (RM)
Tel: +39 06.9120194
e-mail: [email protected]
ASSOBIRRA
AZIENDE E MARCHI_COMPANIES AND BRANDS
BIRRERIE ARTIGIANALI_MICRO BREWERIES
32 Via dei Birrai Srl
Via Cal Lusent, 41 - 31040 Onigo di Pederobba (TV)
Tel: +39 0423.681983
e-mail: [email protected]
Birrificio Baladin Srl
Piazza V Luglio, 15 - 12060 Piozzo (CN)
Tel: +39 0173.795239 - e-mail:
[email protected]
Birrificio Turbacci Srl
Via della Mezzaluna, 50 - 00013 Mentana (RM)
Tel: +39 06.9094701 - Fax: +39 06.9092557
e-mail: [email protected]
A.F. Srl
Via Riccardo Ciancio, 60 - 84083 Castel San
Giorgio (SA)
e-mail: [email protected]
Birrificio dell’Aspide
Via dei Casalini snc - 84060 Roccadaspide (SA)
e-mail: [email protected]
Bozner Brau Srl
Piazza Erbe, 17 - 39100 Bolzano
Tel: +39 0471-300788
e-mail: [email protected]
Atlas Coelestis Srl
Via Malcesine, 41 - 00135 Roma
Tel: +39 06.35072243 - Fax: +39 06.35019147
e-mail: [email protected]
Birrificio del Golfo
di Stefano Tonarelli & C. Snc
Via Valdilocchi, 2 - 19126 La Spezia
Tel: +39 393.9873607
e-mail: [email protected]
Az. Agricola Monastero di S. Biagio
Loc. Lanciano, 42 - 06025 Nocera Umbra (PG)
e-mail: [email protected]
Birrificio Hibu
Via delle Industrie, 35 - 20881 Bernareggio (MB)
e-mail: [email protected]
Birra Amarcord Spa
Loc. Pian di Molino
Z.A. La Casella - 61042 Apecchio (PU)
Tel: +39 0722-989860
e-mail: [email protected]
Birrificio Irpino-Prosit Sas
Via San Prisco, 3 - 83084 Manocalzati (AV)
e-mail: [email protected]
Birradamare Srl
Piazza dei Ravennati, 1 - 00121 Ostia (RM)
Tel: +39 06.5640138 - Fax: +39 06.5640138
e-mail: [email protected]
Birra del Borgo Srl
Via del Colle Rosso snc - 02021 Borgorose (RI)
Tel: +39 0746.31284
e-mail: [email protected]
Birra dell’Eremo
Via Monte Peglia, 5 - 06081 Assisi (PG)
Tel: +39 075.8064602
e-mail: [email protected]
Birra Kashmir
Via San Salvatore, 26 - 86074 Filignano (IS)
Tel: +39 339.3603715
e-mail: [email protected]
Birra Turan Srl
Via Genova, 88 - 01100 Viterbo
e-mail: [email protected]
Birrificio Artigianale Gilac s.c.
Via Lanzo, 46 - 10040 Val della Torre (TO)
Tel: +39 328.9649604
e-mail: [email protected]
Birrificio Artigianale Siebter Himmel
Via Monte Rosa, 33 - 21040 Carnago (VA)
Tel: +39 0331.1602020
e-mail: [email protected]
Birrificio Itineris
Via Donatello, 1 - 01033 Civita Castellana (VT)
Tel: +39 335.5734107
e-mail: [email protected]
Birrificio Karma Srl
Corso Umberto, 225 - 81012 Alvignano (CE)
e-mail: [email protected]
Birrificio Serro Croce
Viale Michelangelo, 39 - 83049 Monteverde (AV)
Tel: +39 082.786219
e-mail: [email protected]
Birrificio Sorrento Srl
Viale dei Pini, 44 - 80065 S. Agnello (NA)
e-mail: [email protected]
Birrificio Tazebao Snc
di Miele Fernando e Glavina Luciana
Via Lorenzetti, 9 - 34144 Trieste
Tel: +39 335.2817180
e-mail: [email protected]
Birrificio Tennents Tavern Srl
Via Filettine, 211 - 84016 Pagani (SA)
e-mail: [email protected]
Birrificio Troll Sas
Via Umberto I, 72 - 12017 Robilante (CN)
Tel: +39 0171.78113
e-mail: [email protected]
35
Croce di Malto Srl
Corso Roma, 51/A - 28069 Trecate (NO)
Tel: +39 0321.1856101
e-mail: [email protected]
Doppio Malto Brewing Company Srl
Via Milano, 9 - 20036 Erba (CO)
Tel: +39 031.3334187
e-mail: [email protected]
Free Lions Brewery di Andrea Fralleoni
Strada Martana, km 0,700 snc - 01017 Tuscania
(VT)
Tel: +39 0761.443181 - +39 339.1347239
e-mail: [email protected]
Iniziative Spluga Srl
Via degli Emigranti, 12 - 23020 Gordona (UD)
e-mail: [email protected]
La Compagnia della Birra Spa
Via Ariosto, 36bis - 10036 Settimo Torinese (TO)
e-mail: [email protected]
La Paguba Snc
Via Berna, 36 - 30030 Martellago (VE)
Tel: +39 335.6179403 - +39 335.5943519
e-mail: [email protected]
Maltovivo Srl
Zona Ind. Contrada Piana - 82030 Ponte (BN)
Tel: +39 0824.876420
e-mail: [email protected]
Maltus Faber Srl
Via Fegino, 3/u - 16161 Genova
Tel: +39 340.1230069
e-mail: [email protected]
Maneba Sas
Via Palma, 181 - 80040 Striano (NA)
e-mail: [email protected]
Mastri Birrai Umbri Società Cooperativa
Via Bruno Buozzi, 20 - 06030 Giano
dell'Umbria (PG)
Tel: +39 0742.92951
e-mail: [email protected]
ANNUAL REPORT 2012 > DATI DI SINTESI_DATA SYNTHESIS
Micro Birrificio Casa Veccia
Via Povegliano, 47 - 31050 Camalò (TV)
Tel: +39 335.6931266
e-mail: [email protected]
Mr. Malto Srl
Via Casilina Sud, 280 - 03013 Ferentino (FR)
Tel: +39 0775.271244
e-mail: [email protected]
36
Pratorosso Società Agricola Srl
Cascina Gaita snc - 20090 Settala (MI)
e-mail: [email protected]
San Gabriel Sas di G. Tonon & C.
Via della Vittoria, 2 Loc. Levada
31047 Ponte di Piave (TV)
e-mail: [email protected]
Soc. Az. Agr. Alturis ssa - Birrificio Gjulia
Via Zona Industriale, 35 - 33049 San Pietro al
Natisone (UD)
e-mail: [email protected]
Trocadero Srl
Via Padre Giuliani, 38 - 21047 Saronno (VA)
e-mail: [email protected]
ASSOBIRRA
MARCHI PRODOTTI E/O DISTRIBUITI DALL’INDUSTRIA DELLA BIRRA IN ITALIA
_BRANDS IN ITALY PRODUCED AND/OR DISTRIBUTED BY BREWERIES
ANHEUSER-BUSCH INBEV ITALIA SPA
_ Bass Best Scotch
_ Bass Extra Smooth
_ Beck's
_ Beck's Green Lemon
_ Beck's Blue
_ Beck's Next
_ Brahma
_ Budweiser
_ Franziskaner Dunkel
_ Franziskaner Hell
_ Franziskaner Kristallklar
_ Hoegaarden
_ Jupiler
_ Leffe 9°
_ Leffe Blonde
_ Leffe Brune
_ Leffe Primtemps
_ Leffe Radieuse
_ Leffe Rouge
_ Leffe Vieille Cuvee
_ Loburg
_ Lowenbrau Marzen
_ Lowenbrau Oktoberfestbier
_ Lowenbrau Original
_ Lowenbrau Premium Pils
_ Lowenbrau Triumphator
_ Lowenbrau Urtyp
_ Spaten Munchen Hell
_ Spaten Oktoberfestbier
_ Spaten Premium Bock
_ Staropramen
_ Stella Artois
_ Tennent's Super
_ Castello Doppio Malto
_ Castello Rossa
_ Dolomiti Doppio Malto
_ Dolomiti Pils
_ Kiefer
_ Pedavena
_ Pedavena Speciale
_ Forst Premium Lager
_ Forst Puro Malto
_ Forst Sixtus
_ Forst V.I.P. Pils
_ Menabrea Original
_ Weihenstephan Hefe analcolica
_ Weihenstephan Hefe Dunkel
_ Weihenstephan Hefe Hell
_ Weihenstephan Kristall
_ Weihenstephan Original Hell
_ Weihenstephan Original Hell
Analcolica
_ Weihenstephan Vitus Weizenbock
_ Weihenstephan Infinium
_ Xan Wellness
Bionda
_ Menabrea 150° Anniversario
Strong
_ Menabrea 1846 (Export)
_ Menabrea Christmas Beer
_ Menabrea Doppio Malto Rossa
_ Menabrea Top Restaurant 3,5°
_ Menabrea Top Restaurant Pils 55
_ Menabrea Top Restaurant 7,5°
_ Palmbrau Premium
_ Polsterbrau
_ Tappeto Volante
_ London Pride
_ Miller Genuine Draft
_ Nastro Azzurro
_ Peroncino
_ Peroni
_ Peroni Gran Riserva Doppio Malto
_ Peroni Gran Riserva Rossa
Puro Malto
_ Pferden
_ Pilsner Urquell
_ Raffo
_ Saint Benoit Amber
_ Saint Benoit Blanche
_ Saint Benoit Supreme
_ Saint Stefanus
_ Tourtel (Birra Analcolica)
_ Wuhrer
BIRRA CASTELLO SPA
_ Alpen Birra
_ Castello
_ Castello Analcolica
BIRRA FORST SPA
_ Forst 1857
_ Forst Bock chiara
_ Forst Christmas Brew
_ Forst Kronen
_ Forst Luxus Light
_ Forst Premium
BIRRA MENABREA SPA (GRUPPO FORST)
_ Allsopp's Strong Lager
_ Edel Bier
_ Menabrea 150° Anniversario
Ambrata
_ Menabrea 150° Anniversario
BIRRA PERONI SRL
_ Crazy Bull
_ Crystall Wührer
_ Fyord Brau
_ Golden Pride
_ Grolsch
_ Hopf
_ Hopsen Brau
_ Kozel
37
PRIVATE LABEL:
_ Admiral
_ Aster
_ Bruderhof
_ Lander
ANNUAL REPORT 2012 > DATI DI SINTESI_DATA SYNTHESIS
AZIENDE E MARCHI_COMPANIES AND BRANDS
CARLSBERG ITALIA SPA
_ Birrificio Angelo Poretti
3 Luppoli
_ Birrificio Angelo Poretti
4 Luppoli Originale
_ Birrificio Angelo Poretti
5 Luppoli Bock Chiara
_ Birrificio Angelo Poretti
6 Luppoli Bock Rossa
_ Birrificio Angelo Poretti
7 Luppoli Bock Non Filtrata
_ Carlsberg
_ Carlsberg Elephant
_ Carlsberg Special Brew
_ Corona Extra
_ Feldschlösschen Analcolica
_ Grimbergen Blanche
_ Grimbergen Blonde
_ Grimbergen Double
_ Holsten
_ Kronenbourg 1664
_ Modelo Especial
_ Negra Modelo
_ Tuborg Green
_ Tuborg Light
_ Tucher Dunkel
_ Tucher Keller
_ Tucher Pilsner
_ Tucher Übersee
_ Tucher Weizen
_ Theresianer Premium Lager
_ Theresianer Premium Pils
_ Theresianer Strong Ale
_ Theresianer Vienna
_ Theresianer Wit
_ Bulldog Strong Ale
fusto e bott. 33cl
_ Bulldog Strong Lager fusto
_ Bulmers sidro 56,8cl
_ Chimay Bianco
_ Chimay Blue (bott. da 33cl)
_ Chimay Rouge (bott. da 33cl )
_ Chimay Triple (bott. da 33cl ))
_ Ciney Blonde fusto
_ Ciney Brune fusto
_ Cristal Pils fusto
_ De Koninck
_ De Koninck Triple
_ Desperados 33cl
_ Dreher
_ Duchesse Bourgogne
(bott. 33cl e 75cl)
_ Duvel (bott. 33cl, 75cl e 150cl)
_ Erdinger Analcolica 33cl
_ Erdinger Dunkel 50cl
_ Erdinger Hefe
_ Erdinger Oktoberfest
_ Erdinger Pikantus 50cl
_ Erdinger Urweisse 50cl
_ Erdinger Weissbier
_ Erdinger Weiz
_ Fischer Blonde
_ Fischer Printemps
_ Fischer Tradition 65cl
_ Floreffe Blonde
(bott. 33cl e fusto)
_ Floreffe Brune
(bott. 33cl e fusto)
_ Floreffe Double
_ Floreffe Meilleure 33cl e 75cl
_ Floreffe Triple
(bott. 33cl, 75cl e fusto)
_ Foster's fusto
_ Foster's regular
_ Gasoline Strong
_ Golden Fire
_ Golden Fire Strong
_ Golden Fire Strong Lager
_ Heineken
_ Hopus 33cl
_ Ichnusa
_ Ichnusa Cruda
_ Ichnusa Speciale 33cl
_ J.Holt's
_ Jennas
_ John Smith's fusto
_ Judas 33cl
_ La Trappe Blonde
_ La Trappe Quadrupel
_ La Trappe Triple
_ Maes fusto e bott. 33cl
_ Malheur 10° 33cl e 75cl
_ Malheur 12° 33cl e 75cl
_ Malheur 8° 33cl
_ Malheur Brut 75cl
_ Malheur Cuvee Royale 75cl
_ Malheur Dark Brut 75cl
_ Maredsous 10° (bott. 33cl e 75cl)
_ Maredsous 6° (bott. 33cl e 75cl)
_ Maredsous 8° (bott. 33cl e 75cl)
_ Mc Farland
_ Mc Farland Golden Fire
_ Mc Farland Strong
_ McEwan's Lager fusto
_ McEwan's Scotch Ale fusto
_ Messina
_ Moinette Dupont Blonde
(bott. 33cl e 75cl)
_ Moinette Dupont Brune
_ Moretti La Rossa
_ Murphy's
_ Murphy's Red
_ Newcastle Brown Ale
fusto e bott. 33cl
_ Paulaner Oktoberfest
_ Paulaner Original 33cl
_ Paulaner Weissbier 50cl
_ Paulaner Weizen Hefe
_ Pelforth Brune 65cl
_ Prinz
_ Reiner Brau
_ Rochefort 10° (bott. 33cl)
_ Rochefort 6° (bott. 33cl)
_ Rochefort 8° (bott. 33cl)
_ Saint Martin Ambree (bott. 75cl)
_ Saint Martin Blond (bott. 75cl)
_ Saison 1900 (bott. 33cl e 75cl)
_ Saison Dupont (bott. 33cl e 75cl)
_ Sans Souci
_ Scotch Silly 33cl
_ Silly Pills 75cl
_ Slalom Strong Lager
fusto e bott. 33cl
_ Strongbow Sidro fusto
_ Thwaites Smooth
_ Trois Monts (bott. 75cl)
_ Von Wunster
_ Von Wunster Analcolica
_ Watney's fusto
_ Westmalle Double (bott. 33cl )
_ Westmalle Triple (bott. 33cl e 75cl)
_ Westvleteren
_ Wieckse Witte
PRIVATE LABEL:
_ Krone
HAUSBRANDT TRIESTE 1892 SPA
_ Theresianer Bock
_ Theresianer Pale Ale
HEINEKEN ITALIA SPA
_ Abbaye de Forest Blond
(bott. 33cl e 75cl)
_ Abbaye de Forest Rossa (fusto)
_ Achel Blonde 33cl
_ Achel Brune 33cl
_ Achel Brune extra 75cl
_ Adelscott 33cl
_ Affligem Blonde
_ Affligem Brune
_ Affligem Christmas
_ Affligem Patersvat
_ Affligem Rouge
_ Affligem Triple
_ Amstel
_ Amstel 1870
_ Amstel Pulse
_ Baffo D'Oro
_ Barbar Blonde 33cl
_ Barbar Brune 33cl
_ Beamish fusto
_ Belgian Kriek 33cl
_ Birra Moretti
_ Birra Moretti Doppio Malto 33cl
_ Birra Moretti Grand Cru 75cl
_ Birra Moretti Zero
_ Blanche de Bruxelles 33cl e 75cl
_ Blanche de Silly
_ Bochr
_ Boucanier Dark Ale 33cl
_ Boucanier Caribb Ale
_ Boucanier Golden Ale
(33cl, 75cl e fusto)
_ Boucanier Red Ale 33cl
_ Brand
_ Brugs fusto
_ Brugse Zot Blond 33cl e 75cl
_ Brugse Zot Dubbel 33cl e 75cl
38
ASSOBIRRA
MARCHI PRODOTTI E/O DISTRIBUITI DALLE BIRRERIE ARTIGIANALI
_BRANDS IN ITALY PRODUCED AND/OR DISTRIBUTED BY MICRO BREWERIES
32 VIA DEI BIRRAI
_ Admiral
_ Atra
_ Audace
_ Curmi
_ Nebra
_ Nectar
_ Oppale
_ Tre+Due
_ Panormita
_ Prima
_ Settantasett
_ Jacob's Red Ale
_ La Zia Ale
_ Shaula Bock
_ Spica Weizen
_ Amarcord Riserva Speciale
_ La Fogheraccia
_ La Gradisca
_ La Mi Dòna
_ La Tabachéra
_ La Volpina
_ Cocoa Cacao
_ Kastagna
_ Kuasapa
_ La Zia Ale
_ 'Na birretta Chiara
_ Onda Bionda
_ Raaf
_ Schock
_ Shockwood
_ Weisse
_ Wildyest
BIRRA LINEA TURATELLO:
_ La Matta Bionda
_ La Matta Rossa
_ Oltremare
_ Enkir
_ Equilibrista
_ Genziana
_ Hoppy Cat
_ Imperiale
_ KeTo ReAle
_ KeTo RePorter
_ La Zia Ale
_ Maledetta
_ My Antonia
_ Old Antonia
_ Perle ai Porci
_ ReAle
_ Reale Anniversario
_ ReAle Extra
_ RePorter
_ Rubus
_ Scik Pils
_ Stelle e Strisce
_ Trentatrè Ambrata
_ Trentatrè Bruna
_ Trentatrè Dorata
_ Oops
_ Quinta Saison
_ Sfumatura
_ Sonica
_ Tuscia
_ Ultrasonica
AEFFE
_ Cinquant
_ Diciannov
ATLAS COELESTIS
_ Caesar
_ Cometa
_ The First Lager
BIRRA AMARCORD
_ Ama Bionda
_ Ama Bruna
_ Ama Mora
BIRRADAMARE
_ Bifuel
_ Birradamare Rossa
_ Birradamare Nera
_ Birra de Natale
_ Birra Roma ambrata
_ Birra Roma bionda
BIRRA DEL BORGO
_ 16 gradi
_ 25dodici
_ Bdb(g)bodyIbù
_ CastagnAle
_ Cortigiana
_ Ducale
_ Duchessa
_ Duchessic
BIRRA TURAN
_ Dalhia
_ Fugace
_ La Zia Ale
BIRRIFICIO ARTIGIANALE GILAC
_ Gilac ‘07
39
ANNUAL REPORT 2012 > DATI DI SINTESI_DATA SYNTHESIS
AZIENDE E MARCHI_COMPANIES AND BRANDS
BIRRIFICIO BALADIN
BIRRA IN BOTTIGLIE
LINEA BALADIN:
_ Birra Cu+Annual
_ Birra Elixir
_ Birra Isaac
_ Birra Lune
_ Birra Mielika
_ Birra Nazionale
_ Birra Noel/Leon
_ Birra Nora
_ Birra Open
_ Birra Open Noir
_ Birra Super
_ Birra Terre
_ Birra Wayan
_ Birra Wayan Mama Kriek
_ Birra Xfumé
_ Birra Xyauyu
_ Birra Zucca
_ Birra Lurisia Sei
_ Birra Lurisia Otto
_ Birra Lurisia Dieci
_ Birra Lurisia Dodici
_ Brune
_ Mielika
_ Noel/Leon
_ Nora
_ Pils
_ Speciale
_ Wayan
BIRRA IN BOTTIGLIE
LINEA LURISIA:
_ Birra Lurisia Quattro
_ Birra Lurisia Cinque
BIRRA IN FUSTO
LINEE BALADIN E LURISIA:
_ Ambrata
_ Birra Lurisia Quattro
_ Birra Lurisia Sei
_ Birra Lurisia Otto
_ Birra Lurisia Dieci
_ BdG Harvest
_ BdG Highlander
_ BdG India Pale Ale
_ BdG Old Burton Ipa
_ BdG Red Squirrell
_ BdG Rude Boy
_ Gairlock
_ Nirvana
_ Scarlet
_ Cimina
_ Flaminia
_ Francigegna
_ La Zia Ale
_ Smokedbier
_ Taz’zero
_ Tazebier
_ Tazeweizen
_ Geisha
_ IPA - India Pal Ale
_ Palanfrina
_ Panada
_ Patela
_ Port'er Meko
_ Shangrilà
_ Shangrilà Fumé
_ Stella di Natale
_ Turbacci Castagna
_ Turbacci Eroica
_ Turbacci Hopfull
_ Turbacci Noel (Birra di Natale)
_ Turbacci Quinn
_ Turbacci Riserva
_ Turbacci Strong Ale
_ Turbacci Super
_ Turbacci Weiss
_ Bozner Dunkl
_ Bozner Weizn
BIRRIFICIO DEL GOLFO
_ BdG Castagnassa
_ BdG Chocolate Stout
_ BdG Golden Ale
_ BdG Scotch Ale
_ BdG Summer Ale
_ BdG Winter Ale
BIRRIFICIO DELL’ASPIDE
_ Blonde
_ Fenix
BIRRIFICIO ITINERIS
_ Amerina
_ Cassia
BIRRIFICIO TAZEBAO
_ Birra di Natale
_ Mittelbier
BIRRIFICIO TROLL
_ Daù
_ Dorina
_ Febbre alta
BIRRIFICIO TURBACCI
_ La Zia Ale
_ Turbacci Ale
_ Turbacci Black
BOZNER BRAU
_ Bozner Bier
CASA VECCIA
_ Calibro 5
_ Vacanze Romane (solo su Roma)
40
_ Dazio
_ Formenton
ASSOBIRRA
FREE LIONS BREWERY
_ +39
_ Area51
_ La Zia Ale
_ MADdkè
_ Madonna Pils
_ Morgause
_ Neverending
_ Rivale
_ BEFeD Maerzen
_ BEFeD Stout
_ BEFeD Strong Lager
_ BEFeD Weiss
_ CDB Amber Drop
_ Costadoro Amer
_ Costadoro Blanche
_ Costadoro Gold
_ Isthar
_ Kest’è
_ Memoriae
_ Noscia
_ Pandora
_ Tschol
_ Maltus Faber Blonde Hop
_ Maltus Faber Brune
_ Maltus Faber Extra Brune
_ Maltus Faber Extra Brune Barricata
_ Maltus Faber Imperial
_ Maltus Faber Imperial Barricata
_ Maltus Faber Triple
_ Maltus Faber Triple Hop
_ Martesana Ambrata
_ Martesana Bianca
_ Martesana Blonde
_ Maxela
_ Noel
_ Saison Bionda
_ Saison Rossa
_ San Biagio Kriek
_ Sei Punto Uno
_ Verbum
BIRRA IN FUSTO:
_ San Biagio
_ San Biagio Clara
_ San Biagio Otra
_ Mr. Malto Premium Pils
_ Mr. Malto Premium red
LA COMPAGNIA DELLA BIRRA
_ BEFeD Blanche
_ BEFeD Bock
_ BEFeD Lager
MALTOVIVO
_ Black Lizard
_ Fahrenheit
MALTUS FABER
_ Maltus Faber Amber Ale
_ Maltus Faber Ambrata
_ Maltus Faber Bianca
_ Maltus Faber Blonde
MASTRI BIRRAI UMBRI
_ Birra I Cavalieri
_ Mastri Birrai Umbri
MONASTERO SAN BIAGIO
_ Ambar
_ Aurum
_ Gaudens
_ Monasta
MR. MALTO
_ La Zia Ale
PRATOROSSO SOCIETÀ AGRICOLA
_ Gaita -5
_ Pratorosso Bianca
_ Pratorosso Bionda
_ Pratorosso Chiara
_ Pratorosso Rossa
_ Pratorosso Scura
_ Buschina
_ Del Tempio
_ Dell’Apostolo
_ Della Scala
_ Hefe-Weizen
_ La Rossa di Chioggia
SAN GABRIEL
_ Ambra Rossa
_ Ambra Rossa 1997 Vintage
_ Bionda
41
41
_ La Rossa di Verona
_ Nera di Tarzo
_ Nera Opitergium
ANNUAL REPORT 2012 > DATI DI SINTESI_DATA SYNTHESIS
BIRRA IN ITALIA_BEER IN ITALY
MERCATO (000 HL)_MARKET (000 HL)
Produzione
Production
(+)
Importazione
Import
(-)
Esportazione
Export
(=)
Consumo
Consumption
2002
12.592
4.437
689
16.340
2003
13.673
4.664
884
17.453
2004
13.170
4.873
849
17.194
2005
12.798
5.258
716
17.340
2006
12.818 *
5.814
781
17.851
2007
13.462 *
6.119
1.068
18.513
2008
13.343 *
5.996
1.503
17.836
16.855
2009
12.776 *
5.822
1.743
2010
12.814 *
6.304
1.869
17.249
2011
13.410 *
6.391
2.086
17.715
2012
13.482 *
6.144
1.990
17.636
* Compresi microbirrifici e aziende non associate
* Micro breweries and no member breweries included
17.636
13.482
13.410
17.249
12.814
16.855
12.776
13.343
17.836
18.513
13.462
17.851
17.194
17.340
12.818
10.000
12.798
12.592
12.000
13.170
14.000
13.673
16.340
16.000
17.453
18.000
17.715
20.000
8.000
6.000
4.000
2.000
0
2002
2003
2004
Produzione_Production
42
2005
2006
2007
2008
Consumo_Consumption
2009
2010
2011
2012
ASSOBIRRA
VENDITE E INCIDENZA % MESE SU ANNO_SALES AND INCIDENCE % MONTH/YEAR
2010
hl
1.107.632,51
Gennaio - January
Febbraio - February
2011
%
6,42
hl
1.090.960,60
2012
%
6,16
hl
1.056.175,22
%
5,99
5,40
891.568,58
5,17
937.390,38
5,29
952.595,63
Marzo - March
1.290.836,73
7,48
1.209.241,54
6,83
1.236.218,80
7,01
Aprile - April
1.438.190,55
8,34
1.573.547,77
8,88
1.357.036,93
7,69
10,84
Maggio - May
1.692.806,68
9,81
1.817.054,58
10,26
1.911.969,81
Giugno - June
2.220.459,43
12,87
2.123.550,39
11,99
2.094.217,89
11,87
Luglio - July
2.345.248,23
13,60
2.183.328,15
12,33
2.417.583,04
13,71
Agosto - August
1.848.783,81
10,72
2.013.870,21
11,37
2.108.830,01
11,96
Settembre - September
1.322.329,14
7,67
1.518.714,13
8,57
1.340.866,59
7,60
995.071,54
5,77
1.120.538,54
6,33
1.167.348,52
6,62
Novembre - November
1.039.984,08
6,03
1.057.470,02
5,97
1.000.545,31
5,67
Dicembre - December
1.055.912,24
6,12
1.068.834,24
6,03
992.879,60
5,63
17.248.823,52
100,00
17.714.500,55
100,00
17.636.267,35
100,00
Ottobre - October
TOTALE - TOTAL
2012
5,99%
5,40%
Gennaio - January
Febbraio - February
7,01%
7,69%
Marzo - March
Aprile - April
10,84%
Maggio - May
11,87%
Giugno - June
13,71%
Luglio - July
11,96%
Agosto - August
7,60%
Settembre - September
6,62%
Ottobre - October
5,67%
5,63%
Novembre - November
Dicembre - December
800
1000
1200
1400
1600
1800
CONCENTRAZIONE STAGIONALE_SEASON SALES
2010
Gennaio/Febbraio
January/February
Maggio/Agosto
May/August
11,59
47,00
2011
11,45
45,94
2012
11,39
48,38
43
2000
2200
2400
ANNUAL REPORT 2012 > DATI DI SINTESI_DATA SYNTHESIS
BIRRA IN ITALIA_BEER IN ITALY
CONSUMO PRO-CAPITE (2002-2012 IN LITRI)
_PER CAPITA CONSUMPTION (2002-2012 LITER)
2002
28,2
2003
30,1
2004
29,6
2005
29,9
2006
30,3
2007
31,1
2008
29,4
2009
28,0
2010
28,6
2011
29,8*
2012
29,5
* Dato della popolazione rettificato dall’ISTAT a seguito di ricostruzione
intercensuaria
Population numbers rectified by ISTAT following the 2011 census
29,8
29,9
28,6
29,4
27,5
28,0
31,1
28,5
29,6
29,5
30,1
28,2
30,5
29,5
30,3
31,5
26,5
25,5
24,5
23,5
22,5
2002
2003
2004
2005
2006
2007
2008
2009
2010
2011
2012
Litri pro capite_ Liters per capita
44
ASSOBIRRA
STRUTTURA DELL’OFFERTA 2008-2012_SUPPLY 2008-2012
Aziende birrarie
Brewing Companies
2008
2009
2010
(000 hl)
%
(000 hl)
%
(000 hl)
%
5.538,0
31,0
5.143,0
30,5
5.151,0
29,9
Birra Peroni Srl
3.681,0
20,6
3.330,0
19,8
3.258,0
Carlsberg Italia Spa
1.088,0
6,1
1.003,0
6,0
989,0
Birra Forst Spa
623,0
3,5
622,0
3,7
Birra Menabrea Spa
136,0
0,8
151,0
Birra Castello Spa
908,0
5,1
19,0
0,1
Anheuser-Busch InBev Italia Spa 1.290,0
Altri (microbirrifici e aziende non associate)
Others (microbreweries and
no member breweries)
290,0
Heineken Italia Spa
Hausbrandt Trieste 1892 Spa
Importazioni
di terzi non associati
No member
third parties imports
TOTALE_TOTAL
2011
%
2012
(000 hl)
%
5.280,0 29,8
5.259,0
29,8
18,9
3.197,0
18,0
3.320,0
18,8
5,7
1.019,0
5,8
1.052,0
6,0
611,0
3,5
609,0
3,4
605,0
3,4
0,9
162,0
0,9
180,0
1,0
185,0
1,0
901,0
5,3
889,0
5,2
891,0
5,0
1.047,0
5,9
21,0
0,1
25,0
0,1
26,0
0,1
28,0
0,2
7,2
1.251,0
7,4
1.279,0
7,4
1.308,0
7,4
1.295,0
7,3
1,6
290,0
1,6
425,0
2,5
500,0
2,8
450,0
2,6
4.263,0
23,9
4.143,0
24,6
4.460,0
25,9
4.705,0 26,6
4.395,0
24,9
17.836,0
100,0
16.855,0 100,0
17.249,0
100,0
17.636,0
100
45
(000 hl)
17.715,0 100
ANNUAL REPORT 2012 > DATI DI SINTESI_DATA SYNTHESIS
BIRRA IN ITALIA_BEER IN ITALY
SEGMENTAZIONE DEL MERCATO_MARKET SEGMENTATION
Dato riferito alle sole aziende birrarie associate_ Date refers to associated companies
TIPI DI BIRRA_TYPES OF BEER
2011
12,76
32,65
47,49
2,12
4,30
0,68
100
Specialità
Premium
Main stream
Economy
Private label
Analcolica
Totale_Total
13,40% - Specialità
Specialties
0,65% - Analcolica
Non-Alcoholic
2012
13,40
30,34
46,96
2,23
6,42
0,65
100
6,42% - Private label
30,34% - Premium
2,23% - Economy
46,96% - Main stream
CANALE DISTRIBUTIVO 2005-2012_DISTRIBUTION CHANNEL 2005-2012
Anno
Fuori casa
Year
2005
2006
2007
2008
2009
2010
2011
2012
Totale_Total
On trade
42,5
45,4
45,5
44,3
43,2
42,7
41,8
41,0
100
Distribuzione moderna,
alimentare, tradizionale
Off trade
57,5
54,6
54,6
55,6
56,8
57,3
58,2
59,0
100
41,0% - On trade
59,0% - Off trade
CONTENITORI 2005-2012_PACKAGING 2005-2012
Fusti_Draughts
Bottiglie di vetro_Glass bottles:
-a rendere_returnable
-a perdere_non returnable
Lattine_Cans
Totale_Total
2005
14,0
2006
13,37
2007
15,33
2008
14,63
2009
15,2
2010
14,8
2011
14,9
2012
13,74
9,4
68,2
8,4
100
8,07
70,59
7,96
100
8,2
68,7
7,84
100
7,94
69,01
8,42
100
7,75
69,03
8,01
100
7,64
70,06
7,5
100
7,33
69,78
7,99
100
7,47
70,35
8,44
100
7,47% - Bottiglie di vetro a rendere
Glass bottles returnable
13,74 % - Fusti
Draughts
8,44% - Lattine
Cans
46
70,35% - Bottiglie di vetro a perdere
Glass bottles non returnable
ASSOBIRRA
IMPORT & EXPORT
ITALIA: SALDO COMMERCIALE 2002-2012 (000 HL)_ITALIAN TRADE BALANCE 2002-2012 (000 HL)
Anno_Year
Esportazioni_Export
Importazione_Import
689
4.437
2002
Saldo commerciale_Trade balance
-3.748
2003
884
4.664
-3.780
2004
849
4.873
-4.024
2005
716
5.258
-4.542
2006
781
5.814
-5.033
2007
1.068
6.119
-5.051
2008
1.503
5.996
-4.493
2009
1.743
5.822
-4.079
2010
1.869
6.304
-4.435
2011
2.086
6.391
-4.305
2012
1.990
6.144
-4.154
5400
4.437
4.664
4500
4200
3900
4.873
4800
6.144
6.304
5.258
5100
5.822
5700
5.996
5.814
6.119
6000
6.391
6300
3600
3300
3000
2700
2400
1.503
1200
1.990
1.068
781
716
849
300
884
600
689
900
2.086
1500
1.743
1800
1.869
2100
0
2002
2003
Export
2004
2005
2006
Import
47
2007
2008
2009
2010
2011
2012
ANNUAL REPORT 2012 > DATI DI SINTESI_DATA SYNTHESIS
IMPORT & EXPORT
IMPORTAZIONE DI BIRRA IN ITALIA 2007-2012 (HL)_ITALIAN IMPORT OF BEER 2007-2012 (HL)
Germania_Germany - D
Paesi Bassi_Netherlands - NL
Belgio/Lux._Belgium/Lux. - B
Danimarca_Denmark - DK
Regno Unito_United Kingdom - UK
Slovenia_Slovenia - SI
Polonia_Poland - PL
Estonia_Estonia - EE
Finlandia_Finland - FI
Spagna_Spain - E
Austria_ Austria - A
Irlanda_Ireland - IRL
Lettonia_Latvia - LV
Lituania_Lithuania - LT
Francia _France - F
Rep. Ceca_Czech Rep. - CZ
Grecia_Greece - GR
Svezia_Sweden - S
Portogallo_Portugal - P
Slovacchia_Slovakia - SK
Cipro_Cyprus - CY
Romania_Rumania - RO
Bulgaria_Bulgaria - BG
Malta_Malta - M
Totale UE_ Total EU
Cina_China - RC
Messico_Mexico - MEX
Turchia_Turkey - TR
Svizzera_Swiss - CH
Giappone_ Japan - JAP
Altri Paesi Terzi_Other Third Countries
Totale Paesi Terzi_Total Third Countries
Totale UE_ Total EU
2007
3.613.207,77
694.083,03
189.257,19
553.044,70
165.934,68
179.727,53
37.129,89
444,62
0,00
212.292,91
133.073,98
99.126,76
2008
3.450.551,79
702.755,83
203.684,18
508.698,13
137.929,65
204.145,09
57.551,94
0,00
0,00
133.450,36
124.124,33
79.279,06
2009
3.223.221,02
695.367,71
314.475,23
351.201,00
130.868,02
256.574,21
100.319,34
222,24
0,00
141.438,26
140.140,01
79.729,33
137.784,91
23.823,54
574,05
1.413,77
22.253,43
379,21
0,00
9.183,54
2010
3.345.692,44
728.546,37
371.808,56
431.830,28
148.306,31
209.129,48
100.710,95
207,36
0,00
166.407,09
137.636,27
76.968,79
172,98
87,60
271.249,08
46.422,47
556,00
2.809,00
2.841,25
726,15
0,00
17.136,97
2011
3.409.268,00
701.690,10
442.104,67
386.673,21
181.122,69
208.938,32
120.941,60
649,08
0,00
157.632,08
116.050,83
85.497,55
110,00
0,00
284.265,41
50.218,26
848,00
708,33
0,00
249,48
0,00
20.451,17
1.170,74
5.745.944,17
3.969,75
5.632.938,57
7.876,44
6.067.121,84
10.731,82
6.178.150,60
2012
3.198.664,46
596.846,24
455.619,12
323.094,60
209.215,81
244.071,43
188.216,51
432,72
0,00
104.842,86
135.676,30
83.800,96
0,00
0,00
235.500,97
63.631,65
759,90
1.802,02
8,71
0,00
1.947,99
28.545,24
384,59
21.174,14
5.894.236,22
64.757,61
39.151,52
367,53
3.845,30
9.226,07
136,86
1.492,01
84.743,06
37.309,68
433,27
3.801,08
13.188,10
0,00
0,00
3.127,88
386,88
5.996.686,84
30.029,98
60.393,05
14.436,79
5.450,99
2.160,48
9.681,59
122.152,88
29.771,01
189.064,31
4.410,17
5.656,10
3.438,69
17.350,48
249.690,76
23.948,76
142.932,99
1.769,67
5.219,49
3.931,64
11.229,25
189.031,80
30.792,08
154.057,08
1.341,36
5.882,73
584,46
20.483,21
213.140,92
31.188,88
195.618,28
680,40
6.441,03
583,26
16.488,23
250.000,08
6.118.839,72
5.995.634,93
5.821.970,37
6.391.291,52
6.144.236,30
31.654,14
175.733,81
1.271,96
4.113,44
1.555,07
23.287,24*
236.651,98
6.304.737,50
* Dato ISTAT rettificato
PAESI PIÙ RAPPRESENTATIVI_MOST SIGNIFICANT COUNTRIES
52,06% - Germania
Germany
4,07% - Altri Paesi Terzi
Other third countries
26,74% - Altri Paesi UE
Other EU countries
Fonte: elaborazione AssoBirra su dati ISTAT 2012
Source: elaboration AssoBirra from ISTAT data 2012
48
9,71% - Paesi Bassi
Netherlands
7,42% - Belgio/Lux.
Belgium/Lux.
ASSOBIRRA
ESPORTAZIONI ITALIANE DI BIRRA 2007-2012 (HL)_ITALIAN EXPORT OF BEER 2007-2012 (HL)
Regno Unito_United Kingdom - UK
Germania _Germany - D
Francia _France - F
Malta_Malta - MT
Romania_Rumania - RO
Paesi Bassi_Netherlands - NL
Altri Paesi UE_Other EU countries
Totale UE_ Total EU
Stati Uniti_USA
Australia_Australia - AUS
Albania _Albania - AL
Sud Africa_South Africa - ZA
Altri Paesi e punti franchi
Other countries/free points
Totale_ Total
2007
260.420,47
10.626,15
13.188,18
62.862,74
13.865,02
13.188,18
179.171,08
528.830,65
2008
137.771,85
42.494,60
38.651,00
73.924,85
26.436,33
32.257,43
162.382,23
444.987,36
2009
229.175,39
3.602,51
59.608,65
50.234,76
6.484,22
30.325,88
102.476,26
471.820,94
113.477,34
42.865,83
67.407,26
203.622,44
136.509,64
70.957,71
104.935,44
113.767,82
111.772,66
1.067.976,18
2010
1.016.934,82
4.694,22
174.545,50
1.380.820,60
2011
1.253.491,33
7.322,98
91.183,64
9.811,39
10.986,50
6.559,47
164.200,78
1.543.556,09
2012
1.040.014,99
6.232,02
50.703,65
7.004,62
2.808,89
20.536,51
187.978,65
1.315.279,33
157.113,18
112.211,61
132.300,02
108.679,57
176.545,20
47.850,98
111.171,30
67.257,53
186.946,70
13.010,13
89.460,96
130.454,61
217.472,44
20.011,41
67.140,02
204.889,87
31.702,65
761.156,71
85.197,07
123.109,72
165.593,32
1.067.976,18
1.743.282,03
1.868.842,68
2.086.538,21
1.990.386,39
171.346,03
13.300,03
PAESI PIÙ RAPPRESENTATIVI_MOST SIGNIFICANT COUNTRIES
8,32% - Altri Paesi
Other countries
10,29% - Sud Africa
South Africa
3,37% - Albania
Albania
52,25% - Regno Unito
United Kingdom
1,01 % - Australia
Australia
10,93% - Stati Uniti
USA
9,44% - Altri Paesi UE
Other EU countries
1,03% - Paesi Bassi
Netherlands
0,14% - Romania
Rumania
0,35% - Malta
Malta
0,31% - Germania
Germany
2,55% - Francia
France
Fonte: elaborazione AssoBirra su dati ISTAT 2012
Source: elaboration AssoBirra from ISTAT data 2012
49
ANNUAL REPORT 2012 > DATI DI SINTESI_DATA SYNTHESIS
BIRRA IN EUROPA_BEER IN EUROPE
PRODUZIONE 2007-2012 (000 HL)_PRODUCTION 2007-2012 (000 HL)
Germania_Germany - D
Regno Unito_United Kingdom - UK
Spagna_Spain - E
Polonia_Poland - PL
Paesi Bassi_Netherlands - NL
Rep. Ceca_Czech Rep. - CZ
Belgio_Belgium - B
Francia _France - F
Italia_Italy - I
Austria_ Austria - A
Danimarca_Denmark - DK
Irlanda_Ireland - IRL
Ungheria_Hungary - H
Portogallo_Portugal - P
Finlandia_Finland - FI
Slovacchia_Slovakia - SK
Grecia_Greece - GR
Svezia_Sweden - S
Lituania_Lithuania - LT
Lussemb_Luxemburg - LUX
Slovenia_Slovenia - SI
Malta_Malta - M
Cipro_Cyprus - CY
Bulgaria_Bulgaria - BG
Lettonia_Latvia - LV
Estonia_Estonia - EE
Svizzera_Swiss - CH
Norvegia_Norway - N
Romania_Rumania - RO
Totale_ Total
* Eurostat
2007
2008
100.628
51.341
34.343
36.895
27.259
19.897
18.480
15.094
13.462
9.044
7.604
9.270
7.584
8.191
4.547
3.683
4.340
4.428
3.225
322
1.546
110
386
5.298
1.410
1.413
3.532
2.553
19.554
415.438
99.910
49.469
33.402
37.108
27.181
19.806
18.044
14.777
13.343
8.937
6.474
8.846
7.102
8.208
4.470
3.558
4.374
4.288
3.074
312
1.553
112
399
5.358
1.307
1.275
3.625
2.560
20.640
409.512
*
*
**
**
**
** Canadian Global beer trend 2009 edition
*
*
**
**
2009
2010
98.078
45.141
33.825
35.992
25.376
18.187 *
18.009
14.731
12.776
8.728
6.046
8.041
6.348
7.833
4.491
3.264
4.177
4.455
2.794
325 **
1.443
104 **
355
4.825
1.357
1.234
3.555
2.516
17.600
391.606
95.863
44.997
33.375
36.621
24.218
17.020
18.123
14.290
12.814
8.670
6.335
8.249
6.295
8.312
4.491
3.112
4.178
4.354
2.664
302 **
1.390
414 **
340
4.800
1.455
1.312
3.539
2.435
16.920
386.888
*** Dato 2010_Datum 2010
2011
2012
95.545
45.701
33.573
37.854
23.644
17.705
17.705
15.910
13.410
8.917
6.335
8.249
6.249
8.312
4.491
3.124
4.178
4.354
3.050
302
1.640
128
316
4.820
1.455
1.312
3.546
2.346
16.900
391.071
94.618
42.049
33.000
39.294
24.200
18.165
18.751
17.132
13.482
8.927
6.080
8.195
6.159
7.986
4.030
3.206
4.178
4.354
3.050
302
1.556
128
316
4.820
1.455
1.312
3.515
2.310
16.900
389.470
***
***
***
***
***
***
***
***
***
***
°
***
°
°
°
***
***
°
° Dato 2011_Datum 2011
24,3% - Germania
Germany
PAESI PIÙ RAPPRESENTATIVI_
MOST SIGNIFICANT COUNTRIES
10,8% - Regno Unito
United Kingdom
18,5% - Altri Paesi
Other Countries
8,5% - Spagna
Spain
4,3% - Romania
Rumania
3,5% - Italia
Italy
10% - Polonia
Poland
4,4% - Francia
France
6,2% - Paesi Bassi
Netherlands
4,8% - Belgio
Belgium
Fonte_Source: AssoBirra & The Brewers of Europe 2012
50
4,7% - Rep Ceca
Czech Rep.
ASSOBIRRA
CONSUMO PRO CAPITE 2007-2012 (000 HL)_PER CAPITA CONSUMPTION 2007-2012 (000 HL)
Rep Ceca_Czech Rep. - CZ
Germania_Germany - D
Austria_ Austria - A
Irlanda _Ireland - IRL
Lussemb._Luxemburg - LUX
Regno Unito_United Kingdom - UK
Belgio_Belgium - B
Spagna_Spain - E
Danimarca_Denmark - DK
Slovacchia_Slovakia - SK
Finlandia_Finland - FI
Lituania_Lithuania - LT
Paesi Bassi_Netherlands - NL
Polonia_Poland - PL
Slovenia_Slovenia - SI
Estonia_Estonia - EST
Bulgaria_Bulgaria - BG
Ungheria_Hungary - H
Cipro_Cyprus - CY
Portogallo_Portugal - P
Svezia_Sweden - S
Malta_Malta - M
Grecia_Greece - GR
Lettonia_Latvia - LV
Svizzera_Swiss - CH
Francia_France - F
Romania_Rumania - RO
Norvegia_Norway - N
Italia_Italy - I
Totale_ Total
2007
2008
2009
2010
158,8
111,8
108,2
105,5
104,9
87,7
86,0
83,5
82,2
79,3
90,8
95,3
77,5
93,0
89,8
94,7
74,0
73,4
55,3
61,1
52,9
41,1
40,4
70,0
57,1
30,7
89,0
54,0
31,1
80,3
158,1
111,1
109,7
98,6
80,7
83,9
82,0
77,2
78,3
77,4
89,2
91,3
78,5
94,0
92,6
88,1
73,0
71,8
58,2
61,0
51,6
46,3
40,8
68,3
58,0
30,6
93,0
54,0
29,6
78,3
159,3
109,6
106,2
91,0
85,6
75,8
81,0
77,2
71,5
75,0
87,7
83,0
72,8
85,0
88,6
85,4
67,0
65,0
51,0
59,0
52,3
48,9
38,5
62,9
57,2
30,7
81,0
55,0
28,0
74,8
134,0 *
107,4
106,0
90,0
85,0 *
73,7
78,0
77,1
*
*
*
*
*
*
*
*
*
*
*
*
78,5
87,7
84,0 *
72,0
91,0
85,0
78,0
67,0
61,0
52,3
59,0
53,0
47,0
38,0
69,8
57,2
30,5
79,0
56,0
28,6
72,2
2011
2012
154,0
107,2
108,3
90,0
85,0
71,6
145,0
48,2
68,0
70,2
87,7
95,0
71,7
95,0
81,0
78,0
69,0
61,0
51,4
59,0
53,0
45,2
38,0
69,8
57,9
30,0
89,0
59,0
29,8
74,7
144,0
105,5
107,8
85,6
85,0
68,5
74,0
47,5
90,0
72,9
84,5
95,0
72,3
98,0
77,8
78,0
69,0
61,0
51,4
49,0
53,0
45,2
38,0
69,8
57,3
30,0
89,0
45,9
29,5
71,5
***
***
***
***
***
***
*
***
***
****
***
°
***
°
***
°
***
°
***
***
°
* Canadian Global beer trend 2009 edition
** Non disponibile_Not available
*** Dato 2010_Datum 2010
° Dato 2011_Datum 2011
**** Dato modificato a seguito di ricostruzione intercensuaria ISTAT della popolazione 2011_Datum rectified following the 2011 census by ISTAT
Fonte_Source: AssoBirra & The Brewers of Europe 2012
51
ANNUAL REPORT 2012 > DATI DI SINTESI_DATA SYNTHESIS
ACCISE_EXCISE
ACCISE SULLE BEVANDE ALCOLICHE IN ITALIA *_EXCISE ON ALCOHOLIC BEVERAGES IN ITALY
BIRRA (MIGLIAIA DI EURO) 2005-2012_BEER (THOUSANDS OF EUROS) 2005-2012
Anno
Year
Imposta di fabbricazione
Excise duty
2005
2006
2007
2008
2009
2010
2011
2012
377.000
471.000
473.000
466.000
456.000
439.000
443.000
428.000
Sovrimposta di confine
Additional border tax
Totale
Total
1.468
1.985
2.722
1.412
1.152
1.334
1.432
1.238
378.468
472.985
475.722
467.412
457.152
440.334
444.432
429.238
SPIRITI (MIGLIAIA DI EURO) 2005-2012_SPIRIT (THOUSAND OF EUROS) 2005-2012
Anno
Year
Imposta di fabbricazione
Excise duty
Sovrimposta di confine
Additional border tax
2005
2006
2007
2008
2009
2010
2011
2012
590.542
584.812
579.884
541.813
555.310
532.645
540.635
508.876
3.242
3.054
4.494
3.955
3.528
3.526
4.423
4.060
BIRRA_BEER
Totale
Total
593.784
587.866
584.378
545.768
558.838
536.171
545.058
512.936
SPIRITI_SPIRIT
600.000
500.000
450.000
500.000
400.000
350.000
400.000
300.000
300.000
250.000
200.000
200.000
150.000
100.000
100.000
2008
2009
2010
2011
2012
2008
2009
2010
2011
Imposta di fabbricazione_Excise duty
Imposta di fabbricazione_Excise duty
Sovrimposta di confine_Additional border tax
Sovrimposta di confine_Additional border tax
* Le accise sul vino in Italia ammontano a zero
* Excise duty on wine in Italy comes to zero
52
2012
Fonte: elaborazione AssoBirra su dati del Ministero dell’Economia
Source: elaboration AssoBirra from Ministry of Economy data
Svezia - S
80,0
93,2
108,4
53
Ungheria - H
Svizzera - CH
Spagna - E
9,9
28,2
18,6
22,5
18,0
26,1
20,6
17,2
14,9
9,8
9,5
11,8
14,9
34,5
35,9
31,2
28,8
42,3
52,8
50,0
Slovenia - SI
Slovacchia - SK
Romania - RO
Rep. Ceca - CK
Portogallo - P
Polonia - PL
Olanda - NL
Malta - M
Lussemburgo - L
Lituania - LT
9,4
10,0
Lettonia - LV
Italia - I
Grecia - GR
Germania - D
Francia - F
Estonia - EE
6,0
30,0
Regno Unito - UK
282,2
240,0
Danimarca - DK
Cipro - CY
9,2
20,5
40,0
Norvegia - N
91,8
40,0
Bulgaria - BG
Belgio - B
0
Irlanda - IRL
143,5
120,0
24,0
20,0
Finlandia - FI
Austria - A
ASSOBIRRA
ACCISE MEDIE PER ETTOLITRO DI BIRRA NEI PAESI EUROPEI (EURO - MAGGIO 2013)
_AVERAGE EXCISE DUTY PER HL OF BEER IN THE EUROPEAN COUNTRIES (EUROS - MAY 2013)
280,0
200,0
160,0
0
Fonte: Commissione Europea
Source: European Commission
54
147,66
0
3,66
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
Grecia - GR
Italia - I
Austria - A
Portogallo - P
Svizzera - CH
Cipro - CY
Rep. Ceca - CZ
Malta - M
Slovacchia - SK
Slovenia - SI
Bulgaria - BG
Romania - RO
0,00
0,00
Germania - D
Spagna - E
0,00
Ungheria - H
Francia - F
Polonia - PL
Lettonia - LV
Lituania - LT
Belgio - B
38,10
52,75
64,27
57,34
83,56
Paesi Bassi - NL
0
Danimarca - DK
100
312,00
10
Finlandia - FI
200
252,38
20
Svezia - S
600
299,30
30
80,64
60
Estonia - EST
50
Regno Unito - UK
300
370,64
40
Irlanda - IRL
700
764,25
70
Norvegia - N
ANNUAL REPORT 2012 > DATI DI SINTESI_DATA SYNTHESIS
ACCISE_EXCISE
ACCISE MEDIE PER ETTOLITRO DI VINO NEI PAESI EUROPEI (EURO - MAGGIO 2013)
_AVERAGE EXCISE DUTY PER HL OF WINE IN THE EUROPEAN COUNTRIES (EUROS - MAY 2013)
80
800
500
400
Fonte: Commissione Europea
Source: European Commission
0
2.011,83
200
55
Romania - RO
Bulgaria - BG
Cipro - CY
Slovenia -SI
1.278,96
750,00
956,82
1.200,00
1.080,00
800,01
Italia - I
Slovacchia - SK
830,25
1.565,00
1.342,66
1.111,11
1.192,11
1.122,21
Spagna - E
Ungheria - H
Lituania - LT
Lettonia - LV
Rep. Ceca - CZ
Portogallo - P
Estonia - EE
1.000,00
o
Austria - A
562,43
400
1.041,00
600
Lussemburgo - L
Grecia - GR
1.196,19
2.450,00
2000
Danimarca - DK
1000
1.400,00
4.340,00
Polonia - PL
1.303,00
1.689,05
1.594,00
1.962,00
2200
Malta - M
2000
Germania - D
800
Finlandia - FI
3000
3.166,78
4000
Francia - F
1000
Regno Unito - UK
5000
3.685,00
1200
Irlanda - IRL
1400
Paesi Bassi - NL
Belgio - B
1600
5.864,24
1800
Svezia - S
ASSOBIRRA
ACCISE PER HL/ANIDRO DI SPIRITI NEI PAESI UE (EURO - MAGGIO 2013)
_AVERAGE EXCISE PER HL/ANIDRO IN THE EU COUNTRIES (EUROS - MAY 2013)
2400
6000
Fonte: Commissione Europea
Source: European Commission
ANNUAL REPORT 2012 > DATI DI SINTESI_DATA SYNTHESIS
MALTO E LUPPOLO_MALT AND HOP
UNITÀ PRODUTTIVE DI MALTO DISLOCATE SUL TERRITORIO NAZIONALE
_NUMBER OF MALTHOUSES IN ITALY
LAZIO
BASILICATA
Saplo Spa - Pomezia (Roma)
Agro Alimentare Sud Spa - Melfi (Potenza)
OCCUPAZIONE_EMPLOYMENT
Anno
Diretta_Direct
Indiretta_Indirect
Totale_Total
2004
2005
2006
2007
2008
2009
2010
2011
2012
40
42
39
39
40
37
37
38
45
290
295
300
300
300
300
300
300
300
330
337
339
339
340
337
337
338
345
350
300
300
38
45
2011
2012
300
37
2010
300
37
2009
300
300
295
290
250
300
300
200
150
100
2004
Diretta_Direct
56
2005
2006
2007
40
39
39
40
0
42
50
2008
Indiretta_Indirect
ASSOBIRRA
PRODUZIONE ITALIANA DI MALTO_ITALIAN PRODUCTION OF MALT
2000-2012 (QUINTALI)_2000-2012 (QUINTALS)
2000
572.515
2001
614.066
2002
542.209
2003
565.465
2004
568.235
2005
587.550
2006
640.156
2007
685.397
2008
681.160
2009
589.138
2010
664.505
2011
629.681
2012
649.140
700.000
600.000
500.000
400.000
300.000
200.000
100.000
0
2000
2001
2002
2003
2004
2005
57
2006
2007
2008
2009
2010
2011
2012
ANNUAL REPORT 2012 > DATI DI SINTESI_DATA SYNTHESIS
MALTO E LUPPOLO_MALT AND HOP
IMPORTAZIONI DI MALTO IN ITALIA 2008-2012_ITALIAN IMPORT OF MALT 2008-2012
TORREFATTO (QUINTALI)_ROASTED (QUINTALS)
Francia _France - F
Paesi Bassi_Netherlands - NL
Germania_Germany - D
Regno Unito_United Kingdom - UK
Belgio/Lux._Belgium /Lux - B
Spagna_Spain - E
Svezia _Sweden - S
Austria _Austria - A
Altri Paesi_Other Countries
Totale UE/Total EU
2008
2009
50,00
441,06
3.165,63
240,86
851,17
213,58
286,67
2.884,78
2.644,16
456,32
102,45
200,90
7.074,37
5.573,10
1.065,29
3,18
167,10
5.680,25
5.606,47
1.667,68
4.424,54
174,00
9.563,78
6.717,30
1.276,21
687,44
934,11
1.141,87
1.007,85
5.436,16
7.419,62
483,12
232,96
14.732,19
14.266,55
23.163,68
312,00
260,00
4,90
312,00
208,00
156,00
312,00
5.748,16
264,90
7.684,52
312,00
15.044,19
208,00
14.474,55
156,00
23.319,68
Ungheria_Hungary - H
Sri Lanka_Sri Lanka - CEY
Tot. Paesi Terzi/Third Countries
Totale generale/General Total
2010
2011
2012
NON TORREFATTO (QUINTALI)_UNROASTED (QUINTALS)
Francia _France - F
Paesi Bassi_Netherlands - NL
Germania_Germany - D
Regno Unito_United Kingdom - UK
Belgio/Lux._Belgium /Lux - B
Spagna_Spain - E
Portogallo_Portugal - P
Svezia_Sweden - S
Polonia_Poland - PL
Austria_ Austria - A
Slovacchia_Slovakia - SK
Rep. Ceca_Czech Rep. - CZ
Totale UE/Total EU
2008
2009
2010
2011
2012
405.146,30
434.356,90
427.600,13
390.849,39
12.790,19
86.936,47
2.060,37
157,34
357.646,29
4.223,55
40.846,05
8.826,80
60,16
381.965,64
986,00
29.664,31
10.862,00
101,32
566.753,00
256,40
415.063,89
1.190,57
10.512,86
8.193,80
70,56
437.794,76
546,00
493.896,84
1.906,50
2.774,01
45.791,81
30.350,70
500,00
234,40
133.613,11
247,09
125.298,06
156.361,90
944.231,87
876.310,45
985.026,91
2.000,00
1.129.586,23
11379,60
1.104.745,29
17,64
391,34
3,00
23,40
16.297,80
12,20
9.077,70
16,75
2.574,20
411,98
944.643,85
16.321,20
892.631,65
9.089,90
994.116,81
2.590,95
1.132.177,18
Sri Lanka_Sri Lanka - CEY
Giappone_ Japan - JAP
Ungheria_Hungary - H
Perù_Peru - PE
Tot. Paesi Terzi/Third Countries
Totale generale/General Total
Fonte: elaborazione AssoBirra su dati ISTAT 2012
Source: elaboration AssoBirra from ISTAT data 2012
58
85,68
0,00
1.104.745,29
ASSOBIRRA
IMPORTAZIONI DI LUPPOLO IN ITALIA 2009-2012 (QUINTALI)_ITALIAN IMPORT OF HOPS 2009-2012 (QUINTALS)
2010
2009
Luppolo Estratto
Totale
in polvere di luppolo
Hops
Hops
Total
powder
extract
10.427,70
1.318,90 11.746,60
1,38
1,38
2,50
2,50
2,00
2,00
4,30
4,30
Germania_German - D
Paesi Bassi_Netherlands - NL
Danimarca_Denmark- DK
Slovenia_Slovenia - SI
Grecia_Greece - GR
Finlandia_Finland - FI
7,44
Regno Unito_United Kingdom - UK
536,60
Belgio/Lux._Belgium /Lux - B
Francia _France - F
Romania_Rumania - RO
10.971,74
Totale UE/Total EU
Cina_China - RC
Venezuela - VE
Stati Uniti_USA
Altri_Others
Totale generale/General Total
0,40
10.972,14
2,00
2,00
8,60
16,04
432,69
969,29
3,30
3,30
5,01
5,01
1.780,68 12.752,42
6,98
6,98
239,43
5,32
239,43
5,72
2.032,41 13.004,55
Totale
Luppolo Estratto
in polvere di luppolo
Hops
Total
Hops
extract
powder
4.870,15
1.058,67 5.928,82
Germania_German - D
16,00
9,22
25,22
Paesi Bassi_Netherlands - NL
1,00
1,00
Danimarca_Denmark - DK
Slovenia_Slovenia - SI
0,20
0,20
0,00
0,00
0,00
Grecia_Greece - GR
Finlandia_Finland - FI
0,00
0,00
0,00
Regno Unito_United Kingdom - UK
10,80
8,00
18,80
74,01
873,10
947,11
Belgio/Lux._Belgium /Lux - B
Spagna_Spain - E
0,00
0,00
0,00
1,47
1,47
Francia _France - F
257,80
257,80
Austria_ Austria - A
Romania_Rumania - RO
0,00
0,00
0,00
Polonia_Poland - PL
0,00
0,00
0,00
806,40
806,40
Rep. Ceca_Czech Rep. - CZ
6.035,36
1.951,46 7.986,82
Totale UE/Total EU
Cina_China - RC
Venezuela - VE
Stati Uniti_USA
Altri_Others
0,00
107,00
Totale generale/General Total
6.142,36
2011
Totale generale/General Total
0,00
139,00
14.743,27
14,15
0,00
45,05
8,53
3,80
0,00
319,12
20,55
2.187,93 8.330,29
2012
Luppolo Estratto
Totale
in polvere di luppolo
Hops
Hops
Total
powder
extract
13.851,67
865,89 14.717,56
Germania_German - D
10,24
10,24
Paesi Bassi_Netherlands - NL
Danimarca_Denmark - DK
6,30
1,00
Slovenia_Slovenia - SI
1,40
1,40
Grecia_Greece - GR
0,00
0,00
0,00
Finlandia_Finland - FI
0,44
0,44
Regno Unito_United Kingdom - UK
15,15
15,70
30,85
35,61
102,06
137,67
Belgio/Lux._Belgium /Lux - B
2,04
1,38
3,42
Spagna_Spain - E
1,93
1,93
Francia _France - F
298,40
298,40
Austria_ Austria - A
Norvegia_Norwey - N
0,25
0,25
Polonia_Poland - PL
0,00
0,00
0,00
400,00
400,00
Rep. Ceca_Czech Rep. - CZ
14.604,27
1.004,19 15.608,46
Totale UE/Total EU
Cina_China - RC
Venezuela - VE
Stati Uniti_USA
Altri_Others
3,80
0,00
212,12
20,55
14,15
0,00
184,05
8,53
1.071,92 15.815,19
59
Luppolo Estratto
Totale
in polvere di luppolo
Hops
Hops
Total
powder
extract
20.759,51
677,29 21.436,80
Germania_German - D
0,00
Paesi Bassi_Netherlands - NL
Danimarca_Denmark - DK
2,82
2,82
Slovenia_Slovenia - SI
6,55
6,55
Grecia_Greece - GR
0,00
Finlandia_Finland - FI
0,00
Regno Unito_United Kingdom - UK
21,45
5,97
27,42
495,00
88,03
583,03
Belgio/Lux._Belgium /Lux - B
4,47
1,02
5,49
Spagna_Spain - E
1,60
1,60
Francia _France - F
0,00
Austria_ Austria - A
Norvegia_Norwey - N
0,00
Polonia_Poland - PL
0,00
1,63
1,63
Rep. Ceca_Czech Rep. - CZ
21.286,98
778,36 22.065,34
Totale UE/Total EU
3,73
Cina_China - RC
Venezuela - VE
Stati Uniti_USA
Altri_Others
112,50
Totale generale/General Total
21.399,48
57,93
1,93
3,73
0,00
170,43
1,93
841,95 22.241,43
Fonte: elaborazione AssoBirra su dati ISTAT 2012
Source: elaboration AssoBirra from ISTAT data 2012
ANNUAL REPORT 2012 > DATI DI SINTESI_DATA SYNTHESIS
CONSUMI IN ITALIA_CONSUMPTION IN ITALY
CONSUMI DI ALCOL (PRO CAPITE)_ALCOHOL COMSUMPTION (PER CAPITA)
Anno_Year
Spiriti_Spirits
Litri_Liters
Birra_Beer
Litri_Liters*
Vino_Wine
Litri_Liters
(40% alc. vol.)
(5% alc. vol.)
(11% alc. vol.)
93,5
Totale_Total
Litri alcol puro
Liters of pure alcohol
1977
5,0
13,9
12,0
1978
4,8
14,9
91,0
12,7
1979
5,0
16,9
90,0
12,7
1980
4,8
16,7
92,9
13,0
1981
3,5
17,9
86,2
11,7
1982
3,5
20,6
82,0
11,4
1983
3,3
20,9
82,6
11,5
1984
3,3
19,0
81,0
11,2
1985
3,3
21,9
75,0
10,6
1986
3,0
23,2
69,0
10,0
1987
3,0
23,3
66,0
9,6
1988
3,0
23,4
63,7
9,4
1989
2,8
21,8
62,5
9,1
1990
2,5
25,1
62,5
9,2
1991
2,5
24,9
62,1
9,1
1992
2,5
25,9
60,4
8,9
1993
2,3
25,1
58,8
8,7
1994
2,3
26,2
58,5
8,6
1995
2,3
25,4
55,7
7,7
1996
2,3
24,0
54,2
7,4
1997
2,3
25,4
53,5
7,4
1998
2,3
26,9
52,0
7,3
1999
2,3
27,1
51,5
7,2
2000
2,3
28,1
55,0
7,6
2001
2,3
28,9
54,0
7,1
2002
2,3
28,2
51,0
7,0
2003
2,3
30,1
50,5
7,2
2004
2,3
29,6
46,2
7,7
2005
2,3
29,7
43,7
7,4
2006
2,1
30,3
42,6
7,3
2007
1,8
31,1
42,8
7,2
2008
1,8
29,4
40,4
6,8
2009
1,8
28,0
39,4
6,7
2010
1,8
28,6
39,6
6,7
2011
1,8
29,8**
39,4
6,7
2012
1,7
29,5
39,0
6,6
* Comprese le birre analcoliche e a basso contenuto di alcol_ Including nonalcoholic beers and beers with low alcohol content
** Dato modificato a seguito di ricostruzione intercensuaria ISTAT della popolazione 2011
Population numbers rectified by ISTAT following the 2011 census
Fonte: elaborazione AssoBirra_Source: AssoBirra elaboration
60
ASSOBIRRA
CONSUMI DI BEVANDE 2011-2012_CONSUMPTION OF BEVERAGES 2011-2012
Consumo (milioni di hl.)
Consumption (millions of hl.)
Bevande_Beverages
Birra_Beer
2011
Consumo pro capite (in litri)
Consumption per capita (liters)
2012
2011
29,8*
2012
Variazione % sul consumo totale
% change on total consumption
2011/2012
17,7
17,6
29,5
-0,4
Acqua Minerale _Mineral Water
113,2
114,0
191,0
192,0
+0,7
Vino_Wine
23,4
23,1
39,4
39,0
-1,3
Spiriti_Spirits
1,08
1,03
1,8
1,7
-4,6
* Dato modificato a seguito di ricostruzione intercensuaria ISTAT della popolazione 2011
Population numbers rectified by ISTAT following the 2011 census
Fonte: elaborazione AssoBirra da fonti diverse_Source: AssoBirra elaboration from different sources
61
62
CULTURA BIRRA
BEER CULTURE
63
ANNUAL REPORT 2012 > CULTURA BIRRA_BEER CULTURE
UNA BEVANDA MILLENARIA
E MEDITERRANEA
La birra è, insieme al pane e al vino, uno dei primi alimenti
elaborati dall’uomo. La prima descrizione documentata di
una ricetta per produrre birra risale al 4.000 a.C.: furono i
Sumeri a cimentarsi per primi nell’arte di produrre una bevanda alcolica assimilabile alla birra. Dalla Mesopotamia
la produzione si estese in Egitto, per poi attraversare il Mediterraneo e arrivare nella Grecia antica, dove la birra
venne eletta bevanda ufficiale dei Giochi Olimpici in
quanto fresca, dissetante e poco inebriante.
Nella penisola italica è conosciuta già dagli Etruschi, dopodiché entra nella Roma antica dove si diffonde soprattutto negli ambienti più popolari. Dunque la birra è
storicamente una bevanda tanto mediterranea quanto
“nordica”. Anche se, per ragioni climatiche (le basse temperature ambientali sono più adatte alle esigenze del lievito di birra), si delinea una progressiva specializzazione
fra il Sud (vino) e il Nord Europa (birra).
Per tutto il Medioevo la birra migliore viene dai conventi. I
monaci coltivano l’orzo, producono birra e annotano ogni
osservazione su fermentazione, materie prime e qualità del
prodotto finito. Alla fine del Medioevo, con l’estendersi del
numero di produttori, molti lamentano anche una diminuzione della qualità. Per questo, nel 1516, il duca di Baviera
Guglielmo IV emana il “Reinheitsgebot” (Editto sulla purezza), nel quale si stabilisce che per produrre la birra si
possono utilizzare solo malto d’orzo, acqua e luppolo.
La birra ha seguito l’espansione della civiltà in ogni angolo del mondo, ma nel tempo la tecnica produttiva è ri-
AN AGE-OLD
AND MEDITERRANEAN BEVERAGE
Along with bread and wine, beer is one of the oldest foods created by man. The first documented beer recipe dates back to 4000 B.C.: it was
the Sumerians who created the first fermented
alcoholic beverage that could be considered
beer. From Mesopotamia, beer brewing spread
to Egypt, and then crossed the Mediterranean
and eventually reached ancient Greece, where it
became the official beverage of the Olympic
games, as it was refreshing and had a low alcohol content.
In the Italian peninsula, beer was already known
at the time of the Etruscans; it then reached an-
64
masta sostanzialmente invariata. Con un’eccezione introdotta nel 1842 da Josef Groll che, nella cittadina boema di
Pils, sperimentò con successo il metodo della bassa fermentazione. Nasceva la birra chiara, dal colore brillante e
limpido, profumata di frutta e luppolo, dal gusto leggero
e amarognolo: detta “pilsner”, è oggi, insieme alla
“lager”, sinonimo di birra chiara in tutto il mondo. Nel
1883, infine, Emil Hansen isolò nei laboratori danesi della
Carlsberg il ceppo di lieviti tipico della bassa fermentazione, il saccharomyces carlsbergensis (detto anche uvarum). La via alla moderna produzione della birra era
definitivamente aperta.
L’Italia vanta una tradizione birraria millenaria anche se,
fino all’era moderna, si è prodotta poca birra per pochi
estimatori e lo si è fatto soprattutto al nord, perché oltre
a luppolo, malto d’orzo e acqua occorrono due altri ingredienti indispensabili: aria pura e freddo.
Nella seconda metà dell’Ottocento prende piede una vasta
e strutturata industria della birra, basata sul freddo artificiale e sulla nuova tecnologia di produzione di birre chiare
a bassa fermentazione. Le prime fabbriche nascono per iniziativa di imprenditori d’Oltralpe (Dreher, Wührer, Paskowski, Metzger, Von Wünster, ecc.), cui fanno presto seguito
commercianti italiani, per lo più di ghiaccio, che vedono
nella birra il naturale completamento della propria attività.
Nascono così alcune importanti realtà: nel 1845 la Peroni,
fondata a Vigevano da Francesco Peroni (ma presto trapiantata a Roma dove, nel 1905, nasce la “Società Ghiac-
cient Rome, where it became widespread especially among the lower classes of the population. Thus, beer has historically always been as
much a Mediterranean beverage as a Nordic
one, although due to climatic reasons (lower
temperatures are better suited to fermentation),
southern and northern Europe progressively
specialized in producing wine and beer respectively.
For all of the Middle Ages, the best beer originated from monasteries. Monks cultivated barley, brewed beer and annotated all of their
observations on fermentation, raw materials
and quality of the end product. At the end of the
Middle Ages the number of brewers grew, but
many people complained about a decrease in
quality. For this reason, in 1516 the Duke of Bavaria, Wilhelm IV issued the “Reinheitsgebot”
(Purity Law), which established that the only ingredients allowed for brewing beer were barley
malt, water and hops.
Beer has followed the expansion of civilization
in almost every part of the world, but the way it
is made has remained essentially unchanged.
With one exception, introduced in 1842 by Josef
Groll, who, in the Bohemian town of Pils, successfully tried the bottomfermentation method.
The result was a pale beer with a clear golden
color, a fruity, hoppy scent and a delicate bitter
taste: known as “pilsner”, today, along with
“lager”, it is synonymous with pale beer throu-
ASSOBIRRA
cio e Birra Peroni”); l’anno seguente la Menabrea, a Biella;
nel 1857 la Forst, a Lagundo (Bolzano); nel 1859 la “Fabbrica di Birra e Ghiaccio Moretti”, a Udine. Alla fine del secolo ha inizio uno sviluppo che è arrivato ad oggi.
Negli ultimi decenni la crescita del mercato italiano ha attirato l’interesse dei grandi gruppi birrari mondiali (Heineken, SABMiller, Anheuser-Busch InBev, Carlsberg),
favorendo l’ingresso di capitale straniero, con acquisizioni
ghout the world. Finally, in 1883 Emil Hansen,
working in the Carlsberg brewery in Denmark,
isolated the strain of yeast typical of bottom fermentation, saccharomyces carlsbergensis (also
called uvarum). The age of modern brewing had
definitely begun.
Italy boasts an age-old brewing tradition, although until modern times beer was produced
in small quantities for a few aficionados, mostly
in northern Italy, given that, in addition to malt
and hops, two other essential ingredients are
needed: clean air and cold temperatures.
In the second half of the 19th century a vast and
well-organized brewing industry established itself, based on artificial cooling and on the new
che hanno riguardato la maggioranza o consistenti pacchetti azionari di diversi marchi.
Investimenti che hanno contribuito all’ulteriore sviluppo e
razionalizzazione degli asset produttivi, assicurando continuità alla storia di marchi prestigiosi e migliorando fortemente la produttività. Accanto ai grandi produttori si è
sempre più affermata, negli ultimi anni, la realtà delle birrerie artigianali, che si distinguono per la rielaborazione ”all’italiana” di alcuni stili birrari bevuti nel mondo da secoli. n
technology for producing pale, bottom fermented beer. The earliest breweries opened thanks
to the initiative of foreign businessmen (Dreher,
Wührer, Paskowski, Metzger, Von Wünster, etc.),
soon followed by Italian merchants, active mostly in the ice trade, who considered beer as a
natural complement to their activities.
Several major breweries were thus established:
Peroni in 1845, founded in Vigevano by Francesco Peroni (and soon relocated to Rome,
where, in 1905, the “Società Ghiaccio e Birra
Peroni” was established); the following year
Menabrea opened in Biella; Forst in 1857 in Lagundo (Bolzano); and in 1859 “Fabbrica di
Birra e Ghiaccio Moretti”, in Udine. The end of
the century saw the beginning of a develop-
65
ment that has come to the present day. In the
past few decades the growth of the Italian market stirred the interest of the world’s leading
brewing groups (Heineken, SABMiller, InBev,
Carlsberg), favoring the entry of foreign capital,
with acquisitions that concerned sizeable (or
majority) blocks of shares of several companies.
These investments contributed to the further development and rationalization of production,
ensuring continuity to the legacy or prestigious
brands and greatly improving productivity.
Along with the large brewing companies, recent
years have seen the proliferation of microbreweries, which stand out for their “Italian-style”
versions of several beer styles that have been
enjoyed throughout the world for centuries. n
ANNUAL REPORT 2012 > CULTURA BIRRA_BEER CULTURE
UN PRODOTTO NATURALE
CON POCHI SEMPLICI INGREDIENTI
Quello delle birre è un universo smisurato, ma composto
da una struttura molto semplice, fatta di 4 elementi naturali: acqua, orzo, lievito e luppolo.
gati pure frumento, riso, segale e mais). Da esso si ricava
il malto d’orzo, sostanza base ottenuta dalla prima lavorazione di questo cereale.
Acqua. La sua presenza nella birra finita oscilla fra il 90 e
il 93%. Dev’essere pura, di sorgente, ricca di sostanze minerali e organiche. Le birre più famose del mondo devono
la propria originalità e rinomanza alla speciale natura
delle acque con cui vengono preparate.
Lievito. Sono microscopici funghi unicellulari, ricchi di vitamine ed enzimi, che trasformano gli zuccheri in alcol e
anidride carbonica. Appartengono a due famiglie principali: saccharomyces carlsbergensis o uvarum, usato per
birre a bassa fermentazione, e saccharomyces cerevisiae,
per quelle ad alta fermentazione.
Cereali. Sono l’elemento base per la produzione della
birra. Il più utilizzato è l’orzo, graminacea originaria dell’Asia occidentale, anche se non l’unico (vengono impie-
A FEW SIMPLE INGREDIENTS,
FOR A NATURAL PRODUCT
The universe of beer is vast. However, it is based
on a very simple structure, composed of four
natural ingredients: water, cereals, yeast and hops.
Water. Its presence in beer ranges from 90% to
93%. It must be pure, it must originate from a
spring and it must be rich in mineral and organic
66
Luppolo. È una grande pianta rampicante, i cui fiori femminili contengono la luppolina, sostanza aromatica e re-
substances. The world’s most renowned beers
owe their character and fame to the special
nature of the water with which they are brewed.
Cereals. These are the basic element for
producing beer. The most widely used is barley,
a grass originating from western Asia, although
others are also used (such as wheat, rice, rye
and corn). It is from the first stage of processing
of this cereal that barley malt is obtained.
Yeast. These are microscopic single-celled fungi,
rich in vitamins and enzymes, that turn sugar
into alcohol and carbon dioxide. Yeast is
subdivided into two main families:
saccharomyces carlsbergensis (uvarum) used
for brewing bottom-fermented beer, and
saccharomyces cerevisiae, used for brewing
top-fermented beer.
Hops. It’s a large vine whose female flowers
ASSOBIRRA
sinosa che conferisce alla birra il caratteristico gusto
amaro. I componenti più importanti del luppolo sono i tannini, gli oli e gli acidi amari, ottimi antisettici e conservanti.
Modalità di produzione. Esistono due grandi tipologie di
birra: le birre ad alta fermentazione e quelle a bassa fermentazione. Questi due processi, e quindi il tipo di birra
ottenuta, sono determinati dalle caratteristiche del lievito
impiegato, che agisce a diverse temperature.
L’alta fermentazione è sviluppata dal ceppo fungino saccharomyces cerevisiae, che svolge il proprio ruolo fra i 16
contain lupulin, an aromatic, resinous substance
that gives beer its distinctive bitter taste. The
most important substances found in hops are
tannins, oils and bitter acids, which are excellent
natural antiseptics and preservatives.
Two main methods exist for brewing beer: top
fermentation and bottom fermentation. These
two processes, and the resulting beer, are
determined by the characteristics of the type of
yeast used, which acts at different temperatures.
e i 23° C. Durante il processo di fermentazione, questi lieviti salgono in superficie, trasformando lo zucchero in
alcol e producendo anidride carbonica. L’alta fermentazione è il metodo più antico e dà origine a birre corpose,
dal gusto intenso e aromatico, tipicamente inglesi, raggruppate fra le Ale.
La bassa fermentazione è sviluppata dal ceppo fungino
saccharomyces carlsbergensis (o uvarum), che si attiva fra
5 e 8° C. I lieviti lavorano in recipienti chiusi (lager) depositandosi sul fondo, in modo che l’anidride carbonica rimanga nella birra. Questo metodo, diffusosi con lo
sviluppo del controllo delle temperature, permette di produrre birre dal gusto leggero e fragrante. n
Top fermentation is caused by the
saccharomyces cerevisiae yeast, which is active
at a temperature of between 16 and 23° C.
During the fermentation process, this yeast rises
to the surface, turning sugar into alcohol and
producing carbon dioxide. Top fermentation is
the oldest brewing method and results in fullbodied beers with an intense and aromatic
taste, such as British Ales.
Bottom fermentation is caused by the
67
saccharomyces carlsbergensis (uvarum)
yeast, which is active at a temperature of
between 5 and 8° C. In this case the yeast
acts in closed containers (lager), where it
deposits at the bottom, allowing the carbon
dioxide to remain in the beer.
This method, which became widespread when
it became possible to control brewing
temperatures, is used to brew beers with a
delicate and fragrant taste. n
ANNUAL REPORT 2012 > CULTURA BIRRA_BEER CULTURE
UN PIACEVOLE COMPLEMENTO
DI UN’ALIMENTAZIONE SANA E GUSTOSA
La birra va considerata a tutti gli effetti una bevanda-alimento. Contiene infatti numerose sostanze che rivestono
un ruolo importante per l’organismo e la rendono un utile
complemento di un’alimentazione sana ed equilibrata:
acqua, sali minerali, vitamine, aminoacidi, maltodestrine,
enzimi, antiossidanti, fibre. A ciò si aggiunge il ridotto
contenuto alcolico e l’abitudine mediterranea a berla con
moderazione e a pasto. Secondo una vasta pubblicistica
scientifica internazionale, un consumo moderato di birra
può avere effetti benefici sulla salute ed esercitare un
ruolo interessante e positivo in varie patologie: dalle malattie cardiocircolatorie all’insorgenza di alcuni tumori,
dalla fragilità ossea alla sindrome metabolica.
Leggera e con poche calorie. Un bicchiere di birra chiara
(la più bevuta al mondo e in Italia) conta 68 calorie, quasi
come un succo d’arancia (66), meno di quelle di un calice
di vino rosso (94) e di un soft drink (129). Dunque, accompagnata a uno stile di consumo (e di vita) equilibrato,
la birra non fa ingrassare.
Dal ridotto contenuto di alcol. Con il suo oltre 90% di
acqua la birra è, nelle versioni di gran lunga più diffuse, la
bevanda alcolica fermentata con il minor quantitativo di
alcol. Ciò la rende adatta anche a pranzi di lavoro, pasti
leggeri, spuntini veloci, come un panino e l’insalata. E contrariamente a quanto molti continuano a credere - non
gonfia neppure. Ciò che infatti gonfia è l’anidride carbonica che, nella birra versata correttamente, rimane imprigionata nella schiuma.
Gustosa e versatile. La birra ha un gusto intrigante e rinfrescante, fatto dal corpo di lieve impronta, dall’inconfondibile gusto amaricante, dalle sensazioni gustative e
tattili delicate e universali. Come dicono gli esperti, “il suo
è tra pochi amari che, come cioccolato e caffè, piacciono
agli italiani”.
E nelle sue quasi infinite varianti può essere abbinata con
qualsiasi piatto, o meglio ingrediente di cui questo è composto, compresi alcuni per i quali l’accoppiamento con le
altre bevande alcoliche risulta problematico: dalle pietanze cucinate in frittura al carciofo, al cioccolato. n
AN ENJOYABLE COMPLEMENT
TO A HEALTHY AND TASTY DIET
Beer should for all intents and purposes be
considered both a beverage and a food. In fact,
it contains many substances that are necessary
for our bodies: water, mineral salts, vitamins,
aminoacids, maltodextrin, enzymes, antioxidants and fiber, all of which make beer a
useful complement to a healthy and balanced
diet. In addition to the nutrients it contains, we
have to consider that beer has a low alcohol
content and that the Mediterranean diet entails
usually drinking it in moderation and with
meals. According to a vast amount of
international scientific literature, moderate beer
consumption may have beneficial effects on
health and play an interesting and positive role
68
in several pathologies that range from
cardiocirculatory diseases to various types of
tumors, to brittle bones and metabolic
syndrome.
Light, and with few calories. A glass of lager
(the most popular beer both in Italy and
internationally) contains 68 calories, almost as
few as a glass of orange juice (66), and less than
a glass of red wine (94) or of a soft drink (129).
So beer accompanied by a balanced lifestyle
(and consumption) is not fattening.
Low alcohol content. Composed of over 90%
water, beer, in its most popular versions, is the
fermented alcoholic beverage with the lowest
alcohol content. This makes it suitable even for
working lunches, light meals, and quick snacks
such as a sandwich and some salad. And contrary to popular belief - it won’t even bloat
you. In fact, bloating is caused by the carbon
dioxide; and if beer is poured correctly, the
carbon dioxide remains trapped in the froth.
Tasty and versatile. Beer has an enjoyable,
refreshing flavor, a delicate body, the distinctive
bitterness, and the delicate and universal
gustatory and tactile sensations. As the experts
say, “beer is one of the few bitter flavors that,
along with chocolate and coffee, are enjoyed by
Italians”.
In its almost infinite variants, beer can be paired
with almost any dish or ingredient composing
it, including some that are hard to match, such
as fried dishes, a “challenging” ingredient such
as artichokes, and even chocolate. n
ASSOBIRRA
UN SOLO NOME PER UN MONDO DI STILI
La legislazione italiana (Legge 1354/1962) suddivide le
birre in 5 categorie, corrispondenti al cosiddetto “grado
saccarometrico” o “grado di fabbricazione”, che indica la
quantità di zucchero (“estratto”) disciolto in 100 grammi
di mosto prima della sua fermentazione. Grado saccarometrico e titolo alcolometrico volumico sono strettamente
collegati: moltiplicando il grado di fabbricazione per circa
0,4, si ottiene il grado alcolico approssimativo della birra.
Tipi
di birra
Birra analcolica
Birra leggera (light)
Grado
di fabbricazione
Titolo
alcolometrico
3-8
<1,2
5-10,5
1,2-3,5
Birra
> 10,5
> 3,5
Birra speciale
> 12,5
> 3,5 (in genere > 5)
Birra doppio malto
> 14,5
> 3,5 (in genere > 6/6,5)
malto ma sono diverse - anche di molto - nella varietà di
gamma olfattiva e gustativa. Distinte per il numero di fermentazioni subite (da cui i nomi Dubbel, Tripel, Quadrupel), sono in genere corpose e di forte contenuto alcolico.
Il loro colore varia dall’oro carico all’ambrato, al rosso
cupo, al bruno scuro.
Ale. Quando di parla di Ale si intende la birra inglese tout
court, e in effetti questo stile viene prodotto soprattutto in
Gran Bretagna, pur avendo preso piede anche in Paesi
come Belgio, Germania e Stati Uniti. Ricavate da malto
d’orzo con lieviti ad alta fermentazione che garantiscono
un corpo pieno e fruttato, di moderato contenuto alcolico,
da bere in genere a temperatura di cantina, le Ale si distinguono in numerose tipologie, fra cui: Mild Ale, Bitter Ale,
Belgian Ale, India Pale Ale, Scotch Ale, Old Ale, Barley Wine.
Di seguito, una breve illustrazione degli stili più diffusi e
apprezzati dal consumatore italiano, intendendo con la
parola “stile” (dall’inglese “style”) l’insieme di caratteristiche organolettiche, relativamente immutabili e consolidate nel tempo, che definiscono una birra.
Analcolica. Fra gli stili a bassa fermentazione merita una
menzione la birra analcolica, pensata per coloro che non
vogliono (o non possono) consumare alcol e con caratteristiche di aroma e gusto equiparabili a quelle di una normale Lager o Pils. Superata la gradazione di 1,2% vol., e
fino al limite di 3,5, la birra analcolica diventa “light”, dai
profumi e sapori molto lievi.
Abbazia. Le Ale belghe (ma anche alcune prodotte in
Olanda) vengono in genere commercializzate come birre
d’Abbazia, così chiamate perché nate nelle abbazie del
luogo con le quali, in alcuni casi, mantengono ancora relazioni. Le birre d’Abbazia hanno in comune il doppio
Blanche. A produrre per primi la bière Blanche furono, nel
Quattrocento, i monaci del Brabante che impiegarono
orzo, frumento e avena e inoltre, trovandosi a stretto contatto con i commercianti olandesi, ingredienti esotici provenienti dal Nuovo Mondo, fra cui il profumato coriandolo
A SINGLE NAME FOR A WORLD
OF STYLES
Italian legislation (Law 1354/1962) subdivides
beer into 5 categories, according to their socalled “saccharometric level” or “fabrication
level”, indicating the quantity of sugar
(“extract”) dissolved in 100 grams of wort before
its fermentation. The saccharometric level and
Type of beer
Non-alcoholic beer
Light beer
Beer
Special beer
Double malt
Fabrication level
3-8
5-10,5
10,5
> 12,5
> 14,5
alcohol level by volume are closely related: by
multiplying the fabrication level by
approximately 0.4, the beer’s approximate
alcohol content can be calculated.
Below is a brief illustration of the beer styles
that are most widespread and enjoyed in Italy,
where style indicates the set of organoleptic
characteristics, that remain relatively unchanged
and consolidated over time, that define a beer.
connected. All Abbey beers are double malt, but
they differ - sometimes greatly - in their variety
of scents and flavors. Subdivided according to
the number of fermentations they have
undergone (hence the names Dubbel, Tripel,
Quadrupel), they are usually full-bodied and
with a high alcohol content. Their color ranges
from dark gold to amber, dark red and dark
brown.
Abbey. Ales from Belgium
(and also several from the
Netherlands) are usually
commercialized as Abbey
beers, so called because they
were originally brewed in the
abbeys of towns to which in
some cases they are still
Ale. The term Ale refers to British beer, and in
fact this style is brewed mostly in Great Britain,
although it has also spread to countries such as
Belgium, Germany and the United States.
Brewed from barley malt with top-fermenting
yeasts that ensure a full-bodied and fruity flavor
and a moderate alcohol content, Ales, which are
usually enjoyed at cellar temperature,
Alcohol level
<1,2
1,2-3,5
> 3,5
> 3,5 (usually> 5)
> 3,5 (usually>6/6,5)
69
ANNUAL REPORT 2012 > CULTURA BIRRA_BEER CULTURE
e la buccia d’arancia seccata. Oggi la Blanche è fatta in
parti uguali di orzo maltato e frumento non maltato, cui si
aggiunge una percentuale variabile di avena, che la rende
morbida e quasi vellutata al palato. Moderatamente alcolica, è ricca di suggestioni olfattive (fruttato, floreale e speziato) e gustative (asprigna con toni agrumati e speziati).
Bock. La Bock è una birra a bassa fermentazione, una doppio malto chiara e forte che si ritrova nell’area germanicoalpina e in Olanda. Originario di Einbeck, cittadina tedesca
vicino Hannover, e poi affermatosi in Baviera, questo stile
è gradevole all’olfatto, caratterizzato da netti sentori mielati di malto e da un floreale fresco, ricco e vellutato al palato, con corpo strutturato e persistente. Le Bock hanno
un grado alcolico di 6,5% vol., colore chiaro, gusto di
malto ben presente, amaricante del luppolo attenuato.
Lager. Più che di uno stile, è un insieme di stili comprendenti quasi tutte le birre a bassa fermentazione, fino a diventare - vista l’odierna diffusione di queste ultime sinonimo di birra tout court. Il nome deriva dal termine tedesco “Lager” (“deposito”, “cantina”), che indica il luogo,
a bassa temperatura, in cui queste birre venivano prodotte
e conservate. La Lager europea è una birra chiara, fresca,
di media alcolicità, delicata negli aromi e nel gusto, dal colore oro pallido. Nello specifico, in Gran Bretagna le Lager
sono solo chiare, mentre i primi tipi a Monaco erano scuri
e piuttosto corposi. Nella Repubblica Ceca le Lager sono
dolci e poco alcoliche, mentre fuori dall’Europa hanno progressivamente ridotto le note di malto e di luppolo: in
encompass several types, such as: Mild Ale,
Bitter Ale, Belgian Ale, India Pale Ale, Scotch
Ale, Old Ale and Barley Wine.
Non-alcoholic. Among the bottom-fermented
styles, non-alcoholic beer, which is establishing
its niche among consumers who do not wish to
(or cannot) consume alcohol, deserves a
mention. Its aroma and flavor are comparable to
those of a normal Lager or Pils. Once the alcohol
content exceeds 1.2% vol., and up to a
maximum of 3.5%, non-alcoholic beer falls into
the “light” category, characterized by a very
delicate aroma and flavor.
Blanche. Bière Blanche was originally brewed in
70
tutto il continente americano la Lager è considerata un
soft drink.
Pils. Noto anche come “pilsener” o “pilsner”, questo stile
prende il nome dalla città boema di Plzen (Pilsen in tedesco), dove vide la luce ad opera del già citato Groll. Il mastro birraio bavarese sfruttò le peculiarità di un’acqua
povera di minerali e la finezza aromatica del luppolo coltivato nella vicina Zatec, per creare una birra dorata, a
bassa fermentazione, che è la capostipite di oltre il 90%
della birra oggi prodotta nel mondo. La Pils si caratterizza
per l’aroma floreale, il gusto dal finale secco e pulito e la
schiuma abbondante. Si suddivide in varie tipologie, fra
cui le Pils boeme, dal bel colore dorato, caratterizzate da
morbide note di malto e da un amaro ben presente, e le
Pils tedesche, più “pulite”, secche e dal forte aroma di luppolo, alle quali si avvicinano tutte o quasi le Pils prodotte
negli altri Paesi europei.
Weizen. Popolarissima in Baviera, la Weizen è una birra
fresca e dissetante, a base di malti d’orzo e di frumento
(in tedesco “Weizen”). Quest’ultimo, che per legge non è
inferiore al 50%, le conferisce il tipico gusto acidulo, mentre l’amaro, data la scarsa presenza di luppolo, è impercettibile. Le Weizenbier sono dette anche “Weissbier”
(“birre bianche”) per l’aspetto torbido e quasi lattiginoso,
causato dai lieviti che rimangono in sospensione e conferiscono il caratteristico aroma fruttato di banana matura e
speziato di chiodo di garofano, ancorché ne esistano
anche versioni meno diffuse scure. n
the 15th century by monks in the Brabant
region, who used barley, wheat and oats and,
being in close contact with Dutch merchants,
also exotic ingredients from the New World such
as coriander and dried orange rind. Today
Blanche is made in equal parts from malted
barley and not malted wheat, to which a varying
percentage of oats is added to render it soft and
almost silky to the palate. Having a moderate
alcohol content, it is rich in olfactory (fruity,
floral and spicy) and gustatory (slightly sour,
with citrus and spicy notes) nuances.
Bock. Bock is a pale, strong, double-malt and
bottom-fermented beer that is brewed in the
Germanic/Alpine area and in the Netherlands.
Originating in Einbeck, a small German town
near Hannover, and eventually becoming
popular in Bavaria, this style has a pleasant
scent characterized by a distinctive honeytinged scent of malt and by a fresh, by a floral
flavor that is rich and silky to the palate, fullbodied and persistent. Bock beers have an
alcohol content of 6.5% vol., a pale color, a welldefined malt flavor, and a toned-down hoppy
bitterness.
Lager. More than a style, Lager is a set of styles
that encompass almost all bottom-fermented
beers, to the extent that it has become - given
how widespread these beers have become synonymous with beer itself. The name comes
from the German word “Lager” (“deposit”,
ASSOBIRRA
ALE
BOCK
“cellar”), indicating the cool place where these
beers were brewed and stored. European Lager
is a pale, fresh beer with a moderate alcohol
content, characterized by a delicate aroma and
flavor and with a pale gold color.
Specifically, in Great Britain Lager beers are
pale, while the earliest ones brewed in Munich
were dark and full-bodied. In the Czech Republic
Lager beers are sweet and have a low alcohol
content, while outside Europe the malty and
hoppy notes have been progressively reduced:
in North and South America, Lager is considered
a soft drink.
Pils. Also known as “pilsener” or “pilsner”,
this style takes its name from the Bohemian
ABBAZIA
ANALCOLICA
LAGER
PILS
town of Plzen (Pilsen in German), where it was
created by the earlier-mentioned Groll. The
Bavarian master brewer exploited the
distinctive features of a water poor in minerals
and the fine aroma of the hops grown in the
nearby Zatec, to create a golden, bottomfermented beer that is the ancestor of over
90% of all beer produced throughout the
world today. Pils is characterized by its floral
aroma, its dry, clean finish and its abundant
froth. It is subdivided into various types,
including the golden-hued Bohemian Pils,
characterized by soft malty notes and a welldefined bitterness, and German Pils, with a
“cleaner” flavor, drier and with a strong hoppy
aroma, to which virtually all of the Pils
71
BLANCHE
WEIZEN
produced in other European countries are
similar.
Weizen. Very popular in Bavaria, Weizen is a
fresh and thirst-quenching beer made from
barley malt and wheat malt (“Weizen” in
German). The wheat malt, which by law must be
not less than 50%, gives the beer its typical
tangy taste, while the bitter note, given the
scarce presence of hops, is imperceptible.
Weizenbiers are also known as “Weissbiers”
(“white beers”) because of their cloudy, almost
milky appearance, caused by the suspended
yeast particles that give it its distinctive, fruity
ripe banana and clove aroma, although there
are also lesser dark versions. n
ANNUAL REPORT 2012 > CULTURA BIRRA_BEER CULTURE
LE 7 “REGOLE D’ORO”
DEL SERVIZIO
Schiuma: alta due dita e ben compatta. Per gustare al meglio una birra ci vuole la schiuma, alta due dita e ben compatta. La schiuma è il filtro naturale della birra, attraverso
cui vengono dosati gli aromi del luppolo e del malto. Il
gusto della schiuma, più amaro di quello della birra
stessa, esalta il caratteristico sapore della bevanda amplificandone la piacevolezza. La schiuma, infine, protegge
la birra dall’ossidazione mantenendone integri aromi e
fragranze e rendendola più buona e più digeribile.
Spillatura: due fasi (e vari metodi). Il termine “spillatura”
indica il servizio della birra in bicchiere, tanto alla spina
quanto dalla bottiglia. La birra va spillata rispettando due
velocità: prima lentamente, tenendo il bicchiere leggermente inclinato fino a riempirlo per tre quarti; poi, dopo
averlo raddrizzato, più velocemente, in modo da far sviluppare la giusta quantità di schiuma.
Bicchiere: ci vuole quello giusto. Ogni stile di birra ha
il bicchiere più appropriato - rigorosamente di vetro che permette di evidenziarne il gusto e l’aroma aiutando, anche, la formazione della giusta schiuma.
Qualche esempio: per le birre ad alto contenuto alcolico come le Belgian Ale o le birre d’Abbazia, occorre
un bicchiere a calice; le Ale e le birre anglosassoni ottengono il meglio dalla classica pinta (contenente
0,568 litri raso bordo); le Blanche, e in genere le birre
THE 7 “GOLDEN RULES”
FOR SERVING BEER
Head of froth: two fingers thick, and dense. To
provide the most enjoyment, a beer should have
a head of froth that is two fingers thick and quite
dense.
The head acts as a natural filter that gradually
releases the aroma of the hops and malt. More
bitter than the beer itself, the head brings out
the beer’s characteristic flavor and enhances it.
The head also protects the beer from oxidation,
maintains its aroma and fragrance intact and
makes it more pleasant to drink and easier to
digest.
Pouring: two steps (and several methods). The
term “pouring” indicates the act of serving beer
in a glass, either from a keg or from a bottle.
Beer should be poured slowly at first, holding
the glass slightly at an angle, until it is three
quarters full. Then, after straightening the glass,
it should be poured quickly to allow an
adequate head of froth to develop.
72
speziate di stile belga, vengono servite in bicchieri
ampi.
Vetro: sempre pulito e possibilmente bagnato. Il vetro del
bicchiere dev’essere ben pulito ma senza tracce di detergente e brillantante che impediscono la corretta formazione della schiuma. Prima dell’uso è consigliabile
bagnarlo con acqua fredda, per eliminare eventuale polvere e avvicinare la temperatura del vetro a quella della
birra. Un’avvertenza: non confondere la schiuma con le
bollicine. Per la birra, a differenza dello champagne, la
presenza di persistenti bollicine indica solo l’eccessivo
contenuto di anidride carbonica.
Temperatura: in genere bassa, ma mai ghiacciata. Ogni stile
ha la corretta temperatura di servizio. Su questo tema vige
una regola generale: più una birra è corposa e alcolica, più
aumenta la temperatura alla quale va bevuta. In genere sull’etichetta si consiglia la migliore temperatura di servizio.
La giovinezza, per un sapore pieno. La birra va consumata
“giovane”. Come tutti i prodotti “vivi”, più fresca è, più
mantiene integri profumi e gusto. Per assaporarla al meglio affidatevi alle indicazioni riportate in etichetta. Fanno
eccezione alla regola pochissime birre, dette appunto “da
invecchiamento”, in genere ad alta fermentazione, di elevata alcolicità e con robusta luppolatura.
Conservazione: in luogo fresco e al riparo della luce. La
birra risente degli sbalzi di temperatura e degli effetti negativi della luce e dell’ossigeno. Il luogo migliore di conservazione è perciò un posto fresco e al tempo stesso asciutto
(per ridurre il rischio di ossidazione), nel quale le bottiglie
siano tenute al riparo dalla luce e in posizione verticale. n
The glass: there’s a right one for every beer.
Each type of beer is associated with a specific
type of vessel - made rigorously out of glass that is best suited to bringing out its taste and
aroma and that allows the right amount of head
to form. A few examples: beers with a high
alcohol content such as Belgian Ales or Abbey
beers should be served in a chalice; Ales and
British beers are best enjoyed in a classic pint
glass (holding 0.568 liters at the rim); Blanche,
and generally all spicy Belgian-style beers,
should be served in wide glasses.
Glass: always clean, and possibly moistened.
The glass should be clean and without traces of
detergent or rinsing agent, which would prevent
froth from adequately forming. Before use, it
should be moistened with cold water to
eliminate any traces of dust that may be present
and to bring its temperature down to that of the
beer. Important: do not confuse the froth with
bubbles.
In the case of beer, unlike champagne, the
presence of persistent bubbles indicates only an
excessively high carbon dioxide content.
Temperature: generally cold, but never icy. Each
type of beer has its own ideal serving
temperature: in general, the stronger and more
full-bodied it is, the higher its ideal serving
temperature should be. The recommended
serving temperature is usually indicated on the
label.
Freshness: the key to a full flavor. Beer should
be consumed “young”. As all “live” products,
the fresher it is, the more its fragrance and taste
are maintained. To savor it at its best, follow the
indications provided on the label. An exception
to this rule is given by very few beers, known as
“aged beers”, that are generally top-fermented,
with a high alcohol content and a strong hoppy
taste.
Storage: in a cool and dark place.
Beer is affected by sudden changes in
temperature and by light and oxygen.
The best place to store it is therefore both cool
and dry (to reduce the risk of oxidation), with
the bottles in an upright position and away from
sources of light. n
ASSOBIRRA, ASSOCIAZIONE DEGLI INDUSTRIALI DELLA
BIRRA E DEL MALTO, RIUNISCE LE PRINCIPALI AZIENDE
CHE PRODUCONO E COMMERCIALIZZANO BIRRA E MALTO
IN ITALIA. ADERISCE A CONFINDUSTRIA, FEDERALIMENTARE, BOE (THE BREWERS OF EUROPE), EUROMALT, EBC
(EUROPEAN BREWERY CONVENTION).
ASSOBIRRA SVOLGE FUNZIONI ISTITUZIONALI, DI SVILUPPO
TECNOLOGICO E DI PROMOZIONE DELLA CULTURA, DELLA
CONOSCENZA E DEL CONSUMO RESPONSABILE DELLA
BIRRA. QUESTA MISSIONE SI CONCRETIZZA ATTRAVERSO LA
REALIZZAZIONE DI STUDI E RICERCHE PER LA QUALITÀ E
L’INNOVAZIONE TECNOLOGICA DEI PROCESSI PRODUTTIVI E
LA PROMOZIONE DI CAMPAGNE DI COMUNICAZIONE, MIRATE AD UNA MAGGIORE CONOSCENZA DEL PRODOTTO
BIRRA E ALL’AFFERMAZIONE DI UNA CULTURA DI CONSUMO
CONSAPEVOLE DELLE BEVANDE ALCOLICHE.
ASSOBIRRA, THE ASSOCIATION OF BEER AND MALT
INDUSTRIES, REPRESENTS THE MAIN BEER AND MALT
PRODUCING COMPANIES IN ITALY. IT IS AFFILIATED WITH
CONFINDUSTRIA, FEDERALIMENTARE, BOE (THE BREWERS
OF EUROPE), EUROMALT AND EBC (EUROPEAN BREWERY
CONVENTION).
ASSOBIRRA PERFORMS INSTITUTIONAL DUTIES AND PROMOTES
TECHNOLOGICAL DEVELOPMENT, BEER CULTURE AND
RESPONSIBLE CONSUMPTION. THIS MISSION IS CARRIED OUT
THROUGH THE CONDUCTION OF STUDIES AND RESEARCH ON
QUALITY
AND
TECHNOLOGICAL
INNOVATION
OF
PRODUCTIVE PROCESSES AND THROUGH PR CAMPAIGNS
AIMED AT PROMOTING A GREATER KNOWLEDGE OF BEER
AND A CULTURE OF RESPONSIBLE CONSUMPTION OF
ALCOHOLIC BEVERAGES.
PRESIDENTE_PRESIDENT
ALBERTO FRAUSIN
VICE PRESIDENTI_VICE PRESIDENTS
PIERO PERRON, TOMMASO NORSA
CONSIGLIO DIRETTIVO_BOARD
ALBERTO FRAUSIN, PIERO PERRON, TOMMASO NORSA,
THOMAS LESCHINSKI, GERHARD COMPER,
PAOLO TRUSSONI, LEONARDO DI VINCENZO
DELEGATO DELLA PRESIDENZA PER LE TEMATICHE
INTERNAZIONALI_DELEGATE OF THE PRESIDENCY
FOR INTERNATIONAL ISSUES
FRANCO THEDY (VICE PRESIDENTE_VICE PRESIDENT
THE BREWERS OF EUROPE)
DIRETTORE_DIRECTOR
FILIPPO TERZAGHI
VICE DIRETTORE_VICE DIRECTOR
ANDREA BAGNOLINI
ACQUA
CEREALI
ANNUAL
REPORT
DATI RIFERITI AL 2012_FOR THE YE AR 2012
LUPPOLO
LIEVITO
WWW.ASSOBIRRA.IT
ASSOBIRRA SOSTIENE IL CONSUMO RESPONSABILE DI BIRRA

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