Brochure - Verona Innovazione

Transcription

Brochure - Verona Innovazione
verona
cultura di un territorio - a land and its culture
Convenzione
per la salvaguardia
del patrimonio
culturale
immateriale
Convention
to safeguard
the intangible
cultural
heritage
Conclusa a Parigi il 17 ottobre 2003
Signed in Paris on 17 October 2003
Art. 2
1. per “patrimonio culturale immateriale”
s’intendono le prassi, le rappresentazioni,
le espressioni, le conoscenze, il know-how
– come pure gli strumenti, gli oggetti, i
manufatti e gli spazi culturali associati
agli stessi – che le comunità, i gruppi e
in alcuni casi gli individui riconoscono in
quanto parte del loro patrimonio culturale.
Questo patrimonio culturale immateriale,
trasmesso di generazione in generazione,
è costantemente ricreato dalle comunità
e dai gruppi in risposta al loro ambiente,
alla loro interazione con la natura e alla
loro storia e dà loro un senso d’identità e
di continuità, promuovendo in tal modo il
rispetto per la diversità culturale e la creatività umana. Ai fini della presente Convenzione, si terrà conto di tale patrimonio
culturale immateriale unicamente nella
misura in cui è compatibile con gli strumenti esistenti in materia di diritti umani
e con le esigenze di rispetto reciproco fra
comunità, gruppi e individui nonché di
sviluppo sostenibile.
Article 2
1. “Intangible cultural heritage” shall
mean the practices, representations, expressions, knowledge – and even the tools, objects, artefacts and the cultural
spaces associated with them – that communities, groups and in some cases individuals recognise as part of their cultural
heritage.
This intangible cultural heritage handed
down from generation to generation is
constantly recreated by communities and
groups in response to their environment,
their interaction with nature and their
history, giving them a sense of identity
and continuity, thereby promoting respect for cultural diversity and human
creativity. For the purposes of this Convention, account shall be taken of this
intangible cultural heritage only to the
extent whereby it is compatible with existing instruments ensuring human rights
and the needs for mutual respect between
community, groups and individuals, as
well as sustainable development.
VERONA
sapere e saper fare
VERONA
knowledge and know how
Esiste un profondo legame tra il genio creativo e il saper fare che
si genera dal patrimonio culturale intangibile e che caratterizza in
maniera unica ed univoca l’identità di un territorio e le persone che
lo animano.
Il sapere e saper fare sono competenza e mestieri trasmessi di generazione in generazione, costantemente ricreati e rappresentano una categoria patrimoniale irrinunciabile per la nostra economia, soprattutto l’attuale. Verona e la sua provincia sono una fucina di “tradizioni
tipiche dei mestieri d’arte”, qualsiasi sia il settore merceologico e d’interesse, che si sono tradotte molto spesso in attività imprenditoriali,
manufatti e prodotti noti in tutto il mondo, ma non si limitano solo
all’artigianato tradizionale. Ci sono infatti una serie di professioni
“culturali” parte fondamentale di quel sistema creativo e della società
della conoscenza, che oggi guida le economie avanzate.
In ogni materia ed in ogni prodotto si coniugano storia, territorio,
abilità, ingegno e si esprimono un’identità ed uno stile di vita. Non
sono oggetti, sono processi culturali da valorizzare assieme all’atto
sociale di creazione e rielaborazione che ne permette la produzione
e la pratica.
Con questa pubblicazione Verona Innovazione, Azienda Speciale della
Camera di Commercio, ha cercato di dare il proprio contributo nell’identificazione e mappatura di alcuni asset culturali intangibili che
possono essere patrimonio dell’umanità, ma soprattutto rappresentano una chiave di lettura e di riflessione anche al mondo dell’impresa
sul plus valoriale che il proprio territorio di appartenenza rappresenta.
Ringrazio i partners con cui collaboriamo per la realizzazione del Progetto Cultural Capital Counts, progetto il cui valore tacito sta nella
capacità di lavorare in rete, cooperare suddividendo ruoli e attività e
condividendo know how e competenze.
A deep bond between creative genius and know how is generated by
the intangible cultural heritage which ensures the unique character
and distinct identity of any local area and the people who live there.
Knowledge and know how are the skills and trades handed down
and constantly re-created over the generations; they represent a vital kind of heritage for our economy, especially today. Verona and
its province is a melting pot of “typical arts and crafts traditions”,
whatever the sector of business or interest, that very often has developed into enterprise, goods and products well-known all over the
world but not limited only to traditional craftsmanship. There are
many “cultural” professions forming a fundamental part of that
creative system and knowledge society that today guides advanced
economies.
Every field and every product merge history, territory, ability and
inventiveness that come to express an identity and a life style. They
are not objects but cultural processes which must be valorised together with the social act of creation and re-development that allows
their production and practice.
With this publication, Verona Innovazione - Special Agency of the
Chamber of Commerce Verona - has sought to make its own contribution to the identification and mapping of a number of intangible
cultural assets that may be part of the World Heritage but which
also and especially represent a key for interpretation and consideration of the business world and the added value that its home area
represents.
I would like to thank the partners who worked with us to develop the Cultural Capital Counts Project. The implicit value of this
project lies in its capacity for networking and cooperation by defining roles and activities and sharing know how and skills.
Maurizio Danese
Maurizio Danese
Presidente di Verona Innovazione,
Azienda Speciale della Camera di Commercio
President - Verona Innovazione
Special Agency of the Chamber of Commerce Verona
Progetto Cultural
Capital Counts
Il Capitale Culturale Conta!
Cultural Capital
Counts Project
Cultural Capital Counts
Culture Capital Counts (CCC) è un progetto europeo che
ha l’obiettivo di promuovere lo sviluppo regionale, concentrandosi sulle risorse immateriali come le tradizioni, pratiche sociali e artistiche, conoscenze e talenti.
Per tre anni (2011 - 2014) dieci regioni europee inclusa
la provincia di Verona (unico partner italiano assieme alla
regione Piemonte) lavoreranno in sinergia per utilizzare il
loro patrimonio culturale quale leva strategica per lo sviluppo dell’economia del territorio.
Culture Capital Counts (CCC) is a European project having the objective of promoting regional development by focusing on intangible resources such as traditions, social and
artistic customs, knowledge and talent.
For three years (2011-2014), ten European regions including the Province of Verona (the only Italian partner together
with Piedmont) will work in synergy to exploit their cultural
heritage as a strategic lever for the development of local economies.
Il progetto fa parte del programma di cooperazione territoriale Central Europe un iniziativa dell’Unione Europea per
promuovere lo sviluppo economico, ambientale e sociale
nell’Europa Centrale.
The project is part of the Central Europe Cooperation Programme, an initiative of the European Union designed to
promote economic, environmental and social development in
Central Europe.
Quali sono i nostri reali obiettivi?
Focalizzarci sulla specificità e qualità della vita delle nostre
regioni permetterà di comprendere perché cittadini, visitatori ed imprenditori hanno deciso di stare qui e non altrove.
Comprendere è il primo passo per migliorare.
Creare una strategia operativa basata sui beni culturali immateriali favorirà lo sviluppo sostenibile delle regioni per
aumentarne la competitività.
Condividere con le imprese del territorio le risorse culturali
intangibili che da tempo traducono nei loro prodotti e l’unicità che li contraddistingue nel mondo.
What are our effective objectives?
We aim to focus on the specific nature and quality of life in
our regions to help understand why citizens, visitors and entrepreneurs have decided to stay here and not move elsewhere.
Understanding is the first step towards improving.
Creating an operative strategy based on intangible cultural
heritages will encourage sustainable development of regions
and improve their competitiveness.
Sharing with local companies those intangible cultural resources that they have interpreted in their products and the
uniqueness distinguishing them world-wide.
I partner del progetto
Austria (Steirisches Vulkanland; Kulturpark Eisenstraße),
Italia (Veneto - Verona Innovazione, Piemonte - LaMoRo),
Slovenia (Soca Valley – Local Tourist Organisation Bovec; Heart of Slovenia – Development centre Litija),
Ungheria (Hegypasztor Kör),
Polonia (Sub-Carpathian region – Sub-Carpathian Chamber
of Commerce),
Germania (Ostelbien – b & s; TU Cottbus).
Our partners in the project
Austria (Steirisches Vulkanland; Kulturpark Eisenstraße),
Italy (Veneto - Verona Innovation, Piedmont - LaMoRo),
Slovenia (Soca Valley – Local Tourist Organisation Bovec; Heart of Slovenia – Development Centre Litija),
Hungary (Hegypasztor Kör),
Poland (Sub-Carpathian region – Sub-Carpathian
Chamber of Commerce),
Germany (Ostelbien – b & s; TU Cottbus).
Per sapere di più sulle iniziative promosse dal progetto:
Eu.Projects - Verona Innovazione – Azienda
Speciale della C.C.I.A.A. di Verona
Corso Porta Nuova, 96 – 37122 Verona . Tel. 045 8085706,
[email protected]
Oppure visita il sito del progetto www.culturalcapitalcounts.eu
Questo progetto è co-finaziato dall’Unione Europea con i
fondi FESR (1.789.851,39 €) Programma Central Europe
(2007 - 2013)
For more information about the initiatives promoted by this project: Eu.Projects - Verona Innovazione
– Azienda Speciale della C.C.I.A.A. di Verona
Corso Porta Nuova, 96 – 37122 Verona . Tel. 045 8085706,
[email protected]
Or visit the project site at www.culturalcapitalcounts.eu
This project co-funded by the European Union with FESR
funds (€1,789,851.39) Central Europe Programme
(2007 - 2013)
VERONA
E IL SUO TERRITORIO
VERONA
AND ITS PROVINCE
Un’identità da preservare
An identity that must be preserved
C
I
’è un’altra Verona al di fuori e al di là di quanto viene offerto al
turista? Esistono attrattive diverse dalla sua ormai mitica stagione
areniana estiva, alla somma dei suoi eventi fieristici internazionali
(entrambi portano nella città scaligera milioni di persone), ai musei e alle
gallerie d’arte che “popolano” il suo territorio, anche nell’estrema periferia?
La risposta non può che essere affermativa poiché in questa città, come nel
suo territorio, c’è una tale dovizia di quei beni intangibili che l’Unesco considera patrimonio che deve essere salvaguardato, diretti “discendenti” della
cultura, delle tradizioni, di quei presidi professionali e imprenditoriali che
sono parte integrante della sua identità, di quelle diversità che rendono ogni
città uno “scrigno” tutto da scoprire. E Verona, come altre città del nostro
Paese o di tante Nazioni, non sfugge a questa “regola”. Tutt’altro, poiché le
ss there another Verona above and beyond what is offered to tourists? Are
there appealing aspects other than the legendary Summer Opera Season
in the Arena or its international exhibition events (both attracted more
than a million people to the city), its museums and art galleries “populating”
the territory even in the furthest outskirts? The answer is certainly positive:
Verona and its province definitely boast an abundance of all those intangible
assets defined by UNESCO as a Heritage that must be saved, the direct
“descendants” of the culture and traditions, professional and entrepreneurial
activities that are an integral part of its identity and that diversity that make
every city a “treasure trove” for everyone to discover. Verona, like many other
cities in Italy and many other countries, keeps faith with this “rule”. Absolutely so, since the identities of Verona have been laid down over the centuries
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identità della città scaligera si sono sedimentate nei secoli, negli incontri e nei confronti
tra la sua dimensione culturale e quella d’altri
popoli, nella tranquilla accettazione di quanti
l’hanno occupata e dominata, nella determinazione con cui difende le sue tradizioni e i
suoi culti, le sue ritualità che, in molti casi, si
perdono nei secoli, le sue golosità, le sue eccellenze che vive con quella discrezione che sembra essere un irrinunciabile costume di vita.
Insomma, a tutto ciò che la circonda e che ha
scandito il proprio passato e, di sicuro, farà da
contrappunto al proprio futuro. Un presente
e un futuro che ha assunto, in molti casi, una
vivace dimensione imprenditoriale, una caratterizzante cultura professionale. Dunque, un
connotato economico e reddituale di notevole
importanza. Una poliedricità che é agricoltura,
enologia, riti e sagre sopravvissute alle mode,
cultura, gastronomia, di stampo rurale ma non
per questo meno originale e ricca di sapori,
attività artigianali di grande originalità e a dimensione planetaria, cura dell’ambiente e conservazione del paesaggio. E’ questa la Verona
che oggi vogliamo proporre. Un territorio che
ha saputo coniugare tradizione e modernità, i
valori dell’innovazione nella globalizzazione, la
solidità dei propri obiettivi con la concretezza
di voler comunque restare una “città, un territorio, a dimensione umana”. Una città e un
territorio consapevoli di essere, come lo sono
per naturale collocazione geografica, il “crocevia d’Europa”, ma anche di avere un tessuto
imprenditoriale solido e, nonostante tutto, già
proiettato nel futuro. Città e territorio che intendono rimanere fedeli alla propria storia accettando le sfide che il futuro imporrà.•
through cultural encounters and comparisons
with other peoples, through the quiet acceptance of those who have occupied and dominated
the city, through a determination to defend its
traditions, cults and rituals going back to the
dawn of time in many cases, through its specialities and excellence - all of which is lived
with such discretion that it seems to be an inescapable way of life. In short, everything surrounding the city or leaving marks on its past
is certain to be reflected in its future. A present
and a future that, in many cases, enjoy a lively
entrepreneurial dimension or a characteristic
professional culture. And as such, economic
and income aspects of considerable importance. This astonishing variety is evident in agriculture and wine-making, in the rituals and
festivals that have outlived fashions, in culture
and gastronomy with its rural character but
by no means for this less original and rich in
flavours, in craftsmanship activity of amazing
originality and planetary scope, in care for the
environment and conservation of the landscape. This is the character of Verona we wish to
promote today. A territory that has managed to
merge tradition and modernity, the values of
innovation into globalisation, the solidity of its
objectives with the substance of wishing in any
case to remain a “city, a territory and a human dimension”. A city and a territory aware
of being - thanks to their natural geographical
position - the “crossroads of Europe” but also
of having a solid entrepreneurial fabric that
nevertheless already looks towards the future.
A city and territory determined to keep faith
with history while accepting the challenges
that the future will inevitable impose.•
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Agroalimentare - AGRO-FOODS
RISO
RICE
Un cereale, un territorio
A cereal, a territory
U
R
n lungo viaggio quello del riso, dall’Asia fino a Verona, dove
dal 1400 è diventato simbolo di un territorio in cui si concentra circa la metà della produzione nazionale di Vialone
Nano, una perla d’acqua dolce che ha meritato dall’UE il marchio
IGP. Nel comprensorio a sud di Verona le risaie occupano il 35% della
superficie coltivata e, a latere, si sono sviluppate molte altre attività
imprenditoriali nel campo della trasformazione, della ristorazione,
della commercializzazione del riso e dei suoi derivati. Queste realtà
aziendali sono espressione della tenacia e della determinazione di un
ice travelled a long away from Asia to Verona, where since
the 1400s it has been the symbol of an area focusing about
half the national output of Vialone Nano, a fresh-water
pearl that has earned the EU PGI mark.
Rice paddies in the area south of Verona occupy 35% of cultivated
land and have seen the development of many other entrepreneurial
activities involving processing, catering and commerce of rice and its
derivatives. These company realities are the expression of the tenacity and determination of a social fabric that has managed to turn
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tessuto sociale che ha saputo fare del riso,
e dei risotti – su tutti quello all’Isolana
o al Tastasal –, una risorsa economica e
occupazionale oltre che un accreditato
messaggero (in molti Paesi asiatici in primis) di un’area dove la cucina d’eccellenza è affiancata dalla produzione di farine,
gallette, pane, latte, olio, pasta, biscotti,
dessert e anche cosmetici a base del prezioso cereale. Non si deve considerare
solo la sua fondamentale importanza
nella nutrizione umana (è la coltura che,
a livello mondiale, ha alimentato il più
elevato numero di persone): il riso, a Isola della Scala, è divenuto parte integrante
di tradizioni e identità di una terra che
ha saputo creare un volano di imprese perfettamente integrate tra loro. Nel
momento del raccolto la Fiera del Riso
(giunta nel 2012 alla 46a edizione) è la
più qualificata vetrina di un sapere che,
come ben espresso dal letterato veronese Giambattista Spolverini nel suo La
Coltivazione del Riso (1758), si è forgiato
nel tempo divenendo storia e attualità di
tutta un’area. Il riso però è anche altro:
è bello da vedere. Basta infatti percorre
la Strada del Riso Vialone Nano Igp che
si snoda lungo un percorso che tocca i
territori di 21 comuni per trovarsi immersi nel tipico paesaggio delle risorgive.
Il consiglio è di recarsi in questi luoghi in
primavera quando le risaie sono state allagate e cominciano a spuntare le prime
spighe: vi troverete immersi in un mare
azzurro e verde che si estende a perdita
d’occhio davanti a voi.•
rice and risottos – especially the Isolana
or Tastasal recipes – into an economic
and employment resource as well as an
accredited messenger (in many Asian
countries first and foremost) of an area
where excellent cuisine is flanked by the
production of flours, crackers, bread,
milk, oil, pasta, biscuits, desserts and
even cosmetics based on this precious
cereal. One should not only consider
its fundamental importance in human
nutrition (it is the crop grown all over
the world that provides food for the highest number of people): in Isola della
Scala, rice has become an integral part
of the traditions and identity of a land
that has managed to create thriving and
perfectly integrated companies. During
the harvest, the Rice Festival (celebrating its 46th edition in 2012) is the
most qualified showcase of knowledge
that, as so clearly expressed by Veronese
literary figure Giambattista Spolverini
in his Rice Growing (1758), has been
forged over time to become the history
and the present of an entire area. Yet
rice is also much more: it is delightful to
see. Simply take the PGI Vialone Nano
Rice Route winding around 21 local
council areas to find yourselves immersed in a typical resurgence landscape.
The places are perhaps best visited in
Spring, when the rice paddies are flooded and the first ears begin to emerge:
you will find yourselves in a sky blue
and green sea stretching as far as the eye
can see.•
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Agroalimentare - AGRO-FOODS
OLIO
OLIVE OIL
Una ricchezza recuperata
A recovered heritage
L
O
’olivicoltura e la produzione dell’olio d’oliva hanno sempre
avuto nella provincia veronese ricadute dominanti sia nell’evoluzione del paesaggio agrario che nel tessuto sociale ed economico. La realtà olivicola e olearia veronese è, infatti, testimonianza di un’antica cultura e di tradizioni ultra millenarie. L’ambiente
in cui si pratica questa coltura è contraddistinto da caratteristiche
climatiche e pedologiche che consentono una produzione di elevati standard qualitativi grazie ai quali l’olio veronese può fregiarsi di
ben due DOP: una assegnata dalla Comunità Europea all’olio extra
vergine d’oliva del Garda e l’altra all’olio extra vergine d’oliva Veneto
live-growing and olive oil production in the province of
Verona have always played dominant roles in the evolution of the agrarian landscape and the social and economic
fabric. Olive growing and making olive oil around Verona testifies
to an ancient culture and traditions going back thousands of years.
The environment where this crop is grown is distinguished by climatic features and soil conditions that ensure high quality standards,
thanks to which Veronese olive oil has impressively attained two Protected Designation of Origin (PDO) marks: one assigned by the European Community to Garda extra virgin olive oil and the other to
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Valpolicella. Un riconoscimento stimolante per i coltivatori locali che hanno
saputo coniugare metodi e storia con
ricerca, nuove tecniche di impianto e
coltivazione, miglioramento genetico e forme di imprenditorialità e di
professionalità innovative. Un cenno
merita anche l’evoluzione che ha avuto il settore della frangitura che, con
moderni impianti di macinazione delle
olive, permette di esaltare le caratteristiche
intrinseche del prodotto finale. L’olio d’oliva,
grazie alle sue proprietà, è da sempre considerato oltre
che un alimento fondamentale – insostituibile nella dieta mediterranea –, anche un medicinale e un cosmetico naturale efficace (lo
consigliava già Ippocrate), tornato di moda per le sue molteplici doti.
Proprio per la diffusione di questa pianta mediterranea, la sponda
veronese del lago di Garda è denominata “Riviera degli Olivi”. La varietà leader è la Casaliva, detta anche Drizar, seguita dal Favarol, dal
Trepp e dal Grignan: quattro varietà storiche, tradizionali della zona
meridionale del Garda che costituiscono l’elemento caratterizzante
di un territorio che basa parte della sua economia (attività turisticoricettiva, gastronomica, commerciale) sulla miniera inesauribile di
questo “oro liquido”.
«I fratelli olivi che fan di santità pallidi i clivi», come diceva Gabriele
D’Annunzio, rappresentano una risorsa culturale d’elevato profilo.
Molte le iniziative che aprono la strada alla conoscenza dell’olio veronese. Tra quelle a livello internazionale, va ricordata Sol, la manifestazione fieristica che richiama su Verona il mondo oleicolo.•
Veneto Valpolicella extra virgin olive oil.
This is a rewarding recognition for local olive growers, who have managed
to combine methods and history with
research, new plant and exploitation
techniques, genetic improvement and
innovative business and professional
models. Mention must also be made
of progress achieved in the crushing
sector, where modern olive milling plants
help enhance the intrinsic features of the
final product. Olive oil, thanks to the its properties, has always been considered not only a fundamental food – a vital part of the Mediterranean diet – but also
a medicine and an effective natural cosmetic (recommended even by
Hippocrates) that has regained popularity thanks to its many beneficial characteristics. The distribution of this Mediterranean tree on
the Veronese banks of Lake Garda has earned the name of “Riviera
degli Olivi”. The main variety is Casaliva, also known as Drizar,
followed by Favarol, Trepp and Grignan: four historic, traditional
varieties of the southern part of Lake Garda that are a characteristic
aspect of a territory that bases a good part of its economy (tourismhospitality, gastronomy, trade) on the endless flow of this “liquid
gold”.
“Brother olives turning hillocks into pale holiness”, as Gabriele
D’Annunzio said, are a cultural resource of immense importance.
Many initiatives open the way to knowledge of Veronese olive oil.
Special mention must be made of Sol, the landmark international
exhibition for the world of olive oil held in Verona.•
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Agroalimentare - AGRO-FOODS
ORTOFRUTTA
Market gardening
Il giardino dell’eccellenze
The garden of excellence
V
V
erona è uno dei più importanti poli dell’ortofrutta Made
in Italy. Nel settore delle orticole si annoverano tipicità –
il broccoletto di Custoza, la patata dorata di Rovereto di
Guà, l’asparago viola di Arcole, il sedano rapa – che arricchiscono
una produzione importante e estremamente varia: cipolle (90%
erona is one of the most important fresh fruit and vegetable
centres in Italy. This sector boasts several typical items – broccoli from Custoza, golden potatoes from Rovereto di Guà,
violet asparagus from Arcole, celeriac – that enhance already impressive and extremely varied output: onions (90% of production on
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della produzione veneta), fagiolini, rape, naoni,
peperoni, piselli, porri, fagioli, cavoli, zucchine,
sedano, scalogni, zucche, verze, patate, radicchio
rosso (oggi IGP), asparagi bianchi e verdi. Nel
settore frutticolo la provincia veronese detiene
veri e propri primati per quanto riguarda kiwi,
albicocche (della Val d’Illasi), mele, pere, pesche
(oggi IGP), ciliegie (la Mora di Cazzano e la Meraviglia dell’Alpone), meloni, fragole, castagne
(DOP i marroni di San Zeno). Tutti pilastri di
un’agricoltura che ha raggiunto alti livelli qualitativi e che ha dato origine a imprese, alcune di
medio-grande dimensione, di lavorazione, trasformazione e commercializzazione di fama internazionale. La produzione orticola ha generato
attività di notevole interesse sia sotto il profilo
reddituale che occupazionale, molte con certificazioni di qualità che consentono di proporsi
sui più importanti mercati esteri. Non da meno
quella frutticola che ha favorito la nascita di un
indotto incentrato sulla produzione di confetture, marmellate, composte e mousse. A monte,
poi, sono nate anche aziende nel settore delle
strutture, delle serre e dei capannoni. Il sistema
ortofrutticolo veronese si caratterizza per una
“vocazione” commerciale e logistica, ben sviluppata grazie a una fitta rete di commercianti privati, interlocutori primari dei mercati dell’Europa
del Nord. Ma non è finita qui: Verona è sede del
maggior Centro Agroalimentare, polo di investimento logistico, affermato terminale dell’export
delle produzioni tipiche locali e, dal 1954, anno
in cui fu fondato dal professor Giorgio Bargioni, dell’Istituto Sperimentale di Frutticoltura, la
cui attività di ricerca e sperimentazione è rivolta
prevalentemente al miglioramento delle tecniche
colturali.•
the Veneto), green beans, turnips, swedes, capsicum
peppers, peas, leeks, beans, cabbage, courgettes, celery, shallots, pumpkin, Savoy cabbage, potatoes,
red chicory (today with PGI mark), white and
green asparagus. In the fruit sector, the province
of Verona boats full-scale records as regards kiwi,
apricots (from Val d’Illasi), apples, pears, peaches
(today with PGI mark), cherries (Mora di Cazzano and Meraviglia dell’Alpone), melons, strawberries, chestnuts (San Zeno Brown Chestnuts PDO).
All pillars of an agriculture that has attained high
quality levels and given rise to processing and sales
companies, some of medium-large dimensions, of
international repute.Vegetable production has generated activities of considerable interest in terms
of income and employment, many of which have
quality certifications ensuring outlet on the most
important international markets. Fruit output is
equally prominent and has encouraged the development of allied business focusing on the production of preserves, jam and marmalade, compote
and mousse. Companies have also emerged in upline sectors such as structures-facilities, greenhouses
and premises. The Veronese fruit and vegetable
system is also characterised by a well-developed
commercial and logistics “vocation”, thanks to an
extensive network of private sector dealers working
as the primary mediators with markets in Northern Europe. Yet that’s not all: Verona is home not
only to the largest Agro-Foods Centre, a major investment in logistics and enormously successful terminal for exports of typical local produce, but also
since 1954 (the year it was founded by Professor
Giorgio Bargioni) to the Experimental Institute
of Fruit-growing, where research and experimental activity prevalently targets the improvement of
crop-growing techniques.•
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Agroalimentare - AGRO-FOODS
VINO
WINE
L
G
World-wide messenger
Messaggero nel mondo
a coltivazione della vite si perde nella notte dei tempi e,
oltre ad avere contribuito a caratterizzare il paesaggio delle
colline e delle vallate che circondano Verona, è diventata
una risorsa che ha saputo affermarsi come il più importante protagonista del sistema agroalimentare scaligero. Oggi Verona, con
le sue 12 DOC e 4 DOCG, annovera fra i più qualificati e noti
produttori di veri e propri “vini d’autore”. Basti ricordare, tra i
rossi più celebri, l’Amarone, prodotto nella Valpolicella, già decantato quale “vino amaro” da Catullo nel 49 a.C. (Carme 27)
o il Recioto che vanta un nobile progenitore, l’Acinato, con cui
Cassiodoro allietava la mensa e le feste di Teodorico. Molte altre
rapes have been grown hereabouts since the dawn of
time. Not only have vineyards helped characterise the
distinctive landscape of hills and valleys surrounding
Verona but have also become the most important resource in the
agro-foods system of the area. Verona today boasts 12 DOC and
4 DOCG wines, as well as some of the most highly qualified and
well-known producers of full-scale “designer wines”. Mention
need only be made of one its most famous red wines - Amarone
from the Valpolicella area - praised as the “bitter wine” by Catullus in 49 B.C. (Carme 27) or Recioto and its noble forerunner Acinato, which Cassiodorus served during the banquets and
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ancora le eccellenze tra i rossi o i bianchi: l’enologia veronese dispone, infatti, di un ampio patrimonio ampelografico e di diversità territoriali a vocazione vitivinicola, tali da consentirle una produzione di vini, grazie alle sue tante uve autoctone (Garganega,
Corvina, Molinara, Rondinella, Trebbiano di Soave, ...), con diverse peculiarità, da quelli più robusti e impegnativi, a quelli più
leggeri e piacevoli come il Valpolicella, il Bardolino, il Lugana o il
Soave la cui denominazione, oltre al vino da tavola, prevede anche
la produzione di Spumante sia Metodo Classico che Charmat.
Produzione, ma anche promozione e valorizzazione delle cultura
della vite: Verona ospita da 46 edizioni (2012) la più importante
manifestazione internazionale dedicata al vino e ai distillati, Vinitaly, la rassegna che più di ogni altra ha scandito l’evoluzione
dell’intero sistema vitivinicolo, nazionale e internazionale contribuendo a fare del vino una delle più coinvolgenti e dinamiche
realtà del settore primario.•
feasts of Theodoric. There are many other truly excellent red and
white wines: Veronese wine-making boasts an impressive heritage
of ampelography and territorial diversity with a wine-growing
vocation; this ensures production of wines based on many native
grapes (Garganega, Corvina, Molinara, Rondinella, Trebbiano
of Soave ...) offering distinctive features, from full-bodied and
imposing wines to lighter and more agreeable wines such as Valpolicella, Bardolino, Lugana or Soave - the later embracing not
only table wine but also a sparkling wine made with the Classic
or Charmant method.
Production is also flanked by promotion and valorisation of wine
culture: Verona is home to Vinitaly (46th edition in 2012), the
most important international event dedicated to wine and spirits
and the one that more than any other has marked the evolution
of the wine-making system, helping to turn wine into one of the
captivating and dynamic realities in the primary sector.•
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ARTIGIANATO - Craftsmanship
Marmo
MarBLE
I
V
Un primato internazionale
International leadership
l primato veronese nel campo dell’estrazione e della lavorazione del marmo e della pietra naturale ha origini remote: già i
romani apprezzavano il celebre Rosso di Verona, la bella pietra
color rosso/rosa ricavata sui monti del versante occidentale della
Val d’Adige. Utilizzato, nei secoli, non solo nella città scaligera,
ma in tutta Italia, per lastricare strade, decorare chiese e palazzi,
plasmare colonne, bassorilievi e sculture, il Rosso di Verona è il
più famoso esponente della “famiglia” delle pietre scaligere che
comprende la Breccia Pernice, il Rosa del Garda, il Giallo Reale,
la Pietra di Prun e vari tipi di tufo. Il processo di sedimentazione
del fondale marino che creò il tavolato calcareo dei Lessini (testimonianza di queste origini sono i fossili presenti nelle pietre
e dei quali c’è una straordinaria esposizione al Museo di Bolca)
iniziò nell’era giurassica. I marmi di Verona continuano a essere
estratti e lavorati insieme a materiali lapidei di ogni genere e di
tutte le parti del mondo. È veronese ben l’80% della produzione
mondiale di agglomarmi, ma punti di forza sono anche altre lavorazioni artistiche quali i mosaici e le tarsie marmoree. La storia
del marmo a Verona è anche una storia di grande imprenditoria:
un’imprenditoria che, grazie all’aggiornamento tecnologico, si è
eronese leadership in the marble and natural stone
quarrying and processing field has remote origins: The
ancient Romans themselves had high regard for the famous Rosso di Verona, an extremely attractive red/pink stone
quarried from the hillsides overlooking the valley of the River
Adige. This marble has been used over the centuries, not only in
Verona itself but also throughout Italy, to pave streets, decorate
churches and palaces, model columns, bas reliefs and sculptures.
Rosso di Verona is the most famous member of the “family” of
Veronese natural stones that includes Breccia Pernice, Rosa del
Garda, Giallo Reale, Pietra di Prun and various varieties of
tufa. The process of sedimentation on the sea-bed that created
the limestone strata of the Lessini Mountains began in the Jurassic Age. Marble is still quarried and processed in Verona, together with stone materials of every kind from all corners of the
world. As much as 80% of world production of marble agglomerates comes from Verona, yet other strong points also include
artistic machining operations such as stone mosaics and marble inlays. The history of marble in Verona is also a history of
astonishing enterprise: enterprise that - thanks to technological
20
dimostrata in grado di comprendere
le dinamiche del mercato e di offrire il meglio a una clientela sempre
più internazionale. Fondamentale in
questo senso il ruolo del Centro di
Formazione Professionale del Marmo
e della Scuola d’Arte “Paolo Brenzoni” (1908), trampolino di lancio della
stirpe di scalpellini che fu il “nocciolo
duro” dell’industria lapidea in Valpolicella, Lessinia, Valpantena. Si tratta
di un centro formativo unico in Italia e in Europa, che offre alle imprese
del comprensorio un valido strumento professionalizzante, antidoto alla
competizione che i Paesi emergenti
hanno innescato. Lungo le direttrici
della formazione, della promozione
e della certificazione, si muove pure
la Videomarmoteca, che consente a
produttori, operatori e progettisti di
disporre di un bacino informativo
costantemente aggiornato. Non si dimentichi, poi, che ogni anno Verona
ospita Marmomacc, la fiera di pietre,
design e tecnologie leader a livello internazionale.•
progress - has perfectly understood
market dynamics to ensure the best
possible offering to an increasingly
international clientele. In this regard, the “Paolo Brenzoni” Marble
Vocational Training Centre and
School of Art has played a fundamental role since 1908 as the launch
pad for stone carvers who formed the
“backbone” of the stone industry in
Valpolicella, Lessinia and Valpantena. This training centre is unique
of its kind in Italy and Europe. It
offers companies in the district a valid professional training tool as the
perfect antidote to competition set
in motion by emerging countries.
Training, promotion and certification are also the guidelines followed
by the Videomarmoteca, that offers
producers, operators and designers
a constantly updated database of
information. Nor should we overlook that Verona is home every year
to Marmomacc, the world-leading
International Exhibition of Natural
Stone, Design and Technologies.•
21
ARTIGIANATO - Craftsmanship
LEGNO
WOOD
Quando l’artigianato si fa arte
L
’origine dell’attività produttiva di mobili d’arte in stile
classico, che vede coinvolti ben 29 comuni del comprensorio provinciale, risale all’inizio del secolo scorso quando,
in un’area prevalentemente agricola, alcuni artigiani si dedicarono al restauro di mobili antichi per poi passare alla fase di
fabbricazione. Nel secondo dopoguerra, in virtù del boom economico, la domanda di nuovi mobili crebbe e nacque così quel
distretto ormai famoso in tutta Italia e nel mondo. La “Patria
del mobile” si espande nell’area della Bassa Veronese, unica zona
che può vantare da parte del Ministero dell’Industria, il Marchio del Mobile d’Arte. Centri storici di questa tradizione sono
Cerea, Bovolone e Casaleone. Intarsiatori, lucidatori, intagliatori, ebanisti, artigiani, piccole imprese industriali, falegnamerie,
When craftsmanship becomes art
T
he classic reproduction furniture field involves as many
as 29 local council areas in the province of Verona and
dates back to the start of the 1900s when a number
of craftsmen in a prevalently agricultural area began restoring
ancient furniture as prelude to manufacture. After the Second
World War, the economic boom saw intense demand for new
furniture and this gave new impetus to a district by now famous all over Italy and world-wide. The “Homeland of Furniture” expanded all over the Veronese plains - the only area
allowed by the Ministry of Industry to use the “Art Furniture”
brand. The historic centres for this tradition are Cerea, Bovolone and Casaleone. Inlay and marquetry artists, polishers, cabinetmakers, craftsmen, small industrial companies, carpenters
22
ditte commerciali operano in perfetta sinergia. I prodotti sono
praticamente infiniti: dalle cucine alle sedie, ai divani, alle poltrone, da porte e portoncini a semilavorati vari. I punti di forza
di questo distretto sono le abili professionalità degli addetti, la
volontà e la capacità di innovare processi e prodotti, la flessibilità
operativa (vige la regola del “su misura”).
Se il classico impera (vengono riproposti stili quali fratino, vittoriano, liberty), prendono forma anche pezzi unici, impreziositi da ferro battuto, vetrate artistiche, marmi, e il moderno si
afferma soprattutto nell’area delle cucine. La lavorazione del
legno rappresenta una primaria risorsa occupazionale. Negli ultimi anni le imprese del distretto hanno razionalizzato la loro
struttura e l’attività commerciale; sul fronte della produzione si
è avuto un processo di specializzazione verticale, con una marcata tendenza a servirsi di sub fornitori in alcune fasi (lucidatura,
decorazione, verniciatura, intaglio, intarsio, etc.). Una modificazione profonda che ha visto professionisti specializzarsi nella
realizzazione di progetti d’arredo per ville, alberghi, residenze
signorili, yacht di lusso.•
and commercials companies working in perfect synergy. There
is a virtually endless range of products: from kitchen suites to
chairs, divans, armchairs, doors and hatches to all kinds of
semi-finished products. The strong points of this district are the
skill of employees, the desire and capacity to innovate processes
and products, and operative flexibility (“made-to-measure” is a
fundamental rule).
While the classic style still dominates (Fratino, Victorian and
Liberty styles are available), unique pieces are also coming to
the fore, embellished with wrought iron, artistic stained glass,
marble, as well as modern styles (especially as regards kitchen
suites). Carpentry is a primary resource in terms of employment.
In recent years, companies in the wood-working district have
rationalised their structures and business activities; production
has seen a process of vertical specialisation, with a marked trend
towards outsourcing in certain stages (polishing, decoration,
painting, marquetry, inlay, etc.). This far-reaching change has
seen professional specialisation as the production of furnishing
projects for villas, hotels, mansions and luxury yachts.•
23
ARTIGIANATO - Craftsmanship
BRONZO
BRONZE
La ricchezza del metallo
L
e fonderie artistiche del bronzo veronesi rappresentano l’apice di
un artigianato di nicchia che si fa apprezzare oltre i confini nazionali richiamando l’attenzione dei più importanti esponenti della
scultura mondiale. Molti sono infatti gli artisti che si sono rivolti e si
rivolgono alle officine veronesi e alla perizia manuale dei nostri artigiani
per fondere le loro opere: basti citare Mirò, Cascella, Castagna, Pomodoro, Berrocal, Minguzzi (sua la scultura di Papa Wojtyla – circa 4 quintali – collocata a Cracovia e realizzata proprio a Verona). Questo tipo di
lavorazione, che affonda le sue radici in tempi remoti, è un’abilità tutta
italiana, ricca di un bagaglio di storia e tradizioni che i fusori scaligeri
custodiscono e tramandano. Gli allievi di ieri sono i maestri di oggi che
hanno saputo avviare nuove realtà imprenditoriali e professionali paralle-
The wealth of metal
T
he artistic bronze foundries in and around Verona are the
peak of niche craftsmanship that has made its name even
outside Italy and attracts the attention of the most important exponents of world sculpture. Many artists in fact turn to these
workshops in Verona and the manual skills of local craftsmen to
cast their works: mention need only be made of Mirò, Cascella,
Castagna, Pomodoro, Berrocal and Minguzzi (his sculpture of Pope
John Paul II weighing about 4 quintals raised in Krakov was cast
in Verona). This type of processing traces its roots to remote times
and is an entirely Italian skill, with a rich heritage of history and
traditions that these foundries safeguard for the future. The students of yesterday are the masters of today who have also mana-
24
le di grande interesse (come laboratori per
realizzare le matrici per la fusione) creando
un significativo indotto sul territorio. Grazie a questo spirito d’impresa Verona vanta
un insediamento che rappresenta oltre il
50% delle fonderie del bronzo operanti
nel Veneto. Le lavorazioni qui realizzate
secondo metodi di fusione sia tradizionali che innovativi, trovano collocazione in
diverse ramificazioni: monumenti, portali,
statue, oggetti per l’arte funeraria, sculture
o campane. Le campane furono per secoli il prodotto più impegnativo realizzato
dalle fonderie: necessitavano di attenzioni
particolari perché costituivano un punto
di riferimento importante sia per la società
religiosa che per quella civile. Gli artigiani veronesi furono così abili da dare vita
al Sistema Veronese, il sistema a campane
“giranti” più recente, (1700), diffusosi su
tutto il territorio nazionale, che, apportando sostanziali modifiche alla montatura
tradizionale, ampliava le possibilità musicali dello strumento. Alcuni esemplari di
antiche campane sono ancora conservate
in vari luoghi della città. Di Magister Jacobus, fonditore del 1300, restano ancora, nel Museo di Castelvecchio, la grande
campana per l’orologio della Torre del
Gardello (1370) e, in Sant’Elena, una
campana fusa per la Cattedrale di Verona
(1384). Sono opera della dinastia dei Bonaventura, attivi per tutto il 1500, le varie
versioni del “Rengo”, la grande campana
della Torre dei Lamberti (attualmente funzionante quella che Alessandro Bonaventura realizzò nel 1557).•
ged to launch new parallel enterprises
and professions of major interest (such
as workshops making dies for casting)
that generate significant allied business
in the area. Thanks to this spirit of enterprise, Verona boasts more than 50%
of the bronze foundries operating in the
Veneto Region. The processing carried
out here using traditional and innovative casting methods finds outlets
in various fields: monuments, gates,
statues, items for the holy arts, sculptures or bells. Bells for centuries were
the most demanding product made in
these foundries: they involved special
attention and care because they were
an important landmark religious and
civil society. Veronese craftsmen were
so skilful that they invented the Veronese System, the most recent “bell tolling device” (1700) that spread all over
Italy and - thanks to substantial modifications of the traditional mounting
- extended the musical possibilities of
bells. Some examples of ancient bells
are still to be seen in various parts of the
city. Castelvecchio Museum still has the
large bell for the Gardello Tower clock
(1370) made by Magister Jacobus, a
1300s foundry man, while Sant’Elena
has a bell cast for Verona Cathedral
(1384). The Bonaventura dynasty, active throughout the 1500s, produced
several versions of the “Rengo”, the large bell in the Lamberti Tower (the bell
currently in use was cast by Alessandro
Bonaventura in 1557).•
25
ARTIGIANATO - Craftsmanship
Editoria di qualità Quality publishing
L’arte del libro
N
el 1948 Giovanni Mardersteig aprì a Verona, sulla scorta
dell’esperienza dell’Officina Bodoni fondata a Lugano,
la Stamperia Valdonega (che prese il nome dal quartiere nel quale fu costruito il primo, piccolo edificio dell’azienda).
La storia dell’editoria nella città scaligera – e merita qui fare almeno un rapido accenno ad alcuni episodi significativi come la
fusione, nel 1917, della Mondadori con la Tipografia di Verona
Gaetano Franchini (che diede vita alla società denominata Stabilimenti tipolitografici editoriali A. Mondadori), o la nascita,
alla fine degli anni ’50, della salesiana Scuola Grafica Cartaria
«San Zeno» – è stata positivamente segnata da questo evento. La
Tipografia Mardersteig è un esempio bene riuscito di scommessa sul valore dell’eccellenza, specializzata com’è nel settore delle
The art of books
O
n the strength of experience with Officina Bodoni
founded in Lugano, Giovanni Mardersteig set up Stamperia Valdonega in Verona in 1948 (taking its name
from the suburb where the first, small building of the company
was located).The history of publishing in Verona – and here
brief mention should be made of several significant episodes
such as the merger in 1917 between Mondadori and Tipografia di Verona Gaetano Franchini (giving rise to the company
named Stabilimenti Tipo-Litografici Editoriali A. Mondadori.) or the creation in the late 1950s of the San Zeno Salesian
School of Graphic Arts – benefited positively from this event.
Tipografia Mardersteig is a fine example of success based on
the value of excellence, specialising in the art reproduction sec-
26
riproduzioni d’arte, che non ha molti
neofiti nell’industria grafica italiana,
e che mira a soddisfare il pubblico di
nicchia dei raffinati bibliofili e degli
amanti del bel libro. Con una macchina fonditrice per la produzione
diretta dei caratteri di stampa e alcune macchine tipografiche Monotype
e pianocilindriche, Mardersteig diede
inizio alla propria attività. Concluse
importanti contratti per l’Italia, con
Riccardo Ricciardi, l’Editrice Antenore, Adelphi, Sansoni e, per l’estero,
con la Collins Publishers, Folio Society, Tauchnitz Editino e tanti altri importanti editori che trovano in questa
piccola impresa l’humus necessario
per prodotti di elevato e incommensurabile livello qualitativo. Nel 1984
il Metropolitan Museum di New York
dedicò all’azienda una mostra, la The
Mardersteig’s Work in the Stamperia Valdonega, riconoscimento prestigioso a cui
fece seguito, nel 1991, l’organizzazione di una seconda esposizione a cura
del Grolier Club. Spirito immutato,
ma importanti modifiche aziendali si
sono susseguite negli ultimi vent’anni:
la stamperia si è spostata ad Arbizzano, e in seguito, per potenziare il
proprio ruolo sul mercato della stampa libraria di qualità, la Stamperia ha
avviato rapporti di collaborazione con
altre imprese continuando, idealmente, quel percorso avviato dal fondatore
e stimolando, tra l’altro, la nascita di
nuove realtà.•
tor where there were few newcomers
in the Italian graphic arts industry,
seeking to satisfy the needs of a niche
market of bibliophiles and lovers of
fine books.
Mardersteig began operations with
a machine for in-house casting of
moving type and some Monotype
and flat cylinder presses. He signed
important contracts in Italy with
Riccardo Ricciardi, Editrice Antenore, Adelphi, Sansoni and, internationally, with Collins Publishers,
Folio Society, Tauchnitz Editino and
many other important publishers
that found in this small business the
necessary humus for products of incomparably high quality. In 1984,
the Metropolitan Museum of New
York dedicated an exhibition to the
company - The Mardersteigs’ Work
in the Stamperia Valdonega; such
prestigious recognition was followed
in 1991 by the organisation of a second exhibition by the Grolier Club.
With an unchanged spirit, the company saw important changes over the
last twenty years: the “Stamperia”
was transferred to Arbizzano and
then sought to upgrade its role on the
quality book publishing market by
initiating collaboration relationships
with other companies while ideally
continuing along the route defined
by the founder and stimulating,
among other things, the creation of
new realities.•
27
CULTURA - CULTURE
Teatro
Theatre
Verona grande palcoscenico
P
ensando a Verona e al suo legame con l’arte teatrale vengono subito in mente Romeo e Giulietta di Shakespeare e il Festival Lirico
Areniano che attira ogni anno melomani italiani e stranieri. Ma
il teatro a Verona è questo e molto altro. Grande fermento culturale
si esprime in realtà quali il Teatro Romano, il Filarmonico, il Ristori
(riaperto nel 2011 dopo lungo restauro) o il Camploy (Rassegna Teatrale
di Autore Italiano Contemporaneo/Premio Totola). Nella stagione invernale, al Filarmonico e nella Sala Maffeiana, si propongono concerti,
opere, balletti mentre il Teatro Nuovo ospita, nelle storiche rassegne
Il Grande Teatro e Divertiamoci a Teatro, le più importanti compagnie
con un cartellone che offre i ‘classici’ del teatro italiano (Pirandello, De
Filippo, …) ed estero. Proposte interessanti anche nel periodo estivo.
La prima serata dell’Estate Teatrale Veronese si tenne nel giugno 1948
The great stage of Verona
T
hinking of Verona and its bond with the theatrical arts immediately brings to mind Shakespeare’s Romeo and Juliet and the Arena
Opera Festival enjoyed by Italian and international opera lovers
every year. Yet theatre in Verona is this and much more. Impressive and
lively cultural content is assured by the Roman Theatre, the Philharmonic
Theatre, the Ristori Theatre (re-opened in 2011 after lengthy restoration
work) or the Camploy Theatre (Contemporary Italian Theatre Festival/
Totola Award). The Winter season sees the Philharmonic Theatre and the
Sala Maffeiana host concerts, opera and ballet while the New Theatre is
home through its historic Great Theatre and Enjoying Theatre events to the
most important companies with a calendar embracing ‘classics’ in Italian
(Pirandello, De Filippo …) and international drama. There are also interesting proposals in Summer. The first evening of the Veronese Theatre
28
(Romeo e Giulietta nella versione di Salvatore Quasimodo): nel primo dopoguerra si cercava di rendere la
città una meta culturale d’eccellenza e alla ripresa del
festival lirico si volle affiancare questa manifestazione presso il Teatro Romano. L’Estate Teatrale Veronese
divenne ben presto punto di riferimento con grandi
spettacoli: opere di Goldoni e Shakespeare, famose
compagnie di danza, personalità di spicco del jazz.
empre in estate c’è Teatro nei Cortili, rassegna strutturata su più spazi (Cortile dell’Arsenale, Chiostro
di S. Maria in Organo, Chiostro di S. Eufemia), che
prevede un calendario ricco di appuntamenti. Si fa
teatro ovunque: corti rurali (Corte Molon), ex forti
austriaci (quello di Santa Lucia), cortili dei palazzi
cittadini, piazze nei rioni periferici ospitano molte
delle compagnie teatrali scaligere – dalla Barcaccia
all’Estravagario Teatro alla Nuova Compagnia Teatrale, ... – che vivacizzano il panorama artistico della
città e non solo.Si ricordi che Verona è una delle città italiane con maggiore sviluppo del teatro amatoriale. Il fenomeno assume particolare rilevanza per
l’alto numero di compagnie presenti, ma anche per
l’elevato livello qualitativo raggiunto. Di pari passo
si muovono molte località del territorio provinciale:
Legnago, con il Teatro Salieri, Cerea, Bovolone, Isola
della Scala, Villafranca (negli scenografici spazi del
Castello), Valeggio, Sommacampagna (i giardini di
Villa Venier), Cavaion (l’Arena del Torcolo), Zevio,
Affi. Dal giugno a settembre il contenitore “Provincia in Festival/RetEventi Cultura Veneto” ospita in
vari paesi musica, teatro, cinema, danza, rievocazioni
storiche ed eventi per bambini. Arte e molto altro: il
teatro è un importante volano nella produzione di
ricchezza e di occupazione. Se solo si pensa all’indotto di piccoli artigiani e micro imprese (sartorie,
falegnamerie, allestitori, ...) che gravitano attorno a
questa industria culturale.•
Summer was held in June 1948 (Romeo and Juliet, in
the version by Salvatore Quasimodo): in the early postwar period, efforts were made to turn the city into a
cultural destination of excellence and this event at the
Roman Theatre was intended to flank the resumption
of the Opera Festival. The Veronese Theatre Summer
soon became a landmark with marvellous performances: works by Goldoni and Shakespeare, famous dance
companies and major figures in the jazz world. Summer
also sees the Courtyard Theatre event held in several sites (Arsenal Courtyard, Cloister of Santa Maria in Organo, Cloister of Sant’Eufemia) equally envisaging an
impressive calendar of appointments. Theatre happens
everywhere: rural courtyards (Corte Molon), former
Austrian forts (Santa Lucia), courtyards in city palaces
and squares in the suburbs all host the many local theatre companies – from Barcaccia to Estravagario Teatro
and Nuova Compagnia Teatrale – ensuring even more
vitality in the artistic panorama of the city and its province. Verona, in fact, is one of the Italian cities boasting
the highest number of amateur theatre companies. This
phenomenon is especially impressive not only in terms of
the high number of companies involved but also the very
high quality levels attained. Similar developments are
to be seen in many parts of the province: Legnago, with
the Salieri Theatre, Cerea, Bovolone, Isola della Scala,
Villafranca (in the scenic setting of the Castle), Valeggio, Sommacampagna (in the gardens of Villa Venier),
Cavaion (Torcolo Arena), Zevio and Affi. From June to
September, the “Province in Festival/RetEventi Culture
Veneto” initiative hosts music, theatre, cinema, dance,
historic re-enactments and events for children in many
towns. Art and much more: theatre is an important
flywheel in creating wealth and employment. Mention
need only be made of allied business involving craftsmen
and small companies (tailors, carpenters, fitters ...) gravitating around this culture industry.•
29
CULTURA - CULTURE
Verona Letteraria
Literary Verona
Da Dante ai nostri giorni
G
razie al mecenatismo dei Della Scala, l’esule Dante
soggiornò a Verona dal 1312 al 1318. Nei pressi della chiesa di Sant’Anastasia si può vedere la casa dove
abitò Pietro, uno dei tre figli, mentre al poeta è stata dedicata
nel “salotto buono” della città, Piazza dei Signori, una statua in
Marmo Bianco di Carrara, eretta in occasione delle celebrazioni del sesto centenario della sua nascita (1865): la piazza viene
spesso chiamata anche Piazza Dante. Qui si affacciano i palazzi
dove fu ospitato dagli Scaligeri, che ringraziò anche nella Divina
From Dante to our own days
T
hanks to the patronage of the Della Scala lords, Dante stayed
in Verona during his exile from 1312 to 1318. The house near
the Church of Sant’Anastasia where Pietro, one of his three sons,
lived can still be seen while the poet himself is commemorated in the
“main salon” of the city, Piazza dei Signori, with a statue in Carrara
white marble erected for the sixth centenary celebrations of the his birth
(1865): the square is often also known as Piazza Dante. This square is
overlooked by the palaces where he stayed as the guest of the Scaliger lords,
who he also thanked in the Divine Comedy: lo primo tuo refugio e ’l
32
Commedia: lo primo tuo refugio
e ’l primo ostello sarà la cortesia
del gran Lombardo (Par. XVII,
vv. 70-71). Nella chiesa di
Sant’Elena, già chiesa dei Santi
Giorgio e Zeno, sembra ancora
d’udire l’eco della sua voce che
proclama la Quaestio de aqua et
terra (letta ai canonici veronesi
il 20 gennaio 1320). A Verona Dante rivide le due prime
cantiche, Inferno e Purgatorio,
pubblicò le ultime tre Epistole
tra cui l’Epistola a Cangrande
con cui dedicava al suo ospite
il Paradiso di cui in quel tempo
aveva iniziato la composizione,
determinò la denominazione
di Commedia del poema e ne
tracciò la struttura. Fu testimone anche del famoso Palio che, secondo gli Statuti Veronesi,
si correva, a partire dal 1207, la prima domenica di Quaresima:
poi si rivolse, e parve di coloro che corrono a Verona il drappo verde
per la campagna (Inf. XV, vv, 121-122). La chiesa di San Fermo
ospita ancora le tombe degli Alighieri, discendenza che oggi ha
solide radici tra i vigneti della Valpolicella. Ma la letteratura, a
Verona, non è solo Dante. Molti altri i nomi di rilievo a partire
da Giacomino da Verona e Rinaldo Cavalchino, contemporanei
del poeta, per arrivare a Ippolito Pindemonte e, ancora dopo,
a Emilio Salgari o a Cesare Marchi. La poesia vernacolare ha
avuto in Berto Barbarani e Dino Coltro due delle espressioni
più autentiche. Non vanno dimenticati Scipione Maffei, storico,
drammaturgo, erudito, il poeta Aleardo Aleardi, il filologo Gaetano Trezza. Di spessore, infine, l’attività di due grandi librettisti, Gaetano Rossi, con i suoi 120 libretti d’opera, e Giuseppe
Adami, “spalla” di Giacomo Puccini per la Turandot, la Rondine
e il Tabarro.•
primo ostello sarà la cortesia del
gran Lombardo (Paradise XVII,
vv. 70-71) (Thine earliest refuge
and thine earliest inn/Shall be
the mighty Lombard’s courtesy.).
The Church of Sant’Elena, formerly the church of Saints George
and Zeno, still seems to echo to
his voice proclaming the Quaestio de aqua et terra (read to the
canons of Verona on 20 January
1320). Dante revised the first
two cantos in Verona (Inferno
and Purgatory) published the
last three Epistles including the
Epistle to Cangrande whereby
he dedicated Paradise (which he
had then begun to compose) to his
host, decided on the name Comedy for the poem and outlined its
structure. He also witnessed the famous Palio that, in accordance with
the Veronese Statues, was held as of 1207 on the first Sunday of Lent:
poi si rivolse, e parve di coloro che corrono a Verona il drappo verde per
la campagna (Inferno XV, vv, 121-122) (Then he turned round, and
seemed to be of those/Who at Verona run for the Green Mantle/Across
the plain). The church of San Fermo is still home to the Alighieri tombs,
while descendents still today have strong roots among the vineyards of Valpolicella. Yet literature in Verona is not only Dante. There are many other
important names, beginning with Giacomino da Verona and Rinaldo
Cavalchino, contemporaries of Dante, through to Ippolito Pindemonte
and even Emilio Salgari or Cesare Marchi. Dialect poetry found two of
its most authentic voices in Berto Barbarani and Dino Coltro. Nor should
we forget Scipione Maffei, the learned historian and playwright, poet Aleardo Aleardi and philologst Gaetano Trezza. Lastly, one may mention
the significant output of two major librettists, Gaetano Rossi (who wrote
120 opera librettos) and Giuseppe Adami, Giacomo Puccini’s “right hand
man” for Turandot, Rondine and Tabarro.•
33
CULTURA - CULTURE
Cavalli
Horses
S
I
Verona e il cavallo
Verona and horses
i narra, senza riscontri attendibili, che il connubio Verona-cavalli
risalga all’Alto Medioevo, quando di fronte alla Basilica di San
Zeno si svolgeva, in occasione della festa patronale, l’annuale mercato: gli agricoltori offrivano in vendita i prodotti della terra e quelli
dell’allevamento, cavalli in primis, vera e propria forza motrice nelle
attività rurali. È storicamente accertato, invece, come, a partire dal
1600, quando la città fu sede di distaccamenti militari (prima della
Serenissima, poi degli occupanti francesi, e, dopo il 1815, degli austriaci), Verona divenne meta finale delle transumanze di cavalli, usati
in prevalenza dagli eserciti di presidio, che giungevano dalla Puszta
ungherese. Testimone di tali transumanze, protrattesi fino alla seconda
guerra mondiale, è la Fossa della Cavalla alle Terme di Caldiero (ora
trasformata in piscina) che accoglieva i cavalli, stanchi per i lunghi trasferimenti, affinché potessero, con un bagno, rigenerare la muscolatura
e ripulire il mantello prima di essere esposti e venduti o consegnati ai
comandi militari. Le cronache del quotidiano locale testimoniano che,
nel 1864, si svolsero in centro città (addirittura all’interno dell’Arena)
animati concorsi ippici. La grande svolta risale alla fine dell’800 quando la municipalità cittadina decise di dare vita alla Fiera dei Cavalli e
dell’Agricoltura: Via Pallone (sulle mura si possono ancora vedere gli
anelli d’attacco dei quadrupedi) e Campo Marzio diventarono sede di
una esposizione di cavalli e di spettacolari esibizioni equestri. A questa
iniziativa seguirono i Mercati Zootecnici autunnali (Mercato per il Ristallo) e, in primavera, Fieragricola che esponeva prodotti della terra,
carri e calessi, carrozze. Durante l’edizione di Fieragricola del 1927 fu
presentato ufficialmente il Cavallo Agricolo Italiano TPR (tiro pesante
rapido), esemplare autoctono frutto dell’impegno e degli investimenti
di due allevatori locali. Col passare dei tempi l’utilizzo in agricoltura
del cavallo è cambiato. Il mondo equino ha cominciato a vivere il suo
Rinascimento e ancora una volta Verona ha saputo ricoprire un ruolo centrale grazie alla rassegna internazionale Fieracavalli che, oltre a
mantenere vive le tradizioni più nobili e antiche, ha saputo cogliere gli
aspetti più innovativi, dall’ippoterapia al trekking a cavallo, per proporli a un pubblico di appassionati sempre più numeroso.•
to military garrisons (initially under the Venetian Republic, then by
French occupants and, after 1815, by the Austrians) - was the final
transhumance destination for the Hungarian Puszta horses used by
the presiding armies.Testimony of such transhumance - that continued until the Second World War - is the Fossa della Cavalla in the
Caldiero Spa (now turned into a swimming pool) where horses - tired after their long journeys - could take a bath to regenerate their
muscles and clean the coats before being displayed and sold, or delivered to military command. Articles in the local daily newspaper bear
witness to the fact that in 1864 the city centre (inside the Arena itself ) was animated by horse riding competitions. The major turning
point came at the end of the 1800s when the Local Council decided
to hold a Horse and Agriculture Exhibition: Via Pallone (the walls
still have the rings where horses were tied up) and Campo Marzio
hosted a horse show and spectacular equestrian performances. This
initiative was followed by the Autumn Livestock Markets (Ristallo
Market) and Fieragricola in Spring - an exhibition of produce of the
land, wagons, gigs and coaches. The 1927 edition of Fieragricola saw
the official presentation of the Agricultural Italian Shire Horse, a native breed resulting from the dedication and investments of two local
breeders. With the passing of time, the use of horses in agriculture has
changed. The horse world has begun to live its Renaissance and once
again Verona has managed to earn a central role thanks to the international Fieracavalli exhibition that not only helps keep the most
noble and ancient traditions alive but also embraces more innovative
aspects, from horse therapy to trekking on horseback, presented to an
increasingly numerous audience of enthusiasts.•
t is said, albeit without entirely reliable proof, that Verona’s
special relationship with horses goes back to the High Middle
Ages, when the annual market was held in front of the Basilica
of San Zeno on the occasion of the day of the city’s patron saint: farmers offered the produce of the land for sale while animal breeders
especially auctioned horses, the true strength driving rural life. It is
an historical fact, on the other hand, that as of 1600 the city - home
34
35
CULTURA - CULTURE
Bacanal
del Gnoco
e Carnevale
Bacanal
del Gnoco
and Carnival
Un antico carnevale
An ancient carnival
I
l Carnevale di Verona, Bacanàl del Gnoco, potrebbe essere collegato per alcune analogie all’antico rito pagano – Baccanale –
praticato dai Greci e dai Romani, ma più probabilmente risale
al Tardo Medioevo. Lo scrittore e storico veronese Girolamo Dalla
Corte nella Istoria Veronese narra che, dopo le devastanti inondazioni dell’Adige (1520-1531) e le incursioni dei Lanzichenecchi
di Carlo V, la città fu colpita da una terribile carestia. Le autorità
cercarono di mitigarla imponendo un prezzo calmierato sul pane:
T
he Carnival of Verona - the Bacanàl del Gnoco - may be linked
through a number of analogies to the ancient pagan rite –
the Baccanal – common among the Greeks and Romans but
more probably dates from the Late Middle Ages. Veronese author and
historian Girolamo Dalla Corte in his Istoria Veronese suggests that,
after the devastating floods of the River Adige (1520-1531) and the
Landsknecht incursions by Charles V, the city was struck by a terrible
famine. The authorities sought to attenuate matters by imposing a
36
ma i panettieri si rifiutarono di panificare. Il 18
giugno 1531 nel quartiere di San Zeno una folla
affamata assalì i forni saccheggiandoli. La rivolta
fu sedata grazie all’intervento di agiati cittadini
che, a proprie spese, decisero di sfamare gli abitanti più poveri. Tra questi facoltosi c’era anche il
medico-filosofo Tomaso Da Vico, ricordato come
l’ideatore del Bacanal del Gnoco, che dispose nel
suo testamento l’obbligo di distribuire gratuitamente ogni anno agli abitanti del quartiere di
San Zeno una grande gnoccolata l’ultimo venerdì
di carnevale. Delle origini del carnevale veronese
esistono altre versioni: quella che vuole ricordi
l’ultimo venerdì prima della quaresima, il cosiddetto Venerdì Consolàr (venerdì consolatore), in
cui venivano distribuiti alimenti agli abitanti più
indigenti, o quella del Da Persico che individua
un legame con il Venerdì Casolàr (1405) in cui la
sfilata del Carroccio (il Carro dell’Abbondanza)
ricordava la sottomissione dei Veronesi alla Repubblica di Venezia. I dubbi sulle origini nulla
tolgono a questo evento festoso, passato indenne
tra sospensioni, rivoluzioni e conflitti. Il Bacanàl
del Gnoco è giunto nel 2012 alla 482ma edizione,
rispettando le antiche tradizioni e continuando a
coinvolgere la città, frazioni e località limitrofe. Il
re del Bacanal è Papà del Gnoco, con il suo scettro
prezioso: una forchetta dorata in cui è infilzato
uno gnocco di patata. Il Venardi Gnocolàr tutta
la città si anima di un calore particolare e la sfilata allegorica dei carri (il più bello è premiato
con Il Bogon d’Oro) e dei figuranti si conclude
in piazza San Zeno, ancora fulcro dei festeggiamenti del carnevale veronese, con una colossale
scorpacciata di gnocchi proprio vicino alla gran
lastra di marmo usata un tempo come tavolo di
distribuzione.•
low fixed price for bread: but the bakers refused to
bake. On 18 June 1531, a hungry crowd in the
San Zeno quarter attacked and sacked the ovens.
The revolt was put down thanks to the efforts of
better-off citizens who decided to provide food for
the poorest inhabitants at their own expense. These
wealthy people also included the physician-philosopher Tomaso Da Vico, recalled as the originator of
the Bacanal del Gnoco, whose last will and testimony
obliged the free distribution every year of a large
gnoccolata (potato dumplings) to the inhabitants of
the San Zeno quarter on the last Friday of Carnival. There are other versions of the origins of the
Veronese carnival: one version recalls the last Friday prior to Lent - the so-called Venerdì Consolàr
(Comfort Friday) - when food was distributed to
the poorest inhabitants, or another proposed by Da
Persico who identified a link with Venerdì Casolàr
(1405, Cottage Friday) when the Carroccio Parade
(Carriage of Plenty) recalled the submission of the
Veronese to the Venice Republic. Doubts about its
origins take nothing from this festive event, which
has survived suspensions, revolutions and wars. The
Bacanàl del Gnoco in 2012 celebrates its 482nd edition, upholding ancient traditions and continuing
to involve the city, its quarters and the province as a
whole. The “king” of Bacanal-Carnival is the Papà
del Gnoco (Gnocchi Pope) and his precious sceptre: a
golden fork prodded into a potato dumpling “gnocco”. Venardi Gnocolàr (Gnocchi Friday) sees the city
animated by a special warmth and the allegoric
parade of floats (the finest receives the Bogon d’OroGolden Snail award) and historic figures culminates in Piazza San Zeno, still today the fulcrum of
carnival celebrations in Verona, with huge portions
of gnocchi distributed close to the grand slab of marble once used as the serving table.•
37
ENOGASTRONOMIA - Wine & food
Tortellini
Tortellini
Un nodo d’amore
A love knot
A
U
n lembo di terra veronese al confine tra Veneto e Lombardia, situato ai piedi delle colline moreniche che circondano
a sud il Lago di Garda, ospita Valeggio sul Mincio e Borghetto, due gioielli storico naturalistici che prendono i turisti per
la gola con una specialità a cui non si può resistere: tortellini dalla
pasta dorata sottilissima che custodisce un ripieno di saporite carni
miste. ’è un’affascinante leggenda che esalta l’amore tra Silvia, ninfa
delle acque del Mincio, e Malco, capitano delle truppe viscontee, e
strip of land in the province of Verona on the border
between the Veneto and Lombardy, at the feet of the moraine hills surrounding the southern shores of Lake Garda, is home to Valeggio sul Mincio and Borghetto, two jewels of
history and nature that also tempt the appetites of tourists with an
irresistible local speciality: tortellini with thin, golden pasta with a
delicious mixed meat filling. There is a fascinating legend exalting
the love between Silvia, a nymph in the waters of the River Min-
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celebra il pegno di questo amore, un fazzoletto d’oro teneramente
annodato, ma c’è anche, e soprattutto, una solida e concreta realtà
costituita da una quarantina di ristoratori e da diversi laboratori artigianali di pasta fresca che hanno contribuito
a fare del tortellino di Valeggio sul Mincio una
delle eccellenze della gastronomia tricolore.
l tortellino è dedicata ogni anno, nel terzo martedì del mese di giugno, la Festa
del Nodo d’Amore, kermesse culinaria che richiama, nella storica
cornice del Ponte Visconteo, oltre 4000 mila commensali italiani e esteri
pronti a degustare questa
prelibatezza (nella serata se
ne consumano non meno di 8 quintali), che viene proposta nelle diverse
varianti di una ricetta personalissima
che varia da locale a locale secondo segreti tramandati nel tempo. La “Tortelliniland” veronese è una notevole fonte di
reddito e di occupazione – più di 4 milioni di
euro/anno il valore dei tortellini commercializzati, circa 330 gli addetti attivi nella ristorazione e nei
laboratori, ormai prossimo ai 9 milioni di euro il valore dell’indotto – e il tortellino è una risorsa che fa da traino anche ad altre
eccellenze produttive del comprensorio, vini in primis.•
cio, and Malco, a captain of the Visconti troops. It celebrates their
pledge of love in the form of a tenderly knotted golden handkerchief. Yet there is also and especially a solid and hard-working reality comprising around forty restaurateurs
and a many different small-business fresh pasta
workshops that have helped turn tortellini
from Valeggio sul Mincio into one of the
most excellent dishes in Italian gastronomy. The Festival of the Love Knot is
dedicated to tortellini every year on
the third Tuesday of June. This culinary event in the historical setting
of the Visconti Bridge attracts more
than 4000 thousand Italian and
international diners to savour this
delicacy proposed in all the different
and highly personalised recipes that
vary from restaurant to restaurant
in accordance with secrets handed down time. “Tortelliniland”
is a significant source of income
and employment in the province of
Verona – sales of this product come to more than
4 million euros/year, with about 330 employees and
allied business by now worth almost 9 million euros. Tortellini
are also a resource that helps promote other excellent produce in
the area, especially wines.•
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ENOGASTRONOMIA - Wine & food
Gnocchi di malga:
gnochi sbatùi
o smalzai
Mountain farm
“gnocchi”: gnochi
sbatùi or smalzai
Il sapore della cucina montanara
The taste of highland cuisine
S
S
e si vuole magnificare un piatto di montagna, cha caratterizzi
le Prealpi Veronesi, la zona della Lessinia, bisogna sicuramente parlare degli gnòcchi sbatùi, “gnocchi sbattuti”, noti anche, in riferimento alla loro provenienza, come gnocchi di malga.
È questa una ricetta della cucina povera, molto semplice da realizzare (gli ingredienti base sono farina, acqua, sale), arricchita da
peaking of delicious mountain dishes characterising the Veronese pre-Alps in the Lessinia area can only begin with
gnòcchi sbatùi (“beaten gnocchi”) that are also known, in
view of their origin, as mountain farm gnocchi. This is a recipe of poor cuisine, very easy to make (the basic ingredients are
simply flour, water and salt) but flavoured with a substantial
40
un sostanzioso condimento, burro fuso
versato caldo sugli gnocchi appena scolati e una robusta grattugiata di puina
fumà, cioè ricotta affumicata, o di formaggio Monte Veronese d’allevo DOP.
Durante il periodo dell’alpeggio, gli
gnòcchi sbatùi rappresentano il piatto
forte del “malgaro” che, per renderlo
più gustoso e morbido, aggiunge la
“fioretta”, ovvero la ricotta appena affiorata e formata. L’appellativo “sbatùi”
trae origine dal modo di preparare
l’impasto: farina e acqua, infatti, sono
continuamente sbattute, mescolate con
forza, per ottenere una pasta morbida e omogenea che, con maestria, va
porzionata con un cucchiaio, dando la
forma dello gnocco, e gettata in acqua
bollente. Ogni anno, da maggio a ottobre, gli appuntamenti con questa leccornia sono nelle varie feste della zona
della Lessinia, a Bosco Chiesanuova, a
Erbezzo, a Roverè Veronese. Gli gnòcchi sbatùi costituiscono un’importante
risorsa per l’economica locale e impiegano e valorizzano prodotti tipici
del territorio: il burro e il formaggio.
Questo piatto suscita grande interesse
tra gli amanti della cucina tradizionale
regionale ed è un’attrazione del turismo
enogastronomico da veri intenditori.
Può essere degustato tutto l’anno nei
vari ristoranti e agriturismi della Lessinia, ma si gusta con più piacere nelle
malghe dove, in stagione, viene offerto
con la semplicità e la schiettezza tipiche
della gente montanara.•
condiment - melted butter pouted hot
over the freshly drained gnocchi with a
generous grating of puina fumà (smoked ricotta cheese) or Monte Veronese
PDO cheese.
During the mountain grazing period,
gnòcchi sbatùi were the main sustenance of the “herder” who - to make
them softer and tastier - added “fioretta”, the first fresh ricotta cheese.
The adjective “sbatùi” (beaten) originates from the way the gnocchi mixture is prepared: the flour and water
are continually beaten and forcefully
mixed to prepare a soft and uniform
dough that is skilfully portioned with a
spoon, given the typical “gnocco” shape
and dropped into boiling water.
This delicious speciality every year
from May to October is part of the
many festivals in the Lessinia area,
from Bosco Chiesanuova to Erbezzo
and Roverè Veronese. Gnòcchi sbatùi
are an important resource for the local economy, using and valorising the
typical produce of the area: butter and
cheese.
This dish is very popular with lovers of
traditional regional cuisine and is an
attraction for true connoisseurs of wine
and food tourism. It can be enjoyed all
year round in the various restaurants
and farm holiday centres in the Lessinia area but is best savoured in “malga” mountain farms where, in season,
it is served with the simplicity and
sincerity typical of mountain people.•
41
ENOGASTRONOMIA - Wine & food
Prodotti Caseari
Dairy produce
L’eccellenza delle malghe
Excellence from mountain farms
T
ra le mete turistiche degli amanti della montagna e degli avventurosi gastronauti non può mancare una visita al Parco
Naturale Regionale della Lessinia, il vastissimo altipiano che
origina le Prealpi Veronesi. Qui, insieme alla voce dei monti, si possono sentire ancora antichi idiomi perché questa è la terra dei Cimbri, una popolazione bavaro-tirolese insediatasi nell’area nel lontano
1287. Oltre 110 le malghe sparse tra i pascoli che, con gli alpeggi,
sono una componente fondamentale del paesaggio e il punto d’incontro tra l’uomo e la natura. Depositarie della tradizione casearia della
Lessinia, le malghe, oltre a tramandare la lavorazione del latte, sono
punto di riferimento per gli escursionisti. La visita a queste rustiche
costruzioni può concludersi con la degustazione delle eccellenze casearie locali costituite da un burro cremoso, morbidi formaggi, ricotte
affumicate, yogurt dalla colorazione paglierina grazie al latte d’alpeggio. Abili casari lavorano il latte giornalmente ottenendo produzioni
di gran pregio come il Monte Veronese, nelle tipologie Grasso Monte,
a latte intero, da consumare fresco, e Magro Monte d’allevo, prodotto
esclusivamente con latte parzialmente scremato, che, dopo una stagionatura di dodici mesi, si può grattugiare. Eccellenze alle quali la
Comunità Europea ha riconosciuto la denominazione d’origine protetta. Un accenno spetta anche al formaggio tenero Stracon, termine
veronese il cui significato si può spiegare con la parola stanco che più
stanco non si può. Lo Stracon, che riprende un’antica ricetta, ha meritato questo appellativo perché è nel periodo della transumanza in
alpeggio degli animali, quando le vacche sono “strache”, cioè stanche
e stressate dal lungo viaggio, che il latte intero della prima mungitura
in malga, dà origine a questo cacio originale che con il suo sapore
conquista il palato ed è utilizzato anche nei ripieni di pasta fresca. Chi
non fosse in grado di raggiungere le malghe o i caseifici della Lessinia
può contare sui vari negozi qualificati presenti a Verona nei quali è
possibile trovare questi prodotti tipici.•
in Lessinia and are also a landmark for trekkers. A visit to these
rustic buildings may well include tastings of excellent local dairy
produce such as creamy butter, soft cheese, smoked ricotta and
yoghurt with a straw colouring deriving from summer pasture
milk. Skilled dairy farmers process milk every day to make prestige products such as Monte Veronese cheese, available as Grasso Monte, a whole milk version eaten fresh, and Magro Monte
made exclusively with partially skimmed milk that can be grated
after being matured for twelve months. The European Community has acknowledged such excellent with “protected designation
of origin” certification. Mention must also be made of the soft
cheese known as Stracon, a Veronese term whose meaning may be
explained as “too tired to be tired”. Stracon is based on an ancient
recipe and takes its name because after transhumance to the summer pastures the cows are “tired and stressed” by the long journey.
The first whole milk obtained in mountain farms is used to make
this original cheese and its delicious flavour often also used as a
filling with fresh pasta.
Visitors unable to reach the mountain farms or dairy producers
in Lessinia can rely on the many qualified shops in Verona where
such typical produce is on sale.•
T
he tourist destinations of mountain lovers and adventurous “gastronauts” must include a visit to the Lessinia
Natural Regional Park, the broad high plateau where
the Veronese pre-Alps originate. Here, together the voice of the
mountains themselves is still joined by ancient idioms, since this
is the homeland of the Cimbri, a Bavarian-Tyrolean people that
settled here as long ago as 1287. More than 110 mountain farms
spread out across the summer pastures are a fundamental component of the landscape and the meeting point between Man and
Nature. These farms embody and hand down dairy traditions
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43
ENOGASTRONOMIA - Wine & food
PastiSSada
de Caval e Pearà
PastiSSada
de Caval e Pearà
Due tipici piatti semplici
Two simple typical dishes
D
ue piatti possono raccontare la storia di Verona? Secondo
l’antropologo veronese Cesare Lombroso la risposta è: effettivamente sì, poiché il progresso si sovrappone all’antico, ma
senza estinguerlo e, questo, rimane e si mostra nelle tradizioni.
Così avviene per due specialità della cucina veronese, la pastissada de
caval e la pearà o peverada. a prima è uno stracotto di carne di cavallo. Ma conosciamone la leggenda: si tratta di un antico piatto legato
C
an two dishes narrate the history of Verona? Veronese anthropologist Cesare Lombroso certainly
and effectively believed so, since progress overlaps
the past without eliminating it but embodying it in traditions.
This is the case for two specialities in Veronese cuisine,
pastisada de caval and pearà or peverada (horse stew and
44
bread sauce). “Pastissada” is a stew prepared with horse
meat. But let’s take a look at the legend: this ancient dish
is associated with the battle fought near Verona in 489
between Theodoric, King of the Ostrogoths, and Odoacer,
King of the Heruli.
Theodoric’s troops won the struggle but thousands of men
and horses lay slain on the battlefield. And while the local population suffered famine and hunger, all that horse
meat became putrid because an ecclesiastic rule forbade
its consumption. Theodoric annulled this ban and thereby
allowed the consumption of horsemeat.
To overcome the smell that all that hung meat emanated, the Veronese marinated it at length in full-bodied red
wine with herbs and began cooking it for many hours over
several days. They realised that every time it was cooked,
the stew became softer and tastier to the point of becoming
a dish of very tender, crumbly meat with a thick and delicious sauce.
Pearà or peverada is also a typical example of Veronese
cuisine and there are several stories associated with its origins. It is said to be a distant descendent of legionnaire’s
mush, a mixture of flour with pepper (hence the Italian
peperata and Veronese dialect pearà or peverada) that was
an integral part of food rations of Roman soldiers who,
perhaps on passing through Verona, transmitted this custom also to the local population.
Another legend suggests that spicy sauce, on the other
hand, was invented by a chef at the court of Queen Rosmunda who hoped to mitigate in part the terrible potion
imposed on her by Longobard King Alboino, forcing her
to drink from the goblet made from the cranium of her
father, Cunimondo.
The Veronese have always kept alive the use of their pearà,
a dish made from poor ingredients (marrow, grated bread,
oil, stock and plenty of pepper) that after lengthy cooking
becomes a dense, uniform sauce that is the ideal accompaniment for mixed boiled meats.•
alla battaglia tenutasi nel 489 nei pressi di Verona tra gli eserciti di
Teodorico, re degli Ostrogoti, e di Odoacre, re degli Eruli. Il vincitore fu Teodorico ma migliaia di uomini e cavalli restarono sul campo di battaglia. E mentre la popolazione era ridotta allo stremo per
la fame, tutta quella carne di cavallo imputridiva perché una regola
ecclesiastica ne vietava il consumo. Teodorico annullò tale divieto e
consentì così il consumo di carne equina. Per ovviare all’odore che
tutta quella carne emanava frollando, i veronesi dopo una lunga
marinatura in corposo vino rosso e odori, cominciarono a cuocerla
per molte ore e per più giorni e capirono che ogni volta che veniva
ricotta guadagnava in gusto e morbidezza fino a diventare un piatto
di carne morbidissima, friabile, con un sugo denso e gustosissimo.
Anche la pearà o peverada, rappresenta in modo efficace la cucina scaligera e diverse sono le storie legate alle sue origini. Si dice
che sia una lontana discendente della puls del legionario, un intriso
di farina cum piperatum, con pepe (da cui l’italiano peperata e nel
dialetto veronese pearà o peverada), che costituiva parte integrante
della razione di cibo del soldato romano che, forse di passaggio da
Verona, trasmise questa abitudine anche alla popolazione locale.
Secondo un’altra leggenda, questa salsa piccante fu invece inventata
da un cuoco di corte della regina Rosmunda che volle mitigare in
parte la terribile libagione impostale dal re longobardo Alboino,
che la costrinse a brindare nel calice ricavato dal cranio del padre
Cunimondo. I veronesi hanno saputo mantenere vivo l’uso di della
loro pearà, un piatto dagli ingredienti poveri (midollo, pane grattugiato, olio, brodo, pepe in abbondanza) che dopo una lunga cottura
risulta una salsa densa e omogena complemento insostituibile dei
bolliti misti.•
45
ENOGASTRONOMIA - Wine & food
Verona
Dolciaria
Confectionery
in Verona
Dolce Verona
Sweet Verona
L
’arte dolciaria è uno dei simboli della
genialità e abilità scaligera che, oltre a
una produzione industriale di qualità,
vanta una vasta gamma di pasticceria artigianale tutta da conoscere e assaporare. Accanto
al famoso Pandoro, che ha valicato i confini
nazionali, troviamo ancor oggi il suo progenitore, il Nadalin, una specialità soffice e gustosa
a forma di stella a otto punte, la cui preparazione è molto semplice perché non richiede
reimpasti. Si narra sia stata creata dopo l’in-
46
C
onfectionery art is one of the symbols of
the inventiveness and skill of the Veronese, where quality industrial production is flanked by a huge range of small business pastry-confectioners well worth discovering
and savouring. The famous Pandoro, by now
renowned even abroad, is still today joined by
its forerunner, the soft and tasty speciality Nadalin shaped like an eight-pointed star which
is very easy to make since it does not require
kneading for a second time. It is said that it
sediamento dei Della Scala a Verona nel 1260: per festeggiare il primo
Natale della loro signoria vollero offrire alla popolazione un dolce come
simbolo beneaugurante. dolci della tradizione sono sempre stati preparati con i prodotti stagionali del territorio (castagne, mosto, uva in
autunno; ciliegie in estate…) e molti sono legati alle feste liturgiche,
agli avvenimenti importanti della vita o alle feste profane. Tutto il territorio è ricco di invitanti prelibatezze. La Fogassa su la gradèla, focaccia
cotta sulla graticola, sulle braci del focolare, su ambo i lati, la cui ricetta,
diversa da casa a casa, era tramandata da madre in figlia;
i San Vigilini, caratteristici del Lago di Garda; la
Brasadèla, tipica ciambella pasquale (un tempo era anche il dolce degli sposi, confezionato per celebrare le nozze) sfornata nelle
zone collinari; le Ciambelline di Custoza, la Torta delle Rose di Valeggio, creata in onore di Isabella d’Este Gonzaga.
Imperdibili le Sfogliatine di Villafranca,
soffici e friabili, dalla inconfondibile fragranza burrosa, create nel periodo delle guerre risorgimentali di metà Ottocento. Se i maestri
pasticceri della Lessinia offrono la tradizionale Frolla, altri
colleghi rispondono con l’Ofella, un dolce morbido, o la Torta Russa
(che pare si trovi solo a Verona), pasta sfoglia ripiena di mandorle e amaretti. Un’altra leccornia apprezzata dai palati dei golosi, anche fuori dai
confini regionali, è il Mandorlato di Cologna Veneta. Non si sa bene come
sia nato questo dolce che assomiglia al torrone rispetto al quale è però
più morbido e profumato, ma si attribuisce la sua nascita allo speziale
Rocco Garzotto che, nel 1840, ebbe l’intuizione di amalgamare insieme
quello che gli antichi Greci chiamavano il cibo degli dei: miele, albume,
zucchero, mandorle sbucciate.•
was “invented” after the Della Scala lords took control of Verona in 1260:
to celebrate the first Christmas under their reign, they sought to offer the
local people something sweet as a symbol of good fortune. Traditional desserts have always been made using local seasonal products (chestnuts, must
and grapes in Autumn; cherries in Summer…) and many are associated
with religious feasts, important occasions or popular festivals. The entire
province boasts a wealth of such delightful delicacies. Fogassa su la gradèla is a flatbread cooked on both sides over a grille on the embers of the
fireplace; the recipe is different from home to home and
was handed down from mother to daughter; San
Vigilini are characteristic of Lake Garda; Brasadèla is a typical Easter doughnut (it was
once also used as a wedding cake) baked in
the hillside areas; Ciambelline di Custoza, Torta delle Rose di Valeggio created in
honour of Isabella d’Este Gonzaga. The
soft and crumbly Sfogliatine di Villafranca
and their incomparable buttery fragrance
are not to be missed and were first prepared
during the wars of the Risorgimento in the mid1800s. While the master pastry-confectioners of Lessinia
make the traditional Frolla (shortbread), other colleagues respond with
Ofella, a soft cake, or Torta Russa (which seems only to be made in Verona), a puff pastry with a almond and macaroon filling. Another delight
for those with a sweet tooth - even outside regional boundaries - is Mandorlato di Cologna Veneta. It is not well known how this sweet - a kind of
softer and more fragrant “torrone” - came into being but its invention is
attributed to a grocer, Rocco Garzotto, who in 1840 had the intuition of
amalgamating what the ancient Greeks called the food of the gods: honey,
egg white, sugar and peeled almonds.•
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i4lcocl2 / Shutterstock.com
SAGRA E EVENTI - POPULAR FESTIVALS AND EVENTS
Banchetti
di Santa Lucia
Santa Lucia
market stalls
Il Natale dei veronesi
Veronese Christmas
A
Verona l’atmosfera del Natale con i suoi colori, sapori, luci
comincia a diffondersi tra le strade del centro storico prima
che altrove e i festeggiamenti per i più piccoli toccano l’apice la notte del 12 dicembre in attesa dell’arrivo Santa Lucia (Santa
Lùssia). I riferimenti storici di questa usanza sono ben documentati.
Nel 1400 si diffuse in città una pericolosa e incurabile epidemia che
colpiva gli occhi, soprattutto dei bambini, e poteva provocare cecità.
La popolazione pensò di chiedere la grazia a Santa Lucia e fece voto
di recarsi in pellegrinaggio, a piedi scalzi e senza mantello, fino alla
chiesa di Sant’Agnese, dedicata anche alla martire siracusana protet-
T
he atmosphere of Christmas in Verona with its colours, flavours
and lights begins to spread along the streets of the historic centre earlier than elsewhere and children’s celebrations reach their
peak on the night of 12 December waiting for the arrival of Santa Lucia
(Santa Lùssia- St. Lucy). Historic references to this custom are well documented. The city was struck in 1400 by a terrible and incurable epidemic
that affected the eyes, especially those of children, and could even cause
blindness. The local people thought to ask Santa Lucia for grace and vowed to make a barefoot, coatless pilgrimage to the Church of Sant’Agnese,
also dedicated to the martyr from Siracusa in Sicily and patron saint of
48
trice della vista, ubicata dove oggi sorge Palazzo Barbieri. Il freddo,
però, spaventava i bambini e i genitori, per convincerli a partecipare,
promisero che, se avessero obbedito, la Santa avrebbe fatto trovare al
loro ritorno dolci e doni. I bambini obbedirono, l’epidemia cessò.
L’abitudine di accompagnare i figli nella chiesa di Piazza Brà continuò fino all’800 e l’affluenza di tanti bambini e genitori cominciò a
richiamare nella zona venditori di dolciumi e giocattoli. Da qui nacque la Fiera di Santa Lucia e ancora oggi, tra il 12 e il 13 dicembre, i
bambini aspettano con ansia la Santa il cui arrivo è preannunciato dal
suono di tanti campanellini. Lucia giunge nelle case, a dorso dell’asinello Poldo (el musseto), accompagnata dal fido fattore (el castaldo) che
l’aiuterà a dispensare i doni, un tempo arance, mandrigoli (stecche di
liquerizia), torrone. Prima di coricarsi i Veronesi sono soliti lasciare
sul tavolo del cibo per ristorare gli infaticabili viaggiatori e l’asinello
(acqua, carote, fieno, pane raffermo, ...) e i bambini vanno a letto
presto, attenti a chiudere gli occhi nel timore che la Santa, trovandoli
ancora svegli, li accechi con la cenere. La mattina dopo, Lucia farà
trovare un piatto colmo di dolci, fra cui le immancabili pastefrolle (a
forma di stella, cavallino, cuore, ...), che scacciano il male e sono di
buon auspicio, e la “ghiaia dell’Adige”. Dall’11 al 13 dicembre Piazza
Brà e le vie vicine accolgono i Banchetti di Santa Lucia, un mercatino
in cui oltre 300 banchi di venditori ambulanti propongono dolci,
prodotti tipici delle diverse regioni, articoli da regalo. A rallegrare
ancor di più la festa la grandissima scultura di Rinaldo Olivieri: una
stella cometa che dall’invaso dell’Arena si tuffa luminosa, in Piazza
Brà richiamo della Rassegna Internazionale dei Presepi.•
eyesight, which stood on the site today occupied by Palazzo Barbieri. Yet
the cold weather frightened the children and their parents only convinced
them to take part by promising that obedience would be rewarded by the
Saint in the form of sweets and gifts on their return. The children obeyed
and the epidemic came to an end. The custom of accompanying children
to the church in Piazza Brà continued through to the 1800s and the
presence of so many children and parents began to attract sellers of confectionery and toys. It was here that the Santa Lucia Market came into being
and still today, on the night of 12-13 December, children anxiously wait
for the Saint, whose arrival is announced by the ringing of many bells.
Santa Lucia reaches homes on the back of her donkey Poldo (el musseto)
accompanied by her trusted bailiff (el castaldo) who helps her distribute
gifts - that once were oranges, sticks of liquorice and torrone. Before going
to bed, the Veronese customarily leave food on the table to restore these
tireless travellers and their donkey (water, carrots, hay and stale bread ...)
and children go to bed early, keeping their eyes closed tight fearful that the
Saint - if she should find them still awake - may blind them with ashes.
The morning after, Santa Lucia lets them find a plate of sweets, including
the inevitable shortbreads (shaped like stars, ponies or hearts ...), that
keep evil at bay and bring good fortune, as well as “gravel dell ‘Adige”.
Between 11 and 13 December, Piazza Brà is surrounding streets welcome
the Santa Lucia Market, with more than 300 stalls selling cakes and sweets, typical produce from various regions and gift articles.The celebrations
are made even more astonishing by Rinaldo Olivieri’s huge sculpture: a
brightly illuminated comet star surging from the Arena into Piazza Brà
as part of the International Exhibition of Nativity Scenes.•
49
SAGRA E EVENTI - POPULAR FESTIVALS AND EVENTS
Lessinia
Lessinia
La ricchezza delle montagne
The wealth of mountains
C
F
inquanta milioni di anni fa, proprio dove oggi si trova la
Lessinia, c’era un grande mare tropicale, ricco di forme di
vita oggi scomparse. Sul fondo marino si formarono rocce
dello spessore di centinaia di metri che per la spinta dei continenti si
sollevarono, si fratturarono e si corrugarono dando origine alla catena Alpina dove ora si estendono alpeggi e boschi. Resti di fossili di
pesci, animali e piante dell’Era Terziaria, custoditi per
millenni nelle profondità delle giogaie in strati
ben sedimentati di bianca pietra, sono giunti fino a noi. La località di Bolca è sede
del più importante giacimento e ospita
il famoso Museo dei Fossili (un altro
si trova a Roncà). Ma la ricchezza di
questo territorio non si esaurisce qui.
Basti pensare ai numerosi altri musei tematici che illustrano gli aspetti
naturalistici/paesaggistici e quelli etnografici della zona: il Museo dei Cimbri a
Giazza, quello del Ferro Battuto a Cogollo,
quello della Civiltà Contadina e quello Napoleonico a Arcole. Dalla fine del 1200 s’insediò in Lessi-
ifty million years ago, precisely where we find Lessinia today,
there was a large tropical sea, rich in forms of life that have
since disappeared. Rocks were formed on the sea bed several
hundred metres thick, which the movement of continents lifted, fractured and corrugated to create the Alpine Chain where these woods and
pastures now extend. The fossil remains of fish, animals and plants
of the Tertiary Age were preserved for millennia in wellsedimented strata of white stone in deep-lying ridges and only discovered in recent times. Bolca
is home to the most important fossil field,
as well as the famous Fossil Museum
(there is another one in Roncà). Yet the
wealth of this area does not end here.
Mention need only be made of the numerous other theme-based museums
illustrating the naturalistic-landscape
and ethnographical aspects of the area:
the Cimbri Museum in Giazza, the Wrought Iron Museum in Cogollo, the Rural Life
Museum and the Napoleonic Museum in Arcole.
Lessinia came to be settled at the end of the 1200s by
50
nia un popolo di coloni provenienti dalla Baviera: i Cimbri. Scoprire
il loro mondo è sicuramente affascinante: le abitazioni di pietra, gli
antichi riti, le processioni, i racconti, le fiabe, le vicende vissute e le
credenze popolari. La Festa del Fuoco, ricorrenza che cade in coincidenza con il solstizio d’estate, celebra la potenza del fuoco, elemento
naturale d’aggregazione e di unione di un popolo, ed è un’usanza
volta a esorcizzare le paure e gli influssi demoniaci. Di epoca più
tarda i festeggiamenti con i Trombini, chiamati anche “s-ciopi” o
“pistoni”, fucili curiosissimi, molto pesanti e dallo scoppio assordante, riproduzione di armi seicentesche ideate per incutere terrore più
che per offesa. La fabbricazione di questi strumenti da sparo è affidata all’abilità di artigiani locali. La Lessinia per le sue particolarità
geologiche – doline, grotte, ponti naturali – e paesaggi è stata eletta
a Parco (Parco Naturale Regionale della Lessinia). Un’entità viva, con
tante manifestazioni – da Lessinia Film Festival, a Lessinia a Tavola, alle
immancabili sagre – e con importanti attività imprenditoriali che
vanno dal dolciario alla cosmesi naturale, senza contare i numerosi,
piccoli laboratori che realizzano insaccati, mieli, salse, composte e
rappresentano l’essenza stessa della fedeltà al territorio.•
a people of colonists arriving from Bavaria: the Cimbri. Discovering
their world is undoubtedly fascinating: the stone homes, ancient rites, processions, stories, fairy tales, episodes and popular beliefs. The
Fire Festival is a special occasion coinciding with the Summer Solstice.
It celebrates the power of fire, a natural element for socialising and
unity of a people, and is a custom intended to exorcise demonic fears
and influences. The celebrations involving the Trombini, also known
as “s-ciopi” or “pistoni”, originated later - they are extremely curious,
very heavy firearms that explode deafeningly. They are reproductions of
1600s weapons conceived more to arouse terror than for attack as such.
These firearms are made by highly skilled local craftsmen. Lessinia,
in view of its geological features (sink holes, caves and natural bridges) and landscapes, is now a protected Park (Lessinia Regional Natural
Park). The area is very lively and hosts many events – from the Lessinia
Film Festival, to Lessinia at Table and endless popular festivals – as well
as important enterprises ranging from confectionery to natural cosmetics, not to mention the numerous small businesses producing delicatessen meats, honey, sauces and conserves that represent the very essence of
loyalty to one’s homeland.•
51
SAGRA E EVENTI - POPULAR FESTIVALS AND EVENTS
Tocatì
Tocatì
I giochi della tradizione
È
il più recente evento che anima vie e piazze di Verona. Nato
nel 2003, il Festival Internazionale dei Giochi di Strada Tocatì è una delle poche iniziative volte a recuperare, valorizzare e salvaguardare i tradizionali giochi di strada: proprio in
quell’anno l’UNESCO riconobbe ufficialmente la loro importanza, inserendoli nella Carta Internazionale del Gioco Tradizionale.
Ma l’avventura del Tocatì va senz’altro letta in più direzioni. La
città si riappropria dei suoi spazi con attività aggreganti, giovani
e giovanissimi hanno occasione di socializzare recuperando quella
capacità comunicativa che spesso manca: sono questi alcuni degli
obiettivi della manifestazione, le cui attività occupano oltre 200
mila metri quadrati nel centro storico di Verona a partire da Piazza
Brà per arrivare a Piazza Dante e Piazza delle Erbe. Tre giornate
Traditional street games
T
his is the most recent event animating the streets and squares of Verona. First held in 2003, the Tocatì International Festival of Street Games is one of the few initiatives
that seeks to recover, valorise and save such popular traditions: it was
precisely the same year that UNESCO officially recognised their
importance, including them in the International Charter of Traditional Games. Yet the adventure of Tocatì should undoubtedly be
interpreted in several ways. The city once more takes possession of
its spaces for socialising activities, children and young people have
the chance to meet and regain a capacity for communication that
so often has been lost: these are some of the objectives of the event its activities occupy more than 200 thousand square metres in the
historic centre of Verona, from Piazza Brà to Piazza Dante and
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(tanto dura la rassegna) di lazzi,
scherzi, agonismo. Il merito del
successo del Tocatì va alle tante piccole comunità di giocatori
che si impegnano strenuamente
per salvare questo patrimonio di
tradizioni e culture unico nel suo
genere, praticando giochi di cui
si sarebbe persa traccia se non
fossero stati tramandati da generazioni di appassionati. Nel corso
delle giornate di manifestazione,
vari gruppi – ogni anno è presente un Paese ospite – si cimentano in attività che vanno dalla
morra, al calcio balilla, al pallone grosso con bracciale, al gioco
delle noci, etc. Ma non solo: vi
sono anche i cosiddetti giochi da
tavolo (backgammon, carrom,
dama, go, scacchi, …), giochi e
arti marziali di diversi Paesi del
mondo (Capoeira dal Brasile,
Tiàoshéng da Taiwan, Ulama de
Cadera dal Messico e Kabubu dal
Congo, Zurkhaneh dall’Iran, La
Malha dal Portogallo, Varpa dalla
Svezia), laboratori ludici per bambini. A completare il quadro una
serie di iniziative parallele a scopo
didattico-informativo: Festival e
Scuola (nel cui ambito sono attivi i laboratori con l’intervento di
esperti educatori), Festival e Università, Festival Sostenibile e attività convegnistiche su tematiche di
grande interesse.•
Piazza Erbe. The event ensures
three days of jests, jokes and competition. The merit behind the
success of Tocatì goes to the many
small communities of players
making strenuous efforts to save
this unique heritage of traditions
and culture, playing games that
all trace would otherwise be lost
unless handed down by generations of enthusiasts. In the course
of the event, various groups – a
Guest Country is welcomed every
year – take part in games such as
morra (a number calling game),
table football, big ball bracelet,
the walnuts game, etc. But not
only: there are also the so-called
board games (backgammon, carrom, draughts, go, chess …), games and martial arts from different countries all over the world
(Capoeira from Brazil, Tiàoshéng
from Taiwan, Ulama de Cadera
from Mexico and Kabubu from
Congo, Zurkhaneh from Iran, La
Malha from Portugal, Varpa from
Sweden) and game workshops for
children. The event of joined by a
series of parallel initiatives with
an educational-informative purpose: Festival and School (home to
workshops involving expert educators), Festival and University, Sustainable Festival and convention
activities dealing with topics of
major interest.•
53
Verona
Verona
Innovazione Innovazione
Un’azienda al servizio
del territorio
V
erona Innovazione è l’Azienda Speciale con cui la Camera di Commercio,
Industria, Artigianato e Agricoltura
contribuisce alla crescita della qualità e dell’innovazione del sistema delle imprese veronesi
attraverso servizi specializzati, ottimizzando
il potenziale delle risorse del territorio e valorizzando le opportunità di innovazione attraverso programmi per il trasferimento tecnologico e il rafforzamento del capitale umano,
elementi oggi indispensabili per promuovere
la competitività delle imprese. Opera in completa sinergia con le Associazioni di categoria
e ampio coinvolgimento degli altri soggetti
pubblici e privati attivi in progetti di ricerca,
sviluppo e formazione.
Le aree di attività
Servizi per le Imprese: fanno dell’imprenditore il centro dello sviluppo economico e,
più in generale, lo rendono protagonista del
benessere del territorio. Tale area coinvolge gli
imprenditori (e gli aspiranti tali) in progetti e
iniziative volte a creare rete e sinergie, opera
per il sostegno all’avvio di impresa e promuove la formazione e l’aggiornamento di titolari
e collaboratori.
Servizi per il Lavoro: sostengono lo sviluppo e la valorizzazione del capitale umano per
A company at the service
of the local area
V
erona Innovazione is a Special Company set up by the Verona Chamber of
Commerce to contribute to the growth
of quality and innovation in the Veronese
company system through specialised services, by optimising the potential of the area’s
resources and valorising opportunities for
innovation through technology transfer programmes and enhancing human resources
- aspects that are vital today for promoting
business competitiveness. It works in complete synergy with trade associations and enjoys
broad involvement of other public and private subjects active in research, development
and training projects.
Areas of activity
Services for Companies: focus on entrepreneurs as the centre for economic development
and, more generally, ensure their involvement in the well-being of the local area. This
sphere involves actual and aspiring entrepreneurs in projects and initiatives intended to
create networks and synergies, working to
support company launches and promote training and updates for owners and employees.
Services for Work: support the development
and valorisation of human resources through information and vocational guidance
mezzo di processi di informazione, orientamento e riqualificazione professionale. L’erogazione del servizio è regolata dalla normativa
regionale in materia di lavoro orientamento e
formazione, che fa dello stage un laboratorio
privilegiato di sperimentazione delle proprie
risorse in contesto lavorativo.
EU.Projects – Servizio Europrogettazione:
costruisce e presenta progetti in partenariato
con organizzazioni internazionali, uffici pubblici, centri di ricerca e privati per la realizzazione di progetti comunitari in materia di
sviluppo locale. Fornisce alle imprese veronesi, alle Associazioni Datoriali e agli Enti del
territorio informazioni e assistenza su finanziamenti, opportunità e tematiche comunitarie di interesse con particolare attenzione alle
aziende di piccole e medie dimensioni.
Laboratorio di Analisi Agroalimentare
In un’ottica di integrazione e potenziamento
di tutti i settori produttivi della provincia,
Verona Innovazione ha allargato il proprio
raggio d’intervento in materia di sicurezza e
igiene degli alimenti con l’apertura di una sezione del Laboratorio di Analisi Agroalimentare della Camera di Commercio dedicata
all’ortofrutta e ai terreni.
processes, as well as updating of professional
skills. The supply of this service is governed
by regional standards in terms of work vocational guidance and training, whereby
internships are a preferential workshop for
experimenting personal resources in a work
context.
EU.Projects – Servizio Europrogettazione: builds and presents partnership projects
with international organisations, public offices, research centres and private sectors to
implement EU projects in terms of local
development. It provides Veronese companies, Employers’ Associations and Local Area
Authorities with information and assistance
about finance, opportunities and EU topics of interest with particular attention to
SMEs.
Agro-foods Analysis Laboratory
In a context of integration and upgrading
of all production sectors in the province, Verona Innovazione has expanded its radius
of action in terms of safety and hygiene of
foodstuffs with the opening of an Agro-Food
Analysis Laboratory section of the Chamber
of Commerce dedicated to fresh fruit, vegetables and agricultural land.
Standard di qualità riconosciuti
Recognised Quality Standards
Testi a cura di:
Piero Paglialunga in collaborazione con Enzo Gambin,
Tosca Lucchini e Beatrice Paglialunga
Traduzioni
Peter Eustace
Progetto Grafico e Impaginazione
Ilenia Cairo (www.studioarteon.com)
Documentazione Fotografica
Roberto Lazzarin, Foto Ennevi, Archivio Aipo-Associazione Interregionale Produttori Olivicoli, Consorzio Tutela Pesca di Verona Igp, Archivio Apindustria-Rivista “Economia Veronese”,
Scuola d’Arte del Marmo “Paolo Brenzoni” e archivio Comune di
Sant’Ambrogio Valpolicella, Archivio Associazione Nazionale Cavallo Agricolo Italiano da Tiro Pesante Rapido, Archivio Associazione Ristoratori di Valeggio sul Mincio, Archivio Riseria Ferron,
Consorzio Tutela Radicchio Rosso Igp, Banca Immagini Biondan
spa, Archivio Ivoli, Banca Dati Shutterstock.com (Meunierd, Ferenc Szelepcsenyi, iPics), Banca Dati Regione Veneto-Liste Varietali, Archivio Azienda Passaia, Archivio Fotografico Veneta Marmi.
Coordinamento Redazione
Verona Innovazione,
Azienda Speciale della Camera di Commercio
Text by:
Piero Paglialunga in collaboration with Enzo Gambin,
Tosca Lucchini and Beatrice Paglialunga
Translation
Peter Eustace
Graphics and Type-Setting
Ilenia Cairo (www.studioarteon.com)
Photographs
Roberto Lazzarin, Foto Ennevi, Archivio Aipo-Associazione Interregionale Produttori Olivicoli, Consorzio Tutela Pesca di Verona Igp,
Archivio Apindustria-Rivista “Economia Veronese”, Scuola d’Arte del
Marmo “Paolo Brenzoni” e archivio Comune di Sant’Ambrogio Valpolicella, Archivio Associazione Nazionale Cavallo Agricolo Italiano
da Tiro Pesante Rapido, Archivio Associazione Ristoratori di Valeggio sul Mincio, Archivio Riseria Ferron, Consorzio Tutela Radicchio
Rosso Igp, Banca Immagini Biondan spa, Archivio Ivoli, Banca Dati
Shutterstock.com (Meunierd, Ferenc Szelepcsenyi, iPics), Banca Dati
Regione Veneto-Liste Varietali, Archivio Azienda Passaia, Archivio
Fotografico Veneta Marmi.
Editorial Coordination
Verona Innovazione
Special Company of Verona Chamber of Commerce
Verona Innovazione
Azienda Speciale della Camera di Commercio IAA di Verona
Corso Porta Nuova 96 • 37122 - Verona • Ph. + 39.045 8085805
e-mail: [email protected] • www.veronainnovazione.it

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