Per - ANLA

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Per - ANLA
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Esperienza
n. 6-7-8/2010 Anno 60° - Poste Italiane S.P.A. - spedizione in abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in l. 27/02/2004 n. 46) art. 1 comma1,
DCB Roma - € 2,20 - Organo ufficiale dell’Anla, Associazione nazionale Seniores d’Azienda - Contiene IP Tassa pagata
Mensile di attualità, cultura e informazione
I NUOVI MAESTRI DEL LAVORO
L’INTERVISTA: Moni Ovadia
I GRANDI FIUMI: La Loira
GIOIELLI D’ITALIA: Il Gargano
PERSONAGGI: Don Verzè e Veronesi
UOMINI E AZIENDE: Paolo Orfeo
sierra silvana:Layout 2 31/05/10 16:18 Pagina II
SELVA DI FASANO - PUGLIA - VALLE D’ITRIA
Hotel Sierra Silvana****
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bianchi paesini a picco sul mare... La posizione dell’albergo è
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tutto il personale dell’albergo per
la gentilezza e la disponibilita’
che ha sempre riservato a noi ed
alla nostra bambina. Ringraziandola per l’opportunita’ che ci ha
voluto gentilmente riservare.
(firmato: socio ANLA provincia di
Brescia)
Sommario 6/7/8:Layout 1 07/06/10 15:36 Pagina 3
DIRETTORE RESPONSABILE
Franco Panzolini
CONSULENTE EDITORIALE Raffaello Uboldi
SERVIZI Martine O. Belhadi (Personaggi del
passato), Paola Giovetti, Elena Grazini, Ettore Nuara (Lo sport), Riccardo Tucci jr, Raffaello Uboldi, Nora Villa (Made in Italy).
AFFARI SOCIALI Franco Panzolini (Previdenza),
Marco Curri (Fisco), Mauro Masini (Giustizia), Lotario Paladini (Noi e gli altri), Igor
Uboldi (Economia).
OPINIONI Franco Panzolini (Editoriale), Riccardo Tucci (L’angolo del Presidente), Igor
Uboldi (Visti da fuori), Maria Venturi (Vizi e
virtù).
RUBRICHE Fabio Bonacina (Francobolli), Carlo Pieracci (Scienza), Raffaele C. Costa (Monete), Il Cruscante (Non dite ma dite), Wolfi
Ferrero (Cultura), Mamma Giovanna (Cucina), Terenzio Grazini (Posta Condominiale),
Iolanda Proietti (Civiltà della Tavola), Gianna
Vannucchi (Collezionismo), Clemy (Ambiente
(e scoperte) - Animali), Carlo D’Onofrio (Piante e non solo), Giuliana Valci (Oroscopo).
HANNO COLLABORATO Roberto Antognozzi,
Dedy Ferrari Clerici, Giulio Conter, Alberto
U. Rogi, Raimondo Tassini, Maria Luisa Urbano.
GRAFICA Annalisa Gatti
IMPAGINAZIONE Roberta Greco
SEGRETERIA DI REDAZIONE Elena Buccini
EDITORE A.N.L.A.
Associazione Nazionale Seniores d’Azienda
Via Monte delle Gioie, 13 - 00199 Roma
Tel. 06/86321128 r.a.
Fax 06/86322076
e-mail: [email protected]
www.anla.it
PUBBLICITÀ DIRETTA
FOTOLITO G.S.A. s.r.l. - 00040 Ariccia (Rm)
STAMPA Punto Web s.r.l. - 00040 Ariccia (Rm)
AUTORIZZAZIONE TRIBUNALE ROMA
19/5/1977 n. 16824
RESPONSABILE DELLE ATTIVITÀ EDITORIALI
Terenzio Grazini
ABBONAMENTI - Annuo euro 20,00 (estero
euro 32,00 ). Una copia euro 2,20 (estero
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mezzo di c/c postale n. 77884005 intestato
a: Anla, Via Monte delle Gioie, 13 - 00199
Roma. Iva assolta dall’Editore ai sensi dell’art. 74, 1° comma lett. c) Dpr 633/1972 e
successive modificazioni.
Tiratura media copie 120.000
Finito di stampare il 15-06-2010
Federazione Italiana
Editori Giornali
A.N.L.A.
Iscritta al n. 22 del registro delle
Associazioni di Promozione Sociale
Codice Fiscale: 80031930581
PRESIDENTE NAZIONALE Riccardo Tucci
COMITATO ESECUTIVO Alberto Urbinati, Lorenzo Cafferati, Vincenzo D’Angelo, Marcello
Lamioni, Teresa Spampanato, Gino Toffoli,
Terenzio Grazini, Lotario Paladini, Franco
Panzolini.
SOMMARIO
OPINIONI
Editoriale - Pensioni d’annata, è ora di riparlarne? ..................................................... 5
Vizi e virtù - Amico: chi è costui?................................................................................ 6
Visti da fuori - L’Iran sempre più solo sul problema nucleare .................................... 7
I nuovi Maestri del Lavoro
Stelle 2010 ............................................................................................................... 8-12
AFFARI SOCIALI
Dai lettori .............................................................................................................. 14-17
Il fatto • Troppi alcolici, specie tra i giovani • Non dite… ma dite…
• Fra dieci anni una nuova Terra
Comunicato per i lettori............................................................................................ 17
Previdenza - Buone le prospettive del nostro sistema previdenziale ................... 18-19
Fisco - Conviene conciliare nel giudizio tributario .............................................. 19-20
Legale - L’azione collettiva nella Pubblica Amministrazione ................................... 21
Economia - L’Alta Velocità in Italia .......................................................................... 22
Salute - Dimmi come mangi....................................................................................... 23
VIAGGI
Gioielli d’Italia - Il Gargano ................................................................................ 24-25
I grandi fiumi - La Loira ...................................................................................... 26-27
L’ITALIA CHE LAVORA
Uomini e Aziende - Paolo Orfeo........................................................................... 28-30
NOTIZIE ANLA................................................................................................. 31-36
Alas Sarpom, Associazione Seniores Gruppo Finmeccanica (Seniores SelexSi/Mbda Fusaro), Banca Popolare di Ancona, Gruppo Lavoratori Anziani-Cartiera Ovaro, Gruppo Nidec/Sole Comina, Ideal Standard, Pozzi Ginori, Savio
Marcello. Anla Toscana. Anla Pordenone, Anla Trieste.
Lettere, arte, storia e via via. Rinnovo cariche e organizzazione.
Made in Italy - Il guardaroba di una signora ............................................................. 37
STORIE
L’intervista - Moni Ovadia .................................................................................. 40-41
Personaggi - Don Verzè e Veronesi....................................................................... 42-43
Italia per bene - Riprodurre al meglio le sculture del passato .................................. 44
ATTUALITÀ
Scienza e tecnica - Come parlavano i primi uomini ................................................. 45
Sport - Palestra e corsa utili anche d’estate ......................................................... 46-47
Finito un interessante campionato tifiamo per gli azzurri ..................................... 48-49
Cultura - Castel Thun. Il libro del mese - Le grandi Mostre ................................ 50-53
ESPERIENZA FAMIGLIA
Consigli per la casa ................................................................................................... 55
Medicina - Il tumore della mammella ....................................................................... 56
Posta condominiale ................................................................................................... 57
Monete - Di molto valore i “sesterzi” romani ............................................................ 58
Francobolli - C’era una volta… ................................................................................. 59
Computer - Un Google tutto nuovo........................................................................... 60
Ultimi indirizzi Ip, rischio mercato nero
Collezionismo - Manuali di giardinaggio .................................................................. 61
Civiltà della tavola - L’avocado ........................................................................... 62-63
Storia e tradizioni del poliedrico mondo del vino (6)............................................. 62
Vitigni regionali del Nord Ovest
Cuciniere - Ricette per un anno, di mamma Giovanna......................................... 63-64
Natura - Sta sempre male il Pianeta Terra ................................................................. 65
Motori - Le corse dei camion ..................................................................................... 65
Oroscopo ................................................................................................................... 66
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EDITORIALE:Layout 1 07/06/10 15:38 Pagina 5
OPINIONI
EDITORIALE
di Franco Panzolini
PENSIONI D’ANNATA,
E’ ORA DI RIPARLARNE?
L’
ciarvi. Riteniamo
infatti che una con- “Giambattista Tiepolo tra scherzo e cacorde pressione sui priccio” è il titolo della grande mostra a
Udine tutta dedicata all’opera grafica di
partiti e sul Gover- questo sommo artista. Da questa mostra
no, determinata e riproduciamo sulla copertina di Espepacifica, ma unita- rienza l’acquaforte dal titolo: “Astrologo e giovane soldato”. Essa pure di “spiria con i sindacati e ritoso e saporitissimo gusto” com’è stale altre associazioni ta definita a suo tempo l’opera grafica di
simili alla nostra, Giambattista Tiepolo (v. anche a pag. 52)
possa finalmente
ottenere l’effetto sperato, cioè la riproposizione del problema delle pensioni d’annata, iniziando con il paniere del pensionato, nei confronti del quale lo stesso ministro del Welfare si è detto favorevole.
Ora il problema della svalutazione delle pensioni deve tornare al centro dell’attenzione del nostro Governo, dopo il superamento dell’ondata di speculazioni sull’euro, che ha messo
in crisi soprattutto Grecia, Spagna e Portogallo, alle quali sono stati imposti sacrifici per ridurre la spesa pubblica, ma ha
risparmiato l’Italia, non toccata dalle agenzie di rating e approvata per la politica economica dal FMI e dall’Ocse.
Uguale per tutti i Paesi europei è stato il richiamo alla necessità di aumentare l’età pensionabile, condiviso ed esteso dai
nostri stessi economisti nei confronti dell’Italia; non si sono
però costoro accorti che l’innalzamento dell’età pensionabile da noi è stato già deciso con la legge n. 102 del 3 agosto
2009 e sarà operativo dal 2015.
Quello che per noi oggi più conta è il riaffacciarsi dell’equilibrio della previdenza, che consente di riavviare la questione delle pensioni d’annata e, tanto per cominciare, di affrontare seriamente, come primo passo, l’introduzione del paniere del pensionato.
Occorre la mobilitazione di tutti i possibili promotori. Pensiamo ai sindacati, in particolare alla Cgil, anche se, purtroppo, nella mozione finale del suo ultimo Congresso, nella formulazione della perentoria richiesta al Governo di un piano
straordinario triennale per il lavoro non vi è alcun accenno
alle pensioni d’annata, né alle pensioni in genere e nemmeno al paniere del pensionato. E dire che i pensionati tesserati della Cgil sono 2.942.000, cioè più della metà del numero
degli iscritti!
Cosa farà una “piccola” associazione come l’Anla per smuovere i “grandi” sindacati e portarli ad un tavolo comune per
affrontare il problema della progressiva perdita di acquisto
delle pensioni? Ci proveremo, di certo non rimarremo inerti, anche se consapevoli che la forza delle idee, senza i numeri, non è sufficiente.
Inps ha chiuso l’esercizio del 2009 con
un avanzo di 7,9 miliardi di euro e con
una previsione di ulteriori risparmi. Lo
riferiamo nella rubrica sulla Previdenza di questo numero.
E’ una buona notizia che, aggiunta a quelle sulla forte contrazione delle domande di pensionamento anticipato, sull’aumento dell’età pensionabile a partire dal 2015 (cfr. Esperienza n. 10-2009 pagg. 5 e 14), sull’intensificata lotta al
sommerso e alle false invalidità fanno ben sperare che si sia
innestato il ciclo “virtuoso” della stabilità in positivo dei bilanci del nostro sistema previdenziale. Non che siamo usciti
del tutto dalla crisi finanziaria che ha bloccato il bilancio
pubblico e affossato qualsiasi legittima richiesta di miglioramento di un trattamento pensionistico con la solita giustificazione “non ci sono i soldi”. Ma, almeno più di prima, si sta
delineando una prospettiva possibilista per l’accantonamento dei fondi necessari per un provvedimento, non troppo lontano, di adeguamento delle pensioni d’annata, praticamente
ferme da un ventennio.
Nel 1992, ultimo intervento del Governo in favore dei pensionati d’annata (considerati tali i percettori di una rendita
pensionistica non assistenziale superiore al minimo in corso
nel 1989 e con decorrenza dal 1968), fu stanziata la somma
di 10.300 miliardi di lire, poi erogata in 5 anni. Da allora le
pensioni non sono state più rivalutate e, salvo l’adeguamento annuale all’indice Istat, che sappiamo benissimo non copre nemmeno la metà della perdita del potere di acquisto della moneta, vale a dire delle pensioni, perché i salari hanno altre vie di recupero, i trattamenti decorrenti dal 1997 hanno
perduto oltre un terzo del loro originario potere di acquisto,
mentre quelli degli anni anteriori una percentuale gradualmente superiore man mano che sono retrodatati.
E se ancora, ripetiamo, non siamo al riparo degli effetti nocivi della crisi, oggi si può serenamente sostenere, senza tema di smentita, che esiste un margine di finanziamento per
un primo, seppure modesto, intervento in favore delle pensioni, tra l’altro di tutte e non solo di annata, ed è il paniere
del pensionato. Anche se purtroppo ci sono in vista tagli nella spesa per le pensioni, questi non contrastano, anzi migliorano, la disponibilità finanziaria del sistema.
Le iniziative dell’Anla in tal senso non hanno ancora avuto
un riscontro positivo, in particolare per quanto riguarda il disegno di legge di iniziativa popolare presentato al Senato nel
giugno 2008, che proprio all’articolo 1 reca la proposta di
istituire un paniere di indici di prezzi al consumo dedicato ai
pensionati, ma noi non abbiamo alcuna intenzione di rinun5
Vizi e Virtù 6:Layout 1 31/05/10 10:14 Pagina 6
OPINIONI
di Maria Venturi
VIZI E VIRTU’
AMICO: CHI E’ COSTUI?
A
ppartengo a quella categoria di persone,
fortunatamente non ancora estinta, che
considera l’amicizia un valore esistenziale irrinunciabile. Come tutti i sentimenti, esige dedizione, cura, capacità
di condividere e, talvolta, di perdonare. Anche l’amico può deluderti o ferirti, ma l’affetto non è un rubinetto che si chiude a comando e i rapporti perfetti
non esistono: se perdoni la moglie, il marito, i fratelli, perché non dovresti fare altrettanto con un amico?
Purtroppo il senso di questo valore si è andato disperdendo e degradando e lo stesso termine, “amicizia”, è usato a sproposito come sinonimo di civile
vicinato, incontro gradevole, affinità temporanea sollecitata dalla convenienza di avere una persona con
la quale condividere una serata, una gita, un pomeriggio al parco con i nipotini o i figli, una battaglia
condominiale.
Nel mondo dello spettacolo, tutti sono “amici” di
tutti. Ma, anche tra i comuni mortali, c’è questa tendenza a definire “amica” una persona che magari
hai incontrato un paio di volte. Proverbi e luoghi
comuni contribuiscono a queste devianze. Non è affatto vero che l’amicizia si rivela nel momento del
bisogno; è un concetto funereo di questo sentimento.
Incontrarsi per un funerale, durante un ricovero ospedaliero o in seguito a qualche brutto colpo della vita
è limitativo e tristissimo. Con gli amici si condividono anche l’allegria, la
quotidianità, i viaggi, i giri
di shopping, le chiacchiere
oziose.
Altro luogo comune fuorviante: i veri amici sono
quelli che ti fai negli anni
della giovinezza. Questo accade, nella realtà, soltanto
se negli anni della spensieratezza e delle curiosità si è
riusciti a creare un rapporto
stabile e profondo. A me è
capitato: la mia migliore
amica è Luciana, una compagna di liceo che da allora
ha condiviso con me tutti gli
eventi e i mutamenti della
mia esistenza, di tutte le al-
tre compagne ho perduto memoria.
Sarà per bisogno di ritrovare stabilità nelle radici,
sarà per un soprassalto di nostalgia, sarà per adeguarsi a una tendenza di ritorno, ma mai come in
questi ultimi tempi si assiste a un proliferare di “raduni” o “rimpatriate” che dir si voglia: il solito leader
dotato di zelo, spirito organizzativo e fiuto da detective (non oso immaginare il tempo e la fatica per
rintracciare gli indirizzi!) ti invita a una cena di
“quelli che”, una varia umanità di ex compagni di
liceo, ex compagni di università, ex coscritti, ex
qualsiasi cosa si sia fatto insieme decenni prima.
L’invito è esteso a mogli e mariti.
Ci sono cascata una sola volta e l’ho vissuta come
esperienza irripetibile in senso stretto. Mai più provare il guazzabuglio di reazioni di quella cena: divertimento, disagio, sbalordimento, tristezza. Eravamo una trentina, coniugi compresi. Ho stentato,
fisicamente, a riconoscere la maggior parte delle
persone presenti: i decenni ti trasformano, e il degrado degli altri è lo specchio del tuo. Il “come eravamo” diventa una sfilata di anziani arricchiti, falliti,
tronfi, frustrati, logorroici, taciturni… Perché farsi
del male?
Godiamoci gli amici veri. Quelli che abbiamo incontrato e amato col trascorrere del tempo, quelli
che sono uno specchio consolatorio di come siamo
diventati. Insieme. Tutti gli altri sono sconosciuti,
oppure semplici sinonimi.
6
Visti da fuori 7:Layout 1 31/05/10 10:16 Pagina 7
OPINIONI
VISTI DA FUORI
di Igor Uboldi
L’IRAN SEMPRE PIU’ SOLO
SUL PROBLEMA NUCLEARE
Adesso dovrebbe quantomeno dare una prova di buona volontà
L’
Iran sempre più isolato sulle scacchiere internazionali. E questo spiega
la reazione frustrata e irritata da parte
di Teheran, dopo che a Washington il
segretario di Stato Hillary Clinton ha
annunciato che le cinque potenze del Consiglio di Sicurezza dell’Onu hanno raggiunto un accordo su un
nuovo ciclo di sanzioni contro il nucleare iraniano. La
bozza dei cinque è stata definita “illegale” e una “barbarie” da esponenti del mondo politico iraniano, mentre il responsabile del programma nucleare, Ali Akbar
Salesi, ha sostenuto che le «grandi potenze si discreditano» con la loro insistenza a voler perseguire sanzioni contro il suo Paese. La risposta di Barack Obama
è stata laconica: «Se non collabora l’Iran deve aspettarsi sanzioni, comprese le sanzioni dell’Onu». Dal
canto loro, i ministri degli esteri del Brasile e della Turchia, Celso Amorin e Ahmet Davutoglu, che avevano
concluso un accordo con l’Iran per il contingentamento
della produzione di uranio arricchito (non più di tanto,
quindi, solo per scopi civili), hanno scritto una lettera
a tutti i membri del Consiglio sollecitandoli a «dare
tempo al negoziato ed evitare misure dannose per la soluzione pacifica del contenzioso».
Né il Brasile né la Turchia intendono dunque tacere davanti alle
cinque potenze del Consiglio. Oltre alle potenze con diritto di veto
(Usa, Russia, Cina, Gran Bretagna e Francia), ci sono dieci Paesi
membri a rotazione: Brasile, Turchia, Austria, Giappone, Messico,
Uganda, Bosnia Erzegovina, Gabon, Libano e Nigeria. Su questi
sembrano contare l’Iran e i suoi
amici per contrastare l’iniziativa
dei cinque grandi. E’ tuttavia improbabile che si arrivi a uno scontro. Intanto la discussione della
bozza non avverrà subito. Secondo il portavoce del Dipartimento di Stato, gli Usa si aspettano che venga messa ai voti
«prima della fine di primavera», dunque prima della
fine di giugno. Ciò dovrebbe dare tutto il tempo all’Iran di dare prova che l’intesa trilaterale firmata
con il Brasile e la Turchia è un atto di reale buona
fede. E come prima cosa Teheran dovrebbe consegnare all’agenzia atomica la lettera che chiarisce gli
impegni presi. Da quanto è stato reso noto dai ministri turco e brasiliano, tuttavia, l’accordo non rispetta
la richiesta fondamentale sempre ripetuta nelle varie
risoluzioni già approvate nel passato all’Onu, e cioè
non prevede che Teheran interrompa già da oggi
l’arricchimento dell’uranio.
In attesa che l’intesa trilaterale venga studiata più a
fondo, Hillary Clinton è partita alla volta del Giappone e poi della Cina, per rafforzare la posizione
degli Usa, ma allo stesso tempo sia lei che i cinesi e
i russi hanno sottolineato che «la porta della diplomazia rimane aperta».
Insomma, sta ora all’Iran fare un gesto di buona volontà sapendo per certo che altrimenti rischia l’ostracismo da parte del mondo intero.
I.U.
7
LE STELLE 2010 8-12:Layout 1 31/05/10 10:23 Pagina 8
I NUOVI MAESTRI
OPINIONI
DEL LAVORO
PRIMO
STELLE PIANO
2010
STELLE
2010
ESTERO
Marianna Battaglia Battiato, Pietro Ernesto Nicola Braggiotti, Matteo Brancacci,
Florindo Carrelli, Onofrio Centrone, Rosario Cicalese, Rosario Corbo, Agostino
Crocco, Corrado Desilve, Giovanni Fresi,
Giuseppe Gargano, Gino Isabella Valenzi,
Pietro Paolo Leoni, Pasquale Linardi, Teresio Ugo Marasso, Teodoro Ottaviano,
Renzo Piccoli, Donato Salvatore.
VALLE D’AOSTA
Roberto Ambrosi, Giovanni Giors, Carlo
Peloso, Arduino Amerigo Rolland.
Presente per l’Anla il sig. Luigi Fundarò.
PIEMONTE
Luisella Aimone, Giuseppe Alessandria,
Calogero Alleri, Roberto Giuseppe Apostolo, Gualtiero Arsento, Sergio Aschieris, Sergio Barberis, Renza Bellin, Paolo
Berruti, Felice Bianco, Graziella Bianco,
Piercarlo Bianco, Gianfranco Bocchi,
Maria Grazia Boetti, Umberto Bona, Albino Bonzano, Abbondanzio Buffoni,
Antonio Calajò, Stefano Calderoni, Mario Capello, Assunta Caprioli, Giovanni
Carbone, Paolo Carlini, Giovanni Carnaghi, Renato Castelli, Vittorio Colagio-
Cerimonia al Quirinale
per la consegna delle
insegne ai Nuovi Maestri
del Lavoro del Lazio,
mentre altre cerimonie
hanno consacrato, da un
capoluogo regionale
all’altro, i MdL fino al
numero di mille. Presente
il presidente nazionale
Anla, ing. Riccardo Tucci
(e nelle diverse regioni
d’Italia l’Anla è stata
presente con i propri
delegati). Di questi nuovi
Mdl Esperienza pubblica
qui di seguito i nomi, in
segno di omaggio a chi
ha dato al Paese tutta
una vita al servizio della
collettività
8
vanni, Franco Gian Luigi Cossavella, Filippo D’Aprile, Giuseppe De Riccardis,
Aldo Giuseppe De Sanctis, Pietro Michelangelo Desco, Antonina Di Paola,
Rosa Grazia Faienza, Dario Fantinati,
Alessandro Fava, Giuseppe Ferrero, Lucia Frisenna, Bartolomeo Gamalero, Anna Rita Guolla, Antonio Latte, Dario
Leonardi, Sergio Leonti, Umberto Magnetti, Giorgio Maiocchi, Lidia Mana,
Giovanni Pietro Marro, Piergiacomo
Martinotti, Viviana Luigina Marzari, Silvio Tancredi Massa, Piero Massola, Renzo Miletto, Giorgio Mongardi, Roberto
Naimo, Giovanni Novella, Rosalba Orsani, Rita Pacchioni, Antonietta Palermo,
Miltiade Patsimas, Pasquale Perri, Benito Pietropoli, Laura Pono, Flavio Postal,
Pier Giuseppe Quattrocchi, Giovanni
Ranaboldo, Liliana Maria Remolif, Carlo Ricchetti, Giovanni Rigamonti, Maurizio Rosi, Laura Rostagno, Pasquale
Santoro, Sergio Serazzi, Peppino Sicolo,
Nicola Sola, Bruno Spagnolini, Francesco Staropoli, Fiorenzo Strobbia, Giuseppe Vaccaro, Carlo Varni, Carlo
Vitalone, Vito Zingariello.
Presente per l’Anla il mdl Giuseppe Barreri.
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Accanto, il presidente della Repubblica
Napolitano in un momento della cerimonia.
In apertura, incontra il presidente nazionale
Anla Riccardo Tucci. In basso, una
panoramica della sala
LOMBARDIA
Italo Agnelli, Silvio Agnelli, Daniele Leandro Aiolfi, Maurizio Albini, Antonello
Andreoli, Gianfranco Arban, Bruno Arici,
Vittorio Arnaboldi, Fausto Arrighini, Luciano Babini, Antonina Barone, Ferdinando Belleri, Placido Belluomo, Fernando
Belotti, Elena Bencini, Luciano Bendotti,
Fausto Benzi, Massimo Beretta, Ferdinando Bertino, Maria Novella Bessi, Mario
Betalli, Marinella Bignamini, Giorgio
dinetti, Adriano Grechi, Gianpaolo Gregis,
Bernardino Gualdi, Raffaele Izzo, Gianfranco Lamperti, Celestina Lampugnani,
Giuseppe Lanzi, Claudio Lazzari, Alessandro Lega, Giuseppe Lodi Pasini, Giuseppina Lorenzi, Nicolò Loria, Francesco
Lucca, Daniele Macavero, Ornella Maccarinelli, Norberto Magni, Lionello Marchiori, Pierangelo Margutti, Giuseppina
Maricotti, Piergiorgio Massetti, Michele
Micheletti, Giuseppe Milan, Luigi Milanesi, Bruno Ettore Molaschi, Gianluigi
Moneghini, Bruno Montagnese, Valentino
Montanari, Paolo Montecchi, Angelo Moroni, Arturo Mortara, Doriano Moschioni,
Cesare Muccio, Maria Nigri, Pietro Nigro,
Nella Gemmina Ortensi, Gianpaolo Pansa, Giovanni Papamarenghi, Adriano Pardi, Maria Rita Penati, Giovanni Pepe,
Celestino Perazzoli, Riccardo Perlusz,
Elio Piluso, Dario Piotto, Arrigo Pizzamiglio, Cesare Poletti, Giuliano Pozzo, Edoardo Pozzoli, Maddalena Radaelli, Maria
9
TRENTINO ALTO ADIGE
BOLZANO Lidia Brigadoi, Nello Costa,
Maurizio Christoforetti, Giuseppina Della
Monica, Roberto Francesconi, Gianni Mareso, Florian Winkler, Maria Zielo.
Presente per l’Anla il mdl Franco Leasi.
TRENTO Marco Boschetto, Silvana Cisterna, Michele Delladio, Anita Dissegna,
Luciano Eccheli, Mario Marchesini, Marco Modena, Rino Osti, Bruno Taddei,
Marco Tava.
Presente per l’Anla il mdl Ezio Pocher.
VENETO
Angelo Andreotti, Angelo Artico, Renato
Babolin, Luciana Baggio, Elio Baiocco,
Armando Ballarin, Agostino Bano, Venanzio Barbierato, Daniele Beltrami, Ger-
▲
Bollato, Annalisa Bonanomi, Giuseppina
Bonanomi, Valentino Bonetti, Paolo Bonfante, Giuseppe Borra, Oscar Mario Guglielmo Bosco, Doretta Braga, Vito
Broggini, Alberto Bronzi, Carlo Maria Canali, Rinaldo Canofari, Gabriele Cantaluppi, Roberto Capitanio, Angelo Carera,
Luigi Castelli, Guido Emilio Carlo Cattaneo, Luigi Cavalieri, Federico Cavicchioli,
Pasquale Cecere, Franca Cerri, Giuseppe
Cividini, Gianpaolo Clerici, Enrica Colombo, Felice Colombo, Luigi Colzani,
Alessandro Comi, Enrico Giuseppe Conti,
Patrizio Conti, Mara Contucci, Giovanni
Cordoni, Alberto Cucchi, Italo Curtoni,
Roberto de Franchis, Pietro De Nardis, Viviana Diez, Sergio Eufemi, Luigi Federici,
Antonino Orazio Filippelli, Silvana Filisetti, Ugo Fiorina, Giorgio Fiscaletti,
Giancarlo Forti, Giuseppe Freddi, Ernestino Gaboardi, Gianfranco Gagliardi, Piero
Gandini, Oreste Aldo Garbuio, Arcadio
Gavazzi, Angelo Giambelli, Liviana Giar-
Laura Rebora, Giovanni Regonesi, Luciana Rognoni, Silvana Romanato, Angelo
Romeo, Stefano Roncelli, Italo Giustino
Francesco Rosa, Flaminia Rota, Diego
Rota, Angela Ruggeri, Anna Maria Sant’Ambrogio, Guido Roberto Satta, Onofrio Schifano, Tiziano Siccardi, Fernando
Spada, Uber Stanzial, Donatella Stefanoni,
Cesare Giuseppe Stuani, Carlo Stucchi,
Claudio Tauro, Enrica Taverna, Fausto Telia, Stefano Tirinzoni, Gian Cesare Toffetti, Elio Tomasoni, Osvaldo Urbani,
Mariateresa Valtellina, Liviana Vigilati,
Alberto Vitali, Luigia Maria Vitali, Paolo
Volante, Federico Volpi, Angelo Zampatti,
Mario Zanelli, Guglielmo Zaniboni, Carlo
Zanzi, Giovanni Zuccari, Walter Wagner.
Presente per l’Anla il dr. Norberto Scalamandrè.
segue a pag. 10
LE STELLE 2010 8-12:Layout 1 31/05/10 14:35 Pagina 10
P
COME SI DIVENTA MdL
er diventare Maestri del Lavoro bisogna avere più di 50 anni, essere stati alle dipendenze di una o più aziende avendovi acquisito apprezzabili benemerenze per oltre 25 anni e (naturalmente) non avere pendenze penali di qualsiasi
tipo. Le proposte – che possono essere inoltrate dalle stesse aziende, dalle organizzazioni sindacali e assistenziali o
direttamente dai lavoratori interessati – vanno indirizzate alle direzioni regionali del Lavoro competenti per territorio entro il
31 ottobre di ogni anno per i conferimenti da effettuare nell’anno successivo (non più di mille complessivamente) e debbono
essere corredate dei seguenti documenti in carta semplice: certificato di nascita; certificato di cittadinanza italiana; attestato
di servizio o dei servizi prestati presso una o più aziende fino alla data della proposta o del pensionamento; attestato di perizia, laboriosità e condotta morale in azienda; curriculum vitae.
Le ultime tre attestazioni possono anche essere contenute in un documento unico rilasciato dalla ditta presso la quale il lavoratore presti o abbia prestato servizio (se le aziende sono più di una, occorre allegarne altrettanti).
▲
mano Benetti, Giuseppe Benetton, Roberto Bergamini, Ornella Bernardi, Ornella
Bettega, Franco Boatto, Lucia Boeso,
Nedda Bonatti, Riccardo Bononi, Flavio
Braggio, Loredana Brugnera, Gabriele
Busetto, Mario Caddeo, Renzo Cappellesso, Luigi Castagna, Renato Ceccato, Silvana Chilese, Mariano Corsini, Danilo
Corte, Alberto Cover, Gianni Crivellari,
Girolamo Dal Ben, Antonio Dalla Chiara,
Francesco De Boni, Tarcisio De Franceschi, Angelo De Marchi, Giovanni Dolif,
Lucio Donatello, Cesare Dubbini, Luigino
Favret, Maurizio Ferrarese, Bruno Fiorio,
Riccardo Fontanive, Aldino Furlan, Ferruccio Galli, Claudio Gasparotto, Gianfranco Giubilato, Ruggero Go’, Giuseppe
Grella, Renzo Martini, Roberta Masin,
Antonio Mastellaro, Gerardo Menegazzi,
Antonio Morellato, Bruno Moretto, Mauro Moro, Giovanni Munari, Giuliano Muraro, Giuseppe Pellizzaro, Renato Pilastro,
Marian Fabrizio Pocchiesa, Sergio Ponchia, Antonino Rachello, Attilio Rampazzo, Giorgio Rigato, Silvino Rossini,
Antonio Russo, Francesco Saccon, Gianni
Salmaso, Roberto Sambo, Roberto Scarpa, Giannino Simonetti, Sergio Simoni,
Beniamino Sitta, Maria Soffiati, Mario
Terralavoro, Antonio Tessari, Carlo Tonazzo, Francesco Torre, Luigi Trevisan,
Benito Venturin, Dino Zampieron, Claudio Zanardo, Giorgio Zanellato, Luigino
Zanetti, Luciano Zanin, Basilio Zorzi.
Presente per l’Anla il mdl Arrigo Pizzolon.
Miatto, Rita Mongiat, Maria Rosa Pignat,
Carla Pocecco, Vittorio Ravalico, Alessandro Rizzi, Ferdinando Rossi, Silvio Trevisan, Rineo Vidoni, Roberto Zamolo,
Maurizio Zuppello.
Presente per l’Anla il mdl Piergiorgio
Zannese.
LIGURIA
Marco Baruzzi, Paolo Bisogni, Leonello
Borghesi, Vittorio Bragazzi, Marco Edoardo Bruno, Sergio Caddeo, Pasquale Calcagno, Gloria Caridi, Giovanni Carriere,
Luciano Damiani, Giovanni Battista Ferrari, Alfredo Gambino, Cosimo Garofalo,
Maria Iacono, Giuseppe Lax, Giovanni
Magliulo, Luigi Mannucci, Riccardo Massimelli, Vittorio Micheletti, Massimo Moscatelli, Mario Orlando, Salvatore Patanè,
Marco Perlo, Raffaele Perone, Carlo Perugi, Salvatore Pidatella, Rosaria Puglia,
Antonio Giovanni Quartesani, Giovanni
Ragosa, Umberto Rebora, Giancarlo Rollandi, Achille Tori, Carlo Zanelli.
Presente per l’Anla il sig. Luciano Cappelletti.
EMILIA ROMAGNA
Mario Adorni, Anselmo Baistrocchi, Maria Barbanti, Paolo Becchetti, Massimo
Bergami, Cesare Bertogli, Luciano Bertonazzi, Giampaolo Biagi, Ariodante Brachi,
FRIULI VENEZIA GIULIA
Renzo Armelin, Claudio Barbina, Gian
Carlo Basso, Carla Bon, Antonio Bortolussi, Claudio D’Angelo, Dario Del Bo,
Ada D’Odorico, Sergio Donda, Antonio
Fois, Claudio Franzolini, Maurizio Franzolini, Paolo Gaspardo, Dorina Limoncin,
Paolo Martini, Franco Massaro, Diego
10
Stefano Brini, Elena Cacchioli, Lisetta
Cacciari, Giuseppe Cantù, Luigi Castagnetti, Giancarlo Cati, Ermes Cattani, Maria Cristina Cavazzuti, Mauro Cerè, Irmo
Costantini, Fabio Cremonini, Enrico Cristalli, Gabriella Cugini, Franco Davoli,
Gianni Della Casa, Alberto Della Torre,
Rossella Dinelli, Andrea Donelli, Piero
Ferrari, Pietro Ferrari, Grazia Maria Finocchiaro, Meris Foracchia, Olivia Fregni,
Michelangelo Galassi, Ilgher Galli, Fausto
Gandolfi, Gino Gardini, Maria Domenica
Gerbino, Ezio Giannelli, Ivano Grimaldini, Tonino Guerzoni, Giovanni Mambelli,
Silvana Messori, Raffaele Micalizzi, Maurizio Muratori, Silva Paoluzzi, Ivo Panzani, Franco Pelacani, Gianni Pennini, Elda
Pieri, Andrea Pilati, Luigi Pighi, Ilario Pirani, Gian Carlo Pizzasegola, Cristina Poli,
Giuseppe Portante, Ada Carla Quadrelli,
Germano Quinzani, Germano Ratti, Giorgio Rimondi, Antonio Rolli, Alessandro
Rossi, Bruno Rossi, Luigi Rossi, Angela
Ruggeri, Jader Ruggeri, Maria Luisa Santi, Cosimo Scialpi, Sergio Scotti, Alvaro
Serasini, Francesco Silingardi, Giovanni
Stradiotti, Claudio Tarozzi, Rinaldo Tondelli, Callisto Trigia, Giovanna Varignana,
Patrizia Venturi, Pietro Venturi, Giorgio
Zammarchi, Mario Zanetti, Gianni Zaniboni, Ivo Zavalloni, Maurizio Zucchini.
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Accanto, il presidente nazionale Anla
Riccardo Tucci. In basso, Napolitano
incontra alcuni dei nuovi Maestri del Lavoro
TOSCANA
Sergio Badalamenti, Giuliano Basagni,
Graziano Bonucci, Luciano Boreaniz,
Giuseppe Borghi, Aldo Botteghi, Daniela
Cammilli, Tonino Cannella, Franco Cappelletti, Rosanna Francesca Carleo, Mario
Carletti, Roberto Carmassi, Aveliano Cavezzini, Angiolo Chiti, Carmela Mariagrazia Cimieri, Giuliano Cioni, Paolo
Conticini, Giovanni Dante Cremoni, Fabrizio Cresci, Augusto Del Bergiolo, Delfo Del Chierico, Giorgio Cleo D’Elia,
Giovanni Della Rosa, Maura Donatini,
Lionella Fattori, Piero Fiorenzani, Francesco Fortino, Cristina Franceschi, Leyla
Giannini, Luciano Giannini, Umberto
Giubboni, Paolo Roberto Giulian, Paolo
Antonio Graziani, Renato Lorenzetti, Antonio Marrone, Sergio Masi, Massimo
Massai, Paolo Matteuzzi, Elena Mazzoni,
Stefano Meucci, Franco Morelli, Alberta
Nori, Enzo Nardi, Tania Nesi, Maurizio
Panini, Loriano Pellegrini, Gino Piccini,
Moreno Pratesi, Paolo Rami, Elisa Rampionesi, Antonio Randelli, Roberto Ribolla, Alberto Rossi, Remo Salvini, Mery
Sodi, Andrea Spicchi, Marcello Squillace,
Patrizia Storni, Marco Tozzini, Vasco Tredici.
Presente per l’Anla il dr. Vincenzo D’Angelo.
MARCHE
Erminia Acuti, Nazareno Bacaloni, Loredana Benassi, Lorella Bonamano, Antonio
Bonazzi, Emilia Bucari, Walter Calamante, Luciana Catini, Bruno Formichetti,
Francesco Funari, Giacomo Giusti, Adriano Giustozzi, Biagio Grilli, Pietro Invernizzi, Gianfranco Luccerini, Gianfilippo
Marcheggiani, Giuseppe Mengoni, Severino Oradei, Franco Paci, Pasquale Pallotta, Giuliano Pazzi, Maria Assunta
Pennelli, Riccardo Perucci, Patrizio Pistelli, Fausto Radicioni, Elvio Rinaldoni, Tomasino Salvatori, Sigismondo Sperandio,
Claudio Valenti, Maurizio Valentini.
Presente per l’Anla la dr.ssa Teresa Spampanato.
UMBRIA
Maria Antonietta Alunni, Alvaro Baroni,
Giovanni Belia, Stefano Bonciarelli, Natale Ciceroni, Paolo Costanzi, Anna Grazia Fantauzzi, Fausto Fausti, Angelo
Fioruci, Remo Giacchetti, Paolo Gobbini,
Giampiero Guerra, Vincenzo Locci, Gabriele Longari, Antero Mattiussi, Giovanni
Militello, Umbra Mortaruolo, Alessandro
Muti, Danilo Pietrini, Roberto Quattrini,
Sandro Sabatini, Serenella Scassini, Aldo
Sforna, Giorgio Zanganelli.
Presente per l’Anla il sig. Paolo Guerra.
LAZIO
Benedetto Adamo, Rosaria Aguzzi, Giuseppe Altavilla, Maria Felice Antonini, Aldo Argentieri, Silvana Argiolas, Giuseppe
Bagni, Aldo Bellini, Giuseppe Bernardo,
Claudio Bevivino, Giancarlo Boni, Giovanni Battista Bosio, Luisa Camiletti, Antonio Carpano, Maurizio Catini, Angelo
Cecca, Giampiero Cecchini, Ettore Cesaretti, Antonio Cetronio, Roberto Ciardini,
Maurizio Colabucci, Renato Rocco Antonio Colone, Marina D’Alessio, Bruno
D’Andrea, Giulio D’Angelo, Roberto De
Amicis, Carlo De Luca, Edoardo De Martiis, Rossana Di Carli, Ezio Dolciotti, Marinella Filippelli, Elisabetta Frezza, Fabio
Frontalini, Daniela Gabriele, Orlando Galimberti, Stefano Galli, Sonia Gatta, Riccardo Gionetti, Bruno Giordani, Giuseppe
Giorgione, Alessandro Golfi, Giuseppe
Gramegna, Sergio Grossi, Giuseppe Iacoboni, Giuseppe Iacoviello, Paola Idrofano,
Tommaso Lamantea, Maria La Nave,
Franco Lombardi, Luigi Maiuri, Felice
Manciocco, Luigi Mangozza, Salvatore
Manzi, Claudio Marchesini, Mauro Marchi, Mario Marini, Lodovico Marroni, Vinicio Marselli, Giulio Cesare Marta,
Maurizio Micucci, Paola Mintoti, Maddalena Moscatelli, Angelo Movizzo, Egidio
Naddeo, Gabriella Naldi, Giovanni Palmieri, Raffaele Perelli, Antonio Perfetti,
Giocondo Perugini, Francesco Petrilli,
Giulio Pigliacelli, Anna Pillitteri, Leonardo
Quattrocchi, Silvia Razzanti, Vincenzo
Renzelli, Loreto Ricci, Patrizia Romano,
Marisa Rosini, Franco Saverio Rubertone,
Francesco Ruffini, Luigi Russo, Michael
Russo, Mario Saleppichi, Aldo Sbardellati,
Maurizio Sbardellati, Giuseppe Scudieri,
Paolo Serafini, Giuseppina Servelli, Salvatore Teresa Sorce, Patrizia Soverchia, Sergio Sparacio, Corrado Speziale, Mario
Tabbo, Patrizio Tiano, Andrea Tufi, Luigi
▲
segue a pag. 12
11
LE STELLE 2010 8-12:Layout 1 31/05/10 10:27 Pagina 12
▲
Vaccaro, Roberto Venerini, Giovanna Volpecina, Mario Vona, Pietro Zaccaria.
Manifestazione svoltasi al Quirinale, presente l’ing. Riccardo Tucci, presidente nazionale Anla.
ABRUZZO-MOLISE
ABRUZZO – Lorenzo Baiocco, Pasquale
Barisani, Tullio Bencivenga, Vito Centrone,
Concetta Chiodi, Maria Ciprietti, Franco
Cocco, Antonio Cornacchia, Beniamino De
Nigris Urbani, Pietrantonio Di Mario, Aldo
Giamberardini, Antonio Gianforte, Patrizio
Grimaldi, Immacolata Nobilio, Franco Palma, Graziano Pitucci, Salvatorino Puglia,
Paolo Semenzato, Rosina Spezzaneve, Rosalia Trisolino, Dante Vitale.
MOLISE – Vincenzo Capasso, Leopoldo
Ciarlariello, Giovanni Di Giorgio, Rosina
Lanza, Maria Rita Longo, Enrico Stanziani.
CAMPANIA
Salvatore Acampora, Carmine Allocca,
Franco Amanti, Gerardo Argenio, Antimo
Bianco, Oscar Cantelmi, Luciano Capotorto, Giuseppe Capuano, Luigi Caroppo, Nicola Castaldo, Raffaele Castaldo, Alfonso
Ceres, Gennaro Cierro, Vincenzo Cirillo,
Antonio Coppola, Tonino Coppola, Alfredo Cozzolino, Michele Cozzolino, Vincenzo Crudele, Ciro Cucco, Giuseppe
D’Agostino, Francesco D’Avino, Giuseppe De Falco, Sabino De Gisi, Francesco
Del Villano, Carmine Della Porta, Gabriele
Della Ragione, Giovanni Ciro Della Ragione, Aldo di Biase, Francesco Di Francia, Antonio Di Nardo, Tommaso Di
Nardo, Vincenzo di Siena, Adriana Esposito, Emilia Esposito, Paolo Gargano, Andrea Giannini, Mario Guarracino, Gerardo
Iannone, Gaetana Iengo, Rosaria Imparato,
Enzo La Via, Nunzio Laise, Giovanni Lettieri, Antonio Longobardo, Luigi Maiello,
Giovanni Manconi, Santa Martinez, Salvatore Masullo, Salvatore Mattera, Giuseppe Miano, Raffaele Milone, Angelo
Nigro, Ermanno Papa, Luigi Passeggio,
Antonio Pinelli, Vincenzo Quattrucci, Giuseppe Regina, Mario Riemma, Dario Rosapane, Francesco Russo, Pasquale Scotto
di Tella, Nunzia Scotto di Vetta, Giovanni
Silvestro, Giovanni Smiraglia, Salvatore
Sodano, Salvatore Vatiero, Felice Vitale,
Salvatore Vitiello, Alfonso Vozza.
Presente per l’Anla il mdl Ferdinando De
Falco.
BASILICATA
Rocco Brienza, Domenica Grazia Ciancia,
Artemisio Domenico Desiderio, Ferruccio
Di Giacomo, Cosimo Damiano Giancipoli, Carlo Lombardi, Francesco Miglionico,
Maria Carmela Penna, Luigi Pianelli,
Gaetano Ricchiuto, Raffaela Maria Sasso,
Vincenzo Telesca.
Presente per l’Anla il sig. Amedeo D’Ormea.
PUGLIA
Nicola Amoruso, Pietro Barbaro, Giuseppe Basile, Antonio Berardino, Fernando
Cafaro, Piergiorgio Calvani, Marcello
Campaniello, Giovanni Camporeale, Pasquale Caputo, Anna Maria Carofiglio,
Franco Corlianò, Fedele D’Alesio, Antonio D’Aversa, Gennaro De Giosa, Giovanni De Giosa, Maria Giuseppa De
Giuseppe, Vincenzo D’Elia, Luigi Dellarosa, Cosimo De Nitto, Claudio De Riccardis, Riccardo Di Lauro, Alfredo Di
Marco, Nicola Fasano, Lucia Gaetani, Gaspare Giarratano, Antonio Giosa, Alfredo
Giuliani, Michele Gramegna, Angelo Greco, Nicola Ernesto Laudaddio, Luciano
Enrico Leronni, Ciro Lo Basso, Giosafatte
Lombardi, Antonio Mangano, Anna Mariani, Felice Marinaro, Domenico Martino,
Antonio
Mazzeo,
Osvaldo
Montagnaro, Francesco Palombo, Cosimo
Pasulo, Giuseppe Petrosillo, Giuseppe
Picciotti, Biagio Antonio Pisanello, Donata Prisco, Leonardo Procaccini, Giovanni
Ruggiero, Anna Russo, Oronzo Russo,
Domenico Sacino, Catello Rosario Santaniello, Nicola Schiavone, Matteo Tibberio,
Anna Rita Toma, Francesco Torelli, Pietro
Toscano, Ornella Tridici, Angelo Valentino, Carmelo Vecchio Nepita.
Presente per l’Anla il dr. Antonio Cortese.
CALABRIA
Filippo Bucalo, Santo Calabrò, Nicola Caliò, Nicola Comito, Stefano Condina, Giuseppe Cristofaro, Domenico Davoli,
Franca De Rito, Francesco Filice, Antonio
Fiorita, Massimo Gaudio, Demetrio Ma12
lara, Aldo Mastroianni, Alfredo Mazzacuva, Carmela Mazzuca, Francesco Mustara,
Lucia Orlando, Egidio Panella, Pietro Ravenda, Rita Adelina Reno, Rosario Romeo, Enrico Roberto Roscitano, Rita
Russo, Elisabetta Sgromo, Vincenzo Tiano, Giovanni Zaccuri.
Presente per l’Anla il sig. Antonio Gareri.
SICILIA
Massimo Accolla, Michele Aiello, Giovanna Alfonso, Giovanni Assab, Giuseppe
Bellanca, Francesco Paolo Bevacqua, Antonietta Billante, Salvatore Calabrese, Salvatore Calcina, Alfio Caltabiano, Vittorio
Carbonari, Antonino Carbonaro, Angelo
Cardaci, Anna Catella, Mario Attilio Ciociano, Maria Maddalena Corrao, Vincenzo
Costantino, Gaetano D’Angelo, Angelo
Del Bono, Maria De Luca, Gaetano Di Fazio, Rosalia Di Salvo, Maria Fallo, Giuseppe Ferro, Saverio Fiore, Folco
Frangini, Giovanni Fronte, Carmelo Galeano, Antonietta Giannilivigni, Stefano
Inzone, Francesco La Pila, Antonio Lanzerotti, Giuseppe Leggio, Vincenzo Lo
Giudice, Domenico Lombardo, Napoleone Majuri, Carlo Marino, Giuseppe Martinico, Pietro Meli, Marta Mineo,
Giuseppe Minissale, Antonino Naccari,
Paolo Oddo, Salvatore Pappalardo, Antonio Platania, Rosa Maria Primo, Sebastiano Reale, Francesco Rizzo, Alfredo
Roccaro, Giuseppe Romeo, Roberto Santangelo, Michele Scinardo Tenghi, Filippo
Sella, Vincenzo Settipani, Alfio Sorbello,
Filippo Sortino, Marte Terzo Francesco
Taormina, Anna Teramo, Bartolomeo Trovato, Domenico Wrzy.
Presente per l’Anla l’ing. Giuseppe Dario
Lercara.
SARDEGNA
Raimondo Agus, Mauro Casu, Giuseppina
Cau, Efisio Cossu, Francesco Demuru,
Luigi Garau, Bruno Malune, Giorgio Melis, Matteo Merche, Mauro Mulas, Pierantonio Mura, Maria Paola Murru, Giovanni
Pantaleo, Ignazio Pireddu, Maria Porcu,
Leonello Portoghese, Carmelo Sanna, Angelo Serra, Antonio Demetrio Sias, Antonio Paolo Sinis, Vittorio Spiga, Giancarlo
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AFFARI SOCIALI
DAI LETTORI
▼ RIMBORSO IVA
SU TARSU E TIA
Ho saputo che la Cassazione ha stabilito che la Tarsu
(tassa rifiuti solidi urbani)
anche se i Comuni la definiscono una tariffa, è invece una tassa. Pertanto, come tale, l’Iva fatturata non
è dovuta, sarebbe una tassa sulla tassa. Vorrei capire
se ciò riguarda anche la
TIA (tariffa di igiene ambientale). So che alcune
associazioni di consumatori si sono attivate invitando i cittadini a chiedere
il rimborso dell’Iva pagata
negli ultimi dieci anni. Secondo me, invece, se gli
enti impositori la considerano tariffa, la prescrizione
è di cinque anni.
Daniela Prati
Roma
La risposta dipende da come si inquadrano Tarsu e
TIA: se tra le prestazioni
corrispettive, che l’utente
ha scelto liberamente in
cambio di un servizio, oppure tra quelle di natura
tributaria, di natura coattiva, cioè indipendenti dalla libera scelta dell’utente.
A monte, l’art. 238 del Codice ambientale, approvato con D.lgs n. 152/2006,
la TIA (tariffa di igiene
ambientale) costituisce il
corrispettivo per lo svolgimento del servizio di raccolta, recupero e smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Se dunque trattasi di
un corrispettivo pagato a
fronte di un servizio, cioè
di un prezzo, il relativo
credito si prescrive, ai sensi dell’art. 2948 Cod. civ.,
in cinque anni.
IL FATTO
TROPPI ALCOLICI, SPECIE TRA I GIOVANI
L’Istat ha diffuso il rapporto “L’uso e l’abuso di alcol in Italia” (dati
2009), che cristallizza dieci anni di monitoraggio dei consumi di alcol
tra i giovani dagli 11 anni in su. I risultati? Sconfortanti.
Innanzitutto il rapporto conferma il consolidarsi tra i giovani di un consumo eccessivo
di alcol. Stabile, secondo il rapporto, il fenomeno del binge drinking (tecnicamente il
bere fino a sei e più bicchieri di alcol in un’unica occasione). Il rapporto registra poi
l’assottigliarsi della quota di bevitori giornalieri (quelli che bevono un bicchiere a tavola), e il conseguente allargarsi dei consumatori occasionali. Soprattutto tra le donne. Il
gentil sesso mette infatti a segno più 23,6 per cento di consumo fuori dai pasti, contro
il 6,2 per cento degli uomini.
A cambiare non sono solo i modelli di consumo, da giornaliero a occasionale, ma il
contenuto stesso del bicchiere: accanto alla riduzione dei consumatori di solo vino e
birra, aumentano quelli che bevono anche altri alcolici come aperitivi, amari e superalcolici. Il rapporto esamina anche le fasce di popolazione in cui i comportamenti a
rischio sono più diffusi. Ovvero: over 65 (il 44,7 per cento degli uomini contro l’11,3
per cento delle donne), per un totale di 3 milioni 17 mila; giovani dai
18 ai 24 anni (il 22,6 per cento dei
maschi e l’8,4 per cento delle femmine), per un totale di 651 mila; e
teaneager dagli 11 ai 17 anni (il
17,8 per cento dei maschi e il 12,3
per cento delle femmine), pari a
613 mila persone. A livello territoriale, il consumo di alcol è più diffuso nel nord-est (73,5 per cento),
in particolare tra i maschi (83 per
cento contro il 64,6 per cento delle
donne).
E.G.
Sennonché è assai discutibile che la tariffa sia un
corrispettivo liberamente
e volontariamente pattuito
dall’utente. Infatti essa è
dovuta non per il fatto della prestazione comunale,
ma per il semplice fatto
del possesso o detenzione
di locali o aree scoperte, a
qualsiasi uso adibiti, che
producono rifiuti urbani.
Simile espressione richiama il presupposto della
Tarsu, di cui la TIA sta
gradualmente prendendo
il posto. Non conosciamo
la sentenza della Cassazione cui si riferisce il lettore; disponiamo invece
della
sentenza
n.
238/2009, con la quale la
Corte Costituzionale, accogliendo parzialmente la
questione sollevata da un
Giudice di Pace, ha dichiarato la natura tributaria sia della Tarsu che della TIA. Ne consegue che la
prescrizione è di dieci anni e l’Iva non può essere
applicata come per tutti
gli altri tributi.
Per chiedere il rimborso
dell’Iva sulle bollette pagate occorre allegare all’istanza, da inviare al Comune, le ricevute di quelle
degli ultimi dieci anni;
qualora lo stesso Comune
14
non provveda, entro il termine di 90 giorni, occorre
presentare ricorso alla
Commissione tributaria
provinciale.
▼ A CHI LA
DETRAZIONE
DEL 36 PER
CENTO
Sono a chiedere informazioni circa la detrazione
del 36 per cento, sottopongo il caso: spese straordinarie condominiali pagabili in cinque anni; cessione dell’appartamento dopo
tre anni (2008); il vecchio
proprietario ha continuato
dai lettori 14-17:Layout 1 31/05/10 10:34 Pagina 15
ALCUNI LETTORI MI SCRIVONO
a pagare le rate (2.700 euro per l’anno 2009).
E’ corretto che la detrazione del 36 per cento spetti
al nuovo proprietario, e
non al vecchio che ha pagato? Nessuna soluzione?
Giorgio Nascimbene
Sesto S. Giovanni (Mi)
La normativa sulla detrazione Irpef del 36 per cento prevede che la variazione della titolarità dell’immobile sul quale vengono
effettuati gli interventi di
ristrutturazione e manutenzione prima che sia trascorso l’intero periodo per
fruire della detrazione,
comporta - nei casi più
frequenti - il trasferimento
del diritto alla detrazione
dal vecchio al nuovo possessore (solo però se si
tratta di persona fisica).
▼ PERMESSI PER
ASSISTENZA
Sto per richiedere all’Inps
di usufruire della legge 104
per mia madre, ma ho sentito dire che i giorni di permesso, ai fini pensionistici,
mi saranno conteggiati solo
in modo figurativo.
E’ vero quanto mi è stato
riferito?
Valter Pietrobon
Torino
I permessi concessi ai sensi dell’art. 33 della legge
n. 104/1992, oltre che retribuiti sono coperti da
contribuzione figurativa,
però sono utili per il raggiungimento del diritto alla pensione: lo ha stabilito
la legge 8 marzo 2000, n.
53. Prima i permessi non
▲
segue a pag. 16
• Un lettore di Tradate (Varese) mi ha inviato questa lettera che ben volentieri pubblico: «Alcune settimane fa
stavo passeggiando lungo una riva del canale Villoresi,
dove questo si stacca dal Ticino, a Oleggio. A un tratto
mi imbatto in un antico casolare sul quale è apposta una
lapide in cui è spiegata l’origine “auf” che viene normalmente usata nella forma “a ufo”. Ebbene vi si legge che
negli anni in cui si stava costruendo il Duomo di Milano, in quel luogo vi era la Dogana che imponeva il dazio sulle merci che, sui barconi, venivano trasportate a
Milano. Di lì passavano anche i barconi che trasportavano i marmi di Candoglia per la costruzione del Duomo,
ma tali barconi erano esentati
dal dazio con la formula Ad
Usum Fabrice il cui acronimo
è “auf”. Da qui l’uso dell’espressione “a ufo” per indicare “senza pagare”. Segnalo questa notizia perché mi ricordo che, a un lettore che aveva
chiesto chiarimenti sull’argomento, avete risposto fornendo alcune spiegazioni precisando, però, che le varie ipotesi formulate non sono pienamente attendibili. Il numero di Esperienza a cui mi riferisco è il n. 11/12 del 2007». Riprendo volentieri l’argomento, perché
mi permette di sottolineare un fatto non raro in campo etimologico: la creazione di una
etimologia anche elegante e arguta, ma ex post, ossia nata successivamente all’origine della parola o dell’espressione. Mi spiegherò con un esempio, non senza prima ritornare
sull’”a ufo”. La massima parte dei linguisti ritiene oggi che tale locuzione, che significa
“senza pagare”, “a spese altrui”, abbia un’origine onomatopeica, dall’interiezione uf! che
si produce riempiendo le gote d’aria e poi espellendola, esprimendo con tale interiezione
una sovrabbondanza corporale o spirituale. Di una origine simile a quella citata dal lettore si fece portavoce anche il Panzini, sostenendo che a Roma il materiale della fabbrica di
San Pietro era esente da dogana e portava la scritta ad urbis fabricam; dalle tre iniziali auf
nacque – osservava lo scrittore e grammatico – l’espressione a ufo. Ma gli specialisti sono
concordi nel ritenere questa tesi nulla più di un’amenità. Un po’ come – ed ecco l’esempio – è successo con la parola snob, sostantivo maschile e femminile invariabile che significa (cito dallo Zingarelli), “chi ostenta distinzione, raffinatezza ed eccentricità di modi, per
imitazione di ciò che ritiene caratteristico dei ceti più elevati e per la volontà di distinguersi rispetto a gusti considerati plebei”. Il termine è di origine inglese, significa “ciabattino”
e nell’accezione oggi corrente è stata adoperata per la prima volta nel Settecento, anche
se è diventata famosa a metà Ottocento grazie al fortunato testo di William Makepeace
Thackeray Il libro degli snob. Alla fine di quel secolo, gli studenti di Oxford (o di Cambridge) definirono snob chi non faceva parte del loro raffinato ambiente, inventando che il termine era una contrazione dell’espressione latina s(ine) nob(ilitate). L’invenzione piacque,
e a lungo fu ritenuta esatta.
NON DITE...MA DITE…
• Altro lettore, il torinese Francesco Cardovino, che scrive: «Mi ha detto un amico che
conosce e pratica il mondo letterario che il le è un articolo della lingua dialettale piemontese e non può sostituire il gli, dopo aver letto un mio scritto. Di seguito qualche
esempio: le dà/ le disse/ se lei le dava/ le ha detto e così via. Ma non si può usare in
generale, o in alcuni casi?». Innanzitutto: dagli esempi capisco trattarsi del pronome
personale atono di terza persona singolare femminile, per cui quel le significa a lei. Che
non va assolutamente adoperato al posto del corrispondente pronome maschile gli. È
peraltro vero che, nel linguaggio popolare e confidenziale, è piuttosto il gli a sostituire
il le, anche quando il riferimento è al femminile. E questo perché entrambe le particelle derivano dal latino illi, e che nel passato anche letterario lo scambio era possibile.
Oggi invece l’italiano contemporaneo distingue: per il femminile c’è il le, per il maschile va usato il gli.
(il Cruscante)
15
dai lettori 14-17:Layout 1 31/05/10 10:36 Pagina 16
AFFARI SOCIALI
DAI LETTORI
▲
erano coperti da contribuzione, per cui al momento
della domanda di pensione non venivano conteggiati, né potevano essere
riscattati, né erano utili
per la richiesta della prosecuzione volontaria.
IL FATTO
FRA DIECI ANNI UNA NUOVA TERRA
Un Pianeta proprio come il nostro, ma al di fuori del Sistema Solare. Lo
scopriremo fra una decina di anni. La stima, che è basata su dati statistici, è dell’astrofisico italiano Giovanni Bignami (foto sotto).
C.U.
▼ FURTO DI LIEVE
ENTITA’
Circa nove anni fa ho subito un furto in cantina, tra le
varie cose mi portarono
via un libro di modesto valore ma a cui tenevo molto. Un mese fa ho ritrovato
questo libro in un mercatino delle pulci, l’ho riconosciuto perché all’interno
c’era la mia firma, ho fatto
notare al venditore che il
libro era mio e che mi era
stato rubato. Il venditore
ha risposto che lui lo aveva comprato insieme a
molti altri, alla fine l’ho
dovuto comunque comprare per chiudere il discorso.
A suo tempo non denunciai il furto, ma se mi fossi
rivolto alla polizia avrei
potuto riavere il mio libro
anche senza aver fatto a
suo tempo la denuncia di
avvenuto furto?
Seconda domada, se avessi fatto allora la suddetta
denuncia, sarebbe avvenuta una sorta di prescrizione
(essendo passati nove anni) per cui anche risultando lampante che il libro
era mio (e lo potevo dimostrare) non potevo in nessun caso riaverlo legalmente?
Terza domanda, una denuncia vale sempre senza
scadenza oppure dopo alcuni anni viene archiviata
o cestinata, nel caso valesse per molti anni si potrebbe perseguire legalmente
l’autore del furto?
Renato Antici
Milano
to di querela non può essere esercitato decorsi tre
mesi dal giorno della notizia del fatto che costituisce
il reato.
Nel caso in esame, la
querela doveva essere
presentata “contro ignoti”, anche se praticamente sarebbe stata inutile, in
quanto la Procura della
Repubblica, dopo brevissima indagine, l’avrebbe
archiviata.
Il venditore del mercatino
potrebbe essere accusato
di ricettazione, punibile ai
sensi dell’art. 648 del
Cod. pen. con la pena della reclusione sino a sei anni e della multa sino ad
euro 516 se il fatto è di
particolare tenuità. In
questo caso previa denuncia della persona offesa.
Nei casi di cui sopra non
esiste prescrizione, semmai decadenza del diritto,
cioè non si può querelare
se il tempo utile per la
querela è trascorso inutilmente.
L’art. 624 del Codice penale non fa alcuna distinzione del valore della cosa rubata ai fini della punizione del reo, che è prevista con la reclusione da
sei mesi a tre anni e con
la multa da 154 a 516 euro; è prevista un’aggravante specifica se il furto
è commesso nell’abitazione del possessore. Sarà dunque il giudice a
proporzionare l’entità
della pena al valore della
cosa. Lo stesso articolo
prevede che il delitto è
punibile a querela della
persona offesa, salvo che
il fatto abbia cagionato
alla persona stessa un
danno patrimoniale di rilevante gravità.
L’art. 124 dello stesso Codice stabilisce che il dirit16
▼ RIASSUNZIONE
DEL LICENZIATO
Un dipendente licenziato
per riduzione del personale è stato riassunto con
contratto a tempo parziale
senza lasciar passare i previsti otto mesi dal licenziamento, utili per evitare che
il rapporto sia considerato
unitario ai fine della liquidazione del Tfr.
E’ legittima l’operazione?
Giuseppe Rende
Caltanissetta
Nessuna norma giuridica
proibisce la riassunzione
immediata o quasi di un
lavoratore appena licenziato; potrebbe invece valere una norma del contratto collettivo nazionale.
Nel caso esposto, però,
non si può parlare di licenziamento, ma di trasformazione del rapporto
da tempo pieno a tempo
parziale, che presume
l’accordo delle parti; anzi
il D.lgs. n. 61/2000 sul-
dai lettori solo pag 17:Layout 1 07/06/10 16:30 Pagina 17
l’accordo quadro relativo
al tempo parziale, esclude
che la mancata adesione
alla trasformazione da
parte del lavoratore possa
costituire giustificato motivo di licenziamento.
▼ SCOLLEGATO
LAVORO
Dopo una lunga e travagliata strada verso l’approvazione, il disegno di legge
detto “Collegato lavoro” alla Finanziaria, mi sembra
del 2007 e poi del 2009, dopo esser stato approvato in
via definitiva dal Senato, è
stato bloccato in ultima
istanza dal presidente Napolitano e rinviato alle Camere
con richiesta di modifiche,
in particolare sull’arbitrato
nei licenziamenti. Dite voi
di Esperienza (pagg, 14-15
del n. 5/2010) che la parte
del disegno di legge che
tratta della previdenza e dell’assistenza può ritenersi
“formalmente legge”.
Sarà vero ma io, che sono
un lavoratore addetto ad
attività usuranti, sto aspettando da tre anni che esca
la legge e all’usura del lavoro sto aggiungendo
l’usura dell’attesa e non so
quale delle due mi fa star
male di più.
Scusatemi, posso sapere a
che punto, anzi a che puntata sta questa triste telenovela?
Francesco Dettori
Parma
La prima volta che si è deciso di introdurre una norma di favore per gli addetti
ai lavori usuranti è stato
con il “Protocollo sul Welfare” del 20 luglio 2007:
COMUNICATO PER I LETTORI
I
l Decreto Interministeriale del 30 marzo 2010 ha soppresso, con
decorrenza 1° aprile, le facilitazioni previste nelle tariffe postali per
la spedizione di giornali e riviste.
La tariffa “ordinaria”, ripristinata con le spedizioni a partire da aprile, ha
un costo di quasi tre volte maggiore della agevolata. Così è stato per le
spedizioni effettuate per i numeri 4/10 e 5/10 di Esperienza. Abbiamo
subito l’aumento di questi costi di spedizione sperando in un ripensamento
del Governo, peraltro richiesto da tutti gli editori. Inutilmente!
Pertanto la nostra rivista dovrà essere spedita con la tariffa ordinaria,
costo difficilmente sopportabile per il nostro bilancio.
In attesa di escogitare un progetto che ci consenta di continuare ad
editare la nostra rivista nei consueti dieci numeri l’anno, ci troviamo
costretti a rinunciare alla pubblicazione di un numero. Di conseguenza
la presente rivista sarà numerata 6-7-8/2010; riprenderemo con il
n. 9/2010. Una decisione imposta dagli eventi e che dobbiamo prendere,
pur con grande rammarico.
Siamo però certi che i nostri lettori saranno indulgenti verso le nostre
difficoltà e non faranno mancare il proprio apprezzamento alla loro e
nostra rivista.
era prevista per questi lavoratori la possibilità di
maturare il diritto alla pensione di anzianità con la riduzione di tre anni del requisito anagrafico rispetto
agli altri. Vale a dire poter
andare in pensione anticipata a 57 anni di età e 35 di
contributi fino al 2011 (cfr.
Esperienza n. 9/2007).
L’agevolazione, però, a
motivo della mancanza di
copertura, è stata esclusa
dalla Finanziaria 2007 ed
inclusa in un “collegato”,
nel quale era prevista una
delega al Governo Prodi
per legiferare in materia.
Caduto quel Governo, il
nuovo Esecutivo, in mancanza della rilevazione dei
possibili fruitori dell’agevolazione e del costo dell’operazione, ha “scollegato” il provvedimento sui lavori usuranti e, dopo esa-
me e rinvii tra Camera e
Senato, lo ha reinserito nel
“collegato lavoro” alla Finanziaria 2009.
Anche qui però è stato nuovamente scollegato perché
la Finanziaria 2009 è stata
approvata senza questo allegato, il quale ha iniziato
ad avere un iter autonomo:
è qui che il Parlamento,
dopo ulteriori rinvii, lo ha
approvato (cioè ha approvato la delega al Governo)
ai primi dello scorso mese
di marzo.
Sembrava che finalmente
il disegno di legge sui lavori usuranti, del quale
abbiamo parlato nel numero precedente della rivista, potesse essere trasformato in legge, dopo le
correzioni chieste dal presidente della Repubblica.
Invece, purtroppo, sono
passati due mesi e il “Col17
legato lavoro” è tornato in
alto mare. La parte degli
usuranti non corre rischio
di modifiche, ma non potrà scattare la delega se
l’intero disegno di legge
non verrà nuovamente approvato e poi controfirmato da Napolitano.
La situazione attuale è la
seguente: il collegato è all’esame delle Commissioni Affari costituzionali e
Lavoro del Senato, poi andrà in aula (gravato di ben
119 emendamenti, ma è
probabile il voto di fiducia); poi sarà approvato
dai senatori, in SESTA lettura. Ciò significa che dovrà subire la SETTIMA approvazione e speriamo che
sia l’ultima, che cioè alla
Camera non venga la voglia di un’ulteriore modifica al testo, che lo farebbe
■
tornare al Senato.
Affari sociali 18-23:Layout 1 31/05/10 10:48 Pagina 18
di Franco Panzolini
AFFARI
VIAGGI
SOCIALI
GIOIELLI
PREVIDENZA
D’ITALIA
BUONE LE PROSPETTIVE DEL NOSTRO
SISTEMA PREVIDENZIALE
S
embra certo che gli effetti
negativi della crisi sulla nostra economia non si siano
ancora esauriti, ma altrettanto certo sembra che gli
stessi si siano arrestati sugli equilibri
della nostra spesa previdenziale: il
rapporto pensioni-Pil nel 2010 si attesterà al 15,2 per cento, meno di
quanto previsto dalla Ragioneria Generale dello Stato (RGS) nel 2009 in
piena crisi finanziaria, quindi più favorevole al sistema previdenziale.
La RGS redige annualmente un rapporto nel quale vengono illustrate le
tendenze di medio-lungo periodo del
sistema pensionistico e sociosanitario,
i cui principali contenuti, per l’anno
2009, sono: un’analisi degli effetti distributivi del sistema pensionistico
pubblico e dei tassi di sostituzione
della previdenza obbligatoria e complementare; una descrizione delle procedure di aggiornamento nel triennio
2008-2010 con particolare riferimento
alla revisione delle stime di crescita
di breve periodo per tener conto degli
effetti reali della crisi finanziaria; il
confronto fra le previsioni aggiornate
al 2009 e quelle dell’anno precedente;
una valutazione degli effetti finanziari
della revisione dei coefficienti di trasformazione; una valutazione degli
interventi sul sistema pensionistico
contenuti nella legge n. 102/2009; la
previsione del numero di pensionati,
coerente con quella del numero delle
pensioni.
Il sistema di modelli di monitoraggio
e di previsione tra loro integrati e a
loro volta integrati con i modelli di
previsione di medio-lungo periodo, è
finalizzato tra l’altro a: monitorare in
corso d’anno gli andamenti delle diverse prestazioni sociali, verificandone la corrispondenza con le previsioni; integrare la serie storica dei dati
finanziari e di struttura, una volta riaccertati sulla base delle indicazioni di
consuntivo comunicati dagli enti che
erogano le prestazioni; predisporre
una base di dati finanziari e di struttura sufficientemente analitica di supporto all’attività di valutazione prelegislativa.
Gli aggregati oggetto di monitoraggio
e di previsione a cura della RGS sono
rappresentati dalla spesa per le prestazioni sociali in denaro e dalla spesa
sanitaria del Conto economico della
P.A. La spesa per le prestazioni sociali
in denaro è ulteriormente scomponibile nella spesa per le pensioni ed in
quella per le altre prestazioni sociali
in denaro. La definizione di spesa
pubblica per pensioni adottata ai fini
del monitoraggio è la stessa recepita
nelle previsioni contenute nei documenti di finanza pubblica di breve
periodo e in quelle di medio-lungo
periodo elaborate a livello nazionale
e in ambito europeo (Ecofin).
I modelli di medio-lungo periodo elaborati dalla RGS forniscono previsioni in un orizzonte temporale di
circa 50 anni e sono dettagliatamente
illustrati nel rapporto annuale pubblicato a cura della stessa RGS.
Lo scenario per il 2010 contiene poche variazioni rispetto a quello dell’anno scorso e tiene conto del quadro
macroeconomico contenuto nell’aggiornamento al Programma di stabilità del Governo. Nel triennio 20082010 il rapporto spesa previdenziale/
Pil è aumentato dal 13,9 al 15,2 per
cento, ma la legislazione ha garantito
la stabilità della spesa, mentre gli effetti del contenimento, secondo la
RGS, sono dovuti ai nuovi requisiti
per le pensioni di anzianità, al graduale innalzamento dell’età per la
pensione di vecchiaia delle dipendenti
statali e all’introduzione dei coefficienti di trasformazione per il contributivo.
Nei decenni a venire, secondo le previsioni elaborate dalla RGS, il rapporto spesa pensionistica (vale a dire
pensioni e assistenza)/Pil continuerà
ad oscillare attorno al 15 per cento,
ad eccezione del picco, provocato dal
pensionamento delle generazioni del
baby boom, atteso nel 2040; ma poi i
modelli della RGS prevedono un sensibile miglioramento del rapporto nel
2050, nella misura del 14,60 per
cento, e nel 2060, pari al 13,40 per
cento.
I conti consuntivi dell’Inps convalidano, ed anzi propendono in un ulteriore miglioramento del previsto rapporto della spesa per le pensioni con
il Pil, e confermano la stabilizzazione
del sistema previdenziale pubblico. Il
saldo di bilancio dell’Istituto è stato
a fine 2009 attivo di 7,9 miliardi di
Affari sociali 18-23:Layout 1 31/05/10 10:49 Pagina 19
AFFARI SOCIALI
FISCO
di Marco Curri
CONVIENE CONCILIARE
NEL GIUDIZIO TRIBUTARIO
L
a riforma del Codice di
procedura civile, introdotta con l’entrata in vigore della legge 18 giugno 2009 n. 69 riguarda
anche il giudizio tributario e, in particolare, incide anche nella fase della
conciliazione giudiziale. Inoltre nel decreto legge “incentivi”, varato dal Governo lo scorso 19 marzo (in fase di
conversione in legge, ma già approvato
dalla Camera), sono state introdotte
nuove disposizioni sul contenzioso fiscale per semplificare e ridurre i tempi
dei processi, che rendono più conveniente la conciliazione giudiziale.
Nell’intento di incentivare l’accordo
contribuente-fisco e di deflazionare il
contenzioso mediante la chiusura delle
liti prima dell’avvio del processo tributario, è previsto che ciascuna delle
parti può proporre all’altra la conciliazione totale o parziale della controversia davanti alla Commissione tributaria provinciale non oltre la prima
udienza di trattazione del ricorso. In
questa fase il tentativo di conciliazione
può essere esperito d’ufficio anche
dalla stessa Commissione.
Se il giudice tributario accoglie la domanda del contribuente in misura non
superiore alla eventuale proposta conciliativa rifiutata senza giustificato motivo, la parte che ha opposto il rifiuto
è condannata alle spese. E’ questa la
nuova regola introdotta nel processo
tributario in seguito all’applicazione
del riformato art. 91 Cod. proc. civ.,
19
che recita: “Il giudice, con la sentenza
che chiude il processo davanti a lui,
condanna la parte soccombente al
rimborso delle spese a favore dell’altra
parte e ne liquida l’ammontare insieme con gli onorari di difesa. Se accoglie la domanda in misura non superiore all’eventuale proposta
conciliativa, condanna la parte che ha
rifiutato senza giustificato motivo la
proposta al pagamento delle spese del
processo maturate dopo la formulazione della proposta, salvo quanto disposto dal secondo comma dell’art.
92”, cioè qualora sussista un caso di
soccombenza reciproca.
Pertanto, al pari del processo civile,
anche nel tributario la parte, seppure
vittoriosa, qualora opponga un rifiuto
immotivato alla conciliazione, non soltanto non può vedersi rimborsate le
spese di causa, ma può perfino essere
condannata a sostenere quelle della
controparte soccombente. Per questa
ragione l’Agenzia delle Entrate, con
la circolare n. 17/E del 31 marzo, suggerisce agli uffici, in attesa che si consolidi sul punto l’indirizzo della giurisprudenza e nei casi in cui il
contribuente abbia rifiutato la proposta
di conciliazione giudiziale, di avanzare
richiesta di condanna alle spese subordinandola alla circostanza che la Commissione tributaria decida in senso
conforme alla proposta di conciliazione, ovvero in termini ancora più favorevoli all’ufficio. Anche il contri-
▲
euro, mentre il patrimonio netto è salito a 45,2 miliardi di euro. Sulla spesa
pensionistica hanno influito positivamente le riforme che nel 2009 hanno
dimezzato le domande per le pensioni
di anzianità e ridotto il numero di
nuove pensioni liquidate in seguito
all’introduzione del sistema delle
quote e delle finestre di uscita. In prospettiva, inoltre, i conti dovrebbero
migliorare ulteriormente considerato
che l’età di pensionamento aumenterà
gradualmente per effetto della riforma
approvata con la legge n. 102 (art.
22), che aggancia a partire dal 2015
il momento del collocamento a riposo
all’incremento della speranza di vita.
Negli obiettivi strategici dell’Inps per
quest’anno, oltre alla continuità degli
impegni fin qui sostenuti sul fronte
delle prestazioni non previdenziali (tra
le quali l’autorizzazione di circa 915
milioni di ore di cassa integrazione) e
degli interventi anticrisi, si evidenzia
la lotta al sommerso, alle false invalidità e il recupero dei contributi evasi,
che nel 2009 hanno portato nelle casse
dell’istituto 4,6 miliardi di euro, il 65,9
per cento in più del 2008. Sull’accertamento delle invalidità civili, dopo la
campagna 2008 che ha fruttato un taglio del 15 per cento delle prestazioni,
l’Inps affronterà l’implementazione
della riforma in vigore dallo scorso
gennaio, che gli ha affidato il ruolo
centrale di controllo e garanzia sulla
liquidazione dei sussidi, per una spesa
prevista nel 2010 di 17 miliardi di euro
e per un numero di beneficiari di circa
3 milioni.
Allegato al bilancio l’Inps ha pubblicato le tabelle di dettaglio delle entrate
contributive e delle spese, nonché il
confronto con il 2008: le prime sono
aumentate del 2,3 per cento, le altre
del doppio; ma l’avanzo finanziario
di competenza, come detto, è stato di
7,9 miliardi di euro. A fine 2009 i
pensionati Inps erano 6.337,719 uomini e 7.568.277 donne; la pensione
mensile media era di 1.169,55 euro
per gli uomini e di 758,35 euro per le
■
donne.
segue a pag. 20
Affari sociali 18-23:Layout 1 31/05/10 10:49 Pagina 20
AFFARI SOCIALI
FISCO
▲
buente però può utilizzare questa tattica formulando sempre una proposta
conciliativa all’ufficio e chiedendo, in
ipotesi di decisione del giudice conforme alla proposta rifiutata ovvero in
termini più favorevoli, la condanna
alle spese dell’ufficio resistente.
La nuova ipotesi, denominata “proposta conciliativa” è diversa da quella
denominata “conciliazione giudiziale”,
che già esiste nel processo tributario
ed è diversamente regolata. Le somme
dovute possono essere versate direttamente in un’unica soluzione ovvero
in forma rateale, nel massimo di otto
rate trimestrali, oppure ancora in un
massimo di dodici rate trimestrali se
le somme dovute superano 51.645,69
euro. Per la rateazione era prevista la
prestazione di idonea garanzia, mediante polizza fideiussoria o fideiussione bancaria; ora invece, nei casi di
rateazione qualora le somme da versare, successivamente alla prima rata,
non superino i 50 mila euro, non sarà
più necessario prestare la garanzia fideiussoria.
In conclusione, le principali novità per
il processo tributario, introdotte dalla
riforma del processo civile, sono:
- le conseguenze del rifiuto della proposta conciliativa (come sopra viste);
- la compensazione delle spese tra le
parti solo se vi è soccombenza reciproca
ovvero concorrono altre gravi ed eccezionali ragioni esplicitamente indicate
dal giudice nella sentenza (art. 92
C.p.c.);
- la disponibilità delle prove (art. 115
C.p.c.), per cui il giudice può porre a
fondamento della decisione anche i fatti
non specificamente contestati dalla
parte costituita;
- la parte che dimostra di essere incorsa
in decadenze per causa ad essa non imputabile può chiedere al giudice di essere rimessa in termini (art. 294 C.p.c.);
- il termine per la proposizione dell’appello e del ricorso in Cassazione, da un
anno si riduce a sei mesi dalla data della
pubblicazione della sentenza (art. 327
C.p.c.);
- possibilità di notificare le sentenze direttamente o tramite raccomandata a.r.;
- abrogazione dell’autorizzazione della
Direzione regionale delle entrate ad appellare le sentenze da parte dell’Ufficio;
- iscrizione a ruolo del 50 per cento
delle somme pretese con l’avviso di accertamento, in attesa del giudizio della
Commissione tributaria provinciale;
- iscrizione a ruolo del 100 per cento
della somma risultante dalla sentenza
della Ctp e comunque non oltre i due
terzi se il ricorso è accolto parzial■
mente.
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mbientato in un palazzo d'inizio 900, l'Hotel Stagnaro è un confortevole tre stelle,
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Santa Margherita, Portofino. Posto di fronte al mare di Cavi di Lavagna, bandiera blu già da
alcuni anni, grazie alla ampia spiaggia, è l'ideale per vacanze balneari. L'hotel è dotato di
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Affari sociali 18-23:Layout 1 31/05/10 10:51 Pagina 21
AFFARI SOCIALI
LEGALE
di Mauro Masini
L’AZIONE COLLETTIVA
NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
I
l D.lgs 20 dicembre 2009, n.
198, che ha dato attuazione
all’art. 4 della legge n. 15-2009,
in materia di ricorso per l’efficienza delle amministrazioni e
dei concessionari di servizi pubblici
(detta legge Brunetta) è entrato in vigore il 15 gennaio 2010 e, con esso, è
stata avviata la normativa sulla Class
Action anche nella Pubblica Amministrazione. E’ dunque consentito ai titolari di interessi giuridicamente rilevanti ed omogenei, ad una pluralità di
utenti e consumatori, di agire in giudizio nei confronti delle amministrazioni e dei concessionari di servizi pubblici, che abbiano leso i loro diritti
nello svolgimento delle proprie attività
istituzionali.
E’ quindi possibile agire in giudizio se
il danno subito è dovuto a:
- violazione di standard qualitativi ed
economici;
- violazione degli obblighi contenuti
nella Carta dei Servizi;
- omesso esercizio dei poteri di vigilanza, di controllo o sanzionatori;
violazione dei termini;
- mancata emanazione di atti amministrativi.
Non è invece possibile proporre azione
giudiziaria nei confronti delle autorità
amministrative indipendenti, che non
svolgono compiti di amministrazione
attiva, per cui la loro attività non potrebbe determinare la lesione dell’interesse di un singolo, come pure nei
confronti degli organi giurisdizionali,
delle assemblee legislative, degli organi costituzionali e della Presidenza
del Consiglio dei ministri.
La normativa prescrive la notifica di
una previa diffida, quale condizione
di ammissibilità del ricorso, da notificare all’organo di vertice dell’ente interessato, nella quale si comunicano
le problematiche di inefficienza rile-
Il ministro
Renato Brunetta
vate e si indicano gli interventi necessari da compiersi entro il termine di
novanta giorni. La P.A. o il concessionario di pubblico servizio deve tempestivamente individuare il settore in
cui si è verificata la violazione denunciata e senza ritardo adottare le cautele
più opportune. Ogni iniziativa adottata
dall’ente pubblico viene comunicata
all’autore della diffida.
Il ricorso al giudice amministrativo
(con competenza esclusiva) è proponibile se, decorso il termine di novanta
giorni, la P.A. non ha ottemperato in
tutto o in parte ad eliminare la situazione denunciata. Del ricorso deve essere data notizia sul sito istituzionale
della P.A. o del concessionario di pubblico servizio intimati e va, inoltre, comunicato al Ministro per la Pubblica
Amministrazione e l’innovazione.
Gli individui che si trovano nella medesima situazione giuridica del ricorrente possono intervenire nel termine
di 20 giorni liberi prima dell’udienza
di discussione del ricorso, che il giudice fissa in un giorno compreso tra il
novantesimo e il centoventesimo dal
deposito del ricorso.
Nel processo il ricorrente ha solo
l’onere di provare la persistenza totale
o parziale della situazione denunciata
e l’avvenuta notifica della diffida. Il
giudice amministrativo ha la facoltà
21
di valutare le scelte di allocazione delle
risorse disponibili nell’operato della
P.A. e, pertanto, giudicherà sia della
legittimità che della conformità dell’azione amministrativa a standard
qualitativi ed economici.
In ogni caso il ricorso non consente di
ottenere il risarcimento del danno causato dagli atti e dai comportamenti
della P.A. o del concessionario di pubblico servizio. Pertanto la sentenza
emessa si limita ad accertare la violazione, l’omissione o l’inadempimento
ordinando all’ente pubblico di porvi
rimedio entro un congruo termine nei
limiti delle risorse strumentali, finanziarie ed umane già assegnate in via
ordinaria e senza nuovi o maggiori
oneri per la finanza pubblica.
Come detto, il ricorso non consente di
ottenere il risarcimento del danno; a
tal fine, sancisce l’art. 1, comma 6,
“restano fermi i rimedi ordinari”. Vale
a dire che il ricorrente, per far valere il
proprio diritto leso dal provvedimento
denunciato e dopo la pubblicazione
della sentenza, deve azionare, entro il
termine della prescrizione quinquennale, un nuovo ricorso specifico o al
Consiglio di Stato o alla Cassazione.
L’avvio della Class Action nella P.A.
per violazione di standard qualitativi
ed economici è possibile solo una volta
approvati i decreti attuativi, che dovranno fissare quegli standard, ai quali
le Pubbliche Amministrazioni e i concessionari di pubblici servizi dovranno
uniformarsi, previsti entro il prossimo
mese di settembre.
Pertanto le azioni collettive potranno
partire non solo quando si riscontra la
violazione di termini già fissati dalla
legge o la mancata adozione di atti obbligatori, ma anche quando gli uffici
della P.A. e i concessionari di servizi
pubblici non rispettano gli standard
■
fissati dalle “carte dei servizi”.
Affari sociali 18-23:Layout 1 31/05/10 10:51 Pagina 22
AFFARI SOCIALI
ECONOMIA
di Igor Uboldi
A
fine 2009 è stata finalmente inaugurata quella che viene chiamata la
metropolitana d’Italia, e
cioè il sistema ferroviario ad alta velocità sull’asse Torino,
Milano, Roma, Salerno. Ora che la linea è finalmente a regime, è tempo di
bilanci. L’Alta Velocità/Alta Capacità
(AV/AC) italiana è infatti un sistema
di mobilità che dovrebbe avere significative ripercussioni sugli stili di vita
del Paese.
A beneficiarne non sono solo i viaggiatori della lunga percorrenza che
vedranno ridurre sensibilmente i tempi di viaggio, ma anche tutti gli altri
clienti, pendolari compresi, e il trasporto merci. Grazie al progressivo
trasferimento sulla nuova rete dei treni veloci e di parte dei treni cargo, saranno infatti decongestionate le direttrici tradizionali, oggi al limite delle
loro potenzialità, e sarà possibile imprimere una svolta qualitativa a tutti i
collegamenti.
Il nuovo sistema AV/AC rappresenta
anche una rilevante opportunità di
sviluppo per il sistema economico del
Paese accrescendo il livello di produttività generale e, grazie all’interconnessione con i Corridoi TEN (Trans
European Network), la competitività
del sistema Italia sul mercato internazionale.
Grazie alle tecnologie adottate, sulle
nuove linee veloci i treni potranno
viaggiare in piena sicurezza a 300
km/h. Ma per l’AV/AC italiana, la velocità rappresenta solo una delle diverse performance che caratterizzeranno l’infrastruttura. Per rendere
l’AV/AC italiana interamente funzionale al potenziamento della ferrovia
nel suo complesso, le nuove linee saranno destinate tanto al trasporto passeggeri quanto a quello merci. Gli
standard costruttivi utilizzati, i parametri geometrici del tracciato, i carichi massimi e la sagoma limite ammessa, sono infatti tali da rendere accessibile la nuova infrastruttura a diverse tipologie di treni, garantendo
L’ALTA VELOCITA’ IN ITALIA
Come e perché può portare il nostro Paese
sempre più in Europa
l’interscambio con le linee nazionali
esistenti e la completa interoperabilità
con la rete AV europea.
L’obiettivo è di trasformare il sistema
ferroviario italiano in un sistema ad
alta capacità integrato nel sistema ferroviario europeo, con accesso immediato ai principali sistemi di trasporto
e di interscambio, porti, interporti e
aeroporti. L’attivazione dell’alta velocità consente di fatto un netto miglioramento dei servizi dei treni merci: il
loro traffico corre oggi per l’ottanta
per cento sulle direttrici della grande
“T”, Nord-Sud Italia e Nord OvestNord Est. Con il completamento
dell’attivazione delle linee AV/AC
verranno adesso liberate le linee tradizionali, aumentandone la capacità
produttiva e permettendo un incremento della regolarità dei treni merci
e una maggiore affidabilità in termini
di rispetto dei tempi e di consegna.
Trenitalia Logistica si sta preparando
all’appuntamento con una serie di
Servizi Espresso ad alta qualità che
hanno nella regolarità e nella velocità
di trasporto ferroviario i loro punti di
forza. Questi servizi (alcuni sono già
attivi) integrano la modalità ferroviaria, che collega giornalmente due
piattaforme logistiche di interscambio, con la modalità gomma per la copertura capillare “door to door” dei
tratti terminali.
Riequilibrare il sistema nazionale dei
trasporti e contribuire allo sviluppo e
alla competitività del Paese sul mercato internazionale, recuperando il ritardo accumulato negli ultimi decenni
rispetto al resto d’Europa: sono questi
gli obiettivi perseguiti dal Gruppo
22
Ferrovie dello Stato con la realizzazione del Sistema AV/AC.
Il sistema dei trasporti italiano ha raggiunto in effetti un significativo livello di saturazione, con un forte squilibrio modale a favore della gomma.
Questo comporta alti costi economici,
che incidono sulla competitività del
sistema produttivo, e alti costi ambientali e sociali, che pesano sulla
qualità della vita. L’Alta Velocità/Alta
Capacità offrirà un’alternativa su ferro veloce, contemporaneamente rispettosa dell’ambiente e del patrimonio culturale.
Nella nuova Europa allargata, le linee
AV/AC giocheranno un ruolo fondamentale. Esse andranno a costituire la
parte italiana dei grandi Corridoi
Transeuropei: il Corridoio I, Palermo–Berlino; il Corridoio V, Lisbona–
Kiev; il Corridoio VIII, Bari–Varna; il
Corridoio dei due mari, Genova–Rotterdam.
Un sistema internazionale in grado di
valorizzare la centralità dell’Italia nel
Mediterraneo e garantire l’integrazione fra il sistema produttivo nazionale
e quello europeo. Le due direttrici
lungo cui si sviluppano le nuove linee, da nord a sud e da ovest a est,
rappresentano infatti l’ideale crocevia
di incontro tra il sistema portuale mediterraneo e nord-europeo e tra l’Europa occidentale e i mercati in espansione dell’Europa dell’Est.
Grazie ad esse l’Italia potrà diventare
la piattaforma logistica europea nel
Mediterraneo, capace di intercettare il
flusso crescente dei commerci fra
l’Europa e i Paesi orientali (Cina,
■
Sud-Est asiatico).
Affari sociali 18-23:Layout 1 31/05/10 10:52 Pagina 23
AFFARI SOCIALI
SALUTE
C
onvegno Regionale Anla-Lav “Il Volontariato
e le Politiche Regionali
sulle Devianze Alimentari”, svoltosi presso la
Sala Convegni dell’Università di Camerino, sede distaccata di San Benedetto del Tronto. All’iniziativa hanno
partecipato gli studenti universitari
dell’Unicam, il Liceo classico “Leopardi”, l’Istituto Tecnico Commerciale “A. Capriotti”, l’Istituto Professionale Servizi Alberghieri, Ristorazione e Turismo “F. Buscemi”, il Liceo Socio-Psico-Pedagogico “S.
Giovanni Battista”. Sono stati distribuiti 1.080 questionari dal titolo
“Dimmi come mangi”. I risultati dell’indagine saranno resi noti in occasione di una manifestazione regionale che vedrà coinvolti altri Atenei
universitari e Aziende del Settore alimentare. La manifestazione si dovrebbe realizzare nel prossimo anno
2011, se si riusciranno a trovare nelle
Istituzioni e nel Settore alimentare i
finanziamenti necessari alla realizzazione dell’evento.
Presentato da Teresa Spampanato (presidente regionale Marche dell’AnlaLav) e dal prof. Alberto Cresci (direttore del Centro di Ricerca Unicam di
San Benedetto del Tronto) il Convegno
si è imperniato sulle seguenti relazioni:
dr. Luca Belli (biologo, nutrizionista):
“La nutrizione oggi: dall’obesità ai disturbi del comportamento alimentare”:
DIMMI COME MANGI
Un interessante Convegno sulle devianze alimentari
anche alla luce delle politiche regionali e delle attività
di volontariato
dr.ssa Raffaella Tosi (biologa, nutrizionista): “Il questionario di sorveglianza nutrizionale: formazione e
aspettative”; laureanda Martina Crescenzi: “Sorvegliare ed educare: il
ruolo del biologo della nutrizione”; dr.
Vincenzo Lucani (responsabile Consultorio Familiare di San Benedetto
del Tr.): “L’anoressia e la bulimia”;
dr.ssa Sabrina Vici (responsabile servizio risposte alcologiche del Comune
di San Benedetto del Tr.): “Alcol e
giovani: strategie di prevenzione”; dr.
Nello Giordani (sociologo, criminologo): “Il corpo come oggetto di desiderio e di comunicazione”.
In rapida sintesi, queste le tematiche
affrontate: il benessere è quella condizione in cui si sta bene con se stessi,
anche attraverso una corretta alimentazione, una sana attività motoria, il
tutto sostenuto da un’adeguata capacità
di autocontrollo del proprio comportamento. Una corretta alimentazione è
una norma che, giorno per giorno, dobbiamo tutti seguire per mantenere un
peso corporeo ottimale e uno stato di
salute soddisfacente. Essa varia in base
alle proprie necessità biologiche e nutrizionali. Questo significa che non esi-
23
ste una alimentazione standard adatta
a tutte le persone, in quanto le esigenze
nutrizionali variano da individuo a individuo. L’alimentazione svolge un
ruolo fondamentale nella medicina
preventiva in difesa della salute.
L’alimentazione equilibrata è intesa
non solo per la cura di patologie, ma
anche per migliorare e mantenere un
adeguato benessere psichico. Per comprendere meglio il significato di benessere, o “star bene” sarebbe il caso
di citare l’organizzazione Mondiale
della Sanità, che definisce la salute
come “stato di completo benessere fisico, psichico, sociale e non semplice
assenza di malattia”.
E’ dunque fondamentale che ognuno
di noi mantenga col cibo un rapporto
sano ed equilibrato, facendo sì che
la giusta necessità di mangiare sano
e mantenersi in forma non diventi
mania.
Oggi viviamo in un tempo in cui il
cibo tende ad inseguirci, dopo essere
stato per secoli oggetto di inseguimento. Si mangia troppo, o troppo
poco, spesso male e in fretta. Fermiamoci e riflettiamo.
(a cura di Teresa Spampanato)
Gioielli d'Italia 24-25:Layout 1 31/05/10 10:59 Pagina 24
VIAGGI
GIOIELLI D’ITALIA
di Alberto U.Rogi
IL GARGANO
I
l Gargano è noto anche come
Sperone d’Italia, e questo per
la sua collocazione e la sua
forma, un promontorio che si
estende nella parte settentrionale della Puglia, circondato per
tre lati dal mare Adriatico, mentre
ad ovest confina con il Tavoliere. La
sua storia è antica, i graffiti che si ritrovano nelle grotte del Gargano
confermano la presenza di uomini
del Paleolitico, e i resti di villaggi
trincerati ci conducono al neolitico.
La presenza dei dauni in terra garganica è poi testimoniata dal ritrovamento di numerose steli. Il
Gargano entra più avanti nell’ambito della civiltà romana nella seconda
metà del IV secolo a.C. quando nella lotta contro i sanniti le città daune
appoggiano Roma. Durante il periodo romano la zona si arricchisce di
numerose città come Arpi e Sipor-
Una terra abitata in epoche molto antiche
Dove si può godere del mare come della montagna
E aggirarsi fra grandi patrimoni d’arte e di storia
no, importanti per cultura e sviluppo
economico, dovuto in parte al commercio marittimo e alla posizione di
ponte fra Occidente e Oriente.
Scorrono i secoli, via via il Gargano
entra a far parte dell’impero bizantino, dei regni dei normanni, degli
svevi, angioini e aragonesi, e infine
dei Borboni. Con l’unità d’Italia la
situazione non migliora, le riforme
promesse non arrivano, lente le conquiste dei contadini la cui condizione è una delle peggiori di tutto il
Mezzogiorno italiano. Bisogna arrivare al presente perché il Gargano
conquisti una funzione trainante nell’economia della Puglia grazie soprattutto all’esplodere del turismo.
24
E in effetti il Gargano ne ha tante di
bellezze naturali, di monumenti, di
siti archeologici, di zone d’interesse
naturalistico, da conquistare le menti
e i cuori. Il mare è splendido, di un
bel colore blu cobalto, la natura è il
più delle volte incontaminata, fanno
fede a tale proposito il Parco Nazionale del Gargano e la Riserva marina
delle isole Tremiti. Ancora l’oasi
agrumaria di Rodi Garganico, coi
suoi famosi giardini di agrumi.
Per gli amanti dell’archeologia i siti
di Agnuli (con gli antichi frantoi di
epoca romana), di Avicenna (dove
sono visibili le terme romane e una
necropoli altomedievale), della
Grotta Paglicci (famosa per la pre-
Gioielli d'Italia 24-25:Layout 1 31/05/10 11:00 Pagina 25
Accanto, la cattedrale di Manfredonia,
sotto, il castello di San Nicandro Garganico.
In apertura, il celebre “architiello”
in alto, il santuario di Stigliano
senza di tracce preistoriche e protostoriche), la necropoli di Monte Saraceno, la villa romana di Sant’Annea, le grotte di Cagnano Varano e
quelle di San Nicandro, con pitture
rupestri risalenti al paleolitico, interessanti anche per la metodologia
usata per scavare la roccia, e dove
sono inoltre visibili i resti di un antico e suggestivo villaggio rupestre.
E per chiudere questo elenco di meraviglie archeologiche, gli scavi di
Pirro Nord, i cui ritrovamenti fossili
risalenti a 1,5 milioni di anni fa
hanno messo in dubbio l’ipotesi di
una colonizzazione dell’Europa da
parte di ominidi provenienti dall’Africa attraverso lo Stretto di Gibilterra, e non piuttosto attraverso il
Sud dello Stivale.
Imponenti le architetture militari, citiamo fra i maggiori castelli del Gargano quello di Monte Sant’Angelo
del IX secolo, lo straordinario castello normanno-aragonese di San
Nicandro Garganico, quello svevoangioino-aragonese di Manfredonia,
il Castel Pagano di Apricerna, una
imponente struttura edificata nel IX
secolo che domina un borgo abbandonato verso la fine del ‘700; a parte
ventisei torri di guardia costiera
erette per contrastare lo sbarco dei
pirati saraceni. Non poche le abbazie, chiese, conventi e santuari. L’ab-
bazia di Calena, edificata nel V secolo d.C. è la più antica d’Italia proclamata monumento nazionale nel
1951. Ma non si possono dimenticare quelle di Monte Sacro a Pulsano (un complesso monastico edificato nel 591 d.C.), di San Pietro
in Cuppis (X secolo d.C.), di Siponto, di Santo Stefano alla Sperlonga, o di Santa Maria a mare (isole
Tremiti, fondata nel III secolo d.C.
E fra le basiliche quella di Santa Maria Maggiore di Siponto, risalente al
VI secolo d.C., la basilica di Padre
Pio (a San Giovanni Rotondo), progettata da Renzo Piano e al suo interno delle sculture di Arnaldo Pomodoro, la chiesa di Santa Maria a
San Nicastro, un vero gioiello dello
stile romanico pugliese, la cattedrale
di Manfredonia; oltre ai santuari della
Madonna della Libera, a Rodi Garganico, di San Michele Arcangelo sul
25
Monte Sant’Angelo, di Santa Maria
di Stignano, posto sulla Via Longobardorum, uno dei primi santuari mariani di tutto il foggiano e una delle
più notevoli architetture del 1500. La
cultura in questa terra è di casa, citeremo soltanto la Biblioteca Padre Antonio Fania coi suoi 70.000 volumi
cui si aggiungono dieci incunaboli,
200 cinquecentine e circa 1.000 secentine; o il Museo nazionale di
Manfredonia, presso l’imponente castello svevo, con reperti risalenti al
neolitico.
La gastronomia non è da meno, propone piatti ricchi e gustosi, ma nel
contempo semplici e genuini. Ingrediente fondamentale di molte portate
è il pane gustato soprattutto in veste
di bruschetta, condito con olio
d’oliva e arricchito di pomodori, cipolla, origano. Squisita la pasta fatta
a mano, come i cecatelli, conditi con
pomodoro fresco, o le strascinate,
una variante delle orecchiette che
vanno insaporite con finocchietto,
patate e rucola. Robusti i secondi
piatti, come le salsicce, i capocolli,
le soppressate, i torcinelli. Né si possono dimenticare i vini, partendo dal
Moscato garganico – veniva servito
alla tavola dei Borboni – per continuare coi vini rossi e bianchi di Vico
e con quelli di Monte Sant’Angelo.
Uno dei motivi in più per una van
canza nel Gargano.
I grandi fiumi 26-27:Layout 1 31/05/10 11:05 Pagina 26
di Fernando Chatelet
VIAGGI
I GRANDI FIUMI
LA LOIRA
• E’ il più lungo di Francia
• Notissimo per i Castelli lungo le sue rive
Due località bagnate dal
fiume: in alto, Charitésur-Loire, e a sin., la città
di Nantes
C
ol suo corso di 1.020
chilometri la Loira è il
fiume più lungo di
Francia, con un bacino
molto esteso, che occupa più di un quinto del territorio francese. Nasce nel Massiccio Centrale,
presso il Comune di Sainte-Eulalie
nel dipartimento dell’Ardèche a
1.048 metri di altitudine, anche se in
realtà sarebbe più esatto parlare di
“sorgenti” della Loira in quanto il fiume è costituito da moltissimi ruscelli
che via via si uniscono. Sfocia infine
nell’Atlantico con un estuario nei
pressi di Saint-Nazaire. Un fiume con
una portata media assai irregolare,
anche se in caso di piene può superare i 2.000 mc al secondo nella cosiddetta Alta Loira, e addirittura gli
8.000 mc al secondo nella Bassa Loira. La portata di acqua si riduce sensibilmente d’estate, e questo spiega
perché il fiume non sia navigabile in
tutte le stagioni, anche a ragione del
suo letto larghissimo e dei banchi di
sabbia sul fondo.
Il che significa che la Loira è agevolmente navigabile per le maggiori imbarcazioni solo nei pressi del suo
estuario. Una valle, quella della Loira, inserita a partire dal 2000 nell’elenco prestigioso dei Patrimoni
dell’umanità gestiti dall’Unesco, e
questo per i numerosi, e affascinanti
castelli rinascimentali che sorgono
nella zona. Sembra che in origine la
Loira si gettasse nella Senna, finché
un sovvertimento geologico non ne
dirottò il corso verso l’Oceano. Ha un
affluente, l’Alier, che per un certo
26
tratto scorre parallelo al grande fiume
finché non gli si immette. E’ ancora
un fiume che ha dato il nome a una
regione di Francia, quella che si intitola Pays de la Loire. In molti considerano la Loira un sorta di “cuore”
del Paese, e i motivi per crederlo non
sono pochi. Percorrendo le strade che
lo costeggiano la prima sensazione
che si avverte è quella di un fiume
selvaggio, che scorre veloce, senza
regole, indomito e indomabile.
Attorno un paesaggio fra i più incantevoli dell’entroterra francese. Per
rendere meglio l’idea della sua maestosità basti pensare che l’area del suo
bacino è all’incirca eguale all’Italia.
I grandi fiumi 26-27:Layout 1 07/06/10 15:58 Pagina 27
Blois
Chenonceau
Il sogno di ogni buon turista che vagabondi lungo le sponde della Loira
è quello di poterlo navigare a bordo
di una confortevole house-boat, in
modo di ammirare meglio tutte le
meraviglie paesaggistiche che si snodano nel suo scorrere. Purtroppo questo, per molti, rimane un semplice
sogno a causa degli elevati costi di
noleggio di questo tipo di imbarcazioni. Di conseguenza non resta che
accontentarsi di costeggiare il fiume
percorrendo a bordo di un mezzo motorizzato le strade che a tratti lo affiancano, offrendo comunque degli
squarci paesaggistici indimenticabili.
Quando poi giunge la sera, le luci nel
cielo si attenuano, e i castelli al contrario si illuminato a festa, sembra di
rivivere i fasti del passato.
O, quantomeno, si può lasciar scorrere
l’immaginazione pensando a tutte le
feste aristocratiche vissute dai castelli,
fruscio di sete, sferragliare di armature, bagliori di grandi camini accesi.
Eccoli allora, principi e re, cortigiane
e cantori, regine e duchi, muoversi tra
le bianche pareti di pietra, rincorrersi
negli incantevoli giardini che contornano ogni luogo e dove nulla è stato
lasciato al caso. La storia della Loira
come residenza di reali e comunque
di aristocratici nasce agli inizi del
1400, e più precisamente nel 1414,
l’anno in cui l’armata dei borgognoni
mise a ferro e fuoco Parigi, e un plotone di fidati cavalieri per salvare il
delfino di Francia, e futuro re, Carlo
VII, lo scortò lungo la strada per Melun, così mettendolo al riparo dalle insidie dei nemici. Diventato re, Carlo
VII trasferì la Corte da Parigi a Bourges, in seguito a Chinon. Tra Chinon
e Amboise trascorse la sua vita. E così
i successori.
In questo modo la Loira, per più di un
secolo, ha visto l’insediarsi nei suoi castelli di re, nobili, e alta borghesia che
vi fissarono la loro residenza. Restaurarono antichi manieri, costruirono
sontuose dimore e castelli, diedero feste, balli, organizzarono battute di caccia. Percorrendo oggigiorno la Loira,
e fermandosi ad ammirare i suoi castelli, sembra di rivivere le atmosfere,
le feste di allora, entrare a far parte di
Azay-le-Rideau
un mondo fatato che qui aveva trovato
il suo naturale insediamento. In particolare i castelli di Azay-le-Rideau, di
Chenonceau, di Blois e di Chambord
vennero costruiti tra il 1508 e il 1520.
Si tratta di castelli residenziali e non di
fortezze medioevali, la vita che si svolgeva al loro interno era ben diversa da
quella degli abitanti nei castelli del
Medio Evo. Questo spiega il loro impianto architettonico, grandi, ampie e
numerose le finestre, e lussuose le sale,
con enormi camini, e pannelli di legno
alle pareti.
Le mura di cinta hanno spesso funzione ornamentale, non di difesa, la
torre di guardia è il più delle volte un
gazebo. I committenti di queste meraviglie, Carlo VIII in particolare e
Francesco I, non erano ancora stati in
Italia quando imposero ai loro architetti lo stile, gli ornamenti dei castelli
della Loira. Ma già in Europa soffiava con forza tutta particolare il vento
della cultura italiana. In seguito nella
bella terra di Francia ci arrivò Leonardo da Vinci. E fu un trionfo di
n
sfarzo e di buon gusto.
Chamborol
27
Uomini e aziende 28-30:Layout 1 31/05/10 11:39 Pagina 28
di Raffaello Uboldi
Cominciamo dagli inizi, dal nascere di questa azienda…
Nasce nel 2001, dopo una mia esperienza come dipendente in questo
stesso settore, con un giro di conoscenze che mi permettevano di mettermi in proprio. Da allora siamo attivi nel settore dei serramenti.
Insomma era già un settore che
lei conosceva…
Direi di sì, dato che avevo lavorato
in un paio di aziende dello stesso
genere, cominciando semplicemente
come installatore di serramenti. Era
dunque un settore che mi era consono.
I capitali per cominciare?
Ho chiesto aiuto a un paio di banche,
L’ITALIA CHE LAVORA
UOMINI E AZIENDE
PAOLO ORFEO
• Una piccola azienda, vanto del Ponente ligure
• All’insegna dell’alta tecnologia nel settore abitativo
• Ne parla il titolare
avevo inoltre l’uso di macchinari
che erano di un’altra azienda che nel
giro di qualche anno aveva deciso
di dismettere l’attività. In seguito,
nel 2004, ho acquistato tutto il suo
parco macchine.
Come sapeva di avere un mercato?
E’ un settore che mi era sempre piaciuto, sono fra le persone fortunate
che credono in quello che fanno.
28
Così già da dipendente ho capito di
poter totalizzare un giro, magari piccolo, di clienti. Questo mi ha dato
la consapevolezza di andare avanti,
e via via di potermi mettere in proprio.
Per chi lavorate?
Oltre ai privati si lavora anche molto
per aziende che richiedono i nostri
servizi, e inoltre per architetti.
Penso ci sia voluto comunque un
Uomini e aziende 28-30:Layout 1 31/05/10 11:40 Pagina 29
I
▲
certo coraggio nel decidere di mettersi in proprio…
Certamente, però è stata una scelta
quasi forzata, nel senso che già potevo usufruire dell’attrezzatura
dell’azienda di cui ho parlato. Insomma, non potevo fare altro che
cominciare. Forse il momento nel
quale ho avuto più coraggio è stato
quello che è venuto dopo, quando
ero già una “ditta” e ho capito che
non mi era più possibile ritornare
indietro. Ma… vede ?, ho sempre
creduto e credo in questo settore, e
questo mi ha dato, e mi dà coraggio.
Che cosa offre lei più di altri?
segue a pag. 30
l legno dai tempi antichi ha indubbiamente rappresentato uno dei primi
materiali da costruzione, andando via via evolvendosi e continuando
tutt’ora ad entrare come elemento principe nel campo dell’edilizia. In
particolar modo le porte da interno hanno rivestito un ruolo tale da essere riconosciute come delle vere ed autentiche collezioni.
Partendo da questo principio c’è una azienda ligure – “Paolo Orfeo Serramenti”, Via Borzoli 46 E, 16153 Sestri Ponente (Ge), tel. e fax 0106509180 – che così continua il discorso: «Abbinando qualità e design,
siamo in grado di poterci avvalere di un susseguirsi di porte realizzate in
legno disponibili in una varietà di forme, essenze e colori. Anche per tutti
coloro che amano la piena trasparenza, ad attendervi troverete da noi
una vastissima gamma di porte abbinate alla luminosità di pannelli strutturati in vetro».
Ovvio che si parli anche della sicurezza, rammentando che «non ha prezzo».
Ciò malgrado la “Paolo Orfeo Serramenti” riesce a contenere il costo anche
di questo aspetto, garantendo giorno dopo giorno la nostra tranquillità. Il
tutto grazie a una linea di modelli di porte blindate che varia a secondo
delle esigenze della clientela: e avremo porte blindate con struttura in
acciaio dotate di chiusura e con serratura singola. A struttura scatolata bilamiera con serratura singola. Oppure a struttura scatolata bilamiera con
doppia serratura e struttura scatolata bilamiera con serratura “Fichet”.
Un discorso a parte meritano le finestre, che come tali sfruttano tutta la tecnologia dettata dal “fascino di una antica tradizione artigianale”. Finestre
che garantiscono la massima protezione dagli agenti atmosferici (pioggia,
neve, sole, ecc.) e dalle fastidiose insidie dettate dai rumori, fornendo un efficacissimo isolamento, così da garantire il risparmio energetico e combattendo al tempo stesso il fenomeno di condensa e di usura nel tempo.
Ancora abbiamo il serramento esterno, che per la continua pressione che
subisce da agenti quali: il sole, la pioggia, il vento… è da sempre ritenuto il
più delicato e soggetto ad un alternarsi di fasi di invecchiamento.
La tecnologia moderna consente tuttavia di fabbricare persiane che ovviano
a questi inconvenienti.
Infine gli avvolgibili: in PVC, PVC rinforzato, acciaio e alluminio coibentato
estruso, disponibili con chiusura motorizzata mediante l’apposito telecomando a distanza.
Per concludere, una piccola azienda, ma di avanguardia, di quelle che
fanno il vanto del Belpaese.
R.U.
29
Uomini e aziende 28-30:Layout 1 31/05/10 11:40 Pagina 30
▲
Il fatto che non ci limitiamo ad offrire prodotti standard, ma cerchiamo sempre di capire quale sia
l’esigenza del cliente, che cosa gli
serve di più. Per noi non basta vendere, perché vendere lo si fa comunque, bisogna anche comprendere che
cosa esattamente vuole il cliente e,
nel caso, dare i suggerimenti più opportuni. Questo significa anche fidelizzare il cliente, non avere un
cliente che l’hai visto una sola volta
per tutte, cosa che non è mai piacevole. Al contrario un cliente che si
dichiara soddisfatto, che ha un prodotto che gli serve, che può dire:
«Hanno capito le mie esigenze», è
un cliente che ci raccomanda ad altre
aziende, ad altri privati, cosa che allarga il giro, e ci consente di camminare a testa alta.
Che zona servite?
La nostra sede è a Sestri Ponente,
tuttavia serviamo a 360 gradi tutta
la Liguria, abbiamo lavorato per il
Basso Piemonte, e anche in Emilia.
Avete conosciuto dei momenti difficili?
Mah, ci sono sempre dei momenti
in cui è difficile andare avanti, lo
scorso anno c’è stato un momento
di crisi che però non ha colpito in
modo particolare il nostro settore.
Semmai c’è un problema che riguarda un po’ tutte le aziende, ed è
la puntualità dei pagamenti, cosa che
può causare dei disagi, visto che anche noi abbiamo dei pagamenti da
effettuare. Talvolta diventa una sorta
di catena, tu non sei pagato, quindi
non paghi me, e via via.
Il periodo migliore?
Penso che sia il futuro, e voglio ammettere che sono per natura un ottimista. Il fatto è comunque che abbiamo avuto degli agganci per dei
lavori che sono importanti, per una
azienda di livello e solvibile, sana
sotto tanti aspetti, anche in rapporto
alle commesse che ha in mano, che
sono piuttosto impegnative, valide,
con diversi cantieri già in funzione,
cosa che consentirà a noi di operare
con una certa tranquillità, pianificando il lavoro per mesi e mesi a
venire. Una situazione che ci consentirà di operare al meglio anche
se questo o quel settore può avere
delle difficoltà, dei momenti di stasi.
E’ una impresa di costruzioni
quella di cui lei parla?
30
Esattamente, con cinque o sei cantieri già in funzione. Uno di questi
riguarda un importante centro commerciale.
La concorrenza è molto forte nel
vostro settore?
Sì, certamente, qui in Liguria siamo
in tanti, e questo inflaziona un po’ il
mercato. C’è poi il fatto che nel presente il cliente ci mette non poco
tempo a decidere, e lo posso comprendere, sebbene non ci faciliti il
lavoro. A nostro vantaggio c’è tuttavia la qualità del lavoro che siamo
in grado di garantire, i materiali che
offriamo, e via via. D’altra parte non
è nemmeno un male che la concorrenza ci sia.
Lei é un giovane imprenditore, e
voglio chiederle: qual è la filosofia
di un giovane imprenditore?
Preciso che non ho un forsennato desiderio di sfondare, di fare grandi numeri. Mi basta lavorare con una certa
serenità, quello che mi interessa è soprattutto la qualità del lavoro. Farlo
nel modo più trasparente possibile,
nei tempi giusti. Se vuole è un problema di equilibrio, ecco, questa potrebbe essere la filosofia di fondo di
n
un giovane imprenditore.
Anla Notizie:Layout 1 31/05/10 11:52 Pagina 31
ANLA NOTIZIE
Dopo la chiusura positiva
dell’anno 2009 con la
cerimonia d’ingresso di 17
nuovi soci, il Gruppo
Nidec/Sole Comina ha già
iniziato le sue attività per il
2010.
La prima è stata una gara di
briscola: “Lui e Lei”, presso lo
stabilimento di Comina, con
la partecipazione di 24
coppie.
Sono risultate vincitrici le
coppie: 1a Ugo SapienzaLuigia Redivo, 2a Giorgio
Martinel-Carmela Onagro, 3a
Delio Furlan-Maria Luisa
Cigagna.
Nelle foto: 1, i vincitori
premiati dal responsabile
Risorse Umane, dr. Andrea
Tondello, assieme al
presidente e vicepresidente
del Gruppo, Bruno Pignaton
e Bruna Chiarcos; 2, i
partecipanti con la tavolata
stracolma di premi.
Altro appuntamento
interessante, la visita allo
stabilimento Fiamm di
Veronella (Vr), storica
azienda nota per la
produzione di batterie e
apparecchi acustici per auto.
Una visita effettuata grazie
alla collaborazione con il
responsabile Risorse Umane,
dr. Paolo Candotti,
responsabile Acc/Comina
fino ad alcuni mesi fa (v. foto
3, assieme ai responsabili di
stabilimento). Dopo la visita
allo stabilimento il gruppo ha
trascorso il pomeriggio a
Vicenza (v. foto 4), dove
sono stati visitati i più
importanti monumenti, luoghi,
edifici e musei del Palladio.
Le attività del gruppo
continueranno nei prossimi
mesi con la gara di pesca, la
tradizionale gita di tre giorni:
lago di Costanza,
Schaffausen, Mainau, Vaduz
e dintorni; il quadrangolare
di calcio in Val Tramontina
con la ZML di Maniaco, il
Gruppo Valduga di Cividale
e naturalmente la Sole
Comina con la Val
Tramontina; per ultima,
l’escursione in montagna.
GRUPPO
NIDEC/SOLE
COMINA
1
2
3
4
31
Anla Notizie:Layout 1 31/05/10 11:53 Pagina 32
1
BANCA
POPOLARE
DI ANCONA
Assemblea annuale dell’Associazione del personale in
quiescenza della Banca Popolare di Ancona, tenutasi a
Jesi presso il Centro Direzionale Esagono della banca
stessa. Oltre centoventi i soci
presenti.
Nelle foto: 1, il dr. Luciano
Goffi, direttore generale della
Banca Popolare di Ancona;
2, la dr.ssa Daniela Marotti,
presidente gruppo anziani; 3,
una panoramica della sala.
2
3
IDEAL STANDARD
A conclusione dell’anno
2009, nel corso dell’assemblea del Gruppo Anla “Ideal
Standard” stabilimento di Orcenico di Zoppola (Pn), alla
presenza del direttore di stabilimento, ing. Maffinelli, e del
presidente dei Seniores dell’azienda stessa, Renato Petrucco, dopo le relazioni ufficiali sono stati premiati per il
raggiungimento dei 25 anni
di fedeltà aziendale, divenuti ora soci Anla, i seguenti lavoratori: Luigi Fontanel, Alessandro Pighin, Giuseppe Portello, Massimo Barbisin, Gianfranco Chiarotto, Luca Bardoni, Ivan Mariotto, Mauro Modolo, Narciso Fabbro, Maria Teresa Biancolin,
Gianni Bertoli, Giancarlo Felletti, Laura Morassut, Giuseppe
Polo, Franco Sartori, Mario Varuzza, Agostino Viol, Nadia
Ornella, Vanni Odorico, Alessandro Moretto, Linda Giacomazzi, Massimo Barel, Roberto Anese.
Nelle foto: 1, un premiato con il direttore di stabilimento, Maffinelli, e il presidente del sodalizio, Petrucco; 2, una panoramica della sala.
2
1
32
Anla Notizie:Layout 1 31/05/10 11:54 Pagina 33
ANLA NOTIZIE
ANLA
PORDENONE
Il Comitato Provinciale di Pordenone ha ripreso le attività
intensificando il tesseramento
per il 2010. E con la prima
gita in programma in occasione della “Festa della
Donna”.
E’ stata una gita con mete Follina e la sua abbazia; a Possagno, la patria di Canova,
con una tappa alla casa natale dell’artista; al museo ed
al tempio (vedi foto con il
gruppo dei partecipanti), e
per ultima Bassano del
Grappa.
POZZI-GINORI
I soci del gruppo aziendale
seniores della Pozzi-Ginori di
Fiume Veneto hanno trascorso
una giornata alla scoperta di
Trieste. La mattinata è stata
dedicata a visite ad edifici di
culto di diverse religioni, essendo stata Trieste crocevia
di popoli e razze (cattedrale
di San Giusto, chiesa GrecoOrtodossa di S. Nicolò dei
Greci, chiesa Serbo-Ortodossa di San Spiridione, Tempio Israelitico: poi passeggiata nella “città vecchia” e
sosta ai resti del Teatro Romano, piazza Unità d’Italia,
Teatro Giuseppe Verdi e caffé
storici). Nel pomeriggio,
omaggio alla Risiera di San
Sabba (v. foto accanto), monumento nazionale: da edificio per la pilatura del riso, divenne durante il periodo
dell’occupazione tedesca
prima un luogo di smistamento verso i campi di concentramento e poi campo di
sterminio dotato di forno crematorio, unico in Italia. La
giornata si è conclusa con la
visita al Castello di Duino, dimora signorile a picco sul
mare, circondata da alberi secolari, abitata dai Principi
della Torre e Tasso.
RINNOVO CARICHE E ORGANIZZAZIONE
GRUPPI
ASSOCIAZIONE
SENIORES GRUPPO
FINMECCANICA
SENIORES ALENIA
AERMACCHI
VENEGONO SUPERIORE
(Va)
Presidente Tiziano Siccardi;
Vicepresidente Flavia
Nerboni;
Segretario/Tesoriere Ettore
Monti.
ABB SACE
FROSINONE
33
Presidente Anna Patrizia
Grossi; Segretario Giuliana
Marini.
ASSOCIAZIONE
TRUCIOLI D’ORO
FANTONI
OSOPPO (Ud)
Presidente Alberta
Covasso; Vicepresidente
Antonio Bizzarini;
Segretaria/Tesoriere
Giuseppina Dorigo.
GRUPPO LAVORATORI
ANZIANI AMAP
PALERMO
Presidente Giuseppe
Guaresi; Vicepresidente
Andrea Facella; Segretario
Salvatore La Rosa.
VARIAZIONI
Il Gruppo Seniores
Telecom Italia
Lombardia ha trasferito
la propria sede: c/o
Telecom, Via P. Crespi 1
(Milano Turro), 20127
Milano. Tel: 02-6213683;
fax: 02-6213063.
Anla Notizie:Layout 1 31/05/10 11:54 Pagina 34
LETTERE, STORIA, ARTE, E VIA VIA
SAVIO MARCELLO
Il Gruppo Anziani del Lavoro
“Savio Marcello” della Savio
Macchine Tessili SpA di Pordenone ha svolto recentemente
alcune attività molto interessanti tra cui:
• Il gruppo composto da 100
partecipanti tra soci e familiari,
accompagnato dal suo presidente Luigi Tomaello e dai consiglieri, ha visitato la città di
Brescia con tappe al Foro Romano, la Rotonda (o Duomo
vecchio), il famoso Broletto (Palazzo comunale di epoca medioevale), Piazza della Loggia.
E così di seguito.
Paolo Bassano ci invia la
silloge: “Nel tiepido sole di
aprile” che riunisce alcune liriche dedicate al 25 aprile e
di recente consegnata al presidente Giorgio Napoletano.
Ci invia inoltre il testo di un
racconto, bello e toccante,
dedicato a una pagina, sconosciuta, della Resistenza italiana.
Delle poesie che ci ha inviato
– per le solite ragioni di spazio – ne pubblichiamo almeno una, intitolata:
Nella foto 1, il gruppo davanti
al Duomo nuovo di Brescia.
“25 aprile
(Nel suono di campane)”
Ricordo quello scampanio festoso:/ come un garrito vibrava nell’aria/ profumata
dalla primavera./ Dal colle
s’apriva a tratti,/ ora scivolando giù nella valle/ ed oltre
a seminarsi nel piano,/ ora
salendo nel silenzio dei boschi/ a far eco lontana nei
monti./ Le campane si erano
slegate/ con la voce del sabato santo./ Erano state meste
per tanto:/ negli anni di
guerra/ solo a martello avevano sonato,/ scandendo i rintocchi della tragedia./ Ma fremevano i bronzi quel giorno/
come cuori generosi/ impazienti d’annunciare la gioia,/
insieme al tricolore/ finalmente
libero nel vento/ sull’antica
torre./ Corse mia madre,/ mi
strinse al suo petto;/ e lagrime
brillarono nel sole/ come fresche gemme di rugiada/ in
quel mattino di primavera./
Con lo sguardo di bimbo, fissando il suo rorido volto,/ mi
chiedevo il perché di quel
pianto./ Era la gioia, quella
grande/ che il cuore non sa
trattenere:/ l’incontenibile
gioia che sgorga/ per la risorta speranza.
1
2
• Su invito del presidente del
Consorzio di Bonifica CellinaMeduna, Pippo Americo, il
Gruppo Anziani del lavoro Savio ha organizzato una visita
al cantiere della Diga di Ravedis (Pn).
Un sito interessante che ha permesso in oltre vent’anni di la-
voro la costruzione di una diga
(Ravedis), che tra poco sarà
funzionante e permetterà di trattenere le acque del Cellina e riversarle sulla pianura a seconda delle necessità, evitando
pericolose piene ed alluvioni.
Il gruppo era accompagnato
dal presidente Luigi Tomaello
assieme a tutti i consiglieri ed
amici collaboratori. A guidare
la visita il presidente del Consorzio, Pippo Americo, e il direttore dei lavori della Diga di
Ravedis, ing. Milan.
Al termine della visita, il presidente del sodalizio Savio ha
ringraziato il presidente del
34
Consorzio, al quale ha consegnato alcuni ricordi della giornata. Il presidente Americo dal
canto suo ha fatto dono a tutti
i partecipanti (v. foto 2) di un
libro sulle antiche centrali idroelettriche della provincia e sui
lavori di ammodernamento e
di bonifica effettuati.
Anla Notizie:Layout 1 31/05/10 11:56 Pagina 35
1
ANLA NOTIZIE
ALAS SARPOM
Un gruppo di soci dell’Associazione Lavoratori Anziani
Sarpom (Alas), si è recato in
visita all’Acquario e alla città
di Genova.
Nelle foto: 1, 2 e 3, i nostri
soci davanti al Municipio,
alla Chiesa di S. Matteo e
in Piazza De Ferrari.
2
3
ANLA TOSCANA
Accompagnati da padre Eliseo Maria Grassi un gruppo
di soci ha effettuato un pellegrinaggio al monte più caro
a San Francesco: La Verna.
La giornata si è conclusa al
ritorno con una visita fuori
programma a Santa Maria
del Sasso, artistica e storica
basilica dove è stato possibile
ammirare opere d’arte del
Quattrocento (v. foto sotto).
35
Anla Notizie:Layout 1 07/06/10 16:03 Pagina 36
1
ANLA NOTIZIE
2
ASSOCIAZIONE SENIORES
GRUPPO FINMECCANICA
SENIORES SELEX-SI/MBDA FUSARO
Il Gruppo Seniores Selex-Si/Mbda Fusaro
ha organizzato un pellegrinaggio a Roma
con udienza dal papa Benedetto XVI nella
Sala Nervi. La giornata è continuata con una
visita e una messa al Santuario della Madonna del Divino Amore e ad un agriturismo
(v. foto 1 e 2).
G.L.A.C.OV.
– CARTIERA
OVARO
Il Gruppo lavoratori anziani
Cartiera Ovaro (Ud) ha tenuto l’assemblea e il pranzo
sociale.
Nella foto a sin., i partecipanti.
ANLA TRIESTE
Escursione alll’isola Maggiore
dell’arcipelago di Brioni
(Croazia). Isola popolata già
nel neolitico, poi dagli Illiri e
dai Romani che hanno lasciato tracce significative con
una sontuosa villa di epoca
imperiale, per proseguire con
i Veneziani e l’Impero austriaco fino al 1918. L’escursione è continuata in terra
ferma a Dignano, paese tipico dell’Istria, con una rilevante comunità di italiani.
Nella foto, a des., il gruppo
dei soci e familiari sull’imbarcadero dell’isola di Brioni.
36
Made in Italy 37:Layout 1 31/05/10 14:51 Pagina 37
L’ITALIA
L’ITALIA CHE
CHE LAVORA
LAVORA
di Nora Villa
MADE
MADE IN
IN ITALY
ITALY
IL GUARDAROBA DI UNA SIGNORA
Si intende torinese. In una mostra che rievoca gli anni Venti
Q
uando Torino, prima di
Milano, era
la Capitale
della Moda
italiana. Ovvero tra fine
Ottocento e gli anni Trenta
del Novecento, con un culmine creativo e di prestigio
nei primi decenni del secolo, celebrato nella grande
Esposizione Internazionale
ospitata dal capoluogo sabaudo nel 1911.
Quel magico momento
viene rivissuto al Filatoio di Caraglio
(Cuneo), sede quanto mai appropriata
della mostra “Moda negli anni Venti.
Il guardaroba di una signora torinese”. Sede appropriata perché qui nascevano nel Settecento le più belle
sete del Piemonte con un processo di
lavorazione che è stato integralmente
ricostruito e proposto al pubblico; appropriata poi perché quello del tessuto e della moda è un filone che la sede
espositiva del Filatoio indaga a cadenza regolare e che ha già offerto
appuntamenti di grande qualità.
Al centro di questa nuova esposizione (fino al 19 settembre), curata da
Anna Bondi, è il Guardaroba della
Signora, come potrebbe
recitare il titolo di un articolo di una rivista di moda del tempo. La Signora,
in questo caso, è una donna reale, della borghesia
finanziaria torinese, signora à la page, attentissima alle proposte della
città di riferimento universale della moda, Parigi, ma tutt’altro che
insensibile a quanto di
nuovo propone Torino.
È raro poter disporre ed
esporre nella sua comple-
tezza un guardaroba
personale d’epoca. Soprattutto quando si tratta di un guardaroba
“perfetto”, completo di
“tutto ciò che si deve”
per ogni occasione e
momento della giornata: l’abito da giorno, da
sera, da ballo, la biancheria, con i relativi
complementi, dalla borsetta agli abiti dei bambini,
anch’essi
coordinati con quelli
della mamma. Naturalmente si tratta
di un guardaroba di classe: raffinato,
di un lusso discreto e aggiornatissimo. Gli accessori, spesso acquistati
a Parigi, come d’uso all’epoca,
completano i capi realizzati presso
alcune di quelle rinomate sartorie
torinesi il cui prestigio è indiscusso.
Ciò è stato reso possibile dalla riunione dei capi oggi conservati in parte
presso la Galleria del Costume di Palazzo Pitti a Firenze e in parte presso
la Raccolta di Abiti dell’Istituto Statale d’Arte “Passoni” di Torino (unico
in Italia a livello di istituzione scolastica), a cui si sono aggiunti pezzi di
proprietà familiare.
Abiti, biancheria e accessori documentano il gusto
dominante tra gli anni Venti e Trenta e permettono di
ripercorrere le variazioni
della nuova moda e di una
nuova immagine femminile: gonne che si accorciano, linee più semplici e
nette, progressivamente
più aderenti e nuove forme
di accessori che si accompagnano, secondo un ideale di giovinezza e
dinamismo, a proposte di
fogge, materiali, decora37
zioni e colori collegati alle
suggestioni
dell’Art
Déco e delle avanguardie
artistiche, seguendo e interpretando i
dettami della moda parigina, dominante a livello internazionale.
A diffondere la moda, le riviste specializzate. Al Filatoio saranno esposte
insieme a figurini e immagini fotografiche. Il tutto per raccontare la moda e Torino, una città in cui la
vocazione alla modernità si va costruendo in diversi campi, dall’industria alla vita culturale e artistica, e
dove la produzione di moda ha un
ruolo di leader.
Considerata la “capitale della moda” in Italia, dopo la consacrazione
all’Esposizione del 1911, Torino resta infatti ancora negli anni Venti la
sede di una produzione che dalla fine dell’Ottocento è, a vari livelli,
una delle componenti più rilevanti e
ancora poco studiate nel panorama
del mondo del lavoro e della realtà
economica e commerciale della città. Grazie ai rapporti privilegiati con
Parigi, alla trasmissione tempestiva
delle novità, con l’acquisizione diretta di modelli e tessuti, e a una altissima qualità di mestiere, la moda
torinese ha ormai da tempo una
clientela diffusa in tutta Italia: una
grande tradizione che porterà a fissare a Torino nel 1935 la sede dell’Ente Nazionale della Moda.
Prenotazioni: Associazione Culturale
Marcovaldo, tel. 0171-618260,
e-mail [email protected] Ufficio Stampa: Studio Esseci - Sergio
Campagnolo, Padova, tel. 049663499, e-mail [email protected],
www.studioesseci.ner.
n
ventidalmondoviaggi 38-39:Layout 2 31/05/10 12:04 Pagina 38
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proseguono nella piana di Ebla. Si perdono fra le colonne di Apamea ed i torrioni del Crac dei Cavalieri. Le ritroviamo ad Hama e proseguono sino alle delizie di Palmira, sostano a Bosra tra le gradinate nere del teatro romano per
terminare a Damasco, città che non ha rivali se non in paradiso. Saremo quindi nel Regno Hashemita di Giordania,
un ponte gettato tra il mare e il deserto. La Valle del Giordano, i solitari canyon desertici, i castelli del Deserto; il
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mozzafiato di Torres del Paine
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Soci ANLA* - € 3.820,00
Tasse aeroportuali intern. (al 20/01/2010) € 310,00 (*) Hotel 4 stelle - Pensione completa – Accompagnatore dall’Italia
ventidalmondoviaggi 38-39:Layout 2 07/06/10 16:08 Pagina 39
TURCHIA:
I TESORI
DELL’ANATOLIA
9 giorni
da Roma/Milano/Venezia:
5 novembre 2010
Istanbul, una città carica di storia
e brulicante di vita, cerniera tra
Oriente e Occidente; Ankara,
capitale politica del Paese; Cappadocia, dove la natura e gli uomini di
fede hanno creato un paesaggio
unico al mondo; Konya, una delle
prime sette città nate dopo il Diluvio Universale; Pammukkale famosa per le sorgenti termali che si
riversano in bianche gradinate di
stalattite calcarea; Efeso, straordinario centro commerciale dell’antichità; Smirne (Izmir), testimone della storia dai tempi di
Omero fino ai giorni nostri
Quota di partecipazione da
Roma/Venezia € 870,00
– da Milano € 920,00
soci ANLA*:
Roma/Venezia € 850,00
– da Milano € 900,00
Tasse aeroportuali
(al 20/04/2010) € 105,00
Hotel 4 stelle – Pensione completa - Accompagnatore dall’Italia
PARIGI, NORMANDIA, BRETAGNA E LOIRA
Partenza: 5 settembre 2010 - 9 giorni
Normandia: lunghe spiagge e porticioli lungo tutta la costa, luoghi di storia resi
famosi da Mont Saint-Michel il più bel gioiello della regione, le spiagge dello
sbarco dove cambiò la storia del mondo - Bretagna, luogo incantato dalle antiche leggende celtiche, il ricco patrimonio storico ed architettonico, regione di
marinai e di leggende, lunghe spiagge e graziosi porticcioli dalle case di granito
- Loira, visiteremo i Castelli di Amboise e Chenonceau... e infine Parigi
Quota di partecipazione da Roma/Milano – 30 partecipanti
- € 1.340,00Soci ANLA* € 1.300,00
Tasse aeroportuali (al 5 marzo 2010) - € 110,00
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un viaggio lungo… un sogno
Partenza 24 settembre 2010 – 18 giorni
New York - Washington - Los Angeles - Salt Lake City - Bryce Canyon Park;
Lake Powell; la Riserva Indiana Navajo nella Monument Valley, il set naturale
più usato al mondo... (Ombre Rosse); Kayenta e il Grand Canyon; Las Vegas e
la vita notturna; la Death Valley (la Valle della Morte con lo Zabriskie Point
con le epiche musiche dei Pink Floyd); Yosemite Valley in Sierra Nevada e...
infine San Francisco (la città ribelle nata durante la corsa all’oro, patria dei
Figli dei Fiori e del Movimento degli studenti di Barkeley)
Quote di partecipazione da Roma/Milano – 25 partecipanti - € 4.950,00***
Soci ANLA* € 4.890,00
Tasse aeroportuali e di sicurezza (al 15/01/2010) € 350,00
Hotel 4 stelle - Mezza pensione (colazione americana e cena)
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19 GIORNI CON “COSTA DELIZIOSA”
esperienza di puro piacere, tutta un’altra storia
Partenza: da Roma e Milano 3 aprile 2011
’itinerario: volo da Roma e Milano per Dubai – DUBAI, icona della modernità e del lusso (Emirati Arabi Uniti) –
AL FAJAIRAH, (Emirati Arabi Uniti) in jeep nella parte più affasinante e selvaggia della penisola arabica –
MUSCAT (Oman) di origine medievale, con il pittoresco souk di Mutrah e la settecentesca loggia dei Mercanti –
SALALAH (Oman) traboccante di bellezze naturali durante la stagione del monsone (primavera/estate) che che la
trasforma in un giardino lussureggiante di ruscelli e cascate – ADEN (Yemen) giardino dell’Eden durante il Regno di
Saba – SAFAGA (Egitto), per una esclusiva visita a Luxor – AQABA (Giordania) e Petra, patrimonio del mondo –
SHARM EL SHEIK (Egitto), Monastero di S. Caterina o per l’esplorazione in sottomarino della barriera corallina –
l’esperienza unica durante il passaggio nel CANALE DI SUEZ – ALESSANDRIA (Egitto) punto di partenza per
indagare i misteri dell’arte Egizia, per El Alamein teatro, nel ‘42, di una delle più cruente battaglie del 2^ guerra
mondiale, o per Il Cairo per esplorare il Museo Egizio e le misteriose Piramidi – quindi in navigazione per rientro in
Italia con discesa a CIVITAVECCHIA e SAVONA
L
* AGEVOLAZIONI
PER
RISERVATE AI
INFORMAZIONI RIVOLGERSI ALLA
SOCI ANLA,
FAMILIARI E AGGREGATI
SEGRETERIA GENERALE ANLA
TEL.
06.86321128
INTERVISTA 40-41:Layout 1 31/05/10 12:14 Pagina 40
di Marco Delpino
STORIE
L’INTERVISTA
D
i ascendenza ebraica e
di cultura yiddish,
Moni Ovadia è nato a
Plovdiv, in Bulgaria,
nel 1946, ma si trasferì subito a Milano.
Laureatosi in Scienze Politiche,
esordì nel teatro mettendo in evidenza le sue capacità di attore e di
cantante. Contemporaneamente si
impose anche come scrittore e autore di testi da lui prodotti e messi in
scena.
Nell’estate dello scorso anno ha
conseguito il Premio Internazionale
“Golfo del Tigullio” a Santa Margherita Ligure alla “Tigulliana”.
Nei suoi spettacoli, e in occasione
dei suoi interventi, lei parla spesso
della speranza e critica il modo di
vivere il mondo oggi. Perché?
Perché si vive sempre nell’inconscia
frenesia di arrivare alla fine del mese. Come possiamo avere speranza,
se non abbiamo il nostro “tempo libero” che ci è stato sottratto perché
ci raccontano che “life is now”, cioè
la vita è adesso?
È anche un fortunato slogan pubblicitario. Perché contestarlo?
Ma come possiamo pensare che la
vita sia solo un eterno oggi? Perché
non possiamo sperare che possa essere anche domani? Non c’è più relazione con la nostra ricchezza
esistenziale…
Ci spieghi meglio il concetto…
Io faccio un mestiere, quello del teatro, che ho conquistato in trentacinque anni di lavoro. Ho iniziato a 17
anni e ho smesso di chiedere prestiti
a 48. Ho fatto di tutto nella vita, ma
ho conquistato, volta per volta, il
tempo per cercare me stesso, avendo una missione davanti. Sono stato
fortunato ad avere una vita ricca,
perché mi sono stati trasmessi dei
valori, e mi è stato spiegato che la
formazione di una cultura richiede
sempre pazienza.
Dunque?
Ecco. A volte vengono da me perso-
MONI OVADIA
Attore, cantante e filosofo.
Come riaccendere una speranza per il futuro dell’uomo
ne che mi chiedono: vorrei studiare
la “Cabala” (che è la parte esoterica
della mistica ebraica). Io chiedo: conosce l’ebraico? No. Conosce l’aramaico? No. Allora dico: facciamo
una cosa molto semplice, torni tra
quarant’anni. Perché per studiare la
“Cabala” occorre avere strumenti
poderosi di ermeneutica. E siccome
Dio, per creare il mondo, ha usato
anche il linguaggio, e il linguaggio
contiene tutto, scienza compresa, tu
devi avere una certa padronanza. E
io che ho 64 anni e ho studiato per
almeno venti con un grande Maestro
di ebraismo, non ho neppure aperto
la prima pagina dello Zohar della
“Cabala”.
Se uno andasse da Einstein e dicesse: senta, professore, vorrei occu40
parmi di fisica quantistica o di relatività, lo scienziato chiederebbe: lei
conosce la matematica?
Questi esempi rivelano il senso di
rapina con cui stiamo trattando il
nostro tempo.
È così tragica la realtà oggi?
Vede, è come se fosse stato commesso un delitto e nessuno ne avesse reclamato il cadavere. È già stata
uccisa la realtà, ma questo crimine
sarà completato quando verrà raggiunta un’azione ancor più nefasta:
l’uccisione dell’interiorità, che è la
capacità di stabilire relazioni con il
mondo esterno attraverso la nostra
ricchezza interiore.
Ci faccia un esempio concreto.
Intanto, per formare un’interiorità,
bisogna riempirla: saper stare con il
INTERVISTA 40-41:Layout 1 31/05/10 12:14 Pagina 41
Un momento della consegna a Moni Ovadia
(con don Andrea Gallo) del Premio Internazionale “Golfo del Tigullio” alla “Tigulliana”
di S. Margherita Ligure
proprio pensiero, le proprie emozioni, i propri sentimenti.
Una volta, per fare queste cose,
c’era la festa. Ma oggi la festa si celebra allo shopping center. E questa
è forse la felicità? Lo shabbat non è
“riposo”, ma interruzione. Lo shabbat è quel momento di creazione interiore che permette all’essere
umano di riconoscersi fuori dai
meccanismi di produzione e consumo. E se non abbiamo “interiorità”,
non possiamo neppure avere speranza, che è un’acquisizione di ricchezze nei confronti di te stesso e nei
rapporti con i tuoi affetti prossimi,
come la famiglia, gli amici, la città,
i tuoi simili e, via via, gli esseri
umani.
Allora la nostra società è destinata a perdere la speranza?
Forse. Del resto, cos’è la speranza
se non la costruzione di una relazione di giustizia e di amore nei confronti degli altri?
Noi abbiamo interrotto ogni rapporto di “prossimità” per sostituirlo con
quello di “rapina”. Anche verso i
nostri amici animali. Infatti, abbiamo dichiarato una guerra di sterminio alla natura, perché siamo capaci
solo di ingozzarci, mentre la nostra
relazione con il cibo dovrebbe essere intesa come un miracolo, non come una gozzoviglia.
Lei sostiene anche che stiamo devastando il pianeta con la scusa di
creare sviluppo…
Come possiamo creare speranza
partendo dalla distruzione della natura o condannando a morte per fame milioni di uomini per dar spazio
all’avidità di pochi?
Gandhi ha detto che questo pianeta
ha quanto basta per i bisogni di tutti,
ma non abbastanza per l’avidità di
pochi.
Io, essere umano, sono stato messo
su questo mondo per celebrare, per
vivere, per creare vita, risonanza,
fratellanza e amore.
Ma come possiamo riaccendere il
cammino della speranza?
Ripensando, ad esempio, alla grande speranza che vissero coloro che,
dopo la seconda guerra mondiale,
hanno scritto la Dichiarazione dei
diritti dell’uomo, il cui primo articolo sancisce che tutti nasciamo liberi ed eguali.
Dopo oltre sessant’anni da questa
Dichiarazione, siamo invece solo
capaci di restare incollati, ore e ore
davanti a trasmissioni televisive che
uccidono la speranza.
Quale segnale per il nostro futuro?
La prima speranza di un’umanità redenta l’accese il patriarca Abramo
quando ruppe gli idoli di suo padre,
facendo esplodere il senso dell’idolatria. Con quel gesto, mise le basi
dell’uguaglianza della dignità dell’uomo.
Poi la speranza la riaccese millecinquecento anni dopo un giovane
ebreo che predicava in Galilea
un’idea mille e mille volte disattesa:
“Beati gli ultimi perché saranno i
primi”. Ma, mi permetto un’ermeneutica terrena, Gesù intendeva dire
qua, non nell’aldilà. Sai ai romani
cosa gliene fregava dell’aldilà…
Lei parla di falsa coscienza dell’Occidente…
Certo: siamo specialisti a mandare
“sms” per i terremotati di Haiti, ma
solo perché c’è spettacolo. Ascoltiamo ore ed ore di trasmissioni in cui
41
si farnetica che dimezzeremo gli affamati entro il 2015, mentre in realtà
stanno aumentando.
Nel famoso (e sconvolgente) discorso sulla montagna, Gesù parla delle
beatitudini e dei “beati” (che in aramaico sono quelli che sono “in cammino”). Essere beati, quindi, non è
vivere uno stato di gioiosa contemplazione, ma “rimboccarsi” le maniche per portare su questa terra la
giustizia.
Allora, con la nostra civiltà, stiamo regredendo?
Questa civiltà, che in passato ha dato cose straordinarie, come il diritto
e la filosofia, ci sta coinvolgendo in
un meccanismo economico di accumulazione neppure più fondato
sull’economia reale, ma sui cosiddetti “derivati”. Un meccanismo
pazzesco e perverso.
Che fare per riaccendere una
fiammella di ottimismo?
Ripensare al senso della nostra esistenza e liberare la nostra anima dalle cianfrusaglie. Ma non sarà facile
cambiare, perché con la speranza
non si fanno i quattrini. Al massimo,
si può sperare che si rialzino le quotazioni in Borsa. Un po’ poco per il
nostro futuro.
Ma forse possiamo ancora rimediare.
Il tempo delle sconfitte potrebbe volgere al termine, perché la posta in
gioco è decisamente troppo alta. n
Personaggi del passato 42-43:Layout 1 31/05/10 12:18 Pagina 42
di Martine O. Belhadi
STORIE
PERSONAGGI
Siamo soliti dedicare
queste pagine a dei
personaggi del passato.
Alcuni amici lettori
ci hanno chiesto tuttavia
di parlare di due
personaggi – in assoluto
meritevoli – del nostro
tempo.
Qui li accontentiamo
DON VERZE’ E VERONESI
• Ambedue convinti che la vita possa arrivare a 120 anni
• Quanto all’immortalità è il DNA a garantirla
U
no è un prete che definisce Dio come il suo
socio di maggioranza,
l’altro uno scienziato,
laico in assoluto, che
vede l’immortalità nel DNA che trasmettiamo ai nostri figli e nipoti. Ambedue profondamente convinti che
siamo programmati per vivere fino a
120 anni, e persino oltre, tutto dipende dal tipo di vita che conduciamo e
dai progressi della scienza medica.
Parliamo di don Luigi Maria Verzè,
che ha compiuto da poco 94 anni, e
di Umberto Veronesi che di anni ne
ha “solo” 84 portati in maniera gagliarda. L’immortalità fisica – quella
spirituale a parte - è un sogno antico
quanto il mondo. Ebbene sia don Verzè che Veronesi sono profondamente
convinti che i confini della nostra esistenza terrena possono essere spostati
molto più avanti nel tempo. Si deve a
don Verzè quel centro straordinario di
cura e di ricerca che è il San Raffaele
di Milano, oggi diffuso un po’ ovunque nel mondo.
E fra poco a Lavagno (Verona) il San
Raffaele Quo Vadis, per prendersi cura di chi è sano, ed evitare che si ammali, un centro di cui è stata appena
posta la prima pietra. Come sostiene
il nostro sacerdote: «Il traguardo dei
120 anni non è una illusione, perché
lo si trova, di già, nel nostro DNA»,
riferendosi fra l’altro ad una scoperta
42
recente, dovuta a Pier Giuseppe Pellicci che dirige il settore di Oncologia
Sperimentale dell’Istituto Europeo di
Oncologia (IEO) a Milano, diretto da
Umberto Veronesi. 120 anni di vita
già previsti dal Codice Genetico
Umano. Il problema è solo che “le
malattie impediscono attualmente di
arrivarci”. E allora? Ebbene il San
Raffaele Quo Vadis intende diventare
“una palestra per tutte le componenti
del corpo, integrando al meglio le
analisi genomico-molecolari, la medicina preventiva, i costumi alimentari, la promozione dello sviluppo
organico, fisiologico e cerebrale, oltre
allo sport”.
Pier Giuseppe Pellicci ha individuato
Personaggi del passato 42-43:Layout 1 31/05/10 12:18 Pagina 43
Sotto, don Luigi Maria Verzè.
In basso, l’ingresso del futuro ospedale
S. Raffaele Quo Vadis. In apertura,
il prof. Umberto Veronesi
nel gene P66, quello che segna il traguardo della vita a 120 anni, e non
più, genericamente parlando, a 80-85.
Dedica adesso le sue ricerche ai “maledetti killer” che, presentandosi sulla
nostra strada, limitano il decorso
dell’esistenza umana. In termini ancora più chiari: «Siamo concentrati a
individuare i geni dell’elisir di lunga
vita, che sono poi gli stessi che alterandosi provocano le malattie». E ancora: «Uno dei killer più feroci è il
sovrappeso, poiché il tessuto adiposo
favorisce la produzione di ormoni
colpevoli di infiammazioni come della crescita abnorme di cellule maligne, quelle cancerogene in special
modo». Tornando a don Verzè è un
sacerdote che, come confessa, ha costumanza coi Santi e un lettore assiduo della Bibbia che di solito
interpreta alla lettera, ricordando per
esempio il caso di Abramo che, come
è detto nella Genesi, visse 175 anni.
La doppia elica del DNA la metterà
al centro della nuova basilica del San
Raffaele Quo Vadis, vedendo in essa
l’intervento diretto di Dio a favore
degli uomini. Umberto Veronesi, da
laico, nel suo ultimo libro intitolato:
“Il diritto di morire”, afferma che il
DNA «riproducendosi in ciascun uomo è l’elemento che propaga incessantemente la vita». E come
aggiunge: «Potremmo quasi dire che
la trasmissione del nostro DNA alle
generazioni successive potrebbe essere letta come la versione moderna
dell’immortalità, in quanto il DNA è
in effetti immortale. Inoltre, trasferendosi da un corpo all’altro riassume in
sé anche il concetto di reincarnazione». Come ha scritto Spinosa nell’Etica: “Sappiamo e sentiamo di
essere eterni”. Veronesi a questo concetto offre adesso una base scientifica, affermando che figli e nipoti sono
il nostro passaporto per l’immortalità.
Molto diversi Verzè e Veronesi per la
vita che conducono. Verzè, pure osservando le buone regole della dieta,
è un buongustaio e un intenditore di
vini. Fa colazione con una tazza di tè
e con molto miele. Pranza con pasta
o risotto, talvolta con carne. Non fa
merenda, e alla sera si nutre con una
minestra, e comunque con cibi legge-
43
ri. Immancabile un bicchiere di buon
vino. Veronesi è vegetariano, e un sostenitore della cucina naturale. Mangia pochissimo, e in genere una volta
al giorno. Comincia al mattino con
una spremuta o con un caffè, niente a
pranzo, uno yogurt per merenda, e alla sera pasta o riso, in alternativa formaggio o uova, verdure cucinate in
ogni modo possibile, e frutta. L’uno e
l’altro gli anni li portano spavaldamente, e come aggiungono: «l’importante è far lavorare di continuo il
cervello, leggere, studiare, appassionarsi alle cose che si fanno».
In passato erano tanti i modi coi quali
si cercava di superare l’angoscia del
chiudersi della vita individuale. Induisti e buddisti hanno risolto il problema parlando della trasmigrazione
in corpi diversi. Nell’Egitto dei faraoni l’immortalità veniva assicurata
mediante i riti funebri dedicati alla
dea Osiride. Contro la morte sono
sorti piramidi e templi. Il cristianesimo ci parla di un al di là riservato
all’anima. Adesso don Verzè e Veronesi, un credente e un laico, nelle istituzioni che hanno messo in piedi
percorrono ambedue le strade della
scienza. Auguriamoci che almeno il
traguardo dei 120 anni non sia troppo
n
lontano da raggiungere.
Italia x bene 44:Layout 1 31/05/10 12:20 Pagina 44
STORIE
ITALIA PER BENE
di Elena Grazini
RIPRODURRE AL MEGLIO
LE SCULTURE DEL PASSATO
E’ quanto fa un artigiano, discendente diretto di Vincenzo Gemito
N
apoletanità e classicità. Si potrebbe racchiudere in questo binomio l’attività artigianale che dal 1936 viene svolta nella
Fonderia Artistica Gemito. Un lavoro di
arte e passione. Un lavoro che unisce la
cultura napoletana e l’amore per il classico.
Quando si parla con Andrea Guerritore, che attualmente
dirige la fonderia insieme al padre Francesco, non è difficile immaginare la collina di Posillipo da cui si vede il
mare e dove si trova la bottega artistica Gemito che basa
la sua attività su Vincenzo Gemito, che tra il 1868 ed il
1925 fu uno dei maggiori scultori europei.
«Da quando ho 20 anni lavoro nella bottega artistica di
famiglia», spiega Andrea Guerritore, che oggi di anni
ne ha 40 e che è pronipote diretto di Gemito. «Mi piace
parlare di bottega artistica in senso positivo, proprio per
il richiamo alla tradizione a cui noi siamo molto legati.
Da noi si respira quell’aria di fatto a mano, quell’aria di
chi sapientemente maneggia i ferri del mestiere con
amore e pazienza».
La Fonderia Gemito (081-5756925, www.fonderiagemito.it), con i calchi originali del Maestro, esegue
riproduzioni delle sue sculture e di altri celebri scultori
con procedimenti artigianali di fusione, utilizzando le
tecniche di lavorazione proprie del Cellini.
«Il nostro lavoro ruota attorno a molte tecniche che si
apprendono sul campo. Io ad esempio sono esperto di
patinatura che crea un effetto particolare, risultato a sua
volta di combinazioni chimiche mai uguali a se stesse»,
racconta il nostro artigiano. «È un lavoro di équipe dove
ognuno ha il proprio ruolo».
Esperienza e precisione alla base di questa procedura di
lavoro denominata “fusione a cera persa”.
«Si riproducono prima le forme delle opere dal calco»,
afferma Andrea Guerritore. «Si riformano poi in cera e
le si racchiude nel luto, un tipo di gesso molto resistente.
Alla temperatura elevata del forno, poi, il gesso si riscalda mentre, sciogliendosi, la cera scompare. A questo
punto si mette, nella intercapedine così formata, del metallo bollente».
La clientela della Fonderia Gemito è formata perlopiù
da galleristi e da scultori e molte sono le partecipazioni
a manifestazioni ed eventi.
«Abbiamo partecipato a “Il Maggio dei Monumenti”
che punta a far conoscere la Napoli Antica», racconta il
nostro artigiano. In quell’occasione venne allestita presso la Ruota degli Esposti del Convento dell’Annunziata,
dove nel 1852 venne abbandonato, appena nato, Vincenzo Gemito, una mostra delle opere del Maestro, illustrate ai turisti dai bambini delle scuole elementari».
E’ un’attenzione verso le giovani generazioni, che è
molto spiccata nella famiglia Guerritore: «Da noi son
venuti molti studenti dell’Accademia delle Belle Arti
proprio per fare esperienza, cosa che oggi manca. È invece fondamentale imparare sul campo ed imparare sopratutto che è la qualità a fare la differenza nel nostro
mestiere».
44
Scienza e tecnica 45:Layout 1 31/05/10 12:22 Pagina 45
di Piero Capone
ATTUALITA’
SCIENZA E TECNICA
COME PARLAVANO I PRIMI UOMINI
Il ritrovamento di uno ioide a Castel di Guido ripropone il problema
U
n osso, un ossicino apparentemente insignificante, ma che non poteva sfuggire agli occhi attenti di alcuni paleoantropologi italiani: stiamo
parlando dello ioide, una struttura di fonazione
e deglutizione che si attacca alla laringe e che
gli esperti hanno stabilito appartenere ai resti fossili di Homo
erectus adulto (probabilmente uno degli ultimi rappresentanti
di questa specie in Europa), vissuto circa 400 mila anni fa nel
Medio Pleistocene. Il reperto, trovato in un deposito del Paleolitico inferiore a Castel di Guido nei pressi della Via Aurelia
(l’antica strada consolare romana), è ora conservato e studiato
da un gruppo di scienziati del Museo dell’Università di Chieti,
coordinati dal professor Luigi Capasso. E’ considerato di grande
importanza per dirimere un problema cruciale che da sempre
affascina gli antropologi: le origini del linguaggio umano, ossia
la possibilità di capire da quando alcuni suoni, inizialmente rudimentali, sono diventati parole fino a formare un linguaggio
più complesso e articolato. E’ la prima volta che viene trovato
uno ioide appartenente a Homo erectus, poiché le testimonianze
fossili di questo piccolo osso sono molto limitate. Infatti si contano soltanto altri due ritrovamenti: il primo, avvenuto a Dikika
in Etiopia, appartiene all’Australopithecus afarensis, l’altro,
trovato a Kebara, in Israele, è di un Neandertal (Homo neanderthalensis).
Lo ioide è un ossicino a forma di U che nell’uomo moderno si
unisce al tessuto molle e cartilagineo della laringe, ancorandosi
ai muscoli della gola che svolgono una funzione importante
nel linguaggio. Ogni volta che parliamo lo sottoponiamo all’azione biomeccanica che ne modifica la morfologia, ossia lo
modella e ne cambia la superficie. Ora la struttura del reperto
sarà esaminata alla luce del sincrotrone, che farà una sorta di
radiografia, permettendo di ottenere una ricostruzione tridimensionale molto dettagliata. Le analisi radiografiche effettuate finora sull’osso ioide hanno permesso di stabilire che l’Homo
erectus di Castel di Guido é diverso morfologicamente e strutturalmente sia dall’uomo di Neandertal, sia dall’uomo moderno;
mentre è più simile a quello dello scimpanzè e dell’Australopithecus afarensis rinvenuto a Kebara. Gli antropologi hanno da
tempo stabilito che non vi sono grandi differenze fra lo ioide
dei Neandertal e quello dell’uomo moderno; il che ha fatto pensare, insieme a testimonianze culturali e indizi paleoneurologici,
che i Neandertal fossero in grado di parlare. Alcuni paleantropologi, per esempio, fanno risalire la comparsa del linguaggio
articolato a circa 35 mila anni fa, in coincidenza con un “salto
evolutivo” che vedeva l’Uomo di Neanderthal seppellire i defunti omaggiandoli con i fiori; un salto evolutivo che, per i paleoneurologi, è probabilmente da mettere in relazione anche
con l’aumento delle dimensioni del cervello. Secondo alcuni
45
studi effettuati su calchi di endocranio (la parte interna del cranio) l’evoluzione biologica e neurologica della parola sarebbe
cominciata circa tre milioni di anni fa con gli ominidi africani
(Austrlopithecus africanus) per proseguire con l’Homo habilis,
il primo costruttore di utensili vissuto fra due milioni-un milione
e 700 mila anni fa, in cui sono ben visibili le aree cerebrali del
linguaggio, ossia i lobi frontale e temporo-parietale che nell’uomo moderno ospitano rispettivamente le aree di Broca e di
Wernicke: la prima è legata all’espressione del linguaggio, la
seconda a quello della comprensione. Se il cervello è la “centralina di comando” del linguaggio come di altre funzioni, la
laringe è il suo principale organo di fonazione, insieme con la
faringe, le labbra, la bocca e le corde vocali. E’ proprio la posizione della laringe, situata più in basso rispetto ad altri mammiferi, che ha permesso all’uomo di esprimere una più vasta
gamma di suoni.
Inoltre alcuni paleontologi ritengono che nei mammiferi, l’uomo
compreso, la forma della base cranica dipenda dalla posizione
della laringe. Nell’uomo moderno la base del cranio è arcuata,
mentre in altri mammiferi è piatta. Pertanto una base cranica
piatta potrebbe significare incapacità di parlare; viceversa una
forma con diversi gradi di curvatura indicherebbe altrettante inclinazioni variabili alla facoltà del linguaggio. Nei reperti fossili
dei nostri antenati quali gli australopiteci, si è visto che la loro
base cranica è piatta come quella delle scimmie antropomorfe.
Invece la base cranica dell’Homo erectus del lago Turkana (Africa
orientale), vissuto circa 1 milione e 600 mila anni fa, presenta un
grado di curvatura molto simile a quello di un bambino di sei
anni; il che farebbe pensare che l’Homo erectus potesse già esprimersi con una gamma di suoni, ma probabilmente non poteva
pronunciare una serie di vocali come “a”, “u”, “i”.
Insomma, il linguaggio dell’Homo erectus doveva essere elementare e composto di monosillabi e pochi fonemi: un’ipotesi
che potrebbe essere ulteriormente confermata dal ritrovamento
di altri ioidi appartenenti alla stessa specie.
n
Sport 46-47:Layout 1 31/05/10 12:24 Pagina 46
ATTUALITA’
SPORT
di Ettore Nuara
P
er chi si è tenuto in allenamento nei mesi invernali,
è opportuno anche in estate continuare a frequentare
una palestra, tra un bagno
di mare e una escursione in montagna.
Lo consigliano i medici cardiologi, i
clinici che curano i disturbi neurovegetativi, coloro che si occupano dei
problemi inerenti alla terza età. In palestra è più facile intraprendere una attività motoria amatoriale, ma questo è
possibile solo se in possesso di un certificato di idoneità all’attività non agonistica, rilasciato da uno specialista in
medicina dello sport con esami accurati sullo stato cardiologico del soggetto (elettrocardiogramma a riposo) oltre
ad analisi del sangue che accertino i
valori glicemici, di azotemia, di colesterolo ecc., in modo da evitare rischi
di patologie più o meno gravi.
Con una attività sportiva, due o tre volte a settimana, si arriva a migliorare
equilibrio, coordinazione e resistenza
alla fatica, rallentando o evitando così
l’osteoporosi, perdendo peso o stabilizzandolo, e infine rafforzando le capacità intellettive e di concentrazione.
Alla bisogna servono la cyclette e il tapis-roulant, iniziando sulla base dei
dieci o quindici minuti a passo lento,
per poi arrivare anche alla mezz’ora e
all’ora di attività a passo svelto, oltre
agli esercizi di allungamento alla sbarra e agli esercizi sul tappetino per rendere più sciolti e tonici gli addominali.
Si fa fatica all’inizio, questo è indubbio, e qualcuno dopo i primi tre mesi
di attività è indotto a rinunciare alla palestra; un rischio che viene evitato, se
a spronarvi, ad incoraggiarvi c’è accanto a voi un personal trainer, che oltre ad una competenza tecnica è in
possesso di una buona dose di doti
umane. Il trainer deve, in fin dei conti,
riuscire a stabilire un rapporto efficiente e nello stesso tempo fornire le giuste
motivazioni. Abbiano accennato alla
cyclette e al tapis-roulant. Ma vi è di
più, come afferma in una nota scritta
per il “Corriere della Sera” Claudio
Trachelio, l’ex azzurro di atletica leg-
PALESTRA E CORSA
UTILI ANCHE D’ESTATE
gera e docente di Teoria e metodologia
dell’allenamento all’Università Cattolica di Milano: «Evitare di alzare eccessivamente la frequenza cardiaca e
se avete problemi alle articolazioni di
caviglia e ginocchio, preferite la bike.
Non abbiate fretta di superare questa
fase, ma soprattutto non saltatela, perché il lavoro di adattamento cardiovascolare è necessario per non andare
incontro ad inconvenienti. Indispensabile anche lavorare sui muscoli per assumerne il controllo. Concentratevi su
addominali, glutei e soprattutto pavimento pelvico, spesso trascurato pur
46
essendo l’unico gruppo muscolare in
grado di stabilizzare la schiena. Meglio iniziare a lavorare con le macchine isocinetiche più sicure dei pesi
liberi, perché consentono di esercitare
una tensione e una velocità di esecuzione costanti. Infine non tralasciate
mai esercizi di stretching per quadricipiti e braccia, procedendo sempre
con gradualità e cautela».
Dall’attività in palestra a quella all’aria
aperta. Andiamo a correre. Chi va a
correre tre volte a settimana raggiunge
uno stato di benessere, che viene meno
se l’attività sportiva è sospesa. La corsa offre piacere e dipendenza. Riduce
la tensione nervosa e lo stress quotidiano. Ha effetti psicologici considerevoli e altrettanti dal punto di vista
clinico, come ad esempio la riduzione
della pressione arteriosa.
Dopo poche settimane di corsa, praticata con regolarità, la pressione si riduce di circa dieci millimetri di
mercurio. Sono le prime considerazioni tratte da uno studio del prof. Fabio
Sport 46-47:Layout 1 31/05/10 12:25 Pagina 47
Lodispoto, specialista in Medicina dello sport, il quale sostiene che per le
ipertensioni lievi (90-150) significa
evitare i farmaci e nel tempo le conseguenze negative su cuore e arterie. Anzi una disciplinata attività fisica
protegge il sistema cardiovascolare
dalla arteriosclerosi e dal precoce invecchiamento.
Chi percorre in una settimana meno di
15 km ottiene scarsi benefici. L’attività
è troppo blanda per preservare cuore e
arterie. Tra i 15 e i 30 km a settimana
si avvia nel sangue una piacevole rivoluzione: il colesterolo cattivo diminuisce a favore di quello buono, la
glicemia si riduce, la pressione del
sangue si abbassa e gli accumuli di
grasso nelle arterie coronariche si arrestano.
Riguardo poi alle donne che corrono
vi sono altri benefici: l’osteoporosi, la
malattia che rende le loro ossa deboli
e soggette a fratture, può essere prevenuta e combattuta in modo efficace
con la corsa. La resistenza delle ossa
delle donne che hanno sempre corso,
rispetto alle sedentarie, risulta maggiore del 40 per cento. Molto interessante
è lo studio fatto dalla Runner’s World,
che offre consigli a chi corre. Abbiamo
detto che la corsa giova al sistema cardiovascolare: tre o quattro volte a settimana sono sufficienti per mantenersi
in forma. E’ lo sport aerobico più accessibile. Dovunque viviate e vi troviate, vicino a voi ci sarà sempre un
luogo adatto a correre.
Non dovrete affaticarvi a cercare una
buona palestra, né portarvi dietro attrezzature ingombranti. La Runner’s World
dice anche che non costa nulla e si impara facilmente. Vi servono solo un
buon paio di scarpe, degli abiti adatti, e
non molto altro. Tutti sanno come si fa
a correre e se questo non bastasse le informazioni sulle tecniche di allenamento sono disponibili ovunque.
La corsa è il metodo migliore per combattere lo stress. Trenta minuti di corsa
al giorno possono fare miracoli per eliminare lo stress accumulato sul lavoro.
E ancora: è uno strumento validissimo
cusare un affaticamento fisico, per cui
il corpo ha bisogno di una carica speciale per superarlo. Lo si supera con
un integratore di vitamine e minerali.
Sono utili per un perfetto funzionamento del metabolismo a tutto vantaggio del benessere e per avere un
sistema immunitario efficiente. I più
indicati sono quelli che contengono
come vitamine le antiossidanti, quali
la C o la E, in quanto proteggono dai
danni alle cellule, e quelle del gruppo
per mantenere il controllo del
proprio peso. Poche attività
sono in grado di bruciare calorie in modo altrettanto efficiente. E’ una forma di
allenamento molto flessibile.
Ognuno può correre seguendo i propri ritmi, da solo o in
compagnia e a qualsiasi ora
del giorno. Fa star bene. Aspetto e stima di se stessi non possono che migliorare con un buon programma di
corsa. E’ uno sport adatto alla famiglia
e a ogni età. Ci sono programmi per
bambini, per adulti, per anziani (uomini e donne). Milioni di persone corrono ogni giorno per migliorare la salute,
il fitness e la qualità della vita. Può capitare, dopo ogni allenamento, di ac-
47
B che sono utili sul metabolismo energetico. Mentre fra i minerali non devono assolutamente mancare calcio,
magnesio e zinco che sono particolarmente necessari contro la stanchezza
e lo stress. In alternativa si possono
utilizzare diversi tipi di erbe dotate di
potere tonico e energizzante su tutto
l’organismo. Erbe come il ginseng,
n
l’eleuterococco, e la rodiola.
Sport Tucci 48:Layout 1 03/06/10 10:39 Pagina 48
ATTUALITA’
SPORT
di Riccardo Tucci jr
T
ris, tripletta, triplete,
trouble. Comunque la si
chiami, comunque la si
guardi è un’apoteosi.
La stagione calcistica
2009/2010 verrà sicuramente ricordata come quella del trionfo interista. Ciliegina sulla torta è stata la
Champions League conquistata 45
anni dopo l’ultima volta. Battuto il
Bayern Monaco, battuto Van Gaal,
battuti i campioni di Germania in
carica. E ancora prima aveva eliminato i campioni d’Inghilterra del
Chelsea e quelli di Spagna del Bar-
FINITO UN INTERESSANTE CAMPIONATO
TIFIAMO PER GLI AZZURRI
cellona. Un successo che restituisce
prestigio a tutto il calcio italiano e,
cosa ancora più importante, ci permette di mantenere in extremis il
quarto posto utile per l’accesso ai
preliminari di Champions League
anche per il prossimo anno.
La squadra nerazzurra le ha suonate
un po’ a tutti dunque, con un’orchestra di primordine in cui tutti hanno
dato il proprio contributo, ma soprattutto grazie a due solisti d’eccezione:
Josè Mourinho e Diego Milito. Il tecnico portoghese, spesso criticato per
il suo atteggiamento non proprio accomodante fuori dal campo, ha dimostrato di meritare in pieno il soprannome di “Special One”. Infatti
ha saputo dare alla squadra una grinta
e un’autorità che mai aveva mostrato
in Europa e ha arricchito il tutto con
delle intuizioni tattiche che hanno fatto la differenza. Come il ruolo di Pandev ed Eto’o, punte esterne pronte a
sacrificarsi in copertura modello Ajax
di Cruyff.
E l’anno prossimo “Mou” tenterà la
sfida più difficile della sua carriera:
riportare il Real Madrid sul gradino
più alto della Liga per coronare il
suo sogno di vincere il titolo nei
quattro Campionati più importanti
d’Europa.
Per quanto riguarda Milito invece
la domanda è una sola: com’è possibile che fino ad oggi nessun grande
club lo avesse notato. Per fortuna ci
ha pensato il presidente del Genoa
Preziosi che ha creduto in lui e lo
ha riportato in Italia dopo una stagione fallimentare al Saragozza culminata con la retrocessione. E l’argentino lo ha ripagato a suon di gol
portando i rossoblu in Europa e meritando il trasferimento in nerazzurro. Il resto è storia recente: suo il
gol che ha regalato lo scudetto all’Inter a Siena, suo il gol che ha costretto la Roma ad inchinarsi nella
finale di Coppa Italia, sua anche la
doppietta che ha steso il Bayern in
finale di Champions. Mai nessun
giocatore nell’Inter è stato decisivo
come lo è stato lui quest’anno, neanche Ibrahimovic.
A rovinare la passerella interista in
Campionato ci ha provato a lungo la
Roma che, dopo l’addio di Spalletti e
le voci insistenti di un cambio di proprietà, è stata protagonista di una rimonta straordinaria riuscendo addirittura ad arrivare in testa alla
classifica. Ma le speranze giallorosse
si sono poi infrante sulla Sampdoria,
48
capace di espugnare l’Olimpico a
quattro giornate dalla fine e di ridare,
di fatto, il primato all’Inter.
Grande stagione anche quella dei
blucerchiati, in grado di chiudere al
quarto posto dietro il Milan e di raggiungere così una storica qualificazione in Champions League dopo
un’estenuante testa a testa con il Palermo di Zamparini. Merito del genio di Cassano, dei gol di Pazzini,
ma soprattutto della bravura dell’allenatore Del Neri e del dg Marotta,
capaci di rendere la squadra competitiva nonostante gli scarsi mezzi
finanziari. E la loro abilità non è
passata inosservata perché l’anno
prossimo passeranno entrambi nelle
file della grande delusa di quest’anno: la Juventus.
La “vecchia signora” era partita in
pompa magna a luglio con l’annuncio dei due brasiliani Diego e Felipe
Melo e tutte le premesse per essere
assoluta protagonista nella lotta al
vertice. In realtà le ambizioni della
dirigenza si sono drasticamente ridotte dopo i problemi, soprattutto
difensivi, messi in luce dalla squadra. Un Cannavaro ormai avanti con
gli anni, un Diego sempre a disagio
e incapace d’incidere e i troppi in-
Sport Tucci 48:Layout 1 03/06/10 10:41 Pagina 49
A des., Pazzini e Cassano festeggiano
la grande stagione dei blucerchiati;
in basso, Totti e compagni protagonisti
di una rimonta straordinaria.
In apertura, il tecnico portoghese Josè
Mourinho e l’argentino Diego Milito
protagonisti del trionfo interista
fortuni eccellenti hanno impedito alla Juventus di trovare continuità.
Una situazione peggiorata ulteriormente da alcune decisioni errate della dirigenza che ha allontanato il tecnico Ferrara, quando la squadra era
di fatto al terzo posto, per poi affidare la panchina a Zaccheroni e precipitare giù fino al settimo posto.
Meglio dei bianconeri hanno fatto
il già citato Palermo, trainato da un
Miccoli strepitoso, miglior marcatore di sempre in maglia rosanero, e
il Napoli di De Laurentis tornato in
Europa dalla porta principale dopo
16 anni. Entrambe le squadre hanno
molto in comune e si sono costruite
il loro successo grazie a due principali aspetti: la valorizzazione dei
giovani e il cambio di allenatore a
Campionato in corso.
Guardando le due rose infatti si possono trovare moltissimi giocatori di
prospettiva: per esempio Pastore,
Kjaer e Cavani nel Palermo; Lavezzi, Hamsik e Santacroce nel Napoli.
Per quanto riguarda il discorso allenatori, sia Rossi che Mazzarri, subentrati a Zenga e Donadoni, sono
stati fondamentali nel trasmettere la
mentalità giusta ai loro giocatori e
la consapevolezza nei propri mezzi.
In zona “tranquillità” troviamo un
Genoa incapace di ripetersi ai livelli
dell’anno scorso, complice anche le
cessioni di Milito e Motta. Quest’anno sono mancati infatti un bomber
e un regista in grado di assicurare la
giusta finalizzazione agli schemi
d’attacco di Gasperini. Male anche
la Fiorentina, distratta dagli impegni
di Champions e con una rosa ormai
usurata, non sufficientemente rinforzata per poter sostenere due competizioni. Bene invece Parma e Bari,
sorprese di questo Campionato, partite come neopromosse, ma capaci
di conquistarsi la salvezza con largo
anticipo. Discorso inverso per Lazio
e Udinese che hanno rischiato, e an-
che molto, di andare in serie B.
La squadra romana, dopo la vittoria
della supercoppa italiana, sembrava
indirizzata verso un Campionato di
vertice, ma ha sofferto alcune vicissitudini societarie, come l’esclusione
di Ledesma e Pandev, e lo scarso
feeling tra alcuni giocatori e il tecnico Ballardini. La squadra friulana
invece, nonostante il capocannoniere Di Natale, ha pagato la cessione
del suo gemello del gol Quagliarella
e i problemi fisici del suo palleggiatore più tecnico D’Agostino.
Si sono poi salvate con merito il solidissimo Chievo di Di Carlo, il Catania
tutto argentino di Mihajlovic e il Bologna “da trasferta” di Colomba.
Non ce l’hanno fatta invece Atalanta, Siena e Livorno che l’anno prossimo faranno il Campionato cadetto.
I bergamaschi hanno perso troppi
punti durante le gestioni di Gregucci
49
e Conte, per poi affidarsi al traghettatore giusto, Mutti, ma quando ormai era troppo tardi. Il Siena invece
è rimasto per quasi tutto l’anno senza una vera e propria guida societaria, prima dell’arrivo di Mezzaroma,
anch’esso tardivo, che probabilmente però permetterà alla squadra toscana di gettare le basi per una pronta risalita. Da dividere invece tra
tecnico, allenatore e società le colpe
per la pessima stagione del Livorno,
ultimo tra i fischi e le contestazioni.
Si è chiuso così un altro Campionato
e, in attesa di un’estate come sempre
all’insegna del calciomercato, cresce
la febbre per il Mondiale. Gli azzurri
partono ancora una volta sfavoriti,
come quattro anni fa, e avranno in
più il fardello di essere i campioni
in carica. Ma si sa, sono le imprese
impossibili quelle che ci riescono
n
meglio.
Cultura 50-53:Layout 1 31/05/10 12:27 Pagina 50
ATTUALITA’
CULTURA
CASTEL THUN
di Dedy Ferrari Clerici
U
n restauro durato ben
vent’anni quello di Castel Thun, uno dei manieri più belli del
Trentino che ha riaperto
al pubblico lo scorso aprile le sue stanze riportate agli antichi splendori.
Dimora della famiglia Thun, una delle più antiche fra le nobili del Trentino, di cui si hanno notizie già nel
1050 e che nel 1190 prese parte alla
spedizione in Italia dell’imperatore
Enrico VI, questa roccaforte che sorge nella bassa Val di Non ha conservato intatto il fascino di straordinaria
residenza signorile, perché non ha
mai smesso di essere abitata fino alla
morte, nel 1982, dell’ultimo discendente del ramo boemo, il conte Zdenko. Unica dimora principesca a
conservare ancora gli arredi originali,
oltre ad una ricca pinacoteca ed un
prezioso archivio, il castello è testimone della vicenda storica della famiglia Thun che si intreccia nei secoli
con quella del territorio, con quella
del Principato vescovile e degli Stati
confinanti. Vicende meticolosamente
Rinascimento di un Castello nella bassa Val di Non
documentate in una raccolta di 1.778
pergamene, 1.257 registri, 250 buste
da carteggio, una preziosa collezione
di atti e documenti custoditi a Castel
Thun fino al 1992 e oggi facilmente
consultabili all’Archivio provinciale
di Trento (dove è anche custodita la
grande collezione di libri della biblioteca di Castel Thun) mentre un’altra
ricca raccolta di antichi documenti è
conservata nell’Archivio di Stato della Repubblica Ceca.
Armonico risultato di varie fasi evolutive che si sono succedute per oltre otto secoli, Castel Thun è un esempio fra
i più interessanti di architettura castellana ed il più importante dei castelli e
fortezze posseduti dalla nobile famiglia, oltre a rappresentare un luogo
molto significativo per la storia del
50
Principato Vescovile di Trento: tre sono stati i principi vescovi appartenuti
alla famiglia Thun, Sigismondo Alfonso, Domenico Antonio e Pietro Vigilio
che morì nella sontuosa “stanza del
Vescovo” del castello, nel 1800.
Oggi rivivono le atmosfere del passato che testimoniano, attraverso un
esemplare restauro, quasi tra leggende e realtà la vita al castello, il tempo
dei suoi privilegiati e potenti signori
in un microcosmo che si ergeva fortificato a dominare, a sorvegliare e
proteggere il territorio. Il castello circondato da giardini e da un complesso di fortificazioni racchiudeva
appartamenti arredati sontuosamente,
immense e funzionali cucine, cappelle gentilizie, botteghe e laboratori artigianali di ogni tipo. E per permettere
Cultura 50-53:Layout 1 31/05/10 12:28 Pagina 51
l’organizzazione e la sopravvivenza
quotidiana ad un vero e proprio villaggio ben fortificato non mancavano
le prigioni, le torri di guardia, le stalle,
le sale d’armi…
Lo storico dell’arte Ezio Chini, che ha
curato il riallestimento del castello,
raccomanda ai visitatori: «Prima di entrare è d’obbligo un’occhiata al panorama, si possono scorgere dalla collina
di boschi e vigneti su cui sorge il castello che domina la Val di Non, le Dolomiti di Brenta». E che la visita inizi,
con un pensiero alle feste, ai tornei, alla caccia, ma anche ai pericoli ed agli
intrighi della vita quotidiana che qui
scorreva, dal Medioevo ad oggi. Un
percorso nelle stanze mai visitate del
castello abitato nelle diverse epoche da
signori al servizio dell’Impero d’Austria, diplomatici, guerrieri, principi
vescovi. Proprio per Sigismondo,
principe vescovo, nel 1670 viene realizzata la famosa “stanza del Vescovo”, la più sontuosa del palazzo, un
bellissimo inno al barocco, con rivestimenti in legno, il soffitto a cassettoni
ornato dallo stemma di famiglia, la
monumentale “porta d’Ercole” scolpita in stile tirolese, sorretta da due coppie di colonne. E poi il susseguirsi di
stanze nobili dalle raffinate carte da
parati fine ‘700, i mobili di Praga (in
totale più di 550, e più di 300 sedie), i
dipinti su tela e su tavola, tra cui “Ercole e Anteo” di Giuseppe Maria Crespi, una serie di dipinti di scuola
bolognese di fine Seicento dedicati al
mito di Ercole, i ritratti che dominano
la grandiosa sala degli Antenati. Importanti collezioni di porcellane, di
orologi, le sculture in legno e in alabastro, l’argenteria e le suppellettili in vetro e metallo, disposti nei vari
ambienti, tutti completi di arredi originali, la semplicità autentica della cucina più antica dal camino immenso,
con i suoi utensili di rame, di bronzo,
i piatti di peltro conservati praticamente intatti.
Gli interventi del restauro hanno interessato anche l’esterno includendo
la sistemazione dei giardini e dei cor-
tili con la messa in sicurezza di coperture e muri, dei tre portali del Cinquecento tra cui la Porta Spagnola
che dà accesso al ponte levatoio, il
loggiato dei cannoni dalle colonne in
pietra da cui si accede all’ingresso
principale.
Nulla è stato tralasciato in questo re-
stauro esemplare di Castel Thun che
ospiterà, dal mese di giugno, anche
una sezione della Mostra sul vetro antico che avrà la sede principale al Castello del Buonconsiglio di Trento.
Castel Thun a Vigo di Non – Trento:
tel. 0461– 57816, sito www.buonconn
siglio.it
IL LIBRO DEL MESE
celto da Esperienza per i suoi lettori: di Milena Agus “La contessa di
S
ricotta”, Edit. Nottetempo, pagg. 136, 13,50 euro.
Tre sorelle occupano tre appartamenti di un palazzo nobiliare, un tempo
tutto loro, nell’antico quartiere Castello di Cagliari. La maggiore, Noemi,
sogna gli splendori perduti e tenta di ricostruirli con avarizia e puntiglio,
mentre la seconda, Maddalena, sposata a Salvatore, sogna un figlio che
non vuole venire, e l’ultima, detta “contessa di ricotta” perché ha le mani
e il cuore di ricotta, sogna l’amore. Ed è lei la sola ad avere un figlio,
Carlino, indecifrabile terremoto e squisito pianista. Intorno alla famiglia
e alle sue tenaci illusioni, ci sono personaggi più solidi, più concreti, ma
non meno sfuggenti, perché, dopotutto, solo le illusioni non fuggono: la
vecchia tata, l’ombroso vicino, il pastore Elias… Milena Agus, nel suo
quarto romanzo, ci riporta a quel mondo tutto suo dove incanto e disincanto si mescolano senza mai sciogliere il verdetto, il mistero; e dove
ogni vita disegna la sua parabola come tante stelle cadenti, che appaiono
e scompaiono in un fulgido cielo nero.
Milena Agus è nata a Genova e vive a Cagliari dove insegna italiano e
storia in un istituto tecnico. Con Nottetempo ha pubblicato Mentre dorme
il pescatore (2005), Mal di pietre (2006), Ali di babbo (2008) e, nella collana “I sassi”, Perché scrivere (2008). I suoi libri sono tradotti in una ventina di lingue.
(a cura di Riccardo Tucci jr)
51
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CAPRICCI E SCHERZI DI GIAMBATTISTA TIEPOLO
A
GLI ARAZZI
DEL QUIRINALE
U
no straordinario tesoro
artistico rinascimentale
è visitabile al Quirinale, a
Roma . Si tratta delle “Storie di Giuseppe negli arazzi
di Pontormo e Bronzino”.
Dieci splendidi arazzi, di dimensioni monumentali, tessuti in lana, seta, oro e argento, realizzati tra il 1546
e il 1553 dalla manifattura
di Firenze, appositamente
istituita dal granduca Cosimo I de’ Medici. Erano venti in totale, ora sono equamente divisi tra il Polo
museale fiorentino e la Presidenza della Repubblica,
dove si trovano dal 1882,
questi ultimi visitabili nella
mostra attuale. Erano nati
su disegni forniti dai maggiori artisti del tempo: Pontormo, dal suo allievo
Agnolo Bronzino, da Francesco Salviati e dalle loro
botteghe. Sono passati attraverso un imponente lavoro di restauro da parte di
una ventina di specialisti, in
migliaia di ore di lavoro. E
ora i dieci arazzi vengono
presentati insieme ad una
serie di opere, della stessa
epoca, oli su tavola, bronzi,
manoscritti, e alcuni dei cartoni preparatori originali di
Pontormo e Bronzino. Il catalogo è a cura di Louis Godart.
Informazioni per le visite:
www.quirinale.it.
(Nora Villa)
40 anni dalla loro ultima storica esposizione, i Capricci e gli Scherzi di Giambattista
Tiepolo tornano al Castello di Udine.
Il corpus completo della magnifica produzione grafica dell’artista veneziano viene esposto
nella Galleria d’Arte Antica del Castello udinese insieme ad una attentissima selezione di
suoi disegni, opere direttamente collegate ai temi delle incisioni. Il tutto affiancato dagli
oli del Tiepolo patrimonio delle Gallerie d’Arte udinesi e dai cicli di affreschi che i Tiepolo,
Giambattista e Giandomenico, hanno lasciato in città e che valgono ad Udine l’appellativo
di “Città di Tiepolo”. “Giambattista Tiepolo tra scherzo e capriccio”, curata da Cristina Donazzolo Cristante e Vania Gransinigh (fino al 31 ottobre), è una delle proposte di punta delle
“Giornate del Tiepolo 2010”, programma ideato e gestito dall’Assessorato alla Cultura del
capoluogo friulano. «Di spiritoso e saporitissimo gusto», è il giudizio entusiasta che lo
Zanetti profferì nell’ammirare per la prima volta, affascinato,
le incisioni di Tiepolo. A colpirlo innanzitutto fu l’uso della
tecnica dell’acquaforte: le figure sembrano schizzate senza
alcuna esitazione, sull’impeto del momento. Del resto «concepire, disegnare, intagliare non è che un istante per me…»,
ebbe a dire Tiepolo stesso.
Ciò che più affascina in questi capolavori non è tanto la pur
eccelsa esecuzione tecnica, ma ciò che l’artista vi ha rinchiuso, il significato segreto che sottende ai particolarissimi
e mai casuali lavori. Realizzati tra il 1741 e il 1742, portati
a termine in due distinte fasi tra il 1743-1744 e il 1754,
sono stati oggetto di studi che hanno individuato anche una
possibile progressione esecutiva al loro interno.
L’intera produzione è adesso presente in mostra, in un percorso che si presenta come una occasione oggettivamente
unica per tentare di avvicinarsi ai segreti tiepoleschi, senza
la presunzione di poterli penetrare sino in fondo, ma sapendo
di poter contare sull’impagabile emozione di ammirarli, lasciandosene affascinare.
(Elena Grazini)
COLLETTIVA “LIBERA FANTASIA” Presso la Galleria Mentana a Firenze
L
a Manifestazione, giunta alla sua ottava edizione, è stata promossa
dall’Anla Toscana ed organizzata dal suo presidente,
Vincenzo D’Angelo, curata
nell’allestimento dalla gallerista e direttrice artistica
Giovanna Laura Adreani,
pubblicizzata nella veste
grafica da un accattivante
invito-brochure realizzato
dall’architetto Arianna Mirannalti.
Nella cerimonia di segnalazione delle opere e delle
poetiche dei singoli artisti
partecipanti (42 soci aderenti) si sono succeduti gli interventi delle personalità
presenti: il saluto del presidente Anla regionale, l’in52
tervento del prof. Marco
Carraresi che ha riconosciuto l’importanza della libera
creatività nelle Arti visive,
l’intervento del prof. Rodolfo Cigliana in rappresentanza del Rotary Club - Firenze
Est e, a conclusione, le considerazioni valutative sulla
varietà degli stili e delle tecniche da parte del critico
d’arte Silvia Ranzi.
L’eterogeneità delle opere
esposte nelle molteplici
prassi esecutive rende
omaggio all’atto creativo
nella sua originaria libertà
ispirativa ed espressiva.
Un ruolo preponderante ha
svolto la pittura nella pluralità delle tendenze stilistiche
presenti che hanno spaziato
dall’impressionismo naturalistico all’astrazione materica, dal polimaterico al concettuale, dalla stilizzazione
delle forme alle nitide scansioni geometriche. Un ampio ventaglio di soggetti sono stati offerti: dalla veduta
al paesaggio, dalla natura
morta all’assemblaggio floreale o vegetale, dal ritratto
alla figura, dalle corposità
dell’informale a nuove visionarietà supportate da matrici tecnologiche. Ben rappresentata la scultura con
opere in terracotta cruda o
policroma, fusione in bronzo e manipolazione strutturale del ferro con valenze
veridiche o simboliche. La
grafica ha messo a punto
Cultura 50-53:Layout 1 07/06/10 16:21 Pagina 53
ATTUALITA’
CULTURA
di Wolfy Ferrero
CONCORSO “UNA POESIA PER LA VITA”
a 10a edizione del Concorso “Una poesia per la Vita”,
promosso dall’Anla Regionale Toscana, con il patrocinio della Regione, si è conclusa a Firenze nell’Auditorium
della Cassa di Risparmio di Firenze con la cerimonia di
premiazione, ospite d’onore il prof. Marco Carraresi.
Il lavoro della Giuria, composta da Paola Lucarini, Donatella
Tesi, Rodolfo Cigliana, è stato impegnativo per l’elevata
qualità delle numerose opere presentate.
La manifestazione è stata introdotta dal presidente regionale
Anla, Vincenzo D’Angelo, il quale, portando a tutti gli intervenuti il saluto della Madrina, avv. Maria Teresa Cappugi
Rossi, ha espresso viva soddisfazione per questo Concorso,
giunto con crescente successo alla decima edizione. Un
premio letterario che trova la sua motivazione nella volontà
di dare l’opportunità ai poeti di comunicare le proprie capacità espressive e di stimolare la loro creatività, suscitando
così nel pubblico riflessioni sui contenuti e sui valori dell’arte e della poesia in particolare.
Il prof. Marco Carraresi, nel complimentarsi per il decennale
del Concorso e per l’organizzazione della cerimonia di premiazione, ha portato il saluto della Regione Toscana.
La scrittrice Donatella Tesi ha svolto un interessante intervento
soffermandosi sul valore salvifico della poesia: i poeti sono
L
Nella pag. precedente, a sin.,
“L’Angelo custode” del Tiepolo.
In alto, uno dei dieci arazzi del
Quirinale
esemplari nella tecnica xilografica, acquafortistica,
calligrafica della china e gestuale del carboncino; presente la fotografia nella focalizzazione lirica del
dettaglio.
Gli artisti partecipanti hanno
ricevuto un attestato che
suggella l’intento sotteso ad
una tale rassegna di progettualità artistiche: ribadire il
valore aggregante e sociale
dell’arte come rappresentazione, relazione costruttiva
con il fruitore, “luogo” critico nel processo analitico
di ricostruzione della prospettiva estetica e semantica
del fenomeno, “visione”
creativa di ciascun artista.
(S.R.)
ANLA
ANL
LA
Consiglio Regionale
Reegionale
T
OSCANA
TOSCANA
una poesia per la vita
Raccolta poesie premiate e segnalate
dalla 1a edizione dell’anno 2001
alla 10a edizione dell’anno 2010
gli unici in grado di trasformare la violenza in
amore e il dolore in parole. Il prof. Rodolfo Cigliana ha intrattenuto la platea
sul bisogno di comunicazione dei poeti.
E’ iniziata poi la cerimonia della consegna dei premi, delle targhe ai vincitori, degli
attestati e omaggi a tutti i partecipanti. In particolare è stato
donato un volume contenente la raccolta di tutte le poesie
vincitrici e segnalate in questi dieci anni.
Le liriche sono state recitate dalla poetessa Paola Lucarini.
Il primo premio è stato attribuito a Marzia Lucchesi per la
lirica “Salvia Pratense”; il secondo premio a Susanna Pecchioli per la lirica “Angeli”; il terzo ex-aequo a Fabiano
Braccini per la lirica “Di una presenza le effimere tracce” e
a Maria Grazia Coianiz per la lirica “Nella stagione di
scelte e desideri”.
La commissione giudicatrice ha inoltre ritenuto meritevoli
di segnalazione le composizioni di Roberta Bagnoli, Mara
Faggioli, Mario Macioce, Patrizia Mattoni, Anna Maria
Pacchetti, Fiorenza Perotto, Dory Terraneo.
Firenze - 20 Maggio 2010
I BASALDELLA DINO, MIRKO, AFRO
I tre fratelli Basaldella, Dino, Mirko e Afro,
proposti tutti insieme in una grande retrospettiva a oltre vent’anni di distanza rispetto a quella che la Galleria d’arte moderna di Udine dedicò loro nel lontano
1987. Con l’obiettivo di aggiornarla con
quanto di nuovo si è scoperto nel frattempo
su di loro e anche con la presentazione di
alcuni inediti di Afro e di Mirko.
La mostra “I Basaldella. Dino, Mirko,
Afro”, voluta dalla Regione Friuli Venezia
Giulia e dall’Azienda speciale Villa Manin,
è curata da Giuseppe Appella, Fabrizio
D’Amico, Marco Goldin e organizzata da
Linea d’ombra. E’ ospitata a Passariano (fino al 29 agosto), negli stessi locali di Villa
Manin che hanno recentemente ospitato le mostre su
Giuseppe Zigaina e “L’età di
Courbet e Monet”.
In questi ultimi anni mostre,
anche importanti, in Italia e
nel mondo, dedicate ai tre
artisti, figli di Leo Basaldella, pittore decoratore udinese, morto per causa di guerra
53
nel 1919, non sono certo mancate. Molte
su Afro (1912-1976), meno numerose ma
altrettanto importanti su Dino (1909-1977)
e su Mirko (1910-1969). La pubblicazione
del catalogo generale dell’opera di Afro
ha fatto emergere opere prima sconosciute
e gli studi hanno offerto motivi di grande
interesse, a rendere ancora più affascinante
e magmatico il già complesso “mondo dei
Basaldella”.
La mostra di Villa Manin si prefigge di
fare una sintesi di tre personalità tanto autorevolmente e diversamente complesse,
presentandole attraverso circa centosettanta
opere, dalle più note a quelle sino ad oggi
mai esposte al pubblico.
Afro Basaldella, “Permesso di soggiorno”
alberghi 4-54 :Layout 2 28/05/10 14:41 Pagina 54
Residence LA PALMA
Andora (SV) - Via Mazzini, 36 – tel. 0182.86359- fax 0182.86399
www.lapalma.sv.it
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ESPER-FAM 55:Layout 1 31/05/10 12:34 Pagina 55
Esperienza
famiglia
In casa… c’è sempre tanto, tantissimo da fare. Esperienza, su queste pagine,
vi racconta qualche aneddoto e vi offre alcuni, sommessi, consigli
P ER
I NIPOTINI
Ritagliate una pagina da un giornalino, mostratela per un attimo ai bambini e poi nascondetela. Ciascuno
deve scrivere o dire tutto quello che
ricorda: visi, figure, scritte ecc.
Ai più bravi un premio e agli altri
pure!
R ECIPIENTI
DI COTTURA
L’alluminio ha un’ottima conducibilità termica e quindi riduce i tempi di
cottura, ma favorisce la distruzione
della vitamina C. Inoltre non è adatto
per la conservazione dei cibi cotti in
quanto cede particelle di metallo.
CAFFÈ
E CO SUGGERIMENTI
• I fornelli di acciaio si possono lucidare immergendoli in acqua bollente e aceto.
• Per l’argento preparate una soluzione di acqua e bicarbonato e strofinate con uno straccio.
• Per il rame, lucidate con uno straccio imbevuto con un pizzico di sale
e aceto (o limone).
• Per i tappeti, usate l’aspirapolvere,
quindi cospargete di bicarbonato e
lasciate agire una notte, poi ripassare l’aspirapolvere.
F ERTILIZZARE
Se avete mangiato dei piselli o fagioli, non buttate il liquido di conserva, ma raccoglietelo e usatelo per
innaffiare le vostre piante. E’ un ottimo fertilizzante.
LA
IL
Non buttate la polvere del caffè usato,
è utile per sgrassare le mani dopo che
si sono fatti i lavori di casa; toglie dai
mobili le macchie zuccherine di sciroppi, bibite, liquori; ingrassa la terra
dei vasi; pulisce le ampolle dell’olio;
toglie dai recipienti l’odore di muffa
e alle pentole l’odore di pesce. La
polvere va usata con acqua tiepida
(tranne per smacchiare perché serve
appena umida).
LANA
Quando fate un golf o una maglia di
lana, con i ferri o uncinetto, esponete prima la matassa ai vapori
dell’acqua in ebollizione e lasciate
asciugare all’ombra, eviterete che
l’indumento si restringa al primo lavaggio.
Altro consiglio: appena avrete disfatto un indumento di lana, riducete
questo a matassa, quindi tuffatela
nell’acqua, infilatela su un bastone
esponendola all’aria: la lana tornerà
liscia, come nuova.
IN
BREVE
• La polpa del cetriolo maturo ridotta in poltiglia e tenuta sul viso
per qualche minuto, è un ottimo
decongestionante e schiarente per
le pelli grasse.
• Un cubetto di lievito di birra
sciolto in poca acqua tiepida e
steso sul viso è un’ottima maschera rinfrescante. Lasciatela per
venti minuti.
55
Medicina 56:Layout 1 31/05/10 12:38 Pagina 56
ESPERIENZA FAMIGLIA
di Roberto Pellicciari
MEDICINA
IL TUMORE DELLA MAMMELLA
E’ possibile sconfiggerlo con la prevenzione
I
l tumore della mammella è
molto frequente (più di 30.000
casi all’anno in Italia), colpisce la donna (più raramente
l’uomo), soprattutto tra i 40 e
70 anni (i casi aumentano con l’età).
I fattori di rischio individuati sono
molti: l’età, 50 anni, la familiarità
(avere parenti di I grado che ne sono
già stati affetti), la predisposizione
genetica (sono state individuate delle
alterazioni dei geni BRCA1 e
BRCA2), l’aver già avuto un tumore
della mammella, l’obesità postmenopausale, il fumo, l’assunzione moderata di alcolici, la dieta ricca di grassi
e zuccheri e scarsa in frutta e verdura,
l’elevato stato socio economico, la
provenienza geografica (nord Europa
e nord America), l’assenza di gravidanze o una prima gravidanza in età
avanzata, il menarca precoce, l’uso di
terapie ormonali sostitutive, l’uso di
anticoncezionali orali principalmente
a base di estrogeni (quelli di ultima
generazione sono sicuri perché prevalentemente a base di progestinici)
ed il riscontro istologico di una “iperplasia atipica” della mammella. Il tumore viene classificato in base
all’origine cellulare ed alla diffusione
in: carcinoma duttale (CDIS) e carcinoma lobulare in situ (CLIS); carcinoma duttale e carcinoma lobulare
infiltrante. Esistono, inoltre, altri tipi
istologici meno frequenti. Il tumore
in genere è asintomatico; il segno caratteristico è la presenza di una tumefazione nodulare anche piccola (1-2
cm) palpabile e/o visibile (in circa il
50 per cento dei casi nel quadrante
superiore ed esterno della mammella)
che può essere accompagnata da altri
segni come: l’alterazione della morfologia del capezzolo (retrazione,
scomparsa), della cute (aspetto a buccia di arancia) e della forma e consistenza del seno; la presenza di
secrezioni e/o sanguinamento dal capezzolo, l’aumento delle dimensioni
di un linfonodo dell’ascella. In caso
di sospetto tumore, dopo aver eseguito una mammografia (esame radiologico di semplice esecuzione) ed
eventuale ecografia, si effettua una
agobiopsia. Bisogna, inoltre, sottoporsi ad accertamenti (radiografia del
torace, studio della funzionalità epatica, ecografia epatica, emocromo, ricerca di marcatori tumorali,
scintigrafia ossea; eventuale TC total
body, risonanza magnetica e PET)
per valutare il grado di estensione
(presenza di metastasi in genere alle
ossa, fegato, polmoni, cervello) della
patologia. Il tumore sarà pertanto
classificato in stadi di gravità crescente (dallo stadio Tis - carcinoma
in situ - allo stadio 4 - carcinoma con
metastasi) e su questa stadiazione si
baserà il tipo di terapia ed il tipo di
programma di follow-up da seguire.
La terapia è chirurgica accompagnata
da cicli di chemioterapia, radioterapia
e terapia con un inibitore competitivo
dell’estradiolo (tamoxifene). Quest’ultimo viene somministrato in presenza di recettori estro-progestinici
sulle cellule tumorali ed ha dimostrato di ridurre i casi di recidiva. La scelta della terapia deve anche
considerare l’età, l’aver raggiunto la
56
menopausa e le condizioni generali
della paziente.
Se la diagnosi è precoce si effettua
una quadrantectomia (asportazione
solo della parte malata della mammella). Negli stadi più avanzati di patologia l’intervento diventa sempre
più esteso (mastectomia parziale, radicale modificata) coinvolgendo
l’asportazione dei linfonodi del cavo
ascellare. La procedura è accompagnata da intervento di ricostruzione
plastica. Il programma di follow-up
prevede l’esecuzione periodica di: Rx
torace, eventuale Rx dei segmenti
scheletrici, mammografia, ecoepatica
ed esami di laboratorio.
La prevenzione è fondamentale. Le
donne, sin da giovani, devono sottoporsi annualmente ad una visita specialistica senologica ed, in linea di
massima, dopo i 40 anni ad una mammografia. Sarà poi lo specialista in base al profilo di rischio individuale a
consigliare quando iniziare gli accertamenti di prevenzione e con quale cadenza ripeterli. L’autopalpazione del
seno, da effettuare una volta al mese e
dopo le mestruazioni, è anch’essa consigliata (le pazienti possono acquisire
le informazioni sulla corretta tecnica
presso i centri specializzati). L’ecografia della mammella è utile soprattutto
nelle giovani donne.
La prevenzione si basa anche sull’applicare un corretto stile di vita: dieta
ricca di frutta e verdura, evitare il fumo e l’assunzione eccessiva di alcool,
praticare attività fisica regolare, controllare il peso corporeo. La sopravvivenza a 5 anni nelle donne affette
da patologia in stadio preclinico può
raggiungere il 98 per cento! Per questo è assolutamente necessario che le
donne abbiano coscienza della problematica ed eseguano periodicamente i controlli concordati con lo
n
specialista.
Posta Condominiale 57:Layout 1 31/05/10 12:39 Pagina 57
ESPERIENZA FAMIGLIA
di Terenzio Grazini
POSTA CONDOMINIALE
CONDOMINIO FRAZIONATO
Abito in un condominio formato da
tre scale, un giardino comune ed un
piano garage sito nel piano interrato
dal quale si accede dalle tre scale a
piedi e da una unica rampa per le
auto (diciamo che è un garage facente parte delle cose comuni).
Posso chiedere all’assemblea che le
tre scale dell’edificio vengano gestite autonomamente (ogni scala ha
un amministratore) e le parti comuni
(garage e giardino) come supercondominio da un solo amministratore?
In caso di risposta affermativa quale
dicitura va messa all’ordine del
giorno e con quanti millesimi può
essere approvata?
Cesare Nicoletti
Roma
La giurisprudenza ammette la possibilità che l’assemblea decida lo scioglimento di un condominio e la sua conseguente suddivisione in più parti autonome, cioè in più condomini. Al riguardo, gli articoli 61 e 62 delle disposizioni
di attuazione del Codice civile stabiliscono che:
- le parti immobiliari devono avere le caratteristiche di edifici autonomi,
anche se restano in comune alcune parti di quelle citate nell’art. 1117 Cod.
civ., come quelle citate dal lettore;
- la delibera della suddivisione deve essere approvata con la maggioranza
stabilita dal secondo comma dell’art. 1136 (501 millesimi e metà più uno dei
condomini, oppure è disposto dall’autorità giudiziaria su domanda di almeno
un terzo dei comproprietari di quella parte dell’edificio di cui si chiede la separazione;
- se, ai fini della separazione, occorre modificare lo stato dei luoghi o effettuare
opere per una diversa sistemazione dei locali o delle dipendenze tra i condomini, lo scioglimento del condominio deve essere deliberato dall’assemblea
con la maggioranza della metà più uno dei condomini, che però rappresentino
almeno due terzi dei millesimi di proprietà (art. 116, comma quinto).
Andrebbe fatta anche una valutazione sulla convenienza della suddivisione,
posto che tre gestioni separate e tre amministratori costano più di uno solo, ma
su questo punto la legge non interviene, spetta ai partecipanti all’assemblea.
TABELLA SOSPESA PER NECESSITA’
L’assemblea del mio condominio ha
deciso, a maggioranza di due terzi, di
ripartire la spesa sostenuta per una
serie di riparazioni all’impianto di riscaldamento centralizzato, suddividendo la spesa in parti uguali su tutti
i condomini invece di utilizzare, come
stabilito nel regolamento contrattuale,
l’apposita tabella. Non ho ancora impugnato la delibera per mie perplessità sulle spese legali che dovrei anticipare. Ritengo comunque che la
delibera sia nulla, per cui avrei più
tempo per impugnarla. Ho ragione?
Sandro Laurenti
Pescara
Sembra, anche se il lettore non lo precisa, che l’assemblea abbia
deciso, con una maggioranza ampia ma insufficiente, di risolvere una
situazione difficile (spesa eccezionale?) adottando un criterio di
“equità”.
Ebbene, secondo la giurisprudenza della Cassazione, la delibera di
ripartizione di una spesa adottata senza l’applicazione dell’apposita
tabella e, in quanto in contrasto, senza l’unanimità dei consensi, non è
nulla perché non modifica i criteri di ripartizione della spesa
limitandosi a disapplicare la tabella stessa, ma è annullabile, quindi
impugnabile entro il termine di cui all’art. 1137 Cod. civ.
Secondo la Suprema Corte, il provvedimento preso illegittimamente,
ma per necessità contingenti di una particolare situazione sulla quale
si registra un sostanziale accordo, ma non potrà mai raggiungere
l’unanimità, rientra nelle attribuzioni dell’assemblea di cui all’art.
1135 Cod. civ.
57
franco-monete 58-59_ok:Layout 1 31/05/10 12:46 Pagina 58
di Raffaele C. Costa
ESPERIENZA FAMIGLIA
MONETE
N
ella Roma degli imperatori capitava raramente che il tempio di
Giano Quirino chiudesse le porte, a indicare che in tutto l’impero regnava
la pace. Uno di questi periodi fu
quello donato a Roma e al mondo
nel 63 da Nerone, a conclusione della guerra contro i Parti (in precedenza il tempio aveva chiuso i battenti
sotto Numa Pompilio; quindi alla
conclusione della prima Guerra punica e sotto Augusto, alla conclusione della battaglia di Anzio).
L’eccezionalità dell’evento indusse
l’imperatore a dedicare il rovescio
del sesterzio coniato probabilmente
nel 65 dopo Cristo, tenendo per sé
il diritto sul quale è inciso un suo
profilo. Dall’immagine del rovescio,
il tempio di Giano si presenta a forma rettangolare, con le pareti lunghe
costruite da grossi blocchi quadrati
cui si sovrappongono una luna inferriata ed un coronamento liscio bipartito. Ai lati le lettere “S C”, a significare che la moneta venne
emessa per decreto del Senato. In
una recente vendita pubblica di Numismatica Ars Classica, un magnifico esemplare del sesterzio neroniano della pace, è stato battuto per
55.000 franchi svizzeri, guadagnando in tal modo 20.000 franchi sulla
stima.
Per comprare un altro splendido sesterzio, in questo caso coniato da
Caligola nel 37-38 dopo Cristo, sono
invece “bastati” 37.000 franchi; diecimila in più di quelli pagati nel
2002 per lo stesso esemplare.
A sua volta il sesterzio della Vittoria,
mandato a battere nel novembre del
68 da Galba, ha totalizzato 15.000
franchi, un po’ meno della somma
realizzata del 2001, anche allora in
vendita Numismatica ars classica.
Col passare degli anni l’iconografia
dei sesterzi fu aperta all’apporto dei
familiari dell’imperatore. Come Plotina e Marciana, rispettivamente moglie e figlia di Traiano. I due ritratti,
Il sesterzio della pace di Nerone
Sesterzi di Plotina e Marciana: si notino
le curiose ed elaborate acconciature
DI MOLTO VALORE
I “SESTERZI” ROMANI
proposti sia pure con leggere varianti anche su monete d’oro, sono interessanti per le loro acconciature, degne del più sofisticato parrucchiere
dei giorni nostri. In tutti e due i casi
le monete hanno spuntato 24.000
franchi. Tre anni fa il sesterzio di
Marciana venne acquistato per
11.000 franchi.
Fra le monete imperiali del primo
IN
BREVE
Anche il mercato delle monete da
collezione si va sempre di più globalizzando, come sottolineano alcuni
realizzi (un tempo impensabili) messi
a segno da alcune monete di Romania, offerte da Varesi. Proposti rispettivamente a 1.800 ed a 4.500 euro,
due differenti esemplari dell’aureo
da 20 lei del 1939 di Bucarest, regnante quindi Carlo II, sono stati
nell’ordine assegnati a 13.000 e
14.500 euro. Con incrementi, sulla
stima, del 622 per cento nel primo
caso e del 222 per cento nel secondo caso.
R.C.C.
58
secolo dopo Cristo i sesterzi, o grandi bronzi, si «distinguono», la sottolineatura è di Giancarlo Alteri,
conservatore del medagliere della
Santa Sede, «per arte, per stile, per
l’armonia di composizione tra diritto
e rovescio». Queste splendide monete «diventano, in realtà, un eccezionale strumento di propaganda imperiale: fin nei confini più lontani
dell’Impero esse riproducono il volto dell’imperatore, le sue azioni di
politica interna e di politica estera,
per governare un impero sempre più
esteso, le sue imprese militari, per
renderne sempre più sicuri i confini,
i suoi dei, invocati perché continuino
ad assicurare a Roma il primato del
mondo. Tramontato l’impero, queste
superbe monete andarono disperse
nella terra, in quella stessa terra, che
ricoprì le reliquie di una grandezza
che fu: nel lungo passare dei secoli,
al contatto che gli elementi esistenti
in natura, per lenta ossidazione, esse
si sono ricoperte di patine splendide,
hanno acquistato un aspetto quasi
n
irreale».
franco-monete 58-59_ok:Layout 1 31/05/10 12:47 Pagina 59
ESPERIENZA FAMIGLIA
FRANCOBOLLI
di Fabio Bonacina
U
n mondo di favole si
sta abbattendo sul
Vecchio Continente:
sono le emissioni
2010 del popolare giro
PostEurop. Anche se è presto per
avere un quadro completo, si possono fare le prime valutazioni, presentando alcune delle cartevalori. E,
ancora una volta, si vede come la
fantasia e le circostanze abbiano influenzato le scelte dei vari operatori
postali. Mettendo in difficoltà soprattutto i Paesi più piccoli, che magari non possono vantare una produzione locale significativa. E’ il
caso, ad esempio, di Monaco, Cipro
e San Marino, che sono ricorsi a disegni generici: il Principato dei Grimaldi ha associato giovanissimi, libri e cartine, l’isola di Afrodite
propone una montagna di tomi,
mentre l’antica Repubblica si è affidata alle visioni oniriche di Nicoletta Ceccoli. La disegnatrice, ormai
di casa all’Azienda autonoma di Stato filatelica e numismatica, ha immaginato una bambina-farfalla per
un soggetto e un libro, diventato letto, che vaga nello spazio per l’altro.
Anche la Francia - che pure ne
avrebbe da raccontare - ha deluso,
almeno pensando alle sue potenzialità: la carta valori offre una ragazzina seduta su una pila di testi e,
sullo sfondo, alcuni dei personaggi
delle storie. Poco convincenti le interpretazioni spagnola e tedesca, dove un bimbo (per Berlino un orsacchiotto) è intento a leggere.
Differente è l’esito finlandese: Helsinki ha chiamato Leena Lumme;
l’illustratrice ha descritto i libri come delle porte che aprono, a chi li
sa impiegare, differenti mondi di immaginazione e fatti. Pure la Polonia
ha giocato sulla doppia prospettiva:
il lettore diventa re nel momento in
cui si immerge nella trama.
Centrata, una volta tanto, è l’idea
dell’Italia, che ha citato due personaggi specifici e nazionali: uno classico (Pinocchio di Collodi, riletto da
C’ERA UNA VOLTA...
Il giro PostEurop 2010 dedicato ai libri per bambini
Jacovitti) e l’altro attuale (ma già famoso: il topo giornalista Geronimo
Stilton dovuto a Elisabetta Dami).
Anche altre realtà hanno valorizzato
le proprie storie. La Svizzera ha proposto un’inconsueta rappresentazione di Heidi, in genere conosciuta
con le fattezze di Shirley Temple (il
film risale al 1937) o secondo i piùrecenti cartoni giapponesi. Tanto da
essere, nell’emissione, difficilmente
identificabile, anche se il dentello la
associa ad un paesaggio alpino e a
due caprette. L’Islanda ha richiamato la mitologia nordica, riletta e
adattata al gusto attuale da due contemporanei, Ingunn Asdisardottir e
Aslaug Jonsdottir. Diversa è l’interpretazione danese, che ha rispolverato eroi risalenti al Novecento, il
curiosissimo Sporge Jorgen e il bullo Orla, dovuti a Robert Storm Petersen e ad Ole Lund Kirkegaard.
Alcune delle
interpretazioni
uscite in questi
giorni
59
L’Estonia ha citato i lavori dei compatrioti Viive Noor e Jüri Mildeberg, lo stesso metro adottato
dall’Austria: la volpe sullo skateboard si chiama Fridolin ed è nata da
un’idea di Carola Holland. D’autore
la scelta della Repubblica Ceca, che
cita il cucciolo immaginato da Karel
Capek. Altrettanto locali, ma decisamente noti pure oltre confine, sono i protagonisti dei due dentelli
irlandesi, dedicati al Principe Felice
di Oscar Wilde e, naturalmente, al
viaggiatore Gulliver di Jonathan
Swift. Esterofila, per contro, la scelta della Macedonia, che ha puntato
su Peter Pan.
Forse, la palma della simpatia giunge da Andorra. La vignetta offre un
semplice ovale, a richiamare lo
specchio. E, ai lati, si legge la canonica frase: “Specchio delle mie bran
me, dimmi chi è...”.
computer-collez 60-61:Layout 1 31/05/10 12:59 Pagina 60
ESPERIENZA FAMIGLIA
di Maria Luisa Urbano
COMPUTER
UN GOOGLE TUTTO NUOVO
I
n uno scenario in continua
evoluzione come quello di Internet e dei grandi siti Internet,
poche cose sembravano imperturbabili ai mutamenti e sempre
uguali a se stesse come l’homepage
di Google. Ad eccezione di periodiche
modifiche per celebrare eventi particolari, la pagina bianca con il grande
logo colorato e la maschera per l’inserimento delle parole da cercare è
praticamente identica dalla fine degli
anni Novanta. Ai primi di maggio
Google invece ha stupito i propri
utenti lanciando il più importante
restyling grafico della sua storia, relativo non solo alla pagina dei risultati,
ma anche al logo. In effetti, una piccola rivoluzione…
U LTIMI
Salta immediatamente agli occhi
il nuovo logo, più luminoso, con
la seconda “o” che vira dal giallo fin quasi all’arancio. Ma la
differenza maggiore riguarda la
pagina nella quale vengono presentati i risultati delle ricerche,
in cui compare un menu laterale
per affinare l’elenco di siti proposto da Google. Ad esempio,
sarà possibile cercare tra varie
tipologie di contenuto (immagini, video, notizie ecc.) e contemporaneamente ordinare i risultati
per data, vedere le ricerche correlate o mostrare solo i risultati
relativi a un determinato arco
temporale.
Uno strumento del genere era già presente in alcuni particolari tipi di
ricerche su Google,
ad esempio quella
nelle
categorie
video e news. Da
oggi, il pannello di
sinistra sarà pre-
INDIRIZZI
I P,
sente in tutte le pagine dei risultati di
Google, indipendentemente dalla
tipologia di contenuto cercata.
Queste sono solo alcune delle prime
novità presentate dal celebre motore
di ricerca. Ma in tutto, spiegano da
Mountain View, sono oltre un centinaio le modifiche effettuate, dai link
in homepage, al colore dello sfondo
degli annunci sponsorizzati, alla
presenza delle stelline per memorizzare i risultati preferiti.
«L’obiettivo primario di Google è
quello di aiutare le persone a non
perdersi nel mare di Internet, offrendo loro tutti i possibili strumenti per
trovare ciò che serve», ha commentato Alessandro Antiga, Country Marketing Manager di Google per l’Italia. «Questo annuncio, continua
Antiga, rappresenta l’ultimo passo in
oltre 10 anni di lavoro dedicati alla
continua ottimizzazione del motore
di ricerca e allo sviluppo di una tecnologia che semplifichi e migliori
l’esperienza d’uso dei nostri servizi
■
a vantaggio degli utenti».
RISCHIO MERCATO NERO
C
osa accadrà con la fine dell’allocazione degli
oltre 4 miliardi di indirizzi che si basano sul
protocollo Internet più utilizzato oggi, l’Ipv4?
Nella fase di passaggio verso il nuovo standard
Ipv6, di cui già da molti anni si parla, il mercato sarà pronto a spendere sempre di più: parola di economisti e studiosi della rete, come R. Kevin Oberman: «Un mercato
nero è fuori controllo per definizione. Se possedete un bene, che ha un valore e una richiesta di mercato, il suo prezzo salirà e raggiungerà qualsivoglia livello i compratori
saranno disposti a spendere».
E sempre secondo Oberman, per potersi accaparrare indirizzi Ipv4 in periodo di interregno tra uno standard e l’altro,
non resterà che acquistare a qualsiasi prezzo, permettendo
che il mercato nero lieviti in maniera esponenziale. Tutta la
partita si giocherà nei prossimi 5 anni, periodo necessario
per migrare definitivamente da un sistema all’altro, anche
se i pronostici su questo passaggio si sprecano da molto
tempo, attrezzando server, pc, browser, apparecchi tecnologici connessi alla rete del proprio indirizzo Ip.
La crisi e l’esaurimento degli indirizzi basati su standard
Ipv4 è annunciata da anni da chi lavora in campo tecnologico. Complice, tra l’altro, il bisogno sempre più pressante di indirizzi da parte di aree geografiche prima
assenti, come l’Africa, alcune zone dell’Asia e dell’America del Sud. Ma quel che più ha contribuito a questo veloce esaurimento è la diffusione di apparecchi tecnologici
bisognosi di parlare tra loro: è la cosiddetta Internet delle
cose, cioè la comunicazione da macchina a macchina, che
sfrutta la tecnologia a pacchetti tipica della rete per far comunicare tra loro due oggetti.
Se i sistemi operativi Windows, Unix, Linux, e Mac Os X
supportano Ipv6 già da tempo, così come i browser, non
tutto il mondo tecnologico è aggiornato per questa rivoluzione. Per questo una fiorente industria lavora a software
che permettano a tutte le macchine di parlare nei due differenti standard. E la partita di cui il mercato nero potrà profittare si gioca tutta sull’interregno: in tempi di esodo da
uno all’altro, potrebbe essere necessario spendere molto per
■
continuare a “esserci”, nell’uno e nell’altro mondo.
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ESPERIENZA FAMIGLIA
di Ida Spada
COLLEZIONISMO
MANUALI DI GIARDINAGGIO
Fiorirono nell’800. Oggi si trovano nelle librerie antiquarie
P
iantare siepi di ligustro o
coltivare orchidee. Non
saremo, forse, appassionati come gli inglesi, ma
noi italiani il pollice verde abbiamo scoperto di averlo già nel
Rinascimento. Era il tempo in cui la
classe sociale affluente, fornita di
mezzi economici, dotava il proprio
palazzo di alcuni must assoluti come
pitture, sculture, arazzi, bronzi, specchi e col terreno intorno trasformato
a giardino, ben disegnato, tagliato e
pettinato a motivi geometrici, il giardino all’italiana, ovvero come piegare
all’ordine l’esuberanza della natura.
Oggi l’ecologia, il “green”, ha risvegliato l’interesse dei collezionisti per
le pubblicazioni che riguardano l’argomento, specie per quelle dell’Ottocento, il periodo in cui per ottemperare alle esigenze della nuova
borghesia intenta a fare la rivoluzione
industriale, si costruiva la villa o la
villetta con giardino.
Era quindi tutta una corsa a consultare
pubblicazioni che trattassero di semina, concimatura, potatura, innesti, per
sperimentare ibridi, piante esotiche e
scoprire i segreti della botanica. Uscirono a centinaia, in quel secolo, i libretti utili, dalle copertine allettanti
che toccavano il vasto panorama della
terra e dei suoi frutti. Dal “Giardino
delle Signore” di Giulio Cappi, edito
dalla Libreria Editrice di Educazione
e Istruzione, Milano 1887, un elegante volumetto dalla copertina Liberty
con illustrazioni. Ma al di là dei consigli per lo svago pomeridiano di dame della Belle Époque per allevare
rose e gelsomini, non mancavano
esperti che approfondivano il discorso, essendo il settore piuttosto seguito
da scrittori validi e preparati. In Lombardia, Giuseppe Moretti, ordinario
di botanica all’Università di Pavia,
dirigeva una Biblioteca Agraria forte
di numerosi volumi che fornivano
istruzioni per la conduzione dei fondi,
pubblicando parallelamente un volumetto più adeguato a chi avesse semplicemente un orticello. Un volumetto
dal titolo “L’ortolano istruito”, edito
dalla tipografia milanese della Vedova
di A. F. Stella e Figlio Giacomo. Volumetti semplici in carta povera. Tra
il 1870 e il 1880, escono ben 18 manuali di argomento orticolo facenti
parte di una interessante collana edita
dalla Biblioteca Scientifica Popolare
di Ermanno Loescher con sedi a Torino e Roma e con la consulenza dei
fratelli Roda, maestri giardinieri della
Real Casa di Savoia.
Nel 1870 il commesso di una libreria
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di Zurigo, Ulrico Hoepli, rileva a
Milano la libreria di un connazionale, Languerer, e inizia a stampare
in proprio piccole edizioni tecno-divulgative. Una serie di manuali, formato tascabile, chiari, comprensibili,
che spaziano in tutti i campi del sapere e gli daranno la fama. Nel settore giardinaggio c’è Giulio Gilardi,
professore di floricoltura e agraria
che fornisce tutti gli elementi necessari alla coltivazione di rose, camelie, piante bulbose e via via. I suoi
Manuali, tutti illustrati, venivano tirati in mille copie. In Sicilia, a Catania, era attivissimo l’editore Battiato per i suoi Almanacchi e per gli
oltre 200 volumetti dalla copertina
azzurra che coprivano in pratica l’argomento. La lista delle pubblicazioni ottocentesche potrebbe continuare
a lungo visto che includevano, in
anticipo sui tempi, anche dissertazioni su quello che oggi chiamiamo
“garden design”, la moderna concezione di un giardino. Chi volesse
iniziare la ricerca di questi affascinanti abbecedari verdi di approccio
alla natura, può provare nelle librerie
antiquarie, alle mostre-mercato di
argomento cartaceo, nelle rubriche
di scambi delle riviste specializzate
■
e su Internet.
civiltà della tavola 62-64 :Layout 1 31/05/10 14:02 Pagina 62
ESPERIENZA FAMIGLIA
di Alberto U.Rogi
CIVILTA’ DELLA TAVOLA
U
n tocco di esotico sulla nostra tavola,
l’avocado, dalla polpa
morbida e gradevole
quando è ben maturo,
ormai assimilato alla nostra cucina
mediterranea. Frutto avvolto da un
alone di mistero. Il suo nome scientifico è “Persea americana”, appartenente alla famiglia della Lauraceae, ma in alcune zone è noto con
l’inquietante appellativo di “alligator pear”. Di sicuro è un frutto camaleontico. Nel suo Paese originario, il Messico, dove è
popolarissimo, si presenta come lo
conosciamo noi, con la buccia ruvida, leggermente granulosa di colore verde cupo e le fattezze di una
L’AVOCADO
Piace soprattutto
nei Paesi latino americani.
Ma anche da noi ha preso piede
STORIA E TRADIZIONI DEL POLIEDRICO MONDO DEL VINO (6)
di Roberto Antognozzi
VITIGNI REGIONALI DEL NORD OVEST
l Nord Ovest è la patria di una grande varietà di tesori
enologici costituiti da vitigni locali, che solo negli
ultimi anni sono stati presentati a una cerchia più
ampia di consumatori, in particolare il Dolcetto, popolarissimo in Piemonte e Liguria.
Questo vitigno dalla maturazione precoce, che non presenta problemi di coltivazione, produce vini rossi fruttati
dalla bassa acidità e dal caratteristico aroma di ciliegia e
di pepe, che devono essere bevuti nel giro di due o tre
anni; gli altri vitigni piemontesi come la Freisa, che
spesso dà vini semieffervescenti, il leggero e fortemente
aromatico Grignolino, la Pelaverga, il Ruchè o Rouchet,
la Croatina, la Bonarda, la Vespolina e il Brachetto, simile
al Moscato, sono finora stati sottovalutati, anche a livello
regionale.
Una nota di riguardo va all’enologo e produttore piemontese, di illuminato risalto non solo nazionale, ma ai
vertici dei riconoscimenti mondiali, cioè ad Angelo Gaja,
dove i suoi vini, imbottigliati vigneto per vigneto, come
il Sorì San Lorenzo, Sorì Tildin e Costa Russi, hanno
dato lustro alla città natale di famiglia che è Barbaresco.
Leader del mondo enologico, con il suo infallibile istinto
per le innovazioni e le sue straordinarie doti di marketing,
si è conquistato e ha fatto conquistare ai vini della sua
terra una fama internazionale; strategie orientate alla qualità basate sul controllo della temperatura di fermenta-
zione, sulla conversione precoce dell’acidità biologica e
sulle barrique nuove, sono state delle apri pista di iniziative fino ad allora semplicemente impensabili, anche
dalla sua stessa famiglia.
Con i suoi Petite Arvine, Premetta e Petit Rouge, anche
la Valle d’Aosta ha le sue uve rosse regionali i cui vini, a
volte molto interessanti, ottengono spesso riconoscimenti
internazionali.
Lo stesso vale per la Lombardia dove, oltre al locale
Groppello, si vinificano anche uve delle regioni vicine,
Trentino, Veneto ed Emilia Romagna: Schiava, Marzemino, Corvina e Lambrusco.
In Liguria crescono due vitigni bianchi regionali eccezionali: il Fermentino, coltivato anche in Sardegna, Toscana e Francia, e il locale Pigato, che dà piacevoli vini
fruttati.
Gli altri bianchi hanno normalmente un gusto più neutro
e ciò vale soprattutto per le varietà piemontesi: Cortese,
che è la base per il vino Gavi, Arneis e Favorita; l’acidulo
Erbaluce è adatto solo alla produzione di spumanti e di
vini dolci ricchi di zucchero.
A questi si può aggiungere il valdostano Pinot Gris, qui
noto come Malvasia, e la specialità locale, il Blanc de
Morgex.
In Lombardia merita una certa attenzione la Garganega,
un vitigno proveniente dal confinante Veneto.
I
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civiltà della tavola 62-64 :Layout 1 31/05/10 14:03 Pagina 63
ESPERIENZA FAMIGLIA
CUCINIERE
di Mamma Giovanna
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RICETTE
PER UN ANNO
PASTA ALLA CREMA DI ASPARAGI
Per 4 persone
Ingredienti: 600 g di asparagi, 500
ml di brodo vegetale (o acqua), 2 cucchiai d’olio extravergine di oliva, 2
spicchi d’aglio, sale e pepe, 4 cucchiai di panna fresca, 350 g di pasta
corta.
Lavare accuratamente gli asparagi
sotto acqua corrente, rimuovere la
parte bianca e dura del gambo, raschiarli leggermente facendo molta
attenzione a non intaccare le punte.
Tagliare i primi 2-3 cm di punta ed
affettare il resto del gambo a pezzi.
Scaldare il brodo.
Mettere in una padella l’olio, l’aglio
e farlo ben dorare su fiamma vivace.
Togliere l’aglio, unire gli asparagi, un
pizzico di sale, una grattugiata di pepe
e far cuocere per qualche minuto a
fiamma vivace. Unire un mestolo di
brodo vegetale, coprire e cuocere a
fiamma media per 10 minuti circa.
Se il fondo di cottura dovesse asciugarsi troppo unire altro brodo vegetale. A cottura ultimata levare le punte
dalla padella e tenerle da parte.
Tritare gli asparagi restanti in un mixer
per ottenere una crema densa. Versare
la crema in una ciotola capiente, aggiungere la panna, mescolare bene.
Lessare la pasta in abbondante acqua
salata, scolarla e condirla con la crema
di asparagi.
Mescolare accuratamente e servire
decorando con le punte di asparagi
tenute da parte ed una grattugiata di
pepe.
segue a pag. 64
▲
pera piuttosto corposa. Se si scende
giù lungo la cordigliera delle Ande
in Cile, o in Brasile e Guatemala,
si può trovarlo di proporzioni minori, tipo uovo di gallina, o al contrario, di circa un chilo di peso, diversificato anche nel colore che in
certi terreni gli conferisce una tinta
giallastra o rosso scurissimo. E’
spontaneamente diverso sin dalla
nascita. Lo si può vedere appeso
ad un albero di alto fusto, ma anche
pendere da arbusti piegati in orizzontale come dei filari di vite. Altrettanto complesso è il suo fiore,
stratiforme, insolito e di colore verdastro. Come un capriccio della natura. Oltre a essere largamente diffuso in tutta l’America Latina,
cresce anche in Sud Africa, Australia, in alcune isole del Pacifico. A
livello industriale viene coltivato
in California, Florida, Haway. Nel
bacino del Mediterraneo in Israele
e dintorni. La sua polpa di gusto
gradevole contiene tiamina, riboflavina e vitamina A. E’ l’ingrediente
principale di una nota e piccante
salsa messicana, la guacamola. La
ricetta per chi volesse provarla è la
seguente. Per quattro persone sono
necessari: 2 avocado, un peperoncino, 2 pomodori, 2 cipolline, uno
spicchio d’aglio, una manciata di
coriandolo, il succo di un limone,
sale e pepe.
Sbucciare le cipolline e l’aglio e tritarli insieme al coriandolo. Tritare
il peperoncino dopo averne eliminato i semini. Sbollentare i pomodori, pelarli, eliminare i semi, tritarli
e lasciarli sgocciolare per eliminare
l’acqua in eccesso. Dividere in due
gli avocado e rimuovere il nocciolo,
che è durissimo e di notevoli proporzioni. Svuotarli della polpa, pestarla e metterla in una ciotola insieme al succo di limone, unire la
salsa precedentemente preparata,
aggiungere sale e pepe, mescolare
e servire con fette di pane. Per un
fresco e gustoso antipasto estivo si
può utilizzare la “Persea americana”
in una versione più mediterranea
realizzando delle barchette. Sono
necessari tre etti di gamberetti, 4
avocado, 2 cucchiai di succo di limone, un cucchiaio di senape, olio
extra vergine di oliva, prezzemolo,
sale e pepe. Sgusciare i gamberetti,
lasciarne 8 da parte e friggere gli
altri nell’olio per qualche minuto.
Toglierli dal fuoco e lasciarli raffreddare. Tagliare in due gli avocado, eliminare i noccioli, e svuotarli
della polpa. Mettere la polpa in un
frullatore insieme ai gamberetti, la
senape, il prezzemolo, sale, pepe e
succo di limone.
Frullare evitando che il composto diventi troppo liquido. Versare la crema
nei gusci di avocado e decorare con
i gamberetti messi da parte.
Semplificando al massimo, un altro
fresco e veloce antipasto lo si prepara tagliando in due l’avocado, togliendo il nocciolo e mettendo al
suo posto una salsina ottenuta mescolando olio extra vergine, succo
di limone, sale. Staccare con la posata direttamente la polpa, pezzetto
per pezzetto e passarla nel condimento. Così, semplicemente. Una
entrée fresca, ecologica, leggera,
esotica, ma simpaticamente italian
nizzata.
civiltà della tavola 62-64 :Layout 1 31/05/10 14:04 Pagina 64
ESPERIENZA FAMIGLIA
CUCINIERE
CROSTATA CREMA DI ASPARAGI E PARMIGIANO
Per 4/6persone
Ingredienti:
Per la crostata: 250 g di farina, 140 g di burro, 3 cucchiai di latte.
Per la crema: 30 asparagi, 250 ml di panna fresca liquida, 3 uova, 50 g di
parmigiano, noce moscata, sale e pepe.
Riscaldare il forno a 200°.
Disporre a fontana la farina con al centro il burro, il latte e un pizzico di
sale. Lavorate il tutto velocemente e mettere l’impasto in frigo per mezz’ora.
Dopo questo tempo stendere l’impasto su un piano infarinato e foderare
uno stampo di circa 28 cm di diametro. Ricoprire con un cerchio di carta
da forno guarnita di fagioli secchi e infornare per 8 minuti. Ritirare carta e
fagioli e prolungare la cottura per ulteriori 5 minuti.
Grattugiare il parmigiano. Tagliare le punte degli asparagi per circa 5 cm.
e poi prelevare la parte più tenera del gambo per 6/7 cm.
Buttare le punte degli asparagi nell’acqua bollente salata per 3 minuti, ritirarle con la schiumarola e farle asciugare su carta assorbente.
Nella stessa acqua far bollire i gambi per 8 minuti. Scolare e frullare con 5
cl di panna per ottenere una purea densa.
In una ciotola sbattere le uova, versare la purea, la panna restante, il parmigiano, la noce moscata, il sale e il pepe. Mescolare accuratamente prima di
versare il composto sulla crostata già preparata. Disporre le punte di asparagi
sull’insieme e infornare per 30 minuti circa. Servire tiepido con una bella
insalata di stagione.
MERLUZZO ALLA LIVORNESE
Per 4 persone
Ingredienti: 1 kg di filetti di merluzzo, 1 cipolla bianca, 12 olive nere
cotte al forno, 1 kg di pomodori rossi maturi, 4 cucchiai d’olio extravergine di oliva, 2 spicchi d’aglio, 500 ml di brodo vegetale, sale e pepe, foglie di basilico.
Lavare i filetti di merluzzo e tagliarli a pezzi. Pulire la cipolla e tritarla
finemente. Snocciolare le olive. Lavare i pomodori, spellarli, tagliarli a
metà, rimuovere i semi e tagliare la polpa a cubetti.
Mettere in una padella l’olio, la cipolla tritata e l’aglio spellato. Portare
sul fuoco e far soffriggere a fiamma media fintanto che la cipolla non sia
dorata. Unire qualche cucchiaiata di brodo vegetale, un pizzico di sale e
cuocere per 5 minuti. Unire i filetti di merluzzo e rosolarli da entrambi i
lati. Attenzione nel girarli perché sono piuttosto delicati e si rompono facilmente.
Unire i pomodori, le olive, un pizzico di sale, una grattugiata di pepe e
cuocere a fiamma bassa, in un recipiente coperto, per 20 minuti.
Muovere un po’ gli ingredienti di
tanto in tanto con un cucchiaio
di legno.
A fine cottura raccogliere pesce
e sugo. Disporre in un piatto da
portata, unire le foglie di basilico
lavate e spezzettate, un filo d’olio
a crudo e servire.
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ETON MESS
Per 6 persone
Ingredienti: 8 o 10 meringhe (secondo la taglia), 500 ml di panna
fresca liquida, i granelli recuperati da una stecca di vaniglia o
mezzo cucchiaino di vaniglia in
polvere, 2 cucchiai abbondanti
di zucchero, 500 g di un misto di
frutta rossa (fragole, mirtilli,
lamponi, ribes) o di fragole, 1
cucchiaino di buon aceto balsamico.
La panna e la ciotola che sarà adoperata devono essere ben freddi,
quindi vanno messi in frigorifero
per 30 minuti prima di cominciare
a realizzare la ricetta.
Dopo questo tempo sbattere la
panna con la frusta elettrica fino
ad ottenere una crema schiumosa
e leggera. Deve quasi raddoppiare di volume. Poco prima di finire, aggiungere un cucchiaio di
zucchero. Coprire con pellicola
e riporre in frigorifero.
In una ciotola capiente versare
la metà della frutta, lo zucchero
restante e l’aceto balsamico.
Schiacciare il tutto con una forchetta fino ad ottenere una specie
di salsa spessa. Ricoprire di pellicola e riporre in frigorifero.
Rompere le meringhe in maniera
grossolana in modo di ottenere
pezzi più o meno grossi.
Poco prima di servire, mescolare
brevemente la panna con la frutta
intera (deve essere perfettamente
asciutta) e con circa la metà della
frutta schiacciata (la crema deve
risultare striata e non di colore
uniforme).
Riempire il piatto di portata o
delle coppe individuali con uno
strato di meringa, poi con la crema di frutta. Finire con qualche
pezzettino di meringa.
Servire ben freddo accompagnato dal rimanente della salsa di
frutta.
Natura-auto 65:Layout 1 31/05/10 14:10 Pagina 65
ESPERIENZA FAMIGLIA
NATURA
MOTORI
di Clemy
di Giulio Conter
LE CORSE DEI CAMION
A
l Nurburgring in Germania il 25 di luglio sono attesi più di centomila appassionati di camion. A Misano Adriatico il mese scorso in
tribuna e lungo il tracciato del circuito erano
presenti a decine di migliaia. Non è difficile prevedere
che in occasione delle prove dell’European Truck Racing Championship, la F1 dei camion, l’affluenza sia
massiccia. Francia (due volte di cui una 24 ore!), Belgio,
Repubblica Ceca e Spagna (due volte) sono le altre tappe del Campionato. E’ una competizione molto spettacolare fra “bestioni” di serie, ma portati a 1.100 cavalli
di potenza per una velocità autolimitata a 160 Km/h.
Certo in Brasile nell’analogo Campionato le emozioni
sono ancora più forti perché scendono in pista camion
da 250 Km/h, ma anche in giro per l’Europa lo spettacolo è garantito. Le competizioni sono una vera e propria kermesse dedicata ai camionisti e a chi trova nella
guida dei grandi mezzi la propria passione, anche al di
fuori del lavoro. Intorno a questo Campionato ruota l’interesse dei costruttori di camion che approfittano delle
gare per convocare vecchi e potenziali clienti a provare
le novità di prodotto. Anche petrolieri (lubrificanti) e
gommisti sono in prima linea e non lesinano ricche
sponsorizzazioni che consentono di abbattere parte dei
costi tutt’altro che irrilevanti. Infatti a scendere in campo sono team di provata esperienza che preparano i
mezzi per le competizioni, li assistono in gara e li affidano ad agguerriti piloti professionisti che “tengono giù
il piede” anche a costo di fare a sportellate. Negli spazi
tutt’intorno alla pista è una grande festa: musica, ballerine, meravigliose hostess, birra e salsicce per i camionisti. Uno stridente contrasto con la vita di tutti giorni,
n
soli alla guida del proprio camion.
STA SEMPRE MALE
IL PIANETA TERRA
E’ quanto risultato dall’ultimo Earth Day
L
a Giornata della Terra ha festeggiato 40 anni.
Una ricorrenza nata il 22 aprile del 1970,
quando venti milioni di americani risposero
all’invito lanciato dal senatore democratico
del Wisconsin, Gaylord Nelsen, di manifestare per difendere il Pianeta e la sua atmosfera. Nel tempo, la mobilitazione ha assunto carattere internazionale.
Oltre un migliaio le iniziative per l’ultimo Earth Day,
organizzate nelle maggiori città: da Kabul a Washington, da Pechino a Città del Capo, da San Paolo del Brasile a Taipei. Un miliardo di persone hanno aderito alla
Giornata della Terra, contagiati dallo spirito di salvaguardia del Pianeta da raggiungersi tagliando le emissioni di gas inquinanti e adoperandosi per fronteggiare
l’innalzamento delle temperature. L’Italia ha festeggiato
l’Earth Day al Circo Massimo, a Roma, dove si è svolto
il mega-eco-concerto gratuito Nat Geo Music Live, che
ha avuto protagonisti il cantautore partenopeo Pino Daniele e la band inglese dei Morcheeba. In molti hanno
firmato la petizione on line per sollecitare il Congresso
americano a varare un disegno di legge sul clima, ma
l’appello ad “ascoltare la Terra” è rivolto ai leader politici di tutte le nazioni.
Scopo dell’Eart Day è ridurre le emissioni di gas inquinanti. L’anno scorso l’Italia ha tagliato le emissioni del
9 per cento. Eppure, nel far fronte agli impegni previsti
dal Trattato di Kyoto, l’Italia non fa una bella figura.
Anche se ha tagliato le emissioni di gas serra, nello
scorso decennio l’aumento di emissioni di gas inquinanti è stato del 10,5 per cento. Nella gestione dei rifiuti
si è tagliato solo il 7,4 per cento a fronte della riduzione
del 30 per cento di emissione nei Paesi dell’Unione Europea. Ogni cittadino è adesso chiamato a fare la sua
n
parte. E speriamo che in tanti lo capiscano.
La grinta del camion Renault
65
GIUGNO - LUGLIO - AGOSTO 2010
Oroscopo 6/7/8:Layout 1 31/05/10 15:19 Pagina 66
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★
ESPERIENZA FAMIGLIA
OROSCOPO
★ ★
di Giuliana Valci
ARIETE 21 marzo - 19 aprile
Giugno – Giove e Urano vi ispireranno strategie vincenti. Vita di coppia ricca di rinnovato entusiasmo.
Luglio – intraprendenza e spirito di conquista vi faranno
realizzare un sogno. Buona forma fisica.
Agosto – mese all’insegna dell’emotività. Progetti fortunati.
Vacanze movimentate con: Ariete, Bilancia, Acquario.
TORO 20 aprile - 20 maggio
Giugno – in ripresa il settore economico; periodo favorevole alle iniziative pratiche e sentimentali.
Luglio – in amore avete le carte migliori per vincere più
di una partita; vi attendono serate magiche.
Agosto – conquisterete simpatie e cuori in luoghi insoliti.
Vacanze a sorpresa con: Cancro, Leone, Sagittario.
BILANCIA 23 settembre - 23 ottobre
Giugno – atteggiamenti di superiorità con il partner possono procurare brucianti delusioni. Prudenza con un
Pesci.
Luglio – un taglio netto con il passato darà via libera a
progetti di natura sentimentale ed altro.
Agosto – brillerete per garbo ed eleganza, conquiste assicurate!.
Vacanze distensive con: Toro, Scorpione, Capricorno.
SCORPIONE 24 ottobre - 22 novembre
Giugno – un po’ di autocritica aiuterà a superare un confronto con la persona amata. Positivi sviluppi professionali.
Luglio – mese stimolante e armonioso da trascorrere tra impegni, famiglia, amici e, naturalmente, riposo e vacanze.
Agosto – chi è alla ricerca di nuovi interessi, verrà esaudito.
Vacanze organizzate con: Leone, Scorpione, Pesci.
GEMELLI 21 maggio - 21 giugno
Giugno – si concluderà una fastidiosa pendenza. In
amore occorre chiarezza e più determinazione. Piccola
vincita.
Luglio – Mercurio, vostro alleato, vi farà uscire indenni dal fuoco nemico degli astri. Non perdetevi in
fantasie.
Agosto – il clima vacanziero contribuirà a rendervi irresistibili.
Vacanze refrigeranti con: Leone, Capricorno, Pesci.
SAGITTARIO 23 novembre - 21 dicembre
Giugno – audaci ed agguerriti, avanzerete senza esitazioni verso un ambito traguardo. Brevi, ma intense parentesi d’amore.
Luglio – scalpitanti e insofferenti alle limitazioni, darete
filo da torcere ai vostri cari; fragilità sentimentale.
Agosto – benevoli influssi astrali placheranno l’inquietudine.
Vacanze internazionali con: Ariete, Gemelli, Acquario.
CANCRO 22 giugno - 22 luglio
Giugno – testardi e irrazionali parlerete un linguaggio
comprensibile a pochi. Partenza da rimandare.
Luglio – favoriti viaggi e vacanze in terra nostrana; piccole entrate extra potranno risollevare il bilancio.
Agosto – clima surriscaldato in famiglia; spazi da rispettare.
Vacanze a singhiozzo con: Cancro, Vergine, Scorpione.
CAPRICORNO 22 dicembre - 20 gennaio
Giugno – timori infondati rallenteranno programmi stabiliti,
ma un provvidenziale aiuto vi farà conquistare terreno.
Luglio – mese decisamente a favore dei viaggi, approfittatene. L’amore è il vostro elemento vincente, ma non rischiate.
Agosto – lusinghiere ma pericolose opportunità in amore.
Cautela.
Vacanze marine con: Toro, Leone, Vergine.
LEONE 23 luglio - 22 agosto
Giugno – momenti di stanchezza sentimentale che potrebbero farvi commettere errori, controllate gli impulsi
ribelli.
Luglio – il sottile influsso uraniano vi spingerà a viaggiare sulle orme dei grandi esploratori. Amore in ripresa.
Agosto – aspetti astrali favorevoli all’amore, all’arte e al
denaro.
Vacanze avventurose con: Toro, Bilancia, Acquario.
ACQUARIO 21 gennaio - 19 febbraio
Giugno – terminata la lunga opposizione di Marte, troverete
con facilità nuove strade da imboccare. Diplomazia.
Luglio – possibilità di dare una svolta decisiva alla vostra
vita, ma pensate di più a voi stessi. Vigore fisico.
Agosto – per le vacanze scegliete una meta poco convenzionale.
Vacanze divertenti con: Gemelli, Bilancia, Acquario.
VERGINE 23 agosto - 22 settembre
Giugno – il percorso lavorativo è agevolato dalle stelle,
ma non sottovalutate la vostra abilità. Chances in amore.
Luglio – periodo adatto alle decisioni importanti e buone
opportunità di migliorare le conoscenze linguistiche.
Agosto – tornano momenti di batticuore rimasti sospesi
nel tempo.
Vacanze culturali con: Gemelli, Cancro, Leone.
PESCI 20 febbraio - 20 marzo
Giugno – la situazione economica richiede maggior attenzione. Senso di solitudine affettiva, analizzate il vostro cuore.
Luglio – gli aspetti astrali suggeriscono prudenza in tutti
i settori, in particolare quello relativo agli accordi.
Agosto – potrete dare libertà alle vostre aspirazioni e agli
svaghi.
Vacanze riposanti con: Toro, Cancro, Capricorno.
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