Aprile 2014 - Comune di Marostica

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Aprile 2014 - Comune di Marostica
GIPA/NE/9360/2013 dal 21/03/2013
PERIODICO QUADRIMESTRALE DELL’ASSESSORATO ALLA CULTURA, DELLA BIBLIOTECA CIVICA
E DELLA CONSULTA FRA LE ASSOCIAZIONI CULTURALI DEL TERRITORIO
ANNO
XXXII
APRILE2014
2014 - REGISTR. TRIB. BASSANO DEL 24.06.83 N. 3/83 - DIRETTORE RESPONSABILE CHIARA PADOVAN - WWW.COMUNE.MAROSTICA.VI.IT
ANNO
XXXII- -N.
N. 83
83 -- APRILE
La cultura
rende giganti
Vuoi vedere in copertina del prossimo numero di Cultura Marostica
una tua opera? Scopri come a pagina 2!
02
CULTURA IN MOVIMENTO
Condividere le scelte, sperimentare concretamente cosa
significa “progettazione partecipata” aprendosi al confronto creativo e riscoprendo la bellezza del fare le cose
assieme.
Sono queste le linee guida che ci siamo dati per valorizzare l’importante bagaglio culturale della nostra città, promuovendo una programmazione annuale condivisa tra le
varie associazioni, la Consulta, la Biblioteca e l’Amministrazione comunale.
La volontà è quella di dare una regia alle numerose iniziative già proposte e di implementare l'offerta culturale
puntando sulla partecipazione attiva dei cittadini.
La programmazione culturale di Marostica diventa così
un qualcosa di accessibile, dove ciascuno, all'interno di
una metodologia di lavoro e rispetto ad alcuni obiettivi
condivisi, può dare il suo contributo, portare il suo bagaglio di esperienze, competenze, sensibilità e relazioni.
Con questo spirito sono quindi nati e stanno operando
cinque gruppi di lavoro che dal mese di gennaio si trovano
almeno una volta al mese in biblioteca per discutere e
contaminarsi all’insegna di una programmazione condivisa. A gennaio e febbraio ci siamo confrontati sul tema del
“Viaggio”, a marzo su la “Donna”, ad aprile e maggio
proponiamo iniziative sullo sfondo dell’augurio “Coltiviamoci: percorsi tra cultura e coltura”, giugno, luglio e
agosto saranno mesi di musica, arte e teatro sotto le stelle.
Certo, non sarà un percorso sempre facile ed immediato.
Occorrerà lavorare tutti insieme, mettersi in gioco, confrontarsi e forse anche scontrarsi. Come ci ricorda
l’etimologia del termine (che deriva dal verbo latino colere,
"coltivare") la cultura si può paragonare ad una sorta di
coltivazione: occorre prima preparare il terreno, poi si
semina, si curano tutte le fasi della crescita e solo qualche
tempo dopo si potranno raccogliere i frutti di tutto il lavoro fatto.
Serena Vivian, Assessore alla Cultura
IN COPERTINA
VUOI ESSERE AGGIORNATO SU TUTTE LE VARIE INIZIATIVE CULTURALI DEL NOSTRO TERRITORIO? LASCIA IL TUO INDIRIZZO
EMAIL IN BIBLIOTECA O SCRIVI A
[email protected]
TI INVIEREMO IL CALENDARIO CULTURALE MENSILE.
LA COPERTINA DI
CULTURA MAROSTICA
Cultura Marostica si rinnova, rispolvera la sua veste e
propone una nuova copertina. Da questo numero in poi
la prima pagina del quadrimestrale dedicato alle attività
culturali della città darà spazio alla creatività degli artisti marosticensi offrendo loro la possibilità di far conoscere la propria arte e sensibilità anche “in patria” dove
difficilmente si riesce a diventare profeti.
Il Gruppo di Lavoro Arti Visive, assieme al resto della redazione, ti invita a cogliere questa opportunità e a
partecipare scrivendo all’indirizzo
[email protected]
Ricordati di inviare un'immagine in formato .jpg con
risoluzione di almeno 300 dpi e non dimenticare di indicare anche nome, cognome, titolo dell’opera, tecnica,
misure e breve biografia con note artistiche (10 righe
circa).
CULTURA MAROSTICA
periodico quadrimestrale
Titolo: Un uomo sulla terra
Tecnica: ceramica smaltata
Dimensioni: cm 40 x 40
Anno di esecuzione: 2009
Autore: Stefano Bertoncello Collanega
Stefano è nato, risiede e opera a Marostica in Via Ponte
Quarello. Pittore, scultore, ceramista, è uno della SBITTARTE, luogo dove si pratica la pittura su maiolica.
Direttore responsabile: Chiara Padovan
Redazione: Daniela Bassetto, Mirco Corato, Elisa Geremia, Sara
Muraro, Mario Scuro, Gabriella Strada, Serena Vivian
Consesso dei garanti: Marica Dalla Valle, Alcide Bertazzo, Martino
Bonotto, Aliprando Franceschetti, Gianni Scettro, Valerio Zanforlin
Editore: Biblioteca civica “Pietro Ragazzoni” Marostica
Progetto ed elaborazione grafica: Gabriella Strada
Stampa: Tipografia Dal Maso
Telefono: 0424 479101 - Fax: 0424 479190
E-mail: [email protected]
03
QUI BIBLIOTECA
COMPOSIZIONE COMITATO BIBLIOTECA
 ELISA GEREMIA (PRESIDENTE), referente gruppo di lavoro ARTI VISIVE
 ALBANO BERTON (VICEPRESIDENTE), referente gruppo
di lavoro ARTI ESPRESSIVE (musica, cinema, teatro e danza)
 MIRCO CORATO, referente gruppo di lavoro COMUNICAZIONE E PARTECIPAZIONE
 SARA MURARO, referente gruppo di lavoro STORIA E TERRITORIO
 LILIANA CONTIN, referente gruppo di lavoro SCRITTURA E
LETTURA
 DANIELA ZANINI
 MAILA BOZZETTO
Componenti consultivi:
 PATRIZIA BELLINI (per l’Istituto comprensivo di Marostica)
 MARIA ANGELA RELA (per l’Istituto di Lusiana)
 LEDA POLI (per i volontari delle mostre e della Biblioteca)
 MARCO PIZZATO (per gli studenti volontari della Biblioteca)
 MARIO COGO e ANNA FRANCESCA BASSO (in rappresentanza della Consulta fra le Ass. Culturali del Territorio)
Membri di diritto:
 SERENA VIVIAN (Assessore alla Cultura)
 GABRIELLA STRADA (Coordinatore Consulta fra le Ass.
Culturali del Territorio)
Oltrepassando la porta del civico 4 di via Cairoli,
s’intuisce subito quanto siano importanti ancora oggi
le biblioteche di pubblica lettura. Tra le bacheche e
l’emeroteca, tra le sale studio e la nuova area per i
bimbi si snoda una vivace vita sociale e culturale:
con anziani che discutono i fatti del giorno e magari
scambiano qualche battuta con gli studenti universitari; con le mamme (ma a volte anche qualche papà)
che si ritrovano a leggere insieme le favole ai propri
bambini; con libri che vanno e che vengono; con locandine e volantini che tappezzano in forme sempre
nuove le pareti e le mensole; per non parlare poi dei
numerosi gruppi e associazioni che all’interno della
biblioteca discutono, progettano, sognano.
Molti lo danno per scontato, ad altri invece potrà
sembrare incredibile, ma credo valga la pena ricordare come tutti i servizi offerti dalla biblioteca siano
all’insegna della gratuità. Arricchire il proprio bagaglio culturale, curiosare, informarsi, operare una formazione continua (dentro e fuori gli ambiti lavorativi), tutto questo diventa possibile semplicemente oltrepassando quella soglia.
Accanto alla nostra famosa Piazza degli Scacchi
troviamo quindi quella che la bibliotecaria Antonella
Agnoli chiama la Piazza dei Saperi, dove la cultura è
al centro di scambi e relazioni, e dove un cittadino
può trovare quasi tutti gli strumenti necessari per costruire il proprio senso civico e le proprie visioni sul
mondo. “Una biblioteca - continua la Agnoli -, oltre
ad essere un presidio sul territorio, oltre ad essere
un’opportunità per guardare altri mondi, è un laboratorio di crescita dove impari a scegliere, a esercitare
la tua libertà, a confrontarti, e dove impari a leggere
nel senso più ampio del termine, per affinare il proprio senso critico, oltre che per sviluppare conoscenze ed abilità”. Anche da casa, attraverso il web, possiamo comodamente accedere ad un numero inimmaginabile di informazioni e connetterci con moltissime
altre persone, ma il web è anche un territorio scivoloso e i social network sono solo un pallido surrogato
di una sfera pubblica robusta e di sedi appropriate di
discussione politica.
Come rinnovato Comitato della Biblioteca, consapevoli di tutto ciò, puntiamo proprio ad arricchire
ancora di più questa piccola piazza del sapere e ci
facciamo carico di un nuovo ruolo di coordinamento
per facilitare l’incontro, la comunicazione e la collaborazione tra i diversi attori culturali del territorio:
l’Assessorato alla Cultura, la Consulta delle Associazioni locali e i Gruppi di Lavoro tematici ai quali ogni cittadino interessato è invitato a partecipare.
In un periodo storico nel quale i finanziamenti per
la cultura sono difficilmente reperibili, intrecciare
trame di competenze e orditi di risorse sarà un’azione
vitale per costruire insieme un programma culturale
di qualità capace di valorizzare al meglio, soprattutto
attraverso una migliore strategia comunicativa, gli
eventi e il carattere culturale di Marostica. Lavorare
in gruppo non sarà facile, ma pensiamo sia questa la
sfida da cogliere per rendere la cultura a portata di
tutti, farci sentire a casa ogni volta che mettiamo piede in biblioteca.
Elisa Geremia, Presidente Biblioteca Civica P. Ragazzoni
I nuovi orari della Biblioteca
Dal lunedì al venerdì
Sabato
8:30 - 13:00
14:30 - 19:30
8:30 - 13:00
14:30 - 18:30
Sala informatica
Dal lunedì al venerdì
8:30 - 13:00
14:30 - 19:30
E-mail [email protected]
Telefono 0424 479101
Ufficio Cultura
Martedì e giovedì
Venerdì
9:00 - 12:30
15:00 - 18:30
9:00 - 12:30
E-mail [email protected]
Telefono 0424 479122
04
QUI BIBLIOTECA
I servizi della nostra Biblioteca
Il ruolo della biblioteca pubblica si configura sempre più
come quello di network di servizi e contenuti, assai più
differenziati e complessi di quanto non accadesse qualche
decennio fa. Nell'odierna "società dell'informazione", i
mezzi di comunicazione di massa dispongono di un'attrativa e di un'efficacia molto importante per qualsiasi tipo di
Biblioteca, il cui pubblico è molto variegato, dove ogni
aspetto della vita quotidiana è influenzato da ciò che accade a migliaia di chilometri da noi.
In questa linea la Biblioteca civica di Marostica garantisce l'accesso a internet gratuito già dal settembre 2013
attraverso il servizio WIFI e dal primo febbraio del 2014
anche il servizio Internet gratuito dai computer fissi della
sala informatica. Questa nuova modalità di approccio
all'informazione tiene conto
del ruolo strategico della Biblioteca come spazio pubblico, centro della vita cittadina,
non solo come polo di distribuzione di documenti e media
(in prestito) ma, soprattutto, come fornitore di servizi educativi e di formazione, istituzione culturale e infrastruttura
del tempo libero.
L'anticipazione dell'orario di apertura alle 8.30 del mattino è stato largamente apprezzato dai nostri utenti, che
sempre più numerosi frequentano le sale studio e gli spazi
della Biblioteca arrivando a 200 persone al giorno. È
stato inoltre allargato l'orario di apertura della sala informatica dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 13.00 e dalle
14.30 alle 19.30.
Le nuove implementazioni apportate premiano il servizio che viene erogato soprattutto con l'aumento dei prestiti
che si collocano in 25.000 per il 2013, ben 5000 in più
rispetto all'anno precedente.
Queste novità rafforzano il ruolo della Biblioteca all'interno della comunità valorizzando il diritto all'informazione come diritto umano fondamentale per tutti i cittadini.
Angelina Frison, Bibliotecaria
Marostica, Città degli Scacchi
“Si impara a conoscere bene la gente
viaggiandoci insieme e giocandoci a
scacchi”, recita un antico proverbio russo. A partire dal
mese di aprile, tutti i giorni dalle 8 alle 20, la città di Marostica mette a disposizione dei suoi cittadini e turisti un
set di scacchi giganti per poter giocare liberamente sulle
scacchiere sotto il Doglione, sul lato nord di Piazza degli
Scacchi. Ogni ultima domenica del mese dalle 15 alle
18.30 saranno inoltre disponibili due volontari del
“Circolo Scacchistico Città di Marostica” per qualche
consiglio e dritta sulle regole e le strategie di gioco.
Naturalmente l’impegno di ognuno sarà fondamentale per
avere cura di questo gioco e riporre i pezzi nel carrello al
termine di ogni partita.
Grazie per la collaborazione e… buon divertimento!
Dal 23 al 30 aprile partecipa
anche tu al primo
“Flash.Book.Mob”
organizzato a Marostica!
In occasione della “Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore”, patrocinata dall’UNESCO e celebrata in tutto il mondo, anche Marostica partecipa quest’anno alla
Giornata Evento dedicata alla lettura che lo scorso anno
ha coinvolto 800 classi, 40 biblioteche e gli assessorati
alla cultura dei comuni aderenti al progetto Città Invisibili. L’appuntamento, promosso dall’Assessorato alla Cultura di Marostica in collaborazione con la Biblioteca civica
è fissato per le 9.00 in Piazza degli Scacchi. Ognuno porterà il proprio libro preferito e ad un segnale convenuto
inizierà a leggere per tre minuti in un’armonia di parole!
Stupire e richiamare l’attenzione di chi sta intorno è
l’obiettivo dell’iniziativa che vuole trasformare la lettura
in un’azione visibile e condivisa a sostegno del libro.
L’evento sarà filmato è diventerà parte di un video promozionale dell’iniziativa.
L’invito è rivolto a tutte le scuole del nostro territorio, ma
anche a tutti i cittadini, agli appassionati di lettura e a
semplici curiosi, perché…
IL LIBRO COME LA MENTE
FUNZIONA SOLO SE LO APRI!
La donazione Lidia Serafini Toniolo
La signora Lidia Serafini Toniolo da sempre esprime
grande attenzione e grande attaccamento a Marostica e al
suo territorio e lo dimostrano le decine di opere da lei
pubblicate che ci hanno permesso di scoprire e valorizzare
luoghi e momenti del nostro passato. Ora ha donato dalla
sua collezione privata 52 foto riproduzioni (dimensioni
diverse) i mappali raffiguranti il Comune di Marostica nel
periodo che va dal XVI al XVIII secolo provenienti
dall’Archivio di Stato di Venezia.
Il materiale è in ottime condizioni e illustra i piccoli
borghi da cui nascerà l’attuale comune scaligero. Sono
presenti anche due raffigurazioni della città di Padova.
Le riproduzioni sono state realizzate a settembre del
1983 dall’Archivio di Stato di Venezia e consegnate alla
Sig.ra Lidia Toniolo Serafini che le ha conservate ed infine donate in data 24/02/14 al comune di Marostica.
Un particolare ringraziamento da parte dell’Amministrazione e dell’intera Comunità.
05
QUI BIBLIOTECA
Il nuovo angolo lettura dedicato ai
bambini
La nostra Biblioteca è frequentata da tantissimi studenti
(e di questo siamo orgogliosi!) che con il passare degli
anni avevano però in qualche modo “invaso” lo spazio riservato ai più piccoli. Da qui la volontà di “ri-creare” un
angolo colorato, stimolante e accogliente dove anche i più
piccoli possano avvicinarsi al mondo dei libri in maniera libera e creativa, con l’acquisto di qualche complemen-
Lo spazio riservato ai bambini, recentemente ristrutturato
to d’arredo a misura di bambino e nuove collane dedicate
ai più piccoli, suddivise per tematiche e fasce d’età e non
più in ordine alfabetico.
La “nuova” Biblioteca dei bambini è stata inaugurata il
9 novembre 2013, in occasione del primo appuntamento
con “C’era una volta, un libro…” il primo ciclo di letture
animate promosse dall’Asses-sorato alla Cultura in collaborazione con l’associa-zione “Il Gufo” e un gruppo di
volontarie. L’inizia-tiva, ad ingresso libero, è rivolta a
tutti i bambini dagli 0 agli 8 anni (divisi per specifiche
fasce d’età) ed ha riscosso un incredibile successo, coinvolgendo anche le insegnanti dell’asilo nido comunale e il
progetto “Nati per leggere”.
Le letture animate “C’era una volta, un libro…”
Dopo gli appuntamenti settimanali di novembre e dicembre si è quindi proseguito anche nei mesi di febbraio,
marzo ed aprile proponendo animazioni, letture in lingua
inglese e giapponese e vari laboratori creativi.
Un’occasione unica per avvicinare i bambini alla lettura in
modo piacevole, ma anche per sensibilizzare i genitori
sull’importanza di frequentare ed accompagnare i propri
figli in biblioteca che diventa così un punto d’incontro e
di crescita culturale. La passione per la lettura va coltivata. Se vogliamo gettare le basi perché i nostri bambini diventino un domani degli appassionati lettori, dobbiamo
offrire loro delle occasioni per avvicinarsi al magico mondo dei libri in maniera libera, creativa e stimolante.
Un ringraziamento speciale va quindi a questo gruppo di
mamme, insegnanti e bibliotecarie appassionate di lettura
che si sono alternate in questi mesi per regalare ai nostri
piccoli dei momenti di fantasia.
Serena Vivian, Assessore alla Cultura
Gli animatori de Il Gufo e i volontari durante le letture animate
Pubblicità
06
GRUPPI DI LAVORO
Comunicazione e partecipazione
Lettura e scrittura
Il gruppo “Comunicazione e partecipazione” nasce con
la finalità immediata di ripensare in termini di organicità e
coerenza la pubblicizzazione degli eventi culturali marosticensi.
Siamo infatti partiti dal constatare come a Marostica si
organizzino moltissimi appuntamenti culturali (spesso
anche di grande qualità e rilevanza) senza però che ci sia
una regia complessiva e un'adeguata promozione degli
eventi.
Con i gruppi di lavoro si è finalmente creato un livello
di coordinamento che prima mancava e che ha favorito la
collaborazione e la sinergia tra le diverse competenze e
sensibilità presenti in città.
In prospettiva si vorrebbe riuscire ad implementare la
capacità di lavorare in gruppo, valorizzando il processo di
ideazione e organizzazione degli eventi, per arrivare infine ad una promozione che parta dalla ricchezza di scambi
e relazioni, dalla partecipazione, e che sappia mettere in
campo la creatività e il gioco.
Il gruppo “Comunicazione e partecipazione” è aperto a
tutti coloro i quali abbiamo una predisposizione per la
grafica, la comunicazione, l'arte di ascoltare e le pratiche
partecipative.
Il Gruppo, oltre ad occuparsi di promozione della lettura e della scrittura, collabora alle presentazioni di nuove pubblicazioni, cerca di dare un supporto alla Biblioteca, anche nella predisposizione di
bibliografie aggiornate inerenti a determinate tematiche che i singoli gruppi ed associazioni culturali propongono sia
nell’ambito delle loro attività specifiche
sia in quelle presentate dall’Assessorato
alla Cultura.
È formato da persone che provengono per lo più da gruppi culturali che fanno parte della Consulta delle Associazioni culturali e che da anni si occupano di lettura e scrittura,
persone accomunate dall’interesse e dalla consapevolezza
del ruolo fondamentale che queste due attività rivestono
nell’ambito culturale, soprattutto nel momento in cui da
avventure interiori dell’animo diventano importanti opportunità di incontro tra scrittori, lettori ed ascoltatori.
È quanto abbiamo potuto constatare durante alcune manifestazioni, create direttamente dai componenti del gruppo,
come nella serata del 21 dicembre scorso quando le associazioni “Il Gufo” e “Insieme per leggere” hanno proposto
delle letture espressive tratte da In nome della madre di
Erri de Luca. Dalla collaborazione di queste due associazioni, a cui si sono uniti “La Fucina Letteraria” ed il gruppo
vocale “Gocce d’Armonia” è scaturita un’altra serata in
occasione della Giornata della Memoria, il 27 gennaio Per
non dimenticare, un reading musico-letterario sulla Shoah.
La collaborazione è poi continuata nella predisposizione
di alcune serate inserite nella manifestazione Donne, percorsi al femminile e dedicate alla presentazione di libri di
racconti e di poesie: venerdì 7 marzo Ove le belle membra
pose con la presentazione delle opere di Annamaria Marcadella e Adriano De Angeli e venerdì 21 marzo Se fiore, se
farfalla, se betulla, se bimba, madre, sorella, amica… incontro con la poetessa Annamaria Ghirardello alle cui poesie si sono ispirate le coreografie create da Sara Fortin per
il Centro Danza di Giovanna Galvanelli.
Questi momenti sono stati davvero “speciali” perché si è
creata un’atmosfera suggestiva ed avvincente, ricca di emozioni suscitate dall’ascolto dei passi scelti per la lettura. Da
attività di così grande impatto emotivo dovrebbe scaturire
l’amore per la lettura, purtroppo poco praticata in Italia, gli
ultimi dati Istat appaiono molto preoccupanti: risulta, infatti, che rispetto al 2012, la quota di lettori è scesa nel 2013
dal 46% al 43%.
In un panorama così desolante appare ancora più apprezzabile la realizzazione di attività che possano diffondere la
lettura e la scrittura a tutti i livelli. Aprirsi a nuove esperienze formative è un viaggio che ogni uomo dovrebbe
compiere, un viaggio capace di avvicinare le realtà più diverse, per approdare ad una migliore comprensione di sé e
dei contesti sociali in cui si trova a vivere.
Mirco Corato
SE SEI INTERESSATO A FAR PARTE
DI UN GRUPPO DI LAVORO O
SEMPLICEMENTE VUOI SAPERNE
DI PIÙ, LASCIA IL TUO
NOMINATIVO IN BIBLIOTECA:
IL TUO CONTRIBUTO PUO’ ESSERE
IMPORTANTE!
GRUPPO LETTURA - SCRITTURA:
Letteratura, poesia, pubblicazioni e proposte di acquisto
libri
GRUPPO PARTECIPAZIONE E COMUNICAZIONE:
Grafica, Cultura Marostica e coordinamento tra i gruppi
GRUPPO ARTI VISIVE:
Fotografia, pittura, scultura, mostre ed esposizioni
GRUPPO ARTI ESPRESSIVE:
Musica, cinema, teatro e danza
GRUPPO STORIA E TERRITORIO:
Storia, tradizioni e musei
Liliana Contin
07
GRUPPI DI LAVORO
Arti espressive
Marostica, città della musica tutto l'anno
Più volte, parlando delle varie manifestazioni che si
svolgono nella nostra Città, capita di osservare come forse
la musica sia diventata l’arte espressiva più gettonata rispetto ad altre, che pure vi ricoprono un importante ruolo
culturale.
Sta di fatto che, a cominciare dalla seconda metà di gennaio fino più o meno all’Epifania dell’anno successivo, a
Marostica si snodano quasi incessantemente una serie di
appuntamenti musicali di grande interesse sia per gli appassionati che per il grande pubblico: I Concerti della Domenica, organizzati dall’Assessorato alla Cultura, Biblioteca Civica e Consulta fra le Associazioni Culturali del
Territorio, giunti quest’anno alla 15^ edizione, aprono la
serie fino a Pasqua; segue la Primavera Musicale, con gli
Incontri Corali Internazionali, giunti rispettivamente alla
26^ e 15^ edizione, a cura dell’Associazione Corale Gioventù in Cantata; a maggio, presso la Pieve di S. Maria
Assunta, si svolge la Rassegna Il Suono del Sacro, organizzata dalla Parrocchia e dalla locale Schola Cantorum;
in giugno solitamente cadono i concerti del Castello Armonico, nel cortile interno del Castello Inferiore, a cura
dell’Associazione Corale Musica Reservata; intorno alla
metà di luglio, presso la Scalinata dei Carmini, hanno luogo gli attesi appuntamenti di Marostica suona e canta ai
Carmini, per iniziativa dell’Assessorato alla Cultura, in
collaborazione con l’Associazione Sodalitas Cantorum, il
Comitato Carmini e con la partecipazione della Filarmonica di Crosara/Marostica.
Dopo la pausa agostana, durante la quale potrebbero
inserirsi alcuni Concerti in collina, nelle piazzette storiche
o in luoghi caratteristici delle nostre frazioni collinari,
verso la metà di Settembre di norma si propone la serie di
appuntamenti dell’Autunno Musicale e Concerti
d’Avvento/Natale (35^ edizione), per l’organizzazione dei
Cantori di Marostica, in collaborazione con Sodalitas
Cantorum e l’Amministrazione Comunale, fino al periodo
natalizio, nel quale si innesta l’ormai affermata manifestazione Natale con Noi, patrocinata dalla Pro Marostica e
dall’Amministrazione Comunale, in collaborazione con le
Associazioni dei Commercianti e della Consulta. Il tradizionale Concerto di Natale de I Cantori di Marostica e il
Concerto Augurale del Coro Gioventù in Cantata chiudono e aprono simbolicamente la “musica per tutto l’anno”
nella nostra Città.
Albano Berton
Storia e territorio
Marostica nella Grande Guerra
Vuoi contribuire a ricostruire l’immagine
della città durante il primo
conflitto mondiale?
L'Assessorato alla Cultura e il Gruppo di lavoro Storia, Monumenti e Territorio, in occasione del centenario del Primo Conflitto Mondiale, invitano i cittadini ad una raccolta di immagini e documenti per
l'allestimento di una mostra fotografica avente come
tema Marostica durante la prima guerra mondiale.
L'esposizione si terrà presso le sale mostre del Castello Inferiore nel novembre 2014. L'obiettivo è
quello di ricostruire la Marostica del tempo, i suoi
protagonisti e i cambiamenti che l’hanno sconvolta.
E’ possibile inviare [email protected] il materiale anche in forma digitale. Il materiale non pervenuto in forma digitale verrà restituito ai proprietari
al termine della mostra.
Sara Muraro
Consulta fra le Ass. Culturali del Territorio
Si sa, ogni cambiamento necessita di un
certo periodo di assestamento e di rodaggio.
La nascita dei “Gruppi di lavoro” ha introdotto un modo nuovo di coordinare le attività delle Associazioni che fanno parte della
Consulta, che hanno la possibilità di gestire in prima persona, assieme alle altre associazioni marosticensi, a privati cittadini e all’Assessorato alla Cultura, l’attività culturale della nostra città, in modo partecipato, condividendo
scelte, temi e metodologie.
Ad ogni riunione le proposte e le idee si intersecano,
interagiscono, stimolano nuove iniziative e creano sinergie che sembravano impossibili.
È un processo iniziato già l’anno scorso in modo sperimentale con l’anno Ragazzoniano e che sta dando a tutti
grandi soddisfazioni, in termini di presenza di pubblico
ma anche di richiamo per i paesi vicini, da cui stanno arrivando nuovi soci per le nostre associazioni, attirati dalle
iniziative continuamente messe in atto.
Gabriella Strada, Coordinatore Consulta fra le Ass.i del Territorio
08
OTTOBRE PIOVONO LIBRI
OTTOBRE 2013
Guru per caso
Guido Ghiri, impiegato di quart’ordine
in una grande ditta, sta attraversando una
fase critica della vita. Amore, lavoro...
Tutto va storto. Ma il destino non tarda a
metterci lo zampino: una serie di circostanze fortuite convergono nel far ritenere Guido dotato di speciali poteri. È questo lo scoppiettante incipit di Guru per
caso, romanzo presentato il 10 ottobre 2013 in chiesetta S.
Marco con gli autori Alessandro Zaltron e Demetrio Battaglia e l'accompagnamento della lettrice Anna Branciforti.
La serata, organizzata dalla Piccola Libreria Andersen e
dal Comune di Marostica, grazie
all'ironia e allo spirito frizzante dei
due autori, ha coinvolto il pubblico
presente. È piaciuta la storia di
Guido Ghiri, divenuto guru guaritore di successo quasi suo malgrado e che attraverso vicende sempre
più coinvolgenti arriva a capire che
a cambiarci non sono soltanto le
cose che facciamo, ma anche e soprattutto il modo in cui ci
vedono gli occhi degli altri. Un libro che, con leggerezza,
punta il dito sull’universo dei finti guaritori e allo stesso
tempo regala una divertente dimostrazione di come la vita
non smetta mai di sorprendere.
Il tempo è un Dio breve
Ho presentato con grandissima soddisfazione Mariapia Veladiano, letterata e teologa, collaboratrice di riviste
e giornali e preside a Rovereto, già
affermata scrittrice di La vita accanto
(premio Calvino 2010, 2° posto al
Premio Strega 2011, Premio Cortina
d’Ampezzo 2011, diritti acquistati dal
regista Marco Bellocchio). L’autrice,
dallo stile raffinato e dalla straordinaria capacità di scrittura, ha risposto
alle molte domande esponendo il suo pensiero in modo
chiaro e ricco di risonanze.
Il tempo è un dio breve è un romanzo di vita vissuta, di
cedimenti e di conquiste, di problemi gravi e ricorrenti,
dell'importanza di comprendere e di vivere in pienezza la
paternità e la maternità.
La serata, organizzata dalla
“Fucina letteraria” in collaborazione con le associazioni
“Insieme per leggere” e “Il
Gufo”, è stata molto partecipata; il gruppo di musica antica
“Dolce consort” del M° Maurizio Baghin ha eseguito in
modo splendido vari pezzi e un ricco rinfresco ha concluso l’incontro.
Anna Francesca Basso, Associazione La Fucina Letteraria
I corvi di Erto e Casso (voci dal Vajont)
L’Amministrazione Comunale di Marostica ha ricordato
le vittime del disastro del Vajont nel 50° anniversario della
tragedia e – in collaborazione con il Gruppo Cineforum
Marostica e con l’Associazione Mondo Rurale Marostica –
ha promosso una serata commemorativa presso la sala multimediale dell’Opificio, martedì 15 ottobre 2013. Pierpaolo
Gervasoni, figlio dell’autore, ha presentato il libro “I corvi
di Erto e Casso - Voci dal Vajont”, scritto dal giornalista
Armando Gervasoni (prematuramente scomparso), rimasto
inedito fino al 2012. Presentazione ampliata e commentata
da Stefano Ferrio, curatore per l’edizione dello stesso libro.
Lo scritto è apparso quasi il testo profetico di una tragedia annunciata, che si poteva evitare. “È la storia di
un’opera [la diga del Vajont] che non si doveva fare, ma
che è stata realizzata per motivi economici e politici…
Oggi celebriamo l’anniversario di una tragedia
unica nel suo genere, che
ha provocato la morte di
1.910 persone, un terzo
delle quali mai ritrovate…
Qualcuno l’ha definita una
tragica fatalità: non è stata
una fatalità! La gente sapeva che quel monte non era stabile e non a caso l’aveva
chiamato Toc, pezzo… Non è sufficiente piangere; dobbiamo anche imparare qualcosa da questa brutta esperienza”.
OTTOBRE PIOVONO LIBRI
Claudia Rualta, neolaureata in filologia moderna con la
tesi “Mito e progresso nel caso del Vajont: due autori a
confronto”, ha illustrato il suo assunto: dimostrare che
due romanzi, scelti sul tema, pur differenti tra loro, hanno
in comune il fatto che sono la manifestazione simbolica di
qualcosa che non sta nell’individuo, ma nella società, cioè
l’ambiguità del reale (il primo attraverso una rete di metafore ossessive, il secondo con l’accoglienza dei mutamenti
del progresso nonostante la consapevolezza che questo
provocherà morte e distruzione). E’ intervenuto il sindaco
di Longarone, Roberto Padrin, il quale ha raccontato la
storia del paese dalla tragedia di ieri all’aspetto odierno.
Sono seguite le proiezioni commentate del filmato“Vajont 63: il coraggio di sopravvivere” di Andrea
Prandstraller, a cura del Gruppo Cineforum, e delle foto
scattate dai soci del Mondo Rurale, in occasione delle
visita collettiva a Longarone, Erto e Casso, con l’intervento relazionale del socio Franco Burei. Il geologo
locale Bortolo Franceschetti ha sottolineato l’importanza
del rilievo geologico prima dell’intervento umano nell’ambiente e il poco conto tenuto in Italia delle indicazioni dei professionisti del campo, come ha potuto sperimentare durante la sua lunga esperienza nel Veneto e quale
cattedratico all’università di Torino. Luigino Menti di
Bolzano Vicentino ha ricordato la sua dolorosa esperienza, allorché, giovane militare, fu destinato con i commilitoni a recuperare le vittime della valanga d’acqua abbattutasi sulla valle del Piave, a seguito del crollo del monte
Toc sul bacino d’invaso della diga sottostante.
Infine, sono state lette alcune toccanti pagine del testo
pubblicato dall’editore Gabrielli.
Mario Scuro
Il Mercatino del libro usato
“In Italia ci sono più scrittori che lettori”, diceva qualche anno fa Roberto Benigni. Si trattava ovviamente di
un’esagerazione, ma rende bene l’idea della situazione del
nostro Paese, dove solo il 45% dei cittadini dichiara di
aver letto almeno un libro nell’ultimo anno.
In un’ottica di promozione della lettura, l’Assessorato alla Cultura in
collaborazione con la
Biblioteca Civica ha
quindi promosso il
“PRIMO MERCATINO DEL LIBRO USATO”. Dal 26 al 31 ottobre 2013, all’interno della rassegna nazionale “Ottobre
piovono libri”, sono stati messi in vendita ad un prezzo
simbolico (da uno a cinque euro) oltre mille libri che si
trovavano stipati nei depositi della biblioteca. Si trattava
di volumi scartati perché obsoleti e pronti per essere portati al macero, o donati dai privati cittadini nel corso degli
anni, ma già in possesso della biblioteca. L’obiettivo è
stato quello di promuovere la lettura, dando una “seconda
vita ai libri” e promuovendo il rinnovo delle collezioni
della biblioteca: grazie ai fondi raccolti sono stati infatti
OTTOBRE 2013
acquistati libri nuovi per i bambini. In questo primo mercatino sono stati venduti oltre 400 volumi e visto il successo ottenuto si sta pensando di proporre nuovamente
l’iniziativa.
Angelina Frison, Bibliotecaria
Fare_night 20_13
Il 26 ottobre, in una timida giornata di sole autunnale, alcuni marosticensi appassionati di lettura
sono usciti di casa portandosi appresso, sotto braccio o in borsetta,
il proprio libro preferito. Si sono
incamminati verso il centro per poi
riunirsi con altri amanti della lettura all’ingresso della Biblioteca
Civica, ignari del pericolo a cui i
loro libri preferiti stavano andando
incontro. Dopo alcuni istanti, infatti, un plotone di guardie
dal volto impassibile e dalla divisa nera li ha circondati
conducendoli a forza attraverso le viuzze del centro
fino a giungere di fronte la chiesetta San Marco dove,
senza spiegazioni e senza umanità, ognuno si è visto
strappare di mano il proprio libro preferito. È questa la
prima parte della performance che ha accompagnato il
pubblico nella vita di Guy Montag, militare addetto al
sequestro e alla distruzione dei libri. Le associazioni
“Voci in Viaggio” di Conegliano e “Color teatri” di Bassano del Grappa si sono unite
per dare corpo e voce a Farenight 451, romanzo di Ray
Bradbury che ha portato il
pubblico a riflettere sulla
potenza dei libri e della lettura. “Lo spettacolo Fare_Night 20_13 - Vogliamo il
Una scena di Fare_night 20_13
tuo libro - dice Antonella
Rui di “Voci in Viaggio” - nasce dall'esigenza di sensibilizzare l'opinione pubblica riguardo alla necessità di difendere e diffondere la cultura ed in particolare la letteratura.
Nella performance il veicolo di diffusione si identifica nei
libri, ma questo non va ad escludere altri mezzi come
quelli attualmente più utilizzati (internet, e-book... ). L'ispirazione è stata data dalla scena finale del film del regista francese François Truffaut dove gruppi di persone
sfuggite alla dittatura che imponeva l'obbligo di non leggere libri, arrivando addirittura a bruciarli, imparano a
memoria i testi per poi declamarli insieme vagando per il
bosco dove si sono rifugiati nell'attesa di riorganizzarsi in
una nuova società”. Ed è così che si è conclusa la performance, con un gruppo di persone che declamavano tra il
pubblico i brani di alcuni romanzi e l’invito a fare altrettanto col risultato, miracoloso ed emozionante, di una lettura collettiva dove parole ad alta voce si mescolavano a
frasi sussurrate, dove letture riversate nel mondo si intrecciavano a mondi riversati dentro i lettori stessi in un misto
di intimità e libertà.
Elisa Geremia, Presidente Biblioteca Civica P. Ragazzoni
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FIABE
FIABEIN
INCASTELLO
CASTELLO
NOVEMBRE
NOVEMBRE
2013
filastrocche che illustrano i principale diritti dei bambini, sostenuta dall'Assessore
alla cultura Serena Vivian e con la preziosa collaborazione dell'Associazione Marostica Fotografia 1979 e della quinta D del
Liceo artistico di Nove coordinata dal
prof. Ezio Lunardon, la mostra è stata vista ed apprezzata da moltissimi visitatori.
Le poesie, le eloquenti foto e i bellissiStudio?
mi disegni dei ragazzi della quinta D han- Ph. A. Orso
no costituito il miglior commento ai principali diritti dei bambini, ricordandone l'importanza e l'inderogabile dovere da parte del mondo adulto di attuarli.
All'interno della mostra si sono svolti alcuni laboratori rivolti ai bambini delle elementari e ai ragazzi delle medie.
Dopo aver letto e commentato le filastrocche con Laura,
i ragazzi hanno disegnato direttamente su fogli predisposti
sotto le foto appese, rivelando talento artistico e profonda
comprensione dei temi trattati.
I bambini della scuola
primaria di Schiavon hanno
esposto un bellissimo librone da loro realizzato sul
tema della mostra.
Il teatro a scuola
Il diritto di essere bambini
Gli angeli custodi
Danzar di vesti, frullio d'ali,
voci lievi e musicali,
celestiali nei modi
vanno gli angeli custodi
ad aprire il cuore
zitti, senza far rumore,
a reggere la mano,
piano, piano, piano,
ad illuminare la mente
di quella gran gente
che oggi scrive il futuro
d'un mondo bambino sicuro.
Fiori e pane
Ph. G.F. Pozzer
Con queste parole che interpretano in modo poetico il
momento della firma ufficiale della Dichiarazione dei
diritti dei bambini avvenuta
il 20/11/1989 all'ONU, si è
aperta la mostra Il diritto di
essere bambini, tenutasi nelle
sale mostra del Castello a
novembre, mese dedicato ai
bambini.
Nata da un'idea di Laura
In cammino - Ph. L. Bressan
Primon, autrice delle dieci
Grazie all’Amministrazione Comunale e alla Biblioteca
Civica “P. Ragazzoni”, anche quest’anno, nell’ambito del
Premio Nazionale Arpalice Cuman Pertile, gli alunni della
scuola dell’Infanzia e Primaria dell’Istituto Comprensivo di
Marostica hanno avuto l’opportunità di assistere a uno spettacolo teatrale: un appuntamento ormai tradizionale che
vede i bambini riuniti in un’esperienza diversa e coinvolgente che fornisce loro preziosi spunti di riflessione.
Il 25 e il 27 novembre, nell’aula
magna della scuola
N. Dalle Laste, la
Compagnia Gruppo
Panta Rei ha messo
in scena “Il mago
di OZ“ che ha affrontato il tema del- Una scena de Il Mago di Oz
la solidarietà e della
scoperta delle proprie qualità sorprendendo gli spettatori
anche con effetti speciali.
Martedì 26 novembre i bambini dell’infanzia hanno assistito alla rappresentazione “Pa-Panda” della Compagnia
“Le nuvole”; un viaggio coinvolgente alla scoperta della
diversità come valore.
Tutti gli spettacoli sono stati molto apprezzati. La fantasia
degli attori e la suggestione delle ombre cinesi hanno coinvolto in modo emozionante e gioioso il pubblico. Ringraziamo pertanto vivamente l’Amministrazione, la Biblioteca, gli attori e quanti hanno collaborato all’iniziativa.
Patrizia Bellini, insegnante
PREMIO ARPALICE CUMAN PERTILE
XXVI Premio Nazionale Letterario
Arpalice Cuman Pertile
I premiati:
POESIA INFANZIA
1° PREMIO: Case di Eleonora Bellini
SEGNALATO: Pensieri in libertà… di Luisa Bianchi
POESIA PREADOLESCENZA
1° PREMIO: Stupori di Gelmi Giovanna
SEGNALATO: Il Fisiologo di Giovanni Pigatto
NARRATIVA INFANZIA
1° PREMIO: Il sogno della balena di Giorgio La Scala
SEGNALATO: Maschio o femmina? di Cinzia Capitanio
SEGNALATO: La chiave dorata di Miriam Stival
FUORI CONCORSO: La foresta dei colori di Cinzia Parise
NARRATIVA PREADOLESCENZA
1° PREMIO: Ti tengo viva nel cuore di Silvia Lovisetto
SEGNALATO: Gandhi e le lettere del nonno di Eleonora Bellini
SEGNALATO: I conti non contano di Mariantonietta Mentasti
TEATRO
1° PREMIO EXAEQUO:
I colori del cielo di Kosmè De Maria
La città che aveva perso le idee di Laura Bonelli
Superato il traguardo del quarto di secolo, il premio Arpalice Cuman Pertile è arrivato alla 26ª edizione con la
partecipazione di 111 scrittori da tutta Italia per l’infanzia
e la preadolescenza. Alla cerimonia di premiazione di sabato 30 novembre in Sala Consiliare del Castello Inferiore
erano presenti il Sindaco di Marostica Marica Dalla Valle,
l’Assessore alla Cultura Serena Vivian,
il presidente della giuria Mariselda Tessarollo e la fondatrice del premio Lidia
Toniolo Serafini. Era presente anche
Aurea Dissegna, Pubblico Tutore dei
Minori della Regione Veneto, che ha
introdotto la tematica dei diritti dei
bambini. Durante la cerimonia di preAurea Dissegna
miazione è stato sottolineato come il
premio si confermi capace di richiamare attenzione, già
trampolino di lancio per vari autori e che gode anche del
patrocinio della Regione Veneto. Ora la sfida é quella di
contribuire a mantenerlo vivo, rinnovandone la grafica, i
contenuti e soprattutto le attività collaterali affinché la
NOVEMBRE 2013
proposta lanciata nel 1988 dall’allora Assessore alla Cultura Lidia Toniolo Serafini, continui a rappresentare un’opportunità preziosa per la crescita dei nostri bambini e ragazzi, facendo tesoro degli insegnamenti di Arpalice Cuman Pertile. Un ringraziamento speciale va a tutti i bambini
e ai ragazzi che, assieme ai loro insegnanti hanno contribuito ad arricchire la giornata delle premiazioni: le alunne della classe 3^F dell’Istituto Comprensivo di Marostica che
hanno letto i racconti dei vincitori; la sezione voci bianche
del Coro Gioventù in Cantata diretta da Elisa Maroso e
accompagnata al pianoforte da Massimo Zulpo, che hanno
dato un benvenuto musicale; gli studenti di 5^F e 5^D del
Liceo artistico G. De Fabris di Nove, che hanno collaborato
per realizzare la copertina del presente volume ed in particolare a Tamara Rossetto, il cui bozzetto è stato scelto per
la copertina del volume che anche quest'anno ha raccolto i
testi degli autori vincitori e segnalati di ogni settore. Al
termine della cerimonia è stata inaugurata la mostra Il diritto di essere Bambini promossa dall’Assessorato alla Cultura, in collaborazione con l’Associazione Culturale Marostica Fotografia 1979 e gli alunni del liceo artistico G. De
Fabris di Nove, per ricordare il 15º anniversario della Convenzione Internazionale sui diritti dell’infanzia e
dell’adolescenza promulgata nel 1989. La mostra è nata da
un’idea della poetessa marosticense Laura Primon che con
le sue poesie sui diritti dei bambini ha ispirato le foto e i
disegni esposti nelle Sale del Castello Inferiore. La mostra
è poi cresciuta giorno per giorno grazie ai laboratori pensati
per le scuole e l’apposita parete bianca dove grandi e piccini hanno lasciato i propri disegni e i propri pensieri. Tra le
manifestazioni collaterali al premio ricordiamo la rassegna
Fiabe in Castello con gli spettacoli teatrali rivolti alle scuole dell’infanzia e della primaria del nostro territori (Il mago
di Oz, regia del gruppo Panta Rei e Pa – Panda, de la
compagnia Le nuvole). Tante quindi le iniziative proposte,
senza la pretesa di avere a tutti i costi qualcosa da insegnare. La voglia è anzi quella di recuperare la capacità di ascoltare i più piccoli che con la loro energia, innocenza e
fantasia sono molto spesso maestri di vita. Con la speranza
di aver fatto un po’ nostro il monito di Antoine de SaintExupéry, che nel “Piccolo principe” scriveva:
“Tutti i grandi sono stati bambini una volta. Ma pochi di
essi se ne ricordano.”
Serena Vivian, Assessore alla Cultura
Un premio letterario molto longevo
Nel panorama dei premi letterari italiani questo premio
ha raggiunto i 26 anni ed è uno dei pochissimi rivolti a questa particolare fascia d’età. Da quanto pubblicato sul sito
Concorsiletterari.it si trovavano, nel 2010, circa 250 concorsi di cui la metà non superava la decima edizione e un
quinto era alla prima edizione. Questa situazione ci conferma che il premio marosticense ha nella sua formulazione
una solida base dovuta allo stretto anonimato delle opere
giudicate e alla presenza di un comitato scientifico, composto da insegnanti delle scuole primarie interessate e da esperti nei tre settori del concorso, che coadiuva la giuria
finale.
Mariselda Tessarollo, Presidente della Giuria
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NATALE CON NOI
Natale è un momento magico che
anche quest'anno l’Amministrazione ha
voluto sostenere con iniziative ricreative e culturali, sia in centro che nelle
frazioni. Accanto al tradizionale appuntamento con la pista di pattinaggio su
ghiaccio e gli innovativi week-end di
animazione in piazza degli scacchi, particolare cura è stata data anche alla proposta culturale con ben 16 concerti in
tutto il territorio comunale e tre mostre che si sono alternate nelle sale del castello e in chiesetta San Marco. Un
ringraziamento speciale va quindi all'Associazione per lo
sviluppo delle attività corali del Veneto - che ci ha supportati in quattro concerti - e alle associazioni culturali
cittadine, sempre pronte a collaborare con l'Assessorato
alla Cultura per realizzare proposte di spessore. Un plauso
va infine alle parrocchie, ai gruppi di lavoro e alle frazioni che hanno contribuito ad animare il territorio anche dal
punto di vista sociale, con pranzi comunitari, momenti
aggregativi per gli anziani, i bambini e le famiglie, rinnovando il vero spirito di condivisione del Natale.
Autunno Musicale e Concerti d’Avvento
Natale 2013
L’Autunno Musicale e i Concerti d’Avvento/Natale
2013 sono stati organizzati dal Coro I Cantori di Marostica, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di
Marostica, l’Assessorato alla Cultura, la Biblioteca Civica
Pietro Ragazzoni, la Consulta fra le Associazioni Culturali
del Territorio, la Regione del Veneto e la Provincia di Vicenza (Reteventi Cultura 2013). La manifestazione ha
proposto otto concerti, dal 15 settembre al 26 dicembre, di
domenica pomeriggio, secondo una consuetudine ormai
affermata, per degli appuntamenti molto attesi in Città e
nel territorio. Come da tradizione, il concerto di apertura
(15 settembre) è stato offerto dal Giovane Podio Musicale
Dresda – Venezia, un’orchestra di una trentina di giovani
musicisti di Germania, Italia, Francia e Lituania, sotto la
direzione artistica del M° Ivano Zanenghi e la concertazione del giovane M° Massimo Raccanelli Zaborra, mentre il violino principale è stato Alessandro Cappelletto. Ha
partecipato il Coro I Cantori di Marostica, diretto da Albano Berton, per l’esecuzione del Gloria RV 589 di Antonio
Vivaldi, con la collaborazione del soprano Giulia Semenzato e del mezzosoprano Stefania Berton. Il calendario ha
previsto successivamente tre concerti d’organo: due nella
Chiesa di S. Maria Assunta (organo A. Zeni 2013) il 22
settembre e il 20 ottobre, con uno dei massimi interpreti
italiani, il M° Francesco Finotti, affiancato nella presentazione e commento al pubblico dei singoli brani da Bepi
De Marzi; il terzo nella Chiesa di S. Antonio Abate
(organo G.B. Zordan 1882) il 13 ottobre, protagonista il
M° Enrico Zanovello, già collaboratore della nostra rassegna e organizzatore di importanti festival organistici. Il 3
novembre, presso la Chiesetta San Marco, è stata la volta
di un Quartetto composto da soprano, flauto, violoncello
e pianoforte, con Arianna Lanci, Claudia Bostrenghi,
DICEMBRE 2013
Roberta Pennisi e Lisa Calamosca, per un programma tutto
dedicato al Novecento europeo. Il 17 novembre a S. Antonio Abate abbiamo avuto il Gruppo Laboratorio di Musica
Antica del Conservatorio A. Steffani di Castelfranco Veneto, diretto da Andrea Bressan, che ha presentato musiche di
Vivaldi, Biber e Telemann. A dicembre due appuntamenti
importanti: domenica 8 il Concerto dell’Immacolata, nella
Chiesa di S. Maria Assunta, con I Cantori di Marostica, cui
si è affiancato il Gruppo vocale Gocce d’Armonia e la partecipazione del soprano Maricla
Rossi e del contralto Bianca Simone,
per un nutrito programma di musica
sacra compresa tra l’800 e i giorni
nostri. All’organo A. Zeni 2013 il
M° Michele Geremia. Infine il giorno di Santo Stefano, 26 dicembre,
c’è stato il tradizionale Concerto di
Natale, nella Chiesa di S. Antonio
Abate, con grandi Autori del
‘800/‘900 (Berlioz, Saint-Saens, Janacek) e canti della tradizione natalizia italiana ed europea. Il cast degli interpreti è stato di notevole interesse: Stefania Miotto soprano, Stefania Berton
mezzosoprano, Bianca Simone contralto, Swan Piva tenore
e Antonio Marani baritono/basso; il quintetto d’archi
dell’Ensemble Seconda Prattica, Cristina Ghidotti arpa,
Antonio Bortolami organo e I Cantori di Marostica.
Campane Tibetane e colore
Albano Berton
L’associazione L’Urtica di Marostica e l’associazine La
Sorgente di Thiene con il patrocinio del comune di Marostica, il 22 dicembre hanno presentato per “Natale con noi”
il concerto “Campane Tibetane e colore” dove il gruppo
Oropasia con gli strumenti e l’artista Livia Cuman con la
realizzazione di una tela in action painting, hanno donato
alla cittadinanza, giunta in gran numero, un meraviglioso
momento di meditazione attendendo il Natale. Protagonisti
del suono sono stati strumenti antichi sciamanici come
campane tibetane, gong,
conchiglie, tamburi sciamanici, tamburi oceanici,
cimbali tibetani, campanelli vajire, che creano suoni
adatti a portare armonia nel
corpo e sensazioni ancestrali quasi dimenticate, ma
vicine ai suoni dell’anima. È stata usata l’acqua nelle campane “madri”, donando vibrazioni meravigliose, e i tamburi
oceanici hanno procurato un’armonia di frequenze in cui il
corpo si abbandona al piacere dell’ascolto. Il tutto è stato
accompagnato dalla pittura intuitiva che dona colori e piacere alla vista a completare le sensazioni ricevute. Il 13
aprile 2014 alle ore 20.30 in chiesetta San Marco, il concerto è stato riproposto attendendo la Pasqua e, come ogni
nuovo concerto, le variazioni eseguite lo hanno reso unico
ma sempre armonioso, meditativo e avvolgente come procura ogni volgersi verso il sacro.
Livia Cuman
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MANI CREATIVE 2013
Specchio, specchio delle mie brame...
Biblioteca - Schiavon,Venerdì 11 ottobre 2013
Il segreto nello sguardo di Valentina Casarotto
Chiesetta S. Marco - Marostica, Giovedì 17 ottobre 2013
Un’analisi del rapporto tra generazioni e dell’attuale solitudine
delle madri davanti allo specchio,
non più supportate da una rete di
mutuo aiuto femminile all’interno
della famiglia allargata di un tempo. La relatrice Sonia Rossi ha
proposto un percorso attraverso alcuni personaggi femminili letterari, mitologici e cinematografici per comprendere le
dinamiche che hanno caratterizzato e caratterizzano il rapporto madre-figlia partendo dalla figura di Grimilde, la
strega cattiva della fiaba “Biancaneve”. Come afferma la
scrittrice Michela Murgia, «la distruttività della storia di
Biancaneve deriva prima di tutto dal rapporto tra i personaggi femminili. Una donna matura odia un’altra donna
perché è più giovane e più bella”. Oggi più che mai il rapporto con la bellezza mette in crisi la relazione madrefiglia. Viviamo in un’epoca adolescenziale, dominata dal
culto del corpo. Durante la serata si è cercato di andare oltre lo specchio per ritrovare un rapporto «non avvelenato»
da narcisismo e perfezionismo, capace di comprendere
l’avvicendarsi delle stagioni all’interno di un tempo ciclico,
che è la danza dell’amore. Particolarmente suggestiva la
lettura dai «dieci pani» di Anna Maria Farabbi, dialogo
poetico tra madre e figlia.
Il libro, proposto in collaborazione con La
Fucina Letteraria e il critico letterario Gianni
Giolo, ha, insieme, il fascino dell’autobiografia, le atmosfere del romanzo storico e il
lirismo del diario più intimo. Valentina Casarotto, interessata alla storia dell’arte veneta, ha
lavorato per molti anni alle Gallerie
dell’Accademia di Venezia dove, di fronte ai ritratti a pastello
di Rosalba Carriera, è cresciuta l’idea del suo primo romanzo.
Questa affascinante biografia romanzata della pittrice veneziana del ‘700 fa rivivere con maestria l’artista e la sua epoca
e ritrae un forte modello di realizzazione femminile: in un
secolo che non concedeva libertà di scelta alle donne, la Carriere restò nubile e diventò un’artista di fama internazionale.
Dietro l’ apparire di Fosca Andraghetti
Chiesetta S. Marco - Marostica, Sabato 12 ottobre 2013
L'evento, promosso dalla Biblioteca e da Mani Creative, in
collaborazione con
l’Uciim,
non è stato solo la presentazione
di un libro, ma l’incontro di due
amiche, Verdiana Sansovini e
Fosca Andraghetti, che si sono ritrovate dopo oltre
quarant’anni in un dialogo pieno di freschezza, ironia e
allegria. Erano gli anni in cui, soprattutto nelle famiglie
contadine, alle donne non erano concesse “velleità” come
scrivere racconti, attività considerata non redditizia, ma il
sogno restava lì, pronto ad uscire dal cassetto finché si sono
presentate quelle opportunità che l’autrice ha colto riuscendo così a recuperare gli anni “altalenanti” cosparsi da “tanti
aneddoti da farne un libro” e a scrivere libri come “Dietro
l’apparire”. Tra le sue pagine molti di noi potranno riconoscersi trovando consolazione nelle condivisione di avvenimenti gioiosi o dolorosi. Verdiana Sansovini conclude
con una frase del libro: “Se ne erano andati tutti, chi in un
modo chi nell’altro e, allora, tanto valeva vivere”. E Fosca
Andraghetti aggiunge: “Nel bene e nel male, siamo radicati
agli ambienti in cui cresciamo, con quanto ci offrono di
insegnamento, concetti di valori, tabù e consuetudini. Si
fatica a staccarsi per guardare oltre, allo sconosciuto. Forse
dovremmo essere più furbi o più generosi con noi stessi
perché di vita ne abbiamo una sola. Non ci sono concessi
sconti e non si può tornare indietro”.
Donne e nonne. I volti di un ruolo sociale. Di Claudia
Alemanni e Maria Cristina Fedrigotti
Sala Consiliare - Schiavon, Venerdì 18 ottobre 2013
Una nuova generazione di nonne è
entrata ormai nella realtà del nostro
quotidiano: nonne che si occupano
dei loro nipoti e che mantengono un
forte legame col pensiero femminista
degli anni Settanta. Sono le prime donne ad affacciarsi
all’esperienza di una relazione con i figli dei propri figli
portandosi appresso il bagaglio della lotta contro gli stereotipi che hanno sancito il ruolo femminile; e sono le prime a
dibattersi tra affetto e solidarietà da una parte e difesa degli
spazi di libertà e autonomia dall’altra, come hanno fatto
rispetto alla maternità. Questo libro, attraverso interviste e
racconti, raccoglie, incrocia ed esplora testimonianze vive,
riflessioni forti e sentimenti intensi. Si comprende che si ha
a che fare con il welfare che manca, ma anche con
l’invecchiare in questa società in cui o sei glam o vai bene
solo per la pubblicità dei pannoloni.
Voci di assenza di Stefania Bortoli
Chiesetta S. Marco - Marostica, Venerdì 25 ottobre 2013
Su queste liriche, proposte da Mani Creative
in collaborazione con la Biblioteca e l'Ass. La
Fucina Letteraria, scrive Gianni Giolo: “Sembra che la vita, nel suo quotidiano fluire, conosca istanti perfetti che ne fissano e mostrano, la
profondità. Sono istanti densi e compiuti, la cui pienezza
non consiste solo nell’adempimento estetico, nella mera
conquista del bello, bensì nella forza simbolica che si manifesta ed esplicita entro le linee di quel bello. Sono istanti,
nei quali la vita non appare sospesa, bensì concentrata”.
Non è dato captare anticipatamente lo schiudersi di tale
squarcio, che ci libera dall’opacità in cui siamo avvolti,
l’improvviso rarefarsi delle ombre entro le quali di norma
gravitiamo, assorti e annodati in noi stessi: è possibile soltanto percepire nel suo accadere l’istante perfetto che, con
l’incandescenza della luce, ricompone a un tratto il disordine del mondo e dispone le linee della natura in un sistema
d’armoniose e accessibili rispondenze.
Maria Angela Cuman
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IL VIAGGIO
GENNAIO FEBBRAIO
si trovano città dal nome oriundo come Nova Bassano,
riproduzioni come il Castello di Marostica e cognomi quali
Girardi e Marostica.
Anche la culinaria, i giochi delle carte e della mora, il
filò, i balli e i canti sono praticati con fierezza e passione.
Alla serata è intervenuto il già assessore regionale ai rapporti con i Veneti nel mondo Ettore Beggiato, che ha illustrato alcune parti dei libri, sottolineando il valore della
cultura veneta non solo in Brasile, ma anche in Italia. La
presentazione ha riscosso una grandissimo successo, con
un’importante partecipazione che ha destato curiosità e
interesse sulla tematica del nostro territorio. Molti hanno
riscoperto le esperienze dei propri nonni e bisnonni ascoltando le musiche dal vivo dell’emigrazione veneta e le
testimonianze proposte durante l’incontro.
Le tradizioni degli oriundi veneti inBrasile
Venerdì sera 28 febbraio presso la chiesetta San Marco
di Marostica Giorgia Miazzo ha presentato in prima serata
la pubblicazione della ponderosa opera ripartita in due
volumi Scoprendo il talian. Viaggio di sola andata per la
Mèrica e Cantando in talian. Imparar el talian co la mùsica. L’opera ha ottenuto due prestigiosi riconoscimenti:
nel 2012 il Premio Internazionale Globo Tricolore, promosso dalla Presidenza della Repubblica Italiana e dalla
Rai; nel 2013 il Premio per la Miglior Tesi delle Discipline Umanistiche, assegnato dal Consiglio della Regione
Veneto.
La serata, arricchita dal piacevole contributo musicale
del gruppo vocale Gocce di Armonia, è stata dedicata alla
conoscenza del fenomeno migratorio in Brasile dei nostri
veneti dalla fine dell’800, e soprattutto al lascito della lingua del talian, nata dalla fusione dei dialetti del nord Italia
e stabilizzatasi in Brasile come lingua di emigrazione,
parlata ancora da più di un milione di oriundi. Con fede e
tenacia i veneti emigranti hanno dimostrato la loro serietà
e competenza con casi eclatanti di veri colossi industriali
come il re del caffè Lunardelli, l’impero nel settore rimorchi Randon oltre ad esempi di grandi artisti. Per le strade
Un momento della bella serata, con Giorgia Miazzo e l’editore Andrea
Minchio diella Editrice Artistica Bassanese
Nel primo volume, Scoprendo il talian. Viaggio di sola
andata per la Mèrica (Editrice Artistica Bassanese, pagg.
112), l’autrice descrive le difficoltà e le sofferenze di chi
ha lasciato il proprio paese in cerca di fortuna nelle sognate Meriche. Diviene quindi un libro utile per comprendere l’atmosfera e le cifre di un fenomeno che in Brasile
ha come lascito tanti discendenti veneti che si riconoscono
nella cultura, nella tradizione e nella lingua oriunde.
Notevole è stato l’intervento di una video-testimonianza
del cantautore veneto-brasiliano Juvenal dal Castel che ha
commosso e reso consapevole un pubblico ignaro di questa meravigliosa e unica realtà oltreoceano.
Il secondo volume, Cantando in talian. Imparar el talian co la mùsica (Editrice Artistica Bassanese, pagg. 176)
diventa invece un supporto utile per conoscere e diffondere tramite la musica i racconti dell’emigrazione, oltre che
per conoscere la lingua del talian o veneto-brasiliano anche da parte dei nostri veneti che lo stanno dimenticando.
L’autrice ha chiuso la serata citando alcuni passi della
sua opera e collegando l’emigrazione storica alle problematiche di quella attuale per tutti coloro che ancora oggi
devono ricercare un nuovo futuro oltreoceano o comunque all’estero.
Giorgia Miazzo
IL VIAGGIO
I martedì culturali in Biblioteca
Un Viaggio nell’Arte Contemporanea in contesti Architettonici Antichi, un abbinamento che si presta a molte
riflessioni, quattro conferenze con proiezioni di immagini.
A cura del Prof. Attilio Bertolin, questi interessanti appuntamenti si sono svolti nei quattro martedì di febbraio
2014, alle 17, in Biblioteca.
Il Museo Nazionale Atestino di Este, la Fondazione Bisazza di Montecchio Maggiore, Palazzo Pisani a Lonigo,
Palazzo Le Carceri di Asiago, Palazzo Brusarosco e la
Biblioteca La Vigna a Vicenza, Villa Freya Stark e Villa
degli Armeni ad Asolo, il Museo Casa di Boccaccio a
Certaldo, la Cantina Antinori a San Casciano Val di Pesa:
questi i luoghi visitati attraverso le immagini e i racconti
del Prof. Bertolin, che, oltre a stimolare la voglia di recarvisi, ne ha svelato particolarità insospettabili.
Rise Again
In ogni viaggio trovi ostacoli da superare… a volte serve solo una rincorsa
un po’ più lunga. Questo il
significativo sottotitolo della serata organizzata da Marostica Fotografia 1979 in
collaborazione con NessunoPress e Lions Kairós.
Attraverso la proiezione delle foto scattate durante le paralimpiadi del 2012, i fotografi di NessunoPress hanno
raccontato al folto pubblico presente la serata del 21 febbraio 2014 in Chiesetta San Marco, la loro esperienza nel
mondo della diversità, al quale sono approdati per puro
caso e di cui ora hanno fatto uno dei leitmotiv del loro
lavoro.
Chi invece della diversità (sì, ma al contrario!) ne ha
fatto un vero e proprio progetto educativo, è Lions Kairós.
Attraverso le parole di Erasmo Gastaldello, fondatore del
progetto, è stato possibile capire come, simulando i disagi
che la diversità può provocare, sia possibile consapevolizzare i ragazzi delle scuole primarie.
Sentimenti forti, trasmessi dalle bellissime immagini,
hanno permesso ai presenti di sentirsi coinvolti e propositivi.
Gabriella Strada, Presidente Marostica Fotografia 1979
GENNAIO FEBBRAIO
XIV edizione della mostra
La luna tra le foglie
Come ogni anno le sale mostra del Castello Inferiore si sono ammantate della
suggestiva atmosfera dei paesaggi giapponesi grazie
all’esposizione bonsai “la luna tra le foglie”, giunta alla
XIV edizione e curata dalla Associazione Amici del Bonsai Marostica. Con la speciale occasione del XXV anniversario del gemellaggio Marostica/Tendo, le sale hanno
ospitato celebrazioni ed eventi rivolti agli amici giapponesi. Nella mattinata di Sabato 22 febbraio l’inaugurazione
della mostra è stata vivacizzata dalla presenza degli alunni
delle scuole marosticensi, presenti per la premiazione del
concorso pittorico Tendo/Marostica; l’interesse che questi
alberi in miniatura hanno suscitato anche nei giovanissimi
visitatori si è tramutato in domande curiose e stimolanti.
Con questo buon auspicio, la mostra, svoltasi nei giorni
22 e 23 febbraio, ha ricevuto oltre 2000 visite, le manifestazioni organizzate al suo interno (lavorazione aperta al
pubblico di piante dell’associazione e laboratorio di origami) hanno registrato un alto numero di visitatori, che hanno posto domande puntuali e precise, a testimonianza della sempre maggiore vicinanza culturale che lega le due
città, soltanto geograficamente lontane.
Le piante esposte sono tutte di origine autoctona, riconoscibili sulle nostre colline e montagne, ma lavorate e preparate secondo i rigidi dettami dei maestri giapponesi,
quasi a testimoniare a loro modo la centralità del gemellaggio.
Una menzione particolare va riconosciuta al Ginepro,
varietà Itoigawa, appartenente all’istruttore nazionale (e
della nostra associazione) Mauro Stemberger; la pianta, a
cui è stato riservato il posto centrale dell’esposizione, ha
vinto numerosi premi e riconoscimenti nel corso del 2013
sia a livello nazionale premio UBI (Unione Bonsaisti Italiani) che internazionale, con il Noelanders Trophy, il
principale concorso europeo per istruttori bonsai, che si
tiene annualmente in Belgio.
L’Associazione Amici del Bonsai Marostica ringrazia
tutti i visitatori e l’Amministrazione Comunale per la disponibilità e presenza e si prepara per l’edizione 2015 con
rinnovato entusiasmo.
Associazione Amici del Bonsai Marostica
La premiazione del concorso pittorico
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MAROSTICA CENTRO STORICO DI INTERESSE PUBBLICO
progettualità affidata all’Amministrazione Comunale, operante nell’ambito della vigente normativa; individuare e
percorrere la via per ottenere i necessari contributi finanziari e ricevere ulteriori riconoscimenti del bene: sono questi
gli scopi/obiettivi, che mi hanno indotto a progettare
“Marostica centro storico di interesse pubblico” (mostra e
convegno).
La mostra – organizzata con grande profusione di energie
e con ingente investimento finanziario dall’Associazione
Mondo Rurale – ha occupato il piano terra del Castello Inferiore dal 1° al 23 marzo 2014. Essa ha risposto pienamente all’assunto ed ha offerto ai concittadini “la città scaligera come mai vista” (sottotitolo che appare nel manifesto).
Marostica centro storico di interesse
pubblico
Riscoprire e scoprire con fondatezza storica le radici
della nostra Città, in particolare di Marostica scaligera;
ripercorrere l’evoluzione del centro storico, a partire dalla
sua rifondazione, nel XIV secolo, ad opera di Cangrande e
dei suoi successori; annotare le tracce lasciate dalle varie
dominazioni che si sono succedute nei secoli: la Serenissima, i Visconti, Napoleone, l’Impero Asburgico fino
all’avvento dell’Unità d’Italia con i Savoia, poi ancora
Marostica nella realtà repubblicana; esaltare l’unicità della
fortezza di Marostica, che la guida del Touring Club Italiano così sintetizza: “un progetto realizzato con una
grandiosità, una precisione ed un’eleganza eccezionali”;
filmare gli interventi operati su torri, mura e castelli, in
particolare il grande restauro globale 1934-36 e l’attuale,
spezzettato, in corso; coagulare le forze delle istituzioni
pubbliche e dei privati per la restituzione della città scaligera con un progetto unitario, nel momento in cui il Decreto Soragni (Gazzetta Ufficiale 6 marzo 2012) riconosce la “monumentalità” del centro storico pedemontano e
suggerisce traccia per recuperare la peculiarità del suo
tessuto storico e costruire il futuro cittadino attraverso la
La Piazza pedonalizzata
La cinta di Marostica
Nel salone delle mostre – con pannelli giganteschi e con
la riproduzione da parte dello Studio Bozzetto di oltre cento
scatti fotografici del sottoscritto – è stata ricostruita la cinta
muraria nella sua interezza come appare oggi. All’incontro
con la città si è arrivati attraverso 3 sale, dense di documenti, riproduzioni, mappe, citazioni, focalizzanti l’evoluzione
e le vicende della fortezza scaligera. Successivamente è
stato sviluppato il positivo della rassegna con articolate
proposte sul futuro del centro storico; proposte maturate in
50 anni di studi e di impegno a livello mondiale da parte di
chi scrive.
Proposte che riassumo in: progetto unitario e cogente, che
ponga finalmente fine ai lavori di restauro, dopo 32 anni di
procedimento a spezzoni, con l’apertura di ben 35 cantieri,
parti irrisolte, restauro dell’appena restaurato, tronchi dei
merli innalzati (e non completati) per tre volte, interventi
pubblici a favore di singoli privati; superamento della
MAROSTICA CENTRO STORICO DI INTERESSE PUBBLICO
“cultura del rudere”, mediante l’anastilòsi, ossia – come
dice Vittorio Sgarbi – con “la reintegrazione nei materiali e negli stili, recuperando i modelli originari e le tecniche antiche, attraverso lo studio dei documenti” (a tale
proposito, rimando alla documentazione da me riportata
in mostra, soprattutto il restauro di Castelvecchio a Verona,“casa madre di Marostica”; v. anche le conclusioni
della Commissione Barbieri, 2007); intervento sul cammino di ronda per l’auspicata agibilità con il rifacimento dei
merli e degli interstizi, congruo percorso di calpestio e di
protezione (cammino che offre una visione panoramica
unica nel Veneto; il rifacimento non è il falso); definizione della proprietà delle torri rivendicata dai privati (v.
“Elenco demaniale degli antichi manufatti 1894” e successivi comportamenti locali) e conseguenti interventi;
verde confacente, atto ad esaltare le mura; pedonalizzazione intra moenia (inizialmente, almeno della piazza, trasformata nel salotto cittadino); il centro storico animato
dalla riattivazione delle botteghe artigiane, appetito dalla
differenziazione dell’offerta commerciale ed esercente,
ricercato per l’esaltazione della cucina marosticana e per
l’alloggio dentro le mura, innovato nella struttura e
nell’arredo: completamento del progetto del tessuto scaligero (cfr. il piano di Sergio Los) e del progetto per il traffico urbano (cfr. il piano viario di Bruno Gobbi Frattini e
Francesco Piazza), ripavimentazione dei portici e delle
vie incompiute, illuminazione emotiva (cfr. il progetto di
Roland Jèol), piano colore, balconi fioriti, angoli di sosta
gratificanti, media facilitanti il percorso, mercatino
dell’antiquariato (non dell’usato), frequentazioni: sentiero
Carmini, sentiero Valdibotte, strada al Castello; soprattutto l’educazione alla cultura della città.
In un futuro, che auguro non lontano, le grandi scelte: il
Castello restaurato trasformato in museo vivo e stimolante
della Città; il Parco Salin, ampliato e ridefinito nel Parco
Pausolino; il recupero dell’Area Azzolin (v. i crolli recenti); la riscoperta della Marostica sotterranea; l’ipotesi
della città a più poli: il centro storico culturale, residenziale, commerciale, turistico entro la cinta; la cittadella
dei servizi sociali e comunitari nell’immensa area exospedaliera.
Nel cortile interno del Castello la Compagnia delle Mura, con la guida dell’arch. Duccio Dinale, ha realizzato un
serio e storico esempio della metodologia edilizia difensiva scaligera, a conferma che a Marostica esistono persone
provette per ripetere gli edificatori della città.
A conclusione della mostra, il Lions Club Marostica,
con allargamento al Lions Internazionale Città Murate, ha
indetto un importante convegno con le tematiche:
l’architettura militare di Marostica; fare della conservazione delle mura una risorsa urbanistica e sociale; ricerca
storica e riqualificazione delle mura di Ferrara; il progetto
mura per la città di Ferrara: dal progetto generale al cantiere, manuale del restauro ieri-oggi; la valorizzazione
internazionale delle città murate – ha evidenziato i risultati di immagine e i ritorni remunerativi di un serio restauro
e i canali da seguire per la valorizzazione internazionale
delle città murate del Veneto (con Marostica capofila).
Concludo con due citazioni.
“La mummificazione dell’oggetto – progetto tendente a
mantenerlo così com’è – è un processo che in definitiva
tradisce l’oggetto, sia sul nuovo significato che è chiamato ad avere, sia nel suo significato passato” (Aurelio Galfetti).
“Cittadini di Marostica, impegnatevi per restituire alla
Cultura i Beni meravigliosi voluti dai vostri Padri e che
voi avete il sacrosanto dovere di difendere, anzi di valorizzare” (Renato Cevese).
Mario Scuro , Ass. Mondo Rurale
Uno dei pannelli che illustravano la mostra, realizzati dallo
Studio fotografico Bozzetto di Cartigliano
Al termine della mostra, l’Associazione Culturale Mondo Rurale ha donato alla città tutto il prezioso ed elegante materiale
fotografico esposto. Un grazie sincero da parte di tutta
l’Amministrazione comunale per questo importante regalo alla
città, che troverà posto nelle sale del castello e permetterà ai
turisti, ma anche ai marosticensi di conoscere la storia e apprezzare le bellezze del nostro territorio. Grazie alla presidente
Francesca Rodeghiero e a tutti i soci dell’associazione per la
professionalità e l’impegno organizzativo ed economico profuso. Grazie infine al prof. Mario Scuro, “marostegan da sempre
appassionato, tenace, attento e critico”: questa mostra, frutto
delle ricerche di una vita, è il suo regalo e un’intensa dichiarazione d’amore alla nostra città.
Il sindaco Marica Dalla Valle
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DONNE
Marzo
ghese, sofisticata ed elegante. Nella sua
vita si presenta un uomo molto lontano
dal suo stile di vita, un proletario.
Quest’uomo con un lavoro precario è rude e volgare. I due non sopportano l’uno
la presenza dell’altra, ma i rispettivi figli
sono inseparabili e questo fa innescare
una relazione, positiva, anche se burrascosa, per entrambi i protagonisti.
MERCOLEDI 19 MARZO “THE SESSIONS - GLI INCONTRI” regia B. Lewin USA 2013 Int.: H. Hunt, J. Howkes, W. H. Macy. Questo film, ironico e allo stesso tempo molto commovente e profondo, è tratto da una storia
vera, vissuta intensamente dal protagonista e proposta con
molta delicatezza dal regista. Racconta della vita di un
giornalista costretto a vivere
dentro un polmone artificiale,
che, molto credente, chiede la
benedizione del parroco, che
acconsente di affrontare, data
la sua situazione, il problema
del sesso. Decide allora di rivolgersi ad una terapista sessuale che lo guiderà in questa scoperta. Ma sarà anche lei
coinvolta emotivamente in questo percorso.
Cinema al femminile
Donne e lavoro: relazioni e conflitti
Nel mese di marzo, presso la Chiesetta San Marco di
Marostica, il Comitato Vivere e Creare per la Pace
nell'ambito del programma di attività dell’Assessorato alla
Cultura e in collaborazione con la Consulta delle Associazioni della Biblioteca Civica di Marostica, ha proposto la
rassegna dei film “in ricordo di Franca”, curata come
sempre dal nostro amico ed esperto di cineforum, Walter
Pigato. Il tema di quest'anno, di forte attualità aveva come titolo “Donne e lavoro: relazioni e conflitti”.
MERCOLEDI 5 MARZO è stato proiettato il film
“NESSUNO MI PUO’ GIUDICARE” regia m. Bruno
ITA 2011, Int.: P. Cortellesi, R. Papaleo, R. Bova. Racconta di una ragazza felicemente
sposata, che trascorre una vita
agiata; improvvisamente il marito muore e rimane sul lastrico.
Ma non si dà per vinta e per sopravvivere scopre il mestiere più
antico del mondo.
MERCOLEDI 12 MARZO “IL MIO MIGLIORE INCUBO” regia A. Fontane FRA 2011 Int.: I. Huppert, B.
Poelvoorde. A. Dussollier. Un film molto particolare che
narra la vita di una donna in carriera, realizzata, fine bor-
MERCOLEDI 26 MARZO “WE WANT SEX EQUALITY. Lo sciopero che cambiò la storia”. Regia: N. Cole.
Int.: S.Hawkins, B.Hoskin, M.Richardson. Inghilterra 1968. Il
primo sciopero in fabbrica fatto da sole donne per rivendicare la parità di trattamento tra operai e operaie. Ancor oggi le donne devono lottare per conquistare i loro diritti e i
posti che spettano a loro. Le donne si trovano tutti i giorni
ad affrontare la routine quotidiana: la famiglia, i figli, il
lavoro… riescono quasi sempre ad organizzare e a risolvere
nel migliore dei modi tanti problemi e situazioni conflittuali, mettendo in atto strategie ed
energie inaspettate. Alcune donne riescono con la loro tenacia,
caparbietà e intelligenza a trovare soluzioni consone, anche a
grossi conflitti, al di fuori del
proprio ambito familiare. A differenza degli uomini, fanno molta più fatica nel posto di
lavoro, nella politica, nella società… Ci sono ancora molti
pregiudizi sulle loro capacità di organizzare e di ottenere
posti di dirigenza, la scalata è molto più dura, perché alle
donne si chiede un’immagine “da copertina“; la nostra società dà molto peso all’ apparenza, più che alla sostanza.
Le immagini “di donna” della televisione o meglio di
certe televisioni, sono quelle di donne bellissime, sempre
giovani, disponibili a certi inviti… La società è fortemente
influenzata da questa immagine di donna, costruita su falsi
modelli, che portano esempi sbagliati alle giovani generazioni. Le figure di donna presentate in questi film hanno
fatto capire che le donne valgono e che sanno vivere nonostante tutto.
Daniela Bassetto, Ass. Vivere e creare per la pace
DONNE
Ove le bella membra pose
Parlare DI donne, parlare DA donne
Chiare, fresche et dolci acque, / ove le belle membra / pose
colei che sola a me par donna; / gentil ramo ove piacque /
(con sospir mi rimembra) / a lei di fare al bel fianco colonna; /
erba e fior che la gonna / leggiadra ricoverse / co l'angelico
seno; / aere sacro, sereno, / ove Amor co' begli occhi il cor
m'aperse…
È così che inizia il più celebre componimento di
Francesco Petrarca, che nel
1344 descriveva la donna
che amava assimilandola
alla natura, eterea ed angelica, fatta di fiori e di perle,
pietosa e depositaria di virtù
e morale, ma sempre comunque a contorno della figura
maschile, unico fulcro della vita sociale dell’epoca, perché figura eroica, benefattrice, padre, signore e padrone.
Una visione molto diversa da quella dei racconti e delle
poesie di Annamaria Marcadella e di Adriano De Angeli,
che invece testimoniano una donna che vive il proprio
tempo, gestendo le molteplici contraddizioni che lo caratterizzano. Annamaria, con questo suo libro dal titolo affascinante di “Tessere di memoria”, ci parla DA donna delle
donne. Madri, mogli, figlie a cui fa raccontare di sentimenti, paure, solidarietà, allegria e, naturalmente, di amore. Adriano, che invece nelle sue sillogi poetiche (molti i
titoli, in italiano e in dialetto veneziano) ci parla DI donne
con uno sguardo diverso, perché uomo, esprimendo, prima di tutto un profondo rispetto per quelle madri, mogli,
figlie di cui racconta, donne assai concrete e terrene ma
assolutamente da amare perché vere depositarie del futuro
dell’uomo. Il 7 marzo in Chiesetta San Marco, Gabriella
Strada ha presentato i loro libri, in collaborazione con le
Associazioni Insieme per leggere e La Fucina letteraria
che hanno fornito le voci narranti accompagnate dal M.°
chitarrista Manuel Mocellin.
Nell’intimo delle madri
Venerdì 28 marzo alle ore 20.30 in chiesetta San Marco
l’associazione L’Urtica ha presentato la conferenza
“Nell’intimo delle madri” inserita nel programma di marzo dell’Assessorato alla Cultura. Relatrice Anna Marcon,
educatrice perinatale che negli anni ‘90 ha costituito
l’Associazione Gaia e ha proposto percorsi perché le donne e le coppie potessero vivere insieme questa meravigliosa esperienza del parto, della nascita e dell’allattamento.
E’ stata esposta durante la conferenza la mostra fotografica “Nasce una madre”. Anna, per questa serata, ha proposto un video, “Chiaroscuri nella maternità” di E. Cau e G.
Congia, dove vari tipi di donne intervistate hanno parlato
della loro esperienza, delle difficoltà quotidiane da affrontare, in particolar modo la solitudine. Ecco perché Anna
invita le donne e le coppie ad organizzarsi per aiutarsi,
per prendere coscienza che non sono solo loro a dover
affrontare i momenti difficili che ogni nuova esperienza
Marzo
comporta. Anna si rivolge con grande rispetto alla coppia
e al bambino che stanno vivendo questo momento naturale che, causa l’ospedalizzazione eccessiva, ha perso quella
conoscenza profonda dovuta all’esperienza delle donne
che hanno partorito prima. A sostegno di questo pensiero
ha riportato varie frasi di esperti con bellissime foto con le
quali ha aperto la serata.
Woman
La mostra di pittura di Gianni Riccioni è stata inaugurata sabato, 8 marzo 2014 in chiesetta San Marco 20,
con la presentazione del dott. Mario
Guderzo.
Gianni rappresenta nei suoi dipinti la
donna: “Il corpo femminile viene modellato prendendo spunto dalla vita
quotidiana di qualsiasi donna. La sinuosità e la bellezza, colpisce l’occhio di chi vede nella
donna la sua maestosità e semplicità nei movimenti. La
donna è vista come parte integrante della vita. È già passato quasi un anno dal mio primo dipinto dove ho usato
come sfondo il colore blu. Ho usato colori acrilici, il bianco e il nero, giocando con le tonalità dei grigi. I quadri
di piccola dimensione sono sempre in cartoncino bianco e
con le matite e i pastelli, hanno dato vita al colore. I ritratti di donna sono in parte frutto della mia fantasia e non
raffigurano donne che hanno posato per me.”
Il marketing degli animali
Venerdi 21 marzo, Equinozio di Primavera e Giornata
Mondiale della Poesia, la Chiesetta San Marco - su interazione dell’Assessore alla Cultura Serena Vivian e la presenza della coordinatrice Liliana Contin (presidente
dell’Associazione Insieme per Leggere)
- ha dato spazio alle coreografie di Sara
Fortin e alle allieve del Centro Danza di
Giovanna Galvanelli e ha dato voce alla
raccolta poetica “Il marketing degli animali” di Annamaria Ghirardello edito da
Landinilab 2013.
Con senso del dovere di Donna tra le
Donne che si manifesta con l’Arte della
Poesia Logico Matematica, cogliendo
nella Grazia il privilegio di aver dato
lettura alla mia raccolta poetica proprio il 21 marzo Giornata Mondiale della Poesia -, porgo il gesto della dedizione alla storia rivalorizzando il valore educativo di
questo tempo.
La femmina
Predisposta all’accoglienza / Allatti il bebè / Di generazione in
generazione / Scegliendo o accettando / Il come dell’avvenire /
Se fiore, / se farfalla, / se betulla, / se bimba, madre, sorella,
amica… / Vita nella vita / Sii fiera del tuo portare dono / E
grata al sentimento / della femminilità. / Danza nel tempo
quando ami...
Annamaria Ghirardello
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MOSTRE
Una mostra per
raccontare un viaggio
lungo una vita
Le belle sale espositive del Castello Inferiore di Marostica hanno
ospitato nel mese di dicembre fino
agli inizi del nuovo anno un’importante mostra antologica
dell’artista Daniele Marcon, in
occasione dei suoi trent’anni di
produzione artistica.
L’iniziativa nata dall’idea promotrice del Gruppo One-shot nella persona di Giampaolo Gasparotto, trova da subito sostegno e appoggio nell’Amministrazione Comunale e si avvale, per la realizzazione,
della collaborazione di un gruppo affiatato di qualificati
giovani professionisti, tra cui Eleonora Zampieri per
l’allestimento e Sofia Marcon, curatrice del progetto nella
sua globalità. L’inaugurazione il 13 dicembre 2013, vede
la partecipazione di un folto pubblico e stimola interesse e
curiosità per tutta la durata della mostra. All’interno delle
sale espositive si crea un magico rapporto di intensa comunicazione tra le numerose opere e il visitatore: un silenzioso racconto veicolato da colori e materiali immerge lo spettatore nell’esperienza creativa di una vita. Arte e
vita sono infatti, per Daniele, inscindibili. Arte è quotidianità, emozione ed esperienza di tutti i giorni, mezzo privilegiato di comunicazione, per esprimere la propria personalità.
Una delle sale della mostra
La mostra è stata un vero e proprio incontro con Daniele
e la sua arte, inseparabile compagna di vita, come sottolineato dall’interessante cortometraggio presente
all’esposizione realizzato per l’occasione da Barbara Beltramello: un’in-tervista all’artista, che ben esprime i fondamenti del suo lavoro, vissuto ogni giorno come parte integrante della propria vita. Il catalogo “Il viaggio”, realizzato
dal grafico e fotografo Tommy Ilai, con il sostegno di Umana s.p.a., raccoglie tra le sue pagine una panoramica esaustiva della produzione di Daniele, che per la prima volta, in occasione di questa mostra antologica, viene presentata nella sua interezza, accompagnata da testi critici che
analizzano i temi fondamentali della ricerca dell’artista e
l’armo-nico e unitario procedere del suo percorso.
Il ricavato della vendita di questo catalogo andrà ad integrare i fondi raccolti in occasione della Mezza maratona
del Brenta dal Gruppo One shot, finalizzati all’acquisto di
una speciale carrozzina per disabili adatta ai percorsi di
montagna, da mettere a disposizione gratuitamente a chi ne
faccia richiesta. La mostra è terminata il 14 gennaio 2014
con un ulteriore evento realizzato dall’Associazione culturale Pagina Piegata, che ha visto ancora una numerosa e
partecipata presenza di pubblico. Lo spettacolo proposto
dal curatore dell’iniziativa Claudio Brunello si è avvalso
dell’arte in tutte le sue forme, musica, poesia, recitazione
che ha creato una curiosa ed emozionante atmosfera di echi
e richiami con le opere esposte nella sala del Castello Inferiore. La mostra delle opere di Daniele Marcon è stata
l’importante testimonianza di una vita dedicata con passione all’arte, a cui la comunità ha risposto con calore ed interesse, rimandando all’artista nuovi stimoli con cui procedere nel suo percorso.
Sofia Marcon
L’inaugurazione della mostra - Ph. Tommy Ilai
Partendo dalle opere giovanili, colorate tele di stampo
vangogghiano, la mostra si muove in un percorso unitario
ed armonico, lungo le fasi della ricerca che porta Marcon
ad avvicinarsi dapprima alle culture primitive, di cui fa
propria la forza del segno e del simbolo, poi all’approfondimento della cultura artistica contemporanea, con
l’utilizzo personalissimo ed originale di materiali logorati
dalla natura e dal tempo, per approdare infine all’esplorazione di un’arte meditativa ed evocativa che vede come
oggetto principale d’indagine la propria realtà spirituale.
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MOSTRE
Il finissage della mostra dedicata a
Daniele Marcon
Ho accolto con piacere l’invito ad organizzare
l’evento dall'amico Daniele. Essendo artista io stesso e
promotore culturale, mi sono posto la domanda: chi e cosa
può interagire con l’artista di cui la mostra è espressione e
interessare un pubblico vario ed eterogeneo?
Avendo uno spazio a disposizione dove anche i muri
ricchi di storia ascoltano e le presenze di vite passate si
avvertono, ho pensato di inserire l’appuntamento negli
incontri che organizzo sotto il nome di “Pagina Piegata”,
un progetto che vuole essere punto di transito, sottolineatura, consapevolezza di dove si è giunti, e che in questo
caso ha piegato la pagina sul “rendere omaggio”, con
l’auspicio che la mostra “Il viaggio” possa rimanere nella
memoria di tutti.
L’evento organizzato da Pagina Piegata
Celebrare qualcosa che si conclude vuol essere occasione di temporaneo indugio su quello che ci sfugge e ci sorpassa, è ripasso, è essere testimoni e soggetti al tempo
stesso di un accadimento, è il desiderio di condivisione,
partecipazione emotiva e dialogo.
Il pomeriggio ha visto protagonisti di alto valore artistico e culturale, capaci di coinvolgere l’eterogeneo pubblico
accorso (oltre 200 persone).
In ordine di apparizione: Laura Primon, accompagnata
ai flauti da Giuseppe Dal Bianco, ha interpretato alcune
sue composizioni dedicate all’artista, fra tutte ha particolarmente coinvolto il pubblico “Acqua e terra” sorta di
lungo mantra dall’alto valore evocativo.
Ha poi spiazzato il pubblico la performance di Maria
Bosio e Monica Zucchetti, del collettivo Jennifer rosa,
che ha dato valore al tempo dell’esserci e dell’accadere.
Alto valore è stato dato al silenzio e alla staticità, disturbata solamente da lenti movimenti di avvicinamento simbiotico fra le due protagoniste che hanno scelto uno spazio estetico di confine, in bilico tra quotidiano e artificio,
corpo e immagine.
In conclusione, l’apprezzata performance di Giuseppe
Dal Bianco, noto musicista e pluriflautista, assieme alla
brillante voce di Katy Marcante in un gioco di suoni dalla
forte tonalità emotiva.
Mettere insieme queste creatività è stato porre l’accento
sulle possibilità di espressione che tutti noi abbiamo, ov-
vero parola, musica e movimento del corpo. Tutte possibilità con un comune scopo, la comunicazione di
un’emozione. In questo caso l’emozione del rendere omaggio, all’artista Daniele Marcon e all’arte in tutte le sue
variegate e infinite espressioni.
Claudio Brunello
Bambini dal Tibet
Lo scorso novembre 2013, la Città di Marostica ha ospitato la mostra “Bambini dal Tibet” nella meravigliosa cornice del Castello Inferiore. Voluta fortemente dall’associazione Sidare, questa mostra è stata realizzata per aiutare i
bambini tibetani in esilio in India, spesso orfani, che vivono nei monasteri o presso strutture scolastiche tibetane che
li accolgono in cambio di una donazione. Ma è stata voluta
anche nella speranza di lasciare a quanti l’hanno visitata la
curiosità di approfondire cosa sta accadendo al popolo tibetano, perché ciò che accade loro riguarda in realtà tutto
il mondo. L'associazione Sidare nasce a Pianezze nel 2008,
grazie ad una trentina di persone che offrono tempo e risorse per aiutare chi vive nella povertà e sofferenza. Sono
ormai più di 150 i bambini che Sidare sostiene attraverso
l’adozione a distanza e vivono in uno dei paesi più poveri
del mondo. “Da pochi mesi siamo rientrati con i nostri
volontari dall’India e Nepal, dove annualmente ci rechiamo per dispensare beni di prima necessità e sorrisi per l'animo” - ha spiegato la presidente Ombretta Ciscato “Visitiamo circa un migliaio di bambini durante ogni viaggio e ci impegniamo con entusiasmo nella realizzazione di
progetti umanitari. Con lo stesso entusiasmo abbiamo deciso di organizzare questa mostra dedicata proprio a questi
bambini che a prima vista sembrano tutti uguali: testa rasata, abito rosso - proprio come l'immagine di copertina della
mostra - ma che sono unici e preziosi perché rappresentano
la ricchezza e il futuro del Popolo Tibetano.”
L'allestimento della mostra rappresenta un percorso che
inizia con una foto di denuncia: Palden Gjatso, primo prigioniero politico liberato grazie ad Amnesty International
dopo 33 anni di carcere. A lui, che con coraggio e speranza ancora oggi si dedica a diffondere la conoscenza delle
gravi violazioni sui diritti umani da parte del regime comunista cinese nel Tibet occupato, è dedicata la forte immagine. Sguardi intensi e immagini dei bambini che Sidare ha
incontrato nei propri viaggi,
hanno arricchito le pareti del
castello, mentre altre foto ritraevano i volontari nei luoghi
dove opera Sidare; e ancora immagini di bambini tibetani... bambini che non possono essere dimenticati e che
continuano a sperare in un futuro migliore che meritano se
non altro in quanto bambini!
Dona il tuo 5 x mille a Sidare Onlus codice fiscale
91030240245 e con il tuo sostegno potremmo aiutare molti
bambini ospiti in scuole e monasteri in India.
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TESTIMONIANZE
I recuperandi della memoria
Qualche volta il limite di testi scritti da più autori è di
perdere il filo unitario, ma questo libro, invece, che pure
si avvale di molti autori sotto l’attenta regia di Maria Angela Cuman, resta impresso nella mente e nel cuore come
una composta polifonia.
La grande storia con le pagine fra le più tragiche della
Seconda Guerra mondiale fa da introduzione (curata da
Antonio Muraro) e rimane sempre presente come indispensabile sottofondo alle memorie individuali che arricchiscono la trama corale del vissuto quotidiano al fronte e
a casa. Altro pregio di questo lavoro è di mettere fra le
persone e la Storia la cronaca di un paese come Marostica,
o meglio ancora della frazione di Roveredo.
Se preziosissime sono le testimonianze, corredate da un
inedito ed efficacissimo apparato fotografico, dei pochissimi sopravvissuti e in primis di Remigio Cuman, motivazione prima per la nascita del libro, importante è anche lo
spazio dato ai ricordi dei familiari, da dove emerge un
quadro familiare in cui le voci femminili escono dall’anonimato e ribadiscono l’immensa, stupida ed inutile
crudeltà della guerra. Sono sconosciute donne russe e ucraine che in un ambiente ostile e in momenti di cupo egoismo trovano la semplice generosità dell’offerta di una
patata e di un po’ di calore a nemici invasori.
Ci si potrebbe chiedere perché risuscitare ricordi così
tristi; per almeno due obiettivi che questo testo raggiunge
molto positivamente: che non ci siano più guerre e non ci
siano governanti che credano che le guerre risolvano i
problemi; che non venga a mancare il rispetto per chi ha
dato la vita e per le sofferenze dei loro familiari.
L’ultimo contributo dovuto a Giandomenico Cortese sui
giovani di ieri e di oggi termina con una parola che anche
oggi ci deve sostenere: speranza.
Maria Angela Cuman
Un momento della presentazione del libro, con I Cantori di Marostica,
M.A. Cuman, il Sindaco M. Dalla Valle, l’Assessore S. Vivian e il Senatore
G. Santini
Sembra ieri ma son già trascorsi dieci anni da quel sabato
di novembre che ha dato la luce la nostra associazione. Una
quindicina di ragazzi uniti dalla passione per la Grande
guerra e per la montagna, ecco la scintilla ed i motivi che
hanno uniformato i nostri intenti.
Quel piccolo gruppo è decuplicato superando i confini
comunali facendo “proseliti” in tutte le regioni del nord
Italia specialmente giovani e addirittura intere famiglie.
La mostra svoltasi lo scorso novembre presso le sale
espositive del Castello inferiore è stata l’occasione per ripercorrere un cammino ricco di impegni e di soddisfazioni
e nello stesso tempo motivo di riflessione su quanto di più
o di meglio si sarebbe potuto fare.
Senza ombra di dubbio il più grande obiettivo raggiunto è
stata l’approvazione (dopo oltre dieci anni di schermaglie
burocratiche) della Legge Regionale n. 17/2011. La legge
sancisce il nostro status di ricercatori storici con un’autorizzazione che permette la ricerca e la raccolta di cimeli
e reperti del primo conflitto mondiale a chi viene ritenuto
idoneo, perché preparato con un corso formativo appositamente studiato e autogestito da un’associazione
amica: Il Piave 1915-18.
Dopo anni di anonimato superando tanti pregiudizi, finalmente ecco
la possibilità di agire alla
luce del sole mettendo a
disposizione di chiunque
la nostra passione e le
nostre specifiche competenze.
Le bacheche presenti
nella prima sala contenevano foto di interventi
atti al recupero e alla
valorizzazione del patrimonio storico, di uscite
didattiche associative e uscite nelle vesti di accompagnatori
storici sull’Ortigara, in collaborazione con la Sezione ANA
di Marostica ed i gruppi alpini del territorio. Non potevano
mancare le nostre pubblicazioni e quelle alle quali, in vario
modo, abbiamo dato il nostro contributo storico e culturale.
Nella seconda sala è stato sviluppato il tema
dell’artiglieria italiana dalla Prima Guerra Mondiale agli
anni Ottanta con bacheche di foto, documenti, reperti, scritti, cartoline, buffetteria, ecc.
Molti gli oggetti raccolti nei campi di battaglia, ma uno dei
pezzi che più catturavano l’attenzione è stato il bossolo di
proiettile da 420 mm, capace di essere scagliato ad oltre 15
chilometri nonostante il suo peso variasse dagli ottocento ai
mille chilogrammi.
Simbolo eloquente della follia umana che nella guerra
sperimenta ogni mezzo per annientare l’avversario.
Alessandro Maroso, Amici e ricercatori della storia
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TESTIMONIANZE
Emigranti
La cronaca di ogni
giorno o quasi ci riporta scene di emigrazioni, le cui vicende
tragiche vanno spesso
oltre la nostra immaginazione.
Persone di ogni etnia, paese, lingua,
religione lasciano la
terra dove sono nate e
dove hanno preso vita le loro prime esperienze, per avventurarsi in viaggi della speranza.
Speranza di trovare un paese ospitale, gente accogliente,
un lavoro e una stabilità tale da garantire la vita di una
famiglia. Spesso però ogni prospettiva viene cancellata
con conseguenze tremende, segnate impietosamente dalla
morte.
Anche i nostri paesi hanno conosciuto il fenomeno
dell’emigrazione nei tempi passati; molte contrade si sono
svuotate, parenti, amici o conoscenti ci hanno lasciato,
impoverendo il nostro territorio e il nostro futuro.
Crosara ha conosciuto questa triste realtà sia nel 1800,
come negli anni successivi alla prima guerra mondiale e,
più recentemente, nel secondo dopoguerra.
Chi se ne è andato, per cercare migliori condizioni di
vita per sé e per la propria famiglia, ha qui lasciato dei
fortissimi legami che con il passare del tempo, le difficoltà incontrate, i problemi da risolvere, lentamente si sono
affievoliti, lasciando però nel cuore un latente sentimento
di nostalgia e di rimpianto, che riemerge in tante occasioni. Fino agli anni ’70 del secolo scorso molti erano gli
emigranti che durante la stagione estiva o periodicamente
tornavano al paese, dove molti li accoglievano con entusiasmo perché compagni di scuola, commilitoni, parenti,
vicini di casa, facendo un bagno di affetti, di rimpatriate,
di feste.
Il tempo si sa passa in fretta e questi forti legami si vanno via via dissolvendo, sbiadendo amicizie fortissime,
cementate da comuni esperienze. Nel 2013 sono venute a
mancare diverse persone che conservavano forte nel cuore
l’interesse per il loro paese natio; erano avide di notizie
che le facessero ancora partecipi della vita che qui si svolgeva, chiedevano informazioni, leggevano i nostri bollettini, scrivevano. Ci mancheranno, come tutti coloro che
hanno arricchito con la loro presenza la vita del paese e
non hanno mai tagliato il cordone ombelicale con la terra
che li ha generati
L’Associazione Terra e Vita già nel 1999 ha voluto cercare di rintracciare le famiglie che da Crosara hanno preso
la strada per il mondo e far sentire loro che il paese le ricorda e vuole tenere saldi i legami tra chi è rimasto e chi,
per ragioni diverse, se ne è andato.
La modalità è stata concretizzata in un biglietto di auguri
natalizi che ha voluto portare a tutti un caldo messaggio di
fratellanza.
Inizialmente gli auguri hanno raggiunto le famiglie crosaresi all’estero in: Australia (4), Argentina (2), Venezuela (1), Canada (3), Francia (9), Svizzera (7), Belgio (4),
Lussemburgo (3).
Il numero maggiore però è stato inviato nelle regioni del
nord Italia: Piemonte (34), Lombardia (20), Liguria (9),
Valle d’Aosta (4), Trentino (3), Friuli (3). Molto limitata
la presenza nelle altre regioni italiane come il Lazio (6), la
Puglia (2).
La nostra iniziativa continua tuttora, anche se purtroppo
ogni anno dobbiamo cancellare dai nostri elenchi nomi di
paesani che non ci sono più.
Al contempo è di molto aumentato il numero delle persone che si sono allontanate da Crosara, ma hanno stabilito la loro residenza nei dintorni, soprattutto nell’ambito
del Comune di Marostica o dei Comuni limitrofi. Dalla
nostra indagine, fatta alla buona in base alle nostre conoscenze, sono circa 230 i nuclei familiari, anche composti
da una sola persona, residenti in località del Veneto.
L’Associazione Terra e Vita però non desiste, anzi il
suo elenco si è rinfoltito. Sono entrati nomi nuovi, nomi di
amici e conoscenti che hanno imparato a conoscerci e in
tanti modi partecipano alle nostre iniziative che apprezzano. Allora il nostro scopo qual è?
Il mondo ora è diverso, diverso è il tipo di vita che facciamo, le prospettive che ogni persona ha davanti. È necessario spostarsi, imparare le lingue, cercare nuove occasioni di crescita, di lavoro, di vita. Il mondo è vasto e ora i
mezzi di comunicazione facilitano i contatti.
Ma anche se cambiato, riteniamo che il mondo abbia
sempre bisogno di sentimenti, di valori ai quali ancorarsi:
amicizia, condivisione, affetto, partecipazione non sono
solo parole, ma scaldano i cuori e illuminano giornate rese
buie da crisi sempre più globali. Ecco perché vogliamo
continuare.
Sappiamo che molti apprezzano i nostri auguri: ce lo
confermano i biglietti che riceviamo in risposta e che conserviamo gelosamente in appositi album. Saranno colorate
pagine di storia che nel tempo racconteranno ai posteri
che anche a Crosara i sentimenti contano sempre.
Enzina Pizzato, Associazione Terra e Vita
Valle d’Aosta - Emigranti di Crosara in pausa domenicale (foto di Lucia Pizzato)
STORIA
E TERRITORIO
TESTIMONIANZE
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Marostica ricorda i 4 Martiri
Domenica 12 Gennaio si sono
tenute a Marostica le celebrazioni per il 70° anniversario
dell’eccidio dei Quattro Martiri della Resistenza. La commemorazione vuole mantenere
Un momento della cerimonia
vivo il ricordo del 14 Gennaio
1944, quando, nel Castello Inferiore, vennero barbaramente fucilati quattro giovani partigiani: Decimo Vaccari,
Bruno Provolo, Luigi Nodari e Giovanni Rossi, in uno
degli episodi più cruenti della guerra di liberazione nel
nostro territorio. Alla cerimonia erano presenti il Sindaco
di Marostica Marica Dalla Valle e il dott. Giuseppe Pupillo presidente della Biblioteca
Bertoliana di Vicenza che ha
tenuto l’orazione ufficiale. Al
termine della cerimonia sono
state consegnate le borse di studio “Città di Marostica” e “P.
Ragazzoni” agli studenti marosticensi particolarmente merite- Gli studenti a cui sono state
consegnate le borse di studio
voli.
W l’Italia
Il 18 Gennaio, nell’ambito del 70° Anniversario dei 4
Martiri, è andata in scena presso l’Opificio Baggio la performance W l’Italia!, un’ora e mezza di letture, animazioni, testimonianze, immagini e canzoni per ricordare i tragici eventi del ’43. Una sorta di grande affresco storico,
corale, ora buffo e ora drammatico, per dar vita ai personaggi e ai fatti che hanno visto Marostica protagonista
della Resistenza. Si è trattato dell’epilogo di un percorso
iniziato nel 2010 in seno alla Pro Marostica, sotto l’egida
dell’Unpli provinciale. Agli iniziali promotori del territorio, infatti, si è aggiunto nel tempo un nutrito gruppo di
animatori, interpreti e creativi che movimentano la vita
del Castello Inferiore con esibizioni, improvvisazioni sceniche, spettacoli itineranti, percorsi e laboratori didattici
animati. Ultime fatiche: Immagini dal Medioevo, Le leggende di Marostica, La notte degli spiriti, Villaggio incantato, Castello Animato, Via col vento. W l’Italia! è stata
premiata da un caloroso successo di pubblico ed è stata
replicata il 12 Aprile presso la Sala Polivalente di Nove.
Carla Frigo, Associazione Pro-Marostica
Dal Brasile con amore
(per la terra dei padri)
È risaputo che negli ultimi decenni del 1800 numerosissimi Veneti lasciarono la nostra terra per cercare un vivere
più dignitoso al di là dell’Oceano. Il Brasile fu la meta per
molti di essi, che vi rimasero mettendo radici. La loro vita
non fu semplice e, anche se di sicuro li accompagnò il
ricordo del paese natio, in tanti non poterono mai tornare
e taluni persero persino il contatto con chi era rimasto.
Ora i nipoti dei loro figli, che costituiscono la quarta
generazione, vengono in Italia alla ricerca della terra
d’origine, talora con successo, talora mancando l’obiettivo
per mancanza di dati certi o di fortuna. Sì, perché ci vuole
anche un pizzico di fortuna, come è capitato a Candida,
pronipote di Pietro Marcon, partito per il Brasile nel 1890.
Arrivata nella nostra città da Porto Alegre, con gli indizi di
cui dispone non riesce a rintracciare la casa dei suoi antenati, né alcun parente. A Roma, prima di imbarcarsi per il
viaggio di ritorno, incontra casualmente la sorella di chi
scrive, che viene a conoscere dalla giovane brasiliana il
motivo della visita a Marostica: tornarvi con il nonno Orestes, 82 anni, penultimo dei 20 figli di Pietro, per fargli
conoscere il luogo di nascita del padre. Da qui l’impegno a
cercare notizie della casa Marcon tramite l’Associazione
Mondo Rurale. I componenti del direttivo si mettono all’opera avvalendosi delle poche informazioni disponibili. Essi
sanno che Pietro Marcon, classe 1875, partì per il Brasile a
15 anni con i quattro fratelli maschi, lasciando a Marostica
la sorella Domenica che successivamente si sposò, ebbe
figli e nipoti, dei quali tuttavia si ignora il cognome. Si sa
però che l’abitazione natale aveva il cortile confinante con
le mura di cinta. Le ricerche portano ad individuare la casa:
è in via Cangrande Della Scala; ci vivono ancora due famiglie Passuello, la cui ava era proprio Domenica Marcon.
Vorremmo dirlo a Candida, ma lei è già in viaggio per
l’Italia con la mamma, la sorella, uno zio, la nonna e soprattutto nonno Orestes, che giunge a Marostica ignaro del
buon esito delle indagini. La comitiva ha prenotato il soggiorno presso l’albergo Due Mori, senza sapere che alloggeranno a due passi dalla casa degli avi. Andiamo ad incontrarli e comunichiamo loro che sì, abbiamo trovato
quello che desideravano tanto. Non riusciamo a trattenerli
un minuto di più. La piazza e il castello possono aspettare!
Ci avviamo a piedi. Nel breve cammino ad Orestes sembra
di ricordare il nome della via: Scaligeri. Tutto torna: il nome della via un tempo era proprio quello, ora è cambiato; la
casa no, è sempre la stessa. Possiamo entrare e soprattutto
possiamo recarci sul retro, dove il terreno in pendenza arriva a ridosso delle mura, come negli
antichi ricordi. La commozione sale
alle stelle e non fa trattenere le lacrime. È la casa dei padri, il luogo
delle radici! Salutati i parenti e lasciata decantare l’emozione, il giorno dopo si può visitare la città. In
Biblioteca ci riceve la presidente
Maria Angela Cuman che ricorda i
molti legami esistenti con la regione Rio Grande do Sul e, in particolare, con Sa͂o Bernardo do Campo,
gemellata con Marostica. In Castello ci raggiunge il sindaco Marica La famiglia Marcon
sul retro della casa avita
Dalla Valle che dà il benvenuto alla
comitiva, a nome della città. Non possono mancare gli abbracci e le fotografie di rito. Saranno un prezioso ricordo e
terranno viva la memoria di questa visita baciata dalla fortuna e resa indimenticabile dal contributo della nostra Associazione.
G. Francesca Rodeghiero, Ass. Mondo Rurale
LE NOSTRE ASSOCIAZIONI RACCONTANO CHE...
Mostre, escursioni, antichi mestieri:
uno sguardo sul nostro passato
Le attività che l’Associazione Mondo Rurale propone
ogni anno ai 150 soci e ai tanti simpatizzanti, sono molte.
Un atteso appuntamento mensile è senz’altro rappresentato dalle escursioni guidate, organizzate con lo scopo di
conoscere il nostro territorio, le bellezze paesaggistiche, i
pregi architettonici, le tradizioni contadine. Sono oramai
una appuntamento fisso anche le iniziative in occasione
dell’Antica Fiera di S. Simeone alla quale partecipiamo
sin da quando è tornata ad essere un evento importante,
dopo un periodo di oblio. Eravamo presenti anche
all’ultima edizione con la manifestazione “Mondo Rurale
nella cornice d’autunno”, composta dalla consueta mostra
sulle antiche varietà di frutta - a cui si sono aggiunte antiche varietà di fagioli e di patate - e da un’esposizione micologica. In bella vista, sotto il loggiato del Castello Inferiore, mele, pere, giuggiole, nespole e altri frutti dimenticati sono tornati a far parlare dei sapori di un tempo e a
riaccendere in molti il desiderio di mettere di nuovo a dimora quelle piante che, coltivate con cura per secoli, davano frutta oggi introvabile in commercio. E poi i funghi:
più di 250 specie raccolte con passione e messe a disposizione dall’Associazione Bresaola di Bassano, con la quale
Mondo Rurale collabora da anni. Per la prima volta erano
esposte anche molte varietà di patate e di fagioli. Accanto
ai tuberi dalla forma ovoidale con la buccia bianca e la
pasta chiara, si potevano ammirare patate bitorzolute, dal
vestito colorato di rosso, viola, blu nelle più svariate sfumature a coprire una polpa talvolta bianca, ma più spesso
tendente al viola. In passato ogni località poteva vantare
una particolare varietà di patate, che ora si tenta di reintrodurre, ma… che fatica! Un discorso analogo vale per i
fagioli. Quante varietà coltivate anche solo nella nostra
regione accanto ai più famosi “Lamon”! E che dire degli
antichi mestieri riproposti dal vivo? In collaborazione con
l’Associazione Terra e Vita abbiamo messo in scena tutto
il ciclo della paglia, con le fasi della fastugadura e gli attrezzi usati per ottenere, dagli steli di grano, i fastughi,
cioè i fili di paglia pronti per essere lavorati. I visitatori,
come sempre incuriositi dall’arte antica dell’intreccio,
hanno potuto osservare mani veloci intente a far dressa
per confezionare cappelli e borse di paglia nelle fogge più
varie. L’aspetto didattico ha visto coinvolte le scuole, per
le quali la mostra ha prolungato il tempo di apertura.
Molte classi hanno avuto modo di vedere all’opera le trecciaiole, l’impagliatore di sedie, il fabbricante di cesti, la
produttrice di bamboline realizzate col cartoccio di granoturco e la coronara, esperta confezionatrice di corone e
collane. Incantati i bambini e bravi i lavoranti in costume,
che hanno risposto alle domande spiegando ogni cosa in
modo semplice e chiaro.
Tutto ciò con lo scopo di tener vivo il ricordo del nostro
passato anche per le nuove generazioni.
G. Francesca Rodeghiero, Ass. Mondo Rurale
Libere interpretazioni per BF13
Marostica Fotografia 1979 è
stata invitata a
partecipare ad
ottobre 2013, con
il patrocinio della Città di Marostica e la collaborazione della Consulta fra le Associazioni Culturali
del Territorio, all’importante manifestazione biennale Bassano Fotografia 13 organizzata dal Comune di Bassano
del Grappa e la
Pro Bassano.
Le sale del Castello Inferiore di Marostica hanno accolto l’allestimento
di una bella mostra fotografica delle opere di ventiquattro
soci che hanno liberamente interpretato vari temi: la natura e le sue mille sorprendenti manifestazioni, l’architettura
metropolitana fra parallele e verticalità, l’archeologia industriale di ospedali e siti produttivi abbandonati, auto
saettanti in una gara di Formula 1, un viaggio sulle orme
di Goethe, vetri infranti, la forza dell’acqua, ritratti, immagini dall’India e una collezione di Tv delle stanze
d’albergo. La mostra, inserita nel circuito dei “Fuori Palazzo di BF13”, ha attirato un notevole flusso di visitatori
interessati ed entusiasti.
Il 13 ottobre, inoltre, in collaborazione con la Pro Marostica, MarFot79 ha organizzato “Immagini dal Medioevo”,
uno shooting libero per fotografi nelle sale del Castello
Inferiore, che, per l’occasione, si è animato dei personaggi
in costume e delle scene di vita quotidiana del 1300.
Gabriella Strada, Marostica Fotografia 1979
PROGRAMMA 2014 MAROSTICA FOTOGRAFIA 1979
 Gennaio/febbraio/marzo/aprile: corsi di fotografia base, di
ritocco fotografico con PhotoShop e con Ligtroom. Aperti
al pubblico.
 Serate e work shop tematici. Riservati ai soci in regola
con l’iscrizione 2014.
 Serate “Una vita per la fotografia”, con grandi fotografi.
Aperte al pubblico.
 Mostra “Il cerchio della vita”, in collaborazione con i club
fotografici di Rosà, Nove, Romano.
 Collaborazione con il Comune di Marostica per la realizzazione di una guida ai sentieri collinari.
Per informazioni, per ricevere gli avvisi riguardanti gli eventi e gli
incontri e per iscriversi all’associazione scrivere a
[email protected]
oppure telefonare al 338 8673781.
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LE NOSTRE ASSOCIAZIONI RACCONTANO CHE...
Cai Marostica: le nostre iniziative
Marostica è una piccola città e la sezione del CAI è relativamente giovane se pensiamo, ad esempio, alle ultracentenarie vicine di casa come Vicenza e Bassano. E’ nata
nel 1946 ed ha continuato a crescere fino ad arrivare a
quasi 900 soci dei giorni nostri. Anche i gruppi di lavoro
sono andati via via crescendo in linea con le esigenze dei
tempi e delle mode. Alle classiche attività di alpinismo ed
escursionismo si sono affiancate altre, di cui propongo
una breve descrizione. La scuola di sci-alpinismo che, in
collaborazione con la sez. di Thiene, è stimata e considerata come ottima a livello nazionale. Nel 2014 terrà il suo
37° corso con vari livelli, dal base al perfezionamento,
compresa la recente disciplina dello snowboardalpinismo. L’alpinismo giovanile che opera già dal 1992,
con ragazzi dai 9 ai 17 anni, arrivando a toccare punte di
50 allievi a stagione. A questo si è affiancato il gruppo
scuola che fa attività promozionale soprattutto nelle elementari del capoluogo, ma anche nelle frazioni e i paesi
vicini coinvolgendo, in alcune occasioni, le classi medie.
Punto di forza sono le uscite sulle nostre colline con tutte
le classi di 4° e 5° elementare, oltre ad alcune mattinate di
proiezioni in aula. E poi il gruppo ciaspe che ha riportato
un notevole successo negli ultimi anni, da quando nel
mercato sono stati immessi nuovi materiali. Anche il cicloescursionismo è esploso ultimamente, divenendo branca ufficiale nell’ambito dell’escursionismo, invadendo
oltre le città anche le montagne e favorendo l’aggregazione di molti appassionati. Montagnaterapia è un gruppo
speciale, rivolto a persone per le quali la non conformità,
la diversità e le differenze sono giudicate una ricchezza.
Propone giornate fuori dal loro quotidiano, dove potersi
ancora stupire e sorridere lasciando a casa la malinconia.
In montagna con la famiglia propone escursioni per far
scoprire a genitori e bambini le emozioni profonde legate
all’ambiente naturale. Il riscontro è stato talmente positivo da dover chiudere in anticipo le iscrizioni. E poi ancora
il gruppo CAI natura, manutenzione sentieri, biblioCAI, le
serate culturali della montagna e la collaborazione con la
rassegna Intercomunale SenzaOrarioSenzaBandiera, non
dimenticando l’ultimo nato: il gruppo speleo che sta coinvolgendo decine di appassionati. E su quest’ultimo nato
vorrei spendere qualche parola in più. Mancava nella nostra sezione un gruppo che si dedicasse alla conoscenza
del mondo ipogeo, le grotte e la speleologia. Un gruppo
che facesse anche scoprire
gli intriganti scenari che si
celano a due passi dalla nostra bella cittadina. Pochissimi sanno, infatti, che il
territorio comunale di Marostica racchiude oltre venti
Grotta dei Gorgi Scuri a Marostica cavità naturali, che lo scorrere dell’acqua ha creato nel
recente tempo geologico. Il gruppo, denominato I Barbastrji, propone una formazione speleologica continua, estesa a tutti i periodi dell’anno, rivolta a soci e non soci.
S’impegna nell’organizzazione di attività esplorative sia
nel vicentino sia a livello nazionale, promuove la ricerca
scientifica e la tutela delle grotte. Non dimentichiamo che
la nostra stessa esistenza è legata alle medesime, perché
molte di loro costituiscono serbatoi naturali dove l’acqua
viene raccolta prima di giungere nelle nostre case.
Nell’anno appena trascorso, numerose sono state le attività svolte dal gruppo:
Didattica e divulgazione: stage, serate, corsi e open day
di speleologia, nonché uscite didattiche in grotta con
scuole di ogni ordine e grado, associazioni culturali e
sportive.
Esplorazione: due nuove grotte nel marosticense, nuove
scoperte nelle cavità del monte Grappa, esplorazioni
sull’Altopiano dei Sette Comuni, membri del team che ha
raggiunto la maggior profondità in territorio pugliese.
Ricerca: studio dei sistemi carsici della pedemontana veneta, con particolare riferimento a quello marosticense.
A dirla in breve un ottimo lavoro per una realtà in bocciolo, questo fa ben sperare nel futuro, che assieme a tutte
le altre realtà del sodalizio dà sempre maggior impulso
alla frequentazione dell’ambiente naturale.
Michele Torresan, C.A.I. Marostica
Benessere e Invecchiamento
Benessere e invecchiamento, questo
l’argomento proposto dal Cif di Marostica, in collaborazione con la Consulta,
giovedì 6 febbraio presso Chiesetta San
Marco. Il dr. Diego Torresan, neuropsicologo specializzato nel potenziamento delle funzioni cognitive, ha illustrato i cambiamenti fisici e psichici determinati dall’avanzare dell’età. L’invecchiamento non è una malattia,
non è necessariamente invalidante, è un processo naturale
che porta con sé modificazioni nel fisico e nelle abilità
cognitive: memoria, attenzione, linguaggio. L’adozione di
stili di vita salutari quali la dieta, il movimento, i check-up
regolari, la cura della vista e dell’udito uniti ad una vita
sociale ricca e partecipata, sono tra gli ingredienti fondamentali per invecchiare nel miglior modo possibile. Sono
stati presentati consigli e tecniche per migliorare le abilità
mentali che ci permettono di mantenere un buon grado di
autonomia ed efficacia e ritardare gli effetti del tempo,
fornendo esempi di esercizi per tenere allenata l’attenzione, la memoria visiva e verbale, la concentrazione
attraverso l’uso di parole, numeri, letture, giochi, calcoli
mentali e semplici strategie. Grande importanza viene
data alle relazioni sociali. Avere contatti con le persone,
superare la pigrizia e la noia che sono il peggior nemico
per la mente, sentirsi parte di qualcosa, condividere e aiutare gli altri, non arroccarsi sulle proprie convinzioni, programmare nuove attività, prendersi del tempo per se stessi: ecco i suggerimenti che tutti noi possiamo mettere in
atto per vivere bene e vivere a lungo. A conclusione
dell’incontro, è stato proposto un corso base per conoscere i meccanismi della mente ed un’altro di stimolazione
cognitiva dal titolo Essere pronti alle sfide della mente.
Giovanna Stella, Comitato Italiano Femminile
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L’ANGOLO DELL’ARCHEOLOGIA
Homo sapiens - La mostra di Trento
Non ce la siamo davvero fatta scappare l'occasione di
visitare la mostra Homo sapiens - La grande storia della
diversità umana, da un'idea di Telmo Pievani e Luigi Luca Cavalli Sforza, dopo che avevamo sentito che questa,
già presente con successo al Palazzo delle Esposizioni di
Roma dal novembre 2011 fino al febbraio 2012 con
180.000 visitatori, aveva fatto tappa a Trento dal 21 settembre 2012 fino al 13 gennaio 2013 e, successivamente,
avrebbe raggiunto Novara presso il complesso del Broletto (8 marzo-28 luglio).
Uno dei pannelli esplicativi
L'allestimento a Trento, in particolare, ci avrebbe offerto delle novità perché erano in esposizione reperti provenienti non solo dal Veneto e dal Trentino, ma anche dal
Carso triestino, dall'Istria croata e da quella slovena ; inoltre, ci saremmo trovati a Trento già per un'altra mostra e
c'è da dire che, per quanto riguarda Marostica Archeologia, una mostra tira l'altra, ancor meglio se nel medesimo
giorno! Così, se al mattino della nostra ultima escursione
culturale dell'anno 2012 al Castello del Buonconsiglio
avevamo visitato con soddisfazione la mostra Le Armi, la
Fede, il Gioco - I Cavalieri dell'Imperatore, al pomeriggio, tutti d'accordo, ci siamo velocemente spostati a quella
sull'Homo sapiens, allestita presso Palazzo Sardagna,
sede, ancora per poco, del Museo delle Scienze (quello
nuovo si troverà presso il
MUSE). All'unisono nominammo quella giovane donna
ominide (120 cm di altezza e
35 Kg di peso) dalla stazione
eretta, il cui scheletro, quasi
intatto, risaliva a più di tre
milioni e mezzo di anni fa;
scoperto in Etiopia nel 1974,
era stato chiamato Lucy dagli
archeologi in ricordo della
canzone dei Beatles, le cui
note, proprio nel giorno del
ritrovamento, erano prodotte Orme fossilizzate di ominidi a
in continuazione da un giradi- Laetoli (Tanzania)
schi. A qualcuno, poi, con
tenerezza venne in mente anche la famiglia di Laetoli,
quella località della Tanzania settentrionale, diventata famosa nel 1978 perché, sempre grazie allo scavo archeologico, erano state portate alla luce, su di un antico strato di
roccia, le nitide orme, rimaste impresse sulla cenere vulcanica umida del vulcano Sadiman, di due adulti, forse un
maschio e una femmina che procedevano una sulle impronte dell'altro e quelle più piccole di un bambino che,
probabilmente, camminava loro a fianco, forse per mano.
Quella roccia, come direbbe lo storico francese Lucien
Febvre, è sicuramente una fonte muta ma, se la osservassimo con la medesima attenzione con cui, a volte, ad una
mostra guardiamo un quadro senza l'utilizzo della didascalia, potremmo farla parlare e pensare, ad esempio,
all'esistenza, circa 4 milioni di anni fa, di una certa forma
di aggregazione anche tra gli ominidi.
Credo di non esagerare, perciò, se ora ipotizzo che tutti
noi, quel pomeriggio a Trento, abbiamo varcato la soglia
di Palazzo Sardagna con una certa emozione e la mostra,
grazie anche ai pannelli esplicativi e alle particolari postazioni multimediali, davvero non deluse le nostre aspettative!
Pubblicità
Elsa Maria Pozzer, Associazione Marostica Archeologia
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CULTURA MAROSTICENSE IN TOUR
In giro per l’Italia: l’Umbria
Anche quest'anno ripetiamo la visita a una regione
d'Italia, precedentemente studiata nel seminario di geografia. La gita, che si svolgerà dal 12 al 15 maggio prossimo in Friuli Venezia Giulia, non mancherà di suscitare
interesse.
L'anno scorso l'esperienza si è conclusa con grande soddisfazione dei partecipanti come dimostra la relazione che
segue, che ne fissa i momenti salienti.
Il viaggio di quattro giorni, dal 7 al 10 maggio, organizzato dall’Università Adulti di Marostica, è stato per tutti i
partecipanti una straordinaria esperienza: un’immersione
nella storia, nell’arte e nella religiosità che caratterizzano
l’Umbria. La regione, a molti di noi nota anche per aver
frequentato il Seminario di Geografia, ci ha colpito per la
varietà di caratteri geomorfologici e paesaggistici attraverso il susseguirsi di vallate, catene montuose ricche di boschi, pittoreschi paesi e città collinari, zone pianeggianti
ben coltivate.
Il programma del viaggio comprendeva molte mete interessanti, adatte a rendere un ritratto completo e vivo
dell’Umbria. Queste le nostre tappe: Orvieto, Spello, Bevagna, Montefalco, Spoleto, Todi, Narni, Amelia, Sassovivo, Rivotorto, Perugia.
ORVIETO - Con una
guida del posto abbiamo visitato il celeberrimo Duomo dalla splendida facciata gotica e la
ricchezza delle decorazioni nelle cappelle interne.
Siamo rimasti affascinati dai dipinti del Beato
Angelico e di Luca Signorelli nella Cappella
di S. Brizio.
Una forte emozione
l’abbiamo provata, all’uscita dalla cappella,
contemplando il reliquiario che racchiude il Sacro Lino
protagonista del miracolo di Bolsena, ed altri lini eccezionalmente esposti per il 750mo anniversario del miracolo.
La guida, tra tante altre notizie, ha parlato dell’antica
ostilità di Orvieto con Todi, austera ed elegante cittadina
fondata dagli Umbri tra l’ottavo e il settimo secolo a. C.,
ricca di testimonianze etrusche e romane che abbiamo
potuto conoscere verso la fine del nostro viaggio.
Indimenticabili le citazioni riguardanti il poeta medioevale Jacopone da Todi autore di famose Laude dal tono
drammatico.
Anche Spello, Bevagna, Montefalco e Narni ci hanno
regalato attrattive e piacevoli sorprese per la loro impostazione urbanistica tipicamente medievale e la ricchezza di
opere d’arte di autori famosi come Pinturicchio, Perugino,
Ghirlandaio, Benozzo Gozzoli ed altri ancora.
SPOLETO, nota per
il suo Festival, è una
città che presenta un
insieme di stili dal
medioevale al rinascimentale. Ci siamo
soffermati ad ammirare la facciata del
maestoso Duomo con
il suo bel rosone, autentico pizzo in marmo e lo stupendo
mosaico in oro.
La passeggiata con sosta al Ponte delle Torri, mastodontica opera a dieci arcate costruita nel ’200 sui resti di un antico acquedotto romano, ha destato in tutti noi meraviglia e
stupore.
PERUGIA - Molto
caratteristiche anche
le vie, i palazzi e le
chiese di questa città,
tappa conclusiva del
nostro viaggio, dove
siamo giunti dopo la
visita
guidata
all’Abbazia di S.
Croce a Sassovivo,
importantissimo monumento nel territorio di Foligno in un suggestivo paesaggio tra boschi di lecci ed ulivi secolari. A Perugia abbiamo
vissuto le ultime, profonde ed intense, emozioni umbre ammirando l’autoritratto e gli splendidi affreschi del Perugino
nella Sala delle Udienze del Collegio del Cambio.
L’Umbria è universalmente conosciuta come Patria di
San Francesco d’Assisi, del quale la guida ci ha trasmesso
in continuazione il fascino e la spiritualità. Questo motiva
la ragione della sosta al Santuario di Rivotorto, la grande
chiesa che conserva al suo interno il Sacro Tugurio, scrigno
del francescanesimo, povera dimora di Francesco e dei suoi
primi compagni. Da questo luogo nel 1209 partì con loro
per recarsi a Roma dove ottenne da Papa Innocenzo III
l’approvazione orale della Regola.
Al Sacro Tugurio
si è rinnovata in noi
un’emozione molto
particolare, del tutto
diversa dalle altre,
data, come è noto,
dalla grazia dei luoghi francescani.
Per tutto il tempo
del viaggio abbiamo
vissuto il benessere
di una corale amicizia alimentata anche dalla condivisione
di interessi culturali.
Leda Poli - Ass. Cultura e Vita - Università Adulti e Anziani
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CULTURA MAROSTICENSE IN TOUR
Musica Reservata in tour papale
Una Roma assonnata, fredda, avvolta da una leggera
bruma, accoglie sabato 11 gennaio 2014 un gruppo di pellegrini vicentini. È il coro “P. da Palestrina” di Vicenza,
che festeggia quest’anno il suo 50° dalla fondazione, e
l’Accademia Corale Musica Reservata di Marostica. A
Roma, tuttavia, non sono giunti per un fine settimana turistico.
L’appuntamento è per le 8.00 precise in San Pietro con
una S. Messa speciale presieduta da mons. Pietro Parolin,
neo segretario di stato vaticano. La basilica brulica già di
turisti che si muovono frenetici da un angolo all’altro
dell’enorme e affascinante fabbrica petrina. Al transetto
meridionale è già pronto il coro che intona assieme
all’assemblea il canto d’ingresso. Un incontro carico di
significato quello dei coristi vicentini, assieme ai loro direttori Lino Dalla Gassa e Fabio Cusinato, con il segretario Parolin. L’alto prelato vaticano di origine vicentina ha
parole di profonda ammirazione per la preparazione tecnica dei due cori riuniti e la sensibilità per la liturgia dei
suoi direttori.
Dopo la celebrazione invita coristi e famigliari ad appartarsi per uno scambio piacevole che rinfocola l’ardore di
tutti i presenti. Il cortile esterno, sul quale si affaccia la
casa di Santa Marta, attuale residenza del papa è ora illuminato e riscaldato da un timido e bene augurante sole.
Poco prima di uscire dal cortile vaticano è annunciata
l’uscita del Santo Padre. Non ci sono dubbi. La Focus di
seconda mano, usata dal papa è pronta davanti alla porta.
Un’emozione indicibile pervade tutti. In molti c’è perplessità sulla possibilità di avere un incontro esclusivo con il
successore di Pietro. Ma il momento giunge. All’uscita
del papa, vinta la carica emotiva, il coro intona il Cunctipotens genitor Deus, un discanto del 1200. Papa Francesco saluta con la consueta affabilità il gruppo di coristi
vicentini e si ferma per alcuni minuti a pregare con loro.
Il papa congeda il gruppo chiedendo a tutti di pregare per
lui e di perseverare nel canto sacro. A tutti lascia il ricordo
indelebile di un incontro straordinario con la semplicità e
la ricchezza di Spirito di quest’uomo designato dal Signore a guidare la sua Chiesa in tempi così difficili. Musica
Reservata e coro Palestrina sono attesi l’indomani, domenica 12, per accompagnare con il canto la S. Messa a
Sant’Agata de’ Goti in Roma presieduta dal cardinale Raymond Leo Burke. La Santa Messa, nel giorno del Battesimo del Signore, è celebrata in ricordo dell’arcivescovo
Piergiorgio Silvano Alessandro Nesti, scomparso nel dicembre del 2009. Mons. Nesti, marosticense di nascita, è
stato per alcuni anni arcivescovo di Camerino e San
Severino Marche. Durante la sua vita pastorale, l’arcivescovo Nesti,
ha ricoperto importanti
incarichi in Vaticano ed
è stato Segretario della
Congregazione per gli
Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica.
La Santa Messa solenne, presieduta dal cardinale statunitense, è costellata di canti, brani d’organo eseguiti da
Manuel Canale e preghiere in latino. La preparazione dei
cori e la precisione liturgica, nella scelta dei brani e nei
tempi, suscitano vera ammirazione e compiacimento da
parte del cardinale Burke, che si distingue a livello mondiale come uno dei maggiori canonisti ed esperti di liturgia. Musica Reservata e coro Palestrina rientrano a Vicenza con un autorevole sprone a perseguire la strada della musica sacra e liturgica tracciata dai loro direttori, ma
soprattutto con la consapevolezza di avere ricevuto dal
tour romano una “grazia” particolare che rimarrà patrimonio spirituale nel cuore di ciascuno.
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Fabio Cusinato, Accademia Corale Musica Reservata
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GREEN
Nasce marosteGAS
Gruppo di Acquisto Solidale
È nato marosteGAS, il Gruppo di Acquisto Solidale
(GAS) di Marostica. Ha un nome che ammicca al dialetto
e alla dimensione locale, ma che al contempo rimanda ad
un qualcosa di lontano, di esotico, di altro. Nasce per iniziativa di un gruppo piuttosto eterogeneo di persone con
una significativa presenza di giovani.
Raccoglie in particolare l'esperienza dell'Ass. Ujamaa,
che in passato ha organizzato la Festa dei popoli e che in
questi mesi ha sostenuto e accompagnato le prime iniziative pubbliche del marosteGAS.
A partire dal suo
debutto in società dello scorso
18 novembre, in
una chiesetta San
Marco gremita di
persone, è stato
davvero straordinario l'interesse
e la partecipazioUn momento della lettura di "Marcovaldo al su- ne che questo
permarket" di Calvino in occasione del debutto in
tipo di proposta
società del 18 novembre
ha saputo suscitare nei marosticensi. In quell'occasione abbiamo presentato i criteri (piccolo, biologico, locale, solidale ed etico)
che andranno ad orientare la scelta degli acquisti del gruppo e intorno ai quali abbiamo aperto un percorso di approfondimento e confronto.
Oltre all'acquisto il marosteGAS intende promuovere tutta
una serie di progetti e iniziative che riguardano la formazione e l'informazione, le autoproduzioni, la sensibilizzazione sul consumo consapevole e sugli stili di vita.
L'acquisto, quindi, s'inserisce all'interno di un percorso
di condivisione più ampio, un cammino di crescita e maturazione (personale e collettiva) che ci porti a guardare
con sempre più attenzione
alle ricadute economiche,
sociali ed ambientali delle
nostre scelte. Partiamo infatti dal presupposto che è
proprio a partire dai piccoli
gesti quotidiani che inizia
l'utopia concreta di un cambiamento, di un cambio di
paradigma che riporti la
persona, le relazioni, le comunità e i territori al centro
dell'economia. In questa
direzione vorremmo che il
marosteGAS diventasse una
fucina d'idee, un incubatore
per nuove attività e progettualità territoriali.
Fin da subito ci siamo posti come un gruppo aperto ed
inclusivo, non gerarchico, che intende promuovere l'ascolto
attivo e il confronto creativo, un gruppo che non teme di
contaminarsi ma che punta a valorizzare le differenze.
Auspichiamo si possano trovare forme e modalità sempre
nuove di collaborazione e sinergia con altri gruppi e associazioni, con l'amministrazione comunale e le scuole, con i
soggetti economici e culturali, promuovendo la cooperazione in rete e lavorando nella prospettiva di creare un distretto di economia solidale nei territori del marosticense.
Il marosteGAS si ritrova (solitamente in chiesetta San
Marco) ogni ultimo giovedì del mese. Da marzo 2014 abbiamo iniziato ad effettuare i primi acquisti collettivi e stiamo preparando una serie di appuntamenti (incontri serali ed
escursioni) per approfondire i temi del biologico, della biodiversità e della sociodiversità.
Per sapere come entrare a far parte del marosteGAS o per
avere maggiori informazioni scrivete a [email protected]; ci trovate anche su facebook cercando marosteGAS.
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Mirco Corato, marosteGAS
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L’ANGOLO DELLA POESIA
Muovo la quinta pedina
con il La
del pettirosso
muovo la quinta pedina
avanti la scoperta
che ci proietterà
più regali nell’atteggiamento
quel Tu
che nel gioco altrui incontri,
crea l’attesa
di saper cogliere la maturazione
nella reciprocità di donarsi
occhi sorridenti
di fluttuanti silenzi
alle prese con il bebè
mi commuove
la vita
e il suo raccontarsi
nei caffè della piazza
Annamaria Ghirardello, poetessa logico matematica
Chiccolino, dove stai?
Chiccolino dove stai?
Sotto terra, non lo sai?
Ma là sotto non fai nulla?
Dormo dentro alla mia culla.
Dormi sempre, ma perché?
Voglio crescer come te.
Ma se tanto crescerai,
chiccolino, che farai?
Una spiga metterò,
tanti chicchi ti darò!
Arpalice Cuman Pertile, poetessa per l’infanzia
Sommario
Ciao! Sono Mister Freccia
e mi incontri sfogliando
Cultura Marostica.
Ti indico le cose importanti,
le notizie utili e ti invito
a partecipare ad
interessanti iniziative.
Non perdermi di vista!
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Cultura in movimento ……………………………………………. 2
Qui biblioteca ……………………………………………………...3
Gruppi di lavoro …………………………………………………...6
Ottobre piovono libri……………………………………………….8
Fiabe in Castello……………………………………………….….10
Premio Arpalice Cuman Pertile…………………………………...11
Natale con noi……………………………………………………..12
Mani creative 2013 …..…………………………………………..13
Il viaggio…………………………………………………………..14
Marostica centro storico di interesse pubblico……………………16
Donne……………………………………………………………..18
Mostre…………………………………………………………….20
Testimonianze………………………………………………...…..22
Le nostre associazioni raccontano che… ……………………...….25
L’angolo dell’archeologia…………………………………………27
Cultura marosticense in tour………………………………………28
Green………………………………………………………….…...30
L’angolo della poesia………………………………………………31
Sommario…………………………………………………………..31