Inchiostro fresco 64 apr-mag.indd

Transcription

Inchiostro fresco 64 apr-mag.indd
l’inchiostro fresco
aprile - maggio 2012
1
n. 4 - aprile/maggio 2012
www.inchiostrofresco.it
[email protected]
Fondato nel 1985
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L’intervista:
il Consigliere Zacchini
Maurizio Zacchini, 57
anni, agente assicurativo, consigliere comunale, da tre anni segue
la Fiera “Arti e mestieri”, avendo la delega
al commercio
e dunque è la
persona più indicata a parlare della prossima edizione ormai vicina.
I
l programma di quest’anno
ricalcherà in parte quello
delle passate edizioni, con
alcune novità. Gli stand espositivi saranno 24 e contiamo di riempirli tutti con le
attività produttive, ma anche associative
e culturali, di Basaluzzo. Inoltre, la domenica, lungo via Nuova avremo le bancarelle, almeno una dozzina, che completeranno il quadro delle esposizioni dirette.
Mentre sul lato opposto, nel viale alberato, riprenderemo la simpatica iniziativa
dell’anno scorso, Sbaròs an cò (“Ripulisco casa”), dedicata soprattutto ai bambini che, a prezzi simbolici, metteranno in
vendita gli oggetti di casa andati
segue a pag III
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A Basaluzzo il 19 e 20 maggio una festa piena di tradizione
San Bovo “Arti e mestieri”
D
a molti anni la Festa di S. Bovo, che è
sempre stata una tradizione fissa e molto attesa del nostro paese, è tornata ad
avere un ruolo centrale nel programma annuale
delle manifestazioni di Basaluzzo, anche grazie
al contributo del Gruppo Alpini e delle associazioni locali, dopo aver perso un po’ della sua
risonanza e visibilità.
Ci avviamo così alla XVIª edizione della due
giorni di “Arte e mestieri”, sabato 19 e domenica 20 maggio, l’esposizione di stand industriali, commerciali e artigianali che intendono
rappresentare la vivacità e i prodotti delle
aziende che operano nel nostro territorio
e non solo e riescono a mantenere il
proprio progetto di crescita nonostante
i tempi duri che stiamo attraversando.
Per questo, come Amministrazione comunale, sentiamo ancora più attuale e
opportuna la seconda edizione
del premio ”Imprenditore
dell’anno” che verrà consegnato all’inaugurazione
della Fiera per riconoscere il merito e l’impegno di
chi continua a spendersi
per far crescere sé e la
nostra economia. Soprattutto in questo periodo
storico le eccellenze e la qualità del lavoro riescono a restare a galla in acque mosse dalla
crisi e dalla concorrenza sfrenata.
Un altro appuntamento che mi piace ricordare, oltre a tutti gli altri presenti nel programma completo riportato nelle pagine seguenti, è
quello con l’unità mobile dell’autoemoteca che
permetterà controlli gratuiti nella mattinata di
domenica 20 maggio per non dimenticare il valore delle prevenzione nella cura delle malattie
soprattutto cardiache e cardiovascolari.
Come primo cittadino confermo la convinzione dello sforzo della mia amministrazione per l’organizzaziwone di
questa festa che, come volevano i nostri avi, introduce alla bella stagione
e al lavoro in campagna grazie all’uscita beneaugurante del santo a cavallo, Bovo, protettore del bestiame e
dell’agricoltura, portato in processione per invocare prosperità
e un rinnovato benessere.
Invito quindi a intervenire
alla nostra Fiera per ritrovarci e guardare con maggiore speranza al futuro.
Il Sindaco
Gianfranco Ludovici
2II
Speciale Basaluzzo
l’inchiostro fresco
aprile - maggio 2012
Una festa piena
Un po’ di storia
B
euve o Bevons d’Audiffret nacque a Noyers, in
Provenza (Francia) nel
940 e morì a Voghera probabilmente il 22 maggio (giorno in
cui ricorre la sua festa) del 986.
Il suo nome venne latinizzato in
Bobo e poi italianizzato in Bovo.
Bovo fu un tipico cavaliere medievale, discendente di una famiglia nobile e ricca che possedeva un castello e molti terreni.
Venne educato alle armi e alla
caccia, ma coltivò anche un
notevole spirito religioso che
lo distinse per la sua magnanimità nei confronti degli abitanti
del suo feudo, soprattutto i più
poveri. Morto il padre, assunse
le redini del feudo e si distinse
nella difesa contro i Saraceni
che prima del Mille penetrarono anche in Provenza. Secondo
la tradizione, se avesse scacciato il nemico turco, promise che
si sarebbe recato ogni anno a
Roma a piedi attraverso le vie
dei pellegrini.
Un altro fatto cambiò la sua vita:
graziò l’assassinio del fratello e
lo perdonò di avergli tolto una
delle persone più care. Nei suoi
viaggi annuali a Roma attraverso una delle vie romee, quelle
che conducevano appunto nella
città eterna, faceva sosta spesso
a Voghera dove si fece diversi
amici che tornava a trovare.
di tr
Colpito dalla peste, morirà a Voghera il 22 maggio 986, sepolto
a Borgo S. Pietro, appena fuori
la città.
Secondo i racconti medievali,
in quel punto una bambina cieca riacquistò la vista e da quel
momento incominciò il culto di
Bovo, il cavaliere generoso protettore degli infermi. Nel XII secolo venne canonizzato e venne
costruita una chiesa nel luogo
della sua morte.
Un documento del 1230 attesta
già l’esistenza di un ospedale
eretto in suo nome. Le reliquie,
dopo diverse traslazioni, sono
state definitivamente collocate
nel Duomo di Voghera nel 1954.
Eventi Rondinaria
sabato 19 maggio
Domenica 03/06/2012:
Cronometro individuale competitiva premi 3
assoluti e primi 10 ctg
Ore 15.00: Centro Sportivo
incontro di Tamburello
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Ore 17.30: Inaugurazione ed apertura Stands
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Da domenica 17/06/2012:
concorso di pittura estemporanea aperta a tutti
tema “Ciclismo e Paesaggi di Rondinaria”.
Premiazioni domenica 24/06/2012
Domenica 24/06/2012:
V° Gran Tour di Rondinaria
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pacco gara e premi.
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Ore 18.30: Esibizione Karate Club
in Novi Ligure
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Ore 19.00: Apertura Stand Gastronomico
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Ore 21.00: Commedia in due atti
“Florville la lancia di Catrion”
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info concorso: 339/53.915.60
Info ciclismo: 338/31.200.01
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aprile - maggio 2012
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La struttura fondata dal benefattore Davidson festeggia il centenario
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Auguri all’Asilo di Borgo Fornari!
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AL COPERTO
ent’anni e non
sentirli. L’Asilo di
Borgo Fornari ha
raggiunto il prestigioso
traguardo di cento anni
di attività, come ci spiega una rappresentante
dell’Amministrazione,
che abbiamo incontrato
per celebrare l’evento. I
lavori, infatti, avviati nel
1911, terminarono l’anno
successivo e finalmente, il
2 ottobre 1912, l’Asilo aprì
i battenti, dando ospitalità
a ben quaranta bambini.
L’edificio, fatto erigere
dal benemerito fondatore
dell’ente, l’armatore italo-scozzese George Davidson, fu inizialmente
intitolato alla “Regina Elena” e solo dopo la caduta
della monarchia cambiò
la dedica in “Adelina Davidson”, figlia del benefattore prematuramente
scomparsa, che tuttora
mantiene. Esiste tutt’oggi
una lista delle sottoscrizioni che menziona non
solamente i possessori
delle azioni dell’ente, ma
chiunque abbia fornito il
proprio contributo gratuito, anche il più piccolo intervento, per la costruzione dell’Asilo. Esso nasce
come Ente Morale per acsegue a pag 2
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George Davidson
I
l Signor George Davidson era un ricco armatore italo-scozzese inserito nella “Genova bene”
di inizio Novecento. Quando un giorno scese
dal treno per osservare come procedevano i lavori
di costruzione della sua villa di campagna a Borgo
Fornari, un tempo rinomato luogo di villeggiatura
per le ricche famiglie genovesi tanto da meritarsi il
nome di “piccola Svizzera”, vide moltissimi bambini giocare nella polvere della piazza principale del
paese, in condizioni di semi o totale abbandono, e fu
pervaso dal caritatevole desiderio di fare qualcosa
per loro.
Pertanto, per togliere dalla strada quei fanciulli e
dare loro un’istruzione, prendendo a cuore il progetto, ottenne il terreno su cui sarebbe sorto l’asilo,
grazie alla gentile donazione delle sorelle Serrasio,
allora le maestre elementari del paese, e affidò l’incarico di progettare la struttura a Gino Coppedè,
architetto di grido dell’epoca. Davidson si occupò
di fornire i materiali per la costruzione, la manodopera fu messa a disposizione dai cittadini del paesegue a pag 2
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2
l’inchiostro fresco
DALLA PRIMA E RICORRENZE
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Asilo Borgo Fornari
prosegue da pag 1
cogliere i bambini disagiati e tuttora mantiene, nel
suo statuto, tale funzione:
accogliendo gratuitamente i bambini le cui famiglie
non siano in grado di pagare l’iscrizione. L’edificio,
progettato dall’architetto
Gino Coppedè e decorato
esternamente dal pittore
Elvezio Bouvier con disegni di bambini che giocano, è stato nominato
monumento storico nel
2003: fatto che rende orgogliosi coloro che vi operano insieme alla comunità
tutta, ma che vincola gli
interventi di restauro ad
un rigoroso rispetto del
progetto originale. L’Asilo durante il suo longevo
servizio è stato costretto
a sospendere la propria
attività solamente per due
anni, durante la Seconda
Guerra Mondiale, quando
fu adibito a dormitorio dai
Tedeschi: ne resta traccia,
ancora oggi, in una macchia del pavimento originale (ndr: riportato alla
luce due anni fa in seguito
a un oneroso intervento
di restauro) dovuto all’inchiostro dei ciclostili o al
grasso di fucile. Tuttavia
la pronta ristrutturazione, guidata dall’ingegner
Umberto Musante, cui fu
sottoposto nell’immediato
dopoguerra, riportarono
l’edificio all’originale splendore, con adeguamento
della struttura alle più recenti e rinomate esigenze.
L’attuale presidente, Dante Ameri, è in carica da
ben cinquant’anni e guida
l’amministrazione grazie
a un consiglio, composto
da altri quattro volontari,
tutti del paese. La struttura ospita più di quaranta
bambini (ndr: mantenendo
quasi inalterato nel tempo
il numero di iscrizioni),
suddivisi in due classi: 3
anni e 4-5 anni. Nonostante
le difficoltà, gli ostacoli burocratici e i costi che una
struttura come questa deve
sostenere, l’Asilo di Borgo
Fornari continua a sopravvivere, dopo cent’anni,
grazie alle doti di forza e
determinazione che gli amministratori e le maestre
hanno sempre dimostrato
di possedere e grazie anche
al supporto del Comune,
del “Gruppo aquilotti” e di
alcuni imprenditori locali,
ma soprattutto dei genitori
dei bambini e dei paesani, sempre in prima linea
quando si tratta di raccogliere soldi con iniziative
di beneficienza o fornire
anche il più piccolo aiuto,
ma fondamentale per la sopravvivenza dell’asilo.
Federico Cabella
Una riflessione
sul 25 Aprile
C
ome ogni anno, ritorna il 25 aprile. Come ogni anno, ritornano le
vecchie polemiche, probabilmente
frutto di un comportamento contradditorio. Da un lato si vuole il 25 Aprile come
festa di tutti, cardine morale del Paese.
Dall’altro si vuole imporre una Resistenza
di plastica, proprietà immacolata di una
sola parte politica e con contenuti che
non devono essere discussi, ma solo accettati dogmaticamente. Tale costruzione,
semplicemente, non regge più e non è più
giustificabile. Non regge più perché la rielaborazione dei dati consente una visione
più accurata. Non è giustificabile perché
non è necessaria alla struttura repubblicana. Come spiegò giustamente Vittorio
Foa, una delle fortune dell’Italia del dopoguerra fu la capacità del duo De Gasperi
- Togliatti di inventare un’Italia convintamente e decisamente anti-fascista, mutando una sconfitta militare di fatto in una
vittoria politica morale. Così facendo, un
Paese debole e diviso trovò la sua identità
comune in cui rispecchiarsi. Ma la stampella, necessaria ad una democrazia neonata, è (o dovrebbe essere) superflua alla
sua versione matura. E’ allora pienamente
possibile che il recente 25 Aprile diventi
momento di riflessione adulta, senza tifo
da stadio o reazione da fondamentalisti
se i quali, generalmente il sabato e la
domenica, dopo aver svolto per tutta la
settimana il proprio duro lavoro, trovavano ancora la forza di dare il proprio
contributo per l’edificazione dell’Asilo.
Pertanto, quando l’inserviente sparava
un colpo di cannone a salve dalla Villa
del ricco commericante, tutti i volontari si recavano al lavoro, assistiti dal signor Davidson stesso che provvedeva a
La Festa della
Liberazione, tra
vecchi fantasmi
e desiderio
di nuova
chiarezza
politici. Non
deve
allora
essere una bestemmia poliNo a fango e
tica o motivo
a retorica, per
di scandalo afarrivare
ad una
fermare come
realtà matura
il
fascismo
godette di un
e reale
grandissimo
consenso popolare e che la Resistenza
fu fenomeno molto più elitario, diventato “di popolo” a guerra quasi finita per il
desiderio di molti di salire sul carro del
vincitore. Né affermare come la Resistenza non fu proprietà privata del partito comunista, ma movimento variegato, con
fazioni liberali, monarchiche e repubblicane. E, colpendo il ventre molle della
questione, mettere in luce le derive estremiste: la Resistenza non fu un movimento immacolato, fu una guerra civile dove
all’estremismo di destra si contrappose
un estremismo di sinistra, concretizzato
da episodi come il massacro di Porzus o
le stragi del triangolo della morte in Emilia. Sono temi sgradevoli e difficili, ma
non impossibili da affrontare. Sia perché
il tempo aiuta a gestire le questioni spinose, sia perché far luce sui punti oscuri non significa infangare i protagonisti
della Liberazione né negarne
L’Unione fa la forza i meriti. Solo così il discorso
prosegue da pag 1 sul 25 Aprile passerà da storia
infinita a storia, nel senso più
reale e maturo del termine.
distribuire loro focaccia e vino bianco.
Da questo splendido esempio di col- L’anima della Liberazione non
laborazione trasversale, segno dello deve perciò stare in cortei e
spirito di cooperazione dei paesani e bandiere, ma nel capire come
della voglia di unirsi per fare qualcosa tutti debbano lavorare per
di grande, nasce l’asilo: qui risiede la tenere in piedi la democrazia
forza della struttura che prosegue inin- che, anche se debole, è migliore di ogni dittatura (come
terrotta da cent’anni la sua attività.
insegnava Churchill).
Federico Cabella
Matteo Clerici
l’inchiostro fresco
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Il Laboratorio Sociale di Alessandria, uno sguardo per conoscere e capire
Oltre il cancello...
L
a mia curiosità aumenta man mano
che mi avvicino
all’ingresso del Laboratorio: conosco questo posto
da anni, da quando era la
Caserma dei Vigili del Fuoco, e l’ultimo ricordo che
ho è quello di una struttura
incrostata e ignorata. Ignorata fino a un certo punto
in quanto qualche politico
la sfruttava quando voleva,
ma si tratta di sporadiche
e rade manifestazioni che
poco hanno da spartire
con il concetto di “utilizzo”
inteso in senso più comunitario. Varco la soglia e mi
ritrovo in un supermarket
umano: sono presenti tutte
le marche di essere umano
in un unico spazio!!
Maghrebini, nigeriani, vari
sudamericani, senegalesi,
albanesi, romeni… tutti!
Ci sono anche italiani e c’è
perfino un italo-iraniano!
Le pareti sono ricoperte
di parecchie fotografie,
che immortalano manifestazioni varie. Proseguo
nell’edificio e sfilo davanti
alla “scuola d’italiano per
migranti” gestita da professori in pensione che con
passione cercano di eliminare le barriere linguistiche
di chi si trova costretto a
lasciare il proprio Paese:
una bella iniziativa che sopperisce alle lacune statali
in questo settore. Salendo
le scale mi ritrovo
nella palestra in cui si
esercitavano i VVFF:
è rimasta più o meno
intatta ma i sacchi da
boxe e le porte da calcetto simboleggiano la
fremente attività sportiva offerta dai ragazzi
della Polisportiva Antirazzista Uppercut: corsi di arti marziali e calcetto sono proposti a
prezzi popolari. Quando riscendo le scale
rimango stupito per
quello che vedo, una
ventina di persone, tutti italiani dai quaranta
in su, look da agricol-
Le Aziende informano:
“Il Container” contro la crisi
Alessandria - Qualità, assortimento vastissimo, prezzi d’occasione. Il Container, la nuovissima catena di Outlet sta
rapidamente diventando un solido punto di riferimento anche nella nostra città, nella sede di via Piave, all’angolo con
via Sardegna. “Tutto in stock a prezzi
shock” rappresenta un biglietto da visita
estremamente eloquente, perchè presso
“Il Container” vengono trattati prodotti
di stock, con la possibilità di scegliere tra le principali marche presenti sul
mercato, a prezzi davvero concorrenziali: articoli di altissimo livello, ma di fine
serie, e quindi decisamente convenienti. A “Il Container” è possibile trovare
tantissime occasioni per il mondo della
casa: si va dai mobili ad ogni genere di
elettrodomestico, dalle tv agli hi-fi o ai
piccoli attrezzi per la cucina, senza dimenticare il tessile, i casalinghi e il bricolage. Il vero spirito del “Il Container”
è: comprare subito quello che si trova al
momento, perchè domani quello stesso
prodotto potrebbe già essere esaurito.
Ricambio continuo, fornitori nazionali
ed internazionali, rappresentano ulteriori punti di forza di una catena già diventata leader nel proprio settore. Acquistare da “Il Container” è divertente come
una caccia al tesoro, i vari reparti non
hanno pareti divisorie e le opportunità
di acquisto sono veramente interessantissime. Il Container, ad Alessandria, è
in via Piave all’angolo con via Sardegna,
aperto sette giorni su sette: dal lunedì al
venerdì dalle 9 alle 12.30 e dalle 15 alle
19.30, il sabato e la domenica dalle 9
alle 13 e dalle 14.30 alle 19.30. Il modo
migliore per conoscere tutti i vantaggi e
le occasioni di “Il Container” è quello di
andarlo a visitare di persona.
tori stanno sistemando cassette di derrate alimentari
nella stanza: mi spiegano
che si tratta del GAS, gruppo di acquisto solidale. Il
GAS consiste in un piccolo
mercato a kilometri zero:
gli agricoltori locali incontrano le famiglie per vendere in maniera diretta i prodotti della loro terra, frutta
e verdura di stagione vengono offerti a prezzi vantaggiosi. Mi siedo nel cortile con Luca, un ragazzo di
Cartosio pieno di tatuaggi e
piercing, il classico ragazzo
che la nostra nonna additerebbe; ha due lauree ed
è un ricercatore dell’ Università Avogadro, trascorre
buona parte del suo tempo
libero nell’ex Caserma. Il
Laboratorio non è solo le
iniziative sopraccitate, ma
è anche “Rete Sociale per
la Casa” un coordinamento
di persone che lotta contro
gli sfratti, e s’interessa in
più settori per sopperire
ai licenziamenti e abbraccia le cause più disparate
dei lavoratori che vedono
calpestati i propri diritti.
L’ultima iniziativa nata tra
le mura dell’ ex Caserma
è la “Ludoteca di Enea”
frequentabile dai bambini
fino a nove anni, l’obiettivo
della ludoteca è abbattere
le barriere razziali che interessano la scuola primaria
avvicinando i bambini di
etnie e culture diverse fin
dall’infanzia.
La Redazione
Nicholas Capra
l’inchiostro fresco
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ALESSANDRIA E PROVINCIA
aprile - maggio 2012
Ambiente, chance di sviluppo
L’impianto a turboespansione cogenerativa
in Regione Aulara ad Alessandria, è
stato presentato al Convegno biennale di
Confindustria a Milano il 16 marzo ed il
27 marzo alla Commissione Industria ed
Energia del Parlamento Europeo a Bruxelles
L
’ambiente rappresenta l’investimento
più importante per
il nostro futuro. Lo ha affermato il Sindaco di Alessandria Pier Carlo Fabbio
nell’incontro presso la
Commissione
Industria
del Parlamento Europeo, il
27 marzo, in merito all’impegno
dell’Amministrazione Comunale in questo
settore, a partire dall’impianto di turboespansione
cogenerativa in Regione
Aulara. Il Presidente del
Gruppo Amag, Lorenzo
Amag diventa dunque protagonista dell’economia
del Paese, avendo dimostrato di saper investire
sulle energie rinnovabili
e di essere in grado di
progettare e realizzare
obiettivi importanti. Come
è stato possibile? Il Presidente Lorenzo Repetto
dice “Siamo partiti da
due semplici domande:
perché buttiamo l’energia
prodotta dalla riduzione
della pressione del gas
metano per l’immissione
nella rete cittadina e per-
Il Presidente del Gruppo Amag ed il Sindaco di
Alessandria al Parlamento Europeo
Repetto, ha illustrato le
caratteristiche tecniche
ai Commissari europei,
precisando che è in fase
di avanzata progettazione
anche la realizzazione di
un secondo impianto di
questo tipo, presso la Cabina gas di Litta Parodi, che
sarà alimentato ad energia
solare. Di questi risultati si
è parlato anche al Convegno biennale di Confindustria a Milano, sempre nel
mese di marzo; il Gruppo
ché ne consumiamo altra
per riscaldarlo? La risposta l’abbiamo trovata
inserendo una turbina e
un motore a olio vegetale:
adesso siamo in grado di
produrre energia termica
ed elettrica e, allo stesso
tempo, di ridurre l’inquinamento”.
Il trasporto del metano
lungo la rete nazionale viene effettuato a pressioni
generalmente comprese
tra i 40 e i 70 bar. Prima
Il Presidente del Gruppo Amag, il Sindaco di Alessandria ed il Vice
dell’immisPresidente del Parlamento Europeo alla Commissione Industria
sione nelle
reti cittadine la pressione è ridotta al costituito da caldaie a me- vestimento più importanvalore di 5 bar e, in segui- tano, è stato integrato da te è quello per l’ambiente
to, a circa 0,02 bar per ali- un impianto di cogenera- e dunque per il futuro. Il
mentare la maggior parte zione, ossia un motore in turboespansore dimostra
delle utenze civili. Tradi- grado di generare contem- come si possano produrre
zionalmente tale riduzione poraneamente calore ed innovazione, occupazione
di pressione è effettuata elettricità. Le potenze in- e sviluppo senza inquinatramite organi di lamina- stallate sono pari a 410 kW re. L’importante appuntazione,
sostanzialmente elettrici e 490 kW termici. mento di Bruxelles è stato
delle strozzature, che non Con il turboespansore co- il preludio ad un ulteriore
consentono di recuperare generativo vengono pro- importante incontro, con
l’energia posseduta dal gas dotti circa 4.500.000 kWh la delegazione della muad alta pressione.
elettrici, pari al consumo nicipalità di Kiev, prevista
Gli impianti di turboespan- di oltre 1.000 famiglie, e entro la metà del mese di
sione sfrutta- circa 3.500.000 kWh ter- aprile. Passo dopo passo,
no il salto di mici. Grazie agli incentivi AMAG ha collaudato, sempressione tra statali alle fonti rinnova- pre in questo importante
la rete di tra- bili, erogati per 15 anni, e mese di marzo, un altro
sporto nazio- al contenimento dei costi importante impianto, per
nale e quella di investimento iniziali, il la captazione del biogas
c i t t a d i n a , sistema sarà in grado di ri- presso la discarica di Musostituendo i pagarsi entro i primi 3 anni garone. Il biogas è una
dispositivi di di esercizio. Nei successivi miscela di vari tipi di gas
riduzione del- dodici anni di vita garanti- (metano dal 50 all’80%)
la pressione rà entrate importanti per prodotto dalla fermentatradizionali AMAG e quindi, di riflesso, zione batterica in assenza
con turbine, per la città di Alessandria di ossigeno, dei residui
accoppiate in termini di infrastrutture, organici provenienti da ria generato- servizi e occupazione. Si fiuti. Le discariche ne sono
ri
elettrici. deve tenere presente che grandi produttrici, visto
L’inserimen- la quantità di olio vegetale che normalmente il 30to di una li- necessaria equivale a cir- 40% dei rifiuti è costituito
nea di turbo ca 2.000 ettari di terreno da materiale organico; tale
espansione, e costituisce una rilevante gas deve essere captato
consente di opportunità di sviluppo per evitarne la diffusione
a l i m e n t a r e per la realtà agricola loca- nell’ambiente e se possibiuna turbina le, oltre a rappresentare il le riutilizzato. Con questo
all’interno della quale ef- punto di partenza per lo obiettivo, è stato realizfettuare l’espansione del sviluppo di solide sinergie zato l’impianto di Mugametano, riducendone la imprenditoriali sul terri- rone, per la captazione di
pressione ai livelli voluti. torio. L’impiego dell’olio circa 1 milione di metri
Contemporaneamente vie- vegetale per produrre cubi di gas all’anno per 10
ne prodotta energia elettri- calore ed elettricità con- anni, mediamente 100 mc
ca, con una potenza instal- sente inoltre di evitare ogni ora. L’impianto ha un
lata pari a 320 kW. Sia negli l’immissione in atmosfe- potere calorifico di 4125
impianti tradizionali sia in ra di circa 1.000 t/anno di kilocalorie/metro cubo,
quelli di turboespansione CO2, mentre l’espansione grazie ad un impianto di
è necessario preriscaldare del gas in turbina ridurrà recupero e relativo gruppo
il gas, poiché il fenomeno ulteriormente le emissioni elettrogeno da 250 kW, che
di espansione ne riduce di CO2 di circa 700 t/anno. produrrà, nei 10 anni di atsensibilmente la tempe- Ha ragione, dunque, il Sin- tivitàprevista, 15 milioni
ratura. L’impianto di ri- daco Pier Carlo Fabbio, di kWh, pari a 1.250.000
scaldamento, attualmente quando afferma che l’in- kWh/.
l’inchiostro fresco
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IRONFISH
aprile - maggio 2012
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Il centro Storico torna a nuova vita: il primo fabbricato pronto per giugno
“Aie”: la nuova realtà di Ovada
Ovada - Si continua a lavorare
nelle Aie per
la costruzione
di un quartiere nuovo nel
centro storico.
Con la recente
stipulazione della
Convenzione Urbanistica
relativa alla variante al Piano
Particolareggiato viene confermato il progetto
originario
dei
fabbricati
ma
con lievi modificazioni conseguenti a rettifiche dei confini
delle proprietà
ed alla creazione di un passaggio idoneo
all’accesso dei mezzi anticendio nel fabbricato
verso Via Bisagno ed alla
estensione dell’intervento
a casa Recagno da tempo
abbandonata e fatiscente
che costituiva un tratto
incompiuto della cornice
alla nuova piazza Centrale
verso la via Aie. La variante conferma le pecularietà
urbanistiche ed architettoniche
dell’intervento
tese a razionalizzare la
utilizzazione dell’intero
comparto con la creazione di ampie piazze pubbliche ed il collegamento
pedonale verso la viabilità
confinante che avverrà
verso Via Bisagno, con la
nuova piazzetta, verso Via
Gilardini con le storiche
vie Aie di cui viene mantenuto il percorso e piazzetta della Legna e verso Via
S.Paolo della Croce con i
nuovi passaggi pedonali
con gli archivolti di Palazzo Maineri e dell’Albergo
Italia e con Via Aie. L’intero comparto sarà pedonalizzato con accesso ai
mezzi pesanti nei casi di
emergenza. I nuovi fabbricati sono quattro, in fase
già di avanzata costruzione e ripropongono l’architettura strorica del Centro
Storico con forme semplici valorizzate dai materiali, dalle lavorazioni e dalle
decorazioni di scuola genovese. L’ultimazione del
primo fabbricato è prevista per il prossimo mese
di giugno. Vengono realizzati due piani interrati con
oltre 250 box e posti auto
privati oltre ad un parcheggio pubblico di circa
70 posti d’auto. L’interven-
to prevede l’ascensore di accesso al
parcheggio al piano primo interrato
e le opere di fatto
riqualificano l’intero comparto con
pavimentazioni in
pietra, lampioni e
panchine caratteristici e la dotazione del parcheggio
pubblico.
La società AIE
che con l’impresa
C.E.S.A di Ovada
realizza l’intervento sta inoltre adottando significativi
accorgimenti per il
risparmio energetico, l’abbattimento
dei rumori e il perseguimento della
qualità ambiantale.
Complessivamente
vengono realizzati circa
70 alloggi e 15 negozi e le
aree che vengono dismesse dalla soc.
Le Aie al Comune di Ovada sono circa mq. 1860
per viabilità e piazze, mq
500 per passaggi pedonali
e mq 1708 per parcheggi
pubblici al piano primo
interrato.
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8
6
l’inchiostro fresco
OVADESE
aprile - maggio 2012
L’agenda della Proloco di Molare Terzo mandato per il gruppo Antincendi Boschivi
Appuntamenti Un molarese al comando
L
a Proloco Molare
torna
quest’anno
con un consiglio direttivo in parte rinnovato
e un calendario delle manifestazioni leggermente
cambiato rispetto agli anni
passati.
Proprio lo scorso 20 febbraio infatti in seguito alle
dimissioni della Presidentessa Eliana Bisio, che ringraziamo per l’impegno e
il tempo dedicato in questi
anni alla realizzazione delle manifestazioni e soprattutto per il rilancio delle
amatissime Polentiadi, si
sono svolte le elezioni per
il nuovo Consiglio Direttivo che ora è così composto: Giancarlo Totaro - Presidente, Alessio Librandi
- Vicepresidente, Serena
Danielli - Segretaria, Andrea Barisone - Tesoriere,
Silvia Zunino, Paolo Lucchesi, Ilaria Romanelli,
Marika Rivarone, Enrica
Boveri e Giulia Peruzzo
sono invece i consiglieri
dell’Associazione.
Come dicevamo in apertura, il calendario delle
manifestazioni quest’anno sarà diverso, il primo
appuntamento
rimarrà
comunque Paesi e Sapori
dove potrete incontrare
il nostro stand assieme a
quello di tutte le altre Pro
loco dell’ovadese in Piazza
Rossa ad Ovada il 19 e 20
maggio prossimi, mentre il
Polentone quest’anno sarà
anticipato, per problemi
di date e sovrapposizioni
ad altre feste del Comune,
all’8, 9 e 10 giugno prossimi dove oltre alle serate
gastronomiche potrete assistere al grande scodellamento della polenta nella
giornata di domenica.
Anche le Polentiadi verranno anticipate al primo
week end di agosto quando
potrete fare il tifo al campo
sportivo di Molare per la
vostra squadra preferita, se
invece vorrete partecipare
in prima persona dovete
sapere che le iscrizioni ai
giochi saranno aperte da
sabato 26 maggio e ci sarà
tempo per iscriversi fino al
6 luglio quando verranno
consegnati alle squadre i
giochi della prossima edizione delle Polentiadi.
Per maggiori informazioni
potete contattarci alla nostra pagina Facebook cercando Proloco Molare!
Andrea Barisone
Molare - Giovanni Albertelli di Molare è stato
riconfermato per il terzo
mandato Ispettore Provinciale nei quadri del Corpo Volontari Antincendi
Boschivi, mentre Vice
Ispettore è Andrea Morchio di Ovada.
Due nomine, a carattere
quadriennale, importanti
per la zona ovadese che
premiano il lavoro e l’impegno a difesa del nostro
territorio.
L’Associazione Antincendi Boschivi e
Protezione Civile di Molare ha provveduto anche
all’elezione del nuovo
direttivo con il Caposquadra Marco Minetti; vice
caposquadra Andrea Ottonelli e Mauro Zunino;
segreteria: Anna Barisone. Tra le innovazioni del
2012 finalmente è stato
approvato il progetto per
l’ampliamento della sede,
sita in località Madonna
delle Rocche. Attualmente il gruppo di Molare dispone di una casetta al cui
interno trovano una siste-
Enzo Prato
Destina il 5 per 1000 alla salvaguardia dei tuoi boschi: c.f. 90017680068
Da sinistra: Giovanni Albertelli, Marco Minetti, Andrea Ottonelli e Mauro Zunino
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mazione la sala riunioni,
una camera per i volontari, i servizi igienici ed un
garage per i mezzi. Con
i lavori che inizieranno
in primavera e che dovrebbero essere portati
a termine entro l’estate,
questa struttura verrà ampliata grazie all’aggiunta
di due ulteriori autorimesse per permettere a tutti
mezzi a disposizione di
essere al riparo dalle intemperie. Sempre in questa area dell’AIB Molare
si trovano due vasche da
25.000 litri per il pescaggio con l’elicottero in caso
di incendio. È stata un’annata con pochi incendi
(fortunatamente) ma con
diversi interventi di Protezione Civile. “L’alluvione
in Liguria - dice il caposquadra - ha visto il nostro gruppo intervenire
con numerosi volontari
che per diversi giorni si
sono recati giornalmente
a Borghetto Vara per sostenere ed aiutare la popolazione nello sgombero
di strade, case e cantine.
Anche la grande nevicata
dello scorso mese di febbraio ci ha visti coinvolti come Provincia nella
“missione neve” che ha
portato diverse squadre
della nostra zona in Umbria, a Fossato di Vico,
dove, con l’aiuto di numerosi volontari e mezzi di soccorso, abbiamo
cercato nel possibile di
aiutare la popolazione
coinvolta. La squadra di
volontari dell’AIB Molare ringrazia il Sindaco
Gianmarco Bisio che ci
ha sempre appoggiato e
sostenuto in questi anni”.
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l’inchiostro fresco
OVADESE
aprile - maggio 2012
9
7
I ragazzi di Mornese si uniscono per creare “E20” per valorizzare il loro paese
Pestarino alla guida dei giovani
Mornese - L’Associazione
giovanile Mornese E20 ha
riconfermato, dopo quattro
anni di attività, il consiglio
direttivo in carica e si è rinnovato con l’arrivo di alcuni ragazzi che hanno concorso alla buona riuscita
delle manifestazioni organizzate. Alla presidenza è
stato riconfermato Simone
Pestarino (24 anni) mentre
le cariche di Vice Presidente e di Segretario sono state
affidate a Matteo Gastaldo
e Diego Malvasi, rispettivamente di 22 e 21 anni. A
completare l’organo esecutivo, i consiglieri Eugenio
Gastaldo, Simone Mazzarello, Roberta Gigliotti, Lorenzo Pestarino, Leonardo
Pestarino e, la più giovane
del gruppo, Giorgia Mazzarello di appena diciott’anni.
Nata nel 2008 con l’intento
di unire i giovani del paese
e di concentrare il loro impegno nell’organizzazione
di manifestazioni ricreative e culturali, Mornese E20
ha confermato la sua impronta giovanile, tanto che
anziano
il membro più “anziano”
haa solo ventisei anni. Noostante l’età,
nostante
erò, in questi
però,
uattro anni
quattro
attività
l’attività
dell’associazione è stata
fondamentale per animare un paese, che, altrimenti, non avrebbe avuto
nessun’altra guida a livello
di organizzazione di eventi.
Tanto per citare soltanto le
iniziative più significative,
basta ricordare il Presepe Vivente
della Vigilia di
Da sinistra: Simone Pestarino, il Presidente e i ragazzi di E20
Natale, l’ormai celebre
Carnevale, la Grande Fiera di San Nicola, la Castagnata di San Nicolino, oltre alle numerose feste da
discoteca organizzate per
i giovani di tutto il circondario. Soddisfatti i responsabili
dell’associazione,
che si dichiarano pronti a
continuare questa buona
tradizione: “È veramente
un piacere che la gente si
accorga dell’impegno che
profondiamo nell’allestimento delle varie manifestazioni.
Cercheremo
di organizzarci sempre
meglio, in modo da migliorare la riuscita degli
eventi e da introdurne di
nuovi. È fondamentale che
noi ragazzi rimaniamo
uniti, perché soltanto insieme possiamo riuscire a
creare qualcosa di importante”.
Luisa Russo
10
8
l’inchiostro fresco
OVADESE
aprile - maggio 2012
Osservazioni e riflessioni dell’Osservatorio Attivo Onlus sul nosocomio ovadese
L’ospedale di territorio non convince
S
erve una nuova
mobilitazione per
l’Ospedale di Ovada. L’Osservatorio Attivo
sta seguendo con grande
interesse ed apprensione
le vicende e le ripercussioni che potrebbe avere
l’Ospedale di Ovada dopo
l’approvazione del recente Piano Sanitario e l’assunzione terminologica
di Ospedale di territorio.
Attorno a questo termine
ruotano le più svariate
considerazioni e riflessioni: un ospedale di territorio significa un ospedale
che ha sì il Pronto Soccorso, ma non viene specificato se a 12 o 24 ore, con
il trasferimento immediato dei pazienti critici con
una nuova riorganizzazione del 118 (non bene definita), un laboratorio ana-
lisi (che ad Ovada non c’è
più), un centro poliambulatorio specialistico. Fra
i non-servizi nel nostro
nosocomio
segnaliamo
che dopo le 16 non è possibile fare una TAC con
mezzo di contrasto, per
cui il paziente viene trasferito ad Acqui o a Novi;
c’è poi la preoccupazione
per una gestione dell’emergenza intraospedaliera totalmente a carico del
118. Questo stato di cose
non soddisfa per nulla
l’Osservatorio Attivo Onlus: già precedentemente
abbiamo avuto modo di
esprimere negative considerazioni
sull’approvazione del nuovo piano
sanitario, ma a distanza
di poco tempo ritorniamo
nuovamente in campo per
farci sentire affinchè i cit-
tadini sappiano realmente
a cosa si va incontro.
Non è stato per nulla salvato il nostro ospedale.
Dal prossimo mese di
maggio potrebbe partire
una ulteriore “operazione
chirurgica” nei confronti
della struttura ovadese
che si vedrebbe privata
di personale e servizi a
favore naturalmente degli ospedali cardine dove
verrebbe dirottato gran
parte del personale. L’Ospedale di Ovada si troverebbe dunque ad essere
una “scatola vuota”
dove esisterebbero
soltanto degli ambulatori e un luogo di lungodegenza, concetto
già peraltro affermato in tempi mai sospetti,
S
i sono brillantemente laureati
in ingegneria delle costruzioni il 09\03\2012, presso l’Università degli Studi di
Genova Ilaria Bodratto di Stazzano e Alberto Dolcino di Castelletto d’Orba, rispettivamente con la votazione di 103 e 105. Titolo della tesi di Ilaria “Valutazione
della sicurezza sismica della Badia Morronese a Sulmona (AQ)” La tesi di Alberto ha per titolo “Una procedura per la verifica sismica delle Chiese: applicazione
all’Abbazia San Clemente a Casauria (PE)”. Relatore
per entrambi il Chiarissimo Prof. Sergio Lagomarsino.
Ai neo ingegneri vivissime congratulazioni e auguri di
una brillante carriera.
Gian Battista Cassulo
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li e sindacali che si vedono
espropriati del diritto di
confronto e di partecipazione su un tema centrale
come le scelte sanitarie.
Osservatorio
Attivo Onlus
il Presidente
Padre Ugo Barani
Ritorna “Paesi e Sapori”
Lauree
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quando tutti affermavano
che l’Ospedale di Ovada
era salvo.
Si prospettano dunque
nuovi scenari di fronte ai
quali serve non solo più
chiarezza, ma una reale
conoscenza del territorio. Noi saremo a fianco,
anche con opportune iniziative di discussione e di
denuncia, alle istituzioni,
ai cittadini, alle organizzazioni socia-
Dopo l’enorme successo delle passate edizioni, ritorna ancor più ricco di
adesioni, il vivace “raduno” in Piazza
Martiri della Benedicta delle Pro Loco e
delle Associazioni dell’Ovadese, durante il quale sarà possibile fare un primo
assaggio delle più interessanti feste e
sagre dei Paesi. L’appuntamento è nel
terzo week-end del mese di maggio sabato 19 e domenica 20 maggio. Alla manifestazione parteciperanno ben ventiquattro tra Pro Loco ed Associazioni
della zona, ognuna delle quali proporrà
il suo “piatto tipico”. Alle ore 19.00 di
sabato si apriranno gli stand e i visitatori potranno degustare le numerose por-
tate, accompagnate dai vini locali; alle
21.00 spettacolo musicale. Nella mattina della domenica sono in programma
manifestazioni collaterali con il raduno
di “MotorinOvada” ossia ciclomotori
d’epoca a rullo, monomarcia, turismo,
scooter sportivi e fuoristrada immatricolati entro il 1990 e la StraOvada Memorial “Giorgio Giacobbe”denominata
anche “Rincorri Sapori”, manifestazione podistica per le vie del centro storico
con partenza alle 9.30 da Piazza Martiri
con l’organizzazione di Ovada in Sport.
Si proseguirà nel pomeriggio con guide
acrobatiche, gimkane e gara di reallenamento seguite dalle premiazioni. (l.r.)
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l’inchiostro fresco
RONDI-
aprile - maggio 2012
11
Intervista al Sindaco di Predosa, Gian Carlo Sardi, sul grave fatto di cronaca
L’incendio ci ha lasciato senza parole
avvenuta. Contiamo di
approvare il bilancio di
previsione intorno alla
fine di maggio: solo allora
potremo far fronte all’emergenza garantendo la
copertura finanziaria agli
impegni che si dovranno assumere”. Non sono
tuttavia
esclusivamente
materiali i danni derivati
dall’incendio: “Per quanto
riguarda l’atto in sé - evidenzia Sardi - né gli amministratori né i cittadini
sanno darsi una spiegazione sul perché di questo
grave fatto. Spero che gli
inquirenti individuino i
responsabili per capire il
motivo di un simile gesto
che colpisce lo Stato in
uno degli enti che, nel piccolo, lo rappresentano”.
C’è la volontà, tuttavia, di
guardare avanti e lasciarsi
alle spalle questo spiacevole evento, anche se il segno rimarrà profondo negli animi di amministratori
e dipendenti: “Ogni volta
che entriamo negli uffici
bruciati - conclude il Sindaco - veniamo colti dallo
sconforto. Se cerchiamo
una pratica in uno degli
armadi anneriti dalla fuliggine, dobbiamo pulirla
prima di poterla consultare: si tratta, ogni volta,
A sinistra: il Sindaco
Giancarlo Sardi
Qui sotto: uno degli
uffici interessato dall’incendio
di una ferita
che si riapre”.
Una
dichiarazione
spontanea
sulla vicenda, infine, ci
viene fornita anche dal
Consigliere comunale di
Minoranza, Avv. Giancarlo Rapetti “Se si conferma l’incendio di natura
dolosa - afferma - è da
considerarsi un attacco
al Comune in quanto
istituzione, quindi un
attacco a tutti i cittadini di Predosa”.
Federico Cabella
Eventi organizzati dalla Polisportiva “Mario De Negri” di
Castelferro:
Appuntamenti
C
i accoglie nella sua
macchina il Sindaco di Predosa, Gian
Carlo Sardi, ormai diventata il suo nuovo ufficio:
“Abbiamo dovuto raccogliere la sede del Comune
in due piccole stanzette
- esordisce - perciò siamo
costretti a realizzare l’intervista nella mia auto, in
modo da stare più tranquilli e non disturbarci
a vicenda”. L’Amministrazione e la comunità di Predosa hanno dimostrato un
temperamento coriaceo
nell’affrontare le gravi conseguenze dell’incendio: “Si
tratta certamente di un
fatto doloso - prosegue Sardi - ci sono tutti i riscontri per affermarlo. Ci sono
delle indagini in corso,
protette da un certo riserbo, pertanto scelgo di non
fare alcun commento. Preferisco che gli investigatori lavorino con la massima serenità”. Il Sindaco,
tuttavia, esprime il proprio
rammarico per gli ingenti
danni subiti dall’edificio:
“Siamo in attesa di definirne l’entità con i periti
dell’Assicurazione, ma la
stima provvisoria si aggira attorno ai trecentomila euro. La stima sarà
più precisa solo a bonifica
• “Camminata dei Colli Castelferresi”: venerdì 22 giugno,
serale
• “Asino chi ride” recitando Govi: sabato 30 giugno
• “Asado” serata argentina: sabato 7 luglio
• 37° edizione della “Sagra dei salamini d’asino”: dal 16
al 23 agosto
Eventi organizzati da privati:
• 1° edizione “Ricordando Margherita…”: venerdì 29 giugno. Il ricavato sarà interamente devoluto al Reparto di
Ematologia dell’Ospedale di Alessandria.
• 2° edizione “Amici di Claudio”: sabato 25 agosto. Il
ricavato sarà interamente devoluto all’associazione Vela
Onlus.
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12
10
l’inchiostro fresco
RONDINARIA
aprile - maggio 2012
Fresonara, dove sei?
ia. L’Italia è stata divisa, dal
1993, in 6 zone climatiche.
Trovandoci noi nella Zona
Climatica E, il limite massimo consentito di accensione degli impianti termici
delle nostre case è di 14 ore
giornaliere dal 15 ottobre
al 15 aprile. Ciò perché si è
stabilito, convenzionalmente, che la temperatura esterna sia sempre di 20 gradi
per tutto l’anno. Calcolando
la differenza tra la temperatura convenzionale e la temperatura reale di Fresonara
in un anno, risulta che noi
abbiamo bisogno di 2.671
gradi giorno (GG), distribuiti in sei mesi per pareggiare
il conto. Tanto per curiosità,
nella fascia E ci sono altri
4.270 comuni. Più il numero
dei GG è alto, più gli abitanti
di quel comune hanno diritto a tenere il riscaldamento
acceso per un periodo più
lungo. La legge è chiara: “Al
di fuori di tali periodi gli
impianti termici possono
essere attivati solo in presenza di situazioni climatiche che ne giustifichino
l’esercizio e comunque con
una durata giornaliera
non superiore alla metà di
quella consentita a pieno
regime”. Passiamo ad analizzare, ora, la Classificazione Sismica. Fresonara è fortunata: si trova nella ZONA
4, vale a dire la meno pericolosa. Nei Comuni inseriti
in questa zona le possibilità
di danni sismici sono basse.
Comprende 3.488 Comuni.
E terminiamo con la Regione Agraria. Fresonara è
classificata come: n. 11 B. Il
che equivale a dire: Pianura
del Tanaro alessandrino e
del Bormida. E adesso speriamo di non perderci più.
Ancora “pallido e assorto” come
sempre…
Il 21 marzo scorso si è celebrata la Giornata mondiale
della poesia. Convegni, incontri, concorsi, premiazioni,
eno
hanno coinvolto poeti più o meno
ersi.
famosi di varie età e luoghi diversi.
n
Sembra impossibile che in un
mondo così arido e senza scru-re
poli si possa ancora pensare
alla poesia. Tuttavia, tra i primi nutrimenti della poesia
non ci sono forse le sofferenze, ciò che ci turba la vita,
le forti emozioni o le ingiustizie? Tutti stimoli che non
mancano nemmeno oggi e mai mancheranno certo
in futuro. Basta saperli cogliere, ed è qui che entra in
scena il poeta. Non è un caso se grandi artisti sono
nati da esperienze negative o da situazioni psicologiche al limite della patologia. I grandi temi di tutti i tempi
sono sempre gli stessi. Il senso della vita e della morte, il dolore, l’amore e gli affetti. In fondo è quasi un
sollievo sapere che al di là degli interessi, degli affari,
delle lotte di potere e del chiasso mediatico quotidiano dal quale siamo bombardati anche su futili motivi,
l’uomo è ancora l’uomo con le fragilità di sempre, da
mettere a nudo di fronte agli altri per esorcizzarle e per
lasciare, se non altro, nero su bianco, un segno di sé.
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Fresonara, dov’è? Non al
mare, non in montagna, non
nel Monferrato, tantomeno
nelle Langhe… Probabilmente sarà in Pianura Padana… Proviamo comunque
a ritrovarla, iniziando dalle
coordinate. La latitudine
indica 44° 47’ 2”04 NORD.
Vale a dire 4.975 km dall’equatore e 5.025 km dal Polo
Nord. La nostra longitudine
è: 8° 41’ 13”92 EST. E questo
precisa che quando l’orologio del campanile suona
mezzogiorno, in realtà a
Fresonara sono le ore 11,
34 minuti e 44 secondi. La
nostra altitudine media sul
livello del mare è di 143 m.
In realtà andiamo dai 160
m di S. Glicerio ai 120 m
dell’Orba. Passando alla superficie, il nostro paese misura 6,94 kmq, cioè 694 ettari, che a loro volta valgono
10.000 mq ciascuno. Orbene: sapendo che lo staio di
Fresonara equivale a 589,50
mq, vuol dire che un ettaro
è pari a 17 staia. Dunque
Fresonara conta 11.798 sta-
l’inchiostro fresco
RONDINARIA
aprile - maggio 2012
13
11
Intervista ai Sindaci di Bosco Marengo e Frugarolo per un impianto a Biomasse
Battibecchi tra vicini per la Centrale
Da Bosco Marengo
un contenzioso, per
un impianto che
dovrebbe sorgere
in frazione Quattro
Cascine”.
Proprio le eventuali esalazioni
Il Municipio ed il Sindaco Angela Lamborizio
della centrale,
unitamente al
trasporto delle materie
Bosco Marengo - La
recente notizia delQuesta prime, sono argomento di acceso dibattito,
la costruzione di una
seconda centrale a centrale s’ha nel quale l’amministrazione sembra voler
biomasse, per lo smal- da fare!
esprimere un parere
timento di materiali
favorevole: “Il proprieorganici e agricoli e
la produzione di energia, a Bosco tario della ditta stessa che costruMarengo ci ha portati ad incon- irebbe il fabbricato - prosegue la
trare il Sindaco del paese, Angela Lamborizio - ha aperto un proprio
Lamborizio, per affrontare la que- spaccio di carni di fianco al sito
stione, e, approfittando dell’occa- dove sorgerebbe la centrale. Non
sione, per fare anche il punto sulla credo che lo avrebbe fatto se questa
situazione del Comune. “Riguardo fosse così inquinante. Per quanto
alla costruzione della centrale riguarda, invece, la viabilità, i
a biomasse - è subito entrata nel camion che, si dice, passerebbemerito della controversia il Primo ro vicino alle scuole, sarebbero
Cittadino - negli ultimi tempi ab- dirottati su una strada privata
biamo avuto tre diverse richieste del proprietario stesso della ditdi realizzazione di tali impianti: ta, eliminando così il problema”.
la prima presso i “prati stabili” L’energia ricavata dalla centrale
(ndr: prati che non hanno subito servirebbe a scaldare gli edifici
interventi di aratura o dissoda- di proprietà comunale, con netto
mento, non coltivati e lasciati a ve- abbattimento dei costi, garantisce
getazione spontanea), nell’imme- il Sindaco, che afferma: “Non mi
diata periferia del paese, contro voglio comunque sostituire alla
la quale i cittadini hanno fatto Conferenza dei Servizi (ndr: istiricorso. La seconda, in seguito re- tuto provinciale di semplificazione
alizzata, presso la località Casci- amministrativa, volta ad acquisire
na Vecchia, sta dimostrando che, licenze, mediante convocazione di
se fatte a regola d’arte, tali strut- apposite riunioni collegiali), che,
ture non provocano nessun tipo valutando attentamente il terrid’inquinamento, nemmeno catti- torio, ha espresso il suo parere
vo odore. Ci è, infine, giunta una
segue a pag 12
terza richiesta, oggi al centro di
Da Frugarolo
Frugarolo - Il 13 aprile
alle ore 21,15 si è svolta
presso il salone della Società di Mutuo Soccorso
di Frugarolo un’importante assemblea sul tema
della centrale a biogas
Un momento dell’Assemblea
di prossima costruzione
nella confinante Bosco
di costruire un altro
Marengo.
L’evento,
promosso da un’ammiCentrale impianto a Bosco Marengo: “Attualmente ne
nistrazione che pone
al primo posto l’infor- a biogas? No è già presente uno, cui
se ne potrebbe aggiunmazione verso i propri grazie!
gere un secondo, non
cittadini, è stata un’imrealizzato ma ancora
portante occasione di
confronto, con toni accesi ma sen- soggetto a un ricorso al TAR. Se veza mai eccedere, fra gli abitanti dei nisse autorizzato, questo potrebbe
Comuni interessati, le istituzioni cit- essere il terzo impianto sul suolo
tadine e i rappresentanti della ditta cittadino di Bosco Marengo: va
costruttrice dell’impianto. “Ritengo bene le energie alternative, ma bila difesa dell’ambiente - ha esordito sogna far prevalere il buonsenso”.
il Sindaco di Frugarolo, Pietro Gaz- Un ultimo motivo di perplessità è
zaniga, aprendo l’incontro - uno dei stato individuato nelle acque reflue
valori fondamentali in cui credere, della centrale, convogliate nel Rio
pertanto mi adopero per cercare di Fossatello, che scorre lungo la protrovare alternative a iniziative che vinciale fra Bosco Marengo e Frumi sembrano inopportune”. Pur garolo, le quali “posto anche che sinon mostrandosi pregiudizialmente ano salubri, rischierebbero in ogni
contrario alla centrale, il primo cit- caso, per la potenza del getto con
tadino, si è dimostrato dispiaciuto le quali sono scaricate, di esporre
dell’assenza, anche se inivitati, degli il torrente a un maggiore rischio
amministratori di Bosco Marengo i di esondazione”. All’intervento del
quali “avrebbero potuto spiegare Sindaco di Frugarolo hanno replica- ha continuato - le motivazioni to l’amministratore delegato della
del parere favorevole visto che in società che si propone di costruire
quell’area hanno osteggiato, anche l’impianto, il dott. Andrea Tomaselli
attraverso le vie legali, un altro in- e l’ingegner Masone, tecnico prosediamento non certo più impat- gettista della centrale, i quali, dopo
tante della centrale a biogas”. Ha aver rassicurato i presenti sulla
espresso, inoltre, alcune perplessità salubrità della struttura, ne hanno
circa la salubrità del prodotto finale spiegato il funzionamento, evidendel processo di produzione di biosegue a pag 12
gas, il “digestante”, e l’opportunità
14
12
l’inchiostro fresco
RONDINARIA
aprile - maggio 2012
da Bosco Marengo
prosegue da pag 11
positivo”.
Esaurito questo argomento,
abbiamo colto l’occasione per
chiedere alla nostra interlocutrice notizie sui temi di più
recente e scottante attualità
sul futuro degli enti locali, ovvero sull’IMU e sull’Unione dei
Comuni: “A fine aprile approveremo il bilancio comunale.
- conclude la Lamborizio - La
nostra intenzione, nonostante
la recente “stangata” da parte
del Governo, è di mantenere
le aliquote al minimo, cioè il
4‰ per la prima casa e il 7.6‰
per la seconda: sono disposta
a mandare il bilancio in disavanzo pur di non pesare sulle
tasche dei cittadini. Per quanto riguarda l’Unione dei Comuni, nonostante occorra ancora preparare il personale al
futuro scenario che vedrà coinvolti paesi dalle più disparate
realtà e diverse esigenze, stiamo tuttavia dialogando con
gli enti a noi limitrofi, ovvero
Frugarolo, Pozzolo Formigaro,
Basaluzzo, Fresonara, Predosa e Casalcermelli”.
Federico Cabella
Un gattile al centro del vandalismo
Crudeltà gratuita
Predosa - Si è recata presso
la Caserma dei Carabinieri,
in data 19 aprile, la signora
Francesca Rava, residente a
Predosa. Oggetto della sua
denuncia sono le sospette
sparizioni di alcuni gattini dei
quali si occupava assieme alla
sorella, iniziate nello scorso mese di marzo e che già a
metà aprile avevano raggiunto
il numero di undici unità. Pertanto il dubbio che le povere
bestiole siano state avvelenate o fatte sparire è forte, tanto
che la signora, d’accordo col
ASL,
personale dell
dell’ASL,
si riserva, nel caso
vato il
venga trovato
corpicino dii uno
di essi, di fare
verifiche sulella
la causa della
morte. Se, inetfatti, i sospeto
ti
fossero
confermati,,
si trattereb-be dell’ennesimo
episodio di intolleranza e maltrattamento nei confronti dei
nostri amici animali, che non
riescono davvero a trovare
spiegazione se non nella fredda crudeltà che gli uomini, pur
dotati a loro differenza di una
coscienza, sanno purtroppo
dare dimostrazione di possedere.
La Redazione
Chi è crudele con
gli animali è crudele con
se stesso perché, agendo
nell
ombra, con la suo fa
nell’ombra,
fare
vile e cattivo non rispetta il
mondo dove vive. Alla si
sig.
ra Francesca Rava tutta la
nostra solidarietà.
(g.b.)
da Frugarolo
prosegue da pag 11
ziando l’indubbio vantaggio di “produrre energia elettrica da fonti rinnovabili. Infatti, i reflui bovini prodotti in zona, insilati e stoccati,
sono la materia prima di un processo chiuso i
cui risultati sono biogas e digestante, quest’ultimo facilmente smaltibile nei campi come
fertilizzante”. È stato inoltre da loro ricordato
che l’eventuale costruzione della centrale darebbe lavoro a molte persone “poiché occorre gente
che semina, trincia, coltiva e alleva, producendo nello stesso tempo energia rinnovabile”. Gli
interventi energici ma pertinenti del pubblico,
che hanno accompagnato e spesso incalzato
i pareri istituzionali, hanno focalizzato giustamente l’attenzione attorno agli aspetti più strettamente quotidiani che l’eventuale costruzione
dell’impianto comporterebbe, ovvero il cattivo
odore, la vicinanza della struttura alle prime
case del paese e il vorticoso aumento del traffico
dovuto al trasporto di materia prima e prodotto
finito lungo le strade frugarolesi e boschesi. Insomma, è stata opinione comune alla maggior
parte dei presenti, se la centrale dovesse per forza essere fatta, occorrerebbe ripensarne almeno
la collocazione. Il Sindaco, infine, ha concluso il
dibattito invitando i cittadini che lo volessero a
sottoscrivere un documento da consegnare alla
Provincia e alla Conferenza dei Servizi nel quale
fossero esplicati tutti i dubbi, le perplessità e i
disagi che l’eventuale costruzione dell’impianto
implicherebbe.
Matteo Clerici
Libertà di circolazione
La fitoterapia risulta un valido complemento nel
trattamento dell’insufficienza venosa periferica,
sia essa correlata a posizioni forzate (lungo tempo in
piedi, o seduti), che a disfunzioni organiche dell’apparato cardiovascolare. Contribuendo alla funzionalità del microcircolo
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l’inchiostro fresco
CAPRIATA D’ORBA
aprile - maggio 2012
15
Il Circolo Cattolico del paese diventa il punto principale di aggregazione giovanile
“Estate ragazzi” 2012 a Capriata
E
L
a Parrocchia di
Capriata d’Orba
in collaborazione
con il Comune organizzerà Estate ragazzi, un
progetto che prevede
di impegnare i ragazzi
di età compresa dai 5
anni ai 14 anni in attività ludiche, sportive
ed educative. Nelle 5
settimane che coprono
il mese di luglio e l’ultima settimana di giugno
sarà possibile iscrivere
i bambini (settimana
per settimana) a questa
proposta educativa che
si terrà presso il circolo
parrocchiale, completamente rinnovato nell’esterno grazie al lavoro
dell’Ente Manifestazioni di Capriata d’Orba
che provvederà a ristrutturare il campetto
da calcio e da pallavolo.
I bambini, che saranno
occupati dal lunedì al
venerdì dalle 8,30 alle
12,30 per tre giorni la
settimana e per i restanti due dalle 8,30 alle 17,
usufruiranno tuttavia
anche di altre strutture quali i campi “professionali” del centro
sportivo “Franco Maccagno” e dell’ingresso
della piscina “Il Lido
di Capriata”, in cui si
svolgerà il corso di nuoto, per i due giorni in cui
è previsto il pomeriggio.
Il programma delle attività è del più vario prevede giochi all’aperto,
laboratori grafici e manuali, lezioni di avvio
allo sport, gite e ore fissate all’esecuzione dei
compiti delle vacanze.
Le ragazze impegnate
in questo progetto hanno seguito corsi volti
alla formazione professione nel campo dell’animazione con i bambini o hanno provata
esperienza lavorativa in
questo campo. Informazioni dettagliate e precise saranno fornite più
avanti tramite brochure
e attraverso il sito di
Capriata d’Orba www.
comune.capriatadorba.
al.it dove a breve sarà
possibile visionare il
regolamento e il modulo di iscrizione. Inoltre
sarà previsto un incontro il giorno 23 maggio
alle ore 20,30 presso il
circolo parrocchiale a
cui invitiamo i genitori
a partecipare per chiarire dubbi porre domande e verificare l’interesse della comunità a
questo progetto, che ha
l’obiettivo di coinvolgere i bambini in attività
stimolanti ed istruttive
anche nei mesi estivi
e di rafforzare i legami
di amicizia tra i ragazzi
di classi differenti, ma
soprattutto per avere la
soddisfazione di vedere
finalmente giocare tutti
insieme i nostri figli nel
nostro bel, seppur piccolo, paese.
Daniela Poggio
Info: rivolgersi al Circolo la domenica mattina
state Ragazzi per Capriata d’Orba non è solamente un’occasione per far trascorrere salutari giornate all’aperto ai
nostri ragazzi, ma anche un buon motivo per far interagire tra loro i giovani capriatesi, magari volgendo l’occhio verso
realtà di altri paesi simili a queste, che in futuro, nell’ottica delle
“Unioni dei Comuni” potrebbero collaborare in sinergia, favorendo una socializzazione non solo interna al paese ma anche fra
tutti i bambini di Rondinaria. Noi della Redazione “lanciamo il
sasso”, senza nascondere la mano: agli organizzatori il compito
di verificare la fattibilità di questa proposta che ci sembra essere
interessante. Perché la nostra zona di iniziative aggreganti come
queste ha un gran bisogno, affinché i giovani oltre a divertirsi imparino a conoscere il territorio, anche extra-comunale, e le istituzioni che con dedizione vi operano per favorirne il progresso
civile e sociale.
(f.c.)
Appuntamenti
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14
l’inchiostro fresco
UNIONE COLLINARE DEL GAVI
aprile - maggio 2012
Dal Sindaco di Capriata riceviamo e pubblichiamo
Una laurea
più che meritata
Capriata d’Orba - Nonostante la sua impegnativa attività di lavoro dopo aver condotto gli studi
condotti con determinazione, costanza e notevoli sacrifici, il giorno 12 aprile 2012 al capriatese Dottor Marco Massone è stata conferita
la Laurea in Economia Aziendale alla Facoltà di
Economia dell’Università degli Studi di Torino
con il brillante risultato di 110/110. Tutti insieme
con entusiasmo e gioia, la moglie Elena, gli amici
Anna e Roberto, Daniela e Maurizio con Asia e
Luca, omaggiano Marco per questo meritatissimo traguardo. Congratulazioni!
Da sinistra: Roberto, Anna, Elena, Marco
Massone e Daniela
Comunioni e Cresime
a Capriata d’Orba
(s.r.) - Ecco la foto della Comunione e
Cresima dei bambini della 5° elementare
(leva 2001), che ad Aprile hanno ricevuto il Sacramento della Confermazione dal Parroco del paese,
Don Aldo Dolermo.
Nella foto scattata da “Ottica Foto Benzi”,
i Cresimati, Don Aldo, Padre Elia, la Catechista
prof.ssa Alda Terreni e i Chierichetti
Si scrive “opposizione
costruttiva” ma si legge
Cittadinanza
“polemica”
L
a classe politica italiana sta vivendo uno dei momenti più difficili della sua pur travagliata storia.
Noi amministratori di piccoli comuni non ci siamo mai sentiti “politici”, ma questo non significa che
possiamo rimanere indifferenti all’indignazione che i
cittadini italiani stanno manifestando nei confronti dei
partiti, e non dovremmo occuparci di privilegiare gli
interessi di partito agli interessi dei nostri amministrati. C’è una parte della minoranza consigliare del Comune di Capriata d’Orba che, mentre dichiara di agire
nell’interesse dei cittadini, alimenta polemiche inutili
e dannose. A chi giova scrivere che sarebbe stato meglio cedere la gestione dell’acquedotto comunale ai
“Comuni riuniti” di Belforte, sapendo che la condizione per farne parte è avere meno di mille abitanti e
che il comune di Capriata è già associato per quel servizio in Unione di comuni con Francavilla Bisio e Tassarolo, i quali da tempo avevano aderito a “Gestione
Acque S.p.a”? A chi giova far finta di non sapere che
in base al Decreto “Salva Italia” tutti i comuni sotto i
5.000 abitanti entro la fine dell’anno dovranno gestire
servizi pubblici ed appalti in associazione di Comuni?
A chi giova presentare valanghe di interrogazioni consiliari, dicendo che si vuole dare risposte ai cittadini
sull’operato della Giunta comunale, salvo poi rifiutare
la proposta della maggioranza consigliare di fare una
gestione del comune unitaria, proposta presentata ufficialmente lo scorso venerdì 20 Aprile, e con essa l’attribuzione alla minoranza dell’Assessorato al Bilancio
del Comune, sicuramente il compito più importante
dopo quello del Sindaco? Un bilancio che ha chiuso
il conto consuntivo 2011 con un avanzo minimo, ma
reale, un bilancio che a differenza di tanti altri Comuni non ha né entrate gonfiate, né spese sottostimate.
Purtroppo oggi lo Stato, la Regione e la Provincia non
hanno più fondi per finanziare le opere comunali e allora, visto che dobbiamo purtroppo cestinare i nostri
programmi elettorali, non sarebbe meglio, anziché
privilegiare la polemica, unirci per fare al meglio gli
interessi dei nostri cittadini?
Pier Sandro Cassulo
Attiva
A
lla luce della
c o n t ro v e r s i a
innescatasi sulle queste colonne sul
tema dell’Acquedotto,
ostentiamo un certo
orgoglio nel favorire,
attraverso la dialettica,
il senso della comunità
e del civile convivere.
Mantenendo fede al
dettato democratico
della nostra Costituzione, tentiamo di favorire
la libera espressione di
opinione di chiunque
lo richieda, purché si
attenga al limite delle
22 righe in corpo 12 (i
nostri ideali sono illimitati, ma purtroppo gli
spazi finiti!) Vorremmo
vedere, infatti, sempre
più persone partecipi
alla vita politica locale,
e sempre meno gente
lamentarsi senza costrutto agli angoli delle strade, parlottando
quasi di soppiatto: il
mezzo c’è, lo spirito
pure. Si faccia avanti chi si sente di avere qualcosa da dire o
condividere con tutti gli
altri.
(f.c.)
Scrivete a:
[email protected]
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l’inchiostro fresco
aprile - maggio 2012
17
Stanziati dalla Regione altri 235.000 euro per gli impianti della Valle Stura
Soldi per le biomasse: servono?
Campo Ligure - Quando arrivano dei soldi per
i nostri territori, in questi tempi di ristrettezza, è
di per sé una buona notizia.Nella fattispecie la
Regione Liguria (DGR n.982/2010) ha riservato
ben 235.000 euro per “aggiornamenti tecnologici e di miglioramento di efficienza energetica”
delle caldaie a biomasse forestali di Rossiglione, Campo Ligure e Masone. Al momento infatti
la caldaia di Campo Ligure è al secondo inverno
di prolungata inattività; quella di Masone praticamente non è mai entrata in funzione. A onor
del vero, la storia del “progetto biomasse” è costellata di intoppi: le caldaie di Campo Ligure
e Rossiglione, entrate in funzione nell’inverno
2005/2006, evidenziarono da subito diversi
problemi (blocchi frequenti della coclea di alimentazione, rendimento lontano dal regime
ottimale, eccessivo contenuto di acqua nel
cippato, etc.). Nel 2008/9 un condominio di 70
unità venne collegato all’impianto di Campo Ligure per ottimizzarne il rendimento: l’utenza si
è già scollegata, perché l’acqua arrivava appena
tiepida ai rubinetti. Venendo all’ultimo inverno,
il Palazzetto dello Sport ha fortemente sofferto
per l’assenza della fornitura a biomasse, con
ricadute economiche per il gestore. L’impianto di Masone, il cui progetto doveva far tesoro
dell’esperienza delle 2 precedenti caldaie, ne ha
esaltato i medesimi difetti (Inchiostro Fresco
Gennaio-Febbraio 2012 pag.16). Ma allora: a
chi bisogna chiedere conto? La gestione delle
caldaie è affidata a SOBEA, una società a partecipazione al 97% pubblica (gli stessi Comuni) ed il 3% privata (Consorzio Forestale). Va
evidenziato che nei contratti con SOBEA non
esiste nessun vincolo per la fornitura di acqua
calda. In altri termini: se la caldaia funziona,
bene, sennò va bene ugualmente! Questo è l’approccio utilizzato per tutti i cosiddetti “progetti
pilota”, che in Valle Stura trovano da sempre
terreno fertile, grazie alla compiacenza degli
Amministratori Comunali. Per questi progetti
c’è sempre qualcuno che incassa i soldi messi a
A
proposito
delle Centrali a
Biomasse ecco
un contributo
giuntoci in Redazione
La caldaia a biomasse
di Campo Ligure
La Valle dei pannelli.
Guasti!
(v.c.) - Distribuiti equamente tra i paesi della Valle Stura, i 6 pannelli per l’allerta
meteo hanno avuto utilizzo breve. Da più di 12 anni
sono spenti e inutilizzabili.
Altro capitolo: pochi anni fa
sono stati installati 2 pannelli per rilevazione velocità lungo la SP456 del Turchino all’altezza della Stazione ferroviaria di Campo
Ligure (Km 87). Alimentati a luce solare, anche questi
sistemi hanno funzionato per un paio di mesi e sono
in tilt da tempo immemore.
Quanto ancora dovremo attendere perché vengano
rimossi i primi e ripristinati i secondi?
La Valle Stura
onoranze funebri spa
la generale
JUXSSR
pompe funebri spa
5HIHUHQWL
il consigliere
Andrea Ottonello
disposizione dagli Enti pubblici, senza mai
dover rispondere dei risultati. Dopo qualche anno (quando si esauriscono i finanziamenti) tutto termina. Esempio lampante
l’istallazione dei pannelli allerta meteo (vd.
occhiello sotto). Torniamo ai 235.000 euro:
serviranno per installare dei puffer (silos di
accumulo dell’acqua calda) a supporto degli impianti. Nei momenti di bassa richiesta,
il calore prodotto in continuo dalle caldaie
a biomassa verrà accumulato nell’acqua di
questi silos, evitandone così la dispersione;
nel contempo la riserva di acqua calda dovrebbe servire in modo adeguato le utenze,
durante i picchi di consumo di acqua calda.
Traducendo: la caldaia di Campo Ligure
potrà alimentare con efficienza il condominio privato; la caldaia di Masone potrà
funzionare. C’è da augurarselo. Ma ancora
più degli aspetti tecnici, pesano quelli di
sostenibilità economica. Gli impianti a Biomasse non sono remunerativi; dipendono in
toto da finanziamenti Comunitari, veicolati
dalla Regione Liguria. Non è difficile prevedere un impoverimento degli stanziamenti.
Inoltre, secondo le recenti leggi sugli Enti
pubblici, i Comuni della Valle Stura dovranno dismettere la loro partecipazione da
SOBEA. Come finiranno dunque la Società
e gli Impianti? I nostri Sindaci, più volte interpellati su questi aspetti, si mostrano tranquilli; noi pensiamo che si debba aprire una
seria riflessione sul futuro e la sostenibilità
di questi impianti e, insieme agli altri gruppi
di Minoranza della Valle, stiamo lavorando
in questo senso. Temiamo infatti che anche
il destino degli impianti a biomasse sia segnato, come troppo spesso accade ai progetti a gestione pubblica ed a responsabilità
… ignota.
Andrea Ottonello
Consigliere di Minoranza-Campo Ligure
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18
16
l’inchiostro fresco
VALLE STURA
aprile - maggio 2012
un’idea per
il 5 x 1000
Servizi
Sociali
di Valle
A seguito dei mancati
trasferimenti dei fondi statali destinati ai
comuni per i servizi
sociali, le Minoranze
consiliari di Masone,
Campo Ligure, Rossiglione e Tiglieto, vista
l’attuale crisi finanziaria che sta colpendo le
fasce più deboli della
popolazione, invitano
tutti i cittadini di Valle
Stura a far propria l’indicazione
espressa
dalle Giunte comunali
per destinare il 5 per
mille della dichiarazione dei redditi ai Servizi
Sociali.
Tale causale non è
una aggiunta alla tassazione e non è in alternativa all’otto per
mille. Per aderire basta apporre una firma
sulla dichiarazione dei
redditi CUD, 730 o
UNICO.
Le Minoranze
consiliari
della Valle Stura
Presentato a Masone l’ultimo libro di Pasquale Aurelio Pastorino
Il sogno infranto
Masone - L’opera di Pasquale Aurelio Pastorino,
“Il sogno infranto. Carlo Pastorino a Masone”,
edito a Genova da Red@
zione con il contributo del
Comune di Masone e della
“Associazione Nazionale
Alpini di Masone” può
apparire soltanto come
l’ennesimo tributo allo
scrittore di chiara fama
nazionale, Carlo Pastorino (Masone, 1887-1961),
il vibrante autore di uno
splendido reportage sulla
Prima Guerra Mondiale,
“La prova del fuoco” e
di un’indelebile testimonianza autobiografica sulle tradizioni del mondo
contadino dell’Appennino
ligure-alessandrino come
”Il ruscello solitario”. La
personalità e l’esperienza
di Paquale Aurelio Pastorino hanno prodotto molto di più di quanto non
dica il mero titolo. È lecito è doveroso attingere a
quest’opera come a una
storica testimonianza delle condizioni del Comune
di Masone nel periodo
bellico e resistenziale e
nell’immediato dopoguerra. Non poteva esserci
un narratore più autorevole dello stesso Pastorino, due volte sindaco di
Masone, già giornalista
pubblicista, appassionato
cultore di storia locale.
Vent’anni il compianto
e severissimo Edoardo
Grendi, cattedratico di
da sinistra: l’editore Mario Bottaro, l’autore, il
Sindaco Paolo Ottonello, e Massimiliano Macconi
Storia moderna
dell’Univerisità
di Genova riabilitò una parte della storia
locale
ligure,
dichiarandola
spesso
capace di produrre
saggi di sicura e provata
scientificità. Da allora lericerche
storiografiche
compiute in Valle Stura
hanno, quasi sempre, avuto il pregio del rigore metodologico e critico.
Un esempio sono i risultati raggiunti da Pastorino con i suoi ultimi saggi,
“Si fece la pace tra que’di
Campo e di Masone.
Spunti di storia della
valle Stura tra il XII e il
XVI secolo” e “Va là che
vai bene. L’emigrazione
da Masone e dalla Valle
Stura verso l’America tra
Ottocento e Novecento”,
editi come l’ultimo, tra il
2009 e il 2012 dall’illuminata Red@zione di Genova. Dividerei l’opera in tre
momenti fondamentali: la
drammatica e commovente infanzia di Carlo Pastorino, un gigante partorito
dall’infinita miseria contadina della Valle Stura,
e assunto fino alla gloria
delle patrie lettere e alla
medaglia d’argento al valor militare; l’angosciosa situazione di Masone,
stretta nella morsa del
nazifascismo e vessata in
modo crudele, da non lasciare scampo (Pastorino
ha un linguaggio secco,
asciutto, apparentemente neutro ma capace di
portarci sui luoghi dei
misfatti, delle violenze,
delle torture, delle fucilazioni illuminandoli di una
luce grigiastra, tagliente,
pronta a virare nel nero
della morte e dell’oblio.
Ci costringe a riflettere,
ad emettere un giudizio
morale che non lascia
scampo alla malvagità,
alla crudeltà gratuita); il
terzo momento è quello
di uno storico che sa perchè scrive, che descrive
lo sgomento di un paese
rimasto un borgo feudale
in pieno Novecento dove
la proprietà della marchesa Matilde Negrotto Cambiaso Giustiniani ingloba
tutti, uomini, animali
e cose sotto un giogo
sempiterno
e inesorabile. Carlo
Pastorino
osa rivolgere
contro
questa amministrazione capitalistica e feudale il suo
furore di oppresso, ribelle
e resistente... Masone non
deve soltanto liberarsi dai
fascisti e dai tedeschi ma
anche dalle catene che lo
hanno avvinto da secoli e
di cui la marchesa è l’ultima a tenere in pugno le
chiavi. Tocca però a Voi
cimentarvi in una lettura
che non consente il solito
distacco dei tradizionali
saggi accademici ma coinvolge senza tregua, perché ci restituisce la nostra
storia, quella dei nostri
avi, contadini e chiodaroli, dei nostri geni, denuncia la brutalità dell’eterna
dialettica dei servi e dei
padroni...
Franco Paolo Oliveri
l’inchiostro fresco
VALLE STURA
aprile - maggio 2012
Hollywood sul
Tevere a Masone
S
abato 12 maggio
presso il cinema
di Masone “Opera
mons. Macciò” sarà proiettato il film documentario “Hollywood sul Tevere” realizzato dal regista
Marco Spagnoli. Alle ore
16.30 vi sarà l’incontro
con l’Autore, con conversazione e presentazione
dei filmati; seguirà, alle
17, la proiezione del film,
cui seguiranno, alle ore
18.15, le domande che il
pubblico potrà rivolgere
al regista Spagnoli per terminare alle 19 con la visita
ad una mostra fotografica
realizzata per l’occasione con rinfresco finale.
L’evento, ideato da Luigi
Pastorino, ha il patrocinio
del Comune di Masone,
della locale Telemasone
- Sezione film - e dell’Unione dei Comuni Valli
Stura ed Orba
e Leira. Marco
Spagnoli è direttore Artistico del
Galà del Cinema
e della Fiction
in Campania e
vicedirettore del
Festival cinematografico di Bari.
Ha svolto molte
attività di consulenza per Festival
cinematografici
italiani, pubblicando varie opere su personaggi
del mondo dello
spettacolo.
19
17
Elio Zunino: una vita troppo breve, ma degna di essere vissuta
Una grave perdita
Hollywood sul Tevere è
un film documentario che
comprende immagini inedite della Roma degli anni
’50 ai ’70 del Novecento,
quelli della “dolce vita
felliniana”, e riprende le
star del cinema hollywoodiano che allora “giravano” a Cinecittà. Il film ora
proposto è stato presentato in anteprima mondiale
nella Sezione Controcampo della 66esima Edizione
della Mostra del Cinema
di Venezia ed è stato candidato al David di Donatello 2010 nella categoria
“Miglior documentario”
ed al Nastro d’Argento
2011.
L’ingresso è gratuito. Insomma: un appuntamento
da non perdere assolutamente!
Virginia Calissano
Rossiglione - Ci ha lasciati Elio Zunino. Increduli e shockati concittadini, colleghi di lavoro e del
consiglio comunale, amministratori, dipendenti
comunali si stringono intorno alla moglie Barbara,
alle figlie Sara ed Elisa,
alla mamma Pina, al fratello Claudio ed ai parenti tutti. I numerosi amici
hanno fatto la spola tra
casa dell’adorata famiglia
e la camera mortuaria allestita in ospedale, un’instancabile processione ha
tributato l’ultimo saluto
ad un amico onesto, sti-
mato, laborioso, dotato di
spiccato buon senso.
Marito affettuoso, padre
attento ed amorevole,
amico generoso, amministratore dignitoso che
non ha mai perso di vista
il pubblico interesse,
capace di intercettare
esigenze di ogni
fascia di popolazione.
Sorriso
sincero,
battuta
pronta,
abnegazione
con cui
ha affrontato 13 anni di amministrazione pubblica in cui non ha
risparmiato energie,
dedizione,
passione politica
genuina.
L’attenzione per il prossimo e lo stoico spirito di
servizio lo contraddistinguevano sul posto di lavoro, nell’attività comunale,
nelle associazioni venatorie e di volontariato in
cui militava, nei gruppi di
protezione civile e difesa ambientale con cui ha
collaborato.
Nominato assessore per
la prima volta nel 1999,
Elio era giunto al suo terzo mandato sostenuto da
consenso e gratitudine,
ha donato alla famiglia
ed alla comunità se stes-
so, nel seguire il suo paese riversava un impegno
pressoché
quotidiano,
ricoprendo il ruolo amministrativo con senso
civico encomiabile. Viabilità, manutenzione, lavori
pubblici e protezione civile erano alcune delle voci
che componevano la delega assegnatagli, ma Elio si
occupava del paese a tutto tondo con uno sguardo acuto e pragmatico in
grado di affrontare le problematiche più disparate,
distinguendosi anche nel
fronteggiare la recente
alluvione, in prima linea
nel coordinare i soccorsi
e rimboccarsi le maniche.
“Oggi restiamo tutti più
soli, di questo caro amico e prezioso collaboratore rimane per tutti i
Rossiglionesi - ricorda
commosso il Sindaco
Martini - un esempio di
moralità e serietà nel
portare avanti il suo impegno civico”.
Pubblici ringraziamenti
ad Elio per l’impegno profuso in questi anni sono
stati pronunciati ufficialmente anche durante le
esequie, partecipate da
una folla talmente gremita che la chiesa non è stata in grado di contenerla
al suo vasto interno.
Grazie, Elio, grazie di
averci donato la fortuna
di poterti conoscere.
Katia Piccardo
di Minetto Rosa Anna e Oliveri Cinzia snc
VENDITA DI ARTICOLI
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l’inchiostro fresco
VALLE STURA
aprile - maggio 2012
Detto
in dialetto
U
na affezionata lettrice e collaboratrice
del nostro giornale,
ci ha inviato un simpatico
componimento in rima dialettale scritto dal campese
Agostino Oliveri per ringraziare “Gli Amici del Presepio”, un gruppo di volontari
che ogni anno cura l’allestimento e la manutenzione del
famoso presepio meccanizzato, di cui fa parte. Anche
in occasione del S. Natale
2011 dopo mesi di lavoro la
riproduzione
meccanizzata della Natività nella tipica
ambientazione campese ha
rappresentato l’attrazione
principale ed in questa occasione non mi dilungherò in
descrizioni particolareggiate
ma lascerò a voi il piacere di
scoprire come una pur breve
e semplice poesia in dialetto
(qui a fianco riportata) sappia rendere al meglio l’immagine dell’operosità di questo
compagnia molto affiatata.
Una targa alle donne
masonesi
A naziunale
der Preseppi
È na bella furmaziun, un nra batte mancu u trun
Iumma Luccu er cappu grossu, esigente fin-na a l’ossu
Ma l’è Gian u ciù verasciu, guai ar mundu chi va
adasciu
Se quarcosa u iè c’un moscia, u ruva u Ciuettu senza
sprescia
Fazzu lode au Ciapparin, c’u métte smurciu, casétte…
…e Bambin
U ié un gran centrocampista, parlu d’Luca er macchinista
E Tonino, quel de R’sciugni, zoegna metle cun quei
bugni
Pier Domenico, ultimu acquistu, er papè noevu un’la
mai vistu
Anche Frazéscu er puliziottu, u s’atmura me ’n fiurottu
U ié Sergiu bun e bravu, cu spiega tuttu fin’na au diavu
Allantu ei sun anche mi, che vaiu menu di s’papè chi
An mezzu a tutta sta maretta, u centravanti u l’è Cicetta
Travetti, tore e cumpensà, u l’è u Segnu c’u l’à mandà
Machi rezze a situaziun, l’è Giuseppe de Scaiun
Forza squadra, forza fioei, l’è za tempu t’curmuroei
Un toccu d’fiazza e ‘n gottu d’vin, anvitumma anche er
Bambin
N’atra vota vurantè, anvitrumma anche er muiè
A ‘ra fin applausi e ounui a chi iera avanti a nui.
In occasione del SS Natale 2011
Tino
Fausto Piombo
Masone. È stato recentemente
inaugurato dall’Amministrazione Comunale il restauro della
lapide posta lungo la salita che
conduce al Centro storico in memoria delle “fiere donne masonesi
che, addette al trasposto del carbone dai boschi alle fucine, esauste dalle fatiche e mal retribuite, scioperarono e riunitesi sotto le
mura del Castello, il 20 settembre 1642, contestarono quei medievali sistemi per ottenere dal marchese Lazzaro Spinola, signore
e padrone del paese, trattamenti più umani per loro e per tutti
i lavoranti dei chiodi”. L’Assessore alla Cultura Luisa Giacobbe,
curatrice dell’iniziativa, ha ricordato che l’ origine della Festa della
Donna risale proprio a uno sciopero, quello del 1908 delle operaie
tessili di New York che protestarono per le disumane condizioni in
cui erano costrette a lavorare, e bloccate nella fabbrica dal proprietario, perirono nel tragico incendio 129 operaie. Inoltre, ha detto
l’Assessore, “credo che celebrare l’8 marzo con il restauro della
lapide sia anche un modo di ovviare simbolicamente alla scarsa
presenza femminile nella toponomastica: come le vie dedicate a
figure femminili di rilievo, questa lapide indica validi modelli di
riferimento, fondati innanzitutto sulla difesa della dignità della
persona e sulla salvaguardia dei diritti civili. Il Presidente della
Repubblica ha affermato che il livello di dignità e di considerazione di cui godono le donne sono tra i principali indicatori della
maturità dei sistemi democratici. Spetta dunque ai cittadini, e
in particolare alle donne, il dovere di contrastare con impegno
civico e senso di responsabilità i luoghi comuni, per confermare
l’importante ruolo della donna nella società”. L’Assessore ha ringraziato il geometra e le maestranze del Comune per il restauro e il
Signor Luigi Pastorino di Tele Masone-Rete Valle Stura per la collaborazione.
(m.b.)
l’inchiostro fresco
aprile - maggio 2012
21
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Il Comune non dimentica i
problemi dei cittadini...
A passeggio tra i boschi per respirare l’aria
salubre dei nostri monti
Sulla sanità Progetto Turismo
Percorsi:
È
F
quantomeno
singolare e
irriguardevole il comportamento
dell’Assessore
alla Salute Regionale, che dopo l’incontro avuto a Dicembre 2011, aveva
promesso (dopo la
soppressione
del
servizio a Novembre) una verifica/
studio per istituire
il Servizio nei mesi
estivi e estendere
lo stesso il periodo
Il Palazzo Mucipale di Urbe
invernale tramite i
medici operanti sul
territorio, con un incon- bilità e alle distanze sono
tro chiarificatore ad inizio note, il danno economico
Febbraio 2012.
sarebbe fortissimo per
Nonostante le numero- un’economia già precaria
se sollecitazioni, ad ora come la nostra.
nessun cenno di risposta, Evidente pur conoscencome ad un tratto il ns. Co- do le problematiche, alla
mune non esistesse più, e Giunta Regionale poco
ripeto nemmeno la corte- interessa
un’ulteriore
sia di un qualsiasi contat- declino della vivibilità
to.
dell’entroterra, è un attegLa stagione estiva sta per giamento alquanto indecoiniziare, come risaputo roso in quanto in tutte le
nella nostra Valle solita- occasioni gli Amministramente arrivano dai 7.000 tori regionali, a parole si
ai 10.000 turisti/villeggian- sprecano e si stracciano le
ti, ma molti di loro in età vesti a favore del NOSTRO
avanzata sono perplessi ENTROTERRA, nei fatti,
se continuare, perchè pre- l’abbandono o quasi.
occupati per la mancanza
di questo servizio fondamentale in una zona dove
M.C. Ramorino
le difficoltà legate alla viaSindaco Comune di Urbe
inalmente, anche grazie all’Amministrazione
Provinciale, siamo riusciti a partecipare con
successo al Bando Regionale - Provinciale
“Progetto Turismo STL”. Questa iniziativa che fa
parte del nostro programma amministrativo e che
perseguivamo da tempo prevede un progetto per
valorizzare il nostro bellissimo territorio tramite la
sistemazione dei sentieri e dei luoghi di maggior interesse, anche con testimonianze della nostra storia
e cultura, ed altre iniziative sempre dedicate al paesaggio; pulizia, adeguamento, cartellonistica, promozione tramite brochure - stampa - internet - Iat,
acquisto attrezzature, ecc. il tutto per attrarre ospiti
amanti della natura nel nostro Comune.
L’organizzazione al momento prevede: passeggiate,
percorsi per mountain bike, passeggiate a cavallo,
orienteering. Sono previsti anche eventuali punti di
raccolta per portare con mezzo idoneo i turisti nelle
varie zone del ns. territorio ( a monte dei percorsi)
Ad ora, per avviare l’attività, grazie alla collaborazione della Pro Loco e di numerosi amici, abbiamo
individuato 4 sentieri con numerose deviazioni/varianti che coinvolgono le nostre 5 frazioni e i relativi
punto di ristoro esistenti.
1
S. Pietro Area Feste Montà (mulattiera) - Madonna della Guardia - Giro
monte Colma - Chiavarino
- Vrera - S. Pietro Area Feste
o viceversa.
P.sso del Faiallo - Monte
Ruscà - (visita ai “Segni
della Madonna”) - Montà
delle pietre - Colla dei Cianetti - Ciapela - Maraschino
- Martina (spiazzo vicino Tonitto) o viceversa.
P.sso del Faiallo - Cà du
Rostu - Foi lunghi - Bancarera - Gatazzè - Rosto Acquabianca (p.zza Chiesa)
o viceversa.
P.sso del Faiallo - Monte
Ruscà - (visita ai “Segni
della Madonna”) - Montà
delle pietre - Colla dei Cianetti - Vassuria - Vara Sup.
Piazzale Rist. Ravera - Faia
- Vara Inferiore (p.zza Chiesa) o viceversa. DEVIAZIONE: da Colla dei Cianetti
- Case Trattoria Tognu - Vassuria e si riprende il sentiero per Vara Sup. e Vara Inf.
VARIANTE: Chiesa Vara
Inf. (p.zza Chiesa) -Brescia
- Mrizu - Mondamito - Vara
Sup. (piazzale Rist. R a v e ra) - Faia - Vara
Inf.
(p.zza
Chiesa) o viceversa.
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4
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l’inchiostro fresco
URBE
aprile - maggio 2012
Urbe e le sue Chiese...
Manifestazioni religiose Pasquali
Un po’ della nostra
Storia...
Una tradizione
rispettata
La chiesa
di Vara Inferiore
San Gualberto
Scuratta
Giudei
È
quella dello “SCURATTA GIUDEI”
che puntualmente
si ripete (tempo permettendo) ogni anno, la sera
del Venerdì Santo, nella
frazione di San Pietro.
P
er la costruzione della chiesa di
Vara inferiore, dedicata a San Gualberto,
fu stipulato il contratto
nel maggio 1827, per una
spesa di lire 11.396 e furono iniziati i lavori.
La spesa fu molto superiore e l’opera vide la
conclusione anche grazie
ad un contributo di S.M.
Carlo Felice.
Fu inaugurata e benedetta il 6 luglio 1828.
Nel periodo 1844/1845,
per l’interessamento di
un Parroco della frazione, fu costruita, vicino
alla Chiesa, la “casa del
cappellano” e nel 1932,
dal lato campanile, e stato costruito, un locale
adibito a teatrino, che attualmente ospita l’ufficio
postale ed un interessante Museo di civiltà contadina.
La Chiesa è ad un’unica
navata, con bella cupola
ovoidale.
Il campanile, al lato sinistro, è stato rimesso
a nuovo nel 1962, con
sei campane ad orologio
elettrico.
Lavori in corso
1
Ampliamento dell’impianto di fognatura in
Località Dano
2
Sostituzione tubo deteriorato dell’acquedotto in zona Tavernè
3
Sostituzione di tutte
le lampade di illuminazione in tutto il territorio Comunale
La manifestazione si svolge al termine delle funzioni religiose che rievocano
la passione, la crocifissione e la morte di Nostro
Signore e si concludono
con la processione per
le vie del paese illuminate con il corpo del Cristo
Morto.
Consiste in una scorribanda di giovani che trascinano latte di diverse
dimensioni, legate assieme, per le strade del centro del paese, producendo un rumore infernale…
come a voler inseguire
i “Giudei” colpevoli di
aver condannato e ucciso
Gesù.
La tradizione è rigorosamente rispettata ed anche molto sentita sia dagli abitanti della frazione
che dagli altri cittadini
del Comune, nonché dai
turisti che, approfittando
delle vacanze pasquali,
si trovano a soggiornare
nella nostra Valle.
l’inchiostro fresco
aprile - maggio 2012
23
“Arte, cultura e vino immersi nelle colline acquesi”
Alla riscoperta di Villa Ottolenghi
U
n luogo incantato tra le colline
dell’alto
Monferrato acquese. E’ Villa
Ottolenghi, una sinfonia
architettonica che domina
la città di Acqui Terme. Edificata negli anni ’20, la Villa
è protagonista fin dalla sua
nascita di un intreccio di
arte, cultura e tradizione
vitivinicola. Per anni è stata luogo d’incontri dell’élite
acquese, poi con la scomparsa dei suoi proprietari,
i Conti Ottolenghi, la Villa
è abbandonata a se stessa.
Con il passare del tempo
furono in pochi a scommettere nella sua bellezza
originaria e solo nel 2006
la struttura è stata venduta
ad una famiglia interessata
alla suo recupero. Si tratta
della famiglia Invernizzi,
proprietari delle Terme di
Lurisa, e distributori della
sue acque conosciute in
tutto il mondo. Ad aprire
l’uscio “..della villa a forti
linee dominanti, visibile da lontano in armonia
con il grandioso territorio”, che da sogno si è fatta
realtà, ormai non ci son più
i Conti Arturo e Herta Ottolenghi, e nemmeno il loro
figlio Astolfo, bensì Vittorio Invernizzi che in tempi
rapidissimi ha cancellato
i segni lasciati da trent’anni anni di abbandono e ha
restituito al territorio la
Villa Ottolenghi in tutto il
suo rinnovato splendore.
Una sapiente opera di recupero che ha permesso
di mettere in luce quanto i
“grandi solisti”, che hanno
lavorato nella villa sotto la
direzione della famiglia Ottolenghi, siano stati capaci
di comporre una sinfonia
che si chiama “stupore”.
Non parliamo infatti di
una semplice villa ma della
Villa più prestigiosa della
zona. Tra i filari di Barbera, Sauvignon, Viognier si
scorge la prima sontuosa
cancellata. Entrando si può
intravedere un grande parco con fontane e sculture di
bronzo accompagnate dal
Pergolato di glicine che collega la due parti della Villa.
Lo stupore aumenta con il
giardino Formale creato da
Pietro Porcinai, uno dei più
autorevoli architetti italiani
del Paesaggio. E proprio
questa oasi floreale ha ricevuto il 1° Premio del “European Garden Award”
del 2011, per aver valorizzato in maniera originale il
“giardino storico”. Il Premio costituisce un chiaro
apprezzamento per l’impegno e per i risultati conseguiti dal dottor Invernizzi e
non a caso all’entrata della
Villa i visitatori potranno
leggere questa frase “l’arte
è scienza, non si improvvisa e non si accontenta, è
un duro e sistematico lavoro”. Un lavoro non semplice per una dimora così
complessa che si estende
su una superficie di 35 ettari tra boschi, parchi e vigneti. “In una villa contemporanea come questa, ho
voluto unire arte e cultura
per rileggere in modo significativo le volontà degli
Ottolenghi, ospitando opere di diversi artisti tra cui
Arturo Martini e Crocetti”
sottolinea Vittorio Invernizzi. Se l’affascinante si trova
all’interno, al suo esterno
la villa non può che essere
un incantevole chateau vi-
tivinicolo caratterizzato da
vigne giardino. “Un modo
per rafforzare il marchio
Borgo Monterosso e dare
voce alla famosa M, simbolo storico dei Conti nel
settore del vino, cercando
di interpretare il loro volere non solo nell’arte ma
anche
nell’agricoltura”
conclude il proprietario. E
proprio per la sua bellezza
e il suo fascino a 360 gradi
la Villa è luogo di numerose manifestazioni. Ad aprire la sue porte al pubblico
per il 2012 la mostra di Giò
Pomodoro terminata a fine
aprile che ha visto a Borgo
Monterosso l’afflusso di un
pubblico proveniente da diverse parti del Nord Italia.
In questo mese sarà possibile invece visitarla ogni
domenica con la rassegna
“en plein air”, con aperitivi a tema dislocati alternativamente nei luoghi piú
suggestivi della residenza.
Interessanti poi gli incontri
del martedì pomeriggio delle “Cantine Aperte” per apprezzare i suoi grandi Vini
con annesse visite ai giardini della Villa. Il mese di
giugno sarà caratterizzato
da spettacoli, film ed evensegue a pag 22
24
22
l’inchiostro fresco
VALLE BORMIDA
aprile - maggio 2012
Nuovo sferisterio: l’occasione per riaccendere l’entusiasmo per questo antico sport
A Monastero ritorna la pallapugno
N
ella Valle Bormida
esiste da diversi
anni la dedizione
per uno sport antico, la pallapugno. Un gioco che ha
conquistato sin dalla sue
origini gli abitanti di molti
paesini situati alle sponde
del fiume Bormida. La pallapugno ha una sua storia
importante a Monastero
Bormida dove da qualche
tempo questa attività sportiva è rinata grazie alla riqualificazione di un luogo
che ne permette la pratica
denominato “sferisferio”.
Partiamo dagli anni ’70 e
’80 con in fasti del mitico
sferisterio “Laiolo” e delle
epiche sfide tra Massimo
Berruti e Felice Bertola.
Successivamente la pallapugno va inesorabilmente
in declino e di conseguenza
anche la struttura appositamente creata. “I giovani
non si sono più appassionati a questo antico e
Vedere anche altro
servizio nella rubrica
dello Sport a pag. 48
nobile sport e la gente si
è disabituata al calore e
al tifo delle sfide più accese” dice un veterano del
gruppo di amici della “pantalera”. Poi negli ultimi
anni qualcosa ha iniziato a
muoversi. Prima la nascita
della Pallonistica Valle Bormida, che con il presidente
Colla Giacinto ha riacceso
la fiammella sportiva con
alcuni anni di partecipazio-
Villa Ottolenghi
prosegue da pag 21
ti letterari. Il 5 di giugno in collaborazione con Masca In Langa si
terrà lo Spettacolo di Danza Contemporanea “Corpi in Villa” con
Fattoria Vittadini mentre il 6 giugno ci sarà la proiezione del film
capolavoro di Eisenstein “Sciopero” con l’accompagnamento
sonoro del gruppo musicale YoYo
Mundi di Acqui Terme. Il 16 giugno
si darà il via a cinque “Eventi Letterari” con letture di brani legati al
territorio, con accompagnamento
ne ai campionati giovanili.
In seguito la decisione del
Comune di realizzare un
nuovo sferisterio, avvalendosi di contributi regionali
e di mutui agevolati con il
Credito Sportivo. E ora la
struttura è rinata insieme
alla sua società, guidata dal
nuovo Presidente Beppe
Stanga e dal Vice Roberto
Garbarono. Da circa due
mesi è partito il campio-
musicale e la concomitanza di
aperitivi e degustazioni di prodotti
locali abbinati ai vini del dominio
Borgomonterosso.
Gli altri appuntamenti dedicati alla
letteratura saranno organizzati durante l’estate. Infine, il 21 Luglio
altro appuntamento musicale con
il concerto dell’Orchestra Sinfonica Giovanile Aleramica composta
da 40 elementi, un progetto ambizioso che si è concretizzato grazie
alla grande passione del Maestro
Alessandro Bares.
(g.p.)
nato C1 ed il “Monastero”
dovrà confermare la sua
tradizione in questo sport
difendendo l’onore degli
“Avi”. Un’occasione per
riaccendere gli entusiasmi del paese e della Valle
Bormida. “È una grande
soddisfazione aver fatto
rinascere la pallapugno
a Monastero - commenta
il sindaco Gigi Gallareto non solo per non lasciar
morire il ricordo degli
anni d’oro dello sferisterio
“Laiolo”, ma anche per avviare i nostri ragazzi alla
pratica di uno sport sano,
atleticamente completo e
veramente di squadra. Un
grazie di cuore alla Pallonistica, a tutti i volontari,
ai numerosi sponsor che
hanno permesso questo
piccolo “miracolo” per il
nostro paese. Ora il Comune ha affidato anche i
lavori di illuminazione,
per cui da giugno sarà
possibile giocare in notturna, con lo splendido
scenario del castello medioevale sullo sfondo”. Ed
un grazie anche al Gruppo
Alpini di Monastero che ha
voluto donare un piccolo
contributo da devolvere
alla Pallonistica Valle Bormida per il campionato di
pallapugno in corso.
(g.p.)
l’inchiostro fresco
VALLE BORMIDA
aprile - maggio 2012
Toga d’oro per cinquant’anni di professione a Osvaldo Acanfora
Il galantuomo del Foro
L
a toga d’oro, cinquant’anni di professione e 85 anni portati come un giovanotto.
Osvaldo Acanfora è un
avvocato come forse non
ve ne sono più, ma soprattutto è un galantuomo. Arrivato da Napoli ad Acqui
da ragazzino, in una famiglia numerosa, figlio di un
maresciallo della finanza,
dopo il liceo è andato a
lavorare in una fabbrica
di mattonelle di carbone
per pagarsi l’università, lì,
il datore di lavoro lo spostò al peso intimandogli di
studiare tra un carico e l’altro, pena il licenziamento.
Altri tempi... altre storie...
L’avvocato passò poi come
messo al comune, facendo
da segretario all’ente di assistenza per gli indigenti,
alla mensa dei poveri. “Ho
conosciuto l’Acqui povera dice - che mi ha fatto ricco,
perché una volta laureato, i miei primi assistiti
sono stati proprio quegli
indigenti che si ricordavano di me, li assistevo
gratuitamente e loro mi
facevano pubblicità”. A
quei tempi l’avvocato faceva tutto, civile, penale, amministrativo. I tempi della
giustizia erano brevissimi e
la giustizia arrivava a casa.
“Rimpiango la Pretura, la
più bella istituzione giuridica, penetrava dappertutto, era un primo grado
di giudizio e si occupava
di tutto, la gente nei pae-
si era soddisfatta perché
l’avvocato con il pretore
andava fino a domicilio
per risolvere le controversie.” La carriera di Acanfora pian piano si è delineata
sempre più sul civile e il
diritto di famiglia. “Ho fatto carriera con l’adulterio
e il concubinato che allora
erano reato, articoli 559 e
560 e ricordo che in Acqui,
sempre bollente nel senso
di gaudente, i casi sono
stati numerosissimi e al
momento del processo la
pretura era affollatissima
come se fosse uno spettacolo e la poverina era
davvero alla gogna dell’opinione pubblica, altro che
lapidazione musulmana”.
La causa che ricorda con
un sentimento di umanità
oggi impensabile, è quella che ha riguardato un
mandante di un omicidio
condannato all’ergastolo.
Durante una visita in carce-
re a Genova, erano gli anni
di piombo, l’avvocato si
trovò nel bel mezzo di una
rivolta carceraria nel braccio degli omicidi, Acanfora
divenne “amico” del suo
difeso. Gli comprò il pigiama, riuscì poi a fargli avere
la liberazione condizionale. “Quando il detenuto è
poi uscito - racconta con
la voce vibrante - non era
più in sé, il carcere non fa
bene a nessuno, fu portato all’ospedale psichiatrico di Alessandria e dopo
una sola notte, fu trovato
morto. Non si è mai capito
perché. Sono andato al funerale e ancora oggi, ogni
tanto, gli porto un fiore al
cimitero”.
Acqui è mutata sotto gli
occhi di Acanfora: “I contadini lavoravano la terra
- racconta l’avvocato - ed
erano impiegati alla vetreria, le terme erano frequentate dai maraja che
arrivavano in carrozza,
alla bollente si andava a
prendere l’acqua calda per
il bagno del sabato, eravamo più poveri ma più
vitali. Gli avvocati erano
diversi, i magistrati erano diversi, la politica era
marginale e non si dubitava della parola altrui”.
Osvaldo Acanfora é patrocinante in Cassazione, é
stato esaminatore all’Ordine degli avvocati, membro
della consulta regionale
per le iniziative legislative
popolari, è vicepresidente
dell’Università della terza
età, presidente del circolo
nautico di Alassio, da 45
anni porta la sua barca e
ancora oggi fa la traversata fino in Sardegna e con
orgoglio dice che i più
giovani lo seguono. Tutti
gli avvocati di Acqui, compreso il presidente attuale
dell’Ordine, sono stati suoi
praticanti. La sua fama di
divorzista ed esperto di diritto di famiglia è nota e va
ben oltre i confini di Acqui
e ridendo confessa che la
sua fortuna è dovuta, anche, al fatto che quando ancora non esisteva la legge
sul divorzio, riuscì per sé
ad ottenere l’annullamento del suo matrimonio dal
tribunale ecclesiastico difendendosi da solo con la
dispensa del vescovo.
Mai toga d’oro fu più meritata.
Fausta Dal Monte
25
23
Un gioiello
acquese
Quando vi entri una
volta, non puoi non
tornare; Piccolo Bar
in corso Viganò é un
gioiellino che ti accoglie con la sua linea
minimale e il calore dei proprietari. Ti
sembra di prendere il
caffè a casa di amici
grazie alla simpatia,
alla cortesia di Cristiano Magistrello ed é un
punto di incontro, di
relazione quando c’é
la mamma, la signora Ivana, nata per le
pubbliche relazioni, e
che fa da collante tra
i clienti e crea magicamente un’atmosfera
conviviale. Al Piccolo
Bar ci si incontra, si
chiacchiera, si gusta
un ottimo aperitivo o
una succulenta colazione con il vantaggio
di trovarti nel posto
giusto. E’ aperto da
sei anni e d’estate il
suo, seppur piccolo,
dehors é un salotto
al centro di Acqui; gli
stuzzichini, le focacce, i formaggi sono
freschi di giornata,
così come le brioche e
i dolci, anche la scelta
dei vini è di qualità e
tutto è sempre condito con garbo ed eleganza. Prosit! (f.d.m.)
26
24
l’inchiostro fresco
VALLE BORMIDA
aprile - maggio 2012
Quando un cane
“è soltanto un cane”
Don Mazzi in un’intervista a “Chi” lamenta le difficoltà economiche nel portare avanti le sue comunità che tanto
bene fanno ai giovani emarginati e denuncia lo Stato che lo ha lasciato solo.
Fa poi un appello agli italiani “Non spendete soldi per aiutare cani e gatti, noi
salviamo vite umane”. Soltanto chi non
conosce gli animali non dubita della
presunta superiorità dell’essere umano. È il caso di ribadire: “Più conosco
gli uomini, più amo gli animali”. Una
ragione
più che sufficiente per non
esse-
re d’accordo è la storia di Tippi, un meraviglioso Cavalier King Charles Spaniel,
morto un mese fa, dopo 12 anni di autentico e vero amore con i suoi proprietari.
Tippi era il cane che ha leccato fino all’ultimo respiro il suo padrone mentre moriva; era il cane diventato fratello di chi
era rimasto orfano; era il cane che quando piangevi ti si accoccolava in grembo
e ti guardava con due occhi come stelle,
era quello che amava seguirti ovunque,
nei lunghi viaggi in auto, nel lavoro, agli
aperitivi con gli amici, era quello che faceva il modello per sensibilizzare i cittadini sulla pulizia delle strade, era
quello che era felice semplicemente perché stava con te.
Sempre con gioia e con saggezza. Era quello che osservandolo ti insegnava cosa
era la vita. La
vita l’ha goduta
cogliendo l’attimo, sempre
con eleganza e
dignità. E Tippi
era “soltanto” un
cane.
Fausta Dal Monte
La voce del
canile di Acqui
Questo simpatico musetto
si chiama SPINO sia perché il suo pelo è un po’
ispido sia perché il suo carattere a volte è spigoloso.
È un maschio di circa tre
anni, da circa un anno è in
canile, di taglia media. È
un tipo solitario e schivo
non abituato alle coccole:
quando i volontari cercano
di accarezzarlo e coccolarlo lui osserva stupito che
qualcuno possa rivolgergli
tante attenzioni. Purtroppo
della sua storia non sappiamo nulla, se non il motivo
della sua cattura: rincorreva con un compagno molto
più svelto di lui un capriolo.
Maschio, taglia grande, di
anni 11, si chiama Demon
ed è il nostro “lupo di Capuccetto Rosso” ormai in
pensione. È in canile da
due anni poiché la sua dimensione ed il colore del
suo mantello incutono timore anche se immotivato. Adottato da cucciolo
da una giovane coppia ha
vissuto in alloggio anche
con la presenza di bambini molto piccoli. Quando
la famiglia si è disgregata
è cominciato il suo peregrinare. Affidato ad altri è
stato poi abbandonato a seguito di un avvelenamento.
Ora gode di ottima salute.
l’inchiostro fresco
aprile - maggio 2012
27
Con le donne per le donne. Un reparto all’avanguardia grazie anche al volontariato
L’unità di Senologia di Tortona
N
ello scorso anno
6077
prestazioni
ambulatoriali
(+12% rispetto all’anno
precedente), 335 interventi
di chirurgia mininvasiva,
conservativa, demolitiva,
ricostruttiva, oncoplastica
(+9%), 3 studi clinici multicentrici in corso, pubblicazioni nazionali ed
internazionali,
soluzioni
chirurgiche personalizzate
e all’avanguardia, ricostruzione immediata, lipofilling
sulle cicatrici, rimodellamenti e tecniche della chirurgia plastica. Nel 2012
novità in ambito internazionale a proposito dello
stile di vita,
dell’alimentazione
e
dei
gruppi
a rischio
c o r-
relati alle patologie mammarie.
Tutto ciò non avviene a Milano o in Svizzera ma all’ospedale di Tortona grazie
all’équipe della dottoressa
Maria Grazia Pacquola; in
tutto tre professionisti, oltre a lei, la dedizione del
dottor Francesco Millo,
della dottoressa Francesca
Pasquali, di due infermiere,
Angela Peruggia e Lorella
Ragalzi e una volontaria
Filomena Milito. Un miracolo di efficienza e qualità
grazie al supporto dell’Associazione Franca Cassola
Pasquali, un’onlus che dal
1999 finanzia con il ricava-
to di numerose iniziative
sul territorio, il reparto, appunto, di senologia.
La dottoressa Pacquola è
fiera dello screening iniziato nel ‘91 sul territorio di
Tortona ben otto anni prima della regione Piemonte,
ed orgogliosa dell’attività
scientifica fin qui svolta,
partecipando a numerosi
studi fin dal 1980.
Quali sono i fattori di rischio per il tumore della
mammella?
Il fattore di rischio più
grosso é l’età, più si invecchia più aumenta il rischio,
poi la familiarità, aver avuto un’iperplasia atipica e
l’essere stati
sottoposti
alla radioterapia toracica.
Da sinistra: il Dott. Francesco Millo, la Dott.ssa Maria Grazia Pacquola e
la Dott.ssa Francesca Pasquali
Senologia equivale sempre ad oncologia?
No, senologia riguarda tutte le patologie della mammella ed è rivolta a tutte
le donne di qualsiasi età.
Dai 40 ai 50 anni, le donne devono fare una mammografia all’anno, e dalla
menopausa in avanti ogni
due anni. La prevenzione
fa molto, nelle popolazioni dove viene effettuato lo
screening l’incidenza del
cancro al seno si riduce
del 38%, la prevenzione in
questo caso é come una
vaccinazione non soltanto
anticipazione diagnostica
come diagnosi precoce.
Si muore ancora di cancro della mammella?
È la prima causa di morte
delle donne italiane per
quanto riguarda le patologie oncologiche. 30.000
donne ogni anno si ammalano e l’85% di chi ha un
tumore inferiore ai 2 centimetri di diametro guarisce,
per le altre la strada è un
po’ più in salita.
L’incidenza sul nostro
territorio di Tortona é
aumentata?
Purtroppo c’è una crescita
dovuta alla tipologia del
nostro territorio, cioè il
nord Italia è industriale e
anche se non dimostrato,
é chiaro che il fattore ambientale incide; infatti, é
una patologia della civiltà
occidentale. Per esempio
c’é una correlazione con
il sovrappeso e l’obesità.
L’incidenza é aumentata
dell’1,7% mentre il tasso di
mortalità é diminuito del
2%. Una donna nella sua
vita ha il 10% di probabilità
di ammalarsi e il picco avviene intorno ai 50 anni.
Chirurgia conservativa
o resezione massiva?
Tutte le tecniche chirurgiche hanno un loro ruolo
e la chirurgia demolitiva
riletta alla luce di nuove
tecnologie, con l’aiuto della chirurgia plastica e ricostruttiva, può dare un’ottima risposta al controllo
della malattia permettendo
l’asportazione di tutta la
ghiandola mammaria lasciando talvolta la pelle. Le
varie tecniche hanno trovato la loro giusta collocazione nell’idea che l’obiettivo
è, per ciascuna donna, il
minimo trattamento efficace e non il massimo trattamento tollerabile.
segue a pag 26
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26
l’inchiostro fresco
COLLINE TORTONESI
aprile - maggio 2012
Senologia
prosegue da pag 25
L’approccio medico
paziente prevede varie figure professionali?
Parliamo,
secondo
le linee-guida più aggiornate e che noi qui
seguiamo, di molte figure professionali: il
radiologo, il chirurgo,
l’oncologo, il radioterapista, il medico
nucleare, il chirurgo
plastico, lo psicologo,
l’anatomopatologo, il
fisiatra, eventualmente nel prossimo futuro
il nutrizionista, in una
parola, l’equipe di Senologia.
Qual é la correlazione tra terapia ormonale
sostitutiva
e cancro della mammella?
I primi cinque anni di
terapia ormonale sostitutiva non sono pericolosi, dal sesto anno il
rischio comincia ad aumentare. La menopausa é un fattore naturale,
non é una patologia; la
terapia si dà se c’é una
patologia che lo richieda.
Il messaggio é chiaro:
non pensare di essere
immuni nonostante le
speranze sopravvalutate dalla comunità
scientifica negli anni ‘80
ma sapere che con la
prevenzione si può fare
molto.
Fausta Dal Monte
Costa Vescovato: un piccolo incantevole vecchio borgo
Una perla immersa nel verde
L
’Italia
dei
campanili,
dei comuni,
dei piccoli borghi
che fanno incantare
i turisti stranieri e
trasudano dalle pietre la storia e la tradizione delle nostre
genti.
Costa Vescovato è uno di
questi: il suo nome Costa
deriva dalla sua posizione
geografica, a cavallo delle
valli lungo la dorsale collinare che degrada verso il
torrente Ossona e la divide
da quella del suo affluente
Cornegliasca e Vescovato
per la sua storia di comune
della diocesi di Tortona.
Il piccolo comune, con
poco più di 300 abitanti,
appartiene alla Comunità
montana delle valli Curone,
Grue ed Ossona, si trova a
12 Km da Tortona e a 33Km
da Alessandria, ad un’altitudine di 300 m., compren-
de tre frazioni: Costa, Montale Celli e Sarizzola. Costa
Vescovato compare nei documenti storici già dal XII
sec. e fino al 1784 appartiene all’enclave vescovile
della diocesi di Tortona per
poi essere, in quell’anno,
ceduta a casa Savoia. Si
ha traccia nel Medioevo di
una miniera di zolfo, anche
se la sua vocazione agraria
è il connotato principale fin
dagli albori.
Il paesaggio é tipico collinare, tra frutteti e distese
di vigneti, declivi e prati; il
panorama é mozzafiato e
l’aria assolutamente pura
grazie all’assenza di fonti
di inquinamento. In autunno ed inverno l’odore della
legna nelle stufe delle case
è il profumo dominante,
mentre in primavera ed
estate l’erba bagnata e le
fioriture degli alberi da
frutto inebriano durante
le passeggiate. D’estate, al
crepuscolo, i campi si illuminano a giorno, le lucciole sono ancora migliaia a
Costa Vescovato.
In paese, sulla piazza c’è la
chiesa di San Martino già
citata nelle cronache del
1523, c’é l’ufficio postale,
una bottega di alimentari,
lo studio medico e il municipio. Gli abitanti sono
anche serviti da un divertente camioncino che una
volta alla settimana, in tutte le stagioni, rifornisce di
tutti i generi, mentre il farmacista di Carezzano, un
paese più a valle, recapita
di casa in casa le medicine
ai costaioli. Un’atmosfera
d’altri tempi, autentica e
genuina: campi,
frutteti, orti, vigneti non sono
recintati, qui non
é mai giunta notizia dell’editto anglosassone delle
enclosures, e se
incontri qualche
abitante é normale che ti venga
offerta della frutta o degli ortaggi,
a seconda della
stagione. Tante
le possibilità di passeggiate
a piedi per sentieri e boschi
o in bicicletta lungo la meravigliosa pista ciclabile.
Per ristorarsi, poi, da giugno, la Locanda dei Vigneti,
sulla piazza del Municipio,
offrirà cucina di alta qualità
e vini pregiati del territorio
come il Barbera e il bianco
prestigioso Timorasso. La
locanda offre anche la possibilità di soggiornare e godersi Costa Vescovato per
un fine settimana immersi
nella natura, il buon cibo
ed il buon bere.
Fausta Dal Monte
l’inchiostro fresco
COLLINE TORTONESI
SI
aprile - maggio 2012
Molino dei
Torti:
Fiera di
Santa Croce
Tortona:
Cantarà
e Catanaj
Il primo di tre
appuntamenti annuali con
il “Mercatino
dell’Antiquariato” sempre
di grande successo
D
omenica 29 aprile si è
svolto il primo dei tre
appuntamenti annuali di
“Cantarà e Catanaj”, il tradizionale
mercatino dell’antiquariato che si
svolge in via Emilia a Tortona. La
manifestazione, che sarà ripetuta
il 30 settembre e il 25 novembre,
ha riscosso come sempre un grande successo ed è stata arricchita
in questa edizione da un’esposizione a carattere storico (auto,
stampe, fotografie) allestita tra
le bancarelle. Il nome dell’evento deriva dal dialetto tortonese;
“Cantarà” significa madia ovvero
un mobile che serviva da ricovero
a oggetti vari, “catanaj” è un insieme di cose vecchie, in particolare
vecchi oggetti in metallo di scarso
valore. In occasione del mercatino, il Comune di Tortona ha aperto le porte della città ai cittadini
29
27
provenienti dalle regioni limitrofe,
organizzando l’evento “Turisti non
per caso”. La manifestazione, inserita nel bando regionale per “Sistemi Urbani di valorizzazione integrata del patrimonio culturale”,
ha permesso a centinaia di turisti
di visitare la città attraverso due
percorsi (uno Medievale e l’altro
Barocco) con partenza da piazza
Duomo. L’associazione Flos et
Leo ha contribuito alla realizzazione dell’evento occupandosi dei
tour guidati della città e portando
alcuni oggetti medievali in piazza
Malaspina; nel pomeriggio si è
svolta una dimostrazione di arti
marziali antiche e un torneo di
tiro con l’arco. Appuntamento al
30 settembre, per il secondo mercatino “Cantarà e Catanaj”.
Luca Piana
Riscoperta e
conservata
una tradizione di antiche
origini portoghesi. Una fiera da non perdere.
I
l 6 maggio, Molino dei Torti
rivivrà un’antica tradizione.
Come fu di usanza dal 1708
al 1954 infatti, nel piccolo Comune situato sulle rive dello Scrivia,
si svolgerà nuovamente la storica
Fiera di Santa Croce. La ricorrenza, che cadeva sempre la prima
domenica di maggio, celebrava la
‘Via Sacra’, secondo un rituale derivato dalla tradizione Portoghese.
I fedeli che vi partecipavano, ripercorrendo le 12 croci che dalle
strade del paese portavano fino
alle rive del fiume, commemoravano d’innanzi ad ognuna di esse
le 13 stazioni della via Crucis, dalla
condanna di Gesù fino alla deposizione dalla Croce. Le croci, in ferro
battuto montate su ceppi di pietra,
sono rimaste integre fino ad oggi,
rendendo così ripercorribile l’antico cammino. Nel 2002, la comuni-
tà molinese si è trovata concorde
nel voler conservare e riscoprire
questo tesoro di fede e di cultura,
decidendo così di rinnovare la manifestazione grazie al contributo
della Pro Loco. La fiera si aprirà
alle 9,30, con l’esposizione di alcuni prodotti tipici con bancarelle
di vario genere, in concomitanza
alla rassegna dei mezzi della Protezione Civile e ad un’esposizione
di auto e mezzi militari d’epoca.
Poco dopo verrà ripercorsa la Via
Sacra, alla quale seguirà la celebrazione della messa. Terminate
le funzioni religiose, gli ospiti sono
invitati al pranzo che si terrà nel
Parco di Villa Carena. A seguire,
nel pomeriggio, sono in programma un’esercitazione della Protezione Civile e una sfilata di moda.
Marcello Rossi
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l’inchiostro fresco
COLLINE TORTONESI
aprile - maggio 2012
Carbonara
Scrivia:
Sagra
della Farinata
Volpedo:
Fiera delle
Fragole
Tutti a Carbonara il 20 maggio dalle ore
15.00 fino alla
tarda
serata
per divertirsi
in allegria.
I
l 20 maggio il paese di Carbonara Scrivia è pronto a
ricevere numerosi visitatori
da tutta la provincia in occasione della Sagra della Farinata. La
festa avrà inizio alle ore 15, e durerà fino alla tarda serata. Oltre
ai sei forni a legna e ai numerosi
cuochi impiegati per la produzione di farinata, la giornata sarà
animata dalla band “Ida Music
Live”, che si esibirà all’interno
del salone della Soms.
La farinata, piatto tipico della
tradizione culinaria ligure e del
basso Piemonte, vanta origini
molto antiche, tanto che addirittura alcuni manoscritti in greco e in latino riportavano una
ricetta simile alla “belacauda”.
Ma la leggenda racconta che il
piatto sia stato inventato grazie
ad un evento casuale, quando
i genovesi, di ritorno vittoriosi
dalla battaglia di Meloria contro
i Pisani, trovarono alcuni sacchi
di farina di ceci rovesciati. La farina, mischiata con l’acqua salata del mare e lasciata a cuocere
sotto il sole, piacque così tanto
ai marinai, che una volta giunti a
terra riprodussero e migliorarono la ricetta. Il piatto ebbe parecchio successo e in poco tempo si
diffuse in tutto il Mediterraneo,
e successivamente fu esportato anche in Sud America dagli
emigranti genovesi. Per rendere
più gustosa la ricetta, vennero
aggiunti alcuni condimenti come
il rosmarino, la salsiccia o il gorgonzola. Se il pensiero vi ingolosisce, allora per voi l’appuntamento è a Carbonara Scrivia!
Marcello Rossi
Fragole, gara
di torte, bancarelle e mercatini, giochi per
bambini... tutto per una giornata
all’aria
aperta.
D
omenica 22 maggio a
Volpedo si svolgerà la
tradizionale “Festa delle
Fragole”, evento che si svolge
annualmente nella terza domenica di maggio per celebrare il
dolcissimo frutto tipico di questa
stagione. Protagoniste principali
della manifestazione saranno le
fragole, che verranno vendute
nelle bancarelle posizionate nel
centro storico di Volpedo. Inoltre
verrà organizzata una gara di torte alla fragola e la migliore verrà
premiata dalla giuria con il trofeo
“Penati-Malaspina”. Nel pomeriggio sarà possibile degustare il
gelato artigianale con le fragole
presso lo stand della Soms. La
Festa delle Fragole è sempre stato un evento clou non solo per
Volpedo ma per tutta la provincia alessandrina. Nel corso degli
anni è cresciuto in modo esponenziale, con l’aggiunta del mercatino dell’antiquariato e i raduni
di trattori e auto d’epoca. Per i
più piccoli è stato ideato il campo di “calcetto saponato” (presso Piazza delle Mura Spagnole) e
il “calciobalilla vivente”, mentre
gli adulti avranno la possibilità di
visitare le antiche mura del “foro
boario”, la Pieve Romanica, l’ormai famosa Piazza Quarto Stato
e le vie del centro storico riportate con una diligente ed oculata
opera di restauro all’originario
splendore. Gli amanti della cultura potranno visitare lo studio
ed il museo didattico “Pellizziano”, mentre per i bambini sarà
allestito un piccolo Luna Park
nella piazza centrale del paese.
Luca Piana
l’inchiostro fresco
aprile - maggio 2012
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Le recite
Una lettera
Con gli anni molti episodi
del nostro vissuto scolastico
vengono dimenticati, ma sicuramente ciascuno di noi
ricorda nei dettagli una propria esibizione. Ricordo, nella mia carriera di insegnante,
che alunni normalmente
poco interessati allo studio
diventavano proprio i più
impegnati e coinvolti quando si trattava di mettere in
scena la recita di fine anno.
Debbo però constatare che
ultimamente non tutte le
scuole continuano la tradizione della recita cosiddetta
“auto-prodotta”, cioè con i
ragazzi protagonisti, e si preferisce optare per spettacoli
con attori professionisti. Le
prove e la recita finale risultano utili anche agli insegnanti perché possono trarre ulteriori indicazioni sulla
personalità dei ragazzi, così
da portare alla luce la loro
parte migliore. Fortunatamente, per la scuola dell’infanzia di Molare, la recita
costituisce un’attività didattica molto importante e curata in ogni dettaglio, che di
anno in anno viene sempre
più perfezionata ed arricchita. Vada quindi ai bambini e
alle insegnanti il mio affettuoso plauso a nome di tutto
l’Istituto.
Sono la mamma di due
bambini frequentanti la
Scuola dell’Infanzia e la
Scuola Primaria di Molare. Come tutti i bambini
anche i miei adorano
il periodo delle recite...
l’energia che infonde in
loro, entusiasti anche
per quella minima parte che dovranno ballare
o recitare. Purtroppo è
sempre stata una “prerogativa” riservata alla
Scuola dell’Infanzia. Ma
quest’anno ho avuto
una bellissima sorpresa:
i bambini della prima
elementare avrebbero
fatto una “incursione”
durante la serata! E da
essere una semplice canzone si è rivelato essere
poi una vera e propria
“pièce teatrale” con tanto di battute in dialetto
e splendide coreografie!
Quindi lasciatemi ringraziare le maestre Antonella, Ivana, Giovanna
F., Giovanna M., Maria
Rosa, Marina, Rossella
(rigorosamente in ordine alfabetico) unitamente alle collaboratrici
scolastiche per tutta l’attenzione che dedicano
giornalmente con tutto
il loro cuore ai nostri figli! Grazie.
Il Dirigente Scolastico
Prof. Elio Barisone
I
n data 4 aprile 2012, alle
ore 20,30, presso la palestra
dell’Istituto Comprensivo
di Molare, si è svolta la rappresentazione teatrale dal
titolo: “TU CHIAMALE...
SE VUOI... EMOZIONI” DIARIO DI UN VIAGGIO
A MOLARE a cura della
Scuola dell’Infanzia e della
prima classe della Scuola Primaria del plesso, nell’ambito
di un progetto di continuità
didattica tra i due ordini. Per
noi insegnanti è fondamentale che giunga ai bambini
l’amore per un territorio
ricco di valori, tradizioni,
cultura, conservazione di
antichi messaggi di saggezza
popolare (es. i proverbi) affinché questo tesoro venga
tramandato nel tempo.
Pensiamo che s i a
motivo di
orgoglio
vivere in
un ambiente ancora
a di-
mensione
di uomo e
fondamentale che questa
dimensione venga conservata e che susciti il desiderio di
trasmetterla anche ad altri.
La vicenda è incentrata sulle
emozioni di viaggio provate
da una coppia di ricchi ed
annoiati milanesi Vicky e Ricky (Vittoria e Amedeo, 5
anni), che dopo aver visitato
tutti i luoghi più suggestivi
del mondo, su indicazione del loro ormai disperato
agente di viaggi, decidono di
trascorrere un intero anno a
Molare. Questo sconosciuto
paesino si rivelerà ricco di
luoghi semplici e naturali capaci di suscitare forti
sentimenti
e di
creare
la cornice ideale
per suggellare il sogno d’amore dei protagonisti. Le
persone che via via incontrano durante questa esperienza, dapprima diffidenti,
diventeranno, col tempo,
coloro che faranno scoprire
le bellezze e le caratteristiche del paese ricco di fascino
e di magia, allacciando con
la coppia un bel rapporto
di amicizia. Questo viaggio
inizia in autunno con un
paesaggio nebbioso, per terminare, dopo aver trascorso
l’intero anno, in estate al mitico torrente Orba. Ogni stagione si presenta con un video contenente gli elementi
che la caratterizzano: uno o
due balletti, canzoni (una
in lingua inglese eseguita dai
bambini dell’Infanzia) e dialoghi, in parte in dialetto
molarese, pronunciati
dai bambini della
Primaria.
Una mamma
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l’inchiostro fresco
TURISTI PER CASO
aprile - maggio 2012
Vicky e Ricky in viaggio, ovvero...
P
arla Vittoria: “Io facevo Vicky una ragazza molto viziata che vuole che suo marito
la porti sempre in vacanza... la mamma
mi ha prestato la borsa di L. Vuitton”. Parla Amedeo: “Io facevo Ricky, il marito di Vicky ed ero
stufo perché... l’ho portata alle Sheychelles, alle
Maldive, con aragosta tutte le sere ma lei non e’
mai contenta...” Parla Vittoria: “Per forza l’aragosta mi aveva fatto venire le bolle...” Parlano Filippo, Denise e Alessia 1° primaria: “Noi eravamo
quelli dell’agenzia di viaggi ed eravamo disperati
perché non sapevamo più dove mandare quella
coppia di terribili ricconi...” Parla Alessia 1° primaria: “Per fortuna a me è venuta in mente la
vacanza dei bambini di Molare,
dei bimbi che accompagnano i
turisti nel loro splendido paese
fatto di semplici cose e semplici
emozioni ma vere, belle e pulite...” Narratore: “Vicky e Ricky
accettano di andare in vacanza
a Molare ed arrivano su un potente fuoristrada in autunno
sulla piazza del paese; lì trovano dei bimbi che giocano con
la nebbia...” Martina G.: “Io
facevo la bambina che balla nella nebbia e c’era la
canzone di Fiorello... la nebbia era un velo di tulle
con tutti i brillantini.” Parla Alessio P.: “Io facevo
il contadino che cuoce lo spiedo sul fuoco... c’era
un pollo finto sullo spiedo”. Parla Andrea F.: “Io
ero il cacciatore che era sull’uscio della casa e fischiavo... ma per finta”. Narratore: “I bambini di
Molare invitano Vicky e Ricky in località Campale a camminare sul
tappeto
di foglie
autunnali
secche che
scricchiolano sotto ai
piedi”. Parla Camilla: “Ho tre
anni e facevo la foglia
di Campale rotolavo con la musica e
facevo la foglia rossa
d’autunno... mi hanno
aiutato a ballare le bimbe
grandi”. Narratore: “Il tempo passa e dopo l’autunno
arriva l’inverno e con l’inverno Vicky vuole sciare ma i
bimbi di Molare portano
i turisti a passeggiare nel
bosco
proprio mentre
le fate del ghiaccio fanno scendere la neve sui
rami degli alberi... Parla Laura:
“Ero la fata del
bosco e mettevo
i ghiaccioli sugli
alberi... ballavo
una musica
che si chiama Antartica”. Parla
Vittoria:
“Dopo
una bella nevicata di notte,
il giorno dopo
abbiamo
fatto un
bel pupazzo di neve e intorno a lui hanno ballato gli scoiattoli e poi ci siamo tirati le palle di neve mentre cantavamo in inglese “Build a
snowman”. Parla Amedeo: “Intanto era arrivata
la primavera e gli scoiattoli si erano svegliati e
facevano la serenata alle scoiattoline... c’erano anche i Kiss (n.d.r. noto gruppo musicale)... cioè i miei amici che li facevano...
“I was made for loving you” Parla Anna
l’inchiostro fresco
TURISTI PER CASO
aprile - maggio 2012
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31
...due dilettanti allo sbaraglio!
Giulia: “Mi piaceva fare la scoiattola e il mio
fidanzato scoiattolo era Francesco che mi ha
regalato una grossa ghianda...” Parla Vittoria: “Dopo aver guardato gli scoiattoli io e
mio marito siamo andati a stenderci su un
tappeto di fragole a guardare le nuvole...
CHE BELLO!!! Parla Amedeo: “Dopo la
primavera è arrivata l’estate e allora siamo andati a ballare di sera lungo il fiume al chiaro di luna... abbiamo ballato
“Summer nigths”. Sembravamo quelli
di Grease!!! Parla Alice:
“Abbiamo ballato “Gre-
ase” ma abbiamo ascoltato anche le cicale, la canzone che
hanno cantato i nostri amici della Primaria”. Parla Vittoria:
“Alla fine io dovevo dire: “Ci sono stata così bene qui che
voglio viverci tutta la vita…questo è un paradiso...”
Narratore: “...e allora la primaria si cimenta in una
splendida coreografia sulle note di “Paradise” dei
COLDPLAY!!! Così termina la nostra recita ricca di
emozioni ma anche di tanti apprendimenti che a
volte sfuggono ma ci sono e sono proprio quelli che
non si scordano più perché nascono dal cuore.
L
Proviamo insieme ad individuare quanti obiettivi all’interno degli ambiti di esperienza sono stati presi in considerazione e il più delle volte raggiunti oltre le aspettative di noi insegnanti:
“LA NEBBIA AGLI IRTI COLLI” - FIORELLO
Capacità di muovere il proprio corpo in relazione allo spazio ed in sincronia con i compagni;
Capacità attraverso il corpo di conoscere, comprendere ed apprezzare un testo classico della
letteratura italiana;
Capacità di associare gesti di danza alla musica e
alle parole.
LE FOGLIOLINE “EVERYWHERE”
Capacità relazionale di collaborare per un fine comune. (le bimbe più grandi aiutano i piccoli di tre
anni a realizzare il loro balletto).
“ANTARTICA”
Comprendere i fondamentali concetti topologici e
porli in atto attraverso un’indicazione convenzionale concordata con le insegnanti. (vicino-lontano;
aperto-chiuso; dentro-fuori; su-giù; davanti-dietro).
“SUMMER NIGHTS”
Capacità di individuare la direzione da dare al corpo per girare intorno ad una seggiola in sincronia
con altri.
“BUILD A SNOWMAN”
Capacità di eseguire una canzone in lingua inglese
comprendendone il significato attraverso un riferimento grafico-pittorico iniziale associato ad ogni
fase e non più usato durante la rappresentazione.
Tutta la recita contribuisce all’arricchimento lessicale, alla possibilità di esprimersi in altri linguaggi
condividendo momenti faticosi ma gratificanti INSIEME che contribuiscono a consolidare i rapporti
affettivi bambini-bambini e insegnanti-bambini.
e insegnanti colgono l’opportunità
offerta da “l’Inchiostro fresco”, che
sempre dedica molte attenzioni
alla scuola, per rivolgere dei ringraziamenti sentiti e sinceri. Innanzi tutto ringraziano le autorità comunali
intervenute all’evento, il dirigente
scolastico; il vicepreside; il professor
Fabio Travaini per l’insostituibile professionalità nell’allestimento dell’impianto audio; le nostre preziose collaboratrici scolastiche; e soprattutto
tutti i genitori che hanno collaborato
attivamente e con entusiasmo al buon
esito dello spettacolo, occupandosi
anche delle illuminazioni, delle riprese
video e dei ritocchi artistici ai costumi.
Un ringraziamento particolare all’insegnante Claudio Pareto, responsabile di
un Laboratorio di cultura locale e valorizzazione del territorio, che ha preparato un gruppo di bambini della classe
1° Primaria all’esposizione di alcuni dialoghi della recita in dialetto molarese.
Si ringrazia inoltre la ditta GOSLINO di
Fontanile che ha contribuito con un dolce regalo al confezionamento dei regali
di Pasqua realizzati dai bambini, dopo la
“caccia agli ovetti” che ogni anno si organizza come vuole la tradizione inglese.
Si ringrazia inoltre il numeroso pubblico
intervenuto e si spera che la rappresentazione sia stata di suo gradimento.
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l’inchiostro fresco
TURISTI PER CASO
aprile - maggio 2012
Tu chiamale... se vuoi... emozioni
L
L’inizio di ogni percorso scolastico, come
l’ingresso nella Scuola Primaria, rappresenta
per i bambini un evento ricco di emozioni,
di significati, di aspettative e al tempo stesso carico
di ansie e paure.
Da ciò l’esigenza di sperimentare un progetto per
predisporre ambienti accoglienti, relazioni rassicuranti, occasioni d’incontro e condivisione tra gli
alunni delle classi “ponte”, affinché si realizzi una
effettiva continuità.
La Scuola dell’Infanzia e la classe 1° della Scuola
Primaria di Molare nell’evento del 4 aprile hanno
comunicato cosa significa realmente fare continuità fra i diversi ordini di scuola. Hanno sottolineato
lo spirito di collaborazione con il quale ci si propone di guidare al meglio il percorso di questi giovanissimi alunni che si sono esibiti in uno spettacolo
al fine di
valorizzare il nostro territorio, alternandosi sul
“palco” e presentando performance di recitazione,
danza, musica e canto.
La scena si è aperta con l’arrivo di due ricchi e annoiati signori a Molare, che scoprono la bellezza
del nostro territorio che cambia con le stagioni e
scoprono, inoltre, la bellezza degli abitanti… Il
viaggio è stato inteso, quindi, come percorso di
vita e di crescita verso la conoscenza degli altri, del
mondo e di se stessi.
Momenti d’intensa emozione e di gioia… in cui i
protagonisti sono stati tutti gli alunni dai tre ai sette anni e la commozione, tra canti, balli e musica si
è respirata soprattutto tra il pubblico.
La stessa emozione si è riversata come un fiume
durante il canto: “Cicale” e durante il ballo conclusivo: “Paradise” (Classe 1° della Scuola Primaria).
I diciotto bambini della Primaria, a gruppi di tre,
hanno sorretto teli
di stoffa di diverso
colore. Ogni telo ha
rappresentato simbolicamente il loro
universo e la danza
armoniosa ha rappresentato il confronto, lo scambio,
racchiudendo il senso di una delle esperienze fondamentali
Autofficina
Carlo
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Via Amendola 6 - Novi Ligure
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della vita: quello stretto rapporto con i luoghi e
con le persone che si consolida ogni giorno e che
diviene radice e arricchimento incancellabile per
la memoria.
Insieme si può sorreggere e affrontare il peso (i teli
colorati) della quotidianità frenetica (“...non voglio fare l’altalena su e giù ...” dal testo della canzone: “Cicale”) ma insieme alle persone che ci circondano (“…nella scatola del mondo io… tu…”) si può
superare ogni problema e s’impara ad accettare la
vita come ci viene incontro, ad accettare gli altri e
a rispettarli.
La danza ha simboleggiato, inoltre, un mezzo per
collegare l’uomo al mondo, per dare un senso all’esistenza, propria di ogni essere umano e di prendere forza dalla stessa per affrontare la quotidianità
della vita.
I dialoghi nella recita hanno raccontato di un
viaggio nel nostro territorio, tra passato (battute
in dialetto molarese) e presente (“…automobili… telefoni… TV…”) ponendosi come obiettivo
quello di riscoprire le radici culturali, rilanciare le
bellezze naturali ed architettoniche e puntare alla
valorizzazione del territorio, stabilendo uno stretto contatto tra l’orgoglio di abitarlo, la salvaguardia
dell’ambiente e del patrimonio storico culturale
ed il bisogno di farlo riconoscere.
L’insegnante della Classe 1° Primaria di Molare
l’inchiostro fresco
OLTRE
DAI TREJS
APPENNINO
PAIS
CLASSE QUARTA
SARACCHINO
aprile - maggio 2012
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occhiello
Cimitero di Novi Ligure: i mutamenti sociali investono anche i defunti
Ad ognuno la sua giusta sepoltura
Novi di ieri,
Novi di oggi
Le città cambiano come
le persone. Il passare
del tempo e, soprattutto, le decisioni politiche
e gli interessi privati
modificano il territorio,
gli edifici, allargano o
restringono le strade,
aggiungono o tolgono
elementi del paesaggio.
Non operazioni neutre,
ma mosse che rivelano,
nel bene e nel male, la
volontà edt il pensiero
di chi prende le decisioni e dei gruppi di pressione che stanno dietro.
E, comunque sia, mosse che trasformano la
città di oggi in qualcosa
di completamente diverso da quella di ieri.
L’Inchiostro Fresco ha
deciso di registrare tali
modifiche per offrire ai
suoi lettori un quadro il
più possibile completo
della Novi di ieri e di
oggi. Ecco una serie di
articoli dedicati ai principali luoghi e strutture
pubbliche, fotografie di
parole per mostrare i
cambiamenti.
La Redazione
Novi Ligure - Come tutte
le opere dell’uomo, il cimitero di Novi Ligure non
è immune alle discussioni
e al disaccordo politico.
Infatti, tanto per citare un
esempio, nei tempi recenti i lettori ricorderanno
la questione sollevata dal
consigliere indipendente
Francesco Sofio sul reperimento di un’area cimiteriale dedicata agli animali
di compagnia. L’ipotesi
spaccò in due la cittadinanza: alcuni approvarono, mentre altri trovarono
inappropriato spendere
soldi per un’iniziativa che
ritenevano non indispensabile. Un’altra questione, certamente molto
più importante, è stata
quella riguardante l’area
da riservare ai credenti
di religione musulmana,
quando fecero scalpore
le parole del consigliere
Pino Dolcino, quando dichiarò, come riportato dal
quotidiano “Novionline”,
“Io personalmente sono
contrario che si spendano soldi pubblici per
cimiteri ai musulmani,
eppure a Novi sono stati
spesi e si è trovato il terreno”. A fronte delle critiche ricevute (“Una vaccata abominevole”, secondo
il Dirigente Daffonchio),
Dolcino fu costretto a ret-
tificare. Egli spiegò che:
“Non volevo offendere i
musulmani. Ho amici
di questa religione che
rispetto e loro rispettano
me. Ho dichiarato che il
Comune ha recuperato
un posto al cimitero per
seppellire i musulmani
come semplice osservazione, ma potevo metterci altre cose”. Ma anche
in tempi meno recenti le
polemiche non sono certo mancate. Famosa fu
quella negli anni Ottanta
innescata dall’allora consigliere comunale Gianfranco Chessa sui “morti
riscaldati”, ovvero su un
impianto di riscaldamento
a serpentina che avrebbe
dovuto tenere sgombri
dalla neve i vialetti e che
clamorosamente fallì. Oppure, sempre negli anni
Ottanta, quella sull’uso di
loculi prefabbricati, la cui
architettura tutta sviluppata in verticale venne ritenuta da alcuni consiglieri contrastante con quella
“celeste corresponsione
di amorosi sensi” che
un contesto cimiteriale
richiederebbe, tanto che
qualcuno propose lo spostamento del cimitero in
zona Merella. Polemiche
che tuttora proseguono
come dimostra ancora
una recente interpellanza del consigliere Sofio
molto critica sui i lavori
per il lastricato d’ingresso
all’area cimiteriale a completamento dell’ala nuova
oggi pavimentata e dotata
di rete fognaria nonché di
punti luce a basso consumo. Tutto ciò evidenzia
l’acceso dibattito che da
sempre vi è sul cimitero,
tema controverso come
Il progressivo invecchiamento e
le diverse esigenze obbligano a ripensare la politica funeraria
qualunque settore della
vita e della politica, soprattutto in quest’epoca
di ristrettezza economica
e di divisioni morali. E
allora in un territorio sempre più urbanizzato come
quello del Novese, perché
non ripensare la politica
cimiteriale? Per risparmiare spazio e rendere meno
costipata l’area cimiteriale nella vicina Genova, a
Staglieno, è stata ricavata
un apposito settore per la
cremazione e per la conservazione delle urne. Potrebbe essere questa una
nuova soluzione?
Matteo Clerici
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l’inchiostro fresco
NOVESE
aprile - maggio 2012
Intervista al prof. Sergio Tinello per l’ambito riconoscimento conferito all’Istituto
Il Liceo Amaldi primo in Provincia
Novi Ligure - Se il sottoscritto ha “rimesso piede”
nell’istituto
scolastico
frequentato in gioventù, il
prestigioso Liceo Amaldi,
non è stato per completare il percorso di studi,
malinconicamente
già
archiviato, ma per incontrare il suo Dirigente scolastico, Prof. Sergio Tinello, e raccogliere le sue
impressioni sul lusinghiero risultato ottenuto nella
graduatoria di eccellenza
pubblicata annualmente
dalla fondazione Agnelli:
primo posto in provincia
e tredicesimo in regione!
Numeri che non lasciano indifferenti: “Siamo
davvero soddisfatti - ha
esordito il preside - sono
ormai alcuni anni che
le classifiche stilate da
questi enti ci omaggiano
con risultati assolutamente positivi, rendendo
merito al nostro lavoro”.
Il liceo Amaldi, infatti,
non frequenta in pianta
stabile le prime posizioni
della classifica della sola
Fondazione Agnelli, i cui
criteri incrociano i risultati ottenuti nei primi
anni di università con alcuni più nebulosi e meno
oggettivi fattori socioculturali, ma anche quelle
del Progetto Iris.
Questo secondo organo
di monitoraggio, creato
dall’Università di Genova, si propone di valutare in maniera molto più
meccanica il rendimento
degli istituti che indirizzano almeno cinque
studenti presso l’Ateneo
ligure, tramite il calcolo
della media matematica
del risultato degli esami.
Il territorio preso in considerazione,
comprendente Liguria, Basso Piemonte e Alta Toscana,
risulta, se possibile, ancora più esteso. “La ricetta
che ci rende una scuola
seria e performante, al
di là di questi pur considerevoli risultati - prose-
gue Tinello - è un perfetto
miscuglio di un ottimo
personale docente e impiegatizio, in genere stabile, studenti motivati e
una precisa organizzazione, che ci consentono di promuovere anche
iniziative extrascolastiche e avviare numerosi
contatti con varie associazioni”.
Aggiungiamo, infine, la
varietà e la qualità dell’offerta formativa: “Dall’anno scorso - conclude il
Preside - abbiamo attivato il nuovo indirizzo
dedicato alle “Scienze
Umane” e quello delle
“Scienze Applicate”, na-
turale sbocco del vecchio
“Tecnologico”. Possiamo
fregiarci di essere stati
l’unico Liceo della provincia ad avviare tale
percorso (ndr: generalmente associato agli
Istituti Tecnici), a partire dalla sua creazione a
metà anni Novanta.”
Complimenti allora al Liceo Amaldi, con l’augurio
di continuare a formare
con competenza e passione gli studenti di Novi Ligure e paesi limitrofi, per
moltissimi anni ancora e
con gli stessi eccellenti
risultati!
Federico Cabella
Aperto a Novi Ligure un Asilo Nido: ecco un esempio di spirito imprenditoriale
Arrivano i Tartarugotti
È
stato inaugurato a Novi
Ligure, in via
C.G.Abba 17, il nuovo Asilo nido “I Tartarugotti”, gestito da
una giovane educatrice, Cinzia Remersaro, che ha trovato
il modo di inserirsi
nel mondo del lavoro attraverso una sua
passione innata: l’amore per i bambini.
La nuova struttura,
composta di un accogliente salone-gio-
chi e di uno spazio riservato al riposo e al
relax, offre ospitalità
e assistenza qualificata per un massimo
di cinque bambini.
L’orario, dal lunedì al
venerdì, va dalle 7,30
alle 18. L’asilo fornisce, inoltre, alcuni
servizi extra, come
per esempio la disponibilità di una babysitter il venerdì e il
sabato dalle 19 alle
22 ed anche il solo
sabato dalle 8 alle 17.
La notizia che abbiamo appena riferito,
nella sua estrema
semplicità, ci sembra
interessante per una
diversa serie di motivi: la comodità della
struttura, sita in pieno centro storico, la
bravura dell’educatrice e l’importanza
di appoggiare la coraggiosa scelta lavorativa di una giovane
novese in un periodo
in cui tanti si lamentano di non trovare
lavoro, ma non fanno
nulla per mettere a
frutto le proprie inclinazioni e capaci-
tà. Con queste brevi
righe vorremmo far
conoscere l’iniziativa di Cinzia e aiutare
sia lei che le famiglie
che hanno necessità di far crescere
i loro piccoli in un
ambiente a misura di
bambino con tutti i
comfort e gli stimoli
educativi necessari
al loro sviluppo affettivo, intellettuale
e sociale. Del resto
basta una visita per
rendersene conto.
Perché quindi non
provare?
Marcella Traverso
l’inchiostro fresco
NOVESE
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La sordità: una patologia che spesso non si individua tempestivamente
Controllate il vostro udito
Novi Ligure - Abbiamo incontrato la dott.
ssa Cinzia Aghito (nella
foto), laureata in Scienze Audioprotesiche, che
ha una decennale esperienza nel campo delle
protesi e che da poco
ha aperto uno studio in
Via Paolo Giacometti a
Novi Ligure, per parlare
della sordità, patologia
da cui sono affette numerose persone, molte
delle quali, tuttavia, non
da subito ne percepiscono i sintomi. “L’udito è uno dei cinque
sensi che ci aiutano a
relazionarci col mondo
esterno - esordisce la
nostra interlocutrice ma noi troppo spesso lo
trascuriamo”. Quante
volte infatti effettuiamo
un controllo alla vista e
quante invece all’udito?
Eppure, apprendiamo
dalla dottoressa che “in
Italia ci sono circa otto
milioni di persone ipoacusiche (ndr: affette
da una perdita uditiva),
delle quali solo duecentomila sono portatori
di protesi: ciò avviene
perché chi ha problemi
di udito prova imbarazzo nell’ammettere
le proprie difficoltà che
spesso vengono confuse con un deficit
intellettivo, al contrario di quanto avviene
per la vista. Anzi, in
questo caso l’occhiale
è trattato quasi come
un accessorio modaiolo”. Occorre ricordare
che
l’Organizzazione
Mondiale della Sanità
afferma che la sordità
rappresenta la maggior
causa di disabilità e
riduzione della qualità della vita e colpisce
non soltanto gli anziani. Tendenzialmente le
persone afflitte da tale
patologia tendono a rifiutare il problema, non
prendendo in considerazione la possibilità di
risolverlo, avviandosi
così verso un progressivo isolamento dalla
vita sociale. “Negli ultimi tempi, tuttavia,
è molto cambiata la
concezione
dell’audioprotesista, spesso
identificato con un
semplice venditore di
un prodotto poco conosciuto. Questi, invece,
è una figura professionale laureata nell’apposita disciplina che,
ascoltando i dubbi e le
esigenze del paziente,
propone il rimedio più
indicato per risolvere
il problema, sfruttando
non solamente le proprie competenze ma
anche gli enormi progressi che la tecnolo-
gia ha effettuato negli
ultimi anni in questo
settore”. Infine la dott.
ssa Aghito ci congeda
ricordandoci che “una
volta che si sceglie di
intraprendere questo
percorso occorre seguire una “riabilitazione”, al fine di non
vanificare tutti gli
sforzi”. In sintesi, considerando quanto ci ha
riportato la nostra interlocutrice, potremmo
concludere che l’udito,
essendo uno dei cinque
sensi fondamentali, non
va trascurato, come
tutto ciò che riguarda
la salute. Pertanto il
consiglio che offriamo,
se ci è concesso, alle
persone afflitte da questo problema è quello di
“non fare orecchie da
mercante”!
Federico Cabella
In Italia ci sono circa
otto milioni di persone ipoacusiche delle quali solo
duecentomila sono portatori di protesi
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l’inchiostro fresco
NOVESE
aprile - maggio 2012
Mostra fotografica e presentazione di un libro tutto a nome di Elisabetta Goggi
Scatti per una Novi che non c’è più
Alcune fotografie tratte dal libro
di Elisabetta Goggi
In concomitanza con la settimana della cultura, con
il patrocinio dell’assessorato alla cultura del comune
di Novi Ligure e la collaborazione dell’associazione
Amici della chiesa del S.Giorgio e il suo Presidente
Antonio Morettini, verranno presentati il libro fotografico e la mostra:
“San Giorgio” di Elisabetta Goggi.
Novi Ligure - Il 21 aprile è
stata inaugurata la mostra
fotografica di Elisabetta
Goggi sul Collegio San
Giorgio e presentato il relativo volume a firma delle
stessa Goggi con prefazione di Don Erasmo Magarotto (ex preside del Collegio) e testo critico del prof.
Ettore Bonessio di Terzet
dell’Università di Genova.
Sono intervenuti l’assessore alla cultura Simone Tedeschi, l’ex allievo Bruno
Soro, ora docente presso
l’Università di Genova, e
l’architetto Giorgio Simi.
II prestigioso Collegio fu
fondato all’inizio del secolo scorso da don Orione e
destinato all’educazione e
alla formazione di migliaia
di allievi provenienti dalle
zone del Basso Piemonte
e della Liguria. Le immagini realizzate da Elisabetta Goggi dopo la chiusura
documentano lo stato di
abbandono del nobile edificio di origini secentesche
e contemporaneamente intendono sottolineare il vuoto che si è venuto a creare
in città in ambito religioso,
sociale e culturale. La precarietà delle strutture storiche e l’incertezza della sua
destinazione fanno sì che
sia importante mantenerne
vivo il ricordo e l’interesse
presso l’opinione pubblica.
Cosimo De Mercurio
ELISABETTA GOGGI
Con una passione genetica per la fotografia derivatale dal
padre, Elisabetta Goggi ha realizzato i suoi primi scatti
con una reflex. In principio si è occupata principalmente
di reportages; dopo la laurea in storia dell’Arte, e il Dottorato di ricerca con una tesi sulla storia della fotografia,
“Genova: l’idea di città attraverso dei fotografi tra la metà
dell’Ottocento e gli inizi del Novecento”; ha seguito le lezioni di fotografia dell’Accademia Ligustica ed ha collaborato
per due anni con una galleria d’arte di Genova, partecipando a diverse mostre. Il primo premio al concorso “Acqua e Ferro” l’ha indirizzata verso le foto di archeologia
industriale, agraria e urbana, senza però farle trascurare
altri temi, come il paesaggio e i riflessi.
PER INFORMAZIONI:
Elisabetta Goggi: [email protected]
Comune di Novi Ligure: www.comune.noviligure.al.it, Via Paolo Giacometti, 22
15067 Novi Ligure - Alessandria - 0143/77.21
l’inchiostro fresco
aprile - maggio 2012
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I pareri degli amministratori e dei Comitati sui lavori per la TAV
Spineto: no al Terzo Valico
Arquata Scrivia - In Italia per fare un “buco” ai
piedi di una montagna
ci vuole l’esercito e la vicenda TAV (la linea alta
velocità “Torino-Lione”) è
esempio classico. Vent’anni fa, l’opera ha ricevuto il
via libera di Francia, Italia
ed Unione Europea. Risultato, in Francia esistono 6
tunnel del genere, in Italia
la situazione è ancora in
stallo. Tutto per una protesta limitata, circoscritta
ad aree ben definite, che
però interessa l’intera nazione a causa delle possibili conseguenze sul trasporto di merci e persone.
Il peso della TAV sul territorio è stato l’argomento
principale dell’assemblea,
organizzata dal “No Tav
- Terzo Valico” di Arquata, Novi, Val Lemme, Val
Polcevera, Tortona, Alessandria, con lo slogan
“Fermiamo il Tav - terzo
Valico. Democrazia, Ambiente, Salute”. L’assemblea, ospitata alla SOMS
di Arquata, ha ribadito i
motivi dell’opposizione al
progetto. Primo i costi elevati: 7 miliardi di euro per
54Km di linea da costruire
nel territorio. Secondo: i
pericoli per l’ambiente. I
campioni prelevati tra Val
Lemme e Ronco Scrivia
hanno infatti evidenziato
livelli oltre la norma di
Forse sarebbe opportuno
migliorare le linee esistenti e non
sconvolgere il territorio
amianto, con conseguente
rischio di contaminazione
quando i camion per il trasporto dello smerino (ndr:
la terra proveniente dallo
scavo) circoleranno per
le strade della zona. Infine, le insidie per Arquata:
prosciugamento degli acquedotti (ACOS e Serravalle) espropri di terreni
ed abbattimento di case
per la costruzione di strutture supplementari. Sulla
questione dell’Alta Velocità si sono espressi anche
esponenti della pubblica
amministrazione arquatese. In primis, il Sindaco
Paolo Spineto: “Due sono
i cantieri, uno a Radimero, l’altro a Moriassi. Non
ci è chiaro a cosa serva
il terzo valico, è invece
chiaro il costo notevole e
il disagio per il paese. Il
valico da Genova a Tortona non ha significato. In
un primo tempo sembrava che potenziasse il porto di Genova, in realtà è
stato potenziato quello di
Rotterdam. Se sul piatto
della bilancia metto da
Rigoroso sarà stravolta
dai lavori per il Terzo
Valico.
Ecco nelle foto due angoli
caratteristici di questa
simpatica frazione.
In alto: la fontana dell’antico acquedotto romano
A sinistra: il Circolo
un lato l’utilità dell’opera
e dall’altro il costo, le criticità, quali il rischio di
perdere le falde acquifere,
l’amianto, l’abbattimento
di case, il dubbio è forte.
L’Osservatorio
tecnico
raccoglierà le istanze e
le richieste, così da poter
andare a discutere con il
COCIV, per cercare, nel
passaggio dal progetto
definitivo a quello esecutivo una negoziazione a
nostra tutela e per trarre
il massimo beneficio a
compensazione: defiscalizzazione, lavoro per gli
Arquatesi. Forse sareb-
be opportuno migliorare
le rotaie esistenti e non
sconvolgere il territorio”.
Meno diplomatica Stefania Pezzan, capogruppo
di maggioranza e da sempre contraria alla Tratta:
“Non c’è nessuna ricaduta positiva. I dati trasportistici sulla TAV non
supportano la validità
dell’infrastruttura
in
quasi tutte le tratte, anche facendo politiche su
rotaie. A livello nazionale
è incentivato il trasporto su gomma, mediante
contributi.
Dovrebbero
già ora, invece, incenti-
vare il trasporto su rotaie, mediante la manutenzione di linee storiche.
Si parla di linea ad alta
capacità e alta velocità
per il trasporto di merci
e persone, ma in Europa non esiste il binomio
merce - passeggeri, è un
controsenso perché la linea passeggeri ha caratteristiche completamente
diverse”.
Marisa Pessino
Vedere altri articoli
a pagina 40 titolati
“Politici in piazza” a
firma di Aldo Liguori
e “Di male in peggio”
a firma di Stefano
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l’inchiostro fresco
ARQUATA SCRIVIA
aprile - maggio 2012
I Rangers alla fiera del 1 Maggio
I
nizia con questo numero la rubrica
dedicata all’importante attività del
Gruppo Rangers Volontari (GRV),
protezione civile, con compiti anche di
antincendio boschivo.
L’attività più importante di questi ultimi
mesi è stato il servizio di assistenza logistica fornito, da oltre 20 anni, durante
la fiera del 1 Maggio, in collaborazione
con il Comune di Arquata. In particolare
sono stati messi a disposizione 21 volon-
tari e 2 unità mobili per dare
supporto alla Polizia locale,
alla Stazione Carabinieri, alla
Croce Verde e a tutti gli altri
enti impegnati per garantire il regolare svolgimento
dell’evento. Altre attività rilevanti del gruppo sono state
il monitoraggio del territorio
durante le rigide temperature
della prima settimana di febbraio, la segnalazione di due
piccole discariche abusive
di materiali ferrosi a Montaldero (vedi foto), al comando
della polizia municipale di Arquata, il 17
marzo e il supporto operativo ai VVF, CC
e 118 nel soccorso di un anziano caduto
in casa e rimasto chiuso all’interno. Dal
prossimo numero verranno di volta in
volta presentati i “16 itinerari verdi”
da percorrere a piedi, in mountain bike
o a cavallo proposti dal GRV in Arquata
e dintorni.
Giacomo Ponzano
L’arte abita a Grondona
Distribuendo “l’Inchiostro fresco”, accompagnandolo quasi come
un bambino dalla Redazione alle mani del
lettore, siamo incappati
a Grondona di fronte
a questa casa artisticamente decorata con
delle spugne. Non abbiamo potuto fare a
meno di fotografarla e
proporla a tutti voi. Vi
consigliamo come turismo locale di visitare i
paesi come questo per
scoprire angoli dimenticati.
(g.b.)
Crescere in rete
Ad Arquata: internet al servizio della gente
C
oncesso
al Comune
di
Arquata,
vincitore del
bando della Regione Piemonte per gli
anni 2007- 2013, il contributo a valere sulla linea
d’intervento del PSL “Il
crescere in rete” del GAL
Giarolo (Giarolo leader
sportello per lo sviluppo
e la creazione di impresa). Il progetto prevede la
realizzazione di un nuovo
laboratorio informatico e
multimediale a sostegno
della popolazione locale,
perché acquisisca le competenze necessarie all’utilizzo di internet e assicuri
a tutti i cittadini l’accesso alla rete telematica
con finalità di lavoro, di
informazione e di intrattenimento. Il nuovo laboratorio risponde a un reale bisogno dell’utenza, in
quanto è diventato ormai
indispensabile conoscere
le tecnologie multimediali
per accedere a tutti i servizi. In questo modo, oltre
a incrementare l’aggregazione sociale, si darà l’opportunità a chi non sa usare il computer di accedere
alla rete telematica e alle
tecnologie dell’informazione. La fascia di utenza
sarà molto ampia, dagli
alunni della secondaria di
primo grado agli iscritti
all’UNITRE, ai frequentatori della biblioteca, e a
tutti coloro che vogliono
imparare l’uso del computer. Il laboratorio potrebbe essere utilizzato anche per corsi avanzati
di aggiornamento
rivolti ai dipendenti comunali e ai
commercianti del territorio. Le tecnologie installate consentiranno un ampio servizio
attraverso l’alfabetizzazione informatica, corsi di
elaborati grafici, abbinamento di testi e immagini,
rielaborazione di fotografie, filmati con musiche
e suoni, realizzazione di
progetti multimediali personali, creazione di pagine Web. L’organizzazione
dei corsi sarà diversificata in relazione alle diverse tipologie di utenti e si
articolerà in una lezione
alla settimana di due ore
pomeridiane e serali per
la durata di due-tre mesi,
escluso il periodo estivo. Il nuovo laboratorio
sarà collocato in un’aula
all’interno della scuola secondaria, avrà un’entrata
esterna separata e indipendente ed un ingresso
interno per gli alunni della
secondaria. I tempi di realizzazione sono previsti
entro il 15 maggio 2012.
La spesa complessiva è di
circa 46.000 euro, di cui
21.000 contributo GAL e il
resto con fondi propri del
Comune.
(m.p.)
l’inchiostro fresco
ARQUATA SCRIVIA
aprile - maggio 2012
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CGIL e UIL portano in piazza i dipendenti pubblici di Busalla
Paradase:
Il Comune in stato d’agitazione
ovvero il paradiso degli asini
Busalla - Un manifesto apparso nella
bacheca della sede
comunale di Piazza Macciò, scritto
congiuntamente
dalle sedi Cgil e Uil
della Valle Scrivia,
annuncia lo stato
di agitazione del
personale comunale. Ma cosa è
successo? Il nostro
periodico ha contattato Donatella
Rizzo, responsabile della funzione
pubblica della Cgil
provinciale di Genova
che ha spiegato la situazione: “È la
prima volta, da quando mi occupo del personale dei Comuni che si
arriva ad una situazione simile,
qui siamo di fronte ad una totale mancanza di trasparenza nella
gestione della macchina comunale, apertura di uffici di cui non si
capisce la funzione, delibere cambiate all’ultimo minuto ed altro
ancora”.
Ma la faccenda più sconcertante secondo Donatella Rizzo riguarda gli
stessi dipendenti del Comune di Busalla “appena ci siamo occupati del
Comune valligiano abbiamo trovato una situazione ai limiti del paradossale per dei dipendenti pubblici, gli impiegati vivevano una
situazione che possiamo definire
di mobbing, avevano quasi paura
el mese di maggio l’associazione Paradase di
Busalla organizza due
iniziative: il 6 maggio “A
passeggio con gli asini” un’escursione breve di 8 chilometri con
tema “la bioenergetica e la natura” trattato
dalla dott.sa Chiara
Nardini di Spazio Mentecorpo. Il 23 maggio si
svolge la 25° giornata
nazionale dell’escursionismo, organizzata dalla Federazione
Italiana Escursionisti
e il Gruppo Escursionisti Busallesi, gli asini
dell’associazione accompagneranno i partecipanti dalla stazione
di Busalla al Santuario
della Bastia sede della manifestazione, con
pranzo offerto ai partecipanti.
Dal 23 al 29 giugno
è in programma inoltre il “Grande Anello
2012” l’escursione di
sette giorni con gli asini lungo l’Alta Via dei
Monti Liguri dedicata
agli escursionisti molto
allenati.
a parlare. È il primo Comune dove
mancava addirittura la bacheca
per le comunicazioni sindacali,
un fatto decisamente grave” spiega, ma a lasciare perplessi secondo
i sindacati è anche la stessa gestione degli apparati amministrativi “È
stato aperto un terzo ufficio di
area tecnica all’apparenza inutile
e vi è stato un concorso sospetto effettuato tramite delibera di assunzione, dove è stata “riassunta” un
ex assessore comunale che si era
dimessa qualche mese prima, nonostante le sollecitazioni non sappiamo ancora quanto costa questa
procedura”.
Proprio le mancate risposte da parte
dell’amministrazione comunale di
Busalla sono al centro delle accuse
delle due organizzazioni sindacali
“abbiamo trovato davanti un’am-
ministrazione arrogante, che pensa
di fare quello che
vuole, il Sindaco,
più volte sollecitato non ha mai dato
risposte, probabilmente si ritiene
più un imperatore
del paese che non
il Sindaco” spiega
Donatella Rizzo e
“dal portavoce del
Sindaco abbiamo
avuto lo stesso atteggiamento arrogante e di chiusura totale”.
I sindacati Cgil e Uil (la Cisl non ha
iscritti in ambito comunale) vogliono vederci chiaro ed andare avanti,
per ora lo stato è di agitazione, ma il
18 aprile in un’assemblea congiunta
potrebbero decidere di andare oltre e di richiedere l’intervento della
Corte dei Conti, soprattutto se da
parte del Sindaco continuerà questo
assordante silenzio.
Alcuni risultati, spiega la responsabile della Cgil sono già stati ottenuti
“con l’affissione della bacheca sindacale e la convocazione delle RSU,
la paura da parte dei dipendenti è
venuta meno, quello che continua
a fare male è questo atteggiamento
da parte del Comune che è dannoso
sia verso i dipendenti che verso i
singoli cittadini”.
N
Fabio Mazzari
Fabio Mazzari
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l’inchiostro fresco
VALLE SCRIVIA
aprile - maggio 2012
Continua la mobilitazione contro Terzo Valico
Uno scrittore genovese tra le colline
dell’Alto Monferrato
Politici in piazza
Mostri e misteri
Arquata Scrivia - “Io credo che la nostra d’inquinamento, che a causa delle numerobattaglia a difesa della bellezza e del terri- se fabbriche locali, è tra i più alti della zona.
torio, essendo anche una battaglia a difesa Per questi motivi al termine dell’Osserdegli oppressi, sia, dal punto di vista eco- vatorio Ambientale, il sindaco di Arquata
nomico, territoriale e morale, una giusta Paolo Spineto ha confermato l’opposiziobattaglia per quella che dev’essere la socie- ne dell’amministrazione comunale all’opetà di domani”. Così conclude uno dei tanti ra. Questo, insieme al “no” del Sindaco di
che da vent’anni combattono la Tav. L’ope- Voltaggio Gianni Repetto, che considera
ra costa ai contribuenti più di sei miliardi l’opera “inutile, tranne che per coloro che
di euro e dubbia è la sua utilità visto che ci la propongono, e per i loro personali intesono già cinque linee tutt’oggi utilizzate al ressi”, rappresenta una forte dichiarazione
30% e che il nuovo tracciato porterà un ri- politica contro il Terzo Valico. L’assessore
sparmio di tempo di viaggio tra Genova e la alle opere pubbliche Franco Bisignano
Pianura Padana
definisce “inacdi circa venti micettabili i rischi
Tagliate altre 12 linee in Piemonte
nuti. Indiscutibile
per l’ambiente e
è invece l’impatto
la popolazione”,
ambientale che
d’effetto è anavrà in Valle Scri- Alessandria - La nuova (scellerata) decisione che l’intervento
via, Val Polceve- concordata tra Trenitalia e Regione Piemonte che dell’assessore
ra, Val Lemme, a prevede, per motivi di bilancio, la soppressione di all’ambiente SteSerravalle, Novi 12 linee sono ritenute poco utilizzate, tra le quali fania Pezzan che
e Tortona. Oltre “Novi - Tortona” e “Alessandria - Ovada”, oltre alle conclude: “Nesalla presenza di “Alba - Asti”, “Alba - Alessandria”, “Asti - Casale - suna cifra, nesamianto
dove Mortara”, “Cuneo - Mondovì”, “Cuneo - Saluzzo suna compenverranno scavate - Savigliano”, “Casale - Vercelli”, “Santhià - Aro- sazione, niente
le gallerie, molti na”, “Pinerolo - Torre Pellice”, “Chivasso - Asti” di economico e
studi del Cociv e “Ceva - Ormea”, ha suscitato le proteste di di- materiale
può
confermano
il versi comitati di cittadini e sindaci del territorio, pagare in nesrischio idrogeo- nonché un’interrogazione parlamentare dell’on. sun modo la delogico: i tunnel Mario Lovelli. Attendiamo gli sviluppi di questa vastazione che
provocherebbero vicenda poco chiara che penalizza una volta di quest’opera comquasi certamen- più sia i pendolari interessati sia gli interi territori porterebbe. Voi
te la dispersione che vedrebbero aumentare traffico e inquinamen- come cittadini e
delle falde acqui- to da autobus e auto private.
noi come ammifere e rovinerebStefano Rivara nistrazione dobero le sorgenti.
vremo fare tutto
Sarà la fine dell’acquedotto di Sottovalle, il possibile per impedire che questo acdella Lavandara di Rigoroso e di molti tor- cada”. Nelle prossime settimane la giunta
renti che sorgono sul Monte Zuccaro, con arquatese convocherà un consiglio comuconseguenti deforestazioni e frane. Saran- nale aperto al pubblico per deliberare nel
no molti i disagi relativi alla costruzione dei merito. Con tutta probabilità, si opporrà
cantieri, all’ampliamento delle strade, al definitivamente all’opera.
passaggio diurno e notturno di camion, che Arquata sembra lanciare un messaggio
si prevede durerà almeno nove anni. Que- molto chiaro: No al Terzo Valico.
sto è quanto sostengono i tecnici. Ciò comporterebbe un ulteriore aumento del tasso
Arnaldo Liguori
Di male in peggio
U
na storia enigmatica ambientata
a Lerma, piccolo
paese dell’Ovadese, questa è la nuova opera di
Marco Marengo, personaggio eclettico (restauratore, pittore e scrittore), classe 1973, residente
nel ponente genovese
ma con radici familiari
a Lerma. La nuova opera si intitola “Il pane del
boia ed il mistero della
Rocca di Lerma”, quest’opera ha il pregio di riproporre,
con uno stile molto originale, un avvenimento storico - i
combattimenti delle milizie di Facino Cane da Casale alla
fine del XIV secolo - unendolo ad una narrazione di tipo
giallo-horror. Il protagonista di questo romanzo è Tino, che
l’autore definisce “un antieroe per eccellenza” che non
può sottrarsi ad una serie di enigmi che riaffiorano dalla
terra; a cui si aggiunge il mistero della Rocca di Lerma, e
il pane rovesciato che veniva dato al boia (da qui il titolo)
dopo aver svolto il suo lugubre lavoro. Ma qual’è il mistero
della Rocca di Lerma? Anticamente i contadini del posto
raccontavano di alcuni mostri chiamati i “rancaeucc” cioè
i mangiaocchi, dei mostri primitivi che abitavano le viscere
della rocca e che, secondo la leggenda, riuscirono a spaventare addirittura i terribili soldati di Facino Cane. Il libro
poi fa un excursus storico e arriva ai giorni nostri quando,
la macelleria di Lerma, una classica e tranquilla bottega di
paese, cambia gestione e da li iniziano ad accadere degli
avvenimenti impensabili che si credevano legati a delle leggende antiche raccontate più per spaventare i bambini che
altro. Per vendere il suo libro Marengo ha usato un canale
insolito, infatti l’opera “Il pane del boia” non è stampata su
carta ma è acquistabile solamente tramite internet tramite il sito www.smashwords.com, dove è possibile leggere
gratuitamente i primi capitoli, “una scommessa qui, dove
l’e-book praticamente è quasi sconosciuto, mentre negli
Stati Uniti ormai quasi la metà dei libri viene venduta on line” spiega l’autore del libro. Marco Marengo non è
nuovo all’attività di scrittore, ha infatti alle spalle altri libri
tra cui “Come non fare sesso in Thailandia” e il recente
“Bunker-U”, un romanzo fantascientifico di tipo distopico.
(f.m.)
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l’inchiostro fresco
VALLE SCRIVIA
aprile - maggio 2012
CULTURA E TERRITORIO
Rubrica a cura di Sergio Pedemonte
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41
Ci eravamo lasciati parlando del reclutamento a carattere
“nazionale” del Regno d’Italia: qui descriviamo, nello
specifico, i criteri con cui veniva organizzato
La “leva” alpina nell’Oltregiogo
L
’Esercito Italiano
aliano
divenne così un
di
miscuglio
meridionali al nord
e di settentrionali
al sud: la recluta si
trovava sradicata e
senza legami in zone
a lei sconosciute o
addirittura ostili,
magari analfabeta
e con il suo dialetto
come unico mezzo
di comunicazione.
Una situazione ideale per poter imporre una disciplina
forte e per isolare elementi anti-patriottici. Così i
“(...) reggimenti umbri
di recente formazione,
per esempio, ebbero il
loro deposito a Palermo,
i reggimenti abruzzesi
la loro sede a Milano e a
Bergamo, e quelli calabresi a Brescia e a Mantova
(...)”. E poi: “(...) ogni
reggimento era composto in tempo di pace, da
soldati di due differenti
regioni, ed era stanziato
in una terza; per di più
le unità mutavano sede
all’incirca ogni quattro
anni. Di conseguenza, in
caso di mobilitazione, i
richiamati non avrebbero potuto raggiungere il
loro vecchio reggimento
senza complicare enormemente i trasporti
(...)”. Ad esempio il Distretto Militare di Genova,
prima
i
d
dell 1914
1914, iinviava
i
i
suoi coscritti alla brigata
“Pinerolo” che aveva sede
all’Aquila e Foggia, alla brigata “Acqui” con sede ad
Ascoli
A li Pi
Piceno e Chi
Chieti,
ti alla
ll
brigata “Reggio” con sedi a
Sassari e Cagliari, nonché
alla “Messina” ad Ancona
e Fano. In senso opposto
Ciclisti a Casella
Uno spettacolo multicolore ha caratterizzato
domenica 22 aprile le strade che, dipanandosi
sulle antiche “vie del sale”, uniscono Casella al
suo naturale retroterra: quello di Arquata e della
Val Borbera. 1380 cicloturisti si sono infatti dati
battaglia nella “1ª Gran Fondo” organizzata da
Bike Evolution di Busalla in collaborazione con
l’Assessorato allo Sport di Casella. “È stata una
grande soddisfazione per noi - ci ha detto Si-
di Piana Fabrizio & C. SNC
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le due brigate residenti a
Genova e cioè la “Modena”
e la “Salerno”, ricevevano
personale dai Distretti Militari di Lodi, Nola, Pinerolo, Pistoia, Reggio Calabria, Reggio Emilia, Roma,
Savona, Siracusa, Sulmona, Teramo, Venezia e Voghera. Era l’Italia appena
formata, erano gli italiani
che andavano formandosi
nel crogiuolo dell’Esercito, anche se forse non vi
era un chiaro progetto nel
senso che diamo oggi alla
locuzione, e per quanto l’Esercito stesso si proponesse, anche solo per ragioni
di mera comunicazione, di
amalgamare persone pro-
venienti dalle diverse regioni d’Italia. Reclutare in
tutto il paese e mischiare
i soldati era quindi un elemento per far conoscere
gli italiani agli italiani, un
metodo per far crescere la
fiducia in un grande Stato
(non più piemontese) e
nella sua classe dirigente.
Purtroppo le condizioni di
vita nelle caserme fecero
naufragare questo intento
nobile e, anzi, condizionarono ed accelerarono nelle
masse, soprattutto contadine, un distacco dagli
ideali del Risorgimento e
dello Stato liberale.
3/continua
mone Campaner, Assessore alla Sport
del Comune di Casella - vedere una
così grande adesione. I ciclisti con
le loro famiglie hanno riempito non solo il nostro paese ma
anche le località circostanti.
Un ottimo mezzo per far conoscere i nostri posti”. Posti
bellissimi che accomunano
diverse realtà, come ci dimostra la foto a fianco dove
un milite della Protezione
Civile di Isola del Cantone
è stato colto dal nostro obbiettivo mentre svolgeva il
servizio di sorveglianza alla
corsa in quel di Grondona!
Agli organizzatori vanno i nostri complimenti.
vedi altro articolo a pag. 48
La Redazione
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l’inchiostro fresco
VALLE SCRIVIA
aprile - maggio 2012
Terza e ultima puntata
&DVVLVVD
Servizio a cura di Gian Pietro Bernuzzi
Cassissa,
un paese
abbandonato
Isola del Cantone - Ogni
famiglia preparava pranzi
luculliani perché arrivava
sempre qualche parente o
amico dai paesi vicini, invitato a pranzo. Invito che,
naturalmente, veniva contraccambiato in occasione
della festa del paese da cui
l’invitato proveniva. Gli uomini e le donne mettevano
gli abiti migliori, quelli delle
grandi occasioni. Adesso la
festa della Madonna della
salute è tutta un’altra cosa.
Vi partecipano principal-
mente quelli che di Cassissa sono totalmente o parzialmente originaria; quelli
che, magari da bambini,
hanno avuto la fortuna di
conoscere Cassissa nel suo
pieno splendore, ma anche
quelli che, pur essendone
in qualche modo originari,
ne hanno solo sentito parlare. Ci sono anche i curiosi e, sicuramente, non si
pentono della loro curiosità perché Cassissa offre
a tutti panorami stupendi,
aria incontaminata e silenzi
che rasserenano l’anima. Sì,
quelli che ci vanno una volta ci tornano volentieri e,
fortunatamente, ci portano
anche figli e nipoti. Che altro aggiungere? Il convegno
di cui parlavo all’inizio, in
conclusione dei suoi lavori,
ha fatto sua una ottimistica ipotesi che rappresenta
anche una
speranza
per tutti
noi:
che
tutti questi luoghi
abbandonati e desertificati
possano tornare a vivere
per volontà dei tanti giovani che faticano a trovare
un posto di lavoro, aiutati
dai numerosi migranti che
vivono nel nostro paese. Insieme dovranno dare sfogo
a tutta la loro fantasia per
inventarsi nuovi lavori e
creare nuove opportunità
di guadagno. Se ciò accadrà
non avremo che da rallegrarcene. Forse Cassissa
non rientrerà tra i luoghi da
“recuperare”, almeno per
ora, ma, sicuramente non
sarà mai abbandonata ne
dimenticata perché, lassù,
la Madonna della Salute
sarà sempre disponibile ad
accogliere le suppliche dei
fedeli e ad intercedere per
loro.
G. P. Bernuzzi
l’inchiostro fresco
aprile - maggio 2012
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Forse una guerra di confine alla ricerca dello “spazio
spazio vitale
vitale” di antica memoria?
mem
Scintille tra Busalla e Mignanego
Mignanego - Una tormentata storia di un confine, no,
non stiamo parlando del
confine tedesco-polacco o
di altro in giro per l’Europa,
ma di un confine molto più
piccolo, quello che separa
Busalla da Mignanego e più
in generale la Val Polcevera
dalla Valle Scrivia. L’oggetto dello scontro parte da un
ricorso fatto dal Sindaco di
Busalla, Mauro Valerio Pastorino contro il Comune
di Mignanego, l’oggetto del
contendere è una piccola
strada interna situata poche centinaia di metri dopo
il Passo dei Giovi. Abbiamo
intervistato il Sindaco di
Mignanego Michele Malfatti per ascoltare la sua
opinione sulla faccenda,
rimanendo in attesa di una
replica da parte del Sindaco di Busalla Pastorino sul
nostro periodico. Malfatti
racconta come si è evoluta
la vicenda: “Pastorino ed
io e siamo stati eletti per
la prima volta nel 2004,
durante il primo mandato i rapporti sia a livello
personale, sia a livello di
collaborazione tra i due
comuni erano ottimi, al
punto che mi è capitato
qualche volta di dare un
passaggio a Pastorino di
ritorno dal lavoro, poi continua Malfatti - di punto in bianco, circa quattro
anni fa, scoprii questa
richiesta fatta dal comune
di Busalla nell’ufficio del
vicepresidente della Provincia Tizzoni senza che
ne sapessi assolutamente
nulla, è uno scontro che il
nostro comune sta subendo e che non ha cercato”.
Il Comune di Busalla ha
avanzato questa richiesta
facendo appello ad un vecchio confine risalente a prima del 1929, quando, con
la soppressione del “mandamento di Ronco” i confini dei vari Comuni sono
stati ridefiniti e, reclama il
terreno in quanto, secondo
la giunta comunale è un
Comune piccolo con molti
abitanti, ostacolato in tre
lati. La strada in questione
parte poco prima dell’Ospedale Luigi Frugone ed
arriva al lago della Busalletta, di fronte alla località
Chiappari, in questa strada
non vi sono abitazione, ma,
il Comune di Busalla attacca sostenendo che Mignanego in un piano urbanistico comunale ha previsto in
quella zona un’area industriale che danneggerebbe
l’economia di Busalla, a ciò
Nella foto sopra: la strada fonte della contestazione
A destra: il Sindaco di Mignanego, Michele Malfatti
la replica di Malfatti. “La
giunta di Busalla - dice
Malfatti - fa riferimento
ad un vecchissimo piano comunale, risalente al
1995-96 sotto il sindaco
Francesco Parodi, ma che
non è mai stato applicato,
se davvero avessimo voluto costruire attività industriali in tutti questi anni
lo avremo già fatto”. Il Sindaco Malfatti spiega come
i rapporti, anche personali, siano peggiorati: “Dopo
questa faccenda Pastorino
mi ha persino tolto il saluto, una cosa assurda specie in un periodo dove i
comuni in tutta la regione
stanno collaborando fra di
loro, la mia spiegazione è
che il comune di Busalla
sia retto da un Sindaco a
dir poco “eccessivamente
originale”, altrimenti
non si spiegherebbe
una richiesta simile”. La stessa richiesta
è un fatto inedito per
la provincia di Genova, chiamata a fare da arbitro in questa vicenda, in
passato vi sono state rettifiche di confini, ma qui spiega Malfatti: “non si tratta
di rettificare un confine
discusso, ma di cambiare Comune a migliaia di
metri quadri di territorio”. Michele Malfatti dà
due possibili spiegazioni
a questa richiesta avanzata da Pastorino “la prima
spiegazione è che dietro
a fantomatiche ragioni
storiche si celino interessi
edilizi ed immobiliaristi,
la seconda mi fa venire in
mente, con le debite pro-
porzioni la teoria dello
“spazio vitale” utilizzata
come scusa da un personaggio nefasto dell’ultimo
secolo per invadere l’Austria e la Polonia”. Quello
che è certo è che entrambi
i comuni dovranno spendere ingenti somme in avvocati, Busalla per veder
accolta la propria richiesta
e Mignanego per difendersi “assurdo sprecare così
soldi pubblici” conclude
Malfatti, come non essere
d’accordo specie in questo
periodo?
Fabio Mazzari
l’inchiostro fresco
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aprile - maggio 2012
inviate le vostre lettere a:
Redazione Inchiostro Fresco
via Cara 4 Capriata d’Orba (AL),
oppure a: [email protected]
La politica è una “cosa da signori”? Secondo voi?
i
Renzo Boss
iliano
Michele Em
Corruzione Pulviscolare
ono tutti ladri? Dire
così suona un po’
qualunquista, però
è certo che l’occasione “fa
l’uomo ladro”. Oggi, che il
mondo della politica è attraversato, forse più che
ieri, da una poderosa tempesta giudiziaria, bisognerebbe creare per i partiti,
che per tutti questi anni,
pur ricevendo sovvenzioni pubbliche, hanno avuto
norme al pari di una qualsiasi sodalizio di puro volontariato, una sorta di regolamentazione più rigida,
magari investendoli, così
come accade in Germania, di compiti burocratici,
come ad esempio quelli
sino ad oggi esperiti dai
CAF. Certo che il metodo
migliore per sovvenzionare la politica a nostro parere dovrebbe essere quello
che passa direttamente
attraverso la volontà dei
cittadini, con le donazioni
del 5 per mille al momento
della denuncia dei redditi,
oppure tramite le classiche
donazioni liberali registrate pubblicamente mettendo un limite all’importo,
S
ti
Filippo Pena
co
Alberto Tedes
Corruzione Sistemica
anche perché la politica
NON deve diventare una
“cosa da signori”, come
ai tempi del suffragio per
censo. Con questo tipo di
sovvenzioni il sostegno
ai partiti - che sono insostituibili organizzazioni di
mediazione tra società
civile ed istituzioni per trasformare le singole istanze
in politiche pubbliche generali - potrebbe diventare
più trasparente, anche se
la corruzione in se stessa
sarà sempre e comunque
presente perché inscindibilmente legata alla natura
umana. Gli uomini sono
infatti propensi alla corruzione e lo fanno per diversi
motivi: chi per arricchimen-
elsito Luigi Lusi
Francesco B
e
Tutte le mafi
Corruzione Rampante
Antistato
to personale (la corruzione pulviscolare), chi per
soddisfare meccanismi di
apparato (la corruzione
sistemica) oppure per affermare il proprio status
(la corruzione rampante).
Il primo e il terzo tipo di
corruzione accompagneranno sempre l’umanità
nel suo cammino, perché
esistere la democrazia senza i Comuni, senza le Province, senza
le Regioni, senza il Parlamento,
senza i Partiti? Un’epoca così c’è
già stata: si chiama medioevo, le
uniche autorità erano da un lato i
signorotti, dall’altro i banditi, ed è
tuttora difficile stabilire chi fosse peggio.
Le nostre società ricche ed organizzate
non sono un prodotto della natura, ma il
risultato di un grande lavoro sviluppato
nei secoli, dal ‘700 in poi, da molte persone
che si sono occupate dell’interesse pubblico almeno quanto del proprio, se non di
più. Credo che se ciascuno dedicasse alla
partecipazione politica (a cominciare da
quella locale) anche solo un decimo delle
energie che mette nell’odiare la politica,
le prospettive sarebbero migliori per tutti.
legata alla natura dell’uomo, e per contenerle sarà
necessario più che altro
agire sul piano culturale e
delle coscienze. Più facile, invece, sarà agire sulla
seconda, che se in certi
casi potrebbe favorire lo
sviluppo economico, nel
lungo periodo lo opprime,
perché è legata a rapporti
tra i soggetti pubblici e privati: rendendo trasparenti
tali rapporti, questo tipo
di corruzione si potrebbe
meglio fronteggiare. Ci sarebbe poi un quarto tipo di
corruzione: quella legata
al mondo mafioso, ma lì
è tutto un altro discorso in
quanto mafia, ’ndrangheta, cosa nostra e camorra, altro non sono che dei
veri e propri antistato che
purtroppo con la loro organizzazioni controllano
consistenti fette del nostro
Paese. Qui non servono
regole ma, da un lato, i
servizi segreti e, dall’altro,
politiche pubbliche rivolte
a riaffermare l’autorità nazionale.
Giancarlo Rapetti
Gian Battista Cassulo
Signorotti, banditi e politica
I
l maggior guasto prodotto dal
ventennio di cosiddetta “Seconda Repubblica” è la distruzione della credibilità della politica, lo smantellamento della fiducia
dei cittadini nelle istituzioni della
democrazia rappresentativa. Fenomeno costruito e sviluppato nel tempo,
alimentato con inesorabile progressione,
non solo dagli ultimi incredibili scandali
partitico-familistici. Ora va di moda l’attacco alla politica: eliminazione dei Comuni, abolizione delle Province, riduzione dei fondi alle Regioni (cioè alla sanità
pubblica), dimezzamento dei parlamentari (in attesa di cancellare il Parlamento),
eliminazione del finanziamento pubblico
dei partiti (primo passo per la estinzione
dei partiti, tranne quelli di proprietà personale di qualcuno). Mi sorge spontanea
una domanda: e poi? Chi governerà? Può
l’inchiostro fresco
aprile - maggio 2012
Quale sarà il nostro futuro?
Sarò capace di affrontarlo?
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Un’indagine
conoscitiva sui
nostri giovani
“Destabilizzati” ma coraggiosi
I
giovani e il futuro: più
ci penso e più capisco
di non avere opinioni
al riguardo.
Certo, ho dei sogni che
vorrei realizzare, ma mi
sono sempre concentrata
sul particolare della mia
vita e mai sul generale della collettività. Credo che
le persone si dividano in
due macrocategorie: chi
non affronta il proprio futuro e chi, invece, lo fa.
Ad alcuni piace vivere
giorno per giorno, non
hanno particolari ambizioni e non si preoccupano
di costruirsi pazientemente una solida base su cui
potersi, prima o poi, appoggiare; altri si pongono
degli obiettivi ben precisi
e tentano di raggiungerli,
in un modo o nell’altro. Viviamo ora in un’epoca di
crisi, non solo economica,
ma anche di valori.
I “modelli di vita” validi fino a qualche anno fa
sono ormai obsoleti; perché non è sempre vero che
una laurea possa portare
da qualche parte, come
non è vero che, una volta
assunti, si avrà la certezza
“Più che crisi economica, quella attuale è crisi di valori. Servono quindi non tanto risorse
finanziarie ma speranza ed energia per affrontare un
futuro che, più che ignoto, è incerto.
Per una scelta di vita serve insomma, invece di intraprendere la via più semplice, tentare un salto
verso l’alto….”
di un posto fisso fino alla
pensione.
Anzi, non è nemmeno sicuro che un giorno si potrà accedere allo status di
“pensionati”. Tutti questi
mutamenti sociali hanno portato a un concetto
molto precario di futuro,
che, detto sinceramente,
terrorizza un po’. Si cerca
sempre di andare a parare
su strade che sembrano
un po’ più solide di altre:
si vedono quindi orde di
maturandi che si iscrivono
a Medicina o Ingegneria,
perché è risaputo che: “Se
ti iscrivi a Filosofia poi
finisci al McDonald’s”
vanificando, quindi, anni
di studio. La nostra generazione sta crescendo in
un’epoca abbastanza critica; diventare grandi in
un ambiente poco stabile
non è di per sé rassicurante, ma è indubbiamente
un’opportunità in più per
acquisire nuove abilità e,
magari, scoprire dentro
di sé talenti nascosti, uno
su tutti “l’arte dell’arrangiarsi”.
Le caratteristiche principali dei giovani sono
sicuramente speranza ed
energia; nonostante la
paura dell’ignoto (e del
precariato) la voglia di
fare c’è, e qualcuno che
vuole cambiare le cose
ogni tanto si fa sentire.
A volte ci si lascia demoralizzare prima di aver ottenuto un fallimento, ma
si potrebbe, ogni tanto,
smettere di ascoltare la
televisione e almeno tentare un salto in alto, prima
di scegliere la via più semplice.
Il commento...
“Senza etica si fanno
scelte economiche che
alla fine si rivelano
diseconomiche” citava
Don Sturzo nel 1958 in
una lettera indirizzata
all’amico giornalista e
parlamentare Nicola
Pistelli.: “Tutto ciò che è
offerto e donato dall’alto va perduto, mentre
quello che si produce
con il proprio lavoro
e il proprio sacrificio
fruttifica […] se le riforme non sono impregnate di eticità, realizzate nel sacrificio,
non approdano”. Ed è
vero: solo con la determinazione e la forza
di volontà si raggiunge
l’autorealizzazione e
forse questa crisi potrebbe rivelarsi utile al
nostro futuro, perché è
proprio in questi momenti che esplodono
i veri ingegni. Come
appunto ci suggerisce
la nostra bravissima
Giulia Bottaro.
Gian Battista Cassulo
Giulia Bottaro
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Colomban
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Via Rossini, 8 – (fronte strada
provinciale Novi –Basaluzzo)
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46
48
l’inchiostro fresco
MAGAZINE
aprile - maggio 2012
Il sistema bibliotecario novese si è arricchito di un ulteriore punto di riferimento
Francavilla Bisio: Nati per Leggere
C
on una presentazione avvenuta il 20
aprile il Sistema Bibliotecario Novese si è arricchito di un ulteriore punto
Nati per Leggere, il secondo nel Comune di
Francavilla Bisio.
L’evento si è svolto presso la Scuola dell’Infanzia Paritaria “A. Giriodi” con la consegna
del kit comprendente
un forziere con tesoretto di libri per
i più piccoli, un coloratissimo tappeto
piumone, materiali
informativi, locandine, tesserine ed
una valigia di “Libri con le ruote”
del progetto novese sostenuto
dalla Regione
Piemonte e dalla Compagnia
di San Paolo.
Ospiti d’onore sono stati
tutti i bambini frequentanti la Scuola cui si
sono uniti quelli
da 0 a 3 anni e, naturalmente genitori, nonni e figure
professionali legate all’infanzia. Con
l’oc-
casione i piccoli
“lettori”,
hanno
ricevuto la tesserina di iscrizione per
il prestito gratuito
messo a disposizione dalla biblioteca
centro rete di Novi
Ligure ed usufruibile anche presso la
Biblioteca Civica di
Francavilla Bisio, all’in-
terno della quale è presente il punto
Nati per Leggere, già da molti anni. Durante il
pomeriggio l’insegnante della Scuola dell’Infanzia, Maestra Roby, ha proposto letture ad
alta voce scelte tra i più noti testi della guida
NpL, mentre ai genitori sono state date informazioni sull’importanza della lettura per i
piccoli fin dal primo anno di vita, con la visione di una ricca selezione di libri per i loro
bambini.
Lucia Bellingeri
l’inchiostro fresco
49
aprile - maggio 2012
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Novi Ligure: grande successo per lo stage di Kyokushin Budokai
Nuova disciplina di arti marziali
Novi Ligure - Inseguito
all’accordo siglato dal presidente di Krav Maga IDS
Italia Enzo Lupo con l’ International Budo Kai (IBK)
lunedì 19 aprile l’istruttore
di Krav Maga IDS Alex
Spagnoli ha organizzato a
Novi Ligure presso il circolo ILVA uno stage gratuito di Kyokushin Budokai
tenuto dai Maestri Bruno
Comba e Roberto Comba.
La volontà del novese Alex
Spagnoli, anche cintura
nera di karate shotokan e
praticante di kick boxing,
di promuovere lo scambio
fra le varie discipline marziali è stata subito colta
dall’USAM Karate di Arquata
Scrivia che ha
partecipato all’evento con alcuni
dei migliori atleti
dell’associazione.
La disciplina di arti
marziali oggetto dello stage, fino al 19 aprile scorso
quasi sconosciuta nella
nostra zona, è stata codificata dal karateka olandese Jon Bluming. Nel
1980 Jon Bluming era già
da diversi anni al di fuori
della federazione mondiale e europea del Karate
Kyokushinkai, così come
Kenji Kurosaki, che per
divergenze di vedute con il
gran maestro Mas Oyama
sull’impostazione del combattimento, aveva fondato
nel 1976 la Mejiro Gym, la
prima palestra al mondo
di Japanese Kick Boxing.
Jon Blum i n g
decide
in quegli anni
di creare un
nuovo
gruppo
di praticanti
di arti
marziali. Lo spirito è
giapponese, ma l’organizzazione e l’impostazione
del combattimento sono
occidentali, nasce così il
Kyokushin Budokai. Oltre al repertorio classico
del karate kyokushinkai,
il Kyokushin Budokai
prevede lo studio della
lotta corpo a corpo, della
thai boxe, della Kick Boxing, del Free Fight e di
qualsiasi altra tecnica che
permetta di diventare più
forti nel combattimento. Il
Kyokushin Budokai è insegnato all’interno dell’International Budo Kai (IBK),
che ha come presidente
onorario Kenji Kurosaki e
come presidente Jon Bluming. Scopo di questa federazione era, ed è rimasto,
quello di dare la possibilità
ai suoi aderenti di studiare
le tecniche delle arti marziali, e del Budo giapponese in particolare, unendo
diversi stili, senza che nes-
Grande successo di pubblico, di partecipanti e di passione sportiva
73° Giro dell’Appennino
Genova - La settantatreesima
edizione del Giro dell’Appennino
ha visto un ottimo riscontro da
parte del pubblico, nonostante
il tempo non fosse dei migliori.
La gara, definita da molti come
“l’ultima in bianco e nero” ha visto quest’anno al via diciannove
squadre provenienti da quattor-
dici nazioni differenti, a questa edizione hanno partecipato
quattro squadre extra-europee:
la canadese “Spydertech”, la statunitense “United Healthcare” e
soprattutto, per la prima volta,
due squadre asiatiche, la cinese
“Champions System Pro” e la
giapponese “Nippo”, sulle quali
è andata molta attenzione della
stampa, perchè si tratta del debutto di team asiatici in corse
europee. La presenza di questi
team dimostra la caratura realmente internazionale che questa
gara ha assunto negli anni.
Fabio Mazzari
sun problema “politico e
territoriale” impedisca ad
un praticante di migliorare, trovandosi di fronte al
divieto del suo maestro o
della sua federazione di allenarsi o prendere parte a
corsi e gare di altri gruppi
in qualsiasi nazione. Jon
Bluming è: 10°dan di karate, 9° dan di judo, 4° dan di
bo-jutsu, 4° dan di iai-jutsu
e2° dan di kendo.
Giacomo Ponzano
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48
l’inchiostro fresco
SPORT
aprile - maggio 2012
Simpatiche, determinate e vincenti
La Gran Fondo
Terze
le
ragazze
della
“Città di Casella”
pallapugno di Gavi
Pubblichiamo con vero piacere
questo pezzo che ci hanno inviato gli
organizzatori per ringraziare chi ha
permesso la realizzazione di questo
evento sportivo di grande successo
Casella - Dopo un duro e
lungo lavoro, si è svolta il
22 aprile la seconda prova
di Coppa Piemonte, la manifestazione ha visto al via
oltre 1300 iscritti su due
inediti percorsi che hanno
coinvolto la Provincia di Genova e quella di Alessandria.
Il battesimo è stato doppio,
da una parte la prima edizione della manifestazione,
dall’altra la prima vittoria di
Manuel Caddeo, l’imperiese
dopo diversi piazzamenti è
riuscito a conquistare una
grande vittoria, unico rammarico che lo abbia fatto in
casa Bike Evolution, e alle
spese di P.G. Camussa, portacolori del team busallese.
Un ringraziamento particolare alla Regione Liguria e
al Comune di Casella, a loro
il merito di aver creduto,
autorizzato e sostenuto la
manifestazione
portando
in Liguria un evento di altissimo livello. Un sentito
ringraziamento alla Provincia di Genova nella persona
dell’assessore G.P. Fossati e
a Roberto Costa presidente
del Parco dell’Antola, intervenuti per dipanare problemi burocratici e per rendere
il manto stradale di alcune
zone all’altezza dell’evento.
Obbligatori i ringraziamenti
a Polizia Stradale, Volontari
del Soccorso delle Pubbliche Assistenze e alla Protezione Civile, quest’ultimi
coordinati da Andrea Mangini e Davide Fusaschi, sono
stati protagonisti su ogni incrocio del percorso e attenti
ad ogni situazione difficile,
mettendo in mostra una professionalità sottolineata da
tutti i partecipanti. Bisogna
dedicare i più sentiti ringraziamenti alle aziende sponsor che con i loro interventi
hanno permesso l’ottima riuscita della manifestazione,
grazie a loro, allo staff non
sono mai mancate risorse
ed energie per operare al
meglio. In conclusione vanno menzionati e ringraziati
tutti i volontari al lavoro
nel villaggio di partenza, ai
ristori e nel palazzetto dello
sport e alla Pro Loco di Casella, impegnata nel pasta
party. La buona riuscita di
una manifestazione è data
non solo dal clima, percorso
e dai nomi che partecipano,
ma da decine e decine di
persone che spesso nell’ombra lavorano giorno e notte
impegnandosi al 100%. A
tutti loro è dedicato questo
successo.
Renzo Prefumo
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I
l pallone elastico, chiamato anche
pallapugno, e definito “balon” in
lingua piemontese e ligure, è uno
sport di squadra sferistico giocato
con una palla su un terreno di gioco
privo di rete.
Questa specialità è storicamente radicata nel basso Piemonte e nella
Liguria di ponente dove è praticata a
livello professionistico.
Tra Ottocento e Novecento il pallone
elastico attraversò una crisi che portò alla sua quasi totale scomparsa,
con l’eccezione di alcune Province
del Piemonte (Torino, Asti e Cuneo) e
della Liguria (Savona e Imperia).
Il pallone elastico è da sempre un emblema della cultura contadina e del
folklore piemontese e ligure: è stato
narrato da scrittori come Edmondo
de Amicis, Cesare Pavese, Beppe Feg e Giovanni Arpino.
noglio
Laa squadra femminile dell’Istituto
omprensivo De Simoni di Gavi, alComprensivo
lenata dal prof. Stefano Moressa si è
classificata al terzo posto nella fase
provinciale dei Giochi della Gioventù
di Pallapugno. Le atlete si sono allenate con entusiasmo, scoprendo uno
sport poco conosciuto ed ottenendo
un buon risultato. Superato il primo
turno vincendo 2-0 contro il Tortona,
sono passate alla fase provinciale.
Mercoledì 18 Aprile, in Alessandria,
nella palestra di Via Gentilini, dove
ha sede il Provveditorato agli Studi,
sono state prima sconfitte dalla squadra di Alessandria, riuscendo poi a
battere lo Spigno mostrando grinta e
determinazione.
Prima classificata la squadra di Vignale che ha dimostrato una netta superiorità nel gioco di squadra.
Silvia Rinaldi
Da sinistra: Giulia Merlo, Agnese Ghio, Alice Gamalero, Elena Carrea, Martina Guglielmino, Matilde Carrea e il Prof. Stefano Moressa (allenatore)
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l’inchiostro fresco
SPORT
aprile - maggio 2012
51
49
Da Ovada
a Rimini
Il grande Karate
Il Team Savate
ai campionati italiani a Basaluzzo
I
l Team Savate Ovada ci prova
La savate (nota anche col nome
anche quest’anno. Il 12 magdi boxe francese) è una discipligio sarà presente allo stand
na sportiva nata nei quartieri
dedicato della fiera del fitness di
più poveri e malfamati di Parigi
Rimini per partecipare ai camnei primi anni dell’Ottocento.
pionati nazionali Savate assalto
F.I.Sa. con 4 atleti: Andrea Bonanno (Maestro e campione italiano 2010 FSI), Yado Marchelli (campione italiano 2011 FIKB),
Raffaele Valpondi e Michele
Piscitelli, accompagnati dal
Maestro acquese Walter Giraudo (campione italiano
2011 FIKB). La speranza è
di conquistare almeno un
titolo italiano 2012 per accedere al torneo mondiale
Savate assalto che a settembre si terrà in Bulgaria.
Gli atleti del Team Savate
Ovada ASD si allenano tutti
i martedì e giovedì sera
attualmente presso la
palestra Le Club in
Nella foto: in piedi da sinistra, Raffaele Valpondi, Michele
Reg. Carlovini 12 ad
Piscitelli, Yado Marchelli; seduti da sx, Walter Giraudo e
Ovada.
Andrea Bonanno.
(e.p.)
Gli atleti del Karate
Club di Novi Ligure
Il 19 Maggio per la festa di San Bovo, a Basaluzzo, gli atleti
del Karate Club Novi Ligure e Basaluzzo e la Polisportiva Vignolese karate, saranno impegnati in una dimostrazione. Il Club novese è reduce dal successo conseguito al
18° Trofeo Città di Voghera, svoltosi domenica 29 aprile a
Voghera. In questa competizione la scuola novese si è imposta nella specialità Kata categoria Seniores con gli atleti
Luca Lerma e Lorenzo Cavo, cinture nere (primo e secondo posto). Nella categoria cadetti si è affermato Riccardo
Giotta, con due perfette esecuzioni del kata “Gojushiho
Sho”, mentre un meritato quarto posto è andato ad Alice
Rocca nella stessa specialità.
Questi atleti, allenati dal M° Domenico Lerma e dai suoi
collaboratori, stanno dando grandi soddisfazioni ai tecnici
della loro società.
Gian Battista Cassulo
52
50
l’inchiostro fresco
SPORT
aprile - maggio 2012
Gran Fondo “La Resistenza”
Lettera del
Sindaco,
Andrea Oddone
D
omenica 13 maggio
2012 il grande ciclismo sbarcherà ad
Ovada, dove prenderà il via
la seconda edizione della
Gran Fondo Andrea Tafi “La
Resistenza”, così chiamata
per ricordare i tragici fatti
che tra il 1943 ed il 1945 si
verificarono nell’appennino ligure-piemontese, tra
l’ovadese e la Valle Stura.
L’edizione 2012 della gara
ovadese si articolerà su due
tracciati: la granfondo su
una distanza di 125 chilometri, mentre la mediofondo
(una novità) sarà di 97 chilometri. Le altre novità per “La
Resistenza” GF Andrea Tafi
sono gli ingressi nei Circuiti.
Dopo essere stato inserito
nel Circuito Dalzero, entra
a far parte del Giro d’Italia
UISP e del Piemonte Bike Tour. Con il Circuito Dalzero
(www.dalzero.it) l’accordo era già stato siglato da parecchio tempo e ciò consentirà alla granfondo ovadese di far
parte di gruppo di una quindicina di gare dislocate su tutto il territorio nazionale. Per gli iscritti al Circuito ci saranno delle agevolazioni nell’atto dell’iscrizione alla gara di
Ovada e premi particolari per tutti coloro che porteranno
a termine la gara stessa. Le due novità assolute riguardano, invece, il Giro d’Italia Uisp e il Piemonte Bike Tour.
Il Giro d’Italia Uisp (www.ciclismo.uisp.it è costituito da
dodici appuntamenti nel corso del 2012 e “La Resistenza”
GF Tafi è l’unica prova che si disputerà nel nord Italia, il
che la dice lunga sull’importanza che verrà ad assumere la
gara ovadese per tutti i ciclisti appartenenti a questa zona
geografica. La manifestazione Uisp ha visto, nelle precedenti edizioni, un buon numero di adesioni sempre in continua crescita, è quindi lecito credere che anche per l’edizione 2012 la presenza di atleti, alcuni di valore assoluto
per tali competizioni, sia in aumento. Infine il Piemonte
Bike Tour (www.piemontebiketour.it) al suo primo anno
di vita ma con grande voglia di partire subito al meglio.
A farne parte saranno sette granfondo dislocate nel territorio piemontese. Anche in questo caso premi finali per i
partecipanti e premio speciale per gli scalatori.
Un’occasione
per Ovada
In Ovada la passione per il
ciclismo è cosa antica. Agli
albori della disciplina furono diversi
gli atleti locali che, seppur con risultati non eccelsi, si diedero battaglia
in sella alla “macchina”, termine,
questo, che veniva usato per la bicicletta.
Per molti anni, durante il ciclismo
“eroico”, la classicissima “Milano Sanremo” aveva in Ovada il punto
di rifornimento e di controllo per gli
atleti. Ciò avveniva nella via dove,
quest’anno, avrà sede di partenza ed arrivo la Gran Fondo.
Ma la passione ovadese per le due ruote si è protratta nel tempo anche sotto forma
di organizzazione di eventi ciclistici. Ecco, allora, che quando è stata proposta la
Gran Fondo come Amministrazione Comunale abbiamo dato la disponibilità nel
collaborare per la riuscita dell’evento.
In primo luogo perché una simile gara richiama molti accompagnatori in Città e,
lungo tutto il tracciato, centinaia di protagonisti che, seppur sotto sforzo atletico,
hanno modo di scoprire il nostro territorio.
Poi, perché gli organizzatori hanno scelto di denominare la
Gran Fondo “La Resistenza”, con lo scopo ben preciso di
ricordare un periodo storico tanto esaltante, ma al tempo
stesso tragico, dell’Appennino ligure - piemontese.
Non ultimo, la Gran Fondo, al pari di altre manifestazioni, è pure un’opportunità per fare conoscenze e di socializzare. E noi Ovadesi lo abbiamo fatto
con Andrea Tafi, un Campione
non solo del ciclismo ma anche sotto il profilo umano.
Buona pedalata a
tutti!
Andrea Oddone
Da sinitra: Andrea Oddone e Andrea Tafi
SPORT
l’inchiostro fresco
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l’inchiostro fresco
SPORT
aprile - maggio 2012
ELEVEN
PRONTI PER UN’ALTRA STAGIONE DI VERTICE
PR
A.S.D. BEVINGROS
54
52
Un società giovane, iperattiva, ambiziosa. E’ l’Associazione Sportiva
Una
del presidente) e il neo direttore tecnico di tutto il settore giovanile Picardi
D
Dilettantistica Bevingros Eleven, nata nel 2002 come società di calcio Paolo stanno incontrando in questi giorni, presso il Centro Sportivo Europa
a 5 e a 7 per partecipare ai campionati Uisp e Aics, dimostrando fin da
(nuova sede della Società), genitori e ragazzi al fine di determinare le rose
subito la propria attitudine…alla vittoria. Bevingros,
delle formazioni per l’ormai prossima stagione sportiva. Le
guidata dal presidente Stefano Giacchero, ha
idee sono molto chiare: “La cosa più importante – aggiunge
1^
SQUADRA
inanellato trionfi nel calcetto: 5 titoli provinciali, 4
Giacchero - non è di avere, ma di saper costruire un
titoli regionali e, nel 2007, la grande soddisfazione
Bevingros
57 ‘fenomeno’ che dal settore giovanile arrivi sino alla prima
di laurearsi Campione d’Italia nel calcio a 7. Il
La Sorgente
55 squadra…e magari anche oltre!”.Un ringraziamento a tutti
passo verso il calcio a 11, quello vero, è stato
Ovada
42 i genitori che con spirito sportivo si sono adoperati affinché i
quasi scontato. La società si è quindi affiliata alla
loro ragazzi si sentissero parte di un gruppo consolidato.
Castellettese
41
FIGC-LND e si è velocemente imposta ai vertici
Infine, la Promozione: “Porta un amico in Bevingros”,
Pro
Molare
40
delle categorie dilettantistiche. Nel 2010, patròn
Castelnovese
39 valida per i ragazzi già iscritti nella stagione scorsa: a chi si
G
Giacchero
aggiunge un’altra importante freccia al
G3 Real Novi
35 tessera per il 2012-2013 e presenta un amico che entri a far
pr
proprio
arco, assumendo la rappresentanza dell’Arsenal
Monferrato
34 parte della società verrà consegnato un buono da 25 euro da
Soc
Soccer
Schools e divenendo Hosting Club (vale a dire
Sarezzano
34 spendere presso il negozio al dettaglio della Bevingros srl.
“socie ospitante” dei corsi organizzati dalla importante
“società
Un’iniziativa che…merita un brindisi.
società calcistica londinese) con esclusiva per la provincia
Arquatese
32
di Alessandria. Si viene, così, a confermare la volontà di
Asca
32 LA PAROLA AL MISTER DEI PORTIERI, ANDREA FRANZOLIN:
edificare un settore giovanile importante, che sia in grado, in
Quargnento
30 “Trovo molto gratificante che il presidente abbia scelto me
ottemperanza delle nuove regole che imporranno dal 2015 la
Tagliolese
29 per questo importante ruolo, di cui vado molto fiero. I portieri
presenza in prima squadra di giovani calciatori con almeno tre
Villaromagnano
28 hanno dimostrato grande impegno e voglia di imparare e
anni di settore giovanile alle spalle, di costruire per il futuro! Il
Boschese
27 anche grazie a loro le varie categorie hanno ottenuto buoni
presidente Giacchero, infatti, e i suoi collaboratori, l’allenatore
risultati. In questa società ci si sente sempre utili e parte di
Stazzano
26
della prima squadra, Mirko Russo (presenza storica al fianco
un grande progetto”.
ROSA GIOCATORI:
Pavese Michele - Morrone Antonio - Fuentes Luciano - Manprin
Andrea – Greco Mattia – Rapetti Fabio – Giordano Giulio – Tosto
Romeo – Martinelli Victor – Franzolin Andrea – Vescovo Cristian –
Pellicani Federico – Cavallaio Alfio – Raccone Emanuele – Pavese
Alberto – Marcon Lorenzo – Teodoro Caiceido – D’Auria Manuel
– Tiozzo Matteo – Riotto Carmine – Cassano Edoardo – Chalhy
Ahmed – Bova Riccardo – Donaira Jesus – Maldonado Miguel –
Capocchiano Ivan
DIRIGENTI ACCOMPAGNATORI:
Lovato Pierangelo – Latino Michele – Russo Agostino
MASSAGGIATORE: Dardato Giorgio
LA PAROLA AL MISTER, MIRKO RUSSO:
“Sono contento di allenare questa squadra che il presidente mi
ha messo a disposizione. A dicembre abbiamo ridotto il gruppo
per valorizzare la juniores dalla quale provengono ottimi giovani.
Le prestazioni di tutti sono soddisfacenti e in campo è dimostrata
la loro professionalità. Ringrazio
i miei collaboratori
e la società che
non ha mai fatto
mancare la loro
presenza e tutto
ciò che necessita
ad una squadra
seria come la
nostra. Giocare in
Bevingros Eleven
vuol dire far parte di
una grande famiglia
divertendosi e
rispettandosi; chissà
perchè, chi decide
di cambiare vuole
sempre ritornare”.
1^ SQUADRA
LE CLASSIFICHE
JUNIORES
ALLIEVI
Mado
41
Bevingros
40
Auroracalcio
Monferrato
S. Giuliano N.
Castelnovese
Don Bosco AL
Atl. Pontestura
Fulvius 1908
Fortitudo
Castelnuovo S.
Cabanette
38
37
35
34
28
24
24
23
6
0
GIOVANISSIMI B
Castelnovese
Colline Alf.
Asca
Giarole SC
La Sorgente
Junior
San Damiano
Sale
37
29
25
24
23
18
15
7
Bevingros
3
Bevingros
44
Acqui
Derthona
Dertona
Felizzano
Fulvius
Don Bosco AL
Orti
Real Novi
Mado
38
35
35
28
19
9
9
6
6
Classifiche aggiornate al 06/05/2012
l’inchiostro fresco
SPORT
LO STAFF DELLA
BEVINGROS:
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Giacchero Stefano - Presidente
Giacchero Alberto - Pres. Onorario
De Rinaldis Marcella - Segretaria
Francese Silvio - Consigliere
Giordano Costantino - Consigliere
Giordano Vincenzo - Consigliere
Sacchi Pasquale - Consigliere
Sisinni Simona - Consigliere
Russo Melchiorre - Direttore Sportivo
Picardi Paolo - D. S. settore giovanile
Dardato Giorgio - Massaggiatore
Latino Michele - Assistente Arbitro
Lovato Pierangelo - Resp. Sicurezza
JUNIORES
aprile - maggio 2012
ALLIEVI
ROSA GIOCATORI:
Cibin Gianluca – Yahya Chouayb – Barbieri Eric – Dumas
Paz Bryan – Hernande Santiago – Donaira Parraga Anthony – Poletti Andrea – Marzocca Matteo – Braghiroli Elia –
Antico Simone – Soriano Marco – Bologa Adrian – Thoma
DIRIGENTI ACCOMPAGNATORI:
Antico Gianenrico – Quintero Willy – Juliano Gabriele
LA PAROLA AL MISTER, TEODORO CAICEDO JAUCH:
“E’ stato molto faticoso portare questo gruppo eterogeneo di ragazzi fino a questo punto del campionato. Oggi
sono molto orgoglioso della squadra e dei progressi fatti
dai singoli giocatori. Ringrazio il mio presidente che mi
ha dato piena fiducia, non facendo mai mancare la sua
presenza e il suo incoraggiamento”.
GIOVANISSIMI B
ROSA GIOCATORI:
Alvaro Giovanni – Nicoara Raul – Carretta Niccolò – Verta
Nicolas – Ronchiato Matteo – Albenga Federico – Hasanas Almarino – Bova Riccardo – Shabani Atnand – Abdelilah Yahya – Isufi Mateus – Iavarone Antimo – Martinez
Jordy Fernando – Rei Hoxha – Yilmaz Hasan – Pereira
Luan – Donaira Alberto – Arellano Jose – Falco Simone –
Ugo Matteo – Codogno Roberto – Maggio Francesco
DIRIGENTI ACCOMPAGNATORI:
Boccone Valerio – Falcone Giuseppe – Lanza Giuseppe
LA PAROLA AL MISTER, ALBERTO FRIZIERO:
“Nel mese di luglio 2011, col presidente Stefano Giacchero, abbiamo cercato di allestire una rosa competitiva per
puntare il più in alto possibile. La squadra, fin da subito,
ha rivelato grandi potenzialità e buone individualità.
Siamo partiti bene in campionato ritrovandoci ai vertici
della classifica. Nel nostro percorso non sono mancati,
purtroppo, i momenti negativi, con partite poco fortunate
e una presunzione eccessiva da parte dei ragazzi, che si
sentivano ormai la “squadra da battere”. A poche giornate
dalla fine ci troviamo secondi a 1 punto dal vertice. Ce la
metteremo tutta per non regalare altri punti agli avversari
e dando il massimo in campo fino alla fine. Ringrazio
la squadra per il lavoro svolto finora e per l’impegno
dimostrato, come pure tutto lo staff della Bevingros per il
supporto costante e fondamentale, e infine il presidente
Giacchero che non ha mai fatto mancare la sua presenza
e la sua fiducia”.
ROSA GIOCATORI:
Hina Ossama – Kolaj Antonio – Mercadante Gabriele –
Carotenuto Simone – Benabid Lahcen – Benabid
Elhoussain – Manciocchi Luca – Masha Armando – Romano Mattia – Chiarion Luca – Bronchi Valerio – Beltran
Jean Pierre – Baio Mirco – Picardi Nicolò – Birbiglia Danilo
– Zanda Matteo
DIRIGENTI ACCOMPAGNATORI:
Picardi Paolo - Bertolino Paola – Masha Arben, Chiarion
Massimo (massaggiatore)
LA PAROLA AL MISTER, ROCCO RIOTTO:
“Sono molto soddisfatto del risultato ottenuto dai miei
ragazzi. Ammetto che è stato faticoso amalgamare questo
gruppo, ma la soddisfazione finale appaga il lavoro fatto.
I giocatori sono maturati atleticamente, senza perdere una
partita di campionato e dimostrando la loro continuità e
il loro impegno. Ringrazio la società che ha creduto nella
mia professionalità e nelle mie capacità, i miei diretti collaboratori e tutti i ragazzi che si sono impegnati in questa
grande avventura”.
55
53
ESORDIENTI
ROSA GIOCATORI:
Conza Stefano – Garbin Christian – Hicham Abdessamad
– Anselmi Giovanni – Hbilou Amin – Bartoluccio Manuel
– Cardone Michael – Poli Emanuele – Tolomeo Lorenzo
– Nani Gregorio – Russo Matteo – Mino Thomas – Mino
Nicolas – Giacchero Gabriele – Bressan Valerio – Sorbino
Francesco – Vendramin Lorenzo – Grillo Cristian
DIRIGENTI ACCOMPAGNATORI:
Poli Alberto – Grillo Gennaro – Molinari Debora – Bartoluccio Roberto – Amoroso Barbara
LA PAROLA AL MISTER, MAXIMILIANO MINO:
“Questo è un gruppo molto speciale, che conosco da
anni, al quale sono molto affezionato. I ragazzi mi hanno
spesso dimostrato quanto siano capaci di superare i loro
limiti con prestazioni a volte sbalorditive. Ogni singolo
giocatore ha dato il massimo dell’impegno richiesto ad
altissimo livello, rendendo orgogliosa tutta la società”.
PULCINI
ROSA GIOCATORI:
Bonifacio Alberto – Bonifacio Andrea – Andrei Alexandru
Gorge – Guasco Marco – Duta Jon Gabriel – Samperisi
Giuseppe – Ponte Andrea – Tolomeo Christian – Vella
Leonardo – Bologa Andrei
DIRIGENTI ACCOMPAGNATORI:
Guasco Claudio
LA PAROLA AL MISTER, GIUSEPPE TOLOMEO:
“Allenare i bambini non è facile, ma questi bambini hanno
saputo creare un bel gruppo; agli allenamenti hanno
dimostrato tanta voglia e grande entusiasmo, ottenendo
buoni risultati in campionato. Voglio ricordare anche i
genitori, che si sono resi sempre disponibili, e ringraziare
il nostro presidente che in questi anni ha costruito un
ottimo settore giovanile, mettendo a disposizione tutto il
materiale che serve per l’attività di base”.
56
54
l’inchiostro fresco
aprile - maggio 2012
SPORT
l’inchiostro fresco
SPORT
aprile - maggio 2012
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1° Circolo Didattico di Ovada
Progetto di giardinaggio della Scuola dell’Infanzia “Giovanni
Paolo II” a cura delle maestre Elisa, Cristina e Donatella
Percorso di educazione alimentare
della Scuola dell’infanzia di Via Galliera
Il giardino racconta... “Mangiare bene per
crescere meglio”
ei mesi primaverili la
natura si presenta ai
nostri piccoli alunni della Scuola dell’Infanzia come
uno spettacolo magico e insostituibile: germogli, alberi in
fiore, erbetta verde nel prato,
quasi un soffice tappeto su cui
giocare e osservare il ritorno
delle rondini, il volo delle farfalle e il risveglio degli insetti.
Come ogni anno è questo il
tempo del giardinaggio: ogni
bambino porta a scuola il fiore preferito e lo trapianta con
molta cura nelle aiuole della
scuola, preparate da un giardiniere speciale, il Sig. Nicola, volontario instancabile.
N
Queste semplici esperienze
di educazione ambientale si
prestano a significative osservazioni di carattere scientifico,
pittorico e manipolativo.
In attesa che i fiorellini crescano nel giardino con le necessarie cure e con l’aiuto della
pioggerellina, in aula cresce
ogni giorno il giardino virtuale
su un grande pannello murale
dove c’è posto per disegnare
fiori, per rappresentare poesie
e filastrocche che poi canteremo insieme, aspettando l’estate.
Gli alunni della scuola
Giovanni Paolo II
ella
popolazione giovanile
stanno aumentando i
problemi legati a cattive abitudini alimentari e alla pratica di
stili di vita poco sani.
Per sensibilizzare gli alunni e i
genitori al problema quest’anno è stato organizzato un percorso di educazione alimentare rivolto ai bambini di 5 anni
della Scuola dell’Infanzia di
Via Galliera.
Il progetto condotto dalla Dottoressa Giulia De Berchi, dietista, intitolato “Mangiare bene
per crescere meglio” si è ar-
N
ticolato
in quattro
incontri durante
l’orario
scolastico.
Gli obiettivi del progetto erano
quelli di favorire corrette abitudini alimentari e instaurare un
positivo approccio con il cibo
per consentire un futuro stile
di vita equilibrato ed armonioso.
Attraverso la realizzazione
di cartelloni, lavori di gruppo,
giochi e indovinelli i bambini
hanno appreso l’importanza
del rapporto cibo-salute e ampliato la conoscenza sulla problematica “Alimentazione”.
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l’inchiostro fresco
58
SPORT
Scuola Primaria di Cremolino-Trisobbio
Visita al Museo Etnografico “C’era
C
una volta”
Ecco il progetto “Ti Muovi”:
Un tuffo nel passato
La strada
e i Segnali
oi alunni della scuola primaria di Cremolino - Trisobbio, insieme ai nostri insegnanti, ci siamo recati in
Alessandria per visitare il Museo Etnografico “C’era
una volta”.
N
Le signore responsabili del museo ci hanno
accolto e suddiviso in due gruppi per seguire in modo più proficuo le varie attività.
Abbiamo intrapreso il percorso “ L’arco della
vita” che propone la ricostruzione degli ambienti domestici nei quali si svolgeva la quotidianità tra la fine dell’800 e i primi del 900.
Ci siamo entusiasmati nel rivivere le fasi della vita di una famiglia del passato osservando
giochi,cibi,corredi,abiti e varie suppellettili dell’epoca passata.
È stato molto divertente anche realizzare con il cartoncino
colorato una girandola che rappresenta uno dei giochi preferiti dai bambini di un tempo.
Abbiamo, inoltre, ammirato l’esposizione di innumerevoli
oggetti costruiti secondo la tecnica giapponese degli “origami” e noi stessi ci siamo cimentati nella realizzazione di
un semplice manufatto.
Un sentito grazie alle curatrici del museo che
con grande disponibilità e competenza ci hanno accompagnato nella conoscenza di questo
autentico patrimonio culturale.
’educazione stradale è uno
dei temi di maggior attualità
del nostro tempo. La nostra scuola ha aderito al progetto di
educazione alla sicurezza stradale “Ti muovi” promosso dal
Ministero della Pubblica Istruzione.
L
Le tematiche affrontate hanno come obiettivo la promozione
di atteggiamenti e comportamenti consapevoli e responsabili
sulla strada e nell’ambiente urbano.
La realizzazione di un
Power Point ha consentito di riassumere
la didattica laboratoriale dove gli alunni sono
stati attivi protagonisti.
Le strisce pedonali sono
uno spazio riservato ai
pedoni: usale sempre per
attraversare la strada.
Vi presentiamo alcune
riproduzioni:
Quando vedi questo
segnale devi fermarti e
dare la precedenza.
UNA REGOLA
IMPORTANTE!
Sul marciapiede: procedi tenendo la destra,
non usare pattini,
skate-board, biciclette.
I segnali ci indicano
qualcosa di necessario per la nostra
sicurezza e quindi bisogna rispettarli.
Il semaforo è rosso e ti dice:
“Alt! Fermati e attendi il verde
prima di attraversare”
59
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l’inchiostro fresco
Le classi III, IV e V della Scuola Primaria di Pasturana a Genova alla mostra di Van Gogh
Racconti di un viaggio dall’Antartide a Van Gogh
giallo de “I girasoli” che irradia luce e
calore si comprende come in quel momento il pittore fosse felice. Se c’è una
cossa che venerdì abbiamo imparato
è che l’uomo può compiere tre tipi di
viaggio: quello spirituale, il viaggio che
si fa dentro di noi per indagare nel nostro animo; i viaggi magici a contatto
con la natura; quello realistico, cioè il
viaggio che compiamo tutti i giorni nello srotolarsi della vita.
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GL
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e come dice Francesco De Gregori “dietro un miraggio c’è sempre un miraggio da considerare
e alla fine di un viaggio c’è sempre un
viaggio da ricominciare” di sicuro l’esperienza fatta a Genova ci ha svelato
territori nuovi e ha aperto una finestra
sul mondo dell’arte, della scoperta della
vita intesa come viaggio.
“Race,alla conquista del Polo Sud” e
“Van Gogh e il viaggio di Gauguin”sono
due mostre apparentemente diverse tra
loro, accomunate dal tema del viaggio.
La prima racconta, una sfida memorabile: l’impresa di conquista dell’Antartide,
compiuta all’inizio del secolo scorso da
Robert Scott e Roald Amundsen.
La seconda racconta ,attraverso i quadri di Van Gogh, Gauguin e altri pittori
il viaggio come esplorazione della vita
reale e spirituale.
S
Ricostruzioni tridimensionali, riproduzioni, oggetti storici, fotografie, slitte e
manufatti sopravvissuti alla spedizione
ci hanno trasportati al centro del Polo
Sud e ci hanno permesso di entrare a
far parte delle due squadre di esplorazione.
Allo stesso modo l’impatto con la ricostruzione della stanza di Arlès ci ha
proiettato nel mondo tormentato di van
Gogh.
Non c’era modo più originale di iniziare
un viaggio nella vita di Vincent: le scarpe, compagne inseparabili ci raccontano della strada percorsa dall’Olanda ad
Arlès.
Da tutte le sue tele emergono i suoi sentimenti interiori.
Ne “Il giardino dell’ospedale” traspare
tutta la sua angoscia interiore e la sua
voglia di scappare da quel posto; dal
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60
l’inchiostro fresco
SPORT
Riportiamo due approfondimenti fatti dagli alunni dalla Scuola di Rossiglione
Rossiglione tra Etruschi e Egizi
LE ATTIVITA’ ECONOMICHE
a ricchezza degli Etruschi si basava soprattutto sull’agricoltura sull’estrazione dei minerali, il commercio e la navigazione. Gli Etruschi svilupparono una fiorente agricoltura
cerealicola, coltivavano: ulivo, vite e grano. Anche il lino era un
loro prodotto,da cui ricavavano filato per gli abiti e per le reti da
caccia e da pesca. I pastori allevavano: ovini, bovini e suini. I
cacciatori ricavavano soprattutto la selvaggina acquatica dalle
paludi ma anche: cinghiali, lepri, caprioli e cervi.
Gli artigiani Etruschi erano abilissiminella lavorazione dei metalli:
rame, stagno, bronzo e ferro.
Producevano vari attrezzi agricoli come: vanghe, zappe e falci
L
Alessia Piana
ma anche: coppe, vassoi e altri oggetti
Elena Colajacomo
preziosi.
Nicolò Barigione
Un altro famoso prodotto artigianale
e
Gabriele Zunino.
era il bucchero un particolare tipo di
ceramica nera, molto lucida, che gli
Etruschi ottenevano mescolando argilla e carbone vegetale; con esso realizzavano: vasi, caraffe,
coppe, scodelle, tazze e calici.
Gli Etruschi sfruttarono il legname dei boschi per costruire navi;
erano infatti abili navigatori. Per mare commerciavano i loro prodotti.
Essi seppero inoltre sfruttare i giacimenti minerali in particolare
modo di ferro, praticando l’estrazione e la lavorazione dei metalli
con tecniche avanzate.
l’inizio dell’ estate, l’attività dei
contadini diventava frenetica:
era finalmente venuto il moell’ Antico Egitto l’inizio
mento di raccogliere i frutti del
dell’ anno coincideva con
lungo lavoro prima della prossila grande inondazione
ma piena del Nilo.
del Nilo che lasciava sul terDalla fertile valle del Nilo si rireno una sostanza detta Limo
cavavano abbondanti prodotti,
che lo rendeva molto fertile.
quali grano, orzo, fagioli, cipolPer circa quattro mesi
le, uova, datteri, fichi
(tra l’estate e l’ autunecc…
no) il fiume ricopriva
Il raccolto veniva
tutte le terre coltivate e
conservato in graNel prossimo numero i bambini di Masone interviallora gli Egizi si dedinai, sotto l’attenta
steranno Nonno Pino, il nonno di Simone.
cavano alla costruzione
sorveglianza dei funNon perdetevi l’appuntamento!
di opere edilizie come
zionari del Faraone
templi, piramidi, opere
La Redazione che dovevano riferire
idrauliche ecc…. Quesull’ andamento del
sti lavori facevano parte
raccolto. I contadidegli obblighi che ogni
ni erano considerati
agricoltore aveva nei
uomini liberi, ma poconfronti del Faraone.
chissimi possedevaA metà novembre circa,
no campi propri; la
le acque del Nilo si rimaggior parte di loro
tiravano e il contadino
coltivava le terre del
doveva mettersi al lavoFaraone, ricevendo
ro: doveva arare e sein compenso appeminare finchè il terreno
na il necessario per
era ancora umido. Dallo
vivere.
LA VITA NEI CAMPI
N
GRUPPO DI LAVORO
FORMATO DA:
storico greco Erodono c’è stato riferito un sistema di aratura
piuttosto curioso: gli agricoltori Egizi facevano passare sul
campo un gregge di montoni.
In tal modo gli animali “aravano il suolo con le proprie zampe” e affondavano le semenze
nel terreno. Tra la primavera e
Anteprima!
GRUPPO DI LAVORO
FORMATO DA:
Helena, Teresa,
Irene e Sanaa
since 1985
l’inchiostro fresco Anno
XXVI
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• Redazione di Rondinaria e Valle dell’Orba: Domenico
Bisio, Marta Calcagno, Davide Ferreri, Claudia
Gambarotta, Alice M. Mazzarello.
• Redazione della Valle Scrivia: Antonio Coppola,
Sergio Pedemonte, Giacomo Ponzano, Marisa Pessino.
• Redazione della Valle Stura: Massimo Calissano, Fabio
Cavanna, Marino Berti, Fabio Mazzari.
• Redazione della Val Borbera e Val Lemme:
Fausta Dal Monte, Arnaldo Liguori.
• Corrispondenti: Luca Piana, Stefano Rivara.
• Sport: Enzo Prato.
• Inchiostrino: Silvia Rinaldi.
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tranquilla e soleggiata vista
aperta. € 90.000,00
61
aprile - maggio 2012
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l’inchiostro fresco
La Bottega di Mastro Geppetto alla
festa del Borgo Rovereto
l 12 e il 13 maggio si rinnova il classico
appuntamento del vecchio centro storico di Alessandria, Borgo Rovereto, la
cui fattura, assai diversificata, degli edifici
svela la serie di dominazioni che si sono
succedute nel tempo e gli otto secoli
di vita del borgo, sorto attorno alla
Chiesa di Santa Maria di Castello e
al suo chiostro. Tra le vie del centro,
gli austeri palazzi patrizi racchiudono talvolta incantevoli giardini interni, mentre le dimore più modeste
sono sovente collegate tra loro da
un intrico labirintico di cortili e passaggi. La Festa di Borgo Rovereto quest’anno giunge alla sua 18a
edizione.
La manifestazione, nata l’anno
dopo la disastrosa alluvione del
1994 per testimoniare la rinascita
della città, è diventata una delle
fiere più importanti della provincia.
Sono circa un centinaio gli operatori di artigianato e gastronomia
che affollano le vie del vecchio
centro storico di Alessandria, in
un’affascinante quanto suggestiva cornice fatta di eventi culturali, musicali e d’intrattenimento
che animano ogni via del borgo.
Le strade si animano, gli antichi
cortili si aprono e fanno musica,
agli angoli i cantori della poesia
e i lettori della letteratura.
Il tema di via Bissati, per esempio, sarà
quello di dare nuova vita, nuovo uso agli
oggetti vecchi; per incanto e maestria un
ferro da stiro diventerà un vaso da fiori,
grazie al fai da te della Bottega di Mastro
I
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ottegadimastrogeppet
w.lab
to.c
om
Geppetto. Il negozio, aperto ormai dal 2007,
è un vero e proprio tempio delle arti minori:
decoupage, scrap-art, pittura, stencil, bijouteria,, mosaico, paste polimeriche, cucito
creativo, creazione di sapone, lavorazioni
in feltro, creazioni di candele dalle cen-
tinaia di essenze. La Bottega di
Mastro Geppetto è il punto di riferimento
per tutti gli alessandrini creativi e che si
sentono un po’ artisti e da quest’anno troveranno anche i nuovi prodotti del To-Do,
con colori nuovi e completamente atossici.
Un hobby che spesso e, soprattutto durante la crisi, diventa un mestiere inventato,
grazie ai corsi per bambini ed adulti della
Bottega di Mastro Geppetto.
Per la festa del Borgo Rovereto, la Bottega
di Mastro Geppetto, sarà presente oltre che con i suoi oggetti,
proprio con i corsi per bambini
ed adulti: sabato 12 maggio si
avrà la possibilità di imparare il
decorative e la pasta oplà, il 13
di domenica, al mattino, ci sarà
un corso di pittura country, il corso della lavorazione delle paste;
nel pomeriggio si prosegue con
il confezionamento del bracciale
stratificato, del gatto porta anelli
e del bracciale con palline. I corsi
sono gratuiti e vi porterete a casa
l’oggetto da voi creato, solo con il
costo dei materiali.
La bottega di Mastro Geppetto è
nata dalla passione di Federica
Trucco che fin da bambina amava le candele e che di moccolo
in moccolo ha creato un’azienda
sempre in espansione, sua è l’Art
Candle & Co che produce candele e diffusori per l’Italia e il mercato
estero, e che fra poco venderà anche con l’e-commerce. La bottega
di Mastro Geppetto è anche eventi,
organizzazione e realizzazione degli accessori per i matrimoni, dalle
bomboniere, alle lanterne, ai centrotavola, per un effetto di personalizzazione
e stile delle cerimonie.
Red
Per la festa del borgo rovereto del 12/13 maggio 2012
Mastro geppetto presenta: L’oggetto passato e trasformato
racconta una storia a nostra memoria
Via Milano 46, Alessandria
Lab Tel: 0131 227348
o
oratorio Artistic
Ar tigianale
12 maggio 2012 - Stamperia:
10:00 - 12:00 - Corso di decorative
12:00 - 13:00 - Pausa
13:00 - 15:00 - Corso di pasta oplà
15:00 - 16:00 - Corso bambini
16:30 - 18:30 - Dimostrazione gratuita
WEEK END CREATIVO I corsi del 12/13 maggio 2012 sono GRATUITI,
a pagamento solo il materiale che poi rimarrà vostro.
13 maggio 2012 - Stamperia:
10:00 - 12:00 - Corso di pittuta country
12:00 - 13:00 - Pausa
13:00 - 14:00 - Corso paste
15:00 - 17:00 - Dimostrazione gratuita
17:00 - 18:30 - Corso bambini
13 maggio 2012 - To-Do pasta polimerica
10:00 - 12:00 - Corso bracciale stratificato
12:00 - 13:00 - Pausa
13:00 - 15:00 - Dimostrazione
15:00 - 16:30 - Corso gatto porta anelli
16:30 - 18:00 - Bracciale con palline
62
60
l’inchiostro fresco
aprile - maggio 2012
SALUTE E BENESSERE
Una festa piena
di tr
progra
RISTORANTE
Speciale Basaluzzo
l’inchiostro fresco
gennaio
aprile -- febbraio
maggio 2012
2012
63
III
“...Una bimba cieca riacquistò la vista nel luogo dove fu sepolto
e da quel momento iniziò il culto di Bovo,
il cavaliere generoso protettore degli infermi.”
radizione
Il Gruppo Alpini
I
l Gruppo Alpini di Basaluzzo
quest’anno compie 20 anni essendo stato fondato nel 1992 da
Sante Greggio e Agostino Motta.
Attualmente l’Associazione è
composta da 18 “penne nere”
con Capogruppo Greggio.
Il gruppo è stato uno degli artefici della rinascita della Fiera di
San Bovo durante la quale si tra-
sporta in processione la statua
del Santo per le vie del Paese, a
cui segue il tradizionale rinfresco gentilmente offerto.
Qualche delegato partecipa
ogni anno ai Raduni nazionali degli Alpini. Quest’anno in
collaborazione con la S.M.S. il
gruppo allestirà uno stand dedicato alle opere artistiche dei
basaluzzesi.
Intervista Zacchini
prosegue da pag I
I portatori del Santo nell’edizione del 2010
amma domenica 20 maggio
Ore 09.00: Apertura fiera di merci varie e
mostra degli attrezzi agricoli antichi e moderni
Ore 12.00: Apertura Stand Gastronomico
Ore 16.30: S.Messa e tradizionale
Processione di San Bovo
Ore 19.00: Apertura Stand Gastronomico
Ore 20.00: Esibizione Centro Danze Piemonte
Ore 21.00: Serata Danzante “Orch. Melody”
dalle 9.00 alle 13.00: UNITÀ MOBILE AUTOEMOTECA
AMBULATORIO MOBILE PER VISITE
AL COPERTO
Bancarelle espositive di privati che vendono
merce usata alla domenica lungo il viale
Comune ...e Pro Loco
UN PATTO PER LA SICUREZZA
S
ono incominciati i lavori per il rinnovamento delle cucine a norma di legge.
L’amministrazione comunale, proprietaria
dei locali, al fine di ottemperare alle norme
del TU 81/2008 in tema di sicurezza sul lavoro e di preparazione degli alimenti, concluderà a breve le opere di costruzione ed
ammodernamento dei locali cucina dati in
uso alla Pro Loco, pertanto lo sforzo economico dei due enti è rivolto a dare un servizio
migliore al pubblico e rendere più sicuro il
lavoro dei volontari. La Pro Loco, in collaborazione con l’Unpli - Unione Nazionale Pro
Loco del Piemonte (fra l’altro è di fresca nomina Bruno Ragni alla presidenza di quelle
della provincia di Alessandria) - predisporrà
il piano di sicurezza e le attività di formazione per i volontari della stessa Pro Loco.
E...STATE A
BASALUZZO 2012
27/05
Raduno Radioamatori
23-24/06
Sagra del Pesce
14-15/07
Sagra del Cinghiale
21-22/07
Sagra del Cinghiale
1-2/09
Sagra del Pesce
15/09
Festival Internazionale
“A. Lavagnino”
musica e cinema
IL TUO INVERNO NON È MAI STATO COSÌ CALDO...
VENDITA PELLET E
STUFE A PELLET
VENITE A TROVARCI PER MAGGIORI INFORMAZIONI
BASALUZZO VIA VECCHIA NOVI, 13/B TEL. 0143/ 489.787
in disuso. Per questa edizione mi preme segnalare una
novità: grazie alla collaborazione della Confartigianato e
della CNA (Confederazione
artigiani di Novi) ospiteremo
l’Associazione Fabbri d’Eccellenza che nei due giorni
della Fiera daranno dimostrazioni pratiche delle loro
lavorazioni e incominceranno a forgiare lo stemma del
comune di Basaluzzo che
poi, in una serata ufficiale,
verrà collocato nella sala
consiliare. Per la prossima
edizione ho alcune idee a cui
dovremo dare seguito. Prima
di tutto ampliare lo spazio a
disposizione delle bancarelle aprendo anche altre vie e
poi pensare a un mercato a
tema, magari d’abbigliamento di alta qualità di qualche
zona d’Italia. Vedremo, per
quest’anno mi auguro che
la Fiera possa riscontrare il
successo degli anni
passati.
64
IV
l’inchiostro fresco
aprile - maggio 2012
EVENTI