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Settimanale d'informazione - Poste Italiane s.p.a.- Spedizione in Abbonamento
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>Fabriano
5
>Prospettiva
Fabriano-Matelica euro 1,20
15
>Matelica
21
n. 4 Anno CIII 1 febbraio 2014
>Sport
La carta
approda
su Google
Fabriano,
città d'arte
da valorizzare
Il miglior barista
d'Italia è...
matelicese!
Calcio serie D:
il Matelica
va fortissimo
I
V
N
L
l noto motore di ricerca internet dedica uno
spazio speciale alle eccellenze italiane, tra cui
è inserita anche l'antica
produzione fabrianese.
ittorio Sgarbi ha
recentemente dato
uno scossone alla nostra città, definendola
molto più bella di alcune metropoli tedesche.
Pezzi persi
senza reagire
Che la città, e di conseguenza l’intero territorio, perda continuamente pezzi comincia
ad interessare sempre di meno. E non è un
dato confortante. Con il termine pezzi non
includiamo la lunga scia di aziende in crisi
o di esercizi commerciali in ginocchio. Per
questo basta fare una passeggiata lungo il
Corso della Repubblica e fermarsi sotto
l’arco del Podestà: le vetrine sono sparite.
O meglio ci sono, ma impolverate e vuote.
Quello che dovrebbe costituire il punto clou
di affari e di acquisti. Ma ci limitiamo, questa
volta, senza sgranare il rosario delle perdite
o percorrere il selciato di una via crucis dolorosa che ha coinvolto la grande e piccola
industria come il grande e piccolo brand
tra i negozi, ai servizi pubblici più o meno
essenziali per il nostro comprensorio. Non
fu battuto ciglio per la chiusura dell’unico
ufficio di corrispondenza di un quotidiano
a Fabriano, come “Il Corriere Adriatico”,
così come non c’è stato troppo battage per
l’uscita di scena dello storico quindicinale
“Il Progresso”. L’informazione si nutriva di
questa sana concorrenza e le operazioni sono
state etichettate come la logica conseguenza
di una flessione economica impietosa che
non poteva non coinvolgere l’ambito, spesso
ritenuto di lusso, della comunicazione. Ma
poi, arrivando a tempi più recenti, la sorte
si è scagliata contro il Tribunale, mettendo
a repentaglio l’attività di una giustizia che
già deve fare i conti con lungaggini bibliche
e gorghi burocratici da indispettire anche un
colosso della pazienza. Quindi l’Archivio
di Stato, e a ridosso l’Agenzia delle Entrate
su cui si sta battagliando ancora, ma senza
eccessivo successo. Servizi annullati, nel
senso che per sbrigare le pratiche bisogna
spostarsi, con supplemento di energie, costi
e tempo. Fuochi di paglia, piccoli scoppiettii
dentro un magma di devastante lava che sta
cancellando ogni traccia di autentica utilità. E
adesso si parla di una nuova… discesa negli
inferi per quanto riguarda l’Unifabriano. La
lista si allunga. E prende uno degli aspetti più
nevralgici della città, un motore di cultura e di
formazione che vantava fino a qualche tempo
fa l’unica Università di ingegneria cartaria
d’Italia. E dove gli studenti, prima ancora di
concludere il corso di laurea, avevano già un
lavoro assicurato con la tempestiva chiamata
dell’azienda di turno. Quello che infastidisce
di più in questi casi è la passività con cui si
assiste alle ripetute scomparse di strutture,
attività, presenze che non sono assolutamente
inutili carrozzoni o la prosecuzione di pletore
di organismi che pullulano in ogni angolo.
C’è quasi rassegnazione, c’è mancanza di
volontà, e quando si avverte un sentore di
vitalità, lo si mette in gioco per scatenare
polemiche (...)
ella competizione nazionale di
Rimini, in evidenza
Francesco Corona. Le
caratteristiche? Velocità,
bravura e fantasia.
28
a squadra di mister
Carucci sabato recupera il match rinviato
a Sulmona: con un risultato positivo può aspirare
a raggiungere l'Ancona.
Una mano
alla vita
“G
enerare futuro” è il tema della prossima Giornata Nazionale per la
vita in programma domenica 2 febbraio. Siamo andati a sentire i
responsabili del Cav (Centro Aiuto alla Vita) per conoscere da vicino programmi ed aspettative di un gruppo che da tempo opera con
professionalità ed abnegazione in diocesi. Distribuzione di primule ed uno spettacolo
teatrale per sensibilizzare l’opinione pubblica su questo bene prezioso da salvaguardare fin dal concepimento. Poi ecco una storia vera e drammatica. Quella di Michele.
Servizi a pag. 3 di Marco Antonini
(Segue a pagina 2)
Carlo Cammoranesi
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>SPECIALE<
L'Azione 1 FEBBRAIO 2014
Un'opera
cantata
a cura
della
Pastorale
Giovanile
nello spazio
dei mercoledì
della Fede:
la data
è quella del
12 febbraio
Lo sposo
dell'umanità
Un gruppo
al lavoro
durante le prove
dell'opera
in musica
creata
da don Umberto
Rotili e Matteo
Volpotti
I
di ROBERTA STAZI
l nuovo lavoro della Pastorale
Giovanile diocesana è pronto
per essere ascoltato! Ascoltato,
sì, e non solo guardato: anzi,
potremo rinunciare per quella sera
a vedere, perché avremo il piacere di
sentire - e sarà nostro compito farlo
non solo con le orecchie ma anche
con il cuore -l’opera in musica creata
da don Umberto Rotili e Matteo
Volpotti. Mercoledì 12 febbraio
alle ore 21 in Cattedrale, con ingresso gratuito, andrà infatti in scena
“Lo Sposo dell’Umanità”, un’Opera
cantata in cui protagonista sarà la
figura di Dio Padre nell’Antico e
nel Nuovo Testamento, una figura
che intreccia e lega inscindibilmente
l’essere Sposo e Padre. Una visione
cristiana della figura di Dio, Sposo
e Padre dell’umanità.
Come è nata l’idea don Umberto?
L’idea è nata leggendo gli “Oratori
Sacri” di Marco Frisina, opere a
metà strada tra il musical e il concerto, in cui la recitazione e il canto
si mischiano per creare un’opera
completa e unica.
Chi si è lasciato coinvolgere in
questo nuovo progetto?
L'ispiratore del lavoro
è Mons. Marco Frisina
L’ispiratore di don Umberto è stato Mons. Marco Frisina. fondatore e attuale direttore del Coro della Diocesi di Roma che conta
più di 250 elementi. Numerosissime le creazioni e collaborazioni
del Mons. Marco Frisina, che lo hanno reso famoso in Italia e
all’estero, tra cui la prima trasposizione musicale della Divina
Commedia e gli oratori sacri: “Cantico dei Cantici” e “Passio
Caeciliae. “La musica può essere un’arma potente, capace di
unire i vicini ai lontani facendoli vibrare all’unisono per la bellezza
dell’amore di Cristo”
Sorta nel 1911
soppressa nel 1925
risorta nel 1945
Direttore responsabile
Carlo Cammoranesi
Direzione, redazione e amministrazione
Piazza Papa Giovanni Paolo II, 10
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Giovanni Chiavellini
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Redazione Matelica
Via Parrocchia, 3 - 62024 Matelica (Mc)
Tel. e Fax 0737 787551
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Impaginazione
Tania Bugatti
Ferruccio Cocco
Daniela Pedica
Molti più adulti, ragazzi universitari, che adolescenti. Sono una
cinquantina di persone.
Raccontaci questa esperienza...
Tutto nasce dai mercoledì della Fede
e dal Padre Nostro. E’ un approccio
esclusivamente religioso, e infatti
l’Opera inizierà con 15 minuti di
anteprima che saranno una “guida
all’ascolto”, seguiti da 40 minuti di
preghiera e meditazione attraverso
la musica e la recitazione. E’ un
percorso nella Bibbia della Figura
del Padre.
Come può la Bibbia rivelarsi in
musica?
Faccio un esempio per far capire a
tutti: è come se leggendo un romanzo, le frasi più belle, i momenti più
importanti ispirassero canzoni. E’
così in questo percorso Sacro, che
però a differenza di un romanzo,
mette al centro come protagonista
la figura di Dio – Sposo e Padre
dell’Umanità.
Parli di un ascolto, di una meditazione e di una preghiera…
Sì, e sarà così che dovrà essere vissuto. Tra le idee che abbiamo avuto,
c’era anche quella di far vedere
l’opera bendati perché è molto più
importante l’udito che la vista. E’
un’opera che si guarda senza occhi.
Chi è il protagonista di questo
musical?
Il vero protagonista sarà il Coro,
Editore
Fondazione di Culto e Religione
“Diakonia Ecclesiale” D.P.R. n. 99 del 2/5/84
Aderente FISC. Associato USPI.Spedizione
in abbonamento postale gr. 1 Aut. DCSP 1/1/5681/102/88LG pubb. inf. 45%.
Iscritto al Roc 1988 in data 29/08/2001.
Stampa
Rotopress International srl
via Brecce - Loreto (An)
Ogni copia € 1.20. L'Azione paga la tassa
che rappresenta l’Umanità: come
noi cristiani ci relazioniamo a Dio,
la nostra risposta a Lui. Accanto al
coro ci saranno delle voci soliste che
condurranno l’ascoltatore all’interno
di questo percorso.
A chi sono affidate le voci soliste?
Cristian Strambolini, nella parte
del diavolo, Salvatore Maio, Lisa
Fiorani, Francesco Ciappelloni e
Simone Campioni. Ci sarà inoltre
la partecipazione straordinaria di
Fabio Bernacconi, che ringrazio fin
da ora per essersi lasciato coinvolgere nel progetto.
Pezzi persi
senza reagire
(...) o portare avanti progetti
alternativi di sicura riuscita,
ma senza tener conto purtroppo di ciò che è già presente e
che dovrebbe essere rafforzato.
Si distrugge per ricostruire, si
abbatte per ricreare ex novo, anziché per migliorare e potenziare
quello che è esistente. Un po’
per spirito di rivalsa, un po’ per
avere la giusta primogenitura a
progetti ambiziosi e referenziati,
un po’ ancora per quel pungolo
egoistico che fa sì che l’uomo
debba per natura sentirsi sempre
assoluto artefice delle magnifiche
sorti e progressive, per dirla alla
Leopardi, e quindi conquistarsi
il meritato spazio nella società.
E scalare postazioni negli indici
di gradimento cittadini. Ma il
bene comune tanto sbandierato?
La necessità di unità di visione
tanto rilanciata nei momenti di
impasse, in forza di una solidarietà desiderata? Risposte solo
da “zona elettorale”. Ora poche
briciole o magari solo timidi
passaggi di convenienza o di
formale adesione. La realtà è
da un’altra parte. E non si vuole
colpevolizzare nessuno. Anzi per
una volta è bene che ognuno si
senta responsabile, chiamato in
ballo senza puntare lo sguardo di
disprezzo sul vicino. Anche noi
del mondo dell’informazione non
ci sentiamo a posto, per non aver
sempre affrontato con il piglio
giusto certe scottanti questioni
o non aver messo in guardia
dai pericoli in arrivo. Ed ora
continuiamo a perdere i pezzi
di un “lego” con la sensazione
che non ci interessi più, che non
tocca la nostra sfera e quindi non
ce ne accorgiamo nemmeno. La
comunità deve riappropriarsi del
proprio senso di appartenenza e
della propria voglia di crescita.
Non è uno slancio di orgoglio
o un sussulto di dignità. E’ la
speranza, non l’illusione, che si
possa ancora recuperare quello
che sembra scivolare via, lungo
la dorsale di una bollente parete.
Evitando che scenda tutto a valle.
Carlo Cammoranesi
L'unione fa la forza
Un sodalizio ormai rodato e vincente quello tra don Umberto
Rotili e il giovane artista Matteo Volpotti: don Umberto scrive con le parole, Matteo scrive con le note. Così sono nati gli
ultimi lavori, da “Face – ogni volto una storia” a “Lo sposo
dell’umanità”. Un lavoro a quattro mani in cui ognuno dei
due ha messo in discussione il lavoro dell’altro, cercando di
migliorare il risultato finale. Una bellissima amicizia, nata per
caso durante il musical “Dove sei?”, che ha coinvolto tanti altri
giovani lungo il cammino e che ha permesso a don Umberto di
trasmettere e condividere con gli altri la spiritualità e la cristianità, e che ha permesso a Matteo di esprimere il suo meraviglioso talento musicale attraverso la creazione di opere originali.
per la restituzione di copie non consegnate.
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L'Azione 1 FEBBRAIO 2014
3
>INCHIESTA<
Una primula per la vita
Fantasia
moderna
L'attività del Cav in diocesi e gli impegni per domenica teatrale
di MARCO ANTONINI
G
enerare futuro. E’ il
tema della Giornata della
Vita che si celebra in
tutta Italia domenica 2
febbraio. 130mila sono i bambini
aiutati a nascere dalla fondazione
del primo Centro di Aiuto alla Vita
che è avvenuta a Firenze nel 1975.
L’affacciarsi di una nuova vita nel
grembo materno dovrebbe essere
l’evento più lieto per una donna e
per una famiglia. Purtroppo, talvolta, è causa di angoscia e disagio.
Attualmente sono 315 i Centri
e Servizi di Aiuto alla Vita nella
nostra penisola. Anche il Cav di
Fabriano si prepara a festeggiare
questa importante ricorrenza tracciando un bilancio delle attività
svolte in questi mesi. “Siamo nati
per debellare l’aborto, un male
atroce. Con il sorriso portiamo il
nostro messaggio: la vita è il dono
più bello che Dio ci ha concesso,
non sprechiamola, ma viviamo la
vita fino in fondo” spiega una volontaria. Sono diversi gli aiuti che il
Cav fornisce a mamme in difficoltà:
sostegno psicologico, economico,
accompagnamento dal pediatra per
le vaccinazioni, ospitalità nelle case
di accoglienza di Loreto e Ascoli
Piceno. “Siamo le mamme che non
hanno. Riceviamo richieste di aiuto
sia da giovani madri italiane che extracomunitarie di età compresa tra i
20 e i 40.” Attualmente è in vigore
il “Progetto Gemma”, coordinato
dall’Associazione di Milano “Vita
Nova” che consiste in un contributo di centosessanta euro al mese,
per diciotto mesi. Le mamme lo
devono richiedere prima del terzo
La sede del Cav a Palazzo Zuccari e nel riquadro la targa del Centro
mese di gravidanza. Spiega Graziella Lorenzetti: “Ci troviamo in
difficoltà perché le donazioni sono
diminuite mentre sono aumentate
le richieste di aiuto. Per questo,
domenica 2 febbraio offriremo, in
cambio di un’offerta libera, una primula, simbolo della vita che nasce.
L’appuntamento, dopo la Messa
festiva, nelle Chiese della Diocesi.
L’associazione lavora tutto l’anno.
La sede è operativa presso Palazzo
Zuccari, nella Piazzetta del Podestà,
ed è aperta il martedì e il giovedì
dalle ore 17 alle 19. “Lavoriamo per
il bene di quei bambini e per questo
vogliamo lanciare l’appello ai lettori de L’Azione affinchè ci possano
donare, anche in un momento di
crisi come questo che stiamo vivendo, biberon, lettini, pannoloni
e giochi in buono stato per queste
creature.” Maria Venanza, responsabile del Movimento per la vita, è
impegnata nella trasmissione della
cultura della vita. L’iniziativa principale è rivolta ai più giovani. “Da
diversi anni ci sentiamo impegnati
alla diffusione del messaggio dei
nostri Vescovi ed alla “traduzione”
dei suoi contenuti per permetterci di
renderlo comprensibile ai bambini
e, possibilmente, per arrivare anche
alle loro famiglie. Lo strumento per
arrivare ai bambini e alle famiglie
è naturalmente quello dei catechisti
delle nostre parrocchie ed è a loro
che abbiamo pensato per la miglior
diffusione del messaggio e sono
loro: i catechisti e i loro parroci,
che abbiamo coinvolto in questa
non semplice impresa.” Confida
una volontaria: “Più delle operatrici
dei Centri, sono quei bambini e le
loro mamme (in tutta Italia quasi
60 mila l’anno e di esse almeno la
metà sono gestanti) che potrebbero
raccontare storie drammatiche,di
speranze perdute e ritrovate, di
fiducia smarrita e restituita. Con il
lieto fine. Nessuna mamma ha mai
rimpianto la scelta fatta di tenersi
il proprio bambino.” Raccontano
i coordinatori nazionali: “Diverse
donne che avevano abortito, sono
spesso diventate entusiaste operatrici dei Cav. Anche molte donne
che hanno fatto ricorso all’aborto
sono state accolte e aiutate anche
psicologicamente a superare le loro
difficoltà.” L’attività prosegue con
entusiasmo. Per aiutare il Cav si è
mobilitata anche la compagnia di
attori di Argignano diretta da don
Umberto Rotili. L’8 febbraio, alle
ore 21, al Teatro della Misericordia,
spazio alle “Fantasie moderne”. Sul
palcoscenico quattordici attori per
una serata dedicata ai personaggi
fabrianesi conosciuti... in chiave
comica! Il ricavato sarà devoluto
proprio al Centro Aiuto alla Vita
cittadino. Il 4 maggio, inoltre, si
svolgerà a Roma la “Marcia per
la vita”, in difesa della vita senza
compromessi perchè “Un aborto è
una vita cancellata”.
Sabato 8 febbraio alle ore
21 presso il teatrino della
Misericordia, don Umberto
Rotili presenterà: “Fantasia
moderna” uno spettacolo teatrale, il cui ricavato verrà
elargito al Centro di aiuto alla
Vita di Fabriano. L’ingresso è
ad offerta libera.
L'aborto
non risolve
il problema
Una storia vera, drammatica. Il
racconto di un cammino doloroso.
La storia di Michele.
“In passato ero favorevole all’aborto, ma ho cambiato idea. Mia
moglie ed io abbiamo fatto ricorso
all’aborto, circa vent’anni fa, pensando di risolvere una situazione e
di fare la scelta giusta. Molti ci hanno incoraggiati, ma le conseguenze
fisiche e psicologiche furono molto
grandi. Tutta la nostra vita di coppia
ed anche la relazione con i nostri
figli nati vivi, sono stato sconvolte
dall’aborto. Avevamo pensato che la
nostra vita sarebbe continuata come
prima, ma ci sbagliavamo. Restava una traccia, come un’assenza.
Abbiamo avuto bisogno di molto
tempo, prima di poterne parlare in
coppia e poi con i nostri figli. Da
cinque anni abbiamo deciso di parlarne con altri e spesso incrociamo
la strada di coppie che condividono
Generare futuro: tema dell'appuntamento
“I figli sono la pupilla dei nostri occhi… Che ne sarà
di noi se non ci prendiamo cura dei nostri occhi? Come
potremo andare avanti?”. Così Papa Francesco all’apertura della XXVIII Giornata Mondiale della Gioventù
ha illuminato ed esortato tutti alla custodia della vita,
ricordando che generare ha in sé il germe del futuro. Il
figlio si protende verso il domani fin dal grembo materno, accompagnato dalla scelta provvida e consapevole
di un uomo e di una donna che si fanno collaboratori
del Creatore. La nascita spalanca l’orizzonte verso
passi ulteriori che disegneranno il suo futuro, quello
dei suoi genitori e della società che lo circonda, nella
quale egli è chiamato ad offrire un contributo originale.
Questo percorso mette in evidenza “il nesso stretto tra
educare e generare: la relazione educativa si innesta
nell’atto generativo e nell’esperienza dell’essere figli”,
nella consapevolezza che “il bambino impara a vivere
guardando ai genitori e agli adulti”. Ogni figlio è volto
del “Signore amante della vita” (Sap 11,26), dono per
la famiglia e per la società. Generare la vita è generare
il futuro anche e soprattutto oggi, nel tempo della
crisi; da essa si può uscire mettendo i genitori nella
condizione di realizzare le loro scelte e i loro progetti. La testimonianza di giovani sposi e i dati che
emergono da inchieste recenti indicano ancora un
a
grande desiderio di generare, che resta mortificato
per la carenza di adeguate politiche familiari, per la
pressione fiscale e una cultura diffidente verso la vita.
Favorire questa aspirazione (valutata nella percentuale di 2,2 figli per donna sull’attuale 1,3 di tasso di natalità) porterebbe
a invertire la tendenza negativa della natalità, e soprattutto ad arricchirci
del contributo unico dei figli, autentico bene sociale oltre che segno fecondo dell’amore sponsale. La società tutta è chiamata a interrogarsi e a
decidere quale modello di civiltà e quale cultura intende promuovere, a
cominciare da quella palestra decisiva per le nuove generazioni che è la
scuola. Per porre i mattoni del futuro siamo sollecitati ad andare verso le
periferie esistenziali della società, sostenendo donne, uomini e comunità
che si impegnino, come afferma Papa Francesco, per un’autentica “cultura
dell’incontro”. Educando al dialogo tra le generazioni potremo unire in
modo fecondo la speranza e le fatiche dei giovani con la
saggezza, l’esperienza di vita e la tenacia degli anziani.
La cultura dell’incontro è indispensabile per coltivare il
valore della vita in tutte le sue fasi: dal concepimento
alla nascita, educando e rigenerando di giorno in giorno,
accompagnando la crescita verso l’età adulta e anziana
fino al suo naturale termine, e superare così la cultura
dello “scarto”. Si tratta di accogliere con stupore la vita,
il mistero che la abita, la sua forza sorgiva, come realtà
che sorregge tutte le altre, che è data e si impone da sé e
pertanto non può essere soggetta all’arbitrio dell’uomo.
(...) La nostra società ha bisogno oggi di solidarietà
rinnovata, di uomini e donne che la abitino con responsabilità e siano messi in condizione di svolgere il loro
compito di padri e madri, impegnati a superare l’attuale
crisi demografica e, con essa, tutte le forme di esclusione.
Una esclusione che tocca in particolare chi è ammalato
e anziano, magari con il ricorso a forme mascherate di
eutanasia. Vengono meno così il senso dell’umano e la
capacità del farsi carico che stanno a fondamento della
società. “È il custodire la gente, l’aver cura di tutti, di
ogni persona, con amore, specialmente dei bambini,
dei vecchi, di coloro che sono più fragili e che spesso
sono nella periferia del nostro cuore. È l’aver cura
l’uno dell’altro nella famiglia: i coniugi si custodiscono
reciprocamente, poi come genitori si prendono cura dei
figli, e col tempo anche i figli diventano custodi dei
genitori”. Come un giorno si è stati accolti e accompagnati alla vita dai genitori, che rendono presente la
più ampia comunità umana, così nella fase finale la famiglia e la comunità
umana accompagnano chi è “rivestito di debolezza” (Eb 5,2), ammalato,
anziano, non autosufficiente, non solo restituendo quanto dovuto, ma facendo unità attorno alla persona ora fragile, bisognosa, affidata alle cure
e alle mani provvide degli altri. Generare futuro è tenere ben ferma e alta
questa relazione di amore e di sostegno, indispensabile per prospettare una
comunità umana ancora unita e in crescita, consapevoli che “un popolo
che non si prende cura degli anziani e dei bambini e dei giovani non ha
futuro, perché maltratta la memoria e la promessa”.
Messaggio del Consiglio
Episcopale Permanente
per la 36 Giornata
Nazionale per la vita
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Il Consiglio Permanente della Conferenza Episcopale Italiana
con noi la loro sofferenza, per aver
fatto ricorso all’aborto. Spesso
oggi si tende a minimizzare le
conseguenze psicologiche derivanti
da un aborto. Ed è anche vero che
vent’anni fa nessuno ci ha proposto un’alternativa. Come uomo,
l’aborto mi ha ferito. È il mio più
grande fallimento: ho accettato la
peggiore delle soluzioni. E soprattutto, non ho realizzato l’angoscia
della mia compagna. Però, ho avuto
anche il sentimento di essere stato
tradito. Mi avevano assicurato che
l’aborto avrebbe risolto un problema momentaneo. Invece è stato
proprio l’opposto. La vera felicità
per un padre è imparare a dare la
sua vita per i suoi figli. È una trappola per un uomo pensare che può
sganciarsi dalla sua responsabilità
o può disporre impunemente di
un diritto sulla vita dei suoi figli.
Oggi testimonio per evitare che altri
vivano tutto questo dolore. È molto
difficile per un padre fare il lutto
di un bambino abortito. Ma nella
mia esperienza la Grazia chiesta
e ricevuta, dal Signore Risorto, ha
guarito la mia famiglia e le ha dato
sicurezza e speranza”.
m.a.
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4
L'Azione 1 FEBBRAIO 2014
Le battaglie dell'amore
Auguri Thomas!
1 febbraio 2014
“Fai della tua vita un sogno, e di un sogno, una realtà”.
(Antoine-Marie Roger de Saint-Exupery)
Caro Thomas,
sembra ieri, invece sono trascorsi già 4 anni da quella
indimenticabile notte in cui i nostri volti si sono incontrati
per la prima volta…
Ora sei diventato un “ometto” e stai dimostrando ogni
giorno il tuo carattere, forte e determinato…hai iniziato la
scuola materna e così hai fatto il tuo primo incontro con il
mondo…ti auguriamo che tu possa vivere ogni giorno con
immensa gioia, curiosità e amore affinché ogni tuo sogno
si possa realizzare…e che Gesù ti protegga sempre perché
la salute, la pace e la vera felicità facciano da sfondo ad
ogni giorno della tua vita…
Tanti auguri piccolo principe da mamma Chiara, babbo
Emanuele, dai nonni Maria e Giancarlo, Bruna e Nazzareno…
GLI ANNUNCI VANNO PORTATI
IN REDAZIONE,
PIAZZA GIOVANNI PAOLO II,
ENTRO IL MARTEDÌ MATTINA
Per non
lasciarli soli
I volontari dell’Associazione Animalisti
Italiani di Fabriano si occupano di molte
colonie di gatti nel fabrianese.
Oltre al grande lavoro delle adozioni, i
gatti vengono curati, sterilizzati, svezzati
quando vengono abbandonati piccolissimi
e vengono anche sfamati.
Circa 160 gatti gestiti dignitosamente e
con cura.
Si chiede l’aiuto dei concittadini, di coloro che amano gli animali, di coloro che
conoscono il grande lavoro che si svolge
con fatica in assenza di risorse finanziarie.
Chiunque vorrà regalare del cibo per i
gatti potrà farlo presso alcuni negozi di
Fabriano dove è stato messo un contenitore
dell’associazione. Il cibo che ognuno vorrà
comperare lo depositerà nel contenitore
e periodicamente i volontari andranno a
ritirarlo.
Ecco dove trovare il contenitore. Supermercati: Coal – Conad – Coop. Negozi: Agripiù
di Cofani Lorenzo – Gatto Silvestro - Isola
dei Tesori – Stella Mangimi.
Un grazie ai titolari di questi punti vendita
per la loro ospitalità preziosa. Grazie a tutti
coloro che regaleranno «una pappa» ai gatti
che non hanno una casa. Animalisti Italiani
Fabriano - [email protected] 3381159663.
Un grazie
all'Ortopedia
La famiglia Zepponi Isidori sentitamente ringrazia tutto lo staff del reparto Ortopedia, con
il primario dott. Salari, per l'alta professionalità
dimostrata in occasione dell'intervento di protesi
al ginocchio destro, effettuato dalla signora
Dora Isidori.
Inoltre si intende anche ringraziare tutto lo staff
della sala operatoria e del reparto riabilitazione
dell'ospedale civile di Fabriano.
Croce Azzurra: un corso di primo soccorso
L’Associazione Volontaria di Soccorso Croce Azzurra Fabriano, via Brodolini 22, tel. 0732629444, effettua servizi di trasporto sanitario di tutti i tipi e per tutte le destinazioni. Con il
motto “Unitevi a noi” si può diventare volontario e quindi potersi impegnare nel tempo libero
con un aiuto a chi, in alcuni momenti, ha più bisogno di noi. Con questo intento la Croce
Azzurra Fabriano organizza il 23° corso di Primo Soccorso che inizierà il giorno 11 febbraio
presso la sua sede, nei giorni di martedì e venerdì dalle ore 21 alle ore 22.30. Iscrizioni ed
informazioni tutti i giorni dalle ore 16 alle ore 19. Il corso aperto a tutta la popolazione è
gratuito ed è tenuto da medici specialisti in medicina d’urgenza, da personale qualificato e
da volontari istruttori. Al termine dopo un periodo di
affiancamento verrà rilasciato un attestato di Primo
Soccorso.
Incontro concerto
in favore dell'Avsi
Due recensioni
degli studenti
del Liceo Scientifico
sui libri vincitori
del recente
Premio Nazionale
"Città di Fabriano"
E’ Paolo Ruffilli con “Affari di cuore” il vincitore della sezione dedicata alla poesia nell’ambito del Premio Nazionale
“Città di Fabriano”, patrocinato dalla Fondazione Carifac,
che si è concluso il 7 dicembre presso l’Oratorio della Carità, con la presentazione degli autori finalisti e la votazione
finale della giuria popolare. Sentire la voce di autori di
prim'ordine nel panorama della poesia contemporanea, leggere testi di solito trascurati dalla prassi scolastica e cercare
di esprimere consapevolmente un voto di preferenza sono
stati i momenti centrali di un'esperienza davvero inedita per
uno studente di liceo, il cui approccio alla letteratura, e in
particolare alla poesia, è spesso faticoso e un po' libresco. Per quanto mi riguarda, ho scelto
la strada dell’empatia, dapprima con alcune immagini del libro e in seguito con le parole
dell’autore stesso, che si è proposto al pubblico con semplicità e onestà intellettuale. Ruffilli
si è dichiarato cosciente di aver corso un grande rischio: parlare senza retorica dell'amore, un
sentimento da sempre al centro sia dell’immaginario comune che della tradizione letteraria,
non era facile. Dalla sua audacia umana e poetica è scaturito un libro coraggioso, che non
teme di diventare impudico: il lettore è condotto per mano nel misterioso labirinto dell’amore
e dell’eros, legato alla concretezza di un incontro. Il rapporto con una donna diventa così
volontà di condivisione autentica, sogno d’evasione, momento conoscitivo ma anche scontro
fisico e mentale, fino all’assimilazione quasi cannibalica dell’altro. La poesia di Ruffilli non
assume mai accenti didascalici ma conquista il lettore con immagini forti e fulminee, propone
frammenti di vita vissuta e li trasfigura
conservandone l’intrinseca e spesso
Ruffilli e Garavelli,
drammatica verità. Affari di cuore è il
vincitori
libro di un uomo adulto e di un poeta
del "Città di Fabriano"
esperto, ma la conflittualità che indaga
ed esibisce non può che affascinare un
adolescente.
Beatrice Brunetti,
Liceo scientifico “Vito Volterra”
Quell'ordinario
mistero
Il libro “L'oscurità degli angeli” di Bianca Garavelli è risultato vincitore del Premio Nazionale
“Città di Fabriano”, patrocinato dalla Fondazione Carifac, svoltosi il 7 dicembre all'Oratorio
della Carità di Fabriano; a decretarlo vincitore della sezione dedicata alla narrativa è stata
una giuria popolare di ben trenta persone, tra cui alcuni liceali. Il libro è composto da nove
racconti, tra loro indipendenti e molto brevi, tenuti insieme da un sottile filo conduttore noir
che lega tra loro le varie storie. In ogni testo, infatti, è presente almeno un personaggio
dalle caratteristiche imprevedibili e talvolta quasi soprannaturali; i racconti risultano a tratti
inquietanti, i loro protagonisti irrequieti e irrisolti. Ne deriva una narrazione che unisce
elementi tipici del giallo, del thriller e del genere fantastico-surreale. Ogni volta, in un
crescendo di tensione, l’autrice riesce a spingere il lettore a riflettere sulla complessità e sui
segreti della natura umana, indagata con acutezza e al contempo con rispettosa coscienza
del suo intrinseco mistero.
Delle nove storie la più lunga e strutturata è la prima, L’amico di Arianna, particolarmente
drammatica: qui la protagonista, Arianna, è stata segnata da un'infanzia infelice che ha
annullato in lei le capacità comunicative e che l'ha resa distaccata dal mondo circostante,
legandola quasi visceralmente al tempo immobile della natia Mantova. Questo primo racconto è il più tetro del libro; la figura di Arianna risulta ambigua e a tratti perfino angelica,
ben delineata ma anche evanescente, quasi annullata nella trama degli eventi. Le tematiche
degli altri racconti sono molto eterogenee: vi è il tema della fede, che a volte vacilla, il
tema della perdita dei genitori o di una persona cara e quello delle tradizioni e dei ricordi,
che - come ha spiegato la stessa Garavelli nella serata conclusiva - è stato il nucleo generatore dell'intero libro, ispirato dal fascino affabulatorio delle narrazioni popolari. Più a se
stante rispetto agli altri, l'ultimo racconto è un chiaro omaggio a Dante, l’autore che ormai
da decenni polarizza l’interesse critico della Garavelli, che nasce proprio come dantista.
Attraverso il filtro romanzesco, il testo interpreta in modo del tutto originale la profetica
allegoria del “veltro”, presente del primo canto dell’Inferno: lo strumento per risanare i mali
del mondo - a cui il “veltro” allude - sarebbe la stessa Commedia, che l’autrice immagina
vergata da Dante su carta prodotta da artigiani fabrianesi. Anche Fabriano avrebbe dunque
cooperato, nel suo piccolo, ad un ambizioso progetto salvifico.
Lucia Belardinelli, Liceo scientifico “Vito Volterra”
Primavera con l'Avis:
pranzo a Marotta
L'Avis di Fabriano organizza il pranzo di
primavera per domenica 30 marzo presso
il ristorante “La Riva” di Marotta. Sono
aperte le iscrizioni.
Domenica 16 febbraio alle 17.30
avrà luogo presso il Teatro della
Misericordia il concerto-incontro
con il gruppo “Il turno di guardia” (composto da Andrea Petrini
alla chitarra, Gianni Zappaterreni
voce solista, Giovanni Mosciatti
alla tromba, Mauro Mosciatti alla
batteria, Paolo Lepri alle tastiere
e Roberto Zamponi al basso) con
ingresso ad offerta perché l’evento
è stato organizzato per sostenere
i progetti Avsi. Quest’anno l’aiuto
andrà a sostenere i rifugiati siriani
ed un intervento per la diocesi di
Aleppo in Siria, una scuola a Nairobi in Kenya come sostegno alle
attività educative, i giovani nelle
aree disagiate di Lima nel Perù ed
i coltivatori di cacao in Amazzonia,
una casa per ragazzi invalidi da
realizzare a Kharkov in Ucraina.
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L'Azione 1 FEBBRAIO 2014
>CRONACA
E' possibile effettuare una visita virtuale
che ripercorre la storia
e la tradizione di questo prodotto
che rende Fabriano celebre nel mondo
In questa immagine,
una delle visualizzazioni
che si possono vedere
su www.google.it/madeinitaly
che riguardano
la carta di Fabriano
La nostra carta su Google
Il noto motore di ricerca ha dedicato uno spazio alle eccellenze
taccuino
“R
ingrazio per la
partecipazione del
Museo della Carta
e della Filigrana
all’evento Made in Italy: fantastico
stand, bellissima presentazione di
un prodotto di grande fascino. Resto
a disposizione per futuri sviluppi
della nostra collaborazione”.
Un messaggio di ringraziamento e
di apprezzamento come altri ricevuti dal museo fabrianese se non fosse
che a inviarlo è stato Carlo d’Asaro
Biondo, presidente di Google, area
Sud e Est Europa, Medio Oriente e
Africa. L’occasione dell’incontro
tra la plurisecolare carta di Fabriano
e il motore di ricerca più cliccato al
mondo è stata offerta proprio dalla
presentazione a Roma dell’ultima
piattaforma digitale realizzata dalla
multinazionale di Mountain View,
negli spazi del Nazionale Spazio
Eventi allestiti, per l’occasione, con
i colori del marchio Google.
Oltre alle eccellenze enogastronomiche gli organizzatori hanno
allestito cinque isole dedicate
all’artigianato occupate dalla liuteria di Cremona, dalla gioielleria
di Firenze ed Arezzo, dai tessuti di
Firenze e umbri e dalle ceramiche
di Faenza e Deruta con, al centro,
la carta di Fabriano prodotta “live”
dal mastro cartaio del Museo della
Carta e della Filigrana. Protago-
nista dell’evento la presentazione
ufficiale del progetto Made in Italy:
eccellenze in digitale, portale che si
propone di avvicinare le eccellenze
del nostro Paese alla rete e al suo
grande potenziale economico e di
export. Del resto, nonostante la
crisi, il Made in Italy conferma il
suo appeal in controtendenza se,
come è stato registrato, nel 2013,
le ricerche legate a prodotti del Bel
Paese sono cresciute del 12% sul
motore di ricerca.
La moda è la categoria più cercata
mentre turismo e agroalimentare
sono le categorie che segnano la
crescita più significativa e questo
nonostante il Made in Italy risulti
ancora poco presente sul web; solo
il 34% delle Pmi ha un proprio sito
internet e appena il 13% lo utilizza
per fare e-commerce. Un trend
di crescita apparso estremamente
interessante a Erich Schmidt e ai
suoi collaboratori tanto che Google,
ottenuto il supporto del Ministero
delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e Unioncamere,
ha messo a lavoro un gruppo di
ingegneri del Google Cultural Institute che in tre mesi hanno dato
forma alla piattaforma google.it/
madeinitaly. Al suo interno, sono
presenti un centinaio di “mostre”
digitali, allestite con racconti,
immagini, video e suggestioni,
E la piazza cittadina
è tra le dodici più belle!
Secondo una classifica stilata dal sito www.iprimidieci.com, dal titolo
“Paesi d’Italia: le dieci piazze più belle”, quella di Fabriano si piazza al
12° posto. Il sito, il cui slogan è “Tutto il mondo è classifica”, ha pubblicato la graduatoria nel 2009. In fondo è possibile leggere una nota degli
ideatori: “Non siamo riusciti ad estrapolare solo 10 piazze... pardon... i
paesi italiani sono 8.108: come si fa? Classifica molto ricercata, abbiamo
scaglionato per voi da aprile almeno 2.000 foto e 300 vedute panoramiche
su youtube, più approfondimenti sui blog e anche conoscenza personale,
avendo visitato in redazione (senza falsa modestia) quasi tutta l’Italia”.
La Piazza del Comune di Fabriano rientra nella classifica e si colloca appunto ad un onorevole dodicesimo posto. La prima posizione è occupata
da Piazza dei Martiri di Carpi, in Emilia Romagna, la seconda da Piazza
Ducale di Vigevano in Lombardia.
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attraverso cui gli internauti di ogni
parte del mondo potranno scoprire
storia e legami con il territorio delle
eccellenze dell’artigianato italiano
e dell’agroalimentare.
Tra questi i prodotti italiani più famosi nel mondo, come Parmigiano
Reggiano, Prosciutto San Daniele,
vetro di Murano e carta Fabriano
ma anche eccellenze meno note
quali per esempio, i cappelli di
Montappone, il merletto di Ascoli
Piceno e il vitellone bianco dell’Appennino Centrale. Presenti all’evento il Ministro dell’Agricoltura,
Nunzia De Girolamo, il presidente
di Unioncamere, Ferruccio Dardanello, il Presidente della Fondazione Symbola, Ermete Realacci e il
prof. Stefano Micelli della Università Ca’ Foscari di Venezia oltre a
circa 300 tra giornalisti operatori
commerciali e rappresentanti di
enti di settore.
“Essere presenti nel portale di Google che promuove le eccellenze
italiane - ha commentato l’assessore
al Turismo Giovanni Balducci – è
un risultato estremamente importante per la carta di Fabriano e per
l’immagine stessa della città che nel
2013, per la verità, ha ricevuto altri
importanti riconoscimenti internazionali, non ultimo quello di Città
Creativa da parte di Unesco. Questa
nuova opportunità favorita dalla Ca-
mera di Commercio di Ancona – ha
aggiunto – ci ha reso partecipi di un
progetto estremamente importante
per il rilancio del Made in Italy nel
mondo, senza contare che ci messo
in diretto contatto con i vertici europei di Google e di Google Cultural
Institute. Questo ci offre la possibilità di presentare al più grande
motore di ricerca mondiale alcuni
progetti, nel campo dell’arte su carta, che ci apprestiamo a realizzare
nel prossimo futuro. La lettera del
presidente Carlo d’Asaro Biondo
– che si è detto disponibile a futuri
sviluppi della collaborazione con il
nostro museo – autorizza ottimismo
in tal senso. Il 2014, anno del 750°
della carta di Fabriano, sarà un anno
particolarmente intenso di attività e
di eventi internazionali attraverso
cui cercheremo di promuovere la
città e la sua tradizione/vocazione
creativa; poter contare sulla partnership di un colosso come Google per
diffondere i nostri progetti sulla rete
– ha concluso l’assessore Giovanni
Balducci - aggiungerebbe un valore
straordinario allo sforzo organizzativo necessario per realizzare il
calendario degli eventi nel quale
figurano due congressi mondiali di
artisti e di studiosi della carta, premi
internazionali, mostre, workshop,
residenze artistiche e molto, molto
altro”.
FABRIANO
FARMACIE
Domenica 2 febbraio
SILVESTRINI
Via Brodolini 24
Tel. 0732 252056
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Domenica 2 febbraio
Self-service aperto in tutti i distributori
EDICOLE
Domenica 2 febbraio
Edicolè Corso della Repubblica
Edicolandia Via La Spina
Morelli Simone Via XIII Luglio
L'Edicolante Via Profili
Belardinelli Via Martiri della Libertà
News snc Stazione ferroviaria
Braconi Alberto Frazione Marischio
Sinopoli Simona Via Corsi
Silvestrini Via Benedetto Croce
CROCE ROSSA
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tel. 0732 21948 orario continuato
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Via Brodolini, 22 tel. 0732 629444
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Rivolgersi al tel. 0732 22860
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Rivolgersi al tel. 0732 7071
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dalle ore 6.30 alle 12.30 e dalle 13.30 alle 19.30
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>FABRIANO<
L'Azione 1 FEBBRAIO 2014
All'ex asilo non si molla!
Il Laboratorio Fabbri ha chiesto la concessione gratuita al Comune
di CHIARA TIBERI
A
quattro mesi dall’occupazione dell’ex asilo
Borgo, quella del Laboratorio Sociale Fabbri è
una realtà pregnante della nostra
città. I ragazzi del centro hanno
presentato in municipio, venerdì
10 gennaio, un progetto di gestione
dello spazio allegando le oltre 700
firme raccolte. L’intento è quello di
legittimare la loro esperienza chiedendo la concessione gratuita dello
stabile e avviare una collaborazione
con l’associazione “Il cantiere delle
idee”. Registrata presso la Camera
di commercio di Ancona, l’associazione di tipo culturale e artigianale
ha conosciuto negli ultimi anni un
considerevole aumento dei propri
membri. Tra le iniziative che hanno contraddistinto la sua attività
di tipo culturale, la realizzazione
del festival “Riparte”, che ha visto
protagonista la nostra città per
quattro edizioni, a cadenza annuale,
da giugno 2009 a giugno 2012. “Il
Cantiere delle Idee” si occupa di
formazione, di sostegno sociale, di
sport, di cultura e di incontro con
“l’altro”. E proprio con l’obiettivo
di contribuire all’arricchimento
culturale e all’accrescimento della
coesione sociale nella città di Fabriano, l’associazione ha chiesto
Gestire il cambiamento veloce, in
uno scenario che allarga sempre di
più i propri orizzonti e richiede una
architettura organizzativa anche
istituzionale differente, che faccia
leva sulla dematerializzazione e la
sburocratizzazione dei processi.
E’ il compito cui sono chiamate le
Regioni in questa complessa fase
attraversata dal nostro Paese.
Di questo ha parlato il presidente
della Regione, Gian Mario Spacca,
nel suo intervento all’incontro con
i presidenti di Marche e Umbria
organizzato a Fabriano dal Club
Ambrosetti “Nuovi modelli di
sviluppo regionale: scenari di
cooperazione innovativa”. Per la
prima volta nella sua storia, il Club
ha riunito due governatori regionali
per avviare un ampio ragionamento
congiunto sul futuro delle aree
distrettuali. Quella di stamattina,
alla presenza di imprenditori delle
due regioni, è stata l’occasione per
discutere dei possibili scenari di
La palestra Rebelde del Laboratorio Sociale Fabbri
all’amministrazione comunale la
concessione gratuita dell’ex asilo
del Borgo, affinché ospiti e faccia da contenitore alle iniziative
proposte. I progetti e le attività
sono innumerevoli: corsi di lingue,
corsi di recitazione teatrale, di
giocoleria, di serigrafia, fotografia,
enologia, cucina, yoga, meditazione; realizzazione di una palestra
autogestita, di una biblioteca popolare, di un orto sociale, di un’aula
studio per studenti; attivazione di
uno sportello di consulenza legale
e psicologica; attività ricreative
per anziani e disabili e tanto altro
ancora. Attualmente l’ex asilo
del Borgo è sotto occupazione,
ma attraverso questa proposta di
gestione si intende regolarizzare
la condizione dell’immobile ripristinando una situazione di legalità.
L’ex asilo risulta assolutamente
idoneo ai progetti che si vogliono
realizzare, sia per la sua metratura
sia per la posizione in cui è collocato, e allo sviluppo e al prosieguo
di quelli già esistenti. Allo stesso
modo l’associazione intende farsi
carico della ristrutturazione interna
e della manutenzione dello stabile,
con l’obiettivo della riqualificazione estetico-funzionale. Nello
spazio esterno all’edificio, infatti,
è presente un giardino che lasciato
nell’incuria più totale per anni, è
già stato oggetto di pulizia da parte
dei ragazzi. Vogliono riqualificarlo,
procedendo alla sistemazione del
verde. L’obiettivo è quello di creare
una piccola area di verde attrezzato
in questa parte della città e di renderla fruibile al pubblico. Questo
giardino verrà inoltre utilizzato
dal mese di aprile per il mercatino
dei prodotti a km 0, e una parte di
esso verrà adibito ad orto sociale
attraverso il quale si intendono sviluppare corsi di agricoltura urbana
e ortoterapia. Il piano seminterrato
è l’area che necessita di maggiori
interventi di riqualificazione. Una
volta eseguiti gli interventi strutturali si intende adibire una stanza
a sala prove insonorizzata e l’altra
ad aula didattica nella produzione
di prodotti artigianali e lavorazione
di prodotti agricoli. Il piano terra risulta essere lo spazio dalla maggior
superficie e le sue stanze verranno
utilizzate per realizzare le attività
elencate pocanzi. Nel primo piano
dell’edificio sono già stati allestiti
alcuni laboratori e uno spazio verrà
adibito a “stanza delle associazioni”, messa a disposizione di tutte
quelle associazioni fabrianesi prive
di una sede in cui riunirsi, il cui coordinamento delle varie iniziative
e decisioni avverrà attraverso lo
strumento dell’assemblea aperta.
All’interno di tale assemblea, una
volta a settimana, verranno discussi
gli aspetti relativi alla gestione ed
al buon funzionamento dei vari progetti. Ma il punto centrale, aldilà
del lodevole progetto presentato,
è che l’associazione non intende
pesare sulle casse comunali, e intende portare avanti le proprie idee
progettuali e la riqualificazione
della struttura con fondi propri e
tramite la cooperazione dei cittadini. Le utenze, come qualsiasi altra
tipologia di spesa, saranno a carico
dell’associazione. A fronte dei ser-
Cooperazione Marche-Umbria
intervento sinergico e condivisione
di iniziative strategiche.
“Globalizzazione, velocità del
cambiamento, dematerializzazione
dei processi, decentramento amministrativo: sono i quattro ‘cavalieri
dell’apocalisse’ che le Regioni si
trovano ad affrontare – ha detto
Spacca - Entro questi quattro punti
cardinali la Regione Marche disegna la propria strategia di governo,
con azioni che incidono in maniera
trasversale su ciascuno di essi. Una
delle principali, che condividiamo
anche con l’Umbria, è la Macroregione adriatico ionica. Una strategia di allargamento degli orizzonti
geografici che abbiamo perseguito
a lungo e con tenacia. Per noi la
Macroregione rappresenta l’occasione per realizzare progetti più
grandi, in grado di raggiungere la
massa critica necessaria per essere
più incisivi”.
Tra gli esempi citati da Spacca,
la sanità, con la possibilità di
mettere a fattore comune delle
regioni dell’area adriatico ionica
eccellenze come la Cardiochirurgia
pediatrica degli Ospedali Riuniti di
Ancona. Sempre in campo sanitario, si sta lavorando all’idea di un
laboratorio di medicina molecolare
che avrà maggiore efficacia se potrà
divenire un progetto interregionale
ed europeo.
Altro tema, le infrastrutture: avere
la possibilità di collocare gli assi
viari nell’ambito di un più ampio
corridoio adriatico, ne agevolerà la realizzazione. Quanto alle
strategie di politica industriale,
tema particolarmente sentito dagli
imprenditori presenti al tavolo, la
Regione Marche ha interpretato la
velocità del cambiamento che sta
interessando il settore, attraverso
la forte spinta sull’internazionalizzazione, sull’aggregazione,
sull’innovazione.
Spacca ha ricordato, per il primo
fattore, che la strategia regionale di
internazionalizzazione non si basa
più soltanto sulla promozione, ma
anche sulle piattaforme logistiche.
“E’ quanto stiamo facendo in Cina,
con i nostri punti di assistenza alle
imprese in Hunan, Shandong e
Dalian, e in Ghana”, ha detto.
Altro tema “sensibile”, il credito.
Anche in questo caso, impegno forte della Regione Marche per favorire la liquidità, attraverso i Fondi di
vizi che verranno messi in campo e
degli interventi di ristrutturazione
che verranno effettuati, si richiede
al sindaco soltanto la possibilità
di accedere ai suoi strumenti di
lavoro e la possibilità di utilizzare
un suo furgone qualora si renderà
necessario trasportare del materiale. Pertanto al Comune di Fabriano
non verrà avanzata alcuna richiesta
di aiuto economico, poiché tale
progetto intende autosostenersi
nel tempo. Questa proposta di gestione nasce dalla volontà di aprire
la struttura alla città, facendola
divenire un luogo di incontro e
aggregazione sulla base dell’idea
di una “casa delle associazioni”.
Diversi studi dimostrano come spazi sociali simili risultino dei punti
di forza in alcuni quartieri, poiché
sono in grado di aumentare il senso
civico e il senso di appartenenza ad
una comunità locale che senza tali
luoghi rischia di sfaldarsi. Dunque
uno spazio come sorta di collante
sociale, in grado di generare senso
del luogo e aumentare la partecipazione ad attività comuni da parte
delle persone.
L’associazione, sulla base del
proprio statuto, fornirà all’ente
comunale un legale rappresentante
e stipulerà un’assicurazione per
salvaguardare le attività che si svolgeranno all’interno dello stabile.
garanzia regionali, e per agevolare,
grazie anche alla prossima programmazione delle risorse europee,
strumenti finanziari innovativi. Tra
i temi su cui Spacca e Marini sono
stati sollecitati dagli imprenditori
presenti, quello della sburocratizzazione (“Le Marche hanno già
fatto molto, ma moltissimo deve
ancora fare lo Stato”, ha detto),
la tassazione (“Bisogna chiamare
ognuno alle proprie responsabilità
e alle proprie competenze: nelle
Marche dal 2004 la pressione
fiscale non solo non è aumentata
ma è addirittura diminuita, con il
taglio delle aliquote regionali Irap
per alcune categorie di imprese, e
Irpef, con circa il 50% dei marchigiani che non pagano un euro
di addizionale”), l’integrazione tra
Marche e Umbria (“Auspicabile
perché consente di avere massa
critica sufficiente per dare risposte
migliori ai bisogni delle comunità
e delle imprese”).
Tares, ecco il chiarimento del Comune sul pagamento
Da sinistra Angelo Tini,
il sindaco Giancarlo Sagramola,
e la dirigente Immacolata
De Simone
Chi paga la Tares entro il 28 febbraio, data di chiusura dell’esercizio finanziario, non sarà soggetto ad
alcun indennizzo d’interesse o mora. E' quello che hanno chiarito il sindaco di Fabriano, Sagramola,
l’assessore al Bilancio e Finanze, Tini e la dirigente dei Servizi Finanziari De Simone. Rassicurazione
tanto attesa da tutti i cittadini, arrivata dopo quasi due mesi "di fandonie" – hanno detto gli interlocutori - di implicazioni completamente inventate, strumentali e costruite dall’opposizione per fomentare
un clima pericoloso e assolutamente deleterio per la pace e la coesione sociale, di cui invece c’è tanto
bisogno in un momento di crisi profonda come quello attuale”. Quindi, ora non restano dubbi per tutti
gli abitanti fabrianesi che hanno pagato la Tares (e sono già l’81%) che non dovranno versare nessun
altro tributo da versare al Comune “compresa” ha sottolineato Tini "la mini Imu". Tutte queste chiacchiere al vento – è stato detto - le sceneggiate di cattivo gusto e l’esasperazione fatta ad arte per arrivare
al tanto peggio tanto meglio da parte dell’opposizione, sono servite soltanto ai giornali per riempire
le pagine e alla minoranza per dire una marea di sciocchezze, dimostrando la loro infinita ignoranza
su norme e regolamenti comunali e nazionali. Noi, come dichiarato in più sedi, abbiamo dato la possibilità di dilazionare il versamento del tanto odiato balzello, usato strumentalmente dall’opposizione
per mettere in serio allarme le persone e questo non aiuta nessuno”. In pratica il tutto si esaurisce nel
semplice rispetto del regolamento sulla Tares: prima si è fatto l’invito di pagamento (quello arrivato ai
contribuenti) dopo di che arriva l’avviso di accertamento (entro 60 giorni) e solo dopo questo periodo
inizia la pratica di riscossione coattiva che coincide con il 28 febbraio, quando si conclude l’esercizio
finanziario. “Quindi - hanno concluso gli amministratori - si chiami dilazione o rateizzazione della
Tares, c’è ed è effettiva, e soprattutto, entro quella data non ci sono sanzioni o more di alcun tipo”.
Daniele Gattucci
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L'Azione 1 FEBBRAIO 2014
>FABRIANO<
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Il cinema ha il suo circolo
La neo associazione intende riportare una sala in centro storico
di SANDRO BAROCCI e RAFFAELLA GATTI
C
ome in molti già sanno, è nata a Fabriano un'associazione per amanti del buon cinema.
L’idea iniziale venuta nel periodo primavera-estate
scorsa è nata dalla volontà di Claudio Ciccarelli.
Vengono svolte tutte le pratiche iniziali, per ufficializzare
il gruppo e vengono designati i componenti del consiglio
direttivo, in cui l’ideatore preferisce non assumere cariche
specifiche. Il consiglio direttivo viene così composto: presidente Giorgio Silvestrini, tesoriere Raffaella Gatti, segretaria
Claudia Carmenati, esperti Massimo Cardinaletti, Cesare
Ramazzotti e Paolo Paladini, socio attivo Daniele Melacotte,
consiglieri Claudio Ciccarelli, Sandro Barocci e Barbara Bellucci (dimissionaria), sindaci revisori e probiviri: Massinissa,
Gasparrini, Malpiedi, Mancini, Morelli e Chiodi.
Il Circolo del cinema che esisteva già a Fabriano molti anni
fa, poi chiuso, ora ritorna facendo parte regolarmente del
circuito Nazionale dei circoli del Cinema.
L’associazione a cui viene dato il nome “Circolo del Cinema
Fabriano” con tanto di logo, non ha scopo di lucro ed ha
l’obiettivo di riportare nel centro storico della città almeno
una sala cinematografica, momentaneamente assente (auspicabile il cinema Montini); a questo fine l’associazione
ha presentato regolare richiesta al Comune, entro i termini
richiesti del 31 ottobre 2013.
Momentaneamente in attesa di altra sede, i film verranno
proiettati al “Cine Teatro” della parrocchia dela Misericordia
Gambucci guida
il "Marche Press"
Sala-teatro dellla Misericordia
in una sala confortevole e riscaldata.
La tessera d’iscrizione ha il costo di 5 euro e avrà validità
un anno, il tesseramento è aperto in qualunque momento.
Le programmazioni avranno la cadenza di due film mensili:
si è partiti il 23 gennaio e si proseguirà giovedì 6 febbraio
con "Becket ed il suo re" di Glenville alle 21.15 e a seguire
giovedì 20 febbraio con "Bellissima" di Visconti sempre alle
21.15 E’ auspicabile un dialogo e qualunque suggerimento
verrà tenuto in considerazione e valutato per migliorare l’operato e soddisfare i desideri di ciascuno. E’ stato infine aperto
un gruppo Facebook, su cui verranno riportati programmi e
attività e si potrà instaurare un confronto tra i componenti,
aperto al mondo del cinema e altro.
Inaugurato il Centro famiglie
Se la riuscita di un'iniziativa si giudicasse dai sorrisi dei
bambini e da quelli dei loro genitori, potremmo tranquillamente dire che l'inaugurazione del nuovo Centro
per le Famiglie di Fabriano - voluto da Regione, Ambito
Territoriale Sociale e Comune - è stata un vero successo:
moltissime le famiglie che sabato scorso hanno affollato
i locali in Piazzetta del Podestà e quelli del Ridotto del
Teatro Gentile per partecipare, curiosare, incontrare altre
famiglie, e già iniziare - sorprendentemente - a proporre
idee ed offrire disponibilità per la gestione di questo
nuovo spazio. Bravissimi i due giovani artisti della Compagnia Mille Facce, i marchigiani Simon Luca Barboni e
Mirco Bruzzesi, che nel primo pomeriggio hanno gestito
quasi 50 bambini (e relativi genitori!) portandoli nel
magico mondo dell'illusionismo e della giocoleria grazie
ad un fantastico laboratorio per "apprendisti maghi", e
che si sono più tardi esibiti, in un affollatissimo Ridotto
del Teatro, nello spettacolo comico "Mago per Svago".
In mezzo, taglio del nastro nei locali che ospiteranno il
Centro per le Famiglie, alla presenza dell'assessore ai
Servizi Sociali Giorgio Saitta, della dirigente del settore
Servizi Finanziari Immacolata De Simone e del Coordinatore d'Ambito Lamberto Pellegrini. Ora si parte: il Centro
sarà aperto, ad accesso libero e gratuito, ogni martedì e
domenica dalle 17 alle 19, con un ricco programma di
attività disponibile sul sito del Comune, messo a punto
grazie alla disponibilità di associazioni, cooperative e
singoli volontari. I locali sono quelli del Centro Sollievo,
in Piazzetta del Podestà n. 8. Per qualsiasi informazione si
può contattare l'Ambito Territoriale Sociale n. 10, presso
la sede municipale, tel. 0732.709307, e-mail: ambito10@
comune.fabriano.an.it.
Francesca Rogari
Venerdì 24 gennaio i giornalisti del comprensorio
montano si sono incontrati nella chiesa di San
Giuseppe Lavoratore per
festeggiare il patrono S.
Francesco di Sales. Don
Tonino Lasconi, assistente Ucsi, ha celebrato la
Santa Messa, alla presenza
del vescovo della Diocesi
di Fabriano e Matelica,
Giancarlo Vecerrica. Presule e parroco del San Giuseppe Lavoratore hanno salutato i trenta giornalisti
presenti alla cerimonia, soffermandosi entrambi sul
messaggio di Papa Francesco dedicato alla Giornata
Mondiale delle Comunicazioni che la Chiesa celebrerà
il 1 giugno. “La comunicazione conquista e dono per
tutta l’umanità” la sintesi di una missiva in cui si parla
di rete e le periferie, di prossimità nei media sociali
e di una comunicazione che sia “olio profumato per
il dolore – sono parole di Papa Francesco – e vino
buono per l’allegria”. Allegria e confronto sui temi
della deontologia professionale non sono mancati al
termine del rito religioso quando è iniziata l’assemblea
del Circolo della Stampa Marche Press, caratterizzato
dall’elezione unanime del nuovo presidente: Luciano
Gambucci, (nella foto) subentrato a Carlo Cammoranesi e del nuovo direttivo del Circolo della Stampa
Marche Press, composto dal presidente Gambucci, dai
vice presidenti Giuseppina Ferroni ed Egidio Montemezzo, segretario Daniele Gattucci. “Il mio impegno
alla presidenza del circolo della stampa Marche Press
– ha dichiarato Cammoranesi - non può essere ora così
forte come in passato, causa sopraggiunti incarichi che
ho ricevuto all’interno del consiglio nazionale della
Fisc, la Federazione dei settimanali cattolici. Ma non
farò mancare il mio appoggio ad un’associazione che
rappresenta un fiore all’occhiello per l’intera regione,
come esempio di organizzazione di eventi, di condivisione di problematiche e di amicizia professionale ed
umana". La partecipata assemblea, come detto, primo
appuntamento del consiglio direttivo del Circolo comprensoriale della Stampa “Marche Press”, seguendo
l’orientamento del pieno rispetto della rappresentanza
territoriale, ha stabilito gli incarichi istituzionali: al
vertice il veterano dei giornalisti fabrianesi Luciano
Gambucci, due i vice presidenti, Giuseppina Ferroni di
Sassoferrato ed Egidio Montemezzo di Matelica, con
l’assegnazione dell’incarico di segretario a Daniele
Gattucci, che ha riottenuto anche il ruolo di addetto
stampa così come Montemezzo ha ricevuto ancora il
compito di tesoriere. Discussione e confronto sono
proseguite nel corso di una ricca conviviale, tenuta nei
locali parrocchiali, gentilmente messi a disposizione
da don Tonino Lasconi.
d.g.
A Fabriano sono state recentemente installate due stazioni
per il bike sharing, il servizio pubblico di biciclette. Questo
strumento rientra nella mobilità sostenibile in grado di diminuire gli impatti ambientali e socio-economici generati dai
servizi privati e messo a disposizione dalle amministrazioni
pubbliche. “Il progetto”, spiega Giuseppe Galli, assessore alla
Mobilità e ai Trasporti del nostro Comune, "è stato adottato
dalla precedente amministrazione ed è ora in via di start up,
inserito nel contesto più ampio del Put, il Piano Urbano del
Traffico, di cui si sta continuando il lavoro. Fabriano ha le
caratteristiche morfologiche per assimilare il progetto, le cui
stazioni sono destinate a tre punti strategici della città come il
parcheggio scambiatore di via Dante, la stazione ferroviaria
e il parcheggio di viale Moccia”. Continua Galli nella sua
disamina: “Per ora sono state posizionate due postazioni,
una delle quali alla stazione, ancora entrambe senza bici, ma
tra poco le vedremo pronte ad essere pedalate. Lo scopo è
quello di integrare i mezzi pubblici all'utilizzo delle biciclette
condivise per i viaggi di prossimità dove il mezzo pubblico
non arriva. È quindi una possibile soluzione al problema del
cosiddetto ultimo chilometro, cioè quel tratto di percorso che
07 fabriano.indd 2
Ecco il bike sharing
Le postazioni installate presso
il parcheggio della stazione
separa la fermata del mezzo pubblico alla destinazione finale
dell’utente. Nelle stazioni del bike sharing sono previste
anche delle prese di corrente per auto elettriche o ibride e
biciclette elettriche.
Le bici in dotazione, infatti, consentono la scelta tra la pedalata tradizionale e la pedalata assistita, cioè coadiuvata
dall'elettricità. Queste sono bloccate e utilizzabili dopo averle
sbloccate (generalmente o con una chiave o con una tessera).
Il servizio quindi richiede una registrazione per la consegna
delle chiavi o della tessera: in questo modo si scoraggiano i
furti poiché si è a conoscenza di chi ha utilizzato la bicicletta
in quel momento. “I costi di utilizzo sono scarsi e il numero
di bici per ora limitato. L'augurio è quello che il progetto,
che sarà attivo a giorni, nei primi di febbraio, decolli e
sensibilizzi la città alla cultura green”, aggiunge l’assessore Galli. Chissà se questa innovativa possibilità, messa a
disposizione dall’amministrazione locale, non favorisca un
ulteriore stimolo al cittadino per farlo innamorare un po'di
più dell’aria aperta, del risparmio energetico e dei mezzi a
scarso impatto ambientale.
Elisa Pallotta
29/01/14 10.35
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>SPECIALE SCUOLA<
L'Azione 1 FEBBRAIO 2014
La memoria della musica
La scomparsa di Claudio Abbado e alcune riflessioni sui talenti professionali
di EMILIO PROCACCINI*
L
a scomparsa di
Claudio Abbado,
data la grandezza e
la complessità della
sua figura, ha imposto tutta
una serie di riflessioni che
hanno riguardato non solo il
ruolo di interprete ma anche
quello di intellettuale attento alle dinamiche sociali ed
educative. Proprio per questa
sua peculiarità ha sempre
favorito, in forza del suo
carisma artistico ed umano,
la costituzione di orchestre
giovanili (Mahler Jugendorchester, Orchestra Mozart
di Bologna – la sua ultima
creatura) che ha forgiato
con autorevole dedizione ed
immensa sapienza musicale.
Tale attitudine lo ha anche
spinto ad andare alla radice
dei meccanismi educativi e
pedagogici che possono far
crescere i talenti musicali: in
particolare ha conosciuto da
vicino l’ormai mitica esperienza venezuelana ideata
dal musicista ed economista
Josè Antonio Abreu e definita come “El sistema”. Dal
1975, attraverso la fondazione una capillare rete di scuole
diffuse nei più reconditi
territori venezuelani e grazie all’ininterrotto appoggio
di tutte le amministrazioni
pubbliche che si sono succedute nel paese sudamericano,
migliaia di ragazzi e ragazze
hanno costituito gruppi di
musica di insieme nei quali hanno maturato identità
socialmente positive, per
effetto della sottrazione da
condizioni di vita abbrutite
da povertà e disagio, ed
artisticamente significative.
Da tale contesto sono sorte
orchestre professionali e
si sono affermati direttori
divenuti poi, come ad esempio Gustavo Dudamel, vere
e proprie star del panorama
concertistico internazionale.
Se è stato possibile costruire
una realtà didattica e produttiva di siffatte caratteristiche
in un paese come il Venezuela, ricco di potenzialità
ma non certo paragonabile a
situazioni europee in quanto
alla disponibilità di strutture
educative e sociali, l’Italia, con il suo patrimonio
storico-artistico, potrebbe
legittimamente risultare in
una posizione di preminenza
nell’educazione musicale.
Ed invece, nonostante la
sua storia musicale, l’Italia
si trova ad arrancare quanto a capacità di diffondere
sistematicamente la pratica
strumentale e vocale da cui,
poi, individuare e far crescere
i talenti professionali da un
lato e creare, dall’altro, una
diffusa cultura musicale.
In termini di progressione e
tipologia di studi, l’attuale
fase si sta caratterizzando per la transizione fra il
passaggio del conservatorio
da segmento secondario a
universitario, articolato nei
codificati triennio e biennio,
e per la conseguente ordinamentazione propedeutica
del liceo musicale. Il sistema
potrebbe dirsi compiuto in
Claudio Abbado, durante un concerto
considerazione dell’ormai
più che trentennale esperienza dei corsi musicali
della scuola media. Eppure
c’è proprio la percezione di
trovarsi in una transizione
infinita dove i conservatori
continuano, in virtù della
propria autonomia statutaria,
a far sostenere gli esami secondo i vecchi ordinamenti;
parallelamente, si è in attesa
che i licei musicali compiano
il loro primo quinquennio di
attuazione per poi verificare
quale livello in uscita riescano a garantire ai suoi alunni
e, soprattutto, quanto tale
livello sia compatibile con
i requisiti in entrata attesi
dai conservatori-accademia.
All’inizio del percorso, invece, i corsi musicali di scuola
media hanno sì conquistato un fondamentale ruolo
formativo ed orientativo,
ma probabilmente un avvio anticipato e sistematico di esperienze vocali e
strumentali nel corso della
scuola primaria conferirebbe
all’arco degli studi musicali
una maggiore potenzialità
educativa. A completamento del quadro generale, va
osservato come la saltuarietà
dell’educazione musicale
nella scuola primaria (legata
alla disponibilità o meno di
competenze specifiche degli
insegnanti curricolari ed alla
quasi sistematica ricerca di
esperti esterni), la canonica
coppia di ore settimanali
della scuola media e, ad
eccezione del liceo delle
scienze umane e di qualche
residua sperimentazione, la
totale assenza nella scuola
superiore disegnino un profilo sistemico assolutamente
debole e disorganico rispetto
alle strutture pedagogiche
degli altri paesi europei. La
nomina di Abbado a senatore
a vita (i cui emolumenti egli
aveva destinato alla Scuola
di Fiesole) avrebbe potuto,
in prospettiva, fungere da
stimolo ad una sensibilizzazione politico-istituzionale,
al momento vacante, verso
un futuro costruttivo degli
studi musicali nazionali.
Dovremo accontentarci, per
il momento, di coltivarne
la memoria e l’esperienza
concreta almeno come dimostrazione di una possibile,
in quanto realizzata, capacità
progettuale e culturale.
*dirigente scolastico
Dialogo tra docenti scolastici e un'idea di comunità
Invitata a contribuire al dibattito attorno alla scuola mi è stato chiesto, in particolare, di considerare l’esperienza professionale nella direzione degli Istituti Comprensivi, organizzazione
della scuola di base “in verticale”.
La scuola di base, infanzia, primaria e secondaria di 1° grado insiste in un’unica Istituzione
scolastica autonoma.
L’Istituto Comprensivo nasce nel 1994 nell’ambito di un provvedimento sulla tutela delle
zone di montagna; la verticalizzazione consentiva la persistenza di istituzioni scolastiche
autonome nelle zone di montagna e micro territori.
Ha però acquistato via via un valore aggiunto, proprio per le riforme che hanno interessato
la scuola di base.
Oggi costituisce la normalità dell’ordinamento scolastico, tale è la sua generalizzazione.
L’Istituto Comprensivo non è solo insieme dei tre segmenti scolastici ma anche di diversi
plessi, luoghi in cui viene offerto il servizio scolastico, pertanto luoghi in cui interagiscono
le dinamiche dell’insegnamento-apprendimento.
E’ chiaro che in un’organizzazione così complessa il dirigente scolastico è figura strategica
che deve dare un senso profondo alla “comprensività”, favorendo soluzioni pedagogico - organizzative innovative, che valorizzino il principio della continuità, che è l’elemento fondativo
nelle Indicazioni per il curriculo.
Il ruolo trainante del dirigente scolastico si muove attorno alla condivisione di una idea di
08 fabriano.indd 2
comunità professionale responsabile dell’andamento dei risultati della scuola.
Tutti i docenti, tutto il personale viene valorizzato nello specifico, rispettando la storia professionale di ciascuno.
E allora collegio dei docenti unitario, dipartimenti e commissioni, il cui dibattito affronti la
qualità delle didattiche in classe, l’utilizzo delle tecnologie, la cultura valutativa, i processi di
inclusione, il clima sociale e, con un’attenzione particolare, il rapporto con i genitori e con il
territorio. E’ importante far dialogare la scuola dell’infanzia con la scuola primaria e con la
scuola secondaria realizzando momenti di formazione comune e altrettanti specifici, perché
le diverse professionalità trovino sviluppo e coerenze spendibili nella comunità scolastica.
La mia esperienza evidenzia la difficoltà dei dialogo tra docenti di diversi segmenti, perché
spesso l’autoreferenzialità prevale sul confronto e perché il cambiamento richiede impegno
e formazione che non tutti riescono ad affrontare, o hanno paura di affrontare. Sicuramente
non bisogna demordere.
Credere nell’Istituto Comprensivo significa costruire un ambiente professionale orientato
alla ricerca e alla formazione mettendo a disposizione fondi per iniziative di autovalutazione,
miglioramento e rendicontazione sociale.
Quella dell’Istituto Comprensivo è una innovazione ancora da studiare e che richiede il supporto della norma e della contrattazione.
Adriana Verdini, dirigente scolastico
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>FABRIANO<
L'Azione 1 FEBBRAIO 2014
Ritorna la danza sportiva
A febbraio Coppa Italia al PalaGuerrieri: il traino è anche turistico
di JACOPO DEL PIO
L
a danza sportiva rappresenta la trasposizione
del ballo, generalmente
di coppia, da disciplina
artistica in disciplina sportiva,
con proprie regole, competizioni e
gare agonistiche, il cui livello varia
dall’amatoriale al professionistico
suddiviso in varie classi. Viene
riconosciuta dal Coni come sport
ufficiale nel 1997. Il Comune di Fabriano la incontra per la prima volta
nel 2010. Essa è una disciplina,
dove sport-turismo vanno a braccetto in maniera impressionante.
In un fine settimana, mediamente,
in una gara si contano circa 2500
persone riguardanti ogni fascia
d'età. Quindi un gran numero di
persone che oltre a seguire le gare
di danza, rappresenta una fonte importantissima anche per il turismo
locale. Gli appassionati vengono da
ogni parte del Paese e la centralità
di Fabriano rispetto all'Italia
è un fattore importante da
sfruttare. Vista la portata
del fenomeno, si fece un
accordo con Foligno e con
la Federazione per portare
alcune gare anche nella nostra città, facendola diventare
una sede fissa; l’ultima risale
al 2012, ancorché fosse una
manifestazione di carattere
interregionale. All’epoca si
stava valutando con gli organi
federali di portare a Fabriano
circa una quindicina di gare
che avrebbero portato nel nostro
comprensorio oltre le 30mila persone. Purtroppo il commissariamento
della Federazione ha comportato la
sospensione delle manifestazioni
per un anno e mezzo. Ma la lungimiranza dell’assessore Giovanni
Balducci ha fatto sì che i rapporti
con il commissario della Federazione non andassero interrotti, né con
i comitati regionali. Si disputa nel
frattempo però la “Coppa Italia”,
che prevede purtroppo solo sei gare
all’anno: due al Nord, due al Centro
e due al Sud, affidate ai rispettivi
comitati regionali. Fabriano si è
proposta alla federazione come
sede, e fortunatamente avendo
avuto buoni riscontri in passato,
la Federazione umbra ha chiesto
di ospitare nella nostra città una
delle due gare del centro Italia il
BREVI
DA FABRIANO
Farmaci scaduti
alla portata di tutti!
Passando davanti alla Farmacia
Comunale vicino
al supermercato
Coop si può vedere
ormai da diverso
tempo un ammasso
di farmaci scaduti
depositati in quel
punto di raccolta, che rimangono
pericolosamente
alla portata di tutti. Mi sono informata e mi hanno
detto che il ritiro
spetta ad Ancona Ambiente, che
pur essendo stata
sollecitata non ha
ancora provveduto al ritiro. Credo che come avviene per la carta, la
plastica, il vetro, a maggior ragione debba esserci un giorno fissato
per il ritiro dei farmaci scaduti, poiché a differenza degli altri rifiuti
rappresentano un pericolo per i cittadini.
p.r.
Polpette avvelenate
A volte il comportamento di certa gente è proprio incomprensibile! La
nuova segnalazione, pubblicata dalla redazione di Radio Gold News, riguarda oggi i nostri amici a quattro zampe. L’Umbria detiene il record di
avvelenamenti denunciati con decine e decine di casi di cani avvelenati e
successiva morte. Nell’Altotevere ci sono state più di quaranta denunce.
Lega Nord Umbria è disposta a pagare 2 mila euro di taglia a coloro
che riescono a fornire indicazioni precise per l’identificazione di questi
criminali. Scatta la preoccupazione anche nel nostro comprensorio. A
Marischio, infatti, si sono verificati episodi analoghi. Nella famosa pineta, ricca di vegetazione e di un “Percorso Vita” per gli amanti del fitness
all’aria aperta, alcuni cani sono stati avvelenati con polpette killer. Tre i
cani colpiti nelle ultime settimane. Uno è morto mentre gli altri stanno
ancora combattendo e soffrendo. Commenta un marischiano: “Mi domando
a chi possano dare fastidio i cani sul monte, tanto da arrivare a fare delle
polpette avvelenate! Una vergogna!”. Intanto, nelle ultime ore, nuova
emergenza "polpette avvelenate". Alcune sono state ritrovate vicino la
recinzione dello spazio riservato ai cani poco lontano dal Cimitero delle
Cortine di Fabriano. Il cane, da sempre migliore amico dell’uomo, crea
legami particolari all’interno di una famiglia e solo chi ha un cane riesce a
comprendere questo rapporto. Queste sono ore di sofferenza per l’animale
e per i suoi proprietari. Occhi aperti, prudenza e coraggio nel segnalare
alle Forze dell’Ordine eventuali persone sospette.
~ COLTIVAVA CANNABIS
Genga, 18 gennaio, sera. I Carabinieri
arrestano un 43enne del luogo, disoccupato, per “coltivazione e detenzione a fini di spaccio” di cannabis che
coltivava in casa, ed inoltre spacciava
marijuana. L’uomo, processato e
condannato con la condizionale, ad
un anno e sei mesi di reclusione, è
stato multato anche di 5.000 euro.
Aveva in casa sei piante di “cannabis
sativa” alte ognuna 130 centimetri e
70 grammi di marijuana, inoltre anche
20 grammi di semi della stessa.
~ ANDATO VIA DA CASA
Fabriano, 20 gennaio. Un 27enne si
allontana da casa dopo un litigio in
famiglia a bordo di una Opel Tigra
e da giorni non dà sue notizie ed è
irrintracciabile perché il suo telefonino è spento. Le Forze dell’Ordine,
allertate, lo stanno cercando.
~ TRENI BLOCCATI 13 ORE
Genga, 23 gennaio ore 15.25. Il
tratto di ferrovia Genga-Serra San
Quirico, per un guasto elettrico forse
accidentale, si blocca ed i passeggeri
vengono fatti spostare tra le due
stazioni con l’autobus. La riparazione
della rottura è stata terminata alle
4.30 del giorno dopo.
~ 16ENNE AVEVA RUBATO
OCCHIALI
Fabriano, giorni fa. La Polizia dopo
indagini scopre che una ragazza di
16 anni aveva rubato occhiali del
valore di 800 euro in un negozio del
centro. La ragazza è stata denunciata
per furto aggravato.
prossimo 15 e 16 febbraio. Ciò significa che il
lavoro svolto in 2 anni di
vacatio sta dando i propri frutti. E’ previsto un
incontro fra l’assessore
Balducci ed il presidente
della Federazione umbra, con l’organizzazione
e con il comitato regionale marchigiano al fine
di rilanciare il discorso
danza sportiva a Fabriano. Anche se si riuscisse
a farsi assegnare una sola
gara, la cosa è comunque importante perché vedrà in un fine settimana
l'arrivo di circa 2.500-3.000 persone. Le strutture ricettive sono già
state informate per far sì che l’accoglienza sia ineccepibile e pronta
da subito. Se su 6 gare, una viene
assegnata alla nostra città, è già un
bel segnale che dimostra come Fabriano sia riuscita a farsi apprezzare
anche dagli appassionati di questa
disciplina sportiva. L'auspicio è che
mantenendo i contatti con la Federazione, per quando ricominceranno
i campionati, Fabriano venga presa
in considerazione come una delle
sedi per le gare nell’ipotesi che la
medesima Federazione riesca ad organizzare il campionato 2014/2015,
comprendente una quindicina di
gare disseminate in tutta Italia. Se
Fabriano riuscisse a farsi assegnare
quattro-cinque gare, significherebbe portare in città dalle 10 alle
15mila persone. Le prospettive
sono comunque rosee, in quanto
da parte degli sportivi c'è una forte
richiesta verso la nostra struttura
(Palaguerrieri) e per quello che la
nostra città è in grado di offrire.
Il prossimo appuntamento con la
danza sportiva è per la “Coppa Italia – settore Centro” classi B e C; le
gare si svolgeranno al PalaGuerrieri
nei giorni del 15 ed il 16 febbraio
con inizio alle ore 8 e termine alle
ore 22 di ogni giorno.
Un museo virtuale
per Gentile da Fabriano
La recente irruzione di Vittorio Sgarbi nella vita culturale fabrianese
e l’annuncio di future e più organiche collaborazioni riaccendono
l’attenzione sul patrimonio artistico fabrianese e consentono così di
rilanciare una proposta maturata alcuni anni fa all’interno del Premio
Gentile da Fabriano, subito dopo la straordinaria Mostra su Gentile
da Fabriano (“Gentile da Fabriano e l’altro Rinascimento”, aprile –
luglio 2006), promossa dal Sen. Francesco Merloni in occasione del
suo 80° genetliaco. La proposta, lanciata dal sottoscritto e dal prof.
Pietro Zampetti, illustre storico dell’arte, critico, sovrintendente e
profondo conoscitore del mondo artistico delle Marche, venne fatta
propria dalla Giuria del Premio fabrianese, presieduta nei primi anni
dal Sen. Prof. Carlo Bo, Rettore Magnifico dell’Università di Urbino.
La proposta, che Zampetti definiva “di notevolissima importanza”
per la città di Fabriano consiste nella creazione di un “Museo
virtuale” di tutte le opere di Gentile da Fabriano che il grande
sviluppo degli strumenti tecnici permetterebbe di riprodurre oggi
alla perfezione, cosa impensabile da realizzare soltanto pochi anni
fa. Scrivevamo allora: “Se Fabriano riuscisse a realizzare un simile
Museo virtuale farebbe una cosa nuova, certamente ammiratissima
e tale da richiamare visitatori da tutto il mondo, dal momento che
le opere del Gentile sono presenti, per l’appunto, in tutto il mondo”.
Non sarà difficile reperire, a Fabriano, un adeguato “contenitore” che
raccolga tutti i capolavori del grande Gentile, corredati da accurate
didascalie, e il progetto redatto da un apposito Comitato tecnicoscientifico potrebbe vedere la luce senza richiedere costi proibitivi.
E’ prevedibile che tale iniziativa susciterebbe un interesse diffuso
e creerebbe ulteriori motivi di attrazione, oltre quelli indotti dal
pregevole patrimonio museale e pittorico della città.
Galliano Crinella, direttore del Premio Nazionale Gentile da Fabriano
~ TAVOLI ALTRUI
PER SCIVOLARE…
Fabriano, giorni fa. Due 15enni
avevano usato due tavolini posti
all’esterno di un bar per pattinare
sul ghiaccio visto che c’era la pista
e la Polizia li identifica. Sembra che
i genitori siano stati denunciati per
danneggiamento.
~ CONTROLLI DELLA POLIZIA
Fabriano e dintorni, 24-26 gennaio. In
posti di blocco la Polizia controlla automobilisti, passeggeri ed autoveicoli
e rileva varie contravvenzioni. In totale
sono stati controllati 60 veicoli e 100
persone. Anche in vari locali pubblici,
in due discoteche ed in due locali di
intrattenimento, licenze, personale e
vari avventori sono stati controllati e
si sono rilevate solo alcune violazioni
amministrative.
Marco Antonini
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10
>FABRIANO<
L'Azione 1 FEBBRAIO 2014
Per un rilancio universitario
L’
Università di Camerino nell’anno 2013 ha
promosso e realizzato
molte iniziative formative sul territorio fabrianese in
collaborazione con il Comune di
Fabriano, la Fondazione Carifac e
altri partner, con un unico scopo:
il rilancio dell’alta formazione di
livello universitario su Unifabriano
per favorire ogni forma di cooperazione che potesse contribuire
ad incoraggiare lo sviluppo e la
ripresa economica del nostro comprensorio.
Novembre 2012
Anche il Comune di Fabriano
nella Consulta per lo sviluppo
Anche il Comune di Fabriano entra
a far parte della Consulta permanente per lo sviluppo, fortemente voluta
da Unicam con l’obiettivo di individuare le strategie più opportune
per favorire lo sviluppo culturale,
sociale ed economico del territorio,
grazie alla collaborazione degli Enti
che ne fanno parte.
L’accordo è stato stipulato nel
corso di una conferenza stampa
alla quale hanno partecipato tra
gli altri il Rettore Unicam Flavio
Corradini ed il sindaco di Fabriano
Giancarlo Sagramola. La “Consulta
permanente per lo Sviluppo” è stata
voluta dall’Università di Camerino
con l’obiettivo di individuare, le
strategie più opportune per favorire lo sviluppo culturale, sociale
ed economico del territorio, grazie
alla collaborazione degli enti che ne
fanno parte nel coordinare e mettere
a fattore comune professionalità,
progetti ed iniziative.
13 maggio 2013
Presentato il corso in “Export
Management and International
Business Development” E’ stato presentato a Fabriano
presso la sede dell’Unifabriano,
nell’ambito di un incontro dal
titolo “Lo sviluppo internazionale
volano del vantaggio competitivo”
il corso in “Export Management
and International Business Development” promosso dall’Istao,
Istituto Adriano Olivetti, in collaborazione con l’Università di
Camerino e l’Università Politecnica
delle Marche e con il supporto della
Fondazione Cassa di Risparmio di
Fabriano e Cupramontana. Il corso
si è proposto di fornire le conoscenze pratiche e teoriche a laureandi,
neolaureati o laureati inoccupati
interessati ad entrare nel mondo
dell’International Business e a
collaborare con imprese con filiali
estere e con aziende che intendono
stabilire rapporti commerciali al di
là dei confini nazionali.
3 giugno 2013
Grande successo per l’incontro
su chimica e opera all’Accademia dei Musici di Fabriano E’ stato davvero un emozionante viaggio attraverso la musica
alla scoperta delle relazioni tra
chimica e opera lirica, quello vissuto dal pubblico che ha gremito
l’auditorium dell’Accademia dei
Musici di Fabriano accompagnati
da due guide d’eccezione: Claudio Pettinari, Prorettore Vicario
Unicam e chimico, e Francesco
Micheli, direttore artistico dello
Sferisterio. I due, anche grazie alla
preziosa collaborazione del maestro
Claudio Veneri, direttore artistico
dell’accademia dei musici, che ha
magistralmente eseguito brani di
10 fabriano.indd 2
Le varie tappe di presenza
dell'Unicam nel territorio
Una delle numerose iniziative dell'Università di Camerino nel territorio fabrianese
Chopin, Mozart e Debussy ad uno
dei pianoforti storici presenti nel
museo, hanno condotto i presenti
alla scoperta di quanto la chimica
sia presente nelle opere liriche, in
particolare in quelle di Giuseppe
Verdi. "La chimica – ha dichiarato il prof. Claudio Pettinari, Pro
rettore Vicario Unicam – potrebbe
sembrare assolutamente slegata
dalla musica, invece così non è. I
legami sono dovuti ad esempio a
opere classiche nelle quali il ruolo
del chimico, del farmacista, dello
speziale è ben evidenziato. Il suono
di uno strumento, poi, dipende moltissimo dalle sostanze che vengono
utilizzate per realizzarli. Musicisti
importanti come Mozart o Donizetti
hanno inoltre avuto dei legami forti
con sostanze chimiche. Risvegliare
la passione per la chimica attraverso
la musica".
15 luglio 2013
Nuovo Master di livello nazionale: “Diritto e processo penale
della sicurezza sul lavoro” L’Università di Camerino, per l’anno accademico 2013/2014, propone
un nuovo master di II livello: “Diritto e processo penale della sicurezza
sul lavoro” è il titolo del master che
si svolgerà a Fabriano, nella sede
di Unifabriano (via Don Giuseppe
Riganelli, n. 26) da ottobre 2013 a
giugno 2014. Il corso è stato presentato a Fabriano nella sede della
Fondazione Carifac.
Il Master si rivolge, in particolare,
a manager, avvocati, commercialisti, personale di varia qualifica
dipendente di strutture pubbliche
e private, membri di organismi di
controllo e di vigilanza, internal
auditors, ispettori del lavoro, ufficiali delle forze armate o della
polizia municipale ed è finalizzato
alla formazione di professionalità
in grado di operare nella veste
di esperti di sicurezza, capaci di
cogliere tutte le implicazioni giuridiche, economico-finanziarie ed
organizzative legate alla sicurezza.
Il master si propone come un efficace strumento per la formazione
di professionisti esperti in materia
di sicurezza sul lavoro, che sappiano fornire un valido supporto
alle aziende in un ambito che è
certamente di vitale importanza”.
Il master consente di conseguire
60 crediti formativi universitari,
prossima scadenza iscrizioni 15
marzo 2014.
18 luglio 2013
Convegno su “Imprenditorialità
giovanile ed innovazione” presso l’UniFabriano “Imprenditorialità giovanile ed innovazione” è il titolo del convegno
organizzato a Fabriano presso la
sede del Consorzio UniFabriano.
L’iniziativa è stata promossa da
Università di Camerino, Consorzio
UniFabriano, Comune di Fabriano
e Made in Fabriano Academy.
“L’evento – ha dichiarato il Rettore Unicam, Flavio Corradini – ha
voluto evidenziare, in particolare,
l’importanza della diffusione e dello sviluppo della cultura d’impresa
tra i giovani che rappresenta un indispensabile presupposto per incentivare la nascita di nuove iniziative
imprenditoriali. Nel corso del convegno il Rettore ha presentato anche
casi di successo come le attività di
due Spin-off dell’Ateneo che, ormai
da qualche anno, è impegnato nella
costituzione di queste società che
hanno come scopo l’utilizzazione
imprenditoriale, in contesti innovativi, dei risultati della ricerca e dello
sviluppo di nuovi prodotti e servizi.
Il sistema universitario si sta, infatti,
impegnando molto per essere protagonista nel campo dell’innovazione
scientifica e tecnologica del nostro
Paese e nella creazione di nuove
opportunità di lavoro”. Prosegue
dunque il percorso dell’Università
di Camerino verso una sempre maggiore apertura alle realtà presenti
nel territorio e proprio in quest’ottica si colloca la collaborazione con
la “Made in Fabriano Academy”,
del cui Comitato scientifico è presidente il Rettore Unicam.
4 settembre 2013
Partecipazione di Unicam alla
Mostra Mercato regionale
dell’Artigianato di Fabriano
L’Università di Camerino ha preso
parte attivamente alla 26ma edizione della Mostra Mercato regionale
dell’Artigianato di Fabriano, la tre
giorni dedicata alle imprese artigiane del territorio e alle eccellenze
regionali. L’edizione 2013 è stata
intitolata ‘AbilMENTE, il futuro
nelle tue mani’, proprio a voler
sottolineare il fare e il saper fare. Il
Rettore Unicam Flavio Corradini ha
partecipato all’apertura dell’evento
ed è intervenuto in qualità di relatore al forum sul tema “Modello di
sviluppo economico per il territorio
post-industriale”.
Rappresentanti di alcuni spin off
Unicam sono intervenuti nella serata dedicata proprio agli spin off
universitari e alle start up aziendali.
I partecipanti hanno poi potuto
avere informazioni sull’Università
di Camerino, sull’offerta formativa
e sulle agevolazioni per gli studenti
all’interno dell’Info Point.
9 ottobre 2013
“Esperto in Finanziamenti Comunitari”: nuovo corso di formazione della Scuola Unicam di Giurisprudenza La Scuola di Giurisprudenza
dell’Università di Camerino, in
collaborazione con Unifabriano,
Ppe (Professionisti per l’Europa)
e Civica di Pescara, ha attivato il
corso di formazione in “Esperto
in Finanziamenti Comunitari” per
formare esperti in progettazione e
gestione di iniziative cofinanziate
da fondi europei.
Il corso, della durata di 50 ore si
è svolto a Fabriano, a partire dallo scorso 7 novembre, presso la
sede di Unifabriano. La Scuola di
Giurisprudenza che ha attivato il
corso di laurea triennale in “Scienze
Sociali per gli Enti non profit e la
collaborazione internazionale” ha
sostenuto e promosso la realizzazione del corso presso Unifabriano.
Il corso si è svolto con un numero
considerevole di iscritti, ed è stato
di alto valore formativo.
Ottobre 2013
In campo misure dell’Ateneo camerte per sostenere il diritto allo
studio dei meritevoli nei territori
colpiti dalla crisi Il Rettore Flavio Corradini ha annunciato l’esenzione dal pagamento
delle tasse di iscrizione per le matricole Unicam diplomate con almeno
90/100, che abbiano uno o entrambi
i genitori in cassa integrazione o
in mobilità, o siano stati licenziati
(residenti nei comuni della Consulta per lo sviluppo di Unicam).
E non basta: dieci borse di studio,
per studenti che si siano diplomati
con un voto superiore a 90/100,
i cui genitori risentano della crisi
dell’indotto industriale fabrianese
(cassa integrazione, licenziamenti,
mobilità). "Il futuro non può e non
deve essere in crisi, - ha commentato il Rettore - nel futuro occorre
investire. Dobbiamo superare questo momento e dobbiamo farlo tutti
insieme".
18 ottobre 2013
Il Procuratore Guariniello per
la presentazione del master in
“Diritto e processo penale della
sicurezza sul lavoro”
E’ stato presentato lo scorso 18
ottobre a Fabriano, nell’Auditorium
della Fondazione Carifac, il master
universitario di II livello in “Diritto
e processo penale della sicurezza
sul lavoro” promosso dalla Scuola
Unicam di Giurisprudenza in collaborazione con Unifabriano, Fondazione Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana e Osservatorio
Unicam sulla Legalità d’Impresa.
Ospite d’eccezione dell’incontro
il giudice Raffaele Guariniello che
ha affrontato il tema delle “Nuove frontiere del Diritto Penale in
materia di sicurezza del lavoro”.
Sono intervenuti Flavio Corradini,
Rettore dell’Università di Camerino, Claudio Pettinari, Pro Rettore
Vicario Unicam, Guido Papiri, Presidente della Fondazione Carifac,
Giancarlo Sagramola, Sindaco di
Fabriano, Maria Lucia Di Bitonto,
Direttore del Master, Giampiero
Paoli, Presidente dell’Ordine degli
Avvocati di Ancona, Giovanni
Borroni della Iarm s.r.l. e Paolo
Massinissa, Dottore commercialista. Procuratore aggiunto presso
la Procura di Torino, Raffaele
Guariniello ha rivolto la sua attività
principalmente ai settori del lavoro,
della salute e dell’ambiente. Di
notevole importanza alcune delle
inchieste che ha condotto, fra le
quali ThyssenKrupp, Calcio e Sla,
Caso Eternit, Cellule staminali e
l’indagine per l’abuso di farmaci
nel calcio.
12 novembre 2013
Unicam: incontro a Fabriano
per un accordo con “The Hive CoWorking & Incubator” “Start up, manager e business angel:
un nuovo ecosistema per favorire
l’innovazione e lo sviluppo del territorio fabrianese” è il titolo dell’incontro svoltosi a Fabriano, presso
la sede di UniFabriano, nel quale
è stata formalizzata la partnership
fra l’Università di Camerino e “The
Hive - CoWorking & Incubator”,
una community collaborativa nella
quale singoli cittadini o imprese
possono trovare le condizioni ideali per sviluppare la propria idea
imprenditoriale.
L’introduzione alla giornata di
Flavio Corradini, Rettore Unicam,
Giancarlo Sagramola, sindaco del
Comune di Fabriano e Guido Papiri, presidente della Fondazione
Carifac, quindi si è affrontato il
tema della promozione di una nuova
cultura imprenditoriale attraverso
il sostegno all’innovazione e al
trasferimento tecnologico con la
presentazione della partnership
UniCam – The Hive da parte di
Flavio Corradini, Rettore UniCam,
Manuela Guzzini ed Alessandro
Stecconi, coordinatori del progetto.
29/01/14 11.26
L'Azione 1 FEBBRAIO 2014
>FABRIANO<
11
Eolico, la Regione dice no
L'impianto a Campodiegoli non si farà: ora c'è anche il Decreto
di FERRUCCIO COCCO
L’
impianto eolico sul
Monte della Rocca
di Campodiegoli non
si farà. La settimana
scorsa, infatti, anche la Regione
Marche ha detto “no” alla realizzazione di cinque torri eoliche alte
132 metri, dando seguito al parere
negativo già espresso anche dai Soprintendenti di Marche ed Umbria
e dal Tar. Dopo un paio d’anni di
“battaglia”, dunque, termina qui
la vicenda che ha visto coinvolte
da un lato la ditta MTRE di Paolo
Merloni (intenzionata a costruire
l’impianto), dall’altro le associazioni ambientalistiche e di tutela
del territorio. La Regione Marche
si è espressa con un decreto del
dirigente David Piccinini, che ha
dato un giudizio negativo di compatibilità ambientale, valutazione di
incidenza e autorizzazione paesaggistica per la realizzazione dell’impianto. Esultano le associazioni che
fin dall’inizio si erano dichiarate
11 fabriano.indd 2
contrarie alla realizzazione dell’impianto:
il Comitato per la
Tutela di Campodiegoli, i Comitati in
rete, la Federazione
Nazionale Pro Natura
Marche, il Forum Paesaggio Marche, Italia
Nostra Onlus Marche,
Lupus in Fabula, Terra
Mater e Wwf Marche.
“Questo pronunciamento della Regione
Marche – hanno dichiarato in un comunicato congiunto - chiude un percorso iniziato
qualche anno fa con l’intento di
realizzare al confine con l’Umbria
alcune torri eoliche che avrebbero
comportato un notevole impatto
visivo, a causa della loro dimensione ed altezza, su una ampia
area circostante con una devastante
incidenza sul paesaggio così come
formatosi nei secoli. Attorno all’area vi è la presenza diffusa di beni
di per se stessi vincolati dal Codice
dei Beni Culturali quali numerosi
centri storici, beni culturali, chiese ed eremi, viabilità di interesse
storico, corsi d’acqua, usi civici,
punti panoramici, parchi e zone
tutelate dalla Comunità Europea.
La conferenza dei servizi ha preso
atto dei pareri negativi espressi dal
ministero dei Beni Culturali tramite
le Soprintendenze delle Marche e
dell’Umbria, dalla Regione Umbria,
dalla Comunità Montana dell’Esino
Frasassi e di altri soggetti e pone
la parola fine, si auspica, alla vicenda”.
In prima linea sul
fronte del no, come
detto, c’è sempre
stato il Comitato per
la Tutela di Campodiegoli, nato proprio
per contrastare la
costruzione di questa centrale eolica.
“Già dall’inizio della vicenda, infatti,
avevamo compreso
gli enormi impatti
che avrebbe causato non solo al
paesaggio ma anche sulla fauna e
sul valore dei nostri immobili – a
parlare è Roberto Giontoni, coordinatore del Comitato - Ora possiamo
ritenerci molto soddisfatti di questo
importantissimo risultato, anche
se ancora non sappiamo se questa
vicenda può considerarsi definitivamente chiusa. Continueremo a
monitorare la situazione e staremo
a vedere se la ditta MTRE farà altre
mosse in sede giudiziaria, anche
se personalmente credo sia oramai
inutile”. Giontoni lancia poi una
stoccata all’amministrazione comunale di Fabriano.
“L’unico rammarico che ci resta –
dice – è relativo allo stranissimo
comportamento che ha tenuto:
infatti ricordo benissimo che in
occasione di una assemblea pubblica, l’assessore Claudio Alianello ci
disse che anche il Comune di Fabriano avrebbe fatto un intervento
ad opponendum nel ricorso al Tar
avanzato dalla MTRE, cosa che
invece non è avvenuta”.
Quindi le considerazioni finali del
Comitato. “L’importante è che ancora una volta il nostro Appennino
sia stato salvato. Ricordo che sul
nostro territorio sono in piedi 42
progetti di centrali eoliche: anche
se qualcuno di questi si è definitivamente concluso senza autorizzazione, possiamo dire che si tratti
di un vero assalto al paesaggio e
in alcuni casi anche ai diritti dei
cittadini che troppo spesso restano
ignari di quello che accade”.
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>SPAZIO LAVORO<
L'Azione 1 FEBBRAIO 2014
Ora "cantieriamo il lavoro"
Percorsi formativi con Future Consulting per rilanciare la persona
di MARIA PIA PIRRO*
F
uture Consulting è una società che opera
da diversi anni
nel settore della formazione, comunicazione,
consulenza alle imprese
caratterizzandosi anche
per una “formazione di
sistema” che “accompagna” i partecipanti
nei percorsi formativi
sia nella costruzione di
“bilanci di competenze”
individualizzati sia in
progetti d’inserimento
o reinserimento professionale. L’approccio
ai percorsi formativi
localizzati a Fabriano
che vede coinvolti in
gran parte soggetti della
ex Merloni in Cassa Integrazione ed in minima
parte di altre aziende
aldilà dei diversi canali
formativi scelti dagli
allievi è finalizzato
“in primis” a ricostruire “identità personali”
e successivamente a
strutturare percorsi di
crescita /inserimento
professionale.
Le persone coinvolte
sono arrivate sfiduciate,
demotivate, rassegnate,
intristite, senza progetti, senza sogni , senza
certezze. Molto faticoso
riuscire a "scavalcare"
questo muro ma, attraverso docenti
non solo preparati ma "attenti
all'essere umano come valore primario" lentamente siamo riusciti
ad "alzare il sipario" ed hanno
capito che la conoscenza è valore,
che ogni persona è unica, che deve
poter “spiegare le ali” nel “tempo”
a lui destinato, deve potersi spendere sino in fondo per realizzare i
sogni, deve poter dar voce
alle passioni, concentrarsi
sulle sfide!
In questo percorso i docenti del corso Magazzinieri
(Remo Rossi- Luigi Antognoli-Alberto Cingolani)
e quelli del corso Pizzeria
(Francesco Genchi e Paola
Sabbatini) hanno trasferito
prioritariamente passione,
Dal corso magazzinieri
a quello dei pizzaioli
per rimettere in gioco
il proprio talento
speranza, forza, voglia di mettersi
in gioco convogliando tutto in
programmi formativi di altissimo
contenuto.
Abbiamo visto magicamente
le persone "uscire" dal percorso
formativo in modo diverso, molto
diverso da come sono entrate questa e' la formazione vera, quella
che trasmette qualcosa di grande
che arriva all'anima.... poi
germoglierà!
I "ragazzi cassintegrati"
di Fabriano chiedono però
di "fare un passo in più"
e vogliono “Cantierare il
sapere” come d’altra parte
prevedeva anche il progetto
“a monte”.
Diverse iniziative in programma di cui la prima di
approfondimento sui "punti
di forza" e le "aree di debolezza del territorio, l'analisi di
opportunità settoriali, lo sviluppo
di business plan operativi, il "ritorno” di bilanci di competenze
individuali.
Ed infine la realizzazione di un
evento che li “renda visibili" e
coinvolga l'intera comunità. E’ un
progetto in cui si coniugano solidarietà e speranza per un futuro
diverso in cui l’essere
umano torni veramente ad essere al centro
dei processi di sviluppo! Questi interventi di formazione sono
stati realizzati grazie al
Progetto di Riqualificazione e Riconversione
Industriale, che il Ministero dello Sviluppo
Economico ha attivato
nell’ambito dell’Accordo di Programma, ha
programmato, in accordo tra regione Marche e
Regione Umbria, un intervento speciale mirato
alla ricollocazione dei
lavoratori in Cigs provenienti da A Merloni
SpA in amministrazione
straordinaria. L'intervento è stato attivato
nell’ambito del progetto
Feg Merloni - elaborato
dalle Regioni Marche e
Umbria e presentato dal
Ministero del Lavoro
alla Commissione Europea a valere sul Fondo
Europeo di adeguamento
alla Globalizzazione. La
Regione Marche, nella
sua veste di Organismo
Intermedio del programma Feg ha predisposto
un documento conformemente alla normativa
nazionale e comunitaria
di riferimento e tenendo
conto delle specificità
del contesto organizzativo e procedurale in cui
viene definito il Progetto
dei servizi personalizzati, definendone inoltre
le relative procedure
attuative. Il progetto dei
servizi personalizzati
proposto per il finanziamento del Feg, prevede
di attivare nei confronti
dei lavoratori target, in
totale 911, i seguenti
servizi:
• Orientamento professionale
• Assistenza alla ricerca
attiva
• Assistenza all'autoimprenditorialità
• Misure specifiche per
gli over 50
• Voucher formativo: Per
dare seguito al percorso
di orientamento professionale effettuato presso i Centri per l’Impiego, l’orientamento e la formazione
della Regione Marche, è prevista la
disponibilità di
• 911 voucher formativi del valore
massimo di € 1.300,00 per affrontare il percorso formativo individuale concordato tra lavoratore e
operatore che eroga i servizi.
• Bonus assunzionali: per ogni
assunzione a tempo pieno e indeterminato di lavoratori in Cigs
provenienti dalla A. Merloni in A.S.
residenti nella Regione Marche è
riconosciuto all’impresa un bonus
assunzionale di € 5.000,00.
• Contributo per la mobilità formativa: Per consentire una agevole partecipazione ai corsi di formazione,
è prevista, per massimo di 500 lavoratori provenienti da A. Merloni,
un sostegno per le spese di trasporto
da sostenere per raggiungere la sede
dell’attività formativa. Il rimborso
spetterà qualora le attività formative
siano svolte a non meno di 25 km di
distanza dal luogo di residenza del
lavoratore interessato e ammonta ad
un massimo di € 300,00 da erogare
a fronte della presentazione dei
giustificativi delle spese sostenute.
• Bonus per la mobilità territoriale: Per massimo 100 lavoratori in
Cigs provenienti da A.Merloni che
accetteranno proposte di lavoro
o si ricollocheranno in aziende
distanti più di 100 km dal luogo di
residenza, è disponibile un sostegno dell’importo massimo pari a €
5.000,00 per supportare le spese di
trasloco e trasferimento. Anche tale
contributo sarà versato una tantum
a fronte della presentazione dei
giustificativi delle spese sostenute.
Al 20 dicembre, data di scadenza
del bando risultano assegnati a
Future Consulting n. 188 voucher
(Assistente Familiare-PizzeriaPasticceria-Magazziniere-Sistemazione Spazi Verdi-Saldatura-). I
percorsi formativi vedono coinvolti
596 soggetti a fronte dei 911 previsti.
*titolare Future Consulting
Coinvolti in gran parte
soggetti dell'ex Merloni
in cassa integrazione
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13
>EVENTI<
L'Azione 1 FEBBRAIO 2014
Bahrami a tutto Bach
L'assalto
al treno
Il pianista iraniano il 7 febbraio protagonista al Gentile di Albacina
di EMILIO PROCACCINI
R
amin Bahrami si è ormai
creato un fecondo spazio
artistico nel panorama
musicale internazionale.
La sua pressoché totale dedizione
alla musica di Bach ed il riscontro
assolutamente positivo che tale
approccio gli sta procurando, anche
in termini di visibilità mediatica
oltre che di pertinenza interpretativa, fanno sì che la sua presenza a
Fabriano abbia i connotati dell’evento significativo. A riprova di
tale osservazione c’è il fatto che
il concerto sarà “costruito” nel
Teatro Gentile con tutta una serie
di manifestazioni collaterali: dalla
prova aperta della mattina del 5
febbraio - durante la quale alcune
classi delle scuole superiori avranno
l’opportunità di assistere alle fasi di
assemblaggio della concertazione
e dell’esecuzione di Bahrami con
l’Orchestra Filarmonica Marchigiana coordinata (non diretta) dal
primo violino Alessandro Cervo
- alla presentazione del suo libro
“Come Bach mi ha salvato la vita”,
prevista il 6 febbraio, in cui il
pianista iraniano narrerà l’assoluta
unicità della sua vicenda umana e
professionale. L’originale struttura
del concerto, inoltre, giustifica ampiamente la descritta creazione di
aspettativa: il cuore del programma
è ovviamente bachiano ma l’inizio
e il termine sono concepiti all’insegna di Franz Joseph Haydn. La
celeberrima “Sinfonia degli Addii”
(1772), esempio di rivendicazione
sindacale ante litteram nei confronti del datore di lavoro Principe
Esterhazy, rappresenta un unicum
nella storia delle musica europea
per la progressiva riduzione dell’organico orchestrale, che avviene
nell’ultimo movimento, fino alla
residuale presenza di due soli violini. La valenza simbolica e le peculiarità timbrica di questo lavoro
hanno offerto lo spunto al giovane
compositore marchigiano Matteo
Angeloni di creare un contrappeso
con la sua “Sinfonia
degli Arrivi” che, all’inizio del concerto, rovescerà la prospettiva
di rarefazione materica
per dar luogo, invece,
ad un’accumulazione di energia sonora,
sfruttando il materiale
tematico haydniano
ed utilizzando una
prospettiva linguisticoarmonica eminentemente novecentesca. All’interno
di questa cornice antinomica, si
Presenterà anche il libro
e suonerà per gli studenti
A margine del prossimo concerto che vedrà protagonista il pianista iraniano Ramin
Bahrami, si svolgeranno alcune iniziative collaterali rivolte agli studenti e alla cittadinanza. Il 5 febbraio, dalle ore 11.30 alle 13, trecento alunni delle scuole superiori
assisteranno ad una prova aperta che il pianista iraniano realizzerà con l’Orchestra
Filarmonica Marchigiana in preparazione dell’esecuzione generale del 7 febbraio
(ore 21.15). Tale proposta rappresenta un’opportunità praticata per disvelare come
un’interpretazione musicale, scaturibile da un gruppo di musicisti, non derivi da oscuri
meccanismi ispiratori ma sia in realtà radicata in un serio lavoro di costruzione e
dialogo fra pari. Il successivo 6 febbraio, invece, vedrà il pianista protagonista di
un incontro di presentazione del suo libro “Come Bach mi ha salvato la vita”, in cui
racconta la sua veramente unica storia di vita e di arte nonché il ruolo catartico svolto
dalla musica del grande compositore tedesco. Tanta è la consapevolezza di come gli
eventi concertistici debbano essere sostenuti anche da iniziative di coinvolgimento
parallelo che l’Orchestra Filarmonica Marchigiana si è resa disponibile a presentare
agli alunni delle scuole medie cittadine incontri musicali dedicati alla scoperta del
mondo della musica classica. Scopo decisivo, in particolare, è quello di dimostrare
come linguaggi musicali che possono apparire distanti fra loro siano in realtà legati
da profonde affinità. Verranno poi definite le date di svolgimento dei singoli incontri.
dipana tutto il nucleo stilistico
costituito dai concerti per tastiera
e archi di Bach. Nonostante sia il
clavicembalo lo strumento originariamente previsto, l’uso del pianoforte è assolutamente legittimo in
quanto il compositore di Eisenach
ha sempre preventivato e gestito la
possibilità di destinazioni di organico plurime, tanto che i materiali
musicali di questi concerti sono
stati utilizzati anche in altri lavori
con strumenti diversi. I tre concerti
presentati da Bahrami in questa
occasione – BWV 1052 in re minore, BWV 1054 in re maggiore
e BWV 1056 in fa minore – sono
quelli in cui Bach riesce massimamente a coniugare il suo inimitabile
contrappuntismo concertante, contraddistinto da inesauribile energia
ritmica, con momenti caratterizzati
da lirismo apparentemente insospettabile, rispetto allo stereotipo
del compositore geometrizzante, e
pienamente espressivo secondo parametri stilistici di matrice italiana.
Il 2 febbraio ricorre il settantesimo
anniversario di una delle più importanti azioni che la guerra partigiana
ha compiuto in questo territorio,
nota come “assalto al treno della
stazione di Albacina”. All’inizio del
1944 il movimento di Resistenza si
stava organizzando, e la coraggiosa
iniziativa intrapresa dai gruppi
Lupo e Piero, finalizzata al sabotaggio del convoglio nazi-fascista
fermo alla stazione della frazione
fabrianese, in cui persero la vita
i giovani Ercole Ferranti e Attilio
Roselli (qui sotto la loro lapide),
diede il via alla lotta di Liberazione
nella provincia di Ancona. La sezione Anpi di Fabriano invita la cittadinanza a ricordare insieme nella
consueta commemorazione presso
la stazione di Albacina domenica 2
febbraio alle 11.15. "Elephant Man", oltre l'apparenza
Dopo quasi tre mesi di assenza, si
rialza il sipario con un appuntamento della stagione teatrale del
Gentile. Domenica 2 febbraio
(ore 17) va in scena “Elephant
Man”, uno spettacolo forte, sull’umanità, la dignità e il dolore che
si nasconde sotto una maschera
mostruosa. Tratto dall’omonimo
racconto di Frederick Treves (già
fortunata pellicola nel 1980 grazie
a David Lynch), “Elephant Man” è
il racconto di un giovane chirurgo
che salvò Joseph Merrick (chiamato
Uomo Elefante a causa delle sue deformazioni fisiche) dalle torture dei
“freak show” della Londra di fine
Ottocento. Perché portare in teatro
la vera storia di Jopeph Merrick,
mettendola in scena, per la prima
volta, in uno spettacolo di prosa? È
presto detto; in un momento storico
come quello attuale in cui l’estetica
del corpo, della “bellezza a tutti
i costi”, sono divenuti un motivo
perpetuo ed ossessivo, non senza
conseguenze finanche drammatiche
(si pensi ai danni provocati dalla
chirurgia estetica o a patologie impulsive e compulsive letali come la
bulimia e l'anoressia) portare sulla
scena una storia d’amicizia tra un
brillante ed ambizioso chirurgo e
“un mostro apparente” significa
sovvertire il sistema di vuote apparenze e di superficialità a cui siamo
ormai assuefatti. Lo spettacolo,
scritto e diretto da Giancarlo Marinelli, è interpretato da Ivana Monti,
Daniele Liotti, Rosario Coppolino,
con la partecipazione di Debora
Caprioglio. La maschera dell’Uomo Elefante è stata realizzata da
Sergio Stivaletti. Info e biglietti:
0732 3644.
f.c.
Daniele Liotti interpreterà
(con una maschera) l'uomo elefante
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14
L'Azione 1 FEBBRAIO 2014
A sinistra l'opera di Sirio Bellucci,
"L'addio"
>CULTURA
Il suo belvedere favoloso
Alla scoperta dell'arte visionaria ed extravagante dell'artista Bellucci
“L
di FRANCESCO ORSOLINI
’arte non esiste, esistono gli artisti”. Quando
ripenso a Sirio mi torna in mente questa frase
di Ernst Gombrich, famosa e disperante per
storici e critici dell’arte, che di mestiere,
invece, cercano invarianti, omologie, codici, linguaggi, stili.
Una frase che aleggiava, solo ora me ne rendo pienamente
conto, su tutte le nostre animate discussioni di avanguardie,
tendenze e artisti emergenti, nella casa-studio di Belvedere.
Parole e teorie che facevano da cornice alle sue pizze favolose ed agli spaghetti ai funghi porcini, colti da lui stesso in
battute di caccia di cui andava fiero e di cui si vantava con
tutto il paese. Manifestava così un sentimento di amore per la
natura e la nostalgia di un’abbondanza primigenia, dispensata
all’umanità intera da un’altitudine o da una profondità tali da
escludere che il loro godimento potesse dipendere dal regime
proprietario del suolo. C’era, però, in questa sua frequentazione quasi compulsiva dei funghi, sia reali che dipinti, anche
l’adesione fervente ad un mito dell’arte contemporanea, come
John Cage, lo statunitense musicista d’avanguardia, esperto
micologo, che nel 1959 partecipò, rispondendo a domande
sulla stessa materia, al “Lascia o raddoppia” di Mike Buongiorno e vincendo, tra l’altro, cifre ragguardevoli che lo
disimpegnarono dalle collette dei molti amici e sostenitori
italiani. Nella sua ricerca dei funghi, bottoni superficiali di
un grandioso dispenser di vita, Sirio esprimeva, sia un’abilità
connaturata all’esperienza, all’intuito, alla furbizia, sia una
sorta di mediazione sciamanica con la Natura, per avere
accesso alla quale bisognava aver condiviso antiche consuetudini e attitudini magico-animistiche della civiltà contadina,
riattualizzate in forma di deposito memoriale. Questa eredità
evanescente non si avvaleva di documenti o testimonianze, ma
di immagini, ricordi, racconti profondamente incarnati, nei
quali il bios si attorciglia intorno al biografico in un tutt’uno
indistinguibile. Di questa eredità poteva farsi carico soltanto
l’arte, con il suo mettersi in gioco senza scopo, nel binario
“Jacobo (Fabrianus) sec.
XVI. Tipografo a Padova nel
1550”. Da questa nota di R.
Sassi è iniziata una piccola
ricerca a ritroso nel tempo.
Nei primi anni del Quattrocento uno dei numerosi
Mastri cartari emigrati in
altre città italiane decise
di stabilirsi con la famiglia
a Battaglia, nei pressi di
Padova.
La vecchia cartiera doveva
essere ristrutturata e rilanciata con nuove tecnologie, aveva licenza di raccolta degli
stracci in tutta la repubblica
di Venezia. Col passar degli
anni, affari a gonfie vele,
accumulati ricchezze e prestigio. Nel 1466 la famiglia
14 cultura.indd 2
disfunzionale del deragliamento, del continuo inciampo che
interrompe e interroga il nostro incedere incerto nel mondo
e nell’esistenza.
La dirompente carica ironica, sua personale e della sua
arte, appariva a partire da quel meticciato, sempre favoloso
e meraviglioso, apparecchiato da Sirio su se stesso, del
viandante-flaneur (tradizione filosofico-artistica alta), del
pastore di un’arcadia protrattasi fino all’attualità (tradizione
biografica) e del cow boy (unione delle prime due tradizioni,
rivisitate all’insegna della nuova frontiera, dell’avventura in
quella prateria libera e sconfinata, rappresentata dall’arte
contemporanea). Tornando alle nostre discussioni, Sirio s’interessava a quello che gli riportavi da mostre viste qua e là, o
da letture fatte, discuteva delle sue, prendeva posizione, poi
senza battere ciglio interrompeva i ragionamenti e ti indicava
un suo quadro che, terminato da poco, aveva sistemato in bellavista perché lo si potesse ammirare a quattr’occhi. Noi, gli
amici che invitava, funzionavamo da sensori per registrarne
il gradimento, la percezione di una mancanza o del punto
di massima intensità dell’opera. Poi si regolava sul da farsi,
talvolta lasciando tutto come si trovava, oppure replicando
lo stesso soggetto con numerose varianti, significative o di
poco conto. Il replicare a suo piacimento lo divertiva e lo
appagava molto, come misura del suo essere creatore, padre
padrone delle opere e dei mondi che evocava, molto più di
quanto potesse sentirsi tale nei confronti dei pomodori che
coltivava nell’orto. Questa potestà generativa assoluta, senza
scrupoli, senza remore e demolitrice dell’opera d’arte come
pezzo unico, ideologia aliena e rassicurante da salotti buoni
di collezionisti, la esercitava in modo beffardo, adottando
la maschera del ciarlatano. Il procedere per seriazione e
replicazione era, quindi, una parte decisiva del suo modo di
intendere l’opera d’arte come un processo in divenire, azione,
flusso vitale, piuttosto che come oggettualità finita. In ciò si
poneva a distanza siderale da altri modelli di seriazione, come
quello della coscienza contemplativa alla Giorgio Morandi,
verso cui nutriva un’avversione istintiva da “noia mortale”,
come diceva. Processualità, serialità e arte in azione, sono i
contenuti espressi in termini programmatici ed esemplari nei
suoi lavori concettuali degli anni ’70, come “Grande macchia:
inchiostro nero”, “L’esaurimento della penna”, “La traccia di
una matita aumenta consumando se stessa”, “Window open”,
che trovarono accoglienza in gallerie e mostre importanti,
come “Contemporanea”, curata da Achille Bonito Oliva
nello spazio suggestivo del nuovissimo parcheggio di Villa
Borghese a Roma. Ma le stesse caratteristiche si riscontrano
anche nelle opere successive, dagli anni ‘80 a seguire, nelle
quali riemerge la figurazione dipinta degli inizi, come la serie
dell’ “Ovale”, del “Pagliaio”, del “Carro di piume”, della
“Sibilla” delle “Vanghe”e di molte altre.
Sirio scherzava seriamente con l’arte, come un giocoliere nel
suo lavoro da circo, quando inseguiva nelle sue immagini
le evoluzioni di due oggetti-polarità (realtà e apparenza,
piacere e desiderio, abbandono e abbondanza, caos e armonia, l’essere soli al mondo e il senso di comunità), lanciati
in aria e ripresi in mano senza sosta. Perlopiù tutto aveva
origine dall’oscurità di un nero di pozzo, di miniera, di
grotta, dal quale liberava, per estrazione, filamenti figurali e
macchie di luce, una restituzione luminosa che ha qualcosa
di caravaggesco.
Affinchè i sui racconti potessero prender vita, grazie ad
un’evocazione da sogno, era lui stesso a calarsi da speleologo
in quelle profondità, come testimonia in tanti quadri la sua
silhouette nera intabarrata, mossa dal rosso svolazzante di
una sciarpa e chiusa dal cappello a larghe falde, che tanto
ricordano Federico Fellini. L’arte di Sirio Bellucci, ancora in
attesa di tutti i riconoscimenti che merita, è un’arte visionaria,
extravagante, che può bene associarsi a modelli figurativi
creati da altri grandi artisti marchigiani, come Scipione,
Licini, Cagli, Cucchi, De Dominicis.
Ma, ne sono certo, a ciò che sto scrivendo avrebbe risposto
che l’arte non esiste, esistono gli artisti, lasciando però affiorare un autocompiacimento ironico, disegnato sul volto da
quel suo sorriso favoloso, al quale abbiamo dovuto dire addio.
L'importanza di chiamarsi Fabriano
Fabriano venne ascritta alla
nobiltà padovana col titolo
di Conte.
Nel 1546 Giacomo figlio di
Pietro Fabriano, venditore di
carta e libri a Padova, iniziò
l’attività di tipografo a Venezia, grande centro editoriale.
Il suo primo lavoro, un’opera
di Aristotele tradotta in latino da Leonico Tomeo. In
quell’ambiente incontrò il
libraio milanese Bernardino
Bindoni, fondarono la società per aprire una tipografia
nella città di Giacomo. Dai
loro torchi uscì una traduzio-
ne di Avicenna nel ’47. Dopo
la realizzazione di altri due
incunaboli la società si sciolse, Bindoni tornò a Venezia.
Per Giacomo il periodo di
più intensa attività fu nei
tre anni successivi con oltre
trenta titoli. Nel ’50 venne
nominato “stimador da libri”
del Monte di Pietà di Padova.
Il libro diventa pegno del
debitore.
A causa di quest’incarico
diminuì il lavoro tipografico.
Sette libri di Autori famosi in
quattro anni. In totale si conoscono di questo tipografo
44 edizioni. Lavori di committenza di eruditi e professori, in regime di monopolio
fino al ’52, libretti di piccolo
formato, testi in corsivo
contenevano orazioni, onoranze, pronostici, corredati
da eleganti fregi tipografici.
È rimasto famoso per il Metaphrasis summaria eorum
quae ad medicamentorium
doctrinan attinent del fisico
veronese GB Montano. Tre
soli libri di più ampie dimensioni e di raffinata, elegante
tecnica tipografica cioè, una
traduzione della Rettorica di
Aristotele, gli Statuti di Padova in volgare, le Orazioni
degli oratori greci Eschine
e Demostene. Poi, aprirono
le officine gli stampatori S.
Galignani, GD. Barbetta e
Grazioso Percaccino. Troppa concorrenza. Giacomo
Fabriano proseguì l’attività
di cartolaro-libraro.
Ultime notizie in una polizza
d’estimo del 1561.
Non aveva grandi disponibilità economiche. Oltre ad
una casa e alla cartolibreria
di Padova denunciò una
quarantina di appezzamenti
agricoli sparsi nel territorio
circostante.
Qualche dubbio sul cognome. Probabilmente non si
chiamava Fabriano, mai
esistito nella “città della carta”. L’avrebbe adottato come
secondo nome per dichiarare
con orgoglio la sua provenienza corporativa, oppure,
gli stessi patavini preferirono
nominarlo col nome della
famosa città marchigiana. È
una vecchia abitudine.
Chi ha lavorato all’estero la
conosce bene.
Ringraziamenti alla Soprintendenza archivistica per
il Veneto per le preziose
informazioni.
B.Beltrame
29/01/14 10.55
L'Azione 1 febbraio 2014
Anteprima
anteprima
Alessandro Moscè
Sgarbi e i tesori
dell'arte
nelle Marche
Vittorio Sgarbi (Ferrara, 1952) è critico d’arte,
storico dell’arte, politico,
scrittore e personaggio televisivo. Più volte
membro del Parlamento
e di amministrazioni
comunali, tra le ultime
pubblicazioni segnaliamo: L’Italia delle meraviglie (Bompiani 2011);
Le meraviglie di Roma.
Dal Rinascimento ai
giorni nostri (Bompiani
2011); Piene di grazia. I volti della donna nell’arte (Bompiani
2011); L’ombra del Divino nell’arte contemporanea (Cantagalli 2012).
L’arte è contemporanea.
Ovvero l’arte di vedere
l’arte (Bompiani 2012);
Nel nome del Figlio.
Natività, fughe e passioni nell’arte (Bompiani
2012); I tesori d’Italia. La lunga avventura dell’arte (Bompiani
2013).
zig zag
Cappello:
un viaggio interiore
clessidra
Gallerani,
studio su Barthes
Vittorio Sgarbi
tesse le lodi
del nostro territorio
e dei progetti
in itinere
V
ittorio Sgarbi tesse
le lodi alle Marche
e alle sue bellezze
nell’ultimo libro I
tesori d’Italia. La lunga avventura dell’arte (Bompiani
2013), presentato davanti
a più di 300 persone a Fabriano per iniziativa della
Fondazione Carifac. Il noto
critico d’arte ferrarese ha
dichiarato: “Nelle Marche la
scoperta si accompagna alla
sorpresa. Le Marche sono
plurali, misteriose, sfuggenti.
Cominciano a Urbino e finiscono ad Ascoli Piceno. Confinano con l’Abruzzo, con la
Romagna, con l’Umbria, con
il Lazio, con la Toscana. Ma
si allargano culturalmente e
psicologicamente al Veneto.
Nelle Marche c’è tutta l’arte
italiana”. Raffaello, Giotto,
Gentile, il maestro di Campodonico, Lotto, Veneziano,
Tiepolo, Antonio e Bartolomeo Vivarini, Crivelli, Bellini, Tiziano ecc. Potremmo
continuare a lungo nell’elenco di artisti di rilevanza
nazionale e internazionale
nati nelle Marche o che
nelle Marche hanno operato.
Grande successo ad Osimo
(più di 40.000 i visitatori) per
la mostra “Da Rubens a Maratta” che ha appena chiuso
i battenti: 86 opere di pregio
selezionate per una rassegna
che nell’insieme si propone
come zommata su una pittura arricchita da eccellenti
virtuosismi e armoniose
pennellate: un primo piano
che ha visto estendere le sue
meraviglie fino all’inizio del
Settecento. La pittura barocca fiorita tra il Cinquecento
e il Settecento nelle Marche,
non aveva avuto una giusta
rilevanza, ma nel 2010, grazie
a una mostra realizzata a San
Severino e curata dallo stesso
Vittorio Sgarbi e da Stefano
Papetti, si sono aperti scenari
di assoluto interesse. Su questa scia si è realizzata anche
la mostra osimana. Sgarbi
elogia Fabriano, le sue ricchezze artistiche, monumentali e paesaggistiche, nonché
l’affetto che la città nutre da
sempre nei suoi confronti.
Nel frattempo il vulcanico
critico se la prende con Ancona, a suo dire “estranea” ai
15 PROSP.indd 2
15
mondo arte
Ghissi
a San Domenico
grillo
parlante
L'e-book
a scuola
archivio
Agenda di libri
e di mostre
Nelle Marche
c'è tutta l'arte
fermenti culturali che invece
percorrono il resto della regione. San Severino, Osimo,
appunto Fabriano, Caldarola:
le cita in sequenza le sue città
preferite, fino ai borghi intatti
come Montefiore Conca,
Montefano, Montecassiano,
Monte San Giusto, Monte
Vidon Corrado. E’ un fiume
in piena Sgarbi, che lancia la
sua candidatura ad Urbino:
“Il primo cittadino di Urbi-
no dovrebbe essere sempre
a Roma per far sapere che
la città esiste, perché è uno
scrigno e da sola ha un patrimonio artistico superiore
a tutta la Germania. Urbino
è il Paradiso Terrestre”. E
su Fabriano: “Alla Merkel
direi di tenersi la bruttissima
Berlino. Neanche una città
tedesca vale Fabriano, per
storia e tradizione. Preferisco
di gran lunga Fabriano ad
orrende metropoli europee
senza capolavori artistici”.
E ancora: “Mostrando il
patrimonio artistico italiano
si può suggerire di giungere
ad una riforma statale in
cui il ministero dei Beni
culturali e dell’Economia
possano coincidere, creando
un ministero del Tesoro dei
beni culturali. Così il patrimonio spirituale e artistico
sarà davvero considerato
anche materiale, qualcosa
di cui l’economia deve tener
conto come una ricchezza,
non come un peso”. Vittorio
Sgarbi ha sottolineato in una
recente intervista rilasciata
ad Ancona. “Noi abbiamo
nella fantasia e nel genio dei
valori irraggiungibili. La capacità di resistere in Europa è
soltanto nella cultura, nell’estro, nell’infinita varietà della
bellezza. E' una scommessa
da vincere non attraverso i
falsi miti dell’occupazione,
della grande industria, ma
mediante la valorizzazione
del talento italiano, delle
imprese individuali, di piccoli gruppi. Ciò che resta
dell’Italia è ancora sufficiente
a rendere bella e necessaria
la battaglia, a farla”. Vittorio
Sgarbi sarà presto protagonista a Fabriano con più progetti in itinere: lo aspettiamo.
29/01/14 10.59
16
L'Azione 1 febbraio 2014
Zig Zag
Elisabetta Monti
Il marchio della scrittura
“L
a scrittura mi ha torto il collo e ha costretto il
mio sguardo nei luoghi felici dell’infanzia o a
muovere i miei passi dentro dolori intensi che
pensavo di avere rimosso. La scrittura come
terapia salvifica, per aiutare a guardarsi dentro, per ripercorrere frammenti di vita vissuta, per fissare nel tempo i dolori e
le gioie della propria esistenza”. Con Questa Libertà (Rizzoli
2013) lo scrittore Pierluigi Cappello, dopo diversi successi
poetici, segna il suo importante esordio nella narrativa. Nato
a Gemona del Friuli nel 1967, Cappello è considerato uno
dei maggiori poeti italiani. Con Dittico (2004) ha vinto il
premio Montale Europa, con Assetto di volo (2006) è stato
vincitore dei premi Pisa e Bagutta Opera Prima. E nel 2010,
con Mandate a dire all’imperatore, ha ottenuto il premio
Viareggio-Rèpaci. Per Bur ha pubblicato Azzurro elementare
(2013). In Questa Libertà l’autore continua a conservare
un certo ritmo poetico, alternando ricordi della sua infanzia
e della sua adolescenza a considerazioni legate alla sua
fortissima passione.
Egli vuole soprattutto
comunicare come è
arrivato alla scrittura,
perché, come scrive
nella prefazione, “con il
marchio della scrittura
ci si nasce, così come
si nasce con il marchio
degli occhi celesti o neri,
la pelle chiara o scura”.
Alla base di tutto questo
c’è la parola scritta, che
aiuta a liberare le emozioni, ad allontanarsi dalla
realtà attuale per “volare”
senza costrizioni nel tempo
e nella memoria: “Non ci
vuole molto: una matita, un
taccuino e il mondo che si
raduna intorno a te, e lascia i
Guido Mattia Gallerani è
un giovane studioso modenese (nato nel 1984, con un
dottorato di ricerca in Letterature Comparate) che ha
sondato scrupolosamente le
intenzioni di Roland Barthes,
uno dei maggiori esponenti
della critica strutturalista
francese del secolo scorso:
nello specifico un progetto
di cui rimangono solo degli
schemi preparatori, alcune
tracce e un memorabile
discorso critico. Il volume
si intitola Roland Barthes e
la tentazione del romanzo
(Morellini 2013). Quando
Barthes entrò nel palco del
Collège de France, al suo
fianco sedevano Lévi-Strausse e Foucault. Si apprestava
a rivelare il “cerchio del possibile”, per dirla con Heidegger: cioè la realizzazione di
un’opera ibrida, un romanzo
non romanzo, qualcosa che
lo ponesse di fronte alla
scrittura non teorica. Una
sorta di apprendistato, per
un uomo di sessantatre anni
che sentiva l’esigenza di una
sperimentazione, di un linguaggio altro dall’abito prettamente critico, o meglio, la
spinta a lasciarsi andare alla
scrittura anfibia, tutt’altro che
retorica. L’essere “metodico
ed edonista”, come è stato
detto, e come Gallerani annota, sviluppando i passaggi
ideali di una scelta, condusse
Barthes all’analisi serrata di
16 PROSP.indd 1
un’invenzione stilistica che
fosse anche un’autonomia
stilistica. Ecco dunque la
genesi del romanzo davvero
nuovo, che fissava un tempo,
un luogo, e personalmente
una sorta di riscatto. E’ molto interessante il lavoro di
Gallerani, perché attraversa il
senso della scrittura a cavallo
tra l’erudizione e la creatività, “mezzi di conoscenza”
letteraria apparentemente
inconciliabili, non appaiati,
per non dire spaccati dalla
genesi delle tematiche di
fondo. Eppure Roland Barthes optò per una simbiosi,
pur rimanendo un autore
anacronistico, a latere della
sua stessa contemporaneità.
Si trattava di addentrarsi in
un’esigenza più storica che
culturale, ma concreta, malleabile. Emerge un aspetto
decisivo inquadrato in pieno
da Guido Mattia Gallerani:
la volontà di selezionare un
oggetto di desiderio, un’intimità, una corporeità, un
gusto da raccontare in un
punto di equilibrio precario.
Il semiologo e critico militante si rifaceva a Proust, ricavandone, ad un certo punto,
perfino un’identificazione. E
dall’identificazione si fece
strada la contaminazione
dei generi, una lente che
scrutava la realtà come un
segreto da svelare al potenziale pubblico. Vita Nova è il
titolo dell’opera, che doveva
suoi segni sulla pagina da scrivere come baci sulla pelle di
un’amata”. Il libro inizia con un capitolo dedicato a Silvio, il
canestraio di Chiusaforte (suo paese natale), personaggio che
ha lasciato un segno indelebile nella sua infanzia. Colpisce
profondamente il parallelismo che l’autore fa tra il mestiere del
canestraio e l’azione dello scrivere: “Così come lui intrecciava
le festuche secondo un ritmo, così io cerco di intrecciare le
parole secondo un ritmo. Come lui lasciava un’impronta di
sé nell’intreccio, così io spero di lasciare l’impronta di un
mio respiro nelle parole che ho sottratto al bianco del
foglio”. Lo scrittore si sofferma poi sulla narrazione di
alcuni episodi di quando era bambino, da un ricordo curioso e divertente come “l’arrivo” della lavatrice, definita
un’apparizione innaturale come il monolite del film di
Kubrick, ad un momento decisamente drammatico come il
terremoto del Friuli del 6 maggio 1976: “Il canto del mondo
si sgretolò e versò il contenuto della sua ferita in forma
di pietre macinate sul prato dove era apparsa per la prima
volta la lavatrice”. Un capitolo centrale di Questa libertà
è il racconto dell’incidente stradale subìto dall’autore e la
difficile convalescenza che ne è seguita. Un periodo della
sua vita in cui l’esigenza di lasciarsi andare alla scrittura
è stato ancora più forte. Prima, la riscoperta del viaggio
letterario con Moby Dick di Melville, “un viaggio fisico e
metafisico”. Poi, proprio grazie alla lettura, appoggiando
il libro sulla parte insensibile del suo corpo, Cappello è
riuscito a riacquistare, di volta in volta, la confidenza con
se stesso. Il letto finisce con il diventare così un tappeto
volante, un mezzo per evadere dal frastuono del quotidiano
e poter osservare il mondo da un’altra prospettiva. Dopo
la riscoperta dei classici, ecco arrivare l’ispirazione per
la poesia. Un modo per svincolare la mente dai pensieri
negativi. Per elevarsi spiritualmente esplorando “nuovi
mondi”. “Così possiamo darci alla sostanza tiepida dei
sogni e, dopo, chiudendo gli occhi, salire a bordo del tappeto volante e vibrare nel cuore dell’aria più in alto che si
può. Questa è la vera “libertà”, secondo Pierluigi Cappello.
Pierluigi Cappello
e il tappeto volante
del sogno
che si libera nell'aria
Clessidra
Alessandro Moscè
L'opera
anfibia
di Barthes
procedere per frammenti,
rapsodie e variazioni. Scrive
Gallerani: “L’ultimo schema
ci comunica che Vita Nova
avrebbe forse avuto come
filo conduttore e principale
protagonista nient’altro che
la letteratura stessa, confermando quindi la presenza di
un forte carattere metaletterario del romanzo di Barthes”. Tempo e spazio, luogo
e vicenda si intrecciano tra
stagioni, luci, viali, immagini
di Parigi, in un tessuto urbano accattivante, ispiratore,
ma anche fonte dell’esigenza
di superamento dell’attualità
per scrivere qualcosa di assoluto, non piegandosi all’ordine canonico del romanzo,
come suggerì Robbe-Grillet,
che vedeva nella tentazione
di Barthes l’ulteriore sfida alle regole del gioco,
alla funzione consueta dei
personaggi, al genere già
consegnato della narrativa.
Proprio l’irresoluzione della
struttura e della forma sarebbe stata l’incipit di questo
romanzo così atipico. In chiusura del libro Guido Mattia
Guido Mattia
Gallerani
e la tentazione
metaletteraria
Gallerani intuisce:
“Fantasticando sul
fatto che quand’egli
era in fasce, Proust
era ancora in vita,
e scriveva, Barthes
sente di poterlo considerare
da una prospettiva più fraterna”. La Recherche è il segno
di un oroscopo, come la
perdita delle madri, come la
conciliazione di un’avventura
umana, forse prima ancora
che culturale.
29/01/14 11.00
17
L'Azione 1 febbraio 2014
Il Ghissi
a San Domenico
Mondo Arte
Francescucci Ghissi,
Morte della Vergine, affresco,
Fabriano, San Domenico
Giampiero Donnini
L
a sfortuna del pittore trecentista Francescuccio Ghissi è stata quella
di aver lasciato ai posteri tavole firmate e datate raffiguranti l'analogo soggetto della Madonna dell’Umiltà. Un tema assai diffuso nella
seconda metà del XIV secolo, che contempla la Vergine assisa su di
un cuscino e colta nell’atto materno di nutrire al seno il piccolo Gesù. Questa
raffigurazione, di forte impatto devozionale, dovette godere di grande successo
se fu richiesta al Ghissi ripetutamente, come del resto era accaduto allo stesso
Allegretto Nuzi, suo maestro. Ma il Nuzi aveva lasciato anche affreschi e tavole
dorate, che testimoniavano non solo del suo alto grado stilistico e tecnico, ma
anche della ricchezza di un repertorio figurativo vario e complesso. Di Francescuccio, invece, tutto ruotava intorno alle Madonne dell’Umiltà di Fabriano,
Fermo e Montegiorgio, come se l’artista non fosse stato capace di uscire da un
simile ghetto iconografico. In questo, la vecchia critica ha avuto la sua parte
di responsabilità, dal Serra al Colasanti al Van Marle a Molajoli, perseguendo
un consenso acritico e allineato al referto di una storiografia inerte e superata.
Eppure, dispersi nella selva delle memorie locali, esistevano i presupposti per
qualificarne un diverso svolgimento espressivo. Basti ricordare la presenza del
Ghissi a San Severino Marche, ad eseguire affreschi nella distrutta chiesa di San
Francesco. E il suo ruolo preminente sulla formazione del pittore Angeluccio
Diotallevi da Esanatoglia, oltre alla presenza di ulteriori versioni del suo tema
più fortunato nel Fermano e nell'Ascolano. A sbloccare la situazione ci ha poi
pensato lo Zeri, il quale, a metà degli anni settanta, pubblicava un grande dossale
d’altare con Storie di S. Giovanni Evangelista, sparso in vari musei degli Stati
Uniti ma proveniente da una chiesa fabrianese. In base all’acquisizione di questi
nuovi dati figurativi sul pittore, è stato agevole per noi fissarne la partecipazione
ad alcuni fatti locali di sostegno alla fase ultima del Nuzi e di individuare nuovi
numeri della sua attività. A cominciare dal polittico della Pinacoteca Molajoli,
proveniente dall’Abbazia di Santa Maria d’Appennino, per continuare con alcuni
affreschi esistenti nella sala capitolare di San Domenico. Intendiamo riferirci ai
due lunettoni che impegnano la parete difronte all’ingresso, illustranti a sinistra
la Morte di S. Arsenio e a destra la Dormitio Virginis. In quest’ultimo va rimarcata l'insolita impaginazione della morte di Maria e della sua ascensione alle
glorie celesti. Strettissima è la relazione formale che lega i protagonisti di tali
episodi al polittico della Pinacoteca cui s’è accennato e al dossale americano.
Vi si respira la stessa aria di rusticana schiettezza nei volti, che han perso la
serena beltà dei modelli nuziani, e tutta una serie di sigle formali proprie del
Ghissi, dai grandi occhi allungati all’orientale alle palpebre gonfie, le barbe
e i capelli filamentosi, le lunghe e molli pieghe tubolari delle vesti. La Morte
di S. Arsenio racconta, come in un grande fumetto, la vita dei monaci eremiti
che abitavano il deserto della Tebaide. Le varie e talvolta curiose incombenze
degli accigliati protagonisti danno al racconto il fascino di un rito silvestre.
Nella gamma cromatica aspra e riarsa della pittura e nello spinto caratterismo
che disegna i volti e i gesti degli eremiti, qualche studioso ha inteso ravvisare
anche l’influsso di fatti emiliani
Il Grillo
Parlante
Renato Ciavola
A scuola
la novità
e-book
Libro cartaceo-libro elettronico, dicotomia che assilla
ormai ogni esperto di settore,
dal libraio (ma esisterà più
la libreria classica nel futuro
prossimo?) all’editore, dall’illustratore allo scrittore. Dubbio che sembra pendere ineluttabilmente verso l’oggetto
elettronico, mentre in realtà
il futuro più immediato sarà
un certo tipo di convivenza
tra due forme di prodotto e di
lettura. Se parliamo infatti di
un oggetto illustrato (magazine, libro, fumetto), dobbiamo
dire che la qualità e la suggestione delle immagini che
si possono ottenere usando il
mezzo elettronico non sono
ancora assolutamente com-
17 PROSP.indd 1
parabili con quelle ottenute
con mezzo cartaceo. Inoltre
la comodità, la praticità, la…
sensualità del libro cartaceo
non sono ancora lontanamente commensurabili con quelle
legate al libro elettronico. Se
escludiamo l’uso di manuali
scientifici e tecnici la lettura
non è un fatto fisico da raggiungere necessariamente in
modo pratico e veloce. Leggere un romanzo, un libro per
bambini, non significa solamente decifrare il messaggio
uscente dalla commistione di
lettere concatenate a formare
parole e periodi del discorso
verbale, ma molto di più. È
ovvio, ci sono tante comodità
che ci regala l’elettronica,
ma staremo a vedere. Non è
ancora questa la strada per
l’Italia, dove la vendita di
e-book corrisponde a una
percentuale che conta numeri
dell’ordine dello 0,0N%!
lastico 2014/2015 i collegi
dei docenti potranno adottare
libri in versione elettronica
oppure mista (una parte cartacea e una parte digitale) e solo
per i testi di nuova adozione,
non per quelli che sono già
stati confermati nell’anno
precedente. Un atteggiamento più soft rispetto al primo
decreto che prevedeva l’adozione di soli libri digitali/
elettronici, una scelta accolta con favore anche dalle
associazioni di consumatori
e genitori (abbassamento
della spesa annuale per libri,
zainetti che pesano meno,
etc). Ma… ci sarà davvero
un abbassamento dei prezzi?
chi comprerà tablet, computer e altri gadget digitali? Le
case editrici riusciranno ad
aggiornare tutte le edizioni
misti. Il nuovo documento
ministeriale cerca comunque
di incentivare l’uso del digitale garantendo risparmi alle
famiglie nei casi in cui le
scuole adotteranno manuali
dei testi attualmente in uso?
E le scuole, saranno in grado di offrire l’infrastruttura
tecnologica necessaria a
supportare i nuovi testi? Nel
caso in cui le famiglie non
Ma è dei libri scolastici
che vogliamo parlare.
Ora, dopo un primo decreto
con indicazioni molto drastiche, l’introduzione degli
e-book nella scuola sembra
che sarà graduale. Senza
fissare per ora obblighi e
scadenze, il provvedimento
stabilisce che dall’anno sco-
dispongano di un computer o
di un lettore e-book dovranno
affrontare una spesa iniziale
che potrà essere ammortizzata solo negli anni successivi
perché gli attuali e-reader in
commercio costano sopra i
100 euro. Ma poi: la scuola
italiana è davvero pronta
a questo passaggio? Non è
ancora ben chiaro come gli
studenti potranno consultare
i testi elettronici in classe,
non tutte le scuole infatti
dispongono di un computer
per ogni alunno. Altro che
informatizzazione, esistono
tutt’ora regioni italiane che
fanno fatica a dotarsi di normali laboratori di base, per
cui pensare ad un laboratorio
informatizzato…! E i docenti? sono al passo con i tempi?
Ma sapete la fatica che si sta
consumando in tante scuole
italiane solo con l’inserimento del registro elettronico?
Riusciranno i docenti ad
interagire, ad esempio, con
una classe nella quale alcuni
alunni hanno edizioni miste
e altri solo digitale? Allora è
ovvio che qualcuno racconta
“scantafavole”: il percorso
che porterà alla scuola digitale è ben più complesso
di come vorrebbe suggerire
la semplice adozione di una
nuova tecnologia. Per quanto
si faccia lavorare l’immaginazione, si sappia che – anche
se qualcuno non ci crederà ancora oggi in Italia quattro
alunni su cinque (78%) dichiarano di preferire edizioni
cartacee a quelle elettroniche
attualmente in commercio (inchiesta realizzata da
Skuola.net). Con la nuova
normativa bisognerà arrivare a quota 100% fra testi
digitali e misti. Epperò resta
da vedere se si tratterà solo
di un semplice “travaso” dal
formato cartaceo a quello pdf
(che permette solo la lettura,
e poco più! niente immagini
né interattività), o se verranno adottati libri scolastici di
nuova generazione, simili a
quelli lanciati di recente da
qualche raro editore: interattivi, multimediali e in grado
di offrire un’esperienza di
apprendimento più creativa.
E qui ci sarebbe da discutere
una giornata intera sul lavoro
più o meno superficiale di
cui sono capaci i ragazzi con
questi mezzi. Per studiare occorre focalizzare l’attenzione,
riflettere, memorizzare, esercitarsi. Forse quest’ultima
cosa è più semplice da fare
con il mezzo elettronico. Ma
le altre?
29/01/14 11.03
18
L'Azione 1 febbraio 2014
archivio
libri
bestseller
1. La strada
verso casa
Volo
Mondadori
2. Splendore
Mazzantini
Mondadori
3. E l’eco rispose
Hosseini
Piemme
NARRATIVA
ITALIANA
NARRATIVA
STRANIERA
SAGGISTICA
1. E l’eco rispose
Hosseini
Piemme
1. Basta piangere!
Cazzullo
Mondadori
2. Splendore
Mazzantini
Mondadori
2. L’ombra
del sicomoro
Grisham
Mondadori
2. Philomena
Sixsmith
Piemme
3. Gli sdraiati
Serra
Feltrinelli
3. Il gioco di Ripper
Allende
Feltrinelli
4. Il bordo
vertiginoso delle cose
Carofiglio
Rizzoli
4. La verità sul caso
Harry Quebert
Dicker
Bompiani
5. Per dieci minuti
Gamberale
Feltrinelli
5. La regina scalza
Falcones
Longanesi
6. La creatura
del desiderio
Camilleri
Skira
6. Inferno
Brown
Mondadori
6. Sale, zucchero
e caffè
Vespa
Mondadori
7. Volevo solo
averti accanto
Balson
Garzanti
7. La mia porta
è sempre aperta
Bergoglio
Rizzoli
8. Cinquanta
sfumature di grigio
James
Mondadori
8. Curarsi con i libri
Bertoud & Elderkin
Sellerio
1. La strada
verso casa
Volo
Mondadori
Marco non ha mai
scelto, perché ha
paura che una
scelta escluda tutte
le altre. Non ha
mai dato retta a
nessuno, solo a se
stesso. Sembra dire
a tutti: amatemi
pure, ma tenetevi
lontani.
Due ragazzi, due
uomini, due destini. Uno eclettico
e inquieto, l’altro
sofferto e carnale.
Un’identità frammentata da ricomporre, come le tessere di un mosaico
lanciato nel vuoto.
Sulla strada che da
un piccolo villaggio porta a Kabul,
viaggiano un padre e due bambini.
Sono a piedi e il
loro unico mezzo
di trasporto è un
carretto rosso.
7. La voce
degli uomini freddi
Corona
Mondadori
8. Fai bei sogni
Gramellini
Longanesi
9. Marina Bellezza
Avallone
Rizzoli
10. La costola
di Adamo
Manzini
Sellerio
* LE CLASSIFICHE
SONO RILEVATE
DALLA SOCIETA’
NIELSEN BOOKSCAN
CASTELLO BRANCALEONI
PIOBBICO (PU)
I fasti di Corte.
Gli abiti dei Della Rovere
GALLERIA PALATINA
FIRENZE
Giorgio Vasari
e l’allegoria della pazienza
data di apertura: 17.12.13
data di chiusura: 30.03.14
data di apertura: 26.11.13
data di chiusura: 09.02.14
MUSEO NAZIONALE
RAVENNA
Jorrit Tornquist
e la luce eterna del dolore
MUSEO CAPPELLE MEDICEE
FIRENZE
Il potere dello sguardo
data di apertura: 26.10.13
data di chiusura: 09.03.14
PALAZZO DEL GOVERNATORE
PARMA
Botero a Parma
data di apertura: 03.10.13
data di chiusura: 26.01.14
18 PROSP.indd 1
9. Luna di miele
a Parigi
Moyes
Mondadori
10. Il calice della vita
Cooper
Nord
3. L’educazione
(im)possibile
Andreoli
Rizzoli
4. Banchieri
Rampini
Mondadori
5. Viaggio...
Angela
Rizzoli
9. Guardar lontano
veder vicino
Daverio
Rizzoli
10. Se muore il Sud
Stella; Rizzo
Feltrinelli
archivio
mostre
PALAZZO BRASCHI
ROMA
Disegni di architettura
del Settecento
data di apertura: 08.01.14
data di chiusura: 15.03.14
data di apertura: 20.12.13
data di chiusura: 31.03.14
PALAZZO SCIARRA
ROMA
Il tesoro di Napoli. I capolavori
del Museo di San Gennaro
ARA PACIS
ROMA
Gemme dell’Impressionismo
data di apertura: 30.10.13
data di chiusura: 16.02.14
data di apertura: 23.10.13
data di chiusura: 23.02.14
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19
L'Azione 1 FEBBRAIO 2014
Testimonianze sulla Shoah
Incontri, riflessioni e film per valorizzare la giornata della memoria
di SARA NOÈ
P
rimo Levi aveva
ragione, la conoscenza è necessaria, soprattutto se
si sta parlando degli eventi
e dei fatti che si sono svolti durante l’ultimo grande
conflitto mondiale e che la
giornata del 27 gennaio pone
all’attenzione internazionale.
Necessaria dunque, per ricordare, anche se è impossibile
comprendere: perché ricordare è il primo passo sulla
via per imparare dal passato,
dalla storia.
Tra il 24 e 25 gennaio a
Matelica si sono svolti due
incontri che avevano, appunto, l’obiettivo di far conoscere e hanno coinvolto
particolarmente i giovani che
sono i soggetti a cui questa
conoscenza è più necessaria
e, allo stesso tempo, quelli
più sensibili, più ricettivi
ed attenti. Venerdì mattina
24 gennaio, quindi, presso
l’Aula Magna della Scuola E. Mattei si è parlato
della Shoah, letteralmente
“desolazione, catastrofe,
disastro”, si sono ricordate
le vittime dello sterminio,
si sono approfonditi alcuni
aspetti e letto o ascoltato
testimonianze dirette, perché
avere memoria vuol dire non
far cadere nell’oblio la storia,
vuol dire avere i mezzi per
combattere l’ignoranza e il
pregiudizio che, da sempre,
con poche mosse giungono
all’odio.
Dopo una breve introduzione del dirigente scolastico
prof. Antonio Trecciola e
dell’assessore Denis Cingolani, in rappresentanza del
Comune, il prof. Claudio
Gaetani dell’Isrec (Istituto
storico della resistenza) di
Macerata, Nando Cingolani
dell’Anmig (Associazione
nazionale mutilati ed invalidi di guerra), il Consiglio
comunale dei Ragazzi e,
nella giornata di sabato 25
presso la Sala Boldrini di
Palazzo Ottoni, anche il prof.
Igino Colonnelli per l’Anpi
(Associazione nazionale
partigiani d’Italia) hanno
generosamente donato la loro
conoscenza, competenza ed
esperienza a quanti hanno
voluto ascoltare, per sapere,
ripensare, meditare.
Sono i ragazzi quelli che si
fanno carico di portare testimonianze dirette, attraverso
scritti, poesie e riflessioni
personali, dopo aver avuto
l’opportunità di approfondire
gli eventi locali con il prof.
Igino Colonnelli che con
lettere e documenti ha dato
la possibilità di verificare
“nero su bianco” come quegli anni si sono proiettati sul
nostro territorio, sulla nostra
realtà forse più piccola ma
altrettanto densa di spunti di
riflessione.
Partendo dal commerciante
matelicese Annibale Manna
che offre rifugio a chi scappa
per salvarsi la vita, per poi
passare al buon senso, alla
familiarità o alla conoscenza
che in un paese della provincia vince un poco sulla
burocrazia dei documenti: in
Comune, infatti, a Matelica,
a quanto pare, quando la
Questura inviava lettere per
avere informazioni di “ricercati” si aspettava sempre un
po’ per protocollare e rispondere perché “…nella storia
non bisogna mai dimenticare
l’importanza delle scelte
individuali, l’importanza
conservando poi il suo diario,
ma anche italiani come Perlasca, che con un trascorso
da soldato fascista (nella
guerra d’Etiopia e in quella
di Spagna) fu attivissimo in
Ungheria e contribuì alla
salvezza di migliaia di ebrei
ungheresi condividendo gli
sforzi del diplomatico svedese Raoul Wallenberg e del
nunzio apostolico Angelo
Rotta. Carlo Angela (padre
del divulgatore scientifico
Piero Angela) medico e
antifascista che attraverso
la casa di cura che dirigeva
dei piccoli gesti dettati dalla
morale delle persone e dalla
loro coscienza. La capacità
fondamentale di fare scelte
giuste, scelte responsabili”
dice il professor Colonnelli.
Per finire poi con la testimonianza diretta, sabato 25 nel
pomeriggio, del sig. Boarelli
che racconta ai presenti come
abbia visto e vissuto il giorno
dell’Eccidio di Braccano, la
paura di chi c’era da un lato,
e la ferocia di chi ha ucciso
dall’altro. Il Sig. Cingolani, invece, ha approfondito
un argomento particolare,
quello dei “Giusti tra le nazioni”, cioè coloro i quali si
sono prodigati per aiutare gli
ebrei di tutte le nazionalità a
sfuggire allo sterminio.
Da Oskar Schindler, che
riuscì a salvare i suoi operai
(più di mille persone) a Miep
Gies che nascose Anna Frank
e la sua famiglia, trovando e
diede rifugio a numerosi
antifascisti ed ebrei, molto
probabilmente non solo italiani, falsificando le cartelle
cliniche per giustificarne
il ricovero. E come Gino
Bartali che nel corso dell’occupazione tedesca in Italia
ha fatto parte di una rete di
salvataggio i cui leader sono
stati il rabbino di Firenze
Nathan Cassuto e il cardinale Elia Angelo Dalla Costa.
Questa rete ebraico-cristiana
ha salvato dalla deportazione
centinaia di ebrei locali ed
ebrei rifugiati. Bartali ha
fatto da corriere della rete,
nascondendo falsi documenti
e carte nella sua bicicletta e
trasportandoli attraverso le
città, tutto con la scusa che
si stava allenando.
Il prof. Claudio Gaetani ha
illustrato il percorso che la
Shoah ha fatto nel cinema,
spiegando come immaginare
Il professor Igino Colonnelli
e rappresentare lo sterminio
sia stato difficile prima, in
un periodo in cui sembrava
proprio che non si volessero
mostrare realmente fatti tanto
dolorosi, e difficile ora che la
rappresentazione e divenuta
codificata e troppe volte
semplicistica e stereotipata.
Del resto il cinema è una
forma d’arte che nasce per
intrattenere e ne ha tutti i
pregi e anche i limiti.
“Non bisogna soffermarsi ora
sul cielo scuro, ad esempio,
che caratterizza negli ultimi
anni quasi tutte le locandine
che rappresentano un film
sulla Shoah, o le scene che
la raccontano, o sulle sempli-
ficazioni del cinema, perché
forse rappresentare davvero
lo sterminio è impossibile,
bisogna affrontare queste
opere con spirito critico e
con l’idea che una rappresentazione è per forza qualcosa
di limitato.
Se c’è un modo più efficace,
forse, di raccontare quel
periodo è riappropriarsi del
lato umano, della singola
esperienza, della vita del
singolo. Un bell’esempio è il
film "La chiave di Sara" (vedi
riquadro) dove si ripercorre
una singola vicenda umana e
per questo il film è in grado
di trasmetterne pienamente
la forza”.
La chiave di Sara
1942: la Francia, occupata e gestita dal governo collaborazionista insediato
a Vichy, piega il capo alla richiesta di Hitler che vuole dalla sola Parigi
almeno 20.000 dei 25.000 ebrei lì residenti. Verranno deportati in campi
di raccolta francesi e poi, terminati i lavori per i forni crematori, inviati a
morire. Oggi: una giornalista deve realizzare un servizio proprio su quel
rastrellamento, si chiama Julia e siamo sempre in Francia anche se lei è
americana. Ha sposato un francese, infatti, e vive a Parigi da anni. Il destino
vuole che il passato si intrecci prepotentemente nella sua vita, non solo per
lavoro. Julia e suo marito stanno per trasferirsi in un appartamento nel quale
abitava una delle famiglie deportate. Inizia così l’indagine e Julia scopre
la storia della giovane Sara. Una storia che la porterà indietro nel tempo,
immergendola in una delle pagine più buie della guerra, mettendo a fuoco
anche le delazioni e le responsabilità dei francesi che in molti (troppi) fecero
l’errore di collaborare. Forte è l’impatto emotivo di questo film, intensa e
commovente è la storia di Sara che “deve” essere raccontata perché non
diventi qualcosa di diverso da una “storia”, perché non divenga qualcosa
di dimenticato. Anche perché la tragedia è immane, la Storia (quella con
la s maiuscola che ci parla di numeri e di fatti) racconta che lo scontro tra i
collaborazionisti e chi invece coraggiosamente rischiò per salvare innocenti
portò ad un bilancio di 13.000 deportati di cui 4.000 bambini, pochissimi
i sopravvissuti, tra loro nessuno di quei bambini.
s.n.
A.A.A. campagna elettorale cercasi
Stenta a decollare il dibattito
per le prossime scadenze comunali
Dalla fine della “Prima Repubblica” e l’avvio della seconda, per altro mai terminata,
a Matelica abbiamo avuto quattro tornate elettorali e tre sindaci. Il 1994 sancì la
vittoria di Roversi; nel 1999 iniziò l’era Gagliardi - nel 2004 Gagliardi fu confermato sindaco; nel 2009 fu la volta di Sparvoli.
Nel 2014...? Oggi, a meno di quattro mesi dalle amministrative, non si conoscono
ancora i nomi dei candidati alla carica di sindaco, né tanto meno i possibili programmi. Anzi non se ne parla proprio, nemmeno sui forum locali.
Nel discutere con amici e conoscenti mi sembra di aver capito che di sicuro ci sia
solo la conferma dell’attuale ticket “sindaco - vice sindaco”. Per l’opposizione, o
le opposizioni, la soluzione è pronta ma solo mascherata o siamo a: “A.A.A cercasi
disperatamente candidato sindaco”?
Giovanni Ciccardini
19 matelica.indd 2
Ecco i loghi delle liste delle precedenti elezioni
con l'attuale sistema elettorale di elezione diretta.
E quest'anno?
29/01/14 11.16
20
>MATELICA<
Matelica capitale
marchigiana
dell’ottica
La giovane
equipe tecnica
Al centro
Stefano Lippera;
in basso
Traù e Battistini
A
L'Azione 1 FEBBRAIO 2014
di ANTONIO GENTILUCCI
rrivavano fino al parcheggio dell’Itc le auto
parcheggiate dei tanti ottici ed esperti arrivati a
Matelica, lunedì mattina, per partecipare al Primo
meeting regionale marchigiano di Ottica oftalmica,
organizzato dalla Società Optometrica Italiana nella sede
dell’Istituto Pocognoni, che dallo scorso anno ha aperto il
nuovo corso per Ottici.
L’affluenza, come ci ha spiegato il dirigente scolastico
Mezzanotte, ha ampiamente raggiunto le previsioni più
ottimistiche, “sono arrivati anche da Rimini, oltre che da
ogni parte delle Marche”, puntualizza soddisfatto il preside.
Ma questa risposta è anche il frutto di un semplice dato di
fatto: “oggi nelle Marche, gli unici centri di formazione per
ottici sono qui e ad Ascoli Piceno”: è doveroso dunque che
l’Istituto matelicese, anche con iniziative come questa, si candidi ad essere un punto centrale nell’aggiornamento e nella
formazione, non solo dei ragazzi ma anche degli addetti ai
lavori che nel settore lavorano già, come appunto è successo
lunedì. Qualche esempio, qualche argomento trattato? Dagli
accorgimenti particolari per le lenti per adolescenti (dott.ssa
Sonia Carletti) agli aspetti e alle criticità principali della vista
nel bambino (dott.ssa Paola Battistini), dalle tante connes-
sioni, più di quante non immaginiamo, tra vista e postura
(dott.ssa Chiara Sartori), a quelle esistenti tra occhi e bocca
(dott. Alessandro Giusepponi). Seminario aperto a tutti, ma
tanti sono stati i volti giovani in platea, oltre comunque a
diversi…decani.
E’ un mestiere anche per giovani, futuribile. “Un mestiere sicuramente allettante, quello che proponiamo: sono tantissimi
ad avere in tasca il diploma di meccanica, ad esempio, ma
Il seminario di aggiornamento
della Sopti consacra
il polo formativo Ipsia
chi esce dal nostro corso di ottica avrà un curriculum meno
comune, ben spendibile”. E per questo, non si nasconde il
dirigente, uno degli obiettivi del seminario era fare pubblicità ad un corso che, al contrario, non ha avuto le iscrizioni
sperate: “Sconta ancora il fatto di essere una novità, non
ancora conosciuta da tutti e quindi magari non presa in considerazione al momento della scelta del percorso di studi”.
Un’altra cosa dimostra un seminario di aggiornamento sulle
tecnologie, sulle nuove competenze, sull’evoluzione delle
conoscenze scientifiche nel campo dell’ottica e dell’oftalmica, su strumenti e procedure d’avanguardia: si tratta di un
mondo molto stimolante e motivante per un ragazzo, a stretto
contatto con la scienza e con la ricerca. Anche per questo la
figura dell’ottico, sempre bisognoso di studio e formazione,
si pone un po’ in contrasto con il cliché del Professionale,
visto purtroppo più come un parcheggio, o come l’ultima
spiaggia per ragazzi svogliati o problematici, che come luogo
di apprendimento.
Tanti documenti e cimeli
per una visita “obbligata” all’Anmig
Molti sapranno che la sede storica dell'Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi
di Guerra in via Umberto I è stata da tempo
venduta e che la nuova sede è stata inaugurata
il 23 settembre 2012.
Nella nuova sede (nella foto) abbiamo voluto realizzare sia una parte documentale
che ricorda i Mutilati ed Invalidi di Guerra
della Sezione (con foto, documenti, cimeli,
ricordi) ed una parte didattica per le scuole
e le generazioni più giovani. La sede si trova
in via Circonvallazione, 99, giusto sul retro
dell'edificio (l'ex-conceria Serenelli) che
ospita il ristorante "da Biutinu". La sede
è aperta due giorni a settimana, il martedì
(ore 10-11.30) ed il giovedì (ore 16-17.30)
e riteniamo che valga la pena e sia molto
interessante una visita.
Ci auguriamo che molti matelicesi e anche
non matelicesi vogliano visitarla e siamo
teatrale Ruvido Teatro. Un buffet per la
gioia di tutti ed infine, rullo di tamburi,
eccola finalmente a cavallo della sua
scopa, la faccia sporca di carbone ma
simpatica e soprattutto con tanti ricchi
doni. Tutti i bambini presenti sono stati
chiamati dalla Befana uno per uno. C’è
chi, molto intraprendente, è andato da
solo a ritirare i doni, e chi invece ha chiesto il sostegno del papà o della mamma
per ritirare il pacco. Ma poi dopo aver
trovato il coraggio di fare anche una foto
con la Befana, sono andati subito ad
aprire il regalo, per controllare se c’era
quello che speravano di trovare e per
scoprire se secondo la Befana erano stati
buoni durante l’anno. Che felicità vedere
la gioia in quegli occhi, in quelle guance
rosse per l’emozione, in quei sorrisi che
solo un bimbo sa regalare! Il successo
di questa manifestazione, che si ripete ormai da
quasi 20 anni è da attribuire tutto allo staff che si
occupa dell’intera organizzazione e che cura con
pazienza e sapienza ogni particolare. Un grazie
di cuore alle signore Patrizia Pecchia e Lorena
Bolognesi responsabili dell’organizzazione della
festa, a Sonia Antonelli, Franca Foresti e Nadia
Magnatti che lavorano per mesi affinchè tutto
si svolga nel migliore dei modi e senza imprevisti. Un ringraziamento è doveroso anche alla
direzione della Halley Informatica, a Giovanni
Ciccolini e Giovanna Girolami. Anche i bambini
ringraziano ed aspettano con gioia l’arrivo per il
prossimo anno della loro amata Befana.
In Halley la Vecchina
più amata dai bimbi!
Ritorniamo per un attimo ancora al 6 gennaio,
a questo giorno magico in cui tutti i bambini
aspettano con trepidazione ed ansia l’arrivo
della Befana chiedendosi se sono stati buoni o
un po’ meno buoni e se riceveranno tanti doni o
solo carbone. Anche quest’anno la Befana non
è voluta mancare all’ormai tradizionale appuntamento con i bambini della Halley, portando
gioia, allegria, felicità e tanti doni a quasi 160
bimbi che hanno atteso l’arrivo della Vecchina
con impazienza e qualcuno anche con un po’ di
paura. La festa è iniziata alle 16 con uno spettacolo che ha coinvolto bambini e genitori con
le maschere di Arlecchino, Pantalone e Capitan
Fracassa interpretate con maestria dal gruppo
20 matelica.indd 2
Paola Chiappa
pronti ad accoglierli. Per
chi non trovasse comodi gli
orari suddetti, anche se si
tratta di una singola persona,
può concordare un qualsiasi
altro orario telefonando al
347-6883010.
L'invito è rivolto anche alle
scolaresche perché la trasmissione della memoria di
ciò che è successo nel passato recente è fondamentale per
le nuove generazioni!
Associazione Nazionale Mutilati
ed Invalidi di Guerra (Anmig),
sezione di Matelica
Quando i matelicesi
cercarono di “addolcire”
i generali di Napoleone
Nei registri dei Consigli comunali del maggio 1798,
conservati nell’Archivio storico di Matelica, risultano
a verbale interessanti notizie, di cui alcune già note,
altre finora inedite e sconosciute. Siamo in un periodo
storico che vede l’occupazione del nostro territorio
da parte delle truppe francesi guidate non solo da Napoleone ma dai suoi generali, tra cui Lahoz, Berthier
e altri. I matelicesi vivevano tra timori e speranze,
consapevoli della loro non facile situazione, anche per
le notizie che giungevano dalle zone e dalle città già
occupate. Tentarono allora di “ammorbidire” la tensione e di favorire atteggiamenti meno violenti durante
l’occupazione armata che poi si verificò, facendo “doni” ai responsabili militari, che
si guardarono bene dal rifiutarli. Dai verbali di quell’anno risulta infatti quanto segue.
Viene registrata una notevole spesa “per due pietre rigalate all’Ajutante del Generale
in capo Berthier, consistente in un’Agata a tre colori e un Intaglio rappresentante una
Lupa con i Lupicini”.
Il generale Berthier era famoso in tutta Europa e, attraverso questo suo stretto collaboratore, i matelicesi cercarono di rendere “meno dura” l’occupazione militare. Non
risulta nessuna titubanza e meno che mai un “tentativo” di rifiuto verso tali doni di
pregio non comune.
La razzia fu spietata verso gli ordini religiosi. Il tutto risulta dagli elenchi di oggetti
sacri in oro e argento inventariati, chiesa per chiesa, e sottoscritti dai funzionari a
ciò delegati, con l’obbligo, per i responsabili religiosi, di firmare l’elenco dei beni
sottratti, dichiarando che non esistevano altri preziosi oltre a quelli requisiti e mandati
a rimpinguare l’erario francese.
Fiorella Conti
29/01/14 11.07
21
L'Azione 1 FEBBRAIO 2014
L'alchimista del caffè
Francesco Corona trionfa ai campionati italiani per baristi
di ANTONIO GENTILUCCI
I
l matelicese Francesco Corona, classe 1976, ha vinto i
campionati italiani per baristi,
che si sono tenuti in occasione
del Rimini Coffee Expo, evento
nell’evento della grande kermesse
del 35° Salone internazionale Gelateria, Pasticceria e Panificazione
Artiginali. Attualmente Francesco
vive a Cuneo, ma è nato e cresciuto
a Matelica e qui, tra l’altro, si è
innamorato del “mestiere”, precisamente facendo il barista al Bar
Centrale. E’ una riconferma per
lui, che continua ad aggiudicarsi
premi su premi, anche a livello
internazionale. Ha anche aperto una
scuola, dove insegna, la Coffee and
Spirit Academy. A Napoli, luogo
che tradizionalmente evoca subito
l’aroma tostato del caffè, il bar più
famoso è quello de “O’Professore”.
Nella realtà Francesco lo è davvero
professore, nel mondo
del caffè. Un mondo
incredibilmente sofisticato, come ci ha spiegato lui stesso quando lo
abbiamo contattato. “Ho
scoperto che volevo fare
questo nella vita quando
lavoravo al Bar Centrale.
Ho quindi fatto un corso
e ho scoperto cosa c’era
dentro questo universo
del caffè, più complesso
ancora di quello del vino.
E’ nata una passione e
l’ho perseguita”.
Cosa è il “Coffee in good
spirit”, la gara che ti ha visto
eccellere?
“Nella fase preliminare, bisogna
creare due cocktail alcolici, due
caldi e due freddi, di invenzione
propria. E’ il caffè la base del drink,
tutto parte da lì. E’ un alimento
molto complesso che ha molte
caratteristiche diverse, in base
a provenienza, origine, luogo di
coltivazione, se in altura o meno…
La finale consiste invece nella preparazione di un irish coffee e due
cocktail a scelta, caldi o freddi”.
Cosa hai preparato tu? “Ho ideato un irish coffee utilizzando una
tecnica inventata da me nel 2012,
un’infusione e macerazione del
caffè all’interno di uno speciale
strumento che si chiama aeropress. Il caffè era un El Salvador
100% arabica.
Come cocktail ho scelto invece
un caffè etiope, in un drink
composto da una tequila invecchiata Reposado e uno Strega,
un bitter al cardamomo e uno
sciroppo che si chiama pan di
zenzero. Negli alcolici ho infuso a freddo bucce d’arancia
disidratate. Nell’altro drink ho
preparato una tonica speziata
con caffè espresso”. Una vera
esplosione di fantasia". A chi
ci guarda da fuori, dobbiamo sembrare dei chimici che preparano un
composto”, forse più degli alchimisti, che preparano una pozione dal
sapore magico!
Ed è quello che fa nel locale che
ha aperto con un altro ragazzo,
con un’idea molto originale. “Sì,
Un Museo c’è già,
...il Piersanti
“Lo vuoi un Museo? “No! Mai una risposta
mi è venuta più spontanea ed immediata ma anche fortemente motivata. Nel n. 3 del 25 gennaio 2014 del
settimanale diocesano L’Azione in prima pagina giganteggia
un titolo “Lo vuoi un Museo?” e nelle pagine interne viene
presentato il progetto: 6 stanze espositive per complessivi
280 metri quadrati. Ma lo sanno i promotori (autorità ecclesiastiche comprese) che nel territorio diocesano esiste un
Museo, Il “Piersanti”, una Casa-Museo di 4000 (quattromila
mq) con oltre 50 ambienti espositivi e una Galleria d’arte
comprendente più di 2600 oggetti? E’ vero, non è un Museo
“diocesano” ma è pur sempre un Museo “ecclesiastico” di
proprietà della parrocchia e del Capitolo della Cattedrale di
S. Maria Assunta di Matelica. Il Piersanti, anche a giudizio
di Sgarbi, è considerato molto importante e non solo nelle
Marche per la sua struttura architettonica, per le opere qui
conservate (c’è anche il capolavoro di Antonio da Fabriano,
una Crocifissione datata 1452), per le memorie pontificie,
per l’arredo….Molte opere vengono richieste per Mostre
Questione Biogas:
raccolta firme?
E’ sempre d’attualità la questione del Biogas. A livello
regionale, dopo il tentativo di sanare ex-post l’irregolarità
delle 44 autorizzazioni concesse, si riaccende il dibattito e ci
si rimpallano responsabilità, tra maggioranza e minoranza e
tra Giunta e Consiglio. La novità degli ultimi giorni è quella
di un incontro con Anci e primi cittadini coinvolti, proprio in
merito alla proposta di sanatoria. Un possibile incontro che
ha spinto il M5S matelicese a rivolgere, in un comunicato,
un forte invito al sindaco Sparvoli: “…sembra emergere la
volontà di un prossimo incontro con i sindaci coinvolti dal
problema Biogas, al fine di valutare eventuali interventi in
merito, con particolare riguardo alla recente proposta di
Spacca che prevede una sanatoria volta a regolizzare, a posteriori, il processo autorizzativo, giudicato incostituzionale,
delle diverse centrali sparse per tutto il territorio. Per Matelica è un’occasione da non perdere: il nostro primo cittadino
Sparvoli, che ci rappresenterà durante tale incontro, dovrà
manifestare tutto il disagio ed i problemi creati dalla centrale”.
Un invito che il Movimento intende condividere con i cittadini,
organizzando “una raccolta firme con la quale rappresentare
al sindaco il pensiero dei cittadini in merito alla centrale a
biogas: molti problemi, tanti disagi, nessun vantaggio! Tutti
coloro i quali aderiscono alla nostra proposta, sono invitati a
partecipare alla raccolta firme. I tempi stringono, l’incontro
potrebbe esserci a breve, pertanto invitiamo tutti i cittadini a
firmare e farsi promotori dell’iniziativa al fine di aumentare
il numero di sottoscrizioni!”.
21 matelica.indd 2
La famosa Sala
degli Arazzi
A sinistra la veduta della
corte rinascimentale
importanti come quella di Rio de Janeiro, lo scorso anno, in
occasione della Giornata Mondiale della Gioventù, dove era
presente la preziosa Icona della Vergine appartenuta a Papa
Alessandro VII. Potrei continuare ancora per molto senza
alcun timore di essere accusato di campanilismo, ma il motivo
per cui mi sento di rispondere negativamente a quell’interrogativo è questo: creare un nuovo Museo non è un’impresa
molto difficile, il problema sta poi nella
gestione. Gli stessi Musei statali stentano
all’autosufficienza figurarsi i nostri Musei
diocesani ed ecclesiastici...! Per esperienza
diretta posso dire che un Museo come
il Piersanti non riesce assolutamente a
sopravvivere con il contributo annuo
dell’8 per mille da parte della Conferenza
Episcopale Italiana pari a 13.000 euro ed
anche il contributo del Comune a seguito
di una convenzione tra i due enti non
è assolutamente sufficiente a far fronte
alle spese ordinarie di manutenzione. Ed
allora? E’ opportuno, è saggio pensare di
aprire un nuovo Museo in un momento di particolare difficoltà economica per il nostro territorio? Il Piersanti corre il
rischio di perdere anche il contributo della Cei in favore del
Museo Diocesano? Insomma si aprirebbe un piccolo Museo
diocesano (280 mq) e probabilmente si andrebbe verso la
chiusura del Piersanti (4000 mq), un notevolissimo bene
culturale affidato agli inizi del 1900 alla cura della Chiesa
locale a beneficio di tutta la cittadinanza.
Non intendo fare polemica, chiedo solo una seria verifica ed
una maggiore attenzione a quanto già abbiamo e vorrei che
anche qualche altro esprimesse la propria opinione in merito.
Don Piero Allegrini, direttore del Museo Piersanti di Matelica
e vice direttore diocesano per i Beni culturali per la Vicaria di Matelica
Mosciatti,
segretario Pd
Un volto giovane, ma con un profilo d’esperienza politica già solido, quello scelto la scorsa
domenica dagli iscritti del Partito Democratico
di Matelica per guidare il partito in questa
difficile fase di transizione. E’ stato infatti eletto
coordinatore del circolo cittadino Filippo Mosciatti, (nella foto) studente laureando triennale in psicologia presso l’Università di Urbino. Mosciatti, 23 anni,
è stato eletto all’unanimità dall’assemblea degli iscritti nella storica sezione
Alfredo Cegna, dopo una discussione intensa e partecipata, caratterizzata dalla
necessità espressa da più parti di individuare una figura che sapesse si interpretare quelle istanze di rinnovament (non solo anagrafico), giunte da più parti,
ma che al contempo garantisse continuità e respiro all’ottimo e lungimirante
lavoro fin qui svolto dal direttivo uscente, guidato dall’avv. Bianca Verrillo.
L’elezione di Filippo Mosciatti, sul cui nome c’è stata ampia convergenza dalle
diverse voci della formazione politica, ha quindi portato grande entusiasmo
all’interno e intorno a partito, con molti giovani (ma anche meno giovani...)
che hanno espresso volontà di volersi
mettere in gioco ed impegnarsi, sia nel
direttivo sia nella segreteria di prossima
formazione. Già segretario cittadino dei
FARMACIE
Giovani Democratici, Filippo Mosciatti
Sabato 1 e domenica 2 febbraio
ha precedentemente ricoperto l’incarico
COMUNALE
di responsabile scuola per la segreteria
Viale dei Martiri tel. 0737 83640
regionale dei Giovani Democratici ed è
DISTRIBUTORI
stato ex membro del direttivo provinciale
Sabato 1 e domenica 2 febbraio
del Partito Democratico.
Pd Matelica
noi non abbiamo neanche un listino:
partiamo dal dialogo con il cliente,
di cui cerchiamo di capire gusti e
personalità, dopodiché creiamo un
drink su misura, con tecniche anche
retrò: infusioni, affumicazioni particolari… Ho fatto un locale in cui
facciamo drink su misura, tecniche
retrò con infusioni, affumicazioni,
particolari messi a disposizione dei
nostri clienti”.
Sentendolo parlare ci viene in
mente che ad un tale perfezionista, le comuni macchinette per
il caffè che ora spopolano nelle
abitazioni dovranno sembrare
una bestemmia? “Sono una cosa
furba, con tante cialde e tante possibilità diverse, un’offerta di cui c’era
bisogno. Al bar abbiamo una sola
possibilità. Come se in una pizzeria
offrissero solo margherita… Vorrei
che nei bar si sviluppasse la cultura
di proporre caffè di origine e aromi
diversi”.
Qual è il tuo caffè preferito?
“Come modalità, l’espresso è il
massimo, ma durante la giornata
mi piace sorseggiare un caffè-filtro,
all’americana, più lungo. Il miglior
caffè è quello che rispecchia più i
propri gusti: il problema è che troppo spesso quello che assaggiamo è
stato troppo tostato, bruciato: il vero
caffè dovrebbe rilasciare tanti aromi
diversi, dal cioccolato agli agrumi”.
BREVI DA MATELICA
~ RIPARTONO I CORSI CREATIVI
DI SCACCOMATTO
Ci siamo ragazzi! A partire da febbraio 2014
ScaccoMatto ha in serbo per tutti voi nuovi corsi
e nuovi percorsi. Iniziamo con il Laboratorio di
Fotografia "Centomila, Uno, Nessuno Scatto" a cura
di Francesco Mentonelli per cimentarci nell'arte
dello scatto e imparare una volta per tutte a usare
queste benedette macchine senza provare dolore al
polpastrello!! Contestualmente parte il Laboratorio
Argillando per la lavorazione e la decorazione dell'argilla, corso tenuto da tre ceramiste doc: Ombretta
Pennesi, Rosalba Dominici e Patrizia Mentonelli.
E nelle prossime settimane in arrivo tante novità.
Come sempre per tutte le informazioni del caso e
le modalità d'iscrizione potete contattare l'indirizzo
di posta elettronica cag.scaccomatto@gmail.
com o il numero 329.7483909.Oppure seguirci
su facebook. Scadenza iscrizioni: 9 febbraio. Vi
aspettiamo numerosi!
ScaccoMattoStaff
IP di Tempestini Paolo
29/01/14 11.34
22
>CERRETO D'ESI-MATELICA<
L'Azione 1 FEBBRAIO 2014
Piermarini, buona la prima
La stagione teatrale ha preso il via con “Il cielo sopra di noi” con Bonso regista
M
atelica - Si apre con “Il cielo sopra di noi” la
stagione teatrale 2014 del Teatro Piermarini di
Matelica. La pièce, portata in scena da Ruvidoteatro per la regia di Fabio Bonso, ha già nel
titolo l’eco de “Il cielo sopra Berlino” di Wim Wenders e,
nell’intreccio di multisequenze affiancate l’una all’tra non da
una trama bensì da un filo rosso – la Presenza – l’eco dello
sperimentalismo di un teatro d’eccezione. La Presenza ora è
concezione della realtà partorita dagli occhi di un bambino, ora
un angelo, ora una speranza, ora si fa convinzione, ora amore.
Nel suo molteplice svilupparsi, predicarsi, prender forma, la
Presenza cammina con passi scanditi dalle note di Coltrane e
dei Led Zeppelin, per la Vie en Rose di Edith Piaf, attraversando le domande esistenziali di bambini diventati uomini e
le osservazioni di uomini che hanno in sé il pensiero concreto
della fanciullezza: cosa sia il dolore, perché i cinesi abbiano
tutti capelli lisci; il terrore che, nel vivere, si possa far del male
a qualcuno, il dubbio irrisolto della propria provenienza. La
scenografia volutamente essenziale e semplice lascia spazio a
movimenti coreografici che vogliono omaggiare l’arte di Pina
Bausch. Lascia spazio ad un linguaggio non verbale, mimico,
non codificabile razionalmente proprio come il messaggio
emozionale che si vuol trasmettere: la Presenza, impercettibile
ma ugualmente percepita, che fa dell’uomo caduto un uomo
rialzato, di un adulto un eterno bambino che cova i propri
sogni. Che fa, di chi non cede alla tentazione di arrendersi,
una persona comune.
Chiara Riccardi
E sabato 1 febbraio arriva
la commedia “Falsi d’amore”
Si riapre subito, già sabato 1 febbraio, il sipario del Piermarini. Stavolta ritorniamo nel più tradizionale e italiano dei
solchi, quello della commedia dell’arte. La compagnia Cantina
Rablè presenta lo spettacolo “Falsi d’amore – commedia
romantica e pugnace”, per la regia di David Anzalone, con
Agnese Barucca, Erika Giacalone, Francesco Mentonelli e
Michele Pagliaroni.
La commedia è sempre stata la palestra dove gli attori comici
e i futuri grandi autori si sono allenati e formati. Tema della
commedia dell'arte è sempre l'umanità reale con i suoi istinti,
le sue contraddizioni, i suoi bisogni di “pane amore e fantasia”,
i suoi vizi e la sua vita quotidiana intrisa di fatica e ostacoli
per “sbarcare il lunario”, ma fatta anche di slanci di liberazione... Sì, slanci costantemente bastonati dal Potere che, però,
arriva sempre dopo il suo essere stato ridicolizzato. Per questo il Potere sarà sempre “contento e beffato” e gli esseri umani
continueranno a coltivare la Speranza. Essendo, i commedianti della "Compagnia Rablé", umani sensibili e maturati nell'ultimo 20ennio, la violenza socio-politica in loro era difficile da sublimare tutta. Per questo nasce “Falsi d'Amore - commedia
romantica e pugnace -”, il loro primo spettacolo. Storie di coppie di fatto, di sesso clandestino, di membri delle camere, di
soldati bastonati. Costumi meravigliosi. Scenografie incantevoli.
Si intrecceranno a ritmo forsennato amori, tradimenti, gelosie, duelli, soprusi, tranelli, morte e naturalmente... vita! A fine
spettacolo, per arrotondare, gli attori si trasformano in gigolò per tutte le età e le attrici svestono i panni di cortigiane senza
ritegno.
Biglietteria aperta sabato dalle 17 ad inizio spettacolo in vendita presso la biglietteria del teatro Piermarini sabato 1 febbraio,
dalle 17 ad inizio spettacolo.
Ottima performance per le “piccole” racchette Cb: azienda
che chiude
i battenti
Vittoria piena al Torneo Fit-Ranking Program
Matelica - Nell’ambito delle manifestazioni giovanili organizzate dalla Fit Marche, si è svolta a Matelica
la seconda tappa del torneo Ranking
Program, riservato alle ragazze.
Due le categorie previste: Racchetta
Verde per le giovanissime organizzate in due gironi e Racchetta Rossa
per le più grandi a un solo girone
con sfide incrociate (tutti contro tutti) e con la disputa delle semifinali
e finali. Ottime le performances per
le nostre giovani promesse, sempre
protagoniste ma stavolta addirittura
dominatrici; due vittorie nelle due
categorie, di Letizia Carradori
nelle racchette verdi, battendo in
finale Maria Sole Marziali del T.C.
Civitanova e di Milena Sgriccia
nelle racchette rosse, battendo in
finale Letizia Marzioli, anch’essa
del T.C. Civitanova cui si aggiunge il brillantissimo terzo posto di
Elena Janata, sconfitta in semifinale
proprio da Milena. Non potevamo
pretendere di più, anche perchè
tutte le altre giovanissime del T.C.
Matelica, incluse le esordienti alla
prima esperienza agonistica, hanno ben figurato. Le nostre ragazze
sono ora attese alle prossime tappe
del torneo per confrontarsi con le
pari età marchigiane e con ampie
aspirazioni di successo, per la soddisfazione dei genitori e di tutto il
Tennis Club Matelica.
Salute pubblica:
il Comune scrive...
Chiesti alcuni chiarimenti per l'utilizzo agronomico del digestato, lo scarto prodotto dal biogas
Cerreto d'Esi - Il Comune di Cerreto d’Esi recentemente ha chiesto
chiarimenti in merito all’utilizzo
agronomico del digestato, lo scarto
prodotto dal processo di fermentazione dell’impianto di biogas di
Matelica. Nella missiva inviata alla
Regione Marche e alla Provincia di
Macerata, il sindaco Alessandroni
comunica che, a seguito della richiesta della società agricola Abr
di utilizzare il digestato come concimante su dei terreni nel territorio
comunale, il Comune ha richiesto
un parere tecnico sia all’Asur che
all’Arpam in cui si richiedono
analisi approfondite in materia di
salute pubblica e di salubrità dei
luoghi e dell’ambiente. Preoccupano, infatti, le possibili emissioni di
ammoniaca in atmosfera, le perdite
di nitrati nelle acque e l’eventuale
sovra-presenza di sostanze come
22 cerreto-matelica.indd 2
l’azoto sui terreni. L’Arpam, in
pratica, non ha espresso nessun
parere vista la mancanza di decreti
attuativi, mentre l’Asur non ha
ancora risposto.
Inoltre, nella documentazione
precedentemente pervenuta relativa all’istanza e all’esercizio della
centrale, non si faceva cenno a
nessun piano di utilizzo agricolo
del digestato riguardante il territorio cerretese.
In una seconda lettera, il Comune
interpella direttamente la società richiedente per conoscere le modalità, le quantità e i tempi di riutilizzo
del digestato, in modo da chiarire
inequivocabilmente se quest’ultimo derivi da matrici zootecniche.
Inoltre le particelle individuate
dalla società per lo spandimento
non rientrano nei criteri necessari, in quanto troppo vicini a case
abitate. “Siamo in palese assenza
di regole - afferma Alessandroni.
“Non ci sono decreti attuativi, una
preventiva autorizzazione regionale, un piano che regolamenti
l’utilizzo del digestato, un ente
preposto all’analisi e al preventivo
controllo di questo materiale che
si vuole andare a spandere nei
nostri campi: in poche parole non
abbiamo dati ufficiali che accertino
che spargere il digestato non abbia
conseguenze deleterie a breve e a
lungo termine per i nostri campi
e per le coltivazioni. Chiediamo
alla Regione Marche e alla Provincia di Macerata di considerare
invece la possibilità di bloccare
questa procedura, procedendo con
rigorose verifiche che escludano la
malaugurata possibilità che la concimazione tramite lo spandimento
del digestato sia pericoloso per
l’ambiente e per le falde acquifere".
Sigarette di contrabbando
Cerreto d’Esi - 17 gennaio. Un 31enne
macedone qui residente, tornato da poco
dal suo paese di origine, aveva in casa ed
in auto 4 chilogrammi di tabacchi esteri
lavorati di vari marchi, in più 200 pacchetti di sigarette e veniva denunciato
per contrabbando di tabacco.
Cerreto d'Esi - Un’altra azienda
chiude i battenti: si tratta della
Cb di Cerreto d’Esi. Si tratta
di un’attività imprenditoriale
cosiddetta terzista (che realizza
prodotti finiti, cioè i forni) della
Indesit Company. Da sabato 1
febbraio scatterà la procedura
di mobilità per circa 70 dipendenti, costretti ad interrompere il
lavoro a causa della mancanza di
commesse. Da tempo la Cb era
risultata nella cronaca locale per
il ritardo con cui arrivavano gli
stipendi. Anche se la situazione
attualmente si è parzialmente
sbloccata, l’azienda non è però
in grado di continuare la sua
attività. Un altro esempio di
recessione economica del territorio, legata agli scricchiolii della
Indesit. E’ difficile uscire dalla
crisi senza liquidità, come gli
stessi sindacati hanno rimarcato
più volte. La Cb va ad unirsi alle
altre realtà del comprensorio
che hanno chiuso i battenti. Un
duro colpo che ha riguardato
36 imprese che sono fallite
nell’area fabrianese. Le stesse
imposte sono salite alle stelle,
aumentando la difficoltà tra bolli,
timbri, carte varie. Molti ostacoli
burocratici come altro ostacolo
che ha colpito la stessa Cb.
Tentato furto
Cerreto d’Esi, 18 gennaio pomeriggio. Tentato furto in casa quando
nell'abitazione non c'era nessuno.
I ladri avevano forzato il portone,
si erano introdotti ed avevano rovistato dappertutto ma, o perché
disturbati o perché non avevano
trovato oggetti preziosi, hanno fatto
danni, ma non hanno preso nulla.
I Carabinieri indagano in merito.
29/01/14 11.13
Famiglie al Centro:
socialità ed incontri
U
n luogo di incontro e di
confronto per promuovere il proprio e l’altrui benessere. Più precisamente uno spazio di socialità, scambio
di idee e solidarietà in cui singoli
individui, coppie, genitori e futuri
genitori avranno l’opportunità di
incontrarsi tra loro e con esperti dei
vari settori per sviluppare relazioni
interpersonali, ideare progetti, dare
vita a momenti formativi e ricreativi, impiegare in maniera utile
il proprio tempo libero nell’ottica
della promozione della qualità della
vita. Tutto questo è il “Centro per
le Famiglie”, interessante progetto
ideato dalla Regione Marche e
dall’Ambito Territoriale Sociale
n.10 con la collaborazione dei
Comuni di Fabriano e Sassoferrato.
Nella città sentinate l’inaugurazione di questo nuovo servizio si terrà
il 1° febbraio. Il primo appuntamento sarà di intrattenimento, lo
spettacolo “Mago per Svago” che
andrà in scena al Teatro del Sentino
con inizio alle ore 18,30. Lo spettacolo, ad ingresso gratuito, sarà
preceduto, a partire dalle ore 16, da
un laboratorio di “magia e giocoleria”, destinato a bambini e ragazzi,
che sarà tenuto all’interno del teatro
dagli artisti Simon Luca Barboni e
Mirco Bruzzesi, gli stessi che poi
si esibiranno in palcoscenico. Per
iscriversi al laboratorio (gratuito)
occorre prenotarsi contattando la
sede dell’Ambito Sociale Territoriale (tel. 0732/709307 - e-mail:
[email protected]).
La sede del nuovo “Centro per le
Famiglie” è situata in piazzale IV
Novembre, n.1 (l’ex stazione ferro-
23
>SASSOFERRATO<
L'Azione 1 FEBBRAIO 2014
viaria), inaugurata dal Comune lo
scorso 27 ottobre, negli stessi locali
dove è operativo il “Diverticentro”,
ovvero il servizio di sostegno didattico, destinato a bambini e ragazzi
dai sei ai quattordici anni di età. «Il
Centro per le Famiglie - osservano
l’assessore alla scuola Lorena Varani e il consigliere comunale con
delega ai servizi sociali Daniela
Donnini - si prefigge di qualificarsi
come realtà viva nel tessuto sociale
cittadino, destinata principalmente
alle famiglie con figli minori, ma di
proporsi anche quale luogo aperto
alla partecipazione attiva di quanti,
associazioni comprese, desiderano
offrire gratuitamente la propria
disponibilità, le proprie idee e le
proprie competenze a beneficio
della comunità». Dunque, spazi
aperti a tutti e, soprattutto, gratuiti,
che saranno fruibili nella citata
sede di piazzale IV Novembre il
mercoledì ed il sabato dalle ore 17
alle 19. Queste le altre iniziative del
Centro in programma a febbraio: 5
febbraio (ore 16.30): “Decoupage,
perline e altre tecniche decorative”
(Laboratorio artistico); 8 febbraio
(ore 17.30) Palazzo Oliva: Presentazione del libro “Mamma,
hai sempre
ragione”, di
Rosella Pierdomenico
(pediatra); 12
febbraio: “I
primi appunti
del ricamo”
(laboratorio
artigianale); 15 febbraio: “Mani
in pasta: oggi facciamo il pane!”
(Laboratorio di panificazione);
19 febbraio: “I primi punti del
cucito” (Laboratorio artigianale);
22 febbraio: “S.O.S. Genitori”
(Incontro teorico-pratico di primo
soccorso pediatrico); 26 febbraio:
“Decoupage, perline e altre tecniche decorative”.
La Santa Famiglia
è sempre venerata
a Monterosso
La domenica
successiva al Natale è quella in
cui si celebra la
ricorrenza religiosa della Santa
Famiglia di Nazareth. A Monterosso, paesino
del Comune di
Sassoferrato, la
ricorrenza è particolarmente sentita non solo per
motivi legati alla
fede e alla tradizione cristiana, ma
anche per un preciso riferimento
storico. La chiesa parrocchiale
del paese è stata infatti la prima
in Italia - anno 1896 - ad essere
dedicata alla Sacra Famiglia. Dunque, un evento religioso carico di
significati per la comunità locale,
che è stato celebrato domenica 29
Calendario Avis... in erba
E’ ancora più bello del solito, il calendario che l’associazione volontari sangue di
Sassoferrato regala quest’anno. Non tanto perché l’Avis ha scelto di illustrare il 2014
con foto di Sassoferrato ma perché ha scelto scatti del paese firmati dagli alunni della
scuola media. Quegli stessi che hanno partecipato al secondo concorso fotografico
indetto dal comitato per la festa del Patrono nel 2013. Fotografi in erba che, forti della
loro diversa sensibilità, sono riusciti a mostrare una Sassoferrato che tutti conoscono
e nello stesso tempo diversa. Come il parco archeologico del Sentino sotto la grandine
di luglio di Giada Giovannini o le mura accaldate dal sole d’agosto in castello di Greta
Cicetti od ancora la forza della cascata d’acqua di Giorgia Giulietti. Come hanno saputo
esaltare la maestà delle chiese e palazzi (Chiara Baldassari e Alessandro Sofo), la pace
delle frazioni (Federico Bonci e Giacomo Agostinelli), della campagna (Federico Bravi),
del nucleo urbano (Stefano Concu e Andrea Vecchi). Una serie di scatti con cui hanno
palesato quanto le nuove generazioni sono orgogliose del legame che hanno con il loro
paese e, generosi, amano dividerlo con gli altri.
Veronique Angeletti
dicembre. Così come gli scorsi
anni la ricorrenza è stata nobilitata
dalla presenza del vescovo, mons.
Giancarlo Vecerrica, che è stato
accolto calorosamente dagli abitanti
del luogo. Altro ospite di riguardo,
anch’egli legato al tradizionale
appuntamento religioso, il sindaco
di Sassoferrato, Ugo Pesciarelli. E’
stato lo stesso vescovo a presiedere
la celebrazione della S. Messa, coadiuvato dal parroco di Monterosso,
padre Saverio. Richiamandosi al
suo messaggio natalizio, Dacci oggi
il nostro pane quotidiano, inviato
alla comunità diocesana, il presule
ha posto l’accento sul compito che
i cristiani sono chiamati a svolgere
in questi tempi difficili, seguendo
la via indicata da Gesù, ovvero
quella della comunione, del dono di
sé e dell’amore verso il prossimo.
«Come cristiani – ha detto mons.
Vecerrica – siamo oggi chiamati a
fare la differenza, una differenza intesa non come superiorità, ma come
servizio, perché dobbiamo vedere
Cristo nel volto di tutti coloro verso
i quali noi ci mettiamo a servizio».
Un farmacista con mille interessi e idee per la città
Luca Antonelli, 42 anni; dal 1811 l’ultima
di sei generazioni di farmacisti della farmacia
Vianelli. Papà di Dora da appena 4 mesi e
compagno di Lucia. Ha fatto parte del direttivo Pro Loco ed è nel direttivo del Comitato
Tutela Ambiente di Sassoferrato e San Donato. Due passioni: il canto e la fotografi a.
Voce solista della fortunata e apprezzata
tribute band “Ostinati e Contrari” che ha
portato sui palchi di Marche ed Umbria la
poetica di Fabrizio De André. Ora membro
della “banda Lavalliere” dove canzone “popolare” e narrazione storica s’intrecciano
per ripercorrere alcune tappe della storia
italiana dalla fi ne del Settecento al secondo
Dopoguerra. Iscritto alla Fiaf (Federazione
Italiana Associazioni Fotografiche) ed al
circolo fotografico di Sassoferrato Erregibi.
Che cosa le piace di più e cosa di meno di
Sassoferrato?
"Amo il mio paese. Proprio ieri sera parlando
con un amico riflettevamo sulla fortuna che
abbiamo avuto nel nascere e crescere a Sassoferrato. Poteva andarci molto peggio! I nostri
monti e le nostre campagne sono la cosa che
amo di più assieme alla salubrità di questo
territorio. Ciò che amo di meno è una certa
riluttanza dei miei concittadini ad impegnarsi
nello sviluppo del proprio paese mentre sono
molto inclini a critiche aprioristiche. Ma forse
tutto il mondo è paese".
Chi è il sassoferratese?
"Se ti riferisci alle caratteristiche peculiari
e 'storiche' del sassoferratese non ho una
risposta: oggi siamo una piccola cittadina
multiculturale ed anche un po’ multietnica,
quindi faccio difficoltà ad evidenziare connotati specifici".
Lei ha dato il suo contributo a diverse
associazioni sassoferratesi, tra cui la Pro
23 sasso.indd 2
Loco, cosa manca a Sassoferrato affinché
diventi un “polo” turistico o solamente un
paese capace di attirare più gente possibile
con feste, sagre, mostre ed altro?
"Dobbiamo fare un salto di qualità ed iniziare
a ragionare in termini turistici: investire sul
territorio con delle buone idee ed esportare il
tutto anche oltre i confini nazionali. E’ chiaro
che turismo e cultura non potranno sostituirsi
totalmente al manifatturiero che il nostro
comprensorio ha ormai perso, ma già nel
1999 il Censis in uno studio promosso dalla
Carifac e costato 50 milioni delle vecchie lire,
ci diceva che di lì a breve l’industria fabrianese del bianco avrebbe sofferto, portandosi
dietro tutto l’indotto, ed invitava le istituzioni
a concentrare idee e risorse nel territorio,
nell’attività agrituristica, nella cultura e nella
formazione universitaria con sedi distaccate
di atenei marchigiani (come era nel progetto
iniziale per il Palazzo degli Scalzi). La poca
lungimiranza delle classi dirigenti politiche
ed economiche non ha dato seguito a queste
raccomandazioni ed hanno atteso che le previsioni divenissero realtà. Abbandonando le
polemiche ritengo che più che di soldi ci sia
bisogno di idee, di qualità dell’offerta turistica
e della loro promozione: oggi il web ci può
dare una grossa mano e per la verità l’assessorato alla cultura assieme alla pro-loco, ad
esempio grazie al paziente lavoro di Serena
Moretti con #Sassoferratoturismo sui social
network, si sono incamminati su questa strada. Più che di sagre credo ci sia bisogno di
qualcosa più vicino ad una 'mostra-mercato'
con le eccellenze della nostra terra: miele
e norcineria per esempio e magari tornare
ad organizzare e riqualificare 'Ambiente In
Festa', la festa che il Comitato Tutela Ambiente di Sassoferrato e S. Donato ha orga-
Luca Antonelli
nizzato per tre edizioni. Inoltre dovremmo
creare e promuovere percorsi di trekking, di
mountain-bike, di birdwatching, di arrampicata assieme alla vicina gola di Frasassi e di
tutte quelle attività che permettano di godere
appieno della nostra incantevole natura.
Abbiamo il Vintage Event, una riuscitissima
rievocazione degli anni ‘60, ‘70, ‘80, nato e
cresciuto grazie all’impegno di una decina
di sassoferratesi e capace di attrarre gente
anche da fuori regione. Abbiamo un grande
appuntamento nazionale con la fotografia
d’autore che è Face Photo News, abbiamo
la Rassegna Salvi, abbiamo Sentinum, due
musei meravigliosi come quello archeologico
e di arti e tradizioni popolari con il Palazzo
degli Scalzi prossima sede del museo di arte
contemporanea. Abbiamo tanto, ma forse ciò
che ci manca è proprio una cultura dell’accoglienza turistica e saper immaginare qualcosa
di nuovo rispetto al passato".
Tre idee per la sua città?
"Puntare ad essere un esempio per i piccoli
comuni italiani riguardo la tutela ambientale,
il ciclo virtuoso dei rifiuti e nel fermare il
consumo di territorio (in Italia negli ultimi 15
anni circa tre milioni di ettari, un tempo agricoli, sono stati asfaltati e/o cementificati). E’
dimostrato che i buoni esempi “sono in grado
di suscitare emozioni positive e di spingere
le persone a seguire gli esempi presentati e
addirittura provocare reazioni fisiche tali da
lasciare un’impronta duratura capace di influenzarne le azioni future. Questo fenomeno,
che in psicologia prende il nome di ‘elevazione morale’, può provocare cambiamenti
comportamentali e predisporci all’empatia
e all’interazione sociale”. (Journal of Personality and Social Psychology). Realizzare
un’offerta culturale e turistica di qualità
istituendo magari una commissione, senza
oneri per il Comune, composta di cittadini
interessati e motivati a dare il loro contributo.
Istituire un bilancio comunale partecipato e
valutare la realizzazione di una moneta locale,
sull’esempio di altre realtà come la Sardegna
con il Sardex, l’Abruzzo, la Campania ecc.
per promuovere un’economia di territorio".
A maggio ci saranno le elezioni comunali,
cosa chiederebbe al futuro sindaco?
"Tanto coraggio: nel voler cambiare il modo
“chiuso” di fare politica, nel rifiutare le spropositate speculazioni degli imprenditori di
turno legate alla green economy e nel sapersi
liberare definitivamente da interessi particolari consolidatisi negli ultimi trent’anni".
Il suo motto?
“Nessuno fece errore più grande di colui che
non fece nulla pensando di poter fare ben
poco” di E. Burke.
Benigno Amori
29/01/14 11.18
24
>DEFUNTI<
L'Azione 1 FEBBRAIO 2014
ANNIVERSARIO
ANNIVERSARIO
TRIGESIMO
ANNIVERSARIO
ANNIVERSARIO
ANNIVERSARIO
ANTONIA CENTOCANTI
in SCARAFONI
“Non importa quanto ho vissuto,
ma che abbia avuto una vita piena
d’amore. Tutta questa ricchezza
che mi sento dentro non può finire: rimarrà nelle nuvole, nel vento,
nell’arcobaleno della pioggia, in un
raggio di caldo sole, nell’alone che
circonda la luna e vi sarà sempre
vicino per proteggervi.
Quanto vi amo”.
Il 3 febbraio ricorre il 2° anniversario della scomparsa della cara e
amata Antonietta, moglie e madre
dolcissima.
In suo ricordo, lunedì 3 febbraio alle ore 18, saranno celebrate
le SS. Messe presso la Chiesa S.
Maria della Porta a Cerreto d’Esi e
presso l’Oratorio di Santa Maria a
Fabriano.
La famiglia ringrazia tutti coloro
che vorranno unirsi nel ricordo e
nella preghiera.
SILVANO BONIFAZI
18-3-'36
31-1-2004
CHIESA di ATTIGGIO
Giovedì 30 gennaio
è ricorso il trigesimo
della scomparsa dell'amata
ANNA BRIGNOCCHI
ved. PECCI
Le figlie, i familiari tutti la ricordano
con affetto. S.Messa domenica 2
febbraio alle ore 10.15. Si ringrazia
chi si unirà alle preghiere.
"Non piangete, la mia anima vi
amerà dal cielo come vi ha amato
sulla terra".
CHIESA di S.M.MADDALENA
Venerdì 31 gennaio
ricorre il 7° anniversario
della scomparsa dell'amato
03.02.2013
03.02.2014
CHIESA della MISERICORDIA
Lunedì 3 febbraio
ricorre il 1° anniversario
della scomparsa dell'amato
CHIESA di S.NICOLO'
Centro Comunitario
Martedì 4 febbraio
ricorre l'anniversario
della scomparsa dell'amata
La moglie, i figli, i nipoti, i pronipoti
ed i parenti lo ricordano con affetto. S.Messa venerdì 31 gennaio alle
ore 18.30. Si ringrazia chi si unirà
alle preghiere.
CAV. TOMMASO MARINO
La moglie, i figli, il genero, le nuore
ed i nipoti lo ricordano con immenso affetto. S.Messa lunedì 3 febbraio alle ore 18. Si ringrazia chi si
unirà alle preghiere.
ITALIA MORETTI
in STROPPA
Decimo anniversario
La moglie e i figli, con profondo
rimpianto, lo raccomandano alle
preghiere di quanti lo hanno conosciuto. S.Messa in suffragio venerdì 31 gennaio ore 18 nella chiesa
parrocchiale di S.Facondino a Sassoferrato.
ANTONIO COSTANTINI
I figli ed i parenti la ricordano con
affetto. S.Messa martedì 4 febbraio alle ore 17.30. Si ringrazia chi si
unirà alle preghiere.
ANNIVERSARIO
ANNIVERSARIO
ANNIVERSARIO
TRIGESIMO
ANNIVERSARIO
LAURA MACCARI
Nell'anniversario del ritorno alla
casa del Padre dell'amatissima
Laura ci ritroveremo a pregare con
lei mercoledì 5 febbraio alle ore 18
nella chiesa della Sacra Famiglia.
ANNIBALE PENSIERI
Ad un anno dalla sua scomparsa
tutta la famiglia lo ricorda con infinito affetto. S.Messa mercoledì 5
febbraio alle ore 17.30 nella chiesa
di San Venanzio.
TRIGESIMO
CHIESA di S.VENANZIO
Nella ricorrenza
del trigesimo
della scomparsa dell'amata
PAOLA COMODI
in GALLINARO
Il marito ed i parenti tutti la ricordano con affetto. S.Messa giovedì 6
febbraio alle ore 17.30. Si ringrazia
chi si unirà alle preghiere.
CHIESA di S.SEBASTIANO
MARISCHIO
Mercoledì 5 febbraio
ricorre il 6° anniversario
della scomparsa dell'amata
ANNIVERSARIO
CHIESA della SACRA FAMIGLIA
Martedì 4 febbraio
ricorre il 1° anniversario
della scomparsa dell'amata
ELIDE CARSETTI
ved. GAGLIARDI
I familiari ed i parenti la ricordano
con affetto. S.Messa martedì 4 febbraio alle ore 18. Si ringrazia chi si
unirà alle preghiere.
ANNIVERSARIO
ANNIVERSARIO
4 febbraio 2013 4 febbraio 2014
ALBERTO POLVERINI
E un anno dalla tua scomparsa
è già passato, 365 giorni, 12 mesi,
infiniti giorni.
Ma ricorda, ci sarà sempre quel legame indissolubile che non mi separerà mai da te.
Fiera di te, fiera di quello che sei
stato, e di quello che sempre sarai.
Ciao angelo mio, ti voglio bene!
"La nascita è il sonno dell'anima, è
l'oblio; la morte è il risveglio".
Tua nipote Valeria
La moglie Viviana Polzonetti con
Rosella, Luciano, Isabella, Marcello, Miriam, Gabriella, Valeria lo ricordano. Grazie a chi pregherà con
noi. S.Messa martedì 4 febbraio
alle ore 17.30 nel Centro Comunitario di San Nicolò.
ANNUNCIO
Mercoledì 22 gennaio, a 89 anni,
è mancata all'affetto dei suoi cari
ADRIA LUDOVICI
ved. BRANCHINI
Lo comunicano i figli Enrico, Annamaria e Marcello, le nuore Giuditta
e Daniela, il genero Sandro, i nipoti
Leonardo, Rachele, Lucia e Pietro,
la collaboratrice Michaela ed i familiari tutti.
Impresa Funebre Belardinelli
ANNUNCIO
Martedì 21 gennaio, a 86 anni,
è mancata all'affetto dei suoi cari
ROSINA BUCCHI
ved. BALLANTI
Lo comunicano i figli Ennio e Sergio, la figlia Brunella, la nuora Daniela, il genero Luigi, i nipoti Alessandro, Valerio, Irene, i nipoti, i
parenti tutti.
Marchigiano
ANNUNCIO
Venerdì 24 gennaio,
è mancato all'affetto dei suoi cari
UGO LIPPERA
Lo comunicano il figlio Adriano, il
fratello Giovanni, i parenti tutti.
Marchigiano
RINGRAZIAMENTO
Le famiglie Barbarossa e Pavoni
commosse da tanta sincera e profonda manifestazione di stima e
di affetto verso il loro amatissimo
Francesco ringraziano quanti si
sono uniti al loro dolore.
Marchigiano
24 defunti.indd 2
CHIESA di S.VENANZIO
Sabato 1 febbraio
ricorre il 6° anniversario
della scomparsa dell'amata
STEFANIA BORIONI
in SCHICCHI
Il marito Amleto, i figli Emanuele e
Letizia, i genitori, la sorella, il fratello, il suocero ed i parenti la ricordano con affetto. S.Messa sabato 1
febbraio alle ore 18. Si ringrazia chi
si unirà alle preghiere.
ANNUNCIO
Mercoledì 22 gennaio, a 74 anni,
è mancato all'affetto dei suoi cari
GIOVANNI LASCONI
Lo comunicano la moglie Livia Argalia, il figlio Eliberto, la nuora Selia, i nipoti Sara ed Alessandro, il
cognato, le cognate, i parenti tutti.
Marchigiano
ANNUNCIO
Mercoledì 22 gennaio, a 90 anni,
è mancata all'affetto dei suoi cari
FERNANDA MANCIOLA
ved. FIZIALETTI
Lo comunicano i figli Silvano e Giovanni, i nipoti, i parenti tutti.
Marchigiano
ANNUNCIO
Martedì 21 gennaio, a 67 anni,
è mancato all'affetto dei suoi cari
RINALDO PARIS
Lo comunicano la moglie Renata
Bocci, il figlio Angelo con Debora,
la figlia Serena con Sergio, i nipoti Alessandro e Riccardo, la sorella
Giovanna, il fratello Fabrizio, il cognato, le cognate, i nipoti, gli amici, i parenti tutti.
Marchigiano
ANNUNCIO
Sabato 25 gennaio, a 107 anni,
è mancata all'affetto dei suoi cari
ELISABETTA LAMPUCCI
ved. LIVIDINI
Lo comunicano Maricela con Alberto, i nipoti, i parenti tutti.
Marchigiano
Domenica 2 febbraio
ricorre il trigesimo
della scomparsa dell'amato
ENRICO FERRETTI
La moglie Titti, i figli Paolo e Valeria, la sorella Sandra con Bartolo, i
cognati, le cognate, i nipoti e i parenti tutti lo ricordano con immenso amore. S.Messa domenica 2 febbraio alle ore 8.30 presso il Centro
Comunitario di S.Nicolò e mercoledì
5 febbraio alle ore 17.30 nella chiesa di San Nicolò. Si ringrazia chi si
unirà alle preghiere.
ANNUNCIO
Sabato 25 gennaio, a 89 anni,
è mancata all'affetto dei suoi cari
ANNA LORONI
ved. STROPPA
Lo comunicano i figli Sandro e Mario, le figlie Luciana e Silvana, le
nuore Rosella e Licia, i generi Domenico e Dario, i nipoti Katiuscia,
Cinzia, Letizia, Lorenzo, Marco,
Paolo, Massimo, Roberto, Mirko, i
pronipoti, le sorelle Fedela, Ubaldina, Lucia, i cognati, le cognate, i
parenti tutti.
Marchigiano
ANNUNCIO
Venerdì 24 gennaio,
è mancata all'affetto dei suoi cari
LUCIA PAOLONI
ved. PALANGA
La cara nonna è salita al cielo da
dove continuerà a custodire la sua
famiglia. Lo comunicano i figli Lina
e Nazzareno, il genero, la nuora, i
nipoti e pronipoti.
Marchigiano
ANNUNCIO
Venerdì 24 gennaio, a 91 anni,
è mancata all'affetto dei suoi cari
IDELMA REMIGI
ved. BIOCCO
Lo comunicano i figli Chiarina e
Fabio con Renzo ed Elena, i nipoti
Daniele e Massimo, la sorella Marianna, il cognato e i parenti tutti.
Impresa Funebre Bondoni
ANNUNCIO
Martedì 28 gennaio, a 92 anni,
a Roma, è mancato all'affetto
dei suoi cari
BIANCHINO GISMONDI
Lo comunicano la figlia Ombretta,
il genero Antonio, i nipoti Pietro e
Roberta ed i familiari tutti.
Impresa Funebre Belardinelli
NATALINA BIANCINI
in STAZI
Il marito, il figlio, la nuora, i nipoti e i parenti tutti la ricordano con
grande affetto. S. Messa mercoledì
5 febbraio ore 18. Si ringrazia chi si
unirà alle preghiere.
ANNUNCIO
Lunedì 3 febbraio
ricorre il 9° anniversario
della scomparsa dell'amata
IOLANDA VANNUCCI
ved. RUGGERI
Le figlie Maria Vittoria e Daniela,
l'adorato nipote Federico la ricordano con affetto.
ANNUNCIO
Sabato 25 gennaio, a 90 anni,
è mancata all'affetto dei suoi cari
POMPILIA SEVERINI
ved. AGOSTINELLI
Lo comunicano il figlio Vito, la figlia
Augusta con Bruno, i nipoti Martina, Emanuele, Andrea, Francesca
Romana, i pronipoti, le cognate
Diana e Giulia, i parenti tutti.
La cara Pompilia verrà ricordata
durante la S.Messa di domenica 2
febbraio alle ore 10.15 nella chiesa
di Attiggio.
Marchigiano
ANNUNCIO
Venerdì 24 gennaio, a 69 anni,
è mancato all'affetto dei suoi cari
GIANCARLO MALDONI
Lo comunicano la moglie Isabella
Amico, i figli Francesco e Serena,
la sorella Giuliana, il fratello Bruno,
i cognati, le cognate, i nipoti ed i
parenti tutti.
Impresa Funebre Bondoni
ANNUNCIO
Sabato 25 gennaio, a 75 anni,
è mancata all'affetto dei suoi cari
GIUSEPPA ZOPPI
in BRUFFA
Lo comunicano il marito Mario, il
fratello Remo, la cognata Nadia, i
cognati Giulio ed Erminia, i nipoti,
la cara Viola, i parenti e gli amici
tutti.
Impresa Funebre Bondoni
GLI ANNUNCI VANNO PORTATI IN REDAZIONE, ENTRO IL MARTEDÌ MATTINA
Lunedì 27 gennaio, a 62 anni,
è mancato all'affetto dei suoi cari
Cav. GUERRINO CONTI
Lo comunicano la moglie Maria
Rita, i figli Alessandro e Federico,
la mamma Lina, la sorella Bruna, la
suocera Gina, i cognati, le cognate,
i nipoti ed i parenti tutti.
Impresa Funebre Bondoni
Violenza
anticristiana
in India
L’uccisione nei giorni scorsi di un
pastore evangelico nell’Andhra
Pradesh - quarto Stato dell’Unione Indiana per superficie e quinto
per numero di abitanti, che si affaccia sul golfo del Bengala - non
è un caso isolato. Già nei mesi
scorsi, era stato denunciato, da
parte della comunità protestante,
il regime del terrore instaurato
dal Rashtriya Swayanmsevak
Sang, il movimento estremista
indù, autore di numerose aggressioni. Dopo una delle ultime
aggressioni - un gruppo di 50
estremisti armati di bastoni e
pietre aveva assaltato la Telugu
Baptist Church di Mandal, villaggio situato nel distretto di Ranga
Reddy (Hyderabad) - Sajan K
George, presidente del Global
Council of Indian Christians, aveva dichiarato: “Questi estremisti
intolleranti hanno creato un loro
regno del terrore in Andra Pradesh e minacciano l’esistenza
dei cristiani”. In quell’occasione,
gli estremisti indù avevano
fatto irruzione nell’edificio e
trascinato in strada sei pastori
accusati di conversioni forzate
al cristianesimo, picchiandoli e
abbandonandoli svenuti.
Umberto Sirio
29/01/14 11.19
25
L'Azione 1 FEBBRAIO 2014
Il messaggio del Papa
nella Giornata Mondiale
delle Comunicazioni Sociali
>CHIESA
Internet? Un dono di Dio
“L
di VINCENZO CORRADO
a comunicazione è una conquista più umana
che tecnologica”. Parte da questa prospettiva
essenziale Papa Francesco per analizzare il
tema del suo primo messaggio per la Giornata
mondiale delle comunicazioni sociali - “Comunicazione al
servizio di un’autentica cultura dell’incontro” - che la Chiesa,
nella sua 48ª edizione, celebrerà il 1° giugno 2014.
“La comunicazione è una conquista più umana che tecnologica”. Parte da questa prospettiva essenziale Papa Francesco
per analizzare il tema del suo primo messaggio per la Giornata
mondiale delle comunicazioni sociali - “Comunicazione al
servizio di un’autentica cultura dell’incontro” - che la Chiesa,
nella sua 48ª edizione, celebrerà il 1° giugno 2014. Nel testo,
presentato oggi (23 gennaio) in sala stampa vaticana, non
mancano temi cari al Pontefice: dalla “scandalosa distanza tra
il lusso dei più ricchi e la miseria dei più poveri”, al “contrasto
tra la gente che vive sui marciapiedi e le luci sfavillanti dei
negozi”, dalle “molteplici forme di esclusione, emarginazione
e povertà”, ai “conflitti in cui si mescolano cause economiche,
politiche, ideologiche e, purtroppo, anche religiose”. Nel
mondo attuale, sottolinea il Papa, “i media possono aiutare a
farci sentire più prossimi gli uni agli altri. Comunicare bene ci
aiuta ad essere più vicini e a conoscerci meglio tra di noi, ad
essere più uniti”. In particolare “internet può offrire maggiori
possibilità di incontro e di solidarietà tra tutti, e questa è una
cosa buona, è un dono di Dio”. Il Pontefice non tralascia gli
“aspetti problematici”, come ad esempio l’isolamento “dal
prossimo” causato dal “desiderio di connessione digitale” o
l’esclusione di chi “non ha accesso” ai media. “Questi limiti
– spiega - sono reali, tuttavia non giustificano un rifiuto dei
media sociali”. La “prossimità” nei media sociali. “Che cosa
ci aiuta nell’ambiente digitale a crescere in umanità e nella
comprensione reciproca?”. Ad esempio, risponde Francesco,
“dobbiamo recuperare un certo senso di lentezza e di calma”,
di “capacità di fare silenzio per ascoltare”, di pazienza per
“capire chi è diverso da noi”. Suggerimenti che rimandano ai
messaggi dedicati da Benedetto XVI al silenzio (nel 2012) e
alla promozione di una cultura di rispetto, dialogo e amicizia
(nel 2009). Ma “come si manifesta la ‘prossimità’ nell’uso dei
mezzi di comunicazione e nel nuovo ambiente creato dalle
tecnologie digitali?”, incalza il Pontefice, per il quale “una
risposta” è “nella parabola del buon samaritano, che è anche
una parabola del comunicatore. Chi comunica, infatti, si fa
prossimo. E il buon samaritano non solo si fa prossimo, ma si
fa carico di quell’uomo che vede mezzo morto sul ciglio della
strada”. Il Papa definisce “questo potere della comunicazione
come ‘prossimità’”.
La rete e le periferie. Oggi, evidenzia Francesco, “noi corriamo il rischio che alcuni media ci condizionino al punto da farci
ignorare il nostro prossimo reale. Non basta passare lungo le
‘strade’ digitali, cioè semplicemente essere connessi: occorre
che la connessione sia accompagnata dall’incontro vero”.
Per il Papa “non sono le strategie comunicative a garantire
la bellezza, la bontà e la verità della comunicazione”. Anche
perché “la neutralità dei media è solo apparente: solo chi
comunica mettendo in gioco se stesso può rappresentare un
punto di riferimento. Il coinvolgimento personale è la radice
stessa dell’affidabilità di un comunicatore. Proprio per questo
L'UNITALSI PER IL MALATO
La sottosezione di Fabriano, gruppo di Sassoferrato dell’Unitalsi ha organizzato un triduo di preparazione per la 22° giornata mondiale del malato e la
festa della Madonna di Lourdes. A Fabriano il 9 febbraio alle 15.30 presso la
Cattedrale ci sarà una catechesi tenuta da don Aldo Mei e a seguire la S. Messa
presieduta da don Alfredo Zuccatosta. A Sassoferrato l’8 febbraio alle 17.30 la
recita del Rosario e a seguire la S. Messa presso la chiesa di S. Facondino. Il
9 febbraio alle 16.30 sempre a S. Facondino una catechesi tenuta dal parroco
don Giovanni Mosciatti sul tema pastorale “Per-correre la verità nella carità”,
alle 17.30 il Rosario e a seguire la S. Messa. Il 10 febbraio presso la chiesa
degli Scalzi alle 17.30 il Rosario e a seguire la S. Messa. Infine l’11 febbraio
alla chiesa di S. Facondino alle 17.30 il Rosario, la S. Messa e a seguire la
fiaccolata in piazza Bartolo.
Pellegrini a Roma e a Mosca
Canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, l’Ufficio Pellegrinaggi organizza: VIAGGIO A ROMA, 26-27 aprile, Castel Gandolfo ed
Albano Laziale, S. Messa con Papa Francesco per la Canonizzazione.
Itinerari dello Spirito, VIAGGIO IN RUSSIA, San Pietroburgo, Mosca,
Anello d’Oro dal 10 al 17 luglio, dalle piccole comunità cristiane, alla fede
e tradizione ortodossa. Per info: don Andrea Simone 3383027782, Marco
Antonini 3403726654, [email protected]
25 chiesa.indd 2
la testimonianza cristiana, grazie alla rete, può raggiungere le
periferie esistenziali”. E qui Papa Francesco ribadisce la sua
preferenza per “una Chiesa accidentata che esce per strada”
a “una Chiesa ammalata di autoreferenzialità”. E “le strade”,
spiega, sono “quelle del mondo dove la gente vive, dove è
raggiungibile effettivamente e affettivamente”. Tra queste
ci sono anche “quelle digitali, affollate di umanità, spesso
ferita”. Quindi, prosegue il Papa, “aprire le porte delle chiese
significa anche aprirle nell’ambiente digitale”. Anche “nel
contesto della comunicazione serve una Chiesa che riesca a
portare calore, ad accendere il cuore”.
Olio profumato e vino buono. “La testimonianza cristiana – afferma il Papa - non si fa con il bombardamento di
messaggi religiosi, ma con la volontà di donare se stessi agli
altri”. Al riguardo “occorre sapersi inserire nel dialogo con
gli uomini e le donne di oggi, per comprenderne le attese, i
dubbi, le speranze, e offrire loro il Vangelo. La sfida richiede
profondità, attenzione alla vita, sensibilità spirituale”. Da qui
l’invito a una comunicazione che “sia olio profumato per il
dolore e vino buono per l’allegria”: “Non abbiate timore di
farvi cittadini dell’ambiente digitale. È importante l’attenzione
e la presenza della Chiesa nel mondo della comunicazione,
per dialogare con l’uomo d’oggi e portarlo all’incontro con
Cristo: una Chiesa che accompagna il cammino sa mettersi
in cammino con tutti”. In tale contesto, conclude il Papa, “la
rivoluzione dei mezzi di comunicazione e dell’informazione è
una grande e appassionante sfida, che richiede energie fresche
e un’immaginazione nuova per trasmettere agli altri la bellezza
di Dio”. Con la consapevolezza, però, che “la comunicazione
è una conquista più umana che tecnologica”.
VIVERE IL VANGELO
di Don Aldo Buonaiuto
Domenica 2 febbraio
dal Vangelo secondo Luca
(Lc 2, 22-40)
Una parola per tutti
Il popolo giudaico considerava il parto causa di impurità legale
della donna, per cui era necessario l’atto purificatorio che non
implicava nessun giudizio di valore morale. Maria e Giuseppe
presentano Gesù al Signore secondo quanto prescritto dal libro
dell’Esodo al capitolo 13. Invece di un agnello di un anno, i due
sposi fanno l’offerta dei poveri che consiste in due tortore, una
per il sacrificio-olocausto, l’altra per il sacrificio di peccato.
Simeone, profeta di Dio, proclama a tutti i presenti l’arrivo del
salvatore dell’umanità, luce per illuminare le genti. Lo stupore
dei due genitori indica l’atteggiamento di fede sempre pronto
ad accogliere nuove rivelazioni. Gesù è colui che avrebbe
manifestato il disegno del Creatore su tutta l’umanità. La sua
famiglia è santa perché immersa nella volontà di Dio; il cibo del
Figlio è infatti fare la volontà del Padre. Maria, misteriosamente
associata alla redenzione operata dal Messia, ha il compito di
coadiuvare nel portare la salvezza ad ogni creatura. Ella è la serva
del Signore che dice “si faccia di me secondo la tua parola”.
Giuseppe si fida sempre dell’Onnipotente, consapevole che non
c’è una via migliore rispetto a quella di aderire al suo progetto.
Come la possiamo vivere
Realizzare la giustizia di Dio è ritornare alla famiglia così com’è
stata concepita dal Padre Celeste. In essa c’è sempre spazio
per l’accoglienza dei più poveri e per la preghiera insieme.
Far crescere il rapporto di coppia tra marito e moglie significa
sviluppare la salvezza. Gli sposi sono due originalità in comunione che desiderano intimamente e profondamente che
l’altro raggiunga la pienezza. Scegliere il Vangelo tutti i giorni
fa diventare ognuno di noi un vero cristiano. La debolezza dei
credenti sta proprio nel non decidere con fermezza da che parte
stare. La quotidianità che conduciamo è la prova per capire se
abbiamo scelto: se la nostra esistenza è immersa nello Spirito,
splendiamo della sua stessa luce. Seguiamo l’esempio di chi
vive in modo semplice e dignitoso senza essere soggetto alla
schiavitù del denaro, conducendo un’esistenza che esclude il
superfluo, il lusso, lo spreco. Anche noi abbiamo il compito
di portare la Parola a tutte le genti. Il nostro dolore per quanti
non accettano il lieto annuncio è proporzionato all’amore che
abbiamo per Gesù e per il prossimo. Tuttavia la nostra sofferenza
non dovrebbe fermarci, ma spingerci ancor più ad annunziare
poiché, nel nostro cuore, c’è il desiderio ardente come fuoco
di fare di Cristo il cuore del mondo.
29/01/14 11.23
26
>CHIESA<
L'Azione 1 FEBBRAIO 2014
"Padre Nostro" per gli artisti
Un'iniziativa dell'ufficio cultura con un apposito bando di concorso
di DON ANDREA SIMONE*
D
al discorso di Benedetto
XVI il 21 novembre
2009, nella Cappelli Sistina agli Artisti convenuti in udienza:
“Troppo spesso la bellezza che
viene propagandata è illusoria e
mendace, superficiale e abbagliante
fino allo stordimento e, invece di far
uscire gli uomini da sé e aprirli ad
orizzonti di vera libertà attirandoli
verso l’alto, li imprigiona in se stessi e li rende ancor più schiavi, privi
di speranza e di gioia. Si tratta di
una seducente ma ipocrita bellezza,
che ridesta la brama, la volontà di
potere, di possesso, di sopraffazione
sull’altro e che si trasforma, ben
presto, nel suo contrario, assumendo i volti dell’oscenità, della trasgressione o della provocazione fine
a se stessa. L’autentica bellezza,
invece, schiude il cuore umano alla
nostalgia, al desiderio profondo
di conoscere, di amare, di andare
verso l’Altro, verso l’Oltre da sé. Se
accettiamo che la bellezza ci tocchi
intimamente, ci ferisca, ci apra gli
occhi, allora riscopriamo la gioia
della visione, della capacità di co-
gliere il senso profondo del nostro
esistere, il Mistero di cui siamo
parte e da cui possiamo attingere
la pienezza, la felicità, la passione
dell’impegno quotidiano.”
Mercoledì 15 gennaio, durante l’incontro in Cattedrale per i Mercoledì
della Fede con don Fortunato Di
Noto, Mons. Giancarlo Vecerrica,
nostro Vescovo, ha reso ufficiale il
nuovo progetto del Consiglio Diocesano per la Cultura denominato
“Cosa significa
imparare ad amare”?
L’amore non è forse la cosa più spontanea e fuori dal nostro controllo
che si possa immaginare, qualcosa che accade e su cui non abbiamo
nessun potere? Che cos’è dunque l’amore perché si debba dire che
occorre imparare ad amare?
Per dare risposta a queste domande che sono nel cuore di ogni giovane e per uscire dall’analfabetismo affettivo odierno in modo da
aiutare i nostri ragazzi a riconoscere un’emozione da un sentimento,
da un affetto, da un desiderio, da un bisogno, da un sogno.. (fondamentale per ben impostare le relazioni future)...è stato organizzato
in diocesi (Pastorale Giovanile e Pastorale Familiare) un primo
percorso di educazione all’affettività e alla sessualità per ragazzi dai
18 ai 30 anni, una sorta di tre giorni di convivenza: dal 31 gennaio
(ore 21) al 2 febbraio (ore 17 con S. Messa e conclusioni) presso il
seminario di Fabriano. Nella giornata del 1 febbraio sono previsti
due incontri con una serata a sorpresa. Il percorso sarà coordinato
dal Padre Alessandro Angelisanti dell’Ordine dei Frati Minori con
i giovani e da una competente psicoterapeuta familiare cristiana
Maria Pia Colella.
I lavori da consegnare
sulle "sette domande"
Alla ripresa delle attività parrocchiali dopo la pausa natalizia, l’équipe
dell’Ufficio Catechistico Diocesano si è riunita, insieme al direttore don
Tonino Lasconi, per fare il punto della situazione sul prosieguo del cammino catechistico di quest’anno incentrato sulla preghiera del Padre Nostro.
In previsione della realizzazione di un opuscolo (dal titolo provvisorio
AGENDA LITURGICA
di Don Leopoldo Paloni
~ ADORAZIONE EUCARISTICA NOTTURNA A SAN FILIPPO: sabato 1 febbraio alle
ore 21 fino alle 6 di domenica 2 febbraio.
~ FESTA DEL “VOTO” DEI FABRIANESI ALLA MADONNA DEL BUON GESÙ E GIORNATA DELLA VITA CONSACRATA: domenica 2 febbraio alle 16.30 nella Cattedrale di
San Venanzio, presiede Mons. Giancarlo Vecerrica nella cattedrale di San Venanzio.
~ UFFICIO GIURIDICO REGIONALE: lunedì 3 febbraio alle ore 15, presiede Mons.
Vecerrica.
~ FESTA DI SAN BIAGIO NELLA CHIESA DEI SANTI BIAGIO E ROMUALDO: lunedì
3 febbraio alle 18-15, presiede Mons. Vecerrica.
~ ASSEMBLEA DELLA CEM: mercoledì 5 febbraio alle 9.30 a Loreto.
~ COMUNITÀ DEI GIOVANI PRETI: giovedì 6 febbraio alle 9.30 in seminario.
il Padre Nostro nell’Arte.
Si tratta di un’iniziativa strettamente legata al cammino pastorale della
nostra Diocesi offrendo agli artisti
del nostro territorio la possibilità di
soffermarsi a meditare e contemplare il volto di Dio come Padre
attraverso la preghiera che Gesù ci
ha voluto donare.
Grazie alla professionalità e al possente impegno artistico e culturale
della signora Anna Massinissa, che
da sempre ha portato avanti il desiderio di mettere in rete gli artisti del
nostro territorio con l’Associazione
inArte, è stato composto e stilato
un puntuale Bando di Concorso
dove poter attingere le informazioni necessarie e pratiche per la
realizzazione dell’opera che gli
artisti offriranno al nostro percorso
pastorale, facendoci respirare attraverso le pluriforme vie dell’arte la
loro sublime intuizione artistica di
Dio come Padre Nostro.
Il Bando lo si può scaricare dal sito
di InArte (www.inartefabriano.it) e
dal sito della nostra Diocesi (www.
fabriano-matelica.it) dove troverete
tutte le informazioni necessarie per
partecipare al concorso.
Il progetto si avvale del sostegno
culturale e mediatico del Progetto
Culturale della Cei oltre che del
Patrocinio dei Comuni della nostra
Diocesi. Sarà realizzato un catalogo
di tutte le opere che perverranno
nelle date indicate nel bando e la
mostra girerà per diversi siti culturali dei comuni ed enti che fino
ad oggi, saputo dell’iniziativa, ci
hanno contattato.
*direttore Ufficio Diocesano
per la Cultura
La giornata del voto
FESTIVE DEL SABATO
ore 17.30: - S. Nicolò (Centro Comunitario)
- Collegiglioni
ore 18.00: - Cattedrale S.Venanzio
- M. della Misericordia
- Sacra Famiglia
- Oratorio S. Giovanni Bosco
ore 18.30: - S. Giuseppe Lavoratore
- Collegio Gentile
FESTIVE
ore 7.00:
ore 8.00:
ore 8.30:
Il 14 gennaio ed il 2 febbraio 1703 forti scosse di terremoto fecero numerose vittime ed ingenti danni nelle città dell’Umbria e dell’Abruzzo.
Fabriano attribuì il prodigio di essere stata risparmiata da lutti e distruzioni
alla protezione della Madonna del Buon Gesù. Per assolvere al voto fatto,
ormai da più di tre secoli, nella Cattedrale di Fabriano domenica 2 febbraio
saranno celebrate Ss. Messe alle 9, alle 11.15 e alle 16.30, quest’ultima
con il Vescovo insieme ai religiosi per la giornata della vita consacrata e
la benedizione delle candele.
ore 8.45:
S. Biagio, benedizione della gola
ore 10.00:
Lunedì 3 febbraio Ss. Messe ore 9 (in cripta), 11, 16 e con il Vescovo
ore 18.15. Al termine di ogni Messa si farà la benedizione della gola. Si
potrà visitare un mercatino ed in più ci saranno le primule per le adozioni
a distanza.
Le reliquie di S. Romualdo
Venerdì 7 febbraio Ss. Messe ore 9 (in cripta), 10.30 (in chiesa). Ore
18 processione dalla cripta alla chiesa con il busto di S. Romualdo
e canto del "Te Deum". Ore 18.15 S. Messa celebrata dal Vescovo.
“Padre Nostro-Dalla voce dei bambini”), contenente tutti gli elaborati
pervenuti dalle parrocchie che hanno deciso di prendere parte a questo
cammino comune, l’Ucd vuole fornire alcune coordinate per una migliore
riuscita dell’iniziativa.
E’ stata fissata entro la fine di febbraio la consegna dei lavori che preferibilmente andrebbero inviati su file all’indirizzo [email protected] o portati
presso la chiesa di San Giuseppe Lavoratore e consegnati a don Tonino
(previa telefonata per accordarsi su giorno ed ora).
I gruppi che, sulla base dell’iniziativa suggerita nell’ultimo incontro diocesano “Il Padre Nostro pregato dai fatti della settimana”, hanno selezionato
titoli ed articoli di giornale che seguono o negano le “sette domande” del
Padre Nostro ed hanno poi composto dei cartelloni, dovranno utilizzare
questi ultimi per far scaturire dai bambini riflessioni, pensieri, commenti,
disegni o poesie da inserire nell’opuscolo.
I disegni, per risultare ben visibili una volta riportati sul libretto, dovranno
essere dai colori marcati e ben definiti, e le foto, per lo stesso motivo,
dovranno ritrarre particolari chiari e nitidi. Affinché risulti un’opera omogenea, si raccomanda che i lavori non siano incentrati solo sulle prime parti
della preghiera ma vertano su tutte le “sette domande” in essa contenute.
Tutto il materiale raccolto sarà poi esaminato e selezionato dall’Ucd che
organizzerà l’opuscolo seguendo un filo conduttore tematico (ogni contributo recherà però la firma del gruppo e della parrocchia di appartenenza).
Qualora dovessero pervenire doppioni o lavori difficili da stampare (e
pertanto esclusi dalla pubblicazione) verrà inserita nel libretto una pagina
sulla quale saranno comunque presentati.
La segreteria dell’Ucd, nelle persone di Anna Maria e Carla, rimane a
disposizione per qualsiasi chiarimento. Buon lavoro a tutti!
Antonella Bartolini & Antonella Spilli, Ufficio Catechistico Diocesano
26 chiesa.indd 2
FERIALI
ore 7.00: - S. Caterina (Auditorium)
ore 7.20: - S. Silvestro
ore 7.30: - M. della Misericordia
- Mon. S. Margherita
ore 7.45: - Monastero Cappuccine
ore 8.00: - Casa di Riposo
- Collegio Gentile - S. Luca
ore 8.30: - Cripta di S. Romualdo
ore 9.00: - Mad. del Buon Gesù
- S. Caterina (Auditorium)
ore 16.00: - Cappella dell’ospedale
ore 17.30: - Cattedrale S.Venanzio
- S. Nicolò (lun.-merc.-ven.)
- S. Nicolò Centro Com. (mart.-giov.-sab.)
ore 18.00: - M.della Misericordia
- Sacra Famiglia
- Oratorio S. Giovanni Bosco
ore 18.15: - Ss. Biagio e Romualdo
ore 18.30: - S. Giuseppe Lavoratore
ore 9.00:
ore 9.30:
ore 10.15:
ore 10.30:
ore 11.00:
ore 11.15:
ore 11.30:
ore 11.45:
ore 16.30:
ore 17.00:
ore 18.00:
ore 18.15:
ore 18.30:
- S. Caterina (Auditorium)
- M. della Misericordia
- Casa di Riposo
- S. Nicolò (Centro Comunitario)
- Sacra Famiglia
- S. Margherita
- S. Luca
- Cappella dell’ospedale
- Ss. Biagio e Romualdo
cripta
- S. Giuseppe Lavoratore
- S. Caterina (Auditorium)
- Collegio Gentile
- Monastero Cappuccine
- Cattedrale San Venanzio
- Collepaganello
- M. della Misericordia
- Nebbiano
- Cupo
- Attiggio
- S. Silvestro
- S. Nicolò
- S. Giuseppe Lavoratore
- Cattedrale San Venanzio
- Sacra Famiglia
- M. della Misericordia
- S. Maria in Campo
- Melano
- Argignano
- Cattedrale San Venanzio
- S.Maria in Campo
- M.della Misericordia
- Ss. Biagio e Romualdo
- S. Giuseppe Lavoratore
MESSE FERIALI
7.30: - Regina Pacis
8.00: - S.Teresa
9.30: - Concattedrale S. Maria
17.30: - Regina Pacis
18.00: - Concattedrale S. Maria
18.30: - S. Teresa - S. Francesco
MESSE FESTIVE DEL SABATO
18.00: - Concattedrale S. Maria
18.30: - S. Teresa
19.00: - Regina Pacis
Messe FESTIVE
7.30:- Beata Mattia
8.00:- Concattedrale S. Maria
8.30:- Regina Pacis - Ospedale
9.00:- S. Rocco - S.Francesco
9.30:- Invalidi - S. Teresa
10.30:- Concattedrale S. Maria
- Regina Pacis
11.00:- S. Teresa -Braccano
11.15:- S. Francesco
11.30:- Regina Pacis
12.00:- Concattedrale S. Maria
18.00:- Concattedrale S. Maria
18.30:- S. Teresa
- Regina Pacis
29/01/14 11.21
27
L'Azione 1 FEBBRAIO 2014
Maurizio Venturi a canestro
(le foto di questa pagina
sono di Martina Lippera)
Basket femminile:
Thunder sfortunata
Nella seconda giornata di ritorno di C femminile, la Thunder
Matelica affronta fuori casa la capolista Spoleto ed esce
sconfitta per 54-50 dall’inviolato parquet umbro. Inizio
di partita equilibrato, poi nella ripresa Spoleto prova ad
allungare con della buone giocate da tre punti, portandosi
a +12. Matelica non ci sta e recupera: a 1’30” al termine
il risultato è 49-47. Finale di gara incandescente: un tiro da
tre e un contropiede assicurano alla squadra di Spoleto la
vittoria. Il tabellino matelicese: Ricciutelli I. 17, Stopponi,
Nwafor 14, Belli, Granini 14, Ricciutelli G., Stronati, Zabaleta 1, Buscarini 2, Fedeli. All. Costantini; ass. Piermartiri.
Per quanto riguarda il settore giovanile, l’under 19 della
Thunder Matelica è stata battuta a domicilio per 57-77 dal
Basket Girls di Ancona, la squadra più forte delle Marche.
Matelica inizia bene chiudendo il primo quarto con otto
lunghezze di vantaggio, mentre il secondo è a favore di
Ancona. Nella ripresa la squadra dorica non sbaglia più
niente e si impone. Il tabellino matelicese: Crescentini,
Ricciutelli I. 6, Nwafor 11, Chinigioli, Belli 6, Ricciutelli
G. 12, Gargiullo, Stronati 11, Fedeli 9, De Michele; all
Costantini; ass Piermartiri. Infine, l’Under 15 della Thunder
ha vinto a Fabriano per 35-58, cogliendo il primo successo
stagionale grazie ad una buona prestazione agonistica
condita da alcune buone giocate. Tra le matelicesi, in
evidenza Asya Zamparini, giocatrice che è entrata a pieno
titolo nella rappresentativa marchigiana. Il tabellino della
Thunder: Morosi, Zamparini 19, Bartilozza 2, Mella, Cola
8, Romagnoli 2, Tozzi 12, Martelli 15.
>SPORT
BASKET
Serie C regionale
Janus, ecco punti e fiducia
Vittoria secondo pronostico: i fabrianesi consolidano il 3° posto
di LUCA CIAPPELLONI
V
ittoria da pronostico della Janus
Fabriano contro San Severino.
La squadra di Lupacchini e Cutugno archivia la pratica con un netto
85-58 nel giorno del ritorno sul parquet
con la maglia biancoblù di Terris Sifford.
C’è partita solo nei primi 20’ con San Severino che riesce a tenere il passo dei più
quotati padroni di casa grazie ai canestri
di Vissani ed Uncini. La Janus, come
abitudine, parte lentamente e la squadra
di Formentini mette il naso avanti (8-12
al 5’) con il dinamismo del lungo Uncini
che crea qualche grattacapo ai biancoblù.
Fabriano si rimette subito in carreggiata
con un break di 10-2 per il 22-17 del
primo gong. Nel secondo quarto arrivano
i primi punti della seconda esperienza fa-
classifiche
DIVISIONE NAZIONALE C
Bottegone 28; Pisaurum
26; Osimo e Halley Matelica 22; Fucecchio 20;
Monsummano 18; Empoli 16; Valdisieve e Liburnia Livorno 14; Loreto
Pesaro e Civitanova 12; Gubbio 10;
Altopascio 6; Pontedera 4.
SERIE C REGIONALE
Perugia 30; Tolentino 28; Janus Fabriano 26; Urbania e Bramante Pesaro
24; Fermignano 18; Pontevecchio e
Gualdo 16; Umbertide 12; Aesis Jesi
e San Severino 8; Fano 6; Cagli 4;
Maior Senigallia 2.
PROMOZIONE girone A
Cerreto 18; Spider Fabriano, Temmates Jesi e New Basket Jesi 14; Marotta
12; Dinamo Ancona 10; Brown Sugar
Fabriano e Chiaravalle 8; P73 Ancona
e Adriatico Ancona 6; Vallesina 0.
PROMOZIONE girone B
Independiente Macerata, Lully Porto
Recanati e Fortitudo Castelfidardo
16; Pro Basket Osimo e Gruppo ’82
Tolentino 14; Pollenza 8; Cus Camerino, Adriatica P. Recanati e Futura
Osimo 6; Gladiatores Matelica 4;
Acli Recanati 2.
SERIE C FEMMINILE
Olimpia Pesaro e Blu Spoleto 16; Fermano e Offida 14; Highlander Pesaro e
Senigallia 12; Thunder Matelica e Adriatico Ancona 10; Osimo 6; Fabriano 0.
27 sport.indd 2
JANUS FABRIANO
SAN SEVERINO
85
58
JANUS FABRIANO – Carnevali 10,
Fabrianesi 2, Bugionovo 11, Silvi 14,
Piermartiri 2 (foto), Nizi 6, Romagnoli
12, Sifford 12, Pasquini 2, Venturi 10,
Pellacchia 4. All. Lupacchini
SAN SEVERINO - Vignati 2, Ercoli 3,
Trillini 2, Buresta, Vissani 21, Reggio 11,
Antinori 3, Foglia 2, Uncini 10, Cruciani
2, Lupo 2. All. Formentini
brianese di Sifford ma San Severino non
molla e ribatte colpo su colpo ai tentativi
di allungo propiziati da Silvi (41-34 al
20’). Lo strappo arriva nella ripresa,
quando i biancorossi smarriscono la via
del canestro e
subiscono i cesti a ripetizione
di Romagnoli
e Silvi, ancora
una volta top
scorer fabrianese. L’uscita per cinque
falli di Uncini
al 27’ (58-42)
toglie agli ospiti uno dei giocatori più
ispirati e segna sostanzialmente la fine
anticipata del match. La Janus ritocca
costantemente il vantaggio fino ai trenta
punti e trova i canestri anche dei baby
Fabrianesi e Pasquini. Consolidato il
terzo posto, i biancoblù faranno visita
sabato 1 febbraio (ore 18) a Fermignano,
squadra ostica in zona playoff.
BASKET
Promozione
Il Cerreto si riscatta
e allunga in vetta
Riscatto immediato e primo posto
cristallizzato, al termine del girone di
andata, per la capolista Cerreto. La
squadra di D’Innocenzo, dopo il passo
falso di Jesi, regola con poche difficoltà
la Dinamo Ancona con una grande prova
difensiva che permette ai padroni di casa
di sopperire all’assenza per infortunio di
uno dei suoi migliori giocatori, Moscatelli. Prestazione ottima di Rossini con
17 punti, oltre al solito Jachetta, per un
Cerreto che porta a quattro i punti di
margine sulle dirette inseguitrici.
La sconfitta, infatti, della Spider Fabriano a Marotta (69-60) permette a
New Basket Jesi e Teammates Jesi di
raggiungere i ‘ragnetti’ al secondo posto. Il girone di ritorno è cominciato già
mercoledì, oltre i nostri tempi di stampa,
con il super derby proprio fra Cerreto e
Spider. All’andata vinse la squadra di
D’Innocenzo 65-71.
Dopo il turno di riposo torneranno in
campo venerdì 31 gennaio i Brown Sugar (Palestra Mazzini, ore 21.15) contro
Chiaravalle.
Nel girone B, i Gladiatores Matelica
perdono in casa contro il Cus Camerino
68-85, restando così al penultimo posto.
Domenica 2 febbraio (ore 17, Palasport
di Matelica) apriranno il girone di ritorno
CERRETO
DINAMO ANCONA
66
47
BASKET
L'Halley sconfitta
ma solo per un soffio
Partita in puro stile ottovolante, quella
tra la capolista Bottegone Sant’Angelo
e Halley Matelica. Primo quarto a base
d’attacco. Da entrambe le parti le retine
vengono sottoposte ad un superlavoro.
Ben bilanciato l’attacco matelicese, con
Usberti sugli scudi. Da parte pistoiese
c’è il consueto orologio con tante lancette, che si chiamano Giannini, Paci,
Rossi e Visigalli, mentre il lungo Marconato non incide come fece all’andata,
ben controllato dalla difesa vigorina e
parzialmente limitato da un infortunio.
Alla fine del quarto siamo 24-22, con i
tanti tifosi matelicesi che ancora soffrono
e si divertono. Bottegone prova a scappare alla metà del secondo quarto, ma
Matelica riesce a restare in contatto fino
al 47-42, prima di prendere una brutta
imbarcata: i padroni di casa arrivano a
64-44. Sotto di 20, a casa della maggiore
corazzata del girone, rientra nella logica, niente di preoccupante. Ma questa
Halley tutto cuore e determinazione
CERRETO – Prato 4, Manzetti, Spedaletti
4, Rossini 17, Jachetta 15, Marsico 10,
Capodimonte 2, Cafasso 2, Chiarucci 5,
Perulli 7. All. D'Innocenzo
DINAMO ANCONA - Baldini, Molitari 3,
Cucchiarelli 10, Trovamala 7, Cianforlini
6, Poggiaspalla 5, De Grandis 3, Ballerini
2, Agostinacchio 5, Ornelli 6.
MAROTTA
SPIDER FABRIANO
69
60
MAROTTA – Bertazza 5, Paolini 11, Tonelli
3, Santinelli 4, Mutic 8, Giacometti 12,
Grilli 3, Marinelli, Venturi, Bertolini 23.
All. Bedini
SPIDER FABRIANO - Battistoni 5,
Ciappelloni 2, Pietrini, Paris, Narcisi 13,
Mazzoni 8, Spadini 9, Rossini 5, Cortese
10, Carnevali 8. All. Porcarelli
con il cruciale scontro con il fanalino di
coda Acli Recanati, a due punti proprio
dai Gladiatores.
l.c.
Divisione Nazionale C
Il veterano Luca Usberti in azione
BOTTEGONE SANT'ANGELO
HALLEY MATELICA
94
90
BOTTEGONE SANT'ANGELO – Giannini
16 (1/2, 4/11), Paci 19 (4/6, 3/7), Staino
7 (0/1, 2/6), Rossi 18 (7/11 da due),
Marconato 2 (1/5, 0/1), Bongi 8 (2/2,
0/3), Visigalli 17 (5/5, 2/2), Vannacci
ne, Giusti 3 (1/1 da due), Della Rosa 4
(2/3, 0/3). All. Valerio
HALLEY MATELICA - Porcarelli ne, Sorci
15 (1/1, 3/8), Pecchia 1 (0/1 da due),
Novatti 24 (3/4, 2/5), Montanari 2 (1/2
da due), Gatti 7 (0/1, 2/4), Quercia 16
(4/8, 1/3), Bracchetti ne, Paoletti 8 (1/3,
1/6), Usberti 17 (5/7, 1/2). All. Sonaglia
decide che è troppo presto per pensare
al match successivo: difendendo alla
morte, i matelicesi ereggono un muro
che i toscani non sanno come aggirare.
L’entusiamo in difesa mette le ali in
attacco: Novatti (7 punti fin lì) inizia a
vivisezionare la difesa toscana, insieme
con Sorci e Quercia. Punto dopo punto
rosicchiano vantaggio e certezze a Visigalli e compagni, fino a che il capitano
non sigla l’incredibile sorpasso (78-80).
Bottegone accusa il colpo, ma il copione
di questa partita incredibile non è ancora
finito. Entra in scena la dea bendata, che
guarda solo al Bottegone e ha le fattezze
di Alessio Paci, autore di una tripla allo
scadere, di una da oltre sette metri e di
una - diciamo eufemisticamente fortunosa - da 9 metri con l’aiuto decisivo
a tabellone (chissà se il toscano avrà
chiesto scusa, come si fa in questi casi
al campetto...). L'Halley non si arrende,
attacca il canestro: gli uomini di coach
Valerio spendono tantissimi falli, Quercia e Novatti diventano pendolari della
lunetta, ma la stanchezza e un recupero
così prodigioso non possono non segnare
gli ospiti, che sbagliano qualche libero
di troppo. Alla fine della battaglia esulta
il Bottegone. Sabato 1 febbraio l'Halley
torna a giocare in casa (PalaCarifac
di Cerreto, ore 18.30) contro il Loreto
Pesaro di Massimo Gattoni.
Antonio Gentilucci
29/01/14 10.43
28
>SPORT<
CALCIO
L'Azione 1 FEBBRAIO 2014
Serie D
Il Matelica affonda il Bojano
e ora affronta le "grandi"
di SARA SANTACCHI
D
ifficile commentare una gara dal
risultato scontato ancor prima di
cominciare. Carucci, allenatore
del Matelica, rende l'onore delle armi
agli avversari. “Hanno affrontato una
lunga trasferta - dice il mister biancorosso - consapevoli dell'ennesima
goleada. Li rispetto per l'impegno dimostrato, ma ovviamente la differenza
tecnica si è vista, non ci tenevo affatto
a fare tanti gol come avevo annunciato,
mi interessavano solo i tre punti, è logico che i bomber sono rapaci e quando
annusano la preda facile o difficile la
prendono, devo dire che oggi ne hanno
beneficiato in particolare Cacciatore
e Cognigni, ma in precedenza un po'
tutti i bomber del girone si sono comportati in modo analogo, forse la cosa
più giusta sarebbe quella di evitare la
possibilità di disputare certe gare, ma
non è compito mio dirlo, io posso solo
analizzare la gara, e dico che questo tipo
di partita va sbloccata sùbito per non
dare coraggio all'avversario e coplicarci
la vita, siamo stati bravi a fare gol alla
prima occasione, poi è logico
una volta in discesa sembra
tutto facile, siamo stati bravi
a non rischiare infortuni ed
ammonizioni, dobbiamo essere pronti per la prossima gara
con il Sulmona”. A proposito
del Sulmona, non è un vantaggio per loro giocare sabato
1 febbraio anziché mercoledi
29 gennaio, come previsto
in un primo momento? “E'
un vantaggio per entrambi dice Carucci - avremo come
d'abitudine tutta la settimana
per preparare bene l'incontro,
noi come loro, inutile creare ancora
polemiche su questa gara, noi come al
CALCIO
Seconda Categoria
MATELICA
BOJANO
L'angolo D... Maurizio Fontenova
9
0
CELANO - Spitoni, Silvestrini, D'Addazio, Gilardi, Tonelli, Moretti (76°
D'Alessio), Gadda, Martini, Jachetta
(Lanzi 46°),Cacciatore (Cognigni 57°),
Staffolani. All. Carucci
BOJANO - Di Gennaro (46° Lancetti),
Cagiano, De Martino, Montone, Ancona, Ambrosino, Spezzaferro, Mugione,
Milici, Lovasto (46° Piscopo), Crimi (76°
Bruno). All. Cagiano
RETI - Cacciatore 7°, 13°, 16° e 29°;
Staffolani 9°; Cognigni 64°, 71° e 82°;
Martini 54°
solito ci preparemo per vincere, come
facciamo con tutti, con il Sulmona deve
essere una gara come le altre”, l'ultima
chiosa del saggio mister biancorosso.
Ora la serie D si ferma per un turno di
riposo, ma - come detto - il Matelica
scenderà ugualmente in campo per
recuperare la partita con il Sulmona,
in trasferta.
L'esultanza dei matelicesi
dopo il 4° gol di Cacciatore
La banda di Carucci
inizia a dare fastidio...
Come da previsione il Matelica ha
fatto il suo dovere contro il derelitto
Bojano... Un record molto effimero per
il Matelica, ma tre punti di sostanza per
mettere ancora pressione alla regina
Ancona, che grazie al lignaggio ha
ottenuto un rigore molto dubbio per
battere una Civitanovese tosta e ben
messa in campo dal nuovo e giovane
allenatore che molto sportivamente
ha commentato a fi ne gara che la sua
squadra meritava almeno il pari, ma
l’Ancona è l’Ancona e la corrazzata
è sempre difficile da colpire! Certo
che gli anconetani hanno festeggiato
la vittoria come se avessero vinto la
Champion, consci che l’unica squadra “che ancora dà molto fastidio”
è il Matelica. In effetti quello che in
settimana ha detto il presidente Mauro
Canil, segnali inquietanti che giungono
a Matelica e sul Matelica, ragionando
molto tranquillamente è non solo verosimile, ma palpabile. Una frase celebre
di Giulio Andreotti testualmente recitava: “a pensar male, si fa peccato, ma
spesso ci si azzecca”. Allora vorrei fare
partecipi del ragionamento i lettori di
questa rubrica, a chi dà fastidio in questo momento la squadra del presidente
Canil? Andiamo per esclusione… Al
Bojano? No di certo... stanno pensando alla prossima stagione
già in Eccellenza e poi sono
molisani, non c’è rivalità,
CALCIO
non sono cugini diretti… Come le
squadre abruzzesi, nemmeno il Sulmona
del famoso recupero “per ghiaccio”
che si giocherà proprio sabato. Tolte
le molisane e le abruzzesi, restano le
marchigiane. Guardiamo la classifi ca
alla nostra destra… ed arriva l’illuminazione ragionata… vuoi vedere che i
fastidi più grandi li diamo ai cuginetti
diretti… la Maceratese… Il capoluogo
di provincia può essere messo in secondo piano da quel piccolo comune
spostato più verso l’Umbria a quasi 50
km dal capoluogo? E poi il capoluogo
di regione, la corrazzata Ancona, che
già ad agosto aveva vinto il campionato
senza giocarlo, come dicono ad Ancona
"noi abbiamo due o tre squadre per
vincere, stranieri super bravi da serie
A e B, portoghesi, brasiliani, giocatori
biondi con la cresta, allenatore che ha
giocato in serie A, dovevamo fare il
vuoto dietro di noi... ed invece arriva
il Matelica… una matricola... che si
permette di sedersi al nostro tavolo
già imbandito a festa, ma chi è il Matelica… che fa come il Prete de Ficà...
arria e vole montà su? E no, il Matelica
è il primo anno che conosce la serie D,
mentre noi non la sopportiamo proprio
più!". Il ragionamento è semplice.
Presidente Mauro Canil... provi ancora
per un po’ a spaventarli “i cuginetti”,
prima a Macerata il 9 febbraio e poi a
Matelica il 16 febbraio.
Prima Categoria
La Fabiani Il Fabriano Cerreto torna a esultare:
è corsara Zuccaro-gol piega il Castelfidardo
Nel girone D, termina con il risultato
di 0-0 la partita tra il Victoria Strada e
l’Albacina. La gara è stata giocata su
un campo ai limiti della praticabilità e
non ha regalato grandi emozioni agli
spettatori presenti. I padroni di casa
hanno cercato con maggior insistenza il
gol della vittoria riversandosi per alcuni
tratti della ripresa nell’area di rigore
avversaria ma alla fine le squadre sono
uscite dal terreno di gioco dividendosi
la posta in palio. La formazione dell’Albacina: Cardoni, Archetti, Xheleshi,
Biagini, Zampetti, Friday, Scipioni,
Lippera, Ragni (53’ Ruggeri T.), Polli,
(80’ Carbini), Stridi; all. Biagini.
Nel girone F, la Fabiani Matelica vince
in trasferta per 3-2 contro la Juventus
Club e mantiene il quarto posto in
classifica insieme all’Elfa Tolentino a
quota 33 punti.
Prossimo turno: Albacina-Falconarese
(all'andata 1-4), Giovani TolentinoFabiani Matelica (0-1).
TERZA CATEGORIA
Nel girone C, l’Argignano vince 2-1
contro il Rosora Angeli e conquista la
vetta della classifica a quota 31 punti.
Il Serradica pareggia 3-3 contro l’Urbanitas Apiro. Nel girone F, il Real
Matelica supera con il risultato di 2-1
il Visso e raggiunge il quarto posto
in classifica. Prossimo turno: Morro
d’Alba-Argignano (2-2), AbbadienseReal Matelica (1-4)
l.a.s.
28 sport.indd 2
FABRIANO CERRETO
VIGOR CASTELFIDARDO
1
0
FABRIANO CERRETO - Ruggeri, Zaccagnini, Di Luca, Orlando, Galuppa,
La Mantia, Martellucci (25’ st Aydari),
Arcangeli, Lorenzetti, Zuccaro (40' st
Battistoni), Guidarelli. All. Tiranti
VIGOR CASTELFIDARDO - Valianelli,
Franzoni (15’ st Taddei), Bignani, Tusino,
Zappa, Polzonetti, Giampieri, Mandolini
(37’ pt Cerasa), Pierantonelli, Caldigioni,
Piccini. All. Marincioni
RETE - 24' Zuccaro
Il Fabriano Cerreto, dopo un periodo
di sbandamento, sembra aver intrapreso
la strada giusta.
Dopo l'ottimo pareggio della scorsa
settimana contro Le Torri, ritorna al
successo contro la Vigor Castelfidardo,
dopo una gara ricca di emozioni. Partenza lanciata dei padroni di casa che
sfiorano a più riprese la rete, brava la
difesa ospite a chiudere le incursioni
dei laterali.
Nel finale di tempo un brivido corre
sulla schiena del Fabriano Cerreto che
rischia la debacle: rigore per gli ospiti,
batte Giampieri e Ruggeri si supera,
salvando la sua porta dalla capitolazione. Nella ripresa, i ragazzi di Tiranti
scendono in campo più convinti dei loro
mezzi e dopo aver sfiorato il gol con
Guidarelli al 24', passano in vantaggio
con Zuccaro che, dopo uno scambio di
prima con Galuppa, supera l'estremo
ospite con un delizioso pallonetto. Il
vantaggio mette le ali al Fabriano Cerreto che ha l'opportunità di dilagare,
ma gli attaccanti falliscono un paio di
occasioni e la partita si chiude che la
vittoria dei padroni di casa. A questo
punto del campionato la compagine
cerretese deve tirar fuori le unghie e
dovrà incominciare ad avere quella
continuità nei risultati positivi che fino
ad ora non ha avuto.
Nel prossimo impegno il Fabriano
Cerreto ha un appuntamento di quelli
"terribili" che può cambiare in positivo
il suo futuro. Se si vuole continuare a
CALCIO
sperare nella promozione dovranno assolutamente ottenere un ottimo risultato
per poter recuperare il terreno perduto.
Infatti il Fabriano Cerreto andrà a far
visita al Camerano che nel frattempo
ha superato 5-0 il fanalino di coda
Monserra e in classifica ha allungato sul
Collemarino salendo a quota 33 punti,
mentre il Fabriano Cerreto ha ancora
quattro punti di ritardo. Se si uscirà
vincitori da questo confronto, il gap
sarà ridotto a solo due lunghezze, ma
se si uscirà da questa trasferta con una
sconfitta i punti di distacco saranno 7
e allora sarà difficile vincere da subito
questa categoria.
a.c.
Prima Categoria
Sassoferrato... a valanga
Vittoria schiacciante per il Sassoferrato Genga. La squadra di Ciattaglia rifila un
5-1 al Real Montecchio, fanalino di coda, e si porta ad un solo punto di distanza
dal Barbara capolista. I padroni di casa passano in vantaggio dopo soli due minuti grazie ad un autogol di Romani. A spalancare le porte del successo ci pensa
Piermattei. Il calciatore ha siglato una tripletta ed è uscito dal campo come "man
of the match". Le sue reti sono arrivate rispettivamente all’11', 39’ e 50’. L’altro
giocatore del Sasso a finire sul tabellino dei marcatori è Zucca in gol al 54’. A
chiudere la gara sul definitivo 5-1 è il calciatore del Real Montecchio Carciani. La
formazione del Sassoferrato Genga: Berardi, Altarocca (75’ Conigli), Tinti, Carletti,
Vitali, Bellucci, Zucca, Roscini, Fiori (70’ Marchesini), Sebastianelli, Piermattei
(62’ Kurti); all. Ciattaglia. Prossimo turno: Laurentina-Sassoferrato Genga (2-2).
Luca Antonio Somma
CALCIO
Prima Categoria
Fortitudo
sbanca
San Biagio
Continua a vincere la Fortitudo Fabriano soprattutto lontano dal suo pubblico. Nelle ultime 3 gare, ha ottenuto
7 punti, fra i quali 6 in trasferta e uno
in casa. Ha battuto il Fabriano Cerreto
e il San Biagio, mentre ha pareggiato
con il Monsano.
Lontano dal suo pubblico la squadra
allenata da Ranaldi rende di più, anche
perché non deve pensare a costruire il
gioco e in contropiede si rende molto
più pericolosa. A questo punto del
torneo la Fortitudo sta diventando una
bella realtà, infatti ha ottenuto una
striscia positiva che ha dell’incredibile:
sono da nove turni che non perde e ha
conquistato 17 punti frutto di 4 vittorie
e 5 pareggi. Se si pensa che era partita
in modo disastroso, adesso fa ben sperare in qualcosina in più della salvezza
tranquilla.
Nell'ultimo turno contro il San Biagio
la Fortitudo ha vinto 0-1 giocando una
partita accorta senza sbavature e alla
fine il risultato ha premiato la buona
vena dei cartai. Il gol vincente è di
Biagini, molto atteso ad inizio di stagione avendo realizzato moltissimi gol
nel precedente torneo. Sembra essersi
sbloccato e sicuramente le sue giocate
saranno utili per disputare un torneo
all’altezza della situazione. La squadra
è molto giovane, ma può continuare a
disputare un ottimo campionato.
L’importante sarà rimanere con i piedi
per terra e ripensare ai troppi errori
commessi ad inizio di stagione. Comunque andrà a finire questa avventura,
la Fortitudo ha dimostrato che con i
giovani si può arrivare lontano.
Prossimo impegno in casa contro l’Avis
Arcevia, che ha superato la vicecapolista Collemarino (punti 31), portandosi
al terzo posto a quota 30 a soli tre dalla
prima della classe Camerano.
Angelo Campioni
classifiche
SERIE D
Ancona 47 (-1); Matelica
40; Maceratese 38; Vis
Pesaro e Termoli 37;
Giulianova 33; Jesina 31;
Sulmona 30; Celano 28; Civitanovese
e Fermana 27; Fano 26; Agnonese e
Recanatese 23; Amiternina 22; Isernia
17 (-1); Angolana 11; Bojano 3 (-1).
PRIMA CATEGORIA girone A
Barbara 38; Sassoferrato Genga 37;
Gabicce Gradara 34; Della Rovere 33;
Urbino Pieve 31; Laurentina e Piobbico 28; Cuccurano 24; Montecalvo e
Mondolfo 23; Villa S. Martino 22; Fermignanese 21; Usav Pesaro 20; Peglio
16; S. Cecilia Urbania 15; Montecchio 9.
PRIMA CATEGORIA girone B
Filottrano e Camerano 33; Collemarino
31; Arcevia e Vallesina 30; Fabriano
Cerreto 29; Osimana e Vigor Castelfidardo 28; Le Torri 27; Villa Musone e
Fortitudo Fabriano 25; Cameranese 23;
Filottranese e Monsano 20; San Biagio
13 (-2); Monserra 10.
SECONDA CATEGORIA girone D
Leonessa Montoro 43; Sampaolese 35;
Falconarese 34; Chiaravalle 33; Borgo
Minonna e Castelbellino 31; Cupramontana 29; Falconara 27; Staffolo 26;
Victoria Strada 24; Spes Jesi 23; Osimo
Stazione 22; Borghetto 18; Albacina 16;
Labor 13; Pianello Vallesina 7.
SECONDA CATEGORIA girone F
Amatori Corridonia 49; Francavilla e
Muccia 38; Elfa Tolentino e Fabiani
Matelica 33; Giovani Tolentino 26; San
Ginesio e Rione Pace 25; Esanatoglia
24; Sarnano e Serralta 22; Colbuccaro
21; Urbisalviense 19; Sefro 16; Juventus
Club 13; Robur 10.
29/01/14 10.53
29
>SPORT<
L'Azione 1 FEBBRAIO 2014
VOLLEY
Serie B2 femminile
La capolista è troppo forte,
le fabrianesi non ce la fanno
di LORENZO CARSETTI
L
a capolista se l’è vista brutta. La
Pallavolo Fabriano ha ceduto
1-3 (25-23, 18-25, 22-25, 11-25)
alla Dannunziana Pescara, restando in
partita per tre quarti di gara e cedendo
solo all’esito di una rincorsa che le ha
prosciugato le forze, disidratandola al
momento dello sforzo decisivo.
Orgoglio. Sonaglia e compagne hanno
fatto tremare le abruzzesi. Sotto per tutto l’arco del primo parziale, sono andate
a riprendersi il set con una prova di forza insperata. Pescara, colpita al cuore,
si è risvegliata dal torpore, impattando
di rabbia sull’1-1 e mettendo il muso
avanti anche nel terzo parziale, dove
però ha sudato le proverbiali camice,
salvandosi solo grazie agli errori delle
cartaie. Finita la benzina, nel quarto set
Fabriano ha ceduto di schianto. E’ arrivata la seconda sconfitta consecutiva,
ma i segnali sono positivi. La squadra
è in ripresa e può regalarsi una seconda
parte di stagione sugli scudi.
Sosta benefica. Si riprenderà l’8 febbraio, al PalaGuerrieri contro Altino,
cui seguiranno Gubbio (fuori) e Lorese
(in casa). Servono punti per ristabilire
il margine con la zona a rischio, attualmente ridottosi a soli 4 punti.
Classifica. Pescara 35, Gabicce 32,
Manoppello 28, Battistelli Rimini 26,
Moie 24, Stella Rimini e Fabriano 18,
Macerata 17, Perugia 15, Gubbio 14,
Lorese 9, Altino 8, Jesi 5.
Settore giovanile. La squadra di Prima
Divisione non è riuscita l’impresa a
Collemarino: le doriche hanno vinto
3-0 (25-17; 25-11; 25-22). La formazione: Angeletti, Balducci, Carnevali,
Di Leo, Fattorini, Gubinelli, Malzew,
Mariani (L2), Mollari, Pallotta (L1),
Spadini; all. Moretti. Sabato 1 febbraio
gara ad ad Ancona contro il Pro Patria.
Doppia vittoria per la squadra Under 18
contro l’Acli Mantovani Ancona: 1-3 in
trasferta (20-25; 19-25; 25-19; 14-25) e
3-1 in casa (25-27; 25-21; 25-7; 25-13).
Le fabrianesi si sono così aggiudicate il
passaggio al turno successivo. La formazione: Angeletti, Balducci, Fattorini,
Furbetta, Gubinelli, Malefora, Malzew,
Mariani (L2), Mollari, Pallotta (L1),
Paolucci; allenatori Rossini e Moretti.
RUGBY
Serie C
Serie C1
Il Real
sorpreso
in casa
Si è bruscamente interrotta la marcia
positiva del Real Fabriano, sconfitto
a domicilio dal Castelbellino per 1-6.
Nel prossimo turno, venerdì 31 gennaio,
i ragazzi di mister Rinaldi andranno
in trasferta a Macerata contro il Cus,
match non facile, ma che dovrà essere
affrontato con la giusta determinazione
per continuare a stazionare in zona
play-off.
La classifica di C1: Corinaldo 41; Fermo 39; Real Fabriano 38; Bocastrum
United 36; Cus Macerata 35; Urbino
33; Ascoli 29; Torrese, Sant'Angelo e
Fano 27; Castelbellino 22; Falconara
19; San Crispino e Osimo 16; Riviera
delle Palme 11; Montegranaro 0.
Giornata storta anche per la formazione
Juniores del Real, superata tra le mura
amiche dal PesaroFano per 2-6. Ai
fabrianesi non sono stati sufficienti i
gol di Passeri e Pastuglia. Sono scesi
in campo: Plebani, Rotoloni, Minetti,
Bello Burzo, Laurenzi, Molinari, Palma, Passeri, Pastuglia, Raggi, Burini.
Sabato 1 febbraio è previsto il derby a
Serra San Quirico contro l'Avis Genga.
f.c.
Ginnastica ritmica... speciale
A Cuccurano si è svolta la prima prova del
Campionato Regionale di
Specialità di Ritmica. Per
la Ginnastica Fabriano
erano presenti Azzurra
Ottaviani e Sofia Crescentini. Sofia Crescentini
nella categoria Junior si è
piazzata al 2° posto con il
Nastro e al 3° posto con
la Fune, mentre Azzurra
Ottaviani si aggiudica
brillantemente il 1° posto
tra le Senior con il Cerchio
e il 2° con la Palla. Per cui, in attesa della seconda prova, ci sono ottime possibilità
che le nostre ginnaste possano passare alla fase interregionale. Ben quattro ginnaste
fabrianesi, inoltre, hanno preso parte nelle scorse settimane a raduni della Federazione
Ginnastica a Desio e Pescara, ginnaste oramai da tempo sotto l’occhio attento delle
tecniche federali, che controllano la loro crescita fisica e sportiva per poterle includere
nelle convocazioni ufficiali in occasione di tornei nazionali ed internazionali. Sono Cecilia
Meriggiola, Daniela Mogurean, Martina Centofanti, Letizia Cicconcelli (nella foto con il
Presidente Regionale della Ginnastica, Marco Baioni).
CALCIO e CALCIO a 5
CALCIO a 5
L'attività della Virtus Fabriano
CALCIO a 5
Serie C2
Il Fabriano inizia il 2014
contro l'Amatori Perugia
La C2 torna a far punti,
tengono botta gli Allievi
Cerreto ko
di misura
Il 2014 riparte pieno di impegni per il Fabriano Rugby. Dopo i primi passi mossi
con una partita amichevole contro il Camerino, il quindici di Alberto Sciamanna
affronterà la prima giornata di ritorno (prevista per il prossimo 2 febbraio) contro
l’Amatori Perugia. Una partita difficile alla quale seguirà la prima apparizione
casalinga del girone di ritorno contro i Valmetauro Titans (16 febbraio dopo la
prima pausa per la Nazionale impegnata al 6 Nazioni del 9 febbraio contro il
Galles). Resta vivo anche l’impegno del Fabriano Rugby per far crescere il settore
giovanile nella città. Trentacinque ragazzi continuano ogni lunedì e mercoledì gli
allenamenti per preparare al meglio i prossimi appuntamenti sportivi. Gli Under
14 ritorneranno in campo domenica 2 febbraio a Fano. Per i più piccoli (Under
12-10-8) la ripresa dei concentramenti è prevista per l’8 febbraio. Con l’arrivo
del 6 Nazioni anche quest’anno il Fabriano Rugby si prepara a vivere la competizione in prima linea, perché verrà organizzata una nuova trasferta a seguito della
Nazionale italiana. Dopo la Scozia nel 2012 e l’Irlanda nel 2013, quest’anno sarà
la volta dell’Inghilterra che verrà sfidata sul campo dell’Olimpico di Roma. Il 15
marzo, la squadra guidata da Jacques Brunel affronterà la durissima Inghilterra.
Un’occasione per sostenere dal vivo la propria Nazionale. Per chi fosse interessato, è possibile ottenere maggiori informazioni consultando il sito internet www.
fabrianorugby.it, oppure rivolgendosi all’agenzia “I Viaggi del Gentile” presso la
stazione ferroviaria di Fabriano.
Saverio Spadavecchia
Anche se per il rotto della cuffia, la formazione di C2 di calcio a 5 della Virtus
Fabriano torna finalmente a far punti, nella trasferta di Chiaravalle: 2-2 con reti di
Piersimoni e Boncristiano. In campo per la Virtus: Pierantonietti; Gentili, Tombolini; Marzoli, Piersimoni, Ruggeri; Scarabotti, Zamponi, Boncristiano, Smargiassi,
Guerci. Venerdì 31, al Pala Guerrieri alle 21.30, si giocherà contro il Castelferretti.
Sconfitta interna per le ragazze di serie D, nella gara contro l’Olimpia Marzocca:
2-6 il risultato finale per le ospiti, con reti fabrianesi di Marinozzi e Berardi. Formazione: Crocetti; Bianchi, Riccardi; Marcelli, Monticelli, Guerci; Galtelli, Fatzlij,
Falsetti, Berardi, Marinozzi; Boraci. Prossimo impegno domenica 2 febbraio a San
Costanzo. Prosegue la striscia positiva degli Allievi, che sono andati a vincere in
trasferta, in casa della temibile Alma Juventus Fano, con il risultato di 6-9. Reti
di Coco, Verdini (2) Bisegna (2), Nocera (2) e Dell’Osso (2). In campo sono andati: Sellitti; Coco; Nocera, Dell’Osso; Bisegna, Verdini. Sabato 1 febbraio, gara
interna alle 16 al Pala Cesari contro la Pesarese. Nulla da fare per i Giovanissimi a
Senigallia, contro l’Audax S. Angelo, vincitrice 10-4: nel primo tempo comunque
i ragazzini di Tizzoni hanno tenuto testa ai più quotati avversari, portandosi addirittura sullo 0-3 all’8’, con le reti di Dandani (2) e Petrucci. I rivieraschi reagivano
con cinque reti dal 13’ al 25’ e altre cinque reti nella ripresa, a fronte dell’unica
marcatura ospite di Campioni. Formazione Virtus: Roscini; Dandani, Melacotte;
Petrone, Petrucci, Bedaj; Campioni, Mennecozzi, Bartoloni, Koci. Sabato 1 febbraio
al Pala Cesari alle 18 match contro gli ascolani della capolista ASKL.
Il Cerreto è stato battuto a domicilio
per 5-6 dal quotato Grottaccia, ma deve
fare "mea culpa" perchè nel primo tempo vinceva 4-0... A seguire il recupero
ospite, fino alla beffa finale. I cerretesi
sono andati in gol con Mosconi (2),
Orlando, Mancini e Gubinelli. La formazione: Innocenzi Juri, Sampaolo, Orlando, Tozzi, Mancini, Innocenzi Teo,
Leporoni, Mosconi, Spilli, Centocanti,
Albini, Gubinelli. Sabato 1 febbraio
trasferta a Recanati.
La classifica: Nuova Ottrano 47; Grottaccia 40; Castrum Lauri 34; Gagliole
30; Appignano e Cantine Riunite 29;
Cerreto 28; Sambucheto e Futsal Macerata 25; Campocavallo 24; Recanati
23; Santa Maria Nuova 20; Potenza
Picena e Treia 18; Montelupone 15;
Casenuove 8.
f.c.
CALCIO
Settore giovanile
Galassia Sport, ai Giovanissimi il big-match
Quello passato è stato un altro fine settimana
elettrizzante per i portacolori della Galassia
Sport. Mentre i bambini delle categorie Pulcini
ed Esordienti hanno osservato un turno di riposo,
i ragazzi della categoria Giovanissimi sono stati
impegnati nello scontro di vertice contro gli avversari della Jesina. Le due squadre si contendevano
il primato della classifica parziale del Campionato
Provinciale II Fase, che guidavano entrambe a
punteggio pieno. L’incontro si è disputato sabato
25 gennaio sul terreno di gioco del Vecchio Campo Sportivo. Visibile nelle fasi iniziali del primo
tempo la tensione dei ragazzi fabrianesi, che sono
scesi in campo molto determinati ma evidentemente condizionati dall’importanza dell’impegno.
Molto determinati anche gli avversari di Jesi, ben
preparati dal loro staff e ben disposti in campo.
Dopo un avvio sostanzialmente equilibrato, al
10’ del primo tempo è proprio la tensione a giocare un brutto scherzo alla difesa della Galassia
Sport, che incappa in un errore veniale del quale
è lesto ad approfittare un attaccante avversario, il
quale riesce ad impadronirsi del pallone in area e
mette in rete per il temporaneo vantaggio jesino.
Ritrovatisi sotto di un gol i ragazzi della Galassia
29 sport.indd 2
hanno tirato fuori tutta la loro grinta, spinti anche
dal caloroso tifo di dirigenti, genitori e simpatizzanti presenti all’incontro. Gli sforzi sono stati
finalmente premiati al 32’, quando dopo l’ennesimo tentativo, un’azione confusa dentro l’area
avversaria viene risolta dal guizzo di Gubinelli che
riesce a realizzare il gol del pareggio. La ripresa
si è dunque aperta all’insegna dell’equilibrio.
Fino al settimo minuto, quando un bel lancio in
profondità di Pecci coglie nuovamente Gubinelli in
posizione favorevole. Pur trovandosi di spalle alla
porta, con un bel gesto tecnico il centravanti della
Galassia riesce a girarsi liberandosi del difensore
e a scavalcare infine il portiere avversario con un
bellissimo tocco a giro: 2-1.
La reazione della Jesina, squadra solida e determinata, non si fa attendere e al 15’ gli ospiti
costruiscono una bella occasione che non riescono
però a finalizzare. Sono comunque i ragazzi della
Galassia a trovare maggiore confidenza dopo il
gol del vantaggio e a pressare maggiormente gli
avversari con alcune belle azioni di gioco. Al 16’
ci prova Spuri con uno dei suoi affondi sulla fascia
destra, mentre al 18’ un bel tiro di Ceccarelli impegna il portiere avversario e al 21’ la difesa jesina
salva in extremis nella propria area su Gubinelli.
Dopo un lunghissimo e soffertissimo recupero
di ben sette minuti la partita termina infine sul
2-1, per la gioia della Galassia Sport e di tutti i
suoi sostenitori, che possono così festeggiare il
primato solitario in classifica dopo ben sei vittorie
consecutive.
Fin qui il risultato sportivo, bello, limpido, sicuramente galvanizzante per i ragazzi e piacevole
anche per i genitori, che finalmente vedono i
propri figli raccogliere qualche soddisfazione
dopo tanto lavoro. Non perdiamo mai di vista però
anche l’aspetto sociale ed educativo dello sport. A
nostro avviso uno dei meriti dello staff tecnico e
di mister Sampaoli è stato quello di aver creato un
vero gruppo. Ragazzi che in campo e fuori, anche
con il grosso ausilio dei nuovi social media, si
sentono uniti e parte di una squadra. L’esultanza e
la gioia dei non convocati per la vittoria dei propri
compagni, un episodio che abbiamo il piacere di
osservare oramai da diverse settimane, è stata la
bellissima testimonianza di questo attaccamento
alla squadra e dell’amicizia che lega tutti i nostri
ragazzi. Molto bene, continuate così, e per i prossimi incontri un grosso in bocca al lupo!
C5, serie D:
la Junior vola
Il match d'altissima quota tra Junior Matelica e
Cerreto d'Esi è stato vinto dai matelicesi per 7-3
grazie ai gol di Orpello (3), Catena (2), Ferretti e
Prearsi; per i cerretesi in gol Amadei, Montuschi e
Di Ronza. Sconfitta casalinga patita dal Campodonico, che ha ceduto per 2-8 contro l'Avenale. Blitz
esterno del Nebbiano di mister Farneti, che supera
2-3 la Polisportiva Victoria di Cingoli. Niente da fare
per la Virtus Matelica, battuta 8-2 a Camerino dal
Cus; matelicesi a segno con Belardini e Mosciatti.
Classifica dopo quindici giornate: San Severino e
Junior Matelica 39; Cerreto d'Esi 36; Frontale e Cus
Camerino 30; Nebbiano 25; Serralta 23;
Avenale 22; Castelraimondo 16; Moscosi
15; Polisportiva Victoria 14; Campodonico
e Virtus Matelica 7;
Cingolana 5.
f.c.
Cennini
(Nebbiano)
29/01/14 10.52
30
>DIALOGO<
L'Azione 1 FEBBRAIO 2014
Un ruolo medico e sociale
Il Pronto Soccorso fabrianese evidenzia alcuni problemi da risolvere
di ELIO PALEGO*
E’
appena calato il sipario
sull’inaugurazione del
nuovo Pronto Soccorso. La
struttura è bella e direi anche funzionale, certo, tutto è
perfettibile, ma per me e per
i colleghi di lunga militanza
da sempre abituati a spazi
angusti, attrezzature datate, è quasi il coronamento
di una vita professionale.
Scialitiche, stativi pensili si
staccano dal soffitto della
shock room e delle sale delle
emergenze minori e portano
ossigeno, creano il vuoto per
l’aspirazione e rendono disponibili prese elettriche per
connettervi respiratore, elettrocardiografo, defibrillatore,
ecografo, senza quell’intreccio di cavi sul pavimento sui
quali spesso inciampavamo
nella frenesia dell’urgenza.
Nuovi elettrocardiografi con
memorie poderose, permettono di confrontare Ecg, una
serie di computer mettono in
rete tutti gli operatori nelle
varie postazioni in stanze
diverse e permettono di visionare esami di laboratorio,
consulenze, radiografie, Tc,
ecografie, risonanze magnetiche senza staccarsi dalla
postazione.
Nel frattempo continuano
ad arrivare i soliti clienti,
quelli che in 2-3 anni mettono insieme 80 accessi con
i pretesti più strani e quegli
altri ancora più insidiosi, che
sotto le mentite spoglie di
un’apparente normalità, vengono sei, sette volte l’anno e
sono più impegnativi perché
non riconosciuti d’embleè
dal personale come accade
per gli altri. Perché i nostri
pronti soccorsi sono facilmente accessibili a tutti, ma
il problema è dimetterli o
trovare loro una collocazione. I reparti per un mese, nel
periodo natalizio riducono
notevolmente i posti letto
per permettere al personale
di usufruire delle ferie accumulate nell’anno quando,
per la carenza degli organici,
ciò non è possibile. La stessa
cosa accade in estate. Per i
reparti chirurgici la riduzione
dei posti letto comporta la
sospensione degli interventi
in elezione, anche se ciò
allunga le liste di attesa, il
che è particolarmente odioso
per la chirurgia oncologica.
Ma chiudere il reparto di
Medicina, in pieno inverno,
in periodo influenzale, e di
riesacerbazione di malattie
respiratorie, è folle. I pazienti
restano a lungo in Pronto
Soccorso, i reparti richiedono per accettarli, nei pochi
letti disponibili, l’esecuzione
di molti esami e trattative
estenuanti. Sappiamo bene
anche noi che la patologia in
atto non giustifica il ricovero,
ma come fai a dimettere chi
vive da solo o talvolta con
un coniuge altrettanto mal
ridotto? Anche per questo si
è sviluppata una medicina
difensiva che spinge il medico ad eseguire dispendiosi
accertamenti per tutelarsi
da eventi avversi possibili
in pazienti molto anziani.
Ormai un trauma anche minore non può fare a meno di
una radiografia, un doloretto
toracico, chiaramente non
cardiaco, richiede un periodo
di osservazione con Ecg e
dosaggi enzimatici. Spesso
anche i credenti dimenticano che “la rinuncia a mezzi
straordinari o sproporzionati,
non equivale al suicidio o
all’eutanasia, esprime piuttosto l’accettazione della
condizione umana di fronte
alla morte (Evangelium vitae- Paolo VI). Gli anziani
rendono difficile il lavoro di
medici e infermieri del Pronto Soccorso, c’è anche spesso
un deterioramento cognitivo
che rende difficile assumere
informazioni che facilitino
diagnosi e terapia. Ed ecco
allora che con questo tipo di
pazienti, i nostri fiammanti
monitor multiparametrici,
sofisticati elettrocardiografi,
restano inutilizzati e c’è invece un affannosa ricerca di
pannoloni, telini, materassini
antidecubito, materiale da
medicazione dei decubiti,.
Sogno che il nuovo direttore
di Area Vasta “piombi” su
di noi assumendo infermieri
cosicché l’assistenza domi-
ciliare non chiuda nel week
end e i reparti ospedalieri
non riducano posti letto a
Natale o a Ferragosto. Che
finalmente i cittadini con
un problema minore trovino
una risposta adeguata fuori
dell’ospedale e i medici di
famiglia si raggruppino in
strutture di base in modo
che almeno nelle ore diurne
ci sia sempre qualcuno. Che
si potenzi il sistema di cure
intermedie in cui collocare
pazienti che necessitano
di un livello assistenziale
inferiore. Che le case di
riposo abbiano personale
sufficiente e medici capaci
di gestire i loro ospiti senza
ricorrere continuamente al
Pronto Soccorso spesso utilizzando le ambulanze del
118, distogliendole dalla loro
funzione nelle emergenze nel
territorio. Che la Fondazione
Cassa di Risparmio, che ci ha
già fornito un apparecchio
radiologico, completi la dotazione con un piccolo sforzo
economico (con due monitor
di telemetria che si aggiungano ai due di cui disponiamo
per monitorizzare tutti e
quattro i letti di medicina
d’urgenza). Credo abbiate
compreso che fare il nuovo
Pronto Soccorso sia stata la
cosa più facile: ora viene il
bello, perché certo non è facile adeguarlo ai bisogni della
nostra società che cambia.
Vorrei anche dire che con tutti i problemi e limitazioni che
ho mostrato, svolgiamo un
importante ruolo sociale e la
nostra situazione per quanto
difficile, è sempre migliore di
quella di quei paesi in cui la
gente muore fuori del Pronto
Soccorso perché non ha i
soldi per pagarselo.
*Direttore PS/MURG
Ospedale Fabriano
Ingresso del Pronto Soccorso di Fabriano
Un minimo di gusto
sulle targhe cittadine
di sequel
Fiume Giano... Una sorta
di un racconto
io ho un programma pubblicato
Dopo la famosa peste del 1300 immortalata dal Boccaccio nel
Decameron e l’altra del 1600, sfondo storico del capolavoro
manzoniano “I Promessi Sposi”, Fabriano rischia di passare,
questa volta sì alla storia, per il morbo delle targhe ottonate,
diffuse a piene mani su palazzi e siti vari della città. Il fabbro
di Mastro Marino di casa nostra si diletta nello spargere questi
segni, a futura memoria. Vedi la recente targa per i caduti
del bombardamento del ’44 (nella foto), con una scritta che
neanche un analfabeta kazako avrebbe saputo fare di meglio!
Va bene che il fabbro è incorporato nello stemma del nostro
comune ed è lì da secoli, senza far danni, testimone di una
corporazione che nel Medioevo vantava nella nostra città
circa 40 botteghe di fabbri. Ma questo andrebbe fermato, in
nome di una pubblica decenza e di un minimo senso di buon
gusto. La Storia gliene sarà grata.
Non ho proprio potuto evitare la lettura
dell’articolo, pubblicato in data 18/01/2014
(pag.31), il cui titolo “il mio resta solo un sogno” rappresenterebbe, a sentire l’autore, un
interessante caso di trasmutazione tipografica
rispetto all’originale “io ho un sogno”.
Anche per cortesia nei riguardi di chi ha
voluto gratificarmi di questa confidenza, ho
dovuto convenire su come il significato delle
due frasi non sia esattamente lo stesso e, con
l’autore, ritenere la versione originale “io ho
un sogno” più rispondente al senso del suo
racconto.
E, a mio avviso, anche più evocativa, tanto
da avermi suggerito l’idea di una sorta di
“sequel” di quell’articolo.
L’immagine di famiglie che, sotto il ponte
delle Moline, pescano, preparano le grigliate, magari tengono in fresco il vino,...sarà
sembrata, ai più, del tutto criticabile sotto
l’aspetto della concretezza ed una ulteriore
prova di quanto i sogni possano far danni, se
presi seriamente.
Così ho pensato ad un mio contributo,
attraverso un programma studiato nei
particolari, a sostegno della sua piena
attuabilità.
L’idea, semplice quanto efficace, è di
organizzare un’uscita di pesca del tipo
“street-fishing”, pesca in pieno centro
cittadino, e successiva degustazione del
pescato.
Il programma, riferito al tratto che va dal
ponte delle Moline al ponte della Canizza,
è articolato nel modo che segue:
Controlli preliminari relativi - verifica
dell’assenza di “divieti di pesca” ed altri
divieti concernenti salute e sicurezza in
m.b.
Quanti disagi legati alla Tares!
Leggendo sulla stampa locale le vivaci proteste sul notevole aumento della tassa sui rifiuti
fatto dalla nostra amministrazione comunale,
mi sono venuti in mente i versi di una celebre
poesia di Giuseppe Giusti: “Disceso dal cielo
con grande fracasso – le teste di legno fan
sempre del chiasso”. Perché queste parole?
Per un semplice motivo: quello di non aver
letto specifiche richieste di spiegazione su
detto aumento. Forse i giornalisti non le hanno riportate? Personalmente avrei chiesto: che
fine fanno i rifiuti differenziati? A chi vanno
consegnati, se vengono regalati o venduti e gli
eventuali profitti dove vanno? Perché quando
fummo costretti alla raccolta differenziata
fu annunciato che essa avrebbe portato un
risparmio? Il modo preciso e comprensibile
30 dialogo.indd 2
su come viene calcolata detta tassa. E ora,
a titolo privato, chiedo quali siano i servizi
che mi dà il Comune di Fabriano, perché
rispetto ad altri cittadini mi ritengo benefattore del Comune, in quanto per tutto quello
che verso ricevo poco in cambio. Quando si
parla di tasse è come andare dal dentista, lo
so, ci si va e si chiedono spiegazioni. Chi si
sente “suddito” protesti pure ad alta voce e
basta. Personalmente mi ritengo cittadino e
quindi di avere spiegazioni esaurienti e non in
burocratese. S. Tomaso Moro quando venne
da re Enrico VIII dimesso dalla carica disse:
“Hanno fatto i propri comodi sotto il nome
di cosa pubblica”. Forse prevedeva i politici
italiani?
Francesco Frigio
relazione all’interazione con le acque fluviali
- consultazione dei calendari piscatori regionali e provinciali;
In caso di esiti tutti positivi - richiesta della
licenza di pesca e tesserino segna-catture acquisto attrezzatura, canne, esche, stivali...
- vino bianco leggermente mosso in caso di
pesce - vino rosso in caso di carne - spezie
ad ampio spettro...
Data dell’evento - posteriore all’ultima domenica di febbraio, giorno di apertura della
pesca alla trota. Nel caso questa mia iniziativa
abbia il riscontro positivo che mi auguro,
avrei pensato ad una raccolta di adesioni
per la battuta di pesca e per il successivo
momento conviviale, tutto a base di “pescato
del Giano”. Allo scopo ho anche provato un
autoscatto sul luogo di pesca e mi sembra
che, con qualche ritocco in digitale, potrebbe
costituire una discreta bozza per il volantino
pubblicitario... Ma questa è un’altra storia...
r.o.
29/01/14 10.50
31
>DIALOGO<
L'Azione 1 FEBBRAIO 2014
Come una persona normale
L'impegno dell'Anffas per far vivere la disabilità senza traumi o scandali
di GIULIO PIETRANGELI*
I
n occasione della Giornata
internazionale delle persone
disabili, ecco qualche riflessione sulla percezione della
disabilità da parte di chi disabile
non è. Dice la Convezione Onu
2006: “Il rispetto per la dignità
intrinseca, l’autonomia individuale,
compresa la libertà di compiere le
proprie scelte, e l’indipendenza
delle persone; la non discriminazione; la piena ed effettiva partecipazione e inclusione nella società; il
rispetto per la differenza e l’accettazione delle persone con disabilità
come parte della diversità umana
e dell’umanità stessa; la parità di
opportunità; l’accessibilità; la parità tra uomini e donne; il rispetto
dello sviluppo delle capacità dei
minori con disabilità e il rispetto
del diritto dei minori con disabilità
a preservare la propria identità”.
Basterebbe questo, il testo dell’articolo 3 della Convenzione Onu per
i diritti delle persone con disabilità,
che l’Assemblea delle Nazioni Unite ha approvato nel dicembre 2006,
per dire tutto quello che c’è da
dire oggi, Giornata Internazionale
delle persone con disabilità. Ogni
anno, dal 1993, in Europa il 3 di
dicembre è come se si accendesse
un faro sulla disabilità.
Ma cosa significa essere disabile,
oggi, in Italia? Significa in larga
parte avere bisogni inespressi,
significa cercare risposte dalle
istituzioni che spesso
mancano, significa dover fare i conti con i
soldi che non bastano,
significa ancora sentire
su di sè gli sguardi degli altri, significa dover
dimostrare che no, non
si ha riacquistato la vista da un anno all’altro.
Significa dover rinunciare a uscire di casa,
significa non avere una
maestra di sostegno che
ci segue, significa dover
scendere le scale della
metropolitana a braccia
e elemosinare fondi per
poter vivere dignitosamente in casa propria, significa
fare la fila il doppio all’ufficio di
collocamento.
E ancora significa affrontare una
serie di difficoltà materiali, so-
Via della Vena
tra fango e frane
Risiedo da venti anni a Marischio
e posso affermare che è veramente
piacevole viverci. La popolazione
è affabile e ospitale, ci sono tante
belle realtà, tra cui: una comunità
parrocchiale molto viva, un circolo ricreativo attivo, un negozio di
alimentari dove trovare qualità e
cortesia, un salone da parrucchiere
molto qualificato e “dulcis in fundo” un bar dove gustare un caffè e
un cappuccino senza eguali. Che si
vuole di più?
Ma…c’è sempre un “ma”. Per raggiungere queste amenità chi deve
percorrere anche un centinaio di
metri di via della Vena trova una
strada (comunale) eternamente
malmessa e che, dopo le ultime
piogge (soprattutto quelle di fine
autunno), è diventata quasi impraticabile. La frana che aveva ostruito la strada è stata parzialmente
smantellata dopo alcuni giorni, ma
tutto è finito lì. Il fondo stradale è
stato eroso e in un tratto si è particolarmente ristretto a causa di una
successiva frana. Se si percorre in
auto di notte, o di giorno quando
ci sarà la neve, il suo bordo sinistro
diventa invisibile, per cui potrebbero verificarsi incidenti. Chi deve
ciali ed economiche per sé e la
propria famiglia. Significa anche
domandarsi perché e tante volte
non trovare risposta. Ma significa
al contempo cercare e trovare
soluzioni alternative alle cose che
tutti fanno, tutti i giorni, in maniera
automatica. Significa, in definitiva, essere. Essere un disabile intellettivo, essere su una sedia a rotelle,
essere ciechi, essere sordi, ma essere. Siamo, viviamo, esistiamo, ci
innamoriamo, ci arrabbiamo, manpercorrerlo a piedi per andare nei
campi o per fare una passeggiata,
poiché via della Vena prosegue con
i suoi disagi, deve fare i conti con
fango, buche ed altro ancora.
Tutto ciò che ho descritto è stato
fatto presente all’amministrazione comunale dal portavoce della
frazione e da altri residenti. Mi
rendo conto di quanto siano scarse
le risorse disponibili, ma rimediare
alle necessità più urgenti, e soprattutto mettere al più presto qualche
stabile segnale di pericolo, ritengo
siano provvedimenti improrogabili.
Ogni giorno sotto i nostri occhi
scorrono immagini di disastri derivanti dalla mancata manutenzione,
quindi è chiaro a tutti quanto sia
necessaria la prevenzione!
Sono ottimista ed ho fiducia in
un sollecito intervento da parte
dell’amministrazione comunale.
giamo e ci divertiamo. Non siamo
extraterrestri, ma persone con
facoltà magari ridotte, con bisogni
particolari, ma per il resto in tutto
e per tutto siamo, come chiunque.
E’ questo (e molto altro) quello che
vorremmo dire a chi disabile non lo
è. E’ forse questa la difficoltà della
gente di percepirti
come persona normale, al di là della
nostra disabilità.
Quante volte ci
sentiamo dire frasi
come quando siamo
in attesa “Ho parcheggiato qui solo
per un minuto” (al
di là che di solito
non è vero che è
solo per un minuto)
quando qualcuno
parcheggia su un
posto riservato ai
disabili ci si dimentica forse che chi ha
bisogno di quel posto ha, esattamente come tutti, appuntamenti e cartellini da timbrare,
oppure “Mi fa piacere vederti in
giro!” rivolgersi al disabile che si
incontra per la prima volta con una
e.a.,
una marischiana quasi doc
come “necessità di frequentare il collegio”; ma sembra molto più
difficile che nelle spese per la politica possano essere comprese,
per esempio, quelle famose mutande verdi, assunte, oggi, come
bandiera della malversazione.
Si dirà che, contro quest’andazzo, si stanno levando l’azione
della Magistratura e la voce dell’opinione pubblica, che suscitano
qualche speranza di cambiamento.
Ma su queste speranze, ci sia consentito esprimere il nostro
scetticismo; perché la radice del male è ben più profonda della
furberia o della faccia tosta di chi trasgredisce.
E’ la cultura, purtroppo radicata da qualche tempo immemorabile
in Italia, per la quale il conferimento di un incarico pubblico,
o l’elezione a una carica politica, piuttosto che l’onere di un
servizio, sono visti spesso come una specie
di assunzione a una sfera celeste, lontana le
mille miglia dal mondo dei mortali, con tutti i
vantaggi, i privilegi, e talvolta le impunità, che
ciò comporta.
Se chi dovrebbe cambiare questo stato di cose
è anche chi ne trae giovamento, come possiamo
pensare che cambi? E’ a questo scetticismo
che la più parte di noi aspetta da decenni una
smentita.
Sugli incarichi
politici aleggia
sempre un
forte scetticismo
31 dialogo.indd 2
*presidente Anffas di Fabriano
Il tratto della strada
franata a Marischio
Soldi pubblici e guadagni privati
Non ci compete entrare nel merito delle
ormai numerose inchieste giudiziarie che
coinvolgono una parte non trascurabile dei consiglieri di varie
regioni d’Italia. Né intendiamo farci condizionare da quel giustizialismo – purtroppo assai diffuso- che assume voci e mormorii
come prove di reato e indagini giudiziarie come condanne.
Tuttavia, l’ampiezza del fenomeno non può non portarci a qualche amara considerazione, che riguarda una certa visione con
cui molti eletti dal popolo considerano il loro mandato.
A giudicare dai loro comportamenti, sembrerebbe che l’elezione
a un qualunque incarico che comporti attribuzioni di denaro
pubblico sia vista come il conferimento di diritti non soggetti
all’ordinaria giurisdizione ma a una giurisdizione speciale per
la quale i soldi dei contribuenti - dei contribuenti, ricordiamolo
sempre! - diventano appannaggio privato e possono quindi essere
impiegati lecitamente a discrezione di chi li ha
ricevuti, anche per le spese più banali e minute.
Ovviamente, non alludiamo alle somme erogate
dallo Stato come retribuzione personale – del
tutto legittime, anche se a volte discutibili - ma
a quelle destinate in modo specifico a finanziare
l’attività politica.
Ora, l’attività politica può essere posta a giustificazione di molte cose che non c’entrano
niente, come certe esorbitanti spese di viaggio,
naturalmente a carico del pubblico, gabellate
vocina da “maestra dell’asilo come
fosse un bambino, sentirsi dire
quando si espone un problema alle
istituzioni “sai ti capisco” non è
cosi semplice capire cosa vuol dire
vivere la disabilità. Un po’ di rispetto, quindi. Questi sono solo alcuni esempi, che tra l’altro possono
valere non per tutti, ma è un modo
utile per aiutare la gente a capire.
Tutti questi esempi fanno capire,
con un pizzico di quell’arma potente che è l’ironia, quanto ancora
ci sia da lavorare anche sulla
percezione stessa della persona
con disabilità, da parte di chi non
sia disabile. E quando si parla di
barriere culturali si parla anche di
questo. Iniziamo da qui per abbattere un po’ di muri!
Chiedo scusa per la mia abitudinaria franchezza e semplicità
nel mettere in evidenza la realtà
di tutti i giorni, spero che questo
possa servire per riflettere sulla
disabilità e per migliorare il nostro
atteggiamento nei confronti di
quelle persone, che sono anche i
nostri figli, affinché le relazioni e i
rapporti possano essere più franchi
e sinceri e non compassionevoli.
Mario Bartocci
Il desiderio
di un genitore
La società è come un fiume in piena
che scorre verso la foce, portando con
sé tutti i detriti che incontra.
Tu caro figlio non fare come un tronco d’albero, che si mette di traverso,
fermandosi nel fianco del fiume aspettando che arriva la bonaccia per poi
fermarsi ancora quando vi è risacca,
oppure come una roccia che agisce
da frangiflutto nel grembo del fiume,
formando intorno ad essa una piccola
cascata con un vortice di schiuma che
forma un gorgo.
Sii sempre leggero, flessibile e forte
come un giunco, stai sempre al centro
del letto del fiume, così potrò correre
su tutti i ponti e vederti passare, sempre per primo, sotto ogni ponte dello
stesso fiume.
l.f.
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