La Piazza Alberobello

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La Piazza Alberobello
23 novembre 2013 - ore 17
Piazza del Popolo
Alberobello
Dicembre 2013, Anno I
EDITORIALE
CULTURAETERRITORIO
I progetti UNESCO
Il gemellaggio con Harran
CRONACAESOCIETà
Inquinamento da antenne?
ATTUALITàPOLITICA
Il consiglio Comunale
Indagine sulla situazione amministrativa
ECONOMIA
BCC - Il libro di Franco Deramo
Il lavoro nero
SPORT
La pista di ghiaccio
RICETTE
A fcazz’ ch’i spunzel
8
Numero
€ 1,00
Editoriale
Anno I - dicembre 2013 - numero 08
di Domenico Giliberti
A
I nostri auguri
bbiamo reso ricco questo numero
con tanti supplementi: uno è quello
dedicato agli inserzionisti, doveroso.
Gli auguri sono sinceri e rivolti a tutti loro
per il fattivo contributo, grazie al quale è
stato possibile intraprendere e proseguire
questo percorso comune, dando concretezza alla nostra sfida editoriale. Un altro
per la festa di Natale, quella trascorsa in
casa e infine il terzo per sottolineare la nostra appartenenza all’UNESCO.
Ma noi vogliamo rivolgere gli auguri più
spassionati soprattutto a tutti voi, cari ed
affezionati lettori, che, di numero in numero, crescete, anche in maniera significativa
oltre le nostre aspettative e che desiderate
leggere tutto quello che accade nella nostra città. A voi rivolgiamo il nostro più vivo
sentimento di gratitudine per la stima e la
continua fiducia accordataci, ma soprattutto per quello che continuerete a fare.
In particolare, qualche giorno fa, una giovane ragazza, fermandoci per strada, ha
esclamato: ”Continuate a difendere Alberobello!”
Lo riferiamo perché è proprio questo il nostro obiettivo che vogliamo raggiungere
insieme a tutti voi.
Facciamo gli auguri anche a quelli che non
hanno il tempo di leggerci. Questi sono
rappresentati da due categorie: la prima,
quella invidiosa e preconcetta, per fortuna
sono pochi ed annidati, purtroppo, anche in
qualche stanza dove si decide. Dice di non
leggere, anzi di non voler leggere, perché
dopo la lettura si sente indisposto. In questo caso il giornale gli sarebbe utile per le
necessità della indisposizione.
Ma, mettendo da parte ogni acredine (non
certo da parte nostra), vogliamo bene lo
stesso anche a loro e facciamo i migliori
auguri, anche perché sono quelli che con
il loro modo di fare meglio diffondono il
nostro giornale finanche attraverso Facebook, Twitter e diavolerie del genere. Poi
ci sono quelli che veramente non ci leggono, forse perché non sanno che esitiamo o
perché per loro leggere è difficile, preferiscono una partita a carte o una telenovela. Peccato perché poi sono quelli, ed è la
maggioranza, … che vanno a votare, che
decidono del loro e, purtroppo, del nostro
futuro, a volte senza essere informati ma
soltanto ammaliati dalla televisione sulla
comoda poltrona, anche con l’occhio dormiente e semichiuso, e, quel che è peggio,
ascoltando e fidandosi di quello che gli viene detto da questo o da quel notabile, senza aver interpellato la propria coscienza.
Auguri poi a chi decide per noi. A questi
veramente auguri di cuore affinché nel
nuovo anno mettano da parte rancori e
pregiudizi e si rapportino con maggiore
tranquillità alla vita sociale. Vivere un ruolo di primo piano non è solo la puntuale e
precisa partecipazione alle cerimonie, agli
incontri, ai doni floreali alle gentili ospiti, ma
l’intelligenza e la modestia nell’interloquire
con tutto e con tutti, dal bollettino parrocchiale fin anche, purtroppo, con il nostro
giornale, pur se vendesse una sola copia.
Il confronto democratico non è sui numeri
e sulla presunzione, ma è una conquista
dura e difficile, che va affrontata e difesa quotidianamente, con carattere e con
fermezza. E’ il pane della vita che nutre
l’uomo e la società nella quale esso vive
e vegeta.
Euripide diceva che di polis si può anche
morire, nel senso di dedicare il cuore e
l’anima alla propria vita cittadina, Polis in
senso autorevole senza trono e scettri.
Insomma, auguri a tutti, in una notte di
Natale calda e familiare e, per quelli che
avranno la possibilità, in un cenone, con
amici veri, senza quelli di circostanza che
oggi elogiano e la mattina dopo biasimano.
Ecco amici sinceri, e chi, come noi, avendo
raggiunto la massima soddisfazione professionale e degli affetti familiari, ha il solo
scopo di trasferire conoscenza e dare un
aiuto, senza volersi sostituire né insegnare, ma umilmente suggerire, dialogare e
continuare ad apprendere. Difficile?
Duemila e passa anni fa dinanzi alla grotta
c’erano per primi i pastori. Non sapevano
né leggere né scrivere, ma sapevano pregare per primi!
Auguri di Buon Natale, affinché la nascita
del Bambinello possa infondere serenità e
pace a tutti Voi!
La Piazza - periodico di vita cittadina
Reg. Tribunale di Bari N.ro 1262 del
10/05/2013 - Registro stampa n.8
Direttore Responsabile
Domenico Giliberti
Direttore Editoriale
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Responsabile grafico
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Redazione
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Hanno collaborato a questo numero
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Alma Calabretta
Antonio D’Aprile
Luca De Felice
Tommaso Francavilla
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Anna Impedovo
Claudio Riccardo Incerti
Luca Marco
Pasquale Marco
Angelo Panarese
Paola Perrini
Gianfranco Romanazzi
Gabriele Carmelo Rosato
Giuseppe Salamida
Saverio Sgobba
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Indirizzo e-mail
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Editore
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sociale “La piazza”
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Consiglio di amministrazione
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Domenico Giliberti
Angelo Martellotta
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Tipografia
A.G.A. Arti Grafiche Alberobello
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Le opinioni espresse negli articoli firmati
vincolano soltanto gli autori.
Redazione e Amministrazione
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70011 ALBEROBELLO
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Chiuso in redazione il 22 novembre 2013
AVVISO
È possibile, su richiesta, ricevere per posta il giornale con la sola aggiunta del costo di spedizione.
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Anno I - dicembre 2013 - numero 08
RiceviamoePubblichiamo
La libertà e la democrazia
A
l Sig. Direttore de “La Gazzetta del Mezzogiorno” - B A
R I - e, p.c.
Alla Redazione de “La Piazza”- ALBEROBELLO
Egregio Signor Direttore,
sono stato contattato dagli amici della redazione di cronaca, i quali
mi hanno aggiornato sul colloquio che Ella ha avuto nei giorni scorsi
con il sindaco della mia città.
Il fatto che un primo cittadino si rivolga al direttore di un giornale
può sembrare un momento routinario che qualificherebbe la persona e la città, ma purtroppo, nel caso in oggetto, penso sia proprio
il contrario. È altrettanto squalificante che un sindaco si scomodi
per accusare un giornalista di essere di parte (non dalla sua?). Lo
stesso giornalista che per oltre trent’anni collabora con la Gazzetta
senza che mai gli sia stata mossa una ben più piccola critica in
alcun senso, men che meno quella di appartenenza politica. Per chi
mi conosce sa benissimo il mio pensiero politico che cerco sempre
di non esternare ogni qual volta mi tocca esprimere un giudizio o
un commento su qualsivoglia argomento che invece meriterebbe
tutt’altra riflessione.
L’aspetto più grave, invece, signor Direttore, sta nel fatto che Ella
ha voluto dedicare (ad una persona simile) parte del suo prezioso
tempo, e, peggio ancora, che, come mi è stato riferito, intende assecondarla, squalificando – secondo me - il giornale e addossandomi responsabilità e colpe che certamente non mi appartengono.
Non credo che il suo intendimento sia quello di avere dei collaboratori “stagionali” che possono essere manovrati a seconda del vento
(politico) che spira. Penso che il giornale abbia bisogno di collaboratori che scrivano la verità e nelle giuste proporzioni. Il giornale
deve essere comprato e letto e non penso che il sindaco di Alberobello abbia il tempo di comprare o leggere la Gazzetta. (se non
per commentare!). Sarà elementare sottolineare, che se un’amministrazione comunale vuole comunicare non deve far altro che comunicare e parlare, cosa che il sindaco di Alberobello non riesce a
fare, forse perché è troppo preso da altre problematiche molto più
importanti e che non intende che gli altri sappiano. Il silenzio, signor
Direttore, non giova a nessuno, tanto meno ad una pubblica amministrazione, la quale non può trincerarsi dietro le difficoltà oggettive
che sta incontrando lungo il suo cammino. In particolar modo un
giovane amministratore, troppo giovane per una città abituata ad
avere a che fare con gente politicamente vaccinata.
Passato il primo periodo di approccio, durante il quale tutto appare
rose e fiori, un amministratore che si rispetti deve iniziare a lavorare, a pensare, a programmare, ad agire. Ma, da quello che si vede e
si sente, Longo non penso stia andando in questa direzione.
L’elenco degli appuntamenti mancati sarebbe lungo e potrebbe assumere – questo si! – un sapore di parte e polemico. Per la cronaca
mi limito solo ad evidenziare gli ultimi episodi che si sono verificati
(revoca degli incarichi a due assessori che alle consultazioni amministrative hanno ricevuto un significativo risultato) e che sono la
cartina di tornasole di questi primi diciotto mesi.
Questa grave crisi la dice lunga sullo stato di salute della giunta
Longo che, certamente non sta attraversando un buon momento.
Il compito di un giornalista, signor Direttore – come Lei mi insegna è solo quello di evidenziare tutte quello che è lecitamente pubblico.
E se qualcosa non è di gradimento del sindaco, è tenuto a chiamare
il suo interlocutore, per sconfessare tutto chiedendone la rettifica,
non certamente di telefonare al direttore del Giornale per chiedere
di tappare la bocca a quel giornalista. Questo, signor Direttore è
un atto di una tale gravità che meriterebbe di essere commentato
e trattato in altre sedi molto più opportune. Cosa che mi riservo di
fare.
Personalmente ritengo che il politico deve fare il politico, se lo sa
fare, il giornalista deve fare il giornalista, se lo sa fare, senza però
che l’uno prevarichi l’altro. È facile scrivere che il sindaco è bravo,
bello, buono. Se lo deve guadagnare sul campo.
Signor Direttore, mi preme sottolineare che in diciotto mesi di amministrazione Longo non sono stato mai convocato, fosse anche
per un banale comunicato meritevole di essere pubblicizzato. Ho
dovuto apprendere tramite fonti alternative o dal sito dello stesso
Comune. Per ultimo, più volte ho sollecitato la nomina di un addetto
stampa o la presenza di un collaboratore che curasse gli aspetti
della comunicazione, cosa che diversi altri consiglieri e assessori
gli hanno suggerito, ma purtroppo con esito negativo; i risultati sono
sotto gli occhi di tutti.
Ultimamente pare abbia incaricato la sua segretaria di gabinetto,
la quale, però, deve comunicare quando e quello che dice lui e
a chi dice lui. Tutto il resto è retorica, anzi noia. Per la cronaca,
sulla mia posta elettronica, ricevo quotidianamente i comunicati
RiceviamoePubblichiamo
pubblicati dall’addetto stampa del comune di
Locorotondo.
Per tutte queste ragioni, ma soprattutto perché intendo salvaguardare la mia dignità, che
va ben oltre le considerazioni di un cittadino,
anche se ricopre la carica di sindaco, pur se
in cuor mio avevo deciso per una soluzione
ben più drastica, con la presente Le comunico
che, per non interrompere una siffatta collaborazione, scongiurata anche dalla sua persona, d’ora in avanti, la inviterei a controllare
personalmente gli articoli che invio, disponendone la pubblicazione o meno., quella fatta da
Lei, dal nostro giornale e da nessun altro.
Mi vedo costretto ad inviare copia della presente alla redazione del giornale locale perché tutti i miei concittadini sappiano chi è il
sindaco che ci sta amministrando.
Le allego due articoli, il primo sulle risultanze
dell’ultimo consiglio comunale ed il secondo
sulla nomina di due nuovi assessori.
Restando a Sua disposizione per qualsiasi
chiarimento, con tanta stima, Le giungano i
miei più cordiali saluti.
Domenico Giliberti
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Anno I - dicembre 2013 - numero 08
Basta con i mortaretti!
Lettera aperta al Sindaco
Fa ben sperare, signor Sindaco, la Sua
encomiabile decisione di reprimere lo
scoppio dei petardi che una piccola parte della popolazione giovanile, la quale si
riconosce nella festa che si celebra il 31
ottobre, fa uso indiscriminato; mi riferisco
alla serata dedicata ad Halloween, ottobrata di origine celtica, per nulla italiana.
Nel nostro ambiente la festa è entrata a
far parte una dozzina di anni fa; fu un’introduzione sciocca partita nella scuola
elementare. D’allora con fare melenso i
ragazzini ricorrono all’espressione: Dolcetto o scherzetto? Fin qui nulla di male!
Lei, Sindaco, condivide la festa, ma non
l’uso, come moltissimi di noi, di quei fastidiosi e pericolosi mortaretti, fatti brillare
a pochi passi dalle persone ignare, dalle
donne in gravidanza e da altri bambini a
cui potrebbero causare anche danni irreparabili all’udito e in alcuni casi, come
è avvenuto nel passato, la perdita di un
occhio.
Se ha voluto vietarli sulla carta, lo faccia
con i manifesti, avvertendo l’ingenua progenie locale delle sanzioni a cui andrebbe
incontro, e, soprattutto, trovi i “soldati” per
impedire il perpetuarsi. Le ordinanze nel
nostro paese rimangono disattese e non
generano i frutti delle buone intenzioni.
Si finge che non siano state mai emesse. Meglio cento voti in meno adesso per
raccoglierne mille dopo, arriverebbero da
quella parte della popolazione che condivide le scelte coraggiose.
Durante il lungo periodo di Natale faccia
portar rispetto alla Sua saggia decisione.
Ai “novelli fuochisti” conceda per loro
sfogo il campo sportivo, dove potrebbero
eccitarsi dal leggero crepitio alle deflagrazioni, ma soprattutto multi in modo esemplare i rivenditori. Così farei io!!!
Comunque, a nome di molti, mille grazie!
Angelo Martellotta
Cenone di San Silvestro 2013
(misticanze tipiche )
Ogni SABATO SERA
dalle 20,30
Balera, divertentismo,
liscio, balli di gruppo, latino
Ingresso €. 7,50
incluso primo fumante e bevanda
Salati - Affettati - Latticini - Grigliati - Carpacci
Paccheri - Arrosti - Contorni
Medaglioni di cotechino e lenticchie
Panettone, Spumante, Bevande e Cotillons
Ingresso ore 20.30
SALA HYPER = Divertentismo / Liscio / Balli di gruppo
SALA EMOZIONI= Latino Americani
€ 35,00 cena e serata danzante
€ 20,00 bambini (5-10 anni )
€ 15,00 serata danzante dalla mezzanotte incluso panettone e spumante
Prenotazione obbligatoria
Discoteca “HYPER” Alberobello (Ba) tel. 080 4323699
HYPER PRODUCTION
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Anno I - dicembre 2013 - numero 08
RiceviamoePubblichiamo
La sanità nella Valle d’Itria
E
gregio Direttore
Una grande rivoluzione passata finora
sotto silenzio si è avuto con la pubblicazione il 12 novembre scorso del “protocollo
operativo della mobilità interaziendale del
comprensorio Valle d’Itria”.
Un grande lavoro portato avanti dai dirigenti
delle ASL di Bari, Brindisi e Taranto, coordinati dall’assessore Elena Gentile, da Vito
Piazzolla dirigente dell’ARES e dai direttori
sanitari delle ASL interessate.
Il direttore Colasanto, nel diramare il protocollo sottoscritto fra queste componenti, ha
precisato due cose importanti.
La prima dice testualmente: “ l’orografia del
territorio , seppur appartenente a tre provincie diverse, il cui comprensorio è denominato
Valle d’Itria, mostra un’elevata omogeneità
per la struttura fisica ed ambientale, con una
forte attrazione storica culturale caratterizzata dalla presenza di colline e modeste superfici pianeggianti che condizionano la rete
viaria e di conseguenza i collegamenti fra i
centri urbani delle tre provincie”; in secondo
luogo evidenzia: “ che ogni percorso viario è
la riproduzione di antichi tracciati determinati
in ragione di precise esigenze che assolvono
la peculiarità di essere contigui al perimetro
dei boschi, dei vigneti, delle masserie, con un
gran numero di contrade ed abitazioni sparse
per il territorio ovvero con una ruralità ad alta
intensità abitativa”. Ovviamente il protocollo
fa riferimento ai comuni di Alberobello, Locorotondo, Martina Franca e Cisternino.
In sostanza l’obiettivo è, dice il documento di
“superare l’attuale iter burocratico nelle scelte e nelle revoche dei medici di MMG (medicina generale, i medici di famiglia) e PLS
da parte di cittadini residenti nei comuni limitrofi ma appartenenti alle tre diverse ASL”;
inoltre “attivare la mobilità di prenotazioni
interaziendali di prestazioni specialistiche
e diagnostiche” e infine “ superare le attuali criticità in merito ai ricoveri nelle RSA del
Consorzio San Raffaele di Crispiano e Locorotondo che vedono coinvolti alcuni pazienti
che sono condizionati nella fruibilità dall’aspetto oro geografico del territorio”.
Questo grande risultato ha creato, nel nostro
territorio, una sanità a misura d’uomo, ed è il
frutto di un lavoro profondo ed attento, durato
un anno, effettuato dal Consigliere Regionale
Donato Pentassuglia, non solo come politico, ma soprattutto come abitante di questo
territorio.
Alla cittadinanza va data questa notizia, ma
personalmente, insieme al mio gruppo politico di Alleanza per Alberobello, ci attiveremo per spiegare e documentare meglio la
portata di questo protocollo.
Grazie per la disponibilità e per lo spazio
concessomi.
Cordialmente
Vito Carparelli
Operatore sanitario – consigliere comunale
Per venerdì 29 è stato convocato il consiglio comunale con 15 punti all’ordine
del giorno. Fra questi quelli di maggiore
rilevanza sono la conferma consiliare dei
decreti del sindaco di nomina dei nuovi
assessori, Pietro Susca e Costantino
Greco e l’attribuzione di incarichi ai consiglieri ossia Vitantonio Ignisci e Piero
Carucci, capogruppo di Alberobello Futura. Il consiglio deve altresì discutere ed
approvare il programma triennale delle
opere pubbliche e l’elenco dei lavori per
l ‘anno 2013. La proposta della Giunta è
di confermare le aliquote 2013 dell’IMU,
dell’addizionale comunale IRPEF e della
imposta di soggiorno, e infine la relazione
di previsione del bilancio preventino 2013
e il programma triennale.
Ritorna il regolamento per la concessione
della cittadinanza onoraria e del patrocinio gratuito.
ingrosso
giocattoli - merceria - bigiotteria
cancelleria- profumeria - pelletteria
casalinghi articoli da regalo, natalizi
carnevaleschi e per il mare
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CulturaeTerritorio
A
Anno I - dicembre 2013 - numero 08
Michelangelo La Sorte
il cantore della nostra Terra
llorquando Elio Partipilo, trent’anni
fa, si occupò della presentazione
della pubblicazione Omaggio a Michelangelo La Sorte poeta dei trulli, edita a
cura dell’Assessorato alla Promozione della
Cultura, uscita il 10 dicembre 1983 ovvero
nel 100° anno della nascita di La Sorte, così
iniziò il suo intervento “Fu Michelangelo
scrittore, narratore, poeta, saggista, educatore e oratore, fu un personaggio multiforme, dotato di grande spirito di adattamento
e di una singolare forza propositiva. Ovunque ebbe occasione di esprimersi come informatore e come educatore lo fece senza
angustie, ma con generosa coscienza del
servizio umano, sociale e civile che sapeva
di rendere”.
“Era un autentico figlio della Murgia dei Trulli…” e poi di seguito, fino a concludere con
questa bella espressione “Maestro di ieri,
Michelangelo La Sorte, ancor più Maestro
oggi”.
Elio ebbe ragione di esprimersi in quel
modo perché aveva capito quanto profondo
fosse stato l’interesse del giovane martinese (era nato a Martina Franca, ma dall’età di
10 anni si era trasferito in Alberobello con
la sua famiglia) e se si sentì fortemente legato alla città di nascita, altrettanto fu ammaliato da quella di adozione, ancor prima
di fare il grande salto come docente e poi
come direttore Didattico e Ispettore scolastico in Genova.
Cosa resta del Maestro oggi. Innanzi tutto
i suoi innumerevoli scritti: libri di didattica,
poesie, novelle, racconti, romanzi, opere
teatrali, inni musicati, articoli, conferenze
tante e varie dalla geografia generale all’astronomia, dall’arte alla storia, dalla musica
ai costumi, dalla pedagogia alla didattica.
Ovunque si trovasse a Milano, a Genova, a
Como, a Mantova, fu appassionato ed entusiasta cantore della Terra dei trulli; nel 1928,
negli Stati Uniti, affascinò gli Italo-americani
con brillanti conferenze accompagnate da
diapositive sulla “dotta” Martina e sulla “singolare” Alberobello.
Ebbe diverse Medaglie e Croci di guerra. Sí!
Fu volontario durante la 1a Guerra mondiale
(ricevette l’encomio per lo sprezzo del pericolo nella Battaglia del Piave, nel giugno 1918).
Per la lungimiranza nella didattica ottenne, in
qualità di Maestro prima e di Ispettore poi,
il conferimento della Medaglia d’argento nel
1930 e della Medaglia d’oro nel 1951 per meriti scolastici. Egli ha il primato dell’introduzione del cinematografo nella scuola.
Le sue spoglie dal 20 luglio 1951 riposano
nella nostra città.
Chi si occupò di pubblicare i suoi lavori
lasciati inediti fu la sorella Cosmina, innamorata del fratello, come lo erano state le
altre due, Galerana e Trisolina. Tutti riposano nella cappella cimiteriale, percorrendo la
seconda spianata a destra.
Alberobello volle festeggiare questo suo
Figlio il 10 dicembre 1983. Furono invitati il provveditore agli studi di Bari, Nicola
Postiglione (che non venne) e l’onorevole
Renato Dell’Andro, Preside della Facoltà di
Giurisprudenza dell’Università di Bari, per
inaugurare il plesso scolastico di via Isonzo,
per intenderci dove un tempo era ubicato il
Seminario estivo di Conversano a ridosso
della chiesa di sant’Antonio e, poi, negli
anni successivi, per alcuni crolli, fu trasferito nel nuovo complesso scolastico di via
Barsento.
Lì, nell’atrio in via Isonzo, fu apposta una
L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE
E I DOCENTI
NEL CENTENARIO DELLA NASCITA
RICORDANO
IL PROF. MICHELANGELO LA SORTE
MAESTRO INSIGNE E VOTATO
APOSTOLO D’EDUCAZIONE
PROMOTORE TENACE DELLA
CULTURA DELL’ARTE
E DEL FOLKLORE DI TERRA DI PUGLIA
QUESTA SCUOLA A SUO NOME
10 DICEMBRE 1983
grande epigrafe.
Il progetto grafico fu di Peppino Mazzarelli,
il testo di Angelo Martellotta, le spese a carico della sorella Cosmina, che alla scuola
donò anche cinque milioni di lire per l’acquisto di materiale didattico.
La manifestazione fu profondamente legata all’Amministrazione comunale di Martina Franca; difatti, a rappresentarla c’era il
sindaco, prof. Franco Punzi, mentre il prof.
Gianni Lenti, in serata, nella chiesa dei Santi Medici, lesse tra la prima e la seconda del
concerto del Gruppo Madrigalistico Salentino, diretto dal m° Iginio Ettorre, che eseguì,
per la prima volta, l’Inno a San Giovanni Bosco (testo di Michelangelo, musica del m°
Iginio), alcune liriche scelte fra gli scritti di
La Sorte.
Il giorno precedente tutto questo, anche
nella Sala dell’Arcadia del Palazzo Ducale
di Martina Franca, venne ascoltata la dotta
relazione del prof. Enzo Panareo “Michelangelo La Sorte un narratore della Murgia dei
Trulli”, presentata nel quinto saggio “Inchiostri Umanesimo della Pietra”.
Ora va detto che dal momento del trasferimento delle classi nel nuovo plesso di via
Barsento, son trascorsi ormai diversi anni,
solo l’epigrafe esterna alla scuola è stata
ricollocata; la più vistosa in granito e lettere d’oro giace dimenticata tra i secchi e
le scope in uno sgabuzzino, tolta alla vista
degli scolari che si succedono nel predetto
edificio e al loro nobile interesse per l’Uomo
di cultura e Maestro di scuola. Nessuno ha
mai saputo del sacrificio occorso per farla
incidere presso la ditta Cristal di Martina
Franca o ne ha mai conosciuto il costo (un
milione e duecento mila lire a carico della
sorella).
Al dottor Stefano Totaro, sensibile verso
tutto ciò che riguarda il mondo scolastico,
l’invito a impiantare nell’atrio del plesso l’epigrafe in parola.
Grazie, Dirigente!
Japyx
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Anno I - dicembre 2013 - numero 08
L’
CulturaeTerritorio
“La Panchina”
associazione Sylva Tour and Didactics
per il periodo natalizio presenta uno
spettacolo teatrale dal titolo “La Panchina”. Si tratta di una commedia ambientata
nel corso del Novecento, che prende spunto
dal libro “La panchina dei soprannomi” di Lino
Angiuli (ed. Gelsorosso). Il libro in oggetto è
una raccolta di racconti, inframmezzati da composizioni in versi, con i quali l’autore offre una
prova della sua scrittura d’ispirazione antropologica, raccontando vite umili ma esemplari. È
proprio questo l’obiettivo di Luca De Felice,
presidente dell’associazione Sylva e autore
della commedia: approfondire l’evoluzione antropologica dell’uomo durante il secolo scorso,
con una maggiore attenzione alle dinamiche
del progresso e della tecnologia e ai cambiamenti che essi hanno apportato nel corso dei
decenni. “La panchina” vedrà impegnati numerosi attori e figuranti, molti dei quali già coinvolti
nelle passate edizioni de ”la Notte dei Briganti”
che, per la prima volta insieme all’autore, si
cimenteranno in uno spettacolo di teatro vero
e proprio. La commedia è divisa in tre atti,
ognuno dei quali è ambientato in un periodo
nel Novecento, evidenziando in questo modo
le caratteristiche storiche e sociali del secolo
stesso. In ciascuno dei tre atti si ritrovano sia
personaggi già visti, che il tempo ha cambiato
e invecchiato, sia nuovi protagonisti che contribuiscono ad arricchire la trama del racconto
con le loro vicende. Lo spettacolo si svolgerà
durante il periodo natalizio presso la sala del
Museo del Vino di Alberobello, allestito presso la Cantina Albea, di proprietà di Dante Renzini. “La Panchina” si propone così di allietare
il clima natalizio di Alberobello con uno spettacolo nuovo, inedito, a cui si accompagnerà la
degustazione di prodotti dell’enogastronomia
locale, specialmente legati alla tradizione natalizia. È possibile seguire tutte le notizie che
riguardano l’opera teatrale sulla pagina facebook “La Panchina”; i biglietti saranno acquistabili in prevendita presso il Museo del
Territorio “Casa Pezzolla” dal 6 dicembre.
Info al 3804111273.
Contrada Paparale, 1
70011 ALBEROBELLO (BA)
Comune di Alberobello
Abbiamo la possibilità
reale di tener pulita
la nostra città.
è nostro dovere
rispettare l’ambiente,
da noi più prezioso
perché patrimonio
mondiale UNESCO.
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CulturaeTerritorio
Anno I - dicembre 2013 - numero 08
Io e “La Piazza”
P
remetto che non oso definire articoli i
miei scritti perché ritengo di non essere in grado di sviluppare ampiamente
e con competenza qualsiasi argomento ma
soltanto-forse quelli inerenti alla mia specifica formazione culturale e professionale.
I miei piccoli contributi sono il frutto di sensazioni e riflessioni che scaturiscono dalla vita
quotidiana, dall’attenta lettura del giornale,
da quello che vorrei fosse realizzato nel mio
paese perché divenisse sempre più bello, di
una bellezza profonda e non soltanto esteriore, più accogliente per tutti, più caldo, più vivibile. Mi permetto anche di scrivere racconti
scherzosi, faceti, perché credo che celiando
si possano dire cose serie senza annoiare il
lettore; è giusto che siano soltanto siglati e
non firmati, non per “ vergogna” ma perché
non amo vedere il mio nome ripetuto più
volte come se fossi affetta da grafomania. E
perché uso un linguaggio semplice e, spero,
comprensibile? Perché ignoro il politichese,
gli arzigogoli di Vendola e le eleganze stilistiche dell’Accademia della Crusca e poi perché so che il giornale viene letto da uomini di
cultura ma anche da coloro che hanno interrotto gli studi per andare a lavorare.
E allora quali considerazioni faccio dopo aver
letto il numero 7 della rivista?
Ancora una volta condivido pienamente
quanto affermato dal Direttore Domenico
Giliberti nel suo editoriale, le finalità della
rivista, le barriere da abbattere per una pacifica e costruttiva convivenza. Ma che leggo,
invece? Questa volta non scontri verbali fra
opposte fazioni politiche ma divisioni nell’ambito della stessa coalizione! Mi chiedo: ma è
proprio impossibile operare in armonia per
fare gli interessi della polis che sono prioritari, indifferibili, indilazionabili, improrogabili?
E qui avrei voluto avere tra le mani il dizionario dei sinonimi per aggiungere altri aggettivi
e sfogare così il mio sdegno. Rabbrividisco
all’idea di quello che accadrà nel prossimo
Consiglio Comunale fra revoche, dimissioni
e tanto altro ancora. Mi piacerebbe parteciparvi con altri concittadini con possibilità di
intervento verbale, ma poiché so che ciò è
impossibile, indirizzo da queste pagine un
invito al Sindaco perché REVOCHI LE
REVOCHE e perché dialoghi pacificamente con tutti, prevalentemente con coloro
che, a suo dire, hanno sbagliato: io penso
che talvolta si sbagli per eccessivo zelo e
impegno. E sul nostro giornale non abbiamo
letto più volte il nome di questi due assessori
impegnati al massimo? Pacche sulle spalle,
strette di mano e via dunque! È una soluzione
da donna ingenua, stupida o addirittura cretina? Forse, ma il fatto è che noi donne siamo
concrete, non sempre rispettiamo il protocollo ma sappiamo andare avanti nonostante
tutto: è sufficiente osservare le signore che
operano in politica con competenza, ad alti
livelli- eccettuate le Gelmini di turno. Intendo accusare Sindaco e giunta? No, perché
non conoscendo a fondo le questioni, non
oso sputare sentenze, sparare giudizi che
sono sempre di parte, ed io non mi identifico
in nessuna parte o corrente politica, forse in
quella dei sognatori, degli utopisti se esistesse, ossia di coloro che, nonostante tutto, sperano in soluzioni concrete dei problemi anche
se raggiungibili a fatica. Noi cittadini aspettiamo interventi reali, tangibili, la soluzione di
annosi problemi mai risolti, la conclusione di
lavori avviati e non terminati, la vergognosa
situazione del nostro ospedale, i problemi
legati alle nuove tombe in costruzione sulle
quali è sceso il buio totale che precede quello
che sarà il buio eterno, i marciapiedi inagibili,
le fontane che mancano di acqua per definirsi tali, i problemi idrogeologici del nostro
territorio, i gabinetti
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esistenti ma chiusi per i turisti, il vecchio mercato, le guide turistiche e tanto altro ancora.
Ecco questo direi a voce, se potessi, a tutti
gli Amministratori. Rileggendo le pagine della
Piazza mi accorgo che tutti coloro che hanno
scritto o che sono stati intervistati, hanno sottolineato l’esistenza di dissapori nel nostro
paese, del resto, non è difficile accorgersene, ma io voglio concludere con parole di
speranza nel buonsenso di tutti, di fiducia,
con un invito a mettere da parte malanimi,
risentimenti, ricordandoci che le beghe non
pagano ma danneggiano.
Per fortuna nel periodico c’è altro, giovani
che amano il paese, sport con tante belle notizie, riassunzioni in Banca, ricette leggendo
le quali e seguendo quelle che propinano in
TV, mi sento una donna di Neanderthal, agli
albori dell’arte culinaria. Ma mi va bene così.
E poi rieccoci con TARI- TASI- TARES- TARSU, sigle che mandano in tilt ogni cittadino
anche quello che nel mese dei Defunti e poi
di quello di Natale vorrebbe astenersi da ogni
forma di turpiloquio.
E per coloro che non si sono stancati di leggermi, un’ ultima considerazione: i giovani
vogliono essere protagonisti e anche se con
parole garbate, invitano me e gli altri anziani a cedere le armi e a metterci da parte, le
tasse le pago anche la famigerata Tarsu pur
chiedendomi se c’ è corrispondenza tra la
somma versata e la quantità di rifiuti che da
sola produco, non godo dei benefici riservati
alle famiglie numerose: insomma come devo
classificarmi e dove devo collocarmi? No, no
per favore non rispondetemi, e se qualcuno
ha le idee chiare a riguardo tenga per se
quello che vorrebbe dire perché non gradisco le oscenità neppure quelle verbali. Alla
prossima.
Anna Longo
9
10
Anno I - dicembre 2013 - numero 08
G
CulturaeTerritorio
Oltre le tolleranze
esù con Giacomo e Giovanni deve
recarsi a Gerusalemme. Per fare
prima attraversa la Samaria. A quel
tempo, però, i samaritani non consentivano
ai Giudei di passare per il loro “paese” per
cui chi doveva andare a Gerusalemme era
costretto, per evitare la Samaria, a fare un
“lungo giro”.
A questa “legge” fu sottoposto anche Gesù
con Giacomo e Giovanni. Infatti, i samaritani
negarono il “visto” e da quelle persone umane che sono i discepoli Giacomo e Giovanni
si rivolgono a Gesù perché faccia cadere dal
cielo “fuochi e fiamme” su quella gente che
aveva tanto osato. Insomma propongono a
Gesù, umanamente spinti dall’istinto, una
vendetta bella e buona, ricorrendo all’onnipotenza che Egli andava, ormai, sempre più
manifestando. Gesù con il suo buon senso
riprende i due e li porta a ragionare. “Non
risolvete alcun problema con le vendette
perché a vendetta succederà vendetta, a
sangue succederà sangue; l’istinto dell’uomo è insaziabile”.
Questo il concetto con il quale Gesù dissuade i due a intraprendere la via del “perdono”
per superare l’ostacolo. A quell’epoca l’applicazione della tolleranza, scaturita dall’ama il
prossimo tuo come te stesso, era già un dato
di fatto. Nel corso della storia ha prevalso,
però, l’intolleranza del più forte contro il più
debole. Sino a quando l’illuminismo recupera il concetto di tolleranza grazie soprattutto
al contributo di uomini di cultura come Voltaire, ma in chiave laica, senza alcuna connotazione etico - morale.
Gli individui dovevano impegnarsi a non farsi
del male. Da questo concetto si dipana tutta
una sorta di filosofia che fa della tolleranza
l’inizio di una vita basata sulla libertà, sulla
condivisione, sull’integrazione delle diversità, dopo tanti secoli di lotte e guerre, anche
fratricide. Un cammino, come si può dedurre
dalla storia, difficile e lastricato da tanti ostacoli. Ancora oggi c’è guerra, per lo più generata da ragioni economiche, perché il lavoro
diplomatico non riesce a risolvere le questioni. Si pensi alle grandi difficoltà dell’ONU per
arrivare ad una soluzione qualunque, anzi il
più delle volte non arriva per il veto di uno
dei cinque paesi del Consiglio di Sicurezza.
Ovviamente questa storia di cose a livello di
Nazioni si riverbera anche nei rapporti degli
uomini. Le guerre provocano tanti disastri
quello più grave è certamente l’esodo delle
persone che vanno alla ricerca di altri paesi più ospitali e più liberi. È così che nasce
il “bubbone” sociale dell’emigrazione che è
tanto più grave e pesante quanto più il paese
ospitante, per geografia, è meglio raggiungibile.
La posizione dell’’Italia in questo senso è
strategica. Sin dai primi anni ’90, dalla crisi albanese, l’Italia è costretta a vivere con
questo problema. Molti, provenienti dall’Africa e dal Medio Oriente, trovano l’approdo
all’isola di Lampedusa più agevole, se non
finiscono sopraffatti dal mare e dalla fatica.
Comunque i centri di accoglienza scoppiano
e spesso avviene che gli emigrati si disperdano per il paese. Fatte salve le garanzie
per le categorie “protette”, i rifugiati politi, gli
emigranti dovranno integrarsi con il popolo
italiano e condividere con esso gioie e dolori.
Non sempre ciò accade perche questi sono
tanti e non tutti animati da buoni propositi.
Ora, poiché dobbiamo garantire l’integrazione e la condivisione dei bisogni, è necessario non limitarsi a tollerare, quasi sopportare
il nuovo arrivato, ma sforzarsi di realizzare
la “convivialità delle differenze”, ciò che suggeriva don Tonino Bello. I “differenti” devono
potersi sedere a tavola con noi in spirito di
solidarietà.
È indispensabile, a questo punto, una politica serena dell’emigrazione nel senso che
bisogna garantire al “nuovo” libertà e lavoro, senza preconcetti ma con una gestione
oculata del flusso migratorio; chi non ci sta
a certe regole, a questi doveri, deve essere rimpatriato senza reticenza. Solo così si
supera la tolleranza e si approda all’integrazione vera. La stessa lezione di Gesù non
è un’altra tolleranza, ma va oltre … supera
ogni raggiungimento umano … va verso il
rispetto dell’altro.
Carmelo Gallo
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CulturaeTerritorio
Anno I - dicembre 2013 - numero 08
Opinione peregrina sulla Storia
M
e ne dà lo spunto la presentazione
del libro Il Mezzogiorno nel Settecento tra riforma e rivoluzione di Angelo
Panarese, presentato nella sala consiliare il
31 ottobre scorso, con ampia e interessante illustrazione dei relatori, dell’autore e del
pubblico presente in sala.
Calo lo spunto in un pensiero radicato in
Papa Francesco che, sin dai suoi tempi di
arcivescovo di Buenos Aires, sostiene che
“…una famiglia e un popolo che ricordano,
invece, hanno di fronte a sé un avvenire”.
Nel contempo, però, mette in guardia dal
rischio di una modernità, per cui “…avendo
perso punti di riferimento oggettivi fa ricorso
al <classico> (inteso come mondo classico,
mondo antico) come espressione di cultura”.
Ciò mi induce a pensare che anche le migliori
ricerche storiche, come quelle di Angelo Panarese, tutto sommato - riprendo le parole di
Papa Bergoglio - “sono frammenti che intendono oscurare e negare la storia”.
Mi spiego subito con un riferimento in campo
naturalistico ed agrario.
Oggi si parla tanto di una sostenibilità ambientale compromessa e di rifiuti in abbondanza, oltre che di spreco di cibo, che per
se stessi sono consumo di risorse naturali
(acqua, suolo e aria inquinata).
E non è civiltà quando la gente muore, o per
troppa sazietà (infarti per obesità) o, al contrario per fame (migliaia di morti al giorno nel
mondo).
Di questo passo, l’Umanità tende alla sua
dissoluzione.
In particolare, poi, mi piace far cenno all’attuale preoccupante morìa di piante di olivo,
a causa del batterio Xylella fastidiosa, mai
sinora conosciuto, a cui, se non si porrà un
immediato argine alla sua diffusione in Puglia, produrrà una grave compromissione del
nostro paesaggio.
Tutti questi esiti nefasti, in natura, se analizzati scientificamente, non sono prodotti dalla
pura casualità. Essi hanno sempre un’origine, indi un processo evolutivo, quindi un approdo ad una realtà.
Al pari, azzardo a dire che se la Storia si
definisce con quel tipico processo di avvenimenti, così come ce l’ha proposto e illustrato
Angelo Panarese col suo libro, l’approdo del
lettore alla Verità diventa alquanto difficoltoso.
In fondo, all’autore non dispiaceva quel
sottinteso richiamo del senso storicista di
Gramsci, come anche dell’altro più contemporaneo di Beppe Vacca, presidente della
Fondazione che gli è intitolata.
Insomma, fatta salva l’ammirazione e il merito per l’impegno e l’acutezza della ricerca
storica di Angelo Panarese sul Mezzogiorno
d’Italia, lo stesso non si è accorto che quel
suo processo “sbriciola” questa importante
Storia che ci riguarda e la rende in “frammenti”, anziché darle un corpo unico comprensibile dal lettore.
Volgo lo sguardo attorno e cosa osservo in
questi tempi contemporanei?
Un Est della Germania (ex comunista) che si
unisce ad un Ovest della stessa, ed entrambe formano un corpo sociale e di nazione
ben organizzata e socialmente progredita.
Eppure la Germania è stata la grande sconfitta dell’ultima guerra mondiale.
L’Italia, invece, ha un Nord che, pur nell’attuale crisi, mostra sempre più dinamicità
Angelo Martellotta, Angelo Panarese
e Franco Tinelli
economica e sociale rispetto al Sud, il nostro
cosiddetto Mezzogiorno, che tende a distaccarsi sempre più in “altra” Italia, nonostante
le grandi risorse finanziarie, purtroppo sprecate, della Cassa per il Mezzogiorno.
C’è stata, nel dibattito, una levata di scudi
contro un altro storico, Ernesto Galli della
Loggia, che sulla Storia del Mezzogiorno d’Italia fa un’analisi diversificata.
Allora mi chiedo: perché aprioristicamente
lui ha torto per parte dei nostri storici? Forse
perché non ha natali nel nostro Mezzogiorno?
Ernesto Galli della Loggia ha scritto due editoriali sul Corriere della Sera: il 28 ottobre e il
3 novembre ultimi scorsi.
Analizza la grande crisi economica, sociale,
morale e politica che stiamo vivendo sostenendo che “…Oggi, insomma, paghiamo per
errori e omissioni che rimontano indietro di
decenni. La nostra crisi odierna viene da lontano. Viene dal consenso ricercato da tutti-sì
da tutti, dalla Destra come dalla Sinistra…”.
E si sofferma, poi, nel considerare che “…
il volto nuovo dell’antico estremismo italiano, che oggi ha preso le sembianze di un
radicalismo iperdemocratico munito di un’ossessiva rivendicazione di <trasparenza> e di
<diritti> quanto della più schietta ignoranza di
ogni passato”.
In quanto lettore, tendo io volutamente a pormi nel campo dell’ignoranza.
Pur tuttavia, ricordo all’autore, Angelo Panarese, che grandi opere edilizie, oggi di
proprietà pubblica, come grandi opere di
bonifica agraria (Metaponto, Fucino,...), così
pure una certa promozione e sviluppo dell’industria di base (IRI), così anche la ricerca
scientifica e applicata del Cappelli, oltre che
l’impianto previdenziale e assistenziale, tuttora in auge, sono da annoverare nel nefasto
ventennio fascista.
E cosa si farebbe, quindi, si vogliamo stare
ad una certa analisi storica?
Gettare l’acqua sporca con tutto il bambino?
Un solo e modestissimo avvertimento agli
Storici: non “sbriciolare” la Storia in “frammenti”, poiché, come diceva Benedetto
Croce, “Ogni vera storia è storia contemporanea”.
Antonio D’Aprile
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CulturaeTerritorio
Anno I - dicembre 2013 - numero 08
Rubrica di Storia a cura di Gabriele Carmelo Rosato
Anno
Semestre
ITALIA
ESTERO
Si pubblica ad Alberobello ogni mese
£ 1,6
£ 2,8
Supplemento Illustrato de La Piazza
£ 3,–
£ 5,–
Anno I - n° 3
I L P RINCIPE
.
Dicembre 2013
DI
CALA MANTU:
C’era una volta un castello detto
“Alberobello”, perche ogni anno, per
Natale, si faceva il piu bell’albero che si
potesse immaginare. Tutti lo sapevano
e avrebbero voluto ammirarlo. Ecco
Giacomino e Vispo, il suo cane, che vanno proprio lassu, senza immaginare –
poverino – che c’e al castello una tremenda governante, la quale non tollera
intrusi: Monna Corruccio. Questa, scoperti i furfanti, li caccia via. […] La mamma, a casa, ha
fatto del suo meglio: vorra che anche il suo bambino si
senta felice nella notte di Natale. Non bisogna farle capire che il suo albero, in confronto a quello che Giacomino ha visto lassu ad Alberobello, gli sembri misero
misero. E così avvilito, invece, che non ha proprio voglia di buttar gia nemmeno un boccone: preferisce chiudersi nei suoi pensieri, chiudere gli occhi e addormentarsi. Ecco che si mette a sognare ed entra nel paese
N ELL ’A SILO S ACRO C UORE
Alberobello,
29
dicembre 1937 Il giorno di Natale, nell’Asilo Sacro
Cuore, gestito dal
comando della Gil
presenti le autorita e una folla
enorme, gli iscritti, preparati con
amorevole cura
dalla
superiora
Suor Chiara Petitti, svolsero un
attraente
programma di monologhi, dialoghi e
bozzetti. La recita
fu svolta intorno
ad un artistico e
grandioso Presepe preparato pure
dalle nostre Suore. Ogni numero
del programma fu
largamente
applaudito e i piccoli
attori furono festeggiatissimi.
Alla
superiora
Suor Petitti e alle
nostre Suore il
compiacimento
per la loro opera
appassionata di
educatrici.
Invia la tua segnalazione a
[email protected]
www.borntodig.com
centesimi 30
£ la copia
U N A STO RIA DI
NATALE
delle favole: nel regno del sole. Da sveglio aveva un muso lungo ed ora e allegro come… come una cingallegra. E il
suo Vispo… quant’e vispo! Pero, mi sbaglio o c’e qualcuno che spia le mosse dei
nostri eroi? […] Sono folletti e funghetti
umani. […]. E ora che c’e di nuovo? Arriva la Fata Letizia. «Conosco il tuo desiderio, Giacomino» disse «tu hai visto
nella casa dei marchesi un albero di
Natale degno di un principe. […] Monna Corruccia ha
potuto scacciare il figlio del fattore, ma non potra scacciare il Principe di Calamantu. […] Tu Andrai a fare visita alle marchesine malinconiche, ma attento: se accetterai un solo regalo tornerai ad essere Giacomino; accetti?». «E sì, accetto!» si precipito lui. Tra le fate si sa, quel
che e detto e fatto, ed ecco Giacomino diventato Principe di Calamantu. […] Montando sulla carrozza, ordino
al cocchiere: «portami al Castello di Alberobello!».
I L M ERCATO
DI
C APODANNO
Alberobello, 26 dicembre 1936 - Il
nostro mercato settimanale di bestiame ed altri generi, per il prossimo Capodanno avra luogo martedì 29 corrente, invece di giovedì, 31. Si prevede
che, come e antica tradizione per tale
ricorrenza, il nostro mercato determinera la stessa affluenza di forestieri,
commercianti e agricoltori, anche da
province limitrofe, come nell’ultimo
accorsatissimo mercato di Natale.
A tutti i Lettori
e alle loro famiglie
auguro di vero cuore
un Buon Natale!
Gabriele
CulturaeTerritorio
Anno I - dicembre 2013 - numero 08
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Quando Alberobello aveva il suo castello
Il “Principe di Calamantu” e un nome di fantasia, e ne sara occorsa molta agli autori di questo
breve sceneggiato prodotto nel 1953, di cui alla pagina a fianco si e riportato un adattamento
della sceneggiatura originale. Furono quelli gli anni in cui si andava inaugurando, anche nel nostro Paese, l’era della televisione, ufficialmente avviata il 3 gennaio 1954. A quel tempo, solo pochi italiani possedevano un televisore – «quel grande occhio luminoso che si accende la sera e
viene poi coperto da un panno, o da un centrino ricamato, quasi a proteggerlo» – e spesso quei fortunati
che ne avevano uno in casa ospitavano i vicini per godersi lo spettacolo. Nasceva quel genere televisivo che
sara ritenuto a lungo - e a ragione - uno dei punti di forza della TV italiana: il teleromanzo. Si comprese
subito che si sarebbe trattato di un filone di grandi potenzialita, configurandosi come un prodotto di
qualita, anche se guardato ancora con diffidenza dal mondo intellettuale, come d’altronde tutta quanta
la televisione. Questa pellicola, nello specifico, ne costituì uno dei primi esperimenti e, tra l’altro, costituisce una delle prime fiction per ragazzi. Le riprese, a colori, non sono state effettuate nella nostra
cittadina, a dispetto del nome, bensì in un autentico teatro di posa. Il film fu girato, infatti, negli storici
stabilimenti De Paolis di Roma, sorti nel 1938 e rimasti a lungo inutilizzati a causa di un terribile bombardamento avvenuto nel 1943 da parte dall’aviazione alleata. La regia fu affidata a Piero Caserini,
figlio del noto cineasta Mario Caserini, tra i pionieri del cinema italiano, ancora nell’epoca del muto.
La trama vede protagonista un tale Giacomino in compagnia del suo fidato cagnolino Vispo: entrambi si
avventurano alla volta del Castello di Alberobello, un fiabesco - e fantomatico - fortilizio, che naturalmente qui non e mai esistito. Il ragazzino e figlio di un umile fattore e, sempre a caccia di guai, si mette a
sbirciare dalla finestra dei marchesi, proprietari terrieri. Al di la del vetro scorge il meraviglioso albero
di Natale delle marchesine. Questi viene scoperto dalla governante e quindi cacciato via. Deluso, torna a
casa, dove la mamma gli ha preparato un alberello, molto piu modesto dell’altro ma con tanta devozione. Ulteriormente intristito, poiche il suo non eguagliava quello delle bambine piu fortunate, si getta sul
letto e comincia a sognare. Giacomino e il suo cane si ritrovano in un bosco fatato, popolato da gnomi e
funghi animati che, tuttavia, all’arrivo di una carrozza scappano spaventati. Dal cocchio scende una fata
che trasforma il protagonista nel citato Principe di Calamantu: in questa maniera il piccolo Giacomino
avra accesso al castello. Qui viene ricevuto con tutti gli onori che convengono a un nobile dalle stesse
marchesine di prima. Egli, pero, avendo accettato in dono un trenino, contravviene a quanto promesso
alla fata e finisce per ritornare nella sua condizione di miseria. La governante lo rinchiude in uno
stanzino, covo di una strega. Quando Giacomino, angosciato, si sveglia ritrova finalmente la sua mamma e il suo cagnolino: e l’alba del Natale e il giovanotto ha imparato la lezione.
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luglio del 1979.
Testi e Grafica di
Gabriele Carmelo Rosato
Proprietà Letteraria
riservata
E la preghiera di ogni
catechista ai propri fanciulli: accostarsi
al Sacramento della Penitenza almeno
alle feste comandate. Sono confessioni di
altri tempi quelle che ricorda Angelo
Martellotta, il quale mi ha confidato un
simpatico episodio della sua infanzia.
Pare che durante le festivita natalizie, un
angolo di ciascuna casa fosse addobbato
con tarallucci dolci e caramelle, una rarita per gli anni del secondo dopoguerra.
Piu di qualche bimbo, evidentemente,
non avra resistito alla “tentazione” di
sgraffignare qualcuno di quei dolciumi.
Accadeva pero che, al richiamo del decoro cristiano, lo stesso ragazzino si pentisse e, recandosi al confessionale, di
fronte alla puntuale domanda del curato,
egli chiedesse la riconciliazione per quel
peccatuccio commesso. Quel sacerdote si
chiamava Don Sebastiano Lippolis.
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14
Anno I - dicembre 2013 - numero 08
CulturaeTerritorio
In dicembre, oliveti in raccolta
I
n queste settimane, tanti alberobellesi ristabiliscono il contatto con l’Olivo coltivato
(Olea europaea sativa), pianta sempreverde, tipica della Murgia dei Trulli e nei paesi
del bacino del Mediterraneo.
L’Olivo ha come frutto una drupa, oliva, che
dalla fase di accrescimento passa allo stadio di “inolizione”, aumenta il volume delle
cellule e si creano piccole gocce d’olio, che
si raccolgono nei vacuoli oleiferi. Nel corso
della maturazione l’accumulo d’olio aumenta costantemente sino all’avvio del processo
di cambiamento di colore dell’epidermide
dell’oliva, chiamato “invaiatura”, dal verde
passa al rosso porpora e al nero.
Le cultivar, varietà coltivate, di Olivo da olio
più diffuse e apprezzate storicamente nel
territorio alberobellese sono Pizzutella, Circella, Leccino.
In passato, è noto, le olive destinate all’estrazione dell’olio venivano raccolte quando
l’epicarpo, buccia, assumeva la colorazione
caratteristica della cultivar, avendo la polpa,
a questo stadio di maturazione, raggiunto il
massimo contenuto in olio; oggi, criterio, a
volte dimenticato.
Prima della raccolta, il terreno sotto la proiezione della chioma viene accuratamente
MIRTO, arbusto tipico della macchia mediterranea. Foglie persistenti coriacee, di colore verde e
aromatiche. Il frutto è una bacca di colore rosso-violaceo-nerastra. Noto anche come “Mortella”.
preparato falciando le infestanti o eseguendo superficiali lavorazioni, considerando che
le radici, per lo più di tipo avventizio, molto
espanse, non superano 40-50 cm di profondità. Purtroppo c’è chi prepara le piazzole di
raccolta, ove si collocano le reti in plastica,
diserbandole.
Per produrre un olio di ottima qualità occorre
porre attenzione a stabilire il momento migliore per la raccolta, quando l’oliva
presenta la maggiore concentrazione
di olio, acidità bassa, elevati contenuti di sostanze fenoliche, responsabili delle qualità organolettiche e
nutrizionali dell’olio.
Il modo più razionale per raccogliere
le olive è la raccolta manuale, brucatura, evitando di causare schiacciamenti e ammaccature alle olive, o
utilizzando agevolatori manuali, pettini, pneumatici o elettrici o scuotitori,
usati per la raccolta meccanica o per
moda. Dai canti e le chiacchierate nel
corso della raccolta manuale al suono ripetuto e sovrapposto di sferzatori elettromeccanici.
Le olive riposte in cassette in plastica
rigide e forate o in appositi cassoni,
bins, raggiungono i frantoi, dove li attendono la maestria e la professionalità di chi dell’estrazione dell’olio dalle
OLIVO COLTIVATO, tronco contorto ed irregolare, drupe ne ha fatto un’arte.
foglie sempreverdi a margine intero, di colore verde La qualità degli oli ottenuti è strettascuro sulla pagina superiore e grigio- argentato inferior- mente connessa alla qualità e alle
mente. Il frutto è una drupa, di colore prima verdastro,
caratteristiche varietali delle olive
poi nero- violaceo a maturità.
molite, all’andamento climatico e delle avversità fitosanitarie, alla modalità di raccolta e
trasporto delle olive al frantoio e infine alla
tecnologia di molitura utilizzata. Nel corso
degli anni, per l’industria frantoiana, la crescente internazionalizzazione del mercato
dell’olio di oliva ha comportato un aumento
della pressione competitiva esercitata da
paesi caratterizzati da più bassi costi di produzione, Spagna e paesi della sponda sud
del Mediterraneo. Il prodotto importato ha determinato un aumento dell’offerta con effetti
negativi sulle dinamiche dei prezzi all’origine
e all’ingrosso.
Tuttavia il consumo locale di olio rappresenta
un patrimonio culturale, commerciale della
zona, ma anche per la storia enogastronomica del paese. Tanto che gli alberobellesi,
ogni anno, continuano a scegliere e raccogliere olive invaiate per conservarle in salamoia, egregiamente aromatizzate con Alloro
(Laurus nobilis), Finocchio selvatico (Foeniculum officinale) e Mirto (Myrtus communis),
pianta in via di estinzione.
Le olive delle cultivar da olio da consumo
fresco o destinate all’industria di prima trasformazione continuano a fornire salubrità,
reddito e conferiscono al paesaggio, caratteristiche suggestive.
Da simbolo di pace, l’Olivo, continua ad invitare ogni uomo, ad applicare le idonee tecniche colturali con maggiore responsabilità e
al consumo quotidiano di olio extravergine di
oliva.
Paola Perrini - Agronomo
CulturaeTerritorio
Anno I - dicembre 2013 - numero 08
Contro il feticismo del danaro
I
Una proposta di economia civile…
l “discorso” di alcuni mesi fa del Papa “rivolto ad un gruppo di ambasciatori e al
vertice della Caritas internazionale fa molto riflettere” e va al cuore della crisi attuale:
disumanizzazione, povertà, violenza, disperazione sociale, corruzione, mercati finanziari senza regole.
È un atto di accusa radicale contro questa
società: “Una delle cause di questa situazione -- afferma il Papa -- sta nel rapporto
che abbiamo col denaro, nell’accettare il
suo dominio su di noi e sulla nostra società”.
Così la crisi finanziaria e sociale che stiamo
attraversando ci fa dimenticare la sua prima
origine, situata in una profonda crisi antropologica. Nella negazione del primato dell’uomo! Abbiamo creato nuovi idoli. L’adorazione
dell’antico vitello d’oro ha trovato una nuova
e spietata immagine nel feticismo del denaro
e nella dittatura dell’economia senza volto né
scopo realmente umano....”. La crisi economica e il primato della finanza ha stravolto la
natura dell’uomo e lo ha ridotto ad una sola
dimensione: il consumo.
Mentre il reddito di una minoranza cresce
a dismisura, quello della maggioranza si
riduce sempre più. Siamo quasi a livello di
povertà. Questo squilibrio deriva dall’ideologia liberista che esalta l’autonomia assoluta
dei mercati e la speculazione finanziaria,
negando così il controllo agli Stati che pure
dovrebbero avere a cuore il bene dei cittadini. Si instaura in questo modo una tirannia
dei mercati che impone a tutti le sue leggi e
le sue regole. L’indebitamento crescente e
la mancata erogazione del credito da parte
delle banche allontana i Paesi dall’economia
reale e i cittadini dal loro potere di acquisto.
A ciò si aggiungono, come è il caso dell’Italia,
una corruzione dilagante e un’inaudita evasione fiscale.
Anche Carlo Marx nel “Capitale” e nei “Grundrisse” (Lineamenti per la critica dell’economia politica) aveva colto le contraddizioni
stridenti all’interno del modo di produzione
capitalistico, tant’è che lui poneva all’interno dei Manoscritti economici-filosofici il tema dell’estraneazione, dell’isolamento, della
crisi morale e spirituale dell’uomo e indicava
l’uscita da questa situazione con il superamento del modo di produzione capitalistico e
l’introduzione di elementi di giustizia sociale
e di solidarietà umana nell’economia e nella
società. Il Relativismo etico, culturale, filosofico dell’epoca attuale ci spinge a rivedere
profondamente la nostra visione del mondo
e a riformare dal profondo il modello di sviluppo.
A tale proposito sarebbe utile approfondire le
tesi di Antonio Genovesi (1713-1769), uno
degli studiosi più acuti del Settecento italiano, quando scriveva nella sua opera principale, Lezioni di commercio o sia di economia
civile, che l’attività economica deve essere
orientata alla felicità pubblica e che le virtù
civili (fiducia, reciprocità, solidarietà, fraternità e socialità) devono essere fondamenti per
il benessere della persona e lo sviluppo della
comunità. L’economia civile, oggi, può essere
una risposta sia alla crisi del modello liberista
che a quello socialdemocratico. Il primo non
assicura l’universalità dello Stato sociale,
l’altro non ne garantisce più la qualità. Come
scrive il prof. Stefano Zamagni “la soluzione
alla crisi attuale è il Welfare civile, fondato sul
principio di sussidiarietà circolare, cioè sulla
collaborazione di tre soggetti: ente pubblico,
impresa,e società civile (o terzo settore). Una
risposta efficace ai vincoli di bilancio. Non è
una questione di principio, ma una necessità.
È un approccio anti-ideologico, una idea nuova di economia e di società”.
L’idea di un’Economia civile può essere,
nell’attuale crisi economica, una nuova strada da percorrere per il futuro.
Angelo Panarese
Filippo Gigante
a Grottaglie
I
l nostro concittadino, Filippo Gigante,
autore del suo ultimo lavoro “La piscina delle mamme” mercoledì 13
novembre ha presentato la sua opera a
Grottaglie nel bar – libreria Nomine Rosae di Francesco Petrosino, riscuotendo
grande successo di pubblico e di apprezzamento per il romanzo presentato.
francescoannese
parrucchiere
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Dottore in Fisioterapia
Donato Todaro
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Anno I - dicembre 2013 - numero 08
CronacaeSocietà
Lavoro nero tra sopravvivenza e illecito
I
dati nazionali parlano chiaro e forte, vogliono farsi sentire. Dal 2008 a oggi circa
400 mila lavoratori autonomi hanno “chiuso bottega”. Riconsegnate le Partite Iva si
trovano senza lavoro e, soprattutto, senza
prospettive. In particolar modo si tratta di artigiani, commercianti e agricoltori che, secondo le leggi in vigore, non godono di alcun tipo
d’ammortizzatore sociale. Gli aventi Partita
Iva, infatti, non usufruiscono di disoccupazione, forme di cassa integrazione o mobilità sociale. Padri di famiglia che si ritrovano a casa
con un futuro tutto da definirsi. Una situazione ingestibile per la media delle famiglie italiane che, oltre a sostenere le normali spese
di sopravvivenza, hanno sicuramente uno o
due mutui da pagare. Che questi lavoratori
si rivolgano a forme di lavoro nero è, forse,
moralmente lecito anche se legalmente e socialmente illecito.
Secondo i dati del 2011 (ultimo anno disponibile) in Italia esistono circa 3 milioni di lavoratori in nero che producono un’evasione
fiscale pari a 43 miliardi di euro. Il sommerso
rappresenta circa il 6,7 del PIL nazionale e
interessa soprattutto le regioni del mezzogiorno.
Una storia vecchia quanto l’Italia che questa
volta ci colpisce da vicino. Due categorie
alberobellesi si sono mosse per diminuire o
controllare il lavoro nero. Non è una lotta tra
poveri, né si tratta di scaramucce tra
lavoratori, solo un modo per favorire il
lavoro legale.
Fra questi ci sono i parrucchieri, che
hanno affisso dei manifesti nei loro
saloni il cui slogan recita “Le aziende
fantasma sono un peso anche per te”.
Si rivolgono direttamente al cliente,
incitandolo a venire in salone e non
farsi i capelli in casa. Non vogliono togliere il lavoro a nessuno, solo sostenere le loro aziende, incitare le ragazze a lavorare in squadra, a far parte di
un’azienda. Certo è che la tassazione
enorme, le leggi sulla sicurezza e la
lunghissima burocrazia italiana sono
difficili da gestire per una ragazza
appena uscita dalla scuola. Per loro
risulta quasi impossibile aprirsi un
salone proprio e spesso come dipendenti vengono sfruttate e malpagate
perciò lavorare in nero è la risposta
più ovvia.
La soluzione migliore, secondo Francesco Annese, sarebbe favorire l’apprendistato in bottega, creare un ambiente di lavoro
sereno e amichevole nel quale sia un piacere
lavorare. Evitare, insomma, che il dipendente
si rivolga al lavoro nero.
Il problema colpisce anche i fisioterapisti, il
cui ordine (AIFI) si è mobilitato contro il lavoro nero, promuovendo una campagna pubblicitaria che recita “Giù le mani”. La situazione
risulta molto più grave qualora un non-laureato operi su un paziente provocandogli più
danni che benefici. I fisioterapisti lavorano
sul recupero di pazienti appena operati o con
problemi gravi, perciò una manovra sbagliata
o una mancanza di credenziale può provocare danni gravissimi al paziente.
Secondo
Donato,
fisioterapista e proprietario di un centro
in Contrada Muscio,
il problema maggiore
è una mancanza d’informazioni. Spesso il
paziente si rivolge al
passaparola, al sentito dire o al prezzo allettante non controllando: le credenziali
di chi “mette le mani”
su di lui. Una svista
che spesso può aggravare la sua condizione
di malato.
Problemi questi che sicuramente, anche se
in maniera diversa, coinvolgo tutte le categorie. Il lavoro nero è sicuramente una piaga
della nostra società ma è anche una forma di
sopravvivenza, un modo per andare avanti.
Lo Stato più che punire i lavoratori in nero
dovrebbe incitarli a lavorare in azienda, a
essere parte di un sistema a sostegno del lavoratore, del datore di lavoro e della società.
Questo qualora il lavoro nero sia una forma
di auto-sostegno e non un’attività criminale
volta proprio all’evasione. Usare due pesi e
due misure spesso può essere utile a creare
una società più giusta.
Anna Impedovo
Via Alberobello, 109
70010 - LOCOROTONDO (BA)
Cell. 333.7584347
Tel. 080.4316201
[email protected]
CronacaeSocietà
Anno I - dicembre 2013 - numero 08
L’antenna in Coreggia è nella norma
T
utto è cominciato nel 2006 quando fu
fatta richiesta all’Amministrazione comunale di posizionare un’antenna per
le trasmissioni telefoniche ad Alberobello
nell’’area retrostante il nuovo palazzetto dello sport. Protagonisti di allora erano la giunta
De Luca e la minoranza con Ricci, attuale
assessore ai lavori pubblici della giunta Longo, e Vitantonio Ignisci consiliare comunale,
sempre eletto in Coreggia.
Allora Ricci e Ignisci si opposero con veemenza all’installazione e chiesero a gran
voce la redazione e l’adozione di un piano
comunale per le antenne, visto anche l’enorme dilagare dei gestori che per migliorare il
servizio, andavano alla ricerca di punti protetti per installare i propri ripetitori, le cellule,
di qui i cellulari come sono chiamati i nostri
telefonini.
Con il dilagare del fenomeno dell’installazione, si è creata anche una pubblica opinione
contraria per il pericolo proveniente dalle
antenne: tumori, madri che perdono il latte,
bambini scheletrici e chi più ne ha ne metta.
Allora la domanda: che facciamo togliamo
le antenne e rinunciamo ai telefonini? Apriti
cielo! Non è così, è la solita storia italiana:
vanno bene i cassonetti dell’immondizia, purché stiano lontani da casa mia; ma allontanandoli dalle case di ciascuno di noi dove li
mettiamo?
Ironia della sorte dopo 7 anni in consiglio
comunale le parti si sono invertite: Ricci e
Ignisci siedono nei banchi della maggioranza ed all’opposizione oggi siedono gli uomini che sostenevano la giunta De Luca; e si
ritrovano una richiesta di installazione di un
ripetitore telefonico, che nel frattempo grazie alla legge Gasparri, passa davanti a tutti
nelle autorizzazioni per cui il sindaco Longo
firma l’installazione.
Comitato civico, lotta ad oltranza e il NO TAV
qui diventa NO ANT.
Cittadini organizzati, riunioni, convegni dibattiti diagnosi sui tumori dilaganti, una società
civile che si allerta e domanda spiegazioni a
chi pur dichiarandosi ecologista e contrario
agli inquinamenti, adotta provvedimenti di
installazione di dette fonti.
La cronaca dice che in consiglio comunale
l’attuale maggioranza porta una proposta
di incarico per la redazione del piano delle
antenne e nel frattempo l’azienda concessionaria alza la nuova in Coreggia su un
terreno privato evidentemente acquistato da
qualcuno che lì vi abita. Questa si aggiunge
a quella già installata nella frazione la quale
si assomma a quella del palazzetto, a quelle
sul Monte del Sale, a quelle sul terrazzo del
Municipio, a quelle in contrada Curcio.
Il comitato civico chiede e aspetta lumi.
Arriva una perizia tecnica perfetta nella sua
formulazione e soprattutto nell’analisi dei dati
con riferimenti normativi e tecnici inequivocabili.
La “sentenza” è testualmente: “ dalle misure
in campo effettuate, riportate in allegato
2, si è riscontrato che i valori di campo
non superano il limite cautelativo di 6 V/m
imposto dal D.P.C.M. 08/07/2003 come riportato nella tabella 1 dell’allegato 2”.
Allora?
“ Niente rimaniamo sempre contrari alle antenne – sostiene la maggioranza attuale –
ma questa puntuale analisi se tranquillizza
i cittadini della Coreggia, legittima ancora di
più la decisione assunta dal sindaco che ha
firmato l’autorizzazione all’installazione. Un
documento – si dice ancora – che nonostante le garanzie fornite dal punto di vista dei
limiti d’inquinamento, rende urgente la redazione del piano delle antenne, al fine di gestire eventuali nuovi richieste in modo garantito
per la salute pubblica”.
Il sindaco Michele Longo, da parte sua in più
occasioni, ha avuto modo di ribadire che senza un piano vigente, gli atti dovuti per legge
purtroppo possono danneggiare la popolazione, ma su questo tema l’attenzione è massima e la redazione del piano deve essere il
punto di arrivo sia per le iniziative passate sia
soprattutto il punto fermo per il futuro.
Si attende ora che l’ufficio tecnico proceda
all’incarico al professionista che dovrà redigere la pianificazione delle installazioni. Il
comitato cittadino e tutti noi, veramente, rimaniamo in attesa, in fervida e preoccupante
attesa.
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CronacaeSocietà
Anno I - dicembre 2013 - numero 08
Alberobello dirupata
“Un ambiente e un passato unici al mondo,ridotti a paese dei balocchi, valgono tanto.
Siamo sicuri che usati correttamente e con intelligenza non varrebbero di più?”
Sebastiano Vassalli su Venezia.
Lezione di vita n° 3
P
iccoletti oggi la mamma PANTEGANA
è depressa, triste. È vero qui a Trullandia Mercato Vecchio stiamo bene,
mangiamo abbondantemente, voi giocate e
soprattutto siamo al riparo dal freddo, dalla
pioggia, dall’umido nei rossi tunnel lasciati qui
provvidenzialmente dagli uomini ingenui. Ma
io sono ugualmente depressa per due motivi.
Il primo è che mi manca molto il movimento
dei bambini che con gli zaini, scendendo dalle
scatole che corrono, andavano verso quella
casa grande chiamata scuola. Al mattino non
erano molto allegri ma uscendo correvano,
gridavano, ridevano. Era un piacere vederli.
Ho saputo che adesso frequentano altre scuole perché qui alcuni uomini stanno lavorando
per loro, per rendere le camere chiamate aule
sempre più calde e accoglienti: anche questo
è per me motivo di tristezza perché voi, piccoletti miei, siete esclusi da questi benefici.
Dicono che torneranno al termine dei lavori,
presto, ma è questo presto che non mi va
giù, sapendo che in questo paese dalle case
buffe, i lavori si protraggono a lungo come
accadde per la Fabbrica di San Pietro. La seconda causa della mia tristezza è il ricordo di
vostro padre, il grande ZOCC che gli uomini
hanno ucciso con le armi chimiche, il veleno:
andava in giro per procurarmi il cibo mentre
aspettavo che voi nasceste e invece…ZOCC
sarebbe stato un buon genitore e vi avrebbe
insegnato tante astuzie per vivere al meglio
ma contro le armi chimiche non c’è niente da
fare e pensate che gli uomini in alcuni luoghi
le usano contro i loro fratelli. Con vostro padre avevamo fatto un bel viaggio di nozze.
C’ eravamo imbarcati, come clandestini, su
una grande macchina che trasportava sacchi
di grano. La macchina correva sempre e noi
mangiavamo, dormivamo tranquilli e ci amavamo. Poi ci fermammo e riuscimmo a sfuggire agli uomini mentre scaricavano il grano.
Felici ci avviammo alla scoperta del nuovo, di
Perugia, Assisi, le Fonti del Clitumno, tutti luoghi che vostro padre conosceva perché era
ghiotto di libri di cultura. Arrivammo infine a
Foligno sulle rive di un fiume chiamato Topino: lì sorgevano tante tane abitate da nostre
consorelle, ma che delusione, erano tutte
delle poche di buono che ricevevano clienti in
continuazione. Vostro padre sdegnato mi portò lontano anche perché volevamo tornare fra
i trulli, nei nostri meravigliosi cassonetti. Dopo
lunghe peripezie tornammo, ma vostro padre,
non era più lo stesso, aveva mangiato molto
grano, forse non buono e dopo un po’ morì.
Ma ora basta, non me la sento di raccontarvi
altro, sono stanca, la mia coda e i baffi si sono
afflosciati ed ho voglia di dormire. A domani
dunque topini miei. Mamma PANTEGANA vi
abbraccia e vi augura buon riposo.
FedrAL
ACROSTICI di A.L.
S iamo
A rrabbiati
L igneo
O dioso
O stello
N nordamericano
I mmagine
N egativa
D elle
E ccezionali
G enuine
N ostre
O pere
D
A
D opo
E missione
M ulta
O ffensivo
L avoro
I llegale
R ipugnante
E straneo
S enza
U dire
B orbottii
I ndignati
T itolari
O ffesi
Delenda Carthago
M
arco Porcio Catone, il Censore,
grande magistrato romano, in verità
antipatico, polemico e conservatore, insomma un tipo al quale non andava mai
bene niente, al termine di ogni suo discorso, indipendentemente dall’argomento
trattato, ripeteva questa esortazione: Delenda Carthago (Cartagine va distrutta),
ritenendo l’esistenza della città punica
una costante minaccia per Roma. La città
in realtà fu distrutta nel 146 a.C., tre anni
dopo la sua morte.
Io, povero grillo parlante, molto più modestamente, e non per spirito polemico, mi
limito ad indicare alcune delle “res delendae” nella mia amata Alberobello, già
più volte segnalate su questo giornale:
come ad esempio Il bruttissimo vecchio
mercato; l e numerose recinzioni color
arancione che delimitano spazi con opere
edili avviate e non completate ingombre di
materiali vari e tanta tanta immondizia; le
porte metalliche delle case a trullo, delle
quali, in verità, si sta già discutendo.
E che fine farà l’inutile fontana di piazza
Santa Lucia? Mi dispiace inserirla tra le
cose da distruggere perché non intendo
offendere la sensibilità dei donatori, ma
se è troppo profonda e quindi non a norma, mi chiedo: Costa troppo elevarne il
fondo dopo avervi sistemato un motore di
riciclaggio dell’ acqua ? E perché, invece,
non trasformarla in un magnifico trionfo di
piante e fiori che, traboccando anche dalle
anfore e dal bacino superiore, allieterebbero la piazza e priverebbero i turisti del
piacere di giudicarci sciocchi e imbecilli
perché non valorizziamo le cose graziose
che possediamo? Sappiamo soltanto sistemare grandi vasi blocca – traffico? Ricordiamoci che le piante abbelliscono gli
ambienti, appagano l’occhio, allietano gli
animi e depurano l’aria! All’opera dunque!
E qui per ora mi fermo, sperando che tali
distruzioni o modifiche vengano effettuate
prima della mia morte e non dopo come,
purtroppo, capitò al povero Catone.
Il grillo parlante
CronacaeSocietà
Il rientro dei Santi Medici
V
i è un momento nella vita delle celebrazioni annuali in onore dei Santi Medici
che è tutto alberobellese, quasi intimo
e privato tanto che fino a qualche anno fa si
svolgeva al chiuso, senza fedeli.
Prima si smontavano letteralmente i simulacri
dal piedistallo, si toglieva l’aureola ad entrambi, poi la palma a San Damiano e la croce
a San Cosma. L’unica cosa che non si può
toccare è il reliquiario che viene sempre preso, mantenuto e rimesso sul suo candeliere
dal Parroco. La rimessa a posto dei simulacri
pretendeva attenzione nel ricollocare bene
i vari pezzi che venivano stretti con i bulloni
e quindi allineati così come i fedeli li vedono
nella teca.
Oggi, invece, per merito di don Giovanni
Martellotta, è stato rivisto il sistema. La grande vetrata è una finestra, si apre appoggiata
sulle cerniere e i simulacri, portati da 32 portatori, 16 per ciascuno, con le stanghe lunghe
circa sei metri, vengono allineati e inseriti nel-
D
Il centro polivalente
opo alcuni anni ritorna praticabile l’ex
palestra di Popoleto totalmente rifatta e
rammodernata a seguito di un progetto voluto da Vito Carparelli, da Gianvito Matarrese e dal sindaco De Luca. Si è inaugurato
infatti il nuovo centro polivalente per anziani, la cui gestione verrà affidata a seguito di
un bando di gara.
Alla cerimonia inaugurale il sindaco Miche-
I
la teca appoggiando gli stessi su un rullo di
acciaio, che determina esattamente l’altezza
di ingresso sotto l’architrave. L’operazione è
importante perché i movimenti dei portatori,
anche se addestrati da Cosimo Diddio prima dell’evento, sono sempre un po’ incerti
e quindi vanno seguiti attentamente, perché
ogni anno partecipano sempre nuove persone. Don Giovanni Martellotta ha voluto
che non fossero sempre gli stessi, ma che si
cambiasse per coinvolgere quanti più fedeli
possibili. Infatti, chi desidera partecipare allo
spostamento, deve comunicarlo in parrocchia tenendo presente che le date sono il 1°
settembre per l’uscita dei santi e il 31 ottobre
per il rientro nella teca. Una volta dentro, i simulacri vengono allineati. Il problema è San
Cosma che guarda un po’ a destra e quindi
tutta la statua deve essere leggermente girata affinché il volto dei due santi siano perfettamente in linea con i visitatori. Quest’anno
hanno eseguito il rientro: Mimino Palascia-
le Longo ha invitato Elena Gentile, assessore regionale alle politiche sociali, Francesco Schitulli, presidente della provincia di
Bari, Piero Liuzzi, senatore ed i consiglieri
regionali: Davide Bellomo, Francesco Laddomada, Domenico Lanzillotta e Donato
Pentasuglia.
Il centro è dotato di spazi attrezzati per il
tempo libero, il gioco e le attività creative
con un moderno e confortevole arredo
Il cimitero monumentale
l nostro cimitero, nell’ingresso e nel
disegno della sua parte più antica, è
un esempio unico architettonico e ur-
banistico. Infatti, gli ampi scaloni, il disegno intorno alla cappella, simile ad
centro urbano, con le viuzze e slarghi.
Una città di tombe finemente arricchite
e disegnate.
Opera di Antonio Curri, alcuni cittadini
hanno rivolto istanza per il riconoscimento di monumento di valore culturale. Finora senza risposta, nemmeno dal
Palazzo di Città, tanto che fretta c’è; li
giacciono solo dei morti?
Di questo parleremo con dovizia di
particolari nel prossimo numero
Anno I - dicembre 2013 - numero 08
no, Ciccio Diddio, Antonio Zaccaria, Michele Girolamo e Franco Annese.
La finestra si è chiusa fra gli applausi e sulle
note dell’inno ai Santi Medici.
I
l sito sulla Festa dei Santi Medici ha
registrato, dal 29 settembre al 31 ottobre, più di 800 visitatori “provenienti”
dagli USA, dall’Argentina, dalla Spagna,
dalla Francia, dalla Gran Bretagna, dalla
Germania, dalla Russia, dalla Polonia e
dall’Ucraina. Un visitatore a testa per Singapore, Taiwan e Australia.
Il prof. Francesco Pinto sorride soddisfatto nel comunicarci questi dati e…” li
conosco bene quelli che sono entrati!”.
Al Presidente del Comitato delle Feste
patronali è giunta una lettera del Sindaco
Michele Longo che ha ringraziato tramite
lui tutti i componenti del comitato per la
“professionalità l’impegno e la passione
“mostrata” durante i festeggiamenti, creando così anche condizioni serene per i
“momenti di raccoglimento e di svago”.
Sorbilli presidente
Il dott. Fernando Sorbilli è stato riconfermato
presidente del Comitato Provinciale per l’ambiente fino alla definizione dei nuovi compiti e
ruoli della costituenda città metropolitana. Va
in questa occasione sottolineata come ad un
alberobellese è stato riconosciuta pubblicamente, per la seconda volta, la capacità professionale di svolgere un ruolo così delicato
e determinante nell’attuazione delle politiche
ambientali.
Auguri vivissimi e complimenti al dott. Fernando Sorbilli.
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Anno I - dicembre 2013 - numero 08
CronacaeSocietà
Il parcheggio della scuola media
“P
assano gli anni e…”, così un verso di Celentano nel Ragazzo della via Gluck. Di anni davvero ne
son passati tanti. Le sollecitazioni non sono
mancate ad ogni avvenimento che vedeva
coinvolto in modo non lieve qualche ragazzo
che frequentava la scuola media e che, inciampando nell’asfalto deformato dalle radici
dei pini e dei cipressi, si infortunava. Sollecitazioni c’erano state anche in Consiglio comunale, al Comandante dei Vigili urbani, ma
tutto... E le auto? Beh! Venivano parcheggiate reclinate.
In questi giorni, a procurasi involontariamente alcune escoriazioni, è stata un’alunna di
10 anni delle scuole elementari che frequenta, per necessità, il plesso della scuola media, dove sono state reperite alcune aule,
trovandosi l’edificio “D. Morea” in fase di
ristrutturazione per adeguamenti alle nuove
esigenze.
Allora, il bravo dirigente, il dott. Stefano Totaro, senza indugio ha scritto al Sindaco, non
conosciamo il tenore della lettera, dolendosi
dell’ennesimo infortunio.
Ecco! lunedì 5 novembre, dopo l’ingresso
degli avventori, i lavori di sistemazione sono
iniziati alacremente, rimuovendo il vecchio
asfalto e le superbe radici e in due giorni
una colata di asfalto ha ripristinato in modo
dignitoso e ben fatto l’ingresso. Bene si sarebbe stato fatto col sistemare anche l’altra
metà della carreggiata, ma da alcuni anni
nella nostra città le strade non si asfaltano
più per intero. L’altra corsia ha subìto soltan-
to un lifting di sette rattoppi, mentre “le rughe”
della vecchiaia sono rimaste.
Ci pare ovvio segnalare anche che nei giorni
di pioggia, i ragazzi sono costretti a fare lo
slalom per evitare di bagnarsi i piedi. Tutto
è inutile! L’edificio è circondato da pozzanghere e da fiumi generati da tutta l’acqua che
affluisce da via Monte Grappa, dai numerosi
tetti dell’Istituto Agrario, da via Oronzo Gigante e dal piazzale Nicola Agrusti e i torrentelli
generano un fiume che esonda tutte le volte
nelle case che hanno l’ingresso poco protet-
to, in particolare dei numerici civici 125, 127,
129, soprattutto l’atrio scoperto si trasforma
in lago e compromette l’ingresso, il garage
e la cantina.
Che cosa fare? È opportuno creare un canale a scavo e portarlo a confluire in quello
di viale Aldo Moro. Chi prenderà a cuore il
problema? Ci auguriamo l’Assessore ai Lavori pubblici, come ha ben fatto entro la data
del 7 novembre, ripristinando l’agile cammino davanti all’edificio scolastico “Luigi Tinelli.
Università del tempo libero: “Elaborare il lutto”
L
’Associazione Università del Tempo Libero” don Giacomo Donnaloja” e la Parrocchia Sant’Antonio hanno organizzato un incontro sul tema “Elaborare il lutto”. Si
è trattato del secondo di una serie di incontri
che l’UTL ha programmato per il nuovo anno
accademico, racchiusi nel contenitore culturale intitolato “Un tema. Un Mese”: una serie
di conferenze che, affrontano tematiche, di
volta in volta, legate al particolare significato
del mese che le ospita.
Ad ottobre, ne abbiamo dato già notizia,
mese della santificazione di Don Luigi Guanella, si è ricordato il secondo anniversario
della Canonizzazione con l’evento “Musi-
che e Parole: le vie della Provvidenza”.
Novembre, invece, mese della commemorazione dei defunti, ha accolto la non semplice
problematica rivolta agli aspetti psicologici e
spirituali della gestione del lutto. Introdotto ed
accompagnato dalla prof.ssa Fenisia Gramolini, abile a fornire intelligenti ed opportune provocazioni, ad affrontare la delicata
tematica, di fronte ad uditorio gremito e partecipe, è stato invitato lo psicologo francescano Mariano Bubbico, che ha sviluppato
il suo discorso, approfondendolo in relazione
ad una serie di punti: dal nostro rapporto con
i defunti, al problema di come gestiamo il lutto (ma anche la separazione nella coppia);
dall’analisi delle fasi della gestione del lutto,
all’interrogativo se la fede ci aiuta a gestirlo.
Spesso interrotto dagli interventi dei partecipanti, Padre Mariano ha regalato una serata
che ha offerto a tutti ricchi spunti di riflessione.
Prossimo appuntamento per dicembre. Per il
mese della Natività, l’UTL, con la Parrocchia
di Sant’Antonio, organizza un incontro con
Roberto Rita, che, accompagnato da Fenisia Gramolini, parlerà delle Terre della Natività, luoghi della ricerca delle radici cristiane,
ma anche dei luoghi di grande opportunità
di dialogo e scambio culturale. Un appuntamento da non perdere.
CronacaeSocietà
E
Anno I - dicembre 2013 - numero 08
4 novembre
ra un giorno di festa, il 4 novembre
della mia adolescenza e della mia
giovinezza, e ne aveva ben donde.
Si celebrava, con il compimento dell’unità
nazionale grazie all’indomito valore dei nostri Nonni, l’orgoglio della comune appartenenza di tutti gli Italiani, al di sopra di ogni
steccato ideologico, sociale e territoriale.
Mi rivedo bambino, con il mio grembiulino nero ed il mio fiocco azzurro, incolonnato in un lungo corteo di labari e bandiere, con in testa la fascia tricolore del
Sindaco e la banda in testa a seminare
emozioni con gli inni della nostra gloria.
Rivedo intorno al Monumento ai Caduti
della Piazza tutto il mio Paese stringersi
intorno a mutilati ed invalidi che esibivano con orgoglio e senza recriminazioni le
loro sofferenze, a reduci ancor giovani e
vitali con le mostrine ed i copricapo delle
loro Armi, a vedove ed orfani di guerra che
nel tricolore che innalzavano riconoscevano il volto amato di chi non era ritornato.
Risento la voce tirata e commossa di mio
Padre, con la sua bustina nera ed i suoi
guanti bianchi di ufficiale di Cavalleria, rievocare, in un mai tanto eloquente silenzio, la
grande epopea che dal disastro di Caporetto aveva portato al trionfo di Vittorio Veneto e ripercorrere insieme ad essa le pagine
di eroismo e di abnegazione quasi sempre
sconosciute scritte dai nostri Soldati in tut-
La stele commemorativa in Coreggia
ta la vicenda della nostra storia comune,
comprese le guerre sbagliate e perdute in
cui – per l’appunto- gli “mancò la fortuna,
non il valore”. E chi ne chiedeva conferma,
bastava che scorresse quelle centinaia di
nomi cari scolpiti nel marmo su cui si poggiavano reverenti le corone tricolori di fiori,
mentre sempre mio Padre, ancor più tirato e
commosso, rileggeva le vibranti parole con
cui Armando Diaz annunciava la vittoria sulle note immortale della canzone del Piave.
Poi, un giorno, si decise che la Festa che
univa tutti gli Italiani fosse meno importante
di quelle che li dividevano negli strascichi di
odio di quella che era stata comunque una
guerra civile. La portano ancora, la corona
di fiori al Monumento ai Caduti, ma è un
rito stanco e deserto in un normale giorno
di lavoro, mentre ad uno ad uno, i mutilati, gli invalidi, i reduci, le vedove di guerra
raggiungevano in silenzio chi li aveva preceduti nei giorni del sangue e della gloria.
Mi domando se sia stato un bene per tutti noi, questa sordina messa alle memorie
unificanti del nostro essere Nazione, mentre proprio lo sfilacciamento del sentimento
nazionale è uno dei fattori di una crisi che,
prim’ancora di essere economica, è stata di
valori. Certo è che da allora le divisioni ideologiche e territoriali (si pensi alla convergenza di fatto di scemenze nordiste e sudiste,
mentre demenziali riforme secessioniste di
fatto vanificavano il sangue dei nostri Caduti)
sono state ostacoli sempre più forti a comuni
assunzioni di responsabilità per la comune
salvezza e l’Italia ha cominciato a recedere nel rigurgito crescente di cinici egoismi.
Oggi quell’invasore che il 4 novembre 1918
ripercorreva a ritroso le valli che aveva percorso con sprezzante sicumera ci incombe
nuovamente addosso nei diktat di Berlino,
ma non abbiamo più un Piave su cui attestare la nostra resistenza, né il coraggio dei
nostri Soldati a condurci fino ad una nuova
Vittorio Veneto. Non siamo capaci nemmeno
di farcene restituire due sequestrati illegittimamente da un Paese “amico”. È sempre più
fioca e lontana la voce di mio Padre.
Tommaso Francavilla
21
IL BIO-LIFTING NON CHIRURGICO
UN TRATTAMENTO NON INVASIVO PER IL RINGIOVANIMENTO DEL VISO
L
a bellezza di uno sguardo
risiede nella perfetta armonia tra denti, labbra e
viso: un solo difetto tra questi
e l’estetica del volto svanisce.
L’invecchiamento del viso
però è inevitabile: si manifesta con le rughe, gli inestetismi vascolari, la perdita del
tono, l’ispessimento della
trama cutanea, le macchie
senili/solari, l’aumento della
lassità cutanea, l’iperpigmentazione. Le cause del processo di invecchiamento possono
essere intrinsiche di tipo genetico - come la minor produzione da parte del nostro organismo di acido ialuronico e la
riduzione del collagene con
l’avanzare dell’età - ma anche
estrinseche, legate a fattori di
ossidazione cellulare causati
da stress, sole, inquinamento,
fumo e alcool. In una società
sempre più attenta all’estetica,
è aumentata la richiesta di
interventi effettuati dalla medi-
dinaria efficacia nel ridare
procedure ringiovanenti.
cina estetica, con tecniche
giovinezza, riducono i segni
Oggi è possibile ridar vita ad
invasive (come le infiltrazioni
dell’invecchiamento cutaneo
uno sguardo, non solo con
di acido jaluronico ed il botu-
distendendo i solchi e le
tecniche chirurgiche e con
lino). Questo trattamento bio-
rughe e determinando un
trattamenti invasivi, ma anche
logico consente, infatti, di
miglioramento visibile e imme-
con interventi non invasivi. È
ottenere una cute più tonica,
diatamente, progressivo e
proprio quest’ultima la nuova
più elastica e più giovane. I
duraturo nelle settimane suc-
frontiera della medicina esteti-
programmi e i prodotti bio-lif-
cessive.
ca che lo Studio Convertino
ting non chirurgico, impiegati
Questi trattamenti non invasivi
pratica, oltre all’ortodonzia.
dallo Studio Convertino, sono
hanno una straordinaria effi-
Lo Studio, infatti, rivolge gran-
anallergici, opportunamente
cacia nel ridare giovinezza a
de attenzione all’estetica del
studiati e testati per consentire
viso, labbra, collo e decoltè,
viso, curando non solo la
la veicolazione transdermica,
determinando un effetto di
salute e la bellezza della
sono caratterizzati da una
foto-crono ringiovanimento,
bocca (si ricorda che lo
biostimolazione, da una atti-
rassodando, volumizzando,
Studio aderisce anche al cir-
vazione e proliferazione dei
rimpolpando i tessuti. Adatti a
cuito “Il Dentista dei bambi-
fibroblasti, da una produzio-
chi teme interventi invasivi, i
ni”), ma anche il volto nella
ne di nuove fibre collagene,
trattamenti bio-lifting sono
sua interezza, grazie al bio-lif-
elastina e acido jaluronico. I
ideali per ottenere un rimodel-
ting. Si tratta di un trattamento
fattori di crescita utilizzati
lamento del viso dolce e gra-
non chirurgico che può essere
determinano una specifica
duale, per raggiungere un
effettuato con o senza l’ausilio
riattivazione e/o rigenerazio-
risultato naturale, non implica-
di Plasma Ricco di Fattori di
ne delle cellule e lo sviluppo
no preparazione pre-chirurgi-
Crescita. I risultati sono simili
del tessuto trattato. I trattamen-
ca e non invalidano le norma-
a quelli che si ottengono dagli
ti bio-lifting hanno una straor-
li attività quotidiane.
CronacaeSocietà
Anno I - dicembre 2013 - numero 08
In ricordo
anagrafe
Pronto soccorso
080.4328220 – 118
Laurea
A Vincenzo Veneziano vivissime congratulazioni per il suo secondo titolo accademico.
Il bis-dottore il 29 ottobre scorso, presso l’Università di Bari ha, infatti, conseguito anche
la Laurea in Giurisprudenza, discutendo
brillantemente la tesi in Diritto Fallimentare: relatrice la chiar.ma prof.ssa Emma
Sabatelli. Auguri di ogni bene dai familiari e
dagli amici.
Congratulazioni a Domenica (Mimma)
Biasi che ha conseguito la Laurea in Lettere presso l’Università agli Studi di Bari
“Aldo Moro”, discutendo una tesi sui forestierismi nella Lingua Italiana con la prof.
ssa Anna Luisa Rubano, docente di Dialettologia Italiana.
Mimma è lo splendido esempio di capacità e di tenacia; aveva lasciato gli studi classici per dedicarsi alla famiglia. Li ha ripresi
con entusiasmo e con determinazione, conseguendo il diploma presso l’Istituto Tecnico
Agrario di Alberobello, dove ha frequentato il corso serale, per poi proseguire fino
al titolo accademico attuale. Mimma non si fermerà qui. È già nuovamente immatricolata per la laurea specialistica! Che dire?! Siamo onorati di aver partecipato a
questo percorso e ci associamo a Franco, a Carmela e a Stefano perché continueranno a incoraggiarla. Per una mamma accademica la stima del compagno e dei
figli è fondamentale. Mimma ne avrà sempre, ne siamo sicuri!
ANNIVERSARI di MATRIMONIO
Dal Foglio Settimanale della
parrocchia di sant’Antonio
Domenica 27 ottobre
25° per Luigi Martinelli e Antonia
Lippolis
Giovedì 31 ottobre
25° per Mario Palmisano e Maria
Lucrezia Calabretta
BATTESIMI
Dal Foglio Settimanale della
parrocchia di sant’Antonio
ORAZIO CAMMISA
Si è svolta nella Cappella del Cimitero
Monumentale la cerimonia di consegna
dell’attestato alla memoria di Orazio,
dato al figlio Martino Cammisa. Alla presenza delle autorità civili e militari e di un
folto numero di parrocchiani, don Beppe
Frugis ha ricordato Orazio e il sindaco
Michele Longo ha sottolineato la “testimonianza e l’esempio di lealtà verso le
Istituzioni, con l’estremo sacrificio della
Domenica 24 novembre
per Alessio di Luca Vigilante e
Carmen M. Pedde
Dal Calendario Liturgico della
Parrocchia San Vito Martire
Domenica 1 dicembre
Per Giorgio di Antonio Pastore e
Marina Tedeschi
Domenica 8 dicembre
Per Mario di Donato Clemente e
Francesca Laera
vita. Essere ligi al proprio dovere, deve
essere per tutti noi oggi non solo un
esempio, ma un percorso virtuoso verso
il bene della nostra città”
La consegna dell’attestato alla memoria rientra nell’attività del Comitato del
Premio Cittadino della Parrocchia di
Sant’Antonio che intende, dopo quello
consegnato a giugno ai viventi, ricordare anche quelli che non ci sono più, ma
che hanno segnato la vita e l’onore della
nostra città.
Guardia Medica
080.4328230
Ufficiale Sanitario
080.4328225
Carabinieri
080.4321010
Polizia Locale
080.4325340
Corpo Forestale
080.4322848
Municipio
080.4036211
Ferrovie SE-Stazione
080.4321344
Ufficio Postale
080.4320311
La Vigilante
080.4325621
080.4321960
Ufficio Turistico
080.4322060
Informagiovami
080.4322280
Proloco
080.4322822
Ospedale-Putignano
080.4050111
Vigili del Fuoco
080.4911222
Polizia Stradale
080.4963680
Guardia di Finanza
080.4911017
RSA San Raffaele
080.4326228
080.4326200
ENEL
803.500
800.900800
Acquedotto Pugliese
800.735735
23
24
Atto di accusa?
Le foto qui pubblicate, non sono un atto di accusa. Vogliamo solo dare una mano di aiuto, su segnalazione dei
cittadini, a chi deve intervenire, in primo luogo noi Alberobellesi, che dovremmo amare e difendere il nostro paese.
Un, due, tre …
…rimarranno per ora così. Vedi le interpellanze. La storia di questi lampioni è semplice. Il Sindaco De Luca trovò abbandonati quattro vecchi
lampioni di quanto si illuminava a gas. Nei lavori di sistemazione del Corso e della Piazza, De Luca volle che si rimettesse l’illuminazione
uguale a quella dell’’800. Così la fonderia realizzò il numero esatto degli occorrenti. Lampioni messi poi a catalogo sotto il nome “Alberobello”.
Adesso in Consiglio comunale si è parlato di difficoltà a reperirli. Una decisione comunque va presa!!
Onore al merito!
L’assessore Ricci dichiarò in consiglio comunale che
l’Acquedotto Pugliese, al termine dei lavori sulla strada
per la Coreggia, avrebbe asfaltato l’intera strada. E’ davvero accaduto!
Una rotonda che ci vuole
Le hanno costruite anche di notte per essere pronte la mattina. Non chiediamo tanto, ma che si cominci a pensare
seriamente ad una rotonda per questo incrocio frequentatissimo e pericoloso ed è il primo per accedere alla zona
monumentale, al parcheggio, alla tangenziale per Noci e
l’autostrada. Una rotonda che serve!
25
Cavi scoperti
Qualche tempo fa qui c’era un lampione ed è caduto. Coperti con dei sassi sotto ci sono cavi elettrici dove passa la
corrente per l’illuminazione pubblica. Promesso un intervento
immediato, visto che la zona è molto frequentata anche dia
turisti che arrivano al vicino parcheggio. Nessun intervento
finora. Perchè?
Una tettoia?
C’erano un percorso per disabili che
portava fino all’attraversamento pedonale, poi i soldi hanno preso il sopravvento ed ecco una tettoria a proteggere le macchine. E del percorso per
disabili? Se ne parlerà dopo….
Le fontane
Questa fontana prima serviva a lavare le macchine, a rifornire
di nascosto le autobotti per i pozzi in campagna, adesso che
il gettito è stato rallentato serve per l’acqua di casa. Non solo
qui anche in via Monte Grappa, in via Cesare Battisti spesso
portelloni di auto private ospitano taniche di acqua pubblica. Ma
questa non è pagata da tutti gli alberobellesi con la TARES?
Trullo Sovrano
Quella arrugginita è stata rimossa.
Bene e grazie!
Ci vuole una nuova?
AVVISO per il padrone. Firmato il cane
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Anno I - dicembre 2013 - numero 08
SaluteBenessere
Obesi si nasce o si diventa?
O
besi si nasce o si diventa? Questo è il
problema parafrasando il più grande
poeta inglese William Shakespeare.
Prima di provare a dare una risposta a questo
quesito dobbiamo occuparci del vero problema
che interessa sempre di più larghe fasce di popolazione con conseguenze sulla salute e sulla
qualità della vita: il sovrappeso ( sino al 20% di
eccesso rispetto al peso ideale) e l’obesità (+
20% di eccesso rispetto al peso ideale). L’obesità è una vera malattia, non è solo un fenomeno
estetico, di cui il diabete, già nell’età preadolescenziale, e l’aumento della patologia cardiovascolare nell’età adulta, sono le complicanze più
gravi. Non ci siamo ancora scrollati di dosso l’idea che un bambino grasso è un bambino sano,
ciò è un retaggio di una cultura dove l’essere ‘in
carne’ era percepito come segno di salute e di
prosperità; ricordo sempre mia nonna che commentava compiaciuta con un “che bella giovane!
o che bel giovane!” quando incontrava persone
che oggi definiamo obese. Negli ultimi anni con
fatica, non sempre è facile convincere i genitori
che il loro figlio che considerano “sciupato” è più
in salute di uno grasso, ci si sta rendendo conto
che il diffondersi dell’obesità è un serio problema
sociale, infatti, negli ultimi 10 anni la percentuale
di bambini obesi, già in età prescolare è più che
raddoppiata. A questo proposito ho fatto un lavoro nel 2010 per vedere quale era la situazione
dei nostri ragazzi e ragazze. Ho confrontato i dati
(peso, altezza) dei miei assistiti (n. 491) controllati quando avevano dai 10-14 anni nei periodi
1997-1999, 2003-2005, e nel 2010. Come potete
vedere dalla tabella 1 anche da noi il trend dei
soggetti obesi e in sovrappeso è costantemente in ascesa ma per fortuna non siamo ai livelli
di altre nazioni o di altre regioni italiane dove il
20% degli adolescenti è in soprappeso e il 10%
è obeso.
Ma torniamo al nostro quesito iniziale. Obesi si
nasce o si diventa? Vari studi si sono occupati
sia di individuare le cause dell’obesità sia di cercare possibili interventi per risolvere il problema.
Questi studi hanno confermato che l’obesità ha
sicuramente cause genetiche (obesità in fa-
miglia), ma visto il netto incremento di questa
patologia è impossibile che ciò sia dovuto alla
comparsa di nuovi geni, visto che nell’evoluzione
ciò avviene in lunghi periodi. L’azione favorente
l’obesità è dovuta a quei geni che continuano
ad agire, come nel passato, quando stimolando
l’appetito sino ad abbuffarsi durante i periodi di
abbondanza di cibo, producevano una riserva di
grasso che tornava utile quando il cibo mancava
o nella stagione invernale per sopportare meglio
il freddo.
I fattori ambientali, nel frattempo sono molto
cambiati e sono perciò determinanti nella diffusione di questa epidemia; oltre a cause particolari materne (diabete pre-gestazionale e gestazionale, fumo, mancato allattamento al seno)
e fetali (alto o basso peso alla nascita), questi
sono riconducibili a una maggiore disponibilità
di cibo e una minore attività fisica (meno occasioni per camminare, meno lavoro manuale ecc.)
ed anche alle minori calorie occorrenti per mantenere la temperatura corporea a 37° in quanto
gli ambienti chiusi dove viviamo sono più caldi
che in passato.
Per arginare la diffusione di questa epidemia,
dovremmo modificare gradualmente il modo
di condurre la nostra vita conoscendo meglio
le problematiche alimentari badando di più alla
quantità e alla qualità dei cibi che mangiamo.
Bene faremmo a noi e al pianeta se abbassassimo di qualche grado la temperatura delle nostre
case.
Ma ancora più importante a mio parere è modificare gradualmente il nostro comportamento
con il movimento fisico.
Intanto dobbiamo approfittare di ogni occasione,
tutti i giorni, che ci permette di lasciare l’auto e
camminare a piedi o andare in bicicletta, ed evitare di prendere l’ascensore. Convincerci che un
bambino che corre, salta o va in bici, si muove
all’aria aperta, anche se rischia di sbucciarsi un
ginocchio o di raffreddarsi, è sicuramente più
sano di uno inchiodato davanti alla tv, computer,
play station, I-pad, I-phone etc. etc. e chi più ne
ha più ne metta. Nel nome della sicurezza addirittura, si continuano a privare i bambini di quelle
poche occasioni di movimento che hanno, per
esempio consentendo loro di andare a scuola a
piedi, o fare piccoli commissioni per la famiglia.
La meravigliosa macchina umana non è fatta per
girare sempre al minimo come ci succede quasi
tutti i giorni, ma ha delle potenzialità che devono
essere utilizzate per renderla più forte e più sana.
Ma una piaga sociale come questa ha anche
bisogno di risposte sociali e istituzionali con
piani di azione coerenti che incentivino l’educazione alimentare e il movimento fisico; ad iniziare
dalla scuola, dove bisogna cambiare il modo e i
tempi di fare l’educazione fisica considerata ora
una disciplina marginale e poco importante, alle
città da rendere più sicure estendendo la zona 30
a tutti i quartieri, aumentando le zone pedonali
e migliorando le zone verdi e le strutture sportive. Meritorio è lo sforzo delle varie associazioni
sportive di running, calcio, tennis, basket, nuoto,
danza ecc., per promuovere il movimento, ma se
il tutto si riduce a 2 ore a settimana ciò non basta.
Le lamentele sulla carenza e sul cattivo stato di
spazi idonei, qualche volta ingiustificati, sono
una scusa per non sforzarci di cambiare le nostre abitudini; i campetti, i giardini e gli spazi per
giocare vedo che sono spesso malinconicamente vuoti. La nostra città è più vivibile e più sicura
di molte altre e allora viviamola più intensamente
muovendoci all’aria aperta e saremo più sani.
Mimmo Bruno - Pediatra
domenico-bruno.it
CronacaeSocietà
Anno I - dicembre 2013 - numero 08
Don Francesco Sabatelli:
“San Vito riapre a Natale!”
L
a chiesa di San Vito Martire in Coreggia
tornerà a rivivere in tutto il suo splendore. La notte di Natale (ore 22 del 24 dicembre p.v.) verrà celebrata la Santa Messa
nella “ nuova” Chiesa. Grazie ad un progetto
di restauro, redatto dall’ufficio tecnico della
Diocesi di Conversano, ed eseguito sotto la
stretta sorveglianza della Sovrintendenza ai
beni culturali. I lavori hanno interessato la
facciata principale nel suo insieme con la
riposizione delle stesse pietre e la messa
in sicurezza del solaio e della volta a botte,
dove prima il sostegno era in legno, poi cin-
quanta anni fa, venne sostituito da sbarre in
ferro, ora si è ritornati al legno e il tetto è stato
ripristinato con le tegole originali. Le opere,
pur commissionate direttamente dalla stessa
diocesi, hanno visto la compartecipazione
economica dell’amministrazione comunale e
delle questue che gli stessi fedeli hanno continuato a donare in tutto questo frattempo.
L’iter amministrativo è iniziato nel novembre
2011 e si conclude a dicembre 2013.
“Ben presto ritorneremo ad usufruire di una
struttura che fa parte della storia della collettività di Coreggia – ha dichiarato con evi-
dentissima gioia il parroco don Francesco
Sabatelli – che ne ha sentito la mancanza.
Per me è tutto nuovo, mentre per i fedeli è
ritrovare il piacere del ritorno”.
Qualche cerimonia di inaugurazione in
particolare?
“Quale migliore cerimonia di inaugurazione
che celebrare la Messa del Santo Natale?
No! Ci ritroveremo tutti, con gioia, nella chiesa parrocchiale e l’annunzio sarà dato dalle
sue campane, anch’esse ripristinate nella
funzionalità dopo essere state danneggiate
da un temporale”.
Edificata agli inizi degli anni trenta del secolo scorso, la chiesa fu dedicata a Cristo
Re ed intitolata come protettore a San Vito
Martire, fu eretta su un terreno donato dai
coniugi Grazia e Pietro Miccolis per volere
di don Antonio Lippolis e doveva affiancare
quella intitolata alla Madonna del Rosario, risalente alla metà del 1700, molto piccola per
contenere i fedeli della Frazione. La chiesa
conserva una statua del santo in cartapesta,
opera dello scultore leccese Salvatore Sacquegna, donata nel 1931 da Vito Lippolis,
il quale, così si racconta, alla richiesta del
dono alla comunità di una statua da esporre
alla venerazione dei fedeli, accettò a condizione che fosse quella del “suo” santo protettore. La stessa chiesa, sin dal 1945, è stata
elevata a Parrocchia, primo parroco don Pietro Giannoccaro, vivente e memoria storica
di tutto quello che nel tempo è stato eseguito
per ampliamento e abbellimento del tempio
e da un anno affidata dal vescovo ai Padri
Guanelliani, con la nomina di don Francesco
Sabatelli a Parroco.
Nella chiesetta della Madonna del Rosario il
16 dicembre comincerà la novena di Natale.
Dal Palazzo
alla Piazza
Molti lettori hanno chiesto di conoscere l’attività amministrativa, in particolare i provvedimenti che incidono significativamente nella
vita civile. L’intero elenco è disponibile nel
sito del Comune alla voce “ALBO PRETORIO”. Per il mese di novembre le principali
deliberazioni e atti comunali hanno interessato le vicende che raccontiamo in questo
numero. Riprenderemo la pubblicazione dal
prossimo.
27
28
AttualitàPolitica
Anno I - dicembre 2013 - numero 08
Milioni di euro per i lavori pubblici
N
el riportare nel riquadro dell’attività
dell’Amministrazione i vari provvedimenti, abbiamo rilevato come in questi ultimi
mesi, ci sono state numerose indizioni di gara
per lavori pubblici.
Per saperne di più siamo andati nell’Ufficio tecnico comunale ed abbiamo chiesto informazioni
ai funzionari che, gentilmente e con dovizia di
particolari, ci hanno fornite le spiegazioni che qui
di seguito riportiamo.
Lavori alla scuola elementare
e quelli per la scuola media
I lavori alla scuola elementare “D. Morea” di
Via Dante Alighieri, procedono speditamente.
“Stiamo sollecitando l’impresa – afferma l’ing.
Orazio Lazzaro, dirigente dell’Ufficio Tecnico – affinché mantenga il rispetto dei tempi di
consegna, per quanto attiene i lavori del primo
finanziamento attualmente in atto” . L’ufficio in
questa attività di controllo è supportato giornalmente ed attentamente dall’assessore al ramo,
dott. Giuseppe Ricci.
Che vuol dire attuale finanziamento?
“ Nel frattempo abbiamo ottenuto un secondo–
interviene Franco Sorbilli, dell’Ufficio Tecnicopari a 1.000.000,00 di euro per la messa in sicurezza dell’intero edificio”.
Di questo progetto l’ufficio ne va orgoglioso perché è stata fatta istanza al Ministero della Pubblica Istruzione nel mese di ottobre e, a livello
nazionale, il progetto del nostro comune è stato
classificato al 25° posto per la sua completezza
e precisione progettuale, venendo così finanziato. E’ il risultato sia dell’attività progettuale
dell’ufficio sia dell’attenzione costante ai bandi
europei, nazionali e regionali per i finanziamenti
Muretto crollato per
l’alluvione di inizio
ottobre
di opere pubbliche. I nuovi lavori finanziati per
l’edificio di Via Dante Alighieri si cercherà di
collegarli immediatamente a quelli in corso, per
rendere disponibile l’intero stabile per l’inizio
dell’anno scolastico 2014-15. Di questi ne abbiamo già parlato sul nostro giornale, in un’intervista
al dirigente scolastico dott. Stefano Totaro, dei
nuovi vi terremo informati.
Non è da meno la Scuola Media “L.Tinelli”.
L’edificio è oggetto di due interventi, ambedue
già finanziati: il primo direttamente dai fondi del
Ministero della Pubblica Istruzione per la messa
in sicurezza per un ammontare di 350.000,00
euro; il secondo, ottenuto dal Comune di Alberobello, tramite l’Area Vasta, per un totale di
790.000,00 euro destinati all’efficienza energetica. A giorni verrà bandita la gara per il progetto
L’atrio dell’edificio
di via D. Alighieri
esecutivo e quindi poi procedere all’affidamento
dei lavori.
“L’ufficio tecnico si attiverà – sottolinea Franco
Sorbilli – al fine di coordinare i due lavori anche
se questi provengono da due enti diversi e potranno avere due progettisti e due imprese diverse. Ma il nostro interesse è fare bene ed in tempi
utili questi interventi”.
Regimentazione
delle acque meteoriche
Il capitolo dei finanziamenti ottenuti prosegue poi
nel comparto dei lavori pubblici, affidati ai geometri Nicola Sabatelli e Giuseppe Palmisano.
A loro fanno capo altri grossi interventi, che
quanto prima verranno cantierizzati.
Il primo è l’adeguamento ed efficienza energetica del Palazzo Municipale per un ammontare di
circa 1.700.000,00 euro. Altri due interessano la
situazione di salvaguardia idrogeologica. La recente alluvione ha messo ancora di più in risalto
questa necessità.
“Le acque piovane della nostra città – ci spiega
il geom. Nicola Sabatelli - per le dorsali di confluenza interessano due recapiti finali: il primo è
in contrada Popoleto, dove vengono convogliate
le acque meteoriche provenienti da una zona
che parte da Villa Curri e arriva a Corso Trieste
e Trento; il secondo bacino, coincidente con il
resto del Paese, arriva al recapito finale di Via
Confine, dove per l’ampiezza dell’area interessata, il flusso è maggiore”.
Per sistemare quest’ultimo tratto di convogliamento delle acque meteoriche, il Commissario
Regionale per l’emergenza idrogeologica ha finanziato il progetto redatto dall’arch. Sampietro,
già dirigente dell’ufficio tecnico comunale, con
Delibera di Giunta Regionale n. 2371 del 2009
AttualitàPolitica
per un importo pari a 2.050.000,00 euro. Questi
lavori partono da Via Cristoforo Colombo, dove
si fermarono i primi lotti già realizzati e arrivano
fino al recapito finale in via Confine, la condotta
verrà realizzata con nuove tecniche costruttive.
A completare questo quadro sono disponibili ulteriori 400,000,00 euro per la sistemazione del
recapito finale delle acque meteoriche.
Qui si innesta la spiegazione degli enormi danni
procurati dall’’alluvione del 7 ottobre scorso con
la caduta dopo il passaggio a livello, di un muretto costruito in una proprietà privata.
A causa degli enormi detriti arrivati al recapito,
la griglia di protezione di questo inghiottitoio si è
otturata; manca, infatti, un contratto di manutenzione di detto impianto. Questo ha procurato l’ingrossamento delle acque che hanno fatto forza
contro il muro eretto in quella proprietà in modo
improprio, perché lo scolo deve essere lasciato
libero. Il muretto ha costituito una vera e propria
diga e, sotto la pressione, è crollato procurando
i danni anche da noi documentati. In quel posto
doveva esserci una ringhiera.
Il materiale che ha ostruito la griglia è risultato
proveniente dai lavori effettuati sulla linea ferroviaria, che passa lì vicino, e il cantiere non è
stato ripulito dai rifiuti di lavorazione (vedi nostra
fotografia nel numero scorso) e quindi un’incuria
tira l’altra ed i danni arrivano.
“Quando si progettano opere per lo smaltimento
delle acque di pioggia – ha sottolineato Nicola
Sabatelli – nel calcolo della portata della condotta si tiene normalmente presente quando è già
successo, in termini meteorologici , negli ultimi
duecento anni. La quantità di acqua caduta nei
primi giorni di ottobre è stata straordinaria, esaminando i fenomeni similari si è dovuti andare
indietro di ben 500 anni. Ossia si è trattato di un
evento eccezionale, rarissimo e imprevedibile ,
ma che comunque deve servici per pensare ad
un futuro sicuro e protetto per i beni comunali,
ma soprattutto per i cittadini”.
I proprietari dei terreni chiederanno i danni al
Comune, che si troverà impelagato in questa
vicenda, anche perché la richiesta effettuata di
calamità naturale alla Regione Puglia, fino ad
oggi, non ha avuto alcuna risposta.
In consiglio comunale, infine, sempre sui lavori
I
Anno I - dicembre 2013 - numero 08
Mercato coperto: chiesta una commissione
l progetto del vecchio mercato coperto è
stato approvato dal GAL per un finanziamento di circa 600.000,00 euro; ora può
partire l’iter burocratico per l’esecuzione
dei lavori.
Su questo appalto ( mercato coperto vecchio e nuovo) nel numero 5 del La Piazza abbiamo dettagliatamente descritto la
situazione e la storia tormentata, ora tutto
torna in evidenza con due interpellanze in
consiglio comunale una della minoranza e
l’altra della maggioranza.
La Campagna elettorale continua!
La maggioranza vuole dimostrare che questa storia è stata e sarà per le casse del
Comune un disastro, la minoranza afferma
che la vicenda ha avuto un maledetto sviluppo fra fallimenti e pignoramenti. Per fare
chiarezza su questo per non essere presi
fra due fuochi: da una parte gli avvocati
che, ovviamente, tentano che una causa
La scuola elementare di via Barsento
di Tinelli Vito & C.
Tel. 080/4321396
Via Vecchia per Mottola z.i.
70011 ALBEROBELLO (BA)
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duri decenni, e le imprese che non hanno
voglia di pagare i danni che hanno procurato. Il capogruppo di Alleanza per Alberobello, Gianvito Matarrese, chiede alla politica
di essere super partes attraverso una commissione consiliare che segua tutto l’iter.
Il Sindaco si è riservato, ma intanto procede con l’appalto sul vecchio mercato.
Il “nuovo” mercato coperto
pubblici, è stata presentata un’interpellanza da
parte di “Alleanza per Alberobello “ relativa alla
“procedura negoziata”, nel senso che, dice il
consigliere Lippolis, spesso si è fatto ricorso a
questo sistema per l’affidamento degli appalti.
L’assessore Ricci ha assicurato che tutto avviene in modo trasparente anche in mancanza
dell’elenco delle imprese di fiducia, che doveva
essere redatto fin dal 2006. Comunque gli appalti finora assegnati sono stati fatti in maniera
trasparente e a vantaggio della pubblica amministrazione.
Da ultimo la realizzazione nel sito per la raccolta
differenziata, in contrada Cielo Cielo, delle opere
di accumulo in sicurezza dei vari scarti civili e
industriali. Dopo aver ottenuto tutte le autorizzazioni sanitarie, ambientali e amministrative, la
TRADECO ha avviato le opere, come previsto
nel contratto novennale in essere con il Comune
di Alberobello.
29
30
AttualitàPolitica
Anno I - dicembre 2013 - numero 08
La consulta
del
commercio
I
l Sindaco Michele Longo ha insediato,
la sera del 4 novembre, la Consulta
per il commercio ed il turismo; organismo di intermediazione fra categorie
e amministratori per la programmazione
del settore.
“Partecipo a questo incontro soprattutto
nelle vesti di operatore commerciale “
ha sostenuto il Presidente del Consiglio
Comunale Giuseppe Pugliese, sottolineando, inoltre, come “in prima persona ad
aprile 2010 insieme a numerosi colleghi
abbiamo sottoposto all’amministrazione
De Luca alcuni gravi problematiche relative al commercio sul nostro territorio
nella speranza di essere considerati con
maggiore attenzione visto che siamo numerosi e contributivamente determinanti
all’economia del nostro paese”.
Pugliese, in sostanza, lamenta, come dal
2010 ad oggi, sia mancato lo strumento
della Consulta come mezzo anche per
“l’approvazione di precisa regolamentazione al fine di arginare il fenomeno
dell’invasione della grande distribuzione”, l’Amministrazione De Luca approvò
nel giungo 2010 la costituzione di questo
organismo, ma purtroppo si è arrivati ad
oggi, quando :”l’Amministrazione Longo
ha mantenuto l’impegno preso con le
categorie produttive facendo finalmente
partire questa Consulta”
Il sindaco Michele Longo, ha aperto i
lavori porgendo il saluto dell’Amministrazione, e ha precisato che a questo
primo incontro sono stati invitati anche i
commercialisti, per poter illustrare, i criteri che regolano la nuova TARSU.
Erano presenti i rappresentanti delle associazioni di categoria: per la Confcommercio, Donatello Aquilino e Sandro
Bergamo; per l’associazione Commercio
e Civiltà: Franco Palmisano e Giuseppe
Putignano; per l’Associazione Ristoratori: Ignazio Spinetti; per Alberobello
Futura, il capogruppo consiliare Piero
Carucci oltre al funzionario comunale
responsabile del settore, Nino Salamida.
I
n consiglio si è parlato, inoltre, del programma degli interventi per il diritto allo studio per
l’anno 2014, ribadendo l’impegno dell’amministrazione; mentre sono stati rinviati due regolamenti: il primo per ottenere la concessione del patrocinio, il secondo per il conferimento
della cittadinanza onoraria. Qui di seguito sintetizziamo gli altri argomenti discussi, molti dei
quali, in realtà, sollevate dal nostro giornale.
ARGOMENTO DOMANDA
RISPOSTA
Perché non è stata
rimossa da vicino al
È stata rimossa in ritardo per le difficoltà al trasporto
passaggio per disaIGNISCI
bili?
CARPARELLI
Struttura in legno
Plesso scolastico
“Trevisani” Coreggia
Consultorio familiare
Giocare allo stadio
comunale
Lampioni rotti
Perché sta chiuden- Più che di consultorio si deve parlare di punto di
do?
ascolto ma rimarrà aperto
CARPARELLI
SINDACO LONGO
Si è avuta una proroga e comunque sono stati fatti
È agibile lo stadio?
lavori per 320.000,00 euro. Va adeguato
CARPARELLI
SINDACO LONGO
Vi sono lampioni
La forma dei nostri lampioni non è a catalogo per
rotti sulla circonvalcui la fonderia deve realizzarli singolarmente e non
lazione e nel centro
ha fornito ancora nessuna notizia. L’alternativa è
storico
cambiarli tutti.
LIPPOLIS
Attraversamenti
pedonali in Coreggia
La polizia municipale ha redatto un piano per
Non sono stati realiz- la realizzazione della segnaletica orizzontale, in
zati dopo l’asfalto
parte realizzata. Non verranno più messi in opera i
dissuasori tolti
CARPARELLI
IGNISCI
Personale della
Gestione Servizi spa
Avvieremo la gara per i tributi minori e sicuramente
Il personale sarà li- in quella fase favoriremo l’inserimento del personale
cenziato
ex gestione Servizi
PERTA
Nuova struttura in
contrada Popoleto
Parco della
Rimembranza
Fatture Telecom
Verrà prima inaugurata e poi attraverso un bando si
La struttura va gestita
provvederà alla gestione
con attenzione
RICCI
Per le aree a verde si sta pensando all’affido per la
Stato di abbanbdono
cura e la manutenzione. Nell’appalto del verde è
della zona
previsto la sistemazione.
CARPARELLI
CARUCCI
Le fatture della
Telecom
e
la
Verrà promossa azione legale contro la Telecom
posizione
del
SINDACO LONGO
Comune
CARUCCI
Resicence Barsento srl – Comune di Alberobello
I
Si è evitato il danno
l TAR di Puglia ha depositato ad inizio del mese di ottobre l’ ultima sentenza sulla vertenza fra la società
Residence Barsento srl e il Comune di Alberobello dando
ragione a quest’ultimo circa la richiesta di un risarcimento
di circa 15 milioni di euro.
La vicenda risale al 2004 quando la società immobiliare presentò un progetto” in variante al PRG vigente di
un complesso turistico-alberghiero in località Masseria
dell’Orbo “ vicino Barsento nel territorio del Comune di
Alberobello.
Il progetto fu recepito in un accordo di programma con la
Regione Puglia, a cui ,con delibera n. 36 del 13.5.2004, il
Consiglio Comunale di Alberobello si oppose. Di qui una
lunga vertenza giudiziaria fra le parti dove alcune sentenze del TAR vedevano soccombere l’Amministrazione
alberobellese. Dopo molti anni, il sindaco Michele Longo
ha ripreso la vicenda affidando l’incarico di difendere il
Comune all’Avv. Nicola Palasciano che ha presentato dinanzi al TAR le ragioni per non adempiere alle precedenti
condanne, avendone ragione.
Il TAR con l’ultima sentenza, in sostanza, ha sancito che,
pur essendoci sentenze favorevoli alla Società Residence Barsento srl e avendo questa fatto trascorrere molto
tempo, forse per lucrare maggiori somme per interessi e
mancati pagamenti, ha perso il diritto di esigere per la sua
inerzia.
Impostazione giudica data dai legali del Comune in base
a precedenti giurisprudenziali. In questo modo noi cittadini alberobellesi abbiamo evitato di pagare una somma
sproporzionata.
AttualitàPolitica
Anno I - dicembre 2013 - numero 08
La nuova tassa sui rifiuti
I
n occasione dell’insediamento della Consulta
per il commercio ed il turismo, l’assessore al
bilancio ed ai tributi, rag. Mimmo Perta, aveva
anticipato le linee guida per il saldo della TARSU,
nel frattempo diventata TARES, contenuti meglio
specificati poi durante il Consiglio comunale per
l’approvazione del regolamento; del piano finanziario e delle tariffe. L’opposizione aveva chiesto
di accorpare la discussione, pur lasciando separate le votazioni per i tre provvedimenti, Perta e
la maggioranza invece hanno sottolineato la necessità di mantenere separate discussione ed approvazione “perché hanno tre presupposti diversi
e tre sviluppi diversi e che ciascuno, essendo atti
autonomi, come tali vanno approvati, avendo anche finalità diverse”.
“Il principio affermato nella legge istitutiva della
TARES – ha sottolineato Perta – è quello di far
pagare di più a chi produce più rifiuti e quindi fra le
30 categorie commerciali, codificate dal ministero,
vi sono quelle che saranno penalizzate e chi ne
trarrà benefici”.
I principi per l’applicazione della nuova tassa
sono: la superficie e la produttività. Il primo
criterio è un dato certo, il secondo invece è un calcolo matematico basato sui parametri economici
dell’attività svolta creando così una graduatoria
dal maggiore al minor produttore di rifiuti.
Questa prevede in testa i ristoranti, seguiti dai barpasticceria, poi dagli ortofrutta, dalle pescherie,
dai fiorai e via dicendo per arrivare poi a quelle
categorie, che verranno privilegiate, perché producono pochi rifiuti come le banche, gli uffici, le
farmacie eccetera.
Un assurdo: nei fatti i più ricchi pagheranno di
meno rispetto ai più poveri!
La normativa approvata in Consiglio comunale è
stata chiarita durante il dibattito fissando i seguenti punti:
1.Fino al 2012 la politica tributaria per i rifiuti (assessori Gianvito Ricci e Mimmo Perrini) ha
portato a coprire il 97% del costo di smaltimento (TARSU).
2.Nel 2013 la TARES ha modificato i principi di
pagamento nel senso che ha inserito non solo i
costi di raccolta e smaltimento, ma anche quelli
dei servizi annessi, ad esempio anche la quota
parte del costo del personale del Comune che
lavora su questo argomento. La TARES vuole
che tutto ciò che riguarda i rifiuti sia pagato dalla
tassa, nessun onere sia a carico del Comune.
L’obbligo quindi è la copertura del 100%, pur
lasciando piccole discrezionalità agli enti locali.
3.Per il 2013 il Comune di Alberobello ha chiesto
e ottenuto dalla TRADECO il Piano finanziario
aggiornato e completo. Questo ammonta a
2.392.222,40 euro. La copertura avviene per
il 60% dalle utenze domestiche (le famiglie) e
per il 40% dalle utenze non domestiche (nego-
zi, imprese, uffici, eccetera).
4.Le tariffe sono state calcolate dal Comune nella
forbice data dalla legge, applicando il minimo.
La tariffa, infatti, riguarda due voci. La prima la
raccolta e smaltimento dei rifiuti, la seconda i
servizi annessi. Per le famiglie la prima voce è
fissa, mentre la seconda è variabile fra un minimo ed un massimo; per le aziende ed uffici, le
due voci sono variabili. L’assessore Perta con
gli uffici comunali ha deciso di applicare il minimo della forbice.
“ Si è applicata la minima – ha sottolineato Perta - come già fatto per l’IMU della prima casa e
dell’attività imprenditoriali; le aziende, poi, che
smaltiscono correttamente i propri rifiuti, sia quelli
speciali sia pericolosi, possono far domanda per
La zona alberghiera
essere agevolati nel pagamento della TARES“.
Sollecitato a fare qualche esempio, Perta ha evidenziato come un ristorante secondo la normativa
statale applicata al massimo avrebbe avuto un
incremento del 275%, mentre con il regolamento
comunale attestato al minimo del coefficiente la
stessa struttura subirà un aumento del 136%. In
linea generale comunque ad Alberobello l’aumento sarà del 5.7% per tutte le categorie produttive.
Dinanzi all’obiezione dei rappresentanti di ca-
tegorie, durante la riunione della Consulta, che
ricordano come molti di loro non hanno ancora
saldato i precedenti debiti, Perta ha ricordato la
delibera del consiglio comunale del 19 giugno
2013, che concede la possibilità agli alberobellesi
di dilazionare i pagamenti verso il Comune da 12
a 30 mesi.
“E’ una regola voluta dall’Amministrazione Longo
– ha sottolineato l’assessore - che nella tassazione obbligatoria stabilita dallo Stato verso i Comuni
ha scelto la strada della socialità. La necessità
di approvare tutto in tempi brevi e far pagare ai
cittadini entro il 16 dicembre è comunque nella
legge – ricorda Perta – che stabilisce che i comuni debbono versare allo Stato il 30% dell’imposte
incassate e per pagare lo Stato il Comune deve
prima raccogliere i soldi”.
In Consiglio la minoranza (Ditano) aveva proposto un emendamento alle tariffe nel senso
di creare due fasce di esenzione la prima fino
a 9.5000,00 euro di reddito e la seconda fino a
11.000,00 andando a recuperare queste somme
non incassate dalle categorie eccessivamente
beneficiate dalla riduzione come ad esempio le
banche. Questo per meglio aiutare le famiglie più
indigenti.
Nel frattempo le Poste Italiane stanno facendo
arrivare a casa degli alberobellesi i bollettini per
il saldo della TARES da effettuare entro il 16 dicembre, data di scadenza anche per l’IMU, che
l’Amministrazione comunale ha lasciato invariata,
rispetto ad alcuni comuni viciniori che hanno aumentato le aliquote.
Dal 2014 poi cambia tutto visto che la legge di
stabilità ha previsto una nuova denominazione ad
una tassa che copre il costo di tutti i servizi pubblici dalla raccolta e smaltimento dei rifiuti, alla pubblica illuminazione a quanto altro di uso comune.
Auguri di buon anno!?!
Le aliquote TARES
L’Assessore Perta in consiglio comunale è entrato nei dettagli di come l’ufficio comunale è arrivato
alla proposta di pagamento della TARES per le famiglie, applicando sempre il coefficiente MINIMO
previsto dalla legge.
I nuclei familiari della nostra città sono 4.288 di questi 1174 composti da un solo elemento; 1080
da 2, 952 da 3, 813 da 4. Questi rappresentano il 90% della popolazione alberobellese. Lo
schema di quanto accadrà è il seguente: Ipotizzando una media per tutti i nuclei familiari di una
abitazione di 100 mq, con box da 20 mq, si verificherà quanto segue:
Nucleo familiare
Una persona
Due persone
Tre persone
Quattro persone
TARSU 2012
TARSU 2013
TARES 2013
32O.00
32O.00
32O.00
32O.00
338.00
338.00
338.00
338.00
177.00
253.00
294.00
333.00
31
32
Anno I - dicembre 2013 - numero 08
AttualitàPolitica
Il consiglio comunale
L
Nella maggioranza il Gruppo Misto
a sincerità è una virtù molto complicata diceva Luigi Pirandello che di grandi trascorsi politici, come qualcuno ci fa oggi pesare. Però, avevamo
enigmi dell’anima se ne intendeva. Così si è consumato un Consiglio la grande dignità di essere dei cittadini onesti e con tale onestà vogliamo
Comunale, fino a tarda notte, per discutere i venticinque argomenti continuare questo cammino”. Longo ha poi sottolineato: “ringrazio gli Asall’ordine del giorno. I punti più rilevanti, comunque, sono stati la revoca de- sessori per tutto quello che hanno fatto per noi, ma la mancanza di fiducia è
gli assessori e la conseguente costituzione, all’intermo della maggioranza, partita da tanto tempo. Ho tentato di recuperarla, si è corroborata purtroppo
del Gruppo Misto, e l’approvazione del regolamento del piano finanziario e successivamente e stasera probabilmente si è suggellata attraverso le loro
delle relative tariffe della TARES.
parole”. Il sindaco ha sottolineato che guarda: “ a questo atto persino come
Il sindaco Michele Longo ha aperto i lavori leggendo i due decreti da lui a un atto costruttivo e perciò è bene che sia scritto lì, che non è un atto
emessi, poi Gianfranco Miccolis, Nennella L’Abbate, ex- assessori, e sanzionatorio, è un atto costruttivo“.
Vito Gentile, il consigliere che ha aderito al gruppo, hanno detto la loro.
Il capo gruppo di Alleanza per Alberobello, Gianvito Matarrese, ha fatto: “i
Il nuovo Gruppo – è stato esplicitato negli interventi - si riconosce nel pro- complimenti (al Gruppo Misto ndr) per aver avuto il coraggio di discutere di
gramma politico di “Alberobello Futura”
tutto in pubblico, qui, in Consiglio Comuche ha ottenuto la vittoria nelle ultime
nale. Auguro un buon lavoro all’interno
amministrative, e che aveva, nella tradella Assise Comunale, nella speranza
sparenza e nella democrazia, i punti
che, se è pur vero quello che dice il sinbasilari. “Gli atti di espulsione – ha detto
daco nel suo decreto che qualcuno di voi
Miccolis - hanno colpito non solo i poliera ostativo al proseguimento di questo
tici, ma soprattutto gli uomini. Lo scontro
programma, oggi, esaurito questo chiain politica può essere duro ma deve rimarimento, Alberobello cominci ad andare
nere all’interno, perché attraverso il conavanti e attui il vostro programma, e, se
fronto si risolvono i problemi”. “L’attivismo
lo vorrete, anche con un minimo di nostri
nel realizzare alcuni progetti – ha ribadito
suggerimenti.”
la L’Abbate – era il completamento della
Nel rispondere ad una affermazione del
Gianfranco Miccolis, Nennella L’Abbate, Vito Gentile
attività ultratrentennale prima come dirisindaco sulla strumentalizzazione fatta
gente del Comune e poi come assessodalla sinistra della vicenda della locale
re, sempre nella coerenza del programma politico di Alberobello Futura. banca, Alberto Lippolis è intervenuto per precisare che: “noi, di comuniHo solo chiesto – ha precisato – una direzione dell’ufficio tecnico più qua- tà mafiosa, non ne abbiamo mai parlato. Lei, signor sindaco, non si deve
lificata, non per potere personale, ma perché l’impegno prossimo, per una permettere di dire che noi abbiamo parlato di comunità mafiosa, perché
città Unesco, è molto grande”. “Non posso essere sempre l’ultima ruota del questo non è vero. Si è parlato di mafia, di infiltrazioni. E lei, Sindaco, sulla
carro – ha commentato Gentile – nel senso che le decisioni del sindaco le base di queste illazioni, venuti da documenti non politici, ha fatto un Conho apprese da internet e non sono stato mai coinvolto su questo come su siglio Comunale per costituirsi parte civile, contro le mafie. E noi l’abbiamo
altri temi, pur avendo sempre garantito la lealtà e presenza in consiglio”.
appoggiata”.
Per l’opposizione il vulnus recato al Consiglio è grande – ha sostenuto
“Chiudo brevemente- ha ribadito il sindaco Longo - per dire che il dibattito
Alberto Lippolis - visto che gli esponenti del nuovo gruppo parlano di si è sviluppato oltre quello che doveva essere e poteva essere il mio intermancanza delle più elementari regole di democrazia e di libertà. Questa vento conclusivo, mi sembra, da sempre e non è la prima volta, che sia
situazione è pericolosa non solo per la maggioranza, ma per la seria gover- stato un comportamento democratico, visto che stasera abbiamo parlato,
nabilità del Paese, finora rimasto fermo per incapacità di governo”.
giustamente bisogna sempre parlare, di democrazia. L’ho fatto con piacere,
Longo,al termine del dibattito, ha ribadito testualmente : “Noi siamo stati 17 lo faccio con piacere”.
coraggiosi, non lo rinnegherò mai. E abbiamo portato solamente la nostra Il consiglio poi è proseguito sugli altri punti all’ordine del giorno, alcuni inteonestà, quello che eravamo nelle nostre singole vite. Nessuno di noi aveva ressanti che riprenderemo.
I nuovi assessori
Con decreto del 18 novembre, il sindaco avv.
Michele Longo ha sostituito gli assessori revocati con i nuovi subentri: Pietro Susca, con
delega al personale, sport, politiche giovanili
e associazioni, “bollenti spiriti”, “leader plus”,
arredo urbano, trasparenza e cittadinanza attiva; a Costantino Greco sono state assegnate
le deleghe per il contenzioso, il verde pubblico,
i rapporti con le istituzioni, la programmazione
negoziata, i servizi esterni, i servizi cimiteriali.
Longo ha riservato a se la polizia municipale,
la protezione civile, l’igiene e la sanità, il centro storico, i rapporti UNESCO, l’urbanistica e il
piano di gestione.
In maggioranza gli altri consiglieri rimangono
con gli incarichi che avevano, ossia Vitantonio
Ignisci, delegato alla Coreggia, Piero Carucci,
capogruppo e Giuseppe Pugliese presidente
del consiglio.
Ai nuovi assessori gli auguri di un proficuo lavoro.
Bilancio preventivo
2013
La Giunta ha approvato lo schema del bilancio
preventivo 2013 che dovrà essere approvato
dal consiglio comunale entro la fine di novembre. L’assessore Perta nel proporre la proposta
ha sottolineato la positività della stessa, avvalorata anche dalla relazione positiva del revisore
dei conti. La relazione di quest’ultimo è stata
depositata in tempo affinché, prima del consiglio, tutti i consiglieri possano prendere visione.
L’elezioni per il
Consiglio dei ragazzi
Scaduto il biennio di attività, il consiglio comunale dei ragazzi verrà rinnovato con l’elezione
dei nuovi componenti.
La Giunta, d’accordo con il dirigente scolastico,
ha stabilito che si voterà il 10 dicembre p.v. ed
è stata anche nominata la commissione per lo
scrutinio.
AttualitàPolitica
Anno I - dicembre 2013 - numero 08
La situazione amministrativa
Revoca delle deleghe… chi dice la verità?
A
bbiamo chiesto anche a Martino Girolamo, portavoce del circolo SEL,
non rappresentato in Consiglio comunale il suo pensiero.
Lo scorso 12 novembre è andato in scena
uno dei consigli comunali più lunghi degli ultimi anni, degli ultimi 7 sicuramente, contando
i 5 ai quali sono stato presente e gli ultimi
due! Venticinque punti all’ordine del giorno,
argomenti importanti come la TARES, interpellanze varie presentate da entrambe
le parti presenti in consiglio, ma i piatti forti
erano la revoca delle deleghe agli assessori Miccolis e L’Abbate e la costituzione di un
terzo gruppo consigliare.
Tanta era la curiosità, che i posti a sedere
erano esauriti e il corridoio che porta alla
sala consigliare abbastanza pieno. Parlo di
curiosità pura e semplice perché al termine
dell’analisi dei punti da me prima citati, la
sala si è miracolosamente svuotata, come se
della TARES che riguarda le tasche di tutti, (a
tal proposito, l’assessore Perta afferma che
le famiglie di Alberobello hanno in media una
casa da 100 mq, io non ne sarei così convinto! Caro assessore, i tempi sono cambiati!!
Lo stesso poi insiste vantandosi dei risparmi
che i nuclei familiari alberobellesi avranno
con questa nuova formulazione della tassa.
Anche qui mi spiace contraddirlo, ma a me
sembra palese che le famiglie più numerose
abbiano più spese, quindi il risparmio di pochi euro a quei nuclei familiari non è che giovi
molto, rispetto ai diversi euro risparmiati dai
nuclei formati solo da una o due persone!),
•
•
•
•
•
•
•
•
pagamento bollettini
posta semplice
posta raccomandata
posta raccomandata a/r
posta certificata
Posta ibrida
servizio raccomandata on-line
servizio data e ora certa
•
•
•
•
•
•
del mercato coperto, delle bollette telefoniche ecc., non interessasse nulla a nessuno!
Ciò conferma quello che da tempo succede
nel nostro paese: la Politica e le questioni
che riguardano i cittadini e il futuro di Alberobello non interessano, ci interessa il gossip!
Martino Girolamo
Cosa dirà il sindaco? E Miccolis? E perché li
hanno cacciati? No, se ne sono andati loro!
Ma che ne sai? Hanno litigato, hanno gridato,
sono volate parole grosse! Dai dimmi tu che
ne sai di più …
Insomma, la politica entra dalla porta ed esce
dalla finestra! Niente di politico è stato detto
in quella sede, ognuno ha detto la sua verità. Miccolis ha affermato che manca libertà e
democrazia e si è commosso; l’ex assessore
L’Abbate, (ecco qui un’attenzione al paese
l’ho vista!), ha elencato una serie di cose
fatte e da poter fare rimarcando la delusione
spedizione pacchi senza limiti di
peso
(consegna in 24/48h)
servizio pick-up alle aziende
mailing
servizio imballaggio e
confezionamento pacchi
caselle postali di domicilazione
posta privata/aziendale
telegrammi
•
•
•
•
•
•
consegna e stampa materiale
pubblicitario
servizio ricariche telefono e
pay tv
money transfer
servizio fax e fotocopie
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(mutui e prestiti)
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Alberobello- Via Cavour, 27 - Tel./Fax 080 2461541 - 349.6381928 - [email protected] - www.quiposte.com
rispetto alla decisione del sindaco; l’amico
Vito Gentile parla di emarginazione e mancanza di collegialità nelle scelte (mi sembra
di aver già sentito o vissuto questa storia…).
Allo stesso modo, il sindaco difende la sua
scelta, la giustifica, menzionando un non ben
specificato progetto politico del Miccolis che
parte già da un anno fa, rivendica il suo tentativo continuo di ricucire questo strappo che
parte da lontano, insomma nessuno è vittima
e nessuno è carnefice!
D’altro canto l’opposizione punzecchia, facendo il proprio dovere, pungendo sul vivo
il primo cittadino e additandogli responsabilità e scarsa leadership. Il tutto condito dalle
magistrali riprese della nostra emittente televisiva che andava a cercare con dei primi
piani da fotoromanzo, le emozioni di Miccolis
mentre il sindaco parlava! Sono andato via
dal consiglio con più dubbi di prima: chi dice
la verità? Se è vero quello che hanno detto i
tre consiglieri riottosi, allora perché il sindaco ha fatto questa scelta? Se, al contrario,
ha ragione il sindaco, allora ha fatto bene
ad allontanarli per provare ad andare avanti,
ma la verità dov’è? Credo che se il sindaco
sia arrivato a prendere questa decisione, ha
calcolato i rischi che ne derivano, adesso la
sua maggioranza è più coesa forse, ma la
linea è sottile! Potrebbe bastare un’influenza o un’indisposizione di qualche consigliere
di maggioranza per rischiare di non avere il
numero di voti necessario per approvare un
provvedimento e intraprendere un percorso
che potrebbe portare al commissariamento!
Insomma, mi pare che non siamo in una
botte di ferro!
Nel frattempo il nuovo gruppo consigliare,
afferma di non andare all’opposizione ma
di restare fedele ad Alberobello Futura. Allora perché formare un nuovo gruppo? Le
motivazioni non reggono! All’opposizione
non resta che farsi ancora più agguerrita e cavalcare ogni possibilità di mettere
in minoranza il sindaco ed il suo gruppo.
Certamente la vecchia maggioranza ha
l’esperienza politica e le competenze per
mettere in difficoltà chiunque! Allora avanti
con il bilancio comunale da approvare entro fine novembre. Ne vedremo delle belle
… o forse no!
Martino Girolamo
Coordinatore circolo “Bella Ciao”
SEL Alberobello
33
34
Anno I - dicembre 2013 - numero 08
I
AttualitàPolitica
La situazione amministrativa
mprovvisamente, la vita amministrativa
della nostra città ha subito una brusca
impennata. Dopo la vittoria di Alberobello Futura, l’amministrazione Longo aveva
chiesto alla città un periodo di rodaggio, in
primo luogo per entrare, in quanto tutti neofiti della gestione della cosa pubblica, nella
struttura comunale e conoscere le procedure
(in primis lo stato delle pratiche), in secondo
luogo per potere elaborare, anche sulla base
di quello che si è trovato, la strategia politica
per attuare il proprio programma.
Dopo un anno e mezzo improvvisamente a
due assessori vengono revocate le deleghe
e all’interno della maggioranza si costituisce
un gruppo politico – Gruppo Misto - che, in
seno al consiglio comunale, si esprime con
tre consiglieri. Nel resoconto del consiglio
comunale del 12 novembre scorso abbiamo
riportato il pensiero dei politici intervenuti nel
dibattito. Su questa situazione abbiamo voluto ascoltare anche l’opinione di alcuni nostri
concittadini che per la propria attività professionale, sociale e culturale svolgono un ruolo
di primo piano.
Le nostre domande e le risposte di ciascuno
di loro:
Prima Domanda
Al di là delle motivazioni di chi ha revocato l’incarico e di chi ha subito il provvedimento, dal suo punto di vista, professionale e culturale, quale giudizio dà
dell’accaduto?
Secondo domanda
Queste vicende influenzano la vita sociale
ed economica della nostra città? Potranno avere ripercussioni? Di che peso e di
che natura?
Terza domanda
Alberobello, pur nella sua piccola realtà,
vive la sofferenza politica che in Italia i
partiti e la politica, anche dietro la facciata
delle liste civiche, ormai da anni soffrono.
La nostra vicenda ha connotati diversi?
Quarta domanda
Come potrebbe finire?
Le opinioni
Tommaso Galiani
presidente della Pro Loco
1) Chiedendomi un giudizio sulle conseguenze, lei dà per scontato che io mi esprima
sulle motivazioni della revoca. In realtà, da
semplice cittadino, non mi sento di entrare in
merito a decisioni delle cui cause profonde
non sono a conoscenza. Per quanto riguarda
l’attività della “Pro Loco”, operare per il bene
della comunità comporta, ovviamente, la col-
laborazione con le amministrazioni su un comune progetto di crescita, ma deve trattarsi
di una cooperazione non funzionale o strumentale politicamente. Non sarebbe giusto e
rispettoso delle scelte politiche di ogni singolo socio e darebbe origine a una non trasparenza operativa. La gente non è stupida! Io
non ho idea delle scelte politiche neppure dei
consiglieri e non m’interessa saperle.
2) Essere governati da un gruppo non più
“omogeneo” sicuramente non è un fattore
positivo, perlomeno nella percezione comune. Dal punto di vista socio-economico dubito possano esserci conseguenze nell’immediato. In prospettiva, al contrario, occorrerà
aspettare e verificare il peso e la conduzione
di operazioni lasciate in sospeso dagli amministratori revocati. Spero, comunque, si
portino avanti al meglio le iniziative ideate
dall’arch. L’Abbate: mi riferisco in particolare al gemellaggio con la Turchia e al legame
con Matera, candidata per il 2019 a capitale
europea della cultura.
3) Direi di no. La provincia italiana e la relativa politica sono l’espressione degli stessi
cittadini che votano a livello nazionale. Le
liste civiche, a mio avviso, sono la risposta
elettorale alla carenza d’identificazione in
ideologie ormai piuttosto vaghe e alla mancanza di fiducia in partiti nazionali, nelle quali
si assiste al passaggio repentino di figure
“disinvolte” ideologicamente. In generale,
credo che le liste cittadine – se realmente tali
- puntino più sull’estraneità politica del candidato che su un’ideologia precostituita in cui
molti esponenti politici non si riconoscono e
soprattutto non sono riconoscibili.
4) Non saprei. La politica e i suoi equilibri,
specchio della società, cambiano costantemente e soprattutto in Italia. Al momento,
sarà necessario certamente riformulare
determinate azioni amministrative, fare un
bilancio di ciò che è stato fatto e previsioni
su ciò che si potrà fare, seppur con diversi
parametri. La macchina amministrativa non
può certo fermarsi. Noi cittadini, in questo
momento, possiamo solo rimanere in attesa.
Angelica Ivone
Presidente Giovani Confartigianto
Alberobello Vice- presidente Giovani
Confartigianto Bari
1) Per noi Giovani ARTIGIANI il cambiamento è il presente, non il futuro, ma se è
drastico e fuori tempo, non è costruttivo.
2) L’osservare la costante difficoltà nel rimanere coesi, rallenta il nostro estro da artigiani CREATORI, aumenta il desiderio di
allontanarsi dalla vita politica, fa crescere
la sfiducia verso il prossimo…… se non hai
qualcosa/ qualcuno POSITIVO da osservare,
RISCHI di perdere la strada da percorrere.
3) Molteplici gruppi, movimenti, partiti consentono un maggior confronto democratico
ma oggi, sia a livello locale e nazionale, è
troppo difficile creare questo equilibrio, tutto
è trasformato in contrasti. Giulio Andreotti
AttualitàPolitica
disse “il potere logora chi non ce l’ha”.
4) Per evitare L’INSTABILITA’ bisogna fornire
strumenti adatti alla classe politica prima di
invogliarla a coprire ruoli decisionali. Uno dei
motivi per il quale sin dall’inizio ho deciso di
aderire alla più rappresentativa Organizzazione italiana dell’artigianato e della micro e
piccola impresa, fondata nel 1946: Confartigianato Imprese. La confederazione ha poi
dato vita ad una serie di movimenti, tra cui
il Gruppo Giovani, per poter formare ed informare la futura classe dirigenziale. Quindi
lo strumento c’è, ma purtroppo non c’è associazionismo, sinergie, coerenza, costanza, ingredienti necessari per fare impresa.
Giuseppe De Rita (presidente Censis)
ad un’intervista fatta da Mario Calabresi
ha affermato che la vera rivoluzione nel
‘70 non è stata in piazza, ma la capacità degli italiani di raddoppiare le piccole
imprese e le aperture di piccole attività, questo ha allargato il benessere e rilanciato l’economia...
Francesco De Carlo
Presidente dell’associazione
Assoturismo
1) Pur ascoltando le ragioni degli uni e degli
altri, è sempre difficile capire esattamente
le dinamiche che portano a spaccature politiche come queste, soprattutto se all’interno
di un gruppo politico cosi recente. Perché le
divisioni politiche, possono esserci, ma rappresentano un diverso modo di giudicare
quanto si è fatto oppure no. Non mi sembra
che ci siano già cose fatte da valutare e quindi su cui dividersi. Ma, soprattutto è difficile
valutarle in questo momento di crisi che stiamo affrontando come imprese e come cittadini; o di chi già vive un disagio grande determinato dalla chiusura della propria attività
o dalla perdita del proprio lavoro. È sempre
più difficile comprenderli, perché aumentano
la sensazione d’incertezza e di speranza che
le cose possano evolvere al positivo.
2) Avranno ripercussioni negative se alimenteranno ancora di più l’incertezza e lo scoraggiamento
verso il futuro. In questo momento tutte le
forze dovrebbero convergere verso la creazione di
opportunità di lavoro ma soprattutto verso
una nuova idea di “comunità” e quindi di “armonia
sociale”; queste tensioni e quello che alimentano anche all’esterno della compagine
politica non aiuta a “trovare” nuove risposte.
Oggi sentiamo forte la mancanza di progetti
che mirano a riqualificare il sistema di relazioni tra pubblico e cittadini e/o pubblico e
impresa.
Immagino che i contrasti politici, che hanno
raccontato come era l’Italia (vedi i racconti di
Peppone e Don Camillo) non interessano più
a nessuno e la gente non solo non li comprende ma neanche li tollera più.
3) Alberobello certamente vive di una sofferenza che è il frutto di diversi anni di disattenzione su temi sociali e ma soprattutto
economici, come in tutta la nostra “povera”
ITALIA. Se penso a quanto ancora il nostro
paese sprechi le grandi potenzialità che il “turismo” può portare all’economia della nostra
comunità. Non credo che sia un problema di
partiti o liste civiche ma di “persone” e “idee”.
Perché, persone e idee possono essere la
risposta per uscire dal guado in cui ci siamo,
purtroppo, infilati.
Mi piacerebbe capire se c’è un progetto
economico e sociale per Alberobello, e che
questo venga fuori al più presto, perché su
quello anche noi imprenditori e cittadini potremo dire la nostra e sostenerle, per quello
che ci compete.
Ma c’è anche una responsabilità di noi operatori che da tempo non siamo in grado di
rappresentarci, siamo chiusi ognuno nel proprio fortino che, non ci fa sentire neanche più
sicuri come prima.
4) Qualsiasi cosa nel bene della nostra città
e del nostro futuro. Mi rendo conto che per
chi ci governa non sarà facile farlo sapendo
che qualsiasi mal di pancia e colpo di tosse
potrebbe far saltare tutto.
Quindi mi appello alla responsabilità di tutti
nel capire che è necessario unirsi in momenti
come questi e non dividersi.
Vito Fedele
Architetto libero professionista
1) Il giudizio è negativo e questo a prescindere dalla specifica coalizione. Quando queste
cose accadono vuol dire che la politica non
Anno I - dicembre 2013 - numero 08
ha funzionato. Non me lo aspettavo poi da
una coalizione che ha vinto grazie a questi
stessi errori commessi dalla controparte politica. A mio avviso ogni coalizione, per quanto
omogenea possa sembrare dall’esterno, nasce in realtà su pochissimi punti di convergenza. È quindi necessario da subito fissare
un programma chiaro, circoscritto e circostanziato, che una volta condiviso possa poi
essere fatto rispettato da tutti. Quel programma diventa il termine di paragone per misurare l’azione. Se tutto questo manca, da un lato
ognuno si sente autorizzato ad andare per
la propria strada e dall’altro ognuno si sente
autorizzato al primo screzio ad etichettare
l’altro prima con l’appellativo di “dissidente”
e poi con quello di “traditore”. Tutto questo
è esattamente il contrario della politica, che
per sua natura è dialettica, è mediazione di
idee, di opinioni e, perché no, di conflitti, anche personali.
2) Francamente non credo che le vicende del
consiglio comunale influiscano più di tanto
sulla vita sociale ed economica della città. In
realtà è un mondo autoreferenziale che vive
prevalentemente delle proprie invidie e delle proprie vendette. Certo, se si è occupati
in diatribe di coalizione vuol dire che si sta
sottraendo tempo all’azione amministrativa,
alla progettualità politica. Oggi, con l’assenza pressoché totale di risorse a disposizione, un’amministrazione può farsi apprezzare
solo per le idee che propone alla collettività e
che chiede alla collettività di condividere. Se
non c’è questo non c’è amministrazione. Se
non c’è questo c’è immobilismo ed è l’ultima
cosa di cui una collettività ha bisogno, è questa la ricaduta peggiore.
3) L’incapacità di produrre un programma
chiaro e condiviso, l’arroganza, la mancanza di dialettica, il coalizzarsi ormai prevalentemente contro qualcosa (o qualcuno)
e non per qualcosa, il vedere l’imbroglio in
ogni cosa fatta dagli altri, l’aspettare che la
magistratura risolva i problemi e ti vendichi
di ancestrali torti subiti, la propensione all’immobilismo e all’isolamento per mantenersi
puri (ma nessuno è puro), sono tutti elementi
che pervadono ormai ogni livello istituzionale. Lo ha dimostrato la lista civica nazionale
per antonomasia e cioè il M5S. Alberobello è
perfettamente omologata a questo scenario,
squallido.
4) Pur essendo di sinistra non sono tra quelli
che gongola all’idea di un’eventuale caduta
di questa maggioranza, io sono nato all’opposizione e ci so stare. Io le amministrazioni
comunali le valuto per ciò che fanno e mi piacerebbe tanto vedere qualcosa da valutare.
35
36
Anno I - dicembre 2013 - numero 08
AttualitàPolitica
La situazione amministrativa
A
Il parere di Giovanni Barnaba
l dott. Giovanni Barnaba, responsabile del Gruppo Misto di Alberobello,
la domanda è diversa e si collega al
documento da noi pubblicato in esclusiva.
I tre consiglieri comunali si sono dati il
nome politico di GRUPPO MISTO, è la
vostra espressione in seno al Consiglio?
La costituzione del GRUPPO MISTO in
seno al Consiglio Comunale di Alberobello
da parte dei tre consiglieri comunali “Miccolis, L’Abbate, Gentile” è un atto dovuto relativamente al nome appunto di Gruppo Misto, ciò premesso, le basi di intenti ed azioni
che caratterizzano le fondamenta politicoprogrammatiche del Gruppo Misto di cui
sono il fondatore e responsabile dall’aprile
del 2011 sono in linea con le aspettative dei
tre consiglieri.
In questi giorni tra le parti si è aperto un
attento e serrato confronto di posizioni ed
idee per giungere ad un unanime documento (protocollo di intesa) che sarà sottoposto
all’attenzione del Consiglio Direttivo del
Movimento Politico di “Alberobello Futura”,
e di conseguenza alla Giunta Longo, di
cui, occorre ricordarlo e ribadirlo, le parti
si vedono sostanzialmente cofondatori e
motori di un programma quinquennale di
azioni rivolte alla comunità alberobellese
per il bene e lo sviluppo della città, per la
risoluzione delle tante ed assillanti impasse
ed il miglioramento dei processi di fruibilità e
stazionamento del flusso turistico nazionale
ed estero in un’ottica che vede intersecarsi
ed integrarsi i diversi comparti produttivi del
paese.
L’agricoltura in funzione del turismo (enogastronomia, agri-turismi, allevamento delle
I
razze animali podoliche ed autoctone, la
riscoperta delle tradizioni colturali).
L’artigianato in funzione del turismo (maestri trullari, arredamento, ornamento e ma-
nifatture del trullo). Il commercio in funzione
del turismo (punti vendita diretta, negozi,
enoteche, book-shop e work-shop).
Il tempo libero e lo sport in funzione del turismo (piste ciclabili, percorsi rupestri, itinerari culturali, incontri e dibattiti a tema, manifestazioni canore e teatrali, cinema d’essay
e ,perché no, anche la musica come luogo
di ascolto e di movimento con le scuole e le
sale da ballo).
La cultura e la storia in funzione del turismo
(le civiltà rupestri, la casa rossa Fondazione
Gigante, masserie storiche come la Cavallerizza, Barsento, le orme preistoriche e gli
inghiottitoi del canale di Pirro, il Cimitero
monumentale e la Basilica dei Santi Medici).
Cercando e promuovendo la collaborazione con i comuni limitrofi che si stanno dimostrando maturi a condividere gli stessi
obiettivi per affrontare degnamente i cam-
biamenti imposti dalla crisi e dalla globalizzazione, una grande società pubblica ma
anche pubblico-privata.
Qualcuno mi dirà: è un sogno. Dai sogni
spesso nascono le realtà.
Dalla lettera depositata in segreteria e
dalle dichiarazioni fatte da Gianfranco
Miccolis, in qualità di capogruppo, si
evince una sostanziale lealtà al programma politico di Alberobello Futura; ritiene
questo un collegamento essenziale alla
vostra azione di stimolo all’attuazione di
detto programma?
Certamente sì per i motivi su esposti.
È fondamentale che il Consiglio Direttivo di
Alberobello Futura unitamente alla Giunta
Longo sottoscrivano questo PROTOCOLLO D’INTESA e si adoperino concretamente ed in tempi brevi al raggiungimento degli
obiettivi in esso elencati.
Con questi presupposti la collocazione del
GRUPPO MISTO sarà certamente al fianco
della Giunta Longo.
PD: l’avv. Viviano Giuliani, segretario
l circolo del Partito Democratico ha tenuto il suo congresso per l’elezione del
nuovo segretario sezionale e di quello
provinciale. L’avv. Viviano Giuliani, consigliere comunale, è stato eletto all’unanimità segretario cittadino. L’elezione di Giuliani giunge dopo un breve periodo commissariale, resosi necessario per le dimissioni
di Giuseppe De Palma, all’indomani della
sconfitta maturata alle elezioni amministrative del maggio dello scorso anno. Nella
stessa tornata elettorale sono stati indicati
i due delegati per la segreteria provinciale,
nelle persone di Gianvito Matarrese per
la lista Pagano e Alberto Lippolis per la
lista di Antonacci. “Voglio ringraziare – ha
affermato il neo segretario - tutti gli iscritti
al partito per la fiducia concessami, anche
con il voto all’unanimità. Sarà mio compito
non deludere questa fiducia, lavorando da
subito perché cresca la naturale vocazione
del Pd al dialogo e all’inclusione, anche di
coloro che da tempo non credono più che
politica e partiti possano governare il Paese. È quindi mia intenzione – ha concluso
Giuliani - formare un direttivo che includa
anche quei giovani che sentono di poter
impegnarsi con le loro idee nel progetto di
crescita di Alberobello. Immediatamente,
inoltre, aprirò un dialogo con tutte le altre
forze del centrosinistra e con l’intera società alberobellese”.
AttualitàPolitica
Anno I - dicembre 2013 - numero 08
“Chiedimi se sono felice…”
è
il tema che il Circolo cittadino SEL ha
dibattuto nei saloni dell’Hotel Sovrano
con il sindaco Michele Longo, Mary
Caccavo, vicario dell’Istituto Comprensivo
“Morea-Tinelli”; don Beppe Frugis, parroco
di Sant’Antonio; Nardino Ricci, referente
del consultorio diocesano; Paolo Francesco
Semeraro, presidente del centro di aggregazione della terza età. Durante la serata è stato presentato il progetto “Banca del Tempo”,
già attivo in altre regioni italiane.
Di tutto questo volevo fare la semplice cro-
naca di un avvenimento, ma avendo forte e
personale vocazione a pensare, racconterò
quanto accaduto in modo partecipato, ossia
visto attraverso i miei anni, la mia personale
esperienza di vita e di lavoro. Vengo infatti
da una professione legata alla gestione del
personale in grandi aziende e dal mondo della comunicazione scritta e televisiva, ossia
un ballatoio sulle miserie umane. Perché di
questo si tratta. Di miserie umane. Chiedimi
se sei felice … si certo! Ma … subito dopo
ecco l’elenco delle doglianze, ma spesso di
quelle sentite di quelle ascoltate per “il ruolo
“ svolto. L’idea di Martino Girolamo e dei suoi
è positiva perché partendo dalla conoscenza
dei bisogni di realizza il programma politico.
E’ la realtà attuale, diciamo berlusconiana.
Un programma politico si fonda anche sulle
ideologie- si diceva una volta - oggi si dice
“ sui valori”( vedi papa Francesco). E qui
casca l’asino, perché ci dobbiamo chiedere:
quali valori? Quelli del Vangelo? Quelli del
Capitale di Marx? Quelli di Confucio?
Noi occidentali, meridionali, pugliesi e murgiani abbiamo, da secoli, i riferimenti dei
valori cristiani, spesso
a parole, perché siamo
Il tavolo dei relatori
continui peccatori. Siamo allora felici? E chi
lo può dire. Anche un
drogato, una prostituta,
un ladro, un giocatore
d’azzardo è felice quando è nella sua condizione, fuori lo è di meno e
quindi si deprime, anche
io sono felice quando mi
attivo, ma poi l’invidia
degli altri mi emargina.
All’Hotel Sovrano l’unico
portatore diretto era il responsabile del centro di aggregazione della terza età, che ha
espresso i suoli bisogni e nessuno gli ha risposto con precisione; gli altri erano “relatori”, ossia riferivano, quindi ciascuno ha tirato
l’acqua al suo mulino.
Il consultorio al suo ruolo, la parrocchia altrettanto, il Comune pure, la scuola non ne
parliamo.
Un convegno con un artigiano che non ha il
credito dalla BCC, un giovane disoccupato,
possibilmente un drogato, un giocatore abituale, ascoltare loro sarebbe stato più “mar-
La sezione SEL di Alberobello “circolo
BELLA CIAO” organizza il giorno 14 dicembre alle ore 21 presso i laboratori
urbani G.LAN via Pudicino lo spettacolo
teatrale “OCEAN TERMINAL” diretto e
interpretato da Emanuele Vezzoli tratto dal romanzo OCEAN TERMINAL di
Piergiorgio Welby. I biglietti si potranno
acquistare presso la sede della sezione,
in piazza Plebiscito n. 26, tutte le sere
dopo le 18.
xista”.
Comunque auguri davvero, Martino, potrete dare tanto; visto che alla serata vi erano
tutti: i tuoi amici e simpatizzanti; la Giunta
del Sindaco Longo, la sinistra intellettuale e
militante, il popolo delle parrocchie.
Questo è un grande risultato: per la prima
volta ad Alberobello, ad un incontro politico
e sociale, c’erano tutti.
Auguri e buon lavoro.
Gianfelice De Molfetta
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Anno I - dicembre 2013 - numero 08
AttualitàPolitica
SEL: Inaugurata la sede del circolo
Finalmente qualcosa di Sinistra anche ad Alberobello
I
n un periodo come quello presente, dove
la fiducia nei partiti è al minimo storico e
le liste civiche si sciolgono come neve al
sole, sembra davvero sconsideratezza pura
il fatto che, un folto gruppo di giovani inauguri ad Alberobello la sezione comunale di un
partito, nello specifico SEL (Sinistra Ecologia
e Libertà). Il tutto, tra l’altro, auto finanziandosi. Qualcuno ci ha definiti folli, qualcun
altro uguali agli altri ed altri ancora ci hanno
chiesto chi ce lo fa fare. Accettiamo con piacere tutte le considerazioni e definizioni che
chiunque ci vorrà affibbiare, ma il tempo ci
darà ragione. Perché quello che stiamo per
costruire non è una semplice sezione di partito, ma è un modello culturale, sociale e politico diverso; un modo differente di intendere la
funzione e i compiti della politica e il rapporto
cittadino – partito.
Da sempre questa relazione si è fondata sul
principio secondo cui i partiti, sulla scorta di
programmi elettorali, chiedono fiducia ai cittadini. È come andare in banca e prendere a
credito moneta con la promessa di restituirla
nei tempi stabiliti. Nel nostro caso, la banca
sono i cittadini e la politica è il soggetto che
chiede in prestito denaro (fiducia). Una volta
accordata questa fiducia, i partiti, ignari delle promesse fatte, sistematicamente disattendono quanto garantito. Il
continuo perpetrarsi di questa
trappola ha provocato una crisi di fiducia nei confronti della
politica, tanto che, la situazione appare oggi ai limiti dell’irreversibilità. Consci di questa
grave situazione e fortemente
convinti che non è vero che
“tanto siete tutti uguali”, noi
vogliamo invertire il principio
“dammi fiducia” in “ti dimostro
prima quello che so fare e poi
ti chiedo fiducia”. Noi non ci
vogliamo mettere di fronte ai
cittadini, ma ci vogliamo mettere al loro fianco. Noi non chiediamo fiducia
alla cieca, ma vogliamo conquistarla. Noi
non chiediamo tempo, ma vogliamo dedicare tempo. Come? La prima tra le tante idee
è l’istituzione della “banca del tempo”. Che
cos’è? La banca del tempo altro non è che
un modello sociale che si basa sullo scambio
gratuito di “tempo” tra più persone, ognuna
delle quali, gratuitamente, mette a disposi-
zione degli altri il proprio tempo e quindi la
propria professionalità, conoscenza, manualità. La bellezza di questo strumento, non è
solo l’alto valore sociale e solidale che ha
in sé ( tanto più se il tutto è organizzato e
gestito da un partito) ma è la possibilità che
tutti possono, ed ognuno secondo le proprie
possibilità, sentirsi parte attiva di questo
scambio. Perché tutti sappiamo fare qualcosa e tutti possiamo mettere a disposizione di
altri il nostro saper fare qualcosa. Insomma,
il meccanismo è semplice: mettere a disposizione ciò che si sa fare, per poter chiedere,
al bisogno, un altro servizio per il quale non si
possiedono le capacità o il tempo. A pensarci
bene, la banca del tempo si basa su un principio primordiale, secondo cui, l’uomo, più
che vivere, vuole convivere ed è in virtù di
questo voler convivere che stabilisce, crea,
cura e coltiva i propri rapporti umani.
Nella banca del tempo il patrimonio non è il
denaro, ma il tempo. Ad oggi il nostro patrimonio di tempo a disposizione, in continua
crescita ed in continuo evolversi, è formato
dalla possibilità di trovare prestazioni come
consulenza legale, doposcuola, prestazioni
infermieristiche, assistenza fiscale, compilazione ed invio della dichiarazione dei redditi,
domande di pensione, di disoccupazione,
dichiarazioni di successione, corsi di uncinetto, orientamento al lavoro scolastico e professionale. Tutti i suddetti servizi sono offerti
gratuitamente.
Questa sì che è una cosa di sinistra. Una sinistra vera, reale che ritorna lì dove è nata,
ovvero, tra la gente. Una sinistra che non si
nasconde, che non elude i problemi e che,
pur conscia della grave situazione economi-
Saverio Sgobba
ca, è capace di inventarsi qualcosa. Perché
non è vero che i problemi si risolvono solo
quando ci sono i soldi. È troppo facile. I politici veri si vedono nei momenti di difficoltà,
quando sono capaci di dare risposte, immaginando e prospettando nuove soluzioni.
La sinistra, in questi ultimi anni, è stata, forse, un po’ troppo bistrattata, da taluni rappresentanti usata secondo le proprie individuali
aspirazioni, risultando ai più, arrogante, elitaria, molto esclusiva e per niente inclusiva;
molto avvezza a fare conti matematici e pochi ragionamenti politici, a volte un po’ con
la puzza sotto al naso. Per non parlare poi
di un centro-destra che, oltre a tradire e disattendere la promessa di cambiamento,
ha dimostrato, una volta per tutte, di non
essere all’altezza di gestire
l’ordinario, figuriamoci il “cambiamento”. Un centro-destra
che, dopo aver esaurito una
classe dirigente formatasi tra
le fila della democrazia cristiana, dimostra oggi di non averne un’altra e tanto più di non
essere all’altezza di gestire
una fase storica così difficile e
complessa, in cui c’è bisogno
di competenza, dinamicità, coraggio, idee, visione, continuo
studio e costante aggiornamento.
Noi del Circolo “Bella Ciao”
non vogliamo ripetere gli errori commessi in questi ultimi anni dal centro-sinistra e
tanto meno vogliamo assomigliare a questo
centro-destra. Consci di non rappresentare
la panacea di tutti mali (non siamo così arroganti da pensarlo!), noi vogliamo essere una
cosa diversa, ai limiti della stranezza.
Saverio Sgobba
Circolo “Bella Ciao” - SEL Alberobello.
Economia
Adelande, presto,
cum iuicio!
Così Ferrer, ne “I Promessi Sposi”, fra la
folla inferocita, riesce a portare in salvo il
vicario con l’aiuto del suo cocchiere, a cui
rivolgendosi, sollecitava l’andar avanti ma…
”adelande, Pedro, si puedes”.
Manzoni, nel capitolo tredicesimo, snocciola le immagini ed i sentimenti che spingono
la folla affamata ed inferocita alla ricerca,
comunque, di uno da giustiziare per le vie
brevi, “ma credete che Dio poi ci aiuterà?”
gridava Renzo con il suo buon senso di
uomo semplice!
Che c’ entra tutto questo con la BCC?
A ben vedere il buon Ferrer sono i commissari e Pedro è il ritornato Direttore Generale.
Il vicario da salvare?
Non certo quello o quelli che hanno affamato la folla, ma il vicario è – secondo noi - la
massa dei soci che aspettano che la carrozza (il commissariamento) arrivi al termine del
suo viaggio in modo positivo, proprio perché
Ferrer ha il credito di essere galantuomo
sentito da pochi ma presto imposto ai più,
disorientando così i più accesi dall’odio.
Parafrasando ancora, riteniamo che la carrozza, ormai scortata, stia per arrivare al suo
rifugio sicuro e con i decreti per dare al popolo il pane (un’assemblea senza deleghe)
si ripristini la normale vita sociale.
La folla inferocita è ormai lontana. Accontentata dalle concessioni, sta rientrando serenamente a casa, mentre nuovi capi, come
Renzo, vengono fuori dalla massa. Nuovi
capi che, come il nostro, provengono dalla
semplicità e per nulla compromessi, essendo, Renzo, un cittadino libero e senza colpe
e alla continua ricerca della sua Lucia per
una vita comune serena e duratura.
Manzoni ha scritto trentotto capitoli e novecentoquattordici pagine. Noi speriamo di
leggerne di meno!
P.S.
Nel frattempo continuano i movimenti in entrata e in uscita del personale. Dopo il reintegro di Francesco Giuliani che ha visto in
tribunale il giudizio sul suo licenziamento
avvenuto a marzo del 2012, si registrano le
dimissioni del dott. Erasmo Lassandro, uno
dei vice-direttori “territoriali”. Dimissione che
riportano la direzione aziendale nella normalità organizzativa ed … economica: meno
stipendi da pagare!
Anno I - dicembre 2013 - numero 08
Non v’è, chi non veda!
F
ranco Deramo, il 27 novembre, presso
il Cinema-Teatro Nuovo di Alberobello,
presenta il suo nuovo impegno di giornalista. Ha raccolto gli articoli, apparsi sulla
rivista Il Territorio, sulle vicende che hanno
caratterizzato la vita gestionale della Banca
di Credito cooperativo di Alberobello e Sammichele di Bari.
All’autore abbiamo rivolto alcune domande
sul significato di questa sua iniziativa, realizzata in collaborazione con la Casa editrice
AGA di Alberobello.
- Dottor Deramo un libro sulla BCC, meglio una raccolta ragionata di quanto già
scritto. Perché?
I giornali si cestinano, i libri si conservano.
I giornali sono ingombranti, ai libri ci si affeziona.
Franco Deramo
Valentino Sgaramella
Non v’è chi non veda
Fra mala gestio e sana e prudente gestione
nella Banca di Credito Cooperativo
di Alberobello e Sammichele di Bari
I libri sono amici fedeli, non ti lasciano mai.
Si è gelosi di conservarli: li vai a riprendere
quando ti servono. Quando, leggendoli e
rileggendoli, vuoi una conferma. O, quando
vuoi tornare a capire, con calma, con riflessione adeguata, su quanto accaduto.
La parte centrale del libro riporta gli articoli
pubblicati dal 2007 a giugno 2013 sia su “il
Territorio”, sia su “il Levante” e “il Resto”.
Ogni pagina del libro, per agevolare la lettura o la consultazione, riporta il numero,
il mese e l’anno di competenza. Chiunque
può andare a cercare ‘chi ha detto cosa, chi
ha fatto cosa e quando’.
Non abbiamo mai avuto risposte adeguate:
come avrebbero potuto darle?
Avete visto tutti cos’è accaduto: mezzo Consiglio di Amministrazione il 24.12.2011 sollevato dall’incarico, obbligati da Banca d’Italia
a passare la mano. Un nuovo intero CdA, il
21 giugno 2013, commissariato. Fino all’espulsione da socio, per tutti.
Unica abilità di quei CdA, Collegio Sindacale compresi: vessare il socio-giornalista,
costringendolo a difendersi in Tribunale.
Con una bella differenza: le spese per la
BCC sono a carico della Banca, cioè di tutti
i Soci. Tanto, pantalone paga. Le spese per
il convenuto che deve difendersi (colui che
viene chiamato in giudizio), invece, sono a
suo carico.
Così hanno dimostrato come si fa “contare”
il Socio, come si “dialoga” con lui, come lo
si rende “protagonista”: trascinandolo in Tribunale.
Nelle 622 pagine del libro, poi, non ci sono
solo gli articoli forse già noti alla maggior
parte degli affezionati lettori de “il Territorio”.
La prima parte del volume, soprattutto le
tre prefazioni (prof. G. Santorsola, prof. F.
Pirro e dott. Gianni Spinelli), esprimono sia
un severo giudizio su quanto accaduto nella
nostra BCC e soprattutto parlano delle possibilità di sviluppo che la nostra banca ha.
Così nell’ultima parte del libro: è chiaramente indicato cosa è necessario fare ora, per
il futuro.
Non possiamo perderci dietro tutto ciò che
abbiamo vissuto.
Non possiamo solo lamentarci di tutte le
cose che abbiamo perso.
La lezione l’abbiamo imparata tutti.
Ora, con rinnovato impegno e con entusiasmo, guardiamo al futuro.
A giugno 2014 torneremo a votare.
Non possiamo più sbagliare.
Il commissariamento della BCC è il risultato di molte ispezioni ordinate dalla
Banca d’Italia, prima routinarie per tutti
gli istituti di credito, poi sempre più insistenti e mirate per la nostra BCC. Alla
fine i dati emersi da queste ispezioni
hanno portato al commissariamento per
le motivazioni a tutti note, una per tutte
quali le gravi irregolarità. Ritiene che la
sua azione giornalistica, sviluppatasi in
tutto questo tempo, abbia avuto un peso
determinante su questo iter?
Il giudizio sull’azione svolta con “il Territorio”
lo affido ai lettori.
39
40
Economia
Anno I - dicembre 2013 - numero 08
La lettura del libro “NON V’E’ CHI NON
VEDA”, edito da A.G.A., certamente aiuterà a
completare la riflessione dei lettori.
Ad ogni modo, la sentenza del Tribunale di
Bari –IV Sezione Civile, del 27.02.2012, molto
chiara, ci ha fatto giustizia: “la denuncia e la
diffusione della notizia relativa all’operazione
de qua (vendita dell’Hotel Astoria alla BCC,
cioè da ICEME della famiglia Consoli, alla
BCC presieduta da Consoli - ndr)risulta compiuta dal socio Deramo in ossequio proprio
all’obbligo generale gravante sul socio di collaborare al buon andamento della società e di
favorire gli interessi sociali, imposto con lo statuto societario (cfr. art. 14 co. 2° lett. a). ……
risulta addirittura la doverosità della diffusione
della notizia, operata dal Deramo, non solo (e
a prescindere) nella sua qualità di giornalista,
ma proprio nella sua qualità di socio”.
Tutte le ispezioni, invece, sono sempre state
“giudicate” routinarie.
In BCC ci si auto-consolava. Ci si auto-rassicurava. Ci si auto-assolveva.
Quattro le ispezioni. Queste le multe comminate:
• 11 gennaio 2006: € 1.500,00 (per tutti: Presidente, Consiglieri, Collegio Sindacale, Direttore);
• 16 dicembre 2009: € 9.000,00: per tutti (€ 13.000,00 al Presidente Vito Consoli, €
14.160,00 al Direttore Antonio Scianni);
• 7 agosto 2012: € 12.000,00: per tutti, Consiglieri, Collegio Sindacale, Direttore E. Lassandro. (€ 18.000,00 per il Presidente Vito
Consoli);
• maggio 2013: Presidente Colucci, provvedimento non ancora emesso da Banca d’Italia.
La campagna olearia 2013/2014
L
e elevate temperature registrate verso fine del mese di ottobre e inizio di novembre
hanno incentivato notevolmente la raccolta delle olive, anticipando in maniera rilevante l’inizio della stessa. In queste giornate abbiamo sono arrivate al nostro frantoio,
in cui operiamo con macchine moderne e con la premitura a freddo, una notevole quantità
di prodotto che ha raggiunto parzialmente l’invaiatura, cioè la maturazione del frutto.
Il mancato rispetto dei tempi di raccolte delle varie cultivar ha comportato effetti negativi
sulla resa in olio, provocando di conseguenza mal umore negli agricoltori. Inoltre queste
temperature anomale hanno facilitato negli uliveti, in cui non sono state apportate le giuste tecniche agronomiche, la schiusa delle uova della Bactrocera oleae, comunemente
definita mosca delle olive.
Siamo ancora agli inizi e una valutazione completa ed esaustiva potrà essere compiuta
solo verso la fine di novembre. Nonostante una partenza non entusiasmante, si prevede, però, una campagna olearia con elevate quantità produttive. Per quanto riguarda la
qualità del nostro olio extra vergine d’oliva le previsioni sono più che positive visto che
le cultivar più diffuse nella nostra zona l’olivastra e la cima di mola non sono ancora nel
pieno della loro maturazione.
Per quanto attiene i prezzi sia per la lavorazione sia per la vendita del prodotto, il mercato
ha mantenuto sostanzialmente gli stessi valori della scorsa annata, meno ricca di quella
che si prevede quest’anno.
In conclusione citando un celebre cantante italiano “il meglio deve ancora venire!”.
Buona campagna olearia a tutti.
Giuseppe Salamida
Franco Deramo
Siete partiti in molti e tutti aggressivi nelle assemblee e, nelle dichiarazioni, anche
sul giornale. Dopo il commissariamento
tutto è finito, almeno pubblicamente, e, il
Gruppo, pare, che non sia più tale. Cosa è
successo?
Azioni e iniziative sono state e vengono prese nelle sedi appropriate. L’Associazione dei
Soci e dei Clienti della BCC di Alberobello e
Sammichele di Bari, come ha avuto modo di
dichiarare proprio a voi il Presidente Giuseppe
A. Rotolo, sta responsabilmente svolgendo la
sua azione, come riferito dopo l’incontro con
i Commissari. Ulteriori sviluppi non potranno
che registrarsi agli inizi del prossimo anno. Ai
Commissari, le richieste condivise, sono state presentate. Ora siamo in attesa, nei tempi
convenuti, di puntuali risposte.
Vino rosso delle colline di Alberobello
Dalla terra di Puglia,
nel meraviglioso scenario dei trulli
L’Imperatore frutto della fatica dei nostri
contadini, è il simbolo dei valori autentici della nostra terra
cantina e oleificio soc. cop. “pietro tauro” alberobello - ba - tel. 080/4321285 - 4321067
Via Cavour, 88 - E-mail: [email protected]
Filatelia
I
Un record italiano:
il primo francobollo di posta aerea
l 16 maggio del 1917 venne emesso ufficialmente il primo francobollo di posta aerea del mondo.
Il 25 cent espresso tipo floreale
del 1901 appositamente soprastampato su tre righe dall’officina
carte valori di Torino con la dicitura
tipografica ”ESPERIMENTO POSTA AEREA/MAGGIO 1917/TORINO= ROMA+ROMA=TORINO” in
200.000 esemplari e venduto solamente a Torino ed a Roma con
un limite di acquisto di massimo tre
esemplari a persona. L’esperimento
mirava a ridurre il tempo di viaggio
della corrispondenza postale attraverso un mezzo veloce ed innovativo per l’epoca quale l’aereo.
Il volo, affidato al lucano Mario De Bernardi
doveva essere effettuato il giorno 19, ma a
causa di avverse condizioni meteorologiche
I
Anno I - dicembre 2013 - numero 08
fu rimandato al giorno 22; decollato alle ore
11.20 dal campo della società costruttrice
dell’aereo in Torino, arrivò a Roma Cento-
celle dopo 4 ore e tre minuti coprendo una
distanza di 530 km ad una velocità media di
160 km/h,alle ore 15.23.
Il volo di ritorno venne effettuato il 27
maggio,ma a causa di dense e fitte nubi
sull’Appennino il pilota fu costretto ad atterrare a Lavagna,ripartendo il giorno seguente
alla volta di Torino,dove arrivò senza
problemi.
L’esperimento ebbe riscontri positivi
poiché permise un risparmio di tempo rispetto al mezzo convenzionale
su strada ferrata del trasporto delle
corrispondenze tra Roma e Torino di
ben 8 ore; tuttavia bisognerà attendere ben 9 anni perché veda la luce
la prima serie di francobolli appositamente emessi per il servizio di posta
aerea.
Data la tiratura e la quantità di corrispondenza trasportata, sia il francobollo nuovo sia le cartoline viaggiate sono
di facile reperibilità ed acquistabili con poche
decine di euro.
Claudio Riccardo Incerti
Imminente annullo filatelico speciale
l Circolo Filatelico Collezionistico dei
Trulli che ho il piacere di presiedere ha organizzato, in occasione del
decennale del gemellaggio tra le cittadine di Alberobello e Romentino (No),
l’annullo postale speciale per il giorno
13 dicembre 2013. Il servizio postale
temporaneo sarà presente presso l’Istituto Comprensivo “Morea-Tinelli”,
scuola media in via Monte Grappa, 90,
dalle ore 8,30 alle ore 13,00.
È la seconda volta che un annullo filatelico viene organizzato all’interno di
un plesso scolastico, dopo quello del
27 maggio nell’edificio scolastico di via
Dante Alighieri che registrò un notevole successo.
La scelta delle sedi scolastiche è dettata dall’idea di avvicinare al collezionismo gli alunni della scuola primaria
e della media e gli studenti dell’Istituto Tecnico Agrario, al fine anche
di promuovere passioni sicuramente
più salutari di quelle “tecnologiche”
(telefonini, computers, tablets, console, ... ).
Durante l’evento del 13 dicembre
prossimo, condiviso anche da Romentino e dal Gruppo Filatelico della
città piemontese, potranno essere
acquistate le cartoline con le immagini relative al gemellaggio e quelle,
fino ad esaurimento, dei precendenti
annulli.
Nello stesso giorno sarà esposta la
raccolta di francobolli tematici inerenti
lo sport.
Gianfranco Romanazzi
41
42
Sport
Anno I - dicembre 2013 - numero 08
Pista di ghiaccio fra i trulli
Prima edizione nella capitale dei Trulli di una Pista di Pattinaggio
C
on il Patrocinio del Comune
di Alberobello, Assessorato
alla Cultura, Turismo, Spettacolo e sport l’Associazione “El Sol
Latino” inaugura, il trenta novembre, la prima edizione “La pista di
ghiaccio fra i trulli” ad Alberobello.
Le feste natalizie rappresentano per
antonomasia il momento dell’anno in
cui ci si lascia volentieri trasportare
dalla magia delle luci, dei canti, dei
paesaggi innevati. La pista di ghiaccio
non sarà solo l’unica attrazione, ma vi sarà
anche un piccolo mercato di Natale, in cui
sarà possibile passeggiare tra gli espositori
che, da un lato offriranno al visitatore il meglio dell’hand-made locale, dall’altro delizieranno il palato con specialità enogastronomiche locali legate a questo magico periodo
dell’anno.
La manifestazione si svolgerà dal 1 Dicembre 2013 al 12 Gennaio 2014, con un calendario di 44 giorni durante i quali ci sarà
D
animazione, spettacoli musicali, eventi gastronomici e attrazioni per i più piccini. Grazie
alla collaborazione dell’Associazione Punteruolo Rosso la “Pista di ghiaccio fra i trulli”
farà da palcoscenico per eventi caratteristici
legati ai giorni più importanti delle feste come
il giorno dell’Immacolata, di S. Lucia, Natale
e la Befana. Non mancheranno sorprese ed
eventi estemporanei. È la prima volta che
Alberobello ospita una manifestazione così
lunga. Piazzale Indipendenza si vestirà del
tipico stile natalizio grazie alle tradizionali ca-
sette in legno e profumerà delle delizie
enogastronomiche del territorio alberobellese. La struttura sarà valorizzata
da un allestimento ispirato ai tipici mercatini di Natale di tutto il mondo, a fare
da cornice e creare calore ci saranno
installazioni luminose e un grande albero di natale.
Un’opportunità unica: uno spazio aperto ai giovani, ai bambini, agli adulti, agli
anziani per una passeggiata fra i trulli,
l’idea per l’ultimo regalo, una piacevole pattinata sul ghiaccio, qualche leccornia
natalizia e un buon vino caldo. Sotto il tema
unico del divertimento, della valorizzazione
delle attrazioni per il nostro territorio e della promozione delle eccellenze della nostra
terra, Alberobello si accenderà di una nuova
luce. Un evento unico che vedrà protagonista
la valorizzazione delle risorse territoriali.
Per aggiornamenti e approfondimenti seguite
la nostra pagina Facebook: https://www.facebook.com/PistadiGhiacciofraiTrulli
Running Alberobello corre in Italia... e all’Estero
opo le audaci esperienze stagionali,
che hanno visto la Running Alberobello organizzare, con grande successo di atleti e di pubblico, la gara del Corripuglia e partecipare a diverse competizioni
nazionali ed internazionali. Per domenica
17 novembre è prevista la partecipazione
alla maratona di Torino, un percorso interamente cittadino, con partenza da piazza
San Carlo ed arrivo a Piazza Castello, di
grande interesse turistico, che vedrà gli atleti attraversare i luoghi più importanti della
città piemontese. La società alberobellese
si presenterà ai nastri di partenza con una
ventina di atleti. Alla cordata dei trulli si unirà il gruppo degli “Amici Amatori” di Putignano. Per la giovane società podistica è stata
un’annata di significativi successi. I suoi
tesserati, infatti, hanno partecipato in massa a tutte le gare stagionali del Corripuglia
ed a quelle competizioni regionali organizzate dalle altre cittadine pugliesi, al di fuori
del circuito ufficiale. Molti di loro si sono affacciati su scenari internazionali di grande
rilevanza agonistica, prendendo parte alle
maratone di Milano, Roma, Berlino, Venezia, Stoccolma e New York, ultime in ordine
di tempo la maratona di Firenze e le mezze
maratone di Bari e Roma. Nonostante la
giovane età e la giustificata inesperienza,
non sono mancati i risultati positivi, rastrellando premi e riconoscimenti in quasi tutte
le competizioni alle quali hanno partecipato
17 Novembre 2013 - Torino
MOMENTI DI GLORIA
Sport
Anno I - dicembre 2013 - numero 08
a cura di Emanuela Miraglia
È
Basket: inizio l’8 dicembre
tutto pronto per l’esordio del Basket
Alberobello al campionato di Prima
Divisione. Per il momento è stato resa
nota solo la data d’inizio della nuova stagione, al via l’8 dicembre, mentre il calendario e
i gironi saranno comunicati in questi giorni.
Tante le conferme nel roster alberobellese
a partire dal coach, Donato Palmisano. Una
strutturazione molto simile a quella dell’anno
passato con i veterani Domenico Masciulli,
Pierluca Tagliente, Alessio Proietto, Zefferino Palamà, Mauro Comes, Francesco Lisi,
Davide Colucci, Michelangelo Convertino,
Michele Volpe, Michele Accettura, Francesco
Savoia e l’inserimento dei due nuovi acqui-
È
sti, Domenico Centrone e Giuseppe Mileti.
Chiari gli obiettivi della dirigenza che riparte con l’intenzione di riscattare e migliorare
i risultati dello scorso campionato. Il Basket
Alberobello viene da una stagione, quella
2012/13, chiusa al quarto posto, merito di
un gruppo che ha saputo giocare una buona
pallacanestro. “In questa stagione – spiega
Angelo Mariano, presidente del Basket Alberobello – puntiamo a migliorare il quarto
posto dello scorso anno. Il nostro obiettivo
sono i play-off e, perché no, tentare il salto
di qualità in Promozione. I ragazzi hanno
iniziato la preparazione ad ottobre e sono
molto motivati e pronti per il primo impegno
stagionale e per affrontare questa stagione”.
Un gruppo unito e un campionato su cui non
è possibile azzardare pronostici. Si vocifera
che, probabilmente, le squadre da affrontare
potrebbero essere Mola, Altamura, Gravina,
Noicattaro, Polignano, Don Bosco Bari, ma si
aspetta l’ufficializzazione dei gironi prima di
fare previsioni. E, mentre la prima squadra,
prepara l’esordio, continuano gli allenamenti
del settore giovanile del Minibasket. Giovani
cestisti, suddivisi per fasce d’età e allenati da
Antonio Spano e Mauro Comes, sono impegnati nei vari campionati giovanili con l’obiettivo di crescere e migliorare per far parte, in
futuro, della prima squadra.
Momento positivo per il Real Alberobello
un momento positivo per il Real Alberobello che,
dopo undici giornate, ha raggiunto quota 15 punti
in classifica. Nelle ultime cinque partite la squadra allenata da Antonio Caroli ha messo in cassaforte
7 punti, frutto di due vittorie casalinghe consecutive con
l’A.S.D. Real Gioia e l’Avetrana e un pareggio esterno
con l’A.S.D. Galatone. Due, invece, le sconfitte in trasferta che hanno fermato la corsa dei gialloverdi, una
con il Tricase e l’ultima con il San Vito. Una piccola defaillance che non ha minato l’entusiasmo del gruppo.
“Sono molto soddisfatto dei risultati che la squadra sta
ottenendo – commenta Caroli, tecnico gialloverde. –
Nelle prime partite siamo stati sfortunati e penalizzati.
Abbiamo pagato l’assenza di giocatori importanti e con
esperienza, fermati da provvedimenti disciplinari. Fortunatamente, scontate le squalifiche e con la rosa di nuovo
al completo, ci siamo riscattati e siamo tornati a vincere. È stato un
inizio difficile, ma sono felice di come la squadra ha reagito, affrontato e superato con determinazione e coraggio questo momento. È
un gruppo unito che ogni domenica scende in capo con la voglia di
far bene”. Un Real Alberobello che, nonostante tutto, sta disputando
un buon campionato e sta facendo il pieno di risultati positivi, merito
anche dei tifosi che sono tornate allo Scianni – Ruggieri a supportare
la squadra. “Vedere, ma soprattutto sentire la presenza
e dei nostri supporters è molto importante per la squaPROMOZIONI VALIDE FINO AL 20 DICEMBRE 2013
dra. Finalmente, dopo quattro anni che sono alla guida
del Real Alberobello, mi sento gratificato e sono felice di
ATTIVITA’ DI GRUPPO PROPOSTE
constatare che la gente ci segue, è vicina ai ragazzi e li
AEROSTEP
ZUMBA / MACUMBA
sostiene. Sentire il calore e il supporto dei nostri tifosi,
TOTAL BODY
FITBOXE
soprattutto nelle partite in casa, è molto importante per
PILATES
BODYSPIN
vincere. Queste sono per noi delle belle soddisfazioni e
ci danno le motivazioni giuste per far sempre meglio”. Un
NOVITA’ :
Real Alberobello che affronta le partite con il giusto spirito
MUAY THAY X RAGAZZI UNDER 18 & ADULTI
e che, con l’arrivo di Giuseppe Brescia, ha una marcia in
GINNASTICA ARTISTICA & RITMICA X BAMBINI
più. Un giocatore con un passato eccellente nel Cervia
IN OMAGGIO SERVIZIO SAUNA / BAGNO TURCO
(squadra del reality “Campioni” in onda su Mediaset), in
grado di mettere in difficoltà la retroguardia avversaria con
SALA ATTREZZI
le sue giocate. Un innesto di qualità che ha completato la
1 MESE = 35€ 45€
formazione gialloverde e che potrebbe rivelarsi decisivo
3 MESI = 90€ 120€
nella prossima gara con la capolista Novoli, in programma
6 MESI = 150€ 220€
il 1° dicembre.
PRESSO “VILLAGGIO RAGGIO DÌ SOLE”
CTR. VILLA CURRI, 5
ALBEROBELLO (BARI)
INFO: 339/3005576
43
44
TempoLibero
Anno I - dicembre 2013 - numero 08
Ragnatela di cristalli: la perfezione della natura! - di Alma Calabretta
Riceve presso:
Centro Psicopedagogico
per la Ricerca e la Formazione
all’Apprendimento/Cambiamento attivo
Martina Franca (TA)
Alessandra Carrieri
Counselor Biosistemico
[email protected] - cell. 3332459561
Che cos’è il counseling?
Vuoi cambiare situazioni legate ai tuoi vissuti?
Hai bisogno di un aiuto che ti sostenga?
Di un compagno di viaggio
nell‘esplorazione di te stesso?
Il counseling può ricoprire diversi ambiti relazionali:
individuali, di gruppo, psico-pedagogici, aziendali,
all’interno di strutture pubbliche o private.
Primo incontro conoscitivo gratuito
LaRicetta
Anno I - dicembre 2013 - numero 08
T iz
ia
na
Pag
l
i a r u lo
Secondo la tradizione alberobellese
una ricetta trascritta con descrizione a voce.
Il calzone della vigilia dell’Immacolata
Per quattro-sei persone
Ingredienti:
Farina tipo 0 gr. 500; mezzo cubetto di lievito di birra, sale q.b. e
acqua tiepida per impastare;
Lavare gr. 1000 di porri (spunzele) togliere la parte più dura e tagliare
a rondelle, lavarle bene scrostando il terriccio.
Olive nere snocciolate gr.150; pomodori o pelati uno/due o cinque
pomodori ciliegino.
Secondo il proprio piacimento: tre filetti di acciuga salata e sott’olio,
facendolo sgocciolare; tagliuzzarla.
Lavorazione:
Impastare la farina e farla lievitare per un’ora circa; nel frattempo cuocere in una padella la cipolla con un filo d’olio extravergine d’oliva fino
a quando si appassisce completamente e aggiungere i pomodori, le
olive ed a piacere le acciughe.
Una volta lievitata la pasta, stenderla e formare due dischi del diametro di circa venti-venticinque centimetri; porre il primo disco in una
teglia con un filo d’olio extravergine d’oliva e stendere la cipolla cotta
con tutti i suoi ingredienti.
Prendere il secondo disco e coprire il ripieno
chiudendo i bordi creando un cordone con la
pasta del disco inferiore sovrapponendolo al
disco superiore e premere con il pollice per
tutta la circonferenza.
Spargere tutta la superficie chiusa con un filo
d’olio extravergine d’oliva e infornare con un
forno già caldo a 200-220 gradi massimo una
ventina di minuti circa ha secondo del forno a
disposizione.
Servire tagliata a quadretti
Vini
Un rosso di struttura, pieno ricco di frutto con
un tannino presente ma ben equilibrato sorretto da un buon grado alcolico e una fresca
acidità, capace di contrastare il deciso gusto
della cipolla.
Il TERRA LUCENTE NERO DI TROIA ALBEA
è un rosso del 2012 da gradi 13% vol. dal
bouquet floreale dominato da sentori di viola
tipica di questo antichissimo vitigno.
Servitelo in calici a tulipano anche a temperature un po’ più basse del solito 14/15 °C.
Un delitto quasi perfetto
con cena perfetta
Q
uando la cultura si sposa con la gastronomia. Una lodevole iniziativa di Donato Salamida, patron del ristorante L’Olmo Bello,
il quale ha voluto regalare ai suoi clienti anche una particolare
serata all’insegna del crimine. Per questo si è affidato al gruppo “The
Bang Club” per organizzare una cena con delitto, inscenando la rappresentazione scenica “i misteri della clinica del Dr. Casa”. Per gli appassionati dei romanzi gialli è stata offerta l’opportunità di risolvere il
mistero di un intricante episodio poliziesco gustando le pietanze della
tradizione locale Gli ospiti, infatti, hanno fatto parte integrante del set;
ad essi “è stato affidato” l’arduo compito di investigare, interrogare e
risolvere il “giallo” scoprendone retroscena, assassino e movente. La
rappresentazione, che prevedeva, appunto, momenti di recitazione,
di degustazione e di ... indagine, si è conclusa con un premio finale
al tavolo che ha scoperto il mistero. In particolare, ispirandosi alla
più famosa collana romanzesca di Andrea Camilleri, i cinque attori,
guidati da Raffaele De Leonardis, regista e attore anch’esso, hanno
inscenato, con tanto di divertente satira, un delitto commesso in una
clinica psichiatrica, con una prima parte dedicata agli interrogatori da
parte del commissario Montalbazzo, impersonato dal De Leonardis,
durante i quali ogni personaggio “confessava” la propria innocenza,
ricorrendo ad alibi molto discutibili, ed una seconda, decisamente più
interessante e divertente, con il coinvolgimento totale del pubblico
che ha partecipato ben volentieri alla risoluzione del caso, dimostrando, per la verità, un ottimo senso investigativo, visto che la maggior
parte di esso aveva individuato l’assassino.
“La passione per i romanzi gialli – ha spiegato Donato Salamida – mi
ha portato ad accettare ben volentieri la proposta di organizzare un
evento che accomunasse la gastronomia e la suspense del crimine.
Per questa ragione abbiamo deciso di riproporre l’iniziativa il 31
gennaio del prossimo anno”.
Nella foto di Federica Mancini un momento della rappresentazione.
45
46
Cliccando
Anno I - dicembre 2013 - numero 08
a cura di Luca e Pasquale Marco
E
L’albero di Natale con le bottiglie di plastica:
5 idee con il riciclo creativo
cco 5 facili idee con il riciclo creativo delle bottiglie di plastica per
ottenere un bellissimo albero di Natale originale
Le bottiglie di plastica si prestano a essere l’elemento principale per
tanti lavoretti di riciclo creativo. In effetti, anche il Natale si presta a essere
l’occasione festiva in cui mettere a punto i nostri progetti di riciclo. Da qualche
anno le bottiglie di plastica ispirano artisti e artigiani e abbiamo avuto per gli
anni scorsi molte installazioni in vari comuni e città europee che appunto
prendevano come materiale base per l’albero di Natale cittadino proprio
le bottiglie di plastica. Il perché è presto detto, non solo sono economiche
perché essendo rifiuto sono semplicemente da raccogliere, ma portano anche
un messaggio molto potente di come il rifiuto possa rinascere a seconda
dignitosa vita sopratutto durante una festività che vuole sia la semplicità e a
sobrietà a essere al centro delle nostre attenzioni.
In effetti, ciò che conta è raccogliere un discreto quantitativo di bottiglie di
plastica e in questo i commercianti della zona potrebbero esserci di aiuto.
Coinvolgere i gestori di bar e ristoranti può essere l’occasione per spiegare
che l’acqua in bottiglia di plastica è inquinante perché sia il suo trasporto
sia i contenitori costano in termini di emissioni di CO2 molto care all’ambiente.
Dunque da questa indovinata combinazione ecco nascere 5 progetti per un
albero di Natale originale, facile da fare, fai da te, che usa le bottiglie di plastica
come elemento base del riciclo creativo.
I
Fotovoltaico da balcone:
con Pyppy l’energia solare è chiavi in mano
l fotovoltaico per balconi, terrazzi e giardini è dotato di ruote
e non richiede né autorizzazioni, né allaccio alla rete elettrica
Per chi non ha la possibilità di mettere il fotovoltaico sul tetto,
ma vuole avere la possibilità di risparmiare sul consumo di energia
elettrica arriva sul mercato italiano il primo impianto fotovoltaico
da balcone. Pratico, grande come un carrello portavivande e dotato di ruote, Pyppy - Energy for all è un innovativo strumento che
consente a chi non può installare un impianto fisso a tetto, di sfruttare
l’energia naturale del sole e, quindi, abbattere le emissioni di anidride
carbonica e i costi dell’energia elettrica.
L’impianto è stand-alone quindi non necessita di autorizzazioni o
allaccio alla rete elettrica, grazie alle sue ruote può essere spostato
facilmente su balconi, terrazzi e giardini e alimentare tutti gli elettrodomestici di uso comune come lampadine, televisori, frigoriferi o
computer.
Il suo sistema ingegnerizzato può essere potenziato a seconda delle necessità ed è disponibile in due versioni: quella da 1200 W/h e
quella da 2400 W/h. L’energia solare viene e convertita in elettrica
dalle celle fotovoltaiche e viene immessa nel regolatore di carica che
si occupa di fornire un’uscita stabilizzata per la batteria di accumulo,
garantendo così una certa continuità di output all’impianto. Grazie
all’inverter incorporato possono essere alimentate apparecchiature
a 230 V.
Pensiamo che il nostro sistema sia la soluzione più adatta per chi
vuole risparmiare e tutelare l’ambiente. Grazie alle sue peculiarità
è un prodotto che viene incontro alle esigenze di chi fino ad ora non
ha potuto dotarsi di un impianto fotovoltaico fisso. Abbiamo pensato
a tutto, dal punto di vista tecnico attraverso la sua certificazione, a
quello ergonomico e di design per renderlo semplice da trasportare
e bello da vedere,
spiega Antonio Fischetto, responsabile di Ri-Ambientando.
Per informazioni è possibile visitare il sito di Ri-Ambientando o contattare il numero verde 800.146629
Foto | Ri-Ambientando
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LE POLIZZE
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per proporre ai Clienti Conad le
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Via Vittime del fascismo, 12 Alberobello
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Alberobellese
w w w. a s s o c i a z i o n e a l b e r o b e l l e s e c o m m e r c i o. i t
L.&G. Srl - Via M. Viterbo, 5 Alberobello
Via Ammiraglio Millo - Alberobello
di Aquilino Donato,
I^ trav. Barsenta, 2 Alberobello

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