IMPAGINAZIONE TESI - 17 03

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IMPAGINAZIONE TESI - 17 03
ARCHITETTURA, INVOLUCRO ed ENERGIA:
ABITARE AD ALTA EFFICIENZA ENERGETICA NELLE REGIONI MEDITERRANEE
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indice
PARTE PRIMA - INTRODUZIONE
1
INTRODUZIONE E STRUTTURA DELLA RICERCA
06
1.1 Parole chiave
1.2 Considerazioni preliminari
1.3 Inquadramento del problema scientifico
1.4 Limitazione del campo d’indagine
1.5 Target di riferimento e beneficiari della ricerca
1.6 Obiettivi della ricerca
1.7 Il metodo della ricerca
1.8 Risultati attesi
1.9 Struttura della ricerca
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PARTE SECONDA - L’ARCHITETTURA MEDITERRANEA
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I MODELLI MEDITERRANEI DELL’EPOCA PRE E POST INDUSTRIALE
22
2.1 L’Architettura Italiana
2.1.1 I modelli dell’Italia meridionale
2.12 I modelli dell’Italia centrale
2.2 L’Architettura Araba
2.3 L’Architettura Greca
2.4 Conclusioni
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65
ARCHITETTURA MEDITERRANEA E QUESTIONE ENERGETICA
74
3.1 Considerazioni preliminari
3.2 La questione energetica nell’Architettura del XX secolo
3.2.1 Gropius e i suoi ideali
3.2.2 Le Corbusier e il suo rapporto con l’Architettura del mediterraneo
3.2.3 Il pensiero e l’esperienza di Fathy Hassan
3.2.4 Il pensiero e l’esperienza di Dimitris Pikionis
3.2.5 Il razioanlismo italiano
3.2.6 Conclusioni
3.3. L’Identità mediterranea. Tra natura e ambiente costruito
3.3.1 Introspezione e chiusura
3.3.2 Pesantezza e leggerezza
3.3.3 Colore
3.3.4 Luce
3.3.5 Acqua
3.4 Conclusioni
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NORMATIVA ED EFFICIENZA ENERGETIA IN REGIME ESTIVO
142
4.1 Norme UNI, leggi nazionali e regionali. Il progetto in periodo estivo.
4.2 Programmi europei e prgrammi obiettivo
142
169
3
PARTE TERZA - IL PROGETTO DI RCHITETTURA NELLE REGIONI DEL MEDITERRANEO
5
6
ABITARE IN EDIFICI PASSIVI
188
5.1 Abitare in edifici passivi in Italia.
5.2 Definizione degli obbiettivi di comfort degli utenti in regime estivo. Parametri
esigenziali – prestazionali.
5.2.1 Sicurezza, Benessere, Fruibilità e Gestione
5.3 Definizione dei requisiti Tipologici, Ambientali e Tecnologici degli edifici
rispetto le differenti localizzazioni di tipo urbano o extraurbano
5.4 Definizione degli obbiettivi finalizzati al miglioramento degli standard
5.4.1 Metodi per la formulazione di modelli progettuali
5.4.2 Strumenti per la verifica e la valutazione dell’efficienza dei modelli di studio
188
191
L’ARCHITETTURA PASSIVA NELLE REGIONI DEL MEDITERRANEO
294
6.1 I dieci fattori di controllo per il progetto di eficio passivo
6.2 La riduzione dei consumi energetici
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360
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206
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214
PARTE QUARTA - CONCLUSIONI
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CONCLUSIONI
376
7.1 Verifica tra obbiettivi e risultati raggiunti
7.2 I nuovi vettori di sviluppo della ricerca
376
379
BIBLIOGRAFIA
383
8.1 Bibliografia e Normativa
383
1 Introduzione e struttura della ricerca
INDICE PARZIALE
1.1 Parole chiave
1.2 Considerazioni preliminari
1.3 Inquadramento del problema scientifico
1.4 Limitazione del campo d’indagine
1.5 Target group e beneficiari della ricerca
1.6 Obiettivi della ricerca
1.7 Il metodo della ricerca
1.8 Risultati attesi
1.9 Struttura della ricerca
06
06
09
11
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Viene introdotto con considerazioni preliminari l’inquadramento del problema scientifico successivamente enunciato, segue la definizione degli obiettivi della ricerca e dei risultati attesi, insieme
all’individuazione del target group di riferimento e dei beneficiari dei risultati ottenuti. Vengono
delineati i limiti del campo d’indagine, la metodologia applicata e la struttura della ricerca.
5
1 Introduzione e struttura della ricerca
1.1 PAROLE CHIAVE
può ridurre fino al 90% l’uso di energia, rispet-
Architettura, Involucro, Energia, Abitare, Benes-
to allo standard della casa media europea, riu-
sere estivo, Mediterraneo.
scendo ad ottenere un eccellente comfort interno, rispetto alle abitazioni tradizionali.
1.2 CONSIDERAZIONI PRELIMINARI
Il crescente sovraffollamento dei paesaggi ur-
Il protocollo di Kyoto, firmato nel dicembre del
bani da una parte, e il costante degrado delle
1997 e in vigore dal 16 febbraio 2005, sta im-
risorse naturali e dell’ambiente dall’altra, ren-
pegnando tutti i paesi industrializzati e quelli a
dono necessaria un’attenta riflessione e nuovi
economia in transizione a ridurre le principali
approfondimenti sui modi di progettare e vivere
emissioni antropogeniche di gas serra1 entro il
lo spazio architettonico e urbano. Il nostro con-
2012.
sumo delle risorse mondiali non può continuare
La scadenza è prossima e l’Italia è impegnata a
con questo trend.
ridurre le emissioni di CO2 per una quantità del
Costruire un edificio ad alta efficienza energe-
-6,5% rispetto alle emissioni del 1990, divenute
tica è possibile, lavorando sulla morfologia dei
ormai di circa il 19,5% rispetto alle emissioni
volumi i materiali, razionalizzando i sistemi co-
2008. Siamo ormai del tutto consapevoli che le
struttivi e impiantistici. L’efficienza energetica
risorse di energia non rinnovabili avrà una dura-
non è, come erroneamente si crede, solamen-
ta limitata perché non sono infinite e secondo
te questione di fisica tecnica o di impiantistica,
numerosi studi, siamo ormai prossimi al picco
ma, prima di tutto questione di integrazione tra
di produzione per petrolio e gas, e moto vicini
il progetto dell’architettura ed il concept ener-
al picco del cabone . Inoltre il 40% dell’energia
getico.
adoperata in Europa è consumata nel settore
Obiettivo principale del concept energetico è
dell’edilizia abitativa e del terziario, di cui circa
la costruzione di un edificio autosufficiente ad
il 70% per il riscaldamento e raffrescamento
emissioni di CO2 pari a zero operando sull’in-
degli ambienti, il 12% per l’acqua sanitaria, ed
tegrazione tra forma architettonica, involucro,
il restante per l’energia elettrica, illuminazione,
e sostenibilità energetica. L’approfondimento
usi di cucina. Il settore dell’edilizia è pertanto il
scientifico, derivante dalla pluriennale espe-
maggior responsabile di produzione di CO2, ma
rienza dei paesi del Nord Europa, in merito ai
di contro possiede un alto potenziale di rispar-
temi del contenimento energetico in regime in-
mio energetico.
vernale e/o clima freddo, deve lasciare spazio
2
Infatti con la realizzazione di case Passive , si
3
6
nelle regioni. del centro e sud Italia ai temi del
7
contenimento energetico e del benessere an-
te, ognuna delle quali rappresenta un sistema
che in regime estivo. Le caratteristiche climati-
completo di archetipi, di forme di pensare di-
che di queste regioni infatti, evidenziano inverni
verse […].” ”[…] Come un confronto tra tradizio-
mediamente rigidi ma estati molto calde: l’ar-
ni, forme culturali, perfino razziali, di pensare
chitettura deve essere in grado di fornire una
le cose, [in contrapposizione] al nord Europa
risposta alle esigenze di comfort in questi climi,
[…]”.4 Tra queste culture si inserisce di certo an-
caratterizzati dal elevate escursioni termiche
che quella italiana.
stagionali e giornaliere.
Analogamente il termine mediterraneo sugge-
Si ricercheranno pertanto quei fattori di proget-
risce quelle aree geografiche in cui l’architet-
to importanti per edifici dall’elevato benessere
tura storicamente si è dovuta confrontare con
termico invernale e soprattutto estivo oltreché
una progettazione in ambiti climatici nei quali
per il benessere termo igrometrico degli utenti,
è rilevante il fattore estivo e diventa cogente la
tali da caratterizzare il progetto di un’architet-
necessità di risolvere le problematiche di raffre-
tura pensata nel rispetto della conservazione
scamento degli ambienti e di protezione dall’ir-
dell’ambiente, delle risorse naturali, del benes-
raggiamento solare durante la stagione calda.
sere delle persone, della qualità del paesaggio
Tale affermazione risulta in parte reale nel mo-
urbano e naturale.
mento in cui si considera, l’Italia un paese me-
Nel caso Italiano si introduce pertanto il tema
diterraneo nella sua totalità, dalle regioni più a
della casa passiva nelle regioni mediterranee,
nord ai confini con i paesi dell’Europa meridio-
in cui diventa rilevante il problema della riduzio-
nale, alle regioni della Puglia e la Calabria com-
ne dei consumi per il raffrescamento estivo. La
prese le isole.
risposta passiva al problema si traduce in tre
Considerando l’intero paese rileviamo in esso
sintetiche risposte: norme per proteggere l’edi-
sensibili differenze climatologiche e meteorolo-
ficio dai guadagni di calore; tecniche per modu-
giche, che portano il progettista a considerazioni
lare i guadagni termici, tecniche di dissipazione
progettuali diametralmente opposte in funzione
del calore utilizzando mezzi naturali.
della zona climatica di riferimento. Basti pen-
Quando si parla di regioni mediterranee stori-
sare al confronto tra regioni più settentrionali
camente si intende “la tradizione dei popoli del
delle zone climatiche F5, in cui la progettazione
mediterraneo” […] “da qui nasce l’idea che esi-
si occupa del controllo del riscaldamento attra-
ste una mediterraneità dell’Architettura” […]. ”
verso la captazione dell’irraggiamento solare
Risultato dell’esistenza di situazioni polarizza-
in regime invernale, e la regione Sicilia in cui si
8
progetta pensando alla protezione dall’irraggia-
mente intese”6, o la definizione dei parametri
mento solare e il raffrescamento estivo.
per controllare l’efficienza degli involucri. Tali
Per tali motivi in termini di studi scientifici è
linee guida diventano generali riferimenti, per
corretto analizzare l’Italia nella sua complessità
la progettazione in clima freddo, temperato, cal-
climatica e paesaggistica con i suoi scenari di
do-secco o caldo-umido validi a grande scala.
montagna, di collina di pianura e costa presenti
In relazione all’adeguamento normativo, legato
lungo l’intero territorio. Complessità che si ritro-
agli obbiettivi del protocollo di Kyoto, con l’in-
va esaminando piccole fasce territoriali, dalle
troduzione di linee guida e parametri di riferi-
delineate limitazioni geografiche e caratterizza-
mento per una progettazione energeticamente
te da tradizioni costruttive proprie.
efficiente, le regioni del nord Europa compresa
Da qui la scelta di lavorare sulle regioni dell’Ita-
l’Italia settentrionale, hanno sviluppato appro-
lia centrale, per approfondire il tema dell’edifi-
fondimenti che oggi sono diventati una realtà
cio ad alta efficienza energetica con problema-
consolidata ed efficace rispetto all’intero pano-
tiche in regime estivo rapportate al fabbisogno
rama europeo.
invernale, considerando come caso studio la
Alla base della progettazione di un edificio pas-
regione Marche.
sivo, in tali regioni, è la morfologia dello stesso,
definita da standard progettuali dalle delineate
1.3 INQUADRAMENTO DEL PROBLEMA SCIEN-
connotazioni, che garantisce il controllo dei pa-
TIFICO
rametri energetici.
All’interno di un complesso panorama, quello
Oggi sono ancora da verificare gli standard
della progettazione bioclimatica, numerosi sono
per la progettazione di edifici passivi di nuova
gli approfondimenti che hanno caratterizzato lo
costruzione nelle regioni dell’Italia centro me-
studio della tipologia dell’edificio o la qualità
ridionale, anche in relazione alle più recenti in-
dell’involucro per rispondere alle esigenze di
dicazioni del decreto del 2 aprile 20097, il quale
comfort. Tali studi erano finalizzati alla redazio-
rende operative le norme per l’efficienza ener-
ne di linee guida progettuali sia per l’elabora-
getica, definendo i criteri generali, metodologie
zione di “…configurazioni spaziali, in funzione
di calcolo e requisiti minimi per la prestazione
dell’uso che di tale spazio fanno gli utenti, ed
energetica degli edifici in regine estivo ed inver-
in relazione al comfort ambientale che devono
nale8.
essere ottenute, prescindendo quindi dalle de-
Tale normativa ha ricadute dirette sulle singole
stinazioni d’uso specifico, così come comune-
regioni italiane, che dovranno adeguare i loro
9
1
standard costruttivi. E’ evidente che le regioni
posto. I fattori di progetto saranno in grado di
dell’Italia centro meridionale hanno in questi
fornire risposte per una progettazione efficiente
termini un bagaglio normativo regionale caren-
nelle diverse aree climatiche nella regione og-
te e di contro problematiche in regime estivo
getto di studio, la zona appenninica, quella di
cogenti.
pianura e di mare, assimilabili alle altre regioni
Ma appoggiandosi a un’esperienza costruttiva
dell’Italia centrale in zona climatica D.
storica locale, in grado di fornire indicazioni
In particolare verranno esaminate le problema-
base sulle morfologie edilizie impiegate sui ma-
tiche in regime estivo essendo queste prepon-
teriali e le tecniche costruttive storicamente uti-
deranti nelle aree suddette, verificate anche
lizzate, si può giungere a indicare dei fattori per
rispetto il comportamento invernale.
la progettazione di edifici energeticamente effi-
I risultati della ricerca e le linee guida elaborate,
cienti in regimi climatici invernali ed estivi in cui
saranno verificate sul campo per evidenziarne
quest’ultimo diventa il fattore preponderante.
limiti e potenzialità, attraverso l’applicazione di
Considerando area di studio le regioni dell’Ita-
modelli di studio in un ambito climatico defini-
lia centrale, si introduce lo studio del progetto
to. I casi studio si collocano sul litorale costiero
architettonico come prima e principale risposta
della regione Marche, come motivato e descrit-
al contenimento energetico nei regimi climatici
to nel paragrafo che segue.
suddetti. Questo attraverso una progettazione
Si parlerà di miglioramento della qualità edili-
che parallelamente verifica l’efficienza delle ca-
zia degli edifici in termini di comfort e risparmio
ratteristiche tipologico e morfologiche ipotizza-
energetico in regime estivo, quindi alle esigen-
te per l’edificio, associate a differenti tipologie
ze relative al raffrescamento, in relazione al
d’involucro, massivo o leggero. Involucri studia-
mantenimento delle condizioni di comfort dei
ti anche sulla base dei materiali e dei sistemi
fruitori e al contenimento dei consumi energe-
costruttivi impiegati nella tradizione dei luoghi
tici dell’edificio.
studiati e supportati dalle attuali tecnologie
I risultati ottenuti saranno riferibili a dati nor-
proposte dal mercato.
mativi legati alla norma EN ISO 13790:20089
L’energia si pone come dato variabile, riferibile a
documento elaborato in accordo con le norme
fenomeni naturali microclimatici, che influisco-
preparate dal CEN nell’ambito del mandato
no in maniera determinante nelle caratteristi-
M/343 a supporto dei requisiti essenziali della
che della tipologia e dell’involucro che divente-
Direttiva Europea 2002/91/CE sulla prestazio-
ranno valori fissati nella scelta del modello pro-
ne energetica degli edifici. Nelle applicazioni
10
1 Divisione per aree climatiche secondo Koeppen. Tratto da, Manuale
di progettazione dilizia,
volume II, Ulrico Hoepli
Editore S.p.a., Milano,
1994.
STAGIONE CALDA
3
2
2 Divisione per aree climatiche secondo Koeppen. Tratto da, Manuale
di progettazione dilizia,
volume II, Ulrico Hoepli
Editore S.p.a., Milano,
1994.
3 Divisione per aree climatiche calde e fredde
del territorio italiano.
Individuzione area di
studio. Tratto da, Clima
e progetto, Branka Jankovich, Edizioni Medicea, Firenze, 1990.
STAGIONE FREDDA
legati al rispetto di regolamenti espressi in ter-
nee erano quelle regioni bagnate dal mare me-
mini di obbiettivi energetici, e di confronto delle
diterraneo caratterizzate e contaminate della
prestazioni energetiche di varie alternative pro-
cultura antica classica e protagoniste all’inizio
gettuali per un edificio in progetto.
del secolo dei gran tour degli intellettuali d’Europa.
1.4 LIMITAZIONE DEL CAMPO D’INDAGINE
Per gli approfondimenti sperimentali è stata
All’interno della ricerca con il termine Mediter-
scelta la regione Marche in cui i valori macro-
raneo vengono intese le regioni dell’Italia cen-
climatici di temperature si caratterizzano per
trale oggetto di studio. Queste regioni vengono
le significative escursioni termiche giornaliere
denominate mediterranee perché ricadono in
e stagionali, ed anche in funzione della com-
quell’ambito territoriale in cui le caratteristiche
pleta varietà paesaggistica caratterizzata da
del clima vengono definite mediterranee secon-
mare, pianura, collina e montagna, all’interno
do la classificazione climatica europea orga-
della quale si è scelta come località di studio
nizzata da Koeppen10, già proposta nel 1918
la città di Falconara. In più nella regione Mar-
e perfezionata fino il 1936, in seno alle carat-
che non sono state ancora svolte ricerche affini
teristiche di particolari valori di temperatura e
agli obiettivi qui proposti, ma nelle altre regioni
di piovosità, misurati secondo le esigenze della
dell’Italia centrale ritrova dei punti di riferimen-
vegetazione delle aree in esame. La fascia ge-
to legati ai risultati di ricerche già sviluppate12.
ografica d‘azione comprende le regioni geogra-
Al fine di completare e implementare un pano-
fiche dell’Italia all’altezza dei 43° N, nelle quali
rama geografico di riferimento accrescendo gli
le caratteristiche paesaggistiche e climatiche
standard per la progettazione di edifici energe-
sono similabili e dove il fattore climatico estivo
ticamente efficienti in queste regioni.
incide più di quello invernale, regioni rapporta-
Viene scelta Falconara come riferimento perché
bili alla classificazione di zone climatiche date
vicina al capoluogo di regione Ancona in quanto
dal CNR . Sono escluse le regioni dell’Italia più
città di costa a più basso livello sul mare, nel-
meridionale e le isole in cui il fattore climatico
la quale climaticamente incide maggiormente
estivo presenta caratteri molto diversi, anche
il fattore estivo e quindi diventa il caso limite
se rimarranno un riferimento in termini architet-
all’interno dell’abito regionale, nel quale spe-
tonici storico e culturali.
rimentare e delineare i fattori progettuali ed
Questa scelta è strettamente connessa anche
energetici. Città per la quale abbiamo più dati
a ragioni storiche per le quali le aree mediterra-
climatici raffrontabili, forniti e documentati dall’
11
11
ENEA13 e dal “Geografical meteorology – Wea-
gia fossile o di altre fonti convenzionali” e privi
ther 13 (11)” del 1958 disponibili all’interno
di dispositivo meccanici ausiliari.
della banca dati di riferimento dall’aeronautica
La ricerca prevederà uno studio in regime dina-
militare. Valori climatici da quest’ultima monito-
mico dei modelli tipologici e tecnologici propo-
rati nella stazione climatica di riferimento che
sti, verificati attraverso l’uso di un software in
qui si trova in prossimità della zona aeroportua-
grado di analizzare il trend dei consumi energe-
le della stessa città. L’utilizzo del programma
tici durante l’interno anno solare. Si analizza il
“Design Builder”, con il quale vengono analizza-
comportamento energetico dell’edificio, control-
ti sperimentalmente i fattori approfonditi nella
lando anche le caratteristiche di sfasamento e
ricerca, ha come riferimenti climatici per la re-
attenuazione degli involucri edilizi formulati, il
gione Marche quelli della città di Falconara.
carico di soleggiamento negli ambienti interni,
La stessa regione è inoltre caratterizzata da un
sia in termini energetici sia di illuminazione e
panorama normativo attualmente in evoluzione
considerando l’apporto di ventilazione naturale
e implementabile di parametri per la progetta-
fornita in grado di soddisfare l’esigenza di rimo-
zione di edifici al alta efficienza energetica e
zione del calore all’interno dell’edificio in perio-
compresa all’interno di aree geografiche coin-
do estivo. Non verrà svolta un’analisi LCA dei
volte in programmi di finanziamenti europei per
materiali impiegati per il progetto dei modelli
questo si potranno presentare opportunità di
d’involucro in quanto è stato scelto di utilizzare
veder resi operativi e implementati i risultati
materiali certificati dalle singole ditte produttri-
della ricerca.
ci, scelti in relazione alle caratteristiche fornite
Nella studio verranno verificati e approfonditi
dalle stesse. Inoltre non ci si occuperà del con-
i principi per la progettazione di edifici passivi
trollo dei fattori acustici.
(efficienti), nelle aree geografiche sopra deli-
Verranno analizzati modelli di edifici di nuova
neate. Verranno sviluppati dei modelli di edifici
costruzione, considerando tipologie edilizie af-
passivi in cui“(…) le condizioni di comfort [estivo
fini a più usi considerando in fase di calcolo la
ed invernale] vengono raggiunte grazie a carat-
destinazione d’uso abitativa per la quale sono
teristiche dell’involucro edilizio (forma orienta-
maggiori e più restrittivi i fattori di controllo
mento, isolamento termico e massa, protezioni
energetico.
solari, ecc.) e a sistemi di trasporto del calore
I riferimenti tipologici storici e contemporanei
da o verso l’ambiente circostante (aria, terreno,
presi in esame sono modelli che si sono svilup-
cielo, ecc.) che non richiedano utilizzo di ener-
pati nelle regioni dell’Italia centro meridionale,
14
15
12
nelle regioni greche e arabe. Si considera un
passive idonee all’abbattimento dei consumi
ambito territoriale d’interesse variegato tipo-
energetici nell’ambito della produzione edilizia.
logicamente e climaticamente ma omogeneo
- Imprenditori; Le linee guida di riferimento
in termini territoriali perché si affaccia su una
permetteranno di far comprendere al mondo
stessa porzione di mare mediterraneo nel quale
dell’imprenditoria edile le possibilità che que-
condividono un percorso storico.
sto tipo di strategie costruttive sono in grado di
rinnovare proficuamente il nuovo mercato della
1.5 TARGET GROUP E BENEFICIARI DELLA RI-
produzione edilizia, nelle aree geografiche og-
CERCA
getto di studio.
La ricerca è impostata avendo come riferimento
- Tecnici: Architetti, Ingeneri civili-edili. La ricer-
il target group di interlocutori scientifici e tecnici
ca è rivolta ai tecnici operatori nel settore in
sotto delineato. Parallelamente è possibile indi-
quanto è in grado di fornire strumenti pratici
viduare quelli che sono i beneficiari che posso-
al fine di progettare un edificio passivo in cui il
no usufruire del prodotto della ricerca concreta-
controllo del fattore estivo si ha dalla fase pre-
mente, con ricadute dirette dei risultati ottenuti
liminare del progetto, attraverso la gestione di
applicati in forma operativa.
10 fattori di riferimento e in funzione delle solu-
Target Group
zioni tipologiche d’involucro fornite dai modelli
- Università;
di studio.
- Centri di ricerca;
- Autorità locali: pubbliche, private;
1.6 OBIETTIVI DELLA RICERCA
- Tecnici: Architetti, Ingeneri civili-edili;
L’obiettivo della ricerca è implementare gli
- Costruttori;
standard per la progettazione di edifici ad alta
Beneficiari
efficienza energetica (passivi) di nuova costru-
- Università; la ricerca verrà utilizzata come stru-
zione nelle regioni dell’Italia centrale, definite
mento per programmi di ricerca e finanziamenti
mediterranee, considerando come caso studio
e come punto di partenza per ulteriori approfon-
la regione Marche. Lavorando principalmente
dimenti (come delineato nelle conclusioni finali
sulla morfologia dell’involucro, per il conteni-
al capitolo 7).
mento dei consumi energetici estivi ed invernali
- Autorità locali: pubbliche, private; Messa a pun-
e il controllo dell’irraggiamento solare in regime
to della normativa regionale rispetto il controllo
estivo. Si vuole determinare come i fattori di
dei fattori estivi definendo strategie progettuali
progetto “variabili”, possono incidere in regime
13
dinamico nel progetto di un edifico “passivo”,
tipologica - morfologica degli spazi dell’abi-
affinché di delineino i metodi ed i fattori su cui
tare nella regioni dell’Italia centrale per cia-
lavorare nel progetto di architettura, per soddi-
scuna delle differenti zone, appenninica di
sfare l’esigenza di benessere estivo dell’utenza.
pianura e mare;
Questo per l’utenza che vive nelle regioni medi-
- Definizioni di soluzioni tecnologiche d’invo-
terranee oggetto di studio in cui il fattore estivo
lucro verificate e coerenti con gli schemi ti-
incide quanto o maggiormente quello invernale.
pologici formulati. Involucri che permettono
Gli obiettivi sono così articolati:
di ottenere valori di Epi ed Epe inferiore a 15
1 - Definizioni delle condizioni di comfort per
kWh/m2a. Si parlerà di edifici passivi16.
utenti, in riferimento ai parametri termo-igro-
- Definizioni di soluzioni tecnologiche d’invo-
metri e ai fattori psicofisici connessi agli spazi
lucro di tipo leggero e massivo.
dell’abitare e alle caratteristiche climatiche del-
- Verifica delle proposte sopra citate attra-
le regioni oggetto di studio.
verso un’analisi in regime dinamico di casi
- Sicurezza: Attraverso la definizione di mo-
applicativi (modelli) dai quali è possibile ri-
delli tipologici-morgologici e tecnologici veri-
levare dati rapportabili a parametri di rife-
ficati.
rimento.
- Benessere termo-igrometrico: Controllo del
- Comfort:Comfort all’interno degli ambienti,
microclima interno con particolare attenzio-
per l’utenza finale in termini di benessere
ne alle esigenze di benessere estivo.
termo-igrometrico, psicofisico di gestione e
- Fruibilità: definizione di modelli abitativi
sicurezza.
che soddisfano i fattori psico-fisici dell’abi-
- Ottimizzazione energetica: in termini di
tare.
equilibrio tra le risorse energetiche impiega-
- Gestione: Intesa come facilità del funzio-
te e acquisite, la cui regolazione si ha per
namento per l’abitazione passiva in clima
mezzo delle caratteristiche del progetto ar-
mediterraneo.
chitettonico e i requisiti dell’involucro.
2 - Approfondimento di linee d’indirizzo per una
- Qualità architettonica: nella composizione
progettazione energeticamente efficiente nel-
dell’organismo edilizio, controllata paral-
le regioni dell’Italia centrale (utilizzando come
lelamente al soddisfacimento dei requisiti
caso studio la regione marche nella località di
di comfort e risparmio energetico, anche
Falconara Marittima);
per il ripristino di un’architettura specchio
- Definizione di fattori per la progettazione
14
dell’identità dei luoghi.
1.7 IL METODO DELLA RICERCA
dere in che misura la ricerca è spendibile in
La metodologia della ricerca si è articolata in
programmi di cooperazione e competitività
otto fasi operative in ordine secondo la sequen-
in ambito europeo ed extra europeo.
za riportata.
3 - Indagine bibliografica e sitografica attraver-
1 - Analisi del problema scientifico e del con-
so lo studio e la lettura di testi, articoli di riviste
testo generale, individuazione del tema e defi-
e atti di convegni.
nizione del programma di ricerca, elaborazione
- Lettura di testi relativi la cultura storica del
degli obiettivi e dei risultati attesi.
mediterraneo e le caratteristiche architetto-
2 - Indagine legislativa, normativa e programmi
niche dell’edilizia storica nelle regioni geo-
europei all’interno dei quali la ricerca può avere
grafiche in ci esso si esplicita maggiormente
ricadere operative.
e in maniera e coerente anche con le aree
- Legislazione europea e documentazione
geografiche oggetto di studio nella ricerca.
sulle leggi nazionali in materia di prestazio-
- Libri nei quali si delineano i principi e le
ne energetica degli edifici e certificazione
strategie per il progetto di bioarchitettura e
energetica degli edifici.
la progettazione bioclimatica. Testi e articoli
- Leggi regionali relative le metodologie in-
di riviste, riguardanti principi e strutture di
trodotte per la certificazione energetica de-
ricerche al fine di indagare gli strumenti per
gli edifici e i criteri di progettazione di edifici
la progettazione e realizzazione di edifici ad
sostenibili. Regolamenti edilizi comunali e
alta efficienza energetica.
individuazione di casi virtuosi di comuni che
- Testi di dottorato per comprendere in quale
adottano principi per la progettazione e rea-
modo organizzare e migliorare l’impostazio-
lizzazione di edifici a basso impatto ambien-
ne di struttura della ricerca e l’individuazio-
tale. Al fine di individuare i punti di criticità
ne dello stato dell’arte nel settore d’indagi-
implementabili dai risultati della ricerca.
ne scelto.
- Normative UNI relative i principi e gli stru-
- Indagini su riviste e siti web, per la cono-
menti di controllo del comfort abitativo negli
scenza delle caratteristiche climatologiche
edifici e progettazione di edilizia ad alta effi-
delle regioni italiane oggetto di studio e del
cienza energetica anche nel caso estivo.
trend climatico dell’Italia.
- Programmi europei, all’interno dei quali
4 - Partecipazioni a convegni, seminari e wor-
siano coinvolte le regioni del’Italia centrale
kshop al fine di arricchire ed implementare le
in particolare le marche al fine di compren-
conoscenze relative lo stato d’avanzamento
15
della ricerca nell’ambito dell’efficienza energe-
fattori riferiti alla regione geografica oggetto di
tica in edilizia in particolar modo riferita al tema
studio, la regione Marche. Individuazioni di casi
delle prestazioni in clima estivo.
studio di progetti pilota attuati all’interno della
5 - Incontri e colloqui con docenti ed esperti del
regione Marche, esperienze sperimentali, nate
settore oltre il regolare confronto con il Tutor An-
come incentivo all’adeguamento normativo
drea Rinaldi.
oggi cogente.
- Confronto con il Prof. Pietro Maria Davoli
7 - Analisi dei fattori geografici e climatici del
(Facoltà di Architettura dell’Università di Fer-
sito in esame: Definizione dei fattori climatici
rara), Prof.ssa Maria Cristina Forlani (Facolà
caratteristici delle regioni geografiche oggetto
di Architettura dell’Università di Pescara);
di studio, come riferimento per la ricerca; de-
Prof. Carlo Truppi (Facoltà di Architettura
terminazione delle caratteristiche geografico-
dell’Università di Siracura); Prof. Corrado
paesaggistiche dei siti scelti per dimostrare
Trombetta (Facoltà di Architettura dell’Uni-
le ricadute concrete della ricerca nei differenti
versità di Reggio Calabria).
paesaggi urbani, di montagna, collina-pianura e
- Confronto con il tecnico Arch. Rino Paterno
mare della regione Marche.
referente TBZ nella città di Bari, realtà in cui
8 - Sperimentazione di principi progettuali vali-
si stanno studiando attraverso sperimenta-
dati, attraverso la sperimentazione di modelli di
zioni costruttive le caratteristiche della Pas-
studio. Ricerca e conoscenza di programmi per
sive House in regime mediterraneo.
analisi in regime dinamico di modelli di studio
- Incontro con il Maggiore Emilio Rossini
ipotizzati al fine di ricavare dati in regime estivo.
dell’Aeronautica Militare, presso la stazione
operativa di Roma Pratica di mare, riguardo
1.8 RISULTATI ATTESI
le caratteristiche climatiche della regione
Il risultato atteso della ricerca è la definizione
marche oggetto di studio e del trend clima-
e la misura dell’importanza di fattori per la
tico dell’Italia e acquisizione di documen-
progettazione di architetture ad alta efficienza
tazione relativa immagini fotografiche nella
energetica nelle regioni mediterranee dell’Italia
regione dell’Afganistan.
centrale nei contesti appenninici di pianura e
6 - Analisi di casi studio applicativi di edifici sto-
mare. Questo attraverso strategie di controllo
rici; individuazione dei caratteri insediativi, tipo-
energetico passivo. La definizione dell’impor-
logici – morfologici, tecnico costruttivi dell’ar-
tanza di fattori progettuali consentirà l’utilizzo
chitettura mediterranea. Studio dei medesimi
di questi fattori con una maggior consapevolez-
16
za nel processo di progetto e costruzione di edi-
2 Seconda fase
fici ad alta efficienza in climi mediterranei.
- Definizione dello stato dell’arte della norma-
I risultati attesi possono avere potenzialmente
tiva, nazionale, regionale e comunale, rispetto
ricadute applicative nella messa a punto di:
il tema energetico e di prestazione degli edifici
- Normative regionali in materia di efficienza
ed individuazione delle peculiarità e dei punti
energetica; con particolare riferimento alle nor-
di criticità.
mative regionali che attualmente sono utilizza-
- Conoscenza dei fattori progettuali che caratte-
te come strumento di controllo e certificazione
rizzano l’architettura mediterranea e definizio-
energetica, implementando i parametri qualita-
ne della questione energetica nell’architettura
tivi (Protocollo Itaca).
del XX secolo.
- Sensibilizzazione dei progettisti, delle istitu-
- Organizzazione dei caratteri insediativi tipo-
zioni pubbliche e delle imprese, affinché con
logici-morfologici e tecnologici dell’architettura
i risultati ottenuti si delineino modelli costrut-
mediterranea attraverso l’analisi delle architet-
tivi applicabili che siano un punto di partenza
ture nelle regioni italiane, arabe e greche.
per la modificare e il miglioramento la qualità
3 Terza fase
energetica del costruito. Con la formulazione di
- Definizione degli obbiettivi di comfort degli
principi che permettono di controllare il proget-
utenti in regime estivo e determinazione del
to di un edificio passivo, nelle regioni oggetto
principio di edificio passivo per la ricerca.-
di studio.
- Definizione e studio dei fattori progettuali che
- Spendibilità ed esportabilità della ricerca; i ri-
possono influire sui caratteri passivi negli edi-
sultati della ricerca potranno essere spendibili
fici delle regioni dell’Italia centrale. Lavorando
all’interno di programmi di cooperazione e com-
principalmente sulla morfologia dell’involucro
petitività in ambito europeo.
e sulle sue caratteristiche tecnologiche, per il
controllo dell’irraggiamento solare e del conte-
1.9 STRUTTURA DELLA RICERCA
nimento dei consumi energetici in regime estivo
1 Prima fase
si sono definiti 10 fattori di progetto, classificati
- Individuazione dell’ambito tematico all’interno
in tipologici/morfologici e tecnologici a seconda
del quale è stato selezionato il settore d’inte-
della loro capacità di incidere sulla morfologia/
resse della ricerca e l’area geografica in cui si
tipologia o sulle caratteristiche tecnologiche.
renderà operativa, al fine di definire gli obiettivi
1 Orientamento - fattore tipologico/morfolo-
e i risultati attesi dalla stessa.
gico.
17
2 Rapporto di forma - fattore tipologico/mor-
- Definizione di linee d’indirizzo. Confronti fra
fologico.
soluzioni tipologiche e tecnologiche. Definizio-
3 Inerzia termica - fattore tecnologico.
ne dei requisiti tipologici, ambientali e tecnolo-
4 Trasmittanza - fattore tecnologico.
gici delle spazi dell’abitare, differenziati rispetto
5 Schermature solari - fattore tecnologico.
le diverse localizzazioni individuate all’interno
6 Ventilazione naturale - fattore tipologico/
dell’ area geografica oggetto di studio.
morfologico.
- Comparazione tra i risultati ottenuti e quelli
7 Spazi a differenti temperature - fattore ti-
attesi sopra proposti e definizione delle nuove
pologico/morfologico.
linee di sviluppo della ricerca.
8 Strategie passive d’involucro - fattore tecnologico.
9 Impermeabilità all’aria - fattore tecnologico
10 Colore - fattore tipologico/morfologico.
- Progettazione di modelli edilizi dai definiti caratteri morfologici-tipologici e soluzioni d’involucro edilizio
- Organizzazione di una metodologia di analisi
dei modelli sviluppati e definizione di schede di
descrizione dei modelli e di verifica e valutazione dei risultati ottenuti.
4 Terza fase
- Analisi in regime dinamico dei modelli sviluppati con il programma Design Builder, analisi
dei pacchetti tecnologici formulati con il programma JTempest per conoscerne le caratteristiche di sfasamento e attenuazione e verifica
degli apporti d’illuminazione naturale interna
nei modelli con il programma Ecotech.
- Verifica, comparazione e validazione di principi
progettuali formulati dai dati ottenuti nelle prove eseguite.
18
NOTE
1 “Il paniere di gas serra considerato nel Protocollo include
sei gas: l’anidride carbonica, il metano, il protossido di
azoto, i fluorocarburi idrati, i per fluorocarburi, l’esafluro
di zolfo.” Attilio Carotti - La casa Passiva in Europa, guida
professionale alle normative energetiche e ai modelli di
Calcolo, Milano, editore Clup, 2005, p. 2
2 Tratto da Progettazione ed efficienza energetica, a cura
di Andrea Rinaldi, Maggioli Editori, Rimini, 2010, pag 12,
riferimento nota 2. “Il Peak Oil (denominato anche picco di
“Hubert”), ovvero il momento di superamento della domanda
rispetto all’offerta disponibile del petrolio è diversamente
stimato è stimato in funzione dei diversi modelli di calcolo,
di stima delle riserve disponibili, dei consumi in base alla
crescita demografica, dalla progressiva sostituzione del
petrolio con fonti energetiche alternative. Quello che è
certo è che sarà raggiunto molto presto. La maggior parte
delle stime colloca il Peak Oil tra il 2020 e il 2050. Di pochi
anni superiore è considerato il picco per il gas naturale, e di
qualche decennio per il carbone. Per l’uranio le informazioni
esistenti sono di dubbia veridicità, vista la sua importanza
in campo militare. Tuttavia anch’esso non ha disponibilità
illimitata e le riserve sono molto modeste.
di energia per il riscaldamento ed il raffrescamento
ambientale”- Linee guida per l’applicazione nazionale.
Energie performance of buildings-Calculation of energie
use for space heating and cooling-Guidelines for national
application.
10 Koppen W., Das geographische System der Klimate,
1936.
11 Nella stagione calda zona climatica 3, per la stagione
fredda zona climatica 3b.
12 Per la regione Lazio nella città di Roma sono stati
condotti i primi studi su questi ambiti tematici attraverso
il progetto europeo Passive-On coordinato dal Politecnico
di Milano e nella regione Toscana, nella città di Firenze,
attraverso la Facoltà di Architettura.
13 Secondo una registrazione datati 2001 e i dati.
14 www.meteoam.it
15 Givoni, Baruch: Passive and low Energy cooling of
buildings, John Wiley, New York, 1994.
16 Edifici capaci di funzionare autonomamente.
3 Per la definizione di edificio passivo, così come inteso
nella ricerca si rimanda al capitolo 5.
4 Georges Duby, Gli ideali del mediterraneo, Messina,
Megosa by Gem, 2000, p. 442, p. 401-402.
5 Con il termine zona climatica si fa riferimento alla
suddivisione dell’Italia secondo i gradi giorno (GG), cioè
in funzione delle ore considerate per il riscaldamento
invernale secondo la normativa. Con F si intende la zona
climatica in cui i gradi giorno sono GG>= 3001.
6 Cristina Benedetti, Manuale di progettazione bioclimatica,
Rimini, Maggioli editore, 1994, p. 119.
7 Regolamento di attuazione dell’articolo 4, comma 1,
lettere a) e b), del decreto legislativo 19 agosto 2005,
n.192,concernete attuazione della direttiva 2002/91/CE
sul rendimento energetico in edilizia.
8 Supportato dalle norme UNI.
9 Prestazione energetica degli edifici-“Calcolo del fabbisogno
19
20
2 I modelli Mediterranei DELL’EPOCA PRE E POST INDUSTRIALE
INDICE PARZIALE
Caratteri tipologici di modelli mediterranei. Sistema insediativo, Architettura: Tipologia, Involucro,
Sistemi di protezione solare.
2.1 L’Architettura Italiana
2.1.1 I modelli dell’Italia meridionale
2.1.2 I modelli dell’Italia centrale
2.2 L’Architettura Greca
2.3 L’Architettura Araba
2.4 Conclusioni
22
22
37
44
51
65
Vengono presentati i caratteri insediativi, tipologici e costruttivi “mediterranei”, attraverso l’analisi
di modelli tipologici noti. Tutto ciò al fine di comprendere le strategie di controllo termico derivate
dalle scelte delle caratteristiche tipologiche e morfologiche degli insediamenti, la tipologia degli
edifici e la scelta dei materiali componenti l’involucro. Questi contestualizzati all’interno di un
dato ambito territoriale-orografico e climatico, rispetto al quale sono in grado di garantire confort
all’utente che vi abita, attraverso un completo controllo del microclima esterno e interno senza
l’utilizzo di impianti. Si farà riferimento all’architettura storica dell’Italia, della Grecia e quella
araba. L’analisi parte da campioni di edifici storici significativi.
21
2 I modelli Mediterranei DELL’EPOCA PRE E POST INDUSTRIALI
CARATTERI TIPOLOGICI DI MODELLI MEDITERRANEI
SISTEMA INSEDIATIVO, ARCHITETTURA: Tipologia, involucro, sistemi di protezione solare.
2. 1 ARCHITETTURA ITALIANA
Su un lato della corte si aprono i vani destinati
Tra i più significativi esempi di architettura ver-
al riposo mentre sull’altro quelli destinati al se-
nacolare noti nel panorama italiano ritroviamo
vizio, come la cucina e i ripostigli. Ogni casa è
il Dammuso di Pantelleria e il Trullo di Albero-
separata dall’altra per mezzo del cavedio (am-
bello, esempi che rappresentano modelli abita-
bitus) in cui si accolgono i canali del deflusso
tivi ad alta efficienza e che ritrovano i più antichi
delle acque meteoriche.
archetipi come le più antiche Domus Romane.
I cortili compluviali hanno un’origine tuscanica.
Parallelamente la definizioni dei caratteri tipolo-
Le case di Marzabotto hanno un’impostazione
gici delle abitazioni rurali che ancora oggi popo-
genetica della casa pompeiana, considerata
lano le campagne dell’Italia centrale.
come un momento di evoluzione della Domus
romana. E’ molto probabile che in virtù di carat-
2.1.1 I MODELLI DELL’ITALIA MERIDIONALE
teristiche climatiche, sociali e culturali si siano
DOMUS ROMANA
sviluppati modelli abitativi simili in aree lontane
La Domus Romana è considerata il più antico
tra loro.
esempio di tipologia abitativa che racchiude
La Domus che nasce dal modello etrusco sopra
in se i caratteri tipici dell’architettura mediter-
esaminato è un edificio ad un unico piano, ad
ranea. Trae le sue connotazioni dalla tipologia
uso unifamiliare, che l’architetto Vitruvio descri-
etrusca come testimoniano i ritrovamenti di un
ve come “bassi, massici e lunghi”, organizzati
edificio residenziale rinvenuto nelle immediate
attorno a un vano centrale, inizialmente a corte
vicinanze di Marzabotto. La Domus è la tipologia
poi coperto, totalmente o parzialmente, il patio.
abitativa di famiglie nobili nella civiltà romana.
Anche la Domus romana è un’abitazione uni-
L’abitazione presenta una forma rettangolare,
familiare, a uno o a due piani, chiusa verso
si imposta in un tessuto compatto. Nel perime-
l’esterno e aperta verso gli spazi interni; gene-
tro sono posizionati i locali abitativi e di lavoro,
ralmente si compone di spazi con destinazioni
organizzati attorno ad una corte scoperta. L’in-
fisse che si collocano intorno ad un atrio o peri-
gresso avviene attraversando un lungo corrido-
stilio, cioè un portico affacciato su un giardino
io che scavalca gli spazi destinati alle attività
che nel tempo si può estendere fino a circon-
artigianali affacciati sulla strada. La stanza di
darlo completamente. Le case sono realizzate
rappresentanza della casa si affaccia sulla cor-
le une accostate alle atre, in file semplici o dop-
te dalla parte opposta dell’ingresso, nel casi di
pie, all’interno di isolati di cui costituiscono il
impianto simmetrico.
modulo dimensionale.
22
Foto di villaggio afgano.
23
1
2
Le pareti portanti erano realizzate in pietra
15*30m).
squadrata, anche di grandi dimensioni. Da Car-
Nell’esempio di casa Fauno, residenza più son-
tagine viene importata la struttura cementizia
tuosa della precedete, che si estende su una
formata da inerti e sabbia di fiume legati con
superficie complessiva di circa 3000 mq per
calce. Successivamente viene utilizzato il late-
92*33 ml, occupando un interno isolato, pro-
rizio integralmente o come camicia esterna per
babilmente realizzata dalla composizione di
getti di conglomerato cementizio. La copertu-
due Domus.
ra come nella precedente tipologia costruttiva
E tale tipologia nella sua trasformazione si ar-
è realizzata in legno e ricoperta con tegole in
ricchisce di forno in grado di riscaldare gli spazi
cotto.
come il tepidariume e di un calidarium.
L’evoluzione polimetrica della Domus, risenten-
Esiste una terza topologia dalle dimensioni di
do nel tempo dell’influsso del modello a peristi-
circa 160 mq (10*16 ml) che probabilmente si
lio, vede le forme diventare irregolari e gradual-
sviluppa due piani viste le ridotte dimensioni
mente scomparire l’atrio.
del piano terra. Questa ritrovata dall’archeologo
Lo sviluppo tipologico si identifica nella casa del
Adolf Hoffman.
Chirurgo ritenuta una delle tipologie più antiche
- La tipologia della Domus è la prima nella sua
(IV secolo a.C.) tra le case di Pompei, l’edificio
forma più arcaica a contenere l’elemento tipo-
risulta essere modificato e ampliato nel tempo.
logico del patio, il quale sia come spazio aperto
Da un corridoio d’ingresso fauces si entra nel-
(peristilio) o semi aperto come (atrio) pavimento
la strada nell’atrio, dotato solo in un secondo
o verde (orto) costituisce la principale connota-
tempo di impluvium, il bacino per la raccolta
zione che riflette l’esigenza climatica del luogo.
del’acqua piovana.
Il patio come riserva di aria fresca nelle caldi
L’atrio come luogo cuore della casa è il luogo su
stagioni estive. Ambiente che diventa termore-
cui si affacciano tutti gli ambienti in modo sim-
golatore degli spazi interni delle ambientazioni
metrico, due camere da letto e un’ala per ogni
estive durante la stagione più calda, per le sue
lato maggiore; sull’asse delle fauces e di fronte
caratteristiche.
ad esse trova il posto il tablinum, il soggiorno
- La forma tipologica risulta particolarmente
della Domus, finestrato sul portico posteriore e
compatta il rapporto di forma che si può calco-
fiancheggiato da due vani; da uno di questi si
lare nella tipologia Pompeiana del “Chirurgo”
accede al portico posteriore.
è 0,90, caratterizzata da un atrio e un orto, le
La casa ha una superficie di circa 450 mq (circa
cui superfici sono superiori alle dimensioni de-
24
1 Domus Romana casa
di Trebio Valente, Pompei. Sezione.
2 Tipo edilizio della città
etrusca vicino a Marzabotto.
3 Pompei: Casa del Chirurgo.
LEGENDA
1 ingresso
2 stanza trasformata in
luogo di vendita
3 stanza
4 atrio
5 camera da letto
6 ala (luogo per la conservazione dei latri)
7 stanza di passaggio al
portico e all’orto
8 tablinum
9 stanza
10 portico
11 orto
3
4 Casa del fauno a Pompei.
LEGENDA
1 ingresso
2 tabernae
3 cubicula
4 atrio
5 atrio tetrastilo
6 tablinum
7 triclino
8 alae
9 peristilio
10 esedra con mosico
11 triclino estivo
12 atrio triclino
13 cucina
14 bagni
15 grande peristilio
16 posticum
gli spazi abitati, mentre quella di Fauno è pari
5 Ricostruzione gafrica
dell’trio tuscanico della
casa del Fauno.
- Il tessuto urbano in cui si inserisce la tipologia
5
a 0,55, l’estensione dell’abitazione ricordiamo
essere circa 3000 mq con cinque spazi a corte,
di tipologia aperta o semiaperta.
Si può affermare che aumentando la dimensione del patio diminuisce il rapporto di forma,
quindi è apprezzabile l’uso di una tipologia articolata sia ai fini funzionali dell’abitazione sia a
quelli bioclimatici, sfruttando le caratteristiche
geometriche degli spazi a differenti temperature.
è un tessuto storico anch’esso compatto quindi si evince che l’aggregazione di più tipologie
aumenta il livello di compattezza dato dalla singola abitazione.
- la muratura massiva in pietra o laterizio ha
una dimensione di circa 50-60 cm e l’uso della
pietra e del laterizio conferisce elevata inerzia
termica agli ambienti, strategie di controllo termico estivo ed invernale.
- La chiusura dei muri perimetrali è una strategia efficace di controllo solare limitando l’uso
di piccole aperture esterne per garantire l’illuminazione naturale degli ambienti durante la
stagione estiva.
4
25
6
DAMMUSO
un arco a tutto sesto;
Tipica costruzione di Pantelleria nella quale la
-l’arkòva, stanza da letto solitamente priva di
storia della architettura ha raggiunto il massi-
aperture o dotata in alto di una piccola finestra,
mo della evoluzione, si tratta infatti di uno dei
grande poco più di un letto matrimoniale, isola-
più antichi e significativi esempi di architettura
ta dalla kàmmira solo da tendaggi che coprono
spontanea, dalla forte identità. Le origini della
l’apertura ad arco;
tipologia del dammuso risalgono all’epoca della
- I kammarini, stanze da letto più piccole dell’ar-
collocazione araba, tuttavia è stato accertato
kòva, senza finestre;
che l’utilizzo della pietra vulcanica locale, nella
- il cuffulàru, ovvero la cucina, lungo la parete
costruzione di abitazioni era diffuso anche nelle
viene sistemato ‘u furnìddru , tradizionale pia-
epoche precedenti, dato che la prima struttura
no di cottura in muratura, con piccoli armadi
simile a un dammuso risale ai primi secoli dopo
rettangolari ricavati nei muri, detti casèna o
Cristo, quando Pantelleria era un possedimen-
stìpu a mmùru.
to romano. L’utilizzo del dammuso è originaria-
Elemento portante della struttura del dammuso
mente stagionale e prevalentemente agricolo,
sono i muri spessi fino a due metri, realizzati
attualmente utilizzato anche come residenza
con la tecnica della casciata, consistente in una
stabile, come già detto Il dammuso nasce per
doppia parete in muratura di pietre a secco con
esigenze pastorali e di coltivazione, nella sua
l’intercapedine riempita da pietrame minuto,
forma più essenziale consiste in un unico am-
assestato e costipato e in seguito innaffiato con
biente, con il passare dei secoli, e l’evoluzione
terra per riempire gli interstizi e rendere il muro
dell’urbanizzazione i dammusi diventano dimo-
compatto nonché refrattario al calore, al freddo
re stanziali, sia nei borghi che nelle contrade,
e ai rumori. A volte le pareti esposte a sud ven-
assecondando le esigenze della famiglia, lo
gono intonacate all’esterno con strati successi-
spazio si dilata prima nello spessore dei muri,
vi di calce e sabbia o calce e pomice, rifiniti fino
dove vengono ricavate nicchie e armadi, per poi
ad ottenere una superficie perfettamente liscia,
ospitare più ambienti, La “cella base” del dam-
per ridurre ulteriormente l’assorbimento della
muso tipico conta dei seguenti vani:
radiazione solare. La copertura è costituita da
- la sala, stanza disimpegno dalla quale si ac-
una o più volte o cupole realizzate in pietre rot-
cede in quasi tutte le altre stanze;
te disposte a taglio, rivestite in terra battuta e
-la kàmmira, vano soggiorno adiacente alla
impermeabilizzate con un impasto di calce, tufo
sala e dalla quale si entra nell’arkòva tramite
e lapilli vulcanici, che permettono di aumentare
26
6 Dammuso di Pantelleria. Tratto da A. Scrano,
Identità e differenze
nell’architettura
del
mediterraneo, Gangemi
editore, Roma.
7-8 Sezione tecnologica
del dammuso.
LEGENDA
1- Strato impermeabile
composto da calce, tufo
e lapilli vulcanici , compresso con mazzuoli in
legno sino ad assumere
uno spessore di circa 4
cm.
2- Riempimento dello
spazio tra la volta e il
paramento esterno di
pietre di varia grandezza, atto a fornire
maggiore stabilità alla
struttura e a distanziare
e proteggere l’interno
della cupola del deflusso delle acque piovane.
3- Strato di terra atto
a livellare la superficie
esterna della volta e a
permettere un migliore
ancoraggio del manto
impermeabile, nonché
a facilitarne la compressione durante la
battitura.
4- Pietre della volta posizionate a raggiera con
il lato corto rivolto verso
il centro della base della
cupola con piccole pietre dure disposte a cuneo a mo’ di fermo.
5- Strato di terra impastata (taio) posta su tutta la superficie interna
della cupola al fine di livellarne le imperfezioni.
6- Serie di pali secondari
che vengono appoggiati
seguendo una serie di
perimetri che vanno a
diminuire gradualmente mentre si sale verso
l’alto .
Pali di sezione.
7- Pietre di limitato
spessore, poste nello
spazio tra i pali, atte a
fungere da supporto per
la terra impastata con
4
1
3
2
10
5 5
7
12
11
6
14
8
9
13
15
8
7
acqua .
8- Coppia parallela di
pali in legno di leccio atti
a supportare, insieme
alla colonna centrale in
pietra, il peso complessivo della forma.
9- Piccoli cunei in pietra
posti tra le pietre della
colonna centrale, necessari per facilitare lo
smontaggio della forma
tramite dei colpi che
liberano parzialmente i
pali superiori fissati dal
peso della cupola.
10- Pali di sezione.
11- Pietre poste sui pali
di supporto per definire
linea curva della cupola,
tra le quali vengono fissati i pali secondari.
12- Nicchia all’interno
dei muri che permette
lo scorrimento dei pali
in legno di leccio durante lo smontaggio della
forma.
13- Paoli di supporto degli spigoli.
14- Colonna di pietra
atta a sostenere, insieme ai pali,l’ingente carico della struttura.
Tratto da A. Scrano,
Identità e differenze
nell’architettura
del
mediterraneo, Gangemi
editore, Roma.
l’altezza dei locali non intaccandone la posizio-
il mese di agosto si mantiene quasi costante in-
ne, e che contribuiscono a mantenere fresco
torno ai 26°C sia durante il giorno che durante
l’ambiente specialmente nel periodo estivo, in
la notte.
quanto l’aria calda interna tende a salire ver-
L’impianto di edificazione del dammuso aveva
so l’alto. Anche le aperture del dammuso sono
inizio con l’opera di bonifica dei terrazzi adia-
pensate per mantenere inalterato il microclima
centi al luogo scelto per la costruzione, e con
interno: piccole e rare, sono costituite unica-
la raccolta delle pietre in cava, durante la quale
mente dalla porta d’ingresso e da piccole ferito-
avveniva una prima selezione a seconda della
ie, di forma rettangolare o rotonda, i cosiddetti
grandezza e della forma delle stesse, identifica-
“occhi di pietra”, che, orientati di solito verso
te ancora oggi con nomi specifici, ovvero tartisi,
sud ma posizionati nei muri in modo da cattura-
strummuli, mazzacani per le pietre da 3 a 15
re le brezze estive e sfuggire il terribile scirocco,
cm, cantune, balati, cantunere per quelle da
permettono di ottenere una ventilazione nottur-
15 a 70 cm, e che ricoprivano ognuna un ruolo
na e un’illuminazione diurna debole Il senso di
specifico nella costruzione dei muri.
frescura che si prova all’interno dei dammusi
Durante questa prima fase di bonifica e prepa-
nelle giornate estive di scirocco dimostra infat-
razione veniva costruita la cisterna per la raccol-
ti come queste costruzioni siano state conce-
ta dell’acqua: tuttavia, poiché era uso comune
pite per raggiungere condizioni di benessere
edificare il dammuso su rovine di epoca punica
abitativo. Riassumendo, possiamo dire che le
o romana, venivano il più delle volte riutilizzate
strategie di raffrescamento del dammuso sono
le antiche cisterne campanulate, impermeabi-
basate principalmente:
lizzate con il coccio pesto, conservatesi integre
- sul ruolo di sfasamento e smorzamento dei
e funzionanti fino ad oggi senza bisogno di ma-
flussi di calore da parte della massa muraria;
nutenzione né di pulizia.
- sulla dissipazione di calore per reirraggiamen-
Le modalità di costruzione dei muri di soste-
to notturno attraverso la volta che, dal punto di
gno delle cupole e della copertura delle volte
vista degli scambi energetici, può essere assi-
costituiscono uno degli esempi più interessanti
milata ad un tetto piano;
di coibentazione termica del mondo mediterra-
- sulla ventilazione notturna permessa dalle
neo: la cupola e i muri, infatti, spessi fino a 200
piccole aperture nei muri, che dissipa il calore
cm e ripieni di tartisi, mazzacani, strummuli,
accumulato durante il giorno.
terra e aria, consentono di controllare l’umidità
La temperatura interna del dammuso durante
degli ambienti interni grazie alle correnti d’aria
27
9
che si creano sotto le volte della cupola, che
zione delle volte in pietra, a secco o legata con
9 Dammuso.
permettono lo scambio naturale del calore tra
calce, nelle forme più complesse, a capanna, a
interno ed esterno secondo la stagione, e quin-
botte, a crociera o a vela, con lunette o a volata
di il controllo del gradiente termico all’interno
reale, e nella forma tipica della cupola.
10 Funzionamento anbientale del Dammuso.
Gallo Cettina, Architettura bioclimatica, Roma,
Syntesis, 1998, p.157
dell’abitazione.
La copertura è realizzata in pietra e ricoperta
Per quanto riguarda la costruzione dei muri por-
da uno strato di terra per livellarne la superficie,
tanti, il metodo più usato è quello della pietra
sulla quale si stende in seguito uno strato di
murata a secco con doppio paramento riempito
calce, tufo rosso e lapilli vulcanici dello spes-
con piccole pietre. Lo spessore dei muri si basa
sore di 7 cm, che viene poi battuto per diversi
sia sulla luce della cupola che verrà costruita,
giorni fino a ridurne lo spessore a 4 cm, e che
sia sul tipo di roccia adoperata: lo spessore sarà
serve ad impermeabilizzare la copertura e a far
infatti maggiore qualora si adoperino lave soda-
defluire l’acqua piovana verso la cisterna attra-
trachitiche o basaltiche, minore qualora le lave
verso la cannalata, un canale aperto ricavato
usate siano ignimbritiche. Con lave ignimbriti-
nella muratura e trattato come la copertura.
che si ha anche la possibilità di costruire muri
Grazie ai lapilli vulcanici, si risolve il problema
con monoliti regolari legati alla malta, metodo
dell’assorbimento e del successivo rilascio del
tipico del periodo che va dal 1700 al 1950 e
calore, creando un manto impermeabile allo
presente specialmente nelle abitazioni del cen-
scorrimento dell’acqua piovana, che permette
tro di Pantelleria e delle principali contrade.
inoltre la traspirazione dell’umidità dall’interno
Le aperture principali del dammuso sono
del dammuso verso l’esterno.
quasi sempre orientate verso meridione, al
Lo spessore complessivo della copertura – i cui
fine di sfruttare la luce e il calore proveniente
fianchi sono rialzati, in modo da evitare la di-
dall’esterno, ma le finestre, delle dimensioni di
spersine dell’acqua piovana – tra pietre, terra e
40x50 cm, sono posizionate al di sopra delle
battuto di tufo, si aggira intorno ai 30 – 40 cm.
architravi degli ingressi, ad un’altezza quindi su-
La costruzione di una volta è possibile solo con
periore ai 180 cm, per lasciare entrare una luce
il supporto di una forma che possa sostenere
più tenue e superare la calura estiva tipica del
l’ingente peso delle pietre durante la costru-
clima dell’isola.
zione. I materiali adoperati per questa struttu-
Ma quel che ha dato davvero un’impronta in-
ra portante sono tre: legno, pietre e terra. Per
confondibile all’isola di Pantelleria sia dal lato
quanto riguarda il legno, troviamo nelle contra-
stilistico sia da quello tecnico è stata la costru-
de misure standardizzate che hanno un ruolo
28
11 Dammuso. Tratto da
A. Scrano, Identità e differenze nell’architettura
del mediterraneo, Gangemi editore, Roma.
10
11
fondamentale della determinazione del periodo
cupola viene lasciato in pietra a vista, mentre
di costruzione dei dammusi.
la superficie esterna viene consolidata con del-
Nel disegno è illustrata l’impostazione dei legni
la semplice terra mista a piccole pietre. Il cor-
per la costruzione di una volta a botte. Lo spa-
dolo viene rialzato, e lo spazio intercorrente tra
zio tra i legni viene riempito incastrandovi pietre
il bordo superiore dei muri e la cupola riempito
piatte di limitato spessore, che creano un buon
con pietre e terra, per far si che il complesso
supporto alla terra impastata con acqua (taio)
della cupola pesi verso il centro, equilibrando le
da applicare successivamente per la rifinitura
naturali spinte verso l’esterno.
dell’intera superficie.
La superficie irregolare esterna della volta è li-
Si inizia impastando lungo il perimetro pietre
vellata con la terra, sulla quale in seguito viene
di maggiori dimensioni,per poi passare a pie-
steso un impasto impermeabilizzante di calce
tre di dimensioni minori, mantenute comunque
e lapilli per il deflusso dell’acqua piovana, che
nell’ordine di 35 cm di lunghezza media.
viene così convogliata verso la cisterna.
Fino ai due terzi dell’altezza della volta viene
L’impasto di calce e lapilli prima di essere ste-
seguito lo sviluppo del perimetro, per poi inizia-
so sulle cupole, viene miscelato con acqua una
re con una serie d’archi impostati sui due lati
quindicina di giorni prima e poi lasciato a cumu-
lunghi della base.
lo, in modo che i lapilli possano assorbire una
Le pietre finali al centro della cupola vengono
certa quantità di calce, che funge da legante;
rinforzate con piccole pietre dure, che agisco-
all’impasto si aggiungono poi acqua e terra. Lo
no da cuneo tra quelle di grandezza maggiore,
spessore iniziale dello strato è di 7 cm circa; la
in modo da comprimere la struttura fino a ren-
compressione è effettuata coprendo la volta
derla un monoblocco statico, anche senza l’uso
con mazzuoli di legno duri per due o tre giorni,
della malta quale legante.
fino a ridurne lo spessore a circa 4 cm.
Se la struttura è adibita ad abitazione, prima
La forma per la costruzione della volta viene
di murare le pietre della cupola viene steso sul
smontata gradualmente partendo dal centro e
fondo un impasto di calce e sabbia, in modo
allentando poi l’intera struttura. Considerando
da creare una base regolare per la successiva
il periodo storico nel quale fecero la loro com-
stesura dell’intonaco sulla superficie interna
parsa, queste tecniche costruttive possono a
della cupola, ovviamente dopo aver smontato
ragione essere definite “avanzate”, se confron-
la struttura portante. Se la struttura è invece
tate con la situazione abitativa delle basse clas-
adibita a stalla o a magazzino, l’interno della
si sociale nel resto dell’Europa del XV secolo. A
29
12
13
Pantelleria , infatti, queste tecniche elementari
– su livelli sfalsati o su unico livello, a seconda
hanno reso possibile la creazione di una strut-
che il terreno sia pianeggiante o scosceso - o in
tura, il dammuso, capace di riparare da agenti
linea, quest’ultima tipica dei dammusi realizzati
atmosferici quali il caldo e il freddo eccessivi, e
su di un unico terramento.
di offrire una indipendenza idrica fondamentale
L’immagine di questi aggregati è certamente
per vivere sull’isola.
quella di un’architettura massiva, composta
In conclusione, l’approvazione da parte di tutti
dalla giustapposizione di solidi geometrici sem-
gli strati sociali di tecnologie costruttive basa-
plici. L’effetto percettivo muta però in relazione
te sulle risorse del territorio ha permesso una
al trattamento della superficie dei solidi, che
larga diffusione della tipologia del dammuso
può essere lasciata in pietra a vista o intona-
sull’isola, che ha così acquisito un’identità ar-
cata.
chitettonica unica nel Mediterraneo e ancora
I dammusi in pietra a vista paiono nascere
oggi chiaramente percepibile.
letteralmente dalla terra pantesca: l’aspetto
La forma base del dammuso è quella di un pa-
compositivo è fortemente serrato, caratteristica
rallelepipedo compatto, con possibilità di aggre-
che viene enfatizzata dai muri pieni che, gene-
gazione di più moduli, mentre l’orientamento è
ralmente rastremati – in particolare nelle tipo-
tale da offrire la minor superficie al vento do-
logie più antiche – e “addolciti” agli angoli dalla
minante, il maestrale (nord-ovest). La trama del
pietra sbozzata che crea spigoli mai troppo pro-
costruito non è congiunta, in relazione al clima
nunciati, “ancorano” l’edificio al suolo. L’effetto
molto ventoso.
compatto di questi nuclei viene ulteriormente
Il dammuso è costruito da un sistema di celle
sottolineato dalla quasi totale assenza di ele-
ad un unico livello con copertura a volta, col-
menti decorativi; a volte è presente un leggero
locate in zone pianeggianti o su pendii terraz-
strato di calce sulle facciate rivolte a sud, che
zati, unite tramite una rete di percorsi esterni
si limita di solito a “sporcare” la pietra dei muri
– scale e rampe in muratura, terrazzi, spiazzi e
piuttosto che a nasconderla. Le facciate in pie-
selciati – che fungono da collegamento fra i vari
tra lavica possono assumere colori e tessiture
nuclei. La forma tipica della cellula base, cioè il
differenti, a seconda della tipologia di pietra
nucleo abitativo, è quella di un parallelepipedo
utilizzata, i cui colori possono variare dal nero
compatto, al quale si aggregano i corpi degli
dell’ossidiana ai toni più chiari delle ignimbriti,
ambienti di servizio, anch’essi di forma stereo-
e della lavorazione dei conci, che possono esse-
metrica, secondo una disposizione a grappolo
re semplicemente sbozzati o sagomati in forme
30
12 Cellula base del
Dammuso. Tratto da A.
Scrano, Identità e differenze nell’architettura
del mediterraneo, Gangemi editore, Roma.
13 Tipologia di Dammuso più articolta. Tratto
da A. Scrano, Identità
e differenze nell’architettura del mediterraneo, Gangemi editore,
Roma.
14 Tipologia di Dammuso Paolazzotto. Tratto da
A. Scrano, Identità e differenze nell’architettura
del mediterraneo, Gangemi editore, Roma.
15 Pianta tipo di un
Palazzotto. Tratto da A.
Scrano, Identità e differenze nell’architettura
del mediterraneo, Gangemi editore, Roma.
14
15
più regolari.
il 60% - si ha nelle aree intorno alla cittadina
A differenza dei dammusi intonacati, quelli in
di Pantelleria, a causa del prestigio sociale di
pietra a vista si confondono talmente col pae-
cui godevano le famiglie proprietarie di queste
saggio da essere a distanza quasi del tutto invi-
abitazioni rurali.
sibili; solo il profilo sinuoso delle volte imbianca-
Le planimetrie sono tutte differenti anche se
te a calce, che in qualche modo “alleggerisce”
possiamo ritrovare dei sistemi di ambienti in-
anche la “pesante” immagine dei dammusi,
varianti, come il complesso camera – camerino
permette di intravedere le abitazioni, spiccando
–alcova, che identifica i palazzotti quali derivan-
sui toni scuri dei muri e dell’ambiente naturale
ti del dammuso.
circostante.
Attorno al palazzotto, ma non addossato ad
L’immagine dei dammusi intonacati è certa-
esso, erano generalmente collocati ambienti
mente meno “grave” e collegata al suolo di
funzionali all’attività agricola o di allevamento,
quella dei dammusi in pietra a vista; tuttavia, le
con magazzini e stalle.
tessiture e le tonalità cromatiche dell’intonaco
Il sistema costruttivo dei palazzotti ripete quello
a calce creano un legame con l’ambiente natu-
dei dammusi classici, con l’aggiunta del pon-
rale ugualmente profondo: la terra sulla quale
teggio necessario per costruire una struttura
sorgeva di dammuso veniva infatti spesso utiliz-
a due piani costituita da massi squadrati delle
zata nella preparazione dell’intonaco da appli-
dimensioni medie di cm35x30x70 e del peso
care sulle superfici murarie, che assumevano in
di 70 kg ed oltre.
tal modo le sfumature cromatiche dell’ambien-
Le volte del piano superiore, erano generalmen-
te circostante. I colori utilizzati presentano così
te costruite con le cosiddette “pietre di monte”,
una gamma variabile dal bianco avorio della
ovvero grossi lapilli delle cuddie – Cuddia del
calce pura ai toni dell’arancio, del rosso matto-
Monte, Cuddie Rosse, Cuddia Bruciata – pro-
ne e del viola della terra vulcanica dell’isola.
venienti dall’ultima fase eruttiva dell’isola, che
Al dammuso segue il palazzotto come sua evo-
uniscono residenza a leggerezza, oppure, in
luzione tipologica, si presenta come una struttu-
alternativa, con lava ignimbritica leggera e po-
ra a due livelli che si trova in zone prettamente
rosa; lo spazio tra il perimetro dei muri e la cu-
agricole, e che ricalca un modello utilizzato nel
pola veniva riempito con pietre miste a pomice,
vecchio centro di Pantelleria, purtroppo distrut-
mentre nei dammusi venivano utilizzate pietre
to durante la Seconda Guerra Mondiale.
pesanti, al fine di rinforzare la staticità dell’in-
La più alta concentrazione di palazzetti – circa
tera struttura.
31
16
Caratteristiche deometrico tipologiche
gio pantesco un’impronta riconoscibile.
16 Trullo pugliese.
Lo sviluppo verso l’alto di questi costosi sistemi
Cellula base del dammuso - La costruzione, in
costruttivi era un chiaro simbolo del benessere
pietra locale, è realizzata totalmente a secco
economico raggiunto dalle famiglie proprieta-
senza alcun legante, contrariamente a modelli
rie. Spesso, in questo tipo di edifici le facciate
cronologicamente successivi, nei quali si ricorre-
17-18 Scorci di Trullo Ad
alberobello. Tratto da A.
Scrano, Identità e differenze nell’architettura
del mediterraneo, Gangemi editore, Roma.
seguono alla base l’inclinazione molto accen-
va a legati quale calce, pazzolana o terra per la
tuata dei muri dell’antica costruzione,per poi
realizzazione di volte complesse, reali o a vela.
assumere al livello del primo piano un’inclina-
I muri portanti del dammuso sono composti di
zione moderata.
pietre locali scure con qualità litiche sodarioliti-
Molti palazzotti si sviluppano su di un’antica
che, differenti da quelle delle cupole della ca-
abitazione monovano appartenuta ai primi
mera, dell’alcova e del camerino, costruite con
esponenti della famiglia proprietaria della te-
pietre ignimbritiche tagliate in forme regolari e
nuta agricola, e spesso è possibile leggere la
fatte combaciare con precisione.
difficoltà di adattamento della nuova costruzio-
Come già detto, il dammuso ha subito una evo-
ne allo spessore dei muri e al volume di quella
luzione nel corso di 200 anni, sino ad assumere
originiaria.
la definitiva forma classica a “cellula base”, ri-
U jardinu - Queste strutture architettoniche di
masta inalterata – con la sua superficie di cir-
uso rurale meritano una particolare attenzione,
ca 40 mq atta ad ospitare una famiglia di sei
sia per la forma circolare che fuoriesce dai ca-
persone - fino all’abbandono dell’edificio negli
noni dei volumi stereometrici del dammuso, sia
anni ’50.
per il notevole impegno costruttivo, necessario
Dammuso in località Rekhale - Questo dammu-
a realizzare strutture che raggiungono i 4 metri
so, risale al XVIII secolo, rappresenta una delle
di altezza media per un diametro che può arri-
più antiche abitazioni pantesche dotate di por-
vare a 9 metri, con uno spessore murario medio
tico in facciata, l’edificio mostra ancora le tracce
di 140 cm alla base e 80-100 cm nella parte
delle raffinate finiture, nelle modanature delle
superiore, e all’interno dalle quali si accede tra-
volte a crociera e delle lunette che coprono gli
mite un’unica apertura che non supera l’altezza
ambienti interni. Il camino elemento di grande
di un uomo.
interesse costituito da un semicilindro in pietra
Queste opere, realizzate in pietra a secco, han-
intonacato con tre comignoli cilindrici; tipologia
no caratterizzato uno stile costruttivo mantenu-
molto antica con impostazione ottocentesca,
tosi invariato nei secoli, che ha dato al paesag-
rintracciabile nell’arcipelago delle Cicladi. Al
32
17
18
nucleo di base si aggiungono elementi esterni
che costruttive: i muri laterali, nei quali sono
come la cisterna , il giardino arabo incassato
stati ricavati un basso vano per la cottura e il
nel nucleo abitativo e il mulino dei cerali.
sottoscala, sono costituiti da pietre balsamiche
Dammuso in località Scauri - Questo dammuso
del luogo, mentre il muro dove si trova l’ingres-
mostra la sua facciata principale imbiancata a
so, dello spessore di solo 38 cm, è costituito da
calce è rappresentativo della tipologia ottocen-
pietre regolari di lave ignimbritiche che permet-
to - novecentesca con portico in facciata. Lo
tono di essere facilmente lavorate.
stesso risulta interessante per il suo aspetto
Le pareti della camera e dell’alcova sono in-
funzionale e compositivo: il sistema di blocchi
clinate verso l’interno di pochi gradi, in modo
in pietra a vista collocati a sinistra del nucleo
da compensare le spinte verso l’esterno delle
abitativo presenta dimensioni maggiori del con-
cupole.
sueto, e ospita varie funzioni collegate all’ atti-
La cisterna, posizionata anch’essa di fronte al
vità agricola
prospetto principale, raccoglie l’acqua piova-
Palazzotto in località Kaddiuggia - Il palazzotto
na che proviene dal tetto del palazzotto, e che
preso in esame, localizzato nei pressi del cen-
scende per oltre otto metri lungo un incavo che
tro abitato principale dell’isola, in località Kad-
ne incanala il percorso, arricchendosi in tal
diuggia , si è sviluppato sulla base di un antico
modo dell’ossigeno che si forma tramite il forte
dammuso, dal quale dipende l’inclinazione ac-
impatto con l’aria, produce nell’acqua un effet-
centuata dei muri portanti che lo fa apparire
to sterilizzante.
più alto di quanto sia in realtà , e che ha fatto
si che i panteschi gli abbiano dato l’appellativo
IL TRULLO
di “castello”. La costruzione del vano origina-
Il trullo pugliese , costituisce un interessante
rio, una stanza di 2,60x5 metri per 3,2 metri di
esempio di architettura mediterranea le cui ori-
altezza, con uno spessore murario di circa 1,3
gini risalgono a tempi remotissimi. Una delle più
metri ed una inclinazione esterna di oltre 8 gra-
diffuse forme preistoriche di abitazione umana
di. Tutti i muri della costruzione originaria, il cui
è infatti quella conica, dalla tipica struttura a
impianto si può ancora leggere nel piano terra
tenda o realizzata in paglia. Esiste una ulterio-
del palazzotto, sono stati realizzati con pietre
re tipologia , costituita da spessi muri di pietra
irregolari basaltiche, con riempimento dell’in-
chiusi da una copertura di pietre disposte in
tercapedine mediante pietre miste di diversa
strati concentrici. Originariamente, il trullo ser-
grandezza. Ritroviamo l’utilizzo di varie tecni-
viva unicamente da riparo diurno durante il la33
19
voro dei campi, era costituito da un unico vano
si sostituisce quindi quella di un ricovero tem-
a pianta circolare; per poi passare dalla forma
poraneo, che si configura generalmente come
circolare anche a quella quadrangolare.
un edificio a blocco compatto, costituito da uno
Tipologia diffusa in una parte dell’altopiano del-
o due ambienti con diametro fra 2 e 4 metri, tal-
le Murge (latr. Da 41,5° a 395°), caratterizzato
volta arredata di un focolare e una mangiatoia
da un clima mediterraneo temperato ( temp.
e comunicante con l’esterno da una sola porta.
Medie: gennaio 6,5° C, agosto 24°C, escursio-
Nel secondo caso, pur essendo presente la stes-
ne estiva media 10-12° C; bassa umidità rela-
sa conformazione geologica cretaica, abbiamo
tiva). Il comportamento ambientale del trullo è
il così detto villino, una casa di tre o quattro
molto simile a quello del tipo ipogeo. Infatti la
ambienti al massimo, di cui il centrale adibito a
grande massa di pietra associata spesso alla
cucina-soggiorno e i restanti a camera da letto,
vasca d’acqua di accumulo sottostante atte-
dotato inoltre di piccole finestre e privo di locali
nua in estate la temperatura interna rispetto a
rustici. Planimetricamente, gli ambienti sono di-
quella esterna di circa 6-7° C e questo garan-
stribuiti a due o tre in linea, mentre un eventua-
tisce un buon raffrescamento estivo, connesso
le quarto ambiente viene collocato sul retro, in
anche alla ventilazione attraverso le forature
comunicazione con quello centrale. Il perimetro
della pseudo cupola e al colore chiaro (calce)
della pianta è in genere rotondeggiante,e solo
dell’esterno della copertura conica.
nelle tipologie più evolute diviene quadrangola-
Caratteristiche funzionali e di disposizione tipo-
re, con il relativo volume di base che assume
logica degli ambienti
la forma di un parallelepipedo sormontato da
Il passaggio dalla originaria pianta circolare
pseudo cupole.
a quella quadrata lascia invariato l’elemento
Una delle caratteristiche importante è la bi-
fondamentale della pseudo-cupola, ma con-
partizione in altezza del vano principale, effet-
sente la composizione di più elementi e la loro
tuata attraverso un soppalco di tavole sorrette
intercomunicazione, il che permette al trullo di
da travi di quercia, posto a circa due metri e
assumere i requisiti essenziali di una vera e
mezzo di altezza, all’imposta della volta, al fine
propria dimora familiare. Fanno così la loro ap-
di creare un attico da adibire a magazzino per
parizione, insieme col nuovo tipo di impianto, le
la conservazione delle granaglie e delle derra-
alcove e la cucina, ricavate nello spessore dei
te alimentari, al quale si accede attraverso una
muri perimetrali, le piccole scansie a muro, le
scala in legno. Tali ambienti sono costituiti dalle
mensole e le finestre. Alla esigenza di una casa
camere da letto e dal triplice spartito dell’alco-
34
20
19 Sezione di un trullo:
1, magazzino; 2 ambiente multiusi con alcova; 3
Cisterna.
20 Funzionamento ambientale del Trullo. Gallo
Cettina, Architettura bioclimatica, Roma, Syntesis, 1998, p.157
21 Sezione tipo di un
trullo e pianta. Tratto da
A. Scrano, Identità e differenze nell’architettura
del mediterraneo, Gangemi editore, Roma.
22 Immagine di trullo
a Ostuni. (Foto di Luca
Lazzaro).
21
22
va, del camerino e del magazzino. In realtà, il
influenzano la capacità di controllo climatico,
termine “alcova” viene utilizzato per disegnare
quali l’imbiancatura a calce e la collocazione
qualunque vano di piccole dimensioni ricoperto
del focolare.
da una volta a botte.
I Muri - Sono realizzati quasi esclusivamente in
Un elemento fisso del trullo è costituito dalla ci-
pietra a secco, come tutti gli edifici che risalgo-
sterna per l’acqua piovana, posta generalmen-
no alla preistoria. A seconda del grado di resi-
te al di sotto dell’abitazione. Essa è alimentata
stenza e compattezza del materiale, si hanno
da un canale di scolo nella copertura ed è usua-
variazioni nello spessore murario e nelle moda-
le nei borghi la possibilità di accedervi diretta-
lità di trattamento della superficie esterna, che
mente dall’interno dell’abitazione tramite un
può necessitare di un rivestimento di calce e
sistema a puleggia e secchio.
sabbia o calce e tufina, per garantire una mag-
La dimora rurale formata di cellule a trullo si
giore protezione interna dall’umidità, nel caso
può configurare tanto come un blocco compat-
in cui le pietre siano troppo porose.
to quanto come un organismo a componenti di-
Lo spessore murario può variare da uno fino a
sgiunti, a seconda che i rustici siano addossati
tre metri, si utilizzano pietre squadrate per la
al nucleo abitativo, o collocati sull’altro lato del
parete esterna, mentre lo spazio tra quest’ulti-
viale di accesso. In ogni caso, possiamo dire che
ma e la parete interna è riempito con pietrame,
<i trulli hanno una certa tendenza alla libera
terriccio e schegge di calcare, le quali essendo
crescita>. La tipologia di organizzazione cellula-
poste in opera a secco, creano delle camere
re permette infatti la possibilità di aggiungere,
d’aria che assorbono gli sbalzi di temperatura
a seconda delle necessità, nuovi locali collegati
mantenendo costante il microclima interno. Alla
sempre al nucleo iniziale.
capacità di smorzamento e sfasatura dell’escur-
Caratteristiche costrittive e di controllo climati-
sione termica dovuta allo spessore e alla mo-
co - Il trullo può essere considerato un involucro
dalità costruttiva della muratura, si aggiunge la
bioclimatico termoregolatore che protegge pas-
scarsa capacità di conduzione termica del cal-
sivamente l’interno dall’esterno. Tali prestazioni
care, e il potente riflettente dell’imbiancatura
bioclimatiche si fondano su alcuni fattori princi-
a calce, non di rado applicata sulla superficie
pali: l’utilizzo del calcare posto in opera a secco
esterna.
e lo spessore dei muri, la forma e le modalità
La copertura - La copertura a pseudo cupola
di costruzione della pseudo-cupola, la tipologia
è più leggera e di spessore decrescente verso
di aperture, oltre ad altre caratteristiche che
la cuspide chiusa dalla chiave di volta e dal
35
23
pinnacolo. Le aperture sono limitate alla porta
temperatura, e quindi diminuendo di parecchi
d’ingresso, quindi la trasparenza è bassa e l’in-
gradi la temperatura interna rispetto a quella
terno del trullo è piuttosto buio. La perforazione
esterna. Le prestazioni termiche del trullo sono
per la ventilazione è limitata alla canna fuma-
state studiate verificando la convergenza fra i
ria del focolare che permette una ventilazione
risultati della simulazione con un codice a rete
trasversale notturna espellendo l’aria calda e
termica sviluppato dal Laboratorio di Progetta-
richiamando l’aria fresca esterna da apposite
zione Ambientale ed i risultati di una campagna
fessure nella parte bassa della porta.
di misura condotta in una settimana estiva. La
Le finestre a feritoia - Come in tutte le condizioni
convergenza tra temperatura dell’aria misurata
climatiche di tipo mediterraneo che impongano
e simulata è buona e l’oscillazione della tempe-
la necessità di proteggere il microclima inter-
ratura dell’aria interna è di 4° C mentre quella
no dell’edifico dalla calura esterna, garantendo
dell’aria esterna è di 10° C.
che la temperatura non subisca forti variazioni
e si mantenga fresca d’estate, i trulli presentano poche finestre, sottili come feritoie, che
permettono la ventilazione interna moderando
l’ingresso della radiazione solare.
Tuttavia a causa del grande spessore murario,
le finestre impediscono l’ingresso non solo del
calore, ma anche della luce; a questo problema
si ovvia dipingendo di bianco sia le feritoie, sia
le pareti interne dell’abitazione, che in tal modo
assumono una maggiore capacità di rifrazione
della poca luce solare immessa.
Funzionamento termico del trullo - La risposta
alla domanda di climatizzazione estiva nel clima caldo della Puglia è affidata esclusivamentre alla funzione di regolazione termica della
grande massa muraria del trullo, che assorbe
di giorno il calore prodotto dalla radiazione e lo
restituisce di notte, livellando le oscillazioni di
36
24
23 Planimetria di un
gruppo di trulli.
24 Pianta delle coperture della pianta di p.24.
25 Immagine di insediamento collinare marchigiano.
26-27-28 Immagini di tipologie di case a torre.
25
2.1.2 MODELLI DELL’ITALIA CENTRALE
stilemi. Si pongono infatti come risultato di cri-
Architettura marchigiana
stallizzazioni tipologiche, di forme e tecniche
La scelta di analizzare l’architettura rurale mar-
che nascono come risposta alle esigenze pro-
chigina è legata alla raffinatezza delle caratteri-
duttive, gestionali, famigliari e personali delle
stiche e varietà di soluzioni tecnico-architettoni-
attività mezzadrili. Risposte concrete che han-
che in esse utilizzate.
no dimostrato una elevata durabilità e coeren-
La conoscenza dell’architettura rurale marchi-
za in riferimento alle risorse materiche presenti
giana consente di comprendere, nella ricerca,
nel luogo.
le radici, i riferimenti nella definizione di modelli
Tra il VI e VII secolo, il territorio occupato dai
tipologici, dei materiali e le tecniche costruttive
bizantini, fu diviso in grandi proprietà, quelli
adottate storicamente nella regione considera-
che noi chiamiamo poderi. Ma già nel X secolo
ta come sito di applicativo d’indagine.
si manifestano i frazionamenti, ulteriormente
Approccio analitico che segue l’analisi sotto il
sminuzzati nel XII e XXIII secolo. Le residenze
profilo delle forme, delle regole modulari, dei
qui presenti prendono il nome di “Domus” tra
materiali e delle tecniche costruttive e dei rap-
il VI e VII secolo, mentre vengono denominate
porti con l’insieme urbanistico e climatologico.
“CA” quelle costruite tra il XII e XIII secolo. E’ il
Si è scelto di prendere in esame tali tipologie
periodo in cui si istituiscono le parrocchie, dopo
perché rispetto il contesto in cui si sono venute
le rare pievi, queste al servizio dei contadini a
a sviluppare, sono ambiti edilizi meno toccati
difesa delle popolazioni agricole si crea un com-
dalla modernizzazione e dall’evoluzione degli
plesso di ville o luogo di primo rifugio come cit-
26
27
28
37
29
tadelle, torri.
Questa è la tipologia più antica alla quale segue
La “Colombara”, toponimo poderale ed esem-
la Colombara.
plare assai diffuso può essere ritenuta “avam-
La “casa Torre” - si sviluppano su tre piani: uno
posto urbano di colonizzazione e di difesa, pro-
per la stalla uno per la famiglia uno per il grana-
tagonista del disboscamento o della bonifica
io. La torre è a pianta quadrangolare, per lo più
delle terre, architettura a metà tra quella mili-
quadrata, con lato interno di 5 ml, altra tra i set-
tare e quella rurale” (G. Volpe).
te e i 10 ml, copertura del tetto a due spioventi.
Nella zona di montagna le case sparse sono cir-
Poco al di sotto delle grondaie corre un cornicio-
ca 9 per Kmq, nella collina se ne contano dician-
ne di mattoni sporgenti (spesso a punta come
nove, densità, quest’ultima, tra le più alte della
un merletto), con feritoie aperte per vari scopi,
penisola. Esse si distribuiscono, discendendo
non ultimo quello di farvi annidare i piccioni.
dai vertici collinari al fondo valle, infittendosi ai
L’interno è scandito da 3 o 4 piani, ognuno dei
margini delle pianure, lungo le strade marginali
quali costituisce un solo vano, intercomuni-
che le percorrono, sui terrazzi, per risalire poi
cante con gli altri per mezzo di una scaletta
sulle dorsali. Per lunghi tratti dell’alta valle, da
di legno “a pioli”. All’edificio primitivo, si sono
ovest ad est, si osserva una differente densi-
giustapposte nel tempo 2, 3 o 4 parti nuove,
tà di case sui due versanti: è preferito quello
spesso di altezza diversa, ma quasi sempre più
sinistro (settentrionale) volto a mezzogiorno e
basse della torre e con modalità varie.
quindi riparato dai venti più freddi ed esposto a
Nel XV si sono diffusi modelli di abitazione ru-
“caldese”, ossia al solatio. A tale proposito oc-
rale con scala interna nel displuvio urbinate,
corre notare che la maggiore parte delle dimore
il “Tipo Urbinate”, caratterizzate da una loggia
ha la facciata con l’ingresso aperto verso i qua-
esterna piuttosto ampia, come completamento
dranti meridionali, tranne nei luoghi ove ciò sia
essenziale dell’edificio: si colloca sul lato mag-
impedito da particolari condizioni topografiche.
giore e lo segue per tutta la sua lunghezza. Vi si
Tra il XI e XII secolo, non esistono dimore sparse
trova l’entrata alla cantina e alla cucina attra-
fuori della città dei castelli o dei borghi, tranne
verso una rampa esterna di pochi gradini, oltre
alcune “Case-Torre” o “Casa-Forte”, costruita
al ricovero del carro, per l’esattezza si dovrebbe
in tutta l’Italia centro settentrionale. Edifici che
parlare di “Tipi Misti” con scala esterna, inter-
originariamente avevano una funzione militare
na di pendio con pianta quadrata nella zona ad
difensiva in seguito verranno riutilizzate con fi-
oriente di Fossombrone. Questa è caratteristica
nalità agricole (veri e propi presidi sul contado).
della valle superiore del Metauro con varianti
38
29 Quattro tipologie di
case a Bigattiera.
30 Esempio di edificio residenziale rurale
progettato nel 1846
dall’Ing. Guerrieri. Macerata.
31 Esempio di casa con
Bigattiera rialzata al secondo piano.
30
a Urbania dove è tipico l’addossamento sui
sviluppa l’allevamento domestico dei colombi
fianchi della casa il capanno e la stalla. Qui le
quindi nei secoli XVI-XVIII si aggiungono alle
dimore hanno la cucina in posizione centrale;
case le “Colombaie”, che verranno definite
aggiungono gli essiccatoi del tabacco, chiama-
“Casa-Torre-Colombaia”, allineandosi meccani-
te “Tabaccaie”. La tabaccaia nell’asse di Fer-
camente alla teoria di “H. Desplanques”, secon-
mignano – Mercatello ha un solo finestrone, in
do il quale nel medioevo, in questa zona, non
alto, e una porta d’accesso.
sarebbero esistite dimore sparse, cioè fuori di
I materali da costruzione
città, castelli o borghi murari, tranne rare case-
Il quadro dell’edilizia agricola metaurense è
torri. Qui la colombaia si presenta come una
molto variegato: dalla paglia (come sopravviene
piccola parte addossata al corpo centrale poi si
dal toponimo “Pagliere”, nei pressi di Urbania)
definisce una tipologia abitativa specifica detta
alla pietra , ai sassi di fiume, all’argilla cruda al
appunto “Colombara”, per il legante con l’alle-
cotto, secondo adattamenti orografici tradizio-
vamento del colombo torraiolo, la costruzione
ne culturale specifica, situazione economica.
di questa tipologia abitativa specifica, per il le-
Nelle varie fasi di evoluzione seguono edifici in
game con l’allevamento del colombo torraiolo,
pietra tratta da rocce calcaree e arenacee com-
la costruzione non diminuisce in età moderna,
patte, numerose ed estese lastre di arenaria co-
la loro maggiore diffusione si ha proprio tra il
prono il tetto, la scala esterne vi è predominate.
cinquecento e seicento.
Seguono resienze fatte con blocchi laterizi o in
Nell’area litoranea prevale la “varietà fanese”
pietra, a base rettangolare, tetto a due pioventi
a pianta rettangolare, più raramente quadrata,
coperti di coppi e di notevole altezza, 6-7 metri.
costruite per lo più con mattoni, talvolta coperte
Va tenuto presente che in età medievale si
d’intonaco e con tetto a due pioventi. Appoggia-
31
39
32
to a un lato della casa c’è il capanno in muratu-
(coltivazione che ha avuto inizio dal 1912).
ra, il cui fondo è occupato dal forno.
La cultura edilizia dell’area metaurense, sulla
Sulla collina Fanese si moltiplicano le case con
quale hanno padroneggiato le corti dei Monte-
caratteristiche molto semplici, a pianta rettan-
feltro e dei della Rovere, e, anche se meno, dei
golare, costruite con pietrame e mattoni: la cu-
Malatesta, ha dato uno stile connotato di gusto
cina scende dal primo piano a quello terreno
artistico- architettonico alla casa rurale.
per l’evidente comodità che la comunicazione
Nella corte di Federico da Montefeltro Il Mori
diretta tra interno ed esterno, e tra l’abitazione
intende con insistenza ad inserire la tipologia
e le stalle.
toscana considerata espressione di civiltà più
Una sistemazione che si corregge a mano mano
evoluta (si legge l’influenza dell’opera de ae-
che si sale verso la montagna, dove l’insedia-
dificandi, di Francesco di Giorgio Martini e poi
mento sparso è più antico e quindi risente dei
del suo allievo Gerolamo Genga nel concetto di
periodi di minore sicurezza, che hanno imposto
dimora difensiva all’interno del concetto di di-
forme di insediamento più facilmente definibili:
mora aperta, serena).
cucina e camere da letto sono quindi ai piani
Dal VI al XIII secolo hanno operato intensamen-
superiori.
te (da Fano a Lamoli), di dieci in dieci chilome-
La zona della collina lungo il corso centrale del
tri, le abazzie benedettine, parzialmente tra-
Metauro (200-250 metri s.l.m.) è formata da
sformate, a partire dal XV, in residenze agricole.
terreni accidentati abitati da tempi remoti e in
Lo stile preromanico e romanico con il quale i
fasi diverse, presentano pertanto una diversa
benedettini edificano usufruendo del materiale
varietà tipologica di dimore rurali.
del luogo e della mano d’opera locale, condizio-
La fase più antica è riferita alla tipologia di case
na la costruzione delle dimore rurali. Per le ca-
yorri e delle colombaie.
ratteristiche architettoniche degli edifici anche
Salendo verso bocca Trabaria, si fanno palesi
successivi si evidenzia un’influenza fino a pieno
delle reminescenze toscane. Alla quota di 400
novecento.
metri compaiono i Fienili separati dalla casa,
Secondo il Brignoli, l’abitazione colonica, era
ma posti nelle immediate vicinanze, e le dimore
costituita dal solo piano terreno, comprendente
tendono ad aumentare di volume, specialmente
una piccola cucina e una o due stanze talora
nel fondo valle, ove si aggregano anche in pic-
umide (per il dipartimento del Metauro).
coli gruppi (“Comunanze” e “Vicinanze”,come
In qualche caso si riscontra la presenza di una
a Montiego) con perno sull’edificio più antico.
stanza piccola al secondo piano alla quale si
40
33
32 Esempio di edificio
rurale marchigiano con
portico.
33 Esempio di edifico
rurale in laterizio con
particolare di scala e
l’oggetta d’ingresso.
3
34
34-35 Edifcio con sistema di gelosie.
35
poteva accedere per mezzo di scala esterna.
zioni che per ovvi motivi di stabilità non rag-
Una stalla bassa e angusta, una tettoia per il ri-
giungono mai dimensioni notevoli ne in altezza
covero degli attrezzi (nel podere di montagna).
(massimo due piani), ne in volume, cioè svilup-
La situazione nei terreni di pianura era migliore,
pano solo quanto è strettamente necessario
in particolare per le abitazioni di proprietà ec-
per ospitare un nucleo familiare.
clesiastica o di ricchi proprietari. Le case erano
Lo spessore della muratura è variabile, ma mai
prive di fienile e di recinto per difendere da ladri
inferiore a 50 cm (Il fango veniva impastato con
e da animali selvatici, prive di granai, a volte an-
degli inerti affinché acquistasse maggiore com-
che di cantine e stalle.
pattezza e forma in blocchi veniva posato sotto
Per il dipartimento maceratese il dott. Spadoni
la guida di casseforme in legno grezzo per al-
descrive le case coloniche come costruzioni in
tezze successive di 60 cm, oggi definito metodo
mattoni cotti e situate in luoghi asciutti e venti-
pisè).
lati al piano terreno si trovano le stalle e le can-
I materiali dominati sono senz’ altro la pietra ed
tine, le quali non comunicano con l’abitazione
il mattone, mentre sembra essere praticamen-
che è posta al piano superiore.
te assente l’uso del legname (se non per soli
Tecniche costruttive e analisi architettonica dei
infissi e dettagli e per qualche rara copertura a
manufatti - Architettura di terra
scandole).
Le case di terra, costruite fino non più di cin-
Le pietre più comuni sono i calcari compatti,
quanta anni fa (anni 30-in realtà ancora oggi)
popolarmente detti scaglia o genga, bianchi,
e delle quali restano oggi significative testimo-
grigi o rosati che siano; come pure si vedono
nianze lungo la valle del Cesano, nel Metauren-
impiegate spesso le arenarie grigie o giallastre;
se e nell’Ascolano, dove possono vedersi non
raramente si trovano il tufo, le pietre di origine
solo architetture isolate, ma anche nella forma
gessosa e le cosiddette “pietre spugna”, una
aggregata di interi quartieri.
sorta di travertino grigiastro molto poroso. Ac-
Si tratta degli antichi atterrati, delle case terra-
canto a questo è diffuso il ciottolame di fiume,
nee di fango, legno e paglia più volte ricorrenti
il cui utilizzo è frequente per le caratteristiche
nei documenti medioevali, negli atti notarili di
geografiche del territorio marchigiano, ricco
compravendita dei terreni, nei catasti.
com’è di fiumi torrenti e fossi.
Le case di terra che ancora resistono e che po-
E’ sempre per la stretta relazione tra materia-
polarmente vengono chiamate anche pagliare,
li impiegati e luoghi che pur all’interno di aree
pinciaie, pinciare, casette di terra, sono abita-
geograficamente omogenee (si veda per es. la
41
37
36
38
dorsale appenninica) il cromatismo delle archi-
[…] ma certamente anche tante architetture po-
tetture varia da zona a zona, a seconda che lì
polari e rurali che costellano il paesaggio.
esista un calcare bianco o rosa o a seconda
Il maggiore impiego del mattone in ambito rura-
della presenza o no di un corso d’acqua.
le è infatti legato all’importante sviluppo agrico-
Le costruzioni che sorgono in prossimità di
lo dei secoli XVIII e XIX […] La grande quantità
un fiume tendono quasi sempre all’utilizzo del
di case coloniche costruite in questo arco di
ciottolame fluviale, di gran lunga più comodo
tempo, principalmente sui terreni più redditizi,
rispetto alle pietre estratte, mentre le case più
in zona di bassa collina e di fondo valle, più
appartate o isolate su qualche sperone roccio-
prossime ai centri forti dell’economia, portò alla
so impiegano esclusivamente la pietra cavata
“standardizzazione”, se così si può dire di for-
sul posto, direttamente di filari dove magari poi
me e tipi edilizi, persino di una “moda estetica”,
andranno a poggiare le fondazioni. E così dicasi
per cui l’uso del mattone ebbe successo anche
per le costruzioni nelle aree di confine tra pietra
in aree geografiche rimaste estranee, prima,
e cotto, dove spesso si vedono inframmezzati
a questo materiale; ( questo portò nell’edilizia
ritmicamente ciottoli, pietre spaccate o arena-
l’uso di materiali più solidi e resistenti come
rie a ricorsi di mattoni, in una varietà spesso
pianelle e pianelloni , coppi, calcine e malte più
modulata tra il bianco e il rosa. Come accade di
leganti, intonaci e tinteggiature
vedere spesso nella media valle del Metauro.
La fascia medio bassa della collina marchigia-
Accanto alle pietre l’altro grande protagoni-
na da Pesaro fino il confine con l’Abruzzo, è ca-
sta dell’architettura marchigiana è il mattone,
ratterizzata da architettura rurali maestose.
ovviamente molto diffuso in virtù delle carat-
Case strutturalmente semplici che con l’uso del
teristiche argillose di molti terreni, che hanno
mattone hanno permesso la realizzazione di
senz’altro favorito sin dall’antichità il sorgere
edifici solidi e architettonicamente competitive
delle fornaci di laterizio; che se di regola resta-
con le case padronali dei fattori, scandendo il
no legate all’economia urbana, talvolta sorge-
termine della precarietà strutturale e salubre
vano spontaneamente in campagna accanto a
ormai troppo lunga degli edifici rurali dell’epo-
quelle per la calcina.
ca medievale e tardo rinascimentale. Infatti pur
Quando si dice che nelle Marche esiste una vera
restando ferme struttura, tipologia, dimensioni
e propria “civiltà del cotto” non va dimenticato
e forma rispetto ad una casa in ciottoli o in terra
che a questa immagine non appartengono solo
pressata con paglia, coperta con strame o can-
le tipiche cortine murate di tanti centri storici,
ne fluviali, con il cotto se ne è potuto ingentilire
42
36 Schematizzazione di
alcuni tipi di murature in
pietra: 1. a sacco; 2. a filaretto; 3. con pietra tagliata; 4. con ciotolame
irregolare; 6. con pietre
spaccate alternate afile
di mattoni.
37 Immagine di muratura a sacco.
38 Immagine di muratura a filaretto
39
40
39 edificio a torre con
sistema di muratura a
filaretto.
l’aspetto arricchendo il dettaglio architettonico
progetto tipologico.
e perfezionando il meccanismo dei dettagli co-
Come dice Rudofsjy “L’architettura vernacola si
40 materiali impiegati
nell’architettura rurale
marchigina. Dall’alto:
Pietra; legno; terra cuda;
paglia e laterizio.
struttivi.
estende con tanta ampiezza nello spazio e nel
Infine anche a proposito dell’uso dei materia-
tempo da sfidare ogni compendio.
li vegetali e dei legnami si può rilevare come
Attraverso un’ indagine svolta dall’Ufficio cen-
l’impiego di un qualsivoglia arbusto in una data
trale di Statistica del Regno d’Italia Si contano
zona alla presenza in quella zona di una certa
nella regione marche 1401 abitazioni in terra:
pianta. [Nelle aree interne si ritrova in uso] il
di cui 95 nella provincia di Ancona, 361 Asco-
legno di castagno, d’abete o di faggio utilizza-
li Piceno, 931 Macerata e 14 Pesaro - Urbino.
to per tavolati, travi, paletti, infissi e mensole,
Viene precisato inoltre che alcune di queste di-
mentre prevalgono l’acero, il rovere, la quercia,
more sono realizzate fino ad una certa altezza
l’olmo o il gelso nelle zone collinari più bas-
di muratura e poi in terra.
se. [Vengono anche impiegati alberi da frutto]
Caratteristiche tipologiche di insediamenti
quelli più vecchi o più robusti, soprattutto noci,
preindustriali
castagni e gelsi. Vengono poi utilizzati anche il
Nelle regioni di montagna, gli agglomerati ur-
carpino, l’orniello, la sanguinella, le ginestre e
bani di edifici singoli si organizzeranno in modo
le stesse canne per fare tettoie , pareti leggere,
da adattarsi alla conformazione orografica del
divisori, ecc., più o meno posticci. Questo deter-
luogo.
mina una varietà tipologica e compositiva lega-
Di questo ne sono un esempio concreto gli in-
ta al diverso materiale impiegato.
sediamenti che storicamente ritroviamo come
I procedimenti costruttivi delle case di terra del-
nuclei compatti che si sviluppano come centri
le colline marchigne si ricollegano a quelli usati
fortificati.
per le pinciare abruzzesi delle quali gli atterrati
Questi seguono l’orografia del terreno, adattan-
sembrano costituire un’appendice settentrio-
dosi con un tessuto dalla forma ellittica o semi-
nale della grande area della diffusione che per
circolare di tipo centralizzato o a griglia.
epicentro ha il subappennino abruzzese. La
Il sistema viario è ad anelli concentrici con
casa rurale marchigiana è caratterizzata dalle
percorsi di collegamento radiali o dall’orienta-
modeste dimensioni e dai bassi costi di costru-
mento casuale, oppure a griglia, con uno o due
zione, condizione nella quale le scelte costrut-
percorsi principali disposti secondo il diametro
tive tecnologiche adottate vengono valorizzate
maggiore dell’ellisse e percorsi secondari di
per l’eccellete risultato ottenuto coniugato al
collegamento disposti perpendicolarmente ai
43
41
principali.
I sette insediamenti tradizionali di Sifnos, lo-
Nell’organizzazione di questo impianto si dovrà
calizzati su di un altopiano dall’orografia irre-
individuare una centralità (piazza o luogo d’in-
golare all’interno dell’isola, sono interconnessi
teresse comune) come luogo d’origine dell’or-
in un sistema continuo che si dispiega per le
ganizzazione del tessuto.
colline. Questo complesso insediativo è unico
Privilegiando l’uso di una tipologia a schiera
nelle Cicladi, e la sua intricata organizzazione si
(mono o pluricellulare) e in linea, gli edifici sono
combina con il terreno naturale in modo tale da
posti ad anelli concentrici ravvicinati o in file
mettere in risalto i volumi geometrici dell’archi-
quasi parallele racchiuse entro i limiti definiti.
tettura, creando un ambiente affascinante.
Tipologie abitative
2.2 L’ARCHITETTURA GRECA
Organizzazione dello spazio abitativo
Configurazioni e tipologie abitative nelle isole
Le case si basano sull’evoluzione di un’unità
greche.
abitativa singola, o monochoro, la cui dimen-
Caratteri tipologici
sione è stata determinata dalla lunghezza del
Nell’isola di Sifnos gli insediamenti formano
legno locale che all’epoca veniva utilizzato per
una rete quasi continuativa nella piana centra-
i solai. Le abitazioni più povere sono costituite
le, e presentano un’organizzazione lineare.
da un unico ambiente come la casa di Th. Syno-
Il tessuto urbano descritto da un viaggiatore
dinou, e le abitazioni plurifamiliari, nelle quali
al tempo della guerra d’indipendenza, descrive
ogni piano apparteneva a una diversa famiglia
come un fort-hameau, è estremamente com-
– un sistema costruttivo che divenne consueto.
patto e presenta un’organizzazione più circola-
In seguito l’organizzazione costruttiva si è evo-
re e rivolta all’interno.
luta fino a raggiungere un modello fisso negli
Questa forma di organizzazione urbana costitu-
insediamenti tradizionali diventando così uno
isce forse una tappa di transizione tra la tipo-
dei caratteri tipologici principali delle abitazioni
logia di insediamento difensivo, e le posteriori
sifniote.
tipologie puramente lineari. Il disegno di questi
Caratteri geometrico tipologici
nuclei fu probabilmente dettato da problemi di
La maggioranza delle abitazioni sono costrui-
sicurezza, e in principio essi si configuravano
te da file continue, ognuna delle quali ricopre
forse come centri di insediamenti che imitava-
l’intera ampiezza dei terrazzi. Le case sono
no l’organizzazione del Kastro.
a duo o tre piani, e quelle dell’anello esterno
Caratteristiche funzionali e compositive
presentano un dislivello fra il lato rivolto verso
44
42
41 Casa Kondoropoulakis a Katavati. Tratto da
A. Scrano, Identità e differenze nell’architettura
del mediterraneo, Gangemi editore, Roma.
42 Casa Vao-Fousteris
ad Artemonas. Tratto da
A. Scrano, Identità e differenze nell’architettura
del mediterraneo, Gangemi editore, Roma.
43
43 Tipologia Arkhondiko. Tratto da A. Scrano,
Identità e differenze
nell’architettura
del
mediterraneo, Gangemi
editore, Roma.
44 Casa Kariotis a Katavati. Tratto da A. Scrano,
Identità e differenze
nell’architettura
del
mediterraneo, Gangemi
editore, Roma.
43
l’esterno, e quello rivolto sulla strada interna ,
tradizionali.
queste abitazioni presentano solitamente degli
Caratteristiche bioclimatiche
ambienti seminterrati ai quali si accede dalla
Le modalità di costruzione e la morfologia delle
strada esterna. Nella tipologia base è possibile
abitazioni vernacolari contribuiscono in misura
distinguere una cellula singola, di ampiezza ge-
significante all’aspetto scultoreo degli insedia-
neralmente regolare, che è stata senza dubbio
menti tradizionali di Sifnos. I materiali di base
determinata dalla lunghezza del legno all’epoca
adoperati sono la pietra e il legno e, a un livello
disponibile per i solai.
supplementare, la calce, la sabbia, la terra, l’ar-
Campo esigenzaile e controllo ambientale
gilla, il “cemento di Thera” e le alghe marine. Lo
La casa urbana vernacolare e le archondika, è
scisto locale venne usato per produrre lavori in
un tipo di abitazioni che si trova in gran parte
muratura di alta qualità,nei quali come agente
degli insediamenti tradizionali. Nonostante ri-
legante veniva usato il fango. I muri delle abita-
entri nello stile di architettura presente nel re-
zioni venivano di solito intonacati, sia all’interno
sto dell’arcipelago, la casa sifniota ha una sua
che all’esterno, con una mistura di calce e sab-
particolare organizzazione, che ricorre regolar-
bia che veniva applicata direttamente senza
mente e che ha continuato a persistere fino
essere levigata.
agli anni 50.
La parte più interessante delle abitazioni è la
Oggi queste abitazioni sono a un solo piano e il
copertura piana, che fornisce ombra, protezione
loro disegno è dettato dal bisogno di raggiunge-
dalla pioggia e isolamento termico. I tetti sono
re un’unità funzionale costituita dagli ambienti
retti da una struttura di travicelli di legno duro
principali e subordinati. La loro principale carat-
affiancati. Su aree di ridotte dimensioni, spesso
teristica è l’organizzazione del nucleo di base,
la struttura portante consisteva in lunghe lastre
che consiste in un soggiorno fornito da un’am-
di scisto. Immediatamente al di sopra i travicelli
pia facciata, con due stanze da letto sul retro;
c’è una copertura, che negli edifici più costosi
la cucina e la dispensa . Lo spazio è diviso in
consiste in assi di legno disposti ad angolo retto
aree più piccole tramite archi litei di passaggio,
rispetto ai travicelli; comunque, normalmente
chiamati volta, oppure tramite grandi travi di
vengono adoperate le lastre di scisto, e, nelle
legno dette axonia. I primi , che consistono in
costruzioni più economiche, rami o canne. Poi
strutture molto pesanti , si trovano generalmen-
seguono vari strati isolanti di alghe marine o
te in piani seminterrati. Il loro utilizzo sembra
terra. Per assicurare l’impermeabilità del tetto,
essersi perso gradualmente negli insediamenti
viene fatto uso di argilla o di Kourasani, o an45
45
che di cemento di Thera . Infine la superficie del
decorativo. L’effetto geometrico creato dai vo-
tetto viene dipinta con calce bianca alla quale
lumi architettonici è sottolineato dal fatto che i
è stato aggiunto dell’olio di oliva per renderla
soffitti nelle diverse stanze dell’abitazione sono
impermeabile. I tetti imbiancati a calce garanti-
posizionati a differenti livelli. Il risultato è una
scono inoltre che l’acqua piovana raccolta nella
rottura dei volumi e un arricchimento della com-
cisterna durante l’autunno sia pura.
posizione architettonica.
Caratteri geometrico tipologici
Lastre di scisto venivano utilizzate in un’ampia
L’organizzazione delle case urbane vernacolari,
varietà di dettagli strutturali. Esse si ritrovano
tutte ad un unico piano, non ripete quella del-
sulle facciate esterne, usate per creare cornici
le case a due piani e delle archondika, basate
di porte e finestre, al fine di definire le aperture;
sulla ripetizione della cellula base monochoro e
disposte in file continue o spezzate per formare
di eventuali elementi elementi aggiunti lateral-
cornicioni al di sopra delle aperture.
mente ad essa. In questo caso è presente, infat-
Le lastre di scisto vengono usate per pavimen-
ti, un’organizzazione topologica degli ambienti
tare l’interno e l’esterno delle case.
basata su una griglia modulare, con moduli di
Isola di Naxos
dimensioni quasi uguali per tutte le abitazioni.
Tipologie aggregative ed insediative
All’interno di questa griglia si articolano le fun-
Il Kastro della Chora è uno dei rari casi dove
zioni; la cucina-pranzo rappresenta sempre un
è possibile leggere chiaramente in quale modo
blocco distinto da quello principale che ospita
viene creato un insediamento egeo. La parte
la zona giorno e la zona letto, eventualmente
tradizionale della Chora è un esempio di di-
un Cellaio, è sempre presente un cortile di ac-
segno urbano compatto, basato sull’utilizzo di
cesso.
forme architettoniche omogenee .
Caratteri configurazionali e compositivi
Caratteri geometrico tipologici
I muri di pietra spessi con le loro piccole aper-
Le mura si configurano come una sorta di pen-
ture danno una qualità monolitica agli edifici,
tagono. Le case furono costruite tramite un pro-
il che rappresenta, insieme con i pesanti tetti,
cesso cumulativo, Un principio importante nel
una delle principali caratteristiche morfologi-
disegno dell’insediamento durante le fasi più
che di questa architettura.
recenti del suo sviluppo fu la ripetizione di un
Altre caratteristiche sono ricche tessiture scul-
modulo.
toree dell’intonaco grezzo e i muri bianchi, non
Caratteri configurazionali e compositivi
sormontati da alcun elemento architettonico
L’immagine degli insediamenti tradizionali dei
46
46
45 Città di Astipalea.
Tratto da A. Scrano,
Identità e differenze
nell’architettura
del
mediterraneo, Gangemi
editore, Roma.
46 Dettaglio d’ingrsso
di casa Greca. Tratto da
A. Scrano, Identità e differenze nell’architettura
del mediterraneo, Gangemi editore, Roma.
47 Strada del Kastro.
Tratto da A. Scrano,
Identità e differenze
nell’architettura
del
mediterraneo, Gangemi
editore, Roma.
48 Tipologia Laiko. Tratto da A. Scrano, Identità
e differenze nell’architettura del mediterraneo, Gangemi editore,
Roma.
47
48
villaggi cicladici; si tratta di complessi di bian-
con ramoscelli di phida mesi ad angolo retto,
chi volumi geometrici, gruppi di case per lo più
con assi di legno o con stuoie di canne che na-
a due piani che si adattano all’andamento oro-
scondono lo strato isolante di alghe poste al di
grafico del terreno
sotto di esse. Infine vi è uno spesso strato di ter-
Tipologie abitative
ra pressata, seguito da uno strato di fine terra
Le abitazioni di Naxos possono essere suddivi-
grigia che viene ben compattata perché agisca
se in tre gruppi: le laika della Chora e dei villag-
come sigillante. Quest’ultimo strato viene rinno-
gi, che rappresentano la tipologia residenziale
vato e pressato ogni anno.
più comune.
Tutti i tetti presentano parapetti bassi e intona-
Campo esigenziale e controllo ambientale
cati, non solo sui bordi ma anche sui muri por-
La forma più sviluppata di laìko consiste in
tanti esterni.
un’abitazione formata da ambienti con funzioni
Si tratta di un elemento strutturale che si ritrova
strettamente distinte. Ognuno dei diversi spa-
su tutte le isole, costituito di conci rastremati
zi rappresenta un ambiente separato: quello
di pietra calcarea posizionati con l’aiuto di una
principale, che è allo stesso tempo soggiorno e
centina di legno.
camera da letto, suddiviso dall’arco (il volto) in
Caratteri Geometrico tipologici
due parti uguali, la cucina e la sala da pranzo,
In origine questa tipologia abitativa consisteva
e il cortile interno.
in uno spazio rettangolare coperto, il monocho-
Caratteristiche bioclimatiche
ro, disegnato per rispondere alle più elementari
I materiali da costruzione utilizzati a Naxos
esigenze di riparo. Forme più complesse furono
sono in gran parte locali. I muri delle case sono
ideate sulla base di questa tipologia semplice.
in pietra, molto spessi e di solito inclinati in alto
Le abitazioni monovano possono essere divise
verso l’interno, coperti con tre strati di calce e
in due gruppi, quelle a facciata stretta e quelle
un rivestimento di intonaco. Il tetto è piano, i
a facciata ampia seconda che la porta e le fine-
muri esterni formano un sottile parapetto, il
stre siano posizionate sul lato corto o su quello
samari (alto 10-20 cm.) intorno ad esso, dise-
lungo del rettangolo. Le case sono costruite in
gnato con una pendenza verso l’interno per la
modo contiguo e presentano piccolissimi cortili.
raccolta dell’acqua piovana. La struttura sulla
In tal modo le case sono collegate fra loro e i
quale poggia il tetto consiste in travi di legno
problemi dell’illuminazione e della ventilazione
della phida locale, che ricoprono luci ampie fino
sono risolti tramite la costruzione di un sopralu-
a quattro metri. Le travi stesse sono ricoperte
ce nel tetto.
47
50
49
Gli insediamenti dell’architettura greca e italiana
di assi orizzontali, tagliati da brevi percorsi tra-
Gli insediamenti collocati sui colli, possono pre-
sversali disposti in modo irregolare.
sentare piante con vie radiali lungo erti pendii,
Nelle pianure si privilegiano piante regolari,
con gradini, cordonate e vie concentriche ai vari
molto spesso a scacchiera, come nei borghi
livelli. Lungo la via principale si dovranno inter-
dell’Italia del sud con strade a raggiera che si
secare brevi strade perpendicolari.
espandono in varie direzioni delle campagne.
Avendo come riferimento il Katro di Naxos nelle
Insediamento in Pianura
Cicladi, i centri fortificati della Puglia Ostuni Lo-
Perimetro esterno: di forma poligonale tenden-
corotondo, Altamura bitonto, La medina di Tuni-
te al circolare.
si (insediamento in crinale o colle isolato)
Struttura planimetrica: policentrica con organiz-
Si evince che la forma poligonale del tessuto
zazione gerarchica che vede, ad un primo livello
tende spesso alla forma circolare con struttura
di lettura, il sistema piazza percorsi principali,
centralizzata, un sistema viario ad anelli con-
ad un secondo livello di sub sistemi a percorsi
centrici collegati da percorsi radiali o dall’orien-
secondari.
tamento casuale.
Sistema viario: a maglia irregolare con presen-
Il fulcro dell’insediamento è rappresentato dal-
za di numerosi vicoli ciechi.
la piazza centrale posta in sommità, nella quale
Fulcro dell’insediamento: in base alla divisione
si trovano la chiesa o il nucleo fortificato più an-
del sistema urbano in due livelli gerarchici, ab-
tico, che funge da spazio pubblico in contrappo-
biamo la piazza centrale con il fulcro dell’intero
sizione agli spazi privati delle zone residenziali.
insediamento, e gli slarghi come fulcri dei quar-
La tipologia edilizia più frequente è quella a
tieri.
schiera, lungo il perimetro delle mura esisto-
Tipologia edilizia: pseudo schiera, talvolta svi-
no comunque varie tipologie edilizie all’interno
luppatasi tramite parcellizzazione di abitazioni
dell’isolamento, organizzate serrata degli edifici
a corte.
disposti su più quote che seguono l’orografia
Nei villaggi di pendio le case dovranno essere
del terreno.
disposte a varia altezza, generando un agglo-
Per questo si privilegiano insediamenti con im-
merato compatto dalle vie tortuose e in forte
pronta radiale interrotti da brevi percorsi tra-
pendenza. Affinché i raggi solari non incidano
sversali, oppure a scacchiera dove il sistema
con regolare continuità le superfici degli edifici
non ricalchi necessariamente la tradizionale
ma vengano bloccati da cambiamenti di sezioni
impronta a insula ma si ordini su una maglia
e andamento del percorso.
48
51
49 La Corricella isola
di procida. Tratto da A.
Scrano, Identità e differenze nell’architettura
del mediterraneo, Gangemi editore, Roma.
50 Schemi tipologici di
struttura insediativa a
spiva di pesce e a grappolo. Tratto da A. Scrano, Identità e differenze
nell’architettura
del
mediterraneo, Gangemi
editore, Roma.
51 Isola di Kythera. Tratto da A. Scrano, Identità
e differenze nell’architettura del mediterraneo, Gangemi editore,
Roma.
52-53 Isola i Sifnos,
Grecia. Tratto da A.
Scrano, Identità e differenze nell’architettura
del mediterraneo, Gangemi editore, Roma.
52
53
Caratteristica di questi villaggi è la loro straor-
fila ai lati del percorso principale, poi a grappolo
dinaria unità di forma, di architettura e di mate-
su vari livelli di quota che seguono l’orografia
riali, coperte di tegole romane o di pietre piatte
del terreno.
in altitudine, imbiancate o intonacate, coperte
Sistema viario: percorso principale costituito
da tetti piani, simili a piccoli cubi luminosi ag-
dalla via di collegamento tra i vari nuclei inse-
grappati sui pendii. La loro struttura urbana se-
diativi, dal quale si dipartono vari percorsi se-
gue modelli regolari, i cerchi la scacchiera o le
condari perpendicolari, che separano le unità
curve di livello.
abitative ai lati della via principale.
Agglomerati che si sviluppno su pendio intor-
Fulcro dell’insediamento: non presente
no ad un nucleo fortificato, come nelle Chore
Tipologia edilizia: ad unità singole con copertu-
dell’Egeo e i villaggi bianchi dell’andalusia.
ra a terrazzo
Perimetro esterno: indefinito
Sistema planimetrico a grappolo
Struttura planimetrica: a grappolo, con unità
Perimetro esterno: indefinito
singole giustapposte in modo serrato, poste su
Struttura planimetrica: a grappolo, con unità
vari livelli di quota che seguono l’orografia del
singole giustapposte in modo serrato, poste su
terreno.
vari livelli di quota che seguono l’orografia del
Sistema viario: a maglia irregolare con percorsi
terreno
stretti tra le unità edilizie e che assumono fre-
Fulcro dell’insediamento: non presente
quentemente la forma di gradonate o di rampe
Sistema viario: a maglia irregolare
Fulcro dell’insediamento: l’agglomerato non
Tipologia edilizia:ad unità singole di uno o più
presenta spazi fulcro, ma il perno dello svilup-
piani, con copertura a terrazzo o a falde
po urbano è rappresentato al nucleo fortificato
Insediamenti a carattere rurale nella pianura.
intorno al quale si distribuiscono le abitazioni
Perimetro esterno: variabile
dell’agglomerato.
Struttura planimetrica: a grappolo, vagamente
Tipologia edilizia: ad unità singole di due o più
centralizzata.
piani a terrazzo o a spioventi.
Sistema viario: a maglia irregolare, con percorsi
Iinsediamenti a carattere rurale e di pendio,
che si dipanano a partire da uno o più slarghi
come nei villaggi rurali delle Cicladi.
principali
Perimetro esterno: indefinito
Fulcro dell’insediamento: è rappresentato dallo
Struttura planimetrica: a spina di pesce, con
slargo o dagli slarghi principali da cui si dipana-
unità singole giustapposte in modo serrato, in
no i vari percorsi
49
54
55
Tipologia edilizia:ad unità singola pluricellulari
Gli elementi di configurazione ricorrenti dell’ar-
disposte lungo i percorsi, che definiscono grup-
chitettura sono:
pi di abitazioni disposti a corte intorno a terreni
- corpi parallelepipedi compatti che si compon-
coltivati.
gono sul terreno in modo più o meno fitto con
Indesiamenti a struttura discreta con bitazioni
variazione d’orientamento che seguono l’oro-
sparse su pendio
grafia del terreno;
Perimetro esterno: indefinito
- la muratura di massa in pietra o terra, dalla
Struttura planimetrica: a grappolo, con unità
grande inerzia termica;
singole sparse, poste su vari livelli di quota che
- le aperture orientate in direzione sud, di di-
seguono l’orografia del terreno, e separate da
mensioni ridotte, posizionate in alto, per facili-
terreni coltivati.
tare la ventilazione e la protezione dell’irraggia-
Sistema viario: a maglia irregolare
mento solare, opportunamente schermate;
Fulcro dell’insediamenti inesistente: assente
Tipologia edilizia: ad unità singole unicellulari o
pluricellulari generalmente ad unico piano, con
copertura a terrazzo o a volta.
Insediamneti in costa su declivi, come Corricella a Procida.
Perimetro esterno: indefinito
Struttura planimetrica: a grappolo, con unità
singole giustapposte in modo serrato, posti su
vari livelli di quota che seguono l’orografia del
terreno.
Sistema viario: percorso principale costruito dal
lungomare, dal quale si diparte la maglia irregolare di percorsi stretti che si inerpicano tra le
unità edilizie, e che assumono frequentemente
la forma di gradonate.
Fulcro dell’insediamento: non presente
Tipologia edilizia: ad unità singole di due o più
piani prevalentemente a terrazzo.
50
54 Casa Zambelis, Kato
Petali.
55 Casa Karyotis, Katavati.
56
56 Hassan Fhaty, Mercato di New Baris. Tratto
da A. Picone, La casa
araba d’egitto, Jaka
Book, 2009.
2.3 ARCHITETTURA ARABA
della casa, e dispositivi ambientali.
E’ interessante comprendere quelli che sono i
I sistemi spaziali sono: El-Magaz il vestibolo
caratteri tipologici e le strategie di controllo cli-
d’ingresso, El-Qa’a il sistema degli ambienti di
matico che caratterizzano insediamenti in climi
rappresentanza, El-Sahn la corte interna, El-Ta-
caldo-secchi, passando dalla tipologia di abita-
khtabush la loggia a pian terreno, El-Maqa’ad la
zione del Cairo, ai modelli oasiani fino ad esem-
loggia al primo piano.
pi d’architettura contemporanea.
I dispositivi ambientali sono: El-Malqaf dispo-
Abitare il Cairo medioevale: Un modello di casa
sitivo per catturare il vento, El-Salsabil fon-
per climi aridi
tana a parete, El Fiskia fontana a pavimento,
Le abitazioni che ritroviamo nella città medie-
El-Masharabiya diaframma composto da una
vale del Cairo rappresentano i modelli di case
grata di legno.
per climi caldo aridi. Si può osservare che alcu-
El-Magaz, o vestibolo d’ingresso, o spazio di at-
ni palazzi sono dotati di un sistema di condizio-
traversamento che nella casa araba è uno spa-
namento naturale frutto di una serie di accorgi-
zio interno coperto per passare dallo scoperto
menti e dispositivi spaziali in grado di creare un
urbano allo scoperto domestico cioè la corte.
microclima interno confortevole.
Mentre nella tradizione egiziano-arabo assume
A questo si è giunti attraverso un percorso pas-
comunque l’aspetto di sequenza di spazi coper-
sato nella realizzazione di un prototipo e che è
ti di differenti altezze e modi.
partito dall’epoca faraonica. Se gli edifici erano
El-Qa’a è un sistema spaziale complesso pro-
nati da esigenze sociali e religiose la qualità de-
gettato secondo la regola della centralità, ovve-
gli spazi al loro interno, così come forme misu-
ro secondo il concetto che ogni singolo spazio
re e proporzioni, sono orientate ad esigenze di
può divenire un nuovo centro
controllo ambientale.
Essendo la qa’a destinata agli ospiti di riguar-
Si riscontrano quindi una serie di elementi ar-
do nasce l’esigenza di collocarla in prossimità
chitettonici base le cui caratteristiche sono da
della corte con un accesso indipendente. Qa’a
ricondurre all’esigenza di modulare e sfruttare i
è come dispositivo climatico rappresentato una
caratteri del clima esterno.
sorta d’anello del sistema di climatizzazione na-
Gli elementi architettonici che contribuiscono
turale e dimostra come ogni singolo elemento
alla climatizzazione naturale possono essere
nell’architettura della casa sia correlato al fun-
di due tipi: sistemi spaziali-ambienti, che cor-
zionamento del sistema. Ogni componente è un
rispondono a determinate funzioni all’interno
elemento determinante del sistema, interrotto
51
57
con l’avvento di Muhammad’Ali e l’adozione dei
armoniosa dagli elementi decorativi.
sistemi occidentali di costruzione.
Ma anche il legame con la natura è evidenziato
La qa’a è destinata ad essere occupata da mol-
nalla “qa’a” dall’infinito con cui si identifica il
te persone contemporaneamente che staranno
deserto nella geometria delle decorazioni. Infat-
sedute come in un anfiteatro, deve quindi es-
ti i pavimenti sono rivestiti di mosaici conmotivi
sere posta in una zona centrale per evitare che
geometrici con cui l’Arabo diffuse il concetto di
le pareti siano esposte all’irraggiamento diretto
“immensità-estensione”.
del sole.
Esempi si trovano in alcune case come quella
L’altezza della copertura della durqa’a, corte
di Gammal Al Din El Dahaby, che conserva tutti
coperta che consente l’accesso alla qa’a, deve
i caratteri della tipica casa egiziana, e quella di
essere maggiore degli altri ambienti, inoltre
As-Suhaymi.
ad una zona inferiore chiusa con mura spesse
Analizzando l’impostazione planimetrica della
deve contrapporsi una zona superiore aperta e
casa di As-Suhaymi si possono ricavare delle ri-
leggera che consenta l’ingresso della luce.
flessioni che possono essere ricondotte a tutte
“Lo stesso principio del doppio, messo in atto
le altre abitazioni “sul rapporto esistente tra la
attraverso l’accostamento degli attributi di pe-
direzione-orientamento e giacitura- della corte
santezza/leggerezza, viene applicato anche
e la disposizione della qa’a. Siccome in queste
nella scelta dei materiali e delle decorazioni,
zone il vento soffia da nord la corte della casa
instaurando in tal modo una rispondenza tetto-
egiziana è quasi sempre orientata in direzione
nica tra parti strutturali, esigenze climatiche ed
nord-sud. Inoltre la qa’a deve avere uno degli
elementi decorativi”.
iwanat orientato verso nord, quello in cui è col-
Gli spazi intorno alla durqa’a, kunjas e iwanat
locato il malqaf.
hanno invece una altezza ridotta prevedendo la
Il sistema della qa’a, tipico delle dimore nobi-
fruizione da seduti e sono coperti a volte per
liari, ha trovato una sua evoluzione nel “rab’a”,
favorire il raccoglimento.
tipico del periodo ottomano del Cairo, che è
Altro elemento di rilievo nella “qa’a” è l’accosta-
una specie di albergo multipiano ammobiliato
mento della grande scala alla piccola scala.
senza collegamento tra i vari piani dove trova-
Questa duplicità di aspetti della “qa’a” è resa
no alloggio stabile nuclei familiari di mercanti
52
57 Oasi di Kharga, sezioni AA’ e BB’’. Tratto
da A. Picone, La casa
araba d’egitto, Jaka
Book, 2009.
59
58
58 Casa a Shali. Pianta
e sezione. Tratto da A.
Picone, La casa araba
d’egitto, Jaka Book,
2009.
59-60 Villaggio Adrère
Amellal. Tratto da A.
Picone, La casa araba
d’egitto, Jaka Book,
2009.
60
e artigiani.
ture del Mediterraneo. Prima tra tutte la Domus
Altra struttura multipiano simile al rab’a, ma de-
Romana di Pompei e la casa araba, soprattutto
stinato ad essere occupato da persone di pas-
quella urbana, ne riprende i caratteri principali
saggio, è il wakala.
come la presenza di patii interni e le variazioni
La struttura della rab’a è simile a quella della
volumetriche degli ambienti.
“qa’a” ma riconducendo tutto all’essenziale.
Nella casa araba questa introspezione ha radi-
Nella “rab’a” si trovano tre ambienti distinti:
ci negli aspetti sociali e religiosi ma risponde
“iwanat”, “durqa’a” e “riwaq”. Con le sue dop-
anche ad una esigenza di rinfrescamento della
pie altezze la “riwaq”, la stanza principale de-
casa.
stinata al ricevimento, permette di ricreare le
La corte, o cortile in Italia, è utile per rinfrescare
condizioni climatiche che consentono il funzio-
ma assume anche un altro valore “l’arabo vuol
namento della “qa’a”.
proteggere la propria casa dall’esterno contro il
Fathy spiega come l’articolazione volumetrica
deserto, aprendo invece al cielo le parti interne,
coniugata con la modernità diano nella “qa’a”
come i cortili che danno sollievo alle stanze”.
una chiara risposta alle esigenze di natura cli-
Nelle case nobiliari del Cairo medievale la posi-
matica. Le esigenze di ventilazione naturale
zione della corte assume un ruolo determinante
appaiono ben rispettate grazie anche ad una
nella composizione planimetrica della casa.
suddivisione su più livelli.
Tuttavia non tutte le abitazioni del Cairo pote-
“El-Sahn”, ovvero la corte interna. L’impianto di
vano vantare la corte infatti possiamo trovare
una casa a uno o più patii è tipico di tutte le cul-
tre tipologie:
53
62
61
- case tradizionali con corti centrali;
no aperto verso la corte. E’ un luogo destinato a
- case in cui la corte non assume una posizione
ricevere gli ospiti di riguardo di sesso maschile.
centrale;
Vi si accede tramite una scala. Questa loggia
- case con corte esterna.
non è attraversata da flussi d’aria ma è orienta-
Le case con corte centrale appartenevano al
ta a nord perché cattura le brezze fresche e non
ceto alto della città.
è riscaldata dai raggi diretti del sole.
Uno degli aspetti fondamentali della casa a
“El-Malqaf” è’ un dispositivo che appartiene
corte dei contesti urbani è di essere una casa
al sistema della “qa’a”. Si tratta di un torrino
multipiano fino ad arrivare agli estremi della ra-
orientato di solito al Cairo a nord. Ha origini an-
ba’a.
tichissime e caratterizza il paesaggio del Cairo
La pianta della corte è quadrata o rettangolare
medievale.
mentre la parte della casa rivolta sulla corte è la
Si tratta di una struttura per la ventilazione che
facciata principale, ricca di elementi decorativi
cattura le brezze ed è collocato nel punto più
nelle parti di cui il progetto si compone come
alto dell’edificio.
finestre, loggiati e grate, mentre non lo è quella
Osservando una “qa’a” ci si accorge che il mec-
rivolta verso la strada.
canismo di climatizzazione naturale funziona
La disposizione e le forme delle bucature nella
solo se esiste il “malqaf” che capta le brezze e
parete dipendono esclusivamente da esigenze
le direziona negli ambienti interni.
climatiche per facilitare il flusso dell’aria e per
Nella casa cairota il “malqaf” è unidirezionale
schermare i raggi solari.
infatti è orientato sempre verso il nord perchè è
“El-Takhtabush” è una loggia a pian terreno
da qui che soffia il vento al Cairo ed è collocato
aperta verso la corte interna ed è posta in un
nell’”iwan” rivolto a nord e negli esempi più an-
gradino più alta rispetto ad essa.
tichi ha al suo interno un canale di legno.
Si trova tra la corte e il giardino, offre una so-
“El-Salsabil”, “El-Fiskia”, sono due dispositivi
sta al visitatore prima di essere ricevuto nella
che introducono l’acqua all’interno della casa.
casa.
Il “salsabil” è una fontana verticale posta nella
Secondo Fathy, essendo posto tra due luoghi
parete di fondo di un “iwan”. Un canale scavato
aperti di diverse dimensioni, svolge un impor-
nel pavimento portava poi l’acqua dal “salsabil”
tante ruolo climatico creando delle correnti di
al bacino posto al centro della corte.
aria fresca dovute alle differenze di pressione.
Durante il percorso l’acqua entrava in contatto
“El-Maqa’ad” è una loggia collocata al primo pia-
con l’aria calda e secca ed iniziava il suo pro-
54
63
61 Casa di Ibraim. Tratto da A. Picone, La casa
araba d’egitto, Jaka
Book, 2009.
62-63 Volte nubiane in
costruzione. Tratto da
A. Picone, La casa araba d’egitto, Jaka Book,
2009.
64 Sezoni casa di
Ibraim. Tratto da A. Picone, La casa araba
d’egitto, Jaka Book,
2009.
64
cesso di evaporazione aumentando l’umidtà
Carattere insediativo - Strategie urbane di con-
dell’aria e fornendo refrigerio.
trollo termico
Il percorso dell’acqua conduce alla centralità
Nelle oasi egiziane gli aspetti tecnici, strutturali,
della casa come se allo stesso fosse affidato il
di materiali impiegati, dispositivi per il control-
compito di svelarlo riaffermando l’intensità del
lo climatico e aspetti socio culturali ed estetici
legame tra elementi naturali e progetto d’archi-
sono fortemente correlati.
tettura egiziana tradizionale.
L’oasi racchiude la complessità di un mondo
“El-Masharabiya” è una sorta di diaframma del
ma è anche un ambiente dove esiste una forte
legno spesso delle dimensioni di una parete e
coesione sociale, elevato tradizionalismo ed at-
formato da colonne che formano disegni dalle
titudine alla conservazione.
geometrie complesse.
Le oasi che si trovano nel deserto occidentale
Attraverso esso filtra la luce che penetra affievo-
sono cinque: Dakhla, Kharga, Farafra, Bahriyah
lita dagli elementi circolari che la compongono.
e Siwa. Intorno ad esse si trovano dei villaggi
In un unico elemento vengono convogliate di-
sparsi che fanno capo al centro oasiano più
verse aspettative: bisogno di privacy, illuminare
vicino. Le prime quattro hanno caratteristiche
senza abbagliare, incrementare la ventilazione
simili mentre Siwa è molto diversa soprattutto a
naturale, esigenze estetiche come aspetto de-
causa del suo isolamento geografico.
corativo del muro.
Una delle caratteristiche comuni degli inse-
Secondo Fathy è un simbolo ed emblema della
diamenti oasiani è l’impianto libero, infatti gli
tradizione e dell’identità culturale ma è anche
edifici sono aggregati casualmente secondo un
un elemento di “apertura, di vuoto nella faccia-
andamento curvilineo. Il villaggio principale as-
ta” e quindi ha importanti funzioni climatiche
sume la forma di massa compatta. Come suc-
come elemento schermante e di ventilazione
cede anche nelle progettazioni di Hassan Fathy
naturale.
viene seguita un’impronta di natura climatica,
Un allievo di Fathy ha sostenuto che ha anche
orografica e socio-culturale.
delle proprietà igroscopiche, infatti le colonnine
A Bahriyah le case si adagiano sulla penden-
trattengono anche l’umidità dell’aria che la at-
za della collina e offrono la parte nord, dove
traversa.
ci sono le fessure, all’ingresso dell’aria fresca.
Quindi più che ogni altro la “masharabiya” è un
Le stesse curvature delle strade permettono di
dispositivo di controllo ambientale.
avere più ombre. Generalmente i villaggi hanno
posizione elevate per questioni difensive.
55
In tutte le città delle zone a clima caldo-arido
Come affermato anche da Fathy Hassan nelle
troviamo strette stradine tortuose, con la fun-
zone caldo aride, essendoci una forte escursio-
zione di conservare il fresco. Nelle oasi come
ne termica, la gente ha imparato a chiudere la
nelle grandi città islamiche la strada è spesso
sera le case verso l’esterno e ad aprirle all’inter-
coperta e passa anche dentro le abitazioni me-
no verso la corte. Corti aperte verso il cielo che
diante la costruzione di solai o sakaef. Si cerca
consentono un abbassamento della temperatu-
di evitare l’abbagliamento dal sole e le strade
ra di 10° - 20°. Di giorno la corte rimane per lo
coperte forniscono la creazione di zone di bassa
più ombreggiata e il vento caldo non vi entra. La
e alta pressione che danno luogo ad un effetto
corte interna è diffusa nell’architettura dei pa-
di Bernulli. Le strade hanno dimensioni ridotte
esi caldo aridi sia nella casa rurale che urbana.
perché hanno il ruolo di regolatori della tempe-
Nell’oasi sia la casa come la corte non hanno
ratura così come fanno le corti nelle case. An-
una geometria prestabilita ma la distribuzione
che se gli insediamenti islamici sembrano con-
delle stanze è dettata da esigenze funzionali
cepiti senza ordine in realtà sono il frutto di un
sia di ordine sociale che religioso.
consistente ordine sotto le righe di gerarchiche
Il soggiorno è anche stanza per gli ospiti ed è
sequenze di aperti e chiusi che corrispondono
più grande delle altre stanze e collocato vicino
ai modelli di relazioni sociali.
all’ingresso.
Carattere tipologico - Strategie tipologiche di
Nella casa delle oasi si assiste a un “noma-
controllo termico
dismo interno alla casa” a causa della forte
Gli edifici sono compatti per ridurre la superfi-
escursione termica giornaliera e della differen-
cie esposta al sole e formano come un tutt’uno
za climatica nelle stagioni.
dove le varie altezze creano delle ombre.
Al fine di proteggersi dal caldo e dal sole sui
I tetti sono pieni e sfruttati come terrazze sia
muri ci sono solo poche fessure mentre le fine-
per viverci che per dormire.
stre si affacciano sulla corte interna.
In relazione al clima come noto la strategia tipo-
Ogni parete ha agli opposti delle forature per
logica della corte è l’elemento principale delle
favorire la ventilazione.
abitazioni nei climi aridi e quindi anche nelle
Vi sono inoltre i daraui, i parapetti sulle terraz-
oasi dove vengono a colmare la mancanza di
ze e sono alti per garantire la privacy di chi vi
vuoti urbani. Dal punto di vista climatico la cor-
è all’interno, forniscono ombra e sono dotati di
te agisce come regolatore della temperatura e
piccoli fori per rinfrescare chi vi dorme.
fornisce zone d’ombra.
Caratteristiche dei materiali – Strategie tecno-
56
65
65 Disegni che illustra
il movimento dell’aria
nella Qa’a. Tratto da A.
Picone, La casa araba
d’egitto, Jaka Book,
2009.
66
66 La Qa’ a al -Dardiri.
Tratto da A. Picone, La
casa araba d’egitto,
Jaka Book, 2009.
logiche di controllo termico
Yemen case-torre. Quindi diventano di primaria
Come materiali da costruzione vengono impie-
importanza le tecniche costruttive che sono
gati, la terra, la pietra e il legno. Si usa la tefla,
tutt’altro che primitive.
terra molto fine, impiegata per costruire matto-
Le fondazioni possono essere di due tipi: sab-
ni crudi, mentre l’uso della pietra è limitato a
biosa nella piana, rocciosa nella collina.
causa dei costi di trasporto e di taglio ma anche
Nella roccia il muro viene poggiato direttamen-
perché a contatto con sabbia e polvere si sfalda
te mentre nei terreni sabbiosi viene fatta una
facilmente.
fondazione in pietra fino a cinquanta centimetri
Si usa legno, di palma, olivo e albicocco prin-
fuori terra.
cipalmente impiegato nei solai per le sue ca-
All’esterno del muro si costruisce un altro mu-
pacità di isolamento termico. Le piante recise,
retto usato come seduta ma con la funzione di
prima di essere impiegate, si lasciano essiccare
rinforzo.
per almeno tre anni.
Il muro in terra cruda può essere costruito o a
I muri esterni di solito non vengono intonacati.
ricorsi orizzontali (classico) o con due filari con
Si usa intonacare con un impasto di tefla, sab-
il mattone in verticale e uno con il mattone in
bia fine e paglia mischiate ad acqua, i muri in-
orizzontale.
terni e gli intradossi dei solai.
Per incatenare le murature si impiegano tron-
“L’utilizzo della terra cruda conferisce un sen-
chi di palma, o con leganti o con incavi nelle
so di radicamento delle architetture alla terra”.
murature, che sono anche un ottimo appoggio
L’elevato spessore delle murature attribuisce
per i solai. Al fine di rendere più resistenti i solai
stabilità ed isolamento termico. L’uso della ter-
si possono utilizzare anche dei pilastri di olivo
ra cruda e di elevati spessori murari conferisce
che vengono conficcati a terra agli angoli delle
elevata massa e quindi inerzia termica all’edi-
stanze. Nasce così un’intelaiatura primitiva che
ficio, che sarà in grado di accumulare il calore
ha lo scopo di sorreggere i solai.
del giorno e ritardarne l’emissione interna negli
L’architettura delle oasi riesce ad esprimere uno
ambienti abitati fino la sera, riscaldandoli quan-
stile proprio frutto di una chiara identità cultu-
to le temperature esterne si saranno notevol-
rale con una semplice composizione di volumi
mente abbassate.
che hanno lo scopo di rispondere alle esigenze
L’uso della terra cruda sembrerebbe limitare
della gente utilizzando le risorse locali.
la costruzione nella sua altezza ma nell’oasi di
Ne scaturisce una unitarietà in sintonia con
Siwa, si trovano case di sei o sette piani o nello
l’ambiente in cui nasce. Le facciate delle case
57
67
68
con bucature esterne di varie forme e dimen-
Aghurmi venne abbandonata durante il Medio-
sioni soddisfano le necessità di illuminazione
evo, a causa dei ripetuti attacchi dei Berberi e
e ventilazione degli ambienti interni. Le case
dei Beduini, quando la gente decise di fondare
dell’oasi rispecchiano pienamente i caratteri
una nuova città sulla collina. Nacque così Shali
della casa islamica e sono fortemente integrate
che è il centro storico dell’attuale Siwa, circon-
nell’ambiente in cui nascono. L’architettura del-
data da una cinta muraria che contiene essa
la casa è improntata alle esigenze climatiche.
stessa abitazioni: le case torre.
L’oasi di Siwa rappresenta, a causa della sua
Si entrava in città da un’unica porta e non si
collocazione geografica, all’estremo limite occi-
poteva costruire fuori le mura.
dentale del territorio egiziano, sia per la storia
G. Rohlfs, geografo, definì Siwa “un’unica casa”
che per le condizioni culturali e ambientali, una
tale era la sua compattezza e chiusura del nu-
realtà a sé.
cleo urbano, creando un vero e proprio edificio–
Numerosi sono i visitatori di Siwa che si rag-
città.
giunge dall’Egitto dalla via carovaniera chiama-
L’esigenza climatica imponeva di evitare ogni
ta “Masrab al Istabl”.
vuoto urbano come le piazze.
L’oasi di Siwa ha subito nel tempo varie trasfor-
Nel 1926 una grande pioggia distrusse in parte
mazioni a causa anche delle diverse dominazio-
Shali.
ni di cui sono rimaste varie culture e tradizioni.
Oggi Shali è un’abbandonata città fantasma
La lingua parlata è diversa da quella che si par-
che rischia di essere inghiottita dalla sabbia da
la in Egitto perché conserva lontane radici dei
cui proviene.
dialetti berberi,
I materiali da costruzione e le tecniche costrut-
La città è situata diciotto metri sotto il livello del
tive differenziano ulteriormente l’architettura
mare ed è costituita da un centro urbano princi-
delle case di Siwa da quella del Deserto Occi-
pale circondato da più villaggi.
dentale.
Nel paesaggio svettano tre cime di tre picchi
I materiali sono reperibili in loco infatti si utiliz-
rocciosi: la roccia di Jabal El Mostashfal, quella
zano la sabbia del deserto, la pietra, le forma-
che occupa l’insediamento di Shali e la roccia
zioni saline dei laghi, il legno di palma (usato
di Aghurmi dove si trovava la città antica e dove
per i solai) e il legno di olivo che, essendo più
troviamo le rovine del tempio di Giove Ammone,
resistente della palma, sopperisce alle funzioni
sede di uno degli oracoli più famosi del Medi-
strutturali, si usa per realizzare i cordoli delle
terraneo.
murature e delle travi nelle pareti perimetrali o
58
67 Qa’a. Tratto da A.
Picone, La casa araba
d’egitto, Jaka Book,
2009.
68 Durqa’a. Tratto da
A. Picone, La casa araba d’egitto, Jaka Book,
2009.
69 Disegni di palazzo
Bestak, Cairo. Tratto da
A. Picone, La casa araba d’egitto, Jaka Book,
2009.
69
negli incroci dei muri o con funzione di catena
uno a quello superiore, l’espansione della casa
per irrigidire alcuni punti della costruzione.
avveniva in verticale e ad ogni piano era attribu-
Le murature sono denominate “kershef” e sono
ito un ruolo preciso.
fatte di massi di pietra regolare che vengono
I servizi, il bagno e la cucina erano collocati in
usati così come sono estratti e sono tenuti in-
un patio scoperto addossato alla parete esterna
sieme da un impasto di argilla. Alla sua costru-
e i terrazzi si affacciavano al patio della cucina.
zione devono lavorare contemporaneamente
Le terrazze erano collocate di solito in basso
due manovali e un maestro muratore che si
perché si potesse vedere fuori mentre nella pa-
posiziona accovacciato sulla testa del muro e
rete sono disposte diverse bucature in relazio-
lo plasma con le mani unendo pietra e argilla.
ne alle esigenze degli ambienti interni.
A mano a mano che il lavoro procede lui indie-
La composizione di pieni e vuoti si relaziona for-
treggia sul muro.
temente con l’ambiente circostante.
Il muro così costruito, e una volta solidificato,
Gli abitanti dell’oasi hanno edificato una casa
avrà il beneficio di resistere alle avverse condi-
museo come modello dell’abitazione tradizio-
zioni climatiche ma nello stesso tempo manter-
nale che è poi divenuto il “Museo della casa di
rà bassa la temperatura al suo interno.
Siwa”.
Si viene così a formare un meccanismo di stret-
La sua realizzazione è stata fatta dalle mae-
ta correlazione fra l’ambiente, il clima, i mate-
stranze locali senza un progetto ma con lo sco-
riali, le tecniche e le forme un po’ come succe-
po di trasmettere alle nuove generazioni una
de nell’architettura vernacolare.
serie di conoscenze patrimonio di anziani ma-
Se tuttavia la casa di Siwa può essere accomu-
stri costruttori.
nata alle case egiziane per molti aspetti non lo
In essa si nota l’assenza della corte, che è sta-
è nella divisione degli ambienti interni infatti le
ta sostituita da terrazze, a cui si accede attra-
case torre di Shali avevano molti aspetti in co-
verso una scala interna. A piano terra si trova
mune con l’architettura yemenita.
una loggia con pareti rivestite di foglie di palma
Nella case di Shali riscontriamo l’assenza del-
che permette di arrivare al ricovero degli anima-
la corte interna e a differenza della case delle
li. L’ingresso non è come nelle case islamiche
altre oasi si è di fronte a un disegno in sé con-
deviato ma si accede direttamente al soggiorno
cluso e che non fa pensare ad un’estensione
attraversando il quale si giunge alla stanza dove
infinita.
si trova la scala che conduce al primo piano
C’erano due soggiorni, uno al pian terreno e
dove si svolgono le funzioni più importanti. Qui
59
70
nelle tecniche costruttive di scala e solai sono
L’interesse maggiore sta nella volta parabolica
evidenti i due tipi di legno impiegati e il modo in
realizzata con mattoni in fango e volte e cupo-
cui è realizzata la struttura degli orizzontamen-
le ereditate dagli antichi Egizi, tecniche queste
ti, con i rami di olivo che sono cordoni e nuclei
che gli egiziani avevano dimenticato e solo i nu-
irrigidenti della muratura. Tutti gli altri aspetti
biani hanno conservato.
funzionali e volumetrici rispecchiano le case di
Il mattone usato per le volte conteneva più pa-
Shali. I più recenti restauri di queste abitazioni,
glia del normale per essere al tempo stesso più
viene svolto nel rispetto dell’origine e identità di
leggero e più resistente. Il muratore abbozzava
queste architettura divenedo musei all’aperto.
con il fango la forma parabolica della volta sulla
La casa nubiana
parete di fondo della camera da coprire e poi vi
Nella regione di Nubia a sud dell’Egitto si trova-
deponeva mattoni contro il muro e così veniva
no villaggi in prevalenza rurali. Negli anni ’30,
a formarsi un arco supportato dalle due pareti
con la costruzione della diga di Assuan, si di-
laterali. Così si coprivano le stanze che erano
strussero i villaggi e gli abitanti li dovettero ri-
fresche grazie alle alte pareti e con apertura in
costruire in un anno. Qui le case sono disposte
alto.
lungo il corso del Nilo con l’ingresso che guarda
A volte si costruiva anche una cupola ad esem-
al fiume.
pio negli edifici religiosi. La sua realizzazione,
Diversamente dalle tipologie abitative delle oasi
essendo chiusa, richiedeva una particolare ma-
qui la casa a corte chiamata haush è più di una
estria del muratore che lavorava interamente a
normale corte perché è divisa in due parti: una
mano e ad occhio.
per il lavoro agricolo e una per la famiglia.
Hassan Fathy definì questo procedimento “ar-
Le case nubiane si compongono da forme re-
chitettura a tre dimensioni”.
golari anche nell’interno dove gli ambienti sono
Grazie alla loro maestria i nubiani riuscirono ad
disposti intorno alla corte. La ventilazione è for-
esprimere anche le loro capacità artistiche e ar-
nita dalla corte e per quanto riguarda l’orienta-
chitettoniche.
mento seguono sempre il fiume.
L’uso della luce naturale nell’opera di Ramses
Nella descrizione della ricostruzione dei villaggi
Wissa Wassef
nubiani Fathy osserva che le persone lavora-
Nel periodo 1940 – 1960 il Cairo medieva-
no senza sosta facendo esclusivo affidamento
le era il centro culturale di tutto l’Egitto. Nomi
sulle proprie risorse per costruire le loro case,
importanti come Hassan Fathy, Ramses Wissa
essendo i villaggi isolati e remoti.
Wassef, Nagib Mafouz, Hamed Said credevano
60
71
70 Iran , wind tower.
Tratto da A. Picone, La
casa araba d’egitto,
Jaka Book, 2009.
71 Maiqaf. Tratto da
A. Picone, La casa araba d’egitto, Jaka Book,
2009.
72
72 Interno di una Maqa’ad. Tratto da A. Picone, La casa araba
d’egitto, Jaka Book,
2009.
73 Cortile interno di
casa al Cairo. Tratto da
A. Picone, La casa araba d’egitto, Jaka Book,
2009.
73
negli stessi ideali all’avanguardia e Hamed Said
del materiale con il rispetto della tradizione.
fondò un circolo i cui membri erano convinti del
Ecco perché sia per Hassan Fathy che per Ram-
ruolo fondamentale della natura nel processo
ses Wissa Wassef il ritorno dal viaggio nell’Alto
di riscoperta di alcune parti della società egi-
Egitto significava l’assunzione della vera archi-
ziana. Costoro erano uniti dall’idea nazionalista
tettura nubiana come incarnazione della reale
secondo cui andavano recuperati i legami con
tradizione architettonica egiziana. Quindi quan-
le tradizioni e le identità dei luoghi.
do inizia la realizzazione di Harraneya, Wissa
Ramses Wissa Wassef si dedicò alla fondazione
Wassef porta con sé i muratori nubiani e ragaz-
del villaggio di Harraneya dedito alla produzione
zi in grado di insegnare l’arte tessile.
di tappeti. Questo villaggio ha molto in comu-
Questo villaggio si trova nei pressi della pirami-
ne con la Nuova Gourna che Fathy stava realiz-
de di Giza ed ancora oggi viene ampliato.
zando in quegli anni senza però conseguirne il
Il museo di Habin Gorgy fu realizzato da Ram-
successo.
ses Wissa Wassef in omaggio ad Habib Gorgy
Questo progetto era stato concepito cercando
ed è l’opera più importante della sua produzio-
di coniugare le istanze architettoniche con quel-
ne architettonica.
le sociali ed economiche e nasce dai suoi ideali
E’ la testimonianza della sua costante ricerca di
di difesa delle classi deboli, rispetto dell’identi-
un rapporto armonioso con gli elementi naturali
tà culturale dell’Egitto, ma anche di amante di
e con la luce in modo particolare. Il museo è
arte e cultura.
composto da più volumi ciascuno destinato ad
Prima di questo progetto aveva realizzato una
ospitare un particolare tipo di scultura.
scuola di ceramica nel quartiere copto del Cairo
I suoi ambienti sono un chiaro riferimento alla
deve i bambini, dopo la scuola, imparavano a
casa tradizionale egiziana con i suoi elementi
tessere i tappeti.
tipici: iwanat, magaz, qa’a, iwan, corte.
Vede quindi l’importanza del ruolo dell’artigia-
Quasi sempre le statue sono contenute nella
no contrapposto con il prodotto industriale.
struttura stessa della compagine muraria.
La materia rappresenta per Wassef il legame
L’intero edificio scaturisce dalla considerazione
dell’uomo con il suo ambiente naturale, infatti
della luce come un materiale del progetto infatti
la può plasmare come fa con i mattoni di terra
il museo è costruito per vivere in armonia con il
cruda.
percorso solare. Infatti non vi è prevista alcuna
In Nubia legame tra forma e materia era eviden-
forma di illuminazione artificiale. Ramses Wis-
te perché i maestri nubiani coniugavano l’uso
sa Wassef aveva studiato attentamente l’utiliz61
74
zo della luce da parte degli antichi Egizi come
viva per risolvere i problemi dell’abitazione a
nel tempio di Abu Simbel.
basso costo nelle aree rurali.
Khaled Asfour in un suo saggio, “Crisi cultura-
James Steel traccia un bilancio dell’eredità la-
le”, definisce il periodo architettonico del XX se-
sciata da Fathy rilevando che i temi da lui trat-
colo nel mondo arabo come “taglia e incolla”
tati sono ancora di grande attualità.
ovvero un processo che porta a tagliare un’idea
Il suo linguaggio architettonico era basato sulle
estrapolandola dal suo contesto, quello euro-
fonti del luogo tuttavia lo stesso Fathy si era mo-
peo, ed incollarla in un altro contesto culturale
strato dubbioso nel trasferire ad esempio una
cioè quello arabo.
cupola in un edificio residenziale o la qa’a nello
Con l’avvento di Mubarak si guarda con atten-
stile di vita contemporaneo.
zione all’architettura europea.
Basti pensare che le volte, concepite per aera-
Nel periodo del Modernismo il mondo arabo è
re, vengono oggi chiuse da vetri vanificando il
stato sommerso da una grossolana immagine
ruolo per cui si costruirono.
di modernismo associata ad una semplicistica
Comunque il progettare alla maniera di Fathy
nozione di funzionalismo in cui gli spazi veni-
è diventato di grande attualità anche se questi
vano sistemati come un puzzle. L’idea che si
progetti si indirizzano ora ai ricchi e non ai pove-
diffondeva in Egitto era modernità così come in
ri come nel loro originario concepimento. Basti
Europa.
pensare che l’ultimo progetto realizzato da Fa-
Negli anni ’50 si fa strada una tendenza al raf-
thy era per il palazzo di uno sceicco.
forzamento dell’identità nazionale che coincide
Molti architetti fanno un eccessivo uso della
con la rivalutazione dell’architettura tradiziona-
storia antica estrapolando elementi dai proget-
le e con l’attenzione ad esperienze vernacolari.
ti di Fathy il quale non considerava i tipi storici
Dieci anni dopo si diffuse l’utilizzo del passato
come prodotto ma ne evidenziava una tipologia
delle architetture tradizionali nel progetto mo-
che contemplava innovazioni tecnologiche.
derno.
Le forme dell’abitare nell’Egitto contempora-
Da ricordare le ricerche di Fathy Hassan e di
neo
Wissa Wassef sull’argomento.
Abdel Wahed El Wakil rappresenta la persona-
Infatti al centro della filosofia di Fathy “…c’è una
lità più complessa del panorama architettonico
supplica morale in favore della conservazione
egiziano contemporaneo.
degli antichi valori della cultura rurale”. Inoltre
Collaborò con Fathy alla realizzazione del libro
per Hassan Fathy la sapienza vernacolare ser-
Gourna e i suoi studi si basano sulle relazio-
62
74 Villaggio di New Baris. Dettaglio sistema di
ventilazione dei magazzini. Tratto da A. Picone,
La casa araba d’egitto,
Jaka Book, 2009.
75
75 Immagine dei malqaf. Tratto da A. Picone,
La casa araba d’egitto,
Jaka Book, 2009.
ni esistenti tra aspetti simbolici e geometrici
sia quelli della direzione dei venti.
dell’architettura tradizionale.
Gli anni ’90 hanno rappresentato per la società
Nel suo lavoro la riproposizione di elementi di
egiziana la ricerca di una identità culturale. Il
architettura del passato è coniugata con l’uso
diffondersi del capitalismo e l’avvento del turi-
di tecnologie informatiche.
smo hanno determinato conseguenze nella ri-
Cerca un legame tra passato e presente risco-
cerca architettonica.
prendo un patrimonio che investe le abilità ar-
Se l’apertura all’Occidente ha promosso fre-
tigiane.
quenti scambi tra architetti, le istituzioni gover-
Progettò la piccola casa di Hamdy costruita lun-
native si occupano sempre più della realizzazio-
go la strada delle Piramidi nella cui ideazione
ne di nuovi insediamenti nel deserto.
ha dimostrato come sia possibile fare architet-
Come il concorso di idee per realizzare la città
tura anche con mezzi molto ridotti.
di Toshka al fine di tracciare “il profilo della casa
Il suo scopo era di consolidare la tradizione co-
di abitazione contemporanea per climi aridi”.
struttiva locale con un progetto che reintegras-
Questi progetti rappresentano più una serie di
se le esistenti tradizionali imprese di costruzio-
norme per realizzare una casa nel deserto che
ne e l’artigianato in Arabia Saudita.
un vero e proprio progetto.
La ricerca di un costante equilibrio tra tradizio-
Negli anni ’90 si assiste inoltre al fiorire della
ne e innovazione rappresenta una costante del
cultura architettonica post-moderna in cui si è
suo lavoro.
semplicemente incollata una tendenza cultura-
E’ questo il tema in base a cui realizzò il pro-
le con origini altrove.
getto della casa Halawa ad Agamy, una località
Tuttavia si assiste alla tendenza ad instaurare
balneare, dove ha potuto mettere in pratica gli
progetti e costruzioni che prevedano la parte-
studi sull’architettura vernacolare.
cipazione sociale come quella di Hager Al Da-
La casa ricorda molto l’abitazione di Stopplaer
biah.
realizzata da Fathy. La novità è che non utilizza
Nel 1993 una disastrosa alluvione distrusse
mattoni di terra cruda bensì una spoglia pietra
molti villaggi rurali dell’Alto Egitto e il Governo
calcarea locale, mattoni rossi cotti e malta di
fu costretto ad intraprendere un piano di rico-
fango. Il muratore incaricato è il mastro nubia-
struzione nelle regioni di Assuan e Quena.
no che aveva lavorato con Fathy a Gourna.
Fra questi villaggi ci fu la previsione di realizzar-
Oltre la paradigma della casa per climi aridi
ne uno nella regione di Hager El-Dabiah con lo
sono rispettati sia i requisiti dell’orientamento
scopo di essere un progetto pilota per l’intera
63
75
76
ricostruzione.
e posa in opera: infatti la costruzione è esclu-
Si tratta di un progetto che si riallaccia alla tra-
sivamente in muratura portante e le murature
dizione e in linea con le sperimentazioni di Has-
sono di una pietra calcarea estratta nelle zone
san Fathy e di Ramses Wissa Wassef.
limitrofe.
In questo insediamento si afferma il principio
Viene riproposta la volta nubiana come sistema
della fondazione urbana ma si vuol individuare
di copertura degli ambienti e ciò vuol ribadire
anche un modello di intervento economico e so-
l’appartenenza dei luoghi ad una precisa identità.
ciale con il coinvolgimento delle stesse vittime
La scelta di sistemi di costruzione tradizionale,
del disastro, sia nella progettazione che nella
vuol riaffermare una precisa identità culturale
realizzazione. A distanza di trenta anni si trat-
di cui l’Egitto vuole sempre più riappropriarsi.
tava di un nuovo tentativo di “costruire con la
Tutto l’argomentare nell’architettura greca si
gente”.
incentra principalmente sul rapporto: progetto-
Il villaggio si configura come un insediamento
clima-tradizione.
rurale autosufficiente a cui si accede tramite un
L’impostazione di Fathy si basa su una opera-
edificio-porta. L’impianto urbano è impostato
zione di riduzione di complessità per cui la sua
sulla traccia di un asse principale che divide il
città araba coincide con una dimensione urba-
villaggio in due parti: gli edifici pubblici da un
na non complessa situata in un’utopica armo-
lato e gli edifici residenziali dall’altro. I blocchi
nia con la natura.
edilizi sono sfalsati tra di loro in modo da alter-
Il modello tradizionale a cui Hassan Fathy si
nare anche gli spazi aperti. La tipologia scelta
rapporta appartiene al mondo arabo e contiene
è quella a patio sia per motivi climatici che per
elementi tratti dalla cultura arabo-egiziana.
la tradizione.
Fathy trasforma gli elementi storici quali la
“Il rapporto con il paesaggio naturale desertico
“qa’a”, la corte, il “malqaf” in elementi tipologi-
– in quanto clima e suolo – e con il contesto
ci dandone una lettura climatica.
ambientale è alla base della scelta dei materiali
Il rapporto con l’ambiente naturale, nonché i
e delle tecniche costruttive”.
rapporti dimensionali tra le unità elementari,
Principi come la conservazione energetica, la-
sono dettati da regole geometriche che richia-
vorare con il clima, rispetto del luogo, dialogo
mano gli antichi Egizi.
con l’ambiente naturale indirizzano tutte le
E’ chiara un’influenza reciproca tra Fathy e
scelte progettuali. La ricerca dei materiali è sta-
Ramses Wissa Wassef.
ta effettuata con l’esigenza di facile reperibilità
La metodologia di Fathy ha avuto un seguito nel-
64
75 Disegni di Hassan
Fathy. Tipologia residenziale per contadini con
l’uso del Qa’a. Tratto da
A. Picone, La casa araba d’egitto, Jaka Book,
2009.
76 Costruzione mercato
New Baris. Tratto da A.
Picone, La casa araba
d’egitto, Jaka Book,
2009.
77
77 Pianta del mercato
di New Baris. Tratto da
A. Picone, La casa araba d’egitto, Jaka Book,
2009.
la produzione architettonica contemporanea.
pubblici e privati, in stretto rapporto osmotico;
Tuttavia, nell’Egitto contemporaneo, non c’è un
proliferazione degli spazi verdi; percorsi ripara-
substrato culturale in grado di raccogliere l’ere-
ti dal sole estivo e dalle precipitazioni (portici,
dità dei due maestri.
tendaggi, alberi).
Gli architetti contemporanei sono catturati da
Nella definizione dei caratteri del tessuto urba-
un’architettura sostenibile bioclimatica eco-
no idoneo alle aree oggetto di studio, per una
compatibile e non hanno compreso che l’attua-
progettazione energeticamente efficiente appa-
le crisi della forma non è risolvibile in quanto è
re opportuno considerare, che storicamente gli
ancora una volta un problema interno alla disci-
insediamenti nelle regioni mediterranee si dif-
plina della progettazione architettonica.
ferenziano in relazione a tre tipi di aree, all’interno delle quali ricorrono tipologie abitative.
2.4 CONCLUSIONI
- Le alture, in cui si inseriscono generalmente
Analizzando le diverse tipologie prese in esame,
i paesi di origine medievale, in cui gli insedia-
collocate nelle differenti località geografiche e
menti sono arroccati su di un nucleo centrale.
climatiche emergono strategie per il controllo
- I pendii, in cui vengono realizzate prevalente-
bioclimatico per il progetto di edificio autosuffi-
mente case a terrazza;
ciente in termini energetici quali:
- La pianura in cui ricorrono abitazioni con cortili
- orientamento
interni;
- rapporto di forma
- Il mare, con tipologie da due o più piani in pre-
- inerzia termica delle pareti
valenza a terrazzo
- protezioni solari
I differenti paesaggi sono ancora oggi oggetto
- ventilazione naturale
di studio, nella definizione dei caratteri delle
- Spazi a differente temperatura
nuove tipologie architettoniche passive che si
- Sistemi di protezione solare
caratterizzano e differenziano proprio in stretta
- Colore
relazione con le configurazioni orografiche alle
Sistema tessuto
quali corrisponderanno differenti tipi di tessuti
Tipologia insediativa, tessuto edilizio - Si utilizza
urbani e diversi gradi di isolamento dell’abitato
un tessuto disperso, libero, con poca vegeta-
dall’esterno.
zione un tessuto compatto per diminuire la su-
Rispetto ogni sito si dovranno considerare le
perficie esposta al sole estivo ed ai venti freddi
caratteristiche climatiche del luogo, e la pro-
forte presenza di spazi esterni o esterni-interni,
gettazione dovrà innanzi tutto controllare l’or65
78
ganizzazione del sistema viario, se si tratta di
- Le porzioni di facciata a sud con portico risul-
un insediamento complesso o il rapporto con gli
teranno protette in virtù dell’elevata incidenza
elementi del contesto se si tratta di un singolo
dei gradi solari producendo ombra negli spazi di
edificio.
loggia che garantiscono raffrescamento;
La verifica dell’efficacia di questi rapporti si ha
- La facciata degli edifici rivolti a nord rimane
alle ore 12 del 21 dicembre quando è maggiore
sempre protetta, ed essendo in ombra conser-
il livello di soleggiamento raggiunto dalla fac-
va un certo grado di raffrescamento;
ciata durante la stagione invernale e alle ore
- Risulta soleggiato il piano stradale con un au-
12 del 12 Luglio quanto è maggiore il livello
mento dei fenomeni di riflessione e/o di restitu-
di soleggiamento raggiunto dalla facciata du-
zione dell’energia termica;
rante la stagione estiva. (l’altezza dell’edificio
Rispetto la direzione dei venti dominanti l’aria
di fronte deve essere pari alla larghezza della
dovrà essere sempre meno canalizzata all’in-
strada moltiplicata per la tangente dell’angolo
terno del percorso stradale, affinché non si
adiacente).
provochino disagi per i pedoni ed aumentino
Si può affermare che le strade lungo la direzio-
le dispersioni termiche dell’involucro degli edi-
ne est-ovest, così nelle ore più calde della sta-
fici stessi. Fenomeno che include in se varianti
gione invernale:
derivate da caratteristiche configurazionali sui
- Privilegiano la facciata degli edifici rivolti a
fronti come sporgenze rientranze, in pianta e
sud;
sezione nonché interruzioni e soluzioni di con-
- Penalizzano la facciata degli edifici rivolti a
tinuità.
nord;
Per tali ragioni risulta fondamentale lavorare
- Lasciano in ombra il piano stradale e quindi
sulla configurazione della stradale, questa non
riducono – se non eliminano – i fenomeni di
deve mantenere un andamento planimetrico e
riflessione e/o di restituzione dell’energia ter-
altimetrico perfettamente regolare, ne in lar-
mica;
ghezza ne in altezza;
Si può concludere, rilevando, che le strade lun-
- Il suo orientamento non deve necessariamen-
go la direzione est-ovest nelle ore più calde del-
te mantenere un andamento regolare nord-sud
la stagione estiva:
o est-ovest anzi si privilegiano percorsi anche ir-
- Privilegiano la facciata degli edifici rivolti a
regolari e/o curvi rispetto le direzioni degli assi
sud che dovrà per questo essere opportuna-
cardinali.
mente protetta;
- Percorsi brevi per un maggiore controllo ma-
66
79
78-79 Museo di Habibi
Gorgy, di Ramses Wassef. Tratto da A. Picone,
La casa araba d’egitto,
Jaka Book, 2009.
80
80 Sezione di museo
Habibi Gorgy, di Ramses Wassef. Tratto da
A. Picone, La casa araba d’egitto, Jaka Book,
2009.
croclimatico, così da controllare il soleggiamento.
la costa dove al riparo di uno sperone roccioso,
Il percorso interno all’insediamento, di tipo pe-
l’abitato ha potuto avvantaggiarsi della vasta
donale o carrabile dovrà essere a unico senso
zona d’ombra, fornita dalla particolare configu-
di marcia. Data un’altezza di tre piani dell’edifi-
razione orografica.
cio, il percorso deve avere una sezione pari ad
Orientamento - Negli insediamenti costieri
un terzo (come documentabile dalle sezioni che
dell’Italia Meridionale molti abitati marini si
caratterizzano gli edifici e i percorsi pedonali
sono sviluppati in fasce strette disposte lungo
della città di Molfetta o dell’isola di naxos nel-
l’asse est-ovest, ottimizzate per ricevere la mi-
le cicladi in Grecia), affinché in estate la via si
nore quantità possibile di irraggiamento estivo.
comporti da patio esterno in ombra diventando
Egualmente, nelle strutture a corte di origine
canale di raffrescamento. Tali percorsi saranno
agricola, la disposizione dei diversi locali sui
interni tra due isolati compatti di sezione circa
quattro lati è tale da assegnare agli ambienti
3 ml, percorsi il cui andamento non è rettilineo
destinati all’alloggio la disposizione di minore
e non orientato perfettamente secondo gli assi
irraggiamento per i mesi estivi.
cardinali, questo proprio per ridurre l’incidenza
Rapporto di forma - Nel periodo invernale la
dei raggi solare sui fronti degli edifici nel perio-
compattezza degli isolati permette la riduzione
do estivo.
delle dispersioni di calore. E’ possibile ipotizza-
Configurazione orografica - La morfologia degli
re che questi esternamente si aprono in sezio-
elementi naturali e in particolare la presenza
ni di percorsi o spazi comuni (o semi comuni)
di rilievi altimetrici, variamente orientati, deter-
per cui le caratteristiche dell’altezza dei fronti
mina una riduzione delle ore di insolazione che
e la larghezza degli spazi esterni garantiscono
può incidere anche sensibilmente sulle condi-
l’incidenza e la captazione dei raggi solari nei
zioni climatiche locali. La particolare configu-
periodi più freddi.
razione orografica dell’Appennino meridionale,
La forma degli edifici prospicienti i percorsi, nel-
che si protende sovente fino al mare con estese
la dimensione verticale si privilegia l’utilizzo di
penisole, ripidi pendii e profonde gole scavate
logge arretrate lungo uno stesso profilo nella
nei suoi rilievi, ha determinato la formazione di
direzione verticale. Su uno stesso profilo stra-
coste molto frastagliate, costellate di piccole in-
dale i corpi di fabbrica si devono differenziare
senature chiuse lateralmente da alte pareti roc-
per le altezze sia sul lato nord sia sul lato sud.
ciose. In questi luoghi, di preferenza, si sono in-
Mentre nella direzione orizzontale le case dalle
sediate le piccole comunità disseminate lungo
differenti altezze alte e snelle, saranno strette
67
81
le une contro le altre.
tutti elementi che contribuiscono a rendere pe-
Inerzia termica delle pareti - Nell’architettura
sante l’insieme dell’involucro murario.
del Mezzogiorno la coincidenza tra involucro
Unici elementi che interrompono questo effetto
esterno e struttura portante continua compor-
di barriera dell’involucro sono
ta proprietà termiche essenziali per la clima-
- le aperture,
tizzazione della casa. L’involucro murario, inte-
- porte e finestre, che di conseguenza vengono
so come frontiera climatica tra spazio interno
realizzate in modo tale da ridurre al minimo il
ed esterno, assolve alla funzione essenziale
loro effetto di ponte termico.
di ridurre al minimo, nei periodi più caldi, la
Spazi a differenti temperature - Le forme più
quantità di calore che penetra nelle ore diur-
rudimentali di abitazioni ricavate utilizzando e
ne all’interno dell’abitazione. In relazione alle
adattando gli anfratti rispondono molto bene,
specifiche proprietà dei materiali più diffusi nel
sul piano climatico, nelle zone caldo-secche.
Mezzogiorno (tufi, pietre calcaree, ecc.) l’azio-
Infatti, essendo ricavate lungo scoscesi pendii
ne di frontiera dell’involucro murano si esplica
rocciosi, gole, valloni, canjons, si trovano incas-
soprattutto operando sulle superfici esterne in
sate nella roccia ad una profondità tale da non
modo da conferire loro un notevole potere riflet-
risentire minimamente delle escursioni termi-
tente, avvalendosi dell’inerzia.
che esterne.
Nel Mezzogiorno, la costruzione in pietra, che
In questo tipo di ambienti, per la differenza di
richiede sempre spessori notevoli, consente di
temperatura tra la parete esterna riscaldata dai
utilizzare la capacità termica dei materiali in re-
raggi solari e quelle interne più fredde, si ge-
lazione alla variazione delle temperature tra il
nerano dei moti convettivi che contribuiscono a
giorno e la notte, usufruendo efficacemente dei
mantenere fresco lo spazio interno.
raffreddamento notturno.
Nelle configurazioni a terrazza e dei nuclei abi-
Lo spessore delle pareti verticali (dell’ordine
tati sorti lungo i crinali delle colline si favorisce
dei 50 cm), il notevole peso delle coperture,
lo sfruttamento dell’effetto refrigerante della
comunque esse siano realizzate (volte in tufo,
parete rocciosa utilizzata come supporto, inte-
ricoperte con lastrico, volte in pietra, solai piani
grandola intimamente alla struttura dell’abitato.
con massetti molto spessi, ecc.), la presenza
Nelle case a terrazza, ricavate nei fianchi di for-
quasi costante di corpi aggiunti (scale, ballatoi,
mazioni rocciose, di gradini orografici naturali o
loggiati che aumentano lo spessore delle pareti
sui terrazzamenti realizzati artificialmente ta-
specialmente nelle facciate esposte a sud) sono
gliando il fianco della collina, si opera in modo
68
81 Villa Halawa,di Abdel El Wakil. Tratto da
A. Picone, La casa araba d’egitto, Jaka Book,
2009.
82
82 Villa Halawa,di Abdel El Wakil. Tratto da
A. Picone, La casa araba d’egitto, Jaka Book,
2009.
da utilizzare la parete verticale del gradino
ridotta delle strade, difficilmente superiore a
come parete stessa della casa, che presenta in
3 ml, fa sì che, ad eccezione delle ore centrali
questo modo due o tre pareti a temperatura co-
della giornata, esse siano in ombra per buona
stantemente più fredda, oltre il piano di appog-
parte del giorno.
gio. Dal pavimento verso il soffitto e dalle pareti
- La strada e le rare piazzette che si aprono in
a contatto della roccia verso le pareti esterne si
questi tessuti edificati compatti, diventano l’ide-
generano di conseguenza moti convettivi, age-
ale completamento della casa, luoghi di incon-
volati dalla disposizione delle aperture verso
tro e di attività all’aperto.
l’alto che favoriscono la fuoriuscita dell’aria più
- Le coperture a cupola prevalentemente estra-
calda.
dossate, caratteristiche delle zone costiere
In tutta la tradizione mediterranea il sistema a
campane, e quelle coniche o troncoconiche,
corte, con soluzioni più o meno raffinate in rela-
che si riscontrano in Puglia, per la loro forma
zione alle particolari condizioni climatiche e allo
godono in modo continuo dell’effetto raffred-
sviluppo di culture più o meno evolute, è stato
dante dell’ombra in movimento.
elaborato,
- La geometria elementare del quadrato e del
oltre che come forma di abitazione comunita-
rettangolo si arricchisce di elementi accessori,
ria, come un complesso organismo termorego-
logge, porticati, scale esterne che migliorano il
latore.
funzionamento climatico della casa.
- presenza di doppi patii comunicanti;
L’uso di elementi vegetali viene impiegato per
- presenza sul patio di una torre del vento;
ottenere, zone d’ombra mutevoli al variare delle
La casa a corte, infatti, oltre a sfruttare, come
stagioni. Strategia ampiamente utilizzata dalle
già visto,
comunità del Mezzogiorno a vocazione preva-
- l’inerzia termica delle murature,
lentemente agricola.
- sfrutta l’effetto camino di aperture nella co-
Colore
pertura per attivare una ventilazione notturna
La giacitura delle superfici rispetto ai raggi so-
quando l’abbassamento della temperatura
lari, il loro colore e il grado di opacità, sono tutti
esterna consente una refrigerazione dell’edificio.
elementi che, saggiamente adoperati possono
Nell’Italia meridionale
costituire un ulteriore valido schermo all’ingres-
- la compattezza dell’abitato favorisce in gene-
so del calore nella casa. E’ questa consapevo-
rale la creazione di ampie zone d’ombra;
lezza che ha determinato la diffusione, nell’ar-
- in particolare la dimensione sempre molto
chitettura costiera e in quella dei paesi interni
69
83
più caldi, dell’uso del bianco come colore do-
l’umidificazione, allo scopo di climatizzare sia
minante, sia esso ottenuto mediante imbianca-
lo spazio vuoto della corte (che è uno spazio
tura a calce o con l’adozione di pietra calcarea
collettivo destinato a svolgere specialmente in
chiara lasciata a vista.
estate la maggior parte delle attività diurne) sia
Schermatura solari - In un’architettura che deve
gli ambienti che su di essi si affacciano.
difendersi dal sole lo spazio d’ombra è, infatti,
I meccanismi termici principali sono essenzial-
in primo luogo assenza di sole e sensazione di
mente di due tipi:
fresco9; in secondo luogo si configura come una
- la ventilazione per effetto camino, dipendente
zona intermedia tra spazio indefinito e spazio
dalla configurazione geometrica del cortile, e la
racchiuso, tra esterno ed interno. I meccanismi,
permanenza di una sensibile differenza di tem-
la geometria degli spazi d’ombra sono quelli del
peratura tra parti alte e basse del cortile,
sole e perciò legati alla variabilità nel tempo e
- accentuata dall’irraggiamento notturno verso
nello spazio del suo corso.
il cielo chiaro del suolo e di tutte le superfici
Dall’alba al tramonto, dall’inverno all’estate,
orizzontali riscaldate dal sole durante il giorno.
l’arco del sole e la sua altezza sull’orizzonte
Climatologia dell’ambiente costruito
cambiano gli spazi d’ombra e ne suggerisco-
Agrumeti e vigneti, elementi costitutivi tipici del
no una utilizzazione variabile temporale, pre-
giardino mediterraneo, che hanno caratterizza-
valentemente estiva. Le comunità dell’Italia
to le sistemazioni agricole a terrazza di tanta
meridionale, come del resto tutti i paesi che si
parte delle coste tirreniche, soprattutto in Cam-
affacciano sul Mediterraneo, hanno fatto largo
pania hanno contraddistinto anche l’immagine
uso di questa possibilità di difesa dal caldo e
della casa. La configurazione di queste colture,
dalla luce eccessiva, dapprima utilizzando la
basata su un reticolo spaziale a maglia quadra-
natura, poi costruendo spazi d’ombra sempre
ta o rettangolare costituito da sostegni lignei
più complessi e assoggettando la natura stes-
orizzontali e verticali, si trasforma, nella casa
sa, con l’uso appropriato di vegetazione a foglia
rurale, nel pergolato che delimita spesso lo spa-
caduca, alla variabilità dell’esigenza di ombra
zio aperto della corte agricola. Il pergolato, spo-
e di sole.
glio d’inverno e coperto d’estate dal fogliame
Ventilazione naturale - Utilizzando sapiente-
delle viti o di rampicanti, viene costruito dagli
mente la configurazione geometrica e l’alter-
stessi contadini con elementi molto semplici ed
nanza di pieni e vuoti, consente di regolare,
economici realizzando, con una minima spesa,
oltre l’irraggiamento, anche, la ventilazione e
un comodo spazio di penombra. Il pergolato
70
83 Abdou Ahmed, villaggio di Suzanne Mubarak. Tratto da A. Picone,
La casa araba d’egitto,
Jaka Book, 2009.
84
84 Abdou Ahmed, villaggio di Suzanne Mubarak. Tratto da A. Picone,
La casa araba d’egitto,
Jaka Book, 2009.
è stato presto trasferito anche nelle strutture
più tipicamente urbane e caratterizza molti dei
piccoli centri delle coste campane, impiantato
non solo nei cortili ma anche sui terrazzi, che
diventano, in questo modo, abitabili durante i
mesi estivi.
71
72
3 Architettura Mediterranea E QUESTIONE ENERGETICA
INDICE PARZIALE
3.1 Considerazioni preliminari
3.2 La questione energetica nell’Architettura del XX secolo
3.2.1 Gropius e i suoi ideali
3.2.2 Le Corbusier e il suo rapporto con l’Architettura del mediterraneo
3.2.3 Il pensiero e l’esperienza di Fathy Hassan
3.2.4 Il pensiero e l’esperienza di Dimitris Pikionis
3.2.5 Il razionalismo italiano
3.2.6 Conclusioni
3.3. L’Identità mediterranea. Tra natura e ambiente costruito
3.3.1 Introspezione e chiusura
3.3.2 Pesantezza e leggerezza
3.3.3 Colore
3.3.4 Luce
3.3.5 Acqua
3.4 Conclusioni
74
76
79
81
88
102
111
116
117
118
125
126
136
137
139
In questo spazio si definiscono come i linguaggi che delineano l’identità dell’architettura mediterranea, hanno da sempre caratterizzato una progettazione che si concretizza in un’architettura
espressione di equilibrio tra uomo, ambiente costruito e ambiente naturale.
Si impronta un confronto tra i principi architettonici, l’Architettura del 900 e quella dei paesi del
mediterraneo, per cogliere in che misura rispetto i diversi contesti storico culturali ci sia stata
sinergia tra la progettazione dell’Architettura e l’ambiente naturale attraverso con un confronto
trasversale nel quale si delinea in quale misura si può parlare di quella che oggi viene chiamata
efficienza energetica. Presentando cosa si è inteso per Architettura dagli inizi del XX secolo e in
quale modo si inserisce il concetto di efficienza energetica, di edilizia passiva e controllo climatico.
Nonché l’importanza che hanno i principi architettonici, nei differenti contesti storico-culturali e il
loro ruolo sociale.
L’assunto del confronto tra le esperienze sopra delineate e il loro grado di affinità a questo tema,
diventa la base di riferimento per delineare le radici del problema scientifico. Quest’ultimo infatti
non è legato unicamente ai punti di criticità normativi o manualistici, ma ha le sue origini nell’approccio progettuale che da secoli si basa sui linguaggi le tipologie architettoniche e costruttive
antiche delle regioni dell’Italia centro meridionale, dei paesi arabi e della Grecia, e delle strategie
progettuali analizzate al capitolo 2.
73
3 Architettura Mediterranea E QUESTIONE ENERGETICA
3.1 CONSIDERAZIONI PRELIMINARI
mincia a parlare di architettura mediterranea,
Le radici del tema dell’architettura efficiente si
quando all’idea di considerare la storia in forma
collocano dal più antico prototipo abitativo che
lineare e cronologica è fine del XIX secolo, la fi-
l’individuo umano abbia scelto, o costruito in un
losofia di Nietksche produce un modo di pensa-
continuo intreccio con le vicende evolutive della
re non più cronologico ma bi polarizzati in cui si
cultura del progetto. Partendo dalla definizione
parla di cultura del nord quella del sud e rispetto
di “edificio passivo” per il quale si intende un
a quella in oggetto si fa riferimento alla cultura
edificio in cui le condizioni di comfort vengono
dei paesi mediterranei contrapposto al nord Eu-
raggiunte grazie alle caratteristiche dell’involu-
ropa (della Germania del movimento moderno).
cro edilizio e a sistemi di trasporto di calore da o
Intesa come una situazione localizzata di cui
verso l’ambiente circostante, che non richiedo-
non si considera la storia come un susseguirsi
no l’utilizzo di energia fossile, si può affermare
di trasformazioni ma come situazioni polarizza-
che già nelle caratteristiche dell’edilizia e i tes-
te ognuna delle quali rappresenta un sistema
suti urbani più antichi questo è un principio che
completo di archetipi, di modi di pensari diver-
possiamo ampiamente ritrovare. Sia nell’archi-
se. A tal proposito Pedrag Matvejevic scrive:
tettura rurale, collinare e montana sia in quella
“Il mediterraneo al di la delle sue attuali divisio-
costiera dei paesi mediterranei.
ni politiche, […] con tre comunità culturali […]
Da qui la prima sinergia con il contesto, un pro-
rappresenta i soli destini di lungo respiro che
blema legato al nostro secolo.
si possono seguire ininterrottamente attraverso
La cultura del mondo mediterraneo trova le sue
le peripezie e i casi della storia mediterranea.
radici nella storia dell’architettura, dalla cultura
Tre civiltà: innanzi tutto l’Occidentale, o forse
egiziana, passando attraverso la greca, la mice-
sarebbe meglio dire la cristianità […]. Il secon-
na, la romana, l’araba ecc.
do universo è l’Islam […], che costituisce da
Nacque nel seno della cultura europea più re-
solo l’altro mediterraneo, il contro-mediterra-
cente l’idea di un’architettura specificatamente
neo prolungato dal deserto. Oggi il terzo perso-
mediterranea come qualcosa da porre come
naggio non palesa immediatamente il proprio
manifesto. L’idea di cultura mediterranea è il
volto. Si tratta dell’universo greco, dell’universo
risultato delle contraddizioni e delle esigenze di
ortodosso […]. “5 Queste civiltà , dalle quali le
culture che il XX secolo ha imposto in parte del
nostre attuali società derivano, hanno genera-
mondo.
to tre modelli insediativi che prevalgono su tut-
Tra la prima e la seconda guerra mondiale si co-
ti: quello islamico, quello del levante e quello
74
Abdel Wahed El Wakil,
villaHalawa,
Agamy,
1975. Tratto da “La
casa araba d’Egitto.
Costruire con il clima
dal vernacolo ai maestri contemporanei”,
Milano, Editoriale Jaca,
2009. Tratto da A. Picone, La casa araba
d’egitto, Jaka Book,
2009.
75
europeo”6.
a quel momento raccolta8.
“Non esiste una sola cultura mediterranea: ce
“Saranno gli edifici privati ben disposti, se dal
ne sono molte in seno a un unico Mediterraneo.
bel principio si rifletterà agli aspetti e ai climi,
Sono caratterizzati da tratti per certi versi simili
nei quali si fabbrica; imperciocchè è fuori di
e per altri differenti, raramente uniti e mai iden-
dubbio che abbiano ad essere diverse le fabbri-
tici. Le somiglianze sono dovute ad un mare co-
che si fanno nell’Egitto da quelle che si fanno
mune e all’incontro sulle sue sponde di nazio-
nella Spagna, diverse quelle di Ponto da quelle
ni e forme di espressioni vicine. Le differenze
di Roma, e così anche negli altri paesi.
sono segnate da origini e storia, credenze e co-
Giacché una parte della terra è sottoposta al
stumi, talvolta inconciliabili. Né le somiglianze
corso del sole, un’altra ne resta lontana; e l’al-
ne le differenze sono assolute o costanti: talvol-
tra che è nel mezzo rimane temperata. Laonde
ta sono le prime a prevalere, talvolta le ultime.
siccome la costruzione del cielo, riguardo alla
[…]”7.
Terra, per la inclinazione dello zodiaco e per il
Quindi la mediterraneità nel progetto d’architet-
corso del sole, è naturalmente dotata di diverse
tura si ritrova nell’appartenenza alla specificità
qualità, con questa regola conviene formare gli
dei luoghi a cui essa appartiene.
edifici secondo il temperamento dei luoghi e i
vari aspetti del cielo.
3.2 LA QUESTIONE ENERGETICA NELL’ARCHI-
Sotto il settentrione si hanno fare le abitazioni a
TETTURA DEL XX SECOLO
volta, il più che si può riparate, anzi rivolte agli
Tra architettura ed energia è sempre esistita
aspetti caldi: nei luoghi meridionali all’incontro
una sinergia completa. Il rapporto tra progetto
sottoposti alla veemenza del sole, perché vi si
di architettura e caratteri microclimatici di un
muore dal caldo, si debbono fare delle apertu-
luogo, è stato sempre al centro dei risultati co-
re e rivolte a Tramontana o a Greca. Così con
struttivi rappresentati dall’architettura di ogni
l’arte si ripara al danno che farebbe da sé la
civiltà. Rapporti affrontati e discussi anche nei
natura. Si prenderà negli altri paesi della stes-
tratti di architettura a cominciare da Vitruvio,
sa maniera un temperamento corrispondente
il quale afferma, con il principio salubritas, la
al loro clima”.
necessità che la casa non fosse mai fredda e
Delinea l’importanza di distinguere gli approcci
umida durante l’inverno e calda d’estate, pre-
progettuali e costruttivi in regioni con caratteri-
disponendo le buone norme per raggiungere
stiche climatiche molto differenti tra loro; in cui
questo risultato, basandosi sull’esperienza fino
le architetture realizzate saranno molto diversi
76
in funzione delle esigenze richiamate dei ri-
li per lo caldo s’infocano nel solstizio) essendo
spettivi climi. Quindi l’edificio dovrà essere ben
opposto al corso del sole, riesce sempre fresco,
disposto al fine di usufruire al meglio di quelle
e di uso salubre e piacevole”.
che sono i caratteri del sole e delle temperature
Affronta inoltre il tema del confort interno
di un dato sito. Descrive alcune strategie mor-
dell’ambiente, legato al rapporto con l’umidità,
fologiche in grado di ovviare a problematiche
l’esigenza di illuminazione naturale, e consiglia
dirompenti in clima caldo.
la disposizione degli ambienti, relazione alle ca-
Parla inoltre di regione temperatura, riferendo-
ratteristiche del sole e del vento.
si all’area climatica mediterranea, in relazione
Il modello di edificio “passivo” come noi oggi
all’incidenza del fattore solare sulla terra.
lo intendiamo, in passato era l’unico modello
“Trattamento che debbono avere tutte le specie
edilizio presente, quello che ottimizza le risorse
di edifici sì per l’uso , sì ancora perché siamo ri-
energetiche rinnovabili. In termini di impianti si
volte al giusto aspetto del cielo. I triclini dunque
utilizzavano sistemi per il riscaldamento inver-
d’inverno e i bagni riguardino verso ponente.
nale. Dall’antica Mesopotamia si ritrova l’uso
Ciò perché vi bisogna lume la sera, e oltracciò
dei bracieri per gli inverni più freddi, per prose-
il sole che va a tramontare, manda giusto di-
guire ai camini, alle stufe, tutti azionati con fonti
rimpetto i suoi raggi, e col suo calore rende più
energetiche tratte da materiali naturali.
tiepido l’aspetto delle ore vespertine. Le stanze
La necessità progettuale di porre in relazione
da dormire le librerie devono guardare il levan-
spazio costruito e clima nel movimento moder-
te; poiché l’uso delle medesime richiede lume
no verrà surclassato da problematiche linguisti-
di mattina: oltreché in si fatte librerie non si
ci e formali di un’architettura prettamente fun-
guastano i libri e in quelle che riguardano mez-
zionalista, specchio di una modernità mecca-
zogiorno o ponente, patiscono per le tignuole e
nicistica attenta a rompere i rapporti linguistici
per l’umido, perché i venti umidi, corrompono
con il passato preindustriale classicista. Quin-
con la muffa i libri.
di nel primo decennio del movimento si porrà
I triclini di primavera e di autunno riguardano
meno attenzione a questi basilari aspetti della
il levante: perché tenendosi chiuse le finestre,
progettazione. Ma parallelamente il movimen-
finché la forza del sole trapassi per ponente,
to razionalista italiano, ritrova come riferimenti
restano temperati per le ore nelle quali se ne
della produzione architettonica i criteri d’igiene
vuole far uso. Gli estivi poi verso il settentrione
ambientale e prestazione climatica, che sono
perché questo aspetto (non come gli altri, i qua-
diventati il riferimento per la produzione di ma77
nuali di progettazione che ancora oggi conten-
esasperato uso delle fonti di energia fossile che
gono le principali regole di buona programma-
nei differenti settori della produzione a determi-
zione progettuale, nelle quali si sono delineati i
nato pesanti bilanci di produzione di sostanze
caratteri delle tipologie edilizie, il controllo della
nocive e conseguenti squilibri ambientali che
luce naturale in termini d’illuminazione, il fatto-
oggi si cerca di attenuare.
re di riscaldamento, ecc. partendo dall’assetto
Il settore dell’architettura è uno dei settori che
urbano dei sistemi edilizi.
ha inciso particolarmente in questo bilancio,
Tanto questo principio era radicato nell’assetto
perché l’introduzione di nuovi sistemi tecnolo-
della cultura razionalista, che mentre lo svilup-
gici nell’abitazione, che sfruttano l’utilizzo di
po industriale portava al consumo spropositato
energie non rinnovabili, una minore attenzione
di fonti energetiche non rinnovabili con l’indi-
alla qualità delle caratteristiche prestazionali
scriminata diffusione dell’International Style, in
dell’involucro edilizio, stanno producendo uno
cui la questione ambientale era ancora molto
dei più elevati tassi di sostanze nocive. Questo
lontana, due architetti ungheresi i fratelli Olg-
significa che lavorare al miglioramento della
yay, di formazione prettamente razionalista
qualità dell’architettura in termini prestaziona-
emigrano in America e appoggiandosi all’Uni-
li significa ottimizzare l’utilizzo delle principali
versità di Princeton sviluppano uno studio siste-
fonti di consumo fossili.
matico del rapporto tra condizioni ambientali e
In questo contesto la ricerca energetica non
edificazione, basta sia sulla vasta e complessa
sarà la soluzione risolutiva del problema energia
rilevazione di dati climatici ma anche su modelli
nel lungo periodo, ma aprirà le porte all’insieme
e apparati di simulazione.
di risorse necessario al superamento del mo-
Dagli studi originali portati dal movimento razio-
nopolio delle fonti fossili con un nuovo modo di
nalista i due architetti hanno precorso i tempi
intendere l’energia. Si può tornare oggi all’idea
introducendo negli anni 50’ la questione am-
di energia come motore di vita e benessere.
bientale, le regole e i principi dell’architettura
Se consideriamo questa come una tecnologia
bioclimatica sulla quale ancor oggi si lavora,
da sfruttare in qualità di risorsa data all’uomo
analizzando sotto il profilo del comportamento
dalla natura e per suo essere inesauribile e pa-
energetico passivo delle costruzioni il loro con-
rallelamente consideriamo l’architettura la tec-
seguente assetto edilizio e urbanistico. Questi
nologia in grado di porsi in relazione con essa
principi si diffonderanno solo negli anni 70’ a
al fine di soddisfare le esigenze di benessere
seguito della crisi energetica. Derivata da un
dell’individuo, scopriamo la complementarità
78
dei due fattori, in cui l’architettura si pone come
l’età moderna dominata dall’industrializzazio-
strumento in grado di controllare strettamente
ne, aveva generato, in confronto all’armonia e
l’energia. Riscoprendo così il valore che l’ener-
alla bellezza delle città antiche.
gia aveva nei tempi passati per sviluppare il pro-
A questo proposito è interessante considerare
getto tecnologico, prima di quelle conoscenze
la figura dell’architetto Gropius nella sua matu-
scientifiche che hanno radicalmente modificato
rità professionale, al termine del dibattito mo-
il rapporto con la progettazione edilizia.
dernista, quando si trova in America in qualità
In un pianeta sempre più fragile l’architettura
di preside della facoltà di architettura di Har-
non può prescindere dalle proprie responsabi-
vard dal 1937 al 1952.
lità di migliorare la qualità di vita dell’uomo, e
L’architetto afferma che contrariamente a
riscoprire l’identità del luogo e dello spazio.
quanto si diceva delle realtà del nord Europa,
E proprio in questi principi che la tradizione ar-
si può considerare infelice il termine attribuito
chitettonico-costruttiva mediterranea più antica
alla nuova corrente ossia “Stile internazionale”
ha basato il suo sviluppo e per questo si pone
perché risulta una terminologia superficiale.
oggi come principale riferimento progettuale
“…Un’espressione regionale, indigena, derivata
per la definizione dei nuovi modelli dell’abitare,
dall’ambiente, dal clima, dal paesaggio, dalle
con particolare riferimento a quelle regioni in
abitudini della popolazione.” W. Gropius
cui le caratteristiche climatiche sono similabi-
Gli obiettivi prefissati dalla ricerca indotta dal
li, dove cioè insiste maggiormente il fattore di
movimento erano due, la liberazione dell’archi-
regime estivo.
tettura da un eccesso di ornamento, e di enfatizzazione delle sue funzioni strutturali, focaliz-
3.2.1 WALTER GROPIUS
zandosi su soluzioni semplici ed economiche,
Walter Gropius è la figura principale in cui si
come aspetto puramente materiale di quel pro-
identifica la nascita e la crescita dello stile inter-
cesso di formalizzazione da cui dipende il valore
nazionale e modernista sviluppatosi dagli anni
pratico della Nuova Architettura. L’altro obiettivo
20’ nel nord Europa e che ha sottratto attenzio-
era l’appagamento estetico dell’animo umano,
ne alle esigenze energetiche dell’architettura,
non di minor valore di quello materiale.
rivolgendo maggiore attenzione alle problema-
Quel che riveste un’importanza ben superiore
tiche linguistiche come specchio d’essenziali-
all’economia strutturale e alla sua enfasi fun-
tà funzionalista, avvertendo sin da giovane la
zionale, è la conquista intellettuale che ha reso
caotica disarmonia dell’ambiente umano che
possibile una nuova visione dello spazio. Infatti,
79
1
mentre il lavoro del costruttore implicava esclu-
vanti diversità. In una visione molto più orienta-
sivamente metodi e materiali, quello dell’ar-
ta verso l’aspetto della composizione spaziale
chitetto richiede la profonda conoscenza e la
attraverso cui si esprime la differenza che potrà
padronanza dello spazio. Ora una nuova con-
risultare da questo solo fatto, in cui l’architetto
cezione del costruire, si relaziona a una nuova
porrà le relazioni tra esterno e interno in modo
concezione dello spazio. Queste trasformazioni
profondamente diverso nelle due regioni. Si af-
sono rese possibili dal nuovo contributo della
ferma un’idea di regionalismo in cui si manten-
tecnica, che hanno accelerato la disintegrazio-
gono saldi i principi basilari della progettazione
ne delle solide masse costruite in muratura e
legata all’efficacia delle qualità dello spazio
la loro trasformazione in sottili pilastri in ce-
del’abitare, dove si pensa di trovare una rispo-
mento armato o acciaio, i muri divisori vengo-
sta attraverso i caratteri compositivi dell’edificio
no realizzati con cemento leggero di pomice, in
e le nuove tecnologie nate per mezzo dell’indu-
calcestruzzo di scorie o altri materiali sintetici
strializzazione.
sottoforma di blocchi cavi e lastre sottili. Le so-
Da qui ripercorrendo i temi trattati dal CIAN si
stanze sintetiche introdotte sono quindi acciaio
può affermare che con l’idea di creare un lin-
cemento e vetro e stanno sostituendo l’uso e i
guaggio unico, vi è l’intento di creare uno “spa-
sistemi costruttivi utilizzati con i materiali della
zio” in cui condividere i quesiti formulati da
tradizione, ma la cosa più eclatante è la perdi-
architetti dei differenti paesi europei industria-
ta di massività del muro e della sua funzione
lizzati. Quesiti riferiti ai temi dell’abitare a cui
portante.
questo fenomeno conduce, per avere risposte
Da qui si può pienamente comprendere che il
condivisibili che possano assimilare le proble-
tema dell’edificio che si relazionato ai fattori
matiche dell’”abitare” nei nuovi quartieri che
energetici, non era al centro delle discussioni
nasceranno durante e per mezzo del fenome-
e dei problemi della ricerca modernista, ma è
no dell’industrializzazione senza però ricadere
chiaro come il tema della costruzione in rela-
su questioni progettuali puntuali che necessa-
zione alle caratteristiche del luogo sia un fat-
riamente avranno un’interpretazione regionale
tore assodato e integrato al pensiero. Infatti lo
con riferimento preciso al contesto d’azione.
stesso Gropius afferma che se si considera la
Il modernismo come afferma Gropius non si
differenza delle condizioni climatiche della Ca-
vuole definire uno stile, ma una nuova imposta-
lifornia rispetto al Massachusetts, ci si renderà
zione d’azione come carattere essenziale del
conto che l’architettura si esprimerà con rile-
nuovo lavoro compositivo, flusso di un continuo
80
1-2 Casa del direttore
del Bauhaus.
2
sviluppo, il trasformarsi dell’espressione secon-
qualità di conoscenze preliminari ai successivi
do i mutamenti vitali.
approfondimenti legati all’innovazione tecno-
In riferimento a questo ideale e al contesto so-
logica, in cui la figura dell’uomo è al centro di
ciale ed industriale in cui ci si inserisce si ge-
questo momento storico di modernizzazione
nera la nuova visione dell’architettura contrap-
sociale ed economica.
posta al linguaggio classista, ricco di eccessi.
Di fondo emerge un’ideale di sostenibilità nel
Diventa un atteggiamento sostenibile nel nuovo
processo produttivo dell’architettura anche se
rapporto con l’industrializzazione e la costruzio-
più rivolto ad un rapporto con il fenomeno indu-
ne, in cui si fa del fenomeno locale una risor-
striale, visto come risorsa e matrice di rinnova-
sa per l’architettura. Mentre oggi l’eccesso di
mento e non ai fattori energetico ambienti.
questi fenomeni industriali produttivi conduce
a nuove problematiche che sotto il tema della
3.2.2 LE CORBUSIER E IL SUO RAPPORTO
sostenibilità hanno nuovi obbiettivi.
CON L’ARCHITETTURA DEL MEDITERRANEO
La cultura dei paesi mediterranei veniva am-
All’interno nel panorama europeo Le Corbusier
mirata per il forte regionalismo in quanto forte
si pone come una figura cruciale, infatti in lui si
espressione dell’identità dei luoghi, dalla quale
rivedono concettualmente e progettualmente i
si riflettono chiaramente i colori, l’essenzialità
primi effetti del meccanicismo edilizio specchio
compositiva e linguistica del linguaggio moder-
dell’evoluzione industriale nell’edilizia.
no, ma nel contempo veniva criticata perché
Nel suo “Verso un’Architettura” descrive gli
non era stata in grado di evolversi.
effetti della rivoluzione industriale che han-
Il modernismo nega ciò che è eccessivo nel pro-
no come tappa primordiale la sostituzione dei
getto che non ha valore ma includono a se tutti
materiali naturali con i materiali artificiali, dei
quei fattori che ne determinano un’efficienza
materiali eterogenei e discutibili con i materiali
funzionale ed estetica in termini di funzionalità
artificiali omogenei e controllati con verifiche di
e vivibilità.
laboratorio e realizzati con elementi stabiliti. Il
Queste sono
delle considerazioni specchio
materiale artificiale sostituirà il materiale natu-
di una individualità matura, che si è generata
rale, variabile all’infinito.
durante il più intenso periodo meccanicistico
Condizione che definisce un nuovo mercato
all’interno del quale non è stata mai rinnegata
economico, nel quale l’uso dei nuovi materiali
la conoscenza delle tecniche antiche compreso
è proporzionale alle reali necessità strutturali
l’artigianato, anche sotto il profilo didattico, in
perché preventivamente calcolati con strumenti
81
3
esatti che ne definiscono le caratteristiche di-
di unici centimetri per reggere enormi pesi.
mensionali. Come nel caso delle travi in acciaio
L’industrializzazione ha generato un rapido
e le opere in cemento armato la cui qualità si
evolversi delle qualità degli impianti di riscalda-
può controllare in laboratorio. Tali condizioni
mento e di illuminazione, nonché della raziona-
hanno fatto in modo che il legno e la pietra ve-
lizzazione delle strutture, a tal punto da portare
nissero meno utilizzati, perché se si considera il
Le Cordusier a concepire la casa in serie, acces-
primo caso la lavorazione di una sola trave con
sibile a tutti.
la presenza di imperfezioni genera un notevole
Non una casa che nasce per durare come
scarto di materiale e nel secondo caso deve es-
espressione del culto della famiglia, della raz-
sere troppo il materiale impiegato per la realiz-
za, ma un’abitazione prodotta dell’industria ed
zazione di muri eccessivamente spessi.
espressione delle recenti esigenze della moder-
A questi si vanno ad unire i servizi sviluppati
nità e del nuovo sistema di relazioni sociali.
dai nuovi tecnici come, l’acqua e l’illuminazione
Questo è quanto afferma fino ai primi anni 20’,
che sono in rapida evoluzione, mentre il riscal-
ma a partire dal 1928, fino i primi anni 60’ Le
damento centrale ha preso in considerazione la
Corbusier contrappone alla dimensione esclusi-
struttura dei muri e delle finestre – superfici raf-
vamente meccanicistica della produzione edili-
freddanti – e di conseguenza la pietra utilizzata
zia, l’uomo come identità reale, cioè l’uomo che
in sezioni murali da un metro è stata soppianta-
vive sulla terra che ha una identità fisica, l’uomo
ta da leggere putrelle doppie e scorie di ferro.
che è toccato dalla luce dal sole dall’aria, dalle
Così queste nuove possibilità lasciano cadere
condizioni del mondo esterno, che non hanno
dei riferimenti storici per l’architettura, infatti
nulla a che vedere con la meccanizzazione. Tale
non vi è più bisogno di fare un tetto a falde per
confronto definisce un cambiamento, il momen-
sgombrare l’acqua, le finestre non hanno più
to di separazione tra l’ideologia modernista di
dimensioni limitate al sistema costruttivo uti-
quel momento e le revisioni che di seguito sono
lizzato, quindi si potrà avere più luce al’interno
succedute.
dell’abitazione, non si adopereranno più le travi
Tale passaggio è segnato da un acceso dibatti-
in legno massicce ed eterne perché si spezzano
to che intercorre tra lui e lo svizzero Sigfried Gie-
in presenza di un radiatore, mentre il metallo
dion in cui Giedion esalta la meccanizzazione
rimane saldo.
della nuova architettura, nel quale Le Corbusier
Ora bastano sottili muri per proteggere e con-
polemizza contrapponendo le esigenze dell’uo-
trollare le differenze di temperatura e putrelle
mo reale. Questo avviene durante un congresso
82
4
3-4 Unità d’abitazione a
Marsiglia 1945-53.
5 Primo progetto per
marsiglia 1945.
5
del CIAN che si svolge su di una nave verso Ate-
dellano le caratteristiche dell’architettura.
ne, in cui si produrrà un documento denominato
Non introduce nella sua ricerca i problemi
“Carta di Atene” all’interno della quale si deline-
dell’architettura in termini di risparmio energe-
ano i principi di sanità, della creazione di nuovi
tico, ma riconosce alla cultura mediterranea di
quartieri residenziali e si richiama per la prima
essere lo specchio concreto di una cultura po-
volta a quello che nel Mediterraneo costituisce
polare che è arrivata a ottimizzare le qualità ar-
una ricchezza fondamentale, l’uomo. E da qui si
chitettoniche e costruttive dell’edificio compati-
genera la teoria del Modulor, come tentativo di
bilmente con la realtà paesaggistica e climatica
rappresentare la vecchia tradizione mediterra-
dei luoghi in particolare con il sole. Qualità che
nea, teorizzazione della scala umana.
si esplicano nelle semplici forme prismatiche e
In quanto l’architettura non è un oggetto insen-
la scelta essenziale delle cromie in cui prevale
sibile, ma è un luogo le cui dimensioni i cui spa-
il colore bianco. Infatti le caratteristiche morfo-
zi, si relazionano con il corpo umano. In questo
logiche di questi insediamenti gli permettono di
si rapporta all’architettura Greca, a quelle del-
proteggersi dal sole, sia nell’illuminazione sia
le isole Cicladi alla cultura Etrusca, delle quali
per il problema del calore.
esalta e indaga il momento della nascita per
Afferma che l’Architettura moderna aveva esal-
comprendere su quali base e principi esse si
tato i materiali nuovi, mentre l’architettura me-
sono formate ed evolute, anche nell’ambito ar-
diterranea, quella “anonima”, aveva insegnato
chitettonico.
che i materiali quali pietra, ceramica, calce e
Questo è un interesse che viene da lui condivi-
legno sono alla base dell’edificazione e nella
so con molti architetti italiani ed europei negli
definizione dei colori che nascono dalla terra.
anni trenta, alla riscoperta dei caratteri dell’ar-
I colori delle superfici si scelgono in relazione
chitettura anonima compresa quella dell’Italia
alle caratteristiche della luce locale, che rela-
meridionale, dell’Algeria, del nord Africa e del
zionandosi alla forma dell’architettura proget-
medio oriente.
tata coerentemente, crea zone d’ombra, zone
Attraverso questa ricerca ha potuto constatare
soleggiate e di penombra. Ciò che dimostra e
che non era generalizzabile l’uso dei grandi mu-
apprezza è che è così che si produce la qualità
ri-cortina di vetro, ed è corretto in queste regio-
di un’architettura più umana, che corregge il ca-
ni utilizzare muri dall’elevato spessore perché
rattere inumano dell’architettura moderna.
questi sono in grado di filtrare la quantità della
Questi nuovi ideali che si fondono sugli interessi
luce dall’esterno all’interno, elementi che mo-
dell’architettura mediterranea si concretizzano
83
6
nell’opera dell’architetto, attraverso esperienze
fine di regolare l’acquisizione della luce interna.
progettuali, che cominciano dagli anni trenta,
Mentre la copertura sembra l’interpretazione
come Unitè d’Habitation a Marsiglia, dove dedi-
formale di conchiglie di mare mediterraneo.
ca enorme attenzione al sistema di produzione
Ideologie condivise con il suo allievo Josep-Lluìs
della casa con idee meccanicistiche e paralle-
Sert il quale conosciuto ad Harvard negli Stati
lamente si sofferma allo studio della trama e
Uniti è riuscito a portare nella sua produzione
del colore dei materiali e soprattutto al colore
elementi e linguaggi dell’architettura mediter-
e alla profondità che la luce del sole è capace
ranea spagnola così come aveva fatto in pro-
di dare.
getti realizzati a Barcellona e a Ibiza. Risulta
Da quest’opera si evince come l’architetto ten-
interessante vedere come negli edifici realizzati
de a fondere i due principi della ricerca, ed è
tra Cambridge e Boston si possa riconoscere
per questo che non si può parlare di architettu-
un’identità in parte americana e in parte me-
ra tradizionale, perché lo sforzo sta nell’elimi-
diterranea.
nare i canoni popolari dell’architettura storica
Altro personaggio che produsse un’architettura,
in una traduzione alle esigenze del tempo, per
sintesi dei linguaggi e delle esigenze della mo-
la creazione di un’architettura che vuole essere
dernità e le caratteristiche della cultura locale
innovazione. Infatti in uno scritto del 1935 Sert
ricca di tradizione mediterranea è l’opera di
afferma:
Josè Antonio Coderch.
“Noi quando ci avviciniamo all’architettura tra-
Le Corbusier definirà tre areae di cultura archi-
dizionale, non lo facciamo per ritornare a un’ar-
tettonica l’area latina, l’ara germanica e l’area
chitettura
un’architettura
slava. La cultura latina si estende geografica-
d’imitazione più o meno forklorica delle tradi-
mente da Marsiglia ad Algeri e a levante da
zioni locali: quello che vogliamo è apprendere
Roma e a ponente Barcellona. Un’area geogra-
alcuni dei suoi principi.” Josep-Lluìs Sert
fica che definiscono le regioni del mediterraneo
Un altro esempio è la cappella di Ronchamp qui
occidentale aree in cui si agisce attenti alla vita
i due elementi che compongono l’edificio dichia-
collettiva e alle condizioni locali.
rano una piena influenza mediterranea, innanzi
Questa viene detta “fascia climatica Lecorbu-
tutto le murature bianche, il loro elevato spes-
seiana” dove l’architetto definisce dei territori
sore e massa tipico della trazione mediterranea
il cui clima è caratterizzato da estati asciutte
e le piccole aperture. Le bucature sono un con-
escursioni termiche giornaliere, che in termini
trollo dell’incontro del sole con le superfici al
generali portata a un modello bioclimatico do-
84
pseudofolklorica,
7
7 Chandigar India. Le
Corbusier. Tratto da Gallo Cettina, Architettura
bioclimatica,
Roma,
Syntesis, 1998, p.157
8 Chandigar India, dettaglio sistema schermante esterno. Le Corbusier. Trtto da Gallo
Cettina,
Architettura
bioclimatica,
Roma,
Syntesis, 1998, p.157
8-9 Cappella di Ronchamp 1960-55. Le Corbusier. Tratto da Gallo
Cettina, Architettura bioclimatica, Roma, Syntesis, 1998, p.157
8
9
minato da una necessità di raffrescamento sia
latitudine) al fine di orientare la ricerca architet-
degli spazi aperti che di quelli chiusi, a cui corri-
tonica verso soluzioni in accordo con la biologia
sponde una risposta morfologica che varia con
umana. Si tratta di regolarizzare e di rettificare
i fattori culturali e climatici.
in modo utile gli eccessi di climi “estremi” e
“In Algeria, nel Nord d’Africa, Medio Oriente, nel
di realizzare con accorgimenti architettonici le
sud Europa vicino al mediterraneo, ritroviamo
condizioni capaci di assicurare il benessere e
la lezione di queste architetture. La lezione di
il comfort.
un’architettura fatta a partire da una raziona-
Lo strumento che introduce è la Grille Climati-
lità che è andata migliorando lungo il tempo,
que, questa è una matrice formata da quattro
che è andata trovando il linguaggio esatto dei
bande orizzontali che forniscono le condizioni
materiali disponibili, che è andata accumulan-
dell’ambiente. Le bande sono tagliate da ver-
do esperienze (…). Mentre l’architettura moder-
ticali che scandiscono i tempi. Nel senso della
na contrappone il mondo artificiale della città
lunghezza, la griglia è costituita da tre settori
al mondo naturale, l’architettura del Mediterra-
successivi che riproducono i medesimi com-
neo ci dà una lezione completamente diversa:
parti. Questi settori assicurano le dimostrazioni
quella di un dialogo, di una relazione intelligen-
seguenti su: a) condizioni d’ambiente; b) cor-
te, non sempre mimetica. Non è che l’architet-
rezioni in vista del comfort e del benessere; C)
tura imiti sempre la natura, ma l’architettura
soluzioni architettoniche.
popolare a trovato il modo di interpretare le
a) Condizioni d’ambiente. Rappresentazione
condizioni della topografia, dei materiali locali,
del clima considerato. Ogni clima può essere
della luce, della vegetazione, in un modo molto
utilmente espresso da quattro elementi essen-
più saggio che l’astrazione dell’architettura mo-
ziali: - temperatura, - umidità dell’aria, - movi-
dera.“ Ignasi de Solà-Morales
menti dell’aria (venti e correnti), irraggiamento
Le Corbusier, come illustrato in Oeuvre comp-
termico degli oggetti considerati.
lète risente di quelli che sono i fattori energeti-
La Griglia comporterà dunque 4 bande orizzon-
ci di controllo climatico come il sole definendolo
tali che permettono di visualizzare le variazioni
uno strumento di controllo dell’Architettura. A
di ciascuno dei quattro fattori summenzionati,
tale proposito introduce l’uso della griglia clima-
nel corso di un arco di tempo preso in consi-
tica un mezzo materiale di visualizzazione che
derazione (giorno o anno ecc.). Il tempo sarà
permette di enumerare, coordinare ed analizza-
espresso dalle verticali che scompongono op-
re i dati climatici di un luogo definito (dalla sua
portunamente le durate considerate: momenti,
9
85
10
giorni anni, ecc. Così la prima banda orizzontale
corrisponde quelle del pannello 2, nelle quali
darà, per esempio, le variazioni di temperatura
erano state apposte le rettifiche e correzioni di
nel corso di mesi, stagioni, anni, nei punti carat-
ordine biologico, il timbro segnala ch esiste un
teristici dei solstizi, degli equinozi, dei monsoni,
grafico, di di formato 21-27 (+6) = 21-33, che
ecc. un colore rosso disegnerà la curva annuale
propone la soluzione architettonica adeguata.
delle temperature. Una tinta blu sulla seconda
Il timbro porta una “D” che segnala, a questo
banda disegnerà la curva igrometrica dell’aria;
punto della Griglia, l’esistenza di un disegno.
la terza banda mostrerà le direzioni e le intesità
Sotto la D, in due spazi bianchi, sono scritti i ri-
diverse dei venti, sempre nel corso dell’anno.
ferimenti che permettono di rapportare il docu-
Infine la quarta banda fornirà l’irraggiamento
mento alla sua collocazione esatta nel settore 3
dei muri, dei tetti, ecc…presi in considerazione
della griglia e la data della sua realizzazione.
nel progetto architettonico. Così si troveranno
I documenti grafici costituiscono la risposta
visualizzate le condizioni d’ambiente. Le prime
dell’architetto. Opportunamente ordinati essi
informazioni che l griglia fornisce sono le carat-
formano il “Quaderno allegato alla Griglia”.
teristiche climatiche.
Un’operazione manuale relativamente facile
b) Correzioni in funzione del comfort e del be-
può dotare di molta efficacia il settore 3 della
nessere. Sono enunciate le correzioni e rettifi-
griglia. Ecco l’operazione: si designerà nelle ca-
che di natura biologica necessarie per assicu-
selle “incrementate”, nello spaio lascito libero
rare benessere e comfort. La lettura del primo
dal timbro D, lo schema del disegno che costi-
settore aveva rivelato i punti critici, le condizio-
tuisce il documento corrispondente.
ni in cui l’uomo soffre. Il settore della Griglia
Si farà cosi, grazie a una sufficiente visualizza-
è contiguo al primo e comporta le medesime
zione, facilitato l’uso della griglia.
caselle determinate dalle orizzontali e vertica-
Nella carta d’Atene redatta nel 1933, in riferi-
li. In alcune di esse il fisico-biologo inserirà le
mento al controllo climatico nella progettazione
correzioni o rettifiche giudicate indispensabili.
si afferma che:
Così la lettura del secondo pannello della Gri-
“ Per ogni alloggio dovrà essere stabilito un nu-
glia costituisce essa stessa il programma alla
mero minimo di ore di insolazione…Il sole deve
base dell’intervento architettonico.
penetrare in ogni alloggio per alcune ore del
c) Soluzione architettonica. Il terzo settore del-
giorno, anche nella stagione meno favorita…Si
la grigia è contiguo al secondo, con le stesse
dovrà rifiutare severamente qualsiasi progetto
ripartizioni dei precedenti due. In ogni casella
di abitazione nel quale anche un solo alloggio
86
10 Le Corbusier: La griglia climatica. Tratto da,
Gallo Cettina, Architettura bioclimatica, Roma,
Syntesis, 1998, p.157
11 La torre delle ombre;
Chandigar. Le Corbusier.
Tratto da Gallo Cettina,
Architettura bioclimatica, Roma, Syntesis,
1998, p.157
11
sia orientato esclusivamente a nord, o venga
controllare il fattore di soleggiamento per l’en-
privato del sole a causa do ombre portate.
trata benefica del calore solare in inverno e il
Bisogna eseguire da ogni costruttore un dia-
controllo dell’acquisizione dannosa in estate,
gramma che dimostri come nel solstizio inver-
questo in virtù della svariata gamma di condi-
nale il sole entri in ogni alloggio almeno due
zioni di soleggiamento che si hanno durante
ore al girono. Ove ciò non avvenga, si deve ri-
l’intero anno solare.
fiutare l’autorizzazione a costruire. Far entrare
Le Corbusier introduce l’utilizzo di sistemi di
il sole: questo è il nuovo è più imperioso dovere
protezione solari esterni per le grandi finestre
dell’architetto”10.
vetrate. L’uso d’imposte scorrevoli istallate sul
L’architettura di Le Corbusier dalla prima metà
fronte dei parapetti del balcone, i quali diven-
degli anni 30’ sarà caratterizzata dal rispetto e
tano elementi che fungono anche da sistemi
lo studio di quelli che sono i fattori ambientali
di ombreggiamento interpretati dal progettista
che incidono nel progetto d’architettura. Questa
come prolungamenti esterni del pavimento di-
attenzione ai fattori climatici si lega sia all’espe-
segnato internamente e che va oltre il pannello
rienza architettonica antica che Le Corbusier
vetrato per una lunghezza di un metro o un me-
comprende nel suo percorso di conoscenza
tro e mezzo. Si sviluppano strategie progettuali
come matrice e riferimento per una atteggia-
nate da modellazioni architettoniche che hanno
mento coerente di progettazione nel rapporto
permesso di realizzare architetture nelle quali è
tra spazio costruito e ambente naturale e quelle
già integrato per morfologia il sistema di control-
che sono le esigenze nate dall’introduzione dei
lo solare. Seguono esperienze progettuali per le
nuovi materiali, descritti nel paragrafo prece-
quali sono state documentati interessanti stu-
dente, i quali più leggeri e trasparenti determi-
di solari come la torre delle ombre a Chadigar
nano nuovi problemi per il riscaldamento dei lo-
in India (1957-58). L’edificio che si colloca hai
cali, la ventilazione e in particolare le condizioni
bordi della piazza del Capidoglio tra il Palazzo
di soleggiamento. Basti pensare all’uso prepon-
della Giustizia e il Parlamento è orientato per-
derante delle superfici vetrate che permette ne-
fettamente Nord-Sud. Questo è una grande hall
gli ambienti l’ingresso dell’apporto energetico
aperta, molto alta e ombreggiata, il lato nord è
solare più copioso all’interno dello spazio abi-
molto aperto mentre le altre facciate hanno il
tato, favorendo altresì quell’effetto di continuità
brise-soleil. Per progettare accuratamente l’uti-
visiva e percettiva dell’ambiente esterno fino ad
lizzo di questi sistemi di protezione solari l’archi-
ora non possibile. Quindi si pone l’esigenza di
tetto analizza minuziosamente il movimento del
87
sole, sia realizzando un modello in cui esegue
esperienza culturale, in cui l’architettura deve
simulazioni di soleggiamento sia sviluppando
essere espressione della perfetta coniugazione
studi grafici e considerazioni geometriche, at-
tra energia naturale, identità del luogo ed esi-
traverso al’uso di diagrammi. Gli studi dimostra-
genze umane. Secondo lo stesso Hassan quin-
no come la facciata a sud sia sempre in ombra
di l’architetto deve conoscere tanto le scienze
nei periodi più caldi, mentre il sole la colpisce e
meccaniche quanto la sociologia, l’economia,
penetra negli ambienti in inverno.
la climatologia, la teoria dell’architettura este-
L’esperienza lecorbuseiana mostra l’evoluzione
tica e lo studio delle culture in generale perché
del movimento moderno alla fine degli anni 50’,
scienze che riguardano direttamente l’uomo e
e di come il fattore energia diventa rilevante ai
a lui servono per la gestione della complessità
fini progettuali, attraverso ricerche applicative
della progettazione architettonica.
che nella produzione edilizia di questi tempi
E per questo che diventa imprescindibile il rac-
e dei successivi decenni verrà trascurata per
conto della sua esperienza nel progetto della
lasciare spazio ad un’edilizia energivora11 in
città di Gourna, come espressione completa
cui l’evoluzione della tecnica permette che il
del suo approccio progettuale all’architettura
progetto d’architettura si sleghi dalle naturali
secondo i differenti aspetti correlati alla cultura
esigenze di relazione con il contesto climatico
e all’esigenza umana.
d’inserimento.
Il legame al mondo contadino di Hassan Fathy
deriva dalle sue origini, in quanto suo padre era
3.2.3 IL PENSIERO E L’ESPERIENZA DI FATHY
un proprietario terriero e la madre aveva vissuto
HASSAN
per parecchi anni in campagna. E’ per questo
La figura dell’architetto Hassan Fathy nato e vis-
che inizialmente provò ad entrare alla facoltà
suto al Cairo (1900-1989), diventa emblemati-
di Agraria ma non riuscendovi si iscrisse ad Ar-
ca in contrapposizione al movimento moderno
chitettura.
che si sviluppa nel nord Europa. La sua ricerca
Fino ad adulto non aveva mai visto la campa-
infatti si articola nella definizione e raccolta dei
gna dal vero ma, visitando una fattoria di fami-
caratteri dell’architettura vernacolare come fat-
glia constatò l’enorme povertà e squallore in
tori di sviluppo della modernità dell’architettu-
cui vivevano i contadini che vi lavoravano. Era
ra. Un’architettura fatta dal popolo per il popo-
evidente che nulla si faceva per gli esseri uma-
lo, in cui l’innovazione tipologica e morfologica
ni che vi abitavano e su sue pressioni i genitori
della stessa è radicata nell’evoluzione di una
ristrutturarono la fattoria.
88
Si rese quindi conto che i contadini avevano
granai con volte costruiti da oltre tremilaquat-
usato per costruire le loro case un materiale
trocento anni con mattoni di fango. Ciò gli per-
così semplice e facile da reperire: il fango. In-
mise di rendersi conto dell’importanza delle vol-
fatti i mattoni erano realizzati con il fango ma si
te e delle cupole nella storia egizia mentre i suoi
chiese perché solo le case dei contadini doveva-
studi di architettura gli avevano insegnato che i
no esserlo e non anche quelle dei proprietari.
primi a realizzarle erano stati i romani. Quindi
Tuttavia i costi non erano poi più contenuti di
assunse dei muratori nubiani per costruire il tet-
quelle in mattoni perché l’armatura in legno del
to dell’edificio della fattoria della Reale Società
tetto era molto costosa. Infatti il problema era
di agricoltura. Costruirono i mattoni per le volte
rappresentato dal tetto ma, senza centine, que-
con più paglia del solito e facendovi delle sca-
sti sarebbero crollati.
nalature parallele con il dito in diagonale da un
Venne a sapere da suo fratello che i nubiani
angolo all’altro della facciata più grande, i mat-
coprivano le loro volte e le moschee senza pog-
toni avrebbero aderito ad una superficie fango-
giare su alcuna armatura. Quindi si recò ad As-
sa come una ventosa. Il metodo di costruzione
suan e dalla visita del villaggio di Gharb Assuan
degli archi da parte dei muratori era semplice
trovò le sue risposte. Il villaggio lo stupì per la
perché si basava su una differente inclinazione
loro bellezza, non aveva nulla a che fare con
dei mattoni ottenuta con una soletta di fango,
l’ammasso di case tipico dei villaggi egiziani,
era una tecnica economica, infatti si avvaleva
si trattava infatti di una architettura con legami
solo di una paletta e delle mani per sistemare i
autentici con la natura. Nello stesso monastero
mattoni. Metodo che applicò per ricoprire i tetti
di S. Simeone ad Assuan volte e cappelle erano
di una fattoria il cui legno era stato rubato dai
state realizzate con mattoni crudi.
contadini. In breve tutti i tetti furono ricoperti
Si stava maturando in lui la convinzione che:
con un metodo non solo economico ma anche
“i materiali e i metodi tradizionali dei contadini
con risultati estetici apprezzabili. Benché si
egiziani si adattavano perfettamente agli archi-
considerino i limiti della resistenza di questo
tetti moderni e che la soluzione del problema
materiale, il fango,
degli alloggi in Egitto si trovava nella sua storia
“(…) l’architetto si trova d’improvviso libero di
passata”.
plasmare con la sua costruzione lo spazio (…)”.
Si mise così alla ricerca di qualcuno che fosse
Ben presto la sua attenzione fu attratta da un
in grado di insegnargli come fabbricare quelle
villaggio abitato per lo più da ladri: Ezbet el
volte. Da Assuan si spostò a Luxor dove c’erano
Basry distrutto da una grossa inondazione. Si
89
13
aggiudicò l’appalto per costruire almeno una
Nell’Egitto moderno si è perduta ogni tradizione
casa di prova ottenendo dal Governo un misero
sia nelle abitazioni dei ricchi che in quelle dei
finanziamento ma da lui ritenuto sufficiente per
poveri. Infatti si rilevava una contrapposizione
realizzare una casa applicando il suo metodo
tra stile copto, considerato discendente dall’an-
costruttivo. Tuttavia, nonostante gli ottimi risul-
tico Egitto, e arabo. Del resto negli studi di ar-
tati, non gliene furono commissionate altre e si
chitettura spesso si tralasciava l’edilizia civile
preferì a lui un altro architetto che costruì case
senza capire che un’architettura autentica non
in cemento a costi molto più elevati. Comunque
può esistere senza considerare la tradizione.
l’abitazione che aveva realizzato gli fece acqui-
Questo portò alla nascita di “scatole rattrappi-
stare una certa notorietà nell’ambiente.
te di ogni dimensione” che ricalcavano quelle
Nella zona del cimitero di Tebe era nato un
dei quartieri più poveri delle metropoli, costrui-
villaggio abitato da circa settemila contadini,
te con materiali scadenti e già vecchie quando
Gourna. Gli abitanti avevano fondato le loro at-
nascevano. I contadini cercavano di adeguarsi
tività sul saccheggio delle tombe degli antichi
anche loro a questi modelli abitativi e i risultati
egizi e ne vendevano il ricavato a trafficanti sen-
erano ancora peggiori con la conseguenza di in-
za scrupoli guadagnando molto meno del valore
taccare la tradizione più autentica.
reale. Il governo decise di espropriare loro case
Hassan Fathy riteneva che “costruire è un’attivi-
e terreni ma occorreva dare a queste persone
tà creativa il cui momento decisivo coincide con
nuove abitazioni preferibilmente poco costose.
l’istante del concepimento (…)”, così le carat-
L’attenzione della Sovrintendenza archeologica
teristiche di una costruzione sono determinate
si rivolse ad Hassan Fathy. Ottenne così un man-
da tutti coloro che partecipano al processo de-
dato di tre anni per costruire il nuovo villaggio di
cisionale ed in ciascuna fase di lavoro. Ecco il
Gourna. Gli fu messo a disposizione un terreno
ruolo determinante del processo creativo dove
vicino alla strada principale e alla ferrovia.
le decisioni prese dagli uomini richiedono più
Per l’architetto fu l’occasione di mettere in prati-
valutazioni consapevoli. Queste decisioni devo-
ca il suo approccio progettuale in cui la scelta di
no essere prese sia considerando la tradizione,
forme architettoniche sono espressione del ca-
frutto dell’esperienza pratica di più generazioni,
rattere di un popolo e del suo paese, andando
sia attraverso l’analisi scientifica, come frutto
contro le tendenze che si stavano diffondendo
dell’osservazione sistematica di un problema,
quelle di trapiantare modelli di edifici e tecniche
entrambi condurranno allo stesso risultato.
in un ambiente diverso dal contesto originario.
Molte volte l’abitudine libera l’uomo dal dover
90
12 Nuova Gourna, Luxor
1950. Vista Moschea.
Tratto da A. Picone, La
casa araba d’egitto,
Jaka Book, 2009.
13-14 Vista della moschea e della scala del
minareto. Tratto da A.
Picone, La casa araba
d’egitto, Jaka Book,
2009.
14
15
prendere delle decisioni secondarie e gli per-
contadino, solo perché gli vengono forniti i ma-
mette di concentrarsi su quelle realmente im-
teriali, è in grado di costruire qualcosa di bello,
portanti.
a volte farà una copia più brutta e meno cara
La tradizione è secondo l’architetto l’equivalen-
dell’abitazione dei ricchi.
te sul piano sociale dell’abitudine personale e
Nella realizzazione di Gourna, Hassan Fathy
svolge lo stesso ruolo in campo artistico per-
chiese agli artigiani, come agli operai, di utiliz-
mettendo all’autore di concentrarsi su scelte
zare tecniche tradizionali. Gli operai che realiz-
più importanti. La tradizione è per i contadini
zavano il progetto erano esperti quanto l’archi-
l’unico modo per salvaguardare la loro cultura
tetto nelle varie fasi di costruzione. L’artigiano
e l’architetto la deve rispettare, rispettando il
venne inserito a pieno titolo nel gruppo di lavo-
lavoro di quanti l’anno preceduto.
ro, mentre risultò difficile coinvolgere i contadini
Fathy rileva che un tempo tutte le decisioni ine-
che erano reticenti all’idea di doversi spostare
renti la costruzione di una casa venivano prese
dal loro villaggio ed avevano difficoltà ad espri-
dal proprietario insieme agli artigiani che vi lavo-
mere le loro idee e bisogni.
ravano ma, i progressi della tecnologia moder-
Risultava quanto mai difficile, senza la loro par-
na, con nuovi materiali e nuovi metodi di costru-
tecipazione come clienti, costruire una casa
zione, richiedevano la presenza di un architetto
che soddisfacesse le loro esigenze. Sarebbe
professionista, e quindi le decisioni venivano
stato utile interpellare le donne ma ciò appariva
prese sulla carta. Nel caso delle costruzioni go-
improponibile. Fathy e i suoi collaboratori era-
vernative le decisioni venivano prese dell’archi-
no visti solo come esecutori governativi. Inoltre
tetto senza consultare le famiglie che vi avreb-
l’arte di Gourna , villaggio situato tra Nubia e
bero abitato. Tutte le famiglie vivranno in una
Basso Egitto, non era significativa e non aveva
serie di case identiche: “le persone diventeran-
nulla dell’architettura della Nubia. Tuttavia gli
no tristi e depresse, come le loro case, e la loro
abitanti della vecchia Gourna, pur nella loro
fantasia si inaridirà”. Secondo Fathy il Governo
povertà, si erano inventati angoli della propria
dovrebbe capire che la rinascita dell’edilizia do-
abitazione veramente unici e le linee delle loro
vrebbe partire dalle famiglie considerando che
abitazioni offrivano lezioni di architettura au-
la casa è simbolo dell’identità familiare.
tentica. Si notava in esse la volontà di adattare i
La Nubia è l’espressione di come i contadini
materiali alla loro vita con l’attenzione esclusiva
possono fare meglio di qualsiasi politica gover-
alla praticità. “La casa possiede la stessa tran-
nativa sulla questione alloggi. Non sempre il
quilla autonomia dell’opera d’arte di qualsiasi
91
15
professionista affermato”.
la casa. Giunse alla conclusione che occorreva
Era evidente che questo tipo di casa doveva
praticare dei piccoli fori nella parete rivolta ver-
essere costruita dal proprietario e non si pote-
so il vento e lasciare aperta una loggia sotto-
va realizzarla a tavolino. Appariva necessario
vento, ciò avrebbe permesso di avere una aera-
esprimere l’anima degli abitanti di Gourna nei
zione costante.
nuovi progetti.
Circolazione dell’aria: Cubic ft°/h = 3150 x su-
Lo scopo di Hassan Fathy era di superare le
perficie d’entrata in square ft° x velocità del
barriere tra l’architettura popolare e quella pro-
vento in migliaia/h. Questa formula evidenzia
fessionale.
come più il rapporto tra superficie d’uscita e la
Occorreva tuttavia tenere in considerazione an-
superficie d’entrata è alto, più il flusso d’aria
che l’ambiente naturale, il paesaggio, la flora e
che circola attraverso la costruzione sarà gran-
la fauna.
de.
Era inoltre convinto che la nuova Gourna non
Inoltre l’orientamento dell’edificio avrebbe do-
doveva tradire l’antico Egitto.
vuto tenere in considerazione sia il sole che il
Un altro aspetto da considerare era la situazio-
vento che doveva soffiare in una porzione di
ne climatica, infatti nell’alto Egitto ci sono forti
muro più grande possibile per rinfrescare la
escursioni termiche. Occorreva quindi realizza-
casa.
re edifici che tenessero conto delle proprietà
Se in Europa la finestra assolve a tre ruoli: far
termiche di muri e tetti, quindi i cattivi condut-
entrare l’aria, la luce e fare vedere fuori, così
tori di calore, come il mattone di fango seccato,
non è in Medio Oriente.
erano l’ideale.
Il malkaf, o torre del vento, è un sistema di ven-
Tuttavia i mattoni crudi non apparivano la solu-
tilazione diffuso al Cairo che venne utilizzato
zione migliore per conservare il fresco: sarebbe
nelle scuole di Gourna e che permise di risol-
stato opportuno vivere al piano terreno di gior-
vere il problema dell’orientamento dell’edificio
no e salire in terrazza di notte per dormire al
rispetto al vento.
fresco sotto una tenda o qualcosa di altrettanto
Il mushrabiya era invece una specie di finestra
leggero.
con applicata una grata in legno per permettere
Altro elemento per rendere più confortevole
di vedere fuori senza essere visti.
l’abitazione era la circolazione dell’aria, appa-
Ma perché il nuovo villaggio svolgesse a pieno
riva quindi necessario mettere delle aperture
la sua funzione era necessario scoprire la vita
dove il vento fresco potesse entrare per areare
quotidiana dei suoi abitanti in modo che ne po-
92
15 Piccionaia di Nuova
Gourna. Tratto da A.
Picone, La casa araba
d’egitto, Jaka Book,
2009.
16 Strada di Gourna
Nuova. Tratto da A. Picone, La casa araba
d’egitto, Jaka Book,
2009.
16
tesse esprimere anche il carattere. Infatti l’abi-
a rimettere in sesto l’economia. Nel “khan” si
tazione riflette in pieno chi la abita, dalla posi-
sarebbe dovuto insegnare a realizzare: gioielli,
zione sociale alla sua attività. Era quindi indi-
oggetti in legno lavorati al tornio, falegnameria,
spensabile consultare ogni famiglia di Gourna.
stoffe fantasia, ebanisteria, riproduzione di og-
Si cominciano a delineare i caratteri tipologici
getti antichi ed altre. Per sviluppare l’arte della
degli edifici da edificare nella città, in Egitto cor-
tessitura e della tintura sarebbe stato necessa-
tili e piazze sono elementi di assoluta importan-
rio organizzare una scuola professionale. Fathy
za. Ecco perché Fathy pensò di collocare ogni
pensava inoltre di realizzare un’esposizione
casa intorno ad un cortile interno e ogni gruppo
permanente dei prodotti degli artigiani, affin-
di case doveva comprendere un grande corti-
ché i turisti potessero vederli, lungo la strada
le o piazza che serviva un gruppo di famiglie o
principale che va da Luxor ai Colossi di Mem-
badana.
none. Si pensò anche alla realizzazione di un
Il badana era un gruppo di più famiglie unito
dispensario e ad una clinica con la presenza di
da un forte spirito di gruppo con a capo un pa-
un medico.
triarca. La piazza in cui convergevano le case
La descrizione di tutti gli edifici ed una relazione
era quindi simile ad un cortile interno privato
furono presentate alla Sovrintendenza archeolo-
utilizzato per riunirsi in occasione di cerimonie
gica dove si spiegavano anche i metodi di lavoro
religiose o feste.
e le modalità di risarcimento delle famiglie che
Occorreva tenere in considerazione anche le ri-
dovevano traslocare. Sarebbero stati in grado
sorse da cui avrebbero potuto attingere gli abi-
di costruire l’intero villaggio da soli fabbricando
tanti della nuova Gourna vista l’esiguità delle
i mattoni e tutto il resto, impiegando muratori
terre coltivabili che circondavano il villaggio. Si-
reclutati ad Assuan e gli abitanti della stessa
curamente potevano sfruttare la sua vicinanza
Gourna, ma anche con l’aiuto dei loro artigiani.
con Luxor, avrebbe potuto ingrandirsi. Una par-
La libertà totale di azione e l’immediata attri-
te del progetto ideato da Hassan Fathy mirava
buzione di un’area da parte del Governo su cui
quindi ad incrementare le risorse economiche
edificare non corrisposero ad una uguale gene-
degli abitanti.
rosità per quanto riguardava l’elargizione del
Fathy pensò quindi ad un albergo, “khan”, do-
denaro necessario.
tato di laboratorio, dove alloggiare gli artigiani
Inoltre il progetto di realizzare un nuovo villaggio
con le loro famiglie al fine di insegnare il mestie-
in tre anni era certo ambizioso ma incontrava
re a degli apprendisti con lo scopo di riuscire
l’ostilità della gente. Il rapporto partì ma Fathy
93
17
non ne seppe più nulla e non avendo ottenuto
trattare gli affari relativi a grossi animali.
risposta iniziò con la realizzazione.
Diceva Fathy: “Alla piazza del mercato di Gourna
Nella nuova Gourna la disposizione delle strade
volevo conferire un aspetto più ameno”.
principali avrebbe delimitato i quattro quartie-
Poi il teatro, infatti Fathy pensava di realizzar-
ri del paese ognuno dei quali ospitava uno dei
ne uno a Gourna dove presentare balli, canti e
gruppi tribali che formavano la città. Il mercato
sport della vita di tutti i giorni, come la lotta, e
stava all’ingresso del villaggio, più avanti si tro-
ne vedeva la necessità tanto quanto il munici-
vava la piazza su cui si doveva affacciare la mo-
pio e la scuola.
schea, il “khan”, il municipio, il teatro e il salone
In quel periodo un progetto governativo pre-
di esposizione permanente. Le strade che se-
vedeva la costruzione di una scuola in tutti i
paravano i quartieri erano piuttosto larghe per
villaggi. Tuttavia i progetti erano gli stessi sia
facilitare l’aerazione mentre le vie dei badana
per costruire una scuola ad Alessandria che in
erano più strette per dare intimità.
Nubia con clima ed allievi totalmente diversi.
Tuttavia Fathy era pronto a modificare il proget-
Fathy riteneva che nel progettare una scuola
to di ciascuna abitazione per adattarlo a chi vi
l’architetto “deve vedere il mondo con gli occhi
avrebbe vissuto, ne scaturiva quindi una suddi-
di un bambino, non soltanto per capire le sue
visione degli spazi irregolare che ben si allonta-
esigenze in termini di spazio e dimensioni, ma
nava dalle costruzioni monotone di alloggi tutti
soprattutto per conoscere che cosa gli infonde-
uguali.
rà fiducia o lo spaventerà (…). La classe deve
Il progetto prevedeva l’edificazione di vari edifici
essere per i bambini come una casa (…)”.
considerati di pubblica utilità e luoghi di svago.
A Gourna vecchia non c’erano scuole, quindi
Come la moschea, nella cui realizzazione l’ar-
Fathy anticipò i tempi e ne costruì subito due
chitetto doveva tenere in considerazione che le
naturalmente in mattoni di fango che lasciaro-
preghiere andavano orientate verso la Mecca,
no il Ministero entusiasta. Realizzò le classi in-
o come il mercato che svolgeva un ruolo fonda-
torno ad un cortile pavimentato risolvendo così
mentale nella vita del villaggio sia per gli affari
il problema della polvere e tranquillità.
sia perché era un luogo che le donne potevano
Secondo l’autore l’architetto deve trattare con
frequentare liberamente per vendere e acqui-
la stessa attenzione delle costruzioni anche le
stare e dove si sentivano finalmente parte di
aree esterne in modo che ogni spazio possa es-
una società e di una comunità e non solo della
sere utilmente sfruttato.
famiglia. Gli uomini invece avevano il compito di
In fondo al grande cortile della scuola collocò la
94
17-18 Realizzzione di
volte in terra. Nuova
Gourna. Tratto da A.
Picone, La casa araba
d’egitto, Jaka Book,
2009.
18
moschea dove la luce penetrava da finestrelle
terre arse e infette da malattie per riequilibrare
poste nella parte più alta della cupola in modo
il microclima dell’oasi Gourna.
che risultasse soffusa.
Lo scopo da raggiungere con l’edificazione di
Un altro luogo di pubblica utilità, che era passa-
Gourna era che rappresentasse un modello del
to da un po’ di tempo di moda, era l’hamman
“fai da te” da seguire da parte di tutti i conta-
o bagno turco. Un tempo era il luogo prediletto
dini, dalla realizzazione dei mattoni all’edifica-
dagli uomini per incontrarsi e chiacchierare e
zione.
Hassan Fathy sperava di reintrodurne l’usanza
L’obbiettivo di Fathy era di essere di aiuto alle
al fine di favorire l’integrazione sociale nel vil-
comunità contadine ripristinando anche tecni-
laggio ma anche come occasione di pulizia a
che di una volta come quella del tetto a volta.
fondo.
Gourna sarebbe potuta diventare un esempio
La nuova Gourna si doveva costruire con matto-
per una politica nazionale degli alloggi più re-
ni di fango da realizzarsi con terra comune, sab-
alista: tante case a un prezzo abbordabile. Del
bia del deserto, paglia ed acqua e mescolando
resto gli architetti non lavoravano di solito per
terra e sabbia nella proporzione di un volume di
i contadini ma per i ricchi in quanto i contadi-
sabbia ogni tre volumi di terra. Il procedimen-
ni non potevano permettersi di pagarli. Inoltre
to richiedeva una serie di operazioni e il ritmo
i prezzi per edificare una casa lievitavano sia a
produttivo della fabbrica doveva essere eleva-
causa dei materiali, e i mattoni di fango avreb-
to in quanto occorrevano milioni di mattoni. La
bero rappresentato una valida soluzione, sia a
fabbrica sarebbe poi potuta diventare fissa, ma
causa dell’esecuzione dei lavori che venivano
questo non fu possibile a Gourna, e sorgere vi-
affidati ad imprenditori privati.
cino a un canale per avere acqua ma anche in
Solo di recente il Governo aveva iniziato a consi-
prossimità di una cava di terra.
derare le misere condizioni di vita dei contadini
Fathy rileva che la casa di un contadino è diver-
le cui case erano state costruite dagli stessi co-
sa da quella di città e riflette la differenza di vita
struttori senza consultare gli architetti.
dei suoi abitanti; il contadino voleva tenere con
Di recente stava prendendo piede un altro me-
sé i suoi raccolti e il suo bestiame ecco perché
todo costruttivo noto con la definizione di “in-
le nuove case dovevano necessariamente esse-
centivo alle iniziative locali” nel quale Governo
re a due piani.
o Nazioni Unite fornivano gratuitamente mate-
Fathy aveva intenzione di realizzare un lago arti-
riali e attrezzi ai contadini che lavoravano gra-
ficiale in un angolo dell’area, sia per risnarre le
tuitamente alle loro case. Ma finiti gli incentivi
95
19
non potevano più acquistare i materiali con la
organizzazione e controllo della progressione
conseguenza che il loro adeguamento ai nuovi
del lavoro.
metodi di costruzione gli portava a dimenticare
Per quanto riguarda gli operai la proposta di Fa-
i metodi tradizionali lasciandoli così più impove-
thy era di formarli sul posto: era necessario che
riti di prima.
i contadini acquisissero un minimo di abilità
Secondo l’autore gli incentivi governativi dovreb-
pratica perché il fine non era che diventasse-
bero avere lo scopo di consentire ai contadini di
ro degli operai specializzati ma che fossero in
mettere a frutto le loro capacità creative.
grado di costruire e mantenere in buono stato
Un altro sistema è quella della costruzione da
la propria abitazione. La formazione affiancan-
parte del Governo di una piccola parte lascian-
do gli abitanti del villaggio a maestri artigiani
do il compito di completare l’opera ai contadini
e architetti si sarebbe rivelata fondamentale.
ma costoro, non potendosi permettere mattoni
Formare gli apprendisti per i lavori più comples-
e cemento, ultimavano i lavori con il fango. Se-
si, come realizzare una volta o squadrare una
condo Fathy per ottenere dei risultati occorre
stanza, richiedeva un percorso lungo. Tuttavia
stimolare i contadini a costruire da sé e poten-
la realizzazione della nuova Gourna secondo
ziare l’artigianato locale.
Fathy non doveva essere fine a sé stessa ma lo
Sia i tecnici che ingegneri e architetti dovevano
scopo era quello di migliorare la vita della gen-
capire che era impossibile costruire case per le
te che nella stragrande maggioranza dell’Egitto
popolazioni dei villaggi senza suscitare l’entu-
viveva nei villaggi. Del resto la condizione di un
siasmo della gente del luogo.
alloggio è uno degli elementi che determina il
In un sistema tradizionale quando si realizza
livello di vita di un popolo così come il cibo.
una nuova casa tutti danno una mano gratuita-
La conclusione dei progettisti era che non era
mente e quindi lavorano in cooperativa. La mo-
possibile dare ai contadini case di cemento,
tivazione di apportare lavoro volontario e tempo
sia piccole che grandi, perché troppo costose.
è il desiderio di ricevere un aiuto analogo in fu-
Non era quindi possibile utilizzare i materiali
turo, il lavoro è quindi un prestito da ripagarsi
costruttivi di produzione industriale, bisognava
con analogo lavoro.
uscire dallo schema del sistema monetario. La
Occorre quindi quantificare l’apporto di lavoro di
risposta si trovava in una casa contadina del-
ciascun individuo (operaio) e quante ore ha ri-
la Nubia, dove i contadini realizzavano volte di
chiesto la realizzazione di ogni singolo elemen-
mattoni in fango e quindi senza spese anche
to della stessa. Tutto ciò richiedeva un’attenta
per la copertura. Altro aspetto era che poteva-
96
19 Modello di Casa Ezbet el Basry. Tratto da
A. Picone, La casa araba d’egitto, Jaka Book,
2009.
20-21 Isolati di nuova
Gourna. stradine interne di passaggio. Tratto
da A. Picone, La casa
araba d’egitto, Jaka
Book, 2009.
20
21
no contare sulla collaborazione reciproca senza
perta tecnica che permetteva di fabbricare i
dover pagare gli operai. Gli abitanti della Nubia
mattoni rapidamente utilizzando una betoniera
usavano questo metodo da oltre seimila anni e
meccanica che mescolava gli ingredienti asciut-
nessuno se ne era mai interessato.
ti con una controllata quantità di vapore, dopo
La realizzazione della nuova Gourna si limitava
questa fase si ottenevano dei mattoni utilizzan-
a suggerire delle possibili soluzioni e la colla-
do una pressa meccanica. Il loro vantaggio era
borazione degli abitanti sarebbe stata neces-
che potevano subito essere utilizzati senza do-
saria ma, non volendo loro trasferirsi nel nuovo
verli lasciare asciugare.
villaggio, si dovette ricorrere all’assunzione di
Fathy aggiunse che l’utilizzo di macchinari era
operai.
giustificato dalla necessità di realizzare veloce-
Dopo Gourna l’autore sognava di poter realizza-
mente il villaggio. Secondo Hassan Fathy i vil-
re un sistema di cooperazione volontaria in un
laggi egiziani necessitavano di essere ricostruiti
programma edilizio più ampio.
ma ciò doveva essere fatto nell’ambito di un
Nel 1954 un incendio distrusse il villaggio di
programma nazionale di ricostruzione rurale da
Mit-el-Nasara e il Governo doveva costruire ve-
attuarsi a tappe prestabilite dopo aver effettua-
locemente nuove abitazioni. La soluzione delle
to un’attenta analisi dei vari aspetti interessati.
case di fango per la sua economicità era ideale.
Rileva inoltre che qualsiasi tentativo di migliora-
Furono divise le famiglie in gruppi e si organizzò
re le condizioni di vita di una nazione non può
un viaggio a Gourna per far vedere agli abitan-
non incidere sulle risorse economiche, l’Egitto
ti che abitazioni avrebbero avuto. Si comprese
era già sovrappopolato e la popolazione conti-
subito che non era possibile tenere il conto del
nuava ad aumentare mentre le risorse di cui si
lavoro fornito da ciascuno e fu messo in chiaro
poteva disporre erano invariate. Investire negli
che tutti avrebbero avuto delle abitazioni ma chi
alloggi non poteva che contribuire ad aggravare
voleva cose aggiuntive avrebbe dovuto pagarle
la già difficile situazione economica.
di tasca propria. Il progetto venne accettato con
Tuttavia gli investimenti in campo edilizio avreb-
entusiasmo dalla popolazione.
bero comportato lo sviluppo dell’industria, la
Purtroppo, a causa di un passaggio di compe-
formazione di operai specializzati e, grazie ai
tenze governative, il progetto fu affidato ad altri
nuovi alloggi, reso la popolazione più sana e
architetti che applicarono tecniche tradizionali
felice. Ciò avrebbe contribuito ad aumentare la
e venne tolto a Fathy.
produzione del paese. Il programma di ricostru-
Da questa esperienza rimase a Fathy una sco-
zione rurale sarebbe dovuto quindi procedere
97
per fasi: partendo dallo sfruttamento delle ri-
apprendisti.
sorse naturali, allo sviluppo delle risorse uma-
Terminate le indagini l’avvio dei lavori prevedeva
ne con la preparazione a mestieri utili, fino a
l’assunzione degli operai e la preparazione del
raggiungere il miglioramento del tenore di vita.
materiale. Il sistema usato poteva essere quel-
Era necessario fare un’analisi reale degli attua-
lo della cooperazione volontaria. Le famiglie si
li insediamenti umani in Egitto, fare previsioni
sarebbero divise in gruppi o badana mentre la
sul futuro, sempre tenendo come punto di rife-
terra sarebbe stata ricavata dallo scavo del lago
rimento le esigenze della gente, coinvolgendo
che doveva essere collocato in luogo idoneo e
quindi sociologi, etnografi sociali, economisti e
dove la terra sarebbe stata adatta alla realizza-
demografi.
zione dei mattoni.
Soltanto con i dati forniti da un’indagine scien-
L’esperimento di Gourna tuttavia non riuscì, in-
tifica si può essere sicuri che le mete a cui è
fatti il progetto originario non è stato terminato
indirizzato un programma di ricostruzione siano
e ad oggi il villaggio non è ancora diventato una
giuste.
comunità rurale fiorente, perdendo la speranza
Per avere una distribuzione pianificata della po-
di dare ai contadini un tenore di vita decente.
polazione era necessario prevedere varie attivi-
Tutta la teoria di Fathy Hassan sull’utilizzo di
tà lavorative per ogni centro abitato.
materiali non industriali e delle arti tradiziona-
Ogni villaggio doveva avere un architetto che
li furono considerati complicati. L’edificazione
controllasse i lavori al fine di salvaguardarne il
della nuova Gourna non venne completata a
piano generale, ma era necessario anche for-
causa degli intoppi e delle difficoltà che di volta
mare una equipe di architetti che lavorassero
in volta gli si presentavano. Si sarebbero dovute
insieme offrendosi stimoli reciproci e scam-
costruire circa novecento abitazioni in tre anni,
biandosi consigli.
i costi dovevano essere contenuti, ma già da su-
La proposta di Hassan Fathy era di costruire un
bito si rese conto che tra i collaboratori messigli
villaggio, il primo del piano di ricostruzione, che
a disposizione dal Governo non c’era alcun ar-
facesse da centro di studi rurali e che operasse
chitetto. Se il pregio di Gourna doveva ricavarsi
a stretto contatto con i vari ministeri e gli altri
dai bassi costi di realizzazione era necessario
organi scientifici ed artistici. Vi sarebbero abi-
impiegare sempre produttivamente gli operai
tati architetti, muratori di Assuan, fabbricanti di
senza che la produzione dovesse fermarsi per
vetrate provenienti dal Cairo insieme con le loro
mancanza di materiali. La burocrazia richiede-
famiglie e pronti ad insegnare il mestiere agli
va continuamente degli adempimenti che de-
98
terminavano un allungamento dei tempi.
buto alla teoria “del risparmio e dello sfrutta-
Nel settembre 1947 venne convocato al Cai-
mento delle risorse locali” introducendo la figu-
ro dal Sottosegretariato di Stato e scoprì con
ra dell’uomo come creatore del proprio alloggio
sorpresa che il re voleva leggere una relazione
e coordinatore del processo produttivo.
sull’andamento dei lavori. La proposta di costru-
Hassan Fathy ha tradotto nel fare architetto-
ire con mattoni di argilla suscitava per questo
nico il rapporta tra gli elementi naturali e la
curiosità, ma ostilità tra le persone importanti
forma portati dalla tradizione. Le architetture
del paese.
sono state progettate a partire dal 1942 men-
Qualcuno giunse persino ad affermare che il
tre i suoi saggi sono successivi al suo proget-
mattone crudo non era un buon materiale dal
to. Dopo dieci anni dall’esperienza della Nuova
punto di vista tecnico benché ciò fosse in con-
Gourna si è occupato di vari progetti: The City of
traddizione con gli esperimenti di laboratorio
Future, Il Piano regionale per lo sviluppo della
effettuati.
Grande Mussayib, l’ampliamento del villaggio
Gli architetti egiziani negli anni 60’ preferivano
di Harranya, progetti questi nelle cui piante si
il cemento come nuovo materiale dell’edilizia,
ritrova una convergenza concettuale.
vedendo il mattone crudo come un componen-
Fathy fa suo il concetto di progettare con il cli-
te vivo perché impiega circa un anno ad asse-
ma non solo da un punto di vista tecnologico e
starsi del tutto.
strumentale.
La speranza di Hassan Fathy è che un giorno il
La sua metodologia scientifica di progetto della
Governo metta davvero mano alla ricostruzione
città è fondata sulla tradizione e sulle relazioni
dell’Egitto rurale. Facendo ritorno a Gourna nel
con il clima. Infatti in “Natural Energy” si legge
1961 osservò che tutto era rimasto come l’ave-
che lo scopo di un edificio è quello di cambiare
va lasciato senza che nessun nuovo edificio ve-
il microclima, infatti dentro l’edificio ogni stanza
nisse edificato. La piazza, il teatro, la moschea
ha un suo microclima che è il risultato della mo-
erano deserti, solo qualche abitazione era stata
dificazione di uno o più microclimi esterni.
occupata da abusivi.
Tutti i modi in cui i popoli hanno scelto di costru-
Conclude auspicando di portare l’esperienza di
ire le loro case sono il frutto di infinite sperimen-
Gourna a Nabaroh e da qui partire per attua-
tazioni di varie generazioni e sono quindi frutto
re una rivoluzione in tutto l’Egitto nel campo
della tradizione. Se qualcosa della costruzione
dell’edilizia degli alloggi.
venisse cambiato comprometterebbe il suo as-
L’esperienza di Gourna è un importante contri-
setto climatico.
99
E’ chiaro che in Fathy si attua spesso una con-
climatico, demografico, della circolazione, este-
vergenza tra clima e tradizione e la sua meto-
tico;
dologia si può dire basata su due punti: “pro-
3 ricerca di progetti che in condizioni ambientali
gettare con il clima” e “progettare con la tra-
analoghe hanno fornito risposte alle esigenze
dizione”.
dettate dai caratteri ambientali individuati;
Tuttavia l’elemento di congiunzione tra clima e
4 verifica della rispondenza dei “fattori” rap-
tradizione è l’ambiente dove Fathy distingue
presentativi individuati nell’esempio analogo
ancora tra ambiente naturale e ambiente co-
scelto.
struito.
Individua gli aspetti da sviluppare insieme con i
Infatti l’architetto posiziona l’edificio in due am-
caratteri architettonici da conferire ad ogni par-
bienti: uno quello creato da Dio, ovvero il pae-
te al fine di rispettare l’identità dei luoghi.
saggio, e l’altro quello creato dall’uomo, strade
Nelle zone aride il clima è l’elemento primario
e città. Questo è quanto affermato da Hassan
da tenere in considerazione.
Fathy in “Baris: a case study in rural housing”
Quasi in tutte le città tradizionali troviamo stra-
un progetto questo che prevedeva l’edificazio-
de strette e tortuose, che trattengono l’aria fre-
ne di un nuovo insediamento nel cuore del de-
sca delle ore notturne, e ampie corti scoperte
serto egiziano vicino ad un ambiente oasiano.
con giardini interni che sono utili riserve di aria
Come esempio di pianta a cui ispirarsi scelse
fresca.
quella di un villaggio del deserto tunisino. Fathy
Questo sembra preferibile all’impianto urbano
soprappose quindi su essa i vari fattori: clima-
a scacchiera con ampi boulevards, strade am-
tico, demografico, circolazione viaria e fattore
pie e dritte, dove l’aria calda carica di polvere
estetico.
delle auto tende a raccogliersi.
Se si esaminano gli studi compiuti su queste
L’architetto che preferisce un insediamento a
piante è chiaro il percorso attuato da Fathy:
scacchiera dovrebbe prevedere almeno delle
1 Individuare i caratteri ambientali del progetto
aree verdi per ridistribuire il calore all’interno
distinguendo tra:
della città.
- Ambiente naturale: paesaggio, clima, suolo,
Una volta stabilito il tipo di impianto urbano
- Ambiente costruito: sistema delle conoscenze
sarà poi relazionato al sole e al vento cercando
tradizionali;
di stabilire il miglior orientamento verso il sole e
2 Individuazione dei “fattori” rappresentativi di
il vento prevalente.
quella specifica condizione ambientale: fattore
Per un edificio del Cairo il miglior orientamento
100
rispetto al sole è est-ovest. Il vento fresco al Cai-
loro due piazze, una più grande ed una più pic-
ro soffia da nord-ovest quindi la soluzione miglio-
cola, tramite una loggia aperta.
re è che il lato lungo della schiera sia nord-est
Riconduce anche il takhtabush ad un principio
o sud-est. Quindi l’ideale è orientare la schiera
climatico collocando la piazza più grande sot-
nord-est-est verso sud-ovest-ovest tagliando in
tovento per rinvigorire le correnti che si creano
due l’angolo degli orientamenti ottimali.
per differenziale di pressione.
Tuttavia la schiera può essere orientata verso
Il progetto della casa di Fathy deriva dall’aggre-
l’orientamento del sole est-ovest perché nei cli-
gazione di varie unità-stanza tra di loro all’inter-
mi aridi c’è il malqaf.
no di un definito ordine geometrico tenendo in
Quindi l’architetto si occuperà solo dell’orienta-
tal modo insieme, secondo necessità funziona-
mento del sole. Hassan Fathy, nell’applicare i
li, climatiche e compositive, spazi coperti e corti
principi di natura climatica, deve fare anche i
interne.
conti con l’attuale situazione che prevede an-
In questo contesto è significativo il ruolo del-
che il traffico automobilistico e che segna la
la qa’a, che è quanto di più rappresentativo
differenza fra città contemporanea e quella tra-
dell’architettura tradizionale egiziana, intorno
dizionale.
al cui sviluppo si è evoluta l’architettura.
Per non abbandonare l’impianto tradizionale la
Secondo Fathy studiando l’evoluzione della
soluzione è circondare il quartiere residenziale
concezione spaziale della qa’a e in vari edifici
con una strada ad anello.
con diverse destinazioni funzionali, si compren-
Caro a Fathy e collegato ad esigenze di natura
de che è solo analizzandola attraverso i progetti
climatica è il tema della loggia urbana, dove si
di case unifamiliari, in quanto con meno vincoli
viene a creare l’effetto Bernoulli ottenuto grazie
di natura funzionale e compositiva, che si può
al fatto che la loggia si apre in una corte nel
comprendere a pieno il peso che ha nel proces-
lato sottovento ed è chiusa al vento tramite una
so compositivo.
parete traforata. Il flusso d’aria sopra e intorno
L’analisi è stata condotta analizzando quindici
all’edificio produce bassa pressione nel lato
progetti di case unifamiliari che coprono l’intero
sottovento e quindi dentro la loggia si produce
arco della sua carriera, analizzando la qa’a e
l’effetto Bernoulli, cioè un flusso d’aria costante
il suo rapporto con la corte che a volte viene
grazie alle piccole aperture.
posizionata sull’asse di simmetria della qa’a
Nel progetto di Baris, Hassan Fathy, usa anche
oppure tangente ad essa.
il principio del “takhtabush” relazionando tra
La geometria della pianta che se ne ricava di101
mostra che il progetto nasce e si compie una
I dispositivi adottati per la ventilazione naturale
volta stabiliti il luogo, la posizione della qa’a e
sono concentrati sul funzionamento delle cor-
la posizione della corte.
ti interne con una parete esposta a nord-ovest
La casa Stopplaer fu commissionata a Fathy
per ricevere frescura, le murature esterne sono
durante il periodo di costruzione della Nuova
molto spesse, le bucature esterne distinguono
Gourna.
le funzioni di illuminazione da quelle di aerazio-
Infatti nella valle dei Re sorsero le case degli
ne e veduta.
archeologi che erano occupati negli scavi.
Se il sistema spaziale della qa’a è nel lavoro
Il Dr Stopplaer, inglese, commissionò la casa
di Fathy l’elemento base nella costruzione del
negli anni cinquanta in cima ad una collina.
progetto e nasce come dispositivo climatico per
Questa casa, come quelle dei polacchi e di altri
il rinfrescamento degli ambienti, ad ogni qa’a
inglesi, sono state commissionate e poi abitate
corrisponderà un malqaf. Si tratta quindi di un
da uomini occidentali e l’interazione delle due
percorso in continuità con la tradizione.
culture si manifesta soprattutto negli aspetti
Fathy si occuperà anche di studiare il malqaf al
funzionali.
fine di giungere ad un’evoluzione estetica dello
Solo nella casa dei polacchi l’influenza occiden-
stesso sempre finalizzata alla funzione per cui
tale entra negli aspetti compositivi.
nasce.
Sono case costruite di sabbia e quindi con mattoni in terra cruda essiccati al sole, e sottoline-
3.2.4 IL PENSIERO E L’ESPERIENZA DI DIMITRIS
ano l’uniformità di materiali tra suolo e archi-
PIKIONIS
tettura.
L’architetto Dimitris Pikionis (1887-1968), quel-
La casa di Carter adotta per il controllo clima-
le dei suoi trent’anni di lotte in difesa del pae-
tico gli elementi delle antiche case del Cairo:
saggio.
corte interna, malqaf, qa’a.
Parole che non si può evitare di sentire. Dopo
Il sito della casa di Stopplaer è una collina che
il secondo conflitto mondiale, quando il proble-
domina la Valle dei Re e “rappresenta l’arche-
ma della difesa del paesaggio si fa impellente,
tipo della forma primordiale dell’ambiente de-
Pikionis diventa membro del Comitato direttivo
sertico”.
del Paesaggio nazionale e della città. I suoi di-
La casa è impostata intorno a quattro corti a
scorsi si fanno sempre più drammatici e critici
ognuna delle quali si affaccia un gruppo di am-
nei confronti delle amministrazioni e della man-
bienti.
canza di interventi nei riguardi di Atene e del
102
suo territorio. Sono noti la sua ammirazione e il
scritto costituisce una sorta di dichiarazione di
rispetto per il paesaggio attico.
intenti e di obiettivi a cui Pikionis si rivolgerà con
Non negava l’ampliamento della città, esso era
coerenza in tutta la sua opera, e per il raggiungi-
una necessità, ma combatteva affinché questo
mento dei quali, anche con ostinazione, a volte
avvenisse senza distruggere il carattere del pa-
arriva a rilevanti cambiamenti nella personale
esaggio: le case non avrebbero dovuto, secon-
ricerca formale, senza tuttavia mai contraddirsi:
do Pikionis, superare i tre piani di altezza, non
“La forma di un luogo è la scoperta della sua
certo per paura dell’altezza in se stessa, ma af-
essenza più profonda. Un luogo dà la sua idea,
finché non si coprissero i punti di vista da una
la forma nelle espressioni della cultura, dell’ar-
collina all’altra. Se al posto della pianura vuota
te, della religione. Le forme più astratte venute
si formava un “mare” di case, questo era ne-
fuori dalla mente umana hanno la loro ispira-
cessario, ma doveva essere eseguito in modo
zione nella natura. L’uomo attinge dalla natura
che le colline rimanessero come emergenze
come da una fonte inesauribile. Non c’è distru-
predominanti e, soprattutto secondo una logica
zione maggiore di quella che è irreversibile. E
formale controllata.
non ne conosco altra irreversibile più grande,
L’unità e l’armonia del paesaggio nella sequen-
più vandalica di quella subita dal paesaggio
za di queste emergenze naturali, che furono
attico e in particolare della natura ateniese a
protagoniste nell’immaginario religioso dei poe-
causa delle cave. Un luogo che è la culla dello
ti dell’antichità e che sono vive nella tradizione
stile (del ritmo), un luogo in cui il minimo det-
popolare, devono così essere preservati e valo-
taglio ha un senso plastico incommensurabile,
rizzati, ma soprattutto devono essere motivo di
ha subito per secoli e sta subendo ancora una
attenzione nei progetti contemporanei.
distruzione che non ha eguali e che tende a far
Tra i numerosi scritti riferiti al tema della distru-
sparire il suo carattere più peculiare”.
zione del paesaggio uno dei saggi più dramma-
L’asse dell’Acropoli, dice Le Corbusier, è l’asse
tici è Oltraggio alla terra.
del paesaggio dal Pentelico fino al mare.
Uno dei primi discorsi di Pikionis sulla questio-
Rimane ancora qualcosa d’altro da difendere:
ne del paesaggio è del 1928, periodo in cui il
“La nostra Architettura Popolare”. Significativa
dibattito architettonico è rivolto alla città con-
è la Relazione Introduttiva della Commissione
temporanea: il IV Congresso Internazionale di
per la nomina del professore di Arte decorati-
Architettura moderna si svolgerà ad Atene nel
va del Politecnico di Atene, 1924. “Il candidato
1933 con il tema della città funzionale. Questo
sottopone questi studi come prove di una più
103
22
ampia applicazione pratica della nostra arte
resse per la cultura tradizionale greca prende
popolare, riguardo alla quale propone anche un
corpo con il movimento del Filoellenismo, legato
commentario degno di nota di 32 pagine dat-
alla guerra di indipendenza. In un primo tempo
tiloscritte. In questo commento, accompagna-
prevalgono le ricerche svolte da esperti di folk-
to anche da tavole che illustrano esempi tratti
lore, prevalentemente insegnanti e filologi e, in
dall’architettura popolare di Egina E Tinos, Il
alcuni casi, geografi. Nel 1908 viene fondata la
candidato pone il problema della creazione di
Società Greca di Arte Vernacolare con l’obietti-
una moderna architettura greca, attingendo a
vo di promuovere ricerche e studi sul folklore in
fonti puramente greche, alla nostra arte popo-
Grecia. La società pubblica dal 1909 la rivista
lare. Sottolinea il pericolo che corriamo accet-
annuale “Laografia” (folklore). Con Aristoteles
tando e applicando in modo sconsiderato gli
Zachos (ingegnere 1879-1939), negli anni Venti
elementi stranieri e propone di respingere con
l’architettura vernacolare greca diventa oggetto
coraggio il giogo straniero e di volgere il nostro
di studio e di analisi sistematica. Zachos con-
sguardo, di fare come l’operaio che costruisce
centra la sua ricerca sulle questioni tipologiche
avendo un’unica regola il bisogno e la verità.
dell’architettura popolare, in particolare quella
Non più giustapposizione di linee di vana fan-
del nord della Grecia. In questi anni pubblica un
tasia, ma linee che derivano solo dalla neces-
saggio in lingua tedesca sull’argomento (Altere
sità. Solo così nascerà la vera proporzione che,
Wohnbauren auf griechischen Boden, 1922-
accompagnata dalla natura del materiale ci
23), anche se gran parte del materiale raccolto
fornirà la desiderata armonia dei volumi, l’ar-
sull’architettura vernacolare sono andati perduti.
monia della forma, l’architettura segreta della
I suoi studi pongono in evidenza la relazione
necessità”. E infine, più sotto: “La Commissio-
tipologica fra l’architettura macedone e quella
ne, avendo considerato l’ampia preparazione
bizantina. Gli studi di Zachos sono la premessa
di Pikionis e la sua pluriennale esperienza e il
per i tre più importanti scritti sull’arte vernaco-
suo impegno con questioni di arte decorativa
lare, tutti pubblicati nel 1925: Angeliki Hatzi-
e ritenendo questi fatti adeguati per occupare
michali, Arte popolare, Pyrsos, Atene; Dimitris
la Cattedra in questione, ha l’onore di proporre
Pikionis, La nostra arte popolare e noi, in “Fi-
all’unanimità il candidato Pikionis come Profes-
likì Eteria”, n. 3, 1925; Dimitris Loukopoulos,
sore straordinario alla Cattedra di Arte decora-
Case e utensili in Etolia, illustrato da Pikionis.
tiva”. Atene, 29 ottobre 1924, La Commissione
Il lavoro di Loukopoulos consiste in uno studio
(A.Orlandos, E. Kriezis, I. Chatzopoulos). L’inte-
sistematico dell’arte popolare, attraverso il qua-
104
22 Hotel Xenia 1951-56,
Delfi. Tratto da, Dimitris
Pikionis
1987-1968,
Electa, Milano, 1999.
23 Bozzetti per una
scenografia. Tratto da,
Dimitris Pikionis 19871968, Electa, Milano,
1999.
23
le descrive e classifica secondo i tipi gli edifici
Chiamato dagli stessi componenti Omada filon,
della regione; in esso vi include uno studio sulle
il gruppo non stabilisce un “decalogo” formale
capanne rurali e sulla tradizione costruttiva.
comune (e anche in questo, in architettura per
Il pregio del lavoro sta nella classificazione. A
esempio, si differenzia dal Movimento moder-
questi tre saggi, negli anni successivi, segui-
no) ma si pone come obiettivo l’elaborazione di
ranno altri importanti scritti: Anastasios C. Or-
nuovi linguaggi poetici fondati sullo studio del
landos, Architettura dei Monasteri, Atene 1927.
luogo e sui caratteri della tradizione greca. Si
Questo saggio ha il merito di dimostrare la con-
tratta di un vero e proprio atto di rifondazione
tinuità fra l’arte tardo-bizantina e quella della
culturale, attraverso il quale tradizione e luogo,
turcocrazia, mettendo in luce le contaminazioni
ricerca di nuove forme, storia e avanguardia, di-
avvenute tra diversi stili in Grecia e l’origine di
ventano temi dominanti nella sperimentazione
matrici tipologiche comuni. Partendo dall’ana-
di una nuova architettura (e di una nuova arte)
lisi dell’architettura dei monasteri individua i
in grado di esprimere un’identità nazionale, ma
caratteri presenti nelle case e li individua come
anche radici profonde e universali.
elementi necessari per costruire un’architettura
Il gruppo entra nel vivo del dibattito contempo-
basata sulla continuità con la tradizione e sen-
raneo attraverso alcune iniziative, documenta-
za contaminazioni o influenze straniere; Aristo-
zioni di una vera e propria battaglia culturale in
teles Zachos, Ioannina. Note architettoniche,
contrasto con le politiche dominanti di rottura
1928. In questo saggio è evidenziato come le
verso il passato più prossimo e di identificazio-
antiche forme dell’architettura bizantina (come
ne con lo Stile internazionale. Gli antecedenti:
l’iliakòs, solarium) siano state trasmesse all’ar-
il gruppo Asilon Techni e l’Omada Techni. Le
chitettura dell’Epiro e della Macedonia.
armi teoriche: un libro, curato da Nikos Velmos,
Omada filon - Paesaggio, arte moderna per una
Vecchia Atene, 1931 e tre riviste, “Franghelio”,
“nuova linea greca” e, infine, arte popolare. Tre
“Filikì Eteria”, entrambe attive negli anni 20 e,
punti cruciali. Il dibattito su queste questioni,
infine, la più importante “To trito mati”, 1935-
nel periodo compreso tra le due guerre, è molto
1937. Riviste costruite con pochi mezzi, perlopiù
significativo, eroico, coinvolgente; nuove speri-
autofinanziate che trattano di letteratura, pittu-
mentazioni formali corrono lungo una linea di
ra, architettura: “teniamo nelle nostre mani un
confine in equilibrio tra l’arte contemporanea,
vero tesoro, sconosciuto e originale, scaturito
da una parte, e tradizione popolare dall’altra.
dalla tradizione greca, tesoro degno anche delle
Si costituisce un vero e proprio movimento.
più severe riviste d’Europa. Apriamo gli occhi e
105
24
25
riconosciamole”, scrive uno dei componenti su
re e editore; Nikos Velmos, scrittore e editore;
una rivista negli anni 2010. Lo scopo principale
Nikos Hatsikyriakos-Ghikas, pittore; Yannis Tsa-
è «mostrare la relazione di un’opera arcaica con
rouchis, pittore; Nikos Engonopoulos, pittore
una forma meccanica, di questa con un’opera di
e poeta; Diamantis Diamantopoulos, pittore.
Picasso, di un’opera bizantina con un progetto
Artisti sopraffini, personalità completamente
urbanistico di Le Corbusier, di queste con l’arte
diverse una dall’altra e con esiti artistici assolu-
popolare e in generale l’unità di tutte le forme
tamente autonomi. Il lavoro di ognuno si intrec-
sincere ed autentiche nella vita e nell’arte». Si-
cia con gli altri, alcune opere sono addirittura
gnificativa è la replica al manifesto della rivista
frutto di una collaborazione reciproca: stessi
“To trito mati”: «Questo ‘nuovo’ abbiamo il do-
presupposti estetici, a volte tecnica simile, stes-
vere di conoscerlo, di giudicarlo, di conquistar-
se prove, stessi esercizi, ispirandosi alle stesse
lo. La tradizione del nostro ingegno, la nostra
fonti, ma con risultati completamente differenti.
esperienza non sono tanto ricche da poter giu-
E se è vero che un grande uomo non ha sol-
dicare questa novità al primo sguardo. Per una
tanto il suo intelletto, ma anche quello di tut-
vita culturale non del tutto sviluppata come è la
ti i suoi “amici”, è altrettanto indiscutibile che
nostra, ogni elemento nuovo può - nonostante
non basta solo un grande uomo per esprimere
gli eccessi, sostanzialmente anzi grazie ad essi-
una grande idea, per supportarla totalmente;
poiché scoprono un lato nascosto della verità,
occorre che molti vi si applichino, riprendano
contribuire come un’ulteriore componente alla
quell’idea originaria, la ripetano,
ricostruzione del nostro essere ideale. Di con-
la rifrangano, facendone risaltare un’ultima
seguenza la questione è questa: con quali crite-
bellezza. Il merito di Pikionis è stato quello di
ri, con quale spirito saranno affrontate le novità
raccogliere, attraverso un’abile lavoro di regia,
che la nostra epoca offre, dal nostro punto di
l’opera di ognuno per costruire un’idea comu-
vista nazionale, intendo la loro assimilazione e
ne; di creare i presupposti affinché diverse di-
la loro armonizzazione con le leggi incomprensi-
scipline potessero proiettare le loro teorie (let-
bili ma non meno inoppugnabili che governano
terarie, matematiche o figurative) una nell’altra,
la personalità di ogni popolo».
mantenendo come soggetto centrale del pen-
Personaggi ed interpreti di questa “avventura
siero che sta nelle rigorose esigenze dello spiri-
intellettuale” Dimitris Pikionis architetto; Fotis
to architettonico. Ispiratore “mitici”: lo scultore
Kondoglu, pittore; Spìros Papalukàs, pittore; Ni-
Yannoulis Chalepàs, Teofilos, artista del popolo,
kos Mitsàkis, architetto; Stratìs Doukas, scritto-
colui che, senza saperlo, ha traghettato la tradi-
106
24 Disegni grafici Casa
Gorkas. Tratto da, Dimitris Pikionis 1987-1968,
Electa, Milano, 1999.
25 Planimetria casa
Dorcas. Tratto da, Dimitris Pikionis 1987-1968,
Electa, Milano, 1999.
26 Schizzo di villa.Tratto da, Dimitris Pikionis
1987-1968, Electa, Milano, 1999.
26
zione popolare nell’arte contemporanea. Di lui
progetto.
se ne riparlerà in seguito.
Il catalogo è curato dal pittore Engonopoulos.
Per evitare i comuni fraintendimenti, nel passa-
«Scopo di questa mostra è conoscere noi stes-
re in rassegna le opere di questo movimento, è
si. Sarebbe un grande guadagno se facesse in
necessario ribadire che non si tratta di esercizi,
modo che ciascuno di noi confrontasse la pro-
ma di invenzioni, come scrisse nel 1931 Pikio-
pria vita e la propria opera a quella della tra-
nis, il cui ruolo, insieme a quello di Ghikas, si
dizione». Qui vengono passate in rassegna le
rivela fondamentale anche nella didattica al
tipologie delle costruzioni tradizionali e le figure
Politecnico di Atene fino alla fine degli anni cin-
dell’arte popolare, analizzate dettagliatamente,
quanta. Così, per esempio, le opere di Kòndo-
catalogate in maniera sistematica, riviste con
glu, ci ricordano che i grandi artisti non hanno
un “occhio nuovo”, ridisegnate attraverso pit-
mai paura di imitare. La vera originalità non è
ture astratte, e, infine, rimontate in sequenza
sempre evidente; all’opposto l’apparenza biz-
come in un film. E in questo paesaggio inaspet-
zarra serve soltanto a nascondere una profon-
tato scorrono le figure fantastiche di Teofilos,
da mancanza di emozione e
che sopravviveva dipingendo i muri delle case
un temperamento banale e che ciò che fa gran-
e dei negozi a Mitiliene, nel Pelio e popolando
de un’epoca è proprio che tutte le menti da cui
intere
essa è composta vanno ad abbeverarsi alle
pareti di eroi della storia greca: Alessandro
stesse acque.
Magno, Kostantinos Paleologo, Kolokotronis,
Una mostra - Così, sull’onda degli studi sull’arte
Marcos Botsaris, Erotòkritos e Aretusa rivivono
popolare in svolgimento, viene elaborato il più
così tutti insieme fuori dal tempo in uno spazio
grande progetto di paesaggio mai visto, un im-
immaginario. In questo montaggio straordinario
menso montaggio: la Mostra di arte popolare
entrano in scena anche le ironiche figure-cari-
del 1938.
cature del teatro delle ombre Karaghiosis, por-
La mostra è un progetto, cioè una rielaborazione
tavoce di una Grecia umiliata e asservita alla
moderna di arte popolare; non è un lavoro filo-
turcocrazia, ma anche di una cultura che cerca-
logico, tanto meno nostalgico, qui sono esposti
va di sopravvivere come poteva, nei dialoghi e
disegni, rilievi, dipinti svolti con i mezzi formali
nelle figure di un teatro itinerante di fortuna.
dell’arte contemporanea. Accanto i disegnatori
La tradizione, scriveva Pikionis, “sottintende la
dell’arte popolare, oggetti, dipinti e architettu-
continuità”; continuità ininterrotta, una cate-
re della tradizione tutte forme potenziali per un
na di civilizzazioni e lo spirito di questa “rivo107
27
luzione greca” moderna (di cui l’Omada filon è
delle parti che, ai piani superiori determinano
il principale artefice) ha costituito la sintesi di
aggetti. Il primo sistema costruttivo, quello delle
una tradizione millenaria del paese. Continuità
isole, manca di “tensioni” verso l’esterno; il se-
nell’arte, di cui l’arte popolare è il fondamenta-
condo, quello delle montagne, rende autonomi i
le “cemento”, nella lingua, nella religione, conti-
piani anche grazie alla sovrapposizione di diver-
nuità nella sostanza profonda dell’architettura,
si sistemi costruttivi e alla distinzione tra il gran-
nella letteratura.
de basamento solitamente in pietra e le parti
C’è un altro personaggio secondo il quale la
ai piani superiori aggettanti in legno. Il secon-
memoria del passato e la continuità sono una
do indirizzo costruttivo distingue formalmente
condizione fondamentale per la modernizzazio-
le diverse funzioni dell’edificio, magazzini e
ne della Grecia, Antonis Benakis. Appassionato
laboratori nel basamento in pietra che adatta
ed entusiasta assertore degli ideali nazionali
la sua forma al terreno su cui poggia, abitazio-
del suo tempo, impiega tutte le sue fortune per
ne ai piani superiori. Pikionis sceglie di segui-
collezionare testimonianze della tradizione gre-
re la logica costruttiva dei tipi tradizionali della
ca, dalla preistoria al Novecento. Sotto consiglio
Grecia continentale, quella delle montagne di
di Pikionis incarica i pittori dell’Omada di ridi-
Kastorià, del Pelio. Questo è il risultato di una
segnare opere della tradizione (ora conservate
lunga ricerca formale verso la paratassi, l’auto-
nel suo museo). Così nella sua casa, donata
nomia dei volumi, delle parti per poter sfruttare
allo Stato Greco nel 1931, ha costruito un itine-
al massimo le potenzialità del cemento armato.
rario (che va dalla
Non si tratta quindi di una brusca virata verso il
preistoria ai giorni nostri, attraverso l’arte popo-
“tradizionalismo”: a quello
lare) nel quale è evidente il filo rosso che tiene
ci era già arrivato da tempo; né di un distacco
insieme tutte le cose. È visibile nelle figure, nel-
teorico dalla modernità. Semmai il contrario.
le immagini, nei frammenti.
Aveva intuito la corrispondenza concettuale tra
Dalle immagini che animano la mostra del 38
il sistema a telaio del cemento armato e quello
emerge chiaramente l’esistenza, nell’architet-
in legno degli aggetti. Si trattava quindi di “ru-
tura popolare della Grecia, di due tradizioni co-
bare” procedimenti compositivi e costruttivi da
struttive, quasi opposte nella loro concezione.
applicare con i nuovi materiali.
La prima si realizza con muri pieni, è geometri-
La casa di via Heyden - Questo progetto per
ca, “razionalista”, dai volumi puri. La seconda
una casa ad appartamenti, unico edificio dal
è paratattica, “cubista” nella scomposizione
carattere urbano costruito da Pikionis, offre un
108
27 Disegni Casa Moraitis. 1921. Tratto da,
Dimitris Pikionis 19871968, Electa, Milano,
1999.
28 Disegni Casa Moraitis. 1921. Tratto da,
Dimitris Pikionis 19871968, Electa, Milano,
1999.
28
possibile tipo per la città contemporanea, una
sempre.
costruzione per la vita, la vita quotidiana nella
La casa ha successo negli ambienti culturali; le
Atene del XX secolo, per soddisfare dei bisogni
intenzioni vengono capite: «La sua importanza
reali, ma anche delle aspirazioni che apparten-
maggiore – scrive un giornale di arte dell’epoca
gono all’essenza dell’abitare.
- è che dà una significativa soluzione personale
Questa casa non è un capriccio della fantasia,
al problema dell’impiego estetico del cemento
essa indica un cammino da seguire. Il lotto su
e scopre in quale modo questo materiale può
cui insiste è stretto e lungo, la casa è in adiacen-
prendere un suo stile e organizzare la nuova
za con altri palazzi. Questo renderà necessaria
architettura... Il condominio di via Heyden per
una distinzione tra il fronte sulla via, con agget-
la prima volta ci ha fatto provare amore per il
ti e rientranze poco evidenti per rispettare gli
cemento. Fino ad ora nessuno aveva osato pre-
allineamenti delle altre case, e quello interno,
sentare questo materiale in modo puro, chiaro
dove nella pianta si fa ricorso a quelle deviazio-
e senza coprirlo con intonaci che spengono l’or-
ni dell’ortogonia suggerite dal lotto stesso, de-
ganicità della costruzione».
viazioni che «smussano la dinamica inflessibile
Pikionis infatti ha lasciato che il cemento, col
di una composizione basata sull’ortogonalità
suo colore e la sua struttura facesse vedere
e concorrono a creare prospettive impreviste,
lo scheletro della costruzione e si è limitato a
a conferire movimento». Così sul fronte che si
verniciare i muri intermedi, esattamente come
affaccia sul piccolo giardino, la parte privata
succedeva con l’armatura in legno nelle case
e nascosta del palazzo, gli aggetti si fanno più
greche della Macedonia. Il muro non intona-
marcati per captare la luce e per tendersi verso
cato, scrive Pikionis nel 1946, «sia che venga
l’esterno e i piani si sovrappongono seguendo
imbiancato o tinto con un colore, oppure no, re-
molteplici varianti. La casa di via Heyden è cubi-
stituisce la percezione del tessuto del materiale
sta nel procedimento: nonostante il rigore della
naturale, l’effetto delle penombre, che compon-
geometria e delle proporzioni, sembra davvero
gono un’armonia a contrasto con la geometrici-
in movimento, le variazioni prospettiche sem-
tà delle nostre forme».
brano essere infinite.
Il rapporto fra progetto e storia è una questione
L’opera è il risultato di un lavoro di gruppo: con
cruciale; su questo tema le opinioni e le posi-
Pikionis lavorano l’architetto Mitsàkis (sono
zioni della cultura progettuale moderna sono
suoi gli studi delle piante e del fronte sulla stra-
spesso del tutto contrastanti. Infatti se, da un
da) e il pittore Hatsikyriakos-Ghikas, gli amici di
lato, c’è un rifiuto della storia, legato all’idea
109
29
che il Movimento moderno si sia identificato nel
tutti i molteplici aspetti della modernità è ne-
drammatico distacco per una rifondazione in
cessario tenere le distanze da categorie di ge-
nome del funzionale; dall’altra c’è, sotterranea
nerica applicazione, che deformano la realtà e
e tenace, l’idea della continuità delle tradizioni,
ne danno uno schema semplificato e tenere in
delle forme e dei tipi. È un’oscillazione presente
conto che il “moderno” in Grecia oltrepassa i
anche nel dibattito architettonico della Grecia
limiti evidenti che gli sono stati finora attribuiti
degli anni 50, ma che ha portato schematiche
per svilupparsi verso molteplici direzioni, tem-
e fortemente riduttive suddivisioni tra “moder-
porali e concettuali, ponendosi in relazione con
nisti” e “tradizionalisti”: chi è con Pikionis, chi
quello internazionale, ma non identificandosi
con Konstantinidis, chi con Zenetos? Niente
necessariamente con esso.
di più sviante. L’accanimento di Konstantinidis
“…A oltre percepivo che nelle fondamenta che
nei confronti di Pikionis, di cui fu assistente al
ne penetravano in profondità nella terra, nei
Politecnico nel dopoguerra, è più legata al vo-
volumi delle mura e delle volte, la mia anima
ler ribadire una propria autonomia, una sorta
era una pietra fra le tante, murata nella massa
di preoccupazione del secondo a non rimanere
anonima delle altre pietre.”
“intrappolato” nella rete ideologica del primo,
La sua originalità può essere valutata nella
piuttosto che un contrasto concettuale. Infatti
ripresa fotografica d’epoca molto simile nelle
entrambi fondano i propri procedimenti nello
componenti ma privo di ogni interesse architet-
studio dell’architettura tradizionale, dei luoghi,
tonico. La casa Heyden è il risultato di mecca-
del paesaggio. Aris Konstantinidis, oltreché un
nismi di intreccio molteplici; Dimitris Filippidis
raffinato progettista si rivela un fervente soste-
ha notato come il tentativo di sintesi messo in
nitore dell’architettura popolare; nell’intento di
atto con questo progetto non abbia solo una fi-
diffondere le sue idee e di dimostrare la validi-
nalità estetica ma rifletta piuttosto lo sforzo di
tà di modelli nazionali, pubblica libri e articoli
trasferire “un sistema in un altro” sfruttando le
con schizzi, disegni e fotografie dell’architettura
analogie costruttive esistenti tra le moderne co-
tradizionale della campagna greca. Non deve
struzioni in cemento e un certo tipo di edilizia
quindi sembrare provocatorio o azzardato il
tradizionale. Una sperimentazione resa possibi-
considerare la casa di via Heyden come primo
le da una conoscenza profonda dei meccanismi
anello di una “catena” di progetti, sequenza
della molte analogie che li muovono, orientata
trasversale di opere di architetti appartenenti a
al raggiungimento di un confort che sfrutti al
generazioni diverse. Per comprendere a fondo
tempo stesso i benefici del progresso e l’espe-
110
29 Schizzio. Tratto da,
Dimitris Pikionis 19871968, Electa, Milano,
1999.
30 Centro delfico, 1934.
Tratto da, Dimitris Pikionis 1987-1968, Electa,
Milano, 1999.
30
rienza della tradizione popolare.
re offrono una riserva di ragioni e di equilibri
Il pensiero di Pikionis restituisce l’immagine di
intatti a cui ritornare per depurare se stessi.
una tradizione dinamica e necessaria, conteni-
Negli edifici del popolo gli elementi costitutivi, le
tore di antichi valori e rapporti originari con la
relazioni e i simboli usati con semplicità, espri-
natura, in grado di rispondere anche al modifi-
mono nel loro insieme, una necessità che l’ar-
carsi delle funzioni e al mutare delle esigenze
chitettura moderna sembra aver ormai perso,
umane senza negare l’espressività che ne co-
specie rispetto alla capacità di abbracciare tutti
stituisce parte integrante e distintiva. Con que-
gli aspetti dell’essere umano e non solo quelli di
sta idea della tradizione Pikionis osserva, negli
tipo funzionale. In essi, quei principi immutabili
edifici del popolo, quei processi di semplifica-
che Pikionis ha costantemente l’impressione di
zione che mettono in luce l’essenza e l’autono-
riconquistare ogni volta sembrano più chiari e a
mia degli elementi architettonici, il comporsi di
portata di mano.
questi in un numero infinito di possibilità com-
L’architecture de la Grèce contemporaine, in
binatore per produrre la varietà che convive con
grado di esprimere “già da molti anni ciò che
un’omogeneità di fondo: legge, in quegli esem-
l’arte moderna ricercava, di offrire un “ voca-
pi, le proporzioni e le simmetrie in funzione del-
bolario nuovo, perfettamente trascrivibile sul
le necessità, i canoni dimensionali in funzione
piano tecnico come su quello estetico: ci sono
dei tagli medi della pietra e considera infine lo
al tempo stesso l’ossatura, le grandi vetrate, i
stile come null’altro che il risultato di tutte le
riempimenti dei pannelli murati al rustico, le
componenti. Immergersi nell’arte del popolo.
combinazioni tra i portici e gli elementi chiusi
Pikionis è attratto dalla sua naturale attitudine
che costituiscono un gioco di livelli molto vivo,
a includere selettivamente gli apporti di incroci
all’interno come all’esterno”.
e passaggi, e ancor più dalla sua capacità di
preservare, in un insieme di relazioni rispetto-
3.2.5 IL RAZIONALISMO ITALIANO
se, un suolo di cui costituisce il proseguimento
In queste architetture è dato rintracciare, in va-
e che sente come sacro. Avviene per Pikionis
rie forme, quei caratteri espressi dalla mediter-
ciò che è frequente nella storia dell’architettura
raneità e che, già codificati in ambito teorico,
moderna. Di fronte al progressivo allontanarsi
andranno a costituire un preciso repertorio ti-
delle convenzioni estetiche dalle loro ragioni di
pologico, costruttivo e formale. Da questa sorta
fondo e al prevalere delle sovrastrutture stilisti-
di catalogo non scritto provengono gli elementi
che, l’architettura primitiva o quella vernacola-
di identificazione più noti dell’architettura medi111
31
32
terranea, almeno secondo la nozione comune,
il perché di quelle scelte morfologiche–tipologi-
vale a dire: il legame intimo con la natura e il
che e tecnologiche, e scoprirono “la loro tradi-
paesaggio, l’aderenza al sito, l’influsso determi-
zionale autenticità”, e capirono che la loro per-
nante dei dati climatici nella progettazione, la
fetta razionalità coincideva con l’optimum dei
perfetta coincidenza delle forme di vita con la
valori estetici. Si comprese che solo attraverso
struttura spaziale, la semplificazione geometri-
la geometria si poteva attuare il perfetto geu-
ca nella costruzione.
mtlich dell’abitare. In un viaggio nel Salento a
Il razionalismo Italiano risente pienamente del
Santa Maria di Leuca, del 1929, nel quale Belli
fenomeno di mediterraneità, come sopra de-
ebbe occasione di visitare e conoscere quei luo-
scritto e non si può parlare di un reale di batti-
ghi collinari composti da architetture bianche
to energetico ma si riconosce nell’architettura
spontanee, inglobate in un ordine orizzontale,
spontanea mediterranea, la nuova risorsa
scoprì la ricchezza di soluzioni lampanti che lo
Carlo Bellini afferma: “Il tema della mediter-
illuminarono. Provò a telegrafare a Terrigni e
raneità è cresciuto, al tempo dell’architettura
chiedergli di recarsi al sud per vedere insieme
razionale, come nostra stella oritentatrice”.
queste architettura, ma al tempo non era facile
Si comprese che avvicinarsi al Mediterraneo
poterlo fare si poteva essere definiti nordici, an-
avrebbe restituito all’architettura quei valori
tifascisti, ecc.
sommersi da sovrapposizioni gotiche e da fan-
Il dibattito sulla parola “mediterraneità” fu mol-
tasie accademiche. Esiste uno scambio nu-
to accesso, e portò all’attenzione di molti temi
tritissimo di lettere tra Bellini, Pollini, Figgini, e
quali la tradizione, la linea italiana dell’arte e
Terragni su questo argomento e lo stesso Belli
dell’architettura, l’architettura di stato, perché
fece una serie di articoli sui giornali nei quale di-
il linguaggio mediterraneo era un linguaggio in
batteva contro l’architettura degli architetti qua-
cui non si potevano riconoscere parti politiche,
li Piacentini, Calza Bini e Maraini ancora molto
diventando un mondo in cui si univa attraverso
legati ad una romanità littoria, ma anche contro
l’innovazione architettonica, tradizione e mo-
Giovannoni il quale come accademico non era
dernità.
ancora riuscito a recepire quell’innovazione che
Questo dibattito nasce tra il 1930 e 1934 e tro-
si legava ad una tradizione, seppur vicina, lon-
va in Edoardo Persico una voce dissenziente e
tana dai banchi dell’insegnamento.
in Pagano quella figura che si contrappone alla
Si cominciò lo studio delle case di Capri, per co-
scelta di riscoprire la tradizione come strumen-
noscere il modo in cui erano fatte e comprende
to di rinascita di una contemporaneità, al fine
112
31-32 Edificio per appartamenti, Atene 1936.
Tratto da, Dimitris Pikionis 1987-1968, Electa,
Milano, 1999.
33 Casa del fascio di Luigi Terragni 1932
33
di riproporre un modernismo Italiano come ri-
realtà unificante di linguaggio con cui conciliare
cerca di uno stile razionalista unico che risolva
architettura nazionale e straniera.
problemi sul piano della forma come risposta
Si parlerà anche di unità mediterranea e com-
unitaria a tutte le arti.
ponenti tipologiche come il Patio, un impluvium,
Gli stessi italiani arrivarono in ritardo rispetto a
una piscina e un solarium sono strategie tipolo-
intellettuali europei come gli Olandesi, a com-
giche utilizzate da Figini e Pollini per la realizza-
prendere le opportunità che erano legate alla
zione della villa-studio a Napoli e da altri come
conoscenza dell’architettura spontanea del me-
Albni Portaluppi ecc.
diterraneo.
Quindi al concetto di solarità mutuato dalle pro-
Alla presentazione dell’esposizione del MIAR
grammatiche iterazioni di Le Corbusier (Maison
nel 1931 si definì con il termine mediterranea
Clartè – ville lumier – ville radieuse – village
il carattere dell’architettura latina. Chi aderiva
radieaux) si rafforzano temi compiacenti il Re-
al MIAR vuole ritrovare le proprie radici nella
gime, come l’igenismo, il salutismo e il natura-
tradizione di un’architettura spontanea, nelle
lismo. A fine di rafforzare questa visione Bardi
costanti diacroniche del clima, della natura, di
parla di latinità come mediterraneità intesa
una equazione sole-mare, mediterraneo muri
come nozione avanzata di mito collettivo, in ter-
bianchi, ponendosi come seguito dell’apertura
mini classicisti in cui si ritrovano le istanze cen-
europea del Gruppo 7, composto da G. Figgini,
traliniste di roma Mare nostrum, sostituiando al
G.Frette, S.Larco, A. Libera, G. Pollini, C.E. Rava,
lessico dell’arco o altri simboli di un classicismo
G. Terragni, attuata attraverso i loro scritti.
al tramonto, il lessico del razionalismo itaòiano.
Per alcuni questo termine significava una ra-
E’ possibile affermare che ciò che gli architet-
refazione puristica, per altri come Rava questi
ti dell’Europa del nord hanno “scoperto” non
significava considerare l’architettura minore
sono altro che “architettura di pareti bianche,
spontanea, da cui trarre lo stimolo originario del
rettangolari o quadrate, orizzontali o verticali:
movimento italiano per l’architettura razionale.
architettura di vuoti e pieni, di colore e di forme,
Ritrovando nelle sue radici la fonte di autenti-
di geometria e proporzioni […].
cità delle forme tipologiche in un momento nel
Per il gruppo di quadrante il Mediterraneo rap-
quale si doveva reinventare un’architettura che
presentava la Grecia, il neoplatonismo delle
interessasse il ceto borghese, lavorando sulla
stetiche puriste.
funzionalità, facile fruibilità, e morbidità dei
Il razionalismo in una prima fase era impostato
modelli abitativi proposti. Proponendosi come
sull’asse torino-Milano, succerivamente si apri113
34
rà a Roma per un’idea più totalizzante dell diffu-
“In uno spazio libero , chiudendola verso l’ester-
sione di questo linguaggio come strumento per
no è facilmente riconducibile l sopravvivenza di
‘acquisizione di commissioni pubbliche lavori.
una tradizione antichissima, quella che si ri-
Momento storico in cui Terragni aspira alla reli-
specchia in una tradizione antichissima, quella
zazzione della casa del Fascio come prototipo di
che si rispecchia nella tradizione delle case di
un’ausicataKoinè. Il mediterraneo diventò una
Pompei e che già tanti secoli prima, sin dall’età
parola che delineò un linguaggio architettonico,
cretese-micena, era praticata in tutti i paesi me-
questa parallelamente non fu piena portatrice
diterranei.
di quei prinipi di architettura
Le Corbusier durante il viaggio in Italia, realizza
Al cospetto di una introduzione di linguaggio
degli schizzi:
mediterraneo come componente riconoscibile
“Cielo aperto immenso vestibolo colossale al-
del razionalismo italiano, appaiono gli elementi
tezza di cattedrale piena d’ombre e, in fondo, lo
che caratterizzano l’architettura nella figura di
splendore del giardino, […] la variazione di am-
Luigi Cosenza.
piezza delle porte gioca un ruolo enorme ve ne
Quest’ultimo utilizza la tipologia del patio è un
sono di grandissime e di molto piccole.” Il senso
punto in comune a tutte le culture del Mediter-
della casa è affidato tutto a questo spazio aper-
raneo, costituisce infatti un’invariante al proget-
to, cielo aperto, sovradimensionato, intorno a
to della casa tradizionale.
cui si svolge la distribuzione della casa. Come le
“Abbagliamenti muri bianchi, con finestre pic-
funzioni dell’abitare sono regolate dalla presen-
cole e basse, a proteggere dalla luce eccessiva,
za di questi spazi aperti, in cui si svolge sia la
racchiudono la stanza, coperta da una cupola
vita pubblica della casa (atrio) che quella priva-
non alta oppure da una volta a botte. Un’ampia
ta (peristilio), così l’impostazione planimetrica
scala esterna con un pianerottolo e un pergola-
è rigorosamente vincolata all’assalita che lega
to di viti conduce a questa attraverso il cortile.
fauces-atrio-peristilio-hortus.
E tutt’intorno, in un pittoresco raggruppamento
La casa araba tradizionale riprende i caratteri
che offre molte pause d’ombra, si dispongono
principali della Domus, la presenza dei patii in-
ambienti grandi e piccoli, realizzando sempre
terni e la variazione volumetrica degli ambienti,
una costruzione unitaria e conclusa, che risulta
e ciò avviene anche in virtù della convergenza
netta, nel suo luminoso candore e nella sempli-
della configurazione della casa con le istanze
ce sagoma, sullo sfondo azzurro del cielo e su
religiose e sociali, oltre che con le necessità di
quello scuro della montagna” .
natura climatica. Il carattere di forte introversio-
12
114
35 Stamberga per sciatori, V Triennale di ilano
1933. L. Vietti.
36 Padiglione della
stampa. L. Baldassarri,
1933.
35
36
ne risponde perfettamente alle esigenze ed al
- la cupola che segnala l’ambiente principale
credo della famiglia araba, e costituisce anche
della casa:
una idonea risposta ai problemi del raffredda-
- il rapporto corte interna/cupola/paesaggio.
mento.
Il patio non occupa il centro della composizione
“L’ambiente naturale per un Arabo è il deserto.
ma si colloca in adiacenza dei muri di confine,
Esso ha determinato le sue abitudini, la sua vi-
non è mai osservata una simmetria o assialità
sione della vita e la sua cultura. Egli è debitore
con l’ingresso, ma in esso è essenziale la pre-
al deserto della sua semplicità, della sua geo-
senza degli elementi che determinano il control-
metria, del suo amore per la scienza, la mate-
lo climatico di quegli ambienti costruiti, come la
matica, l’astronomia, del suo modo di vivere e
vegetazione, l’acqua, in cui la necessità diventa
dei suoi rapporti familiari”13.
simbolo e acquista valori estetici.
Hassan Fathy ha perseguito per tutta la vita
Una tappa importante nel suo processo do per-
l’obiettivo di fornire attraverso la sua opera
fezionamento del modello di casa araba è la
un’interpretazione contemporanea dei valori
casa di Hamed Said14: “Una struttura semplice
della cultura araba, come espressione della
composta da uno spazio per studio tutto inter-
identità del popolo arabo. A tal fine vuole ridur-
no, voltato, con annesso iwan per dormire, e da
re quelle complessità dei processi storico cultu-
una loggia, anch’essa voltata, completamente
rali, riferendosi alle tradizioni del popolo arabo,
aperta su un lato, per creare un equivalente
per il quale intende, tutte le civiltà del mondo
architettonico della tenda in cui loro – Fathy e
arabo.
Said – vissero una esperienza di totale relazio-
Questo lo fa al fine di semplificare lo spazio fi-
ne con il paesaggio”15. Lo stesso Said definisce
sico e sociale nel quale lui andrà a definire le
l’architetura di Fathy terra e costruzione nello
caratteristiche di abitazione e che fanno riferi-
stesso tempo.
mento al progetto urbano.
Il rapporto con il suolo si lega al materiale di cui
Definisce il deserto come luogo di elezione,
la casa è fatta, la terra cruda, mattoni di fango,
privo di specificità geografiche, luogo nel qua-
intonaco costituito da un impasto di terra e pa-
le perfezionerà durante il lavoro il suo ideale di
glia. Il suolo diventa materiale.
casa:
In lui la mediterraneità risiede nell’attitudine
- la dimensione molto orizzontale,
che egli dimostra nell’interpretare la natura di
- il prevalere dei pieni sui vuoti nelle masse mu-
luoghi desertici nel suo caso.
rarie,
115
37
3.2.6 CONCLUSIONI
intendere due fenomeni, in riferimento a quale
All’interno del dibattito mediterraneo come si
significato gli viene conferito. Da un lato è cioè
è potuto descrivere si inseriscono interessanti
che si considera nella ricerca, il dato “variabile”,
figure che da inizio secolo ricercano nell’archi-
legato alle caratteristiche climatiche del sito in
tettura spontanea le radici di una metodologia
esame, caratteristiche del sole del vento ecc.,
progettuale, modelli tipologici, morfologici e
fattori che si vogliono utilizzare con le massime
tecnologici, al fine di sviluppare un linguaggio
potenzialità in termini di guadagni energetici,
architettonico in grado di essere sempre rispo-
dati dalle caratteristiche climatiche dei siti,
sta concreta al comfort per l’utente a cui lo spa-
dall’altro è il termine che caratterizza il dibattito
zio dell’abitare deve rispondere, in riferimento
che dagli anni 70 anni in cui si delineano i primi
ai caratteri climatici del sito in esame.
obiettivi di ridurre il consumo di energie fossi-
In questo passaggio la conoscenza dell’archi-
li utilizzate per ottimizzare artificiosamente il
tettura “spontanea” tipica del sito d’interesse,
comfort interno negli spazi dell’abitare.
diventa la chiave di lettura per ricondursi univo-
Nel primo caso la storia descritta ci fa compren-
camente a una tradizione che definisce le radici
dere che l’uomo a inconsapevolmente sempre
di una provenienza e imput imprescindibili per
seguito l’obiettivo di realizzare un edificio ener-
delineare nuovi linguaggi architettonici che non
geticamente efficiente, e proprio in questo per-
possono esimersi dal assimilare le loro origini.
corso si sono affinate strategie e metodologie
Quell’architettura che è stata realizzata e per-
che ancora oggi è possibile verificare vivendo
fezionata da popoli che conoscendo le caratte-
quegli spazi, equilibri microclimatici raggiunti in
ristiche del clima delle proprie regioni sono riu-
origine sono ancora garantiti dalle prestazioni
sciti a mettere a punto tipologie edilizie e stra-
di questi spazi. Dall’altro con i termini, questio-
tegie morfologiche in grado di diventare efficaci
ne energetica, si identifica quel dibatto che si
risposte a tali esigenze, mostrandosi ancora
lega alle conseguenze del fenomeno d’indu-
oggi validi esempi di riferimento. Nei quali sono
strializzazione d’inizio secolo che ha introdotto
stati da sempre impiegati i materiali propri della
l’uso di sistemi impiantistici nell’abitazione al
tradizione di quelle terre, al fine di ottimizzare
fine di ridurre i deficit dati dalla realizzazione di
tecnologie facilmente riproponibili.
modelli abitativi in cui la componete involucro
Pertanto si può affermare che la questione
non garantisce più le stesse prestazioni di por-
energetica l’uomo con l’architettura la da sem-
tanza e inerzia che avena in origine. Portando
pre affrontata, e con questi termini si possono
al consumo di risorse energetiche esauribili e
116
38
37-40 Casa studio per
artista, V Triennale di
Milano. L. Figgini, G.
Pollini.
39
40
la formazione di gas nocivi in quantità ora non
ampie zone climatiche., la regione italiana così
più tollerabili.
come le tradizioni dei popoli del mediterraneo
E’ evidente come i due significati siano portato-
e le ricerche perseveranti degli architetti tra i
ri di contenuti tanto differenti quanto comple-
primi del 900 e gli anni 40 è riuscita a definire
mentari, perché il primo contiene pienamente
strumenti non solo innovativi tipo logicamente
le risposte per sopperire all’attuale questione
e tecnologicamente, ma coerenti con l’esigen-
energetica legata al secondo significato attri-
za di un’architettura specchio del luogo in cui
buito al termine. Questo attraverso un processo
questi anno vissuto e nei quali la tradizione ha
d’innovazione della tradizione. Quindi la que-
lasciato caratteri riconoscibili di una’architet-
stione energetica si pone come significante che
tura che può solo subire un’innovazione in ter-
in se contiene le risposte più contemporanee,
mini della tradizione specchio dell’identità dei
di atteggiamento sociale e strumento per la de-
luoghi.
finizione dei nuovi modelli per un’architettura
efficiente.
3.3 L’IDENTITA’ MEDITERRANEA. TRA NATU-
E quindi si può affermare che la mediterranei-
RA E AMBIENTE COSTRUITO
tà è proprio la capacità di leggere la natura dei
“L’uomo cammina per giornate tra gli alberi e
luoghi, al fine di individuare punti di riferimento
le pietre. Raramente l’occhio si ferma su una
progettuali che in funzione di questi raggiunga-
cosa, ed è quando l’ha riconosciuta per il se-
no obbiettivi di confort abitativo e qualità archi-
gno d’un’altra cosa: un’impronta sulla sabbia
tettonica.
indica il passaggio della tigre, un pantano an-
A questo proposito si può affermare che la que-
nuncia una vena d’acqua, il fiore dell’ibisco la
stione energetica nasce nel momento in cui l
fine dell’inverno. Tutto il resto è muto e inter-
adimensione delle architetture qui non raccon-
cambiabile; alberi e pietre sono soltanto ciò che
tate entrare in connessione con lo sviluppo del-
sono. Finalmente il viaggio conduce alla città di
le nuove tecnologie che permettono di ottimiz-
Tamara […]. Lo sguardo percorre vie come pa-
zare la qualità microclimatica all’interno degli
gine scritte: la città dice tutto quello che devi
ambienti abitati sfruttando risorse di energia
pensare, ti fa ripetere il suo discorso, e mentre
non rinnovabile, circa negli anni 70 e mentre i
credi di visitare Tamara non fai che registrare i
fratelli Olgyay percorrono una ricerca per defini-
nomi con cui essa definisce se stessa e tutte le
re strategie progettuali idonee ai differenti am-
sue parti.” I. Calvino1
biti climatici definiti secondo caratterizzazioni di
L’ uomo per raggiungere un equilibro con la so117
cietà in cui vive sente il bisogno di affermare la
grazione tra lo studio del territorio e della tipo-
sua identità, in quanto essere umano, in quan-
logia architettonica, intesa sia come ambiente
to membro di un gruppo, in quanto individuo
visibile e percepito, ma anche come struttura
che possiede un margine di libertà e responsa-
ricca di relazioni sociali ed economiche tra loro
bilità personale, ed ogni supporto all’identità è
correlate.
efficace solo a condizione di essere conosciuto
Si prendono in esame le culture del mediterra-
o riconosciuto da altri. Tra i segni distintivi di
neo più storicizzate in cui la progettazione era
un’identità riconosciamo l’ambiente costruito,
strettamente legata alle caratteristiche territo-
la topologia architettonica e i luoghi che esso
riali-climatiche e sociali dei luoghi, architetture
delimita. Il paesaggio, inteso come insieme di
dalle definite connotazioni linguistiche.
luoghi, consente all’uomo di situarsi nel tempo
Passando dalla figura di Gropius al linguaggio
e nello spazio, di identificarsi in una cultura,
del razionalismo lecorbuseiano e i principali at-
con una società, con un gruppo.
tori della più recente esperienza mediterranea,
“Questa identificazione profonda tra uomo e
dopo aver delineato i caratteri della tradizione
paesaggio che, dice ancore Borges, finisce
costruttiva mediterranea, e studiato le forme
col disegnare il vuoto degli ambienti, e che si
costruite e abitate, si descrivono i fattori che
esprime perfino con musicalità e drammaticità
connotano i linguaggi Architettonici dell’espe-
secondo i casi, deriva dalla capacità dell’uomo
rienza mediterranea preindustriale.
di specchiarsi, di veder se stesso, ossia di farsi
“Che cos’è il Mediterraneo? Mille cose insieme.
attore e spettatore insieme su quegli sfondi nei
Non un paesaggio ma un susseguirsi di pae-
quali vive e recita il dramma della propria esi-
saggi. Non un mare ma un susseguirsi di Mari.
stenza, guidandolo non solo nel suo agire so-
Non una civiltà ma una serie di civiltà accosta-
ciale ma anche nel suo rapportarsi alla natura,
te” 4. F. Braudel.
all’ambiente che lo circonda”. A. Loos2
Si analizza la mediterraneità come cultura che
“Ciò non solo ad un adattamento materiale alle
aveva la capacità di equilibrare, compensare e
condizioni di una morfologia, del clima, delle
correggere l’astrazione e il grado di generalità
formazioni vegetali, ma anche come adesione
dell’Architettura moderna.
spirituale, estetica, religiosa, indotta dal paesaggio e dalle sue forme, dai suoi messaggi”.
3.3.1 INTROSPEZIONE E CHIUSURA
F. Portanova
Parlare di rapporto tra interno ed esterno, di
Quindi l’azione progettuale risulta essere l’inte-
chiusura e di apertura con l’ambiente circostan-
3
118
41
42
38
41-42 Casa Mistretta
2005. Marsala. Ernesto
Mistretta.
te significa parlare di definizione e progetto del-
Doesburg, ritrova il suo equilibrio inquadrando
lo spazio, rispetto il quale il muro si pone come
lo spazio in un reticolo di linee perpendicolari
elemento fisico che concretizza un’idea.
tra loro, all’interno delle quali ogni forma si può
Agli inizi del 900, gli architetti maestri alle diver-
comporre con piccoli rettangoli. Nella traduzio-
se correnti del movimento moderno affermava-
ne di un metodo filosofico in cui si attua l’astra-
no che l’architettura nel suo essere era l’“arte
zione della natura all’interno della quale si ri-
dello spazio”:
cercano le regole che definiscono i rapporti di
“L’aspirazione delle nostre creazioni è l’arte
equilibrio tra gli elementi che la compongono.
dello spazio, l’essenza dell’architettura” H.P.
Su di essa si applica un’azione di smaterializ-
Berlage
zazione per la quale viene ridotta all’essenza
“L’Architettura è unicamente l’espressione tan-
della sua struttura e geometrizzata.
gibile dello spazio di cui lo spirito umano sia ca-
Le regole ricavate da questo procedimento di-
pace” E. Mendelsohn
ventano matrici proporzionale per definire l’or-
“La fondazione della costruzione è lo spazio. Di
dine e la dimensione degli spazi dell’abitare,
conseguenza la coscienza visuale dell’archite-
nell’idea che così facendo ci si possa avvicinare
to dovrebbe essere fondata sul’idea di spazio.
a quell’equilibrio che gli elementi hanno in na-
Le relazioni che si stabiliscono tra le forme e lo
tura, nella ricerca di una relazione con essa, in
spazio determinano il ritmo e il valore estetico
una continuità fisica.
della costruzione”. T. Van Doesburg
L’idea sopra delineata si concretizza anche gra-
”L’architettura è la volontà di un’epoca tradot-
zie l’introduzione dei nuovi materiali dell’archi-
ta in spazio: vivente, mutevole, nuova”. L. Mies
tettura, le grandi finestre vetrate, e i sottili pila-
Van Der Rohe
stri in c.a. e/o acciaio che hanno permesso di
“L’architettura è la pensosa creazione di spazi.
enfatizzare non solo il carattere di ordine dello
Il continuo rinnovamento dell’architettura di-
spazio ma anche la relazione di continuità per-
pende dal cambiamento dei concetti di spazio”.
cettiva con esso, in alcuni casi non distinguen-
L.I. Khan
do più un fuori o un dentro, ma solo pubblico
Queste definizioni rivelano assunti di pensie-
e privato, alla ricerca di effetti emozionali ed
ro correlati ad una visione dello spazio come
atmosfere ricreate. Principi attraverso cui si vo-
opera creata dall’uomo. In cui l’inquadramento
leva ritrovare la primigenia matrice dell’ordine,
di aree avviene attraverso regole preordinate,
uniformabile ed applicabile in differenti conte-
che, come affermano Mondrian e Theo Van
sti, come scelta in contrapposizione a filosofie e
119
linguaggi neoclassici compresenti nello stesso
zione architettonica mediterranea si evidenzia
periodo.
un rapporto tra spazio interno ed esterno, di
Nell’architettura vernacolare del mediterraneo
forte coerenza e simbiosi.
quella fatta dai non architetti, che a lungo è
Infatti anche quando l’architettura sceglie for-
stata ritenuta un’architettura casuale, si rivela
me e limiti murari come elementi che concre-
una tradizione di ciclica innovazione. Perfezio-
tamente sembrano preferire un distacco con
namenti graduali che conducono alla realizza-
essa, in realtà scelgono ancora di più una sim-
zione di modelli ancora oggi validi.
biosi. Diventando risposta concreta a quelle
Modelli generati dal solido legame con la natu-
esigenze climatiche che essa stessa richiede.
ra sia sotto il profilo storico sia sotto un profilo
Il muro nella tradizione mediterranea europea,
compositivo e tecnologico. Un’architettura che
greca e quella islamica è un limite dall’elevato
si rivela ancora oggi per la sua efficacia e abita-
spessore. Questo può essere inteso, come muro
bilità. Lontani dall’idea dei modelli primitivi pri-
che delimita gli spazi abitati, come il recinto di
migeni e dalle teorizzazioni degli stili moderni.
uno spazio esterno delimitato o la protezione di
Anche qui la tecnologia si è affinata mantenen-
un intero complesso edilizio.
do come punto di riferimento l’uso dei materiali
Il concetto di muro si concretizza in una compo-
del luogo.
nete costruttiva che si presenta uniforme e ca-
La il loro legame con il luogo si concretizza
ratterizzata da piccole aperture. Si può parlare
nell’adattandosi sempre più al clima del sito,
di muri massicci, compatti e impenetrabili.
infatti non si hanno regole generalizzabili, se
Piccole finestre aperte o sistemi di gelosie che
non la definizione di modelli tipologici di spazi
diventano filtri visivi con l’intorno, il cui ruolo è
che vengono ordinati secondo le esigenze spe-
quello di captare l’ingresso dei venti durante i
cifiche degli utenti da cui verranno fruiti e dal
momenti più caldi della giornata e dell’anno e
clima e orientamento del luogo in cui andranno
fare entrare quella quantità di luce essenziale
inseriti.
all’illuminazione degli ambienti.
Quindi il rapporto con il contesto naturale assu-
Per l’architettura popolare greca e italiana, il
me i caratteri di una scientificità.
muro è il limite che delinea le conformazioni
Il rapporto che si è intessuto tra gli spazi dell’abi-
cubiche quadrangolari delle abitazioni popola-
tare e l’ambiente costruito sono simbiotici.
ri che caratterizzano i paesaggi collinari delle
Nella lettura del più consolidato panorama ar-
aree di coste ed entroterra di queste regioni.
chitettonico che rivela gli archetipi della tradi-
Compattezza e uniformità sono le principali ca-
120
43-44 Interno Casa
sencio. Alberto Campo
Baeza. 2001.
43
44
ratteristiche intrinseche del componente che
sua accezione spirituale e religiosa.
si smaterializzano attraverso l’uso del colore
Le tipologie costruttive più diffuse infatti utiliz-
bianco e l’incidenza della luce che ne esalta il
zano modelli abitativi ed insediativi che riduco-
carattere effimero.
no quasi completamente le loro relazioni con
Abitazioni ordinate a grappolo che collocate lun-
l’esterno utilizzando tipologie a patio completa-
go la costa o all’interno di un paesaggio agri-
mente introverso, in una negazione di relazione
colo possono relazionarsi percettivamente e
con il clima e i paesaggi desertici ostili, dai quali
visivamente con il contesto naturale, passando
cercano protezione.
dallo spazio completamente chiuso del nucleo
Gli spazi interni diventano luoghi di socialità
abitato al paesaggio circostante. Nel caso dei
della casa su cui confluiscono tutti gli ambienti
densi agglomerati urbani che si collocano nelle
principali e molto spesso assumendo anche ca-
colline, gli spazi interni più chiusi, vengono me-
ratteri sfarzosi e imponenti.
diati da patii verdi, piccoli pozzi di luce e fonte di
Il principio si lega non solo al funzionamento
raffrescamento estivo, su cui si affaccia la casa
di una singola abitazione ma anche a quello
in forma privata. Spazi delineati dal sistema
di un intero sistema urbano, ne è un esempio
murario delle abitazioni che vengono ordinate
chiaro il villaggio di New Baris di Fathy Hassan
e costruite in forma compatta e coerente con le
come esempio recente, che trae le loro origine
caratteristiche morfologiche dei luoghi.
da modelli più antichi, come il centro storico
Caratteristiche dettate per lo più da esigenze
dell’attuale Siwa16, fuori dal quale fino a poco fa
ambientali e di protezione dagli agenti esterni.
era impossibile costruire, perché il muro era un
Le civiltà arabe hanno fatto riferimento all’ar-
limite intoccabile.
chetipo del recinto, che nell’Islam diventa sia
Il recinto rappresenta anche il grado di astraz-
scelta di vita che matrice figurativa dell’archi-
zione bidimensionale che si relaziona al piano
tettura, della città e del territorio essendo città
spirituale di un popolo che si ritrova nell’archeti-
costruite in regioni il cui paesaggio è caratteriz-
po del temenos greco, nel quadriportico cristia-
zato da ampie zone desertiche di sabbia o pie-
no, nella cisterna bizantina e nell’apadana per-
tra, in cui l’acqua si ritrova solo in laghi salati e
siano, dando origine a splendidi spazi inclusi.
sulla costa mediterranea.
Il muro non solo un luogo di passaggio ma un
In questo contesto il recinto viene visto come
vero e proprio confine, materiale e spirituale.
muro inviolabile che delimita uno spazio all’in-
Anche nella fascia di territorio ordinata sud del
terno del quale si svolge la vita privata o nella
Mediterraneo la luce e il sole solo l’elemento
121
45
46
ordinatore dell’Architettura; prima di entrare
re degli uomini, l’abitare.
in un ambiente deve essere derivata, smorza-
La preoccupazione fondamentale che l’abita-
ta, resa innocua. Le infinite gradazioni di luce,
zione esplicita è mantenere separato ciò che
dal buio alla luminosità abbagliante, guidano il
appartiene all’esterno e proteggere quanto for-
visitatore e diventano elementi ordinatori della
ma il mondo esterno, accogliere e assimilare
gerarchia degli spazi. La luce tollerata all’inter-
dal mondo esterno solo quanto può contribuire
no delle vie, con un sistema di pozzi dall’alto
all’equilibrio di quello interno. Tadao Ando
e leggi quasi matematiche, ricordano la distri-
Ed è per questo che si crea una sensazione di
buzione dell’acqua, è direttamente proporzio-
tensione nella relazione che si genera tra le due
nale alla sezione e all’importanza di queste. Si
dimensioni (di esterno ed interno) che si con-
passa così dalle piazzette, dove il riverbero e il
cretizza in un confronto. Infatti arriva un mo-
calore impediscono durante il giorno qualsiasi
mento in cui i due ordini si incontrano e hanno
vita associativa, alla strada del bazar ritmata
un contatto, attraverso aperture e filtri, questi
dalla luce che piove dall’alto, alla oscurità più
assumono un’importanza decisiva, perché de-
completa dei “cul de sac”, che conducono alle
terminano le scelte architettoniche che genera-
case, dove solo il padrone è capace di muoversi
no gli equilibri tra le due parti.
con disinvoltura.
Relazioni in cui i fattori amorfi e immateriali
Il muro a volte possiede un potere che confina
quali il vento, la luce del sole, il cielo, il paesag-
con la violenza: divide lo spazio, trasforma un
gio vengono separati e catturati dai muri che in
luogo, definisce un nuovo territorio.
tale maniera operano a favore del mondo inter-
17
(Tadao
Ando)
no che definiscono. Questi fattori vengono così
L’involucro oltre ad assumere delle caratteri-
assimilati quali aspetti specifici dello spazio ar-
stiche che servono all’individuo per protegger-
chitettonico.
si dall’esterno climaticamente, con il termine
Soffermandoci su alcune riflessioni di natura
muro diventa un elemento che viene impiegato
culturale, si può affermare che queste relazioni
per tagliare lo spazio dividendo come una re-
progettuali tra interno ed esterno nascono dalla
cinzione un interno e un esterno non solo fisica-
costante esigenza che l’uomo ha di rapportarsi
mente ma anche psicologicamente.
con la natura, intesa come madre incontamina-
Accogliere quanto è desiderabile e rigettare ciò
ta, con la quale egli è sempre stato obbligato a
che si teme: questi gli atteggiamenti di fondo
creare un rapporto storicamente difficile.
che informano il più elementare modo di esse-
Natura in cui l’uomo deve essere responsa-
122
45-46-47 Residenze sociali ad Umbrete. 2006
Silins Verd rquitectos.
Autore immagine Jesus
granada.
47
bile per garantire in futuro un equilibrio tra la
sto rapporto, così anche quella mediterranea.
spontaneità della natura e il suo inevitabile pro-
Per ampli
gresso. E nel rapportarsi a contesti urbani ed
are il panorama regionale è interessante l’espe-
extraurbani con valori naturalistici, l’obiettivo
rienza architettonica di Barragan per il quale si
progettuale è quello di riuscire a generare co-
può affermare:
erenti relazioni di “chiusura e/o apertura” che
“Non mi trovo in un giardino ma in mille giardini
determinano un equilibrio diretto tra l’utenza e
che si combinano nello spazio. Mille recinti se-
questi contesti. Nella ricerca di utilizzare frontie-
greti cresciuti per mille anime, mille ore in cui
re sempre più “trasparenti” in grado di ritrovare
assistere all’interno di essi a una processione
l’identità all’interno della seguente definizione
di delizie e di condanne eterne. In questo me-
di limite:
raviglioso labirinto bisogna essere audaci” Fer-
“Esso non è una semplice linea…non è un con-
dinand Bac.
fine ma semmai un luogo in cui si svolgono dei
Nella sua architettura si esprime una energica
riti: riti di passaggio appunto, che si rivelano a
riflessione tra le proprietà materiali e immate-
noi nello spazio concreto delle cose” (W. Ben-
riali dello spazio, sui rapporti tra architettura e
jamin)
natura. I suoi muri sono limiti che separano la
Un’astrazione di questa suggestione di passag-
realtà “vera” dal trascorrere della quotidianità
gio che si ritrova anche attraverso il concetto di
irreale, confini che garantiscono la pace tra
soglia intesa:
l’uomo e l’ambiente.
“(… )come tramite tra due realtà nel tempo e
Nel ripercorrere la sua esperienza progettuale
nello spazio” (W. Benjamin)
è interessante come dalla produzione dei pri-
Riuscendo a trasmettere questa suggestione vi-
mi anni trenta si senta una contaminazione
sivamente e percettivamente non si parlerà più
degli elementi della cultura mediterranea che
di distinzione tra spazi costruiti e spazi naturali
si esplicava nei modi di trattare il sottile into-
perché verranno vissuti con continuità. Ciò si-
naco delle pareti e dalla superficie colorata.
gnifica dunque riuscire a creare un’unione tra
Caldi rivestimenti interni, tessiture terrose e
due entità spaziali concettualmente opposte.
ruvide all’esterno e apparati decorativi ispirati
E’ su queste relazioni che si basa la definizione
alle opere di Bac. Un esempio è la casa Rayòn
e la costruzione dell’atmosfera di uno spazio
del 1934. Scelte che si concretizza nell’uso
abitato.
acritico di questi linguaggi europeo – mediter-
Ogni civiltà esplicita architettonicamente que-
ranei, legati alla proprio interesse e passione
123
48
e al riscontro che avevano sulla domanda dei
modelli dell’International Style. (riferimenti Le
ceti borghesi, diventando espressione visibile
Corbusier e Richard Neutra).
dell’elevato status sociale della famiglia che
Si definisce nei primi anni 50 il tema su cui egli
abitava in quella particolare abitazione.
concentrerà la sue attenzioni, il Limite.19 Super-
E al contrario di ciò che ci mostrano gli inte-
fici realizzate anche attraverso l’uso dell’acqua
ressi e i dibattiti dell’esperienza italiana negli
e dove la luce rimane sempre l’ingrediente pri-
anni 30 in cui viene pienamente riscoperta l’ar-
mario. Esempi significativi sono la cappella di
chitettura dei non architetti, nei suoi caratteri
Tlalpan la casa di Francisco Gilardi (1975-77) e
formali, funzionali e climatici, attraverso una
l’abitazione per la famiglia Valdez (1981-83)
nuova rielaborazione. Barragan ripropone que-
Una ricerca che ha come filo conduttore diretto
gli aspetti strutturali e i linguaggi formali che
e indiretto la mediterraneità in cui le correnti
contraddistinguono queste culture storicamen-
contemporanee riscoprono l’efficacia e la vali-
te consolidate.
dità dei suoi eterni linguaggi e scelte.
Successivamente l’attenzione dell’architetto si
Uno degli aspetti contestati alla cultura medi-
sposta tutta nell’interesse di lavorare nel muro
terranea meridionale è un regionalismo che
come se fosse un grande foglio in cui imprime-
non è riuscito a staccarsi dai linguaggi consoli-
re un’ideologia pittorica espressione dell’inte-
dati, perché considerati eterni. In questi aspet-
grazione tra architettura e scultura nel rapporto
ti Barragan non dimentica lo spirito magico e
con la natura.
gli effetti del tempo come elementi di bellezza,
E’ interessante come questi caratteri formali
e per questo muoverà anche molte critiche
tratti dall’esperienza del più antico mondo me-
all’uso del calcestruzzo che ha sostituito la mol-
diterraneo, portano l’architetto a rielaborare i
teplicità dei materiali da costruzione che fin’ora
metodi di quanto veniva da lui prodotto fin’ora
venivano utilizzati, tenendo in guardia contro
attraverso la contaminazione della ricerca Le-
il pericolo che le costruzioni contemporanee
corbuseiana in cui i muri si presentano come
correvano nel rischio di risultare prive “di un’es-
piani leggeri e lisci, come tele che avvolgono gli
senza assai importante: l’essenza che raccoglie
organismi e che evidenziano la presenza di fine-
la bellezza dello spazio e del tempo. Infatti nes-
stre a nastro e il ridursi delle facciate a spessori
sun materiale artificiale è in grado di accogliere
minimi, privi di funzione portante. Per poi arriva-
l’azione del tempo come principale fattore della
re a considerare il piano come generatore dello
bellezza, perché si deteriora.
spazio. Si avverte una riconducibilità ai nuovi
Mentre un muro, un intonaco, una superficie in
18
124
49
48-49-50 Casa Asencio
Pascual. 2001. Alberto
Campo Baeza.
50
pietra reagiscono ciascuno a modo proprio al
scono elevati valori di sfasamento termico nella
sole, al vento, alla pioggia, alla vita della città
stagione stiva. Quelle stesse muratura ha inol-
che gli circonda, danno prova della loro vitalità,
tre finiture con tinture chiare, al fine di ridurre
quella che invece i materiali moderni non pos-
ancora di più l’effetto di acquisizione energe-
seggono, perché ritenuti strutture inafferrabili
tica riflettendo gran parte degli apporti solari
prive di realtà e di peso.
in prima istanza di contatto con la superficie.
Afferma questo anche contro la sua stessa pro-
Quelle stesse murature attraverso l’uso di co-
duzione, nella quale utilizza i nuovi materiali
lori chiari determinano in una lettura linguistica
e nelle superfici lavora con le caratteristiche
dell’oggetto architettonico un alleggerimento
dell’intonaco e i colori.
dell’effetto di pesantezza che questi edifici di
E’ interessante come un architetto messicano
loro costituzione avrebbero potuto trasmettere,
inizi la propria esperienza architettonica ispi-
sia esteriormente, ricalcando quelli che sono i
randosi alla cultura mediterranea, cultura che
caratteri plastici delle forme geometriche solide
geograficamente si trova sullo stesso parallelo
che li compongono, parallelepipedi sia super-
nella parte opposta della terra, per la forte sug-
ficiali, sia la leggerezza di muri di confine i cu
gestione che ha di questa cultura storica.
caratteri sono enfatizzati anche dalle forature
che presentano per filtrare i raggi solari. Effetto
3.3.2 PESANTEZZA E LEGGEREZZA
di leggerezza che si ritrova anche internamen-
Pesantezza e leggerezza, luce e colore, sono
te, quelli stessi diaframmi forati in pietra i le-
fattori che sono in stretta correlazione tra loro
gno con l’effetto di attraversamento della luce,
per quello che concerne il fattore espressivo
conferendo anche un effetto di morbidezza allo
dell’architettura mediterranea.
stesso paramento murario.
Sotto il profilo climatico ritornando a quelli che
La scelta dell’uso di colore interno come nell’ar-
sono i principi di pesantezza e leggerezza, con
chitettura di garriga dimostra come questi ele-
il termine pesantezza ritorna immediatamente
menti diventano significativi ai fini perfetti per
come riferimento il comune denominatore del-
l definizione della qualità architettonica interna
le architettura preindustriali mediterranee, le
degli ambienti per garantite un comfort all’uten-
grandi masse murarie. Questa caratteristica è
te non solo di benessere termo igrometrico ma
legata a far si che si garantisca inerzia termina
anche percettivo, diventando questo un fattore
agli ambienti interni, con l’ausilio di murature
di grande rilevo.
che realizzate o in terra cruda o pietra favori-
Parallelamente si possono definire leggeri tutti
125
51
52
quei dispositivi realizzati in materiale ligneo, le
colore sia un problema di “estro personale”. La
cui caratteristiche sono inconsistenti.
somma di tutti i colori è il bianco, perché la luce
che li comprende tutti è bianca.
3.3.3 COLORE
Usando il bianco è come se li usassimo tutti,
Il colore viene si può considerare elemento co-
e per di più si ha l’equilibrio del candore, del
struttivo, strumento e mezzo di comunicazione
bianco simbolo della purezza. Ma questo diven-
del pensiero architettonico. Elemento che va
ta solo una questione puramente intellettuali-
conosciuto attraverso uno studio morfologico,
stica.
approfondendone la sua grammatica e sintas-
È importante a questo proposito ricordare un
si. Accade di frequente infatti di osservare, in
articolo di Giulio Carlo Argan, pubblicato negli
chi usa i colori senza aver compiuto prima uno
anni ’60 sulla rivista “Colore”, n. 7, intitolato
studio adeguato, come la scelta cromatica sia
Il colore e la rappresentazione dello spazio in
basata su colori indefinibili, anche se saturi. Fra
particolare là dove dice: “La ricerca non ha
questi è frequente l’uso delle terre, dei marro-
soltanto carattere sperimentale: essa mira a
ni, tramite una gamma di colori che in genere
eliminare l’antico pregiudizio che il dato senso-
finiscono in catrame o in fumo oppure vi è chi
rio sia, se non addirittura fallace, impreciso e
rifugge decisamente dall’impegnarsi nel campo
talvolta illusorio, e che esso acquisti un valore
dei colori e la scelta istintiva è il grigio, istinti-
di conoscenza soltanto dopo che l’intelletto lo
vamente sapendo di essere nell’equilibrio già
abbia sottoposto a un processo di critica e di
scontato, nel “giusto mezzo” dove tutto si smus-
aggiustamento. In pratica avviene il contrario: il
sa. I dilettanti coraggiosi e ottimisti escono in-
dato della percezione, in quella ulteriore elabo-
vece allo scoperto, e all’opposto degli amanti
razione, viene assimilato a un insieme di nozio-
delle terre bruciate si impegnano con colori mo-
ni già acquisite e di convenzioni, sicché perde
nocordi. Da una parte i bruni, i neri, i canna da
il suo valore di esperienza immediata e smar-
fucile, i verdi bottiglia, i viola funebri, e dall’altra
risce la chiarezza che ha, appunto, come fatto
i verdi pastello o gialloni, i pistacchi, i rosa e i
di percezione. Come momento dell’esistenza o
celesti, i ciclamini e i gialli limone, che in ge-
dell’esperienza, il momento della percezione
nere concludono con il giallo di Napoli o con i
appare tanto più importante in quanto, in esso,
paglierini.
il soggetto è meno profondamente condizio-
Alla base di tante anomalie nel campo del co-
nato dall’ambiente; e, come esperienza in se
lore vi è un pregiudizio molto radicato: che il
stessa compiuta, ha una sua struttura, che è
126
51-52 Cappella Tlalpan.
Luis Barragan.
stata recentemente studiata dagli psicologi del-
magine o concetto di colore per comprendere
la Gestalt e, con particolare riguardo alla condi-
come questo diventi segno.
zione del senziente, da Merleau-Ponty. In arte,
Come segno interpreta i suoi “valori spaziali”,
questa ricerca è stata portata innanzi da quasi
nel ruolo di relazione e della loro comunicazio-
tutte le correnti moderne: l’Impressionismo, il
ne visiva. Il colore diventa significativo perché
Neo Impressionismo, l’Espressionismo, il Cubi-
è pura luce. I colorori principali a noi noti se-
smo e, con un rigore metodologico scientifico,
condo la teoria del colore sono sei secondo il
dal gruppo olandese De Stìjl, da Moholy-Nagy
disco cromatico in modo diametrale: tre colori
e da alcuni gruppi di recentissima formazio-
primari e tre colori secondari o derivati. Paul
ne. Nella sua apparente istantaneità e imme-
Klee ha dissolto con un’immagine poetica il ma-
diatezza la percezione di un fatto coloristico è
gico mito del numero sette (a cui si legava l’idea
un atto estremamente complesso, che non dà
di sette colori basilari, quelli dell’arcobaleno) e
una prima immagine, ma una esperienza in se
il mistero degli estremi viola al di là dei quali
stessa valida, anche se suscettibile di ulteriori
dovrebbero esserci i colori che l’uomo non può
approfondimenti. Quando, dunque, si parla di
percepire:
rappresentazione dello spazio mediante colore,
“Al confine tra il cielo e la terra, tra l’allineamen-
non si allude a un modo di rappresentazione
to cromatico dei colori nell’arcobaleno e il disco
dello spazio tra i molti possibili e, nei migliore
cromatico, fu fatta forza al disco nel viola, e si
dei casi, altrettanto legittimo; si vuoi dire invece
spezzò, e si distese nell’arcobaleno”. L’imma-
che, nella percezione del fatto coloristico, si da
gine di Klee, proprio perché si tratta di un’im-
una esperienza di spazio organica e completa,
magine poetica, ha un valore comunicativo che
anzi, in rapporto alle conoscenze e alle esigen-
nessuna dimostrazione verbale riuscirebbe ad
ze moderne, la sola possibile e concretamente
avere. I movimenti dei colori caratterizzano il
fondata “.
continuo trapasso da uno all’altro, la loro con-
A partire da quelle riflessioni lo studio della
tinua trasformazione, sono i movimenti da un
componente cromatica ci porta ad analizzare il
colore all’altro e le trasformazioni di un colore
colore come segno; il colore come significato; il
nell’altro che formano le serie o scale cromati-
colore come significante; il colore come signifi-
che, e caratterizzano la topografia del colore.
cazione.
Dobbiamo a Klee la denominazione di topogra-
Si considera il colore come struttura, o meglio
fia del colore. E non a caso, che Paul Klee è
dalla forma, dall’idea, o, se si vuole, dall’im-
stato forse l’artista più topologico dell’epoca
127
contemporanea.
se combinazioni e i diversi accordi cromatici.
È necessario, tenere ben presente che lo scopo
Perché è del tutto evidente che il giallo usato da
attivo di ogni composizione cromatica è quello
Piet Mondrian vuol significare qualcosa di molto
di realizzare sempre e comunque la totalità cro-
diverso dal giallo usato da Vincent van Gogh. È
matica, ovvero l’equilibrio centrale o diametrale
ancora Johannes Itten che ci insegna una lettu-
del grigio, per avere la percezione della pienezza
ra combinatoria dei colori. Sono da considerarsi
cromatica della composizione, per raggiungere
procedimenti combinatori, in pittura, la tecnica
la completezza, o meglio il completo equilibrio
del pointillisme ideata dai pittori neo-impressio-
visivo e psicologico. Quindi lo studio di equilibri
nisti; nella grafica, la tecnica della stampa a cli-
cromatici tra coppie sono interessanti in ter-
ché e a offset (il pointillisme è la scomposizione
mine di ricerca della totalità cromatica perché
della luce per pigmenti; l’offset è la scomposi-
rendono il colore significante: né il valore strut-
zione delle macchie o zone di colore in punti
turale (segno), né il valore luministico (signifi-
o in reticoli colorati); nei tessuti, l’intreccio a
cato), quanto invece il valore della materialità
trame colorate. Un esempio classico nel campo
(significante). È dalla materialità del colore che
dei tessuti è dato dalle stoffe scozzesi, ottenu-
si hanno accoppiamenti cromatici che posso-
te per trame di righe e strisce colorate. Antica-
no avere valori significanti anche se si tratta di
mente i colori delle stoffe scozzesi variavano
false coppie. Ed una falsa coppia è significante
da villaggio a villaggio, in quanto le famiglie e
per l’accostamento dei due colori ma anche e
le diverse contrade avevano determinati colori
soprattutto per l’operazione di equilibramento
come emblemi. Si hanno combinazioni lineari,
che noi compiamo per raggiungere in ogni caso
o « binarie », di colori.
la totalità cromatica. Si tratta di uno studio so-
Una seconda lettura combinatoria è quella che
stanzialmente topografico, che ha come mira
avviene tramite accordi cromatici (accordi cro-
di conoscere come si trasforma un colore. Le
matici tramite il contrasto di quantità espresso
trasformazioni cromatiche avvengono per via di
da J. Itten e lo studio della scala cromatica di
movimento dei colori.
Goethe) che ci permette di fare accostamenti
Quando noi vogliamo dare un senso ad un co-
di due o più colori tramite quantità di aree delle
lore, “significare” un colore, cioè destinarlo ad
campiture colorate accostate tra loro.
assumere un certo senso, a diventare signifi-
È comunque ovvio che, al di fuori dei succitati
cante, procediamo sul piano metodologico per
sistemi di composizione cromatica vaste sono
scomposizione, al fine di comprendere le diver-
le variazioni delle composizioni cromatiche che
128
53
53 Vista della cittadella
di Ostuni.
54 La Città di Algheri.
54
si possono ottenere, e che dipenderanno in
che uno pistacchio.
ogni caso dalla nostra sensibilità a comprende-
Il 90% del costruito nelle aree suburbane, peri-
re la luce, lo spazio, le variazioni dei colori che
feriche, territoriali è dominato da un kitsch che
vogliamo unire in un insieme. Lo studio delle
denota come i fattori economici e gli standard
composizioni cromatiche ha un pregio fonda-
tecnici dell’edilizia corrente prescindano com-
mentale, che ci permette di modulare il colore e
pletamente dai valori estetici, formali, cultura-
di stabilire delle precise relazioni spaziali.
li, con conseguenze disastrose non solo per la
La conoscenza della componente cromatica è
stessa economia e per la stessa tecnica, ma
importante elemento di progetto architettonico
anche per l’equilibrio emotivo delle persone
è trattato al pari delle altre componenti di pro-
che vivono questi ambienti. Affermava giusta-
getto può contribuire sostanzialmente ad inve-
mente Siegfried Giedion a questo proposito:
rare quel sistema di segni per mezzo dei quali si
“Gli autentici valori estetici sono inscindibili
attua una comunicazione: una comunicazione
dall’oggetto. Essi irradiano dall’oggetto, come
visiva e tattile, ambientale e materiale, che è
dai fiori e dai cibi (…), e determinano le nostre
trasmissione di significati.
reazioni sensitive o emotive. In ogni istante le
Si può osservare come nei decenni recenti si
impressioni estetiche ci condizionano. Talvolta
sia diffusamente affermata un’edilizia che parla
consapevolmente, più spesso però inconsape-
una sorta di esperanto, cioè un linguaggio che,
volmente, esse producono in noi reazioni favo-
nei materiali, negli elementi costruttivi, nelle
revoli o sfavorevoli… I valori estetici non sono
strutture, nei caratteri distributivi interni e nelle
quindi semplici aggiunte ornamentali. La forma
configurazioni urbanistiche e formali esterne,
degli oggetti, delle case, dei ponti e, soprat-
è un linguaggio rigidamente manualistico, che
tutto, la configurazione dell’ambiente umano
non fa distinzione alcuna tra una casa costruita
dipendono da essi. Se le esigenze estetiche o,
in un luogo ed un’altra costruita altrove.
come preferiamo dire, i bisogni sentimentali
In questa diffusa edilizia corrente le uniche con-
non sono soddisfatti, le conseguenze sono a
figurazioni formali ed estetiche dipendono solo
lungo andare disastrose”
dal ricorso ad idioletti (l’idioletto è un abito lin-
Non c’è dubbio che, fra le arti, l’architettura ha
guistico della singola persona), per cui uno met-
uno “speciale carattere obiettivo” (diceva Gram-
te un balcone cilindrico al posto di uno cubico,
sci) perché non mira alla creazione dell’opera
una cornice triangolare o un finto arco in cima
come unicum, ma piuttosto come servizio socia-
al tetto, un colore senape alla casa piuttosto
le qualificato anche in senso estetico, dato che
129
55
56
“l’edificio è l’estrinsecazione sociale dell’arte,
pulizia, come sostenuto dalla legge di Ripolin,
la sua diffusione, la capacità data al pubblico di
non a caso la calce era concettualmente colle-
partecipare alla bellezza”.
gata con l’abitazione dagli albori dell’umanità.
Noi possiamo ascoltare o non ascoltare una
sosteneva che il bianco ed il colore coesistono
musica, come possiamo partecipare o meno
e sono tra loro collegati. Lo stesso Partenone
al messaggio di una pittura; ma non possiamo
per Le Corbusier non era bianco ma si poneva
esimerci dal rapporto con l’architettura perché
al di sopra del colore. Ritornando dall’Oriente,
trascorriamo nella casa e nella città tutto il no-
di fronte all’Acropoli, si domandava di che co-
stro tempo, abitiamo dentro l’architettura.
lore era il Partenone, non era quel bianco im-
Il maestro Le Corbusier, purista e contraddetto-
ponente che ci saremmo aspettati leggendo i
rio, considerava nella sua scuola il colore come
suoi ultimi scritti, ma nella sua descrizione del
pericoloso, in quanto proveniente dall’Oriente e
grande tempio accanto alla forma, al volume,
con la sua capacità di stupire, portatore della
alla massa e allo spazio dell’architettura il co-
sindrome dell’acromia.
lore comincia a cedere terreno, non ha più la
Per questi motivi doveva essere controllato e
centralità del discorso. Il colore non possiede
classificato in sistemi e gruppi. Già nel 1920 nel
la stessa forza significante, nemmeno la stessa
suo manifesto del Purism scritto con Amédée
intensità.
Ozenfant esprime il principio importante che
L’architettura del Partenone si colora con la
l’architettura è pittura e la pittura è una questio-
luce dell’atmosfera, i marmi riflettono i colori
ne di architettura. Anche se non mantenne que-
del paesaggio e sono rossi come la terracotta.
sto dogmatismo riguardo l’acromia, dal momen-
Nella mia vita, scrive Le Corbusier, non ho mai
to che la sua costruzione manifesto il Pavillion
più sentito il fascino di una simile monocromia.
de l’Esprit Nouveau era dipinto di fatto con ocre
Solo più tardi nel corso di una tempesta, il Par-
gialle chiare e scure, con terra di Siena bruciata
tenone si imbianca: “ho visto attraverso larghe
e scura, azzurro chiaro, oltre al bianco, al nero
gocce di pioggia, la collina diventare bianca di
e al grigio chiaro e scuro. Come ci ha evidenzia-
un colpo e il tempio scintillare come un diade-
to Mark Wigley, solo una casa del maestro fu
ma contro l’Imetto nero di inchiostro e il Pente-
realizzata completamente in bianco. L’idea cor-
lico devastato dal ciclone!”.
rente riguardo a Le Corbusier è quella del miti-
Ancora una volta il Partenone riflette i colori del
co biancore che segnala in contemporanea una
suo ambiente e dell’atmosfera e non sembra
serie di valori morali e ideologici a favore della
avere un colore suo proprio. Il Partenone è in
130
57
55 August Macke, Kairouan. 1914
56 Paul Klee, davanti
alle porte di Kairouan.
57 D. Robert, vista del
Cairo.
qualche modo al di là del colore. Questa luce
quello della vegetazione, legati ai cicli stagiona-
metafisica che Le Corbusier sceglie come co-
li e come il colore delle acque e del cielo che
lore immateriale del luogo, si trasforma negli
variano in relazione alle diverse condizioni at-
anni successivi in un dogmatismo del bianco,
mosferiche.
contribuendo alla separazione tra bianco e co-
Il colore naturale si riferisce al colore intrinseco
lore, per una campagna volta ad affermare il
che possiedono gli elementi che compongono
dominio della calce. Queste opinioni sul bianco
il paesaggio, ricco di sfumature date da una
sono in piena sintonia con la contemporanea
genesi naturale e animale sia che faccia parte
concezione del colore, che si separa dalla for-
di un paesaggio spontaneo sia che caratteriz-
ma. Forma architettonica e colore non sono più
zi componenti naturali ordinati secondo degli
messi in relazione.
schemi che compongono la tessitura di uno
Il colore è uno dei tre elementi che caratterizza
scenario artificiale. Tra questi i materiali locali
l’architettura mediterranea in seno a quanto af-
adoperati nella costruzione o nelle opere rurali.
fermato in precedenza per porre le basi su cosa
Un colore contribuisce a individuare intere aree
si intende l’uso del colore le sue valente e l’ap-
geografiche,come nel caso delle regioni medi-
proccio di Le Corbusier al tema del colore nel
terranea nel quale si considera il bianco calce
mediterraneo si più affermare che i colori come
come colore caratterizzante con cui sono tinteg-
le tessiture sono i due elementi secondari che
giati gli intonaci di tante architetture.
vanno a costituire il paesaggio, sono elementi
l viaggio nel colore del Mediterraneo è comples-
importanti perché i primi a relazionarsi con la
so, è una ricerca di una totale esperienza della
vista, la percezione istantanea del paesaggio.
natura, dell’estetica e della scienza. Simbiosi e
E grazie alla vista si è in grado di individuare
tessuto fatto di sensi e logica, una riproposizio-
un elevato livello di sfumature di colori e tes-
ne della relazione tra scienza e bellezza, come
siture con precisione analitica. La percezione
relazione fondante e intrinseca alla dimensione
dei due fattori è perfettamente correlata e per
biologica.
entrambi si può parlare di artificiale e naturale.
Comuni compagni di questo viaggio nel Medi-
Ogni elemento naturale di un territorio, sia esso
terraneo sono: la natura e la città, il tempo e i
terra, sabbia, pietra o vegetazione, possiede la
colori, i frattali e la complessità.
sua peculiarità cromatica. I colori della natura
l colore, però, in particolare nella città mediter-
possono avere stabilità come nel caso della ter-
ranea è un elemento che nasce dall’ambiente e
ra e della roccia, oppure essere mutevoli come
dalla luce violenta e non un elemento decorati131
58
vo applicato successivamente.
rivelano un paesaggio univoco quello composto
Il colore è un fenomeno complesso, inteso
da elementi naturali e costruiti dall’uomo.
come qualità, irriducibilità - individualità, come
Rivelando lo spirito che ancora oggi è sentito
peso, come estensione, così come si presenta
all’interno della cultura mediterranea quello di
in una continuità cromatica in esempi antichi e
un paesaggio prodotto in una relazione di conti-
moderni.
nuità con tra gli elementi naturali e tutte le for-
Come tale, il colore deve essere considerato
me dell’attività umana incluso l’architettura in
elemento centrale e costitutivo della forma ar-
una continuità che rimarca e ci fa ritornare al
chitettonica.
legame con quell’acropoli come se non si fosse
Il colore esprime il tentativo di creare uno spa-
mai perso e ci si dirigesse verso un asse d’azio-
zio nello spazio, l’equilibrio fra luce ed ombra,
ne in cui la sensibilità e le modalità d’azione
l’equilibrio delle masse, un articolato collega-
progettuali sono lo specchio di un’innovazione
mento dello sguardo, passando da uno spazio
della tradizione che lascia spazio all’innovazio-
cromaticamente insignificante e monotono ad
ne tecnologica mantenendo intatti gli ideali di
uno spazio cromaticamente preciso che ripro-
identità dell’architettura in quei luoghi.
pone l’atmosfera armonica del Mediterraneo,
Come la descrizione che riporta il francese
che ha come archetipo il paesaggio naturale.
Thèophil Gautier, in un viaggio verso Istambul, il
Ed è proprio la relazione che scaturisce tra co-
cui resoconto intitolato Costantinople sarà pub-
lore e luce che definisce l’atmosfera di un luogo
blicato nel 1853 anno successivo al compimen-
e lo rende riconoscibile.
to del viaggio, al quale seguirà una sosta alle
E’ difficile definire e raccogliere quelli che sono
isole Cicladi. Più di ogni altro la citazione rivela
i colori che caratterizzano la cultura mediterra-
quali sono questi colori:
nea (architettura, paesaggio pianura, paesag-
Capo Matpan si alza tra due golfi profondi, di-
gio collina, paesaggio costa, Italia meridionale,
videndoli con la sua cresta; è una lingua di ter-
Grecia nord africa) uno dei modi in cui è possibi-
ra arida e scarnificata, come tutte le coste di
le rivelarlo è descrivere i paesaggi che li caratte-
Grecia. Supera torlo, vi mostrano sulla destra
rizzano, paesaggi composti dalla compresenza
un blocco di rocche rossicce, screpolate dalla
di elementi costruiti e naturali. In cui gli illustri
siccità, calcinate dal colore, senza nessuna
viaggiatori, come poeti scrittori pittori e musici-
traccia di verzura e neppure di terriccio: è Ceri-
sti alla ricerca della conoscenza dell’arte clas-
go, l’antica Citera, l’isola dei mirti e delle rose,
sica e dei paesaggi della cultura mediterranea
il soggiorno prediletto di venere il cui nome
132
58-59 Casa per Folke
Egestrom. l. Barragan
59
riassume i sogni di voluttà. Che cosa avrebbe
da ogni parte. Alcune barche si dirigevano ver-
detto Watteau con il suo imbarco per Citera tut-
so il nostro vascello a forza di remi, in una sorta
to azzurro e rosa di fronte a quest’aspra riva di
di regata di cui eravamo la meta.
rocce sgretolate che staglia i suoi contorni seve-
Lo stesso pittore Paull Klee rivela nei suoi ac-
ri sotto un sole senz’ombra, e può forse offrire
querelli i toni di un paesaggio costellato di colori
una caverna alla penitenza degli anacoreti ma
tenui e artificiali quelli del costruito che si ap-
non un boschetto alle carezze degli amanti? [...]
poggiano in continuità ai toni del cielo e dell’ac-
Quanto risalimmo si poteva scorgere Milo e An-
qua in una fluida sequenza percettiva.
timilo, già bagnate di tinte violette dall’appros-
Numerose mostre recenti hanno posto l’accen-
simarsi del crepuscolo; l’aspetto era sempre lo
to sull’importanza dei viaggi compiuti da Klee
stesso: scarpate sterili, pendii denudati,ma che
nelle regioni mediterranee in particolare, quello
importa? [...]. La mattina era davanti a Syra. Vi-
di formazione in Italia nel 1901-02, alla Pasqua
sta dalla rada, Syra somiglia molto ad Algheri,
“epocale” del 1914 a Tunisi, fino alle numero-
naturalmente in piccolo. Su uno sfondo di mon-
se vacanze in Italia, Egitto e Sud della Francia.
tagna del tono più caldo, terra di Siena o topa-
La scoperta del Mediterraneo, sulla scia di Go-
zio bruciato, applicate un triangolo di bianchez-
ethe, e la sua fascinazione, subita da Klee si
za la cui base si immerge in mare e il cui vertice
esprimono nell’attenzione dell’artista non solo
sia occupato da una chiesa, e avrete l’idea più
verso il paesaggio e i suoi abitanti, ma anche
esatta di quella città, ancora ieri catasta infor-
verso l’arte di quei paesi. In alcuni suoi dipin-
me di stamberghe, e che il passaggio dei basti-
ti si rivela e scelta di Klee di privilegiare il fat-
menti renderà in breve la regina delle Cicladi.
tore “primitivo”, inteso non esclusivamente in
Mulini a vento a otto o nove ali frastagliavano
senso etnografico, ma anche come arcaico e
un poco quel profilo acuto; del resto, non un al-
anti-accademico. In cui vuole rivelare il mondo
bero, non un ciuffo d’erba, per quanto lontano
degli “archetipi”, visto l’amore che nutre per il
si spingesse lo sguardo.
passato.
Una gran quantità di navi d’ogni forma e di ogni
In alcune descrizione di questi paesaggio che
tonnellaggio stagliava in nero il loro startame,
a noi si rivelano come tavolozze con differenti
sottile sulle bianche case della città, e si am-
cromie…si identificano le forme architettoniche
massava lungo la riva; canotti andavano e veni-
tipiche di questi paesaggi, riferiti ai borghi, alle
vano con gioiosa animazione; l’acqua la terra il
pianure, alle colline e alle coste composte da
cielo tutto ruscellava di luce;la vita prorompeva
abitazioni ed edifici con conformazioni di rego133
60
lari parallelepipedi, forme cubiche, caratteriz-
ti sempre alle finiture presenti in natura colori
zate dal colore bianco. Questo è il colore tipico
che si mimetizzano con i paesaggi interno.
costruzioni popolari greche, di quelle che ritro-
Quando lo scrittore Corrado Alvaro descrive la
viamo nei paesaggi della Tunisia di Malta delle
città di Atene nel 1932 rivela quelle suggestio-
regioni del sud Italia, colore che rivela l’uso di
ni che ancora rimarcano i colori e le preponde-
uno stesso materiale di finitura povero e sempli-
ranze del paesaggio di fine 800’ e i colori della
ce, la calce, facilmente reperibile nel territorio.
stessa Acropoli:
La scelta di questo colore vista la povertà dei
Il colore di Atene è il giallo luminoso come fa
complessi edilizi in cui è stato impiegato non
la luce sul promontorio del Pireo che fa una
è legato a una pura scelta formale, ma si lega
fosforescenza notturna sul mare colore del fir-
a esigenze costruttive. La calce facilmente re-
mamento. Le strade e le piazze larghe, ville e
peribile nei diversi siti conduce a un largo uso
parchi, e le ville tra il verde: formano una cit-
di questa finitura come strato protettivo e uni-
tà pulita, piana e confidente. Non ha nessuna
formante di una struttura portante realizzata
intenzione di spaventare. Il giallo da spicco ai
in terra o in pietra, successivamente coperta e
verdi e agli azzurri delle vesti delle donne, ren-
protetta, strato che permette di coprire anche
de vibranti il rosso del berretto degli euzoni; e
le irregolarità costruttive. Ad esso si associa la
in questi colori dominati dal ricordo del marmo,
peculiarità che ha il colore bianco di riflettere i
c’è l’idea di una policromia sull’avorio. Città dei
raggi solari e quindi ridurre l’apporto di calore
tavoli all’aperto, delle passeggiate pei viali, dei
nelle abitazioni. La semplicità d’impiego e la
grandi spiazzi e delle palestre, lo stesso fron-
funzionalità ne estendendone l’utilizzo, e di-
tone dell’Accademia, in stile classico, è quello
ventando il colore caratterizzante il paesaggio
dello Zapèion sembrano scenari illusori; sem-
mediterraneo.
bra di essere tornati in una tranquilla città di
A questo tono molto chiaro segue le cromie dei
provincia. La sua luce fa un alone attorno alle
gialli, quelli delle pietre lapidee e marmoree e
cose, sfuma il bianco del marmo.
quelli degli intonaci usati nelle architetture ara-
Per ciò che riguardai paesaggi relativi al nord
bo egiziane.
africa, quello del mondo arabo ed egiziano, e
Oltre il bianco erano presenti toni di gialli legati
nel ricordo dei primi viaggi di Alexander Dumas
alluso di intonaci poco più scuri o l’uso di pietre
alla città di Tunisi nei primi anni del 1800, de-
e marmi del luogo, sia in riferimento ai paesag-
scrive il molo appena arrivato e afferma che il
gi napoletani quelli dell’architettura araba lega-
paesaggio è splendido nonostante forre il 5 di
134
61
60 Paul Klee, “Motiv
aus Hammamet”.
61 Paul Klee, Saint Germain presso Tunisi.
62 Vervloet, edifici per
abitazione a Napoli.
62
dicembre e dal quel molo si estendeva un’estre-
I viaggi proseguono anche in Algeria e lo stesso
mità del lago “Tunisi la Bianca, come la chia-
Moupassant nel 1881 definisce Algheri come
mavano gli stessi turchi, saliva ad anfiteatro in
una macchia bianca che si intravede all’orizzon-
modo che le ultime case si stagliavano contro
te, come fosse un mucchio di biancheria messo
l’azzurro del cielo”
ad asciugare sulla costa, poi sopra di dispone a
E come descrive Moupassant in suo viaggio nel
terrazza la città araba un agglomerato di muri
1887 sempre sulla stessa città durante l’incon-
bianco latte, lucente e balaustro, incredibilmen-
tro con un funzionario francese:
te chiaro sotto la luce accecante del giorno.
“Dalla sua abitazione si domina l’intera città,
Nella stessa città lo scrittore francese Thèophi-
una cascata di tetti quadrati verniciati a calce
le parla di “malattia del blu”nei quali si indicano
su cui si rincorrono gatti neri e dove ogni tanto
i due elementi principali di questo paesaggio, le
si leva il fantasma di un essere drappeggiato
bianche delle abitazioni, il mare e il cielo. La cui
in stoffe palide o colorate. Qua e là una grande
intensità è cercata quando si apre la stagione
palma si insinua fra le case, e spande il ver-
delle piogge e si ha la nostalgia di queste splen-
de ventaglio delle sue foglie al di sopra di tutto
dide cromie.
quel biancore uniforme.
Si può trattare sia di paesaggi collinari sia mon-
Poi quando la luna si fu alzata, tutto questo pa-
tani sia di mare ma in ogni caso le cromie di rife-
esaggio divenne una spuma d’argento che cor-
rimento rimangono inalterate. Altra distinzione
reva verso il mare, la realizzazione di un prodi-
sopraggiunge nel considerare come regioni del
gioso sogno di poeta, l’apparizione inverosimile
mediterraneo anche le coste dell’Italia centrale
di una città fantastica, donde una luminosità
e i territori che climaticamente sono stato defi-
lattea saliva verso il cielo.”
niti come tali che i loro paesaggi sono caratte-
I colore bianco identifica il paesaggio antro-
rizzate si da colori chiari negli usi degli intonaci,
pizzato delle principali città di mare è il colore
ma per ciò che riguarda gli edifici nelle sono le
dell’architettura che si dispone sulle coste del
collinari si caratterizzano dai toni chiari degli in-
mediterraneo e che compare come elemento
tonaci, le alternanze cromatiche bianche grigie
distintivo su una varietà tipologica costruttiva
delle pietre montane e i marroni degli edifici in
che caratterizza gli insediamenti delle diverse
laterizio a vista sia delle abitazioni isolate di pia-
regioni, è interessante la sua relazione con gli
nura e collina sia delle roccaforti
altri due elemento presenti in questo paesag-
Il paesaggio ha un ruolo da protagonista nella
gio, l’acqua la luce.
formazione dello spirito greco, dell’identità tra
135
63
pensiero e forme. Del resto è proprio qui che gli
rale durante l’inverno.
architetti moderni riscoprono il rapporto armo-
Interessanti i dispositivi tipologici egiziani uti-
nico fondato sulla misura e sulla scala umana:
lizzati a tal fine. Come il mashabhiya e clau-
la Grecia per Le Corbusier, come più volte ha
strum.
affermato, costituiva uno stato mentale, un ac-
Sono dispositivi interessanti il primo si confi-
cordo, cioè il “diapason” da cui partire per «fis-
gura architettonicamente come un elemento
sare la direzione della propria vita all’unisono
composto da un sistema di diaframmi perme-
con avvenimenti intensi e straordinari.
abili montati all’esterno della superficie della
E’ per questo che il colore diviene un problema
facciata, realizzati in legno. Questo ha cinque
che si trasferisce anche in altre culture come
funzioni:
quella dell’architetto Barragan.
- controllare il passaggio della luce
- controllare i flussi d’aria
3.3.4 LUCE
- ridurre la temperatura dell’aria
La Luce intesa come fonte energetica e di illu-
- aumentare l’umidità dell’aria
minazione naturale è il fattore principale che
- assicurare la privacy
caratterizza il rapporto tra costruzione e benes-
Il legno ha la capacità di ridurre di assorbire
sere tremo igrometrico, nel climi caldo-secchi e
l’acqua, e il vento che passa attraverso le grate,
temperati.
rilascia una parte di umidità ai listelli di legno
Il controllo di questo fattore determina la più
nelle ore notturne , mentre di giorno la radiazio-
grande influenza al livello di microclima interno
ne solare fa evaporare l’acqua contenuta negli
degli ambienti. Le elevate temperature estive
stesso aumentando il tasso di umidità dell’aria
che caratterizzano i luoghi dei territori arabi,
all’interno dell’edificio.
greci e sud italiani impone alle diverse tipologie
Si configurano come dei bow-window chiusi
edilizie di proteggersi da questo ed in molti casi
composti da listelli lignei di sezione circolare.
conduce all’assenza di aperture nelle parti del-
Mentre il claustrum è uno schermo di materiale
la casa orientate verso
lapideo, formato da mattoni in terra cruda che
Si evince come nella tradizione preindustriale
si dispongono secondo dei disegni che lasciano
italiana la protezione dal fattore irraggino estivo
fori attraverso i quali permettono il passaggio
erq dato dall’uso di piccole finestre i muri rivol-
dell’aria e attenuano il passaggio della luce
ti verso l’esterno con completa assenza di fori.
dell’aria. Sono pareti che si pongono a diretto
Parallelamente cercare di garantire luce natu-
contatto con l’esterno. Anche questo come il di-
136
63-64-65 A. Libera, Villa
Malaparte a Capri.
64
65
spositivo sopra descritto saper garantire il com-
3.3.5 ACQUA
fort frutta il principio evaporativo.
L’acqua del mediterraneo è l’elemento che defi-
I dispositivi possono essere integrati da giare
nisce i confini territoriali di questa cultura.
con acqua per regolare il tasso di umidità. Si ga-
Insieme al colore bianco essa definisce il limite
rantisce protezione solare circolazione dell’aria
interno da cui si bipartiscono le regioni medi-
e limitata dispersione termica, è facile accede-
terranee, cioè le aree geografiche bagnate da
re a questi ambienti e quindi anche la manu-
questo mare.
tenzione.
Nel toccare la terra ferma definisce una linea
Dispositivi di controllo che si ritrovano anche
che bipartisce due materie, terra e acqua. De-
nella cultura architettonica greca di isole pros-
finendo un limite di discontinuità percettiva ed
sime alle aree climatiche egiziane. E che inve-
emotiva.
ce si semplificano nel panorama italiano con
Si considera l’acqua come componente archi-
l’uso calibrato di piccole aperture, sostituendo
tettonica del paesaggio, una delle sue trame
ad esso dispositivi di protezione come i portici,
naturali che insieme alla luce determina signifi-
così come l’utilizzo di colori molto chiari di tin-
cativi mutamenti di atmosfera che caratterizza-
teggiatura delle superfici degli edifici,
no la percezione dello scenario costruito.
La luce è quindi una connotazione del paesag-
La sua trasparenza ne concede una percezione
gio mediterraneo, che diventa così un linguaggio
smaterializzata che si contrappone simmetrica-
identificativo di un fenomeno climatico cultura-
mente ai colori saturi del cielo sui cui esso si
le, infatti è la luce come fonte di vita insieme
rilette. Così lo stesso per gli elementi che vi si
all’acqua,stessa che pone in relazione i diversi
affacciano lo specchio di loro colori, la percezio-
elementi della natura che essi siano artificia-
ne di un’immagine reale riflessa e capacita di
li o naturali, è lei che ne determina i caratteri
riflessione della luce solare dei colori di cui si
morfologici e ne rivela i colori, diventando stru-
caratterizzano gli elementi vicini ad essa
mento di equilibrio progettuale in una coerenza
L’acqua nel tempo a sempre svolto un ruolo
architettonico paesaggistica ed ambientale.
fondamentale nello sviluppo delle prime civil-
Luce indispensabile fattore di confort di visibi-
tà antiche, localizzate sulla costa lungo i fiumi,
lità naturale degli ambienti interni garantito sia
dell’Oriente, minore, ma tutt’altro che trascura-
attraverso il dosaggio delle radiazioni filtrate sia
bile, fu anche l’importanza dei mari interni, so-
attraverso le aperture poste nei patii o atri che
prattutto il mare Mediterraneo, che facilitavano
caratterizzano le diverse tipologie edilizie.
i commerci e i contatti culturali fra popoli lonta137
66
ni, con la formazione di civiltà prevalentemente
creare un’atmosfera piacevole ha il compito di
dedicate al commercio.
miscelarsi all’aia per aumentarne l’umidità.
L’acqua in specchi orizzontali all’interno degli
- Salsabil: è un sistema che si azione anche in
spazi abitati (giardino) – funzione ambientale
assenza di elevate quantità di acqua. Questo
(raffrescamento)
consiste una lastra di marmo intarsiata di dise-
I sistemiche sfruttano le proprietà dell’acqua
gni minuti, disposta con una certa inclinazione,
sono molto diffusi prevalentemente nei climi
rispetto il piano orizzontale, così da favorire lo
caldo secchi, dove l’acqua ha anche un forte
scivolamento dell’acqua per gravità e consen-
significato simbolico. Sono interessanti come
tirne l’evaporazione. Spesso è un sistema che
sistemi di raffrescamento passivo, con forti
va a convogliarsi con il funzionamento di una
caratteri simbolici, le cui differenze tipologiche
fontana nei momenti in cui non c’è sufficiente
sono legate all’integrazione con altri sistemi
pressione per far zampillare quest’ultima, si
bioclimatici: In particolare due sistemi che si
considera come la trasposizione della bocca
trovano nella tradizione andalusa Spagnola:
della fontana che funziona esternamente ad
-Fontana: come sistema bioclimatico presente
essa. L’acqua quindi si incanala lungo una sca-
soprattutto negli edifici a corte, che presume la
nalatura del marmo fino a raggiungere la fonta-
disponibilità di una discreta quantità di acqua.
na al centro del dur-qa’a.
Il funzionamento segue il principio di incanalare
Nella tradizione italiana si ricollega sempre l’uso
l’acqua nella corte e a contatto con la superficie
di cisterne o patii con acqua o con citare-pozzi
dello specchio d’acqua subisce una diminuzio-
con d’acqua, sia nella tipologia del dammuso
ne della temperatura con un aumento del tasso
sia nei trulli di Alberobello il cui funzionamento
di umidità. La sua forma è legata a motivi di tipo
anche qui garantisce il buon livello di umidità
religioso, generalmente a una forma quadrata e
del microclima esterno all’abitazione, general-
al centro un bacino a forma pentagonale o otta-
mente non sono spazi coperti.
gonale in cui si colloca la sorgente.
Ogni sistema ha il compito di rispondere al con-
La collocazione della fontana sempre nella cul-
trollo della temperatura e dell’umidità dell’ria e
tra egiziana è a contatto con le iwanat, e nel mo-
si integra con facilità ad altri sistemi di ventila-
mento in cui questo patio verrà chiuso questo
zione naturale. L’uso dell’acqua e questi dispo-
spazio prenderà il nome di qà’a, costituito da
sitivi assicura un buona circolazione dell’aria.
un dur-qà’a e sul quale si articolano le iwanat,
Sono sistemi di facile accesso e facile manu-
qui a fontana occupa lo spazio centrale e oltre a
tenzione.
138
68 Casa Folke Egestrom
1966-68. L. Barragan
67
68
Nella cultura araba costruttiva vengono utiliz-
fort e il benessere visivo olfattivo e percettivo
zati materiali come terra e pietra, sono sistemi
degli spazi interni abitati e quelli esterni in rela-
che richiedono la realizzazione di sistemi di
zione con essi. Equilibrio che si riflette quindi in
canalizzazioni per l’acqua, anche se in alcuni
un’armonia con l’intorno attraverso un effetto
casi possono essere utilizzati anche bacini di
di complementarità ed esaltazione dell’identità
acqua ferma che svolgono ugualmente la loro
dei luoghi.
funzione, il movimento del fluido però permette
Introspezione e chiusura, pesantezza e legge-
di contribuire all’ossigenazione dell’aria.
rezza, colore, luce e acqua sono gli ingredienti
Questi dispositivi sfruttano il fenomeno del
linguisti all’interno dei quali si articolano strate-
raffreddamento per evaporazione dal quale
gie tecniche risolutive di ogni esigenza umana
dipende per di più il comfort termico in climi
all’interno degli spazi abitati progettati, applica-
caldo-secchi, dove si ha l’esigenza di mantene-
bili attraverso lo sfruttamento ponderato delle
re costante il livello di acqua nel corpo umano,
dinamiche fisiche di principi termodinamici
con la formazione di vapore acqueo.
quali:
- Temperatura,
3.4 CONCLUSIONI
- Conduzione termica e resistenza,
Ripercorrere i fattori che caratterizzano l’archi-
- Radiazioni,
tettura mediterranea ha permesso di delineare
- Potere irraggiamento, assorbività e potere ri-
come quei caratteri d’impostazione prettamen-
flettente
te strategica in termini climatico - ambienta-
- Trasparenza
li e funzionali, è stato in grado di costituire il
- Convezione termica del calore
linguaggio architettonico della realtà mediter-
- Pressione atmosferica
ranea in tutte le sue declinazioni territoriali più
- Vapore acqueo
complesse.
- Raffreddamento per evaporazione
Questo al fine di comprendere le regole con cui
- Guadagno termico
gli abili “architetti” erano in grado di controllare
- Dispersione termica
con limitate strategie compositive - architetto-
- Equilibrio termodinamico
niche la gestione delle fonti energetiche carat-
- Meccanismi di termoregolazione del corpo
teristiche del luogo, riuscendo a determinare
umano
interessanti equilibri di tipo compositivo archi-
- Misurazione delle condizioni di confort
tettonico, avendo come primo obiettivo il com139
NOTE
1 Calvino I., Le città invisibili, Mondadori, Trento, 2007, p.
13-14.
2 Loos A., Parole nel vuoto, Adelphi, Milano 1972, pp.255156.
3 Portanova F., Domus, n. 76/Febbraio 1934 .
4 Braudel F., Il mediterraneo, trad. It. Bompiani, Milano
1987.
5 Fernand Broudel.
6 Tratto da “ Architettura: La specificità Mediterranea”
di Ignasi De Sola-Morales, all’interno del testo di Duby
Georges (a cura di), Gli ideali del Mediterraneo, Messina,
Mesogea, 2000.
7 Pedrag Matvejevic, Il Mediterraneo e l’Europa, Garzanti
Elefanti, Milano, 1998, pag 31.
8 Vitruvio, De architettura, IV libro.
9 Da le Corbusier, Oeuvre complète, ed. Artemis, Zurich.
10 “La Charte d’Athène”, Paris 1941.
11 Energivoro: consumo elevato di energia fossile.
12 Dall’articolo L’Architettura dell’isola di capri, 1897,
tradotto pubblicato nel testo di Gravagnolo Bendetto, Il
mito mediterraneo nell’Architettura contemporanea, Electa,
Napoli 1994.
13 Fathy Hassan, Lezione tenuta all’Al-Azhar University,
Cairo1967, in Casabella n.653, 1998 p.60.
14 Famoso artista egiziano con cui Hassan Fathy ha
potuto condivider l’esperienza di lettura del sito per poi
interpretarne al meglio l’essenza della costruzione.
15 Steel Jmes, An Architecture for people, Thames and
Hudson, London 1997, p.55.
16 Località che si trova all’estremo limite occidentale del
territorio egiziano.
17 Francsco dal co, “Tadao Ando- le opere, gli scritti la
critica”, Electa, Milano, 2003, p. 521, pp. 449
140
18 Viene trasmessa e appresa da Barragan attraverso la
scuola dell’artista Orozco.
19 Questo tema compare nell’arte messicana, ad esempio
nella pittura di Josè Marìa Velasco, rilevante paesaggista e
maestro dei muralisti.
4 Normativa ED EFFICIENZA ENERGETICA IN REGIME ESTIVO
INDICE PARZIALE
4.1 Norme UNI, leggi nazionali e regionali. Il progetto in regime estivo.
4.2 Programmi europei e programmi obiettivo.
142
169
Si delineano i punti salienti della normativa che individuano i rifermenti di progetto per le aree
geografiche oggetti studio, analizzando i parametri di progettazione relativi al sistema tecnologico
in regime invernale ed estivo. Parametri che quantificano numericamente gli obiettivi prestazionali del sistema tecnologico e gli obiettivi di confort del sistema ambientale, al fine di individuare
i punti di criticità finalizzati all’approfondimento degli obbiettivi progettuali della ricerca1. Questo
permetterà di affrontare il tema del’abitare in architetture passive e di come regolamentarne le
strategie per la progettazione. Parallelamente vengono indagati i programmi di ricerca europee e i
programma obiettivo all’interno dei quali i risultati della ricerca possono riscontrare ricadute
operative in termini di esportabilità e capitalizzazione.
141
4.1 NORMATIVA UNI, LEGGI NAZIONALI
espresse in termini di target energetici e
E REGIONALI. IL PROGETTO IN PERIODO
confrontare le prestazioni energetiche di varie
ESTIVO.
alternative progettuali per un edificio progettato
Le specifiche tecniche UNI TS 11300:2008
(design rating), valutazione energetica di edifici
forniscono dati e mezzi per la determinazione
esistenti attraverso il calcolo in condizioni
del fabbisogno di energia termica utile per
standard (asset rating) o in particolari condizioni
il riscaldamento e il raffrescamento degli
climatiche e d’esercizio (tailored rating).
edifici. L’intento è quello di sottolineare come
Zonizzazione e accoppiamento termico tra zone
l’aspetto della qualità energetica dell’edificio
Individuazione del sistema edificio-impianto. Ai
sia un valore aggiunto di grande importanza
fini dell’applicazione della presente specifica
anche in termini di consumi e risparmio di
tecnica, il sistema edificio-impianto è costituito
risorse, fornendo inoltre gli strumenti idonei per
da uno o più edifici (involucri edilizi) o da
consentire una univocità di valori e metodi per
porzioni di edificio, climatizzati attraverso un
una riproducibilità e un confronto dei risultati
unico sistema di generazione.
ottenuti.
Il volume climatizzato comprende gli spazi che
si considerano riscaldati e/o raffrescati a date
temperature di regolazione, in cui l’impianto
UNI EN 11300 - 1: Maggio 2008
energetiche
si considera unico per più edifici, unico per un
degli edifici - Parte 1: determinazione del
solo complesso edilizio, oppure due differenti
fabbisogno di energia termica dell’edifico per la
all’interno di uno stesso complesso. Nella
climatizzazione estiva ed invernale;
componente sperimentale della ricerca si
La presente specifica tecnica definisce le
considera il secondo caso come condizione
modalità per l’applicazione nazionale della UNI
esemplificativa in caso di raffrescamento e
EN ISO 13790:2008 con riferimento al metodo
riscaldamento.
mensile per il calcolo dei fabbisogni di energia
Definendo altresì le modalità di suddivisione,
termica per riscaldamento (Q H,nd) e per
con ambienti termici in uno stesso edificio, delle
raffrescamento (Q C,nd).
zone termiche aventi proprie caratteristiche di
La presente normativa tecnica è rivolta a tutte
dispersione ed esposizione.
le possibili applicazioni previste dalla UNI EN
Temperatura interna
ISO 13790:2008: calcolo di progetto al fine
Si definisce il livello di temperatura standard di
di giudicare la rispondenza a regole tecniche
progetto:
UNI
142
TS
11300,
Prestazioni
Zona climatica
A
B
C
D
E
F
Inizio
Fine
1° dicembre
1° dicembre
15 novembre
1° novembre
15 ottobre
5 ottobre
15 marzo
31 marzo
31 marzo
15 aprile
15 aprile
22 aprile
Tabella 1
Giorno
Lunedì - Venerdì
Sabato - Domenica
Ore
07.00 - 17.00
17.00 - 23.00
23.00 - 07.00
Media
07.00 - 17.00
17.00 - 23.00
23.00 - 07.00
Media
Media
Soggiorno e cucina
W/m2
Altre aree climatizzate
(per esempio stanza da letto) W/m2
8,0
20,0
2,0
9,0
8,0
20,0
2,0
9,0
9,0
1,0
1,0
6,0
2,67
2,0
4,0
6,0
3,83
3,0
Tabella 2
Tabella 1 Durata della
stagioene di riscaldamento e raffrescamneto.
Tabella 2 Apporti termici
interni.
Invernale - Per il progetto di riscaldamento si
diverse tipologie dei sistemi di ventilazione sono
considera un valore standard per tutti gli edifici
descritte nel CEN/TR 14788. Ulteriori definizioni
e per tutte le categorie di edifici ad esclusione
riguardo alla ventilazione ed all’aerazione sono
delle categorie E.6(1), E.6(2) e E.8 , si assume
fornite nella UNI EN 12792.
una temperatura interna costante pari a 20 °C.
Valutazione di progetto o standard
Temperatura che si assume anche per edifici
Nel caso di aerazione o ventilazione naturale
2
confinati e appartamenti vicini normalmente
per gli edifici residenziali si assume un tasso di
abitati.
ricambio d’aria pari a 0,3 vol/h.
EstivO - Per tutte le categorie di edifici ad
Ai fini della determinazione della portata di
esclusione delle categorie E.6(1) e E.6(2) si
ventilazione richiesta per soddisfare l’esigenza
assume una temperatura di progetto interna
di qualità dell’aria interna si fa riferimento alle
costante pari a 26 °C al fine di calcolare i
UNI EN 13779 e UNI EN 15251. Ai fini di un
consumi per il raffrescamento. Temperatura
calcolo dettagliato della portata di ventilazione
che si assume anche per edifici confinati e
si fa riferimento alla UNI EN 15242.
appartamenti vicini normalmente abitati.
Apporti termici interni
Durata della stagione di riscaldamento e
Per edifici residenziali si considerano gli apporti
raffrescamento - Per il riscaldamento la
globali dovuti a occupanti, acqua sanitaria reflua,
durata del periodo di calcolo è correlata alla
apparecchiature elettriche per l’illuminazione e
zona climatica di appartenenza, e in caso di
la cottura.
articolate diagnosi energetiche si considera il
Ombreggiatura - Il fattore di riduzione per
periodo preso in considerazione nel quale si
ombreggiatura F sh,ob può essere calcolato
mantiene costante il valore della temperatura
come prodotto dei fattori di ombreggiatura
di progetto.
relativi ad ostruzioni esterne (F hor), ad aggetti
La stagione di raffrescamento è il periodo
orizzontali (F ov) e verticali (F fin).
durante il quale è necessario un apporto
Fsh,ob = Fhor . Fov . Ffin
dell’impianto di climatizzazione per mantenere
I valori dei fattori di ombreggiatura dipendono
all’interno dell’edificio una temperatura interna
dalla latitudine, dall’orientamento dell’elemento
non superiore a quella di progetto.
ombreggiato, dal clima, dal periodo considerato
Ventilazione Naturale - Per quanto riguarda i
e dalle caratteristiche geometriche degli
dati di riferimento progettuali in riferimento
elementi ombreggianti. Tali caratteristiche
al tasso di ventilazione caratteristiche delle
sono descritte da un parametro angolare.
143
Fattore di ombreggiatura - Si definiscono
ηmm e stagionale ηms del sistema di produzione
fattori d’ombreggiamento da 36° nord e il 46°
dell’energia frigorifera;
per ostruzioni esterne, ostruzioni orizzontali
2. il fabbisogno di energia primaria QC,P
e verticali. Riassumendo in riferimento alle
necessaria per il raffrescamento dell’edificio
latitudini d’interesse dal 42° al 44° N si
(eventualmente maggiorata del fabbisogno
riportano i seguenti valori, nei medi di dicembre
di energia termica utile dovuto ai trattamenti
giugno e marzo, nei quali si individuano solstizi
dell’aria) in base al tipo e alle caratteristiche
ed equinozi.
dell’impianto previsto o installato.
La presente specifica tecnica fornisce dati e
UNI EN 11300 - 3: Maggio 2008
metodi per la determinazione:
Prestazioni energetiche degli edifici – Parte
- dei rendimenti e dei fabbisogni di energia dei
3: Determinazione del fabbisogno di energia
sistemi di climatizzazione estiva;
primaria e dei rendimenti per la climatizzazione
- dei fabbisogni di energia primaria per la
estiva
climatizzazione estiva.
La prestazione energetica di un edificio esprime
La specifica tecnica si applica unicamente
la quantità di energia primaria richiesta per
ad impianti fissi di climatizzazione estiva con
la climatizzazione dei suoi ambienti e per
macchine frigorifere azionate elettricamente,
la produzione di acqua calda sanitaria in
per sistemi di nuova progettazione, ristrutturati
condizioni di riferimento per quanto riguarda
o esistenti:
i dati climatici, le temperature interne ed il
- per il solo raffrescamento;
consumo di acqua calda sanitaria.
- per la climatizzazione estiva.
La determinazione della quantità di energia
- Procedura di calcolo: fabbisogno di energia
primaria richiesta per la climatizzazione estiva
primaria per la climatizzazione estiva Qc,p
si basa sul valore del fabbisogno di energia
rendimento globale medio stagionale.
termica utile QC,nd dell’edificio, calcolato in
- Fabbisogno effettivo di energia termica
condizioni ideali (temperatura uniforme in tutto
dell’edificio per raffrescamento QCr
il volume climatizzato) per la stagione estiva e
-
prevede una procedura che porta ad individuare,
dell’edificio per il raffrescamento QC,n
su base mensile estesa a tutta la stagione di
UNI EN 13970 Prestazione energetica degli
raffrescamento, le seguenti grandezze:
edifici, calcolo del fabbisogno di energia per il
1. il coefficiente di prestazione medio mensile
riscaldamento e il raffrescamento
144
Fabbisogno
ideale
di
energia
termica
Ostruzioni esterne-Fattore di ombreggiatura F fin relativo ad ostruzioni esterne
42° N latitudine
44° N latitudine
Dicembre
S
E/O
N
S
0°
1,00
1,00
1,00
1,00
10°
0,90
0,80
0,83
0,87
20°
0,57
0,58
0,67
0,46
30°
0,08
0,44
0,52
0,05
40°
0,04
0,23
0,38
0,04
Marzo
0°
1,00
1,00
1,00
1,00
10°
0,95
0,86
0,83
0,96
20°
0,91
0,68
0,67
0,91
30°
0,87
0,52
0,52
0,87
40°
0,78
0,33
0,38
0,64
Giugno
0°
1,00
1,00
1,00
1,00
10°
0,89
0,86
0,83
0,89
20°
0,78
0,72
0,64
0,79
30°
0,68
0,56
0,53
0,69
40°
0,59
0,39
0,40
0,61
Ostruzioni orizzontale- Fattore di ombreggiatura F fin relativo ad aggetti orizzontali
42° N latitudine
44° N latitudine
Dicembre
S
E/O
N
S
0°
1,00
1,00
1,00
1,00
30°
0,89
0,87
0,80
0,90
45°
0,83
0,84
0,72
0,84
60°
0,74
0,81
0,65
0,77
Marzo
0°
1,00
1,00
1,00
1,00
30°
0,78
0,82
0,80
0,79
45°
0,67
0,75
0,72
0,68
60°
0,54
0,68
0,65
0,56
Giugno
0°
1,00
1,00
1,00
1,00
30°
0,63
0,77
0,82
0,64
45°
0,56
0,67
0,76
0,55
60°
0,51
0,55
0,71
0,51
Ostruzioni verticali - Fattore di ombreggiatura F fin relativo ad aggetti verticali
42° N latitudine
44° N latitudine
Dicembre
S
E/O
N
S
0°
1,00
1,00
1,00
1,00
30°
0,92
0,69
0,89
0,92
45°
0,87
0,55
0,85
0,87
60°
0,80
0,40
0,80
0,80
Marzo
0°
1,00
1,00
1,00
1,00
30°
0,88
0,84
0,89
0,88
45°
0,83
0,76
0,85
0,83
60°
0,78
0,67
0,80
0,78
Giugno
0°
1,00
1,00
1,00
1,00
30°
0,89
0,93
0,84
0,89
45°
0,85
0,90
0,78
0,85
60°
0,82
0,87
0,74
0,82
E/O
1,00
0,76
0,55
0,40
0,22
N
1,00
0,83
0,67
0,52
0,38
1,00
0,86
0,67
0,50
0,33
1,00
0,83
0,67
0,52
0,38
1,00
0,87
0,72
0,56
0,39
1,00
0,84
0,65
0,52
0,41
E/O
1,00
0,88
0,85
0,82
N
1,00
0,80
0,72
0,65
1,00
0,82
0,76
0,70
1,00
0,80
0,72
0,65
1,00
0,78
0,67
0,56
1,00
0,82
0,76
0,70
E/O
1,00
0,68
0,53
0,38
N
1,00
0,89
0,85
0,80
1,00
0,83
0,75
0,66
1,00
0,89
0,85
0,80
1,00
0,92
0,89
0,86
1,00
0,84
0,78
0,74
UNI EN 15251 Criteri per la progettazione
UNI EN 13363 - 1 Dispositivi di protezione
dell’ambiente interno e per la valutazione della
solare in combinazione con vetrate, Calcolo
prestazione energetica degli edifici, in relazione
della trasmittanza solare e luminosa Parte 1:
alla qualità dell’aria interna, all’ambiente
Metodo semplificato
termico, all’illuminazione e all’acustica.
UNI EN 13363 - 2 Dispositivi di protezione
UNI 11277 Sostenibilità in edilizia - Esigenze e
solare in combinazione con vetrate, Calcolo
requisiti di ecocompatibilità dei progetti di edifici
della trasmittanza solare e luminosa Parte 2:
residenziali e assimilabili, uffici e assimilabili, di
Metodo di calcolo dettagliato
nuova edificazione e ristrutturazione.
UNI EN 15603 Prestazione energetica degli
UNI EN ISO 7730 Ergonomia degli ambienti
edifici, Consumo energetico globale e definizione
termici,
dei metodi di valutazione energetica
Determinazione
analitica
e
interpretazione del benessere termico mediante
UNI
il calcolo degli indici PMV e PPD e dei criteri di
costruzione, Conduttività termica e permeabilità
benessere termico locale.
al vapore.
EN
10351:1994/EC
Materiali
da
145
UNI 10355 Murature e solai, Valori della
riguarda la definizione dei criteri, metodologie
resistenza termica e metodo di calcolo.
di calcolo e requisiti minimi delle prestazioni
UNI EN ISO 6946 Componenti ed elementi
termiche degli edifici per la climatizzazione
per edilizia, Resistenza termica e trasmittanza
estiva.
termica, Metodo di calcolo.
Con la più recente norma nazionale, il DPR
UNI EN 12792 Ventilazione degli edifici, Simboli,
59/2009, sono stati introdotti i basilari
terminologia e simboli grafici.
requisiti per la climatizzazione in clima caldo
UNI EN 13779 Ventilazione degli edifici non
attraverso l’adozione dei metodi di calcolo
residenziali, Requisiti di prestazione per i
riferite alla norma UNI TS 11300 parte 1 e 3
sistemi di ventilazione e di climatizzazione.
(ancora in fase di completamento), in base
UNI EN 15242 Ventilazione degli edifici, Metodi
alla prestazione termica dell’involucro, come
di calcolo per la determinazione delle portate
già introdotto nel D.Lgs. 115/2008. I criteri
d’aria negli edifici, comprese le infiltrazioni.
generali, le metodologie di calcolo e i requisiti
minimi di prestazione energetica sono stati già
NORMATIV NAZIONALE
introdotti dal D.Lgs. 192/05, dal D.Lgs. 311/06
Ai fini della ricerca si vuole indagare come
e dal D.Lgs. 115/08 in regime transitorio.
nella normativa europea, nazionale italiana e
D.Lgs. del 19 agosto 2005, n. 192 - “Attuazione
regionale si affronti il tema delle prestazioni
della
energetiche degli edifici in clima caldo e i
rendimento energetico nell’edilizia” - pubblicato
requisiti relativi alle soluzioni di involucro per
nella Gazzetta Ufficiale n. 222 del 23 settembre
il comfort termico durante la stagione estiva,
2005 - Supplemento Ordinario n. 158
con particolare riferimento agli edifici di nuova
Il più recente DPR 59/2009 rimanda alle
costruzione.
indicazione base fornite dal suddetto decreto
La normativa nazionale a seguito della
192/2005, in quanto è il primo a definire i
direttiva europea 2002/91/CE, sul rendimento
criteri generali, le metodologie di calcolo e i
energetico degli edifici, ha visto una moderata
requisiti minimi di prestazione energetica degli
evoluzione in quanto non ha ancora completato
edifici nel caso estivo ed invernale, al quale il
un totale recepimento della direttiva europea.
DPR ha apportato integrazioni ad alcuni valori
Per tale ragione l’attuale panorama legislativo
di verifica e parziali modifiche alle procedure
di riferimento è in continua evoluzione e
di verifica, lasciando invariate le tabelle di
perfezionamento, in particolare per quanto
riferimento contenenti i valori limite per il
146
direttiva
2002/91/CE
relativa
al
Rapporto di
forma
dell’edificio
S/V
<0,2
>0,9
Zona Climatica
A
B
fino a
a
600
601
GG
GG
8,5
8,5
36
36
a
900
GG
12,8
48
C
a
901
GG
12,8
48
D
a
1401
GG
21,3
68
a
1400
GG
21,3
68
a
2100
GG
34
88
E
a
2101
GG
34
88
F
oltre
3000
GG
46,8
116
a
3000
GG
46,8
116
Tabella 3
Tabella 3 Indici di prestazione energetica per
la climatizazzione invernale.
fabbisogno annuo di energia primaria e i valori
sovvenzionata e convenzionata, nonché per
limite di trasmittanza termica dell’involucro
l’edilizia pubblica e privata, anche riguardo alla
come aggiornati dal D.Lgs. 311/06. All’articolo
ristrutturazione degli edifici esistenti e sono
1 il decreto definisce le sue finalità:
indicate le metodologie di calcolo e i requisiti
“Il presente decreto stabilisce i criteri, le
minimi finalizzati al raggiungimento degli
condizioni e le modalità per migliorare le
obiettivi di cui all’articolo 1, tenendo conto
prestazioni energetiche degli edifici al fine
di quanto riportato nell’allegato «B» e della
di favorire lo sviluppo, la valorizzazione e
destinazione d’uso degli edifici3.”
l’integrazione delle fonti rinnovabili e la
I fattori di riferimento riportati nell’allegato
diversificazione
sopra citato sono :
energetica,
contribuire
a
conseguire gli obiettivi nazionali di limitazione
“a) clima sterno e interno; b) caratteristiche
delle emissioni di gas a effetto serra posti dal
termiche
protocollo di Kyoto, promuovere la competitività
riscaldamento e di produzione di acqua calda
dei comparti più avanzati attraverso lo sviluppo
sanitaria; d) impianto di condizionamento
tecnologico.”
dell’aria e di ventilazione; e) impianto di
Questo decreto disciplina, la metodologia per il
illuminazione; f) posizione ed orientamento
calcolo delle prestazioni energetiche integrate
degli edifici; g) sistemi solari passivi e
degli edifici e l’applicazione di requisiti minimi in
protezioni solari; h) ventilazione naturale;
materia di prestazioni energetiche degli edifici
i) utilizzo di fonti energetiche rinnovabili, di
come ricordato all’articolo 4 comma 2 a)
sistemi di cogenerazione e di riscaldamento e
“(…) tenendo conto di quanto riportato
condizionamento a distanza.“
nell’allegato «B» e della destinazione d’uso
All’allegato C si disciplinano i requisiti per la
degli edifici. Questi decreti disciplinano la
prestazione energetica degli edifici e all’allegato
progettazione, l’installazione, l’esercizio, la
I requisiti, criteri e metodi di calcolo in regime
manutenzione e l’ispezione degli impianti
transitorio.
termici per la climatizzazione invernale ed estiva
D.Lgs. del 29 dicembre 2006, n.311 -
degli edifici, per la preparazione dell’acqua
Disposizioni correttive ed integrative al decreto
calda per usi igienici sanitari e, limitatamente
legislativo 19 agosto 2005, n. 192, recante
al settore terziario, per l’illuminazione artificiale
attuazione della direttiva 2002/91/CE, relativa
degli edifici; [si definiscono] (…) i criteri
al rendimento energetico nell’edilizia
generali di prestazione energetica per l’edilizia
In riferimento al fabbisogno di energia primaria
dell’involucro;
c)
impianto
di
147
Tabella 2.1 Valori limite della trasmittanza termica U delle strutture opache verticali espressa in W/m2K
Zona climatica
Dall’ 1 gennaio 2006
U (W/m2K)
Dall’ 1 gennaio 2008
U (W/m2K)
Dall’ 1 gennaio 2010
U (W/m2K)
A
B
C
D
E
F
0,85
0,64
0.57
0,50
0,46
0,44
0,72
0,54
0.46
0,40
0,37
0,35
0,62
0,48
0.40
0,36
0,34
0,33
Tabella 3.1 Valori limite della trasmittanza termica U delle strutture opache orizzontali o inclinate di copertura
2
espressa in W/m K
Zona climatica
Dall’ 1 gennaio
2006
2
U (W/m K)
Dall’ 1 gennaio
2008
2
U (W/m K)
Dall’ 1 gennaio
2010
2
U (W/m K)
A
0,80
0,42
0,38
B
C
D
E
F
0,60
0,55
0,46
0,43
0,41
0,42
0.42
0,35
0,32
0,31
0,38
0.38
0,32
0,30
0,29
Tabella
3.2 Valori limite della trasmittanza termica U delle strutture opache orizzontali di pavimento espressa in
2
W/m K
Zona climatica
Dall’ 1 gennaio
2006
2
U (W/m K)
Dall’ 1 gennaio
2008
2
U (W/m K)
Dall’ 1 gennaio
2010
2
U (W/m K)
A
B
C
D
E
0,80
0,60
0,55
0,46
0,43
0,74
0,55
0,49
0,41
0,38
0,65
0,49
0.42
0,36
0,33
Tabella 4a. Valori limite della trasmittanza termica U delle chiusure trasparenti comprensive degli infissi espressa
2
in W/m K
Dall’ 1 gennaio
2008
Dall’ 1 gennaio
2010
Dall’ 1 gennaio
2006
2
2
2
Zona climatica
U (W/m K)
U (W/m K)
U (W/m K)
A
B
C
D
E
F
5,5
4,0
3,3
3,1
2,8
2,4
5,0
3,6
3,0
2,8
2,4
2,2
4,6
3,0
2.6
2,4
2,2
2.0
2
Tabella 4b. Valori limite della trasmittanza centrale termica U dei vetri espressa in W/m K
Zona climatica
Dall’ 1 gennaio
2006
2
U (W/m K)
Dall’ 1 luglio
2008
2
U (W/m K)
Dall’ 1 gennaio
2011
2
U (W/m K)
A
B
C
D
E
F
5,0
4,0
3,0
2,6
2,4
2,3
4,5
3,4
2,3
2,1
1,9
1,7
3,7
2,7
2,1
1,9
1,7
1,3
148
per il riscaldamento invernale e alla trasmittanza
intermedi ai limiti delle zone climatiche riportati
termica degli involucri opachi, i minimi introdotti
in tabella si procede mediante interpolazione
dal D.Lgs. 192/05 vengono ridefiniti dal D.Lgs.
lineare.
311/06 riducendo del 10% quelli di riferimento,
I valori di trasmittanza termica delle strutture
divenendo base di riferimento del il DPR
opache orizzontali o inclinate sono individuate
59/09.
nelle tabelle riportate a lato in riferimento alla
Per quanto riguarda i livelli limite di trasmittanza
componete dell’involucro in esame.
termica
(esclusi
Secondo la normativa il rispetto dei valori
collegi, conventi, case di pena e caserme) si
limite introdotti deve essere seguito con una
fa riferimento alla tabella 1.3 riportante i valori
tolleranza del 30%.
limite, applicabili dal 1 gennaio 2010, dell’indice
DPR del 2 aprile 2009, n. 59 - Regolamento di
di prestazione energetica per la climatizzazione
attuazione dell’articolo 4, comma 1, lettere a)
invernale, espresso in kWh/m2 a.
e b), del decreto legislativo 19 agosto 2005,
Per tutti gli altri edifici la tabella 2.3 riporta
n. 192, concernente attuazione della direttiva
i valori limite, applicabili dal 1 gennaio 2010,
2002/91/CE sul rendimento energetico in
dell’indice di prestazione energetica per la
edilizia.
climatizzazione invernale espresso in kWh/m3
Il DPR 59/2009 si pone come documento di
anno.
attuazione dell’art. 4 comma 1 a e b del D.Lgs.
I valori limite riportati nelle tabelle sono espressi
192/05. È in vigore da 25 giugno 2009 e
in funzione della zona climatica, così come
contiene criteri generali, metodologie di calcolo
individuata all’articolo 2 del DPR del 26 agosto
e requisiti minimi, relativi alle prestazioni
1993, n. 412, e del rapporto di forma dell’edificio
termiche degli edifici per la climatizzazione
S/V, dove S, espressa in metri quadrati, è la
invernale ed estiva e al rendimento energetico
superficie disperdente che delimita l’edificio
degli impianti termici per la climatizzazione
verso l’esterno (ovvero verso ambienti non
invernale e per la produzione di acqua
dotati di impianto di riscaldamento), il volume
calda sanitaria. “I criteri minimi generali, le
riscaldato V è il volume lordo, espresso in metri
metodologie di calcolo e i requisiti minimi per
cubi, delle parti di edificio riscaldate, definito
la prestazione energetica degli impianti termici
dalle superfici che lo delimitano.
per la climatizzazione estiva e, limitatamente
Per valori di S/V compresi nell’intervallo 0,2
al terziario, per l’illuminazione artificiale degli
– 0,9 e, analogamente, per gradi giorno (GG)
edifici (…) saranno integrati con successivi
negli
edifici
residenziali
149
provvedimenti”.
calcolata tenendo conto della temperatura
Per ciò che riguarda i requisiti minimi per la
di progetto estiva secondo la norma UNI/TS
climatizzazione invernale ed estiva il decreto
11300 - 1, e la superficie utile, per gli edifici
conferma , secondo quanto indicato al comma
residenziali, o il volume per gli edifici con altre
2 dell’art.4, la richiesta di verifica:
destinazioni d’uso, e alla verifica che la stessa
“(…) in sede progettuale alla determinazione
sia non superiore ai seguenti valori5 per gli
dell’indice di prestazione energetica per la
edifici residenziali:
climatizzazione invernale (EPi), e alla verifica
- 40 kWh/m2 anno nelle zone climatiche A e B;
che lo stesso risulti inferiore ai valori limite che
- 30 kWh/m2 anno nelle zone climatiche C, D,
sono riportati nella pertinente tabella di cui al
E, e F;
punto 1 dell’allegato C al decreto legislativo”.
mentre per tutti gli altri edifici ai seguenti
4
I valori sono definiti all’interno delle tabelle
valori:
allegate al D.Lgs. 311/06, riportate al paragrafo
- 14 kWh/m3 anno nelle zone climatiche A e B;
precedente. Viene confermato inoltre quando
- 10 kWh/m3 anno nelle zone climatiche C, D,
già enunciato al predetto D.Lgs., anche per gli
E, e F”.
edifici di nuova costruzione, quando il rapporto
Il decreto fissa i limiti di prestazione del
tra la superficie trasparente complessiva
fabbisogno termico dell’involucro in attesa
dell’edificio e la sua superficie utile è inferiore
della terza parte della normativa UNI TS 11300
a 0,18, è possibile infatti omettere il calcolo del
(Prestazioni energetiche degli edifici - Parte
fabbisogno annuo di energia primaria, qualora
3ª: determinazione del fabbisogno di energia
vengano rispettati i valori limite di trasmittanza
primaria e dei rendimenti per la climatizzazione
termica previsti dal D.Lgs. 311/06 e alcune
estiva) attraverso la quale sarà possibile
prescrizioni impiantistiche definite nel DPR.
determinare il fabbisogno di energia primaria
Per quanto riguarda la verifica prestazionale
per la climatizzazione estiva.
energetica estiva viene introdotta all’art.3
I valori di trasmittanza limite per gli edifici di
comma 2 a).
nuova costruzione con ponte termico corretto,
“(…) la determinazione della prestazione
sono riferiti a quei valori limite introdotti dal
energetica
estivo
D.Lgs. 311/06 nell’allegato C per tutte le
dell’involucro edilizio (Epe, invol), pari al
componenti dell’involucro edilizio qui prese in
rapporto tra il fabbisogno annuo di energia
esame, diventando valori limite inderogabili
termica per il raffrescamento dell’edificio,
senza alcuna tolleranza percentuale.
150
per
il
raffrescamento
All’art. 16 si definisce per le zone climatiche C,
- schermature solari delle superfici trasparenti;
D, E, e F il valore di:
- inerzia termica degli involucri opachi;
“(…) trasmittanza (U) delle strutture edilizie
- ventilazione naturale.
di separazione tra edifici o unità immobiliari
Questi fattori di controllo vengono applicati
confinanti (…) deve essere inferiore o uguale a
a differenti categorie di edifici così come
0,8 W/m K, nel caso di pareti divisorie verticali
classificate all’art.3 del DPR del 26 agosto
e orizzontali. Il medesimo limite deve essere
1993 n. 4126, tranne (secondo normativa) alle
rispettato per tutte le strutture opache, verticali,
categorie E.6 ed E.8, cioè gli edifici adibiti ad
orizzontali e inclinate, che delimitano verso
attività commerciali, scolastiche, sportive ed
l’ambiente esterno gli ambienti non dotati di
industriali. Si fa riferimento alla ristrutturazione,
impianto di riscaldamento”.
alla manutenzione straordinaria di involucri
Segue all’art. 17 l’indicazione anche per gli
edilizi di edifici con una superficie utile minore
edifici di nuova costruzione in tutte le zone
a 1000 m2 e ad edifici di nuova costruzione.
climatiche, conformemente alla normativa
Quest’ultima categoria è quella presa in esame
tecnica UNI EN ISO 13788:2003, della:
all’interno della presente ricerca.
“(…) verifica dell’assenza di condensazioni
Rispetto
superficiali e che le condensazioni interstiziali
schermature solari delle superfici trasparenti
delle pareti opache siano limitate alla quantità
individuato all’articolo 4 Criteri generali e
rievaporabile, conformemente alla normativa
requisiti delle prestazioni energetiche degli
tecnica vigente. Qualora non esista un sistema
edifici e degli impianti, comma 19 si afferma
di controllo della umidità relativa interna, per i
che:
calcoli necessari, questa verrà assunta pari al
“Per tutte le categorie di edifici, (…), al fine
65 per cento alla temperatura interna di 20 °C”.
di limitare i fabbisogni energetici per la
All’interno del decreto 59/2009 si individuano
climatizzazione estiva e (…) contenere la
i requisiti minimi per il comfort estivo introdotti
temperatura interna degli ambienti, nel caso
come
minimi
di edifici di nuova costruzione (…), e’ resa
enunciati nei precedenti decreti in relazione
obbligatoria la presenza di sistemi schermanti
all’abbassamento del fabbisogno energetico
esterni. Qualora se ne dimostri la non
per la climatizzazione estiva e al contenimento
convenienza in termini tecnico-economici, detti
delle temperature interne degli ambienti,
sistemi possono essere omessi in presenza di
puntando sempre su tre fattori chiave:
superfici vetrate con fattore solare (UNI EN 410)
2
modificazione
dei
requisiti
al
primo
fattore
relativo
alle
151
minore o uguale a 0,5. Tale valutazione deve
e materiali, anche innovativi, ovvero coperture
essere evidenziata nella relazione tecnica di cui
a verde, che permettano di contenere le
al comma 25 ”.
oscillazioni della temperatura degli ambienti
Ciò significa che si richiede anche di misurare e
in funzione dell’andamento dell’irraggiamento
dimostrare l’efficacia delle schermature solari
solare. In tale caso deve essere prodotta una
interne e/o esterne alle superfici vetrate, per
adeguata documentazione e certificazione
verificare l’effettiva riduzione dell’apporto di
delle tecnologie e dei materiali che ne attesti
calore per irraggiamento solare come indicato al
l’equivalenza con le predette disposizioni”.
punto a) del comma 18 dello stesso articolo7.
Infine per ciò che riguarda la ventilazione
Si richiede inoltre di appurare “in tutte le
naturale si introducono alcune indicazioni
zone climatiche ad esclusione della F, per le
all’interno del comma 18 c):
località nelle quali il valore medio mensile
“utilizza al meglio le condizioni ambientali
dell’irradianza sul piano orizzontale, nel mese di
esterne e le caratteristiche distributive degli
massima insolazione estiva, Im,s, sia maggiore
spazi per favorire la ventilazione naturale
o uguale a 290 W/m3, che le pareti verticali
dell’edificio; nel caso che il ricorso a tale
opache con l’eccezione di quelle comprese nel
ventilazione non sia efficace, può prevedere
quadrante nord-ovest, nord, nord-est, abbiano
l’impiego di sistemi di ventilazione meccanica
un valore di massa superficiale Ms superiore
nel rispetto del comma 13 dell’articolo 5
a 230 kg/m3, oppure che il valore del modulo
decreto del Presidente della Repubblica 26
della trasmittanza termica periodica (YIE) sia
agosto 1993, n. 412.”
inferiore a 0,12 W/m °K”; si chiede inoltre che
In riferimento all’uso di fonti rinnovabili nel caso
all’interno delle stesse circostanze tutte le pareti
di edifici di nuova costruzione il DPR impone8 di
opache orizzontali ed inclinate (copertura) il
progettare l’impianto di produzione di energia
valore del modulo della trasmittanza termica
termica utilizzando fonti di energia rinnovabile
periodica YIE sia inferiore a 0,20 W/m °K”;
affinché venga coperto almeno il 50% del
Si afferma che:
fabbisogno annuo di energia primaria richiesta
“gli effetti positivi che si ottengono con il
per la produzione di acqua calda sanitaria. E’
rispetto dei valori di massa superficiale o
inoltre obbligatoria l’istallazione di pannelli
trasmittanza termica periodica delle pareti
fotovoltaici per la produzione di energia elettrica.
opache previsti alla lettera b), possono essere
A questa normativa seguiranno provvedimenti
raggiunti, in alternativa, con l’utilizzo di tecniche
che illustreranno le modalità applicative di
3
2
152
questi obblighi e le prescrizioni minime anche
l’illuminazione artificiale.
in riferimento alle dimensioni e destinazione
Nel caso di edifici residenziali tutti gli indici sono
d’uso degli edifici.
espressi in kWh/m2anno.
Decreto Ministeriale 26 giugno 2009 –
Nel caso di altri edifici (residenze collettive,
Ministero dello Sviluppo Economico - Linee
terziario, industria) tutti gli indici sono espressi
guida nazionali per la certificazione energetica
in kWh/m3anno.
degli edifici (G.U. 10/7/2009 n. 158 – in vigore
Le modalità di calcolo dell’energia primaria e i
dal 25/7/2009)
contributi delle fonti rinnovabili sono valutati,
All’interno della normativa vengono forniti degli
nell’ambito delle metodologie di riferimento
allegati, nell’allegato A sono indicate le linee
nazionali di cui al paragrafo 5, con le modalità
guida nazionali per la certificazione energetica
disposte ai decreti ministeriali 24 luglio 2004 e
degli edifici.
successive modifiche ed integrazioni, in materia
Vengono qui riportati i metodi di calcolo per
di efficienza energetica e sviluppo delle fonti
la prestazione energetica globale e i fattori di
rinnovabili”.
valutazione qualitativa relativi all’involucro per
L’indice di prestazione energetica globale EPgl
la climatizzazione estiva.
tiene conto:
Prestazione energetica degli edifici
- del fabbisogno di energia primaria per la
La
complessiva
climatizzazione invernale ed estiva, per la
dell’edificio è espressa attraverso l’indice di
produzione di acqua calda sanitaria e per
prestazione energetica globale EPgl.
l’illuminazione artificiale;
prestazione
energetica
- dell’energia erogata e dell’energia ausiliaria
EPgl= EPi + EPacs + EPe + EPill
dei sistemi impiantistici, inclusi i sistemi per
l’autoproduzione o l’utilizzo di energia.
dove:
Si ricorda che la determinazione dell’indice
EPi: indice di prestazione energetica per la
di prestazione energetica per l’illuminazione
climatizzazione invernale;
degli ambienti è obbligatoria per gli edifici
EPacs: indice di prestazione energetica per la
appartenenti alle categorie E. 1, limitatamente
produzione di acqua calda sanitaria;
a collegi, conventi, case di pena e caserme, E.
Epe: indice di prestazione energetica per la
2, E. 3, E. 4, E. 5, E. 6, e E. 7, di cui all’articolo
climatizzazione estiva;
3, del decreto Presidente della Repubblica 26
EPill: indice di prestazione energetica per
agosto 1993, n. 412.
153
Tuttavia, nella fase di avvio, ai fini della
metodo DOCET del CNR/ENEA, sono le norme
certificazione degli edifici, si considerano
tecniche di cui al paragrafo 5.1 e, a oggi, per
nelle presenti linee guida solamente gli indici
il caso specifico la seguente norma tecnica e
di prestazione di energia primaria per la
sue successive modificazioni e integrazioni:
climatizzazione invernale e per la preparazione
UNI/TS 11300 – 1 Prestazioni energetiche
dell’acqua calda per usi igienici e sanitari.
degli edifici – Parte 1: Determinazione del
Inoltre, per la climatizzazione estiva è prevista
fabbisogno di energia termica dell’edificio per
una valutazione qualitativa delle caratteristiche
la climatizzazione estiva ed invernale; Sulla
dell’involucro edilizio volte a contenere il
base dei valori assunti dal parametro EPe,invol,
fabbisogno energetico per l’erogazione del
calcolati con la predetta metodologia, si
predetto servizio come definito al paragrafo 6.
definisce la seguente classificazione, valida per
6.1 Metodo basato sulla determinazione
tutte le destinazioni d’uso (Tabella 4)
dell’indice di prestazione termica dell’edificio
6.2 Metodo basato sulla determinazione di
per il raffrescamento (EPe,invol)
parametri qualitativi
Congiuntamente
all’applicazione
delle
Congiuntamente
all’applicazione
delle
metodologie di cui al paragrafo 5.1 e al paragrafo
metodologie di cui al paragrafo 5.2, punto 3,
5.2, punti 1 e 2, sia in applicazione di disposizioni
e con le limitazioni ivi previste, in alternativa
legislative che per scelta di utilizzo, si procede
alla metodologia di cui al paragrafo 6.1, si può
alla determinazione dell’indice di prestazione
procedere alla determinazione di indicatori quali:
termica dell’edificio per il raffrescamento
lo sfasamento (S) espresso in ore, ed il fattore
(EPe,invol), espresso in kWh/m2anno, pari al
di attenuazione (fa) coefficiente adimensionale.
rapporto tra il fabbisogno di energia termica per
Il riferimento nazionale per il calcolo dei predetti
il raffrescamento dell’edificio (energia richiesta
indicatori è la norma tecnica UNI EN ISO
dall’involucro edilizio per mantenere negli
13786, dove i predetti parametri rispondono
ambienti interni le condizioni di comfort, senza
rispettivamente alle seguenti definizioni:
tenere conto dei rendimenti dell’impianto che
a) fattore di attenuazione o fattore di decremento
fornisce il servizio e che quindi non è energia
è il rapporto tra il modulo della trasmittanza
primaria) e la superficie calpestabile del volume
termica dinamica e la trasmittanza termica in
climatizzato. Il riferimento nazionale per il
condizioni stazionarie.
calcolo del fabbisogno di energia termica per
b) sfasamento è il ritardo temporale tra
il raffrescamento, direttamente o attraverso il
il
154
massimo
del
flusso
termico
entrante
EPe,invol
(kWh/m2anno)
EPe,invol < 10
10< EPe,invol < 20
20< EPe,invol < 30
30< EPe,invol < 40
EPe,invol > 40
Qualità
prestazionale
I
II
III
IV
V
Prestazioni
Ottime
Buone
Medie
Sufficienti
Mediocri
Tabella 4
Sfasamento
(ore)
S> 12
12 >S > 10
10 >S > 8
8 >S > 6
6>S
Attenuazione
Prestazioni
Fa<0,15
0,15<fa<0,30
0,30<fa<0,40
0,40<fa<0,60
0,60<fa
ottime
buone
medie
sufficienti
mediocri
Qualità
prestazionale
I
II
III
IV
V
Tabella 5
Tabella 5 Classi prestazionali della struttura
edilizia di contenimento proposte dal D.M.
26/6/2009 .
nell’ambiente interno ed il massimo della
“Norme per l’edilizia sostenibile”
temperatura dell’ambiente esterno.
- Delibera 13 luglio 2009 n. 1141
Nei casi in cui le coppie di parametri caratterizzanti
- Delibera 11 maggio 2009 n. 760 “Procedure
l’edificio non rientrino coerentemente negli
regionali per l’accreditamento dei certificatori
intervalli fissati in tabella, per la classificazione
della sostenibilità energetico ambientale”.
prevale il valore dello sfasamento.
(Protocollo Itaca)
La Metodologia di certificazione dell’edificio
Con la Delibera di Giunta 1141/2009, la
è lasciata alla gestione delle singole regioni
Regione Marche ha definito le procedure per
e province autonome. Questo ha portato alla
la certificazione della sostenibilità energetico
definizione di differenti sistemi di classificazione
- ambientale degli edifici e il sistema di
che in molti casi valutano anche gli aspetti
accreditamento dei soggetti abilitati al rilascio
di sostenibilità ambientale a volte in forma
dei certificati, istituendo l’albo dei certificatori
preponderante rispetto ai caratteri energetici.
energetici. La delibera attua l’art. 14, comma 3
lett. b) della LR 14/2008 “Norme per l’edilizia
NORMATIVA REGIONALE
sostenibile” e specifica che la Regione Marche
Si analizzano le leggi regionali delle regioni
ha adottato quale strumento di valutazione, il
dell’Italia centro meridionale. In particolare si
Protocollo Itaca, adattandolo alle specificità del
analizza quella della regione Marche e delle
territorio regionale nel Protocollo Itaca - Marche.
regioni dell’Italia centro settentrionale, per
La certificazione della sostenibilità energetico
comprendere il livello di approfondimento
- ambientale non ha carattere obbligatorio,
condotto in termini di indicazioni per il progetto
ma è volontaria. Nell’allegato 1 alla Delibera
del sistema tecnologico e ambientale, con
1141/2009 è illustrato lo schema dei processi
particolare riferimento al regime estivo e al
che compongono il sistema di certificazione
controllo dei parametri di comfort ambientale.
e sono identificati i ruoli e le responsabilità
Lo stato normativo della regione Marche
dei diversi soggetti coinvolti. Fino all’entrata a
ci consente di verificare lo stato dell’arte
regime del sistema di certificazione, l’organismo
normativo della regione considerata come area
certificatore sarà l’Università Politecnica delle
sperimentale.
Marche, che potrà avvalersi di ITACA, ITC-CNR
e iiSBE Italia.
Regione Marche
I criteri per la definizione degli incentivi e il
- Legge Regionale del 17 giugno 2008, n. 14
programma per la formazione professionale
155
sono stati già emanati con la Delibera
della provincia di Pesaro e Urbino. Definendo
760/2009, che contiene anche le linee guida
nell’articolo 4 la funzione della Regione delle
per la valutazione energetico - ambientale degli
Province e comuni. La legge nei punti salienti è
edifici residenziali.
così articolata:
Mancano, il capitolato tipo prestazionale, il
Art. 1 - Finalità e oggetto
prezzario per la realizzazione degli interventi,
1. La Regione promuove e incentiva la
e le linee guida per la valutazione della
sostenibilità energetico - ambientale nella
sostenibilità energetico - ambientale degli edifici
realizzazione delle opere edilizie pubbliche
non residenziali, previsti dall’art. 14, comma 3
e private, nel rispetto dei vincoli derivanti
lettere a) e c) della LR 14/2008. Procedure che
dall’ordinamento comunitario e dei principi
sono state sistematizzate attraverso la delibera
fondamentali desumibili dal decreto legislativo
11 Maggio 2009 n.760.
19 agosto 2005, n. 192 (Attuazione della
Marche - Legge Regionale del 17 giugno 2008,
direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento
n. 14 - Norme per l’edilizia sostenibile (B.U. 26
energetico nell’edilizia) ed in armonia con la
giugno 2008, n. 59)
direttiva 2006/32/CE concernente l’efficienza
La
in
degli usi finali dell’energia e i servizi energetici.
considerazione rappresenta l’ultimo stadio
2. (…) La presente Legge definisce le tecniche
d‘avanzamento del percorso di perfezionamento
e le modalità costruttive di edilizia sostenibile
e certificazione energetica che attualmente si
(…), negli interventi di nuova costruzione.
sta sviluppando nella ragione anche attraverso
Art. 2 - Definizioni
il supporto dell’Università Politecnica delle
1. Edilizia sostenibile pubblica e privata che
Marche.
soddisfa i seguenti requisiti:
Certificazione che si appoggia al sistema di
a) sono progettati, realizzati e gestiti secondo
qualità ambientale legato al protocollo Itaca e
criteri avanzati di compatibilità ambientale e di
che ha già visto la certificazione di alcuni edifici
sviluppo sostenibile, in modo tale da soddisfare
nella provincia di Pesaro con questa metodologia
le necessità del presente senza compromettere
applicata in una prima fase sperimentale. Si
quelle delle future generazioni;
evince chiaramente l’approccio della regione
b) hanno l’obiettivo di minimizzare i consumi di
a una certificazione qualitativa legata per lo
energia e delle risorse ambientali in generale, di
più alla sostenibilità dell’edifico, metodologia
favorire l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili,
appoggiata anche dai prossimi referenti INBAR
nonché di contenere gli impatti complessivi
156
normativa
che
viene
qui
presa
sull’ambiente e sul territorio;
Tale sistema è finalizzato, in
c) sono concepiti e realizzati in maniera tale
particolare, a certificare il livello di sostenibilità
da garantire il benessere e la salute degli
degli interventi edilizi anche ai sensi dell’articolo
occupanti;
4 del d.lgs. 192/2005, a definire le priorità
e) promuovono e sperimentano sistemi edilizi
e graduare gli incentivi economici, nonché a
a costo contenuto con riferimento al ciclo di
stabilire le soglie minime al di sotto delle quali
vita dell’edificio, anche attraverso l’utilizzo di
non è consentito il rilascio delle certificazioni
metodologie innovative o sperimentali.
né l’accesso ai contributi e agli incentivi previsti
Art. 3 - Criteri di selezione dei materiali da
dalla presente legge.
costruzione e delle tecniche costruttive
3. Le linee guida sono suddivise in aree di
1. Negli interventi di edilizia sostenibile (…)
valutazione che includono, in particolare, quelle
è previsto l’uso di materiali da costruzione,
che fanno riferimento:
componenti per l’edilizia, impianti, elementi
a) alla qualità ambientale degli spazi esterni;
di finitura, arredi fissi e tecnologie costruttive
b) al risparmio delle risorse naturali;
che:
c) alla riduzione dei carichi ambientali;
1) siano riciclabili, riciclati, di recupero, di
d) alla qualità ambientale degli spazi interni;
provenienza locale e contengano materie prime
e) alla qualità della gestione dell’edificio;
rinnovabili e durevoli nel tempo;
f) all’integrazione con il sistema della mobilità
2) siano caratterizzati da ridotti valori di energia
pubblica.
e di emissioni di gas serra inglobati;
4. Il sistema di valutazione definito nelle linee
3) rispettino il benessere e la salute degli
guida deve consentire l’attribuzione di un
abitanti.
punteggio di prestazione del singolo edificio
Art. 7 - Linee guida
che permetta una valutazione finale del relativo
1. La Giunta regionale approva, nel rispetto
livello di sostenibilità e a tal fine indica:
delle disposizioni di cui al d.lgs. 192/2005, le
a) la prestazione minima di riferimento in base
linee guida per la valutazione della sostenibilità
alle norme legislative e tecniche vigenti e alle
energetico - ambientale degli edifici.
peculiarità costruttive locali;
2. Le linee guida, relative agli edifici residenziali
b) un sistema di ponderazione dei requisiti di
e non residenziali, contengono il sistema
cui al comma 3, che consenta di definire le
di valutazione della qualità ambientale ed
priorità all’interno delle diverse problematiche
energetica degli interventi di edilizia sostenibile.
ambientali considerate.
157
1
2
5. Le linee guida di cui al comma 1 contengono
il 2015 dovrà portare la città a ridefinire la sua
in particolare:
identità in termini di progettazione sostenibile.
a) le indicazioni necessarie ad effettuare
Una delle prime azioni è stata l’adozione
l’analisi del sito, comprendendo l’analisi dei
del PRG con criteri di eco sostenibilità e varo
fattori climatici ed ambientali, nonché dei
contestuale di un regolamento comunale di
relativi rischi;
Bioarchitettura.
b) i sistemi di calcolo o di verifica riferiti ad
Numerosi sono i concorsi progettuali dove si
ogni requisito e gli esempi di possibili soluzioni
rinnovano questi obbiettivi, come il progetto per
tecniche;
Abitare ECOstruire e il finanziamento ottenuto
c) la modulistica e i sistemi di calcolo
per i progetto sustainable housing in Europe
informatizzati per la semplificazione delle
sviluppo in qualità di progetto pilota nella
procedure di verifica.
località Villa Fastiggi – Copers consorzio di
cooperative attuato durante l’anno 2007.
I comuni delle Marche
L’ing. Angelo Mingozzi, gli architetti Ugo Sasso,
Parallelamente all’evoluzione in corso della
Annarita Santilli, Maurizio Giannotti e Ombretta
normativa, la regione Marche presenta delle
Pietrelli hanno definito l’impostazione generale
realtà comunali, come il comune di Pesaro,
del,
che hanno adottato norme che indirizzano ad
all’utilizzo delle tecniche di Bio-Architettura,
una progettazione energeticamente efficiente,
sulla base del Protocollo Itaca, del Regolamento
definendo parametri e valori ancor più restrittivi
Edilizio tipo regionale dell’Emilia Romagna e
della normativa nazionale, ponendosi come
delle linee guida del sistema di Valutazione
riferimento progettuale idoneo alle esigenze
Energetico
climatiche locali, riferibili agli obiettivi di
Regione Marche.
controllo energetico dell’edificio e comfort per
Sono qui riproposti i punti salenti del regolamento
l’utente. Attualmente le normative presentati
per quelli che sono i parametri rapportabili alla
sono in percorso di sviluppo e nei prossimi
normativa nazionale. Emerge dall’impostazione
mesi vedranno il prodotto di nuove riflessioni e
delle indicazioni fornite come, secondo gli
approfondimenti.
autori, si interpreti il progetto dell’intervento
Comune di PESARO
edilizio sostenibile come lo strumento in
Nel 2000 il comune di Pesaro ha adottato il
grado di raggiungere gli obiettivi generali di:
“Piano Strategico della qualità”. Piano che entro
salvaguardia dell’ambiente, uso razionale delle
158
Regolamento
di
Ambientale
attuazione
degli
relativo
edifici
della
1-2 Viste degli edific realizzati con il programma
Sustainable housing in
Europe, sviluppo di un
progetto pilota, località
Villa Fastiggi – Copers
consorzio di cooperative. 2007
3-4 Funzioanmento ambuentale delgi edifici
relativi lle fig. 3-4
3
4
risorse e delle potenzialità offerte dal sito, in
La struttura di copertura degli edifici realizzati
relazione agli obiettivi di benessere e risparmio
a diretto contatto con gli ambienti sottostanti
energetico e della valorizzazione delle risorse
destinati ad attività principali devono avere
ambientali. Sotto il profilo ambientale durante il
valori di massa superficiale non inferiori a
ciclo produttivo fuori opera9, il ciclo produttivo
300 Kg/m2, fanno eccezione le strutture di
in opera10 e il ciclo funzionale del complesso
copertura sempre a stretto contatto con gli
insediativo ed edilizio11.
ambienti abitati sottostanti.
Pesaro – Comune di Pesaro – Regolamento
In caso di nuova costruzione nelle vicinanze
di attuazione relativo all’utilizzo delle tecniche
di reti di teleriscaldamento, è obbligatoria
di Bio-Architettura. Approvato con delibera di
la predisposizione delle opere necessarie a
consiglio comunale n.35 del 02/04/2007,
favorirne il collegamento.
aggiornato al 08/11/2007. Modificato con
Allegato B – Famiglia 2 – Uso razionale delle
delibera di consiglio comunale n.98 del
risorse climatiche e energetiche – Controllo
30/06/2008.
dell’apporto
La struttura si compone in due gruppi di
estivo.
linee guida denominate: Allegato A, in cui si
Esigenze da soddisfare
individuano i prerequisiti PR1 legati all’ “Analisi
Al fine di concorrere ad un uso razionale
del sito” e allegato B, riferito alle “Schede
delle risorse climatiche ed energetiche, è
tecniche dei requisiti”, in particolare:
necessario
Allegato B – Famiglia 2 – Uso razionale delle
estivo dell’organismo edilizio anche utilizzando
risorse climatiche e energetiche - Contenimento
l’ombreggiamento, senza contrastare l’apporto
dei consumi energetici complessivi.
energetico dovuto al soleggiamento invernale.
Specifiche di prestazioni – Nuove costruzioni
Specifiche prestazionali
5 - Trasmittanza termica delle chiusure
Nel
trasparenti, comprensive degli infissi, K <=
ciascuna delle chiusure trasparenti (finestre,
3,1 W/m2 °K come da D. Lgs. 28 agosto
lucernari, ecc.) degli spazi dell’unità immobiliare
2005, n.192 e successive modificazioni e
destinate ad attività principale deve essere
integrazioni.
uguale o superiore all’80%. Il livello deve
8 - Massa superficiale (m) (6) delle pareti
essere verificato in ognuna delle seguenti ore:
esterne opache di ambienti destinati ad attività
12, 14, 16 del 21 luglio (ora solare), individuato
principale superiore o uguale a 300 Kg/m2;
come giorno rappresentativo della stagione
energetico
contenere
periodo
estivo
da
il
soleggiamento
surriscaldamento
l’ombreggiamento
di
159
5
6
surriscaldata.
dalla città di Ancona ha come obiettivo la
E’ necessario il soddisfacimento del FLD >=
valorizzazione del patrimonio culturale e
0,5% con il dispositivo ombreggiante in uso.
paesaggistico della città e delle sue molteplici
Allegato B – Famiglia 2 – Uso razionale delle
e plurali declinazioni come risorsa centrale
risorse climatiche e energetiche – Controllo
per il rafforzamento dell’identità urbana, in
dell’inerzia termica - Obbligatorio
una chiave non solo di tutela, salvaguardia
Il valore di inerzia termica deve essere contenuto
e messa in rete dei diversi luoghi ed edifici
i>= 1,5 m2/m2. Il valore dell’inerzia i è ottenuto
riconducibili ad una storia di lunga durata, ma
dal rapporto fra il valore della superficie lorda
anche di sviluppo di una qualità architettonica
equivalente Sleq e la superficie del pavimento
diffusa dei nuovi interventi entro cui ricercare
del vano Sp.
la realizzazione di nuove eccellenze connotanti
Allegato B – Famiglia 3 – Benessere naturale
l’immagine urbana. Passaggio fondamentale
– Controllo dell’illuminamento naturale -
per questa operazione di riconoscimento è la
Obbligatorio
identificazione degli ambiti di paesaggio intesi
Al fine di assicurare il livello di illuminamento
come contesti fisici, ambientali, funzionali,
naturale per la destinazione d’uso residenziale
sociali e culturali che caratterizzano la città e il
si deve garantire negli ambienti principali
territorio anconetani. Essi costituiranno anche
plurimi12 dell’abitazione un valore di (fattore di
l’occasione per governare, entro dimensioni
luce diurno medio) FLDm>= 2%.
discrete, i processi di riqualificazione urbana
Allegato B – Famiglia 3 – Benessere naturale –
non più affidati alle aree-progetto ma ad una
Controllo della ventilazione – Obbligatorio
pluralità diffusa di interventi coerenti con le
Il controllo della ventilazione degli spazi chiusi
identità di ciascun ambito di paesaggio e con le
è finalizzato al controllo, del livello di umidità
esigenze delle “microcittà” che vi ricadono.
relativa, per assicurare un adeguato ricambio
La loro articolazione evoca l’immagine di un
d’aria. In particolare per gli ambienti principali
“mosaico” a grana grossa che ricompone
degli edifici residenziali:
un’unica immagine della città nel rispetto della
superficie apribile ≥1/8 della superficie di
diversità delle sue parti.
pavimento o n≥ 0,5 m3/hm .
L’obiettivo strategico si articola nei seguenti
ANCONA – Documento programmatico – Primo
lineamenti e azioni:
rapporto – 28 Luglio 2008
1
3
Il
160
documento
programmatico
sviluppato
Rappresentare
l’identità
territoriale
e
il paesaggio storico di Ancona in senso
5-6 Viste degli edific realizzati con il programma
Sustainable housing in
Europe, sviluppo di un
progetto pilota, località
Villa Fastiggi – Copers
consorzio di cooperative. 2007
7
7 Diagramma dell’iniziativa nella provincia di
Ancona.
contemporaneo
ai cittadini come il Cardeto, il sistema dei Forti
a. Identificare i punti di forza dei molteplici
Ottocenteschi, la Cittadella, San Francesco ad
paesaggi
Alto.
storico-culturali
e
ambientali
attraverso:
- La predisposizione di politiche di sostegno
- La valorizzazione dei caratteri fisici e
immateriale in grado di sostenere il Museo
ambientali e dei significati permanenti e
diffuso urbano.
persistenti del territorio storico, del sistema
- La ricerca di forme di gestione innovativa
dei crinali e dei paesaggi agrari (centri e nuclei
dei singoli edifici specialistici come la Mole
storici delle frazioni, strade di importanza
Vanvitelliana, i Musei e la Biblioteca Comunale,
urbana e territoriale, edifici specialistici, aree
privilegiando forme di coordinamento tra
archeologiche, usi e disegno degli spazi aperti)
il Comune e soggetti diversificati come
- Il ripensamento del rapporto città-mare e,
imprenditori, fondazioni bancarie, istituzioni
dentro questo, del rapporti città-porto attraverso
culturali internazionali
una ipotesi unitaria di ridisegno della linea di
c. Rilanciare il ruolo della città di Ancona come
costa.
Capoluogo di Regione attraverso:
- La promozione di nuove funzioni nei contenitori
- Il rafforzamento della città come vetrina delle
recuperati e in quelli dismessi, riconducibili
eccellenze e delle qualità espresse dal territorio
soprattutto alle attività culturali e alle filiere
anconetano e marchigiano e come luogo di
collegate anche di tipo turistico.
rappresentazione culturale della collettività
- Il sostegno alle forme contemporanee
della Regione, anche attraverso nuovi spazi
del vivere e del fruire gli spazi storici nella
museali e del tempo libero (Museo del Mare,
contemporaneità, con particolare attenzione
Acquario, ecc.) inseriti nella rete museale
alle fasce giovanili e a quelle produttive (da 18
cittadina
a 40 anni);
- La valorizzazione della città e del suo ruolo nei
b. Mettere in rete le risorse per dare forza e
confronti della realtà adriatica, mediterranea e
competitività al sistema, ricostruire il legame
balcanica, inserendola all’interno dei principali
fra mare-città campagna attraverso:
network culturali e di programmazione di
La riqualificazione diffusa dei tracciati “minori”
eventi:
e la ricostituzione della loro continuità per
Sviluppare la qualità architettonica
rafforzare le relazioni più significative e
a. Promuovere un’azione costante per il recupero
sollecitare la riscoperta di luoghi a lungo preclusi
del patrimonio insediativo e architettonico
161
storico attraverso:
edifici e degli spazi aperti rispetto ad alcune
- La definizione di regole e strumenti per il
risorse ambientali (sole e aria) in termini di
restauro e la manutenzione nel tempo di edifici
ricerca di soluzioni efficaci di soleggiamento/
e ambienti urbani storici
ombreggiamento e ventilazione naturale;
- La messa a disposizione di incentivi finanziari
- il raggiungimento di un’elevata permeabilità
per il recupero primario e il coordinamento
naturale e profonda dei suoli;
attuativo degli interventi
- la garanzia di un’adeguata piantumazione
b.
Prevedere
azioni
pubbliche
mirate
degli spazi aperti in grado di contribuire in modo
all’innalzamento della qualità architettonica dei
sensibile alla qualità della risorsa aria;
nuovi interventi attraverso:
- la mitigazione dei principali impatti inquinanti
- La messa a disposizione di incentivi premiali
che interessano l’area;
di tipo urbanistico finalizzati alla ricerca di
- la ricerca di prestazioni microclimatiche degli
proposte innovative e di qualità
edifici che garantiscano un comportamento
- Lo sviluppo della concorrenzialità progettuale
energetico prevalentemente passivo integrato
attraverso la promozione di concorsi di
dall’uso di fonti energetiche da risorse rinnovabili
architettura nazionali e internazionali nei luoghi
nonché la protezione o il risanamento acustico
notevoli della riqualificazione e trasformazione
degli edifici;
urbana.
- l’uso privilegiato di materiali, componenti
Verrà offerta anche qualità architettonica,
edilizi e tecnologie costruttive riciclabili, riciclati
ambientale e costruttiva dei nuovi edifici e
e di recupero, che contengano materie prime
spazi aperti, coniugata alla garanzia di elevati
rinnovabili e durevoli nel tempo, caratterizzate
standard ecologico - ambientali attraverso
da ridotti valori di energia e di emissioni di gas
l’adesione ai principi della bio-architettura e
serra inglobati e capaci di garantire la salute e il
il contributo alla rigenerazione delle risorse
benessere degli abitanti e dei fruitori;
ambientali fondamentali (acque profonde,
- l’adozione di soluzioni finalizzate alla riduzione
suolo, aria) attraverso:
dei consumi idrici e al riciclo delle acque
- il rispetto di indirizzi progettuali finalizzati
meteoriche per usi collettivi come, per esempio,
all’innalzamento della qualità architettonica
la manutenzione del verde pubblico e privato.
anche attraverso l’obbligo, in alcuni casi, di
La fattibilità di tale offerta è garantita
procedure concorsuali di tipo pubblico
dall’attivazione di specifiche quote premiali di
- la disposizione e conformazione degli
capacità edificatoria all’interno della procedura
162
normativa della “perequazione urbanistica”.
Macerata – In provincia di Macerata nasce lo
energetica ed ambientale degli edifici in
Toscana”
sportello per il risparmio energetico
- Delibera Regionale del 3 aprile 2006 n. 218
Dall’8 Gennaio 2008 è attivo uno sportello per
Le linee guida elaborate in seguito alla delibera
il risparmio energetico. La sede è all’interno
del febbraio 2005 si pongono come un vero
della casa ecologica di Belfort del Chienti.
e proprio manuale a disposizione di operatori
Gli operatori a diretto contatto con i cittadini
privati e pubbliche istituzioni per orientare le
forniscono indicazioni sulle buone pratiche
proprie scelte e le proprie politiche in favore
ambientali nelle azioni della vita quotidiana.
dell’eco-compatibilità degli edifici. Grazie a
Informazioni sulle:
questo strumento, ogni nuovo progetto, così
- Tecnologie per il risparmio energetico
come
- Prodotti eco-compatibili
potranno essere valutati dal punto di vista
- Iniziative di corsi di formazione
dell’ecoefficienza e della sostenibilità, secondo
- Informazioni sui temi legati alla bio-edilizia
un metodo di punteggio qualitativo. Sono state
- Fonti rinnovabili
individuate cinque aree di riferimento cui
- Ecoincentivi
afferiscono le schede di controllo dei differenti
- Consumo consapevole
parametri presi in esame. Le aree sono:
- Buona pratiche per risparmiare energia e
- qualità ambientale esterna
denaro
- risparmio di risorse
Operazione
seguita
e
attivata
nell’anno
ogni
intervento
di
ristrutturazione,
- carichi ambientali
2009 anche da comune di Pesaro, che vede
- qualità ambiente interno
promuovere molte iniziative nell’ambito del
- qualità del servizio
risparmio energetico.
- qualità della gestione
- trasporti
Regione Toscana
Articolazione delle leggi di riferimento per la
Rione Puglia
Regione Toscana riguardanti la progettazione
Articolazione delle leggi di riferimento per la
sostenibile:
Regione Puglia riguardanti la progettazione
- L.R. 1/2005
sostenibile e la certificazione energetica:
- Delibera Regionale del 28 febbraio 2005
- L.R. 27 luglio 2001, n. 20, “Norme generali di
- “Linee guida per la valutazione della qualità
governo e uso del territorio”
163
- L.R. 10 giugno 2008, n. 13, “Norme per
energetico nell’edilizia e in linea con la direttiva
l’abitare sostenibile”
2006/32/CE del Parlamento europeo e del
- L.R. 10 giugno 2008, n. 14, “Misure a sostegno
Consiglio, del 5 aprile 2006, concernente
della qualità delle opere di architettura e di
l’efficienza degli usi finali dell’energia e i servizi
trasformazione del territorio”
energetici e recante abrogazione della direttiva
- Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n.
93/76 CEE del Consiglio, privilegiando la
133 del 27 agosto 2009, DGR 4 agosto 2009,
tutela e valorizzazione delle proprie peculiarità
n. 1471, Sistema di valutazione del livello
storiche, ambientali, culturali e sociali.
di sostenibilità ambientale degli edifici in
Nella legge n. 20 del 2001 regola e controlla gli
attuazione della Legge Regionale “Norme per
assetti, le trasformazioni e gli usi del territorio
l’abitare sostenibile” (art. 10, L.R. 13/2008)
persegue gli obiettivi della tutela dei valori
- Bollettino Ufficiale della Regione Puglia - n. 201
ambientali, storici e culturali espressi dal
del 15-12-2009, DGR 24 novembre 2009, n.
territorio, nonché della sua riqualificazione,
2272, Certificazione di sostenibilità degli edifici
finalizzati
a destinazione residenziale ai sensi della Legge
comunità regionale.
Regionale “Norme per l’abitare sostenibile” (Art.
Le leggi del giugno 2008 definiscono i fattori
9 e 10 L.R. 13/2008): Procedure, Sistema di
d’approfondimento delle leggi attuative legate
Accreditamento dei soggetti abilitati al rilascio,
alla certificazione energetica e definiscono
Rapporto con la Certificazione Energetica e
i riferimenti progettuali rispetto gli obiettivi
integrazione a tal fine del Sistema di Valutazione
di: Risparmio idrico - risparmio energetico –
approvato con DGR n. 1471/2009.
approvvigionamento energetico – criteri di
La Regione promuove e incentiva la sostenibilità
selezione ed ei materiali. Per ciascuna delle
ambientale e il risparmio energetico sia nelle
categoria vengono richiamati i riferimenti
trasformazioni territoriali e urbane sia nella
normativi nazionali.
realizzazione delle opere edilizie, pubbliche
I DGR di agosto e dicembre 2009 rendono
e private, nel rispetto dei vincoli derivanti
operativi gli articoli 9 e 10 della legge regionale
dall’ordinamento comunitario e dei principi
n.13 del 2008 con particolare riferimento ai
fondamentali
normativa
sistemi di certificazione per i quali si utilizza
vigente in attuazione della direttiva 2002/91/
il sistema di valutazione protocollo ITACA.
CE del Parlamento europeo e del Consiglio,
In particolare come definito all’articolo 10
del 16 dicembre 2002, relativa al rendimento
della legge n.13 del 2008 dovranno essere
164
desumibili
dalla
allo
sviluppo
sostenibile
della
soddisfatti i requisiti previsti nel disciplinare
Come definito all’art.1 della L.R. del 18
tecnico, identificati in aree di valutazione, si
novembre 2008 la presente legge, promuove
riferiscono in particolare:
la salvaguardia dell’integrità ambientale e il
- alla qualità ambientale degli spazi esterni,
risparmio delle risorse naturali secondo i principi
- al risparmio delle risorse naturali;
dello sviluppo sostenibile, definisce norme e
- alla riduzione dei carichi ambientali;
criteri di sostenibilità da applicarsi agli strumenti
- alla qualità ambientale degli spazi interni;
di governo del territorio e agli interventi edilizi,
- alla qualità della gestione e del servizio;
stabilisce le modalità per la valutazione e la
- all’integrazione con il sistema della mobilità
certificazione delle prestazioni di sostenibilità
collettiva.
ambientale e degli edifici, nonché le forme di
Il sistema di valutazione strutturato dovrà
sostegno e di incentivazione promosse dalla
consentire
di
Regione e dagli enti locali. Impostati secondo i
sostenibilità ambientale degli edifici rispetto la
principi attuativi, resi operativi del’aprile 2009
prestazione minima di riferimento di ciascuna
improntato sul sistema di certificazione del
area di valutazione.
Protocollo ITACA.
la
valutazione
del
livello
Nella L.R. 17/2008 al titolo 2 si definiscono
Regione Unmbria
i criteri di certificazione di sostenibilità
Articolazione delle leggi di riferimento per la
ambientale degli edifici mentre, all’interno del
Regione Umbria riguardanti la progettazione
titolo 3 si definiscono le disposizione in materia
sostenibile e la certificazione energetica:
di urbanistica ed edilizia sostenibile.
- L.R. 18 novembre 2008, n. 17, “Norme
in materia di sostenibilità ambientale degli
Regione Abruzzo
interventi urbanistici ed edilizi”
- L.R. 19 agosto 2009, n. 16, “Intervento
- Decreti di Giunta, del 27 aprile 2009
regionale a sostegno del settore edilizio”, Bura
“Approvazione del Disciplinare Tecnico per la
Ordinario N° 45 del 28 agosto 2009
valutazione della sostenibilità ambientale degli
- ARAEN
edifici di cui all’art. 4 della L.R. 17/2008 «Norme
Secondo quanto definito dall’art. 14 della L.R.
in materia di sostenibilità ambientale degli
del 19 agosto 2009 in merito agli interventi per
interventi urbanistici ed edilizia”. (Protocollo
favorire il risparmio energetico e l’impostazione
Itaca)
di impianti a fonte rinnovabile, si applica quanto
definito nell’art. 11 del D.Lgs 30 maggio 2008
165
n. 115.
regionali, si pone come interlocutore per gli
La Regione Abruzzo non ha ancora legiferato in
attori del sistema energetico regionale e per
materia di certificazione energetica degli edifici.
tutti i cittadini.
Si applica quindi la normativa nazionale, che
è basata sul D.lgs. 19 agosto 2005, n. 192 e
Regione Basilicata
sui suoi decreti attuativi, tra cui le Linee Guida
- L.R. del 28 dicembre 2007 n. 28 (art.11-13)
nazionali alla certificazione energetica (D.p.r. 2
“Disposizioni per la formazione del bilancio di
aprile 2009) e il Regolamento sul Rendimento
previsione annuale e pluriennale della regione
energetico in edilizia (D.m. Sviluppo economico
Basilicata” – Legge Finanziaria 2008 - Fonte:
26 giugno 2009).
Bollettino ufficiale della regione Basilicata n. 60
In Abruzzo troviamo l’ARAEN - Agenzia Regionale
del 31 dicembre 2007.
per l’Energia - rappresenta un ente permanente
Nella normativa di riferimento in attesa del decreto
e strumentale della regione Abruzzo, costituito
attuativo all’art. 10 riferito fa al Miglioramento
con Legge Regionale n. 6 dell’8 febbraio 2005
delle prestazioni energetiche degli edifici ai
art.64.
sensi degli artt. 117 e 119 comma 2 della
ARAEN è un organo che si occupa di attività
Costituzione la Regione Basilicata, in attuazione
legate al miglioramento della gestione di
della direttiva 2002/91/CE del Parlamento
domanda di energia mediante la promozione
europeo e del Consiglio del 16 dicembre 2002,
dell’efficienza energetica per favorire un
relativa al rendimento energetico nell’edilizia,
migliore utilizzo e una migliore gestione delle
e nel rispetto dei principi fondamentali di
risorse locali e rinnovabili, ottimizzare i costi
cui al decreto legislativo 19 agosto 2005, n.
di produzione, sostenere la ricerca finalizzata
192 e s.m.i., promuove il miglioramento delle
allo sfruttamento delle condizioni ottimali
prestazioni energetiche degli edifici esistenti e
dell’approvvigionamento
la
di nuova costruzione, tenendo anche conto delle
gestione delle funzioni regionali in materia di
condizioni climatiche locali, al fine di favorire lo
energia.
sviluppo, la valorizzazione e l’integrazione delle
Le sue azioni sono inoltre orientate al
fonti rinnovabili e la diversificazione energetica,
miglioramento dell’ambiente e al controllo
dando la preferenza alle tecnologie a minore
dell’inquinamento atmosferico. L’ARAEN nello
impatto ambientale.
svolgere il suo ruolo di sostegno nell’attuazione e
Si definiscono strategie di incentivazione al
nella predisposizione delle politiche energetiche
miglioramento delle prestazioni energetiche
166
energetico
e
dell’edificio, in particolare per quanto concerne
territoriale ed urbanistica, risparmio idrico, fonti
l’uso di forti rinnovabili di energie. All’art. 11 si
energetiche rinnovabili, recupero delle tradizioni
definiscono le volumetrie edilizie per favorire
costruttive biosostenibili. Dall’art. 7 all’11 si
il risparmio energetico e l’utilizzo delle fonti
definiscono il protocollo e la certificazione degli
rinnovabili, art. 13 Misure per la riduzione
interventi di bioedilizia, in cui si delineano i
dei consumi energetici e l’attenuazione delle
criteri di selezione dei materiali da costruzione
emissioni inquinanti e climalteranti.
e delle tecniche costruttive e di certificazione
di sostenibilità degli interventi di bioedilizia.
Regione Sicilia:
La norma non è stata ancora attuata da un
Articolazione delle leggi di riferimento per la
apposito decreto.
Regione Sicilia riguardanti la progettazione
sostenibile:
- L. R. Sicilia 10/8/1985 n.37, B.U.R. 17/8/1985
Considerazioni norme regionali
n.35 “Nuove norme in materia di controllo
La regione Marche dallo scorso anno ha
dell’attività urbanistico - edilizia, riordino
sviluppato una legge regionale che fornisce uno
urbanistico e sanatoria delle opere abusive”.
strumento di riferimento per il controllo della
- L.R. 17 giugno 2008 n. 14 “Norme per l’edilizia
sostenibilità degli interventi edilizi. Gli obbiettivi
sostenibile” (B.U. 26 giugno 2008, n. 59).
delle linee guida enunciate, sono paragonabili
a quelli del protocollo Itaca.
Regione Lazio:
Parallelamente la provincia di Pesaro ha
Articolazione delle leggi di riferimento per la
introdotto un regolamento edilizio per la
Regione Lazio riguardanti la progettazione
bioarchitettura in cui è riuscito a incorporare
sostenibile:
i principi del controllo di sostenibilità dei
- L.R. 27 Maggio 2008, n. 6, Disposizioni
progetti nel rispetto della legge regionale e
regionali in materia di architettura sostenibile
del controllo energetico, ricalcando i punti del
e di bioedilizia.
regolamento introdotto dalla regione Emilia
Nella L.R. 6/2008 si definiscono le direttive per
Romagna,
le applicazioni fondamentali della sostenibilità
di rispetto di alcuni valori come la massa
energetico ambientale, dall’art. 3 al 6 si
superficiale, obbligando inoltre a proteggere le
delineano i principi di sostenibilità energetico
superfici vetrate con un 80% anziché un 50%
ambientale negli strumenti della pianificazione
di schermature solari, ponendo particolare
incrementando
però
la
soglia
167
attenzione al comportamento del’edificio in
- Compattezza - fattore tipologico
regime estivo. Viene introdotto un accurato
- Inerzia termica (sfasamento e smorzamento,
paragrafo nel quale si delinea come controllare
massa) - caratteristiche tecniche dell’involucro
l’illuminamento, negli edifici di progetto e
-
rispetto gli edifici all’intorno, rimanendo sempre
dell’involucro
in linea con la normativa vigente 192 del 2005
- Colore - caratteristica tecnica dell’involucro
resa obbligatoria del decreto del giugno 2009.
- Schermatura - fattore tipologico
Le Marche si compongono di 4 province Ancona,
-
Pesaro - Urbino, Macerata e Ascoli Pieno, il
tipologico
panorama normativo si riscontra pienamente
- Spazi a differenti temperature - fattore
attivo nella città di Pesaro che in questi
tipologico
giorni sta attuando ulteriori provvedimenti di
- Ventilazione naturale - fattore tipologico
aggiornamento al regolamento edilizio vigente,
Fattori già presi in esame in termini normativi,
di contro però, nelle città delle altre province si
per i quali si desidera migliorare le prestazioni
stanno proponendo piani strategici ancora non
limite richieste, diventano parametri di confronto
attivi.
per la condizione invernale ed estiva.
Considerando come caso studio la regione
Considerazioni sulle norme regionali
Marche è visibile la necessità di delineare norme
E’ interessante vedere come la normativa
comuni che possano essere assimilabili dalle
nazionale
differenti località. Linee guida che rispondano
sull’incidenza dei fattori energetici e su
alle esigenze abitative e di comfort degli utenti
come questi incidano nella classificazione
nelle differenti condizioni climatiche presenti,
prestazionale
delineando in termini morfologici e d’involucro,
particolare per il riscaldamento invernale. Norme
dei modelli abitativi passivi in cui si riscontri
qualitative da poco implementate con la più
un’assenza d’impianto di riscaldamento e
recente norma 11300-3 che approfondiscono
raffrescamento.
il tema legato al calcolo del fabbisogno di
Modelli sviluppati nel controllo dei seguenti
raffrescamento estivo. Le regioni al contempo,
fattori,
rilevato
al di là di casi emblematici come la regione
nell’indagine tipologica dei modelli mediterranei
Emilia Romagna, sta adottando metodologie
indagati nei capitolo precedenti:
(come il protocollo Itaca) spesso adattate alle
- Orientamento - fattore morfologico
esigenze locali della regione stessa, trascurando
168
che
confermano
quanto
Trasmittanza
Strategie
-
passive
si
caratteristica
d’involucro
soffermi
dell’organismo
tecnica
-
fattore
maggiormente
edilizio,
in
quelli che sono i fattori incisivi legati agli aspetti
in continuo mutamento e adeguamento. Gli
energetici e limitandosi all’acquisizione delle
obiettivi delineati in favore della ricerca potranno
norme nazionali, non calandole in quella che in
essere fattore d’interesse per implementare
realtà è il contesto climatico - ambientale del
alcune normative, venendo impiegate come
luogo.
indici di coordinamento in fase progettuale e
Da qui è interessante capire come i due
normativa.
aspetti di certificazione siano complementari
l’uno all’altro. Per garantire i livelli di comfort
4.2 PROGRAMMI EUROPEI E PROGRAMMI
definiti
OBIETTIVO
nella
norma
15251,
è
corretto
comprendere per le regioni dell’Italia centrale
Il progetto di ricerca che viene qui presentato
(area geografica d’interesse della ricerca) in
diventa uno strumento di interesse concreto
quale misura i fattori morfologici e tipologici
in riferimento alla complementarità e capacità
del progetto architettonico siano relazionati
di implementare largamente i riferimenti
alle caratteristiche prestazionali dell’involucri
normativi europei e nazionali portando risposte
edilizio e quanto i singoli fattori variando possano
concrete
incidere sul valore delle prestazioni energetiche
un’ottimizzazione degli obiettivi in termini di
dell’edificio. Così da determinare il peso di
consumo energetico nella progettazione della
ciascuno in fase progettuale nell’ambito di aree
nuova edilizia nelle regioni mediterranee.
climatiche in cui diviene rilevante il fabbisogno
Si riscontra inoltre un’ampia affinità con i
di raffrescamento estivo oltre a quello invernale.
programmi di finanziamento dell’Unione Europea
Potrà essere questo il punto di partenza per la
ed i programmi obiettivo che coinvolgono il
determinazione di linee guida che solo in un
territorio mediterraneo13.
secondo momento potranno essere delineate,
Nei differenti programmi operativi sviluppati nel
ciò è possibile ipotizzarlo per aree climatiche
periodo 2007-2013 si rilevano assi d’interesse
ampie in cui queste verifiche siano una perfetta
che rimarcano l’elevato livello di esportabilità
correlazione tra la prestazione dell’edificio in
della ricerca, sia in riferimento al metodo
clima invernale ed estivo attraverso gli indici
applicato nella formulazione dei principi, sia
di consumo per riscaldamento invernale e
in merito ai principi stessi formulati rispetto
raffrescamento estivo.
alle aree territoriali oggetto di studio, a quelle
E’ evidente che le normative nazionali, così
climaticamente similari ad esse in termini
come quelle regionali in questo momento sono
geografici e climatici e a regioni con le quali si
ed
applicabili
direttamente
per
169
può proporre un programma di cooperazione.
strumenti coerenti con i programmi di ricerca
Si evidenziano così anche i caratteri di
individuati, implementabili e sperimentabili sul
capitalizzazione, del progetto stesso, rispetto
campo e quindi suscettibili di finanziamento e
all’approccio di competitività e cooperazione.
concreta adozione.
In edilizia quindi i temi dell’efficienza e del
risparmio energetico, verranno ottimizzati non
IEE – Intelligent Energy Europe - PROGRAMMA
solo considerando l’introduzione dell’uso di fonti
OPERATIVO - 2007
di energia rinnovabili, ma ponendo il progetto
11. SAVE: EFFICIENZA ENERGETICA E USO
dell’architettura come principale risposta al
RAZIONALE DELLE RISORSE
contenimento dei consumi energetici. Questo
Efficienza energetica e uso razionale delle risorse
attraverso una corretta integrazione di strategie
costituiscono i modi più efficaci per migliorare
passive di controllo energetico suscettibili di
la sicurezza dell’approvvigionamento, ridurre le
diventare prassi comune nella produzione
emissioni di anidride carbonica e promuovere
edilizia e architettonica, affinché si riducano
la competitività.
sensibilmente i limiti minimi imposti dalla legge
Secondo il recente piano d’azione per l’efficienza
in termini di consumo.
energetica, è tecnicamente ed economicamente
Questo
può
contribuire
sensibilmente
possibile per l’Unione europea risparmiare il
all’obiettivo fissato dall’UE, di un risparmio
20% della sua energia primaria fino ad ora
in termini di consumi del 20% rispetto alle
consumata, entro il 2020, pari al risparmio di
proiezioni per il 2020, come stimato dalla
carburante del valore annuale di 100 miliardi
Commissione Europea nel suo libro verde
di euro e Mt 780 di riduzione delle emissioni di
sull’efficienza energetica, rispetto cui gli stati
CO2 rispetto allo scenario di base.
membri dovranno adottare piani nazionali per
Le attività finanziate nell’ambito del programma
l’efficienza energetica.
SAVE mirano a sfruttare il grande potenziale di
A tale proposito si vuole porre in evidenzia la
risparmio energetico, migliorando efficienza
compatibilità con la struttura del programma
energetica e uso razionale delle risorse
Europeo IEE- Intelligent Energy Europe, e
energetiche, in particolare nell’edilizia e
con i programmi di cooperazione territoriale
nell’industria.
(OB3), quali, MED, IPA, SEE e programmi di
Le attività nel quadro di SAVE possono agevolare
competitività e cooperazione (OB2-POR) .
l’attuazione ottimale della legislazione in
Le linee guida tracciate al capitolo 6 sono
materia di efficienza energetica diventando
14
170
un sostegno, affinché la società utilizzi meno
31 COM (2006) 545 def.
energia fossile pur fruendo della stessa
32 La normativa attuale prevede: la direttiva
migliorando la qualità della vita.
2006/32/CE
A questo proposito il rafforzamento delle
energetica dei servizi energetici, Numero
capacità
sensibilizzazione,
del regolamento 2422/2001 concernente il
l’accesso al capitale, la formazione e le
programma Energy Star, la direttiva 2005/32/
informazioni chiare, credibili e accessibili sulle
CE sulla progettazione ecocompatibile requisiti
tecnologie di efficienza energetica e le pratiche,
per prodotti che consumano energia, la
sono elementi chiave di SAVE, che favorirà un
direttiva 2004/8/CE sulla promozione della
comportamento razionale, mobilitando i livelli di
cogenerazione, la direttiva 2002/91/CE sul
governo, insieme con gli operatori del mercato.
rendimento energetico nell’edilizia e direttiva
SAVE progetti possono riguardare una o più
92/75/CEE in materia di etichettatura.
delle seguenti azioni chiave: Energetica edifici
- Per favorire l’adozione di modelli di utilizzo
efficienti: per l’icremento del rendimento
intelligente di energia negli edifici.
energetico degli edifici nuovi e già esistenti, sia
- Per migliorare la capacità dei professionisti
nel settore residenziale che nel terziario, dove
della costruzione, di offrire soluzioni per
il potenziale è stimato rispettivamente a circa il
l’energia intelligente e aumentare la domanda
27% e il 30% dei consumi energetici.
di tali soluzioni.
Eccellenza industriale nel settore dell’energia:
- Per facilitare l’attuazione e il monitoraggio
accrescere l’efficienza energetica in campo
della direttiva 2002/91/CE sull’energia e le
industriale in particolare le PMI. Sebbene
prestazioni degli edifici (EPBD).
l’industria abbia compiuto, in materia di
- Per favorire l’azione al di là dei requisiti EPBD.
efficienza energetica, progressi più rapidi di altri
- Per contribuire alla promozione della EPBD
settori, il risparmio potenziale rimane elevato,
in linea con i suggerimenti elencati in “Energia
nell’ordine del 25% nel settore manifatturiero
Piano d’azione per l’efficienza”.
industriale.
11.1.2. Le priorità di azione
11.1. Energetica edifici efficienti
(a) politiche e strategie di abilitazione
11.1.1. Obiettivi
- l’azione finalizzata a raggiungere più adeguati
- Per migliorare le prestazioni energetiche
approcci integrati e armonizzati all’attuazione
di edifici nuovi ed esistenti e promuovere
della EPBD.
l’integrazione delle fonti di energia rinnovabili
- analisi, studi per l’espansione del campo
istituzionali,
la
concernente
l’efficienza
171
di applicazione della direttiva sulla falsa riga
- Vederificare l’iniziativa dei servizi energetici.
del programma “Energia Piano d’azione per
(e) la formazione
l’efficienza”, ad esempio abbassando la soglia
- istruzione su vasta scala e azioni di formazione/
per le prestazioni minime requisiti per importanti
attività in tutti gli stati membri per l’attuazione
lavori di ristrutturazione.
della EPBD: accordi con università, associazioni
- l’azione volontaria/sistemi per la certificazione
di installatori, camere di commercio, ecc. per
degli edifici secondo la EPBD normativa, anche
istituzionalizzare la necessaria istruzione/
se non sono in vendita o in affitto, e per gli edifici
formazione.
che non rientrano nella direttiva (ad esempio
11.1.3. Attori chiave e gruppi target
piccole proprietà e ristrutturazione).
11.1.4. Indicatori
(b) la trasformazione del mercato
(a) politiche e strategie di abilitazione
- azioni mirate per affrontare specifiche
- maggiore coerenza tra i regimi nazionali di
categorie di edifici e / o specifici temi/tecnologie
attuazione della EPBD.
(ad esempio, di raffreddamento, di isolamento,
- riconoscimento da parte di diverse autorità
sistemi di gestione dell’energia, ecc.)
della attuazione della EPBD e dei benefici del
(c) Modificare il comportamento
programma per l’attuazione della EPBD.
- azioni relative agli edifici pubblici - nel 2007
- Ingressi generati dai beneficiari EIE, che
l’accento è posto su edifici di istruzione per
servano a favorire l’EPBD.
dare l’esempio e adottare nuove tecnologie
(b) la trasformazione del mercato
collaudate
(c) Modificare il comportamento
e
strategie,
comprese
quelle
rinnovabili fonti energetiche.
- Impatto delle attività promozionali in termini di
- larga-sensibilizzazione su vasta scala e
numero di persone raggiunte, quando possibile,
campagne di informazione per il pubblico,
con
circa l’attuazione delle misure sui certificati di
interessate.
efficienza energetica.
(d) Formazione
-
larga-sensibilizzazione
popolazioni
-Numero di lavoratori edili e professionisti della
in merito agli aspetti comportamentali e
costruzione formati in tutta Europa e stimato
culturali di impiego degli edifici (ad esempio
effetto a catena.
l’adeguamento
il
PROGRAMMA SEE - European Territorial Co-
cambiamento dei modelli di vita quotidiana, ecc.)
operation 2007 – 2013 - South East Europe
(d) L’accesso al capitale
(SEE)
172
posto
vasta
delle
scala
del
su
categorizzazione
di
lavoro,
8
9
8 Regioni del sud-est
Europa cui è rivolto il
programma SEE.
Transnational Co-operation Programme for
l’intera area del 6° piano d’azione ambientale
a European area in transition on the way to
dai cui derivano sette strategie tematiche
9 Diagramma che sintetizza il programma strategico di cooperazione
SEE.
integration
che offrono delle linee guida utilizzabile per
Operational Programme - Final version endorsed
un’azione transnazionale.
by the European Commission - 20 December
Il Sud-Est Europa è caratterizzato da un
2007 (decision number: C(2007)6590)
ecosistema ampio e diversificato composto da
Il programma strategico di cooperazione, che si
diversi ambienti naturali che vanno dall’alpino
compone di obiettivi e assi prioritari, si organizza
continentale e alle regioni del Mediterraneo. Un
secondo il diagramma a fig. 9. Ed è rivolto alle
gran numero di aree sono rurali e caratterizzati
regioni del sud-est Europa, fig.8.
da ecosistemi intatti e incontaminati, altre invece
La strategia del programma è il risultato
sono fortemente colpite dall’industrializzazione,
dell’interazione di tre fattori15 che definiscono
e contraddistinte dallo sprawl urbano.
il profilo della strategia globale, gli obiettivi
Nel
specifici e degli assi prioritari corrispondenti
“Promuovere l’energia e l’efficienza delle
del programma operativo. La strategia dei
risorse” si ritrovano alcuni concreti campi
programmi si articola lungo un obiettivo globale,
d’applicazione della ricerca16:
tre obiettivi specifici e principi di attuazione,
- Attivare strategie comuni per il risparmio
che saranno realizzati mediante l’attuazione di
energetico
cinque assi prioritari.
- Sostenere l’assegnazione e la promozione
All’interno di questo sistema si può individuare
di energia e di risorse tecnologie efficienti;
l’asse di interesse per la ricerca, l’asse 2
- Sviluppare politiche transnazionali per ridurre
“Protezione e miglioramento dell’ambiente”
le emissioni di gas a effetto serra;
a cui si lega la politica di coesione dell’UE
- Promuovere l’efficienza energetica e lo
come definito nel Göteborg, sottolineando
sviluppo delle energie rinnovabili, nonché un
la dimensione ambientale degli interventi
migliore coordinamento; promuovere l’ impiego
dell’Unione europea e la necessità di tutela e
di sistemi efficienti di gestione dell’energia e
la valorizzazione delle risorse ambientali come
di sistemi di trasporto sostenibile, promuovere
pre-condizione per una crescita sostenibile.
l’informazione su questioni quali la riduzione
Gli obiettivi ambientali si riassumono nel 6.
del consumo di energia.
Programma di azione ambientale comunitario
Per secoli l’ambiente naturale della zona ha
della Comunità europea 2002-2012 (6 EAP) per
costretto le comunità locali a fare il massimo
quarto
punto
e
di
sviluppo
l’efficienza
dell’asse
energetica
173
uso delle risorse e delle fonti energetiche
il previsto aumento della domanda di energia e
disponibili presso la regione. Questa eredità è
di consumo delle risorse ambientali attraverso
stata trascurata nel recente passato a causa
approcci amichevoli.
della centralizzazione, dell’industrializzazione
La cooperazione transnazionale dovrebbe
e di nuovi modelli di consumo. La domanda
generare progetti concreti, che sosterranno
di energia e risorse è diminuita negli ultimi
l’adozione di energia e di risorse politiche e
anni, ma dovrebbe aumentare rapidamente
tecnologie efficienti. I progetti devono inoltre
nel prossimo futuro a causa della convergenza
facilitare il coordinamento tra i soggetti
previste per il resto della UE. La recente
interessati e accrescere la consapevolezza
normativa e le tendenze tecnologiche offrono
delle risorse per le tecnologie e le politiche di
una grande opportunità per la promozione e
efficienza nella zona del programma.
l’impiego di energia e di risorse ad alta efficienza
nel settore.
PROGRAMMA - MED
Le politiche comunitarie in materia ambientale
Per
fissano obiettivi chiari, ad esempio in materia
cooperazione
di clima, il cambiamento e la riduzione delle
mediterraneo (MED), Cooperazione 2007-2013,
emissioni di gas a effetto serra. Altre iniziative
Decisione C (2007) 6578 della Commissione
e, in particolare, il CIP 2007-2013 e il suo sub-
Europea del 20 dicembre 2007, nella definizione
programma “Energia intelligente per l’Europa”,
di asse prioritario 2 e relativo obbiettivo 2.217
sottolineano la promozione di energia e di
si riscontra la coerenza tra gli obiettivi ed i
efficienza nell’utilizzo delle risorse. Azioni
consequenziali risultati della ricerca in oggetto.
transnazionali che contengono un elemento
In particolare l’asse prioritario 2 riferito alla
significativo di trasferimento di know-how dalle
“Protezione dell’ambiente e promozione dello
zone più “esperte” a quelle con risorse ancora
sviluppo sostenibile”, fa riferimento ad una
inutilizzate.
regione mediterranea caratterizzata da una
Lo scopo è quello di assicurare il coordinamento
geografia complessa composta di penisole,
e il trasferimento di know-how in materia di
isole, montagne, grandi coste e agglomerati
energia e politiche di efficienza delle risorse e
urbani nonché zone periferiche, soggette ad
cooperare con l’adozione e l’adeguamento delle
alte pressioni sotto il profilo ambientale, in
politiche e direttive UE nei settori interessati,
termini di agricoltura intensiva, industria, pesca
preparando la zona di investimento, per coprire
e turismo eccessivi, attività domestica ed
174
quanto
concerne
il
territoriale
programma
di
transazionale
10
10 Regioni a cui è rivolto
il programma MED.
urbanizzazione.
sull’ambiente, i cambiamenti climatici in corso
Nell’ottica di preservare il territorio da grandi
(effetto serra e aumento delle temperature
rischi ambientali – naturali, si promuove una
ambientali) e la progressiva riduzione delle
cooperazione che induca uno sviluppo regionale
fonti di energia fossile.
sostenibile al fine di garantire una pianificazione
La definizione di nuovi modelli tipologici,
e gestione territoriale responsabile, con l’intento
costruttivi e tecnologici che definiscono linee
di valorizzare e conservare le risorse naturali
guida per una progettazione energeticamente
dei luoghi in oggetto.
efficiente che impiega strategie passive di
Rispetto al profilo delineato dall’obiettivo
controllo climatico risultano una risposta
2.2 denominato “Promozione delle energie
concreta
rinnovabili
energetica”,
tecnologica qui richiesta in linea con gli obiettivi
ritrovando perfetta coerenza tra l’articolazione
del protocollo di Kyoto. Progettazione in grado di
dei risultati raggiunti dal progetto presentato,
soddisfare le esigenze climatiche dei differenti
il target group di riferimento ed alcuni esempi
paesaggi territoriali sopra delineati. Queste si
riportati come azioni possibili:
configurano come pratiche costruttive condivise
- diffondere l’uso di metodi di costruzione e
ed indispensabili per una sensibile riduzione
di materiali innovativi per progetti pubblici e
d’uso delle fonti energetiche fossili, diventando
privati;
modelli di costruzione, consumo e metodo
- utilizzare i risultati della ricerca e promuovere
di programmazione e progettazione su scala
progetti pilota per sviluppare i processi,
transazionale. Pratiche adeguate e coerenti
migliorare l’efficienza e ridurre i consumi
in un’area mediterranea fragile sotto il profilo
energetici;
ambientale, ma forte di una propria identità
- innovare nel settore delle norme (di costruzione,
territoriale e costruttiva dalla quale la nuova
realizzazione di alloggi, ecc.);
metodologia trae la propria identità perché
- favorire l’armonizzazione delle norme e
specchio di una sostenibilità architettonica
promuovere il rispetto delle linee guida
che mira a sottolineare una pratica costruttiva
internazionali in materia di economia, efficienza
attenta alle esigenze ambientali e alla coerenza
e consumo di energia;
linguistica in una reinterpretazione dei caratteri
- informare ed educare la società civile.
dell’architettura storica di quei luoghi e del
Tutto questo nell’ottica di far fronte alle continue
paesaggio.
pressioni
In particolare ci si riferisce a quelle aree
e
dell’efficienza
esercitate
dall’attività
umana
nell’ambito
dell’innovazione
175
11
territoriali e climatiche in cui il problema di
e quelli candidati e i potenziali candidati è stato
definire strategie costruttive sostenibili in grado
istituito il nuovo quadro finanziario 2007-2013
di ovviare il problema del raffrescamento estivo
che prevede un approccio unico attraverso
è ancora un tema aperto delineando delle
un solo strumento di assistenza preadesione
risposte concrete e trasferibili territorialmente.
IPA (transfrontaliero adriatico - Programma
Capaci di razionalizzare in particolare i consumi
di cooperazione transfrontaliero 2007 CB 16
derivanti dal raffrescamento estivo.
IPO 001). Regolamento quadro di sostegno
Per tali ragioni si può affermare che i risultati
alla transizione e allo sviluppo istituzionale,
della
cooperazione
ricerca
possono
essere
applicati
transfrontaliera
e
sviluppo
concretamente in qualità di progetti finanziabili
regionale20.
dall’ente FERS18.
Gli obiettivi di programma cooperano alle
Questo con particolare riferimento alle regioni
agende di Lisbona e Göteborg.
climatiche mediterranee cosi come definite
Qui sono coinvolte le provincie italiane e le
dalla ricerca19 che includono sia la regione
regioni che si affacciano sul mare Adriatico. Per
Marche oggetto di sperimentazione sia i territori
l’Italia le aree di livello NUTS III ammissibili sono
assimilabili per caratteristiche geografiche e
le province di Pescara, Teramo, Chieti (Abruzzo),
climatiche.
Ferrara, Forlì - Cesena, Rimini, Ravenna (Emilia
Si delineano come potenziali beneficiari enti
Romagna), Trieste, Gorizia, Udine (Friuli Venezia
locali, strutture di cooperazione tra autorità
Giulia), Campobasso (Molise), Foggia, Bari,
locali, regionali, i servizi responsabili della
Brindisi, Lecce (Puglia), Venezia, Rovigo, Padova
gestione energetica, le agenzie e gli istituti
(Veneto). Ad esse si uniscono le provincie
specializzati in materia di efficienza energetica
dell’Aquila, Pordenone, Taranto e Isernia21. Per
e certificazione.
quanto riguarda la regione Marche oggetto
A fig. 9 sono visualizzate le regioni dell’UE che
di studio abbiamo: Pesaro - Urbino, Ancona,
aderiscono al programma e che si affacciano
Macerata, Ascoli Piceno.
sul mare mediterraneo.
Le provincie italiane individuate si relazionano
a quelle scelte per la regione della Slovenia e
PROGRAMMA - IPA
Dopo
una
Grecia interne all’UE, Croazia, candidata alla
esperienza
programmazioni
per
di
tre
cicli
di
cooperazioni
transfrontaliere tra i paesi dell’unione europea
176
quale seguono Bosnia-Erzegovina, Montenegro,
Albania e Serbia22.
All’interno del programma di cooperazione si
11 Regioni a cui è rivolto il programma IPA.
13
12
12 Obiettivi specifici in
cui si articolano le priorità.
13 Priorità in cui si articola il programma IPA.
La priorità n°2 riscontra
affinità con i risultati attesi dalla ricerca.
rilevano affinità tra i risultati della ricerca e le
di nuove tecnologie e a promuoverne con
finalità della priorità 2 relativa alle “Risorse
campagne
naturali e Culturali e prevenzione dei rischi” che
da parte delle piccole e medie imprese,
sull’intero programma hanno un’incidenza del
individuando come beneficiari piccole - medie
30% essendo questa una delle principali priorità
imprese e autorità pubbliche.
relativa alla cooperazione .
Nella quale si
I risultati della ricerca, ottenuti per la regione
identifica l’obiettivo prioritario di “promuovere,
Marche possono avere un riscontro concreto ed
migliorare e proteggere le risorse naturali e
esportabile in termini metodologici e strategico
culturali attraverso la gestione congiunta dei
- progettuali nelle regioni che appartengono
rischi tecnologici e naturali”, con l’intento di
al gruppo IPA con particolare riferimento alla
massimizzare l’utilizzo delle risorse, migliorare
regione in oggetto e quelle che si trovano in
la governance e la creazione di una migliore
asse geografico con essa per similitudine
gestione.
geografica e climatica nonché per le regioni
Con riferimento alla misura 2.3 “Sviluppo delle
più a sud per le quali le linee guida progettuali
fonti energetiche rinnovabili e del risparmio
risultano verificate e suscettibili di valutazioni
energetico” nei quali si delineano gli obiettivi di:
integrative.
- diffondere le migliori pratiche di risparmio
In forma più ampia si può riuscire a colmare
energetico e fonti rinnovabili;
l’esigenza di avere dei riferimenti progettuali
- promozione di campagne sul risparmio
concreti che in forma preliminare siano in
energetico e l’uso di fonti rinnovabili;
grado di definire modelli di edifici passivi in
- elaborazione di programmi regionali e locali
grado di risolvere in dette regioni le esigente
per la produzione e il consumo di energia
derivanti dal risparmio energetico per il
sostenibile;
raffrescamento estivo e per il riscaldamento
- promozione di progetti pilota e azioni
invernale. Questo ottimizzando in maniera
dimostrative per l’uso delle fonti rinnovabili, in
massiccia il risparmio energetico e diventando
particolare attraverso la creazione di impianti a
prassi comune di progettazione anche dopo
energia rinnovabile di piccola scala.
una serie di casi pilota realizzabili con questi
Quindi la misura mira al risparmio energetico,
programmi di finanziamento, riuscendo a
provvedimento in linea con gli obiettivi fissati
rafforzare la capacità di sviluppo sostenibile
dall’Unione Europea che mira a migliorare
dell’area adriatica attraverso la cooperazione
l’efficienza energetica con il finanziamento
economica, sociale ed istituzionale, nell’ambito
23
di
sensibilizzazione
l’adozione
177
Attività
Incremento della produzione di
energia da fonti rinnovabili
Tipologia di beneficiari
Promozione di azioni relative al
miglioramento dell’efficienza
energetica mediante la
cogenerazione
Iniziative di promozione del risparmio
energetico in contesti urbani ed
industriali
Sostegno agli investimenti delle
imprese finalizzati al risparmio
energetico e all’utilizzo delle fonti
rinnovabili
Temi prioritari
Regione Marche; Enti pubblici;
Soggetti pubblici e/o privati in forma
singola e associata
39 – Energia rinnovabile: eolica;
40 – Energia rinnovabile: solare;
41 – Energia rinnovabile: da biomassa;
42- Energia rinnovabile:da geotermica;
43 – Efficienza energetica, cogenerazione, gestione
energetica.
Imprese in forma singola o aggregata
Tabelle 6
Attività
Incremento della produzione
di energia da fonti rinnovabili
Descrizione attività prevista
Tale attività, considerati gli scarsi progressi della Regione Marche nell’utilizzo delle fonti energetiche
rinnovabili, è finalizzata ad aumentare, in tutto il territorio regionale, il numero delle fonti di energia
rinnovabile nell’ambito dei tre filoni previsti (elettricità, calore, biocombustibili), contribuendo cosi alla
riduzione della forte dipendenza dalle fonti tradizionali. Gli interventi previsti nell’ambito dell’attività
riguardano interventi infrastrutturali di realizzazione di impianti da fonti energetiche rinnovabili
– energia eolica (minieolico), solare, biogas e biomassa - per la produzione di energia elettrica e
termica.
Promozione di azioni
relative al miglioramento
dell’efficienza energetica
mediante la cogenerazione
La linea di intervento prevede il sostegno alla realizzazione di impianti di cogenerazione e
trigenerazione, anche da fonti rinnovabili. Tale attività permetterà di migliorare le performance
regionale in termini di efficienza energetica e quindi di ridurre l’impatto complessivo del settore
energetico sull’ambiente. E’ anche previsto nell’ambito dell’attività il finanziamento di sistemi di
teleriscaldamento a servizio delle utenze industriali e delle PMI. Gli interventi riguardanti le aziende
energetiche dovranno rispettare la normativa relativa agli aiuti di stato.
Iniziative di promozione
del risparmio energetico in
contesti urbani ed industriali
L’attività fornisce un supporto attivo alla promozione di comportamenti e buone pratiche nell’ambito
del risparmio energetico nel settore pubblico. Sono in particolare previsti interventi relativi al
risparmio energetico nell’edilizia (esclusa l’edilizia residenziale), alla diffusione di nuove tecnologie
eco-efficienti, nonché la promozione all’utilizzo di bio-materiali particolarmente nell’ambito di
interventi di bioedilizia.
Sostegno agli investimenti
delle imprese finalizzati
al risparmio energetico
e all’utilizzo delle fonti
rinnovabili
La linea di intervento fornisce un supporto alla diffusione della cultura dell’efficienza energetica
nei sistemi produttivi marchigiani. Gli interventi previsti riguardano in particolare: a) la diffusione di
tecnologie che consentono un minor consumo energetico nel processo produttivo, e di conseguenza
una riduzione dell’intensità energetica; b) la realizzazione di impianti (micro e mini) che sfruttano fonti
energetiche rinnovabili, in particolare la biomassa; c) interventi che migliorano il sistema di gestione
dell’energia sul sito produttivo (compreso l’audit energetico).
Tabelle 7
Obiettivo Operativo
Indicatori
Unità di misura
Promuovere il risparmio energetico in contesti
urbani ed industriali
Interventi di risparmio energetico, di cui
numero
riguardanti edilizia sostenibile
numero
Tabelle 8
Obiettivo Specifico
Promuovere uno sviluppo energetico sostenibile
attraverso l’utilizzo delle fonti rinnovabili, il
miglioramento dell’efficienza energetica e la
promozione del risparmio energetico
Indicatori
Unità di misura
Energia da fonte fossile risparmiata
Tep/anno
Emissioni evitate
tCO2/anno
Tabelle 9
della ricerca e l’innovazione, per facilitare lo
definire le metodologie attuative del Programma
sviluppo, conducendo ad una crescita.
Operativo.
PROGRAMMA - POR - Programma operativo
Perciò la regione Marche, con il documento
regionale
MAPO25 procede in maniera dettagliata a
Marche
–
Competitività
e
Occupazione
stabilire i meccanismi che governano la nuova
Con la decisione C(2007)3986 del 17/08/2007,
programmazione 2007-2013 e che sono
CCI 2007IT162PO007, la Commissione europea
indirizzati all’efficiente ed efficace gestione
ha approvato il POR.
degli interventi finanziati dal Fondo europeo per
La nuova programmazione comunitaria prevede
lo sviluppo regionale (FESR).
che il Programma Operativo (POR) assuma un
Negli assi d’azione che individuano, le attività, gli
ruolo di indirizzo programmatico e indichi gli
obiettivi specifici e gli indicatori, risulta coerente
obiettivi da raggiungere nell’ambito del nuovo
l’Asse Prioritario 3 “Efficienza energetica e
periodo
promozione delle energie rinnovabili”.
di
programmazione
2007-201324;
spetta invece a specifiche disposizioni regionali
178
L’obiettivo dell’Asse è quello di contribuire al
perseguimento di uno sviluppo energetico
ambientale positivo non solo nel territorio in
equilibrato e sostenibile del territorio regionale,
cui si interviene, ma anche in riferimento agli
superando alcuni fattori nodali che creano
altri territori, e che si realizzeranno significative
situazioni di forte dipendenza rispetto alle fonti
ricadute occupazionali attivando sinergie con le
energetiche esterne alla Regione e migliorando
produzioni locali.
le performances del sistema regione in termini
La probabilità di verifica di impatti rilevanti
di risparmio e di efficienza energetica.
sul territorio sarà in particolare rafforzata
Gli interventi previsti nell’ambito dell’Asse
dal rispetto dei due seguenti principi da
intendono
implementare in fase di attuazione:
impattare
positivamente
sulla
situazione regionale sia riducendo i punti di
− la promozione dell’innovazione a tutti livelli,
debolezza rappresentati dalla forte dipendenza
sia per la produzione e l’utilizzo dell’energia
energetica della Regione rispetto alle fonti non
che in riferimento all’utilizzo di materiali più
rinnovabili, sia rafforzando o potenziando i punti
eco-efficienti, in un’ottica di promuovere i
di forza evidenziati sul territorio dall’analisi
cambiamenti durevoli nelle prassi dei soggetti
SWOT quali l’elevata sensibilità delle istituzioni e
privati pubblici;
dell’opinione pubblica alla tematica energetica.
− la definizione di priorità per il finanziamento
In particolare tali interventi programmati
di interventi nelle aree di maggior criticità in
forniranno un contributo sicuramente positivo
termini di sviluppo sostenibile, con particolare
al raggiungimento degli obiettivi che l’Unione
riferimento alle aree Urbane Funzionali e
Europea si è fissata nell’ambito delle energie
l’AERCA (Area ad Elevato Rischio Ambientale).
rinnovabili e dell’emissione di gas effetto serra
Obiettivi
(Protocollo di Kyoto e gli obiettivi di Göteborg).
Ciascun obiettivo operativo, nello specifico
Dal punto di vista qualitativo, inoltre, tali
potrebbe essere attuato attraverso le seguenti
interventi
promozione
attività (linee d’intervento) e in riferimento ai
di una nuova cultura della produzione e
seguenti possibili beneficiari come definito in
dell’utilizzo dell’energia a livello regionale. Va
tabella 6.
inoltre precisato che la produzione di energia
Nella tabella 7 sono riporatate le attività che
da fonti rinnovabili oltre che a contribuire
consentono di conseguire gli obiettivi definiti
alla
nell’ambito della strategia dell’asse prioritario.
contribuiranno
riduzione
delle
alla
emissioni
inquinanti
e climalteranti e dei precursori causanti
In tabella 8 e 9 si indivuduano rispettivamente
l’inquinamento secondario, assicurerà un saldo
l’indicatore di realizzazione e indicatore di
179
risultato.
seguenti interventi di efficienza energetica:
Con particolare riferimento all’attività 3.1.3;
- bioedilizia finalizzata al risparmio energetico;
“Iniziative
- edifici passivi;
di
promozione
del
risparmio
energetico in contesti urbani ed industriali”.
- impianti ad alza efficienza.
Rispetto a quest’ultime sono state definite
Modalità di attuazione
schede di attuazione delle attività all’interno
L’intervento verrà attuato attraverso un bando
delle quali si riscontrino piene affinità e campi
pubblico o un accordo di programma (si ricorre
di applicazione della ricerca, ed è l’intervento
all’accordo di programma qualora vi siano più
3.1.3.43.01 “Promozione efficienza energetica
Enti interessati alla realizzazione dell’opera).
negli enti pubblici e territoriali” per il quale il
Tipologia dell’aiuto
PF responsabile è “Aree Protette, Protocollo di
Non è previsto alcun aiuto di stato.
Kyoto, Riqualificazione Urbana”, in cui i caratteri
Criteri di ammissibilità
si sono sintetizzati in tabella 10.
- Rispetto della normativa sugli aiuti di stato e
Contenuto dell’intervento
della pianificazione di settore.
La presente attività intende favorire il risparmio
- Presentazione del progetto definitivo.
energetico
- Nel caso di interventi diretti al risparmio
attraverso
la
concessione
di
contributi per la riduzione delle emissioni
energetico
climalteranti in linea con quanto stabilito dal
esclusivamente interventi negli edifici pubblici
Protocollo di Kyoto, dando attuazione alle
non residenziali.
strategie energetiche delineate nel Piano
- Soglia minima dell’investimento.
Energetico Ambientale Regionale (PEAR).
Criteri di valutazione
In generale l’impostazione del PEAR si ispira
Macro-criterio relativo alla qualità del progetto:
alle logiche della riduzione del prelievo di
- Validità tecnico-economica del progetto e
risorse naturali, dell’utilizzo innovativo delle
capacità di innovazione.
energie rinnovabili, della produzione distribuita
- Numero di utenti serviti.
a piccola scala di energia e di una forte dose
- Uso dei materiali naturali, rinnovabili e
di innovazione tecnologica e gestionale. Il
riciclati.
PEAR individua tre assi principali, di cui uno è
- Massimizzazione del contributo alle riduzione
il risparmio energetico, ai quali destinare in via
di gas effetto serra.
prioritaria le risorse a disposizione.
- Contributo alla riduzione dei consumi energetici
Sono ammessi a contributo, indicativamente, i
da
180
fonti
nell’edilizia,
fossili,
sono
rispetto
ammissibili
all’investimento
Asse
Obiettivo specifico
Obiettivo operativo
Codice Tema
Prioritario
Risorse
disponibili
Asse 3 Efficienza
energetica e
promozione
delle energie
rinnovabili
3.1 Promuovere uno sviluppo
energetico, sostenibile
attraverso l’utilizzo delle fonti
rinnovabili, il miglioramento
dell’efficienza energetica e
la promozione del risparmio
energetico
3.1.3 Promuovere
il risparmio
energetico in
contesti urbani ed
industriali
43 - Efficienza
energetica,
cogenerazione,
gestione energetica
1.000.000
euro
Tabelle 10
Asse
Obiettivo specifico
Obiettivo operativo
Codice Tema
Prioritario
Risorse
disponibili
Asse 3 Efficienza
energetica e
promozione delle
energie rinnovabili
3.1 Promuovere uno
sviluppo energetico,
sostenibile attraverso
l’utilizzo delle
fonti rinnovabili,
il miglioramento
dell’efficienza
energetica e la
promozione del
risparmio energetico
3.1.3 Promuovere il
risparmio energetico
in contesti urbani ed
industriali
43 - Efficienza
energetica,
cogenerazione,
gestione energetica
5.000.000 euro
Tabelle 11
ammissibile.
approvato dalla Conferenza delle Regioni nel
- Grado di partecipazione del beneficiario al co-
gennaio 2004.
finanziamento del progetto.
Ad
Macro-criterio relativo all’efficacia trasversale:
“Promozione efficienza energetica nell’ente
- Sinergie con altri assi del POR ed altri fondi di
regione Marche” in cui il PF responsabile: “Aree
finanziamento comunitari, nazionali e regionali.
Protette, Protocollo di Kyoto, Riqualificazione
-
Urbana” (Tabella 11).
Implementazione
di
progetti
avviati
esso
segue
l’intervento
3.1.3.43.02
nell’ambito della precedente programmazione
Contenuto dell’intervento
comunitaria.
La presente attività intende favorire il risparmio
Criteri di priorità
energetico
- Occupazione creata, con particolare riguardo
contributi per la riduzione delle emissioni
all’occupazione femminile creata.
climalteranti in linea con quanto stabilito dal
- Localizzazione in aree di maggior criticità
Protocollo di Kyoto, dando attuazione alle
ambientale
strategie energetiche delineate nel Piano
con
particolare
riferimento
attraverso
la
concessione
di
all’AERCA e/o alle FUAs (Aree Urbane Funzionali
Energetico Ambientale Regionale (PEAR).
cosi come riportate nel DSR ).
In generale l’impostazione del PEAR si ispira
- Sinergia con obiettivi di particolare interesse
alle logiche della riduzione del prelievo di
sociale, con particolare riguardo a strutture
risorse naturali, dell’utilizzo innovativo delle
riguardanti gli anziani, i giovani e l’infanzia.
energie rinnovabili, della produzione distribuita
Beneficiario
a piccola scala di energia e di una forte dose
Enti pubblici.
di innovazione tecnologica e gestionale. Il
Conformità delle procedure di attuazione con
PEAR individua tre assi principali, di cui uno è
i regolamenti comunitari e le leggi nazionali e
il risparmio energetico, ai quali destinare in via
regionali di settore
prioritaria le risorse a disposizione.
Normativa di riferimento:
Sono ammessi a contributo indicativamente i
- Regolamenti comunitari e Direttiva 91/02/
seguenti interventi di efficienza energetica:
CE, legge 10/1991, dlgs 192/2005 e dlgs
- bioedilizia finalizzata al risparmio energetico;
311/2006;
- edifici passivi;
- Piano Energetico Ambientale regionale (PEAR)
- efficienza impianti.
DACR n. 75/2005. Proposta legge edilizia
Modalità di attuazione
sostenibile DGR n. 5/2007, Protocollo Itaca
L’ intervento è a titolarità regionale e riguarda
26
181
edifici e/o impianti di proprietà dell’Ente
nell’ambito della precedente programmazione
regionale.
comunitaria.
Tipologia dell’aiuto
Criteri di priorità
Non è previsto alcun aiuto di stato.
- Occupazione creata, con particolare riguardo
Criteri di ammissibilità
all’occupazione femminile creata.
- Rispetto della normativa sugli aiuti di stato e
- Localizzazione in aree di maggior criticità
della pianificazione di settore.
ambientale
- Presentazione del progetto definitivo.
all’AERCA e/o alle FUAs (Aree Urbane Funzionali
- Nel caso di interventi diretti al risparmio
cosi come riportate nel DSR).
energetico
ammissibili
- Sinergia con obiettivi di particolare interesse
esclusivamente interventi negli edifici pubblici
sociale, con particolare riguardo a strutture
non residenziali.
riguardanti gli anziani, i giovani e l’infanzia.
- Soglia minima dell’investimento.
Beneficiario
Criteri di valutazione
Regione Marche
Macro-criterio relativo alla qualità del progetto:
Conformità delle procedure di attuazione con
- Validità tecnico-economica del progetto e
i regolamenti comunitari e le leggi nazionali e
capacità di innovazione.
regionali di settore
- Numero di utenti serviti.
Normativa
- Uso dei materiali naturali, rinnovabili e
comunitari e Direttiva 91/02/CE, legge 10/1991,
riciclati.
D.Lgs. 192/2005 e D.Lgs. 311/2006;
- Massimizzazione del contributo alle riduzione
Piano Energetico Ambientale regionale (PEAR)
di gas effetto serra.
DACR n. 75/2005. Proposta legge edilizia
- Contributo alla riduzione dei consumi energetici
sostenibile DGR n. 5/2007, Protocollo Itaca
da
approvato dalla Conferenza delle Regioni nel
fonti
nell’edilizia,
fossili,
sono
rispetto
all’investimento
con
di
particolare
riferimento
-
riferimento
Regolamenti
ammissibile.
gennaio 2004.
- Grado di partecipazione del beneficiario al co-
In entrambi gli interventi si strutturano rispetto
finanziamento del progetto.
i movimenti delineati dal Piano energetico
Macro-criterio relativo all’efficacia trasversale:
ambientale regionale adottato dalla regione
- Sinergie con altri assi del POR ed altri fondi di
PEAR27 all’interno dei quali i modelli sviluppati
finanziamento comunitari, nazionali e regionali.
nella ricerca possono diventare esempi che
-
concretamente rispondo ai contenuti previsti
182
Implementazione
di
progetti
avviati
Tavola di Coerenza
Obiettivi Globali
OSC n. 1.1
Perseguire uno sviluppo
energetico equilibrato e
sostenibile della regione
1.1.3 - Affrontare l’uso
intensivo delle fonti
energetiche tradizionali in
Europa.
OSC n. 1.2
Obiettivi specifici del Quadro
Strategico Nazionale
3.1.1 - Diversificazione delle fonti
energetiche e aumento dell’energia
prodotta da fonti rinnovabili.
3.1.2 Promozione dell’efficienza
energetica e del risparmio
dell’energia.
Tabelle 12
Obiettivi Globali
Obiettivi PICO
Perseguire uno sviluppo
energetico equilibrato e
sostenibile della regione.
Tutela dell’ambiente.
Strategia rinnovata di
Lisbona
Incoraggiare l’uso sostenibile delle risorse e
raffor-zare le sinergie tra
pro-tezione ambientale e
cre-scita.
Strategia di Goteborg
- Lotta ai cambiamenti
climatici.
- Gestire le risorse naturali in
modo più responsabile.
Tabelle 13
negli interventi stessi.
Coerenza con quanto illustrato dettagliatamente
nello schema seguente, gli obiettivi globali
individuati dalla strategia delineata dal POR
FESR implicano l’implementazione di tipologie
di intervento che vanno nella direzione delineata
dagli Orientamenti Strategici Comuni (OSC) e
dal Quadro di Riferimento Strategico Nazionale
(QRSN). (Tabella 12)
Elevata è la coerenza del POR FESR anche
con il Piano di intervento per la Crescita e
l’Occupazione (PICO), la Strategia rinnovata di
Lisbona e la strategia di Göteborg, così come
riportato nella tabella 13.
183
NOTE
1 Descrizione contenuti e individuazione dei punti di criticità relativamente alla direttiva 2002-97 CE, Dlgs 192-05,
Dlgs 311-06, Assemblea legislativa della regione EmiliaRomagna 4 Marzo 2008, Analisi della NORNA UNI 11300
TS e NORMA UNI 13790.
2 Al momento della pubblicazione della presente specifica tecnica è in vigore il Decreto Presidente Repubblica n.
412/93, che definisce, nell’articolo 3, le categorie degli
edifici.
3 Comma 1 a e b
4 Come già espresso nel D. Lgs. 192/05 per tutte le categorie di edifici.
5 Edifici residenziali di cui alla classe E1, così come classificati, in base alla destinazione d’uso, all’articolo 3, del
decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n.
412, esclusi collegi, conventi, case di pena e caserme.
6 DPR del 26 agosto 1993, n. 412, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale del 14 ottobre 1993,
n. 242. «Regolamento recante norme per la progettazione,
l’installazione, l’esercizio e la manutenzione degli impianti
termici degli edifici ai fini del contenimento dei consumi di
energia, in attuazione dell’art. 4, comma 4, della legge 9
gennaio 1991, n. 10»:
«Art. 3 (Classificazione generale degli edifici per categorie).
- 1. Gli edifici sono classificati in base alla loro destinazione
d’uso nelle seguenti categorie:
E.1 Edifici adibiti a residenza e assimilabili:
E.1 (1) abitazioni adibite a residenza con carattere continuativo, quali abitazioni civili e rurali, collegi, conventi, case
di pena, caserme;
E.1 (2) abitazioni adibite a residenza con occupazione saltuaria, quali case per vacanze, fine settimana e simili;
E.1 (3) edifici adibiti ad albergo, pensione ed attività similari;
E.2 Edifici adibiti a uffici e assimilabili: pubblici o privati,
indipendenti o contigui a costruzioni adibite anche ad attività industriali o artigianali, purché siano da tali costruzioni
scorporabili agli effetti dell’isolamento termico;
E.3 Edifici adibiti a ospedali, cliniche o case di cura e assimilabili ivi compresi quelli adibiti a ricovero o cura di minori
o anziani nonché le strutture protette per l’assistenza ed il
recupero dei tossico-dipendenti e di altri soggetti affidati a
184
servizi sociali pubblici;
E.4 Edifici adibiti ad attività ricreative, associative o di culto
e assimilabili:
E.4 (1) quali cinema e teatri, sale di riunione per congressi;
E.4 (2) quali mostre, musei e biblioteche, luoghi di culto;
E.4 (3) quali bar, ristoranti, sale da ballo;
E.5 Edifici adibiti ad attività commerciali e assimilabili: quali
negozi, magazzini di vendita all’ingrosso o al minuto, supermercati, esposizioni;
E.6 Edifici adibiti ad attività sportive:
E.6 (1) piscine, saune e assimilabili;
E.6 (2) palestre e assimilabili;
E.6 (3) servizi di supporto alle attività sportive;
E.7 Edifici adibiti ad attività scolastiche a tutti i livelli e assimilabili;
E.8 Edifici adibiti ad attività industriali ed artigianali e assimilabili.
7 Come sopra puntualizzato tale valutazione è richiesta anche nel caso di interventi di manutenzione straordinaria di
involucri di edifici con superficie utile superiore a 1000 m2
e nei casi di nuova installazione d’impianti termici in edifici
esistenti.
8 Secondo l’art.4 comma 22.
9 Si intende la salvaguardia dell’ambiente e l’uso razionale delle risorse nella fase di produzione dei materiali, dei
semilavorati e degli elementi prefabbricati. Questo significa
che, ovunque possibile, deve essere preferito l’uso di materiali e componenti prodotti con il minore impatto ambientale, spreco di risorse e consumo di energia.
10 Si intende la salvaguardia dell’ambiente nelle fasi di
esecuzione, ristrutturazione e demolizione del complesso
insediativo ed edilizio.
11 Si intende la salvaguardia delle risorse climatiche ed
energetiche (in riferimento la qualità dell’aria, al clima acustico, al campo elettromagnetico, all’accesso al sole al vento), della salubrità dell’aria, delle risorse idriche, del suolo e
del sottosuolo, del paesaggio e del sistema del verde, delle
risorse storico culturali, ed inoltre l’uso razionale dei rifiuti
solidi e liquidi, delle risorse idriche e delle risorse climatiche ed energetiche per la realizzazione del risparmio energetico e del benessere ambientale degli utenti (benessere
igrometrico, visivo, acustico, ecc.).
12 Spazi dove si svolgono contemporaneamente attività
principali e secondarie in ambiti precisamente individuati
negli elaborati di progetto.
13 Formulati in riferimento alle ricadute che si hanno sulle regioni italiane oggetto di studio, le quali concorrono
direttamente alla definizione delle linee guida rispetto alle
esigenze e i risultati ottenuti dalla precedente programmazione 2000-2006.
14 Programma operativo regionale. Si farà riferimento a
quello della regione marche oggetto di studio.
15 Seguono i tre fattori:
- le decisioni strategico dell’UE, come previsto
dagli
orientamenti
strategici
comunitari
in
materia
di
coesione
(2006/702/CE).
- I bisogni specifici e le sfide della cooperazione Sud-Est europeo, area dell’operazione presentata nell’analisi e nella
SWOT del presente documento.
- La portata ei limiti di un obiettivo 3 transnazionale programma di cooperazione, come indicato nei rispettivi regolamenti (ad esempio, il regolamento n. 1080/2006).
16 Esempi di partenariati transazionali sostenuti in
quest’area.
17 Il Programma operativo di cooperazione territoriale MED
si caratterizza da 5 assi prioritari con relativi obiettivi specifici.
18 FERS: Fondo Europeo di Sviluppo Regionale; Commissione Europea – Direzione Generale Politica Regionale (75%) e
Fondi nazionali (25%).
19 Area d’azione della ricerca sono le regioni dell’Italia centarle. Si è scelto come caso studio di sperimentazione la
regione Marche.
20 Nonché sviluppo delle risorse umane e rurali.
21 Province alle quali è stata applicata una deroga.
22 A quest’ultima è stato concesso d’inserirsi gradualmente
nella partecipazione al programma IPA fino il 2012 incluso,
dopo aver dimostrato idoneità per il precedente programma Italia2004-2006-Adriatico programma. Questo per un
sostegno transitorio affinché si consenta ai partner serbi la
cooperazione istituzionale, la cooperazione tra università,
istituti di ricerca, istituti culturali, ecc.
23 Insieme alla 1 relativa la cooperazione in ambito economico, sociale e istituzionale.
24 Obiettivi formulati a seguito della comparazione tra una
tabella di indicatori chiave che consente di collegare il contesto marchigiano agli indicatori di programma (impatto)
ed agli obiettivi comunitari prioritari, definiti in particolare
nell’ambito della Strategia di Lisbona e Göteborg.
25 Modalità attuative del piano operativo regionale.
26 Approvato con Deliberazione Amministrativa del Consiglio Regionale n.33/06 pubblicata nel BUR n.144 del
30/11/2006.
27 Piano a medio termine (anno 2015) di tutto il comparto
energetico regionale, nel quale si segnala in primo luogo la
revisione profonda delle modalità costruttive in edilizia con
l’adozione di tecniche di risparmio energetico, di sfruttamento dell’energia solare e di edilizia bioclimatica. L’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda
sanitaria diventa obbligatoria in tutte le nuove costruzioni.
Tre sono gli assi principali e costitutivi del PEAR e nel primo
riscontano affinità con i contenuti della tesi:
- risparmio energetico tramite un vasto sistema di azioni
diffuse sul territorio e nei diversi settori del consumo, soprattutto nel terziario e nel residenziale. Strumenti attivabili
sono le campagne di sensibilizzazione ed informazione e
programmi di incentivazione agili e significativi caratterizzati da semplicità burocratica nonché da sistematicità e
continuità degli interventi;
3.1 Risparmio energetico ed efficienza negli usi finali
Viene promossa una revisione profonda delle modalità costruttive in edilizia con l’adozione di tecniche di risparmio
energetico, di sfruttamento dell’energia solare e di edilizia
bioclimatica. L’utilizzo di tali tecniche dovrà diventare lo stato dell’arte per tutti gli edifici nuovi e da ristrutturare attraverso l’inserimento progressivo di norme,
anche cogenti, nel Regolamento Edilizio Tipo e nei Regolamenti Edilizi comunali. Tra le altre misure si segnala l’obbligo di installare pannelli solari per la produzione di acqua
calda sanitaria in tutte le nuove costruzioni, in linea con le
più avanzate esperienze delle città europee.
185
186
5 Abitare in edifici passivi E METODI DI STUDIO
INDICE PARZIALE
5.1 Abitare in edifici passivi in Italia.
5.2 Definizione degli obbiettivi di comfort degli utenti in regime estivo.
Parametri esigenziali – prestazionali.
5.2.1 Sicurezza, Benessere, Fruibilità e Gestione
5.3 Definizione dei requisiti Tipologici, Ambientali e Tecnologici degli
edifici, rispetto le differenti localizzazioni di tipo urbano o extraurbano.
5.4 Definizione degli obbiettivi finalizzati al miglioramento degli standard.
5.4.1 Metodi per la formulazione di modelli progettuali.
5.4.2 Strumenti per la verifica e la valutazione dei modelli di studio.
188
191
192
196
206
206
214
Viene sviluppato il concetto di abitare in architetture passive nelle regioni mediterranee dell’Italia.
Verranno delineati i profili di utenza e definiti requisiti prestazionali necessari al soddisfacimento
delle esigenze per il loro fabbisogno. Formulazione dei requisiti Tipologici, Ambientali e Tecnologici degli edifici considerando le diverse situazioni ambientali che caratterizzano le regioni geografiche prese in esame.
187
5.1 ABITARE IN EDIFICI PASSIVI IN ITALIA
nato servizio utilizzando solo i flussi di energia
In linea, con gli obiettivi del Protocollo di Kyo-
rinnovabile, senza impiegare macchinari ausi-
to, la Commissione Europea ha approvato nel
liari (ad esempio, ventilatori o pompe), in una
dicembre 2006 un Action Plan for Energy Effi-
espressione che non proponga a priori alcuna
ciency, il quale propone un obiettivo strategico
indicazione precisa in merito al tipo di tecnolo-
per la politica energetica e delineato, sulla base
gie utilizzate.
dell’importanza del settore delle costruzioni nel
“Il termine edificio passivo è generalmente ri-
bilancio energetico europeo (40% dei consumi
ferito a edifici in cui le condizioni di comfort
totali) . Si individuano:
(invernale e/o estivo) vengono raggiunte grazie
- gli obiettivi per l’espansione della portata della
a caratteristiche dell’involucro edilizio (forma
Direttiva sulle Prestazioni Energetiche degli Edi-
orientamento, isolamento termico e massa, pro-
fici [EPBD] al 2009;
tezioni solari, ecc.) e a sistemi di trasporto del
- l’inserimento di target minimo per le nuove co-
calore da o verso l’ambiente circostante (aria,
struzioni (e per gli edifici esistenti con superfi-
terreno, cielo, ecc.) che non richiedano utilizzo
cie utile superiore a 1000 m ), con l’obiettivo di
di energia fossile o di altre fonti convenzionali”.
raggiungere, a partire dal 2015 , il livello della
(anche sistemi di recepimento passivi che sono
casa passiva.
attivi , fotovoltaico, solare termico,ecc.)
Il termine casa passiva viene utilizzato nella
La definizione di edificio passivo nasce nell’Eu-
bibliografia di settore, con sfumature di signi-
ropa centrale, in relazione alle caratteristiche
ficati differenti; secondo l’Action Plan il termi-
climatiche e alle abitudini degli abitanti in quel-
ne di casa passiva indica una casa priva dei
la data regione e riguarda il regime invernale di
tradizionali sistemi di riscaldamento e di ogni
riscaldamento.
impianto di condizionamento di tipo attivo; con-
In questa visione il termine casa passiva non
cetto, questo, associato ad una serie di requi-
corrisponde ad una procedura generale di pro-
siti prestazionali, quali alti livelli di isolamento
gettazione, quanto piuttosto ad uno standard
e adozioni di particolari tecnologie (sistemi di
costruttivo specifico, ossia il modello “Passi-
ventilazione meccanica combinati ad impianti
vhaus”, definito da Feist nel 1995, che identifi-
per il recupero del calore) che definiscono, di
ca precisamente i requisiti di energia e di qua-
fatto, uno standard costruttivo.
lità e fornisce un insieme di soluzioni codificate
In realtà, per sistema passivo si dovrebbe in-
con i quali essi possono essere raggiunti, sulla
tendere un sistema che fornisce un determi-
base di tre cardini progettuali:
2
188
1
1 Numero di ore di funzionamento degli impianti di aria condizionata
ne settore residenziale
in Europa (fonte: Altener
Project
41030/Z/01118/2001)
- un limite alla domanda totale di energia prima-
della ricerca possiamo pensare di suddividere
ria [15 kw/m2 anno];
l’Italia in due zone climatiche principali:
- un requisito di comfort termico;
- una zona che include le regioni settentriona-
- un insieme di tecnologie passive preferenziali.
li e le aree appenniniche del centro Italia nelle
Ma il modello della “Passivhaus” è stato svilup-
quali i consumi energetici sono legati condizio-
pato negli ultimi 15 anni a partire dalle istanze
nati dal fabbisogno termico per il riscaldamento
connesse al clima relativamente freddo dell’Eu-
invernale;
ropa centrale, perciò rimane riduttivo definire
- una zona che riguarda le aree centro meridio-
un panorama extranazionale all’interno uno
nali dove i consumi per il raffrescamento estivo
standard applicabile in forma generale a tutte
aumenta e proporzionalmente diminuiscono
le fasce climatiche del contesto europeo. Infatti
quelli per il riscaldamento invernale. Quest’ul-
l’architettura vernacolare del mediterraneo ci
tima regione oggi viene definita fascia medi-
dimostra come le caratteristiche climatiche di
terranea, sia per le caratteristiche di consumo
molte regioni dell’Europa meridionale hanno
energetico sia per il clima, come definito da Ko-
sempre dovuto soddisfare l’esigenza di prote-
eppen. E’ per quanto che si parlerà per queste
zione dal surriscaldamento estivo. Quindi è ne-
regioni di edifici passivi nel mediterraneo.“Con
cessario definire un modello più coerente alle
questa poco felice definizione ci si intende ri-
aree del bacino mediterraneo.
ferire ad elementi costruttivi dell’edificio (pa-
Recuperando, ovviamente, le istanze originali
reti, finestre, schermi, ecc.) capaci di trasferire
della progettazione passiva che ricercano una
energia solare allo stesso, e quindi di limitare
interpretazione tecnologica delle indicazioni
il consumo di energia esterna non rinnovabile.
strategiche per il controllo e la riduzione dei
Un uso intelligente di componenti passivi può ri-
consumi di energia e che trovano, nei requisiti
durre considerevolmente (20 ÷35%) i consumi
di inerzia termica, ventilazione naturale e scher-
di energia degli edifici. In pratica il comporta-
matura solare, nuovi cardini progettuali.
mento di questi elementi è assimilabile a quelli
La stessa regione italiana infatti nel suo inter-
dei collettori solari; essi captano energia solare
no non ha un paesaggio climatico uniforme: è
e la distribuiscono in qualche modo all’interno
possibile distinguere nella stessa regione delle
dell’edificio Le problematiche sull’utilizzo dei
aree geografico – climatiche con caratteristiche
componenti passivi sono sensibilmente diverse
molto differenti tra loro.
a seconda che ci si riferisca alle condizioni in-
Ai fini dei consumi energetici e degli obiettivi
vernali o alle condizioni estive. Il comportamen189
Standard Passivhaus esteso
Criterio di raffrescamento
La domanda di energia sensibile utile per il raffrescamento ambientale non superiore ai 15
kWh/m2a di superficie netta abitabile per anno.
Criterio di riscaldamento
La domanda di energia sensibile utile per il riscaldamento ambientale non superiore ai 15
kWh/m2a di superficie netta abitabile per anno.
Criterio di energia primaria
La domanda di energia primaria per tutti i servi energetici, inclusi riscaldamento, acqua
calda sanitaria, elettricità per l’abitazione e gli ausiliari, non superiore ai 120 kWh/m2a di
superficie netta abitabile per anno.
Tenuta all’aria
Se una buona qualità dell’aria ed un altro comfort termico sono raggiunti per mezzo di
un sistema di ventilazione meccanica, l’involucro edilizio dovrebbe presentare un risultato
del test di pressurizzazione (a 50 Pa), non superiore 0.6 h-1, secondo la EN 13829. Per
località con temperature di progetto invernali esterne superiori a 0°C, un risultato del test
di pressurizzazione pari a 1.0 h-1 dovrebbe essere sufficiente.
Criterio di comfort estivo
Criterio di comfort estivo
Nelle stagioni calde ed umide, la temperatura operativa deve rimanere all’interno di comfort
definito dalla norma EN 15251. Inoltre, se viene utilizzato un sistema di raffrescamento
attivo la temperatura operativa può essere mantenuta sotto i 26°C
In inverno, la temperatura operativa nelle stanze può essere mantenuta sopra i 20 °C,
entro i limiti energetici sopra dimensionati
2
to di un elemento passivo, infatti, non è sempre
- un livello di tenuta all’aria che può essere leg-
positivo. Ad esempio, se utilizziamo un elemen-
germente inferiore, soprattutto nelle località più
to per catturare molta energia solare durante
a sud;
il periodo invernale abbiamo poi l’esigenza di
- finestre e altre superfici trasparenti dotate di
limitare il surriscaldamento estivo mediante
protezioni solari fisse e mobili capaci di inter-
artefici sullo stesso elemento passivo e anche
cettare completamente la radiazione solare di-
con la sua parziale esclusione. Quasi sempre i
retta;
componenti passivi hanno lo scopo di riscalda-
- in estate, ventilazione notturna naturale i al-
re l’edificio e quindi occorre sempre prevedere
cuni locali e nel vano scale e ventilazione mec-
un sistema di protezione estivo dal surriscalda-
canica in altri, per ottimizzare la riduzione del
mento interno”.
calore e il comfort acustico;
Potremo quindi parlare, in maniera più corretta,
- un eventuale impianto (passivo o attivo) per
di edificio ad alta efficienza energetica.
assolvere alle necessità di raffrescamento re-
Il clima mite del Mediterraneo può essere sicu-
sidue .
ramente considerato come un notevole vantag-
Con il termine passivo “(…) non si esclude l’uso
gio per la realizzazione di edifici ad alta efficien-
di un ventilatore o una pompa quando la loro
za energetica, perché non occorrono i medesimi
applicazione può innalzare la prestazione. Que-
termici apporti di energia in regime invernale
sto termine enfatizza la utilizzazione di sorgenti
di un clima continentale: l’edificio deve essere
di raffrescamento naturali, o pozzi di calore, per
pensato e costruito principalmente per evitare i
l’asportazione di calore fuori dall’edificio e, se è
surriscaldamenti estivi, e il problema degli ap-
necessario fornire energia per attuare il siste-
porti energetici invernali (determinante per un
ma, allora il sistema di trasferimento di calore è
edificio passivo in climi freddi) è decisamente
a basso costo e semplice è il rapporto tra l’ener-
inferiore.
gia consumata e l’energia di raffrescamento ot-
Quindi un edificio passivo rivela caratteristiche
tenuta è piuttosto basso (…)”.
differenti per le regioni del sud Europa rispetto
Quindi con il termine passivo si definisce un
quelle delle regioni del nord:
approccio progettuale, per la realizzazione di
- un elevato isolamento termico, con livelli dif-
edifici ad alta efficienza energetica, conside-
ferenziati per clima e per elemento costruttivo
rando i caratteri climatici come principale stru-
(tetto, pareti e superfici a contatto con il terre-
mento per assolvere alle esigenze energetiche
no);
dell’edificio, approccio preso come riferimento
190
2 Standard Passivhaus
esteso. Tratto da Progetto Passive-On, progetto
Europeo coordinato da
eERG-Politecnico di Milano.
all’interno dello studio sviluppato.
e sviluppati in funzione del loro comportamento
Si parlerà di regioni mediterranee e di esigenze
in regime estivo ed invernale e ne verrà illustra-
legate al fattore estivo all’interno delle quali si
ta la capacità di interferire sul comportamento
darà opportuna risposta anche al comfort inver-
energetico di un edifico tipo in funzione delle
nale e di illuminazione.
caratteristiche conferite alle unità tipologiche e
Le strategie passive per le regioni mediterranee
ai sistemi tecnologici. Questo attraverso un per-
non sono richiudibili in uno schema, ma se ne
corso di validazione sperimentale, di seguito
possono rilevare i fattori e proporzionalmente
illustrato che permetterà di comprendere come
quanto e come questi incidono all’interno del
variando uno solo di questi parametri si modi-
progetto d’architettura.
fica il comportamento energetico, in termini di
Tali criteri sono dei riferimenti legati all’espe-
consumi per il rafrescamento.
rienza che attualmente si ha rispetto alla te-
Secondo lo standard Passivhaus esteso si de-
matica, in qualità di fase transitoria che subirà
finiscono i criteri di controllo der il fabbisogno
modificazioni nel divenire della ricerca.
energetico per il raffrescamento come riportato
Dall’esame delle caratteristiche di funziona-
in tabella, valori che verranno rivisti in seguito
mento delle architetture storiche e moderne in
a una maggiore esperienza maturata in campo
clima mediterraneo, si sono estrapolati quindi
applicativo.
10 fattori ritenuti determinanti per il progetto di
architetture ad alta efficienza in clima mediter-
5.2 DEFINIZIONE DEGLI OBIETTIVI DI CON-
raneo:
FORT DEGLI UTENTI IN REGIME ESTIVO. PA-
- orientamento
RAMETRI ESIGENZIALI-PRESTAZIONALI.
- rapporto di forma
Per delineare gli obiettivi di confort degli uten-
- inerzia termica
ti in regime invernale ed estivo per la regione
- trasmittanza
climatica oggetto di studio, analizzata nel para-
- schermatura solari
grafo precedente, si considerano come utenti le
- ventilazione naturale
famiglie.
- spazi a differenti temperature
Per la determinazione delle caratteristiche di
- strategie passive d’involucro
spazio dei modelli abitativi-tipologici assimila-
- impermeabilità all’aria
ti a residenze capaci di soddisfare gli obiettivi
- colore
del comfort indoor, sono stati individuati i re-
Nel capitolo 6 verranno singolarmente enunciati
quisiti esigenziali-prestazionali, per definire su
191
quali basi dovranno essere formulati le diverse
Segue la resistenza alle intrusioni esterne at-
tipologie d’involucro nella differenziazione dei
traverso l’uso di sistemi di protezione alle fine-
caratteri tipologici e tecnologici, con l’obiettivo
stre che oltre a regolare la captazione solare
di garantire il benessere degli utenti negli am-
permetteranno di controllare l’ingresso di corpi
bienti confinati, nonché i requisiti di controllo
estranei come animali o residui vegetali.
gestionale–ambientale dello stesso involucro
Si terminerà con il soddisfare il requisito di
che di conseguenza verrà predisposto e soddi-
tenuta, in particolare riferito alle tenuta della
sferà l’esigenza anche di controllo ambientale.
portata d’aria, per cui si dovrà controllare l’in-
A questo scopo viene utilizzato lo schema di
gresso delle masse ventose con una opportuna
classificazione del sistema tecnologico definito
calibrazione dell’apertura delle parti vetrate.
dalla norma UNI 8290 prima e seconda parte,
Tale controllo potrà essere regolato dai disposi-
scelti sulla base della quale sono stati determi-
tivi di ombreggiamento che lasciati chiusi dopo
nati i requisiti esigenziali–prestazionali riportati
avere aperto le finestre possono essere utilizza-
nelle tabelle seguenti.
ti come primo filtro che blocca la parte dei flussi di vento più incisivi, determinando anche un
5.2.1 SICUREZZA, FRUIBILITA’, GESTIONE E
effetto ombra raffrescante che risulta efficace
BENESSERE.
in particolare in stagione estiva. O ancora usu-
Sicurezza
fruendo del controllo dell’orientamento dell’edi-
Per la sicurezza si intende la sicurezza concreta
ficio che consente di controllare non solo l’inci-
dell’utente nella comodità d’uso dei dispositivi
denza dei raggi solari ma l’angolo d’incidenza
che lo spazio dell’abitare può presentare, come
dei flussi ventosi.
il controllo della scabrosità, per il quale si pone
Fruibilità
particolare attenzione sulle finiture utilizzate
E’ necessario formulare modelli tipologici che,
nella realizzazione degli intonaci interni e tinte,
oltre a essere assimilabili a una tipologia resi-
nonché alle finiture dei pavimenti interni degli
denziale, presentino internamente una suddivi-
ambienti abitati. Questi saranno realizzati ri-
sione spaziale in grado di soddisfare ogni esi-
spettivamente in calce bianca rasata e legno di
genza di vivibilità e fruibilità degli spazi.
abete trattato con lucidanti e posato a colla su
Per queste ragioni anche i modelli tipologici ipo-
struttura lignea o chiodato su massetto, in rela-
tizzati per le verifiche di ricerca presenteranno
zione al sistema tecnologico utilizzato, leggero
gli opportuni spazi distributivi e di collegamento
o pesante.
ai diversi piani e si definiranno spazi per alloggi
192
3
Tabella
requisiti
(secondo la norma
UNI8290) per edificio
passivi in regioni mediterranee.
CLASSE ESIGENZIALE
CLASSI DI REQUISITI
REQUISITI
STRATEGIE DI CONTROLLO
SICUREZZA
Di sicurezza d’utenza
Controllo della scabrosità
Comodità d’uso
Resistenza alle intrusioni
Di tenuta
Controllo delle dispersioni
Tenuta all’aria: controllo della portata
Tenuta all’aria: controllo della velocità
FRUIBILITA’
Di adattaglità delle finiture
Tenuta all’aria: controllo della velocità
BENESSERE
Termici e igrometrici
Controllo del fattore solare
Orientamento
Rapporto di forma
Schermature solari
Colore
Spazi a differenti
temperature
Controllo della temperatura
Orientamento
Trasmittanza
Inerzia termica
Isolamento termico
Visivi
GESTIONE
Di economia
SALVAGUARDIA
DELL’AMBIENTE
Inerzia termica
Strategie passive
d’involucro
Trasmittanza
Controllo dell’inerzia termica
Inerzia termica
Tenuta all’aria
Impermeabilità all’aria
Ventilazione
Orientamento
Ventilazione naturale
Assorbimento luminoso
Schermature solari
Colore
Controllo del flusso luminoso
Schermature solari
Controllo delle dispersioni di calore per
trasmissione
Controllo del fattore solare
Isolamento termico
Manutenibilità
Facilità d’intervento
Pulibilità
Di funzionamento
Controllo delle dispersioni
Tenuta all’aria: controllo della portata
Tenuta all’aria: controllo della velocità
Di salvaguardia
dell’ambiente
3
o ambienti dimensionati al fine di poter ipotizza-
strategie introdotte per il controllo di benesse-
re differenti destinazioni d’uso, come ad esem-
re termoigrometrico devono essere sufficiente-
pio il lavoro terziario.
mente, semplici per essere gestiti da una famiglia.
Gestione
Benessere
Questo requisito è molto interessante visto nei
Garantire l’equilibrio termo igrometrico in un
casi di clima estivo e invernale. Nelle regioni og-
ambiente con l’intento di ottimizzare il confort
getto di studio il fattore climatico estivo e quello
dell’utente, grazie alla creazione di un adegua-
invernale incidono entrambi in maniera signifi-
to microclima interno è il primo obiettivo che
cativa, con la prevalenza del primo. In questo
l’uomo nel suo percorso di vita attraverso la
caso si devono regolare i dispositivi che dovran-
costruzione edilizia ha cercato di raggiungere.
no garantire un buon raffrescamento naturale
Pertanto, le scelte progettuali utilizzate sono
degli ambienti abitati.
finalizzate al miglioramento del benessere
La scelta di studiare tipologie efficienti compor-
dell’utente con particolare riferimento al con-
ta la predisposizione di un sistema edilizio in
fort. Principale obiettivo della ricerca è poi il
grado di essere facilmente manutentibile. Le
confort termico estivo.
193
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
Fattori
Orientamento
Rapporto di forma
Inerzia termica
Trasmittanza
Schermature solari
Ventilazione naturale
Spazi a differente temperatura
Strategie passive d’involucro
Impermeabilità all’aria
Colore
Tipo di fattore
Tipologico-Morfologico
Tipologico-Morfologico
Tecnologico
Tecnologico
Tecnologico
Tipologico-Morfologico
Tipologico-Morfologico
Tecnologico
Tecnologico
Tecnologico
Tabella 1
I tre fattori importanti per il controllo del benes-
agli effetti del tasso metabolico. L’attività svolta
sere indoor calore sono calore, luce ,aria, che
dall’individuo all’interno dell’abitazione è infatti
vanno ad agire su dei parametri quali la tem-
un parametro che condiziona l’equilibrio termi-
peratura dell’aria, la velocità dell’aria indoor, la
co interno dell’ambiente in virtù delle tempera-
temperatura superficiale delle pareti esterne,
ture corporee prodotte che vanno a interagire
l’umidità relativa.
con le temperatura dell’ambiente indoor. Per
L’obiettivo di confort indoor è il filo conduttore
ottenere condizioni termiche ideali è necessa-
che lega ogni fattore di controllo progettuale.
rio equilibrare lo scambio di calore prodotto dal
Per esempio nella scelta dei componenti tecno-
corpo umano e l’assorbimento conseguente da
logici si dovrà controllare il fattore luce inteso sia
parte dell’ambiente confinato: in tal caso gioca
in termini di apporti di calore ma anche come
un ruolo determinante la temperatura ottima-
fattore luminoso per garantire il corretto livello
le dell’aria. Ai fini del progetto si considera un
d’illuminazione naturale interna degli ambienti.
tasso di occupazione degli ambienti pari a 0,2
Con la psicometria si è inoltre potuto compren-
persone/mq. L’attività prevista negli ambienti
dere come è possibile ottenere il benessere
formulati è quella di consumare cibi, svolte da
ambientale considerando quelle che sono le
individui e riportate secondo questi valori: atti-
attività svolte dall’uomo all’interno dello spazio
vità svolte da uomini, uomini = 1.00, donne =
definito. A tale fine lo studio dei modelli svilup-
0.85, bambini = 0.75
pati dovrà considerare parametri indispensabili
E’ importante considerare la destinazione d’uso
al fine del controllo e il raggiungimento di questi
degli spazi perché questa calibrazione consen-
obiettivi.
te di ottimizzare le risorse termiche con un evi-
Vengono individuate le destinazioni d’uso degli
dente risparmio energetico.
spazi abitati all’interno del progetto edilizio e si
Poi si considerano come dati fissi la resistenza
considera il tasso di occupazione e il tempo di
che comporta il vestiario in clima estivo e inver-
occupazione, ai fini di una più attendibile veri-
nale calcolato secondo in Clo. Rispettivamente,
fica di calcolo. Si considerano due tipi di spazi
vestiti invernali (clo) 1.00 – vestiti estivi (clo)
in funzione di una macro suddivisione tra spazi
0.50.
abitati e spazi non abitati destinati alla distribu-
Per ciò che riguarda la temperatura degli spazi
zione ai differenti alloggi. Negli spazi abitati non
interni si può affermare che non esiste il clima
si considerano suddivisioni interne di ambienti,
ottimale, ma esiste un campo ristretto che defi-
ma si prende in esame i fattori che competono
nisce le condizioni gradevoli, ammissibili o sod-
194
Tabella 1 Articolazione
dei dieci principi progettuali.
Gen
Feb
Mar
Apr
Mag
Giu
Lug
Ago
Set
Ott
Nov
Dic
Lunedì
D.F.
D.F.
D.F.
D.F.
D.F.
D.F.
D.F.
D.F.
D.F.
D.F.
D.F.
D.F.
Martedì
D.F.
D.F.
D.F.
D.F.
D.F.
D.F.
D.F.
D.F.
D.F.
D.F.
D.F.
D.F.
Mercoledì
D.F.
D.F.
D.F.
D.F.
D.F.
D.F.
D.F.
D.F.
D.F.
D.F.
D.F.
D.F.
Giovedì
D.F.
D.F.
D.F.
D.F.
D.F.
D.F.
D.F.
D.F.
D.F.
D.F.
D.F.
D.F.
Venerdì
D.F.
D.F.
D.F.
D.F.
D.F.
D.F.
D.F.
D.F.
D.F.
D.F.
D.F.
D.F.
Sabato
On
On
On
On
On
On
On
On
On
On
On
On
Domenica
On
On
On
On
On
On
On
On
On
On
On
On
Tabella 1
Tabella 2 Schematizzazione del tasso di
occupazione ipotizzato
nei calcoli dinamici.
Con D.F. si intende dalle
ore 7:00 alle 9:00 dalle
16:00 alle 23:00.
disfacenti.
lucro dovranno per questo essere in grado di
In inverno secondo normativa si considera una
rispondere alle esigenze di benessere del mi-
temperatura interna degli ambienti che deve
croclima interno riuscendo a soddisfare le clas-
essere uguale a 20°C, in generale si può con-
si di requisiti di benessere termo-igrometrico,
siderare come temperatura ammissibile anche
oltre quelle visive e tattile, più legate agli spetti
i 18°C, ma limitatamente a quelle che posso-
psico-fisici della percezione che ha l’individuo,
no essere le ore lavorative durante il giorno. In
in particolare nelle regioni oggetto di studio in
estate la temperatura interna deve essere com-
cui diventa incisivo il fattore di calore estivo.
presa tra i 26 e 28 °C, per temperature più alte
I fattori vengono riassunti nella tabella allegata
non si può parlare di comfort termico, soprattut-
suddivisibili in strategie tipologiche-morgologi-
to se il caldo si sviluppa per un lungo periodo.
che e strategie tecnologiche.
Infatti temperature superiori ai 28° si tollerano
Le strategie introdotte sono correlate alla co-
per breve tempo. Molto importante è anche la
noscenza dei basilari strumenti di controllo
temperatura superficiale interna dell’involucro
energetico conosciuti attraverso la bibliografia
e la differenza di temperatura che si crea tra
ed evidenziati rispetto all’analisi delle caratteri-
queste e la temperatura dell’aria: minore è la
stiche tipologiche e tecnologiche tipiche dell’ar-
differenza e maggiore sarà il comfort termico
chitettura pre e post industriale analizzata nel
dell’utente.
territorio mediterraneo.
Per ciò che riguarda l’umidità quando la tem-
Da qui si confermano i dieci fattori di progetto
peratura dell’aria media è di 20°C si considera
per un edifico efficiente, che verranno esplicita-
un’umidità relativa compresa fra 40 e 70% in
ti nel capitolo successivo per le loro caratteristi-
generala senza scendere al 30%. Questi pa-
che prestazionali in regime estivo ed invernale
rametri sono condizioni di comfort che l’uomo
(tabella 1).
nel corso della sua storia ha rispettato al fine di
Finalità della ricerca è di comprendere quando
produrre un’architettura nel rispetto di queste
ciascun fattore è in grado di incidere in termini
esigenze per la costruzione di ambienti confina-
di consumi energetici estivi ed invernali, nel pro-
ti. Diventano per questo importanti i fattori che
getto di un edificio energeticamente efficiente.
influenzano il progetto dell’involucro dell’edifi-
Per poter raggiungere questo obiettivo è neces-
cio in qualità di frontiera che delimita lo spazio
sario predisporre i dati necessari a implementa-
abitato fungendo da termoregolatore.
re il sistema di calcolo.
Le caratteristiche tecnico costruttive dell’invo-
Primo riferimento è ottenere un benessere in195
terno dell’ambiente in termine termo-igrometri-
5.3 DEFINIZIONE DEI REQUISITI TIPOLOGICI,
co rispetto il quale la normativa UNI 11300 e
AMBIENTALI E TECNOLOGICI DEGLI EDIFICI,
15251, presuppone una temperatura interna
RISPETTO ALLE DIFFERENTI LOCALIZZAZIONI
indoor di 26°C per il periodo estivo e di 20°C
DI TIPO URBANO ED EXTRA URBANO
per quello invernale.
Come descritto nel paragrafo precedente viene
In fase sperimentale (utilizzando il programma
considerata la regione Marche oggetto di stu-
Design Builder), nella programmazione di requi-
dio, la quale presenta un interessante variazio-
siti attribuiti agli spazi abitati si ipotizza un tam-
ne climatica articolata in montana-collinare,
plate di attività Dwell_DomLounge per tutti gli
pianura e mare, nel quale si includono anche le
ambienti riscaldati corrispondente alla funzione
aree di fiume e laghi.
abitativa.
Rispetto a ogni condizione climatica si ipotiz-
Il tasso di occupazione prevista è pari a una
zano 6 tipologie d’involucro differenti, capaci
densità di persone/mq pari a 0,2 la cui frequen-
di soddisfare per ogni clima i requisiti prece-
za è schematizzata in tabella 2.
dentemente rilevati: l’analisi strumentale ne
In cui D.F. corrisponde a Domestic Family che
verificherà la reale incidenza quantitativa per le
corrispondono a un lasso di tempo che va dalle
differenti condizioni climatiche in virtù dell’area
ore 7:00 alle 9:00 e dalle 16:00 alle 23:00 e si
campione presa in esame.
può considerare valido per tutti i giorni feriali,
Nei successivi paragrafi vengono descritte le
mentre il sabato e la domenica si considera un
condizioni climatiche delle regioni climatiche
ambiente sempre occupato.
prese in considerazione.
Si individua nell’impostazione degli ambienti in-
Area montana e collinare
terni le temperature come Set Point di Riscalda-
L’area montana e collinare presenta un clima
mento (20 °C) e Set Point di Raffrescamento
freddo in cui le temperature sono rigide in in-
(26 °C). Si considera una quantità di apporti di
verno e rimangono altrettanto basse in estate.
energie corrispondenti ad attività che vengono
Queste si elevano solo durante alcuni periodi
svolte all’interno dell’ambiente abitato, pari a
dell’anno in cui i fattori estivi tendono ad au-
6,00 W/mq, in cui la frazione dispersa è pari a
mentare anche le temperature appenniniche
0 e la frazione radiante 0,2.
avendo cime che non superino i mille metri di
altezza. Questo in funzione di un maggiore irraggiamento solare e l’assenza di venti freddi,
costante climatica nella stagione invernale.
196
Considerando and esempio quote all’altezza
Nelle località di mare, di fiume e lago si pos-
di mille metri si registrano infatti temperature
sono definire caldo-umide, in cui diventa inte-
invernali minime che oscillano tra 9° e -9,8°C
ressante l’incidenza del fattore d’inerzia che
contro quelle massime che possono arrivare in
determinano le masse d’acqua specialmente
ottobre ad avere valori fino a 15°C. Di contro
durante la stagione estiva, in grado di mitigare
durante il periodo estivo nelle medie massime
il microclima estivo. Ottenendo un buon livello
si registrano temperature che possono arrivare
di umidità relativo esterno e un opportuno ab-
a 25°C.
bassamento d’incidenza delle temperature che
Nelle zone collinari più assimilabili a quelle
rimane comunque molto alto, arrivando a dei
montane si rileva un aumento di questi valori
picchi di circa 37°C arrivando durante l’inverno
in favore di un addolcimento dalle temperature
anche a picchi di -5°C.
invernali e l’aumento dell’incidenza dei fatto-
Area di approfondimento Report Meteorologico
ri estivi che conducono le temperature medie
Come enunciato nel paragrafo al primo capito-
massime a valori di 30°C ma che in inverno re-
lo, riferito alla limitazione del campo d’indagine,
gistrano temperature fino a -7,9 °C, con un’inci-
in riferimento all’ambito di sperimentazione, è
denza annuale di radiazione solare pari a 5200
stata scelta la regione Marche, sia rispetto
MJ/mq. E’ interessante rilevare da qui che tra i
alle caratteristiche climatiche con significative
requisiti correlati all’esigenza di benessere ter-
escursioni termiche giornaliere e stagionali,
mo igrometrico all’interno dell’unità abitativa,
ed anche in funzione della completa varietà
determina l’incidenza dei fattori termo-igrome-
paesaggistica caratterizzata da mare, pianura,
trici enunciati, per i quali si privilegiano strate-
collina e montagna, all’interno della quale si è
gie tipologiche d’involucro pesanti
scelta come località di studio la città di Falco-
Area di pianura
nara.
Nella zona di pianura si registra un clima caldo
Temperature: Come rilevato nella stazione me-
secco caratterizzato da poche precipitazioni e
teorologica di Falconara Marittima, dall’aero-
cospicua escursione termica giornaliera e sta-
nautica militare, nel triennio 61-90’, in un con-
gionale infatti in per aree campioni si evidenzia-
fronto con i dati rilevati dal ENEA si nota un
no temperature invernali che possono arrivare
aumento delle temperature massime nel mese
a picchi di -7°C per arrivare nella stagione cal-
di agosto tanto da eguagliare nel 2001 il mese
da a temperatore di 33°C.
di luglio. Per quanto riguarda le minime nel
Area di fiume e mare
mese di Gennaio si registra un aumento delle
197
temperatore di +1,5 °C.
Temperature massime: relativamente al CliNo
61’90 del mese di Maggio, sono state osservate sulle regioni centro-settentrionali, con valori fino a + 5.0 unità di deviazioni standard, I
valori più alti, con anomalie relative superiori a
+4 unità, sono stati registrati su un vasta area
della Lombardia, nella zona di Civitavecchia e
sull’Appennino tra l’Umbria e la Toscana. Anomalie positive comprese tra +2.5 e +3.5 unità
sono state registrate su gran parte del
Lazio, della Toscana, delle Marche, dell’EmiliaRomagna, della Lombardia, del Piemonte orientale, del Veneto e dell’Alto Adige. Nel corso del
mese di Maggio si è avuto un progressivo e costante aumento delle temperature massime su
gran parte del paese con una brusca diminuzione negli ultimi quattro giorni del mese, specie sulle regioni del settore orientale. Durante
la prima decade le temperature massime sono
state essenzialmente comprese tra 20°C e 25
°C, su gran parte del paese ad eccezione del
settore alpino, dove sono state relativamente
più basse .
A partire dall’inizio della seconda decade fino al
27 maggio le temperature sono costantemente
aumentate fino ad assumere valori tra 30 °C e
35°C.
198
LETTURA DATI CLIMATICI. LEGENDA
- msg: num. synop
appartenenti al periodo.
- min: valore minimo
avg: valore medio.
- max: valore massimo.
- sqm: scarto quadratico medio.
- dataval: data in cui
si registrato il valore
min/max p>1, p<1,
tmax>30, tmin< 0
: n.di giorni in cui
precip<1 mm, precip
>1 mm, tmax>30 C.
Nelle righe indicate
con ‘globale’ sono
riportat i i valori riepilogativi dell’intero
intervallo: valori min/
max assoluti, valori medi totali (avg,
sqm, tot, p>1, p<1,
t_aria>30, t_rug<0).
DATI METEOROLOGICI DELLA LOCALITA’ DI
FALCONARA MARITTIMA (AN)
TEMPERATURE DELL’ARIA
periodo
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
Dati forniti dall’Aereonautica Militare - Pratica di
Mare (Roma)
Dati riferiti all’anno solare 2009.
FALCONARA MARITTIMA (AN)
Zona climatica
D
Grdi - giorno
1888
Altitudine
5 m s.l.m
Coordinate
43°
t>30
0
0
0
0
8
10
23
26
4
0
0
0
min
-2,8
-1,9
0,2
7,9
8,6
13
15,1
18,1
13,5
5
2,2
-4,5
avg
5,6
6,7
10
13,5
19,6
21,8
24,8
24,9
21
14,7
11,2
7,3
max
14,4
18,6
19,9
23,4
32,4
34,5
36,6
35,1
32,7
25,6
18,8
21,6
min
51,7
30,8
30
31
30
30,8
16,6
20,2
36,8
39,1
49,6
39,5
avg
77,5
66,1
68
79,9
69,1
68,7
63,8
67,8
74
76,7
86,8
80,9
max
92,5
95,4
96,7
97,5
100
100
96,8
96,3
98,7
100
100
99,3
UMIDITA’ RELATIVA
periodo
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
FALCONARA MARITTIMA (AN)
hum<30
0
0
1
0
1
0
7
3
0
0
0
0
PRECIPITAZIONI
MESE
n° bollettini
con
precipitazione
<1
1
11
156
19
63,6
2
9
149
5
24,6
3
7
166
10
38
4
5
6
7
8
9
10
11
12
11
3
12
2
3
1
19
14
19
166
162
159
175
171
164
161
156
158
13
49
12
4
16
14
23
10
8
65,4
79
66
6,6
25,8
15,2
113,4
65,2
58,2
N. bollettini con
prec.
precipitazione
precipitazione Massima cumulata
(mm)
=0
(mm)
199
DISTRIBUZIONE DEI VENTI ORE 00
Gen
Feb
Mar
Apr
Mag
Giu
Lug
Ago
Set
Ott
Nov
Dic
Calme
NNWNNE
NNWNNE
NNWNNE
Calme
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
3,7
0
01 - 10
3,45
0
0
3,33
0
3,85
0
3,45
0
0
3,7
3,7
11 - 20
3,45
4
3,45
0
0
3,85
0
0
0
0
0
3,7
>=21
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
NNE-ENE NNE-ENE NNE-ENE
01 - 10
0
4
0
3,33
0
3,85
0
0
4
0
0
0
11 - 20
0
4
3,45
0
0
0
0
0
4
4
0
0
>=21
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0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
ENE-ESE
ENE-ESE
ENE-ESE
01 - 10
0
8
0
3,33
4
0
4
3,45
0
0
3,7
0
11 - 20
0
0
3,45
3,33
0
0
0
0
0
0
0
0
>=21
0
0
0
0
0
0
0
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0
0
0
ENE-ESE
ENE-ESE
ESE-SSE
01 - 10
3,85
0
0
10
0
12
0
3,7
0
3,33
3,33
0
11 - 20
0
0
3,57
0
0
0
0
0
0
0
0
0
01 - 10
7,69
7,69
3,57
3,33
3,7
8
0
7,41
6,9
6,67
10
6,9
ENE-ESE
ENE-ESE
ESE-SSE
01 - 10
0
0
0
6,9
0
0
0
0
0
3,33
3,7
0
11 - 20
0
0
0
3,45
0
0
0
0
0
0
0
0
01 - 10
0
4
3,45
0
17,24
3,33
0
3,23
3,85
6,67
3,7
6,45
DISTRIBUZIONE DEI VENTI ORE 03
Gen
Feb
Mar
Apr
Mag
Giu
Lug
Ago
Set
Ott
Nov
Dic
Calme
NNWNNE
NNWNNE
NNWNNE
Calme
0
0
0
0
0
0
0
3,7
0
0
0
0
01 - 10
11,54
3,85
3,57
0
3,7
4
0
0
0
0
6,67
0
11 - 20
0
3,85
0
0
0
0
0
0
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0
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0
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0
0
0
0
0
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0
0
0
NNE-ENE NNE-ENE NNE-ENE
01 - 10
0
0
3,57
0
0
0
0
0
6,9
3,33
0
3,45
11 - 20
0
7,69
3,57
0
0
0
0
3,7
0
0
0
0
>=21
0
3,85
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
DISTRIBUZIONE DEI VENTI ORE 06
Gen
Feb
Mar
Apr
Mag
Giu
Lug
Ago
Set
Ott
Nov
Dic
200
Calme
NNWNNE
NNWNNE
NNWNNE
Calme
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
01 - 10
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0
6,9
0
6,9
10
0
3,23
0
0
0
3,23
11 - 20
0
8
3,45
0
0
3,33
0
3,23
0
0
0
6,45
>=21
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
NNE-ENE NNE-ENE NNE-ENE
01 - 10
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0
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0
0
0
0
3,23
0
0
0
3,23
11 - 20
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8
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0
0
0
0
0
0
6,67
0
0
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0
0
0
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0
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0
0
0
0
ESE-SSE
ESE-SSE
ESE-SSE
01 - 10
0
4
6,9
10
0
0
20
17,24
12
8
3,7
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0
0
0
0
0
0
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0
4
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0
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0
0
0
ESE-SSE
ESE-SSE
11 - 20
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0
0
0
0
0
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0
0
0
0
0
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0
0
SSE-SSW SSE-SSW
01 - 10
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56
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44,83
36,67
61,29
77,42
80,77
60
51,85
35,48
11 - 20
3,23
4
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
SSWWSW
SSWWSW
WSWWNW
WNWNNW
WNWNNW
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0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
01 - 10
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10
24
23,08
16
0
8
16
25,93
18,52
11 - 20
0
4
3,45
0
0
3,85
0
0
0
0
0
0
01 - 10
13,79
8
6,9
6,67
8
3,85
4
6,9
0
4
7,41
18,52
01 - 10
10,34
12
3,45
3,33
0
0
0
0
0
4
14,81
3,7
11 - 20
3,45
0
3,45
0
0
0
0
0
0
0
0
3,7
SSWWSW
SSWWSW
WSWWNW
WSWWNW
WNWNNW
WNWNNW
SSE-SSW SSE-SSW SSE-SSW
01 - 10
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44
37,93
56,67
64
57,69
56
68,97
72
60
37,04
37,04
11 - 20
0
0
3,45
0
0
0
0
0
0
0
0
0
SSE-SSW SSE-SSW SSE-SSW
01 - 10
23,08
46,15
50
56,67
59,26
52
84
77,78
72,41
66,67
43,33
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11 - 20
0
0
3,57
0
0
0
0
0
0
0
0
3,45
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0
0
0
0
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0
0
0
0
0
01 - 10
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15,38
10,71
16,67
22,22
20
16
0
10,34
16,67
23,33
13,79
11 - 20
0
0
7,14
0
0
0
0
0
0
0
0
3,45
01 - 10
26,92
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3,57
6,67
3,7
4
0
0
0
0
13,33
20,69
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0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
01 - 10
7,69
7,69
3,57
6,67
7,41
0
0
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0
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0
10,34
11 - 20
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0
3,57
0
0
0
0
0
0
0
0
3,45
SSWWSW
SSWWSW
SSWWSW
WSWWNW
WSWWNW
WSWWNW
WNWNNW
WNWNNW
WNWNNW
01 - 10
22,58
4
27,59
17,24
27,59
36,67
29,03
9,68
11,54
10
29,63
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11 - 20
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
>=21
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0
0
0
0
01 - 10
22,58
12
0
13,79
3,45
3,33
0
0
3,85
3,33
11,11
16,13
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0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
>=21
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0
0
0
0
0
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0
0
0
0
01 - 10
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4
6,9
3,45
0
6,67
6,45
0
0
0
0
19,35
11 - 20
3,23
0
0
3,45
0
0
0
0
0
6,67
0
3,23
>=21
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
201
DISTRIBUZIONE DEI VENTI ORE 09
Gen
Feb
Mar
Apr
Mag
Giu
Lug
Ago
Set
Ott
Nov
Dic
Calme
NNWNNE
NNWNNE
NNWNNE
Calme
0
0
0
0
0
0
0
0
3,7
0
3,7
0
01 - 10
3,85
0
24,14
24,14
37,93
16,67
32,26
46,67
14,81
10
3,7
9,68
11 - 20
0
11,11
6,9
0
3,45
0
0
3,33
0
0
0
6,45
>=21
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
NNE-ENE NNE-ENE NNE-ENE
01 - 10
3,85
0
6,9
10,34
13,79
16,67
22,58
20
7,41
6,67
0
0
11 - 20
0
7,41
3,45
0
0
10
0
0
3,7
0
0
0
>=21
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
ENE-ESE
ENE-ESE
ENE-ESE
01 - 10
0
0
0
6,9
6,9
3,33
3,23
3,33
0
0
3,7
6,45
11 - 20
0
0
0
0
3,45
0
0
0
0
0
0
0
>=21
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
ENE-ESE
ENE-ESE
ENE-ESE
01 - 10
0
0
6,67
6,9
0
10
6,45
0
3,57
6,67
0
0
11 - 20
0
0
0
0
3,45
3,33
0
0
0
0
0
0
>=21
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
ENE-ESE
ENE-ESE
ENE-ESE
01 - 10
3,7
0
0
10,34
11,11
3,57
3,33
14,29
0
14,29
0
0
11 - 20
0
0
3,45
3,45
7,41
3,57
3,33
0
0
0
0
0
>=21
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
DISTRIBUZIONE DEI VENTI ORE 12
Gen
Feb
Mar
Apr
Mag
Giu
Lug
Ago
Set
Ott
Nov
Dic
Calme
NNWNNE
NNWNNE
NNWNNE
Calme
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
3,57
0
01 - 10
16,67
18,52
20
24,14
34,48
20
22,58
23,33
28,57
16,67
21,43
16,67
11 - 20
0
25,93
3,33
6,9
6,9
3,33
3,23
6,67
3,57
3,33
0
0
>=21
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
NNE-ENE NNE-ENE NNE-ENE
01 - 10
6,67
14,81
16,67
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DISTRIBUZIONE DEI VENTI ORE 15
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Calme
NNWNNE
NNWNNE
NNWNNE
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0
0
0
0
0
0
0
0
0
3,85
3,33
01 - 10
7,41
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6,9
31,03
25,93
25
20
17,86
34,62
21,43
7,69
16,67
11 - 20
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3,85
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NNE-ENE NNE-ENE NNE-ENE
01 - 10
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37,04
25
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42,31
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10,34
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ESE-SSE
ESE-SSE
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3,33
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11 - 20
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3,33
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ESE-SSE
ESE-SSE
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10
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SSWWSW
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WSWWNW
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WNWNNW
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01 - 10
11,54
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10
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11 - 20
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SSWWSW
WSWWNW
WSWWNW
WNWNNW
WNWNNW
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SSWWSW
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WSWWNW
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WNWNNW
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0
0
0
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01 - 10
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7,41
3,57
3,33
0
3,85
10,71
23,08
13,33
11 - 20
7,41
3,85
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3,45
0
0
0
0
0
7,14
0
10
203
DISTRIBUZIONE DEI VENTI ORE 18
Gen
Feb
Mar
Apr
Mag
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Lug
Ago
Set
Ott
Nov
Dic
Calme
Calme
0
0
0
0
0
3,45
0
3,57
3,57
3,23
0
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NNWNNE
01 - 10
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7,41
6,9
13,33
18,52
20,69
20
17,86
10,71
9,68
10
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NNWNNE
11 - 20
0
7,41
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0
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3,57
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NNWNNE
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ENE-ESE
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ENE-ESE
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NNE-ENE NNE-ENE NNE-ENE
ENE-ESE
ENE-ESE
ENE-ESE
01 - 10
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0
DISTRIBUZIONE DEI VENTI ORE 21
Gen
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NNWNNE
NNWNNE
NNWNNE
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0
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3,33
0
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01 - 10
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6,67
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3,45
3,23
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11 - 20
3,7
7,41
3,45
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0
3,45
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6,9
3,23
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3,23
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0
01 - 10
3,7
7,41
0
6,67
3,85
3,45
0
3,33
6,9
3,23
3,33
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11 - 20
0
3,7
3,45
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ESE-SSE
01 - 10
10
22,22
34,48
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22,22
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26,67
32,14
25
16,13
16,67
6,45
ESE-SSE
11 - 20
0
0
3,45
6,67
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SSE-SSW SSE-SSW
01 - 10
11 - 20
16,67
3,33
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10
0
11,11
0
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0
3,33
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3,57
0
3,57
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0
29,03
0
SSWWSW
01 - 10
26,67
11,11
10,34
6,67
7,41
17,24
3,33
3,57
7,14
6,45
3,33
16,13
SSWWSW
11 - 20
0
3,7
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
WSWWNW
01 - 10
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10,34
0
0
10,34
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0
17,86
0
3,33
16,13
WSWWNW
11 - 20
0
0
0
0
0
0
3,33
0
0
3,23
0
0
WSWWNW
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0
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0
0
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WNWNNW
01 - 10
6,67
22,22
6,9
13,33
18,52
6,9
10
14,29
14,29
6,45
6,67
9,68
WNWNNW
11 - 20
3,33
3,7
0
0
0
0
0
0
0
0
0
3,23
ESE-SSE
ESE-SSE
SSE-SSW SSE-SSW
SSWWSW
SSWWSW
WSWWNW
WSWWNW
WSWWNW
WNWNNW
WNWNNW
01 - 10
7,41
3,7
10,34
16,67
3,85
13,79
33,33
23,33
13,79
9,68
3,33
6,45
11 - 20
0
3,7
0
3,33
0
0
0
0
0
0
3,33
0
01 - 10
18,52
11,11
6,9
16,67
15,38
27,59
20
10
10,34
12,9
20
19,35
11 - 20
0
3,7
6,9
0
3,85
0
0
0
3,45
0
0
0
01 - 10
37,04
11,11
10,34
6,67
3,85
0
3,33
3,33
0
3,23
16,67
9,68
11 - 20
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
>=21
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
01 - 10
3,7
0
17,24
0
3,85
3,45
0
0
3,45
0
6,67
3,23
11 - 20
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
9,68
01 - 10
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34,48
40
65,38
41,38
40
50
51,72
58,06
43,33
41,94
11 - 20
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
205
5.4 DEFINIZIONE DEGLI OBIETTIVI FINALIZZA-
ti scelti edifici con differenti caratteristiche di-
TI AL MIGLIORAMENTO DEGLI STANDARD
mensionali. Il modello a corte e lineare infatti
hanno una superficie riscaldata par a 900 mq
circa, mentre la tipologia articolata di circa 180
5.4.1 METODI PER LA FORMULAZIONE DI MO-
mq, al fine di comprendere come le varianti di
DELLI PROGETTUALI.
verifica introdotte nei modelli possano incidere
Per la determinazione dei modelli di studio si
in maniera diversificata per tipologie con carat-
sono scelti modelli tipologici-morfologici e tec-
teristiche dimensionli simili o differenti.
nologici, quali involucro e sistemi di schermture.
Per le tipologie il rapporto S/V è compreso tra
0,4 e 0,6.
Modelli tipologici - Per le verifiche scientifiche;
sono stati individuati tre modelli tipologici di
Modelli tecnologici - I tecnologici d’involucro
edifici.
scelti sono sati suddivisi in leggeri e pesanti.
Il modello Corte, Lineare e Articolato. Tipologie
Considerando per leggeri tipologie d’involucro
che riflettono lo studio svolto sui modelli della
con sistema costruttivo in legno. Con il termine
tradizione vernacolare introdotta nella prima
pesanti si intende l’uso di involucri in laterizio.
parte della ricerca. Infatti ognuno di essi ne pre-
La loro diversificazione in qualità di variante
senta almeno una peculiarità.
sull’analisi del comportamento, dei modelli tipo-
Il modello a corte sfrutta la caratteristica morfo-
logici formulati, è legata alla posizione dell’iso-
logica del patio come riserva di aria fresca e in
lante, esterno all’involucro, interno e interposto
quaità di spazio d’ombra e termoregolatore.
in un sistema di parete ventilta.
Nel modello lineare si ritovano le caratteristiche
Le caratteristiche di questi involucri scelti sono
di una tipologia allungata e compatta.
riassunte nelle successive schede che ne ana-
Mentre nel modello articolato, si combinano la
lizzano il valore di sfasamento e per la tipolo-
compattezza della componete costruita e l’uso
gia A1 mostrano la struttura di un modello tipo,
di un patio interrato come spazio d’ombra e
svolta in regime dinamico con il programma De-
riserva di aria fresca, nonchè l’elevato grado
sign Builder.
d’inerzia del terreno, veicolo d’accumulo in periodo estivo.
Come si potrà vedere dalla descrizione delle
singole tipologie riportate di seguito, sono sta206
INVOLUCRI LEGGERI
A1 - Involucro con parete ventilata
A2 - Involucro con isolante esterno
A3 - Involucro con isolante interno
INVOLUCRI PESANTI
B1 - Involucro con parete ventilata
B2 - Involucro con isolante esterno
B3 - Involucro con isolante interno
MODELLI TECNOLOGICI
1
2
3
Sistemi di schermature scelte per le analisi
207
DESCRIZIONE DEI MODELLI TIPOLOGICI
1 TIPOLOGIA CORTE
La tipologia suddetta è stata scelta perché ritenuta importante in termini di interesse costruttivo per imprese e progettisti che dovranno proporre nuovi modi di abitare.
Si tratta un modello che ricalca il perimetro di
una possibile palazzina in grado di ospitare fino
a dodici appartamenti dell’ampiezza ciascuno
1
di 80 mq lordi. Si considerano piani di 375.21
mq. Il volume complessivo incluso vano scale
e di servizio comuni è 3510 mq. L’altezza del
modello è 9,7 ml, si considerano solai di 0,40
ml e un interpiano di 2,7 ml.
Il rapporto S/V è pari a 0,40.
2
208
1 MODELLO CORTE
9.70
1 - ORIENTAMENTO BASE
2 - DIMENSIONI
20.00
6.00
Sezione
8.50
S/V = 0.6
n. piani = 3
h. interpiano = 2.70 ml
sup. riscldata = 900 mq
22.50
Pianta tipo
Modello in cui sono evidenziati
le zone di distribuzione
209
1 TIPOLOGIA LINEARE
La tipologia suddetta è stata scelta perché ritenuta importante in termini di interesse costruttivo per imprese e progettisti che dovranno proporre nuovi modi di abitare.
Si tratta un modello che ricalca il perimetro di
una possibile palazzina in linea in grado di ospitare fino a dodici appartamenti dell’ampiezza
1
ciascuno di 80 mq lordi. Nel volume complessovi sono inclusi due vani scala distributivi.
Si considerano piani di 300 mq riscaldati. L’altezza del modello è 9,7 ml, si considerano solai di 0,40 ml e un interpiano di 2,7 ml. Per un
volume complessivo di 7950. Il rapporto S/V è
di 0,6.
1 modello con schermature orizzontali di (tipo
2) composte da venti lamelle ciascuna di profondità 10 cm distante l’una dall’altra 10 cm e
distante dalla superficie vetrata 10 cm. Sechermatura (tipo 2) composta da 9 doghe orizzontali, con profondità di 20 cm, distanti l’una dall’altra 20 cm e distante dalla finestra 20 cm.
2
2 Schermatura verticale e orizzonatle (tipo 3)
con sporgenza sui quttro lati di di 80 cm.
210
2 MODELLO LINEARE
9.70
1 - ORIENTAMENTO BASE
10.00
Sezione
2 - DIMENSIONI
S/V = 0.6
n. piani = 3
h. interpiano = 2.70 ml
sup. riscldata = 900 mq
39.00
Pianta tipo
Modello in cui sono evidenziati
le zone di distribuzione
211
3 TIPOLOGIA ARTICOLATA
La tipologia suddetta è stata così formulata perchè in essa convergono caratteristiche morfologiche di due corpi accostati con patio interrato.
Composizione scelta perché ritenuta importante in termini di interesse costruttivo per imprese
e progettisti che dovranno proporre nuovi modi
di abitare.
1
Si tratta un modello che ricalca il perimetro di
una possibile abitazione unifamiliare singola o
aggregata a schiera. La sua superficie riscaldata è pari a 180 mq ed ha un volume lordo
complessivo è di 602 mc. Nel volume sono inclusi vano scale e servizi (il corpo più basso si è
ipotizzato come servizio). Si considerano piani
di 45 mq per un’altezza complessiva di 9,7 ml,
considerando come riferimento base per l’analisi, solai di 0,40 ml e un interpiano di 2,7 ml. Il
valore di S/V relativo al compesso è pari a 0,6.
1 modello con schermature orizzontali di (tipo
2) composte da venti lamelle ciascuna di profondità 10 cm distante l’una dall’altra 10 cm e
distante dalla superficie vetrata 10 cm. Sechermatura (tipo 2) composta da 9 doghe orizzontali, con profondità di 20 cm, distanti l’una dall’altra 20 cm e distante dalla finestra 20 cm.
2 Schermatura verticale e orizzonatle (tipo 3)
con sporgenza sui quttro lati di di 80 cm.
212
2
3 MODELLO ARTICOLATO
9.70
1 - ORIENTAMENTO BASE
9.50
Sezione
2 - DIMENSIONI
S/V = 0.6
n. piani = 3 fuori terra
1 interrato
h. interpiano = 2.70 ml
sup. riscaldata = 180 mq
Pianta tipo
15.40
Modello in cui sono evidenziati
le zone di distribuzione
213
5.4.2 STRUMENTI PER LA VERIFICA E LA VALUTAZIONE DEI MODELLI DI STUDIO
ANALISI CON IL PROGRAMMA JTEMPEST
CARATTERISTICHE E PROPRIETA’ DI SFASAMENTO E SMORZAMENTO DEGLI INVOLUCRI SCELTI
A.1 CARATTERISTICHE DEL SITO E PROPIETA’ DELLA STRUTTURA
A.1 Partizione verticale esterna in legno con parete
ventilata.
Esterno
Interno
CARATTERISTICHE DEL SITO E PROPIETA’ DELLA STRUTTURA
Localizzazione
FALCONARA (AN)
Latitudine 43° 36’
Zona Climatica - D
Tipo struttura
Partizione verticale esterna in legno con parete ventilata
Orientamento parete
Sud
Colore parete esterna
Bianco
Numero strati
Spessore totale
Resistenza termica totale
Trasmittanza termica totale
7
0,273 m
4,8611 m²K/W
0,2057 W/(m²K)
Attenuazione
Sfasamento
0,2146
11 h 53’
COMPOSIZIONE DEGLI STARTI DELLA PARTIZIONE VERTICALE ESTERNA
Resistenza
Conduttività
Descrizione Materiale
Spessore [m]
[m²K/W]
[W/(mK)]
Superficie esterna
0,0741
1 Legno larice 0,02
0,02
0,1538
0,13
2 Aria up 0,04
0,04
0,16
0,25
3 Membrana neoprene
0,003
0,013
0,23
4 Legno larice 0,02
0,02
0,1538
0,13
5 Lana di roccia 0,15
0,15
3,9474
0,038
6 Legno abete 0,02
0,02
0,1538
0,13
7 Cartongesso
0,02
0,08
0,25
Superficie interna
0,125
214
Densità
[kg/m³]
Cal. spec. [J/
kgK]
600,00
1000,00
1240,00
600,00
40,00
470,00
2800,00
2719,5999
1004,16
2510,4001
2719,5999
1171,52
2719,5999
1046,00
Orario
0
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
ANDAMENTO ORARIE DELLE TEMPERATURE
Temp. esterna
Irraggiamento
Temp. superficiale
massima estiva
incidente
esterna
25,590
0
25,590
25,315
0
25,315
25,040
0
25,040
24,820
0
24,820
24,655
0
24,655
24,600
48
26,733
24,710
191
33,198
24,985
157
31,962
25,480
110
30,368
26,195
124
31,706
27,020
134
32,975
27,955
143
34,310
28,835
145
35,279
29,495
143
35,850
29,935
134
35,890
30,100
124
35,611
29,935
110
34,823
29,550
157
36,527
28,945
191
37,433
28,230
48
30,363
27,515
0
27,515
26,910
0
26,910
26,360
0
26,360
25,920
0
25,920
Temp. superficiale
interna
31,629
31,7515
31,7601
31,7001
31,5312
31,8968
32,0912
30,5741
29,963
29,8332
29,7152
29,6208
29,55
29,491
29,432
29,3848
29,3493
29,7953
31,1826
30,9173
30,5753
30,8623
31,1346
31,4211
215
A.2 CARATTERISTICHE DEL SITO E PROPIETA’ DELLA STRUTTURA
A.2 Partizione verticale esterna in legno con isolante
esterno.
Esterno
Interno
CARATTERISTICHE DEL SITO E PROPIETA’ DELLA STRUTTURA
Localizzazione
FALCONARA (AN)
Latitudine 43° 36’
Zona Climatica - D
Tipo struttura
Partizione verticale esterna in legno con isolante esterno
Orientamento parete
Sud
Colore parete esterna
Bianco
Numero strati
Spessore totale
Resistenza termica totale
Trasmittanza termica totale
6
0,255 m
5,2021 m²K/W
0,1922 W/(m²K)
Attenuazione
Sfasamento
0,1383
14 h 0’
COMPOSIZIONE DEGLI STARTI DELLA PARTIZIONE VERTICALE ESTERNA
Resistenza
Conduttività
Descrizione Materiale
Spessore [m]
[m²K/W]
[W/(mK)]
Superficie esterna
0,0741
1 Intonaco con rete
0,02
0,0222
0,90
2 Fibra di legno
0,08
2,00
0,04
3 Legno abete 0,015
0,015
0,1154
0,13
4 Lana di roccia 0,10
0,10
2,6316
0,038
5 Legno abete 0,02
0,02
0,1538
0,13
6 Cartongesso
0,02
0,08
0,25
Superficie interna
0,125
216
Densità
[kg/m³]
Cal. spec. [J/
kgK]
1800,00
160,00
470,00
40,00
470,00
2800,00
1464,40
2719,60
2719,60
1171,52
2719,5999
1046,00
Orario
0
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
ANDAMENTO ORARIE DELLE TEMPERATURE
Temp. esterna
Irraggiamento
Temp. superficiale
massima estiva
incidente
esterna
25,590
0
25,590
25,315
0
25,315
25,040
0
25,040
24,820
0
24,820
24,655
0
24,655
24,600
48
26,733
24,710
191
33,198
24,985
157
31,962
25,480
110
30,368
26,195
124
31,706
27,020
134
32,975
27,955
143
34,310
28,835
145
35,279
29,495
143
35,850
29,935
134
35,890
30,100
124
35,611
29,935
110
34,823
29,550
157
36,527
28,945
191
37,433
28,230
48
30,363
27,515
0
27,515
26,910
0
26,910
26,360
0
26,360
25,920
0
25,920
Temp. superficiale
interna
30,9558
31,1404
31,2744
31,3534
31,3589
31,3203
31,2114
31,4470
31,5723
30,5946
30,2008
30,1171
30,0410
29,9802
29,9346
29,8965
29,8585
29,8281
29,8053
30,0927
30,9867
30,8158
30,5954
30,7803
217
A.3 CARATTERISTICHE DEL SITO E PROPIETA’ DELLA STRUTTURA
A.3 Partizione verticale esterna in legno con isolante
interno.
Esterno
Interno
CARATTERISTICHE DEL SITO E PROPIETA’ DELLA STRUTTURA
Localizzazione
FALCONARA (AN)
Latitudine 43° 36’
Zona Climatica - D
Tipo struttura
Partizione verticale esterna in legno con isolante interno
Orientamento parete
Sud
Colore parete esterna
Bianco
Numero strati
Spessore totale
Resistenza termica totale
Trasmittanza termica totale
7
0,2613 m
5,2506 m²K/W
0,1905 W/(m²K)
Attenuazione
Sfasamento
0,1265
14 h 14’
COMPOSIZIONE DEGLI STARTI DELLA PARTIZIONE VERTICALE ESTERNA
Resistenza
Conduttività
Descrizione Materiale
Spessore [m]
[m²K/W]
[W/(mK)]
Superficie esterna
0,0741
1 Intonaco con rete
0,02
0,0222
0,90
2 Legno abete 0,02
0,02
0,1538
0,13
3 Lana di roccia 0,10
0,10
2,6316
0,038
4 Legno abete 0,02
0,02
0,1538
0,13
5 Fibra di legno
0,08
2,00
0,04
6 Natural
0,0013
0,01
0,13
7 Cartongesso
0,02
0,08
0,25
Superficie interna
0,125
218
Densità
[kg/m³]
Cal. spec. [J/
kgK]
1800,00
470,00
40,00
470,00
160,00
910,00
2800,00
1464,40
2719,60
1171,52
2719,60
2719,60
1255,20
1046,00
Orario
0
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
ANDAMENTO ORARIE DELLE TEMPERATURE
Temp. esterna
Irraggiamento
Temp. superficiale
massima estiva
incidente
esterna
25,590
0
25,590
25,315
0
25,315
25,040
0
25,040
24,820
0
24,820
24,655
0
24,655
24,600
48
26,733
24,710
191
33,198
24,985
157
31,962
25,480
110
30,368
26,195
124
31,706
27,020
134
32,975
27,955
143
34,310
28,835
145
35,279
29,495
143
35,850
29,935
134
35,890
30,100
124
35,611
29,935
110
34,823
29,550
157
36,527
28,945
191
37,433
28,230
48
30,363
27,515
0
27,515
26,910
0
26,910
26,360
0
26,360
25,920
0
25,920
Temp. superficiale
interna
30,9282
31,0970
31,2195
31,2917
31,2968
31,2615
31,1619
31,3774
31,4920
30,5978
30,2376
30,1611
30,0915
30,0359
29,9941
29,9593
29,9246
29,8967
29,8759
30,1387
30,9564
30,8001
30,5985
30,7676
219
B.1 CARATTERISTICHE DEL SITO E PROPIETA’ DELLA STRUTTURA
B.1 Partizione verticale esterna in laterizio con parete
ventilata.
Esterno
Interno
CARATTERISTICHE DEL SITO E PROPIETA’ DELLA STRUTTURA
Localizzazione
FALCONARA (AN)
Latitudine 43° 36’
Zona Climatica - D
Tipo struttura
Partizione verticale esterna in laterizio con parete ventilata
Orientamento parete
Sud
Colore parete esterna
Rosso laterizio
Numero strati
Spessore totale
Resistenza termica totale
Trasmittanza termica totale
5
0,37 m
3,8234 m²K/W
0,2615 W/(m²K)
Attenuazione
Sfasamento
0,0975
13 h 13’
COMPOSIZIONE DEGLI STARTI DELLA PARTIZIONE VERTICALE ESTERNA
Resistenza
Conduttività
Descrizione Materiale
Spessore [m]
[m²K/W]
[W/(mK)]
Superficie esterna
0,0741
1 Laterizio pieno ventilato
0,03
0,0357
0,84
2 Aria up 0,04
0,04
0,16
0,25
3 Eps
0,12
3,00
0,04
4 Laterizio forato
0,16
0,40
0,40
5 Intonaco calce di gesso
0.02
0,0286
0,70
Superficie interna
0,125
220
Densità
[kg/m³]
Cal. spec. [J/
kgK]
1700,00
1000,00
15,00
744,00
1400,00
920,48
1004,16
1673,60
2092,00
1255,20
Orario
0
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
ANDAMENTO ORARIE DELLE TEMPERATURE
Temp. esterna
Irraggiamento
Temp. superficiale
massima estiva
incidente
esterna
25,590
0
25,590
25,315
0
25,315
25,040
0
25,040
24,820
0
24,820
24,655
0
24,655
24,600
48
26,733
24,710
191
33,198
24,985
157
31,962
25,480
110
30,368
26,195
124
31,706
27,020
134
32,975
27,955
143
34,310
28,835
145
35,279
29,495
143
35,850
29,935
134
35,890
30,100
124
35,611
29,935
110
34,823
29,550
157
36,527
28,945
191
37,433
28,230
48
30,363
27,515
0
27,515
26,910
0
26,910
26,360
0
26,360
25,920
0
25,920
Temp. superficiale
interna
30,9903
31,0847
31,1403
31,1442
31,1170
31,0403
31,2063
31,2946
30,6056
30,3280
30,2690
30,2154
30,1725
30,1404
30,1136
30,0868
30,0653
30,0493
30,2518
30,8819
30,7615
30,6061
30,7364
30,8602
221
B.2 CARATTERISTICHE DEL SITO E PROPIETA’ DELLA STRUTTURA
B.2 Partizione verticale esterna in laterizio con
isoalmento esterno.
Esterno
Interno
CARATTERISTICHE DEL SITO E PROPIETA’ DELLA STRUTTURA
Localizzazione
FALCONARA (AN)
Latitudine 43° 36’
Zona Climatica - D
Tipo struttura
Partizione verticale esterna in laterizio con isoalmento esterno
Orientamento parete
Sud
Colore parete esterna
Bianco
Numero strati
Spessore totale
Resistenza termica totale
Trasmittanza termica totale
4
0,41 m
3,5416 m²K/W
0,2824 W/(m²K)
Attenuazione
Sfasamento
0,0338
18 h 9’
COMPOSIZIONE DEGLI STARTI DELLA PARTIZIONE VERTICALE ESTERNA
Resistenza
Conduttività
Descrizione Materiale
Spessore [m]
[m²K/W]
[W/(mK)]
Superficie esterna
0,074
1 Intonaco con rete
0,02
0,022
0,90
2 Minopor 45
0,12
2,667
0,05
3 Laterizio forato 0,25
0,25
0,625
0,40
4 Intonaco calce di gesso
0,02
0,029
0,70
Superficie interna
0,125
222
Densità
[kg/m³]
Cal. spec. [J/
kgK]
1800,00
115,00
774,00
1400,00
1464,40
1548,08
2092,00
1255,20
Orario
0
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
ANDAMENTO ORARIE DELLE TEMPERATURE
Temp. esterna
Irraggiamento
Temp. superficiale
massima estiva
incidente
esterna
25,590
0
25,590
25,315
0
25,315
25,040
0
25,040
24,820
0
24,820
24,655
0
24,655
24,600
7
24,756
24,710
46
25,732
24,985
85
26,874
25,480
161
29,058
26,195
300
32,862
27,020
414
36,220
27,955
488
38,799
28,835
514
40,257
29,495
488
40,339
29,935
414
39,135
30,100
300
36,767
29,935
161
33,513
29,550
85
31,439
28,945
46
29,967
28,230
7
28,386
27,515
0
27,515
26,910
0
26,910
26,360
0
26,360
25,920
0
25,920
Temp. superficiale
interna
30,107
30,145
30,219
30,348
30,461
30,548
30,598
30,600
30,560
30,480
30,370
30,299
30,250
30,196
30,167
30,146
30,128
30,113
30,102
30,092
30,083
30,076
30,070
30,074
223
B.3 CARATTERISTICHE DEL SITO E PROPIETA’ DELLA STRUTTURA
B.3 Partizione verticale esterna in laterizio con
isoalmento interno.
Esterno
Interno
CARATTERISTICHE DEL SITO E PROPIETA’ DELLA STRUTTURA
Localizzazione
FALCONARA (AN)
Latitudine 43° 36’
Zona Climatica - D
Tipo struttura
Partizione verticale esterna in laterizio con isoalmento interno
Orientamento parete
Sud
Colore parete esterna
Bianco
Numero strati
Spessore totale
Resistenza termica totale
Trasmittanza termica totale
4
0,41 m
3,8749 m²K/W
0,2581 W/(m²K)
Attenuazione
Sfasamento
0,0576
15 h 52’
COMPOSIZIONE DEGLI STARTI DELLA PARTIZIONE VERTICALE ESTERNA
Resistenza
Conduttività
Descrizione Materiale
Spessore [m]
[m²K/W]
[W/(mK)]
Superficie esterna
0,0741
1 Intonaco con rete
0,02
0,0222
0,90
2 Latterizio forato 0,25
0,25
0,625
0,40
3 Eps
0,12
3,00
0,04
4 Intonaco calce di gesso
0,02
0,0286
0,70
Superficie interna
0,125
224
Densità
[kg/m³]
Cal. spec. [J/
kgK]
1800,00
774,00
15,00
1400,00
1464,40
2092,00
1673,60
1255,2001
Orario
0
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
ANDAMENTO ORARIE DELLE TEMPERATURE
Temp. esterna
Irraggiamento
Temp. superficiale
massima estiva
incidente
esterna
25,590
0
25,590
25,315
0
25,315
25,040
0
25,040
24,820
0
24,820
24,655
0
24,655
24,600
48
26,733
24,710
191
33,198
24,985
157
31,962
25,480
110
30,368
26,195
124
31,706
27,020
134
32,975
27,955
143
34,310
28,835
145
35,279
29,495
143
35,850
29,935
134
35,890
30,100
124
35,611
29,935
110
34,823
29,550
157
36,527
28,945
191
37,433
28,230
48
30,363
27,515
0
27,515
26,910
0
26,910
26,360
0
26,360
25,920
0
25,920
Temp. superficiale
interna
30,6166
30,6936
30,7667
30,8435
30,8993
30,9321
30,9344
30,9184
30,8730
30,9711
31,0233
30,6163
30,4523
30,4175
30,3858
30,3605
30,3415
30,3257
30,3099
30,2972
30,2877
30,4073
30,7795
30,7084
225
C.1 CARATTERISTICHE DEL SITO E PROPIETA’ DELLA STRUTTURA
Esterno
C.1 Solaio di copertura in legno.
Interno
CARATTERISTICHE DEL SITO E PROPIETA’ DELLA STRUTTURA
Localizzazione
FALCONARA (AN)
Latitudine 43° 36’
Zona Climatica - D
Tipo struttura
Solaio di copertura in legno
Orientamento parete
Sud
Colore parete esterna
Bianco
Numero strati
Spessore totale
Resistenza termica totale
Trasmittanza termica totale
9
0,6006 m
4,9073 m²K/W
0,2038 W/(m²K)
Attenuazione
Sfasamento
0,0083
28 h 13’
COMPOSIZIONE DEGLI STARTI DELLA PARTIZIONE VERTICALE ESTERNA
Resistenza
Conduttività
Descrizione Materiale
Spessore [m]
[m²K/W]
[W/(mK)]
Superficie esterna
0,0741
1 Terra
0,30
0,2344
1,28
2 Natural
0,0013
0,01
0,13
3 Polipropilene
0,10
0,40
0,25
4 Membrana neoprene
0,003
0,013
0,23
5 Legno abete
0,015
0,1154
0,13
6 Fibra di legno
0,15
3,75
0,04
7 Natural
0,0013
0,01
0,13
8 Legno abete
0,015
0,1154
0,13
9 Cartongesso
0,015
0,06
0,25
Superficie interna
0,125
226
Densità
[kg/m³]
Cal. spec. [J/
kgK]
1460,00
910,00
1150,00
1240,00
470,00
160,00
910,00
470,00
2800,00
1046,00
1255,20
1255,20
2510,40
2719,60
2719,60
1255,20
2719,60
1046,00
Orario
0
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
ANDAMENTO ORARIE DELLE TEMPERATURE
Temp. esterna
Irraggiamento
Temp. superficiale
massima estiva
incidente
esterna
25,59
0
25,59
25,315
0
25,315
25,04
0
25,04
24,82
0
24,82
24,655
0
24,655
24,6
19
25,4444
24,71
188
33,0656
24,985
377
41,7406
25,48
554
50,1022
26,195
706
57,5728
27,02
822
63,5533
27,955
895
67,7328
28,835
920
69,7239
29,495
895
69,2728
29,935
822
66,4683
30,1
706
61,4778
29,935
554
54,5572
29,55
377
46,3056
28,945
188
37,3006
28,23
19
29,0744
27,515
0
27,515
26,91
0
26,91
26,36
0
26,36
25,92
0
25,92
Temp. superficiale
interna
41,7769
41,7719
41,7673
41,7636
41,7609
41,7586
41,7563
41,7545
41,7531
41,7597
41,8231
41,8953
41,9648
42,027
42,0767
42,1115
42,1281
42,1243
42,101
42,0595
42,0019
41,9332
41,8583
41,7899
227
C.2 CARATTERISTICHE DEL SITO E PROPIETA’ DELLA STRUTTURA
Esterno
C.2 Solaio di copertura in laterizio.
Interno
CARATTERISTICHE DEL SITO E PROPIETA’ DELLA STRUTTURA
Localizzazione
FALCONARA (AN)
Latitudine 43° 36’
Zona Climatica - D
Tipo struttura
Solaio di copertura in laterizio
Orientamento parete
Sud
Colore parete esterna
Scuro
Numero strati
Spessore totale
Resistenza termica totale
Trasmittanza termica totale
7
0,7643 m
4,8851 m²K/W
0,2047 W/(m²K)
Attenuazione
Sfasamento
0,0026
30 h 29’
COMPOSIZIONE DEGLI STARTI DELLA PARTIZIONE VERTICALE ESTERNA
Resistenza
Conduttività
Descrizione Materiale
Spessore [m]
[m²K/W]
[W/(mK)]
Superficie esterna
0,0741
1 Terra
0,30
0,2344
1,28
2 Natural
0,0013
0,01
0,13
3 Polipropilene
0,10
0,40
0,25
4 Membrana neoprene
0,003
0,013
0,23
5 Eps
0,10
2,50
0,04
6 Solaio latero cemento
0,24
1,50
0,16
7 Intonaco calce di gesso
0,02
0,0286
0,70
Superficie interna
0,125
228
Densità
[kg/m³]
Cal. spec. [J/
kgK]
1460,00
910,00
1150,00
1240,00
15,00
900,00
1400,00
1046,00
1255,20
1255,20
2510,40
1673,60
1004,16
1255,20
Orario
0
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
ANDAMENTO ORARIE DELLE TEMPERATURE
Temp. esterna
Irraggiamento
Temp. superficiale
massima estiva
incidente
esterna
25,59
0
25,59
25,315
0
25,315
25,04
0
25,04
24,82
0
24,82
24,655
0
24,655
24,6
19
25,4444
24,71
188
33,0656
24,985
377
41,7406
25,48
554
50,1022
26,195
706
57,5728
27,02
822
63,5533
27,955
895
67,7328
28,835
920
69,7239
29,495
895
69,2728
29,935
822
66,4683
30,1
706
61,4778
29,935
554
54,5572
29,55
377
46,3056
28,945
188
37,3006
28,23
19
29,0744
27,515
0
27,515
26,91
0
26,91
26,36
0
26,36
25,92
0
25,92
Temp. superficiale
interna
41,8848
41,8637
41,8597
41,8582
41,8568
41,8557
41,8548
41,8541
41,8534
41,8528
41,8524
41,8544
41,8739
41,8962
41,9176
41,9367
41,952
41,9627
41,9678
41,9666
41,9594
41,9467
41,929
41,9078
229
C.3 CARATTERISTICHE DEL SITO E PROPIETA’ DELLA STRUTTURA
Esterno
C.3 Solaio a terra.
Interno
CARATTERISTICHE DEL SITO E PROPIETA’ DELLA STRUTTURA
Localizzazione
FALCONARA (AN)
Latitudine 43° 36’
Zona Climatica - D
Tipo struttura
Solaio a terra
Orientamento parete
Sud
Colore parete esterna
Scuro
Numero strati
Spessore totale
Resistenza termica totale
Trasmittanza termica totale
7
0,878 m
4,4406 m²K/W
0,2252 W/(m²K)
Attenuazione
Sfasamento
0,0019
29 h 59'
COMPOSIZIONE DEGLI STARTI DELLA PARTIZIONE VERTICALE ESTERNA
Resistenza
Conduttività
Descrizione Materiale
Spessore [m]
[m²K/W]
[W/(mK)]
Superficie esterna
0,0741
1 Ghiaia
0,30
0,5769
0,52
2 Aria 0,2
0,20
0,16
1,25
3 Solaio latero cemento
0,24
1,50
0,16
4 Membrana neoprene
0,003
0,013
0,23
5 Xps polistirene
0,05
1,6667
0,03
6 Getto di posa
0,06
0,1463
0,41
7 Pavimento in legno
0,025
0,1786
0,14
Superficie interna
0,125
230
Densità
[kg/m³]
Cal. spec. [J/
kgK]
2050,00
1000,00
900,00
1240,00
35,00
1200,00
650,00
209,20
1004,16
1004,16
2510,40
1673,60
1004,16
1422,56
Orario
0
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
ANDAMENTO ORARIE DELLE TEMPERATURE
Temp. esterna
Irraggiamento
Temp. superficiale
massima estiva
incidente
esterna
25,59
0
25,59
25,315
0
25,315
25,04
0
25,04
24,82
0
24,82
24,655
0
24,655
24,6
19
25,4444
24,71
188
33,0656
24,985
377
41,7406
25,48
554
50,1022
26,195
706
57,5728
27,02
822
63,5533
27,955
895
67,7328
28,835
920
69,7239
29,495
895
69,2728
29,935
822
66,4683
30,1
706
61,4778
29,935
554
54,5572
29,55
377
46,3056
28,945
188
37,3006
28,23
19
29,0744
27,515
0
27,515
26,91
0
26,91
26,36
0
26,36
25,92
0
25,92
Temp. superficiale
interna
41,8879
41,8724
41,8694
41,8683
41,8672
41,8664
41,8658
41,8653
41,8647
41,8643
41,8640
41,8655
41,8799
41,8963
41,9120
41,9261
41,9374
41,9453
41,9491
41,9482
41,9429
41,9335
41,9204
41,9049
231
ESEMPIO DI DATI UTILIZZATI PER LA COSTRUZIONE DI UN MODELLO DI STUDIO ANALIZZATO
ANALISI ELABORATE IN REGIME DINAMICO
1. COMPOSIZIONE DEGLI STRATI DELLA PARTIZIONE VERTICALE ESTERNA *
Descrizione Materiale
Spessore
[m]
Conduttività [W/
(mK)]
Densità
[kg/m³]
Cal. spec.
[J/kgK]
%
Superficie esterna
1
2
3
3*
4
Intonaco con rete
0,02
0,90
1800,00
1464,40
Minopor 45
0,12
0,05
115,00
1548,08
Laterizio forato 0,25
0,25
0,40
774,00
2092,00
Cemento armato
2,50
2400,00
1000,00
10
Intonaco calce di gesso
0,02
0,70
1400,00
1255,20
Superficie interna
Trasmittanza U (W/mqK)
0,285
Trasmittanza U (W/mqK)*
0,296
*
Lo strato è termicamente eterogeneo (UNI 6946), il materiale con numerazione e simbolo ad apice indica il secondo materiale presente in quella
sezione e la quantità di esso espressa in percentuale
1.1 COMPOSIZIONE DEGLI STRATI DELLA PARTIZIONE VERTICALE INTERNA
Descrizione Materiale
Spessore
[m]
Conduttività [W/
(mK)]
Densità
[kg/m³]
Cal. spec.
[J/kgK]
0,02
0,14
0,06
0,03
0,02
0,70
0,40
0,038
0,40
0,70
1400,00
774,00
40,00
774,00
1400,00
1255,20
2092,00
840,00
2092,00
1255,20
%
Superficie interna
1
2
3
4
5
Intonaco calce di gesso
Laterizio forato
Lana di roccia
Tavella in laterizio
Intonaco calce di gesso
Superficie interna
Trasmittanza U (W/mqK)
0,448
2 COMPOSIZIONE DEGLI STRATI DEL SOALIO DI COPERTURA*
Descrizione Materiale
Spessore
[m]
Conduttività [W/
(mK)]
Densità
[kg/m³]
Cal. spec.
[J/kgK]
0,30
0,0013
1,28
0,13
0,30
0,25
0,30
0,23
0,04
0,16
0,70
1460,00
910,00
1000,00
1150,00
1000,00
1240,00
15,00
500,00
1400,00
880,00
1100,00
1000,00
1000,00
1000,00
2140,00
1400,00
840,00
1255,20
%
Superficie esterna
1
2
2*
3
3*
4
5
6
7
Terreno per vegetazione
Rete filtrante ferma radici
Air gup>=15 mm (upwards)
Polipropilene
Air gup>=15 mm (upwards)
Membrana di neoprene
EPS
Solaio in laterocemento
Intonaco calce di gesso
Superficie interna
0,10
0,003
0,10
0,24
0,02
50
50
Trasmittanza U (W/mqK)
0,207
Trasmittanza U (W/mqK)*
0,212
*
Lo strato è termicamente eterogeneo (UNI 6946), il materiale con numerazione e simbolo ad apice indica il secondo materiale presente in quella
sezione e la quantità di esso espressa in percentuale
2.1 COMPOSIZIONE DEGLI STARTI DEL SOLAIO INTERPIANO
Descrizione Materiale
Spessore
[m]
Conduttività [W/
(mK)]
Densità
[kg/m³]
Cal. spec.
[J/kgK]
0,02
0,24
0,003
0,10
0,70
0,16
0,23
0,04
1400,00
500,00
1240,00
10,00
1255,20
840,00
2140,00
1400,00
0,09
0,41
1200,00
840,00
0,02
0,14
650,00
1200,00
%
Superficie interna
1
2
3
4
5
6
232
Intonaco calce di gesso
Solaio in laterocemento
Membrana di neoprene
EPS
Massetto di posa e
integrazione impiantistica
Pavimento in doghe di legno
Superficie interna
Trasmittanza U (W/mqK)
0,264
2.2 COMPOSIZIONE DEGLI STRATI DEL SOLAIO A TERRA
Spessore
[m]
Descrizione Materiale
Conduttività [W/
(mK)]
Densità
[kg/m³]
Cal. spec.
[J/kgK]
%
Superficie interna
1
Vespaio
2
3
4
5
Air gup>=15 mm (upwards)
Solaio in laterocemento
Membrana di neoprene
EPS
Massetto di posa e
integrazione impiantistica
Pavimento in doghe di legno
Superficie interna
Trasmittanza
6
7
0,30
0,52
2050,00
184,00
0,20
0,24
0,003
0,10
0,30
0,16
0,23
0,04
1000,00
500,00
1240,00
10,00
1000,00
840,00
2140,00
1400,00
0,09
0,41
1200,00
840,00
0,02
0,14
650,00
1200,00
0,237
3 TIPOLOGIA DI APERTURA
Orientamento
N-S-E-O
Ante
1
Dimensione
0,8 * 2,7 [m]
Area
2,18 [mq]
Superficie vetrata su
involucro
Numero di aperture per
ambiente riscaldato
14,5%
5 - 6 unità
3.1 COMPOSIZIONE FINESTRE - VETRO UTILIZZATO NELL’INFISSO
Descrizione Materiale
Spessore
[m]
Categoria
Doppio vetro
Valori calcolati
Trasmissione solare totale (SHGC)
1
PYRB Clear
0,006
2
3
Argon
PYRB Clear 6mm
Trasmittanza U (W/mqK)
0,013
0,006
Chiaro
0,635
Trasmissione solare diretta
0531
Trasmissione luce
0,721
Chiaro
1,689
3.2 COMPOSIZIONE FINESTRE - TELAIO INFISSO
Descrizione Materiale
Spessore
[m]
Conduttività [W/
(mK)]
Densità
[kg/m³]
Cal. spec.
[J/kgK]
%
Telaio finestra
1
Legno di abete
0,13
470,00
470,00
2100,00
2
3
Air gup>=15 mm (upwards)
Legno di abete
Trasmittanza
0,04
0,13
160,00
470,00
2800,00
470,00
880,00
2100,00
1,583
3.3 SISTEMA DI OMBREGGIAMENTO SOLARE - FRANGISOLE ORIZZONATLE
Frangisole
1
Legno di larice
Numero di palette
Interspazio vericale
Amgolo
Distanza dalla finestra
Profondità delle palette
Direzione doghe
Ombreggiamnto
Spessore
[m]
Conduttività
[W/(mK)]
Densità
[kg/m³]
Cal. spec.
[J/kgK]
0,13
470,00
600,00
2100,00
20
0,10 [m]
0
0,10 [m]
0,10 [m]
orizzonatali
80%
233
ESEMPLIFICAZIONE DEI RISULTATI PIU’ SIGNIFICATIVI OTTENUTI DALLA SIMULAZIONE DI UN MODELLO TIPOLOGICO SOTTO DESCRITTO
IN REGIME ESTIVO ED INVERNALE DI UN MODELLO
1 MODELLO COMPATTO - Partizione esterna pesante ventilata leggera (legno)
9.70
1 - ORIENTAMENTO
2 - COMPATTEZZA
8.50
S/V = 0.6
n. piani = 3
h. interpiano = 2.70 ml
sup. riscldata = 900 mq
22.50
Pianta tipo
Modello in cui sono evidenziati
le zone di distribuzione
234
20.00
6.00
Sezione
Analisi invernale - 1 ottobre al 30 aprile
Bilancio termico e ventilazione invernale
Confort invernale
Analisi estiva - 1 maggio al 30 settembre
Bilancio termico e ventilazione estiva
Confort estivo
Energia di riscaldamento
Apporti interni invernali
Consumi invernali
Apporti interni estivi
Consumi estivi
235
ANALISI DI VERIFICA DEL SOLEGGIAMENTO ESTERNO E INTERNO DEI MODELLI CON IL PROGRAMMA
ECOTEC
Definizione delle maschere di ombreggiamento
per i modelli a corte e lineri, orientati nord sud e
ruotati ad est e ovest fino a 45° con movimenti
di 15°. Seguiranno le analisi di soleggiamento
interno nel mese di luglio e nel mese di dicembre, utilizzando per ciascuna tipologia tre diversi sistemi di ombreggiamento. Verifica che verrà
eseguita con orientamento dei modelli a sud e
ruotati in direzione est e ovest fino a 45°.
236
237
MASCHERE OMBREGGIAMENTO - MODELLO CORTE - SENZA SCHERMATURE - 12 LUG
LATO INTERNO EST - OVEST 15°
LATO INTERNO EST - OVEST 30°
LATO INTERNO EST - OVEST 45°
238
MASCHERE OMBREGGIAMENTO - MODELLO CORTE - SENZA SCHERMATURE - 12 LUG
LATO INTERNO EST - OVEST 15°
LATO INTERNO EST - OVEST 30°
LATO INTERNO EST - OVEST 45°
239
MASCHERE OMBREGGIAMENTO - MODELLO CORTE - SENZA SCHERMATURE - 12 DIC
LATO ESTERNO SUD - EST 15°
LATO ESTERNO SUD - EST 30°
LATO ESTERNO SUD - EST 45°
240
MASCHERE OMBREGGIAMENTO - MODELLO CORTE - SENZA SCHERMATURE - 12 DIC
LATO ESTERNO SUD - OVEST 15°
LATO ESTERNO SUD - OVEST 30°
LATO ESTERNO SUD - OVEST 45°
241
MASCHERE OMBREGGIAMENTO - MODELLO CORTE - SENZA SCHERMATURE - 12 DIC
LATO INTERNO EST - EST 15°
LATO INTERNO EST - EST 30°
LATO INTERNO EST - EST 45°
242
MASCHERE OMBREGGIAMENTO - MODELLO CORTE - SENZA SCHERMATURE - 12 DIC
LATO INTERNO OVEST - EST 15°
LATO INTERNO OVEST - EST 30°
LATO INTERNO OVEST - EST 45°
243
MASCHERE OMBREGGIAMENTO - MODELLO CORTE - SENZA SCHERMATURE - 12 DIC
LATO INTERNO NORD - EST 15°
LATO INTERNO NORD - EST 30°
LATO INTERNO NORD - EST 45°
244
MASCHERE OMBREGGIAMENTO - MODELLO CORTE - SENZA SCHERMATURE - 12 DIC
LATO INTERNO NORD - EST 15°
LATO INTERNO NORD - EST 30°
LATO INTERNO NORD - EST 45°
245
OMBREGGIAMENTO INTERNO - MODELLO CORTE - SENZA SCHERMATURE - 12 DIC
EST 15°
EST 30°
EST 45°
246
OMBREGGIAMENTO INTERNO - MODELLO CORTE - SENZA SCHERMATURE - 12 LUG
EST 15°
EST 30°
EST 45°
247
OMBREGGIAMENTO INTERNO - MODELLO CORTE - SENZA SCHERMATURE - 12 DIC
OVEST 15°
OVEST 30°
OVEST 45°
248
OMBREGGIAMENTO INTERNO - MODELLO CORTE - SENZA SCHERMATURE - 12 LUG
OVEST 15°
OVEST 30°
OVEST 45°
249
OMBREGGIAMENTO INTERNO - MODELLO CORTE - SENZA SCHERMATURE - 12 DIC
INTERNO - EST 15°
INTERNO - EST 30°
INTERNO - EST 45°
250
OMBREGGIAMENTO INTERNO - MODELLO CORTE - SENZA SCHERMATURE - 12 LUG
INTERNO - EST 15°
INTERNO - EST 30°
INTERNO - EST 45°
251
OMBREGGIAMENTO INTERNO - MODELLO CORTE - SENZA SCHERMATURE - 12 DIC
INTERNO - OVEST 15°
INTERNO - OVEST 30°
INTERNO - OVEST 45°
252
OMBREGGIAMENTO INTERNO - MODELLO CORTE - SENZA SCHERMATURE - 12 LUG
INTERNO - OVEST 15°
INTERNO - OVEST 30°
INTERNO - OVEST 45°
253
CARICO D’IRRAGGIAMENTO SOLARE: VALORI ASSOLUTI, NORD - OVEST, SUD - EST, VISTA SUPERIORE.
ORIENTAMENTO: 30° EST
CARICO D’IRRAGGIAMENTO SOLARE: VALORI ASSOLUTI, NORD - OVEST, SUD - EST, VISTA SUPERIORE.
ORIENTAMENTO: 30° OVEST
254
CARICO D’IRRAGGIAMENTO SOLARE: VALORI ASSOLUTI, NORD - OVEST, SUD - EST, VISTA SUPERIORE.
ORIENTAMENTO: 45° EST
CARICO D’IRRAGGIAMENTO SOLARE: VALORI ASSOLUTI, NORD - OVEST, SUD - EST, VISTA SUPERIORE.
ORIENTAMENTO: 45° OVEST
255
OMBREGGIAMENTO INTERNO - MODELLO LINEARE - SENZA SCHERMATURE - 12 DIC
EST 15°
EST 30°
EST 45°
256
OMBREGGIAMENTO INTERNO - MODELLO LINEARE - SENZA SCHERMATURE - 12 DIC
OVEST 15°
OVEST 30°
OVEST 45°
257
OMBREGGIAMENTO INTERNO - MODELLO LINEARE - SCHERMATURE TIPO 1 - 12 DIC
EST 15°
EST 30°
EST 45°
258
OMBREGGIAMENTO INTERNO - MODELLO LINEARE - SCHERMATURE TIPO 1 - 12 LUG
EST 15°
EST 30°
EST 45°
259
OMBREGGIAMENTO INTERNO - MODELLO LINEARE - SCHERMATURE TIPO 1 - 12 DIC
OVEST 15°
OVEST 30°
OVEST 45°
260
OMBREGGIAMENTO INTERNO - MODELLO LINEARE - SCHERMATURE TIPO 1 - 12 LUG
OVEST 15°
OVEST 30°
OVEST 45°
261
262
OMBREGGIAMENTO INTERNO - MODELLO CORTE - SCHERMATURE TIPO 3 - 12 DIC
INTERNO 0°
OMBREGGIAMENTO INTERNO - MODELLO CORTE - SCHERMATURE TIPO 3 - 12 LUG
INTERNO 0°
263
OMBREGGIAMENTO INTERNO - MODELLO CORTE - SCHERMATURE TIPO 3 - 12 DIC
EST 15°
EST 30°
EST 45°
264
OMBREGGIAMENTO INTERNO - MODELLO CORTE - SCHERMATURE TIPO 3 - 12 LUG
EST 15°
EST 30°
EST 45°
265
OMBREGGIAMENTO INTERNO - MODELLO CORTE - SCHERMATURE TIPO 3 - 12 DIC
OVEST 15°
OVEST 30°
OVEST 45°
266
OMBREGGIAMENTO INTERNO - MODELLO CORTE - SCHERMATURE TIPO 3 - 12 LUG
OVEST 15°
OVEST 30°
OVEST 45°
267
OMBREGGIAMENTO INTERNO - MODELLO CORTE - SCHERMATURE TIPO 1 - 12 DIC
EST 15°
EST 30°
EST 45°
268
OMBREGGIAMENTO INTERNO - MODELLO CORTE - SCHERMATURE TIPO 1 - 12 LUG
EST 15°
EST 30°
EST 45°
269
OMBREGGIAMENTO INTERNO - MODELLO CORTE - SCHERMATURE TIPO 1 - 12 DIC
OVEST 15°
OVEST 30°
OVEST 45°
270
OMBREGGIAMENTO INTERNO - MODELLO CORTE - SCHERMATURE TIPO 1 - 12 LUG
OVEST 15°
OVEST 30°
OVEST 45°
271
OMBREGGIAMENTO INTERNO - MODELLO CORTE - SCHERMATURE TIPO 3 - 12 DIC
EST 15°
EST 30°
EST 45°
272
OMBREGGIAMENTO INTERNO - MODELLO CORTE - SCHERMATURE TIPO 3 - 12 LUG
EST 15°
EST 30°
EST 45°
273
OMBREGGIAMENTO INTERNO - MODELLO CORTE - SCHERMATURE TIPO 3 - 12 DIC
OVEST 15°
OVEST 30°
OVEST 45°
274
OMBREGGIAMENTO INTERNO - MODELLO CORTE - SCHERMATURE TIPO 3 - 12 LUG
OVEST 15°
OVEST 30°
OVEST 45°
275
OMBREGGIAMENTO INTERNO - MODELLO CORTE - SCHERMATURE TIPO 3 - 12 DIC
OVEST 15°
OVEST 30°
OVEST 45°
276
OMBREGGIAMENTO INTERNO - MODELLO CORTE - SCHERMATURE TIPO 3 - 12 LUG
INTERNO - OVEST 15°
INTERNO - OVEST 30°
INTERNO - OVEST 45°
277
OMBREGGIAMENTO INTERNO - MODELLO LINEARE - SCHERMATURE TIPO 2 - 12 DIC
EST 15°
EST 30°
EST 45°
278
OMBREGGIAMENTO INTERNO - MODELLO LINEARE - SCHERMATURE TIPO 2 - 12 LUG
EST 15°
EST 30°
EST 45°
279
OMBREGGIAMENTO INTERNO - MODELLO LINEARE - SCHERMATURE TIPO 2 - 12 DIC
OVEST 15°
OVEST 30°
OVEST 45°
280
OMBREGGIAMENTO INTERNO - MODELLO LINEARE - SCHERMATURE TIPO 2 - 12 LUG
OVEST 15°
OVEST 30°
OVEST 45°
281
OMBREGGIAMENTO INTERNO - MODELLO CORTE - SCHERMATURE TIPO 1 - 12 DIC
INTERNO - OVEST 15°
INTERNO - OVEST 30°
INTERNO - OVEST 45°
282
OMBREGGIAMENTO INTERNO - MODELLO CORTE - SCHERMATURE TIPO 1 - 12 LUG
INTERNO - OVEST 15°
INTERNO - OVEST 30°
INTERNO - OVEST 45°
283
OMBREGGIAMENTO INTERNO - MODELLO CORTE - SCHERMATURE TIPO 3 - 12 DIC
INTERNO 0°
284
OMBREGGIAMENTO INTERNO - MODELLO CORTE - SCHERMATURE TIPO 3 - 12 LUG
INTERNO 0°
285
OMBREGGIAMENTO INTERNO - MODELLO CORTE - SCHERMATURE TIPO 3 - 12 DIC
INTERNO - EST 15°
INTERNO - EST 30°
INTERNO - EST 45°
286
OMBREGGIAMENTO INTERNO - MODELLO CORTE - SCHERMATURE TIPO 3 - 12 LUG
INTERNO - EST 15°
INTERNO - EST 30°
INTERNO - EST 45°
287
OMBREGGIAMENTO INTERNO - MODELLO CORTE - SCHERMATURE TIPO 1 - 12 DIC
INTERNO - EST 15°
INTERNO - EST 30°
INTERNO - EST 45°
288
OMBREGGIAMENTO INTERNO - MODELLO CORTE - SCHERMATURE TIPO 1 - 12 LUG
INTERNO - EST 15°
INTERNO - EST 30°
INTERNO - EST 45°
289
All’interno dell’analisi viene indagato il carico
fino au massimo di 30% raggiungendo i 45°
d’irraggiamento incidente nelle superfici del
d’inclinazione del complesso edilizio. Decre-
modello a corte (considerato come modello
mento che subisce anche la parete interna al
d’analisi di riferimento), calcolato come somma
patio anch’essa orientata verso est. Sulla fac-
dei carichi incidenti durante il periodo estivo
ciata ovest esterna ed interna sul patio si ha un
dal 15 Giugno al 15 Settebre.
incremento dei carichi del 15%.
Il calcolo è stato ripetuto ruotando il modello
Ruotando il modello in direzione ovest si ha un
di 15° in 15° in direzione est e ovest al fine
incremento dei carichi di soleggiamento sulle
di comprendere con quale intensità incidono
pareti est di un massimo del 20% con inclina-
i carichi solari sulle singole superfici esterne
zione a 45° e parallelamente una riduzione
per poterle poi comparare ai consumi derivati
nelle pareti sud della stessa percentuale. E un
dall’analisi in regime dinamico.
incremento del 25% sulla superficie ovest.
E’ possibile riscontrare che i carichi solari superficili (Wh/m2) ruotando l’edificio veso est
tendono a rimanere costanti sulla facciata principale orientata a sud, sud-est mentre nella
facciata ad est tendono gradualmente a ridursi
CARICO D’IRRAGGIAMENTO SOLARE: VALORI ASSOLUTI, NORD - OVEST, SUD - EST, VISTA SUPERIORE
ORIENTAMENTO: 0°
290
CARICO D’IRRAGGIAMENTO SOLARE: VALORI ASSOLUTI, NORD - OVEST, SUD - EST, VISTA SUPERIORE
ORIENTAMENTO: 15° EST
CARICO D’IRRAGGIAMENTO SOLARE: VALORI ASSOLUTI, NORD - OVEST, SUD - EST, VISTA SUPERIORE
ORIENTAMENTO: 15° OVEST
291
292
6 L’Architettura passiva NELLE REGIONI DEL MEDITERRANEO
6.1 I dieci fattori di controllo per il progetto di edificio passivo
6.2 La riduzione dei consumi energetici.
294
360
Criteri di progettazione in relazioni alle regioni microclimatiche oggetto di studio.
293
6 L’Architettura passiva NELLE REGIONI DEL MEDITERRANEO
CRITERI DI PROGETTAZIONE IN RELAZIONE ALLE REGIONI MICROCLIMATICHE IN OGGETTO.
6.1 I DIECI FATTORI DI CONTROLLO PER IL
4. Protezione dal surriscaldamento
PROGETTO DI EDIFICIO PASSIVO
L’orientamento è definito dalla posizione dell’oggetto rispetto gli assi cardinali nord-sud ed est-
1 ORIENTAMENTO
ovest.
Il sole è una fonte di energia rinnovabile capace
Questo perché nel nostro emisfero, l’arco tem-
di fornire una quantità di energia di circa 15000
porale percorso dal sole si svolge in direzione
volte superiore a quanto i 6,7 miliardi di abitan-
sud, quindi questo orientamento è quello otti-
ti del pianeta sono in grado di consumare. Si
male per il guadagno energetico nella stagione
tratta di energia discontinua e disponibile non
invernale; viceversa, l’orientamento verso nord,
in forma concentrata ma utilizzabile in modo
che riceve la radiazione solare in misura ridot-
passivo, in altre parole attraverso i concetti pro-
tissima, spesso maggiormente esposto a venti
gettuali e le soluzioni costruttive dell’edificio.
freddi, risulta più suscettibile alle dispersioni
Il principio dell’effetto serra che garantisce la
termiche dell’involucro edilizio.
vita sul pianeta, può essere facilmente sfrutta-
Generalmente si consiglia una rotazione del
to nell’architettura per guadagnare energia in
volume dell’edificio posizionando il sud verso
modo passivo. Un sistema solare a uso passivo
ovest di 5-10 gradi; fino a una rotazione di 15
si basa sull’interazione di quattro importanti parti:
gradi poiché non comporta sensibili riduzioni
1. Isolamento termico passivo: anche il vetro
del guadagno termico.
isolante può essere considerato un isolamento
Un forte guadagno termico nella stagione inver-
termico passivo. La luce solare penetra nell’edi-
nale è auspicabile; viceversa si può dire della
ficio e la sua energia termica non è più rilascia-
stagione calda quando l’esposizione a sud com-
ta all’esterno.
porta la necessità di schermature con elementi
2. Superficie assorbente: la luce del sole vie-
edilizi (frangisole, tende, ecc. come grazie alle
ne assorbita da una superficie (preferibilmen-
articolazioni dovute alla forma stessa dell’edi-
te scura), trasformata in energia termica che
ficio) oppure naturale (alberature) per evitare il
contemporaneamente può essere allontanata
surriscaldamento degli ambienti.
o raccolta.
L’ottimizzazione dell’orientamento va posta in
3. Accumulo: l’energia termica assorbita viene
relazione anche con la forma planimetrica, nel
accumulata nella massa e rilasciata nello spa-
senso che, a parità di superficie considerata,
zio interno gradualmente nel tempo sotto forma
forme planimetriche allungate, con i lati mag-
di radiazione.
giori esposti rispettivamente verso sud e verso
294
1
1 Orientamento solare.
nord, determinando un guadagno termico mag-
litativo utilizzando i punti cardinali: Nord, Sud,
giore, durante l’inverno, sulle pareti verticali.
Est, ovest e le direzioni secondarie. La descri-
E’ opportuno tenere conto dell’orientamento
zione quantitativa consente invece di assegna-
dell’edifico, non soltanto nei confronti nel per-
re un orientamento ad ogni livello di angolatura.
corso apparente del sole, ma anche per quanto
Le differenze principali tra facciate con diversi
riguarda la direzione da cui provengono i venti
orientamenti sono nel valore dell’irradiazio-
dominanti. Infatti il passaggio di calore dall’in-
ne solare che colpisce ciascuna facciata e
terno dell’edificio all’esterno (o viceversa) av-
nell’esposizione rispetto ai venti dominanti.
viene per conduzione (attraverso l’involucro) e
Edifici che ripropongono la stessa composizio-
convezione.
ne di facciata su ogni lato, sono edifici privi di
La convezione ha luogo quando almeno uno dei
ogni ragionamento progettuale, perché ogni
due corpi che prendono parte al fenomeno è un
direzione cardinale richiede un suo particolare
fluido.
trattamento riguardo al clima. L’orientamento
In un mezzo con temperatura non uniforme si
più vantaggioso in climi temperati o freddi è
manifestano delle correnti convettive (dovu-
quello verso sud. I fronti esposti a sud possono
te alla diversa densità, da punto a punto) che
ricevere sole durante tutto il giorno. In inverno,
provocano la miscelazione della massa fluida e
sfruttando la posizione bassa del sole all’oriz-
quindi la trasmissione del calore: è il caso del-
zonte la radiazione incide quasi perpendicolar-
la convezione naturale. Nel fluido si verificano
mente sulla facciata e quindi alla sua massima
anche moti convettivi generati da cause mecca-
intensità, mentre in estate, con la posizione del
niche esterne.
sole alta, la facciata riceve apporti solari meno
L’esperienza dimostra che la maggior parte
intensi. Sfruttando le due posizioni del sole, a
delle differenze di temperature si localizza nei
sud le finestre sono più facilmente ombreggia-
pressi della superficie della parete scaldante (o
bili tramite schermature orizzontali fisse (sporti,
raffreddante) a contatto con la massa fluida.
balconi, ecc.), prevenendo il surriscaldamento
L’orientamento è un parametro definito per
degli ambienti ed evitando così energivori im-
ognuna delle pareti esterne dell’edificio. Quanti-
pianti di raffrescamento. I fronti esposti a est e
tativamente, esso deve essere ricavato dall’an-
ovest, definiti lati neutri, pongono però maggiori
golo esistente tra la perpendicolare alla parete
problemi perché sono investiti dalla radiazione
e la direzione nord. Tuttavia, è generalmente
solare quando la posizione del sole è bassa
possibile parlare di orientamento in modo qua-
(mattina e pomeriggio). Le finestre orientate
295
verso est e ovest sono pertanto meno facilmen-
ottimizzare la captazione del guadagno solare
te ombreggiabili e specie nel fronte ovest sono
e la captazione delle brezze e dei venti che ca-
spesso causa di surriscaldamenti. Le finestre
ratterizzano il microclima del sito.
esposte a nord non ricevono radiazione diretta
Questo determina una variazione dei bilancia-
e quindi non sono in grado di massimizzare gli
menti energetici interni. La massima acquisi-
apporti solari.
zione dei guadagni invernali infatti, permette di
Il buon orientamento dell’edificio è un prerequi-
minimizzare il consumo di energia per il riscal-
sito in tutte le aree climatiche e i ragionamen-
damento invernale e viceversa sfruttare le brez-
ti in climi caldi cambiano sensibilmente, è per
ze, i moti derivanti da differenze di pressione
questo che risulta opportuno ridurre le aperture
tra ambiente interno ed esterno e le differenze
verso sud ed aumentarle a nord. Così sarà pos-
di pressione interne ed esterne presenti ridu-
sibile durante l’estate proteggersi dall’elevato
cendo sensibilmente i consumi estivi.
irraggiamento solare. Dovrà essere comunque
L’involucro viene preso in causa per quanto ri-
garantita la buona captazione dei raggi lumino-
guarda i suoi punti di discontinuità che sono le
si durante l’interno, specialmente nel clima del
parti vetrate e le sue caratteristiche costruttive.
centro Italia.
Tuttavia non si è sempre liberi di realizzare la
Importanza del principio in regime estivo
conformazione migliore a causa di limitazioni
L’orientamento verso sud è il migliore per due
esterne come, ad esempio, le caratteristiche
motivi: il lato sud riceve il massimo della ra-
del tessuto urbano. In questi casi, è necessario
diazione in inverno (quando è più richiesta), in
adottare altri metodi per compensare il più pos-
estate, quando invece si vogliono evitare surri-
sibile l’effetto di un orientamento non adegua-
scaldamenti, il sole a sud è alto sull’orizzonte e
to, sfruttando le caratteristiche morfologiche
l’edificio riceve meno radiazione.
dell’edificio.
La superficie ottimale delle vetrate sul lato sud
è dell’ordine del 25% della superficie comples-
Influenza del principio sull’efficienza energetica
siva della facciata (per la nostra latitudine è
e sull’involucro
sufficiente il 30%). Un aumento della superficie
Come sopra accennato la scelta dell’orienta-
vetrata oltre il 50% della superficie complessiva
mento dell’edificio comporta la determinazio-
della facciata sud non fa aumentare in modo
ne della capacità dell’involucro, in relazione
significativo i guadagni solari invernali e quindi
all’orientamento delle singole componenti, di
influisce solo in misura trascurabile sul fabbiso-
296
gno termico; di contro in estate si avvertirà un
componenti vetrate, al fine di controllare anche
surriscaldamento dei locali tale da ridurre sen-
gli apporti di illuminazione interni, per garantire
sibilmente il benessere termico. Una riduzione
un comfort interno di illuminazione naturale.
della superficie vetrata al di sotto dell’optimum
- Ultimo parametro preso in esame sono i ven-
riduce il pericolo di surriscaldamento in estate,
ti dominati nel sito d’intervento: favorire la loro
ma riduce anche l’illuminazione naturale e au-
captazione significa garantire nel periodo esti-
menta quindi i consumi energetici dovuti all’illu-
vo una maggiore possibilità di sfruttare fonti di
minazione artificiale.
ventilazione naturali.
I risultati ottenuti ci permettono di compren-
Risultati dei calcoli sui modelli
dere quanto il fattore di orientamento diventa
Si vuole comprendere quanto il fattore
rilevante rispetto a questi due profili di osser-
dell’orientamento incida nella progettazione
vazione, è chiaro che parallelamente determina
di edifici a basso consumo energetico e nelle
anche quanto diventano efficaci i sistemi scher-
regioni dell’Italia centrale, attraverso il monito-
manti e quanto questi incidono nel comporta-
raggio delle tipologie edilizie prese in esame, di
mento del modello.
superficie utile riscaldata pari a circa 1000 mq,
Per ciascun modello sono stati infatti rilevati i
verificate presso la località di Falconara (AN),
consumi energetici mensili, invernali ed estivi
assunta a località di riferimento e verifica.
in regime dinamico, verificati ruotando ciascun
Sono state eseguite parallelamente tre verifiche:
modello di 9° in 9° in direzione sud-est e in
- La variazione dei consumi energetici di raffre-
direzione sud-ovest fino così ad arrivare alla
scamento e riscaldamento rispetto all’inclina-
posizione più critica di inclinazione di 45° che
zione attribuita ai modelli sugli assi cartesiani
si considera come rotazione massima consen-
(ottenuta con simulazioni dinamiche attraverso
tibile, questa operazione è stata ripetuta per
il programma Design Builder), anche rispetto al
cinque volte con soluzioni differenti di sistemi
monitoraggio di variazioni fornite dai diversi di
di ombreggiamento esterno localizzati nell’area
sistemi schermati per le componenti vetrate.
delle aperture:
- Verifica del soleggiamento esterno delle com-
- senza ombreggiamento
ponenti dell’involucro di ogni singola tipologia,
- frangisole a lamelle orizzontali – con profondi-
con il programma Ecotect, con simulazioni di
tà e frequenza 10 cm
modelli che vengono ruotati fino a inclinazioni
- frangisole a lamelle orizzontali – con profondi-
critiche, modificando i sistemi schermanti per le
tà e frequenza 20 cm
297
- schermatura orizzontale e verticale
un ottimo rapporto di forma i valori vanno con-
Si considerano modelli che possiedono le me-
tenuti e compresi tra > 0,2 - 0,6 <.
desime caratteristiche tecnologiche e la stessa
Più l’indice, derivato dal rapporto sopra descrit-
posizione delle schermature.
to, è prossimo allo zero, maggiore è l’efficacia
Si è potuto constatare come la rotazione sem-
di questo parametro e proporzionalmente l’ef-
plice dei modelli ipotizzati determini una varia-
ficienza dell’edificio, inoltre, più è prossimo
zione dei consumi energetici per il raffresca-
all’uno o superiore, minore è l’efficienza.
mento. In particolare:
Il rapporto di forma dipende da due fattori, vo-
- Tipologia lineare: Si è potuto verificare che con
lume e superficie (forma), a parità di forma un
la rotazione di un modello in direzione sud-est
volume maggiore è più efficiente, e a parità di
si riscontra un aumento dei consumi di raffre-
volume una forma più compatta è più efficiente.
scamento complessivo che variano.
Un edificio con un volume molto elevato è potenzialmente più efficiente energeticamente di un
2 RAPPORTO DI FORMA
edificio a volume ridotto, cosi come un edificio
Il rapporto di forma di un edificio, è un indice
con poche articolazioni volumetriche ottimizza
definito dalla relazione S/V. E’ il rapporto tra la
la forma in funzione del consumo energetico.
superficie disperdente (copertura, chiusure ver-
L’indice S/V è in grado di condizionare l’efficien-
ticali esterne, pareti con locali non riscaldati,
za di un edificio soprattutto in climi freddi, dove
aperture e solaio a terra) e il volume riscaldato.
la differenza di temperatura tra il clima interno
Questo indice rivela quanto le caratteristiche di
e il clima esterno è elevata ed è decisiva per
forma di un edificio influenzano sensibilmente
edifici a bassissimo consumo. Per questi climi e
le dispersioni termiche dell’involucro edilizio.
questa tipologia di edifici la differenza di pochi
Infatti lo scambio termico avviene attraverso
decimi di rapporto S/V può incidere decisamen-
la superficie dell’involucro e maggiore è la sua
te sulla riduzione del consumo energetico: un
dimensione, maggiore sarà la dispersione. Inol-
edificio del tipo passivo in climi rigidi non do-
tre, maggiore è la dimensione generata da pic-
vrebbe avere un rapporto S/V maggiore di 0,6.
cole porzioni di superfici, maggiori sono i punti
In climi più temperati o mediterranei è sempre
critici di ponte termico da risolvere.
opportuno rispettare un buon indice di compat-
I valori entro i quali sono accettabili i rapporti di
tezza per limitare lo scambio termico, ma non
forma sono tra > 0,2 - 0,9 < secondo la legge
è così importante ricercare un’elevata compat-
192 del 2005, ma per un edificio passivo per
tezza. In questi climi la differenza di temperatu-
298
ra in regime invernale è pur sempre limitata e in
no presenta un’elevata differenza e risulta de-
regime estivo sono più opportune forme capaci
terminate per la progettazione e realizzazione
di creare zone ombreggiate (patii, logge profon-
di edifici a basso consumo, per garantire la ri-
de, ecc.) per limitare il surriscaldamento degli
duzione delle perdite di calore interne (special-
elementi dell’involucro.
mente in clima invernale).
Questa relazione dimostra che un volume, più
Si definisce compatto, un volume, o un edifi-
le sue dimensioni sono elevate, più risulta po-
cio “che sia rigorosamente unitario e solidale,
tenzialmente efficiente sotto il profilo energeti-
unanime…di massa, struttura o aggruppamen-
co, rispetto ad un volume con dimensioni ridot-
to, rigorosamente coerente o virtuosamente
te. Le forme compatte risultano più efficaci di
addensato”1.
un volume articolato, secondo quelli che sono
Sapendo che le caratteristiche della forma di
i parametri progettuali degli edifici passivi del
un edificio influiscono in modo significativo sul-
nord Europa.
le perdite di calore dello stesso, e che lo scam-
Un edificio, per definizione, tanto è più compat-
bio termico tra esterno ed interno di un edificio
to tanto più verifica i valori predefiniti, ma que-
avviene attraverso la superficie dell’involucro, si
sto significa rinunciare alla presenza di balconi
può affermare che le caratteristiche di forma di
e logge a meno che questi non si sottraggano
un complesso edilizio influiscono in maniera in-
al conteggio del volume complessivo e quindi
cisiva sull’efficienza energetica dello stesso.
siano esterni all’involucro termico.
E’ necessario considerare che la forma di un
Infatti, considerando un edificio compatto, di
edificio, è la qualità che lo caratterizza esterior-
forma parallelepipeda, con un rapporto S/V
mente, ed è un fattore che è possibile leggere e
pari a 0,2, questo risulta verificato in termini
misurare metricamente individuando la dimen-
geometrici ma, in condizione di forte irraggia-
sione del perimetro, della base, dell’altezza e
mento solare, qualsiasi sia la facciata irradiata,
della superficie su cui si estende esternamente.
lascia prevedere poche configurazioni formali,
Le caratteristiche climatiche del sito richiama-
rimanendo come unica strategia di protezione il
no la scelta di idonee geometrie per l’edificio
controllo delle dimensioni delle porzioni vetrate
affinché i principali requisiti di comfort ambien-
e la loro protezione ottimale, impedendo un pos-
tale siano dettati dalla scelta corretta di questo
sibile lavoro sulla morfologia del complesso.
fattore conferendo all’edificio elevata qualità al
Tali considerazioni valgono per i climi freddi
funzionamento per il risparmio energetico e il
dove la temperatura tra clima interno ed ester-
raggiungimento del comfort ambientale.
299
L’adattamento della geometria dell’edificio al
tazione unifamiliare articolata su tre piani. La
funzionamento energetico, perseguito in funzio-
scelta di utilizzare anche in climi caldi un basso
ne del comfort ambientale e del risparmio ener-
rapporto di forma (> 0,2 - 0,6 <) rimane sempre
getico, può essere studiato in modo sistematico
verificata ma l’effetto incisivo dell’irraggiamen-
e metodologico controllando come le variabili,
to solare in termini di apporti di calore e lumino-
introdotte di volta in volta, modificano la geo-
sità richiede forme più articolate, perché la tipo-
metria dell’edificio e incidono sulle prestazioni
logia durante la stagione invernale deve capta-
energetiche.
re il più possibile apporti energetici esterni, ma
La compattezza geometrica, in qualità di carat-
parallelamente deve proteggersi dagli apporti
tere che più di forma architettonica, è anche il
luminosi ed energetici durante il periodo estivo,
carattere che più degli altri diventa influente in
le caratteristiche morfologiche stesse dell’invo-
termini di comportamento energetico di un vo-
lucro possono quindi migliorare le prestazioni
lume.
dell’edificio per ottimizzare questi fattori.
Da qui possiamo affermare che è possibile con-
E’ necessario sempre considerare i fattori clima-
trollare parallelamente qualità architettonica
tici del sito in esame, infatti quando il problema
ed efficienza energetica, considerando lo stu-
del contenimento energetico diventa rilevante
dio d’influenza di questo fattore, un’opportunità
per il riscaldamento in inverno così come il raf-
per la composizione da cui partire per una nuo-
frescamento in estate, ci si trova in un clima in
va idea di forma, che caratterizza le architetture
cui incidono entrambe le condizioni e la com-
sostenibili.
pattezza non è sempre la soluzione ottimale. Si-
Infatti, per ciò che riguarda un clima temperato
curamente è una soluzione che verifica quanto
o un clima caldo-umido in periodo sia invernale
stabilito in termini normativi per ciò che riguar-
che estivo, le differenze tra temperature interne
da i consumi del riscaldamento invernale, ma
ed esterne non sono così notevoli come invece
non lascia la possibilità di risolvere attraverso
in clima freddo, è possibile quindi considera-
la forma dell’edificio le basilari prestazioni del-
re rapporti di forma maggiori, che per alcune
lo stesso per ciò che riguarda il raffrescamento
tipologia abitative, come verificato, possono ar-
estivo e le esigenze di protezione solare nella
rivare anche a 0,86 senza modificare il livello
stagione calda.
di efficienza di una tipologia più articolata, in
Una forma più articolata con un valore del rap-
particolare per quanto riguarda edifici con una
porto di forma maggiore rispetto una più com-
dimensione limitata, assimilabile ad un’abi-
patta, può dimostrasi adeguata nel momento
300
in cui è in grado di controllare la captazione
proporzionale al rapporto di forma S/V dell’edi-
solare risultando efficace sia in regime estivo
ficio.
sia in quello invernale. Considerazioni semplici
Data un’analisi geografica e climatologica ed
che dimostrano come la qualità architettonica
essendo noti i rapporti di forma dei singoli mo-
può rispondere sia a parametri normativi, che
delli adottati, che si differenziano per avere dei
esigenziali-prestazionali e di comfort.
rapporti S/V crescenti da 0,4 a 0,6, sono state
Il rapporto di forma è un valore che nasce da
attribuite caratteristiche d’involucro differenti,
considerazioni geometriche per questo dovrà
con sei tipi di chiusure suddivise in leggere e
essere rapportato alle caratteristiche tecniche
pesanti, come descritto nel paragrafo prece-
dell’involucro che lo caratterizza e perché que-
dente.
ste considerazioni diventino un valore di riferimento, altrettanto importante è considerare
Influenza del principio sull’efficienza energetica
geometrie d’involucro che delineano spazi abi-
dell’edificio
tabili, con conformazioni assimilabili a tipologie
Nei climi dell’Italia settentrionale questo fat-
abitative che concorrono alla definizione di mo-
tore di progetto assume una grande rilevanza,
delli edilizi realizzabili.
diventando il primo e di conseguenza il princi-
A tale proposito verranno predisposti dei model-
pale parametro di progettazione per il controllo
li in cui verranno considerate come invarianti le
dell’efficienza del progetto d’architettura. Infatti
caratteristiche di trasmittanza dell’involucro,
un complesso con un volume maggiore è poten-
l’orientamento e quindi l’incidenza dell’irrag-
zialmente più efficiente energeticamente di un
giamento solare sulle pareti durante l’anno, al
edificio a volume ridotto.
fine di valutare quanto incide in regime estivo
Secondo quanto confermato dalla bibliografia e
la variazione del rapporto di forma e quindi i
dai diversi esempi di architetture passive realiz-
caratteri morfologici di un edifico, confrontando
zate nel nord Europa, risulta necessario che il
consumi invernali per il riscaldamento e consu-
volume riscaldato sia il più possibile compatto,
mi estivi per il raffrescamento di ogni singolo
privo di piccole addizioni o sottrazioni, lascian-
modello.
do integra la compattezza.
Si considera come area geografica la località di
Si dovranno individuare strategie compositi-
Falconara (AN) rientrante in zona climatica D,
ve che permettano di addizionare elementi
in riferimento a cui la normativa nazionale fissa
all’esterno o conformare il volume dell’edificio
un massimo dei consumi in kWh/mqa, in forma
così da prevedere delle rientranze o sporgen301
ze, senza generare ponti termici o aumenti di
dispositivi schermanti fissi e mobili.
superfici disperdenti che penalizzano l’efficacia
- Ottimizzare la ventilazione interna.
del modello abitativo.
Può essere utile introdurre l’uso di “volumi”
In clima caldo questo sarà possibile, in partico-
che, non considerati nel calcolo del rapporto
lare considerando elementi addizionati all’invo-
di forma perché non riscaldati, diventano spazi
lucro esterno che non siano strettamente con-
e luoghi di raffrescamento o protezione solare
nessi alla struttura tanto da determinare una
per migliorare il comfort di vivibilità degli spazi
discontinuità dell’involucro, spazi a differenti
interni e interni-esterni.
temperatura o componenti schermanti che di-
Questo
ventano importanti nella stagione calda perché
dell’edificio ottimizzando l’uso dei caratteri
assumono il ruolo di spazi ombreggianti.
climatici del sito come verrà spiegato succes-
In un complesso edilizio le zone fredde come
sivamente nel paragrafo relativo a gli spazi a
le scale o le logge dovranno quindi essere pen-
differente temperatura, senza interferire sui
sate come luoghi autonomi o interni al volume
caratteri morfologici “efficienti” del complesso
ma racchiuse, in continuità con il volume riscal-
costruito.
migliora
ampiamente
l’efficienza
dato, dallo stesso involucro che delimita gli ambienti abitati.
Quanto importante è per il regime estivo
Sicuramente in clima estivo è possibile lavo-
Il principio in regime estivo non ha la stessa rile-
rare maggiormente sul linguaggio e sulla for-
vanza che possiede in regime invernale. L’ana-
ma dell’architettura e progettare in climi caldi
lisi in regime dinamico del comportamento
un’architettura che ha come obiettivo la difesa
energetico dei modelli proposti dimostra come,
dal caldo significa lavora sulla morfologia della
per garantire un contenimento energetico du-
stessa al fine di:
rante la stagione estiva, non sia necessaria la
- Ridurre la superficie vetrata esposta ai raggi
“compattezza del modello abitativo”. Quindi
solari rispetto al volume costruito;
il rapporto di forma è un indice di riferimento
- Impedire un eccessivo riscaldamento dell’in-
orientativo, che non è in grado, secondo i riferi-
volucro murario;
menti originari, di definire quanto una maggiore
- Creare sensibili differenze di temperatura tra
articolazione degli ambienti, possa favorire una
le varie parti della casa e tra la casa e l’ambien-
corretta ventilazione naturale e un’efficace pro-
te circostante;
tezione dagli apporti energetici solari, modulati
- Creare ampie zone d’ombra attraverso l’uso di
per le differenti stagioni ed escursioni quotidia-
302
ne, in regime estivo.
non rilevanti, anche modificando le tipologie
Per tali ragioni è possibile affermare che nel
d’involucro per uno stesso modello ed i loro va-
caso estivo, per le regioni dell’Italia centrale
lori di trasmittanza termica.
con particolare riferimento alla zona climatiche
Considerando le due tipologie lineare e a arti-
C e D, il rapporto di forma ottimale per gli edi-
colata che hanno uno stesso rapporto S/V ma
fici risulta essere 0,6 che è parallelamente più
volumi e tipologie edilizie differenti, si è dimo-
efficace anche in termini di consumi energetici.
strato che a una maggiore articolazione dovuta
E’ possibile comunque andare oltre il valore 0,6
per esempio alla presenza del patio, si verifica
ed utilizzare un valore 0,8 rispetto al quale si
un ottimizazzione del dispendio dei consumi
potranno realizzare tipologie edilizie in grado di
energetici estivi.
mantenere contenuti i fabbisogni per il raffre-
Si evidenzia come il rapporto S/V in questo caso
scamento estivo.
diventa un fattore trascurabile nel momento in
Con uno stesso rapporto di forma 0,6 le tipo-
cui ad un dato valore del rapporto di forma cor-
logie edilizie che si possono ottenere sono in
rispondo consumi energetici invernali non mol-
grado di verificare i loro standard progettuali in
to differenti.
regime estivo e invernale, analizzati e ponderati
Parallelamente, confrontando modelli di gran-
successivamente con le caratteristiche tecnolo-
di dimensioni con superficie riscaldata di 900
giche del modello in esame.
mq, con altre di 180 mq, rispettivamente appartenenti alla tipologia lineare e articolata, in
Risultati della ricerca
quest’ultima che ha un rapporto S/V di 0,60
Per la progettazione di un edificio ad alta effi-
(che si compone con un’articolazione comples-
cienza nelle regioni dell’Italia centrale, il valore
sa di volumi, un patio interrato e un corpo adia-
legato al rapporto di forma diventa poco rilevan-
cente comunicante non riscaldato), si evince
te al fine di determinare i reali consumi ener-
come i consumi rispetto alle diverse tipologie
getici di un edificio, in quanto, a parità di rap-
d’involucro leggero utilizzato, siano rapportabili
porto di forma e uguali caratteristiche tecnico-
e proporzionali a quelle del complesso. Si dimo-
costruttive del modello in esame corrispondono
stra così come per un edificio di dimensioni cin-
differenti consumi del complesso.
que volte inferiori, con superficie disperdente
- Si è verificato che a parità del rapporto S/V e
proporzionalmente superiore del 6% corrispon-
di medesime caratteristiche d’involucro è pos-
da un consumo proporzionalmente uguale.
sibile ottenere differenze di consumi energetici
E’ evidente come questi risultati siano coerenti
303
con quanto affermato per le tipologie di passive,
parallelo rispetto al flusso di calore.
poiché, come definito a monte, tutte le tipologie
Se in un edificio le condizioni di temperatura
hanno un rapporto di forma compreso tra >0,2
ambientale interne ed esterne sono costanti,
e 0,6< che però diventa trascurabile essendo i
dopo un periodo di assestamento, si stabilirà
consumi in regime estivo prevalentemente di-
un gradiente termico costante attraverso il muro
pendenti da fattori di massa termica (inerzia,
esterno mentre l’effetto della capacità termica
trasmittanza, sfasamento, attenuazione), dalla
svanirà; se invece il ritardo iniziale è paragona-
collocazione degli spazi non riscaldati e dalla
bile in ampiezza al tempo nel quale la tempera-
possibilità che diventino vettori di ventilazione e
tura interna e/o del muro cambia, il momento
quindi riduttori del carico energetico. Per queste
del massimo ingresso del calore da uno dei
motivazioni un volume più articolato all’interno
due lati può concludersi prima che l’ondata di
del rapporto di forma “passivhouse” si dimostra
temperatura raggiunga l’altro lato. Perciò una
tanto più prestante quanto la conformazione
quantità di calore che viene immagazzinata
della sua articolazione è in grado di abbattere
nella massa del muro comincia a percorrere lo
i consumi energetici (integrando con strategie
spessore in senso inverso, e ad essere emessa
di protezione solare e caratteri morfologici che
su entrambi i lati.
permettano una ventilazione naturale e un ab-
L’inerzia termica non influenza grandemente le
battimento dei carichi energetici incidenti).
temperature interne di un edificio quando l’occupazione e il riscaldamento sono continuativi,
3 INERZIA TERMICA
mentre nel caso di riscaldamento intermittente
E’ un fenomeno fisico che avviene, in condizio-
un edificio massiccio conserva il calore per un
ni termiche variabili, all’interno di un sistema
lungo periodo raffreddandosi lentamente, e re-
(come ad esempio un muro) di elevato spesso-
stituendo il calore stesso quando il sistema di
re e costituito da particolari materiali, venendo
riscaldamento è disattivato.
identificato con una trasmissione lenta del flus-
L’inerzi termica è correlata alle caratteristiche
so di calore da un lato all’altro del sistema.
dei materiai dell’involuco in particolae la capci-
Tale fenomeno si verifica quando le temperatu-
tà termica. Questa è una proprietà che descrive
re ambientali subiscono oscillazioni, e se i ma-
la capacità di un sistema omogeneo a tratte-
teriali componenti possiedono proprietà speci-
nere il calore all’interno delle sue cellule senza
fiche, quali la capacità termica, l’elevato spes-
trasmetterlo immediatamente all’ambiente cir-
sore e la stratificazione dei materiali disposti in
costante, formato sia da corpi fluidi che solidi.
304
Questa proprietà che dipende anche da altre
d’involucro a contatto con il terreno).
caratteristiche fisiche, è direttamente proporzio-
Come ormai noto in regime estivo lavorare con
nale alla massa per un’area unitaria (la densità
la massa dell’involucro è la scelta più coerente,
superficiale, espressa in kg/mc) e alla capacità
infatti la stessa tradizione costruttiva che ca-
termica specifica (espressa in J/kg C).
ratterizza le tipologie dell’architettura mediter-
Se uno dei materiali di un componente o di un
ranea storica (italiana, greca, ecc.), ci insegna
sistema costruito presenta un elevato valore di
che privilegiare l’uso dei materiali con rilevan-
capacità termica, all’interno del sistema stesso
te massa è la scelta migliore rispetto all’uso di
si verificherà un ritardo della trasmissione del
materiali a bassa conduttività, perché in grado
calore da un lato all’altro del suo spessore, veri-
di assicurare un contributo al fine di ridurre i
ficandosi il fenomeno dell’inerzia termica.
consumi energetici garantendo negli spazi in-
E’ noto che l’inerzia termica è una caratteristica
terni confinati un equilibrio di comfort.
dell’involucro che dipende dalla capacità termi-
Come sopra accennato questa è la proprietà
ca e dalla conduttività dei materiali componen-
che si relaziona alla capacità termica dei ma-
ti. Lavorare con questi fattori significa attribuire
teriali utilizzati e risulta efficace sia durante la
alla parete una maggiore o minore capacità
stagione invernale che estiva.
di attenuare e ritardare l’ingresso in ambiente
COrrelata all’inerzia abbimo l’influenza della
dell’onda termica esterna derivante dalla ra-
massa, che si può definire un termoregolato-
diazione solare incidente su una data porzione
re, in grado di ridurre le variazioni (oscillazioni)
d’involucro.
della temperatura al fine di garantire condizioni
Quindi la caratteristica d’inerzia termica dell’in-
di comfort all’interno degli ambienti, riducendo
volucro esterno in tutti i suoi componenti, incide
sensibilmente i consumi energetici.
fortemente nel controllo dell’equilibrio tra tem-
L’uso di un proporzionato livello di massa nell’in-
peratura interna ed esterna, e i fattori variabili
volucro edilizio, consente durante la stagione
che determinano la variazione di comporta-
estiva di accumulare l’elevato apporto di ener-
mento di quest’ultimo sono: le caratteristiche
gia termica incidente su di essa, trattenendola
dei materiali componenti e la loro posizione, il
al fine di ridurre i picchi più alti di temperatura
tipo di isolante il suo spessore e la sua posizio-
e rilasciarla con ritardo nell’ambiente interno,
ne, la caratteristica tipologica del muro preso in
prevalentemente durante la sera, al fine di di-
esame, nonché i materiali che si affiancano alle
minuire la necessità di raffrescamento durante
partizioni stesse (si fa riferimento alle porzioni
le ore diurne. In regime invernale invece, l’uso
305
della massa viene regolato in funzione dell’esi-
co e non statico. Nel regime statico infatti, su
genza di rilasciare negli ambienti interni, calore
cui si basa la normativa per contenere i consu-
quando le temperature interne tendono ad ab-
mi energetici, si fa rifermento alle caratteristi-
bassarsi, in particolar modo nel pomeriggio e
che di trasmittanza dell’involucro per attribuirgli
durante la sera. Strategia ottimale per control-
il livello di prestazione che deve garantire, de-
lare i consumi energetici.
terminando il valore di riduzione di dispersioni
Affinché si controllino coerentemente le dispe-
che ha la parete verso l’esterno. Ma Il problema
risioni dell’involucro, in regime estivo non si
è maggiore nel momento in cui non si conside-
dovrà privilegiare il livello di isolamento termi-
rano le caratteristiche dei materiali componen-
co dell’involucro, che impedisce di ridurre le
ti, che a parità di trasmittanza conferiscono alla
dispersioni termiche dell’ambiente interno, ma
parete un comportamento termico molto diver-
privilegiare l’analisi del carattere capacitivo di
so, dato dallo sfruttamento dei flussi di calore e
tutti i materiali costituenti il sistema edilizio e la
dal loro accumulo in virtù delle caratteristiche
loro giustapposizione.
massive dei materiali impiegati, e anche in rela-
Perché la caratteristica di contenimento dei
zione alla loro posizione nel pacchetto murario.
consumi energetici dipende dal processo di ac-
Per questo è corretta un’analisi in regime dina-
cumulo e rilascio del calore in cui si predilige
mico in cui si considera l’azione della variabile
l’uso di materiali ad elevata massa, cioè eleva-
tempo, rispetto alla quale si definisce come la
ta capacità termica.
capacità termica dei materiali che compongo-
La massa infatti è in grado di accumulare il ca-
no l’involucro, influisca sul fabbisogno termico
lore proveniente, in esterno, dall’azione dei cari-
dell’edificio.
chi energetici solari, internamente dagli apporti
Nel momento in cui un ambiente è dotato di un
antropici o sorgenti di calore legati ad apparec-
dato grado di inerzia termica significa che:
chiature elettriche. Il calore accumulato verrà
- minore è il tempo di risposta che una struttura
rilasciato gradualmente nel momento in cui le
con elevata massa rispetto ad una struttura con
temperature interne ed esterne tenderanno ad
minore massa, maggiore è la sua capacità di
abbassarsi, riducendo gli sbalzi di temperatura,
moderare le variazioni cicliche della temperatu-
fornendo più equilibrio al funzionamento degli
ra esterna.
impianti.
- sia in climi caldi che in climi freddi si è verifica-
E per fare questo è indispensabile valutare il
to, come alti livelli di massa termica diminuisco-
comportamento della parete in regime dinami-
no i valori del consumo energetico degli edifici
306
rispetto a edifici con involucri meno massivi
recepimento di calore da fonti esterne.
- accumulare energia nella massa significa ritar-
Inoltre le caratteristiche d’inerzia termica e di
dare l’azionamento degli impianti di climatizza-
massa diventano rilevanti nel momento in cui
zione, riducendolo a un numero breve di ore o
garantiscono uno sfasamento dell’onda termi-
addirittura, non utilizzandolo.
ca in grado di ritardare e smorzare i picchi dei
L’inerzia e massa sono due caratteristicheche
flussi di colore acquisti, negli ambienti interni in
non si interfacciano con le capacità di coibenza
fase notturna quanto il livello di temperatura e
termica dei materiali utilizzati, per i quali sono
umidità interna ed esterna si abbassa e quindi
richiesti bassi livelli di densità, ma risulta pro-
le componenti di calore acquisite vengano poi
porzionale al peso specifico e allo spessore del
rimosse con meccanismi di ventilazione naturali.
componete edilizio.
Importanza del principio sul regime estivo
Risultati della ricerca
L’incidenza dell’inerzia sull’involucro diventa un
Le partizioni esterne funzionano sia come ac-
fattore rilevante nel momento in cui si relazio-
cumulatori sia come isolanti, che trattengono
na con altri fattori legati alla progettazione del
il calore acquisito dall’esterno e in parte lo ri-
complesso edilizio, quali il sito d’intervento, la
lasciano con gradualità nell’ambiente interno
forma, la destinazione d’uso e le caratteristiche
adiacente in un tempo che permette la dissi-
dei materiali componenti l’involucro edilizio.
pazione del calore stesso e la sua acquisizio-
Questo valore assume un ruolo di rilievo nell’edi-
ne interna durante le ore notturne. Sia in clima
lizia spontanea, che matura come evoluzione
caldo che in clima freddo risulta importante
consapevole di tecniche di controllo termico ve-
questo meccanismo ed in particolare assume
rificate nel corso dei secoli. Rispetto alle quali,
maggiore rilevanza nel periodo estivo quando
sia nelle regioni del sud Italia, che quelle greche
le temperature esterne, raggiungono un eleva-
e arabe si utilizzano materiali come la pietra in
to valore (ad esempio Falconara (AN) 37°C). La
blocchi e la terra cruda le quali avendo elevata
caratteristica d’inerzia dell’involucro diventa ef-
la capacità termica e densità determinano ele-
ficace nel momento in cui si evidenzia come lo
vati livelli di sfasamento termico con proporzio-
sfasamento delle pareti verificate si riconduce
nali effetti di smorzamento nell’acquisizione dei
a un tempo di circa 8-10 ore, riuscendo a sod-
carichi energetici esterni. Fungendo anche da
disfare un equilibrio di temperature interne che
materiali isolanti di ambienti interni, rispetto il
posso arrivare a 36°.
307
Lo sfasamento sopra accennato è la capacità di
Questi due valori, indici dei rispettivi parametri
una parete di ritardare nel tempo, gli effetti ter-
caratterizzano la proprietà dell’Inerzia termica
mici che caratterizzano l’ambiente all’esterno.
della parete.
Lo sfasamento (fi) è l’arco di tempo (ore) che
Si può affermare in conclusione, che lo smorza-
serve all’onda termica per fluire dall’esterno
mento che una parete è in grado di garantire, è
all’interno di uno spazio abitato attraverso un
una riduzione del valore di temperatura verifica-
materiale. Maggiore è il tempo di sfasamento,
tosi nel tempo; lo sfasamento, invece significa
maggiore sarà il tempo di passaggio del calore
ritardare, nel tempo quelle condizioni termiche.
dall’esterno all’interno dell’edificio. Lo sfasa-
Se una muratura non garantisce uno sfasamen-
mento dunque è la differenza di tempo che in-
to accettabile la temperatura di un ambiente in-
tercorre tra l’ora in cui si ha la massima tempe-
terno risente in breve tempo dei valori raggiunti
ratura all’esterno e l’ora in cui si ha la massima
all’esterno.
temperatura all’interno di un ambiente, e per
Le caratteristiche di smorzamento di una pa-
garantire la migliore caratteristica di comfort
rete composta da più strati, insieme al valore
interno, questo parametro non deve risultare
del fattore di attenuazione, alla capacità termi-
inferiore alle 8/12 ore, al fine di ottenere del-
ca dei materiali e la diffusività termica, sono le
le prestazioni che vengono definite sufficienti e
proprietà termiche che caratterizzano i materia-
buone secondo la normativa.
li massivi e che devono essere considerate ai
Lo smorzamento è un valore adimensionale
fini di un calcolo dinamico del comportamento
che, (chiamato anche attenuazione o fattore di
di un involucro edilizio.
decremento), esprime il rapporto tra la variazio-
Infatti come descritto nel principio relativo
ne massima della temperatura esterna delta
all’inerzia, nel valore che descrive le caratteri-
Te e quella della temperatura interna delta Ti
stiche di trasmittanza termica di un involucro
in riferimento alla temperatura media della su-
non si considera che ciascun materiale compo-
perficie interna.
nente l’involucro edilizio in esame ha la capa-
La parete provoca uno smorzamento dell’am-
cità di assorbire una piccola quantità di calore
piezza dell’onda, nel passaggio dall’ambiente
così da aumentare la sua temperatura prima
esterno all’ambiente interno (rapporto tra il
di trasmettere il calore allo strato successivo.
valore dell’ampiezza dell’onda esterna e quello
Il calore acquisito e immagazzinato, viene ce-
dell’ampiezza dell’onda interna) e uno sfasa-
duto con un certo ritardo di tempo, all’interno
mento tra l’onda esterna e quella interna.
del quale le condizioni al contorno potrebbero
308
essere cambiate. Questo può portare a far si
tipologici, involucri descritti nelle loro compo-
che parte del calore accumulato in precedenza
nenti dove è possibile verificare la successione
possa rifluire nella direzione di provenienza ori-
degli strati che compongono le partizioni ester-
ginaria, così da ottenere che solo una parte del
ne verticali.
calore accumulato riesce ad arrivare opposta
Si è inoltre verificato quali sono i livelli di sfa-
del muro.
samento che si possono ottenere modificando
E’ possibile verificare l’effetto della capacità
i parametri relativi allo spessore di base che
termica dei materiali impiegati, sul flusso termi-
ha l’involucro edilizio secondo lo standard, di
co, attraverso la definizione dello sfasamento
10, 15 cm. Conferendo a ciascun componente
(ritardo del picco di flusso termico della pare-
tecnologico un valore di trasmittanza uguale al
te: capacitività rispetto a quello istantaneo e
fine di capire quanto isolante era necessario e
l fattore di decremento e attenuazione, che è
di conseguenza il livello di sfasamento ottenuto
uguale al rapporto fra il massimo flusso della
ed infine, verificare per gli spessori 10 e 15 cm
parete capacitiva e il massimo flusso della pa-
di un isolante che avesse sempre le stesse ca-
rete a massa termica nulla). La configurazione
ratteristiche di conducibilità pari a 0,038.
ottimale di un involucro si ottiene soddisfacen-
Si è calcolato il valore di trasmittanza della
do il massimo sfasamento e il minimo valore di
stessa tipologia d’involucro modificando con
attenuazione.
dimensioni stabilite lo spessore dell’isolante al
A tale proposito si considerano le caratteristi-
fine di verificare il livello di smorzamento rag-
che dei materiali utilizzati per la formulazione
giunto ed indicato sotto il valore di trasmittanza
dei pacchetti tecnologici.
corrispondente.
Ipotizzando tre tipologie d’involucro leggero e
Da qui emerge come in pareti leggere modifi-
tre di involucro pesante con diverse caratteri-
cando la dimensione dell’isolamento rispetto
stice di sfasamento dimostra come la trasmit-
alla posizione attribuita per ogni diversa solu-
tanza che identificati il valore di isolamento dei
zione tipologica d’involucro si modifica il livello
componenti, non è in grado di descrivere le re-
di sfasamento in un aumento pressoché pro-
ali caratteristiche degli involucri edilizi ipotizzati
porzionale con quello dell’aumento di dimen-
e formulati.
sione dello spessore di isolante e inversamente
Al capitolo 5 sono riportati i risultati e i diagram-
a diminuzione della trasmittanza.
mi di sfasamento degli involucri utilizzati come
Da qui emergono i modelli tipologici presi in
base di partenza per la definizione dei modelli
esame per i quali si evidenzia un livello di smor309
zamento termico che si colloca per normativa
assenza di solaio ventilato e con un isolamento
in classe ottima, visto che con la diminuzione
nullo, al fine di verificare lo sfruttamento delle
della componente isolante si ottengono valori
principali caratteristiche del terreno in quale è
di smorzamento di circa 9 ore, quindi validi ma
in grado di mantenere in se costanti il valore
non ottimali per quello che riguarda l’esigenza
delle temperature sempre pari a 10-12°C così
in clima estivo per la quale si cerca di verificare
da ottimizzare la possibilità di ridurre i carichi di
quanto il fattore di sfasamento sia in grado di
calore interno anche grazie alla dispersione che
determinare un miglioramento delle prestazioni
può avere utilizzando come massa di accumulo
per le diverse tipologie edilizie.
il terreno in virtù del suo differenziale di tempe-
Per ciò che riguarda gli involucri pesanti emerge
ratura. Per un valore di trasmittanza di questa
chiaramente che non si ha un grande cambia-
porzione d’involucro che arriva anche fino 1W/
mento di sfasamento al varie della dimensione
m2K.
dell’isolante nelle diverse tipologie d’involucro
Si è verificato che questo comporta un benefi-
a tal fine si utilizza la tipologia con una dimen-
cio all’intero edificio in termini di riduzione dei
sione di isolante pari a 12 cm per le quali si
fabbisogni per il raffrescamento estivo, essen-
verifica un intervallo di valori di smorzamento
do l’edificio verificato in un complesso con tre
ampiamente verificati.
piani e per il quale il beneficio generato da que-
Questi come punti di partenza della ricerca per
sta strategia passive ripercuote la sua efficacia
la definizione di modelli base, segue la scelta di
sull’intero complesso.
verificare i modelli con le 6 tipologie d’involucro
Mentre la copertura rimane una costante
per le quali prima il valore di trasmittanza della
dell’involucro così come le caratteristiche delle
parete è pari a 0,24 e poi 0, 30 per tutte.
componenti vetrate.
Simulando i modelli a cui sono stati attribuiti va-
Consumi energetici invernali e consumi per il
lori coerenti per questi parametri si sono regi-
raffrescamento estivo, consideriamo tre tipi di
strati questi consumi a mq per il raffrescamen-
isolante:
to estivo considerando il periodo dal 1 Maggio
- Coibentazione tetto con 18 cm di isolante in
al 31 Settembre.
fibra minerale valore 0,040: fi = 5,9 ore
Lavorando anche sul livello di isolamento
- Coibentazione tetto con 18 cm di isolante in
dell’involucro a terra si è considerata una tipo-
fibra legno valore 0,040: fi = 13,7 ore
logia di solaio contro terra con 5 cm di isolante
- Le fibre di legno possiedono, oltre ad un’otti-
termico e un sistema di solaio ventilato. Poi in
ma conduttività termica, (l = 0,037 per densità
310
(ρ)160 kg/m3 circa e l = 0,052 per densità (ρ)
ne al suo comportamento in termini di inerzia
250 kg/m3), eccellenti proprietà di accumulo
termica, sfasamento ed attenuazione dell’onda
termico (capacità termica (c) 2100 J/kgK.
termica. Pertanto analizzare il comportamento
Si verifica che il beneficio in termini di comfort
di un edificio assumendo la trasmittanza come
nel periodo estivo è tanto maggiore quanto più
unico indicatore può condurre a scelte ineffi-
elevati sono i valori di sfasamento e di smorza-
caci poiché l’isolamento che trattiene il calore
mento del flusso termico.
d’inverno, durante l’estate svolge la stessa fun-
Come si può evincere la fibra di legno registra
zione, determinando il surriscaldamento degli
altissimi valori di sfasamento e di smorzamento
ambienti.
dell’onda termina; queste capacità combinate
La stessa delibera sottolinea anche l’importan-
consentono l’ottimale protezzione delle escur-
za della massa superficiale, che rappresenta il
sioni termiche sia in estate che in inverno, ga-
parametro principale caratterizzante il compor-
rantendo così il massimo confort abitativo. La
tamento in regime dinamico della parete in re-
costruzione di edifici a basso consumo energe-
lazione allo sfasamento dell’onda termica.
tico non richiede investimenti gravosi, ma pre-
Sono indicatori di contenimento delle oscillazio-
cisi accorgimenti nel progetto e nella scelta dei
ni della tempertura.
materiali per differenti fenomeni assolutamen-
La massa termica influisce sul flusso di calore
te naturali come ad esempio l’inerzia termica.
periodico. Le variazioni diurne della temperatu-
In Italia spesso si utilizzano materiali derivati
ra esterna implcano flussi di calore verso l’edi-
da altri paesi europei senza tenere in adeguata
fico durante il giorno dove una parte del calore
considerazione le differenti sollecitazioni clima-
viene immagazzinata nel materiale. Durante la
tiche dell’area mediterranea.
notte il flusso del calore è inverso (dall’edificio
In molte parti d’Italia, infatti, si consuma più
verso l’esterno).
energia per raffrescare che per riscaldare.
Le variazioni diurne risultanti della temperature
Questo concetto è stato ben recepito, per esem-
interna variano fra una massa termica bassa ed
pio dalla regione Emilia-Romagna con la delibe-
una massa termica alta. Quanto più alta è la
ra n.156 del 4 Marzo 2008 nella quale viene
massa termica, tanto più elevato è il ritardo e
prescritta l’adozione di sistemi costruttivi che
più piccolo il fattore di decremento fra la varia-
conferiscano caratteristiche prestazionali all’in-
zione delle temperature interne ed esterne.
volucro edilizio, non solo in termini di verifica di
In tal modo la massa termica comporta un be-
trasmittanza termica, ma soprattutto in relazio-
nessere termico e carichi di punta ridotti per gli
311
impianti meccanici.
riodi estivi e soprattutto nei paesi cal-
La massa termica, ovvero la capacità di immagaz-
di o comunque con temperature più miti.
zinamento del calore nei materiali, ha importanti
effetti sulle prestazioni termico-dinamiche degli
edifici, con maggiore rilevanza nel periodo estivo.
La “massa termica” ha diretta influenza sul flusso di calore che attraversa le strutture opache.
Le variazioni diurne della temperatura esterna
implicano flussi di calore via via più elevati verso
l’interno dell’edificio durante il passare del giorno, una parte del calore viene invece immagazzinata negli strati che compongono la chiusura
opaca. Durante la notte il flusso del calore è inverso (dall’interno dell’edificio verso l’esterno).
Le variazioni diurne interne risultanti delle variazioni di temperatura esterna variano quindi
a seconda del valore di massa termica delle
partiture che dividono l’esterno dall’interno;
ad un’alto valore di massa termica corrispondono basse temperature interne, e viceversa.
Inoltre maggiore è la massa termica, tanto più
elevato è il ritardo o sfasamento che otteniamo
nel passaggio del flusso di calore esterno interno,
ottenendo l’effetto di ritardare il flusso di calore
La massa termica è legata all’Inerzia termica
(calcolata in kJ/mcK) ovvero la quantità di calore necessaria ad innalzare una data quantità
di massa, di un grado Kelvin, relativa quindi alle
caratteristiche fisico-chimiche del materiale, ma
anche alla quantità di massa per unità di superficie o Massa superficiale, definita dalla legge 311:
“la massa per unità di superficie della parete
opaca compresa la malta dei giunti esclusi gli
intonaci, l’unità di misura utilizzata è il kg/m2”.
Quindi maggiore è la quantità di materiale ad alta inerzia termica per metro quadro, maggiore è la capacità della frontiera
fisica perimetrale di resistere al flusso di
calore verso l’interno (nel periodo estivo).
Alta inerzia termica hanno calcestruzzo e materiali laterizi compatti (ma anche le pietre naturali), adatti a rallentare il flusso di calore estivo
verso l’interno (maggiore efficienza di questo sistema nel periodo caldo), e ad immagazzinare
calore nei periodi invernali per poterlo poi rilasciare con effetto benefico verso l’interno.
verso l’interno nelle ore più calde. In tal modo
la massa termica comporta un maggiore benes-
4 TRASMITTANZA TERMICA
sere termico e carichi di punta ridotti per l’eser-
La trasmittanza definisce la capacità isolan-
cizio degli impianti di condizionamento estivo.
te di un elemento. La trasmittanza termica è
E’
diven-
quel fenomeno fisico che definisce le caratte-
ta energeticamente più rilevante nei pe-
ristiche dell’involucro in termini di prestazione
312
chiaro
che
questo
fattore
e conservazione d’energia negli spazi interni
Più il valore è basso, maggiore è l’isolamento
dell’edificio. Determina in che misura le parti-
della struttura in esame. L’inverso della trasmit-
zioni esterne sono in grado di controllare i flussi
tanza è la resistenza termica ovvero la capacità
di energia e massa tra l’ambiente esterno ed
di un materiale di opporsi al passaggio del ca-
interno affinché si riesca a garantire una con-
lore:
dizione di benessere all’interno degli ambienti
confinati, contenendo i consumi energetici e gli
R=1/U [m²*K/W]
impatti dell’ambiente esterno.
Infatti dato un fenomeno di trasmissione di calo-
La trasmittanza aumenta al diminuire dello
re in condizioni di regime stazionario (in cui cioè
spessore dell’isolamento e dell’involucro nel
il flusso di calore e le temperature non variano
suo complesso, ed all’aumentare della condu-
nel tempo) la trasmittanza misura la quantità
cibilita’ termica. Strutture con bassissima tra-
di calore che nell’unità di tempo attraversa una
smittanza termica si caratterizzano per fornire
porzione di involucro edilizio della superficie di
un elevato isolamento termico.
1 m² in presenza di una differenza di tempera-
Come riepilogato nel capitolo delle normative,
tura di 1 grado tra l’interno e l’esterno.
vengono indicate all’interno delle norme nazio-
Nella formula si tiene conto di una trasmissione
nali i valori limite minimi di trasmittanza, per l’in-
di calore da un aeriforme ad un altro aeriforme
tera regione italiana in funzione dei gradi giorno
separati dalla superficie piana del materiale in
delle aree geografiche. Valori che sono calcolati
esame, per irraggiamento e convezione tra le
e prescritti in funzione di analisi energetiche in
superfici e gli ambienti esterno ed interno, e
regime stazionario in cui si fa riferimento al pe-
conducibilità interna dei materiali solidi.
riodo di riscaldamento dell’edificio.
L’espressione che ci permette di calcolare il va-
Tali valori non considerano l’incidenza del fat-
lore di trasmittanza è:
tore raffrescamento in funzione del periodo in
cui esso è richiesto e per il quale si contano
U=1/(1/Hi + s/λ + 1/He) [W/m²*K]
consumi e periodi d’incidenza uguali a quelli
per riscaldamento nelle zone C e D e propor-
dove: Hi e He [W/m² K] sono i coefficienti di ad-
zionalmente crescenti fino la zona climatica A
duzione interna ed esterna, s [m] lo spessore
tanto da essere nettamente superiori ai periodi
del materiale, λ [W/m K] la conducibilità termi-
di consumo per il riscaldamento.
ca interna del materiale.
Inoltre per la stagione estiva deve essere con313
siderata l’applicazione di strategie di ventila-
sulta evidente che se si considera la stagione
zione diurna e notturna capaci di soddisfare il
invernale è richiesto un elevato isolamento per
fabbisogno di raffrescamento e l’esigenza di
ridurre le dispersioni di calore, parallelamente
dissipazione degli accumuli di energia termica.
in estate vi è l’esigenza di raffrescamento e
Quest’ultime applicate in forma passiva, senza
questo è possibile riducendo il fattore di tra-
l’adozione ventilazione meccanica forzata e re-
smittanza.
cuperatore di calore.
A tal fine nelle regioni del sud Italia per edifici
E’ possibile affermare che :
di due piani si predilige un basso isolamento o
- il valore di trasmittanza si lega al valore del-
addirittura nullo, scegliendo le prestazioni che il
le temperature esterne variabili, in funzione
solaio contro terra è in grado di fornire in estate
di questo si può affermare che, la dimensione
essendo questa la stagione più critica in quanto
dell’isolante oltre un dato valore nell’incremen-
incide maggiormente di quella invernale.
to di spessore, diventa poco significativa in ter-
Favorendo l’uso della capacità di accumulatore
mini di effetto. Infatti se si considera un clima
termico diurno che ha il terreno, il quale duran-
caldo non è necessario un isolamento massic-
te la notte rilascia il calore che viene portato
cio in quanto si predilige un comportamento
all’esterno dalla ventilazione trasversale o ver-
dell’involucro che si correli all’esigenza di raf-
ticale fornita dai dispositivi di raffrescamento
frescamento che si attuerà con sistemi di venti-
passivi predisposti.
lazione naturale ed utilizzando materiali con un
Considerando edifici con un numero maggiore
adeguato livello di inerzia termica.
di piani, le valutazioni sopra riportate non di-
- sia in inverno che in estate diventano rilevanti
ventano rilevanti per i piani successivi al secon-
l’isolamento delle superfici verticali esterne e
do, ma risultano ugualmente efficienti nell’eco-
della copertura perché maggiore è quest’ultimo
nomia dell’intero complesso in rapporto alle
e proporzionalmente si riduce la trasmittanza
strategie tipologiche e morfologiche adottate in
degli elementi edilizi che conducono a una pro-
fase di progetto
gressiva riduzione delle dispersioni termiche
Tali considerazioni valgono per edifici con
per l’effetto isolante che le pareti opache gene-
un’elevazione di tre piani. Quando questi han-
rano.
no un’elevazione ancora maggiore, l’assenza di
- per quanto riguarda il solaio a terra il fattore
isolamento a terra diventa un veicolo di grande
di trasmittanza si comporta in maniera uguale
dispersione che in climi come quello del centro
agli altri elementi come sopra descritto, ma ri-
Italia in cui il fattore invernale ha una sua in-
314
cidenza, viene posto in una condizione di crisi
pertura e solaio a terra rispettivamente di 0,2,
perché non si garantisce un sufficiente isola-
0,3 e 1-0,5 W/mqK.
mento dell’intero complesso.
Partendo da queste considerazioni e sapendo
In particolare considerando i risultati ottenuti
che le caratteristiche di trasmittanza dell’invo-
da un progetto Europeo coordinato da eERG-Po-
lucro sono legate allo spessore dello stesso,
liecnico di Milano in riferimento a casi campioni
alle caratteristiche fisico-tecniche dei materiali
sperimentati a Roma e Palermo per verificare il
utilizzati e alla dimensione e posizione dell’iso-
comportamento di un edificio a due piani e per
lante, è possibile fare ulteriori considerazioni.
conoscerne il comportamento nel caso estivo si
Lavorando nelle regioni dell’Italia centrale e
evince che:
considerando le trasmittanze termica dell’in-
- nella località di Roma diminuendo la resisten-
volucro come fattore costante per ogni compo-
za termica dell’edificio aumenta l’esigenza di
nente, così distribuite:
energia utile netta per il riscaldamento mentre
- Chiusure orizzontali esterne: coperture, 0,29
il fattore raffrescamento viene controllato da
W/mqK
un diverso livello di isolamento degli elementi
- Chiusure orizzontali esterne: solaio a terra
costruttivi, isolando in maniera più significativa
0,29 W/mqK
le pareti esterne e la copertura e in maniera mi-
- Chiusure verticali esterne trasparenti 0,7 W/
nore il basamento, perciò che riguarda edifici
mqK
a due piani in funzioni delle dimensioni ridotte
- Partizioni verticali interne: pareti tra differenti
delle piccole unità considerate.
alloggi
Invece per edifici a più piani con un’elevata
- Partizioni orizzontali interne: solai interpiano
superficie utile di estensione si predilige una
In cui varia il valore per la trasmittanza delle pa-
distribuzione più uniforme di isolamento affin-
reti perimetrali esterne
ché il comportamento dell’edificio risponda in
- Chiusura leggera ventilata: 0,24 W/mqK
maniera uniforme a contenimento di guadagni
- Chiusura leggera con isolante esterno: 0,20
energetici dall’esterno.
W/mqK
In un confronto con lo standard di riferimento
- Chiusura leggera con isolante interno: 0,21 W/
è possibile affermare che per soddisfare le esi-
mqK
genze di raffrescamento estivo e riscaldamento
- Chiusura pesante ventilata: 0,27 W/mqK
invernale è possibile considerare un livello di
- Chiusura pesante con isolante esterno: 0,29
trasmittanza per partizioni verticali esterne, co-
W/mqK
315
- Chiusura pesante ventilata: 0,27 W/mqK
interpone una massa al perimetro esterno che
Si è potuto verificare che in termini di bilancio
calcola un livello di trasmittanza pari 0,20 W/
energetico considerando valori di trasmittanza
mqK che garantisce 14 ore di sfasamento, pa-
secondo la norma UNI 6968 che calcola la per-
rallelamente l’involucro con parete ventilata
centuale di eterogeneità dello strato dell’involu-
dimostra di avere un ottimizzazione dei bilanci
cro in esame.
energetici inferiore al 10% con un valore di sfa-
Nel comparare le caratteristiche degli involucri
samento verificato di 12 ore.
utilizzati ed analizzando il loro comportamento
Parallelamente gli involucri massivi caratteriz-
in regime si evidenzia come rispetto alle carat-
zati da una maggiore sezione definiscono un bi-
teristiche dei materiali componenti l’involucro
lancio termico peggiorativo che si può conside-
in particolare in riferimento al componente iso-
rare costante, considerando che il componente
lante, risulta una strategia efficace l’impiego
massivo diventa pressoché irrilevante la sua
della parete ventilata in legno.
posizione nell’involucro.
Si evidenzia che rispetto le tipologie d’involucro
Per mezzo dell’effetto di ventilazione che carat-
riassunte e adottate nei diversi modelli tipologi-
terizza la parete ventilata, i flussi di aria interni
ci la trasmittanza è differente e di conseguen-
all’intercapedine consentono di ridurre il carico
za proporzionalmente lo è la capacità isolante
di calore accumulato sulla superficie dell’in-
della parete stessa. Se si considera inoltre la
volucro e parallelamente possono porsi come
famiglia d’involucri leggeri risulta proporziona-
ulteriore barriera al calore che insiste sulla fi-
le ad esso anche il livello di sfasamento che li
nitura esterna, riuscendo così ad equilibrare e
caratterizza.
a migliorare le prestazioni del componente iso-
Nonostante questo è possibile affermare che in
lante utilizzato.
un bilancio energetico nei mesi estivi tra aprile
E’ possibile affermare che se si prendono in
e settembre è evidente come proporzionalmen-
esame per uguali valori di trasmittanza diffe-
te questi risultati siano sempre più positivi per
renti tipologie di involucro, suddivisi in involucri
la parete ventilata, infatti avendo un livello di
“leggeri” in legno e “pesanti” in laterizio in cui
massa interposta all’ambiente esterno ad ele-
cambia fisicamente la posizione dell’isolante,
vata capacità termica e un livello di conduttività
per le stesse prestazioni quantitative calcolate
costante, la parete ventilata risulta quella con
in regime statico corrispondo comportamenti di
un bilancio termico più positivo.
efficienza differenti in relazione alla posizione
Rispetto quindi una tipologia d’involucro che
dell’elemento isolante. Infatti se per entrambe
316
le tipologie di involucro si ipotizza che l’isolante
In riferimento al tema dell’isolamento termico
si collochi all’esterno nella soluzione a cappot-
si ricollega la necessità di controllare i ponti
to, oppure internamente o ancora interposto
termici, che nella costruzione sono i punti di
in una soluzione di parete ventilata, potemmo
criticità dell’involucro edilizio rispetto al flusso
verificare come il comportamento dell’involucro
di calore in entrata e in uscita, in quanto punti
stesso cambia in maniera incisiva.
di discontinuità. Nella fattispecie sono elemen-
A tale proposito è possibile affermare che
ti termicamente isolati in modo insufficiente in
mantenendo costante il valore di trasmittanza
cui il calore si diffonde più rapidamente. Infatti
di un involucro e variando le caratteristiche di
il trasferimento termico per trasmissione non
spessore e materiale di cui esso si compone
avviene solo nei normali punti in cui l’involucro
si lascia come unico elemento che determina
presenta caratteristiche di omogeneità come la
la variabilità del comportamento dell’involucro
parete verticale o la copertura ecc. ma anche
stesso la posizione dell’isolante e le caratteri-
nei punti in cui l’involucro presenta una discon-
stiche dei materiali componenti l’involucro (es.
tinuità geometrica della struttura edilizia. I casi
laterizio o legno), dove per il materiale isolante
principali sono gli angoli di parete in cui si re-
il suo stesso spessore rimane anche questo fat-
gistrano anche variazioni di temperatura fino a
tore costante.
7°C, segue la disomogeneità termica dei mate-
E’ possibile però affermare che i valori più re-
riali che compongono l’involucro edilizio, come
strittivi imposti dal 1 gennaio 2010 sono valori
i punti in cui è presente la struttura in c.a., rac-
suscettibili di variazioni in funzione di un’analisi
cordi d’infissi, architravi sbalzi. Qui il flusso di
e studio del progetto edificio in regime dinami-
calore deve muoversi in maniera più complessa
co, considerando i consumi che ne derivano.
e non riscontrando omogeneità nella stratifica-
Rispetto al riferimento normativo che dal 2009
zione materica genera una maggiore dispersio-
impone per le strutture verticali opache un va-
ne energetica, causando un incremento dello
lore di 0,40 W/mqK si considera un valore co-
stesso flusso.
stante di 0,24 W/mqK, per le diverse tipologie
La normativa italiana con riferimento al D.Lgs.
di involucro progettate, al fine di rendere veri-
311/2006 chiede che nel progetto di questi
ficate le prestazioni sotto il profilo nominativo,
punti di criticità si rispettino i limiti di trasmit-
imponendo inoltre il livello di prestazione che
tanza riferiti all’involucro, incrementati di un
rende l’involucro più performante.
15% massimo che considerino come riferimen-
I ponti termici
to la trasmittanza attribuita alla zona climatica
317
in oggetto.
va questo venga perfettamente controllato, così
Nella ricerca le tipologie tecnologiche d’involu-
come in fase di progettazione e in questo caso
cro vengono considerate prive di ponti termici,
di analisi sperimentale.
cioè tutti gli elementi edilizi si trovano all’inter-
Sia in regime estivo che invernale è necessaria
no dell’involucro edilizio, si considera verificata
la corretta valutazione dell’incidenza dei ponti
la quantità di isolamento utilizzato, così come
termici nella struttura. In particolare durante il
la risoluzione dei nodi di collegamento tra mu-
periodo estivo si evidenzia come possono esse-
ratura e finestre. Non vengono risolti attraverso
re elevate le escursioni termiche giornaliere, al
un disegno del nodo tecnologico risolutivo dei
fine di non mettere in crisi i punti di discontinuità
reali problemi costruttivi, ma si considerano ve-
e garantire un più efficiente funzionamento del-
rificati rispetto al valore di trasmittanza calcola-
le caratteristiche di inerzia della massa termica
ta considerando i punti di disomogeneità della
e di ottimizzare per tutti i punti della struttura
struttura, rispettando sempre la percentuale
la reale efficacia di sfasamento e smorzamento
del 15% di limite imposto.
che caratterizza l’involucro.
Inoltre si sono considerati modelli tipologici in
assenza di logge e balconi al fine di ridurre i
5 SCHERMATURE SOLARI
punti critici di discontinuità nel progetto dell’in-
I sistemi di schermatura o oscuramento utiliz-
volucro, in quanto questi sono i punti in cui an-
zati negli edifici sono dei dispositivi di protezio-
che le temperatore registrano un incremento,
ne che controllano l’azione dei raggi luminosi
quindi nei periodi della stagione più freddi, in
incidenti sull’involucro in termini di protezione
contrasto con il calore prodotto internamente,
dall’apporto di energia all’interno degli ambien-
si generano fenomeni di condensa e muffe, pro-
ti abitati, come integrazione all’azione delle
vocando in alcuni casi l’indebolimento del ma-
componenti opache dell’involucro e come pro-
teriale termoisolante che viene inumidito.
tezione da un eccessivo irraggiamento solare
Perciò il loro controllo porta a migliorare il com-
che si ha in prevalenza durante la stagione esti-
fort e la qualità dell’aria interna, oltre che a ri-
va. Diventano particolarmente importanti nelle
durre i consumi energetici.
regioni in cui il regime estivo ha un’incidenza
In edifici passivi risolvere correttamente i nodi
uguale o maggiore rispetto al regime climatico
termici è uno dei principali fattori che determi-
invernale. Se si considera il territorio italiano, si
nano il corretto funzionamento della tipologia
fa particolare riferimento alle zone del centro e
edilizia. E’ indispensabile che in fase costrutti-
del sud.
318
Queste rivestono un’enorme rilevanza dell’ar-
tro gruppi:
chitettura, perché sono capaci durante il perio-
- Schermature esterne: tutti quei sistemi fissi
do estivo di impedire il facile surriscaldamento
in facciata o sul serramento ma che non fanno
degli ambienti interni.
corpo con il serramento stesso
La loro presenza ha permesso di aumentare la
- Schermature interne: tutti i sistemi di prote-
dimensioni delle superfici finestrate garantendo
zione della finestra con funzione più decorativa
una corretta modulazione dei carichi energetici
che protettiva
al fine di ridurre gli apporti energetici all’interno
- Schermature integrate nel sistema vetro – ser-
dell’edificio e parallelamente regolando gli ap-
ramento: sistemi inseriti nella vetrocamera in
porti luminosi.
modo da creare un’unica struttura
La caratterizzazione dell’involucro edilizio ha
- Materiali schermanti o schermature traspa-
subito nel tempo un’evidente trasformazione.
renti: tutte le tipologie di vetro trattato al fine
Se in origine si considerava come elemento por-
si creare una protezione solare e altri materiali
tante, limite di uno spazio il cui ruolo era quello
come il verde, i tessuti ecc.
di proteggere dagli agenti atmosferici esterni,
I primi due tipi di schermature, quelle esterne
sole, vento, acqua e la presenza di aperture in
e quelle interne, sono le principali famiglie in
esso erano limitate, ora l’involucro ricerca sem-
quanto risultano i sistemi più consueti nelle
pre più caratteri di leggerezza e trasparenza con
pratiche costruttive.
l’intento di mettere maggiormente in relazione
All’interno degli studi che vengono qui appro-
l’ambiente interno con quello esterno.
fonditi si vuole sistematizzare un insieme di
E’ possibile quindi affermate che le scherma-
pratiche di scelta relative alle protezioni solari
ture hanno il ruolo più complesso di ogni altro
più efficienti e consuete che ottimizzino le loro
fattore preso in esame perché:
prestazioni in relazione ai fattori esigenziali de-
- in estate devono consentire l’esclusione della
terminati dai caratteri che contraddistinguono il
fonte diretta;
territorio mediterraneo e le tipologie edilizie sia
- in inverno non devono ostacolare la captazio-
residenziali che specialistiche per definire tipo-
ne degli apporti solari;
logie e morfologie ecc., in grado di ottimizzare
- durante tutto l’anno dovrebbero garantire
i caratteri di efficienza edilizia dell’involucro,
un’ottimale illuminazione naturale senza fasti-
semplificando l’applicazione che si integra a de-
diosi abbagliamenti.
gli schemi tipologici di edifici, definendo soluzio-
Le tipologie di schermature si dividono in quat-
ni equilibrate anche sotto il profilo compositivo.
319
E’ stato ormai appurato che l’azione delle pro-
funzioni, quali:
tezioni esterne è più efficace rispetto quelle
- schermare il flusso luminoso dei raggi solari
interne per il controllo solare, in quanto agisce
incidenti sulla facciata favorendo, comunque, il
in maniera diretta come primo elemento che il
flusso di ventilazione alle spalle dello schermo
raggio luminoso incontra nel contatto con l’in-
- schermare il flusso di raggi luminosi incidenti
volucro edilizio (nella maggior parte dei casi ve-
sulla facciata evitando fenomeni di abbaglia-
trato), quindi viene bloccato e in questa azione
mento all’interno degli ambienti
si ha una maggiore dispersione di energia che
- assicurare una prima protezione dagli agenti
viene fermata, filtrata e riflessa e solo parte di
atmosferici
essa entra in contratto con il vetro o la parte
- assicurare la possibilità di operare la manu-
opaca dell’involucro.
tenzione sia per gli elementi oscuranti sia per
Contrariamente le protezioni interne lasciano
la facciata
entrare i raggi solari bloccando solo in parte
- raccordare gli elementi murari evitando la cre-
l’effetto di surriscaldamento perché attraver-
azione di sporgenze che possano favorire rista-
sando le superfici trasparenti non riescono più
gni e/o penetrazioni idriche.
ad uscire e viene trattenuto il calore accumu-
Oltre queste funzioni è necessario precisare
lato creando una sorta di piccolo effetto serra
che la progettazione di questi elementi di prote-
localizzati. Il calore non viene quindi smaltito se
zione devono essere pensati anche per la loro
non con l’apertura della finestra per permettere
qualità architettonica in quanto spesso diventa-
la ventilazione e quindi la rimozione delle mas-
no elemento caratterizzante di intere facciate.
se d’aria calda.
Queste schermature possono essere realizzate
I dispositivi di controllo esterno, essendo espo-
in differenti materiali a seconda della tipologia
sti agli agenti atmosferici, devono possedere
di frangisole da realizzare: cemento prefabbri-
una buona resistenza per opporsi alle sollecita-
cato rivestito in laterizio, pannelli prefabbricati
zioni del vento, dell’acqua e del sole.
in calcestruzzo, alluminio, compensato marino,
Ritenendo più efficaci i sistemi di oscuramento
lastre di vetro, tessuti, verde, ecc.
esterno verranno presi in considerazione questi
Perché un dispositivo di protezione sia efficace
all’interno dell’analisi dei dispositivi di protezio-
è necessario che si considerino tutti quei fatto-
ne.
ri che ne permettano un corretto dimensiona-
Le schermature esterne nel progetto di architet-
mento e una corretta scelta delle caratteristi-
tura devono assicurare l’efficienza per cinque
che tipologiche – morfologiche.
320
Suddividendo questi elementi in due categorie:
individuo che ad un’intera famiglia.
elementi soggettivi e oggettivi affinché si possa
Quindi per le regioni dell’Italia centro meridio-
arrivare alla progettazione di schermature mi-
nale si considerano temperature di esame mas-
gliori per un edificio inserito in un dato contesto
sime che arrivano fino ai 37 °C.
urbano e climatico.
- la localizzazione geografica: individuare la lati-
I fattori oggettivi sono quei riferimenti che ri-
tudine ci consente di capire la durata di una sta-
mangono immutati e sono legati alle caratte-
gione, l’inclinazione del sole sul suolo e come
ristiche costruttive del progetto e ai caratteri
queste incidono nelle diverse facce dell’edificio
ambientali-climatici del sito d’azione.
nell’intera giornata.
I fattori ambientali che si legano ad un edifico
- orientamento delle facciate: conoscere la po-
sono:
sizione delle facciate rispetto al percorso del
- le temperature di esercizio: la corretta rivela-
sole nella giornata e nell’intero anno, per capi-
zione ed elaborazione di tali temperature è fon-
re precisamente per quanto tempo e con quale
damentale non solo per la precisa definizione di
inclinazione i raggi solari colpiranno le finestre.
sistemi di schermatura ma anche per la corret-
Ci sono softwares che, dati i valori di latitudine,
ta progettazione dell’impianto di riscaldamento
longitudine, orientamento e quota dell’edificio
e raffrescamento. Di base, per progettare una
permettono di calcolare adeguatamente il cari-
schermatura appropriata è necessario cono-
co energetico e la dimensione delle scherma-
scere la temperatura massima esterna media
ture.
mensile (Te massima) e la temperatura massi-
A tal fine con il programma Ecotect sono stati
ma interna alla quale si desidera mantenere gli
analizzati i differenti modelli tipologici ai quali
ambienti. Quindi considerare il periodo di fun-
vengono attribuiti differenti tipologie di scher-
zionamento di una data tipologia, sia in mesi
mature esterne, prima senza schermatura poi
dell’anno sia in ore durante l’arco di un’intera
con frangisole orizzontati ravvicinati, frangisole
giornata. Così da provvedere ad una progetta-
orizzontali più ampi, schermature verticali, po-
zione in grado di risolvere i problemi climatici
sizionate in modo omogeneo per tutto l’edificio.
delle stagioni in cui è in uso.
Sono state eseguite verifiche di soleggiamento
La residenza è il caso più complesso perché il
interno ed esterno della struttura si è partiti
suo funzionamento è protratto per l’intero an-
da un orientamento nord-sud ortogonale per
nuo e durante il giorno viene considera l’intera
poi operare per ciascuna tipologia la rotazione
giornata sia che si faccia riferimento ad un solo
progressiva di 15° in 15° verso est poi verso
321
ovest, fino ad arrivare per ciascun orientamen-
smittanza che può arrivare a valori molto per-
to a 45°, già verificato come condizione limite.
formanti come 0,6 W/mqK queste alte pre-
Verificando, al termine delle prove, il migliorare
stazioni sono particolarmente efficaci in climi
utilizzo delle diverse tipologie di schermature
molto freddi per i quali si deve prevedere un
fisse, con particolare riferimento all’apporto
elevato isolamento e prestazione della parete
d’illuminazione naturale interna che viene ga-
riducendo anche ogni tipo di infiltrazione che
rantita e verificare successivamente i carichi
questo può generare.
energetici che entrano nell’edificio modificando
Mentre nelle regioni mediterranee del centro e
i dispositivi di schermatura.
sud Italia questo non è così perentorio, infatti
I fattori sistemici sono quelli che definiscono le
un semplice doppio vetro camera con riempi-
componenti proprie di un edificio in particolare
mento a gas argon, consente delle buone per-
la sua facciata (come i parametri e i valori ter-
formances dovendo questo interfacciarsi con la
modinamici del sistema serramento adottato).
stagione estiva di un clima in cui le temperature
Quindi sono fattori che diventano facilmente
massime esterne sono di circa 37°C.
controllabili in fase di progettazione perché rife-
Infatti l’utilizzo di un infisso con una struttura in
riti alla pianta e ai prospetti dell’edificio stesso,
metallo e un rivestimento in legno consente di
e sono:
coniugare il carattere di tenuta statica e anco-
- il tipo di serramento: si fa riferimento alla co-
raggio diretto per la schermatura e l’elemento
noscenza del materiale utilizzato per la realizza-
in legno consente una maggiore prestazione
zione del serramento e la caratteristica tipolo-
di carattere isolante nel punto più delicato di
gia - morfologica dell’apertura. Quindi specifica
discontinuità dell’involucro edilizio, riducendo
se si fa riferimento a finestre a una sola anta,
inoltre i guadagni termici dall’esterno.
finestre a nastro, facciate strutturali.
- il valore di irraggiamento luminoso totale: in
- il tipo di vetro utilizzato: si considera il grado si
relazione a questo valore si è in grado di com-
trasmissione del vetro utilizzato e definito con g
prendere quanto il nostro schermo deve proteg-
(fattore solare) e l’eventuale coefficiente di iso-
gere dal calore o regolare l’intensità luminosa
lamento della vetrocamera.
all’interno dei locali.
I vetri generalmente possono essere composti
Si calcola in Lux la radiazione luminosa totale e
da un vetro singolo, doppio vetro camera e tri-
si ottiene dall’orientamento e dalla dimensione
plo vetro camera.
della facciata. Tale valore è la somma della luce
Il triplo vetro camera ha un coefficiente di tra-
trasmessa (TL) + la luce riflessa (RL) + la luce
322
assorbita dal sistema (AL)
- Fruizione dei locali: in relazione alla destina-
- Il valore di energia termica irradiata, trasmes-
zioni d’uso dei locali e ai periodi del giorno e
sa e assorbita: l’energia totale (Et) che irraggia
dell’anno in cui vengono fruiti.
il serramento è la somma dell’energia che tra-
- Riservatezza: il dispositivo schermante diventa
smessa (Ep) + Energia Riflessa(Re) + Enegia
un filtro che permette di ridurre la possibilità di
assorbita (Ae) + energia adiata (Ke) sono valori
captazione visiva dall’esterno all’interno di un
utili in via teorica, nella pratica è utile determi-
edificio sia che essa sia un’abitazione sia che si
nare la temperatura di esercizio.
tratti di uffici o studi medici o strutture recetti-
- il coefficiente di isolamento o di trasmittanza:
ve, bagni, camere da letto, aumentando il livello
U è il principale parametro per l’isolamento ter-
di privacy di uno spazio.
mico indica il valore che attraversa una superficie quando tra i due ambienti, interno ed ester-
Le schermature sono di tipo attivo e passivo; la
no si ha una differenza di temperatura. Quanto
prime sono quei sistemi che consentono la mo-
minore risulta questo coefficiente tanto migliore
dulazione controllabile dei parametri di risposta
è la prestazione del serramento o del vetro, va-
alle sollecitazioni energetiche esterne e sono in
lori che possono essere calcolati e considerati
grado di fornire una gamma di risposte a cia-
separatamente o in un unico valore.
scuno dei parametri di controllo e più ampia
Gli elementi soggettivi sono quei fattori che in-
è la gamma di risposte possibile migliore sarà
cidono su quella che è la qualità architettoni-
la flessibilità operativa e d’impiego di queste
ca del complesso, per il quale il dispositivo di
schermature. Mentre le seconde sono quelle
protezione solare non deve essere unicamente
che vengono prese in considerazione all’inter-
uno strumento che risponde ai principi esigen-
no della ricerca e fanno riferimento a quelle so-
ziali-prestazionali ma si relaziona alla qualità
luzioni che consentono di controllare l’intensità
architettonica dell’edificio. Questi fattori sono:
del fattore solare, l’irraggiamento, in luoghi in
- Design architettonico: è la capacità di una
cui il fattore di soleggiamento rimane costante
schermatura di integrarsi alla facciata sulla
e lineare tutto l’anno.
quale si deve inserire, sotto il profilo funziona-
Possiamo nella realtà affermare che il fattore
le e formale, azione che viene lasciata al pro-
di soleggiamento in termini di apporti energe-
gettista il quale ricerca il migliore carattere del
tici nelle regioni dell’Italia centro meridionale è
dispositivo schermante affinché si ottenga un
molto incisivo durante l’estate ma si sono scelti
equilibrio tra i due obiettivi.
dispositivi di questo tipo, perché consentendo
323
una corretta semplificazione del sistema “di-
una superficie vetrata corrispondente a non
spositivo protezione solare” attraverso di essi
meno del 25% della superficie opaca d’involu-
è possibile definire delle condizioni ottimali di
cro.
captazione e protezione solare. Questo utiliz-
La tipologia, il dimensionamento e il colloca-
zando dispositivi semplici nelle fasi di:
mento di un sistema di oscuramento solare
- progettazione,
sono direttamente correlati al tipo e alla qualità
- montaggio,
di radiazione solare diretta, diffusa o riflessa in-
- manutenzione,
cidente sulla superficie da schermare. La com-
- costo di realizzazione.
ponente riflessa è quella più facilmente control-
Si fa riferimento alle regioni dell’Italia centrale
labile anche attraverso l’uso di vegetazione. La
per le quali si considera un fattore d’irraggia-
componente diffusa può essere controllata da
mento solare che porti alla progettazione di
sistemi di oscuramento interni, tende interne,
un dispositivo capace di proteggere in estate
veneziane, o vetri speciali schermanti.
dall’incisivo irraggiamento solare e in inverno
Mentre i raggi solari direttamente incidenti sui
permetta di far filtrare i raggi luminosi per otti-
serramenti o sulle superfici vetrate in generale
mizzare il riscaldamento degli ambienti.
possono essere controllati con sistemi di scher-
Questo in prevalenza nelle aree geografiche di
matura esterni, in questo caso è necessario
bassa quota, quindi le aree di costa di pianura e
trovare un compromesso tra una garanzia di
collina in cui la condizione estiva ed invernale in
effettiva schermatura e accettabili livelli di illu-
termini di incidenza energetica si equivalgono.
minazione naturale e la possibilità della vista
A tale scolo è importante capire la dimensione
sull’esterno.
delle aperture, che secondo la tradizione archi-
Più in generale nelle regioni a clima temperato
tettonica delle regioni di studio e ancora di più
e caldo umido si favorisce l’uso di sporti oriz-
delle regioni mediterranee del territorio risulta
zontali verso sud per l’intercettazione dei raggi
ridotta.
solari estivi, così come gli sporti verticali nei lati
Infatti si considerano finestre della dimensione
est e ovest regolabili al fine di adeguati alle esi-
di 2,7*0,8 ml e se ne considera almeno una per
genze invernali. Poi si consigliano anche scher-
ogni stanza ipotizzata nell’ingombro delineato
mature naturali come alberature, poste sui lati
come cellula abitativa, rispettando il rapporto
est e ovest al fine di garantire un’adeguata
aereo illuminate di 1/8 definito dalla normativa,
schermatura estiva dei due fronti.
talvolta superandolo, in generale considerando
Sistemi di oscuramento per serramenti
324
Tra le tipologie di schermature esterne, passive,
sensibile.
esiste una nuova suddivisione in fisse e mobili.
I sistemi schermanti posizionati all’esterno di un
Fisse si intendono frangisole, lamelle o griglia-
involucro, in aderenza o lontani, come sistemi di
ti fissi, “bugie” fori nella parete esterna dati da
alberature, sono quei dispositivi che durante la
sfalsamenti di piccoli elementi costituenti la pa-
stagione estiva per primi intercettano il raggio
rete, balconi o sporgenze. E mobili come persia-
luminoso e sono in grado di agire in merito alla
ne o frangisole mobili, che si possono adattare,
riduzione degli apporti energetici che possono
ad esempio durante il giorno assumono una
entrare all’interno degli ambienti sia attraverso
data inclinazione che consente l’ingresso della
le finestre che attraverso le partizioni opache.
luce negli spazi interni e la protezione dall’ap-
Questo comporta un maggiore equilibro termico
porto energetico, mentre durante la notte può
all’interno dell’ambiente costruito garantendo
essere completamente chiuso e quindi impedi-
un minore innalzamento delle temperature e
re l’ingresso della luce e aumentare la capacità
di conseguenza un minore dispendio di ener-
termo isolante dei serramenti.
gia per il raffrescamento, ottimizzando l’effetto
Tra i principali sistemi di oscuramento fissi e
di sfasamento e smorzamento dell’involucro
mobili troviamo; Tende da sole, tapparelle, an-
opaco al fine di ritardare il flusso di calore così
toni e persiane, tende alla veneziana, scherma-
ridotto. Ottimizzando anche le prestazioni del-
ture solari fisse.
le componenti vetrate attraverso le quali verrà
Se si considerano due tecnologie di involucro,
percepito calore solo durante il periodo inver-
leggero e pesante, vengono presi in considera-
nale. Infatti controllare l’ingresso del calore in
zione tipologie di schermature coerenti con le
regime estivo è indispensabile e a tal fine è cor-
tipologie d’involucro ipotizzate, il legno e il la-
retto procedere al dimensionamento di disposi-
terizio, ciò che verrà valutata è la loro efficacia
tivi idonei.
in qualità di elementi schermanti, in virtù della loro posizione e dell’orientamento conferito
Risultati dei calcoli sui modelli
all’edifico stesso.
I modelli hanno dimostrato che al variare del di-
Influenza del principio sull’efficienza energetica
spositivo di schermature utilizzate, paragonate
e sull’involucro.
ai consumi rilevati sul modello di base privo di
Come si può desumere dalle considerazioni
schermature:
riportate qui sopra l’influenza di questo para-
- Data una stessa tipologia edilizia si verifica
metro sull’efficienza energetica dell’edificio è
che applicando a tutte le aperture un sistema di
325
schermatura orizzontale si ha una diminuzione
una data area d’intervento. Parallelamente di-
del consumo di energia per il raffrescamento
venta una condizione di minore comfort perché
pari a 1 kWh/mqa.
in virtù del movimento solare si lascia la minore
- Utilizzando un dispositivo schermante orizzon-
esposizione dell’edificio all’azione di raggi sola-
tale a lamelle con una profondità di 20 cm e
ri la cui l’inclinazione ha una variazione repenti-
distante 20 cm dalla parete vetrata si ha una
na durante il giorno ed in realtà non è facile da
diminuzione del valore di raffrescamento pari
controllare.
a 2 kWh/mqa.
È interessante sapere che il consumo energeti-
- Utilizzando sistemi di ombreggiamento vertica-
co estivo di un edificio dipende dal dispositivo
li e orizzontali a cellula, la riduzione è di 3 kWh/
di schermatura per una valore medio del 25%,
mqa, in cui si è verificato che lo sporto orizzon-
questo diventa un parametro importante per-
tale è la componete che incide maggiormente
ché fino ad ora risulta il più influente.
sulla riduzione dei carici di raffrescamento
Parallelamente è necessario che questo venga
Con la rotazione del modello di 9° in 9° si ve-
supportato dai risultati dell’analisi di ombreg-
rifica:
giamento che questi dispositivi sono in gra-
- Per ogni tipologia schermante utilizzata si regi-
do di determinare. Questo per non prendere
sta che utilizzare sistemi di frangisole significa
unicamente come dato il valore di risparmio
ridurre da un 20% da un 30% il fabbisogno per
energetico, ma parallelamente anche il livello
il raffrescamento estivo.
d’illuminazione interna naturale che è in grado
- A questo corrisponde una corrispettiva riduzio-
di garantire. Solo così si può comparare quale
ne dei carichi di apporti termici.
dispositivo è realmente più efficace e definire
- Al fine di ridurre ad una quota così sensibile il
una percentuale corretta d’incidenza sui consu-
fabbisogno di raffrescamento è necessario che
mi più attendibile.
nel momento in cui le pareti si trovino ruotate a
Parallelamente all’analisi eseguita con Ecotet
45° sud est vengano adottati sistemi a cellula
rispetto ai passaggi più significativi dell’analisi
o dispositivi verticali.
relativa ai consumi energetici, si è potuto verifi-
- La situazione di edificio ruotato è di certo esem-
care il fattore di ombreggiamento e il fattore di
pio di un fabbisogno legato alla non possibilità
luce diurno medio.
di scegliere il sito in cui intervenire ma, in cui il
il primo è il fattore della frazione di radiazione
progettista si trova nella situazione di dover otti-
solare intercettata dallo schermo trasparente
mizzare le prestazione del complesso edilizio in
rispetto a quella totale che su di esso incide in
326
un dato istante.
soluzioni si possono comparate le maschere di
Questo calcolo dovrebbe essere effettuato pun-
ombreggiamento generato con lo studio delle
tualmente nei momenti più critici di soleggia-
tipologie nel programma Ecotect.
mento in cui i raggi solari si trovano quasi per-
È interessante a tale proposito la verifica che
pendicolari al dispositivo vetrato non solo nei
si è potuto fare con le maschere d’ombreggia-
momenti critici in cui
mento ricavate nei punti significativi della su-
1.12 / 2,7= 0.41 inverno 21 dicembre ore 12 –
perficie schermata ci dimostra
schermatura 1
2.195 / 2.7 = 0.81 estate 21 giugno ore 12 –
Ad esso segue il valore del fattore di luce diur-
schermatura 1
na che viene garantito in quanto pari a FLD>=
0.837 / 2.7 = 0.31 inverno 21 dicembre ore 12
2%, tale valore si considera verificato anche nel
– schermatura 2
momento in cui si garantisce il rapporto di su-
2.149 / 2.7 = 0.79 estate 21 giugno ore 12 –
perficie aereo illuminante pari a 1/8 e questo
schermatura 2
è verificato in quanto la superficie trasparente
0.291 / 2.7 = 0.10 inverno 21 dicembre ore 12
garantisce il limite o lo supera di un 10%.
– schermatura 3
2.198 / 2.7 = 0.81 estate 21 giugno ore 12 –
6 VENTILAZIONE NATURALE
schermatura 3
Sistemi passivi per il raffrescamento degli am-
Questi calcoli hanno il limite di essere statici e
bienti, per il controllo igrometrico e la qualità
non si possono considerare realmente i livelli
dell’aria
di inclinazione che il sole può assumere nel
I sistemi di raffrescamento passivo sono delle
movimento reale durante l’arco della giornata
strategie di controlli progettuali e fisico-tecnici
e sarebbe altrettanto complesso verificarli con
che consentono di utilizzare le caratteristiche
un calcolo manuale in una rotazione del corpo
microclimatiche di un sito per risolvere l’esi-
rispetto il sud.
genza progettuale del raffrescamento interno
È comunque interessante verificare anche
ed esterno di un edificio. Il sistema di raffre-
come il dispositivo dalle migliori prestazioni in
scamento si definisce passivo quando si basa
termini di riduzione dei carichi energetici, sia
sull’uso del più basso impiego di energie eso-
anche quello che ha il migliore fattore di om-
gene, fruttando al massimo i flussi di vento e la
breggiamento.
pressione di aria esterna, per il raggiungimento
A tale proposito per verificare l’efficacia delle
di un più alto livello di comfort all’interno di un
327
ambiente.
o ad acqua);
Nel momento in cui si parla di raffrescamen-
- raffrescamento evaporativo, basato sulla sot-
to passivo di un edificio significa adottare due
trazione del calore contenuto nell’aria immessa
strategie:
in un ambiente, tramite il passaggio della me-
- Controllo termico: respingere il calore, prove-
desima a contatto con superfici umide (bacini,
niente dall’esterno, prima che raggiunga lo spa-
canali, fontane, serpentine) o getti nebulizzati
zio da
(sistemi passivi diretti), o apparecchiature (si-
climatizzare o ridurre la quantità di calore pro-
stema ibrido indiretto), che inducono l’evapora-
dotto all’interno di un edificio;
zione dell’acqua stessa;
- Raffrescamento dissipativo o naturale: dissi-
- raffrescamento radiativo, attuato per disper-
pare il calore in eccesso, tramite l’uso di pozzi
sione notturna, verso il cielo sereno, del calore
termici naturali.
accumulato nelle strutture (sistema passivo di-
Attuare queste strategie significa utilizzare si-
retto) o trasportato da un fluido, tramite pannel-
stemi e tecniche che si differenziano in funzio-
li radianti (sistema ibrido indiretto).
ne: del calore, della fonte e delle modalità di
Per ottimizzare le potenzialità dei sistemi di raf-
trasferimento, per quanto riguarda il controllo
frescamento naturale è necessario controllare i
termico; mentre per quanto attiene il raffre-
carichi termici attraverso una corretta progetta-
scamento dissipativo si fa riferimento al pozzo
zione preliminare dell’organizzazione spaziale
termico utilizzato. Per questo si può parlare di
di un edificio al fine di evitare punti ad elevata
controllo solare termico, isolamento termico,
concentrazione di calore. Quindi è necessario
inerzia termica e controllo termico interno.
limitare gli spazi in cui si concentrano quantità
Le tecniche di raffrescamento naturale princi-
elevate e di calore a SO e a O, porre gli ambienti
pali sono quelle in funzione del pozzo termico
che non producono ma necessitano di apporti
utilizzato:
di calore invernale verso sud e l’utilizzo di si-
- raffrescamento microclimatico, realizzato con
stemi di controllo tecnici che consentono il con-
aria a temperatura più bassa di quella dell’am-
trollo del fattore energetico nel caso in cui le
biente da raffrescare;
due strategie sopra citate non possono essere
- raffrescamento geotermico (passivo diretto,
utilizzate per la loro massima efficacia.
se avviene per contatto tra involucro e terreno,
Questo significa innanzi tutto controllare il fat-
come negli edifici ipogei, o ibrido indiretto, se
tore d’apporto energetico attraverso dispositivi
realizzato attraverso condotti interrati, ad aria
di protezione, (come descritti del principio n. 5
328
sopra riportato) e successivamente agire con
fonte energetica adottata.
il corretto utilizzo dell’isolante termico e della
Per le zone con clima temperato (secondo la
massa termica.
classificazione di Oligay) e mediterraneo (se-
- Massa termica complessiva, generalmente
condo la classificazione di Koppain) i sistemi di
elevata, per qualsiasi tipo di destinazione d’uso,
raffrescamento passivo più efficaci sono il raf-
eventualmente riducibile in relazione all’utilizzo
frescamento ventilato microclimatico e quello
di materiali a cambiamento di fase
geotermico.
- Collocazione della massa termica prevalente
– con superficie interna esposta – negli ele-
Il raffrescamento ventilativo microclimatico si
menti di confine con elementi spaziali i cui si ha
può articolare nelle seguenti modalità:
un’elevata produzione di calore endogeno, con
- Raffrescamento ventilativo corporeo (RVC)
preferenze per le partizioni orizzontali (solai)
(comfort ventilation), prodotto dallo scambio
- Nel caso in cui la massa termica sia colloca-
convettivo tra aria e pelle, per effetto sia del-
ta su chiusure esposte all’irreggimento solare
la differenza di temperatura, sia della velocità
diretto, nel periodo invernale – con funzione di
dell’aria.
isolamento solare passivo (pareti ad accumulo
- Raffrescamento ventilativo ambientale (RVA)
– Muri Trombe) – si deve prevedere il comple-
(free cooling), relativo all’abbassamento della
to ombreggiamento della superficie esterna nei
temperatura dell’aria in un ambiente confinato,
periodi di poneziale surriscaldamento ed even-
per effetto dell’introduzione d’aria più fredda
tualmente la predisposizione di uno schermo
dall’esterno.
isolante mobile.
- Raffrescamento ventilativo strutturale (RVS)
Le tecniche di raffrescamento passivo si avval-
(structural cooling), prodotto dallo scambio
gono prevalentemente delle tecniche per dissi-
convettivo tra le superfici delle strutture edi-
pazione che utilizzano come vettore l’aria, per
lizie (pareti, pavimenti, soffitti, ecc.) ed aria a
questi si parla di raffrescamento passivo ven-
temperatura più bassa di quella delle superfici
tilato. Queste strategie si ordinano in funzione;
stesse.
del meccanismo di dissipazione utilizzato (tec-
Le forze attive che permettono questi tipi di
nica di raffrescamento), la tecnica di ventilazio-
raffrescamento ventilativo sono i flussi d’aria,
ne l’uso e il mezzo di movimento del fluido. Il
il vento e il gradiete termico usati in modo con-
pozzo termico utilizzato; e la tecnica di distri-
trollato. Questo si lega all’effetto che ha il vento
buzione dell’aria, in rapporto allo spazio e alla
alla differenza di temperatura dell’aria tra am329
biente interno e ambiente esterno e l’effetto di
elementi spaziali per l’ottimizzazione di una
flussi d’aria passanti la cui efficacia è legata
ventilazione trasversale si lega alla distribuzio-
alla presenza dei due sistemi di raffrescamento
ne orizzontale degli spazi per la quale si cerca
sopra descritti.
di ottimizzare un più fluido movimento dei ven-
Se si considerano gli spazi abitativi, per ottimiz-
ti orizzontale, in cui si deve evitare per quan-
zate l’uso dei flussi d’aria è necessario control-
to possibile l’interposizione di ostacoli (pareti,
lare i caratteri di distribuzione e orientamento
arredi, ecc…) affinché i flussi attraversino gli
degli elementi spaziali perimetrali e le caratteri-
spazi abitati senza rallentare la loro velocità.
stiche di dimensionali geometriche e funzionali
Utilizzabile in particola in edifici residenziali in
delle chiusure opache e trasparenti.
cui si considerano alloggi con due affacci su
Le classi di sistema di ventilazioni naturali si
punti cardinali opposti ordinati per l’acquisizio-
classificano in dirette e indirette :
ne di questi flussi, in cui la zona di soggiorno si
- Sistema di raffrescamento diretti si a per mez-
dovrebbe collocare nella zona sopravento.
zo di interazione/alterazione diretta sulle con-
A tale riguardo è importante che per massimiz-
dizioni dell’aria interna, in cui il flusso dell’aria
zare il raffrescamento all’interno di un ambien-
entra ed esce sulle pareti di uno stesso ambien-
te utilizzando solo l’aria derivante dai flussi di
te (ventilazione, immissione aria raffreddata,
vento esterni, le finestre non si collochino sulla
umidificazione adiabatica).
stessa parete, perché così facendo non si gene-
1 Sistemi di raffrescamento diretti
ra quella differenza di temperatura che innesca
Per l’efficacia di questi sistemi di raffresca-
il movimento di aria. Per ciò che riguarda la lo-
mento si deve considerare la disposizione degli
calizzazione orizzontale questa influenza la ven-
elementi spaziali, quali spazi abitati vani di di-
tilazione passante generata dal vento e deve
stribuzione verticale e orizzontale spazi comuni
essere rapportata alla direzione dello stesso. E
come patii cortili e le caratteristiche degli ele-
se si desidera collocarle verticalmente il movi-
menti tecnici riferite alle partizioni verticali in-
mento dell’aria è influenzato dal gradiente ter-
terne, permeabili all’aria o con massa esposta
mico.
e le chiusure trasparenti.
- Localizzazione orizzontale. Presupponendo
1.1 Sistemi per la ventilazione trasversale di
che i flussi d’aria sono ortogonali alla maggiore
tipo orizzontale.
lunghezza dell’edificio, per ottimizzare l’acqui-
Questo si ha per mezzo della distribuzione oriz-
sizione di questi è corretto inserire nella parete
zontale o verticali degli spazi. I requisiti degli
sopra vento le aperture d’ingresso ai flussi. In
330
corrispondenza quelle d’uscita non dovranno
il quale si ottiene un’efficace risultato di raffre-
collocarsi simmetricamente sulla parete oppo-
scamento, in una scelta correlata alle esigenze
sta, ma porsi in posizione non perfettamente
degli ambienti. Il sistema Bernulli-Venturi utiliz-
ortogonale, producendo così una ventilazione
za i due principi insieme generando una zona di
efficace. Ancora più efficace sarebbe porre
depressione, inducendo l’aumento dell’effetto
l’edificio o avere flussi d’aria che incidono a
di suzione del flusso.
45° per i quali avendo aperture d’ingresso so-
E’ corretto inoltre utilizzare finestre piccole per
pravento, si ritrovano efficaci aperture d’uscita
l’ingresso dei flussi e finestre più grandi per la
su tutto lo sviluppo del perimetro dell’ambiente
loro fuoriuscita così da innescare un aumento
delimitato.
di velocità del flusso stesso nel limite delle esi-
- Sistemi di ventilazione verticali che sfruttano il
genze di raffrescamento e comfort dell’ambien-
principio di torri/camini del vento
te che viene attraversato. Si utilizzano anche
- Localizzazione delle aperture verticale. Collo-
aperture in copertura sfruttando i flussi d’aria
care a differente altezza le finestre d’ingresso e
ascendenti e discendenti.
di uscita di un flusso ne provocano un cambia-
Questi sono applicabili a edifici residenziali a
mento di direzione per tali ragioni è bene collo-
complessi di edifici anche di tipo direzionali
carle ad altezza uomo se l’obiettivo è quello di
multipiano.
garantire un comfort corporeo per l’utente, altri-
- Sistemi a flussi d’aria discendenti che ripren-
menti se si desidera raffrescare la massa mu-
dono tipologie e spazi all’interno degli ambienti
raria è bene posizionale le aperture d’ingresso
che per effetto del fenomeno fisico che si sce-
vicino alla massa stessa, quindi o prossima al
glie utilizzare sono simulabili al:
soffitto o al solaio. In questo ultimo caso i re-
Malqaf strategia per climi cado secchi. Costitu-
quisito sopra esposto non è obbligatorio si può
ita da una torre del vento che svolge una fun-
prevedere anche l’utilizzo dell’effetti camino
zione della captazione dei venti dominanti per
per il quale la forza d’estrazione dell’aria deriva
questo generalmente situata in punto strategi-
dalla differenza di pressione e dalla posizione
co rispetto gli ambienti circostanti.
di uscita del flusso.
- Malqaf Iraq; Dimensioni contenute general-
Valutando modelli di schematizzazione di al-
mente direzionato a nord rispetto i quali spirano
cuni casi in cui il flusso d’aria passante verti-
le brezze dominanti. E’ una torre che si sviluppa
calmente e i suoi consequenziali movimenti in
per tutta l’altezza dell’edificio e con apertura in
funzione del posizionamento delle aperture per
tutti i piani dell’edifico anche quello interrato,
331
che sfrutta l’inerzia termica del terreno per arri-
timizzano la captazione del venti in particolare
vare ad abbassare la temperatura. Genera aria
ai primi piani fuori terra, anche nel caso in cui i
anche in assenza di vento.
tessuti sono densi e pochi gli affacci possibili.
- Malqaf Egitto; Una torre del vento più o meno
Ad esso seguono i dispositivi ad atrio o a vano
elevata e dotata di una sola apertura rispetto
scala, in cui viene utilizzata l’elevata altezza dei
ai venti domnanti. La torre ha una copertura li-
piani e gli spazi di servizio come canale recet-
gnea inclinata con un angolo varibile dai 30°
tivo dei flussi, considerando che le aperture di
ai 45°. Alcune soluzioni prevedono una boto-
captazione dei venti freschi avviene attraver-
la che, aperta, consente il passaggio dell’aria
so aperture che si collocano nel basso o negli
e chiusa protegge da ll’immissione di elementi
spazi direttamente connessi al vno ascendente
intrusivi protegge gli ambienti dalla sabbia, un
del’aria anche sugli altri piani dell’edificio, così
problema diffuso nelle zone desertiche. Genera
l’aria calda esce da aperture poste in copertura.
aria anche in assenza di vento.
E’ un ambiente complesso articolato in una serie di spazi che si intersecano, (all’interno dei
-Sistemi a flussi d’aria ascensionale che ricalca-
quali si svolge la vita sociale delle famiglie). Nel-
no morfologicamente i dispositivi Qa’a d’egitto
la sua complessità si integra con l’uso di altri
o quelli a doppio condotto iraniano, anch’esse
sistemi come il malqaf e iwanat. E’ un sistema
strategia per i climi caldo secchi. Efficace in
di ventilazione naturale di derivazione turca,
luoghi con tessuti edilizi moto densi, implica
costituito da una serie di ambienti, diffuso in
un rallentamento dei flussi d’aria all’esterno
tessuti edilizi molto densi, che L’aria catturata
rendendo inefficace la ventilazione assicurata
dal malqaf o che entra dalle aperture ai livelli
dalle superfici finestrate (che sono di superficie
più bassi, viene incanalata prima nell’iwanat, e
ridotta). Il meccanismo di ventilazione si instau-
una volta giunta nel qa’a vero e proprio, tende
ra tra i diversi ambienti e tra esterno ed interno.
a salire,
Sfrutta l’effetto di incanalare dal basso aria raf-
- Sistema a funzionamento misto (con flusso
frescata, che passando in una seria non troppo
d’aria ascendente/discendente).
articolata di spazi si crica del calore degli am-
Badgir stategia per climi caldo secchi: sistema
bienti interni salendo poi nel camino portando
di captazione multi direzionale del vento, che
con se il calore in eccesso.
svolge una duplice funzione: catturale l’aria
E’ idoneo nei luoghi in cui non si riesce a co-
dall’ambiente esterno e quella di abbassarne
struire un sistema di aperture ordinate che ot-
la temperatura, sfruttando la massa della strut-
332
tura, dotata di elevata inerzia termica, che tra-
- Logge e porticati. Sono conosciuti per il loro
sforma il sistema in volano termico.
ruolo di spazi d’ombra e si collocano spesso
In ciascuno di questi casi è impostante control-
all’esterno di un edificio, ricavati dallo stesso
lare i requisiti delle aperture interne ed esterne,
volume che li racchiude, per lo più dell’altezza
la loro configurazione, il dimensionamento e la
di un piano. Prospicienti a vie o stretti percorsi
posizionamento (anche il tipo di chiusura e la
pedonali diventano luoghi in cui si incanalano
modalità di apertura, che qui non sono presi
brezze fresche, che durante l’estate godono
in esame). Nello studio sono state consiedrate
di temperature più basse essendo in continua
semplici aperture finestrate ad anta unica sulla
condizione d’ombra. Le logge interpretate con
quale è predisposto un sistema di schermatura oriz-
portico sono i luoghi che circondano i grandi pa-
zontale.
tii all’interno delle abitazioni, come ci mostra la
tradizione più antica della Domus romana con
7 SPAZI A DIFFERENTI TEMPERATURE
portico. Questi diventano spazi filtro nei quali
Si considerano spazi a differenti temperature
il livello di raffrescamento generato all’interno
quegli spazi che si distinguono dall’edificio per-
dell’ambiente del patio viene poi ripartito nei
ché luoghi “non riscaldati”. Questi si dividono in
differenti ambienti che li circondano, attraverso
spazi interni o esterni.
le aperture localizzate, al fine di favorire l’inges-
- Serre solari separate dallo spazio abitato,
so di queste brezze. Il loro sviluppo tutt’intorno
- Spazi in ombra esterni (gazebo-spazi con pa-
alla zona del patio o solo nelle zone non irraggia-
reti filtranti tipo gelosie). Si intendono quegli
te consente di avere sempre zone ombreggiate
spazi protetti da involucri composti da elementi
con più basso livello di temperatura, durante i
che lasciano filtrare la luce. All’interno dei pa-
diversi momenti della giornata dei periodi mag-
tii si possono ipotizzare prolungamenti di rive-
giore soleggiamento.
stimenti o corpi esterni che delineano luoghi
Più in generale si può parlare di ambienti pro-
d’ombra. Spazi esterni delimitati da un invo-
tetti in continuità con l’edificio ma che rispetto
lucro schermante all’interno del quale si crea
al complesso edilizio si pongono come elementi
un ambiente con temperature inferiori a quelle
ricavati all’interno o affiancati ad essi.
esterne in virtù dei luoghi d’ombra che si deter-
Le differenti tipologie di patio, che possiamo
minano. Il sistema di frangisole che compone il
considerare anche come strategie di raffresca-
tessuto protettivo protegge dai guadagni solari
mento passivo naturale, si possono articolare
per determinare spazi d’ombra raffrescati.
in tre tipologie (questi esempi considerati si de333
scrivono perché considerati più coerenti con le
fresca.
caratteristiche climatiche delle aree oggetto di
Inoltre i flussi d’aria calda tendono a salire per
studio):
effetto di moti ascensionali, infatti, a mano a
- Patii interni ad una abitazione, verdi o pavi-
mano che l’aria calda sale e si accumula su una
mentati.
massa, come il terreno, questa verrà sostitui-
La presenta del patio come caratteristica della
ta dall’aria fredda. E se sotto una massa d’aria
tipologia abitativa conferisce a questa la pre-
calda si ha una fonte che in maniera costante
senza di una zona capace di sfruttare sistemi
emette calore ne deriva un flusso d’aria costan-
di ventilazione efficaci utilizzando i flussi d’aria
te (effetto dei moti convettivi notturni, con il ri-
per convezione.
lascio del calore dal terreno del patio che funge
Nelle zone dell’Italia centrale, durante le ore
da accumulatore termico vista la sua elevata
serali del periodo estivo, le temperature tendo-
massa; tanto maggiore è l’irraggiamento che
no ad abbassarsi, dopo la fase d’irraggiamento
colpisce il terreno tanto maggiore saranno le
delle ore diurne, si nota che il calore e i raggi in-
correnti ascensionali che si genereranno).
frarossi tendono a deviare verso il suolo. Quindi
I fenomeni convettivi di una casa a patio non
l’aria calda del patio, che viene riscaldata di-
sono fortemente dinamici ma risultano equili-
rettamente dal sole durante il giorno, alla sera
brati rispetto alle esigenze di raffrescamento
tende a salire e durante la notte viene sostituita
che gli spazi abitati richiedono.
dall’aria fresca, che si stratifica verso il basso
Il patio è una delle più antiche strategie di raf-
e raffresca gli ambienti confinanti con il patio,
frescamento e attualmente, anche in termini
mantenendo la medesima temperatura fino
architettonici, è diventato un riferimento tipolo-
alla mattina successiva.
gico reinterpretato in funzione delle esigenze di
Il patio sfrutta l’effetto d’ombra che si viene a
raffrescamento dei differenti siti presi in con-
creare su di esso per effetto della posizione dei
siderazione. Al fine di garantire gli equilibri mi-
volumi costruiti che lo circondano, riuscendo a
croclimatici dell’abitazione nelle regioni in cui
rimanere a temperature più ridotte fino a quan-
il fenomeno estivo è particolarmente incidente,
do il sole non investe direttamente con i suoi
può diventare un unico luogo su cui far affac-
raggi solari lo spazio.
ciare le aperture dell’abitazione, limitandone
Comunque, generalmente, i flussi di aria calda
l’inserimento nelle pareti più esterne.
non entrano ma provocano vortici d’aria interni,
Le tipologie a patio, oltre a presentare elementi
lasciando questo luogo come una riserva di aria
di accumulo quali il terreno e avendo come in-
334
terfaccia verticale l’involucro edilizio confinate
da isolante. L’aria fresca che si genera e si ac-
con l’ambiente interno, Quindi l’effetto d’ombra
cumula, può essere immessa all’interno degli
non si determina solamente per la sovrappo-
ambienti caldi interni all’abitazione, che attra-
sizione di parti costruite e abitate ma anche
verso modi ascensionali, per effetto camino o
composte da “muri” che definiscono il limite
di correnti trasversali (in prossimità dello stes-
tipologico.
so livello dell’abitazione) rimuovono l’aria calda
Attraverso un semplice rilievo metrico della
all’interno degli ambienti, con l’aiuto anche di
ricostruzione della Domus romana (casa del
tipologie che assumono conformazioni tipologi-
Chirurgo illustrata nel 2° capitolo) si è potu-
che di camini ventilanti.
to calcolare il valore S/V di questa che risulta
L’efficacia nell’uso di una tipologia di spazio a
0,55. Confrontato con quello di un dammuso di
differente temperatura è dimostrata dall’anali-
tipologia base con patio di dimensioni inferio-
si in regime dinamico di una tipologia abitativa
ri, si è riscontrato un valore di rapporto di for-
preposta, che ci mostra come la presenza di un
ma superiore, quindi è possibile affermare che
patio interrato sia in grado di diminuire l’uso di
maggiore è la dimensione del patio minore è il
energia per il raffrescamento in una quantità
rapporto di forma.
pari alla metà di quella che normalmente si do-
- Patii ipogei. I patii ipogei sfruttano per la loro
vrebbe utilizzare, passando da un consumo di
collocazione, ancora in maniera più consistente,
12 kWh/mqa per il raffrescamento a 20 kWh/
l’effetto di massa termica dato dal terreno che
mqa senza il patio ipogeo la cui dimensione
diventa luogo di contenimento parziale dell’edi-
planimetrica è uguale a quella della tipologia in
ficio e per i restanti lati massa di accumulo e
esame (in cui la parte costruita si sviluppa su
protezione dall’irraggiamento solare esterno.
quattro piani di cui tre fuori terra).
Vale quanto detto sopra per le tipologie a patio
- Vicoli, sono gli spazi di passaggio tra un edi-
semplici, per ciò che riguarda lo sfruttamento
ficio e l’altro, luoghi di percorrenza che si carat-
dei flussi d’aria generati, che in questo caso
terizzano per le più basse temperature che rie-
diventano maggiori in virtù della più elevata
scono a garantire durante il clima estivo. La loro
superficie captante. Inoltre tutte le superfici de-
conformazione strategia, caratterizza gli inse-
gli ambienti riscaldati, adiacenti alla superficie
diamenti urbani più antichi e compatti, favorisce
del terreno, godono di un mantenimento delle
la formazione di luoghi comuni che sfruttano i
temperature di comfort, in quanto il terreno a
principi della tipologia a corte. La loro presenza
contatto con queste porzioni d’involucro funge
è molto importante, nella programmazione di
335
un piano urbano complesso o di piccole dimen-
prossimi alla superficie esterna dell’involucro
sioni come un insediamento, con l’obiettivo di
edilizio, influenzando anche l’equilibrio del
ridurre l’incidenza della radiazione solare estiva
comfort interno degli ambienti.
e l’acquisizione di elevati carichi di irraggiamen-
- Le superfici vegetali rispetto a qualsiasi altra
to termico. Lo studio delle ombre consente di
superficie hanno una bassa conduttività termi-
definire i luoghi di passaggio e di percorrenza
ca ed è bassa la componete riflessa dei raggi
carrabile e pedonale per raggiungere i diversi
solari che incidono sulle foglie, le quali hanno
edifici, la cui dimensione consente che ad una
un’elevata capacità d’assorbimento; risulta ele-
qualsiasi posizione del sole risultino sempre in
vato il tasso di evaporazione dell’acqua piovana
ombra, al fine di proteggerli dal diretto soleggia-
e la capacità di assorbimento di energia cineti-
mento e dell’azione dei carichi termici.
ca del vento, la protezione dal soleggiamento
Infatti, i progetti per le aree urbane dei centri
incidente sulle foglie consente di comporre un
storici dell’Italia centrale, così come quelli per
filtro estivo.
le località caratterizzate da clima caldo-umido,
La presenza di piante in prossimità di un am-
hanno vicoli stetti e sono composti con tipologie
biente costruito diventa favorevole in virtù del
architettoniche provviste di ampi patii.
fenomeno di evapo-traspirazione che le foglie
Le strade strette assolvono la stessa funzione
sono in grado di attuare. Questo infatti rego-
del patio, impediscono che l’aria fresca depo-
la il raffrescamento delle foglie e dell’aria che
sitata durante la notte venga dispersa dalla
viene a contatto con esse, determinando un
prima folata di vento, come avviene negli inse-
aumento dell’umidità nell’aria. Quindi più ele-
diamenti urbani progettati su ampie griglie e
vata è la massa verde prossima o componen-
caratterizzati da grandi viali.
te dell’involucro edilizio, maggiore è il livello di
Concentrare gli insediamenti quindi diventa
raffrescamento che si è in grado di raggiungere
un’ottima strategia per la riduzione dei venti
nel microclima circostante e sul componente
che agiscono sul un nucleo urbano.
involucro stesso, riducendo anche il livello di
- Aree alberate. La presenza di essenze arboree
umidità.
in prossimità degli ambienti costruiti determina
La tipologia vegetativa è in grado di soddisfare
un naturale equilibrio del microclima esterno
l’equilibrio microclimatico, lavorando sui fattori
dello spazio naturale, sono luoghi che, in conti-
temperatura e umidità, per questo è una solu-
nuità con edifici occupati, possono riequilibrare
zione molto valida in climi caldi, secchi e tem-
le caratteristiche di temperatura e i microclimi
perati.
336
La loro efficacia in qualità di schermatura so-
vato livello di raffrescamento perché diventa
lare si ha nel momento in cui si considerano
barriera ai venti caldi e viceversa nella stagione
essenze arboree caduciformi, le quali durante
fresca determina l’aumento delle temperature
la stagione estiva hanno un’ampia chioma che,
nel microclima circostante.
se le alberature sono posizionate verso sud, diventa un’ottima barriera filtrante, riducendo dal
- Specchi d’acqua o cisterne. La presenza di
55% al 65% la radiazione solare trasmessa. Nel
bacini d’acqua in prossimità delle abitazioni
periodo invernale la stessa essenza perderà la
è in grado di modificare il microclima intorno
chioma, permettendo il passaggio della radia-
ad esse. Se si considera in particolare il clima
zione solare ottimizzando l’apporto luminoso
mediterraneo, la presenza di cisterne o piccoli
ed energetico sull’edificio.
specchi d’acqua determina una mitigazione ter-
Nel caso estivo si genera un effetto di raffre-
mica per raffrescamento, nei periodi surriscal-
scamento dato dalla zona d’ombra che si vie-
dati, che si verifica per mezzo dell’evaporazione
ne a creare e diventa efficace come strategia
dell’acqua stessa, nel momento in cui l’acqua
rispetto alle latitudini dell’Italia centrale, in
viene a contatto con le masse d’aria calda che
cui la posizione del sole risulta inclinata ad
ne lambiscono la superficie.
un’angolazione che favorisce la formazione di
Questo determina una mitigazione termica, gra-
momenti d’ombra prolungati ed efficaci, visto
zie all’attenuazione delle escursioni termiche
che per queste aree geografiche, il momento di
giornaliere e stagionali delle masse d’aria che
surriscaldamento durante la stagione estiva va
si trovano sopra i bacini d’acqua, con un’effi-
oltre il mezzogiorno.
cienza maggiore di quella generata dal contatto
Le stesse essenze arboree sono un’efficace
con il terreno, effetto che si ha sia durante la
barriera protettiva verso i flussi di vento, infatti
stagione estiva che invernale.
ne riducono sensibilmente la velocità, questo
Parallelamente si ottengono una differenza di
proporzionalmente alla caratteristiche delle
densità e pressione, date da un abbassamento
piantumazioni (alberi, siepi, ecc.) quali altezza,
delle temperature generate dal contatto tra aria
forma, profondità, ecc. L’abbattimento della ve-
e acqua e terreno, che riducono i moti convettivi
locità del vento è data anche dal loro livello di
orizzontali e gli spostamenti verticali delle stes-
porosità.
se masse d’aria. Questo determina uno sfalsa-
E’ importante precisare che in regime estivo
mento temporale delle dinamiche di scambio
come questo elemento naturale genera un ele-
termico tra atmosfera e l’acqua e terreno. Que337
sto in clima temperato non implica un aumento
do una riduzione dei carichi di soleggiamento.
dell’umidità relativa, anzi per effetto dei moti
Negli ambienti interni invece, la permeabilità a
convettivi dell’aria, tende a scendere.
questi flussi d’aria, consente una diminuzione
Se le aree in cui sono collocati gli organismi edi-
delle temperature fino a 3°-4°C, ottimizzando
lizi si trovano in prossimità della costa di mare o
le condizioni di benessere termoigrometrico in-
lago, possono beneficiare delle brezze costiere
terne. Come descritto nel capitolo 2°, gli inse-
generate da gradienti termici dati dalle variazio-
diamenti si andavano a sviluppare proprio nelle
ni di pressione giornaliera e che comportano
zone di costa così da ottimizzare le capacità di
variazioni di temperatura e quindi di densità
raffrescamento date dai flussi di venti mitigati
dell’aria, che si ottengono grazie ad uno scam-
dalle grandi masse d’acqua.
bio tra acqua e terreno. Queste sono date dal-
Influenza che non risulta così elevata nel caso
la differenza di capacità termiche tra il bacino
di piccoli volumi d’acqua in prossimità di spazi
d’acqua e il terreno, infatti queste si muovono
abitativi.
nel momento in cui le temperature della terra
Ma il privilegio di poter costruire in prossimità di
aumentano e si ottiene un differenziale di pres-
aree costiere oggi non è più così frequente, per
sione che decresce durante la notte determi-
questo si può consigliare nel progetto di piccoli
nando una diminuzione della velocità del vento
piani particolareggiati di considerare oltre alla
e l’inversione del flusso. La brezza può avere
creazione di zone verdi anche quella di “piaz-
notevoli differenze in termini di velocità, quelle
ze” o elementi che garantiscano la presenza e
di mare arrivano anche fino a 10 m/s, mentre
lo scorrere di corsi d’acqua così da favorire per
quelle di terra notturne fino ai 2 m/s.
piccole porzioni di aree un effetto di mitigazio-
Questo diventa un fenomeno interessante se si
ne climatica localizzata. O ancora l’utilizzo di
ipotizza la presenza di un bacino marino o di
contenitori d’acqua all’interno dello spazio del
un lago in prossimità di insediamenti abitativi
patio in modo da ridurre il livello di umidità che
in quanto essi determinano un incisivo effetto
in esso si può raggiungere (come insegna la più
di riequilibrio del microclima, favorendo un ab-
antica tradizione araba nei climi caldo-secchi).
bassamento di temperature e umidità dell’aria
I
nei periodi di maggiore surriscaldamento esti-
nfluenza del principio sull’efficienza energetica
vo, stagionale o giornaliero e attraverso i moti
e sull’involucro
dell’aria garantiscono un raffrescamento degli
Il ruolo di ciascuna strategia di spazi a differen-
spazi esterni all’involucro edilizio determinan-
te temperatura diventa rilevante al fine dell’effi-
338
cienza energetica dell’edificio quest’ultimi infat-
scelti, essendo l’altezza complessiva dell’edifi-
ti, determinano una regolazione del microclima
cio pari a 9,7 ml, una dimensione che si relazio-
in prossimità del sistema edificio, favorendo la
na coerentemente con il livello di efficacia, rag-
diminuzione dei consumi energetici in regime
gio d’azione ottimale delle strategie di controllo
estivo indotti dall’esigenza di raffrescamento.
climatico analizzate.
Gli effetti indotti dalle strategie di evaporazione,
massa termica (di liquidi o terreno) e moti con-
Importanza del principio sul regime estivo
vettivi che vengono innescati da questi sistemi,
L’utilizzo di queste strategie ci dimostra ancora
risultano essere semplici accorgimenti morfo-
una volta come la compattezza dell’edificio ri-
logici o strategie di articolazione di elementi
sulti poco influente in regime estivo, lasciando
naturali che determinano soluzioni tipologiche,
spazio a soluzioni più articolate capaci di creare
capaci di ridurre sensibilmente i carichi termici
spazi ombreggiati e quindi differenze di tempe-
sull’involucro.
ratura. Anche le grandi aperture aiutano a fa-
Ciascuno di questi principi è efficace prevalen-
vorire la ventilazione, elementi sporgenti come
temente in regime estivo infatti, in ogni caso si
volumi aggettanti, pensiline o coperture proteg-
cerca di provvedere a:
gono dal sole porzioni di facciata e spazi aperti
- la riduzione dei carichi di riscaldamento;
ristretti limitano la radiazione solare.
- l’ombreggiamento delle zone a più alto grado
di soleggiamento;
Risultati dei calcoli sui modelli
Favorendo quindi:
Si è potuto verificare come la presenza di un
- La diminuzione delle temperature esterne e
sistema di patio sia in grado di ridurre sensi-
consequenzialmente quelle degli ambienti in-
bilmente gli apporti di consumi per il raffresca-
terni
mento. Se per ciascuna tipologia abitativa, uti-
- L’abbassamento dei livelli di umidità in prossi-
lizzando la strategia di patio interrato, si otten-
mità delle superfici esterne dell’edificio
gono carichi di consumi per il raffrescamento
- Il controllo degli apporti di ventilazione, dai
pari a circa pari a 12kWh/mqa, senza patio si
flussi d’aria esterni
ottengono consumi per il raffrescamento sensi-
E’ da considerare inoltre che rapportando le
bilmente superiori, maggiori di un terzo rispetto
strategie descritte con le tre tipologie prese in
a quelli di riferimento. Questo perchè la confor-
esame si riscontra una proporzionalità tra le di-
mazione dell’edificio permette l’acquisizione
mensioni delle stesse e l’efficacia dei sistemi
dei flussi d’aria dal patio immettendolo poi negli
339
ambienti interni.
tratta del sistema a guadagno diretto in cui la
radiazione solare, penetrando attraverso le su-
8 STRATEGIE PASSIVE D’INVOLUCRO
perfici trasparenti all’interno dei locali, viene
Vengono solitamente definite “strategie di in-
accumulata e conservata negli elementi tecno-
volucro passivo” quelle configurazioni che con-
logici (pavimento e pareti) grazie alla loro capa-
sentono la captazione di una parte dell’energia
cità termica. Per operare queste valutazioni, a
solare radiante che giunge a contatto della su-
fianco della capacità di accumulo della massa
perficie esterna dell’involucro. Sono sistemi ca-
termica, va presa in considerazione anche la
paci di massimizzare quelli che sono gli apporti
capacità di ritardo termico, definita come la
energetici gratuiti, sfruttando questa energia,
possibilità di utilizzare al momento necessario,
convertita in calore, che viene immagazzinata
il calore immagazzinato, in modo che l’energia
e ridistribuita negli spazi interni, senza l’impie-
termica disponibile venga ceduta per convezio-
go di sistemi meccanizzati o che prevedano lo
ne all’aria dell’ambiente interno e in modo che
sfruttamento di altre energie.
la massa di accumulo trasmetta per irraggia-
Passivo non significa soltanto il subire passiva-
mento questo calore alle altre pareti.
mente gli stimoli esterni, ma è anche capacità
Per avere un buon guadagno diretto è neces-
di entrare in relazione con le caratteristiche
sario che l’apertura attraverso cui il calore pas-
climatiche dell’area oggetto di studio, senza
sa all’interno dell’edificio sia dimensionata e
lasciare il controllo del comfort interno ai soli
orientata in maniera oculata, tale da consentire
strumenti impiantistici.
nel periodo invernale un guadagno termico su-
Vengono impiegati al contrario dei meccani-
periore delle dispersioni. Guadagno che andrà
smi naturali, che a volte possono comunque
controllato, specialmente nella stagione più cal-
richiedere componenti e tecnologie sofisticare,
da per evitare fenomeni di surriscaldamento e
ma che sono in grado di limitare il consumo di
di discomfort.
energia virando verso un impiego delle energie
Nei casi in cui sia predominante l’incidenza
rinnovabili e disponibili a livello locale. Si tenta
energetica per i consumi invernali, potrà essere
cioè di utilizzare in modo positivo le caratteristi-
presa in considerazione la progettazione di ele-
che e le potenzialità dell’ambiente, instaurando
menti captanti, rivolte prettamente a sud, come
delle efficaci dinamiche di interazione.
ad esempio facciate captanti con doppi vetri,
La prima tipologia di sistema passivo è la più
serre solari, ecc., con l’obiettivo di immagazzi-
immediata e di semplice comprensione. Si
nare calore, consentendo il raggiungimento del
340
comfort interno in tempi abbastanza rapidi e
- Sistemi con superfici captanti diffondenti
mantenendo tali condizioni per il tempo neces-
Vi è la possibilità, soprattutto in realtà in cui
sario, in rapporto alla disponibilità di energia
sia necessario un maggiore controllo dell’ir-
solare.
raggiamento durante il periodo estivo, di
Nelle regioni del centro Italia i sistemi a guada-
adottare un sistema integrato in cui il siste-
gno diretto dovranno essere opportunamente
ma di captazione diretta possa essere inter-
schermati e funzioneranno per il guadagno ter-
facciato con dei componenti schermanti tra-
mico solo nei mesi più freschi dell’anno. Men-
sparenti. La quantità di calore in entrata non
tre nelle regioni meridionali, si dovranno ridurre
subisce grandi abbassamenti e viene inoltre
al minimo di normativa per quanto riguarda le
garantita una buona visuale verso l’esterno.
superfici finestrate captanti, affinché si riduca
Queste componenti trasparenti sono composte
sensibilmente il veicolo diretto di acquisizione
da materiali innovativi, che grazie a particolari
di calore.
caratteristiche fisico-tecniche, possono essere
1.1.A Sistemi a superfici vetrate captanti e mas-
trasparenti alla radiazione luminosa ma essere
sa termica interna all’ambiente
allo stesso tempo per una certa misura opachi
- Sistemi con disposizione verticale
alla radiazione solare diretta. Sono cioè ma-
Si riferisce a semplici dispositivi di superfici
teriali a comportamento selettivo che danno
vetrate di finestre, collocate prevalentemente
cioè una differente risposta al sollecitamento
sull’involucro verticale. sole > superficie traspa-
del raggio solare (che viene bloccato o lascia-
rente > massa.
to filtrare) a seconda del suo angolo di impatto.
- Sistemi con disposizione a sky-light
Tra
- Sistemi con disposizione a Clerestory
i vetri e le superfici prismatiche, i ve-
Sistema di captazione solare diretto che sfrutta
tri a pellicola olografica, gli aerogels e i
la presenza di una superficie vetrata orientata
TIM
verticalmente, collocata in copertura e interpo-
Le superfici prismatiche vengono impiegate
sta come raccordo, agli estremi, delle due falde
per la realizzazione di superfici “captanti dif-
di copertura con differenti inclinazioni. Il siste-
fondenti” e offrono un vero controllo della ra-
ma si può definire sole > superficie trasparente
diazione solare, potendo infatti bloccarla e
> massa.
ridirezionarla evitando un eccessivo apporto
Tale dispositivo se apribile può essere utilizzato
solare gratuito senza però inficiare sui livelli
come sistema passivo per il raffrescamento.
di luminosità naturale riscontrabili all’inter-
questi
isolanti
(transparent
selettivi
insulation
ricordiamo
materials).
341
no dei locali. Vengono impiegate per la rea-
consistente, grazie anche al posizionamento di
lizzazione di superfici “captanti diffondenti”.
una intercapedine di circa 10 cm posta tra di
Queste superfici speciali sono ovviamente tra-
esso e la superficie trasparente di accumulo
sparenti, sono realizzare con lastre di resine
esposta a sud che permette la produzione in
acriliche con una faccia piana e l’opposta a pri-
questo piccolo spazio di un effetto serra che in-
smi e possono presentare diverse configurazio-
nalza ulteriormente la temperatura, in piccola
ni. I pannelli possono essere fissi oppure mobili,
intercapedine le temperature possono arrivare
con possibilità di ruotare (per mezzo di sistemi
anche a 50°C-60°C. Occorre dunque necessa-
manuali o motorizzati) attorno ad un asse oriz-
riamente prevedere un sistema che consenta al
zontale in funzione della luminosità interna e
muro di irraggiare verso l’ambiente ma che ne
della capacità captante desiderata.
impedisca il contatto diretto.
sole > superficie trasparente-diffondente >
1. Radiazione solare incidente, 2. Superficie
massa.
trasparente di captazione, 3. Intercapedine
1.1B Abbiamo inoltre sistemi con copertura e/o
(5-10 cm), 4. Massa di accumulo (muro solare),
involucro a membrana.
5. Irraggiamento del flusso termico
1.2 Sistemi a guadagno indiretto
Questi sistemi a guadagno indiretto si articola-
I sistemi a guadagno indiretto, operano la cap-
no in due metodi di applicazione principali:
tazione dell’energia solare attraverso apposite
A. Sistemi a muro solare pieno
superfici vetrate captanti dietro cui è posiziona-
B. Sistemi a “muro di Trombe”
to un elemento di accumulo, solitamente una
1.2.A Sistemi a muro solare
parete (solar wall), in cui viene immagazzinata
Sistemi a muro solare pieno
l’energia termica e lasciata diffondersi per ir-
Nei sistemi a muro solare pieno la massa di ac-
raggiamento all’interno del locale.
cumulo è appunto costituita da una parete pie-
L’ambiente interno non può però trovarsi a di-
na, che trasmette per irraggiamento agli spazi
retto contatto con le elevate temperature del
adiacenti il calore immagazzinato, con l’aggiun-
muro solare, altrimenti verrebbe a realizzarsi
ta di una piccola quantità di calore scambiata
una condizione di discomfort e verrebbe vanifi-
per convezione dai flussi d’aria che sfiorano la
cata la vera natura di questo sistema captante.
parete.
In questo caso potrebbero venire inoltre a man-
Questo è un sistema adatto maggiormente ai
care le condizioni per un uso in sicurezza del
climi freddi, poiché non sono necessarie aper-
locale poiché il muro solare sviluppa un calore
ture sulla superficie massiva o su quella vetra-
342
ta, per cui anche nel periodo estivo si andreb-
scare anziché scaldare la parete massiva. Per
bero a misurare delle temperature molto eleva-
rendere ciò possibile, è opportuno prevedere
te non potendo agire su una regolamentazione
aperture sulla superficie vetrata per produrre
dell’evaporazione.
un moto convettivo “inverso” rispetto alle dina-
Essendo un sistema di stivaggio del calore, più il
miche invernali.
muro sarà spesso e più alta sarà la conduttività
La notte e nelle giornate con cielo coperto è
del materiale impiegato per la sua costruzione,
quindi possibile operare un raffrescamento,
più alto sarà il suo rendimento. Una componen-
durante i giorni soleggiati va previsto invece
te importante in questo caso, per l’incidenza
un sistema di schermatura esterno per limita-
del fattore solare è anche la finitura cromatica
re i guadagni solari. A questo pro è possibile
dell’elemento.
impiegare lastre di vetro ad elevata resisten-
1.2.B Sistema a muro Trombe
za termica o applicare sulla superficie esterna
Il secondo sistema a guadagno solare indiretto
della parete una vernice selettiva assorbente e
è soprannominato “muro di Trombe”, è costitu-
bassoemissiva. Comportamento estivo durante
ito cioè da una parete pesante, con una finitu-
il giorno e la notte.
ra esterna di colore scuro, separata anche in
1.2.C Sistemi a copertura solare (roof pond)
questo dalla superfice captante trasparente da
Il sistema a copertura solare, consente di non
una intercapedine. In questo caso la parete è
utilizzare sistemi captanti esposti a sud, ma di
dotata di aperture poste sul lato alto e basso:
utilizzare appunto la copertura.
l’aria fredda, più pesante, entra dalla bocchetta
Il corpo massivo di accumulo è costituito dalla
posta verso il basso, acquista temperatura per
struttura metallica del solaio mentre per cap-
poi uscire più leggera dall’apertura in alto e an-
tare i raggi solari, vengo solitamente utilizzata
dare a riscaldare l’ambiente. Grazie allo sfasa-
l’acqua, chiusa in cisterne o in appositi sacchi
mento e allo smorzamento propri della massa
di plastica posati direttamente sulla copertura.
termica del sistema tecnologico di accumulo, il
Per controllare un corretto apporto di guadagni
moto dell’aria avviene nelle ore diurne e il flus-
solari e utilizzare il sistema sia per il riscalda-
so di calore raggiunge la parete con alcune ore
mento che per il raffrescamento, è necessario
di ritardo, nelle ore notturne. Comportamento
un sistema di isolamento mobile.
invernale durante il giorno e la notte.
Data la particolarità tecnica del sistema, questo
Nella stagione estiva il muro di Trombe può es-
risulta difficilmente applicabile ad edifici multi-
sere impiegato come camino solare per raffre-
piano, poiché è l’ambiente immediatamente
343
sottostante alla copertura a beneficiare del mi-
sa incidenza dei raggi solari sul piano orizzon-
croclima, mentre può essere vantaggioso se uti-
tale. Questa volta come elemento captante tro-
lizzato in edifici con destinazioni d’uso diverse
viamo un ambiente serra con vetrata inclinata
dal residenziale, come scuole, palestre, edifici
esposta a sud elemento che ritroviamo invece
artigianali e industriali.
è l’utilizzo dei pannelli di isolamento per conte-
Sistemi a captazione orizzontale.
nere le dispersioni di calore. La dispersione av-
Il roof pond a captazione orizzontale trasmette
viene sempre allo stesso modo: l’elemento ac-
calore dall’elemento captante del solaio di co-
cumulatore posto all’interno della serra rilascia
pertura agli ambienti interni sottostanti, sola-
il calore per irraggiamento ai locali interni sotto-
mente per irraggiamento. L’isolamento mobile
stanti. Allo stesso modo del sistema orizzonta-
prima citato è utile durante la notte, per coprire
le, durante il periodo estivo i pannelli vengono
la massa captante e impedire le dispersioni ter-
utilizzati di giorno e la notte vengono rimossi e
miche verso l’esterno. D’estate il funzionamen-
viene aperto l’elemento serra, per consentire la
to è invertito, i pannelli isolanti vengono utiliz-
ventilazione.
zati di giorno per impedire il surriscaldamento
1.2.D Sistemi a spazio solare (serre addossate).
dell’acqua, che tende comunque a scaldarsi
-
con il calore sottostante degli spazi abitati. La
ciata vetrata).
notte vengono levati i pannelli lasciando irrag-
Il sistema a parete divisoria trasparente è un
giare la massa d’acqua verso l’esterno che per-
sistema sprovvisto di massa termiche che divie-
derà calore raffrescandosi.
ne utile nei casi in cui sia necessario avere un
Questo sistema di captazione è adatto soprat-
immediato uso dell’energia solare, senza ovvia-
tutto per latitudini non molto elevare comprese
mente accumulo termico e senza un prolunga-
tra i 28° e i 36° N, poiché in queste condizioni
mento di apporto termico notturno poiché non
il sole ha un’altezza sufficiente a colpire con i
c’è sfasamento dell’onda termica. In sostanza
suoi raggi solari una superficie sufficientemen-
viene realizzata una sorta di serra addossata
te ampia del piano orizzontale. Alle alte latitudi-
all’edificio con un diaframma di separazione
ni l’efficacia risulta notevolmente ridotta.
tra spazio solare e spazio abitato. Tale siste-
Per ovviare al problema del sistema a captazio-
ma è adatto specialmente per una destinazio-
ne orizzontale nelle latitudini medio alte, oltre i
ne d’uso differente dal residenziale, come ad
40°N, è possibile utilizzare la variante del roof
esempio per uffici in cui non è necessario un
pond inclinata, ovviando al problema della bas-
rilascio termico notturno.
344
A parete divisoria trasparente (doppia fac-
-
A parete divisoria accumulatrice (con siste-
di un letto di pietre disposto sotto il pavimento
ma di accumulo solare e/o acqua)
dell’ambiente da riscaldare. Alla base della pa-
Il sistema a parete divisoria accumulatrice, pre-
rete, è collocata una intercapedine che anche
vede una speciale parete, dal comportamento
grazie all’ausilio di ventole, riscalda il flusso di
simile al muro solare già visto in precedenze,
aria calda proveniente dallo spazio solare e lo
a divisione dello spazio solare e degli ambienti
trasmette pavimento e da qui, per irraggiamen-
interni. Infatti la quantità di calore trasmessa
to, agli ambienti interni.
agli ambienti è condizionata sopratutto dalle
Per un corretto scambio termico la superficie
caratteristiche, materiali costruttivi, caratteristi-
interessata dal pavimento con sistema rock
che dimensionali, ecc. della parete.
bed, deve essere ampia, pari a circa il 75-100%
Il guadagno termico è assicurato anche durante
dell’intero pavimento climi freddi e pari a circa
le ore notturne, grazie allo sfasamento dell’on-
il 50-75% nei climi temperati.
da termica, grazie a delle aperture previste
Schema del funzionamento.
sulla sommità e sul fondo della parete, il gua-
1.2.E Sistemi a spazio tampone (buffer space)
dagno termico può essere ulteriormente incre-
Tra le strategie passive per l’involucro va anno-
mentato, utilizzando gli stesi principi del muro
verato anche l’impiego di spazi tampone, detti
di Trombe.
anche buffer space. Questa tecnica prevede
-
Sistema rock bed-wall
la copertura degli spazi compresi tra differenti
Il sistema rock bed-wall si compone di una pare-
corpi di fabbrica all’interno di uno stesso com-
te divisoria tra lo spazio solare e interno, realiz-
plesso edilizio e la gestione di spazi aperti an-
zata con un riempimento di ghiaia e/o pietrame
nessi all’edificio quali patii, corti, ecc.; il siste-
sciolto. Il calore si trasmette essenzialmente
ma è una sorta di ambiente serra di dimensioni
per convezione, l’aria presente all’interno della
maggiorate, un grande atrio interno che copre
serra viene convogliata all’interno della parete
l’intera altezza dell’edificio, su cui possono af-
speciale, realizzando un’apertura in alto alla
facciarsi gli spazi interni.
facciata interna poteri aumentare le dinamiche
Durante il periodo invernale l’obiettivo è quel-
di accumulo del calore.
lo di ridurre le dispersioni termiche dell’edificio
-
Sistema rock bed
sfruttando le caratteristiche dello spazio tam-
Altro tipo di sistema passivo a spazio solare, è
pone e di favorire i guadagni termici grazie alla
il rock bed, adatto per il residenziale, anche per
presenza di ampie superfici vetrate. Il calore
l’unifamiliare ecc. ed è necessaria la presenza
può essere accumulato nelle pareti direttamen345
te prossime alle superfici trasparenti della serra
mente grazie alle differenti densità di aria calda
oppure può essere sfruttato lo scambio convet-
e fredda che innescano un circuito connettivo.
tivo tra gli spazi abitati e la zona filtro. Il calore
Le serre, costituiscono una tipologia sicura-
verrà trasmesso all’interno anche in funzione
mente complessa, anche dal punto di vista
della trasmittanza delle frontiere che delimita-
tecnologico e funzionale, possono però essere
no il buffer space
associate sia a sistemi passivi che attivi, a se-
In estate invece, si potrà dissipare un pò di calo-
conda della loro progettazione.
re in eccesso e porre attenzione alla ventilazio-
1.3.A Sistemi a camino solare con accumulo a
ne degli ambienti interni. Le pareti di frontiera,
solaio (sistemi “Barra Costantini”)
potranno essere realizzate con masse termi-
Il camino solare con accumulo a solaio, immet-
che accumulatrici che grazie allo sfasamento
te l’aria calda dell’intercapedine in canalizzazio-
dell’onda termica potranno accumulare calore
ni ricavate nei solai superiori, che fungono da
anche nel periodo notturno.
accumulatori. Questo sistema per un verso as-
1.3 Sistemi a guadagno isolato
somiglia ad un sistema a guadagno isolato poi-
Nei sistemi di accumulo isolato, gli elementi di
ché l’inerzia termica delle sue frontiere murarie
captazione e accumulo non sono a ridosso degli
è molto bassa, per ovviare a questo problema
spazi abitati, sono appunto isolati, permettendo
nasce il sistema Barra-Costantini, che sfrutta
una loro sussistenza completamente indipen-
la presenza di un pannello metallico all’inter-
dente dal corpo di fabbrica. Dal punto di vista
no dell’intercapedine presente tra la vetrata
del controllo dell’ambiente termico, sono vicini
captante e il muro che è stato reso isolante.
ai sistemi attivi, poiché l’interazione sistema-
Il pannello si surriscalda e cede calore all’aria
spazio può essere del tutto controllata, attivata
che grazie ad un sistema i aperture con valvola,
o interrotta.
raggiunge le canalizzazioni predisposte nei so-
Tra queste tipologie a guadagno isolato vanno
lai; in questo caso è la stessa struttura che una
annoverate le serre, i camini solari e i sistemi a
volta isolata funge da accumulatore termico.
termosifone.
Durante il periodo estivo l’aria viene fatta fuo-
I camini solari e i sistemi termosifone fornisco-
riuscire attraverso delle aperture strategiche
no calore che viene convogliato verso l’edificio
poste sulla vetrata, che richiamano aria fresca
attraverso vere e proprie canalizzazioni impian-
dai locali ombreggiati e la immettono nel circuito.
tistiche, questa circolazione avviene comunque
1.3.B Sistemi a camino solare con accumulo in
senza l’impiego di mezzi meccanici, ma sola-
pareti termiche interne
346
Seguono altri pitologiie di involucro passivo
d’estate viceversa. L’umidità condensa a una
quali:
temperatura più bassa di quella di saturazione:
1.3.C Sistemi con circuito convettivo
per questo motivo le fessure non sigillate com-
- Sistemi con circuito convettivo chiuso
portano un danno favorendo la formazione di
- Sistemi a scambio convettivo con l’ambiente
muffa, riducendo il benessere termico indoor
1.3.D Sistemi a doppio involucro
sia d’inverno sia d’estate2
1.3.E Sistemi di guadagno isolato con accumu-
L’involucro edilizio è sollecitato dalle naturali
lo di materiale inerte sfuso
correnti d’aria e dei venti, l’entità di tali pressio-
- Rock-bed
ni sono caratteristiche proprie del clima ester-
- Rock bed-wall
no, della morfologia del terreno e del contesto
urbano in cui l’edificio è insediato, e sono ca-
9 IMPERMEABILITÀ ALL’ARIA
ratterizzate da una considerevole variabilità nel
L’impermeabilità all’aria in un sistema edilizio
tempo.
fa riferimento alle caratteristiche d’infiltrazio-
Il parametro che descrive il comportamento
ne dell’aria nei punti di discontinuità dell’invo-
dell’involucro in rapporto allo spostamento
lucro architettonico in relazione alle differenti
naturale delle masse d’aria è la permeabilità
condizioni di pressione tra l’interno e l’esterno
all’aria che viene espressa in termini di ricambi
dell’edifico stesso.
d’aria orari e si misura in h-1 ed è dato dal rap-
Una scadente impermeabilità all’aria può con-
porto tra i volumi orari entranti e il volume dei
dizionare i consumi energetici di un edificio. Ciò
locali.
dipende dal fatto che gli edifici non sono per
La permeabilità all’aria dell’involucro di un edi-
natura perfettamente stagni ma permeabili ad
ficio è un fattore determinate per descriverne
aria e vento. Il passaggio libero di aria non è da
correttamente e completamente il suo intero
scambiare con la diffusione del vapore che in-
comportamento termico.
vece è un effetto positivo. Il passaggio di vento
Inoltre in un edificio, pur essendo dotato di un
comporta problemi di tipo termico con conse-
elevato isolamento termico, molto calore viene
guente perdita di potere isolante e l’entrata di
disperso quando l’aria fredda attraversa giunti
aria calda in estate e di aria fredda in inverno,
e fessure, e come accennato i punti più deboli
oltre che problemi di tipo acustico. Il passaggio
in cui avviene la maggior parte delle infiltrazioni
di aria va nella medesima direzione del calore,
d’aria sono i giunti tra finestra e porta e tutti i
ovvero d’inverno dall’interno verso l’esterno e
componenti impiantistici che attraversano l’in347
volucro (tubi, scarichi scatole, ecc.) e che devo-
zone esterne all’involucro, è consigliabile appor-
no essere accuratamente controllati in fase di
tare il minor numero di fori e adottare l’utilizzo
isolamento. La situazione risulta peggiorativa
di guarnizioni a chiusura ermetica che l’indu-
nel momento in cui la pressione avviene dall’in-
stria oggi offre finalizzati a questo obiettivo. Si
terno, in quanto l’aria più calda che si trova
rileva che ulteriori punti di criticità delle pareti
all’interno si raffredda in prossimità dei giun-
sono le zone in cui si inseriscono tubi, scatole
ti, il vapore acqueo condensa e inumidisce le
di derivazione, ecc.
strutture.
La classificazione veniva effettuata secondo la
Nei climi rigidi, durante i momenti più freddi
norma UNI 7979, che prevedeva tre classi di
delle stagioni, un’elevata permeabilità all’aria,
prestazione (A1 - A2 - A3), ad essa è subentrata
determina la presenza di infiltrazioni che cau-
la norma UNI EN 122073 definendo una classi-
sano numerosi problemi, infatti oltre a compor-
ficazione dei serramenti in funzione della loro
tare una maggiore domanda di riscaldamento,
permeabilità all’aria. I flussi d’aria che attraver-
i flussi d’aria attraverso fessure e interfaccia a
sano l’involucro possono provenire dall’esterno
tenuta insufficiente aumentano i rischi di con-
o dall’interno in entrambi i casi si dovrà provve-
densazioni interstiziali diminuendo i livelli di
dere a contrastare con barriere al vapore appli-
comfort interni (correnti d’aria fredda, gradienti
care con attenzione e precisione4.
verticali di temperatura ecc.).
Per questo è necessario controllare il collega-
Inoltre le infiltrazioni difficilmente forniscono un
mento tra i singoli elementi costruttivi, infatti lo
ricambio d’aria sufficiente e regolatore, in gra-
strato impermeabile deve racchiudere l’intero
do di mantenere e garantire una buona qualità
edificio senza interruzioni e i singoli elementi
dell’aria interna. Gli elementi che maggiormen-
devono essere sempre collegati. Tale situazione
te influenzano la permeabilità all’aria di un in-
risulta più favorevole nel momento in cui l’edi-
volucro edilizio sono le componenti finestrate.
fico non presenta né rientranze né sporgenze,
Nella pratica, le infiltrazioni d’aria possono es-
quando invece i particolari costruttivi sono com-
sere controllate attraverso infissi a tenuta, do-
plessi è necessaria una maggiore attenzione di
tati di guarnizioni in gomma che proteggono i
posa nei punti in cui si deve seguire l’andamen-
giunti apribili.
to della conformazione dell’involucro.
Nel caso della presenza di elementi impianti-
Realizzare un edificio bene impermeabilizzato
stici di tipo elettrico o idrico, che attraversano
alla pressione del vento significa anche realiz-
le partizioni verticali e che devono raggiungere
zare una buona muratura intonacata interna-
348
mente ed esternamente coprendo da cielo a
dell’edificio, l’efficienza di recupero diminuisce
terra la superficie verticale (da solaio a solaio).
considerevolmente.
Le strutture in legno sono più delicate in quan-
La tenuta all’aria di un’abitazione può essere
to hanno un sistema composto da maggiori
misurata mediante il cosiddetto Blower Door
punti di discontinuità (giunti). L’uso di pannelli
Test descritto all’interno della norma ISO/DIS
in compensato, pannelli in truciolare o a par-
9972. Questo procedimento prevede il posi-
ticelle orientate, impermeabilizzazioni con fogli
zionamento di un ventilatore in una porta o fi-
in PE o in materiale plastico stabilizzato, feltro
nestra esterna e misura il ricambio d’aria per
bituminoso o carta antistrappo rinforzata, appli-
infiltrazione in modo da creare una differenza di
cata sul lato interno dell’isolante termico realiz-
pressione di 50 Pa5. Il corrispondente tasso di
za una muratura a tenuta d’aria. Per garantire
ricambio d’aria complessivo (n50, espresso in
l’impermeabilità i teli devono essere applicati a
h-1) indica la permeabilità all’aria dell’edificio.
giunti sfalsati, bloccati ed uniti con nastro ade-
Il numero di ricambi d’aria ottenuti in questa
sivo.
condizione (n50) sono dati dalla formula:
In particolare per i climi freddi, il tasso di ricam-
n50=V’50/VL
bio d’aria per infiltrazioni è uno dei parametri
dove:
di progetto che influenza maggiormente la do-
V’50 è il volume dell’aria infiltrata
manda energetica per il riscaldamento dell’edi-
VL è il volume riscaldato, o climatizzato dell’edi-
ficio. Per raggiungere i requisiti prestazionali
ficio.
individuati definiti dallo standard di edificio pas-
Nnel nord Europa si realizzano invece edifici
sivo è indispensabile ridurre a valori molto bas-
ad alta efficienza considerando un limite mas-
si la permeabilità dell’involucro edilizio, questo
simo del parametro n50 è compreso tra 0,2 e
comporta però la necessità di rispondere alle
0,6 h-1 cioè la metà d quello richiesto dalla DIN
richieste di rinnovo dell’aria interna per altra via
4108-2.
(con un sistema meccanico di ventilazione con
Come già affermato le indicazioni fornite sopra
recuperatore).
sono legate per lo più alle regioni del nord Eu-
Questa strategia risulta più efficace in presenza
ropa, mentre per quanto riguarda le aree medi-
di limitate infiltrazioni: se i flussi d’aria interna
terranee oggetto di studio è possibile affermare
vengono disturbati e, invece di seguire i percor-
che l’incidenza di questo fattore all’interno del
si previsti (dalle bocchette di immissione e quel-
complesso edilizio diventa un fattore poco rile-
le di evacuazione), si dirigono verso le fessure
vante. Infatti è possibile ipotizzare che gli effetti
349
di pressione tra i flussi di aria in entrata e in
il raffrescamento rimangano inalterati. Questo
uscita che si generano tra ambiente interno ed
dimostra come in regime estivo il fattore d’im-
ambiente esterno non sono così differenti in vir-
permeabilità dell’involucro non incida sulle pre-
tù di temperature più alte esterne.
stazioni energetiche dell’edificio per il raffre-
Intensità che si sviluppa maggiormente duran-
scamento.
te la notte e che permette, insieme all’effetto
di ventilazione naturale di asportare il calore
10 IL COLORE
acquisito dalla massa dell’involucro, questo in
Il colore è la percezione visiva generata dai
virtù delle temperature esterne che caratteriz-
segnali nervosi che i fotorecettori della retina
zano i climi di queste aree geografiche. Le mas-
mandano al cervello nell’istante in cui assor-
se d’aria entranti per infiltrazioni sono media-
bono radiazioni elettromagnetiche di date lun-
mente più calde ed incidono quindi meno sui
ghezze d’onda e intensità.
consumi energetici. Orientativamente in questi
Spesso il colore viene erroneamente inteso
contesti è possibile considerare come valore di
come una caratteristica assoluta della materia,
riferimento quello di 1 h nel caso si adotti una
in realtà i colori che percepiamo non sono altro
strategia di ventilazione forzata e valori superio-
che determinate frequenze dello spettro visibile.
ri di n50 qualora sia possibile fare a meno del
Il colore ha quindi un significato psicofisico spe-
recupero di calore.
cifico, perché dipende dalla capacità dell’occhio
-1
di rispondere ad un campo limitato dello spetImportanza del principio sul regime estivo
tro elettromagnetico: la luce visibile tra 380 nm
Si può comunque ipotizzate che in regime esti-
(ultravioletto) e circa 780 nm (infrarosso).
vo questo fenomeno comporti problemi inferiori
L’occhio umano è sensibile soltanto alle radia-
visto il livello di equilibrio termico in cui si trova-
zioni elettromagnetiche di lunghezza d’onda
no spazi interni ed esterni.
compresa tra 400 e 700 nm. Ad ogni lunghezza d’onda corrisponde una determinata sensa-
Risultati dei calcoli sui modelli
zione di colore: per esempio, la radiazione più
Attraverso l’analisi dei modelli tipologici analiz-
corta (400 nm) viene percepita come violetto,
zati in regime dinamico ai quali sono stati at-
quella intermedia (550 nm) come verde e quel-
tribuiti alternativamente livelli di impermeabili-
la più lunga (700 nm) come rosso.
tà prima pari a 0,6 e successivamente 2 si è
Questa definizione ci riconduce a che cosa è
potuto verificare come i carichi di energia per
il colore, fattore che modifica la capacità per-
350
cettiva dell’occhio umano. Questa è una qua-
vantaggi climatici derivanti dall’organizzazione
lità che caratterizza la superficie di un oggetto,
spaziale dell’edificio, dalla sua forma e dalle
che esso provenga dalla natura o sia prodotto
modalità d’uso.
dall’uomo, in entrambi i casi è un fattore che
Così come la luce viene trasmessa o rifratta at-
influenza sensibilmente le qualità fisiche della
traverso i materiali o riflessa dalle trame e dai
materia a cui appartiene.
colori delle pareti modificando le sue caratteristiche percettive, così gli apporti di calore pro-
Influenza del principio sull’efficienza energetica
ducono effetti differenti e la sensazione termica
e sull’involucro.
è influenzata dall’interazione dei materiali con
Considerando lo strato esterno di una superficie
il calore.
d’involucro opaco, questo è caratterizzato dalle
I materiali, con le loro proprietà chimico-fisiche
proprietà fisiche dei materiali impiegati, che in-
influiscono pesantemente sul bilancio dello
cidono in maniera differente sulla qualità del
scambio di calore tra l’esterno e l’interno di un
bilancio energetico, una di queste è proprio il
edificio e quindi condizionano sia l’ambiente
colore che incide fortemente su questo bilancio.
termico interno sia il comfort degli occupanti. In
Infatti sappiamo che i raggi solari oltre a ga-
particolare, è possibile determinare il grado di
rantire apporti luminosi, negli ambienti interni,
appropriatezza di un materiale rispetto ad uno
attraverso le porzioni di involucro trasparenti,
specifico impiego, attraverso l’analisi delle sue
sono vettori di apporti energetici.
caratteristiche, quali la conduttività termica, la
Questa considerazione rende necessaria una
capacità termica, il coefficiente convettivo del-
particolare attenzione ai materiali utilizzati, in-
la superficie, la trasparenza all’irraggiamento
fatti quando si parla di colore si fa riferimento
nelle diverse lunghezze d’onda ed i fattori di
alle tinte che si sovrappongono agli intonaci,
assorbimento, di riflessione e di emissione che
ma altresì alle caratteristiche cromatiche che
determinano le caratteristiche della superficie
caratterizzano i materiali stessi.
esterna esposta all’irraggiamento solare.
E per materiali componenti si intendono sia i
Quando la radiazione solare colpisce una pa-
materiali che costituiscono l’involucro edilizio,
rete esterna o altre superfici opache, parte
con le loro caratteristiche fisiche intrinseche e
dell’energia è assorbita e trasformata in calore,
superficiali sia le caratteristiche cromatiche che
la restante parte è riflessa. In questo caso non
compongono il luogo. Questo permette all’edi-
c’è radiazione trasmessa.
ficio di modificare, amplificare o indebolire i
Parte dell’energia assorbita si propaga attra351
verso la parete. Quella restante si perde come
corpo e non viene trasmessa, ma si trasforma in
emissione infrarossa verso il cielo o altre super-
calore. La riflettanza è il fenomeno per cui parte
fici adiacenti o per convezione verso l’esterno.
della radiazione elettromagnetica viene reinvia-
La quantità di energia assorbita dalla parete
ta in modo ordinato e regolare dalla superficie
dipende dalla quantità di radiazione incidente,
di separazione tra ambiente interno ed esterno
dall’angolo con il quale colpisce la parete e dal
(involucro). Ed infine l’emissività è associabile
colore della superficie esterna. Superfici scure
alla radianza cioè la capacità di emettere ener-
e non levigate assorbono più energia di quelle
gia di un corpo.
chiare e levigate.
La radiazione luminosa quindi a contatto con
Il concetto della captazione del calore attraver-
la superficie viene in parte assorbita e in parte
so le pareti è applicabile soprattutto nelle regio-
riflessa.
ni calde dove c’è necessità di riscaldamento du-
L’assorbanza e la riflettanza di una superficie
rante la notte ma non è necessario l’isolamento
determinano la risposta alla radiazione solare
termico. Nelle regioni più fredde dove le pareti
che la colpisce. La radiazione è parzialmente
esterne necessitano di un isolamento, questo
assorbita dalla superficie e parzialmente rifles-
impedisce la diffusione del calore attraverso la
sa. Solo la frazione assorbita influenza la tem-
parete.
peratura della superficie in questione e, conse-
Il colore delle pareti esterne degli edifici deter-
guentemente, anche il guadagno termico e la
mina l’impatto della radiazione solare sull’edi-
temperatura interna dell’edificio.
ficio. Infatti, solo la frazione di energia solare
La radiazione assorbita è proporzionale all’as-
assorbita dalle pareti esterne determina il gua-
sorbenza relativa alla radiazione visibile (lun-
dagno termico e conseguentemente anche la
ghezza d’onda corta), che praticamente di-
temperatura interna, mente la frazione di ener-
pende dal colore della superficie stessa. La
gia solare riflessa non influenza le condizioni
radiazione riflessa, invece, è proporzionale alla
termiche dell’edificio.
riflettanza della superficie.
Tre proprietà fisiche delle superfici determinano
Tutte le superfici però, emettono ed assorbono
lo scambio termico radiativo di queste con l’am-
anche radiazione infrarossa (lunghezza d’onda
biente circostante: l’assorbanza, la riflettanza e
lunga) in funzione della loro emissività. Questa
l’emissività.
proprietà è indipendente dal colore della super-
Per assorbanza si intende il fenomeno fisico per
ficie e per la maggior parte delle superfici non
cui la radiazione elettromagnetica penetra in un
metalliche l’emissività vale circa 0.9, indipen-
352
dentemente della loro assorbanza alla radiazio-
all’uso del colore scelto per le superfici esterne,
ne solare.
è l’assorbimento solare della superficie stessa.
La quantità di radiazione solare che colpisce
E’, quindi, chiaro come un considerevole con-
le pareti di un edificio varia notevolmente con
trollo sugli effetti della radiazione solare assor-
l’esposizione (orientamento) delle varie pareti.
bita sia possibile tramite la scelta dei colori.
Per cui, sarà il colore della parete associato a
una corretta scelta dell’orientamento a miglio-
Importanza del principio sul regime estivo
rare gli scambi energetici indotti. Ad esempio,
E’ possibile affermare che è elevata l’importan-
nel caso di pareti imbiancate l’orientamento
za della scelta del colore superficiale per edifi-
influisce poco poiché la maggior parte della
ci in regime estivo in quanto essendo elevata
radiazione incidente è riflessa via. Al contrario,
l’incidenza dei raggi solari e quindi l’apporto
quando le pareti hanno dei colori scuri, l’effetto
energetico indotto, la scelta corretta del colore
dell’orientamento sulla temperatura esterna ed
superficiale dell’involucro svolge la prima fun-
interna è rilevante.
zione di schermatura alle radiazioni solari, po-
Dal punto di vista visivo il colore è definito da
nendosi come prima protezione all’incidenza
tre attributi: tinta, luminosità e saturazione.
dei carichi energetici superficiali.
Superfici metalliche esposte al sole di mez-
Questo influenza in forma pesante il carico ter-
zogiorno, dipinte con colori di pari luminosità
mico di raffrescamento degli edifici e la neces-
e saturazione ma con tinta mediana rispetto
sità di isolamento termico in estate nelle regioni
alla lunghezza d’onda, come il verde, il giallo,
con clima caldo. Si fa rifermento a scelte croma-
il blu - verde, grigio - verde, ecc. assorbono più
tiche per le superfici verticali e quelle di coper-
calore determinando una maggiore temperatu-
tura (anche con l’uso di essenze arboree).
ra superficiale (70°C). Invece, colori con tinte
Si sceglieranno dunque cromie chiare che sfrut-
a maggiore o minore lunghezza d’onda, come
tino quanto più possibile le proprie capacità
il rosso e giallo-rosso da una parte e il blu e il
riflettenti, riducendo l’assorbimento del calo-
viola dall’altro lato, determinano equivalenti li-
re per trasmissione diretta. Questo comporta
velli di temperatura tra loro (60°C), ma inferiori
la diminuzione della temperatura superficiale
rispetto al primo caso, tutti considerando una
esterna dell’involucro.
temperatura ambiente di 38°C.
Ne consegue che dal punto di vista termico, il
Risultato dei calcoli sui modelli
parametro principale di interesse, conseguente
Attraverso la sperimentazione del comporta353
mento in regime dinamico di una serie di invo-
In un edificio con una notevole massa termica
lucri verticali esterni leggeri e pesanti esposti
le fluttuazioni della temperatura risulteranno
a sud per i quali in entrambi i casi sono state
smorzate in ampiezza e sfasate nel tempo, fun-
scelte alternativamente finiture esterne con
zionando come una sorta di volano termico con
materiali naturali non trattati (legno di larice) e
la conseguenza di smorzare l’influenza delle
superfici intonacate e tinteggiate con toni chiari
variazioni esterne sulle condizioni dell’ambien-
di colore, tendenti al bianco, è possibile affer-
te interno, con un effetto positivo sulla sensa-
mare sperimentalmente che si ha un calo di
zione termica degli occupanti l’edificio. Quindi
temperatura della superficie esterna nei mesi
la scelta di colori chiari migliora l’efficacia della
estivi di luglio e agosto che può arrivare al 5%,
massa termica favorendo l’azione dello sfasa-
stessa incidenza di riduzioni delle temperature
mento termico.
superficiali che si hanno durante le ore più cal-
Compiendo una oltre che una scelta di forma,
de della giornata dalle 10 alle 16.
una scelta cromatica per l’edificio, si è capaci di
Questa rilevanza è fortemente legata anche alla
influire nella riduzione delle variazioni stagiona-
scelta dell’involucro edilizio leggero o pesante,
li dell’energia solare per rendere uguale l’inso-
rispetto a cui si ha il fattore d’incidenza migliore
lazione dall’estate all’inverno. Inoltre, correlan-
in caso d’involucro leggero.
do alla scelta cromatica anche la presenza di
In maniera più specifica si può affermare che il
venti freschi, è possibile avere un’attenuazione
cambiamento dei consumi per raffrescamento
delle temperature superficiali esterne delle pa-
è di circa 2kW/mqa passando da una superficie
reti asportando parte dell’energia accumulata
intonacata e tinteggiata con il colore bianco e
dalla stessa, impedendo fenomeni di stress alla
aumentando repentinamente portando a toni
superfici.
più scuri di marroni avendo questo livello di as-
La scelta di colori mediamente assorbenti con-
sorbenza elevato.
sentirà anche di poter assorbire, durante l’inver-
Per un ingresso di energia in un materiale, sia
no un coerente livello di calore per consentire il
che esso avvenga in seguito all’irraggiamento
riscaldamento della superficie esterna.
solare che per convezione dall’aria, comporta
E’ dunque evidente che la scelta di toni chiari
l’innalzamento della temperatura superficiale
di colore nel caso di tinteggiature superficiali
che dipende dalla capacità termica del materia-
(non solo bianco ma anche colori in toni caldi
le, il suo spessore e da quanto rapidamente il
poco saturi), o di materiali che hanno per na-
calore si propaga al suo interno (conducibilità).
tura pigmenti di colore chiaro (come la pietra o
354
Assorbanza
Emissività
Calce, nuova
0.15-0.2
0.9
Vernice bianca
0.2-0.3
0.9
Grigio, verde, marrone, colori chiari
0.4-0.5
0.9
Grigio, verde, marrone, colori scuri
0.7-0.8
0.9
Vernice nera
0.85-0.9
0.9
Alluminio lucido
0.05
0.05
Alluminio verniciato
0.5
0.5
Assorbanza ed emissività delle superfici
laterizi dai colori pastellati), migliora la capacità
continuamente la radiazione solare, e in caso
riflettente delle superfici, quindi la riduzione dei
di eccessivi apporti energetici si possono appli-
carichi termici che vengono assorbiti dall’invo-
care rivestimenti e pitture selettive (Cool Roof)
lucro e le temperature superficiali esterne, ot-
in grado di riflettere una grande frazione della
timizzando il fattore d’inerzia. La scelta d’im-
parte infrarossa della radiazione solare.
piego delle cromie alla fine dovrà essere legata
E’ comunque da considerare che caratterizzare
sia alla scelta di migliorare il benessere interno
uno stesso edifico con cromie differenti non è
all’ambiente costruito e parallelamente andrà
una scelta formalmente coerente. Per tali ragio-
valutata la coerenza con le cromie del paesag-
ni è bene scegliere tinte omogenee secondo i
gio circostante, quindi una scelta di materiali
criteri sotto enunciati.
con colori chiari sempre correlata all’impiego di
In relazione alla tradizione mediterranea più
tecnologie autoctone.
ampia e considerando la regione Marche come
Come l’architettura spontanea è entrata nei se-
caso di studio applicativo possiamo affermare
coli a far parte di un linguaggio paesaggistico e
che l’uso dei colori si può differenziare rispetto
cromatico prevalentemente per funzioni abitati-
ai diversi paesaggi di costa-mare, pianura-col-
ve e esigente di prestazione energetica, crean-
lina e montagna, affinché il loro uso concorra
do un tutt’uno con l‘ambiente naturale, così la
alla definizione di un’architettura efficiente .
scelta dell’uso del colore riscopre l’efficacia di
- Costa-mare: Secondo la più conosciuta tradi-
una scelta tecnologica in un know how che si
zione cromatica dell’architettura mediterranea,
rinnova dalla tradizione.
quella greca del sud Italia e più in generale quel-
In maniera più generale si può affermare che
la che caratterizza gli edifici sulla costa, si pre-
l’uso del colore bianco è efficace utilizzato nelle
dilige l’uso di colori molto chiari, come il bianco
superfici ad ampio sviluppo.
se si tratta di tinteggiature o la calce, essen-
La scelta ottimale è differenziare le cromie
do queste zone geografiche collocate a bassa
delle superfici di un edifico in relazione al loro
quota sul livello del mare in cui l’incidenza dei
orientamento così da massimizzare le capaci-
raggi solari agisce intensamente, raggiungendo
tà di proteggere lo stesso nella stagione estiva
livelli di temperatura elevati fino a 37 °C solo
dall’acquisizione degli elevati apporti energe-
nella regione Marche. Temperature che sono
tici e parallelamente in quella invernale per-
progressivamente crescenti nelle regioni italia-
mettendone l’assorbimento. Tra le superfici è
ne (prevalentemente sulla costa), scendendo
inclusa anche la copertura sulla quale agisce
verso sud, in cui questi caratteri climatici sono
355
presenti per periodi lunghi coinvolgendo in ma-
di il colore potrebbe assumere anche toni di
niera significativa anche la stagione primaverile
colori chiari ma non necessariamente bianchi.
e autunnale.
A tale proposito per coerenza linguistica e per
Il bianco è il colore idoneo per la sua elevata
percentuali di influenza prestazionale del fatto-
capacità di riflettere i raggi solari facendo in
re colore sull’involucro, si può affermare che è
modo che la superficie ne assorba una quantità
possibile utilizzare un tono cromatico velato ma
che oscilla tra lo 0,3 e lo 0,5 efficaci coefficienti
differente dal bianco (verde, marrone, azzurro,
che agiscono in maniera pressoché uniforme
ecc.), senza intaccare in forma decisiva la pre-
sull’intero edificio.
stazione del fattore stesso.
- In particolare nella tipologia lineare, in cui le
- Nella tipologia articolata viste le piccole di-
superfici hanno un’equivalente estensione con
mensioni che la caratterizzano, si prediligono
differente orientamento geografico, si compor-
sempre toni chiari, prevalentemente il bianco,
tano in maniera uniforme vista l’equivalenza
che può essere impiegato sia per la finitura tin-
d’estensione e forma delle 5 superfici esterne
teggiata delle superfici che per la colorazione
dell’involucro.
delle protezioni solari.
- Per la tipologia a patio potremo dire altrettan-
In maniera più ampia per queste zone si consi-
to, rispetto le tipologie sopra descritte per ciò
gliano colori chiari l’uso di finiture ad intonaco
che riguarda le superfici esterne; ma durante
tinteggiato e legno.
la stagione estiva all’interno del patio si avrà
- Pianura-collina e montagna: Nelle zone collina-
già un’attenuazione dell’incidenza dei raggi
ri prospicienti le regioni di costa si possono con-
solari proprio grazie alla sua conformazione ti-
siderare le valutazioni fatte al punto superiore.
pologica, creando per sua stessa forma luoghi
Ma per le zone rivolte verso le aree appennini-
d’ombra in relazione all’incidenza angolare dei
che in cui la quota di altezza sul livello del mare
raggi solari. I luoghi d’ombra risultano anche
supera i 1000 ml ci sono delle variazioni, infatti
spazi freschi nei quali si ha un elevato grado di
se si considerano le regioni dell’Italia centrale
dissipazione del calore, che si unisce a quello
e i caratteri climatici dell’intera stagione si può
già dissipato grazie alle chiare cromie delle su-
constatare che durante l’inverno l’incidenza
perfici esposte. Per questa ragione le superfici
delle basse temperature è uguale o di poco in-
esposte, interne al patio, hanno un’influenza
feriore a quella della stagione estiva, quindi è
proporzionale alla quantità delle zone esposte
necessario predisporre dispositivi che rendano
durante l’arco temporale della giornata. Quin-
l’edificio capace di captare calore.
356
Per questo si favorisce l’uso di materiale con
pannelli o listelli – con alternanza dei pannelli
colori scuri oppure a filari alternati chiari e scuri
tra chiari e scuri in un sistema a scacchiera
per mezzo dei quali si ottimizzano le capacità
- Terra cruda solo uniforme (si parla di quella
di assorbimento delle superfici in inverno, e in
senza intonaco di finitura, così com’è in natu-
estate si modera l’assorbimento di calore, la cui
ra)
dissipazione è favorita anche dal raffrescamen-
- Laterizio faccia a vista – continuo – protezione
to superficiale derivante dalle temperature delle
solare
brezze estive che caratterizzano le alte quote.
Pietra – finitura per parete ventilata – distribu-
Quindi si suggeriscono materiali quali la pietra
zione uniforme in pianura – non uniforme ad al-
a filari alternati più chiari e più scuri o il legno
titudini maggiori – colore non uniforme, a filari.
naturale o ancora la terra cruda.
- Per la tipologia a corte e articolata per la quale si consigliano le tecnologie del legno e della
terra cruda in relazione ai toni cromatici naturali è possibile affermare che anche sotto il profilo
cromatico risultano coerenti perché sono materiali che per tradizione costruttiva si collocano
in queste zone dai cui è inoltre possibile prelevare il materiale stesso.
- Per la tipologia in linea, prevalentemente in
zona pianeggiante, si può ipotizzare sia un rivestimento in laterizio, sia in pietra
Colori da tinteggiatura consigliati
- Bianco o calce uniforme
-Colori pastello, molto velati uniforme (pianura
e mare)
- Colori pieni uniforme (collina e montagna)
- Per alcune tipologie funzionali anche l’uso di
più cromie (esempio scuole ecc.)
- Materiale Legno - toni uniformi, che si tratti di
357
358
359
DATI RELATIVI AI CONSUMI PER IL RAFFRESCAMENTO ESTIVO E RISCALDAMENTO INVERNALE OTTENUTI ATTRAVERSO
L’ANALISI INFORMATICA
360
Risultati relativi a consumi per il riscaldamento invernale e il raffrescamento estivo verificate
per la tipologia a corte, lineare e articolata con diversificazione del sistema di schermature
solari
S/V
Corte
0.44
Lineare
0.60
Lineare*
0.80
Articolata
0.60
Sup. riscaldata
963
900
900
180
Senza Schermatura
A.1 RISC
A.1 RAF
5.9
34.4
4.20
39.56
4.85
25.00
10.5
12.20
Con Schermatura
A.1 RISC
A.1 RAF
6.4
30.27
5.56
35.37
5.8
22.85
12.3
11.22
Risultati relativi ai consumi di riscaldamento invernale e raffrescamento estivo ricavati
analizzando la tipologia a corte diversificando il sistema di schermatura
Tipo di schermatura
Orient. Nord-Sud
Modello Corte
Nessuna
schermatura
Schermatura 1
Schermatura 2
Schermatura 3
5.9
34.4
12466
6.40
30.27
9857
6.30
29.90
10431
8.20
22
4260
A.1 RISC
A.1 RAF
Risultati relativi ai consumi di riscaldamento invernale e raffrescamento estivo ricavati
dall’analisi per la tipologia a corte modificando il sistema di schermatura
Modello Lineare
Tipo di schermatura
Orient. Nord-Sud
Nessuna
schermatura
Schermatura 1
Schermatura 2
Schermatura 3
4.2
39.56
5.55
34.85
5.47
34.43
7.50
25.29
A.1 RISC
A.1 RAF
Risultati relativi ai consumi per il riscaldamento invernale e il raffrescamento estivo verificate
per la tipologia a corte con rotazione della tipologia, senza schermature solari
Corte
Orientamento 0°
A.1 RISC
A.1 RAF
LEGENDA
A.1 involucro leggero ventilato
A.2 involucro leggero con isolante esterno
A.3 involucro leggero con isolante interno
B.1 involucro pesante ventilato
B.2 involucro pesante con isolante esterno
B.3 involucro pesante con isolate interno
RISC fabbisogno di riscaldamento invernale
kWh/m2a
RAFF fabbisogno di
raffrescamento estivo
kWh/m2a
Iso spessore isolente
in cm
λ Conducibilità termica
(W/mk)
S valore di sfasamento
(h)
U trasmittanza termica
(W/m2K)
5.9
34.4
12466
Orientamento 45° Ovest
A.1 RISC
A.1 RAF
6
37
12096
Orientamento 45° Eest
A.1 RISC
A.1 RAF
5.9
35.52
12276
Risultati relativi a consumi per il riscaldamento invernale e il raffrescamento estivo verificate per
la tipologia a corte, lineare e articolata con diversificazione del sistema di schermature solari
S/V
Sup. riscaldata
Nessuna schermatura
A.1 RISC
A.1 T RAF
Schermatura 1
A.1 RISC
A.1 RAF
Corte
0.44
963
Lineare
0.60
900
Lineare*
0.80
900
Articolata
0.60
180
5.9
34.4
4.20
39.56
4.85
25.00
10.5
12.20
6.4
30.27
5.56
35.37
5.8
22.85
12.3
11.22
361
Risultati relativi ai valori di sfasamento, consumi per riscaldamento invernale e raffrescamento estivo
ricavati dall’analisi della tipologia a corte senza sistemi di schermatura orientata in direzione nord-sud
Variabile trasmittanza U
U=0.20
U=0.24
U=0.30
A.1
S
A.1 RISC
A.1 RAFF
Iso 18
Iso 15
Iso 12
15
4.8
35.79
12
5.9
34.40
8
7
34.76
A.2 RISC
S
A.2 RISC
A.2 RAFF
Iso 8+10
Iso 5+10
Iso 12
14
5.2
37.32
10.15
5.6
35.45
8.58
6.8
35.10
A.3
S
A.3 RISC
A.3 RAFF
Iso 10+8
Iso 10+5
Iso 12
14
5.2
37.30
10.36
5.6
35.50
B.1
S
B.1 RISC
Iso 17
13.51
4.45
B.1 RAFF
36.83
B.2
S
Variabile spessore isolante
Iso 10 cm
Iso 15 cm
Variabile λ
C 0.038
C 0.038
Iso 10 cm
Iso 15 cm
U=0.32
U=0.24
11
12
7.5
5.9
34.53
34.40
U=0.32
11
7.5
34.53
U=0.24
12
5.9
34.40
U=0.36
7.29
7.93
35.00
U=0.24
10.15
5.6
35.45
U=0.36
7.29
7.93
35.00
U=0.24
10.15
5.6
35.45
9.23
6.8
35.30
U=0.36
7.29
7.93
35.20
U=0.24
10.36
5.6
35.50
U=0.36
7.29
7.93
35.20
U=0.24
10.36
5.6
35.50
Iso 14
13.31
5.3
Iso 12
13.13
6.1
U=0.32
13
7.1
U=0.23
13.20
4.75
U=0.3
13.23
6.8
U=0.2
14.13
4.75
36.35
36.02
35.59
36.30
35.59
40.51
Iso 19
Iso 15
Iso 12
U=0.34
U=0.24
U=0.30
U=0.22
B.2 RISC
B.2 RAFF
20
2.09
38.41
19.28
2.53
37.47
18
5.44
37.51
17.21
5.50
37.80
19.28
2.53
37.47
16
3.28
37.40
16.46
2.14
38.39
B.3
S
B.3 RISC
B.3 RAFF
Iso 17
18.41
2.20
39.01
Iso 14
16.10
2.60
38.20
Iso 10
15.41
5.52
37.53
U=0.3
15.41
5.75
37.53
U=0.22
16.30
2.80
37.90
U=0.30
16
5.30
37.10
U=0.22
16.52
3.45
38.40
Risultati relativi ai valori di sfasamento, consumi per riscaldamento invernale e raffrescamento estivo
ricavati dall’analisi della tipologia lineare senza sistemi di schermatura orientata in direzione nord-sud
Variabile trasmittanza U
U=0.20
U=0.24
U=0.30
A.1
S
A.1 RISC
A.1 RAFF
Variabile spessore isolante
Iso 10 cm
Iso 15 cm
Variabile λ
λ 0.038
λ 0.038
Iso 15 cm
0.24
12
3.33
39.56
0.32
11
4.45
39.02
0.24
12
3.33
39.56
Iso 10 cm
0.32
11
4.45
39.02
8.58
6.73
40.52
0.36
7.29
7.69
40.20
0.24
10.15
5.64
41.10
0.36
7.29
7.69
40.20
0.24
10.15
5.64
41.10
12
9.23
0.36
7.29
0.24
10.36
0.36
7.29
0.24
10.36
Iso 18
Iso 15
Iso 12
15
2.22
39.84
12
3.33
39.56
8
4.2
39.25
A.2
S
A.2 RISC
A.2 RAFF
Iso 8+10
Iso 5+10
Iso 12
14
4.20
41.54
10.15
5.64
41.10
A.3
S
Iso 10+8
Iso 10+5
14
10.36
Verifiche di consumi per riscaldamento invernale e raffrescamento estivo ricavati dall’analisi
della tipologia a corte senza sistemi di schermatura orientata in direzione nord-sud per
verificare l’incidenza della variazione dell’impermeabilità dell’involucro
Impermeabilità al’aria vol/h
1
1.5
0
0.6
A.1 RISC
A.1 RAFF
5.30
25.72
25.45
23.58
45.63
21.68
A.1 RISC
A.1 RAFF
10.50
12.20
11.00
11.70
11.50
11.20
362
2
2.5
67.03
18.27
98.12
14.86
120.20
11.45
11.95
10.60
13.70
10.10
16.70
9.50
Verifiche di consumi per riscaldamento invernale e raffrescamento estivo ricavati dall’analisi
della tipologia a corte senza sistemi di schermatura orientata in direzione nord-sud per
verificare l’incidenza della variazione del tasso di assorbenza del colore esterno dell’involucro
Tipologia
Corte
A.1 RISC
A.1 T RAF
Lineare
Articolata
A.1 RISC
A.1 T RAF
Assorbenza 0,2
Assorbenza 0,7
Assorbenza 0,9
5.26
35.33
5.2
37.4
4.67
38.52
5
42.71
4.92
45.91
4.43
45.91
10.8
11.33
10.5
12.2
9.75
13.88
6.1.2 LA RIDUZIONE DEI CONSUMI ENERGETICI
ne del complesso edilizio.
Ruotando il modello in direzione ovest si ha
ORIENTAMENTO
un incremento dei carichi di soleggiamento
Tipologie considerate: corte e lineare.
sulle pareti est fino ad un massimo del 20%,
Fattori invarianti: la tipologia edilizia, tipologia
con inclinazione a 45° e prallelamente una
costruttiva, componenti tecnologici, dimensione
riduzione nelle pareti sud pari alla stessa
delle singole aperture vetrate, percentuale di
percentuale. Infine si nota un incremento del
superficie vetrata per singole superficie esterne,
25% sulla superficie esposta ad ovest.
quantità di superficie vetrata per alloggi,
- Per la tipologia lineare vale quanto detto per
localizzazione delle parti vetrate nelle tipologie,
quella a corte, in riferimento alle caratteristiche
assenza di sistemi di schermatura.
dei consumi invernali ricavati, questi infatti,
Per comprendere la rilevanza del fattore di
non variano sensibilmente in relazione alla
orientamento, è necessario operare una
rotazione dell’edificio. Rimangono pressoché
distinzione in base alla differente incidenza
invariati anche i consumi per il raffrescamento,
dei carichi energetici in riferimento alle diverse
in quanto i carichi energetici solari incidono
tipologie adottate, non essendo possibile
in maniera costante e con maggiore intensità
generalizzare.
sulla superficie sud che ha maggior sviluppo
- Per la tipologia a corte la rotazione del model-
nel modello, questo per ciascuna rotazione del
lo verso ovest o verso est, non determina una
modello.
variazione dei consumi energetici invernali,
Quindi è possibile affermare che l’orientamento
mentre per il raffrescamento estivo si registra
nord-sud risulta essere quello ottimale anche
un aumento dell’ 8%. Si è ottenuto quest’ultimo
per il clima mediterraneo. L’incidenza dei raggi
dato come risultato dell’incidenza dei carichi
solari inoltre risulta meno incisiva, anche al
energetici raccolti dalle analisi eseguite con il
variare del rapporto di forma. Si dovrà però porre
programma Ecotect. Si è riscontrato che ruotan-
attenzione alla quantità e all’estensione delle
do l’edificio verso est, i carichi solari superficiali
aperture poste sulle pareti sud che dovranno
(Wh/m ) tendono a rimanere costanti sulla fac-
essere ridotte per evitare un eccessivo apporto
ciata principale orientata a sud, mentre nella
solare nel periodo estivo poiché non vi è
facciata ad est esterna ed interna verso il patio,
necessità di elevati guadagni invernali. Questo
tendono gradualmente a ridursi fino ad un mas-
lo mostra anche il fatto che i consumi per il
simo del 30%, raggiungendo i 45° d’inclinazio-
riscaldamento rimangono i medesimi anche
2
363
cambiando l’orientamento.
di 0,8, il risultato risulterebbe invece pressoché
invariato, apportando un risparmio capace di
RAPPORTO DI FORMA
Tipologie
considerate:
attestarsi solamente attorno ad un ulteriore 5%.
corte,
lineare
e
Durante la stagione estiva invece, considerando
articolata.
sempre modelli di pari superficie riscaldata,
Fattori invarianti: la tipologia edilizia, tipologia
si evidenzia un aumento del bisogno di
costruttiva, componenti tecnologici, dimensione
raffrescamento pari al 15% nel confronto limite
delle singole aperture vetrate, percentuale di
per le tipologie con più alto valore di rapporto
superficie vetrata per singole superficie esterne,
di forma. I fabbisogni per il raffrescamento
quantità di superficie vetrata per alloggi,
risultano proporzionali al rapporto di forma,
localizzazione delle parti vetrate nelle tipologie,
infatti sono stati confrontati modelli con
assenza di sistemi di schermatura.
differente superficie di sviluppo esposta a sud
Per l’indagine sulla compattezza è stato posto
pari a circa 310 mq per la tipologia a corte (in
a confronto con le tre tipologie in esame il
cui si sommano le superfici esterne ed interne
comportamento del quarto modello tipologico
al patio) e 380 mq per la tipologia lineare (con
con S/V pari a 0,8 e una superficie riscaldata
estensione della superficie a sud). Da queste
pari a 900 mq.
osservazioni si può dedurre come il livello di
Dal confronto tra modello lineare e articolato,
compattezza della tipologia a corte sia maggiore
con medesimo rapporto di forma e differente
rispetto all’altra tipologia, la possibilità di
superficie utile, si evince come i consumi per il
sfruttare la presenza della corte come spazio
riscaldamento invernale del modello articolato
d’ombra inoltre, incide favorevolmente sulla
arrivino ad un raddoppio e parallelamente come
riduzione dei carichi energetici.
avvenga la riduzione del fabbisogno di energia
Le
per il raffrescamento per la stessa tipologia, pari
concentrazioni di dispersioni termiche, nella
a un terzo di quella necessaria per il modello a
tipologia a patio, sono maggiormente localizzate
corte. Nel clima mediterraneo, considerando
nei locali a nord e proporzionalmente, si evince
tipologie di grandi dimensioni (900 mq riscaldati)
come l’energia impiegata per il riscaldamento di
i consumi invernali potrebbero diminuire fino
questi ambienti, sia pari al 60% di quella totale.
a un 13%, aumentando il rapporto di forma
I consumi per il raffrescamento si concentrano
S/V da un valore di 0,4 a 0,6, aumentando
invece, nella parte frontale della tipologia, con
ulteriormente il rapporto S/V sino ad un valore
un’estensione limitata ai locali rivolti a sud della
364
analisi
infatti,
dimostrano
che
le
tipologia lineare, poiché in questo modello,
particolare nei casi di piccole dimensioni)
la concentrazione dei consumi è pressapoco
e
la stessa per gli ambienti, essendo sono tutti
morfologiche dell’edifico utilizzandole come
orientati nella medesima direzione sud e per
potenziali elementi di protezione dai carichi
ciò si registra un aumento del fabbisogno per
solari estivi.
sfruttare
al
meglio
le
caratteristiche
il raffrescamento, rispetto alla tipologia a corte,
del 15%.
COLORE
- Nel caso di un modello con stessa estensione
Tipologie
di superficie riscaldata del modello lineare
articolata.
ma con un rapporto S/V diverso, pari a 0,8, i
Fattori invarianti: la tipologia edilizia, tipologia
consumi per il raffrescamento verrebbero ridotti
costruttiva, componenti tecnologici, dimensione
sensibilmente, questo agendo sulla variazione
delle singole aperture vetrate, percentuale di
della morfologia e aumentando il valore di S/V,
superficie vetrata per singole superficie esterne,
si potrebbe riscontrare inoltre una notevole
quantità di superficie vetrata per alloggi,
variazione nei bilanci energetici in caso estivo.
localizzazione delle parti vetrate nelle tipologie,
Avendo ridotto la superficie sud maggiormente
assenza di sistemi di schermatura.
esposta e facendo arretrare di metà parte del
Il colore incide notevolmente sui consumi
coprpo di farbbrica del corpo di fabbrica.
invernali ed estivi dell’edifico. Per la lettura
E’ possibile quindi affermare che per tipologie
dei risultati è necessario in primo luogo il
edilizie
utile
confronto tra i consumi energetici invernali ed
riscaldata, il rapporto di forma per il progetto,
estivi ricavati dall’applicazione sulla superficie
nel clima mediterraneo e nel clima rigido
esterna delle tipologie edilizie in esame, di
del nord Italia, non ha il medesimo valore,
tinte con toni di diverso grado di assorbenza,
in quest’ultimo caso infatti, per ottenere un
verificando al variare della colorazione, i
corpo edilizio più efficiente dal punto di vista
consumi per una stessa tipologia; risultati che
energetico la compattezza risulta un parametro
vengono confrontati in un secondo momento
molto importante. Per questa ragione il valore
in relazione al differente rapporto di forma di
del rapporto di forma, riferendoci ad una
tipologie con lo stesso valore di superficie utile
progettazione in aree mediterranea, può arrivare
riscaldata e tra tipologie con uguale rapporto di
sino al valore di 0,8 al fine di garantire un buon
forma ma differente superficie utile riscaldata.
livello di articolazione del modello edilizio (in
Considerando i due modelli edilizi di tipologia a
con
medesima
superficie
considerate:
corte,
lineare
e
365
corte e lineare la cui superficie utile riscaldata
Le variazioni riscontrate si riferiscono alle
è di circa 900 mq, si può riscontrare come si
prove svolte prima sul modello a corte
registri, per il fabbisogno energetico invernale
e
per il riscaldamento una variazione compresa tra
dimostrando che la variazione percentuale dei
il 4 e il 9% facendo rifermento, rispettivamente,
valori è sempre la medesima e corrisponde a
alle seguenti variabili e considerando tre tipi di
un 10%, considerando i consumi per tinte con
tinte a partire dal bianco.
caratteristiche estreme di assorbenza.
Questo valutando caratteristiche di assorbenza
Altresì, se si confrontano i valori ottenuti
(secondo le caratteristiche che è stato possibile
applicando
attribuire attraverso il programma Design
assorbenza alla tinta superficiale, ma a due
Builder) pari a:
modelli tipologici differenti con stessa superficie
- assorbenza termica (emissività) 0,9
utile riscaldata e differente rapporto di forma
- assorbenza solare 0,2
si potrà verificare che linearmente sussiste
- assorbenza visibile 0,2
una variazione percentuale del fabbisogno
considerando questi valori, il fabbisogno
energetico invernale pari al 4-5%.
invernale risulta massimo a causa dell’elevato
In riferimento ai differenti rapporti di forma
valore di riflessione dei raggi solari e quindi della
si può affermare quindi che la variazione del
riduzione degli apporti di colore, fabbisogno che
fabbisogno energetico per il riscaldamento
diminuisce gradualmente utilizzando colori più
invernale diventa poco rilevante nel momento
scuri ad assorbenza maggiorata, con tinta di
in cui varia il rapporto di forma da 0,4 a 0,6 per
riferimento dalle caratteristiche:
edifici con superficie utile riscaldata di circa
- assorbenza termica (emissività) 0,9
900 mq.
- assorbenza solare 0,7
Se si considera il confronto tra i risultati
- assorbenza visibile 0,7
ottenuti con tipologie dalle caratteristiche
Il
consumo
si
riduce
al
le
su
stesse
quello
lineare,
caratteristiche
di
limite
sopra descritte e una tipologia articolata con
considerando una tinta molto scura con
superficie utile riscaldata pari a 180 mq, per
caratteristiche d’assorbenza assimilabili ad un
la stessa tipologia si conferma una variazione
colore nero:
del fabbisogno energetico di circa un 8%; in
- assorbenza termica (emissività) 0,9
relazione al suo rapporto di forma pari a 0,6,
- assorbenza solare 0,9
rapportabile a quello della tipologie lineare, si
- assorbenza visibile 0,9
registra una diminuzione del fabbisogno pari al
366
inoltre,
successivamente
50%, rimanendo sempre verificati gli standards
riduzione dei consumi pari al 75% da quella
per l’edificio passivo.
maggiore alla minore e si evidenzia come
Questo dimostra come la variazione della
per la tipologia articolata, assimilabile ad un
superficie esposta sia rilevante e come i consumi
edificio residenziale unifamiliare, i consumi
si riducano notevolmente e proporzionalmente
siano sempre all’interno dei limiti per l’edificio
alla sua diminuzione di estensione, questo nel
passivo.
momento in cui il rapporto di forma non sia
In conclusione si può sottolineare come i valori
fattore determinante di questa variazione.
di consumo per il raffrescamento possano
Come il rapporto di forma non sia rilevante è
variare in modo incisivo rispetto ai differenti
dimostrato anche dal confronto tra i consumi
rapporti di forma, diminuendo di un 20% nel
correlati alla tipologia lineare e a corte in cui a
passaggio da un valore di 0,6 a 0,4 di rapporto
variare è solo il rapporto di forma.
S/V di ed anche in relazione all’estensione della
Per quanto riguarda la variazione ricavata
superficie esposta. Infatti se si considerano
dal fabbisogno per il raffrescamento estivo
proporzionalmente le superfici complessive della
seguendo la lettura sopra definita, si dimostra
tipologia articolata quella lineare (con stesso
come in una stessa tipologia edilizia con
rapporto di forma) si evince che quest’ultima è 5
superficie utile raffrescata pari a 900 mq ma
volte superiore e i consumi aumentano di circa
con diverso rapporto di forma (tipologia a corte
3.5 volte. La differente capacità assorbente
e lineare), si verifichi linearmente un aumento
di una tinta diventa incisiva nel caso in cui le
dei consumi per il raffrescamento pari al 2%.
dimensioni dell’edificio siano ridotte (tipologia
Nel confronto tra le due tipologie, a parità
articolata) diventando una variazione meno
d’attribuzione del livello di assorbimento, viene
influente in tipologie che abbiano una superficie
considerata la tipologia articolata al variare
esterna maggiormente esposta e un volume
del valore di assorbenza della tinta esterna
maggiore.
superficiale e registrando una variazione dei
Nel caso invernale invece si può ritenere incisivo
consumi in aumento, di verifica in verifica,
il livello di compattezza di un edificio che, a
di un 8-14%, arrivando anche, nel confronto
parità di rapporto di forma ma con volume
tra i due casi limite, a variazioni pari a circa il
maggiore, riduce della metà i consumi invernali,
22%. Nel confronto tra la tipologia articolata
lasciando alla variazione delle caratteristiche di
e lineare con uguale rapporto di forma e
assorbenza a una tinta di circa 8%.
differente superficie utile, si registra inoltre una
Diventa perciò rilevante il fattore tipologico367
morfologico del colore e si consiglia nella scelta
raffrescamento fino a raggiungere anche i 2
un livello di capacità d’assorbenza pari a 0,4
vol/h. Le modalità di raffrescamento andranno
assicurando una buona mediazione tra quelle
opportunamente controllate durante la stagione
che sono le esigenze invernali e la principale
invernale affinché non siano superati i 0,6
incidenza del fattore in clima estivo.
vol/h.
Verificando lo stesso procedimento con la
IMPERMEABILITA’ ALL’ARIA
tipologia articolata, si riscontra un proporzionale
Tipologie considerate: corte e articolata.
aumento dei consumi per il riscaldamento
Fattori invarianti: la tipologia edilizia, tipologia
durante la stagione invernale, con un aumento
costruttiva, componenti tecnologici, dimensione
del 5% in ogni fase di calcolo, nel quadro dei
delle singole aperture vetrate, percentuale di
consumi rilevati questi però non si modificano
superficie vetrata per singole superficie esterne,
significativamente poiché garantiscono un
quantità di superficie vetrata per alloggi,
elevato
localizzazione delle parti vetrate nelle tipologie,
Così si registra una diminuzione dei valori di
assenza di sistemi di schermatura.
raffrescamento il cui decremento registrato di
Considerando
separatamente
i
consumi
livello
di
prestazione
energetica.
fase in fase è pari al 4% e non risulta influente
invernali ed estivi verificati per la tipologia edilizie
ai fini dell’efficienza del complesso edilizio.
a corte, è possibile affermare che modificando
Come noto, nella tipologia ad alta efficienza in
il valore di impermeabilità all’aria, partendo da
clima freddo, il livello di impermeabilità all’aria
un valore pari a zero per arrivare a 0,6 vol/h, 1
dell’involucro deve risultare compreso tra 0
vol/h e continuare fino a 2,5 vol/h in step di 0,5
vol/h e 0,6 vol/h per garantire che i consumi che
vol/h, si registrano variazioni elevate di consumi
non superino i 15 kwh/mqa, fattore rispondente
per il riscaldamento invernale che aumentano
ai risultati ottenuti mediante i calcoli svolti.
in
Parallelamente
Per il raffrescamento è possibile affermare
si registrano consumi per il raffrescamento
che aumentando il fattore di impermeabilità
che tendono a diminuire linearmente con un
all’aria non vengono modificati sensibilmente i
decremento di circa un 8% per ogni step ma in
consumi per il raffrescamento i quali vengono
termini di peso sul risparmio dei consumi per
ridotti ottimizzando le prestazioni energetiche
il raffrescamento, diventa interessante vedere
del complesso. Riduzioni che appaiono quasi
come aumentando il livello di impermeabilità,
ininfluenti sui bilanci di consumo energetico nel
si riducano positivamente i fabbisogni per il
modello articolato (con minore superficie utile).
368
maniera
esponenziale.
TRASMITTANZA
utilizzando tipologie d’involucro differenti ma
Tipologie considerate: corte e lineare.
con medesima trasmittanza, si riscontrano
Fattori invarianti: la tipologia edilizia, tipologia
valori differenti d’incidenza dei fattori dipendenti
costruttiva, dimensione delle singole aperture
dalla specifica natura dell’involucro, leggera
vetrate, percentuale di superficie vetrata
o pesante e dalla posizione e proprietà dello
per singole superficie esterne, quantità di
stesso componete isolante. Si può comunque
superficie vetrata per alloggi, localizzazione
affermare che in una stessa tipologia leggera
delle parti vetrate nelle tipologie, assenza di
dato uno stesso valore di trasmittanza si
schermature.
registarano differenze di un 8% di consumi.
Il fattore di trasmittanza che secondo i principi
dell’architettura del nord Europa è uno dei
SCHERMATURE
fattori determinati per la qualità del progetto
Tipologie considerate: corte e lineare.
d’architettura, non è determinante nel progetto
Fattori invarianti: la tipologia edilizia, tipologia
in clima mediterraneo per quanto riguarda la
costruttiva, componenti tecnologici, dimensione
riduzione dei consumi per il raffrescamento
delle singole aperture vetrate, percentuale
estivo.
di superficie vetrata per singole superficie
Lavorare con il fattore trasmittanza significa
esterne, quantità di superficie vetrata per
modificare il livello di isolamento delle pareti,
alloggi, localizzazione delle parti vetrate nelle
considerando le tipologie d’involucro formulate
tipologie.
nel capitolo 6 applicate alle tipologie a corte
L’analisi d’incidenza del fattore schermature
e lineare. Si è potuto così riscontrare che per
solari è stata verificata attraverso l’uso dei
ciascuna tipologia d’involucro, portando la
softwares Design Builder ed Ecotect, attraverso
trasmittanza ad un valore di 0,20, poi 0,24 e
i quali sono stati monitorati i consumi energetici
successivamente 0,30, mentre il fabbisogno
invernali ed estivi rispetto alle differenti
per
una
condizioni di ombreggiamento, inoltre si valutato
variazione pari al 18%, i consumi nel periodo
effettivamente quanto il fattore luminoso sia in
estivo subiscono variazioni molto piccole e
grado di soddisfare l’illuminazione interna degli
non rilevanti. Comportamento che è possibile
ambienti nelle stagioni significative (anche in
confermare per tutte le tipologie d’involucro
conformità con le richieste della normativa).
prese in esame e applicate nei due modelli.
La superficie vetrata per i modelli analizzati è
Parallelamente, confrontando i consumi ricavati
pari complessivamente al 25% della superficie
il
riscaldamento
invernale
ha
369
d’involucro rivolta a sud e a nord, sia per la
che godono di un perfetto controllo del fattore
tipologia corte che lineare, mentre la superficie
solare durante la stagione estiva. Durante
delle aperture rivolte a ovest e ad est viene
questo periodo, le superfici a sud delle tipologie
considerata pari al 5% della superficie per la
sono esposte al sole diretto dalle ore 8:00
tipologia a corte e non sono presenti aperture
alle 16:30, con una massima condizione di
su questi lati nella tipologia lineare.
soleggiamento, che arriva a 45° est a ridurre
Si riscontra una riduzione del carico di apporti
l’apporto solare dalle ore 4:00 alle 13:00 del
luminosi (kWh) di un 30% nel caso dell’uso di
pomeriggio circa e a 45° est dalle 11:00 alle
sistemi di schermatura orizzontali sia in inverno
19:00, interessando le superfici est e ovest che
che in estate. Parallelamente si nota come tra
risultano in parte aperte nella tipologia a corte
un modello privo di sistemi schermanti e uno
e permettono di acquisire un buon livello di
dotato di frangisole orizzontali interposti sulla
soleggiamento.
superficie vetrata, sia presente una variazione
del 10% dei consumi invernali (che aumentano
SPAZI A DIFFERENTE TEMPERATURA
laddove non siano presenti schermature)
Tipologie considerate: articolata.
e inversamente una riduzione dei consumi
Fattori invarianti: tipologia edilizia, sistema
per il raffrescamento estivo pari al 10%, che
costruttivo, componenti tecnologici, dimensione
possono ridursi fino ad un 30% utilizzando
delle singole aperture vetrate, percentuale di
un sistema verticale, che però non garantisce
superficie vetrata per superficie in riferimento
un elevato grado di illuminazione degli spazi
alle singole tipologie, quantità di superficie
interni durante il periodo invernale. Condizione
vetrata per vani per tipologie, localizzazione
che invece viene soddisfatta dalle tipologie di
delle parti vetrate nelle tipologie.
schermature solari di tipo 1 e 2 per le quali è
Secondo la verifica svolta con il modello
ipotizzabile sfruttare l’apporto solare gratuito
articolato, si è potuto constatare come
anche in periodo invernale.
l’assenza del patio interrato accresca i consumi
Verificando il livello d’illuminazione degli
per il raffrescamento estivo del 30%, lasciando
ambienti interni facendo ruotare il modello
pressoché inalterati quelli per il riscaldamento
tipologico, si può riscontare come per le
invernale
tipologie di schermatura orizzontali sia garantito,
variazione del 10%.
durante la stagione invernale un elevato livello
E’ interessante verificare come le caratteristiche
di illuminazione degli ambienti interni, ambienti
d’inerzia del terreno associate alla morfologia
370
che
subiscono
solamente
una
del patio interrato determinino una riduzione
che crea spazi rientranti e sporgenti comporta
così sensibile dei consumi energetici; risultato
in regime estivo una riduzione dei consumi del
che è ottenibile anche senza affiancare altri
10%.
elementi architettonici in grado di determinare
spazi d’ombra, elementi che quindi potrebbero
SFASAMENTO E SMORZAMENTO
rendere solamente ulteriormente verificato
Tipologie considerate: compatta e lineare.
questo dato. Quindi il patio si pone come
Fattori invarianti: tipologie edilizie, dimensione
bacino in cui si generano piccoli spazi d’ombra
delle singole aperture vetrate, percentuale di
e grazie alle caratteristiche d’inerzia del terreno
superficie vetrata per superficie in riferimento
diviene una sorta di accumulatore, diventando
alle singole tipologie, quantità di superficie
così contenitore d’aria e luogo di acquisizione
vetrata per vani per tipologie, localizzazione
d’aria fresca che per convezione è in grado di
delle parti vetrate nelle tipologie.
asportare le masse di calore riducendo così le
Confrontando
temperature interne.
il
Negli edifici più grandi si è verificato come la
combinazione di modelli tipologici e tipologie
stessa tipologia a patio, nel confronto con quella
tecnologiche d’involucro, si evince come i
lineare, proprio in virtù della sua compattezza a
consumi non subiscano variazioni in funzione del
parità di superficie, registri una diminuzione dei
fattore di sfasamento. Data una base tipologica
consumi per il raffrescamento estivo, questo
d’involucro di cui sono stati modificati i parametri
dato è in alta percentuale determinato dalla
di trasmittanza, dimensione e capacità termica
capacità del patio di creare sia un maggiore
dell’elemento isolante si ottengono dei valori di
livello di compattezza ma ancor di più un
sfasamento differenziati in un intervallo di ore
rilevante spazio d’ombra, luogo in cui il livello di
pari a 8 e 15 oppure 7 e 14; da questi valori
temperature è minore, condizioni vantaggiose
è possibile notare come i consumi energetici
che influiscono sugli aspetti di comfort degli
corrispondenti alle differenti situazioni non
ambienti. A tale proposito si registra una
subiscano una variazione sostanziale, che si
riduzione del 5% dell’umidità interna degli
limita a percentuali di circa 1,5%.
ambienti, garantendo una temperatura interna
Quanto detto è riferito alle tipologie d’involucro
vicina ai 26-27°.
leggere, anche per quelle pesanti mantenendo
Allo stesso modo nella tipologia lineare con
inalterata l’articolazione della differenziazione
fattore S/V pari a 0,8 la sua stessa morfologia
dei fattori d’involucro che hanno condotto alla
i
raffrescamento
consumi
estivo
ottenuti
ricavati
per
dalla
371
determinazione dei risultati di consumo, si
- A causa della variazione del livello di
verifica che per valori di trasmittanza nettamente
conducibilità
superiori in un intervallo di 13 ore o dalle 16-20
variazioni fino a un 10% del consumo per il
ore, attraverso una verifica lineare, si registrano
raffrescamento.
valori di consumo molto simili dove il fattore di
- Con il variare della tipologia (da quella
consumo anche qui varia fino ad un massimo
corte a quella lineare) tutti i valori hanno un
dell’isolante
si
registrano
del 1,5%. Per ciascun esempio di combinazione
incremento del 10% circa ma non si modificano
tra tipologia edilizia e tecnologica d’involucro,
le relazioni che intercorrono tra questi e il valore
i consumi per il raffrescamento estivo non
di trasmittanza.
variano al variare del valore dello sfasamento
Dà qui è possibile affermare che è un valore
per l’involucro per cui si modificano i coefficienti
moto importante per garantire il benessere
di sfasamento in funzione delle caratteristiche
negli spazi interni dell’edificio ma non un fattore
tecniche dei materiali utilizzati, in particolare
determinate in termini di riduzione dei consumi
con il variare della dimensione dello strato
energetici.
isolante (trasmittanza) e la variazione della sua
posizione.
VENTILAZIONE NATURALE
E’ altresì interessante come per alcune tipologie
La ventilazione naturale è uno dei fattori
d’involucro sia possibile evidenziare una
determinanti per il consumo energetico in
grande differenza dei valori di sfasamento tra le
regime estivo, la cui efficacia dipende spesso
tipologie d’involucro in una verifica dei risultati
dal rapporto che intercorre tra caratteristiche di
ottenuti, applicando ad esempio ad un modello
ventosità e brezze dei luoghi che si interfacciano
con le stesse caratteristiche di trasmittanza,
con gli spazi abitati, dalle chiare caratteristiche
uno strato isolante delle medesime dimensioni
morfologico-tecnologiche del modello edilizio in
collocato nella stessa posizione all’interno
esame nonché dalla gestione della chiusura-
del pacchetto tecnologico verticale, però con
apertura degli elementi vetrati.
una differente capacità tecnica dell’elemento
Come rilevabile dai dati di ventosità acquisiti
isolante, in questo caso l’incidenza osservata
e introdotti al capitolo 5, si evince come nella
è del 3%.
località analizzata si registrino elevati livelli di
- Tra involucri leggeri e pesanti intercorre un
ventosità distribuiti durante i mesi dell’anno;
aumento dei consumi per il raffrescamento pari
dalle ore 24:00 alle ore 6:00 queste brezze
al 3%.
incidono maggiormente in direzione SE e SW,
372
mentre durante le ore diurne diventano rilevanti
interno all’ambiente da pare dei flussi d’aria.
anche a NW e NE così come nelle ore serali fino
Tale principio è coerente sia nella tipologia
alle 21:00.
lineare che può a pieno usufruire della modalità
L’efficacia del sistema di ventilazione naturale
di ventilazione naturale di tipo trasversale
diventa interessante quando vengono sfruttate
orizzontale ed è applicabile in parte per la
le caratteristiche climatiche per cui diviene
corte, in riferimento agli alloggi collocati a
efficace il modello orientato in direzione NE e
diretto contatto con la superficie sopravento,
NW i cui i venti sono preponderanti. Verificando
mentre
che le aperture siano collocate in modo non
possono sfruttare il livello di ombreggiatura e
allineato tra entrata ed uscita delle brezze, si
di protezione dai raggi solari determinato dalla
può consentire un ottimo livello di ventilazione
rotazione dell’edificio rispetto all’asse sud.
trasversale. Si possono inoltre considerare
L’azione di ventilazione opera positivamente
le pareti dell’edifico adibite a distribuzione,
anche all’interno del sistema di parete ventilata
come porzioni d’edifico permeabile all’effetto
che viene proposta assieme ad altre alternative,
di ventosità diurna, che può determinare un
tra le variabili del sistema tecnologico.
quelli
con
superficie
sottovento
abbassamento di temperature durante il periodo
estivo nelle parti in continuità con gli alloggi che
TIPOLOGIE PASSIVE D’INVOLUCRO
vengono da lì distribuiti. Nella tipologia a corte
Le tipologie d’involucro utilizzato suddivise
i flussi d’aria contenuti possono determinare
in leggere e pesanti, sono caratterizzate
un ricambio di aria nel patio e una riduzione
dall’uso del principio della parete ventilata e
delle temperature interne, ottimizzando la sua
dell’involucro con cappotto esterno o cappotto
naturale funzione di spazio termoregolatore
interno. Considerando giunti termici sempre
e luogo di raffrescamento nelle ore serali,
verificati in relazione ai test svolti sia in caso
migliorando il livello di comfort.
di stagione invernale che estiva, la tipologia
Essendo
la
stagione
invernale
incidente
con parete ventilata risulta la più efficace
quanto quella estiva nelle regioni in esame è
infatti, grazie a quest’ultima è possibile ridurre i
auspicabile un controllo e una chiusura ai venti
consumi per il raffrescamento estivo dell’ 8-10%
durante i periodi invernali per non aumentare la
rispetto all’impiego di una parete con isolante
necessità di consumo energetico; consumi che
esterno o interno, registrando però valori più
nella stagione estiva possono essere abbattuti
alti di consumo per il fabbisogno invernale.
anche di un 30%, grazie all’asporto del calore
373
NOTE
1 Op. cit. Dizionario Le MonNier, di Giacomo Devoto e
Giancarlo Oli, Casa Editrice Felice, Le Monier S.p.a. 1995.
2 Ogni giorno attraverso una giunzione larga 1 mm e lunga 1
ml possono entrare fino a 800 grammi di umidità, mentre in
presenza di una barriera al vapore stagna il valore si riduce
a 0,5 grammi. Una fessurazione di questo tipo provoca un
peggioramento dell’isolamento termico al metro quadrato
pari a 5 volte.
3 La norma si basa sul metodo di prova descritto dalla UNI
EN 1026 (“Finestre e porte – permeabilità all’aria”).
4 Una scorretta posa di questo componete può determinare
una perdita di calore corrispondente a 800-1000 kWh/anno
-1. Dato tratto da Schulze-Darup, Burkhard: Optimierung
von Niedrigenergiehausern bein kostengunstigen Bauen,
Atti del convegno internazionale sugli edifici passivi, 27-28
febbraio 1998 a Breghenz, p. 181-190.
5 “Il test avviene montando un ventilatore sulla porta
d’ingresso o su una finestra, mentre tutte le altre aperture
rimangono ermeticamente chiuse. Il ventilatore espelle
l’aria all’esterno fino ad arrivare alla differenza di pressione
prescelta, poi si misura con un flussimetro il volume dell’aria
il volume dell’aria che affluisce attraverso l’involucro.
L’afflusso d’aria viene normalmente misurato in differenti
condizioni di pressione e dai risultati ottenuti si determina il
ricambio d’aria in condizione di una differenza di 50 Pa.” U.
Wienke, “L’edificio passivo, standard – requisiti – esempi”,
Alinea Editore, Firenze, 2002.
374
7 Conclusioni
INDICE PARZIALE
7.1 Verifica tra obiettivi e risultati raggiunti
7.2 I nuovi vettori di sviluppo della ricerca
376
379
Il capitolo conclusivo riguarda la verifica tra gli obiettivi e i risultati attesi indicati nel progetto di
ricerca. Individuazione di nuovi vettori di sviluppo della ricerca.
375
7.1 VERIFICA TRA OBIETTIVI E RISULTATI RAG-
mediterraneo è stato possibile ottenere un’ap-
GIUNTI
profondita conoscenza della materia di studio,
Grazie allo studio delle legislazioni e dei rego-
in particolare delle peculiarità delle aree me-
lamenti vigenti relativi all’efficienza energetica
diterranee e delle loro architetture, giungendo
relativi all’ambito nazionale italiano e regiona-
ad una definizione e ordine di dieci fattori pro-
le, dei programmi operativi europei e dei pro-
gettuali di riferimento, verificandone le ricadute
grammi obiettivo, è stato possibile costruire un
sulle componenti energetiche e di benessere in
quadro normativo preciso allo stato di fatto in
regime estivo e invernale. Questi fattori sono:
riferimento anche alle aree geografiche di specifico interesse.
1 orientamento - fattore tipologico/morfologico.
Queste normative, sono in continuo aggiorna-
2 rapporto di forma - fattore tipologico/morfo-
mento, spesso però si assiste ad una mera ac-
logico.
quisizione delle norme nazionali senza opera-
3 inerzia termica - fattore tecnologico.
re un ulteriore sforzo per un loro adattamento
4 trasmittanza - fattore tecnologico.
critico alle specifiche caratteristiche climatico-
5 schermatura - fattore tecnologico.
ambientali dell’area di intervento. Rimane inol-
7 spazi a differenti temperature - fattore tipolo-
tre il problema di una restituzione utile dei dati
gico/morfologico.
ottenuti da un modello di calcolo dei fabbisogni
8 strategie passive d’involucro - fattore tecnolo-
energetici, che possano essere completi, com-
gico.
parabili e oggettivamente validi.
9 impermeabilità all’aria - fattore tecnologico
Partendo da queste premesse, la ricerca è giun-
10 colore - fattore tipologico/morfologico
ta a proporre delle linee di indirizzo per la progettazione edilizia di edifici passivi residenziali,
Le linee di indirizzo prodotte, delineano come la
potenzialmente sviluppabili in un futuro prossi-
gestione di questi fattori importantissimi, possa
mo in linee guida utili allo sviluppo di integrazio-
migliorare e quindi garantire un’elevata qualità
ni per le normative regionali o nazionali specifi-
delle condizioni di comfort psico-fisico e paralle-
catamente in merito alle aree mediterranee, al
lamente condurre a un risparmio energetico in
fine di ottenere norme più specifiche e colmare
termini di riscaldamento e raffrescamento.
le lacune presenti allo stato attuale.
Per ciascuno di questi fattori è stato possibile
Dall’analisi e dallo studio delle componen-
quantificare percentualmente la loro singola
ti dell’architettura antica e moderna in clima
incidenza in fase progettuale, per ottimizzare
376
377
il comportamento energetico del complesso
eseguire ponendo come dati base di progetto,
edilizio, avendo come riferimento modelli con
le condizioni di comfort e di benessere termo-
caratteristiche tipologiche/morfologiche e tec-
igrometrico, riferiti alle temperature interne
nologiche definite “invarianti” ai quali sono stati
degli ambienti e alla loro destinazione d’uso,
applicati variabili volta per volta differenti ma
secondo il target di utenti che si è stabilito po-
afferibili al parametro preso in esame.
tranno usufruire di questi spazi e il loro livello di
Grazie all’utilizzo di softwares specifici quali De-
occupazione.
sign Builder è stato analizzato il comportamen-
Si considerando verificati gli altri requisiti deli-
to dinamico dell’edificio ad ogni modifica del
neati per le classi esigenziale di sicurezza, fru-
dato variabile richiesto sia nel comportamento
ibilità, gestione e salvaguardia dell’ambiente
invernale sia estivo, in termini di consumi ener-
in virtù delle caratteristiche morfologico-tipo-
getici, grazie a queste analisi e a controlli com-
logiche e tecnologiche attribuite ai modelli di
parati tra i vari fattori si è giunti a determinare
studio, di gestione dei terminali impiantistici di
la percentuale di incidenza del fattore preso in
base ad essi attribuiti e in funzione dei fabbi-
esame sul modello.
sogni energetici considerati per le attività varie
Utilizzando il software JTempEst sono stati in-
svolte all’interno degli ambienti.
tegrati i risultati precedentemente ottenuti,
Il fattore ventilazione naturale è stato invece
approfondendo l’incidenza di parametri quali
definito in rapporto alla conoscenza dei dati ri-
l’inerzia termica, la trasmittanza e la scelta di
cavati per altri parametri, in particolare per spa-
strategie passive per l’involucro, in riferimento
zi a differente temperatura e strategie passive
alle specifiche di sfasamento e di attenuazione
d’involucro ad esso affini per l’incidenza sul
del flusso termico attraversante le componen-
comportamento estivo dell’edificio. Dati imple-
ti tecnologiche. Con il software Ecotect invece,
mentati con la conoscenza della ventosità della
sono state verificate la completa incidenza e
località geografica presa in esame e delle stra-
rilevanza delle componenti schermanti, control-
tegie di termoregolazione attive nelle tipologie
lando inoltre l’irraggiamento sulle superfici e il
analizzate e quindi dell’efficacia dei meccani-
corretto apporto luminoso negli ambienti interni
smi di ventilazione naturale ivi utilizzabili.
durante le differenti stagioni.
Questi risultati mancano però di una validazio-
Queste verifiche con un confronto dei risultati,
ne puntuale attraverso l’uso dello stesso sof-
hanno condotto alle valutazioni delineate nel
tware Design Builder per analisi in regime di-
capitolo 7. Valutazioni che è stato possibile
namico impiegato nello studio degli altri fattori,
378
al fine di ottenere risultati coerenti e realmente
come modello di riferimento d’analisi quella
comparabili a quelli ricavati per gli altri principi
dell’edificio a corte poiché si è riusciti a studiar-
in esame.
lo con maggiore definizione, rispetto ad esso,
L’analisi del fattore spazi a differente tempera-
inoltre, sono stati incrociati i dati ottenuti dalle
tura ha portato come primi risultati dei valori
analisi condotte sugli altri modelli tipologici uti-
d’incidenza inaspettati per i quali si delineano
lizzati.
però alcuni limiti dovuti ad una mancanza di
Dal modello di calcolo, si è potuta verificare la
confronto con ulteriori dati ottenibili su modelli
distribuzione dei consumi nelle diverse unità
differenti da quello del patio interrato, su tipo-
abitative, in funzione della loro collocazione
logia articolata, ad esempio considerando un
all’interno dell’edificio riuscendo a comprende-
patio superficiale, delle serre, bacini d’acqua,
re con più efficacia i dati rilevati con le prime
un bowindow realizzato con involucri leggeri e
analisi dinamiche.
permeabili oppure vetrati e protetti. Questa ul-
Durante la fase di verifica si sono riscontarti dei
teriore analisi sarebbe necessaria al fine di in-
valori di consumo per il raffrescamento che ri-
terfacciare i consumi invernali ed estivi ottenuti
sultano coerenti col progetto di un edificio pas-
con le differenti strategie applicate non solo a
sivo, i valori di Epe ed Epi infatti, sono inferiori
modelli tipologici di edifici con superfici di 180
a 15 KW/m2a, questo avviene in particolare
mq ma anche a modelli con superficie riscalda-
per il modello articolato dalle dimensioni più
ta di 1000 mq.
contenute, mentre per i modelli di dimensioni
I risultati complessivi ottenuti hanno concesso
maggiori, i consumi per il raffrescamento estivo
di capire come l’incidenza di questi fattori pos-
risultano superiori.
sa variare anche in funzione della dimensione
del complesso edilizio sia che questo sia assi-
7.2 I NUOVI VETTORI DI SVILUPPO DELLA RI-
milabile ad esempio ad un edificio mono resi-
CERCA
denziale oppure ad una palazzina di tre piani.
Tra i possibili vettori di sviluppo della ricerca
Gli esiti sono interessanti e sono stati maggiori
presentata, si può operare una suddivisione tra
rispetto a quanto si era ipotizzato in partenza,
vettori finalizzati all’implementazione della ri-
poiché è stato possibile interfacciare parame-
cerca, al fine di far avanzare il percorso di inda-
tri metrici anche molto dissimili confrontandoli
gine delineato e vettori di sviluppo in qualità di
con le diverse tipologie edilizie.
strumento metodologico d’interesse più ampio
La varietà dei risultati ottenuti pone sempre
applicabile a diversi ambiti territoriali.
379
In primo luogo inoltre, sul piano culturale, potrà
sviluppo di una possibile implementazione nor-
indubbiamente essere mezzo di sensibilizzazio-
mativa.
ne per le tematiche di risparmio ed efficienza
Come delineato nel precedente paragrafo si po-
energetica, rivolgendosi al mondo universitario,
trà inoltre approfondire il fattore relativo all’inci-
alle pubbliche amministrazioni e agli enti di tu-
denza degli spazi a differente temperatura per
tela e gestione del territorio
indagare la rilevanza d’uso di altri modelli oltre
La ricerca potrà proseguire in vista di un com-
a quello del patio interrato e comprendere se
pletamento dei dati utili a chiarire anche l’inci-
e quanto questi agiscono sui consumi energe-
denza del fattore ventilazione al fine di cono-
tici, sul miglioramento del microclima esterno
scerne esattamente la rilevanza come fattore
dell’edificio e comprendere se sono presenti le
progettuale per le tipologie edilizie proposte e le
condizioni di comfort per l’individuo in regime
caratteristiche tecnologiche ad esse attribuite,
estivo o invernale.
sulle quali verranno diversificati volta per volta i
In seguito alla messa a punto di questi fattori si
parametri invarianti.
potranno perfezionare le linee guida progettuali
Ottimizzando e affinando l’uso dello stesso sof-
per edifici passivi nelle regioni dell’Italia centra-
tware d’analisi dinamica Design Builder utilizza-
le, secondo protocolli di progetto sistematizza-
to per la verifica degli altri parametri e ponendo
ti.
a confronto questi risultati con quelli ottenuti
Si potrà auspicare l’applicazione del metodo
dall’analisi del modello in regime dinamico o
proposto, anche in altre tipologie edilizie che
semidinamico con un secondo software specifi-
per uguale superficie riscaldata e raffrescata
co per l’analisi della ventilazione naturale come
abbiano rapporti di forma superiori ai limiti di
SperaVent o similare, in grado di definire in ter-
0,6 e 0,8 per verificarne l’efficienza in termini
mini di consumo energetico quanti kW/m a per
energetici. E ancora, considerando i modelli ti-
raffrescamento estivo sarebbe possibile rispar-
pologici di base, sarà possibile prevedere un’ul-
miare sfruttando la ventilazione naturale.
teriore suddivisione degli spazi interni (per ora
A queste indagini verranno affiancati calcoli che
considerati come spazi unitari) nelle differenti
si relazioneranno con la normativa UNI da poco
unità abitative, secondi ipotetici alloggi o am-
introdotta, la UNI TS 11300 parte 3° e aggior-
bienti. Sarà possibile estendere le valutazioni
namenti della parte 1°, essendo la componen-
anche ad edifici con destinazioni d’uso differen-
te normativa in continua evoluzione e poiché la
ti da quella residenziale, come quella terziaria
ricerca stessa si pone come strumento per lo
ad esempio, per i quali si va a sostituire o ad
2
380
implementare un rilevante fattore “invariante”.
gli edifici passivi, in riferimento a condizioni cli-
Inoltre si potrà approfondire nella ricerca l’inci-
matiche diverse ma interne ad uno stesso am-
denza, in termini di consumi in regime estivo e
bito regionale-geografico. Le linee indirizzo, po-
invernale, delle variabili attribuite al sistema tec-
trebbero così evolvere in linee guida di progetto
nologico come la trasmittanza, valutando quin-
per edifici efficienti rivolte a località estese op-
di le dimensioni e le proprietà del componente
pure strumento più specifico specifiche per sin-
isolante e di conseguenza anche sfasamento e
gole località puntuale, al fine di delineare con
inerzia termica, lavorando sia sulle componenti
maggiore attendibilità un protocollo coerente.
tecnologiche dell’involucro esterno, sia varian-
Indagare località differenti da quella in esame
do le caratteristiche del solaio a terra e della
magari in contesti regionali differenti con carat-
copertura.
teristiche climatiche similari potrebbe diventare
Si potrebbe inoltre introdurre il fattore impian-
una buona matrice di confronto per improntare
tistico, che in questa sede è stato considerato
delle valutazioni energetiche a più ampia scala
come costante di progetto, ma che potrebbe
territoriale.
invece diventare un fattore variabile in un’ottica coerente con gli obiettivi per l’ottenimento
di un edificio passivo, prevedendo ad esempio
impianti solari fotovoltaici o termici che già secondo normativa dovrebbero essere utilizzati
negli edifici di nuova costruzione.
Sarà possibile definire inoltre, grazie a questa
indagine, una metodologia di analisi esportabile come strumento basilare per conoscere l’incidenza dei differenti fattori di progetto
dell’edificio passivo per le singole località prese
in esame.
Infatti quest’analisi potrà essere estesa anche
ad altre località della regione presa in esame,
anche con caratteristiche climatiche dissimili,
al fine di arricchire in maniera marcata le conoscenze sull’incidenza dei fattori di progetto per
381
382
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