Riviera del Brenta - Assessorato al Turismo della Provincia di Venezia

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Riviera del Brenta - Assessorato al Turismo della Provincia di Venezia
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Itinerario/Rundfahrt
Riviera del Brenta
BrentAdige
DIE RIVIERA DES BRENTA
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VIGONOVO
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CAMPONOGARA
CAMPAGNA LUPIA
CAMPOLONGO MAGGIORE
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Itinerario/Rundfahrt
Riviera del Brenta
BrentAdige
DIE RIVIERA DES BRENTA
MIRA
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FIESSO D’ARTICO
PIANIGA
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VIGONOVO
FOSSÒ
CAMPONOGARA
CAMPAGNA LUPIA
CAMPOLONGO MAGGIORE
CONA
CAVARZERE
CHIOGGIA
L’offerta di ospitalità del Veneto è fatta Das touristische Angebot
di proposte famose, che ne fanno
un polo di attrazione turistica tra i più
ricercati al mondo e che nel 2006 ha
superato i 60 milioni di pernottamenti.
Il Veneto è una regione completa,
che consente in meno di una giornata
di passare da spiagge assolate
a montagne bellissime come le
Dolomiti; da città d’arte straordinarie
ad aree naturalistiche incontaminate,
la più grande delle quali è il Delta
del Po; dal lago di Garda al bacino
termale dei Colli Euganei,
il più grande d’Europa.
Ma dietro ciascuna di queste proposte
di vacanza e soggiorno c’è la sicurezza
di una popolazione sempre ospitale e
di una serie incredibile di centri
e località, che sono “minori”
per dimensioni, ma non per merito:
da città murate a pievi e castelli,
da paesi incastonati in ambienti unici
a siti museali che raccolgono la storia
di un territorio in cui viveva l’uomo
paleolitico e dove la civiltà ha iniziato
a muovere i suoi passi mille anni
prima di Cristo. Qui si è sviluppata
la storia delle genti venete e del loro
legame con la terra, che ha creato
non solo città, ma paesaggi agresti
invidiabili e produzioni vinicole
e agroalimentari che non temono
rivali al mondo. Queste ultime
allietano la naturale convivialità
della gente e “prendono per la gola”
quanti giungono in Veneto provenendo
soprattutto da altri Paesi che non
dispongono di un retroterra altrettanto
variegato e di qualità, fatto di colori,
sfumature, gusti, sapori e profumi.
Il merito della presente guida, perciò,
sta proprio in questo: vuole proporre
gli aspetti meno noti del nostro
Veneto, di solito trascurati dai grandi
circuiti e dalle tradizionali offerte
turistiche. Proprio tali aspetti sono,
invece, una occasione da cogliere
per dare più qualità alle proprie
vacanze e ai propri soggiorni.
Luca Zaia
Vicepresidente
della Giunta Regionale del Veneto
Venetiens besteht aus berühmten
Schwerpunkten, die es zu einem der
meistbesuchten Reiseziele der Welt mit
über 60 Millionen Übernachtungen im
Jahre 2006 macht. Venetien ist eine
komplette Urlaubsregion, wo man an
demselben Tag von sonnigen Stränden
zu wunderschönen Dolomitenbergen,
von einzigartigen Kunststädten
zu unberührten Naturoasen, vom
Gardasee zur Thermalregion der
Euganischen Hügel wechseln kann.
Doch hinter jedem einzelnen
Ferienangebot gibt es die Sicherheit
einer immer gastfreundlichen
Bevölkerung und einer unglaublichen
Reihe von kleineren Zentren und
Ortschaften, die nur wegen ihrer
Größe, nicht wegen ihres Interesses
“klein“genannt werden dürfen: von
den befestigten Städten des Mittelalters
bis hin zu den Pfarren und Schlössern;
von den Dörfern, die mitten in
einzigartigen Landschaften liegen, zu
den Musealanlagen, die die Geschichte
einer tausendjährigen Zivilisation
aufbewahren. Aus dieser Geschichte
und ihrer Verbindung zu dem Land
sind nicht nur Städte, sondern auch
anmutige Agrarlandschaften mit
Wein- und Lebensmittelproduktionen
entstanden, die auf der Welt
ihresgleichen suchen. Diese erheitern
die natürliche Tafelfreundlichkeit der
Bevölkerung und verführen diejenigen
durch den Magen, die zuhause über
eine ähnlich mannigfaltige und
qualitätsvolle Geschmackspalette aus
Farben, Düften und Geschmäcken
nicht verfügen.
Das Verdienst vorliegenden Führers
besteht also gerade darin, daß er die
weniger bekannten Aspekte unserer
Region vorstellt, die normalerweise
von den großen Besucherscharen und
den traditionellen Ferienangeboten
vernachlässigt werden. Doch gerade
diese Aspekte bieten die Chance,
seinen Urlaub und seinen Aufenthalt in
Venetien qualitätsvoller zu gestalten.
Luca Zaia
Vizepräsident
Region Venetien
Con il dinamismo che le ha
sempre contraddistinte, le Pro Loco
dell’entroterra veneziano hanno colto
nel suo aspetto più innovativo
la strategia che la Provincia ha
da tempo indicato per la promozione
turistica. Storia, arte, bellezze
monumentali ed ambientali,
qualità dell’accoglienza ed eccellenze
enogastronomiche vengono
armonicamente a coniugarsi
in un unico itinerario che offre
ai turisti più attenti la strada
per entrare davvero ‘dentro’
la realtà del territorio.
È una identità unica che proprio
per questo può trovare il massimo
interesse sui mercati internazionali,
ma che può anche essere appetibile
per un pubblico più vicino che,
attratto da mete esotiche, talvolta
dimentica di conoscere il contesto
nel quale vive.
Pieno apprezzamento allora
per questi itinerari proposti dalle
Pro Loco, protagoniste
dell’organizzazione di decine
e decine di manifestazioni culturali
e folcloristiche nei nostri centri
minori, ma sempre attente a spingere
il loro sguardo oltre l’interesse
locale per dialogare con una realtà
internazionale in grado di apprezzare
l’identità veneziana. La Provincia
di Venezia è lieta di sostenere questo
loro sforzo e di poter contare
su di un così prezioso e vivace
patrimonio di impegno costruttivo
radicato nel territorio.
Danilo Lunardelli
Assessore al Turismo ed alle Pro Loco
Provincia di Venezia
Mit der Dynamik, die sie schon
immer ausgezeichnet hat, haben die
Pro-Loco-Fremdenverkehrsvereine
des venezianischen Festlands den
originellsten Aspekt der Strategie
erfaßt, die die Provinz Venedig für
die touristische Werbung neulich
festgesetzt hat. Geschichte, Kunst, Bauund Landschaftsschönheiten, Qualität
in der Unterbringung und kulinarische
Spitzenleistungen verbinden sich
harmonisch in einem einzigen Gebiet,
das den aufmerksameren Besuchern
den Weg bietet, um wirklich in
die Realität des Landes hinein zu
gelangen.
Es ist eine allgemeine Identität, die
die ganze Provinz verbindet, und
gerade deshalb kann sie auf dem
internationalen Markt das höchste
Interesse wecken, doch sie kann auch
für den Teil des Publikums anziehend
wirken, das, wenn gleich ganz in der
Nähe, oft von exotischen Zielen sich
angezogen fühlt und dabei vergißt,
das Umland, wo es zuhause ist, näher
kennenzulernen.
Diese Rundfahrten, die von den
Fremdenverkehrsvereinen der Provinz
vorgestellt werden, verdienen also
unsere ganze Zustimmung. Dieselben
Vereine, die die Hauptrolle in der
Organisation so vieler Kultur- und
Volksveranstaltungen in den kleineren
Zentren der Provinz spielen, sind doch
immer aufmerksam genug, ihren Blick
auch über die Grenze des lokalen
Interesses hinaus schweifen zu lassen,
um mit internationalen Partnern,
die die venezianische Identität
insgesamt hochschätzen, Kontakt
aufzunehmen. Die Provinz Venedig
freut sich also, diesen Versuch der
Fremdenverkehrsvereine durch den
vorliegenden Führer unterstützen zu
können und somit weiterhin auf eine
so wertvolle und rege, in das Land so
festgeankerte, tätige Mitarbeit hoffen
zu dürfen.
Danilo Lunardelli
Tourismusreferent Provinz Venedig
Scoprire e promuovere la nostra
storia attraverso la strategia
della valorizzazione delle risorse
del territorio in cui operano,
è una delle peculiarità delle
Pro Loco. In questa prospettiva
le nuove forme di turismo
(balneare, rurale, enogastronomico,
religioso, culturale ecc.) possono,
senza dubbio, coinvolgere anche
le nostre realtà ed essere motivo
di sviluppo locale.
La stampa di questi itinerari vuole
essere un utile strumento per invitare
l’ospite a scoprire angoli spesso
sconosciuti ma ricchi di storia
del territorio Veneziano, attraverso
una miriade di manifestazioni, che
ogni anno animano le piazze
dei nostri paesi.
Per realizzare tutto questo,
le nostre associazioni, le istituzioni
pubbliche, gli operatori economici
e la popolazione tutta, si sentono
fortemente ed orgogliosamente
impegnate nella promozione
del proprio territorio per poterlo
efficacemente comunicare a quanti
vorranno visitare questi luoghi,
trovandovi motivo di interesse
e piacere.
Roberto Masetto
Presidente U.N.P.L.I.
Pro Loco Veneziane
Eine der Besonderheiten der Pro-
Loco-Fremdenverkehrsvereine besteht
darin, daß sie durch die strategische
Neuwertung der Schätze des Landes,
in dem sie tätig sind, die Geschichte
wiederentdecken und um Land und
Sehenswürdigkeiten werben. In
dieser Perspektive können die neuen
Formen des Tourismus (am Meer,
auf dem Lande, Kulinarik-, Religion-,
Kulturtourismus, u.a.m.) zweifellos
auch die verschiedenen Gebiete
unserer Provinz miteinbeziehen
und auf lokaler Ebene zu weiterer
Entwicklung führen.
Die Veröffentlichung dieser
Rundfahrten soll auch ein nützliches
Mittel werden, um den Gast bei
Gelegenheit einer ganzen Reihe von
Veranstaltungen, die jedes Jahr die
Plätze unserer Dörfer bevölkern, zur
Entdeckung oft unbekannter Orte
einzuladen, die aber in der Geschichte
des venezianischen Festlands wichtig
gewesen sind.
Um dies alles zu realisieren, fühlen
sich unsere Vereine, die Institutionen,
Privatunternehmer und die ganze
Bevölkerung stolzerweise und stark
zur Werbung ihres Gebiets berufen,
um es erfolgreich denjenigen
mitzuteilen, die diese Gegenden
werden besuchen wollen und daran
Gefallen und Interesse finden werden.
Roberto Masetto
Questi itinerari in provincia hanno
lo scopo di stimolare i cittadini
a conoscere meglio il territorio,
e i turisti a visitare i tanti luoghi
che, fuori della città di Venezia,
meritano di essere visti.
Venezia è e resta unica.
Ma anche la sua provincia
è ricca di storia, di bellezze
artistiche, di fascino paesaggistico.
Quante cittadine e paesi interessanti
sono spesso trascurati o tralasciati
negli itinerari di fine settimana,
perché poco noti o addirittura
sconosciuti, mentre una visita
riserverebbe sorprese tanto
più piacevoli quanto più inattese.
Ecco allora questi itinerari
attraverso i centri del Portogruarese,
dell’Altinate, del Decumano
e della Riviera del Brenta,
che hanno la modesta ambizione
di mettere cittadini e turisti nella
felice condizione di ripensare
alla storia di tante realtà
della provincia; di cogliere
nelle vie, nelle piazze,
negli edifici, i segni del loro
passato e del loro presente,
di godere la bellezza dei paesaggi
in cui sono inseriti.
Nessuno forse resterà deluso.
E’ quanto almeno si spera
da parte di chi seguirà
questi itinerari in provincia.
Präsident U.N.P.L.I.
Pro Loco-Fremdenverkehrsvereine Venedig
info
Diese Rundfahrten in der Provinz
haben das Ziel, die Bürger und
die Gäste unserer Provinz zu
bewegen, dies reizvolle Land näher
kennenzulernen und die vielen
Ortschaften zu besichtigen, die,
obwohl fern von Venedig, einen
Besuch verdienen.
Venedig ist und bleibt einzigartig.
Doch auch ihre Provinz ist reich an
Geschichtsereignissen, Kunstschätzen
und Landschaftsschönheiten.
Wie viele sind nicht die interessanten
Städte und Dörfer, die in den
Reiserouten der Wochenendausflüge
oft vernachlässigt und übersehen
werden, weil sie weniger bekannt,
wenn nicht sogar unbekannt
sind, wo doch ein Besuch voller
Überraschungen sein könnte,
die umso angenehmer wirken, je
unerwarteter sie sind.
Darum werden durch diesen kleinen
Reiseführer einige Rundfahrten in
den Zentren des Decumano, entlang
des Flusses Brenta, in der Region von
Portogruaro und Altino, zwischen
den Flüssen Sile und Piave und in
Ostvenetien vorgestellt: sie haben
das ehrgeizige Ziel, Bürger und
Gäste in die Lage zu setzen, über
die Geschichte vieler Ortschaften
nachzudenken, in den Straßen,
den Plätzen und Gebäuden,
die Zeichen der Vergangenheit und
der Gegenwart zu entdecken, sowie
die Schönheit der Landschaft, worin
sie sich befinden, zu genießen.
Unsere Hoffnung ist, daß keiner von
dem Versuch enttäuscht sein möge.
Ambito Territoriale di Chioggia
Lungomare Adriatico, 101 30019 Sottomarina (VE)
Tel 041.401068 fax 041.5540855
info: [email protected] www.chioggiatourism.it
Anbito Territoriale di Venezia
Castello, 5050 30122 Venezia
Tel 0415298700 fax 0415230399
info: [email protected]
UNPLI Venezia Pro Loco veneziane
via Roma, 1 Santa Maria di Sala (VE)
tel e fax 041487560
info: [email protected]
www.unpli.provincia.venezia.it • www.turismo.provincia.venezia.it
1
BELLUNO
TREVISO
PIANIGA
VERONA VICENZA
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VENEZIA
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RIVIERA DEL BRENTA
La Riviera del Brenta Die Riviera des Brenta
La Villa Nazionale
Pisani a Stra
È un itinerario per molti aspetti unico, perché offre
un’occasione preziosa di ammirare, con le bellezze
naturali del paesaggio, i prodotti di una civiltà
elegantissima, ricca di inventiva e di senso del bello,
oltre che dotata di un gusto singolare per il vivere
sereno.
Das ist in vieler Hinsicht eine einmalige Route, die uns
die wertvolle Gelegenheit bietet, die sich mit der landschaftlichen Sehenswürdigkeiten der Umgebung verschmelzenden Produkte einer Kultur zu bewundern, die
reich an Eleganz, Geist und Sinn für die Schönheit war
und die das unbeschwerte Leben schätzen wusste.
un po’ di storia
ein wenig geschichte
Passata sotto la signoria della Serenissima, la Riviera
del Brenta ne ha sentito la presenza, perché l’unificazione della terraferma, avvenuta fin dal XV secolo, e il suo
controllo erano per Venezia un’inevitabile necessità. Infatti la conquista della terraferma aveva mutato l’equilibrio dell’economia interna veneziana. L’accumulazione di
profitti, forse non riassorbibili in nuove operazioni mercantili, spinse i nobili veneziani verso impegni fondiari,
anche come riserve per fronteggiare eventuali crisi. Così
assunsero sempre maggiore sviluppo i redditi fondiari,
nella diffusa convinzione che fosse necessario dare impulso alle colture agrarie ed estendere l’opera di bonifica,
esaltando la “santa agricoltura”, come sosteneva Alvise
Cornaro, ma senza ripudiare e meno ancora abbandonare
la tradizionale vocazione mercantile.
Comunque un flusso consistente di denaro fu rivolto agli
Die Riviera des Brenta wurde durch den Einfluss der Venezianischen Seerepublik geprägt, weil die Vereinigung
mit dem Festlande, die im XV Jahrhundert stattfand, und
deren Organisierung für Venedig eine unvermeidliche
Notwendigkeit waren. Die Entdeckung und die folgende
Eroberung des Hinterlandes hatte das stabiles Gleichgewicht in dem venezianische Wirtschaftssystem gestört.
Dazu trugen auch die gewandelten internationalen Verhältnisse bei, die die reichen venezianischen Patrizier
dazu bewogen, den durch den Seehandel erworbenen
Gewinn in sicheren Immobilien zu investieren. Die Investitionen erwiesen sich als erfolgreich und man kam zur
Überzeugung, dass es sich lohnte die Landwirtschaft zu
fördern und die Arbeiten der Trockenlegung fortzuführen,
um der “heilige Ackerbau zu treiben“wie Alvise Cornaro ihn nannte, aber ohne die traditionelle Geschäftssinn
2
Die Villa Nazionale
Pisani in Stra
RIVIERA DEL BRENTA
La Riviera del Brenta Die Riviera des Brenta
La villa Contarini
dei Leoni a Mira
riflessa nella Brenta
investimenti immobiliari in genere e fondiari in particolare in terraferma, con la erezione di ville dove l’aristocrazia
preferiva, alla mercatura, sempre più prolungati soggiorni campestri, oscillanti tra ozi brillanti e interessamento
agronomico. Ciò fu anche favorito dall’aumento dei prezzi, dalle ricorrenti crisi annonarie e dalle accresciute difficoltà di approvvigionamento. Così la terraferma funse
da riserva alimentare per Venezia, spinta a innovazioni
agronomiche e a una attività di bonifica anche a causa
delle sempre più burrascose vicende storiche.
Iniziamo dunque l’itinerario lungo la Riviera del Brenta,
che presenta caratteristiche ambientali, umane, paesaggistiche e soprattutto artistiche nelle quali si riscontrano i
segni meravigliosi, oltre che dei fasti della Serenissima,
del genio di tanti artisti nell’ideare, costruire e affrescare
le ville, che si affacciano sulle due sponde del Naviglio
in direzione di Padova fino a Stra: “La più bella passeggiata d’Europa”.
zu verleugnen. Viel Geld wurde in Immobilien und Ländereien, besonders im Festlandes angelegt. Die Patrizier
wetteiferten beim Bau von schönen Villen, wo sie ausgedehnte Aufenthalte verbrachten. Landsitze zum Ausruhen,
zum Genießen, bei denen sie die Bewirtschaftung ihrer
Ländereien überwachten.
Diese Interesse für die Landwirtschaft wurde durch die
Steigerung der Preise der Lebensmittel und durch die
regelmäßig wiederkehrenden Schwierigkeiten in der Lebensmittelversorgung erregt.
Das Festland wurde zur Lebensmittelreserve für Venedig
und die Patrizier sich zur Innovation der Methoden des
Ackerbaus und zu neuen Arbeiten der Trockenlegung gezwungen sahen.
Wir starten doch unsere Reise die Riviera des Brenta
entlang, die menschliche, landschaftliche und kulturelle
Spuren bis heute behalten hat und nicht nur vom Prunk
und Glanz der Republik Venedigs aber auch vom Geist
der Künstler, die diese Villen entworfen, errichtet und
mit Fresken verziert haben. Diese Villen liegen an beiden
Ufern des Kanals, der in Richtung Padua bis nach Stra
fließt. Von Mira aus fängt “die schönste Promenade
in Europa“an.
3
Die Villa Contarini
dei Leoni in Mira
widerspiegelt sich
im Wasser
ein wenig geschichte
Risale senza dubbio all’età romana, divenendo agglomerato urbano probabilmente nel secolo XI. Oriago, poi, citata da Tito Livio, era centro di traffici, trovandosi vicino alla
Via Altinate. Dopo il Mille, queste località ebbero notevole
sviluppo socio-economico proprio per la presenza del corso d’acqua, appartennero alle varie signorie succedutesi a
Padova. Anzi, come del resto gli altri luoghi della Riviera,
segnarono la linea di demarcazione tra i possedimenti veneziani e padovani, finché la Serenissima, agli inizi del secolo XV, consolidò definitivamente il suo dominio su tutto
il territorio. Dominio che finì per oscurare le tracce delle
precedenti vicende storiche. Così alle antiche chiese e pievi si aggiunsero in maniera prepotente le ville, che divennero il centro di un complesso residenziale e produttivo.
Der Ursprung der Ortschaft Mira, die zur Stadt in dem XI
Jahrhundert wurde, ist auf die römische Zeit rückführbar.
Die nahe liegende Ortschaft Oriago war zur Zeit ein Handelszentrum, weil sie an der stark befahrenen Via Altinate
lag und wurde deshalb von Tito Livio in seinen Werken erwähnt. Nach dem XI Jahrhundert kamen diese Ortschaften
zu einem neuen wirtschaftlichen und gesellschaftlichen
Aufschwung, da der Fluss es gestattete, Venedig direkt
auf dem Wasserweg zu erreichen und die Riviera auch mit
Padua verband. Und Padua spielte eine wichtige Rolle in
dieser Entwicklung, weil Mira und Oriago von die in Padua
sich aufeinander folgenden Herrschaften beherrscht wurden: wie die andere Ortschaften der Riviera stellten sie die
Grenzen zwischen den Besitzungen von Venedig und Padua
aber das dauerte nur solange, bis die Seerepublik ihre HerrOlmo
schaft über das ganze Gebiet ausübte. Diese Herrschaft ließ
Ghebba
die
Spuren der frühren Kulturen
teilweise erwischen. So neMalp
aga
ben den antiken Kirchen und Pfarreien sprießen viele prächtigen Villen wie Pilze aus den Boden. DieCa'
Villen
wurden zum
dell'Armi
Scolo Bottenigo
Kern des Lebens und der Agrarproduktion der Zeit.
da visitare Marano
Le Ville, dunque. I migliori architetti si impegnarono nella
loro costruzione, dal secolo XVI al secolo XVIII, lungo tutta la Riviera. Sono testimonianze ancora vive e splendide
Vetregodi una civiltà che seppe, ad un dato momento della storia,
Laghetto dei cigni
(Riser va di pesca)
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RIVIERA DEL BRENTA
un po’ di storia
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Mira
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RIVIERA DEL BRENTA
Mira
Le due facciate
e a destra,
una sala affrescata,
con un particolare,
della Villa Foscari
a Malcontenta
conciliare le esigenze pratiche della produzione agraria,
dovute alle difficoltà crescenti nei commerci con l’Oriente
e al declino dei traffici mediterranei per la scoperta dell’America, con il gusto, la cultura e la raffinatezza della
vita. Infatti, davanti a queste ville è facile intuire come
esse abbiano avuto le funzioni di insediamento, di organismo produttivo, di cellule colonizzatrici, ossia come
strumenti di governo delle campagne e poi come luoghi
di villeggiatura: basti osservare la particolare posizione e
poi la struttura, dalle differenti tipologie.
Più austere le cinquecentesche, più libere e fantasiose le
secentesche, più razionali invece le settecentesche.
Iniziamo quindi il fascinoso percorso che porta alla scoperta di questo immenso patrimonio, partendo da Mira.
Bisogna tuttavia ricordare che Mira ha dei confini molto
estesi e abbraccia località come Malcontenta, Oriago,
Gambarare e poi Mira Porte, Mira Taglio e Mira
Vecchia (o piazza), che si estendono lungo il corso del
Naviglio per più di 3 chilometri.
Possiamo ora iniziare il percorso partendo proprio da
Malcontenta. Oltre un’ansa del Naviglio, immersa nel verde, incontriamo la famosa Villa Foscari 1 , circondata da una magia fiabesca, in
quanto il nome, con il quale è più
nota, Malcontenta, appunto, rinvia
alla leggenda di una nobildonna della
casata Foscari accusata di adulterio e
costretta a vivere in questa dimora.
Vera o no la leggenda, ciò che rende
celebre la Malcontenta è che si tratta
di una delle invenzioni architettoniche più originali di Andrea Palladio, per la forma armoniosa ed elegante, ma al tempo stesso solenne e
compatta. Terminata nel 1560 per Nicolò e Luigi Foscari, appartiene
senz’altro alla piena maturità del
grande architetto.
Fermiamoci a contemplare la facciata
settentrionale, formata da un pronao
ionico appoggiato su un alto basamento, al quale si accede da due scale laterali. La facciata a mezzogiorno, invece,
è di composizione più semplice, a larghe bugne, dominata
da una finestra termale che illumina il salone centrale del
piano nobile. L’interno è grandioso, con una vasta scala a
croce greca. Gli affreschi hanno per tema raffigurazioni
mitologiche e allegoriche di Battista Franco e Giambattista Zelotti, al piano nobile, nel salone centrale. Lo
Zelotti ha dipinto, sulla volta del soffitto, un esagono con
raffigurazioni di virtù e quattro ovali con immagini mitologiche. Le pareti sono divise in riquadri formati da colon-
sehenswürdigkeiten
Die Villen. Ab den XVI bis den XVIII Jahrhundert wurden die besten namhaften Architekten für die Einrichtung
der Villen die ganze Rivera entlang engagiert. Diese Villen
sind noch lebendige und prachtvolle Zeugnisse einer Kultur, die die Bedürfnisse der von steigernden Schwierigkeiten des Handels mit dem Osten und der Verfall des Handels im Mittelmeer nach der Entdeckung Amerika stark
geprägte Agrarproduktion mit dem Sinn für Kunst, der
Kultur und dem raffinierten Leben versöhnen wusste.
Auch wenn man diese Villen nur von außen betrachtet,
ist einfach intuitiv ihre mehrere Funktionen zu erkennen:
als Landhäuser zum Ausruhen und zum
Überwachen der Bewirtschaftung der
Ländereien, aber auch als Landgüter mit
Ställen und Scheunen für die Agrarproduktion und als prächtige Sommerresidenzen. Deren eigentümliche Lage und
deren Struktur, die unter verschiedenen
Baustilen gegliedert werden können,
zeugen von den obengenanten verschiedenen Funktionen. Die einfachsten Gebäude stammen aus dem XVI Jahrhundert, die freisten und phantasievollsten
aus dem XVIII Jahrhundert die zweckmäßigsten aus dem XVIII Jahrhundert.
Von Mira aus beginnen wir unsere reizvolle Reise, die uns zur Entdeckung diese außerordentlichen Kunstschätze führt.
Die Grenzen von der Gemeinde Mira
erstrecken sich weit für mehr als 3 Kilometer den schiffbaren Kanal entlang und schließen die
Ortschaften Malcontenta, Oriago, Gambarare und
Mira Porte, Mira Taglio und Mira Vecchia ein.
In Malcontenta erwartet uns unser erster Besuch.
An einer Windung des Brentaflusses liegt die berühmte im Grünen eingebettete Villa Foscari auch Malcontenta genannt. Der Name “Malcontenta“(“die
Unzufriedene“) soll sich auf eine Edelfrau aus der Familie Foscari beziehen, die zur Buße für ihr ausschweifendes Leben hierher verbannt worden war. Was zur Ruhm
dieses Kunstwerks beigetragen hat, ist das harmonische
und elegante aber gleichzeitig prächtige und feste Aussehen, eine der originellsten architektonischen Leistungen
von Andrea Palladio. Die Villa wurde für die Patrizier
Nicolò und Luigi Foscari errichtet und im Jahren 1560
vollendet; sie ist deshalb in der vollen künstlerischen Reife
des Architekten entstanden. Wenn wir die dem Kanal zugewandte nördliche Fassade betrachten, können wir die
charakteristische Vorhalle ionischen Ursprungs mit sechs
ionischen Säulen, die einen Dreiecksgiebel tragen bewun-
5
Der freskierte
Zentralsaal mit
einem Detail eines
Freskos in der
Villa Foscari
in Malcontenta.
Links: die beiden
Fassaden der Villa
RIVIERA DEL BRENTA
Mira
Villa Priuli-Bon
e Villa Gradenigo
a Oriago
ne doriche. Sopra le porte varie raffigurazioni allegoriche
e mitologiche. Se ci si sposta a sinistra della sala centrale
si può entrare in uno stanzino decorato da paesaggi e
scene grottesche, che sono attribuite a Bernardino India.
Seguono le stanze di Bacco e Amore, la stanza dell’Aurora. Nell’ala occidentale del piano è da visitare un altro
camerino con scene grottesche, la stanza dei Giganti,
dipinta da Battista Franco, e la stanza di Prometeo.
La villa ebbe molti ospiti illustri: Enrico III re di Francia e
Polonia; Augusto II e IV di Polonia; Federico IV di Norvegia
e Danimarca.
Ciò che si deve ancora ammirare poi è anche come Palladio abbia realizzato un inserimento paesaggistico perfetto tra l’edificio e le acque del Brenta, creando una giusta distanza e soprattutto dei giusti rapporti in modo da
fondere in incredibile simbiosi natura e architettura, che
genera nel visitatore una grande suggestione.
Spostiamoci ora a Oriago, frazione di Mira, ricordata anche da Dante (Purg. V – 80). Possiamo vedere alcune Ville, anch’esse incastonate
perfettamente nel paesaggio e dall’architettura ariosa e lineare.
Troviamo subito ai margini dell’abitato
Villa Priuli-Bon 2 (fine del ‘500), della
quale non può sfuggire l’eleganza del porticato a tre arcate nella facciata posteriore.
Poco discosta appare Villa Moro 3 , una
costruzione del 1508, che ha sulla facciata la figura di
Dante e incisi i versi riferiti a Jacopo del Cassero (Purg. V79/84). Nel salone, si può vedere una serie di “Capitani
di mare”, di stile quattrocentesco.
Passiamo il Naviglio e soffermiamoci alla
Villa Gradenigo 4 , del secolo XVI; sulla facciata porta tracce d’affreschi, ha due
cancelli in ferro battuto di ottima fattura
e all’interno varie decorazioni. Nel salone
del primo piano, scene di battaglie (secolo XVI), di scuola padovana. Immagini
di condottieri sopra le porte. Sulla parete
meridionale del salone del pianterreno vi sono affreschi
di Benedetto Caliari: “Giuramento di Muzio Scevola” e
“La clemenza di Scipione”, oltre a festoni decorativi, grottesche e motivi architettonici, forse dello stesso Caliari.
Nelle altre pareti, si possono vedere dipinti di scuola padovana, mentre nella stanza d’angolo a sud-est i putti,
le grottesche e i vari motivi architettonici richiamano la
scuola di Veronese. Nella stanza d’angolo a nord-ovest,
si ammirano affreschi del ‘500: “Giudizio di Salomone”,
“La Regina di Saba”, “Davide e Golia”, “Il sacrificio di
Isacco”. Bello lo scalone, decorato con grottesche, mentre
nel pianerottolo vi sono, con i busti di Dogi, due allegorie:
della Giustizia e della Carità.
dern und die symmetrisch angeordnete zweiläufige Treppe
hinauf steigen, die auf die Höhe des hohen Sockels führt.
Die südliche Fassade aus glattem Bossenwerk sieht einfacher aus und ist von einem Thermenfenster dominiert,
das den zentralen Saal im ersten Obergeschoß erhellt. Das
Innere ist prächtig und zeigt eine großartige Treppe mit
dem Grundriss eines griechischen Kreuzes. Der Saal im ersten Obergeschoß ist üppig und kunstvoll mit Fresken mit
Allegorien und Szenen aus der Mythologie von Battista
Franco und Giambattista Zelotti verziert. Die Deckgemälde, ein sechseckiges Gemälde mit der Darstellung der
Tugenden und vier Ovale mit Szenen aus der Mythologie
sind auch G. Zelottis Werke. Links führt ein Durchlass zu
einem anschließenden kleine Zimmer, wo man die Gemälde von Bernardino India bewundern kann, die Landschaften und grotesken Szenen darstellen. Über die Türen
befinden sich allegorischen und mythologischen Figuren.
Folgen Bacchus- und Amorzimmer und Aurorazimmer.
Im westlichen Flügel lohnt es sich das “Stanza dei
Giganti“(“Zimmer der Riesen“), dessen Gemälde zu
Battista Franco zugeschrieben werden und das “Stanza
di Prometeo“, (Prometheus Zimmer) zu besichtigen. Die
Villa hat die höchsten Persönlichkeiten der Zeit zur Gast
gehabt wie z. B. Heinrich III, König von Frankreich und
Polen, August II und IV aus Polen, Friedrich IV aus Norwegen und Dänemark. Der optische Effekt des Landhauses
mit seinen Nebengebäuden und Gärten sollte damals so
beeindruckend sein, dass Besucher und Reisende beim ersten Anblick angesichts der harmonisch im Baukomplex
verschmelzenden Schönheit von Kunst und Natur vor Bewunderung erstarrten.
Wir fahren nun nach Oriago weiter, Ortschaft in der Nähe
von Mira, die auch von Dante erwähnt wurde Wir können
hier einige im Grünen eingebetteten Villen bewundern,
deren Baustil großzügig und Linear aussieht..
Wir finden am Rand des Ortschafts die am Ende des XVII
Jahrhunderts errichtete Villa Priuli-Bon, deren hintere
Vorhalle mit drei Arkaden Eleganz ausstrahlt.
Nicht zu weit entfernt liegt die aus dem Jahre 1508 datierte Villa Moro, wo die Fassade die Figur von Dante
und seine Versen über Jacopo del Cassero zeigt.
Im Haupthalle sind eine Reihe von Gemälde aus
dem XV Jahrhundert beherbergt, wo “Capitani di
mare“(“Kapitäne“) porträtiert wurden.
Wir überfahren den Naviglio und halten vor der im Jahre XVI gebaute Villa Grandenigo, deren Fassade die
Spuren von Fresken zeigt. Erwähnenswert sind die zwei
schönen aus Schmiedeeisen in kostbarer Ausführung geschaffene Gitterwerke und der verzierte Innenraum.
Am Erdgeschoß betritt man einen Ballsaal, der mit der
Schule von Padua zugeschrieben Schlachtgemälde
aus dem XVI Jahrhundert bedeckt ist. Bilder über die
6
Villa Priuli-Bon
und Villa Gradenigo
in Oriago
RIVIERA DEL BRENTA
Mira
Villa Mocenigo
e Villa Allegri
a Oriago,
una statua del parco,
la Barchessa
e, a destra, sotto,
villa Widmann con
un particolare di
affresco, un pavone
che vive nel parco
e sopra,
Foresteria Valmarana
Facile è poi l’accesso a Villa Mocenigo 5 , sede della scuola di economia del turismo, di evidente impronta settecentesca, con l’interno molto
rimaneggiato.
Ma una visita a Villa Allegri 6 non
è certo sprecata. È del secolo XVIII.
Vi dimorò il maresciallo Radetzky, il
compositore Pietro Mascagni.
È di prammatica una visita alla chiesa. È a navata unica, rimaneggiata
nel 1515, ma dalle archeggiature di
tipo gotico emerge che la struttura
è più antica. L’altar maggiore è
adornato da due angeli cinquecenteschi di Giulio Moro, mentre l’altare
di sinistra, in legno, di gusto cinquecentesco, racchiude
una pala secentesca, che rappresenta “Lucia tra sante”.
Sull’altare di destra, una “Madonna col Bambino tra S.
Giorgio e S. Liberale” del 1834 (A. Florian) e sul soffitto
una tempera del 1947 (G. Spolaor) la “Madonna che scaccia il Demonio”.
Ormai fuori dall’abitato di Oriago, sorgeva Villa Valmarana 7 , costruita nel secolo XVII, il cui corpo centrale fu
poi demolito. Ora restano le due foresterie, assai belle, di proprietà dello scultore Luciano Minguzzi, una delle quali decorata con affreschi di fine ‘700. Nel giardino
sculture dell’artista. L’edificio di destra restaurato mette
in nostra motivi architettonici, una glorificazione e scene di battaglia; la stanza di levante porta decorazioni
con riquadrature e paesaggi; la sala ad occidente, raffigurazioni delle arti. Queste pitture con molta probabilità
sono di Michelangelo Schiavoni.
Sulla statale verso Mira, si incontra sulla destra una delle
più originali ville: Villa Widmann Seriman Foscari 8 , del 1719, manipolata poi in forme del
barocco francese nella seconda metà del secolo
XVIII. La facciata si presenta a due ordini, con
Türen zeigen “Condottieri“(Söldnerführer).Die südliche
Wand des Haupthalle am Erdgeschoß ist mit Fresken
von Benedetto Caliari verziert: “il Giuramento di Muzio
Scevola“(“Muzio Scevola Eid“) und “La Clemenza di
Scipione“(“Muzio Scevola Gnade“) und mit Festonen,
Grotesken und architektonischen Motiven, die wahrscheinlich auch von Benedetto
Caliari gemalt wurden. Die übrigen Wände sind mit Gemälde
aus der Schule von Padua bedeckt, und das südöstliche Eckzimmer von Putten, Grotesken
und architektonischen Motiven,
die der Schule von Veronese
zugeschrieben wird. Im nordwestlichen Eckzimmer sind
die Fresken aus dem XVI Jahrhundert zu sehen: “Giudizio di Salomone“(“das Urteil des Salomon“), La Regina
di Saba“(die Königin von Saba), “Davide und Golia“, “il
Sacrificio di Isacco“(“Isaak-Opfer“). Bemerkenswert sind
auch die prächtige Treppe mit Grotesken verziert, und der
Treppenabsatz, wo sich mit den Büsten der Dogen zwei
Allegorien befinden: die Allegorie der Gerechtigkeit
und die der Barmherzigkeit.
Mit Leichtigkeit können wir die Villa Moncenigo erreichen, wo die Lehranstalt für Wirtschaft und Tourismus
ihren Sitz hat. Das äußere Struktur wurde vom Architektur
des XVIII Jahrhundert geprägt aber der Innenraum dagegen ist stark umgearbeitet worden.
Es lohnt sich die Villa Allegri zu besichtigen. Sie wurde im XVIII Jahrhundert errichtet
und beherbergte den Marchall Radetzky und
den Komponisten Pietro Mascagni. Man sollte
unbedingt die anliegende Kirche besichtigen.
Sie ist nur von einem Kirchenschiff gebildet
und wurde im Jahr 1515 umgearbeitet aber
die gotischen Spitzbogen deuten auf eine frühere Struktur. Der Hauptaltar ist mit zwei
Engeln von Giulio Moro aus dem XVI Jahrhundert geschmückt, der linke Altar aus Holz
im Geschmack des XVI Jahrhunderts birgt ein
Altarbild aus dem XVIII Jahrhundert, wo die
Heilige Lucia unter Heiligenfrauen dargestellt
ist. Auf dem rechten Altar dann hängt ein im
Jahr 1834 von A. Florian geschafftes Bild “Madonna mit Christkind zwischen S. Giorgio und San
Liberale“und die Decke ist mit einer Tempermalerei
“Madonna che scaccia il demonio“(“Madonna, die
den Teufel vertreibt“) von G. Spoalor gemalt.
Nicht weit entfern vom Städtchen Oriago, wurde im
XVII Jahrhundert die Villa Valmarana errichtet, dessen Hauptgebäude später niedergerissen wurde.
7
Villa Allegri mit
Detail eines Freskos,
ein Pfau aus dem
Park der Villa.
Oben die Foresteria
Valmarana. Links:
Villa Mocenigo und
Villa Allegri, eine
Statue aus dem Park
und die Barchessa
RIVIERA DEL BRENTA
Mira
Particolare della
suonatrice di chitarra
che ha dato il nome
alla villa Valier,
Villa Querini
Stampalia,
Mira Porte oggi
e a destra,
in una veduta
del Cimaroli
timpano al centro. Il piccolo atrio a colonne è della prima
costruzione; a destra si osservi il grande porticato rustico.
L’interno della villa è ricco di affreschi e di stucchi e il giardino abbellito di statue settecentesche. La sala centrale è
decorata: “Il sacrificio di Ifigenia” e il “Ratto di Elena” ed
episodi di storia romana sulle pareti: sul soffitto un’allegoria di Casa Widmann.
Tutto il complesso è attribuito a Giuseppe Angeli. Ospiti
celebri: il Cardinale Rezzonico, poi Papa Clemente XIII e
Goldoni.
Proseguendo si incontra la Villa Valier (ora Rocca) detta “Chitarra” 9 , costruzione cinquecentesca che deve il
nome alla figura di una suonatrice di chitarra sulla facciata. Ora, staccata, è all’Accademia di Venezia.
E arriviamo a Mira, costituita dagli abitati di Mira
Taglio, Mira Porte e Mira Vecchia, che accoglie nel suo vasto territorio comunale numerose
grandi ville signorili, costruite a partire dal ‘500
e destinate per gran parte alla villeggiatura e allo
svago dell’aristocrazia veneziana.
Lungo il Naviglio, prima della biforcazione del canale,
sulla riva destra sorge la Villa Querini Stampalia 10
del secolo XVI, immersa nel verde di un vasto parco. È
composta da una parte centrale e da adiacenze da ammirare perché ben conservate e di evidente
impronta cinquecentesca, come del resto le
architetture, i festoni del salone e le decorazioni di una stanza d’angolo: “Ercole che
libera Alceste dall’Averno”, “S. Antonio
Abate e S. Caterina”.
Proseguiamo nel viale dell’antico abitato,
cercando di cogliere la suggestione che ancora possono
suscitare su un visitatore attento le caratteristiche
case di stampo veneziano.
Di fronte al grande stabilimento della Mira Lanza, sulla
destra troviamo la chiesa di Mira, con tipici caratteri neogotici. L’edificio attuale conserva molte strutture dell’antica chiesa quattrocentesca. L’interno è abbellito da un
Die zwei sehr schöne verbliebenen Gästehäuser gehören heute dem Bildhauer Luciano Minguzzi, dessen Werken auch im Garten der Villa ausgestellt sind. Das kürzlich
restaurierte rechte Gästehaus zeigt Architekturmotive,
eine Glorifikation und Schlachtgemälde. Der östliche
Saal ist mit Architekturperspektiven und Landschaften
verziert. Der westliche Saal zeigt dann die allegorische
Darstellungen der Kunstarten. Diese Gemälde sind Michelangelo Schiavone aus Chioggia, Chiozzotto genannt
zugeschrieben.
Die Staatsstraße nach Mira entlang,auf der rechte Seite
findet man eine eigenartige Villa: Villa Widmann Seriman Foscari wurde im Jahr 1719 errichtet und später
gleich nach der Mitte des XVIII Jahrhunderts in elegantem
französischem Rokokostil modernisiert. Die Fassade zeigt
zwei Ordnungen mit einem Segmentgiebel in der Mitte und einer kleinen Vorhalle mit dorischen Säulen, die
ein Teil des vorhergehendes Gebäudes war. Auf der
rechte Seite kann man den einfachen Laubengang
sehen. Der Innenraum der Villa ist reichlich mit
Fresken von Giuseppe Angeli und Stuckarbeiten verziert und im Garten stehen viele Statuen aus dem XVIII Jahrhundert. Die Wände
des zentralen Salons sind mit den Gemälden “Il Sacrificio di Efigenia,“(“Iphigenie
Opfer“), “il Ratto di Elena“(“der Raub der
Helena“) und Episoden aus der römischen
Geschichte geschmückt. Die Decke birgt
eine Allegorie der Familie Widmann.
Zu den vielen berühmten Gästen der Villa
gehörten auch der venezianische Komödienschriftsteller Carlo Goldoni und der Kardinal
Rezzonico, der später mit dem Namen Clemente
XIII zum Papst wurde.
Wenn wir weiterfahren, treffen wir Die Villa Valier
(nun Burg) auch “Chitarra“(die Gitarre) genannt. Diese
aus dem XVI Jahrhundert stammende Gebäude ist nach
der Figur einer Gitarrespielerin benannt, die die Fassade
des Hauses schmückte. (Die Gitarrespielerin ist nun im
Museum der Accademia in Venedig behalten).
Wir haben die Gemeinde Mira erreicht, die die Ortschaften
Mira Taglio, Mira Porte und Mira Vecchia umfasst.
Das Gebiet der Gemeinde ist von vielen prächtigen Villen
übersät, die vom XVI Jahrhundert an errichtet wurden,
und die zum Ausruhen und zum Genießen der venezianischen Aristokratie dienten.
Am rechten Ufer des Naviglio vor seiner Abzweigung
liegt die im Grünen eines größen Parks eingebettete Villa Querini Stampalia, die im XVI Jahrhundert erbaut
wurde. An deren Mittelbau sind zwei gut behaltene kleinere aus dem XVI Jahrhundert stammenden Gebäude
angeschlossen. Die Architektur, die Festons und die Ver-
8
Mira Porte in einem
Bild des Cimaroli.
Links: Detail des
Mädchens mit
der Gitarre,
das der Villa Valier
ihren Namen
gab. Villa Querini
Stampalia.
Unten: Mira Porte
heute
RIVIERA DEL BRENTA
Mira
Villa Contarini
dei Leoni e uno
dei due leoni
delle scalinate,
oggi a Parigi,
a destra,
la Brenta e
il ponte girevole
a Mira Taglio
“S. Antonio col Bambino Gesù” di Gregorio Lazzarini e
da affreschi nel presbiterio, forse della figlia del maestro,
Elisabetta. Interessante anche una “Deposizione” e una
“Crocifissione” di imitazione del Piazzetta.
Lungo la Riviera, a destra superata la chiesa, troviamo la
Villa Contarini dei Leoni 11 , costruita nel 1558 dal procuratore di San Marco Federico Contarini, detta “dei
Leoni” per le sculture delle scalinate. Purtroppo, gli affreschi di Giambattista Tiepolo e di Gerolamo Mengozzi che
adornavano la villa sono nel museo Jacques-Mart André di
Parigi. L’antica decorazione, con stucchi e medaglioni dorati, si è conservata solo in una stanza del pianterreno. Ai
lati e dietro la villa, i resti del parco sono stati trasformati
in giardino pubblico. La Cappella, che contiene la tomba
di un consigliere dell’Imperatore d’Austria e della moglie
Anna, si raccomanda per tre tele del ‘600.
Subito dopo Mira Porte, oltre il fiume a sinistra, la Villa
Bontessier, del ‘700 e la piazza con il Palazzo Municipale.
Sulla statale, poi, dopo la strada per Mirano, si può vedere la Villa Foscarini-Dei Carmini, del ‘400, che ebbe
ospite il poeta inglese Byron. La costruzione ha perduto
però le antiche caratteristiche, a causa di rimaneggiamenti settecenteschi e ottocenteschi. Pochi gli elementi
originari.
Percorriamo ora Mira Vecchia, verso Dolo, dove si apre certamente una
delle zone più suggestive e caratteristiche di tutta la Riviera del Brenta,
con alcune ville tra verde e parchi,
tra cui la settecentesca Villa FiniMelchiori 12 , con oratorio e parco
adorno di statue.
Dopo il bivio per Chioggia, sempre a destra si apre allo sguardo la
secentesca Villa Grimani 13 , con un bel
loggiato a colonne doriche. Vi fu ospitato S.
Filippo Neri, al quale Pietro Grimani dedicò
un oratorio nel 1732.
Particolare interesse ha Villa Alessandri 14 ,
con la foresteria. Si tratta di un edificio tardo secentesco o primo settecento. La foresteria, al piano superiore, ha una sala e due stanze affrescate, con raffigurazioni di “Danae”, il
“Ratto d’Europa”, “Apollo e Dafne”, “Cadmo”,
ecc., sulle pareti e sul soffitto, di Venere e Amore, opere eccellenti di G. Antonio Pellegrini, del
primo ‘700, e di altro artista veneto, pure settecentesco.
Ma poi è tutto un susseguirsi di ville e palazzi:
da Villa Franceschi 15 , del tardo ‘500, col
suo ampio parco, a Villa Pio 16 , del tardo
zierungen (“Ercole che libera Alceste dall‘ Averno“ und
“S.Antonio Abate e S. Caterina“) eines Eckzimmers bestätigen, dass die Villa im XVI Jahrhundert errichtet wurde.
Wir fahren durch das alte Städtchen fort und versuchen
den Reiz, der noch heute von den charakteristischen
Häusern im venezianischen Stil ausgeht, zu genießen.
Vor der Mira Lanza Anlage, auf der rechte Seite finden
wir die Kirche von Mira, die typische Elemente der neugotischen Architektur zeigt. Das gegenwärtige Gebäude
verfügt über viele Strukturen der früheren Kirche des XV
Jahrhunderts. Der Innenraum ist mit einem Gemälde von
Gregorio Lazzarini “S. Antonio mit Jesuskind“und einigen
Fresken im Presbyterium, die wahrscheinlich
von Elisabeth, der Tochter des Malers stammen,
geschmückt. Sehr interessant sind auch zwei
übrige Gemälde, eine Kreuzabnahme und eine
Kreuzigung, wo der Malart der Piazzetta imitiert wird. Die Riviera entlang, rechts nach
der Kirche finden wir die Villa Contarini dei
Leoni, (Villa Contarini der Löwen) so genannt
wegen der Löwenstatuen, die seitlich der Treppenaufgänge stehen.. Der Palast wurde im Jahr
1518 von dem Prokurator von San Marco, Federico Contarini errichtet. Leider sind heute die Fresken von Giambattista Tiepolo und
Gerolamo Mengozzi, die damals die Saale der
Villa schmückten, im Museum Jacques-Mart
von Paris erhalten.
Die damaligen Stuck- und Goldverzierungen sind nur in
einem Zimmer am Erdgeschoß noch zu sehen. Was vom
der Villa angeschlossenen Park bleibt ist heute zu öffentlicher Park geworden. Die Kapelle, die die Überreste
eines Ratgebers des österreichischen Kaisers und seiner
Frau Anna birgt, zeigt drei interessante Gemälde aus
dem XVII Jahrhundert. Gleich nach Mira Porte, links
nach dem Fluss sind die Villa Bontessier, aus dem
XVIII Jahrhundert und den Platz mit dem Rathaus
sichtbar. Weiter am Staatstrasse nach der Querstrasse, die nach Mirano führt, kann man die aus
dem XV Jahrhundert stammende Villa Foscarini
Dei Carmini sehen, wo auch der englische Dichter Byron zu Gast war. Das Gebäude wurde aber im
XVIII und XIX Jahrhundert umgebaut und hat nur
sehr wenige originale Elemente behalten.
Wir fahren jetzt nach Mira Vecchia, in Richtung Dolo
wo wir von der eindrucksvollsten und charakteristischsten Landschaft der ganze Riviera der Brenta empfangen
werden und wo wir noch einige im Grünen eingebettete Villen finden. Erwähnenswert ist die Villa Fini-Melchiorri aus dem XVIII Jahrhundert mit anliegenden Oratorium und mit Statuen beschmückten Park.
Nach der Abzweigung, die nach Chioggia führt, auf der
9
Der Fluß Brenta
und die Drehbrücke
in Mira Taglio.
Links: Villa Contarini
dei Leoni. Unten:
einer der Löwen
der Treppe befindet
sich heute in Paris
RIVIERA DEL BRENTA
Mira
Il salone affrescato
della Barchessa
Foresteria Alessandri,
l‘esterno,
e un particolare
di affresco
del Pellegrini
(1702/1704),
vista sul parco
di Villa Alberti,
a destra,
Villa Venier
con la Barchessa
e un particolare
dell‘interno
affrescato
‘600, al cui interno vi è un bel soffitto attribuito a Nicolò
Bambini; al cinquecentesco Palazzo Tamagno 17 e al
ben conservato, pure cinquecentesco, Palazzo Talin.
Come non soffermarsi davanti a Villa Maria, alla Villa
Corner 18 , con il suo bel colonnato centrale, alla Villa
Bon 19 , di stile neoclassico, nella quale sono conservate le allegorie delle stagioni, con affreschi neoclassici, o
alla Villa Minio Gidoni 20 anch’essa affrescata. E continuando, c’è la cinquecentesca Villa Battaglia Moro
Lin 21 , seguita da un edificio tardo secentesco, Palazzo
Persico, rimaneggiato come Palazzo Boldù 22 .
Se è bello fermarsi davanti a tanti
edifici, è un piacere
incontrare la Villa
Venier 23 , fine Cinquecento, passata
nel Settecento ai
Contarini. Ammiriamo tutto il complesso, formato da tre corpi, collegati
da porticati. Nella sala del corpo
di destra, un pittore secentesco
ha dipinto il “Mito di Psiche”.
Nella prima sala del corpo di sinistra un altro autore non identificato ha affrescato le pareti con
episodi della “Guerra di Troia” e
il soffitto con un “Enea nell’Olimpo”. Nella seconda sala vi sono
rappresentazioni come la “Visione di Cassandra”, “Ercole che consegna a Teseo
Antiope prigioniera”, “Davide ed Elena”,
una scena di eccidio, la “Fuga di Enea da
Troia”. Sul soffitto, il “Sacrificio di Ifigenia”.
Sulle pareti della terza sala: “Enea riceve un
messaggio da Mercurio”, “Enea si separa da Didone”, tutte opere di Francesco Ruschi, come “Calcante
che predice l’avvenire a Enea” sul soffitto. Le inquadrature architettoniche vengono attribuite a Pietro Turri.
Se continuiamo l’itinerario, incontriamo
ancora edifici interessanti come la
neoclassica Villa Rossetti, con
una bella cancellata; la settecentesca Villa Selvatico Granata, poi Villa Alberti 24 , con
una bella foresteria e parco,
seguita da Villa Brusoni
25 , di prevalente impronta
sei-settecentesca, con parco
ottocentesco, ravvivato da
montagnola, laghetto e una
rechten Seite ist die Villa Grimani aus dem XVIII Jahrhundert sichtbar, die einen wunderschönen Bogengang
mit dorischen Säulen zeigt. Hier wurde den heiligen Filippo Neri beherbergt, dem Pietro Grimani 1732 einen
Oratorium widmete.
Interessant sind auch die Villa Alessandri und sein Gästehaus. Es geht um ein am Ende des XVII oder Anfang
des VXVIII Jahrhunderts errichtetes Gebäude. Das Gästehaus hat im oberen Stockwerke einen Saal und zwei
Zimmer, deren Wände und Decken mit köstlichen Werken
von Antonio Pellegrini und von einem anderen venetischen Künstler am Anfang des XVIII Jahrhunderts verziert
wurden. Hier haben wir die Gelegenheit einigen Darstellungen von Danae, die “Entführung von Europa“, “Apollo
und Daphne“, “Kadmos“und “Venus und Amore“zu bewundern.
Die Strasse ist auch hier von prächtigen Villen und Palästen
gesäumt: Die am Ende des XVI Jahrhunderts errichtete Villa Franceschi mit ihrem großflächigen Park ; die am Ende
des XVII Jahrhunderts errichtete Villa Pio, deren Innenraum eine schöne verzierte Decke birgt,die vom Maler Nicolo Bambini gemalt wurde; Palazzo Tamagno und der
gut behaltene Palazzo Talin aus dem XVI Jahrhundert.
Man sollte nicht vergessen, die folgenden Sehenswürdigkeiten zu erwähnen: Villa Maria; Villa Corner,
mit ihrem schönen Säulengang; die im neoklassischen
Stil errichtete Villa Bon,wo sich “die Allegorien der
Jahreszeiten“und neoklassischen Fresken befinden ; die
mit Fresken verzierte Villa Minio Gidoni.
Nicht zu versäumen sind auch die aus dem XVI Jahrhundert stammende Villa Battaglia Moro Lin und Palazzo Persico, der im XVI Jahrhundert errichtet wurde aber später, wie auch Palazzo
Boldù, umgebaut wurde.
Villa Venier wurde gegen Ende des XVI
Jahrhunderts von der Familie Venier errichtet, die bis 1758 dort wohnte, als die Familie
Contarini die Villa kaufte. Es handelt sich
um ein Komplex aus drei Gebäudeteilen, die
10
Villa Venier mit
Barchessa.
Detail aus dem
freskierten Inneren.
Links: der freskierte
Saal der Barchessa
Foresteria Alessandri.
Außenansicht
und Detail aus
einem Fresko
von Pellegrini
(1702-1704).
Ansicht des Parks
von Villa Alberti
RIVIERA DEL BRENTA
Mira
La Brenta davanti
a Villa Velluti,
la Madonna venerata
che si trova nella
cripta della chiesa
di Borbiago
torre osservatorio, forse dello Jappelli, mentre la statua al
centro è forse di Pietro Baratta.
Non si possono trascurare la Villa Rocca Ciceri (oggi
hotel Ducale), il complesso di Palazzo Molin 26 , di origine cinquecentesca e ristrutturato in età neoclassica; Villa
Velluti 27 , di carattere settecentesco, con un piacevole
giardino ottocentesco, montagnola e stagno e statue ornamentali.
E per finire visitiamo la bellissima Villa De Chantal, settecentesca, circondata da un parco ricco di statue.
Ma prima di lasciare definitivamente Mira, un
turista puntiglioso e curioso non dovrebbe certo
lasciarsi sfuggire una visita a Borbiago, ma soprattutto a Gambarare.
Si pensi che Gambarare
è una località già citata
nell’819. Nel 784 esisteva
una cappella ducale,
dedicata a S. Ilario, donata
ai monaci benedettini dal Doge Agnello Partecipazio. La
chiesa attuale fu consacrata nel 1306; è a navata unica,
di grande semplicità, dovuta alla sua origine trecentesca.
Restaurata nei secoli XVI e XVIII, fu ampliata nel 1911.
Sull’altar maggiore spicca un’ ”Allegoria della Fede”,
opera di Andrea Vicentino, del 1597. Il “Battesimo di Cristo”, nella cappella di destra, opera di Jacopo Lauro, risale
al 1580, mentre nel primo altare a destra c’è una paletta
settecentesca “Madonna con il Bambino, S. Simone Stok
e un offerente”. Le pitture del soffitto (1911) sono di
Vittorio Tessari e quelle alle pareti (1951) di Glauco Tiozzo,
come la pala dell’altare a sinistra, raffigurante “S. Antonio
e il Bambino Gesù”. A Borbiago, la chiesa, inizialmente
appartenente a un convento domenicano, è stata rifatta
nel secolo XVIII. Nella cripta si conserva una venerata
immagine della Madonna. Sul soffitto, un’opera di Gaspare Diziani, la “Madonna che appare a S. Simone
Stock”. Nel salone a pianterreno della canonica, è
apparso un fregio cinquecentesco e nel salone superiore vi sono dipinte scene bibliche settecentesche,
forse di Gaetano Zompini.
Infine, se si percorre la strada per Piove, diventa indispensabile una puntata a Sambruson, dove, tra l’altro, è stato ritrovato un cippo militare romano, a
ricordo dell’Imperatore Costantino.
Inoltre in questa zona la Villa Venier (ora Velluti)
è abbellita di affreschi cinquecenteschi, con scene
bibliche e mitologiche e fatti della guerra della Lega
di Cambrai.
Caratteri settecenteschi e resti di un parco presenta
miteinander durch Säulengänge verbunden sind. Der Saal
im rechten Teil ist von einem Maler aus dem XVII Jahrhundert mit “Mythos von Psyche“verziert worden. Der
erste Saal des linken Teils wurde von einem unbekannten
Künstler mit Fresken geschmückt. Die Wände zeigen mehrere Episoden aus dem Trojanischen Krieg und die Decke
birgt die Darstellung von “Äneas im Olymp“. Im zweiten
Zimmer sind Szenen wie die “Cassandra Vision“, “Herkules und Theseus“, “David und Helena“, “Äneas Flucht aus
Troja“und eine Schlachtszene in Fresken festgehalten. Die
Decke ist mit “Iphigenies Opferung“gemalt.
An den Wänden des dritten Saal sind die folgenden Szenen dargestellt: “Äneas erhält eine Botschaft Von Merkur“, “Äneas trennt sich von Dido“und endlich auf der
Decke “Kalchas, der Äneas die Zukunft voraussagt“. Alle
die Malereien werden Francesco Ruschi und die architektonischen Perspektiven Pietro Turri zugeschrieben.
Wenn wir die geplante Route fortsetzen treffen wir noch
interessante Gebäude: die neoklassische Villa Rossetti, die den Besucher durch ein wunderschönes Gitterwerk empfängt.; Villa Selvatica Granata, die im XVIII
Jahrhundert errichtet wurde; Villa Alberti, mit einem
schönen Gästehause und einem Park; Villa Brusoni mit
Bauelementen aus dem XVII und XVIII Jahrhundert und
einem aus dem XIX Jahrhundert stammenden Park, der
mit künstlichem Hügel, See und von Iappelli entworfenem
Observatoriumsturm versehen ist. In der Mitte des Parks
steht eine Statue, die Pietro Baratta zugeschrieben wird.
Wir müssen unbedingt noch einige Sehenswürdigkeiten
erwähnen: Villa Rocca Ciceri (heute Hotel Ducale), der
Komplex des Palazzo Molin, der im XVI Jahrhundert gebaut und später in neuklassischem Stil umgebaut wurde;
Villa Velluti, die im Stil des XVIII Jahrhunderts errichtet
wurde und über einem aus dem XIX Jahrhundert stammenden Garten mit künstlichem Hügel, See und Statuen
verfügt; die wunderschöne im XVIII Jahrhundert errichtete
Villa De Chantal, die von einem Garten mit vielen Statuen umgeben ist.
Bevor wir Mira verlassen, müssen wir unbedingt die Ortschaften Borbiago und Gambarare besichtigen. Man
muss wissen, dass Gambarare schon im Jahre 819 in einem
Dokument erwähnt wurde. Im Jahr 784 existierte hier eine
dem Heiligen Ilario gewidmete Kapelle der Dogen, die
der Doge Agnello Partecipazio den Benediktinern schenkte. Die gegenwärtige Kirche wurde 1306 eingeweiht. Sie
hat nur ein Kirchenschiff und eine schlichte Form, die vom
Architektur aus dem XIV Jahrhundert beeinflusst wurde.
Die Kirche wurde in den XVI und XVIII Jahrhunderten
restauriert und im Jahr 1911 ausgebaut. Am Hauptaltar
hängt ein Werk vom Maler Andrea Vicentino, “Allegorie
des Glaubens“,aus dem Jahr 1597. Die auf der rechte
Seite liegende Kapelle birgt ein Werk aus dem Jahr 1580
11
Der Fluß Brenta
vor der Villa Velluti.
Unten: die Madonna,
die in der Krypta
der Kirche
von Borbiago
verehrt wird
RIVIERA DEL BRENTA
Mira
Aspetti
del paesaggio
lungo la Brenta
Villa Marigonda. La Chiesa Arcipretale, dedicata a
S. Ambrogio, ricostruita nel 1763, offre alcune pregevoli
opere: “Madonna col Bambino”, “S. Domenico e S. Rosa”,
di P. A. Novelli; gli Angeli dell’altar maggiore, di Torretti e
la pala con “S. Ambrogio in gloria”, ancora di Novelli; poi
la “Circoncisione” di Gaspare Diziani.
Se si raggiunge la località Ca’ Tron, si scopre un edificio
settecentesco, con la “Locanda alla Posta” e sulla riva si
allunga il Palazzo Ferretti Angeli, opera di Vincenzo
Scamozzi. Si tratta di una delle ville più interessanti della
Riviera, con una chiesetta che conserva alcune tombe di
famiglia.
Da vedere anche la cinquecentesca Villa Badoer, che
nella sala centrale conserva degli affreschi con episodi
mitologici, forse di Bernardino India; e infine da non dimenticare la secentesca Villa Mocenigo (Villa Spina).
È un patrimonio immenso e unico, di arte, di cultura, di
storia.
von Jacopo Lauro und auf dem ersten Altar auf der selben
Seite hängt ein aus dem XVIII Jahrhundert stammendes
Altarbild, das “Madonna mit Kind, H. Simone Stock und
einem Spender“zeigt. Die Fresken der Decke wurden
im Jahre 1911 von Vittorio Tessari gemalt und die Wände
sind 1951 mit Werken von Glauco Tiozzo verziert worden,
wie das Altarbild, das auf dem linken Altar hängt und “der
heilige Antonio mit dem Christkind“darstellt.
In Borbiago die Kirche, die am Anfang zu einem Dominikanerkloster gehörte, wurde im XVIII Jahrhundert ungebaut. Die Krypta birgt ein Votivbild der Muttergottes.
Die Decke ist mit einer Malerei von Gaspare Diziani mit
dem Titel “Die Madonna erscheint dem Heiligen Simone
Stock“verziert. Im Salon am Erdgeschoß des Pfarrhauses
ist eine Verzierung aus dem XIV Jahrhundert zu sehen
und der Salon des oberen Geschoßes ist mit Szenen aus
der Bibel geschmückt, die vermutlich von Gaetano Zompini im XVIII Jahrhundert gemalt wurden.
Wenn wir die Straße nach Piove befahren, lohnt es sich
einen Besuch in Sambruson, wo einen militärischen
Grenzstein aus römischer Zeit gefunden worden ist, der
der Existenz der Ortschaft in der Zeit des römischen Kaiser Costantino zeugt.
In dieser Gegend findet man auch die Villa Venier (heute
Velluti genannt), die mit Fresken aus dem XVI Jahrhundert
geschmückt ist, wo Szenen aus der Bibel und aus der Mythologie und Episode des Krieges der Liga von Cambrai
zu sehen sind. Folgt auch die Villa Marigonda, die in
einem architektonischen Stil gebaut wurde, der man auf
der Architektur des XVIII Jahrhunderts zurückführen kann.
Sie zeigt noch die Resten eines Parkes. Die dem heiligen
Ambrogio gewidmete Pfarrkirche, die 1763 umgebaut
wurde, birgt einige kostbaren Werke: “Madonna mit Christkind“, “San. Domenico und Santa Rosa“von P.A. Novelli;
die Engel des Hauptaltars sind von Torretti und das Altarbild mit “S.Antonio in Gloria“ wieder von Novelli; die
“Zirkumzision“ist Gaspare Diziani zugeschrieben worden.
Wenn man die Ortschaft Ca‘ Tron erreicht trifft man auf
ein aus dem XVIII stammendes Gebäude, das die “Locanda
alla Posta “beherbergt und am Ufer des Kanals ist Palazzo Ferretti Angeli zu bewundern, den von dem Architekt
Vincenzo Scamozzi geschaffen wurde. Es handelt sich um
eine der interessantesten Villen der Riviera, mit einer
kleinen Kirche, die einige Grabstätte der Familie Ferretti Angeli birgt. Nicht versäumen sollten die im XVI
Jahrhundert errichtete Villa Badoer, deren Saal
Fresken mit Szenen aus der Mythologie vermutlich von Bernardino India beherbergt und die
Villa Mocenigo (heute Villa Spina), die im XVII
Jahrhundert errichtet wurde.
Kunst, Kultur und Geschichte nehmen in diesen vielen und einmaligen Kunstschätzen feste Formen an.
12
Ansichten
der Landschaft
am Brenta
RIVIERA DEL BRENTA
Dolo
Lasciata Mira, al centro della Riviera incontriamo
Dolo (o “il Dolo”, come sarebbe più corretto, secondo
l’antico nome), che si estende lungo le due rive del
Naviglio.
Wir verlassen nun die Gemeinde Mira und treffen in
der Mitte der Riviera die Ortschaft Dolo (oder besser
gesagt “il Dolo“nach dem alten Namen), die sich die
Ufer des Kanals entlang ausdehnt.
un po’ di storia
ein wenig geschichte
La derivazione del nome è incerta: c’è chi lo associa a
quello di una famiglia di Padova, i Dauli e chi, un po’
fantasiosamente, al termine latino “davos”. Si sa solo
che la località è citata in un documento risalente all’anno 1241; che nel 1500 esisteva un oratorio e nel 1670
Gregorio Barbarigo eresse una parrocchia staccata dalla
dipendenza di Sambruson. Inoltre nel 1669 i Dandolo
avevano nella località un giuspatronato. Quello
che è certo è che il suo sviluppo è legato alla deviazione del Brenta e alla costruzione dei famosi
Molini tra il 1488 e il 1511, divenendo un notevole porto commerciale, data la sua posizione
di via fluviale e terrestre, di comunicazione tra
Padova e Venezia.
Die Herkunft des Namens “Dolo“ist unbestimmt: Das
Wort stammte entweder vom Namen einer Familie aus
Padua (die Familie Dauli) oder mit blühender Phantasie
aus dem lateinischen Wort “davos“. Man weißt nur dass,
die Ortschaft in einem Dokument aus dem Jahre 1241
erwähnt wird; dass 1500 hier ein Oratorium existierte und
Gregorio Barbarigo 1670 eine von der Kirche von Sambruson unabhängige Pfarrei errichtete. Außerdem übte
die Familie Dandolo hier im Jahr 1669 ein Kirchenpatronat aus. Der wissenschaftliche und gesellschaftliche
Aufschwung der Städtchen ist eng mit der Umleitung des
Flusses Brenta und der Errichtung der bekannten Mühlen zwischen 1488 und 1511 verbunden. Dolo wurde
dank ihrer Lage zu einem ansehnlichen Handelshafen, da
der Fluß es gestattete, Venedig direkt auf dem Wasserweg
zu erreichen und die Riviera auch mit Padua verband.
da visitare
Dolo, dunque, a mezza via tra Venezia e Padova, il cui
sviluppo fu legato storicamente al Brenta, nel ‘700 era
ormai il centro più importante della Riviera, un vero e
proprio porto fluviale, a cominciare dal XV secolo a seI Mulini
e i “Molini a Dolo“
del Canaletto (1728)
13
sehenswürdigkeiten
Die Stadt Dolo, die auf halbem Wege zwischen Venedig und Padua lag, und deren Entwicklung eng mit der
Oben: die Mühlen
und das Bild des
Canaletto “Mühlen
in Dolo“ (1728)
RIVIERA DEL BRENTA
Dolo
Lo squero nell‘isola
Bassa, il campanile,
Villa Andreuzzi-Bon,
Villa Tito;
a destra, Villa
Badoer-Fattoretto
che ospita un piccolo
Museo Etnografico
del Villano
guito della deviazione del fiume. A uno sguardo attento
Dolo appare anche la cittadina forse più vera, più genuina
dell’intera area del Brenta.
Basta soffermarsi in particolare sul suo vecchio assetto, al perimetro ancora visibile delle antiche porte del Dolo, alle chiuse, che interessarono anche il
Canaletto nelle sue celebri incisioni,all’Isola Bassa,
alla Piazzetta Cantiere, allo squero, che serviva da
cantiere per la costruzione e la riparazione dei burchi, ai
molini. Inoltre a Dolo sono presenti molte testimonianze di spazi e segni storici,
sia dal punto di vista strategico-localizzativo, sia soprattutto da quello storicoambientale.
E poi non mancano i concreti e luminosi esempi di quella concezione abitativa
della villeggiatura in villa. Ecco infatti,
sulla destra subito dopo lo squero, la bella Villa Andreuzzi-Bon, che presenta
piacevoli caratteri secenteschi.
Ma non sfugga al visitatore la caratteristica struttura e
disposizione delle case del centro storico, addossate le
une alle altre e allungantisi sul fiume. È poi d’obbligo una
visita alla Parrocchiale di S. Rocco (1770-76) che ha
a lato un elegante e slanciato campanile. Consacrata nel
1824, ha sulla facciata le statue di S. Marco e di S. Barbara, attribuite a Giovanni Marchiori. All’interno, gli angeli
dell’altar maggiore sono forse del Ferrari, gli affreschi
sul soffitto e sulle pareti sono stati invece assegnati a
Costantino Cedini, il bassorilievo con l’“Orazione nell’orto” è opera di Antonio Gai. Se entriamo nel cortile della canonica, possiamo
vedere una vera da pozzo scolpita da
Bartolomeo Bon. Ma poi si offrono subito gli interessanti complessi della Villa
Velluti e della Villa Tito, con il loro caratteristico aspetto rustico, abbellito dal
verde di un romantico parco.
Geschichte des Brenta Flusses verbunden ist, war im
XVIII Jahrhundert die bedeutendste Stadt der Riviera, ein
echter Flusshafen. Ihr Aufstieg begann aber im XV Jahrhundert, als den Lauf des Flusses Brenta umgeleitet wurde. Bei näherem Hinschauen sieht Dolo als das Städtchen
im ganzen Gegend um der Brenta aus, das am besten Ihr
unverfälschtes Aussehen noch heute behalten hat. Wir
können uns noch heute entweder bei der alten Anlage der
Stadt und dem alten Umfang der Stadttoren oder bei den
Schleusen, die von Canaletto in seinen weltbekannten
Gravüren verewigt wurden oder auch bei der “Isola Bassa“, bei “Piazzetta Cantiere“, bei der “Squero“, eine
Werkstatt wo die “burchi“(Flussschiffe)gebaut und repariert wurden, oder auch bei der alten Mühlen aufhalten.
In Dolo findet man noch viele historische Zeugnisse
und Spuren von Plätze die erheblicher Bedeutung in der
Vergangenheit gehabt haben, sei es in strategischer, als
auch in geographischer und historisch-landschaftlicher
Hinsicht.
Auch hier fehlen nicht die Beispiele von der ehemaligen
Auffassung des Landslebens, die von den prächtigen Sommerhäusern der Venezianer gezeugt wird.
Nach dem Squero, gleich rechts treffen wir die schöne
Villa Andreuzzi Bon, die in sich schöne Elemente der
Architektur des XVIII Jahrhunderts trägt.
Der Besucher sollte übrigens nicht versäumen, sich die
charakteristische Struktur und die Anlage der Häuser in
der alten Stadtmitte anzusehen, die nebeneinander gereiht sind und sich im Fluss spiegeln.
Wir fühlen uns ferner verpflichtet, einen Besuch der
Pfarrkirche von San Rocco (1770 – 1776) zu empfehlen., die übrigens über einen eleganten und hohen
Glockenturm verfügt. Die Kirche wurde im Jahr 1824 eingeweiht. Die Fassade ist mit zwei Statuen von dem heiligen Markus und der
heiligen Chiara verziert, die Giovanni
Melchiorri zugeschrieben werden. Im Innenraum auf dem Hauptaltar finden wir
einige Engel, die wahrscheinlich Ferrari schuff. Die Fresken, die die Wände und die Decke schmücken sind von
Costantino Cedini. Das Basrelief, das
die “Orazione nell‘orto“(“Gebet im Garten“)
darstellt, wird Antonio Gai zugeschrieben.
Und wenn wir den Hof des Pfarrhauses
betreten, können wir eine Brunnenrüstung
bewundern, die von Bartolomeo Bon eingemeißelt wurde.
Nach der Pfarrkirche treffen wir die zwei im
Grünen ihrer Parks eingebettete Komplexe von Villa Velluti und Villa Tito, die in ländlichem Stil errichtet
wurden.
14
Villa
Badoer-Fattoretto
beherbergt
ein kleines
ethnographisches
Museum des
Bauernlebens.
Links: die
Flußwerft in
der Isola Bassa,
der Glockenturm,
Villa Andreuzzi-Bon,
Villa Tito
RIVIERA DEL BRENTA
Dolo
Villa Giustinian Gritti,
la Brenta a Dolo,
a destra, il ponte
pedonale che porta
al parco e il timpano
della facciata
di Villa Ferretti
Angeli
Sul fiume si specchia anche la Villa Duodo-Valeggia,
nella quale si possono ammirare alcune tele di buona
levatura artistica, attribuite ad Antonio Visentini. Particolarmente importante, poco più avanti, è la Villa BadoerFattoretto, nella quale è ospitato il Museo Etnografico del Villano, con una ricca collezione di attrezzi
della vita contadina. Interessante poi il parco, il grazioso
laghetto. Come non ammirare, in località Cesare Musatti,
la Villa Ferretti-Angeli, il cui progetto è del grande architetto vicentino Vincenzo Scamozzi (1596), che l’ha
inserita anche in un vasto parco. Ma è perfino difficile,
in questo itinerario lungo il Brenta, fissare confini precisi
tra le diverse località, perché è un susseguirsi quasi ininterrotto di palazzi e
ville, ora leggermente discoste dall’acqua, ora affacciate proprio sul corso del
fiume.
Infatti basta spostarsi nella località di
Paluello, citata già in un documento
del 1117, (forse da “palus”, -palude- o
da “baledellum” -fortilizio-) e si trovano
ancora molte cose interessanti da vedere. Villa Giustinian Gritti, cinquecentesca: la facciata
è affrescata con scene di cavalieri, il salone interno con
grottesche e un loggiato angolare con paesaggi e un “S.
Girolamo penitente”.
La chiesa ha la facciata ornata con statue della Vergine
e di due Santi, e l’altar maggiore (1813) ornato con due
angeli. Si può vedere una tela col “Cristo risorto”, pure
dell’’800, mentre la grande tela del soffitto è di Jacopo
Guarana. Da ammirare una pregevole acquasantiera lombardesca.
Dopo la chiesa, è da osservare la settecentesca Palazzina
Tosoni e subito dopo, pure settecentesco, il Palazzino
Marin Fattori. Si guardino a sinistra e a destra la costruzione cinquecentesca dell’ex Lazzaretto e la settecentesca Villa Granata Moreno e, di fronte al Lazzaretto, una
villa secentesca del marchese De Seynos.
Im Fluss spiegelt sich auch die Villa Duodo Valleggia,
die einige Antonio Visentin zugeschriebene Gemälde von
hohem künstlerischen Niveau birgt.
Nicht weiter davon entfernt liegt die Villa Badoer- Fattoretto, die das ethnographische Museum des Bauers beherbergt, wo eine reichhaltig ausgestattete Sammlung von Werkzeugen und Geräten, die aus dem ländlichen
Leben kommen, ausgestellt wird. Sehr interessant ist auch
der anliegende Park mit dem hübschen See.
Bei in der Nähe liegender Ortschaft Cesare Musatti
ist die Villa Ferretti-Angeli zu sehen, die vom
berühmten Architekten Vincenzo Scamozzi aus
Vicenza im Jahr 1596 entworfen und in einem ausgedehnten Park eingebettet wurde.
Es ist sehr schwer die genaue Grenze zwischen
den Ortschaften dieser Route den Brenta entlang
festzustellen, weil der Fluss ist fast ununterbrochen von Villen und Palästen gesäumt, die einmal etwas von dem Fluss abgelegen liegen, einmal
spiegeln sich im Wasser.
Wir fahren jetzt nach der Ortschaft Paluello, deren Name entweder aus dem lateinischen Wort
“Palus“(Sumpf), oder “baledellum“(kleine Festung)
stammt und die schon in einem Dokument aus dem Jahre
1117 erwähnt wurde. Hier finden wir noch viele interessante Sehenswürdigkeiten wie z. B. Villa Giustignan
Gritti, die im XVI Jahrhundert errichtet wurde und deren
Fassade mit Fresken, die Szenen mit Rittern darstellen,
verziert wurde. Im Innerraum ist der Salon mit Grotesken
geschmückt. Es gibt hier auch einen schönen in die Ecke
des Gebäudes eingebauten Säulengang, die mit Landschaften und mit einem Fresken, der “der büßende heilige
Girolamo“darstellt, verziert ist. Die Fassade der Kirche
von Paluello ist mit Stauen, die die Jungfrau Maria und
zwei Heiligen darstellen, geschmückt. Der aus dem Jahr
1813 stammende Hauptaltar birgt zwei Engel. Außerdem
kann man ein Gemälde mit dem Titel “der auferstandene Christ“aus dem XIX Jahrhundert bewundern. Das große Bild, das die Decke schmückt, ist von Jacopo Guarana
gemalt worden. Erwähnenswert ist auch ein kostbares
Weihwasserbecken, das im Stil der Lombarden geschaffen
wurde. Nach der Kirche kann man die sehr interessante
aus dem XVIII Jahrhundert stammende Palazzina Tosoni und den Palazzino Marin Fattori aus dem XVIII
Jahrhundert sehen. Folgen das im XVI Jahrhundert errichtete Gebäude des ehemaligen Lazaretts, die Villa Granata Moreno aus dem XVIII Jahrhundert
und zuletzt die dem Lazarett
gegenüber liegende Villa
vom Marquis De Seynos,
die im XVIII Jahrhundert erbaut wurde.
15
Fußgängerbrücke
zum Park, der Giebel
der Fassade von Villa
Ferretti Angeli. Links:
Villa Giustinian Gritti,
der Fluß bei Dolo
RIVIERA DEL BRENTA
Fiesso d’Artico
La statale Venezia-Padova ci porta a Fiesso d’artico
un po’ di storia
Citato già nel 1205, apparteneva al territorio padovano
e deve il suo nome proprio a un’antica curva (“flexus”)
del Naviglio del Brenta. L’aggiunta di “Artico” risale al
1867, per ricordare Angelo Artico che progettò il taglio del
fiume per proteggere il territorio dalle frequenti catastrofiche inondazioni. Fiesso fu soggetto a Padova e ai vari
signori che la dominavano, finché, sconfitti i Carraresi
nel XV secolo, passò sotto il dominio della Serenissima.
da visitare
Piazza Mazzini
con il Comune,
uno scorcio della
Chiesa parrocchiale
con il campanile,
a destra,
Villa Contarini e
Villa Recanati Zucconi
Pur essendo ormai soprattutto un centro importante per la
sua attività calzaturiera, quindi accresciuto di tanti edifici moderni, Fiesso conserva ancora un invidiabile patrimonio del
passato, anche se si deve osservare che la
rettifica operata dall’Artico del corso del
Brenta ha creato una situazione diversa
nell’ambiente e quindi diverso è, rispetto
alle altre ville, il rapporto con il fiume. Ciò
influisce certamente sul particolare fascino delle altre ville rispetto a queste, che
mancano di quella perfetta simbiosi con
l’acqua. Tuttavia si tratta pur sempre di
edifici di grande concezione architettonica, come sulla sinistra della strada nazionale verso Stra,
Villa Contarini di S. Baseggio, del secolo XVIII, con all’interno stucchi e, nell’attiguo oratorio, un dipinto di scuola
del Tiepolo. Davanti alla villa, da non lasciarsi sfuggire gli
interessanti edifici settecenteschi di carattere popolare.
Continuando a sinistra incontriamo, inserita in un maestoso parco, la secentesca Villa Recanati-Zucconi, che
presenta un corpo centrale sopraelevato, arricchito
di sculture e pinnacoli. All’interno stucchi di ottima
fattura.
La settecentesca Chiesa parrocchiale ha facciata semplice e lineare, è ad un solo portale. Più
interessante è però l’interno, dove il soffitto, incorniciato di stucchi del Solari, è stato dipinto da
Jacopo Guarana.
Sull’altar maggiore splende una pala forse di
scuola di Palma il Giovane, mentre l’altare settecentesco è di Domenico da Verona.
Da vedere anche le tele settecentesche sul primo
e secondo altare di destra e soprattutto la tela
di notevole valore sul secondo altare di sinistra,
opera di G. B. Pittoni.
Dopo un’occhiata alla rinascimentale Villa Grimaldi, alla Villa Corner-Vendramin (ora
Die Staatstraße, die Venedig mit Padua verbinde, führt
uns bis nach Fiesso D‘ Artico.
16
ein wenig geschichte
Diese Ortschaft wurde schon im Jahr 1205 in Dokumenten erwähnt Sie gehörte zum paduanischen Land und
verdankt ihren Namen einer alten Biegung (aus dem lateinischen Wort “flexus“) des Kanals. Dem Namen Fiesso
wurde erst später im Jahre 1867 “Artico“hinzugefügt, um
Angelo Artico zu gedenken, der die Umleitung des Flusses
entwarf, um das Gebiet vor den häufigen chatastrophischen Überschwemmungen zu schützen.
Fiesso wurde von Padua und deren Herrschaften bis dem
XV Jahrhundert beherrscht, als die Seerepublik die Familie
Carraresi aus Padua besiegte und dann über Fiesso
herrschte.
sehenswürdigkeiten
Auch wenn Fiesso sich heute als ein wichtiges Zentrum
der Schuhwarenproduktion zeigt und deswegen zahlreiche neue moderne Gebäude das Stadtbild stark geprägt
haben, bewahrt das Städtchen viele Kunstschätze aus der
Vergangenheit. Man muss aber bemerken, dass die von
Artico geplante Umleitung des Flusses hat die Landschaft
verändert und deshalb auch das ehemalige Verhältnis der
Villen zum Fluss geändert. Die Villen um Fiesso üben nicht
mehr den selben Reiz auf den Besucher aus, der die anderen Villen am Brenta ausüben, die mit dem Fluss eine
innere Zusammengehörigkeit zeigen.
Trotzdem handelt es sich um architektonische Meisterstücke, wie z. B. die
Villa Contarini di S. Baseggio, die
auf der linke Seite der Staatsstrasse in
Richtung Strà liegt. Diese Sommerhaus
stammt aus dem XVIII Jahrhundert und
ist im Inneren mit Stucken verziert.
Das anliegende Oratorium birgt ein
Gemälde, das der Schule von Tiepolo
zugeschrieben wird. Vor der Villa liegen
auch einige volkstümlicher Gebäude,
die nicht zu versäumen sind.
Immer auf der linke Seite der Staatsstraße finden wir die in einem wunderschönen Park eingebettete Villa Recanati Zucconi mit einem überhöhtes
Mittelbau, der mit Skulpturen und Fialen geschmückt ist. Im Innenraum sind
vielen Stucken in kostbarer Ausführung
zu sehen.
Die aus dem XVIII Jahrhundert stammende Pfarrkirche
hat eine einfache und lineare Fassade und ist nur mit
Villa Contarini
und Villa Recanati
Zucconi. Links:
Piazza Mazzini
mit dem Rathaus,
Anblick der
Pfarrkirche mit
dem Glockenturm
RIVIERA DEL BRENTA
Fiesso d’Artico
Villa Fontana,
Villa Corner,
Villa Golfetto,
Villa Soranzo,
a destra
”La Barbariga“
e la Torre
dell‘Orologio
Smania) e un’altra più attenta a Villa Fontana, del secolo XVI, rimaneggiata nel secolo XVIII, con stucchi all’interno, bisogna fermarsi alla Villa Barbarigo o Lazarapisani. Si tratta di un’imponente costruzione del secolo
XVIII, soprannominata “La Barbariga”. Da osservare il
corpo centrale, le due lunghe ali simmetriche, la facciata
verso il canale e quella
verso terra e i raffinati
porticati. All’interno
sono da ammirare gli
stucchi delle stanze
per la loro varietà ed
eleganza; i mobili e le
suppellettili del ‘700,
con cineserie, e, nella
cappella, una tela con “S. Gaetano”, di
Giuseppe Angeli.
Usciamo poi nel giardino all’inglese, dove
si innalza una graziosissima Torre dell’Orologio.
Senza trascurare infine le Ville Donati,
Mion e in particolar modo l’elegante neoclassica Villa Golfetto, concludiamo la
visita con la Villa dei Soranzo del ‘500,
appartenuta anche al patriota
Giuseppe Vio, che ospitò nell’edificio, dal 1857 al 1865, le
sedute del “Comitato segreto
delle province venete”. La facciata principale è stata dipinta
da Benedetto Caliari, il fratello
di Paolo Veronese. Si tratta di
affreschi che raffigurano divinità mitologiche. In una stanza del pianterreno si notano
gli affreschi cinquecenteschi, con figure e paesaggi, e due
camini pure cinquecenteschi, di gusto un po’ manierista.
Ma un’occhiata la merita pure il Palazzo Benzi, che è una
piccola costruzione, ma elegante, del primo Seicento. Al suo
einem Kirchenportal versehen. Interessanter sieht der
Innenraum aus, wo sich die von den Stucken von Solari eingerahmte Decke befindet, die von Jacopo Guarana
bemalt wurde.
Am Hauptaltar hängt ein Altarbild, das der Schule von
Palma il Giovane zugeschrieben wird. Der aus dem XVIII
Jahrhundert stammende Altar wurde von Domenico da
Verona geschaffen. Nicht zu versäumen sind die Gemälde
aus dem XVIII Jahrhundert, die auf dem ersten und auf
dem zweiten Altar auf der rechte Seite hängen und das
auf dem zweiten Altar links hängende wertvolle Bild, das
ein Werk von G. B. Pittoni ist.
Nachdem wir uns kurz die aus der Renaissance stammende Villa Grimani, die Villa Corner- Vendramin,
und mit mehr Aufmerksamkeit, die im XVI Jahrhundert
errichtete und im XVIII Jahrhundert umgebaute Villa
Fontana,die im Inneren mit Stucken geschmückt wurde,
angesehen haben, können wir der Villa Barbarigo oder
Lazarapisani besichtigen.
Es handelt sich um ein imposantes Gebäude aus dem XVIII Jahrhundert, das auch “La Barbariga“genannt wird.
Wir können ruhig den Mittelbau, die zwei symmetrischen
Flügeln, die Fassade, die sich im Fluss spiegelt, die zweite landeinwärts gerichtete Fassade und die raffinierte
Laubengänge betrachten. Im Innenraum finden wir die
mit eleganten und abwechselungsreichen Stucken geschmückte Zimmer, die aus dem XVIII Jahrhundert stammende Einrichtungen und die Hausgeräte, wo auch Chinoiserien zu sehen sind. Die anliegende Kapelle birgt ein
Bild mit S. Gaetano von Giuseppe Angeli. Wir betreten
dann auch den nach englischer Vorbild gestalteten Park,
wo wir einen sehr schönen Uhrturm finden.
Wenn wir weiterfahren treffen wir die Villa Donati,
Villa Mion und die elegante neoklassische Villa Golfetto. Weiter geht die Entdeckungsreise durch die Riviera mit der aus dem VIV Jahrhundert stammenden Villa
dei Soranzo, die auch dem Patrioten Giuseppe
Vio gehörte, der von 1857 bis 1865 hier die Sitzungen des “Comitato Segreto delle province
venete“(geheimer Komitee der Provinzen Venetiens) beherbergte. Die Hauptfassade wurde
von Benedetto Caliari, dem Bruder von
Paolo Veronese, mit Fresken
verziert, wo mythologische
17
Die “Barbariga“
mit dem Uhrturm.
Links von oben
nach unten:
Villa Fontana,
Villa Corner,
Villa Golfetto,
Villa Soranzo
RIVIERA DEL BRENTA
Fiesso d’Artico
Villa Benzi,
la Brenta a Fiesso
interno vi sono
interessanti affreschi stuccati attribuiti al Ceruti.
Abbiamo lasciato per ultima la
chiesa di Fiesso, dedicata alla
SS. Trinità. La
prima chiesa è
ricordata in un documento del 1115, con annesso monastero. L’attuale fu riedificata fra il 1722 e il 1738, consacrata
nel 1837. L’altar maggiore, opera di Domenico Verona, è del
1735. Opere settecentesche sono le tele sugli altari di destra: “S. Antonio”, “S. Ubaldo re e le Anime purganti”, “S.
Carlo Borromeo”. Dietro l’altar
maggiore, la “Trinità” è opera
di fine Cinquecento, forse della
scuola di Tintoretto. Nel secondo altare di sinistra, G. B. Pittoni
ha dipinto la “Madonna del Rosario”, mentre la “Gloria della
SS. Trinità” sul soffitto (1767) è
di Jacopo Guarana e gli stucchi
del Solari.
Gottheiten abgebildet sind. Ein Zimmer am Erdgeschoss
birgt Fresken aus dem XVI Jahrhundert, mit Figuren und
Landschaften, und zwei Kamine, die auch im XVI Jahrhundert im Stil des Manierismus geschafft wurden. Auch Palazzo Benzi lohnt einen Besuch. Es handelt sich um ein
kleines aber elegantes Gebäude aus dem frühen VII Jahrhundert. Im Innern kann man interessante stuckierte Fresken sehen, die dem Ceruti zugeschrieben worden sind.
Wir haben als letzten Besuch die Kirche von Fiesso
verlassen, die der Hl. Trinität gewidmet ist. Die früheste
Kirche mit dem anliegenden Kloster wird in einem Dokument aus dem Jahr 1115 erwähnt. Das gegenwärtige
Gebäude wurde zwischen 1722 und 1738 neu errichtet
und dann im Jahr 1837 eingeweiht. Der Hauptaltar ist
ein Werk aus dem Jahr 1735 von Domenico Verona. Die
aus dem XVIII Jahrhundert stammenden Gemälde auf
die Altare der rechte Seite zeigen: “S. Antonio“, “König
S. Ubaldo und die Büßerseelen “,San Carlo Borromeo“.
Hinter dem Hauptaltar hängt ein Gemälde “die Trinität“,
vielleicht der Schule von Tintoretto. Der zweite Altar auf
der linke Seite birgt ein Werk von G.B. Pittoni, “Madonna
des Rosenkranzes“und die Decke ist mit einer Malerei
“Die Ehre der Trinität“von Jacopo Guarana und die Stucken von Solari geschmückt.
18
Der Fluß Brenta
bei Fiesso.
Oben: Villa Benzi
RIVIERA DEL BRENTA
Pianiga
Pianiga si trova nella parte settentrionale della Riviera
del Brenta, caratterizzata ancora dalla centuriazione
romana, evidente per la presenza del “graticolato”.
un po’ di storia
Pianiga si trovò compresa nel territorio interessato a una
vasta opera di divisione agraria e deve forse il suo nome
proprio al luogo pianeggiante: “vicus planus”. Lo storico
Tito Livio, infatti, parla dell’esistenza di “vici” soggetti a
Padova. E in effetti Pianiga per molto tempo gravitò politicamente ed economicamente verso Padova. Comunque a
dare espressamente notizia su Pianiga resta un documento risalente all’anno 1085.
da visitare
La facciata della
chiesa di S. Martino;
a destra, la porta
del campanile
La chiesa di San Martino di Pianiga viene nominata già
nel 1136, il che significa che il territorio aveva un certo
spessore insediativo, sia per le attività agricole, sia per
un frequente movimento di uomini e cose. L’edificio è
molto interessante, perché conserva una sua validità artistica nelle sue ben definite componenti duecentesche,
nonostante sia stata rimaneggiata nel 1555 e infine nel
1977-78. Da osservare l’originale porta d’ingresso,
sulla quale c’è un affresco con San Martino a cavallo che si fa risalire al 1645. All’interno della chiesa, sulla
destra, si vede la Cappella del Battistero. Costruita
nel 1554, nel 1606 fu restaurata e affrescata. Non si conosce il nome del pittore, ma si tratta certamente di un
notevole manierista veneto. Da osservare poi è anche la
tela seicentesca che si trova sulla porta laterale di destra,
raffigurante la “Lavanda dei piedi”, mentre sulla porta
che dà in sacristia è visibile il frammento cinquecentesco
di una Madonna.
Ma ciò che più interessa vedere all’interno della chiesa è
senz’altro, dietro l’altare maggiore, il polittico di Francesco Bissolo (1470-1554), scolaro di Giovanni Bellini.
Un’opera di grande nobiltà formale. L’altare è ornato di due angeli
attribuibili con buona probabilità
a Francesco Rizzi. Altre opere si possono vedere: il bassorilievo sopra una porta
di sinistra, databile al primo
Cinquecento e che raffigura
la Madonna col Bambino;
una “Pietà” con San Carlo
e Sant’Antonio da Padova,
databile al secolo XVII, opera di buon livello artistico
di un pittore veneto; una
tela del Seicento, sopra
Pianiga befindet sich auf der Nordseite der Riviera del
Brenta, die noch in altrömischen Zenturien geteilt ist,
wie die Anwesenheit des “Graticolato Romano“(antikes
Straßennetz aus der Römerzeit) beweist.
19
ein wenig geschichte
Pianiga befand sich in Römerzeit in einem Lande, das in
der Aufteilung der landwirtschaftlichen Fläche mit einbezogen wurde. Diese Ortschaft erhielt ihren Namen von “vicus
planus “(Flachem Ort) Der Historiker Tito Livio berichtet
über “vici“, die Padua unterworfen waren. Und tatsächlich
war Pianiga lange Zeit politisch und wirtschaftlich ein Satellit von Padua aber das Städtchen wurde erst später in
einem Dokument aus dem Jahre 1085 erwähnt.
.
sehenswürdigkeiten
Die Kirche von San Martino in Pianiga wurde schon
im Jahr 1136 erwähnt und das bedeutet, dass die
Ortschaft schon dicht besiedelt und wichtig war, sei
es wegen der Ackerbautätigkeit, sei es wegen des
häufigen Verkehrs von Menschen und Waren.
Das Gebäude ist sehr interessant, weil es seine
künstlerische Wirkung dank seinen aus dem XIII
Jahrhundert stammenden Elementen behalten
hat, auch wenn es 1555 und endlich 1977/78 umgebaut wurde. Erwähnenswert ist das eigenartige
Eingangstor, das mit einem aus dem Jahre 1645
stammende Fresken geschmückt ist, der San Martino a cavallo (zu Pferde sitzender San Martino)
zeigt. Im Inneren der Kirche sieht man auf der rechten
Seite die Taufkapelle. Sie wurde 1554 errichtet und
1606 restauriert und mit Fresken verziert. Der Name des
Malers ist unbekannt, aber es muss sich wahrscheinlich
um einen ansehnlichen venetischen Manierist handeln..
Auf der rechten Seiteneingang hängt ein aus dem XVII
Jahrhundert stammendes Gemälde, das die “Lavanda
dei piedi“(die Fußwaschung) zeigt und auf der Tür, die
zur Pfarrhaus geht, ist ein Bruchstück einer aus dem XVI
Jahrhundert stammenden Madonna sichtbar. Hinter dem
Hauptaltar wird dann unsere Interesse vom Polyptychon von Francesco Bissolo (1470-1554) erweckt, einem
Schüler von Giovanni Bellini. Dieses Werk ist wegen seiner
vortreffliche Form zu bewundern. Der Altar ist mit zwei
Engeln verziert, die Francesco Rizzi mit Wahrscheilichkeit zugeschrieben werden können.
Wir können hier auch andere Werke bewundern, wie z.B.
das Basrelief über eine Tür auf der linke Seite, das aus
dem frühen XVI Jahrhundert stammt und die Madonna mit dem Kind darstellt; eine “Pietà“mit San Carlo
und Sant‘ Antonio aus Padua, ein Kunstwerk auf gutem
künstlerischem Niveau von einem venetischen Maler; ein
Die Tür des
Glockenturms. Links:
die Jungfrau mit
dem Kind aus der
Kirche San Martino.
Unten: die
Kirchenfassade
20
RIVIERA DEL BRENTA
Pianiga
Villa Rizzi,
facciata e parco
la porta laterale di sinistra, che raffigura l’Ultima Cena;
una pala, sul primo altare di sinistra, con “Madonna
del Rosario e Santi”, che è databile al 1500 e presenta alcuni elementi di tendenza tintorettesca. Infine uno
sguardo al soffitto, dove un affresco rappresenta le virtù
teologali, Fede, Speranza e Carità. Di scuola veneta
del ‘700, si è prospettato come autore Giambattista
Crosato. Merita un’occhiata anche il portale d’ingresso a settentrione, sul quale un bassorilievo rappresenta
San Martino a cavallo e due angeli, assegnabile quasi
con certezza alla bottega dei Bonazza e con ragionevole
probabilità a Tommaso Bonazza (ca. 1696-1775), che fu
molto operoso nel territorio padovano. Bello è il campanile, con quei suoi caratteri trecenteschi particolarmente
marcati.
Merita attenzione, fuori della chiesa, quella palazzina
domenicale dalla struttura tardo settecentesca, la cui cinta e il giardino sono abbelliti da sei statue in pietra tenera, anch’esse probabilmente della bottega dei Bonazza e
forse di mano di Tommaso Bonazza.
Ma anche a Pianiga è presente una interessante costruzione cinquecentesca: Villa Rizzi, con parco e con caratteristici annessi agricoli, in coerenza con il tipico ambiente di campagna in cui sorge Pianiga, nell’ambito di
quella programmazione territoriale quale fu l’antica divisione
agraria.
il paesaggio
Come s’è detto, l’intero territorio dove è sorta Pianiga è stato
interessato dal “graticolato
romano”, che si allargava da
Pianiga a Santa Maria di Sala
fino a Mirano. E questo è sostanzialmente il volto ambientale che caratterizza ancora
questa zona.
Pur con le trasformazioni degli anni e il dinamismo moderno, la componente fondamentale è solidamente legata alla campagna coltivata, alla fiorente vegetazione
arborea, al verde, che offrono un ecosistema sereno, nel
quale è ancora possibile immergersi, percorrendone lo spazio aperto e gustandone
la placida bellezza.
aus der XVII Jahrhundert stammende Bild, über das linke
Eingangstor, das “das Letzte Abendmahl“zeigt; ein
aus dem XVI Jahrhundert stammendes Altarbild, das
auf dem ersten Altar links hängt und eine “Madonna des
Rosenkranzes und Heiligen“darstellt. Das Bild zeigt einige Elemente, die den Einfluss von Tintoretto verraten. Wir
werfen einen Blick auf die Decke, die mit einem Fresken
von venetischer Schule aus dem XVIII Jahrhundert verziert
ist und die göttlichen Tugenden, Glaube, Hoffnung und
Liebe zeigt. Die Fresken sind dem Maler Giambattista
Crosato zugeschrieben worden. Aufmerksamkeit verdient
das nördliche Kirchenportal, worüber ein Basrelief
ein zu Pferde sitzende San Martino und zwei Engel zeigt.
Das Basrelief kann mit an Wahrscheinlichkeit grenzender
Sicherheit dem Werkstatt der Familie Bonazza und mit
annehmbarer Wahrscheinlichkeit Tommaso Bonazza (ca.
1696-1775) zugeschrieben werden, der zur Zeit im Gebiet
um Padua als Künstler sehr tätig war.
Schön ist der Glockenturm, der besonders prägende
Merkmale aus dem Stil des XIV Jahrhundert zeigt.
Aus der Kirche verdient Aufmerksamkeit ein Herrenhaus, das eine Struktur im Stil des späten
XVIII Jahrhunderts zeigt und dessen Einfriedung und dessen Garten mit sechs Statuen aus Stein geschmückt sind,
die im Werkstatt der Familie Bonazza und vielleicht von
Tommaso Bonazza selbst geschaffen wurden.
Auch in Pianiga finden wir ein sehr interessantes aus dem
XIV Jahrhundert stammendes Gebäude: die in einem Park
eingebettete Villa Rizzi, mit charakteristischen landwirtschaftlichen Nebengebäuden, die mit der landwirtschaftlichen Umgebung von Pianiga eine stimmige und
konsequente Einheit darstellen, im Bereich der räumliche
Planung, die mit der Aufteilung der landwirtschaftlichen
Fläche übereinstimmt.
die landschaft
Wie schon erwähnt, das ganze Gebiet, wo Pianiga liegt,
wurde von dem “Graticolato Romano“(antikes Straßennetz aus der Römerzeit) miteinbezogen, der sich von
Pianiga bis Santa Maria Di Sala und dann bis nach Mirano erstreckte. Das aus der Aufteilung der landwirtschaftlichen Fläche stammende Aussehen der Landschaft,
charakterisiert noch heute dieses Gebiet. Trotz der im
Laufe der Jahren vorgehenden Veränderungen und der
aktuellen dynamischen Lebensweise der Bewohner ist der
Hauptbestandteil dieses Gebietes von Ackern, Wäldern
und von Feldern charakterisiert, die einen ausgewogenen
Ökosystem bilden, wo man sich noch verlieren kann, indem man den offenen Land durchquert und die Ruhe und
die Schönheit dieser Landschaft genießt.
Villa Rizzi, Fassade
und Park
RIVIERA DEL BRENTA
Stra
Villa Nazionale Pisani
vista dall‘alto,
la facciata e a destra
particolari delle
statue nel parco
Ma ora ci aspetta una delle visite più interessanti della Riviera del Brenta, perché qui è possibile vedere e visitare la più splendida delle Ville venete, la più grandiosa e lussuosa.
In Strà erwartet uns einen der interessantesten
Besuchen in der Riviera der Brenta. Hier kann man
die prächtigste, prunkvollste und großartigste unter
den Villen sehen und besichtigen.
un po’ di storia
ein wenig geschichte
Il nome è di derivazione latina: “strata” ossia “strada lastricata” e appare in un documento del 1008, con riferimento però a San Pietro di Stra, mentre Stra era nota con
il nome di “Fossolovara”(“fossa dei lupi”), come risulta
da documenti del 1028 e del 1064. Il territorio era attraversato dalla celebre strada militare Emilia-Altinate,
costruita dal console Marco Emilio Lepido per congiungere Padova ad Altino e Aquileia. All’epoca romana Stra
era paese prevalentemente agricolo e pastorale. Durante
il Medioevo subì gravi danni dalle invasioni barbariche,
poi dal XIV secolo, legata alla storia di Padova, fu travolta
dalle innumerevoli guerre tra Padova e Venezia, soprattutto per motivi di confini, di diritti sul Brenta, di deviazioni del fiume. Cadde per breve tempo sotto il dominio
di Ezzelino da Romano, finché, con il trattato tra Venezia
e i Visconti, passò sotto la signoria di Milano, alla quale
la sottrassero i padovani condotti da Francesco da Carrara. Nel XVI secolo, dopo la guerra detta di Cambrai, Stra
divenne territorio veneziano e tranquillo soggiorno della
nobiltà della Serenissima, che si fece costruire lungo la
Riviera del Brenta le ville più fastose.
Der Name Strà stammt aus dem lateinischen Wort
“strata“d.h. “gepflasterte Straße“und erscheint in einem Dokument aus dem Jahre 1008, in Bezug aber
auf San Pietro in Strà, weil die heutige Ortschaft Strà
damals mit dem Namen “Fossalovara“(Wolfgrube)
bekannt war, wie Dokumente aus dem Jahre 1028 und
1064 beweisen. Das ganze Gebiet war von der bekannten militärischen Straße Emilia-Altinate durchzogen,
die der Konsul Marco Emilio Lepido erbauen ließ, um Padua mit Altino und Aquileia zu verbinden. Zur römischer
Zeit wurden in dieser Gegend überwiegend den Ackerbau und die Viehzucht getrieben. Während des Mittelalters erlitt aber die Ortschaft schwere Schaden von den
Völkerwanderungen und später vom XIV Jahrhundert
wurde,die Geschichte von Padua miterlebend, von den
zahllosen Kriegen zwischen Padua und Venedig gequält,
die wegen den verschiedensten Beweggründen(wie z. B.
den Grenzen, den Rechte auf den Brenta, der Umleitung
des Flusses) geführt waren.
Sie fiel nur kurzer Zeit unter der Herrschaft von Ezzelino
da Romano, bis sie wegen der Allianz zwischen Venedig
und der Familie Visconti unter der Herrschaft von Mailand gelangte, woraus sie von den von Francesco da
Carrara geführten Paduaner befreit wurde. Im XVI Jahrhundert nach dem Krieg von Cambrai wurde Strà zum
venezianischen Grundbesitz und zum Aufenthaltsort der
Patrizier der Seerepublik, die sich hier den Brenta entlang die prächtigsten Villen errichten ließen.
da visitare
Sull’ansa del naviglio, si innalza la più nota fra le
residenze patrizie disseminate lungo tutta la Riviera del Brenta: Villa Pisani (ora Nazionale), magnifica e regale costruzione settecentesca, su disegno
di Girolamo Frigimelica e poi rielaborata da Francesco
Maria Preti (1736-56).
Possiamo dare solo alcune indicazioni, rinviando per i
particolari a una guida speciale, data la complessità e la
vastità dell’edificio.
Il corpo centrale della villa con loggiato è sostenuto
da cariatidi, il timpano ornato di statue. Le due ali laterali
hanno lesene ioniche e una balaustra con statue sul tetto.
All’interno, sale e salotti tutti
affrescati, con mobili del XVIII e
XIX secolo.
Lo splendente salone da
ballo occupa la parte centrale
dell’edificio e sul soffitto giganteggia uno splendido affresco di Giambattista Tiepolo,
“Gloria di Casa Pisani” (176162); prospettiva di G. Mengozzi
sehenswürdigkeiten
An einer Windung des Brentaflusses liegt die bekannteste
unter den aristokratischen Villen, die die ganze Riviera del
Brenta säumen: Villa Pisani, heute auch die Nazionale
genannt, ein prächtiger und großartiger aus dem XVIII
Jahrhundert stammender Landsitz, dessen ursprünglicher Entwurf von Girolamo Frigimelica war und
21
Die Statuen im Park
der Villa Pisani.
Links: Luftaufnahme
der villa und
Fassadenansicht
RIVIERA DEL BRENTA
Stra
Villa Nazionale
Pisani:
affresco di Jacopo
Guarana (1770),
il Labirinto,
la grande vasca con
la facciata posteriore
e a destra, l‘ingresso
Colonna e, nella galleria che gira tutto attorno, affreschi
a chiaroscuro di Giandomenico Tiepolo, al quale si deve
anche il disegno dei cancelli in ottone argentato.
Di fronte alla villa, si stende il parco, meraviglioso e ricco
di piante di ogni specie.
Nella parte posteriore della
villa, imponente quanto la facciata, vi è una lunghissima
vasca, alla quale fanno da
sfondo la serra e una graziosa
palazzina con fronte neoclassica a colonne a timpano adibito
a scuderia: i box per i cavalli
sono contrassegnati ognuno
con una colonna di legno
che regge un cavallo rampante
pure ligneo.
Ai lati della villa, le due scenografiche cancellate sono opera del Frigimelica. Le
grandi statue sparse per il parco sono state eseguite da
Giovanni Bonazza, intorno al 1718.
Il Labirinto, anch’esso opera del Frigimelica, come l’Esedra, la ghiacciaia e le scuderie, considerate forse il suo
capolavoro per la loro ariosità e la teatralità rococò.
In conclusione, una costruzione unica, da visitare con
calma e tempo a disposizione, perché tra salotti, sale,
stanze ci si perde a contemplare.
Certamente, usciti dalla visione di tanto splendore architettonico e di sfarzo degno di una reggia, il resto può
sembrare appannato. Invece ci sono
ancora costruzioni da ammirare:
oltre il Naviglio, in frazione S. Pietro, si vede la cinquecentesca Villa
Loredan; e proseguendo, a destra,
la secentesca Villa Cappello, ora
Giantin, una delle più armoniose piccole ville, tipicamente veneta, con il
salone a pianterreno che va da una
parte all’altra della casa. Presenta la
dessen endgültiger Fertigstellung von Francesco Maria
Preti vollzogen wurde.
Angesichts der Komplexität und des Umfangs
des Stoffes können wir hier nur einige Hinweise zur Besichtigung der Villa geben und
müssen für weitere Erläuterungen auf einen
entsprechenden Kunstführer verweisen.
Der Mittelteil des Gebäudes wird von vier
Karyatiden getragen, während einige Statuen
das Tympanon beleben. Vom Mittelteil gehen
zwei Flügeln aus, die mit ionischen Lisenen
und einer mit Statuen geschmückten Balustrade verziert sind. Der Innenraum birgt mit
Fresken geschmückte Saale und Empfangszimmer mit Einrichtungen aus dem XVIII und
XIX Jahrhundert. Der prachtvolle Festsaal
nimmt das Obergeschoß des Mittelteils ein.
Die Decke wurde von G.B. Tiepolo von 1760
bis 1762 mit der “Glorie der Familie Pisani“,
einem wunderschönen Fresken, gemalt und die
Wände wurden mit einer G. Mengozzi Colonna
zugeschriebene Perspektive geschmückt. Die
Wände des Festsaals werden von einer mit
Helldunkelfresken von Giandomenico Tiepolo geschmückten Galerie umrahmt, deren
Messinggittern auch von Giandomenico Tiepolo gezeichnet worden sind.
Vor der Villa erstreckt sich der wunderschöne
Park, reich an Pflanzen jeder Art. Beim Hintereingang der Villa, der so schon wie die Fassade
ist, liegt ein eindrucksvolles Wasserbekken, das als Hintergrund ein Gewächshaus
und ein kleines hübsches als Stallungen benutztes Gebäude mit neoklassischer Fassade
hat, die mit Säulen und Giebelfeld verziert
wurde. Die Boxen für die Pferde sind jeder mit einer Säule aus Holz gekennzeichnet, die ein auf den Hinterbeinen
stehender Pferd auch aus Holz trägt. Die zwei effektvollen
Gitterwerke, die an beiden Seiten der Villa zu sehen
sind, wurden von Frigimelica entworfen. Die prächtigen
Skulpturen die den Park beleben, wurden um 1718 von
Giovanni Bonazza geschaffen.
Auch das Labyrinth wurde nach einem Entwurf von Frigimelica realisiert wie übrigens das Halbrund, das Lager
und die Stallungen, die wegen Großzügigkeit und Prunk
im Stil des Rokoko als sein Meisterwerk gehalten werden.
Villa Pisani ist ein einmaliges Kunstwerk, und es lohnt
sich ihrem Besuch Zeit und Ruhe zu gönnen, um ihre Empfangszimmer, ihre Saale und Gemächer zu erkunden und
um sich beim Betrachten zu verlieren.
Sicher wenn wir den Glanz und architektonischen Prunk
dieser schlossähnlichen Villa bewundern, können wir ge-
22
VILLA
NAZIONALE PISANI
Erdgeschoßvestibül.
Links: Fresko von
Jacopo Guarana
(1770), das Labyrinth
im Park, das große
Becken im Park und
die Gartenfassade
der Villa
RIVIERA DEL BRENTA
Stra
Villa Loredan,
Villa Cappello,
vista dall‘alto della
Villa e Barchessa
Foscarini Rossi,
scarpe storiche
al Museo della
calzatura,
la facciata della
villa, e a destra. un
salone affrescato
della Barchessa
sua scalinata a doppia rampa, che sale all’androne a tre
archi, dominato dalla trifora della sala centrale, con sopra
un timpano.
Da ammirare il lussureggiante giardino. Subito dopo, la
pregevole Villa Foscarini, ora Rossi, dall’impronta neoclassica, che risente senz’altro dell’arte palladiana, soprat-
tutto per il pronao e la loggia sovrastante. All’interno sono preziosi i soffitti con begli affreschi,
come pure le pareti, con opere di Domenico
Bruni (1652), di Sebastiano Mazzoni, e di
alunni di Giuseppe Jappelli.
Particolarmente deliziosa la facciata che
guarda sul Brenta. Progettata da Vincenzo Scamozzi, ha subito poi dei rimaneggiamenti neoclassici da parte di Giuseppe
Jappelli. Interessanti sono le decorazioni del
salone della barchessa di Domenico Bruni e alcune,
forse, di Pietro Liberi.
Vi è annesso il Museo della calzatura.
Seguono poi, in località Fossolovara, la Villa
Badoer, ora Draghi, quattrocentesca, con portico
centrale a tre archi e tracce di decorazioni pittoriche sulle
pareti esterne; la Villa Bernardi Valier, una bella costruzione settecentesca; la Villa Zoldan Cecchini, rimaneggiata da Andrea Urbani, nel 1748, con un grande atrio
e un vasto giardino, e infine la fastosa secentesca Villa
Gritti Moschini, di carattere ottocentesco. Sui pilastri
dell’ingresso sono da ammirare statue di Giovanni Ferrari, ma non meno interessanti sono le scuderie di G.
Antonio Selva.
Insomma tutto fa di Stra un punto d’incontro eccezionale
con un passato che sa di favoloso per il fasto e la perfezione delle linee di tante famose dimore.
blendet werden. Es gibt aber noch sehenswerte Gebäude,
die auf uns warten.
Nach dem Naviglio bei der Ortschaft San Pietro sieht man
die aus dem XVI Jahrhundert stammende Villa Loredan,
und weiter auf der rechte Seite, die im XVIII Jahrhundert
errichtete Villa Cappello (heute Giantin genannt) eine
sehr ausgewogene kleine Villa im typischen Stil der Veneter,
die einen Salon beherbergt, der das ganze Erdgeschoß einnimmt. Eine doppelte Treppe führt zum vom Dreipassfenster des Hauptsaal beherrschten Hausgang, der mit drei
Bogen, die ein Tympanon stützen, versehen ist. Man sollte
nicht versäumen, der üppige Garten zu bewundern.
Nicht weit entfernt treffen wir die kostbare im neoklassischen Stil errichtete Villa Foscarini heute Rossi genannt, die uns mit einer charakteristischen sechssäuligen
Vorhalle mit Balustrade nach dem Vorbild von Palladio
vorkommt. Im Innenraum sind die kostbare Decke und
die Wände mit schönen Fresken, Werken von Domenico
Bruni (1652), Sebastiano Mazzoni, und von Schülern von
Giuseppe Jappelli verziert.
Besonders erwähnenswert ist die hübsche Fassade, die
sich im Flusse Brenta spiegelt. Sie wurde von Vincenzo
Scamozzi entworfen und später von Giuseppe Jappelli in neoklassischem Stil umgearbeitet. Sehr interessant
sind die Verzierungen des Salons der Barchessa, die Domenico Bruni und teilweise vielleicht auch Pietro Liberi
zugeschrieben werden. Die Villa beherbergt auch das anliegende Museum der Schuhwaren.
Es folgen dann bei der Ortschaft Fossolovara, die aus
dem XV Jahrhundert stammende Villa Badoer (heute
Draghi genannt) mit zentralem auf drei Bogen
stützendem Laubengang
und Resten der malerischen Verzierungen an
den Außenwänden.; die
schöne im XVIII Jahrhundert errichtete Villa
Bernardi Valier ; die
Villa Zoldan Cecchini,
die im Jahr 1748 umgearbeitet wurde. Sie birgt
eine prächtige Vorhalle
und einen ausgedehnten Garten. Schließlich die Villa
Gritti Moschini, die im XVIII errichtet wurde aber Merkmale aus dem Stil des XIX Jahrhunderts zeigt. Die Pilaster
bei dem Eingang stützen Statuen von Giovanni Ferrari,
und erwähnenswert sind die Stallungen von G. Antonio Selva. Alle diese prachtvolle und ausgezeichnete Residenzen machen Strà zu einem einzigartigen aus einer
zauberhaften Vergangenheit stammenden Treffpunkt von
Kultur, Kunst und Natur.
23
Ein freskierter
Saal der Barchessa
Foscarini Rossi.
Links: Villa Loredan,
Villa Cappello,
Luftaufnahme
der Villa Foscarini
Rossi mit der
Barchessa. In der
Villa befindet sich
das Schuhmuseum
24
RIVIERA DEL BRENTA
Vigonovo
Palazzo Zanon,
oggi sede comunale
e un particolare
della facciata,
a destra particolare
del timpano
di una casa dell‘800
in piazza Marconi
e la torretta
ex colombaia
e pollaio dietro
il Comune
Siamo al limite estremo della provincia di Venezia
verso Padova, della cui influenza Vigonovo risente
maggiormente.
Wir befinden uns hier an der äußersten Grenze der
Provinz Venedig in Richtung Padua, dessen Einfluß in
Vigonovo viel spürbarer ist als der von Venedig.
un po’ di storia
ein wenig geschichte
Vigonovo deve il suo nome “vicus novus” (villaggio nuovo), in epoca romana, a un insediamento fatto su uno
precedente abbandonato per una delle tante disastrose
alluvioni del Brenta. Comunque Vigonovo compare quale
località nel 1097 e su di essa il vescovo di Padova esercitava i diritti feudali. Prima quasi esclusivamente boschivo,
poi adattato anche in parte all’agricoltura, il territorio fu
frequente causa di liti fra autorità ecclesiastiche di Padova
e alcuni nobili casati. Nel XIII secolo Vigonovo fu soggetto
alla signoria degli Ezzelini e quindi coinvolto in tutte le
guerre del tempo, passando dai Dalla Scala ai Da Carrara,
finché, con l’assoggettamento di tutto il territorio padovano a Venezia, anche Vigonovo finì sotto il dominio della
Serenissima.
Vigonovos Name stammt aus dem lateinischen “vicus
novus“(neues Dorf); zur Zeit der Römer war es eine neue
Ansiedlung an der Stelle eines früheren Dorfes, das infolge
der viele katastrophalen Überschwemmungen durch den
Brenta verlassen worden war. Doch Vigonovo wird 1097
als Ortschaft erwähnt, worüber der Bischof von Padua Lehenrechte besaß. Zunächst war das Gebiet fast völlig von
Wäldern bedeckt, dann wurde es teilweise für die Landwirtschaft benutzt, doch oft war es die Ursache für Streitigkeiten zwischen der Kirche von Padua und manchen
adeligen Familien. Im 13. Jh. war Vigonovo von der Familie
Da Romano beherrscht, dann in all die damaligen Kriege
miteinbezogen, wobei es unter die Herrschaft vieler Familien von den Dalla Scala bis hin zu den Da Carrara geriet, bis
es nach der Eroberung der ganzen Region um Padua durch
die Venezianer auch auf die Republik Venedig überging.
da visitare
Sono tre gli elementi particolari di Vigonovo: il
Canale Brenta-Cunetta, l’industria della
calzatura e le case dominicali costruite anche qui, come in tutta la Riviera.
Dopo aver preso contatto con le molte e
notissime industrie e
attività artigianali e
commerciali, che hanno favorito lo sviluppo
edilizio e trasformato
il territorio in un centro
vivace e dinamico, facciamo visita in Piazza
Marconi alla Chiesa
parrocchiale, costruita probabilmente dopo
una delle disastrose alluvioni del Brenta e
consacrata nel 1739, mentre il campanile risale al secolo scorso.
L’altar maggiore è settecentesco e opera del
Rizzi. La pala dell’altare di sinistra è di Giandomenico Tiepolo: “La discesa dello Spirito
Santo”. Da osservare anche una tela di Pietro
Liberi: “S. Domenico e S. Caterina” e nel transetto di sinistra un dipinto della seconda metà
del Quattrocento “La Vergine e il Bambino”,
attribuito a Giacomazzo di Vigonovo.
In centro c’è da vedere poi l’edificio gentilizio,
ora sede municipale.
sehenswürdigkeiten
Drei sind die besonderen Merkmale von Vigonovo: der Kanal Brenta-Cunetta, die Schuhindustrie und die Herrenhäuser, die auch hier,
wie überall in der Region des Brenta-Kanals errichtet wurden.
Nachdem man kurz die vielen und bekannten
Industrie-, Handwerks- und Handelsbetriebe
gesehen hat, die die Bebauung begünstigt und
das Gebiet zu einer lebhaften und dynamischen
Wirtschaftsregion gemacht haben, besichtigen
wir in der Piazza Marconi die Pfarrkirche, die
wahrscheinlich nach einer der katastrophalen
Überschwemmungen durch den Brenta gebaut
und 1739 eingeweiht wurde, während der Bau
des Glockenturms auf das letzte Jahrhundert zurückgeht.
Der Hauptaltar ist ein Werk von Rizzi aus dem 18. Jh. Das
Gemälde auf dem linken Altar ist eine Darstellung der
Niederkunft des Heiligen Geistes von Giandomenico
Tiepolo. Zu sehen gibt es noch ein Gemälde
von Pietro Liberi mit
den heiligen Dominikus
und Katharina und
im linken Querschiff
ein Gemälde aus der
zweiten Hälfte des 15.
Jh. mit der Jungfrau
und dem Kind, das
dem Maler Giacomazzo di Vigonovo
zugeschrieben wird.
Im Stadtzentrum ist
das sehenswerte Herrenhaus der heutige
Detail des Giebels
eines Hauses aus
dem 19. Jh. in Piazza
Marconi. Oben:
der ehemalige
Taubenschlag und
Hühnerstall hinter
dem Rathaus. Links:
Palazzo Zanon,
heute Rathaus,
Detail aus der
Fassade
RIVIERA DEL BRENTA
Vigonovo
Villa Sagredo,
a destra,
il fiume Brenta
Se seguiamo ora Via Veneto, arrivando al ponte che valica
il Brenta, subito dopo possiamo notare sulla sinistra Villa
Ajaccio, un bel palazzo di pianta settecentesca in stile
veneziano.
Ancora sulla sinistra del fiume incontriamo l’imponente
Villa Ceccato, subito visibile e prospiciente la strada,
con le sue adiacenze.
Imbocchiamo poi Via Sagredo, che porta dinanzi all’omonima solitaria Villa Sagredo, sorta forse sul posto
di un antico castello romano e trasformato nel secolo XVI
da un grande architetto. Qualcuno ha pensato addirittura
a Sansovino. Immersa nel verde, è da ammirare per l’architettura sobria, ma molto elegante, le caratteristiche trifore e le finestre arcuate e il poggiolo del piano nobile.
Da ricordare che Galileo Galilei fu ospite di
Giovanni Sagredo, figlio
di Giovan Francesco, che
ritroviamo protagonista
di una delle opere più
celebri di Galileo, “Dialogo sopra i massimi sistemi del mondo”.
Un piccolo oratorio e
le barchesse completano il quadro d’insieme
esterno della villa. In Via
Mazzini, per chi voglia
avere l’idea della tipologia di una vecchia casa
rurale del territorio, ce
n’è una da vedere.
Ma perché infine non
percorrere gli argini del
Brenta, salirvi per i numerosi sentieri, fermarsi
poi magari alla zona di
Sarmazza?
Si scoprirà un ambiente
così singolare da essere
forse stimolati a rivisitarlo.
Vale la pena di percorrere anche gli argini
del canale ottocentesco
Brenta-Cunetta e godere la tranquillità dei
suoi canneti e delle anse
dove si alzano le gallinelle d’acqua e si respira
solitudine e serenità.
Sitz der Stadtverwaltung. Geht man nun in die Via Veneto
bis zur Brücke über dem Brenta, kann man gleich auf der
linken Seite Villa Ajaccio bemerken, einen schönen Palast
mit typisch venezianischem Grundriß aus dem 18. Jh.
Weiter auf dem linken Flußufer findet man die mächtige Villa Ceccato, die mit ihren Nebengebäuden von der Straße
her gleich bemerkbar ist.
Wir biegen dann in die Via Sagredo ein, die an der gleichnamigen Villa Sagredo vorbeiführt; sie entstand vermutlich an der Stelle eines alten römischen Schlosses und wurde im 16. von einem sehr fähigen Architekten umgebaut.
Manche vermuten sogar Sansovino als den Architekten. Bei
der im Grün gelegenen Villa sind die einfache, doch sehr
elegante Architektur, die bemerkenswerten dreibogigen
Fenster, die spitzbogigen Fenster und der Balkon im
Obergeschoß zu bewundern.
Sogar Galileo Galilei war Gast von Giovanni Sagredo,
dem Sohn von Giovan Francesco, den man als Hauptfigur
in einem der berühmtesten Werke von Galileo, dem “Dialog
über die zwei Weltsysteme“, wiederfindet.
Eine kleine Kapelle und die Barchesse (Lagerhäuser) vollenden den Gesamtanblick auf die Villa. Wenn man ein typisches altes Bauernhaus sehen möchte, so wie es in der Gegend üblich war, findet eines noch in dieser Straße.
Doch warum nicht auch die Ufer des Brenta entlanglaufen?
Oder durch die zahlreichen Pfade auf die Ufer steigen? Um
dann vielleicht bei Sarmazza anzuhalten?
Auf diese Weise wird man eine so einzigartige Umgebung
entdecken, daß man Lust auf ein Wiedersehen bekommt.
Es lohnt sich, die Ufer des Kanals Brenta-Cunetta (19. Jh.)
entlang zu laufen, um die Stille im Schilf und in den Flußbiegungen zu genießen, wo Teichhühner abfliegen und man
Einsamkeit und Heiterkeit atmet.
25
Der Fluß Brenta.
Links:
Villa Sagredo
RIVIERA DEL BRENTA
Il paesaggio della Riviera del Brenta
Una stampa
di G.Costa
da “Le delizie
del fiume Brenta“,
e navigazione
turistica lungo
il fiume
Certamente per prima cosa la Riviera del Brenta attira
l’attenzione curiosa del visitatore per le decine e decine
di ville progettate e affrescate da grandi artisti, come s’è
visto. Attraenti per l’armonia delle linee esterne e per gli
affreschi interni, oltre che affascinanti per i richiami storici e i celebri personaggi che in molte di esse vi hanno
abitato o sostato.
Ma chi si fermasse solo alla contemplazione sia pure doverosa e ammirata di esse, perderebbe forse un’occasione
preziosa, perché quelle ville accrescono il loro fascino se
viste e osservate attentamente anche nel passaggio di acque dove molte si specchiano e nel verde dei parchi in cui
sono situate.
È da notarsi il senso profondo del bello e dell’arte, certamente, ma anche tutto l’ambiente esterno, studiato
in modo da rendere ariosa la stessa costruzione e serena
la vita, a contatto con una natura
valorizzata nel suo verde splendido e riposante.
Quando ci si inoltra in quelle dimore sontuose di campagna, si
ha la sensazione di tornare indietro nel tempo e ci permette di
gustare almeno per qualche ora
una dimensione nuova, più umana della vita.
Perciò sono consigliati gli itinerari
in bicicletta attraverso i paesi bagnati dal Brenta: si scoprono angoli deliziosi, anse capaci di ricreare suggestioni
incancellabili. Ma addentrandosi un po’ nella campagna
si scoprono strade e sentieri che isolano in un verde incantevole chi ama ancora la natura. Insomma, le stesse
ville accrescono il loro fascino architettonico proprio perché inserite nell’ambiente circostante, in perfetto equilibrio tra linee e forme, e ambiente naturale. Si nota perciò
un’euritmia che suscita meraviglia e stupore. Che poi si provano anche avvicinandosi
e inoltrandosi nelle barene o soffermandosi
presso i canali: il Musone, il Canale Novissimo fino alle chiuse di Ca’ Molin, o
più avanti a quelle settecentesche di Mira
Porte.
In conclusione la Riviera del Brenta offre un paesaggio sorprendente a chi ne
percorre le sponde: può scoprire giardini,
alberi maestosi, statue che si riflettono nella
corrente, contrade settecentesche, scorci segreti e romantici, che hanno ispirato celebri
artisti come Canaletto, Bellotto e tanti altri.
Basta saper vedere. E per vedere le occasioni non mancano, attraverso i dieci itinerari
turistici in bicicletta, alla scoperta non solo
die landschaft der brenta-kanals
26
Die Dutzende Villen, die von großen Künstlern entworfen
und freskiert worden sind, sind, wie gesehen, wohl das erste Merkmal der Region des Brenta-Kanals, der sogenannten Riviera del Brenta, das den neugierigen Besucher überrascht. Wegen der Harmonie ihrer äußeren Formen und
der Dekorationen im Inneren, sowie wegen des Zaubers
in den Zeichen der Geschichte und wegen der berühmten
Persönlichkeiten, die in vielen derselben gewohnt oder verweilt haben, ziehen die Villen magnetisch an.
Doch wer sich bloß auf die Beobachtung der Villen beschränkt, könnte vielleicht kostbare Ansichten versäumen, denn diese Villen wirken noch zauberhafter, wenn
man sie aufmerksam auch in ihrer Umgebung aus Wasser,
wo sich viele widerspiegeln, und Parkanlagen sieht und
beobachtet.
Das tiefe Gefühl für das Schöne und die Kunst ist wirklich
bemerkenswert, doch auch die ganze Außenwelt wurde
so gedacht, um das Gebäude selbst leichter und das Leben heiterer zu machen durch den Kontakt mit der Natur,
deren glänzendes und erholendes Grün auf diese Weise
noch stärker wirkt.
Wenn man in diese prächtigen Landvillen tritt, hat man
das Gefühl, in die Vergangenheit zurückzugehen; diese Erfahrung ermöglicht wenigstens für kurze Zeit, eine neuere, menschlichere Dimension des Lebens zu genießen.
So sind die Rundfahrten in der Brenta-Region besonders
für das Fahrrad zu empfehlen: man entdeckt kostbare Ecken und Winkel, die unvergeßliche Eindrücke hervorrufen
können. Doch dringt man in das Land etwas weiter hinein,
entdeckt man Feldwege und Landstraßen, die den Naturliebhaber in ein zauberhaftes Grün tauchen lassen. Die
Villen selbst erhöhen ihren architektonischen Wert, gerade weil sie in ihrer Umgebung ein perfektes Gleichgewicht
von Linien, Formen und Natur erreichen. Man bemerkt
also eine seltene Einigkeit,
die gleichzeitig verwundert
und überrascht. Ähnliche
Gefühle werden beim Anblick und bei der Besichtigung von Sandbänken und
Kanälen wieder wach, wie
dem Musone, dem Canale
Novissimo bis zu den Schleusen von Ca’ Molin, oder
etwas weiter noch bis zu den Schleusen aus dem 18. Jh.
in Mira Porte.
Mit wenigen Worten, der Kanal Brenta bietet demjenigen, der seine Ufer verfolgt, eine überraschende Landschaft: man kann Gärten, majestätische Bäume, Statuen,
Eine Ansicht von
G. Costa aus den
„Vergnügungen
des Flusses
Brenta“; unten
Ausflügler auf
dem Fluß
RIVIERA DEL BRENTA
Il paesaggio della Riviera del Brenta
delle fastose ville della Riviera, ma anche della campagna
attigua, così ricca di antiche case, di bellezze nascoste, di
contrade e angoli verdi. Si tratta di percorrere strade secondarie, alcune sterrate e suggestive lungo gli argini dei
canali. Anche così si può avere un’idea della vera civiltà
del Brenta: attraversando Dolo, paesi come Paluello, Fossò, Celestia, Sandon, Premaore, Camponogara, Calcroci e
Sambruson, si fanno scoperte, spesso inattese, di vecchi
casolari, di percorsi sterrati, dell’antico alveo del Brenta.
Insomma, attraverso strade alternative e poco battute, si
possono ammirare, da una prospettiva insolita, le ville fascinose e i parchi nei quali sono immerse, oltre a godere
di una natura sempre dolce e riposante, di un paesaggio
caldo e tranquillo come quello
della campagna veneta e della
barena, dove si annidano o si
fermano innumerevoli specie
di uccelli.
Anche questo è uno spettacolo
da ammirare, perché non offrirà certo al visitatore sensibile
meno emozioni di quelle provate davanti allo sfarzo delle
ville, alla bellezza dei parchi
che le circondano e delle ac-
Due immagini
della manifestazione
“Riviera Fiorita“
che si svolge lungo
il fiume ogni anno
a settembre,
a destra house boat
a Mira Porte
que che vi scorrono. Veramente la Riviera del Brenta si
presenta come un itinerario turistico unico, anche perché
è il classico e romantico percorso di quelle antiche imbarcazioni che, col nome di “Burchielli”, portavano nobili
viaggiatori e damine incipriate da Venezia agli svaghi della villeggiatura di goldoniana memoria.
Anche oggi questo affascinante itinerario fluviale è percorribile con il Burchiello che, nei mesi estivi, passa sul
Brenta per congiungere Padova e Venezia, permettendo di ammirare il susseguirsi incantevole delle grandi ville
signorili.
die sich im Strom widerspiegeln, kleine Viertel aus dem
18. Jh., geheimnisvolle und romantische Anblicke entdecken, die berühmte Künstler wie Canaletto, Bellotto und
viele andere mehr inspiriert haben. Man braucht nur,
sehen zu können. Und an Gelegenheiten fehlt es dank der
zehn Rundfahrten mit dem Fahrrad nicht, die zur Entdeckung nicht nur der berühmten Villen entlang dem Fluß,
sondern auch des naheliegenden Umlands führen, das so
voll von alten Häusern, von versteckten Schönheiten, von
kleineren Dörfern und grünen Oasen ist. Man fährt auf
Feldstraßen, wovon manche ausgehoben die Ufer entlang
laufen. Auch so kann man einen Eindruck von der wirklichen Zivilisation des Brenta haben: über Dolo durchfährt
man Dörfer wie Paluello, Fossò, Celestia, Sandon, Premaore, Camponogara, Calcroci und Sambruson, und dabei entdeckt man oft unerwartet alte Bauernhäuser, Feldwege
und das alte Flußbett des Brenta.
Mit wenigen Worten, durch Alternativ- und wenig verkehrte Straßen kann man aus einer ungewöhnlichen
Perspektive sowohl die zauberhaften Villen und ihre umliegenden Parke bewundern, als auch eine immer süße
und erholende Natur in einer warmen und ruhigen Landschaft genießen. Es ist die Landschaft des venezianischen
Festlands und der venezianischen Lagune, wo unzählige
Vogelarten brüten und rasten.
Auch das ist ein
bewundernswertes
Schauspiel, denn
dadurch
werden
sicherlich nicht weniger Gefühle wieder wach als durch
die Beobachtung
der Pracht der Villen, der Schönheit
der Parke, die sie
umgeben, und des
Wassers, das darin
fließt.
Zweifellos
stellt sich die Region des Brenta Kanals, die sogenannte
Riviera del Brenta, wie das richtige Gebiet für eine einzige
große Rundfahrt vor, auch weil der Kanal selbst schon immer der klassische, romantische Weg für jene alten Schiffe
war, die mit dem Namen “Burchielli“adelige Herren und
gepuderte Damen aus Venedig zu den Erholungen des Urlaubs auf dem Lande führten, so wie Goldoni sie in seinen
Lustspielen dargestellt hat.
Auch heute kann man in den Sommermonaten auf einem
Burchiello diesen faszinierenden Flußweg hinauffahren;
es fährt auf dem Kanal Brenta von Venedig nach Padua
und ermöglicht dabei, die bezaubernde Reihe der großen
Herrenvillen zu bewundern.
27
Ein Hausboot in
Mira Porte.
Links: zwei Bilder
aus der jährlichen
Veranstaltung
“Riviera Fiorita“
im September
28
RIVIERA DEL BRENTA
Fossò
Particolare
di facciata
e campanile
della Chiesa
di S. Bartolomeo
Si estende nella zona meridionale della provincia in
una fertilissima area pianeggiante, su un percorso che
ricorda antiche strade, nella zona della “Riviera del
Brenta” tra Padova e Venezia, soprattutto quella che
da Vigonovo prosegue per Fossò e poi Camponogara e
Campagna Lupia, per giungere infine presso Lova sul
margine lagunare.
un po’ di storia
Il toponimo “Fossò” deriva con notevole probabilità da
“Fossadum”, con riferimento ad un ramo minore del
Brenta. Non si conosce come si sia formato il primo agglomerato di Fossò, poiché il primo documento che permette
di confermarne l’esistenza risale agli inizi del secolo XI:
si tratta della conferma, data nel 1025 dall’imperatore
Corrado il Salico, all’acquisizione effettuata dall’abate di
Sant’Ilario, Bono, di più poderi (“massaricias”) dislocati in
diverse località, tra cui appunto Fossò.
Un atto di compravendita, poi, di terreni, di poco posteriore (1073), fa sapere che il paese è già formato: gli attribuisce infatti il titolo di “Villa”, specificando che è posto
sotto la giurisdizione della “pieve” di Sarmacia, cioè di
Vigonovo.
La qualifica di “villa” fa pensare senz’altro che Fossò
avesse già allora una chiesa, anche se è necessario arrivare al 1130 per trovare conferma: infatti il vescovo
di Padova, Bellino, tra i beni e i diritti di pertinenza dei
canonici della città comprende anche la “cappella” di
San Bartolomeo di Fossò. Più documenti riportano che nei
secoli dal XII al XV Fossò fu soggetto a Padova, benché,
limitatamente alla seconda metà del secolo XIII, alcuni
diritti giurisdizionali fossero appannaggio del casato dei
Delesmanini, signori di Mirano.
Comunque dalla valutazione dei “fuochi” censiti da Padova nel 1281 si desume che Fossò avesse già una sua
consistenza maggiore di altre località vicine. Fuori dalle
principali direttrici di marcia del tempo, fu raramente
coinvolto nelle guerre del tempo. Tuttavia nel 1380 fu
teatro di uno scontro, durante una delle tante guerre tra
Padova e Venezia, nel quale furono affondate, in un
ramo minore del Brenta, 9 barche cariche di rifornimenti per le truppe veneziane impegnate
contro le milizie padovane dei Carraresi.
Nel secolo XV Fossò passò sotto la Repubblica
di Venezia fino al 1797, quando Napoleone mise
fine alla Serenissima, creando il Regno d’Italia
(1806). I comuni di Fossò e Sandon furono assegnati al Dipartimento del Brenta e l’anno successivo al Dipartimento dell’Adriatico. Caduto
Napoleone, nel 1815 il Veneto passò sotto l’Au-
Die Region von Fossò estreckt sich in dem südlichen
Gebiet der Provinz Venedig in einer äußerst fruchtbaren
flachen Ebene in der Nähe des Brentakanals und auf
einer Strecke, die an alte Straßenverbindugen erinnert,
wie zum Beispiel an die Straße, die von Vigonovo
über Fossò nach Camponogara und Campagna Lupia
führt, um schließlich Lova am Rande der Lagune zu
erreichen.
ein wenig geschichte
Der Name Fossò stammt aller Wahrscheinlichkeit nach
aus “Fossadum“(Kanal) und bezieht sich damit auf einen Nebenfluß des Brenta. Man weiß nicht, wie die erste Ansiedlung von Fossò ihren Ursprung hatte, denn die
erste Urkunde, die dessen Existenz belegt, ist vom Anfang des 11. Jh.: es handelt sich um die Bestätigung, die
Kaiser Konrad II. an den Abt Bono von Sant’Ilario über
die Erwerbung mehrerer Landgüter (massaricias) in verschiedenen Gebieten, worunter eben auch Fossò, schickte. Ein etwas späterer Kaufvertrag von Landgütern (1073)
verrät, daß das Dorf bereits existiert: man bezeichnet es
als “Villa“, wobei man klarstellt, daß es unter der Jurisdiktion der Pfarre von Sarmacia, d.i. Vigonovo, ist. Die
Bezeichnung “villa“läßt auch vermuten, daß Fossò damals schon eine Kirche besaß, auch wenn man das Jahr
1130 erwarten muß, um eine Bestätigung davon zu
finden: denn damals verzeichnet der Bischof Bellino
von Padua unter den Gütern und Besitztümern des
städtischen Klerus auch eine Kapelle San Bartolomeo in Fossò. Mehreren Urkunden aus dem 12. bis
15. Jahrhundert zufolge unterstand Fossò der Stadt
Padua, wenn gleich manche Rechtsbereiche nur in
der zweiten Hälfte des 13. Jh. von der Familie Dalesmanini, Herren von Mirano, verwaltet wurden.
Doch aus einer Prüfung der Zählung der “Feuer“,
die 1281 in Padua verzeichnet wurden, schließt
man, daß Fossò schon damals eines der größten
Dörfer der Region war. Außerhalb der wichtigsten
damaligen Straßenverbindungen gelegen, wurde es
nur sehr selten in die Kriege hineingezogen. Doch
1380 wurde es zum Schauplatz eines der vielen
Kämpfe in dem langjährigen Krieg zwischen Padua
und Venedig, als neun Boote voller Vorräte für die
venezianischen Truppen, die gerade gegen die paduaner Truppen der Familie Da Carrara kämpften,
versenkt wurden. Im 15. Jh. kam Fossò in den Besitz
der Republik Venedig, wo es bis 1797 auch blieb, bis
Napoleon der Republik ein Ende machte und später
das Königreich Italien gründete (1806). Die Gemeinden Fossò und Sandon wurden an den Bezirk Bren-
Detail aus der Kiche
und Glockenturm
von San Bartolomeo
29
RIVIERA DEL BRENTA
Fossò
Il Municipio in piazza
Marconi,
a destra la chiesa
parrocchiale
di S. Bartolomeo
con la Casa Molinari
stria e il comune di Sandon fu unito a Fossò, divenendone
sua frazione. Con la fine del dominio austriaco nel 1866
anche Fossò passò sotto il Regno d’Italia.
da visitare
Chi visita Fossò ha subito l’impressione gradevole di un
centro vitale e dinamico, perché ha saputo organizzare
un buono sviluppo economico, che da un lato ha favorito, con l’espansione urbanistica, il passaggio da comune
essenzialmente agricolo ad area industriale, artigianale e
commerciale, senza trascurare la continuità con un’agricoltura razionale e moderna.
Ma Fossò conserva anche, nel suo territorio, alcune significative testimonianze della sua storia.
Si può quindi iniziare un itinerario alla loro scoperta, visitando un prezioso monumento del Settecento: la Chiesa
dedicata a San Bartolomeo. Si tratta di un edificio importante sia per il valore storico e artistico che riveste, sia per
ciò che esso ha sempre rappresentato per Fossò.
Sembra che già attorno al Mille ci fosse una Cappella,
ma un documento del 1130 del Vescovo di Padova, Bellino, conferma l’esistenza della Cappella di San Bartolomeo a Fossò. La chiesa vera e propria, poi, dedicata a
San Bartolomeo, fu invece consacrata l’8 settembre 1355,
come testimonia la lapide che si trova in sacrestia e che
rappresenta senz’altro il documento più antico conservato a Fossò.
Ed eccoci all’attuale Chiesa ex parrocchiale, del ‘700: la
necessità di un edificio più grande portò alla sua costruzione che, iniziata nel secolo XVII, fu portata a termine
nel 1761, come fa fede l’iscrizione sulla facciata. Semplice
nella sua eleganza, la facciata è abbellita da tre statue:
San Bartolomeo, San Lorenzo e San Gaetano.
All’interno non sfugga la bella pala, che raffigura San
Lorenzo, di autore ignoto, ma di sicura scuola veneziana,
restaurata dal Vascon nel 1894.
Ma una visita la merita anche l’attuale chiesa parrocchiale, che risale al 1952, in conseguenza del rapido
sviluppo economico e dell’aumento della popolazione.
Dedicata a San Bartolomeo, santo titolare della
parrocchia, è in stile neogotico, di forme ampie e
monumentali.
Proprio a lato della
chiesa, al centro del
paese, non si può, poi,
non notare l’elegante e
sobrio edificio settecentesco, con timpano
sopraelevato: si tratta
ta und im darauffolgenden Jahr an das Departement Adria
angeschlossen. Nach dem Fall Napoleons 1815 fiel Venetien an Österreich, die Gemeinde Sandon wurde mit Fossò
vereinigt und dabei zu einer Ortschaft von Fossò gemacht.
Mit dem Ende der österreichischen Herrschaft 1866 ging
auch Fossò in das Königreich Italien über.
sehenswürdigkeiten
Wer Fossò besichtigt, wird sofort den angenehmen Eindruck eines lebendigen, dynamischen Zentrums haben,
denn die Stadt wußte eine relativ gute wirtschaftliche Entwicklung zu organisieren, die mit der Stadterweiterung
den Übergang von einem wesentlich landwirtschaftlichen
Zentrum zu einem Industrie-, Handwerks- und Handelsgebiet begünstigt hat, ohne dabei die Einsetzung einer rationellen und modernen Landwirtschaft zu vernachlässigen.
Doch Fossò bewahrt in seinem Gebiet auch bedeutende
Geschichtszeugnisse.
Ihre Entdeckung kann mit dem Besuch eines kostbaren
Baus aus dem 18. Jh. beginnen: der Kirche des heiligen
Bartholomäus. Es handelt sich um
ein Gebäude der in historischer
und künstlerischer Hinsicht, doch
auch als Symbol für Fossò wichtig
ist.
Offensichtlich gab es schon um
das Jahr 1000 eine Kapelle daselbst, doch eine Urkunde des
Bischofs Bellino von Padua vom
Jahre 1130 bestätigt die Existenz
der Kapelle San Bartolomeo in
Fossò. Die richtige Kirche dann, die dem heiligen Bartholomäus gewidmet worden war, wurde hingegen am 8.
September 1355 eingeweiht, wie eine Steintafel belegt,
die sich in der Sakristei befindet und die ohne Zweifel das
älteste Zeugnis in der Stadt ist.
Nun kann man die heutige Kirche, ehemals Pfarrkirche
aus dem 18. Jh. sehen: das Bedürfnis nach einem größeren Gotteshaus führte zu diesem Neubau, der 1761 vollendet wurde, wie man in der Inschriftt auf der Fassade
lesen kann. Die in ihrer Eleganz sehr einfache Fassade ist
durch drei Statuen der heiligen Bartholomäus, Laurentius
und Kajetan verschönert.
Im Inneren soll das schöne Altarbild des heiligen Laurentius nicht übersehen werden. Das Gemälde von unbekannter Hand ist sicherlich aus der venezianischen
Schule und wurde 1894 vom Maler Vascon restauriert.
Doch einen Besuch verdient auch die heutige Pfarrkirche, die auf das Jahr 1952 zurückgeht und als Folge der
schnellen wirtschaftlichen Entwicklung und des Bevölkerungszuwachs zu sehen ist. Sie ist auch dem heiligen Bar-
Die Pfarrkirche San
Bartolomeo mit dem
Haus Molinari. Links:
das Rathaus in der
Piazza Marconi
RIVIERA DEL BRENTA
Fossò
Il Capitello a Sandon
con in fondo la chiesa
parrocchiale dedicata
a S. Giacomo,
la trifora gotica,
che apparteneva
al Palazzo Pisani
a destra Villa
Saggiori,
l‘essicatoio
e un ingresso
di Casa Molinari, ora casa canonica, che forma con la
chiesa un angolo suggestivo tipicamente veneto.
In Piazza Marconi è d’obbligo uno sguardo al Municipio, costruito ai primi del Novecento. Pur senza evidenti
pregi architettonici, è da vedere come testimonianza della
vita cittadina di Fossò.
Se ci si sposta in Via Roma, si può vedere ancora
un finestrone a trifora gotica, purtroppo unica
testimonianza rimasta del Palazzo Pisani,
un edificio di architettura gotica, rimaneggiato nel 1550 e già sede dell’Agenzia
vescovile che amministrava le proprietà
dell’Episcopato di Padova.
Ma una visita va fatta anche al nucleo
storico di Sandon, dove troviamo una
bella chiesa parrocchiale, di forme
neoclassiche, dedicata a San Giacomo,
della quale si ammira la linea elegante
nella sua sobrietà.
Da osservare pure l’originale campanile a
torre.
Particolare interesse, poi, va portato, nei pressi della chiesa, a Villa Saggiori, un grande
edificio settecentesco, al quale si accede attraverso
un grazioso ponticello in muratura posto sulla canaletta
che affianca la costruzione. È una tipica villa di campagna,
con la parte centrale sopraelevata e con un timpano in
corrispondenza dell’antico salone.
In Via Chiesa, infine, osserviamo il singolare e interessante complesso dei primi del ‘900, composto da due corpi di
edifici, che facevano parte degli annessi di Villa Saggiori,
con le funzioni di essiccatoio e di fornace.
Un complesso da recuperare, anche perché si tratta di un
30
tholomäus, dem Schutzpatron der Gemeinde, gewidmet,
zeigt ihren neogothischen Stil in den breiten, monumentalen Flächen.
An der Seite der Kirche im Stadtzentrum kann man das elegante und einfache Gebäude aus dem 18. Jh. mit
erhobenem Giebel bemerken: es handelt sich um die Casa Molinari, heute Pfarrhaus, das zusammen mit der
Kirche eine beeindruckende, ja typisch
venezianische Ansicht bietet.
In der Piazza Marconi muß man auf
das anfangs des 20. Jh. errichtete Rathaus einen Blick werfen. Wenn auch
ohne offensichtliche architektonische
Besonderheiten, ist es als Zeugnis des
Stadtlebens in Fossò zu sehen.
Erreicht man die Via Roma, kann man
noch ein großes gothisches dreibogiges
Fenster sehen, leider das letzte übriggebliebene Zeugnis des alten Palazzo
Pisani, eines gothischen Palastes der
1550 umgebaut und später als Sitz des
Bischöflichen Verwaltungsamts
von Padua benutzt wurde.
Doch auch dem historischen Museum
von Sandon sollte man einen Besuch
abstatten; dort finden wir auch eine
schöne neoklassische Pfarrkirche,
die dem heiligen Jakob gewidmet ist,
an der man die elegante, wenn auch
einfache Form bewundern kann.
Sehenswert ist auch der originelle Glockenturm in der Form eines
Schloßturms.
Besonders interessant ist dann Villa
Saggiori, ein großes Gebäude aus
dem 18. Jh. in der Nähe der Kirche, woran man durch eine anmutige kleine
Brücke aus Backstein über dem schmalen Kanal, der dem Gebäude vorbeifließt, gelangt. Es ist eine typische Landvilla mit angehobenem Zentralbau
und Fassadengiebel über dem alten Hauptsaal.
In der Via Chiesa schließlich beobachten wir eine einzigartige Bauanlage aus dem Anfang des 20. Jh., der aus zwei
Gebäudekomplexen besteht, die einst als Nutzgebäude,
bzw. Trockenraum und Ziegelbrennerei der Villa Saggiori
benutzt wurden.
Die Anlage sollte künftig restauriert werden, denn sie ist
ein gutes Beispiel von industrieller Architektur. Auch in der
Via Cornio kann man eine Villa sehen, Villa Caffredo, die
Oben: Villa Saggiori.
Unten: Trockenraum
mit Eingang.
Links: Kapelle
in Sandon mit
der Pfarrkirche
San Giacomo im
Hintergrund.
Unten:
das dreibogige
Fenster, das dem
Palazzo Pisani
gehörte
RIVIERA DEL BRENTA
Fossò
Il fiume Brenta
e a destra
Villa Caffredo
a Sandon
bell’esempio di architettura industriale. Così, in Via Cornio
si può vedere la Villa Caffredo, purtroppo inagibile, ma
che si presenta come bella casa padronale di impronta
cinquecentesca, che risale al 1670.
il paesaggio
Fossò si trova all’incrocio delle province di Padova e Venezia, in un’area pianeggiante, caratteristica di questa
parte della provincia di Venezia, ancora dominata dalla
presenza del fiume Brenta. Il paesaggio si presenta aperto
su una campagna molto fertile, coltivata razionalmente,
ma dove si possono scoprire ombrose stradine o seguire
lunghi tratti del Brenta, che nel suo percorso
riserva sorprese piacevoli, perché crea angoli suggestivi, che invitano a fermarsi e godere
momenti di sereno relax. Naturalmente il mezzo ideale, come in tutti questi luoghi, resta la
bicicletta, che permette di inoltrarsi dovunque
e percorrere in breve tempo tutta l’ampiezza di
una campagna meravigliosa per ciò che sa offrire a chi ama ancora la natura.
leider baugefährlich und somit unzugänglich ist, doch sie
zeigt sich noch als schönes Herrscherhaus nach dem Vorbild der Landvillen des 16. Jh., wurde aber 1670 errichtet.
31
die landschaft
Fossò befindet sich an der Grenze zwischen den Provinzen
Padua und Venedig in einem flachen Gebiet, das in diesem Teil der Provinz Venedig sehr typisch ist und noch von
der Anwesenheit der Flusses Brenta beherrscht ist.
Die Landschaft zeigt ihre breite, offene und fruchtbare
Felder, die ganz rationell angebaut werden, wo man aber
schattige Feldwege entdecken oder lange Abschnitte des
Brenta verfolgen kann. Der Fluß bereitet auf seinem Lauf
angenehme Überraschungen, weil er viele beeindruckende Winkel bildet, die dazu einladen, kurz zu verweilen und
Augenblicke heiterer Entspannung zu genießen.
Natürlich bleibt das beste Verkehrsmittel in all diesen Orten das Fahrrad, denn es ermöglicht, überallhin zu kommen und in kurzer Zeit den ganzen Umfang eines wunderschönen Landes durchzufahren, das den Naturliebhabern
noch viel zu bieten hat.
Villa Caffredo
in Sandon
RIVIERA DEL BRENTA
Camponogara
Siamo a sud del Naviglio Brenta, dove, adiacente alla
Laguna, sorge Camponogara.
Wir befinden uns hier südlich des Brenta Kanals, wo
die Stadt ganz am Rande der Lagune liegt.
un po’ di storia
ein wenig geschichte
L’etimologia del nome la si fa risalire al latino: Campus
(campo) e Nux (noce). Faceva parte dell’“agro patavino”
e il suo territorio fu tra quelli distribuiti, al tempo dell’imperatore Ottaviano Augusto, ai veterani delle guerre
di Roma, facendo anche parte di una centuriazione. Poi,
nell’alto Medioevo, verso l’827 Camponogara passò, con
altri siti, come feudo, al vescovado patavino. Da allora la
sua storia fu sempre legata alle vicende della vicina Padova. Nel 1152 il paese fu occupato dalle truppe di Federico
Barbarossa. Altre testimonianze riportano che Camponogara nel 1282 era feudo dei Delesmanini. Durante la prima guerra mondiale (1915-18) ebbe nel suo territorio un
campo di prigionieri austriaci e anche una polveriera, che
negli ultimi giorni di guerra scoppiò, provocando danni
catastrofici.
Der Name geht wahrscheinlich auf das Lateinische Campus (Feld) und Nux (Nuß) zurück.
Die Stadt gehörte dem Land von Padua, und ihr Gebiet
war unter denjenigen, die zur Zeit des Kaisers Octavian
an die Veteranen der römischen Kriege verteilt wurden,
wobei dieses Teil einer Zenturiation war. Im Frühmittelalter dann, um das Jahr 827, kam Camponogara mit weiteren Ortschaften in den Besitz des Bischofs von Padua als
Lehengut. Seitdem ist sein Schicksal immer mit dem des
naheliegenden Padua verbunden gewesen. 1152 wurde
es von den Truppen von Friedrich Barbarossa besetzt. Weitere Zeugnisse behaupten, daß die Stadt 1282 ein Lehengut der Familie Dalesmanini war.
Während des ersten Weltkriegs (1915-18) gab es bei
Camponogara ein Gefängnis mit österreichischen Gefangenen und sogar ein Pulverhaus, das in den letzten Kriegstagen in die Luft ging und dabei katastrophale Schäden
anrichtete.
da visitare
La chiesa parrocchiale
di Camponogara
in piazza Mazzini
a destra il particolare
del campanile
Questa zona meridionale, tra Fossò, Camponogara e Campagna Lupia, è soprattutto ricca di bella vegetazione e già
per questo merita una visita piacevole.
Ma anche a Camponogara la visita si arricchisce, perché
non mancano i segni dell’antica centuriazione e pur essendo una località prevalentemente agricola tutta da godere in pace, non mancano i segni della storia.
Così è bello vedere e visitare la chiesa
parrocchiale, dedicata a Santa Maria
Assunta e San Prosdocimo, che risale al
1774, ma terminata nel 1792 e consacrata nel 1812.
Diamo uno sguardo al soffitto, dipinto da Costantino Cedini, e scorriamo le
“scene bibliche” dello stesso pittore
lungo il perimetro della Chiesa, senza
trascurare poi i personaggi biblici
monocromi su Tavola dentro le nicchie,
probabilmente opera del Cedini. Sugli
altari laterali le tele sono del ‘700 e
sembra che provengano da chiese di
Venezia. L’altare maggiore si fregia di
due statue, una di Mosè, opera dello scultore veneziano Giovan Maria
Morlaiter (1699-1781), che fu il maggior rappresentante della corrente rococò della scultura veneta; l’altra, di
San Pietro, forse del figlio Gregorio (1738-1784). Le due
belle statue provengono da Venezia e precisamente dalla
Chiesa di San Fantin.
Un’occhiata non può mancare al fonte battesimale,
sehenswürdigkeiten
Dieses südliche Gebiet der Provinz bei den Städten Fossò, Camponogara und Campagna Lupia ist vor allem an
grünen Flächen reich, und schon deshalb verdient es, besichtigt zu werden.
Doch schon in Camponogara bereichert sich der Besuch, denn die Zeichen der alten Zenturiation sind noch
zu sehen, und wenn gleich eher ein landwirtschaftliches
Zentrum, das man in aller Stille genießen soll, fehlen auch
hier Geschichtsspuren nicht.
So ist es schön, die Pfarrkirche zu sehen und besichtigen, die der Assunta und dem heiligen Prosdocimus gewidmet ist. Sie stammt von 1774 und
wurde erst 1792 vollendet, schließlich 1812
eingeweiht.
Im Inneren schauen wir uns die Decke an,
gemalt von Costantino Cedini, und gehen an
den “biblischen Szenen“desselben Malers
an den Kirchenwänden vorbei, ohne dabei in
den Nischen die einfarbigen biblischen Figuren
auf Tafeln, wahrscheinlich noch ein Werk des Cedini, zu
übersehen. Auf den Seitenaltären sind die Gemälde aus
dem dem 18. Jh. und kommen wahrscheinlich aus venezianischen Kirchen. Der Hauptaltar ist mit zwei Statuen
geschmückt, darunter einem Moses, einem Werk des
venezianischen Bildhauers Giovan Maria Morlaiter (1699-1781), der der wichtigste Bildhauer
der venezianischen Rokoko gewesen ist, und einem
32
Detail aus dem
Glockenturm.
Links: die Pfarrkirche
von Camponogara
in Piazza Mazzini
RIVIERA DEL BRENTA
Camponogara
Villa Sargenti,
a destra una finestra
di Villa Manfredini,
la chiesa con
il particolare
del campanile
a Campoverardo
sotto, piazza
Vighizzolo a Prozzolo
opera di Giuseppe Danieletti. Il campanile leggero nella
sua linea aggraziata, alto 78 metri, è stato innalzato tra
il 1871 e il 1894.
Degno di essere visto è anche il Municipio, che ha sede
in una villa del ‘700, Villa Papadopoli. Sono i segni del
passato, presenti a Camponogara anche con la bella Villa
Bembo, cinquecentesca, immersa nel verde, con un’ampia e scenografica scalinata.
In Via Arzerini, c’è la Villa Barella, detta dei “Greci”, e
infine in Via IV Novembre la settecentesca casa ex Capovilla, senza dimenticare una casa cinquecentesca, di
origine monastica e soprattutto il rustico e l’oratorio
dell’ antica Ca’ Diedo, cinquecentesca, un complesso rurale risalente al secolo XVII.
Tutti segni d’un passato che sono
presenti anche nella frazione di
Campoverardo, nel cui centro ci
sono varie costruzioni storiche di
notevole interesse: Villa Costantini e Palazzo Manfredini, della
fine del secolo XVII, con a lato una
bella barchessa.
Ma da osservare è anche Villa Sargenti, della fine del
secolo XVIII.
il paesaggio
La caratteristica della località è quella di essere ancora
prevalentemente un sito agricolo, dove è possibile però,
oltre a scoprire antiche testimonianze storiche, ritrovare
un ambiente da percorrere con tranquillità e da vivere
con le dinamiche e vivaci tradizioni popolari. Belli i terreni coltivati estensivamente, con quei grandi canali di irrigazione che danno al territorio una fisionomia tutta
particolare, per gli spazi aperti e la razionalità
della sistemazione dell’ambiente, dove, tra
l’altro, c’è posto per una bella pista
equestre.
heiligen Peter, vielleicht von Morlaiters Sohn, Gregorio
(1738-1784). Die beiden schönen Statuen kommen aus
der Kirche San Fantin in Venedig.
Auch auf das Taufbecken, ein Werk von Giuseppe Danieletti, sollte man einen Blick werfen.
Der leichtwirkende und anmutige Glockenturm ist 78 Meter hoch und wurde zwischen
1871 und 1894 erbaut.
Sehenswert ist auch das Rathaus, das in
einer Villa des 18. Jh. untergebracht ist, der
Villa Papadopoli. Ein weiteres Zeichen der
Vergangenheit ist die schöne Villa Bembo
(16. Jh.), die mitten im Grün liegt und eine
breite, theatralische Freitreppe besitzt.
In der Via Arzerini befindet sich die Villa
Barella, genannt auch “dei Greci“(der Griechen), und schließlich in der Via IV Novembre
liegt das ehemalige Haus Capovilla (18. Jh.);
nicht zu vergessen sind das von Mönchen gebaute
Haus aus dem 16. Jh., und vor allem das Bauernhaus
und die Kapelle der ehemaligen Anlage der alten Villa
Ca’ Diedo (16. Jh.), eines Bauerngehöfts mit Herrenhaus
aus dem 17. Jh. Alle diese Zeichen der Vergangenheit
wiederholen sich auch in der Ortschaft Campoverardo, in
deren Zentrum etliche äußerst interessante Bauten sich
befinden: Villa Costantini und Palazzo Manfredini
aus dem Ende des 17. Jh., mit einer schönen Barchessa an
der Seite. Sehenswert ist auch Villa Sargenti aus dem
Ende des 18. Jh.
die landschaft
Das Hauptmerkmal dieser Stadt besteht darin, daß sie
hauptsächlich noch ein Zentrum der Landwirtschaft ist,
wo es aber auch möglich ist, alte historische Spuren zu
entdecken, eine Landschaft wiederzufinden, die man in aller Ruhe durchwandern und mit all ihren lebendigen und
lebensfrohen Volkstraditionen erleben kann. Schön sind
auch die extensiv angebauten Landflächen mit den
großen Bewässerungskanälen, die der Landschaft
durch die offenen Flächen und die Rationalität der
Anordnung (wo es u.a. auch Platz für eine schöne Reitbahn gibt) ein
ganz besonderes Gesicht
verleihen.
33
Oben: ein Fenster
von Villa Manfredini.
Unten: die Kirche
von Campoverardo
mit Detail des
Glockenturms.
Links oben:
Villa Sargenti.
Unten: Piazza
Vighizzolo
in Prozzolo
34
RIVIERA DEL BRENTA
Campagna Lupia
La chiesa di S. Pietro
in centro a
Campagna Lupia
Siamo nella zona delle antiche paludi, che un
tempo orlavano il bacino lagunare e dove il
Brenta divagava attraverso la pianura, disegnando ampi meandri. Ora è un ambiente particolare che vale la pena di esplorare e visitare,
diviso com’è nettamente in due parti, a ovest
quella abitata, a est quella costituita da valli.
un po’ di storia
Il territorio, come testimonia una barca neolitica scoperta
a Lova, era abitato certamente fin dai tempi antichi, poi
in epoca romana i Veneti costruirono villaggi abitati da
contadini e pescatori. I nomi delle località sono indicativi: Lugo (lucus), Lova (lupa), Campagna. Vi passava la
Via Popilia e nel territorio si insediò una colonia romana.
Lova sorse proprio sul Decumano dell’agro centuriato e
fu sede di un’antica pieve. Infatti notizie interessanti riguardano soprattutto la zona di Lova, dove reperti romani sono documentati fin dal secolo scorso e dove doveva
esserci senza dubbio un centro di notevole consistenza,
se si tiene conto della quantità di materiale, soprattutto
funerario, proveniente dall’attuale paese e da ampie zone
situate nell’area circostante. Anche se gran parte di questi
reperti è andata purtroppo dispersa, la presenza di monete di Augusto, Claudio, Traiano e Domiziano conferma
l’importanza di tutta la zona, che meriterebbe un’ulteriore
indagine. La documentazione comunque dei luoghi la si
riscontra nel IX secolo: nel testamento del doge Giustiniano Partecipazio (829), parecchi terreni venivano da lui
donati ai monaci di S. Servilio, tra cui anche qualcuno di
Lova. Nel 1148, poi, Campagna comprendeva un territorio
abbastanza ampio, da essere una corte, inclusa la stessa
Lova, sotto la giurisdizione di un signore. Inoltre, nel 1276,
vi risiedeva un podestà nominato dal Comune di Padova,
per passare poi, alla caduta di questo, ai Da Carrara, fino
al 1405, quando tutto il padovano entrò a far parte della
Serenissima, che scavò il Brentone. Caduta Venezia, Campagna passò sotto il dominio austriaco, poi entrata nel
Regno d’Italia, nel 1866, assunse il nome di Campagna
Lupia, richiamandosi alla sua antica origine (Campagna
di Lova). Si sono fatte, alla fine del secolo scorso, delle
ricerche archeologiche, che hanno portato a vari ritrovamenti soprattutto di epoca imperiale.
da visitare
A Campagna Lupia si può visitare la
chiesa dedicata a S. Pietro, già citata
in un documento del 1221, ma ricostruita
nel Quattrocento, e poi ristrutturata, con
l’aspetto attuale, nel 1760. All’interno opere
Wir befinden uns hier in dem Gebiet eines der
ehemaligen Sümpfe, die das Lagunenbecken einst
umgaben, und wo der Fluß Brenta durch die Ebene
hindurch floß und dabei große Biegungen machte.
Heute ist die besondere Landschaft besuchens- und
entdeckungswert, wobei sie ganz deutlich in zwei Teile
geteilt ist: im Westen das bewohnte Land, im Osten die
Lagunenflächen.
ein wenig geschichte
Das Land, wie ein neolithisches, in Lova wiederentdecktes
Boot beweist, war schon seit frühesten Zeiten bewohnt,
dann, zur Zeit der Römer, bauten die Veneter Dörfer, die
von Bauern und Fischern bewohnt waren. Die Ortsnamen
sind deswegen einleuchtend: Lugo (lucus), Lova (lupaWölfin), Campagna (Land). Die Via Popilia durchzog das
Land, und eine römische Kolonie wurde hier gegründet.
Lova entstand gerade am Decuman des zenturierten Landes und wurde Sitz einer alten Pfarre. Interessante Nachrichten betreffen vor allem das Gebiet um Lova, wo römische Funde schon im letzten Jahrhundert dokumentiert
worden sind und wo es zweifellos ein Zentrum von bedeutender Größe gegeben haben muß, wie man aus der
Menge von Materialien, vor allem Grabzugaben schließt,
die aus Ausgrabungen in der heutigen Stadt und ihrer
breiten Umgebung stammen. Obwohl ein Großteil dieser
Gegenstände verloren gegangen ist, beweist die Anwesenheit von Münzen der Kaiser Augustus, Claudius, Trajan
und Domitian die Wichtigkeit des ganzen Umlands, das
weitere archäologische Nachforschungen verdient. Allerdings sind die ersten Urkunden über diese Ortschaften
vom 9. Jh.: im letzten Willen des Dogen Giustiniano Partecipazio (829) wurden den Mönchen von San Servilio viele
Landgüter, darunter auch manche bei Lova, verschenkt.
1148 dann umfaßte Campagna eine ziemlich breite Gegend, die groß genug war, um zusammen mit Lova in
einer “corte“vereinigt zu werden, die der Jurisdiktion eines Herrn unterstand. Außerdem residierte hier 1276 ein
Hauptmann, der von der Stadt Padua ernannt war; nach
dem Fall der Hauptmannschaft ging Lova auf die Familie
Da Carrara über, bis 1405 das gesamte Gebiet von Padua
an die Republik Venedig angeschlossen wurde, die hier
den Fluß Brentone grub. Nach dem Fall von Venedig wurde
auch Campagna unter österreichische Herrschaft gestellt,
dann, 1866, in das Königreich Italien vereinigt; die Stadt
nahm da den Namen Campagna Lupia an und berief
sich dabei auf ihren alten Ursprung (Campagna di Lova).
Ende des letzten Jahrhunderts wurden archäologische Studien durchgeführt, die zur Wiederentdeckung von Gegenständen, vor allem aus der Kaiserzeit, geführt haben.
Die Kirche San Pietro
im Zentrum von
Campagna Lupia
RIVIERA DEL BRENTA
Campagna Lupia
Palazzo ColondaMarchesini ora sede
del Municipio.
la Chiesa di S. Maria
a Lugo, sede del
Museo Archeologico
a destra alcuni
reperti del museo
del Mingardi, sull’altar maggiore la pala con i “SS. Pietro
e Paolo”; ai lati “Caino e Abele” e il “Sacrificio di Isacco”;
sul soffitto la “Trasfigurazione”.
Notevole anche la casa canonica, che risente dello stile
delle settecentesche ville venete.
Ma poi si può ammirare in Via Repubblica Palazzo Colonda-Marchesini, del secolo XVI, sede ora del Municipio. Si tratta di un edificio elegante per la sobrietà delle
sue linee, con la scalinata e la grande trifora.
Ma interessanti sono anche le località
di Lughetto, Lugo e Lova.
A Lughetto (il cui toponimo deriva anch’esso da “lucus”, boschetto sacro
come quello di Lugo) merita una visita
la quattrocentesca chiesa del paese:
all’interno si può vedere un Crocifisso
in legno del Trecento e un’Adorazione dei Magi, pala cinquecentesca.
Bello il bassorilievo in bronzo del portone.
Ma, non si può trascurare una piccola chiesa del 1505,
dedicata ai SS. Gregorio Magno e Tommaso apostolo.
A Lughetto si può anche vedere il Taglio Novissimo, un
canale di bonifica scavato già nel secolo XVII per dare un
assetto idrico stabile alla zona, che era vittima di frequenti inondazioni.
A Lugo, è senz’altro da ammirare la Chiesa di S. Maria,
del secolo XI, di stile romanico, che in passato fu sede di
pieve. È un santuario, ricordato perfino in alcune bolle papali, meta importante di pellegrinaggi, perché vi passava
vicino una via romana. Il campanile di belle caratteristiche
romaniche è incorporato nello stesso corpo della navata.
All’interno della chiesa si conservano tracce di affreschi
medievali..
E infine Lova, storica località, il cui toponimo deriva dal latino “lupus” per la presenza del lupo in
queste zone nei secoli passati, dove il Fiumazzo si
congiunge al Taglio Novissimo, creando un caratteristico ambiente di verde e di acqua.
Qui si può visitare l’originale chiesa dedicata a Santa Giustina che è la ricostruzione di una precedente
che risaliva al 1236, come conferma la lapide posta
all’ingresso.
Interessante il dipinto del primo Settecento dietro l’altar maggiore, “Il martirio di
Santa Giustina”. Pregevole la tela con la
“Madonna, il Bambino e Santi”, di artista secentesco veneto, come pure l’altra
tela cinquecentesca, pure con la “Madonna, il Bambino e Santi”.
sehenswürdigkeiten
In Campagna Lupia kann man die Kirche San Pietro besichtigen, die bereits in einer Urkunde von 1221
erwähnt wird, doch sie wurde im 15. Jh. neugebaut, dann
im Jahre 1760 renoviert; ihr wurde dabei das heutige
Aussehen verliehen. Im Inneren sind Werke von Mingardi,
auf dem Hauptaltar befindet sich ein Altarbild mit den
heiligen Peter und Paul; an den Seiten sieht man “Cain
und Abel“und das “Opferung Isaaks“, in der Decke eine
“Verklärung“.
Bemerkenswert ist das Pfarrhaus, das von dem Stil der
venezianischen Villen des 18. Jh. beeinflußt ist.
Doch in der Via Repubblica kann man den Palazzo
Colonda-Marchesini aus dem 16. Jh. bewundern,
der heute als Rathaus dient. Es handelt sich um
ein wegen der Einfachheit seiner Form elegantes
Gebäude mit Freitreppe und großem dreibogigem
Fenster.
Doch interessant sind auch die Ortschaften Lughetto, Lugo und Lova.
In Lughetto (dessen Name auch von “lucus“, dem
heiligen Wald wie bei Lugo) verdient die Dorfkirche aus dem 15. Jh. einen Besuch: im Inneren kann
man ein Kruzifix aus Holz aus dem 14. Jh. und ein Altarbild aus dem 16. Jh. mit der Verehrung der Könige
bewundern. Schön ist auch das Basrelief aus Bronze am
Eingangstor.
Doch man sollte die kleine Kirche von 1505 nicht übersehen, die den heiligen Gregor dem Großen und Thomas
gewidmet ist.
In Lughetto kann man auch den Taglio Novissimo
sehen, einen Trockenlegungskanal, der schon im 17. Jh.
gegraben wurde, um dem Gebiet, das seit immer häufige
Überschwemmungen erleiden mußte, eine stabile hydraulische Ordnung zu geben.
In Lugo sollte man ohne weiteres die romanische Kirche
Santa Maria aus dem 11 Jh. besichtigt werden. In der
Vergangenheit war sie eine Pfarre und eine Wallfahrtskirche, die sogar in einigen Papstbullen erwähnt wurde und
Ziel wichtiger Wallfahrten war, weil sie an einer römischen
Konsularstraße sehr nah lag.
Der Glockenturm hat viele schöne romanische Merkmale
und ragt aus dem Kirchenschiff heraus. Im Kircheninneren
bewahrt man Fragmente mittelalterlicher Fresken.
Schließlich gelangt man nach Lova, einer historischen
Stätte, deren Name aus dem Lateinischen “lupus“-Wolf
stammt, denn Wölfe sollen in der Vergangenheit hier
vorhanden gewesen sein; hier fließt der Fiumazzo in den
Taglio Novissimo ein, wodurch eine eigenartige Gegend aus Grün und Wasser entsteht.
Hier kann man die originelle Kirche der heiligen Giustina
35
Exponate aus dem
Archäologischen
Museum. Links:
Palazzo ColondaMarchesini, heute
Rathaus. Unten:
die Kirche Santa
Maria di Lugo,
heute Sitz des
Archäologischen
Museums
36
RIVIERA DEL BRENTA
Campagna Lupia
Aspetti della laguna
e di Valle Averto
a destra il Casino
di Caccia
di Valle Zappa
il paesaggio
Ancora una volta si deve consigliare a un visitatore-turista di percorrere il territorio lagunare, di vagare da valle
a valle: valle dell’Averto, valle Contarina, valle Figheri, valle Zappa, valle di Rivola; e da lago a lago:
lago delle Tiezze, lago Battiora, lago Zappa, lago
di Rivola.
E poi da casone a casone, soffermandosi ad ammirare nel
paesaggio, quasi immobile e stagnante, ma così affascinante, proprio quelle case, casoni, casini da caccia, che si
staccano quasi fantasmi irreali e fuori del tempo in quell’ambiente di acque e terre immerse in una distesa senza
precisi confini.
È bello fermarsi davanti a quello stupendo Casino da Caccia in valle Zappa,
dalla architettura originale, con la torre
a lato che serviva da osservatorio per
avvistare la selvaggina. C’è infine la possibilità di seguire la pesca in nove valli
chiuse, che offrono suggestivi panorami
di acque e barene.
Ma si possono seguire
anche le divagazioni
del Brenta, una delle
quali risale verso Lova,
disegnando
ampi
meandri, dando luogo
a rotte e canali.
A Lova sfocia in laguna un corso d’acqua, il
Carnio-Brentella, che è il solo elemento dell’idrografia
antica ancora conservato, e dove, tra la terra dei campi,
continuano ad emergere le tracce di vasti insediamenti di epoca romana.
Vicino a Lugo, al di là della ss. Romea, si trova
l’oasi naturale della Valle Averto, presso
la quale si possono fare escursioni anche
guidate. Si estende per circa duecento ettari. Un piccolo paradiso da vedere.
besichtigen, deren heutige Bau das frühere Gebäude von
1236 ersetzt, wie eine Steintafel beim Zugang bestätigt.
Interessant ist auch ein Gemälde von Anfang des 18. Jh.
hinter dem Hauptaltar, “Das Märtyrertum der heiligen
Giustina“. Sehr wertvoll ist das Gemälde mit einer “Madonna mit Kind und Heiligen“von einem unbekannten venezianischen Künstler aus dem 17. Jh., sowie ein weiteres
Gemälde aus dem 16. Jh., ebenfalls mit “Madonna mit
Kind und Heiligen“.
die landschaft
Noch einmal muß man dem Besucher empfehlen, die
Lagunen von Bereich zu Bereich ziellos zu durchqueren:
Valle dell’Averto, Valle Contarina, Valle Figheri,
Valle Zappa, Valle di Rivola; oder von Wasserfläche
zu Wasserfläche überzugehen: Lago delle Tiezze, Lago
Battiora, Lago Zappa, Lago di Rivola.
Dann, von “casone“zu “casone“(Lagunenhaus) kann
man in der fast bewegungslosen und stillstehenden,
doch so faszinierenden Landschaft gerade jene Häuser,
“casoni“und Jagdhäuser bewundern, die wie manche
unwirkliche und zeitferne Geister aus einer Landschaft
von Erde und Wasser, wo die
Horizonte keine bestimmten
Grenzen haben, gleichsam
hervortreten.
Es ist schön, kurz bei dem
schönen Jagdhaus in Valle Zappa zu verweilen; am
Haus bewundert man die
originelle Architektur, wo
der Seitenturm als Überwachungsposten
diente, um die herannahenden Vogelschwärme zu entdecken.
Schließlich kann man den Fischfang in
den neun geschlossenen Lagunenteichen
beobachten, die beeindruckende Ausblicke
auf Wasser und Sandbänke bieten. Doch auch
den Lauf des Flusses Brenta sollte man verfolgen, wovon
ein Nebenfluß bis nach Lova fließt, indem er große Biegungen macht und mit Kanälen zusammenfließt.
In Lova mündet ein Wasserstrom in die Lagune, der Fluß
Carnio-Brentella, der das einzige noch erhaltene Element der alten Hydrographie des Gebiets ist, und wo
Spuren von großen Ansiedlungen aus der römischen Zeit
immer noch auftauchen.
In der Nähe von Lugo, jenseits der Staatsstraße SS Romea,
befindet sich die Naturoase Valle Averto, die man auch
mit einer Führung besichtigen kann.
Sie erstreckt sich über eine Fläche von ca. 200 Hektar.
Ein kleines Paradies, das man unbedingt sehen muß.
Das Jagdhaus von
Villa Zappa. Links:
Ansichten der
Lagune von
Valle Averto
RIVIERA DEL BRENTA
Campolongo Maggiore
Siamo sempre nella parte della provincia di Venezia
che si stende dal tratto terminale del fiume Sile fino
al territorio, più a sud, di Campolongo Maggiore,
attraversato dal corso del Brenta.
un po’ di storia
Recenti ritrovamenti archeologici hanno permesso di stabilire che nel secolo XII a.C. esisteva forse già un villaggio,
la cui vita era legata alla presenza di un antico alveo del
fiume Brenta, il Cornio, principale via di comunicazione
con l’entroterra e con il mare, dal quale fu poi sommerso.
La civiltà dei veneti dal IX secolo al II a.C. ha lasciato in
seguito nel territorio notevoli tracce, testimoniate dal ritrovamento di un braciere in bronzo, di un ciotolone con
caratteri veneti, di dracme venetiche, di bronzetti votivi e
vasi di ceramica, oggetti che richiamano sia un particolare
culto verso i morti, sia un legame con il mondo greco, con
Adria, Este, Padova.
Tito Livio, il grande storico di Roma, narra che il re spartano Cleonimo nel 309 a.C. si spinse con le sue navi nell’Alto Adriatico, risalì la foce del fiume Medoacus Minor
(il Cornio), saccheggiò i villaggi, finché i padovani non lo
attaccarono, costringendolo alla fuga con le poche navi
che riuscirono a guadagnare il mare.
Nel II secolo a.C. i romani si insediarono stabilmente nel
territorio, dove dettero origine alla ristrutturazione suddividendolo in cardini e decumani secondo la loro classica
centuriazione. Le terre vennero così coltivate con maggiore razionalità; sorsero dei veri e propri centri produttivi,
come fa fede la grande quantità di materiali rinvenuti, di
attrezzi agricoli di vario genere.
In epoca romana vi fu dunque una certa floridezza, prima
che il passaggio delle popolazioni barbariche devastasse il territorio provocando la fuga degli abitanti verso la
laguna.
Nel IX secolo circa si hanno di nuovo notizie del territorio:
risulta infatti che esso faceva parte della Corte di Sacco
o Saccisica, appartenente al vescovo di Padova e la conferma è data da un atto di donazione firmato il 5 maggio
897 a Pordenone da Berengario I.
Sono sorte in questo periodo anche le comunità religiose
e le prime chiese. Il potere amministrativo veniva esercitato da un podestà, con le funzioni anche di giudice. Verso il
XIII secolo Venezia inizia la conquista della terraferma e il
territorio diventa teatro di scontri con Padova.
La Serenissima intanto avviò la realizzazione di una serie
di “tagli” (canali) per risolvere il problema dell’interramento della laguna provocato dall’apporto di sabbia dei
fiumi. Ciò però incise pesantemente sul già fragile equilibrio idrogeologico, perché impediva il regolare deflusso delle acque verso il mare. Così la realizzazione, tra il
Wir sind hier immer in dem Teil der Provinz Venedig,
der sich zwischen dem letzten Abschnitt des Flusses
Sile und dem Gebiet weiter südlich bei Campolongo
Maggiore, das vom Fluß Brenta durchzogen ist,
befindet.
ein wenig geschichte
Neueste archäologische Funde ermöglichen festzustellen,
daß ein Dorf bereits im 12. Jh. v.Ch. existierte, dessen Leben mit der Anwesenheit eines alten Flußbettes des Brenta, des sogenannten Cornio, verbunden war. Dieser Teil
des Brenta war die Hauptverbindungsstraße mit Festland
und Meer, von diesem aber wurde er schließlich überflutet.
Die Zivilisation der Venetier hat vom 9. bis zum 2. Jh. v.Ch.
bedeutende Spuren hinterlassen, wie die Wiederentdeckung von einem Kohlenbecken aus Bronze, einer großen
Schüssel mit venetischen Merkmalen, von venetischen
Drachmen, von Weihfiguren aus Bronze und Keramikvasen beweisen. Diese Objekte erinnern sowohl an einen
besonderen Totenkult, als auch an eine Beziehung mit
griechischer Welt, mit Adria, Este und Padua.
Titus Livius, der große römische Historiker, erzählt, daß der
König Cleonimo aus Sparta im Jahre 309 v.Ch. mit seinen
Schiffen die Obere Adria erreichte, die Mündung des Flusses Medoacus Minor (des Cornio) hinauffuhr und die
Dörfer plünderte, bis die Paduaner ihn angriffen und ihn
mit den wenigen übriggebliebenen Schiffen zur Flucht in
das Meer zwangen.
Im 2. Jh. v.Ch. siedelten sich die Römer in das Gebiet fest
an, sie begannen mit der Neuordnung der Gebiete, indem
sie sie nach ihrer traditionellen Zenturiation durch Cardo und Decumane teilten. Die Flächen konnten dadurch
auf eine rationellere Weise angebaut werden; regelrechte
Produktionszentren entstanden, wie die große Menge
von Funden und Agrarwerkzeugen verschiedenster Art
beweist.
Zur Zeit der Römer gab es also einen gewissen Wohlstand,
bevor die Völkerwanderung zur Plünderung der Gebiete
führte und damit die Bewohner zur Flucht in die Lagune
zwang.
Nachrichten über diese Gegend hat man wieder im 9. Jh.:
es ist bekannt, daß sie zur Corte di Sacco, auch Saccisica genannt, gehörte, die dem Bischof von Padua unterstand, und eine Bestätigung davon findet sich in einer
Schenkungsurkunde vom 5. Mai 897, die Berengarius I. in
Pordenone unterzeichnete.
Zu dieser Zeit entstanden auch die ersten Kirchen und die
ersten Kirchensprengel. Die Regierung wurde von einem
Hauptmann geleitet, der zugleich auch Richter war. Um das
13. Jh. begann Venedig die Eroberung des Festlands, und
somit wurde die Gegend zum Kampfgebiet gegen Padua.
37
RIVIERA DEL BRENTA
Campolongo Maggiore
1488 e il 1507, del Brenta Nuovo o Brentone, che deviava il Brenta da Dolo a Conche attraverso Bojon e Corte,
si dimostrò inadeguato. Allora seguì, nel 1610, il Brenta
Nuovissimo, finché nel 1858 sotto l’Austria si creò la Cunetta, l’attuale Brenta. Il territorio purtroppo subì continui
allagamenti, fino all’ultimo disastroso nel 1966. Nel 1806
sotto il napoleonico Regno d’Italia Liettoli, Bojon e Campolongo diventarono tre piccoli comuni del Dipartimento
del Brenta (l’attuale provincia di Padova) e l’anno seguente furono trasferiti invece al Dipartimento dell’Adriatico
(l’attuale provincia di Venezia). Infine nel 1815 sotto il
Lombardo-Veneto, i tre comuni vennero fusi nel Comune
di Campolongo Maggiore.
da visitare
Casa rurale del ‘700
e un campo
di grano turco
Percorrere il territorio di Campolongo Maggiore, con le
località di Liettoli e Bojon, vuol dire fare un’esperienza
veramente interessante, specialmente per la sua configurazione e il suo particolare equilibrio idrogeologico.
Infatti si presenta al visitatore con delle caratteristiche
che richiamano una realtà travagliata per le difficoltà
create da sempre dal flusso e deflusso delle acque; per
le vicende storiche che l’hanno segnata; e infine per la
tenacia della gente, che ha saputo dominare il territorio,
dando vita a una serie di attività e di realizzazioni civili
e sociali aperte al futuro. Però a Campolongo è possibile
vedere anche ora una presenza significativa e importante
dell’antica civiltà rurale.
Si tratta di alcune preziose testimonianze, tanto più interessanti quanto più oggi, purtroppo, si stanno riducendo.
È quindi da vedere quella tipica casa rurale, che è Ca’
Callegaro, costruita dall’omonima famiglia. Si vede un
edificio che ricorda i classici canoni dell’edilizia rurale del
Settecento: sul fronte sud, che si affaccia sulla strada, si
apre il portico con tre arcate, a formare tutta la facciata
della parte abitativa originale.
Un altro edificio caratterizza la civiltà rurale
di Campolongo: Ca’ Trolese, risalente ai
primi anni del Settecento. Sorta come residenza proprietaria, divenne poi residenza
rustica. A pianta quadrangolare, presenta
un androne centrale e il granaio che occupa tutto il piano superiore. Da osservare le
facciate principali, caratterizzate da portoni
d’accesso con finestroni laterali e, dal lato
della strada, da belle cornici e davanzali in
pietra d’Istria. Il granaio del piano superiore
ha solo tre piccole aperture, mentre la cornice presenta un motivo formato da elementi
triangolari in cotto. Tutta la costruzione ha
un valore storico e architettonico notevole,
38
Die Republik fing inzwischen mit der Anlegung von
zahlreichen “tagli“(künstlichen Kanälen) an, um das
Problem der Zuschüttung der Lagune zu lösen, die durch die Zufuhr von Sand durch die Flüsse verursacht war.
Dies griff in das bereits fragile hydrogeologische Gleichgewicht entscheidend ein, denn es verhinderte das
reguläre Abfließen des Wassers in das Meer. So zeigte
sich der Bau des Kanals Brenta Nuovo, auch Brentone
genannt, zwischen 1488 und 1507, der den Brenta von
Dolo über Bojon und Corte nach Conche umleitete, als
völlig unzureichend. Es folgte deshalb 1610 der Bau
des Brenta Nuovissimo, bis 1858 die Cunetta, der heutige Brenta, unter der Herrschaft Österreichs geschaffen
werden konnte. Leider wurde das Gebiet immer wieder
überflutet bis zur letzten katastrophalen Überflutung von
1966. Im Jahre 1806 mit dem napoleonischen Königreich
Italien wurden Liettoli, Bojon und Campolongo zu drei
kleinen selbständigen Gemeinden im Bezirk Brenta (der
heutigen Provinz Padua), doch schon im folgenden Jahr
wurden sie an den Bezirk Adriatico (die heutige Provinz
Venedig) angeschlossen. Schließlich wurden sie 1815 mit
dem lombardo-venetischen Königreich in die Gemeinde
Campolongo Maggiore vereinigt.
sehenswürdigkeiten
Das Gebiet von Campolongo Maggiore mit den Ortschaften Liettoli und Bojon erkunden, bedeutet ein wirklich interessantes Erlebnis machen, vor allem wegen der
Beschaffenheit und des besonderen hydrogeologischen
Gleichgewichts des Landes.
Denn das Land weist einige Merkmale auf, die einen
schwierigen Alltag verraten aufgrund der seit immer existierenden Probleme, die auf das Steigen und Sinken des
Wassers zurückzuführen sind; doch diese Merkmale erzählen auch von dem Schicksal, das das Gebiet erfahren hat,
und schließlich auch von der Hartnäckigkeit der Bewohner, die das Land zu beherrschen wußten, wobei sie eine
ganze Reihe von Tätigkeiten und Unternehmungen ins
Leben gerufen haben, die in die Zukunft blicken. Doch in
Campolongo ist es auch heute möglich, die
Präsenz einer be-
Bauernhaus aus
dem 18. Jh. Rechts:
Weizenfeld
RIVIERA DEL BRENTA
Campolongo Maggiore
Cà Niero,
stalla e fienile,
la chiesa
di Campolongo
Maggiore
che si spera non vada perduto. Ma poi non si può trascurare nemmeno la Fattoria o Corte Niero, antica fattoria monastica.
Si tratta di un complesso colonico nel quale la parte più
antica è formata da tre archi porticati, con alcuni dipinti
alle pareti esterne, che riproducono immagini sacre di stile popolare. La parte rustica, invece, è di più recente costruzione ed è composta da un’ampia stalla o scuderia e
dal fienile.
Anche questa fattoria è ragguardevole testimonianza dell’antica civiltà rurale di questo territorio, perciò da proteggere.
Infine c’è anche da fare una visita a un altro edificio di fattura settecentesca: Ca’ Mondini-Zoccoletti, dalle linee
sobrie ed essenziali. Infatti si sviluppa lungo unico corpo
a base rettangolare. Ha due accessi ad arco sul fronte sud,
con fregi in chiave: uno al rustico, l’altro all’abitazione. Da
notare i fregi in pietra tenera di Custoza e i davanzali alle
finestre del pianterreno in pietra d’Istria. Abbiamo lasciato per ultimo la Chiesa, perché merita una visita attenta,
anche se non può vantare particolari pregi stilistici. Tuttavia ha una sua dignitosa struttura, che
risale ai primi anni dell’800 ed elevata su
un edificio preesistente del secolo XII. La
facciata è di stile neoclassico, con quattro
colonne, una grande finestra semicircolare chiusa da vetrate colorate.
L’interno presenta una bella navata di
impronta settecentesca e quattro altari
secenteschi, dei quali il primo a sinistra
ha nel paliotto un bassorilievo attribuibile
con buona approssimazione a uno scultore vicino al Merengo.
L’altare maggiore, opera marmorea di stile settecentesco, proviene dalla chiesa di
San Francesco di Piove di Sacco, demolita
nel 1833.
39
deutenden alten Bauernkultur zu sehen.
Es handelt sich um einige wichtige Zeugnisse, die umso interessanter wirken, je seltener leider sie heute werden. So
sollte man zum Beispiel jenes typische Bauernhaus sehen,
Ca’ Callegaro, das von der gleichnamigen Bauernfamilie gebaut wurde. Man bewundert dabei ein Gebäude, das
an die klassischen Vorbilder der Bauernbaukunst des 18.
Jh. erinnert: die Südfassade, die auf die Straße blickt, öffnet sich mit einem dreibogigen Säulengang, der die ganze
Fassade des originalen bewohnten Abschnitts umfaßt.
Ein weiteres Gebäude aus dem Anfang des 18. Jh. charakterisiert Campolongos Bauernkultur: Ca’ Trolese. Sie
entstand als Herrenhaus, wurde dann später zum Bauernhaus. Der viereckige Grundriß zeigt einen Zentralsaal
und einen Kornspeicher, der das gesamte Obergeschoß
umfaßt. Sehenswert sind die Hauptfassaden, die Eingangstore mit großen Seitenfenstern und, an der Straße, schöne
Einrahmungen und Fensterbänke aus Sandstein aufweisen. Der Kornspeicher im Obergeschoß hat nur drei kleine
Öffnungen, während die Einrahmung ein Dreieckmuster
aus Backstein zeigt. Das gesamte Gebäude hat einen bedeutenden historischen und architektonischen Wert, das
nicht verlorengehen soll. Noch ein letztes Bauerngehöft,
die Fattoria oder Corte Niero, ein ehemaliger Klosterbesitz, sollte gesehen werden.
Es handelt sich um eine Bauernanlage, deren ältester Teil
in den drei Bögen des Säulengangs zu finden ist; einige
Fresken, die heiligen Figuren in einem volkstümlichen Stil
darstellen, können an den Außenmauern erblickt werden.
Das eigentliche Bauernhaus hingegen ist später gebaut
worden und besteht aus einer großen Stallung und einem
Heuschuppen.
Auch dieses Bauerngehöft ist ein bedeutendes Zeugnis
der alten Bauernkultur dieser Gegend, und deswegen verdient es, geschützt zu werden.
Schließlich sollte man noch einem weiteren Gebäude aus
dem 18., mit einer sehr einfachen, schlichten Form, einen
Besuch abstatten: Ca’ Mondini-Zoccoletti. Das Gebäude besteht aus einem einzigen rechteckigen Teil. Es besitzt
zwei Eingänge an der Südseite, mit Bögen und Friesen am
Schlußstein. Bemerkenswert sind die Friese aus weichem
Stein von Custoza und die Fensterbänke im Erdgeschoß
aus Sandstein. Die Kirche wird erst jetzt genannt, weil
sie einen aufmerksamen Besuch verdient, auch wenn sie
keine besonderen künstlerischen Merkmale aufweisen
kann. Doch sie hat ein würdevolles Aussehen, das aus
dem Anfang des 19. Jh. stammt, und liegt auf den Resten
eines früheren Gebäudes aus dem 12. Jh. etwas erhöht.
Ihre Fassade ist im neoklassischen Stil, mit vier Säulen
und einem großen halbrunden Fenster, das von bunten
Glasscheiben geschmückt ist.
Das Innere besteht aus einem einzigen Schiff des 18. Jh.
Ca’ Niero:
Stallungen
und Heuboden.
Die Kirche von
Campolongo
Maggiore
RIVIERA DEL BRENTA
Campolongo Maggiore
Il campanile è a pianta quadrata e risale alla prima metà
dell’800.
Ma non ci si può allontanare senza dare un po’ di attenzione, sul lato nord-est, a un piccolo Oratorio, di forma e
fattura piuttosto insolite rispetto agli edifici di culto locali:
eretto tra il XIX e il XX secolo, l’edificio è molto gradevole
e abbellito da una cupola rivestita di lastre di piombo.
Ecco: dopo avere visitato questi edifici importanti, come
s’è detto, dal punto di vista storico-rurale, non resta che
ripercorrere le vie di Campolongo Maggiore, per coglierne
quel concreto senso del vivere che si esprime nella sua
particolare struttura sociale e ambientale.
il paesaggio
Il campanile romanico
di Bojon e footing
al tramonto lungo
l‘argine del Brenta,
a destra:
in bicicletta
Chi si trova a percorrere la vasta campagna di Campolongo, Liettoli, Bojon, prova sensazioni davvero nuove, che
lasciano ricordi difficili da dimenticare.
Infatti si gode la libertà dello spazio, che giunge fino al
bordo della laguna veneta, ed è dominato dal corso del
Brenta, ma anche da tutta una rete idrografica minore
che qualifica questa parte della pianura veneta fino al
margine lagunare, rappresentando uno degli elementi più
suggestivi del paesaggio.
Infatti esso presenta vaste partizioni regolari, con isolati
edifici rurali, che sembra rendano ancora più sconfinati
gli spazi che ci circondano, accrescendo così il fascino di
un ambiente avvolto in un silenzio che suscita un senso di
pace incredibile, al quale non si è purtroppo più abituati,
ma che ogni tanto si desidera finalmente di godere.
Chi vi si inoltra in bicicletta e lo percorre in tranquillità,
ne riporta certamente un ricordo incancellabile: quelle innumerevoli stradine che scendono dall’argine del Brenta
conducono a luoghi sempre uguali e pur diversi per il
tracciato del fiume e la presenza di tanti altri meandri
di cui è ricco il territorio.
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und vier Altären aus dem 17. Jh., wovon der erste auf der
linken Seite im Antependium ein Basrelief zeigt, das man
mit ziemlicher Wahrscheinlichkeit einem Bildhauer des
Kreises von Merengo zuschreiben kann.
Der Hauptaltar, ein Marmorwerk aus dem 18. Jh., stammt
von der Kirche San Francesco in Piove di Sacco, die 1833
niedergerissen wurde.
Der viereckige Glockenturm wurde in der ersten Hälfte
des 19. Jh. erbaut.
Doch man sollte sich nicht entfernen, ohne mit einiger
Aufmerksamkeit in der nordwestlichen Seite des Hofes
die kleine Kapelle gesehen zu haben, die im Vergleich zu
den Sakralbauten der Umgebung eine eher ungewöhnliche Form und einen ungewöhnlichen Charakter hat: sie
wurde zwischen dem 19. und dem 20. Jh. errichtet, ist
sehr anmutig und durch eine Kuppel verschönert, die von
Bleitafeln verkleidet ist. Nach dem Besuch dieser vielen, in
der Bauernkultur und Bauerngeschichte so bedeutenden
Gebäude bleibt nichts anderes zu tun, als die Straßen von
Campolongo wieder zu erkunden, um jenen handfesten
Sinn des Lebens zu erfahren, der sich in der besonderen
sozialen und landschaftlichen Struktur der Stadt widerspiegelt.
die landschaft
Wer die Agrarlandschaft von Campolongo, Liettoli und
Bojon durchfährt, fühlt wirklich neue Gefühle, die Spuren
im Gedächtnis hinterlassen, die man schwer vergißt.
Denn in diese Landschaft genießt man die Weite, die bis
zum Rand der Lagune reicht; sie ist von dem Lauf des
Brenta, aber auch von einem regelrechten Netz aus kleineren Kanälen und Flüssen geprägt, die diesen Teil der
venezianischen Ebene bis zur Lagune von Venedig besonders auszeichnen und damit zu einem der beeindruckendsten Elemente der Landschaft werden.
Diese Landschaft ist in breite regelmäßige
Abschnitte mit vereinzelten Bauernhäusern
eingeteilt, die die umliegenden Felder noch
grenzenloser scheinen lassen und dabei den
Zauber einer Umgebung noch erhöhen, die in
der tiefsten Stille umhüllt ist. Diese Stille weckt
in uns ein unglaubliches Gefühl von Frieden und
Geborgenheit, woran wir vielleicht leider nicht mehr
gewöhnt sind, das wir aber ab und zu wieder genießen
möchten.
Wer auf dem Fahrrad und in aller Ruhe dieses Land durchfährt, behält dann eine unverwischbare Erinnerung
daran: die zahllosen Feldwege, die vom Brenta-Ufer nach
unten leiten, führen zu immer gleichen Orten, die doch
am Fluß entlang, bei den so vielen Biegungen, immer unterschiedlich sind.
Mit dem Fahrrad
am Brenta. Links:
der romanische
Glockenturm
von Bojon;
abendliches
Joggen am Ufer
des Brenta
RIVIERA DEL BRENTA
Cona
Siamo nella parte più meridionale della provincia
di Venezia e il territorio appartenente al comune di
Cona, attraversato da numerosi corsi d’acqua, deve i
suoi terreni agricoli alle massicce opere di bonifica.
Wir befinden uns hier im südlichsten Bereich der
Provinz Venedig; die Umgebung von Cona, die von
zahlreichen Wasserwegen durchzogen ist, verdankt den
massiven Trockenlegungsarbeiten ihre Anbauflächen.
un po’ di storia
ein wenig geschichte
La storia di Cona è sempre stata legata, fin dai tempi
più remoti, alle trasformazioni del suolo. La grande
ricchezza di reperti archeologici rinvenuti a Cantarana,
in località Motta Molara, nella frazione di Monsole,
testimonia che antichissimi insediamenti furono presenti
nel territorio, forse già nell’età del bronzo. Poi non ci
sono testimonianze precise che dimostrino la presenza di
abitanti nel territorio di Cona nell’intervallo di tempo tra
la fine dell’età del bronzo e l’inizio del periodo romano.
Ciò si spiega, con buona probabilità, con l’estrema
variabilità e quindi con la frequente trasformazione dei
suoli, dovuta a grandi mutamenti nell’idrografia e quindi
nel paesaggio locale. In epoca romana, invece, ebbero
fondamentale importanza le vie di comunicazione, per
cui è quasi certo il passaggio per il territorio di Cona, in
località Monsole, di almeno una grande via consolare,
forse la Popillia. A partire dal II secolo a.C., infatti, è
documentata la presenza di insediamenti romani. Poi
la situazione politica ed economica, aggravatasi con la
crisi dell’impero, provocò nel Medioevo la formazione
delle paludi e il conseguente abbandono del territorio a
se stesso. E questo assetto dei suoli rimase invariato per
secoli, finché le istituzioni religiose, facendosi carico del
territorio, svolsero un ruolo di tutela, di controllo politico e
militare dell’area. Così la presenza dei monaci, attivissimi
nelle opere di bonifica e di messa a coltura delle terre, fu
fondamentale: benedettini di San Felice di Vicenza (965),
che tra l’altro ottennero riconferma dei loro possessi in
Cona dall’imperatore Ottone I; il convento di San Michele
in Brondolo; i monaci benedettini del monastero di Santa
Giustina a Padova.
Cona nell’Alto Medioevo fu anche “corte” e sede di mercato, almeno a partire dal secolo X. Vi ebbero possedimenti la Serenissima, i signori di Carrara e il territorio fu
naturalmente coinvolto negli scontri tra Padova e Venezia
e perfino nelle vicende della “Guerra di Chioggia” (fine
‘300) tra veneziani e genovesi.
Agli inizi del ‘500, poi, con il passaggio delle truppe dell’imperatore Massimiliano durante l’occupazione di Padova dopo la vittoria della Lega di Cambrai su Venezia
(1515) il Consiglio dei Dieci fissò il confine tra Padova e
Venezia. Cona fu inglobata nel Dogado veneziano: risultava formata dai centri di Cona stessa, Cantarana, Conetto,
Foresto, Monsole e Pegolotte, e soggetta alla podesteria
di Cavarzere. Nel 1807 Napoleone, nella risistemazione
Die Geschichte von Cona war von der frühesten Zeiten an
schon immer mit der Veränderung des Bodens verbunden.
Der große Reichtum an archäologischen Funden bei Cantarana, in der Ortschaft Motta Molara und im Vorort Monsole bezeugt, daß uralte Ansiedlungen vielleicht schon
zur Bronzezeit im Gebiet vorhanden waren. Dann gibt es
präzise Zeugnisse, die die Anwesenheit von Bewohnern
im Gebiet von Cona im Zeitraum zwischen dem Ende
der Bronzezeit und dem Anfang der Römerzeit beweisen. Dies erklärt sich aller Wahrscheinlichkeit nach mit
der äußersten Veränderlichkeit und also mit der häufigen
Veränderung des Bodens, die von wichtigen hydrographischen Wandlungen verursacht war, wodurch eben auch
die Landschaft sich verändern mußte. Zur Zeit der Römer
hingegen waren die Verbindungswege enorm wichtig, deswegen ist es nahezu sicher, daß wenigstens eine große
Konsularstraße, ja vielleicht die Via Popilia, das Gebiet von
Coma bei Monsole durchzog. Die Anwesenheit von römischen Ansiedlungen ab dem 2. Jh. v.Ch. ist bewiesen worden. Dann verursachte die verschlimmerte politische und
wirtschaftliche Lage, die mit der Krise des Kaiserreiches
nur verschlechtert wurde, die Versumpfung des Landes
und seine Verwahrlosung. Diese Lage blieb viele Jahrhunderte unverändert, bis manche religiöse Orden begannen,
das Land zu pflegen und es politisch und militärisch zu
kontrollieren, indem sie die versumpften Gebiete übernahmen. So war die Anwesenheit der Mönche entscheidend, denn sie waren in den Trockenlegungsarbeiten und
in dem Anbau der Landflächen äußerst tätig. Sie kamen
aus dem Benediktinerkloster San Felice in Vicenza (965),
die übrigens von Kaiser Otto I. den Besitz ihrer Ländereien
in Cona bestätigen sahen, aus dem Kloster San Michele
in Brondolo und aus dem Benediktinerkloster der heiligen
Giustina in Padua.
Im Frühmittelalter war Cona auch Sitz einer “corte“und
Marktstadt, dies zumindest ab dem 10. Jh. Auch die Republik Venedig besaß hier manche Ländereien, sowie die
Familie da Carrara; natürlich wurde die Gegend von den
Kämpfen zwischen Padua und Venedig stark erschüttert,
ja sie wurde am Ende des 14. Jh. sogar in den Krieg von
Chioggia zwischen Venezianern und Genuesern einbezogen.
Am Anfang des 16. Jh. dann, als die Truppen Kaisers
Maximilian nach dem Sieg der Liga von Cambrai über
Venedig (1515) das Land von Cona durchzogen und Pa-
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42
RIVIERA DEL BRENTA
Cona
amministrativa del territorio, eresse Cona a comune. L’ordinamento però che i monaci benedettini avevano dato al
loro feudo della Corte Benedettina, continuò anche dopo
la sconfitta di Napoleone, il quale lo donò al vicepresidente della prima repubblica italiana Francesco Melzi d’Eril
di Milano, per i suoi servigi. Dopo il Congresso di Vienna
(1815), l’Austria, essendo sciolte le congregazioni religiose, confermò la proprietà al Melzi e gli eredi continuarono a gestirla sull’esempio dei benedettini. A partire dai
primi anni dell’800 e poi per tutta la prima metà, furono
messi in atto vari tentativi di bonifica del Foresto, fino ad
arrivare ad attuare il progetto dell’ing. Cesare de Lotto,
di origine cadorina. Infine nel 1866 Cona passò al Regno
d’Italia.
da vedere
Conetta: chiesa del X
secolo; sotto, chiesa
di Santa Maria delle
Nevi
a Foresto;
a destra, campanile
della chiesa di Cona
Cona nel suo territorio può esibire alcuni fra i più belli e caratteristici edifici
del Veneto meridionale. C’è un mondo
particolare da scoprire, che conserva
il fascino di una storia difficile, però
alla fine vincente, su una terra dura
da domare, ma che ancora oggi esercita un’attrattiva incredibile per chi sa
guardarla e cogliervi quei segni che la
esaltano e la nobilitano.
Ecco allora che sono, per primi, da visitare nel territorio
i numerosi e interessanti edifici sacri, cominciando dalla
chiesa arcipretale di Cona. Ricostruita nei primi anni
del ‘900, è stata dedicata alla Beata Vergine Immacolata,
mentre la precedente era dedicata a Sant’Antonino o Sant’Antonio abate. Le prime notizie di questa chiesa sono di
fine ‘400 e fu eretta a pieve nel 1588.
Bello è il campanile del secolo XIII.
Se ci spostiamo poi a Conetta, possiamo visitare un antico oratorio: nel secolo X vi sorgeva una cappella dedicata a Santa Maria della Neve, trasformata in chiesa per
intervento dei Morosini, diventati proprietari (fine
sec. XIII). Oggi è Cappella di San Matteo.
A Pegolotte c’è da visitare una bella chiesa
parrocchiale, dall’armoniosa facciata e dal
piacevole interno, del 1913. Dedicata a Sant’Egidio, ha sostituito l’antico oratorio.
A Cantarana la chiesa della SS. Trinita
è una costruzione dei primi del ‘700, eretta a
parrocchia già nel 1718, semplice e lineare.
La visita a Foresto ci fa ammirare la chiesa di Santa Maria delle Nevi, costruita nel
1661 da signori di Venezia: vi è conservata una
lapide murata, nella quale la vedova Caterina Vianello ricorda la figura e l’opera dell’ing. Cesare De Lotto.
dua besetzten, bestimmte der Zehnerrat in Venedig die
Grenzlinie zwischen Padua und Venedig. Die Region Cona
wurde an das venezianische Dogengebiet angeschlossen
und bestand aus Cona selbst, Cantarana, Conetto, Foresto, Monsole und Pegolotte, die der Hauptmannschaft
von Cavarzere unterstanden. Im Jahre 1807 erhob Napoleon Cona zur Gemeinde im Rahmen der administrativen
Neuordnung des Landes. Doch die Regelungen, die die
Benediktinermönche ihrem Lehengut der sogenannten
Corte Benedettina gegeben hatten, galten auch nach dem
Fall Napoleons weiter, nachdem Napoleon es an den VizePräsidenten der ersten italienischen Republik, Francesco
Melzi d’Eril aus Mailand, für seine Dienste verschenkt
hatte. Nach dem Wiener Kongreß (1815) bestätigte Österreich die Schenkung an Melzi, da manche religiöse Orden
endgültig aufgelöst worden waren, und die Erben von
Melzi verwalteten die Ländereien nach dem Beispiel der
Benediktinermönche weiter. Zu Beginn des 19. Jh. und
dann während der ganzen ersten Hälfte desselben versuchte man etliche Male das Gebiet um Foresto trockenzulegen, bis man schließlich das Projekt des Ingenieurs Cesare
da Lotto, eines gebürtigen aus dem Cadore-Gebiet, auch
in die Tat umsetzte. Schließlich vereinigte sich Cona 1866
mit dem Königreich Italien.
sehenswürdigkeiten
Cona kann in seiner Umgebung einige der schönsten und
merkwürdigsten Gebäude Südvenetiens zeigen. Es ist
eine besondere Welt, die man hier entdecken kann; eine
Welt, die den Zauber einer schwierigen, doch am Ende
positiven Geschichte bewahrt, deren Bühne eine schwer
zu bändigende Landschaft war, die heute aber unglaublich anziehend ist in den Augen derjenigen, die hier die
Zeichen erfassen können, die sie erheben und veradeln.
Deswegen beginnt man die Entdeckung der Region von
Cona mit der Besichtigung der vielen und interessanten
Sakralbauten, und insbesondere der Pfarrkirche von Cona. Sie wurde am Anfang des
20. Jh. neuaufgebaut und ist der heiligen Unbefleckten Jungfrau gewidmet, während ein
früherer Bau dem heiligen Anton oder dem
heiligen Anton dem Großen geweiht war.
Die ersten Nachrichten über diese Kirche
stammen von Ende des 15. Jh., 1588 wurde
sie zur Pfarrkirche gemacht.
Schön ist auch der Glockenturm vom 13.
Jh.
In Conetta kann man eine alte Kapelle besichtigen: im 10. Jh. befand sich hier eine
Kapelle der heiligen Maria della Neve,
die später durch die Familie Morosini,
Glockenturm der
Kirche von Coma.
Links oben: Conetta,
Kirche aus dem 10.
Jh.; unten: die Kirche
Santa Maria delle
Nevi bei Foresto
RIVIERA DEL BRENTA
Cona
Villa Eurosia a Cona,
sotto Corte Civrana,
azienda agricola
di particolare pregio;
a destra, facciata
della chiesa di
Santa Maria Assunta
a Concadalbero
La facciata è di una gradevolissima armonia architettonica. Non si può infine, riguardo ai numerosi edifici sacri,
non vedere quella interessante chiesa di Santa Maria
Assunta di Concadalbero, che ha una stupenda facciata, ornata di cinque statue, alla quale è addossato anche
un bel campanile. All’interno sono sepolti i nobili della
famiglia Marin. Il luogo preciso è indicato da una mattonella con un quadrifoglio.
Ma ora Cona svela al visitatore la sua storia, la sua realtà
attraverso un percorso che ci porta a scoprire la bellezza
e l’originalità di tanti edifici sorti nel territorio, conservati
nelle loro caratteristiche originali.
È da ammirare di essi la solidità delle strutture, l’imponente aspetto, la presenza frequente di grandi porticati, il
cui regolare susseguirsi richiama le costruzioni ecclesiastiche, soprattutto i chiostri e i cortili dei monasteri, specie benedettini. Si tratta dunque di un complesso
edilizio che svela al cittadino e al visitatore la storia di un
territorio e di una civiltà che si è evoluta nella lotta alla
natura. Basta dare un’occhiata a una carta topografica
della zona. Ma avviciniamoci ora a questi edifici. Ecco la
Villa Eurosia, di ispirazione neoromantica. Si presenta
con muratura in pietra e mattoni a vista, con aperture ad
arco ribassato e marcapiano in rilievo.
Se ci spostiamo poi a vedere la Villa Tassi, della
seconda metà dell’800,
possiamo notare subito la
tipica planimetria padronale veneta.
Ma autentica sorpresa riserva al visitatore la Villa
Padronale Metiche di
Monsole, perché è un tipico esempio di insediamento agricolo e residenziale nello stesso tempo. Imponente con le sette arcate incorniciate da paraste giganti; con il porticato a travature in legno
poste a sostegno dell’ultimo solaio; con i rustici posti a
ridosso della corte centrale.
Insomma una costruzione di casa colonica o corte benedettina, spesso arricchita da sobri elementi architettonici e stilemi decorativi. All’interno sono ben conservati
i pavimenti ottocenteschi in cotto. Alcune stanze presentano interessanti decorazioni a tempera dei soffitti, di gusto ottocentesco. Qui
vissero i nobili
Marin dal 1700
al 1830.
Ma non è da
meno La “Corte
Civrana”, il cui
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die in Besitz derselben gekommen war, umgebaut wurde
(Ende 13. Jh.). Heute ist sie die Kapelle San Matteo.
In Pegolotte ist die schöne Pfarrkirche aus dem Jahre 1913 mit ihrer harmonischen Fassade und dem angenehmen Innenraum zu besichtigen. Sie ist dem heiligen
Aegidius geweiht und befindet sich an der Stelle einer
früheren Kapelle.
In Cantarana liegt die Kirche der heiligen Dreifaltigkeit, ein Bau aus dem Anfang des 18. Jh., die schon
1718 zur Pfarrkirche erhoben wurde. Ihre Form ist sehr
einfach und gradlinig.
Ein Besuch in Foresto ermöglicht, die Kirche der heiligen Maria delle Nevi zu bewundern, die 1661 von
venezianischen Herren gebaut wurde: darin bewahrt man
eine Steintafel, wo die Witwe Caterina Vianello an die Figur und das Wert des Ingenieurs Cesare Da Lotto erinnert.
Die Fassade besitzt eine äußerst angenehme architektonische Harmonie.
Schließlich, was die zahlreichen Sakralbauten betrifft, muß
man noch die interessante Kirche Santa Maria Assunta in Concadalbero besichtigen, die eine wunderbare, von fünf Statuen geschmückte Fassade
besitzt, woran sich ein schöner Glockenturm
anschmiegt. Im Inneren sind die Mitglieder der
Adelsfamilie Marin beerdigt. Die genaue Lage
der einzelnen Gräber ist durch eine Fliese mit
einem vierblättrigen Kleeblatt markiert.
Doch jetzt verrät Cona dem Besucher seine
Geschichte und seinen Alltag durch eine Rundfahrt, die uns zur Entdeckung der Schönheit
und Originalität der vielen Gebäude auf dem
Lande führt, die ihre ursprünglichen Merkmale
bewahrt haben.
An ihnen bewundert man die Festigkeit der Struktur, das
mächtige Aussehen, die häufige Anwesenheit von großen
Säulengängen, deren regelmäßige Wiederholung an Sakralbauten, vor allem an Klöster und Höfe von Abteien, insbesondere von Benediktinerabteien, erinnern.
Es handelt sich also um ein Netz von Anlagen, das dem
Bürger und dem Besucher die Geschichte dieser Region
und ihrer Zivilisation, die sich aus dem Kampf gegen die
Naturgewalten entwickelt hat, veranschaulicht.
Man braucht nur einen Blick auf die Landkarte zu werfen,
um zu sehen, wie dieses Netz sich auf dem gesamten Gebiet erstreckte.
So die Villa Eurosia, gebaut im neoromantischen Stil.
Sie zeigt ihre Fassade aus Backstein mit flachbogigen Öffnungen und etwas erhobener Etagenmarkierung.
Besucht man die Villa Tassi aus der zweiten Hälfte des
19. Jh., können wir sofort den typischen Grundriß der venezianischen Villa bemerken.
Eine regelrechte Überraschung bereitet die Villa Padro-
Fassade der Kirche
Santa Maria Assunta
in Concadalbero;
links: Villa Eurosia in
Cona; unten: Corte
Civrana – ein altes
Bauerngehöft von
besonderem Wert
RIVIERA DEL BRENTA
Cona
Idrovora sul canale
Rebosola funzionante
dal 1929;
sotto ampia
campagna;
a destra l‘ampio
portico della azienda
Civrana
fabbricato principale presenta grandi arcate incorniciate
da colonne giganti sormontate da una travatura continua.
All’interno poi del porticato, è visibile la copertura in tavole e coppi contenuta da capriate.
Da visitare è pure la Villa Morosini-Giovannelli, con la
sua caratteristica scala multipla che permette di accedere al piano nobile. C’è poi la maestosa Villa BonicelliTreves, settecentesca, di ampie dimensioni, con un corpo
centrale e i porticati laterali simmetrici che danno vita a
una costruzione veramente perfetta nella sua armonia architettonica.
Ma non si può infine trascurare la Villa Garonzi, dove
vissero nel 1700 i nobili Marin. Si tratta di un edificio immerso nel verde, di architettura molto simile alle abitazioni tipiche del territorio, ma sempre
con una linearità sobria ed elegante.
Per chi voglia avere un’idea più precisa
della vita e della evoluzione del territorio, Cona riserva al visitatore e anche
allo studioso tutta una serie di fabbricati particolarmente significativi e
interessanti.
Allora si osservino bene le case di
abitazione, le stalle, soprattutto le
idrovore (come quella Tassi, con un
grande portone di ingresso e la ciminiera per lo scarico
dei fumi), i granai, le grandi aie destinate agli usi agricoli,
le costruzioni rurali destinate ai braccianti: fabbricati
che hanno sempre una loro dignità, come quello posto a
lato della strada statale 516 Cavarzere-Cona, di proprietà
Tassi, con un timpano, che negli anni cinquanta mostrava
ancora un affresco dal titolo “Inaugurazione di una idrovora”. All’interno vi sono imponenti colonne circolari per
il sostegno del solaio.
È tutto un mondo singolare da scoprire.
il paesaggio
Ma da scoprire o riscoprire è anche tutto l’ambiente, così
singolare per tanti aspetti, di questo straordinario territorio, se solo si pensa alla sua lunga e tribolata storia da un
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nale Metiche in Mensole dem Besucher, denn sie ist
zugleich Bauerngehöft und Landvilla. Sie zeigt sich mit ihren sieben Bögen, die von gigantischen Halbpfeilern umrahmt sind, mit dem Säulengang, wo das hölzerne Gebälk
den Dachstuhl stützt, und mit den Nutzgebäuden rund um
den Zentralhof sehr majestätisch.
Mit wenigen Worten, die Anlage ist ein komplettes Bauerngehöft, das dem Hof eines Benediktinerklosters auf dem Lande, der häufig auch von einfachen architektonischen
und dekorativen Elementen geschmückt
ist, sehr ähnlich aussieht. Im Inneren sind
die Fußböden aus Backstein aus dem 19.
Jh. gut erhalten. Manche Räume besitzen
noch interessante Temperamalereien in
den Decken nach dem Geschmack des 19.
Jh. Hier lebte die Adelsfamilie Marin zwischen 1700 und 1830.
Nicht weniger interessant ist die “Corte
Civrana“, deren Hauptgebäude große
Bögen aufweist, die von Riesensäulen und
einer darüber laufenden Balkenlage eingerahmt sind. Im
Säulengang ist dann die Dachdeckung aus Holztafeln und
Dachziegeln, die von einem Hängewerk gestützt ist, gut
sichtbar.
Besuchenswert ist auch die Villa Morosini-Giovannelli, mit ihrer einzigartigen Freitreppe, die zum ersten
Geschoß führt.
Es gibt dann die majestätische und großräumige Villa
Bonicelli-Treves aus dem 18. Jh., mit einem Zentralbau
und Seitenportiken, die eine in ihrer architektonischen
Harmonie wirklich vollkommene Wohnanlage zusammenbilden.
Schließlich sollte man nicht versäumen, auch die Villa Garonzi zu sehen, wo die Familie Marin im 18. Jh.
wohnte. Es handelt sich um ein Gebäude mitten im Grün,
dessen Architektur den Baustil der typischen Häuser der
Gegend, doch immer mit einer einfachen und eleganten
Linearität wiederholt.
Doch denjenigen, die einen noch einleuchtenderen Eindruck von dem Leben und der Entwicklung des Gebiets
haben möchten, sowie dem Besucher und dem Geschichtsforscher bietet Cona eine ganze Reihe von besonders
interessanten und bedeutenden Gebäuden zur
Entdeckung. So zum Beispiel die vielen Wohnhäuser,
die Stallungen, vor allem aber die Wasserpumpwerke (wie das Pumpwerk Tassi, mit seinem großen
Eingangstor und dem Schornstein zur Abführung der
Rauchgase), die Kornspeicher, die großen Höfe mit landwirtschaftlicher Nutzung, die Häuser der Tagelöhner:
alles Bauten, die eine gewisse Würde ausstrahlen, so noch
ein Beispiel am Besitz Tassi am Rand der Staatsstraße 516
Der breite
Bogengang des
Gehöfts Civrana;
links: Pumpwerk
am Kanal Rebosola
in Betrieb schon
ab 1929; unten:
die endlose
Feldlandschaft
45
RIVIERA DEL BRENTA
Cona
lato, e dall’altro a quella sua ampia omogeneità, a quell’appiattimento generale, che dà un senso di solitudine
immensa, quasi innaturale, irreale.
Se ci si inoltra, sembra quasi strano ritrovare quegli appezzamenti di terra dalle forme e dai colori più vari, intervallati dagli assi viari e dal serpeggiante corso dei fiumi
che corrono dolcemente verso il confine con il mare.
Si vede un paesaggio domato dalle tecniche adottate
per trasformare le superfici vallive in grandi spazi fertili,
serviti da una fitta rete scolante e da efficienti impianti
idrovori.
Inoltrarsi quindi, quasi smarrirsi in quella piatta distesa,
seguendo magari il canale dei cuori, con le sue acque
pensili rispetto ai terreni circostanti; osservando il collettore Salvadego, un canale di irrigazione; o fermandosi
in qualche azienda, come quella “Cantarana”, dove si
può vedere il canale principale di bonifica con gli scarichi
dell’acqua provenienti dai terreni serviti dal drenaggio
agricolo sotterraneo. Insomma un paesaggio incredibile
per chi non è più abituato ai grandi spazi aperti e al contatto diretto con una natura che presenta un volto ora
scuro, ora con diverse colorazioni, dovute ai depositi sabbiosi lasciati dai corsi d’acqua.
Ma poi appaiono, rare e imponenti, le alberature e perfino
un laghetto artificiale sui terreni della Corte Civrana.
E si potrebbe continuare.
Ma siano sufficienti questi richiami, per suscitare il desiderio di vedere questa meravigliosa e così diversa realtà,
la quale, assieme alla meraviglia, suscita anche ammirazione per una gente che ha saputo e sa convivere con la
difficoltà quotidiana di vivere e prosperare.
Cavarzere-Cona, wo ein Fresko noch in den 50er Jahren
zu lesen war mit dem Titel “Einweihung des Pumpwerks“.
Im Inneren befinden sich mächtige Rundsäulen, die den
Dachstuhl stützen.
Eine noch unbekannte Welt, die es zu entdecken gilt.
die landschaft
Doch auch die in mancherlei Hinsicht so einzigartige
Landschaft dieses Gebiets sollte entdeckt oder wiederentdeckt werden, denkt man nur an ihre lange und unruhige
Geschichte einerseits, andererseits an ihre so endlose Einförmigkeit, an die allgemeine Verflachung, die das Gefühl
grenzenloser, fast unnatürlicher und unwirklicher Einsamkeit vermitteln kann.
Dringt man in das Land hinein, wird es fast seltsam, solche
Landgüter zu finden, die die verschiedensten Formen und
Farben zeigen, voneinander von Straßen getrennt sind
und von sich schlängelnden Flüssen durchzogen werden,
die ganz gemütlich zum Meer gleiten.
Man erkennt eine Landschaft, die von der
Technologie gezähmt worden ist, um die
Sumpfgebiete in große fruchtbare Anbauflächen zu verwandeln, die von einem dichten Netz
von Rinngräben und von wirksamen Wasserpumpwerken bedient werden.
Also hineintauchen, sich ja fast verlieren in dieser
platten Ebene, dabei vielleicht den Kanal dei Cuori verfolgen und sein Wasser beobachten, dessen Niveau von den Ufern höher gehalten wird als die umliegenden Felder; den Sammelkanal Salvadego
betrachten; bei einem Bauernhof anhalten, wie etwa
bei “Cantarana“, wo man den Hauptkanal des Trockenlegungsgebiets sehen kann, worin das Wasser aus
den unterirdischen Rinngräben gegossen wird. Kurz,
eine unglaubliche Landschaft für diejenigen, die an die
offenen Flächen und an den unmittelbaren Kontakt zur
Naturwelt nicht mehr gewöhnt sind, wo die Natur bald
ihr dunkles Gesicht zeigt, bald bunt und vielfältig wird,
da wo die Flüsse ihre Sedimente ablagern.
Dann erscheinen noch seltene, beeindruckend hohe
Bäume, ja sogar ein künstlicher See auf dem Land
der Corte Civrana.
Und so könnte man noch weitergehen.
Doch sollen diese Beispiele genügen, um den Wunsch
zu wecken, diese wundervolle und so außergewöhnliche
Welt zu sehen, die neben dem Staunen auch Bewunderung für eine Bevölkerung hervorruft, die in der Lage ist
und war, die Schwierigkeiten des Alltags zu bewältigen,
hier zu wohnen und sogar zu gedeihen.
46
RIVIERA DEL BRENTA
Cavarzere
La Colonna Marciana
I confini della provincia di Venezia sono qua e
là piuttosto bizzarri, come del resto avviene di
frequente per le strutture territoriali legate a una
lunga tradizione storica. Così la provincia si restringe,
a sud, lasciando un lembo della laguna stessa alla
provincia di Padova, ma poi si espande di nuovo a
sud, dove si trova Cavarzere.
Die Grenzen der Provinz Venedig sind hie und
da etwas merkwürdig, wie es übrigens häufig bei
Verwaltungseinheiten, die eine lange Geschichte hinter
sich haben, der Fall ist. So verengt sich die Provinz nach
Süden, überläßt der Provinz Padua einen Streifen der
Lagune von Venedig, um sich dann weiter südlich neu
zu verbreiten, wo eben Cavarzere sich befindet.
un po’ di storia
ein wenig geschichte
Situata dunque all’estremo lembo meridionale della
Provincia di Venezia, ai confini ormai del padovano e del
Polesine, ha avuto una storia lunga, difficile e tribolata.
Il nome deriva dalla sua ubicazione: Caput Aggeris o
Caputargilis (Caodarzere – Cavarzere) sta infatti ad
indicare un avamposto probabilmente fortificato degli
etruschi di Adria prima e dei romani poi. Testimonianza
sicura fornita dai reperti archeologici della zona: anfore,
armi, utensili, amuleti. Cavarzere fu inclusa nella
consociazione dei centri lagunari veneti attorno al Mille e
dal secolo XIII fu retto da un podestà inviato da Venezia e
scelto fra i patrizi veneti. Coinvolto in quasi tutte le guerre,
fu devastato in quella fra il re longobardo Liutprando e
l’Esarcato di Ravenna (740); saccheggiato da Pipino, figlio
di Carlo Magno (809); incendiato durante le incursioni
degli Ungari (IX-X sec.).
Nella seconda metà del secolo XII si arrese a Federico
Barbarossa; nel 1236 fu assalito da Ezzelino da Romano
e nella guerra di Chioggia fra Venezia e Genova fu
conquistato dai padovani (1378) fino al termine del
conflitto (1381). Passato di nuovo sotto Venezia, Cavarzere
fu nel 1706 attraversato dall’esercito di Eugenio di Savoia
e nel 1728 fu pure occupato e saccheggiato dai mercenari
spagnoli.
Caduta la gloriosa repubblica (1797), il Trattato di
Campoformio assegnò la parte destra a Adria, sotto la
Repubblica Italiana, la parte sinistra all’Austria.
Durante il Regno Italico (1806-1815) Cavarzere divenne
comune, segnato purtroppo da rivolte, brigantaggio e
incendi. Dopo il Congresso di Vienna (1815) venne
incluso nel Regno Lombardo-Veneto degli Asburgo.
Con l’unità d’Italia, Cavarzere conobbe momenti di
gravi tensioni sociali (1878-79), dovute alla arretratezza
economica e alle inondazioni (1882). Al principio del
secolo, l’antica miseria favorì i primi fermenti sociali e
alcuni scioperi clamorosi.
Nella seconda guerra mondiale i bombardamenti aerei
recarono danni ingentissimi, e poi nel 1951 il Po ne
sommerse la parte destra del territorio fino all’Adige.
Die Stadt, die an der äußersten südlichen Grenze der
Provinz Venedig, an der Grenze zur Provinz Padua und
ganz in der Nähe der Po-Region liegt, hat eine sehr lange,
schwierige und bewegte Geschichte gehabt. Der Name
der Stadt erklärt sich mit ihrer Lage: Caput Aggeris oder
Caputargilis (Caodarzere-Cavarzere) bezeichnet nämlich einen vermutlich befestigten Vorposten zunächst der
Etrusker aus Adria, später der Römer. Ein sicherer Beweis
wird von den archäologischen Fundstücken aus dem
Gebiet gegeben, wie Amphoren, Waffen, Werkzeugen,
Amuletten. Cavarzere wurde um das Jahr 1000 in die Vereinigung der venetischen Lagunenstädte aufgenommen,
und ab dem 13. Jh. wurde sie von einem Hauptmann aus
Venedig regiert, der unter den venezianischen Patriziern
gewählt wurde. Die Stadt wurde von fast allen damaligen Kriegen heimgesucht, sie wurde während des Kriegs
zwischen dem langobardischen König Liutprand und dem
Exarchat von Ravenna (740) verheert; von Pippin, Sohn
Karls des Großen, wurde sie geplündert (809); bei einem
Überfall der Ungarn wurde sie in Brand gesetzt (9.-10. Jh.).
In der zweiten Hälfte des 12. Jh. ergab sich die Stadt dem
Kaiser Friedrich Barbarossa; 1236 wurde sie von EzzeliDie Markussäule
47
RIVIERA DEL BRENTA
Cavarzere
I ruderi dell‘antica
Torre di Bebbe,
e a destra l‘iscrizione
sotto, il Duomo
di S. Mauro
e il crocifisso ligneo
da visitare
Il centro urbano è formato da due precisi nuclei, situati
proprio a cavallo dell’Adige, e che gli danno la configurazione di centro fluviale.
Fu per questo baluardo estremo di Venezia verso sud. Naturalmente per questa sua collocazione geografica subì
molte incursioni e devastazioni.
Sulla strada per Chioggia, si possono vedere i ruderi dell’antica Torre delle Bebbe, una fortificazione a difesa
delle incursioni.
Se si percorre il territorio di Cavarzere si scoprono luoghi e ambienti che
ne testimoniano le antiche origini:
ci sono frazioni e villaggi, dove è facile cogliere ricordi lontani di duro
lavoro e di miseria delle popolazioni
locali, ma anche delle importantissime opere idrauliche realizzate dagli
ingegneri veneziani e, secoli prima,
delle opere viarie romane.
Un territorio, dunque, da visitare per l’indubbio interesse
che presenta.
Ma portiamoci ora nell’ariosa Piazza del Duomo, sulla
destra dell’Adige, per visitare
l’imponente Duomo di San
Mauro. La costruzione originale risaliva probabilmente al secolo XVI, ma l’attuale
è stata ricostruita, dopo la distruzione della guerra, nel
1945. L’interno è indubbiamente maestoso e lucente.
Da osservare la vasca battesimale, di buona fattura, forse del secolo XI e un crocifisso ligneo,
pregevole nella sua semplicità e ingenua dramma-
no da Romano angegriffen, und während des Kriegs von
Chioggia zwischen Venedig und Genua wurde sie von den
Paduanern erobert (1378) und blieb in deren Besitz bis
Ende des Kriegs (1381). Wieder unter der Herrschaft von
Venedig wurde sie erst 1706 wieder von einem fremden
Heer, nämlich von den Truppen von Eugen von Savoyen
bedroht, 1728 wurde sie von spanischen Söldnern sogar
besetzt und ausgeplündert. Nach dem Fall der glorreichen
Republik (1797) bestimmte der Friedensvertrag von
Campoformio, daß das rechte Teil der Stadt an Adria
und an die italienische Republik, das linke Teil an Österreich abgetreten werden sollte. Mit dem Königreich Italien
(1806-1815) wurde Cavarzere zur Gemeinde erhoben,
doch ihre damalige Geschichte ist von Unruhen, Räuberunwesen und Bränden gezeichnet. Nach dem Wiener
Kongreß (1815) wurde sie in das habsburgische lombardo-venetische Königreich angeschlossen. Nach Italiens
Wiedervereinigung erlebte Cavarzere schlimme soziale
Konflikte (1878-1879), die sich aufgrund der wirtschaftlichen Rückständigkeit und der häufigen Überflutungen
(1882) erklären. Am Anfang des 20. Jahrhunderts entwickelten sich aus jener verbreiteten Armut die ersten Anzeichen von sozialen Forderungen und manche damals unerhörte Streikaktionen. Im zweiten Weltkrieg verursachten
die Luftbombardierungen äußerst schwere Schäden, die
später, 1951, durch die Überflutung des rechten Teils des
Gemeindegebiets bis hin zum Fluß Adige durch den Fluß
Po nur schlimmer werden konnten.
sehenswürdigkeiten
Der Stadtkern besteht aus zwei ganz bestimmten Zentren, die gerade von dem Fluß Adige (Etsch) voneinander
getrennt werden, wodurch die Stadt den Charakter einer
typischen Flußstadt erhält.
Deshalb war sie Venedig südlichstes
Bollwerk. Selbstverständlich wurde sie
gerade wegen dieser geographischen
Lage so oft Opfer von Angriffen und Verheerungen.
Auf dem Weg nach Chioggia kann man
noch die Reste des alten Turms delle Bebbe sehen, einer Befestigung, die
zur Verteidigung gegen die vielen Angriffe diente.
Durchfährt man das Gebiet rund um Cavarzere, entdeckt
man Orte und Sehenswürdigkeiten, die deren alten Ursprung bezeugen: es gibt Ortschaften und Dörfer, wo es
sehr leicht ist, ferne Erinnerungen an schwere Arbeiten
und an die Armut der örtlichen Bevölkerung zu erraten,
doch wo man auch überaus wichtige hydraulische Werke,
die von den venezianischen Ingenieuren hergestellt, und
römische Straßen, die viele Jahrhunderte zuvor gebaut
Die Inschrift am
alten Turm von
Bebbe. Links von
oben nach unten:
die Überreste des
Turms von Bebbe,
der Dom San Mauro,
ein Holzkruzifix
48
RIVIERA DEL BRENTA
Cavarzere
ticità. Tra l’altro è divenuto famoso per un presunto miracolo: il Cristo avrebbe piegato da solo la testa. L’opera è
di Domenico Paneghetti, soprannominato “ciossego”, un
onesto cannarolo cavarzerano.
Una curiosità storica: il pievano del Duomo di San Mauro,
per un antico privilegio, confermato anche nel 1535, veniva eletto dai cavarzerani. Fu abolito solo nel 1968 dal
Consiglio comunale. Nella piazza, poi, possiamo vedere
il Palazzo Barbiani, del 1892, sede del Municipio, opera dell’architetto omonimo, sobria, quasi austera, ma di
Il Palazzo Barbiani
e a destra la Torre
Campanaria,
sotto, una veduta
dall‘alto dei fiumi
Adige e Gorzone
indubbia originalità, con quella sua massiccia torre, alleggerita però da un pinnacolo.
La torre campanaria, che si innalza per 60 metri, è pure
opera del Barbiani, particolarmente felice per lo slancio
della forma a canna quadrata, su cui svetta il castelletto
delle campane.
Non sfugga poi la bella colonna marciana davanti al
Municipio.
Sulla sponda sinistra dell’Adige, infine, si deve visitare la
Chiesa di San Giuseppe, del 1542, anch’essa ricostruita
dopo l’ultima guerra.
il paesaggio
Cavarzere è caratterizzata in tutta la sua antica storia dalla presenza dei fiumi e canali che interessano la sua
fertile pianura alluvionale: l’Adige lo divide in due e lo
attraversa in tutta la sua lunghezza, affiancato a nord dal
Gorzone fino a toccarsi in qualche punto
gli argini.
Nel cavarzerano vigeva anticamente il
“vagantivo”, ossia il
diritto di cacciare, pe-
wurden, herausfinden kann.
Ein Gebiet also, das es wegen seines zweifellosen Interesses zu besichtigen gilt.
Nun erreichen wir den weitschweifigen Domplatz (Piazza Duomo) auf dem rechten Adige-Ufer, um den mächtigen Dom San Mauro zu besichtigen. Der Originalbau
stammte wahrscheinlich vom 16. Jh., der heutige Bau
wurde 1945 nach der Kriegszerstörung wiederaufgebaut.
Das Innere wirkt zweifellos majestätisch und glänzend.
Zu beobachten sind noch das Taufbecken, vielleicht vom
11. Jh., aus guter künstlerischer Qualität, sowie ein Kruzifix aus Holz, der in seiner Einfachheit und naiven Dramatizität kostbar ist. Unter anderem ist es wegen eines
möglichen Wunders berühmt geworden: Christus soll von
selbst den Kopf gesenkt haben. Es ist ein Werk von Domenico Paneghetti, genannt “Ciossego“, einem rechtschaffenen Schilfsammler von Cavarzere.
Ein geschichtliches Kuriosum: der Pfarrer des Doms von
San Mauro wurde nach einem alten Privileg, das auch
1535 bestätigt wurde, von den Stadtbewohnern gewählt.
Es wurde erst 1968 vom Stadtrat abgeschafft. In der Piazza kann man dann den Palazzo Barbiani (1892) sehen,
das heutige Rathaus, das von dem gleichnamigen Architekten errichtet wurde. Das einfache, ja fast strenge, zweifellos originelle Gebäude besitzt einen massigen Turm,
der aber von einer Fiale aufgeheitert wird.
Der Glockenturm, der bis auf 60 Meter heraufragt, ist
noch ein Werk von Barbiani, das wegen der schlanken
Quadratform, worauf das Glockengehäuse
emporragt, besonders gutgelungen ist.
Die schöne Markussäule vor dem Rathaus sollte nicht übersehen werden.
Auf dem linken Adige-Ufer schließlich sollte
man die Kirche des heiligen Joseph besichtigen, die 1542 zuerst, dann nach dem zweiten Weltkrieg wieder aufgebaut wurde.
die landschaft
Cavarzere ist während ihrer gesamten alten Geschichte
durch die Anwesenheit von Flüssen und Kanälen charakterisiert gewesen, die ihre fruchtbare Schwemmebene
immer noch interessieren: der Fluß Etsch-Adige teilt die
Stadt in zwei Teile und durchzieht die umliegende Gegend,
dem parallel läuft der Fluß Gorzone, so daß in manchen
Punkten die Ufer der beiden aneinandergrenzen.
In der Region um Cavarzere galt einst das Gesetz des
“vagantivo“, d.h. das Recht, frei zu jagen, zu fischen,
in den Sumpfgebieten Schilf zu sammeln. Dadurch blühte
hier die Industrie der “grisole“, d.i. des getrockneten
Schilfs, womit man die Dächer der Bauernhäuser, der sogenannten “casoni“herstellte. Davon bleiben heute nur
Der Glockenturm.
Links: Palazzo
Barbiani; unten:
Ansicht der Flüsse
Adige und Gorzone
RIVIERA DEL BRENTA
Cavarzere
Una veduta dall‘alto
di Cavarzere
e il fiume Adige
scare, raccogliere canne nelle zone paludose e l’industria
delle “grisole”, che aveva favorito il sorgere dei caratteristici “casoni”. Di questi resta ora solo qualche traccia.
È interessante invece soffermarsi davanti a una lapide del
1792 in corte Cirrana, che riporta l’ordinanza del Serenissimo Consiglio veneziano con la quale veniva abolito
il diritto di “vagantivo”. Da ricordare che esso rappresentava una fonte di guadagno, ben misera, per i poveri
di Cavarzere.
Oggi Cavarzere presenta al visitatore un colpo d’occhio
molto gradevole, adagiata com’è sulle sponde dell’Adige,
sulle quali si affacciano gli insediamenti
urbani.
I corsi d’acqua, così spesso causa di ricorrenti alluvioni, imputabili, oltre che
all’Adige e al Gorzone, alla vicinanza
del Po, scorrono pigramente sotto i vari
ponti che uniscono le parti del paese.
Ma tutto il territorio comunale presenta
motivi di interesse per un itinerario in
bicicletta o anche in macchina. Se ci si addentra, si scoprono zone che testimoniano le antiche origini, le opere
realizzate dalla Serenissima e, secoli prima, le opere viarie
romane.
Si scoprirà inoltre un paesaggio vario e mutevole, secondo
le stagioni e le condizioni climatiche, con aspetti sempre
diversi e sempre caratteristici.
Lungo il corso dell’Adige non troviamo più i mulini galleggianti che creavano un elemento originale e pittoresco del
paesaggio tipicamente fluviale, ma ci si può ugualmente
immergere in luoghi e ambienti molto significativi, come
l’estesa Marice, una zona protetta, dove predomina il
canneto, con specchi d’acqua, tranquillo rifugio di uccelli
di varie specie, piccoli mammiferi e la rara testuggine di
palude.
Ma una visita bisogna farla anche all’Oratorio di Ca’
Labia, prima di tutto perché è una delle rare cappelle patrizie rimaste a Cavarzere, e poi perché contiene un gruppo scultoreo del Bonazza o della sua scuola, sec. XVIII,
di pregevole fattura e grande forza espressiva. Raffigura
la Madonna con due Angeli.
Purtroppo c’è da rimpiangere la distruzione di due oratori,
di Santa Monica e della SS. Trinità, con opere di Paolo Veronese e altre attribuite a Tintoretto e a Piazzetta.
Delle antiche fortificazioni e del castello di Cavarzere non
sono rimasti che i ruderi poderosi della torre delle
Bebbe, ai confini con Chioggia, che meritano però ugualmente uno sguardo.
Infine, vi sono interessanti documenti in archivio, tra cui
un codice, che nel 1713 riportava le leggi di concessione
di privilegi a Cavarzere, per ordine del Doge della Repubblica di Venezia.
49
wenige Spuren.
Es ist dann interessant vor einer Steintafel aus dem Jahre
1792 in der Corte Cirrana zu verweilen: darauf liest man
die Verordnung des Erlauchten venezianischen Rates,
womit das Gesetz des “vagantivo“abgeschafft wurde.
Diese Verordnung verursachte manchen Unmut bei den
armen Leuten von Cavarzere, denn das frühere Gesetz
war für sie eine wenn gleich ärmliche, doch nützliche Einnahmequelle gewesen.
Heute zeigt Cavarzere dem Besucher ein angenehmes
Stadtbild, so wie sie an den Ufern des Adige liegt, in dem
sich die Stadtbauten widerspiegeln.
Die Flußläufe – neben dem Adige und dem Gorzone, befindet sich auch der Po ganz in der Nähe -, die früher so
oft die Ursache für Überschwemmungen waren, fließen
heute ruhig unter die verschiedenen Brücken daher, die
die zwei Teile der Stadt miteinander verbinden.
Doch das ganze Gemeindegebiet zeigt sich in mancherlei
Hinsicht für eine Rundfahrt, ob auf dem Fahrrad oder mit
dem Wagen, sehr interessant. Dringt man in das Land hinein, entdeckt man Gegenden, wo weitere alte Zeugnisse
noch zu sehen sind, wie etwa die Werke, die von der Republik Venedig gebaut wurden, oder die von den Römern
angelegten Straßen.
Man wird außerdem eine mannigfaltige und veränderliche Landschaft entdecken, die mit den Jahreszeiten und
den Klimabedingungen variiert und dabei immer verschiedene und doch sehr typische Aspekte zeigt.
Den Fluß Adige entlang finden wir heute keine der vielen
schwimmenden Mühlen mehr, die einst ein so originelles
und malerisches Element der typischsten Flußlandschaft
waren, doch man kann in nicht weniger bedeutende Gegenden tauchen, wie das Gebiet von Marice, einer Schutzoase, wo das Schilf und die Wasserspiegel vorherrschen,
die vielen Vogelarten, kleineren Säugetieren und der seltenen Sumpfschildkröte sicheren Schutz bieten.
Doch einen Besuch verdient auch die Hauskapelle von
Ca’ Labia, zuerst weil sie eine der seltenen, in Cavarzere
übriggebliebenen Patrizierkapellen ist, dann weil sie eine
Skulpturgruppe von Bonazza oder von seiner Schule
(18. Jh.) enthält, die von hervorragender künstlerischer
Qualität und eindrucksvoller Ausdruckskraft ist. Sie stellt
die Madonna mit zwei Engeln dar.
Leider erinnert sich man noch mit Wehmut an die Zerstörung zweier Kapellen, die Kapelle der heiligen Monika
und der heiligen Dreifaltigkeit, worin sich Werke von Paolo
Veronese und weitere Werke, die Tintoretto und Piazzetta
zugeschrieben waren, befanden.
Von den alten Befestigungen und dem Schloß von Cavarzere sind nur wenige massige Überreste des Turms
delle Bebbe an der Grenze zu Chioggia geblieben, die
aber doch sehenswert sind.
Una veduta dall‘alto
di Cavarzere
e il fiume Adige
RIVIERA DEL BRENTA
Cavarzere
In località Marchesa, se si attraversa l’Adige con il “passo”, verso Pettorazza si può visitare il Santuario della Madonna delle Grazie e poi, poco fuori Pettorazza, oltre
l’antico alveo dell’Adige, si apre alla vista un laghetto
(gorgo), alimentato dalle acque del fiume.
Se si prosegue fino a Botti Barbariche si vedono altre
opere idrauliche veneziane; si individua l’antica via romana “Popilia”; sono visibili tracce dell’antica centuriazione.
Ma, ritornando verso Cavarzere, merita una visita il complesso rurale di Ca’ Beadin.
Infine a Corte Cavanella si vede lo scavo di un insediamento romano da parte della Sovrintendenza ai Beni
Archeologici.
Insomma il territorio di Cavarzere riserva al visitatore
molte sorprese di carattere storico e ambientale, che lasciano un ricordo che non si dimentica.
50
Schließlich gibt es interessante Urkunden im Stadtarchiv,
worunter einen Kodex, der 1713 im Auftrag des Dogen
der Republik Venedig alle Privilegiengesetze von Cavarzere sammelte.
Überquert man den Adige über den “passo“bei Pettorazza, kann man in der Ortschaft Marchesa die Wallfahrtskirche Madonna delle Grazie besichtigen, dann, von
Pettorazza wenig entfernt und jenseits des alten Flußbetts
des Adige öffnet sich der Blick auf einen kleinen See
(gorgo), der von dem Wasser des Flusses genährt wird.
Geht man weiter bis zu Botti Barbariche, sieht man
weitere hydraulische Werke Venedigs; man erkennt die
alte römische Straße, Via Popilia, sowie sichtbare Spuren
der alten Zenturiation.
Doch auf dem Weg zurück nach Cavarzere verdient auch
das Bauerngehöft in Ca’ Beadin einen Besuch.
Schließlich sieht man in Corte Cavanella bei einer alten
römischen Ansiedlung die Ausgrabungen der archäologischen Superintendenz.
Mit wenigen Worten, die Region von Cavarzere bereitet
dem Besucher viele historische und naturkundliche Überraschungen, die sich in sein Gedächtnis unvergeßlich einprägen werden.
La campagna
e l‘Adige nei dintorni
di Cavarzere
Die Feldlandschaft
und der Fluß Adige
bei Cavarzere
RIVIERA DEL BRENTA
Chioggia
Chioggia è certamente una cittadina di grande
suggestione, centro allo stesso tempo di mare e di
terra. Il Canale della Vena è il centro dell’attività
peschereccia (famose le barche, i “bragozzi”); la bella
arteria di Corso Del Popolo è il centro della vivace vita
cittadina. La struttura urbanistica “a spina di pesce”,
di antica origine, si ricollega direttamente a quella di
Venezia per l’intersecarsi di strade e canali scavalcati
da ponti.
un po’ di storia
Foto aerea
della bocca
di porto di Chioggia,
tabernacolo gotico
con la Madonna
del Sansovino
a destra, vista
dall‘alto
della piazzetta
con ponte Vigo
sotto la colonna
con il Leone
Marciano detto
“el gato“
Chioggia è la Fossa Clodia, ricordata già da Plinio. Divenne rifugio dei Veneti durante le invasioni barbariche
e nel 672 parte integrante dei territori di Venezia, seguendone le sorti, riproducendone gli ordinamenti amministrativi e favorendola economicamente con i prodotti
dell’attività portuale e delle saline, rimaste attive fino al
Settecento. Nell’809 subì le devastazioni dei Franchi guidati dal re Pipino e venne nuovamente distrutta durante
la cosiddetta “Guerra di Chioggia” (1378-1381) tra Veneziani e Genovesi.
da visitare
Vicina e legata a Venezia, Chioggia ne ha condiviso l’amore per
l’arte, dando vita a monumenti e
opere di grande valore.
Basta passeggiare per il Corso
del Popolo, lungo il quale si sviluppa il centro insulare, per ammirare numerosi edifici.
Cominciamo con il “granaio”
costruito nel 1322 dal chiozzotto
Matteo Caime, in pietra d’Istria, adorno di un tabernacolo gotico che racchiude una Madonna di Jacopo
Sansovino.
Continuiamo con l’ottocentesco Palazzo Municipale, al cui interno si può ammirare il trittico con la
Giustizia tra i Santi Felice e Fortunato, di Jacopo del
Fiore (1436).
Poco discosta la Chiesa della SS. Trinità o Trinità dei Rossi, ricostruita nel 1703 da Andrea
Tirali. Riprendiamo con la Cancelleria Civile, già Monte di Pietà, che reca sulla facciata, in
un tabernacolo gotico, una Madonna di scuola
dei Dalle Masegne.
Da vedere all’interno l’Oratorio dei Battuti,
perché è decorato da un ciclo pittorico tardomanierista (1599-1606) e anche da affreschi di Palma
il Giovane.
Chioggia ist sicherlich eine sehr beeindruckende Stadt,
denn sie ist zugleich eine Land- und Wasserstadt. Der
Kanal della Vena ist das Zentrum der örtlichen Fischerei
(sehr berühmt sind die Boote, genannt Bragozzi); die
schöne Hauptstraße Corso del Popolo ist das Zentrum
des lebhaften Stadtlebens. Die Stadtstruktur, die an
eine Fischgräte erinnert, ist antiken Ursprungs und
wiederholt mit dem Sichüberschneiden von Straßen
und Kanälen, die von Brücken überspannt werden,
diejenige Venedigs.
51
ein wenig geschichte
Chioggia ist die alte römische Stadt Fossa Clodia, die
schon von Plinius erwähnt wurde. Sie wurde während der
Völkerwanderung zum Zufluchtsort der Venetier, und ab
672 gehörte sie dem Herrschaftsgebiet Venedigs, dessen Schicksal sie
folgte, wobei sie das Verwaltungssystem Venedigs aufnahm und die Lagunenstadt mit den Waren aus dem
Hafenhandel und der Fischerei und
dem Salz aus den Salinen, die bis ins
18. Jh. in Betrieb waren, wirtschaftlich begünstigte. 809 wurde die Stadt
von den Franken, die von dem König
Pippin geführt waren, zerstört, und
später wurde sie während des sogenannten Kriegs von Chioggia (13781381) zwischen Venedig und Genua
noch einmal verheert.
sehenswürdigkeiten
Da sie Venedig so nahe und so verbunden war, teilte diese
Stadt dessen Kunstliebe, wobei sie Platz für Denkmäler
und Kunstwerke von großem Wert schuf.
Man braucht nur den Corso del Popolo zu gehen,
entlang dessen sich die ganze Inselstadt entwickelt, um
zahlreiche Gebäude bewundern zu können.
Man beginnt mit dem “Granaio“(Kornkammer) aus
Sandstein, der 1322 von dem hier gebürtigen Matteo Caime gebaut wurde; ein gothischer Tabernakel schmückt das Gebäude und enthält eine
Madonna von Jacopo Sansovino.
Weiter folgt das Rathaus aus dem 19. Jh., in dessen Innerem man ein Triptychon mit der Gerechtigkeit zwischen den heiligen Felix und Fortunatus, ein
Werk von Jacopo del Fiore (1436), bewundern kann.
Wenig entfernt liegt die Kirche der heiligen Dreifaltigkeit, oder auch Trinità dei Rossi genannt, die 1703
von Andrea Tirali neu aufgebaut wurde. Weiter geht es
Luftaufnahme der
Piazzetta mit der
Brücke Vigo. Unten
die Markussäule
mit dem Löwen
genannt “Katze“
(el gato). Links:
Satellitaufnahme
der Lagunenöffnung
von Chioggia.
Unten: gothischer
Tabernakel mit
der Madonna
des Sansovino
RIVIERA DEL BRENTA
Chioggia
Particolare
di una delle tele
del ciclo del martirio
dei santi Felice
e Fortunato
nel Duomo,
un ciclista osserva
il Canal Vena,
a destra uno scorcio
e la Torre
di S. Andrea
Dal Ponte Lungo passiamo Porta Garibaldi e ci troviamo al Duomo, antichissima sede di Vescovado, ricostruito da Baldassarre Longhena nel 1623, dopo l’incendio di
un precedente edificio, del quale è rimasto il campanile
trecentesco.
All’interno grandioso c’è un monumentale
pulpito di marmo, del 1677, opera di Bartolomeo Cavalieri. Sulla sinistra del presbiterio è da veder la Cappella dei Santi
Felice e Fortunato, dove diversi artisti ne
hanno illustrato il martirio in un ciclo di
tele (1729).
Non sfugga poi la Chiesa di San Domenico, di origine medioevale, con un
campanile trecentesco, nella quale si ammirano un quadro di Vittore Carpaccio
raffigurante San Paolo (firmato e datato
1520); una Deposizione di Leandro Bassano; e altre notevoli tele del tardo ‘500, oltre a un
San Domenico della scuola del Piazzetta.
Anche la Chiesa antica di S. Andrea merita attenzione:
alterata nel secolo XVIII, ha conservato il campanile duecentesco veneto-bizantino. Al suo interno, una Madonna
e Sant’Anna di Antonio Marinetti, detto il Chiozzotto,
allievo del Piazzetta.
Infine non trascuriamo la Chiesa di San Giacomo, che
conserva altre opere interessanti del Chiozzotto, mentre
nell’oratorio di San Martino si nota una serie di dipinti
di Paolo Veneziano e della sua scuola.
il paesaggio
Chioggia presenta al visitatore un vivace centro urbano
e un importante centro peschereccio, ma soprattutto offre una struttura ricca di mobilità affascinante, con le sue
quattro isole principali, con le sue vie, i suoi canali, i suoi
caratteristici vicoli, i suoi locali, il suo mercato.
Da qualsiasi punto la si osservi, Chioggia presenta angoli
suggestivi, visuali uniche per la loro bellezza e originalità.
Non si può infine non ricordare anche la bellezza dei
suoi orti, del suo verde, della sua
produzione ortofrutticola, che
si estende poi fino a Sottomarina, l’antico borgo marinaro e
agricolo, che oggi tutti conoscono soprattutto come centro moderno, con capienti e apprezzate
strutture per i bagni, lo sport e il
divertimento.
Insomma Chioggia-Sottomarina
è importante per il suo ambiente particolare, conservato intatto
mit der Zivilkanzlei (Cancelleria Civile), früher das Pfandhaus, die in der Fassade einen gothischen Tabernakel
zeigt, worin sich eine Madonna von der Werkstatt der
Delle Masegne befindet.
Im Inneren ist die Kapelle dei Battuti besonders
sehenswert, weil sie mit einem spätmanieristischen
Gemäldezylus (1599-1606) und mit Fresken von Palma
il Giovane geschmückt ist.
Dann geht man vom Ponte Lungo (Lange Brücke) durch
die Porta Garibaldi vor den Dom über, den uralten Sitz
des Bischofs, der 1623 nach dem Brand des früheren Baus,
wovon nur der Glockenturm aus dem 14. Jh. übrigblieb,
von Baldassarre Longhena wiederaufgebaut wurde.
Im prächtigen Inneren befindet sich eine majestätische
Marmorkanzel aus dem Jahre 1677, ein Werk von Bartolomeo Cavalieri. Links des Chorbereichs ist die Kapelle
der heiligen Felix und Fortunatus besonders sehenswert,
wo viele Künstler in einem Gemäldezyklus (1729) das
Märtyrertum der beiden Heiligen dargestellt haben.
Man sollte sich dann die Kirche des heiligen Dominikus nicht entgehen lassen: die
Kirche aus mittelalterlichem Ursprung besitzt
einen Glockenturm aus dem 14. Jh., worin
man ein Bild des heiligen Paul von Vittore
Carpaccio (unterzeichnet und datiert 1520),
eine Kreuzabnahme des Leandro Bassano
und weitere bedeutende Gemälde aus dem
späten 16. Jh., neben einem Bild des heiligen Dominikus von der Schule des Piazzetta, bewundern kann.
Auch die alte Kirche des heiligen Andreas verdient unsere Aufmerksamkeit: sie wurde im 18. Jh. umgebaut, doch
konnte ihren venezianisch-byzantinischen Glockenturm
bewahren. Im Inneren befindet sich eine Madonna mit
der heiligen Anna von Antonio Marinetti, genannt Chiozzotto, einem Schüler des
Piazzetta. Schließlich sollte man die Kirche
des heiligen Jakob nicht vernachlässigen, weil sie weitere interessante Werke
des Chiozzotto aufbewahrt, während man
in der Kapelle des heiligen Martin eine
Gemäldesammlung von Paolo Veneziano
und seiner Schule sehen kann.
die landschaft
Chioggia bietet dem Besucher ein lebhaftes Stadtbild und einen wichtigen Fischereihafen, doch vor allem zeigt sie eine
Stadtstruktur, die mit ihren vier Hauptinseln, ihren Straßen und Kanälen, den
typischen Gäßchen, ihren Lokalen und
52
Ausblick auf
die Stadt. Unten:
der Turm
Sant’Andrea. Links:
Detail eines der
Gemälde
aus dem Zyklus
der heiligen Felix
und Fortunatus im
Dom von Chioggia.
Unten: Fahrradfahrer
bei einer Pause
am Kanal Vega
RIVIERA DEL BRENTA
Chioggia
nella sua originalità, con quella sua struttura a “lisca di
pesce”, con strade e canali principali orientati da nord a
sud e tutte le altre strade trasversali, parallele tra loro e
strette, fittissime, che sembrano favorire ancora le “baruffe chiozzotte” immortalate da Carlo Goldoni.
Chioggia non cessa di stupire qualsiasi visitatore, perché
in essa arte, folclore, paesaggio, tradizioni popolari si
compongono in un equilibrio con la natura che nulla ha di
artefatto, ma tutto sembra combinarsi con una incredibile
e gioiosa spontaneità.
ihrem Markt beweglich und zauberhaft wirkt.
Von welchem Aussichtspunkt auch immer man sie betrachte, zeigt Chioggia eindrucksvolle Ecken und Winkel, die
in ihrer Schönheit und Originalität einzigartige Anblicke
ermöglichen.
Schließlich muß man noch an die Schönheit
der Gärten und der grünen Flächen und an
die Obst- und Gemüseproduktion erinnern, die bis nach Sottomarina reichen,
dem alten Fischer- und Bauerndorf, das
jedermann heute vor allem als modernes
Zentrum am Meer mit großen und gutausgestatteten Badeanstalten, Sportanlagen und
Unterhaltungsstrukturen kennt.
Mit wenigen Worten, Chioggia ist mit Sottomarina wegen des einzigartigen Landschaftsbildes wichtig, das sich in seiner
Originalität vollständig erhalten hat. Die
Stadt selbst bewahrt noch ihren Fischgräte-Grundriß, wo Straßen und Hauptkanäle in Richtung Nord-Süd orientiert sind,
während alle anderen Gassen quer und einander
parallel laufen, so eng und dicht aneinander,
daß sie noch den Krach in Chioggia, so
wie Goldoni ihn in seinem Lustspiel dargestellt hat, noch zu inszenieren scheinen.
Chioggia hört nicht auf, jeden Besucher
zu verwundern, denn Kunst, Volkstradition,
Landschaft, Folklore vereinigen sich in dieser
Stadt und erreichen mit der Natur ein Gleichgewicht, das nichts Künstliches hat, vielmehr
verbindet sich alles in unglaublicher und
fröhlicher Spontaneität miteinander.
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La laguna
e la spiaggia
Lagune und Strand
bei Chioggia
Ricerca storica e testi
prof. Eliseo Carraro
Coordinatore progetto
Roberto Masetto
collaborazione editoriale del Settore Turismo
della Provincia di Venezia
Traduzioni
Robert Campello e Monica Capiotto
Immagini
dagli archivi delle APT e dei Comuni della Provincia di Venezia,
foto su concessione del ministero per i beni e le attività culturali,
Publileo.
Divieto di riproduzione o duplicazione
Cura editoriale
Publileo srl Mira
Itinerari realizzati
dall‘U.N.P.L.I. Pro Loco veneziane
con il contributo straordinario
della Regione Veneto
e il Patrocinio della Provincia di Venezia
© 2007 U.N.P.L.I. Venezia e Publileo srl
Stampato in Italia
L’editore si dichiara disponibile a regolare eventuali pendenze riguardanti materiale iconografico con gli
aventi diritto che non sia stato possibile identificare.
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