Veronese e i Bassano grandi capolavori Renoir alla Gam di Torino

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Veronese e i Bassano grandi capolavori Renoir alla Gam di Torino
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P E R I O D I C O
GALLERIA
La Rocca
Manifesti,
originali,
grafica,
multipli e dipinti
Via della Rocca, 4
TORINO
Tel. 011.8174644
D I
C U L T U R A
E
I N F O R M A Z I O N E
GALLERIA
La Rocca
Fondato da Carlo Accossato nel 1994
CORRIEREdell’ARTE
Direzione e Redazione: P.za Zara, 3 - 10133 Torino.
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COURRIER
DES
ARTS
Anno XIX - n° 15 - Venerdì 27 Settembre 2013 € 2,50
Manifesti,
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TORINO
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Il Corriere dell’Arte è su facebook con più di 6.000 contatti da tutto il mondo e on line con oltre 500 visitatori al giorno
Pietro Piffetti, Tabernacolo, 1750 circa. Città di Bene Vagienna,
Casa Ravera, Associazione Culturale
Amici di Bene-Onlus,
Parrocchia M.V. Assunta
Sede del Consiglio Regionale Piemontese – Palazzo Lascaris
Un ebanista per la Corte Sabauda
Gian Giorgio Massara
e prove che ci ha datte Pietro Piffetti della sua particolare abilità nella professione di ebanista, ci hanno invitato ad ammetterlo al nostro servitio con destinarlo ebanista nostro...” (Archivio Real Casa, Patenti)
L
Il Museo della Fondazione Accorsi-Ometto possiede ed
espone uno dei più importanti arredi firmati da Pietro
Piffetti (1701-1777); si tratta del Doppio corpo, forse “il
più bel mobile del mondo”, recante la data 1738 e la
scritta “Petrus Piffetti inve./fecit et sculpsit/ Taurini”.
continua a pag. 2
In collaborazione con Musée D’Orsay e l’Orangerie di Parigi
Renoir alla Gam di Torino
er il ciclo di “Torino incontra la Francia”,
dal 23 ottobre fino al 23 febbraio alla galleria GAM verranno presentate le opere
del maestro dell’impressionismo Pierre Auguste Renoir. Sulla scia della personale di Edgar
Degas, allestita nel 2012, ecco un’altra collaborazione oltralpe con il Musée D’Orsay e l’O-
P
Pierre Auguste Renoir, “La lettrice”, (particolare)
rangerie. Protagonisti saranno i temi prediletti dell’artista parigino: scene di vita della Ville Lumière, i balli in città e nelle campagne,
ritratti di giovani e bambini, istantanee di scene domestiche, nature morte, ritratti di donne
delle più disparate estrazioni sociali e i nudi,
che completano il percorso nell’affascinante
universo pittorico di uno dei più grandi protagonisti della storia dell’arte. Uno spaccato di
60 opere all’interno dei saloni della Galleria di
Arte Moderna, di cui al momento non si conoscono tutti i dettagli, ma che si prospetta essere uno sguardo panoramico sulla sessantennale carriera del maestro. Un ininterrotto racconto fatto di luce e poesia. Come disse Renoir stesso: “Un quadro
deve essere una cosa piacevole, allegra e bella, sì bella! Ci sono già troppe cose spiacevoli nella vita che
non è il caso di crearne anche delle altre”
opo un accurato restauro, realizzato dal
Centro Conservazione e Restauro di Venaria grazie ai finanziamenti ministeriali e al sostegno della Consulta per la Valorizzazione dei
Beni Artistici e Culturali di
Torino, saranno in esposizione fino al 2 febbraio le grandiose opere raffiguranti La regina di Saba che offre doni a Salomone e Il ratto delle Sabine, rispettivamente
provenienti dall’atelier del Veronese e di Francesco Bassano. Si tratta di due capolavori
commissionati dal Duca Carlo Emanuele I appartenenti alla Galleria Sabauda e eccezionalmente esposti alla Venaria Reale. Accanto
alle due tele protagoniste sarà presente in mostra anche un’importante rassegna di superbi
dipinti, sempre a commissione ducale, dello
stesso Veronese e di Jacopo, Francesco e Leandro Bassano, volte ad illustrare uno dei momenti più alti del collezionismo sabaudo.
D
Il Van Gogh ritrovato...(?)
ENZO PAPA
i quando in
quando qualche
dipinto d’Autore
si affaccia alla ribalta
dell’arte. Era avvenuto
con un presunto Caravaggio della collezione
reale britannica (La vocazione di Pietro e Andrea, esposto a Roma alla Stazione Termini) ed
ora è il momento di un
“Van Gogh” sbucato dall’attico di un privato cittadino norvegese, a cui
era giunto nel 1901, come opera di altro artista.
D
segue a pag. 3
Confronto tra le pennellate
di Van Gogh e le pennellate
del dipinto ritrovato
Galleria di Arte Moderna (GAM)
Via Magenta 31 – Torino
Renoir. Dalle collezioni del Musée d’Orsay
e dell’Orangerie
Dal 23 ottobre al 23 febbraio 2014
Info: 011 4429518
Reggia di Venaria Reale - Torino
Veronese e i Bassano
grandi capolavori
Reggia di Venaria Reale
Piazza della Repubblica 4
Venaria Reale (TO)
Il Veronese e i Bassano
Dal 10 ottobre al 2 febbraio 2014
Info: 011 4992333
La regina di Saba che offre doni a Salomone (particolare)
I.P.
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27 Settembre 2013
Galleria Arte Città Amica
Arte e poesia
nteressante mostra con oltre 60 artisti che
presenteranno altrettante opere con stili e
tecniche diverse, dal figurativo all’informale, dall’incisione alla scultura, che ha come evento parallelo, opere ispirate alle poesie
“Inquilini temporane “ di Lawrence Ferlinghetti
e “Nel Blu” di Agneta Falk. Da quattro anni il
poeta della Beat Generation americana La-
I
continua da pag. 1
Un ebanista per la Corte Sabauda
Pietro Piffetti, Arcolaio da tavolino, 1740 circa.
Collezione privata.
Probabilmente il mobile è stato realizzato in occasione di un matrimonio principesco poichè vi
si legge il voto augurale “Perpetuum nodis”: un
arredo di corte nel quale si confondono i segni
della scultura e una convinta struttura architettonica. In questo scorcio d’estate, Torino offre
ai turisti e agli studiosi, ai cittadini, due occasioni per ammirare 25 opere – su 65 esistenti al
mondo – frutto del lavoro dell’ebanista sabaudo che utilizza legni preziosi, ebano, ottone, avorio, madreperla, argento, oro, cristalli di rocca e
pietre. Infatti nella sede del Consiglio Regionale di Palazzo Lascaris, a Torino, si ammirano
uno dei due tabernacoli provenienti da Bene Vagienna realizzato su probabile commissione di
V.A. Costa della trinità e una coppia di Stipiti
pensili (1745 ca.) donati al museo alcuni anni
or sono dalla signora Laura Volpi Ottolini; sui
pannelli sono curiosamente raffigurati dei putti intenti a “tornire” l’avorio. Ma è nel Palazzo
di via Po, 55 che si ammirano un’ importante
serie di Tavolini da centro provenienti da Musei e collezioni private (splendido il ripiano a
trompe-l’oeil di palazzo Madama, “inganno”
in avorio pirografato e colorato), il secondo,
superbo tabernacolo in foggia di piccola cappella legato forse alla committenza del duca del
Chiablese principe di Bene, oggetti preziosi, un
cofanetto per toeletta firmato, portagioie, il leggio probabilmente andato all’asta dopo la morte dell’ebanista. Ma la novità della mostra s’incentra sull’ultimo acquisto compiuto da Giulio
Ometto nel 2013, vale a dire il coffre(t) à bijoux, raffinata cassaforte realizzata dal Piffetti
atta a conservare le gioie di regine e principesse sabaude; questo raro scrigno, da Torino giunge nella collezione della principessa Maria Bea-
trice di Savoia in Messico, per quindi figurare
tra gli arredi battuti da una casa d’aste. Era dal
1963 – anno della memorabile mostra voluta
da Vittorio Viale con l’apporto specialistico di
Pietro Accorsi – che non si potevano ammirare alcune delle opere oggi presenti in mostra:
il leggiadro filatotio-arcolaio (1750 ca.) realizzato nel momento in cui in Europa vengono rivalutate le arti meccaniche e il basamento
per vaso o croce “con motivi a foglie, a fioroni, a nastri e a viluppi”, opera nella quale è presente altresì la madreperla. In apertura di mostra – in uno spazio che ancora riecheggia il gusto della villa del Bric di Santa Brigida a Moncalieri poichè il museo attuale giustamente ripropone la scenografia ideata da Pietro Accorsi – figura un pannello intarsiato e firmato già
presente nel Refettorio dei Forestieri all’Eremo dei Camaldolesi raffigurante un grandioso
vaso ricolmo di fiori, la cui composizione s’illumina per la presenza di un libro aperto, della lama di un coltello, di frutti, di un pesce dall’occhio vivido. La mostra è commentata da un
pregevole volume – Catalogo (Silvana Editoriale, pp 143, colori) recante, oltre alle prefazioni istituzionali, un importante saggio di Alvar Gonzáles – Palacios, quindi testi di Laura
Facchin e Luca Mana. Assai interessanti le immagini a far data dal 1880 al 1963, anno della
mostra del Barocco piemontese.
Palazzo Lascaris
Via Alfieri 15 - Torino
Pietro Piffetti.
Il re degli ebanisti, l’ebanista del re
Fino al 30 novembre
Info: 011 5757255
Al Circolo degli Artisti E. Tenryū Zanin
l’A.Z.I. (Associazione Zen Internazionale). Ha esposto, per citare alcune personali, al Museo di Belle Arti di
Tromsö in Norvegia, nella Galleria
Subsito a Torino, con l’esposizione Cosmos
Rooms, all’interno dell’ Associazione Culturale sulla Parola, con la collezione :”White Silence”- e presso la Galleria ARIPA a Torino. La
Mostra si articola attraverso raffinate ed eleganti opere provenienti da collezioni private: il
maestro ha voluto creare un’esposizione antologica che raccogliesse espressioni di un arco
di tempo non progressivo ma circolare. I lavori esposti appartengono alla tecnica sumi-e e
zen-ga: forme di espressioni estetiche orientali raggiunte con la meditazione, senza oggetto
mentale, che manifestano l’abilità dell’artista:
Espressioni estetiche
di un monaco Zen
ELENA PIACENTINI
abato 14 settembre, presso il Circolo degli Artisti, si è svolta l ‘inaugurazione della mostra del Maestro Ezio Tenryū Zanin,
dal titolo: Tutte le esistenze sono una.
Ezio Tenryū Zanin, monaco zen, vive attualmente a Torino ed é poeta, pittore, traduttore.
Nel 1988 riceve l’ordinazione di monaco dal
maestro Roland Yuno Rech e si dedica all’insegnamento Zen, basato sulla conoscenza più
importante: lo Za-zen. L’Artista è fondatore del
Dojo zen Mokusho e direttore responsabile del-
S
wrence Ferlinghetti collabora con Arte Città
Amica e con Immagine & Poesia, movimento
artistico letterario che propone “momenti di
creatività incrociata” tra artisti e poeti. Da quest’anno avremo anche la collaborazione di
Agneta Falk, poetessa-artista anglo-svedese,
decano dell’arte presso la Free University of
San Francisco, attivamente impegnata nella lotta contro il traffico degli esseri umani.L’evento sarà segnalato dall’agenzia di pubblicità di
Lawrence Ferlinghetti a San Francisco. Partecipano: Giampiero Actis, Sergio Aimasso,
Egidio Albanese, Corrado Alderucci, , Mauro Azzarita, Margherita Baldelli, Claudio
nel trasmettere la propria purezza e acutezza di cuore. Il metodo sumi-e nacque in Cina durante la dinastia Tang e fu introdotto in
Giappone a metà del XIV secolo da alcuni
monaci buddisti zen. Gli strumenti pittorici
sono tre: l’inchiostro nero: si presenta in tavolette, è polverizzato contro un’apposita
pietra (suzuri) e disciolto in acqua, nella quale alcune volte il Thè è stato in infusione; i
pennelli in bambù, con la punta assottigliata, costruiti con peli di svariati animali: hanno caratteristiche peculiari che producono
ognuno una traccia di inchiostro plasmata da
infinite sfumature di grigio; il supporto: formato da carta di riso, carta di cotone, carta da stampa per incisione di colore bianco per confermare la concezione orientale
del Vuoto. Scrive il Maestro: “Il
profilo espositivo mette in evidenza i principi che più caratterizzano il lavoro dell’artista, la gratitudine verso gli antichi precettori
della tradizione Zen - introducendo accanto alla propria firma il sigillo del maestro – la sobrietà dello stile, l’asciuttezza del metodo
compositivo all’interno della libertà espressiva, l’inclusione di elementi e atmosfere della pittura occidentale , la riflessione sull’atemporalità, il trattamento del colore e
del supporto stesso – la carta - nella piena consapevolezza dell’impermanenza dei tempi, delle cose e
degli esseri viventi , fonte... di energia e apertura al divenire naturale
dell’ordine cosmico, in armonia con
le leggi non create dall’uomo. L’esposizione, di elevato e sensibile valore culturale ed estetico, è evento
Bellino, Enrica Berardi, Davide Binello, Gianandrea Bodo, Eugenia Botezatu, Fabrizio
Brazzale, Antonio Branca, Valeria Caldera,
Adriano Carpani, Gian Castelli, Anna Cervellera, Lidia Chiarelli, Gianfranco Coppa,
Isidoro Cottino, Alessandro Criscuoli “Chantal”, Giovanna D’Avenia, Alfredo De Leonardis, Elsa De Mattei, Michele De Stefano,
Piero Ducato, Valeria Facello, Angela Gabriella Farella, Silvia Finetti, Luciana Francone, Nobue Fujii, Carla Gentile, R Gopakumar - India/Barhain, Adel Gorgy - Long
Island, Franco Gotta, Giovanni Gravante,
Claudio Guasti, Fiorenzo Isaia, Gaetano Lanatà, Elda Lazzaretto, Gabriella Lucatello, Giovanna Magaddino, Giuseppe Maina, Giuseppe
Manolio, Mirella Mendola, Maria R. Giovenale “Moja”, Mary Morgillo, Laura Mosca, Giovanni Moscatelli, Francesco Murlo, Nikolinka
Nikolova, Cristina Novella, Giuseppe Pietro
Obertino “OBER” Franca Valeria Oliveti, Angelo Piras, Paolo Pirrone,
Ilaria Pizzimenti, Nazareno Randò, Gaetano Rizzari, Antonio Robella, Giovanni Russo, Fernanda Sacco, Marsha Solomon - New
York, Danila Salvadore, Giuseppe Sanino,
Maria Scalia, Lucia Sconfienza, Rita Scotellaro, Renata Seccatore, Gianni Sesia Della Merla, Ilario Simonetta, Luciano Valensin, Pietro Giorgio Viotto, Roberto Vitali,
Laura Zecchini, Loredana Zucca.
Galleria Arte Città Amica
Via Rubiana, 15 - Torino
“L’Arte incontra la Poesia” - Collettiva
Dal 27 settembre al 6 ottobre
collaterale della rassegna Torino Spiritualità, è
organizzata dalla collaborazione tra il Dojo zen
Mokusho di Torino, il Circolo degli Artisti e
l’Associazione Paradigma.
Circolo degli Artisti
Palazzo Graneri della Roccia
Via Giambattista Bogino 9
Scala B dx 1° piano
Cod. 4444+campanella
Mostra di dipinti sumi-e, zen-ga
e calligrafie tra Oriente e Occidente
Fino al 29 settembre
Info: 011 8128718
Zanin sumi-e
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COURRIER
27 Settembre 2013
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Il Van Gogh ritrovato... (?)
“Tramonto a Montmajour”, attribuito a Van Gogh.
segue da pag. 1
ENZO PAPA
l dipinto (“Tramonto a
Montmajour”) raffigura
un vigneto presso la nota
abbazia in Provenza, compatibile con il soggiorno sudfrancese di Vincent dal 1888.
Le indagini degli “esperti”
del Museo di Amsterdam assicurano che l’opera è autentica, ma io ritengo e dimostro
I
che il dipinto è un modesto
lavoretto di un imitatore non
tanto competente, che conferma quanto era nelle informazioni del detentore scandinavo. Il colorismo è insaturo, spento, grigio, ed è assiomatico che Vincent usava
i colori puri e saturi di tubetto (egli scriveva a Theo: “Ho
trovato un bruno che mi consente di rendere la corteccia
degli alberi come la vedo io”.
E il bruno è un colore terzia-
rio, che si può ottenere benissimo per miscelanza). Perché i colori del dipinto ritrovato sono grigi? Perché l’autore, che vuol rifarsi a Vincent, non accosta i colori puri per ottenere i derivati secondo la legge della “sintesi
additiva” (per cui due colori
contigui si vedono come la
loro risultante: azzurro-giallo, si percepisce verde), ma li
sovrappone e, dunque, la tinta superiore si combina con
Nell’inferno siriano anche
il dramma del patrimonio artistico
CHIARA GALLO
l conflitto siriano, con migliaia di vittime,
soprusi di ogni genere e città completamente
devastate, ha significato anche crisi politica, economica e sociale,. Non bisogna tuttavia
dimenticare né tanto meno sottovalutare gli ingenti danni procurati al patrimonio storico-culturale. Stiamo parlando infatti di una delle civiltà più antiche del mondo, con alle spalle una
storia millenaria, culla della stirpe greca, romana, macedone, ottomana e mamelucca. la Si-
I
Sito archeologico di Palmyra.
ria si è modellata secondo le culture dei popoli che l’hanno attraversata, rivelandosi uno scrigno prezioso di tesori incalcolabili che a causa
della guerra civile ininterrotta rischiano di non
vedere l’alba dell’avvenire. In situazioni del genere raramente esistono innocenti: esercito e
ribelli partecipano equamente al saccheggio e
alla distruzione. Oltre agli ingenti danni materiali vi è anche il pericolo degli scavi illegali,
compiuti per il finanziamento delle azioni belliche. E’ impossibile ad oggi stimare l’ammontare del disastro del patrimonio artistico,
per ora sono noti i molti furti al museo di Homs
e la scomparsa di mosaici antichi da un museo
vicino alle rovine di Apamea. A subire ingenti
danni, inoltre è stata anche la fortezza medievale di Qala’at al-Madiq, la cui cinta muraria è
stata bombardata dall’esercito siriano nell’aprile 2012. Sotto la protezione dell’UNESCO
le città antiche di Damasco, Aleppo e Bosra, le
rovine di Palmyra, il castello crociato di Crac
des Chevaliers e la cittadella del Saladino, erano rimaste discretamente al sicuro da bombardamenti ed incuria, tuttavia oggi più che mai la
loro incolumità non è più controllabile: i muri
del tempio romano di Bosra sono stati sfregiati con slogan a sostegno della rivolta, mentre la
“Sposa del
Deserto”, così è chiamata
l’oasi archeologica
di
Palmyra, è rimasta vittima
degli scontri a
seguito dell’attacco al
Tempio di
Baal. Aleppo
paga il prezzo
più grande
con lo sfacelo della moschea degli
Omayyadi e la devastazione dello storico mercato nel cuore della città antica, simbolo di una
miscela culturale attiva da millenni. La fortezza del Crac des Chevaliers, considerato il castello medievale per eccellenza dell’età delle
crociate, porta le cicatrici dei combattimenti avvenuti proprio al limitare della città. Ma il conteggio delle perdite non finisce qui. Nessuna
notizia giunge infatti dalle centinaia di siti minori presenti sul territorio abbandonati a se stessi e posti in secondo piano rispetto all’attenzione internazionale. Si spera quanto meno che
i “paladini del patrimonio” riescano a limitare
i danni come è ad esempio avvenuto durante
la recente rivoluzione egiziana.
quella sottostante, o per impasto o per trasparenza (o per
pasticcio), sicché prevale la
legge della “sintesi sottrattiva” (i pigmenti degli impasti
tendono al grigio e al fosco).
Nel dipinto norvegese ciò
emerge, per esempio, nella
visione fortemente ingrandita di una porzione di cielo, in
cui le pennellate a segmenti
si sovrappongono e si combinano in grigi tintati: chi conosce i Van Gogh e chi ha le
necessarie competenze di tecnica pittorica, chi sa analizzare l’opera d’arte anche nell’interno del procedimento
operativo, ben sa della differenza che corre tra un dipinto di Vincent (pennellate a
virgole di tinte pure accostate: “sintesi additiva”) e la crosta di uno spennellatore poco
abile e poco astuto (pennellate imitative sul piano percettivo, ma non nella prassi
esecutiva). “Picchio sulla tela a colpi irregolari che lascio
tali e quali”, scriveva Vincent
a Bernard, e ciò non ha riscontro nel dipinto norvegese, perché le pennellate in esso molto evidenti, sono segmenti rettangolari che, nel
cielo, sono disposti orizzontalmente (come in alcuni lavori di Vincent anteriori al
soggiorno provenzale) i i quali tratti si originano e si conducono con una fare pacato,
mentre in Vincent la nevrosi
induceva ad una gestualità inquieta, concitata, mediante la
quale le pennellate si connotano a virgole panciute che si
assottigliano all’estremo e si
orientano in verticale, in obliquo, a spirale o a ventaglio:
non si trovano in Van Gogh
pennellate orizzontali dopo il
1887. Il cielo del dipinto ritrovato è reso a pennellate
orizzontali (l’autore conosceva i Van Gogh anteprovenzali), con fattura insistente sulla “maniera” vangoghiana, tanto da contaminare
i tratti precedenti e mutarli in
impasti insaturi e grigiastri:
non è Vincent, i cui cieli del
soggiorno nel “midi” sono a
segmenti pluridirezionali, ma
non orizzontali, e quasi mai
rettangolari di pennellessa,
ma di pennello rotondo, che
l’Olandese poteva far ruotare tra le le prime tre dita. A
corollario della “clamorosa”
scoperta occorre ricordare
che gli studiosi del Museo
Van Gogh hanno ritrovato,
con un sincronismo sospetto,
una presunta lettera di Vincent a Theo, nella quale l’Artista descrive il “Tramosto a
Montmajour”: dopo un secolo abbondante di studi e di ricerche emergono un quadro
e la testimonianza dell’autore! Ogni considerazione di
merito è demandata al lettore. Con questo ritrovamento il Museo di Amsterdam si
è già assicurato parecchie
migliaia di prenotazioni di
visite: Pluto imperat!
Milano Expo 2015
Una grande occasione
da non sprecare
ROBERTO ROVEDA
irca centoventotto paesi partecipanti,
ventiquattro milioni di visitatori da
ogni angolo del globo, duecento mila
nuovi posti di lavoro, un indotto economico
totale nel periodo 2012-2020 in termini di
produzione aggiuntiva che una recente ricerca dell’Università Bocconi finanziata dalla
Camera di Commercio di Milano ha valutato attorno ai venticinque miliardi di euro. Cifre faraoniche, di fronte alle quali è impossibile non pensare a Expo 2015 come a una opportunità imprenditoriale, turistica ed economica da non lasciarsi sfuggire.
Ultimamente, però, l’ottimismo iniziale di fronte alla kermesse milanese si è alquanto raffreddato, complice la messe di notizie sempre più
allarmanti che parlano di ritardi enormi e di
una cronica mancanza di quei finanziamenti di
cui Expo necessita per potersi tenere.
Tenere gli occhi aperti è sempre un bene, ma
l’importante è non scadere in allarmismi ingiustificati. Perché una cosa è bene chiara a chi
segue con attenzione le vicende legate a Expo:
l’Esposizione, nonostante tutto, ci sarà e sarà
un evento di grande portata. A mancare, però,
continuano a essere i fondi per portare avanti i
progetti previsti. Da questo punto di vista pesa
sicuramente l’attuale congiuntura economica,
ma ancora di più ha contato l’atteggiamento delle istituzioni lombarde e meneghine, che hanno continuato a batter cassa a Roma, pretendendo però una totale indipendenza dal governo centrale. Il risultato è che ad oggi del già citato miliardo e trecento milioni
di euro promessi ne mancano all’appello ben 963 milioni, i tre
quarti abbondanti! A tutto questo si aggiunge il clima generale che si respira a Milano e dintorni attorno a Expo. Un clima
di disinteresse, quando non di fastidio, dell’opinione pubblica e
della cittadinanza, determinato
dal fatto che non ci si mossi per
C
coinvolgere le persone nell’evento, per farlo
sentire un bene comune e non solo un’opportunità per lobbisti del mattone e pescecani pronti ad azzuffarsi pur di mettere le mani sui fondi pubblici destinati all’Esposizione. Viceversa, un maggiore coinvolgimento dei cittadini e
delle realtà locali – associazioni, piccola imprenditoria, mondo intellettuale – avrebbe consentito di superare più agevolmente certe impasse e creato pressione su chi lavorava solo
per accaparrarsi l’evento, costringendolo a mollare la presa. Questa concomitanza di elementi negativi ha portato a ritardi probabilmente incolmabili ed è quindi è gioco forza pensare che,
per quanto si lavori alacremente nei due anni
che mancano al giorno dell’inaugurazione, si
riuscirà a realizzare solo lo stretto indispensabile, cioè la grande area espositiva destinata ai
padiglioni dei diversi paesi aderenti. Per il resto si faranno delle operazioni di facciata, del
maquillage urbanistico, come dimostra il fatto
che la famosa via d’acqua è scomparsa dall’orizzonte e che di tre linee previste sarà già molto portarne avanti una. Milano quindi ospiterà
l’Expo, ma di fatto ha già sprecato una grande
occasione per darsi l’immagine di città moderna, efficiente, pronta a rilanciarsi dopo anni
di appannamento. Non avrà neppure quelle infrastrutture e quelle modifiche urbanistiche di
cui avrebbe tanto bisogno per diventare più vivibile. Un flop di cui sono responsabili coloro
che in questi anni hanno tenuto le redini del potere politico a livello cittadino e regionale.
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ARTS
27 Settembre 2013
Palazzo dei Diamanti - Ferrara
El siglo de Zurbarán
FRANCO FORZANI BORRONI
na piccola parata di oggetti, un’elegante coppa in metallo e tre modeste brocche (una più rustica
di terracotta), due piatti di peltro ai lati – sotto la coppa ed
una delle brocche – il tutto poggiato su di un semplice asse di
legno. La luce, mistica ed austera, esalta sulla tenebra del
fondo la vita silente del bodegón, coniugando Caravaggio a
Giorgio Morandi e conferendo
alle forme un’anima che va oltre l’allegoria (e la fantasia corre, mentre la ceramica bianca
si erge come un Quixote a fianco di un più dimesso Sancho in
terracotta). La mostra si intitola Zurbarán. Oltre la cornice,
U
Jeannette Rutsche Sperya, “Universo”, 2012
Museo Diocesano Francesco Gonzaga- Mantova
L’arte frattale di Jeannette Rutsche
ANDREA D’AGOSTINO
bbinando la complessità della forma alla scelta dei colori, la geometria frattale è diventata uno strumento d’arte. L’artista opera sulle iterazioni e sugli ingrandimenti o riduzioni in modo totalmente flessibile e soggettivo per dare espressione alla propria creatività”. Parola di Jeannette Rütsche-Sperya, artista italo svizzera, protagonista in questi giorni a
Mantova con una mostra personale al Museo Diocesano Francesco Gonzaga.
L’artista presenta al pubblico un recente nucleo di opere, realizzate lo scorso anno, che
traggono fonte di ispirazione dall’antica filosofia taoista, Sperya. Si apre così un percorso che accompagna il visitatore in un affascinante viaggio visivo, che si apre con
un gruppo di opere/bandiera, esposte nel
chiostro, vera e propria mappa dell’itinera-
A
rio che segue. Nella sala al piano nobile,
due sezioni di opere, fra loro dialoganti, con
da un lato il ciclo di dieci creazioni ispirate all’I Ching Taoista, dall’altro le opere
ispirate dai testi degli antichi filosofi; si viene così a delineare un ideale percorso dal
buio della “falsa conoscenza” alla pienezza luminosa della “conoscenza innata”.
“Nelle opere di questa artista confluiscono matematica e filosofia, pseudo-certezze e presunte opinioni, per dimostrare da
un lato la fallacia di tante asserzioni date per indubitabili, da sostituire con una
visione diversa di quanto credevamo di
sapere, e dall’altro la meraviglia dell’esistente, di cui rivela a sorpresa insospettate corrispondenze. Il tutto esplicitato in opere d’arte che, come dell’arte è
proprio, non spiegano razionalmente ma
più per via di intuizione consentono di immergersi in un nuovo mondo”, come si
legge dal testo in catalogo di Mons. Roberto Brunelli, responsabile del museo.
Jeannette Rütsche è nata a Zurigo nel 1961;
oggi vive e lavora a Milano. La geometria
frattale (termine introdotto nel 1975 dal matematico Mandelbrot) è il punto da cui parte la sua ricerca artistica: una geometria utilizzata per studiare il comportamento dei
fenomeni naturali complessi non misurabili in termini euclidei: tali sono, a titolo di
esempio, la distribuzione delle galassie, la
frastagliatura delle coste, la struttura ramificata degli alberi. Attraverso l’uso creativo della geometria frattale, Jeannette esplora la complessità della condizione umana,
con opere di grande suggestione visiva.
Museo Diocesano Francesco Gonzaga
piazza Virgiliana 55 - Mantova
Il Ritorno Invisibile
Dal 29 settembre al 6 ottobre
Una grande mostra a Lugano
Il Simbolismo e gli artisti svizzeri
FRANÇOIS MICAULT
perta fino al 12 gennaio
prossimo e suddivisa
nelle due sedi del Museo Cantonale d’Arte e del Museo d’arte di Lugano, nata dalla
collaborazione con il Kunstmuseum di Berna, la grande esposizione intitolata “Miti e misteri. Il Simbolismo e gli artisti svizzeri” comprende duecento opere tra dipinti, disegni, sculture,
fotografie, incisioni e manifesti
dei maggiori esponenti del Simbolismo in Svizzera insieme ad
opere di grandi artisti internazionali, offrendo così un’ampia
panoramica sul Simbolismo
svizzero e sui suoi legami con
l’arte europea. Tra di esse vi so-
A
no capolavori che hanno fatto la
storia del movimento presentate tra fine Ottocento e inizio Novecento al Salone della Rosa +
Croce a Parigi, nei salotti secessionisti a Vienna e alle Biennali
di Venezia. Il sogno, l’inconscio,
la donna come figura angelica e
demoniaca, la natura meravigliosa e inquietante, l’ibrido, la
violenza, l’oscurità, la morte, il
cosmo e l’infinito sono i temi di
questa manifestazione, accompagnata da un imponente catalogo in quattro lingue. In esposizione i capolavori di Arnold
Böcklin, Augusto e Giovanni
Giacometti, Johann Heinrich
Füssli, Ferdinand Hodler, Giovanni Segantini, Carlos Schwabe, Albert Trachsel, Félix Val-
Ferdinand Hodler, “La Notte”, 1889-1890, Olio su tela, Kunstmuseum Berna
ne compiutamente la produzione consente di scoprirne gli
aspetti più raffinati ed originali. Come nel caso dei dipinti
dedicati a San Pietro Nolasco
e all’ordine dei mercedari, frati che si offrivano in ostaggio
per la liberazione di prigionieri cristiani, consci che tanto gesto implicasse il loro martirio.
Oppure nel caso di un bizzarrissimo San Francesco incappucciato, che guarda «in faccia» il teschio di un memento
mori così da mostrarlo al visitatore del tutto capovolto: la
vanitas come specchio (o come opposto?) della santità. È
vero, manca il San Bonaventura del Louvre, dipinto per
certi versi fondamentale, ma ci
si può rifare con almeno due
lotton, Albert Welti, Edoardo
Berta, Adolfo Ferragutti Visconti, Filippo Franzoni, Luigi
Rossi, Gustav Klimt, Gustave
Moreau, Odilon Redon, Auguste Rodin, Jean-Joseph Carriès
e Franz von Stuck. Vengono qui
esaminati i diversi linguaggi attraverso i quali gli artisti esprimono i loro fantasmi e inquietudini della propria epoca, ma
anche le loro speranze su di un
futuro incerto. La mostra dimostra il ruolo fondamentale del
Simbolismo per lo sfociare verso le rivoluzioni linguistiche delle avanguardie del Novecento.
Il percorso espositivo si articola
in ventuno sezioni tematiche, le
prime sei allestite al Museo Cantonale d’Arte e le altre quindici
al Museo d’Arte. Già dall’inizio
del percorso siamo colpiti dall’imponente tela di 116x299 cm
di Hodler, “La Notte”, dove l’uomo in mezzo al quadro è spaventato nel sogno da un demone vestito di nero. E qui il nero
è il colore simbolico che copre
in tutte le sue sfumature il corpo dei dormienti. Salendo i piani superiori del Museo Cantonale d’Arte, passando dalle opere di Giovanni Segantini come
ad esempio il “Mezzogiorno sulle Alpi”, notiamo “La Musa di
Anacreonte” del 1873 di Arnold
Böcklin, dove la modella è Clara, sua figlia, che all’epoca aveva sedici anni. Nella sezione della leggenda millenaria dell’ebreo
errante e il vagabondare dell’essere umano notiamo “Ahasver”,
tela di Hodler del 1910 circa e
“Il ritorno a casa” di Böcklin, tela del 1887. Infine, nelle altre sezioni, ricordiamo “Adamo ed
Eva”, tela del 1907 di Augusto
Giacometti e due oli di Cuno
Amiet riguardanti lo stesso tema, il “Quadriga” di Odilon Redon od ancora “Il lampo” di Albert Trachsel.
Museo Cantonale d’Arte
e Museo d’Arte Lugano
Miti e misteri. Il Simbolismo
e gli artisti svizzeri
Fino al 12 gennaio 2014
Info: www.mitiemisteri.ch
Francisco de Zurbaràn, “Santa Casilda (1640-45), Madrid,
Museo Thyssen-Bornemisza
e ci viene offerta dal Palazzo
dei Diamanti di Ferrara per la
cura di Ignacio Cano e Gabriele Finaldi, inaugurata il 14 di
settembre ed aperta fino al 6
gennaio prossimo. Naturalmente occuparsi di un pittore
Sivigliano vissuto dal 1598 al
1664 implica un viaggio in tutto il siglo de oro che conosciamo, fra martiri estatici e vescovi in broccato, dalle concezioni che più-immacolate-nonsi può alle visioni mistiche che
titillarono Salvador Dalì e la
generazione dei surrealisti. Ma
l’esposizione ferrarese è anzitutto il tributo ad un maestro
troppo spesso liquidato come
inferiore termine di paragone
– meno potente di Velázquez,
meno innovatore di Murillo,
meno allucinato di El Greco –
laddove al contrario ammirar-
«novità» degli ultimi anni madrileni, il San Giovanni Battista (1659), recentemente scoperto in collezione privata, e
il San Nicola di Bari (165860), per la prima volta in mostra. Questo almeno per i connaisseurs, perché tutti gli altri si contenteranno – bontà
loro – del commovente
Agnello di Dio, zampucce legate e capino proteso al sacrificio. Una mostra di immagini intriganti ed inattese,
con frequente predisposizione alla sublimità. Dimenticate il resto, andate a Ferrara.
Palazzo dei Diamanti
Corso Ercole I d’Este, 21
Ferrara
Zurbarán
Fino al 6 gennaio 2014
www.palazzodiamanti.it
Corriere15__ 19/09/13 13:25 Pagina 5
CORRIEREdell’ARTE
COURRIER
27 Settembre 2013
DES
ARTS
Pagina
5
La Decima Arte e Giansiracusa
Beny Giansiracusa nasce a Torino il 20 marzo 1951 e nel 1965 entra nel mondo della
grafica e serigrafia impiegandosi prima in un
piccolo laboratorio per fare poi il grande passo verso uno dei miti della serigrafia torinese, Riccardo Costamagna.
La sua innovazione si manifestò a partire dal
1978 quando iniziò a disegnare video games,
flipper, slot machine, juke box e distributori
vari, lavoro che richiedeva grande tecnica e
altrettanta fantasia.
Il suo laboratorio, nato negli anni ’20 si occupò inizialmente di cartelloni pubblicitari
ed insegne eseguite a mano. In questo ambiente Beny Giansiracusa disegnò centinaia
di cartelli stradali di metri 3x2, lamiere, specchi, insegne, vetri per birre, manifesti per distillerie. Nei primi anni Settanta cominciò
ad occuparsi di serigrafie d’arte, lavorando
con grandi artisti, alternandoli con le sue opere. Nel ’78 si mise a disegnare videogames,
flipper, slot machine, juke box e distributori vari, un lavoro che richiedeva grande tecnica e grande fantasia. Tra il 1980 e il 2000
ha collaborato all’insegnamento della grafiMASSIMO OLIVETTI
a decima arte. Io ero rimasto circa a sette, ma
chi sono per sconfessare o smentire il prestigioso
MOMA di New York? Nel giro di pochi anni ecco la consacrazione prima per il sistema
radio-televisivo, ottava, e poi
per il fumetto. Siamo a nove.
Ora la decima i video-giochi.
Il MOMA ha inaugurato una
sezione dedicata a loro acqui-
L
ca e della serigrafia in alcune scuole di Torino. Nel 1997-98 ha collaborato al corso di
serigrafia al DAMS di Torino con Giorgio
Bosi, direttore artistico di moltissime gallerie che durante gli anni ’80 ha svolto un’intensa attività internazionale tra Europa e Stati Uniti. Giansiracusa continua a coltivare
queste due passioni proponendo opere artistiche sempre più evolute, sino ad arrivare
ai suoi ritratti ad olio su tela di vari personaggi. Beny Giansiracusa è uno dei più famosi e abili serigrafi italiani: ha lavorato per
tutti i più grandi artisti e con la tecnica serigrafica ha tradotto, dando prova di rara perizia e straordinaria interpretazione , opere
di grande respiro e grandi firme.
“L’estro emotivo dell’artista torinese Beny
Giansiracusa è caratterizzato dall’evocazione pop di temi d’attualità elaborati con maestria e determinazione mediante la tecnica serigrafica: usata in ambiti artistici ed artigianali a partire dal Novecento, determina l’ausilio di immagini, su qualsiasi tessuto, facendo depositare l’inchiostro sulle aree libere del
supporto. La sua manualità l’ha ereditata da
una lunga esperienza che traspare in opere
che fuoriescono dal suo laboratorio, sino ai
ritratti ad olio su tela di vari personaggi. L’omaggio ai Beatles, di “Here comes the sun”,
o “+ in su” in cui rappresenta un’automobile d’epoca, sino a “Nonna, figlia e nipotina”
un acrilico su plexiglass in cui rievoca la bandiera italica sulla carrozzeria. Oppure l’olio
su tela “Sospensione” in cui rappresenta un
cavallo o “Bue in rosa” dove universalizza
neodadaisticamente i richiami oggettivi di
una realtà mercificata e riproposta in serie
dai canoni del mercato e della pubblicità. Le
sue opere sottolineano questo desiderio di
estrapolare dalla quotidianità e indurre ad
un nuovo grado di riconoscibilità”. (a.d.t.)
Info: 011 6638590/011 3179507
sendone una selezione di 14,
che sono stati istallati nelle prestigiose sale del museo nel
marzo del 2013, inizio di una
collezione che si arricchirà di
almeno altri quaranta titoli da
acquistare nei prossimi anni. A
me, scusandomi per l’ignoranza dovuta alle scorie di abitudini antiche, non dicono niente, ma per i cultori del genere
nell’elenco dei 14 ci sono classici come Pac-Man (1980),
Tetris (1984), Myst (1993). Il
criterio per la consacrazione ad
Arte, con la maiuscola, dei videogames, come dichiara Paola Antonelli, curatrice senior
del Dipartimento di Architettura e Design del MOMA, è il
design dell’iterazione come ci
spiega sul sito del Museo “ I
nostri criteri hanno dato importanza non solo alla qualità
visiva e all’esperienza estetica di ciascun gioco, ma anche
a molti altri aspetti, dall’eleganza del codice al design del
comportamento del giocatore, che appartengono
al design dell’iterazione”.
Bene, scusandomi per
l’obbligata necessità di
spiegazione, allora non ci
resta che registrare il fatto che il caposcuola della decima arte è nostro,
non solo italiano ma torinese doc. E’ Beny
Giansiracusa, che ha disegnato circa 3000 modelli di videogames ed
altre macchine, flipper,
calcetti, slot Machine.
Ho sotto gli occhi l’impressionante elenco di titoli dei videogames disegnati da Beny a partire dal
1976. Migliaia che molti
credevano di produzione
e fattura giapponese invece erano realizzati a Torino come il cioccolato ed i
grissini. Lasciando al
MOMA il consacrarlo a
sommo artista, vero è che
Giansiracusa è un grande artigiano che per anni
ed anni ha riempito di sue
immagini città, strade e
autostrade d’Italia, con i
suoi giganteschi cartelloni 3x2, e poi lamiere, specchi
, insegne , vetri per birrerie. Se
Andy Warhol ha creato, o forse semplicemente sdoganato,
l’arte pop, attribuendo dignità
alla serialità, Giansiracusa l’ha applicata inondando di immagini il nostro ambiente. E se
componente dell’arte è la creatività allora a buon diritto può
competere al titolo di artista.
Maestro nella tecnica della serigrafia ha operato in collaborazione con grandi artisti come
lo scultore Molinari per circa
trent’anni eseguendone le
splendide serigrafie. Diamo a
Beny quel che è di Beny e riattribuiamogli il merito non
solo di avere eseguito quello
che credevamo di fattura giapponese, ma di aver contribuito, nel campo dei videogames,
a spingere i giapponesi stessi
a innovare, a modificare grafica ed immagini. Se i Manga
ed i loro sottoprodotti, i videogames, rendevano all’ispirazione del teatro Kabuki, dove la fissità dell’espressione
era necessaria per sublimare il
più piccolo movimento corpo-
reo nella sua proiezione simbolica, Giansiracusa è in qualche misura erede della Commedia dell’Arte, in cui l’espressione facciale non è rigida ma deve essere consonante
al gesto scenico. Allora immagini più morbide, volti più
aperti, occhi meno spalancati
in una fissità canonizzata e colori che non si contrappongono violentemente senza sfumature e passaggi intermedi.
Mi viene il paradosso di attribuirgli una piccola rivoluzione rinascimentale alla staticità
della grafica orientale. Ma al
di là delle sottolineature enfatiche Beny Giansiracusa
ha costruito un prezioso laboratorio, dove sposa la tecnologia più avveniristica alla riproduzione dell’immagine. Prezioso non solo per
la qualità costante nel tempo, ma soprattutto perché il
da sinistra a desta:
“Super Mario Bross”,
serigrafia, acrilico su plexiglass
“The Invaders”,
serigrafia, acrilico su plexiglass
“Pac-Man”,
serigrafia, acrilico su plexiglass
nostro mondo è permeato di
immagini. Ne siamo circondati, a volte sopraffatti, incisi nei gangli ottici ogni attimo senza coscientemente
accorgercene, e la qualità di
queste stesse immagini in
forma subliminale contribuisce a creare cultura visiva, forme, gusti, tendenze.
In definitiva a saturare i nostri immaginari mentali per
il presente ed il futuro. Beny
Giansiracusa lo sa.
Corriere15_6-11
19-09-2013
14:04
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CO RRIE REdell’ARTE
COURRIER
Pagina
6
DES
ARTS
27 Settembre 2013
Galleria En Plein Air – Pinerolo (To)
Aria nuova per l’avvenire
CHIARA GALLO
I
Antologica al MAXXI di Roma
L’importanza di immaginarsi Ghirri
Per “immortalare” il senso di una ricerca culturale
ENRICO S. LATERZA
N
on solo foto. Anzi. Per
mettere a fuoco ed inquadrare appieno l’opera di
Ghirri, per fornirne l’identikit, fuori da schemi o stereotipi, ci vuole una cornice
più ampia, magari sotto la
lente d’un largo grandangolare, spalancato: agli esordi
professionali, quando ovviamente non s’intravedevano all’orizzonte neppure i
segni lontani della futura
consacrazione a livello mondiale, gl’immancabili incorreggibili critici snob che allora, almeno all’inizio, lo
etichettarono un po’ sbrigativamente - e sprezzantemente - come geometra
(quale in effetti egli era per
formazione scolastica), intendendo dilettante autodidatta non introdotto nei salotti buoni del mondo culturale italiota degli Anni Settanta-Ottanta, evidentemente non capirono la dimensione di questa sua newtoniana “geometria”. Che oltrepassando l’approccio iconografico spaziava dalla letteratura e poesia alla musica, dalla filosofia teoreticognoseologica alla semiotica,
dall’antropologia alla sociologia (cioè nella società), all’Arte con la ‘A’ maiuscola.
Senza dimenticare naturalmente la “rivoluzione del colore”, tramite la collaborazione creativa col quasi
omonimo (troncato…) stampatore Arrigo Ghi. Dopo le
prime retrospettive in terra
d’Emilia, seguite alla prematura scomparsa dell’auto-
re (1992), nonché altre rilevanti mostre lungo la Penisola e all’estero, le circa trecento immagini, negativi e
positivi, soprattutto esemplari vintage degli scatti e
modern-print originali datate, esposte a Roma sino ad
ottobre, insieme a vari materiali documentali, in tre sezioni tematico-concettuali
(Architetture, Icone, Paesaggi), a cura di Francesca
Fabiani, Laura Gasparini e
Giuliano Sergio, grazie alla
collaborazione tra il museo,
l’archivio degli eredi (purtroppo nel 2011 è venuta a
mancare anche Paola Borgonzoni Ghirri, vedova di
Luigi) e la Biblioteca Panizzi di Reggio, tornano a
render giustizia ad un interprete fondamentale dei nostri tempi. Maxximamente.
MAXXI
Museo Nazionale delle Arti
del XXI Secolo
(Galleria 2 e 2/a)
Via Reggio Emilia 5
Roma
“Luigi Ghirri
Pensare per immagini”
Retrospettiva antologica
a cura di Francesca Fabiani
Laura Gasparini
Giuliano Sergio
Fino al 27 ottobre
Info: 06 3225178
www.fondazionemaxxi.it
Sotto:
Luigi Ghirri,
Marina di Ravenna, 1986
fotocolor;
in alto, sopra il titolo:
Parigi, 1972
fotocolor
© Archivio Eredi Ghirri
Biblioteca Panizzi / MAXXI
l nome dell’esposizione toglie ogni dubbio su quale sia la il tema centrale: il futuro. All’interno della cascina settecentesca immersa nella campagna pinerolese,
gli artisti si sono cimentati nella rappresentazione di dubbi e paure, ma anche della speranza e delle aspettative di un avvenire incerto, intaccato dalla crisi economico finanziaria, e di conseguenza sociale, che ci
ha colpito così duramente in questi anni. La
collettiva, aperta al pubblico fino al 31 dicembre, si fa garante della volontà dei curatore di proseguire quel percorso iniziato
nel 2011, attraverso la mostra Alfabetomorso dedicata alla visione intrinseca del mondo dei mass-media, e portato avanti nel 2012
con il progetto Profile, in cui gli artisti affrontavano il tema dell’esplorazione di sé
stessi rappresentandosi tramite nuove identità in associazione ad una realtà sfuggente
e transitoria. L’ideologia classica del tempo
visto come elemento lineare, cioè preceduto da presente e da passato, viene rimessa in
discussione seguendo il pensiero della circolarità, pensiero fatto di sovrapporsi di eventi e di reincarnazioni. L’arte stessa ha rappresentato nel corso dei secoli un susseguirsi
di immagini che, attraverso l’inserimento di
nuovi concetti mentali, smentivano le precedenti. Ogni artista ha sviluppato delle opere in cui ad essere messa in evidenza fosse
la propria visione interiore del futuro. Ciascuno di loro ha apportato alla mostra un’esperienza diversa, a volte contrastante, altre
volte univoca, ma tutti hanno composto un
insieme di idee in grado di far comprendere allo spettatore la molteplicità di sguardi
con cui si guarda all’avvenire. Il denominatore comune di questo percorso? Ovviamente
quella costante che da sempre affligge l’uomo ovvero l’incertezza e il dubbio di un futuro imprevedibile. Realizzata con il contributo di professionisti emergenti e personalità ancora all’interno del circuito scolastico la mostra è stata curata da Elena Privitera e Marco Filippa. In esposizione saranno
le opere dei seguenti artisti: Laura Ambrosi, Joel Angelini, Alessandra Baldoni, Emanuele Borello, Paolo Bovo, Daniela Bozzetto, Orietta Brombin, Caterina Bruno, Augusto Cantamessa, Antonella Casazza, Eli-
sa Cella + Silvia Serenari, Chen Li, Alessia Clema, Claudio Contini + Tiziano Ghione, Carla Crosio, Domenico Doglio, Marco Da Rold, Ronit Dovrat, Marco Filippa
+ Tiziano Ghione, Federico Galetto, Elio
Garis, Franco Giletta, Gian Carlo Giordano, Laura Govoni, Tere Grindatto, Maria
Felix Korporal, Mario Ernesto Laratore,
Marco Lavagetto, Margherita Levo Rosenberg, Nadia Magnabosco, Andrea Nisbet,
Samuele Papiro, Mario Pasqualotto, Marina Pepino, Milena Racca, Elisabetta Rosso, Ornella Rovera, Rèdha Sbaihi, Cristina Seimandi, Valter Luca Signorile, Ivano
Sossella, Luigi Stoisa, Tea Taramino, Laura Valle, Luc Vandervelde, Sabina Villa.
Galleria En-Plein-Air
Str.le Baudenasca 118 – Pinerolo (To)
“Future” Collettiva
Fino al 31 dicembre
Info: 0121 340253
Alessandra Bodoni, “Volevo restare come ero ferma come il mondo non è mai fermo”
stampa fotografica digitale, 70x90 cm. © aut./EnPleinAir
Rinascenza Contemporanea – Pescara
Il Revisionismo Sensitivista
ANDREA DOMENICO TARICCO
E
pimetheus. I teodicei reVisionari, è il
titolo della mostra
che Rinascenza Contemporanea propone il 5 ottobre alle ore 18.00. Il titolo emblematico si ispira al
fratello del titano Prometeo, ovvero colui che rubò
il fuoco agli dèi per donarlo agli uomini, ragione
per la quale fu punito terribilmente dalla collera di
Zeus. Suo fratello, invece,
sposò Pandora, protettrice
d’un vaso che fu scoperchiato sino a lasciar fuoriuscire tutti i mali del
mondo, tranne la speranza. Fantastiche mitologie
che indicano le due tendenze di analisi nel percorso critico di Rinascenza Contemporanea.
Da una parte la tendenza concretivista,
prometieica appunto,
cioè quella che manipola la materia con
il fine di strutturarla
fisicamente, l’altra
sensitivista, epimeteica, ovvero quella
che esprime le proprie sensazioni senza
una radicata connotazione fisica. En-
trambe hanno una matrice
simbolica. Gli artisti coinvolti sono i revisionari
delle tendenze espressive
tradizionali riformulate secondo queste direttive analitiche. Pensiamo ai lavori di Raffaella Calcagnini immersi in atmosfere
cosmogoniche od alle virtualizzazioni segniche di
Bruna Calzolari che partono dalle stesse premesse realizzative. Diego Burigotto invece, elabora l’aspetto fotografico della
scomposizione deformante sino a Samuel Sichetti
che traduce le formulazioni pop, street e concettuali in un progressismo
compositivo atto a dilatare globalmente la propria
sensibilità. Manuel Checchi fautore di assemblaggi composizionali in cui la
risultante tradizionale viene riletta autonomamente
sino a Maria Assunta Albini che esplora le atmosfere che la circondano sino a restituircele rinnovate od all’estro di Alexandre Saturnini arcaista visibilista dal poetico sapore istintivo. Infine Igor
Castangia che iperrealizza l’immaginario in barocchismi assoluti. Insom-
ma, le manifestazioni
creative degli artisti esposti, manipolano l’oggettività come se questa fosse
solamente lo strumento
necessario per trasmetterci il modo di concepire la
propria natura interiore.
Galleria
Rinascenza Contemporanea
Via Palermo 140 – Pescara
“Epimetheus
I Teodicei reVisionari”
Collettiva
dal 5 ottobre al 5 dicembre
Info: 328 6979208
Raffaella Calcagnini, “Alla ricerca dell’armonia interiore”, 2005
olio su compensato
© l’artista / RinascenzaContemporanea
Corriere15_7-varie__ 19/09/13 14:54 Pagina 1
Artisti scelti dal Corriere dell’Arte
A CURA DI
ANDREA DOMENICO TARICCO
Mauro AZZARITA
- Cell. 338 9899953
Luci nella notte è l’opera realizzata da Azzarita con tecnica ad olio su cartone telato, ov’è rappresentata una
veduta cittadina avvolta dalle tenebre: le luci dei lampioni, delle automobili così come delle strutture illuminano pallidamente le sagome dei passanti protette dalla pioggia da ombrelli aperti. Quel pervasivo senso misterioso della notte ingloba i suoni, i rumori o
le dimensioni rassicuranti offerte dal giorno; un
contrasto espressionistico che delinea figurativamente l’angoscia dell’uomo contemporaneo,
capace di dominare la natura, manipolare la
materia ed estrarne sostanze necessarie alla sopravvivenza, o di gestire gli spazi con razionalità, ma di non essere in grado di controllare le
proprie paure. Eppure nell’oblio del silenzio
si profila un percorso alberato, un fiume eterno dello spirito che risucchia tutto e lo vanifica in prospettiva verso un altrove in cui tutto riprenderà vita. E risorgerà la nuova alba.
"Luci nella notte", olio su cartone telato, 35x50 cm.
Mara DESTEFANIS
- Cell. 335 1378404
Il titolo dell’opera di Mara Destefanis, l Palio di Asti.
Verso il traguardo, celebra pittoricamente la festa
medioevale in cui veniva celebrato il patrono d’Asti, San Secondo, e culminava con una corsa di cavalli senza sella. La sua grandezza d’artista consiste
nel modernizzare in chiave contemporanea elementi derivanti dal XII secolo, laddove gareggiano i possenti cavalli con i superbi fantini, completamente
concentrati nel destreggiare il proprio destino. Il piano della composizione sembra contorcersi alla potenza scandita fisicamente dal senso dinamico della
velocità, mentre i colori vanificano il loro stato sotto la pressione della tensione muscolare dei mastodontici destrieri. Il tutto concentra emotivamente lo
sguardo dell’osservatore verso un attimo che preclude un traguardo che solo in potenza sarà raggiunto.
"Il Palio di Asti. Verso il traguardo", 2008, olio su tela, 50x40 cm.
Alberto Maria MARCHETTI
- www.albertomariamarchetti.it
L’acquerello su carta Nudo sdraiato (2003) è la rappresentazione sublimata di un corpo femminile visto di spalle, in cui emerge il senso della posa e della poetica derivante dalle connotazioni compositive. Infatti, il contrasto tra visto e non visto, tra luce ed ombra, costituisce
una prerogativa fondamentale, considerando ad esempio l’assenza delle braccia, celate dalla
massa corporea o le gambe affusolate semi-nascoste dalla posizione fetale. L’immagine rannicchiata su sé stessa comprime l’idea di libertà gestuale in un senso di protezione quasi come se indicasse il desiderio di sentire la voce interiore od una sensazione di appartenenza a qualcosa. L’intelligenza compositiva dell’opera indica un messaggio più alto, riferendosi forse al senso di abbandono dell’uomo contemporaneo, non più centro motore dell’universo e del proprio
destino ma risultante indeterminata
di una natura vasta e sconosciuta.
"Nudo sdraiato", 2003, acquerello su carta
Giuseppe PITRUZZELLO
- Cell. 338 8283968
Omaggio a Marylin (2012) è un dono che, nella sua carriera,
Pitruzzello offre al mondo dell’arte, celebrando la diva per eccellenza che ha incantato con la sua bellezza il panorama cinematografico internazionale. La lezione warholiana sembra
potenziarsi di nuovi contenuti formali, trasponendo l’icona
pop massificata dai media in surrogati cromatici che la vanificano nell’immaginario artistico assorbito dalle fantasmagorie informali. L’uso della tecnica mista, al limite della digitalizzazione, oltrepassa gli stereotipi assemblativi di un readymade filo-concettuale, reinterpretando i presupposti di un dato oggettivo in paradossi attuali in cui la globalità dei linguaggi
propone nuove chiavi di lettura. In questo caso l’ironica bellezza d’un “mostro sacro”, consacrato appunto dallo StarSystem statunitense, diviene l’emblema d’una riconoscibilità assoluta manipolata dall’arte stessa e restituita secondo
modalità proprie in cui potersi riconoscere individualmente.
"Omaggio a Marilyn", 2012, tecnica mista su tela, 70x50 cm.
P.za Zara, 3 - 10133 Torino
Tel. 011 6312666 / fax 011 6317243
Marisa BORDIGA
- Cell. 349 3551159
L’acquerello di Marisa Bordiga La casa dei fiori lilla (2008)
appare la descrizione di un sogno ad occhi aperti, ove le
atmosfere sopite di uno splendido casolare immerso nella
natura ci riportano indietro nel tempo, verso l’età dell’innocenza in cui il gioco e la spensieratezza inebriavano le
nostre vite. La purezza delle cromie, la delicatezza dei tratti o il taglio soave della composizione sono connotati che
stabiliscono immediatamente in chi guarda un senso di sicurezza o di appartenenza, anche senza aver mai percorso
quelle dimensioni che ci immobilizzano, immergendoci in
qualcosa che non sarà mai più: una nostalgia verso atmosfere perdute che stimolano il desiderio di ricercarle in
qualcosa di autentico od in un paesaggio vivente sotto la
luce crepuscolare di un sole cocente. Il gioco di luce, il silenzio, l’attimo che scorre lentamente, sono solo alcune
delle emozioni che quest’artista è in grado di donarci.
"La casa dei fiori lilla", 2008, acquerello, 40x30 cm.
Pasquale FILANNINO - Cell. 340 5526730
Torre Canavese. La torre è un olio su cartone vegetale realizzato da Filannino, nel quale l’espressione individuale della realtà oggettiva consiste nell’estrapolare concettualmente e trasdurre i dati del visibile o dell’immediatamente riconoscibile in qualcos’altro di più elevato. La capacità di
prelevare le forme dal mondo circostante e riconsolidarle in
formulazioni cromatiche distinte in scomparti geometrizzanti determinano uno stile del tutto personale, derivato da
un Novecento scompositivo ed esplosivo, per razionalizzarlo
poi in nuovi stilemi lessicali in cui i dati implosivi di un possibile ritorno all’ordine vengono alla luce. Ed il lessico di
Pitruzzello è sicuramente quello di un maestro contemporaneo senza precedenti, capace di tradurre in pittura tutto
ciò che assorbe dalla sua realtà filtrandola in un’arte nuova, autentica, pura. Le prospettive traballano, la natura esplode e i colori vengono ingabbiati dalle griglie formali.
“Torre Canavese. La torre”, olio su cartone vegetale
Marta PERLO - [email protected]
Il paesaggio di Marta Perlo torna alle atmosfere silenti di
uno scorcio architettonico colto in specifici orari diurni,
in cui non compaiono figure umane o tracce del paesaggio circostante: la case, i porticati, le finestre delineano
una natura perfetta, cristallina, artificiosa, che esclude tutto, includendolo paradossalmente. La natura infatti, pur
non essendo contemplata se non nel cielo soprastante diviene parte integrante della composizione quale unica
testimonianza del passaggio dell’uomo su questo mondo. Ecco allora che le strutture di riferimento si caricano
di vita e dialogano tra loro in riferimenti direzionali che
trasmettono codici sottesi, come il contrasto tra la luce
zenitale e le ombre delle volte, dalla frescura degli antri
al caldo torrido di ciò che è esposto al sole, dalla pienezza dei colori all’assenza delle abitazioni vuote. Una nostalgica presenza induce lo sguardo a ricacciare il vuoto.
"Toscana. Ugliancaldo", acquerello su carta
Mariangela REDOLFINI
- Tel. 011-711883
Ancora una volta Mariangela Redolfini ci incanta con un’opera intitolata Alla foce del Gilao, nella quale definisce un
limite psicologico tra le architetture umane e le manifestazioni naturali d’un paesaggio incantato: un contrasto costruttivo nella dinamica compositiva dell’opera, che relativizza gli sforzi d’una civiltà intenta a definire il proprio potere con il cemento; palazzi, camini o strutture che si stagliano
verso il cielo, mentre la natura serpeggia intorno, incontrastata e senza limiti. Il tutto però viene compresso dalla forza
cromatica che direziona verso dimensioni lontane le prospettive ambientali ed artificiali. L’immaginario punto di fuga diviene la volontà creativa dell’uomo moderno di adattare nuovamente il proprio ego verso una natura che lo ha dimenticato e che egli tenta di conquistare con tutte le sue forze: una lotta per l’eternità, dunque, nei pressi di questa foce
metafisica in cui il sangue della terra diviene vita nuova.
"Alla foce del Gilao", acrilico su tela, 90x60
CORRIEREdell’ARTE
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Alla Pinacoteca Albertina di Torino
In mostra i cartoni di Gaudenzio Ferrari e Bernardino Lanino
I
naugurata il 18 settembre
presso la Pinacoteca dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, la mostra “Gaudenzio Ferrari e Bernardino Lanino:
cartoni e dipinti a confronto”, resterà visibile nella Sala dei Cartoni della Pinacoteca Albertina,
fino al 18 febbraio 2014.
“La Pinacoteca Albertina – ha sottolineato il presidente dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, Fiorenzo Alfieri – è nata come struttura interna all’Accademia di Belle Arti, ma negli ultimi
anni, grazie al fondamentale apporto della Consulta e alla costante attenzione delle competenti Sovrintendenze, è diventata un
importante museo di Torino. Questi stessi tre soggetti hanno deciso di mettere insieme le loro forze
per offrire al pubblico l’occasione di conoscere da vicino il modo
di operare delle botteghe artistiche del Cinquecento piemontese.
La Pinacoteca Albertina possiede
una straordinaria raccolta di cartoni di questo periodo e i musei di
arte antica del Piemonte, ma anche chiese e dimore, possiedono
opere che sono derivate da quei
cartoni. In questa prima mostra i
visitatori incontreranno il caso di
un cartone che è stato utilizzato da
due diversi grandi artisti”.
Il nucleo di cartoni dell’Albertina, riferiti tutti a dipinti su tavola identificati, ci aiuta in effetti,
a comprendere il funzionamento
delle botteghe artistiche cinquecentesche. Il cartone, così chiamato
per via delle dimensioni della carta, serviva alla traduzione del disegno sulla tavola o
tela. Possedeva in
genere le stesse
misure e lo stesso
formato del dipinto da riportare,
nella fase esecutiva, sul supporto,
costituito da muro,
tavola o tela. Di
questo complesso gioco di rimandi e di scambi tra artisti e
botteghe le opere esposte per questa occasione offrono una straordinaria testimonianza, attestando
la rapida circolazione dei disegni fra gli artisti gaudenziani e
la fortuna di alcuni schemi compositivi e iconografici, la cui ripetitività è da interpretare anche
come indice di una forma di pro-
Constable, in diretta la nuova attribuzione
L’opera attribuita a John Constable
CHIARA PITTAVINO
A
cquistato tredici anni fa per “quattro soldi”, un anonimo quadretto è stato invece attribuito al grande pit-
Livio Politano, Architetture precarie
N
el Castello di Roddi,
storica sede appartenuta agli avi di Pico
e segue i maestri che rappresentano l’arte contemporanea
del dopo Casorati, da Scroppo,
Menzio, Paulucci, Calandri,
Galvano, Pozzo e Quaglino, a
Pinacoteca Albertina di Torino
Via dell’Accademia Albertina 6
Torino
“Gaudenzio Ferrari
e Bernardino Lanino:
cartoni e dipinti a confronto”
Fino al 18 febbraio 2014
Info: 011 889020
www.accademiaalbertina.torino.it
Londra, la BBC “autentica” un piccolo dipinto anonimo, pagato poche sterline
Castello di Roddi (Cn)
GIORGIO BARBERIS
tezionismo pittorico da parte dei
committenti del tempo.
vamente, presso gli Istituti Italiani di Cultura di Madrid, Siviglia e Colonia. La conoscenza dei mercanti Giorgi e Russo sposta poi il baricentro del-
costantemente presente nella
Galleria “La Barcaccia” con
Tozzi, Turcato, Picinni, Guzzi,
Avenali, Omiccioli, Fantuzzi,
Norberto e con i critici e scrittori Miele, Chiara e Buzzati.
Una rassegna di grande livello
che impreziosirà le vetuste sale dell’affascinante maniero di
Roddi fino al 3 novembre e che
si inaugurerà alla presenza del
Maestro e di varie autorità regionali , provinciali e locali sabato 21 settembre alle ore 17.
Arricchita da un catalogo ragionato, edito appositamente
per l’evento, che contiene preziose testimonianze quali quelle di Galvano, Scroppo, Caballo, Avenali, Isoardi, Ferraresi,
Mistrangelo, Morra, Giorgetto
Giugiaro ed altre grandi firme
del mondo dell’arte e del de-
tore inglese, durante una trasmissione della Bbc. È solo
l’ultimo caso di un dipinto appartenente ad un autore importante, non riconosciuto e passato recentemente sul
mercato per una cifra irrisoria: una piccola tavola, completa di cornice in legno dorato e raffigurante un paesaggio, acquistata ad una vendita di una casa d’aste minore
britannica, a Canterbury, insieme ad altri oggetti, per l’equivalente di 35 euro. Dichiarata opera autentica di John
Constable e ora valutata intorno ai 300mila euro, appartiene al 45enne Rob Darvell, di professione graphic designer, avvisato in diretta dalla stessa Bbc. Il misconosciuto capolavoro in miniatura era stato comprato dal padre di Darvell, che l’aveva poi affidato appunto al figlio.
Decisamente fortunato. Constable è uno dei più cari artisti inglesi di tutti i tempi: il suo record d’asta è stato
fissato alla vendita di dipinti antichi del 3 luglio 2012 a
Londra, per La chiusa, un olio su tela di 142,2x120,7
cm. consegnato a Christie’s da Carmen Thyssen-Bornemisza e venduto per la bellezza di 27,9 milioni di euro!
sign, la stessa racconta un artista che parla ancora di segno e
di colore, dove la sovrapposizione e la deformazione delle
immagini giocano otticamente
creando panorami nuovi, leggibili come metamorfosi in divenire e tanto più veritieri quanto più si discostano dalla loro
originale funzione descrittiva.
Ancora suggestivo e comunque
sempre intriso di concetti legati al ricordo o al rimpianto è il
gioco di Pagine imperniato sugli scorci di Langa o di più leggibili realtà: qui è anche possibile imbattersi nella stiratura
dei declivi, nelle curvature naturali e nella frequente fratturazione geometrica della visione aerea che trascolora in ombre fantasmatiche un preciso e
personalissimo intendimento,
una sottrazione di senso che rovescia la tradizione della paesaggistica, cacciando ancora
una volta il déjà vu per lasciare il posto solo all’artificio, e
quindi all’irrilevanza del puro
sguardo. Perché l’apparente
lievità, l’ostentata foga, la metodica proliferazione di questa pittura nascondono la sicurezza del tocco, la precisione dell’immagine ed il concetto che, per l’autore, la vita
è moto, è dinamismo, sogno.
Castello di Roddi
Via Carlo Alberto 2
Roddi (Cn)
Opere di Livio Politano
Fino al 3 novembre
Mostra a cura di Livio Politano
e Giorgio Barberis
Info: 0173 620120
Su proposta del Comitato Ponte del Diavolo
Le opere di Raul Viglione a Lanzo
P
Livio Politano, “Cittadella” © l’artista
della Mirandola, i lavori inediti ed i più noti del grande maestro piemontese Livio Politano,
scelti appositamente per dare
uno sguardo a tutto tondo sull’impagabile espressività di
questo Pittore. Presenza di spicco nell’arte torinese della seconda metà del ’900 ed attivo
sin dal 1964, Livio Politano,
originario di Beinette, frequenta
Soffiantino, Fico, Ramella, Carena, Franco e Campagnoli. Intanto inizia a proporre la sua
pittura in diverse città italiane
(Asti,Torino, Milano, La Spezia, Roma, Napoli e Palermo)
e, all’inizio degli Anni ’70, organizza, grazie all’interessamento del Maestro ed amico
Orfeo Tamburi, la sua prima
personale a Parigi e, successi-
la sua attività sulle piazze di Firenze e di Roma dove è presente con mostre personali. Gli
anni ottanta sono caratterizzati dalle esposizioni all’estero di
Budapest e Vienna mentre in
Italia propone due grandi mostre antologiche a Torino e a Vicenza dove compaiono nella
sua ricerca i primi indirizzi surreali. A Roma, in particolare, è
roposta dal Comitato
“Ponte del Diavolo”, in
collaborazione con il Gruppo Artisti, si è chiusa a Lanzo Torinese
domenica 22 settembre scorso, con
straordinario successo di pubblico, la
personale del maestro Raul Viglione.
Anche in quest’occasione si è sottolineato quanto ebbe a
scrivere alcuni anni
fa Marco Albera:
“C’è un gran gusto
nel riscoprire le opere di perfetta esecu-
zione del Maestro Raul Viglione, della nostra migliore
tradizione pittorica che, pur
nella modernità, non rinuncia ai fondamenti del Vero,
del Buono, del Bello”. (c.s.)
Raul Viglione, “Barche sul Po innevato” © l’artista
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Spettacoli
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All’Alfieri debutta “Vedova Pautasso”
“Come ti spaccio la famiglia” con la Aniston
Fumero, sogni e sospiri per il suo avvocato
Vita spericolata
tra gag e parolacce
ELIO RABBIONE
Margherita Fumero e Franco Neri insieme
in “Vedova Pautasso Antonio in cerca
di matrimonio”, foto © aut./TeatroAlfieri
Q
uando una quarantina di anni fa
Amendola e Corbucci scrissero per Macario Pautasso Antonio esperto di matrimonio, il pubblico
decretò un successo immediato ai duetti che coinvolgevano il comico piemontese e Margherita Fumero, l’avvocato e
la Teresa che di lui era innamorata persa. Un amore silenzioso, fatto di sospiri e attese, di bocconi amari mandati giù,
di situazioni giocate sino all’eccesso che
non potevano non sfociare in sonore risate. Oggi, i languori della Teresa, messi al centro di una società divenuta ancor più insensibile e pronta a fregarti,
reggono ancora in una scrittura teatrale
che ha il nuovo titolo di Vedova Pautasso Antonio in cerca di matrimonio e che mantiene
la promessa del sicuro divertimento. Scrittura che arriva da gente di teatro che di divertimento se ne intende, Bruno Furnari e Gigi
Saronni della banda di Zelig, con Christian
Messina che cura la regia e Franco Neri, vitalissimo comico teatral/televisivo (“Franco,
oooh Franco…!”) con un ruolo di protagonista che è la certezza del successo. E Teresa? Teresa è ancora Margherita Fumero, “la”
Fumero che solo a dirla per questi ultimi anni s’è ritagliata piccoli successi personali –
Camera Caffè, Io e Margherita con l’amico
di sempre Beruschi e su Sky Cucina e Nobiltà, una serie girata nel castello di Pralormo
con Margherita a intrattenere e a dar consigli
di cucina che nemmeno la Clerici. Gli auto-
ri hanno subito capito che per riproporre il sequel di Pautasso doveva ancora una volta esserci lei, “per me Teresa è stato uno dei personaggi più belli, che più ha incontrato l’apprezzamento del pubblico: per cui quando mi
hanno parlato del progetto ho accettato a scatola chiusa”. E’ come se l’attrice riscoprisse
una vecchia amica che non vede da tempo:
“Teresa è la “vedova morale” di Pautasso, lui
certo non ha mai fatto sogni su di lei, ci mancherebbe, ma quanti lei ne ha fatti su di lui,
sempre in silenzio, una romantica passione
tutta nella sua testa… oggi, pur mantenendo
i suoi ricordi e una certa ingenuità, è più giovanile e spigliata, costruisce a tratti dei momenti di consapevolezza del proprio stato di
solitudine, sempre giocati sul sorriso, sulla risata, sulla battuta divertente, continua a col-
tivare l’idea di trovare un uomo a tutti i
costi”. E’ in questa ricerca di zitellona
audace che un amico le dà una mano a
trovare (ancora) l’uomo della sua vita,
il maneggione Alessandro Marrapodi
mette a disposizione la sua agenzia matrimoniale e scova l’uomo ideale in Franco Neri, un tipo senza arte né parte, che
forse proprio tanto ideale non è se i grandi valori della vita sono per lui le case, i
soldi e i terreni. “E’ una compagnia in
cui mi trovo davvero bene – sottolinea
Fumero -, l’aria del palcoscenico, a una
donna che come me è forse anche timida nel privato, continua a contagiarmi e a farmi bene, seguiamo è vero il testo ma ci divertiamo a improvvisare, a rilanciarci battute su battute, lo spettacolo sta venendo davvero nel migliore dei modi”. Perché una
schietta comicità è l’immagine di quest’attrice che ha sempre accarezzato il versante
tragico del teatro: “Per me la comicità è cercare di far stare bene le persone, ridere insieme per lasciare a casa i pensieri, quello
che ci preoccupa: in questo Macario mi ha
insegnato molto”. Il debutto è per giovedì
10 ottobre all’Alfieri e le richieste al botteghino per una nuova coppia che promette
un paio d’ore di puro divertimento sono già
moltissime. Con loro un bentornato Franco Barbero; e ancora Maria Occhiogrosso,
Antonio Sarasso e Alexandra Sofia Motta.
FOTORAMA - come d’autunno -
Per il cartellone di Torino Spettacoli
La veste comica
di Piemonte in scena
MANUELA MARASCIO
V
enerdì 27 e sabato 28 settembre al Teatro Erba saranno in scena con Badola Marco e Mauro (Marco Amerio e Mauro Mangone): il duo
proporrà un mix di pezzi estratti dal suo repertorio
storico, con l’aggiunta di nuove situazioni comiche
e improvvisazioni che coinvolgeranno direttamente
il pubblico. Domenica 29 il Teatro Erba propone invece, a partire dalle 16, un pomeriggio “piemontese”
in compagnia dell’Alfatre Gruppo Teatro: Vivroma
Doman è la storia dell’incontro tra due anziani accomunati da una triste emarginazione ma decisi a riscattarsi attraverso una decisione improvvisa e assurda, che li porterà a ritrovare la speranza in un domani migliore; Cio’ per Broca è una farsa tratta da una pochade francese ottocentesca, in cui il ritmo serrato della parlata scandisce gli esilaranti equivoci del dialogo tra un padre e il pretendente della figlia. Da non perdere l’appuntamento con il grande teatro napoletano: venerdì 4 e sabato 5
ottobre la Compagnia teatrale Masaniello proporrà Uomo e
galantuomo, opera giovanile, tra il realistico e il farsesco
popolare, di Eduardo De Filippo, qui diretta e interpretata
dal bravo Alfonso Rinaldi. Gennaro De Sia capeggia un gruppetto di attori da quattro soldi, la cui vita si intreccia con il
giovane benestante Alberto de Stefano e la signorina Bice,
che misteriosamente scompare nel nulla. Da giovedì 10 a
domenica 13 ottobre il Teatro Alfieri ospiterà Franco Neri
e Margherita Fumero, diretti da Cristian Messina: Vedova
Pautasso Antonio in cerca di matrimonio, nel quarantesimo
anno dal suo debutto, è un omaggio al grande attore Erminio Macario. La governante Teresa vive nell’abitazione dell’avvocato Pautasso, deceduto da anni, di cui è ancora profondamente innamorata; un suo amico, per liberarla dall’angoscioso ricordo, si rivolge a un’agenzia matrimoniale,
grazie alla quale sarà reperito l’ “uomo ideale”, Francesco
di Grimaldi (Franco Neri). Una commedia che trae spunto
dalla quotidianità, dando vita a una favola moderna basata sull’equilibrio giocoso di sentimenti e valori materiali.
Q
uale sia lo stato di salute (o,
se preferite, di malattia)
della commediaccia al di
là dell’oceano lo potete sapere davanti alle avventure di Come ti spaccio la famiglia. Prendere o lasciare, non c’è via di mezzo, se già non
v’erano bastate le notti da leone degli sgangherati amici a stelle e strisce, qui avrete il resto. Tanto per anticipare, la critica Usa c’è in generale andata giù sul pesante (“il suo
potenziale non è sviluppato, e la sua
trama è prevedibile e stupida”, “non
solo non è divertente, è offensivo”,
e via discorrendo), noi l’abbiamo
presa più a cuor leggero tra grasse
risate e qualche piccolo mugugno.
L’idea non è poi così malvagia ma
rischia di cadere in qualche punto
della storia, con la fatica degli sceneggiatori a riportarla a galla. Tutto gira intorno al molle spacciatore Jason Sudeikis che, alleggerito
dei quattrini e della merce da una
decisissima boys band, per scansare le ire del suo datore di lavoro, accetta di farsi un viaggetto in Messico, di caricare un bel carico di marijuana e di tornarsene a casa. Tutto liscio come l’olio, ancor più se
W. Chappell, “Mother and Son”, 1962, foto b/n
© A.&R.Chappell/ANSA/FF-FCRMO
Fondazione Fotografia Modena
L’impertinente
Retrospettiva sul “controverso”
Walter Chappell
Fondazione Fotografia Modena, via
Giardini, 160 - Modena. Walter Chappell, Eternal Impermanence, a cura
di Filippo Maggia. Provocatorio, ardito, misterioso antesignano della
new-age in campo iconografico, sorta di asceta della foto, “felice eremita” nella propria personale esperienza quotidiana nonché professionale,
filosofica ed antropologica, l’americano Walter Landon Chappell (19252000) è sempre in viaggio, sulla strada - come Kerouac - alla volta di altri mondi della mente e del corpo, seguendo il fiume emozionale degli
eventi ma controcorrente ovvero con-
troverso, in bilico tra reale e iperrealismo, purezza e purismo, nell’immagine e nell’immaginazione: raffinato
interprete dello scatto “lento” ad impressionare la pellicola sensibile e della perfetta stampa in bianco-e-nero (al
pari dei suoi sodali e maestri Minor
White, Edward Weston e Ansel
Adams), che si trovi insieme ai nativi Pueblo di Taos nel New Mexico o
al cospetto delle stelle di Hollywood,
o al bar d’angolo di Edward Hopper,
oppure si cimenti con le tecniche più
avanzate di ripresa della sua sperimentale Metaflora (1980), egli “indaga i rapporti fra gli esseri viventi
e la loro relazione con la Natura, all’insegna della celebrazione dell’amore come energia che regola il cosmo e dell’esistenza come flusso ciclico”, secondo le parole d’illustrazione (od illuminazione?) che cercano di chiarire al visitatore dell’esposizione retrospettiva la visione di
questo originale poeta della luce.
Apertura sino al 2 febbraio 2014.
Info: 059 224418
www.fondazionefotografia.it
Fondazione Bottari – Alba (Cn)
Ed ho in mente foto
Una rassegna indaga il rapporto tra icona e narrazione
Fondazione Bottari Lattes, via Marconi, 16 - Monforte d’Alba (Cn). FotograficaMente. La manifestazione
curata da Daniela Trunfio prevede
esposizioni, conversazioni, laboratori e letture di portfoli, che si prefiggono di “indagare il rapporto fra Fotografia e Narrazione”; tra l’altro, la
si metterà al riparo di una bella famigliola costruita per l’occasione,
la spogliarellista Jennifer Aniston,
il pivellino completamente vergine
Will Pouler, una sbandata poco più
che ventenne con il capello biondo
di Emma Roberts, la nipotina di zia
Julia. Ma si sa, in questi casi i poliziotti sono in agguato e il cartello
non vuol farsi fregare. Siamo sinceri, quel che fa da scheletro alla
storia tutta surreale non è la lotta dei
buoni e dei cattivi, è il per nulla politicamente corretto che la sorregge, sono le gag, la trasgressione, il
divertimento che lo humour britannico se lo mette sotto i piedi, il
linguaggio e le situazioni da bettola di quart’ordine, una roba che i
nostri soliti idioti sembrano bambinetti dell’asilo. Se amate il genere, la regia di Rawson Marshall Thurber ha tutti i numeri per
sembrare da manuale e le prove
dei quattro interpreti somigliano
a quei fuochi d’artificio del finale. La prova dell’attrice nei panni della moglie del agente dell’antidroga merita da sola il prezzo del biglietto: sempre se amate il genere. (e. rb.)
a cura di Enrico S. Laterza
U. Lucas, Al bar "Il Posto delle Fragole” nell’ex
ospedale psichiatrico, Collina di San Giovanni,
Trieste, marzo 1988 © aut./Fondaz.Bottari-Lattes
mostra Dalla Cronaca alla Letteratura presenta gli scatti in bianco-e-nero dei Racconti di Fotogiornalismo di
Uliano Lucas (itinerario in quattro
tappe o capitoli: Una città chiamata
Milano; Il servizio militare, 1967-68;
Al bar ‘Il Posto delle Fragole’, Trieste, 1987-88; Scritto sull’acqua, Borana, Etiopia, 2007), oltre ad un’interessante collettiva con Michela Bernasconi, Daewong Kim, Laura Lamanda, Maddalena Migliore e Federico Massimiliano Mozzano: “Un momento di sospensione e di riflessione,
in favore del recupero della lentezza
e progettualità”. Fermo-immagine.
Fino al 17 novembre.
Info: 0173 789282
www.fondazionebottarilattes.it
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Segnalazioni
ARTS
27 Settembre 2013
Il Corriere dell’Arte apre su questa pagina un servizio di informazione per eventi presenti su Torino e Piemonte e in tutta Italia.
Entro uno spazio di 7x4 cm. segnaleremo in modo esaustivo (data, luogo, riferimenti nominativi e descrizione) notizie da Gallerie, Musei, Fondazioni, Artisti
che espongono con mostre personali o collettive. Il costo della segnalazione ammonta a 15 euro cadauna e la stessa deve pervenire in redazione 12 giorni prima della data di inizio.
Ricordiamo che il Corriere dell’Arte è l’unico quindicinale del settore, da 17 anni presente in Italia, e si avvale di una distribuzione agli abbonati,
in edicola sul territorio torinese, e di una presenza on-line (www.corrieredellarte.it) con oltre 500 contatti al giorno e su facebook con più di 6000 followers.
TORINO e PIEMONTE
Gi ul i o C am agni
“ L a l u c e f e rm a d i u n m o n d o
s e n z a te mp o ”
M os t ra p e r so n a l e
Galleria
Biasutti & Biasutti
Via Bonafous 7/L
Torino
Fino al 5 ottobre
Info: 011 8173511
Un segno, forte e delicato, divide la superficie seguendo una costante, quasi
un codice di analisi; la materia si sovrappone, strati di emozioni si combinano attraverso l’uso della cenere e dei
pigmenti, negli infiniti toni del bianco,
grigio, nero e marrone. Camagni stesso
spiega: “Quando osservo i miei quadri,
io ritrovo i miei maestri e le terre che li
hanno accolti e nutriti, […] i cipressi e
i muri a secco, i marmi consunti e gli intonachi scottati dal sole, i lidi riarsi, i
monti aspri e impassibili e la luce ferma di un mondo senza tempo. Ritrovo
gli affreschi cancellati di certe cappelle
di campagna abbandonate, la calce
delle stalle e il bruno dello sterco, il
segno dell’uomo e la sua misura”.
Una ventina di opere, tra tele e carte,
ci riportano ad uno stato d’animo atemporale, anzi arcano, antico e moderno
insieme, ove il passato vive nella costante ricerca del presente, nostalgico
eppure fortemente attuale. (c.s./d.t.)
“ Sp ia gge ”
Galleria d’Ar te Pir ra
C.so Vittorio Emanuele II 82
Torino
Dal 28 settembre al 3 novembre
Info: 011 543393
Comun denominatore delle opere in
mostra: la spiaggia. Sia essa raffigurata come paesaggio, protagonista stessa del quadro, sia essa ambiente vissuto, animato dall’uomo. Questa panoramica di opere offre l’opportunità
di presentare artisti diversi per formazione e cultura, russi, italiani e francesi e pone l’accento su due opere recentemente acquisite: una tempera del
1972 di un autorevole esponente della Scuola di Mosca, E v s e y R e s h i n , e
un olio del 1950 di uno dei più brillanti rappresentanti della Scuola di San
Pietroburgo, M i k h a i l N a t a r e v i c h .
IL CORRIERE DELL’ARTE
“ M i l l e l i re l ’ u n o
V o l t a l a c a rt a ”
Casa del Quar tier e di San Salvario
Via Morgario 14
Torino
29 settembre
Info: 347 3120419
Quello che sembrava ma non è, falsi cambiamenti di rotta, promesse non mantenute. Alle ore 18.00 di domenica 29 settembre prossimo, inaugurazione della
mostra, con l’intervento di El ena di Ma jo e F e d er i c a Tamm ar a zi o : un viaggio tra le opere d’arte alla ricerca delle
immagini che ingannano, che nascondono la propria storia, che fingono di essere qualcos’altro; vicende e autori a confronto dal Medioevo al contemporaneo.
“ O p e r a z i o n e P a s s w o rd ”
d i A l e s s a d ro C i f f o
Inter nocor tile
Ar te Cultura Design
di Silvia Tar dy
Via Villa Glory 6
Torino
Info: 011 6618841
Fino al 5 ottobre
L’artista Alessadro Ciffo presenterà le sue
opere. Curatore della mostra è Guido Curto.
Vernissage
Venerdì 27 settembre - ore 18.00
Galleria Arte Città Amica
Centro Artistico Culturale
Via Rubiana 15 – Torino
“L’Arte incontra la Poesia”
Collettiva
Martedì 1° ottobre - ore 18.00
Circolo degli Artisti di Torino
Palazzo Graneri della Roccia
Via Bogino 9 – Torino
Mini Personali
di otto Artisti del CEDAS
Mercoledì 2 ottobre - ore 18.00
Galleria TeArt
Associazione Culturale
Via Giotto 14 – Torino
Mostra annuale dei Soci
Sabato 5 ottobre - ore 18.00
Galleria Rinascenza Contemporanea
Via Palermo 140 – Pescara
“Epimetheus
I Teodicei reVisionari”
Collettiva
“ A l t re v i s i o n i / O t h e r V i e w s ”
C o l l et t i v a
Galleria Moitr e
Via S. Giulia 17 bis
Torino
Fino al 26 ottobre
Esposizione con la partecipazione di Ro be r t o F a n a r i , A n n a I p p o l i t o , A l i e
M us i , I l e n i a S p a n ò , N a d i r V a le n t e .
È REPERIBILE
A MILANO
PRESSO LE SEGUENTI EDICOLE :
È REPERIBILE
A ROMA
PRESSO LE SEGUENTI EDICOLE :
• P.za Castello
• Molino delle Armi
ang. Ticinese
• C.so Magenta
f.te Teatro Litta
• C.so Garibaldi 83
• Via Boscovich 22
• P.le Principessa Clotilde
• Bookstore Triennale
• Bookstore
Palazzo delle Stelline
• Bookshop
Villa Necchi Campiglio
Via Mozart 14
• P.za Oberdan
ang. v.le Piave
• P.za Croce Rossa
• P.za Colonna
• P.za Colonna
ang. l.go Chigi/Tritone
• P.za S. Silvestro
• L.go Argentina
• Via Nomentana
• C.so Francia
• P.za Fontanella Borghese
• P.za Porta Maggiore
• Dorothy Circus Gallery
Via dei Pettinari 76
• La Diagonale Libreria
Via dei Chiavari 75
I m r a n Qu re s h i
MACRO
Museo d’Ar te Contemporanea Roma
Via Nizza 138
Roma
Fino al 17 novembre
Info: 06 671070443
www.museomacro.org
Il MACRO ospita la prima personale di Imran
Qureshi, artista pachistano la cui ricerca è un
perfetto connubio di tradizione e contemporaneità. Per la prima volta all’interno di un’istituzione pubblica italiana, l’artista presenta
le sue opere personali, rappresentazione
di osservazioni sulle vicende storiche e sulla realtà di oggi del suo Paese e simbolo
di un problema ad estensione mondiale.
G i no Ba gl i er i
“ I l p o t e r e d i Ve n e r e ”
Arianna Sar tori
Ar t & Object Design
Via Nievo 10
Mantova
Fino al 3 ottobre
Info: 0376 324260
Mostra a cura di Gianna Pinotti
L’artista siciliano Gino Baglieri presenta le
sue opere tra ritratti di società contemporanea e ritratti della Madre Natura.
“ L e Av a n g u a r d i e
n el la Pa r i g i f in - d e- s i ècl e:
S i g n a c , B o n n a rd , R e d o n
e i l o ro c o n t e m p o r a n e i ”
Peggy Guggenheim Collection
Via Dorsoduro 70
Venezia
Dal 28 settembre 2013 al 6 gennaio 2014
Info: 041 2405415
www.guggenheim-venice.it
La Parigi di fine secolo è lo specchio delle
molte sfaccettature di un’epoca ansiosa e inquieta, la quale vede la formazione di una
serie di nuovi movimenti artistici. I soggetti
della loro arte sono gli stessi dei loro predecessori impressionisti: paesaggi, vedute
cittadine moderne, attività ricreative, a cui
si aggiungono scene introspettive e visioni
fantastiche. A cambiare è la modalità di rappresentazione indagata da artisti quali Paul
Signac, Maximilien Luce, Maurice Denis,
Pierre Bonnard, Félix Vallotton e Odilon Redon. Presente all’inaugurazione del 17 settembre la curatrice Vivien Greene del Solomon R. Guggenheim Museum di New York.
“Bestia r i” Co llettiva
c o n P i e t r o B o l o gn a, St e f a n o F a r av e l l i ,
I l a r i a F e rr e t t i , R o b e rt o K u s t e r l e
PHOS
Centr o Polifunzionale
per la Fotografia e le Ar ti V isive
diretto da Enzo Obiso
Palazzo Buschetti
Via Garibaldi 35 bis
Chieri (To)
Info: 011 7604867
www.phosfotografia.it
Quattro autori a confronto, tra foto e
pittura, nel segno del dualismo uomo/animale, cultura/natura. (c.s./e.s.l.)
IL CORRIERE DELL’ARTE
in ITALIA
CORRIEREdell’ARTE
COURRIER DES ARTS
Dir ettor e Editoriale
Pietro Panacci
Dir ettor e Responsabile
Virginia Colacino
Condir ettor e Elio Rabbione
Assistente di Dir ezione
Chiara Pittavino
Comitato di Redazione
Giorgio Barberis, Rolando Bellini,
Massimo Boccaletti, Franco Caresio,
Angelo Caroli, Claudia Cassio,
Massimo Centini, Fernanda De Bernardi,
Marilina Di Cataldo, Gian Giorgio Massara,
Alessandro Mormile, Massimo Olivetti,
Enzo Papa, Lorenzo Reggiani,
Gianfranco Schialvino, Maria Luisa Tibone
Segreteria editoriale
Anna Maria Perrone
Cor rispondente da New York
Mauro Lucentini
Cor rispondente da Berlino
Sabatino Cersosimo
Hanno collaborato
A. D’Agostino, F. Forzani Borroni, C. Gallo,
E.S. Laterza, M. Marascio, F. Micault,
M. Olivetti, E. Piacentini, C. Pittavino,
R. Roveda, A.D. Taricco, D. Tauro
Realizzazione grafica interna
a cura di E.S. Laterza e G. Vece
Fotografo uf ficiale Antonio Attini
Redazioni distaccate
Milano Rosa Carnevale
Tel. 339 1746312
Roma e Napoli Fabrizio Florian
Tel. 388 9426443
Palermo Caterina Randazzo
Tel. 334 1022647
Concessionaria di Pubblicità interna
Stampa
Arti Grafiche Civerchia
Latina e Moncalieri (To)
Distribuzione
EditService S.r.l. - Leinì (To)
Editor e
Associazione Culturale Arte Giovani
Torino - P.IVA 06956300013
Abbonamenti
Annuale (22 nn.):
euro 50,00 per l’Italia
euro 120,00 per l’estero
Arretrati: euro 4,00
“ C a o s a p p a re n t e ”
Mo s tr a p e rs o n al e
d i G i a nlu ig i Co li n
Galleria d’Ar te Moder na
e Contemporanea
“A. Pizzinato”
di Por denone
V.le Dante 33
Pordenone
Fino al 17 Novembre
Info: 0434 392916
www.artemodernapordenone.it
Con l’installazione dal potente impatto
emozionale che dà il titolo alla mostra,
Gianluigi Colin racconta la “deflagrata
bellezza dell’attualità” attraverso l’ossessivo incalzare delle immagini di cronaca, impresse su migliaia di fogli appesi alle pareti simbolo dell’inarrestabile assedio dell’immagine, quasi a raccontare il grande rumore dell’informazione e la nostra assuefazione al mondo che ci circonda. Una mostra che è
soprattutto testimonianza, strategia
per dialogare con il caos della vita,
per porsi in ascolto e comprendere
le dissonanze del sistema dei media.
“Pa nora mas”
P ro g e t t o a rt i s t i c o
d i Ma t t eo M ezz et t a
e M a s s i m i l i a n o Z a ff i n o
Galleria
Cristina Busi
Via Martiri della Liberazione 195
Chiavari (Ge)
Dal 5 ottobre al 3 novembre
Info: 0185 311937
www.galleriacristinabusi.it
Il progetto a quattro mani di Matteo
Mezzetta e Massimiliano Zaffino è da
intendersi non in senso naturalistico ma
metaforico: le tele dei due pittori, comprensive sia di vedute panoramiche del
tutto verosimili ma palesemente artefatte sia di stranianti scene di interni e
situazioni domestiche impreviste appaiono venate di atmosfere visionarie
vagamente surreali. Differenze vanno
ricercate nelle espressioni fotografiche
dell’iperrealismo di entrambi, ma dove
l’uno predilige i colori, mentre l’altro rimane fedele al bianco e nero. “Realismo magico” è la definizione che meglio di qualunque altra identifica e accomuna la pratica artistica di entrambi.
c.c. postale n. 45958055
intestato a Corriere dell’Arte
Associazione Culturale Arte Giovani
Aut. Tribunale di Torino
n. 4818 del 28/07/1995
ABBÒNATI
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Corriere15_6-11
19-09-2013
13:33
Pagina 11
GIEMME S.r.l. Via Cuneo, 33 - 10044 Pianezza (TO) - Italy
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CORRIEREdell’ARTE
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ARTS
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A.L.P.G.A.M.C.
Associazione Ligure e Piemontese Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea
MARTINARTE Laboratorio d’Arte e Corsi
C.so Siracusa, 24/a – Torino - Tel. 011 3433756 - Fax 011 3091323
Cell. 335 360545
[email protected]
Orario: merc. e ven. 9,30-12,30/15,30-19,30;
mart. e giov. 9,30-12,30/15,30-22,00
Sono aperte le iscrizioni ai corsi
ACCADEMIA Galleria
Via Accademia Albertina 3/e – Torino - Tel. 011 885408
[email protected]
Orario: 10,00-12,30/16,00-19,30; chiuso lunedì
Collettiva di Artisti contemporanei
ARTE CITTA’ AMICA Centro Artistico Culturale
Via Rubiana 15 – Torino - Tel. 011 7717471- Fax 011 7768845
www.artecittaamica.it
Orario: mart. - sab.16,00-19,00; dom. 10,00-12,00; lunedì chiuso
Dal 27/9 al 6/10 “L’Arte incontra la Poesia” Collettiva
MERCURIO Galleria d’Arte Contemporanea
Via F.lli Calandra 20/F – Torino - Cell. 333 3656300
[email protected] - www.galleriamercurio.com
In permanenza Opere di Roberto Demarchi
ARTE PER VOI Associazione Culturale
P.za Conte Rosso 1 – Avigliana (To)
Luigi Castagna - Tel. 011 9369179 - Cell. 339 2523791
[email protected] - www.artepervoi.it
Paolo Nesta - Tel. 011 9328447 - Cell. 333 8710636
[email protected]
Orario: sab. - dom. 15,00-19,00
Fino al 17/11 “Casa Andersen” Giuliana Cusino con gli amici artisti
Silvana Alasia, Carlo A.M. Burdet, Enrica Campi, Sonia Girotto
e Massimo Voghera
ART GALLERY LA LUNA
Via Roma 92 – Borgo San Dalmazzo (Cn) - Cell. 339 7108501
[email protected]
Orario: ven. 16,00-19,00; sab. 10,30-13,00/16,00-19,00; dom. 10,30-12,00
SENESI Galleria d’Arte
Via Sant’Andrea 44 – Savigliano (Cn) - Tel. 0172 712922
www.senesiarte.it
)
LA LANTERNA Galleria di Maristella SANDANO
Direttore Artistico: Livio Pezzato - Via Santa Croce 7/c – Moncalieri (To)
Tel. 011 644480 - Fax 011 6892962
[email protected] - www.lalanternaarte.com
Orario: lun. - sab. 16,00-19,00
A. Arcidiacono, S. Attisani, G. Boffa, A. Ciocca, E. Colombotto Rosso,
Gigli, E. Gribaudo, E. Longo, F. Maiolo, E. Maneglia, S. Manfredi,
U. Nespolo, D. Pasquero, G. Peiretti, G. Pezzato, L. Pezzato, C. Pirotti,
G. Sesia della Merla, F. Tabusso, G. Valerioti, naïf croati
e grafica nazionale ed internazionale
LA ROCCA Galleria
Via della Rocca 4 – Torino - Tel. 011 8174644 - Fax 011 8129026
Orario: lun. - sab. 10,00-13,00/15,30-19,30; domenica chiuso
Manifesti originali, grafica, multipli e dipinti
LUNA ART COLLECTION Spazio espositivo
Via Nazionale 73/1 – Cambiano (To) - Tel./Fax 011 9492688
[email protected] - www.luna-art-collection.com
Orario: lun. - ven. 8,30-17,30; sab. 8,30-17.30 (previa telefonata)
In permanenza serigrafie d’arte a tiratura limitata
di Coco Cano, Francesco Casorati, Isidoro Cottino, Theo Gallino,
Franco Negro, Ugo Nespolo, Ernesto Oldenburg, John Picking,
Marco Puerari, Giorgio Ramella, Maurizio Rivetti, Francesco Tabusso,
Silvio Vigliaturo
Maestro Raul VIGLIONE Studio - Galleria - Mostra Culturale
Via Servais 56 – Torino - Tel. 011 798238 - Cell. 335 5707705
[email protected] - www.raulviglione.it
CENTRO ARTE LA TESORIERA
C.so Francia 268 – Torino - Tel. 011 7792147
Orario: mart. - sab. 10,00-13,00/16,00-20,00; lunedì e festivi chiuso
o su appuntamento
Mostra collettiva di Artisti dell’Ottocento e Novecento
RINASCENZA CONTEMPORANEA Associazione Culturale
Via Palermo 140 – Pescara - Cell. 328 6979208
[email protected]
www.rinascenzacontemporanea.jimdo.com
Orario: mar. - sab. (su appuntamento)
Dal 5/10 al 5/12 “Epimetheus. I Teodicei reVisionari” Collettiva
SILVY BASSANESE ARTE CONTEMPORANEA
Via Galileo Galilei 45 – Biella - Tel. 015 355414
Orario: mart. - ven. 16,30-19,30; sab. e festivi su appuntamento
CIRCOLO DEGLI ARTISTI DI TORINO
Palazzo Graneri della Roccia
Via Bogino 9 – Torino - scala B destra - 1° piano (digitare 4444+
Tel./fax 011 8128718
[email protected] - www.circolodegliartistitorino.it
Orario: lun. - ven. 15,30-19,30
Fino al 29/9 Mostra personale di E. Tenryu Zanin
Dal 1° al 12/10 Mini Personali di otto Artisti del CEDAS
BIASUTTI & BIASUTTI Galleria d’Arte
Via Bonafous 7/1 – Torino - Tel. 011 8173511
Orario: mart. - sab.10,00-12,30/15,30-19,30
STORELLO Galleria d’Arte
Via del Pino 54 – Pinerolo (To) - Tel. 0121 76235
Orario: mart. - sab. 9,00-12,15/15,30-19,00; lun. e dom. chiuso
In permanenza Opere di Avataneo, Carena, Coco Cano, Faccincani, Fresu,
Garis, Luzzati, Massucco, Musante
TEART Associazione Artistico-culturale
Via Giotto 14 – Torino - Tel. 011 6966422
Orario: mart. - sab.17,00-19,00
Dal 2 al 19/10 Mostra annuale dei Soci
TINBER ART GALLERY
Via Albergian 20 - Souchères Hautes – Pragelato (To) - Tel. 0122 78461
[email protected]
Orario: sab. e dom. 10,00-12,30/15,30-19,00
In permanenza Opere di Tino Aime, Jean-François Béné, Andrea Berlinghieri,
Gianni Bertola, Fulvio Borgogno, Flaviana Chiarotto, Enrico Challier,
Dino Damiani, Pierflavio Gallina, Lia Laterza, Claudio Malacarne,
Vinicio Perugia, Elena Piacentini, Mariangela Redolfini, Sergio Saccomandi,
Luciano Spessot
DAVICO Galleria
Gall. Subalpina 30 – Torino - Tel. 011 5629152
Orario: mart. - sab. 10,00-12,30/16-19,30; lunedì e festivi chiuso
Fino al 12/10 Marc Davet e Claudia Giraudo
TERRE D’ARTE Galleria
Via Maria Vittoria 20/A – Torino - Tel./Fax. 011 19503453
www.terredarte.net
Orario: mar. 16,30-19,30; mer. - sab. 11.00-13,00/16,30-19,30
Arte Antica
AVERSA Galleria
Via Cavour 13 int. cortile – Torino - Tel. 011 532662
Orario: mart. - sab. 10,00-12,15/15,30-19,00
“Venezia e il Mediterraneo tra ’800 e ’900”
CASA D’ASTE DELLA ROCCA
Via della Rocca 33 – Torino - Tel. 011 8123070/888226 Fax 011 836244
[email protected] - www.dellarocca.net
UNIQUE Galerie d’Art di Patrick CAPUTO
C.so Vittorio Emanuele II 36 – Torino - Tel. 011 5617049 - Cell. 334 8017314
[email protected] - www.galerieunique.com
Orario: mart.- sab. 10,00-12.30/15,00-19.30
Fino all’8/10 Personale di Luigia Rinaldi
LUIGI CARETTO Galleria
Via Maria Vittoria 10 – Torino - Tel. 011 537274
Orario: mart. - sab. 9,45-12,30/15,45-19,30
Miscellanea di Pittura Fiamminga e Olandese
VIVIARTEVIVA Galleria Artistica e Culturale
Via Madonna delle Rose 34/C – Torino - Cell. 347 9453075 - Fax 011 3114769
[email protected] - www.viviarteviva.it
Orario: lun. - sab.16,00-19,00
Dai primi di ottobre ad inizio novembre Collettiva degli Artisti della Galleria
c/o Biblioteca “D. Bonhoeffer” (c.so Corsica 55 – Torino)
SANT’AGOSTINO Casa d’Aste
C.so Tassoni 56 – Torino - Tel. 011 4377770 - Fax 011 4377577
Orario: mart. - sab. 9,30-12,30/15,30-19,30
CORRIERE dell’ARTE - 27 Settembre 2013
Corriere15__ 19/09/13 13:26 Pagina 12