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Misura 121,
parola d'ordine:
innovazione
Uno sguardo
rivolto alle energie
rinnovabili
I nuovi bandi:
la misura 121
e il pacchetto giovani
PSR Lazio
Inserto redazionale del numero n. 306
del mensile Minerva - Ottobre 2011
Edito dalla casa editrice Minerva Soc. Coop.
Via Antonio Pacinotti, 13 – 00146 Roma
Tel. 066892972 – fax 0668192977
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Progetto editoriale realizzato da Arsial,
per l’informazione e comunicazione delle iniziative rivolte al target
donne e giovani promosse dall’Assessorato alle Politiche Agricole
e Valorizzazione dei Prodotti Locali della Regione Lazio
riferite al PSR 2007-2013.
Progetto grafico e impaginazione
Francesco Mastantuoni
Stampa Arti Grafiche Agostini s.r.l.
Via Decollatura, 64 – Morena (RM)
Presentazione
ARSIAL per il PSR
L’impegno per lo sviluppo
del territorio, per la
valorizzazione dei prodotti
tipici di qualità e la loro
promozione, così come una
grande attenzione ai
processi di trasformazione
e commercializzazione,
sono alcune delle
caratteristiche del
Programma di Sviluppo
Rurale 2007-2013 della
Regione Lazio.
In questo ambito si inserisce in maniera particolare la misura 121
del PSR. Una misura che prevede il sostegno per tutte quelle
imprese agricole che realizzano investimenti materiali e
immateriali finalizzati all’ammodernamento delle strutture e
all’introduzione di tecnologie innovative. Uno strumento che guarda
con grande attenzione allo sviluppo socio-economico e sostenibile
del territorio. Possono usufruirne tutte le aziende agricole, singole
o associate, che intendono effettuare investimenti per innovazioni
tecnologiche volte a migliorare la produttività dell’azienda o
incrementarne il rendimento o che vogliono produrre energia da
fonti alternative. Grazie alla misura 121, infatti, le aziende hanno la
possibilità di accrescere la loro competitività, di orientarsi verso
una produzione agricola di qualità e creare strumenti per il
controllo e la tracciabilità della filiera, oltre che promuovere la
filiera corta. Una filosofia operativa sulla quale, sin dal mio
insediamento, ho voluto improntare la politica agricola regionale.
Aiutare le aziende a migliorare la qualità dei prodotti e a
commercializzarli sul territorio significa, infatti, assicurare ai
consumatori prodotti di eccellenza, tracciabili e sicuri, e al
contempo, sostenere il reddito delle imprese agricole del Lazio. In
questa direzione vanno le due leggi proposte dall’assessorato e
approvate dalla Giunta regionale sulla tracciabilità dei prodotti
agricoli e agroalimentari e sul sostegno e la valorizzazione dei
prodotti a Km 0. Filiera corta, tracciabilità e sviluppo sostenibile
del territorio significano anche tutela dell’ambiente. La misura 121,
in questo senso, concede aiuti a fondo perduto per la realizzazione
di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Le
aziende possono così diventare energeticamente autosufficienti.
Un’occasione importante, dunque, per rilanciare tutto il sistema
produttivo ed economico del nostro territorio e guardare al futuro
con maggiore consapevolezza. Proprio come tutti quei giovani
imprenditori che, grazie a questo aiuto, possono essere sempre più
competitivi sui mercati, facendo del Lazio una regione
all’avanguardia sia in ambito nazionale, che internazionale.
Nuove tecnologie, energie
rinnovabili, filiera corta: il
futuro dell’agricoltura nella
nostra regione viaggia
necessariamente su questi
binari in un contesto
economico che non
consente soste o
rallentamenti. Per questo
gli strumenti messi a
disposizione dal
Programma di Sviluppo
Rurale e in particolare dalla
misura 121, finalizzata al miglioramento della produttività
aziendale nel rispetto dell’ambiente, rivestono un ruolo
fondamentale per costruire percorsi di sviluppo concreti. I numeri
a nostra disposizione attestano la ferma volontà
dell’amministrazione di massimizzare i risultati possibili: la Regione
Lazio ha dedicato il 47% dei fondi messi a disposizione dal PSR
2007-2013 proprio agli strumenti finalizzati al miglioramento della
competitività, meritando il primato nazionale a fronte di una media
ferma al 37%. E se le aziende che hanno beneficiato delle risorse
sono più di 6 mila, con 145 milioni di euro già erogati fino ad oggi,
la misura che ha ottenuto il successo maggiore è senza dubbio la
121 che, tra i numerosi risvolti positivi, interviene a favore
dell’energia pulita.
Gli agricoltori, infatti, possono ottenere aiuti a fondo perduto per
produrre energia da fonti rinnovabili come le biomasse.
La formula che ne discende è senza dubbio vincente, sia per i
produttori che in questo modo possono conquistare
l’autosufficienza energetica e abbattere i costi, sia, ovviamente, per
l’ambiente che è e sarà sempre di più una risorsa da proteggere
con tutti gli strumenti a nostra disposizione.
Di grande importanza anche il collegamento della misura 121 con
l’analogo strumento dedicato ai giovani agricoltori, la misura 112,
grazie al quale è possibile accedere ai finanziamenti presentando
un Programmadi miglioramento aziendale. E se puntare sui giovani
non può che rappresentare un diktat per quanti si occupano di
pianificare e costruire il futuro di un paese e di una regione, tra le
opportunità offerte dalla misura 121 non vanno dimenticate le
azioni volte promuovere la filiera corta, una dimensione ideale per
far emergere le eccellenze tra i nostri prodotti tipici in arrivo molto
spesso da aziende di piccole dimensioni.
La sfida della competitività sui mercati nazionali ed esteri non può
attendere: in un momento di crisi in cui la programmazione diventa
uno strumento fondamentale, l’utilizzo dei fondi messi a
disposizione dal PSR può e potrà fare la differenza.
Angela Birindelli
Assessore alle Politiche Agricole
e Valorizzazione dei Prodotti Locali
Erder Mazzocchi
Commissario straordinario ARSIAL
1
Cos’è la Misura 121
L
a Regione Lazio detiene un importante primato nazionale: il
Programma di Sviluppo Rurale
2007-2013 si caratterizza, infatti,
per la grande attenzione riservata
alle misure finalizzate ad accrescere la competitività del sistema
delle imprese. Nello specifico, a favore dell’Asse 1, – Miglioramento
della competitività del settore
agricolo e forestale – è stato dedicato, nei fatti, ben il 47% della dotazione finanziaria dell’ intero Programma, contro una media nazionale che si attesta attorno al 37%.
Un impegno, dunque, che si spinge
oltre ogni aspettativa e che scavalca di gran lunga la media del
Paese. Una scelta precisa e determinante che, soprattutto nel periodo di crisi che ancora stiamo affrontando, ha la duplice funzione
di incentivare le imprese e di salvaguardare l’ambiente.
Sono più di 6 mila i beneficiari delle numerose misure del PSR, che
hanno percepito gli aiuti pubblici
per la realizzazione dei loro progetti, con circa 145 milioni di euro
di pagamenti effettuati nel periodo di programmazione sin ora trascorso. Tra queste una delle misure che ha ottenuto maggiore successo è stata la 121.
Si tratta di una misura che interessa le aziende agricole, singole o associate, che intendono effettuare
degli investimenti per produrre
energie rinnovabili, da destinare
prevalentemente al consumo interno, introdurre nuove tecnologie
per migliorare la produttività
dell’azienda come l’acquisto di
nuove strumentazioni, lo sviluppo
di tecniche innovative, l’acquisizione di nuovi standard finalizzati
all’incremento del il rendimento e
creare strumenti per il controllo e
la tracciabilità del prodotto lungo
tutta la filiera, oltre che per la promozione della filiera corta.
L’intensità di aiuto si attesta in
media attorno al 40%, con oscilla-
2
zioni che vanno da un minimo del
35% per le attrezzature e le dotazioni, e un massimo del 55% per le
strutture. L’erogazione dei contributi avviene con la formula dell’aiuto a fondo perduto o in conto
interesse.
Per accedere ai benefici concessi
dalla misura, l’azienda
agricola richiedente
deve elaborare e presentare un piano di investimenti aziendali, il
business plan, nel quale si dimostra il miglioramento della redditività dell’impresa.
Sono previste limitazioni in termini di massima spesa ammissibile a finanziamento, per
singola domanda e per
l’intero periodo di programmazione. I contributi coprono le spese sostenute per la costruzione o la ristrutturazione di immobili,
per l’acquisto e l’in-
stallazione di impianti, per l’acquisizione di macchinari e tutte le
spese immateriali e generali.
Una misura efficace a tutto
tondo
La misura 121 è, tradizionalmente, una delle misure con la mag-
giore dotazione finanziaria nell’ambito del PSR. Oltre agli investimenti nel settore delle agroenergie, la misura finanzia, a fondo
perduto, ogni tipo di investimento finalizzato alla ricerca della
competitività e dell’ammodernamento delle aziende agricole del-
la regione. In questa ottica particolare attenzione deve essere
prestata alla griglia delle priorità
individuate dalla Regione per la
selezione delle domande e alla
possibilità di presentare delle domande attraverso l’approccio
collettivo (Progetti Integrati di
Filiera). I molti investimenti fatti
nell’industria agro-alimentare
hanno sviluppato un notevole introito da parte del territorio, grazie ai contributi pubblici a favore
di numerosi operatori del settore.
È importante sottolineare che a
beneficiare dei vantaggi economici prodotti dalla misura non sono stati i soli richiedenti, ma anche l’intero indotto che si è potuto nutrire di nuovi capitali.
Una marcia in più: energia
pulita che tutela l’ambiente
La marcia in più della misura 121
non consiste solo nella creazione
di maggiore produttività per le
aziende, in favore di un ulteriore
risparmio economico, ma anche
nella creazione di energia pulita.
Le aziende, così facendo, possono
diventare autosufficienti nella
produzione energetica per il proprio fabbisogno, diventando un
modello nel rispetto e nella tutela
dell’ambiente. Infatti sull’ammodernamento delle imprese agricole la misura concede aiuti a fondo perduto per la realizzazione di
impianti per la produzione di
energia da fonti rinnovabili. Parliamo di energia pulita e non inquinante: idroelettrica,che produce energia sfruttando e rispettando l’ambiente ed i corsi d’acqua; solare, la più diffusa e conosciuta forma di energia alternativa prodotta sfruttando direttamente l'energia irraggiata dal sole; eolica, una forma di energia
rinnovabile alimentata dal vento,
da biomassa, che sfrutta i materiali di origine organica e rientra
fra le fonti rinnovabili in quanto la
CO2 emessa per la produzione di
energia non rappresenta un incremento dell’anidride carbonica
presente nell’ambiente. L’aliquota di aiuto a fondo perduto può
raggiungere il 55% della spesa
ammessa a finanziamento. È previsto l’obbligo di alimentare gli
impianti con materie prime provenienti dall’azienda, in ragione di
almeno i 2/3 del fabbisogno.
Collegamenti con altre
misure
La misura trova sinergia nei collegamenti con altre misure del
PSR, come la misura 112 “Insediamento di giovani agricoltori”,
perché prevede contributi per i
giovani agricoltori e per il giovane che presenta un piano di miglioramento della propria azienda in linea con la filosofia della
misura, con tutte le misure funzionali al raggiungimento dell’obiettivo generale del “Consolidamento e sviluppo della qualità
delle produzioni agricole”, con le
misure volte al “Miglioramento
della capacità imprenditoriale e
professionale della manodopera”
e in particolare con le misure 111
“Formazione professionale e
azioni di informazione” e 114
“Servizi di consulenza aziendale”.
Inoltre, si collega con le misure
che possono essere attivate nell’ambito della Progettazione Integrata di Filiera e in particolare
con la misura 123 per la trasformazione e la commercializzazione dei prodotti agricoli, con le misure che erogano servizi a supporto della impresa agricola e
con quelle volte a realizzare iniziative per la valorizzazione e
promozione dei prodotti di qualità, con la misura 311 “Diversificazione verso attività non agricole”
e altre misure attivabili con la
Progettazione Integrata.
Requisiti e localizzazione
Possono beneficiare degli aiuti gli
imprenditori agricoli, come impresa individuale o organizzati in
forma societaria, titolari di parti-
ta IVA ed iscritti nel Registro delle Imprese, che realizzano un business plan coerente con gli obiettivi e le finalità perseguite dalla
misura, in cui si evidenzi il miglioramento del rendimento globale
dell’azienda agricola e la conformità degli investimenti alle norme comunitarie che li riguardano.
La valutazione del piano sarà funzionale all’attribuzione delle priorità assolute e relative individuate per la selezione dei progetti.
La misura interessa tutto il territorio regionale, con priorità per le
aziende ricadenti nelle Aree D,
ovvero le “Aree rurali con problemi complessivi di sviluppo”.
Settori di intervento
Il sostegno è concesso esclusivamente nell’ambito dei prodotti di cui
all’allegato I del Trattato dell’Unione Europea, per le filiere produttive:
• lattiero-casearia, ivi incluso latte bufalino
• carne bovina, suinicola, avicola e uova
• ovi-caprina
• cerealicola
• ortofrutticola
• olivicola
• vitivinicola
• ortoflorovivaistica
• colture industriali e oleoproteaginose
• tabacco;
• foresta-legno
3
La Misura 121:
un sostegno al nuovo nell’agricoltura
A
bbiamo intervistato la
Dott.ssa Nadia Biondini, dirigente regionale dell'Area Produzioni Agricole e Marketing
Agroalimentare e responsabile
della Misura 121 del PSR Lazio
2007/2013, per farci illustrare le
peculiarità della misura e i vantaggi che questa ha apportato alle aziende che operano nel settore agricolo della nostra regione.
Le politiche di sostegno all’ammodernamento delle aziende
agricole nel Lazio vengono garantite attraverso la Misura 121
del Programma di Sviluppo Rurale del Lazio 2007-2013, che introduce un regime di sostegno
per le imprese agricole che realizzano investimenti materiali e
immateriali per l’ammodernamento delle strutture e l’introduzione di tecnologie innovative.
Ci può inizialmente spiegare
quali sono le modalità di accesso
a questo regime di aiuti?
“La misura prevede diverse modalità di accesso: può essere atti-
Ora che abbiamo chiarito quali
sono le modalità di accesso ai
benefici concessi con la Misura
121, e considerato che il PSR Lazio è giunto ormai a circa metà
percorso, ritengo possa essere
utile fornire qualche dato. Ci può
fare un bilancio relativo alla prima presentazione delle doman-
è stato dichiarato non ammissibile a causa di mancanze nella documentazione generale presentata e nello specifico in riferimento al business plan. La provincia
con il maggior numero di aziende
partecipanti è quella di Viterbo e
all’opposto con il minor numero
troviamo Rieti che dispone di un
territorio sicuramente più difficile. Il dato tuttavia, che vorrei far
rilevare, è quello economico, infatti, a fronte di un contributo
complessivo di circa 26 milioni di
euro si ha un investimento sul territorio di circa 70 milioni di euro;
da qui emerge che l’impegno profuso per migliorare e rendere più
competitive le nostre aziende è
sicuramente notevole. Ad oggi gli
agricoltori laziali per questa prima presentazione hanno percepito contributi per circa 12 milioni
di euro, siamo quindi a metà percorso”.
La regione, relativamente al bando singolo della Misura 121 dispone di dati precisi solo in meri-
de con il bando singolo della Misura?
“Come è possibile notare dalla tabella di seguito riportata, il numero di aziende che hanno presentato domanda con il cosiddetto primo Stop & Go ammontano
complessivamente a 704; di queste, tuttavia, un numero notevole
Tab. 1 - Prima Sottofase Temporale
Domande Misura 121 (Bando Singolo) afferenti al promo Stop & Go
ADA
Domande
presentate
Ammesse e
finanziate
Investimento
finanziabile
Contributo
FINANZIATO
Contributo
LIQUIDATO
FR
80
56
7.272.216,41
2.930.527,96
LT
114
63
14.224.800,04
5.681.198,91
Di cui
anticipo
Di cui
acconto
Di cui
saldo
Non
ammissibili
1.583.194,75
794.711,42
89.865,69
698.617,64
24
2.561.285,06
85.759,00
0,00
2.475.526,06
51
24
RI
75
51
8.696.624,87
3.686.302,53
1.554.782,86
591.735,08
92.428,25
870.619,53
RM
158
77
16.432.003,05
6.029.164,03
2.065.978,30
931.859,29
51.645,86
1.082.473,15
81
VT
277
160
22.697.342,86
8.297.033,00
4.439.607,97
718.280,49
327.249,31
3.394.078,17
117
TOT.
704
407
69.322.987,23
26.624.226,43
12.204.848,94
3.122.345,28
561.189,11
8.521.314,55
297
vata con singole operazioni nell’ambito dello specifico bando
pubblico o inserita, secondo le disposizioni previste per l’attuazione della misura 112, da un giovane agricoltore al primo insediamento nella progettazione integrata aziendale (c.d. “pacchetto
giovani”). La misura, altresì, può
essere attivata anche nella Progettazione Integrata di Filiera
(PIF) secondo le modalità stabilite dal relativo avviso pubblico”.
4
Tab. 2 - Seconda Sottofase Temporale
Domande Misura 121 (Bando Singolo) afferenti al 2° Stop & Go
ASPA
Domande
presentate
Domande
ammesse
Investimento
finanziabile
Contributo
concesso
Di cui ammesse
e FINANZIATE
Contributo
FINANZIATO
Non
ammesse
FR
61
53
9.448.427,01
3.898.356,05
16
1.622.159,77
8
LT
113
88
26.369.513,30
9.976.352,79
26
4.800.339,66
25
RI
52
31
4.612.585,27
1.831.674,65
5
419.091,85
21
RM
101
70
10.601.340,83
3.895.192,07
20
1.382.181,35
31
VT
152
127
15.512.915,42
5.327.116,61
32
1.766.334,56
25
TOT.
479
369
66.544.781,83
24.928.692,17
99
9.990.107,19
110
to alla prima presentazione delle
domande oppure è riuscita a
concludere l’iter amministrativo
di altre raccolte?
“In merito al cosiddetto secondo
Stop & Go, posso affermare che,
dopo un lungo lavoro istruttorio,
finalmente abbiamo predisposto
l’atto di finanziamento. Purtroppo, però, le risorse finanziarie non
sono state sufficienti a coprire
tutte le richieste e la Regione è
riuscita a finanziare solamente le
ditte che, nella graduatoria redatta seguendo le priorità di cui
al bando pubblico, sono in possesso delle priorità assolute, ovvero
la qualifica di imprenditore agricolo professionale e di giovane
imprenditore. Un dato particolare è che, in percentuale, il numero
di domande non ammesse rispetto al primo Stop & Go è inferiore,
segno di un miglioramento qualitativo dei progetti. Per quanto riguarda le raccolte successive non
si sono ancora concluse le istruttorie tecniche”.
All’inizio della nostra intervista
lei ci ha detto che esistono diverse modalità di accesso alla Misura. Fino ad ora abbiamo parlato
delle raccolte effettuate con il
bando singolo, lei dispone dei dati relativi alla situazione della
121 all’interno della Progettazione Integrata di Filiera?
“Questa modalità di accesso ha
offerto grandi opportunità, infatti, come possiamo verificare dalla
tabella che segue le aziende ammesse a finanziamento all’interno della Progettazione Integrata
di Filiera sono 194, numero non
indifferente, per un contributo
ammesso di circa 18 milioni di euro a cui corrisponde un investimento sul territorio pari a circa
41 milioni di euro. Ad oggi abbiamo liquidato quasi 5 milioni. In
questo momento di crisi, investimenti così elevati su tutto il territorio, rappresentano sicuramente una possibilità di sviluppo per il
territorio in generale ed una opportunità di maggiore competitività sui mercati da parte delle
aziende”.
Possiamo provare a fare un bilancio dell’ultima possibilità di
accesso ai benefici della Misura
Tab. 3 - Progettazione Integrata di Filiera (PIF)
Domande Misura 121 (PIF)
ADA
Istruite
positivamente
Investimento
finanziabile
Commissione PIF
Contributo
FINANZIATO
Contributo
LIQUIDATO
Di cui
anticipo
Di cui
acconto
Di cui
saldo
FR
17
2.925.989,19
1.392.139,37
557.439,57
424.217,42
133.222,15
LT
24
12.330.032,50
5.385.854,15
1.928.886,20
1.672.730,51
256.155,69
0,00
RI
22
4.856.232,82
2.129.213,31
669.292,14
462.625,64
206.666,50
0,00
RM
44
11.313.657,10
4.889.020,80
890.345,37
760.368,45
129.976,92
0,00
VT
87
9.633.163,82
4.054.967,69
875.768,16
375.000,00
500.768,16
0,00
TOT.
194
41.059.075,43
17.851.195,32
4.921.731,44
3.694.942,02
1.226.789,42
0,00
121 e cioè quella offerta ad un
giovane agricoltore al primo insediamento nella progettazione
integrata aziendale (c.d. “Pacchetto Giovani”). Qual è la situazione allo stato attuale?
“Prima di parlare di dati credo sia
necessario effettuare una premessa circa il significato di “Pacchetto Giovani” che rappresenta
la grande novità del PSR Lazio
2007 – 2013. Per Pacchetto Giovani si intende l’insieme delle
operazioni che un giovane neo insediato può attivare attraverso
la partecipazione congiunta con
altre Misure del Piano ed in particolare con le Misure 121, 311, 111,
114 e 132. Pertanto, con l’attuale
PSR, si intende non solo favorire
il ricambio generazionale nella
gestione delle imprese agricole,
ma anche attraverso gli investimenti di cui alla Misura 121, migliorare il rendimento globale
delle aziende, aumentare la loro
competitività, incrementare la
produzione agricola in particolare quella di qualità, ed offrire,
pertanto, un volano per le aziende stesse. L’adesione a questa
Misura innovativa è stata elevata, come è possibile notare dalle
schede allegate riferite alle prime due raccolte di domande. La
Regione incentiva questa forma
di accesso ai benefici, infatti, tutte le domande presentate con il
Pacchetto Giovani, se istruite positivamente, vengono ammesse a
0,00
finanziamento senza la necessità
di redigere apposita graduatoria.
Ad oggi abbiamo finanziato tutte
le domande presentate nei cosiddetti primo e secondo Stop & Go
e stiamo procedendo a finanziare
quelle del terzo. Come è possibile
notare, il contributo concesso
per la Misura 121 con le prime
due raccolte ammonta complessivamente a circa 53 milioni di
euro a fronte dei quali ne abbiamo liquidati circa 14 milioni di
euro. Ritengo questo, pertanto,
uno strumento importantissimo
ai fini dello sviluppo del territorio
e delle aziende che vi partecipano, in quanto l’investimento economico sul territorio sarà pari a
47 milioni di euro”.
Tab. 4 - Misure afferenti alla progettazione integrata aziendale
(c.d. Pacchetto Giovani)
Prima Sottofase Temporale
Misura
Investimento ammesso
112
Contributo concesso
Autorizzati alla liquidazione
0.775.000,00
885.000,00
996.064,29
121
47.662.992,43
22.945.027,79
311
636.420,15
245.522,48
114
345.765,00
269.514,92
132
48.567,37
38.778,30
111
70.425,00
56.320,00
Seconda Sottofase Temporale
Misura
Investimento ammesso
112
Contributo concesso
Autorizzati alla liquidazione
15.100.000,00
7.445.000,00
121
64.073.533,12
29.994.141,33
13.186.337,63
311
3.544.053,87
1.828.107,06
114
476.542,00
375.856,30
132
79.474,18
68.696,75
111
67.855,00
54.224,10
5
Azienda modello Roma
L’
azienda comincia la propria
attività nel 1981 nel comune
di Roma, coltivando pesche, kiwi
e nettarine.
Oggi, da piccola azienda locale, è
diventata una delle più importanti per qualità dei prodotti e per innovazioni tecnologiche.
Questa realtà agricola romana
rappresenta un esempio anche
per quanto riguarda l’imprenditoria giovanile. Il titolare, infatti,
vince nel 2001 il bando del PSR
Lazio 2000/2006 come giovane
imprenditore, frequenta il corso
organizzato dalla Regione e riesce a trasformare la propria
azienda in una vera e propria industria biologica.
Negli ultimi anni i risultati sono
stati molteplici. Dal punto di vista
occupazionale, oltre trenta persone sono attualmente impiegate. Per quanto riguarda il rispetto
della natura, infatti, i trattamenti
per le piante sono a impatto zero
e infine nel rispetto delle strutture architettoniche, la struttura
6
che ospita la produzione riprende
nelle forme e nelle caratteristiche
un vecchio casale.
L’azienda è stata selezionata come modello anche dall’Istituto di
Frutticoltura di Roma che ha scel-
to i terreni per eseguire lo studio
dei microclimi in campo sperimentale delle piante da frutta.
Il fondo agricolo è composto anche da un vivaio dimostrativo a livello nazionale, che consente a
chiunque di poter studiare le qualità della pianta e del frutto, oltre
che le tecniche di coltivazione,
prima di acquistare e innestare.
Inoltre, nella prevenzione delle
malattie e dei parassiti che infe-
stano il pesco e il kiwi gli standard utilizzati sono ormai altissimi e all’avanguardia, non è presente l’utilizzazione dei pesticidi
e tutto viene conservato e sviluppato grazie a tecniche che tutelano l’ambiente circostante e preservano la salute dei consumatori.
Molto importante è stato anche il
contributo sperimentale che
l’azienda ha dato alla ricerca, fornendo i propri terreni e le proprie
piante per la sperimentazione
delle cure contro la batteriosi del
kiwi. Ad oggi la produzione aziendale è notevolmente cresciuta: su
cinquantatre ettari di terreno
vengono prodotti annualmente
circa diecimila quintali di pesche
e nettarine e settemila di kiwi, destinate alla grande e piccola distribuzione, in particolar modo
della nostra regione.
Altro elemento che contribuisce
allo sviluppo tecnologico della
produzione aziendale è la stazione di rilevamento atmosferico
che riesce a fornire in tempo reale la situazione climatica in modo
da ottimizzare la raccolta e la coltivazione delle piante da frutta.
Grazie alla sinergia col PSR
2007/2013, attraverso la misura
121 “Ammodernamento delle
aziende agricole”, l’azienda è riuscita a migliorare ulteriormente i
propri standard di efficienza e
qualità.
L’elemento più significativo del
piano di miglioramento proposto,
è rappresentato dalla realizzazione di un edificio per la movimentazione, cernita e confezionamento dell’intera produzione da
destinarsi sia ai mercati locali che
alla vendita diretta in azienda.
Inoltre, per rendere più tempestivo ed economico lo svolgimento
delle attività colturali, è stato necessario che tutte le macchine e
le attrezzature aziendali venissero mantenute in un unico corpo,
ovvero in un locale destinato alla
lavorazione e confezionamento
della frutta e rimessa delle macchine agricole, con un locale attrezzeria e un deposito concimi.
Il fabbricato è stato progettato e
realizzato nel più completo rispetto dell’ambiente e rispec-
chiando, dal punto di vista architettonico, tutti gli elementi dei
vecchi casali diffusi e tutelati
nell’Agro Romano. Oggi, dopo gli
interventi finanziati, lo sviluppo
aziendale è in crescita e passa
agevolmente dalla coltivazione
della frutta alla commercializzazione. Molte macchine sono state
rinnovate e sostituite, tra tutte
hanno particolare importanza la
macchina selezionatrice, le piattaforme semoventi per la raccolta e le attrezzature per curare i
campi e tagliare l’erba.
IL CARRO PER LA RACCOLTA SEMOVENTE
Tutte le agevolatrici sono equipaggiate di piattaforme/pedane elevabili attraverso martinetti
oleodinamici, cinematismi a pantografo oppure
mediante cremagliere simili a quelle dei muletti.
L’altezza massima raggiunta dalle piattaforme
non supera i tre metri, mentre le pedane possono
essere traslate lateralmente mediante sistemi di
scorrimento meccanico o elettroidraulico fino al
limite massimo di un metro per ragioni di stabilità.
Con riferimento alla guida si ricorda che oltre a
quella manuale sono possibili soluzioni moderne
che consentono l’avanzamento automatico del
carro mediante l’ausilio di uno o più organi tastatori laterali regolabili, che attraverso il contatto
con i tronchi di un filare o entrambi, provvedono a
mantenere il carro ad una distanza prefissata da
questi, oppure grazie a dei lettori ottici (fotocellule) o ad un sistema ad ultrasuoni veicolano direttamente la macchina senza alcun intervento dell’uomo. Generalmente i carri raccolta sono dotati
di sistemi di carico, scorrimento e scarico automatico dei cassoni grazie a caricatori elevatori
(muletti) e sistemi a catena o rulliere per gli spo-
stamenti orizzontali degli stessi. Sul carro raccolta può essere istallato un impianto ad aria compressa che consente di effettuare la potatura
meccanica mediante forbici pneumatiche e/o
l’azionamento di seghetti.
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Azienda modello Viterbo
N
el cuore dell'Agro Falisco, delimitato ad est dal corso del
Tevere e ad ovest dall’apparato
vulcanico dei Monti Cimini, nasce
nel 1950 l’azienda beneficiaria,
produttrice di latte biologico, con
un primo allevamento di vacche
olandesi. Nel dicembre del 1998, si
decide di ampliare l'attività inaugurando il caseificio e lo spaccio
aziendale. Attualmente l'azienda
produce latte fresco appena munto, ricotta, mozzarella fior di latte,
caciotta fresca e stagionata, provole, ma soprattutto un'ampia
gamma di sapori, quelli di una volta, quelli che una vecchia famiglia
di allevatori laziali ha saputo tramandare sino ai giorni nostri.
È in questo contesto produttivo
che cresce e si sviluppa il concetto
di fattoria biologica che oggi trova
pieno compimento nella salvaguardia dei sapori e nella garanzia
della genuinità dei prodotti della
nostra regione.
Inoltre, il benessere economico
dell’azienda si sposa con la tutela
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dell’ambiente circostante, infatti
l’azienda beneficiaria del finanziamento trae energia da un impianto fotovoltaico.
L’impianto, che garantisce la fornitura di energia elettrica attraverso l’irraggiamento del sole,
contribuisce all’economicità e alla
produttività dell’azienda stessa,
oltre che inserirsi nella filosofia di
rispetto della natura circostante.
Questo impianto è infatti a impat-
to ambientale zero. Ma questo non
è l’unico esempio da seguire. La
fattoria è un modello anche perché fa del proprio lavoro una vera
e propria opera didattica.
Tutti i ragazzi possono visitare la
fattoria ed entrare in contatto con
un mondo fatto di tradizione e di
naturalità per riscoprire le proprie
origini e comprendere come nascono gli alimenti che poi troveranno sulla propria tavola.
Un modo nuovo di mettere in relazione l’ambiente della fattoria e i
visitatori, che possono così portare i propri figli in un luogo sano per
incontrare i bovini e assistere alla
mungitura.
Fare scuola all’aperto significa ritrovare il collegamento perduto
tra città e campagna. Gli agricoltori biologici intendono mettere a
disposizione la loro terra per un fine educativo e gli insegnanti scelgono di accompagnare i loro allievi a lezione dai nuovi maestri: i
contadini.
L'azienda, è a prevalente indirizzo
zootecnico ed anche nei periodi di
industrializzazione dell'agricoltura non ha mai utilizzato prodotti
chimici di sintesi, né praticato colture intensive.
Da oggi questa azienda modello
potrà incrementare ulteriormente
le proprie potenzialità grazie al finanziamento concesso attraverso
la partecipazione al bando del
PSR 2007-20013 della Regione
Lazio (misura 121 ammodernamento delle aziende agricole).
L’azienda potrà migliorare tutti gli
standard nella produzione e offrire un prodotto sempre più rispondente alle esigenze del mercato e
del benessere della persona.
La fattoria è già all’avanguardia
per la tecnologia applicata in tutti
i settori di attività ma ora, grazie
allo stanziamento della Regione,
può usufruire anche di un impianto di sub irrigazione, di nuove vasche di abbeveraggio per gli animali, di un robot da mungitura e di
un distributore per il latte.
Le nuove tecnologie inserite potranno, inoltre, aiutare l’azienda a
restare sempre ai massimi livelli di
sicurezza sul lavoro e garantire ai
propri dipendenti una stabilità
economica.
L’INNOVAZIONE: IL ROBOT PER LA MUNGITURA
Il robot per la mungitura semplifica la gestione delle stalle e
consente anche di migliorare il
benessere animale, perché diminuisce lo stress delle bovine.
Ecco perché la mungitura automatica (AMS – Automatic Milking System), usata da tempo
negli allevamenti nord-europei,
ora si sta diffondendo anche in
Italia, in particolare nelle regioni del nord.
Questa tecnologia richiede, infatti, allevamenti di dimensioni
medio-grandi, dove permette di
effettuare la mungitura lungo
tutto l’arco della giornata e con
maggiore frequenza, facilitando la gestione della mandria e
favorendo il benessere delle bovine. L’adozione di questa tecnologia prevede un approccio
diverso all’allevamento che
coinvolge tutta l’attività dell’azienda: dall’alimentazione
all’educazione della bovina, al
sistema di gestione della mandria passando per un’adeguata
formazione professionale degli
addetti. Occorrono interventi
strutturali sulla stalla per favorire l’accesso ordinato di tutte
le bovine alla zona di alimenta-
zione e alla posta di mungitura.
L’esigenza della bovina di alimentarsi deve essere sfruttata
con l’utilizzo di cancelli separatori per convogliare gli animali
verso il robot di mungitura, dove viene somministrato anche il
mangime.
Dopo la mungitura, l’alimentazione con concentrato, foraggio
o unifeed stimola la bovina a
trattenersi in piedi per un tempo sufficiente a permettere la
chiusura dello sfintere dei capezzoli, riducendo, quindi, il rischio di mastiti. Anche la possibilità di mungere più volte la
bovina nell’arco della giornata,
riducendo la pressione intra-
mammaria del latte, migliora il
benessere dell’animale.
Per queste ragioni la presenza
di un sistema AMS è considerato da parte delle industrie lattiero casearie un requisito importante nella scelta degli allevamenti da cui approvvigionarsi di latte. E come tale rientra
nell’audit svolto dall’industria
su ogni allevamento: un test
complesso, che valuta sia gli
aspetti strutturali che quelli
produttivi, necessario affinché
l’industria possa ottenere le
massime garanzie dai suoi fornitori e, a sua volta, offrire le
massime garanzie di sicurezza e
qualità ai suoi consumatori.
LE FATTORIE DIDATTICHE
Una fattoria didattica è un’azienda agricola
in cui si fanno attività educative “attive”, in
particolare per bambini e ragazzi. L'azienda
resta una realtà produttiva a tutti gli effetti,
la didattica è un'integrazione alle normali
attività. L’obiettivo della fattoria didattica
è diffondere la conoscenza sulle attività
svolte in fattoria, coinvolgendo gli ospiti
(bambini, ragazzi e anche adulti) nella realizzazione di un prodotto o in altre attività
agricole, come la raccolta di prodotti ortofrutticoli.
La qualifica di Fattoria Didattica è conferita
dalle singole amministrazioni regionali, talvolta anche dalle singole province, sulla base del
rispetto di alcuni parametri, definiti da un documento che è chiamato "Carta della qualità".
Le Fattorie didattiche creano contatti fra mondo
urbano e rurale, aprono al pubblico le fattorie at-
traverso la promozione e l’educazione, diffondono
nelle nuove generazioni e nella società tradizioni e
usanze della cultura contadina. Ancor più importante, le fattorie didattiche valorizzano i mestieri
e la manualità artigianale con l’esperienza diretta.
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Azienda modello Frosinone
L’
azienda è presente da vent’anni sul versante sinistro
della media valle del fiume Liri, su
di un sistema collinare ad un'altitudine di circa 450 sul livello del
mare. Nasce come allevamento di
suini, con circa trenta scrofe, destinati alla macellazione, per diventare, oggi, un vero e proprio
centro di nascita, crescita e trasformazione dei suini con annesso punto vendita per la commercializzazione. Sono prodotti insaccati e prosciutti, sia cotti che
crudi, il tutto utilizzando le carni
allevate nella stessa fattoria garantendo così ai consumatori la
freschezza, la sicurezza e la genuinità. Anche nella crescita dei
suini sono rispettate tutte le procedure che certificano la sicurezza dei mangimi che, dunque, forniscono il giusto apporto nutrizionale all’allevamento affinché il
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LA TRATTRICE
La trattrice è una macchina
in grado di fornire energia
meccanica sotto varie forme.
Può essere utilizzata:
• come mezzo di trazione, sviluppando un lavoro di trazione;
• come centrale fissa di potenza, per lavori da fermo,
trasmettendo il moto con pulegge e cinghie, presa di forza
o tramite l'impianto idraulico (lavoro di rotazione);
• come centrale mobile di potenza, sviluppando
contemporaneamente un lavoro di rotazione attraverso la presa di forza o l'impianto idraulico ed
un lavoro di trazione e di spostamento.
È la macchina più usata nelle aziende agricole perché sopperisce a molte esigenze colturali. La sua
presenza è maggiore nelle zone pianeggianti o con
leggere pendenze.
Negli ultimi decenni le trattrici a doppia trazione hanno
preso il sopravvento su quelle
a trazione semplice. Grazie
alla loro maggiore adattabilità e affidabilità nel lavoro
questo tipo di trattrice si è
diffusa anche nei terreni declivi sostituendosi a trattrici
a cingoli, più lente e di difficile circolazione su strada.
Le trattrici a cingoli si trovano prevalentemente
nelle zone collinari e montane perché garantiscono aderenza, stabilità e manovrabilità in spazi
stretti.
Vengono comunque utilizzate in parte anche in
pianura per eseguire alcune lavorazioni, come
l'aratura, in quanto, rispetto alle trattrici a ruote, a
parità di potenza, hanno una maggiore capacità di
trazione.
prodotto finito sia conforme alla
tradizione e ai sapori del territorio. Grazie alla misura 121 “Ammodernamento delle aziende
agricole” del Programma di Sviluppo Rurale della Regione Lazio
l’azienda è riuscita a crescere ulteriormente, ad aumentare la
produzione e a garantire la massima sicurezza sul luogo di lavoro.
Con l’iniziativa progettuale proposta, l’azienda intende dotarsi di
una struttura che gli consenta la
lavorazione, la trasformazione e
la vendita diretta dei propri prodotti. Pertanto, il progetto approvato prevede la realizzazione di
un laboratorio annesso per la lavorazione e trasformazione delle
carni suini, con punto vendita
aziendale dei prodotti lavorati, oltre all’acquisto di una trattrice
con relative attrezzature.L’azienda è un esempio nella gestione e
nel rispetto del benessere dei suini e dell’ ambiente circostante.
Infatti, nel moderno allevamento
suino la questione del benessere
animale deve essere affrontata in
maniera integrata, anche in considerazione delle complesse implicazioni ambientali che questo
tipo di allevamento comporta: tutela del territorio e rispetto delle
diverse peculiarità dell’animale
allevato.
L’IMPIANTO PER LA MACELLAZIONE DEI SUINI
Gli impianti di macellazione e lavorazione delle
carni sono fondamentali nella catena agro alimentare. Le linee di macellazione per suini presentano un elevato grado di automazione principalmente durante le fasi di dissanguamento, depilazione ed eviscerazione, con diversa potenzialità
produttiva: da 20 a 350 capi/ora, con funzionamento parzialmente o completamente automatizzato. Ogni impianto richiede l’applicazione di
differenti tecnologie ed è studiato per le singole
operazioni, garantendo il massimo dell’efficienza
produttiva e il rispetto delle condizioni igieniche e
sanitarie. L’incremento del consumo di carni fresche esige un continuo aggiornamento delle tecniche più progredite di lavorazione primaria e di
confezionamento per la grande distribuzione.
L’ampia diffusione dei prodotti di salumificio e il
crescente consumo di piatti precucinati rendono
indispensabile completare le fasi di macellazione e
lavorazione primaria delle carni con impianti per
la loro trasformazione. I procedimenti tecnologici
applicati nei processi di trasformazione e conservazione garantiscono il mantenimento delle qualità e delle condizioni igieniche del prodotto.
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Azienda modello Latina
L’
azienda modello conduce in
affitto tre aziende agricole localizzate nel comune di Sabaudia.
La produzione aziendale è integrata con acquisti provenienti dalle
aziende condotte individualmente
dai soci e si configura come un’ “impresa associata su base volontaria”. Realizza la coltivazione di fondi agricoli e attività connesse tra
cui, in particolare, la lavorazione e
la trasformazione di prodotti orticoli provenienti dalle aziende agricole condotte direttamente dai soci. L’attività svolta nello specifico
riguarda la produzione orticola in
serra, con particolare riferimento
al ravanello e la lavorazione, confezionamento e conservazione dei
prodotti orticoli provenienti dall’azienda e dalle aziende degli associati. Il ravanello è il principale prodotto dell’azienda: nel 2009 sono
stati commercializzati 211 milioni
di ravanelli con foglia per un valore
di 2,11 milioni di euro, pari al 68,7%
del volume d’affari annuo, e 51 milioni di ravanelli in busta per un valore di 767 mila euro, pari al 25%
del volume d’affari. Le vendite sul
mercato interno sono ammontate
a 1,7 milioni di euro, pari al 91,4%
12
del fatturato annuo, e hanno interessato per il 70% le regioni settentrionali (Lombardia e Veneto) e per
il 30% le regioni centrali (Lazio). I
canali di vendita più rappresentativi sono i commissionari operanti
sui mercati di Milano e gli esportatori operanti nella provincia di Verona e Latina. Le vendite sul mercato europeo, pari all’8,6% del fatturato annuo, sono destinate per il
90% verso la Repubblica Ceca e
per il 10% verso la Polonia. Le vendite avvengono attraverso il canale
degli importatori.
L’idea imprenditoriale alla base
della decisione della Società di formulare il piano d’impresa oggetto
della domanda di adesione al P.S.R.
2007-2013 del Lazio nasce dalle
seguenti opportunità di mercato:
Ampliare la produzione di ravanelli
di calibro medio-grande e grande
(diametro da 25 a 35 mm) impiegato per la preparazione di mazzetti. Aumentare le esportazioni di ravanelli in mazzi nei paesi dell’Europa settentrionale (Germania e
Olanda) e dell’Europa dell’Est (Repubblica Ceca e Polonia). Le esportazioni si concentrano nel periodo
compreso tra ottobre e marzo,
quando nei paesi dell’Europa settentrionale sussistono difficoltà di
coltivazione legati a condizioni climatiche avverse (ridotta luminosità e bassa temperatura) con problemi di qualità del prodotto ed ele-
vati costi di produzione (illuminazione artificiale); Aumentare la
redditività conseguente alle maggiori quotazioni del prodotto nel
periodo invernale (il prezzo di vendita del ravanello nel mese di dicembre è superiore del 35% rispetto alla media) e alla possibilità di ridurre i costi diretti di produzione
(specializzazione colturale); Fidelizzare del cliente che disporrà di un
prodotto standardizzato per tutto
l’anno nei quantitativi richiesti;
Ampliare la gamma di prodotto
con l’introduzione del ravanello
senza foglia confezionato in busta
Utilizzare i ravanelli di calibro medio (diametro da 18 a 25 mm) e piccolo (diametro da 13 a 18 mm) ottenuti dalle produzioni di pieno
campo o da errori di coltivazione
nelle produzioni in serra che non
hanno quote di mercato apprezzabili se confezionato in mazzetti e
comunque spunterebbero sul mercato quotazioni inferiori con conseguente perdita di redditività anche
per il maggiore fabbisogno di manodopera nelle operazioni di raccolta, lavorazione e confezionamento; Allungare il periodo di conservazione in cella frigorifera che
per il ravanello senza foglia è di due
mesi. L’ idea imprenditoriale si realizza essenzialmente nella specializzazione sulla coltura sfruttando
tre punti di forza: la dimensione rilevante e concentrata in un unico
corpo, le caratteristiche pedo-climatiche del comprensorio ove sarà
localizzata la nuova azienda idonee
alla produzione di ravanello per
l’esportazione, il territorio di Latina
caratterizzato dalla concentrazione di importanti gruppi commerciali del settore ortofrutticolo fortemente strutturati per l’esportazione nei paesi dell’Europa centrosettentrionale che con un forte potere contrattuale sui principali prodotti orticoli (rape, carote, insalate,
ecc.) potenzialmente fungeranno
da traino anche per prodotti di nicchia quali il ravanello. Le innovazioni di processo, ottenute con impiego di notevoli capitali, hanno
l’obiettivo di migliorare i margini di
produzione attraverso l’esportazione del prodotto nei paesi dell’Europa settentrionale (Germania e
Olanda), l’aumento della redditività
conseguente alle maggiori quotazioni del prodotto nel periodo invernale (il prezzo di vendita del ravanello nel mese di dicembre è superiore del 35% rispetto alla media) e alla possibilità di ridurre i costi di produzione (specializzazione
colturale). Con gli interventi finanziati dal P.S.R. 2007-2013 del Lazio, misura 121 “Ammodernamento delle aziende agricole”, si sono
costruite due serre multiple in
struttura metallica con copertura
in film di plastica lunga vita estese
complessivamente m2 35.239,
complete di finestre automatiche
in gronda e laterali, impianti per irrigazione aerea (con ugelli nebulizzanti) e basale (a manichetta) e un
impianto per la lavorazione e il confezionamento dei ravanelli senza
foglie installato nell’avanserra di lavorazione. Le funzioni svolte dall’impianto in oggetto, di fabbricazione olandese, sono di lavaggio del
ravanello, eliminazione delle foglie
e della radichetta, confezionamento del prodotto in buste di plastica
a forma di cono pre-pesate ed etichettate o in sacchi da 5 a 10 kg.
I benefici conseguenti agli investimenti progettati sono i seguenti:
Ampliare la produzione di ravanelli
di calibro medio-grande e grande
(diametro da 25 a 35 mm) impiegato per la preparazione di mazzetti allo scopo di: Aumentare le
esportazioni di ravanelli in mazzi
nei paesi dell’Europa settentrionale (Germania e Olanda) e dell’Europa dell’Est (Repubblica Ceca e Polonia). Le esportazioni si concentrano nel periodo compreso tra ottobre e marzo, quando nei paesi
dell’Europa settentrionale sussistono difficoltà di coltivazione legati a condizioni climatiche avverse (ridotta luminosità e bassa temperatura) con problemi di qualità
del prodotto ed elevati costi di produzione (illuminazione artificiale);
Aumentare la redditività conseguente alle maggiori quotazioni del
prodotto nel periodo invernale (il
prezzo di vendita del ravanello nel
mese di dicembre è superiore del
35% rispetto alla media) e alla possibilità di ridurre i costi diretti di
produzione (specializzazione colturale). Fidelizzare del cliente che disporrà di un prodotto standardizzato per tutto l’anno nei quantitativi richiesti; ampliare la gamma di
prodotto con l’introduzione del ravanello senza foglia confezionato in
busta allo scopo di: utilizzare i ravanelli di calibro medio (diametro da
18 a 25 mm) e piccolo (diametro da
13 a 18 mm) ottenuti dalle produzioni di pieno campo o da errori di
coltivazione nelle produzioni in serra che non hanno quote di mercato
apprezzabili se confezionato in
mazzetti e comunque spunterebbero sul mercato quotazioni inferiori con conseguente perdita di
redditività anche per il maggiore
fabbisogno di manodopera nelle
operazioni di raccolta, lavorazione
e confezionamento;
Allungare il periodo di conservazione in cella frigorifera che per il ravanello senza foglia è di due mesi.
Gli obiettivi proposti in ordine al
miglioramento del rendimento globale dell’azienda sono stati interamente raggiunti, il volume d’affari
della linea di prodotto “ravanelli” è
ammontato ad € 2.925.414,00 con
RAVANELLI: PROPRIETÀ E BENEFICI
Il ravanello, conosciuto anche col nome di rapanello, è
una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle
crucifere originaria dell'Asia; il suo ciclo vegetativo è molto breve tanto che i
suoi piccoli fiori sbocciano
già tre mesi dopo la semina
dando origine in seguito ai suoi frutti dal caratteristico colore rosso scuro. Il ravanello viene coltivato
in tutte le zone d'Italia e, grazie alle colture sviluppate in serra e all'importazione da paesi esteri, lo
possiamo trovare sulle nostre tavole in tutti i periodi dell'anno. La sua disponibilità in natura corrisponde al periodo primaverile estivo; aprile e luglio
i mesi migliori per la sua raccolta.
Il ravanelli, già conosciuti all'epoca dell'impero romano, erano impiegati per favorire il sonno, questo
grazie alla presenza della vitamina B e delle sue
proprietà tranquillanti.
Le principali sostanze che compongono il ravanello
sono: acqua, sodio, ferro, potassio, calcio, fosforo,
vitamina B e C, niacina, fibra alimentare, proteine
in piccole quantità, e glucidi. Sono ormai molto note le proprietà depurative e diuretiche dei ravanelli;
non solo, è stata dimostrata la sua efficacia come
alimento calmante della tosse; in caso di problemi
al fegato si consiglia di assumere una tazzina del
suo succo prima di qualsiasi pasto.
Per concludere, il ravanello può essere utilizzato
come aiuto naturale nella cura di diverse patologie
come l'asma, le affezioni polmonari in generale e
l'inappetenza.
Il periodo giusto per la semina del ravanello all'aperto va da aprile fino a luglio, mentre se si deci-
de di seminarli nei primi mesi dell'anno, la semina va
fatta in un ambiente riparato. Durante la crescita si
consiglia di estirpare le
piantine più deboli per permettere alle altre di crescere più rigogliose e produrre
così ravanelli di qualità.
La pianta del ravanello teme solo due cose: la siccità e le alte temperature. Questo il motivo per cui si
consiglia di irrigare frequentemente le piantine di
ravanello. In Giappone si coltiva una varietà di ravanello, denominata Daikon, che può raggiungere il
peso di 4 chilogrammi e la lunghezza di un metro.
Pare che già nell'epoca dell'antico Egitto, questi ortaggi venissero consumati crudi insieme a gustosi
spicchi d'aglio.
Quando si acquistano dei ravanelli è bene prendere
in considerazione le loro dimensioni e preferire
quelli più piccoli in quanto quelli di maggiori dimensioni potrebbero risultare troppo "legnosi" da masticare. È bene fare attenzione anche allo stato delle foglie, quelle non ancora appassite stanno ad indicare la freschezza del prodotto.
Con le loro 11 calorie per 100 grammi di sostanza
edibile i ravanelli rappresentano una delle verdure
meno caloriche in assoluto.
Per accentuare la "croccantezza" del ravanelli si
possono immergere un paio d'ore in acqua fredda
prima di consumarli.
I ravanelli possono essere conservati in frigorifero
avvolgendoli in un canovaccio umido riposto all'interno di un sacchetto aperto, in questo modo possono essere conservati anche per una decina di
giorni.
13
Azienda modello Rieti
L
ungo il versante settentrionale del Terminillo e la Val
Leonina nel territorio di Leonessa nasce alla fine degli anni sessanta un’azienda che produce
latte vaccino, con soli tre capi e
una produzione di diciotto litri di
latte al giorno. Nel 1976 i capi
passano a quarantacinque unità
e si acquista anche un impianto
meccanico per la mungitura.
Negli anni ottanta viene inserita
la stabulazione, con la possibilità
di far pascolare i bovini all’aperto, sino ad arrivare agli anni novanta durante i quali, con il contributo della Regione, l’azienda
riesce a creare una sala di mungitura e portare l’allevamento a
duecento capi.
Oggi quell’azienda è cresciuta
ancora e, pur mantenendo una
gestione familiare, rappresenta
un modello di tradizione e innovazione tecnologica.
La tradizione ha a che fare con la
passione nel lavoro e la qualità
del latte prodotto, i nuovi strumenti meccanici sono, però, indi-
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spensabili per essere competitivi
e restare sul mercato.
L’azienda produce e vende latte
bovino di alta qualità nel rispetto
delle quote latte assegnate, immettendolo poi nella grande distribuzione attraverso i consorzi
locali e poi la GDO, un vantaggio
questo per tutti i consumatori
che possono così contare su una
qualità del prodotto sempre certificata e garantita.
Il piano degli investimenti presentato dall’azienda e finanziato
attraverso la misura 121 del PSR
2007- 2013 “Ammodernamento
delle aziende agricole” prevede
l’acquisto di attrezzature per il
rinnovo delle macchine, puntando così all’obiettivo di un miglioramento della sicurezza sul lavoro per gli operatori ed al risparmio energetico. Sono state acquistate strumentazioni di ultima generazione per dare nuovo
vigore e slancio all’attività dell’azienda. Una su tutte il carro
miscelatore Unifeed, una macchina agricola usata per pesare
con precisione, miscelare e distribuire cibo ai ruminanti, in
particolare bovini da latte. L'utilizzo fa parte della disciplina della zootecnia, rappresentando
una delle tecnologie più avanzate
di alimentazione animale. Rispetto all’alimentazione di tipo tradizionale, che non prevedeva la miscelazione tra foraggi e concentrati, l’uso del carro miscelatore
favorisce una serie di vantaggi di
carattere nutrizionale e gestionale. Riduce, nei fatti, la capacità
di selezione da parte dell’animale
verso gli alimenti più appetibili
della dieta la cui assunzione viene diluita nel corso dell’intera
giornata, stimolando un aumento di ingestione di sostanza secca, garantendo più uniformi e costanti condizioni dell’ambiente
ruminale in cui non si evidenziano
marcati picchi di fermentazione
e conseguenti cadute del pH. Così si elimina il rischio di disordini
metabolici, diminuendo i tempi e
semplificando le operazioni di
preparazione e distribuzione de-
gli alimenti. Tutto questo porta
ad uno status di maggior benessere per l’animale con una conseguente migliore risposta produttiva.
Questi risultati sono un esempio
di come le istituzioni, in primis
quelle locali, siano vicine alle realtà aziendali del territorio; solo
così si può impedire che le nostre
campagne perdano la loro vocazione naturale.
È sotto gli occhi di tutti, anche lo
scopo didattico delle fattorie. Infatti, l’azienda beneficiaria, presente in un territorio a vocazione
turistica, è spesso oggetto di visite di curiosi e di famiglie che
portano i propri figli ad assistere
alla mungitura e alla raccolta del
latte. Esperienze formative importanti che non si possono imparare sui libri e che non tutti
hanno la possibilità di fare. Anche per questo l’azienda rappresenta un modello da seguire e tenere in considerazione per la salvaguardia del nostro patrimonio
naturale e gastronomico.
L’INNOVAZIONE UNIFEED
Lʼintroduzione della tecnica del piatto unico (Unifeed)
ha certamente costituito una tappa molto importante
nella gestione organizzativa ed alimentare per gli allevamenti della vacca da latte italiani.
Nel nostro Paese, in particolare, lʼUnifeed si è sviluppato
solo alla fine degli anni sessanta; inizialmente ha
riguardato esclusivamente le aziende con bovini da
carne dove esisteva il problema del prelievo e della distribuzione di notevoli quantità di silo mais impiegate; il
carro miscelatore era molto semplice, a coclee orizzontali
sprovviste di lame in quanto destinate alla sola miscelazione di foraggi già trinciati, con lʼaggiunta di concentrati
e/o farine. Negli allevamenti da latte lʼUnifeed apparve
solo a cavallo degli anni ottanta, quando i successi delle
sperimentazioni vinsero la diffidenza nei confronti di
tale tecnica e i carri miscelatori si dotarono di lame per
la trinciatura del fieno il cui utilizzo costituiva allʼepoca
una regola indiscutibile, successivamente trasgredita
dalla diffusione di valide razioni ottenute principalmente
con insilati. Oggi lʼUnifeed rappresenta una nuova possibilità nel campo dellʼalimentazione delle vacche che
ha cambiato radicalmente le operazioni di stalla e che
ha richiesto unʼanaloga svolta anche al momento di coltivare i foraggi.
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I nuovi bandi
Con deliberazione di Giunta regionale n. 368
del 2 settembre 2011 sono stati approvati i
bandi pubblici per l’attuazione di talune Misure ad investimento fra i quali quello relativo alla Misura 121.
Tale bando pubblico si caratterizza e si differenzia dai precedenti in quanto è stato attivato esclusivamente nell’ambito della Progettazione Integrata Aziendale.
Al bando, pertanto, possono aderire esclusivamente i giovani agricoltori con età compresa fra i 18 ed i 40 anni (non ancora compiuti al
momento della presentazione della domanda)
che si insediano per la prima volta in qualità di
capo dell’azienda agricola, sia essa in forma
individuale che in forma societaria. Quindi, il
giovane agricoltore neo insediato che vorrà
presentare domanda di contributo ai sensi del
presente bando, dovrà obbligatoriamente
aderire alle misure 112 e 121 del PSR Lazio e
dovrà poi scegliere una fra le seguenti:
• 311 “Diversificazioni verso attività non agricole”
• 114 “Consulenza aziendale”
• 132 “Sostegno agli agricoltori che partecipano a sistemi di qualità”.
La Regione, rendendo obbligatorie le Misure
112 e 121, intende favorire sia il ricambio ge-
ATTENZIONE I BANDI SCADONO
IL 13 DICEMBRE 2011
si possono scaricare dal portale
della Regione Lazio
http://www.agricoltura.regione.lazio.it/psr
nerazionale che il rilancio produttivo delle
aziende agricole con la realizzazione di investimenti capaci di incrementare il valore aggiunto delle produzioni agricole ed in particolare di quelle di qualità.
PER SAPERNE DI PI Ù
Per avere informazioni più approfondite sulla Misura 121 rivolgersi alla Dott.ssa Nadia Biondini,
responsabile della misura, Dirigente Area Produzioni Agricole e Marketing Agroalimentare
Direzione Regionale Agricoltura
Regione Lazio - Via R. Raimondi Garibaldi,7 - 00145 Roma
Tel 06.51683445 - Fax n. 06.51683503
mail [email protected]
Oppure ai settori provinciali per l’agricoltura:
DIREZIONE REGIONALE AGRICOLTURA
Via Rosa Raimondi Garibaldi, 7 - 00145 Roma - 06.51683106
SETTORE PROVINCIALE AGRICOLTURA DI FROSINONE
Via Adige, 41 - 3100 Frosinone - 0775.851670/851699
SETTORE PROVINCIALE AGRICOLTURA DI LATINA
Via Villafranca 2/d - 4100 Latina - 0773.446600
SETTORE PROVINCIALE AGRICOLTURA DI RIETI
Via Raccuini 21/a - 2100 Rieti - 0746.264600
SETTORE PROVINCIALE AGRICOLTURA DI ROMA
Via Pianciani, 16 - 00185 Roma - 06.51686614/51686613
SETTORE PROVINCIALE AGRICOLTURA DI VITERBO
Via Maresciallo Romiti, 80 - 1100 Viterbo - 0761.298602
ARSIAL - Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura del Lazio
Via Rodolfo Lanciani, 38 - 00162 Roma - 06.86273451
CONTATTI
[email protected]
[email protected]
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APPROFONDIMENTI
www.agricoltura.regione.lazio.it/psr
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Collana Arsial – Opuscoli PSR Lazio
Progetto di comunicazione del PSR Lazio 2007-2013
Per informazioni e numeri arretrati:
[email protected]
Tel. 06 6892972
Fax 06 68192977
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